CAMPO ISTITUTO COMPRENSIVO CALABRO-SAN ROBERTO-FIUMARA Dicembre 2011 COSTRUTTIVAMENTE INSIEME UN TESORO DI SCUOLA Campo Calabro Saluto della Dirigente pag 1—2 La nostra scuola: noi protagonisti pag 3 –5 Noi scrittori pag 6-7 Speciale nonni pag 8-11 Uscite didattiche pag.12-13 Ricorrenze e manifestazioni pag 14-20 San Roberto La nostra scuola: noi protagonisti pag 21-22 Noi poeti pag 23 Giornalisti in Erba pag.24-26 Ancora Natale pag 27-28 Fiumara Speciale Natale pag 30 Siamo tutti poeti e scrittori pag 33-37 La scuola pag. 38 Pagina umoristica pag 39 Cari Ragazzi, questo mio intervento è rivolto soprattutto alla focalizzazione degli obiettivi che vi dovete porre per essere i cittadini del futuro, forniti delle adeguate competenze richieste ai fini occupazionali, nel contesto nazionale ed europeo. È ovvio che il vostro impegno dovrà essere sostenuto e guidato da una Scuola, che per le sfide che ha di fronte e per le condizioni operative in cui versa dovrà essere super , cioè, una scuola con la S maiuscola. Scuola che costantemente si sforza per migliorare la qualità e l’efficienza del proprio servizio a partire dai percorsi formativi orientati verso l’innovazione e l’ottimizzazione di un Sistema Valutativo riferito sia a voi alunni, a tutti gli operatori scolastici ed al Sistema Scuola nella sua interezza. Valutazione che dovrà rispettare i canoni dell oggettività, dell’equità e della meritocrazia. Un continuo sforzo che deve necessariamente includere l’impegno di tutti voi nello studio e nella partecipazione consapevole e responsabile alle iniziative curriculari ed extracurriculari che la nostra scuola pianifica annualmente per voi. In sostanza l’ottimizzazione organizzativa riguarda, quindi, tutto il Sistema Scuola, ma anche il territorio ed in particolare gli Enti Locali che hanno mandato legislativo per creare situazioni di sicurezza e di benessere all’utenza , per cui se il loro intervento non sarà tardivo, ma COSTRUTTIVAMENTE adeguato ai tempi scolastici, si interromperanno inutili quanto faticosi appesantimenti gestionali e si riuscirà a dismettere il deprimente abito grigio della precarietà. Da queste brevi riflessioni, Voi Ragazzi, già capite quanto è impegnativo riuscire a fare delle nostre scuole del Sud delle scuole pienamente efficienti, efficaci e veramente produttive per le richieste della società presente e futura. In riferimento ad esse, le Direttive di Lisbona 2010 e gli obiettivi che la Commissione Europea propone per il 2020 riguardano in particolare: l’occupazione, la ricerca, l’innovazione, il cambiamento climatico e l’energia, l’istruzione e la lotta contro la povertà. Obiettivi alti ed ambiziosi che passano attraverso un accrescimento della qualità generale e nello specifico di tutti i livelli di formazione ed istruzione nell’UE, in sintesi per mezzo soprattutto della “SCUOLA” che è ed è sempre stata il grande motore di crescita civile e culturale di tutti i popoli. Cari ragazzi! Dovete sapere che per ottenere dei risultati non bastano le dichiarazioni di intenti, bisogna trasformare le idee in azioni, in comportamenti positivi e corretti che come ho sopra accennato riguardano diversi soggetti. Un punto cruciale è quello la spendibilità delle performance a livello europeo, aspetto strettamente collegato alla possibilità di voi giovani verso una mobilità internazionale in settori occupazionali medio-alti, per questo già da alcuni anni, come sapete, si effettua- INSIEME no le Prove Invalsi. L’INVALSI è l’ Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema dell’Istruzione che sotto la vigilanza del Miur (Ministero della Università e della Ricerca) svolge molti compiti per sostenere il raggiungimento degli obiettivi di cui abbiamo prima parlato. In particolare le Prove Invalsi, servono a verificare le conoscenze, le abilità degli studenti e la qualità complessiva dell’offerta formativa al fine di studiare le vere cause dell’insuccesso e della dispersione scolastica con riferimento al contesto sociale ed alle tipologie dell’offerta formativa. Ho ritenuto necessario fare questo discorso, forse un po’ difficile, ma che confido voi abbiate compreso anche con l’aiuto dei vostri genitori e insegnanti, per farvi riflettere sulle reali prospettive operative e sulla problematicità della scuola in generale ed in particolare della nostra scuola che vuole assolutamente evitare di farvi perdere occasioni importantissime per il vostro futuro investendo molte risorse ed energie a tal fine. Concludo facendo pervenire a voi ed alle vostre famiglie un affettuoso augurio di Buon Natale e di un Nuovo Anno da affrontare con grandi propositi ed impegno affinché sia produttivo di importanti soddisfazioni. Il Dirigente Scolastico dott.ssa Antonina Marra Pagina 2 COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 3 La nostra scuola: noi protagonisti CAMPO CALABRO MICROSCOPIO OTTICO E OSSERVAZIONI Giorno 18 ottobre, noi alunni della II A, abbiamo verificato alcune osservazioni. La professoressa Laganà ha portato un microscopio ottico semiprofessionale. All'inizio ci ha spiegato la struttura del microscopio: nella parte superiore troviamo gli oculari e il braccio portante; nella parte centrale troviamo gli obiettivi, il vetrino e il tavolino porta-oggetti; mentre nella parte inferiore troviamo le viti macrometrica e micrometrica, le viti per mettere a fuoco e la base. Attraverso questo strumento abbiamo osservato alcuni tipi di cellule: quelle del tessuto epiteliale della cipolla, quelle dell'epidermide della foglia di Elodea, quelle della mucosa del palato e i fermenti lattici vivi dello yogurt. Per osservare il tessuto epiteliale della cipolla, la professoressa ha eseguito la colorazione del tessuto, l'ha immerso in un colorante rosso in modo che al microscopio si vedessero le pareti delle cellule, fatto ciò ha messo con una pinzetta questa sottile pellicina in un vetrino porta-oggetti e poi uno ad uno abbiamo osservato che le cellule erano a forma di mattoncini un po' deformati ma uniti tra loro. In seguito abbiamo osservato le cellule dell'epidermide di una foglia di Elodea. Abbiamo preso una fogliolina, l'abbiamo sistemata su un vetrino e abbiamo rilevato che l'epidermide era costituita da cellule di forma rettangolare dove al centro di ognuna di esse c’erano i cloroplasti, i quali consentono ai vegetali di svolgere la fotosintesi. Subito dopo abbiamo osservato le cellule della mucosa del palato. Erano cellule distaccate le une dalle altre e al centro di ognuna, c’era il nucleo. Infine abbiamo osservato le cellule dei fermenti lattici vivi dello yogurt che si dividono in: bacilli, cocchi, streptococchi, ecc.… Passando a un ingrandimento maggiore dell’obiettivo abbiamo visto i fermenti lattici che si muovevano, sembravano dei bruchi! E’ stata un’esperienza VERAMENTE FANTASTICA! NON LA POTREMO DIMENTICARE MAI! P.S. L'elodea è una pianta acquatica che viene messa negli acquari simile all'alga e per verificare il processo di fotosintesi l'abbiamo messa in una vaschetta piena d'acqua ed esposta alla luce solare, dopo circa cinque minuti, abbiamo visto emergere dal fondo della vaschetta delle bollicine, segno che la fotosintesi era avvenuta. Cellule del tessuto della cipolla Epidermide dell’elodea con cloroplasti Martina Attinà Carmen Arecchi II A Fermenti lattici dello yougurt Pagina 4 COSTRUTTIVAMENTE INSIEME UNA ESPERIENZA DI LABORATORIO “Una per tutte, tutte per una” Martedì 18 Ottobre 2011 la mia classe, guidata dalla professoressa di scienze prof. Laganà, ha potuto sperimentare la bellezza delle cellule di alcuni tessuti. Il materiale per l’esperimento comprendeva: tanti vetrini trasparenti, una piantina di Elodea, la pellicola sottile che ricopre la cipolla, una provetta con dentro un po’ di yogurt bianco e naturalmente un microscopio. Sul primo vetrino la professoressa ha posizionato un pezzettino di pellicola e un po’ di inchiostro rosso per far risaltare le cellule. Ad uno ad uno, abbiamo osservato con stupore dentro la lente, quelle macchiette rosse tutte unite tra di loro, erano le cellule del tessuto epiteliale della cipolla. La fogliolina di Elodea, sul suo vetrino era formata da tante cellule di colore verde, con un nucleo più scuro al centro. In quel momento ho pensato che non mi era mai capitato di vedere una foglia così da vicino! Anzi vedevo proprio com’era fatta dentro! Su un vetrino c’era anche della mucosa epiteliale e, sinceramente, mi faceva un certo senso osservare qualcosa di nauseante come la saliva. Le sue cellule erano diverse, per forma e colore, dalle altre già osservate. Erano di colore blu-violetto perché colorate con il blu di metilene, al centro avevano un puntino nero, era il nucleo. L’ultimo vetrino era destinato ad una gocciolina di yogurt, l’intento era quello di osservare i suoi fermenti lattici vivi. Le cellule si muovevano leggermente, alcune erano sferiche (cocchi) altre erano doppie o triple (diplococchi, streptococchi). Questa esperienza mi ha dato la possibilità di conoscere la cellula, cioè la parte più piccola di cui è composta la materia vivente, l’avevo già studiata sul libro di scienze ma, vederla dal vivo con i miei occhi, è stata proprio una sensazione meravigliosa! Rebecca Cotroneo Classe 2°A Cellule della mucosa del palato COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Lettera rivolta ai bambini della classe di gemellaggio di Abbiategrasso da parte della classe V di Campo Piale. 