Comune di Torino
Provincia di TO
PIANO DI SICUREZZA E
DI COORDINAMENTO
(Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto
2009, n. 106)
OGGETTO: I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
COMMITTENTE: PROVINCIA DI TORINO - Servizio Edilizia Scolastica I
CANTIERE: Via Rovigo n.19, Torino (TO)
Torino, 11/09/2013
IL COORDINATORE DELLA SICUREZZA
(Geometra MORO Marco)
_____________________________________
per presa visione
IL COMMITTENTE
(Responsabile Unico del Procedimento BERTORA Ing. Roberto)
_____________________________________
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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Geometra MORO Marco
Corso Inghilterra n. 7
10138 Torino (TO)
011.8616042 - 011.8616456
[email protected]
CerTus by Guido Cianciulli - Copyright ACCA software S.p.A.
ANAGRAFICA
LAVORO
(punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA:
Natura dell'Opera:
OGGETTO:
Opera Edile
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
Importo presunto dei Lavori:
Numero imprese in cantiere:
Numero massimo di lavoratori:
Entità presunta del lavoro:
390´000,00 euro
2 (previsto)
6 (massimo presunto)
637 uomini/giorno
Durata in giorni (presunta):
180
Dati del CANTIERE:
Indirizzo
Città:
Telefono / Fax:
Via Rovigo n.19
Torino (TO)
011.4363144 011.8197377
COMMITTENTI
DATI COMMITTENTE:
Ragione sociale:
Indirizzo:
Città:
Telefono / Fax:
nella Persona di:
Nome e Cognome:
Qualifica:
Indirizzo:
Città:
Telefono / Fax:
Partita IVA:
Codice Fiscale:
PROVINCIA DI TORINO - Servizio Edilizia Scolastica I
Corso Inghilterra n. 7
Torino (TO)
011.8616042 011.8616459
Ing. Roberto BERTORA
Responsabile Unico del Procedimento
Corso Inghilterra n. 7
Torino (TO)
011.8617627 011.8614295
01907990012
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
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- Pag. 2
RESPONSABILI
(punto 2.1.2, lettera b, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
Progettista:
Nome e Cognome:
Qualifica:
Indirizzo:
Città:
CAP:
Telefono / Fax:
Indirizzo e-mail:
Partita IVA:
Marco ROSSO
Architetto
Corso Inghilterra n. 7
Torino (TO)
10138
011.8616103 011.8616456
[email protected]
01907990012
Direttore dei Lavori:
Nome e Cognome:
DA DEFINIRE
Responsabile dei Lavori:
Nome e Cognome:
Qualifica:
Indirizzo:
Città:
CAP:
Telefono / Fax:
Indirizzo e-mail:
Partita IVA:
Roberto BERTORA
Ingegnere
Corso Inghilterra n. 7
Torino (TO)
10138
011.8617627 011.8614295
[email protected]
01907990012
Coordinatore Sicurezza in fase di progettazione:
Nome e Cognome:
Marco MORO
Qualifica:
Geometra
Indirizzo:
Corso Inghilterra n. 7
Città:
Torino (TO)
CAP:
10138
Telefono / Fax:
011.8616042 011.8616456
Indirizzo e-mail:
[email protected]
Partita IVA:
01907990012
Coordinatore Sicurezza in fase di esecuzione:
Nome e Cognome:
DA DEFINIRE
IMPRESE
(punto 2.1.2, lettera b, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
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DOCUMENTAZIONE
Telefoni ed Indirizzi Utili.
I.T.I. "CASALE"
Via Rovigo n. 19 - Torino
Carabinieri
tel 112
- Comando di Largo Giulio Cesare n.100
tel 011.280678
Soccorso Pubblico di emergenza:
tel. 113
Vigili del Fuoco
tel. 115
- Comando di Torino, Corso Regina n. 330
tel. 011.74221
Emergenza Sanitaria:
tel. 118
Polizia Stradale, Via Avogadro n. 41 - Torino
tel. 011.56401
Polizia Municipale di Torino, Via Bologna n. 74
tel. 011.4427114
Presidio Sanitario più vicino
OSPEDALE GRADENIGO
Corso Regina Margherita n.14
tel. 011.8151211
Croce rossa:
Via Bologna 171
Torino
tel. 011.2445411
Centro Antiveleni
UNIVERSITA’ DI TORINO
Via A.M. Dogliotti n. 39
tel. 011.6637637
SEGNALAZIONE GUASTI:
SMAT Acquedotto - Pronto Intervento (n° verde)
tel. 800.239111
ENEL Elettricità (n° verde)
tel. 800.900800
GAS
tel. 800.808055
(n° verde)
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Documentazione generale, impiantistica e di sicurezza
DOCUMENTAZIONE
Tutte le imprese appaltatrici o subappaltatrici devono essere in possesso e conservare nell’ufficio di cantiere la
sottoelencata documentazione man mano che diventi necessaria sia che sia a carico della committenza sia che sia a
carico delle ditte appaltatrici.
Documentazione generale ed impiantistica
I documenti citati devono essere forniti in visione al Coordinatore in fase di Esecuzione dei lavori,
rigorosamente prima dell'inizio delle attività lavorative o prima dell'installazione delle attrezzature o impianti a cui tali
documenti fanno riferimento.
La documentazione sempre aggiornata verrà conservata in cantiere a cura di preposto della ditta prima
appaltatrice.
generali:
-
-
-
”Elenco delle Presenze in cantiere” con distinti i nominativi, gli incarichi (preposti, addetti, lavoratori, autonomi)
numero di telefono cellulare, i corsi di formazione seguiti, l’eventuale abilitazione gli stessi, ottenuta con corsi
specifici, a svolgere attività nel Servizio di Gestione dell’Emergenza in cantiere come addetti al Primo Soccorso ed
all’Intervento in caso di Incendio a cura dei titolari di ogni singola ditta presente in cantiere
“Registro Giornaliero delle Presenze” in cantiere con individuazione dei preposti e addetti, controfirmato per
accettazione degli incarichi
Verbali di affidamento delle opere provvisionali, attrezzature ed apprestamenti in cantiere
Copia della comunicazione inoltrata all'ente gestore o concessionario (AEM, Azienda Trasporti, Ente Acquedotto,
Ferrovie, …) ovvero a terzi in relazione all'esecuzione di lavori a distanza ravvicinata (m. 5 per linee elettriche; m.
3 per acquedotti)
copia della concessione edilizia o altro titolo equivalente
copia dell'iscrizione alla C.C.I.A. o equivalente dell'impresa appaltatrice e delle imprese subappaltatrici
impianti:
-
documenti relativi agli impianti elettrici, di protezione contro le scariche atmosferiche, impianti a pressione:
copia della verifica e della denuncia dell’impianto di terra (modello B o A ISPESL)
progetto dell'impianto elettrico a firma di professionista abilitato
dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico di cantiere alla regola dell'arte ed al progetto, rilasciato
dall’installatore
relazione di calcolo eseguita da professionista abilitato circa il rischio di fulminazione delle opere provvisionali, e
qualora risulti non protetto progetto impianto di protezione da scariche atmosferiche
libretto di recipienti in pressione di capacità superiore a l.25
libretto dalla caldaia (se installata) per produzione di acqua calda
dichiarazione di conformità dell'impianto gas ed acqua calda di cantiere rilasciato dall’installatore.
sicurezza e salute:
-
-
copia della notifica preliminare ai sensi dell’art. 99 del D.Lgs. 81/08
Piani Operativi di Sicurezza in cantiere ai sensi dell'art. 96 del D.Lgs. 81/08
rapporto di valutazione del rischio rumore durante il lavoro redatto ai sensi dell’art. 190 del D.Lgs. 81/08
rapporto di valutazione del rischio agenti chimici ai sensi dell’art 223 D.Lgs 81/08
valutazione dei rischi di incendio e le conseguenti misure di prevenzione e protezione ai sensi del D.M.18 marzo
1998
copia della perizie statiche a firma di professionista abilitato relative alle strutture oggetto di cantieramento
(basamenti gru, ponteggi su coperture ecc.)
copia dei Libretti di omologazione dei ponti mobili e fissi
copia Tavole di progetto e Relazione di calcolo delle opere provvisionali difformi dagli schemi contenuti nei libretti
di omologazione ministeriale dei ponteggi, rilievo grafico a firma del capo cantiere delle opere stesse ove conformi
agli schemi
raccolta delle schede tossicologiche dei materiali impiegati in cantiere da tenere aggiornate
registro degli Infortuni vidimato dalle competenti ASL
registro vaccinazione antitetanica (L. 292 5 marzo 1963)
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- Pag. 5
- copia del Libro Matricola aggiornato
- documento che attesti l'idoneità sanitaria dei lavoratori subordinati alle mansioni svolte
- dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in merito al rispetto degli obblighi assicurativi e previdenziali previsti
dalle leggi, sull’organico medio annuo, distinto per qualifica e che fornisca indicazioni circa i Contratti Collettivi
applicati ai lavoratori
- Certificato Unico di Regolarità Contributiva (DURC) rispetto a INPS e INAIL rilasciata dagli stessi enti o dalla
Cassa Edile
- verbali di ispezione degli organi di vigilanza/verbali riunioni di coordinamento
Documentazione macchine e attrezzature con indicazione di modalità e tempi di interventi
manutentivi.
E' fatto divieto di utilizzare nel cantiere macchine, impianti, attrezzature prive dei citati documenti che devono
essere forniti in visione al Coordinatore in fase di Esecuzione dei lavori, rigorosamente prima dell'inizio delle attività
lavorative o prima dell'installazione delle attrezzature o impianti a cui tali documenti fanno riferimento.
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MACCHINE E
ATTREZZATURE
DOCUMENTAZIONE DI
RIFERIMENTO
AUTOCARRO
Libretto di circolazione
AVVITATORE ELETTRICO
Libretto di manutenzione d’uso
BETONIERA A BICCHIERE
MODALITA’, TEMPI DELLA
MANUTENZIONE
La manutenzione dell’autocarro è affidata a
officina specializzata, le manutenzioni con
cadenza trimestrale sono annotate in
apposito registro
La manutenzione della betoniera è affidata a
operaio polivalente (meccanico o
elettricista); le manutenzioni con cadenza
Libretto di manutenzione d’uso semestrale sono annotate in apposito
registro
CANNELLO AD ARIA CALDA
Libretto di manutenzione d’uso
CANNELLO PER GUAINA
Libretto di manutenzione d’uso
CANNELLO PER SALDATURE
OSSIACETILENICA
Libretto di manutenzione d’uso
CESOIA
La manutenzione della cesoia è affidata a
operaio polivalente (meccanico o
Libretto di manutenzione d’uso elettricista); le manutenzioni con cadenza
semestrale sono annotate in apposito
registro
CESOIE ELETTRICHE
Libretto di manutenzione d’uso
CESOIE PNEUMATICHE
Libretto di manutenzione d’uso
CLIPPER
Libretto di manutenzione d’uso
COMPATTATORE A PIANO
VIBRANTE
Libretto di manutenzione d’uso
COMPRESSORE D’ARIA
Libretto di manutenzione d’uso
ESCAVATORE CON MARTELLO
DEMOLITORE
Libretto di manutenzione d’uso
FLESSIBILE (SMERIGLIATRICE) Libretto di manutenzione d’uso
GRUPPO ELETTROGENO
Libretto di manutenzione d’uso
MARTELLO DEMOLITORE
ELETTRICO
Libretto di manutenzione d’uso
MARTELLO DEMOLITORE
PNEUMATICO
Libretto di manutenzione d’uso
MOTOSEGA
Libretto di manutenzione d’uso
PIEGAFERRI
La manutenzione della piegaferri è affidata
a operaio polivalente (meccanico o
Libretto di manutenzione d’uso elettricista); le manutenzioni con cadenza
semestrale sono annotate in apposito
registro
PISTOLA PER VERNICIATURA A
Libretto di manutenzione d’uso
SPRUZZO
PISTOLA SPARACHIODI
Libretto di manutenzione d’uso
PULISCI TAVOLE
La manutenzione della puliscitavole è
affidata a operaio polivalente
Libretto di manutenzione d’uso (meccanico/elettricista), le manutenzioni
con cadenza semestrale sono annotate in
apposito registro.
PUNTELLI METALLICI E IN
La manutenzione e verifica dei puntelli
DESCRIZIONE DEL CONTESTO IN CUI È
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 7
COLLOCATA L'AREA DEL CANTIERE
(punto 2.1.2, lettera a, punto 2, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
Il complesso scolastico “I.T.I. Casale” è ubicato in Torino, via Rovigo, 19.
L’edificio scolastico di via Rovigo, 19 fu costruito nel 1964 per ospitare la specializzazione chimica industriale
dell’Istituto tecnico.
L’edificio è composto da un corpo di fabbrica principale prospiciente via Rovigo tramite un cortile aperto verso
l’esterno (sei piano fuori terra più uno seminterrato), un corpo di fabbrica prospiciente via Urbino (di tre piano fuori
terra più uno seminterrato) e un corpo prospiciente via Pesaro ad un solo piano fuori terra (palestra ed alloggio custode
su due piani).
I piani sono serviti da tre blocchi di scale situate sulle maniche principali della struttura.
L’istituto scolastico confina ad ovest con la scuola ITC “Guarini” con il cui fabbricato completa l’isolato. Le due corti
interne sono adiacenti.
I corpi di fabbrica del plesso scolastico sono disposti a doppia corte aperta formando un cortile su strada e un cortile
interno verso l’istituto “G. Guarini”.
DESCRIZIONE SINTETICA DELL'OPERA
(punto 2.1.2, lettera a, punto 3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
PREMESSE
Nell’ ambito dei controlli sugli edifici di competenza, gli uffici tecnici dell’ Area Edilizia hanno provveduto ad
effettuare il sopralluogo finalizzato ad evidenziare le condizioni di vulnerabilità di elementi non strutturali e di impianti,
così come previsto dall’ Intesa (ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131) tra il Governo, le
regioni, le province autonome di Trento e Bolzano.
Dal sopralluogo di cui sopra sono emerse alcune criticità, evidenziate nella scheda relativa e riassunte nella relazione
sintetica allegata che di seguito si riporta integralmente:
1.
I cornicioni appaiono lesionati e con evidenti tracce di infiltrazioni; in alcuni punti si possono vedere le armature
metalliche.
2.
Le discese dei pluviali sono in pessimo stato e con staffe arrugginite, necessita intervento di controllo e
manutenzione.
3.
Le lampade esterne presentano supporti arrugginiti e andrebbero sostituite.
4.
Le attrezzature sportive esterne sono vetuste e andrebbero rimosse.
5.
I davanzali e gli stipiti delle finestre in travertino presentano spesso spigoli rotti e occorrerebbe provvedere al loro
monitoraggio al fine di accertarne la stabilità.
6.
Il muretto di confine con altra scuola presenta ferri a vista.
7.
Le serrande di ingresso lato cortile sono molto arrugginite.
8.
La pensilina di ingresso in c.a. presenta parecchi distacchi di intonaco; non è possibile verificare la stabilità delle
lampade.
9.
Le vetrate del vano scala appaiono in cattivo stato.
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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10. La zoccolatura esterna in pietra sarebbe da verificare e sono da sostituire parecchie griglie di vetro-cemento che
danno sul marciapiede.
11. Si rileva un camino snello in muratura non opportunamente vincolato che presenta lesioni diffuse e cerchiature
arrugginite; se non più in uso occorre rimuovere altrimenti controventare.
12. E’ opportuno verificare la stabilità dei carter metallici posti a protezione delle elettrovalvole dei laboratori
13. I soffitti al quinto e ultimo piano e in corrispondenza del giunto di dilatazione ai vari piani presentano diffuse
infiltrazioni e necessitano di monitoraggio e controllo mediante battitura in quanto potrebbero essersi verificati
danni al momento non visibili a causa della probabile presenza di una doppia soletta; si ritiene opportuno
verificare la tipologia della soletta.
14. Le porte delle aule sono in cattivo stato e risultano e pericolose per quanto concerne cerniere, battenti e maniglie,
anche se sembrano avere il telaio ben ancorato alla muratura.
15. Le lampade, sia a parete che a soffitto, sono "a rischio sgancio", in quanto vetuste e in cattivo stato di
manutenzione e in alcun casi si sono in fase di distacco e tenute da fascette.
16. Nelle aule e nel corridoio si rilevano diffusi problemi sui cassonetti delle avvolgibili che presentano spesso lo
sportello frontale precariamente fissato e danni da infiltrazioni nella parte inferiore.
17. I serramenti esterni sono alquanto vetusti ma appaiono ben ancorati al muro - i vetri non sono antisfondamento e
davanzale ha spesso abbia altezza inferiore al metro.
18. I tramezzi REI realizzati a chiusura delle scale a prova di fumo mostrano delle lesioni in diversi punti e devono
essere verificati e opportunamente fissati alle murature esistenti.
19. Si possono riscontrare diverse crepe orizzontali nelle partizioni interne che meriterebbero approfondimento di
indagine.
20. Nei laboratori sono presenti arredi (cappe, banconi ecc.) assai vetusti e non a norma per diversi aspetti; i canali
di aspirazione presentano supporti in cattivo stato e reggono a loro volta i tubi del gas; non è stato possibile
verificare il tipo di ancoraggio al soffitto.
21. Nei corridoi e nei laboratori sono presenti alcuni armadi (spesso con sopralzo) di altezza tale da essere definibili
come snelli che necessitano di ancoraggio: spesso sugli armadi è presente materiale vario depositato che deve
essere rimosso; sono presenti diversi armadi con vetri non di sicurezza.
22. Si è potuta riscontrare la presenza di due bombole su carrello che devono essere riposte negli appositi
alloggiamenti presenti sulle pareti; altre bombole (di gas inerti) risultavano al momento del sopralluogo ancorate
alle pareti e non sono presenti gas combustibili.
23. Al momento del sopralluogo, essendo sospesa per le vacanze estive l’ attività didattica si è potuto constatare che i
prodotti chimici erano stati riposti negli armadi metallici destinati allo scopo, così come la vetreria; occorre
precisare che i laboratori con arredi più vetusti sono dotati però di scaffalature non idonee a contenere prodotti
chimici rovesciati accidentalmente durante l’ attività didattica.
24. Nei locali seminterrati sono visibili diverse infiltrazioni che hanno ammalorato intonaci e soffitti; alcune tubazioni
(antincendio) sono fissate in maniera artigianale.
25. Nei locali seminterrati sono inoltre presenti depositi vari di materiali e prodotti chimici spesso non più in uso;
occorrerebbe provvedere, anche ai fini della sicurezza a una radicale pulizia e smaltimento di quanto non più
necessario.
26. I supporti di fissaggio degli estintori mancano di un tassello che deve essere quindi aggiunto.
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27. L’ impianto elettrico in genere appare assai vetusto, con apparecchiature spesso obsolete; al momento attuale
sono in corso lavori di rifacimento dell’impianto di forza motrice e illuminazione, comprendente anche la
sostituzione dei corpi illuminanti ai piani quinto e quarto.
Alcuni di queste problematiche sono a carico della scuola, altre state risolte con interventi di manutenzione straordinaria
mirata attraverso i quali si è provveduto a risolvere in parte i problemi di infiltrazioni segnalati al piano quinto; si è
provveduto inoltre alla sostituzione dei corpi illuminanti dei piano quinto e quarto; la sostituzione dei corpi illuminanti
del terzo piano,
unitamente ad alcuni interventi di manutenzione straordinaria sugli impianti elettrici è stata prevista in apposito progetto
in corso di approvazione.
INTERVENTI IN PROGETTO
Il presente intervento si propone di intervenire quindi sulle problematiche residue non ancora affrontate e precisamente:
1.
Interventi di manutenzione e ripristino puntuali di:
a. cornicioni, faldaleria, davanzali , pensilina di ingresso;
b. muretto di confine con altra scuola;
c. serrande di ingresso lato cortile;
d. zoccolatura esterna in pietra e delle griglie di vetro-cemento presenti sul marciapiede.
2.
Sostituzione delle discese dei pluviali e controllo delle lampade esterne; verifica della stabilità dei carter metallici
posti a protezione delle elettrovalvole dei laboratori.
3.
Manutenzione straordinaria coperture laboratori.
4.
Rimozione delle attrezzature sportive esterne vetuste e di tubazioni inutilizzate in facciata.
5.
Controllo e messa in sicurezza di davanzali e gli stipiti delle finestre in travertino che presentano spigoli rotti;
6.
Interventi di manutenzione e ripristino puntuali di della pensilina di ingresso in c.a.; verifica della stabilità delle
lampade.
7.
Demolizione di camino snello in muratura non opportunamente vincolato che presenta lesioni diffuse e cerchiature
arrugginite.
8.
Messa in sicurezza dei soffitti del quinto e ultimo piano in passato oggetto di diffuse infiltrazioni tramite posa di
reti di sicurezza e controsoffitto leggero; rimozione delle lampade esistenti e sostituzione con lampade da incasso;
riutilizzo dei corpi illuminanti rimossi ai piani sottostanti.
9.
Sostituzione delle porte delle aule ai piani dove non già sostituite.
10. Sostituzione di lampade "a rischio sgancio" ai piani secondo, primo e rialzato; controllo e messa in sicurezza delle
lampade del piano seminterrato.
11. Sostituzione dei serramenti esterni di alcune porzioni di facciata e messa in sicurezza di tutti gli altri tramite posa di
pellicole.
12. Verifica e ripristino delle lesioni nei tramezzi REI realizzati a chiusura delle scale a prova di fumo e nelle partizioni
interne; incremento dei fissaggi.
13. Verifica e integrazione degli ancoraggi di cappe, tubi, canali ecc . presenti nei laboratori; verifica e integrazione
ancoraggi tubazioni antincendio al piano seminterrato.
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AREA DEL CANTIERE
Individuazione, analisi e valutazione dei rischi concreti
(punto 2.1.2, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
Scelte progettuali ed organizzative, procedure, misure preventive e protettive
(punto 2.1.2, lettera d, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
CARATTERISTICHE AREA DEL CANTIERE
(punto 2.2.1, lettera a, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
Per quanto riguarda l’eventuale presenza di sottoservizi si sono svolte accurate ricerche presso gli enti erogatori dei
servizi: Gas, Energia Elettrica, Telefonia, Acquedotto.
Dalle indagini svolte si è potuto appurare con certezza che non sono presenti nell’area di cantiere nessuno dei
suddetti impianti e che pertanto l’area è libera da vincoli di tale natura.
Sarà comunque cura dell’impresa appaltatrice, prima dell’inizio dei lavori, eseguire sopralluoghi e rilievi per
definire l’esatta posizione di impianti tecnologici e di ostacoli fissi che possono interferire con le attività di cantiere.
Gli esiti dei sopralluoghi ed i rilievi dovranno essere comunicati al CSE al fine di concordare eventuali ulteriori
procedure e misure di sicurezza oltre a quelle già indicate nel presente P.S.C.
FATTORI ESTERNI CHE COMPORTANO RISCHI PER IL
CANTIERE
(punto 2.2.1, lettera b, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
Premassa
Verranno di seguito analizzati e valutati i principali rischi interni ed esterni al cantiere con particolare
riferimento ai rischi sempre presenti o di maggior evidenza.
Ovviamente nella valutazione è importante il gradiente temporale per identificare i rischi specifici legati alle
singole sottofasi e lavorazioni che saranno analizzati e valutati nelle schede specifiche più adatte a comporre il GANTT
ed ad individuare i rischi da compresenza e sovrapposizione ovvero le fasi critiche.
Ambiente esterno
L'area del cantiere è ubicata in contesto periferico urbano.
L’area risulta agevolmente raggiungibile dai mezzi di soccorso, per il raggiungimento dell’Ospedale Gradenigo
(distante circa 5 km e ranggiungile in circa 8/10 minuti di auto) o dei mezzi di soccorso dei VVF in caso di necessità
Lo stesso si può dire per i mezzi deputati al trasporto delle opere provvisionali e delle attrezzature (baracche,
depositi, ecc.).
Il cantiere è dotato di un accesso dedicato sulla Via Pesaro, differente da quello normalmente utilizzato
dall'utenza scolastica pospicente la Via Rovigo.
L’area di cantiere che si può adibire a stoccaggio, carico e scarico dei materiali è collocata all’interno dell’area
di proprietà e vi si può accedere mediante cancello carraio menzioanto in precedenza.
Ambiente esterno Cantiere
I rischi determinati dall'ambiente esterno sull’attività di cantiere sono i seguenti:
_ Il transito di mezzi e uomini lungo le strade di accesso al cantiere rappresenta un rischio di interferenza con le attività
di cantiere.
_ Altro rischio è legato al possibile accesso al cantiere da parte di persone non autorizzate in quanto il cantiere sarà
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attivo durante gli orari di apertura dell’istituto professionale, con conseguente maggior rischio di interferenze, e sarà
alquanto isolato in orari extra lavorativo.
_ Le caratteristiche meteorologiche dell’area costituiscono dei pericoli che cambiano con le stagioni, tra questi pioggia,
neve, ghiaccio, vento e scariche atmosferiche.
MISURE PREVENTIVE
Si provveda a dotare l'accesso al cantiere di mezzi segnalazione di presenza degli automezzi quali: specchi
rifrangenti, segnali di stop e di precedenza.
L'accesso al cantiere sia carraio che pedonale verrà dotato di serraglio con chiusura a chiave apribili
dall’interno e dall’esterno, gli accessi carrai verranno dotati di serraglio con chiusura a chiave o comunque apribile solo
dall’interno e saranno arretrati dal filo stradale, come previsto dalla Codice della Strada di una distanza sufficiente a
consentire la sosta di mezzi in arrivo ed in partenza senza impegnare la via pubblica ed intralciare il traffico in tal modo
i serragli potranno essere mantenuti chiusi
Gli accessi al cantiere verranno mantenuti chiusi durante gli orari di lavoro e durante i fuori servizio del
cantiere, per accedere verranno predisposti degli appositi campanelli a pulsante collegati a suonerie udibili da distanza
collocati in corrispondenza degli accessi pedonali e carrai verranno affisse informazioni sui rischi interni al cantiere le
istruzioni agli estranei sulle modalità di accesso al cantiere
Saranno esposti segnali di pericolo e di divieto di accesso.
Per le ore notturne e diurne con scarsa visibilità, le recinzioni e i cartelli devono essere segnalati mediante
lampade e dispositivi rifrangenti.
Il rischio di fulminazione o di scariche atmosferiche, sarà ovviato da un impianto di messa a terra indipendente
del cantiere che potrà, previo verifica strumentale a cura della ditta prima appaltatrice, essere allacciato all’impianto
futuro o a dispersori appositamente installati a terra.
Non verranno mai abbandonate attrezzature od utensili elettrici in aree o percorsi accessibili a personale non
direttamente responsabili delle attrezzature.
Durante la stagione invernale la formazione di neve o ghiaccio potrebbe causare l’improvvisa caduta di elementi
su persone interne e/o esterne al cantiere, si provveda quindi a monitorare e a pulire periodicamente le strutture
sopraelevate.
Il particolare assetto idrogeologico del sito rende indispensabile, adottare alcune misure preventive per affrontare
il rischio di allagamento del cantiere, in particolare:
_ dovrà essere contenuto l’angolo di pendenza delle eventuali scarpate e non dovranno mai essere realizzate aree di
deposito sulla sommità della scarpata, costantemente il preposto della ditta dovrà monitorare le pendici del
terrapieno ed eventuali dilavamenti o frane che possano togliere l’appoggio ad opere provvisionali, mezzi, materiali
in deposito, o ai fabbricati;
_
il rischio di elettrocuzione attraverso gli impianti di cantiere che dovessero trovarsi in immersione, ci fa ritenere utile
che la distribuzione degli impianti stessi avvenga per via aeree evitando passaggi a terra od interrati , detta
disposizione si prescrive per tutte le aree di cantiere poste a quota terra e decade per quanto avviene sul rilevato;
_
i depositi di sostanze dovranno essere realizzati in modo da evitare una facile dispersione in ambiente, in particolare
i rifiuti verranno stoccati nell’area apposita che verrà regolarmente sgomberata evitando accumuli non necessari, gli
altri materiali che potrebbero disperdersi quali prodotti chimici, oli o combustibili, leganti ecc. non dovranno essere
stoccati in cantiere se non nella stretta misura necessaria alle lavorazioni della giornata, oppure dovranno essere
stoccati in apposita area di deposito sopraelevata di almeno m 0,80 sul piano di campagna.
_
dopo forte vento, prima della ripresa dei lavori, occorrerà verificare lo stato di conservazione di tutte le opere
provvisionali allestite ( tettoie di protezione su aree di lavorazione, ecc.), di impianti, attrezzature, ecc. esterne.
Occorrerà anche verificare la stabilità dei cartelli di cantiere.
RISCHI CHE LE LAVORAZIONI DI CANTIERE COMPORTANO
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Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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PER L'AREA CIRCOSTANTE
(punto 2.2.1, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
Premassa
Verranno di seguito analizzati e valutati i principali rischi interni ed esterni al cantiere con particolare
riferimento ai rischi sempre presenti o di maggior evidenza.
Ovviamente nella valutazione è importante il gradiente temporale per identificare i rischi specifici legati alle
singole sottofasi e lavorazioni che saranno analizzati e valutati nelle schede specifiche più adatte a comporre il GANTT
ed ad individuare i rischi da compresenza e sovrapposizione ovvero le fasi critiche.
Cantiere Ambiente esterno
I rischi determinati dalle attività di cantiere sull'ambiente esterno sono i seguenti:
_
_
_
_
_
Rischio di caduta di oggetti dall'alto
Rischio di dispersione di prodotti chimici pericolosi in ambiente
Rischi derivati dal rumore generato dalle attività di cantiere
Viabilità esterna al cantiere
Dispersione di sostanze inquinanti
MISURE PREVENTIVE
Il rischio di caduta degli oggetti dall'alto sarà ovviato studiando i percorsi dei carichi tra area di carico, area di
stoccaggio ed area di impiego di materiali e attrezzature in modo da evitare che tali movimentazioni avvengano su aree
esterne al cantiere; i carichi appesi non dovranno mai rimanere incustoditi.
Oltre a quanto disposto nel precedente paragrafo, i depositi di materiali o sostanze inquinanti dovranno essere
realizzati su basamento stabile e dotati di vasca di contenimento.
Inoltre per agevolare eventuali operazioni di bonifica o di primo intervento, il preposto in cantiere dovrà
conservare in apposito raccoglitore tutte le schede di sicurezza dei materiali e saper in ogni momento fornire indicazioni
sulle quantità e qualità dei prodotti presenti in cantiere.
Periodicamente sarà compito del preposto di cantiere di controllare l’efficacia di tale disposizione.
I rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere ridotti al minimo, in relazione alle conoscenze
acquisite in base al progresso tecnico, mediante misure tecniche, organizzative e procedurali concretamente attuabili,
devono essere privilegiati i processi lavorativi meno rumorosi e le attrezzature silenziate; le attrezzature da impiegare
devono essere idonee alle lavorazioni da effettuare, correttamente installate, mantenute ed utilizzate, in base alla
“valutazione del rumore emesso” che verrà prodotta dalla ditta appaltatrice insieme al POS.
In linea di massima macchinari o attrezzature rumorosa dovranno essere collocate in aree il più lontano
possibile dalle residenze.
Si provvederà a dotare gli accessi al cantiere di mezzi segnalazione di presenza degli automezzi quali: specchi
rifrangenti, segnali di stop e precedenza, inoltre come da Nuovo Codice della Strada gli accessi verranno collocati in
posizione arretrata rispetto al filo stradale in modo da consentire la soste degli automezzi senza costituire ingombro
sulla strada.
In situazioni particolari, quali il trasporto degli elementi della gru o manufatti di dimensioni particolari, le
manovre verranno guidate con segnalazioni visive da un addetto a terra.
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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE IDROGEOLOGICHE
(punto 2.1.4, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
Stante la tipologia dell'intervento da porre in essere non è stato reputato necessario effettuare un approfondimento delle
caratteristriche idrogeologiche dell'area.
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Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
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ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
Individuazione, analisi e valutazione dei rischi concreti
(punto 2.1.2, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
Scelte progettuali ed organizzative, procedure, misure preventive e protettive
(punto 2.1.2, lettera d, punto 2, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
Contenuti del PSC.
PREMESSA
Il presente documento tratterà in modo dettagliato il problema della sicurezza in cantiere in fase di
realizzazione delle opere relative agli interventi di messa in sicurezza segnalati dai verbali intesa da eseguirsi presso
l'I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale", Succursale di Via Rovigo n.19.
Secondo le indicazioni delle direttive più recenti in materia, il presente Piano di Sicurezza e Coordinamento
focalizzerà la sua attenzione, secondo le articolazioni della vigente normativa, su tutti gli argomenti relativi ai rischi
connessi alle opere a farsi e tutte le misure da predisporre per eliminare e/o attenuare tali rischi, rimandando al Piano
Operativo di Sicurezza, redatto a cura dalle singole ditte operanti in cantiere, la trattazione delle analisi e disposizioni
specifiche delle lavorazioni.
Contenuti del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC)
Punto 2 Allegato XV D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81
L'obiettivo del piano è quello di predisporre e garantire per tutta la durata dei lavori nel cantiere
un'organizzazione capace di assicurare le migliori condizioni di lavoro a tutela dell'integrità fisica dei lavoratori.
Nell'elaborazione del piano sono stati presi in esame l'organizzazione del lavoro che dovrà essere messa in atto,
le tecniche di lavorazione da utilizzare per la realizzazione delle opere, le condizioni ambientali nelle quali si dovrà
svolgere l'attività lavorativa, i macchinari e le attrezzature da impiegare in cantiere, nonché la stima dei relativi costi, nei
limiti della ponderabilità delle scelte che verranno poi proposte dall'impresa appaltatrice prima dell'inizio lavori
attraverso la presentazione del Piano Operativo di Sicurezza (Art. 96 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81) al Responsabile dei
lavori ed al Coordinatore per l’Esecuzione.
Alla predisposizione del piano di Sicurezza e Coordinamento si è pervenuti nel rispetto ed adempimento dell’Art. 100
D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81
Il piano contiene l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi, e le conseguenti procedure, gli
apprestamenti e le attrezzature atti a garantire, per tutta la durata dei lavori il rispetto delle norme per la prevenzione
degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori nonché la stima dei relativi costi che non sono soggetti a ribasso
nelle offerte delle imprese esecutrici. Il piano contiene altresì le misure di prevenzione dei rischi risultanti dall’eventuale
presenza simultanea o successiva di più imprese o dei lavoratori autonomi ed è redatto anche al fine di prevedere,
quando ciò risulti necessario, l’utilizzazione d’impianti comuni quali infrastrutture, mezzi logistici, e di protezione
collettiva.
Il piano è costituito da una relazione tecnica e da prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da
realizzare, ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione.
In particolare il piano contiene, in relazione alla tipologia del cantiere interessato, i seguenti elementi:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
Modalità d’esecuzione delle recinzioni del cantiere, degli eccessi e delle segnalazioni.
Protezione e misure di sicurezza contro i possibili rischi provenienti dall’ambiente esterno
Servizi igienico-assistenziali.
Protezione e misure di sicurezza connesse alla presenza di linee aeree e condutture sotterranee
Viabilità principale di cantiere.
Impianti di alimentazione e reti principali di elettricità, acqua, gas, ed energia di qualsiasi tipo
Impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche.
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Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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h)
i)
l)
m)
n)
o)
p)
q)
r)
Misure generali di protezione contro il rischio di seppellimento da adottare negli scavi.
Misure generali da adottare contro il rischio d’annegamento.
Misure generali da adottare contro il rischio di caduta dall’alto.
Misure generali di sicurezza da adottare nel caso d’estese demolizioni o manutenzioni, ove le modalità tecniche
d’attuazione siano definite in fase di progetto.
Misure di sicurezza contro i possibili rischi d’incendio o esplosione connessi con lavorazioni e materiali pericolosi
utilizzati in cantiere.
Disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall’art. 102 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (consultazione dei
rappresentanti per la sicurezza).
Disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall’art. 92 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (obblighi del coordinatore
per l’esecuzione dei lavori).
Valutazioni in relazione alla tipologia dei lavori, delle spese prevedibili per l’attuazione dai singoli elementi del
piano.
Misure generali di protezione da adottare contro gli sbalzi eccessivi di temperatura.
REGOLAMENTO SUI CONTENUTI MINIMI DEI PIANI DI SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI - Art. 100 comma 1
D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81.
Punto 2.1 dell’Allegato XV - (Contenuti minimi).
1. Il PSC è specifico per ogni singolo cantiere temporaneo o mobile e di concreta fattibilità; i suoi contenuti sono il
risultato di scelte progettuali ed organizzative conformi alle prescrizioni ed alle misure generali di tutela (Art. 15 D.Lgs.
9 aprile 2008, n. 81).
2. Il PSC contiene almeno i seguenti elementi:
a) l'identificazione e la descrizione dell'opera, esplicitata con:
1)
2)
3)
l'indirizzo del cantiere;
la descrizione del contesto in cui è collocata l'area di cantiere;
una descrizione sintetica dell'opera, con particolare riferimento alle scelte progettuali, architettoniche,
strutturali e tecnologiche;
b) l'individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza, esplicitata con l'indicazione dei nominativi dell'eventuale
responsabile dei lavori, del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione ed a cura dello stesso coordinatore per
l'esecuzione con l'indicazione, prima dell'inizio dei singoli lavori, dei nominativi dei datori di lavoro delle imprese
esecutrici e dei lavoratori autonomi;
c) una relazione concernente l'individuazione, l'analisi e la valutazione dei rischi concreti, in riferimento all'area ed
all'organizzazione del cantiere, alle lavorazioni ed alle loro interferenze;
d) le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive, in riferimento:
1)
2)
3)
all'area di cantiere, ai sensi dei punti 2.2.2 e 2.2.4;
all'organizzazione
dei
cantiere,
ai
alle lavorazioni, ai sensi dei punti 2.2.3 e 2.2.4;
sensi
dei
punti
2.2.2
e
2.2.4;
e) le prescrizioni operative, le misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale, in riferimento alle
interferenze tra le lavorazioni, ai sensi dei punti 2.3.1, 2.3.2 e 2.3.3.;
f) le misure di coordinamento relative all'uso comune da parte di più imprese e lavoratori autonomi, come scelta di
pianificazione lavori finalizzata alla sicurezza, di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di
protezione collettiva, di cui ai punti 2.3.4 e 2.3.5.;
g) le modalità organizzative della cooperazione e del coordinamento, nonché della reciproca informazione, fra i datori
di lavoro e tra questi ed i lavoratori autonomi;
h) l'organizzazione prevista per il servizio dl pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori, nel caso in cui
il servizio di gestione delle emergenze è di tipo comune, nonché nel caso di cui all'articolo 104, comma 4 D.Lgs. 9
aprile 2008, n. 81; il PSC contiene anche i riferimenti telefonici delle strutture previste sul territorio al servizio del
pronto soccorso e della prevenzione incendi;
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i) la durata prevista delle lavorazioni, delle fasi di lavoro e, quando la complessità dell'opera lo richieda, delle sottofasi
di lavoro, che costituiscono il cronoprogramma dei lavori, nonché l'entità presunta del cantiere espressa in
uomini-giorno;
l) la stima dei costi della sicurezza, ai sensi del punto 4.1.
3. II coordinatore per la progettazione indica nel PSC, ove la particolarità delle lavorazioni lo richieda, il tipo di
procedure complementari e di dettaglio al PSC stesso e connesse alle scelte autonome dell'impresa esecutrice, da
esplicitare nel POS.
4. Il PSC è corredato da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno una
planimetria e, ove la particolarità dell'opera lo richieda, un profilo altimetrico e una breve descrizione delle
caratteristiche idrogeologiche del terreno o il rinvio a specifica relazione se già redatta.
5. L'elenco indicativo e non esauriente degli elementi essenziali utili alla definizione dei contenuti del PSC di cui al
punto 2.1.2., è riportato nell’Allegato XV.1
Punto 2.2 dell’Allegato XV - (Contenuti minimi del PSC in riferimento all'area di cantiere, all'organizzazione del
cantiere, alle lavorazioni).
1. In riferimento all'area di cantiere, il PSC contiene l'analisi degli elementi essenziali di cui all'allegato XV.2, in
relazione:
a)
b)
b1)
b2)
c)
alle caratteristiche dell'area di cantiere, con particolare attenzione alla presenza nell’area di cantiere di linee
aeree e condutture sotterranee;
all'eventuale presenza di fattori esterni che comportano rischi per il cantiere, con particolare attenzione:
a lavori stradali e autostradali al fine di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori impiegati nei confronti
dei rischi derivanti dal traffico circostante;
al rischio di annegamento;
agli eventuali rischi che le lavorazioni di cantiere possono comportare per l'area circostante.
2. In riferimento all'organizzazione del cantiere il PSC contiene, in relazione alla tipologia del cantiere, l'analisi dei
seguenti elementi:
a) le modalità da seguire per la recinzione del cantiere, gli accessi e le segnalazioni;
b)
i servizi igienico-assistenziali;
c)
la viabilità principale del cantiere;
d)
impianti di alimentazione, reti principali di elettricità, acqua, gas e energia di qualsiasi tipo;
e)
gli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche;
f)
le disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall’articolo 102;
g)
le disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall’articolo 92, comma 1, lettera c);
h)
le eventuali modalità di accesso dei mezzi di fornitura dei materiali;
i)
la dislocazione degli impianti di cantiere;
l)
la dislocazione delle zone di carico e scarico;
m)
le zone di deposito attrezzature e di stoccaggio materiali e dei rifiuti;
n)
le eventuali zone di deposito dei materiali con pericolo d'incendio o di esplosione.
3. In riferimento alle lavorazioni, il coordinatore per la progettazione suddivide le singole lavorazioni in fasi di lavoro e,
quando la complessità dell'opera lo richiede, in sottofasi di lavoro, ed effettua l'analisi dei rischi aggiuntivi, rispetto a
quelli specifici propri dell’attività delle imprese esecutrici o dei lavoratori autonomi, connessi in particolare ai
seguenti elementi:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
al rischio di investimento da veicoli circolanti nell'area di cantiere;
al rischio di seppellimento;
al rischio di caduta dall’alto;
al rischio di insalubrità dall’aria nei lavori in galleria;
al rischio di instabilità delle pareti e della volta nei lavori in galleria;
ai rischi derivati da estese demolizioni o manutenzioni, ove le modalità tecniche di attuazione siano definite in
fase di progetto;
ai rischi di incendio o esplosione connessi con lavorazioni e materiali pericolosi utilizzati in cantiere;
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h)
i)
l)
m)
ai rischi derivati da sbalzi eccessivi di temperatura;
al rischio di elettrocuzione;
al rischio rumore;
al rischio dall'uso di sostanze chimiche.
4. Per ogni elemento dell'analisi di cui ai punti 2.2.1, 2.2.2, 2.2.3., il PSC contiene:
a)
b)
le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive richieste per eliminare o
ridurre al minimo i rischi di lavoro; ove necessario, vanno prodotte tavole e disegni tecnici esplicativi;
le misure di coordinamento atte a realizzare quanto previsto alla lettera a).
Punto 2.3 dell’Allegato XV - (Contenuti minimi del PSC in riferimento alle interferenze tra le lavorazioni ed al loro
coordinamento).
1. Il coordinatore per la progettazione effettua l'analisi delle interferenze fra le lavorazioni, anche quando sono dovute
alle lavorazioni di una stessa impresa esecutrice: o alla presenza di lavoratori autonomi, e predispone il
cronoprogramma dei lavori. Per le opere rientranti nel campo di applicazione D.Lgs. n. 163 del 12 aprile 2006 e
successive modifiche, il cronoprogramma dei lavori ai sensi del presente regolamento, prende esclusivamente in
considerazione le problematiche inerenti gli aspetti della sicurezza ed è redatto ad integrazione del cronoprogramma
delle lavorazioni previsto dall'articolo 42 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554.
2. In riferimento alle interferenze tra le lavorazioni, il PSC contiene le prescrizioni operative per lo sfasamento spaziale
o temporale delle lavorazioni interferenti e le modalità di verifica del rispetto di tali prescrizioni; nel caso in cui
permangono rischi di interferenza, indica le misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale,
atti a ridurre al minimo tali rischi.
3. Durante i periodi di maggior rischio dovuto ad interferenze di lavoro, il coordinatore per l'esecuzione verifica
periodicamente, previa consultazione della direzione dei lavori, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi
interessati, la compatibilità della relativa parte di PSC con l'andamento dei lavori, aggiornando il piano ed in
particolare il cronoprogramma dei lavori, se necessario.
4. Le misure di coordinamento relative all'uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di
protezione collettiva, sono definite analizzando il loro uso comune da parte di più imprese e lavoratori autonomi.
Modalità di gestione e revisione del PSC.
Modalità di gestione e revisione del Piano
In cantiere devono essere assicurate, tramite opportune azioni di coordinamento, l'applicazione delle disposizioni
contenute nel PSC e delle relative procedure di lavoro, nonché quanto contenuto nel POS.
Prima dell'inizio dei lavori si effettuerà una prima riunione di coordinamento al fine di verificare il programma lavori
ed eventuali osservazioni al PSC. In questa sede verrà anche analizzato il POS alla presenza del Responsabile del Servizio
d’Emergenza dell’impresa prima appaltatrice e degli R.S.P.P. delle ditte chiamate al subappalto, in questa sede sarà
organizzato il servizio di Gestione dell'Emergenza alla presenza del Coordinatore in fase d’Esecuzione.
Le successive riunioni di coordinamento saranno concordate durante l'esecuzione dei lavori o in caso di imprevisti e
tutte le volte che il C.p.E. lo riterrà opportuno (la convocazione della riunione potrà essere comunicata via fax o mezzo
posta).
I datori di lavoro ed i lavoratori autonomi devono cooperare e coordinare le attività e la loro reciproca informazione
al fine di garantire l'efficacia delle misure di prevenzione e protezione, ferma restando l'azione di informazione reciproca
dei rischi svolta dal PSC accettato e gestito dai singoli datori di lavoro e lavoratori autonomi.
A tal fine in presenza di più imprese e lavoratori autonomi si costituirà una struttura permanente di coordinamento di
cantiere che riunisce periodicamente i rappresentanti delle singole imprese. Tale struttura è organizzata e gestita
direttamente dal "Coordinatore per l'Esecuzione dei lavori".
Gestione del Piano
Il piano di sicurezza e coordinamento è parte integrante del contratto per l’esecuzione dell’opera oggetto
dell’appalto. L’impresa aggiudicatrice provvederà affinché tutte le imprese esecutrici ed i lavoratori autonomi che
interverranno in cantiere ricevano copia del piano di sicurezza e coordinamento. L’impresa aggiudicataria, prima
dell’inizio dei lavori, dovrà consegnare al coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, copia del Piano Operativo
di Sicurezza (POS), relativo alle attività di realizzazione dell’opera acquisite in fase d’appalto.
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Di conseguenza, il Coordinatore della Sicurezza integrerà il Progetto Sicurezza, dandone riscontro scritto al
Committente, al Direttore dei Lavori ed alle imprese che dovranno operare in cantiere.
L’impresa aggiudicataria dovrà attestare la consegna del piano di sicurezza e coordinamento alle altre imprese
esecutrici, ai lavoratori autonomi ed ai fornitori consegnando copia dei moduli opportunamente compilati al
Coordinatore per l’Esecuzione.
Coordinamento delle imprese e dei lavoratori autonomi
L’impresa aggiudicataria, nel caso in cui faccia ricorso al lavoro di altre imprese esecutrici o lavoratori autonomi,
provvederà al coordinamento delle stesse secondo quanto previsto dal piano di sicurezza e coordinamento. Nell’ambito
di questo coordinamento, sarà compito dell’impresa aggiudicataria trasmettere alle imprese esecutrici e fornitrici la
documentazione della sicurezza, incluse tutte le decisioni prese durante le riunioni per la sicurezza ed i sopralluoghi e le
ispezioni in cantiere eseguite dal coordinatore per l’esecuzione. Le imprese esecutrici dovranno documentare al
coordinatore per l’esecuzione ed al responsabile dell’impresa aggiudicataria, l’adempimento delle eventuali prescrizioni
emanate mediante l’invio di formale comunicazione.
Riunioni di coordinamento
Riunione preliminare
Preliminarmente all’inizio dei lavori sarà effettuata una riunione presieduta dal Coordinatore per la Sicurezza; a
questa riunione parteciperanno obbligatoriamente tutti i responsabili di cantiere delle ditte esecutrici e tutti i lavoratori
autonomi nonché le eventuali ditte fornitrici coinvolte in attività di cantiere.
Durante la riunione preliminare, il Coordinatore della Sicurezza in fase di esecuzione illustrerà le caratteristiche
principali del piano di sicurezza e coordinamento ai soggetti cui sono stati attribuiti gli incarichi e le competenze
all’interno del cantiere. Nell’ambito della riunione dovranno essere formalmente comunicati i nominativi dei responsabili
in cantiere delle imprese esecutrici dei responsabili/addetti del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (eventuali)
delle varie imprese presenti in cantiere e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (se presenti).
Riunioni periodiche
Periodicamente durante l’esecuzione dei lavori saranno effettuate delle riunioni con modalità simili a quella
preliminare. Durante la riunione in relazione allo stato di avanzamento dei lavori si valuteranno i problemi inerenti la
sicurezza ed il coordinamento delle attività che si dovranno svolgere in cantiere e le interferenze tra le attività
lavorative. Al termine dell’incontro sarà redatto un verbale da sottoscrivere da parte di tutti i partecipanti. La cadenza di
queste riunioni sarà coerente con le esigenze di sicurezza del cantiere. Il Coordinatore della Sicurezza, anche in
relazione all’andamento dei lavori, ha facoltà di convocare riunioni straordinarie e/o di variare la frequenza delle
riunioni periodiche.
Invariabilità dei prezzi
In ottemperanza dell’art. 100 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 tutti i costi relativi a variazioni di opere provvisionali,
delle realizzazioni specifiche, delle procedure particolari e dei d.p.i. successive all’aggiudicazione dell’appalto non sono
imputabili al Committente se necessari in termini di legge per l’esecuzione delle lavorazioni previste.
Nello specifico, gli apprestamenti di sicurezza necessari per le fasi lavorative (ponteggi, passerelle, parapetti,
ecc.) devono essere conformi alla normativa vigente e non possono rappresentare pretesa di riconoscimento di costi
aggiuntivi.
Consultazione
Nel corso di un’apposita riunione, alla presenza dei responsabili di tutte le imprese presenti in cantiere e dei
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, dovranno essere esaminati e discussi alcuni importanti punti:
a) i rischi connessi all’esecuzione dei lavori e le corrispondenti misure di sicurezza, da adottare singolarmente o
collettivamente, per far fronte a tali rischi;
b) la discussione del piano di sicurezza e coordinamento di cantiere, integrato con il piano operativo di sicurezza
dell’impresa aggiudicataria e delle altre imprese esecutrici e le eventuali osservazioni dei rappresentanti dei
lavoratori per la sicurezza;
c) gli obblighi e le responsabilità in merito all’applicazione pratica dei provvedimenti di sicurezza da adottare;
d) la definizione delle modalità per l’espletamento dei compiti dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
e) l’informazione, la formazione e la sensibilizzazione dei lavoratori riguardo l’uso dei mezzi personali di protezione;
f) la programmazione delle riunioni periodiche di sicurezza.
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Istruzioni per gli addetti.
- Il coordinamento tra i datori di lavoro, compresi i lavoratori autonomi, la reciproca informazione e l’interazione con
le attività che avvengono sul luogo, all'interno o in prossimità del cantiere, è obbligatoria in tutti i casi. Tale obbligo
ricade, in via primaria, sui datori di lavoro.
- Di ogni riunione, a discrezione del Coordinatore per l'Esecuzione dei lavori, potrà essere compilato un apposito
verbale, a carattere ufficiale, controfirmato dalle parti.
- Il Piano Operativo di Sicurezza ed i suoi aggiornamenti verranno redatti prima dell'inizio dei lavori con la
collaborazione del Rappresentante dei Lavoratori; saranno quindi sottoposti ad approvazione del Coordinatore in
fase di Esecuzione entro 30 gg. dall'appalto o dall'affidamento dei lavori. Il piano approvato verrà trasmesso o messo
in visione delle altre imprese e dei lavoratori autonomi operanti in cantiere.
Responsabilità, obblighi e mansioni.
RESPONSABILITA’, OBBLIGHI E MANSIONI
Committente
IL COMMITTENTE, NELLA PERSONA DEL RESPONABILE DI PROCEDIMENTO E' IL SOGGETTO PER
CONTO DEL QUALE VIENE REALIZZATA L'OPERA, AVRA' LE MANSIONI E GLI OBBLIGHI DERIVANTI
DALLE SEGUENTI COMPETENZE:
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
Rapporti con gli Enti che interagiscono per la realizzazione dell'opera e responsabile per le obbligazioni che da tali
rapporti insorgono;
Rapporti con la struttura di progettazione delle opere e degli interventi;
Designazione del Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione;
Redazione del bando di gara per la realizzazione dell'opera che deve far esplicito riferimento all'obbligo di
osservanza del Piano di Sicurezza in visione presso la stazione appaltante.
Valutazione del piano di sicurezza che deve contenere il rispetto delle misure di cui all'art.15 D.Lgs 9 aprile 2008,
n. 81;
Sottoscrizione dei contratti di appalto e forniture;
Verifica della documentazione di rito sulla validità tecnica-economica delle imprese appaltatrici e la sussistenza dei
requisiti attinenti la normativa sugli appalti;
Nomina del direttore dei lavori;
Nomina del collaudatore in corso d’opera ai sensi della L.R. n. 9/83;
Nomina il collaudatore statico ai sensi della L.1086/71;
Nomina del Coordinatore della sicurezza in fase di realizzazione dell'opera;
Notifica preliminare ad ASL ed Ispettorato del Lavoro competenti per territorio;
Datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti
DATORI DI LAVORO,DIRIGENTI E PREPOSTI DEVONO,OGNUNO PER LA PARTE CHE COMPETE:
- attuare le norme di sicurezza;
- rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti e portare a loro conoscenza le norme essenziali di
prevenzione, mediante affissione negli ambienti di lavoro, di estratti delle norme di prevenzione o, quando non è
possibile l'affissione, con altri mezzi;
- disporre ed esigere che i lavoratori osservino le norme di sicurezza ed usino i mezzi di protezione messi a loro
disposizione.
- provvede alla formazione e designa gli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione
dell’emergenza .
Il datore dovrà riportare nel POS, la valutazione dei rischi di incendio e conseguenti misure di prevenzione e
protezione redatta secondo quanto previsto nel DM. 10 marzo 1998, ed in base a questa dovrà nominare i lavoratori in
possesso di attestato di formazione, designati alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione emergenze.
All'ingresso del cantiere, o nei luoghi in cui i lavoratori si riuniscono, è bene esporre cartelli che richiamino la
loro attenzione sui rischi connessi con il lavoro ed in generale ciò che essi devono o non devono fare. I datori di lavoro
dovranno in ogni momento mantenere aggiornata la documentazione di cantiere particolarmente per ciò che attiene la
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sicurezza, dovranno dare informazione scritta preventiva dei mutamenti del personale che opera in cantiere al
Responsabile dei Lavori, aggiornare il Libro Matricola e fare la suddetta formazione ed informazione al nuovo
personale.
L’RSPP della ditta dovrà sottoscrivere copia del Documento di Sicurezza, redatto ai sensi del D.Lgs. 9/04/08, n.
81.
Fin dalla richiesta di partecipazione alla Gara di Appalto/richiesta di offerta, le ditte hanno l'obbligo di segnalare
l'eventuale presenza di ditte subappaltatrici o di lavoratori autonomi che avessero intenzione di essere chiamate a
partecipare allo svolgimento delle opere.
Anche le ditte subappaltatrici ed i lavoratori autonomi dovranno fornire a loro volta i succitati documenti. Il
piano di sicurezza realizzato è stato elaborato nel completo rispetto di quanto prescritto dalla legislazione tecnica
vigente in materia e tenendo conto delle norme di buona tecnica. Sono tenute al rispetto del presente piano di sicurezza
anche le ditte degli impianti elettrici, di montaggi e smontaggi attrezzature e quante e quali altre partecipino alla
realizzazione delle opere. L'impresa edile prima appaltatrice, avrà il compito di coordinare tutte le attività.
Tutte le imprese dovranno sottoporre al Responsabile dei Lavori il proprio Documento di sicurezza e Analisi dei
Rischi, ai sensi del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81:
Art. 95 Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81:
· il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità;
· la scelta dell'ubicazione dei posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o
zone di spostamento o di circolazione;
· le condizioni di movimentazione dei vari materiali e carichi;
· la manutenzione, il controllo prima dell'entrata in servizio ed il controllo periodico degli impianti e dei dispositivi al
fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori;
· la delimitazione e l'allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali , in particolare quando si
tratta di materie e di sostanze pericolose;
· l'adeguamento, in funzione dell'evoluzione del cantiere, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi
di lavoro;
· la cooperazione tra datori di lavoro e lavoratori autonomi;
· le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all'interno od in prossimità del cantiere;
Art. 96 Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81:
· adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all'allegato XIII;
· predispongono l’accesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili;
· curano la disposizione o l’accatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento;
· curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e
la loro salute;
· curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con il committente o il
responsabile dei lavori;
· curano che lo stoccaggio e l'evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente;
· redigono il Piano Operativo di Sicurezza di cui all’art. 89, comma 1, lettera h, D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81.
PREPOSTI DI CANTIERE SARANNO:
_Il Responsabile del Servizio di Prevenzione Protezione del Cantiere (RSPPC)
_ Responsabile del Servizio di Emergenza (RSE).
Raggruppamenti di Imprese
Nel caso del raggruppamento di imprese, anche se fosse individuato un “unico referente” che si rapporta al
coordinatore o al committente, tale “referente” non può sostituire i datori di lavoro delle imprese esecutrici ai fini degli
assolvimenti degli obblighi derivanti dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e dalla normativa prevenzionistica in genere.
Il “referente” infatti nei rapporti con le varie figure previste dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, con gli RSL, con i
medici competenti e con i dipendenti delle varie imprese, non ha in sé i poteri propri del datore di lavoro e quindi non è in
grado di svolgerne i compiti.
