Casa - Residenza - Politiche Sociali - Immigrazione - Diritti - Dal 1993 il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora
povertà, femminile, singolare
La povertà al femminile
In questo numero ci siamo occupati di
esclusione sociale al femminile. Nel
2006 le utenti dei dormitori bolognesi
sono state 108, ma il fenomeno, naturalmente, è molto più complesso e coinvolge anche chi una casa ce l'ha, come
le donne migranti analfabete, o le prostitute vittime della tratta.
Girando per strada, tra dormitori e
laboratori di informatica e di sartoria,
abbiamo capito che spesso in gioco non
c'è soltanto il mero bisogno economico,
ma anche la necessità di parlare con la
propria voce o acquisire competenze, e
quindi di riuscire a farcela da sole.
Abbiamo cercato di capire, allora, come
funzionano progetti creati ad hoc per
un'utenza femminile e come cambiano
quelli che erano stati pensati soprattutto per uomini.
Al primo tipo appartiene il progetto
SIID2 (Servizio Itinerante Inserimento
Donna), promosso dall'Associazione
Amici di Piazza Grande, che organizza
laboratori di sartoria e percorsi di reinserimento professionale delle senza
fissa dimora. Anche l'associazione Fiori
di Strada si occupa soltanto di donne.
Abbiamo passato una notte con loro, tra
Borgo Panigale e Zola Predosa, a distribuire preservativi, the caldo e biglietti
da visita alle prostitute di Bologna,
soprattutto a quelle che sono vittime
della tratta.
Di questo grave problema sociale si
parla anche nell'intervista alla responsabile di una cooperativa sociale che dal
1998 dà lavoro a donne costrette a prostituirsi. Abbiamo poi incontrato le
“mamme del Fioravanti” durante il loro
ultimo giorno di scuola. Si tratta di
quindici donne straniere madri di studenti
dell'istituto
professionale
“Fioravanti” che hanno deciso di partecipare a corsi di italiano e di informatica. Per saperne di più di donne e nuove
tecnologie, siamo andati a un convegno
del Centro Poggeschi sul “gender divide” e abbiamo scoperto che cosa fa
Marzia Vaccari, responsabile del progetto Techné Donne.
- segue a pag 2 -
PRODURRE QUESTO GIORNALE COSTA 0,50 EURO • QUELLO CHE DATE IN PIU’ E’ IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE
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piazza
Grande
Giornale di strada di Bologna
fondato dai senza fissa dimora
“Tendere un giornale è meglio
che tendere una mano”
***
Proprietà
Associazione Amici
di Piazza Grande Onlus
Direttore Responsabile
Leonardo Tancredi
Caporedattore
Jacopo Fiorentino
Sommario
Ai lettori
Questo mese Piazza Grande tratta di un
Se poi si guarda oltre la strada, salendo
tema troppo spesso dimenticato, quello
qualche gradino sulla scala della
della povertà al femminile.
povertà, si incontrano sempre più donne
sole o con figli, che vivono con un reddi-
Abbiamo deciso di dedicare a questo
to ben al di sotto della fatidica soglia
tema un inchiesta partendo da un luogo
della sussistenza. Anche questa catego-
comune: quello secondo cui in strada ci
ria di donne è poco visibile, e anche
sarebbero poche donne. Purtroppo non
questa categoria di donne non è trascu-
è così: le donne in strada devono difen-
rabile. Almeno questo è quello che pen-
dersi da molte violenze e da altrettante
siamo noi, e tramite la nostra inchiesta,
prevaricazioni e se hanno figli tendono a
abbiamo cercato di comunicarlo.
non essere in contatto con i servizi, per
paura che quegli stessi figli gli vengano
Come ogni estate, Piazza Grande esce
portati via.
con un numero doppio che resterà in
strada a luglio e agosto. Il prossimo
Per questo, e per altri motivi, la presen-
numero del giornale uscirà a settem-
***
za delle donne in strada è meno visibile
bre, intanto vi auguriamo una buona
Redazione:
via Libia, 69 40138 Bologna
Tel. 051 342 328
Fax. 051 3370669
di quella degli uomini, ma non per que-
lettura e, per chi le farà, delle buone
sto è trascurabile.
vacanze. A presto.
- La povertà al femminile
pag 1
- Ai lettori
pag 2
- Accade davvero
pag 3
- L’inchiesta del mese
pag 4 - 9
- La città migrante
pag 10, 11
- La cultura è nelle strade
pag 12
- Dal basso verso l’alto
pag.13
- Le pagine dell’Associazione
pag 14
- Cantiere Piazza Grande,
Bologna si mobilita
pag 15
- Indirizzi utili
pag 16
***
www.piazzagrande.it
[email protected]
***
Distribuzione
Antonino Palaia
***
Idea Grafica e impaginazione
Jacopo Fiorentino
***
In Redazione:
Mauro Picciaiola, Carlotta Zarattini,
Mariella Libergoli, Gabriella Penna,
Gaetano Massa, Laura Caretto,
Viviana Melchiorre, Giuseppe Mele,
Marika Puicher, Raffaella Ruffo,
Luisa Begani, Sara Di Taranto,
Massimo Righi,Maddalena Fre.
Hanno collaborato a questo
numero:
Vincenzo Conte, Valentina Collura,
Francesca Piatti, Paola Faranda.
***
Immagini
La foto in prima pagina è di Marika
Puicher.
Foto di Marika Puicher
- segue da pag 1 -
***
Edizioni Online
Jacopo Fiorentino
***
Bologna
01.07.2007
Anno XIV - Numero 6
16 pagine
Tipografia Nuova Cesat Firenze
Registrato presso il Tribunale
di Bologna il 15/09/1995 n°6474
Visto che siamo un giornale di strada
non potevamo dimenticarci di chi in
strada ci vive e quindi abbiamo visitato il dormitorio di via Lenin, una struttura di accoglienza che accoglie solo
donne. La storia inventata ma non
troppo di una ragazza rom ci racconta
come vive una quattordicenne nel
campo di via Trebbo.
Sul fronte dei progetti che stanno gradualmente aprendosi a questioni di
genere, abbiamo sentito i responsabili
del Sokos, l'associazione di medici che
curano immigrati senza permesso di
soggiorno.
Leggendo queste righe si potrebbe
pensare che c’è una disparità, questa
volta in positivo, tra le forze messe in
campo e l’entità del problema.
Poco più di 100 donne passate nei
dormitori in un anno, solo 60 le utenti
dello sportello sociale, il 15% del totale. Eppure chi analizza il fenomeno
delle nuove povertà non fa che ripetere che tra le categorie più a rischio ci
sono le donne sole non più giovani. Le
famiglie unipersonali povere sono formate da donne; su 100 anziani soli 84
sono donne. Nonostante i passi avanti
nel superamento delle discriminazioni
di genere, resta tuttora più complicato
trovare lavoro per una donna rispetto
a un uomo. L’esclusione sociale al
femminile rimane difficile da intercettare, è evidente una maggiore ritrosia
nel rivolgersi ai servizi.
Svincolare il welfare dal concetto rigido di famiglia, favorire l’accompagnamento al lavoro, agire sulla prevenzione del disagio piuttosto che intervenire
in situazioni già compromesse. Questi
sono solo alcuni esempi di intervento
sui quali operatori e amministratori
potrebbero trovare una comunione
d’intenti. Le voci ascoltate per comporre il quadro del disagio femminile a
Bologna vanno in questa direzione.
di Giulia Lasagni
gi.lasagni.tin.it
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2 piazza grande • n°136 • 07.07
Accade
d@vvero
Dal nostro sito, una rubrica che parla di casa, nuove povertà, diritti, immigrazione. A Bologna e non solo
02.06.07
A Napoli pubblicata una guida
per aiutare gli homeless
Dormono fuori dalle stazioni,
nelle sale d'attesa del porto di
Napoli, nei giardini pubblici, sotto
i porticati del centro storico o
della posta centrale: sono circa
1.200 i senza fissa dimora a
Napoli. Per loro la comunità di
Sant'Egidio, ogni anno, pubblica
una guida che raccoglie tutti gli
indirizzi utili per chi vive in strada: dove dormine, dove mangiare e dove lavarsi. Grazie a una
iniziativa dell'Assessorato alle
politiche sociali della Regione
Campania sono stati stampati nei
giorni scorsi migliaia di opuscoli
che saranno distribuiti nelle stazioni, nei luoghi di maggiore
aggregazione delle persone
meno abbienti e attraverso le
associazioni di volontariato.
Negli ultimi 12 mesi si sono contate nella città campana 18 morti
“di strada”. Spesso sono anziani
rimasti soli, persone con problemi psichici e di droga, immigrati
e disabili a finire sui marciapiedi,
e il loro numero è in costante
aumento.
Non sono sufficienti a Napoli le
19 mense di distribuzione gratuita di pasti e soprattutto i 20 centri di accoglienza per poter dormire, che raggiungono un totale
di soli 100 posti letto.
L'assessorato alle Politiche
Sociali della Regione Campania
destinerà parte dei fondi europei
2007-2013 alla creazione di
infrastrutture di tipo sociale e si
farà promotore di un tavolo di
ascolto con le realtà associative
che operano nel settore dell'assistenza ai senza fissa dimora.
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05.06.07
Milano, visite alla città
sconosciuta dei senza dimora
Scoprire una Milano mai vista,
mai pensata e mai incontrata: la
città dei senza dimora. Giovedì 7
e sabato 9 giugno appuntamento
al Parco Sempione per un percorso turistico speciale alla scoperta della "città nascosta di un
senza dimora".
L'iniziativa, promossa dalla rete
di associazioni "Quelli della
Notte", ha proposto una visita
guidata alla città mai vista: quella che nasce dagli occhi di un
altro e si percorre nelle sue scarpe. A far da guida Roberto 42
anni, ex senza dimora, napoletano.
Le "visite guidate alla città
nascosta" sono una iniziativa di
turismo responsabile alla portata
di tutti, destinato in primo luogo
a chi a Milano ci vive.
Una riscoperta del quotidiano, il
gusto di incontrare realtà e persone che spesso si sfiorano soltanto: seguendo le orme di
"guide" un po' speciali.
L'iniziativa è nata da un'idea
della rete di associazioni che ogni
anno promuovono a Milano la
"Notte dei senza dimora". Per
dare significato e continuità alla
"Giornata ONU contro la povertà"
- che si celebra ogni anno il 17
ottobre - la rete di Quelli della
Notte propone durante l'anno
eventi culturali e di sensibilizzazione a tema.
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06.06.07
Sfratti e nuove povertà a
Pechino in vista delle
Olimpiadi
Il COHRE, Centre on Housing
Rights and Evictions, ha pubblicato uno studio secondo cui ad
aprile 2007 1.250.000 persone
sono state sfrattate a Pechino a
causa dello sviluppo urbano
dovuto ai prossimi Giochi
Olimpici. Altre 250.000 persone
saranno sfrattate il prossimo
anno. In totale quindi 1.500.000
persone. A ciò si aggiunge,
secondo il COHRE, il problema
della violenza e repressione perpetuate nei confronti delle vittime degli sfratti. Lo studio evidenzia come il fenomeno si sia
già presentato in passato in
occasione di grandi manifestazioni di questo genere, per
esempio per le Olimpiadi di Seul
del 1988 o ad Atlanta nel 1996.
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06.06.07
Stati Uniti: senzatetto abbandonati in strada dagli ospedali
Negli USA sono stati recentemente ripresi da telecamere due
episodi di “patient dumping”,
finora rimasta una leggenda
metropolitana per assenza di
prove: pazienti senzatetto vengono “scaricati” in strada da
alcuni ospedali statunitensi. I
pazienti vengono curati solo per
un breve periodo, obbligatorio
per legge, e poi abbandonati
perché sprovvisti di assistenza
medica e parenti.
I due episodi sono avvenuti a
Skid Row, un quartiere di Los
Angeles con la più alta concentrazione di senza dimora degli
Stati Uniti, circa 10.000 persone
spesso afflitte da seri problemi
di dipendenza. Le telecamere
erano state installate da un’associazione che dà rifugio ai senzatetto. Nel video si vede lo
“scarico” di Carol Ann Reyes,
una senzatetto di 63 anni affetta
da demenza, caricata su un taxi
senza scarpe né mutande e di
Gabino Olvera, un senzatetto
paraplegico di 41 anni, lasciato
davanti a un rifugio per homeless.
Dopo le indagini, le due aziende
ospedaliere hanno ammesso le
proprie colpe.
La Kaiser, il più grande gruppo
no-profit del settore negli Usa,
ha accettato di finanziare alloggi
per senzatetto e di costruire una
clinica gratuita, destinando allo
scopo 500mila dollari (370mila
euro). Sono stati promessi
anche una revisione delle procedure per il trattamento degli
homeless, nonché un corso di
addestramento per gli operatori
sanitari. Risulta però difficile
controllare il fenomeno, così
come dimostra il fatto che circolasse voce da anni del “patient
dumping” ma che sia stata
necessaria la documentazione
video per agire. Il sistema sanitario americano è in ogni caso
motivo di dibattito nel paese, e
uno dei punti nella campagna
elettorale per le presidenziali del
2008.
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15.06.07
Tele - università nel carcere
di Rebibbia
Quaranta detenuti del carcere di
Rebibbia beneficeranno a breve
del progetto pilota di tele- università a distanza, organizzato
dal garante dei detenuti della
regione Lazio, Università Tor
Vergata di Roma, Fastweb e
Laziodisu. I detenuti saranno
studenti a tutti gli effetti. Le
lezioni saranno sotto forma di
video conferenze da seguirsi in
apposite sale multimediali, e gli
esami saranno sostenuti con lo
stesso metodo interattivo. Il
costo dell'iniziativa non è altissimo, 300 mila euro, motivo per
cui secondo i promotori potrebbe
essere riprodubile in altre carceri.
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15.06.07
A Bologna accompagnatori
alle fermate e sugli autobus
Gli attori dell'associazione culturale "Teatro dei mignoli" accompagnano a casa chi lo richiede,
soprattutto donne sole o anziani,
per contrastare il senso di insicurezza e isolamento nelle ore
notturne, segnalando inoltre alle
forze dell'ordine le situazioni critiche. Il servizio viene svolto alle
fermate e a bordo degli autobus.
Gli attori portano ali da angelo,
fascia da assistente civico e un
cartellino identificatore.
Partner del progetto è il settore
politiche per la sicurezza del
Comune di Bologna con la collaborazione di Atc spa.
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25.06.07
Pubblicato il nuovo Rapporto
Spi-Cgil sulla povertà in Italia
È stato presentato oggi il XVI
rapporto Spi Cgil-Cer su indicatori di benessere e politiche sociali.
Secondo questo studio, la
povertà interessa oggi l’11%
delle famiglie italiane, superando
anche il 25% nel Mezzogiorno.
Rispetto agli altri paesi
dell’Europa continentale, l’Italia
soffre di una maggiore sperequazione nella distribuzione del reddito (superata solo dal
Portogallo). Altro problema è la
maggiore diffusione della cosiddetta "privazione di base", ovvero l’impossibilità di accedere ad
alcuni bisogni (per esempio:
riscaldare la casa, pagare le bollette, mangiare carne o pesce,
uscire con gli amici, effettuare
almeno un periodo di vacanza
l’anno). In Italia inoltre i cittadini
sono più vulnerabili rispetto al
rischio di perdere il livello di
benessere raggiunto, causa perdita del lavoro o malattia. Da
sottolineare ancora come nel
nostro paese l’individuo sia protetto molto più dalla famiglia
(quando c'è), che dal sistema di
welfare.
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19.06.07
A Bari un Pronto intervento
anziani
Il servizio “Pronto intervento
Sociale “SerenitAnziani” è diventato un chiaro punto di riferimento per tutti gli anziani che d'estate restano soli in città. Dopo l'interesse ed il buon esito sociale
dello scorso anno, il servizio
riprende quest'anno e inizierà il
18 giugno per concludersi il 30
settembre.