22/10/11 Cari coetanei di Abbiategrasso, vi abbiamo scritto per raccontarvi le nostre vacanze ormai trascorse, soprattutto al mare e l'inizio del nuovo anno scolastico. Nel nostro tempo libero, ci incontravamo con gli amici, facevamo lunghe passeggiate, uscivamo con le biciclette e andavamo nelle piazze; il nostro luogo ideale è stato comunque il mare, del quale vi invieremo notizie a parte. Dopo è incominciata la scuola: questo è il nostro ultimo anno di scuola elementare. Che emozione! Il giorno dell'accoglienza, la nostra aula era addobbata con festoni e cartelloni colorati. Quest'anno c'è stata una novità: l'arrivo di una nuova compagna di nome Alessia. Abbiamo iniziato quest'anno scolastico gradualmente con le attività . Poi però, ci siamo impegnati per la festa dei nonni. Già dalla seconda settimana ci siamo dati da fare per allestire la classe e per preparare i lavoretti e i bigliettini. Dopo due settimane di prove e di lavoro è arrivato il grande giorno: eravamo disposti a semicerchio e ogni bambino aspettava i propri nonni con emozione. Appena sono arrivati tutti i nonni abbiamo incominciato a recitare e a cantare: si trattava di poesie inventate da noi; lettere che parlavano dei momenti trascorsi con i nostri nonni, ma pure di momenti impressi della loro vita e non ultimo, interviste sulla scuola di un tempo e cartelloni. Abbiamo cantato molte canzoni,ma la più originale è stata "Rose rosse",anche perché a tutte le nonne, mentre la cantavamo, abbiamo distribuito questo bellissimo fiore in tema con la canzone ed anco- ra un sasso con su scritto il nostro nome e un biglietto con una dedica molto significativa:"I nonni: le nostre radici". E che dire del twist… si sono scatenati! Poi abbiamo cantato, insieme ai bambini due canzoni concludendo con il walzer… che ballerini, i nonni! La felicità e l'emozione, ci sono arrivati in gola. Un groppo di allegria ci ha sopraggiunto, è stato un momento magico. Infine abbiamo mangiato i dolci preparati dalle nonne. Adesso vi salutiamo, augurandovi un buon anno scolastico ricco di belle cose. P.S. spediremo con la lettera alcuni lavori svolti. Classe V Campo Piale Pagina 5 Pagina 6 COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Noi scrittori IMMAGINA DI FARE UNA PASSEGGIATA NEL BOSCO NEL PERIODO AUTUNNALE Siamo in autunno, una stagione piuttosto monotona: gli animali vanno in letargo, le giornate diventano più fredde, le foglie cadono dagli alberi. Sta arrivando l’ inverno. Le persone si recano in montagna a raccogliere funghi, ammirare panorami stupendi, vedere cadere le foglie. Anch’io ci sono stata, con gli scout, in escursione, per un weekend. Ci siamo diretti, su un autobus, a Mannoli, un paesino vicino a Gambarie. Lì c’ era un po’ di nebbia ma quando siamo entrati nel bosco, è scomparsa. Avevamo portato con noi il pranzo, lo stuoino, il sacco a pelo, la tenda, dei cappelli di lana, il quaderno di caccia e dei vestiti che avremmo indossato durante la scenetta intorno al fuoco, di notte, nel bosco. Appena arrivati, ci siamo addentrati in cerca di un posto in cui accamparci. I capi ci hanno aiutato a montare la tenda. All’interno abbiamo messo lo stuoino e il sacco a pelo per dormire. Siamo usciti dalla tenda e abbiamo cercato la legna per accendere il fuoco. Ci siamo guardati intorno circondati da molti alberi; abbiamo visto molti animali: scoiattoli, ricci, uccelli, ghiri e molti funghi come porcini, prataioli, spugnole. Le foglie, di tante forme e molti colori, cadevano dagli alberi spogli. All’improvviso sentiamo il rumore di un ruscello, ci avviciniamo e inizia a piovere. Ci ripariamo nel bosco e dopo aver preso la legna, torniamo all’accampamento per asciugarci. Smette di piovere e accendiamo il fuoco. Come previsto ogni sestiglia aveva preparato qualcosa da presentare. La mia ha preparato una scenetta che si intitolava “Cappuccetto Rosso la biricchina“. Finito di festeggiare, cantare, ballare, siamo tornati in tenda per riposare. Si sentivano i versi degli animali notturni che ci salutavano prima di andare in letargo. Mi sono divertita molto osservando la natura e tutte le sue bellezze e spero di ritornare a vedere le meraviglie dell’ autunno. Sara Carpinelli VB COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 7 NATALE 2011 … SARA’ L’ULTIMO??? Ma sarà davvero esatto quello che dicono i Maya? Dopotutto loro hanno previsto la nascita di Gesù e questo un po’ ci spaventa vero? I Maya furono un’antica civiltà dell’America Meridionale vissuti precisamente nella penisola dello Yucatan ( Messico Meridionale) verso l’anno 1000; dove si innalzano resti di grandi città, templi e piramidi a gradoni. I Maya non conoscevano le tecniche agricole ma possedevano una loro scrittura e usavano un sistema di numerazione, la cosa che li distinse dalle altre civiltà fu il calendario che appunto comprendeva 5000 giorni, questo finisce il 21 dicembre 2012. Per molti sarà la fine del mondo: delle peggiori. In più tempeste magnetiche un misterioso pianeta, l’inversione dei poli…cosa c’e di vero in queste voci? Tante domande…nessuna risposta…..ma è sempre stato così…..ancora oggi dopo tanti studi a queste domande solo il Signore può rispondere. Forse Dio, come nel Diluvio Universale, vuole lasciare alle spalle la cattiveria e dar un nuovo inizio ad un altro mondo. Ma c’e un collegamento tra la religione cattolica e le credenze dei Maya? A chi credere? Come già sappiamo secondo la credenza Maya il mondo finirà il 21 dicembre 2012, ma secondo i cattolici il mondo finirà soltanto quando Dio lo deciderà e questa data è ignota. Analizzando le diverse opinioni della gente si denota una percentuale alta della credenza che il mondo finisca nel 2012, una percentuale media sulla non credenza e una percentuale minima delle persone che non si sono mai poste questo problema e vivono alla giornata. Alla fine del mondo credono davvero molte persone, il nostro gruppo non è tra queste e forse, mentre gli altri penseranno che sarà il loro “ultimo” Natale e lo vivranno con ansia, timore e con angoscia, noi ci divertiremo un mondo scartando regali, mangiando panettone e bevendo spumante!!! Se davvero credessimo che la fine del mondo è alle porte non saremmo così in fermento con i preparativi del Natale: negozi addobbati, strade illuminate, bancarelle con tutto l’occorrente per il presepe. Nella nostra parrocchia e anche nelle zone vicine si stanno allestendo i presepi viventi ancora una volta per rivivere il grande mistero della nascita di Gesù. Sono tutti questi segnali di positività che ci indicano che non bisogna sempre credere a tutte le cose strane e stravaganti solo perché tali. È bene valutare ogni notizia in tutti i suoi aspetti facendo delle riflessioni sulla base delle proprie tradizioni e conoscenze personali. Noi non crediamo alla fine, anche perché si presupponeva la fine del mondo del 2000…e come mai siamo ancora qui?? Queste secondo noi sono teorie per mettere in agitazione le persone ma la fine non potrà mai essere conosciuta in anticipo, nel mondo succedono tante cose e noi non ne teniamo conto: incidenti, terremoti, alluvioni, fatti che rappresentano la fine del mondo. Noi, siamo però solo dei ragazzi e non pensiamo a questi eventi catastrofici, speriamo di divertirci anche quest’anno e poi il resto….. “LO SCOPRIREMO SOLO