Casa - Residenza - Politiche Sociali - Immigrazione - Diritti - Dal 1993 il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora povertà, femminile, singolare La povertà al femminile In questo numero ci siamo occupati di esclusione sociale al femminile. Nel 2006 le utenti dei dormitori bolognesi sono state 108, ma il fenomeno, naturalmente, è molto più complesso e coinvolge anche chi una casa ce l'ha, come le donne migranti analfabete, o le prostitute vittime della tratta. Girando per strada, tra dormitori e laboratori di informatica e di sartoria, abbiamo capito che spesso in gioco non c'è soltanto il mero bisogno economico, ma anche la necessità di parlare con la propria voce o acquisire competenze, e quindi di riuscire a farcela da sole. Abbiamo cercato di capire, allora, come funzionano progetti creati ad hoc per un'utenza femminile e come cambiano quelli che erano stati pensati soprattutto per uomini. Al primo tipo appartiene il progetto SIID2 (Servizio Itinerante Inserimento Donna), promosso dall'Associazione Amici di Piazza Grande, che organizza laboratori di sartoria e percorsi di reinserimento professionale delle senza fissa dimora. Anche l'associazione Fiori di Strada si occupa soltanto di donne. Abbiamo passato una notte con loro, tra Borgo Panigale e Zola Predosa, a distribuire preservativi, the caldo e biglietti da visita alle prostitute di Bologna, soprattutto a quelle che sono vittime della tratta. Di questo grave problema sociale si parla anche nell'intervista alla responsabile di una cooperativa sociale che dal 1998 dà lavoro a donne costrette a prostituirsi. Abbiamo poi incontrato le “mamme del Fioravanti” durante il loro ultimo giorno di scuola. Si tratta di quindici donne straniere madri di studenti dell'istituto professionale “Fioravanti” che hanno deciso di partecipare a corsi di italiano e di informatica. Per saperne di più di donne e nuove tecnologie, siamo andati a un convegno del Centro Poggeschi sul “gender divide” e abbiamo scoperto che cosa fa Marzia Vaccari, responsabile del progetto Techné Donne. - segue a pag 2 - PRODURRE QUESTO GIORNALE COSTA 0,50 EURO • QUELLO CHE DATE IN PIU’ E’ IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE QUALSIASI RICHIESTA DI SOLDI AL DI LA’ DELL’OFFERTA LIBERA NON E’ AUTORIZZATA Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L27/02/2004 N.46)ART.1 comma 2 DCB - Bo (Num. 6 per Poste Spa) piazza Grande Giornale di strada di Bologna fondato dai senza fissa dimora “Tendere un giornale è meglio che tendere una mano” *** Proprietà Associazione Amici di Piazza Grande Onlus Direttore Responsabile Leonardo Tancredi Caporedattore Jacopo Fiorentino Sommario Ai lettori Questo mese Piazza Grande tratta di un Se poi si guarda oltre la strada, salendo tema troppo spesso dimenticato, quello qualche gradino sulla scala della della povertà al femminile. povertà, si incontrano sempre più donne sole o con figli, che vivono con un reddi- Abbiamo deciso di dedicare a questo to ben al di sotto della fatidica soglia tema un inchiesta partendo da un luogo della sussistenza. Anche questa catego- comune: quello secondo cui in strada ci ria di donne è poco visibile, e anche sarebbero poche donne. Purtroppo non questa categoria di donne non è trascu- è così: le donne in strada devono difen- rabile. Almeno questo è quello che pen- dersi da molte violenze e da altrettante siamo noi, e tramite la nostra inchiesta, prevaricazioni e se hanno figli tendono a abbiamo cercato di comunicarlo. non essere in contatto con i servizi, per paura che quegli stessi figli gli vengano Come ogni estate, Piazza Grande esce portati via. con un numero doppio che resterà in strada a luglio e agosto. Il prossimo Per questo, e per altri