CAMPO
ISTITUTO COMPRENSIVO
CALABRO-SAN ROBERTO-FIUMARA
Dicembre 2011
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
UN TESORO DI SCUOLA
Campo Calabro
Saluto della Dirigente
pag 1—2
La nostra scuola: noi protagonisti
pag 3 –5
Noi scrittori
pag 6-7
Speciale nonni
pag 8-11
Uscite didattiche
pag.12-13
Ricorrenze e manifestazioni
pag 14-20
San Roberto
La nostra scuola: noi protagonisti
pag 21-22
Noi poeti
pag 23
Giornalisti in Erba
pag.24-26
Ancora Natale
pag 27-28
Fiumara
Speciale Natale
pag 30
Siamo tutti poeti e scrittori
pag 33-37
La scuola
pag. 38
Pagina umoristica
pag 39
Cari Ragazzi,
questo mio intervento è rivolto soprattutto
alla focalizzazione degli obiettivi che vi dovete porre per essere i cittadini del futuro,
forniti delle adeguate competenze richieste
ai fini occupazionali, nel contesto nazionale
ed europeo.
È ovvio che il vostro impegno dovrà essere
sostenuto e guidato da una Scuola, che per
le sfide che ha di fronte e per le condizioni
operative in cui versa dovrà essere super ,
cioè, una scuola con la S maiuscola. Scuola
che costantemente si sforza per migliorare
la qualità e l’efficienza del proprio servizio a
partire dai percorsi formativi orientati verso
l’innovazione e l’ottimizzazione di un Sistema Valutativo riferito sia a voi alunni, a tutti
gli operatori scolastici ed al Sistema Scuola
nella sua interezza. Valutazione che dovrà
rispettare i canoni dell oggettività, dell’equità
e della meritocrazia.
Un continuo sforzo che deve necessariamente includere l’impegno di tutti voi nello
studio e nella partecipazione consapevole e
responsabile alle iniziative curriculari ed
extracurriculari che la nostra scuola pianifica
annualmente per voi. In sostanza
l’ottimizzazione organizzativa riguarda, quindi, tutto il Sistema Scuola, ma anche il territorio ed in particolare gli Enti Locali che hanno mandato legislativo per creare situazioni
di sicurezza e di benessere all’utenza , per
cui se il loro intervento non sarà tardivo, ma
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adeguato ai tempi scolastici, si interromperanno inutili quanto faticosi appesantimenti gestionali e si riuscirà a
dismettere il deprimente abito grigio
della precarietà.
Da queste brevi riflessioni, Voi Ragazzi, già capite quanto è impegnativo
riuscire a fare delle nostre scuole del
Sud delle scuole pienamente efficienti, efficaci e veramente produttive per
le richieste della società presente e
futura. In riferimento ad esse, le Direttive di Lisbona 2010 e gli obiettivi che
la Commissione Europea propone per
il 2020 riguardano in particolare:
l’occupazione, la ricerca,
l’innovazione, il cambiamento climatico e l’energia, l’istruzione e la lotta
contro la povertà. Obiettivi alti ed ambiziosi che passano attraverso un accrescimento della qualità generale e
nello specifico di tutti i livelli di formazione ed istruzione nell’UE, in sintesi
per mezzo soprattutto della
“SCUOLA” che è ed è sempre stata
il grande motore di crescita civile e
culturale di tutti i popoli.
Cari ragazzi! Dovete sapere che per
ottenere dei risultati non bastano le
dichiarazioni di intenti, bisogna trasformare le idee in azioni, in comportamenti positivi e corretti che come ho
sopra accennato riguardano diversi
soggetti.
Un punto cruciale è quello la spendibilità delle performance a livello europeo, aspetto strettamente collegato alla
possibilità di voi giovani verso una
mobilità internazionale in settori occupazionali medio-alti, per questo già da
alcuni anni, come sapete, si effettua-
INSIEME
no le Prove Invalsi. L’INVALSI è l’
Istituto Nazionale di Valutazione del
Sistema dell’Istruzione che sotto la
vigilanza del Miur (Ministero della
Università e della Ricerca) svolge
molti compiti per sostenere il raggiungimento degli obiettivi di cui abbiamo prima parlato. In particolare le
Prove Invalsi, servono a verificare le
conoscenze, le abilità degli studenti
e la qualità complessiva dell’offerta
formativa al fine di studiare le vere
cause dell’insuccesso e della dispersione scolastica con riferimento al
contesto sociale ed alle tipologie
dell’offerta formativa.
Ho ritenuto necessario fare questo
discorso, forse un po’ difficile, ma
che confido voi abbiate compreso
anche con l’aiuto dei vostri genitori e
insegnanti, per farvi riflettere sulle
reali prospettive operative e sulla
problematicità della scuola in generale ed in particolare della nostra
scuola che vuole assolutamente
evitare di farvi perdere occasioni
importantissime per il vostro futuro
investendo molte risorse ed energie
a tal fine.
Concludo facendo pervenire a voi
ed alle vostre famiglie un affettuoso
augurio di Buon Natale e di un Nuovo Anno da affrontare con grandi
propositi ed impegno affinché sia
produttivo di importanti soddisfazioni.
Il Dirigente Scolastico
dott.ssa Antonina Marra
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COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
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La nostra scuola: noi protagonisti
CAMPO CALABRO
MICROSCOPIO OTTICO E OSSERVAZIONI
Giorno 18 ottobre, noi alunni
della II A, abbiamo verificato
alcune osservazioni. La professoressa Laganà ha portato
un microscopio ottico semiprofessionale. All'inizio ci ha spiegato la struttura del microscopio: nella parte superiore troviamo gli oculari e il braccio
portante; nella parte centrale
troviamo gli obiettivi, il vetrino
e il tavolino porta-oggetti;
mentre nella parte inferiore
troviamo le viti macrometrica e
micrometrica, le viti per mettere a fuoco e la base. Attraverso questo strumento abbiamo
osservato alcuni tipi di cellule:
quelle del tessuto epiteliale
della cipolla, quelle dell'epidermide della foglia di Elodea,
quelle della mucosa del palato
e i fermenti lattici vivi dello yogurt. Per osservare il tessuto
epiteliale della cipolla, la professoressa ha eseguito la colorazione del tessuto, l'ha immerso in un colorante rosso in
modo che al microscopio si
vedessero le pareti delle cellule, fatto ciò ha messo con una
pinzetta questa sottile pellicina
in un vetrino porta-oggetti e
poi uno ad uno abbiamo osservato che le cellule erano a
forma di mattoncini un po' deformati ma uniti tra loro. In seguito abbiamo osservato le
cellule dell'epidermide di una
foglia di Elodea. Abbiamo preso una fogliolina, l'abbiamo
sistemata su un vetrino e abbiamo rilevato che l'epidermide era costituita da cellule di
forma rettangolare dove al
centro di ognuna di esse
c’erano i cloroplasti, i quali
consentono ai vegetali di svolgere la fotosintesi. Subito dopo abbiamo osservato le cellule della mucosa del palato.
Erano cellule distaccate le une
dalle altre e al centro di ognuna, c’era il nucleo. Infine abbiamo osservato le cellule dei
fermenti lattici vivi dello yogurt
che si dividono in: bacilli, cocchi, streptococchi, ecc.… Passando a un ingrandimento
maggiore dell’obiettivo abbiamo visto i fermenti lattici che si
muovevano, sembravano dei
bruchi! E’ stata un’esperienza
VERAMENTE FANTASTICA!
NON LA POTREMO DIMENTICARE MAI!
P.S. L'elodea è una pianta acquatica che viene messa negli
acquari simile all'alga e per
verificare il processo di fotosintesi l'abbiamo messa in una
vaschetta piena d'acqua ed
esposta alla luce solare, dopo
circa cinque minuti, abbiamo
visto emergere dal fondo della
vaschetta delle bollicine, segno che la fotosintesi era avvenuta.
Cellule del tessuto della cipolla
Epidermide dell’elodea con cloroplasti
Martina Attinà
Carmen Arecchi
II A
Fermenti lattici dello yougurt
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INSIEME
UNA ESPERIENZA DI LABORATORIO
“Una per tutte, tutte per
una”
Martedì 18 Ottobre 2011 la mia
classe, guidata dalla professoressa di scienze prof. Laganà,
ha potuto sperimentare la bellezza delle cellule di alcuni tessuti.
Il materiale per l’esperimento
comprendeva: tanti vetrini trasparenti, una piantina di Elodea, la pellicola sottile che ricopre la cipolla, una provetta con
dentro un po’ di yogurt bianco e
naturalmente un microscopio.
Sul primo vetrino la professoressa ha posizionato un pezzettino di pellicola e un po’ di inchiostro rosso per far risaltare
le cellule.
Ad uno ad uno, abbiamo osservato con stupore dentro la lente, quelle macchiette rosse tutte
unite tra di loro, erano le cellule
del tessuto epiteliale della cipolla.
La fogliolina di Elodea, sul suo
vetrino era formata da tante
cellule di colore verde, con un
nucleo più scuro al centro.
