Assessorati Politiche Educative e Ambiente
Le Aule Ambientali
Dieci anni di avventure
Settembre 1997 - Settembre 2007
SOMMARIO
PRESENTAZIONI
Elena Iacucci Assessore alle Politiche Educative
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Beatrice Grasselli Assessore all’Ambiente
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COSA SONO LE AULE, COSA FANNO E COME FUNZIONANO?
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ADA - AULA DIDATTICA AMBIENTALE
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PERCORSI DIDATTICI CON LE CLASSI
Giocare con la natura
Gli abitanti del giardino scolastico
Le trasformazioni della natura
Alberi in città
Alla scoperta del bosco
Erbe e fiori del prato
Il fiume Reno
Il territorio racconta
La lettura del paesaggio
Esercitazioni di ecologia
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AV - AULA VERDE
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PERCORSI DIDATTICI CON LE CLASSI
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Gli ecosistemi acquatici: il torrente, il fiume, il mare
Le basi dell’ecologia
Il gioco del sole
La biodiversità
Biodiversità e risorse del mare
C’era una volta un prato
Una rana racconta lo stagno…
Da un fiore all’altro, il mondo delle api
Per fare un albero ci vuole un seme
Costruiamo con poco
Fra rusco e brusco: i rifiuti
I PROGETTI SCUOLA-TERRITORIO
Soluzione rifiuti
Il mio giardino scolastico
A piedi in bici con le amiche con gli amici
Casalecchio in 3D
Cambieresti
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Il legame tra il Comune di Casalecchio di Reno e le scuole del territorio, in merito all’educazione
ambientale è ormai di lunga data. Nasce agli inizi degli anni ’90 con il progetto fra i due assessorati scuola e ambiente. “Effetto Ambiente” è stato senza dubbio uno dei primi, ed è proseguito
come tale, interventi educativo/didattici che ha avuto un posto nel sistema educativo Scuola /territorio, rivolgendosi ad alunni e docenti, ma anche alle famiglie e alla comunità locale.
Questo testo è un’ulteriore occasione per verificare e cogliere il significato dell’educazione
ambientale come ambito formativo, sia di percorsi e apprendimenti cognitivi, sia di atteggiamenti
e stili di vita che questo approccio disciplinare propone.
Nella storia scolastica dei ragazzi di Casalecchio, le aule didattiche ambientali hanno lasciato
un’impronta, che spero abbia accompagnato gli studenti nel loro percorso scolastico e in quello
della loro vita.
Solo chi ha conoscenza, sensibilità, può percepire come tutelare l’ambiente significhi migliorare le
condizioni di vita di tutti a partire da noi stessi.
Per questo il Comune di Casalecchio di Reno, investe le sue risorse, finanziarie e organizzative per
creare le migliori condizioni del “fare scuola” e del sostenere/tutelare l’ambiente attraverso interventi diversificati, molti dei quali caratterizzati da una metodologia di coinvolgimento, condivisione,
partecipazione, convinti di “contare” sui cittadini di domani.
Elena Iacucci
Assessore alle Politiche Educative
1
‘L’uomo deve evolvere verso uno stadio di mutualismo nelle sue relazioni con la natura.
Se l’uomo non impara a vivere mutualisticamente con la natura, allora – proprio come un parassita
‘malaccorto’ o ‘inadatto’ – sfrutterà il suo ospite fino a distruggere se stesso’
Eugene Odum (1913- 2002)
Ecologo statunitense, padre dell’ecologia degli ecosistemi
L’educazione ambientale rappresenta uno straordinario percorso di formazione nei confronti della
“complessità”. Consente di poter osservare il mondo che ci circonda con una consapevolezza
curiosa e attenta che ci fa sentire responsabilmente parte di un insieme armonico.
Educare all’ambiente significa anche offrire gli strumenti per riconoscere e apprezzare il valore
della biodiversità, nonché per comprendere l’importanza della “differenza” espressa nelle sue
varie forme.
Il lavoro svolto in questi 10 anni dalle aule didattiche ambientali di Casalecchio di Reno – come si
evince da questa pubblicazione – ha gettato molti semi importanti in questa direzione.
Tanti sono i temi trattati, dall’analisi degli ecosistemi, ai giardini scolastici, allo studio della fauna
minore, che hanno consentito a una generazione di alunni di osservare il loro territorio e trarre da
esso spunti di riflessione.
Il bilancio positivo di questo decennio di attività è dunque oggi un invito ad andare avanti, con l’auspicio di allargare sempre più i temi dell’educazione ambientale anche ad altri ambiti di stretta
attualità come la riduzione dell’impronta ecologica, il risparmio delle risorse, la riflessione sugli
stili di vita.
Durante i numerosi incontri su temi di carattere ambientale che si sono tenuti con i cittadini in questi miei primi tre anni di mandato amministrativo, immancabilmente, ogni volta, veniva posta da
qualcuno dei presenti la necessità di educare i bambini all’ambiente e l’urgenza di avviare iniziative in collaborazione con la scuola.
“È da lì che si inizia! I bambini sono il futuro!”, tanto per citare alcune delle frasi maggiormente
ricorrenti. Sulle quali peraltro non posso che essere d’accordo, a patto però che anche gli adulti
facciano la loro parte. Se vogliamo lasciare in eredità alle generazioni future un mondo che ancora possa essere vivibile bisogna che ogni generazione si assuma le sue responsabilità: se i bambini saranno critici nei confronti delle nostre abitudini consolidate e se avranno qualcosa da ‘insegnarci’ bisognerà anche avere orecchie sensibili per saperli ascoltare e agire poi con la coerenza
necessaria per non deluderli.
Un impegno di tutti e per il bene di tutti – in una prospettiva armonica e mutualistica – che ritengo
oggi assolutamente necessario per il nostro e il loro benessere futuro.
Beatrice Grasselli
Assessore all’Ambiente
2
Cosa sono le aule, cosa fanno e come funzionano?
Patrizia Guerra, responsabile del Servizio Pedagogico
Capita spesso che l’insegnante appena trasferita chieda informazioni o che il genitore
sia curioso di capire che tipo di esperienza abbia entusiasmato il proprio figlio,
quindi, nel tempo, la domanda “che cosa sono le Aule?” si è ripetuta e ha meritato
risposte diverse, che pur mantenendo gli stessi presupposti e obiettivi hanno descritto
una diversa qualità e quantità degli interventi realizzati.
Questo opuscolo vuole presentare le Aule raccontandole attraverso alcune delle proposte di lavoro
realizzate in dieci anni di esperienze; dieci anni di attività che raccontano l’impegno di tante persone, insegnanti, operatori e studenti e inoltre vogliono rilanciare idee, passioni, suggestioni utili a
percorrere altrettanto cammino.
In premessa a questo piccolo manuale ci piace mettere in evidenza alcune motivazioni che hanno
sostenuto la nascita dell’educazione ambientale nel mondo, in Europa e nel nostro Paese e nel
contempo rappresentano e danno significato alla pratica di lavoro che vogliamo illustrare. Lo facciamo ricordando studi accreditati e riassumendo alcuni punti chiave, alcune pietre miliari che fondano e sostanziano tutto il lavoro svolto su questo versante.
Ci domandiamo innanzitutto cosa si intende con la parola ambiente.
Di ambiente sono state date diverse definizioni, in genere è l’aspetto naturale quello maggiormente considerato in quanto è proprio nelle aree naturali che spesso gli interventi dell’uomo creano i
danni maggiori e quindi si scatenano reazioni di sensibilità e di solidarietà proprio quando i danni
sembrano più gravi o irreversibili.
Ma Ambiente è un concetto globale, che ha una forte valenza pedagogica e politica perché richiede
una scelta ordinata e organicamente programmata di interventi. La parola ambiente richiama il
nostro modo di vivere, di abitare, di operare socialmente; richiama a presupposti culturali precisi che
sono l’idea di fondo del nostro vivere quotidiano e non semplici filoni di interesse o di attenzione.
Per questo le implicazioni culturali tra ambiente e educazione sono oltremodo significative e ci
portano all’esplorazione di altre domande.
Perché l’ambiente?
Perché l’ambiente permette, per il suo carattere globale, una molteplicità di letture
e da spazio alla cooperazione di altrettante discipline scientifiche nel lavoro
di osservazione e di ricerca al quale si offre.
Perché l’ambiente, attraverso lo svelarsi dei livelli della sua complessità, l’essere sistema con elementi interdipendenti tra loro e contemporaneamente l’essere sistema in relazione con altri sistemi, si presta ad un percorso di conoscenza tutto originale e da condurre su diversi piani dell’esperienza, sia sotto il profilo scientifico, sia sotto il profilo pedagogico – didattico.
4
Perché l’ambito educativo?
Perché l’educazione ambientale ha una duplice valenza educativa.
Essa può rappresentare una specifica disciplina del curricolo, pensiamo all’insegnamento delle
scienze, della geografia, alla lettura del paesaggio e alla conoscenza del territorio, che possono
offrire innumerevoli spunti logici, matematici, artistici, letterari…
Dotato di una finalità prettamente cognitiva l’ambiente può essere “banca delle conoscenze” come
ci insegna Franco Frabboni che descrive come l’esperienza nell’ambiente ci educhi all’osservazione, all’attenzione critica, alla codifica in rappresentazioni mentali complete e ordinate dei diversi
elementi e come ci possa stimolare alla riflessione dei problemi che vi sottendono, proponendosi
come “sillabario”1 o libro di lettura quindi come un testo vivente e interagente con l’esperienza
emotiva, sociale e culturale dell’allievo. In tal modo è possibile centrare, nell’ambito dell’offerta
educativa, l’interesse per le scienze della natura come quello per le scienze dell’uomo, dalla storia all’antropologia e costruire un collegamento di senso con le esperienze della vita familiare e
sociale di ogni ragazza e di ogni ragazzo.
Inoltre l’ambiente è anche una disciplina trasversale a tutti i saperi scolastici.