motivi, la presen- numero del giornale uscirà a settem- *** za delle donne in strada è meno visibile bre, intanto vi auguriamo una buona Redazione: via Libia, 69 40138 Bologna Tel. 051 342 328 Fax. 051 3370669 di quella degli uomini, ma non per que- lettura e, per chi le farà, delle buone sto è trascurabile. vacanze. A presto. - La povertà al femminile pag 1 - Ai lettori pag 2 - Accade davvero pag 3 - L’inchiesta del mese pag 4 - 9 - La città migrante pag 10, 11 - La cultura è nelle strade pag 12 - Dal basso verso l’alto pag.13 - Le pagine dell’Associazione pag 14 - Cantiere Piazza Grande, Bologna si mobilita pag 15 - Indirizzi utili pag 16 *** www.piazzagrande.it [email protected] *** Distribuzione Antonino Palaia *** Idea Grafica e impaginazione Jacopo Fiorentino *** In Redazione: Mauro Picciaiola, Carlotta Zarattini, Mariella Libergoli, Gabriella Penna, Gaetano Massa, Laura Caretto, Viviana Melchiorre, Giuseppe Mele, Marika Puicher, Raffaella Ruffo, Luisa Begani, Sara Di Taranto, Massimo Righi,Maddalena Fre. Hanno collaborato a questo numero: Vincenzo Conte, Valentina Collura, Francesca Piatti, Paola Faranda. *** Immagini La foto in prima pagina è di Marika Puicher. Foto di Marika Puicher - segue da pag 1 - *** Edizioni Online Jacopo Fiorentino *** Bologna 01.07.2007 Anno XIV - Numero 6 16 pagine Tipografia Nuova Cesat Firenze Registrato presso il Tribunale di Bologna il 15/09/1995 n°6474 Visto che siamo un giornale di strada non potevamo dimenticarci di chi in strada ci vive e quindi abbiamo visitato il dormitorio di via Lenin, una struttura di accoglienza che accoglie solo donne. La storia inventata ma non troppo di una ragazza rom ci racconta come vive una quattordicenne nel campo di via Trebbo. Sul fronte dei progetti che stanno gradualmente aprendosi a questioni di genere, abbiamo sentito i responsabili del Sokos, l'associazione di medici che curano immigrati senza permesso di soggiorno. Leggendo queste righe si potrebbe pensare che c’è una disparità, questa volta in positivo, tra le forze messe in campo e l’entità del problema. Poco più di 100 donne passate nei dormitori in un anno, solo 60 le utenti dello sportello sociale, il 15% del totale. Eppure chi analizza il fenomeno delle nuove povertà non fa che ripetere che tra le categorie più a rischio ci sono le donne sole non più giovani. Le famiglie unipersonali povere sono formate da donne; su 100 anziani soli 84 sono donne. Nonostante i passi avanti nel superamento delle discriminazioni di genere, resta tuttora più complicato trovare lavoro per una donna rispetto a un uomo. L’esclusione sociale al femminile rimane difficile da intercettare, è evidente una maggiore ritrosia nel rivolgersi ai servizi. Svincolare il welfare dal concetto rigido di famiglia, favorire l’accompagnamento al lavoro, agire sulla prevenzione del disagio piuttosto che intervenire in situazioni già compromesse. Questi sono solo alcuni esempi di intervento sui quali operatori e amministratori potrebbero trovare una comunione d’intenti. Le voci ascoltate per comporre il quadro del disagio femminile a Bologna vanno in questa direzione. di Giulia Lasagni gi.lasagni.tin.it Abbonati a Piazza Grande Per abbonarsi e ricevere ogni mese il giornale a casa propria, basta un versamento sul c/c postale n. 54400320, intestato all'Associazione Amici di Piazza Grande Onlus. Causale: "Abbonamento giornale". Potete anche telefonare allo 051 342328 dalle 9.00 alle 13.00 alla Redazione del giornale. Per i privati la quota indicativa di sottoscrizione è di 31 euro annue. Per enti, biblioteche e associazioni 51 euro 2 piazza grande • n°136 • 07.07 Accade d@vvero Dal nostro sito, una rubrica che parla di casa, nuove povertà, diritti, immigrazione. A Bologna