Il progetto è rivolto a tutti i cittadini ultra 65enni residenti nella
città di Bari, il cui medico abbia
certificato le condizioni di salute
precaria fisica ma anche psicologica, e che abbiano difficoltà a
provvedere autonomamente alla
risoluzione di problemi in casi di
emergenza.
Tra i numerosi interventi previsti
si può usufruire anche della proposta chiamata “Pony della solidarietà”. Si tratta di un servizio
attivo tutti i giorni dalle ore 9.00
alle 19.00, per portare a domicilio la spesa, i medicinali o altri
beni di prima necessità. E' inoltre
previsto un servizio mensa per
coloro che sono senza fissa
dimora (segnalati all'Assessorato
alle Politiche Sociali) che verrà
erogato solo per il mese di agosto, presso il Centro Aperto
Polivalente per Anziani in via
Dante 104, Bari. L'iniziativa è
una concreta sinergia di diversi
enti e realtà locali. L'intero servizio è promosso dall'Assessorato
alle Politiche Sociali del Comune
di Bari e dalla ASL di Bari, affidato alla Cooperativa Sociale Gea.
A cura della redazione web
[email protected]
piazza grande • n°136 • 07/08.07 3
L’inchiesta del mese
Adolescenza
in campo
profughi
Questa non è una storia vera, ma
potrebbe esserlo… Ogni riferimento a
cose, persone o luoghi realmente esistenti è puramente casuale (o no?).
Mi chiamo Alina, ho 14 anni e da quando
ne avevo 2 vivo al campo profughi di
Lebbo di Treno. La mia famiglia ed io
siamo fuggite dalle guerre sanguinose
della ex - Jugoslavia e infatti se me lo
chiedi ti rispondo che sono jugoslava. Ma
siamo anche rom, rom serbi per la precisione. La mia casa è un container di 10
metri quadrati, in cui vivo con i miei genitori e due fratelli più piccoli di me. Ho
fatto le scuole medie proprio come i figli
degli italiani, solo che un pulmino del
Comune ogni mattina doveva venirmi a
prendere al campo, visto che la più vicina
Il primo binario della Stazione F.S. di Bologna. Foto di Marika Puicher
fermata dell’autobus è a più di due chilo-
mo in gruppi di 3-4 e quando un uomo ha
metri… Finita la scuola dell’obbligo il servi-
qualche ora libera durante il giorno andia-
zio è stato interrotto e non ci sono più
mo al supermercato approfittando del suo
andata. Non è che mi dispiaccia molto. Il
passaggio.
problema qui al campo però è che non c’è
Via Lenin,
Bologna,
un dormitorio
al femminile
niente da fare. Dopo che i bambini escono
Mi ricordo la volta in cui ho avuto le prime
per andare a scuola e gli uomini vanno al
mestruazioni. Faceva freddo, penso fossi-
lavoro, noi donne rimaniamo isolate qui.
mo in novembre, ero pronta avendo senti-
Non possiamo come le vostre donne anda-
to le altre donne parlarne, mi aspettavo
re a fare la spesa, fare un giro per il
una cosa del genere. Il problema da allora
All’angolo tra via Felsina e via Lenin,
paese, incontrare un’amica. Restiamo qui
è che non tutti i giorni del mio ciclo posso
tra i palazzoni, un parco e una roton-
e basta. I mezzi pubblici sono troppo lon-
lavarmi come vorrei perché nei bagni del
da, c’è una vecchia casetta rossa a
tani e poi non conosciamo nessuno che
campo in cui vivo non esiste la vasca e
due piani con un grande giardino
viva al di fuori di qui. La noia in effetti è
tantomeno il bidet. Il water è una turca e
senza alberi. Scampolo di campagna
un problema grosso. Far passare un’intera
ho tuttora difficoltà a cambiarmi l’assor-
discreto, non dà molto nell’occhio e
giornata è davvero difficile, soprattutto
d’estate quando fa luce molto presto e
bente, anche se ormai sono passati anni.
Non posso nemmeno depilarmi come vor-
non è facile raggiungerla, soprattutto
se, com’è successo a me, si prende
l’autobus sbagliato. All’interno, a
rei visto che non saprei dove attaccare il
uomini non vogliono che noi donne lavo-
silkepil, mi manca il fornelletto per scalda-
riamo, dicono che sarebbe troppo umilian-
re la cera e con il rasoio peggiorerei solo
ca, un televisore, un microonde e
te per loro e preferiscono piuttosto che ci
la situazione… Secondo mia madre è
qualche copia di Vanity Fair. Se si sal-
occupiamo della “casa”.
anche per questo che non ho ancora avuto
gono le scale, in cui campeggia un
un ragazzo, non mi riesco a lasciare anda-
poster di James Dean, unico uomo
Oltretutto al campo ora non c’è più quel-
re perché non sono a mio agio con me
ammesso nella casa, fatta eccezione
l’armonia che c’era quando siamo arrivati;
stessa e il mio corpo. Eppure che sono
per gli operatori sociali, si arriva alle
la speranza di avere un futuro diverso è
magra, non ho i soliti brufoli della mia età,
stanze da letto.
andata via via svanendo. Molte di noi pen-
potrei dire persino che mi piaccio e che
che non ha più nemmeno senso parlare.
ogni tanto mi metterei come tutte le
ragazze italiane una gonna corta o un
piano terra, c’è una piccola sala
ricreativa con sedie e tavoli di plasti-
L’arredamento è quello scarno degli
ostelli, degli ospedali o degli studentati, fatto di letto a una piazza, arma-
Molte non hanno più niente da dirsi. Le
vestito scollato. Ma ve lo immaginate voi
amiche di mia mamma sono sempre le
ad avere la mia età e non potersi nemme-
stesse, stanno insieme tutti i giorni, tutto
no fare belle per un appuntamento con un
foto di famiglia o di padre Pio, ma la
il giorno e non ci sono mai novità o cose
ragazzo? Non posso farmi la doccia perchè
prima impressione è quella di uno
interessanti di cui parlare. Se fossero
o manca l’acqua o se c’è è troppo fredda e
spazio bianco, pulito e vuoto nono-
scimmie forse si conterebbero i peli a
rischierei di dover saltare l’uscita causa
stante ci siano valigie dappertutto.
vicenda come fanno in tv nei documenta-
raffreddore. Quasi impossibile avere poi
ri…
un angolino per provarsi qualche vestito
La casa “Madre Teresa di Calcutta” è la
davanti ad uno specchio abbastanza gran-
prima struttura di accoglienza di genere di
Spesso litigano, ma non avendo la possibi-
de. E così l’appuntamento nel migliore dei
Bologna. Aperta nel 2001, a partire dallo
lità di sfogarsi all’esterno o anche solo di
casi finisce per saltare. Pensate poi se
stare un po’ separate senza vedersi per
volessi invitare a casa mia un ragazzo che
sbollire la rabbia e poi chiarirsi, finisce che
mi piace…
non risolvono mai davvero i problemi e
dietto e lenzuola bianche. Qua e là c’è
qualche angolo personalizzato, con
scorso anno questo dormitorio ospita soltanto donne. Per il momento, però, nonostante collaborazioni ancora in fase
embrionale con associazioni come Armonie
e la Casa delle donne per non subire vio-
sono frustrate. Forse sono più frustrate
Anche i miei genitori non sono liberi di
lenza, non funziona ancora in modo molto
solo dal fatto che qui non ha senso nean-
vivere la loro intimità; ogni tanto io cerco
diverso dalle strutture a bassa soglia, cioè
che fare le pulizie, tanto da fuori entra
di allontanare i miei fratelli perché possa-
da altri luoghi di accoglienza di Bologna a
continuamente polvere e se solo fa due
no restare soli, ma mia madre dice che le
cui si accede direttamente dalla strada in
gocce si allaga tutto e siamo daccapo.
sembra così squallido… Nonostante questo
condizioni spesso molto difficili. Quello che
Anche cucinare è un’impresa, uno o due
tutti fanno un sacco di figli qui al campo,
cambia in questo caso è soprattutto il tipo
fornelletti, consumo di gas ridotto al mini-
non so come facciano in quelle condizioni
di utenza, dettaglio apparentemente irrile-
mo per contenere i costi, ingredienti pochi
ma è così. Forse anche mia mamma ne
vante che però favorisce l’ingresso di ospi-
e poveri, niente forno. E come fare la
aspetta già un altro… Speriamo che sia
spesa? Senza macchina e senza autobus?
femmina!
Noi donne siamo dipendenti del tutto dagli
uomini anche in questo, non possiamo
A cura di Mauro Picciaiola
allontanarci da sole dal campo perché
e Fiore Zaniboni
senza mezzi. Spesso allora ci organizzia-
4 piazza grande • n°136 • 07/08.07
ripetermi i responsabili del dormitorio, si
tratta di solito di donne con un’istruzione
medio-bassa e grandi difficoltà ad inserirsi
nel mondo del lavoro, indipendentemente
dal fatto che abbiano una storia di disagio
sociale alle spalle.
Spesso sono vittime di violenza domestica,
non riusciamo più a dormire. I nostri
sano che non ce ne andremo mai di qua e
una storia a sé, come non finiscono di
ti musulmane a volte restie, come ci racconta il coordinatore del dormitorio Giorgio
Marcasciano, a entrare in dormitori misti.
In questo periodo le ospiti sono 19, per lo
più italiane, anche se spesso arrivano
donne straniere, soprattutto “badanti” che
hanno perso il lavoro e quindi anche un
tetto sulla testa. Sebbene ogni caso sia
separate o divorziate, e hanno reciso i
contatti con la famiglia, oppure nascondono ai figli lontani il fatto di abitare in dormitorio. La situazione delle over 50 è particolarmente drammatica, quella delle
“badanti” un po’ meno, perché le offerte di
lavoro abbondano. Molte hanno trovato
un’occupazione grazie a delle borse lavoro
oppure frequentano corsi di formazione
professionale. Parlando con alcune di loro
in giardino, quando sono tornate a “casa”
da poco, vengo a sapere che Michela,
rumena, lavora in una sartoria, Rosaria fa
la bidella in una scuola, Antonietta è
dipendente di una cooperativa, mentre
Giorgia lavora in un call center. Per tutte il
futuro è appeso a un filo perché hanno
lavori precari e non sanno se i loro contratti verranno rinnovati. Forse anche per
questo, quando chiedo loro se hanno
intenzione di continuare a vivere al dormitorio, mi rispondono o che non lo sanno o
che si trovano bene, meglio che in altri
posti, e che vorrebbero restare. Le meno
fortunate, invece, passano la giornata per
strada e poi ritornano alla sera. Il regolamento non ammette eccezioni: al dormitorio si entra alle 19 e si esce prima delle 9,
anche se si ha la febbre a quaranta o se
fuori diluvia.
Inoltre non si possono ricevere visite né
restare più di tre mesi, a meno che, come
molto spesso accade, non si costruiscano
percorsi di graduale reinserimento sociale
in collaborazione con gli assistenti sociali.
Stare fuori tutto il giorno, però, è la cosa
che pesa di più a tutte, soprattutto durante il weekend, quando sì, si può andare
allo Spizzico, farsi il giro delle mense o
starsene sedute ai giardini ma le 7 di sera
sembrano non arrivare mai . C’è chi, come
Rosaria, vorrebbe dormire un po’ di più di
domenica mattina e chi, come Giorgia,
vorrebbe che si potesse restare al dormitorio almeno in caso di malattia e cucinare
qualcosa nello spazio comune, visto che
adesso c’è solo un microonde e i cibi surgelati costano parecchio. Piccole cose,
certo, ma elementi essenziali per chi cerca
di rifarsi una vita normale.
di Giulia Lasagni
[email protected]
SIID
quando
la poverta’
e’ donna
Nel 2005 è nato il progetto SIID
(Servizio Itinerante Inserimento
Donna), su iniziativa
dell’Associazione Amici di Piazza
Grande Onlus, che si sostiene con i
finanziamenti del Fondo Sociale
Europeo e della regione EmiliaRomagna.
Grazie al rifinanziamento dell’iniziativa, è ora in corso il SIID2, proseguimento migliorativo del primo
progetto, le cui attività sono iniziate a ottobre 2006 e termineranno
nel dicembre 2007.
L’obiettivo del SIID 2 è quello di contrastare le forme di povertà femminile, con
una particolare attenzione alle donne
sole e/o capofamiglia con reddito sotto
la soglia di povertà, nonché alle donne
adulte espulse dal mercato del lavoro e
con difficoltà ad essere ricollocate, e a
La sartoria di Piazza Grande
ta abiti di Piazza Grande, in cui era
sentazione, imprinting per le aziende.
assente tuttavia un vero e proprio per-
Si impara inoltre a distinguere e ripro-
corso professionalizzante. Alcune delle
durre i vari stili (casual, classico,
persone che seguono i corsi hanno svi-
trend), nonché a disegnare e poi vestire
Iress (Istituto Regionale Emiliano-
luppato la passione per la sartoria pro-
la figura. Luca Giannola, lo stilista che
Romagnolo per i Servizi sociali e
prio a partire da qui.
tiene il corso di figurino e stile, sottoli-
Sanitari) ha svolto una mappatura delle
nea infatti che, oltre alle conoscenze
organizzazioni che sul territorio si occu-
I laboratori di sartoria si trovano nel
artistiche, occorrono anche le nozioni
pano di donne in condizioni di estrema
centro storico di Bologna, in via del
tecniche, che le aziende richiedono
povertà. Poiché è emerso come sia diffi-
Borgo 52. Quando arriviamo, insegnanti
maggiormente.
cile trovare organizzazioni che si occupi-
quelle sole disoccupate e senza fissa
dimora.
È un progetto complesso in quanto si
estende su un territorio piuttosto
ampio: Bologna, Imola, Piacenza, le
della zona.
Le iniziative previste sono di diverso
tipo. A Bologna è stato realizzato un
servizio itinerante di genere, che prevede due interventi: un servizio di primo
contatto e aiuto, realizzato sia in strada
che in altre sedi, cui si aggiunge l’offerta di sportelli itineranti di orientamento
e accompagnamento socio- lavorativo.
Sono previsti sette workshop o seminari
di approfondimento itineranti nel territorio, allo scopo di sensibilizzare e creare una cultura sul tema dell’estrema
povertà femminile, nonché essere d’aiuto alle realtà sia pubbliche che private
che agiscono in questo ambito.
A Imola l’associazione Trama di Terre
ha in corso un “Laboratorio di valorizzazione delle competenze di donne non
italiane” per aiutare le donne straniere
Il corso attualmente è frequentano da
esse sono state divise in 3 gruppi, in
quattro donne e un uomo. Le attività
relazione a ciò di cui si occupano:
Il laboratorio di primo livello si tiene
sono di fatto tre: la produzione di capi
povertà in genere; povertà femminile;
nella stanza più grande, dove domina
di moda vintage, con cui si creano
tematiche femminili. I dati sono relativi
un grande tavolone bianco, su cui le
nuovi modelli a partire da abiti riciclati,
al maggio 2007.
allieve disegnano e prendono le misure,
scartati, la pittura su tessile, la produ-
mentre ai lati si trovano le macchine da
zione di capi su misura e prenotazione
Nel settore del privato sociale sono state
cucire e il ferro da stiro. Qui sono dieci
(chiunque infatti può mettersi in contat-
individuate in tutto 121 realtà attive: 57
le donne, di cui la maggioranza stranie-
to per usufruire di questo servizio).
nella provincia di Bologna; 9 a Piacenza;
caldo afoso.
rale italiano. Qui lo sportello di avviamento al lavoro non vuole soddisfare
solo un bisogno economico, ma soprattutto aiutare a riacquisire consapevolezza di sé e delle proprie competenze.