La valenza interdisciplinare dell’educazione ambientale è forte e si concretizza nella possibilità di
affrontare i temi dell’ambiente dalle più diverse angolazioni del curricolo.
L’ambiente, per il suo carattere globale, permette una molteplicità di letture e da spazio alla cooperazione di altrettante discipline scientifiche nel lavoro di osservazione e di ricerca al quale si offre.
Le pratiche educative e didattiche, mirate alla sperimentazione dell’ambiente di vita, alla sua rielaborazione in termini espressivi e cognitivi, se sono dotate di strumenti di analisi per la definizione
degli obiettivi da raggiungere e si avvalgono della valutazione dei processi personali e di quelli compiuti insieme dal gruppo, rappresentano una garanzia di successo dei percorsi formativi.
Riprendiamo dal Manuale di didattica per l’asilo nido di B.Q. Borghi, L. Guerra, la mappa che riassume le attività e i saperi connessi alle fasce evolutive per descrivere sinteticamente il valore formativo dell’educazione ambientale.
1 Franco Frabboni, (a cura di) “Ambiente e educazione” Gius. Laterza e figli, Roma Bari, 1990, pag. 34
5
AREE/
CAMPI
FORMATIVI
Corpo
ASILO NIDO
La percezione
e il movimento
Comunicazione
Il gesto,
l’immagine,
la parola
Logica
I problemi,
le prove,
le soluzioni
Ambiente
Educazione
etico-sociale
e affettiva
SCUOLA
MATERNA
Il corpo e il
movimento.
Messaggi,
forme e media
Educazione motoria
Educazione all’immagine
Educazione al suono e
alla musica
I discorsi
e le parole.
Messaggi,
forme e media
Lingua italiana
lingua straniera
Educazione all’immagine
Educazione al suono
Lo spazio,
l’ordine,
la misura.
Le cose, il tempo
e la natura
La società
e la natura
Il sé e l’altro
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SCUOLA
ELEMENTARE
Matematica
Scienze
Le cose, il tempo
e la natura
Lo spazio,
l’ordine,
la misura.
Scienze
Storia
Geografia
Studi Sociali
Il sé e l’altro
Studi Sociali
Come fare educazione ambientale?
Educare alla complessità!
Per conoscere l’ambiente è necessario che l’uomo riesca a riappropriarsi
della consapevolezza che il mondo è tutto attaccato
(citiamo la frase di una bambina, che da il titolo all’omonimo libro
di Legambiente), cioè che l’ambiente è un sistema complesso.
L’ambiente, attraverso lo svelarsi dei livelli della sua complessità, l’essere sistema con elementi
interdipendenti tra loro e contemporaneamente l’essere sistema in relazione con altri sistemi, si
presta ad un percorso di conoscenza tutto originale e da condurre su diversi piani dell’esperienza,
sia sotto il profilo scientifico, sia sotto il profilo pedagogico–didattico.
La scoperta della sua complessità ci porta lontano dal nozionismo scolastico perché si fonda sulla
sperimentazione di attività innovative, strutturate e sistemiche, in grado di cogliere dell’ambiente i
diversi livelli della conoscenza.
Ecco allora le piste di lavoro identificate con chiarezza nel testo citato di Vittorio Cogliati Dezza, (a
cura di) “Un mondo tutto attaccato”.
Fare “attività sull’ambiente”, cioè fornire i ragazzi di conoscenze, sapendo che a tale finalità si può
rispondere anche leggendo semplicemente un libro e quindi ponendo attenzione alla strategia
didattica da utilizzare.
Fare attività “nell’ambiente”, cioè dare spazio all’esperienza, al contatto diretto, all’uscita sul
campo. Qui gli apprendimenti cognitivi sono una parte della opportunità formativa e l’approccio
interdisciplinare diviene possibile.
Fare attività “per l’ambiente” cioè dare centralità ai comportamenti e di conseguenza ai valori,
avvicinandosi alle problematiche ambientali in modo globale e quindi con una metodologia di insegnamento interdisciplinare.2
Ed ecco la breve descrizione delle Aule Ambientali, che sono rivolte a insegnanti e alunni delle
scuole del territorio, dal Nido d’Infanzia alla Scuola secondaria di primo grado.
Esse sono coordinate dal CDP - Centro Documentazione Pedagogico, che ne garantisce la qualità
pedagogica, l’accesso e il funzionamento.
Qui racconteremo le attività e le funzioni delle due Aule ambientali soffermandoci soprattutto sui
percorsi didattici. Gli stimoli che un territorio come quello di Casalecchio è in grado di offrire sono
molteplici e innumerevoli sono le tracce di ricerca che possono essere individuate e seguite.
Le proposte che sono presentate di seguito non vogliono essere una serie preconfezionata di informazioni e attività ma solo degli spunti capaci di attivare percorsi di scoperta da costruire di volta in
volta a partire dalle potenzialità del territorio, dalle esigenze e dalle curiosità dei bambini e degli
insegnanti, dalle sollecitazioni, impreviste e imprevedibili, che l’attività sul campo è sempre capace di regalare.
2. Vittorio Cogliati Dezza, (a cura di) “Un mondo tutto attaccato. Guida all’educazione ambientale”, Franco Angeli,
Milano, 1993, pag. 37
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8
ADA - Aula Didattica Ambientale
A cura della Fondazione Villa Ghigi
Orario di apertura: su appuntamento
Nuova sede: Via Dante 10, presso la Scuola dell’Infanzia Don Milani
Tel. 051/6133916 – Cell. 3336778133 – E-mail [email protected]
Formazione e consulenza
L’aula organizza e gestisce corsi di formazione per insegnanti e fornisce consulenza a tutti i docenti delle scuole del territorio che intendono predisporre unità didattiche, progetti, programmi
annuali e pluriennali su tematiche relative all’ambiente.
Negli ultimi anni l’attività di consulenza e formazione agli insegnanti si è sviluppata anche nell’ambito di progetti scuola-territorio sperimentando, in particolare nell’ambito della proposta “giardini
scolastici”, percorsi partecipativi che hanno coinvolto alcune scuole (ragazzi, docenti, genitori) in
una serie di impegnativi interventi di arricchimento e riqualificazione dei loro spazi verdi.
Esperienze di laboratorio
Sono svolte a supporto dell’attività in campo con l’ausilio di materiali didattici e strumentazioni
specifiche.
Consultazione e prestito materiali
Sono disponibili numerosi testi, manuali, riviste, articoli, cd-rom, utili per approfondire le tematiche relative all’educazione ambientale e alla conoscenza del territorio locale e strumentazioni specifiche: lenti, stereomicroscopio, telecamera con visore, cartografia tecnica e storica, vasca a sabbia, schede di osservazione, guide per l’identificazione.
Pubblicazioni
Per chi volesse saperne di più sulla metodologia di lavoro e le proposte dell’aula didattica sono a
disposizione (presso l’aula e presso la sede del Centro di Documentazione Pedagogico) quattro
pubblicazioni.
Il quaderno “Aula didattica ambientale” offre una serie di spunti per l’utilizzo didattico del territorio presentando attività e luoghi, utili per intraprendere un percorso di scoperta della natura e del
paesaggio di Casalecchio
L’opuscolo “La natura tra i banchi” presenta in dettaglio alcune delle più collaudate e coinvolgenti attività di laboratorio che l’aula didattica propone alle classi
Il quaderno “Il mio giardino scolastico” racconta il percorso di progettazione e realizzazione del
cortile scolastico di due scuole elementari del territorio, condotte attraverso l’utilizzo di una metodologia partecipata e l’intervento di numerosi genitori, nonni e volontari
Il CdRom “Le aule ambientali” raccoglie le diverse proposte offerte alle scuole dalle due aule
ambientali del comune: l’aula didattica ambientale e l’aula verde.
9
Percorsi didattici con le classi
Giocare con la natura
Destinatari
Sezioni di Scuola dell’Infanzia
Modalità
In genere è consigliabile lavorare con sezioni suddivise in due gruppi di lavoro,
2 uscite di circa un’ora precedute da una programmazione
Luoghi
Le uscite potranno svolgersi nel giardino scolastico
Il percorso si propone di coinvolgere i bambini più piccoli in attività di osservazione e scoperta del
mondo naturale attraverso giochi e semplici esperienze di esplorazione sensoriale. I giochi, che si
svolgeranno all’aperto traendo spunto dalle caratteristiche dell’ambiente, pongono problemi semplici, concreti e circoscritti che spingono i bambini a fare. Raccogliere le foglie secche, scoprirne
somiglianze e differenze, disporle in sequenze (dal piccolo al grande, dal verde al giallo, dal sottile al largo, ecc.), ritrovare gli alberi da cui provengono, esplorarli utilizzando il tatto, sono solo alcuni esempi delle tante possibili attività che aiuteranno i bambini ad aprire gli occhi, in maniera coinvolgente e divertente, sul mondo che li circonda.
Un’esperienza all’ADA: esplorazioni con il tatto
I bambini, in particolare i più piccoli, sono degli instancabili esploratori. La conoscenza per loro
passa attraverso il contatto diretto e la manipolazione delle cose e si costruisce grazie all’azione
investigativa dei sensi. Sotto questo aspetto il mondo naturale rappresenta una straordinaria
opportunità, offrendo un campo di indagine facilmente fruibile ed estremamente coinvolgente.
Per riuscire a esplorarlo con i bambini più piccoli si può ricorrere anche a situazioni di gioco particolarmente adatte a focalizzare e finalizzare le loro capacità esplorative.
Mezzi e strumenti: Oggetti naturali raccolti nel cortile o portati dai bambini, carta da pacchi
bianca, scatole e recipienti di varie misure, materiale di cancelleria, macchina fotografica.
Svolgimento dell’esperienza: Le attività proponibili sono svariate e spesso prendono il via da
esplorazioni e raccolte libere e da una successiva manipolazione e sistemazione dei tesori ritrovati; alcuni giochi possono prendere a riferimento i diversi sensi proponendone un utilizzo esclusivo.
