Tema del mese, visto che siamo a dicembre e una nascita da duemila anni chiama il mondo a riflettere, ho scelto
LA FAMIGLIA E’ IL NIDO DELL’UOMO
(Giovanni Faldella-Le figurine)
Sarebbe banale se mi soffermassi sul Natale per raccontare a chi lo sa meglio di me come nasce Gesù, e quali sono le
implicazioni socio politico religiose della venuta di questo bambino e di una religione che ha attraversato duemila anni
continuando a espandersi e far proseliti.
‘Ecco ci è nato un pargolo’ si canta nelle chiese sparse per il mondo intero, eccezion fatta per la maggioranza dei paesi
islamici dove le chiese e la religione cattolica sono proibite. Ricordo che da bambino, a mezzanotte, mia nonna mi
portava alla messa, e quando sull’altare veniva scoperta la capannuccia – allora la chiamavamo così, e tutti capivano – io
guardavo stupito il neonato che sembrava scalciare l’aria, circondato da un babbo e una mamma dai vestiti strani e
riscaldato da un bue e un asinello, mentre davanti alla capannuccia strani animali gibbosi, accucciati sulle ginocchia,
avevano accompagnato fin lì curiosi, mercanti e pastori. E mi veniva in mente una poesia imparata a scuola – quando non
era proibito tenervi il crocefisso o parlare del nostro Dio - nella quale Giuseppe e Maria, lei ormai con le doglie, cercavano
un riparo nelle locande che li respingevano perché, come diceva l’oste di Cesarea, ‘tutta la casa ho piena di cavalieri e
dame- non amo la miscela dell’alta e
bassa gente- e intanto il campanile
scocca – li ricordo bene ancora quei
versi – l’undici lentamente, e il
preme per venire al mondo e
raccontare, a chi vuol sentirla, la
Buona Novella.
Natale. Una stella ‘gometa’ come
dicevo da bambino. Un cielo torbido
di neve e polveroso di sabbie portate
dal vento. Natale che ci è pian piano
sfuggito di mano nel suo significato
più vero: quello di un tempo di
fratellanza e di legame ideale, e non
come lo abbiamo storpiato oggi in
un trionfo di shopping sfrenato spinto
da melense pubblicità televisive che
ci raccontano un mondo tutto rosa,
tutto felicità, tutto auto lucidissime
e splendide, tutto giochetti demenziali
da fare con l’ultimo telefonino o con
l’ultimo aperitivo, simboli dell’happy
hour. I pubblicitari hanno ucciso la
realtà, la Tv ci ha spento la fantasia, e
con un attento lavaggio del cervello
siamo stati spinti a credere l’incredibile. Non ci sono più capannucce, e se Fratelli d’Italia diventa Sorelle d’Italia per
vendere qualche paio di tanga in più, può anche accadere che Gesù venga fatto nascere fra gli ori e gli argenti
dell’Ermitage o di qualche altro palazzo scaturito dalla bravura architettonica del Vasari o del Rastrelli. Perché una
capanna non ‘tira’ ma un bel palazzo fa ‘immobiliare d’assalto’.
I nostri nipoti che diranno ai loro figli, dell’atmosfera del Natale? Probabilmente nulla, perché nel frattempo la Corte
Europea per l’Uguaglianza e per i diritti umani, ci avrà fatto cancellare la capannuccia anche dalla mente oltre che dai
luoghi pubblici. Così come ci ha intimato di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche. Questa Europa è nata male,
pensando solo alla forza della sua moneta rispetto al dollaro, ma si è sviluppata peggio. E se nella sua Carta Costituzionale
si è voluto negare la radice cristiana delle sue origini, la mia Capannuccia è destinata a svanire , secondo i soloni
d’Europa, non tanto dalla mia mente, quanto dal mio ‘nous’, quell’anima che pur se laica – secondo la visione della Grecia
Attica – teneva in gran conto la fede.