e non solo 02.06.07 A Napoli pubblicata una guida per aiutare gli homeless Dormono fuori dalle stazioni, nelle sale d'attesa del porto di Napoli, nei giardini pubblici, sotto i porticati del centro storico o della posta centrale: sono circa 1.200 i senza fissa dimora a Napoli. Per loro la comunità di Sant'Egidio, ogni anno, pubblica una guida che raccoglie tutti gli indirizzi utili per chi vive in strada: dove dormine, dove mangiare e dove lavarsi. Grazie a una iniziativa dell'Assessorato alle politiche sociali della Regione Campania sono stati stampati nei giorni scorsi migliaia di opuscoli che saranno distribuiti nelle stazioni, nei luoghi di maggiore aggregazione delle persone meno abbienti e attraverso le associazioni di volontariato. Negli ultimi 12 mesi si sono contate nella città campana 18 morti “di strada”. Spesso sono anziani rimasti soli, persone con problemi psichici e di droga, immigrati e disabili a finire sui marciapiedi, e il loro numero è in costante aumento. Non sono sufficienti a Napoli le 19 mense di distribuzione gratuita di pasti e soprattutto i 20 centri di accoglienza per poter dormire, che raggiungono un totale di soli 100 posti letto. L'assessorato alle Politiche Sociali della Regione Campania destinerà parte dei fondi europei 2007-2013 alla creazione di infrastrutture di tipo sociale e si farà promotore di un tavolo di ascolto con le realtà associative che operano nel settore dell'assistenza ai senza fissa dimora. @@@ 05.06.07 Milano, visite alla città sconosciuta dei senza dimora Scoprire una Milano mai vista, mai pensata e mai incontrata: la città dei senza dimora. Giovedì 7 e sabato 9 giugno appuntamento al Parco Sempione per un percorso turistico speciale alla scoperta della "città nascosta di un senza dimora". L'iniziativa, promossa dalla rete di associazioni "Quelli della Notte", ha proposto una visita guidata alla città mai vista: quella che nasce dagli occhi di un altro e si percorre nelle sue scarpe. A far da guida Roberto 42 anni, ex senza dimora, napoletano. Le "visite guidate alla città nascosta" sono una iniziativa di turismo responsabile alla portata di tutti, destinato in primo luogo a chi a Milano ci vive. Una riscoperta del quotidiano, il gusto di incontrare realtà e persone che spesso si sfiorano soltanto: seguendo le orme di "guide" un po' speciali. L'iniziativa è nata da un'idea della rete di associazioni che ogni anno promuovono a Milano la "Notte dei senza dimora". Per dare significato e continuità alla "Giornata ONU contro la povertà" - che si celebra ogni anno il 17 ottobre - la rete di Quelli della Notte propone durante l'anno eventi culturali e di sensibilizzazione a tema. @@@ 06.06.07 Sfratti e nuove povertà a Pechino in vista delle Olimpiadi Il COHRE, Centre on Housing Rights and Evictions, ha pubblicato uno studio secondo cui ad aprile 2007 1.250.000 persone sono state sfrattate a Pechino a causa dello sviluppo urbano dovuto ai prossimi Giochi Olimpici. Altre 250.000 persone saranno sfrattate il prossimo anno. In totale quindi 1.500.000 persone. A ciò si aggiunge, secondo il COHRE, il problema della violenza e repressione perpetuate nei confronti delle vittime degli sfratti. Lo studio evidenzia come il fenomeno si sia già presentato in passato in occasione di grandi manifestazioni di questo genere, per esempio per le Olimpiadi di Seul del 1988 o ad Atlanta nel 1996. @@@ 06.06.07 Stati Uniti: senzatetto abbandonati in strada dagli ospedali Negli USA sono stati recentemente ripresi da telecamere due episodi di “patient dumping”, finora rimasta una leggenda metropolitana per assenza di prove: pazienti senzatetto vengono “scaricati” in strada da alcuni ospedali statunitensi. I pazienti vengono curati solo per