L'ampliamento dei poteri del referente del raggruppamento di imprese può essere accettato salvo che tali poteri
siano trasferiti prima che il raggruppamento di imprese si proponga per l'esecuzione dell'opera, siano trasferiti “in toto”
(dispositivi, economici ..) e senza successive ingerenze da parte del datore di lavoro cedente. In pratica si ricade quindi nel
concetto di “delega di poteri” per cui il raggruppamento d'impresa diviene un'unica impresa ed il referente, l'unico “datore di
lavoro”.
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Imprese e lavoratori subordinati
L'intervento nell'esecuzione dei lavori di almeno un'altra impresa esecutrice comporta gli obblighi di cui art. 90 del
D.Lgs 81/08, sempre che ricorrano i presupposti previsti dalla norma stessa. Nel caso in cui ciò non avvenga si ricorda che
trova comunque applicazione l'art. 26 del D.Lgs 81/08.
Il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori all'interno dell'azienda, ovvero dell'unità produttiva, ad
imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi:
a) verifica, anche attraverso l'iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato, l'idoneità
tecnico-professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto
o contratto d'opera;
b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui sono destinati ad
operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.
Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento. Tale obbligo non si estende ai
rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi.
Lavoratori dipendenti
LA NORMA DI PREVENZIONE INFORTUNI IMPEGNA ANCHE LA RESPONSABILITA' DEI LAVORATORI.
AL FINE DI REALIZZARE NELL'AMBIENTE LAVORATIVO LE PREVISTE CONDIZIONI DI SICUREZZA,
SEGUE IL DOVERE DI:
-
OSSERVARE, oltre alle norme di sicurezza, le misure disposte dal datore di lavoro ai fini della sicurezza
individuale e collettiva;
-
USARE con cura i dispositivi di sicurezza e gli altri mezzi di protezione predisposti o forniti dal datore di lavoro;
-
SEGNALARE immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o ai preposti la deficienza dei dispositivi e dei mezzi
di sicurezza e di protezione, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui venissero a conoscenza,
adoperandosi direttamente, in caso di urgenza e nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o
ridurre dette deficienze o pericoli;
-
NON RIMUOVERE, di propria iniziativa, operazioni o manovre che non siano di loro competenza e che possano
compromettere la sicurezza propria o di altre persone.
Nei cantieri capita spesso che il lavoratore, per molteplici motivi (uso temporaneo di materiali per piccoli lavori,
ecc.) faccia uso di tavole già collocate a protezione di aperture nei vani ascensore, di buche, senza che poi provveda
alla loro ricollocazione. Non è superfluo ricordare che per l'inosservanza delle citate disposizioni, la legge prevede
sanzioni a carico dei lavoratori.
A questo punto si ritiene utile ricordare che al capo cantiere ed al preposto (appositamente incaricati) compete la
responsabilità di vigilare sui lavoratori e sull'osservanza delle norme di sicurezza.
Peraltro e obbligo del lavoratore attenersi a quanto impartito a lui dal datore di lavoro in materia di sicurezza
I lavoratori designati alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione emergenze non potranno esimersi
senza fondati motivi dall’incarico affidatogli e dovranno seguire apposito corso di formazione.
Lavoratori autonomi
La definizione dell’art. 89 D.Lgs 81/08 è chiara: è lavoratore autonomo la “persona fisica la cui attività
professionale contribuisce alla realizzazione dell'opera senza vincolo di subordinazione”.
Si fa presente quindi che anche il datore di lavoro che opera in cantiere è da considerarsi lavoratore autonomo
limitatamente alla propria prestazione lavorativa svolta, per tutta la durata del cantiere, senza la collaborazione di alcuno.
Tale figura assumerà anche la funzione di datore di lavoro nel momento in cui opererà, anche per un unico evento, con la
collaborazione di altri. In tal caso sarà naturalmente tenuto, prima della esecuzione di qualsiasi lavoro, alla redazione del
POS, che dovrà essere sottoposto alla preventiva approvazione da parte del CE.
Ai fini dell'applicazione del D.Lgs 81/08 sono da considerare lavoratori autonomi non soltanto gli artigiani senza
soci o dipendenti, ma anche (e unicamente per le specifiche prestazioni rese operando da soli) i datori di lavoro e i soci datori di lavoro delle società di persone che prestano individualmente attività lavorativa per conto della società stessa.
E' da rilevare inoltre che la definizione di lavoratore autonomo data dal decreto in questione sembra escludere le
attività professionali di servizio di cui all'art. 2222 C.C. in quanto non concorrono alla “diretta” realizzazione
dell’opera, come sembra evincersi dagli obblighi imposti dall'art. 94, il quale prevede che tale attività sia esercitata in
cantiere.
Da quanto sopra esposto si ritiene che nel momento in cui più lavoratori autonomi si raggruppano organizzandosi
per meglio concorrere all'esecuzione dell'opera, si sia di fatto costituita una società i cui soci lavoratori perdono la propria
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autonomia, dovendo sottostare all'organizzazione societaria di cui ognuno di essi è diventato imprenditore, a norma dell'art. 2082
C.C. Nel contempo, essendo essi equiparati ai lavoratori subordinati, trovano applicazione fra l'altro le norme contenute
nel D.Lgs. 81/08. In sostanza il tipo di società che si viene a costituire appare equivalente a quella in nome collettivo i cui
soci, non avendo conferito deleghe di rappresentanza, si assumono personalmente la responsabilità delle violazioni di legge
eventualmente commesse anche in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, essendo ciascuno di essi il datore di lavoro degli altri
soci.
Per quanto attiene l'applicazione del D.Lgs 81/08 al caso in esame ed in particolare alle necessità che debbano essere
nominati dal committente il coordinatore in fase di progettazione e successivamente di esecuzione dell'opera, si ritiene che tale
obbligo sussista nel momento in cui in cantiere si prevede che opereranno, anche non contemporaneamente, più società di
fatto ovvero imprese. Nel caso in cui poi i lavori venissero eseguiti da un'unica società di fatto costituita da lavoratori
autonomi, questi dovranno attenersi al disposto dell'art. 96 del D.Lgs 81/08 e, tra l'altro, redigeranno il piano operativo di
sicurezza.
Riguardo al lavoratore autonomo “puro” (che non sia cioè anche datore di lavoro) si ritiene che egli debba essere in
grado di svolgere autonomamente il proprio lavoro, con la piena libertà di decisione sulle modalità con cui operare nell'ambito
però delle indicazioni:
−
contenute nel PSC e nel POS dell'impresa per la quale eventualmente opera come subappaltatore, fornitore in opera o
noleggiatore a caldo;
−
fornite dal coordinatore per l'esecuzione o dal datore di lavoro dell'impresa;
−
utilizzando attrezzature di lavoro e DPI secondo quanto previsto dal D.Lgs 81/08 e svolgendo la lavorazione senza
“l'aiuto” di nessuno. In realtà sono ben pochi i lavori eseguibili da una sola persona.
E' invece frequente il caso in cui, dietro una facciata di formale pluralità di “lavoratori autonomi”, si celi un'effettiva
situazione di rapporti di subordinazione fra chi da ordini e chi li esegue, fra anziani e giovani, fra esperti ed “apprendisti”,
fra padri e figli, ecc.
Nei casi suddetti si instaurano di fatto situazioni anomale, che i coordinatori di sicurezza per l'esecuzione
dell'opera dovranno “rifiutare” e che gli operatori di vigilanza dovranno perseguire.
Per quanto su esposto, in ragione all’alto livello di sovrapposizione delle attività e della complessità delle opere non si
prevede la possibilità d’impiego di lavoratori autonomi in cantiere, se non in misura assolutamente marginale.
LE NORME DI PREVENZIONE INFORTUNI IMPEGNA ANCHE LA RESPONSABILITA’ DEI LAVORATORI
AUTONOMI AL FINE DI REALIZZARE NELL'AMBIENTE LAVORATIVO LE PREVISTE CONDIZIONI DI
SICUREZZA, SEGUE IL DOVERE DI:
-
OSSERVARE, oltre alle norme di sicurezza, le misure disposte dal datore di lavoro ai fini della sicurezza
individuale e collettiva; Peraltro e obbligo del lavoratore attenersi a quanto impartito a lui dal Coordinatore per la
Sicurezza, seguire le informazioni ricevute sulle modalità d'uso ed i rischi delle lavorazioni cui sono addetti.
-
USARE con cura i dispositivi di sicurezza e gli altri mezzi di protezione predisposti o forniti dal datore di lavoro.
-
SEGNALARE immediatamente alla Stazione Appaltante, nella persona del dirigente o dei preposti la deficienza dei
dispositivi e dei mezzi di sicurezza e di protezione, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui venissero a
conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza e nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per
eliminare o ridurre dette deficienze o pericoli.
-
NON RIMUOVERE, di propria iniziativa, operazioni o manovre che non siano di loro competenza e che possano
compromettere la sicurezza propria o di altre persone.
Nei cantieri capita spesso che il lavoratore, per molteplici motivi (uso temporaneo di materiali per piccoli lavori,
ecc.) faccia uso di tavole già collocate a protezione di aperture nei vani ascensore, di buche, senza che poi provveda
alla loro ricollocazione. Non è superfluo ricordare che per l'inosservanza delle citate disposizioni, la legge prevede
sanzioni a carico dei lavoratori.
Progettista
LE NORME DI PREVENZIONE INFORTUNI IMPEGNA IL PROGETTISTA AL FINE DI REALIZZARE
NELL'AMBIENTE LAVORATIVO LE PREVISTE CONDIZIONI DI SICUREZZA
Avrà le mansioni e gli obblighi derivanti dalle seguente attività di competenza:
− Rapporti con il committente e con gli Enti che interagiscono per la realizzazione dell’opera.
− Redazione della progettazione esecutiva architettonica.
− Redazione della progettazione esecutiva strutturale.
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−
−
−
−
Redazione della progettazione esecutiva impiantistica;
Redazione degli elaborati di contabilità ed elaborati di cui alla L. 216.
Collaborazione stretta con il coordinatore della sicurezza nella fase di progettazione e redazione del piano di
sicurezza.
Riferisce e spiega alla Direzione dei Lavori i contenuti di tutti gli atti progettuali.
Direzione Lavori
LE NORME DI PREVENZIONE INFORTUNI IMPEGNA LA RESPONSABILITA' DEL DIRETTORE DEI
LAVORI AL FINE DI REALIZZARE NELL'AMBIENTE LAVORATIVO LE PREVISTE CONDIZIONI DI
SICUREZZA
Avrà le mansioni e gli obblighi derivanti dalle seguente attività di competenza:
− rapporti con il committente e con gli Enti che interagiscono per la realizzazione dell’opera;
− rapporti con il Progettista, con il Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, con il Coordinatore della
sicurezza in fase di realizzazione, con il collaudatore in corso d’opera, con il direttore di cantiere, con l’impresa
appaltatrice dei lavori;
− responsabile della rispondenza delle opere realizzate a quelle progettate;
− responsabile della esecuzione tecnica delle opere;
− modifica o fa modificare dal progettista qualora necessario e nei casi consentiti dalla normativa le soluzioni
progettuali adottate;
− unitamente al costruttore produce la denuncia delle opere in c.a. all’ufficio del Genio Civile;
− unitamente al progettista delle strutture prima del deposito all’ufficio del Genio Civile firma la relazione sui
materiali da costruzione;
− predispone i verbali dei provini sui materiali ;
− elabora la Relazione a Struttura Ultimata;
− assiste il collaudatore in corso d’opera nelle operazioni di rito;
− tiene i libri contabili e predispone gli atti di contabilità per gli stati di avanzamento lavori;
− predispone gli atti di contabilità finale;
_ assiste i collaudatori per il collaudo tecnico-amministrativo.
Coordinatore per la Progettazione
Avrà le mansioni e gli obblighi (art. 91 D.Lgs 81/08) derivanti dalle seguenti attività di competenza:
− Redige il piano di sicurezza nel rispetto della normativa ed è responsabile dei contenuti e delle prescrizioni in esso
previste.
− Predispone il fascicolo contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione degli infortuni.
Coordinatore per l'Esecuzione
Avrà le mansioni e gli obblighi (art. 92 D.Lgs 81/08) derivanti dalle seguenti attività di competenza:
− Assicurerà l’applicazione delle disposizioni di cui all’art.100 e all’art.101 del D.Lgs. 81/08.
− Verificherà l'idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del
piano di sicurezza e coordinamento di cui all'art.100, assicurandone la coerenza con quest'ultimo, e adeguare il piano
di sicurezza e coordinamento e il fascicolo di cui all'art.91, comma 1, lettera b), in relazione all'evoluzione dei lavori
e alle eventuali modifiche intervenute valutando le proposte delle imprese esecutrici adeguino, se necessario, i
rispettivi piani operativi di sicurezza;
− Organizzerà tra i datori di lavoro e tra gli RSPP la cooperazione e il coordinamento delle attività di sicurezza;
− Segnalerà al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori
autonomi interessati le inosservanze alle disposizioni, degli artt. 94,95, e 96 del D.Lgs. 81/08.
− Potrà proporre in caso di inadempienze la sospensione dei lavori e l’allontanamento delle imprese subappaltatrici o
dei lavoratori autonomi che non rispettano le normative di sicurezza;
− Verificherà lo stato delle attrezzature dei macchinari adoperati;
− Verificherà la natura e la qualità dei materiali;
_ Parteciperà alle riunioni con i datori di lavoro e con i rappresentanti degli operai;
− Modificherà nel caso le procedure quando se ne ravviseranno le opportunità;
− Sorveglierà e coordinerà il rispetto del presente piano e delle misure di sicurezza in fase di realizzazione delle
opere.
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Addetti in cantiere
Avrà le mansioni e gli obblighi derivanti dai seguenti incarichi:
_“Addetto alla Prevenzione e protezione Incendi” (Servizio di Emergenza)
_“Addetto al Primo Soccorso” (Servizio di Emergenza)
_“Addetto all’evacuazione” (Servizio di Emergenza)
_”Addetto degli Accessi in Cantiere”
_”Addetto alla sorveglianza, controllo e revisione delle Opere Provvisionali (funi gru, reti di sicurezza)”
_”Addetto alla Gestione dei Rifiuti ed Inquinanti in Cantiere”
Gli incarichi specifici verranno assegnati dai diversi datori di lavoro ognuno per le proprie competenze in sintonia
con gli RSPP delle diverse ditte, e dal datore di lavoro della ditta prima appaltatrice o comunque responsabile dei sevizi
comuni in sintonia con il RSPPC.
Gli addetti verranno appositamente formati ed informati dai singoli datori di lavoro in sintonia con i protocolli
elaborati in coordinamento con il SPP di Cantiere.
Individuazione dei rischi standard.
Individuazione dei rischi standard e misure di sicurezza generali
In questa sezione riprenderemo in considerazione singolarmente i diversi rischi che generalmente si possono
riscontrare nel contesto lavorativo a cui corrispondono le principali misure tecniche di prevenzione, con l’intento di
utilizzare questo nuovo punto di vista del problema sicurezza in cantiere, per aiutare a sviluppare le specifiche dei piani
e la informazione degli addetti, lavoratori ed autonomi.
RISCHIO
Interferenze
Rischio Incendio ed Esplosione
Calore - Fiamme - Esplosione
Illuminazione
Microclima
Eventi atmosferici
Immersioni
Elettrocuzione
Radiazioni non ionizzanti
Rumore
Vibrazioni
Urti - Colpi - Impatti - Compressioni
Punture - Tagli - Abrasioni
Cesoiamento - Stritolamento
Investimento
Movimentazione manuale dei carichi
Caduta dall'alto
Scivolamenti - Cadute a livello
Caduta oggetti dall’alto
Getti - Schizzi
Fumi - Nebbie - Gas - Vapori
Catrame - Fumo
Polveri - Fibre
Olii minerali e derivati
Allergeni
Infezioni da microrganismi
Rischi agenti chimici
Interferenze.
INTERFERENZE
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ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività nelle quali vi sia la presenza simultanea di più attività e di più imprese o lavoratori autonomi
determini il rischio di sovrapposizione di situazioni e rischi che presi singolarmente sono irrilevanti o adeguatamente
valutati.
Il rischio maggiore in tal senso e dato dalla possibilità dell'impresa di scegliere un cantieramento per aree di
intervento successive che comporta il sovrapporsi nel tempo di lavorazioni diverse.
MISURE DA ATTUARSI
Il rischio deve essere abbattuto utilizzando lo strumento delle riunioni di coordinamento che avranno cadenza
settimanale e che vedranno presenti il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione il Responsabile del Servizio
di Prevenzione e Protezione delle varie ditte che saranno presenti, i lavoratori autonomi ed eventualmente la Direzione
Lavori.
In relazione alla tipologia di lavori previsti non si prevede una presenza consistente di lavoratori autonomi.
Infatti anche se questi venissero così identificati non si può, vista la complessità dell’opera, che prefigurare un rapporto
di lavoro subordinato o comunque coordinato con le altre imprese.
INTERFERENZE VIABILITA’
Interferenze con la viabilità esterna
Le situazioni di particolare interferenza con la viabilità ordinaria potranno verificarsi principalmente in corrispondenza
dell’ingresso carrabili su Via Pesaro.
Interferenze con la viabilità interna
Uno dei rischi maggiori è quello di investimento, che interessa i pedoni (maestranze, fruitori della scuola, ecc.) in
presenza dei veicoli (mezzi di cantiere e mezzi privati) in transito nell’area cortile dove è prevista l’istallazione del
cantiere.
Al fine di evitare tale pericolo, si dovranno osservare alcune principali misure di sicurezza:
 le aree di lavorazione saranno recintate e dotate di segnaletica di divieto e di pericolo;
- i mezzi di cantiere dovranno essere dotati di segnalatori ottici ed acustici che si inseriscano automaticamente con
l’innesto della retromarcia;
- gli autisti dei mezzi di cantiere dovranno essere coadiuvati nelle manovre da personale a terra;
- le operazioni di carico/scarico di materiali, attrezzature, ecc. dagli autocarri dovranno essere eseguiti esclusivamente
nelle aree indicate;
- le zone di carico/scarico dovranno essere sempre segnalate con bandelle, cavalletti/transenne e cartellonistica di
sicurezza;
- dovrà essere vietato il transito e la sosta dei veicoli dei residenti nelle vicinanze delle aree di lavorazione.
Tutte le vie di transito non dovranno essere ingombrate da materiali che possano ostacolare la normale circolazione. I
materiali, sia quelli da impiegare che quelli provenienti dalle lavorazioni dovranno essere depositati nelle apposite aree
(in particolare nella zona destinata al cantiere fisso e all’interno delle recinzioni dei singoli settori di intervento).
Rischio incendio, espolosione, calore e fiamme.
RISCHIO INCENDIO ED ESPLOSIONE
PRESCRIZIONI IN MATERIA DI PREVENZIONE INCENDI
In considerazione della specificità delle lavorazioni eseguite deve essere valutato rischio di incendio in cantiere,
anche ad opera dei singoli datori di lavoro ai sensi del DM 10 marzo 1998.
A seguito della specifica valutazione dovranno essere riportati nel POS i risultati dell’analisi di rischio, le misure
preventive e le indicazioni operative, nonché gli apprestamenti necessari ed i dispositivi di protezione individuale
previsti.
Per quanto attiene ai rischi aggiuntivi derivanti dalle fasi critiche il presente documento ha valutato e riportato le
dotazioni ed i dispositivi aggiuntivi previsti per prevenire le suddette criticità.
Attenzione particolare deve essere posta nel realizzare e mantenere le vie di fuga e le vie di accesso per i mezzi di
soccorso per le ditte operanti in cantiere, queste devono garantire un rapida e sicura evacuazione dai locali, in
particolare si prevedano la realizzazione di percorsi chiari ed il più possibile diretti che raggiungano un luogo sicuro
all’esterno.
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Si è rilevato che nelle lavorazioni il fattore di rischio di incendio è minimo in quanto non è previsto l'impiego né
lo stoccaggio di materiali particolarmente pericolosi in prossimità di fonti di innesco o di personale, saranno in ogni
caso presenti n°1 estintori a schiuma in prossimità di ogni deposito di infiammabili, incendiabili e rifiuti; del loro
impiego verranno incaricati i preposti che dovranno essere nei pressi delle lavorazioni: quando le lavorazioni presentino
particolari rischi a causa dell'utilizzo di fiamme libere, corpi riscaldati, apparecchi che possono produrre scintille ovvero
apparecchi elettrici il preposto incaricato dovrà sospendere le altre sue lavorazioni e dovrà sorvegliare le operazioni,
pronto ad intervenire in caso di pericolo.
Le fasi in cui il rischio di incendio diventa rilevante sono:
_ deposito vernici e solventi infiammabili da collocarsi in area protetta e dedicata in quantità inferiore allo 0,5 mc.;
_
deposito bombole per saldatura ossiacetilenica o a gas di guaine ed impianti non potrà essere realizzato all’interno
dei locali ma dovrà essere predisposta un area adatta e esterna al raggio di influenza delle gru (riportata nelle tavole
di cantiere);
_
depositi di materiali combustibili come impalcati per opre provvisionali, banchinaggi e casserature, e tamponamenti
interni in legno;
_
depositi di involucri per imballaggio di materiali e macchinari da installare in cantiere;
_
posa guaine in particolare sulle coperture.
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL'ATTIVITA':
 in fase di pianificazione del cantiere è necessario effettuare un’analisi del rischio di incendio. Devono essere
individuate le concentrazioni di prodotti infiammabili e le possibili cause di accensione e deve essere preparato un
piano generale di prevenzione coordinato tra le ditte in cantiere al fine di rendere minimo il rischio di incendio.
 le aree e gli ambienti nei quali esiste il rischio di incendio o di esplosione devono essere chiaramente delimitati ed
identificabili e corredati della idonea segnaletica (es.: divieto di fumare e di usare fiamme libere)
 tutto il personale presente, gli addetti alla lavorazione e gli incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione
incendi, di evacuazione e di pronto soccorso devono essere informati, formati ed addestrati rispettivamente sulla
esistenza dell’area a rischio e sulle norme di evacuazione
 in prossimità di depositi di sostanze infiammabili, combustibili o esplosive verranno installati estintori specifici a
seconda del tipo di incendio sviluppabile
 quotidianamente verranno incaricati agli addetti della Squadra di Emergenza interna a cura del RSPPC o del
Responsabile del Servizio di Emergenza (RSE), e verranno a loro affidate le aree di intervento ed i dispositivi di
spegnimento, verranno inoltre concordate e ricordate le procedure di intervento e di evacuazione
 il Servizio di Emergenza verificherà quotidianamente l’efficienza e la presenza dei mezzi di estinzione, e la fruibilità
delle vie di fuga
DURANTE L'ATTIVITA':
 la scelta delle attrezzature elettriche, meccaniche o comunque capaci di costituire una fonte di ignizione, da
utilizzare per le lavorazioni negli ambiti precedentemente descritti, deve essere effettuata in maniera da risultare
compatibile con l’ambiente nel quale si opera
Le stesse devono essere correttamente impiegate e mantenute in conformità alle indicazioni del fabbricante
 nelle lavorazioni dove è previsto l’impiego di fiamme libere o di altre sorgenti di ignizione è necessario allontanare
e/o separare e/o proteggere le strutture, i materiali e le sostanze infiammabili poste nelle vicinanze
 deve essere prevista e resa possibile l'evacuazione dei lavoratori; le vie di esodo dovranno comunque essere indicate
mediante apposita segnaletica di sicurezza e dovranno essere previsti e mantenuti in buone condizioni idonei sistemi
di allarme per avvisare tutti gli addetti
 in tutte le lavorazioni a rischio di incendio è indispensabile tenere a portata di mano mezzi di estinzione adeguati
(secchiello di sabbia, estintore a polvere, etc.)
 tutti gli addetti devono indossare i DPI idonei alla lavorazione (calzature di sicurezza con suola termica, guanti,
indumenti protettivi, maschera per la protezione del volto)
I rischio di incendio diventa concreto quando oltre alle cause di innesco sono presenti alti carichi di incendio; il
rischio dovuto alla presenza di vernici e solventi verrà eliminato costituendo depositi esclusivamente esterni e ad uso
esclusivo lontani da fonti di innesco
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
 calzature di sicurezza
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




guanti
abbigliamento protettivo
elmetto
maschera per la protezione del volto
dispositivi di protezione per le squadre di emergenza (autorespiratori, abbigliamento ignifugo…)
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
 in caso di ustione e bruciature ricorrere immediatamente al più vicino Pronto Soccorso; nell’attesa si deve scoprire la
parte ustionata tagliando i vestiti, purché non siano rimasti attaccati alla pelle, e versare acqua sull’ustione.
Avvolgere successivamente le ustioni con teli o garze pulite evitando di bucare le bolle e di utilizzare olii. Coprire
successivamente l'infortunato sdraiato in posizione antishock (vedi manuale "Il primo soccorso nel cantiere edile")
 per tutti i lavoratori deve essere realizzato un programma di informazione per l’evacuazione e la lotta antincendio.
Qualora se ne riscontri la necessità si devono prevedere piani ed esercitazioni di evacuazione. Queste ultime devono
includere l’attivazione del sistema di emergenza e l’evacuazione di tutte le persone dalla loro area di lavoro
all’esterno o ad un punto centrale di evacuazione
 se del caso deve essere prevista una squadra interna di soccorso antincendio, costituita da lavoratori specialmente
addestrati, che operi eventualmente anche in coordinamento con i servizi pubblici di soccorso
CALORE - FIAMME
Nei lavori effettuati in presenza di materiali, sostanze o prodotti infiammabili, esplosivi o combustibili, devono
essere adottate le misure atte ad impedire i rischi conseguenti.
In particolare:
_ le attrezzature e gli impianti devono essere di tipo idoneo all'ambiente in cui si deve operare;
_
le macchine, i motori e le fonti di calore eventualmente preesistenti negli ambienti devono essere tenute inattive; gli
impianti elettrici preesistenti devono essere messi fuori tensione;
_
non devono essere contemporaneamente eseguiti altri lavori suscettibili di innescare esplosioni od incendi, né
introdotte fiamme libere o corpi caldi;
_
gli addetti devono portare calzature ed indumenti che non consentano l'accumulo di cariche elettrostatiche o la
produzione di scintille e devono astenersi dal fumare;
_
nelle immediate vicinanze devono essere predisposti estintori idonei per la classe di incendio prevedibile;
_
all'ingresso degli ambienti o alla periferie delle zone interessate dai lavori devono essere poste scritte e segnali
ricordanti il pericolo.
_
Nei lavori a caldo con bitumi, catrami, asfalto e simili devono essere adottate misure contro i rischi di:
traboccamento delle masse calde dagli apparecchi di riscaldamento e dai recipienti per il trasporto;
_
incendio;
_
ustione.
Durante le operazioni di taglio e saldatura deve essere impedita la diffusione di particelle di metallo incandescente
al fine di evitare ustioni e focolai di incendio.
Gli addetti devono fare uso degli idonei dispositivi di protezione individuali.
Illuminazione, microclima, eventi etosferici ed immersioni.
ILLUMINAZIONE
ATTIVITA INTERESSATE
Lavori invernali o serali all’interno dei locali
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’ATTIVITA’:
• in tutti i luoghi di lavoro, di sosta e di passaggio occorre assicurasi che esista un adeguato livello di illuminazione,
naturale o artificiale, diffuso e/o localizzato, proporzionato alla situazione ambientale e alla lavorazione da eseguire
• le aree di azione delle macchine operatrici, dei mezzi di trasporto, di sollevamento e delle operazioni manuali, i
campi di lettura e di osservazione degli organi e degli strumenti di controllo, di misura o di indicatori in genere e
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ogni altro luogo o elemento o segnalazione che presenti un particolare rischio o richieda una particolare attenzione,
devono essere illuminati in maniera adeguata alla situazione operativa
• se fosse il caso deve essere disposta un sistema di illuminazione sussidiaria e/o di emergenza da attivare in caso di
necessità
• nella organizzazione del lavoro occorre tener conto delle fonti di luminosità, artificiali e non, anche in funzione delle
possibili condizioni ambientali al fine di evitare abbagliamenti o disturbi visivi
• le superfici vetrate illuminanti ed i mezzi di illuminazione artificiale devono essere tenuti costantemente in buone
condizioni di pulizia ed efficienza.
MICROCLIMA
ATTIVITA INTERESSATE
Tutte le attività che comportano per il lavoratore una permanenza in ambienti interni o esterni con parametri
climatici (temperatura, umidità, ventilazione, etc.) non confortevoli dovute alle escursioni termiche stagionali invernali
ed estive
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
•i lavoratori devono indossare un abbigliamento adeguato all’attività e alle caratteristiche dell'ambiente di lavoro,
qualora non sia possibile intervenire diversamente sui parametri climatici
• gli orari di esposizione dei lavoratori al clima rigido dovranno essere adeguatamente ridotti ed intervallati da pause i
locali riscaldati in numero e frequenza che dovranno essere valutati ed espressi nel documento di valutazione delle
ditte
• il cantiere sarà dotato di baracche riscaldate per consentire il ricovero ed il riposo del personale, queste saranno
anche dotate di apparecchiature per scaldare cibi e bevande
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• abbigliamento protettivo
• guanti
• copricapo
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
• le attività che si svolgono in condizioni climatiche avverse senza la necessaria protezione possono dare origine sia a
broncopneumopatie, soprattutto nei casi di brusche variazioni delle stesse, che del classico colpo di calore in caso di
intensa attività fisica durante la stagione estiva
• per soccorrere l'infortunato privo di coscienza colpito dal colpo di calore occorre:
• slacciare gli indumenti al collo, al torace, alla vita
• disporlo in posizione di sicurezza (disteso sul fianco a testa bassa con un ginocchio piegato per assicurarne
la stabilità), mantenendolo coperto in un luogo asciutto e aerato
• in presenza di sintomi di congelamento è necessario avvolgere in panni di lana la parte del corpo interessata, evitando
di sfregarla, e rivolgersi al più vicino Pronto Soccorso
EVENTI ATMOSFERICI
ATTIVITA INTERESSATE
Tutte le attività svolte all’aperto
In considerazione dello scarso indice di prefabbricazione dell’opera è da considerarsi nullo l'uso di gru che.
In considerazione del sito diventa rilevante anche in rischio causato dall’accumulo di neve e di ghiaccio sulle
strutture e sulle opere provvisionali.
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL'ATTIVITA'.
• Ιl Datore di Lavoro e l’RSPPC sarà tenuto ad effettuare la formazione e l’informazione del Preposto ed
eventualmente degli Addetti a rilevare, gestire, ed operare in riferimento al pericolo vento
• Per ciò che attiene la formazione di accumuli di neve o ghiaccio sui ponti e sulle attrezzature del cantiere è
necessario che gli addetti provvedano a mantenere sgomberi dette opere provvisionali
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• Il rischio di elettrocuzione dovuta al tranciamento o lesione di cavi sommersi durante l’eventuale inondazione del
cantiere viene ovviata realizzando un’impianto di cantiere aereo per tutte le aree al di sotto o al livello del piano di
campagna.
• Il rischio di dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente durante l’inondazione del cantiere verrà ovviata
localizzando delle apposite aree di cantiere dedicate allo stoccaggio di detti materiali, i depositi saranno dotati di
vasca di contenimento e saranno collocati lungo le pendici del terrapieno ad un’altezza pari almeno a 80 cm dal
piano di campagna.
DURANTE L'ATTIVITA':
• Il preposto o gli addetti a monitorare il vento dovranno verificare il funzionamento dell’attrezzatura prima delle
lavorazioni che prevedono l’utilizzo di mezzi di sollevamento, controllando le velocità massime previste nei libretti
delle apparecchiature di sollevamento ed alle istruzioni contenute nei manuali e nei piani di prefabbricazione
dell’opera.
•
Il preposto o gli addetti a monitorare il vento dovranno tener conto dell’aggravamento del pericolo in caso di
raffiche che posso accentuare o rendere irregolare il movimento oscillatorio dei carichi, in tal caso dovranno essere
comunque interrotte le lavorazioni che prevedono la movimentazione di carichi sospesi. Solo il Preposto
Responsabile di cantiere potrà dichiarare il cessato allarme e far riprendere le lavorazioni.
•
Il SPP individuerà le modalità operative per intervenire sospendendo le lavorazioni e ne informerà preposto o gli
addetti. Provvederà inoltre a nominare i suddetti incaricati previo formazione ed informazione specifica.
• Durante la rimozione degli accumuli di neve o ghiaccio dalle opere provvisionali e gru gli operatori dovranno
assicurarsi con cinture ove sia il rischio di caduta o scivolamento, durante dette operazioni dovrà verificarsi a cura
del preposto e degli addetti in prima persona che non transiti nessuno in corrispondenza dell’area di caduta del
materiale sorvegliando e segnalando con segnali di divieto di transito le aree stesse.
• Il preposto in caso di inondazione del cantiere provvederà a staccare immediatamente la fornitura di corrente
all’impianto elettrico di cantiere azionando il sezionatore generale sul Quadro Generale di Cantiere.
• Provvedere a cura del preposto e di addetti appositamente formati a controllare periodicamente che le vasche di
contenimento dei depositi di inquinanti siano prive di materiale, provvedere a coprire detti materiali con teli ben
fissati che portino l’acqua meteorica fuori dalle vasche stesse.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• gli addetti ad interventi su in condizioni climatiche avverse devono utilizzare se del caso: stivali in gomma,
abbigliamento impermeabile e termicamente isolante, guanti impermeabili ed isolanti contro il gelo.
IMMERSIONI
Qualora non sia possibile evitare il ristagno dell'acqua sul piano del posto di lavoro, o nelle piste di cantiere le
attività devono essere sospese quando l'altezza dell'acqua superi i 50 cm. In tali casi possono essere effettuati solo lavori
di emergenza, unicamente intesi ad allontanare l'acqua o ad evitare danni all'opera in costruzione.
Detti lavori devono essere affidati a lavoratori esperti ed eseguiti sotto la sorveglianza dell'assistente. I
lavoratori devono essere forniti di idonei DPI (indumenti e calzature impermeabili). In tutti i casi dovrà essere sezionato
il Quadro Generale di Cantiere prima di intervenire.
Elettrocuzione e radiazioni non ionizzanti.
ELETTROCUZIONE
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività nelle quali vengono utilizzati, o siano comunque attivi, impianti per la produzione o
distribuzione dell'energia elettrica, a qualunque scopo destinata.
Le fasi in cui il rischio di elettrocuzione diventa rilevante sono:
_ le fasi di compresenza di più ditte nelle stesse aree di lavoro che possa determinare l’utilizzo di impianti di cantiere
in comune;
_ le scariche atmosferiche sulle opere provvisionali;
_ la immersione nelle acque superficiali di impianti elettrici che potrebbero essere lesionati a causa di passaggio
mezzi e cedimenti del terreno;
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MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL'ATTIVITA':
• verificare che non esistano elementi della rete di distribuzione dell'energia elettrica che possano costituire pericolo
per le lavorazioni e viceversa. Se del caso, devono essere presi immediati contatti con l'Ente esercente la rete al fine
di individuare e applicare le misure di sicurezza necessarie (es. segnalazioni, delimitazioni, sbarramenti etc.) prima
dell'inizio delle lavorazioni;
• le strutture metalliche dei baraccamenti e delle opere provvisionali, i recipienti e gli apparecchi metallici di notevoli
dimensioni situati all'aperto devono essere collegati elettricamente a terra in modo da garantire la dispersione delle
scariche atmosferiche, come conseguenza della relazione di calcolo di probabilità prevista dalla normativa vigente;
• gli impianti elettrici, di messa a terra ed i dispositivi contro le scariche atmosferiche, quando necessari, devono
essere progettati osservando le norme dei regolamenti di prevenzione e quelle di buona tecnica riconosciute. Gli
impianti sono realizzati, mantenuti e riparati da ditte e/o persone qualificate. La dichiarazione di conformità degli
impianti (con gli allegati), la richiesta di omologazione dell'impianto di terra e dei dispositivi contro le scariche
atmosferiche sono conservate in cantiere;
• prima dell'utilizzo è necessario effettuare una verifica visiva e strumentale delle condizioni di idoneità delle diverse
parti degli impianti e dei singoli dispositivi di sicurezza;
• al fine di evitare inconvenienti dovuti all’interferenza tra i lavoratori operanti in cantiere è importante che il
Responsabile Tecnico ed il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione partecipino alle riunioni di
coordinamento in modo da pianificare: l'avvicendarsi delle ditte e dei lavoratori autonomi operanti, e le modifiche
dell'impianto elettrico di cantiere;
• al fine garantire una maggior autonomia e quindi efficienza delle ditte operanti si prescrive:
_
che la ditta appaltatrice doti il cantiere di un Quadro Elettrico Generale che verrà collocato in luogo facilmente
raggiungibile presso l’accesso principale del cantiere; la ditta stessa nominerà (con incarico scritto) un preposto
con il compito di dare corrente all'impianto all'apertura quotidiana del cantiere e toglierla alla chiusura dello
stesso;
_
che la ditta stesa doti il cantiere di un Quadro Elettrico Derivato che verrà collocato in luogo baricentrico
rispetto alle aree di lavoro (individuato presso il basamento della gru da 60 mt);
_
che le ditte subappaltanti si dotino di proprio Quadro Elettrico Derivato regolarmente allacciato all’impianto di
terra comune collegato con prelievo di tensione dal Quadro Elettrico Generale Derivato; le ditte stesse
nomineranno (con incarico scritto) un preposto con il compito di dare corrente al proprio impianto all'apertura
quotidiana del cantiere e toglierla alla chiusura dello stesso (l’addetto verrà formato sulle procedure e verrà
informato che prima di togliere o dare corrente deve accertarsi della presenza di alcuno in cantiere);
_
un segnale specifico sui quadri avvertirà che è vietato intervenire sui quadri a personale non autorizzato;
DURANTE L'ATTIVITA':
• tutto il personale non espressamente addetto deve evitare di intervenire su impianti o parti di impianto sotto tensione;
• qualora si presenti una anomalia nell'impianto elettrico è necessario segnalarla immediatamente al responsabile del
cantiere;
• il personale non deve compiere, di propria iniziativa, riparazioni o sostituzioni di parti di impianto elettrico;
• disporre con cura i conduttori elettrici, evitando che intralcino i passaggi, che corrano per terra o che possano
comunque essere danneggiati;
• verificare sempre l'integrità degli isolamenti prima di impiegare conduttori elettrici per allacciamenti di macchine od
utensili;
• l'allacciamento al quadro di utensili, macchine, etc., deve avvenire sulle prese a spina appositamente predisposte;
• non è consentito l'uso di cavi di prolunga e di adattatori delle prese di corrente;
• non inserire o disinserire macchine o utensili su prese in tensione;
• al fine di evitare che la sovrapposizione di diversi operatori determini l'accatastarsi sulle impalcature di cavi ed
utensili accrescendo il rischio di scoordinamento tra i lavoratori, in particolare se di ditte diverse, è importante che:
_
ogni operatore provveda a conservare in modo ordinato e raccolto la caveria e gli utensili presso la postazione
di lavoro;
_
ogni operatore informi gli altri operatori in prossimità del suo operato ed eviti di abbandonare incustoditi gli
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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apparecchi elettrici in particolare se non scollegati dal Quadro di Servizio;
• prima di effettuare l'allacciamento verificare che gli interruttori di manovra della apparecchiatura e quello posto a
monte della presa siano aperti (macchina ferma e tolta tensione alla presa);
• se la macchina o l'utensile, allacciati e messi in moto, non funzionano o provocano l'intervento di una protezione
elettrica (valvola, interruttore automatico o differenziale) è necessario che l'addetto provveda ad informare
immediatamente il responsabile del cantiere senza cercare di risolvere il problema autonomamente.
DOPO L'ATTIVITA':
• è importante che gli operatori ritirino l'utensileria in luogo protetto alle intemperie ed al rischio di intralcio per terzi;
dovranno inoltre controllare il buono stato della attrezzatura al fine di evitare che altri operatori possano
successivamente utilizzare gli apparecchi che comportino pericolo.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• gli addetti ad interventi su impianti in tensione devono utilizzare se del caso: calzature con suola isolante e guanti
isolanti in lattice.
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
• il corpo umano al passaggio della corrente si riscalda fortemente: ne risultano scottature esterne o interne, talvolta
gravi o addirittura mortali;
• l'elettricità altresì produce frequentemente altri effetti: sul cuore (fibrillazioni); sui muscoli (crampi la cui intensità
può essere tanto elevata da provocare slogature di articolazioni e rotture di ossa); sul sistema nervoso (paralisi);
• gli effetti sono diversi a seconda della qualità e della quantità dell’energia elettrica trasmessa;
• nel caso in cui l’infortunato resti in contatto con un conduttore a bassa tensione non disattivabile che sia facilmente
spostabile, è necessario che quest’ultimo venga allontanato con un supporto in materiale isolante (non con le mani!),
ad es. con una tavola di legno ben asciutta, eseguendo un movimento rapido e preciso. Se il suolo è bagnato occorre
che il soccorritore si isoli anche da terra ad es. mettendo sotto i piedi una tavola di legno asciutta;
• se non è possibile rimuovere il conduttore è necessario spostare l’infortunato. In questo caso il soccorritore deve:
• controllare che il suo corpo (piedi compresi) siano isolati da terra (suolo o parti di costruzioni o di impalcature o di
macchinari bagnati o metallici);
• isolare bene le mani anche con mezzi di fortuna (es.: maniche della giacca);
• prendere l'infortunato per gli abiti evitando il contatto con parti umide (es.: sotto le ascelle), possibilmente con una
mano sola;
• allontanare l'infortunato con una manovra rapida e precisa;
• dopo aver provveduto ad isolare l’infortunato è indispensabile ricorrere d’urgenza al pronto soccorso più vicino,
mettendo nel contempo in pratica quanto indicato al riguardo nel Manuale del Primo Soccorso nel Cantiere Edile.
RADIAZIONI NON IONIZZANTI
I posti di lavoro in cui si effettuano lavori di saldatura, taglio termico e altre attività che comportano l'emissione
di radiazioni e/o calore devono essere opportunamente protetti, delimitati e segnalati.
I lavoratori presenti nelle aree di lavoro devono essere informati sui rischi in modo tale da evitare l'esposizione
accidentale alle radiazioni suddette.
Gli addetti devono essere adeguatamente informati/formati, utilizzare i DPI. idonei ed essere sottoposti a
sorveglianza sanitaria.
Rumore, vibrazioni, urti, colpi, impatti, compressioni, punture, tagli ed
abrasioni.
RUMORE
Il D.Lgs.81/2008 - Titolo VIII Capo III e s.m.i. sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione
dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche” definisce gli obblighi riguardanti la valutazione del rischio,
la riduzione dello stesso, l´informazione e la formazione ed il controllo sanitario e prevede che il datore di lavoro valuti
i livelli di vibrazioni meccaniche a cui i lavoratori sono, o possono essere, esposti.
Il livello di esposizione alle vibrazioni meccaniche può essere valutato mediante l’osservazione delle condizioni di
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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lavoro specifiche e il riferimento ad appropriate informazioni sulla probabile entità delle vibrazioni per le attrezzature o
tipi di attrezzature in particolari condizioni di uso, incluse le informazioni fornite in materia dal costruttore delle
attrezzature.
Ai fini della valutazione dei rischi di cui al Capo III, il datore di lavoro tiene conto dei seguenti elementi:
a) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti;
b) i valori limite di esposizione e i valori d'azione;
c) gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio;
d) gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche e
l'ambiente di lavoro o altre attrezzature;
e) le informazioni fornite dal costruttore dell'attrezzatura di lavoro;
f) l'esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle vibrazioni meccaniche;
g) il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero al di là delle ore lavorative, in
locali di cui è responsabile;
h) condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature;
i) informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura
scientifica.
In base alla valutazione dei rischi di cui al Capo III, quando sono superati i valori d’azione, il datore di lavoro elabora e
applica un programma di misure tecniche o organizzative, volte a ridurre al minimo l'esposizione e i rischi che ne
conseguono, considerando in particolare quanto segue:
a) altri metodi di lavoro che richiedono una minore esposizione a vibrazioni meccaniche;
b) la scelta di attrezzature di lavoro adeguate concepite nel rispetto dei principi ergonomici e che producono, tenuto
conto del lavoro da svolgere, il minor livello possibile di vibrazioni;
c) la fornitura di attrezzature accessorie per ridurre i rischi di lesioni provocate dalle vibrazioni, quali sedili che
attenuano efficacemente le vibrazioni trasmesse al corpo intero e maniglie o guanti che attenuano la vibrazione
trasmessa al sistema mano-braccio;
d) adeguati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul luogo di
lavoro;
e) la progettazione e l'organizzazione dei luoghi e dei posti di lavoro;
f) l'adeguata informazione e formazione dei lavoratori sull’uso corretto e sicuro delle attrezzature di lavoro, in modo da
ridurre al minimo la loro esposizione a vibrazioni meccaniche;
g) la limitazione della durata e dell'intensità dell'esposizione;
h) l’organizzazione di orari di lavoro appropriati, con adeguati periodi di riposo;
i) la fornitura, ai lavoratori esposti, di indumenti per la protezione dal freddo e dall'umidità.
Se, nonostante le misure adottate , il valore limite di esposizione è stato superato, il datore di lavoro prende misure
immediate per riportare l'esposizione al di sotto di tale valore, individua le cause del superamento e adatta di
conseguenza le misure di protezione e prevenzione per evitare un nuovo superamento.
Le attività interessate sono tutte quelle attività nelle quali è previsto l’impiego di utensili ad aria compressa o ad asse
vibrante (es. martelli demolitori, ecc.) o dove l’operatore permanga in contatto con una fonte di vibrazione (es.
macchine operatrici, ecc.).
Nel caso specifico delle attività previste nel cantiere in oggetto, le principali lavorazioni soggette a rischio derivante da
esposizione a vibrazioni riguardano l’uso di utensili portatili (trapani, tassellatori, demolitori elettrici, ecc.).
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività che comportano per il lavoratore una esposizione personale superiore ad 80 dB(A).
Sono particolarmente da considerarsi in questo documento il rischi derivanti da fasi complesse di lavoro o
critiche che richiedono di integrare i DPI e le procedure previste nei singoli POS con dotazioni aggiuntive dovuta alla
compresenza o vicinanza di più attività diverse.
Per la valutazione di seguito riportata si è proceduto estrapolando i Valori di Esposizione in presenza di
Utensili, Attrezzature e Macchinari, riportati nello studio del Comitato Paritetico Territoriale - Torino e riconosciuto
dal Min. del Lavoro e Prev. Soc.
Al fine di prevenire i rischi da compresenza di attività diverse si sono riportati i valori massimi rilevati, su tutto
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lo spettro di frequenze (Hz), su campione ampio di rilevamenti; in tal modo si mettono in evidenza i rischi aggiuntivi
che i Datori di Lavoro dovranno affrontare in ragione della compresenza di altre attività con emissione di rumore
inquinante.
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
• i rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere valutati riferendosi eventualmente, per il settore delle
costruzioni edili, alle analisi riportate in lavori di misurazione e monitoraggio effettuati su grande scala da organi
paritetici o enti pubblici riconosciuti ed autorizzati - La valutazione del rischio derivante dall'esposizione a rumore
durante il lavoro nelle attività edili verrà svolta ad opera del R.S.P.P.;
• i rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere ridotti al minimo, in relazione alle conoscenze acquisite in
base al progresso tecnico, mediante misure tecniche, organizzative e procedurali concretamente attuabili,
privilegiando gli interventi alla fonte;
• i rischi derivanti dall'esposizione a rumore per effetto di lavorazioni complesse o critiche sono evidenziati nel
presente Piano di Sicurezza e Coordinamento e nelle tavole allegate e comportano la adozione di DPI e procedure
aggiuntive, pertanto e necessario che gli RSPP delle diverse ditte e i lavoratori autonomi partecipino alle riunioni di
coordinamento al fine di individuare ed aggiornare, con l’evolversi del Crono programma e delle aree di intervento
con, i mezzi specifici necessari.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• gli addetti esposti al rischio rumore devono utilizzare semplicemente otoprotettori per esposizioni fino ad 80 dB(A)
oltre a tale soglia dovranno essere sottoposti a visita medica specialistica periodica secondo il protocollo previsto dal
medico competente, il POS dovrà riportare la valutazione specifica ed i DPI previsti e forniti al personale.
VIBRAZIONI
ATTIVITA’ INTERESSATE
Tutte le attività nelle quali è previsto l'impiego di utensili ad asse vibrante o ad aria compressa (es. martelli
perforatori, vibratori per c.a., etc.) o dove l'operatore permanga in contatto con una fonte di vibrazioni (es. casseforme
vibranti, macchine operatrici, etc.).
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL'ATTIVITA':
• valutare se sia possibile effettuare la stessa lavorazione senza ricorrere ad attrezzature e/o utensili comunque capaci
di trasmettere vibrazioni al corpo dell'operatore;
• gli utensili e le attrezzature vibranti da impiegare dovranno essere scelte tra quelle meno dannose per l'operatore; le
stesse devono essere dotate di tutte le soluzioni tecniche più efficaci per la protezione dei lavoratori (es. manici
antivibrazioni, dispositivi di smorzamento, etc.) e devono essere installate e mantenute in stato di perfetta efficienza;
• tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività
e sottoposti a sorveglianza sanitaria. Se del caso deve essere analizzata l'opportunità di istituire una rotazione tra gli
addetti.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti imbottiti.
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
• il rischio principale per i lavoratori che utilizzano utensili ad aria compressa o ad asse flessibile é quello dei danni
articolari e delle nevralgie croniche. In alcuni casi, all'aumentare delle frequenze, possono riscontrarsi distonie
neurovegetative e danni circolatori.
SORVEGLIANZA SANITARIA
• specifica, obbligatoria per tutti i lavoratori interessati, con periodicità annuale se non diversamente disposto dal
medico competente.
URTI - COLPI - IMPATTI - COMPRESSIONI
Le attività che richiedono sforzi fisici violenti e/o repentini devono essere eliminate o ridotte anche attraverso
l'impiego di attrezzature idonee alla mansione.
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Gli utensili, gli attrezzi e gli apparecchi per l'impiego manuale devono essere tenuti in buono stato di
conservazione ed efficienza e quando non utilizzati devono essere tenuti in condizioni di equilibrio stabile (es. riposti in
contenitori o assicurati al corpo dell'addetto) e non devono ingombrare posti di passaggio o di lavoro.
I depositi di materiali in cataste, pile e mucchi devono essere organizzati in modo da evitare crolli o cedimenti
e permettere una sicura e agevole movimentazione e non ostacolare la normale viabilità.
Gli arredi e le attrezzature dei locali comunque adibiti a posti di lavoro, devono essere disposti in modo da
garantire la normale circolazione delle persone.
PUNTURE - TAGLI - ABRASIONI
Deve essere evitato il contatto del corpo dell'operatore con elementi taglienti o pungenti o comunque capaci di
procurare lesioni.
Tutti gli organi lavoratori delle apparecchiature devono essere protetti contro i contatti accidentali.
Dove non sia possibile eliminare il pericolo o non siano sufficienti le protezioni collettive (delimitazione delle
aree a rischio), devono essere impiegati i DPI idonei alla mansione (calzature di sicurezza, guanti, grembiuli di
protezioni, schermi, occhiali, etc.).
Cesoiamento, stritolamento ed investimento.
CESOIAMENTO - STRITOLAMENTO
Il cesoiamento e lo stritolamento di persone tra parti mobili di macchine e parti fisse delle medesime o di opere,
strutture provvisionali o altro, deve essere impedito limitando con mezzi materiali il percorso delle parti mobili o
segregando stabilmente la zona pericolosa.
Qualora ciò non risulti possibile deve essere installata una segnaletica appropriata e devono essere osservate
opportune distanze di rispetto; ove del caso devono essere disposti comandi di arresto di emergenza in corrispondenza
dei punti di potenziale pericolo.
INVESTIMENTO
ATTIVITA' INTERESSATE
Allestimento ed utilizzo delle vie di circolazione interna al cantiere.
ATTREZZATURA
Mezzi di trasporto.
RISCHI EVIDENZIATI DALL'ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE IL
LAVORO
Investimento degli operai che transitano lungo i percorsi degli automezzi (specie in retromarcia);
cedimento del fondo stradale con possibilità di ribaltamento dell'automezzo e conseguente pericolo per l'autista e per gli
operai nelle vicinanze dell'automezzo stesso; caduta di materiale trasportato dagli autocarri sugli operai.
MISURE LEGISLATIVE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI
Durante i lavori deve essere assicurata nei cantieri la viabilità delle persone e dei veicoli.
Le rampe di accesso degli scavi di splateamento o sbancamento devono avere una carreggiata, solida, atta a
resistere al transito dei mezzi di trasporto di cui è previsti l'impiego, ed una pendenza adeguata alle possibilità dei mezzi
stessi.
La larghezza deve essere tale da consentire un franco di almeno cm 70 oltre la sagoma d'ingombro del veicolo.
Qualora nei tratti lunghi il franco venga limitato ad un solo lato, devono essere realizzate piazzuole o nicchie di
rifugio ad intervalli non superiori a m 20 lungo l'altro lato.
I viottoli e le scale con gradini ricavati nel terreno devono essere provvisti di parapetto nei tratti prospicienti il
vuoto quando il dislivello superi i due metri.
Le alzate dei gradini ricavati nel terreno friabile devono essere sostenute, ove occorra, con tavole e paletti
robusti.
Alle vie d'accesso ed ai punti pericolosi non proteggibili devono essere adottate le disposizioni necessarie per
evitare la caduta di masse dal terreno a monte dei posti di lavoro.
Il transito sotto ponti sospesi, ponti a sbalzo, scale aeree e simili deve essere impedito con barriere o protetto
con l'adozione di misure o cautele adeguate.
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MISURE TECNICHE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Non eseguire gli accessi al cantiere in prossimità degli accessi di altri cantieri o di altre attività pericolose
limitrofe.
E' preferibile eseguire accessi separati per i pedoni e gli automezzi.
All'interno del cantiere la circolazione degli automezzi e delle macchine semoventi deve essere regolata con
norme il più possibile simili a quelle della circolazione sulle strade pubbliche e la velocità deve essere limitata a
seconda delle caratteristiche e condizioni dei percorsi e dei mezzi.
Studiare i percorsi interni, sia degli automezzi che dei pedoni e di conseguenza imporre il limite massimo di
velocità degli automezzi in cantiere (è consigliata la velocità massima di 20 Km/h).
I macchinari e gli impianti costituenti posti fissi di lavoro o comunque usati per brevissimi periodi, siano
predisposti ed installati in punti che non costituiscano, poi con la crescita del cantiere, intralcio alla libera circolazione
di mezzi e uomini.
In particolare, i mezzi meccanici di trasporto (camion, muletti, ecc.) devono circolare lungo tracciati ben
designati e muniti di adeguata segnaletica i cui cartelli collocati opportunamente richiamino l'attenzione dei lavoratori e
dei pedoni e dovranno essere chiaramente distinti dai percorsi pedonali.
L’accesso al cantiere avverrà dal passo carraio di Via Pesaro.
Movimentazione manuale dei carichi.
MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività che comportano operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più
lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico che, per le loro
caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano tra l'altro rischi di lesioni dorso
lombari (per lesioni dorso lombari si intendono le lesioni a carico delle strutture osteomiotendinee e nerveovascolari a
livello dorso lombare).
I carichi costituiscono un rischio nei casi in cui ricorrano una o più delle seguenti condizioni (situazioni che
spesso contraddistinguono il settore delle costruzioni edili):
• caratteristiche del carico
• troppo pesanti (superiori a 30 Kg.)
• ingombranti o difficili da afferrare
• in equilibrio instabile o con il contenuto che rischia di spostarsi
• collocati in posizione tale per cui devono essere tenuti e maneggiati ad una certa distanza dal tronco o con
una torsione o inclinazione del tronco
• sforzo fisico richiesto
• eccessivo
• effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco
• comporta un movimento brusco del carico;
• compiuto con il corpo in posizione instabile;
• caratteristiche dell'ambiente di lavoro
• spazio libero, in particolare verticale, insufficiente per lo svolgimento dell’attività;
• pavimento ineguale, con rischi di inciampo o scivolamento per le scarpe calzate dal lavoratore;
• posto o ambiente di lavoro che non consentono al lavoratore la movimentazione manuale di carichi ad una
altezza di sicurezza o in buona posizione;
• pavimento o piano di lavoro con dislivelli che implicano la movimentazione del carico a livelli diversi;
• pavimento o punto d'appoggio instabile;
• temperatura, umidità o circolazione dell'aria inadeguate;
• esigenze connesse all'attività
• sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo frequenti o troppo prolungati;
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• periodo di riposo fisiologico o di recupero insufficiente;
• distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto;
• ritmo imposto da un processo che il lavoratore non può modulare;
• fattori individuali di rischio
• inidoneità fisica al compito da svolgere;
• indumenti calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore;
• insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione.
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL'ATTIVITA:
• le lavorazioni devono essere organizzate al fine di ridurre al minimo la movimentazione manuale dei carichi anche
attraverso l’impiego di idonee attrezzature meccaniche per il trasporto ed il sollevamento.
DURANTE L'ATTIVITA':
• per i carichi che non possono essere movimentati meccanicamente occorre utilizzare strumenti per la
movimentazione ausiliata (carriole, carrelli) e ricorrere ad accorgimenti organizzativi quali la riduzione del peso del
carico e dei cicli di sollevamento e la ripartizione del carico tra più addetti;
• tutti gli addetti devono essere informati e formati in particolar modo su: il peso dei carichi, il centro di gravita o il
lato più pesante, le modalità di lavoro corrette ed i rischi in caso di inosservanza (cfr. opuscolo Conoscere per
Prevenire - La Movimentazione Manuale dei Carichi nel Cantiere Edile).
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature di sicurezza
Caduta dall'alto, scivolamenti, cadute a livello e seppellimento
CADUTA DALL'ALTO
ATTIVITA INTERESSATE
• Nei lavori che sono eseguiti ad un’altezza superiore ai metri due
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
Devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori in elevazione, adeguate impalcature o ponteggi od
idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose.
Le aperture verso il vuoto devono protette con parapetti adeguati o con ripiani in legno da ponte.