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L’ultimo saggio di Christopher Calwell, un inglese non sospetto di papismi o di eccessiva religiosità, sostiene con
drammatica ironia anglosassone, che ‘l’Europa è diventata multietnica in un momento di distrazione’. E definisce tutto
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questo ‘un esperimento pericoloso’. Sarà davvero così? Non lo so, ma un mio amico Imam, colto e ritengo intelligente a
suo modo, tre giorni fa mi diceva: non puoi capire, il vostro Natale ci offende come fedeli. Non come uomini. Che avrà
voluto dire?
Comunque, buon Natale a tutti. Anche a quelli che non si vedono mai, che non hanno
nostalgia della capannuccia e probabilmente sono più propensi a festeggiare in solitario qualche
campionato di calcio in tempo d’Avvento.
UN PROGETTO IN ARGENTINA
E poiché siamo a Natale, come ormai si deve aver capito dal mio scritto, vorrei proporre alla
vostra attenzione il progetto di sviluppo per una fattoria sociale con annessa scuola agricola
per togliere dalla strada e dalla galera i minorenni.
Gli enti promotori dell’iniziativa ‘Casa Jose Rafael Torello’, sono:
O.S.A. Operatori Sanitari Associati Onlus. Roma
Chiesa cattolica argentina - Archidiocesi di Buenos Aires
Vicariato della Pastorale per le città
I partners esterni sono:
EURISPES, ROMA
EURISPES ARGENTINA- BAIRES
ROTARY INTERNATIONAL – Rotary Club Roma Cassia, Distretto 2080
Dottor Enrico Bardi, settore energia esperto esterno, Roma
Dottor Cecchi David, settore agricolo, esperto esterno, Roma
Prof Vanna Forconi, settore agricolo, esperto esterno, Roma
Gaetani d’Aragona Andreotto, settore agricolo, esperto esterno, Roma.
Obbiettivi Prefissi
Progettazione, organizzazione, avvio di una fattoria sociale-scuola agricola in un’area di 65 ettari. (un podere dimesso con immobili
annessi in stato di abbandono) situato nelle vicinanze della città di Mercedes (cento Km da Buenos Aires) nella quale ospitare cento
ragazzi di età compresa tra 16 e 25 anni coinvolti in attività illecite e criminali svolte nei quartieri periferici di Baires e già sottoposti a
primi interventi di recupero, con carattere di emergenza, organizzati in alcuni Centri Parrocchiali (Progetto Cottolengo Mercedes), con
la collaborazione dell’arcivescovado di Baires ( Card S. E.za .J. M. Bergoglio. S.j).
La realizzazione del progetto è resa possibile grazie all’iniziale donazione del terreno e delle strutture immobiliari di pertinenza, da
parte dell’arcivescovado di Mercedes.
Dati tecnici.
Importo dell’investimento:
USD 1.990.874,10; EURO 1.336.365,15
Finanziamento:
Tempi di realizzazione:
Obbiettivo finale:
Enti internazionali e nazionali, sponsor e benefattori
Tre anni (star up)
Autosufficienza e sostenibilità economico-produttiva ed energetica, recupero, inclusione
sociale, integrazione lavorativa dei giovani
Piano di prefattibilità, piano di fattibilità, piano agricolo, piano energetico, piano formativo
Podere di 75 ettari con immobili annessi, località Mercedes
135 persone di cui 100 giovani oggetto di attività di recupero
multifunzionalità in agricoltura, agricoltura sociale, fattorie sociali
Organizzazione di un modello di eccellenza replicabile ed applicabile ad altre realtà
territoriali con fenomeni di degrado sociale giovanile.
Strumenti:
Zona di intervento:
Occupazione:
Riferimenti teorico-scientifici:
Caratteristica specifica:
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Il mese comincia subito con un martedì e durante il quale terremo una
pomeridiana dedicata all’assemblea per la nomina del presidente per
l’anno 2011-2012 per la quale il presente bollettino costituisce a tutti gli
effetti convocazione.