un breve periodo, obbligatorio per legge, e poi abbandonati perché sprovvisti di assistenza medica e parenti. I due episodi sono avvenuti a Skid Row, un quartiere di Los Angeles con la più alta concentrazione di senza dimora degli Stati Uniti, circa 10.000 persone spesso afflitte da seri problemi di dipendenza. Le telecamere erano state installate da un’associazione che dà rifugio ai senzatetto. Nel video si vede lo “scarico” di Carol Ann Reyes, una senzatetto di 63 anni affetta da demenza, caricata su un taxi senza scarpe né mutande e di Gabino Olvera, un senzatetto paraplegico di 41 anni, lasciato davanti a un rifugio per homeless. Dopo le indagini, le due aziende ospedaliere hanno ammesso le proprie colpe. La Kaiser, il più grande gruppo no-profit del settore negli Usa, ha accettato di finanziare alloggi per senzatetto e di costruire una clinica gratuita, destinando allo scopo 500mila dollari (370mila euro). Sono stati promessi anche una revisione delle procedure per il trattamento degli homeless, nonché un corso di addestramento per gli operatori sanitari. Risulta però difficile controllare il fenomeno, così come dimostra il fatto che circolasse voce da anni del “patient dumping” ma che sia stata necessaria la documentazione video per agire. Il sistema sanitario americano è in ogni caso motivo di dibattito nel paese, e uno dei punti nella campagna elettorale per le presidenziali del 2008. @@@ 15.06.07 Tele - università nel carcere di Rebibbia Quaranta detenuti del carcere di Rebibbia beneficeranno a breve del progetto pilota di tele- università a distanza, organizzato dal garante dei detenuti della regione Lazio, Università Tor Vergata di Roma, Fastweb e Laziodisu. I detenuti saranno studenti a tutti gli effetti. Le lezioni saranno sotto forma di video conferenze da seguirsi in apposite sale multimediali, e gli esami saranno sostenuti con lo stesso metodo interattivo. Il costo dell'iniziativa non è altissimo, 300 mila euro, motivo per cui secondo i promotori potrebbe essere riprodubile in altre carceri. @@@ 15.06.07 A Bologna accompagnatori alle fermate e sugli autobus Gli attori dell'associazione culturale "Teatro dei mignoli" accompagnano a casa chi lo richiede, soprattutto donne sole o anziani, per contrastare il senso di insicurezza e isolamento nelle ore notturne, segnalando inoltre alle forze dell'ordine le situazioni critiche. Il servizio viene svolto alle fermate e a bordo degli autobus. Gli attori portano ali da angelo, fascia da assistente civico e un cartellino identificatore. Partner del progetto è il settore politiche per la sicurezza del Comune di Bologna con la collaborazione di Atc spa. @@@ 25.06.07 Pubblicato il nuovo Rapporto Spi-Cgil sulla povertà in Italia È stato presentato oggi il XVI rapporto Spi Cgil-Cer su indicatori di benessere e politiche sociali. Secondo questo studio, la povertà interessa oggi l’11% delle famiglie italiane, superando anche il 25% nel Mezzogiorno. Rispetto agli altri paesi dell’Europa continentale, l’Italia soffre di una maggiore sperequazione nella distribuzione del reddito (superata solo dal Portogallo). Altro problema è la maggiore diffusione della cosiddetta "privazione di base", ovvero l’impossibilità di accedere ad alcuni bisogni (per esempio: riscaldare la casa, pagare le bollette, mangiare carne o pesce, uscire con gli amici, effettuare almeno un periodo di vacanza l’anno). In Italia inoltre i cittadini sono più vulnerabili rispetto al rischio di perdere il livello di benessere raggiunto, causa perdita del lavoro o malattia. Da sottolineare ancora come nel nostro paese l’individuo sia protetto molto più dalla famiglia (quando c'è), che dal sistema di welfare. @@@ 19.06.07 A Bari un Pronto intervento anziani