PRIMA DELL'ATTIVITA':
• tutte le lavorazioni devono essere precedute da una valutazione tesa ad evitare il rischi di caduta dall'alto
DURANTE L'ATTIVITA':
• è indispensabile sincerarsi dell’efficienza delle opere provvisionali utilizzate, qualora si operasse in assenza di ponti
fissi o su cavalletti, è indispensabile indossare la cintura di sicurezza ed assicurarla alla fune di sicurezza.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• guanti
• calzature
• cintura di sicurezza
SCIVOLAMENTI - CADUTE A LIVELLO
I percorsi per la movimentazione dei carichi ed il dislocamento dei depositi devono essere scelti in modo da
evitare quanto più possibile le interferenze con zone in cui si trovano persone. I pavimenti degli ambienti e luoghi di
lavoro devono avere caratteristiche ed essere mantenuti in modo da evitare il rischio di scivolamento e inciampo.
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I percorsi pedonali interni ai luoghi di lavoro devono sempre essere mantenuti sgombri da attrezzature,
materiali o altro, capaci di ostacolare il cammino degli operatori.
Tutti gli addetti devono indossare calzature idonee in relazione all'attività svolta. Per ogni postazione di lavoro
è necessario individuare la via di fuga più vicina.
Deve altresì provvedersi per il sicuro accesso ai posti di lavoro.
Le vie d'accesso ai luoghi di lavoro e quelle corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate secondo
le necessità diurne e notturne.
SEPPELLIMENTO NEGLI SCAVI
In ogni attività di scavo da eseguirsi nel cantiere (a sezione obbligata, di sbancamento, manuali) dovranno
rispettarsi le seguenti indicazioni generali:
a) profilare le pareti dello scavo secondo l'angolo di natural declivio;
b) evitare tassativamente di costituire depositi sul ciglio degli scavi;
c) qualora ciò si rivelasse indispensabile, provvedere a puntellare adeguatamente il fronte dello scavo;
d) per scavi a sezione obbligata di profondità superiore a 1,5 m., posizionare adeguate sbadacchiature, sporgenti
almeno 30 cm. al di sopra il ciglio dello scavo.
Caduta oggetti dall'alto, getti, schizzi, fumi, nebbie, gas, vapori.
CADUTA OGGETTI DALL’ALTO
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività nelle quali si prevede la movimentazione, deposito o lavorazioni di carichi su quote diverse.
In particolare lavorazioni su piani di ponte differenti, e movimentazione tramite gru od autogrù.
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI PRIMA DELL'ATTIVITA:
• Verificare che i percorsi delle persone al disotto dei carichi e proteggerli con percorsi protetti.
• Verificare che il carico venga correttamente legato ed assicurato con ganci e funi commisurate a i carichi ed agli
ingombri, per tutti i prefabbricati che andranno posati su piano inclinato vengano questi precedentemente posati su
piano di pre-tiro della medesima inclinazione realizzato a piè d’opera in corrispondenza delle aree di scarico degli
automezzi.
DURANTE L'ATTIVITA':
• Un segnale acustico avvertirà i presenti in cantiere della movimentazione dei carichi e sarà collegato direttamente ai
comandi della gru.
• Il gruista opererà da posizione con visuale piena del tragitto del carico ed eventualmente sarà coadiuvato con
segnalazioni visive di un addetto a terra.
• L’addetto a terra prima di disimpegnare il carico dalle funi di tiro dovrà assicurarsi che il carico si stabilizzato ed
eventualmente fermato.
• Nell’uso dei ponteggi si avrà cura di evitare la sovrapposizione sulla stessa verticale di lavorazioni che si svolgono a
piani diversi.
•
Nelle aree dov’è previsto l’impiego di reti di trattenuta e necessario che venga interdetto il passaggio e lo
stazionamento di persone al disotto mentre vengono effettuate lavorazioni ai piani superiori in quanto non esistono
protezioni dalla caduta di oggetti dall’alto o da lato.
GETTI - SCHIZZI
Nei lavori a freddo e a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e prodotti che danno
luogo a getti e schizzi dannosi per la salute devono essere adottati provvedimenti atti ad impedirne la propagazione
nell'ambiente di lavoro, circoscrivendo la zona di intervento.
Gli addetti devono indossare adeguati indumenti di lavoro e utilizzare i DPI necessari.
FUMI - NEBBIE - GAS - VAPORI
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Nei lavori a freddo o a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e prodotti che possono
dar luogo, da soli o in combinazione, a sviluppo di gas, vapori, nebbie, aerosol e simili, dannosi alla salute, devono
essere adottati provvedimenti atti a impedire che la concentrazione di inquinanti nell'aria superi il valore massimo
tollerato indicato nelle norme vigenti.
La diminuzione della concentrazione può anche essere ottenuta con mezzi di ventilazione generale o con mezzi di
aspirazione localizzata seguita da abbattimento.
In ambienti confinati deve essere effettuato il controllo del tenore di ossigeno, procedendo all'insufflamento di
aria pura secondo le necessità riscontrate o utilizzando i DPI adeguati all'agente. Deve comunque essere organizzato il
rapido deflusso del personale per i casi di emergenza.
Qualora sia accertata o sia da temere la presenza o la possibilità di produzione di gas tossici o asfissianti o la
irrespirabilità dell'aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficace aerazione ed una completa bonifica, gli
addetti ai lavori devono essere provvisti di idonei respiratori dotati di sufficiente autonomia.
Deve inoltre sempre essere garantito il continuo collegamento con persone all'esterno in grado di intervenire
prontamente nei casi di emergenza.
Catrame, fumo, polveri, fibre, olii minerali e derivati.
CATRAME - FUMO
Nei lavori a caldo con bitumi, catrami, asfalto e simili devono essere adottate misure contro i rischi di:
traboccamento delle masse calde dagli apparecchi di riscaldamento e dai recipienti per il trasporto; incendio; ustione;
diffusione di vapori pericolosi o nocivi.
I trasportatori, i vagli, le tramogge, gli scarichi dei forni di essiccamento del pietrisco devono essere costruiti o
protetti in modo da evitare la produzione e la diffusione di polveri e vapori oltre i limiti ammessi. L'aria uscente
dall'apparecchiatura deve essere guidata in modo da evitare che investa posti di lavoro.
Gli addetti allo spargimento manuale devono fare uso di occhiali o schemi facciali, guanti, scarpe e indumenti
di protezione. Tutti gli addetti devono comunque utilizzare i DPI per la protezione delle vie respiratorie ed essere
sottoposti a sorveglianza sanitaria.
POLVERI - FIBRE
Nelle lavorazioni che prevedono l'impiego di materiali in grana minuta o in polvere oppure fibrosi e nei lavori
che comportano l'emissione di polveri o fibre dei materiali lavorati, la produzione e/o la diffusione delle stesse deve
essere ridotta al minimo utilizzando tecniche e attrezzature idonee.
Le polveri e le fibre captate e quelle depositatesi, se dannose, devono essere sollecitamente raccolte ed
eliminate con i mezzi e gli accorgimenti richiesti dalla loro natura.
Qualora la quantità di polveri o fibre presenti superi i limiti tollerati e comunque nelle operazioni di raccolta ed
allontanamento di quantità importanti delle stesse, devono essere forniti ed utilizzati indumenti di lavoro e DPI idonei
alle attività ed eventualmente, ove richiesto, il personale interessato deve essere sottoposto a sorveglianza sanitaria.
OLII MINERALI E DERIVATI
Nelle attività che richiedono l'impiego di olii minerali o derivati (es. stesura del disarmante sulle casseforme,
attività di manutenzione attrezzature e impianti) devono essere attivate le misure necessarie per impedire il contatto
diretto degli stessi con la pelle dell'operatore.
Occorre altresì impedire la formazione di aerosoli durante le fasi di lavorazione utilizzando attrezzature idonee.
Gli addetti devono costantemente indossare indumenti protettivi, utilizzare i DPI ed essere sottoposti a
sorveglianza sanitaria.
Allergeni, infezioni da microrganismi, agenti chimici.
ALLERGENI
Tra le sostanze utilizzate in edilizia, alcune sono capaci di azioni allergizzanti (riniti, congiuntiviti, dermatiti
allergiche da contatto).
I fattori favorenti l'azione allergizzante sono: brusche variazioni di temperatura, azione disidratante e lipolitica
dei solventi e dei leganti, presenza di sostanze vasoattive. La sorveglianza sanitaria va attivata in presenza di sintomi
sospetti anche in considerazione dei fattori personali di predisposizione a contrarre questi tipi di affezione.
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In tutti i casi occorre evitare il contatto diretto di parti del corpo con materiali resinosi, polverulenti, liquidi,
aerosoli e con prodotti chimici in genere, utilizzando indumenti da lavoro e DPI appropriati (guanti, maschere, occhiali
etc.).
INFEZIONI DA MICRORGANISMI
Prima dell'inizio dei lavori di bonifica deve essere eseguito un esame della zona e devono essere assunte
informazioni per accertare la natura e l'entità dei rischi presenti nell'ambiente e l'esistenza di eventuali malattie
endemiche.
Sulla base dei dati particolari rilevati e di quelli generali per lavori di bonifica, deve essere approntato un
programma tecnico-sanitario con la determinazione delle misure da adottare in ordine di priorità per la sicurezza e
l'igiene degli addetti nei posti di lavoro e nelle installazioni igienico assistenziali, da divulgare nell'ambito delle attività
di informazione e formazione.
Quando si fa uso di mezzi chimici per l'eliminazione di insetti o altro, si devono seguire le indicazioni dei
produttori.
L'applicazione deve essere effettuata solamente da persone ben istruite e protette. La zona trattata deve essere
segnalata con le indicazioni di pericolo e di divieto di accesso fino alla scadenza del periodo di tempo indicato.
Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria e devono utilizzare indumenti protettivi e DPI
appropriati.
RISCHI AGENTI CHIMICI
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività nelle quali si prevede l'utilizzo di sostanze pericolose, tossiche, nocive o irritanti (in particolare
posa di guaine e linoleum a caldo, uso solventi per vernici etc.).
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI PRIMA DELL'ATTIVITÀ':
• tutte le lavorazioni devono essere precedute da una valutazione tesa ad evitare l'impiego di sostanze chimiche nocive
e a sostituire ciò che è nocivo con ciò che non lo è o lo è meno;
• prima dell'impiego della specifica sostanza occorre consultare l'etichettatura e le istruzioni per l'uso al fine di
applicare le misure di sicurezza più opportune (il significato dei simboli, le frasi di rischio ed i consigli di prudenza
sono di seguito riportati);
• la quantità dell'agente chimico da impiegare deve essere ridotta al minimo richiesto dalla lavorazione;
• tutti i lavoratori addetti o comunque presenti devono essere adeguatamente informati e formati sulle modalità di
deposito e di impiego delle sostanze, sui rischi per la salute connessi, sulle attività di prevenzione da porre in essere
e sulle procedure anche di pronto soccorso da adottare in caso di emergenza.
DURANTE L'ATTIVITÀ':
• è fatto assoluto divieto di fumare, mangiare o bere sul posto di lavoro;
• è indispensabile indossare l'equipaggiamento idoneo (guanti, calzature, maschere per la protezione delle vie
respiratorie, tute etc.) da adottarsi in funzioni degli specifici agenti chimici presenti;
DOPO L'ATTIVITA':
• tutti gli esposti devono seguire una scrupolosa igiene personale che deve comprendere anche il lavaggio delle mani,
dei guanti, delle calzature e degli altri indumenti indossati;
• deve essere prestata una particolare attenzione alle modalità di smaltimento degli eventuali residui della lavorazione
(es. contenitori usati);
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE:
•
guanti
•
calzature
•
occhiali protettivi
•
maschere per la protezione delle vie respiratorie
•
abbigliamento protettivo
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PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
• al verificarsi di situazioni di allergie, intossicazioni e affezioni riconducibili all'utilizzo di agenti chimici è necessario
condurre l'interessato al più vicino centro di Pronto Soccorso.
SORVEGLIANZA SANITARIA
• sono sottoposti a sorveglianza sanitaria, previo parere del medico competente, tutti i soggetti che utilizzano o che si
possono trovare a contatto con agenti chimici considerati pericolosi in conformità alle indicazioni contenute
nell’etichetta delle sostanze impiegate.
Procedure da seguire in caso di condizioni atmosferiche avverse.
Ad eccezione di talune lavorazioni specifiche, come quelle che si svolgono in sotterraneo o nei cassoni ad aria
compressa o nell'industria cinematografica cui è dedicata apposita normativa vigente, in tutte le altre dovranno valutarsi
di volta in volta le condizioni climatiche che vi si stabiliscono.
Il microclima dei luoghi di lavoro dovrà essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto
conto sia dei metodi di lavoro applicati che degli sforzi fisici imposti ai lavoratori.
I posti di lavoro in cui si effettuano lavori di saldatura, taglio termico e, più in generale, tutte quelle attività che
comportano l'emissione di calore dovranno essere opportunamente protetti, delimitati e segnalati.
Nel caso di lavorazioni che si svolgono in ambienti confinati o dei locali destinati al ricovero dei lavoratori
(mense, servizi igienici, spogliatoi, ecc.), dovranno prevedersi impianti opportunamente dimensionati per il ricambio
dell'aria. Quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l'ambiente (come nelle lavorazioni che si
svolgono all'aperto), si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse
mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione.
In caso di forte pioggia e/o di persistenza della stessa.
Sospendere le lavorazioni in esecuzioni ad eccezione di interventi di messa in sicurezza di impianti macchine
·
attrezzature o opere provvisionali.
·
Ricoverare le maestranze negli appositi locali e/o servizi di cantiere.
·
Prima della ripresa dei lavori procedere a :
a)
verificare se presenti la consistenza delle pareti degli scavi.
b)
Verificare la conformità delle opere provvisionali.
c)
Controllare che i collegamenti elettrici siano attivi ed efficaci.
d)
Controllare che le macchine e le attrezzature non abbiano subito danni.
·
La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in
sicurezza del cantiere.
In caso si forte vento.
·
Sospendere le lavorazioni in esecuzioni ad eccezione di interventi di messa in sicurezza di impianti macchine
attrezzature o opere provvisionali.
·
Ricoverare le maestranze negli appositi locali e/o servizi di cantiere.
·
Prima della ripresa dei lavori procedere a :
e)
verificare la consistenza delle armature e puntelli degli scavi,
f)
controllare la conformità degli apparecchi di sollevamento,
g)
controllare la regolarità di ponteggi, parapetti, impalcature e opere provvisionali in genere.
·
La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in
sicurezza del cantiere.
In caso di neve.
·
Sospendere le lavorazioni in esecuzioni ad eccezione di interventi di messa in sicurezza di impianti macchine
attrezzature o opere provvisionali.
·
Ricoverare le maestranze negli appositi locali di ricovero e/o servizi di cantiere.
·
Prima della ripresa dei lavori procedere a :
h)
verificare la portata delle strutture coperte dalla neve, se del caso, sgombrare le strutture dalla presenza della neve;
i)
verificare se presenti la consistenza delle pareti degli scavi;
j)
verificare la conformità delle opere provvisionali;
k)
controllare che i collegamenti elettrici siano attivi ed efficaci;
l)
controllare che le macchine e le attrezzature non abbiano subito danni;
m)
Verificare la presenza di acque in locali seminterrati.
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·
La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in
sicurezza del cantiere.
In caso di gelo.
·
Sospendere le lavorazioni in esecuzione.
·
Prima della ripresa dei lavori procedere a:
n)
verificare gli eventuali danni provocati dal gelo alle strutture, macchine e opere provvisionali;
o)
verificare se presenti la consistenza delle pareti degli scavi;
p)
verificare la conformità delle opere provvisionali;
q)
controllare che i collegamenti elettrici siano attivi ed efficaci;
r)
controllare che le macchine e le attrezzature non abbiano subito danni;
s)
verificare la presenza di lastre di ghiaccio in locali seminterrati.
·
La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in
sicurezza del cantiere.
In caso di forte nebbia.
All’occorrenza sospendere le lavorazioni in esecuzione.
·
·
Sospendere l’attività dei mezzi di sollevamento (gru e autogrù) in caso di scarsa visibilità.
·
Sospendere, in caso di scarsa visibilità, l’eventuale attività dei mezzi di movimento terra, stradali ed autocarri.
La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in
sicurezza del cantiere.
In caso di freddo con temperature sotto zero e/o particolarmente rigida.
All’occorrenza sospendere le lavorazioni in esecuzione.
·
·
Ricoverare le maestranze negli appositi locali di ricovero e/o servizi di cantiere.
·
La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in
sicurezza del cantiere.
In caso di forte caldo con temperatura oltre 35 gradi.
·
All’occorrenza sospendere le lavorazioni in esecuzione.
·
Riprendere le lavorazioni a seguito del raggiungimento di una temperatura accettabile.
·
La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in
sicurezza del cantiere.
·
·
Misure generali di pronto soccorso.
Prescrizioni minime di carattere generale per i luoghi di lavoro sui cantieri - pronto soccorso.
Spetta al datore di lavoro garantire, anche coordinandosi con il SPP di Cantiere, che in ogni momento possa
essere attuato un pronto soccorso, con personale che abbia la formazione adeguata.
Devono essere adottate misure per assicurare l'evacuazione per cure mediche dei lavoratori vittime di incidenti o
di un malessere improvviso.
Quando le dimensioni del cantiere o i tipi di attività lo richiedano, vanno previsti uno o più locali destinati al
pronto soccorso.
I locali destinati al pronto soccorso devono essere dotati di impianti e di attrezzature di pronto soccorso
indispensabili ed essere facilmente accessibili con barelle.
Essi devono essere oggetto di una segnaletica conforme alle norme nazionali che traspongono la direttiva
77/576/CEE.
Attrezzature di pronto soccorso devono essere disponibili altresì in tutti i luoghi in cui lo richiedano le condizioni
di lavoro.
Esse devono essere oggetto di una segnaletica appropriata e devono essere facilmente accessibili.
Una segnaletica chiaramente visibile deve indicare l'indirizzo e il numero di telefono del servizio locale di
emergenza.
Presidi sanitari
La posizione urbana del cantiere favorisce il collegamento dello stesso con strutture di pronto soccorso e
ospedaliere della città di Rivoli.
Il Presidio Ospedaliero GRADENIGO di Corso Regina n,8, con servizio di pronto soccorso utilizzando anche
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ambulanze proprie, può essere raggiunto in un tempo stimato attorno ai 8/10 minuti in condizioni standard di traffico .
Pur considerando la disponibilità di strutture ospedaliere, sarà necessario che in cantiere siano presenti pacchetti
di medicazione conformi almeno a quanto disposto dal DM 28 maggio 1958, e di addetti preparati allo svolgimento
delle prime attività di emergenza sanitaria.
Considerati i progressi che nel campo della medicina sono stati fatti negli ultimi 40 anni - si suggerisce
all’impresa di integrare i contenuti minimi delle cassette di medicazione anche con medicinali e ritrovati di concezione
più moderna; tutto ciò con l’ausilio del medico competente che indicherà anche quale sarà il luogo più opportuno da
utilizzare per le piccole medicazioni.
I pacchetti di medicazione saranno collocati almeno presso le seguenti zone:
- uffici;
- infermeria;
Si rammenta inoltre (visto anche il diffuso uso di telefoni cellulari) di esporre i numeri telefonici per le chiamate
di intervento esterno, nei punti strategici e di maggiore frequentazione del cantiere, quali:
Cantieri lontani dai posti pubblici di pronto soccorso occupanti fino a 50 dipendenti o cantieri ovunque ubicati
con oltre 50 dipendenti Vi è l’obbligo di tenuta della cassetta di medicazione i contenente i seguenti PRESIDI:
- un tubetto di sapone in polvere;
- una bottiglia da gr 500 di alcool denaturato;
- una boccetta da gr 100 di acqua ossigenata ovvero cinque dosi di sostanze per la preparazione estemporanea, con
ciascuna dose, di gr 20 d'acqua ossigenata a 12 volumi;
- cinque dosi, per un litro ciascuna, di ipoclorito di calcio stabilizzato per la preparazione di liquido Carrell-Dakin;
- un astuccio contenente gr 15 di preparato antibiotico-sulfamidico stabilizzato in polvere;
- un preparato antiustione;
- due fialette da cc 2 di ammoniaca;
- due fialette di canfora; due di sparteina; due di caffeina; due di morfina;
- due di adrenalina;
- tre fialette di un preparato emostatico;
- due rotoli di cerotto adesivo da m l x cm 5;
- quattro bende di garza idrofila da m 5 x cm 5, due da m 5 x cm 7 e due da
m 5 x cm 12;
- cinque buste da 25 compresse e 10 buste da 5 compresse di garza idrofila sterilizzata da cm 10x10;
- cinque pacchetti da gr 50 di cotone idrofilo;
- quattro tele di garza idrofila da m 1 x m 1;
- sei spille di sicurezza;
- un paio di forbici rette, due pinze di medicazione, un bisturi retto;
- un laccio emostatico di gomma;
- due siringhe per iniezioni da cc 2 e da cc 10 con 10 aghi di numerazione diversa;
- un ebollitore per sterilizzare i ferri e le siringhe e gli altri presidi chirurgici;
- un fornellino o una lampada ad alcool;
- una bacinella di metallo smaltato o di materia plastica disinfettabile;
- due paia di diversa forma e lunghezza di stecche, per fratture;
- istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del medico.
ISTRUZIONI PER L'USO DEI MATERIALI CONTENUTI NEL PACCHETTO DI MEDICAZIONE
Il materiale di medicazione deve sempre essere adoperato in modo da toccarlo il meno possibile con le dita.
Servirsi delle pinze per prendere ed usare la garza nel lavaggio e nella disinfezione delle ferite.
Servirsi delle forbici per tagliare bende, garza, cerotto, ecc. Prima dell'uso, disinfettare i suddetti strumenti
mediante l'ebollizione, o almeno, in caso di urgenza, ripassandoli accuratamente con un batuffolo di cotone idrofilo
imbevuto di alcool. Disinfettare sempre, mediante l'ebollizione, prima dell'uso, la siringa e gli aghi per le iniezioni.
L'uso delle fialette per iniezioni, contenute nella cassetta, è riservato al medico, ovvero può essere fatto soltanto
dietro una indicazione e sotto la sua responsabilità, salvo il caso di assoluta irreperibilità del sanitario
Lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima di toccare qualunque ferita o il materiale di medicazione; in caso
di mancanza di acqua pulirsi le mani con un batuffolo di cotone idrofilo imbevuto di alcool.
Istruzioni agli addetti del Servizio di Primo Soccorso
Lavare la ferita con acqua pura e sapone, servendosi della garza per allontanare il terriccio, la polvere, le
schegge, ecc.; in mancanza di acqua, lavare la pelle intorno alla ferita con un batuffolo di cotone idrofilo imbevuto di
alcool.
Lasciare uscire dalla ferita alcune gocce di sangue ed asciugare con garza sterile.
Trattare la ferita con acqua ossigenata oppure con liquido di Carrell-Dakin, servendosi della garza.
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Asciugare la ferita con garza e applicarvi un poco di iodio ovvero di polvere antibiotico-sulfamidica; coprire con
garza, appoggiare sopra la garza uno strato di cotone idrofilo; lasciare con una benda di garza, da fermare alla fine con
uno spillo e con un pezzetto di cerotto, ovvero, nel caso di piccola ferita, fissare la medicazione con striscioline di
cerotto.
Se dalla ferita esce molto sangue, chiedere l'intervento del medico e, in attesa, comprimere la ferita con garza e
cotone idrofilo.
Se la perdita di sangue non si arresta e la ferita si trova in un arto, in attesa che l'infortunato riceva le cure del
medico, applicare il laccio emostatico, secondo i casi, a monte della ferita e o a valle di essa, o in ambedue le sedi, fino
a conseguire l'arresto dell'emorragia.
Quando la sede della ferita non consenta l'uso del laccio emostatico, ed in ogni caso di emorragia grave, praticare
una o più iniezioni intramuscolari del preparato emostatico.
In caso di ferita agli occhi, lavare la lesione soltanto con acqua, coprirla con garza sterile e cotone idrofilo, fissare
la medicazione con una benda ovvero con striscioline di cerotto.
In caso di punture di insetti o morsi di animali ritenuti velenosi, spremere la ferita e applicarvi sopra un pò di
ammoniaca, salvo che non si tratti di lesioni interessanti gli occhi. Se la persona è stata morsa da un rettile, o se versa in
stato di malessere, richiedere subito l'intervento del medico.
In caso di scottature, se queste sono provocate da calore e si presentano con arrossamento della pelle oppure con
qualche flittena (bolla), applicare con delicatezza sulla lesione un pò del preparato antiustione, coprire con garza sterile
e fissare la medicazione con una benda ovvero con striscioline di cerotto. Quando le ustioni siano provocate da sostanze
chimiche (acidi o alcali), prima di applicare il preparato, lavare prolungatamente con acqua.
Se si tratta, invece, di ustioni estese o profonde, limitarsi a coprire con garza sterile e richiedere le cure del
medico, in attesa del quale, se le condizioni generali del soggetto appaiono gravi, si potrà sostenerlo con iniezioni di
canfora e di caffeina. Provvedere al trasporto sollecito del paziente in luogo di cura.
In caso di frattura, di lussazione, di distorsione o anche di grave contusione, chiedere l'intervento del medico e, in
attesa, adagiare l'infortunato in modo da fare riposare bene la parte offesa, ed evitare movimenti bruschi.
Qualora sia assolutamente necessario il trasporto dell'infortunato, immobilizzare la parte lesa mediante bendaggio
convenientemente imbottito con cotone idrofilo. In caso di frattura o di sospetta frattura di un arto, immobilizzare
questo con stecche di forma e grandezza adatte, convenientemente imbottite con cotone idrofilo e mantenute aderenti
mediante fasciatura.
Se la sede della fasciatura presenta anche ferite, con o senza sporgenza di frammenti ossei, disinfettare la lesione
con liquido di Carrell-Dakin o con acqua ossigenata, coprirlo con garza sterile e immobilizzare la parte così come si
trova, senza toccare o spostare i frammenti.
Trasportare, quindi, con ogni cautela, il ferito al luogo di cura.
In caso di malore improvviso, chiedere l'intervento del medico, e in attesa, liberare il colpito da ogni
impedimento (cravatta, colletto, cintura, ecc.) e portarlo con cautela in luogo aereato.
In caso di asfissia da cause meccaniche o tossiche (soffocamento da corpi estranei, da strangolamento, da
seppellimento, da gas, ecc.) o da folgorazione per corrente elettrica, ove non sia possibile ottenere l'intervento
immediato del medico o provvedere al trasporto sollecito dell'infortunato in un vicino luogo di cura, portare detto
infortunato in luogo aereato, e praticargli immediatamente ed a lungo la respirazione artificiale, insieme anche ad
iniezioni di canfora e di caffeina.
In caso di insolazione, chiedere l'intervento del medico e, in attesa, portare l'infortunato in luogo fresco e
ventilato, dopo averlo liberato da ogni impedimento (cravatta, colletto, cintura, ecc.); tenere la testa sollevata se il viso è
fortemente arrossato, e allo stesso livello del tronco se il viso è, invece, pallido; raffreddargli il corpo con impacchi
freddi sul viso, sulla testa e sul petto; non somministrare bevande alcooliche; praticare la respirazione artifìciale se il
respiro è assente o irregolare.
In caso di assideramento chiedere l'intervento del medico, e in attesa, trasportare il colpito in luogo riparato dal
freddo ma non riscaldato; svestirlo, tagliando o scucendo gli abiti onde evitare di piegare le membra eventualmente
irrigidite; frizionare le parti assiderate con panni bagnati in acqua fredda, finche non abbiano ripreso aspetto e
consistenza normali, porlo al caldo e somministrargli bevande calde ed eccitanti: caffè, tè, ecc.
Istruzioni di primo soccorso alle maestranze
Alle maestranze in presenza di infortunio devono essere impartite le seguenti disposizioni:
-
Proteggere il ferito, non spostarlo ed allontanare gli altri lavoratori.
Sgomberare immediatamente le vie di transito da eventuali ostacoli per i soccorsi.
Contattare subito il responsabile di cantiere o uno dei preposti, per l'intervento del pronto soccorso.
Lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima di toccare qualunque ferita o il materiale di medicazione; in caso di
mancanza di acqua, pulirsi le mani con un batuffolo di cotone idrofilo imbevuto di alcool.
Lavare la ferita con acqua pura e sapone, servendosi della garza per allontanare il terriccio, la polvere, le schegge,
ecc.; in mancanza di acqua, lavare la pelle intorno alla ferita con un batuffolo di cotone idrofilo imbevuto di alcool.
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Lasciare uscire dalla ferita alcune gocce di sangue ed asciugare con la garza.
Applicare sulla ferita un poco di alcool iodato; coprire con garza appoggiare sopra la garza uno strato di cotone
idrofilo; fasciare con una benda di garza, da fissare alla fine con una spilla o con un pezzetto di cerotto. Se si tratta di
piccola ferita, in luogo della fasciatura, fissare la medicazione mediante striscioline di cerotto.
Se dalla ferita esce molto sangue, comprimerla con garza e cotone idrofilo, in attesa che l'infortunato riceva le cure
del medico. Se la perdita di sangue non si arresta e la ferita si trova in un arto, in attesa del medico, legare l'arto,
secondo i casi, a monte o a valle della ferita, o in ambedue le sedi, mediante una fascia di garza, una cinghia, una
striscia di tela, ecc.. sino a conseguire l'arresto dell'emorragia.
Nel caso di ferita agli occhi, lavare la lesione soltanto con acqua, coprirla con garza sterile e cotone idrofilo e fissare
la medicazione con una benda ovvero con striscioline di cerotto.
In caso di punture di insetti o morsi di animali ritenuti velenosi, spremere la ferita e applicarvi sopra un po' di
ammoniaca, salvo che non si tratti di lesioni interessanti gli occhi. Se la persona è stata morsa da un rettile, o se
versa in stato di malessere, richiedere subito l'intervento del medico.
In caso di scottature, applicare con delicatezza sulla lesione un po' di preparato anti-ustione, coprire con garza e
fasciare non strettamente.
Apprestamenti di cantiere.
Caratteristiche dei lavori, localizzazione degli impianti, viabilità
Si è effettuata una disamina tecnica preventiva sulla situazione dell'area rispetto a:
- attraversamenti di linee elettriche aeree o di cavi sotterranei,
- fognature, acquedotti (dovranno prendersi accordi con le società ed aziende esercenti le reti al fine di mettere
in atto le misure di sicurezza necessarie prima di dare inizio ai lavori).
dalla quale è emersa l'assenza di sottosorvizi che attraversano l'area di cantiere.
Al fine di ridurre le sovrapposizioni delle varie fasi di lavorazione nonché la compresenza di squadre e/o di
maestranze diverse, si è cercato di zonizzare le fasi stesse in modo da eliminare e ridurre al minimo le interferenze e le
sovrapposizioni in particolare con le attività preesistenti.
Delimitazione dell'area
Al fine di identificare nel modo più chiaro l'area dei lavori è necessario recintare il cantiere lungo tutto il suo
perimetro negli spazi esterni. La recinzione impedisce l'accesso agli estranei e segnala in modo inequivocabile la zona
dei lavori.
Deve essere costituita con delimitazioni robuste e durature corredate da richiami di divieto e pericolo.
La necessità della perimetrazione viene richiamata anche dai regolamenti edilizi locali.
Per quanto attiene il cantieramento all’interno dei locali dovranno disporsi, sbarramenti, protezioni, segnalazioni
e avvisi devono essere mantenuti in buone condizioni e resi ben visibili, in particolare per delimitare le aree di cantiere
ove si produrranno polveri sarà necessario predisporre sbarramenti a tutta altezza.
Gli accessi al cantiere sia carrai che pedonali verranno dotati di serraglio con chiusura a chiave apribili
dall’interno e dall’esterno, gli accessi carrai verranno dotati di serraglio con chiusura a chiave o comunque apribile solo
dall’interno e saranno arretrati dal filo stradale, come previsto dalla Codice della Strada di una distanza sufficiente a
consentire la sosta di mezzi in arrivo ed in partenza senza impegnare la via pubblica ed intralciare il traffico in tal modo
i serragli potranno essere mantenuti chiusi
Gli accessi al cantiere verranno mantenuti chiusi durante gli orari di lavoro e durante i fuori servizio del cantiere,
per accedere verranno predisposti degli appositi campanelli a pulsante collegati a suonerie udibili da distanza collocati
in corrispondenza degli accessi pedonali e carrai verranno affisse informazioni sui rischi interni al cantiere le istruzioni
agli estranei sulle modalità di accesso al cantiere.
Saranno esposti segnali di pericolo e di divieto di accesso.
Per le ore notturne e diurne con scarsa visibilità, le recinzioni e i cartelli devono essere segnalati mediante
lampade e dispositivi rifrangenti.
Pubblicità
L'obbligo dell'esibizione del cartello di cantiere è determinato essenzialmente da norma di carattere urbanistico.
Deve essere collocato in sito ben visibile e contenere tutte le indicazioni necessarie a qualificare il cantiere. Cartello e
sistema di sostegno devono essere realizzati con materiali di adeguata resistenza e aspetto decoroso. Anche nella legge
n. 47/85 si richiama la necessità dell'apposizione del cartello di cantiere, facendo obbligo agli istituti di controllo di
segnalare le inottemperanze sia riguardo le caratteristiche dell'opera che dei soggetti interessati.
Il cartello di cantiere verrà esposto in corrispondenza dell'accesso carraio e dovrà contenere informazioni in
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merito al sito, al progettista, alla stazione appaltante, le ditte appaltatrici, alla proprietà, alla direzione lavori,
l'identificazione del Responsabile dei lavori, il coordinatore per la progettazione ed il coordinatore per l'esecuzione.
Cartellonistica e segnaletica informativa
La segnaletica di sicurezza ha la funzione di richiamare, in modo rapido e chiaro, l'attenzione su particolari
condizioni che possono rappresentare situazioni di pericolo per la sicurezza e l'incolumità dei lavoratori presenti in
cantiere.
La segnaletica di sicurezza, che deve essere impiegata esclusivamente per le indicazioni che hanno rapporto con
la sicurezza, non sostituisce in alcun caso le necessarie misure di protezione, ma le integra.
Affinché la segnaletica di sicurezza sia efficace, è necessario che vi sia un’estesa e ripetuta informazione rivolta
in modo chiaro a tutti coloro che per il verificarsi di varie situazioni si trovino a doverla utilizzare.
La segnaletica per la sicurezza può essere suddivisa in:
a) segnaletica permanente per indicare:
- un'interdizione
- un avvertimento
- un obbligo
- gli equipaggiamenti e i dispositivi di salvataggio e di soccorso
- le attrezzature antincendio
- la presenza di ostacoli, recipienti e tubazioni
- i rischi di urti e di cadute
- le vie di circolazione
b) segnaletica occasionale per indicare
- gli eventi pericolosi
- la richiesta di intervento di determinate persone ( vigili del fuoco, medici...)
- l'evacuazione di emergenza
- le istruzioni ai lavoratori che eseguono manovre
c) Inoltre si possono utilizzare diverse combinazioni di segnali:
- LUMINOSO e ACUSTICO (negli ambienti rumorosi)
- LUMINOSO e COMUNICAZIONE VERBALE
- GESTUALE e VERBALE (nel corso di manovre pericolose)
Per le attività che si svolgono all'interno dei locali si apporrà sulle porte di accesso il cartello "LAVORI IN
CORSO - VIETATO L'ACCESSO AI NON ADDETTI AI LAVORI - DENOMINAZIONE DELLA DITTA" segnaletica di sicurezza.
Il personale dell'impresa deve attenersi scrupolosamente alle segnalazioni di pericolo, di obbligo, di divieto e alle
norme di comportamento degli appositi cartelli segnaletici.
La segnaletica non sostituisce l'informazione e la formazione che deve essere sempre esplicata al lavoratore a
cura del datore di lavoro.
La segnaletica potrà essere integrata da comunicazioni concordate con la committente circa le lavorazioni che
potrebbero arrecare disagi ai residenti.
TIPOLOGIA
-
Cartelli di avvertimento: segnalano un pericolo, sono di forma triangolare, con fondo giallo e bordo e simbolo nero.
Possono essere completati con scritte esplicative
Cartelli di divieto: sono di forma rotonda, con disegna nero su fondo bianco con bordo e banda rossa. Vietano
determinate azioni. Possono essere integrati da scritte.
Cartelli di prescrizione; prescrivono comportamenti, uso dei DPI, abbigliamento ecc. sono di colore azzurro, forma
rotonda con simbolo bianco. Possono essere integrati da scritte
Cartelli di salvataggio: di forma quadrata o rettangolare, fondo verde e simbolo bianco.
Cartelli di attrezzature antincendio: di forma quadrata o rettangolare, fondo rosso e simbolo bianco
DISLOCAZIONE DEI CARTELLI
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La dislocazione ovviamente dipende dal messaggio da trasmettere. Vengono riportati alcuni esempi:
- All'ingresso del cantiere
1. cartello indicante il divieto d'ingresso ai non addetti ai lavori
2. cartello con divieto di avvicinarsi ai mezzi d'opera
3. cartello indicante l'uso dei dispositivi di protezione (casco, tute ecc.)
4. anagrafica di cantiere
Sull'accesso carraio:
1. cartello di pericolo generico con l'indicazione di procedere adagio
2. cartello indicante la velocità massima in cantiere di 20 km/h
3. cartello dei carichi sospesi (da posizionarsi inoltre in vicinanza della gru, dei monta- carichi ecc.)
Sui mezzi di trasporto:
1. cartello di divieto di trasporto di persone
Dove esiste uno specifico rischio:
1. cartello di divieto di fumare ed usare fiamme libere in tutti i luoghi in cui può esservi pericolo di incendio ed
esplosione
2. cartello di divieto di eseguire pulizia e lubrificazione su organi in movimento
3. cartello di divieto ad eseguire riparazioni su macchine in movimento
4. cartello di divieto di avvicinarsi alle macchine utensili con vestiti svolazzanti
5. cartello di divieto di rimozione delle protezioni delle macchine e utensili
Dov'è possibile accedere agli impianti elettrici:
1. cartello indicante la tensione in esercizio
2. cartello indicante la presenza di cavi elettrici
3. cartello indicante la presenza di cavi elettrici aerei
Presso gli apparecchi di sollevamento:
1. cartello indicante la portata massima dell'apparecchio
2. cartello indicante le norme di sicurezza per gli imbragatori
3. cartello indicante il codice di segnalazione per la manovra della gru
Presso i ponteggi:
1. cartello indicante il pericolo di caduta dall'alto
2. cartello indicante il divieto di gettare materiali dai ponteggi
3. cartello indicante il divieto di salire o scendere dai ponteggi senza l'utilizzo delle apposite scale
4. cartello indicante il divieto di utilizzo di scale in cattivo stato di conservazione
Presso le strutture igienico assistenziali:
1. cartello indicante la potabilità o meno dell'acqua
2. cartello indicante la cassetta del pronto soccorso
3. cartello riportante le norme d'igiene da seguire
Presso i mezzi antincendio:
1. cartello indicante la posizione di estintori
2. cartello indicante le norme di comportamento in caso d'incendio
All'ingresso delle attività presenti nel balconi:
1. divieto di affaccio degli utenti dai balconi e dalle finestre durante le fasi di lavoro
Il cantiere verrà dotato di specifiche segnalazioni riguardanti il divieto di accesso al cantiere.
La segnaletica interna al cantiere, oltre a tutte le normali segnalazioni previste dalla normativa, dovrà segnalare la
collocazione degli estintori e le vie di fuga in caso di emergenza e quanto riportato nelle tavole di cantiere.
Inoltre dovrà essere approntato il “Cartello Addetti della Squadra di Emergenza”(anche su supporto
riscrivibile). Questo sarà aggiornato quotidianamente a cura del Responsabile della Squadra di Emergenza (RSE), e sarà
esposto all’esterno dell’ufficio di cantiere presso l’ingresso principale. Sul cartello verranno riportati quotidianamente i
nominativi degli addetti e dei preposti della Squadra di Emergenza, la ditta di appartenenza, le mansioni (Primo
Soccorso, Prevenzione Incendi, Evacuazione), se possibile n° di telefono cellulare, data di compilazione e ovvero di
attuazione, firma dell’RSE.
Infine all’ingresso del cantiere verrà affisso un cartello “AVVISO AGLI ESTRANEI” (su supporto rigido e
impermeabile) che dovrà contenere le procedure da adottare per l’ingresso in cantiere di estranei non formati o
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informati, i rischi generici che sono presenti in cantiere ed i DPI specifici che devono essere utilizzati in cantiere.
Le persone estranee, ovvero le persone non formate, potrebbero non essere a conoscenza del significato delle
simbologie contenute nella segnaletica pertanto e utile che gli ideogrammi vengano accompagnati da descrizioni scritte,
in oltre detto cartello riporterà l’elenco dei Numeri Utili (fac simile di quello allegato al presente documento).
Dovranno in oltre essere esposti al Centro di Emergenza i seguenti elaborati:
_
_
copia della Notifica Preliminare all'A.S.L. competente;
copia dell'elenco dei numeri utili.
Emissioni inquinanti
·
qualunque emissione provenga dal cantiere nei confronti dell'ambiente esterno dovrà essere valutata al fine di
limitarne gli effetti negativi.
Nei riguardi delle emissioni di rumore si ricorda la necessità del rispetto alla vigente normativa, relativo appunto
ai limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, con riguardo alle attività
cosiddette temporanee quali sono, a pieno diritto, i cantieri edili.
Nel caso di riscontrato o prevedibile superamento dei valori diurni e notturni massimi ammissibili, è fatta
concessione di richiedere deroga al Sindaco. Questi, sentito l'organo tecnico competente dell'ASL, concede tale deroga,
assodato che tutto quanto necessario all'abbattimento delle emissioni sia stato messo in opera e, se il caso,
condizionando le attività disturbanti in momenti ed orari prestabiliti.
Nel caso vengano utilizzate in cantiere apparecchiature la cui rumorosità superi il livello consentito sarà compito
della ditta prima esecutrice fare richiesta di deroga al Comune di competenza.
Possibili emissioni di sostanze e materiali inquinanti possono avvenire presso le aree di stoccaggio dei prodotti
con dette caratteristiche, in seguito a rottura dei contenitori, dispersione durante i travasi, spandimanto a seguito di
inondazioni del cantiere, o nelle aree di stoccaggio dei rifiuti, per detto motivo queste aree vengono collocate a livello
+0,80 mt dal piano di campagna, e saranno situate su basamenti rigidi e dotati di vasca di contenimento
Non sono previste altre emissioni inquinanti.
Gli “Addetti al controllo delle opere provvisionali ed apprestamenti di cantiere” sarà tenuto a verificare le
eventuali fuori uscite dei prodotti entro le vasche di contenimento, e sarà tenuto a pulirle con le procedure indicate dal
RSPP.
Gestione dei rifiuti del cantiere
Attività produttive che comportano presenza dei rifiuti sono (vedasi tabella allegata):
Dovranno essere conservati in cantiere il Formulario ed il Registro di Carico e Scarico a cura del Responsabile
Tecnico di cantiere. Si ricorda che la quantità massima dei rifiuti che possono essere stoccati è di 20 mc di macerie per
un massimo di 3 mesi. Nel POS dovrà essere indicato il responsabile della gestione dei rifiuti in cantiere che sarà
preferibilmente il Capo Cantiere
Rifiuti domestico/urbani prodotti dai servizi igienico assistenziali (vedasi tabella allegata):
Accesso al cantiere
La dislocazione degli accessi al cantiere è per forza di cose vincolata alla viabilità esterna ed alla percorribilità
interna. Comporta esigenze, oltre che di recinzione, di personale addetto al controllo ed alla vigilanza.
Le vie di accesso al cantiere richiedono un'indagine preliminare che permetta la giusta scelta dei mezzi da usare
per il trasporto dei materiali necessari alla costruzione o di quelli di risulta in ragione dello stato della viabilità esterna,
in particolare di Via Mazzè e delle esigenze di cantiere.
All’esterno del cantiere in corrispondenza degli accessi carrai verranno posti specchi e segnali di pericolo
indicanti l’uscita di automezzi.
L’accesso di materiali ed attrezzature al cantiere avverrà dal passo carraio prospicente il Corso Allamano.
Gli accessi al cantiere saranno distinti e dedicati sia al traffico pedonale sia a quello veicolare, saranno dotati di
campanello con suoneria e verranno regolamentati e controllati da appositi addetti
L’accesso alle aree di cantiere verranno stabiliti con il procedere del cantiere e delle eventuali urbanizzazioni che
verranno realizzate sulla viabilità circostante.
Modalità di accesso al cantiere:
Dovrà essere garantito il miglior controllo sulla accessibilità al cantiere in modo da impedire l'accesso a persone
non autorizzate e tutelare l'accesso di quelle autorizzate.
Verrà regolamentato l’accesso al cantiere previo preavviso al preposto:
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1) sarà interdetto l'accesso ai non addetti
2) un cartello istruirà gli estranei che dovessero accedere al cantiere sulle procedure da seguire per essere autorizzati
all'accesso, in particolare questi saranno tenuti a segnalare la loro intenzione ad entrare nell'area di cantiere, il
preposto arresterà i lavori che possano costituire pericolo, avviserà i lavoratori della compresenza di estranei, aprirà
il serraglio disposto all'accesso all'area fornirà i D.P.I. necessari, istruirà sui rischi e sull'utilizzo dei D.P.I. ed
accompagnerà i visitatori.
ACCESSO VEICOLARE AL CANTIERE:
Un cartello istruirà gli estranei sulle procedure da seguire per essere autorizzati all'accesso, in particolare questi
saranno tenuti a segnalare la loro intenzione ad entrare nell'area di cantiere mediante apposito avvisatore acustico
collocato in corrispondenza degli accessi al cantiere.
L'ingresso in area di cantiere di esterni verrà regolamentato dagli “Addetti per il controllo dell’accessibilità e
viabilità in cantiere” incaricato dall'impresa con mandato al RSPPC.
L’addetto all’accesso sospenderà le mansioni che sta svolgendo, avviserà del suo allontanarsi i lavoratori
coinvolti nelle sue attività ordinarie, segnalerà a tutti i lavoratori della compresenza di estranei, raggiungerà l’ingresso,
aprirà il serraglio chiuso con chiave, si informerà su necessità ed intenzioni del sopraggiunto, accompagnerà l'estraneo
con segnalazioni anche visive informandolo preventivamente dei pericoli alle aree di carico-scarico.
La verrà affidato verrà seguito dallo stesso addetto affidato ad altro addetto al tiro dei carichi. Qualora li
sopraggiunto non avesse provveduto a regolarizzare la sua posizione segnalando la sua presenza al Preposto di cantiere
e firmando il registro di presenza, verrà invitato a parcheggiare il mezzo in area dedicata e verrà accompagnato presso
l’ufficio di cantiere per essere registrato. Quindi verrà accompagnato o indirizzato sul posto di lavoro.
Solo allora l’addetto sarà sollevato dal suo incarico e potrà tornare alle mansioni ordinarie.
Il preposto dovrà assicurarsi che se il conduttore dovesse scendere dal mezzo segua la procedura contenuta nel
punto Accesso Pedonale al cantiere
ACCESSO PEDONALE AL CANTIERE:
Un cartello istruirà gli estranei sulle procedure da seguire per essere autorizzati all'accesso, in particolare questi
saranno tenuti a segnalare la loro intenzione ad entrare nell'area di cantiere mediante apposito avvisatore acustico
collocato in corrispondenza degli accessi al cantiere.
L'ingresso in area di cantiere di esterni verrà regolamentato da preposto incaricato dall'impresa. Qualora il
preposto fosse lontano dall’ufficio di cantiere lascerà incarico ad un Addetto per il controllo dell’accessibilità e viabilità
in cantiere” questo al suono del campanello di accesso sospenderà le mansioni che sta svolgendo avviserà del suo
allontanarsi i lavoratori coinvolti nelle sue attività ordinarie, segnalerà a tutti i lavoratori della compresenza di estranei,
raggiungerà l’ingresso, aprirà il serraglio chiuso con chiave, si informerà su necessità ed intenzioni del sopraggiunto,
informerà l’estraneo dei pericoli e delle procedure di sicurezza, verificherà che l’estraneo sia dotato dei necessari DPI,
qualora fossero insufficienti fornirà e farà indossare all’estraneo i DPI appositamente conservati in cantiere per la visita
di estranei, accompagnerà costantemente l'estraneo finché non l’abbia affidato al Preposto di Cantiere il quale ne
annoterà la presenza, seguirà personalmente l’estraneo o lo affiderà ad altro addetto, in modo che lo stesso venga
sempre informato dei rischi e pericoli presenti in cantiere, e venga eventualmente sorvegliato nelle azioni.
L’estraneo in questo modo sarà sempre affidato alla responsabilità di qualcuno.
Percorsi interni, rampe e viottoli
Le varie zone in cui si articola un cantiere e in modo particolare le zone di lavoro, impianti, depositi, uffici non
devono interferire fra loro ed essere collegate mediante itinerari il più possibile lineari.
Le vie di transito vanno mantenute curate e non devono essere ingombrate da materiali che ostacolano la
normale circolazione.
Uffici
Gli uffici verranno posizionati sulla piastra polivalente esterna al fine di poter favorire maggiormente al controllo
delle persone e dei veicoli che entrano nella zona di cantiere.
Individuazione del centro di emergenza e punti di raccolta
Il Centro di Gestione dell’Emergenza è individuato nell’ufficio di cantiere presso l’ingresso principale, lo stesso
fungerà inoltre da Punto di Raccolta del personale al fine di semplificare gli interventi delle squadre esterne e procedere
alla verifica che tutti i lavoratori siano presenti ed in salvo.
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Depositi di materiali
·
·
·
la individuazione dei depositi è subordinata ai percorsi, alla eventuale pericolosità dei materiali (combustibili, gas
compressi, vernici...), ai problemi di stabilità (non predisporre, ad esempio, depositi di materiali sul ciglio degli
scavi ed accatastamenti eccessivi in altezza);
il deposito di materiale in cataste, pile, mucchi va sempre effettuato in modo razionale e tale da evitare crolli o
cedimenti pericolosi;
è opportuno allestire i depositi di materiali - così come le eventuali lavorazioni - che possono costituire pericolo in
zone appartate del cantiere e delimitate in modo conveniente.
Considerata la natura dell'opera, particolare riguardo dovrà essere prestato nella disposizione dei depositi, in
particolare: potranno realizzarsi depositi momentanei in aree non di intralcio ponendo attenzione all’aumento del carico
di incendio che dovrà essere valutato preventivamente dalla ditta esecutrice con il POS; in ogni caso si preveda di
collocare almeno n° 2 estintori a mano per piano nelle aree di intervento.
Non è prevista la realizzazione di depositi di infiammabili all’interno dei locali dove sarà trasferita solo la
quantità di prodotto utile alla lavorazione giornaliera.
Qualora il deposito risulti necessario, previo l’autorizzazione del Coordinatore e previo la costruzione di un
ricovero munito di serraglio, l’eventuale deposito potrà essere costruito in luogo a cielo aperto.
Sarà pertanto cura del datore di lavoro affidare ed informare il Servizio di Prevenzione Incendi interno
all’impresa delle mansioni a lui attribuite nello specifico cantiere.
Servizi igienico - assistenziali
·
l'entità dei servizi varia a seconda dei casi (dimensioni del cantiere, numero degli addetti contemporaneamente
impiegati). Inoltre, è in diretta dipendenza al soddisfacimento delle esigenze igieniche ed alla necessità di realizzare
quelle condizioni di benessere e dignità personale indispensabili per ogni lavoratore,
·
poiché l'attività edile rientra pienamente fra quelle che il legislatore considera esposte a materie insudicianti o in
ambienti polverosi, qualunque sia il numero degli addetti, i servizi igienico-assistenziali (docce, lavabi, gabinetti,
spogliatoi, refettorio, locale di riposo, camera di medicazione, eventuali dormitori) sono indispensabili. Essi
debbono essere ricavati in baracche opportunamente coibentate, illuminate, aerate, riscaldate durante la stagione
fredda e comunque previste e costruite per questo uso.
L'impresa dovrà garantire i servizi stessi collocando baraccamenti adeguati nelle aree di cantiere lontano dalle
aree di maggior lavoro e vicino accesso carraio di Via Pesaro.
L'uso di caravans o roulottes, prendendo in considerazione la maggior parte dei modelli in commercio, comporta
oggettivamente rilevanti limitazioni in termini di volumi, spazi e fruibilità di servizi, proprio perché tali mezzi sono
pensati e progettati per altre esigenze.
Il loro impiego non si ritiene pertanto accettabile, se non in situazioni temporanee particolari quali ad esempio ad
inizio cantiere per un periodo massimo di 15 giorni, prima dell'installazione dei servizi di cantiere veri e propri;
Ove invece si intendesse utilizzare caravan o "motor homes" di dimensioni e prestazioni rispondenti ai requisiti
previsti per i locali dei servizi igienico - assistenziali di cantiere di cui ai punti precedenti e collegati alle reti di servizio
pubblico, nulla osta al loro impiego. Non è corretto infatti presumere che la loro "mobilità" possa avere rilevanza in
materia, sarà semplicemente compito del coordinatore di esecuzione e del personale di vigilanza accertare il permanere
nel tempo della loro disponibilità ai lavoratori.
Acqua
Deve essere messa a disposizione dei lavoratori in quantità sufficiente, tanto per uso potabile che per lavarsi.
Per la provvista, la conservazione, la distribuzione ed il consumo devono osservarsi le norme igieniche atte ad
evitarne l'inquinamento e ad impedire la diffusione delle malattie.
L'acqua da bere, quindi, deve essere distribuita in recipienti chiusi o bicchieri di carta onde evitare che qualcuno
accosti la bocca se la distribuzione dovesse avvenire tramite tubazioni o rubinetti.
L'allacciamento all'acqua avverrà dalla rete interna dell'Isituto Scolastico
Docce e lavabi
·
·
docce sufficienti ed appropriate devono essere messe a disposizione dei lavoratori per potersi lavare appena
terminato l'orario di lavoro. Docce, lavabi e spogliatoi devono comunque comunicare facilmente fra loro. I locali
devono avere dimensioni sufficienti per permettere a ciascun lavoratore di rivestirsi senza impacci e in condizioni
appropriate di igiene;
docce e lavabi vanno dotati di acqua corrente calda e fredda, di mezzi detergenti e per asciugarsi. Le prime devono
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essere individuali e riscaldate nella stagione fredda. Per quanto riguarda il numero dei lavabi, un criterio orientativo
è di 1 ogni 5 dipendenti occupati per turno,
·
le docce e i lavabi verranno posizionati nell’area adibita a baraccamento, in prossimità dell’accesso carraio di Via
Pesaro.
Gabinetti
·
·
i lavoratori devono disporre in prossimità dei posti di lavoro, dei locali di riposo, di locali speciali dotati di un
numero sufficiente di gabinetti e di lavabi, con acqua corrente, calda se necessario, dotati di mezzi detergenti e per
asciugarsi.
almeno una latrina è sempre d'obbligo. In linea di massima, attenendosi alle indicazioni della ingegneria sanitaria, ne
va predisposta una ogni 30 persone occupate per turno in ogni caso in ragione delle dimensioni del cantiere
dovranno essere approntati, a distanze adeguate soprattutto a pieno regime di funzionamento del cantiere stesso .
L'impresa dovrà garantire i servizi collocando baraccamenti adeguati nelle aree di cantiere (vedi tavola allegata).
Spogliatoio
·
locali appositamente destinati a spogliatoi devono essere messi a disposizione dei lavoratori. Devono essere
convenientemente arredati, avere una capacità sufficiente, essere possibilmente vicini al luogo di lavoro, aerati,
illuminati, ben difesi dalle intemperie, riscaldati durante la stagione fredda e muniti di sedili;
·
devono, inoltre, essere attrezzati con armadietti a due settori interni chiudibili a chiave: una parte destinata agli
indumenti da lavoro, l'altra per quelli privati;
·
gli spogliatoi verranno posizionati nell’area adibita a baraccamento, in prossimità dell’accesso carraio di Via Pesaro.
L'impresa dovrà garantire i servizi collocando baraccamenti adeguati nelle aree di cantiere provvisti di
riscaldamento.
L'impresa potrà ovviare all'onere di predisponendo il locale spogliatoio utilizzando locali interni al futuro istituto
a patto che questi garantiscano condizioni igieniche e microclimatiche e illuminamento adeguate e dignitose nel caso
necessario tali opere saranno realizzate a carico della ditta.
Locali refettorio- mensa, locali ricovero-riposo
·
deve essere predisposto un refettorio, composto da uno o più ambienti a seconda delle necessità, arredato con sedili
e tavoli. Andrà illuminato, aerato e riscaldato nella stagione fredda. Il pavimento non deve essere polveroso e le
pareti imbiancate;
·
deve essere previsto il mezzo per conservare in adatti posti fissi le vivande dei lavoratori, per riscaldarle e per lavare
recipienti e stoviglie;
·
è vietato l'uso di vino, birra ed altre bevande alcoliche salvo l'assunzione di modiche quantità di vino e birra in
refettorio durante l'orario dei pasti;
·
il locale refettorio può anche svolgere la funzione di luogo di ricovero e riposo, dove gli addetti possono trovare
rifugio durante le intemperie o nei momenti di riposo. Se il locale ricovero è distinto dal refettorio, deve essere
illuminato, aerato, ammobiliato con tavolo e sedili con schienale e riscaldato nella stagione fredda. Nei locali di
riposo si devono adottare misure adeguate per la protezione dei non fumatori contro gli inconvenienti del fumo,
·
il refettorio e il locale ricovero verranno posizionati nell’area adibita a baraccamento, in prossimità dell’accesso
carraio di Via Pesaro.
Dormitori
Non è prevista l’installazione di dormitori presso il cantiere in ragione del fatto che l’area turistica offre diverse e
più salubri alternative con l’alloggiamento dei lavoratori in strutture esterne al cantiere.
Presidi sanitari - Camera di medicazione
Qualora il cantiere sia lontano dai posti pubblici permanenti di pronto soccorso è da prevedersi una “camera di
medicazione”. Essa risulta obbligatoria qualora le attività presentino rischi di scoppio, asfissia, infezione o
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avvelenamento e quando l'impresa occupi più di 50 addetti soggetti all'obbligo delle visite mediche preventive e
periodiche.
Negli altri casi è sufficiente tenere la cassetta del pronto soccorso se nel cantiere sono occupati più di 50 addetti; in
quelli di modesta entità basta il pacchetto di medicazione. Cassetta e pacchetto di medicazione devono contenere quanto
indicato e previsto dalla norma e ripreso in seguito.
