ANNO XXX - N.10
OTTOBRE 2015 - stampato il 08/10/2015
SAMBONIFACESE
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1,
DCB VERONA Registrazione Tribunale di Verona n° 725 del 13.11.1986. ISCRIZIONE AL ROC N. 18663
Vitigno – Terroir: questo il rapporto che ha avuto la meglio all’interno del Soave. Ad una delle stagioni più fredde
e umide degli ultimi decenni, quella del 2014, ha fatto seguito un 2015 in cui, accanto alle scarse precipitazioni, si
sono registrate ondate di calore continuo che hanno costretto la pianta a periodi di “quasi” stasi vegetativa…Se da
un lato questa situazione ha consentito una ottimale gestione delle emergenze sanitarie, il perdurare delle alte temperature ha rallentato la normale attività fotosintetica e vegetativa della garganega. L’annata 2015 ha nei suoi punti
di forza la sanità delle uve, l’equilibrio vegetativo delle viti, le produzioni non esuberanti, un quadro compositivo
delle uve nella media delle ultime annate per zuccheri e acidità, ma con ottime opportunità qualitative per gli altri
componenti. Per contro però le elevate temperature diurne hanno costretto la pianta a chiudere gli stomi già alle
prime ore del mattino per ridurre le perdite d’acqua; da qui i lenti incrementi in zuccheri e il calo acido.
le vostre
Lettere
REGIONE
SAN BONIFACIO
“Comuni sfruttati”
Davanti alla soppressione
del secondo comma dell’articolo 6 della Legge
regionale n.6 “Legge di
stabilità regionale per
l’esercizio 2015” è proprio
il caso di dire che i Comuni dopo esser stati sfruttati
come bancomat dalla
Regione, vengono ora
abbandonati al loro destino.
Noi stessi avevano presentato un emendamento, bocciato dall’aula, per contrastare questa abrogazione
che metterà in seria difficoltà i Comuni del Veneto.
I Comuni non potranno più
rivolgersi agli Istituti di
credito per veder anticipare i soldi che attendono
dalle casse regionali e
rischiando ovviamente di
sforare tutti il patto di stabilità.
L’articolo
n.6
“Misure urgenti per lo
smobilizzo dei crediti
degli enti locali ed autonomie funzionali nei confronti della Regione” al
comma 2 stabiliva: “la
Giunta regionale promuove accordi quadro ai sensi
dell’articolo 59 del decreto
legislativo 12 aprile 2006,
n. 163 recante il codice dei
contratti pubblici, con istituti di credito, intermediari
finanziari ed organismi di
factoring legalmente riconosciuti ed abilitati dalla
vigente legislazione ad
operazioni di cessione di
“Il platano di Villanova”
credito pro soluto, di
seguito definiti cessionari”. Quale buon padre di
famiglia abbandona i propri figli (i Comuni) al loro
destino dopo averli illusi
con degli stanziamenti che
attendono da anni, e probabilmente non arriveranno
mai? L’unica ancora di salvezza per le pubbliche
amministrazioni era l’accesso ai crediti prosoluto
ma ora svanisce anche
questa possibilità gettando
nel fango il futuro delle
amministrazioni locali e
dei cittadini.
Giovanna Negro
Maurizio Conte
Stefano Casali
Andrea Bassi
EDUCAZIONE
giorno e anche un sorriso?
Il grande Papa Francesco
trova sempre per ogni persona un buongiorno e un
sorriso.
Per mia educazione, se
incontro ogni giorno una
persona, la saluto e se
necessario tengo anche il
portone, specialmente chi
ha tra le mani i pacchi
della spesa.
Spesso si parla di quel
senso di educazione che
dovrebbe essere parte della
Sul quotidiano L’Arena del
15 settembre u.s. è stato
pubblicato un articolo dal
titolo “Salvate la pianta
secolare”. In sostanza un
appello che, il presidente
del WWF di Verona, rivolge
al sindaco di San Bonifacio
per evitare il taglio del platano, posizionato nella
rotonda di Villanova e che
la giunta comunale di San
Bonifacio ha programmato
per fare posto ad un diverso
progetto di rotatoria per una
migliore viabilità. Personalmente non ho avuto modo di
vedere il nuovo progetto, è
mia opinione però che un
albero di tali dimensioni, sia
che si trovi al centro o sia
che si trovi in posizione
spostata, nel contesto di una
rotatoria, è comunque un
elemento di forte pericolosità. Primo per il fatto che
come sappiamo bene, moltissimi incidenti avvengono
con salti di corsia nelle rota-
PAPA
“Almeno un buon giorno!”
Gentile signora Rosanna.
Quante parole invano vengono dette ogni giorno e
spesso non si trova la parola "buongiorno", neanche
nello stretto ambiente in
cui si vive.
Vedo dal mio balcone persone, anche giovani, che
entrano in casa senza salutare chi hanno davanti.
Questo lo noto con tristezza, sei a casa mia, dove
vivono tanti anziani, e cosa
costa un saluto, un buon-
3
Ottobre 2015
nostra vita, ma il bene e il
male non sono forse dentro
di noi? Purtroppo, osservando come gira li mondo
negli ultimi anni, noto che
il bene è soffocato e il
male sta prendendo il
sopravvento.
P.S. Ho apprezzato il suo
articolo sui gender che
condivido e trovo interessante oltre che informativo.
Frau Edith
Caro Direttore,
Papa Francesco, sin da quando è stato eletto, ha sempre avuto
la mia simpatia e approvazione per il suo dire e il semplice
comportamento, tutto nuovo per un Papa. Proprio per questo
sono rimasta male quando ha affermato che respingere i
migranti clandestini è una guerra. Infatti non è così in quanto, non facendoli partire e respingendo chi parte clandestinamente, è invece il contrario, cioè vera pace. Infatti così non si
permette a loro di morire annegati in mare e di essere sfruttati dai commercianti di esseri umani. I migranti devono essere aiutati a casa loro, affinché possano lavorare e produrre nei
loro paesi, al fine di creare benessere nelle loro terre. Solo
così si eliminano anche la contrarietà e i disagi in casa nostra.
Diverso il discorso per i profughi che fuggono dalle guerre,
ma questi sono una piccola minoranza. Quindi, secondo me,
Salvini ha ragione quando propone di non farli partire dalla
Libia e di selezionare il tutto in tale paese per poi aiutarli
dalle loro parti.
Maria Righetti
torie, secondo per il fatto
che in caso di un forte
vento, tale da causare la
caduta di rami o ancor peggio dell’albero stesso, i
danni che potrebbe causare
un tale malaugurato evento
possono essere molto gravi,
anche con rischio di vite
umane. E se avvenisse ciò
chi ne risponderà il Sindaco
di San Bonifacio o il Presidente del WWF? Proponiamo al sindaco di fare un bel
tunnel, per salvare il platano.
Silvano Miniato
Direttore Responsabile:
Rosanna Pancaldi
Servizi Fotografici e consulenza Grafica
Mario Franchino
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Numero chiuso il
08 - 10 - 2015
DIALOGO
GENDER
ISLAM
“C’è chi dice che non esiste”
Egregio Direttore,
in questi giorni in cui i bimbi ritornano sui
banchi di scuola torna a rimbombare la
pesante polemica sulla cosiddetta questione del Gender. Oltre alle già famose campagne che si sono viste su tutti i più famosi social network, nelle scuole e in palchi
di eccellenza come il Family Day a Roma,
giunge pesante come un macigno la notizia
che un audio falso e costruito ad hoc stia
rimbalzando nelle chat di Whatsapp dei
genitori. Audio che dice che "già all’asilo
si parlerà di masturbazione, penetrazione,
oppure del matrimonio tra due uomini o
due donne come normale, non sarà solo
educazione sessuale ma le maestre saranno
obbligate a tenere lezioni in tutte le materie e parlare di questi temi”. Tutto perchè si
e diffuso in quest’ultimo periodo un allarme circa la volonta di introdurre nelle
scuole l’insegnamento della fantomatica
“teoria gender”, una teoria che non esiste,
come non esiste un’ideologia del Gender.
Esistono invece i Gender Studies ovvero
quelli che in italiano vengono chiamati
studi di genere. Questi studi mirano a individuare e a spiegare i motivi per cui ad un
dato genere (maschile o femminile) vengano attribuiti dei ruoli specifici non strettamente legati alle caratteristiche sessuali
(ad esempio perché le donne guadagnano
meno degli uomini). L’ideologia del Gender è una teoria costruita dalle stesse persone che la criticano per avere uno strumento per attaccare le legittime richieste
delle persone omosessuali. Questa paura
infondata nasce da due eventi: la pubblicazione di un opuscolo OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sullo sviluppo
sessuale del bambino e l’inserimento del
DDL della buona scuola di un comma che
prevede la sensibilizzazione degli studenti
4
Ottobre 2015
alle questioni di genere. É sufficiente scorrere la prefazione del documento di sessantotto pagine dell’OMS per capire che viene
fatto accenno alla necessita di fare educazione sessuale non solo al negativo, ovvero parlando dei rischi connessi alla sessualita (malattie sessualmente trasmesse e
gravidanze indesiderate), ma anche fornendo una visione “olistica” piu positiva
(che viene trattata all’interno del testo
attraverso lo sviluppo di varie tematiche di
ricerca) ovvero un approccio che metta in
luce come la sessualita sia un’area determinante dello sviluppo della persona, considerandone i vari stadi di sviluppo. Questo documento non solo non è una direttiva
ma soprattutto non dice quello che è scritto nel famigerato volantino fatto circolare
e gli standard definiti dall’OMS non hanno
nulla a che vedere con le nostre linee guida
per la scuola. In nessuno dei testi normativi approvati o recepiti dal Parlamento si fa
riferimento alla volonta di insegnare a
bambini e ragazzi, contro la volonta delle
famiglie, una teoria che non esiste né tantomeno la masturbazione infantile, la
penetrazione o l’omosessualità. L’intento
delle leggi approvate e, piuttosto, quello di
combattere le discriminazioni e la violenza
e non c’e nulla che giustifichi le polemiche
strumentali e la vergognosa campagna
mediatica volta a spaventare i genitori. La
scuola, dopo questa Riforma, fara semplicemente la scuola: educhera, come gia fa,
alla parita tra i sessi, combattendo ogni
forma di discriminazione.
on. Diego Zardini
Deputato XVII Legislatura
Partito Democratico
“Nè buono, nè cattivo. Solo regole”
Nel 1986 circa mi fu regalato un libretto, intitolato
La Legge Sacra, che parcheggiai in libreria in
seconda fila. L’ho ripreso
in mano qualche tempo fa,
stimolato dai fatti di cronaca incalzanti.
Il fondatore dei Fratelli
musulmani, negli Anni
Venti del secolo scorso,
diceva che “l’Islam è
dogma e culto, patria e
nazionalità, religione e
Stato, spiritualità e azione,
Corano e spada”.
Ed è altrettanto significativo quanto disse Bani Sadr,
che i meno giovani forse
ricorderanno, e cioè che
“l’Islam e il pensiero occidentale sono diametralmente opposti”.
La forza dell’Islam sta nel
fatto di avere elaborato,
sulla base del Corano, un
sistema normativo comprensivo di ogni aspetto
della vita e di ogni campo
dell’attività umana. Da qui
il carattere “totalitaristico”
dell’Islam.
Il Corano si presenta dunque come un codice di
comportamento rivelato,
sociale e religioso, e da
questo nasce il carattere
essenzialmente giuridico
dell’Islam, che si fonda
sulla legge sacra: la sharia.
La società musulmana,
pertanto, non distingue in
linea di principio tra ciò
che è laico e ciò che è spirituale, e da questo presupposto sorgono i contrasti,
di ogni genere, con la cultura e la civiltà occidentale
cristiana ed ellenistica.
Lasciando però da parte il
cristianesimo ed il cattolicesimo, che costituiscono
sempre un problema e una
pietra d’inciampo in ogni
discussione, l’islamismo si
pone anzitutto in contrasto
con i principi illuministici
sorti dalla Rivoluzione
Francese, contro i principi
dello Stato laico, contro i
principi liberali e democratici di “libero Stato in
libera Chiesa”, contro le
ideologie del ‘900, contro
il materialismo scientifico
del Comunismo, contro
Marx, Lenin e Stalin, contro la Terza via, contro la
religione “oppio dei popoli”, contro la cultura scientista, contro il laicismo,
contro l’anticlericalismo,
contro l’ideologia libertaria, contro il diffuso relativismo, contro il femminismo, contro il sessismo alla
Boldrini, contro l’ateismo,
contro i movimenti di
emancipazione
delle
masse; l’Islam è in contrasto con tutte le esaltate e
beatificate ideologie del
’68 di cui siamo intrisi,
impastati e ancora infognati. L’Islam è in contrasto
con gli aspetti della cultura
occidentale più di moda e
sbandierati quali il movimento transgender e quello
omosessuale, dato che, per
quanto riguarda quest’ultimo, il Corano, secondo la
maggioranza degli studiosi,
direbbe chiaramente che i
rapporti omosessuali sono
proibiti. Diciamo che
l’Islam è, in via di principio, in contrasto con tutto
ciò che l’Occidente propugna.
Il
modernismo,
per
l’Islam, è un problema e
quindi l’Islam è un problema per le nostre società. Se
i musulmani non avessero
deciso di stabilirsi in Occidente, la questione dibattuta sarebbe soltanto un esercizio accademico, ma poiché molti di loro hanno
deciso di vivere qui, siamo
costretti a fare i conti col
loro “totalitarismo”. Chi
volesse affrontare seriamente l’argomento Islam
(con l’accento sulla “a”) al
di fuori dalla detta impostazione strutturale, sarebbe come se guidasse l’automobile senza il volante;
le conseguenze sono prevedibili.