In quel momento ho pensato
che non mi era mai capitato di
vedere una foglia così da vicino! Anzi vedevo proprio
com’era fatta dentro! Su un vetrino c’era anche della mucosa
epiteliale e, sinceramente, mi
faceva un certo senso osservare qualcosa di nauseante come
la saliva. Le sue cellule erano
diverse, per forma e colore,
dalle altre già osservate. Erano
di colore blu-violetto perché
colorate con il blu di metilene,
al centro avevano un puntino
nero, era il nucleo.
L’ultimo vetrino era destinato
ad una gocciolina di yogurt,
l’intento era quello di osservare
i suoi fermenti lattici vivi. Le
cellule si muovevano leggermente, alcune erano sferiche
(cocchi) altre erano doppie o
triple (diplococchi, streptococchi). Questa esperienza mi ha
dato la possibilità di conoscere
la cellula, cioè la parte più piccola di cui è composta la materia vivente, l’avevo già studiata
sul libro di scienze ma, vederla
dal vivo con i miei occhi, è stata
proprio una sensazione meravigliosa!
Rebecca Cotroneo
Classe 2°A
Cellule della mucosa
del palato
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INSIEME
Lettera rivolta ai bambini della classe di gemellaggio di
Abbiategrasso da parte della classe V di Campo Piale.
22/10/11
Cari coetanei di Abbiategrasso,
vi abbiamo scritto per raccontarvi le
nostre vacanze ormai trascorse, soprattutto al mare e l'inizio del nuovo
anno scolastico. Nel nostro tempo
libero, ci incontravamo con gli amici,
facevamo lunghe passeggiate, uscivamo con le biciclette e andavamo
nelle piazze; il nostro luogo ideale è
stato comunque il mare, del quale vi
invieremo notizie a parte. Dopo è incominciata la scuola: questo è il nostro ultimo anno di scuola elementare.
Che emozione! Il giorno dell'accoglienza, la nostra aula era addobbata
con festoni e cartelloni colorati.
Quest'anno c'è stata una novità: l'arrivo di una nuova compagna di nome
Alessia. Abbiamo iniziato quest'anno
scolastico gradualmente con le attività . Poi però, ci siamo impegnati per
la festa dei nonni. Già dalla seconda
settimana ci siamo dati da fare per
allestire la classe e per preparare i
lavoretti e i bigliettini. Dopo due settimane di prove e di lavoro è arrivato il
grande giorno: eravamo disposti a
semicerchio e ogni bambino aspettava i propri nonni con emozione. Appena sono arrivati tutti i nonni abbiamo
incominciato a recitare e a cantare: si
trattava di poesie inventate da noi;
lettere che parlavano dei momenti
trascorsi con i nostri nonni, ma pure di
momenti impressi della loro vita e non
ultimo, interviste sulla scuola di un
tempo e cartelloni. Abbiamo cantato
molte canzoni,ma la più originale è
stata "Rose rosse",anche perché a
tutte le nonne, mentre la cantavamo,
abbiamo distribuito questo bellissimo
fiore in tema con la canzone ed anco-
ra un sasso con su scritto il nostro
nome e un biglietto con una dedica
molto significativa:"I nonni: le nostre
radici". E che dire del twist… si sono
scatenati! Poi abbiamo cantato, insieme ai bambini due canzoni concludendo con il walzer… che ballerini, i nonni! La felicità e l'emozione,
ci sono arrivati in gola. Un groppo di
allegria ci ha sopraggiunto, è stato
un momento magico. Infine abbiamo mangiato i dolci preparati dalle
nonne. Adesso vi salutiamo, augurandovi un buon anno scolastico
ricco di belle cose.
P.S. spediremo con la lettera alcuni
lavori svolti.
Classe V Campo Piale
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INSIEME
Noi scrittori
IMMAGINA DI FARE UNA PASSEGGIATA NEL BOSCO NEL PERIODO AUTUNNALE
Siamo in autunno, una stagione piuttosto monotona: gli animali vanno in letargo, le giornate diventano più fredde,
le foglie cadono dagli alberi. Sta arrivando l’ inverno.
Le persone si recano in montagna a raccogliere funghi, ammirare panorami stupendi, vedere cadere le foglie.
Anch’io ci sono stata, con gli scout, in escursione, per un weekend.
Ci siamo diretti, su un autobus, a Mannoli, un paesino vicino a Gambarie. Lì c’ era un po’ di nebbia ma quando
siamo entrati nel bosco, è scomparsa. Avevamo portato con noi il pranzo, lo stuoino, il sacco a pelo, la tenda, dei
cappelli di lana, il quaderno di caccia e dei vestiti che avremmo indossato durante la scenetta intorno al fuoco, di
notte, nel bosco. Appena arrivati, ci siamo addentrati in cerca di un posto in cui accamparci. I capi ci hanno aiutato a montare la tenda. All’interno abbiamo messo lo stuoino e il sacco a pelo per dormire. Siamo usciti dalla tenda
e abbiamo cercato la legna per accendere il fuoco. Ci siamo guardati intorno circondati da molti alberi; abbiamo
visto molti animali: scoiattoli, ricci, uccelli, ghiri e molti funghi come porcini, prataioli, spugnole. Le foglie, di tante
forme e molti colori, cadevano dagli alberi spogli. All’improvviso sentiamo il rumore di un ruscello, ci avviciniamo
e inizia a piovere. Ci ripariamo nel bosco e dopo aver preso la legna, torniamo all’accampamento per asciugarci.
Smette di piovere e accendiamo il fuoco. Come previsto ogni sestiglia aveva preparato qualcosa da presentare.
La mia ha preparato una scenetta che si intitolava “Cappuccetto Rosso la biricchina“. Finito di festeggiare, cantare, ballare, siamo tornati in tenda per riposare. Si sentivano i versi degli animali notturni che ci salutavano prima
di andare in letargo.
Mi sono divertita molto osservando la natura e tutte le sue bellezze e spero di ritornare a vedere le meraviglie
dell’ autunno.
Sara Carpinelli
VB
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INSIEME
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NATALE 2011 … SARA’ L’ULTIMO???
Ma sarà davvero esatto quello che dicono i Maya? Dopotutto loro hanno previsto la nascita di Gesù e questo un
po’ ci spaventa vero?
I Maya furono un’antica civiltà dell’America Meridionale vissuti precisamente nella penisola dello Yucatan ( Messico Meridionale) verso l’anno 1000; dove si innalzano resti di grandi città, templi e piramidi a gradoni. I Maya non
conoscevano le tecniche agricole ma possedevano una loro scrittura e usavano un sistema di numerazione, la
cosa che li distinse dalle altre civiltà fu il calendario che appunto comprendeva 5000 giorni, questo finisce il 21
dicembre 2012. Per molti sarà la fine del mondo: delle peggiori. In più tempeste magnetiche un misterioso pianeta, l’inversione dei poli…cosa c’e di vero in queste voci? Tante domande…nessuna risposta…..ma è sempre stato così…..ancora oggi dopo tanti studi a queste domande solo il Signore può rispondere. Forse Dio, come nel
Diluvio Universale, vuole lasciare alle spalle la cattiveria e dar un nuovo inizio ad un altro mondo. Ma c’e un collegamento tra la religione cattolica e le credenze dei Maya? A chi credere? Come già sappiamo secondo la credenza Maya il mondo finirà il 21 dicembre 2012, ma secondo i cattolici il mondo finirà soltanto quando Dio lo deciderà
e questa data è ignota. Analizzando le diverse opinioni della gente si denota una percentuale alta della credenza
che il mondo finisca nel 2012, una percentuale media sulla non credenza e una percentuale minima delle persone che non si sono mai poste questo problema e vivono alla giornata. Alla fine del mondo credono davvero molte
persone, il nostro gruppo non è tra queste e forse, mentre gli altri penseranno che sarà il loro “ultimo” Natale e lo
vivranno con ansia, timore e con angoscia, noi ci divertiremo un mondo scartando regali, mangiando panettone e
bevendo spumante!!! Se davvero credessimo che la fine del mondo è alle porte non saremmo così in fermento
con i preparativi del Natale: negozi addobbati, strade illuminate, bancarelle con tutto l’occorrente per il presepe.
Nella nostra parrocchia e anche nelle zone vicine si stanno allestendo i presepi viventi ancora una volta per rivivere il grande mistero della nascita di Gesù. Sono tutti questi segnali di positività che ci indicano che non bisogna
sempre credere a tutte le cose strane e stravaganti solo perché tali. È bene valutare ogni notizia in tutti i suoi aspetti facendo delle riflessioni sulla base delle proprie tradizioni e conoscenze personali. Noi non crediamo alla
fine, anche perché si presupponeva la fine del mondo del 2000…e come mai siamo ancora qui?? Queste secondo noi sono teorie per mettere in agitazione le persone ma la fine non potrà mai essere conosciuta in anticipo, nel
mondo succedono tante cose e noi non ne teniamo conto: incidenti, terremoti, alluvioni, fatti che rappresentano la
fine del mondo. Noi, siamo però solo dei ragazzi e non pensiamo a questi eventi catastrofici, speriamo di divertirci
anche quest’anno e poi il resto….. “LO SCOPRIREMO SOLO VIVENDO“.