Pulizia
Le installazioni e gli arredi destinati ai refettori, agli spogliatoi, ai bagni, alle latrine, ai dormitori ed in genere ai
servizi di igiene e di benessere per i lavoratori devono essere mantenuti in stato di scrupolosa manutenzione e pulizia a
cura del datore di lavoro. A loro volta, i lavoratori devono usare con cura e proprietà i locali, le installazioni, gli
impianti e gli arredi destinati ai servizi.
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Attività produttive che comportano presenza dei rifiuti sono:
Altro
Legno e imballaggi
Laterizi, lapidei, terra
Materiali sintetici
Polipropilene/ Membrana
bituminosa
Ferro e Metalli
Carta/Cotone
Piombo/Rame/Zinco
Amianto
Tipo di rifiuti
PVC/PCB/IPA/HPL
Attività che producono rifiuti
Installazioni provvisionali e
cantieramento
Approvvigionamento dei materiali
Lavorazioni di scavo
Opere di carpenteria in c.a. e lavoraz.
ferro
Opere murarie
Tamponamenti interni ed esterni non
murari
Impermeabilizzazione e isolamenti
Impianti interni ed esterni
Opere di finitura, verniciature, ecc.
Rifiuti domestico/urbani prodotti dai servizi igienico assistenziali.
Sì
Rifiuti prodotti dal locale
Refettorio e/o mensa.
Rifiuti prodotti dal locale spogliatoio.
Rifiuti prodotti dalla pulizia dei servizi
e baracche.
Rifiuti prodotti dalla presenza
dell’ufficio in cantiere.
Rifiuti prodotti dai locali bagno e WC
collegati alla rete pubblica
Rifiuti prodotti dai locali WC non
collegati alla rete pubblica
Rifiuti prodotti dalla presenza di aree
di magazzino o deposito di sostanze
No
Misure tecniche per la gestione e lo
smaltimento dei rifiuti
Deve essere indicata una procedura
interna per la gestione dei rifiuti
Deve essere indicata una procedura
interna per la gestione dei rifiuti
Deve essere indicata una procedura
interna per la gestione dei rifiuti
Deve essere indicata una procedura
interna per la gestione dei rifiuti
Si prevede l’allacciamento alle reti
pubbliche
Deve essere indicata una procedura
interna per la gestione del rifiuto, o
essere affidata a ditta esterna
specializzata
Deve essere indicata una procedura
interna per la gestione dei rifiuti
Allacciamenti ai sottoservizi.
Allacciamento ai sottoservizi
Per l'esecuzione delle pere in oggetto non sono previsti allacciamenti ai sottoservizi.
Impianti: elettrico, idrico, di terra e protezione contro le scariche atmosferiche.
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Premessa
Nel cantiere sarà necessaria la presenza di alcuni tipi di impianti, essenziali per il funzionamento del cantiere
stesso. A tal riguardo andranno eseguiti secondo la corretta regola dell'arte e nel rispetto delle leggi vigenti:
_
l'impianto elettrico per l'alimentazione delle macchine e/o attrezzature presenti in cantiere,
_
l'impianto idrico,
_
l'impianto di messa a terra,
_
l'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche.
Impianto elettrico.
L'impianto elettrico del cantiere, sarà realizzato nel pieno rispetto della Legge 1° marzo 1968, n. 186, che
prevede:
Art. 1
Tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono
essere realizzati e costruiti a regola d'arte.
Art. 2
I materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati
secondo le norme del comitato elettrotecnico italiano si considerano costruiti a regola d'arte. (omissis).
Le principali norme CEI considerate sono:
_
_
_
_
_
_
CEI 64-8/1/2/3/4/5/6/7 - Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente
alternata ed a 1500 V in corrente continua;
CEI 64-12 - Guida per l'esecuzione dell'impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario;
CEI 17-13/1/2 - Apparecchiature di protezione e manovra per bassa tensione (Quadri BT).
CEI 70-1 - Gradi di protezione degli involucri;
CEI 23-12 - Prese a spina per usi industriali;
CEI 81-1 - Protezione di strutture contro i fulmini.
Ulteriori normative considerate per la progettazione dell'impianto elettrico sono:
_
_
_
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81;
DM 22 gennaio 2008 n. 37;
DM 519/93 - Regolamento recante autorizzazione all'ISPESL ad esercitare attività omologativa di primo o nuovo
impianto per la messa a terra e la protezione contro le scariche atmosferiche.
Tutti gli impianti elettrici di cantiere, pur se modesti, saranno realizzati dopo opportuna progettazione e
programmazione sull'ubicazione dei quadri di distribuzione effettuata in funzione della posizione prevista per le
macchine utilizzatrici.
L'installazione degli impianti elettrici e la preventiva scelta di tutti i componenti (conduttori, interruttori, quadri,
prese, ecc.) sarà effettuata tenendo conto della necessità di prevenire i pericoli derivanti da contatti accidentali con gli
elementi sotto tensione ed i rischi di incendio e di scoppio derivanti da eventuali anormalità che si verificano
nell'esercizio.
L'installatore dell'impianto sarà tenuto al rilascio della dichiarazione di conformità corredata degli allegati
obbligatori.
Ai fini della sicurezza ogni macchina alimentata elettricamente sarà collegata elettricamente a terra a protezione
contro i contatti indiretti (parti metalliche normalmente non in tensione ma che possono essere messe in tensione a
seguito di guasti di isolamento).
Saranno esclusi dalla necessità del collegamento a terra gli apparecchi elettrici portatili di classe II in quanto
costruiti con isolamento doppio o rinforzato; tali apparecchi sono quelli contraddistinti con il simbolo del doppio
quadrato inserito sulla targa caratteristica.
In particolare nella realizzazione dell'impianto elettrico del cantiere saranno osservate le seguenti condizioni
minime:
_ saranno installati sui quadri interruttori differenziali così da ottenere il coordinamento tra il valore della resistenza di
terra ed i dispositivi di protezione dell'impianto elettrico; nella scelta dei differenziali sarà tenuta presente la
necessità di selettività dell'impianto in modo che, in caso di guasto, non venga a mancare energia a tutto il cantiere,
ma solo alla zona interessata dal guasto;
_ saranno utilizzate esclusivamente spine e relative prese per usi industriali montate sui quadri elettrici del cantiere;
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_
_
le derivazioni a spina per l'alimentazione di macchine ed apparecchi di potenza superiore a 1000 Watt saranno
provviste a monte della presa di interruttore per permettere l'inserimento ed il disinserimento della spina a circuito
aperto e del tipo interbloccato;
i luoghi bagnati o molto umidi ( interrati e seminterrati, ecc.) e nei locali a contatto o entro grandi masse metalliche,
tutti gli utensili e le lampade elettriche portatili saranno alimentate, rispettivamente, a tensione non superiore a 50
ed a 25 Volt verso terra;
Sarà installato un quadro di zona per l'alimentazione delle varie utenze nell'area lavorativa specifica del cantiere.
La distribuzione dei conduttori ovvero dei cavi elettrici seguirà particolari condizioni di installazione, in
particolare:
_ non devono essere del tipo volante per evitare pericoli di tranciamento;
_ devono avere sezione e lunghezza adeguata in rapporto alle correnti da trasmettere alle utenze, in rapporto alle
possibili correnti di sovraccarico e di corto circuito, in rapporto ai dispositivi di protezione installati ed in rapporto
alle cadute di tensione ammissibili;
_ devono essere dotati di isolamento tra le fasi e verso terra lungo tutto il percorso in rapporto alle condizioni
ambientali;
_
devono essere protetti contro il danneggiamento con opportune coperture metalliche quando transitano in posizioni
di passaggio di mezzi pesanti;
_ devono essere di tipo autoestinguente la fiamma in caso di incendio.
Per ogni presa sarà evidenziato quale utenza essa alimenta (mediante targhetta adesiva) e quali sono disponibili
per le varie necessità.
Ad ogni tensione corrisponderà un preciso colore di individuazione, e precisamente:
_ rosso per 380 V
_ blu per 220 V
_ viola per 20÷25 V
_ bianco per 40÷50 V
Il personale di cantiere dovrà solo preoccuparsi eventualmente della manutenzione, mentre qualsiasi opera di
realizzazione di impianti, parti di essi, allacci qualsiasi anche di urgente necessità dovrà essere realizzata da personale
specializzato di società regolarmente abilitata, all’esecuzione e dotata di responsabile tecnico iscritto ed in possesso di
titolo abilitante; tutto ciò sarà attestato dal certificato della Camera di Commercio.
La norma CEI 64-8, definisce la persona addestrata come persona avente conoscenze tecniche o esperienza o che
ha ricevuto istruzioni specifiche sufficienti a permetterle di prevenire i pericoli dall'elettricità in relazione a determinate
operazioni condotte in condizioni specificate.
Saranno installati dei dispositivi di protezione, automatici e differenziali, la cui funzione sarà quella di garantire:
a) Sicurezza contro l'incendio derivato da cause elettriche (corto circuiti).
b) Sicurezza contro i contatti diretti con le parti in tensione.
c) Sicurezza contro i contatti indiretti in caso di guasti verso terra, ovvero dispersioni.
L’impianto di cantiere sarà per sommi capi realizzato come segue:
1) la fornitura verrà condotta fino al Quadro generale di cantiere in linea aerea per quanto possibile in relazione al
transito dei carichi;
2)
il Quadro sarà sezionato con differenziale di protezione e questo alimenterà linee distinte e protette da
magneto-termici diferenziali
3)
le linee in uscita dal Quadro Generale saranno almeno di n° 3 tipi:
1° tipo linea ai Quadro Derivati Generali
2° tipo linea a baracche ed uffici
3° linea di servizio perimetrale o notturna
(per i campanelli degli ingressi e le illuminazioni notturne)
4) le linee in uscita dai Quadro Derivati di Generale saranno almeno di n° 2 tipi:
1° tipo linea a prese interbloccate 380V
2° tipo linea a prese interbloccate 220V
Il numero ed il dimensionamento di linee e protezioni dovrà essere progettato e calcolato da professionista
abilitato e dovrà essere aggiornato in caso di modifica degli impianti.
La modifica dell’impianto di cantiere a seguito dell’evolversi dell’opera dovrà sempre e comunque prevedere di
non creare interferenze e sovrapposizioni di linee tra diverse aree di lavoro, non saranno ammessi attacchi ai Quadri
Generali Derivati con prese multiple soprattutto per imprese diverse.
Ogni ditta sarà tenuta ad installare il proprio Sottoquadro al Quadro Generale Derivato sotto ala sua diretta
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responsabilità ed affidando al gestione dello stesso a proprio “Preposto od Addetto per la Gestione degli Impianti e
Quadri Elettrici”, il Quadro Generale di Cantiere verrà gestito dal “Preposto od Addetto per la Gestione degli Impianti e
Quadri Elettrici” della ditta prima appaltatrice sotto la propria responsabilità.
Impianto idrico.
Deve essere messa a disposizione dei lavoratori in quantità sufficiente, tanto per uso potabile che per lavarsi. Per
la provvista, la conservazione, la distribuzione ed il consumo devono osservarsi le norme igieniche atte ad evitarne
l'inquinamento e ad impedire la diffusione delle malattie. L'acqua da bere, quindi, deve essere distribuita in recipienti
chiusi o bicchieri di carta onde evitare che qualcuno accosti la bocca se la distribuzione dovesse avvenire tramite
tubazioni o rubinetti.
Vista la particolare natura dei lavori, l’alimentazione idrica per l’attività di cantiere, verrà realizzata dall’impresa
con allacciamento alla rete interna esistente dell'Edificio Scolastico.
L’impianto dovrà essere oggetto di adeguata manutenzione periodica, volta al mantenimento del livello di
sicurezza e alla sostituzione di tutti i componenti eventualmente deteriorati.
Impianto di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche.
Appena ultimati i lavori di movimento terra, dovrà iniziarsi la realizzazione dell'impianto di messa a terra per il
cantiere, che dovrà essere unico.
L'impianto di terra dovrà essere realizzato in modo da garantire la protezione contro i contatti indiretti: a tale
scopo si costruirà l'impianto coordinandolo con le protezioni attive presenti (interruttori e/o dispositivi differenziali)
realizzando, in questo modo, il sistema in grado di offrire il maggior grado di sicurezza possibile.
L'impianto di messa a terra, inoltre, dovrà essere realizzato ad anello chiuso, per conservare l'equipotenzialità
delle masse, anche in caso di taglio accidentale di un conduttore di terra.
Qualora sul cantiere si renda necessario la presenza anche di un impianto di protezione dalle scariche
atmosferiche, allora l'impianto di messa a terra dovrà, oltre ad essere unico per l'intero cantiere, anche essere collegato
al dispersore delle scariche atmosferiche.
Nel distinguere quelle che sono le strutture metalliche del cantiere che necessitano di essere collegate all'impianto
di protezione dalle scariche atmosferiche da quelle cosiddette autoprotette, ci si dovrà riferire ad un apposito calcolo di
verifica.
Le principali norme CEI considerate sono:
- CEI 64-8/1/2/3/4/5/6/7 - Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente
alternata ed a 1500 V in corrente continua;
- CEI 64-12 - Guida per l'esecuzione dell'impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario;
- CEI 17-13/1/2 - Apparecchiature di protezione e manovra per bassa tensione (Quadri BT).
- CEI 70-1 - Gradi di protezione degli involucri;
- CEI 23-12 - Prese a spina per usi industriali;
- CEI 81-1 - Protezione di strutture contro i fulmini.
Ulteriori normative considerate per la progettazione dell'impianto elettrico sono:
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81;
- DM 22 gennaio 2008 n. 37;
- DM 519/93 - Regolamento recante autorizzazione all'ISPESL ad esercitare attività omologativa di primo o nuovo
impianto per la messa a terra e la protezione contro le scariche atmosferiche.
Tutte le masse metalliche che si trovano all'interno del cantiere, saranno collegate all'impianto di terra principale,
ed in particolare:
- l'armadio e/o le parti metalliche dei quadri elettrici;
- le strutture metalliche che possono essere messe in tensione in caso di guasti;
- il ponteggio metallico almeno ogni 25 m lineari
- le gru, stazioni di betonaggio
Gli elementi principali che costituiscono l'impianto di terra sono:
a) dispersori;
b) il conduttore di terra; la sua sezione rispetterà le dimensioni minime:
- 50 mm2 per conduttori di ferro o acciaio zincato (tondini, piattine),
- 35 mm2 per conduttori di rame.
c) i conduttori di protezione;
d) le giunzioni.
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La protezione da cariche atmosferiche dovrà essere garantita facendo verificare a professionista abilitato, a cura e
spese della ditta appaltatrice, il rischio di eventi atmosferici qualora da calcolo il cantiere e relative opere ed attrezzature
non risultassero protette la ditta dovrà provvedere a realizzare apposito impianto di protezione certificato su progetto di
professionista abilitato.
Sarà utilizzato in cantiere un impianto di terra nel pieno rispetto delle norme CEI 64-8 (impianti elettrici
utilizzatori) e CEI 81-1 (protezione di strutture contro i fulmini) avente le seguenti caratteristiche:
_
l'impianto sarà verificato, e mantenuto in perfetta efficienza nel tempo tramite controlli di personale qualificato;
_
le correnti di guasto e di dispersione saranno sopportate senza danni.
Gli impianti di messa a terra ed i dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche saranno denunciati alla
sede ISPESL competente per territorio per gli opportuni controlli da effettuare in cantiere da parte di loro tecnici.
L’impianto di terra dovrà proteggere tutti gli apprestamenti, baracche, attrezzature e macchinari con rischio
elettrico, dovrà essere disposto e progettato prima dell’inizio delle attività esposte a rischio e potrà essere in parte o
totalmente in comune con il futuro impianto di terra dell’opera.
Linee aeree
I conduttori delle linee portate da pali (aeree) possono, soggetti al contatto con parti di macchine (funi metalliche
e tiranti, bracci di gru a torre, autogrù, gru per autocarro, bracci distributori di calcestruzzo) o con oggetti lunghi e
metallici (ferri per cemento, tubi, travi, ecc.), provocare scariche con conseguenze gravi e perfino mortali.
Per impedire il contatto sia da sotto, sia da sopra e sia dai lati, secondo i casi, si ricorrerà a schermi isolanti in
legname verticali, sbarramenti, portali, ecc., applicati alla distanza minima, dalla linea da proteggere.
Tale distanza dipende dal valore della tensione nella linea stessa e sarà, comunque, necessaria per costringere le
macchine ingombranti ed a braccio a restare al di sotto dell'area di transito stabilita.
In ogni caso si preveda di distribuire gli impianti senza prevedere passaggi aerei in corrispondenza di aree di
transito di carichi.
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LAVORAZIONI e loro INTERFERENZE
Individuazione, analisi e valutazione dei rischi concreti
(punto 2.1.2, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
Scelte progettuali ed organizzative, procedure, misure preventive e protettive
(punto 2.1.2, lettera d, punto 3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
ALLESTIMENTO DEL CANTIERE
La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi:
Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere
Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi
Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere
Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere
Realizzazione della viabilità del cantiere
Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere
Realizzazione di impianto elettrico del cantiere
Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere (fase)
Scavo di pulizia generale dell'area di cantiere eseguito con mezzi meccanici.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto allo scavo di pulizia generale dell'area di cantiere;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto allo scavo di pulizia generale dell'area di cantiere;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali
protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina antipolvere; f) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
M.M.C. (sollevamento e trasporto);
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
Attrezzi manuali;
Carriola;
Decespugliatore a motore;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Inalazione polveri, fibre; Incendi, esplosioni.
Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti
fissi (fase)
Allestimento di depositi per materiali e attrezzature, zone scoperte per lo stoccaggio dei materiali e zone per l'istallazione di impianti
fissi di cantiere.
Macchine utilizzate:
1)
2)
Autocarro;
Autogrù.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto all'allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
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a)
DPI: addetto all'allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di
sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
h)
Andatoie e Passerelle;
Attrezzi manuali;
Ponteggio mobile o trabattello;
Scala doppia;
Scala semplice;
Sega circolare;
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Trapano elettrico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni;
Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Scivolamenti, cadute a livello.
Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere (fase)
Allestimento di servizi igienico-sanitari in strutture prefabbricate appositamente approntate.
Macchine utilizzate:
1)
2)
Autocarro;
Autogrù.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di
sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
h)
Andatoie e Passerelle;
Attrezzi manuali;
Ponteggio mobile o trabattello;
Scala doppia;
Scala semplice;
Sega circolare;
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Trapano elettrico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni;
Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Scivolamenti, cadute a livello.
Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere (fase)
Realizzazione della recinzione di cantiere, al fine di impedire l'accesso involontario dei non addetti ai lavori, e degli accessi al
cantiere, per mezzi e lavoratori.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
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Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 60
a)
DPI: addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a
tenuta; d) mascherina antipolvere; e) indumenti ad alta visibilità; f) calzature di sicurezza con suola imperforabile.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
Andatoie e Passerelle;
Attrezzi manuali;
Scala semplice;
Sega circolare;
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Trapano elettrico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni;
Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Scivolamenti, cadute a livello.
Realizzazione della viabilità del cantiere (fase)
Realizzazione della viabilità di cantiere destinata a persone e veicoli e posa in opera di appropriata segnaletica.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a
tenuta; d) mascherina antipolvere; e) indumenti ad alta visibilità; f) calzature di sicurezza con suola imperforabile.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
Andatoie e Passerelle;
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni.
Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere (fase)
Realizzazione dell'impianto di messa a terra del cantiere.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti dielettrici; c)
calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cinture di sicurezza.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
Elettrocuzione;
Vibrazioni;
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
Attrezzi manuali;
Scala semplice;
Trapano elettrico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre.
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- Pag. 61
Realizzazione di impianto elettrico del cantiere (fase)
Realizzazione dell'impianto elettrico del cantiere mediante la posa in opera quadri, interruttori di protezione, cavi, prese e spine.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti dielettrici; c)
calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cinture di sicurezza.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
Elettrocuzione;
Vibrazioni;
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
Attrezzi manuali;
Ponteggio mobile o trabattello;
Scala doppia;
Scala semplice;
Trapano elettrico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre.
DEMOLIZIONI/RIMOZIONI
La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi:
Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali
Demolizione generale di strutture in c.a.
Rimozione di cls ammalorato
Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni
Rimozione di serramenti esterni
Rimozione di intonaci e rivestimenti interni
Rimozione di serramenti interni
Rimozione di impianti
Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali (fase)
Rimozione di scossaline, canali di gronda e pluviali. Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto del materiale di risulta, la
cernita e l'accatastamento dei materiali eventualmente recuperabili.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro con cestello.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di
sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina con filtro antipolvere; e) indumenti protettivi (tute);
f) cintura di sicurezza.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
Argano a bandiera;
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b)
c)
d)
Attrezzi manuali;
Avvitatore elettrico;
Sega a disco per metalli;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni;
Elettrocuzione; Getti, schizzi.
Demolizione generale di strutture in c.a. (fase)
Demolizione di strutture in c.a. eseguita con mezzi meccanici con o senza preventiva riduzione delle iperstatiche della struttura
(DEMOLIZIONE CAMINO SNELLO). Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto del materiale di risulta, la cernita e
l'accatastamento dei materiali eventualmente recuperabili.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro con cestello.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di
sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
Seppellimento, sprofondamento;
Inalazione polveri, fibre;
Rumore;
Vibrazioni;
M.M.C. (sollevamento e trasporto);
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
Attrezzi manuali;
Martello demolitore pneumatico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Inalazione fumi, gas, vapori; Inalazione polveri, fibre;
Scivolamenti, cadute a livello.
Rimozione di cls ammalorato (fase)
Rimozione del calcestruzzo ammalorato di elementi strutturali fino allo scoprimento dei ferri di armatura e loro pulizia da ossidi.
Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto del materiale di risulta.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla rimozione di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla rimozione di cls ammalorato di balconi e logge;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di
sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
d)
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Inalazione polveri, fibre;
Rumore;
Vibrazioni;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
Argano a bandiera;
Attrezzi manuali;
Martello demolitore elettrico;
Ponteggio mobile o trabattello;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni;
Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre.
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni (fase)
Rimozione intonaci e rivestimenti esterni (cornicioni, dsavanzali, ecc..). Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto del
materiale di risulta, la cernita e l'accatastamento dei materiali eventualmente recuperabili.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro con cestello.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla rimozione di intonaci e rivestimenti esterni;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla rimozione di intonaci e rivestimenti esterni;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di
sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Inalazione polveri, fibre;
Rumore;
Vibrazioni;
M.M.C. (sollevamento e trasporto);
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
Argano a bandiera;
Attrezzi manuali;
Martello demolitore elettrico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni;
Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre.
Rimozione di serramenti esterni (fase)
Rimozione di serramenti esterni. Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto del materiale di risulta, la cernita e l'accatastamento
dei materiali eventualmente recuperabili.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro con cestello.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla rimozione di serramenti esterni;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla rimozione di serramenti esterni;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) occhiali protettivi; c)
calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina antipolvere.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
Caduta dall'alto;
M.M.C. (sollevamento e trasporto);
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
Attrezzi manuali;
Sega a disco per metalli;
Avvitatore elettrico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Elettrocuzione; Getti, schizzi.
Rimozione di intonaci e rivestimenti interni (fase)
Rimozione di intonaci e rivestimenti interni. Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto del materiale di risulta, la cernita e
l'accatastamento dei materiali eventualmente recuperabili.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
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a)
DPI: addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di
sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
d)
Inalazione polveri, fibre;
Rumore;
Vibrazioni;
M.M.C. (sollevamento e trasporto);
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
Argano a bandiera;
Argano a cavalletto;
Attrezzi manuali;
Martello demolitore elettrico;
Ponte su cavalletti;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni;
Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Scivolamenti, cadute a livello.
Rimozione di serramenti interni (fase)
Rimozione di alcune pareti mobili interne (tramezzo di separazione fra Vittorini e Castellamonte e parete di divisione tra aula di
topografia e deposito). Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto del materiale di risulta, la cernita e l'accatastamento dei
materiali eventualmente recuperabili.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla rimozione di serramenti interni;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla rimozione di serramenti interni;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) occhiali protettivi; c)
calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina antipolvere.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
M.M.C. (sollevamento e trasporto);
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Punture, tagli, abrasioni;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
Ponteggio mobile o trabattello;
Scala semplice;
Attrezzi manuali;
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Avvitatore elettrico;
Trapano elettrico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni;
Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre.
Rimozione di impianti (fase)
Rimozione di impianti di distribuzione interni. Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto del materiale di risulta, la cernita e
l'accatastamento dei materiali eventualmente recuperabili.
Misure Preventive e Protettive specifiche della Lavorazione:
1)
segnale:
Vietato fumare o usare fiamme libere;
2)
segnale:
Divieto di accesso alle persone non autorizzate;
3)
segnale:
Impianti elettrici;
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- Pag. 65
Impianti elettrici sotto tensione
Tensione elettrica;
4)
segnale:
5)
segnale:
Vietato accesso;
Vietato l'accesso ai non addetti ai lavori
6)
segnale:
Pericolo caduta;
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla rimozione di impianti;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla rimozione di impianti;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di
sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
Vibrazioni;
Rumore;
Elettrocuzione;
Scivolamenti, cadute a livello;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Punture, tagli, abrasioni;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
h)
Ponteggio mobile o trabattello;
Scala semplice;
Argano a bandiera;
Carriola;
Attrezzi manuali;
Avvitatore elettrico;
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Trapano elettrico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni;
Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre.
OPERE INTERNE
La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi:
Ripristino di porzioni di solaio sfondellate
Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio
Ripristino di lesioni con iniezioni di malta
Formazione intonaci interni
Realizzazione di controsoffitti
Tinteggiatura di superfici interne
Posa di pellicole di sicurezza
Ripristino di porzioni di solaio sfondellate (fase)
Ripristino di porzioni di solaio sfondellate consistente nella: rimozione dei pannelli in lamiera, fornitura e posa di pannello in
polistirene espanso sp. 14 cm di riempimento dell'incavo della pignatta, posa di rete zincata elettrosaldata diametro 1.80 mm, maglia
25.4*25.4 mm ripiegata ad U fra i travetti e tassellata lateralmente agli stessi con tasselli a percussione in acciaio pieno con
penetrazione minima di 40 mm su calcestruzzo non lesionato,fissaggio di pannello di alleggerimento in polistirene sp. 6 cm, posa di
rete metallica nervata portaintonaco tipo Nervometal ricavata di nastro zincato sendzimir fissata sotto i travetti da interporre
all'intonaco di finitura per ripristinare la finitura e planiarità del soffitto mediante raccordo con l'esistente.
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- Pag. 66
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto all'applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto all'applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a
tenuta; d) mascherina antipolvere; e) stivali di sicurezza.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
Ponteggio mobile o trabattello;
Scala doppia;
Attrezzi manuali;
Troncatrice;
Trapano elettrico;
Avvitatore elettrico;
Sega circolare portatile (flessibile);
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Cesoiamenti,
stritolamenti; Punture, tagli, abrasioni; Inalazione polveri, fibre; Ustioni; Elettrocuzione.
Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio (fase)
Applicazione di rete antisfondellamento zincata elettrosaldata diametro 1.8 mm, maglia 25.4*25.4 mm, estesa sotto i solai con
sovrapposizione minima 10 cm, ancorata con tasselli a percussione in acciaio pieno, corpo cilindrico ed estremità conica da 8 mm di
diametro, l=135 mm, con rondelle di diametro maggiore di 40 mm, in ragione di un tassello massimo ogni 90 cm, su ciascun travetto
ad interasse 50 cm.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto all'applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto all'applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a
tenuta; d) mascherina antipolvere; e) stivali di sicurezza.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Caduta dall'alto;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
Ponteggio mobile o trabattello;
Scala doppia;
Attrezzi manuali;
Troncatrice;
Trapano elettrico;
Avvitatore elettrico;
Sega circolare portatile (flessibile);
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Cesoiamenti,
stritolamenti; Punture, tagli, abrasioni; Inalazione polveri, fibre; Ustioni; Elettrocuzione.
Ripristino di lesioni con iniezioni di malta (fase)
Consolidamento murature fessurate, con iniezioni a base di resine epossidiche, con esecuzione di fori #12 distanziati a cavallo delle
lesioni, scarifica fessura, applicazione di ugelli con valvole di non ritorno, stuccatura della fessura con maltina a base epossidica,
iniezione di resina bicomponente e stuccatura finale.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto al ripristino di lesioni in strutture in c.a. con iniezioni di malta;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto al ripristino di lesioni in strutture in c.a. con iniezioni di malta;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a
tenuta; d) mascherina antipolvere; e) stivali di sicurezza.
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 67
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
Caduta dall'alto;
Rumore;
Chimico;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
Ponte su cavalletti;
Argano a bandiera;
Attrezzi manuali;
Impianto di iniezione per miscele cementizie;
Trapano elettrico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Scivolamenti, cadute a livello; Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti,
colpi, impatti, compressioni; Elettrocuzione; Getti, schizzi; Inalazione polveri, fibre; Irritazioni cutanee, reazioni
allergiche; Scoppio.
Formazione intonaci interni (fase)
Formazione di intonacatura interna su superfici sia verticali che orizzontali, realizzata a mano.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali);
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali);
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di
sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) maschera respiratoria a filtri; e) occhiali.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
Rumore;
Chimico;
M.M.C. (elevata frequenza);
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
Ponteggio mobile o trabattello;
Scala semplice;
Attrezzi manuali;
Betoniera a bicchiere;
Impastatrice;
Carriola;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni;
Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Getti, schizzi; Inalazione polveri, fibre.
Realizzazione di controsoffitti (fase)
Nel dettaglio il presente intervento consiste nalla fornitura e posa delle seguenti tipologie di controsoffitti:
- controsoffitto piano per montaggio in appoggio su orditura a vista formante scuretto da mm. 24*8, costituito da pannelli modulari
di mm. 600*600 in acciaio zincato, spessore minimo 0.5 mm, con superficie forata. I pannelli saranno preverniciati in colore bianco
(Ral 9003) o silver (Ral 9006) e sull'estradosso dei pannelli sarà termoincollato foglio assorbente di tessuto non tessuto nero
certificato A2s2d0. Orditura di sostegno in acciaio zincato rivestito in acciaio preverniciato come il pannello, sezione T rovescio,
base 24 mm, seminascosta ed incassata. Sospensione ogni 100*120 cm mediante pendini rigidi ancorati ai travetti in c.a. del solaio;
-controsoffitto modulare in fibra minerale ad alto assorbimento acustico (alfa=0,95), colore bianco, spessore pannnello 19 mm,
montato su sottostruttura a vista in alluminio di colore bianco, con pendini a molla.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla realizzazione di contropareti e controsoffitti;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla realizzazione di contropareti e controsoffitti;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti, al lavoratore, adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali
protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile e puntale d'acciaio; e) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
Rumore;
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 68
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
Ponteggio mobile o trabattello;
Scala semplice;
Attrezzi manuali;
Taglierina elettrica;
Trapano elettrico;
Avvitatore elettrico;
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni;
Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre.
Tinteggiatura di superfici interne (fase)
Tinteggiatura di superfici pareti e/o soffitti interni, previo preparazione di dette superfici eseguita a mano, con attrezzi meccanici o
con l'ausilio di solventi chimici (sverniciatori).
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla tinteggiatura di superfici interne;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla tinteggiatura di superfici interne;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di
sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina con filtro antipolvere; e) indumenti protettivi (tute);
f) cintura di sicurezza.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
Chimico;
M.M.C. (elevata frequenza);
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
Ponteggio mobile o trabattello;
Scala semplice;
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni.
Posa di pellicole di sicurezza (fase)
Posa di pellicole di sicurezza.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla posa di pellicole di sicurezza;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla posa di pellicole di sicurezza;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) occhiali protettivi; c)
calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina antipolvere.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
Caduta dall'alto;
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
Ponteggio mobile o trabattello;
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni.
OPERE ESTERNE
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 69
La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi:
Ripristino di cls ammalorato
Posa di serramenti esterni
Posa di lucernari
Posa di recinzioni e cancellate
Impermeabilizzazione di copertura piana
Realizzazione di opere di lattoneria
Ripristino di cls ammalorato (fase)
Ripristino del calcestruzzo di travi, pilastri, setti, ecc. eseguito dopo aver preventivamente posato a pennello sui ferri delle armature
prodotti anticorrosivi.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro con cestello.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto al ripristino di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto al ripristino di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a
tenuta; d) mascherina antipolvere; e) stivali di sicurezza.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
Caduta dall'alto;
Rumore;
Chimico;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
Argano a bandiera;
Attrezzi manuali;
Betoniera a bicchiere;
Ponteggio metallico fisso;
Ponte su cavalletti;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni;
Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Getti, schizzi; Inalazione polveri, fibre; Scivolamenti, cadute a livello.
Posa di serramenti esterni (fase)
Posa di serramenti esterni.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro con cestello.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla posa di serramenti esterni;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla posa di serramenti esterni;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) occhiali protettivi; c)
calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina antipolvere.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
Caduta dall'alto;
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
Avvitatore elettrico;
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Attrezzi manuali;
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 70
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Elettrocuzione; Urti, colpi, impatti, compressioni; Inalazione polveri, fibre; Punture, tagli, abrasioni.
Posa di lucernari (fase)
Posa di lucernari, con telaio fisso o mobile.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro con cestello.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla posa di lucernario;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla posa di lucernario;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) grembiuli di
cuoio; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina antipolvere; f) otoprotettori; g)
cintura di sicurezza; h) occhiali o schermi facciali paraschegge.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
Caduta dall'alto;
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Avvitatore elettrico;
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni.
Posa di recinzioni e cancellate (fase)
Posa su fondazione in cls precedentemente realizzata di recinzioni e cancellate in ferro.
Macchine utilizzate:
1)
Autocarro.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla posa di recinzioni e cancellate;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla posa di recinzioni e cancellate;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di
sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
M.M.C. (sollevamento e trasporto);
R.O.A. (operazioni di saldatura);
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
Ponteggio mobile o trabattello;
Scala semplice;
Attrezzi manuali;
Saldatrice elettrica;
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Avvitatore elettrico;
Trapano elettrico;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni;
Elettrocuzione; Inalazione fumi, gas, vapori; Incendi, esplosioni; Inalazione polveri, fibre.
Impermeabilizzazione di copertura piana (fase)
Impermeabilizzazione di copertura piana mediante posa di guaina bituminosa.
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 71
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla realizzazione di copertura a tetto rovescio;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla realizzazione di copertura a tetto rovescio;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di
sicurezza a sfilamento rapido con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina con filtro specifico; e) occhiali di
protezione; f) indumenti protettivi (tute).
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
Caduta dall'alto;
Chimico;
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
Ponteggio metallico fisso;
Attrezzi manuali;
Cannello a gas;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Scivolamenti, cadute a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti,
colpi, impatti, compressioni; Inalazione fumi, gas, vapori; Incendi, esplosioni.
Realizzazione di opere di lattoneria (fase)
Realizzazione di opere di lattoneria (scossaline, canali di gronda e pluviali).
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla realizzazione di opere di lattoneria;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla realizzazione di opere di lattoneria;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di
sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina con filtro antipolvere; e) indumenti protettivi (tute);
f) cintura di sicurezza.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
Caduta dall'alto;
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
Avvitatore elettrico;
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Trapano elettrico;
Attrezzi manuali;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Elettrocuzione; Urti, colpi, impatti, compressioni; Inalazione polveri, fibre; Punture, tagli, abrasioni.
IMPIANTI
La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi:
Realizzazione di impianto elettrico interno
Realizzazione di impianto elettrico interno (fase)
Realizzazione dell'impianto elettrico a partire dal quadro di alloggio o di zona, consistente nella posa in opera di canalette, cassette di
derivazione, morsetti e relativi accessori, punti luce, prese, quadri di protezione e comando, impianto di messa a terra.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno;
Prescrizioni Organizzative:
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 72
Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti isolanti; b) occhiali
protettivi; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
Vibrazioni;
Rumore;
Elettrocuzione;
Punture, tagli, abrasioni;
Scivolamenti, cadute a livello;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
Ponteggio mobile o trabattello;
Scala semplice;
Attrezzi manuali;
Scanalatrice per muri ed intonaci;
Trapano elettrico;
Avvitatore elettrico;
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni;
Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre.
SMOBILIZZO DEL CANTIERE
La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi:
Smobilizzo del cantiere
Smobilizzo del cantiere (fase)
Smobilizzo del cantiere realizzato attraverso lo smontaggio delle postazioni di lavoro fisse, di tutti gli impianti di cantiere, delle
opere provvisionali e di protezione e della recinzione posta in opera all'insediamento del cantiere stesso.
Macchine utilizzate:
1)
2)
Autocarro;
Autogrù.
Lavoratori impegnati:
1)
Addetto allo smobilizzo del cantiere;
Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo:
a) DPI: addetto allo smobilizzo del cantiere;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di
sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza.
Rischi a cui è esposto il lavoratore:
a)
b)
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Rumore;
Attrezzi utilizzati dal lavoratore:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
h)
Scala doppia;
Scala semplice;
Carriola;
Attrezzi manuali;
Avvitatore elettrico;
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Trapano elettrico;
Idropulitrice;
Rischi generati dall'uso degli attrezzi:
Caduta dall'alto; Cesoiamenti, stritolamenti; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni;
Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Getti, schizzi; Incendi, esplosioni; Nebbie.
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- Pag. 74
RISCHI individuati nelle Lavorazioni e relative
MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE.
Elenco dei rischi:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
10)
11)
12)
13)
14)
Caduta dall'alto;
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Chimico;
Elettrocuzione;
Inalazione polveri, fibre;
M.M.C. (elevata frequenza);
M.M.C. (sollevamento e trasporto);
Punture, tagli, abrasioni;
R.O.A. (operazioni di saldatura);
Rumore;
Scivolamenti, cadute a livello;
Seppellimento, sprofondamento;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Vibrazioni.
RISCHIO: "Caduta dall'alto"
Descrizione del Rischio:
Lesioni a causa di cadute dall'alto per perdita di stabilità dell'equilibrio dei lavoratori, in assenza di adeguate misure di prevenzione,
da un piano di lavoro ad un altro posto a quota inferiore.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali; Rimozione di serramenti esterni; Ripristino di
porzioni di solaio sfondellate; Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio; Ripristino di lesioni
con iniezioni di malta; Posa di pellicole di sicurezza; Ripristino di cls ammalorato; Posa di serramenti esterni; Posa
di lucernari; Impermeabilizzazione di copertura piana; Realizzazione di opere di lattoneria;
Prescrizioni Esecutive:
Nei lavori in quota, ogni qualvolta non siano attuabili le misure di prevenzione e protezione collettiva, si devono utilizzare
dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto. In particolare sono da prendere in considerazione specifici
sistemi di sicurezza che consentono una maggior mobilità del lavoratore quali: avvolgitori/svolgitori automatici di fune di
trattenuta; sistema a guida fissa e ancoraggio scorrevole, altri sistemi analoghi.
b)
Nelle lavorazioni: Posa di lucernari;
Prescrizioni Esecutive:
Prima di procedere alla esecuzione di lavori su tetti, lucernari, coperture simili, deve essere accertato che questi abbiano
resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego. Nel caso in cui sia dubbia tale resistenza,
devono essere adottati i necessari apprestamenti atti a garantire la incolumità delle persone addette, disponendo a seconda dei
casi, tavole sopra le orditure, sottopalchi e facendo uso di cinture di sicurezza.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 148.
RISCHIO: "Caduta di materiale dall'alto o a livello"
Descrizione del Rischio:
Lesioni causate dall'investimento di masse cadute dall'alto, durante le operazioni di trasporto di materiali o per caduta degli stessi da
opere provvisionali, o a livello, a seguito di demolizioni mediante esplosivo o a spinta da parte di materiali frantumati proiettati a
distanza.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento
di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Posa di pellicole di sicurezza; Posa di serramenti esterni; Smobilizzo del
cantiere;
Prescrizioni Esecutive:
Gli addetti all'imbracatura devono seguire le seguenti indicazioni: a) verificare che il carico sia stato imbracato correttamente;
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- Pag. 75
b) accompagnare inizialmente il carico fuori dalla zona di interferenza con attrezzature, ostacoli o materiali eventualmente
presenti; c) allontanarsi dalla traiettoria del carico durante la fase di sollevamento; d) non sostare in attesa sotto la traiettoria
del carico; e) avvicinarsi al carico in arrivo per pilotarlo fuori dalla zona di interferenza con eventuali ostacoli presenti; f)
accertarsi della stabilità del carico prima di sgancioarlo; g) accompagnare il gancio fuori dalla zona impegnata da attrezzature
o materiali durante la manovra di richiamo.
b)
Nelle lavorazioni: Rimozione di cls ammalorato; Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni;
Prescrizioni Organizzative:
Il materiale di demolizione non deve essere gettato dall'alto, ma deve essere trasportato oppure convogliato in appositi canali, il
cui estremo inferiore non deve risultare ad altezza maggiore di m 2 dal livello del piano di raccolta.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 153; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 152.
RISCHIO: Chimico
Descrizione del Rischio:
Attività in cui sono impiegati agenti chimici, o se ne prevede l'utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la
manipolazione, l'immagazzinamento, il trasporto o l'eliminazione e il trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale attività lavorativa.
Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Ripristino di lesioni con iniezioni di malta; Formazione intonaci interni; Tinteggiatura di
superfici interne; Ripristino di cls ammalorato; Impermeabilizzazione di copertura piana;
Misure tecniche e organizzative:
Misure generali. A seguito di valutazione dei rischi, al fine di eliminare o, comunque ridurre al minimo, i rischi derivanti da
agenti chimici pericolosi, devono essere adottate adeguate misure generali di protezione e prevenzione: a) la progettazione e
l'organizzazione dei sistemi di lavorazione sul luogo di lavoro deve essere effettuata nel rispetto delle condizioni di salute e
sicurezza dei lavoratori; b) le attrezzature di lavoro fornite devono essere idonee per l'attività specifica e mantenute
adeguatamente; c) il numero di lavoratori presenti durante l'attività specifica deve essere quello minimo in funzione della
necessità della lavorazione; d) la durata e l'intensità dell’esposizione ad agenti chimici pericolosi deve essere ridotta al
minimo; e) devono essere fornite indicazioni in merito alle misure igieniche da rispettare per il mantenimento delle condizioni
di salute e sicurezza dei lavoratori; f) le quantità di agenti presenti sul posto di lavoro, devono essere ridotte al minimo, in
funzione delle necessità di lavorazione; g) devono essere adottati metodi di lavoro appropriati comprese le disposizioni che
garantiscono la sicurezza nella manipolazione, nell'immagazzinamento e nel trasporto sul luogo di lavoro di agenti chimici
pericolosi e dei rifiuti che contengono detti agenti.
RISCHIO: "Elettrocuzione"
Descrizione del Rischio:
Elettrocuzione per contatto diretto o indiretto con parti dell'impianto elettrico in tensione o folgorazione dovuta a caduta di fulmini
in prossimità del lavoratore.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Realizzazione di impianto elettrico del
cantiere;
Prescrizioni Organizzative:
I lavori su impianti o apparecchiature elettriche devono essere effettuati solo da imprese singole o associate (elettricisti)
abilitate che dovranno rilasciare, prima della messa in esercizio dell'impianto, la "dichiarazione di conformità".
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 82; D.M. 22 gennaio 2008 n.37.
RISCHIO: "Inalazione polveri, fibre"
Descrizione del Rischio:
Lesioni all'apparato respiratorio ed in generale alla salute del lavoratore derivanti dall'esposizione per l'impiego diretto di materiali in
grana minuta, in polvere o in fibrosi e/o derivanti da lavorazioni o operazioni che ne comportano l'emissione.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Demolizione generale di strutture in c.a.; Rimozione di cls ammalorato; Rimozione di intonaci e
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rivestimenti esterni; Rimozione di intonaci e rivestimenti interni;
Prescrizioni Organizzative:
Durante i lavori di demolizione si deve provvedere a ridurre il sollevamento della polvere, irrorando con acqua le murature ed i
materiali di risulta e curando che lo stoccaggio e l'evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 96; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 153.
RISCHIO: M.M.C. (elevata frequenza)
Descrizione del Rischio:
Attività comportante movimentazione manuale di carichi leggeri mediante movimenti ripetitivi ad elevata frequenza degli arti
superiori (mani, polsi, braccia, spalle). Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc) si rimanda al
documento di valutazione specifico.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Formazione intonaci interni; Tinteggiatura di superfici interne;
Misure tecniche e organizzative:
Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: i compiti
dovranno essere tali da evitare prolungate sequenze di movimenti ripetitivi degli arti superiori (spalle, braccia, polsi e mani).
RISCHIO: M.M.C. (sollevamento e trasporto)
Descrizione del Rischio:
Attività comportante movimentazione manuale di carichi con operazioni di trasporto o sostegno comprese le azioni di sollevare e
deporre i carichi. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc) si rimanda al documento di valutazione
specifico.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere; Demolizione generale di strutture in c.a.;
Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni; Rimozione di serramenti esterni; Rimozione di intonaci e rivestimenti
interni; Rimozione di serramenti interni; Posa di recinzioni e cancellate;
Misure tecniche e organizzative:
Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a)
l'ambiente di lavoro (temperatura, umidità e ventilazione) deve presentare condizioni microclimatiche adeguate; b) gli spazi
dedicati alla movimentazione devono essere adeguati; c) il sollevamento dei carichi deve essere eseguito sempre con due mani
e da una sola persona; d) il carico da sollevare non deve essere estremamente freddo, caldo o contaminato; e) le altre attività
di movimentazione manuale devono essere minimali; f) deve esserci adeguata frizione tra piedi e pavimento; g) i gesti di
sollevamento devono essere eseguiti in modo non brusco.
RISCHIO: "Punture, tagli, abrasioni"
Descrizione del Rischio:
Lesioni per punture, tagli, abrasioni di parte del corpo per contatto accidentale dell'operatore con elementi taglienti o pungenti o
comunque capaci di procurare lesioni.
RISCHIO: R.O.A. (operazioni di saldatura)
Descrizione del Rischio:
Attività di saldatura comportante un rischio di esposizione a Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) nel campo dei raggi ultravioletti,
infrarossi e radiazioni visibili. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, dispositivi di protezione
individuale, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Posa di recinzioni e cancellate;
Misure tecniche e organizzative:
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
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- Pag. 77
Misure tecniche, organizzative e procedurali. Al fine di ridurre l'esposizione a radiazioni ottiche artificiali devono essere
adottate le seguenti misure: a) durante le operazioni di saldatura devono essere adottati metodi di lavoro che comportano una
minore esposizione alle radiazioni ottiche; b) devono essere applicate adeguate misure tecniche per ridurre l’emissione delle
radiazioni ottiche, incluso, quando necessario, l’uso di dispositivi di sicurezza, schermatura o analoghi meccanismi di
protezione della salute; c) devono essere predisposti opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature per le operazioni
di saldatura, dei luoghi di lavoro e delle postazioni di lavoro; d) i luoghi e le postazioni di lavoro devono essere progettati al
fine di ridurre le esposizione alle radiazioni ottiche prodotte dalle operazioni di saldatura; e) la durata delle operazioni di
saldatura deve essere ridotta al minimo possibile; f) i lavoratori devono avere la disponibilità di adeguati dispositivi di
protezione individuale dalle radiazioni ottiche prodotte durante le operazioni di saldatura; g) i lavoratori devono avere la
disponibilità delle istruzioni del fabbricante delle attrezzature utilizzate nelle operazioni di saldatura; h) le aree in cui si
effettuano operazioni di saldatura devono essere indicate con un’apposita segnaletica e l’accesso alle stesse deve essere
limitato.
RISCHIO: Rumore
Descrizione del Rischio:
Attività con esposizione dei lavoratori a rumore. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, dispositivi di
protezione individuale, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento
di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Realizzazione
della viabilità del cantiere; Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Realizzazione di impianto elettrico
del cantiere; Demolizione generale di strutture in c.a.; Rimozione di cls ammalorato; Rimozione di intonaci e
rivestimenti esterni; Rimozione di intonaci e rivestimenti interni; Rimozione di impianti; Posa di recinzioni e
cancellate; Impermeabilizzazione di copertura piana; Realizzazione di impianto elettrico interno; Smobilizzo del
cantiere;
Fascia di appartenenza. Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".
Misure tecniche e organizzative:
b)
Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a)
adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate,
tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile; c) riduzione del rumore mediante una migliore
organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro
appropriati, con sufficienti periodi di riposo; d) adozione di opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e
macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; e) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti
di lavoro al fine di ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori; f) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore
trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; g) adozione di
misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; h) locali di riposo
messi a disposizione ai lavoratori con rumorosità ridotta a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di
utilizzo.
Segnalazione e delimitazione dell'ambiente di lavoro. I luoghi di lavoro devono avere i seguenti requisiti: a) indicazione,
con appositi segnali, dei luoghi di lavoro dove i lavoratori sono esposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione;
b) ove ciò è tecnicamente possibile e giustificato dal rischio, delimitazione e accesso limitato delle aree, dove i lavoratori sono
esposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione.
Nelle lavorazioni: Ripristino di lesioni con iniezioni di malta; Ripristino di cls ammalorato;
Fascia di appartenenza. Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di azione: 80/85 dB(A) e
135/137 dB(C)".
Misure tecniche e organizzative:
Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a)
adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate,
tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile; c) riduzione del rumore mediante una migliore
organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro
appropriati, con sufficienti periodi di riposo; d) adozione di opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e
macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; e) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti
di lavoro al fine di ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori; f) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore
trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; g) adozione di
misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; h) locali di riposo
messi a disposizione ai lavoratori con rumorosità ridotta a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di
utilizzo.
Segnalazione e delimitazione dell'ambiente di lavoro. I luoghi di lavoro devono avere i seguenti requisiti: a) indicazione,
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c)
con appositi segnali, dei luoghi di lavoro dove i lavoratori sono esposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione;
b) ove ciò è tecnicamente possibile e giustificato dal rischio, delimitazione e accesso limitato delle aree, dove i lavoratori sono
esposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione.
Nelle lavorazioni: Formazione intonaci interni; Realizzazione di controsoffitti; Tinteggiatura di superfici interne;
Realizzazione di opere di lattoneria;
Fascia di appartenenza. Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".
Misure tecniche e organizzative:
d)
Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a)
adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate,
tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile; c) riduzione del rumore mediante una migliore
organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro
appropriati, con sufficienti periodi di riposo; d) adozione di opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e
macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; e) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti
di lavoro al fine di ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori; f) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore
trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; g) adozione di
misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; h) locali di riposo
messi a disposizione ai lavoratori con rumorosità ridotta a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di
utilizzo.
Nelle lavorazioni: Posa di pellicole di sicurezza; Posa di serramenti esterni; Posa di lucernari;
Fascia di appartenenza. Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di azione: 80/85 dB(A) e
135/137 dB(C)".
Misure tecniche e organizzative:
Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a)
adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate,
tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile; c) riduzione del rumore mediante una migliore
organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro
appropriati, con sufficienti periodi di riposo; d) adozione di opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e
macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; e) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti
di lavoro al fine di ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori; f) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore
trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; g) adozione di
misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; h) locali di riposo
messi a disposizione ai lavoratori con rumorosità ridotta a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di
utilizzo.
RISCHIO: "Scivolamenti, cadute a livello"
Descrizione del Rischio:
Lesioni a causa di scivolamenti e cadute sul piano di lavoro, provocati da presenza di grasso o sporco sui punti di appiglio e/o da
cattive condizioni del posto di lavoro o della viabilità pedonale e/o dalla cattiva luminosità degli ambienti di lavoro.
RISCHIO: "Seppellimento, sprofondamento"
Descrizione del Rischio:
Seppellimento e sprofondamento a seguito di slittamenti, frane, crolli o cedimenti nelle operazioni di scavi all'aperto o in sotterraneo,
di demolizione, di manutenzione o pulizia all'interno di silos, serbatoi o depositi, di disarmo delle opere in c.a., di stoccaggio dei
materiali, e altre.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Demolizione generale di strutture in c.a.;
Prescrizioni Organizzative:
I lavori di demolizione devono procedere con cautela e con ordine dall'alto verso il basso e devono essere condotti in maniera
da non pregiudicare la stabilità delle strutture portanti o di collegamento e di quelle eventuali adiacenti, ricorrendo, ove
occorra, al loro preventivo puntellamento.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 151.
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RISCHIO: "Urti, colpi, impatti, compressioni"
Descrizione del Rischio:
Lesioni per colpi, impatti, compressioni a tutto il corpo o alle mani per contatto con utensili, attrezzi o apparecchi di tipo manuale o
a seguito di urti con oggetti di qualsiasi tipo presenti nel cantiere.
RISCHIO: Vibrazioni
Descrizione del Rischio:
Attività con esposizione dei lavoratori a vibrazioni. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc) si
rimanda al documento di valutazione specifico.
MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE:
a)
Nelle lavorazioni: Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Realizzazione di impianto elettrico del
cantiere; Demolizione generale di strutture in c.a.; Rimozione di cls ammalorato; Rimozione di intonaci e
rivestimenti esterni; Rimozione di intonaci e rivestimenti interni; Rimozione di impianti; Realizzazione di impianto
elettrico interno;
Fascia di appartenenza. Mano-Braccio (HAV): "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²"; Corpo Intero (WBV): "Non presente".
Misure tecniche e organizzative:
Misure generali. I rischi, derivanti dall'esposizione dei lavoratori a vibrazioni, devono essere eliminati alla fonte o ridotti al
minimo.
Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a) i
metodi di lavoro adottati devono essere quelli che richiedono la minore esposizione a vibrazioni meccaniche; b) la durata e
l'intensità dell'esposizione a vibrazioni meccaniche deve essere opportunamente limitata al minimo necessario per le esigenze
della lavorazione; c) l'orario di lavoro deve essere organizzato in maniera appropriata al tipo di lavoro da svolgere; d) devono
essere previsti adeguati periodi di riposo in funzione del tipo di lavoro da svolgere.
Attrezzature di lavoro. Le attrezzature di lavoro impiegate devono: a) essere adeguate al lavoro da svolgere; b) essere
concepite nel rispetto dei principi ergonomici; c) produrre il minor livello possibile di vibrazioni, tenuto conto del lavoro da
svolgere; d) essere soggette ad adeguati programmi di manutenzione.
Dispositivi di protezione individuale:
Indumenti per la protezione dal freddo e dall'umidità, guanti che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio,
maniglie che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio.
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ATTREZZATURE utilizzate nelle Lavorazioni
Elenco degli attrezzi:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
10)
11)
12)
13)
14)
15)
16)
17)
18)
19)
20)
21)
22)
23)
24)
25)
26)
27)
28)
Andatoie e Passerelle;
Argano a bandiera;
Argano a cavalletto;
Attrezzi manuali;
Avvitatore elettrico;
Betoniera a bicchiere;
Cannello a gas;
Carriola;
Decespugliatore a motore;
Idropulitrice;
Impastatrice;
Impianto di iniezione per miscele cementizie;
Martello demolitore elettrico;
Martello demolitore pneumatico;
Ponte su cavalletti;
Ponteggio metallico fisso;
Ponteggio mobile o trabattello;
Saldatrice elettrica;
Scala doppia;
Scala semplice;
Scanalatrice per muri ed intonaci;
Sega a disco per metalli;
Sega circolare;
Sega circolare portatile (flessibile);
Smerigliatrice angolare (flessibile);
Taglierina elettrica;
Trapano elettrico;
Troncatrice.
Andatoie e Passerelle
Le andatoie e le passerelle sono opere provvisionali predisposte per consentire il collegamento di posti di lavoro collocati a quote
differenti o separati da vuoti, come nel caso di scavi in trincea o ponteggi.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
Caduta dall'alto;
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Andatoie e Passerelle: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Istruzioni per gli addetti: 1) verificare la stabilità e la completezza delle passerelle o andatoie, con particolare riguardo alle
tavole che compongono il piano di calpestio ed ai parapetti; 2) verificare la completezza e l'efficacia della protezione verso il
vuoto (parapetto con arresto al piede); 3) non sovraccaricare passerelle o andatoie con carichi eccessivi; 4) verificare di non
dover movimentare manualmente carichi superiori a quelli consentiti; 5) segnalare al responsabile del cantiere eventuali non
rispondenze a quanto indicato.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 130.
2)
DPI: utilizzatore andatoie e passarelle;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b) guanti; c)
indumenti protettivi.
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Argano a bandiera
L'argano è un apparecchio di sollevamento utilizzato prevalentemente nei cantieri urbani di recupero e piccola ristrutturazione per il
sollevamento al piano di lavoro dei materiali e degli attrezzi.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
4)
Caduta dall'alto;
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Punture, tagli, abrasioni;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Argano a bandiera: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare la presenza dei parapetti completi sul perimetro del posto di manovra; 2) verificare la presenza
degli staffoni e della tavola fermapiede da 30 cm nella parte frontale dell'elevatore; 3) verificare l'integrità della struttura
portante l'argano; 4) con ancoraggio: verificare l'efficienza del puntone di fissaggio; 5) verificare l'efficienza della sicura del
gancio e dei morsetti fermafune con redancia; 6) verificare l'integrità delle parti elettriche visibili; 7) verificare l'efficienza
dell'interruttore di linea presso l'elevatore; 8) verificare la funzionalità della pulsantiera; 9) verificare l'efficienza del fine corsa
superiore e del freno per la discesa del carico; 10) transennare a terra l'area di tiro.
Durante l'uso: 1) mantenere abbassati gli staffoni; 2) usare la cintura di sicurezza in momentanea assenza degli staffoni; 3)
usare i contenitori adatti al materiale da sollevare; 4) verificare la corretta imbracatura dei carichi e la perfetta chiusura della
sicura del gancio; 5) non utilizzare la fune dell'elevatore per imbracare carichi; 6) segnalare eventuali guasti; 7) per
l'operatore a terra: non sostare sotto il carico.
Dopo l'uso: 1) scollegare elettricamente l'elevatore; 2) ritrarre l'elevatore all'interno del solaio.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore argano a bandiera;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
guanti; d) indumenti protettivi; e) attrezzatura anticaduta.