E’ il caso delle attività legate al tatto che si svolgono senza l’utilizzo della vista e indagano le sensazioni legate al contatto con i diversi oggetti naturali. Eccone un esempio
In giardino
•
•
Ricerca individuale di un oggetto naturale particolarmente interessante in relazione alle sue
caratteristiche tattili.
Indicazione e socializzazione delle caratteristiche dei diversi oggetti raccolti.
In laboratorio
-
Sistemazione di tutti gli oggetti (sopra un banco o sul pavimento) al di sotto di un telo
pesante e opaco.
Ricerca individuale attraverso il tatto del proprio oggetto celato al di sotto del telo.
Una analoga attività può essere svolta anche con la scatola del tatto, un grande contenitore
di cartone dove vengono sistemati i diversi reperti raccolti. I bambini, infilando le mani nelle
apposite aperture, devono tastarne il contenuto e ritrovare il loro tesoro.
10
Gli abitanti del giardino scolastico
Destinatari
Modalità
Luoghi
Sezioni di Scuola dell’Infanzia e classi del primo ciclo di Scuola Primaria.
2 uscite di 2 ore precedute da un incontro di programmazione.
Le uscite potranno svolgersi nel giardino scolastico
Il percorso si propone di stimolare la curiosità dei bambini nei confronti della natura e di sviluppare la loro capacità di osservazione finalizzandola alla scoperta delle caratteristiche e delle abitudini di alcuni degli organismi che popolano il giardino scolastico.
L’attenzione si rivolgerà soprattutto verso le piante e gli animali che per dimensioni, facilità di reperimento in natura, presenza di aspetti particolari e curiosi nella struttura o nel comportamento, possano stimolare l’interesse e l’attenzione nei confronti di un mondo in grado di meravigliare e stupire.
Un’esperienza all’ADA: a caccia di animaletti
I tanti animaletti che dividono con noi gli spazi delle città possono essere una inesauribile fonte di
sorprese. Le loro vite, minuscole e nascoste, sono ricchissime di avvenimenti curiosi e straordinari e meritano di essere indagate con impegno e attenzione. Questo i bambini in genere lo avvertono e per loro la ricerca degli animaletti è sempre motivo di grande coinvolgimento ed entusiasmo.
L’attività proposta ha l’obiettivo di esplorare un giardino scolastico per scoprirne i tanti piccoli abitatori; attraverso l’esame del loro aspetto, dei comportamenti, del particolare luogo di vita, sarà
possibile individuare affinità e differenze e iniziare a cogliere gli adattamenti che legano ogni organismo al proprio ambiente.
Mezzi e strumenti: Insetti e altri animaletti (presumibilmente cimice, coccinella, forbicetta, formica, chiocciola, lumaca, lombrico, millepiedi, ragno, cavalletta, bruco, mosca, afide, onisco, farfalla,
sputacchina, ecc.), schede per l’osservazione, capsule Petri, lenti di ingrandimento, stereomicroscopio, telecamera con visore, macchina fotografica, schede e guide per il riconoscimento degli
animaletti.
In giardino
•
•
•
Ricerca e osservazione, suddivisi in coppie o piccoli gruppi di ricerca, degli animaletti presenti
in giardino, cercando di interferire il meno possibile nelle loro attività (guardarli negli occhi,
capire quello che stanno facendo, cercare le loro tracce, individuare i diversi ambienti di vita).
Socializzazione delle osservazioni fatte e dichiarazione del tipo di organismo che si intende
catturare
Cattura, per ogni gruppo di ricerca, di un unico esemplare della specie prescelta (o di altra se
questa non è più rinvenibile); l’organismo non dovrà essere danneggiato (fornire materiali e
consigli per una cattura indolore) e la raccolta verrà accompagnata dalla compilazione di una
apposita scheda da campo.
In laboratorio
•
•
•
•
•
Osservazione minuziosa (eventualmente anche con lenti) e descrizione/disegno dell’esemplare
catturato anche avvalendosi di una apposita scheda di osservazione.
Tentativo di identificazione mediante l’impiego di testi specifici.
Osservazione collettiva delle diverse specie animali catturate dalla classe, individuando tra
queste elementi di affinità o diversità utili all’interpretazione delle loro caratteristiche
biologiche ed ecologiche.
Visione collettiva dei reperti più interessanti utilizzando la telecamera con visore corredata
eventualmente dallo stereomicroscopio
Liberazione degli animali o, in alternativa, discussione sulle loro esigenze di vita in vista di
una loro temporanea sistemazione in un terrario.
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Le trasformazioni della natura
Destinatari
Modalità
Luoghi
Sezioni di Scuola dell’Infanzia e classi del primo ciclo di Scuola Primaria
2 uscite di 2 ore precedute da un incontro di programmazione.
Le uscite potranno svolgersi nel giardino scolastico
Un ambiente naturale non rimane mai uguale e ogni volta che lo si osserva offre novità e sorprese.
Questa proposta vuole proprio stimolare la conoscenza di piante e animali in relazione al trascorrere del tempo, per riuscire a cogliere alcune delle più evidenti trasformazioni che avvengono in
natura con il passare delle stagioni. L’osservazione periodica di alcune piante particolarmente
interessanti come l’ippocastano, gli alberi da frutto, il sambuco o il tarassaco e l’allevamento in
classe di bruchi o girini permetteranno di scoprire le affascinanti modalità con cui si sviluppa la vita
che ci circonda
Un’esperienza all’ADA: dal fiore al frutto
La natura si trasforma e la cosa più ovvia per registrarlo è tornare, a distanza di tempo, ad osservare uno stesso luogo o uno specifico organismo. È possibile però anche un’altra strada; dato che
i cicli biologici degli organismi non sono tutti perfettamente sincronizzati, possiamo trovare che
una specie o, nel caso di diverse piante, anche un singolo individuo, mostrino, in uno stesso
momento, fasi diverse di sviluppo, permettendo di ricostruire la storia della loro vita. È il caso della
coccinella, che in primavera è contemporaneamente presente come adulto, larva, pupa e uovo o,
più semplicemente, della margherita, del tarassaco, della borsa del pastore, della veronica, del
ranuncolo, del papavero e, per farla breve, della grande maggioranza delle piante che ci circondano. In tutti questi casi lo stimolo da cui partire è lo stesso: cosa era un fiore prima di schiudersi? Cosa diventerà dopo? È importante scoprire che la soluzione è sotto ai nostri occhi.
Mezzi e strumenti
Campioni di piante fiorite, carta da pacchi bianca, tavolette di legno con bande biadesive, materiale
di cancelleria, macchina fotografica.
Svolgimento dell’esperienza
In giardino
•
•
•
•
•
Ricerca in piccoli gruppi di campioni vegetali per adempiere alla consegna“racconta dall’inizio
alla fine la storia del fiore della margherita”.
Costruzione della sequenza sistemando sul foglio bianco i campioni trovati
Racconto della storia e successive discussioni; eventuali trasformazioni e integrazioni
della sequenza
Ricostruzione della sequenza condivisa sulla tavoletta di legno.
Eventuale ripetizione dell’attività a partire da una specie diversa (tarassaco, ranuncolo borsa
del pastore, veronica).
In laboratorio
•
•
•
Osservazione accurata dei reperti anche attraverso l’utilizzo della lente di ingrandimento
e descrizione della sequenza attraverso un disegno o la compilazione di una apposita scheda
Condivisione delle osservazioni mediante l’utilizzo della telecamera con visore
Evidenziazione, sempre attraverso l’ausilio della telecamera, delle fasi salienti della sequenza
riconducibili al ciclo biologico dell’organismo studiato
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Alberi in città
Destinatari Sezioni di Scuola dell’Infanzia e classi di Scuola Primaria e Secondaria
Modalità
2 uscite di 2-3 ore precedute da un incontro di programmazione.
Luoghi
Le uscite potranno svolgersi nel giardino scolastico o in altre aree verdi urbane
Gli alberi, nell’ambiente totalmente antropizzato delle nostre città, sicuramente rappresentano
una delle più evidenti e ubiquitarie testimonianze della realtà naturale. Sono presenti in ogni spazio verde, anche nel più disadorno cortile scolastico, ed è importante, soprattutto per i più giovani,
imparare a frequentarli per riuscire a conoscerli, riconoscerli e rispettarli. La proposta vuole valorizzare in chiave didattica la presenza degli alberi cittadini offrendo alle classi svariati stimoli e
strumenti per interagire con loro facendoli diventare l’oggetto di osservazioni, ricerche, attività
capaci di mettere in luce i molteplici aspetti (scientifici, produttivi, ludici, storici, sociali, artistici,
estetici) di questi componenti fondamentali dell’ecosistema urbano.
Un’esperienza all’ADA: classificare gli alberi
In genere anche gli spazi verdi meno fortunati hanno a disposizione alcuni alberi. Si tratta di presenze sempre molto importanti in quanto punto di riferimento per giochi ed esplorazioni, dispensatori di ombra e fonte di svariati materiali di indubbio fascino e interesse come foglie, rami, frutti e semi. Anche un’osservazione superficiale permette di coglierne le specificità e invita ad approfondire, attraverso l’utilizzo dei sensi, gli elementi di differenza tra le diverse specie. Sarà poi il trascorrere del tempo ad aumentare il fascino degli alberi dei nostri giardini, che con le loro trasformazioni sapranno raccontare il ciclo delle stagioni.
Mezzi e strumenti
Alberi di specie diversa (tra i più interessanti: ippocastano, aceri, frassini, vari alberi da frutto, un
sempreverde), un sacchetto di tela, nastri colorati, sacchetti di plastica per la raccolta di campioni, macchina fotografica, lenti di ingrandimento, stereomicroscopio, telecamera con visore, carta
da pacchi, pennarelli, cartoncino, plastica trasparente adesiva, schede o testi per l’identificazione.