VIVENDO“. Chiara Aversa, Ilaria Bueti, Kristina Chernelyuk, Giuseppe Cotroneo, Antonio Scali II B COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Festa dei nonni Pagina 8 Speciale nonni SCUOLA DI IERI, SCUOLA DI OGGI Abbiamo intervistato i nostri nonni, per sapere com’era la scuola ai loro tempi, ecco cosa ci hanno raccontato. Rispetto a oggi, le aule dei nostri nonni non erano spaziose con cartelloni colorati come le nostre, ma erano piccole, semplici e vecchie stanze adibite ad aule. Alcuni nonni studiavano nella Casa Comunale. L’arredo aveva il minimo indispensabile: banchi, sedie, cattedra, cartina geografica e anatomia del corpo umano. I bambini, in alcune classi, arrivavano fino a trenta. Le classi potevano essere miste, cioè maschi e femmine insieme, o maschili o femminili. C’erano pure le pluriclassi. Le insegnanti, a quei tempi, non erano quattro, ma solo una che insegnava tutte le materie. Quando qualche scolaro era disubbidiente, le maestre lo punivano con diversi modi: davano botte con la bacchetta di legno, oppure li facevano mettere dietro la lavagna e li facevano inginocchiare con sotto delle pietre appuntite o dei ceci. Che paura! Nelle aule certe maestre regalavano agli scolari dei quaderni. Gli insegnanti, per far vedere agli alunni la loro importanza, mettevano la cattedra su un gradino. Come sussidi scolastici c’era una stanza in cui si potevano vedere con un proiettore dei film. Per l’inverno, poi, si usava una stufa a legno, i bagni non esistevano e per la scienza usavano il microscopio. Non esistevano i laboratori, perché c’era lo studio teorico. Come materiale scolastico c’erano: inchiostro, calamaio, pennino, come gomma o carta assorbente o una mollica di pane imbevuta nell’acqua, un quaderno a righe e a quadri, un sussidiario. colori a legno e matite. La valutazione era con i numeri e l’abbigliamento era questo: per chi se lo poteva permettere un grembiule nero, con un colletto bianco e poi un fiocco rosa con i capelli con i codini, trecce o la coda di cavallo. Dovevano essere belle le nostre nonne! Chi invece non aveva soldi doveva mettere o gli zoccoli oppure rimaneva a piedi scalzi. Poveret- ti! Come merenda prendevano fichi secchi con un pezzo di pane con l’olio fatto in casa. Che bello ! Che genuino! Però, quante cose sono cambiate in questi anni! Classe 5° Campo Piale COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 9 DEDICATO AI NONNI Nessuno può fare per i bambini quel che fanno i nonni. Essi spargono polvere di stelle sulla vita dei più piccoli. Flavio Romano 2B Campo C. COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 10 I NONNI, LE NOSTRE RADICI: COME PER L’ALBERO LE RADICI SONO UN SALDO SOSTEGNO E FONTE DI NUTRIMENTO… I NONNI SONO LA NOSTRA STORIA, LA FONTE DI SAGGEZZA CHE SAZIA LE NOSTRE RICHIESTE. Con amore Classe V CAMPO PIALE Festa dei nonni...versi poetici dei bambini della classe V di Campo Piale Nonni Nonni…. luce della mia vita, sole del mio mattino, stella che mi indica la retta via. Nonni… Parola difficile da dire, da pensare, ma facile da amare. Cuore che batte, bocca saggia che dà consigli, persone speciali che mi vogliono bene. Sara Batistini Classe V Campo Piale L'amore dei nonni Cari nonni voi avete tanto amore e col vostro abbraccio ci inondate di calore. Provvedete subito a farci felici e ci lasciate giocare con gli amici. Avete tanto tempo e tanto affetto che tutto il mondo ne sarebbe certo. Cucinate cose buone, ci saziate e ci raccontate storie antiche e belle, e avete: gatti, pulcini e gallinelle. E infine vi voglio un mondo di bene e di amore… Cari nonni siete più grandi del mio cuore! Giovanni Triulcio Classe V Campo Piale COSTRUTTIVAMENTE I nonni che tutti vorrebbero Cari nonni, siete il bello di tutti i giorni. Mi dispiace quando vi faccio arrabbiare, ma sono una bambina, che ci volete fare? Io vi ho sempre voluto tanto bene e pure ammirato e nel mio cuore vi ho conservato. Quando giocate con noi bambini diventate pure voi piccolini. Mi date sempre buoni consigli e profumate come dei gigli. Quando mi fate compagnia il cuore comincia a battermi per l'allegria. Voi siete i migliori nonni che potessero capitare e proprio per questo che vi voglio sempre amare. Cari nonni, io vi voglio molto bene e il mio affetto vi voglio dimostrare prendendovi per mano e lasciandovi camminare raccontadomi tutte le mie radici che nascono proprio da voi, cari nonni amici. Rossella Santoro Classe V Campo Piale Cari nonni Cari nonni, siete come degli alberi sempre verdi, i cui rami sono rivolti al cielo come delle braccia aperte. Cari nonni siete belli e meravigliosi come le onde del mare in tempesta. Siete delle persone sagge che fanno apparire sul viso di ogni bambino un sorriso grande quanto il cielo. Cari nonni vi voglio tanto bene, ma ho una cosa da dirvi, ci penso da più di due ore, ma quella parola non la riesco a trovare forse è grande quanto il mare. Sara Madonna Classe V Campo Piale INSIEME Pagina 11 COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 12 Uscite didattiche UNA GIORNATA SCOLASTICA ALL’AEROPORTO DELLO STRETTO Giorno 18 novembre, noi alunni della 2^ B della scuola primaria di Campo centro, siamo andati all’Aeroporto di Reggio Calabria. Arrivati, una guida ci ha accolti e ci ha portati a visitare tutte le aree che fanno parte dell’aeroporto: vigili del fuoco, reparto volo Polizia di Stato, torre di controllo. Prima di iniziare la visita i poliziotti ci hanno fatto il controller dei nostri zainetti; dopo siamo usciti fuori nella pista che era grandissima e da lì abbiamo visto decollare l’aereo dell’Alitalia: ci sembrava di toccarlo con le mani! Da lì siamo andati al reparto volo della Polizia di Stato e siamo saliti su un elicottero da soccorso. Ultima tappa è stata la torre di controllo, prima di arrivarci abbiamo fatto una lunga e stretta scalinata. Dall’alto abbiamo ammirato la grandezza della pista e i controllori ci hanno spiegato che da lì si avvisano tutti i comandanti degli aerei e degli elicotteri. Prima di ritornare a scuola abbiamo aspettato che decollasse un altro aereo. Eravamo tutti emozionati e con la bocca aperta. Questa uscita è stata per noi un’esperienza indimenticabile e bellissima! Classe II B COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 13 COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 14 Ricorrenze e manifestazioni INCONTRO CON IL COMANDO DEI V.V. F.F. DI REGGIO CALABRIA Il 12 Novembre alle ore 9:00 presso l’Istituto Comprensivo di Campo Calabro/San Roberto ci siamo riuniti nella sala polifunzionale per un incontro con il comando dei vigili del fuoco di Reggio Calabria sulla “Sicurezza nella scuola”. Insieme alle classi VA e VB di Campo Centro c’era la classe VA di Campo Piale. I vigili erano attrezzati di computer e ci hanno proiettato un video e subito dopo ci hanno parlato di incendi, di sostanze chimiche pericolose, del gas, dell’elettricità, dei rischi domestici. Ci hanno informato come si può formare un incendio e quali elementi servono. Sono necessari: il comburente, il combustibile e il calore, cioè l’ossigeno che c’è nell’aria, tutto ciò che brucia e un accendino o un cerino. Se manca uno di questi elementi l’incendio non può avvenire. Se a qualcuno, inavvertitamente, prende fuoco il maglione bisogna subito soffocare il fuoco rotolandosi per terra o avvolgere la persona con una coperta e picchiettare sopra per spegnere le fiamme. Ci hanno spiegato che quando fuoriesce acqua dalla pentola e prende fuoco non dobbiamo buttare acqua per spegnerlo ma mettere un panno bagnato sopra per soffocarlo. Se fuoriesce un po’ di gas dal fornello e c’è una grande nuvola di fumo noi ci dobbiamo abbassare per terra con un panno umido tra il naso e la bocca perché il gas è leggero e sale in alto. Una fuga di gas può provocare scoppi, esplosioni, intossicazioni e asfissia. Ci hanno parlato degli errori che facciamo comunemente come appoggiare l’asciugacapelli sul bordo della vasca con l’acqua all’interno, far passare il filo dell’asciugacapelli sul pavimento bagnato o quando inseriamo tante spine in una presa perché si surriscaldano e si sciolgono. Al momento dell’acquisto si devono scegliere apparecchiature con marchiatura C E. Non bisogna lasciare a portata dei bambini alcool, benzina, detersivi, candeggina perché se vengono ingeriti sono nocivi. Infine ci hanno fatto vedere gli attrezzi che usano