A Bologna un’altra iniziativa interessante è quella dei due laboratori di sartoria. Uno, di primo livello, è finalizzato
all’insegnamento delle tecniche per la
riparazione e la confezione di indumenti, mentre quello di secondo livello, per
chi voglia progredire dopo aver frequentato il primo corso, insegna la rea-
mento delle tecniche sartoriali, grazie
La speranza per tutti è quella di creare
22 rispettivamente a Rimini e Ravenna.
all’aiuto di una sarta, e di due ragazze
un’attività aziendale per porre i propri
Di queste 121 realtà il 68% sono asso-
che svolgono tirocinio.
lavori sul mercato. È prevista a breve
ciazioni di volontariato, il 15% organismi
l’apertura di un negozio in via S. Vitale,
pastorali ed enti ecclesiali, il 10% coope-
Le corsiste sono motivate dal fatto che,
dove si potranno acquistare sia le crea-
rative sociali e il 3% Ong e fondazioni. Si
se pur a volte con fatica, stanno impa-
zioni originali che gli abiti usati.
conferma quindi come il settore dell’as-
rando un lavoro gratificante, che spera-
L’augurio è quello di una sfilata di moda
sociazionismo e volontariato sia quello
no tutte di poter eseguire anche in
come evento finale.
più attivo.
luogo di socializzazione che permette di
Il progetto SIID, ci spiega la responsa-
Di queste la maggioranza (61 su 121)
interagire e conoscere altre donne,
bile Maria Assunta Serenari, è servito a
sono del primo gruppo (povertà in gene-
scambiandosi informazioni e condivi-
sensibilizzare l’amministrazione comu-
re) e operano con servizi di diverso tipo
dendo i piccoli momenti della vita quoti-
nale su un tema poco visibile quale
(offerta di alloggio, mense, distribuzione
diana. Anche da un punto di vista ester-
quello della povertà femminile.
di vestiario e farmaci, sostegno psicolo-
seguito. Oltretutto il laboratorio è un
I laboratori nascono dall’esperienza già
collaudata del settore sartoria e raccol-
gico). Seguono 35 associazioni del
no come il nostro si percepisce in effetti
L’iniziativa è importante perché offre
secondo gruppo: centri antiviolenza;
uno spazio di accoglienza e ascolto spe-
organizzazioni che offrono accoglienza
L’esperienza è positiva per tutte: allie-
cificamente per le donne. Le donne in
abitativa o orientamento lavorativo a
ve, tutor e tirocinanti. L’insegnante, con
situazione di disagio, pur essendo di
donne o sostegno alla maternità.
una certa emozione, racconta come, tra
meno rispetto gli uomini, sono maggior-
le molte fatte, questa sia una delle sue
mente vulnerabili e invisibili, più capaci
Infine 25 sono del terzo settore (attività
esperienze di vita più importanti.
di nascondere nel silenzio i propri pro-
di promozione delle pari opportunità, di
Esiste tuttavia anche qualche difficoltà.
blemi. Per questo hanno necessità sia
scambio e confronto tra donne).
È successo che alcune donne, essendo
materiali che umane, quali affetto e
appena arrivate in Italia, avessero con-
protezione, ma anche di tranquillità e
Sia nel settore pubblico che privato ci si
sistenti problemi con la lingua italiana,
luoghi propri dove ritrovare sé stesse.
scontra con diversi problemi, tra cui la
un clima accogliente e informale.
scarsità di risorse destinate a politiche
tanto da rendere difficile lo stesso inse-
sociali e assistenza economica, e un
gnamento delle tecniche di sartoria.
Altre, arrivando da paesi culturalmente
di Luisa Begani
mercato del lavoro che non tiene conto
molto distanti dal nostro, subiscono uno
[email protected]
delle differenti esigenze delle lavoratrici.
shock culturale, che le rende nostalgi-
...
Alcune non hanno mai lavorato, avendo
sempre svolto il ruolo di madri e mogli;
che e desiderose di tornare a casa.
lizzazione di capi vintage e costumi teatrali.
16 nella provincia di Forlì- Cesena; 17 e
re, coinvolte in progressivo apprendi-
che vivono un disorientamento dovuto
all’impatto con il contesto socio- cultu-
no specificamente di povertà femminile,
e allievi stanno lavorando, nonostante il
province di Rimini, Ravenna e ForlìCesena, oltre a una serie di comuni
La mappatura Iress
Per maggiori informazioni
altre faticano a conciliare il lavoro con la
In una stanza più piccola si tiene il
Sito web: http://www.siid2.it
cura di minori e anziani non autosuffi-
laboratorio di vintage, dove è in corso
Email: [email protected]
cienti. Le difficoltà “tradizionali” della
una lezione. In questo momento si sta
Tel.0514222046
figura femminile vengono amplificate
lavorando sul mood, una sorta di pre-
dalle trasformazioni sociali in corso.
piazza grande • n°136 • 07/08.07 5
L’inchiesta del mese
Viaggio
tra i Fiori
di Strada
Nel frattempo ci raggiunge anche Tania.
Ci assicuriamo che l’auto sia stata caricata con tutto il necessario, dopo di che
finalmente si parte.
Ci muoviamo in direzione di Borgo
Panigale, e dopo un paio di chilometri
avvistiamo subito le due prime ragazze.
Accostiamo. Sono entrambe rumene,
Sono più di 600 le ragazze che ogni
notte popolano le strade del capoluogo emiliano e dei paesi limitrofi
per vendere il proprio corpo in cambio di qualche prestazione sessuale.
Sono definite prostitute, battone,
lucciole, o più volgarmente “puttane”; spesso con un disprezzo che
cela una profonda ignoranza sulle
condizioni reali di queste ragazze,
nella maggior parte dei casi vittime
di una vera e propria schiavitù. Ma
chi sono realmente queste ragazze?
Quali sono le storie che le accomunano? Cosa si fa per aiutarle?
come del resto quasi tutte le prostitute
di quella zona, ci guardano con un po’ di
diffidenza, ma non appena sentono la
voce di Antonio si illuminano in viso.
Mentre parliamo del più e del meno,
accettano volentieri del tè freddo e qualche biscotto e, soprattutto, i preservativi
che prontamente offriamo loro. Una
delle due chiede di essere accompagnata in settimana ad una visita medica e
intanto ci racconta con una leggerezza
quasi disarmante che una sua amica non
è presente perché ha dovuto subire un
aborto. “Molte di queste ragazze” ci dice
Antonio appena ripartiti “hanno abortito
più volte. Il problema è che, soprattutto
Abbiamo cercato di rispondere a
questi interrogativi passando una
notte a bordo dell’unità mobile di
Fiori di strada, un’associazione
onlus nata circa un anno fa con l’ob-
tra le rumene, c’è una disinformazione
sanitaria pazzesca per cui spesso usano
l’aborto quasi come un metodo contraccettivo. Per questo è importante offrire
loro la giusta informazione”.
biettivo di contrastare lo sfruttamento di queste giovani donne,
spesso minorenni, e di cercare di
offrire loro una nuova vita.
Il nostro viaggio continua, accostiamo
vicino ad ogni fiore di strada, mentre
Antonio ci racconta altri particolari
inquietanti sul mondo della prostituzio-
La nostra breve immersione nel mondo
della prostituzione bolognese, inizia alle
h.21, di fronte ad uno dei due mini
appartamenti di cui l’associazione dispone come rifugio di prima accoglienza per
le ragazze tolte dalla strada.
Ad aspettarci c’è Antonio, presidente di
Fiori di Strada, che mi accoglie subito
con un sorriso e un buonumore contagiosi, risorsa importante per chi lavora a
ne: “le vittime della tratta vengono continuamente vendute e comprate come
se fossero merce di scambio da varie
micro-organizzazioni criminali. Pensa
che una delle ragazze che abbiamo ora
nel programma di protezione ci ha rac-
in un altro mondo, si respira un’atmo-
la gioia. Dopo che Antonio racconta la
un’offerta tre per due: due ragazze più
sfera più cupa, la strada è illuminata
sua storia capisco tanta felicità: “Capita
redditizie in cambio di tre meno remu-
solo dalla luce fioca di qualche lampione,
spesso che dei balordi che non sanno
nerative”.
e avvolte nel buio si scorgono appena le
come passare la serata fanno un giro
sagome delle ragazze nere ai bordi della
per le strade di Bologna gettando addos-
Le reazioni delle ragazze al nostro arrivo
strada “Qui troviamo le nigeriane” conti-
so a queste ragazze dei secchi di escre-
sono diverse, la maggior parte sembra
nua la nostra guida, “praticamente tutte
menti e insultandole. A Jennifer una
aspettarci e scambia volentieri qualche
le donne che abbiamo incontrato fino ad
sera sono stati scaraventati dei chiodi
battuta con noi, ma c’è anche chi accet-
ora sono vittime di una qualche forma di
sul viso che l’anno ferita gravemente ad
ta con diffidenza ciò che le offriamo
schiavitù, imposta spesso con continue
un occhio. Se non l’avessimo portata
allontanandosi velocemente o addirittura
minacce e menzogne. La minaccia più
subito al pronto soccorso avrebbe
chi non si avvicina nemmeno all’auto.
frequente è quella che uccideranno la
rischiato di perdere la vista”.
“Spesso proprio le ragazze che ci tratta-
loro famiglia se dovessero ribellarsi.
no male” mi spiega Antonio “che ci
Questo vale tanto di più per le nigeria-
Dopo Zola Predosa rientriamo in città, e
allontanano, che non vogliono parlarci
ne, le quali si trovano in una situazione
iniziamo a percorrere i viali. Anche qui
sono quelle che hanno più bisogno d’aiu-
di sfruttamento spaventoso. Di solito
per la maggior parte le ragazze sono
to. Ad esempio la ragazza dalla quale ci
hanno contratto un debito che si aggira
rumene, ma ci sono anche serbe, russe
fermeremo ora è in una situazione
sui 50 mila euro, saldato il debito sono
e lituane; almeno un paio di loro sono
disperata”. Accostiamo vicino ad un fiore
libere, il problema è che ovviamente ci
minorenni. Ci conoscono tutte e accetta-
di strada che non ha più di 15 anni, ci
mettono una vita a pagare quelle
no con riconoscenza le nostre attenzioni.
guarda spaventata, e con un gesto quasi
somme”.
contatto con tanta sofferenza.
Nell’attesa che ci raggiunga Tania, una
volontaria del servizio, Antonio inizia a
spiegare in breve in cosa consiste la loro
attività: “Attraverso l’unità mobile riusciamo ad avere un primo contatto con
le ragazze e a porre le basi per un rapporto di fiducia. Ogni sera dalle 9 fino
all’alba due persone a turno percorrono
circa duecento chilometri lungo le strade
di Bologna, cercando di offrire a chi si
prostituisce ogni possibile assistenza:
distribuiamo cibo e bevande, fazzolettini
intimi, materiale informativo di ogni
genere tradotto in più lingue, profilattici,
e biglietti da visita, con la raccomandazione di contattarci per qualunque
necessità, se avessero bisogno di un
avvocato, di essere accompagnate da un
medico, di un sostegno psicologico o
quant’altro.
Non ci occupiamo però solo di riduzione
del danno, il nostro obbiettivo principale
è liberare queste ragazze dai loro sfruttatori, per questo c’è l’unità d’aiuto, che
ha proprio lo scopo di allontanare dalla
strada le donne che richiedono esplicitamente il nostro intervento, per poi in
impercettibile, ma denso di significato,
6 piazza grande • n°136 • 07/08.07
Il viaggio sulle strade della tratta termi-
allunga la mano verso di noi per prende-
Anche qui ci fermiamo non appena avvi-
na alle 3.30, prima del solito, in una
re i preservativi, dopo di che si allontana
stiamo una ragazza. Anche qui i fiori di
serata con pochi clienti e quindi anche
velocemente. “…ci siamo fermati solo un
strada sono tanti e le storie diverse.
con poche ragazze, un dato che fa pen-
attimo perché abbiamo saputo che quasi
Naomi è bellissima e giovanissima, forse
sare e che ci dovrebbe far riflettere sul
tutte le sere il protettore di questa
non ancora maggiorenne. Antonio per-
fatto che ci sono due tipi diversi di sfrut-
ragazza scende in strada e, per farla
cepisce la drammaticità della sua situa-
tatori: i protettori, venditori di vite
desistere dal rivolgere la parola a chiun-
zione e l’invita a salire un attimo in
umane senza coscienza ne scrupoli, e gli
que non sia un cliente, la prende a calci
auto. Con un italiano incerto la ragazza
acquirenti, per di più occidentali “perbe-
e a pugni nello stomaco e sul viso. Tra
ci racconta che viene picchiata quotidia-
ne” e invisibili alla ricerca di una notte di
l’altro succede tutte le sere che una di
namente dalle sue compagne. Non riu-
sesso. E, in mezzo, loro: piccoli fiori di
queste ragazze venga picchiata, deruba-
sciamo però a sapere niente di più, ha
strada in catene.
ta o stuprata”.
paura, e ringraziandoci ci saluta.
Jennifer, è contentissima del nostro arri-
di Marika Puicher
Proseguiamo verso Zola Predosa.
vo, fa rifornimento di tutto ciò che le
[email protected]
Imboccata via Rigosa sembra di entrare
possiamo offrire saltellando qua e la per
seguito inserirle in un programma di
protezione”.
La sede di Fiori di strada. Foto di Simone Fensore
contato che un periodo c’era addirittura
L’inchiesta del mese
Dalla strada
al lavoro
Un progetto
di reinserimento lavorativo
per uscire dalla tratta.
L’articolo 18 T.U. delle disposizioni concernenti
la disciplina sull’immigrazione e norme sulla
condizione dello straniero (decreto legislativo
n. 286/98) prevede il rilascio del permesso di
soggiorno per motivi di protezione sociale al
fine di “consentire allo straniero di sottrarsi alla
violenza ed ai condizionamenti dell’organizzazione criminale e di partecipare ad un programma di assistenza ed integrazione sociale”
(art. 18, comma 1).
Secondo i dati in possesso del Dipartimento
per i diritti e le pari opportunità (aggiornati a
marzo 2007), nel periodo tra marzo 2000 e
maggio 2006, il numero di persone che nel
corso degli anni sono entrate in contatto con i
progetti di protezione sociale o hanno ricevuto
una prima assistenza sono state circa 45.331.
Il triste fenomeno del traffico di esseri umani ai
fini di sfruttamento sessuale ha interessato
prevalentemente giovani donne con provenienza per lo più dalla Nigeria e dai paesi
Foto di Luigi Caterino
dell’Est europeo. In particolare negli ultimi anni
come il mondo, ma nuovissima per un tipo di
si è registrata la presenza sempre maggiore di
utenza così particolare. Ci siamo accorti fin da
donne rumene, moldave e ucraine.
subito di quanto fosse importante illustrare alle
Il supporto dato a queste donne, attraverso il
e di sperimentare il proprio grado attitudinale e
partecipanti la motivazione che ci induceva a
contenimento delle loro ansie, paure e sconfit-
comportamentale. Inoltre la formazione prati-
Il permesso di soggiorno rilasciato secondo
lavorare per loro e contemporaneamente
te, si è in questi anni rilevato fondamentale per
ca consente sia alla ditta che alla donna di
l’articolo 18 ha la durata di sei mesi e può
sostenerle, cercando di ottenere almeno la loro
aiutarle ad inserirsi in un contesto lavorativo,
conoscersi e modificare una serie di stereotipi
essere rinnovato per un anno, o per il maggior
non-sfiducia nei nostri confronti.
dopo aver vissuto l’esperienza drammatica
prodotti spesso da una scarsa conoscenza
della “tratta”. La nostra azione formativa, vole-
delle altre culture.
periodo occorrente per motivi di giustizia. Tale
bili nel mercato del lavoro.