In giardino
•
•
•
•
Suddivisione della classe in piccoli gruppi di tre o quattro bambini; affidamento ad ogni
gruppo di una foglia.
Osservazione e descrizione della foglia, ricerca dell’albero da cui proviene.
Ritrovamento e osservazione dell’albero di provenienza (forma, dimensioni, collocazione nel giardino,
corteccia, rami, eventuale presenza di gemme, fiori, frutti, organismi ospiti vegetali o animali)
Documentazione fotografica, disegno dal vero e raccolta di campioni.
In laboratorio
•
•
•
•
Osservazione minuziosa, anche mediante lenti, dei campioni trovati.
Visione collettiva dei reperti più interessanti utilizzando la telecamera con visore.
Sistemazione dei campioni e delle informazioni raccolte per iniziare a costruire una sorta di
carta di identità dell’albero osservato
Tentativo di identificazione della specie a partire dalle foglie e mediante l’impiego di apposite
chiavi e altri materiali specifici.
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Alberi in città. Un sito per conoscere e raccontare gli alberi
Nell’anno 2007/2008 è attivo il sito www.alberincittà.it realizzato nell’ambito dell’omonimo progetto promosso dal CDP e dalla Fondazione Villa Ghigi di Bologna e cofinanziato dalla Regione
Emilia Romagna nell’ambito del bando INFEA 2006 per i Centri di Educazione Ambientale. L’idea
del sito nasce dalla constatazione di come l’osservazione e lo studio degli alberi siano una attività già ampiamente sviluppata, in maniera più o meno approfondita, in numerose scuole dell’infanzia, primarie e anche secondarie del territorio. Proprio per questo è sembrato importante e
utile fare tesoro di questa esperienza per arrivare a elaborare uno strumento capace di sollecitare il lavoro sul campo, offrendo alle classi e alle scuole interessate una modalità comune con
cui indagare, documentare e raccontare la ricchezza, la varietà e la bellezza degli alberi.
Il sito, progettato con la collaborazione di numerosi insegnanti dei diversi ordini scolastici, è
organizzato attorno a una serie di proposte di attività supportate dalla possibilità di recuperare,
sempre attraverso il sito, materiali utili al loro svolgimento. Se, a titolo di esempio, si volesse
fare un censimento degli alberi presenti nel proprio giardino scolastico, nell’apposita sezione
sarà possibile recuperare la base cartografica utile, un programma per l’identificazione delle
specie, una scheda per censire i singoli esemplari, indicazioni su come misurarne l’altezza e una
serie di esempi resi disponibili da chi ha già svolto un simile lavoro. Oltre a questo, l’aspetto
sicuramente più stimolante, è offerto dalla possibilità di sviluppare le attività in maniera cooperativa confrontandosi, attraverso il sito e, magari, anche direttamente, con chi ha in corso una
analoga esperienza.
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Alla scoperta del bosco
Destinatari
Modalità
Luoghi
Sezioni di Scuola dell’Infanzia e classi di Scuola Primaria e Secondaria
2 uscite di 2-3 ore precedute da una programmazione
Le uscite potranno svolgersi presso le aree boscate dei Parchi della Chiusa e
dell’Eremo di Tizzano
Il percorso si propone di arrivare alla conoscenza dell’ambiente bosco attraverso la scoperta delle
sue principali caratteristiche e dei dinamismi che ne scandiscono il ciclo stagionale. Particolare
attenzione verrà dedicata all’osservazione della lettiera, all’analisi delle condizioni microclimatiche, alla distribuzione della vegetazione e al ciclo della sostanza organica.
Soprattutto si cercherà di individuare alcune delle relazioni e interdipendenze che legano tra loro
il clima, il terreno, le piante e gli animali del bosco per introdurre i ragazzi alla lettura sistemica di
un ambiente e al concetto di ecosistema.
Un’esperienza all’ADA: la vita nella lettiera
L’esplorazione e la conoscenza del bosco o della siepe non possono prescindere da un’indagine
attenta della lettiera, lo strato di sostanze prevalentemente vegetali (foglie, rami, frutti, semi,
cortecce ma anche escrementi e altro) che si accumulano ai piedi degli alberi. La lettiera costituisce un ecosistema fortemente caratterizzato ed estremamente ricco che, oltre a permettere
(soprattutto nei periodi autunnale e primaverile) la scoperta di numerosi piccoli organismi, consentirà di ragionare su processi, come decomposizione e ciclo della sostanza organica, fondamentali per la vita sulla Terra.
Mezzi e strumenti
Un campione di lettiera (alcuni litri di volume) raccolto in un bosco misto di caducifoglie nel
periodo autunnale o primaverile, carta da pacchi bianca, pennarelli, lenti di ingrandimento, stereomicroscopio, telecamera con visore, capsule Petri, schede per il riconoscimento degli organismi della lettiera, telaietti in vetro per diapositive, proiettore di diapositive.
In laboratorio
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Osservazione a coppie di un campione di lettiera per riuscire a individuare i diversi
“ingredienti” che la compongono e che potranno essere ordinati in base alle loro caratteristiche
e alla loro origine (foglie di querce, frutti di acero, escrementi di bruco, sassolini, ecc.).
Scoperta del processo di decomposizione attraverso la costruzione di cronostorie che ne
raccontino le diverse fasi (la storia della foglia secca o del ramo caduto), anche tramite la
sistemazione in sequenza di reperti e, principalmente per quanto riguarda le foglie, la
costruzione e proiezione di “diapositive naturali” (sottili reperti naturali inseriti in telaietti
vetrati per diapositive).
Approfondimenti relativi al processo di decomposizione: ricerca degli agenti, dei prodotti e
delle condizioni che ne favoriscono lo svolgimento.
Ricerca degli animali della lettiera: caratteristiche morfologiche e comportamentali, esigenze
e bisogni; osservazione con la lente, disegno, eventuale tentativo di classificazione utilizzando
apposite schede di identificazione.
Visione collettiva dei reperti più interessanti utilizzando la telecamera con visore corredata
eventualmente dallo stereomicroscopio.
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Erbe e fiori del prato
Destinatari
Modalità
Luoghi
Classi di Scuola Primaria e Secondaria di primo grado
2 uscite di 2 ore precedute da un incontro di programmazione.
Le uscite potranno svolgersi nel giardino scolastico o in una vicina area prativa.
L’osservazione minuziosa di un piccolo lembo di prato rappresenta l’occasione per aprire gli occhi
sul mondo affascinante e poco conosciuto delle erbe. Sarà possibile registrare il susseguirsi delle
diverse fioriture, seguire le trasformazioni dal fiore al frutto, scoprire adattamenti, relazioni e strategie di sopravvivenza; la grande ricchezza e diversità che caratterizzano le popolazioni di erbe presenti all’interno di un prato offrono inoltre numerosi spunti per introdurre i ragazzi a una prima
classificazione degli organismi e per comprendere l’importanza e la necessità della diversità biologica.
Un’esperienza all’ADA: fiori a confronto
A cominciare dai primi di marzo i prati dei giardini scolastici si arricchiscono delle fioriture di
numerose specie erbacee che risultano spesso sconosciute e che, soprattutto per questo, sono in
genere considerate poco meritevoli di attenzioni. Si tratta, al contrario, di organismi estremamente interessanti e il loro studio, sempre ricco di sorprese, rappresenta un forte stimolo ad affinare
le capacità di osservazione per cogliere le tante opportunità di scoperta (adattamenti, relazioni,
trasformazioni nel tempo, ecc.) che anche un piccolo lembo di prato è in grado di offrire.
Mezzi e strumenti: Campioni di piante fiorite (presumibilmente margherita, tarassaco, veronica,
lamio, borsa del pastore, cardamine, geranio, senecio, ginestrino, veccia, convolvolo, ranuncolo,
orzo, avena, ecc.). Potranno essere raccolti dai ragazzi direttamente nel giardino scolastico all’inizio dell’esperienza. Sarà utile poter contare su una decina di specie differenti ma, almeno in parte,
riconducibili alle stesse famiglie vegetali. Sacchetti, fogli di carta da pacchi, etichette, lenti di
ingrandimento, stereomicroscopio, telecamera con visore, macchina fotografica, schede e guide
per il riconoscimento delle erbe.
In giardino
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Osservazione suddivisi in piccoli gruppi delle specie erbacee fiorite presenti in giardino.
Prelievo dei campioni vegetali avendo cura di non raccogliere specie presenti con un ridotto
numero di individui; ogni gruppo potrà prelevare 1-2 campioni per ogni specie fiorita.
In laboratorio
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Osservazione minuziosa (anche tramite lenti) di un singolo campione vegetale scelto tra quelli
più interessanti (borsa del pastore, veronica, veccia) e sua descrizione tramite apposite schede
di osservazione.
Visione collettiva del campione esaminato attraverso la telecamera con visore, eventualmente
corredata dallo stereomicroscopio; socializzazione delle osservazioni effettuate
Esame delle diverse specie rinvenute, individuando tra queste elementi di affinità in grado di
rappresentare uno stimolo alla classificazione (si introduce il concetto di famiglia vegetale) e
all’interpretazione delle loro caratteristiche biologiche ed ecologiche.
Tentativo di identificazione mediante l’impiego di testi specifici.
Eventuale preparazione dei reperti vegetali per la realizzazione di un erbario.
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Il fiume Reno
Destinatari
Modalità
Luoghi
Classi del secondo ciclo di Scuola Primaria e classi di Scuola Secondaria.
2 uscite di 2-3 ore precedute da una programmazione.
