Associazione apartitica e senza fini di lucro, volta a incrementare l’attività corale nel contesto culturale e sociale, ed assicurare la ricerca, la conservazione e lo studio del patrimonio musicale italiano.
A più Voci
Quadrimestrale d’informazione musicale corale
dell’USCI Lombardia
Anno I
N° 2 Maggio – Agosto 2012
www.apiuvoci.com
USCI Lombardia – via Santa Marta, 5
23807 Merate (LC)
ApiùVoci
Quadrimestrale d’informazione musicale corale
dell’USCI Lombardia
N° 2 Maggio – Agosto 2012
Spazio web: www.apiuvoci.com
Direttore
Francesco Barbuto
Redazione
Franco Monego
Andrea Natale
Letizia Candiotta
Grafica e impaginazione
Francesco Barbuto
Sede legale
USCI Lombardia
via Santa Marta, 5
23807 Merate (LC)
Contatti Redazione
USCI Lombardia: [email protected]
Direttore: [email protected]
Sommario
A p iù V o c i
Quadrimestrale d’informazione musicale corale
dell’USCI Lombardia
N° 2 Maggio – Agosto 2012
Sommario
4
Editoriale
18
A più Voci è on line!
di Francesco Barbuto
Management corale
“Progetto Attività 2012” dell’USCI
Lombardia
a cura di Andrea Natale
6
Le Delegazioni provinciali
19
In un canto
a cura di Francesco Bellomi
Rubriche
12
22
Se io fossi una regina
Il canto popolare femminile
Assemblea Generale Ordinaria
dell’USCI Lombardia
a cura di Andrea Miglio
a cura di Francesco Barbuto
14
Rassegna Regionale “Cori di Classe”
a cura di Tiziana Fumagalli
16
Concorso Nazionale di Composizione
ed Elaborazione corale
“L’ITALIA S’È DESTA”
dell’USCI Lombardia
Considerazioni del Maestro Bruno Zanolini
Presidente della Giuria
26
Concorsi
Editoriale
L’attenzione alla coralità regionale
Cari amici, cari lettori, siamo giunti al
“secondo numero” della nostra rivista
musicale online «A più Voci».
Un’attenzione particolare è stata rivolta
ai “giovanissimi cantori” dei cori di voci
bianche e cori scolastici.
È un’attenzione dovuta, che attesta
all’USCI Lombardia e alle delegazioni
USCI provinciali un’importantissima
dedizione al mondo corale dei piccoli
cantori che saranno il “futuro” dei cori di
domani.
Zoltan Kodály (1882-1967), conosciuto
in tutto il mondo e insigne maestro
attento e dedito pedagogicamente e con
sistematicità al mondo corale
dell’infanzia, affermò: «Il canto rende
4
bella la vita e coloro che cantano rendono
bella la vita degli altri».
Questa affermazione possiamo
considerarla come un obiettivo principale
da raggiungere nel percorso di un coro.
Ed è proprio nei cori di bambini che la
“gioia del canto” – che possiamo
intendere certamente come “bellezza” –
si riscontra in modo naturale e disinvolto.
Dedicarsi al canto corale per i più piccoli
è fondamentale, poiché contribuisce,
insieme alla musica, alla formazione
educativa del bambino, basandosi sullo
strumento più prezioso che abbiamo: “la
nostra voce”.
Nella mia esperienza musicale di molti
anni nelle scuole elementari e
nell’osservazione dei bambini in
rassegne di cori di voci bianche e cori
scolastici, ho potuto verificare molto e
toccare con mano questo aspetto, oltre a
quello didattico.
I bambini che cantano “in gruppo”
provano immediatamente significative
emozioni, senso di socialità... timidezza e
allo stesso tempo coraggio... “gioia”.
Sono, questi, approcci e presupposti
fondamentali per i quali “vale la pena” di
occuparsi di cori di “piccoli cantori”.
A tal proposito, l’USCI Lombardia si è
dedicata appieno al progetto:
Editoriale
3
“Progetto Attività 2012” approvato e
finanziato dalla Regione Lombardia.
Un progetto che avvicina il canto corale
alle scuole primarie e secondarie di
primo grado.
Domenica 13 maggio, si realizzerà una
grande Rassegna di “Cori di Classe” in
cui parteciperanno 18 cori da tutta la
Lombardia presso la Sala Verdi del
Conservatorio di Musica di Milano.
Altre rassegne provinciali si sono
aggregate a questo progetto, facendo
partecipare ulteriori cori di bambini a
questo tipo di evento: il IV Meeting dei
cori scolastici 2012: “Cantare a Scuola”
della delegazione USCI di Bergamo e la
I Rassegna di Cori di Voci Bianche della
delegazione di Pavia.
Un altro aspetto su cui vorrei
soffermarmi è la nostra associazione
corale: USCI Lombardia.
Lo scorso 14 aprile si è svolta
l’Assemblea sociale a Varese con una
significativa presenza di rappresentati dei
cori. Molti sono stati anche gli argomenti
affrontati.
Il fermento, in particolare, di
quest’ultimo anno di attività con un
allargamento e coinvolgimento sempre
più “attivo e operativo” dei ruoli dei
responsabili e una partecipazione sempre
più presente dei cori iscritti
all’associazione, ha consentito di
sviluppare un sempre più ampio dibattito
e confronto all’interno dell’USCI
Lombardia. Da questo punto di vista, ne
giova certamente uno sviluppo di
“democraticità”, che contribuisce a
metterci “dietro alle spalle” modalità più
verticali e poco partecipative forse più
del passato. Naturalmente dev’essere
presente un rispetto autentico dei ruoli
sociali di responsabilità e di tutti i cori
che rappresentano l’associazione e
contemporaneamente un’attenzione alla
reciprocità nell’organizzazione, gestione
e comunicazione, che nel nostro caso
avviene tra il Consiglio Regionale (e le
delegazioni USCI provinciali), la
Commissione Artistica Regionale e i cori
iscritti all’USCI Lombardia. Il Maestro
Franco Monego è stato rieletto –
all’unanimità – Presidente dell’USCI
Lombardia e questo è certamente
“sintomo” di un riconoscimento della
gestione dell’ultimo triennio e
dell’attenzione che procede ora, con la
collaborazione dei Consiglieri e dei
colleghi della Commissione, verso un
rinnovamento e un ammodernamento
della nostra associazione.