Argano a cavalletto
L'argano è un apparecchio di sollevamento utilizzato prevalentemente nei cantieri urbani di recupero e piccola ristrutturazione per il
sollevamento al piano di lavoro dei materiali e degli attrezzi.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
4)
Caduta dall'alto;
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Punture, tagli, abrasioni;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Argano a cavalletto: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare la presenza dei parapetti completi sul perimetro del posto di manovra; 2) verificare la presenza
degli staffoni e della tavola fermapiede da 30 cm nella parte frontale dell'elevatore; 3) verificare l'integrità della struttura
portante l'argano; 4) con ancoraggio: verificare l'efficienza del puntone di fissaggio; 5) verificare l'efficienza della sicura del
gancio e dei morsetti fermafune con redancia; 6) verificare l'integrità delle parti elettriche visibili; 7) verificare l'efficienza
dell'interruttore di linea presso l'elevatore; 8) verificare la funzionalità della pulsantiera; 9) verificare l'efficienza del fine corsa
superiore e del freno per la discesa del carico; 10) transennare a terra l'area di tiro.
Durante l'uso: 1) mantenere abbassati gli staffoni; 2) usare la cintura di sicurezza in momentanea assenza degli staffoni; 3)
usare i contenitori adatti al materiale da sollevare; 4) verificare la corretta imbracatura dei carichi e la perfetta chiusura della
sicura del gancio; 5) non utilizzare la fune dell'elevatore per imbracare carichi; 6) segnalare eventuali guasti; 7) per
l'operatore a terra: non sostare sotto il carico.
Dopo l'uso: 1) scollegare elettricamente l'elevatore; 2) ritrarre l'elevatore all'interno del solaio.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore argano a cavalletto;
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Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
guanti; d) indumenti protettivi; e) attrezzatura anticaduta.
Attrezzi manuali
Gli attrezzi manuali, presenti in tutte le fasi lavorative, sono sostanzialmente costituiti da una parte destinata all'impugnatura ed
un'altra, variamente conformata, alla specifica funzione svolta.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
Punture, tagli, abrasioni;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Attrezzi manuali: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) controllare che l'utensile non sia deteriorato; 2) sostituire i manici che presentino incrinature o
scheggiature; 3) verificare il corretto fissaggio del manico; 4) selezionare il tipo di utensile adeguato all'impiego; 5) per punte
e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle impugnature.
Durante l'uso: 1) impugnare saldamente l'utensile; 2) assumere una posizione corretta e stabile; 3) distanziare
adeguatamente gli altri lavoratori; 4) non utilizzare in maniera impropria l'utensile; 5) non abbandonare gli utensili nei
passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall'alto; 6) utilizzare adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola
taglia.
Dopo l'uso: 1) pulire accuratamente l'utensile; 2) riporre correttamente gli utensili; 3) controllare lo stato d'uso dell'utensile.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore attrezzi manuali;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
occhiali; d) guanti.
Avvitatore elettrico
L'avvitatore elettrico è un utensile elettrico di uso comune nel cantiere edile.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
Elettrocuzione;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Avvitatore elettrico: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) utilizzare solo utensili a doppio isolamento (220 V), o utensili alimentati a bassissima tensione di sicurezza
(50 V), comunque non collegati elettricamente a terra; 2) controllare l'integrità dei cavi e della spina d'alimentazione; 3)
verificare la funzionalità dell'utensile; 4) verificare che l'utensile sia di conformazione adatta.
Durante l'uso: 1) non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; 2) interrompere l'alimentazione elettrica nelle pause
di lavoro; 3) segnalare eventuali malfunzionamenti.
Dopo l'uso: 1) scollegare elettricamente l'utensile.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore avvitatore elettrico;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b) guanti.
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Betoniera a bicchiere
La betoniera a bicchiere è un'attrezzatura destinata al confezionamento di malta. Solitamente viene utilizzata per il confezionamento
di malta per murature ed intonaci e per la produzione di piccole quantità di calcestruzzi.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Cesoiamenti, stritolamenti;
Elettrocuzione;
Getti, schizzi;
Inalazione polveri, fibre;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Betoniera a bicchiere: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare la presenza ed efficienza delle protezioni: al bicchiere, alla corona, agli organi di trasmissione,
agli organi di manovra; 2) verificare l'efficienza dei dispositivi di arresto di emergenza; 3) verificare la presenza e l'efficienza
della protezione sovrastante il posto di manovra (tettoia); 4) verificare l'integrità dei collegamenti elettrici e di messa a terra
per la parte visibile ed il corretto funzionamento degli interruttori e dispositivi elettrici di alimentazione e manovra.
Durante l'uso: 1) e' vietato manomettere le protezioni; 2) e' vietato eseguire operazioni di lubrificazione, pulizia,
manutenzione o riparazione sugli organi in movimento; 3) nelle betoniere a caricamento automatico accertarsi del fermo
macchina prima di eseguire interventi sui sistemi di caricamento o nei pressi di questi; 4) nelle betoniere a caricamento
manuale le operazioni di carico non devono comportare la movimentazione di carichi troppo pesanti e/o in condizioni
disagiate. Pertanto è necessario utilizzare le opportune attrezzature manuali quali pale o secchie.
Dopo l'uso: 1) assicurarsi di aver tolto tensione ai singoli comandi ed all'interruttore generale di alimentazione al quadro; 2)
lasciare sempre la macchina in perfetta efficienza, curandone la pulizia alla fine dell'uso e l'eventuale lubrificazione; 3)
ricontrollare la presenza e l'efficienza di tutti i dispositivi di protezione (in quanto alla ripresa del lavoro la macchina potrebbe
essere riutilizzata da altra persona).
Riferimenti Normativi:
Circolare Ministero del Lavoro n.103/80; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo
3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore betoniera a bicchiere;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
occhiali; d) maschere; e) otoprotettori; f) guanti; g) indumenti protettivi.
Cannello a gas
Il cannello a gas, usato essenzialmente per la posa di membrane bituminose, è alimentato da gas propano.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
Inalazione fumi, gas, vapori;
Incendi, esplosioni;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Cannello a gas: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare l'integrità dei tubi in gomma e le connessioni tra bombola e cannello; 2) verificare la
funzionalità del riduttore di pressione.
Durante l'uso: 1) allontanare eventuali materiali infiammabili; 2) evitare di usare la fiamma libera in corrispondenza del tubo
e della bombola del gas; 3) tenere la bombola nei pressi del posto di lavoro ma lontano da fonti di calore; 4) tenere la
bombola in posizione verticale; 5) nelle pause di lavoro, spegnere la fiamma e chiudere l'afflusso del gas; 6) tenere un
estintore sul posto di lavoro.
Dopo l'uso: 1) spegnere la fiamma chiudendo le valvole d'afflusso del gas; 2) riporre la bombola nel deposito di cantiere; 3)
segnalare malfunzionamenti.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore cannello a gas;
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Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b) guanti; c)
occhiali; d) maschere; e) otoprotettori; f) indumenti protettivi.
Carriola
La carriola è un'attrezzatura di cantiere per la movimentazione manuale di materiali.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
Punture, tagli, abrasioni;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Carriola: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) controllare che la carriola non sia deteriorata.
Durante l'uso: 1) impugnare saldamente la carriola; 2) assumere una posizione corretta e stabile; 3) utilizzare la carriola
spingendola, evitando di trascinarla; 4) non utilizzare in maniera impropria la carriola.
Dopo l'uso: 1) pulire accuratamente la carirola; 2) controllare lo stato d'uso della carirola.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore carriola;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
guanti; d) indumenti protettivi.
Decespugliatore a motore
Il decespugliatore è un'attrezzatura a motore per operazioni di pulizia di aree incolte (insediamento di cantiere, pulizia di declivi,
pulizia di cunette o scarpa di rilevati stradali ecc).
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
4)
Inalazione polveri, fibre;
Incendi, esplosioni;
Punture, tagli, abrasioni;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Decespugliatore a motore: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare l'integrità delle protezioni degli organi lavoratori e delle parti ustionanti; 2) controllare il
fissaggio degli organi lavoratori; 3) verificare il funzionamento dei dispositivi di accensione e arresto.
Durante l'uso: 1) allontanare dall'area di intervento gli estranei alla lavorazione; 2) eseguire il lavoro in condizioni di
stabilità adeguata; 3) non manomettere le protezioni; 4) eseguire il rifornimento di carburante a motore spento e non fumare.
Dopo l'uso: 1) pulire l'utensile; 2) controllare l'integrità della lama o del rocchetto portafilo; 3) segnalare eventuali
malfunzionamenti.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore decespugliatore a motore;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
visiera; d) maschere; e) otoprotettori; f) guanti antivibrazioni; g) grembiule.
Idropulitrice
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
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L'idropulitrice è un'attrezzatura destinata alla pulitura di superfici mediante proiezione violenta di getti di acqua.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
4)
5)
Elettrocuzione;
Getti, schizzi;
Incendi, esplosioni;
Nebbie;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Idropulitrice: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) controllare il funzionamento e l'integrità dei dispositivi di comando della macchina e della lancia; 2)
controllare le connessioni tra i tubi e l'utensile; 3) eseguire l'allacciamento idrico prima di quello elettrico; 4) interdire la zona
di lavoro e/o proteggere i passaggi.
Durante l'uso: 1) non utilizzare la macchina in ambienti chiusi o poco ventilati ed in prossimità di sostanze infiammabili (per
idropulitrici con bruciatore); 2) eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata; 3) non intralciare i passaggi con il cavo
elettrico ed il tubo dell'acqua; 4) durante le pause chiudere le alimentazioni; 5) eseguire il rifornimento di carburante a
macchina spenta (per idropulitrici con bruciatore); 6) segnalare eventuali anomalie.
Dopo l'uso: 1) scollegare le alimentazioni; 2) pulire accuratamente la macchina prima di riporla; 3) eseguire le operazioni di
revisione e manutenzione a macchina spenta e secondo le istruzioni del libretto.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore idropulitrice;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) stivali in genere; b) maschere; c)
otoprotettori; d) guanti; e) indumenti impermeabili.
Impastatrice
L'impastatrice è un'attrezzatura da cantiere destinata alla preparazione a ciclo continuo di malta.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
4)
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Elettrocuzione;
Inalazione polveri, fibre;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Impastatrice: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare l'integrità delle parti elettriche; 2) verificare la presenza delle protezioni agli organi di
trasmissione (pulegge, cinghie); 3) verificare l'efficienza dell'interruttore di comando e del pulsante di emergenza; 4)
verificare l'efficienza della griglia di protezione dell'organo lavoratore e del dispositivo di blocco del moto per il sollevamento
accidentale della stessa; 5) verificare la presenza della tettoia di protezione del posto di lavoro (dove necessario).
Durante l'uso: 1) non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; 2) non manomettere il dispositivo di blocco delle
griglie; 3) non rimuovere il carter di protezione della puleggia.
Dopo l 'uso: 1) scollegare elettricamente la macchina; 2) eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al
reimpiego della macchina a motore fermo; 3) curare la pulizia della macchina; 4) segnalare eventuali guasti.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore impastatrice;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
otoprotettori; d) maschere; e) guanti; f) indumenti protettivi.
Impianto di iniezione per miscele cementizie
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Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
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- Pag. 86
L'impianto di iniezione per miscele cementizie è impiegato per il consolidamento e/o l'impermeabilizzazione di terreni, gallerie,
scavi, diaframmi, discariche, o murature portanti, strutture in c.a. e strutture portanti in genere ecc.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
Caduta dall'alto;
Elettrocuzione;
Getti, schizzi;
Inalazione polveri, fibre;
Irritazioni cutanee, reazioni allergiche;
Scoppio;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Impianto di iniezione per miscele cementizie: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Accertati del buono stato dei collegamenti elettrici e di messa a terra e verifica l'efficienza degli interruttori
e dispositivi elettrici di alimentazione e manovra; 2) Qualora le lavorazioni riguardino il fronte o la volta di una galleria,
accertati che siano stati predisposti trabattelli a norma per operare; 3) Assicurati dell'integrità e del buon funzionamento del
dispositivo contro il riavviamento automatico della macchina, al ristabilirsi della tensione in rete; 4) Accertati che in
prossimità della zona di iniezione sia presente ed efficiente un manometro per il controllo costante della pressione di iniezione;
5) Assicurati dell'integrità e del buono stato delle tubazioni per le iniezioni, e accertati che siano disposte in modo da non
intralciare i passaggi e da non essere esposte a danneggiamenti; 6) Assicurati che sul luogo di lavoro sia sempre presente ed a
disposizione degli addetti, una bottiglia lavaocchi.
Durante l'uso: 1) Qualora si renda necessario liberare tubazioni e flessibili da eventuali intasamenti con pompe o iniettori
funzionanti a bassa pressione, preventivamente assicurati di aver fissato saldamente le tubazioni stesse, dirigendo il getto verso
zone interdette al passaggio e/o sosta; 2) Accertati che le cannette di iniezione e sfiato siano di lunghezza adeguata per operare
a distanza di sicurezza; 3) Accertati della corretta tenuta delle giunzioni delle tubazioni, prima di procedere all'iniezione; 4)
Accertati che il tubo per le iniezioni in pressione, recante all'estremità il pistoncino di iniezione, sia adeguatamente fissato, per
evitare eventuali "colpi di frusta"; 5) Utilizza idonee mascherine protettive per le vie aeree, in caso di lavorazioni in ambienti
scarsamente ventilati; 6) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che
dovessero evidenziarsi durante il lavoro.
Dopo l'uso: 1) Verifica di aver aperto tutti i circuiti elettrici (interrotto ogni operatività) e l'interruttore generale di
alimentazione del quadro; 2) Ricordati di pulire accuratamente gli utensili e le tubazioni; 3) Effettua tutte le operazioni di
revisione e manutenzione della macchina secondo quanto indicato nel libretto e sempre dopo esserti accertato che il motore sia
spento e non riavviabile da terzi accidentalmente.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore impianto iniezione per malte cementizie;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
occhiali; d) otoprotettori; e) guanti; f) indumenti protettivi.
Martello demolitore elettrico
Il martello demolitore è un'attrezzatura la cui utilizzazione risulta necessaria ogni qualvolta si presenti l'esigenza di un elevato
numero di colpi ed una battuta potente.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
Elettrocuzione;
Inalazione polveri, fibre;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Martello demolitore elettrico: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare che l'utensile sia del tipo a doppio isolamento (220 V), o alimentato a bassissima tensione di
sicurezza (50V), comunque non collegato a terra; 2) verificare l'integrità del cavo e della spina di alimentazione; 3) verificare
il funzionamento dell'interruttore; 4) segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato; 5) utilizzare la punta adeguata
al materiale da demolire.
Durante l'uso: 1) impugnare saldamente l'utensile con le due mani tramite le apposite maniglie; 2) eseguire il lavoro in
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condizioni di stabilità adeguata; 3) non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; 4) staccare il collegamento elettrico
durante le pause di lavoro.
Dopo l'uso: 1) scollegare elettricamente l'utensile; 2) controllare l'integrità del cavo d'alimentazione; 3) pulire l'utensile; 4)
segnalare eventuali malfunzionamenti.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore martello demolitore elettrico;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
occhiali; d) maschera; e) otoprotettori; f) guanti antivibrazioni; g) indumenti protettivi.
Martello demolitore pneumatico
Il martello demolitore è un'attrezzatura la cui utilizzazione risulta necessaria ogni qualvolta si presenti l'esigenza di un elevato
numero di colpi ed una battuta potente.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
4)
Inalazione fumi, gas, vapori;
Inalazione polveri, fibre;
Scivolamenti, cadute a livello;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Martello demolitore pneumatico: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare la presenza e l'efficienza della cuffia antirumore; 2) verificare l'efficienza del dispositivo di
comando; 3) controllare le connessioni tra tubi di alimentazione ed utensile; 4) segnalare la zona esposta a livello di
rumorosità elevato.
Durante l'uso: 1) impugnare saldamente l'utensile; 2) eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata; 3) utilizzare il
martello senza forzature; 4) evitare turni di lavoro prolungati e continui; 5) interrompere l'afflusso dell'aria nelle pause di
lavoro e scaricare la tubazione; 6) segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti.
Dopo l'uso: 1) disattivare il compressore e scaricare il serbatoio dell'aria; 2) scollegare i tubi di alimentazione dell'aria; 3)
controllare l'integrità dei tubi di adduzione dell'aria.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore martello demolitore pneumatico;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
occhiali; d) maschera; e) otoprotettori; f) guanti antivibrazioni; g) indumenti protettivi.
Ponte su cavalletti
Il ponte su cavalletti è un'opera provvisionale costituita da un impalcato di assi in legno sostenuto da cavalletti.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
Scivolamenti, cadute a livello;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Ponte su cavalletti: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Istruzioni per gli addetti: 1) verificare la planarità del ponte. Se il caso, spessorare con zeppe in legno e non con mattoni o
blocchi di cemento; 2) verificare le condizioni generali del ponte, con particolare riguardo all'integrità dei cavalletti ed alla
completezza del piano di lavoro; all'integrità, al blocco ed all'accostamento delle tavole; 3) non modificare la corretta
composizione del ponte rimuovendo cavalletti o tavole né utilizzare le componenti - specie i cavalletti se metallici - in modo
improprio; 4) non sovraccaricare il ponte con carichi non previsti o eccessivi ma caricarli con i soli materiali ed attrezzi
necessari per la lavorazione in corso; 5) segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze o mancanza delle
attrezzature per poter operare come indicato.
Riferimenti Normativi:
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 88
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 124; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 139; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 18, Punto 2.2.2..
2)
DPI: utilizzatore ponte su cavalletti;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
guanti.
Ponteggio metallico fisso
Il ponteggio metallico fisso è un'opera provvisionale realizzata per eseguire lavori di ingegneria civile, quali nuove costruzioni o
ristrutturazioni e manutenzioni, ad altezze superiori ai 2 metri.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
Caduta dall'alto;
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Scivolamenti, cadute a livello;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Ponteggio metallico fisso: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Istruzioni per gli addetti: 1) verificare che il ponteggio venga conservato in buone condizioni di manutenzione, che la
protezione contro gli agenti nocivi esterni sia efficace e che il marchio del costruttore si mantenga rintracciabile e decifrabile;
2) verificare la stabilità e integrità di tutti gli elementi del ponteggio ad intervalli periodici, dopo violente perturbazioni
atmosferiche o prolungate interruzioni delle attività; 3) procedere ad un controllo più accurato quando si interviene in un
cantiere già avviato, con il ponteggio già installato o in fase di completamento; 4) accedere ai vari piani del ponteggio in modo
agevole e sicuro, utilizzando le apposite scale a mano sfalsate ad ogni piano, vincolate e protette verso il lato esterno; 5) non
salire o scendere lungo gli elementi del ponteggio; 6) evitare di correre o saltare sugli intavolati del ponteggio; 7) evitare di
gettare dall'alto materiali di qualsiasi genere o elementi metallici del ponteggio; 8) abbandonare il ponteggio in presenza di
forte vento; 9) controllare che in cantiere siano conservate tutte le documentazioni tecniche necessarie e richieste relative
all'installazione del ponteggio metallico; 10) verificare che gli elementi del ponteggio ancora ritenuti idonei al reimpiego siano
tenuti separati dal materiale non più utilizzabile; 11) segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze a quanto
indicato.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Titolo IV, Capo II, Sezione IV; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Titolo IV, Capo II, Sezione V; D.Lgs. 9 aprile
2008 n. 81, Allegato 18, Punto 2.; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 18, Punto 3..
2)
DPI: utilizzatore ponteggio metallico fisso;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
guanti; d) attrezzatura anticaduta.
Ponteggio mobile o trabattello
Il ponteggio mobile su ruote o trabattello è un'opera provvisionale utilizzata per eseguire lavori di ingegneria civile, quali nuove
costruzioni o ristrutturazioni e manutenzioni, ad altezze superiori ai 2 metri ma che non comportino grande impegno temporale.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
Caduta dall'alto;
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Ponteggio mobile o trabattello: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Istruzioni per gli addetti: 1) verificare che il ponte su ruote sia realmente tale e non rientri nel regime imposto dalla
autorizzazione ministeriale; 2) rispettare con scrupolo le prescrizioni e le indicazioni fornite dal costruttore; 3) verificare il
buon stato di elementi, incastri, collegamenti; 4) montare il ponte in tutte le parti, con tutte le componenti; 5) accertare la
perfetta planarità e verticalità della struttura e, se il caso, ripartire il carico del ponte sul terreno con tavoloni; 6) verificare
l'efficacia del blocco ruote; 7) usare i ripiani in dotazione e non impalcati di fortuna; 8) predisporre sempre sotto il piano di
lavoro un regolare sottoponte a non più di m 2,50; 9) verificare che non si trovino linee elettriche aeree a distanza inferiore
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alle distanze di sicurezza consentite (tali distanze di sicurezza variano in base alla tensione della linea elettrica in questione, e
sono: mt 3, per tensioni fino a 1 kV, mt 3.5, per tensioni pari a 10 kV e pari a 15 kV, mt 5, per tensioni pari a 132 kV e mt 7,
per tensioni pari a 220 kV e pari a 380 kV); 10) non installare sul ponte apparecchi di sollevamento; 11) non effettuare
spostamenti con persone sopra.
Riferimenti Normativi:
D.M. 22 maggio 1992 n.466; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Titolo IV, Capo II, Sezione VI.
2)
DPI: utilizzatore ponteggio mobile o trabattello;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
guanti.
Saldatrice elettrica
La saldatrice elettrica è un utensile ad arco o a resistenza per l'effettuazione di saldature elettriche.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
Elettrocuzione;
Inalazione fumi, gas, vapori;
Incendi, esplosioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Saldatrice elettrica: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare l'integrità dei cavi e della spina di alimentazione; 2) verificare l'integrità della pinza
portaelettrodo; 3) non effettuare operazioni di saldatura in presenza di materiali infiammabili; 4) in caso di lavorazione in
ambienti confinati, predisporre un adeguato sistema di aspirazione fumi e/o di ventilazione.
Durante l'uso: 1) non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; 2) allontanare il personale non addetto alle
operazioni di saldatura; 3) nelle pause di lavoro interrompere l'alimentazione elettrica.
Dopo l'uso: 1) staccare il collegamento elettrico della macchina; 2) segnalare eventuali malfunzionamenti.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore saldatrice elettrica;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
maschere per saldatore; d) guanti; e) grembiule da saldatore; f) indumenti protettivi.
Scala doppia
La scala doppia è adoperata per superare dislivelli o effettuare operazioni di carattere temporaneo a quote non altrimenti
raggiungibili.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
Caduta dall'alto;
Cesoiamenti, stritolamenti;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Scala doppia: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Organizzative:
Caratteristiche di sicurezza: 1) le scale doppie devono essere costruite con materiale adatto alle condizioni di impiego,
possono quindi essere in ferro, alluminio o legno, ma devono essere sufficientemente resistenti ed avere dimensioni appropriate
all'uso; 2) le scale in legno devono avere i pioli incastrati nei montanti che devono essere trattenuti con tiranti in ferro applicati
sotto i due pioli estremi; le scale lunghe più di 4 m devono avere anche un tirante intermedio; 3) le scale doppie non devono
superare l'altezza di 5 m; 4) le scale doppie devono essere provviste di catena o dispositivo analogo che impedisca l'apertura
della scala oltre il limite prestabilito di sicurezza.
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) e' vietata la riparazione dei pioli rotti con listelli di legno chiodati sui montanti; 2) le scale devono essere
utilizzate solo su terreno stabile e in piano; 3) il sito dove viene installata la scala deve essere sgombro da eventuali materiali e
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 90
lontano dai passaggi.
Durante l'uso: 1) durante gli spostamenti laterali nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala; 2) la scala deve essere utilizzata
da una sola persona per volta limitando il peso dei carichi da trasportare; 3) la salita e la discesa vanno effettuate con il viso
rivolto verso la scala.
Dopo l'uso: 1) controllare periodicamente lo stato di conservazione delle scale provvedendo alla manutenzione necessaria; 2)
le scale non utilizzate devono essere conservate in un luogo riparato dalle intemperie e, possibilmente, sospese ad appositi
ganci; 3) segnalare immediatamente eventuali anomalie riscontrate, in particolare: pioli rotti, gioco fra gli incastri,
fessurazioni, carenza dei dispositivi di arresto.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 113.
2)
DPI: utilizzatore scala doppia;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
guanti.
Scala semplice
La scala semplice è adoperata per superare dislivelli o effettuare operazioni di carattere temporaneo a quote non altrimenti
raggiungibili.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
Caduta dall'alto;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Scala semplice: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Organizzative:
Caratteristiche di sicurezza: 1) le scale a mano devono essere costruite con materiale adatto alle condizioni di impiego,
possono quindi essere in ferro, alluminio o legno, ma devono essere sufficientemente resistenti ed avere dimensioni appropriate
all'uso; 2) le scale in legno devono avere i pioli incastrati nei montanti che devono essere trattenuti con tiranti in ferro applicati
sotto i due pioli estremi; le scale lunghe più di 4 m devono avere anche un tirante intermedio; 3) in tutti i casi le scale devono
essere provviste di dispositivi antisdrucciolo alle estremità inferiori dei due montanti e di elementi di trattenuta o di appoggi
antisdrucciolevoli alle estremità superiori.
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) la scala deve sporgere a sufficienza oltre il piano di accesso (è consigliabile che tale sporgenza sia di
almeno 1 m), curando la corrispondenza del piolo con lo stesso (è possibile far proseguire un solo montante efficacemente
fissato); 2) le scale usate per l'accesso a piani successivi non devono essere poste una in prosecuzione dell'altra; 3) le scale
poste sul filo esterno di una costruzione od opere provvisionali (ponteggi) devono essere dotate di corrimano e parapetto; 4) la
scala deve distare dalla verticale di appoggio di una misura pari ad 1/4 della propria lunghezza; 5) è vietata la riparazione dei
pioli rotti con listelli di legno chiodati sui montanti; 6) le scale posizionate su terreno cedevole vanno appoggiate su un'unica
tavola di ripartizione; 7) il sito dove viene installata la scala deve essere sgombro da eventuali materiali e lontano dai passaggi.
Durante l'uso: 1) le scale non vincolate devono essere trattenute al piede da altra persona; 2) durante gli spostamenti laterali
nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala; 3) evitare l'uso di scale eccessivamente sporgenti oltre il piano di arrivo; 4) la
scala deve essere utilizzata da una sola persona per volta limitando il peso dei carichi da trasportare; 5) quando vengono
eseguiti lavori in quota, utilizzando scale ad elementi innestati, una persona deve esercitare da terra una continua vigilanza
sulla scala; 6) la salita e la discesa vanno effettuate con il viso rivolto verso la scala.
Dopo l'uso: 1) controllare periodicamente lo stato di conservazione delle scale provvedendo alla manutenzione necessaria; 2)
le scale non utilizzate devono essere conservate in un luogo riparato dalle intemperie e, possibilmente, sospese ad appositi
ganci; 3) segnalare immediatamente eventuali anomalie riscontrate, in particolare: pioli rotti, gioco fra gli incastri,
fessurazioni, carenza dei dispositivi antiscivolo e di arresto.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 113.
2)
DPI: utilizzatore scala semplice;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
guanti.
Scanalatrice per muri ed intonaci
La scanalatrice per muri ed intonaci è un utensile utilizzato per la realizzazione di impianti sotto traccia.
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- Pag. 91
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
Elettrocuzione;
Inalazione polveri, fibre;
Punture, tagli, abrasioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Scanalatrice per muri ed intonaci: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare che l'utensile sia del tipo a doppio isolamento (220V); 2) verificare la presenza del carter di
protezione; 3) verificare l'integrità del cavo e delle spine di alimentazione; 4) controllare il regolare fissaggio della fresa o dei
dischi; 5) segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato.
Durante l'uso: 1) eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata; 2) non intralciare i passaggi con il cavo di
alimentazione; 3) evitare turni di lavoro prolungati e continui; 4) interrompere l'alimentazione elettrica durante le pause di
lavoro.
Dopo l'uso: 1) staccare il collegamento elettrico dell'utensile; 2) controllare l'integrità del cavo e della spina; 3) pulire
l'utensile; 4) segnalare eventuali malfunzionamenti.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore scanalatrice per muri ed intonaci;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
occhiali; d) maschera; e) otoprotettori; f) guanti antivibrazioni; g) indumenti protettivi.
Sega a disco per metalli
La sega a disco per metalli è un'attrezzatura atta a tagliare acciaio o altri metalli.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
Elettrocuzione;
Getti, schizzi;
Punture, tagli, abrasioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Sega a disco per metalli: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) accertare la stabilità ed il corretto fissaggio della macchina; 2) verificare la disposizione del cavo di
alimentazione affinché non intralci i passaggi e non sia esposto a danneggiamenti; 3) verificare l'integrità dei collegamenti
elettrici di messa a terra visibili e relative protezioni; 4) verificare il corretto fissaggio del disco; 5) verificare l'efficienza
dell'interruttore di alimentazione; 6) verificare l'efficienza del tasto di avviamento a "uomo presente"; 7) controllare
l'efficienza dell'impianto di lubrificazione della lama; 8) verificare che l'area di lavoro sia libera da materiali.
Durante l'uso: 1) fissare il pezzo da tagliare nella morsa; 2) indossare indumenti aderenti al corpo senza parti svolazzanti.
Dopo l'uso: 1) interrompere l'alimentazione elettrica agendo sul quadro o sull'interruttore a parete; 2) eseguire le operazioni
di revisione, manutenzione e pulizia; 3) sgomberare l'area di lavoro da eventuali materiali; 4) segnalare eventuali guasti.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore sega a disco per metalli;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
occhiali; d) otoprotettori; e) guanti.
Sega circolare
La sega circolare, quasi sempre presente nei cantieri, viene utilizzata per il taglio del legname da carpenteria e/o per quello usato
nelle diverse lavorazioni.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
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1)
2)
3)
4)
5)
Elettrocuzione;
Inalazione polveri, fibre;
Punture, tagli, abrasioni;
Scivolamenti, cadute a livello;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Sega circolare: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare la presenza ed efficienza della cuffia di protezione registrabile o a caduta libera sul banco di
lavoro in modo tale che risulti libera la sola parte attiva del disco necessaria per effettuare la lavorazione; 2) verificare la
presenza ed efficienza del coltello divisore in acciaio posto dietro la lama e registrato a non più di 3 mm. dalla dentatura del
disco (il suo scopo è quello di tenere aperto il taglio, quando si taglia legname per lungo, al fine di evitare il possibile rifiuto
del pezzo o l'eccessivo attrito delle parti tagliate contro le facciate del disco); 3) verificare la presenza e l'efficienza degli
schermi ai due lati del disco nella parte sottostante il banco di lavoro, in modo tale che sia evitato il contatto di tale parte di
lama per azioni accidentali (come ad esempio potrebbe accadere durante l'azionamento dell'interruttore di manovra); 4)
verificare la presenza ed efficienza degli spingitoi di legno per aiutarsi nel taglio di piccoli pezzi (se ben conformati ed
utilizzati evitano di portare le mani troppo vicino al disco o comunque sulla sua traiettoria); 5) verificare la stabilità della
macchina (le vibrazioni eccessive possono provocare lo sbandamento del pezzo in lavorazione o delle mani che trattengono il
pezzo); 6) verificare la pulizia dell'area circostante la macchina, in particolare di quella corrispondente al posto di lavoro
(eventuale materiale depositato può provocare inciampi o scivolamenti); 7) verificare la pulizia della superficie del banco di
lavoro (eventuale materiale depositato può costituire intralcio durante l'uso e distrarre l'addetto dall'operazione di taglio); 8)
verificare l'integrità dei collegamenti elettrici e di terra dei fusibili e delle coperture delle parti sotto tensione (scatole
morsettiere - interruttori); 9) verificare il buon funzionamento dell'interruttore di manovra; 10) verificare la disposizione del
cavo di alimentazione (non deve intralciare le manovre, non deve essere soggetto ad urti o danneggiamenti con il materiale
lavorato o da lavorare, non deve intralciare i passaggi).
Durante l'uso: 1) registrare la cuffia di protezione in modo tale che l'imbocco venga a sfiorare il pezzo in lavorazione o
verificare che sia libera di alzarsi al passaggio del pezzo in lavorazione e di abbassarsi sul banco di lavoro, per quelle
basculanti; 2) per tagli di piccoli pezzi e, comunque, per quei tagli in cui le mani si verrebbero a trovare in prossimità del disco
o sulla sua traiettoria, è indispensabile utilizzare spingitoi; 3) non distrarsi durante il taglio del pezzo; 4) normalmente la
cuffia di protezione è anche un idoneo dispositivo atto a trattenere le schegge; 5) usare gli occhiali, se nella lavorazione
specifica la cuffia di protezione risultasse insufficiente a trattenere le schegge.
Dopo l'uso: 1) la macchina potrebbe venire utilizzata da altra persona, quindi deve essere lasciata in perfetta efficienza; 2)
lasciare il banco di lavoro libero da materiali; 3) lasciare la zona circostante pulita con particolare riferimento a quella
corrispondente al posto di lavoro; 4) verificare l'efficienza delle protezioni; 5) segnalare le eventuali anomalie al responsabile
del cantiere.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore sega circolare;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
occhiali; d) otoprotettori; e) guanti.
Sega circolare portatile (flessibile)
La sega circolare portatile, quasi sempre presente nei cantieri, viene utilizzata per il taglio del legname da carpenteria e/o per quello
usato nelle diverse lavorazioni.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
Elettrocuzione;
Inalazione polveri, fibre;
Punture, tagli, abrasioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Sega circolare portatile: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare che l'utensile sia del tipo a doppio isolamento; 2) verificare la presenza e l'efficienza del carter di
protezione; 3) verificare l'integrità del cavo e delle spine di alimentazione; 4) controllare l'integrità ed il regolare fissaggio
della lama; 5) verificare l'efficienza dell'interruttore.
Durante l'uso: 1) non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; 2) segnalare eventuali malfunzionamenti; 3) non
rimuovere il carter di protezione; 4) durante le pause di lavoro scollegare elettricamente l'utensile.
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Dopo l'uso: 1) staccare il collegamento elettrico; 2) controllare l'integrità del cavo e della spina; 3) pulire l'utensile.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore sega circolare portatile;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b) occhiali; c)
otoprotettori; d) guanti.
Smerigliatrice angolare (flessibile)
La smerigliatrice angolare, più conosciuta come mola a disco o flessibile o flex, è un utensile portatile che reca un disco ruotante la
cui funzione è quella di tagliare, smussare, lisciare superfici.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
Elettrocuzione;
Inalazione polveri, fibre;
Punture, tagli, abrasioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Smerigliatrice angolare (flessibile): misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare che l'utensile sia a doppio isolamento (220 V); 2) controllare che il disco sia idoneo al lavoro da
eseguire; 3) controllare il fissaggio del disco; 4) verificare l'integrità delle protezioni del disco e del cavo di alimentazione; 5)
verificare il funzionamento dell'interruttore.
Durante l'uso: 1) impugnare saldamente l'utensile per le due maniglie; 2) eseguire il lavoro in posizione stabile; 3) non
intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; 4) non manomettere la protezione del disco; 5) interrompere
l'alimentazione elettrica durante le pause di lavoro; 6) verificare l'integrità del cavo e della spina di alimentazione.
Dopo l'uso: 1) staccare il collegamento elettrico dell'utensile; 2) controllare l'integrità del disco e del cavo di alimentazione;
3) pulire l'utensile; 4) segnalare eventuali malfunzionamenti.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore smerigliatrice angolare (flessibile);
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
occhiali; d) maschera; e) otoprotettori; f) guanti antivibrazioni; g) indumenti protettivi.
Taglierina elettrica
La taglierina elettrica è un elettroutensile per il taglio di taglio di laterizi o piastrelle di ceramica.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
Punture, tagli, abrasioni;
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Taglierina elettrica: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) controllare che l'utensile non sia deteriorato; 2) sostituire i manici che presentino incrinature o
scheggiature; 3) verificare il corretto fissaggio del manico; 4) selezionare il tipo di utensile adeguato all'impiego; 5) per punte
e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle impugnature.
Durante l'uso: 1) impugnare saldamente l'utensile; 2) assumere una posizione corretta e stabile; 3) distanziare
adeguatamente gli altri lavoratori; 4) non utilizzare in maniera impropria l'utensile; 5) non abbandonare gli utensili nei
passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall'alto; 6) utilizzare adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola
taglia.
Dopo l'uso: 1) pulire accuratamente l'utensile; 2) riporre correttamente gli utensili; 3) controllare lo stato d'uso dell'utensile.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore taglierina elettrica;
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Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
occhiali; d) guanti.
Trapano elettrico
Il trapano è un utensile di uso comune adoperato per praticare fori sia in strutture murarie che in qualsiasi materiale.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
Elettrocuzione;
Inalazione polveri, fibre;
Punture, tagli, abrasioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Trapano elettrico: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare che l'utensile sia a doppio isolamento (220V), o alimentato a bassissima tensione di sicurezza
(50V), comunque non collegato elettricamente a terra; 2) verificare l'integrità e l'isolamento dei cavi e della spina di
alimentazione; 3) verificare il funzionamento dell'interruttore; 4) controllare il regolare fissaggio della punta.
Durante l'uso: 1) eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata; 2) interrompere l'alimentazione elettrica durante le
pause di lavoro; 3) non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione.
Dopo l'uso: 1) staccare il collegamento elettrico dell'utensile; 2) pulire accuratamente l'utensile; 3) segnalare eventuali
malfunzionamenti.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore trapano elettrico;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b) maschera; c)
otoprotettori; d) guanti.
Troncatrice
La troncatrice è un'attrezzatura a motore per il taglio di qualsiasi tipo di materiale da costruzione, dal calcestruzzo ai tondini d'acciaio
per armatura, ecc.
Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo:
1)
2)
3)
Cesoiamenti, stritolamenti;
Inalazione polveri, fibre;
Ustioni;
Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo:
1)
Troncatrice: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) Accertati del corretto fissaggio della fresa o dei dischi; 2) Assicurati dell'efficienza della protezione per le
mani; 3) Accertati del buon stato e della corretta disposizione delle protezioni dagli organi di trasmissione; 4) Assicurati del
buon funzionamento dei dispositivi di avviamento ed arresto: in particolare accertati del buon funzionamento del dispositivo di
avviamento "a uomo presente"; 5) Assicurati dell'integrità della spina e del cavo di alimentazione; 6) Accertati che l'utensile
sia a doppio isolamento (220V), o alimentato a bassissima tensione di sicurezza (50V), comunque non collegato elettricamente
a terra; 7) Provvedi a delimitare la zona di lavoro, impedendo a chiunque il transito o la sosta; 8) Provvedi a segnalare la zona
esposta a livello di rumorosità elevato; 9) Assicurati dell'assenza di impianti in tensione nell'area di lavoro; 10) Assicurati che
il cavo di alimentazione non arrechi intralcio durante la lavorazione; 11) Accertati della buona ventilazione dell'area di lavoro
nel caso di attrezzo alimentato con motore endotermico.
Durante l'uso: 1) Durante le pause di lavoro, ricordati di interrompere l'alimentazione elettrica o spegnere l'attrezzo (nel caso
di alimentazione con motore endotermico); 2) Accertati di utilizzare frese o dischi idonei alla lavorazione; 3) Evita
assolutamente di manomettere le protezioni; 4) Assumi una posizione stabile e ben equilibrata prima di procedere nel lavoro;
5) Evita assolutamente di effettuare operazioni di pulizia con gli organi in movimento; 6) Durante i rifornimenti, spegni il
motore, evita di fumare ed accertati dell'assenza di fiamme libere in adiacenza della macchina (nel caso di alimentazione con
motore endotermico); 7) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che
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dovessero evidenziarsi durante il lavoro.
Dopo l'uso: 1) Assicurati di aver interrotto il collegamento elettrico o spento la macchina (nel caso di alimentazione con
motore endotermico); 2) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione dell'attrezzo secondo quanto indicato nel
libretto e sempre dopo esserti accertato che la macchina sia spenta e non riavviabile da terzi accidentalmente.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 6.
2)
DPI: utilizzatore troncatrice;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) copricapo; b) calzature di sicurezza; c)
visiera; d) otoprotettori; e) guanti; f) indumenti protettivi (tute).
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MACCHINE utilizzate nelle Lavorazioni
Elenco delle macchine:
1)
2)
3)
Autocarro;
Autocarro con cestello;
Autogrù.
Autocarro
L'autocarro è un mezzo d'opera utilizzato per il trasporto di mezzi, materiali da costruzione, materiali di risulta ecc.
Rischi generati dall'uso della Macchina:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
Cesoiamenti, stritolamenti;
Getti, schizzi;
Inalazione polveri, fibre;
Incendi, esplosioni;
Investimento, ribaltamento;
Rumore;
Attività con esposizione dei lavoratori a rumore. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione,
dispositivi di protezione individuale, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico.
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Misure tecniche e organizzative:
7)
8)
Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a)
adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate,
tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile; c) riduzione del rumore mediante una migliore
organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro
appropriati, con sufficienti periodi di riposo; d) adozione di opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e
macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; e) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti
di lavoro al fine di ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori; f) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore
trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; g) adozione di
misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; h) locali di riposo
messi a disposizione ai lavoratori con rumorosità ridotta a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di
utilizzo.
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Vibrazioni;
Attività con esposizione dei lavoratori a vibrazioni. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc)
si rimanda al documento di valutazione specifico.
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Misure tecniche e organizzative:
Misure generali. I rischi, derivanti dall'esposizione dei lavoratori a vibrazioni, devono essere eliminati alla fonte o ridotti al
minimo.
Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina:
1)
Autocarro: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare accuratamente l'efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in genere; 2) verificare
l'efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi; 3) garantire la visibilità del posto di guida; 4)
controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo; 5) verificare la presenza in cabina di un
estintore.
Durante l'uso: 1) segnalare l'operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere; 2) non trasportare persone all'interno del
cassone; 3) adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d'uomo in prossimità dei posti di lavoro; 4)
richiedere l'aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la visibilità è incompleta; 5) non
azionare il ribaltabile con il mezzo in posizione inclinata; 6) non superare la portata massima; 7) non superare l'ingombro
massimo; 8) posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e che non possa subire
spostamenti durante il trasporto; 9) non caricare materiale sfuso oltre l'altezza delle sponde; 10) assicurarsi della corretta
chiusura delle sponde; 11) durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare; 12) segnalare
tempestivamente eventuali gravi guasti.
Dopo l'uso: 1) eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego, con particolare riguardo per
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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pneumatici e freni, segnalando eventuali anomalie; 2) pulire convenientemente il mezzo curando gli organi di comando.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: operatore autocarro;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'operatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
guanti; d) indumenti protettivi.
Autocarro con cestello
L'autocarro con cestello è un mezzo d'opera dotato di braccio telescopico con cestello per lavori in elevazione.
Rischi generati dall'uso della Macchina:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
Caduta dall'alto;
Caduta di materiale dall'alto o a livello;
Cesoiamenti, stritolamenti;
Elettrocuzione;
Incendi, esplosioni;
Investimento, ribaltamento;
Rumore;
Attività con esposizione dei lavoratori a rumore. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione,
dispositivi di protezione individuale, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico.
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Misure tecniche e organizzative:
8)
Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a)
adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate,
tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile; c) riduzione del rumore mediante una migliore
organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro
appropriati, con sufficienti periodi di riposo; d) adozione di opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e
macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; e) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti
di lavoro al fine di ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori; f) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore
trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; g) adozione di
misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; h) locali di riposo
messi a disposizione ai lavoratori con rumorosità ridotta a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di
utilizzo.
Vibrazioni;
Attività con esposizione dei lavoratori a vibrazioni. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc)
si rimanda al documento di valutazione specifico.
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Misure tecniche e organizzative:
Misure generali. I rischi, derivanti dall'esposizione dei lavoratori a vibrazioni, devono essere eliminati alla fonte o ridotti al
minimo.
Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina:
1)
Autocarro con cestello: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare la posizione delle linee elettriche che possano interferire con le manovre; 2) verificare l'idoneità
dei percorsi; 3) verificare il funzionamento dei dispositivi di manovra; 4) verificare che il cestello sia munito di parapetto su
tutti i lati verso il vuoto.
Durante l'uso: 1) posizionare il carro su terreno solido ed in posizione orizzontale, controllando con la livella o il pendolino;
2) utilizzare gli appositi stabilizzatori; 3) le manovre devono essere eseguite con i comandi posti nel cestello; 4) salire o
scendere solo con il cestello in posizione di riposo; 5) durante gli spostamenti portare in posizione di riposo ed evacuare il
cestello; 6) non sovraccaricare il cestello; 7) non aggiungere sovrastrutture al cestello; 8) l'area sottostante la zona operativa
del cestello deve essere opportunamente delimitata; 9) utilizzare i dispositivi di protezione individuale anticaduta, da collegare
agli appositi attacchi; 10) segnalare tempestivamente eventuali gravi malfunzionamenti; 11) eseguire il rifornimento di
carburante a motore spento e non fumare.
Dopo l'uso: 1) posizionare correttamente il mezzo portando il cestello in posizione di riposo ed azionando il freno di
stazionamento; 2) lasciare sempre la macchina in perfetta efficienza, curandone la pulizia e la manutenzione secondo le
indicazioni del costruttore.
Riferimenti Normativi:
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Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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2)
DPI: operatore autocarro con cestello;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'operatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
guanti; d) indumenti protettivi; e) attrezzatua anticaduta.
Autogrù
L'autogrù è un mezzo d'opera dotato di braccio allungabile per la movimentazione, il sollevamento e il posizionamento di materiali,
di componenti di macchine, di attrezzature, di parti d'opera ecc.
Rischi generati dall'uso della Macchina:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
Cesoiamenti, stritolamenti;
Elettrocuzione;
Getti, schizzi;
Incendi, esplosioni;
Investimento, ribaltamento;
Punture, tagli, abrasioni;
Rumore;
Attività con esposizione dei lavoratori a rumore. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione,
dispositivi di protezione individuale, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico.
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Misure tecniche e organizzative:
8)
9)
Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a)
adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate,
tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile; c) riduzione del rumore mediante una migliore
organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro
appropriati, con sufficienti periodi di riposo; d) adozione di opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e
macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; e) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti
di lavoro al fine di ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori; f) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore
trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; g) adozione di
misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; h) locali di riposo
messi a disposizione ai lavoratori con rumorosità ridotta a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di
utilizzo.
Urti, colpi, impatti, compressioni;
Vibrazioni;
Attività con esposizione dei lavoratori a vibrazioni. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc)
si rimanda al documento di valutazione specifico.
Misure Preventive e Protettive relative al rischio:
Misure tecniche e organizzative:
Misure generali. I rischi, derivanti dall'esposizione dei lavoratori a vibrazioni, devono essere eliminati alla fonte o ridotti al
minimo.
Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina:
1)
Autogrù: misure preventive e protettive;
Prescrizioni Esecutive:
Prima dell'uso: 1) verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche aeree che possano interferire con le
manovre; 2) controllare i percorsi e le aree di manovra, approntando gli eventuali rafforzamenti; 3) verificare l'efficienza dei
comandi; 4) ampliare con apposite plance la superficie di appoggio degli stabilizzatori; 5) verificare che la macchina sia
posizionata in modo da lasciare lo spazio sufficiente per il passaggio pedonale o delimitare la zona d'intervento; 6) verificare
la presenza in cabina di un estintore.
Durante l'uso: 1) segnalare l'operatività del mezzo col girofaro; 2) preavvisare l'inizio delle manovre con apposita
segnalazione acustica; 3) attenersi alle segnalazioni per procedere con le manovre; 4) evitare, nella movimentazione del
carico, posti di lavoro e/o di passaggio; 5) eseguire le operazioni di sollevamento e scarico con le funi in posizione verticale;
6) illuminare a sufficienza le zone per il lavoro notturno; 7) segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti o
situazioni pericolose; 8) non compiere su organi in movimento operazioni di manutenzione; 9) mantenere i comandi puliti da
grasso e olio; 10) eseguire il rifornimento di carburante a motore spento e non fumare.
Dopo l'uso: 1) non lasciare nessun carico sospeso; 2) posizionare correttamente la macchina raccogliendo il braccio
telescopico ed azionando il freno di stazionamento; 3) eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al
reimpiego della macchina a motori spenti; 4) nelle operazioni di manutenzione attenersi alle indicazioni del libretto della
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- Pag. 99
macchina.
Riferimenti Normativi:
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6.
2)
DPI: operatore autogrù;
Prescrizioni Organizzative:
Devono essere forniti all'operatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c)
otoprotettori; d) guanti; e) indumenti protettivi.
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- Pag. 100
EMISSIONE SONORA ATTREZZATURE E MACCHINE
(art 190, D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
ATTREZZATURA
Argano a bandiera
Emissione
Sonora dB(A)
Lavorazioni
Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali; Rimozione di cls
ammalorato; Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni; Rimozione di
intonaci e rivestimenti interni; Rimozione di impianti; Ripristino di lesioni
con iniezioni di malta; Ripristino di cls ammalorato.
79.2
Argano a cavalletto
Rimozione di intonaci e rivestimenti interni.
79.2
Avvitatore elettrico
Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali; Rimozione di serramenti
esterni; Rimozione di serramenti interni; Rimozione di impianti; Ripristino
di porzioni di solaio sfondellate; Applicazione di rete antisfondellamento
per consolidamento solaio; Realizzazione di controsoffitti; Posa di
serramenti esterni; Posa di lucernari; Posa di recinzioni e cancellate;
Realizzazione di opere di lattoneria; Realizzazione di impianto elettrico
interno; Smobilizzo del cantiere.
75.4
Betoniera a bicchiere
Formazione intonaci interni; Ripristino di cls ammalorato.
80.5
Cannello a gas
Impermeabilizzazione di copertura piana.
86.3
Decespugliatore a motore
Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere.
89.2
Idropulitrice
Smobilizzo del cantiere.
86.9
Impastatrice
Formazione intonaci interni.
79.8
Impianto di iniezione per miscele
cementizie
Ripristino di lesioni con iniezioni di malta.
Martello demolitore elettrico
94.9
Rimozione di cls ammalorato; Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni;
Rimozione di intonaci e rivestimenti interni.
95.3
Martello demolitore pneumatico
Demolizione generale di strutture in c.a..
98.7
Saldatrice elettrica
Posa di recinzioni e cancellate.
71.2
Scanalatrice per muri ed intonaci
Realizzazione di impianto elettrico interno.
98.0
Sega a disco per metalli
Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali; Rimozione di serramenti
esterni.
89.9
Ripristino di porzioni di solaio sfondellate;
antisfondellamento per consolidamento solaio.
89.9
Sega circolare portatile (flessibile)
Sega circolare
Applicazione
di
rete
Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli
impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere;
Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere.
89.9
Smerigliatrice angolare (flessibile)
Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli
impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere;
Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Rimozione di
serramenti interni; Rimozione di impianti; Realizzazione di controsoffitti;
Posa di serramenti esterni; Posa di lucernari; Posa di recinzioni e
cancellate; Realizzazione di opere di lattoneria; Realizzazione di impianto
elettrico interno; Smobilizzo del cantiere.
97.7
Taglierina elettrica
Realizzazione di controsoffitti.
89.9
Trapano elettrico
Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli
impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere;
Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Realizzazione di
impianto di messa a terra del cantiere; Realizzazione di impianto elettrico
del cantiere; Rimozione di serramenti interni; Rimozione di impianti;
Ripristino di porzioni di solaio sfondellate; Applicazione di rete
antisfondellamento per consolidamento solaio; Ripristino di lesioni con
iniezioni di malta; Realizzazione di controsoffitti; Posa di recinzioni e
cancellate; Realizzazione di opere di lattoneria; Realizzazione di impianto
elettrico interno; Smobilizzo del cantiere.
90.6
Troncatrice
Ripristino di porzioni di solaio sfondellate;
antisfondellamento per consolidamento solaio.
94.8
Applicazione
di
rete
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- Pag. 101
MACCHINA
Autocarro con cestello
Autocarro
Autogrù
Lavorazioni
Emissione
Sonora dB(A)
Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali; Demolizione generale di
strutture in c.a.; Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni; Rimozione di
serramenti esterni; Ripristino di cls ammalorato; Posa di serramenti
esterni; Posa di lucernari.
73.7
Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere; Allestimento di depositi,
zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di
servizi igienico-assistenziali del cantiere; Realizzazione della recinzione e
degli accessi al cantiere; Realizzazione della viabilità del cantiere;
Rimozione di serramenti interni; Rimozione di impianti; Posa di recinzioni e
cancellate; Smobilizzo del cantiere.
77.9
Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli
impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere;
Smobilizzo del cantiere.
81.6
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- Pag. 102
COORDINAMENTO DELLE LAVORAZIONI E FASI
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- Pag. 103
COORDINAMENTO PER USO COMUNE DI APPRESTAMENTI,
ATTREZZATURE, INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI
PROTEZIONE COLLETTIVA
(punto 2.1.2, lettera f, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
Affidamento delle opere provvisionali, attrezzature, impianti ed apprestamenti in cantiere.
Le opere provvisionali, gli impianti, gli apprestamenti e le attrezzature verranno realizzate a
cura della ditta appaltatrice e verranno consegnate ed affidate (con verbale scritto) alle singole ditte
operanti in cantiere sotto la loro diretta responsabilità, limitatamente alle aree e periodi di impiego.
Quando fossero più ditte ad utilizzare contemporaneamente alcune opere provvisionali
(ponteggi, parapetti, castelli ecc.), apprestamenti (protezioni, aree di carico, impianti elettrici ecc.),
attrezzature (gru, mezzi d’opera ecc.), l’affidamento avverrà in modo congiunto ognuno per le
proprie competenze.
Una volta eseguite le lavorazioni affidate in un area di cantiere, la ditta detentrice riconsegnerà
in perfetto ordine le opere, gli apprestamenti e le attrezzature alla ditta affidante o a ditta
subentrante, la quale sarà tenuta a verificare le condizioni di quanto affidato ed animare nuovo
verbale di affidamento.
I “Verbali di affidamento delle opere provvisionali, impianti, attrezzature ed apprestamenti in
cantiere” dovranno essere conservati in cantiere e ne risponderà il SPP del cantiere nella persona del
RSPPC o suo incaricato, e conterranno:
_
_
_
_
_
l’identificativo delle ditte affidanti ed affidatarie;
l’elenco delle opere provvisionali, attrezzature ed apprestamenti in cantiere in affidamento;
richiameranno le istruzioni sul mantenimento;
la data di affidamento e di riconsegna;
le firme dei responsabili delle ditte.
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- Pag. 104
MODALITA' ORGANIZZATIVE DELLA COOPERAZIONE, DEL
COORDINAMENTO E DELLA RECIPROCA INFORMAZIONE
TRA LE IMPRESE/LAVORATORI AUTONOMI
(punto 2.1.2, lettera g, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
Compiti dei SPP delle ditte in cantiere
Ogni il datore di lavoro di ogni singola ditta dovrà, attraverso il PSC, i POS delle altre ditte e
poi attraverso il proprio Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP), individuare e valutare i rischi e
le misure per la sicurezza e la salubrità delle aree di lavoro, elaborare, per quanto di competenza, le
misure preventive e protettive ed i sistemi di controllo su tali misure.
Provvederà ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività della ditta, a verificare la
formazione ed l’informazione dei preposti, degli addetti e dei lavoratori della ditta, o ad essa
subordinati, circa i rischi e le misure di prevenzione e protezione da adottare.
Inoltre il datore di lavoro sorveglierà attraverso il SPP e gli addetti appositamente designati,
formati ed informati lo stato dei luoghi di cantiere, gli apprestamenti comuni e delle singole aree di
lavoro in cui la ditta è impegnata in modo da garantire l’osservanza dei Piani di Sicurezza e la
sicurezza in generale per i propri lavoratori e per i terzi.
In particolare:
PRIMA DELL’ATTIVITA’:
_
_
verificherà lo stato degli apprestamenti del cantiere (baracche, servizi, impianto elettrico di
cantiere generale, ecc.), delle opere provvisionali (ponteggi, reti, parapetti, ecc), e delle misure
protettive collettive o individuali previste dal POS e dal PSC,
chiederà chiarimenti e garanzie circa la sicurezza delle opere provvisionali e degli
apprestamenti installati agli esecutori delle stesse o alle ditte precedentemente o ancora
operanti quando il cantiere sia già avviato, è sottinteso che ciò vale anche per le ditte che
prestano opera a cantiere già iniziato.
Le opere provvisionali verranno affidate in forma scritta, anche consociativa, alle ditte
subentranti o che operino contemporaneamente man mano che queste utilizzino dette opere, quando
il cantiere sia già avviato. Dal momento dell’affidamento delle opere, le ditte stesse diverranno
responsabili del mantenimento in stato buono e sicuro delle opere stesse. Oltre alla delimitazione
delle aree per le lavorazioni dovranno essere predisposti dei percorsi per l’introduzione in cantiere
del materiale e dei percorsi di fuga agevoli, in modo tale che gli addetti al cantiere abbiano percorsi
il più possibile separati.
DURANTE L’ATTIVITA’:
sarà tenuto attraverso preposti ed addetti appositamente incaricati a verificare ed a segnalare
immediatamente al datore di lavoro, ed al coordinatore durante le riunioni di coordinamento
eventuali degradamenti, manomissioni od anomalie delle opere provvisionali, e degli apprestamenti
collettivi dalla stessa utilizzati, in caso di grave pericolo verranno immediatamente sospese le
lavorazioni e verrà chiamata la ditta responsabile delle opere provvisionali affinché provveda al
ripristino delle condizioni di sicurezza. In nessun caso le ditte operanti sono autorizzate a rimuovere
protezioni o a modificare approntamenti di protezione collettiva, anche se per effettuare operazioni
non pericolose per i lavoratori della ditta stessa, senza averlo comunicato preventivamente al
Preposto di Cantiere ed aver provveduto a realizzare e segnalare delle protezioni equivalenti.
DOPO L’ATTIVITA’:
le ditte prima di abbandonare l’area di lavoro dovranno assicurarsi di riconsegnare i luoghi puliti e
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- Pag. 105
completi di tutte le protezioni trovate prima dell’intervento, comunque previste dal piano di
sicurezza o individuate durante le riunioni di coordinamento, la ditta non sarà sollevata dalle proprie
responsabilità circa i luoghi di cantiere finché non otterrà un verbale controfirmato dalla ditta prima
appaltatrice di riconsegna dei luoghi di cantiere in condizione di pulizia e sicurezza, solo allora le
opere provvisionali e le attrezzature torneranno sotto la responsabilità della ditta prima appaltatrice
o subentrante. Il coordinatore avrà facoltà di richiedere la visione o copia dei suddetti verbali di
affidamento delle opere provvisionali
Il SPP nella persona del Datore di Lavoro, incaricherà i preposti e gli addetti appositamente
formati ed informati ad effettuare il controllo quotidiano sulle opere provvisionali e sulla
segnaletica associata al loro utilizzo, proprie della ditta e comuni quando vengano da questa
utilizzate o quando vengano assegnate dal SPP del cantiere .