Le uscite potranno svolgersi lungo vari tratti del fiume Reno e in particolare
presso la località Prato Piccolo o in prossimità di via Passo della Canonica
o del Parco Romainville
Lo studio dell’ambiente fiume risulta particolarmente ricco di stimoli e si presta ad essere affrontato sotto diversi punti di vista. All’aspetto ecologico che tende a cogliere, anche nel corso delle loro trasformazioni stagionali, i diversi elementi ambientali e a metterli tra loro in relazione, si può affiancare uno studio più geografico e morfologico. In quest’ultimo caso sarà interessante esplorare il fiume
in diversi tratti del suo corso in maniera tale da sottolineare il dinamismo di questo ambiente che
muta nel tempo e nello spazio e costituisce uno dei principali elementi modificatori del paesaggio
Un’esperienza all’ADA: la formazione del fiume e della sua valle
Lo studio di un fiume, soprattutto se si decide di esplorarne il corso raggiungendo punti diversi
della sua valle, consente di raccogliere numerose informazioni e stimoli relativi alle caratteristiche
ambientali, naturali e geografiche di un territorio che può essere anche molto vasto. Risulta in
genere piuttosto difficile avere una visione concreta e di insieme rispetto a fenomeni (la demolizione delle montagne, la nascita ed evoluzione della valle, lo sviluppo della pianura, ecc.) che per problemi di ordine spaziale e temporale (interessano superfici molto ampie e avvengono nell’arco di
migliaia di anni) sono difficili da cogliere nella loro interezza, nel loro divenire e nelle loro svariate
relazioni. L’esperienza proposta, la realizzazione di un modello dove osservare l’azione dell’acqua
corrente su terreni sciolti, costituisce una eccellente verifica, ma anche una avvincente presentazione per tutti quei percorsi conoscitivi (il fiume, la geomorfologia, il paesaggio, ecc.) che portano
i ragazzi a interrogarsi sulla genesi, le forme e le caratteristiche del territorio che li circonda.
Mezzi e strumenti
Vasca impermeabile con foro di scarico (misure 150x70x20 cm), blocchi di legno per modificarne la
pendenza, tubo di gomma per portare acqua alla vasca (nel caso non sia disponibile un rubinetto è
possibile utilizzare un innaffiatoio), circa 30 kg di sedimenti di varia granulometria (prevalenza di
sabbia fine, ma anche sabbia grossolana, ghiaia e qualche grossa pietra o mattone; è consigliabile non lavare il materiale così da apportare anche un certo contenuto di particelle argillose o limose), palette, cilindro graduato, orologio, carta, penna, macchina fotografica.
In laboratorio
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Proposta di realizzare un modello di fiume (come farlo e per scoprire cosa?) e presentazione dei materiali.
Sistemazione dei sedimenti a costituire una pendice inclinata in una metà della vasca.
Definizione del concetto di portata e misurazione di una portata efficiente (inizialmente circa
1 litro al minuto).
Ipotesi relative al comportamento dell’acqua lungo la pendice (viene assorbita, scivola,
compare sul fondo della vasca, scava, ecc.) e osservazione e registrazione, anche utilizzando
la macchina fotografica, delle azioni svolte dall’acqua corrente.
Analisi delle conseguenze dell’azione dell’acqua nel modello e raffronto con quanto si è visto,
o si conosce, in natura.
Interruzione del flusso dell’acqua (ad esempio dopo 15-20 minuti), per ragionare su quanto è
successo e su quello che potrà accadere variando uno dei fattori dell’esperienza (la pendenza,
la portata, la morfologia del pendio, il livello del mare), anche in relazione al possibile
intervento dell’uomo che imbriglia i fiumi, ne sbarra il corso e ne scava l’alveo
Eventuali disegni e fotografie.
Riavvio del flusso dell’acqua, verificando gli effetti della modifica effettuata.
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Il territorio racconta
Destinatari
Modalità
Luoghi
Classi del secondo ciclo di Scuola Primaria e classi di Scuola Secondaria
2 uscite di 2-3 ore precedute da una programmazione.
L’intero territorio con particolare attenzione alle aree di maggiore interesse storico come la Chiusa, l’omonimo parco, il canale di Reno, la collina sottostante
l’Eremo di Tizzano,
La proposta vuole offrire alle classi interessate una sorta di viaggio a ritroso nel tempo.
Attraverso le osservazioni fatte sul campo, la consultazione di vari documenti storici come catasti,
mappe, ed immagini e soprattutto, quando possibile, grazie al contributo diretto degli anziani, i
ragazzi saranno coinvolti nella ricerca e interpretazione di una serie di tracce (relitti di naturalità,
toponomastica, viabilità ed edifici di importanza storica, sistemazioni agricole tradizionali, insediamenti urbani più o meno recenti, grandi opere idrauliche come la Chiusa e il Canale di Reno) che
con la loro presenza, ci permettono di immaginare i passati assetti del territorio e ci raccontano le
trasformazioni che questo ha subito ad opera della secolare azione dell’uomo.
Un’esperienza all’ADA: catasti e mappe storiche raccontano il territorio che cambia
Il versante che da Ceretolo risale fino all’Eremo di Tizzano offre al visitatore svariati spunti per
ragionare sulle trasformazioni che hanno interessato la prima collina ai margini dell’abitato.
Partendo dal basso, prima si attraversano recentissime lottizzazioni residenziali per poi raggiungere un’ampia area incolta segnata da un impluvio boscato e da lembi di macchie arbustive punteggiati da alberi da frutto seminascosti dalla vitalba. Più in alto, attorno a una casa colonica di
recente ristrutturazione, si allargano le aree coltivate in cui appare ancora evidente il regolare
disegno dei campi sottolineato dalla viabilità e dalla presenza di piantate e filari di fruttiferi, permanenze di un assetto territoriale ormai quasi completamente perduto. Da questa suggestione
nasce un laboratorio storico che, attraverso l’analisi delle carte catastali, arriva a raccontare le
forme tipiche del paesaggio agrario bolognese di quasi duecento anni fa.
Mezzi e strumenti
CTR in scala 1:5000, Mappa (riportata alla scala 1:5000) e Brogliardo del Catasto Gregoriano del
Comune di Ceretolo, matite colorate e carta da lucido
In laboratorio
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Ritrovamento nella CTR dell’itinerario seguito risalendo verso Tizzano evidenziando con i
colori i principali punti di riferimento (l’Eremo di Tizzano, le case, le strade) e gli elementi
del paesaggio agrario osservati.
Delimitazione dell’area interessata all’indagine storica e sua riproduzione su carta da lucido
riportando i principali punti di riferimento e i punti cardinali.
Ricerca dell’area di studio nella mappa del Catasto Gregoriano del Comune di Ceretolo
aiutandosi con il lucido per individuare le parcelle catastali interessate alla ricerca.
Ricostruzione dell’antico paesaggio agricolo dell’area evidenziando le diverse parcelle
catastali con differenti colori in base alle informazioni relative all’uso del suolo ricavate
dal Brogliardo del Catasto Gregoriano.
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La ricomparsa degli ulivi
Un interessante occasione per studiare il paesaggio e riflettere sulle trasformazioni del territorio,
arriva da un argomento che a prima vista può apparire fuori contesto, ma che sta assumendo una
rilevanza sempre maggiore nella fascia di collina e media montagna emiliano-romagnola: la scoperta dell’olivo. In realtà si tratta di una riscoperta perchè l’olivo, tipica essenza mediterranea,
assente negli ultimi due secoli dal nostro paesaggio, era presente in Emilia-Romagna già al tempo
dei romani. Come in altre zone della provincia di Bologna, anche a Casalecchio di Reno restano
testimonianze di questa antica coltura: esemplari ultra-centenari a Tizzano e a Ceretolo, proprio
vicino alle scuole, documenti storici fino al XV secolo conservati all’Archivio di Stato di Bologna
(descrizioni e mappe di beni, con bellissime rappresentazioni di olivi), ricordi di anziani contadini.
Il territorio di Casalecchio di Reno, che vanta la presenza di un giovane uliveto con circa 150 piante, offre quindi molti spunti per avviare un percorso alla scoperta della natura e della storia dell’olivo nel comune, da realizzare sul campo, a diretto contatto con gli esemplari secolari, e in laboratorio, svolgendo esperimenti ed altre attività per conoscere le caratteristiche di questo nobilissimo frutto. L’argomento si presta ad essere trattato a diversi livelli di approfondimento, in base
all’età dei bambini e dei ragazzi, realizzando attività legate sia alla ricerca storica (interviste ad
anziani contadini, lettura e traduzione di antichi documenti, confronto di carte e mappe di diverse
epoche storiche, scoperta di antichi toponimi, visite all’Archivio di Stato di Bologna), sia all’esplorazione naturalistica (osservazione dell’albero nelle diverse stagioni, prove di germinazione e
riproduzione vegetativa, scoperta di esigenze, adattamenti e fattori limitanti, raccolta di olive,
estrazione dell’olio, preparazione di salamoie).
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La lettura del paesaggio
Destinatari
Modalità
Luoghi
Classi del secondo ciclo di Scuola Primaria e classi di Scuola Secondaria
2 uscite di 2-3 ore precedute da una programmazione.
Le uscite potranno privilegiare punti particolarmente panoramici del territorio
comunale quali l’eremo di Tizzano o la parte più alta del Parco della Chiusa
Il percorso si propone di fornire ai ragazzi alcuni elementi per riuscire a leggere, in maniera il più
possibile completa e non superficiale, il paesaggio del territorio comunale di Casalecchio.
Attraverso sopralluoghi sul campo e grazie all’utilizzo di carte e foto aeree si proverà ad individuarne le peculiarità cercando di cogliere i diversi elementi naturali e antropici (la valle, il fiume,
le vie di comunicazione, l’abitato, la pianura e la collina, l’alternarsi di boschi e aree coltivate, gli
insediamenti più o meno recenti..) che con la loro presenza e le loro interrelazioni ne hanno
determinato lo sviluppo.