Anticipo
l’eccezione
secondo cui, invece, c’è un
Islam “buono” o “moderato”. Sì, quello evocato
dalla politica d’accatto e di
ignoranza caprina, che
però oggi riscuote grande
successo e diffusi osanna,
quella che non distingue
un albero da un frullatore o
un gufo da una pantegana.
Io non ho fatto riferimento
alla degenerazione ideologica dell’Islam, che è
(forse) altro tema, ma
all’Islam fondato sulla
Legge Sacra: né “buono”
né “cattivo” ma semplicemente quello che è nell’impostazione di principio. Chi
non è d’accordo, si documenti.
Marco Bertagnin
OMOSESSUALI
“Sofferenza individuale”
Nell'odierno
panorama
culturale, l'omosessualità
maschile, sdoganata dall'area dei tabù, ammicca
dai cartelloni pubblicitari e
dagli spot televisivi, viene
gridata nei gay pride e in
qualunque
programma
televisivo, ma viene sottaciuta nella sua dimensione
di sofferenza individuale.
E' nota la crisi dell'identità
maschile e la crescente
incertezza della definizione di "genere sessuale", ma
prevale lo stereotipo politically correct per cui bisogna vivere e accettare serenamente il proprio essere
gay. Il malessere legato
alla percezione della propria omosessualità è poco
riconosciuto e considerato
non tanto una drammatica
incognita interiore, ma il
risultato di una chiusura
moralistico-religiosa della
società. Chi si prodiga a
difendere i "diritti" degli
omosessuali, in realtà
opera verso di loro una
spregiudicata azione di
indifferenza e cinismo,
mascherata sotto le mentite
spoglie della comprensione e della solidarietà.
Favorire o assecondare lo
stato di omosessualità, non
equivale certo a fare del
bene ai "diversamente
orientati" , a meno che si
abbia voglia di scherzare
raccontando la favoletta
che l’amore sterile tra gay
generi alcunchè di buono.
Se veramente si avessero a
cuore gli omosessuali
dovremmo indicare vie e
soluzioni meno ipocrite.
Alcune risposte stanno
arrivando dalla psicologia
cosiddetta "ricostitutiva",
basata sugli studi empirici
della identità sessuale.
Autorevoli psicologi che
da anni lavorano in questo
campo possono documentare numerose "guarigioni"
di persone gay che hanno
iniziato una terapia psicanalitica seria e sono completamente usciti dal tun-
nel di una personalità
incompiuta (vera radice
dell'omosessualità). Certo,
per gli omosessuali il
primo passo da fare sarà
gettare alle ortiche le bandiere ideologiche dell’orgoglio gay e riconoscere
umilmente e senza complessi il proprio bisogno
d'aiuto. La società invece,
dovrebbe avere il coraggio
di infrangere il luogo
comune
imposto
dai
media, secondo cui bisognerebbe arrendersi al
fatto che omosessuali si
nasce. Il problema dell'omosessualità non si
affronta, né demonizzando
né assecondando, ma tentando il recupero, liberamente e senza costrizioni.
Gianni Toffali
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CRONACHE
Ottobre 2015
COLOGNOLA. Sopralluogo di Nas alla Fondazione Marangoni: arrivano i complimenti
La casa di riposo
è idonea e curata
Servizi di
Daniela Rama
foto M.Testi
In seguito a un sopralluogo
effettuato dai Nas alla casa di
riposo Fondazione Marangoni, la struttura di Colognola
ai Colli non solo si è rivelata
idonea, ma ha ricevuto anche
i complimenti dagli agenti
per l’attenzione e la cura con
la quale ambienti e ospiti
sono custoditi. La visita dei
Carabinieri rientrava in un
iter di verifiche periodiche
finalizzate ad appurare l' adeguatezza della residenza per
anziani. Ad essere esaminati
sono stati in primis tutti i
locali del Centro Servizi tra
cui la cucina, le stanze di
degenza e le zone comuni.
Anche i turni di lavoro, l’organizzazione della struttura,
il rispetto della normativa in
tema di sicurezza nei luoghi
di lavoro, l’igiene ambientale e quella alimentare sono
stati oggetto di un'analisi
accurata. Particolare attenzione è stata riservata, inoltre, alla gestione dei trattamenti terapeutici e dell’utilizzo dei farmaci, alla gestione dei servizi tecnici e dei
servizi interni nonché agli
impianti e alle manutenzioni.
Il tutto senza riscontrare
mancanze o sollevare prescrizioni. Nel test d'idoneità
sono rientrati pure i servizi
offerti al territorio e alle
scuole. A tal proposito la
responsabile dei servizi
socio-assistenziali e residenziali della Fondazione, Chiara Marchiotto, ha spiegato:
«La direttiva di aprire il più
possibile i servizi della struttura a beneficio del territorio
ci ha consentito, soprattutto
negli ultimi anni, di essere
utili a molte persone e di
svolgere un servizio prezioso
anche per alcune strutture
della zona, basti pensare
all’innovativo servizio di
pasti domiciliari che, in collaborazione con l’Unione
Comuni e con il supporto
tecnico del gruppo Qualitec,
ci ha consentito di offrire un
servizio di qualità, portandoci anche a fare da relatori in
diversi convegni organizzati
sull’argomento»
Per quanto concerne la
ristrutturazione in corso di
un'ala dell'edificio, che ha
attirato l'attenzione del
Nucleo Antisofisticazioni e
Sanità dei Carabinieri di
Padova, l'avvocato Tomas
Chiaramonte, direttore della
Fondazione, ha comunicato
che nei prossimi mesi la Fondazione porterà a compimento i lavori sia interni che
esterni, che andranno a
completare un restyling iniziato dieci anni or sono e
che hanno portato ad un
riammodernamento generale rendendo la struttura confortevole. Tra i nuovi spazi
guadagnati – prosegue
Chiaramonte – vi sono sale
per la riabilitazione fisioterapica con ambulatori in
grado di ospitare specialisti
e un giardino ubicato nel
cortile interno della struttura. Un simile traguardo è
frutto dell'impegno, della
lungimiranza e della sinergia di tante persone, dal personale ai consiglieri di
amministrazione, ai precedenti direttori». La soddisfazione è stata grande anche
COLOGNOLA / LA FESTA
Padre Bonizio, 90 candeline
E' stata una festa in grande
stile quella per il 90esimo
compleanno di padre
Bonizio Morin, missionario francescano in Guatemala, rientrato per qualche
settimana in Italia. Sua
sorella suor Maria Grazia,
madre responsabile del
Ceod colognolese Fortunata Gresner, ha pensato a
tutto organizzando l'evento. Padre Bonizio è nato
nel 1925.
Ha trascorso gran parte
della sua missione in
ambito formativo: prima
nel seminario minore del
Beato Junipero Serra in
Planes de Renderos a El
Salvador, poi come maestro dei novizi in Guatemala.
Dopo il servizio missionario, Padre Bonizio è ritornato in Italia come Superiore della casa di Noviziato e rettore della Casa
di Ritiro.
«La finalità del mio apostolato come missionario
– ha proseguito – è stata
dare vita alla Provincia di
Nostra Signora di Guadalupe del Centro AmericaPanama-Haiti.
Gli anni passano anche per
noi missionari, per questo
ormai da sette anni svolgo
servizio come confessore
nel Santuario del Santo
Hermano Pedro, il santo di
Guatemala canonizzato
nel 2002»
per don Agostino Martinelli,
Presidente della casa di
riposo che ha affermato: «Il
risultato lusinghiero, che mi
auguro funga da stimolo per
continuare su questa strada
fatta di professionalità e
qualità, è un grande orgoglio, in particolare considerando anche i continui tagli
da parte dello Stato e della
Regione».
5
COLOGNOLA. L’Auser presenta
il programma della stagione
L'Auser di Colognola ha presentato il programma
della nuova stagione del circolo. Gli ambiti interessati spaziano da quello ricreativo a quello culturale
con un occhio particolare a quello sociale. All'incontro sono intervenuti la Presidente dell'Auser provinciale Maria Gallo e il Commissario del circolo Auser
di Colognola, e Presidente di quello di San Bonifacio Pietro Carradore. Gli esponenti provinciali, in
seguito allo scioglimento dell'Associazione anziani
colognolesi affiliata Auser che precedentemente si
occupava della struttura, gestiranno ora il centro
fino al prossimo 19 novembre, giorno di scadenza
della convenzione. La grande novità 2015 è rappresentata dalla dotazione dell'Auser Colognola di una
nuova automobile. «Si tratta di una Opel Combo –
ha spiegato Carradore – che come Auser mettiamo
a disposizione dell'Amministrazione comunale per
effettuare il servizio di trasporto a favore delle persone over 60 che avranno necessità di spostarsi per
recarsi in luoghi pubblici o privati». Da qualche settimana l'Auser, oltre ad aver avviato l'anno accademico dell'Università del tempo libero, ha intrapreso
pure il “progetto Sollievo” per gli ammalati di
Alzheimer e accoglie lo sportello del CSV, «coordinato – come ha spiegato Chiara Tommasini, presidente del Centro Servizi per il Volontariato di Verona – da una persona che già opera in quello di San
Bonifacio e che quindi conosce bene il territorio».
Dal primo giorno di scuola, inoltre, l'Auser ha messo
in campo i "nonni vigili" che aiutano la Polizia locale a dirigere il traffico e a badare all'incolumità dei
bambini e dei ragazzi all'ingresso e all'uscita da
scuola. Per quanto concerne il futuro dell'Auser a
Colognola, Maria Gallo ha chiarito:«Come Auser
parteciperemo al bando pubblico per poter continuare a gestire il centro e comunque andrà, l'Auser
continuerà a esistere a Colognola, magari cambiando indirizzo e in una sede nuova, ma proponendo sempre attività e iniziative». A sostenere per
primo questo circolo ricreativo c’è sempre stato il
sindaco Alberto Martelletto. Un ringraziamento va
ai tanti volontari che si mettono a disposizione e che
contribuiscono a creare a Colognola una realtà
associativa che non è per nulla scontata.
CRONACHE
Ottobre 2015
COLOGNOLA. L’iniziativa avviata dall’Associazione Alzheimer si svolge al circolo Auser
Progetto Sollievo:
memoria più forte
L' Associazione Alzheimer di
Verona ha avviato il “Progetto sollievo” che si svolge con
cadenza bisettimanale al circolo Auser di Colognola,
indirizzato a persone con diagnosi certificata di demenza o
di iniziale decadimento
cognitivo in attesa di certificazione ufficiale. «L'Associazione Alzheimer – spiega il
dottor Paolo Ferrari, coordinatore del comitato scientifico del progetto – è un centro
in cui personale specializzato
intende rafforzare la memoria, attraverso attività di gruppo volte alla stimolazione
delle abilità residue e alla
socializzazione in un clima
protetto». L'iniziativa, patrocinata dal Comune e sostenuta da volontari opportunamente formati, punta anche a
sostenere anche i famigliari
mediante l'inserimento in
gruppi di auto-mutuo-aiuto
nei quali, attraverso la condivisione, individuano risorse
per se stessi e per gli altri, si
confrontano sulle problematiche che incontrano giorno
dopo giorno nel seguire il
loro caro e imparano attività
da riproporre poi anche a
foto M.Testi
casa. Il tutto, guidati da una
équipe di psicologi. «Questo
laboratorio è una risorsa
importante per il nostro territorio – fa sapere l'assessore
alla Qualità della vita di
Colognola nonché assessore
ai Servizi sociali dell'Unione
Comuni Verona Est Giovanna Piubello – opera in un
ambito in cui c'è molta strada
da fare, anche a livello informativo. Proprio per questo è
mia intenzione coinvolgere
anche l'Ulss inviando una lettera ai medici di base del territorio affinché siano al corrente di questa realtà e vi possano indirizzare le persone a
cui può giovare». Relatori di
ciascun incontro sono la dottoressa Chiara Gazzani, edu-
catrice, e il musicoterapista
Massimo Florio. «Raggiunta
la consapevolezza che –
come afferma la presidente
dell'Associazione Maria Grazia Ferrari – in coloro che
soffrono di Alzheimer la
memoria che rimane può
essere potenziata e preservata
attraverso il coinvolgimento
emotivo dei soggetti in cui è
labile, riteniamo che partecipando ad attività strutturate
che poggiano sulla stimolazione sensoriale e sulla psicomotricità, i ricordi riaffiorino».
Daniela Rama
6
COLOGNOLA
Una storia d’amore
lunga 65 anni
foto M.Testi
I coniugi colognolesi Luigi
Ruffo e Laura Sartori hanno
festeggiato 65 anni di matrimonio. Conosciuti in paese
come "i maestri", dato che
MONTEFORTE. “PRENDIAMOCI CURA DI...”