Potersi misurare in contesti lavorativi “normali”
permette di acquisire le conoscenze necessarie
permesso “consente l'accesso ai servizi assi-
Nel tempo il progetto ha dimostrato effettiva-
va appositamente essere breve, tenuto conto
stenziali e allo studio, nonché l'iscrizione nelle
mente di rispondere ai bisogni di queste donne
che, generalmente le donne inviate al corso,
Restano, tuttavia le difficoltà incontrate nel
liste di collocamento e lo svolgimento di lavoro
per le quali è stato necessario un sostegno
hanno circa quattro mesi, dall’ottenimento
reperimento delle aziende disposte ad assu-
subordinato, fatti salvi i requisiti minimi di età.
finalizzato al reinserimento sociale, passando
della ricevuta della richiesta del permesso di
mere le donne dopo il periodo di formazione,
Qualora, alla scadenza del permesso di sog-
attraverso una serie di obiettivi a breve, lungo
soggiorno , per ottenere un contratto di lavo-
priorità che Daniela si pone nel suo lavoro.
giorno, l'interessato risulti avere in corso un
e medio termine, fra i quali soprattutto la pos-
ro”.
rapporto di lavoro, il permesso può essere
sibilità di ottenere un contratto di lavoro.
ulteriormente prorogato o rinnovato per la
Attraverso il sostegno e l’accompagnamento
Una lotta contro il tempo caratterizza quindi,
durata del rapporto medesimo o, se questo é a
previsti dal progetto, articolato in due impor-
lo svolgimento di questi corsi, che ogni anno
tempo indeterminato, con le modalità stabilite
tanti fasi propedeutiche (teoria e stage), si è
vedono la partecipazione di circa 15 donne.
per tale motivo di soggiorno. Il permesso di
cercato di fare in modo che ogni donna potes-
“Bisogna insegnare tutto il necessario tenendo
soggiorno previsto dal presente articolo può
se acquisire informazioni necessarie:
conto anche delle caratteristiche individuali di
essere altresì convertito in permesso di sog-
all’ inserimento nel mondo del lavoro,
ogni persona, come per esempio la competen-
giorno per motivi di studio qualora il titolare sia
alla fruizione consapevole dei Servizi del
za linguistica. Negli ultimi anni si è visto un
iscritto ad un corso regolare di studi” (art. 18,
Territorio, all’orientamento giuridico,
numero sempre maggiore di donne con scola-
D.Lgs 286/98).
alle tematiche relative alle pari opportunità e ai
rizzazione assai bassa (scuola elementare) e
diritti delle donne in Italia.
una ormai costante presenza di persone anal-
Pensiamo valga la pena raccontare, seppur in
di Laura Caretto
[email protected]
Donne povere a Bologna.
I numeri dello sportello sociale.
Allo sportello sociale nel 2006 si sono
rivolte 60 donne, il 15,8% del totale, età
media 36,4 anni. Di queste 28 erano tossicodipendenti (15,1% di tutti gli utenti
fabete in L1. Questo ha spesso causato grandi
tossicodipendenti), 4 alcoliste (9,3%), 8
forma del tutto anonima, il lavoro svolto da
Tale obiettivo/strumento è stato fondamentale
problemi di collocabilità, soprattutto a fronte
con disagio psichiatrico (34,8%), 30 con
una cooperativa sociale sul territorio di Bologna
al fine di stimolare riflessioni necessarie ad una
delle difficoltà create dalla crisi del mercato del
disagio sociale (15,7%). Le donne tossi-
nell’ambito di un programma di protezione
presa di coscienza, relativa ai loro diritti ed alla
lavoro. Per questo motivo abbiamo cercato di
codipendenti avevano un’età media di
sociale rivolto a donne vittime della tratta.
loro dignità di essere umani con il conseguente
dare una risposta al bisogno di tutte quelle
29,7 anni.
obiettivo a lungo termine di farne dei sogget-
donne, provenienti da contesti socio-culturali
ti/attori della propria esistenza.
assai deprivati e limitanti, cercando di renderle
Questa la distribuzione delle donne nelle
più “occupabili” per il mercato del lavoro.
strutture d’accoglienza a Bologna:
Ne abbiamo parlato con Daniela (nome di fantasia) che dal 1998 lavora a questo progetto.
29 al Rifugio notturno Massimo
“Il nostro progetto finanziato dalla Provincia di
Naturalmente sarebbe ottuso pensare che tale
Bologna, nasce come parte integrante di un
processo di coscientizzazione passi esclusiva-
Si è visto necessario quindi un ulteriore rinfor-
progetto regionale nel quale alcune associazio-
mente attraverso la conoscenza-stimolo di
zo, propedeutico al corso, individuabile attra-
ni partner si occupano principalmente dell’ac-
queste tematiche.
verso un apprendimento minimo della lingua
coglienza, della protezione e della regolarizza-
italiana, con particolare attenzione al lessico
Zaccarelli; 29 al Madre Teresa di
Calcutta; 7 alla Casa del Riposo
Notturno; 37 al Rifugio Notturno della
solidarietà; 5 all’Isola che non c’è (struttura attualmente chiusa); 19 al
zione delle persone immigrate vittime della
Il progetto infatti, nella realizzazione della sua
utilizzato in quei particolari contesti lavorativi
tratta. L’idea era quella di occupare le donne
Beltrame. In totale le utenti dei dormitori
seconda parte, cioè il tirocinio formativo in
che non richiedano personale specializzato”
nel 2006 sono state 108.
che, dopo aver fatto denuncia, erano in attesa
un’azienda (che abbia espresso un’ interesse a
del nulla osta del giudice.
valutarne l’assunzione in organico), ha operato
A livello nazionale, i soggetti che hanno ricevu-
(Dati tratti dal sito dell’Osservatorio
al fine di aiutare ciascuna donna a recuperare
to una formazione professionale, scolastica o
Epidemiologico Metropolitano
La formula educativa che abbiamo utilizzato,
la propria autostima, attraverso l’acquisizione
hanno usufruito di borse lavoro sono in totale
Dipendenze Patologiche
aula e stage formativo, era semplice e vecchia
di competenze lavorative e trasversali, spendi-
8.326. I soggetti avviati al lavoro 5.528.
http://www.ossdipbo.org/)
piazza grande • n°136 • 07/08.07 7
L’inchiesta del mese
Sokos donna.
Assistenza
medica a
irregolari e
senza dimora
I medici volontari dell’associazione
Sokos, dal 1993, curano gratuitamente
immigrati senza permesso di soggiorno e
persone emarginate come i senza tetto.
Dallo scorso anno è partito un progetto
che si occupa in maniera specifica di
donne. Ve lo presentiamo in questa pagina.
L’Associazione Sokos nasce a Bologna nel
1993. I primi pazienti sono stati i residenti dei
‘campi per i rifugiati’ che si trovano nella periferia di Bologna. Nel corso degli anni, Sokos
ha fornito assistenza medica ai profughi arrivati in città. Prima, albanesi e ex jugolavi
(1993-1994) e poi anche curdi e kossovari
(1998-1999).
Oggi nell’ambulatorio, che ha sede nel centro storico di Bologna, in via de’ Castagnoli,
vengono visitati tutti i cittadini stranieri che
non possono accedere al Servizio Sanitario
Nazionale perché sono privi di documenti.
Gli immigrati irregolari, secondo le leggi nazionali, possono essere curati negli ospedali pubblici solo se si rivolgono al pronto soccorso nei
casi d’urgenza. In alternativa, devono possedere il tesserino SPT.
Lo status di ‘Straniero Temporaneamente
Presente’ dà diritto all’assistenza medica gratuita per sei mesi, è rinnovabile e vale in tutta
Italia. Anche il permesso SPT, però, viene concesso soltanto in caso di cure urgenti e necessarie. Per altre necessità ci si deve rivolgere, a
pagamento, agli specialisti privati.
Anche un appuntamento dal dentista diventa,
allora, impossibile. Bisogna tener presente le
difficoltà della popolazione straniera clandestina - composta soprattutto da giovani e lavoratori, fra cui tanti che non hanno fissa dimora.
Per questo, Sokos ha aperto le porte dell’ambulatorio dove, tre volte alla settimana, vengono effettuati esami medici e offerta consulenza. Durante gli orari di visita, il centro di via
de’ Castagnoli è sempre molto affollato e si
presentano trenta o quaranta persone al giorno.
Fra di loro, vi sono anche molti cittadini rumeni. E’ giusto spendere qualche parola per parlare della loro condizione. Sono membri della
comunità europea, al pari degli italiani, da
quando a gennaio il loro paese è entrato a far
parte della Unione Europea ma dal punto di
vista assistenziale, chi non ha un lavoro regolare, vive ancora in una situazione di limbo.
Non godono dell’assistenza medica di cui possono usufruire i cittadini europei. Mancano i
documenti che certificano questo diritto perché
in Romania si sono accumulati grossi ritardi
burocratici. Il risultato paradossale è che, in
Italia, viene curato soltanto chi può rinnovare
il tesserino STP perché lo aveva già negli anni
scorsi. Per gli altri, al momento, c’è poco da
fare.
I pazienti stranieri hanno bisogno di particolare
attenzione. Spesso, non parlano la nostra lingua e la comunicazione con i medici negli
ospedali pubblici, gremiti di persone, non sempre è facile.
Ce lo racconta la dottoressa Cristina David, nel
corso di una conferenza stampa per pubblicizzare il Progetto ‘Sokos Donna’, dedicato in
modo specifico alle esigenze delle immigrate.
Soprattutto le donne che non hanno casa o
documenti, infatti, hanno necessità di essere
tutelate. Le visite all’utenza femminile del centro rappresentano oltre il 60 % ed ecco perché, nel 2006, è nato questo progetto. Finora,
sono state seguite circa 300 pazienti.
L’associazione Sokos, da poco, è anche provvista di un ecografo, grazie al contributo della
8 piazza grande • n°136 • 07/08.07
Bologna, luglio 07. Foto di Gaetano Massa
‘Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
Così, le visite possono essere effettuate senza
ricorrere ad un medico esterno come succede
per molti altri esami e patologie.
Le ginecologhe dell’istituto offrono consigli su
contraccezione, gravidanza e la normativa italiana.
Le donne straniere, ad esempio, spesso non
sanno di avere diritto, per Costituzione, a ricevere trattamenti ospedalieri gratuiti fino a sei
mesi dopo la nascita del loro bambino. Dopo
questo periodo, tornano a essere irregolari
senza assistenza medica. La dottoressa
Cristina David, quindi, spera che le istituzioni
pubbliche si accorgano dei bisogni delle immigrate, se un elevato numero si rivolge ai consultori pubblici.
di genere, è spesso quello di indulgere
Digital
divide
Ovvero quando la tecnologia discrimina le donne. Se ne è parlato lo
scorso giugno in un convegno a
Bologna.
rati dalla censura cinese o la scarsa alfabetizzazione informatica in certe aree del
informatiche non sempre si fanno garanti
di una più equa distribuzione dell’accesso
all’informazione, intesa come diritto ad
informare e ad essere informati.
E’ una questione lungamente dibattuta e
a tratti annosa: il ruolo cruciale svolto
dalle tecnologie si gioca sul loro utilizzo e
non su una presunta e aprioristica bontà
di alcune e pericolosità di altre. Uno
sguardo in casa nostra rivela che prota-
La dott.sa David ci parla dell’importanza di
rispettare tradizione e usanze. Sostiene che
l’opera dei traduttori e una corretta comunicazione – persino a gesti – è fondamentale. Le
necessità delle donne sono assai disparate.
Teniamo conto che si rivolgono a Sokos tanto
le extra-comunitarie giapponesi senza permesso che le ragazze che vivono nei rifugi temporanei della prima periferia bolognese.
goniste di questa ennesima frontiera
delle potenzialità delle tecnologie e del
diritto all’informazione sono anche le
donne.
porto tra le donne e la tecnologia è stato
interventi di Claudia Padovani, docente
di
comunicazione
internazionale
all’Università di Padova, Massimiliano
Geraci, sociologo della società di ricerca
Links e Marzia Vaccari, project leader del
progetto Technè Donne e responsabile
informatico dell’associazione Orlando. Il
Il dottor Romeo Zendron, presidente
dell’Associazione, è soddisfatto. Ricorda che “i
centri di volontariato come Sokos sono necessari, ma esprime la speranza che “presto lo
Stato si renda pronto ad accogliere chi viene
da altre nazioni.” In particolare, richiama l’attenzione sulla necessità di offrire tutela medica
alle lavoratrici. Basti pensare a quante donne
immigrate assistono anziani e bambini nelle
nostre case, anche se non sono in regola con il
permesso di soggiorno.
tema dell’incontro è stato inquadrato in
una prospettiva storica e geografica per
poi essere analizzato da angolazioni differenti.
Il gender divide, ovvero le differenze esistenti tra gli uomini e le donne nell’uso
delle tecnologie e nell’approccio ad esse,
vanta un percorso storico che si è dipanato negli anni oscillando tra i prudenti
di Raffaella Ruffo
[email protected]
Info
Sito web: www.sokos.it
Email: [email protected]
Tel.051272694
tuzioni maschiliste e di una società ancorata a retaggi altrettanto discriminatori.
Niente di più inappropriato parlando di
gender divide. Il tema infatti è di quelli
che richiedono una pluralità di approcci e
quindi una pluralità di linguaggi.
ralità di frangenti nei quali esso trova
espressione e nei quali alle donne spettano ruoli sempre meno subalterni.
Come ha sottolineato Claudia Padovani,
parlare di gender divide significa esplorare una dimensione più ampia che è quella del rapporto tra le donne e i media e
quindi interrogarsi tanto sulle rappresentazioni mediatiche della donna quanto
sulle modalità di autorappresentazione
che le donne stesse hanno adottato. Ma
parlare di gender divide significa anche
approfondire i ruoli che le donne ricoprono negli organigrammi delle strutture di
governance dei media e addentrarsi nelle
numerose esperienze di networking che
vedono le donne tra le maggiori protagoniste.
Il progetto Technè Donne, di cui Marzia
Il 14 giugno al Centro Poggeschi il rapal centro di un dibattito che ha visto gli
Anche i risultati del progetto, dopo un anno dal
suo avvio, sembrano essere positivi. Tempi di
attesa inferiori per le visite specialistiche e diffusione di cure preventive. Un numero minore
di immigrati ha chiesto assistenza al pronto
soccorso con effetti positivi per le finanze pubbliche.
come vittime dell’assedio costante di isti-
Non esiste “il” gender divide ma una plu-
Non è necessario scomodare i blog oscu-
mondo per scoprire che le tecnologie
Sembra che il progetto Sokos/Donna sia
stato accolto di buon grado dalle straniere di
Bologna. Si rivolgono al centro le prostitute
vittime della tratta, le madri dei ‘campi nomadi’, le ‘badanti’ dell’est Europa, così come
chiunque sia privo del permesso di soggiorno.
Sono solo dottoresse ad assistere le pazienti
per rispettare le esigenze culturali di tutti. Uno
dei più grandi ostacoli che Sokos ha incontrato
agli esordi, infatti, sono state proprio le difficoltà delle donne musulmane a essere visitate
da medici dell’altro sesso.
ad un linguaggio che dipinge le donne
dibattiti nelle sedi istituzionali, tra cui la
conferenza a Città del Messico nel 1975
e le conferenze di Pechino nel 1995 e nel
2000, e il fervore di iniziative partite dal
basso che hanno imposto il tema all’attenzione di un pubblico più vasto. Il
rischio, quando si parla delle differenze
Vaccari è project leader, è una di queste
esperienze di collaborazione in rete e
nasce dalla condivisione del capitale di
competenze, non solo informatiche, delle
donne che sono state coinvolte nel progetto. Technè Donne è finanziato nell’ambito dell’iniziativa comunitaria Equal
e ha come obiettivo quello di affrontare
in un’ottica innovativa il tema del gender
divide senza tentare di ingabbiarlo in una
definizione monolitica.
Anche il sito www.genderit.org, al
quale si è fatto spesso riferimento nel
corso dell’incontro a Palazzo Poggeschi,
respinge la lettura miope di chi vede nel
gender divide l’ennesima conquista della
discriminazione di genere. Nel sito infatti
viene offerto uno sguardo allargato sulle
molteplici manifestazioni delle differenze
di genere dimostrando come solo un’analisi che rinunci agli stereotipi e ai luoghi comuni possa scorgere nella diversità
una risorsa e un arricchimento.
di Viviana Melchiorre
[email protected]
L’inchiesta del mese
“Progetto 6+”
Mamme
straniere
sui banchi
di scuola
1° Giugno 2007 – Ultimo giorno di
lezione per le “mamme del Fioravanti”.