Chiara Aversa, Ilaria Bueti, Kristina Chernelyuk,
Giuseppe Cotroneo, Antonio Scali
II B
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INSIEME
Festa dei nonni
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Speciale nonni
SCUOLA DI IERI, SCUOLA DI OGGI
Abbiamo intervistato i nostri nonni, per sapere com’era la scuola
ai loro tempi, ecco cosa ci hanno
raccontato.
Rispetto a oggi, le aule dei nostri
nonni non erano spaziose con
cartelloni colorati come le nostre,
ma erano piccole, semplici e vecchie stanze adibite ad aule. Alcuni nonni studiavano nella Casa
Comunale. L’arredo aveva il minimo indispensabile: banchi, sedie,
cattedra, cartina geografica e
anatomia del corpo umano. I
bambini, in alcune classi, arrivavano fino a trenta.
Le classi potevano essere miste,
cioè maschi e femmine insieme,
o maschili o femminili. C’erano
pure le pluriclassi. Le insegnanti,
a quei tempi, non erano quattro,
ma solo una che insegnava tutte
le materie. Quando qualche scolaro era disubbidiente, le maestre
lo punivano con diversi modi: davano botte con la bacchetta di
legno, oppure li facevano mettere
dietro la lavagna e li facevano
inginocchiare con sotto delle pietre appuntite o dei ceci. Che paura!
Nelle aule certe maestre regalavano agli scolari dei quaderni. Gli
insegnanti, per far vedere agli
alunni la loro importanza, mettevano la cattedra su un gradino.
Come sussidi scolastici c’era una
stanza in cui si potevano vedere
con un proiettore dei film. Per
l’inverno, poi, si usava una stufa
a legno, i bagni non esistevano e
per la scienza usavano il microscopio. Non esistevano i laboratori, perché c’era lo studio teorico.
Come
materiale
scolastico
c’erano: inchiostro, calamaio,
pennino, come gomma o carta
assorbente o una mollica di pane
imbevuta nell’acqua, un quaderno
a righe e a quadri, un sussidiario.
colori a legno e matite.
La valutazione era con i numeri e
l’abbigliamento era questo: per
chi se lo poteva permettere un
grembiule nero, con un colletto
bianco e poi un fiocco rosa con i
capelli con i codini, trecce o la
coda di cavallo. Dovevano essere
belle le nostre nonne!
Chi invece non aveva soldi doveva mettere o gli zoccoli oppure
rimaneva a piedi scalzi. Poveret-
ti!
Come merenda prendevano fichi
secchi con un pezzo di pane con
l’olio fatto in casa. Che bello !
Che genuino! Però, quante cose
sono cambiate in questi anni!
Classe 5°
Campo Piale
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DEDICATO AI NONNI
Nessuno può fare per i bambini quel che fanno i nonni. Essi spargono polvere di stelle sulla vita dei più piccoli.
Flavio Romano
2B Campo C.
COSTRUTTIVAMENTE
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Pagina 10
I NONNI, LE NOSTRE RADICI: COME PER L’ALBERO LE RADICI SONO UN SALDO SOSTEGNO E FONTE DI NUTRIMENTO… I NONNI SONO LA NOSTRA STORIA, LA FONTE DI
SAGGEZZA CHE SAZIA LE NOSTRE RICHIESTE.
Con amore
Classe V CAMPO PIALE
Festa dei nonni...versi poetici dei bambini della classe V di Campo Piale
Nonni
Nonni….
luce della mia vita,
sole del mio mattino,
stella che mi indica la retta via.
Nonni…
Parola difficile da dire,
da pensare,
ma facile da amare.
Cuore che batte,
bocca saggia che dà consigli,
persone speciali che mi vogliono bene.
Sara Batistini
Classe V Campo Piale
L'amore dei nonni
Cari nonni voi avete tanto amore
e col vostro abbraccio ci inondate di calore.
Provvedete subito a farci felici
e ci lasciate giocare con gli amici.
Avete tanto tempo e tanto affetto
che tutto il mondo ne sarebbe certo.
Cucinate cose buone, ci saziate e ci raccontate
storie antiche e belle,
e avete: gatti, pulcini e gallinelle.
E infine vi voglio un mondo di bene
e di amore…
Cari nonni siete più grandi del mio cuore!
Giovanni Triulcio
Classe V Campo Piale
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I nonni che tutti vorrebbero
Cari nonni,
siete il bello di tutti i giorni.
Mi dispiace quando vi faccio arrabbiare,
ma sono una bambina, che ci volete fare?
Io vi ho sempre voluto tanto bene e pure ammirato
e nel mio cuore vi ho conservato.
Quando giocate con noi bambini
diventate pure voi piccolini.
Mi date sempre buoni consigli
e profumate come dei gigli.
Quando mi fate compagnia
il cuore comincia a battermi per l'allegria.
Voi siete i migliori nonni che potessero capitare
e proprio per questo che vi voglio sempre amare.
Cari nonni,
io vi voglio molto bene
e il mio affetto vi voglio dimostrare
prendendovi per mano e lasciandovi camminare
raccontadomi tutte le mie radici
che nascono proprio da voi,
cari nonni amici.
Rossella Santoro
Classe V Campo Piale
Cari nonni
Cari nonni,
siete come degli alberi sempre verdi,
i cui rami sono rivolti al cielo
come delle braccia aperte.
Cari nonni
siete belli e meravigliosi
come le onde del mare in tempesta.
Siete delle persone sagge
che fanno apparire sul viso di ogni bambino
un sorriso grande quanto il cielo.
Cari nonni vi voglio tanto bene,
ma ho una cosa da dirvi,
ci penso da più di due ore,
ma quella parola
non la riesco a trovare
forse è grande quanto il mare.
Sara Madonna
Classe V Campo Piale
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Uscite didattiche
UNA GIORNATA SCOLASTICA ALL’AEROPORTO DELLO STRETTO
Giorno 18 novembre, noi alunni della 2^ B della scuola primaria di Campo centro, siamo
andati all’Aeroporto di Reggio Calabria.
Arrivati, una guida ci ha accolti e ci ha portati a visitare tutte le aree che fanno parte
dell’aeroporto: vigili del fuoco, reparto volo Polizia di Stato, torre di controllo. Prima di iniziare la visita i poliziotti ci hanno fatto il controller dei nostri zainetti; dopo siamo usciti
fuori nella pista che era grandissima e da lì abbiamo visto decollare l’aereo dell’Alitalia: ci
sembrava di toccarlo con le mani! Da lì siamo andati al reparto volo della Polizia di Stato
e siamo saliti su un elicottero da soccorso.
Ultima tappa è stata la torre di controllo, prima di arrivarci abbiamo fatto una lunga e
stretta scalinata. Dall’alto abbiamo ammirato la grandezza della pista e i controllori ci
hanno spiegato che da lì si avvisano tutti i comandanti degli aerei e degli elicotteri. Prima
di ritornare a scuola abbiamo aspettato che decollasse un altro aereo. Eravamo tutti emozionati e con la bocca aperta.
Questa uscita è stata per noi un’esperienza indimenticabile e bellissima!
Classe II B
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Ricorrenze e manifestazioni
INCONTRO CON IL COMANDO DEI V.V. F.F. DI REGGIO CALABRIA
Il 12 Novembre alle ore 9:00 presso l’Istituto Comprensivo di Campo Calabro/San
Roberto ci siamo riuniti nella sala polifunzionale per un incontro con il comando dei
vigili del fuoco di Reggio Calabria sulla “Sicurezza nella scuola”.
Insieme alle classi VA e VB di Campo Centro c’era la classe VA di Campo Piale.
I vigili erano attrezzati di computer e ci hanno proiettato un video e subito dopo ci
hanno parlato di incendi, di sostanze chimiche pericolose, del gas, dell’elettricità,
dei rischi domestici.
Ci hanno informato come si può formare un incendio e quali elementi servono.
Sono necessari: il comburente, il combustibile e il calore, cioè l’ossigeno che c’è
nell’aria, tutto ciò che brucia e un accendino o un cerino. Se manca uno di questi elementi l’incendio non può avvenire. Se a qualcuno, inavvertitamente, prende fuoco il maglione bisogna subito soffocare il fuoco rotolandosi
per terra o avvolgere la persona con una coperta e picchiettare sopra per spegnere le fiamme. Ci hanno spiegato
che quando fuoriesce acqua dalla pentola e prende fuoco non dobbiamo buttare acqua per spegnerlo ma mettere
un panno bagnato sopra per soffocarlo. Se fuoriesce un po’ di gas dal fornello e c’è una grande nuvola di fumo
noi ci dobbiamo abbassare per terra con un panno umido tra il naso e la bocca perché il gas è leggero e sale in
alto. Una fuga di gas può provocare scoppi, esplosioni, intossicazioni e asfissia. Ci hanno parlato degli errori che
facciamo comunemente come appoggiare l’asciugacapelli sul bordo della vasca con l’acqua all’interno, far passare il filo dell’asciugacapelli sul pavimento bagnato o quando inseriamo tante spine in una presa perché si surriscaldano e si sciolgono. Al momento dell’acquisto si devono scegliere apparecchiature con marchiatura C E.