durante gli interventi, una giacca a strisce gialle e dei guantoni di un materiale speciale che li protegge dal calore e dalle esplosioni, il casco o elmetto di protezione con due visiere, una per proteggere gli occhi e l’altra per proteggere il viso, il cinturone che viene indossato sui fianchi ed è dotato di moschettoni per agganciarsi. Infine abbiamo fatto delle domande alle quali ci hanno risposto con chiarezza, li abbiamo ringraziati e siamo ritornati nelle aule. Gli alunni della classe VB Campo Centro COSTRUTTIVAMENTE INSIEME INCONTRO CONFERENZA CONTRO IL BULLISMO A SCUOLA DI LEGALITA’ Nei locali dell’Auditorium Parrocchiale si è svolto, a cura del CIF in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Campo Calabro, un convegno sul tema: il bullismo, una forma di violenza che contamina la società contemporanea. Alla manifestazione hanno partecipato in qualità di relatori l’insegnante Franca Arecchi, presidente del CIF, la dott.ssa Antonina Marra, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Campo Calabro, l’avv. Santina Gaetano, don Valerio Chiovaro, parroco della Chiesa “Cattolica” di Reggio, l’insegnante Marilena Iiriti, la dott.ssa Angela Laganà, presidente provinciale del CIF, la dott.ssa Giovanna Ferrara e la vicepresidente del CIF Maria Calabrò. Durante la manifestazione i ragazzi dell’Istituto Comprensivo hanno presentato cartelloni, poesie e pensieri creati da loro sulla tematica del bullismo. Gli alunni della scuola secondaria di primo grado hanno inoltre dimostrato come anche con la musica si può stare bene insieme eseguendo un conto sull’amicizia ed alcuni brani con il flauto dolce guidati dalla prof.ssa di musica Elisabetta Papalia. Progettare e lavorare per la prevenzione e il contrasto al bullismo significa costruire dei contesti di crescita sicuri e di benessere per i nostri bambini e ragazzi. Risulta importante quindi la creazione di condizioni sociali e relazionali in cui i giovani imparino a gestire i conflitti attraverso modalità di collaborazione, negoziazione e non di violenza e prevaricazione. Ciò al fine di educare i ragazzi alla legalità e alla cittadinanza responsabile. In particolare, la scuola ha un’importante funzione educativa e di socializzazione ed è quindi uno dei contesti più adatti per realizzare piani di intervento di prevenzione e contrasto al bullismo. Proprio a questo scopo l’Istituto Comprensivo di Campo Calabro, per creare un clima lavorativo orientato al benessere comune e per prevenire ogni forma di disagio psichico e della salute mentale degli adolescenti, ha inserito nel POF tematiche riguardanti l’educazione alla non violenza, alla legalità, al rispetto dei valori di convivenza democratica, rispetto di sé e degli altri, e ha avviato nell’anno scolastico trascorso progetti e attività che proseguiranno nel corrente anno scolastico 2011-2012. Le azioni intraprese dalla scuola mirano a promuovere e sostenere una politica scolastica sensibile alla problematica del bullismo, appoggiare iniziative e approfondimenti sul tema da parte dei docenti o di gruppi di alunni, creare una rete di comunicazione e azione tra scuola e famiglia per fronteggiare insieme le prepotenze, creare dei contesti di accoglienza e ascolto di situazioni problematiche riferite dai genitori, dai docenti o dagli alunni. Pagina 15 COSTRUTTIVAMENTE INSIEME 5. Pagina 16 progettazione di interventi per coinvolgere attivamente i genitori attraverso incontri effettuati a scuola con esperti di pedagogia, psicologia dinamiche relazionali e con l’ausilio delle strutture sociali del territorio. (effettuati nel mese di mese di marzo); 6. attività teatrali e musicali a tema; 7. articoli scritti da docenti e allievi per il Giornalino Scolastico; Durante l’anno scolastico 2010-1011, sono state organizzate attività opera- Nel corso dell’anno tutti i docenti si tive volte ad analizzare le dinamiche relazionali nei rapporti a scuola ed a prevenire le principali forme di disagio giovanile. sono attivati: informandosi e formandosi sul È stato attivato uno sportello ascolto, dove esporre ogni forma di difficoltà tema delle prepotenze e ac- ricollegabile ad azioni prevaricanti, vessatorie, moleste, persecutorie e de- quisendo strumenti e metodo- nigratorie nei confronti di tutti gli alunni e gli operatori della scuola. L’utilizzo logie di azione; dello sportello, attivo anche quest’anno, può avvenire sia in forma anonima che attraverso l’interazione diretta con il docente referente (prof.ssa Iiriti). tema delle prepotenze, atti- Sono stati inoltre proposti schede e questionari per tutto il personale e per vando discussioni in classe e gli allievi, al fine di rilevare il clima vissuto da tutti a scuola. I progetti e le facilitando un clima di acco- linee di intervento per la prevenzione sono stati: 1. glienza e di accettazione tra i conoscenza del problema attraverso un opuscolo informativo diffuso a scuola sui principali temi riguardanti Mobbing, Bullismo ecc. con- ragazzi; sultabile da genitori degli allievi e sul sito web dell'Istituto. 2. individuando e portando alla luce episodi di prepotenza gennaio); dai risultati è emerso che il clima lavorativo tra operatori e accogliendo il clima tra allievi in tutto l’Istituto Comprensivo era abbastanza sere- re, giochi di gruppo, discussioni e riflessioni sul valore dell’amicizia e dell’aiuto reciproco. (effettuata nel corso di tutto l’anno scolastico); 4. proiezioni di film per allievi e docenti con la partecipazione dei genitori. (effettuate nel mese di febbraio); ascoltando cante le esperienze di ragazzi progettazione di interventi didattici da attuare in tutte le classi (come smo) per sensibilizzare gli alunni a questo problema attraverso lettu- e con atteggiamento non giudi- no e positivo; suggerito dalla Direttiva della Pubblica istruzione per la lotta al bulli- osservando le dinamiche relazionali della propria classe e rilevazione del clima scolastico per operatori e allievi attraverso ricerche basate su schede e questionari anonimi (effettuata nel mese di 3. sensibilizzando gli alunni al riferite al bullismo; aumentando il controllo nei momenti ricreativi o di attività poco strutturate; COSTRUTTIVAMENTE collaborando con alunni e genitori per promuovere un clima scolastico di benessere. INSIEME Pagina 17 Questi interventi attivati insieme a tutti gli altri offerti dalla scuola mirano a migliorare lo stile di vita di tutti poiché ogni nostra scelta riguarda e coinvol- Anche quest’anno l’Istituto Comprensivo di Campo ge la comunità e il mondo intero. Quello su cui vo- Calabro Fiumara S.Roberto punta a prevenire e con- gliamo far riflettere gli allievi è il senso di responsa- trastare il bullismo e promuovere il benessere co- bilità, la presa di coscienza, il fatto che tutti nel no- struendo, attraverso progetti, incontri con esperti e stro piccolo possiamo realizzare qualcosa di grande, psicologi (destinati ad allievi, docenti e genitori) e per essere più felici, per contribuire a concreti mi- attività didattiche, relazioni interpersonali ed educati- glioramenti che, a piccoli passi, potranno portare ve fondate sul rispetto, la collaborazione, la tolleran- benessere a tutta la società. za e la solidarietà. Si cercherà di migliorare le azioni preventive attraverso vari livelli: Livello di intervento individuale. Potenziando l'ascolto, l'accoglienza, la conoscenza reciproca tra allievi, educando al rispetto della diversità, al rispetto per gli altri, alla capacità di mettersi nei panni degli altri e capire il loro stato d'animo, al senso di partecipazione e responsabilità verso la vita scolastica e di classe, alla capacità di resistere al conformismo ed esprimere il proprio punto di vista, alla capacità di gestire i conflitti attraverso modalità collaborative e di negoziazione; Livello di intervento di classe. Potenziando le abilità sociali, la promozione della cooperazione e della solidarietà, la consulenza e la mediazione; Livello di intervento istituzionale. Sensibilizzando tutti gli operatori della scuola, docenti, personale ATA, alunni, al tema delle prepotenze organizzando incontri, conferenze, dibattiti, presentazioni di libri a tema, presentazione dei dati emersi dalla fase di ricerca, proiezione di video o film, spettacoli teatrali e altro; coinvolgere attivamente i genitori e tutte le agenzie educative presenti sul territorio. Livello di