Il Comune di Monteforte d’Alpone, in collaborazione con l’Assessorato ai
Servizi Sociali e la Commissione Sociale, ha organizzato “In Autunno prendiamoci cura di…”, cinque appuntamenti riguardanti il campo medico e
sociale. Si partirà il 14 ottobre con “Manovre salvavita pediatriche” (info e
iscrizioni: 349 3863017, [email protected]). Si
proseguirà il 21 ottobre con “La chiamata al 118” (info e iscrizioni: 349
3863017, [email protected]), il 28 ottobre con “Gli incidenti e
i traumi” (info e iscrizioni: 349 3863017, [email protected]) e
il 4 novembre con “I capricci dei bambini”. L’ultimo incontro si svolgerà
l’11 novembre e tratterà “L’affido familiare”. Tutti gli incontri si terranno
alle 20.30 presso l’Auditorium della Casa di Riposo “Don Mozzatti d’Aprili”.
entrambi, dopo essersi diplomati all'istituto magistrale
Carlo Montanari di Verona,
hanno insegnato a generazioni di concittadini, Luigi e
Laura si sono sposati nel
1950. Maggiormente noto
lui, Luigi è un vispo novantacinquenne che detiene la
presidenza onoraria della
Federazione provinciale dei
combattenti e reduci ed è
stato oltre che insegnante,
anche corrispondente locale
del quotidiano L'Arena e
assessore alla cultura per 15
anni. Anche la signora Laura
è arzilla e ricorda con grande
lucidità il giorno del sì. Nel
corso del loro matrimonio
hanno concepito tre figli che
successivamente li hanno
resi nonni e bisnonni
poi.D.R.
CRONACHE
Ottobre 2015
7
SOAVE. Il sindaco Gambaretto: «Un’opera che ritengo di fondamenale importanza»
VANDALI:DISTRUTTA LA GIOSTRA
Bacino di S. Lorenzo
Nel 2016 via ai lavori
Pochi mesi fa si festeggiava l’arrivo in paese di una giostra per disabili installata nel parco giochi del paese grazie al contributo del Rotary Club Verona, dell’Avis soavese e dell’amministrazione comunale…purtroppo, dopo
solo un mese, la giostra non è più fruibile, distrutta da
vandali incuranti. «Il meccanismo dell’altalena l’abbiamo mandato a riparare ma costerà 1000 euro. Poteva
essere usata anche da tutti i bambini piccoli perché sopportava un peso di 500 kg, ma l’utilizzo doveva essere a
norma – afferma il sindaco Lino Gambaretto -. Purtroppo mi è stato riferito che gruppi di fino a sei ragazzi contemporaneamente usavano l’attrezzo e si divertivano a
lanciare, da posizione sopraelevata, la piattaforma con la
pedana d’ingresso abbassata per usarla come un’escavatrice. Auspico una maggiore assunzione di responsabilità
da parte di tutti, ma soprattutto degli adulti presenti nel
parco giochi e intensificheremo i controlli.
Tutto questo non può essere gestito solo con la repressione perché se uno la vuole distruggere, lo fa lo stesso trovando un momento che non c’è controllo. Da notare che
tutti i danni degli atti vandalici ricadono sulla comunità e
se vogliamo un paese accogliente con fiori e giostrine
dobbiamo avere anche la cultura e l’intelligenza di preservarle e non distruggerle. L’anno scorso ad esempio
durante il periodo scolastico i plexiglass delle pensiline
dell’autobus sono stati cambiati sei volte, dato che sono
distrutte a calci…rovinando il patrimonio comunale non
si fa un dispetto al sindaco ma a tutta la comunità».
Servizi di
Maria Grazia Marcazzani
Sono state aperte le buste
delle ditte che hanno partecipato alla gara per la
realizzazione del bacino di
San Lorenzo.
Da qui è iniziato l’iter
burocratico per arrivare a
ultimare tutti gli aspetti al
fine di nominare la ditta
che ha vinto l’appalto.
L’inizio dei lavori previsto
per il 15 luglio 2016.
Nella fase iniziale, sino ad
avvenuta vendemmia, i
lavori saranno limitati
esclusivamente alle aree
non occupate dai vigneti
(le arginature dell’Alpone
e del Tramigna, il rinforzo
della scarpata lato ex-fornace e manufatti vari).
«Finalmente siamo arrivati agli ultimi preparativi
per l’avvio di un’opera
che ritengo fondamentale
– spiega il sindaco Lino
Gambaretto -. In questo
intervento sono state inserite una serie di migliorie
come il rinforzo arginale
nella zona della scuola
elementare, l’unico non
ancora sistemato. Altra
modifica sarà la gestione
dell’acqua del paese nel
momento in cui sono chiuse le paratoie e il bacino
riempito. Siamo in attesa
di capire come risolveranno il problema: prevediamo tuttavia di inserire un
tubo sotterraneo di cemento che porterà l’acqua piovana del centro storico
fino al Tramigna. Nel
momento in cui saranno
chiuse le paratoie, defluirà
in una vasca e da qui nel
bacino. Per fare quest’operazione, alla fine
dell’anno scorso, abbiamo
acquistato una pompa
molto grossa che smuove
400 litri il minuto, ma una
non è sufficiente anche nel
caso dovesse rompersi. La
ditta vincitrice – conclude
il sindaco - sarà scelta
anche in base alle proposte
tecniche che presenterà.
Queste saranno esaminate
insieme con l’ingegner
Umberto Anti, direttore
della Sezione Bacino Idrografico Adige – Po sezione
di Verona cioè l’ex Genio
Civile».
SOAVE. Matteo Pressi diventa capogruppo di minoranza
Dallo scorso 18 settembre Matteo Pressi, consigliere di minoranza nel
gruppo “Alternativa civica per Soave e frazioni”, si è scambiato di ruolo
con Luigino Bertolazzi. Ora il capogruppo è lui.
«Il metodo di lavoro rimarrà invariato cioè manterremo il nostro stile dialogante, se una delibera fa gli interessi dei Soavesi, noi la votiamo senza
pregiudizi e senza badare a chi l’ha proposta. Non esiste il no a prescindere – afferma Pressi che sta già pensando alle prossime elezioni comunali –. Rimane però un punto fermo, gli atti svantaggiosi per l’ente o per
i cittadini continueranno a essere ostacolati.
Più di una volta abbiamo paralizzato il Consiglio costringendo la maggioranza a tornare sui propri passi.
Inoltre continueremo a proporre soluzioni alternative. Una minoranza
responsabile deve sempre motivare le proprie scelte e indicare strade
alternative».
“Aiutaci a crescere-Regalaci un libro”
La scorsa primavera, durante la festa del libro, l’associazione “Botteghe di
Soave”, con il Comune e l’Istituto Comprensivo di Soave, ha accolto la proposta della libreria Giunti di Verona di portare l’iniziativa “Aiutaci a crescere –
Regalaci un libro” anche a Soave per donare libri alle quattro scuole dell’Istituto. L’8 agosto in centro paese, ma anche successivamente, grazie al supporto
della libreria a Verona e del negozio Soaverie a Soave, era possibile acquistare
un libro da donare alle scuole: quest’anno sono stati raccolti così ben 2000 libri
che saranno spartiti equamente nella scuola dell’infanzia di Cazzano, nelle primarie di Soave e Cazzano e nella secondaria di Soave.
A seguire l’iniziativa e informare i docenti nel Collegio di giugno c’erano Michela Creasi per la primaria di Cazzano e Alice Zago rappresentante della scuola
secondaria di primo grado e assessore alla cultura. Per ringraziare la libreria
Giunti di tutto questo, l’associazione Botteghe di Soave ha deciso di organizzare per sabato 10 ottobre in piazza Antenna dove saranno presenti il sindaco
Lino Gambaretto, Alice Zago, il dirigente scolastico Antonio Benetti, i rappresentanti dei genitori e due docenti per plesso con due alunni per ogni classe. La settimana seguente, nei singoli plessi, saranno dedicate una o più ore per esporre i libri e spiegare agli alunni il valore del dono ricevuto. Le “Botteghe di Soave”
allestiranno un pannello con le foto che testimoniano l’entusiasmo con cui le
persone, italiani e molti stranieri, hanno risposto alla proposta della libreria
Giunti; il pannello sarà itinerante, cioè messo a disposizione dei plessi a turno
nei giorni dell’esposizione dei libri. I responsabili della biblioteca dei plessi procederanno poi alla registrazione e all’opportuna sistemazione del nuovo patrimonio librario.
NOTIZIE IN BREVE
ARRIVA A SOAVE IL QR CODE. Da ottobre anche a Soave saranno presenti i qr
code, un modo semplice per conoscere la storia dei vari monumenti della cittadina
consultando smartphone, tablet e iphone. Questo grazie all’attivazione del portale
turistico di Soave che fornirà tutte le informazioni necessarie. Le informazioni contenute nel “Portale Turistico” saranno agevolmente accessibili mediante i Qr code,
collocati in corrispondenza dei monumenti/siti d’interesse, sulla segnaletica stradale e sulle vetrine di alcuni esercizi del centro storico. Il portale consentirà la visualizzazione di testi, immagini, video e audioguide, per il momento solo in lingua italiana. Ogni monumento ha due qr code: uno per la parte descrittiva e uno per l’adioguida. Per ogni punto d’interesse è stata inserita una funzione di “navigazione automatica”, che guiderà il visitatore al monumento desiderato grazie al GPS. Sarà
anche possibile essere aggiornati in tempo reale sulle manifestazioni previste mensilmente.
SUCCESSO PER LA GIORNATA A RIVOLTO. L’associazione aeronautica di Soave
lo scorso 6 settembre ha organizzato una gita per andare a Rivolto a vedere la celebrazione del 55° anniversario delle Frecce Tricolori. L’evento ha avuto successo e il
gruppo soavese era molto nutrito grazie all’organizzazione del presidente dell’associazione Vittorio Iannotta con la collaborazione di Bruno Martinelli.
Matte Pressi
CRONACHE
Ottobre 2015
ARCOLE. Il vicesindaco Ceretta firma l’ordinanza riguardo chi decide di ricevere rifugiati
Una disposizione
per l’accoglienza
Il Vice Sindaco di Arcole,
Alessandro Ceretta, lo scorso
12 settembre ha firmato
un’ordinanza riguardo chi
decide di accogliere richiedenti protezione internazionale all’interno del territorio
comunale. Il 4 settembre la
Prefettura di Verona ha
emesso un bando rivolto ad
enti, associazioni, parrocchie
e albergatori che volessero,
in cambio di un contributo
economico, accogliere queste persone (in totale 1.657
per tutta la Provincia) dall’1
ottobre al 31 dicembre 2015.
L’ordinanza del primo cittadino arcolese si pone nel
periodo immediatamente
successivo, dall’inizio del
2016. In effetti un eventuale
riconoscimento dello status
di rifugiato dà allo straniero
il diritto ad ottenere il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di asilo da
parte della Questura; il rifugiato è sottoposto alle medesime condizioni previste per
l’iscrizione anagrafica dei
cittadini italiani: il presupposto è la sussistenza di una
dimora abituale nel Comune
in cui si fa la richiesta. E’
considerata dimora abituale
anche la documentata accoglienza per almeno tre mesi
in un centro di accoglienza. I
titolari dello status di rifugia-
to hanno diritto al medesimo
trattamento riconosciuto al
cittadino italiano in materia
di assistenza sociale e sanitaria. In base alla legge i rifugiati hanno diritto agli alloggi di edilizia residenziale
pubblica e, nel caso di minori, hanno accesso agli studi
di ogni ordine e grado; se
maggiorenni hanno diritto di
accedere al sistema di istruzione generale e di aggiornamento e perfezionamento
professionale nei limiti e
modi previsti per gli stranieri
regolarmente soggiornanti.
In caso di riconoscimento
della protezione internazionale, l’accoglienza dell’interessato deve articolarsi in un
periodo di permanenza assistita non superiore a complessivi sei mesi, prorogabili,
in presenza di determinate
condizioni, per ulteriori sei
mesi, ovvero per maggiori
periodi temporali secondo le
necessarie esigenze. Per
quanto riguarda il minore
non accompagnato, è prevista l’accoglienza fino a sei
mesi dal compimento della
maggiore età ulteriormente
prorogabili sulla base delle
esigenze dei percorsi di integrazione.
«E’ evidente che in questa
situazione, trascorsi i tre
mesi di contributi del bando
Alessandro Ceretta
della Prefettura, queste persone verrebbero a gravare
sul bilancio comunale –
afferma il vicesindaco Ceretta-. Il rischio è quello di creare una speculazione sull’accoglienza che poi finirà per
pesare sui comuni già messi
alla prova dai tagli del governo. I richiedenti protezione
internazionale acquisiscono
in pochi mesi gli stessi diritti
degli italiani.
La presenza di una famiglia
o di minori non accompagnati prosciugherebbe le
risorse destinate al sociale e
costringerebbe il comune a
tagliare il contributo agli
asili o al trasporto disabili.
Sarebbe una situazione insostenibile che creerebbe gros-
si problemi anche di ordine
pubblico. E’ per questo motivo che ho firmato un’ordinanza che obbliga chi decide
di ospitare queste persone
aderendo al bando della Prefettura, a farsi carico delle
stesse anche dal 1° gennaio
2016 e fino a tutto il periodo
di permanenza nel territorio
comunale. Chi decide di fare
accoglienza e prendere i
soldi messi a disposizione
dal governo può farlo ma poi
deve assumersene la responsabilità. Questa ordinanza
inoltre va a colpire chi vorrebbe fare dell’accoglienza
un business, speculare sulle
disgrazie degli altri e poi scaricare i costi alla collettività».
ARCOLE. L’associazione ASAM raccoglie gli amanti del volo con aeromodelli
L'Associazione ASAM raccoglie gli amanti del “volo
con aeromodelli” nel territorio veronese ed anche
qualche appassionato di Vicenza. Ha sede a San
Bonifacio, con il campo volo ad Arcole, loc. Valfonda.