Non bisogna lasciare a portata dei bambini alcool, benzina, detersivi, candeggina perché se vengono ingeriti sono nocivi. Infine ci hanno fatto vedere gli attrezzi che usano durante gli interventi, una giacca a strisce gialle e dei
guantoni di un materiale speciale che li protegge dal calore e dalle esplosioni, il casco o elmetto di protezione con
due visiere, una per proteggere gli occhi e l’altra per proteggere il viso, il cinturone che viene indossato sui fianchi
ed è dotato di moschettoni per agganciarsi.
Infine abbiamo fatto delle domande alle quali ci hanno risposto con chiarezza, li abbiamo ringraziati e siamo ritornati nelle aule.
Gli alunni della classe VB Campo Centro
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INSIEME
INCONTRO CONFERENZA CONTRO IL BULLISMO
A SCUOLA DI LEGALITA’
Nei locali dell’Auditorium Parrocchiale si è svolto, a cura del CIF in collaborazione con
l’Istituto Comprensivo di Campo Calabro, un convegno sul tema: il bullismo, una forma di violenza che contamina la società contemporanea.
Alla manifestazione hanno partecipato in qualità di relatori l’insegnante Franca Arecchi, presidente del CIF, la dott.ssa Antonina Marra, dirigente dell’Istituto Comprensivo
di Campo Calabro, l’avv. Santina Gaetano, don Valerio Chiovaro, parroco della Chiesa “Cattolica” di Reggio, l’insegnante Marilena Iiriti, la dott.ssa Angela Laganà, presidente provinciale del CIF, la dott.ssa Giovanna Ferrara e la vicepresidente del CIF
Maria Calabrò.
Durante la manifestazione i ragazzi dell’Istituto Comprensivo hanno presentato cartelloni, poesie e pensieri creati da loro sulla tematica del bullismo. Gli alunni della scuola
secondaria di primo grado hanno inoltre dimostrato come anche con la musica si può
stare bene insieme eseguendo un conto sull’amicizia ed alcuni brani con il flauto dolce guidati dalla prof.ssa di musica Elisabetta Papalia.
Progettare e lavorare per la prevenzione e il contrasto al bullismo significa costruire
dei contesti di crescita sicuri e di benessere per i nostri bambini e ragazzi.
Risulta importante quindi la creazione di condizioni sociali e relazionali in cui i giovani
imparino a gestire i conflitti attraverso modalità di collaborazione, negoziazione e non
di violenza e prevaricazione. Ciò al fine di educare i ragazzi alla legalità e alla cittadinanza responsabile. In particolare, la scuola ha un’importante funzione educativa e di
socializzazione ed è quindi uno dei contesti più adatti per realizzare piani di intervento
di prevenzione e contrasto al bullismo. Proprio a questo scopo l’Istituto Comprensivo
di Campo Calabro, per creare un clima lavorativo orientato al benessere comune e
per prevenire ogni forma di disagio psichico e della salute mentale degli adolescenti,
ha inserito nel POF tematiche riguardanti l’educazione alla non violenza, alla legalità,
al rispetto dei valori di convivenza democratica, rispetto di sé e degli altri, e ha avviato
nell’anno scolastico trascorso progetti e attività che proseguiranno nel corrente anno
scolastico 2011-2012. Le azioni intraprese dalla scuola mirano a promuovere e sostenere una politica scolastica sensibile alla problematica del bullismo, appoggiare iniziative e approfondimenti sul tema da parte dei docenti o di gruppi di alunni, creare una
rete di comunicazione e azione tra scuola e famiglia per fronteggiare insieme le prepotenze, creare dei contesti di accoglienza e ascolto di situazioni problematiche riferite dai genitori, dai docenti o dagli alunni.
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INSIEME
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progettazione di interventi per
coinvolgere attivamente i genitori attraverso incontri effettuati a scuola con esperti di pedagogia, psicologia dinamiche
relazionali e con l’ausilio delle
strutture sociali del territorio.
(effettuati nel mese di mese di
marzo);
6.
attività teatrali e musicali a
tema;
7.
articoli scritti da docenti e allievi per il Giornalino Scolastico;
Durante l’anno scolastico 2010-1011, sono state organizzate attività opera-
Nel corso dell’anno tutti i docenti si
tive volte ad analizzare le dinamiche relazionali nei rapporti a scuola ed a
prevenire le principali forme di disagio giovanile.
sono attivati:
informandosi e formandosi sul
È stato attivato uno sportello ascolto, dove esporre ogni forma di difficoltà
tema delle prepotenze e ac-
ricollegabile ad azioni prevaricanti, vessatorie, moleste, persecutorie e de-
quisendo strumenti e metodo-
nigratorie nei confronti di tutti gli alunni e gli operatori della scuola. L’utilizzo
logie di azione;
dello sportello, attivo anche quest’anno, può avvenire sia in forma anonima
che attraverso l’interazione diretta con il docente referente (prof.ssa Iiriti).
tema delle prepotenze, atti-
Sono stati inoltre proposti schede e questionari per tutto il personale e per
vando discussioni in classe e
gli allievi, al fine di rilevare il clima vissuto da tutti a scuola. I progetti e le
facilitando un clima di acco-
linee di intervento per la prevenzione sono stati:
1.
glienza e di accettazione tra i
conoscenza del problema attraverso un opuscolo informativo diffuso
a scuola sui principali temi riguardanti Mobbing, Bullismo ecc. con-
ragazzi;
sultabile da genitori degli allievi e sul sito web dell'Istituto.
2.
individuando e portando alla
luce episodi di prepotenza
gennaio); dai risultati è emerso che il clima lavorativo tra operatori e
accogliendo
il clima tra allievi in tutto l’Istituto Comprensivo era abbastanza sere-
re, giochi di gruppo, discussioni e riflessioni sul valore dell’amicizia e
dell’aiuto reciproco. (effettuata nel corso di tutto l’anno scolastico);
4.
proiezioni di film per allievi e docenti con la partecipazione dei genitori. (effettuate nel mese di febbraio);
ascoltando
cante le esperienze di ragazzi
progettazione di interventi didattici da attuare in tutte le classi (come
smo) per sensibilizzare gli alunni a questo problema attraverso lettu-
e
con atteggiamento non giudi-
no e positivo;
suggerito dalla Direttiva della Pubblica istruzione per la lotta al bulli-
osservando le dinamiche relazionali della propria classe e
rilevazione del clima scolastico per operatori e allievi attraverso ricerche basate su schede e questionari anonimi (effettuata nel mese di
3.
sensibilizzando gli alunni al
riferite al bullismo;
aumentando il controllo nei
momenti ricreativi o di attività
poco strutturate;
COSTRUTTIVAMENTE
collaborando con alunni e genitori per promuovere un clima scolastico di benessere.
INSIEME
Pagina 17
Questi interventi attivati insieme a tutti gli altri
offerti dalla scuola mirano a migliorare lo stile di vita
di tutti poiché ogni nostra scelta riguarda e coinvol-
Anche quest’anno l’Istituto Comprensivo di Campo
ge la comunità e il mondo intero. Quello su cui vo-
Calabro Fiumara S.Roberto punta a prevenire e con-
gliamo far riflettere gli allievi è il senso di responsa-
trastare il bullismo e promuovere il benessere co-
bilità, la presa di coscienza, il fatto che tutti nel no-
struendo, attraverso progetti, incontri con esperti e
stro piccolo possiamo realizzare qualcosa di grande,
psicologi (destinati ad allievi, docenti e genitori) e
per essere più felici, per contribuire a concreti mi-
attività didattiche, relazioni interpersonali ed educati-
glioramenti che, a piccoli passi, potranno portare
ve fondate sul rispetto, la collaborazione, la tolleran-
benessere a tutta la società.
za e la solidarietà.
Si cercherà di migliorare le azioni preventive attraverso vari livelli:
Livello di intervento individuale. Potenziando l'ascolto, l'accoglienza, la conoscenza reciproca tra
allievi, educando al rispetto della diversità, al
rispetto per gli altri, alla capacità di mettersi nei
panni degli altri e capire il loro stato d'animo, al
senso di partecipazione e responsabilità verso la
vita scolastica e di classe, alla capacità di resistere al conformismo ed esprimere il proprio
punto di vista, alla capacità di gestire i conflitti
attraverso modalità collaborative e di negoziazione;
Livello di intervento di classe. Potenziando le abilità sociali, la promozione della cooperazione e
della solidarietà, la consulenza e la mediazione;
Livello di intervento istituzionale. Sensibilizzando
tutti gli operatori della scuola, docenti, personale
ATA, alunni, al tema delle prepotenze organizzando incontri, conferenze, dibattiti, presentazioni di libri a tema, presentazione dei dati emersi
dalla fase di ricerca, proiezione di video o film,
spettacoli teatrali e altro; coinvolgere attivamente
i genitori e tutte le agenzie educative presenti sul
territorio.