Il servizio “Pronto intervento Sociale “SerenitAnziani” è diventato un chiaro punto di riferimento per tutti gli anziani che d'estate restano soli in città. Dopo l'interesse ed il buon esito sociale dello scorso anno, il servizio riprende quest'anno e inizierà il 18 giugno per concludersi il 30 settembre. Il progetto è rivolto a tutti i cittadini ultra 65enni residenti nella città di Bari, il cui medico abbia certificato le condizioni di salute precaria fisica ma anche psicologica, e che abbiano difficoltà a provvedere autonomamente alla risoluzione di problemi in casi di emergenza. Tra i numerosi interventi previsti si può usufruire anche della proposta chiamata “Pony della solidarietà”. Si tratta di un servizio attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.00, per portare a domicilio la spesa, i medicinali o altri beni di prima necessità. E' inoltre previsto un servizio mensa per coloro che sono senza fissa dimora (segnalati all'Assessorato alle Politiche Sociali) che verrà erogato solo per il mese di agosto, presso il Centro Aperto Polivalente per Anziani in via Dante 104, Bari. L'iniziativa è una concreta sinergia di diversi enti e realtà locali. L'intero servizio è promosso dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bari e dalla ASL di Bari, affidato alla Cooperativa Sociale Gea. A cura della redazione web [email protected] piazza grande • n°136 • 07/08.07 3 L’inchiesta del mese Adolescenza in campo profughi Questa non è una storia vera, ma potrebbe esserlo… Ogni riferimento a cose, persone o luoghi realmente esistenti è puramente casuale (o no?). Mi chiamo Alina, ho 14 anni e da quando ne avevo 2 vivo al campo profughi di Lebbo di Treno. La mia famiglia ed io siamo fuggite dalle guerre sanguinose della ex - Jugoslavia e infatti se me lo chiedi ti rispondo che sono jugoslava. Ma siamo anche rom, rom serbi per la precisione. La mia casa è un container di 10 metri quadrati, in cui vivo con i miei genitori e due fratelli più piccoli di me. Ho fatto le scuole medie proprio come i figli degli italiani, solo che un pulmino del Comune ogni mattina doveva venirmi a prendere al campo, visto che la più vicina Il primo binario della Stazione F.S. di Bologna. Foto di Marika Puicher fermata dell’autobus è a più di due chilo- mo in gruppi di 3-4 e quando un uomo ha metri… Finita la scuola dell’obbligo il servi- qualche ora libera durante il giorno andia- zio è stato interrotto e non ci sono più mo al supermercato approfittando del suo andata. Non è che mi dispiaccia molto. Il passaggio. problema qui al campo però è che non c’è Via Lenin, Bologna, un dormitorio al femminile niente da fare. Dopo che i bambini escono Mi ricordo la volta in cui ho avuto le prime per andare a scuola e gli uomini vanno al mestruazioni. Faceva freddo, penso fossi- lavoro, noi donne rimaniamo isolate qui. mo in novembre, ero pronta avendo senti- Non possiamo come le vostre donne anda- to le altre donne parlarne, mi aspettavo re a fare la spesa, fare un giro per il una cosa del genere. Il problema da allora All’angolo tra via Felsina e via Lenin, paese, incontrare un’amica. Restiamo qui è che non tutti i giorni del mio ciclo posso tra i palazzoni, un parco e una roton- e basta. I mezzi pubblici sono troppo lon- lavarmi come vorrei perché nei bagni del da, c’è una vecchia casetta rossa a tani e poi non conosciamo nessuno che campo in cui vivo non esiste la vasca e due piani con un grande giardino viva al di fuori di qui. La noia in effetti è tantomeno il bidet. Il water è una turca e senza alberi. Scampolo di campagna un problema grosso. Far passare un’intera ho tuttora difficoltà a cambiarmi l’assor- discreto, non dà molto nell’occhio e giornata è davvero difficile, soprattutto