Il Direttore della rivista online
“A più Voci” – Francesco Barbuto
5
Le delegazioni provinciali
Le delegazioni provinciali dell’USCI
U.S.C.I. Delegazione di
Bergamo: Meeting dei
cori scolastici 2012:
“Cantare a Scuola”
È ormai giunta con
successo alla quarta
edizione la manifestazione
“Cantare a Scuola – Meeting dei cori
scolastici”, che si è svolta presso il
nuovissimo auditorium della scuola “La
Traccia” di Calcinate (Bg) domenica 29
aprile 2012.
Nata inizialmente da un’idea del maestro
Mario Mora (Coro Piccoli Musici di
Casazza), come momento conclusivo del
percorso di formazione dei docenti
partecipanti all’omonimo corso ("Cantare a
scuola" – prima edizione 2007), è divenuta
un momento centrale delle attività proposte
dalla delegazione USCI di Bergamo.
del cantare in coro”.
Il meeting si fonda sull’ “incontro”, non
sulla competizione.
Per questo motivo, tutti gli insegnanti sono
invitati a partecipare con i propri ragazzi
senza timori d’inadeguatezza, ma con la
convinzione che solo attraverso esperienze
formative di questo tipo essi saranno
stimolati a crescere ed a continuare con
entusiasmo nel cammino intrapreso.
Dalla seconda edizione è stata introdotta
anche una Commissione d’ascolto (formata
da personalità di spicco della coralità
infantile italiana) che, al termine delle
esibizioni e attraverso un colloquio
individuale con il docente, fornisce utili
appunti sul lavoro svolto e suggerimenti per
lo studio futuro.
Scopo principale della manifestazione è il
carattere educativo e formativo, non basato
sul confronto della prassi esecutiva, ma
sullo spirito che anima i ragazzi alla “gioia
6
Per l’edizione 2012 (la cui scadenza di
presentazione delle domande era prevista
per il 31 marzo) si sono iscritti dieci cori
provenienti da tutta la provincia.
Le delegazioni provinciali
La commissione d’ascolto è stata composta
dai maestri Mario Mora, Anna Flora
Spreafico, Francesco Barbuto (presidente
della Commissione Artistica Regionale
dell'USCI Lombardia), mentre il
coordinamento artistico è stato affidato al
maestro Fabio Alberti.
ulteriore sforzo organizzativo ai cori: un
progetto frutto di una collaborazione attiva
fra due cori associati che dessero carattere
unitario all’elevazione musicale
(possibilmente anche con l’ausilio di altre
forme d’arte quale la lettura o recitazione di
testi sacri, poetici o riflessioni, proiezioni e
così via).
Il cartellone dalla Rassegna è stato articolato
in quattro date con altrettante elevazioni
musicali e la partecipazione di sette cori:
Musiche di Pasqua 2012
Nata come progetto della Commissione
Artistica Provinciale nell’ambito delle
attività programmate per il 2011, la
Rassegna “Musiche di Pasqua” è giunta alla
seconda edizione (23-31 Marzo 2012).
Gli obiettivi della manifestazione sono
ambiziosi: creare situazioni di elevata
qualità artistica incentrate sul tema
quaresimale-pasquale.
Le elevazioni musicali, frutto di un
elaborato progetto (percorso monografico,
tematico o storico) sono contestualizzate in
luoghi particolarmente interessanti ed
adeguati dal punto di vista acustico e
storico.
Nell’edizione 2012 è stato chiesto un
“Polifonico Adiemus” - Coro polifonico
diretto da Flavio Ranica
“Gli Harmonici” - Coro di voci bianche e
giovanile diretto da Fabio Alberti
“Mousikè” - Coro polifonico diretto da
Fabio Alberti,
“La Quinta voce” - Ensemble vocale
femminile
“Jubilate” - Coro polifonico diretto da Virna
Angeloni
“Imago Vocis” - Coro polifonico diretto da
Paolo Signorelli
“Ad Libitum” - Coro polifonico diretto da
Alda Milesi.
La qualità artistica dei progetti pervenuti si è
dimostrata molto alta e sono state altrettanto
apprezzate per l’elevato livello musicale
espresso le esibizioni che hanno registrato
anche una partecipazione di pubblico
notevole, il quale ha sottolineato con lunghi
applausi il proprio apprezzamento per
quanto proposto.
7
Le delegazioni provinciali
U.S.C.I. Delegazione di
Cremona: In occasione del
decimo anniversario della
sua fondazione, il “Coro
della Facoltà di
Musicologia” - Università
degli Studi di Pavia/Cremona organizza un
seminario di studi dedicato ai problemi della
prassi esecutiva della polifonia corale del
Cinquecento.
Al seminario, che si è tenuto a Cremona dal
26 al 28 aprile 2012 presso la Sala
Conferenze della Biblioteca Statale, hanno
partecipato oltre a noti studiosi della musica
rinascimentale e in particolare
cinquecentesca, direttori di coro che
affrontano ed eseguono nei concerti tale
repertorio, in modo da mettere a confronto –
e in dialogo – due approcci distinti ma
complementari.
Le relazioni hanno riguardato argomenti
quali il tactus, le proportiones, la
policoralità, la musica ficta,
l'ornamentazione, ecc. All'interno delle
sessioni di studio sono stati previsti anche
interventi musicali corali volti ad
esemplificare gli argomenti trattati.
Il comitato scientifico del seminario era
composto da Ingrid Pustijanac, Francesco
Saggio e Rodobaldo Tibaldi.