1 dicembre
Conviviale diurna
Hotel Palace
ore 13,00
All’assemblea abbiamo abbinato anche la giornata
dell’olio, e non mancheranno le sorprese. Si parla di olio
nuovo, ovviamente, e non mancano amici rotariani che
ne producono di ottimo.
Il martedì 8 si festeggia l’Immacolata Concezione, festa nazionale,
e quindi non ci vedremo.
Torniamo a incontrarci il giorno 15 per la Serata degli
Auguri. Per questa ricorrenza, come dicevano gli
annunciatori di una volta, ‘suonerà una scelta
orchestra’ che non mancherà di stupire e
meravigliare anche i più scettici fra voi. Potrei farvi
delle anticipazioni, ma che dire? Vediamo: posso dirvi che a Firenze e in altre città
miete notevoli successi per bravura e simpatia ed è composta – questo è il punto - da
tre avvocati ‘di grido’, un notaio e un cancelliere di tribunale. Dura lex sed lex .
Inutile dire che a questa serata, che sarà davvero molto ‘creativa’, sono invitati i nostri
nipoti e i familiari tutti. Vediamo se per una sera riusciremo a incontrare anche chi non
si vede mai. Vorrei ricordarvi che il Natale è la festa della famiglia, e noi, come famiglia
abbiamo la nostra e subito dopo il Rotary, che è nato nei lontani Usa, proprio per
questo. Per formare una famiglia composta dai ‘migliori’.
E qui va detto – anche se so che divento ripetitivo e noioso – che la mia esperienza nei
club americani mi ha colpito in modo particolare: le riunioni sono quasi sempre due in
un mese, difficilmente si cena, si preferisce il caminetto, e le chiacchierate sono rare.
Ma si parla di problemi della città con grande attenzione, e ne esce sempre fuori
qualcosa di fattivo. E andare al club è comunque sempre il fattore primario. Un
piacevole impegno.
Vi aspetto tutti con le vostre famiglie. Aspetto anche i soci del Rotaract.
Il mese finisce il 29 con un caminetto, per rimettersi dai vari cenoni delle festività.
8 dicembre
15 dicembre
Conviviale serale
Hotel Palace
ore 20,30
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29 dicembre
Caminetto
Hotel Palace
ore 19.00
E ora sentiamo cosa ha da raccontarci il nostro Gianni Limberti che sta già appuntando matita e fantasia per
infilare a dritto nell’annata dedicata a Matteo Ricci, gesuita, sinologo, ma soprattutto il creatore, per gli
imperatori Min’g, dell’osservatorio astronomico di Pechino, distrutto anni fa dalla furia iconoclasta delle
Guardie Rosse e ricostruito ai tempi di Deng Xiao Ping, che in cinese significa bottiglietta. Ma per carità, giù le
mani dalla Cina, è materia limbertiana.
Umberto Cecchi
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Fatterelli e riflessioni di Gianni Limberti
Come da lunga e meritoria tradizione, raccolte e frante le olive i rotariani produttori ci
fanno gustare il loro olio. Inutile dire che ognuno fa quello più bono di tutti, ma è verità
che la conviviale dell'olio novo è una grande gioia per i nostri palati. Perché l'olio è un
gran tesoro, come ci ricorda il proverbio
Non c'è cosa alla quale l'olio faccia male
e non c'è cosa alla quale l'olio non faccia bene.
E m'è venuto in mente che a Prato c'è la MADONNA DELL'ULIVO.
Sapendo che è una località ho chiesto a qualcuno dove si trova. Non lo so, ma stasera ti telefono.
In fondo a via Zarini ? Tre o quattro tassisti in attesa in Piazza Duomo : codesta 'un l'ho mai sentita.