«La nostra associazione - racconta il segretario Luciano Dall'Oca - si è costituita intorno agli anni
1990/92. Oggi è gestita dal presidente Stefano Dal
Cero e conta circa 45 soci. Raccogliamo gli appassionati del volo di San Bonifacio, Arcole, Belfiore, Bonaldo, Colognola e altri paesi limitrofi. Il nostro è un
aeromodellismo “dinamico”, gli aerei vengono portati in volo e qualche volta succede che il modello si rompa, bisogna, quindi, raccoglierlo, ripararlo, riprovarlo... serve tanta pazienza, dedizione, passione. Forse – conclude Dall’Oca – per questo i giovani sono un
po' restii ad avvicinarsi al nostro gruppo. Ma i guasti e le rotture fanno parte del gioco». L'aeromodellismo
è un hobby decisamente impegnativo: «Per entrare in questo mondo – conclude il segretario - bisogna essere appassionati del volo, poi si diventa modellisti, infine si raccolgono le soddisfazioni vedendoli volare.
Abbiamo un socio di Caldiero di quasi 90 anni, che già durante la guerra volava con modellini di aereo».
Il gruppo ASAM è una presenza costante sul territorio dell'est veronese e si autogestisce e autofinanzia,
senza alcun contributo pubblico. Alle “mostre culturali” di luglio a Veronella, il Gruppo ha presentato riproduzioni di aerei della 1° e 2° guerra mondiale, di Cessna, di F16 e Frecce Tricolori. Graziana Tondini
8
RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO
«Diritto alla casa:
tuteliamo i Veneti»
Sono due i Progetti di
Legge che abbiamo presentato in Consiglio
regionale e che vanno a
modificare la Legge
regionale n.10 del 2
aprile 1996: “Disciplina
per l'assegnazione” e
“Fissazione dei canoni
degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica”.
La prima proposta legislativa l'abbiamo deposiGiovanna Negro
tata a luglio e stabilisce
un tetto massimo del 13% per le case popolari assegnate ai cittadini extracomunitari, la seconda, presentata oggi, è volta a favorire i cittadini che siano
residenti o svolgano attività lavorativa in Veneto da
15 anni per l'accesso agli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP). Con questi provvedimenti
vogliamo agevolare nei bandi per la richiesta di
case popolari e nei contributi al sostegno dell'affitto
quei cittadini che dimostrano di avere un serio legame con il territorio in cui vivono, da almeno 15 anni.
E' quanto mai urgente governare il fenomeno dell'immigrazione senza ledere gli interessi dei veneti
dove un'alta percentuale è in emergenza abitativa:
cittadini in serie difficoltà che troppo spesso vedono
passarsi davanti nelle graduatorie cittadini stranieri
per l'assegnazione delle poche case sociali (in alcune province la percentuale supera il 30%). Ad oggi
infatti, la normativa vigente prevede che gli stranieri titolari di carta di soggiorno e regolarmente soggiornanti (in possesso di permesso di soggiorno
almeno biennale e che esercitano una regolare attività di lavoro subordinato o di lavoro autonomo)
hanno diritto di accedere, in condizioni di parità con
i cittadini italiani, agli alloggi di edilizia residenziale
pubblica e ai servizi di intermediazione delle agenzie sociali eventualmente predisposte da ogni regione o dagli enti locali, per agevolare l'accesso alle
locazioni abitative e al credito agevolato in materia
di edilizia, recupero, acquisto e locazione della
prima casa di abitazione. Oggi, però, siamo in una
situazione di emergenza abitativa e il tetto massimo
per le assegnazioni agli stranieri è necessario al fine
di evitare "discriminazioni a rovescio" a danno dei
veneti. Nel nostro intervento la soglia massima di
unità abitative destinate ai cittadini stranieri viene
equamente fissata nella percentuale di presenza di
extracomunitari in Italia secondo i dati ISTAT ed
aggiornato con delibera della Giunta regionale ogni
biennio secondo l'ultimo dato ISTAT disponibile, ma
viene data facoltà ai Comuni di diminuirlo o
aumentarlo motivatamente adeguandolo alla specifica percentuale di extracomunitari registrata nel
proprio territorio. La casa è un diritto sancito dalla
Costituzione ma in questo momento di crisi abitativa dobbiamo pensare prima ai nostri cittadini e
abbiamo l'obbligo morale di intervenire.
Giovanna Negro
CRONACHE
Ottobre 2015
SAN BONIFACIO. Ai cittadini che si recheranno all’Ufficio Anagrafe verrà chiesta la disponibilità
10
SAN BONIFAICO
Donare gli organi Il Cineforum
alza il sipario
Atto di solidarietà
Il comune di San Bonifacio è
stato infatti scelto fra sei
comuni della provincia di
Verona, con Lazise, Legnago, Oppeano, Sanguinetto e
Verona stessa, quale comune
pilota per iniziare, senza
attendere il via ufficiale dalla
Regione Veneto, a chiedere
ai cittadini che si recheranno
all’Ufficio Anagrafe comunale, se vogliono liberamente donare i propri organi
dopo la morte. Una notizia
accolta favorevolmente dal
Gruppo comunale Aido di
San Bonifacio e in particolare, dal presidente Giancarlo
Dalla Tezza, che vede in questa attestazione, la giusta
ricompensa per il grande
lavoro di promozione alla
cultura della vita, svolto dal
proprio Gruppo in 35 anni di
attività dove spiccano su
tutto gli eventi relativi alle
costruzioni dei monumenti
in lattine di alluminio quali
l’Arena di Verona, la basilica
di Sant’Antonio di Padova,
la basilica di San Pietro a
Roma, l’Atomium di Bruxelles e l’Abbazia di Villanova
di San Bonifacio, oltre alla
recentissima Arena di Verona in tappi di sughero. Come
è ben noto la donazione di
organi e tessuti rappresenta
un atto di grande solidarietà
verso il prossimo, un segno
di civiltà, di rispetto per la
vita e di maturazione culturale di un Paese, costituendo
una efficace terapia per alcune gravi malattie e, in alcuni
casi, l’unica soluzione per
patologie non altrimenti
curabili.
Ad oggi le norme dispongono che la carta di identità può
contenere l’indicazione del
consenso ovvero del diniego
della persona a donare gli
organi in caso di morte e che
i comuni trasmettano tali
dati al Sistema Informativo
Trapianti per consentire la
raccolta in una unica Banca
Dati delle manifestazioni di
VIA PORTONE. L’AFFRESCO RESTAURATO
Nuova vita all'affresco di via
Portone. E' stato celebrato
con una vera e propria festa
il restauro dell'affresco raffigurante “La fuga dall'Egitto”, diventato nel corso degli
anni un vero e proprio simbolo della centralissima via
di San Bonifacio. L'operazione «Salviamo l'affresco
di Contrada Portone», fu
lanciata lo scorso gennaio da
alcuni cittadini particolarmente sensibili ai beni artistici e storici del paese e, col
passare dei mesi, ha visto
nascere una vera e propria
squadra col compito di reperire i fondi necessari all'opera di
restauro. L'assessore Gianni Storari, Luigi Benini, Corrado
Buscemi, Irnerio De Marchi, Roberto Zantedeschi, Simone
Elettri e Vincenzo Carradore sono i membri del team che,
assieme anche alla “Contrada del Portone” si sono prodigati per ridare nuova vita all'opera del pittore Rocco Pittaco,
nato a Udine nel 1822, che ha lasciato opere a Santo Stefano, Cologna, Monteforte, San Bonifacio (villa Arabbi - Cherubin) e a Verona, in Duomo. A questi si sono aggiunti
anche privati cittadini, in particolare Maria Grazia Melegari che in memoria del padre Oddone, pittore, ha voluto contribuire economicamente ai lavori. Il restauro vero e proprio
ha preso il via nel mese di luglio. Sotto la sapiente mano di
Andrea Ciresola, i protagonisti dell'affresco hanno pian
piano ritrovato i colori e le fattezze che li contraddistinguevano più di cent'anni fa. A restauro ultimato, quindi, il 12
settembre, è stato il momento di una vera e propria festa alla
presenza delle autorità cittadine e con una mega risottata
offerta alla cittadinanza e organizzata proprio ai piedi dell'affresco. M.D.
volontà in tema di donazione espresse dai cittadini
stessi. Raccogliendo le indicazioni dell’Associazione
Nazionale Comuni Italiani,
il comune di San Bonifacio,
ha accettato di aderire
all’iniziativa con una delibera di giunta, inviando nel
contempo, gli operatori dell’anagrafe ad un primo
incontro di formazione che
si è tenuto a Verona presso il
Centro Regionale Trapianti.
Il gruppo Aido sambonifacese
è, come sempre, a fianco delle
istituzioni, e si augura che
l’Amministrazione Comunale
di San Bonifacio si faccia promotrice di questa straordinaria
opportunità per il bene dei cittadini.
Per chi volesse approfondire
ulteriormente la materia, si è
resa disponibile la coordinatrice trapianti dell’ULSS 20,
Maria Vittoria Nesoti.
Al centro ci siamo noi. Con questo motto prende il via la
61^ edizione del Cineforum San Bonifacio al Cinema
Teatro Centrale.
Al centro ci siamo noi, le persone, uomini e donne con
vite e storie da raccontare e che diventano protagoniste
sul grande schermo. Il primo ciclo della stagione 20152016 ha preso il via nell'ultimo fine settimana di settembre e accompagnerà gli spettattori, più o meno affezzionati, fino a Natale. Il Circolo Culturale Cinematofrafico,
organizzatore della rassegna, non snatura la formula del
cineforum, proponendo anche quest'anno titoli ed opere
magari poco pubblicizzate, ma che fanno della qualità e
della sensibilità dei temi affrontati il proprio punto di
forza. Spettacolo si, quindi, ma con un occhio di riguardo alla profondità e al dibattito. Non mancano però i
grandi nomi, come Nanni Moretti con Mia Madre ed i
fratelli Taviani con Meraviglioso Boccaccio, per restare
agli italiani. Tra i film stranieri da non perdere saranno
Taxi Teheran di Jafar Panahi, Orso d'Oro al Festival di
Berlino 2015, e Dheepan di Jacques Audiard, Palma
d'Oro a Cannes 2015.
Con l'inizio di ottobre, poi, prenderà il via anche il classico Corso di Educazione all'Immagine, corollario del
cineforum, tenuto dal professor Olinto Brugnoli. Un
ciclo di incontri dedicato a due maestri protagonisti
anche della rassegna, “I fratelli Taviani: tra ideologia e
utopia, tra èpos e mito” il titolo di quest'edizione. Come
di consueto il corso si terrà presso la sala civica Barbarani e prenderà il via il 15 ottobre.
Matteo Dani
VILLABELLA. INAUGURATA LA NUOVA PIAZZETTA SAN MATTEO
E' stata una giornata di festa per tutta la comunità di Villabella quella dello scorso 27 settembre, quando è stata inaugurata la nuova piazzetta San Matteo, recentemente restaurata. La piazzetta, situata
accanto a Villa Gritti e intitolata a Giulio Camuzzoni, è sempre stata concessa gratuitamente dalla famiglia Conforti, proprietaria della Villa, alla popolazione, in quanto unico vero e proprio spazio verde
della frazione. Da quest'anno la piazzetta, e il parchetto che la compone, sono oggetto di un vero e proprio accordo stipulato con l'Amministrazione comunale. Un comodato d'uso gratuito con gli abitanti di
Villabella pronti ad occuparsi della manutenzione del parco. Proprio grazie a quest'intesa, e alla buona
volontà del comitato Gritti - Camuzzoni, di recente nascita, si sono svolti i lavori di ripristino e sistemazione dell'area verde. Il Comune ha fornito il materiale e i cittadini hanno fatto i lavori: sostituito pali
rotti o marci della staccionata, verniciato e sistemato la stessa, oggetto di sistemazione anche panchine, giostrine, impianto di irrigazione e pozzetto di scarico. Infine, sono stati pitturati i lampioni e potati gli alberi. Proprio il Comitato Gritti – Camuzzoni ha poi organizzato la festa, alla presenza del sindaco Giampaolo Provoli, per celebrare la fine dei lavori di manutenzione e celebrare il rinnovato accordo
e il nuovo volto di una piazzetta che è esempio lampante di quanto di bello può fare una comunità che
si mette in gioco in prima persona per il bene comune.M.D.
CRONACHE
Ottobre 2015
SAN BONIFACIO. L’evento di integrazione tra culture si è tenuta il 19 e il 20 settembre
Festa dei Popoli
Musica + cucina
Musica e piatti tradizionali,
è semplice ed efficacie la
formula della Festa dei
Popoli, iniziativa di integrazione e conoscenza reciproca tra persone e culture
tenutasi a San Bonifacio nel
fine settimana del 19 - 20
settembre.
La festa era parte del programma del Settembre Sambonifacese ed ha avuto
come punto focale piazza
Costituzione, dove per l'occasione è stata allestita una
tensostruttura e il centro storico, con vari appuntamenti
organizzati nell'arco della
due giorni della manifestazione. Tante le comunità e le
associazioni del territorio
che hanno preso parte alla
festa: comunità musulmana,
indiana e Sikh, associazione
AVO, gruppo missionario di
Prova, Associazione Anna
Frank di Arcole, comunità
Evangelici San Bonifacio,
comunità Romena, Associazione anziani San Bonifacio, associazione Amici del
Kerala, associazione Thiolomois Boch Diom e il
Gruppo aiuto SlovacchiaCommercio equo-solidale
hanno animato Piazza
Costituzione e dato vita a
momenti di sana condivisione.