Così vengono ormai chiamate le 15
donne straniere che hanno partecipato
al “Progetto 6Più”, un corso di formazione rivolto alle mamme degli studenti stranieri iscritti al I° e II° anno
dell’Istituto professionale Fioravanti.
Mamme giovani, mamme più anziane,
mamme in jeans, mamme coi vestiti
tradizionali, mamme velate e mamme
coi capelli corti. Tutte intente a lavorare dietro il proprio computer, con la
mano sul mouse e lo sguardo rapito
dallo schermo. Le abbiamo incontrate
l’ultimo giorno del corso di informatica,
uno dei tre percorsi formativi previsti
Un corso di formazione per donne straniere. Foto di Gaetano Massa.
dal progetto.
necessità di fornire informazioni sui
libero a casa, accendo il computer e mi
far capire anche ai ragazzi che la scuo-
“Il progetto 6Più” ci racconta Laura
servizi del territorio, mentre il terzo
diverto a scoprire nuovi programmi e a
la può essere un luogo in cui anche i
Belvedere, coordinatrice dell’iniziativa “
corso, forse quello più originale in que-
navigare su internet.” Silvia per parte-
loro genitori possono sentirsi a proprio
è stato promosso dal CIOFS (Centro
sto contesto, è stato dedicato all’ap-
cipare al corso si è ritagliata un po’ di
agio e possono usare per migliorare la
Italiano Opere Femminili Salesiane) e
prendimento dell’informatica di base.
tempo tra la casa e il lavoro e con la
propria formazione”.
dal CD/LEI (Centro di Documentazione
“La risposta delle mamme” ci racconta
sua bicicletta in pochi minuti arrivava
Yassine è uno studente del quarto
sull’Intercultura del Comune di
Manuela, formatrice del CIOFS che si è
in tempo per le lezioni. “Imparare è
anno del Fioravanti; un giorno una
Bologna) ed è finanziato dalla
occupata del corso di italiano “è stata
bello!” aggiunge Lamia, tunisina,
delle insegnanti del corso di informati-
Fondazione Del Monte. Esso mira
incredibile in termini di partecipazione.
mamma di quattro figli di cui il più
ca gli ha chiesto una mano con l’arabo
essenzialmente ad instaurare una
Nel mio lavoro di formatrice sono abi-
grande frequenta il Fioravanti “prima
per tradurre le sue spiegazioni alle
comunicazione più efficace tra la scuo-
tuata a veder scemare gradualmente il
mi sembrava di non capire mai niente,
mamme e da allora anche Yassine si è
la e le famiglie degli studenti migranti
numero dei partecipanti ai corsi, men-
mi sentivo ignorante ed era veramente
lasciato coinvolgere dall’entusiasmo
e, tra le diverse attività, prevede un
tre in questa occasione abbiamo assi-
una brutta sensazione. Ti senti tagliata
delle signore, dalla loro voglia di
corso che si rivolge alle mamme in
stito al fenomeno contrario: grazie al
fuori dal mondo esterno. E poi qui ho
imparare e si è messo a fare il media-
modo da incentivarne il ruolo di inter-
passaparola, il numero delle mamme è
trovato delle persone splendide, sia le
tore volontario. “Certo che ora capisco
locutrici”.
aumentato giorno dopo giorno fino a
insegnanti che sono state molto
cosa provano i nostri prof! Mettersi nei
raggiungere la quindicina”. “E’ stato
pazienti con noi, sia le mie compagne
loro panni mi ha fatto capire quanta
Alcune delle mamme coinvolte, infatti,
difficile contattarle inizialmente”, con-
di corso! Pensa che per tre giorni non
pazienza serva in questo lavoro. Certo
sono addirittura analfabete e parlano
ferma Laura Belvedere, “ma poi, rotto
sono potuta venire e mi sono davvero
dà anche soddisfazione vedere i pro-
soltanto la loro lingua di origine.
il muro della diffidenza, si è creato un
mancate, le “ragazze””. Anou fa la
gressi che le signore hanno fatto gra-
Alcune sono arrivate da poco, mentre
gruppo davvero unito, donne di diver-
casalinga e ogni pomeriggio partiva da
zie anche al mio piccolo aiuto. Alcune
altre, pur vivendo in Italia da diversi
se nazionalità che hanno provato a
Budrio per raggiungere la scuola del
all’inizio non sapevano nemmeno cosa
anni, non hanno avuto modo di entrare
rimettere in gioco le loro capacità di
suo figlio maggiore e per diventare a
fosse un mouse!”.
in contatto con la società ospitante
apprendimento e il risultato per noi è
sua volta studentessa e prendersi un
“L’Istituto Fioravanti di Bologna rap-
stato davvero sorprendente.”
po’ di tempo tutto per sé. “E’ la prima
Dopo l’ultima lezione le “mamme del
volta che sento di un’esperienza del
Fioravanti”, insieme agli insegnanti e
presenta ad oggi un laboratorio culturale di eccezionale importanza anche
“Io non so ancora parlare bene italia-
genere, un corso per le mamme!
agli operatori del progetto, si sono
su scala nazionale, in quanto ospita
no”, ci dice in arabo Fatna, una signora
Subito pensavo di non aver capito
ritrovate nel bar vicino alla scuola,
una percentuale di studenti migranti
marocchina, “ma grazie al corso di ita-
bene!
dove si sono salutate davanti a un bic-
estremamente alta, circa il 40 %” ci
liano ora capisco qualcosa in più e non
informa il Preside Domenico Altamura.
ho più paura come prima ad andare in
E invece poi Malika ce l’ha spiegato in
scambio di regalini e l’augurio di poter-
“Per questo tali progetti sono fonda-
giro da sola”. Malika Anedam, la
arabo e abbiamo capito che per la
si rivedere a settembre per ricomincia-
mentali per favorire l’integrazione cul-
mediatrice del progetto, ci traduce dal-
prima volta qualcuno aveva intuito le
re a imparare insieme allo scopo di
turale ed io sono orgoglioso che il
l’arabo le riflessioni delle mamme che
nostre esigenze e aveva pensato ad
sentirsi sempre più parte integrante di
nostro istituto sia popolato e “usato”,
ancora non hanno dimestichezza con la
un’iniziativa dedicata a noi mamme.
una società che non le escluda ma al
appunto come un laboratorio, dalle
lingua. Altre invece parlano corrente-
Speriamo che continui anche l’anno
contrario le accetti e offra loro la possi-
mamme straniere”.
mente e si sono appassionate in modo
prossimo!”.
bilità di realizzarsi come mamme e
chiere di tè freddo: sorrisi, abbracci,
come donne.
particolare al terzo corso, quello di
Il progetto si è sviluppato in tre tran-
informatica.
“Uno degli scopi principali del progetto”precisa Horst Wiedemann del
che di 55 ore complessive. La prima
CD/LEI “è quello di fare della scuola
settimana le mamme si sono cimenta-
“Era brutto per me avere il computer
te nell’apprendimento della lingua ita-
a casa e non saperlo utilizzare” raccon-
una “comunità educante” e per questo
liana, chi a un livello base, chi invece
ta Silvia, una signora peruviana
è fondamentale trasmettere ai genitori
ad un livello superiore. Il secondo
mamma di quattro figli più uno in arri-
l’importanza del loro impegno nel per-
corso invece si è incentrato sulla
vo “ora quando ho un po’ di tempo
corso scolastico dei ragazzi e viceversa
di Francesca Piatti
[email protected]
piazza grande • n°136 • 07/08.07 9
La città migrante
Tutto su
Villa
Salus
Intervista alla
vice sindaco
Adriana Scaramuzzino
Villa Salus, la struttura che ha ospitato per molti mesi diverse famiglie
rom presenti sul territorio bolognese, ha chiuso lo scorso giugno. Oggi
la maggior parte delle famiglie che
vivevano a Villa Salus sono alloggiate in appartamenti privati, il cui affitto viene pagato con il contributo del
Comune.
Il progetto di accoglienza nato intorno alla struttura è stato al centro di
molte polemiche e dibattiti. Per fare
un bilancio di questa esperienza
abbiamo intervistato la Vice
Inverno 06/07. Bambini a Villa Salus. Foto di Emiliano Facchinelli
Sindacon Adriana Scaramuzzino, che
attivati percorsi di integrazione lavorati-
unico bando all’inizio, i risultati sarebbero
nità dal sindaco di Craiova, dagli opera-
ha seguito in prima persona queste
va, abbiamo lavorato sulla sanità, l’Asl
stati migliori.
tori del microcredito rumeno, dagli ope-
vicende.
ha fatto incontri sulla contraccezione,
ratori del Cna che hanno interessi econo-
sulla vaccinazione, sulle malattie collega-
Esistono dei dati a sostegno della
mici in Romania. È sempre stata una
Partiamo dal 2005, dall’occupazione del
te all’alimentazione. Non ci dimentichia-
sua valutazione?
casa aperta, non ci sono stati momenti in
Ferrhotel. Quando io sono arrivata in
mo che i migranti arrivano più o meno
questo ufficio noi avevamo uno schema
sani e si ammalano qui da noi.
L’assenza di segnalazioni da parte delle
delle attività illecite. Gli stessi operatori
secondo il quale le persone potevano
Con queste premesse siamo andati avan-
scuole di inadempimento dell’obbligo
della struttura quando sono stati rinve-
essere accolte tutte allo stesso modo
ti. Tutto sommato è stata garantita una
scolastico, questo è un dato. Che poi fos-
nuti materiali sospetti, come il rame,
cioè non c’era differenziazione per per-
frequenza delle scuole dei ragazzini e allo
sero bravi quelli di Harambè o che fosse
nelle vicinanze della struttura hanno
corsi più personalizzati. Il primo tentativo
stesso tempo il pagamento del canone
pervicace il pedagogista di Arc en ciel a
chiamato la polizia ferroviaria e sono
di gestire l’uscita dal Ferrhotel è stato
delle famiglie. Ogni famiglia per la stanza
parlare con le scuole…certamente un ser-
state sporte denuncie.
definire soluzioni abitative più idonee alle
che occupava aveva un canone di 129
vizio è stato reso. Già per la mentalità
persone. In seguito per motivi di sicurez-
euro e i nostri dati dicono che oltre il
rom riuscire a mandare a scuola maschi
Proprio la trasparenza, soprattutto
za la popolazione è stata trasportata in
90% ha pagato. Sono stati concessi tre
e femmine è un risultato, ci sono anche
nelle spese, è stata un altro oggetto
quel contenitore, Villa Salus, che secondo
mesi di tolleranza, le persone allontanate
bambini che fanno la materna. C’è stato
di polemica .
me non era adeguato per vari motivi,
per morosità avevano deciso di tornare
l’episodio della morte del bambino che la
perché troppo grande e isolato.
in Romania e non ci hanno più pagato.
destra ha provato a strumentalizzare
I contratti stipulati sono stati vagliati
C’è stato subito un nucleo di persone che
A favore delle donne abbiamo attivato un
cercando di darci la responsabilità, ma
dagli uffici della ragioneria, sono state
si è creato un proprio percorso, ed è
progetto per l’inserimento lavorativo. Si
un’indagine della Procura della
fatte gare o trattative private, sono state
uscito da solo. Dopo i primi tre mesi d’in-
tratta del progetto Siid. E hanno risposto
Repubblica riferisce che la struttura non
utilizzate delle cooperative di tipo B che
tervento della Croce Rossa abbiamo
in numero limitato solo 4 donne su 40, è
era perfetta, ma senza grandi deficit per
noi crediamo sia giusto coinvolgere in
valutato alcune situazioni personali.
un tema sul quale bisogna ancora lavora-
la sicurezza.
questo genere di operazioni. Nessuno di
Avevamo accolto donne gravide o che
re.
Voglio aggiungere una cosa: abbiamo
questi operatori si è arricchito Non credo
messo 200 persone giovani e attive in
che sia stata un’operazione occulta. Le
avevano appena partorito oppure ragazzi
cui abbiamo temuto che si svolgessero
da poco maggiorenni ai quali avevamo
Le modalità di attuazione di questi
una struttura che era stata pensata per
foto che sono state pubblicate tempo fa
chiesto di aderire a un percorso. Queste
progetti, soprattutto riguardo all’in-
l’accoglienza di malati. Mi pare normale
riguardavano il secondo piano dell’ex cli-
persone, 19 in tutto, che avevano dimo-
serimento scolastico, hanno solleva-
che ci sia stato un logoramento dei servi-
nica che noi non abbiamo mai utilizzato,
strato di non avere un proprio progetto,
to qualche polemica sulla loro effica-
zi sanitari delle cucine, dell’impianto elet-
il ciarpame che si vedeva era stato
sono state accompagnate in Romania.
cia. Qual è la sua valutazione?
trico. Parliamo di una villa del ‘700 che
lasciato dagli ospiti precedenti (gli sfollati
anche se fosse stata usata normalmente
dopo il crollo di via S. Savino).
Dico accompagnate perché non si è trattato di un’espulsione, ma di un progetto
Per l’inserimento scolastico all’inizio
avrebbe avuto dei problemi. Mi sono
Anche i Lavori Pubblici hanno speso 200
di rimpatrio assistito attraverso l’Oim
abbiamo utilizzato i volontari dell’asso-
sembrate ingiustamente scandalistiche le
mila euro di ristrutturazioni ma per l’uso
(organizzazione internazionale dei
ciazione L’orda d’oro. Erano ragazzi
polemiche dei giornali nei riguardi degli
che ne era stato fatto prima.
migranti, Onu).
conosciuti per la grande efficacia, erano
operatori della cooperativa e del
Noi abbiamo dato loro delle opportunità,
Chi ha lasciato subito Villa Salus si è spo-
operatori che sapevano certamente come
Comune. I toni allarmistici per come si
ma sempre secondo il principio dell’auto-
stato fuori città seguendo le direttrici del
prendere i ragazzi. Siccome non tutti i
svolgeva la vita quotidiana a Villa salus
nomia. Abbiamo operato presso il comu-
lavoro. Non avevo visto male quando
progetti sono stati sostenuti dal Comune,
sono ingiustificati. C’era il sospetto che si
ne di Craiova aprendo là uno sportello
avevo chiesto aiuto ai sindaci del circon-
ma sono intervenute anche enti e fonda-
giocasse d’azzardo e quando abbiamo
informativo, un progetto finanziato dalla
dario.
zioni (per esempio l’intervento con cui
trovato somme di danaro o documenti in
Comunità europea direttamente in
chiudiamo la struttura è sostenuto dalla
stanza e dove non dovevano esserci
Romania, a noi sono arrivate solo poche
Tra gli abitanti di Villa Salus ci sono
regione Emilia Romagna) che richiedeva-
abbiamo anche sporto denuncia.
migliaia di euro per la promozione.
molti minori. Che intervento è stato
no alcuni requisiti. E L’orda d’oro non
A parte tutto a queste persone abbiamo
Questo significa gettare ponti tra due
fatto per favorire l’inserimento sco-
aveva educatori professionali. C’è da dire
dato servizi e mai somme di danaro,
paesi. Abbiamo cercato di capire quali
lastico?
che non abbiamo avuto tutti i soldi per la
credo che un welfare che voglia tenere
sono le difficoltà di queste persone a tor-
portineria sociale, le pulizie e l’accompa-
conto della dignità delle persone utilizzi
nare in Romania e parlando con operatori
Già dall’anno scolastico 2005-2006
gnamento a scuola. Abbiamo ricevuto
questi strumenti piuttosto che dare del
italiani in quel Paese abbiamo capito che
abbiamo lavorato per non gravare sol-
finanziamenti pezzo per pezzo. Solo dalla
danaro perché queste persone si allonta-
finché non ci sarà un massiccio investi-
tanto sulle scuole del quartiere Savena,
primavera del 2006 sono stati disponibili
nino. Le dico questo perché non è stato
mento di infrastrutture quella zona è
che comunque restano quelle più utiliz-
i fondi e abbiamo dato questo appalto
sempre cosi, come in comunità vicine.