intervento di comunità. Creando reti di collaborazione e comunicazione, per coinvolgere attivamente i genitori e tutte le agenzie educative presenti sul territorio. prof.ssa Marilena Iiriti COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 18 Il bullismo Un fenomeno che ha assunto valori preoccupanti soprattutto a scuola è il bullismo. Siamo in presenza di bullismo quando una persona, il bullo, intenzionalmente e ripetutamente attua condotte offensive-aggressive nei confronti di un'altra persona, la vittima, allo scopo di nuocere, infastidire e procurare disagio. In particolare c'è bullismo quando le condotte offensive si ripetono alla presenza di un gruppo esteso e anonimo che funziona da pubblico come in una recita teatrale, dove il bullo ama farsi vedere per mostrare la sua prepotenza e la sua crudeltà. Dietro ogni forma di bullismo c'è dunque da un lato, la vittima che subisce, soffre e coltiva sentimenti di impotenza, dall'altro lato il bullo aggressivo, prepotente che umilia le vittime e sembra gioire del male che provoca negli altri. Il primo piange, il secondo ride. C'è da dire però che il bullo alla "lunga" non se la passa bene, perché ha sempre bisogno di vittime nuove e deve sempre trovare nuove strategie per far colpo sul gruppo, il pubblico, per applaudire le sue bravate, ma altrettanto pronto ad abbandonarlo. In altre parole anche il bullo soffre se pur in modo diverso e spesso si scopre che questo suo atteggiamento nasconde una debolezza, un disagio interiore che va curato. Classe V Campo Piale Amico Non camminare davanti a me: potresti smarrirti. Non camminare dietro di me: potresti non seguirmi. Cammina al mio fianco saremo un'ombra sola cucita insieme da fili di sole. Maria Giovine Scavuzzo Classe V Campo Piale Amicizia Salutiamo con gioia tutti i ragazzi che vivono nel vasto mondo. A tutti diciamo di porgerci la mano per formare insieme un cerchio completo che abbracci il mondo intero. Sia che viviamo in terre vicine, oppure da noi lontane, una sola è la nostra famiglia. La voce dell'amicizia che ora facciamo sentire attraversa tutti i continenti e congiunge tutti i mari. Classe V Campo Piale COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 19 Sai cosa significa bullismo? Parlane. Riferisci, inoltre, il contenuto del cortometraggio visto a scuola, esprimendo le tue considerazioni. Uno dei fenomeni spiacevoli che accadono soprattutto nelle scuole è il "bullismo". Noi siamo in presenza di bullismo, quando una persona, il bullo, attua condotte aggressive nei confronti di un' altra persona, la vittima. Il bullo però deve sempre trovare un pubblico che vede le sue bravate. Da una parte, quindi c'è la vittima che soffre, dall'altra parte c'è il bullo che umilia la vittima. Però neanche il bullo se la passa bene, perchè deve sempre cercare delle vittime nuove, altrimenti il suo gruppo potrebbe abbandonarlo. Si è scoperto anche , che il bullo nasconde disagi e debolezze che vanno curate. Inoltre la nostra maestra ci ha mostrato una storia di bullismo, intitolata"Una lettera alla professoressa", che parla di una ragazza che è la leader del suo gruppo e che poi diventa un bullo. Lei prendeva tutte le decisioni. Decideva anche come dovevano vestirsi i compagni al mattino. Faceva scherzi a tutti, però un giorno andando in cortile un ragazzo decise di farle lo sgambetto, così lei umiliata pensò a tutte le sue malefatte. Le capitò pure che la sua vittima invece di gioire, l' aiutò ad alzarsi ed il" bullo" (la ragazza) pensò che la cosa fondamentale era il perdono. Anche Madre Teresa di Calcutta scrisse "Meglio accendere una candela, piuttosto che maledire l'oscurità". Così il bullo raccontò alla professoressa tutta la sua esperienza, scrivendole una lettera. Giuseppe Santoro Fraternità Io non vorrei udire mai piangere nessuno, perché ogni dolore mi fa male al cuore, aperto per consolare ogni fratello triste. Io vorrei su tutte le bocche scorgere il sorriso, in tutte le pupille la sincerità sentire in tutti i cuori la speranza, in ogni uomo la fraternità. Io vorrei avere ogni fratello amico, compagno nella gioia e nel dolore, e amare con lo stesso cuore, la vita, dura, eppure così bella. Classe V Campo Piale COSTRUTTIVAMENTE Notte di Natale di Paul Gauguin INSIEME Pagina 20 COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 21 La nostra scuola: noi protagonisti San Roberto Un benvenuto speciale Nella scuola secondaria di S. Roberto gli alunni delle classi seconde e terze hanno dato il benvenuto agli alunni delle prime classi delle scuole dell’infanzia della primaria e della secondaria con due canti speciali. Il primo è stato l’inno all’amicizia “Amico è”. Il secondo è stato modificato, sulla melodia di “Aggiungi un posto a tavola“ è stato inserito un nuovo testo creato e adattato alla musica dalla docente di musica della scuola secondaria di Campo Centro e S. Roberto, prof.ssa Elisabetta Papalia. Con questo significativo testo auguriamo un buon anno scolastico a tutti voi. Siamo tornati a scuola Con dei compagni in più E diamoci del tu! Le regole sono tante Per stare in compagnia, se provi a rispettarle staremo in armonia. Sapendoci comprendere Staremo in al … legria! Abbiamo nuovi amici E questi siete voi ! Potete star tranquilli Starete uno di noi. Se avrete poi bisogno Saremo accanto a voi Pronti ad aiutarvi Dando il meglio di noi. Sapendoci comprendere Staremo in al…legria! La prof.ssa Papalia e gli alunni della scuola secondaria di S. Roberto COSTRUTTIVAMENTE La vita nella nostra scuola! Stiamo per raggiungere il traguardo ma indietro diamo lo sguardo: dall’asilo siam partiti mal contenti e ben nutriti. Tante amicizie sono state piantate, e col tempo coltivate. Poco sapienti siamo arrivati, e usciti ben formati. Alla scuola elementare, con altre persone ci siam dovuti relazionare. Le tabelline abbiam imparato, e tante cose nuove ci hanno insegnato. Tutti insieme, tutti contenti, abbiam passato dei bellissimi momenti. Alle scuole secondarie, nuovi amici ci sono venuti a trovare; nuovi professori da cui insegnamenti trarre, per il nostro cervello poter contrarre. Adesso che stiamo per finire, diamo un’occhiata all’avvenire. Giorgio Porpiglia - III D La poesia della mia classe Nella mia classe c’è sempre baccano, ed i professori provano a starci lontano; Le manca qualcuno c’e un urlo ciascuno. A volte vorrei tanto studiare, ma col mal di testa come posso fare? Urlano, strepitano, cantano, ballano. Ora, silenzio signori, o il professore chiamerà i genitori. E mentre provo a ragionare, ci son due che si stanno a minare. Giorgio Porpiglia - III D INSIEME Pagina 22 COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 23 Noi poeti Sinfonia d’autunno È autunno. La pioggia bagna i rami dei maestosi alberi e le foglie si staccano silenziosamente da essi. Volano nel cielo come grandissime farfalle colorate, formando a terra bellissimi tappeti multicolori. Poi, tra i boschi quieti e il dolce silenzio, il vento sussurra una lieve melodia e, correndo tra i boschi tutte le foglie con sé porta via . Infine la pioggia ormai stanca si ferma, mentre solenne appare l’ arcobaleno che trascina con sé tutta la malinconia. Francesca Lucia Barillà - I D Sapori d’autunno: filastrocca sulla castagna È arrivata la castagna: chi la cerca, la trova su in montagna; se sul fuoco è posta si chiama caldarrosta; vive in un riccio spinoso che serve a proteggere questo bene prezioso; “Pane dei Poveri” questo era il suo nome nel tempo antico, raccoglierla era un onore! “Castagna, sei un prodotto autunnale, per noi tutti molto SPECIALE!” Rosy Morena - I D COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 24 GIORNALISTI IN ERBA ESSERE BELLE A 13 ANNI A 13 anni si è sempre belle senza bisogno di aiuti artificiali ma ogni tanto truccarsi è divertente, anche se a scuola bisogna andare con il viso pulito acqua e sapone . Consigli per un trucco impeccabile: Il fondotinta!!! Per l’applicazione del fondotinta si usa una spugnetta in lattice,sulla quale si pone una piccola quantità di prodotto che poi viene steso con molta cura su tutto il viso, il fondotinta, rende la pelle uniforme e può essere completato con un velo di cipria. La cipria!!! La cipria va applicata con l’apposito piumino, su tutto il viso che una volta incipriato va spolverato con il pennellino di martora, per togliere l’accesso di polvere. La matita