Tra i momenti più significativi della due giorni l'esibizione del gruppo "Poesia dal
mondo" ha presentato
"Sono radici", lettura di
poesie in italiano e lingue
originali di persone provenienti da diverse parti del
mondo. Nella mattinata di
domenica, poi, è stata inaugurata presso il palazzetto
dell' ex tiro a segno la
mostra fotografica sulle atti-
vità delle associazioni di
volontariato sambonifacesi
con la presenza della "New
Sambo Big Band". Domenica mattina la messa celebrata dall’arcivescovo Denis
Isizoh del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, con la presenza dei
padri Stimmatini del Monastero del Bene Comune di
Sezano, dei Comboniani di
Verona, dei labari delle
associazioni Avis San Bonifacio, Avis Prova, Aido,
Alpini, Insigniti onori ficenze cavalleresche, Carabinie-
BELFIORE / VENETO FREE WI-FI
E' stato attivato il programma operativo regionale per la realizzazione di una
rete wifi pubblica per l'accesso gratuito dei cittadini ad internet.
L'iniziativa è partita a Belfiore nell'estate 2014, con l'ottenimento del contributo di € 15.000 da parte della Regione Veneto per la costruzione di una
rete wireless con frequenza libera da 5 ghz, con 7 hot spot posizionati sul
territorio.
A dicembre è iniziata la gara d'appalto per l'affidamento dei lavori, che si
sono conclusi a maggio 2015.
I punti di accesso wifi collocati nel centro di Belfiore si trovano nelle aree
verdi della lottizzazione Serega, di via Matteotti, Leopardi, De Gasperi, Piazza C. Lebrecht (monumento all'aviatore), via Fanin e Piazza della Repubblica (municipio). Gli hot spot vengono gestiti centralmente da un software che
permette la rilevazione di dati e statistiche di utilizzo, come richiede il progetto regionale.
Per connettersi gratuitamente a internet tramite wifi libero, bisogna collegarsi al sito internet della piattaforma “Veneto free wi-fi”, poi accedere tramite
Facebook (il modo più semplice) inserendo la propria username e password
del profilo FB, oppure telefonando e registrando il proprio numero di smartphone o inviando un sms. Il sito di “Veneto free wifi” aiuta gli utenti passo
passo nella connessione. Le istruzioni sono riportate anche sulla home page
del sito internet del Comune di Belfiore, come le posizioni degli hot spot per
la connessione.
Ora il sistema è completo e funzionante.
Graziana Tondini
ri in pensione, Scout, Croce
rossa, Protezione Civile e,
alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni sambonifacesi.
Il resto della festa è sfilato
via tra esibizioni artistiche,
musiche tradizionali, sapori
di cucine tipiche di ogni
angolo del mondo e, soprattutto, tanti sorrisi, segno che
l'intento per cui è nata la
festa, cioè dar vita ad un
momento di vera integrazione, può dirsi raggiunto.
Matteo Dani
11
SAN BONIFACIO/IO NON RISCHIO
Informazione
e prevenzione
Informazione e prevenzione in piazza. Sarà questo il
succo di "Io non rischio", la campagna di comunicazione nazionale che il volontariato di Protezione Civile, le
istituzioni, e il mondo della ricerca scientifica, organizzano in tutta Italia.
Un'iniziativa che toccherà anche San Bonifacio nelle
giornate di sabato 17 e domenica 18 ottobre quando i
volontari dell’associazione XYZ allestiranno un punto
informativo n Piazza Costituzione per incontrare la cittadinanza, consegnare materiale informativo e rispondere alle domande su cosa ogni persona può fare per ridurre il rischio alluvione. "Io non rischio" è una campagna
nata nel 2011 e nell'edizione di quest'anno, la quinta
consecutiva, coinvolge volontari e volontarie appartenenti alle sezioni locali di 25 organizzazioni nazionali di
volontariato di Protezione Civile, nonché a gruppi
comunali e associazioni locali. In totale saranno 430 le
piazze coinvolte dall'iniziativa e distribuite su tutto il
territorio nazionale per diffondere la cultura della prevenzione e sensibilizzare i propri concittadini sul rischio
sismico, sul rischio alluvione e sul maremoto. M.D.
CRONACHE
Ottobre 2015
MONTEFORTE. Lavori in corso in paese: i primi sono terminati, altri ne arriveranno
12
MONTEFORTE
Sicurezza stradale: Piazza dei Martiri
Restyling a breve
dossi e asfaltature
Servizi di
Maria Grazia Marcazzani
Lavori di sicurezza stradale a
Monteforte. I primi, da poco
terminati, sono stati l’inserimento di dossi artificiali, in
zone del paese dove si
dovrebbe limitare la velocità
per la presenza di scuole e
attraversamenti pedonali.
Quelli già fatti sono posti in
via Novella davanti alle
scuole medie, in via Dante
davanti alle scuole primarie,
in via Silvio Perazzolo all’incrocio con Borgo Trieste e
due in viale Europa. A breve
ne saranno realizzati altri in
via Silvio Perazzolo all’incrocio con via Tamagni, uno
nei pressi del capitello di via
Santa Croce, uno in via Fontana Nuova, uno in via della
Conciliazione e l’ultimo in
via Mezzavilla dopo la pizzeria “Jolly”. Inoltre sono
previste nuove asfaltature
stradali. «Lo scorso maggio
sono state asfaltate alcune
strade che si trovano nella
zona a sud di Monteforte. A
breve riprenderanno i lavori
per le nuove strade» - spiega
l’assessore ai lavori pubblici
Luigi Burti.
Le vie interessate dai lavori
saranno via Quattro Novembre, via Polesan fino alle ultime case, via Vittorio Veneto,
via Roma dal semaforo al
capitello, via Sarmazza dalle
Scolette al confine con il
comune di Gambellara, il
rifacimento dei marciapiedi
di via Santa Croce, via Vittorio Emanuele II con la sistemazione dei marciapiedi e in
viale Europa saranno riordinati i marciapiedi e sostituita
l’alberatura.
Sarà sistemata a breve
piazza dei Martiri, un
luogo di Monteforte che da
molto tempo ha bisogno di
un restyling anche per la
posizione d’ingresso del
paese e il ritrovo delle persone che aspettano l’autobus. «L’anno prossimo inizieranno i lavori per la
sistemazione di Piazza dei
Martiri – dichiara il sindaco Gabriele Marini – . Il
progetto definitivo, che
ora dovrà ottenere i pareri
dei vari enti competenti,
prevede la sistemazione
del parco e del parcheggio,
e l’installazione di due
pensiline per la fermata
dell’autobus. La parte
importante del progetto è
quella che prevede l’abbattimento delle barriere
architettoniche, tramite la
creazione di un percorso
che permetterà ai diversamente abili di accedere
alla fermata.
Buone notizie anche per
quanto riguarda le lapidi
commemorative che furono
rimosse dalla loggia del
Palazzo Vescovile, in seguito a dei lavori di restauro
esterno durante la precedente amministrazione. Ora
queste troveranno una
sistemazione più consona
ai valori che richiamano
all’interno della stessa
piazza».
MONTECCHIA. Inaugurati in Duomo 12 dipinti a olio
MONTERFORTE/CIRESOLA ELETTO IN CONSIGLIO COMUNALE
Lo scorso 16 settembre
Andrea Ciresola, rappresentante della lista “Monteforte Bene Comune” è
stato eletto in Consiglio
Comunale. È dal 22 luglio,
quando Antonio Carletto
rassegnò le sue dimissioni,
che la lista di minoranza
non aveva un suo rappresentante in Consiglio
Comunale,
anche
se
Andrea Ciresola, primo dei
non eletti, aveva subito
accettato l’incarico. Questo perché due consigli
comunali, convocati per
eleggerlo, erano saltati.
Il primo, il 30 luglio, era
stato sospeso perché il
consigliere di minoranza
Federico Costantini aveva
impugnato la sentenza del
Tar che legittimava i quattro consiglieri comunali di
maggioranza eletti con surroga - Damiano Caeli,
Agostino Moreno Floriani,
Corinna Emilio e Andrea
Dal Bosco - in seconda
convocazione.
Così Costantini aveva scritto al Consiglio di Stato, che
giovedì 30 luglio, con
un'ordinanza, ha accolto la
domanda di sospensiva
della delibera imponendo al
Tar di andare a sentenza
quanto prima. Il 24 agosto
doveva aver luogo il secondo consiglio comunale, poi
“saltato” perché mancavano i numeri legali dato che i
quattro consiglieri surrogati
non potevano partecipare e
Costantini era in vacanza.
Nell’ultimo Consiglio però
le cose sono cambiate:
anche se mancavano tutti i
consiglieri di minoranza
all’appello, il sindaco
Gabriele Marini prima di
cominciare la seduta, lesse
il parere del suo legale
delegato alla vicenda dei
consiglieri surrogati in cui
si affermava che questi
possono partecipare ai
Consigli comunali e influire sul quorum costitutivo.
È stata così votata all’unanimità, solo con la maggioranza, la surroga di Ciresola. Per ora la situazione
delle presenze in Consiglio
Comunale sembra essersi
normalizzata fino a che
non si avranno delle sentenze definitive da parte
del TAR e del Consiglio di
Stato.
Lo scorso 8 settembre, in occasione della
festa della Natività di Maria, patrona del
comune di Montecchia di Crosara e della
diocesi di Vicenza, sono stati inaugurati
in Duomo 12 dipinti a olio realizzati dall’artista leonicense Anna Maria Trevisan.
Le opere rappresentano la vita di Maria,
alla quale è dedicata la chiesa, sono
posti sotto il cornicione della chiesa e
sono stati donati alla comunità da un
benefattore. Alla cerimonia era presente
monsignor Francesco Gasparini, direttore dell’ufficio Beni culturali e del museo
diocesano della Diocesi di Vicenza.
Sempre in onore della Madonna, prima
della S.Messa, l’Amministrazione comunale, presieduta dal sindaco Edoardo
Pallaro insieme con una rappresentanza
del gruppo alpini, del gruppo Protezione Civile e alcuni ragazzi della Scuola calcio, ha sfilato dal municipio alla chiesa, partecipando poi anch’essi alla
cerimonia, portando il gonfalone comunale che per l’occasione ha abbandonato la sala consiliare.
«Per valorizzare al meglio i dipinti, nei prossimi mesi sarà installato un
impianto a led nel Duomo e il 10 aprile, quando festeggerò i 50 anni della
mia ordinazione sacerdotale, uscirà un libro dove si parlerà pure in modo
dettagliato delle opere – spiega monsignor Franco Coffetti, parroco di Montecchia -. Per noi è un onore che un’artista come Anna Maria Trevisan abbia
lavorato nella nostra chiesa poiché ha eseguito commissioni molto importanti e vorrebbe regalare al Papa un ciclo di quadri per addobbare la cappella di Santa Marta».
SAN GIOVANNI ILARIONE / LABORATORI TEATRALI
Sono appena iniziati i laboratori teatrali a San Giovanni Ilarione tenuti dalla
Compagnia Sale & Pepe che si rivolgono a tutti. I corsi sono tre e si dividono per fasce d’età. Il primo è Teatrando per i bambini dai 6 ai 10 anni, il
secondo è Pop Corn per i ragazzi dagli 11 ai 14 anni e il terzo è Viaggiattori per tutti dai 15 anni in su. Per chi volesse maggiori informazioni può
mettersi in contatto con Giulia Magnabosco al numero 340.2580180.
CRONACHE
Ottobre 2015
14
COLOGNA. Attività al pomeriggio rivolta ai minori in stato di disagio socio-familiare
COLOGNA / FILM E TEATRO
Amicizia e compiti
al Centro educativo
Cinema Ferrini:
parte la rassegna
La Giunta Comunale di
Cologna Veneta ha approvato anche per l’anno scolastico 2015/16 il progetto del
“Centro educativo pomeridiano” aperto ai minori in
stato di disagio socio familiare.
Il progetto, relazionato dall’assessore Servizi Sociali
Dal Seno, nasce dal fatto che
negli ultimi anni il Comune
ha vissuto radicali trasformazioni del proprio tessuto
sociale. In particolare sono
aumentate le problematiche
relative alla presenza di
molti ragazzi immigrati e per
la fragilità delle famiglie,
con crescenti crisi di coppia,
separazioni, divorzi, nuclei
monoparentali. Anche i Dirigenti Scolastici e gli insegnanti segnalano al Comune
queste situazioni di difficoltà, per cui già da quattro anni
lavora il “Centro educativo
pomeridiano”, per offrire ai
minori la possibilità di frequentare attività di socializzazione in un ambiente positivo ed educativo, condurli
ad una maggiore motivazione verso la scuola, un atteggiamento più collaborativo,
una crescita nell’autocontrollo. Il progetto si avvale di
un gruppo di coordinamento
formato
dall’assistente
sociale del Comunem, Valeria Piccotin, dal Dirigente
Scolastico
dell’Istituto
Comprensivo o suo delegato, dagli educatori e volontari del Centro. Esso si
rivolge a bambini/e – ragazzi/e in età scolare (5-16
anni) residenti nel territorio
comunale, individuati dai
Servizi Sociali o dalla Scuola, che mostrano uno stato di
bisogno dovuto a difficoltà
familiari nell’assicurare il
benessere fisico e psicologico del minore; difficoltà
transitorie e temporanee,
scolastiche o culturali, che
necessitano di sostegno; esistenza di condizioni di
rischio emarginazione; famiglie monoparentali con problemi legati alla mancata
fisica o psichica di un genitore. Il Centro Educativo lavora al fianco della famiglia,
coinvolgendola nel progetto
educativo. Si svolgono attività relative allo studio e
svolgimento dei compiti scolastici, socializzazione e vita
in comune dei ragazzi, attività ludico-motorie, tempo
libero presso la struttura dell’Istituto Comprensivo o
fuori. Per ogni minore verrà
costruito un progetto educativo personalizzato, in base
alle indicazioni fornite dalle
Scuole.