L'evento si è inserito nelle celebrazioni
"Voci da non scordare. Dieci anni di canto
corale", organizzate dal Coro della Facoltà
8
di Musicologia in occasione del decimo
anniversario della sua fondazione (20022012).
Gli interventi:
V. BORGHETTI, Il suono immaginato:
sessant’anni di musica rinascimentale in
disco.
A. DELFINO, L'organo e la polifonia
vocale: cosa possono dirci le intavolature?
D. V. FILIPPI, Per una fenomenologia
sonora della policoralità.
A. GRECO, I veri principij per cantar polito,
e bene. L’arte della diminuzione nella
seconda metà del Cinquecento.
F. MONEGO, Le indicazioni di tempo sono
vincolanti o solo indicative?
D. SABAINO, Il rapporto mensurale tra
sezioni in tempo binario e sezioni in sezioni
in tempo ternario nella polifonia del secondo
Cinquecento: alcune considerazioni tra
semiografia e prassi esecutiva.
F. SAGGIO, Dalla carta al suono: l’edizione
di polifonia cinquecentesca nell’orizzonte
esecutivo.
R. TIBALDI, Tactus e mensura nella
seconda metà del Cinquecento.
M. PRIVITERA, Note sul non detto.
P. ZALTRON, Vox alta, clara et suavis.
Dirigere e cantare la polifonia, un teatro di
voci.
Di seguito trasmettiamo il manifesto col
calendario degli eventi.
Le delegazioni provinciali
9
Le delegazioni provinciali
U.S.C.I. Delegazione di
Milano:
Domenica 13 maggio 2012
ore 17 - Chiesa Santa
Maria Incoronata - Corso
Garibaldi 116, Milano ingresso libero
Gruppo Corale:
“Canticum ’96” - direttore: Adriano
Maria Barbieri - Soprano: Anna
accompagnamento d’organo, è considerato
uno dei capolavori di Gabriel Fauré. Scritto
tra il 1888 e il 1901 in tre differenti versioni,
è un esempio dei più ispirati ed esemplari di
una composizione per i defunti.
“Questo è il modo in cui io vedo la morte”,
ha osservato Fauré parlando del suo
Requiem, “è come una liberazione gioiosa,
un anticipo della beatitudine oltre la tomba,
non una dolorosa esperienza”.
Carbonera - Baritono: Filippo Tuccimei Organista: Maria Massimini
PROGRAMMA
G. Fauré (1845 -1924) Cantique de Jean
Racine per coro e organo.
G. Fauré (1845 -1924) Requiem per soli,
coro e organo op.48 Introït et Kyrie,
Offertoire, Sanctus, Pie Jesu, Agnus Dei,
Libera me, In paradisum.
G. F. Haendel (1685 -1759) Hallelujah! da
“Il Messia” per coro e organo.
Il programma è completato da due delle più
note e amate composizioni del repertorio
corale, il Cantique de Jean Racine di Fauré e
l’Hallelujah da “Il Messia” di G. F.
Haendel.
Al suo 16° anno di attività il Gruppo Corale
Canticum ’96, diretto dal suo fondatore M°
Adriano Maria Barbieri, presenta un
concerto particolarmente interessante ed
impegnativo.
Il Requiem op. 48, qui eseguito con il solo
10
Il coro cerca nuove voci se sei interessato
contattaci.
Tel. 331.9992345 - [email protected] www.canticum96.com
Le delegazioni provinciali
L' U.S.C.I. delegazione di
Sondrio alla... “ribalta !”
Quasi certamente fin dalla
nascita dell'uomo, il
desiderio di comunicare fra
essere viventi, istintivo era
anche il canto. Canto in
ogni sua formula, penso particolarmente
melodica, implorante, festosa. Si può più
facilmente immaginare che questo rito si
sviluppasse fra monti e valli, là dove la
natura più istintivamente ti induce a
riflessioni, dove, dall'incanto e dal fascino
del territorio è più facile e stimolante trarre
emozioni, cantare la tua giornata, le tue
passioni,il tuo lavoro le attese speranze... E
perennemente il canto ha proseguito nei
millenni e nei secoli questo suo percorso
senza fine alimentando ricordi, nostalgie,
amori. E la tradizione è stata tramandata
fino ai giorni nostri ….
La Provincia di Sondrio, simile a numerose
altre località italiane,ha conservato questa
cultura corale ma negli ultimi decenni si è
scoperto via via una perdita sempre più
crescente di canti del nostro folclore. Oggi
diverse compagini corali della nostra
Provincia stanno recuperando con tanta
fatica questo... “tesoro” sommerso. Di ciò
va dato merito alla nascita dell' U.S.C.I. che
in provincia di Sondrio, fra i primi in Italia,
è giunto nel 1972 ad opera di Gianpietro
Mariconti di Chiavenna con la condivisione
del compianto fondatore e direttore del coro
“Nivalis” Flavio Bossi, ai quali diedero
supporto il direttore della “Corale Marco
Enrico Bossi” di Morbegno, Mario
Passerini, nonché l’ indimenticabile
carismatico Siro Mauro, scomparso nel
2001, che dirigeva contemporaneamente tre
gruppi corali e, più a lungo, ha
accompagnato il “Coro Cai di Sondrio”.
Negli anni a seguire ci furono una serie di
iniziative mirate a portare a conoscenza le
didattiche utili per far comprendere
l'importanza del ruolo dell' U.S.C.I. valide
per raggiungere una ragionevole crescita
qualitativa, che nei primi anni non tardò ad
emergere.
Si intercalarono parecchi comitati direttivi
nel tempo, ed ognuno tentava di dare il
proprio contributo, non sempre corrisposto
in toto dai vari gruppi, insomma si denotava
un “raffreddamento” di interesse e di
partecipazione generale. Fu a novembre del
2011 che l'allora presidente Gabriele Mazza
inviò un messaggio a tutti gli iscritti del
momento (21) contenente tristi notizie sulla
drammatica situazione dell' U.S.C.I. della
Provincia di Sondrio, dove concludeva con
una richiesta di aiuto, se non si voleva
assistere alla sua chiusura!! Giunse anche a
me e ne rimasi fortemente scosso! Risposi
accoratamente che si doveva“rinascere”.