La presenza dei preposti e degli addetti dovrà essere garantita quotidianamente, l’incarico
verrà reso informa scritta a cura del datore di lavoro e sarà controfirmato dagli incaricati: esso
conterrà il nominativo, le mansioni affidate, le istruzioni per lo svolgimento delle mansioni e per il
coordinamento con le altre ditte. Inoltre il datore di lavoro consegnerà preventivamente al
Coordinatore in Fase di Esecuzione (CFE), ed in copia al Responsabile del Servizio di Prevenzione
e Protezione del Cantiere (RSPPC) che provvederà a raccogliere e conservare al Preposto incaricato
in cantiere, “l’Elenco delle Presenze in cantiere” con distinti i nominativi, gli incarichi (preposti,
addetti, lavoratori) numero di telefono cellulare, i corsi di formazione seguiti, l’eventuale
abilitazione gli stessi, ottenuta con corsi specifici, a svolgere attività nel Servizio di Gestione
dell’Emergenza in cantiere come addetti al Primo Soccorso, all’Intervento in caso di Incendio e di
evacuazione.
Coordinamento e Cooperazione dei SPP in cantiere
Presumendo che il cantieramento, le opere provvisionali, la viabilità in cantiere, in sostanza
che l’organizzazione generale del cantiere sia gestita dalla ditta prima appaltatrice, si configura a
nostro giudizio una responsabilità primaria e generale della ditta prima appaltatrice circa la
Prevenzione e Protezione coordinata in cantiere, come fosse un’attività ospite delle varie ditte
operanti nel cantiere; pertanto la struttura “ossea” il Servizio di Prevenzione e Protezione del
Cantiere quale servizio coordinato di tutte le ditte operanti non può che essere individuato in quello
della ditta prima appaltatrice o comunque organizzatrice del cantiere.
Qualora la ditta prima appaltatrice durante una fase dei lavori (es. durante gli scavi) non
preveda la presenza in cantiere di un numero sufficiente di lavoratori alla proprie dipendenze
formato per svolgere le funzioni di Addetto della Squadra di Emergenza, saranno le altre ditte
operanti chiamate a fornire attrezzature e personale appositamente formato ed informato in ragione
del numero di persone da ognuna portato in cantiere, dei rischi dalle stesse ditte introdotti in
cantiere o dei rischi cui il personale stesso è esposto
Qualora l’appalto venga assunto da un raggruppamento di imprese, anche se fosse individuato
un "unico referente" che si rapporta al coordinatore o al committente, tale "referente" non può
sostituire i datori di lavoro delle imprese esecutrici ai fini degli assolvimenti degli obblighi della
normativa prevenzionistica in genere.
Il "referente" infatti nei rapporti con le varie figure previste dal D.Lgs 81/08, con gli RSL, con i
medici competenti e con i dipendenti delle varie imprese, non ha in sé i poteri propri del datore di
lavoro e quindi non è in grado di svolgerne i compiti.
L'ampliamento dei poteri del referente del raggruppamento di imprese può essere accettato
salvo che tali poteri siano trasferiti prima che il raggruppamento di imprese si proponga per
l'esecuzione dell'opera, siano trasferiti "in toto" (dispositivi, economici ..) e senza successive
ingerenze da parte del datore di lavoro cedente. In pratica si ricade quindi nel concetto di "delega di
poteri" per cui il raggruppamento d'impresa diviene un'unica impresa ed il referente, l'unico "datore di
lavoro".
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- Pag. 106
Per tanto sarà sempre garantita dal SPP di cantiere, la partecipazione dei datori di lavoro alla
organizzazione e del cantiere stesso, i quanto ultimi responsabili e detentori dei mezzi per mettere in atto
le misure di prevenzione e protezione.
Allo stesso modo dovrà essere garantita la partecipazione e l’informazione degli RLS o RLST.
Il Servizio di Prevenzione Protezione del Cantiere sarà costituito da:
Organizzazione del cantiere Servizio di Prevenzione e Protezione del Cantiere
DATORI DI LAVORO
RESPONSABILI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI
RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DEL CANTIERE
ADDETTO CONTROLLO DELL'ACCESSIBILITÀ E VIABILITA’ IN CANTIERE
ADDETTO CONTROLLO OPERE PROVVISIONALI, APPRESTAMENTI DI CANTIERE E FUNI
ADDETTO PER LA GESTIONE DEL IMPIANTO E QUADRI ELETTRICI
ADDETTO ALLA GESTIONE DEI RIFIUTI ED INQUINANTI IN CANTIERE
ADDETTO PER IL PRIMO SOCCORSO
ADDETTO PER IL PREVENZIONE E PROTEZIONE INCENDI
ADDETTO PER L’EVACUAZIONE ADDETTI PER L’EVACUAZIONE
Ogni singolo datore di lavoro sarà tenuto a provvedere al realizzazione, controllo e
manutenzione delle opere provvisionali, dei dispositivi di protezione e degli apprestamenti installati
dalla ditta stessa per lavorazione esclusive, od di carattere collettivo, utilizzate dalla ditta in
affidamento per eseguire le lavorazioni ma di uso comune con altre ditte e lavoratori. In ragione di
ciò i datori, anche attraverso il SPP di cantiere, dovranno:
_
provvedere a informare e formare tutti il lavoratori circa l’impiego e la buona tenuta di tutte le
attrezzature, degli apprestamenti di cantiere dei dispositivi di protezione collettiva ed
individuali utilizzati,
_
nominare degli addetti appositamente formati e del informati per il controllo delle opere
provvisionali, e delle attrezzature sia di utilizzo esclusivo della ditta che di uso collettivo.
Compiti dei SPP delle ditte in cantiere
Ogni il datore di lavoro di ogni singola ditta dovrà, attraverso il PSC, i POS delle altre ditte e
poi attraverso il proprio Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP), individuare e valutare i rischi e
le misure per la sicurezza e la salubrità delle aree di lavoro, elaborare, per quanto di competenza, le
misure preventive e protettive ed i sistemi di controllo su tali misure.
Provvederà ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività della ditta, a verificare la
formazione ed l’informazione dei preposti, degli addetti e dei lavoratori della ditta, o ad essa
subordinati, circa i rischi e le misure di prevenzione e protezione da adottare.
Inoltre il datore di lavoro sorveglierà attraverso il SPP e gli addetti appositamente designati,
formati ed informati lo stato dei luoghi di cantiere, gli apprestamenti comuni e delle singole aree di
lavoro in cui la ditta è impegnata in modo da garantire l’osservanza dei Piani di Sicurezza e la
sicurezza in generale per i propri lavoratori e per i terzi.
In particolare:
PRIMA DELL’ATTIVITA’:
_
_
verificherà lo stato degli apprestamenti del cantiere (baracche, servizi, impianto elettrico di
cantiere generale, ecc.), delle opere provvisionali (ponteggi, reti, parapetti, ecc), e delle misure
protettive collettive o individuali previste dal POS e dal PSC,
chiederà chiarimenti e garanzie circa la sicurezza delle opere provvisionali e degli
apprestamenti installati agli esecutori delle stesse o alle ditte precedentemente o ancora
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operanti quando il cantiere sia già avviato, è sottinteso che ciò vale anche per le ditte che
prestano opera a cantiere già iniziato.
Le opere provvisionali verranno affidate in forma scritta, anche consociativa, alle ditte
subentranti o che operino contemporaneamente man mano che queste utilizzino dette opere, quando
il cantiere sia già avviato. Dal momento dell’affidamento delle opere, le ditte stesse diverranno
responsabili del mantenimento in stato buono e sicuro delle opere stesse. Oltre alla delimitazione
delle aree per le lavorazioni dovranno essere predisposti dei percorsi per l’introduzione in cantiere
del materiale e dei percorsi di fuga agevoli, in modo tale che gli addetti al cantiere abbiano percorsi
il più possibile separati.
DURANTE L’ATTIVITA’:
sarà tenuto attraverso preposti ed addetti appositamente incaricati a verificare ed a segnalare
immediatamente al datore di lavoro, ed al coordinatore durante le riunioni di coordinamento
eventuali degradamenti, manomissioni od anomalie delle opere provvisionali, e degli apprestamenti
collettivi dalla stessa utilizzati, in caso di grave pericolo verranno immediatamente sospese le
lavorazioni e verrà chiamata la ditta responsabile delle opere provvisionali affinché provveda al
ripristino delle condizioni di sicurezza. In nessun caso le ditte operanti sono autorizzate a rimuovere
protezioni o a modificare approntamenti di protezione collettiva, anche se per effettuare operazioni
non pericolose per i lavoratori della ditta stessa, senza averlo comunicato preventivamente al
Preposto di Cantiere ed aver provveduto a realizzare e segnalare delle protezioni equivalenti.
DOPO L’ATTIVITA’:
le ditte prima di abbandonare l’area di lavoro dovranno assicurarsi di riconsegnare i luoghi puliti e
completi di tutte le protezioni trovate prima dell’intervento, comunque previste dal piano di
sicurezza o individuate durante le riunioni di coordinamento, la ditta non sarà sollevata dalle proprie
responsabilità circa i luoghi di cantiere finché non otterrà un verbale controfirmato dalla ditta prima
appaltatrice di riconsegna dei luoghi di cantiere in condizione di pulizia e sicurezza, solo allora le
opere provvisionali e le attrezzature torneranno sotto la responsabilità della ditta prima appaltatrice
o subentrante. Il coordinatore avrà facoltà di richiedere la visione o copia dei suddetti verbali di
affidamento delle opere provvisionali
Il SPP nella persona del Datore di Lavoro, incaricherà i preposti e gli addetti appositamente
formati ed informati ad effettuare il controllo quotidiano sulle opere provvisionali e sulla
segnaletica associata al loro utilizzo, proprie della ditta e comuni quando vengano da questa
utilizzate o quando vengano assegnate dal SPP del cantiere .
La presenza dei preposti e degli addetti dovrà essere garantita quotidianamente, l’incarico
verrà reso informa scritta a cura del datore di lavoro e sarà controfirmato dagli incaricati: esso
conterrà il nominativo, le mansioni affidate, le istruzioni per lo svolgimento delle mansioni e per il
coordinamento con le altre ditte. Inoltre il datore di lavoro consegnerà preventivamente al
Coordinatore in Fase di Esecuzione (CFE), ed in copia al Responsabile del Servizio di Prevenzione
e Protezione del Cantiere (RSPPC) che provvederà a raccogliere e conservare al Preposto incaricato
in cantiere, “l’Elenco delle Presenze in cantiere” con distinti i nominativi, gli incarichi (preposti,
addetti, lavoratori) numero di telefono cellulare, i corsi di formazione seguiti, l’eventuale
abilitazione gli stessi, ottenuta con corsi specifici, a svolgere attività nel Servizio di Gestione
dell’Emergenza in cantiere come addetti al Primo Soccorso, all’Intervento in caso di Incendio e di
evacuazione.
Coordinamento e Cooperazione dei SPP in cantiere
Presumendo che il cantieramento, le opere provvisionali, la viabilità in cantiere, in sostanza
che l’organizzazione generale del cantiere sia gestita dalla ditta prima appaltatrice, si configura a
nostro giudizio una responsabilità primaria e generale della ditta prima appaltatrice circa la
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
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Prevenzione e Protezione coordinata in cantiere, come fosse un’attività ospite delle varie ditte
operanti nel cantiere; pertanto la struttura “ossea” il Servizio di Prevenzione e Protezione del
Cantiere quale servizio coordinato di tutte le ditte operanti non può che essere individuato in quello
della ditta prima appaltatrice o comunque organizzatrice del cantiere.
Qualora la ditta prima appaltatrice durante una fase dei lavori (es. durante gli scavi) non
preveda la presenza in cantiere di un numero sufficiente di lavoratori alla proprie dipendenze
formato per svolgere le funzioni di Addetto della Squadra di Emergenza, saranno le altre ditte
operanti chiamate a fornire attrezzature e personale appositamente formato ed informato in ragione
del numero di persone da ognuna portato in cantiere, dei rischi dalle stesse ditte introdotti in
cantiere o dei rischi cui il personale stesso è esposto
Qualora l’appalto venga assunto da un raggruppamento di imprese, anche se fosse individuato
un "unico referente" che si rapporta al coordinatore o al committente, tale "referente" non può
sostituire i datori di lavoro delle imprese esecutrici ai fini degli assolvimenti degli obblighi della
normativa prevenzionistica in genere.
Il "referente" infatti nei rapporti con le varie figure previste dal D.Lgs 81/08, con gli RSL, con i
medici competenti e con i dipendenti delle varie imprese, non ha in sé i poteri propri del datore di
lavoro e quindi non è in grado di svolgerne i compiti.
L'ampliamento dei poteri del referente del raggruppamento di imprese può essere accettato
salvo che tali poteri siano trasferiti prima che il raggruppamento di imprese si proponga per
l'esecuzione dell'opera, siano trasferiti "in toto" (dispositivi, economici ..) e senza successive
ingerenze da parte del datore di lavoro cedente. In pratica si ricade quindi nel concetto di "delega di
poteri" per cui il raggruppamento d'impresa diviene un'unica impresa ed il referente, l'unico "datore di
lavoro".
Per tanto sarà sempre garantita dal SPP di cantiere, la partecipazione dei datori di lavoro alla
organizzazione e del cantiere stesso, i quanto ultimi responsabili e detentori dei mezzi per mettere in atto
le misure di prevenzione e protezione.
Allo stesso modo dovrà essere garantita la partecipazione e l’informazione degli RLS o RLST.
Il Servizio di Prevenzione Protezione del Cantiere sarà costituito da:
Organizzazione del cantiere Servizio di Prevenzione e Protezione del Cantiere
DATORI DI LAVORO
RESPONSABILI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI
RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DEL CANTIERE
ADDETTO CONTROLLO DELL'ACCESSIBILITÀ E VIABILITA’ IN CANTIERE
ADDETTO CONTROLLO OPERE PROVVISIONALI, APPRESTAMENTI DI CANTIERE E FUNI
ADDETTO PER LA GESTIONE DEL IMPIANTO E QUADRI ELETTRICI
ADDETTO ALLA GESTIONE DEI RIFIUTI ED INQUINANTI IN CANTIERE
ADDETTO PER IL PRIMO SOCCORSO
ADDETTO PER IL PREVENZIONE E PROTEZIONE INCENDI
ADDETTO PER L’EVACUAZIONE ADDETTI PER L’EVACUAZIONE
Ogni singolo datore di lavoro sarà tenuto a provvedere al realizzazione, controllo e
manutenzione delle opere provvisionali, dei dispositivi di protezione e degli apprestamenti installati
dalla ditta stessa per lavorazione esclusive, od di carattere collettivo, utilizzate dalla ditta in
affidamento per eseguire le lavorazioni ma di uso comune con altre ditte e lavoratori. In ragione di
ciò i datori, anche attraverso il SPP di cantiere, dovranno:
_
provvedere a informare e formare tutti il lavoratori circa l’impiego e la buona tenuta di tutte le
attrezzature, degli apprestamenti di cantiere dei dispositivi di protezione collettiva ed
individuali utilizzati,
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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_
nominare degli addetti appositamente formati e del informati per il controllo delle opere
provvisionali, e delle attrezzature sia di utilizzo esclusivo della ditta che di uso collettivo.
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione del Cantiere (RSPPC):
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione Protezione del Cantiere (RSPPC) sarà il
Responsabile del Servizio di Prevenzione Protezione della ditta prima appaltatrice, questo
collaborando con il coordinatore in fase di Esecuzione, con i datori di lavoro e con gli RSPP di tutte
le ditte, in sintonia con il PSC ed i POS, individuerà e disporrà procedure e misure generali di
sicurezza del cantiere, organizzerà il servizio reclutando gli addetti formati con corsi specifici oltre
che della ditta prima appaltatrice, anche tra il personale appropriatamente formato delle altre ditte
operanti in cantiere al fine di garantire una copertura efficace durante tutte le fasi del cantiere, e
garantirà la partecipazione e la consultazione nelle fasi organizzative degli RLS delle singole ditte.
Il responsabile coadiuvato dagli altri componenti del SPP di Cantiere e coordinato dal CFE:
_
_
_
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_
_
_
_
predisporrà la formazione e l’informazione degli addetti ai servizi comuni dal cantiere;
individuerà ed organizzerà gli addetti al SPPC ed della SGE;
raccoglierà e terrà presso il cantiere ”Elenco delle Presenze in cantiere” fornito dai datori di
lavoro di ogni singola ditta presente in cantiere con distinti i nominativi, gli incarichi
(preposti, addetti, lavoratori, autonomi) numero di telefono cellulare, i corsi di formazione
seguiti, l’eventuale abilitazione gli stessi, ottenuta con corsi specifici, a svolgere attività nel
Servizio di Gestione dell’Emergenza in cantiere come addetti al Primo Soccorso ed
all’Intervento in caso di Incendio, a cura dei titolari;
raccoglierà e terrà presso il cantiere copia delle visure camerali e abilitazione aggiornati a tre
mesi degli automoni in cantiere;
predisporrà ed aggiornerà (o farà aggiornare dal Preposto di cantiere) il “Registro Giornaliero
delle Presenze” in cantiere con individuazione dei preposti ed addetti e controfirmato per
accettazione degli incarichi;
predisporrà ed organizzerà un servizio collettivo di controllo e manutenzione delle opere
provvisionali, attrezzature e dispositivi di protezione (verifica della recinzione di cantiere,
ghiaccio sulle gru e linee elettriche aeree, estintori ecc.);
individuerà ed organizzerà gli addetti all’accessibilità in cantiere;
predisporrà ed attiverà le procedure per la sospensione delle attività in presenza di eventi
atmosferici e di vento (sarà coadiuvato dal Preposto di cantiere).
In relazione al controllo e la manutenzione delle opere provvisionali, delle attrezzature e dei
dispositivi di protezione, il Responsabile coadiuvato dagli altri componenti del SPP di Cantiere e
coordinato dal CFE, avvalendosi anche degli addetti appositamente formati:
_
_
_
_
_
_
controllerà e farà controllare lo stato delle recinzioni di cantiere, dei parapetti e protezioni
verso il vuoto;
pulizia delle baracche, apprestamenti ed aree di cantiere;
presenza della segnaletica;
pulizia da neve e ghiaccio di gru, ponteggi, linee elettriche aeree;
verifica e controllo funi gru, tiranti, fasce e ganci utilizzati, in particolare verifica dello stato e
della conformità alle tipologie e carichi previsti nei manuali e piani di prefabbricazione
consegnati dalle ditte fornitrici di prefabbricati;
stato e protezione degli impianti elettrici di cantiere (potenza, allarmi sonori, segnalazione
vento).
L’RSPPC o Preposto in cantiere, sarà tenuto predisporre, far compilare quotidianamente e
tenere in cantiere un “Registro Giornaliero delle presenze” in cui ogni mattina prima dell’ingresso
in cantiere ogni Preposto ed Addetto incaricato indicherà la propria presenza per iscritto annotando
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 110
il nome della ditta di appartenenza, il nominativo, le mansioni svolte per conto della propria ditta e
quelle svolte all’interno della Squadra di Emergenza su attribuzione dell’RSPPC stesso o del RSE.
La documentazione verrà conservata a cura del RSPPC o suo incaricato presso l’ufficio di
cantiere.
In fine il RSPPC, o suo incaricato, predisporrà quotidianamente un “Cartello Addetti della
Squadra di Emergenza” affisso all’esterno dell’ufficio di cantiere, riportante il nominativo e gli
incarichi degli addetti alla “Squadra di Emergenza” la data di compilazione.
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 111
ORGANIZZAZIONE SERVIZIO DI PRONTO SOCCORSO,
ANTINCENDIO ED EVACUAZIONE DEI LAVORATORI
(punto 2.1.2, lettera h, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
GESTIONE DELL'EMERGENZA IN CANTIERE
Scopo della presente sezione del documento della sicurezza è quello di individuare la struttura
organizzativa e le procedure operative per gestire situazioni di emergenza in cantiere che possono
costituire pericolo per le persone e per le cose, con il preciso scopo di coordinare il servizio di
gestione dell’emergenza che potrà essere costituito anche da personale, proveniente da ditte operanti
in cantiere diverse dalla prima appaltatrice, formato con corsi specifici.
Per la stesura della presente sezione si è fatto riferimento alla L.C. del Ministero dell'Interno n.
P 1564/4146 del 29/9/1995.
La presente sezione a valore indicativo per stimolare e coordinare l’organizzazione unitaria
della Gestione dell’Emergenza SGE in cantiere, si rimanda all’attività degli RSPP il compito di
strutturare, dettagliare procedure e mansioni, organizzare e rendere operativo il Servizio di Gestione
dell’Emergenza.
Organizzazione del Servizio di Emergenza
Il Servizio di Gestione dell’Emergenza in cantiere è costituito da:
SERVIZIO DI EMERGENZA
1 DATORI DI LAVORO
2 RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DEL CANTIERE
3 RESP. SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DELLE SINGOLE DITTE IN CANTIERE
4 RESPONSABILE DEL SERVIZIO EMERGENZA DEL CATIERE
5 ADDETTI PER IL PRIMO SOCCORSO
6 ADDETTI PER IL PREVENZIONE E PROTEZIONE INCENDI
7 ADDETTI PER L’EVACUAZIONE E SOSPENSIONE ATTIVITA’ PER EVENTI METEORLOGICI
Il Servizio di Gestione dell’Emergenza, coordinato dal Coordinatore in fase di Esecuzione, ha il
compito di:
_
_
_
_
_
rilevare e valutare rischi, misure e procedure di intervento esposte nei piani di sicurezza,
integrare e rendere operative le disposizioni in merito alla gestione dell’emergenza;
individuare, far formare, organizzare e gestire il personale addetto alla Squadra di Emergenza e
il
personale rimanente;
attivare e gestire gli interventi durante le emergenze;
garantire la partecipazione e la consultazione nelle fasi organizzative dei datori di lavoro, degli
RLS ed RLST delle singole ditte.
Il numero degli addetti andrà commisurato ai rischi e numero di persone presenti in cantiere
nelle varie fasi di lavoro, con un minimo di n° 2 addetti più il Responsabile della Squadra di
Emergenza, la tabella di seguito riportata un valore indicativo della presenza minima richiesta di
addetti in relazione alla fasi ed aree di lavoro, essa va integrata con le valutazioni e fatte in situ dal
Servizio di Gestione dell’Emergenza il quale dovrà garantire le presenze minime ed integrarle a
seconda dello slittamento o sovrapposizione delle fasi sia per tempo che per area di intervento.
Si intende che la mansione di Addetto all’Evacuazione potrà essere affidata a personale
formato con corsi interni; il numero e la dislocazione degli addetti dovrà essere decisa durante lo
svolgimento del cantiere in modo da garantire l’efficacia del Piano di Emergenza
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- Pag. 112
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione di Cantiere, coordina l'intervento
della Squadra di Emergenza Interna, individuando e designando gli addetti del servizio e
concordando con gli altri RSPP le mansioni specifiche, la formazione e le informazioni da
trasmettere agli addetti.
Gli Addetti all’Evacuazione potranno essere individuati tra gli addetti chiamati a prestare
servizio per l’intervento in caso di Incendio o tra gli Addetti al primo soccorso, comunque in
numero tale da garantire l’operatività degli uni e degli altri in caso di intervento
COMPITI E MANSIONI DEGLI ADDETTI E PREPOSTI DEL SERVIZIO DI
EMERGENZA
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione del Cantiere
L’RSPPC coordinandosi con gli RSPP delle diverse ditte, sotto la supervisione del CFE,
garantendo la partecipazione e la consultazione nelle fasi organizzative degli RLS delle singole
ditte, individuerà gli addetti della Squadra di Emergenza, verificherà le abilitazioni a svolgere le
mansioni di addetto del Servizio, richiedendo e conservando in cantiere copia dell’attestato di
frequenza ai corsi per il Primo Soccorso e per la Prevenzione e Protezione dagli Incendi.
Il Responsabile alla luce delle valutazioni contenute nei Piani di Sicurezza, e coadiuvato dal
Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione, predisporrà le misure necessarie ad intervenire
in cantiere, effettuerà la formazione e l’informazione del personale ed illustrerà modalità di
intervento e compiti di tutti gli addetti durante la gestione dell’Emergenza
Ogni RSPP di ogni singola ditta fornirà “l’Elenco dei Preposti ed Addetti” di cantiere
controfirmato dal RLS
Responsabile della Squadra di Emergenza del cantiere
Alle dirette dipendenze del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione del
Cantiere, vi è il Responsabile del Squadra di Emergenza (RSE), il quale organizza ed è responsabile
delle azioni della Squadra di Emergenza interna.
L’RSPPC ed i datori di lavoro in fase organizzativa e l’RSE in fase operativa, coadiuvati dal
CFE, dovranno individuare il personale e le mansioni della Squadra di Emergenza, in ragione della
dislocazione delle aree di intervento e delle fonti di pericolo avendo cura di distribuire la presenza
del personale in modo omogeneo ed efficace su tutto il cantiere, dovranno accertarsi dell’efficienza
dei mezzi di intervento ed affidarne individualmente la responsabilità e l’impiego agli addetti della
Squadra di Emergenza, dovranno provvedere all’informazione degli addetti sulle procedure
operative e sulle mansioni affidate, specifiche e coordinate.
L’RSE sarà incaricato di:
_
_
_
_
conservare ”l’Elenco dei Preposti ed Addetti di cantiere” fornito dalle singole ditte,
di compilare ed aggiornare quotidianamente un “Registro Giornaliero Preposti” in cui ogni
mattina
prima dell’ingresso in cantiere ogni preposto incaricato apporrà la firma come accettazione
dell’incarico;
ricorderà in quella sede le mansioni attribuite e le procedure da adottare, affiderà i mezzi e le
aree
di intervento, ed i DPI specifici, a tutti i componenti della Squadra di Emergenza;
compilerà ed aggiornerà il “Cartello Addetti della Squadra di Emergenza” affisso all’esterno
dell’ufficio di cantiere, riportante il nominativo e gli incarichi degli addetti alla “Squadra di
Emergenza” e la data di compilazione.
STATO DI EMERGENZA
Nel caso di emergenza di tipo 3 è responsabile fino all’arrivo delle squadre di soccorso
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 113
esterne, al loro arrivo collabora per la buona riuscita dell’intervento)
Inoltre il Responsabile del Servizio di Emergenza esplica le seguenti mansioni:
_ assume la diretta direzione delle operazioni operative;
_ decide le particolari strategie di intervento;
_ in caso di assenza del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, dispone
l’intervento dei soccorsi esterni;
_ organizza i primi soccorsi delle persone infortunate;
_ verifica la presenza delle persone presenti o mancanti presso il Luogo di Raccolta;
_ riceve i soccorsi esterni fornendo indicazioni chiare ed aggiornate sulle aree interessate, sula
natura e sulla gravità dall’incidente, sulla presenza di persone in aree di pericolo, sulle misure
adottate, coordina l’intervento con le squadre esterne;
_ comunica al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione l’evoluzione dell’evento
incidentale.
Addetti della squadra di emergenza del cantiere
Gli addetti della squadra di emergenza sono:
_
_
_
Addetti al Primo Soccorso (formati con corso specifico da ente abilitato).
Addetti al Intervento in caso di Incendio (rischio “basso” durante le lavorazioni all’aperto e
“medio” durante le lavorazioni al chiuso formati con corso specifico riconosciuto dai VVFF).
Addetti all’Evacuazione (formati direttamente dagli RSPP ed informati dal RSE).
Gli addetti verranno incaricati quotidianamente dal RSE, e controfirmeranno il “Registro
Giornaliero Preposti” per accettazione dell’incarico.
Informano l’RSE di eventuali anomalie sui dispositivi e mezzi presi in consegna per gli
interventi.
Chiederanno informazioni ed aggiornamenti sulle procedure di intervento in relazione alle
mutate condizioni del cantiere e conseguenti nuovi rischi individuati in cantiere in ragione delle
valutazioni rilevate sui Piani di Sicurezza ed in fase di coordinamento
STATO DI EMERGENZA
La Squadra di Emergenza Interna attuerà le seguenti procedure (eventualmente integrate ed
aggiornate dal RSE):
_ il personale si dovrà mettere immediatamente a disposizione del Responsabile della Squadra di
Emergenza Interna e del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione;
_ azionare immediatamente le attrezzature previste dalle specifiche procedure (idranti, estintori,
ecc.);
_ istruisce tutto il personale all’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuali, delle vie di
esodo, delle uscite di emergenza ecc.;
_ controllare la fruibilità delle uscite di emergenza e dei relativi luoghi sicuri costantemente;
_ provvedere a facilitare l’accesso dei mezzi di soccorso provvedendo, durante il sopraggiungere
dei mezzi, a far sgomberare gli accessi e le vie interne al cantiere dagli altri mezzi presenti o
parcheggiati, al sopraggiungere dei mezzi di soccorso ricevendo gli stessi all’accesso al cantiere
fornendo indicazioni chiare e dettagliate sull’area, tipo e gravità dell’incidente, il nominativo ed
individuazione del RSE, e segnalando la via di accesso al luogo dell’incidente.
Individuazione del centro di emergenza
Il Centro di Gestione dell’Emergenza è individuato nell’ufficio di cantiere presso l’ingresso
principale, lo stesso fungerà inoltre da Punto di Raccolta del personale al fine di semplificare gli
interventi delle squadre esterne e procedere alla verifica che tutti i lavoratori siano presenti ed in
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 114
salvo.
Definizione di emergenza
Ai sensi delle vigenti disposizioni normative si definisce emergenza qualunque scostamento
dalle normali condizioni operative, tale da determinare situazioni potenziali di danno alle persone o
alle cose.
Gli stati di emergenza possono essere classificati in 3 categorie in funzione della gravità degli
stessi:
Emergenza di tipo 1: stati di emergenza che possono essere controllati dalla persona o dalle persone
che li individuano;
Emergenza di tipo 2: stati di emergenza controllabili soltanto dall’intervento della squadra di
emergenza, senza l’intervento di strutture di soccorso esterni;
Emergenza di tipo 3: stati di emergenza controllabili soltanto con l’intervento della squadra di
emergenza interna con il coinvolgimento degli enti di soccorso esterni (Vigili del Fuoco,
Ambulanze).
Tutti gli stati di emergenza devono essere registrati, a cura del Responsabile del Servizio di
Prevenzione e Protezione, in un apposito modulo.
Procedura per richiesta di intervento di soccorso esterno
da parte di enti pubblici preposti, da concordare preventivamente a cura del RSPPC con il locale
Comando Provinciale dei VV.F.F.
Dati da comunicare ai vigili del fuoco
1 Nome dell’impresa del cantiere richiedente
2 Indirizzo preciso del cantiere richiedente (quella accessibile dai mezzi di intervento)
3 Telefono del cantiere richiedente (o di un telefono cellulare)
4 Tipo di incendio
piccolo - medio - grande
5 Presenza di persone in pericolo
sì - no - dubbio
6 Locale o zona interessata all’incendio
7 Materiale che brucia
8 Nome di chi sta chiamando
9 Farsi dire il nome di chi risponde
10 Notare l’ora esatta della chiamata
11 Predisporre tutto l’occorrente per l’ingresso dei mezzi di soccorso in cantiere
da concordare preventivamente a cura del RSPPC con la Azienda Sanitaria Locale.
Dati da comunicare ai Pronto Soccorso
1 Nome dell’impresa del cantiere richiedente
2 Indirizzo preciso del cantiere richiedente (quella accessibile dai mezzi di intervento)
3 Telefono del cantiere richiedente (o di un telefono cellulare)
4 Presenza di persone infortunate
n° di persone coinvolte e tipo di infortuni occorsi
5 Tipo di infortunio
piccolo - medio - grande
6 Sintomi rilevati dell’infortunato (perdita di coscienza, arresto cardiaco, attività respiratoria,
pulsazioni, ecc.)
7 Comunicazione delle prime cure apportate
8 Nome di chi sta chiamando
9 Farsi dire il nome di chi risponde
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10 Notare l’ora esatta della chiamata
11 Predisporre tutto l’occorrente per l’ingresso dei mezzi di soccorso in cantiere
Attivazione dello stato di emergenza
Alle dirette dipendenze del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, vi è il
Responsabile della Squadra di Emergenza interna, il quale organizza ed è responsabile delle azioni
della Squadra di Emergenza Interna, (nel caso di emergenza di tipo 3 è responsabile fino all’arrivo
delle squadre di soccorso esterne, al loro arrivo collabora per la buona riuscita dell’intervento)
PRIMA DEL ATTIVITA’:
L’RSPPC mediante riunioni di coordinamento con gli RSPP delle diverse ditte (dovrà essere
garantita la partecipazione e la consultazione nelle fasi organizzative degli RLS delle singole ditte),
sotto la supervisione del CFE, individuerà gli addetti della Squadra di Emergenza, predisporrà la
misure e l’informazione agli addetti ed al RSE, assegnerà a ciascuno i mezzi e le aree di intervento;
l’RSE terrà e farà aggiornare e contro firmate il registro quotidiano degli addetti in cantiere e
compilerà e pubblicherà il cartello con la lista degli addetti
DURANTE DEL ATTIVITA’:
Chiunque venga a conoscenza, per qualunque motivo, di un evento incidentale, di qualunque
natura, deve darne immediatamente notizia al Responsabile del Servizio di Prevenzione e
Protezione oppure al Responsabile della Squadra di Emergenza Interna o in loro assenza a
qualunque componente della Squadra di Emergenza Interna che sarà costituita da personale della
dell’impresa nelle modalità concordate in Riunione di Coordinamento e prima di ogni giornata
lavorativa.
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione o in sua assenza il Responsabile
della Squadra di Emergenza Interna, rintraccia immediatamente i componenti della Squadra di
Emergenza Interna informandoli in merito alla natura dell’evento negativo e ai dispositivi di
protezione da adottare.
DOPO L’ATTIVITA’:
Ogni addetto o preposto per le proprie competenze verificherà lo stato dei mezzi e dispositivi
di intervento, informerà il SPP della necessità di eventuali riparazioni o sostituzioni degli stessi.
In caso di infortunio sul lavoro il Direttore di Cantiere darà immediata comunicazione
all'Ufficio del Personale dell'impresa precisando il luogo, l'ora, e le cause dello stesso, nonché i
nominativi degli eventuali testimoni all'evento.
I lavoratori sono tenuti a segnalare subito gli infortuni comprese le lesioni di piccola entità.
Il Direttore di Cantiere provvederà ad emettere in doppia copia la richiesta di visita medica
(evidenziando il codice fiscale dell'Azienda), disporrà affinché siano immediatamente prestati i
soccorsi d'urgenza e, se necessario, accompagnerà l'infortunato all'ambulatorio INAIL o al più
vicino Pronto Soccorso.
Qualora l'infortunio determini una inabilità temporanea al lavoro superiore a giorni tre il
Servizio del Personale provvederà a trasmettere, entro 48 ore dalla data dell'infortunio, una nota ai
soggetti seguenti:
a) al Commissariato di PS o, in mancanza, al Sindaco competente per territorio la denuncia di
infortunio sul lavoro debitamente compilata;
b) alla sede INAIL competente denuncia di infortunio evidenziando il codice fiscale dell'Azienda.
Le denuncie saranno corredate di una copia del certificato medico che sarà stato rilasciato dai
sanitari dell'ambulatorio INAIL o del Pronto Soccorso.
In caso di infortunio mortale o previsto tale, la denuncia di infortunio sul lavoro dovrà essere
subito trasmessa al competente Commissariato di PS, in alterativa ai Carabinieri o al Sindaco del
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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Comune nella cui circoscrizione si è verificato l'infortunio.
L'ufficio del personale dietro informazione del Direttore di Cantiere darà comunicazione
telegrafica alla sede INAIL competente, entro 24 ore, facendo quindi seguire tempestivamente
l'invio della denuncia di infortunio
Si provvederà quindi alla trascrizione dell'infortunio sul Registro degli Infortuni seguendo
attentamente la numerazione progressiva (il numero deve poi essere quello della denuncia INAIL).
Il Registro degli Infortuni deve essere tenuto a disposizione dei funzionari degli organismi
pubblici di controllo, sul luogo di lavoro.
Al termine dello stato di inabilità temporanea al lavoro, l'Ufficio del Personale dovrà:
a) ricevere la certificazione medica attestante l'avvenuta guarigione;
b) rilasciare benestare alla ripresa del lavoro.
Il Responsabile di cantiere annoterà sul Registro degli Infortuni la data di rientro del
lavoratore infortunato ed il numero di giorni di assenza complessivamente effettuati.
Fine dell'emergenza Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione o su sua delega
il Responsabile della Squadra di Emergenza Interna comunica a mezzo di un segnale convenuto il
cessare dell’emergenza e quindi la ripresa delle normali attività lavorative.
Procedura per richiesta di intervento di soccorso esterno
Da parte di enti pubblici preposti, da concordare preventivamente a cura del RSPPC con il locale Comando Provinciale
dei VV.F.F.
Dati da comunicare ai Vigili del Fuoco
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
Nome dell’impresa del cantiere richiedente
Indirizzo preciso del cantiere richiedente (Via Mazzè - Chivasso)
Telefono del cantiere richiedente (o di un telefono cellulare)
Tipo di incendio
piccolo - medio - grande
Presenza di persone in pericolo
sì - no - dubbio
Locale o zona interessata all’incendio
Materiale che brucia
Nome di chi sta chiamando
Farsi dire il nome di chi risponde
Notare l’ora esatta della chiamata
Predisporre tutto l’occorrente per l’ingresso dei mezzi di soccorso in cantiere
da concordare preventivamente a cura del RSPPC con la Azienda Sanitaria Locale.
Dati da comunicare ai Pronto Soccorso
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
Nome dell’impresa del cantiere richiedente
Indirizzo preciso del cantiere richiedente (Via Mazzè - Chivasso)
Telefono del cantiere richiedente
(o di un telefono cellulare)
Presenza di persone infortunate
n° di persone coinvolte e tipo di infortuni occorsi
Tipo di infortunio
piccolo - medio - grande
Sintomi rilevati dell’infortunato
(perdita di coscienza, arresto cardiaco,
attività respiratoria, battito cardiaco ecc.)
Comunicazione delle prime cure apportate
Nome di chi sta chiamando
Farsi dire il nome di chi risponde
Notare l’ora esatta della chiamata
Predisporre tutto l’occorrente per l’ingresso dei mezzi di soccorso in cantiere
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Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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CONCLUSIONI GENERALI
Al presente Piano di Sicurezza e Coordinamento sono allegati i seguenti elaborati, da considerarsi parte integrante del Piano stesso:
Tavola ZD_002 - Diagramma di Gantt (Cronoprogramma dei lavori);
Tavola ZD_003 - Stima analitica dei costi della sicurezza.
Tavola ZD_004 - Elenco prezzi.
Tavola ZD_005 - Analisi nuovi prezzi unitari.
Tavola ZD_006 - Fascicolo con le caratteristiche dell'opera.
Si allegano, altresì:
- tavole esplicative di progetto;
- fascicolo della manutenzione (per la prevenzione e protezione dei rischi).
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INDICE
Anagrafica
Lavoro
Committenti
Responsabili
Imprese e lavoratori autonomi
Documentazione
Descrizione del contesto in cui si trova l'area del cantiere
Descrizione sintetica dell'opera
Area del cantiere
Caratteristiche area del cantiere
Fattori esterni che comportano rischi per il cantiere
Rischi che le lavorazioni di cantiere comportano per l'area circostante
Descrizione caratteristiche idrogeologiche
Organizzazione del cantiere
Segnaletica
Lavorazioni e loro interferenze
• Allestimento del cantiere
•
Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere
•
Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi
•
Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere
•
Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere
•
Realizzazione della viabilità del cantiere
•
Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere
•
Realizzazione di impianto elettrico del cantiere
• Demolizioni/rimozioni
•
Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali
•
Demolizione generale di strutture in c.a.
•
Rimozione di cls ammalorato
•
Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni
•
Rimozione di serramenti esterni
•
Rimozione di intonaci e rivestimenti interni
•
Rimozione di serramenti interni
•
Rimozione di impianti
• Opere interne
•
Ripristino di porzioni di solaio sfondellate
•
Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio
•
Ripristino di lesioni con iniezioni di malta
•
Formazione intonaci interni
•
Realizzazione di controsoffitti
•
Tinteggiatura di superfici interne
•
Posa di pellicole di sicurezza
• Opere esterne
•
Ripristino di cls ammalorato
•
Posa di serramenti esterni
•
Posa di lucernari
•
Posa di recinzioni e cancellate
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
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pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
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pag.
pag.
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pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
3
4
5
5
6
6
9
10
13
13
13
14
16
17
62
63
63
63
63
64
64
65
65
66
66
66
67
67
68
68
68
69
69
70
70
71
71
72
72
73
73
73
74
74
75
75
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 119
•
Impermeabilizzazione di copertura piana
•
Realizzazione di opere di lattoneria
• Impianti
•
Realizzazione di impianto elettrico interno
• Smobilizzo del cantiere
•
Smobilizzo del cantiere
Rischi individuati nelle lavorazioni e relative misure preventive e protettive.
Attrezzature utilizzate nelle lavorazioni
Macchine utilizzate nelle lavorazioni
Emissione sonora attrezzature e macchine
Coordinamento delle lavorazioni e fasi
Coordinamento utilizzo parti comuni
Modalità della cooperazione fra le imprese
Organizzazione emergenze
Conclusioni generali
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
75
76
76
76
77
77
79
85
101
105
107
108
109
116
122
Firma
_____________________
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 120
ALLEGATO “B”
Comune di Torino
Provincia di TO
ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI
(Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106)
OGGETTO: I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
COMMITTENTE: PROVINCIA DI TORINO - Servizio Edilizia Scolastica I
CANTIERE: Via Rovigo n.19, Torino (TO)
Torino, 30/04/2013
IL COORDINATORE DELLA SICUREZZA
(Geometra MORO Marco)
_____________________________________
per presa visione
IL COMMITTENTE
(Responsabile Unico del Procedimento BERTORA Ing. Roberto)
_____________________________________
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 1
Geometra MORO Marco
Corso Inghilterra n. 7
10138 Torino (TO)
011.8616042 - 011.8616456
[email protected]
CerTus by Guido Cianciulli - Copyright ACCA software S.p.A.
ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI
La valutazione dei rischi è stata effettuata in conformità alla normativa italiana vigente:
D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, "Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e
della sicurezza nei luoghi di lavoro".
Testo coordinato con:
D.L. 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla L. 2 agosto 2008, n. 129;
D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008, n. 133;
D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla L. 27 febbraio 2009, n. 14;
L. 18 giugno 2009, n. 69;
L. 7 luglio 2009, n. 88;
D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106;
D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 febbraio 2010, n. 25;
D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122;
L. 4 giugno 2010, n. 96.
Individuazione dei criteri seguiti per la valutazione
Per ogni lavoratore vengono individuati i relativi pericoli connessi con le lavorazioni stesse, le attrezzature impiegate e le eventuali
sostanze utilizzate.
I rischi sono stati analizzati in riferimento ai pericoli correlati alle diverse attività, alla gravità del danno, alla probabilità di
accadimento ed alle norme di legge e di buona tecnica.
La stima del rischio, necessaria per definire le priorità negli interventi correttivi, è stata effettuata tenendo conto di:
1.
Entità del danno [E], funzione del numero di persone coinvolte e delle conseguenze sulle persone in base a eventuali
conoscenze statistiche o a previsioni ipotizzabili. Il valore numerico riportato nelle valutazioni è il seguente: [E1]=1
(lieve); [E2]=2 (serio); [E3]=3 (grave); [E4]=4 (gravissimo);
2.
Probabilità di accadimento [P], funzione delle condizioni di sicurezza legate principalmente a valutazioni sullo stato di
fatto tecnico. Il valore numerico riportato nelle valutazioni è il seguente: [P1]=1 (bassissima); [P2]=2 (bassa); [P3]=3
(media); [P4]=4 (alta).
Il valore numerico della valutazione del rischio riportato nelle valutazioni è dato dal prodotto dell’Entità del danno [E] per la
Probabilità di accadimento [P] e può assumere valori compresi da 1 a 16.
ESITO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI
Probabilità per entità del danno
Sigla
LF
LF
LV
AT
RS
RS
Entità del Danno
Attività
Probabilità
- LAVORAZIONI E FASI ALLESTIMENTO DEL CANTIERE
Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.55 uomini al giorno, per max. ore complessive 20.40)
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Serio/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Grave/Probabilità Bassissima
= [119.14 ore]
= [12.24 ore]
= [7.60 ore]
Addetto allo scavo di pulizia generale dell'area di cantiere (Max. ore 20.40)
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 2
Sigla
MC1
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
LF
LV
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
RM
MA
RS
RS
RS
RS
Attività
M.M.C. (sollevamento e trasporto) [Le azioni di sollevamento e trasporto dei carichi sono
accettabili.]
Carriola
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Decespugliatore a motore
Inalazione polveri, fibre
Incendi, esplosioni
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Autocarro (Max. ore 20.40)
Cesoiamenti, stritolamenti
Getti, schizzi
Inalazione polveri, fibre
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Urti, colpi, impatti, compressioni
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 16.00)
Entità
Entità
Entità
Entità
Entità
Entità
del
del
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Lieve/Probabilità Bassa
Serio/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassa
Grave/Probabilità Media
=
=
=
=
=
=
Entità del Danno
Probabilità
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
1
1
1
1
E2
E2
E1
E3
E3
E2
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
2
2
1
3
3
2
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
[282.30 ore]
[0.80 ore]
[6.66 ore]
[3.80 ore]
[11.40 ore]
[3.00 ore]
Addetto all'allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi (Max.
ore 16.00)
Andatoie e Passerelle
Caduta dall'alto
E1 * P1 = 1
Caduta di materiale dall'alto o a livello
E1 * P1 = 1
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
E1 * P1 = 1
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
E1 * P1 = 1
Caduta di materiale dall'alto o a livello
E1 * P1 = 1
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
Scala doppia
Caduta dall'alto
E1 * P1 = 1
Cesoiamenti, stritolamenti
E1 * P1 = 1
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
Scala semplice
Caduta dall'alto
E1 * P1 = 1
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
Sega circolare
Elettrocuzione
E1 * P1 = 1
Inalazione polveri, fibre
E1 * P1 = 1
Punture, tagli, abrasioni
E1 * P1 = 1
Scivolamenti, cadute a livello
E1 * P1 = 1
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
Smerigliatrice angolare (flessibile)
Elettrocuzione
E1 * P1 = 1
Inalazione polveri, fibre
E1 * P1 = 1
Punture, tagli, abrasioni
E1 * P1 = 1
Trapano elettrico
Elettrocuzione
E1 * P1 = 1
Inalazione polveri, fibre
E1 * P1 = 1
Punture, tagli, abrasioni
E1 * P1 = 1
Caduta di materiale dall'alto o a livello
E3 * P2 = 6
Rumore per "Operaio comune polivalente" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori
E3 * P3 = 9
di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
Autocarro (Max. ore 16.00)
Cesoiamenti, stritolamenti
E2 * P1 = 2
Getti, schizzi
E2 * P1 = 2
Inalazione polveri, fibre
E1 * P1 = 1
Incendi, esplosioni
E3 * P1 = 3
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 3
Sigla
Attività
RS
RS
Investimento, ribaltamento
Urti, colpi, impatti, compressioni
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Autogrù (Max. ore 16.00)
Cesoiamenti, stritolamenti
Getti, schizzi
Elettrocuzione
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Rumore per "Operatore autogrù" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80
dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autogrù" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 16.00)
RM
VB
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
LF
LV
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
RM
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
Entità
Entità
Entità
Entità
Entità
Entità
del
del
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Lieve/Probabilità Bassa
Serio/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassa
Grave/Probabilità Media
=
=
=
=
=
=
Entità del Danno
Probabilità
E3 * P1 = 3
E2 * P1 = 2
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
E2
E1
E3
E3
E3
E1
E2
*
*
*
*
*
*
*
P1
P2
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
=
2
2
3
3
3
1
2
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
[282.30 ore]
[0.80 ore]
[6.66 ore]
[3.80 ore]
[11.40 ore]
[3.00 ore]
Addetto all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere (Max. ore 16.00)
Andatoie e Passerelle
Caduta dall'alto
E1 * P1 = 1
Caduta di materiale dall'alto o a livello
E1 * P1 = 1
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
E1 * P1 = 1
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
E1 * P1 = 1
Caduta di materiale dall'alto o a livello
E1 * P1 = 1
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
Scala doppia
Caduta dall'alto
E1 * P1 = 1
Cesoiamenti, stritolamenti
E1 * P1 = 1
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
Scala semplice
Caduta dall'alto
E1 * P1 = 1
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
Sega circolare
Elettrocuzione
E1 * P1 = 1
Inalazione polveri, fibre
E1 * P1 = 1
Punture, tagli, abrasioni
E1 * P1 = 1
Scivolamenti, cadute a livello
E1 * P1 = 1
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
Smerigliatrice angolare (flessibile)
Elettrocuzione
E1 * P1 = 1
Inalazione polveri, fibre
E1 * P1 = 1
Punture, tagli, abrasioni
E1 * P1 = 1
Trapano elettrico
Elettrocuzione
E1 * P1 = 1
Inalazione polveri, fibre
E1 * P1 = 1
Punture, tagli, abrasioni
E1 * P1 = 1
Caduta di materiale dall'alto o a livello
E3 * P2 = 6
Rumore per "Operaio comune polivalente" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori
E3 * P3 = 9
di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
Autocarro (Max. ore 16.00)
Cesoiamenti, stritolamenti
E2 * P1 = 2
Getti, schizzi
E2 * P1 = 2
Inalazione polveri, fibre
E1 * P1 = 1
Incendi, esplosioni
E3 * P1 = 3
Investimento, ribaltamento
E3 * P1 = 3
Urti, colpi, impatti, compressioni
E2 * P1 = 2
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
E1 * P1 = 1
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
E2 * P1 = 2
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 4
Entità del Danno
Sigla
Attività
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RS
Autogrù (Max. ore 16.00)
Cesoiamenti, stritolamenti
Getti, schizzi
Elettrocuzione
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Rumore per "Operatore autogrù" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80
dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autogrù" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 0.88 uomini al giorno, per max. ore complessive 7.00)
RM
VB
LF
LV
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RM
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
LF
LV
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RM
Entità
Entità
Entità
Entità
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Media
=
=
=
=
Probabilità
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Media
=
=
=
=
*
*
*
*
*
*
*
P1
P2
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
=
2
2
3
3
3
1
2
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
[103.95 ore]
[1.53 ore]
[0.95 ore]
[1.50 ore]
Addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere (Max. ore 7.00)
Andatoie e Passerelle
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala semplice
Caduta dall'alto
Urti, colpi, impatti, compressioni
Sega circolare
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Scivolamenti, cadute a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Smerigliatrice angolare (flessibile)
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Trapano elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Rumore per "Operaio comune polivalente" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori
di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
Autocarro (Max. ore 7.00)
Cesoiamenti, stritolamenti
Getti, schizzi
Inalazione polveri, fibre
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Urti, colpi, impatti, compressioni
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Realizzazione della viabilità del cantiere (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 16.00)
Entità
Entità
Entità
Entità
E2
E1
E3
E3
E3
E1
E2
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
1
1
1
1
1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E3 * P3 = 9
E2
E2
E1
E3
E3
E2
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
2
2
1
3
3
2
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
[55.80 ore]
[6.12 ore]
[3.80 ore]
[3.00 ore]
Addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere (Max. ore 16.00)
Andatoie e Passerelle
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Rumore per "Operaio comune polivalente" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori
di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E3 * P3 = 9
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 5
Entità del Danno
Sigla
Attività
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
Autocarro (Max. ore 16.00)
Cesoiamenti, stritolamenti
Getti, schizzi
Inalazione polveri, fibre
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Urti, colpi, impatti, compressioni
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 1.50 uomini al giorno, per max. ore complessive 12.00)
RM
VB
Probabilità
LF
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Serio/Probabilità Media
Entità del Danno Grave/Probabilità Media
LV
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere (Max. ore 12.00)
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala semplice
Caduta dall'alto
Urti, colpi, impatti, compressioni
Trapano elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Elettrocuzione
Vibrazioni per "Elettricista (ciclo completo)" [HAV "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²", WBV "Non
presente"]
Rumore per "Elettricista (ciclo completo)" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di
azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
Realizzazione di impianto elettrico del cantiere (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 1.50 uomini al giorno, per max. ore complessive 12.00)
VB
RM
LF
LV
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
VB
RM
LF
LF
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Serio/Probabilità Media
Entità del Danno Grave/Probabilità Media
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassissima
Gravissimo/Probabilità Media
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
2
2
1
3
3
2
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
= [84.00 ore]
= [1.44 ore]
= [18.00 ore]
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E3
*
*
*
*
P1
P1
P1
P3
=
=
=
=
1
1
1
9
E2 * P3 = 6
E3 * P3 = 9
= [156.00 ore]
= [1.44 ore]
= [18.00 ore]
Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere (Max. ore 12.00)
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala doppia
Caduta dall'alto
Cesoiamenti, stritolamenti
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala semplice
Caduta dall'alto
Urti, colpi, impatti, compressioni
Trapano elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Elettrocuzione
Vibrazioni per "Elettricista (ciclo completo)" [HAV "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²", WBV "Non
presente"]
Rumore per "Elettricista (ciclo completo)" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di
azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
DEMOLIZIONI/RIMOZIONI
Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.25 uomini al giorno, per max. ore complessive 18.00)
Entità
Entità
Entità
Entità
E2
E2
E1
E3
E3
E2
=
=
=
=
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E3
*
*
*
*
P1
P1
P1
P3
=
=
=
=
1
1
1
9
E2 * P3 = 6
E3 * P3 = 9
[178.00 ore]
[2.84 ore]
[7.30 ore]
[15.20 ore]
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 6
Entità del Danno
Sigla
Attività
LV
AT
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
Addetto alla rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali (Max. ore 18.00)
Argano a bandiera
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Avvitatore elettrico
Elettrocuzione
Urti, colpi, impatti, compressioni
Sega a disco per metalli
Elettrocuzione
Getti, schizzi
Punture, tagli, abrasioni
Caduta dall'alto
Autocarro con cestello (Max. ore 18.00)
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Cesoiamenti, stritolamenti
Elettrocuzione
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Demolizione generale di strutture in c.a. (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.25 uomini al giorno, per max. ore complessive 18.00)
RM
VB
LF
LV
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
MC1
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
LF
LV
Entità
Entità
Entità
Entità
Entità
Entità
del
del
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Media
Grave/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassa
Grave/Probabilità Media
=
=
=
=
=
=
Probabilità
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
1
1
1
1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E4
*
*
*
*
P1
P1
P1
P3
=
=
=
=
1
1
1
12
E3
E3
E2
E3
E3
E3
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
3
3
2
3
3
3
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
[84.60 ore]
[8.52 ore]
[11.40 ore]
[21.90 ore]
[11.40 ore]
[11.76 ore]
Addetto alla demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici (Max.
ore 18.00)
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Martello demolitore pneumatico
Inalazione fumi, gas, vapori
Inalazione polveri, fibre
Scivolamenti, cadute a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Seppellimento, sprofondamento
Inalazione polveri, fibre
Rumore per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei
valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" [HAV "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²",
WBV "Non presente"]
M.M.C. (sollevamento e trasporto) [Le azioni di sollevamento e trasporto dei carichi sono
accettabili.]
Autocarro con cestello (Max. ore 18.00)
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Cesoiamenti, stritolamenti
Elettrocuzione
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Rimozione di cls ammalorato (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 16.00)
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Grave/Probabilità Media
E1
E1
E1
E1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E1
E3
E2
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P2
P3
=
=
=
=
=
=
1
1
1
1
6
6
E3 * P3 = 9
E3 * P3 = 9
E1 * P1 = 1
E3
E3
E2
E3
E3
E3
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
3
3
2
3
3
3
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
= [224.00 ore]
= [15.68 ore]
Addetto alla rimozione di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti (Max. ore 16.00)
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Entità del Danno
Sigla
Attività
AT
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
RS
Argano a bandiera
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Martello demolitore elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Urti, colpi, impatti, compressioni
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Inalazione polveri, fibre
Rumore per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei
valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" [HAV "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²",
WBV "Non presente"]
Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 3.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 24.00)
RM
VB
LF
LV
AT
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
MC1
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
LF
LV
AT
RS
Entità
Entità
Entità
Entità
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Media
=
=
=
=
Probabilità
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassissima
Gravissimo/Probabilità Media
=
=
=
=
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
1
1
1
1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
1
1
1
1
1
E3 * P3 = 9
E3 * P3 = 9
[192.80 ore]
[11.36 ore]
[29.20 ore]
[15.68 ore]
Addetto alla rimozione di intonaci e rivestimenti esterni (Max. ore 24.00)
Argano a bandiera
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Martello demolitore elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Urti, colpi, impatti, compressioni
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Inalazione polveri, fibre
Rumore per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei
valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" [HAV "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²",
WBV "Non presente"]
M.M.C. (sollevamento e trasporto) [Le azioni di sollevamento e trasporto dei carichi sono
accettabili.]
Autocarro con cestello (Max. ore 24.00)
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Cesoiamenti, stritolamenti
Elettrocuzione
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Rimozione di serramenti esterni (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 3.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 24.00)
Entità
Entità
Entità
Entità
E1
E1
E1
E1
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
1
1
1
1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
1
1
1
1
1
E3 * P3 = 9
E3 * P3 = 9
E1 * P1 = 1
E3
E3
E2
E3
E3
E3
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
3
3
2
3
3
3
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
[128.80 ore]
[11.36 ore]
[29.20 ore]
[15.20 ore]
Addetto alla rimozione di serramenti esterni (Max. ore 24.00)
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
E1 * P1 = 1
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Entità del Danno
Sigla
Attività
RS
RS
Urti, colpi, impatti, compressioni
Caduta dall'alto
M.M.C. (sollevamento e trasporto) [Le azioni di sollevamento e trasporto dei carichi sono
accettabili.]