Graziana Tondini
E' stata inaugurata il 2
ottobre la Rassegna cinematografica nel Cinema
Teatro “Contardo Ferrini”.
Una Rassegna che ancora
una volta il venerdì sera
porterà nella sala di Cologna film recentissimi o
addirittura, al momento
della programmazione,
non ancora usciti nei cinema italiani. Infatti il “Contardo Ferrini” è diventato
un cinema che può competere con la programmazione anche dei cinema di
città, con film quasi in
prima visione, grazie
all’arrivo del digitale.
«Nella Rassegna che va da
ottobre a dicembre – affermano dal Comitato di
Gestione del Cinema Contardo Ferrini -, abbiamo
pensato di aderire anche
all’iniziativa
“Esseri
Umani”, promossa dall’Acec Triveneto e dalla
Fondazione Comunicazione e Cultura della Cei, con
due film inseriti nelle
nostre scelte».
E’ tutto pronto inoltre per
il debutto della nuova Stagione Teatrale Città di
Cologna Veneta, al Teatro
Comunale di Cologna. Si
partirà sabato 17 ottobre,
con la divertente commedia ‘La cameriera brillante’ di Carlo Goldoni, portata in scena da La Barcaccia per la regìa e interpretazione di Roberto Puliero.
E’ il primo dei sei appuntamenti del nuovo cartellone che da ottobre a
marzo proporrà tanta
prosa e un concerto per un
programma vario e accattivante.
Per ogni ulteriore informazione: 349.3746002,
329.2105863; [email protected]
COLOGNA. L’Università Popolare tocca i 300 iscritti
Con l’inizio dell’anno accademico 2015/16, l’Università Popolare di
Istruzione e Formazione di Cologna, ha toccato i 300 iscritti. Una bella
soddisfazione per la coordinatrice Giustina Meneguzzo, le sue lezioni
sono tra le più frequentate della Provincia. «Dopo un’estate di tanto calore e poca acqua, come molti desideravano, siamo pronti a tornare fra i
banchi di scuola. Durante il periodo estivo parecchi “allievi” sentivano la
mancanza dei nostri venerdì pomeriggio, per cui eccoci pronti a partire per
l’XI anno di corsi» - commenta la coordinatrice.
L’Università non si è però fermata durante l’estate, organizzando visite culturali all’Expo, sul lago di Como e anche il viaggio-pellegrinaggio a Santiago di Compostela: «Uno dei frati presenti al Santuario mi ha ringraziato, per avere portato 50 pensionati a Santiago, di solito meta del cammino giovanile. Abbiamo fatto solo 20 km a piedi, ma per noi è stata
un’esperienza molto intensa» - continua Meneguzzo. Le lezioni procederanno con cadenza settimanale a partire dal 2 ottobre, ogni venerdì alle
ore 15.30, in Sala Bressan, nell’ex corderia di via Chioggiano. In programma alcuni concerti in Teatro Comunale, partendo con quello del M° Francesco Veronese, a Natale ci saranno le “Voci bianche” della Scuola Media
locale e per fine Anno Accademico, la Corale di Montagnana. I corsi
2015/16 toccano argomenti di letteratura, poesia, arte, sociologia, giurisprudenza, temi biblici, cante popolari, canti e storie della Grande Guerra,
politiche al femminile, il teatro, l’Egitto. Proseguiranno le visite culturali:
alla Cappella degli Scrovegni di Padova, alla tomba di Dante a Ravenna, a
Roma, a Medjugorje e Sarajevo, quindi l’Olanda e il lago di Costanza.
La Giunta di Cologna Veneta intanto ha deliberato un contributo di 1.500
euro all’Università, con delibera 70/2015, poiché la stessa aiuta a garantire una migliore qualità della vita delle persone adulte, attraverso il loro
coinvolgimento nella partecipazione, socializzazione e aggregazione.
Graziana Tondini
CRONACHE
VERONELLA. Dal 14 settembre è aperto il punto di accesso ad internet
“P3@Veneti”
in Biblioteca
Ottobre 2015
15
VERONELLA
Oltre 100 cittadini ad Expo 2015
Servizi di
Graziana Tondini
Dal 14 settembre è aperto al
pubblico presso la Biblioteca
comunale, il “punto di accesso ad internet P3@Veneti”,
uno spazio destinato ai servizi di accesso, assistenza e
acculturazione informatica,
promosso con fondi dell’Unione Europea, dello
Stato italiano e della Regione
Veneto, ed organizzato dal
Comune di Veronella.
In questo punto di accesso, la
Biblioteca offre gratuitamente l’uso di 3 PC e 3 tablet
connessi ad internet; l’assistenza alla navigazione web
e ai servizi digitali, scrittura
di testi, Office Automation,
grafica e autoapprendimento. È possibile anche la scansione di foto e di stampa. «I
destinatari di questo progetto
sono tutti i cittadini, giovani,
adulti, anziani, stranieri» spiega l'assessore alla Cultura Aldo Brunello -. Ottenuto
il finanziamento comunitario, il Comune ha realizzato
il Centro P3@ in cui si può
anche avere assistenza alla
navigazione o problemi
informatici grazie al supporto di un tutor, Lorenzo Formiga, pensionato volontario
che per anni si è occupato dei
sistemi informatici di una
grande azienda.
L’accesso alle postazioni
P3@Veneti è gratuito, per
iscriversi basta avere compiuto 14 anni e presentarsi in
biblioteca con un documento
di identità e sottoscrivere un
modulo. Per i minori, serve
che il modulo sia firmato
anche da un genitore. Viene
dato un codice personale e
con esso si usa la postazione. Ai minori viene anche
consegnato un foglio con le
raccomandazioni per evitare
siti pericolosi (cyberbullismo, violenza, pedofilia,
ecc)».
L’utilizzo delle tre postazioni con la presenza del tutor è
possibile nei seguenti orari:
lunedì e mercoledì 9.0013.00; venerdì 15.00-19.00.
«Nella prima settimana l’accesso è stato buono, con
genitori e ragazzi che accedevano per compilare online
il modello per il buono libri.
Speriamo di continuare
anche in futuro» - commenta l’assessore.
Domenica 20 settembre tanti cittadini hanno partecipato ad Expo 2015: 108 persone sono
andate con l’associazione Adige Nostro di Veronella, 54 quelle con il pullman organizzato
dal Comune, accompagnati rispettivamente dal presidente Gianni Rigodanzo e dal sindaco
Michele Garzon. Partecipanti non solo di Veronella, ma anche da Arcole, Cologna, Albaredo e paesi vicini. Già nel decumano, la via principale di Expo si vedeva una notevole
affluenza, tanto che come sempre i padiglioni degli Stati più celebri (Italia, Francia, Gran
Bretagna, USA, Cina, Brasile) avevano già lunghe code, così si è scelto un “percorso alternativo” fra paesi meno noti, ma molto significativi e tutti da scoprire. Difficile da raggiungere anche il padiglione del Vinitaly, molto affollato. Si è visitata l’Argentina, con una suggestiva installazione che partiva con un omaggio ai migranti italiani, per immergersi nella
loro economia agricola; poi l’Azerbajan con un modernissimo padiglione in legno con un
geoide in vetro a rappresentare il paesaggio, i prodotti agricoli biologici, le culture tradizionali e l’innovazione. Il padiglione realizzato da un team italiano, sarà smontato e collocato a Baku. Interessanti i padiglioni della Città del Vaticano e della Caritas: qui non si proponevano prodotti, ma temi: la fame, la desertificazione, la violenza, i disastri dei cambiamenti climatici. Molto toccante il video del Vaticano sulla sete di acqua dell’Africa. La
Caritas proponeva due installazioni artistiche, dedicate all’iniqua distribuzione della ricchezza nel mondo. Ci si poteva sbizzarrire anche con i paesi sconosciuti, un’occasione
quasi unica per conoscerli meglio e con i vari “cluster”, padiglioni multipli dove si ospitano esposizioni a tema come le spezie, il cacao e il caffè, il riso, l’acqua, ecc. Sul decumano e nelle piazze c’erano ogni ora delle manifestazioni, con quella di apertura dedicata ai
bambini con Foody, l’arcimboldo mascotte dell’Expo, la dance, gli sbandieratori e trampolieri di Germania, ecc. E ogni ora “fioriva” l’albero della vita, con le fontane che danzavano a suon di musiche italiane, dal rondò veneziano a Pino Daniele. Imperdibile di giorno, figuriamoci di notte con le luci.
PIANO CASA TER – REGIONE VENETO
Un'opportunità da non perdere
con la “GUIDA AL PIANO CASA” dei geometri veronesi
Il Collegio Geometri e Geometri Laureati della provincia di Verona e la Società
Cooperativa Geometri Veronesi, con la
loro attività, vivono in prima persona la
quotidianità socio-economica del territorio e interagiscono con propositive
iniziative e stimoli di sviluppo. Ciò lo
dimostra la recente realizzazione della
seconda “Guida al Piano Casa”, strumento che invita tutti ad approfondire finalità e opportunità del Piano Casa Ter Regione Veneto che, salvo ulteriori provvedimenti, il 10 maggio 2017 terminerà la sua storia. La Legge Regionale “Piano Casa”
non contempla alcuni casi e, di volta in volta, ci si chiede quale condotta assumere: applicare un principio di libertà e ammettere tutto ciò che il legislatore non ha
vietato? Ritenere vietato ciò che non è espressamente consentito? Andare alla
ricerca della disciplina prevista per un caso analogo, rischiando così di vanificare
il carattere eccezionale della norma? Le regole ci sono, belle o brutte che siano;
vanno semmai applicate in maniera razionale e corretta, senza paure, resistenze
od opposizioni di principio. E' auspicabile, quindi, che le Pubbliche Amministrazioni adottino un analogo corretto e razionale atteggiamento nell'applicazione
della Legge Regionale e ciò è possibile farlo se si valorizzano natura e finalità della
norma stessa. E anche per questo è grande il successo riscontrato per la “Guida
al Piano Casa”, strumento realizzato dai geometri veronesi e fruibile per tutti. Una
guida autorevole che servirà all'applicazione univoca della normativa, così l’ha
definita il sindaco di Verona Flavio Tosi. Valore aggiunto della Guida è la divulgazione trasversale e aperta: «la volontà alla base – ha sottolineato il curatore, Fiorenzo Furlani, segretario del Collegio e presidente della Società Cooperativa Geometri Veronesi – è quella di mettere la guida a disposizione di tutti gli operatori
del settore edilizia, delle famiglie, degli utenti privati». Il Presidente del Collegio,
Roberto Scali, ha ricordato che i geometri veronesi avevano già realizzato una
pubblicazione sul primo Piano Casa, «ora abbiamo replicato con maggior peso,
dopo che l’affluenza e il riscontro ottenuti dai due seminari sul Piano Casa
Ter/Veneto che abbiamo organizzato nei primi mesi del 2015 ci hanno dimostrato che il tema è di interesse comune».
La GUIDA AL PIANO CASA dei geometri veronesi è scaricabile gratuitamente sul sito www.collegio.geometri.vr.it per tutti gli operatori dell’area tecnica/edilizia e per i privati cittadini.
CRONACHE
17
Ottobre 2015
I RICONOSCIMENTI. Tra i “nonni” insigniti e premiati c’è anche Giovanni Maria Ambrosini, 92 anni, nato a Cologna Veneta
Medaglia della Liberazione
a chi ha lottato per l’Italia
In occasione del 70° anniversario della Liberazione,
che ricorre quest’anno, il
Ministro della Difesa ha
inteso rivolgere una particolare attenzione nei confronti di tutti coloro che
hanno partecipato alla
Resistenza ed alla Lotta di
Liberazione, realizzando
una Medaglia commemorativa denominata “Medaglia
della Liberazione”, corredata da un diploma d’onore
intestato all’insignito.
Per la realizzazione della
Medaglia, prendendo spunto dalla visita effettuata il
31 gennaio 2015 dal Presidente della Repubblica,
Sergio Mattarella, al Mausoleo delle Fosse Ardeatine, ci si è ispirati alla cancellata del predetto Monumento , opera dello scultore
Mirko Basaldella.
Alla Prefettura di Verona
sono pervenute 11 medaglie, con relativi diplomi,
destinate ad altrettanti
reduci della città e della
provincia di Verona. Su iniziativa della Sezione di
Verona dell' Associazione
Nazionale Divisione Acqui,
del Presidente Caudio Toninel e con l'approvazione e
la disponibilità del nuovo
Prefetto di Verona, Salvatore Mulas, si è convenuto di
effettuare la consegna, in
occasione della cerimonia
di commemorazione del
72° anniversario dell'Eccidio della Divisione Acqui,
che si è svolta lo scorso 18
settembre, presso il monumento nazionale dedicato
alla Divisione Acqui, a
Verona, in circonvallazione
Oriani. Così, nel corso
della cerimonia, il Sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, e i sindaci dei
Comuni di residenza,
hanno consegnato le onorificenze agli 11 “nonni”, due
dei quali recentemente
deceduti, che a distanza di
più 70 anni dalle loro tragiche vicende, hanno ottenuto un riconoscimento ufficiale da parte del Governo
Italiano.
Questi gli insigniti:
- Dino Benedetti, 93 anni,
nato e residente a Volargne,
nel comune di Dolcè, reduce Acqui, autiere del 317°
reggimento fanteria, com-
I Reduci insigniti della Medaglia della Liberazione
pagnia comando, a Cefalonia.
- Armando Crivellaro, 92
anni, nato a Veronella e residente a Cologna Veneta,
reduce Acqui del 317° reggimento fanteria, a Cefalonia.