nera!!! La parte inferiore della palpebra deve essere resa intensa e profonda con una linea precisa di matita. È consigliabile avere sempre un temperamatite nel borsellino dei trucchi perché una punta affilata crea una linea perfetta. L’ombretto!!! Per usare l’ombretto è meglio non usare dei colori troppo accesi e mai ,assolutamente mai, applicarlo sulla parte bassa dell’occhio. L’applicazione va effettuata con l’apposito pennellino, partendo dalla parte interna dal lato del naso e sfumandola verso l’esterno. Il segreto dell’ombretto è una perfetta sfumatura, realizzabile anche con le dita. Il mascara!!! Le ciglia devono essere allungate e messe in risalto con il mascara .Si tratta di una sostanza pastosa da applicare con uno speciale pennellino cilindrico, sulle ciglia inferiori e superiori. Certi tipi di mascara in commercio contengono delle pagliuzze che hanno lo scopo di allungare ulteriormente le ciglia. Il fard!!! Il fard è una polvere di colore rosa di varie sfumature, serve a fare risaltare gli zigomi e a dare un tocco di profondità al viso. Si stende con il pennello di martora, sfumandolo molto bene verso le tempie. La quantità di polvere non deve essere eccessiva ma sempre molto delicata e sfumata. Il rossetto!!! Il fascino delle labbra è quasi sempre merito del rossetto. È forse il cosmetico più difficile da usare. Bisogna delineare con la matita di un colore più scuro del rossetto il contorno delle labbra. In seguito si deve riempire lo spazio vuoto con il rossetto. Come tocco finale può essere usato il lucidalabbra, da mettere in minima quantità su tutta la bocca. Il tocco finale!!!!! Per il tocco finale una spruzzata di lacca speciale fissante su tutto il viso, serve a far durare il trucco a lungo, anche per una serata in discoteca. Respirate a fondo, trattenere il respiro e tenete ben chiusi gli occhi. Lasciate asciugare per qualche istante… e voilà siete pronti per la vostra serata sfavillante. Alessia di Miceli Antonella Pizzimenti Antonella Cotroneo III D COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 25 LO SPORT NELLA STORIA Lo sport è il bisogno dell’uomo di muoversi ed è stato sempre praticato dall’ uomo. Nell’antica Roma i giochi erano chiamati i ludi circenses. Gli imperatori sfruttavano queste manifestazioni per aumentare e consolidare il loro potere sul popolo. Fra le costruzioni utilizzate dai romani per gli spettacoli sportivi ricordiamo prima di tutto il circo, l’anfiteatro, il teatro e Campo Marzio per l’addestramento militare. Tra il 400 e il 1200 la pratica sportiva perde importanza, gli uomini nel medioevo giocavano e si esercitavano ,non più come un tempo ma non meno di oggi. Il torneo era la più importante manifestazione sportiva medievale riservata ai nobili cavalieri. Tra gli educatori dell’umanesimo troviamo Vittorino da Feltre, il primo fondatore dell’educazione fisica. Egli ideò a Mantova la famosa casa giocosa, divenuta in un importante centro per l’educazione, aperta ai giovani di famiglia nobile. In questo periodo l’esercizio ebbe una grande importanza, anche grazie al pensiero di filosofi, pedagogisti e scienziati. L’illuminismo, caratterizzato dalla fiducia nella capacita dell’uomo e dall’esercizio della ragione, presenta nomi illustri fra cui Jean-Jacques Rousseau. Tra i suoi meriti c’è quello di aver fissato su basi puramente umane e razionali la vita dell’uomo, e di aver dato molto valore all’educazione fisica. Oggi lo sport è molto importante perché l’esercizio fisico crea benessere al corpo, alla mente e alla salute in generale. Antonino Laganà e Antonio Verrengia - III D COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 26 Come si svolge la caccia al cinghiale Praticare la caccia come sport è molto deprecabile; la natura va difesa e preservata. Proprio a causa dell’intervento dell’uomo sull’ambiente alcune specie animali proliferano a danno di altre ed è per questo che è permesso dare la caccia ad animali troppo numerosi e quindi pericolosi per l’equilibrio naturale e la biodiversità. Uno degli animali più cacciati (di cui poi viene consumata la carne) è il cinghiale. Vogliamo ora descrivere cosa si prova a seguire una battuta di caccia al cinghiale. Ci si alza prestissimo quando fa freddo e il buio è completo. Bisogna fare una colazione abbondate e caldissima: probabilmente ci sarà da correre, bisogna indossare vestiti leggeri ma caldi, resistenti e protettivi; scarponi tipo anfibi e mantella per la pioggia. Arrivati in un luogo già stabilito giorni prima si fa un controllo dei presenti e un controllo delle armi e quindi si decide il luogo della prima battuta. È un momento particolare, abbastanza delicato: la strategia che si sceglie influenzerà tutta la giornata. Si fanno le squadre e si decidono ‘’i luoghi di posta’’:nella caccia con i cani, forse la più emozionante, si attende il passaggio degli animali che spinti dalle mute restano in immobili anche per ore. Il primo pensiero è la messa in sicurezza delle persone che partecipano alle battute e a quelle che possono transitare: mai incrociare le traiettorie dei tiri, sempre controllare il terreno. Alcuni attimi ancora e si parte; si carica tutto: armi e bagagli sui fuoristrada; tutti insieme, anche con i cani, dentro le loro gabbie da viaggio: il profumo di cane bagnato non e’ dei migliori. Giunti ai limiti della zona di caccia, si scende: si indossa il giubbino arancione lo zaino in spalla e via per qualche chilometro. Ci si apposta, appoggiati agli alberi, in piedi e ben attenti: si comunica con le radio e comincia la battuta. Il clima autunnale’ perfetto: non è troppo freddo, nebbia bianca e alta, nessuna forma di vento. Silenzio totale per qualche minuto, poi un latrato; e poi, a seguire, tanto abbaiare convulso e corale: i cani hanno scovato un piccolo branco. Inizia l’attesa frenetica dell’arrivo, ammesso di aver scelto il luogo giusto. Il bosco intorno, improvvisamente, si anima e ti sembra che tutto si muova: si possono incontrare animali in corsa che superano i due quintali. Poi una serie di spari, la radio gracchia. La giornata continua :nessun capo viene abbattuto. Alle quattro c’e’ la ritirata; dopo aver recuperato tutti i cani (è una grande faticaccia) si rientra nella civiltà: finalmente un ambiente accogliente, caldo di stufa a legna. La caccia è terminata, nessun animale è stato ucciso, la natura è stata rispettata. Francesco Quattrone, Antonino Cosoleto e Domenico Laganà - III D COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 27 Il famoso Natale Il Natale è una festa solenne per tutti, perché è il giorno della nascita di Gesù, è l’inizio di una nuova era nella storia del mondo, dell’umanità, degli individui e riafferma la nascita di una nuova vita, il valore dei sentimenti umani, lo spirito di fratellanza e di pace. È un giorno di commozione profonda ed è bello circondarsi dalle persone più care, essere riuniti gioiosamente intorno alla tavola imbandita con tante cose buone. Ogni regione ha usanze diverse; in Calabria, soprattutto nei piccoli paesi, vengono tramandate da anni alcune usanze: dolci tipici locali come “nzudda“, “mostrazzoli”, che si fanno a Soriano Calabro, i “crucitti”, i “fichi secchi“ con zucchero, cannella, noci e ricoperti di cioccolato, tipici della zona di Cosenza; La “cupeta“, torrone tipico di Montepaone in provincia di Catanzaro che si ricava dalla miscela di sesamo, mandorle, miele, farina e vino cotto; i “nacatole” che si preparano una settimana prima del Natale come segno augurale e si mangiano durante il cenone. I “petrali“ tipici della nostra regione e sono fatti di pastafrolla a forma di mezzaluna e farciti con fichi, noci, mandorle, buccia di arancia e di mandarino, sono guarniti con glassa di zucchero, con cioccolato e decorati con palline colorate. A Natale si fa il Presepe e sotto l’albero addobbato con colori diversi si mettono i regali che poi vengono consegnati ai singoli familiari la notte di Natale. Ci sono località dove è usanza fare la rappresentazione del presepe vivente ed è molto bello assistere a questo meraviglioso avvenimento. L’atmosfera di questo giorno è allietata dagli zampognari che girano per le strade suonando canti natalizi, essi sono esperti nel suonare la zampogna, antichissimo strumento tradizionale fatto con pelle di capra e canne lavorate artigianalmente. Tra tutti questi divertimenti non bisogna dimenticare