Un’esperienza all’ADA: scopriamo il nostro territorio attraverso carte e foto aeree
Ogni volta che l’interesse di una classe impegnata in progetti di educazione ambientale si sposta,
come avviene di norma verso la fine del corso elementare, da ambiti circoscritti (il cortile, quel
determinato albero, un lembo di prato, il terreno, una siepe, ecc.) a spazi fisicamente e concettualmente più ampi, appare necessario cominciare ad acquisire uno strumento, la cartografia, che
superando i limiti dei nostri sensi, ci offre la visione di insieme e, all’occorrenza, il racconto delle
trasformazioni nel tempo dell’oggetto indagato. Risulta quindi più utile avvicinarsi a questo argomento considerandolo non come fine a sé stesso ma come parte spesso indispensabile di una
ricerca che potrebbe interessare, limitandosi ad esempi già sperimentati, la valle di un fiume, il
territorio di un comune, l’evoluzione del paesaggio agricolo della pianura, come anche la riqualificazione di un giardino scolastico.
Mezzi e strumenti
Carta tecnica regionale a diverse scale (1:25000; 1:5000) relativa al territorio di Casalecchio, carte
storiche IGM (1:25000 rilievo del 1933), foto aeree corrispondenti per scala e inquadramento (provenienza Google Earth), fotocopie della legenda della CTR, matite colorate, gomma.
In laboratorio
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Osservazione a coppie di una foto aerea del territorio di Casalecchio (scala approssimativa
1:25.000) eseguita nel 2002.
Ricerca dapprima libera poi mirata di elementi importanti presenti nella carta (il fiume Reno,
la via Porrettana, la scuola, il parco della Chiusa, lo stadio, l’autostrada, il Palazzo dello
Sport, ecc.) da indicare con matita e pastelli attraverso una apposita legenda.
Osservazione, sempre a coppie, di una CTR (aggiornamento 1986) corrispondente alla foto e
priva di indicazioni relative a scala, legenda, anno del rilievo, orientamento. Lettura integrata
dei due strumenti; rilievo di affinità e differenze; ritrovamento dei punti importanti; presa di
coscienza di “errori” nella carta e problemi nel suo utilizzo (mancano interi quartieri,
la viabilità non corrisponde a quella presente nella foto, ci sono segni non facilmente
o unitariamente interpretabili).
Individuazione delle informazioni non fornite: necessità di conoscere di ogni carta scala, legenda,
anno del rilievo e orientamento. Se questa esigenza stenta a essere focalizzata possono essere
distribuite altre carte che dello stesso territorio ci restituiscono una riproduzione realizzata a una
scala diversa (CTR 1:5000) o in una diversa epoca (IGM 1:25.000 del 1933).
Eventuali approfondimenti e verifiche attraverso la realizzazione di carte tematiche
(idrografia, strade, uso del suolo, morfologia, ecc.), e lo svolgimento di indagini storiche
e toponomastiche.
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Esercitazioni di ecologia
Destinatari
Modalità
Luoghi
Classi di Scuola Secondaria.
Il percorso si sviluppa su due incontri ravvicinati, una uscita di circa 3 ore e un
intervento in classe o in laboratorio di 2 ore, preceduti da una programmazione.
Aree naturali presenti in città, fiume Reno.
Per i ragazzi più grandi, che magari hanno già svolto durante la scuola primaria diverse esperienze di educazione ambientale, una proposta è quella di appropriarsi di metodologie di indagine maggiormente strutturate e codificate in grado di approfondire, in tempi brevi e attraverso l’utilizzo di
apposite schede e strumentazioni, un preciso e ben definito argomento.
La suggestione è quella di riuscire, almeno per alcune ore, a vestire i panni di un tecnico (botanico, forestale, pedologo, topografo) impegnato in attività di rilievo e monitoraggio ambientali. Tra le
varie esercitazioni sperimentate nel corso degli ultimi anni, la schedatura degli alberi di un giardino, il rilievo della vegetazione di un prato, l’analisi della qualità di acqua o aria attraverso l’uso dei
bioindicatori, il campionamento e lo studio di un terreno, il rilievo di una corte colonica.
Un’esperienza all’ADA: le caratteristiche fisiche del terreno
L’analisi delle caratteristiche fisiche del terreno è un’attività sicuramente proponibile ogni qual
volta si affronti lo studio di un ambiente (il prato, la siepe, ecc.) e si voglia approfondire la conoscenza di uno dei suoi componenti fondamentali. Questa esperienza può d’altro canto costituire un
momento importante di un percorso specifico, finalizzato, ad esempio, a scoprire la pluralità dei
terreni che ci circondano magari all’interno di uno stesso cortile scolastico o lungo le sponde del
fiume.
Mezzi e strumenti
Campioni di terreno con caratteristiche diverse (argilloso, ricco di sabbia e ghiaia, ricco di humus),
meglio se recuperati dai ragazzi e provenienti da luoghi conosciuti, carta da pacchi bianca, pennarelli, lenti di ingrandimento, setaccio, stereoscopio, telecamera con visore, recipienti graduati, bottiglie di plastica, orologio, acqua, macchina fotografica.
In laboratorio
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Osservazione individuale di un campione di terreno tesa a coglierne ed elencarne
i componenti e a descriverne, anche attraverso specifiche attività manipolative, le principali
caratteristiche come colore, odore, adesività, plasticità, friabilità, reazione con l’acqua.
Indagine della tessitura finalizzata a conoscere, attraverso specifiche analisi tattili o grazie
all’uso di setacci, il contenuto relativo di sabbia, limo e argilla presenti nel campione esaminato
Indagine del rapporto terreno-acqua attraverso la verifica sperimentale di alcune caratteristiche
fisiche del campione come contenuto idrico, permeabilità, capacità di ritenzione idrica.
Compilazione di una scheda capace di descrivere il campione di terreno esaminato
Esame comparativo su campioni di terreni diversi (argilloso, sabbioso, ricco di ghiaia, ecc.).
Visione collettiva dei diversi tipi di terreno utilizzando la telecamera con visore, eventualmente
corredata dallo stereomicroscopio.
Scoperta delle relazioni che legano le diverse caratteristiche esaminate: tessitura, struttura,
permeabilità, capacità di ritenzione idrica, lavorabilità, ecc.
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AV - Aula Verde
In collaborazione con WWF e Anima Mundi.
Orario di apertura: Venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 – Su appuntamento
Sede: Scuola secondaria di primo grado “F. L. Moruzzi” n. 051 59.21.30
Nell’aula verde i ragazzi possono fare esperienze “dal vivo”, grazie ai tanti ecosistemi
ricostruiti in modo naturale, con gli abitanti dello stagno o con quelli del fiume;
oppure coccolando un insetto stecco per imparare a leggere nel grande libro della Natura.
In Aula c’è un piccolo museo di storia naturale dove si possono osservare nidi di uccelli
e di insetti, borre di rapaci, tracce di animali selvatici ecc., la cui conoscenza potrà servire
per le prossime escursioni negli ambienti naturali.
Osservazione
Osservazione di diverse specie autoctone vegetali e animali. In particolare possiede un grande
acquario marino e due che riproducono gli ambienti fiume e risorgive, un terracquario che ricrea
l’ecosistema stagno e un acquario per l’allevamento degli avannotti, teche per la riproduzione di
insetti, anfibi e invertebrati.
Visite guidate nell’aula
Progettazione di laboratori a partire dall’esperienza diretta dei ragazzi, sulle diverse aree della
comunicazione, logica, corporeità.
Pubblicazioni e mostre
Le mostre didattiche sono una risorsa caratteristica dei progetti educativi dell’Aula Verde. Si tratta
di mostre fotografiche tese ad avvicinare i ragazzi a temi inconsueti o che normalmente sarebbero ostici, utilizzando il linguaggio delle immagini.
A richiesta, le mostre possono essere date in uso alle scuole.
Un insetto per amico
Mostra fotografica didattica che si pone l’obiettivo di vincere le fobie, che spesso istintivamente si
creano nei confronti di questi piccoli animali, attraverso la conoscenza ravvicinata della bellezza
delle forme e dei colori di questi minuscoli esseri viventi. La mostra si articola su 20 pannelli di
70x100 cm comprendenti disegni, testi e foto di Franca Lorena Moruzzi ed Eugenio De Martino. La
mostra può essere corredata da “reperti di campo” (galle, nidi di insetti, ecc.) provenienti dall’Aula
Verde. Alla mostra è abbinato un quaderno di approfondimento edito a stampa. Adatta alle scuole
primarie e secondarie.
Le orchidee spontanee del montovolo
Mostra fotografica che apre, attraverso la macrofotografia, una finestra sul mondo speciale e spettacolare delle Orchidee spontanee presenti nel nostro territorio (in questo caso nel territorio di un
Parco provinciale dei dintorni di Bologna). Normalmente si pensa che questi splendidi quanto
misteriosi fiori (ma la mostra ne spiega i segreti) siano presenti solo nei Paesi tropicali.
Un mondo di scoperte si dischiuderà ai visitatori della mostra, che si articola su 16 pannelli in picoglass di 70x100 cm contenenti testi, foto e disegni di Franca Lorena Moruzzi ed Eugenio De Martino.
Alla mostra è abbinato un “quaderno di campo” edito a stampa. Indicata per le scuole secondarie.
Viaggio sulla terra
Attraverso 8 pannelli editi a stampa di 70x100 cm. viene illustrata, con testi e foto suggestive, la
meravigliosa avventura della Vita sulla Terra, dal suo esordio nelle acque primordiali alla conquista della terra ferma, fino all’Uomo. Un linguaggio scientificamente corretto, ma anche semplice
ed avvincente esemplifica i meccanismi dell’evoluzione della Vita sulla Terra. Testi e foto di Eugenio
De Martino.
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Percorsi didattici con le classi
Gli ecosistemi acquatici: il torrente, il fiume, il mare
Destinatari
Secondo ciclo delle Scuole Primarie e Secondarie
Argomenti del laboratorio
l’acqua è la base della vita e attraverso il suo continuo fluire sul nostro pianeta alimenta la vita stessa. Durante il suo ciclo l’acqua attraversa diversi ecosistemi e muta le sue caratteristiche: fresca e
trasparente nel torrente, lenta e limacciosa nel fiume, salmastra alla foce, salata e sconfinata nel
mare. Col mutare delle sue caratteristiche mutano anche le comunità e le caratteristiche degli organismi viventi che vi abitano. Gli acquari e i terracquari dell’Aula Verde offrono l’occasione di vedere ed
incontrare gli animali che popolano questi ambienti.