- Francesco Faccioli, 93
anni, nato e residente a
Rosegaferro, nel comune di
Villafranca, reduce Acqui,
del 317° reggimento fanteria, a Cefalonia.
- Andrea Gagliardi, 92
anni, nato a Malcesine e
residente a Lugagnano di
Sona, reduce Acqui della
Regia Marina, a Cefalonia.
- Pietro Giuliari, 95 anni il
prossimo ottobre, nato e
residente ad Illasi, reduce
Acqui dell’8° nucleo chirurgico a Cefalonia.
- Alla memoria di Vittorio
Micheloni, nato e residente
a San Martino Buon Albergo, reduce Acqui del 33°
reggimento artiglieria a
Cefalonia, deceduto una settimana prima della cerimonia, avrebbe compiuto 97
anni il prossimo dicembre.
- Alla memoria di Giuseppe
Pazzocco, deceduto lo scorso anno, all’età di 92 anni,
nato e residente a Roverè
Veronese, reduce Acqui del
317° reggimento fanteria a
Cefalonia.
- Massimiliano Turri, 93
anni, nato e residente a
Verona, reduce Acqui del
317° reggimento fanteria a
Cefalonia.
- Elvio Degani, 93 anni,
nato a Negarine di San Pietrio in Cariano e residente a
Negrar, partigiano della
FIVL (Federazione Italiana
Volontari della Libertà), del
Battaglione Aquila in Alta
Valpolicella.
- Elio Comerlati, anni 91,
nato a Velo Veronese e residente a Conca dei Parpari di
Roverè Veronese, reduce
della Divisione Truppe dell’Egeo e partigiano FIVL,
della formazione Pierobon,
operante in Lessinia.
- Giovanni Maria Ambrosini, 92 anni, nato e residente a Cologna Veneta,
reduce dal campo di concentramento di Kaiser
Stamburg, distaccamento di
Mauthausen.
CRONACHE
Ottobre 2015
IL SUCCESSO. Riconoscimento al titolare di Pedrollo Spa in ingegneria dell’innovazione del progetto
Applausi a Pedrollo:
Laurea ad Honorem
Il 29 settembre 2015 presso
l’Università di Padova, è
stata consegnata la «Laurea
Magistrale ad Honorem in
ingegneria dell’innovazione
del prodotto a Silvano
Pedrollo» l’imprenditore titolare della Pedrollo Spa,
l’azienda sambonifacese leader mondiale nella produzione di elettropompe. Quello
che segue è uno stralcio della
motivazione riportata nel
diploma di Laurea consegnatogli dal Rettore dell’Università di Padova Prof. Giuseppe
Zaccaria.
«...Silvano Pedrollo è ben
noto per la sua attività
imprenditoriale, essendo fondatore ed attuale presidente
del consiglio di amministrazione della Pedrollo Spa, leader mondiale nella fabbricazione di elettropompe per uso
agricolo, civile ed industriale. Il gruppo Pedrollo produce in Italia oltre due
milioni di elettropompe che
vengono esportate in 160
Paesi del mondo. Sempre in
ambito imprenditoriale Silvano Pedrollo è «Imprenditore dell’Anno 2001» di Ernest
& Yung. nel 2008 è stato insignito da Papa Benedetto XVI
del titolo di «Cavaliere di
Gran Croce dell’Ordine di
San Gregorio Magno» nel
2013 è stato nominato dal
Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano «Cavaliere del Lavoro»... è in possesso di 150 brevetti industriali nel settore delle
pompe. Silvano Pedrollo si
qualifica anche per la sua
attività sociale testimoniata
dai numerosi gesti di solidarietà sia in Italia e sia nei
Paesi del Terzo Mondo. Tra
questi ha particolare rilevan-
Da sinistra: la figlia Alessandra, la moglie Olimpia,
Silvano Pedrollo, il figlio Giulio titolare della Linz Electric
e presidente di Confindustria Verona
za il «Progetto Acqua» che
ha consentito, grazie alle
pompe e ai generatori donati
dal Gruppo Pedrollo, la realizzazione di 1000 pozzi in
Africa che soddisfano il fabbisogno idrico di più di due
milioni di persone.»
E queste che seguono sono
alcune frasi stralciate dalla
«Lectio Magistralis» da lui
pronunciata alla presenza del
mondo Accademico dell’Università patavina.
«...Io credo che la vera rivoluzione non sia cambiare il
mondo, ma cambiare noi
stessi, le nostre aziende, il
nostro modo di produrre.
Possiamo, anzi, dobbiamo
riuscirci mettendo la tecnologia e le innovazioni al servizio dello sviluppo...Ognuno, e
soprattutto l’imprenditore,
deve far tesoro dell’esperienza e degli errori commessi.
Perché alla fin fine le competenze migliori sono la somma
di due ingredienti: il sogno,
la visione e i piedi per terra
… Innovazione non è solo
evoluzione tecnica: significa
ideare e adottare nuovi
modelli per competere, per
servire i clienti e offrire loro
più valore aggiunto, per posizionarsi meglio sul mercato,
costruire alleanze e creare
risorse e competenze.»
Le motivazioni della laurea e
le parole del suo discorso,
sono parole che toccano in
profondità e che inducono a
riflettere. Da sempre chi fa
impresa, per far vivere la propria azienda anche piccola,
affronta problemi e difficoltà
a volte insormontabili e «fare
impresa» oggi diventa davvero un’impresa molto ardua.
L’imprenditore serio e professionale però sa che la strada da percorrere sta proprio
nelle parole pronunciate da
Pedrollo e aspirerebbe ad
avere le capacità e le poten-
zialità di metterle in pratica.
Silvano Pedrollo ha iniziato
l’attività nel 1974 e in poco
più di quarant’anni è riuscito
a creare un’impresa leader a
livello mondiale ed in continua innovazione, che da lavoro a quasi 500 dipendenti,
esporta in tutto il mondo e
oggi non sa cosa sia la cassa
integrazione. Quanti sarebbero riusciti a fare quello che ha
fatto lui? Tutto il mondo
imprenditoriale sambonifacese è vicino a Silvano e non
può che sentirsi onorato di
questo prestigioso riconoscimento dato ad un concittadino che ha dedicato la sua vita
alla crescita, allo sviluppo
della sua azienda e alla solidarietà sociale, una laurea
veramente meritata.
Silvano Miniato
Rappresentante
di Apindustria Verona
FEDE E TEOLOGIA. “Quando leggere è pregare”, il libro di Leardini de Zuliani
Scrivere e di fede e teologia, per parlare alla comunità laica ma sapendo che gli argomenti trattati potranno essere oggetto di discussione anche per i religiosi. E’ questa la sfida intrapresa da Luisa Leardini de
Zuliani col suo nuovo libro “Quando leggere è pregare”. Per affrontare una tematica importante quanto
ricca di insidie l’autrice ha dovuto far ricorso agli studi e alle letture della propria gioventù e ha scelto di
suddividere la pubblicazione in tre libricini, per rendere più snella la lettura. Dalla fusione tra conoscenze
personali, studi, libri e appunti presi in passato Luisa Leardini de Zuliani ha tratto una piccola trilogia che,
pur componendosi di orazioni e dialoghi con l’Altissimo, è fruibile e comprensibile da chiunque. L’opera
nasce con l’intento di risvegliare il fuoco e l’interesse del lettore verso le sacre tematiche, con l’intento di
studiare e perfezionare anche il linguaggio e il vocabolario, eliminando vocaboli ed espressioni ingiuriose. “Quando leggere è pregare” è stato edito e stampato dalla tipografia Ambrosini di Cologna Veneta e,
già da queste settimane, è in vendita nelle librerie del territorio. Matteo Dani
18
SALUTE / DIMAGRIRE
Attenzione
ai farmaci
E’ datato 27 luglio 2015 il
decreto con cui il Ministero
della Salute ha posto il divieto di utilizzo nelle preparazioni magistrali della pseudoefedrina, principio attivo appartenente alla famiglia chimica
delle fenetilammine e delle
amfetamine che viene utilizzato nei composti per il dimagrimento. Il provvedimento è
rivolto ai Medici Prescrittori
e ai Farmacisti che, come professionisti del farmaco, hanno
la facoltà di realizzare nel
proprio laboratorio preparati
galenici. Il galenico “magistrale” è per definizione un
medicinale preparato dal Farmacista sulla base di una prescrizione medica e destinato
ad un determinato paziente.
La tassativa decisione del
Ministero della Salute è stata
pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale il 30 luglio del 2015
su segnalazione dell’Aifa,
l’Agenzia italiana del farmaco, in base a sospette reazioni
avverse messe in relazione
all’utilizzo di pseudoefedrina
in associazione ad altre
sostanze all’interno di preparati comunemente usati per il
dimagrimento.. A tale provvedimento ha fatto seguito poi,
in data 4 agosto 2014 un ulteriore decreto, in vigore dal 10
agosto 2015 con il quale è
stato disposto un nuovo
divieto per i Medici di prescrivere e per i Farmacisti di
eseguire preparazioni magistrali, riguardante i principi
attivi triac, clorazepato, fluoxetina, furosemide, metformina, bupropione e topiramato, sia se impiegati singolarmente che in associazione fra
loro a scopo dimagrante.
Anche alla base di questo
nuovo ulteriore divieto vi
sono segnalazioni pervenute
alla Rete nazionale di Farmacovigilanza di sospetta reazione avversa, con un costobeneficio estremamente sfavorevole e pericolose reazioni
su coloro che ne hanno fatto
uso. «Si tratta di un divieto
categorico ai quali i farmacisti si attengono con estrema
puntualità – spiega Marco
Bacchini, Presidente di
Federfarma Verona, l’Associazione dei titolari di farmacia -. Questo significa che
anche qualora il paziente si
recasse in farmacia con la
prescrizione di una preparazione magistrale contenente
uno o più principi attivi
oggetto dei provvedimenti di
queste ultime settimane, il
Farmacista non potrebbe realizzarlo, se utilizzato per
scopi dimagranti. Sono
comunque anche fermamente
convinto che la Classe Medica che con noi collabora attivamente per la tutela della
salute dei pazienti, sarà, al
pari dei Farmacisti, assolutamente aderente al nuovo dettato normativo e non prescriverà questi principi attivi a
scopo di dimagrimento. I
nuovi decreti sono scaturiti
sulla base di segnalazioni
ufficiali - conclude Bacchini
- e quindi anche in questo
caso la rete di controllo della
Farmaceutica italiana, il sistema nazionale di Farmacovigilanza che punta alla tutela
della salute pubblica e personale, si è dimostrata assolutamente efficace e puntuale».
DONNA
IL CASO / CALA LA FERTILITÀ MASCHILE
Continua a calare la fertilità maschile.
Dimezzata nella seconda metà del secolo
scorso, la concentrazione media degli
spermatozoi negli anni 2000 è diminuita di
circa il 15%. «Stimiamo che circa quattro
uomini su dieci nella fascia di età 20 - 45
anni potrebbero avere una bassa qualità del
seme, quindi problemi ad avere un figlio» premette Marina Bellavia specialista in
Medicina della riproduzione del centro per
la fertilità ProCrea di Lugano -. Infatti,
secondo quanto emerge da uno studio
danese presentato all’ultimo congresso
Eshre (European Society of Human Reproduction Embryology) solamente un uomo su quattro
avrebbe una qualità del seme ritenuta ottima. La qualità del seme maschile dipende da diversi fattori: condizioni ambientali dovute a plastiche, pesticidi e nitrati, i cosiddetti perturbatori endocrini, che possono provocare disturbi della fertilità. La tesi delle cause ambientali è sostenuta anche
da diversi studi di migrazione: «chi si sposta da un luogo ad un altro tende ad assumere le medesime problematiche rilevate negli indigeni - continua Bellavia -. Anche la libertà sessuale rappresenta un fattore causale in quanto porta ad una maggiore diffusione di infezioni che possono danneggiare la fertilità maschile. Non certo ultimi, errati stili di vita, come per esempio il fumo, portano ad un peggioramento della qualità del seme, abbassando i tradizionali parametri di concentrazione e motilità degli spermatozoi. In molti casi il problema è risolvibile - continua Bellavia anche grazie a nuovi esami specifici, talvolta è sufficiente seguire delle cure mirate, o semplicemente cambiare abitudini di vita, per tornare ad avere una piena salute riproduttiva. Si stima che
un terzo degli uomini definiti infertili, una volta sottoposto alle adeguate cure, riesca ad avere una
paternità naturale. I rimanenti possono ricorrere all’aiuto della fecondazione assistita. Persino
uomini considerati un tempo assolutamente sterili, possono diventare padri, recuperando gli spermatozoi direttamente dal testicolo e iniettandoli all’interno della cellula uovo (ICSI). Invece nel
3% delle coppie infertili – conclude la specialista - vi è una condizione di azoospermia, per cui è
necessario ricorrere alla fecondazione eterologa mediante donazione di spermatozoi».
L’angolo di Francesca
di Francesca Galvani
TORTA DI POLLO E FUNGHI ALLE NOCI
INGREDIENTI PER 8 PERSONE:
2 rotoli di pasta briseè stesa - 250 gr. funghi misti freschi
250 gr. petto di pollo affettato - Mezza cipolla rossa
20 gr. burro - 1 spicchio d’aglio
2 cucchiai prezzemolo - Farina quanto basta - Mezzo litro di latte intero
100 gr. di gherigli di noci - Sale e pepe
PROCEDIMENTO
Nel burro sciolto rosolare cipolla e aglio. Unire il pollo leggermente infarinato
e tagliato a striscioline. Togliere l’aglio e aggiungere i funghi, sale e pepe.