Fui candidato in consiglio facendone parte, e
nominammo un eclettico presidente: Omar
Iacomella. Con il consenso dei Consiglieri
indagai, scoprendo 47 gruppi corali ! Mi
rivolsi a tutti telefonicamente, spiegai le
nostre intenzioni, inviammo il programma
con l'o.d.g. organizzando nell'antico Castel
Masegra di Sondrio un Convegno globale
che riteniamo essere storico! Settanta fra
direttori e presidenti di 40 gruppi che hanno
supportato il programma esposto con loro
idee!
Cinque membri decisi a dare una svolta
elettrizzante, pieni di entusiasmo e di...
preoccupazione!
Sergio Salini.
Consigliere USCI Sondrio
11
Rubriche
Assemblea Generale Ordinaria dell’USCI Lombardia
A cura di Francesco Barbuto
Lo scorso 14 aprile si è svolta
l’Assemblea Ordinaria dei soci
dell’USCI Lombardia presso l’Istituto
Alberghiero De Filippi di Varese.
Significativa è stata la partecipazione dei
rappresentati dei cori di tutte le province
lombarde.
All’Ordine del Giorno: le relazioni sulle
attività annuali del Presidente dell’USCI
Lombardia e del Presidente della
Commissione Artistica Regionale;
l’elezione del Presidente, essendo
scaduto il mandato triennale; la
presentazione e approvazione del
Bilancio consuntivo e preventivo
ordinario 2011 e le relazioni dei
Presidenti delle USCI provinciali.
Dopo un triennio molto positivo di
gestione dell’associazione, è stato rieletto
Presidente – all’unanimità – il Maestro
Franco Monego.
Il Presidente, in modo “lungimirante”, ha
12
contribuito significativamente alla
ricostituzione (o creazione) di
delegazioni provinciali che mancavano
all’appello e alla costituzione più attiva e
sinergica della Commissione Artistica
Regionale.
Come Vicepresidente è stata nominata la
Dott.ssa Tiziana Gori, della delegazione
di Monza e Brianza.
Tra gli argomenti più importanti
affrontati e dibattuti: il “Progetto Attività
2012” approvato e finanziato dalla
Regione Lombardia; la collaborazione
attiva con le delegazioni USCI
provinciali; la costituzione di un lavoro
d’équipe e di coordinamento nella
Commissione Artistica Regionale.
Importante e sempre più attiva sta
diventando la disponibilità e
collaborazione di giovani che danno
speranza e futuro all’associazione.
Ottima è stata l’organizzazione
dell’Assemblea da parte della
delegazione USCI di Varese, presieduta
da Salvatore Benvenga, che ha accolto
l’evento – nella “città giardino” di
Varese – per la prima volta nella storia
dell’USCI Lombardia.
Rubriche
! Cori in piazza – Concerti
! Canti e Cantori – Lezioni-concerto
! Canto per te – Concerti in case di riposo
13
Rubriche
Rassegna regionale “Cori di Classe”
A cura di Tiziana Fumagalli
«Il cantare in coro educa alla tolleranza
verso gli altri, all’umiltà, alla
perseveranza, all’amore verso la
comunità, tutte componenti dell’ “uomo
sociale”. Se riusciamo a divulgare il più
possibile queste verità è probabile che
entro i prossimi trent’anni i posti di
responsabilità potranno essere affidati a
persone che avranno vissuto l’esperienza
corale e sapranno allora comprenderne
tutta l’efficacia».
Queste parole profetiche furono scritte
dal M° Roberto Goitre nel lontano 1971,
sull’opuscolo “Validità del canto corale”.
Uno sguardo allo stato della società
odierna farebbe pensare che siano
rimaste del tutto inascoltate. Per fortuna
non è così.
La FENIARCO e le associazioni
regionali come l’USCI Lombardia
continuano a sostenere attività
importanti in questa direzione, come le
iniziative destinate ai cori di voci
bianche e giovanili: per esempio realtà
come i Festival di primavera, organizzati
da FENIARCO per i cori di scuola media
e superiore.
L’impegno dell’USCI Lombardia su
questo fronte si concretizza, da
quest’anno, con la rassegna “Cori di
Classe” – rassegna regionale di cori delle
scuole elementari e medie inferiori, della
Lombardia – ed è proposta ai molti cori
14
in attività presso istituti scolastici.
Il primo evento legato a questa iniziativa
si terrà domenica 13 maggio alle ore 9.30
nella prestigiosa Sala Verdi del
Conservatorio di Milano; ben diciotto
cori di scuola elementare e media (più il
coro di voci bianche del Conservatorio)
si alterneranno sul palco: più di seicento
bambini a testimonianza di una
bellissima realtà esistente, sia pure con
mille difficoltà, nelle nostre scuole,
grazie agli sforzi congiunti di maestri
tenaci, dirigenti preparati e musicisti
entusiasti “armati” di pazienza e buona
volontà.
L’organizzazione della rassegna è il
coronamento di molto impegno
dell’associazione: il Consiglio Direttivo e
la Commissione Artistica vi hanno
profuso ore di lavoro per far sì che la
mattinata abbia successo e rimanga un
bellissimo ricordo per tutti i partecipanti.
La prima gratificazione è già arrivata:
sono già, infatti, tutti esauriti i posti della
sala grande del Conservatorio con una
quantità di pubblico prenotato.
Grazie ad iniziative come questa un
giorno le parole di Goitre potranno forse
tramutarsi da speranze in realtà e
potremo avere nei posti di responsabilità,
nella scuola, nella politica, nella società,
insomma, persone che avranno imparato
dall’esperienza corale la capacità di
lavorare insieme per il bene comune.