d’estate quando fa luce molto presto e bente, anche se ormai sono passati anni. Non posso nemmeno depilarmi come vor- non è facile raggiungerla, soprattutto se, com’è successo a me, si prende l’autobus sbagliato. All’interno, a rei visto che non saprei dove attaccare il uomini non vogliono che noi donne lavo- silkepil, mi manca il fornelletto per scalda- riamo, dicono che sarebbe troppo umilian- re la cera e con il rasoio peggiorerei solo ca, un televisore, un microonde e te per loro e preferiscono piuttosto che ci la situazione… Secondo mia madre è qualche copia di Vanity Fair. Se si sal- occupiamo della “casa”. anche per questo che non ho ancora avuto gono le scale, in cui campeggia un un ragazzo, non mi riesco a lasciare anda- poster di James Dean, unico uomo Oltretutto al campo ora non c’è più quel- re perché non sono a mio agio con me ammesso nella casa, fatta eccezione l’armonia che c’era quando siamo arrivati; stessa e il mio corpo. Eppure che sono per gli operatori sociali, si arriva alle la speranza di avere un futuro diverso è magra, non ho i soliti brufoli della mia età, stanze da letto. andata via via svanendo. Molte di noi pen- potrei dire persino che mi piaccio e che che non ha più nemmeno senso parlare. ogni tanto mi metterei come tutte le ragazze italiane una gonna corta o un piano terra, c’è una piccola sala ricreativa con sedie e tavoli di plasti- L’arredamento è quello scarno degli ostelli, degli ospedali o degli studentati, fatto di letto a una piazza, arma- Molte non hanno più niente da dirsi. Le vestito scollato. Ma ve lo immaginate voi amiche di mia mamma sono sempre le ad avere la mia età e non potersi nemme- stesse, stanno insieme tutti i giorni, tutto no fare belle per un appuntamento con un foto di famiglia o di padre Pio, ma la il giorno e non ci sono mai novità o cose ragazzo? Non posso farmi la doccia perchè prima impressione è quella di uno interessanti di cui parlare. Se fossero o manca l’acqua o se c’è è troppo fredda e spazio bianco, pulito e vuoto nono- scimmie forse si conterebbero i peli a rischierei di dover saltare l’uscita causa stante ci siano valigie dappertutto. vicenda come fanno in tv nei documenta- raffreddore. Quasi impossibile avere poi ri… un angolino per provarsi qualche vestito La casa “Madre Teresa di Calcutta” è la davanti ad uno specchio abbastanza gran- prima struttura di accoglienza di genere di Spesso litigano, ma non avendo la possibi- de. E così l’appuntamento nel migliore dei Bologna. Aperta nel 2001, a partire dallo lità di sfogarsi all’esterno o anche solo di casi finisce per saltare. Pensate poi se stare un po’ separate senza vedersi per volessi invitare a casa mia un ragazzo che sbollire la rabbia e poi chiarirsi, finisce che mi piace… non risolvono mai davvero i problemi e dietto e lenzuola bianche. Qua e là c’è qualche angolo personalizzato, con scorso anno questo dormitorio ospita soltanto donne. Per il momento, però, nonostante collaborazioni ancora in fase embrionale con associazioni come Armonie e la Casa delle donne per non subire vio- sono frustrate. Forse sono più frustrate Anche i miei genitori non sono liberi di lenza, non funziona ancora in modo molto solo dal fatto che qui non ha senso nean- vivere la loro intimità; ogni tanto io cerco diverso dalle strutture a bassa soglia, cioè che fare le pulizie, tanto da fuori entra di allontanare i miei fratelli perché possa- da altri luoghi di accoglienza di Bologna a continuamente polvere e se solo fa due no restare soli, ma mia madre dice che le cui si accede direttamente dalla strada in gocce si allaga tutto e siamo daccapo. sembra così squallido… Nonostante questo condizioni spesso molto difficili. Quello che Anche cucinare è un’impresa, uno