destinata a rimanere sottosviluppata,
zate, ma abbiamo coinvolto anche istituti
all’associazione Arc en ciel, che ha gesti-
Abbiamo preteso che pagassero, abbia-
perché non c’è un aeroporto, non c’è
del quartiere Porto e Saragozza già fre-
to tutta la parte socio-educativa per i
mo fatto dei contratti anche in lingua
un’autostrada.
quentati dai ragazzi. Inoltre, sono stati
ragazzini. Se noi avessimo potuto fare un
rumena, abbiamo fatto visitare la comu-
10 piazza grande • n°136 • 07/08.07
La città migrante
Com’è stata gestita in concreto l’u-
discorso, non possiamo più ragionare in
scita da Villa Salus?
quest’ottica. È questo che mi ha spinto a
pensare che la soluzione dell’albergo
L’ottobre scorso al congresso dell’Anci di
popolare non fosse adatta a risolvere il
Bastia avevo lanciato un grido di dolore
problema dell’accoglienza. Quando pure
rispetto all’ennesima condanna dell’Italia
avessimo costruito una struttura per 70
riguardo all’accoglienza dei rom e l’ho
ospiti, avremmo risolto i problemi di
ripetuto nel corso della visita del ministro
poche persone nella fascia di possibili
Ferrero in Regione il 18 dicembre. A quel
pagatori. Mentre è necessario un impatto
punto la Regione ha capito che su
forte dei servizi sociali e educativi per far
Bologna c’era una criticità che andava
conoscere a queste persone la città. Se
affrontata e ci ha chiesto di presentare
non diciamo loro dove sono le strutture,
un progetto per la chiusura di Villa Salus.
dove presentarsi per trovare un lavoro in
Allora a quel punto per noi è stato impor-
regola, dove si può avere aiuto per il
tante includere la chiusura dei campi di
permesso di soggiorno, se non spieghia-
Pianazzo e Castelmaggiore, cosa che
mo quali sono i diritti dei bambini che
faremo entro fine mandato, aperti dal
devono andare a scuola, senza un
’95. Risolta l’urgenza della casa si è reso
accompagnamento di questo tipo che
necessario un intervento di accompagna-
risultati si ottengono?
mento sociale. Le situazioni erano molto
diverse, a Castelmaggiore la lunga per-
Rimane comunque un problema di
manenza sul territorio italiano di queste
accoglienza di bassa soglia..
famiglie di profughi della ex Jugoslavia
aveva consentito a queste persone di
Sì rimane. Lo percepiamo in maniera
entrare nelle graduatorie dell’edilizia
visibile rispetto a neocomunitari. Bisogna
pubblica, invece per gli abitanti di Villa
approntare una rete di servizi che abbia
Salus non abbiamo potuto esperire que-
uno sguardo un po’ innovativo e che
sta soluzione perché hanno da poco il
possa consentire di valutare la persona
permesso di soggiorno. Ci siamo orientati
dopo il primo impatto e cogliere il pro-
sul mercato privato con queste modalità:
getto migratorio vero e proprio, perché
le famiglie che uscivano da queste strut-
non è detto che tutti arrivano per tratte-
ture avrebbero avuto un aiuto al 50% del
nersi.
canone di locazione, al secondo anno al
Dalla nostra, io posso dire che abbiamo
30%, al terzo anno al 25%, al quarto
avuto contro una legislazione che non ha
dovevano raggiungere l’autonomia. Il
favorito l’ingresso tout court e quindi la
Comune firma questi contratti, ormai è
possibilità di parlare con franchezza e
una prassi che si è abbastanza consolida-
che su alcuni settori non sono arrivati
ta rispetto all’Ufficio Immigrazione
finanziamenti. Adesso il ministro Ferrero
gestiamo circa 200 contratti di locazione
parla di fare un fondo per i minori stra-
che sono di edilizia privata. È stato un
nieri non accompagnati. Bologna accoglie
percorso di accompagnamento verso i
il 20% dei minori stranieri non accompa-
luoghi dove svolgere la vita singola, per-
gnati della regione e non ha una popola-
ché una cosa è vivere in una grande
zione pari al 20% di tutta la regione e
struttura in un campo, dove comunque ci
men che meno le entrate.
si fa compagnia, i ragazzini giocano
insieme. Altra cosa è vivere negli appar-
Lei sa bene che Piazza Grande ha un
tamenti. Ogni famiglia ha avuto una sola
osservatorio privilegiato in quanto i
opportunità, se rinunciava alla proposta
nostri diffusori sono quasi tutti
doveva rinunciare anche all’aiuto del
ragazzi e ragazze rom rumene e il
Comune. Sono stati reperiti due tre
loro soggiorno a Bologna si svolge in
appartamenti alla volta e venivano offerti
ripari di emergenza baracche, case
alla famiglie in base alla composizione
abbandonate. Come pensate di inter-
del nucleo familiare al luogo di lavoro.
venire?
Inverno 06/07. Un interno di Villa Salus. Foto di Emiliano Facchinelli
mila abitanti, tenendo fuori i territori più
di rom) che non hanno voluto murare lo
lontani, considerando un’area che va da
stabile consentendo di continuare l’occu-
Crevalcore alle porte di Imola, allora è
pazione, lo avessero dato in comodato
chiaro che le capacità sono diverse.
con la possibilità dell’autogestione proba-
L’accompagnamento durerà un periodo
bilmente si sarebbe risolto il problema.
che va da 2 a 4 anni, è importante per-
Le posso dire che partecipiamo al bando
ché dato che sono molti minori bisognerà
del Ministero dell’Interno, tramite i consi-
pensare anche all’inserimento scolastico
gli territoriali per l’immigrazione, presen-
nei nuovi quartieri dove andranno ad abi-
tando tre progetti. Uno che dovrebbe
tare.
potenziare una struttura pre-esistente
Si può parlare male di questa Giunta che
per i donne e minori, un’altra che
non si muove, ma mi pare che i problemi
dovrebbe tarsformare il Piratino dove già
sono stati affrontati senza finanziamenti
sono ospitati i rumeni sostituendo i con-
supplementari. Per i profughi dell’ex
tainer con case prefabbricate. L’altro è
Jugoslavia sono arrivati i finanziamenti
un progetto di laboratori per i giovani
dell’Unione Europea. È un problema con-
che sono un po’ a metà tra il laboratorio
diviso, e va dato atto all’amministrazione
creativo e il mestiere, quindi la lavorazio-
del lavoro fatto.
ne del pane, della carta, l’informatica.
Accanto a questo abbiamo creato dei
Quante famiglie hanno trovato casa
percorsi per le donne.
con questo sistema?
La struttura di viale Lenin è stata dedica-
Se c’è questa voglia di lavorare assieme
vanno distribuiti i temi e le competenze,
Quando c’è stato il caso di Paderno io mi
non si può ipotizzare che tutto avvenga a
sono opposta all’idea della Caritas di
Bologna. Allora vogliamo allargare oltre
mettere le tende, perché sentivo quest’i-
ai trasporti anche la rete di accoglienza a
dea di “terremoto” troppo traumatica per
tutto il livello provinciale?
i bambini. S’immagini se da un giorno
all’altro questi bambini si trovano sotto le
Credo che in questi tre anni il comune di
tende? Se facendo un po’ di buona infor-
Bologna abbia lavorato con risorse scar-
mazione riusciamo a far vincere i pregiu-
se, ma cercando di superare i problemi
dizi dei cittadini, si potrebbe utilizzare al
non di scaricarli. Abbiamo affrontato il
meglio determinate zone della città.
tema dell’immigrazione in maniera globa-
Infine, secondo me, bisogna lavorare
le. Non posso dire che abbiamo raggiun-
bene di là, nei paesi di provenienza,
to in pieno tutti gli obbiettivi, ma di sicu-
mandare risorse e che siano utilizzate
ro abbiamo lavorato con serietà e lo con-
bene. Ho visto potenzialità grosse in
fermano i progetti europei vinti.
Romania, perché queste sono società
ta alle donne senza dimora e adesso
Erano 37 famiglie all’inizio, ne abbiamo
abbiamo accoppiato alla prima accoglien-
sistemate un po’ meno di 30, qualcuna è
za l’ipotesi di un passaggio in un appar-
stata allontanata, altri sono andata via
tamento grande, ma in autogestione, e
spontaneamente. Bisogna considerare
un secondo passaggio in un secondo
che è cambiato il tipo di immigrazione.
appartamento un po’ più piccolo.
Se prima eravamo abituati ai pakistani,
Però per amore di chiarezza devo dire
ai marocchini concepiti come individui
una cosa: Bologna ha 380 000 abitanti
singoli, adesso c’è la realtà dei minori
non 3 milioni e 800 mila, allora bisogna
non accompagnati, delle donne dell’est
che si fissi l’asticella su ciò che si riesce a
europeo che magari restano senza lavoro
fare e ciò che non si riesce a fare. È chia-
o si ammalano. Fronteggiare il tema
ro che se cominciamo a ragionare in una
delle famiglie che emigrano è un altro
logica di città metropolitana di 7-800
giovani, non le possiamo rinchiudere nei
Gli sgomberi degli insediamenti di
nostri modelli. Ma passerà più di una di
rom però restano un problema
generazioni prima che si integrino.
reale…
di Leonardo Tancredi
È un problema che può essere aggredito
[email protected]
da un lato con un finanziamento che consenta di ristrutturare dei luoghi che possono essere messi a disposizione. Ma è
necessario il supporto anche dei privati,
faccio un esempio: se quelle signore proprietarie dello stabile di via malvezza
(attualmente occupato da alcune decine
piazza grande • n°136 • 07/08.07 11
La cultura è nelle strade
Tornano i
mondiali
antirazzisti.
A Casalecchio.
Come direbbero i commentatori
sportivi “organizzazione che vince,
non si cambia”, ma si trasferisce.
All’undicesima edizione i Mondiali
Antirazzisti, dopo 10 anni di vita
felice in provincia di Reggio Emilia
tra Montefiorino e Montecchio, si
avvicinano a Bologna, a Casalecchio
di Reno. Fischio d’inizio mercoledì
11 luglio, la coppa invece si alzerà
domenica 15.
La struttura dell’evento resta
immutata, e come negli anni
passati 204 squadre provenienti dal
mondo tutte accomunate dall’impegno sul fronte dell’antirazzismo.
Carlo Balestri di Progetto Ultrà cura
l’organizzazione dell’evento dalla
prima edizione. Con lui parliamo di
questa nuova versione bolognese
dei Mondiali
“Sarà un anno di sperimentazione su
come possono insediarsi i Mondiali
Antirazzisti nel bolognese. Ovvio a
Montecchio avevamo una serie di rapporti consolidati, adesso va verificato il
tutto.
Abbiamo deciso di trasferirci perché
quella sede non era più in grado di
garantirci una situazione standard. A
Montecchio hanno fatto un piano regolatore che prevede la costruzione di un
parco fluviale nella zona solitamente
destinata ai mondiali, con cambiamenti
importanti che potevano incidere sulla
struttura stessa dei mondiali. D’altra
parte a Casalecchio l’amministrazione
comunale da due anni mostrava interesse a ospitare questo evento e alla
fine abbiamo fatto le nostre scelte.”
Le 600 partite previste si disputeranno
su 17 campi diversi ricavati negli
impianti del Centro sportivo Salvador
Allende e del Velodromo Paolo Ballestri
(sul sito www.mondialiantirazzisti.org le
indicazioni per raggiungere i mondiali in
aereo, macchina e treno). La protezione
civile di Casalecchio ha garantito un
pronto soccorso attivo 24 ore su 24 e in
generale lavorerà per il rispetto delle
norme di sicurezza nei giorni dell’evento.
Anche quest’anno, le richieste di partecipazione sono piovute sugli organizzatori sin dall’apertura delle iscrizioni a
metà aprile, almeno 100 squadre hanno
ricevuto un rifiuto per evitare un
sovraffollamento ingestibile.
“L’idea è di assestarci sui numeri dell’anno passato – continua Balestri –
potremmo ingrandirci facilmente, ma
cerchiamo di tenere sotto controllo i
numeri per poter offrire anche della
qualità. Adesso che siamo più vicini a
12 piazza grande • n°136 • 07/08.07
Foto. Montecchio 2004
Un’immagine dei Mondiali Antirazzisti
Bologna è difficile prevedere l’afflusso
tifoso gli spiega che il suo nome ha un
Al primo fallo cattivo c’è un rigore con-
che ci sarà nel fine settimana, anche
destino: si chiama come Ned Ludd l’in-
tro, la punizione non è mai singola ma
per questo abbiamo scelto gruppi musi-
ventore del luddismo, la pratica antica-
collettiva, se tu fai un fallo brutto il
cali particolarmente bravi ma poco
pitalista di sabotaggio delle fabbriche
mediatore da un rigore contro la tua
conosciuti. Non il grosso nome ma band
tessili inglesi dell’800. E da lì quindi
squadra. L’idea è che il gruppo è
interessanti provenienti da Germania,
parte la rivolta degli stopper che sba-
responsabile. Semifinali e finali si
Austria, Argentina, Inghilterra. Sarà
gliano il fuorigioco per mettere in crisi i
disputano ai rigori per evitare eccessiva
una sorpresa.”
fautori della zona.”
animosità”.
Peschiamo dal programma ufficiale
A Casalecchio il pallone scorrerà sull’er-
Per l’assegnazione della coppa dei
(anche questo lo trovate sul sito) alcuni
ba, non solo sulle pagine dei libri. Al
Mondiali Antirazzisti vincere sul campo
nomi: Clampdown dall’Italia, La
torneo partecipano squadre rappresen-
conta poco; il titolo va alla squadra che
Methode dalla Francia, Mono&Nikitaman
tanti di tifoserie, di comunità di immi-
durante tutto l’anno dimostra un impe-
dall’Austria e Karamelo Santo
grati, di associazioni antirazziste o di
gno costante nella promozione dell’anti-
dall’Argentino. Confermato anche lo
cooperative impegnate nel sociale.
razzismo.
spazio dedicato al cinema dopo il suc-
Molto folta la rappresentanza della
cesso dello scorso anno: visioni su cal-
Gemania e dell’Austria, in crescita que-
“L’anno scorso ha vinto la “Repubblica
cio, tifo, multiculturalità.
st’anno quella spagnola.