Rubriche
15
Rubriche
Concorso Nazionale di Composizione ed Elaborazione
corale “L’Italia s’è desta” dell’USCI Lombardia
Considerazioni del Maestro
Bruno Zanolini
Presidente della Giuria del
concorso
sezioni, una A) di composizione
originale su testi poetici risorgimentali,
l’altra B) di elaborazione di canti
popolari risorgimentali (o di poco
posteriori).
Nell’anno passato – 150° anniversario
dell’Unità d’Italia – si è assistito a un più
che giusto generale impegno a
commemorare la ricorrenza, soprattutto
allo scopo di stimolare un’attenta
riflessione sulla nostra storia, che poi
vuol dire su noi stessi e sul nostro
presente che
dal passato
prende corpo.
Fra i cinque testi poetici indicati – di cui
uno attribuito addirittura a Giuseppe
Garibaldi – spiccava un sonetto di Carlo
Poma, martire di Belfiore, scelto in verità
da pochi concorrenti, mentre fra le
cinque melodie popolari proposte – tutte
ben note, di tradizione soprattutto
Anche l’USCI-Lombardia, presieduta dal
m° Franco Monego, si è fatta interprete
di questa esigenza, indicendo un
concorso nazionale di composizione ed
elaborazione corale: operazione quanto
mai opportuna, tenendo conto che la
voce “corale” è, per così dire, la
trasposizione musicale della vox populi,
con ciò rappresentando quanto di più
vicino ci possa essere al “sentire”
comune.
lombarda – la scelta poteva spaziare dal
giacobino Or che innalzato è l’albero al
delicato El pover Luisin al minaccioso
Varda Gyulai: un buon ventaglio di
possibilità sia per l’una sia per l’altra
sezione.
La voce “corale” è, per così dire, la
trasposizione musicale della vox populi
Il concorso è stato suddiviso in due
16
All’interesse della proposta e alle
conseguenti aspettative dell’USCI non
c’è stata purtroppo risposta adeguata, in
senso sia quantitativo sia soprattutto
qualitativo: agli organizzatori il compito
di valutare i motivi di ciò.
Rubriche
Per quanto mi riguarda escluderei la
scarsa attrattiva dell’argomento, ricco
invece di spunti messi in luce appunto
dai testi e dai canti proposti: semmai
potrei osservare come da parte di alcuni
concorrenti ci sia stato il ricorso a “modi
di dire” ormai fin troppo scontati, privi di
personalità, da parte di altri invece sia
stata rivelata una scarsa conoscenza dello
strumento “coro” e delle sue specificità.
Ma su questo vorrei ritornare.
Sono stati presentati 25 lavori
(rispettivamente 16 e 9) che la giuria –
composta oltre che dal sottoscritto dai
maestri Francesco Barbuto, Irlando
Danieli, Angelo Mazza, Andrea Miglio,
Paola Versetti e Tommaso Ziliani – ha
valutato con grande attenzione, arrivando
a malincuore a non assegnare il primo
premio nella sezione A) e addirittura a
non assegnare premi in quella B).
Non sono mancate tuttavia alcune
segnalazioni, in particolare una nella
sezione B) riguardante un’elaborazione
che è stata esclusa dalla premiazione a
causa dell’organico non rispettoso del
dettato concorsuale.
Riprendendo la questione di poc’anzi,
riguardo ai limiti rilevati dalla giuria non
in tutti ma certamente in buona parte dei
lavori, si può notare in particolare la
difficoltà a immaginare un trattamento
corale basato su “figure” non
stereotipate, tali da sfruttare dialoghi
interni al coro, giochi contrappuntistici,
modalità di emissione (compreso il
parlato), contrappesi sonori e via dicendo
che creino varietà timbriche ed
espressive, pur in un valido e controllato
equilibrio vocale: spesso si assiste invece
ad una condotta “pianistica” (per
esempio a un’armonizzazione standard a
quattro parti) che non rende certo
omaggio alla ricchezza dello “strumento”
coro.
Tutto ciò sia detto indipendentemente dal
linguaggio usato, tonal-modaleggiante o
altro (in alcuni casi, del resto, anche poco
corretto), tenuto conto che mai come in
questo nostro periodo sembra aver diritto
di cittadinanza ogni tipo di scelta, per
quanto discrezionale o sincretistica.
17
Rubriche
Management Corale
“Progetto Attività 2012” dell’USCI Lombardia
A cura di Andrea Natale
Nel panorama dell'associazionismo
odierno è quanto mai fondamentale
essere in possesso di tutte le conoscenze
necessarie per sviluppare e gestire
correttamente un'associazione culturale,
adempiendo a tutti gli obblighi di legge e
Banca Popolare di Sondrio Agenzia di
Lecco, dalle ore 10 alle ore 17.
Formatore: Dott.ssa Simona Piazza
La stessa giornata sarà replicata a
Cerlongo, in provincia di Mantova,
sabato 16 giugno, per i soci di USCI
Cremona e Mantova e a Milano sabato
23 giugno per i
soci di USCI
Milano, MonzaBrianza, Pavia e
Varese.
Programma della giornata:
10:00-10:30 Apertura dei lavori
10:30-13:30 “Gli aspetti fiscali e
amministrativi delle associazioni”
- Breve introduzione alla normativa
dell’associazionismo
- La L.R. 02/2008 e l’iscrizione al
Registrio: vincoli e vantaggi
- Il Modello EAS
- Come si compila il rendiconto
economico-finanziario? Analisi delle
voci di bilancio
13:30-14:30 Pausa pranzo
14:30-16:30 “La progettazione come
strumento di reperimento risorse”
- Elementi di base della progettazione in
ambito culturale
- Presentazione dei maggiori bandi di
carattere locale
16:30-17:00 Chiusura dei lavori
... per sviluppare e gestire correttamente
un’associazione culturale.
garantendo una sicura tenuta dei libri
contabili e un'adeguata descrizione dei
movimenti fiscali.
La proposta prevede un percorso di una o
più giornate dedicate alla formazione e
all'aggiornamento degli operatori tecnici
nell'ambito della coralità (presidenti,
segretari, amministratori), fornendo loro
nozioni su temi di natura gestionale,
artistica, amministrativa, contabile,
fiscale, ma anche di comunicazione e di
marketing, per poter garantire un'efficace
vendita e promozione degli eventi
organizzati e un approccio soddisfacente
al fund raising.