chi soffre, chi è infelice o lontano dai suoi cari; Cristo ci ha insegnato il bene, ha indicato la via della pace e della giustizia, della fratellanza e noi dobbiamo impegnarci a realizzare questa sua legge d’amore come ci ricorda il Natale. Solo così la pace, la tranquillità gioiosa delle strade, la felicità delle famiglie, saranno un momento d’amore e gioia per tutti gli uomini nel giorno del Santo Natale. Marina Scopelliti Angela Corsaro III D Ancora Natale L’arrivo di Babbo Natale Babbo Natale sta arrivando con regali di ogni tipo trasportando. I bambini, nel vederlo, lo accolgono con un sorriso, già per lui fanno il tifo. A Natale tutti sono felici e si sentono veramente amici, intonano bellissime canzoni provando dolcissime emozioni. Giorgiana Ana Maria Ciubotariu - I D Il Mago del Natale Mi i piacerebbe essere il “Mago del Natale“ per far spuntare un albero speciale. Dovrebbe essere altissimo e accessoriato per poter appendere luci, caramelle e cioccolato ed anche un orsetto colorato. In cima metterei una stella con sopra una coccinella. Sotto l’albero metterei dei regali per tutti i bambini africani. Darei una casa a tutte le persone che non hanno un’abitazione. So bene, però, che non lo posso fare perché non sono il “Mago del Natale”. Ma posso augurare a tutti voi con il cuore, un Natale pieno d’amore. Francesco Barillà - I D COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 28 LA NATIVITA’ Francesco Cotroneo Davide D’Andrea Giuseppe Catalano III D COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 29 Pagina Umoristica FREDDURE E BARZELLETTE Pierino in classe:”Signora maestra, ho buttato Della Carta dalla finestra” “Va bene, Pierino, ma non lo fare più” Poco dopo entra in classe un bambino tutto sanguinante, La maestra:”E tu chi sei? “Io sono Della Carta” Pierino al compagno alla fine del compito in classe: ”Come è andata?” “Male, ho consegnato il foglio in bianco!” “Maledizione anch’io; la maestra penserà che abbiamo copiato!” “Pierino, perché il Canale di Suez si chiama così?” “Perché non è miez e non è tuez!” Pagina a cura di Salvatore Penna e Giorgio Calarco - III D COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 30 SPECIALE NATALE Fiumara IL PRESEPE VIVENTE DI FIUMARA: quei dolci ricordi di un’infanzia fatta di poco o niente. <<Fiumara con il suo Centro Storico Borgo Terra rappresenta una delle più belle pagine della sua storia: un contenitore di suggestioni uniche, un posto magico dove il tempo sembra essersi fermato a molti anni fa! >>. Niente rumore di motori, niente clacson che confondono i pensieri e rendono difficile il vivere sereno. Un luogo incantato che proprio nel periodo più bello dell’anno, Il Natale, si anima con persone, luci, colori e profumi che trasformano in poesia il semplice vivere quotidiano di più di duemila anni fa. Il Presepe Vivente di “Borgo Terra”, di cui ormai tanta gente ne ha goduto la bellezza, riproporrà anche quest’anno il suo meraviglioso scenario ricco di cultura, e storia antica. Chiunque viene a visitare il nostro presepe ne rimane affascinato. Nei giorni delle festività del Natale, al calare del sole, oltre centocinquanta figuranti appartenenti alla comunità del paese danno vita al magico “Presepe vivente” di Fiumara. Ogni vicolo e ogni angolo del borgo medievale, vengono avvolti da un'atmosfera magica con giochi di luci e ombre creati dalle numerose fiaccole. Scorci di vita quotidiana e scene di attività artigianali di duemila anni fa ai tempi della nascita di Gesù ci fanno rivivere emozioni uniche e indimenticabili. Gli attori, tutti volontari del paese, compreso me e la mia famiglia, ci mettono l’anima, oltre al loro tempo per ricostruire la vita della gente ai tempi della Natività, ricreando mestieri e arti dell’epoca. Ovviamente queste scene di vita sono integrate, come in ogni Presepe che si rispetti……….da un vero asinello, un vero bue nella mangiatoia e, meraviglia delle meraviglie, da un vero Bambinello. "...mentre nella taverna si beve e si grida, il panettiere sforna il pane e in piazza si danza e si canta, nel silenzio della notte nasce “il Re dei RE”. Giuseppe Calabrò - II E COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 31 Natale È Natale, è Natale È una notte assai speciale È comparsa già una stella Con la coda lunga e bella. Nella piccola capanna Tra le braccia della mamma Dorme già Gesù Bambino Vorrei dargli un bel bacino, Vorrei dirgli:”per favore Fai in modo che sia migliore, Fa che tutti siano felici ed amici”. Dona pace, amore e bontà A tutta quanta l’umanità. Benedici papà e mamma E poi torna a fare la nanna. Se mi accontenti caro Gesù, Prometto di non disturbarti più. Virginia Romeo - I E Natale È una festa molto bella ed in cielo brilla una stella mentre addobbo l’albero di Natale con festoni, palline e neve artificiale ho un sorriso davvero speciale il mio animo è colmo d’amore, per chi ne ha bisogno e chi è vicino al mio cuore. Da oggi in poi saremo tutti più buoni ed avremo il coraggio delle nostre azioni; brindiamo e ci scambiamo gli auguri e felici saremo, e Gesù Bambino pregheremo affinché nel mondo ci sia tanta pace, bontà, armonia e tutto ciò che più ci piace. La magia del Natale riempia i nostri cuori e tutti insieme avviamoci verso un anno migliore. Buon Natale Virginia Romeo - I E COSTRUTTIVAMENTE INSIEME NATALE IN CALABRIA Oggi è Natali E simu tutti ca a brindari Addobbamu L’arburu di Natali E poi iaprimu i riali. Ndi facimu na mangiata E puru na risata E certi voti na ballata. A capu r’annu iaprimu na buttigghia E brindamu cu tutta la famigghia. Vincenzo Furci e Antonino Abrami II E Pagina 32 COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 33 SIAMO TUTTI POETI E SCRITTORI Se io fossi un’onda Se io fossi un’onda Per tutta la mia vita Andrei avanti e indietro Senza fermarmi mai. Se io fossi un’onda Vorrei essere calda In modo da riscaldare le persone. Se io fossi un’onda Vorrei essere alta per divertire i bambini. Se io fossi un’onda vorrei essere pulita Senza nessun rifiuto Se io fossi un’onda vorrei giocare con i delfini E con tutti gli altri pesci del mare E così essere libera come l’aria Senza nessuno che mi comandi. Non vorresti esserlo anche tu? Ivan Repaci - II E Se fossi un fiore Se io fossi un fiore vorrei vivere in un prato tutto fiorito, Con i raggi del sole che accarezzano i miei petali delicati. Mi piacerebbe essere una rosa splendente di color rosso…. Un rosso intenso E invitare le pallide gocce di rugiada a posarsi su di me E scivolare sulle mie pungenti spine illuminando il mio lungo gambo. Sentirei il forte vento che mi fa oscillare e danzare con le altre rose E che espande il mio profumo nell’aria Per rallegrare tutto ciò che mi circonda. In lontananza scorgerei le soffici nubi color bianco candido Che si muovono ad alta quota correndo veloci verso l’orizzonte. Fiorirei ogni giorno più felice di prima fino ad addormentarmi E rinascere in un'altra primavera. Francesco Crea - I E COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 34 La mia Mamma Le faccende di casa fa indossando un grembiulino color del prato in fiore. Certo la si può paragonar ad un uccello che costruisce il suo nido con amor o a un camino acceso che sempre fuma ed emette calor. Con i suoi occhi grandi mi guarda, come un gufo nella notte , vigile e pronta mi difende ognor. Antonino Cambareri - II E L’amicizia Ogni amico nuovo è un mondo nuovo. Un mondo da scoprire che ci può fare divertire. Ci fa sentire meno soli perché gli amici sono veri tesori. L’amicizia è un grande dono Se sa chiedere perdono. Francesco Ripepi - III E COSTRUTTIVAMENTE INSIEME La molletta Giusy Giusy apparteneva ad una famiglia di mollette che viveva a Pannolandia, una penisola immersa nell’Oceano Tessile. Giusy era una ragazza furba, vispa e coraggiosa. Possiamo dire che le piaceva l’avventura. Talvolta gironzolava da sola per il paese dei pastelli che si trova vicinissimo alla città di Molcat. Una volta si allontanò un po’ troppo perché era molto curiosa e perse la strada. Quella povera molletta era disperata e per sfortuna si trovò davanti un gruppo di cartucce d’inchiostro per stilografica (briganti e rapinatori). Giusy provò a difendersi morsicando con la sua grande bocca, ma non riuscì a sconfiggerli perché erano in troppi. Improvvisamente sbucò fuori Pannagame, il più bravo e famoso spadaccino di Pannolandia. Pannagame