Livello di intervento di comunità. Creando reti di
collaborazione e comunicazione, per coinvolgere
attivamente i genitori e tutte le agenzie educative
presenti sul territorio.
prof.ssa Marilena Iiriti
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
Pagina 18
Il bullismo
Un fenomeno che ha assunto valori preoccupanti soprattutto a scuola è il bullismo.
Siamo in presenza di bullismo quando una persona, il bullo, intenzionalmente e ripetutamente attua condotte offensive-aggressive nei confronti di un'altra persona, la vittima, allo scopo di nuocere, infastidire e procurare disagio.
In particolare c'è bullismo quando le condotte offensive si ripetono alla presenza di un gruppo esteso e anonimo
che funziona da pubblico come in una recita teatrale, dove il bullo ama farsi vedere per mostrare la sua prepotenza
e la sua crudeltà. Dietro ogni forma di bullismo c'è dunque da un lato, la vittima che subisce, soffre e coltiva sentimenti di impotenza, dall'altro lato il bullo aggressivo, prepotente che umilia le vittime e sembra gioire del male che
provoca negli altri. Il primo piange, il secondo ride. C'è da dire però che il bullo alla "lunga" non se la passa bene,
perché ha sempre bisogno di vittime nuove e deve sempre trovare nuove strategie per far colpo sul gruppo, il pubblico, per applaudire le sue bravate, ma altrettanto pronto ad abbandonarlo. In altre parole anche il bullo soffre se
pur in modo diverso e spesso si scopre che questo suo atteggiamento nasconde una debolezza, un disagio interiore che va curato.
Classe V Campo Piale
Amico
Non camminare davanti a me:
potresti smarrirti.
Non camminare dietro di me:
potresti non seguirmi.
Cammina al mio fianco
saremo un'ombra sola
cucita insieme
da fili di sole.
Maria Giovine Scavuzzo
Classe V Campo Piale
Amicizia
Salutiamo con gioia
tutti i ragazzi che vivono
nel vasto mondo.
A tutti diciamo di porgerci la mano
per formare insieme
un cerchio completo
che abbracci il mondo intero.
Sia che viviamo in terre vicine,
oppure da noi lontane,
una sola è la nostra famiglia.
La voce dell'amicizia
che ora facciamo sentire
attraversa tutti i continenti
e congiunge tutti i mari.
Classe V Campo Piale
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
Pagina 19
Sai cosa significa bullismo? Parlane. Riferisci, inoltre, il contenuto del cortometraggio
visto a scuola, esprimendo le tue considerazioni.
Uno dei fenomeni spiacevoli che accadono soprattutto nelle scuole è il "bullismo". Noi siamo in presenza di bullismo, quando una persona, il bullo, attua condotte aggressive nei confronti di un' altra persona, la vittima. Il bullo
però deve sempre trovare un pubblico che vede le sue bravate. Da una parte, quindi c'è la vittima che soffre,
dall'altra parte c'è il bullo che umilia la vittima. Però neanche il bullo se la passa bene, perchè deve sempre cercare delle vittime nuove, altrimenti il suo gruppo potrebbe abbandonarlo. Si è scoperto anche , che il bullo nasconde
disagi e debolezze che vanno curate. Inoltre la nostra maestra ci ha mostrato una storia di bullismo, intitolata"Una
lettera alla professoressa", che parla di una ragazza che è la leader del suo gruppo e che poi diventa un bullo. Lei
prendeva tutte le decisioni. Decideva anche come dovevano vestirsi i compagni al mattino. Faceva scherzi a tutti,
però un giorno andando in cortile un ragazzo decise di farle lo sgambetto, così lei umiliata pensò a tutte le sue malefatte. Le capitò pure che la sua vittima invece di gioire, l' aiutò ad alzarsi ed il" bullo" (la ragazza) pensò che la
cosa fondamentale era il perdono. Anche Madre Teresa di Calcutta scrisse "Meglio accendere una candela, piuttosto che maledire l'oscurità". Così il bullo raccontò alla professoressa tutta la sua esperienza, scrivendole una lettera.
Giuseppe Santoro
Fraternità
Io non vorrei
udire mai
piangere
nessuno,
perché ogni dolore
mi fa male
al cuore,
aperto
per consolare
ogni fratello
triste.
Io vorrei
su tutte le bocche
scorgere il sorriso,
in tutte le pupille
la sincerità
sentire in tutti i cuori
la speranza,
in ogni uomo la fraternità.
Io vorrei avere
ogni fratello amico,
compagno
nella gioia e nel dolore,
e amare
con lo stesso cuore,
la vita,
dura,
eppure così bella.
Classe V Campo Piale
COSTRUTTIVAMENTE
Notte di Natale di Paul Gauguin
INSIEME
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COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
Pagina 21
La nostra scuola: noi protagonisti
San Roberto
Un benvenuto speciale
Nella scuola secondaria di S. Roberto gli alunni delle classi seconde e terze hanno dato il benvenuto agli alunni delle
prime classi delle scuole dell’infanzia della primaria e della secondaria con due canti speciali. Il primo è stato l’inno
all’amicizia “Amico è”. Il secondo è stato modificato, sulla melodia di “Aggiungi un posto a tavola“ è stato inserito un
nuovo testo creato e adattato alla musica dalla docente di musica della scuola secondaria di Campo Centro e S. Roberto, prof.ssa Elisabetta Papalia. Con questo significativo testo auguriamo un buon anno scolastico a tutti voi.
Siamo tornati a scuola
Con dei compagni in più
E diamoci del tu!
Le regole sono tante
Per stare in compagnia,
se provi a rispettarle
staremo in armonia.
Sapendoci comprendere
Staremo in al … legria!
Abbiamo nuovi amici
E questi siete voi !
Potete star tranquilli
Starete uno di noi.
Se avrete poi bisogno
Saremo accanto a voi
Pronti ad aiutarvi
Dando il meglio di noi.
Sapendoci comprendere
Staremo in al…legria!
La prof.ssa Papalia e gli alunni della scuola secondaria di S. Roberto
COSTRUTTIVAMENTE
La vita nella nostra scuola!
Stiamo per raggiungere il traguardo
ma indietro diamo lo sguardo:
dall’asilo siam partiti
mal contenti e ben nutriti.
Tante amicizie sono state piantate,
e col tempo coltivate.
Poco sapienti siamo arrivati,
e usciti ben formati.
Alla scuola elementare,
con altre persone ci siam dovuti relazionare.
Le tabelline abbiam imparato,
e tante cose nuove ci hanno insegnato.
Tutti insieme, tutti contenti,
abbiam passato dei bellissimi momenti.
Alle scuole secondarie,
nuovi amici ci sono venuti a trovare;
nuovi professori da cui insegnamenti trarre,
per il nostro cervello poter contrarre.
Adesso che stiamo per finire,
diamo un’occhiata all’avvenire.
Giorgio Porpiglia - III D
La poesia della mia classe
Nella mia classe c’è sempre baccano,
ed i professori provano a starci lontano;
Le manca qualcuno
c’e un urlo ciascuno.
A volte vorrei tanto studiare,
ma col mal di testa come posso fare?
Urlano, strepitano,
cantano, ballano.
Ora, silenzio signori,
o il professore chiamerà i genitori.
E mentre provo a ragionare,
ci son due che si stanno a minare.
Giorgio Porpiglia - III D
INSIEME
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COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
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Noi poeti
Sinfonia d’autunno
È autunno.
La pioggia bagna i rami dei maestosi alberi
e le foglie si staccano silenziosamente da essi.
Volano nel cielo
come grandissime farfalle colorate,
formando a terra bellissimi tappeti multicolori.
Poi, tra i boschi quieti e il dolce silenzio,
il vento sussurra una lieve melodia e, correndo tra i boschi
tutte le foglie con sé porta via .
Infine la pioggia ormai stanca si ferma,
mentre solenne appare l’ arcobaleno
che trascina con sé tutta la malinconia.
Francesca Lucia Barillà - I D
Sapori d’autunno:
filastrocca sulla castagna
È arrivata la castagna:
chi la cerca, la trova su in montagna;
se sul fuoco è posta
si chiama caldarrosta;
vive in un riccio spinoso
che serve a proteggere questo bene prezioso;
“Pane dei Poveri” questo era il suo nome
nel tempo antico, raccoglierla era un onore!
“Castagna, sei un prodotto autunnale,
per noi tutti molto SPECIALE!”
Rosy Morena - I D
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
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GIORNALISTI IN ERBA
ESSERE BELLE A 13 ANNI
A 13 anni si è sempre belle senza bisogno di aiuti artificiali ma ogni tanto truccarsi è divertente, anche se a scuola
bisogna andare con il viso pulito acqua e sapone .
Consigli per un trucco impeccabile:
Il fondotinta!!!
Per l’applicazione del fondotinta si usa una spugnetta in lattice,sulla quale si pone una piccola quantità di prodotto
che poi viene steso con molta cura su tutto il viso, il fondotinta, rende la pelle uniforme e può essere completato
con un velo di cipria.
La cipria!!!
La cipria va applicata con l’apposito piumino, su tutto il viso che una volta incipriato va spolverato con il pennellino
di martora, per togliere l’accesso di polvere.