Una prima giornata formativa sarà
riservata ai cori iscritti USCI delle
provincie di Bergamo, Brescia, Como,
Lecco e Sondrio e avrà luogo sabato 5
maggio presso la Sala Conferenze della
18
Rubriche
In un canto
A cura di Francesco Bellomi
C’è un luogo comune che percorre tutta
la didattica musicale italiana e che,
qualche anno fa, io ho ripetuto
stupidamente durante una breve
intervista a Virginio Savona, il
meraviglioso musicista che era uno degli
indimenticabili componenti del Quartetto
Cetra. Il luogo comune è: «C’è una
scarsa educazione vocale in Italia e nella
scuola italiana». «Non è
vero!» mi riprese subito
Savona, «Quando io
facevo i miei concerti
con il Quartetto Cetra nessuno del
pubblico si azzardava a cantare: erano
muti e silenziosi come ai concerti di
musica classica. Provi ad andare a sentire
qualche concerto di un cantante oggi
sulla cresta dell’onda, ad esempio Renato
Zero: il pubblico canta in continuazione;
in certi momenti Zero smette
completamente di cantare e il pubblico
va avanti da solo per intere strofe, e le
sue canzoni non sono certo facili da
cantare».
La simpatia e la competenza musicale di
Savona erano travolgenti, la sua verità
spazzava via il mio stupido luogo
comune. Eppure non ero convinto fino in
fondo. Allora come oggi, se chiedo ai
miei studenti (già diplomati in
conservatorio) di cantarmi le canzoni o le
melodie vocali che ricordano a memoria,
raramente si prosegue più di qualche
unità dopo l’immarcescibile Fra’
Martino. Come mai? Perché uno degli
obiettivi delle scuole musicali di base del
nord America è: «conoscere a memoria e
saperlo riprodurre con la voce almeno
cinquanta (o quaranta o sessanta)
melodie vocali dei più vari repertori.
Se chiedo ai miei studenti musicisti
diplomati, di cantare per lettura alcune
melodie da una qualsiasi antologia di
canti, cantando anche il testo, le cose
vanno un po’ meglio, ma non troppo.
Chi canta bene, con espressione,
pronunciando correttamente le parole,
ecc. è una esigua minoranza. Un collega
particolarmente sarcastico definiva il
coro di studenti, che partecipava agli
esami finali del defunto corso di
Didattica della Musica, «il coro dei
laringotomizzati».
E allora, chi ha ragione?
Se invece di riportare le chiacchiere
guardiamo i dati, scopriamo che nel
tempo si sono succedute molte iniziative:
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alcune istituzionali, altre dovute alle
iniziative di singoli, di associazioni e
simili.
Un punto di partenza ineludibile è il
Diploma di Musica Corale e Direzione di
Coro, “inventato” da Achille Schinelli
con il preciso scopo di formare gli
insegnanti di musica negli Istituti
Magistrali, unica scuola superiore che,
dal dopoguerra a pochi anni fa,
prevedeva una qualche forma di
insegnamento pratico e teorico ella
musica: praticamente come oggi, con i
sparuti licei “Psico-socio Pedagogici” da
un lato e il licei musicali ancora al palo
dall’altro.
non, parrocchiali o meno.
Il fatto che, in anni più recenti, si sia
sentito il bisogno di attivare altre
iniziative istituzionali nel mondo della
scuola, dalle “giornate della Musica” con
l’esibizione di ensemble corali più o
meno oceanici, all’attivazione dei
“Laboratori Musicali Attrezzati”, fino al
recentissimo progetto ministeriale
denominato “Mille Cori”. Tutte iniziative
caratterizzate da un alto tasso di
provvisorietà (effettivamente sempre
abbandonate dopo pochi anni
dall’attivazione) e da una estrema
difficoltà di valutazione delle reali
ricadute sul grado di competenza vocale
Non è un caso che le prove dell’esame
finale di questo corso coincidessero quasi
perfettamente con le prove del concorso
a cattedre per l’insegnamento di Musica
(o Educazione Musicale) nella scuola
secondaria di secondo grado (scuola
superiore).
In realtà il diploma di Musica Corale e
Direzione di Coro, come tutte le cose ben
progettate, fece molto di più: formò
intere schiere di direttori di coro, che
spesso spesero le loro competenze anche
al di fuori della scuola, dirigendo e
gestendo innumerevoli cori amatoriali e
e corale acquisito dai partecipanti.
Del resto è arduo pensare che le «50 o 60
ore al massimo» che il ministero, per il
progetto “Mille Cori” ritiene sufficienti
per mettere in grado un qualsiasi
insegnante (anche non musicista) di
dirigere un coro scolastico siano
effettivamente sufficienti per raggiungere
un obiettivo così ambizioso.
Per Schinelli occorrevano tre anni di
formazione specifica dopo un
quadriennio di studio della composizione
principale: altro che una manciata di ore.
Se oggi una commissione di consulenti
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Rubriche
ministeriali è disposta ad ingoiare anche
questa sorta di presa in giro di 50 ore,
con il pensiero che forse è meglio l’uovo
oggi che la gallina domani, ciò si deve
probabilmente al fatto che al precedente
modello di “vocalmente educato”, che
sapeva leggere la musica, dirigere il
coro, conosceva la storia e la
composizione, studiava l’organo vocale e
il suo funzionamento, conosceva il
repertorio, sapeva spaziare da un genere
e da uno stile all’altro, ecc. è stato
sostituito da quello che io chiamo il
“modello karaoke”, dove le melodie si
imparano per imitazione (dai dischi), i
brani si ripetono per mesi per fare bella
figura al saggio finale, non si sa leggere
la musica, di storia e di tecnica vocale
neanche parlarne, analizzare o comporre
o arrangiare un brano appartiene a
qualche civiltà extraterrestre, e così via.