Una fonte sicura è don Bini della “Ronciniona”: Si chiama così una statua in Duomo, che è lì da metà ottocento, in
prestito dal Comune. Prima era nella località che proprio da quella statua prende il nome, all'incrocio fra via
Ferrucci e via Santa Gonda.
Mette curiosità, merita di saperne di più. Ed ecco cosa ne è venuto fuori.
Dopo la peste del 1348 e la vendita a Firenze dei diritti dinastici angioini sulla nostra città, Prato conobbe un lungo
periodo di (come si direbbe oggi) recessione. Bisognerà aspettare la seconda metà del 1600 per vedere una
ripresa industriale e una crescita demografica. Ma pur in questa situazione il Quattrocento fu per Prato un
periodo di grande rigoglio artistico. Fulcro di
questa straordinaria stagione, la nostra
Cattedrale con la sua preziosa reliquia che
attirava pellegrini, commerci e ricchezze. Il
pulpito di Donatello e Michelozzo (1430-38), gli
affreschi di Paolo Uccello nella cappella
dell'Assunta (1435), lo straordinario e
rivoluzionario ciclo delle storie di Santo Stefano e
San Giovanni Battista di Filippo e Filippino Lippi
(1452-65) e altri capolavori fecero di Prato uno
dei centri più vivaci ed avanzati del
Rinascimento.
Nel braccio destro del transetto del Duomo incontriamo il tabernacolo della Madonna dell'Olivo, opera del 1480
dei fratelli Giuliano, Giovanni e Benedetto da Maiano, che incornicia la dolcissima Madonna col Bambino. La
morbida e raffinata scultura modellata nei caldi colori della terracotta dal più noto dei fratelli, Benedetto, poggia
su un rilievo in marmo bianco (Pietà) realizzato dalla stesso autore. G. Marchini in Il Duomo di Prato (1957) : La
Madonna forma col Bambino un'unica massa di stretto valore piramidale, turgida nelle forme e d'una spiritualità
raccolta, come compressa nei suoi valori umani.
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Dato il nome con il quale è conosciuta, il visitatore è portato a osservare con più attenzione per vedere se la
Madonna o il Bambino abbiano un ramoscello d'ulivo. Le fonti ci dicono che questa scultura era situata in un
tabernacolo posto all'incrocio tra l'attuale via Ferrucci e via Santa Gonda. Il nome del tabernacolo fu
evidentemente dettato dalla presenza di una grande pianta di ulivo davanti alla costruzione, testimoniata anche
dalla cinquecentesca mappa C° 466 delle Piante dei Popoli e Strade dei Capitani di Parte Guelfa in cui risulta il
disegno dell'albero.
Ne abbiamo conferma in un opuscolo del Baldanzi dedicato a “La Madonna dell'ulivo” (1838) : Questa cappelletta
celebrata dal Vasari fu intitolata alla Madonna dell'Ulivo dagli stessi autori suoi, come si legge nel fregio che gira
dentro la nicchia; prendendone motivo dalla pianta di tal genere, che lì presso esisteva nell'epoca in cui seguivasi il
lavoro, e che tuttora vi si conserva qual pacifico simbolo del soggetto cui anche oggi essa dà il nome, divenuto
ormai comune alla contrada e alle persone che ivi dimorano
Scrive il Vasari nella “Vita” di Benedetto da Maiano : Avendo [Benedetto] compero un podere fuor di Prato, a
uscire dalla porta fiorentina per venire in verso Firenze, e non più lontano dalla terra che un mezzo miglio, fece in
sulla strada maestra una bellissima cappelletta [tabernacolo], ed in una nicchia una Nostra Donna con figliuolo in
collo, di terra, lavorata tanto bene che, così fatta, senza altro colore, è bella quanto se fusse di marmo.