e Giusy, con il loro coraggio, annientarono tutti i nemici e riuscirono a ritornare a casa. In seguito i due si sposarono e vissero per sempre felici e contenti. Stefano Giordano - I E Attenti al lupo Cappuccetto Rosso, una bambina disubbidiente, si reca dalla nonna che abita dentro il bosco. Non ascolta i consigli della mamma e, invece di percorrere la via principale, sceglie un sentiero attraverso il bosco. Si inoltra felice tra il cinguettio degli uccelli e il fruscio delle foglie. Saltella tra i sassi, immerge le mani in un piccolo ruscello, raccoglie fiori e canticchia allegramente, quando….. incontra un uomo un po’ strano che le chiede dove si stia recando e la invita a fermarsi un po’ a chiacchierare e le parla di un ”paese incantato” che potrà visitare se deciderà di seguirlo. Dopo tutto impiegherà soltanto un’ora. Le ormai lunghe giornate primaverili le consentiranno di arrivare in tempo dalla nonna. A questo punto, Cappuccetto Rosso, ricorda i consigli della mamma e vede chiaramente un’insidia nella proposta dello sconosciuto. Senza far trapelare nulla, finge di aderire alla proposta, raccoglie ancora dei fiori e aguzza l’udito. Sente poco lontano il rumore di un’ascia, sicuramente un boscaiolo, si ferma per capire da dove provenga quel rumore e, senza esitare corre in quella direzione, invocando aiuto. Il boscaiolo lascia il suo lavoro e accorre alle grida della bambina che, ormai in salvo, racconta l’accaduto e si fa accompagnare dalla nonna, dove trascorrerà la notte. Il boscaiolo ritorna indietro e avverte la mamma di Cappuccetto Rosso. E lo sconosciuto? L’avete capito anche voi……..era il lupo cattivo che tutti possiamo incontrare se non agiamo con prudenza, giudizio e precauzione. Martina Giordano - I E Francesco Giordano - III E Pagina 35 COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 36 È arrivato l’inverno È inverno. Per tutti gli animali che vivono liberi sono tempi difficili: devono difendersi dal freddo e sotto la neve trovano solo con difficoltà il nutrimento necessario. Molti animali, al sopraggiungere del freddo, cercano un rifugio adatto per trascorrervi il letargo. Le tane possono essere buche sotto terra, caverne, fessure nelle rocce, cavità di alberi. Per gli alberi è diverso: l’inverno è il loro periodo di riposo, il freddo non gli è nocivo, anzi è un bene che cada tanta neve, perché la neve porta umidità. Nella campagna c’è silenzio, mentre nelle case si accende il camino e si sta vicino al fuoco. A me l’inverno piace perché ci sono bellissime feste tra cui il mio compleanno che trascorrerò insieme alla famiglia. Caterina Busceti - I E COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 37 Il gatto misterioso Un giorno leggendo un giornale vidi un grosso titolo: “Un gatto misterioso ha salvato una donna in pericolo”. Curioso decisi di leggere per vedere come aveva fatto…..”un gatto misterioso dal nome G. M. passando dal luogo dove Mr Gretain era stato coinvolto in un incidente, vide una donna cadere nel lago. Così si tuffò in acqua e prendendola per il capo la distese sulla spiaggia e telefonò in un baleno all’ambulanza. Dopo questo fatto non si seppe più nulla del misterioso gatto salvatore. Io volevo diventare famoso come lui ma non sapevo come fare; così partii subito in cerca del gatto. Dopo giorni e giorni di ricerche, finalmente sentii una vocina acuta che mi chiamava: “Ehi laggiù, chi stai cercando?”. Mi girai e vidi un gatto nero con un cappello blu e bianco e una giacca nera. Lo avevo trovato, era proprio lui! Dopo aver fatto amicizia il gatto mi disse: “Sebastian è inutile che tenti di diventare come me, ormai hai vent’anni, perché invece non ti sposi con la principessa Daisy, così potrai diventare famoso”. Io risposi “è facile dirlo, ma per sposarla dovrei piacerle ed esserle simpatico”. Allora il gatto mi disse che se avessi superato una prova lui mi avrebbe fatto sposare la principessa. La prova consisteva nel prendere il fiore Mincio che avrei trovato scalando il monte Derba. Io superai la prova, presi il fiore e il gatto preparò una magica pozione che io offrii alla principessa. Ella la bevve, si innamorò di me e mi sposò. Martina Giordano - I E COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 38 LA SCUOLA Esperienze Il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado ha cambiato la nostra vita, il nostro modo di pensare. Secondo noi questo livello è più emozionante, sotto certi aspetti più impegnativo, ci fa sentire più grandi. I professori, a volte, ci aiutano a svolgere le attività scolastiche ma noi non sempre ci comportiamo come dovremmo; a qualcuno viene quasi “un esaurimento nervoso”. Alle scuole elementari le maestre erano più tolleranti nei confronti della disciplina, alle medie abbiamo capito che la Dirigente e i docenti vogliono da noi un atteggiamento diverso ma noi ancora non riusciamo a controllarci completamente. Sicuramente con il passare del tempo miglioreremo il nostro modo di comportarci e diventeremo degli allievi modello. Paolo Cassone - I E Riflessioni sul bullismo Secondo noi ragazzi il bullismo è una cosa molto brutta perché ci induce a compiere azioni che possono avere conseguenze molto gravi. Con il bullismo alcune persone cercano di ottenere il dominio e il controllo degli altri, invece si rovinano la vita perché da adulti commetteranno sicuramente azioni vili a casa, nel lavoro e nella società. Tali persone sono così perché, sempre secondo noi, i genitori non hanno trasmesso loro le regole e di conseguenza hanno difficoltà a confrontarsi e non stanno bene ne’ con se stessi ne’ con gli altri. Dalle discussioni fatte in classe ho capito che per essere un vero cittadino devo: rispettare le regole e le leggi; rispettare i miei coetanei e gli adulti; cancellare dal mio vocabolario la parola “omertà”. Devo cioè riuscire a vedere, sentire, denunciare sempre il male o un torto o offesa che io o altri miei coetanei dovessimo subire. Giuseppe Calabrò - II E Tutti a Scuola La Scuola Benvenuti a scuola cari amici, Dobbiamo studiare insieme e vivere felici. Alle dieci suona la campanella E faremo merenda, Mangiando un panino con la nutella. Se problemi avremo Insieme li risolveremo. La scuola è un’Istituzione antica Che ci educa alla vita. Se durante le lezioni gli insegnanti Ascolterai alle interrogazioni Un portento sarai. Rispetta i tuoi compagni Non disturbare ed impara ad ascoltare. Così un bravo scolaro diventerai E da grande nel mondo del lavoro entrerai! Antonino Abrami - II E Antonino Spezzano - III E COSTRUTTIVAMENTE INSIEME Pagina 39 PAGINA UMORISTICA DUE TARTARUGHE Due tartarughe si incontrano dopo tanto tempo e una dice all’altra: “come mai vai in giro senza guscio?”E l’altra risponde: “non ti hanno detto che sono scappata di casa?” PIERINO TABAGISMO EDUCAZIONE Durante la lezione di religione, l’insegnante chiede a Pierino: “dove abita Dio?” Pierino: “nel bagno assieme a mia sorella perché ogni mattina bussa alla porta e grida: – Dio Mio sei ancora lì?” - “Dottore non riesco a smettere di fumare” - “Ha provato a sostituire le sigarette con le caramelle?” - “Si ho provato ma non si accendono!” Ogni giorno un signore e una bambina si incontrano sempre nella stessa panchina vicino alla fermata dell’autobus. Il signore dice:” bambina, vuoi una caramellina?” e lei, di rimando: “si grazie, la voglio”. Il giorno dopo le ripete la stessa cosa e lei dice sempre “si la voglio”. Il signore però ad un certo punto si domanda come mai la piccola non dica mai “si grazie”. Così il giorno dopo le chiede per l’ultima volta “bambina vuoi una caramellina?” “si la voglio e... Come si dice… ne voglio un’altra”. RISTRETTEZZE Un signore seduto in treno borbotta tra sé e sé: “devo assolutamente evitare caffè, alcolici e tabacco”. “Pressione alta?” - chiede un altro passeggero. “No, pensione bassa”. LODE IN STORIA A scuola….. “Pierino, che cosa è accaduto nel 1807?” “E’ nato Giuseppe Garibaldi” “Bravo Pierino! E nel 1848 che cosa è successo?” “Nel 1848, Garibaldi ha compiuto 41 anni!” Pagina a cura di Antonino Spezzano III E REDAZIONE Gli Allievi dell’Istituto Comprensivo di Campo Calabro Fiumara e San Roberto Direttore Responsabile: prof.ssa Marilena Iiriti “LA NATIVITA’ “ di Filippo Lippi W|Ü|zxÇàx? wÉvxÇà| ? ÑxÜáÉÇtÄx TAgATA x tÄâÇÇ| wxÄÄË \áà|àâàÉ VÉÅÑÜxÇá|äÉ w| VtÅÑÉ VtÄtuÜÉ? ftÇ eÉuxÜàÉ x Y|âÅtÜt tâzâÜtÇÉ t àâàà| uâÉÇx ätvtÇéx