Sega a disco per metalli
Elettrocuzione
Getti, schizzi
Punture, tagli, abrasioni
Avvitatore elettrico
Elettrocuzione
Urti, colpi, impatti, compressioni
Autocarro con cestello (Max. ore 24.00)
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Cesoiamenti, stritolamenti
Elettrocuzione
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Rimozione di intonaci e rivestimenti interni (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 16.00)
MC1
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
Probabilità
LF
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Grave/Probabilità Media
LV
AT
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni (Max. ore 16.00)
Argano a bandiera
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Argano a cavalletto
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Martello demolitore elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Urti, colpi, impatti, compressioni
Ponte su cavalletti
Scivolamenti, cadute a livello
Inalazione polveri, fibre
Rumore per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei
valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" [HAV "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²",
WBV "Non presente"]
M.M.C. (sollevamento e trasporto) [Le azioni di sollevamento e trasporto dei carichi sono
accettabili.]
Rimozione di serramenti interni (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.25 uomini al giorno, per max. ore complessive 18.00)
RM
VB
MC1
LF
LV
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Serio/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Grave/Probabilità Bassissima
E1 * P1 = 1
E4 * P3 = 12
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E3
E3
E2
E3
E3
E3
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
3
3
2
3
3
3
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
= [248.80 ore]
= [15.68 ore]
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
1
1
1
1
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
1
1
1
1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E3 * P3 = 9
E3 * P3 = 9
E1 * P1 = 1
= [284.70 ore]
= [3.06 ore]
= [1.90 ore]
Addetto alla rimozione di serramenti interni (Max. ore 18.00)
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala semplice
Caduta dall'alto
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 9
Sigla
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
MC1
RS
RS
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
LF
LV
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
VB
RM
RS
RS
RS
Entità del Danno
Attività
Probabilità
Smerigliatrice angolare (flessibile)
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Avvitatore elettrico
Elettrocuzione
Urti, colpi, impatti, compressioni
Trapano elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
M.M.C. (sollevamento e trasporto) [Le azioni di sollevamento e trasporto dei carichi sono
accettabili.]
Urti, colpi, impatti, compressioni
Punture, tagli, abrasioni
Autocarro (Max. ore 18.00)
Cesoiamenti, stritolamenti
Getti, schizzi
Inalazione polveri, fibre
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Urti, colpi, impatti, compressioni
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Rimozione di impianti (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 1.13 uomini al giorno, per max. ore complessive 9.00)
Entità
Entità
Entità
Entità
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Media
=
=
=
=
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E2
E2
E1
E3
E3
E2
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
2
2
1
3
3
2
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
[201.95 ore]
[1.53 ore]
[0.95 ore]
[2.64 ore]
Addetto alla rimozione di impianti (Max. ore 9.00)
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala semplice
Caduta dall'alto
Urti, colpi, impatti, compressioni
Argano a bandiera
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Carriola
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Avvitatore elettrico
Elettrocuzione
Urti, colpi, impatti, compressioni
Smerigliatrice angolare (flessibile)
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Trapano elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Vibrazioni per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" [HAV "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²",
WBV "Non presente"]
Rumore per "Operaio comune polivalente" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori
di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
Elettrocuzione
Scivolamenti, cadute a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
1
1
1
1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E3 * P3 = 9
E3 * P3 = 9
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 10
Sigla
RS
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
LF
Entità del Danno
Attività
Probabilità
Punture, tagli, abrasioni
Autocarro (Max. ore 9.00)
Cesoiamenti, stritolamenti
Getti, schizzi
Inalazione polveri, fibre
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Urti, colpi, impatti, compressioni
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
OPERE INTERNE
Ripristino di porzioni di solaio sfondellate (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 1.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 8.00)
LF
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Gravissimo/Probabilità Media
LV
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
Addetto all'applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio (Max. ore 8.00)
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala doppia
Caduta dall'alto
Cesoiamenti, stritolamenti
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Troncatrice
Cesoiamenti, stritolamenti
Inalazione polveri, fibre
Ustioni
Trapano elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Avvitatore elettrico
Elettrocuzione
Urti, colpi, impatti, compressioni
Sega circolare portatile (flessibile)
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Caduta dall'alto
Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 1.50 uomini al giorno, per max. ore complessive 12.00)
LF
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Gravissimo/Probabilità Media
LV
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
E1 * P1 = 1
E2
E2
E1
E3
E3
E2
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
2
2
1
3
3
2
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
= [152.00 ore]
= [7.60 ore]
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E4
*
*
*
*
P1
P1
P1
P3
=
=
=
=
1
1
1
12
= [228.00 ore]
= [11.40 ore]
Addetto all'applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio (Max. ore 12.00)
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala doppia
Caduta dall'alto
Cesoiamenti, stritolamenti
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Troncatrice
Cesoiamenti, stritolamenti
Inalazione polveri, fibre
Ustioni
Trapano elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 11
Entità del Danno
Sigla
Attività
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
Punture, tagli, abrasioni
Avvitatore elettrico
Elettrocuzione
Urti, colpi, impatti, compressioni
Sega circolare portatile (flessibile)
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Caduta dall'alto
Ripristino di lesioni con iniezioni di malta (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 16.00)
LF
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Serio/Probabilità Bassa
Entità del Danno Gravissimo/Probabilità Alta
LV
AT
RS
AT
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
Addetto al ripristino di lesioni in strutture in c.a. con iniezioni di malta (Max. ore 16.00)
Ponte su cavalletti
Scivolamenti, cadute a livello
Argano a bandiera
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Impianto di iniezione per miscele cementizie
Caduta dall'alto
Elettrocuzione
Getti, schizzi
Inalazione polveri, fibre
Irritazioni cutanee, reazioni allergiche
Scoppio
Urti, colpi, impatti, compressioni
Trapano elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Caduta dall'alto
Rumore per "Muratore" [Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di
azione: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)".]
Chimico [Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".]
Formazione intonaci interni (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 1.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 8.00)
RM
CH
LF
LV
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Probabilità
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E4
*
*
*
*
P1
P1
P1
P3
=
=
=
=
1
1
1
12
= [280.80 ore]
= [5.60 ore]
= [12.00 ore]
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
1
1
1
1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
=
1
1
1
1
1
1
1
E1
E1
E1
E4
*
*
*
*
P1
P1
P1
P4
=
=
=
=
1
1
1
16
E2 * P2 = 4
E1 * P1 = 1
= [168.80 ore]
Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali) (Max. ore 8.00)
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala semplice
Caduta dall'alto
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Betoniera a bicchiere
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Cesoiamenti, stritolamenti
Elettrocuzione
Getti, schizzi
Inalazione polveri, fibre
Urti, colpi, impatti, compressioni
Impastatrice
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
1
1
1
1
1
1
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
1
1
1
1
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 12
Entità del Danno
Sigla
Attività
AT
RS
RS
Carriola
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Rumore per "Riquadratore (intonaci tradizionali)" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori
inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Chimico [Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".]
M.M.C. (elevata frequenza) [Il livello di rischio globale per i lavoratori è accettabile.]
Realizzazione di controsoffitti (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 16.00)
RM
CH
MC3
LF
LV
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RM
LF
LV
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
CH
MC3
RM
LF
LV
AT
RS
RS
RS
AT
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Probabilità
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassa
Grave/Probabilità Bassa
Gravissimo/Probabilità Media
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
= [145.60 ore]
Addetto alla tinteggiatura di superfici interne (Max. ore 16.00)
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala semplice
Caduta dall'alto
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Chimico [Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".]
M.M.C. (elevata frequenza) [Il livello di rischio globale per i lavoratori è accettabile.]
Rumore per "Decoratore" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e
135 dB(C)".]
Posa di pellicole di sicurezza (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.65 uomini al giorno, per max. ore complessive 21.20)
Entità
Entità
Entità
Entità
E1 * P1 = 1
= [288.00 ore]
Addetto alla realizzazione di contropareti e controsoffitti (Max. ore 16.00)
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala semplice
Caduta dall'alto
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Taglierina elettrica
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Trapano elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Avvitatore elettrico
Elettrocuzione
Urti, colpi, impatti, compressioni
Smerigliatrice angolare (flessibile)
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Rumore per "Decoratore" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e
135 dB(C)".]
Tinteggiatura di superfici interne (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 16.00)
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
=
=
=
=
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
1
1
1
1
E1 * P1 = 1
[106.00 ore]
[20.14 ore]
[20.14 ore]
[20.14 ore]
Addetto alla posa di pellicole di sicurezza (Max. ore 21.20)
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 13
Sigla
RS
RS
RS
RS
RM
LF
LF
LV
AT
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RM
CH
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
LF
LV
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
Entità del Danno
Attività
Probabilità
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Rumore per "Serramentista" [Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di
azione: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)".]
OPERE ESTERNE
Ripristino di cls ammalorato (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 3.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 24.00)
Entità
Entità
Entità
Entità
Entità
del
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassa
Grave/Probabilità Bassissima
Gravissimo/Probabilità Alta
=
=
=
=
=
del
del
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassa
Grave/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassa
Gravissimo/Probabilità Media
=
=
=
=
=
=
*
*
*
*
P1
P1
P3
P2
=
=
=
=
1
1
12
6
E2 * P2 = 4
[272.80 ore]
[11.36 ore]
[5.60 ore]
[29.20 ore]
[12.00 ore]
Addetto al ripristino di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti (Max. ore 24.00)
Argano a bandiera
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Betoniera a bicchiere
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Cesoiamenti, stritolamenti
Elettrocuzione
Getti, schizzi
Inalazione polveri, fibre
Urti, colpi, impatti, compressioni
Ponteggio metallico fisso
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Scivolamenti, cadute a livello
Ponte su cavalletti
Scivolamenti, cadute a livello
Caduta dall'alto
Rumore per "Muratore" [Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di
azione: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)".]
Chimico [Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".]
Autocarro con cestello (Max. ore 24.00)
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Cesoiamenti, stritolamenti
Elettrocuzione
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Posa di serramenti esterni (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.90 uomini al giorno, per max. ore complessive 23.20)
Entità
Entità
Entità
Entità
Entità
Entità
E1
E1
E4
E3
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
1
1
1
1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E1
E1
E1
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
1
1
1
1
1
1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E4 * P4 = 16
E2 * P2 = 4
E1 * P1 = 1
E3
E3
E2
E3
E3
E3
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
3
3
2
3
3
3
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
[150.40 ore]
[2.84 ore]
[20.14 ore]
[7.30 ore]
[20.14 ore]
[20.14 ore]
Addetto alla posa di serramenti esterni (Max. ore 23.20)
Avvitatore elettrico
Elettrocuzione
Urti, colpi, impatti, compressioni
Smerigliatrice angolare (flessibile)
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 14
Entità del Danno
Sigla
Attività
RS
RS
RS
Urti, colpi, impatti, compressioni
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Rumore per "Serramentista" [Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di
azione: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)".]
Autocarro con cestello (Max. ore 23.20)
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Cesoiamenti, stritolamenti
Elettrocuzione
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Posa di lucernari (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.90 uomini al giorno, per max. ore complessive 23.20)
RM
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
LF
LV
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RM
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
LF
LV
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
Entità
Entità
Entità
Entità
Entità
del
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassa
Grave/Probabilità Bassissima
Gravissimo/Probabilità Media
=
=
=
=
=
Probabilità
del
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Serio/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Media
Gravissimo/Probabilità Alta
=
=
=
=
=
E2 * P2 = 4
E3
E3
E2
E3
E3
E3
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
3
3
2
3
3
3
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
[150.40 ore]
[2.84 ore]
[20.14 ore]
[7.30 ore]
[20.14 ore]
Addetto alla posa di lucernario (Max. ore 23.20)
Smerigliatrice angolare (flessibile)
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Avvitatore elettrico
Elettrocuzione
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Caduta dall'alto
Rumore per "Serramentista" [Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di
azione: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)".]
Autocarro con cestello (Max. ore 23.20)
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Cesoiamenti, stritolamenti
Elettrocuzione
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Posa di recinzioni e cancellate (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.13 uomini al giorno, per max. ore complessive 17.00)
Entità
Entità
Entità
Entità
Entità
E1 * P1 = 1
E4 * P3 = 12
E3 * P2 = 6
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E4 * P3 = 12
E2 * P2 = 4
E3
E3
E2
E3
E3
E3
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
3
3
2
3
3
3
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
[298.75 ore]
[1.53 ore]
[0.95 ore]
[15.20 ore]
[8.80 ore]
Addetto alla posa di recinzioni e cancellate (Max. ore 17.00)
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala semplice
Caduta dall'alto
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Saldatrice elettrica
Elettrocuzione
Inalazione fumi, gas, vapori
Incendi, esplosioni
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
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Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 15
Sigla
Attività
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
Smerigliatrice angolare (flessibile)
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Avvitatore elettrico
Elettrocuzione
Urti, colpi, impatti, compressioni
Trapano elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
M.M.C. (sollevamento e trasporto) [Le azioni di sollevamento e trasporto dei carichi sono
accettabili.]
R.O.A. per "Saldatura ad elettrodi rivestiti" [Rischio alto per la salute.]
Rumore per "Fabbro" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e
137 dB(C)".]
Autocarro (Max. ore 17.00)
Cesoiamenti, stritolamenti
Getti, schizzi
Inalazione polveri, fibre
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Urti, colpi, impatti, compressioni
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Impermeabilizzazione di copertura piana (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 4.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 32.00)
MC1
ROA
RM
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
LF
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Grave/Probabilità Media
Entità del Danno Gravissimo/Probabilità Media
LV
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
CH
Addetto alla realizzazione di copertura a tetto rovescio (Max. ore 32.00)
Ponteggio metallico fisso
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Scivolamenti, cadute a livello
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Cannello a gas
Inalazione fumi, gas, vapori
Incendi, esplosioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Caduta dall'alto
Chimico [Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".]
Rumore per "Impermeabilizzatore" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di
azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
Realizzazione di opere di lattoneria (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.00 uomini al giorno, per max. ore complessive 16.00)
RM
LF
LV
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RM
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Gravissimo/Probabilità Media
Entità del Danno
Probabilità
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E4 * P4 = 16
E3 * P3 = 9
E2
E2
E1
E3
E3
E2
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
2
2
1
3
3
2
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
= [273.60 ore]
= [30.40 ore]
= [30.40 ore]
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E4
E1
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P3
P1
=
=
=
=
=
1
1
1
12
1
E3 * P3 = 9
= [176.00 ore]
= [15.20 ore]
Addetto alla realizzazione di opere di lattoneria (Max. ore 16.00)
Avvitatore elettrico
Elettrocuzione
E1 * P1 = 1
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
Smerigliatrice angolare (flessibile)
Elettrocuzione
E1 * P1 = 1
Inalazione polveri, fibre
E1 * P1 = 1
Punture, tagli, abrasioni
E1 * P1 = 1
Trapano elettrico
Elettrocuzione
E1 * P1 = 1
Inalazione polveri, fibre
E1 * P1 = 1
Punture, tagli, abrasioni
E1 * P1 = 1
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
E1 * P1 = 1
Urti, colpi, impatti, compressioni
E1 * P1 = 1
Caduta dall'alto
E4 * P3 = 12
Rumore per "Lattoniere (tetto)" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80
E1 * P1 = 1
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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Sigla
LF
LF
LV
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
RS
VB
RM
RS
RS
RS
LF
LF
LV
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
RS
AT
RS
Entità del Danno
Attività
Probabilità
dB(A) e 135 dB(C)".]
IMPIANTI
Realizzazione di impianto elettrico interno (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 1.50 uomini al giorno, per max. ore complessive 12.00)
Entità del Danno Lieve/Probabilità Bassissima
Entità del Danno Serio/Probabilità Media
Entità del Danno Grave/Probabilità Media
= [252.00 ore]
= [1.44 ore]
= [6.60 ore]
Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno (Max. ore 12.00)
Ponteggio mobile o trabattello
Caduta dall'alto
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala semplice
Caduta dall'alto
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scanalatrice per muri ed intonaci
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Trapano elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Avvitatore elettrico
Elettrocuzione
Urti, colpi, impatti, compressioni
Smerigliatrice angolare (flessibile)
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Vibrazioni per "Elettricista (ciclo completo)" [HAV "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²", WBV "Non
presente"]
Rumore per "Elettricista (ciclo completo)" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di
azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
Elettrocuzione
Punture, tagli, abrasioni
Scivolamenti, cadute a livello
SMOBILIZZO DEL CANTIERE
Smobilizzo del cantiere (fase)
<Nessuna impresa definita> (max. presenti 2.75 uomini al giorno, per max. ore complessive 22.00)
Entità
Entità
Entità
Entità
Entità
Entità
del
del
del
del
del
del
Danno
Danno
Danno
Danno
Danno
Danno
Lieve/Probabilità Bassissima
Lieve/Probabilità Bassa
Serio/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassissima
Grave/Probabilità Bassa
Grave/Probabilità Media
=
=
=
=
=
=
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E2 * P3 = 6
E3 * P3 = 9
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
[362.20 ore]
[0.80 ore]
[9.72 ore]
[5.70 ore]
[15.20 ore]
[4.00 ore]
Addetto allo smobilizzo del cantiere (Max. ore 22.00)
Scala doppia
Caduta dall'alto
Cesoiamenti, stritolamenti
Urti, colpi, impatti, compressioni
Scala semplice
Caduta dall'alto
Urti, colpi, impatti, compressioni
Carriola
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Attrezzi manuali
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Avvitatore elettrico
Elettrocuzione
Urti, colpi, impatti, compressioni
Smerigliatrice angolare (flessibile)
Elettrocuzione
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
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Entità del Danno
Sigla
Attività
RS
RS
AT
RS
RS
RS
AT
RS
RS
RS
RS
RS
RS
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Trapano elettrico
Elettrocuzione
Inalazione polveri, fibre
Punture, tagli, abrasioni
Idropulitrice
Elettrocuzione
Getti, schizzi
Incendi, esplosioni
Nebbie
Urti, colpi, impatti, compressioni
Caduta di materiale dall'alto o a livello
Rumore per "Operaio comune polivalente" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori
di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".]
Autocarro (Max. ore 22.00)
Cesoiamenti, stritolamenti
Getti, schizzi
Inalazione polveri, fibre
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Urti, colpi, impatti, compressioni
Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione:
80 dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
Autogrù (Max. ore 22.00)
Cesoiamenti, stritolamenti
Getti, schizzi
Elettrocuzione
Incendi, esplosioni
Investimento, ribaltamento
Punture, tagli, abrasioni
Urti, colpi, impatti, compressioni
Rumore per "Operatore autogrù" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80
dB(A) e 135 dB(C)".]
Vibrazioni per "Operatore autogrù" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"]
RM
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
MA
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RS
RM
VB
Probabilità
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1 * P1 = 1
E1
E1
E1
E1
E1
E3
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P2
=
=
=
=
=
=
1
1
1
1
1
6
E3 * P3 = 9
E2
E2
E1
E3
E3
E2
*
*
*
*
*
*
P1
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
2
2
1
3
3
2
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
E2
E1
E3
E3
E3
E1
E2
*
*
*
*
*
*
*
P1
P2
P1
P1
P1
P1
P1
=
=
=
=
=
=
=
2
2
3
3
3
1
2
E1 * P1 = 1
E2 * P1 = 2
LEGENDA:
[CA] = Caratteristiche area del Cantiere; [FE] = Fattori esterni che comportano rischi per il Cantiere; [RT] = Rischi che le lavorazioni di
cantiere comportano per l'area circostante; [OR] = Organizzazione del Cantiere; [LF] = Lavorazione; [MA] = Macchina; [LV] =
Lavoratore; [AT] = Attrezzo; [RS] = Rischio; [RM] = Rischio rumore; [VB] = Rischio vibrazioni; [CH] = Rischio chimico; [MC1] =
Rischio M.M.C.(sollevamento e trasporto); [MC2] = Rischio M.M.C.(spinta e traino); [MC3] = Rischio M.M.C.(elevata frequenza); [ROA]
= Rischio R.O.A.(operazioni di saldatura); [CM] = Rischio cancerogeno e mutageno; [BIO] = Rischio biologico; [PR] = Prevenzione;
[IC] = Coordinamento; [SG] = Segnaletica; [CG] = Coordinamento delle Lavorazioni e Fasi; [UO] = Ulteriori osservazioni;
[E1] = Entità Danno Lieve; [E2] = Entità Danno Serio; [E3] = Entità Danno Grave; [E4] = Entità Danno Gravissimo;
[P1] = Probabilità Bassissima; [P2] = Probabilità Bassa; [P3] = Probabilità Media; [P4] = Probabilità Alta.
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GRAFICI probabilità/entità del danno
Periodo: 01/10/2012 - 30/11/2012
Mese 1
Mese 2
-2 -2 -2 -2 -1 -1 -1 -1 -1 -1 -1 -1 -1 -1
3 2 1 0 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 -9 -8 -7 -6 -5 -4 -3 -2 -1 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37
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- Pag. 20
Periodo: 01/12/2012 - 31/01/2013
Mese 3
Mese 4
38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99
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- Pag. 21
Periodo: 01/02/2013 - 31/03/2013
Mese 5
Mese 6
100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 22
Periodo: 01/04/2013 - 31/05/2013
Mese 7
Mese 8
159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219
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- Pag. 23
ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO RUMORE
Premessa
La valutazione del rumore, riportata di seguito, è stata eseguita considerando in particolare :
1.
il livello, il tipo e la durata dell’esposizione, ivi compresa l’eventuale esposizione a rumore impulsivo;
2.
i valori limite di esposizione ed i valori, superiori ed inferiori, di azione di cui all’art. 189 del D.Lgs. del 9 aprile 2008, n.
81;
3.
gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore e quelli derivanti da eventuali
interazioni tra rumore e sostanze ototossiche connesse con l’attività svolta e tra rumore e vibrazioni;
4.
gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni fra rumore e segnali di avvertimento
o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni;le informazioni sull’emissione di rumore fornite
dai costruttori di attrezzature e macchinari in conformità alle vigenti disposizioni in materia e l’eventuale esistenza di
attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l’emissione di rumore;
5.
l’eventuale prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre all’orario di lavoro normale;
6.
le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria e dalla letteratura scientifica disponibile;
7.
la disponibilità di DPI con adeguate caratteristiche di attenuazione;
8.
la normativa tecnica nazionale UNI 9432 e UNI 458.
Qualora i dati indicati nelle schede di valutazione, riportate nella relazione, hanno origine da Banca Dati [B], la valutazione
relativa a quella scheda ha carattere preventivo, cosi come previsto dall'art. 190 del D.Lgs. del 9 aprile 2008, n. 81.
Descrizione dell'ambiente e dei metodi di lavoro
Sono state acquisite tutte le informazioni atte a fornire un quadro completo ed obiettivo delle attività pertinenti al lavoratore, in
particolare si è indagato su:
1.
i cicli tecnologici, le modalità di esecuzione del lavoro, i mezzi e i materiali usati;
2.
la variabilità delle lavorazioni;
3.
le caratteristiche del rumore;
4.
le condizioni acustiche intorno alla postazione di misura, compresa la presenza di eventuali segnali di avvertimento e/o
allarme;
5.
i parametri microclimatici più significativi (temperatura, umidità, pressione, velocità dell’aria, ecc.) se possono
influenzare i valori misurati e il corretto funzionamento degli strumenti utilizzati;
6.
le postazioni di lavoro occupate e i tempi di permanenza nelle stesse;
7.
le eventuali pause o periodi di riposo e le relative postazioni o ambienti dove sono fruite;
8.
l’eventuale presenza di gruppi di lavoratori acusticamente omogenei.
Posizioni di misura, modalità e durata delle misurazioni
Sia che i dati relativi ai livelli equivalenti e di picco provengano da misurazione in opera [A] o da banca dati [B], per la posizione di
misura, modalità e durata delle misurazioni sono state rispettate le regole della normativa tecnica:
1.
Per posizioni lavorative per le quali la posizione della testa non è univocamente definita, nel caso di una postazione di
lavoro occupata successivamente da più lavoratori, l’altezza del microfono è individuata secondo le disposizioni della
normativa tecnica: per persone in piedi: 1,55 m ± 0,075 m dal piano di calpestio su cui poggia la persona; per persone
sedute: 0,80 m ± 0,05 m sopra il centro del sedile, con le regolazioni orizzontale e verticale della sedia scelte quanto più
possibile prossime a quelle medie. Per misurazioni eseguite in presenza del lavoratore, il microfono è posizionato
all’altezza dell’orecchio che percepisce il più elevato dei livelli sonori continui equivalenti ponderati A, ad una distanza
da 0,10 m a 0,40 m dall’entrata del canale uditivo esterno dell’orecchio stesso. Il microfono è orientato nella stessa
direzione dello sguardo del lavoratore durante l’esecuzione dell’attività. Qualora non sia impossibile rispettare tali
indicazioni riguardo al posizionamento e all’orientamento, il microfono è posizionato e orientato in modo tale da fornire
la migliore approssimazione dell’esposizione al rumore del lavoratore, avendo cura di riportare le condizioni di
posizionamento nella relazione tecnica.
2.
Nel caso di utilizzo del misuratore personale di esposizione, il microfono è posizionato almeno 0,04 m al di sopra della
spalla, ad una distanza di almeno 0,1 m dall’ingresso del canale uditivo esterno.
3.
Per ogni singolo rilievo è scelto un tempo di misura congruo alle caratteristiche del rumore misurato: stazionario, ciclico,
fluttuante o impulsivo.
Strumentazione utilizzata
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Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 24
Tutta la strumentazione usata (fonometro, filtri, calibratore) soddisfa i requisiti della classe 1 in conformità alla CEI EN in vigore .La
strumentazione utilizzata per l’effettuazione delle misure è stata controllata da laboratorio di taratura autorizzato dal SIT (Servizio di
Taratura in Italia).
I dati relativi alla strumentazione utilizzata per le misurazioni in opera [A] si allegano alla presente relazione, i dati relativi alla
strumentazione utilizzata dal CPT di Torino [B] sono i seguenti:
1.
analizzatore Real Time Bruel & Kjaer mod. 2143 (analisi in frequenza delle registrazioni su nastro magnetico);
2.
registratore Marantz CP 230;
3.
n. 1 fonometro integratore Bruel & Kjaer mod. 2230 matricola 1624440;
4.
n. 2 fonometri integratori Bruel & Kjaer mod. 2221 matricola 1644549 e matricola 1644550;
5.
n. 3 microfoni omnidirezionali Bruel & Kjaer:
- mod. 4155 matricola 1643684 da 1/2" calibrato presso il laboratorio I.E.C. il 14.1.1992 (certificato n. 92011M);
- mod. 4155 matricola 1640487 da 1/2" calibrato presso il laboratorio I.E.C. il 14.1.1992 (certificato n. 92012M);
- mod. 4155 matricola 1640486 da 1/2" calibrato presso il laboratorio I.E.C. il 14.1.1992 (certificato n. 92015M);
6.
n. 1 calibratore di suono Bruel & Kjaer mod. 4230 matricola 1234383 calibrato presso il laboratorio I.E.C. il 4.3.1992
(certificato n. 92024C).
Per l’aggiornamento delle misure (anni 1999-2000) sono stati utilizzati:
1.
n. 1 fonometro integratore Bruel & Kjaer modello 2231 matricola 1674527 calibrato presso il laboratorio I.E.C. il
6.7.1999 (certificato 99/264/F);
2.
n. 1 microfono omnidirezionale Bruel & Kjaer modello 4155 matricola 1675521 calibrato presso il laboratorio I.E.C. il
6.7.1999 (certificato 99/264/F);
3.
n. 1 calibratore di suono Bruel & Kjaer mod. 4230 matricola 1670857 calibrato presso il laboratorio I.E.C. il 7.7.1999
(certificato 99/265/C).
Il funzionamento degli strumenti è stato controllato prima e dopo ogni ciclo di misura con il calibratore Bruel & Kjaer tipo 4230
citato in precedenza.
La strumentazione utilizzata per l’effettuazione delle misure è stata controllata dal laboratorio I.E.C. di taratura autorizzato con il n.
54/E dal SIT (Servizio di Taratura in Italia) che ha rilasciato i certificati di taratura sopra riportati.
Calcolo dei livelli di esposizione
I modelli di calcolo adottati per stimare i livelli di esposizione giornaliera o settimanale di ciascun lavoratore, l'attenuazione e
adeguatezza dei dispositivi sono i modelli riportati nella normativa tecnica nazionale UNI 9432 e UNI 458. In particolare ai fini del
calcolo dell’esposizione personale al rumore è stata utilizzata la seguente espressione che impiega le percentuali di tempo dedicato
alle attività, anziché il tempo espresso in ore/minuti:
dove:
LEX
LAeq, i
Pi
è il livello di esposizione personale in dB(A);
è il livello di esposizione media equivalente Leq in dB(A) prodotto dall’i-esima attività comprensivo delle incertezze;
è la percentuale di tempo dedicata all’attività i-esima
Ai fini della verifica del rispetto del valore limite 87 dB(A) per il calcolo dell’esposizione personale effettiva al rumore l’espressione
utilizzata è analoga alla precedente dove, però, si è utilizzato al posto di livello di esposizione media equivalente il livello di
esposizione media equivalente effettivo che tiene conto dell’attenuazione del DPI scelto.
I metodi utilizzati per il calcolo del LAeq, i effettivo e del ppeak effettivo a livello dell’orecchio quando si indossa il protettore
auricolare , a seconda dei dati disponibili sono quelli previsti dalla norma UNI 458:
1.
Metodo in Banda d'Ottava
2.
Metodo HML
3.
Metodo di controllo HML
4.
Metodo SNR
5.
Metodo per rumori impulsivi
La verifica di efficacia dei dispositivi di protezione individuale dell’udito, applicando sempre le indicazioni fornite dalla UNI EN
458, è stata fatta confrontando LAeq, i effettivo e del ppeak effettivo con quelli desumibili dalle seguenti tabella.
Rumori non impulsivi
Livello effettivo all’orecchio LAeq
Stima della protezione
Maggiore di Lact
Insufficiente
Tra Lact e Lact - 5
Accettabile
Tra Lact - 5 e Lact - 10
Buona
Tra Lact - 10 e Lact - 15
Accettabile
Minore di Lact - 15
Troppo alta (iperprotezione)
Rumori non impulsivi "Controllo HML" *
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 25
Livello effettivo all’orecchio LAeq
Stima della protezione
Maggiore di Lact
Insufficiente
Tra Lact e Lact - 15
Accettabile/Buona
Minore di Lact - 15
Troppo alta (iperprotezione)
Rumori impulsivi
Livello effettivo all’orecchio LAeq e ppeak
Stima della protezione
LAeq o ppeak maggiore di Lact
DPI-u non adeguato
LAeq e ppeak minori di Lact
DPI-u adeguato
Il livello di azione Lact, secondo le indicazioni della UNI EN 458, corrisponde al valore d’azione oltre il quale c’è l’obbligo di
utilizzo dei DPI dell’udito.
(*) Nel caso il valore di attenuazione del DPI usato per la verifica è quello relativo al rumore ad alta frequenza (Valore H) la stima
della protezione vuol verificare se questa è "insufficiente" (LAeq maggiore di Lact) o se la protezione "può essere accettabile" (LAeq
minore di Lact) a condizione di maggiori informazioni sul rumore che si sta valutando.
ESITO DELLA VALUTAZIONE
Di seguito sono riportati i lavoratori impiegati in lavorazioni e attività comportanti esposizione al rumore. Per ogni mansione è
indicata la fascia di appartenenza al rischio rumore.
Lavoratori e Macchine
Mansione
1) Addetto al ripristino di cls ammalorato di pilastri, travi,
pareti
2) Addetto al ripristino di lesioni in strutture in c.a. con
iniezioni di malta
3) Addetto alla demolizione generale di strutture in c.a.
eseguita con impiego di mezzi meccanici
4) Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali)
5) Addetto alla posa di lucernario
6) Addetto alla posa di pellicole di sicurezza
7) Addetto alla posa di recinzioni e cancellate
8) Addetto alla posa di serramenti esterni
9) Addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi
al cantiere
10) Addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere
11) Addetto alla realizzazione di contropareti e controsoffitti
12) Addetto alla realizzazione di copertura a tetto rovescio
13) Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra
del cantiere
14) Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere
15) Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno
16) Addetto alla realizzazione di opere di lattoneria
17) Addetto alla rimozione di cls ammalorato di pilastri, travi,
pareti
18) Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e
rivestimenti interni
19) Addetto alla rimozione di impianti
20) Addetto alla rimozione di intonaci e rivestimenti esterni
21) Addetto alla tinteggiatura di superfici interne
22) Addetto all'allestimento di depositi, zone per lo
stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi
23) Addetto all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del
cantiere
ESITO DELLA VALUTAZIONE
"Compreso tra i valori: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)"
"Compreso tra i valori: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Minore dei valori: 80 dB(A) e 135 dB(C)"
"Compreso tra i valori: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)"
"Compreso tra i valori: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Compreso tra i valori: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Minore dei valori: 80 dB(A) e 135 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Minore dei valori: 80 dB(A) e 135 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Minore dei valori: 80 dB(A) e 135 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 26
Lavoratori e Macchine
24)
25)
26)
27)
Mansione
Addetto allo smobilizzo del cantiere
Autocarro
Autocarro con cestello
Autogrù
ESITO DELLA VALUTAZIONE
"Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)"
"Minore dei valori: 80 dB(A) e 135 dB(C)"
"Minore dei valori: 80 dB(A) e 135 dB(C)"
"Minore dei valori: 80 dB(A) e 135 dB(C)"
SCHEDE DI VALUTAZIONE
Le schede di rischio che seguono riportano l'esito della valutazione per ogni mansione e, cosi come disposto dalla normativa tecnica
di riferimento UNI 9432, i seguenti dati:
1.
i tempi di esposizione per ciascuna attività (attrezzatura) svolta da ciascun lavoratore, come forniti dal datore di lavoro
previa consultazione con i lavoratori o con i loro rappresentanti per la sicurezza;
2.
i livelli sonori continui equivalenti ponderati A per ciascuna attività (attrezzatura) compresivi di incertezze
3.
i livelli sonori di picco ponderati C per ciascuna attività (attrezzatura);
4.
i rumori impulsivi;
5.
la fonte dei dati (se misurati [A] o da Banca Dati [B];
6.
il tipo di DPI-u da utilizzare.
7.
livelli sonori continui equivalenti ponderati A effettivi per ciascuna attività (attrezzatura) svolta da ciascun lavoratore;
8.
livelli sonori di picco ponderati C effettivi per ciascuna attività (attrezzatura) svolta da ciascun lavoratore;
9.
efficacia dei dispositivi di protezione auricolare.
10. livello di esposizione giornaliera o settimanale o livello di esposizione a attività con esposizione al rumore molto
variabile (art. 191);
11. livello di esposizione effettivi giornaliera o settimanale o livello di esposizione effettivo a attività con esposizione molto
variabile (art. 191)
Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione
Mansione
Addetto al ripristino di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti
Addetto al ripristino di lesioni in strutture in c.a. con iniezioni di malta
Addetto alla demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di
mezzi meccanici
Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali)
Addetto
Addetto
Addetto
Addetto
alla
alla
alla
alla
posa
posa
posa
posa
di
di
di
di
lucernario
pellicole di sicurezza
recinzioni e cancellate
serramenti esterni
Addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere
Addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere
Addetto alla realizzazione di contropareti e controsoffitti
Addetto alla realizzazione di copertura a tetto rovescio
Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere
Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere
Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno
Addetto alla realizzazione di opere di lattoneria
Addetto alla rimozione di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti
Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni
Addetto alla rimozione di impianti
Addetto alla rimozione di intonaci e rivestimenti esterni
Scheda di valutazione
SCHEDA N.1 - Rumore per "Muratore"
SCHEDA N.1 - Rumore per "Muratore"
SCHEDA N.2 - Rumore per "Operaio comune
polivalente (demolizioni)"
SCHEDA N.3 - Rumore per "Riquadratore (intonaci
tradizionali)"
SCHEDA N.4 - Rumore per "Serramentista"
SCHEDA N.4 - Rumore per "Serramentista"
SCHEDA N.5 - Rumore per "Fabbro"
SCHEDA N.4 - Rumore per "Serramentista"
SCHEDA N.6 - Rumore per "Operaio comune
polivalente"
SCHEDA N.6 - Rumore per "Operaio comune
polivalente"
SCHEDA N.7 - Rumore per "Decoratore"
SCHEDA N.8 - Rumore per "Impermeabilizzatore"
SCHEDA N.9 - Rumore per "Elettricista (ciclo
completo)"
SCHEDA N.9 - Rumore per "Elettricista (ciclo
completo)"
SCHEDA N.9 - Rumore per "Elettricista (ciclo
completo)"
SCHEDA N.10 - Rumore per "Lattoniere (tetto)"
SCHEDA N.2 - Rumore per "Operaio comune
polivalente (demolizioni)"
SCHEDA N.2 - Rumore per "Operaio comune
polivalente (demolizioni)"
SCHEDA N.6 - Rumore per "Operaio comune
polivalente"
SCHEDA N.2 - Rumore per "Operaio comune
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 27
Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione
Mansione
Scheda di valutazione
polivalente (demolizioni)"
Addetto alla tinteggiatura di superfici interne
SCHEDA N.11 - Rumore per "Decoratore"
Addetto all'allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli SCHEDA N.6 - Rumore per "Operaio comune
impianti fissi
polivalente"
SCHEDA N.6 - Rumore per "Operaio comune
Addetto all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere
polivalente"
SCHEDA N.6 - Rumore per "Operaio comune
Addetto allo smobilizzo del cantiere
polivalente"
Autocarro con cestello
SCHEDA N.12 - Rumore per "Operatore autocarro"
Autocarro
SCHEDA N.12 - Rumore per "Operatore autocarro"
Autogrù
SCHEDA N.13 - Rumore per "Operatore autogrù"
SCHEDA N.1 - Rumore per "Muratore"
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 33 del C.P.T. Torino (Costruzioni
edili in genere - Nuove costruzioni).
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
-
-
-
-
-
4k
L
M
H
SNR
-
-
-
-
-
-
12.0
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
8k
1) Murature (A21)
30.0
79.0
NO
79.0
100.0
[A]
100.0
-
-
2) Formazione scanalature (con attrezzi manuali) (A23)
35.0
87.0
NO
78.0
100.0
[B]
100.0
Accettabile/Buona
Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75]
-
-
-
-
-
-
3) Sigillature (A26)
30.0
75.0
NO
75.0
100.0
[A]
100.0
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
4) Fisiologico e pause tecniche (A315)
5.0
64.0
NO
64.0
100.0
[A]
100.0
LEX
84.0
LEX(effettivo)
78.0
-
-
Fascia di appartenenza:
Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di azione: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)".
Mansioni:
Addetto al ripristino di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti; Addetto al ripristino di lesioni in strutture in c.a. con iniezioni di malta.
SCHEDA N.2 - Rumore per "Operaio comune polivalente (demolizioni)"
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 279 del C.P.T. Torino (Demolizioni
- Demolizioni manuali).
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 28
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
4k
L
M
H
SNR
-
35.0
-
-
-
-
25.0
-
-
-
-
15.0
-
-
-
-
-
-
-
-
8k
1) Demolizioni con martello demolitore e compressore (B385)
30.0
101.0
NO
74.8
100.0
[B]
100.0
Accettabile/Buona
Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75]
-
-
-
-
-
-
2) Demolizioni con attrezzi manuali (A201)
30.0
88.0
NO
69.3
100.0
[B]
100.0
Accettabile/Buona
Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75]
-
-
-
-
-
-
3) Movimentazione materiale e scarico macerie (A203)
30.0
83.0
NO
71.8
100.0
[B]
100.0
Accettabile/Buona
Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75]
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
4) Fisiologico e pause tecniche (A315)
10.0
64.0
NO
64.0
100.0
[A]
100.0
LEX
97.0
LEX(effettivo)
73.0
-
-
Fascia di appartenenza:
Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".
Mansioni:
Addetto alla demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici; Addetto alla rimozione di cls
ammalorato di pilastri, travi, pareti; Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni; Addetto alla rimozione
di intonaci e rivestimenti esterni.
SCHEDA N.3 - Rumore per "Riquadratore (intonaci tradizionali)"
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 35 del C.P.T. Torino (Costruzioni
edili in genere - Nuove costruzioni).
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
4k
L
M
H
SNR
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
8k
1) Formazione intonaci (A26)
95.0
75.0
NO
75.0
0.0
[B]
0.0
-
-
2) Fisiologico e pause tecniche (A315)
5.0
64.0
NO
64.0
0.0
[B]
0.0
LEX
75.0
LEX(effettivo)
75.0
-
-
Fascia di appartenenza:
Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".
Mansioni:
Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali).
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 29
SCHEDA N.4 - Rumore per "Serramentista"
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 89 del C.P.T. Torino (Costruzioni
edili in genere - Ristrutturazioni).
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
4k
L
M
H
SNR
-
15.0
-
-
-
-
-
-
-
-
8k
1) Posa serramenti (A73)
95.0
83.0
NO
71.8
100.0
[B]
100.0
Accettabile/Buona
Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75]
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
2) Fisiologico e pause tecniche (A315)
5.0
64.0
NO
64.0
100.0
[A]
100.0
LEX
83.0
LEX(effettivo)
72.0
-
-
Fascia di appartenenza:
Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di azione: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)".
Mansioni:
Addetto alla posa di lucernario; Addetto alla posa di pellicole di sicurezza; Addetto alla posa di serramenti esterni.
SCHEDA N.5 - Rumore per "Fabbro"
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 90 del C.P.T. Torino (Costruzioni
edili in genere - Ristrutturazioni).
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
4k
L
M
H
SNR
-
15.0
-
-
-
-
-
-
-
-
8k
1) Posa ringhiere (generico) (A74)
95.0
89.0
NO
77.8
100.0
[B]
100.0
Accettabile/Buona
Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75]
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
2) Fisiologico e pause tecniche (A315)
5.0
64.0
NO
64.0
100.0
[A]
100.0
LEX
89.0
LEX(effettivo)
78.0
-
-
Fascia di appartenenza:
Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".
Mansioni:
Addetto alla posa di recinzioni e cancellate.
SCHEDA N.6 - Rumore per "Operaio comune polivalente"
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 49 del C.P.T. Torino (Costruzioni
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 30
edili in genere - Nuove costruzioni).
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
4k
L
M
H
SNR
-
-
-
-
-
-
25.0
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
8k
1) Confezione malta (B143)
10.0
80.0
NO
80.0
100.0
[A]
100.0
-
-
-
-
-
-
-
-
2) Assistenza impiantisti (utilizzo scanalatrice) (B580)
15.0
97.0
NO
78.3
100.0
[B]
100.0
Accettabile/Buona
Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75]
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
3) Assistenza murature (A21)
30.0
79.0
NO
79.0
100.0
[A]
100.0
-
-
4) Assistenza intonaci tradizionali (A26)
30.0
75.0
NO
75.0
100.0
[A]
100.0
-
-
5) Pulizia cantiere (A315)
10.0
64.0
NO
64.0
100.0
[A]
100.0
-
-
6) Fisiologico e pause tecniche (A315)
5.0
64.0
NO
64.0
100.0
[A]
100.0
LEX
90.0
LEX(effettivo)
78.0
-
-
-
-
-
-
-
Fascia di appartenenza:
Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".
Mansioni:
Addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere; Addetto alla
rimozione di impianti; Addetto all'allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Addetto
all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Addetto allo smobilizzo del cantiere.
SCHEDA N.7 - Rumore per "Decoratore"
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 127 del C.P.T. Torino (Costruzioni
edili in genere - Manutenzioni).
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
4k
L
M
H
SNR
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
8k
1) Stuccatura e carteggiatura di facciate (A93)
40.0
80.0
NO
80.0
0.0
[A]
0.0
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
2) Tinteggiature (A94)
55.0
74.0
NO
74.0
0.0
[A]
0.0
-
-
3) Fisiologico e pause tecniche (A315)
5.0
64.0
NO
64.0
0.0
[A]
0.0
-
-
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 31
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
LEX
78.0
LEX(effettivo)
78.0
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
4k
L
8k
M
H
SNR
Fascia di appartenenza:
Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".
Mansioni:
Addetto alla realizzazione di contropareti e controsoffitti.
SCHEDA N.8 - Rumore per "Impermeabilizzatore"
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 289 del C.P.T. Torino
(Impermeabilizzazioni - Impermeabilizzazioni (Guaine)).
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
4k
L
M
H
SNR
-
15.0
-
-
-
-
-
-
-
-
8k
1) Posa guaine (utilizzo cannello) (B176)
95.0
87.0
NO
75.8
0.0
[B]
0.0
Accettabile/Buona
Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75]
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
2) Fisiologico e pause tecniche (A315)
5.0
64.0
NO
64.0
0.0
[A]
0.0
LEX
87.0
LEX(effettivo)
76.0
-
-
Fascia di appartenenza:
Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".
Mansioni:
Addetto alla realizzazione di copertura a tetto rovescio.
SCHEDA N.9 - Rumore per "Elettricista (ciclo completo)"
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 94 del C.P.T. Torino (Costruzioni
edili in genere - Ristrutturazioni).
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
4k
8k
L
M
H
SNR
25.0
-
-
-
1) Utilizzo scanalatrice elettrica (B581)
15.0
97.0
NO
78.3
100.0
[B]
100.0
Accettabile/Buona
Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75]
-
-
-
-
-
-
-
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 32
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
4k
L
M
H
SNR
-
15.0
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
8k
2) Scanalature con attrezzi manuali (A60)
15.0
87.0
NO
75.8
100.0
[B]
100.0
Accettabile/Buona
Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75]
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
3) Movimentazione e posa tubazioni (A61)
25.0
80.0
NO
80.0
100.0
[A]
100.0
-
-
4) Posa cavi, interruttori e prese (A315)
40.0
64.0
NO
64.0
100.0
[A]
100.0
-
-
5) Fisiologico e pause tecniche (A315)
5.0
64.0
NO
64.0
100.0
[A]
100.0
LEX
90.0
LEX(effettivo)
77.0
-
-
Fascia di appartenenza:
Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".
Mansioni:
Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere; Addetto
alla realizzazione di impianto elettrico interno.
SCHEDA N.10 - Rumore per "Lattoniere (tetto)"
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 126 del C.P.T. Torino (Costruzioni
edili in genere - Manutenzioni).
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
4k
L
M
H
SNR
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
8k
1) Posa manufatti (faldali, gronde, scossaline, pluviali) (A85)
80.0
80.0
NO
80.0
0.0
[B]
0.0
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
2) Movimentazione materiale (B409)
15.0
76.0
NO
76.0
0.0
[B]
0.0
-
-
3) Fisiologico e pause tecniche (A315)
5.0
64.0
NO
64.0
0.0
[B]
0.0
LEX
80.0
LEX(effettivo)
80.0
-
-
Fascia di appartenenza:
Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".
Mansioni:
Addetto alla realizzazione di opere di lattoneria.
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 33
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
4k
8k
L
M
H
SNR
SCHEDA N.11 - Rumore per "Decoratore"
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 127 del C.P.T. Torino (Costruzioni
edili in genere - Manutenzioni).
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
4k
L
M
H
SNR
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
8k
1) Stuccatura e carteggiatura di facciate (A93)
40.0
80.0
NO
80.0
0.0
[B]
0.0
-
-
2) Tinteggiature (A94)
55.0
74.0
NO
74.0
0.0
[B]
0.0
-
-
3) Fisiologico e pause tecniche (A315)
5.0
64.0
NO
64.0
0.0
[B]
0.0
LEX
78.0
LEX(effettivo)
78.0
-
-
Fascia di appartenenza:
Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".
Mansioni:
Addetto alla tinteggiatura di superfici interne.
SCHEDA N.12 - Rumore per "Operatore autocarro"
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 24 del C.P.T. Torino (Costruzioni
edili in genere - Nuove costruzioni).
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
4k
L
M
H
SNR
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
8k
1) Utilizzo autocarro (B36)
85.0
78.0
NO
78.0
0.0
[B]
0.0
-
-
2) Manutenzione e pause tecniche (A315)
10.0
64.0
NO
64.0
0.0
[B]
0.0
-
-
3) Fisiologico (A315)
5.0
64.0
NO
64.0
-
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 34
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
0.0
[B]
Dispositivo di protezione
Efficacia DPI-u
0.0
LEX
78.0
LEX(effettivo)
78.0
Banda d'ottava APV
125
250
500
1k
2k
4k
8k
-
-
-
-
-
-
-
L
M
H
SNR
-
-
-
-
Fascia di appartenenza:
Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".
Mansioni:
Autocarro; Autocarro con cestello.
SCHEDA N.13 - Rumore per "Operatore autogrù"
Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 26 del C.P.T. Torino (Costruzioni
edili in genere - Nuove costruzioni).
Tipo di esposizione: Settimanale
Attività
T[%]
LA,eq
dB(A)
Imp.
LA,eq eff.
dB(A)
Ppeak
dB(C)
Orig.
Ppeak eff.
dB(C)
Dispositivo di protezione
Banda d'ottava APV
Efficacia DPI-u
125
250
500
1k
2k
4k
L
M
H
SNR
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
8k
1) Movimentazione carichi (B90)
75.0
81.0
NO
81.0
0.0
[B]
0.0
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
2) Manutenzione e pause tecniche (A315)
20.0
64.0
NO
64.0
0.0
[B]
0.0
-
-
3) Fisiologico (A315)
5.0
64.0
NO
64.0
0.0
[B]
0.0
LEX
80.0
LEX(effettivo)
80.0
-
-
Fascia di appartenenza:
Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".
Mansioni:
Autogrù.
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 35
ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO VIBRAZIONI
Premessa
La valutazione e, quando necessario, la misura dei livelli di vibrazioni è stata effettuata in base alle disposizioni di cui all'allegato
XXXV, parte A, del D.Lgs. 81/2008, per vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (HAV), e in base alle disposizioni di cui
all'allegato XXXV, parte B, del D.Lgs. 81/2008, per le vibrazioni trasmesse al corpo intero (WBV).
La valutazione è stata effettuata prendendo in considerazione in particolare:
a) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti;
b) i valori limite di esposizione e i valori d’azione;
c) gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio con particolare riferimento
alle donne in gravidanza e ai minori;
d) gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza e salute dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche, il
rumore e l’ambiente di lavoro o altre attrezzature;
e) le informazioni fornite dal costruttore dell'attrezzatura di lavoro;
f) l’esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle vibrazioni meccaniche;
g) il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero al di là delle ore lavorative in locali di cui
è responsabile il datore di lavoro;
h) le condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature, il bagnato, l’elevata umidità o il sovraccarico biomeccanico
degli arti superiori e del rachide;
i)
le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura
scientifica.
Individuazione dei criteri seguiti per la valutazione
La valutazione dell'esposizione al rischio vibrazioni è stata effettuata tenendo in considerazione le caratteristiche delle attività
lavorative svolte, coerentemente a quanto indicato nelle “Linee guida per la valutazione del rischio vibrazioni negli ambienti di
lavoro” elaborate dall'ISPESL.
Il procedimento seguito può essere sintetizzato come segue:
1)
individuazione dei lavoratori esposti al rischio;
2)
individuazione dei tempi di esposizione;
3)
individuazione delle singole macchine o attrezzature utilizzate;
4)
individuazione, in relazione alle macchine ed attrezzature utilizzate, del livello di esposizione;
5)
determinazione del livello di esposizione giornaliero normalizzato al periodo di riferimento di 8 ore.
Individuazione dei lavoratori esposti al rischio
L’individuazione dei lavoratori esposti al rischio vibrazioni discende dalla conoscenza delle mansioni espletate dal singolo
lavoratore, o meglio dall'individuazione degli utensili manuali, di macchinari condotti a mano o da macchinari mobili utilizzati nelle
attività lavorative. E’ noto che lavorazioni in cui si impugnino utensili vibranti o materiali sottoposti a vibrazioni o impatti possono
indurre un insieme di disturbi neurologici e circolatori digitali e lesioni osteoarticolari a carico degli arti superiori, così come attività
lavorative svolte a bordi di mezzi di trasporto o di movimentazione espongono il corpo a vibrazioni o impatti, che possono risultare
nocivi per i soggetti esposti.
Individuazione dei tempi di esposizione
Il tempo di esposizione al rischio vibrazioni dipende, per ciascun lavoratore, dalle effettive situazioni di lavoro. Ovviamente il tempo
di effettiva esposizione alle vibrazioni dannose è inferiore a quello dedicato alla lavorazione e ciò per effetto dei periodi di
funzionamento a vuoto o a carico ridotto o per altri motivi tecnici, tra cui anche l'adozione di dispositivi di protezione individuale. Si
è stimato, in relazione alle metodologie di lavoro adottate e all'utilizzo dei dispositivi di protezione individuali, il coefficiente di
riduzione specifico.
Individuazione delle singole macchine o attrezzature utilizzate
La “Direttiva Macchine” obbliga i costruttori a progettare e costruire le attrezzature di lavoro in modo tale che i rischi dovuti alle
vibrazioni trasmesse dalla macchina siano ridotti al livello minimo, tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilità di mezzi
atti a ridurre le vibrazioni, in particolare alla fonte. Inoltre, prescrive che le istruzioni per l'uso contengano anche le seguenti
indicazioni: a) il valore quadratico medio ponderato, in frequenza, dell'accelerazione cui sono esposte le membra superiori quando
superi 2,5 m/s2; se tale livello è inferiore o pari a 2,5 m/s2, occorre indicarlo; b) il valore quadratico medio ponderato, in frequenza,
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 36
dell'accelerazione cui è esposto il corpo (piedi o parte seduta) quando superi 0,5 m/ s2; se tale livello é inferiore o pari a 0,5 m/s2,
occorre indicarlo.
Individuazione del livello di esposizione durante l'utilizzo
Per determinare il valore di accelerazione necessario per la valutazione del rischio, conformemente alle disposizioni dell'art. 202,
comma 2, del D.Lgs. del 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., si è fatto riferimento alla Banca Dati dell'ISPESL e/o alle informazioni fornite
dai produttori, utilizzando i dati secondo le modalità nel seguito descritte.
[A] - Valore misurato attrezzatura in BDV ISPESL.
Per la macchina o l'utensile considerato sono disponibili, in Banca Dati Vibrazioni dell'ISPESL, i valori di vibrazione misurati in
condizioni d'uso rapportabili a quelle operative.
Sono stati assunti i valori riportati in Banca Dati Vibrazioni dell'ISPESL.
[B] - Valore del fabbricante opportunamente corretto
Per la macchina o l'utensile considerato sono disponibili i valori di vibrazione dichiarati dal fabbricante.
Salva la programmazione di successive misure di controllo in opera, è stato assunto quale valore di vibrazione, quello indicato dal
fabbricante, maggiorato del fattore di correzione definito in Banca Dati Vibrazione dell'ISPESL, per le attrezzature che comportano
vibrazioni mano-braccio, o da un coefficiente che tenga conto dell'età della macchina, del livello di manutenzione e delle condizioni
di utilizzo, per le attrezzature che comportano vibrazioni al corpo intero.
[C] - Valore di attrezzatura similare in BDV ISPESL
Per la macchina o l'utensile considerato, non sono disponibili dati specifici ma sono disponibili i valori di vibrazioni misurati di
attrezzature similari (stessa categoria, stessa potenza).
Salva la programmazione di successive misure di controllo in opera, è stato assunto quale valore base di vibrazione quello misurato
di una attrezzatura similare (stessa categoria, stessa potenza) maggiorato di un coefficiente al fine di tener conto dell'età della
macchina, del livello di manutenzione e delle condizioni di utilizzo.
[D] - Valore di attrezzatura peggiore in BDV ISPESL
Per la macchina o l'utensile considerato, non sono disponibili dati specifici ne dati per attrezzature similari (stessa categoria, stessa
potenza), ma sono disponibili i valori di vibrazioni misurati per attrezzature della stessa tipologia.
Salva la programmazione di successive misure di controllo in opera, è stato assunto quale valore base di vibrazione quello peggiore
(misurato) di una attrezzatura dello stesso genere maggiorato di un coefficiente al fine di tener conto dell'età della macchina, del
livello di manutenzione e delle condizioni di utilizzo.
Per determinare il valore di accelerazione necessario per la valutazione del rischio, in assenza di valori di riferimento certi, si è
proceduto come segue:
[E] - Valore tipico dell’attrezzatura (solo PSC)
Nella redazione del Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC) vige l’obbligo di valutare i rischi specifici delle lavorazioni, anche
se non sono ancora noti le macchine e gli utensili utilizzati dall’impresa esecutrice e, quindi, i relativi valori di vibrazioni.
In questo caso viene assunto, come valore base di vibrazione, quello più comune per la tipologia di attrezzatura utilizzata in fase di
esecuzione.
Determinazione del livello di esposizione giornaliero normalizzato al periodo di riferimento di otto ore
Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio.
La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio si basa principalmente sulla
determinazione del valore di esposizione giornaliera normalizzato ad 8 ore di lavoro, A(8) (m/s2), calcolato sulla base della radice
quadrata della somma dei quadrati (A(w)sum) dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui
tre assi ortogonali x, y, z, in accordo con quanto prescritto dallo standard ISO 5349-1: 2001.
L'espressione matematica per il calcolo di A(8) è di seguito riportata.
dove:
in cui T% la durata percentuale giornaliera di esposizione a vibrazioni espresso in percentuale e awx, awy e awz i valori r.m.s.
dell'accelerazione ponderata in frequenza (in m/s2) lungo gli assi x, y e z (ISO 5349-1: 2001).
Nel caso in cui il lavoratore sia esposto a differenti valori di vibrazioni, come nel caso di impiego di più utensili vibranti nell’arco
della giornata lavorativa, o nel caso dell’impiego di uno stesso macchinario in differenti condizioni operative, l’esposizione
quotidiana a vibrazioni A(8), in m/s2, sarà ottenuta mediante l’espressione:
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dove:
A(8)i è il parziale relativo all’operazione i-esima, ovvero:
in cui i valori di T%i e A(w)sum,i sono rispettivamente il tempo di esposizione percentuale e il valore di A(w)sum relativi alla
operazione i-esima.
Vibrazioni trasmesse al corpo intero.
La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni trasmesse al corpo intero si basa principalmente sulla determinazione del
valore di esposizione giornaliera normalizzato ad 8 ore di lavoro, A(8) (m/s2), calcolato sulla base del maggiore dei valori numerici
dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre assi ortogonali:
secondo la formula di seguito riportata:
in cui T% la durata percentuale giornaliera di esposizione a vibrazioni espresso in percentuale e A(w)max il valore massimo tra
1,40awx, 1,40awy e awz i valori r.m.s. dell’accelerazione ponderata in frequenza (in m/s2) lungo gli assi x, y e z (ISO 2631-1:
1997).