Internazionale” una squadra inglese che
Non mancherà nella versione 11 dei
Da segnalare due squadre statunitensi i
loro Paese, sono iscritti a un campiona-
mondiali la “Football pause”, una tregua
Texas Anti-Borders Patrol e Atx United.
to di calcio nel quale fanno attività con-
calcistica prevista per venerdì 13 dalle
I Lisped arrivati direttamente da
tro il razzismo. In Italia esistono, senza
15 alle 20 nella quale partiranno i labo-
Kinshasa, Congo, e un mix balcanico
dubbio, tifoserie che praticano l’antiraz-
ratori, gli incontri, le tavole rotonde. Si
proveniente da Sarajevo, il F.C. Stolac
zismo e lo manifestano anche negli
parlerà senz’altro di pari opportunità e
Bosnia United.
stadi con striscioni ecc. poi ci sono altre
organizza un torneo simile al nostro nel
di immigrazione con interventi non solo
realtà come i centro sociali che lavora-
italiani e si discuterà di alcuni libri in
Bologna porta 25 squadre, presenti
no magari più sulle politiche migratorie
uscita. Carlo Balestri ce ne segnala
centri sociali, radio di movimento, asso-
o associazioni come amnesty interna-
due: “Dallo scudetto ad Aushwitz
ciazioni e comunità di migranti. Tra le
tional o cooperative sociali che decido-
(Alberti, 2006) di Matteo Marani che
ultime iscritte una squadra composta
no lavorare su questo terreno. Tra gli
racconta la storia vera di Arpad Weisz,
da ragazzi afgani. La Samabaradan,
stranieri quelli tedeschi del Saint Pauli
allenatore ebreo che negli anni ’30
infine, rappresenta al torneo la Parata
sono alcuni dei più attivi. Il monitorag-
vinse lo scudetto con l’Inter e il Bologna
Partòt con la quale i Mondiali
gio dura un anno intero, non si risolve
e poi finì deportato in un campo di con-
Antirazzisti inaugurano un gemellaggio
in un torneo di una settimana.”
centramento. E il lavoro di Pippo Russo
suggellato da una sfilata prevista per
Il mio nome è Nedo Ludi (Baldini,
venerdì 13 nell’area della manifestazio-
Per tutti quelli che all’amore per il cal-
Castaldi, Dalai, 2006). Bel libro sul cal-
ne.
cio, ma anche per il basket, la pallavolo
cio di fine anni ’80.
e da quest’anno anche per il cricket,
Le regole del gioco non si toccano, sono
uniscono la condivisione dei valori del-
Nedo Ludi è lo stopper dell’Empoli nel
quelle di dieci anni fa: “Più che l’arbitro
l’antirazzismo, l’appuntamento di
momento in cui cambia allenatore, arri-
c’è il mediatore, ricorda Balestri, le par-
Casalecchio è da non perdere.
va un “sacchiano” che fa giocare la
tite durano 20 minuti, agevola portare
squadra a zona. In questa trasforma-
dei doni prima dell’incontro e scambiar-
zione Ludi, stopper vecchio stampo,
seli.
finisce in panchina. La svolta quando un
di Leonardo Tancredi
[email protected]
Dal basso verso l’alto
Asfalto
il blog
senza dimora
Il 30 giugno scorso Villa Salus è
stata chiusa. Decine di famiglie
rumene che abitavano nella struttura sono state aiutate a trovare altre
sistemazioni. I ragazzi di Asfalto, il
blog delle persone che frequentano
il Centro diurno di Via del Porto,
Bologna, salutano la chiusura di
Villa Salus con un intervista a
Giuseppe, un operatore della
Cooperativa La Strada, che ha lavorato a Villa Salus sin dal momento
dell'apertura e che oggi vede chiudersi una delle esperienze lavorative più importanti della sua vita. Due
chiacchere per un bilancio conclusivo. Riportiamo in questa pagina l’intervista, che può essere letta anche
all’indirizzo del Blog.
Giuseppe a Villa Salus. Foto tratta dal sito http://www.viadelporto.splinder.com
CIAO GIUSEPPE, PER QUANTO
TEMPO HAI LAVORATO A VILLA
SALUS? Ho lavorato lì per due anni;
prima avevo avuto esperienze di operatore all'emergenza freddo nel sotto passaggio di Via Marconi.
CHE TIPO DI LAVORO E'? Portierato è
controllo, però l'attività va ben oltre: c'è
una relazione di lavoro continuo, accompagnamenti sia di lavoro che visite
mediche ecc. In generale il lavoro più
difficileè' rapportarsi con loro.
LE DIFFICOLTA' DI LAVORARE IN
UN LUOGO DOVE LE PERSONE VIVONO MOLTI PROBLEMI E APPARTENGONO AD UN ALTRA COMUNITA':
CON LE SUE LEGGI E I SUOI VALORI,
DIVERSI
DAI
NOSTRI.
Innanzitutto sembrerà banale ma il problema principale è la lingua: perchè
semplici problemi di comunicazione, in
quell'ambiente, possono portare verso il
conflitto. I Rom rispettano prima di tutto
le loro leggi interne, i loro Capi e quindi
impostare una convivenza con regole
esterne è quasi impossibile.
E' RISCHIOSO FARE QUESTO LAVORO? Il livello di tensione è sempre alto,
basta uno sguardo sbagliato per trovare
lo scontro verbale.
PASSARE LA NOTTE A VILLA SALUS,
COSA SIGNIFICA? Significa girare in
lungo e in largo la struttura, controllare
lo spazio esterno, la scala anti incendio,
la camera iperbarica, i locali sottostanti
insomma. All'inizio c'erano circa 300
persone e bisognava tenere gli occhi
aperti. In questo lavoro eravamo aiutati
dalle guardie giurate, ma la presenza di
un uomo in divisa ha sempre creato problemi e tensioni.
LA COSA PIù BELLA E QUELLA PIù
BRUTTA CHE TI E' CAPITATA O CHE
TI E' RIMASTA DENTRO DA QUESTA
ESPERIENZA? Il momento più difficile è
stato quando mi sono trovato ad affrontare una situaziome di conflitto che coinvolgeva il loro capo carismatico il quale
ha chiamato un guppo di ospiti che ho
dovuto affrontare da solo, alla fine per
fortuna è andato tutto bene. Preferisco
ricordare i bei moenti con le loro feste,
con costumi, musiche e le inmancabili
grigliate a base di carne nella quale
venivamo coinvolti anche noi operatori.
E' STATO GESTITO BENE IL LAVORO
A VILLA SALUS? Dopo un periodo di
assestamento con il passare dei mesi le
cose si sono sistemate.
SE SI POTEVA FARE MEGLIO, COME?
Sarebbe stato molto utile avere come
mediatore uno di loro nei vari servizi:
tante incomprensioni non ci sarebbero
state.
I BAMBINI DI VILLA SALUS Dal mio
punto di vista li ho visti lasciati molto a
se stessi. Giocano e crescono in grandi
gruppi dove ci sono bambini di tutte le
età. Inoltre vivono un'infanzia non certo
facile. Vanno tutti a scuola però le condizioni di vita non sono paragonabili ai
nostri bambini: per loro è tutto nuovo e
non sanno neanche cosa voglia dire possedere qualcosa.
COSA HAI IMPARATO? Ho imparato a
conoscere un popolo diverso da noi,
gestire delle situazioni di tensione e a
rischio.
LA DIFFICOLTA’ PIù GRANDE. Non
riuscire a comunicare.
COME è CAMBIATA VILLA SALUS
NEGLI ANNI? L'inizio e' stato duro perchè non c'era comunicazione... lingua ed
etnia diversa ma col passare del tempo
è migliorato perchè le regole di convivenza sono state accettate.
Piazza Grande
al Festival
Giardino dei
Popoli 2007
redattori e diffusori del giornale.
Nonostante fossero al loro esordio assoluto, senza neanche un’ora di allenamento, i piazzagrandisti hanno vinto tutte le
partite, imponendosi in finale con un
rotondo 3 a 0 rifilato all’Arcimondo.
Dal 29 giugno al 1 luglio, presso il parco
L’entusiasmo dovuto alla vittoria ci ha
della Ca Bura, in via dell'Arcoveggio,
convinto una volta di più dell’importanza
Bologna, si è tenuto il festival Giardino
dello sport come veicolo di inclusione
dei Popoli. L'iniziativa è stata promossa
sociale.
da:
Associazione interculturale YODA,
E’ nostra intenzione andare avanti, da
Associazione Antica come le Montagne,
oggi Piazza Grande è pronta ad accettare
Accademia di Aikido Bologna.
l’ennesima sfida, questa volta da risolvere a suon di gol.
L'Associazione Amici di Piazza Grande
Onlus è stata presente al Festival con un
Come si nota dalla foto a piè di pagina,
banchetto con materiali informativi relati-
attualmente la squadra di Piazza Grande
vi alle proprie attività.
è a corto di attrezzatura sportiva.
Domenica, giorno conclusivo del Festival,
Se qualche lettore volesse darci una
è stato organizzato un torneo di calcetto
mano e partecipare è il bevenuto!
al quale hanno partecipato squadre di
vari circoli Arci e altre associazioni, for-
Info
mate da ragazzi provenienti da tutto il
[email protected]
mondo.
COSA HAI IMPARATO DEI RUMENI?
La cosa che mi ha colpito di piu' sono i
processi interni: quando ci sono delle
questioni scottanti tipo tradimenti, furti,
separazioni, liti fra famiglie, tutto viene
risolto in una specie di tribunale interno,
fra famiglie, con il loro "capo" che presiede. Questo tipo di legge viene rispettata e, come nei nostri tribunali, ogni
danno viene tradotto in soldi (e parecchi) a seconda della gravità del fatto.
Bisogna anche dire che ho visto anche
una certa solidarietà fra di loro, fra famiglie che provengono da città diverse.
Al torneo ha partecipato anche Piazza
Grande, con una squadra composta da
La formazione di Piazza Grande prima della finale. Foto di M.Picciaiola
SEI CAMBIATO? Sì. Ho imparato a
lavorare con pazienza, perchè fra le
nostre culture c'è un grande dislivello e
colmarlo non è facile.
A cura della redazione di Asfalto
http://www.viadelporto.splinder.com
piazza grande • n°136 • 07/08.07 13
ASSOCIAZIONE AMICI DI PIAZZA GRANDE ONLUS: le attività
L'Associazione Amici di Piazza Grande Onlus è il luogo in cui i cittadini svantaggiati si organizzano per risolvere i propri problemi, per mettere
assieme capacità e idee, per costruire occasioni di reddito, per affrontare il problema della abitazione, per migliorare le prestazione dei servizi
della città e per autogestirsi. L’Associazione, in oltre dieci anni di vita ha dato impulso ad una progettualità ricca di iniziative. Attualmente tra le
attività di Piazza Grande ci sono il giornale, il BiciCentro, la Sartoria, il Servizio Mobile di Sostegno e lo Sportello di Avvocato di strada.
Il Bicentro il sabato ripara
a domicilio. Costo della
chiamata 5 euro. Prenota ai
numeri 333280909 e 3925727638
Riprendono le attività della Coopetativa
sociale Fare Mondi che affonda
le radici nel percorso associativo
degli aderenti all’Associazione
Amici di Piazza Grande Onlus
PICCOLI TRASPORTI PER PRIVATI
E AZIENDE A BOLOGNA E PROVINCIA
PICCOLI SGOMBERI
o SMALTIMENTO IN DISCARICA
TELEFONARE PER APPUNTAMENTI
E PREVENTIVI PERSONALIZZATI
Telefono 388 1128748
mail: [email protected]
Servizi di pulizia e custodia - servizi di accoglienza, orientamento e
accompagnamento di persone disagiate
Sede legale:
Via Antonio Di Vincenzo 26/F (BO) Tel: 051.372223
Fax: 051.4158361 Sito web: www.cooplastrada.it
Mail: [email protected]
Avvocato
di strada
Lo sportello legale
al servizio delle persone
senza fissa dimora
Tel. 051397971, Fax 0513370670
Cell. 3939895695
I ricevimenti
Sede di Avvocato di strada
Sportello di diritto penale: lunedi ore 15 - 17
Sportello di diritto civile: giovedi ore 15 - 17
Si riceve anche senza appuntamento.
Via Ludovico Berti 2/9. Bus: 33, 35, 86
Casa del riposo notturno “Massimo Zaccarelli”. Sportello di diritto penale e civile: il
secondo e il quarto giovedì del mese. Ore 19 - 20. Si riceve anche senza appuntamento. Via del Lazzaretto 15. Bus: 17, 18
- “Rifugio notturno solidarietà”. Sportello di diritto civile e penale: terzo giovedì del
mese dalle 20 alle 21. Si riceve anche senza appuntamento. Via del Gomito 22. Bus:
25
- Struttura “Madre Teresa di Calcutta”. Sportello di diritto civile e penale: quarto giovedì del mese dalle 19.30 alle 20.30. Si riceve anche senza appuntamento.
Viale Lenin 20, Bologna. Bus: 25
La sartoria
di Piazza Grande
La sartoria di Piazza Grande raccoglie abiti usati presso il
magazzino di via libia 69, Bologna, aperto dal lun al ven dalle
15 alle 17
Il laboratorio di sartoria
Gonne da stringere? Pantaloni da accorciare? Strappi da cucire?
Il laboratorio di sartoria di Piazza Grande è attivo in via del Borgo 52 a Bologna, nel
cuore della città. Il laboratorio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.
Chiamaci per accordi allo 051 4222046.
2007
Il cinque
per mille della
tua dichiarazione
dei redditi a
Piazza Grande
La legge finanziaria n. 266/2005 ha introdotto per l'anno 2007 la possibilità per
La possibilità di scelta della destinazione
tutti i contribuenti di destinare una quota
cinque per mille rappresenta un esempio
pari a cinque per mille dell'imposta sul
di sussidarietà fiscale, poiché i finanzia-
reddito delle persone fisiche a enti non
menti versati dai cittadini con questo mec-
profit che abbiano le seguenti finalità:
canismo potranno integrare o anche sostituire quelli pubblici.
a) sostegno del volontariato, delle onlus,
delle associazioni di promozione sociale e
L'Associazione Amici di Piazza Grande
di altre fondazioni e associazioni ricono-
Onlus è tra le organizzazioni non profit
sciute;
idonee a beneficiare del diritto al "cinque
b) finanziamento della ricerca scientifica e
per mille". Dal 1993 Piazza Grande Onlus
delle università;
promuove iniziative concrete per contra-
c) finanziamento della ricerca sanitaria;
stare l'esclusione sociale e affermare i
d) attività sociali svolte dal comune di
diritti delle persone senza fissa dimora.
residenza del contribuente;
Per aiutare sempre più persone abbiamo
bisogno del sostegno di tutti.
Il contribuente può decidere di destinare il
Da quest'anno un modo semplice per
cinque per mille dell'IRPEF relativa al
sostenere l'Associazione è devolvere il
periodo di imposta 2006, apponendo la
5x1000 della propria dichiarazione dei
firma in uno dei quattro appositi riquadri
redditi. La destinazione del 5x1000 è una
che figurano nei modelli di dichiarazione
scelta soggettiva, che non incide sul tuo
specificando il codice fiscale del soggetto
reddito. Ti proponiamo di devolvere il tuo
preferito.
all'Associazione Amici di Piazza Grande
Questa disposizione non è alternativa al
Onlus inserendo nello spazio dedicato al
meccanismo dell'otto per mille, e non rap-
5x1000 il codice fiscale dell'Associazione:
presenta una spesa ulteriore per il contribuente.
14 piazza grande • n°136 • 07/08.07
92038070378
Partono i lavori per la nuova sede di Piazza Grande. Una sede che ospiterà tutte le attività dell'associazione: la redazione del
giornale, gli avvocati di strada, la sartoria, il bicicentro, il teatro, il servizio mobile, le cooperative. La nuova sede, inoltre sarà un
grande centro aperto ogni gionro a tutte le persone che vivono in strada a Bologna
Guarda il progetto, e scopri come puoi sostenerci!
Per sostenere l'associazione dei senza fissa dimora si stanno mobilitando molte importanti realtà bolognesi.
Per raccogliere le offerte dei privati, Piazza Grande ha istituito un conto corrente vincolato dove confluiranno tutte le offerte per
la costruzione della nuova sede.
Le Coordinate Bancarie per sostenerci
Banca: Cassa di Risparmio in Bologna - Filiale: Via Marconi, 51
Intestazione Conto Corrente: Associazione Amici di Piazza Grande Onlus
Numero conto corrente: 1000/00002981, Codice ABI: 06385, Codice CAB: 02406, Cin: K
piazza grande • n°136 • 07/08.07 15
Informazioni e punti di ascolto
1. Comune di Bologna, Servizio Sociale Adulti
Per tutti gli adulti in difficoltà, dai 18 ai 65 anni. Via
Sabatucci, 2. Tel. 051/245156. Aperto dal lunedi al
sabato dalle h.9 alle h.13
Urgenze odontoiatriche
1 4 . I s t i t u t o B e r e t t a Via XXI Aprile 15
,Tel.051/6162211 Distribuzione numeri, dal lun al ven,
h.8-9 e h. 14. Sab soltanto al mattino. Domenica pronto
soccorso odontoiatrico h.8-13
Tutti i Merc, h.9-11
2. Associazione Posto d’Ascolto ed Indirizzo Città
di Bologna. Informazioni relative a dormitori, mense,
docce. 1° binario Stazione Centrale - Piazza Medaglie
D’Oro, Tel. 051/244044. Dal lun al ven, h.9-12, 15-18,
sab h.9-12
1 5 . P o l i a m b u l a t o r i o A U S L Via Tiarini 10/12
Tel.051/706345. Dal lun al ven. Dalle ore 7.30 vengono
distribuiti 10 numeri.