Il primo modello è messo “in un canto”
dall’emergere di questa nuova prassi
legata a quella che potrebbe definirsi,
anche in questo caso, una “oralità di
ritorno” dovuta anche alla straordinaria
efficacia delle recenti tecnologie.
Quale dei due modelli sopravviverà?
Probabilmente entrambi.
Il “modello karaoke”, negli stadi, nelle
gite scolastiche, negli studi televisivi, nei
saggi finali di molte scuole, ecc. tanto
che sembra godere di ottima salute.
L’altro modello, chiamiamolo “modello
Schinelli”, si ritirerà via via negli angoli
dove è sempre più difficile fare musica:
nei teatri, nelle cappelle musicali, nei
cori professionali e amatoriali, nelle aule
di conservatorio o di una qualsiasi scuola
musicale.
Sembra oggi un modello perdente e in
grave difficoltà dato che «la cultura non
si mangia» come ci ha ricordato l’ex
ministro Brunetta mentre tagliava i
finanziamenti con la mannaia.
Ma, a volte, la cultura, anche quella
musicale, è un fenomeno carsico, e, dopo
anni o chilometri di apparente assenza, è
possibile si ritorni a pensare che «parlare
di musica non è musica», che leggere e
scrivere la musica non sono abilità
soprannaturali e che tutti possono farlo,
che cantare in un coro è meglio che stare
solo ad ascoltare quello stesso coro.
Fortunatamente associazioni corali, teatri
di tradizione, associazioni liriche e
concertistiche e moltissimi musicisti che
sanno fare il loro mestiere, continuano a
lavorare sotto la superficie.
Prima o poi ci si stancherà anche delle
“fiere della musica” dove, nel caos
incrociato di stand e padiglioni (perché
isolare il suono è veramente difficile e
costoso e allora si preferisce far finta che
il problema non esiste) serve solo a
coprire il vuoto di idee.
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Rubriche
Se io fossi una regina
Il canto popolare femminile
A cura di Andrea Miglio
Rovistando nei cassettoni del coro, trovo
lo spartito di un canto proveniente da
Storo, in Trentino, il paese dove ho
vissuto la mia infanzia. S’intitola
Caregheta rota, e porta come sottotitolo
La sposa infelice.
Una donna racconta l’assoluta indigenza
in cui vive, ora che si è rotta anche
l’unica sedia posseduta; poi lamenta
l’infelicità del suo matrimonio, nel quale
tutto il peso delle incombenze
domestiche e la cura dei figli ricadono
sulle sue spalle, mentre il marito se ne sta
in osteria. Esprime infine il suo totale
sconforto nel vedere la sua vita tuta
piena di dolor.
La melodia è bella, dolce e discreta, e la
studiamo con il coro.
Rifletto sul fatto che buona parte dei
canti popolari eseguiti dai cori maschili è
di invenzione femminile: la donna parla
in prima persona, spesso confidando i
propri sentimenti intimi, o lamentando le
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più profonde delusioni.
Mi chiedo come siano nate queste
canzoni, come si siano diffuse: alcune
sono probabilmente opera di persone con
una certa formazione musicale; altre
sembrano espressione personale e sentita,
confessione affidata a un mezzo
apparentemente labile come il canto.
Ormai siamo
lontani dalle fonti
vive di queste
musiche, possiamo
solo immaginare le loro origini.
Forse una madre, nella solitudine della
sua baita, sta cercando di far dormire il
neonato; intona una melodia che ricorda
in modo impreciso, ne inventa qualche
parte, vi aggiunge delle parole, delle
strofe; libera il racconto della sua
sofferenza, della sua insoddisfazione;
qualcuno ascolta dalla stanza accanto,
apprezza il canto e lo riprende, così
incomincia a consolidarsi la sua
esistenza…
Sono fantasie romantiche, ma è
necessario immaginare un’atmosfera, una
situazione per comprendere e interpretare
bene una musica, per esprimere il suo
contenuto emotivo.
Rubriche
È evidente la funzione terapeutica della
musica, non solo per il bambino ma
anche per la madre: essa permette lo
sfogo e l’oggettivazione della propria
sofferenza, la distrazione dalla fatica. Un
dolore si può trasformare in qualcosa che
fa piacere, in una bella melodia; diventa
quindi la sua stessa cura.
È un’operazione di alchimia psicologica,
e la voce ne è la pietra filosofale.
Ascoltando un certo numero di canzoni,
si nota che ci sono dei generi, dei temi
ricorrenti: numerosissime sono le
canzoni di spose infelici, più rare quelle
felici; poi ci sono le storie d’ amore,
tragiche, o più raramente a lieto fine.
Frequenti sono i dialoghi tra madre e
figlia, di solito sulla scelta dello sposo: la
ragazza passa in rassegna i diversi
mestieri degli eventuali pretendenti, e
considera i vantaggi o gli svantaggi che
le porterebbero.
Ma più spesso esprime la profonda
contrarietà ad accettare un marito
anziano, che le si vorrebbe imporre per
convenienza economica:
«Perché te pianget, o figlia mia?
Quando quel vecchio morirà
Ti te saret padrona de l’ eredità».
«Cus’ ho de fan mi di so dané,
mi voreria un giovin che mi cunsulè».
Sono temi antichi, che troviamo sin dalle
origini del volgare, con esempi anche
celebri di malmaritate.
Scriveva Compiuta Donzella, a Firenze
nel ‘200:
ca lo mio padre m’ ha messa ‘n errore,
e tenemi sovente in forte doglia:
donar mi vole a mia forza segnore,
ed io di ciò non ho disio né voglia,
e ‘n gran tormento vivo a tutte l’ ore;
Lo sposarsi controvoglia era quindi
comune a tutte le classi sociali, sia le più
basse che le più alte, cui apparteneva
questa ignota poetessa; la quale aveva
potuto accedere ad un alto grado di
istruzione, di solito negato in quell’
epoca anche alle donne delle classi
elevate.