La matita nera!!!
La parte inferiore della palpebra deve essere resa intensa e profonda con una linea precisa di matita. È consigliabile avere sempre un temperamatite nel borsellino dei trucchi perché una punta affilata crea una linea perfetta.
L’ombretto!!!
Per usare l’ombretto è meglio non usare dei colori troppo accesi e mai ,assolutamente mai, applicarlo sulla parte
bassa dell’occhio. L’applicazione va effettuata con l’apposito pennellino, partendo dalla parte interna dal lato del
naso e sfumandola verso l’esterno. Il segreto dell’ombretto è una perfetta sfumatura, realizzabile anche con le
dita.
Il mascara!!!
Le ciglia devono essere allungate e messe in risalto con il mascara .Si tratta di una sostanza pastosa da applicare
con uno speciale pennellino cilindrico, sulle ciglia inferiori e superiori. Certi tipi di mascara in commercio contengono delle pagliuzze che hanno lo scopo di allungare ulteriormente le ciglia.
Il fard!!!
Il fard è una polvere di colore rosa di varie sfumature, serve a fare risaltare gli zigomi e a dare un tocco di profondità al viso. Si stende con il pennello di martora, sfumandolo molto bene verso le tempie. La quantità di polvere non
deve essere eccessiva ma sempre molto delicata e sfumata.
Il rossetto!!!
Il fascino delle labbra è quasi sempre merito del rossetto. È forse il cosmetico più difficile da usare. Bisogna delineare con la matita di un colore più scuro del rossetto il contorno delle labbra. In seguito si deve riempire lo spazio
vuoto con il rossetto. Come tocco finale può essere usato il lucidalabbra, da mettere in minima quantità su tutta la
bocca.
Il tocco finale!!!!!
Per il tocco finale una spruzzata di lacca speciale fissante su tutto il viso, serve a far durare il trucco a lungo, anche
per una serata in discoteca. Respirate a fondo, trattenere il respiro e tenete ben chiusi gli occhi. Lasciate asciugare
per qualche istante… e voilà siete pronti per la vostra serata sfavillante.
Alessia di Miceli
Antonella Pizzimenti
Antonella Cotroneo
III D
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
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LO SPORT NELLA STORIA
Lo sport è il bisogno dell’uomo di muoversi ed è stato sempre praticato dall’ uomo. Nell’antica Roma i giochi erano
chiamati i ludi circenses. Gli imperatori sfruttavano queste manifestazioni per aumentare e consolidare il loro potere sul popolo. Fra le costruzioni utilizzate dai romani per gli spettacoli sportivi ricordiamo prima di tutto il circo,
l’anfiteatro, il teatro e Campo Marzio per l’addestramento militare.
Tra il 400 e il 1200 la pratica sportiva perde importanza, gli uomini nel medioevo giocavano e si esercitavano ,non
più come un tempo ma non meno di oggi.
Il torneo era la più importante manifestazione sportiva medievale riservata ai nobili cavalieri.
Tra gli educatori dell’umanesimo troviamo Vittorino da Feltre, il primo fondatore dell’educazione fisica. Egli ideò a
Mantova la famosa casa giocosa, divenuta in un importante centro per l’educazione, aperta ai giovani di famiglia
nobile.
In questo periodo l’esercizio ebbe una grande importanza, anche grazie al pensiero di filosofi, pedagogisti e scienziati.
L’illuminismo, caratterizzato dalla fiducia nella capacita dell’uomo e dall’esercizio della ragione, presenta nomi illustri fra cui Jean-Jacques Rousseau. Tra i suoi meriti c’è quello di aver fissato su basi puramente umane e razionali
la vita dell’uomo, e di aver dato molto valore all’educazione fisica. Oggi lo sport è molto importante perché
l’esercizio fisico crea benessere al corpo, alla mente e alla salute in generale.
Antonino Laganà e Antonio Verrengia - III D
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
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Come si svolge la caccia al cinghiale
Praticare la caccia come sport è molto deprecabile; la natura va difesa e preservata. Proprio a causa dell’intervento dell’uomo sull’ambiente alcune specie animali proliferano a
danno di altre ed è per questo che è permesso dare la caccia ad animali troppo numerosi e quindi pericolosi per l’equilibrio naturale e la biodiversità.
Uno degli animali più cacciati (di cui poi viene consumata la carne) è il cinghiale. Vogliamo ora descrivere cosa si prova a seguire una battuta di caccia al cinghiale. Ci si alza
prestissimo quando fa freddo e il buio è completo. Bisogna fare una colazione abbondate
e caldissima: probabilmente ci sarà da correre, bisogna indossare vestiti leggeri ma caldi, resistenti e protettivi; scarponi tipo anfibi e mantella per la pioggia. Arrivati in un luogo già stabilito giorni prima
si fa un controllo dei presenti e un controllo delle armi e quindi si decide il luogo della prima battuta. È un momento
particolare, abbastanza delicato: la strategia che si sceglie influenzerà tutta la giornata. Si fanno le squadre e si
decidono ‘’i luoghi di posta’’:nella caccia con i cani, forse la più emozionante, si attende il passaggio degli animali
che spinti dalle mute restano in immobili anche per ore. Il primo pensiero è la messa in sicurezza delle persone
che partecipano alle battute e a quelle che possono transitare: mai incrociare le traiettorie dei tiri, sempre controllare il terreno. Alcuni attimi ancora e si parte; si carica tutto: armi e bagagli sui fuoristrada; tutti insieme, anche con i
cani, dentro le loro gabbie da viaggio: il profumo di cane bagnato non e’ dei migliori. Giunti ai limiti della zona di
caccia, si scende: si indossa il giubbino arancione lo zaino in spalla e via per qualche chilometro. Ci si apposta,
appoggiati agli alberi, in piedi e ben attenti: si comunica con le radio e comincia la battuta. Il clima autunnale’ perfetto: non è troppo freddo, nebbia bianca e alta, nessuna forma di vento. Silenzio totale per qualche minuto, poi un
latrato; e poi, a seguire, tanto abbaiare convulso e corale: i cani hanno scovato un piccolo branco. Inizia l’attesa
frenetica dell’arrivo, ammesso di aver scelto il luogo giusto. Il bosco intorno, improvvisamente, si anima e ti sembra
che tutto si muova: si possono incontrare animali in corsa che superano i due quintali. Poi una serie di spari, la
radio gracchia. La giornata continua :nessun capo viene abbattuto. Alle quattro c’e’ la ritirata; dopo aver recuperato
tutti i cani (è una grande faticaccia) si rientra nella civiltà: finalmente un ambiente accogliente, caldo di stufa a legna. La caccia è terminata, nessun animale è stato ucciso, la natura è stata rispettata.
Francesco Quattrone, Antonino Cosoleto e Domenico Laganà - III D
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
Pagina 27
Il famoso Natale
Il Natale è una festa solenne per tutti, perché è il
giorno della nascita di Gesù, è l’inizio di una nuova
era nella storia del mondo, dell’umanità, degli individui e riafferma la nascita di una nuova vita, il
valore dei sentimenti umani, lo spirito di fratellanza
e di pace. È un giorno di commozione profonda ed
è bello circondarsi dalle persone più care, essere
riuniti gioiosamente intorno alla tavola imbandita
con tante cose buone. Ogni regione ha usanze
diverse; in Calabria, soprattutto nei piccoli paesi,
vengono tramandate da anni alcune usanze: dolci
tipici locali come “nzudda“, “mostrazzoli”, che si
fanno a Soriano Calabro, i “crucitti”, i “fichi secchi“
con zucchero, cannella, noci e ricoperti di cioccolato, tipici della zona di Cosenza; La “cupeta“, torrone tipico di Montepaone in provincia di Catanzaro che si ricava dalla miscela di sesamo, mandorle, miele, farina e vino cotto; i “nacatole” che si
preparano una settimana prima del Natale come
segno augurale e si mangiano durante il cenone. I
“petrali“ tipici della nostra regione e sono fatti di
pastafrolla a forma di mezzaluna e farciti con fichi,
noci, mandorle, buccia di arancia e di mandarino,
sono guarniti con glassa di zucchero, con cioccolato e decorati con palline colorate. A Natale si fa il
Presepe e sotto l’albero addobbato con colori diversi si mettono i regali che poi vengono consegnati ai singoli familiari la notte di Natale. Ci sono
località dove è usanza fare la rappresentazione
del presepe vivente ed è molto bello assistere a
questo meraviglioso avvenimento. L’atmosfera di
questo giorno è allietata dagli zampognari che
girano per le strade suonando canti natalizi, essi
sono esperti nel suonare la zampogna, antichissimo strumento tradizionale fatto con pelle di capra
e canne lavorate artigianalmente. Tra tutti questi
divertimenti non bisogna dimenticare chi soffre, chi
è infelice o lontano dai suoi cari; Cristo ci ha insegnato il bene, ha indicato la via della pace e della
giustizia, della fratellanza e noi dobbiamo impegnarci a realizzare questa sua legge d’amore come ci ricorda il Natale. Solo così la pace, la tranquillità gioiosa delle strade, la felicità delle famiglie, saranno un momento d’amore e gioia per tutti
gli uomini nel giorno del Santo Natale.