----------------------------------------------------Pasti gratuiti
28. Parrocchia S. Giuseppe Cottolengo Distribuisce
indumenti, Via Don Orione 1, Tel. 051/435119. A giovedì
alterni, h.16-18
1. Lista per entrare nei dormitori. Per le persone che
vogliono essere inserite nella lista unica per l’accesso
alle strutture di accoglienza notturna. Lun-Sab, h.10 13, presso il Servizio Sociale Adulti di via Sabatucci n.2
7 . A s s o c i a z i o n e L ' A r c a Via Zago,
051/6390192. Dal lun al ven, h.15.30-19
4. Centro di Ascolto Italiani della Caritas Adulti italiani in difficoltà, assistenza, informazioni e percorsi di
reinserimento sociale. Via S. Caterina 8/A. Tel.
051/6448186. Lun, Mart, Ven, h.9.15-11.30. Giov,
h9.15-11.30, h.14- 15.30 (senza appuntamento).
5. Centro di Ascolto Immigrati della Caritas
Diocesana Ascolto, informazioni e assistenza per persone straniere. Via Rialto, 7/2. Tel. 051/235358. Lun,
giov, h.9-11, mart, h.15- 17
6. Servizi per gli Immigrati del Comune di Bologna
Cittadini stranieri con permesso di soggiorno o in attesa
di regolarizzazione. Informazioni e orientamento. Via le
Vicini 20, Tel. 051/2195500. Lun h.9-13, mart e giov
h.15-18, sab, h.9-13
7. Associazione L’Arca Ascolto e informazione per
tutte le persone disagiate. Via Zago, 14, Tel.
051/6390192. Dal lun al ven h.15-19
8. Ufficio Casa Comune di Bologna Informazioni su
bandi per la assegnazione della casa. Viale Vicini, 20
Tel. 051/2194332. Lun- ven, h.8,30-13, mart e giov,
h.14.30-17
----------------------------------------------------Aiuto e assistenza legale
8. Servizi per gli Immigrati del Comune di Bologna
Consulenza ai cittadini stranieri. Via Drapperie, 6. Tel.
051/6564611. Aperto tutti i giorni, escluso il ven, h.9-13
28. Avvocato di strada, Associazione Amici di Piazza
Grande. Consulenza e assistenza legale gratuita per le
persone senza dimora. Segreteria aperta tutti i giorni dal
27. Parrocchia S. Egidio Distribuzione vestiario. Via S.
Donato, 36. Tel. 051/244090. Dal Lun al Ven, h.1617.30
Tel.
29. Parrocchia S. Giuseppe Lavoratore Distribuisce
indumenti in genere. Via Marziale, 7, Tel.051/322288. Il
primo e terzo mercoledì di ogni mese, h.15-17
3. Centro Diurno Comune di Bologna Distribuisce
pasti caldi su segnalazione dei Servizi Sociali. Via del
Porto, 15/C. Tel. 051/521704. Tutti i giorni dell'anno
h.12.30 - 18.
23. Parrocchia S.S. Angeli Custodi Distribuzione abbigliamento. Via Lombardi, 37.
Tel.051/356798. Tutti i merc, h.9-10.
----------------------------------------------------Dove dormire
1. Centro Beltrame Comune di Bologna Distribuisce
pasti caldi agli ospiti del centro stesso - Via F. Sabatucci,
2. Tel. 051/245073.
1. Centro Beltrame Offre 115 posti letto. Via F.
Sabatucci, 2. Tel. 051/245073. Si accede tramite la lista
del Servizio Sociale Adulti, nell’ufficio adiacente.
16. Oratorio di San Donato Tutte le domeniche mattina alle ore 10.10 colazione. Via Zamboni, 10. Tel.
051/226310
30. Casa del Riposo Notturno M.Zaccarelli
Offre 80 posti letto. Via Carracci, 69. Aperto h.19-8. Si
accede tramite la lista del Servizio Sociale Adulti, via
Sabatucci 2.
14.
17. Mensa dell'Antoniano Distribuisce pasti caldi. Via
Guinizelli, 3. Tel. 051/3940211. Tutti i giorni h.11.30-12.
Per accedere al servizio occorre un buono che viene
distribuito alle h. 10.45.
4. Mensa della Fraternità Caritas Diocesana
Fornisce pasti caldi. Via Santa Caterina, 8/A. Tel.
051/6448015. Tutti i giorni mensa h.18-19.
18. Punto d'incontro della Venenta Distribuisce alimenti. Via Serlio, 25. Aperto Mart e Giov, h.10-12
19. Parrocchia Cuore Immacolato di Maria
Distribuzione di cibo da cucinare. Via Mameli, 5
Tel. 051/400201. Mart, h.10-12, Ven, h.15.30- 17.30
22. Parrocchia S. Maria Maddalena Offre alimenti.
Via Zamboni, 47. Tel.051/244060. Merc, h.10-12
21. Parrocchia S. Maria della Misericordia
Distribuisce razioni di generi alimentari. P.zza Porta
Castiglione, 4. Tel. 051/332755. La distribuzione avviene
al sabato munendosi alle ore 8.00 di un numero con cui
si prenota il ritiro che avviene dalle h.9.30 alle 11.
31. Opera di Padre Marella Offre 60 posti letto. Via
del Lavoro, 13. Tel. 051/244345. Aperto h.8-17
25. Rifugio Notturno della Solidarietà Offre 30 posti
letto a persone tossicodipendenti senza dimora. Via del
Gomito, 22/2. Tel.051/324285 Aperto h.19-9.30.
S.O.S. Donna
NUMERO VERDE 800 453009
Linea telefonica contro la violenza, fornisce informazioni,
aiuto, consulenza ed assistenza psicologica e legale. Tel.
051/434345 fax 051/434972. Lun, mart e ven, h. 20-23,
giov, h.15-17.30
Fiori di strada
Associazione che si batte contro la tratta e a favore delle
vittime della prostituzione. Ascolto, Counseling, informazioni legali e assistenza psicologica. Attivo un telefono
acceso 24 ore su 24: 3929008001. Sito web: www.fioridistrada.it. Email: [email protected]
Disagio relazionale
A.S.P.I.C. Associazione per lo Sviluppo Psicologico
dell'Individuo e della Comunità Servizio psico-socioassistenziale. Via De' Gombruti 18. Tel / Fax
0516440848. Il centro è aperto (previo appuntamento)
dal lunedì al venerdi.
Disagio psichico
39. Percorso vita
Informazioni e assistenza a persone con disagio mentale
e alle loro famiglie, attività culturali e ricreative, gruppi
di auto-aiuto. Via Polese, 23. Tel/Fax 051/273644
Alcool
Alcolisti Anonimi
Gruppi di auto-aiuto. Tel. 335/8202228
Acat
h.9 - 19, Cell. 3491744897
Carcere
32. Casa del Riposo Notturno Offre 32 posti letto per
adulti italiani e immigrati con permesso di soggiorno e
rifugiati politici. Via Lombardia, 36. Tel.051/493923.Si
accede sulla base di una lista di accesso, cui ci si può
segnare ogni sera dalle 19 alle 20 presso la sruttura. La
permanenza massima è di una settimana dalla prima
sera.
33. Struttura Madre Teresa di Calcutta Offre 19 posti
letto per sole donne. Viale Lenin, 20. Tel.051/531742.
Aperto h.19-9. Si accede tramite la lista del Servizio
Sociale Adulti, via Sabatucci 2.
40. A.VO.C. Associazione volontari carcere
Attività in carcere, sostegno psicologico e sociale a detenuti ed ex-detenuti. Piazza del Baraccano, 2. Tel.
051/392680
41. Gruppo carcere del Centro Poggeschi Attività di
animazione e lavoratori all'interno del carcere e progetti
di inclusione sociale. Via Guerrazzi 14. Tel.051/220435
2 4 . U V a P A s s A (Unione Volontari al Pratello
Associazione d'Aiuto) Attività pomeridiane presso
l'Istituto Penale Minorile di via del pratello e la comunità
per minori non accompagnati Il Villaggio.
Info: [email protected] - cell. 3407640627, stefano.
Dove
andare
per...
dormire,
mangiare,
lavarsi,
curarsi,
lavorare.
A Bologna
lun al ven, 9 - 13, 15 - 18 in Via Ludovico Berti 2/9 Tel
051/397971. Cell.3939895695. Sportello penale tutti i
lunedi dalle 15 alle 17, sportello civile tutti i giovedi dalle
15 alle 17.
----------------------------------------------------Unità di strada
Unità di Aiuto del Comune di Bologna Intervento di
strada con camper attrezzato. Tel. 051204308 Fax
051203799. Il servizio viene svolto tutti i giorni. Punti di
sosta del camper: Piazza Puntoni, h.17-18, Via Bovi
Campeggi, h.18-19
9. Servizio Mobile di Sostegno Associazione Amici di
Piazza Grande Onlus. Informazioni, generi alimentari,
abiti, panni o coperte alle persone che dimorano in strada. Tel.051/342328. Servizio attivo lun, merc e ven,
h.21-24. Il giov h.9-12
----------------------------------------------------Assistenza medica gratuita
10. Poliambulatorio Biavati Visite mediche gratuite
per persone non assistite dal Servizio Sanitario
Nazionale e persone in stato di grave indigenza. Strada
Maggiore, 13. Tel. 051/226310. Aperto tutti i giorni
h.17.30 - 19 (senza appuntamento).
11. Croce Rossa Italiana Somministrazione farmaci,
attrezzatura ortopedica e occhiali. Via del Cane, 9. Tel.
051/581858. Lun, Merc, Ven, h.8-14. Mart, Giov, h.8-17
12. Sokos Visite mediche gratuite per immigrati privi di
assistenza sanitaria, persone senza fissa dimora e tossicodipendenti. Si prescrivono visite specialistiche, farmaci
ed esami. Via de' Castagnoli 10, Tel. 0512750109. Lun
h.17-19.30. Merc, h.16-19, sab, h.9-11.30
13. Centro per la salute delle donne straniere e dei
loro bambini Vengono erogate prestazioni a donne e
bambini stranieri. Poliambulatorio Zanolini, Via Zanolini,
2. Tel. 051/4211511. Lun, h.12-18. Mart, h.15-19. Giov,
h.12-19. Ven, h.10.30-14
23. Parrocchia S.S. Angeli Custodi
Distribuzione generi alimentari. Via Lombardi 37, Tel.
051/356798. Lun, h.14.30- 17, mart, giov e ven, h.912, merc, h.10.30- 12.30
----------------------------------------------------Bagni e docce calde
4. Centro S. Petronio Caritas Diocesana Servizio
docce Via S. Caterina 8/A Bus 20-21
Tel. 051/6448015. Prenotazione alla mattina h.9-11.30.
Gli stranieri debbono prenotare il Mart mattino per usufruire dei servizi il Mart e il Merc dalle 14 alle 15. Gli italiani debbono prenotare il Ven mattino o Lun mattino per
usufruire dei servizi il Lun dalle 14 alle 15. Le donne, italiane e straniere, usufruiscono del servizio il Giov, dalle
14 alle 15.
24. Bagni pubblici Toilette e servizio gratuito di lavanderia, con lava-asciuga, per persone senza fissa dimora.
Piazza IV Novembre Tel. 051/372223. Aperto sempre
h.9-20
25. Rifugio notturno della solidarietà Servizio docce
per persone senza fissa dimora. Via del Gomito 22/2.
Tel. 051/324285. Il servizio è attivo il Mart h.15-18 per
gli uomini. Il Ven, h.15-18 per le donne.
----------------------------------------------------Distribuzione abiti
17. Antoniano Fornisce vestiario. Via Guinizelli, 13. Tel.
051/3940211.Merc e ven, h.9.30-11.30. Tel.
051/244044
7. Associazione L'Arca Fornisce vestiario a chi si presenta direttamente. Via Zago, 14. Bus 38, Tel.
051/6390192. Dal lun al ven, h.15.30- 19
26. Opera San Domenico Distribuisce vestiario a max
25 persone ogni giorno. Piazza San Domenico, 5/2 Tel.
051/226170. Lun e giov, h.8-10
19. Parrocchia Cuore Immacolato di Maria
Distribuzione vestiario. Via Mameli, 5. Tel. 051/400201.
Un servizio per i tuoi problemi
9. Associazione Amici di Piazza Grande Onlus
Assistenza e percorsi di recupero per senza fissa dimora.
Via Libia, 69, Bologna. Tel. 051/342328. Lun-ven, h.912, h.14.30-18.
3. Centro Diurno Comune di Bologna Accoglienza,
relazione d'aiuto e ascolto, attività per il tempo libero e
laboratoriali. Via del Porto, 15/C. Tel. 051/521704. Tutti
i giorni h.12.30- 18.
Centro accoglienza La Rupe
Promozione sociale e progetti di inserimento lavorativo
per persone con problemi di marginalità. Via Rupe, 9.
Sasso Marconi. Tel. 051/841206.
35. Laboratorio Abba-Stanza Destinato a persone
senza fissa dimora e individui con gravi disagi sociali. Via
Della Dozza, 5/2. Tel/Fax 051/6386000.
Cittadini Stranieri
NUMERO VERDE SERVIZIO SANITARIO Servizi plurilingue di informazione e mediazione culturale - 800
663366
36. Ufficio Stranieri della CGIL. Via Guglielmo
Marconi 69 - Tel 0516087190 Fax 051251062. Lun-ven,
h.9-13, 15-18. Il sab, h.9-13
Tossicodipendenze
1. Drop In. Spazio dedicato all’accoglienza delle persone con problemi di tossicodipendenza. Lun - sab, h.1116 presso il Drop In di via Paolo Fabbri (cancello verde)
42. Il Pettirosso
Comunità di accoglienza per tossicodipendenti e autoaiuto per familiari. Via dei Mattuiani, 1. Tel. 051/330239
S.A.T.
Servizio Accoglienza Tossicodipendenti. Presso Casa
Gianni, Via Rodolfo Mondolfo, 8. Tel. 051/453895.
Aperto tutti i giorni previo appuntamento.
Aids
Telefono verde Aids della Ausl Bologna:800 856 080
43. C.A.S.A.
Centro Attività Servizi della USL Bologna
Informazioni e servizi sanitari a persone affette da HIV e
sieropositive. Via S. Isaia, 90. Tel. 0516494521. Dal lun
al ven, h.8-14.
44. ANLAIDS
Gestisce una Casa Alloggio, un centro diurno per persone con Hiv e sieropositive ed una linea telefonica per
informazioni e supporto con esperti. Organizza gruppi di
auto-aiuto e laboratori artigianali gratuiti. Via Irnerio,
53. Tel. 051/6390727. Per informazioni e aiuto sulla
malattia 051/4210817 - La linea funziona lun, mart e
giov, h.16-20. La sede è aperta dal lun al ven, h.9-13
Maternità
37. SAV, Servizio Accoglienza alla Vita
Via Irma Bandiera, 22. Tel. 051/433473. Dal lun al giov,
h.9.30-12.30 e h.15.30-17.30
45. IDA Iniziativa Donne Aids
Informazione, prevenzione e tutela dei diritti per persone con Hiv, AIDS e persone detenute. Via San Mamolo,
55. Bus 29-30
Tel/Fax 051/581373. Cell. 339/8711149
Comunità S.Maria della Venenta Onlus Accoglienza
in comunità e in case famiglia di ragazze madri. Via
della Venenta, 42/44/46. Argelato (Bo) Tel.
051/6637200. Aperta tutto l'anno
46. LILA
Lega Italiana per la Lotta contro l' AIDS. Ascolto, accoglienza, informazioni, assistenza, centro di documentazione e consulenza legale e previdenziale. Via Agucchi,
290/A. Tel. 051/6347644 - 051/6347646. Info:
051/6350025 (lun, merc, ven, h.18.30-20)
Donne che hanno subito abusi e violenze
38. Casa della Donna per non subire violenza
Ascolto, assistenza psicologica e legale, ospitalità temporanea, gruppi di auto-aiuto e sostegno. Via Dell'Oro, 3.
Tel. 051/333173. Lun-ven, h.9-18
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povertà, femminile, singolare