Tempi
3 incontri in classe di 2 ore ciascuno (lezione in aula, visita all’aula verde, e gioco finale) compresa
l’ora di programmazione.
Le basi dell’ecologia
Destinatari
secondo ciclo delle scuole primarie e secondarie
Argomenti del laboratorio: l’acqua è la base della vita e attraverso il suo continuo fluire sul
nostro pianeta alimenta la vita stessa. Durante il suo ciclo l’acqua attraversa diversi ecosistemi e
muta le sue caratteristiche: fresca e trasparente nel torrente, lenta e limacciosa nel fiume, salmastra alla foce, salata e sconfinata nel mare. Col mutare delle sue caratteristiche mutano anche le
comunità e le caratteristiche degli organismi viventi che vi abitano. Gli acquari e i terracquari
dell’Aula Verde offrono l’occasione di vedere ed incontrare gli animali che popolano questi ambienti.
Tempi
3 incontri in classe di 2 ore ciascuno (lezione in aula, visita all’aula verde, e gioco finale) compresa
l’ora di programmazione.
Il gioco del sole
Uno dei giochi didattici più richiesti dalle insegnanti, inserito nel progetto “LE BASI DELL’ECOLOGIA”. Si tratta di un gioco a squadre che insegna con immediatezza ed in modo divertente i concetti
alla base delle catene alimentari.
La biodiversità
Destinatari
secondo ciclo delle scuole primarie e secondarie
Argomenti del laboratorio
riscoprendo la bellezza e la ricchezza delle specie viventi, e le loro complesse relazioni, questo laboratorio si propone di far prendere coscienza ai ragazzi di quanto siano importanti la difesa e la conservazione della diversità biologica per la sopravvivenza del nostro pianeta.
Tempi
3 incontri in classe di 2 ore ciascuno (lezione in aula, eventuale visita all’aula verde) compresa l’ora
di programmazione.
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Biodiversità e risorse del mare
Destinatari
Secondo ciclo delle scuole primarie e secondarie
Argomenti del laboratorio
Dalla spiaggia alle profondità abissali …dal famelico squalo al solitario paguro: una panoramica
sugli ambienti marini e gli organismi che vi abitano. Un confronto sulle strategie e sugli adattamenti per la sopravvivenza nel regno del blu. Una misteriosa scatola contenente dei reperti spiaggiati
dalle onde è lo spunto per approfondire anche le tematiche della pesca, inquinamento e navigazione. L’acquario marino dell’aula verde permette di osservare le abitudini di vita di alcuni animali e di
compiere alcuni esperimenti sull’analisi dell’acqua marina.
Tempi 3 incontri in classe di 2 ore ciascuno (lezione in aula, visita all’aula verde, e gioco finale) compresa l’ora di programmazione.
C’era una volta un prato
Destinatari
Scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie
Argomenti del laboratorio
Capita spesso di passeggiare in un prato e di soffermarsi ad osservare un fiore, una pianta o alcuni
insetti alzatisi in volo al nostro passaggio. Chi sono? Dove vivono? Cosa mangiano? La loro vita è
legata ad una particolare specie vegetale? Durante il percorso, andremo alla scoperta dell’ecosistema prato: i suoi abitanti, animali e vegetali e le relazioni con cui sono legati gli uni agli altri.
Diventeremo piccoli scienziati ed assieme impareremo ad osservare e a rispettare un ambiente
naturale molto vicino a noi.
Tempi
2 incontri di 2 ore in classe (compresa l’ora di programmazione) e un incontro di 2 ore in un prato.
Una rana racconta lo stagno…
Destinatari
Scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie
Argomenti del laboratorio
Lo stagno, un ecosistema ormai scomparso nei nostri ambienti, un habitat ideale per rane, tritoni,
pesci, piante acquatiche….una enorme biodiversità da salvaguardare. Andremo insieme alla scoperta degli abitanti dello stagno e delle catene alimentari che li legano; impareremo cos’è un’ ecosistema e da quali componenti è formato; ci accorgeremo che anche noi, nel nostro piccolo, possiamo
contribuire a salvaguardare l’ambiente che ci circonda.
Tempi 2 incontri in classe di 2 ore, 1 uscita di 3 ore ad uno stagno (oppure un incontro di 2 ore in
Aula Verde) compresa l’ora di programmazione.
Da un fiore all’altro, il mondo delle api
Destinatari
4/5 anni delle scuole dell’infanzia, delle scuole primarie
Argomenti del laboratorio
Quanti prodotti ci regalano le api! Miele, propoli, polline, pappa reale, andiamo assieme alla scoperta di un alveare: la vita sociale delle api, le caste ed i curiosi compiti che vengono svolti meticolosamente ogni giorno. Lo stretto rapporto che esiste tra api e piante: l’impollinazione. L’utilità dell’insetto come bioindicatore.
Tempi
3 incontri di 2 ore in classe oppure 2 incontri di 2 ore in classe ed un uscita di 3 ore (compresa l’ora
di programmazione).
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Per fare un albero ci vuole un seme
Destinatari
4/5 anni delle Scuola dell’Infanzia e scuole primarie
Argomenti del laboratorio
l’ecosistema bosco, componenti biologiche e non; gli abitanti del bosco e catene alimentari. Utilizzo
da parte dell’uomo nel tempo; favole e leggende. Impariamo assieme che anche nel nostro piccolo possiamo rispettare e salvaguardare questo meraviglioso ambiente naturale
Tempi 2 incontri di 2 ore in classe e 1 uscita di 3 ore a Parco Talon (compresa l’ora di programmazione)
Costruiamo con poco
Destinatari
4/5 anni scuola dell’Infanzia, scuole primarie e secondarie.
Argomenti del laboratorio: un giorno un bambino aprì i contenitori della raccolta differenziata e ci
trovò dentro un trenino fatto di cartone, oppure era un serpente fatto con un calzino o ancora un
fiore di fondo di bottiglia…..Quante cose potremmo creare con tutto ciò che gettiamo nella spazzatura. Questo laboratorio si propone di stimolare la fantasia e la creatività che c’è in ogni bambino
usando oggetti riciclati e materiale povero.
Tempi
3 incontri di 2 ore in classe (compreso l’incontro di programmazione).
Fra rusco e brusco: i rifiuti
Destinatari classi 2° ciclo elementari e medie inferiori.
Argomenti del laboratorio quanti rifiuti produciamo ogni giorno? Qual è la loro composizione?
Scopriamolo insieme ai ragazzi ed impariamo ad effettuare la raccolta differenziata con particolare riferimento ai sistemi scelti dall’amministrazione pubblica del comune della scuola richiedente
il percorso. Il percorso prevede l’analisi qualitativa e quantitativa di un sacchetto di rifiuti rappresentante la composizione media dei rifiuti prodotti quotidianamente dai cittadini Bolognesi.
Al termine del percorso si affronterà il problema dei rifiuti ingombranti (elettrodomestici, personal
computer, mobili) e di quelli pericolosi (batterie, oli esausti, medicinali).
WWF - Bologna
I luoghi dell’educazione ambientale
Rivolti alle classi di Scuola Primaria e Scuola Secondaria di primo grado
Periodo: da ottobre a maggio
Il bosco dell’oasi “Jacopo della Quercia”
Breve escursione ( 2 ore ca.) attraverso un bosco collinare protetto caratterizzato da rare fioriture, a
ridosso della città. Presso la cresta sommitale si potrà osservare una vegetazione di tipo mediterraneo, con ampi squarci panoramici sulla città sottostante e il colle di San Luca. Partenza dal parcheggio della Chiesa di San Gioacchino (Via Sturzo 42, Bologna). Per gruppi di 30 bambini e ragazzi.
La natura e i paesaggi del Parco della Chiusa
Escursione ( 2 ore ca.) alla scoperta della ricchezza ambientale e paesaggistica del parco: il fiume,
il bosco golenale, il bosco collinare, i prati e gli affioramenti gessosi. Si potranno osservare tracce
di animali e una ricca varietà di piante in un contesto ambientale unico, eccezionalmente integro.
Per gruppi di 30 bambini e ragazzi.
E altri laboratori rivolti alle classi per manipolare e reinventare gli elementi naturali più vicini a noi.
Facciamo una crema con le erbe, senza uova e senza zucchero
Facciamo i ghiaccioli alla menta
Laviamo i panni con le castagne d’India
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I progetti scuola-territorio
Fare educazione ambientale implica la messa in campo di soggetti diversi e l’attivazione di
interventi sistematici mirati alla qualificazione del rapporto scuola-territorio.
Una scuola impegnata ad essere promotrice di educazione permanente e a sollecitare processi culturali innovativi, ha bisogno di un territorio che sappia fare offerte formative forti in una logica di cittàcomunità che si offre come possibilità di praticare esperienze cognitive, affettive, sociali e culturali.
Ecco alcuni esempi di progettazioni compiute, alcune ancora attive, di integrazione scuola-città,
dove sono state messe in campo, in modo diverso ma con analoghe metodologie la passione e l’impegno di insegnanti, alunni, genitori, operatori della scuola e volontari cittadini.
Soluzione rifiuti
Avviato nell’anno scolastico 1997/98 dagli Assessorati Ambiente e Scuola in collaborazione con
ENEA - Dipartimento Ambiente è stato supportato da diversi patrocini tra i quali quello del
Ministero Pubblica Istruzione, del Provveditorato agli studi di Bologna, dell’Assessorato Ambiente
della Provincia. Obiettivo dell’iniziativa era il trasmettere continuità e collaborazione nell’acquisizione di competenze teoriche e pratiche per formare atteggiamenti rivolti alla difesa dell’ambiente e alla convivenza sostenibile nel proprio territorio. L’esperienza condotta dai ragazzi a scuola
era la pista di partenza dalla quale prendeva avvio il percorso formativo e informativo della città. I
contenuti formativi erano sostanzialmente tre:
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informare sulla pratica del compostaggio e favorirne l’esperienza,
attivare pratiche ecologiche nell’ambito domestico,
sensibilizzare la cittadinanza alla conoscenza ed alla fruizione della Rifiuteria comunale.