Marina Scopelliti
Angela Corsaro
III D
Ancora Natale
L’arrivo di Babbo Natale
Babbo Natale sta arrivando
con regali di ogni tipo trasportando.
I bambini, nel vederlo, lo accolgono con un sorriso,
già per lui fanno il tifo.
A Natale tutti sono felici
e si sentono veramente amici,
intonano bellissime canzoni
provando dolcissime emozioni.
Giorgiana Ana Maria Ciubotariu - I D
Il Mago del Natale
Mi i piacerebbe essere il “Mago del Natale“
per far spuntare un albero speciale.
Dovrebbe essere altissimo e accessoriato
per poter appendere luci, caramelle e cioccolato
ed anche un orsetto colorato.
In cima metterei una stella
con sopra una coccinella.
Sotto l’albero metterei dei regali
per tutti i bambini africani.
Darei una casa a tutte le persone
che non hanno un’abitazione.
So bene, però, che non lo posso fare
perché non sono il “Mago del Natale”.
Ma posso augurare a tutti voi con il cuore,
un Natale pieno d’amore.
Francesco Barillà - I D
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
Pagina 28
LA NATIVITA’
Francesco Cotroneo
Davide D’Andrea
Giuseppe Catalano
III D
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
Pagina 29
Pagina Umoristica
FREDDURE E BARZELLETTE
Pierino in classe:”Signora maestra, ho buttato Della Carta dalla finestra”
“Va bene, Pierino, ma non lo fare più”
Poco dopo entra in classe un bambino tutto sanguinante,
La maestra:”E tu chi sei? “Io sono Della Carta”
Pierino al compagno alla fine del compito in
classe: ”Come è andata?”
“Male, ho consegnato il foglio in bianco!”
“Maledizione anch’io; la maestra penserà
che abbiamo copiato!”
“Pierino, perché il Canale di Suez si chiama così?”
“Perché non è miez e non è tuez!”
Pagina a cura di Salvatore Penna e Giorgio Calarco - III D
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
Pagina 30
SPECIALE NATALE
Fiumara
IL PRESEPE VIVENTE DI FIUMARA: quei dolci ricordi di un’infanzia fatta di poco o
niente.
<<Fiumara con il suo Centro Storico Borgo Terra rappresenta una delle più belle pagine della
sua storia: un contenitore di suggestioni uniche, un posto magico dove il tempo sembra essersi fermato a molti anni fa! >>.
Niente rumore di motori, niente clacson che confondono i pensieri e rendono difficile il vivere sereno.
Un luogo incantato che proprio nel periodo più bello dell’anno, Il Natale, si anima con persone, luci,
colori e profumi che trasformano in poesia il semplice vivere quotidiano di più di duemila anni fa.
Il Presepe Vivente di “Borgo Terra”, di cui ormai tanta gente ne ha goduto la bellezza, riproporrà anche quest’anno il suo meraviglioso scenario ricco di cultura, e storia antica. Chiunque viene a visitare
il nostro presepe ne rimane affascinato.
Nei giorni delle festività del Natale, al calare del sole, oltre centocinquanta figuranti appartenenti alla
comunità del paese danno vita al magico “Presepe vivente” di Fiumara.
Ogni vicolo e ogni angolo del borgo medievale, vengono avvolti da un'atmosfera magica con giochi di
luci e ombre creati dalle numerose fiaccole. Scorci di vita quotidiana e scene di attività artigianali di
duemila anni fa ai tempi della nascita di Gesù ci fanno rivivere emozioni uniche e indimenticabili.
Gli attori, tutti volontari del paese, compreso me e la mia famiglia, ci mettono l’anima, oltre al loro tempo per ricostruire la vita della gente ai tempi della Natività, ricreando mestieri e arti dell’epoca.
Ovviamente queste scene di vita sono integrate, come in ogni Presepe che si rispetti……….da un vero asinello, un vero bue nella mangiatoia e, meraviglia delle meraviglie, da un vero Bambinello.
"...mentre nella taverna si beve e si grida, il panettiere sforna il pane e in piazza si danza e si
canta, nel silenzio della notte nasce “il Re dei RE”.
Giuseppe Calabrò - II E
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
Pagina 31
Natale
È Natale, è Natale
È una notte assai speciale
È comparsa già una stella
Con la coda lunga e bella.
Nella piccola capanna
Tra le braccia della mamma
Dorme già Gesù Bambino
Vorrei dargli un bel bacino,
Vorrei dirgli:”per favore
Fai in modo che sia migliore,
Fa che tutti siano felici ed amici”.
Dona pace, amore e bontà
A tutta quanta l’umanità.
Benedici papà e mamma
E poi torna a fare la nanna.
Se mi accontenti caro Gesù,
Prometto di non disturbarti più.
Virginia Romeo - I E
Natale
È una festa molto bella
ed in cielo brilla una stella
mentre addobbo l’albero di Natale
con festoni, palline e neve artificiale
ho un sorriso davvero speciale
il mio animo è colmo d’amore,
per chi ne ha bisogno
e chi è vicino al mio cuore.
Da oggi in poi saremo tutti più buoni
ed avremo il coraggio
delle nostre azioni;
brindiamo e ci scambiamo gli auguri
e felici saremo, e
Gesù Bambino pregheremo
affinché nel mondo ci sia tanta pace,
bontà, armonia e tutto ciò che più ci piace.
La magia del Natale riempia i nostri cuori
e tutti insieme avviamoci
verso un anno migliore.
Buon Natale
Virginia Romeo - I E
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
NATALE IN CALABRIA
Oggi è Natali
E simu tutti ca a brindari
Addobbamu
L’arburu di Natali
E poi iaprimu i riali.
Ndi facimu na mangiata
E puru na risata
E certi voti na ballata.
A capu r’annu iaprimu na buttigghia
E brindamu cu tutta la famigghia.
Vincenzo Furci e Antonino Abrami II E
Pagina 32
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
Pagina 33
SIAMO TUTTI POETI E SCRITTORI
Se io fossi un’onda
Se io fossi un’onda
Per tutta la mia vita
Andrei avanti e indietro
Senza fermarmi mai.
Se io fossi un’onda
Vorrei essere calda
In modo da riscaldare le persone.
Se io fossi un’onda
Vorrei essere alta
per divertire i bambini.
Se io fossi un’onda
vorrei essere pulita
Senza nessun rifiuto
Se io fossi un’onda
vorrei giocare con i delfini
E con tutti gli altri pesci del mare
E così essere libera come l’aria
Senza nessuno che mi comandi.
Non vorresti esserlo anche tu?
Ivan Repaci - II E
Se fossi un fiore
Se io fossi un fiore vorrei vivere in un prato tutto fiorito,
Con i raggi del sole che accarezzano i miei petali delicati.
Mi piacerebbe essere una rosa splendente
di color rosso…. Un rosso intenso
E invitare le pallide gocce di rugiada a posarsi su di me
E scivolare sulle mie pungenti spine illuminando il mio lungo gambo.
Sentirei il forte vento che mi fa oscillare e danzare con le altre rose
E che espande il mio profumo nell’aria
Per rallegrare tutto ciò che mi circonda.
In lontananza scorgerei le soffici nubi color bianco candido
Che si muovono ad alta quota correndo veloci verso l’orizzonte.
Fiorirei ogni giorno più felice di prima fino ad addormentarmi
E rinascere in un'altra primavera.
Francesco Crea - I E
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
Pagina 34
La mia Mamma
Le faccende di casa fa
indossando un grembiulino
color del prato in fiore.
Certo la si può paragonar
ad un uccello che costruisce
il suo nido con amor
o a un camino acceso
che sempre fuma ed emette calor.
Con i suoi occhi grandi
mi guarda, come un gufo
nella notte , vigile e pronta
mi difende ognor.
Antonino Cambareri - II E
L’amicizia
Ogni amico nuovo
è un mondo nuovo.
Un mondo da scoprire
che ci può fare divertire.
Ci fa sentire meno soli
perché gli amici sono veri tesori.
L’amicizia è un grande dono
Se sa chiedere perdono.
Francesco Ripepi - III E
COSTRUTTIVAMENTE
INSIEME
La molletta Giusy
Giusy apparteneva ad una famiglia di mollette che viveva a Pannolandia, una penisola immersa
nell’Oceano Tessile. Giusy era una ragazza furba, vispa e coraggiosa. Possiamo dire che le piaceva
l’avventura.
Talvolta gironzolava da sola per il paese dei pastelli
che si trova vicinissimo alla città di Molcat.
Una volta si allontanò un po’ troppo perché era molto
curiosa e perse la strada. Quella povera molletta era
disperata e per sfortuna si trovò davanti un gruppo di
cartucce d’inchiostro per stilografica (briganti e rapinatori).
Giusy provò a difendersi morsicando con la sua grande bocca, ma non riuscì a sconfiggerli perché erano in
troppi.