Quando nel 1498 Benedetto da Maiano morì il podere, secondo le disposizioni testamentarie, passò alla
Compagnia del Bigallo. Se ne perdono poi le tracce fino a un documento del 1684 che ne attesta il possesso da
parte di un certo Cavalier Alessandro Falconetti. Alla morte di questi, l'eredità va alle Monache di San Vincenzo,
fra le quali era una sua sorella. Le religiose nel 1696 fecero costruire la cappella che si vede tutt'oggi per riparo al
tabernacolo ed alla scultura. Con le soppressioni di Leopoldo di Lorena i beni del Monastero vengono confiscati,
per essere poi restituiti nel 1815. Nel 1867 a maggior tutela di questa capolavoro viene deciso il trasferimento in
Cattedrale di tutto il tabernacolo con la sua splendida Madonna. La cappellina costruita dalle monache infatti non
era più un riparo sicuro : gli angioletti portacandele, sempre opera di Benedetto, che il Vasari aveva visto e
descritto – dice il Baldanzi – da tempo sconosciuto ne furono tolti; o sivvero a cagione di intemperie, specialmente
se erano di terra, restarono guasti e distrutti; giacché sembra che tutta l'opera [prima della costruzione della
cappellina] fosse esposta alla vista dei passeggeri di fronte e dai lati, e solo coperta nella parte superiore da una
tettoia.
Conclude il Baldanzi : [Guardiamo] la villetta suburbana dei Maiani ... come una memoria di famiglia illustre per
eccellenza di ingegni. Qui forse negli autunnali diporti si ragionavano tra i fratelli le opere da eseguirsi nella
fabbrica di Santa Maria del Fiore, che Giuliano era chiamato a dirigere dopo la morte del Brunelleschi; qui creavasi
nelle loro menti il concetto dei palagi e degli archi di cui Roma e Napoli si fregiarono per essi. Merita adunque che i
cittadini e i viaggiatori passando vi fermino la loro attenzione.
Rendendo anche un po' meno noiosa, aggiungo io, l'attesa che diventi
verde il semaforo che regola il traffico a quell'incrocio.
Le notizie sono tratte da :
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C. F. Baldanzi La Madonna dell'Ulivo (1838) in Calendario Pratese del 1851
Giuseppe Marchini Il Duomo di Prato (Cassa di Risparmio di Prato, 1957)
Guida TCI Prato e provincia (2004)
Veronica Bartoletti “I nostri tabernacoli. Prato e la Vergine” (2008)
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delle organizzazioni non-governative e delle istituzioni impegnate nel miglioramento della qualità della vita, notizie che non si
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movimento globale per una cultura di pace” ed è iscritta alla World Association of Non Governmental Organizations.
L’Associazione è iscritta nel R.O.C. e nel Registro della Regione Lazio delle Associazioni di Promozione Sociale.
Eccone due di buone notizie dall’ultimo numero:
Pace e sicurezza
Il Vertice di Cartagena
29 novembre - 4 dicembre
per
un
mondo
senza
mine,
Il Vertice di Cartagena per un mondo libero dalle mine è un evento cruciale, in occasione
del quale gli Stati e la comunità che hanno messo al bando le mine prenderanno in
considerazione lo stato del Trattato per la Messa al Bando delle Mine e prepareranno le
prossime tappe al fine di creare un mondo senza mine. Si prevede che prenderanno parte al summit oltre 1.000
partecipanti provenienti da tutto il mondo, compresi ministri e capi di Stato. Un programma ricco di eventi
contribuirà a far luce sul problema. È prevista la partecipazione di attivisti dell’ICBL, esperti di sminamento e
sopravvissuti provenienti da circa 50 Paesi che parleranno della situazione delle mine presenti nelle varie regioni
geografiche del mondo, di operazioni di sminamento, assistenza alle vittime, educazione al rischio delle mine, e
racconteranno le storie dei sopravvissuti. Sarà presente anche Jody Williams, Premio Nobel per la pace nel 1997.