Le direttrici di lavoro sono state rivolte all’utenza scolastica (alunni, insegnanti e operatori ) con la
realizzazione di corsi di formazione, laboratori con le classi, produzione e diffusione di materiali
informativi, finalizzati all’approfondimento di conoscenze e all’adozione di adeguati comportamenti sui temi della selezione, riciclaggio e compostaggio dei rifiuti
In particolare si è teso alla maggiore sensibilizzazione delle famiglie, attivata attraverso il rapporto casa/scuola e finalizzata al conseguimento di un obiettivo comune: l’acquisizione di comportamenti corretti dal punto di vista ecologico.
I momenti formativi sono stati molteplici e possono essere così riassunti.
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Giornata studio sulle tematiche ambientali
Formazione agli insegnanti, aperta ai genitori interessati sul tema della separazione,
del riciclaggio e del compostaggio dei rifiuti.
Laboratori nelle classi: cicli di incontri condotti da un esperto sulla tematica prescelta
dall’insegnante tra le diverse opportunità offerte, ad esempio: il compostaggio, l’orto,
il riciclaggio creativo dei diversi materiali, ecc.
Laboratori con bambini e genitori in orario extra- scolastico
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Il mio giardino scolastico
La necessità di trasformare gli spazi fisici è stata la molla d’avvio di tutto il percorso.
Nel 1999/2000 l’impegno dell’Amministrazione Comunale a migliorare la qualità ambientale delle
aree scolastiche ha incontrato la ferma volontà di alcune insegnanti a qualificare il cortile della
propria scuola. In tale situazione il CDP ha sollecitato l’utilizzo di una metodologia partecipativa ed
ha avviato un corso di formazione condotto dall’Associazione “La città possibile” di Torino, attenta
ai temi dell’ecologia urbana e delle politiche giovanili. Così ha avuto inizio il percorso, volto a concretizzare l’idea di migliorare la qualità ambientale attraverso il coinvolgimento di chi abita gli
spazi, rendendolo consapevole della propria responsabilità e mettendolo in grado di confrontarsi
con gli altri protagonisti dell’iniziativa.
L’idea di fondo è stata quella di intervenire sul rapporto esistente tra cittadini e istituzione.
Ai primi si richiede l’assunzione di responsabilità verso il bene collettivo, alla seconda si chiede di
ascoltare le esigenze dei bambini e dei cittadini coinvolti, riconoscendoli come “portatori di interesse” e di supportare l’iniziativa fornendo, ove possibile, gli strumenti di lavoro umani e finanziari. Con questi presupposti è stato avviato, con i bambini, un lavoro educativo e didattico di notevole interesse, che ha prodotto, attraverso l’uso di molteplici linguaggi conoscenze e competenze,
dando la parola ai ragazzi sull’uso dell’ambiente che frequentano ogni giorno e offrendo loro l’immagine di adulti attivi, positivi e interessati a favorire una buona qualità della vita collettiva. Inoltre,
attraverso il lavoro dei genitori che si sono prestati assiduamente, i giardini delle scuole primarie
che hanno aderito al progetto sono stati trasformati da luoghi anonimi e poco curati a spazi davvero comuni, di incontro, gioco e socialità.
Per raccontare l’esperienza è stato redatto un opuscolo, disponibile presso il CDP o nella pagina
delle Aule Ambientali all’indirizzo www.comune.casalecchio.bo.it
A piedi in bici con le amiche con gli amici
Nel 2002 il progetto nacque da un’idea dei consiglieri del CCRR sul tema
dell’inquinamento e sulla necessità di liberare l’aria e gli spazi della scuola dal traffico, causa della congestione quotidiana. Per sondare il parere
della maggioranza dei loro coetanei venne creato un questionario poi somministrato a 8 scuole, al quale risposero 908 bambini e 803 genitori.
I ragazzi presentarono alla collettività i risultati dell’indagine e la scuola
primaria Bruno Ciari, già sensibile a questi temi, accolse il progetto e lo
collegò a un’esperienza che alcuni genitori avevano già iniziato. Era l’anno
scolastico 2004/2005 e presero il via una serie di attività di promozione e di sensibilizzazione che
favorirono la conoscenza e la condivisione del progetto nella scuola.
Il passaggio successivo fu quello di impostare alcuni percorsi di lavoro volti a rispondere alle diverse esigenze che si erano palesate.
Per quanto riguarda il tema ambientale, si formò un gruppo di lavoro composto da insegnanti e
genitori che preparò un progetto con l’obiettivo di migliorare l’ambiente esterno alla scuola e le
strade di accesso dai diversi quartieri, per accrescere il numero dei ragazzi che vanno a scuola e
tornano a casa a piedi o in bicicletta, autonomamente.
Il progetto fu presentato al dirigente dei Lavori Pubblici, che poté rispondere alle proposte di
miglioramento delle strade e degli attraversamenti in prossimità della scuola, grazie al fatto che
era già prevista la riqualificazione della strada comunale.
Per quanto riguarda la mobilità è in corso la pratica del Pedobus, l’andare a scuola a piedi e in
compagnia di altri amici, che dopo alcune resistenze iniziali, si sta consolidando e sta trovando
nuovi sostegni nei genitori e nei commercianti della zona attigua alla scuola.
Altro tema che diverse mamme chiesero di affrontare fu quello della sicurezza. Il loro timore era
rivolto agli eventuali incontri con persone malintenzionate a cui i bambini sono esposti nelle varie
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fasi della loro crescita e in particolare, si ipotizzava potessero esserlo nei momenti del percorso
casa-scuola. Era necessario, quindi, sostenere queste persone nella realizzazione di un progetto
che, costituendo una occasione di autonomia per i bambini rappresentava anche, per gli adulti, un
momento di riflessione sui propri stili educativi, le aspettative e le paure.
Su questo versante è stato avviato un percorso di lavoro che ancora continua e che permette l’incontro dei genitori con un’esperta di psicologia dell’età evolutiva e di dinamiche relazionali.
Il lavoro di gruppo permette di riflettere e di socializzare le esperienze di vita quotidiana collegate
al concetto di autonomia, esplorandone gli aspetti educativi, emotivi, sociali.
Casalecchio in 3D - Esplorare la città e
raccontarla... in tre dimensioni
Nel corso dell’anno scolastico 2006/2007 ha preso avvio il
progetto di ricerca sul territorio cittadino per la realizzazione
di una mappa tridimensionale nella quale sono stati riprodotti alcuni luoghi significativi della città. Ogni ragazzo e ogni
ragazza ha cercato nella città i luoghi più significativi, li ha
fotografati e descritti contribuendo alla realizzazione di una mappa tridimensionale. Le Aule propongono alle scuole primarie e secondarie di primo grado di continuare lo stesso lavoro per realizzare
una mappa sempre più dettagliata e partecipata. In tal modo i ragazzi e le ragazze potranno ritrovare
informazioni sui luoghi, servizi, parchi, strutture ludiche, sportive e culturali, ma anche notizie legate
alla storia, all’arte, alla cultura, allo sport che caratterizzano il nostro territorio, in modo da completare al meglio la sua rappresentazione.
Il CDP si offre come coordinatore delle ricerche che le scuole vorranno mettere in campo e, con il
sostegno di una figura informatica, il lavoro sarà raccolto, trasposto nel Cdrom e reso disponibile
on line, consultabile da tutti.
Cambieresti
Attivo da quest’anno, il progetto è stato per la prima volta ideato ed
applicato sul territorio comunale di Venezia, grazie ad una sinergia tra
Comune di Venezia, aziende municipalizzate, Università e alcuni sponsor
nazionali come Enel, Italgas e Coop, oltre al principale sostegno del
Ministero dell’Ambiente Si inserisce nell’attuazione dell’Agenda 21 per
Casalecchio di Reno e degli Aalborg Commitments, i 10 impegni con cui
le amministrazioni locali europee si impegnano ad attuare politiche per
promuovere lo sviluppo sostenibile a livello locale.
Questi impegni prevedono di ridurre il consumo di energia primaria e
incrementare la quota delle energie rinnovabili e pulite, di adottare e
incentivare un uso prudente delle risorse, incoraggiando un consumo e
una produzione sostenibili, di evitare i consumi superflui nonché di migliorare l’efficienza energetica. In particolare l’impegno n. 4 fa riferimento al cambiamento degli stili di vita dei cittadini per
rendere “quotidiana” l’azione verso la sostenibilità.
Gli obiettivi principali del progetto sono infatti, il riorientamento dei consumi, il rafforzamento dei
legami comunitari, nonché la messa in pratica di scelte di acquisto e comportamenti, individuali e
collettivi, più equi, solidali e rispettosi dell’ambiente.
Anche le scuole possono aderire al progetto!
I temi affrontabili nei gruppi possono essere molteplici: dal risparmio energetico, alla bioedilizia;
dal risparmio idrico, all’alimentazione, alla mobilità sostenibile, e ancora ai rifiuti, al turismo
responsabile, alla finanza etica, alla medicina naturale, al rispetto dei diritti degli animali, per finire con il consumo critico e il commercio equo solidale.
Ovviamente i temi possono trovare una loro opportuna declinazione in base alla disponibilità dei
partner e delle associazioni presenti a Casalecchio e possono essere affiancati ad interventi didattici e ad attività che favoriscono la continuità tra l’esperienza scolastica e quella famigliare. La
prima fase del progetto sarà opportunamente destinata alla mappatura del territorio per la costruzione della rete e poi sarà possibile concordare incontri su tematiche specifiche. Partecipa!
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Le Aule Ambientali Dieci anni di avventure