Improvvisamente sbucò fuori Pannagame, il più bravo
e famoso spadaccino di Pannolandia. Pannagame e
Giusy, con il loro coraggio, annientarono tutti i nemici e
riuscirono a ritornare a casa. In seguito i due si sposarono e vissero per sempre felici e contenti.
Stefano Giordano - I E
Attenti al lupo
Cappuccetto Rosso, una bambina disubbidiente, si reca dalla nonna che abita dentro il
bosco. Non ascolta i consigli della mamma e, invece di percorrere la via principale, sceglie un sentiero attraverso il bosco. Si inoltra felice tra il cinguettio degli uccelli e il fruscio
delle foglie. Saltella tra i sassi, immerge le mani in un piccolo ruscello, raccoglie fiori e
canticchia allegramente, quando….. incontra un uomo un po’ strano che le chiede dove
si stia recando e la invita a fermarsi un po’ a chiacchierare e le parla di un ”paese incantato” che potrà visitare se deciderà di seguirlo. Dopo tutto impiegherà soltanto un’ora. Le
ormai lunghe giornate primaverili le consentiranno di arrivare in tempo dalla nonna.
A questo punto, Cappuccetto Rosso, ricorda i consigli della mamma e vede chiaramente
un’insidia nella proposta dello sconosciuto. Senza far trapelare nulla, finge di aderire alla
proposta, raccoglie ancora dei fiori e aguzza l’udito. Sente poco lontano il rumore di
un’ascia, sicuramente un boscaiolo, si ferma per capire da dove provenga quel rumore e,
senza esitare corre in quella direzione, invocando aiuto. Il boscaiolo lascia il suo lavoro e
accorre alle grida della bambina che, ormai in salvo, racconta l’accaduto e si fa accompagnare dalla nonna, dove trascorrerà la notte. Il boscaiolo ritorna indietro e avverte la
mamma di Cappuccetto Rosso.
E lo sconosciuto? L’avete capito anche voi……..era il lupo cattivo che tutti possiamo incontrare se non agiamo con prudenza, giudizio e precauzione.
Martina Giordano - I E
Francesco Giordano - III E
Pagina 35
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Pagina 36
È arrivato l’inverno
È inverno. Per tutti gli animali che vivono liberi sono tempi difficili: devono difendersi dal freddo e
sotto la neve trovano solo con difficoltà il nutrimento necessario. Molti animali, al sopraggiungere
del freddo, cercano un rifugio adatto per trascorrervi il letargo. Le tane possono essere buche
sotto terra, caverne, fessure nelle rocce, cavità di alberi. Per gli alberi è diverso: l’inverno è il loro
periodo di riposo, il freddo non gli è nocivo, anzi è un bene che cada tanta neve, perché la neve
porta umidità.
Nella campagna c’è silenzio, mentre nelle case si accende il camino e si sta vicino al fuoco. A
me l’inverno piace perché ci sono bellissime feste tra cui il mio compleanno che trascorrerò insieme alla famiglia.
Caterina Busceti - I E
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Pagina 37
Il gatto misterioso
Un giorno leggendo un giornale vidi un grosso titolo: “Un gatto misterioso ha salvato una donna in pericolo”.
Curioso decisi di leggere per vedere come aveva fatto…..”un gatto misterioso dal nome G. M. passando dal
luogo dove Mr Gretain era stato coinvolto in un incidente, vide una donna cadere nel lago. Così si tuffò in acqua e prendendola per il capo la distese sulla spiaggia e telefonò in un baleno all’ambulanza. Dopo questo
fatto non si seppe più nulla del misterioso gatto salvatore.
Io volevo diventare famoso come lui ma non sapevo come fare; così partii subito in cerca del gatto. Dopo giorni e giorni di ricerche, finalmente sentii una vocina acuta che mi chiamava: “Ehi laggiù, chi stai cercando?”. Mi
girai e vidi un gatto nero con un cappello blu e bianco e una giacca nera. Lo avevo trovato, era proprio lui! Dopo aver fatto amicizia il gatto mi disse: “Sebastian è inutile che tenti di diventare come me, ormai hai vent’anni,
perché invece non ti sposi con la principessa Daisy, così potrai diventare famoso”. Io risposi “è facile dirlo, ma
per sposarla dovrei piacerle ed esserle simpatico”.
Allora il gatto mi disse che se avessi superato una prova lui mi avrebbe fatto sposare la principessa. La prova
consisteva nel prendere il fiore Mincio che avrei trovato scalando il monte Derba. Io superai la prova, presi il
fiore e il gatto preparò una magica pozione che io offrii alla principessa. Ella la bevve, si innamorò di me e mi
sposò.
Martina Giordano - I E
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Pagina 38
LA SCUOLA
Esperienze
Il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado ha cambiato la nostra vita, il nostro modo di pensare. Secondo noi questo livello è più emozionante, sotto
certi aspetti più impegnativo, ci fa sentire più grandi. I professori, a volte, ci aiutano a svolgere le attività scolastiche ma noi non sempre ci comportiamo come dovremmo; a qualcuno
viene quasi “un esaurimento nervoso”. Alle scuole elementari le maestre erano più tolleranti
nei confronti della disciplina, alle medie abbiamo capito che la Dirigente e i docenti vogliono
da noi un atteggiamento diverso ma noi ancora non riusciamo a controllarci completamente.
Sicuramente con il passare del tempo miglioreremo il nostro modo di comportarci e diventeremo degli allievi modello.
Paolo Cassone - I E
Riflessioni sul bullismo
Secondo noi ragazzi il bullismo è una cosa molto brutta perché ci induce a compiere azioni che possono avere conseguenze molto gravi. Con il bullismo alcune persone cercano di ottenere il dominio e il controllo degli altri, invece si
rovinano la vita perché da adulti commetteranno sicuramente azioni vili a casa, nel lavoro e nella società.
Tali persone sono così perché, sempre secondo noi, i genitori non hanno trasmesso loro le regole e di conseguenza
hanno difficoltà a confrontarsi e non stanno bene ne’ con se stessi ne’ con gli altri. Dalle
discussioni fatte in classe ho capito che per essere un vero cittadino devo:
rispettare le regole e le leggi;
rispettare i miei coetanei e gli adulti;
cancellare dal mio vocabolario la parola “omertà”. Devo cioè riuscire a vedere, sentire, denunciare sempre il male o un torto o offesa che io o altri miei coetanei dovessimo subire.
Giuseppe Calabrò - II E
Tutti a Scuola
La Scuola
Benvenuti a scuola cari amici,
Dobbiamo studiare insieme e vivere
felici.
Alle dieci suona la campanella
E faremo merenda,
Mangiando un panino con la nutella.
Se problemi avremo
Insieme li risolveremo.
La scuola è un’Istituzione antica
Che ci educa alla vita.
Se durante le lezioni gli insegnanti
Ascolterai alle interrogazioni
Un portento sarai. Rispetta i tuoi compagni
Non disturbare ed impara ad ascoltare.
Così un bravo scolaro diventerai
E da grande nel mondo del lavoro entrerai!
Antonino Abrami - II E
Antonino Spezzano - III E
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INSIEME
Pagina 39
PAGINA
UMORISTICA
DUE TARTARUGHE
Due tartarughe si incontrano dopo tanto
tempo e una dice all’altra: “come mai vai
in giro senza guscio?”E l’altra risponde:
“non ti hanno detto che sono scappata di
casa?”
PIERINO
TABAGISMO
EDUCAZIONE
Durante la lezione di religione,
l’insegnante chiede a Pierino:
“dove abita Dio?” Pierino: “nel
bagno assieme a mia sorella
perché ogni mattina bussa alla
porta e grida: – Dio Mio sei
ancora lì?”
- “Dottore non riesco a
smettere di fumare”
- “Ha provato a sostituire le
sigarette con le caramelle?”
- “Si ho provato ma non si
accendono!”
Ogni giorno un signore e una bambina si incontrano sempre nella stessa panchina vicino alla fermata dell’autobus.
Il signore dice:” bambina, vuoi una caramellina?” e lei, di rimando: “si grazie, la voglio”.
Il giorno dopo le ripete la stessa cosa e lei
dice sempre “si la voglio”.
Il signore però ad un certo punto si domanda
come mai la piccola non dica mai “si grazie”.
Così il giorno dopo le chiede per l’ultima volta
“bambina vuoi una caramellina?” “si la voglio
e... Come si dice… ne voglio un’altra”.
RISTRETTEZZE
Un signore seduto in treno borbotta tra sé e sé:
“devo assolutamente evitare caffè, alcolici e tabacco”.
“Pressione alta?” - chiede un altro passeggero.
“No, pensione bassa”.
LODE IN STORIA
A scuola…..
“Pierino, che cosa è accaduto nel 1807?”
“E’ nato Giuseppe Garibaldi”
“Bravo Pierino! E nel 1848 che cosa è successo?”
“Nel 1848, Garibaldi ha compiuto 41 anni!”
Pagina a cura di Antonino Spezzano
III E
REDAZIONE
Gli Allievi dell’Istituto Comprensivo di Campo Calabro Fiumara e San Roberto
Direttore Responsabile: prof.ssa Marilena Iiriti
“LA NATIVITA’ “ di Filippo Lippi
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