In molte donne c’era il desiderio di
sposarsi per avere una vita migliore, e
l’amore aiutava a passare sopra le
difficoltà:
La casa del mio ben l è tuta sassi
A mi che devo andar, me par palazzi.
Ma presto la dura realtà spazzava le
illusioni:
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Rubriche
sun maridada prest per ndà più ‘n
filanda
e adess che g’ ho ‘l marì
vo ‘n filanda tutt el dì
sun maridada prest per lassà la mama
e adess che g’ ho ‘l marì
g’ ho la suocera tutt el dì.
Sun maridada prest pe ‘ndà in lecc
insema
E adess che g’ ho ‘l marì
Dormi semper de per mi.
Prendere marito che va all’osteria
O che vita mai che l’è la mia
L’è tuta piena di dolor.
Confermano le donne che parlano con
Nuto Revelli, ne L’ anello forte: L’uomo
ritornava a casa la mattina, ubriaco.
E la donna gli diceva:
«Mi hai speso i soldi che io non ho
nemmeno del pane da mangiare…»
Due schiaffi sulla bocca alla donna,
e se finiva così andava già bene. […]
E un altro? Quando tornava a casa
ubriaco, quel che voleva, voleva. […]
Un giorno le ho chiesto: «Come va
Maìn?»
« Va che vorrei essere un cespuglio di
rovi […] perché il mio uomo non mi
avvicinasse più».
Si prova almeno ad avvertire la figlia già
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nella culla, perché inconsciamente impari
subito a rassegnarsi:
Dormi, mia bella, dormi
Che quando sarai mamma
Non dormirai così.
Ben conosciuti sono i canti di lavoro, in
filanda o in risaia. Leggiamo ancora ne
L’anello forte:
cantavamo tutto il giorno, malgrado le
mani rovinate. Una intonava la canzone,
e le altre la aiutavano, facevano il coro.
[…]
Eppure eravamo contenti, tornavamo dai
campi cantando. Cantavamo per tenerci
svegli, per non crollare dalla stanchezza.
Ci sono anche qui precedenti antichi e
illustri. Nel sec. XII scriveva Chretien de
Troyes, tradotto e messo in musica da
Daisy Lumini negli anni ’70:
Rubriche
Questa seta che filiamo
Ogni giorno a tutte l’ore
Non è certo per vestire
Queste nostre nudità.
Questa seta che tessiamo
Che bagnamo col sudore
Non ci fa certo arricchire
Ma ci lascia in povertà.
Molte canzoni femminili sono dedicate
alla partenza e alla lontananza dell’
amato, per il lavoro in terre lontane o per
la guerra:
Velu là, velu là vie
Ch’al mi spache il fazolet!
Lui al fas par saludami;
mandi, mandi benedet!
Ai preat la biele stele
Duc i sants dal paradis
Che il Signor fermi la uère
Che il mio ben torni al pais.
Quello che distingue le canzoni e le
poesie femminili è un’urgenza, un
bisogno di esprimere, un’ autenticità che
sembrano più rare nelle opere maschili.
In queste dominano più spesso il
desiderio di un’interessante costruzione
formale e la creazione artificiale di effetti
retorici drammatici e spettacolari.
Alle loro canzoni le donne hanno
confidato i sogni, i turbamenti, i desideri
più forti, espressi sempre con grande
discrezione e delicatezza:
L’altra sera mi sono sognata
Di trovarmi a te vicino
Con la testa sul tuo cuscino
E mi giravo di qua e di là!
Bibliografia
Canti popolari, a cura del Coro di Fiavè
M. A. SPREAFICO, Canti popolari della
Brianza, Milano 1971
Otto secoli di poesia italiana, a cura di
Giacinto Spagnoletti, Newton Compton,
Roma 1993
Canti di montagna, Coro SAT, Curci,
Milano
NUTO REVELLI, L’ anello forte,
Einaudi, Torino 1985
ANGELO MAZZA, 20 Canti popolari,
Durium, Milano 1965
DAISY LUMINI, Questa seta che
filiamo, Fonit Cetra, Torino 1972
Voci & tradizione Friuli Venezia Giulia,
a cura di Roberto Frisano, FENIARCO,
S. Vito al Tagliamento 2009
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Concorsi
Concorsi
CONCORSI di MUSICA CORALE
Concorso Corale Internazionale Città di
Rimini
Organizzazione: Comune di Rimini
Località: Rimini
Periodo: 4 / 7 ottobre 2012
Scadenza bando: 31 luglio 2012
Riferimenti telematici:
www.riminichoral.it /
[email protected]
Contatti telefonici: 347 25 73 878
Concorso Nazionale di Cori “Città di
Biella” - 8° Edizione
Organizzazione: Coro Monte Mucrone
“Provincia di Biella”
Località: Biella – Teatro Sociale Villani
Periodo: 27 / 28 ottobre 2012
Scadenza bando: 15 settembre 2012
Riferimenti telematici:
[email protected]
Contatti telefonici: 015 43 203 (ore pasti)
CONCORSI di COMPOSIZIONE
CORALE
10° Concorso Internazionale di
Composizione Corale “C.A. Seghizzi”
26
2012
Organizzazione: Associazione Seghizzi
Località: Gorizia
Scadenza bando: 11 giugno 2012
Riferimenti telematici: www.seghizzi.it /
[email protected]
3° Concorso di Composizione di Musica
Sacra “Salmi Responsoriali” anno 2012
Organizzazione: Federazione Italiana
Pueri Cantores
Località: Giarre (CT)
Scadenza bando: 17 giugno 2012
Riferimenti telematici:
www.puericantores.it /
[email protected]
Concorso di Composizione Corale
“Premio Accademia Musicale di
Oderzo”
Organizzazione: Associazione Musicale
Accademia Corale Veneta
Località: Oderzo (TV)
Scadenza bando: 30 giugno 2012
Riferimenti telematici:
www.accademiacoraleveneta.it/
Contatti telefonici: 348 74 53 186
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