Nel caso in cui il lavoratore sia esposto a differenti valori di vibrazioni, come nel caso di impiego di più macchinari nell’arco della
giornata lavorativa, o nel caso dell’impiego di uno stesso macchinario in differenti condizioni operative, l’esposizione quotidiana a
vibrazioni A(8), in m/s2, sarà ottenuta mediante l’espressione:
dove:
A(8)i è il parziale relativo all’operazione i-esima, ovvero:
in cui i valori di T%i a A(w)max,i sono rispettivamente il tempo di esposizione percentuale e il valore di A(w)max relativi alla
operazione i-esima.
ESITO DELLA VALUTAZIONE
Di seguito è riportato l'elenco delle mansioni addette ad attività lavorative che espongono a vibrazioni e il relativo esito della
valutazione del rischio suddiviso in relazione al corpo intero (WBV) e al sistema mano braccio (HAV).
Lavoratori e Macchine
Mansione
1) Addetto alla demolizione generale di strutture in c.a.
eseguita con impiego di mezzi meccanici
2) Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra
del cantiere
3) Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere
4) Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno
5) Addetto alla rimozione di cls ammalorato di pilastri, travi,
pareti
6) Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e
rivestimenti interni
7) Addetto alla rimozione di impianti
8) Addetto alla rimozione di intonaci e rivestimenti esterni
9) Autocarro
ESITO DELLA VALUTAZIONE
Mano-braccio (HAV)
Corpo intero (WBV)
"Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²"
"Non presente"
"Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²"
"Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²"
"Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²"
"Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²"
"Non presente"
"Non presente"
"Non presente"
"Non presente"
"Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²"
"Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²"
"Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²"
"Non presente"
"Non presente"
"Non presente"
"Non presente"
"Inferiore a 0,5 m/s²"
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Lavoratori e Macchine
ESITO DELLA VALUTAZIONE
Mansione
Mano-braccio (HAV)
Corpo intero (WBV)
"Non presente"
"Non presente"
"Inferiore a 0,5 m/s²"
"Inferiore a 0,5 m/s²"
10) Autocarro con cestello
11) Autogrù
SCHEDE DI VALUTAZIONE
Le schede di rischio che seguono riportano l'esito della valutazione eseguita per singola mansione addetta all'attività lavorativa con
l’individuazione delle macchine o utensili adoperati e la fascia di appartenenza.
Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione
Mansione
Scheda di valutazione
Addetto alla demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di
mezzi meccanici
Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere
Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere
Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno
Addetto alla rimozione di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti
Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni
Addetto alla rimozione di impianti
Addetto alla rimozione di intonaci e rivestimenti esterni
Autocarro con cestello
Autocarro
Autogrù
SCHEDA N.1 - Vibrazioni per
polivalente (demolizioni)"
SCHEDA N.2 - Vibrazioni per
completo)"
SCHEDA N.2 - Vibrazioni per
completo)"
SCHEDA N.2 - Vibrazioni per
completo)"
SCHEDA N.1 - Vibrazioni per
polivalente (demolizioni)"
SCHEDA N.1 - Vibrazioni per
polivalente (demolizioni)"
SCHEDA N.1 - Vibrazioni per
polivalente (demolizioni)"
SCHEDA N.1 - Vibrazioni per
polivalente (demolizioni)"
SCHEDA N.3 - Vibrazioni per
SCHEDA N.3 - Vibrazioni per
SCHEDA N.4 - Vibrazioni per
"Operaio comune
"Elettricista (ciclo
"Elettricista (ciclo
"Elettricista (ciclo
"Operaio comune
"Operaio comune
"Operaio comune
"Operaio comune
"Operatore autocarro"
"Operatore autocarro"
"Operatore autogrù"
SCHEDA N.1 - Vibrazioni per "Operaio comune polivalente (demolizioni)"
Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 279 del C.P.T. Torino
(Demolizioni - Demolizioni manuali): a) demolizioni con martello demolitore pneumatico per 10%.
Macchina o Utensile utilizzato
Tempo
lavorazione
Coefficiente di
correzione
[%]
Tempo di
esposizione
Livello di
esposizione
[%]
Tipo
[m/s ]
1) Martello demolitore pneumatico (generico)
10.0
0.8
8.0
HAV - Esposizione A(8)
Origine dato
2
8.00
17.7 [E] - Valore tipico attrezzatura (solo PSC)
HAV
4.998
Fascia di appartenenza:
Mano-Braccio (HAV) = "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²"
Corpo Intero (WBV) = "Non presente"
Mansioni:
Addetto alla demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici; Addetto alla rimozione di cls
ammalorato di pilastri, travi, pareti; Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni; Addetto alla rimozione
di impianti; Addetto alla rimozione di intonaci e rivestimenti esterni.
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- Pag. 39
SCHEDA N.2 - Vibrazioni per "Elettricista (ciclo completo)"
Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 94 del C.P.T. Torino
(Costruzioni edili in genere - Ristrutturazioni): a) utilizzo scanalatrice per 15%.
Macchina o Utensile utilizzato
Tempo
lavorazione
Coefficiente di
correzione
Tempo di
esposizione
[%]
Livello di
esposizione
[%]
1) Scanalatrice (generica)
15.0
0.8
Tipo
[m/s ]
12.0
HAV - Esposizione A(8)
Origine dato
2
7.2 [E] - Valore tipico attrezzatura (solo PSC)
12.00
HAV
2.501
Fascia di appartenenza:
Mano-Braccio (HAV) = "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²"
Corpo Intero (WBV) = "Non presente"
Mansioni:
Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere; Addetto
alla realizzazione di impianto elettrico interno.
SCHEDA N.3 - Vibrazioni per "Operatore autocarro"
Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 24 del C.P.T. Torino
(Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) utilizzo autocarro per 60%.
Macchina o Utensile utilizzato
Tempo
lavorazione
Coefficiente di
correzione
Tempo di
esposizione
Livello di
esposizione
[%]
[m/s2]
[%]
1) Autocarro (generico)
60.0
0.8
48.0
WBV - Esposizione A(8)
48.00
Origine dato
0.5 [E] - Valore tipico attrezzatura (solo PSC)
Tipo
WBV
0.374
Fascia di appartenenza:
Mano-Braccio (HAV) = "Non presente"
Corpo Intero (WBV) = "Inferiore a 0,5 m/s²"
Mansioni:
Autocarro; Autocarro con cestello.
SCHEDA N.4 - Vibrazioni per "Operatore autogrù"
Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 26 del C.P.T. Torino
(Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) movimentazione carichi per 50%; b) spostamenti per 25%.
Macchina o Utensile utilizzato
Tempo
lavorazione
Coefficiente di
correzione
Tempo di
esposizione
Livello di
esposizione
[%]
[m/s2]
[%]
1) Autogrù (generica)
75.0
0.8
WBV - Esposizione A(8)
60.0
60.00
Origine dato
0.5 [E] - Valore tipico attrezzatura (solo PSC)
Tipo
WBV
0.372
Fascia di appartenenza:
Mano-Braccio (HAV) = "Non presente"
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- Pag. 40
Macchina o Utensile utilizzato
Tempo
lavorazione
[%]
Coefficiente di
correzione
Tempo di
esposizione
Livello di
esposizione
[%]
[m/s2]
Origine dato
Tipo
Corpo Intero (WBV) = "Inferiore a 0,5 m/s²"
Mansioni:
Autogrù.
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- Pag. 41
ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO DOVUTO AD
AZIONI DI SOLLEVAMENTO E TRASPORTO
Premessa
La valutazione dei rischi derivanti da azioni di sollevamento e trasporto riportata di seguito è stata eseguita secondo le disposizioni
del D.Lgs. del 9 aprile 2008, n.81 e la normativa tecnica ISO 11228-1, ed in particolare considerando
1.
la fascia di età e sesso di gruppi omogenei lavoratori;
2.
le condizioni di movimentazione;
3.
il carico sollevato, la frequenza di sollevamento, la posizione delle mani, la distanza di sollevamento, la presa, la distanza
di trasporto;
4.
i valori del carico, raccomandati per il sollevamento e il trasporto;
5.
gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori;
6.
le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria e dalla letteratura scientifica disponibile;
7.
l'informazione e formazione dei lavoratori.
Valutazione del rischio
Sulla base di considerazioni legate alla mansione svolta, previa consultazione del datore di lavoro e dei rappresentanti dei lavoratori
per la sicurezza sono stati individuati i gruppi omogenei di lavoratori corrispondenti ai gruppi di lavoratori che svolgono la
medesima attività nell'ambito del processo produttivo dall'azienda. Quindi si è proceduto, a secondo del gruppo, alla valutazione del
rischio. La valutazione delle azioni del sollevamento e del trasporto, ovvero la movimentazione di un oggetto dalla sua posizione
iniziale verso l’alto, senza ausilio meccanico, e il trasporto orizzontale di un oggetto tenuto sollevato dalla sola forza dell’uomo si
basa su un modello costituito da cinque step successivi:
1.
step 1 valutazione del peso effettivamente sollevato rispetto alla massa di riferimento;
2.
step 2 valutazione dell’azione in relazione alla frequenza raccomandata in funzione della massa sollevata;
3.
step 3 valutazione dell’azione in relazione ai fattori ergonomici (per esempio, la distanza orizzontale, l’altezza di
sollevamento, l’angolo di asimmetria ecc.);
4.
step 4 valutazione dell’azione in relazione alla massa cumulativa giornaliera (ovvero il prodotto tra il peso trasportato e
la frequenza del trasporto);
5.
step 5 valutazione concernente la massa cumulativa e la distanza del trasporto in piano.
I cinque passaggi sono illustrati con lo schema di flusso rappresentato nello schema 1. In ogni step sono desunti o calcolati valori
limite di riferimento (per esempio, il peso limite). Se le valutazione concernente il singolo step porta ha una conclusione positiva,
ovvero il valore limite di riferimento è rispettato, si passa a quello successivo. Qualora, invece, la valutazione porti a una conclusione
negativa, è necessario adottare azioni di miglioramento per riportare il rischio a condizioni accettabili.
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- Pag. 42
Valutazione della massa di riferimento in base al genere mrif
Nel primo step si confronta il peso effettivo dell’oggetto sollevato con la massa di riferimento mrif, che è desunta dalla tabella
presente nell’Allegato C alla norma ISO 11228-1. La massa di riferimento si differenzia a seconda del genere (maschio o femmina),
in linea con quanto previsto dall’art. 28, D.Lgs. n. 81/2008, il quale ha stabilito che la valutazione dei rischi deve comprendere anche
i rischi particolari, tra i quali quelli connessi alle differenze di genere.
La massa di riferimento è individuata, a seconda del genere che caratterizza il gruppo omogeneo, al fine di garantire la protezione di
almeno il 90% della popolazione lavorativa.
La massa di riferimento costituisce il peso limite in condizioni ergonomiche ideali e che, qualora le azioni di sollevamento non siano
occasionali.
Valutazione della massa di riferimento in base alla frequenza mrif
Nel secondo step si procede a confrontare il peso effettivamente sollevato con la frequenza di movimentazione f (atti/minuto); in
base alla durata giornaliera della movimentazione, solo breve e media durata, si ricava il peso limite raccomandato, in funzione della
frequenza, in base al grafico di cui alla figura 2 della norma ISO 11228-1.
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- Pag. 43
Valutazione della massa in relazione ai fattori ergonomici mlim.
Nel terzo step si confronta la massa movimentata, m, con il peso limite raccomandato che deve essere calcolato tenendo in
considerazione i parametri che caratterizzano la tipologia di sollevamento e, in particolare:
1.
la massa dell’oggetto m;
2.
la distanza orizzontale di presa del carico, h, misurata dalla linea congiungente i malleoli interni al punto di mezzo tra la
presa delle mani proiettata a terra;
3.
il fattore altezza, v, ovvero l’altezza da terra del punto di presa del carico;
4.
la distanza verticale di sollevamento, d;
5.
la frequenza delle azioni di sollevamento, f;
6.
la durata delle azioni di sollevamento, t;
7.
l’angolo di asimmetria (torsione del busto), α;
8.
la qualità della presa dell’oggetto, c.
Il peso limite raccomandato è calcolato, sia all’origine che alla della movimentazione sulla base di una formula proposta
nell’Allegato A.7 alla ISO 11228-1:
dove:
mrif
hM
dM
vM
fM
αM
cM
è la massa di riferimento in base al genere.
è il fattore riduttivo che tiene conto della distanza orizzontale di presa del carico, h;
è il fattore riduttivo che tiene conto della distanza verticale di sollevamento, d;
è il fattore riduttivo che tiene conto dell’altezza da terra del punto di presa del carico;
è il fattore riduttivo che tiene della frequenza delle azioni di sollevamento, f;
è il fattore riduttivo che tiene conto dell’ l’angolo di asimmetria (torsione del busto), α;
è il fattore riduttivo che tiene della qualità della presa dell’oggetto, c.
Valutazione della massa cumulativa su lungo periodo mlim. ( giornaliera)
Nel quarto step si confronta la massa cumulativa mcum giornaliera, ovvero il prodotto tra il peso trasportato e la frequenza di trasporto
per le otto ore lavorativa, con la massa raccomandata mlim. giornaliera che è pari a 10000 kg in caso di solo sollevamento o trasporto
inferiore ai 20 m, o 6000 kg in caso di trasporto superiore o uguale ai 20 m.
Valutazione della massa cumulativa trasportata su lungo, medio e breve periodo mlim. ( giornaliera), mlim. (orario) e
mlim. (minuto)
In caso di trasporto su distanza hc uguale o maggiore di 1 m, nel quinto step si confronta la di massa cumulativa mcum sul breve,
medio e lungo periodo (giornaliera, oraria e al minuto) con la massa raccomandata mlim. desunta dalla la tabella 1 della norma ISO
11228-1.
ESITO DELLA VALUTAZIONE
Sulla base di considerazioni legate alla mansione svolta, previa consultazione del datore di lavoro e dei rappresentanti dei lavoratori
per la sicurezza sono stati individuati gruppi omogenei di lavoratori, univocamente identificati attraverso le SCHEDE DI
VALUTAZIONE riportate nel successivo capitolo. Di seguito è riportato l'elenco delle mansioni e il relativo esito della valutazione
al rischio dovuto alle azioni di sollevamento e trasporto.
Lavoratori e Macchine
Mansione
1) Addetto alla demolizione generale di strutture in c.a.
eseguita con impiego di mezzi meccanici
2) Addetto alla posa di recinzioni e cancellate
3) Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e
rivestimenti interni
4) Addetto alla rimozione di intonaci e rivestimenti esterni
5) Addetto alla rimozione di serramenti esterni
6) Addetto alla rimozione di serramenti interni
7) Addetto allo scavo di pulizia generale dell'area di
cantiere
ESITO DELLA VALUTAZIONE
Forze di sollevamento e trasporto accettabili.
Forze di sollevamento e trasporto accettabili.
Forze di sollevamento e trasporto accettabili.
Forze
Forze
Forze
Forze
di
di
di
di
sollevamento
sollevamento
sollevamento
sollevamento
e
e
e
e
trasporto
trasporto
trasporto
trasporto
accettabili.
accettabili.
accettabili.
accettabili.
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Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
- Pag. 44
SCHEDE DI VALUTAZIONE
Le schede di rischio che seguono, ognuna di esse rappresentativa di un gruppo omogeneo, riportano l'esito della valutazione per ogni
mansione.
Le eventuali disposizioni relative alla sorveglianza sanitaria, all’informazione e formazione, all'utilizzo di dispositivi di protezione
individuale e alle misure tecniche e organizzative sono riportate nel documento della sicurezza di cui il presente è un allegato.
Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione
Mansione
Scheda di valutazione
Addetto alla demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di
mezzi meccanici
Addetto alla posa di recinzioni e cancellate
Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni
Addetto alla rimozione di intonaci e rivestimenti esterni
Addetto alla rimozione di serramenti esterni
Addetto alla rimozione di serramenti interni
Addetto allo scavo di pulizia generale dell'area di cantiere
SCHEDA N.1
SCHEDA
SCHEDA
SCHEDA
SCHEDA
SCHEDA
SCHEDA
N.1
N.1
N.1
N.1
N.1
N.1
SCHEDA N.1
Attività comportante movimentazione manuale di carichi con operazioni di trasporto o sostegno comprese le azioni di sollevare e
deporre i carichi.
Esito della valutazione dei compiti giornalieri
Carico movimentato
(giornaliero)
Carico movimentato
Condizioni
Carico movimentato
(orario)
Carico movimentato
(minuto)
m
mlim
mcum
mlim
mcum
mlim
mcum
mlim
[kg]
[kg]
[kg/giorno]
[kg/giorno]
[kg/ora]
[kg/ora]
[kg/minuto]
[kg/minuto]
1) Compito
Specifiche
10.00
13.74
1200.00
10000.00
300.00
7200.00
5.00
120.00
Fascia di appartenenza:
Le azioni di sollevamento e trasporto dei carichi sono accettabili.
Mansioni:
Addetto alla demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici; Addetto alla posa di recinzioni e
cancellate; Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni; Addetto alla rimozione di intonaci e rivestimenti
esterni; Addetto alla rimozione di serramenti esterni; Addetto alla rimozione di serramenti interni; Addetto allo scavo di pulizia
generale dell'area di cantiere.
Descrizione del genere del gruppo di lavoratori
Fascia di età
Adulta
Sesso
Maschio
mrif [kg]
25.00
Compito giornaliero
Posizione Carico
del
carico
m
[kg]
Distanza
verticale e di
trasporto
Posizione delle mani
Durata e
frequenza
h
v
Ang.
d
hc
t
f
[m]
[m]
[gradi]
[m]
[m]
[%]
[n/min]
1.00
<=1
Presa
c
Fattori riduttivi
FM
HM
VM
DM
Ang.M
CM
1) Compito
Inizio
Fine
10.00
0.25
0.50
30
0.25
1.50
0
50
0.5
buona
0.81
1.00
0.93
0.87
0.90
1.00
0.81
1.00
0.78
0.87
1.00
1.00
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- Pag. 45
ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO DOVUTO
ALLA MOVIMENTAZIONE DI CARICHI LEGGERI AD
ALTA FREQUENZA
Premessa
La valutazione dei rischi derivanti dalla movimentazione di carichi leggeri ad alta frequenza riportata di seguito è stata eseguita
secondo le disposizioni del D.Lgs. del 9 aprile 2008, n. 81 e la normativa tecnica ISO 11228-3, ed in particolare considerando:
1.
gruppi omogenei lavoratori;
2.
le condizioni di movimentazione: le forze applicate nella movimentazione e quelle raccomandate, la frequenza di
movimentazione, la posizione delle mani, i periodi di riposo;
3.
le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria e dalla letteratura scientifica disponibile;
4.
l'informazione e formazione dei lavoratori.
Valutazione del rischio
Sulla base di considerazioni legate alla mansione svolta, previa consultazione del datore di lavoro e dei rappresentanti dei lavoratori
per la sicurezza sono stati individuati i gruppi omogenei di lavoratori corrispondenti ai gruppi di lavoratori che svolgono la
medesima attività nell'ambito del processo produttivo dell'azienda. Quindi si è proceduto, a secondo del gruppo, alla valutazione del
rischio. La stima del rischio, si basa su un metodo, proposto dalla ISO 11228-3 all'allegato B, costituito da una check-list di controllo
che verifica, per step successivi, la presenza o meno di una serie di fattori di rischio. La valutazione del rischio quindi si conclude
valutando se la presenza dei fattori di rischio è caratterizzata da condizioni inaccettabili, accettabili o accettabile con prescrizioni
collocando così il rischio in tre rispettive zone di rischio:
1.
Rischio inaccettabile: ZONA ROSSA
2.
Rischio accettabile: ZONA VERDE
3.
Rischio accettabile con azioni correttive: ZONA GIALLA
Verifica dei fattori di rischio mediante la check-list di controllo
In questa fase si procede a verificare la presenza o meno di alcuni fattori di rischio che sono causa di pericolo per la salute dei
lavoratori, al tal fine si utilizza la check-list di controllo cosi come riportata all'allegato B della ISO 11228-3:
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- Pag. 49
ESITO DELLA VALUTAZIONE
Sulla base di considerazioni legate alla mansione svolta, previa consultazione del datore di lavoro e dei rappresentanti dei lavoratori
per la sicurezza sono stati individuati gruppi omogenei di lavoratori, univocamente identificati attraverso le SCHEDE DI
VALUTAZIONE riportate nel successivo capitolo. Di seguito è riportato l'elenco delle mansioni e il relativo esito della valutazione
al rischio dovuto alla movimentazione di carichi leggeri ad alta frequenza.
Lavoratori e Macchine
Mansione
ESITO DELLA VALUTAZIONE
1) Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali)
2) Addetto alla tinteggiatura di superfici interne
Rischio per i lavoratori accettabile.
Rischio per i lavoratori accettabile.
SCHEDE DI VALUTAZIONE
Le schede di rischio che seguono, ognuna di esse rappresentativa di un gruppo omogeneo, riportano l'esito della valutazione per ogni
mansione.
Le eventuali disposizioni relative alla sorveglianza sanitaria, all’informazione e formazione, all'utilizzo di dispositivi di protezione
individuale e alle misure tecniche e organizzative sono riportate nel documento della sicurezza di cui il presente è un allegato.
Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione
Mansione
Scheda di valutazione
Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali)
Addetto alla tinteggiatura di superfici interne
SCHEDA N.1
SCHEDA N.1
SCHEDA N.1
Attività comportante movimentazione manuale di carichi leggeri mediante movimenti ripetitivi ad elevata frequenza degli arti
superiori (mani, polsi, braccia, spalle).
Step di valutazione - fattori di rischio individuati
Zona di rischio
Durata e frequenza dei movimenti ripetitivi
Verde
Valutazione globale rischio
Verde
Fascia di appartenenza:
Il livello di rischio globale per i lavoratori è accettabile.
Mansioni:
Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali); Addetto alla tinteggiatura di superfici interne.
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- Pag. 50
ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO
Premessa
In alternativa alla misurazione dell'agente chimico è possibile, e largamente praticato, l'uso di sistemi di valutazione del rischio basati
su relazioni matematiche denominati algoritmi di valutazione "semplificata".
In particolare, il modello di valutazione del rischio adottato è una procedura di analisi che consente di effettuare la valutazione del
rischio tramite una assegnazione di un punteggio (peso) ai vari fattori che intervengono nella determinazione del rischio
(pericolosità, quantità, durata dell'esposizione presenza di misure preventive) ne determinano l'importanza assoluta o reciproca sul
risultato valutativo finale.
Il Rischio R, individuato secondo il modello, quindi, è in accordo con l'art. 223, comma 1 del D.Lgs. 81/2008, che prevede la
valutazione dei rischi considerando in particolare i seguenti elementi degli agenti chimici:
a) le loro proprietà pericolose;
b) le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal responsabile dell'immissione sul mercato tramite la relativa scheda di
sicurezza predisposta ai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modifiche;
c) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione;
d) le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti, compresa la quantità degli stessi;
e) i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici;
f) gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare;
g) se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese.
Si precisa, che i modelli di valutazione semplificata, come l'algoritmo di seguito proposto, sono da considerarsi strumenti di
particolare utilità nella valutazione del rischio -in quanto rende affrontabile il percorso di valutazione ai Datori di Lavoro- per la
classificazione delle proprie aziende al di sopra o al di sotto della soglia di: "Rischio irrilevante per la salute". Se, però, a seguito
della valutazione è superata la soglia predetta si rende necessaria l'adozione delle misure degli artt. 225, 226, 229 e 230 del D.Lgs.
81/2008 tra cui la misurazione degli agenti chimici.
Valutazione del rischio (Rchim)
Il Rischio (Rchim) per le valutazioni del Fattore di rischio derivante dall'esposizione ad agenti chimici pericolosi è determinato dal
prodotto del Pericolo (Pchim) e l'Esposizione (E), come si evince dalla seguente formula:
(1)
Il valore dell'indice di Pericolosità (Pchim) è determinato principalmente dall'analisi delle informazioni sulla salute e sicurezza fornite
dal produttore della sostanza o preparato chimico, e nello specifico dall'analisi delle Frasi R in esse contenute.
L'esposizione (E) che rappresenta il livello di esposizione dei soggetti nella specifica attività lavorativa è calcolato separatamente per
Esposizioni inalatoria (Ein) o per via cutanea (Ecu) e dipende principalmente dalla quantità in uso e dagli effetti delle misure di
prevenzione e protezione già adottate.
Inoltre, il modello di valutazione proposto si specializza in funzione della sorgente del rischio di esposizione ad agenti chimici
pericolosi, ovvero a seconda se l'esposizione è dovuta dalla lavorazione o presenza di sostanze o preparati pericolosi, ovvero,
dall'esposizione ad agenti chimici che si sviluppano da un'attività lavorativa (ad esempio: saldatura, stampaggio di materiali plastici,
ecc.).
Nel modello il Rischio (Rchim) è calcolato separatamente per esposizioni inalatorie e per esposizioni cutanee:
(1a)
(1b)
E nel caso di presenza contemporanea, il Rischio (Rchim) è determinato mediante la seguente formula:
(2)
Gli intervalli di variazione di Rchim per esposizioni inalatorie e cutanee sono i seguenti:
(3)
(4)
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- Pag. 51
Ne consegue che il valore di rischio chimico Rchim può essere il seguente:
(5)
Ne consegue la seguente gamma di esposizioni:
Rischio
Rchim < 0,1
0,1 ≤ Rchim < 15
15 ≤ Rchim < 21
21 ≤ Rchim < 40
40 ≤ Rchim < 80
Rchim > 80
Fascia di esposizione
Esito della valutazione
Rischio inesistente per la salute
Rischio sicuramente "Irrilevante per la salute"
Rischio "Irrilevante per la salute"
Rischio superiore a "Irrilevante per la salute"
Rischio rilevante per la salute
Rischio alto per la salute
Pericolosità (Pchim)
Indipendentemente dalla sorgente di rischio, sia essa una sostanza o preparato chimico impiegato o una attività lavorativa, l'indice di
Pericolosità di un agente chimico (Pchim) è attribuito in funzione della classificazione delle sostanze e dei preparati pericolosi stabilita
dalla normativa italiana vigente.
I fattori di rischio di un agente chimico, o più in generale di una sostanza o preparato chimico, sono segnalati in frasi tipo,
denominate Frasi R riportate nell'etichettatura di pericolo e nella scheda informativa in materia di sicurezza fornita dal produttore
stesso.
L'indice di pericolosità (Pchim) è naturalmente assegnato solo per le frasi R che comportano un rischio per la salute dei lavoratori in
caso di esposizione ad agenti chimici pericolosi.
La metodologia NON è applicabile alle sostanze o ai preparati chimici pericolosi classificati o classificabili come pericolosi per
la sicurezza (R1, R2, R3, R4, R5, R6, R7, R8, R9, R10, R11, R12, R13, R14, R15, R16, R17, R18, R19, R30, R44, R14/R15,
R15/29), pericolosi per l'ambiente (R50, R51, R52, R53, R54, R55, R56, R57, R58, R59, R50/R53, R51/R53, R52/R53) o per le
sostanze o preparati chimici classificabili o classificati come cancerogeni o mutageni (R45, R46, R47, R49).
Inoltre, è attribuito un punteggio anche per le sostanze e i preparati non classificati come pericolosi, ma che nel processo di
lavorazione si trasformano o si decompongono emettendo tipicamente agenti chimici pericolosi (ad esempio nelle operazioni di
saldatura, ecc.).
Il massimo punteggio attribuibile ad un agente chimico è pari a 10 (sostanza o preparato sicuramente pericoloso) ed il minimo è pari
a 1 (sostanza o preparato non classificato o non classificabile come pericoloso).
Esposizione per via inalatoria (Ein,sost) da sostanza o preparato
L'indice di Esposizione per via inalatoria di una sostanza o preparato chimico (Ein,sost) è determinato come prodotto tra l'indice di
esposizione potenziale (Ep), agli agenti chimici contenuti nelle sostanze o preparati chimici impiegati, e il fattore di distanza (fd),
indicativo della distanza dei lavoratori dalla sorgente di rischio.
(6)
L'Esposizione potenziale (Ep) è una funzione a cinque variabili, risolta mediante un sistema a matrici di progressive. L'indice
risultante può assumere valori compresi tra 1 e 10, a seconda del livello di esposizione determinato mediante la matrice predetta.
Livello di esposizione
A.
Basso
B.
Moderato
C.
Rilevante
D.
Alto
Esposizione potenziale (Ep)
1
3
7
10
Il Fattore di distanza (Fd) è un coefficiente riduttore dell'indice di esposizione potenziale (Ep) che tiene conto della distanza del
lavoratore dalla sorgente di rischio. I valori che può assumere sono compresi tra fd = 1,00 (distanza inferiore ad un metro) a fd = 0,10
(distanza maggiore o uguale a 10 metri).
Distanza dalla sorgente di rischio chimico
A.
Inferiore ad 1 m
B.
Da 1 m a inferiore a 3 m
C.
Da 3 m a inferiore a 5 m
D.
Da 5 m a inferiore a 10 m
E.
Maggiore o uguale a 10 m
Fattore di distanza (Fd)
1,00
0,75
0,50
0,25
0,10
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Determinazione dell'indice di Esposizione potenziale (Ep)
L'indice di Esposizione potenziale (Ep) è determinato risolvendo un sistema di quattro matrici progressive che utilizzano come dati di
ingresso le seguenti cinque variabili:
Proprietà chimico fisiche
Quantitativi presenti
Tipologia d'uso
Tipologia di controllo
Tempo d'esposizione
Le prime due variabili, "Proprietà chimico fisiche" delle sostanze e dei preparati chimici impiegati (stato solido, nebbia, polvere fine,
liquido a diversa volatilità o stato gassoso) e dei "Quantitativi presenti" nei luoghi di lavoro, sono degli indicatori di "propensione"
dei prodotti impiegati a rilasciare agenti chimici aerodispersi.
Le ultime tre variabili, "Tipologia d'uso" (sistema chiuso, inclusione in matrice, uso controllato o uso dispersivo), "Tipologia di
controllo" (contenimento completo, aspirazione localizzata, segregazione, separazione, ventilazione generale, manipolazione diretta)
e "Tempo d'esposizione", sono invece degli indicatori di "compensazione", ovvero, che limitano la presenza di agenti aerodispersi.
Matrice di presenza potenziale
La prima matrice è una funzione delle variabili "Proprietà chimico-fisiche" e "Quantitativi presenti" dei prodotti chimici impiegati e
restituisce un indicatore (crescente) della presenza potenziale di agenti chimici aerodispersi su quattro livelli.
1. Bassa
2. Moderata
3. Rilevante
4. Alta
I valori della variabile "Proprietà chimico fisiche" sono ordinati in ordine crescente relativamente alla possibilità della sostanza di
rendersi disponibile nell'aria, in funzione della volatilità del liquido e della ipotizzabile o conosciuta granulometria delle polveri.
La variabile "Quantità presente" è una stima della quantità di prodotto chimico presente e destinato, con qualunque modalità, all'uso
nell'ambiente di lavoro.
Quantitativi presenti
Proprietà chimico fisiche
A.
B.
C.
D.
E.
F.
G.
Stato solido
Nebbia
Liquido a bassa volatilità
Polvere fine
Liquido a media volatilità
Liquido ad alta volatilità
Stato gassoso
A.
Inferiore di
0,1 kg
1. Bassa
1. Bassa
1. Bassa
1. Bassa
1. Bassa
1. Bassa
2.Moderata
B.
Da 0,1 kg a
inferiore di 1 kg
1. Bassa
1. Bassa
2. Moderata
3. Rilevante
3. Rilevante
3. Rilevante
3. Rilevante
C.
Da 1 kg a
inferiore di 10 kg
1. Bassa
1. Bassa
3. Rilevante
3. Rilevante
3. Rilevante
3. Rilevante
4. Alta
Matrice di presenza potenziale
D.
E.
Da 10 kg a
Maggiore o
inferiore di 100 kg uguale di 100 kg
2. Moderata
2. Moderata
2. Moderata
2. Moderata
3. Rilevante
4. Alta
4. Alta
4. Alta
4. Alta
4. Alta
4. Alta
4. Alta
4. Alta
4. Alta
Matrice di presenza effettiva
La seconda matrice è una funzione dell'indicatore precedentemente determinato, "Presenza potenziale", e della variabile "Tipologia
d'uso" dei prodotti chimici impiegati e restituisce un indicatore (crescente) della presenza effettiva di agenti chimici aerodispersi su
tre livelli.
1. Bassa
2. Media
3. Alta
I valori della variabile "Tipologia d'uso" sono ordinati in maniera decrescente relativamente alla possibilità di dispersione in aria di
agenti chimici durante la lavorazione.
Tipologia d'uso
Livello di
Presenza potenziale
1.
Bassa
2.
Moderata
3.
Rilevante
4.
Alta
Matrice di presenza effettiva
D.
A.
B.
C.
Sistema chiuso
Inclusione in matrice
Uso controllato
Uso dispersivo
1. Bassa
1. Bassa
1. Bassa
2. Media
1. Bassa
2. Media
2. Media
3. Alta
1. Bassa
2. Media
3. Alta
3. Alta
2. Media
3. Alta
3. Alta
3. Alta
Matrice di presenza controllata
La terza matrice è una funzione dell'indicatore precedentemente determinato, "Presenza effettiva", e della variabile "Tipologia di
controllo" dei prodotti chimici impiegati e restituisce un indicatore (crescente) su tre livelli della presenza controllata, ovvero, della
presenza di agenti chimici aerodispersi a valle del processo di controllo della lavorazione.
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1. Bassa
2. Media
3. Alta
I valori della variabile "Tipologia di controllo" sono ordinati in maniera decrescente relativamente alla possibilità di dispersione in
aria di agenti chimici durante la lavorazione.
Tipologia di controllo
Livello di
Presenza effettiva
1.
Bassa
2.
Media
3.
Alta
A.
Contenimento
completo
1. Bassa
1. Bassa
1. Bassa
B.
Aspirazione
localizzata
1. Bassa
2. Media
2. Media
Matrice di presenza controllata
D.
E.
Ventilazione
Manipolazione
generale
diretta
2. Media
2. Media
3. Alta
3. Alta
3. Alta
3. Alta
C.
Segregazione
Separazione
1. Bassa
2. Media
3. Alta
Matrice di esposizione potenziale
La quarta è ultima matrice è una funzione dell'indicatore precedentemente determinato, "Presenza controllata", e della variabile
"Tempo di esposizione" ai prodotti chimici impiegati e restituisce un indicatore (crescente) su quattro livelli della esposizione
potenziale dei lavoratori, ovvero, di intensità di esposizione indipendente dalla distanza dalla sorgente di rischio chimico.
1. Bassa
2. Moderata
3. Rilevante
4. Alta
La variabile "Tempo di esposizione" è una stima della massima esposizione temporale del lavoratore alla sorgente di rischio su base
giornaliera, indipendentemente dalla frequenza d'uso del prodotto su basi temporali più ampie.
Tempo d'esposizione
Livello di
Presenza controllata
1.
Bassa
2.
Media
3.
Alta
A.
Inferiore a
15 min
1. Bassa
1. Bassa
2. Moderata
B.
Da 15 min a
inferiore a 2 ore
1. Bassa
2. Moderata
3. Rilevante
C.
Da 2 ore a
inferiore di 4 ore
2. Moderata
3. Rilevante
4. Alta
Matrice di esposizione potenziale
D.
E.
Da 4 ore a
Maggiore o
inferiore a 6 ore
uguale a 6 ore
2. Moderata
3. Rilevante
3. Rilevante
4. Alta
4. Alta
4. Alta
Esposizione per via inalatoria (Ein,lav) da attività lavorativa
L'indice di Esposizione per via inalatoria di un agente chimico derivante da un'attività lavorativa (Ein,lav) è una funzione di tre
variabili, risolta mediante un sistema a matrici di progressive. L'indice risultante può assumere valori compresi tra 1 e 10, a seconda
del livello di esposizione determinato mediante la matrice predetta.
Livello di esposizione
A.
Basso
B.
Moderato
C.
Rilevante
D.
Alto
Esposizione (Ein,lav)
1
3
7
10
Il sistema di matrici adottato è una versione modificata del sistema precedentemente analizzato al fine di tener conto della peculiarità
dell'esposizione ad agenti chimici durante le lavorazioni e i dati di ingresso sono le seguenti tre variabili:
Quantitativi presenti
Tipologia di controllo
Tempo d'esposizione
Matrice di presenza controllata
La matrice di presenza controllata tiene conto della variabile "Quantitativi presenti" dei prodotti chimici e impiegati e della variabile
"Tipologia di controllo" degli stessi e restituisce un indicatore (crescente) della presenza effettiva di agenti chimici aerodispersi su
tre livelli.
1. Bassa
2. Media
3. Alta
Tipologia di controllo
Quantitativi presenti
A.
Contenimento
B.
Aspirazione
Matrice di presenza controllata
C.
D.
Segregazione
Ventilazione
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1.
2.
3.
completo
1. Bassa
1. Bassa
1. Bassa
Inferiore a 10 kg
Da 10 kg a inferiore a 100 kg
Maggiore o uguale a 100 kg
controllata
1. Bassa
2. Media
2. Media
Separazione
1. Bassa
2. Media
3. Alta
generale
2. Media
3. Alta
3. Alta
Matrice di esposizione inalatoria
La matrice di esposizione è una funzione dell'indicatore precedentemente determinato, "Presenza controllata", e della variabile
"Tempo di esposizione" ai fumi prodotti dalla lavorazione e restituisce un indicatore (crescente) su quattro livelli della esposizione
per inalazione.
1. Bassa
2. Moderata
3. Rilevante
4. Alta
La variabile "Tempo di esposizione" è una stima della massima esposizione temporale del lavoratore alla sorgente di rischio su base
giornaliera.
Tempo d'esposizione
Livello di
Presenza controllata
1.
Bassa
2.
Media
3.
Alta
A.
Inferiore a
15 min
1. Bassa
1. Bassa
2. Moderata
B.
Da 15 min a
inferiore a 2 ore
1. Bassa
2. Moderata
3. Rilevante
C.
Da 2 ore a
inferiore di 4 ore
2. Moderata
3. Rilevante
4. Alta
Matrice di esposizione inalatoria
D.
E.
Da 4 ore a
Maggiore o
inferiore a 6 ore
uguale a 6 ore
2. Moderata
3. Rilevante
3. Rilevante
4. Alta
4. Alta
4. Alta
Esposizione per via cutanea (Ecu)
L'indice di Esposizione per via cutanea di un agente chimico (Ecu) è una funzione di due variabili, "Tipologia d'uso" e "Livello di
contatto", ed è determinato mediante la seguente matrice di esposizione.
Livello di contatto
Tipologia d'uso
1.
Sistema chiuso
2.
Inclusione in matrice
3.
Uso controllato
3.
Uso dispersivo
A.
Nessun contatto
1. Bassa
1. Bassa
1. Bassa
1. Bassa
B.
Contatto accidentale
1. Bassa
2. Moderata
2. Moderata
3. Rilevante
Matrice di esposizione cutanea
C.
D.
Contatto discontinuo
Contatto esteso
2. Moderata
3. Rilevante
2. Moderata
3. Rilevante
3. Rilevante
4. Alta
3. Rilevante
4. Alta
L'indice risultante può assumere valori compresi tra 1 e 10, a seconda del livello di esposizione determinato mediante la matrice
predetta.
Livello di esposizione
A.
Basso
B.
Moderato
C.
Rilevante
D.
Alto
Esposizione cutanea (Ecu)
1
3
7
10
ESITO DELLA VALUTAZIONE
Di seguito è riportato l'elenco delle mansioni addette ad attività lavorative che espongono ad agenti chimici e il relativo esito della
valutazione del rischio.
Lavoratori e Macchine
Mansione
1) Addetto al ripristino di cls ammalorato di pilastri, travi,
pareti
2) Addetto al ripristino di lesioni in strutture in c.a. con
iniezioni di malta
3) Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali)
4) Addetto alla realizzazione di copertura a tetto rovescio
5) Addetto alla tinteggiatura di superfici interne
ESITO DELLA VALUTAZIONE
Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".
Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".
Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".
Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".
Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".
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Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
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SCHEDE DI VALUTAZIONE
Le schede di rischio che seguono riportano l'esito della valutazione eseguita.
Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione
Mansione
Addetto
Addetto
Addetto
Addetto
Addetto
Scheda di valutazione
al ripristino di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti
al ripristino di lesioni in strutture in c.a. con iniezioni di malta
alla formazione intonaci interni (tradizionali)
alla realizzazione di copertura a tetto rovescio
alla tinteggiatura di superfici interne
SCHEDA
SCHEDA
SCHEDA
SCHEDA
SCHEDA
N.1
N.1
N.1
N.1
N.1
SCHEDA N.1
Attività in cui sono impiegati agenti chimici, o se ne prevede l'utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la
manipolazione, l'immagazzinamento, il trasporto o l'eliminazione e il trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale attività lavorativa.
Sorgente di rischio
Pericolosità della
sorgente
Esposizione inalatoria
Rischio inalatorio
Esposizione cutanea
Rischio cutaneo
Rischio chimico
[Pchim]
[Echim,in]
[Rchim,in]
[Echim,cu]
[Rchim,cu]
[Rchim]
1) Sostanza utilizzata
1.00
3.00
3.00
3.00
3.00
4.24
Fascia di appartenenza:
Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".
Mansioni:
Addetto al ripristino di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti; Addetto al ripristino di lesioni in strutture in c.a. con iniezioni di malta;
Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali); Addetto alla realizzazione di copertura a tetto rovescio; Addetto alla
tinteggiatura di superfici interne.
Dettaglio delle sorgenti di rischio:
1) Sostanza utilizzata
Pericolosità(PChim):
R ---. Sostanze e preparati non classificati pericolosi e non contenenti nessuna sostanza pericolosa = 1.00.
Esposizione per via inalatoria(Echim,in):
- Proprietà chimico fisiche: Polvere fine;
- Quantitativi presenti: Da 1 Kg a inferiore di 10 Kg;
- Tipologia d'uso: Uso controllato;
- Tipologia di controllo: Ventilazione generale;
- Tempo d'esposizione: Inferiore di 15 min;
- Distanza dalla sorgente: Inferiore ad 1 m.
Esposizione per via cutanea(Echim,cu):
- Livello di contatto: Contatto accidentale;
- Tipologia d'uso: Uso controllato.
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ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO
RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI
(OPERAZIONI DI SALDATURA)
Premessa
Secondo l'art. 216 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, nell'ambito della valutazione dei rischi il "datore di lavoro valuta e, quando
necessario, misura e/o calcola i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori".
Essendo le misure strumentali generalmente costose sia in termini economici che di tempo, è da preferire, quando possibile, la
valutazione dei rischi che non richieda misurazioni.
Nel caso delle operazioni di saldatura è noto che, per qualsiasi tipologia di saldatura (arco elettrico, gas, ossitaglio ecc) e per
qualsiasi tipo di supporto, i tempi per i quali si raggiunge una sovraesposizione per il lavoratore addetto risultano essere dell'ordine
dei secondi.
Pur essendo il rischio estremamente elevato, l'effettuazione delle misure e la determinazione esatta dei tempi di esposizione è del
tutto superflua per i lavoratori. Pertanto, al fine di proteggere i lavoratori dai rischi che possono provocare danni agli occhi e al viso,
non essendo possibile in alcun modo provvedere a eliminare o ridurre le radiazioni ottiche emesse durante le operazioni di saldatura
si è provveduto ad adottare i dispositivi di protezione degli occhi e del viso più efficaci per contrastare i tipi di rischio presenti.
Tecniche di saldatura
La saldatura è un processo utilizzato per unire due parti metalliche riscaldate localmente, che costituiscono il metallo base, con o
senza aggiunta di altro metallo che rappresenta il metallo d’apporto, fuso tra i lembi da unire.
La saldatura si dice eterogena quando viene fuso il solo materiale d’apporto, che necessariamente deve avere un punto di fusione
inferiore e quindi una composizione diversa da quella dei pezzi da saldare; è il caso della brasatura in tutte le sue varianti.
La saldatura autogena prevede invece la fusione sia del metallo base che di quello d’apporto, che quindi devono avere simile
composizione, o la fusione dei soli lembi da saldare accostati mediante pressione; si tratta delle ben note saldature a gas o ad arco
elettrico.
Saldobrasatura
Nella saldo-brasatura i pezzi di metallo da saldare non partecipano attivamente fondendo al processo da saldatura; l’unione dei pezzi
metallici si realizza unicamente per la fusione del metallo d’apporto che viene colato tra i lembi da saldare. Per questo motivo il
metallo d’apporto ha un punto di fusione inferiore e quindi composizione diversa rispetto al metallo base. E’ necessario avere
evidentemente una zona di sovrapposizione abbastanza ampia poiché la resistenza meccanica del materiale d’apporto è molto bassa.
La lega generalmente utilizzata è un ottone (lega rame-zinco), addizionata con silicio o nichel, con punto di fusione attorno ai 900°C.
Le modalità esecutive sono simili a quelle della saldatura autogena (fiamma ossiacetilenica); sono tipiche della brasatura la
differenza fra metallo base e metallo d’apporto nonché la loro unione che avviene per bagnatura che consiste nello spandersi di un
liquido (metallo d’apporto fuso) su una superficie solida (metallo base).
Brasatura
La brasatura è effettuata disponendo il metallo base in modo che fra le parti da unire resti uno spazio tale da permettere il
riempimento del giunto ed ottenere un’unione per bagnatura e capillarità.
A seconda del minore o maggiore punto di fusione del metallo d’apporto, la brasatura si distingue in dolce e forte. La brasatura dolce
utilizza materiali d’apporto con temperatura di fusione < 450°C; i materiali d’apporto tipici sono leghe stagno/piombo. L’adesione
che si verifica è piuttosto debole ed il giunto non è particolarmente resistente. Gli impieghi tipici riguardano elettronica, scatolame
ecc. La brasatura forte utilizza materiali d’apporto con temperatura di fusione > 450°C; i materiali d’apporto tipici sono leghe
rame/zinco, argento/rame. L’adesione che si verifica è maggiore ed il giunto è più resistente della brasatura dolce.
Saldatura a gas
Alcune tecniche di saldatura utilizzano la combustione di un gas per fondere un metallo. I gas utilizzati possono essere miscele di
ossigeno con idrogeno o metano, propano oppure acetilene.
Saldatura a fiamma ossiacetilenica
La più diffusa tra le saldature a gas utilizza una miscela di ossigeno ed acetilene, contenuti in bombole separate, che alimentano
contemporaneamente una torcia, ed escono dall’ugello terminale dove tale miscela viene accesa. Tale miscela è quella che sviluppa
la maggior quantità di calore infatti la temperatura massima raggiungibile è dell’ordine dei 3000 °C e può essere quindi utilizzata
anche per la saldatura degli acciai.
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- Pag. 57
Saldatura ossidrica
E’ generata da una fiamma ottenuta dalla combustione dell’ossigeno con l’idrogeno. La temperatura della fiamma (2500°C) è
sostanzialmente più bassa di quella di una fiamma ossiacetilenica e di conseguenza tale procedimento viene impiegato per la
saldatura di metalli a basso punto di fusione, ad esempio alluminio, piombo e magnesio.
Saldatura elettrica
Il calore necessario per la fusione del metallo è prodotto da un arco elettrico che si instaura tra l’elettrodo e i pezzi del metallo da
saldare, raggiungendo temperature variabili tra 4000-6000 °C.
Saldatura ad arco con elettrodo fusibile (MMA)
L’arco elettrico scocca tra l’elettrodo, che è costituito da una bacchetta metallica rigida di lunghezza tra i 30 e 40 cm, e il giunto da
saldare. L’elettrodo fonde costituendo il materiale d’apporto; il materiale di rivestimento dell'elettrodo, invece, fondendo crea
un’area protettiva che circonda il bagno di saldatura (saldatura con elettrodo rivestito).
L’operazione impegna quindi un solo arto permettendo all’altro di impugnare il dispositivo di protezione individuale (schermo
facciale) o altro utensile.
Saldatura ad arco con protezione di gas con elettrodo fusibile (MIG/MAG)
In questo caso l’elettrodo fusibile è un filo continuo non rivestito, erogato da una pistola mediante apposito sistema di trascinamento
al quale viene imposta una velocità regolare tale da compensare la fusione del filo stesso e quindi mantenere costante la lunghezza
dell’arco; contemporaneamente, viene fornito un gas protettivo che fuoriesce dalla pistola insieme al filo (elettrodo) metallico. I gas
impiegati, in genere inerti, sono argon o elio (MIG: Metal Inert Gas), che possono essere miscelati con CO2 dando origine ad un
composto attivo che ha la capacità, ad esempio nella saldatura di alcuni acciai, di aumentare la penetrazione e la velocità di saldatura,
oltre ad essere più economico (MAG: Metal Active Gas).
Saldatura ad arco con protezione di gas con elettrodo non fusibile (TIG)
L’arco elettrico scocca tra un elettrodo di tungsteno, che non si consuma durante la saldatura, e il pezzo da saldare (TIG: Tungsten
Inert Gas). L’area di saldatura viene protetta da un flusso di gas inerte (argon e elio) in modo da evitare il contatto tra il metallo fuso
e l’aria. La saldatura può essere effettuata semplicemente fondendo il metallo base, senza metallo d’apporto, il quale se necessario
viene aggiunto separatamente sotto forma di bacchetta. In questo caso l’operazione impegna entrambi gli arti per impugnare
elettrodo e bacchetta.
Saldatura al plasma
È simile alla TIG con la differenza che l’elettrodo di tungsteno pieno è inserito in una torcia, creando così un vano che racchiude
l’arco elettrico e dove viene iniettato il gas inerte. Innescando l’arco elettrico su questa colonna di gas si causa la sua parziale
ionizzazione e, costringendo l’arco all’interno dell’orifizio, si ha un forte aumento della parte ionizzata trasformando il gas in
plasma. Il risultato finale è una temperatura dell’arco più elevata (fino a 10000 °C) a fronte di una sorgente di calore più piccola.
Si tratta di una tecnica prevalentemente automatica, utilizzata anche per piccoli spessori.
Criteri di scelta dei DPI
Per i rischi per gli occhi e il viso da radiazioni riscontrabili in ambiente di lavoro, le norme tecniche di riferimento sono quelle di
seguito riportate:
UNI EN 166:2004 "Protezione personale dagli occhi - Specifiche"
UNI EN 167:2003 "Protezione personale degli occhi - Metodi di prova ottici"
UNI EN 168:2003 "Protezione personale degli occhi - Metodi di prova non ottici"
UNI EN 169:2003 "Protezione personale degli occhi - Filtri per saldatura e tecniche connesse - Requisiti di trasmissione e
utilizzazioni raccomandate"
UNI EN 170:2003 "Protezione personale degli occhi - Filtri ultravioletti - Requisiti di trasmissione e utilizzazioni
raccomandate"
UNI EN 171:2003 "Protezione personale degli occhi - Filtri infrarossi - Requisiti di trasmissione e utilizzazioni
raccomandate"
UNI EN 172:2003 "Protezione personale degli occhi - Filtri solari per uso industriale"
UNI EN 175:1999 "Protezione personale degli occhi – Equipaggiamenti di protezione degli occhi e del viso durante la
saldatura e i procedimenti connessi"
UNI EN 207:2004 "Protezione personale degli occhi - Filtri e protettori dell'occhio contro radiazioni laser (protettori
dell’occhio per laser)"
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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UNI EN 208:2004
-
UNI EN 379:2004
UNI 10912:2000
"Protezione personale degli occhi - Protettori dell'occhio per i lavori di regolazione sui laser e sistemi
laser (protettori dell’occhio per regolazione laser)"
"Protezione personale degli occhi – Filtri automatici per saldatura"
"Dispositivi di protezione individuale - Guida per la selezione, l'uso e la manutenzione dei dispositivi di
protezione degli occhi e del viso per attività lavorative."
In particolare, i dispositivi di protezione utilizzati nelle operazioni di saldatura sono schermi (ripari facciali) e maschere (entrambi
rispondenti a specifici requisiti di adattabilità, sicurezza ed ergonomicità), con filtri a graduazione singola, a numero di scala doppio
o commutabile (quest’ultimo per es. a cristalli liquidi).
I filtri per i processi di saldatura devono fornire protezione sia da raggi ultravioletti che infrarossi che da radiazioni visibili. Il
numero di scala dei filtri destinati a proteggere i lavoratori dall’esposizione alle radiazioni durante le operazioni di saldatura e
tecniche simili è formato solo dal numero di graduazione corrispondente al filtro (manca il numero di codice, che invece è presente
invece negli altri filtri per le radiazioni ottiche artificiali). In funzione del fattore di trasmissione dei filtri, la norma UNI EN 169
prevede 19 numeri di graduazione.
Per individuare il corretto numero di scala dei filtri, è necessario considerare prioritariamente:
per la saldatura a gas, saldo-brasatura e ossitaglio: la portata di gas ai cannelli;
per la saldatura ad arco, il taglio ad arco e al plasma jet: l’intensità della corrente.
Ulteriori fattori da tenere in considerazione sono:
la distanza dell’operatore rispetto all’arco o alla fiamma; se l’operatore è molto vicino può essere necessario una graduazione
maggiore;
l’illuminazione locale dell’ambiente di lavoro;
le caratteristiche individuali.
Tra la saldatura a gas e quella ad arco vi sono, inoltre, differenti livelli di esposizione al calore: con la prima si raggiungono
temperature della fiamma che vanno dai 2500 °C ai 3000 °C circa, mentre con la seconda si va dai 3000 °C ai 6000 °C fino ai 10.000
°C tipici della saldatura al plasma.
Per aiutare la scelta del livello protettivo, la norma tecnica riporta alcune indicazioni sul numero di scala da utilizzarsi e di seguito
riportate.
Esse si basano su condizioni medie di lavoro dove la distanza dell’occhio del saldatore dal metallo fuso è di circa 50 cm e
l’illuminazione media dell’ambiente di lavoro è di circa 100 lux.
Tanto è maggiore il numero di scala tanto superiore è il livello di protezione dalle radiazioni che si formano durante le operazioni di
saldatura e tecniche connesse.
Saldatura a gas
Saldatura a gas e saldo-brasatura
Numeri di scala per saldatura a gas e saldo-brasatura
Portata di acetilene in litri all'ora [q]
Lavoro
Saldatura a gas e
saldo-brasatura
q <= 70
70 < q <= 200
200 < q <= 800
q > 800
4
5
6
7
Fonte: Linee guida ISPESL
Ossitaglio
Numeri di scala per l'ossitaglio
Portata di ossigeno in litri all'ora [q]
Lavoro
900 <= q < 2000
2000 < q <= 4000
4000 < q <= 8000
5
6
7
Ossitaglio
Fonte: Linee guida ISPESL
Saldatura ad arco
Saldatura ad arco - Processo "Elettrodi rivestiti"
1,5
6
10
15
30
8
Fonte: Linee guida ISPESL
40
60
70
9
Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "Elettrodi rivestiti"
Corrente [A]
100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600
10
11
12
13
14
I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
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Saldatura ad arco - Processo "MAG"
1,5
6
10
15
30
8
Fonte: Linee guida ISPESL
40
60
Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "MAG"
Corrente [A]
70 100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600
9
10
11
12
13
14
Saldatura ad arco - Processo "TIG"
1,5
6
10
15
30
--8
Fonte: Linee guida ISPESL
40
60
70
9
Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "TIG"
Corrente [A]
100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600
10
11
12
13
---
Saldatura ad arco - Processo "MIG con metalli pesanti"
1,5
6
10
15
30
--Fonte: Linee guida ISPESL
40
60
Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "MIG con metalli pesanti"
Corrente [A]
70 100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600
9
10
11
12
13
14
---
Saldatura ad arco - Processo "MIG con leghe leggere"
1,5
6
10
15
30
40
---
60
Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "MIG con leghe leggere"
Corrente [A]
70 100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600
10
11
12
13
14
---
Fonte: Linee guida ISPESL
Taglio ad arco
Saldatura ad arco - Processo "Taglio aria-arco"
1,5
6
10
15
30
40
60
10
70
Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "Taglio aria-arco"
Corrente [A]
100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600
11
12
13
14
15
Fonte: Linee guida ISPESL
Saldatura ad arco - Processo "Taglio plasma-jet"
1,5
6
10
15
30
--Fonte: Linee guida ISPESL
40
60
70
Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "Taglio plasma-jet"
Corrente [A]
100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600
9
10
11
12
13
---
Saldatura ad arco - Processo "Taglio ad arco al microplasma"
1,5
6
10
15
30
4
5
6
Fonte: Linee guida ISPESL
Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "Saldatura ad arco al microplasma"
Corrente [A]
40
60
70 100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600
7
8
9
10
11
12
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I.I.S. "Gobetti Marchesini-Casale"
Succursale Via Rovigo n.19 - Torino
Interventi di messa in sicurezza segnalati nei verbali intesa.
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ESITO DELLA VALUTAZIONE
Di seguito è riportato l'elenco delle mansioni addette ad attività lavorative che espongono a radiazioni ottiche artificiali durante le
operazioni di saldatura e il relativo esito della valutazione del rischio.
Lavoratori e Macchine
Mansione
ESITO DELLA VALUTAZIONE
1) Addetto alla posa di recinzioni e cancellate
Rischio alto per la salute.
SCHEDE DI VALUTAZIONE
Le schede di rischio che seguono riportano l'esito della valutazione eseguita.
Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione
Mansione
Scheda di valutazione
SCHEDA N.1 - R.O.A. per "Saldatura ad elettrodi
rivestiti"
Addetto alla posa di recinzioni e cancellate
SCHEDA N.1 - R.O.A. per "Saldatura ad elettrodi rivestiti"
Attività di saldatura comportante un rischio di esposizione a Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) nel campo dei raggi ultravioletti,
infrarossi e radiazioni visibili.
Sorgente di rischio
Tipo
Portata di acetilene
Portata di ossigeno
Corrente
Numero di scala
[l/h]
[l/h]
[A]
[Filtro]
-
-
inferiore a 60 A
8
1) Saldatura [Elettrodi rivestiti]
Saldatura ad arco
Fascia di appartenenza:
Rischio alto per la salute.
Mansioni:
Addetto alla posa di recinzioni e cancellate.
Torino, 11/09/2013
Firma
_________________________________
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