Aggiungere due cucchiai rasi di farina, mescolare e unire il latte. Quando il
fondo si sarà addensato unire prezzemolo e noci e togliere dal fuoco. Stendere il primo disco in una tortiera e sistemarvi sopra il composto raffreddato.
Coprire con il secondo disco sigillando i bordi. Praticare qualche forellino in
superficie e informare a 200° per 30 minuti.
Ottobre 2015
20
a cura di Tommaso Venturi
ricercatore scientifico
LA SPERIMENTAZIONE
CLINICA DEI FARMACI
Lo scopo primario della ricerca medica
che coinvolga soggetti umani è quello di
migliorare la procedure preventive, diagnostiche e terapeutiche e di comprendere l’eziologia e la patogenesi delle malattie.
I farmaci giungono alla sperimentazione
clinica solo dopo aver superato la cosiddetta fase di sperimentazione preclinica.
Un nuovo farmaco deve essere inizialmente valutato nel modo più accurato possibile in laboratorio. Durante questa
fase vengono studiate le proprietà farmacologiche in base agli effetti terapeutici
attesi. Lo stadio successivo è rappresentato dalla sperimentazione del trattamento sugli animali per vedere l’effetto del farmaco su una patologia negli esseri
viventi e gli effetti dannosi. Solo una volta che il nuovo trattamento si è dimostrato utile vengono condotti studi sui pazienti.
Gli studi clinici contribuiscono ad aumentare le conoscenze e a realizzare progressi nella terapia delle varie patologie. Se un nuovo trattamento si rivela efficace in uno studio, può diventare un nuovo trattamento standard in grado di aiutare molti pazienti. Molti dei trattamenti più efficaci oggi utilizzati sono basati sui
risultati di studi clinici, grazie ai progressi compiuti è stato possibile curare e guarire molti pazienti, migliorandone la qualità di vita. Inoltre i pazienti che prendono parte agli studi clinici possono trarre diretto giovamento dal trattamento o dai
trattamenti a cui sono sottoposti: se il nuovo trattamento si rivela efficace, i partecipanti allo studio clinico possono essere tra i primi a beneficiarne. Negli studi
clinici, sia l’esito della ricerca che il benessere dei pazienti sono importanti. Per
tutelare i pazienti e produrre risultati corretti, le ricerche sono condotte in base a
rigorosi principi scientifici ed etici. Lo studio clinico deve essere condotto in conformità al protocollo di studio che abbia preventivamente ricevuto l’approvazione del Comitato Etico di riferimento ed un consenso informato deve essere fornito liberamente da ciascun soggetto prima della sua partecipazione allo studio.
La partecipazione dei malati alle sperimentazioni cliniche costituisce uno dei
momenti più significativi di quell’alleanza attiva tra medico e paziente, e più in
generale tra medico e società, che è il segreto non solo di ogni buona cura, ma
anche dell’avanzamento della medicina.
DONNE POTENTI. FORBES “INCORONA” LA MERKEL
La rivista americana Forbes, come ogni anno, ha stilato la classifica delle 100 donne
più potenti al mondo. Al primo posto della lista si riconferma la Cancelliera tedesca
Angela Merkel, che negli ultimi 12 anni è sempre apparsa nella classifica e per ben 9
volte si è aggiudicata il podio. A seguirla, la candidata alla presidenza degli Stati Uniti,
Hillary Clinton, già first lady, senatrice e segretario di Stato. Anche lei è comparsa
molte volte nella classifica di Forbes fin dal 2004.
Melinda Gates, moglie del fondatore di Microsoft Bill Gates, si è invece aggiudicata il
terzo posto. La donna non vive solo di rendita, ma è molto attiva nel campo del sociale grazie alle attività filantropiche che promuove con la sua Bill Melinda Gates Foundation. Al quarto posto ritroviamo invece il più potente capo di una banca centrale. Si
tratta di Janet Yellen, presidentessa della Federal Reserve Bank americana; a seguirla
Mary Barra, amministratore delegato della General Motors. Ha 53 anni ed è considerata la più potente donna d’affari del mondo. La francese Christine Lagarde, direttore del
Fondo monetario internazionale, e Dilma Rousseff, presidente brasiliana, si sono classificate rispettivamente al sesto e al settimo posto.
Sheryl Sandberg, il direttore operativo di Facebook, è invece in ottava posizione. La
donna nota soprattutto per aver combattuto a favore della parità di genere nel mondo
del lavoro. Entra finalmente nella top 10 anche Susan Wojcicki, la donna che a 44 anni
è già riuscita a diventare amministratore
delegato di Youtube ed ex vice presidente
senior di Google. A chiudere la classifica,
non poteva mancare Michelle Obama,
moglie del presidente degli Stati Uniti,
nonché avvocato di successo e madre
esemplare. Buone notizie anche per le italiane che quest'anno sono finalmente
entrate nella tanto ambita top 100. Federica Mogherini, rappresentante europeo
per la politica estera e di sicurezza, ha
raggiunto il 36esimo posto, la stilista
Miuccia Prada il 79esimo e la scienziata
del Cern Fabiola Giannotti l'83esimo.
Sono solo 3, ma è un'ottima media considerando che le europee presenti nella lista sono solo 12. Le americane, invece, sono ben
59 mentre le asiatiche 18. In coda ci sono infine le africane, che si sono aggiudicate
solo 3 posti in classifica.
DONNA
Ottobre 2015
BENESSERE
Donna
YOGA IN MENOPAUSA
21
A CURA DI CHIARA TURRI
La menopausa è un periodo della vita che molte donne vivono con difficoltà e stress. Lo yoga può aiutarci a spezzare
questo circolo vizioso e aiutarci a viverlo con tutta la serenità possibile. In un’epoca in cui la “vecchiaia” è considerata
uno spauracchio da fuggire, vorrei proporre una visione diversa di “menopausa”: in moltissime civiltà la donna che non
può più concepire acquista autorevolezza agli occhi della comunità e viene innalzata al rango di personalità saggia e da
ascoltare con la massima attenzione. Combattere contro l’inevitabile scorrere del tempo è inutile e illusorio e accettarne le dinamiche è
sempre stato naturale nella vita dell’uomo. Certo, sono molte le difficoltà da affrontare per la donna in questo momento di forte cambiamento sia da un punto di vista fisico che emotivo. Lo yoga può venire in aiuto alla donna da due punti di vista, l’uno fisico l’altro emotivo. La pratica porta indubbi benefici al corpo e allevia alcune patologie legate a questo periodo: problemi alle articolazioni, osteoporosi, insonnia, stanchezza cronica. Gli asana (posizioni) contribuiscono ad un miglioramento generale dell’efficienza fisica, della scioltezza
e della flessibilità. Ovviamente, in questo contesto, la supervisione del maestro dovrà essere vigile e guidata dal buon senso: sarà necessario sincerarsi della reale fattività di un asana da parte dell’allieva in quel momento, a maggior ragione se non è nel pieno della forma.
Proprio per questo motivo, nulla vieta di utilizzare dei piccoli attrezzi per rendere la pratica più confortevole, oppure di aiutarsi con una
sedia se si ha difficoltà a stare seduti per terra.
Non è raro che questo periodo della vita sia disturbato da episodi di ansia, depressione o stress anche causato da una difficoltà ad accettare le modificazioni psico-fisiche che stanno avvenendo: il pranayama e la meditazione possono entrare in gioco accanto agli asana proprio per affrontare tali momenti e regalare maggiore lucidità mentale, quiete emotiva e stabilità. Migliorare la capacità di destrutturare
la propria interiorità da pensieri limitanti e sovrastrutture svalutanti non potrà che aprire la strada ad una visione d’insieme più serena e
di adulta accettazione di un momento inevitabile della vita. Lo yoga è un ottimo alleato contro i sintomi della depressione
Un ultimo consiglio riguarda il tipo di yoga da privilegiare e, in generale, l’approccio alla pratica: va scelta una declinazione di yoga non
particolarmente intensa o acrobatica. Ottimo il tradizionale hatha yoga tagliato a misura dell’allieva. La pratica in menopausa sarà gentile e dolce e dovrà essere guidata dal sommo rispetto delle possibilità del proprio corpo nel momento in cui si pratica; possibilità che
sono migliorabili, ma che vanno ascoltate e accettate.
Con questo approccio il momento della lezione si trasformerà in un’occasione di benessere fisico e di pace interiore, un momento da
regalare a se stesse in armonia con il proprio corpo e la propria mente.
Namastè!
S
SPORT
Ottobre 2015
22
PORT
CALCIO. Nella stagione 2015/16, i rossoblù disputano le gare casalinghe a Monteforte. Il dirigente storico, Roberto Zantedeschi, commenta il caso
La Sambo non gioca più al Tizian
«Club sfrattato, ma ritorneremo»
La Sambonifacese non
gioca più allo stadio
«Renzo Tizian». L’impianto di San Bonifacio è
passato infatti in gestione
alla Pro San Bonifacio, la
nuova società nata dalle
ceneri della Pro Hellas
Monteforte. «Una situazione incredibile. La
Sambo meritava più
rispetto». La formazione
rossoblù, iscritta al campionato di Prima categoria, non potrà così affrontare le gare interne della
stagione 2015/16 in quella che per buona parte
della sua esistenza è stata
la sua dimora. E lo storico dirigente Roberto
Zantedeschi alza la voce,
commentando la situazione.
Zantedeschi, nella stagione 2015/16 la Sambonifacese non disputa i
match casalinghi allo
stadio Tizian. Il suo
parere?
«Purtroppo, non è solo
questo il problema. Il
fatto è che si è andati
oltre, penalizzando la
nostra società sia dal
punto di vista sportivo
che economico. Si è proceduto infatti sfrattando
la Sambonifacese e mettendola in mezzo alla
strada senza un'alternativa adeguata. Oggi non ci
rimane che prendere atto
del trattamento a noi
riservato dall'Amministrazione
comunale:
siamo stati privati di un
impianto per poter fare
attività, precludendoci la
possibilità di portare
avanti l'attività giovanile
della scuola calcio».
La Sambonifacese dove
giocherà, dunque, le
partite interne?
«Saremo in esilio nel-
La foto pubblicata sulla pagina
facebook della Sambonifacese
l'impianto di Monteforte
d'Alpone, ospiti della
società Hellas Monteforte: cogliamo l’occasione
per ringraziare la loro
dirigenza. Del resto, non
avevamo alternative: al
sindaco Giampaolo Provoli (San Bonifacio, ndr)
avevamo chiesto pari
dignità come le altre
società di calcio del
nostro Comune e fatto
presente che per poter
fare un minimo di attività
sportiva sarebbe stata
vitale la disponibilità di
un impianto di riferimento, con un minimo di
sede e un posto dove
mettere il materiale sportivo.
Invece, ci è stato proposto di disputare le gare di
campionato sul campo
parrocchiale di Prova e
gli
allenamenti
sul
campo sportivo di Lobia.
Per quanto riguarda,
invece,
segreteria
e
magazzino ci hanno
comunicato che ci saremmo dovuti arrangiare.
Inoltre, ci sarebbe stata
da pagare una tariffa
esosa per l’utilizzo degli
impianti. Soluzioni, queste, inaccettabili e offensive: la gloriosa Sambonifacese meritava più
rispetto».
«È
un
arrivederci.
Ritorneremo, questa è
casa nostra» si legge su
una foto pubblicata
sulla pagina facebook
della Sambonifacese.
Un messaggio chiaro.
«La speranza è di tornare
a giocare e fare attività al
Tizian: è lì che la Sambonifacese ha passato gran
parte della sua storia e lo
stadio porta il nome di un
grande presidente della
Sambonifacese: Renzo
Tizian.
Naturalmente,
siamo coscienti che dopo
questa frattura creatasi
con l'Amministrazione
Provoli, questo non sarà
possibile in tempi brevi,
salvo ripensamenti da
parte del Sindaco. In
caso contrario, aspetteremo la prossima Amministrazione per rimettere a
Roberto Zantedeschi
posto l’assurda situazione. Il Locara calcio,
l'U.S. Provese, il Villanova 2V e la Pro San Bonifacio (Ex Pro Hellas
Monteforte) hanno un
impianto dove giocare: la
Sambonifacese dovrebbe
rimanere l'unica senza un
proprio spazio e andare a
fare attività in un altro
comune?».
L’ A m m i n i s t r a z i o n e
comunale di San Bonifacio ha dichiarato sul
quotidiano L’Arena di
aver fatto «un bando
pubblico di manifestazione di interesse per la
gestione degli impianti
sportivi. La Sambonifacese non ha utilizzato
l'apposito modulo per
partecipare che prevedeva anche requisiti
finanziari e di sostenibilità, ma ha semplicemente mandato una lettera di interesse. L'unica ad aver partecipato
al bando è stata la Pro
San Bonifacio». Come
risponde?
«L'Amministrazione Provoli ha modificato il
regolamento
per
la
gestione degli impianti
sportivi
introducendo
nuove norme ad escludere che noi riteniamo illegali, introdotte solo per
far fuori la Sambonifacese. Non abbiamo utilizzato il modulo preposto dal
Comune volutamente, in
quanto l'esito era già
scontato: è come partecipare ad un concorso dove
si sa già chi vincerà».
Storia e tradizione: da
quanti anni la Sambonifacese
giocava
al
Tizian?
«Lo stadio comunale,
costruito per la Sambonifacese che a quel tempo
militava in serie C, è
stato ultimato intorno
all'anno 1950 e la società
rossoblù ha cominciato
ad utilizzarlo ufficialmente nell'anno 1951.
Quindi sessantaquattro
anni».
Matteo Sambugaro
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