(Sito web: http://www.icbl.org/index.php )
Salute
Interventi salvavita da parte di Cinesi – anche grazie alla Svizzera
Riconoscimento della formazione svizzera di squadre di soccorso cinesi
Da sette anni esperti svizzeri sostengono la Cina nel costituire squadre di soccorritori che
intervengono soprattutto in caso di terremoti. Esperti delle squadre USAR (Urban Search e
Rescue Team; ricerca urbana e salvataggio) dell’Aiuto umanitario svizzero hanno
fortemente contribuito a fare in modo che la Cina disponga ora del maggior numero di squadre USAR al mondo. Di
recente, uno di questi esperti svizzeri è stato insignito di un’importante onorificenza dello Stato cinese.
Oltre il 50 per cento delle vittime di terremoti nel mondo sono cinesi, eppure fino a un paio di anni fa la Cina non
disponeva ancora di squadre di soccorso ben formate, ben equipaggiate e ben coordinate. Oggi, con circa 30
squadre di soccorritori, la Cina ha più squadre USAR (Urban Search and Rescue) degli Stati Uniti ed è vicina a
conseguire il suo obiettivo di una squadra per provincia. I cani da catastrofe cinesi sono fra i meglio addestrati in
Asia e raggiungono standard svizzeri.
Good News Agency è un servizio di puro volontariato dell’Associazione Culturale dei Triangoli e della Buona Volontà
Mondiale, fondata nel 1979, ente morale con D.M. 24-5-1999 pubblicato sulla G.U. n. 135 dell’11-6-1999.
L’Associazione opera per lo sviluppo delle coscienze e promuove una cultura della pace nella prospettiva del ‘villaggio
globale’ basato sull’unità nella diversità e sulla condivisione.
L’Associazione ha sede in Roma, via Antagora 10
email [email protected].
E’ possibile a tutti accedere gratuitamente a questo servizio.
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Conviviale del 3 novembre
“Cena Invernina con l’intervento del gruppo OCTAVA RIMA”
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Conviviale del 24 novembre
“Ospite il dr. Francesco Giambrone, soprintendente del Teatro Comunale- Fondazione Maggio Fiorentino”
ROTARY INTERNATIONAL
Festeggiano il compleanno
Silvio Cerimele
4 Dicembre
Giampiero Livi
31 Dicembre
..tanti auguri a tutti!
SEDE MONDIALE: ONE ROTARY CENTER
1560 SHERMAN AVENUE
EVANSTON, Illinois 60201 USA
Presidente Internazionale: John Kenny
(Rotary Club Grangemouth, Central, Scozia)
Ufficio Europa-Africa: Rotary International
Vitikonerstrasse 15 – CH 8032 ZURIGO
www.rotary.org
Annata Rotariana 2009-2010 (53° anno)
Distretto 2070
Governatore: Mario Baraldi
Assistente del Governatore: Nello Mari
per i Rotary Club area Toscana 1:
Prato – Prato “Filippo Lippi” – Empoli
Fucecchio S.Croce sull’Arno, Pistoia
Montecatini, Pistoia Montecatini “Marino
Marini”, San Miniato.
Segreteria 2009 2010 Distretto 2070
Via Michelangelo Buonarroti,7
41100 Modena
Tel. 059 2929981 – fax 059 2923184
Email: [email protected]
web: www.rotary2070.org
ROTARY CLUB PRATO
c/o Hotel Palace, Via Pier della Francesca, 71
– 59100 Prato
Segreteria: tel.338 7996603
fax 0574 581597
E-mail: [email protected]
[email protected]
Home page: http://www.rotaryprato.it
RIUNIONI CONVIVIALI:
HOTEL PALACE – PRATO
Via Pier della Francesca 71
Il 1° e 3° martedì di ogni mese
alle ore 13.00
Il 2° e 4° martedì alle ore 20,15
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dicembre 2 0 0 9 - Rotary Club Prato