o due tutti fanno un sacco di figli qui al campo, cambia in questo caso è soprattutto il tipo fornelletti, consumo di gas ridotto al mini- non so come facciano in quelle condizioni di utenza, dettaglio apparentemente irrile- mo per contenere i costi, ingredienti pochi ma è così. Forse anche mia mamma ne vante che però favorisce l’ingresso di ospi- e poveri, niente forno. E come fare la aspetta già un altro… Speriamo che sia spesa? Senza macchina e senza autobus? femmina! Noi donne siamo dipendenti del tutto dagli uomini anche in questo, non possiamo A cura di Mauro Picciaiola allontanarci da sole dal campo perché e Fiore Zaniboni senza mezzi. Spesso allora ci organizzia- 4 piazza grande • n°136 • 07/08.07 ripetermi i responsabili del dormitorio, si tratta di solito di donne con un’istruzione medio-bassa e grandi difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro, indipendentemente dal fatto che abbiano una storia di disagio sociale alle spalle. Spesso sono vittime di violenza domestica, non riusciamo più a dormire. I nostri sano che non ce ne andremo mai di qua e una storia a sé, come non finiscono di ti musulmane a volte restie, come ci racconta il coordinatore del dormitorio Giorgio Marcasciano, a entrare in dormitori misti. In questo periodo le ospiti sono 19, per lo più italiane, anche se spesso arrivano donne straniere, soprattutto “badanti” che hanno perso il lavoro e quindi anche un tetto sulla testa. Sebbene ogni caso sia separate o divorziate, e hanno reciso i contatti con la famiglia, oppure nascondono ai figli lontani il fatto di abitare in dormitorio. La situazione delle over 50 è particolarmente drammatica, quella delle “badanti” un po’ meno, perché le offerte di lavoro abbondano. Molte hanno trovato un’occupazione grazie a delle borse lavoro oppure frequentano corsi di formazione professionale. Parlando con alcune di loro in giardino, quando sono tornate a “casa” da poco, vengo a sapere che Michela, rumena, lavora in una sartoria, Rosaria fa la bidella in una scuola, Antonietta è dipendente di una cooperativa, mentre Giorgia lavora in un call center. Per tutte il futuro è appeso a un filo perché hanno lavori precari e non sanno se i loro contratti verranno rinnovati. Forse anche per questo, quando chiedo loro se hanno intenzione di continuare a vivere al dormitorio, mi rispondono o che non lo sanno o che si trovano bene, meglio che in altri posti, e che vorrebbero restare. Le meno fortunate, invece, passano la giornata per strada e poi ritornano alla sera. Il regolamento non ammette eccezioni: al dormitorio si entra alle 19 e si esce prima delle 9, anche se si ha la febbre a quaranta o se fuori diluvia. Inoltre non si possono ricevere visite né restare più di tre mesi, a meno che, come molto spesso accade, non si costruiscano percorsi di graduale reinserimento sociale in collaborazione con gli assistenti sociali. Stare fuori tutto il giorno, però, è la cosa che pesa di più a tutte, soprattutto durante il weekend, quando sì, si può andare allo Spizzico, farsi il giro delle mense o starsene sedute ai giardini ma le 7 di sera sembrano non arrivare mai . C’è chi, come Rosaria, vorrebbe dormire un po’ di più di domenica mattina e chi, come Giorgia, vorrebbe che si potesse restare al dormitorio almeno in caso di malattia e cucinare qualcosa nello spazio comune, visto che adesso c’è solo un microonde e i cibi surgelati costano parecchio. Piccole cose, certo, ma elementi essenziali per chi cerca di rifarsi una vita normale. di Giulia Lasagni [email protected] SIID quando la poverta’ e’ donna Nel 2005 è nato il progetto SIID (Servizio Itinerante Inserimento Donna), su iniziativa dell’Associazione Amici di Piazza Grande Onlus, che si sostiene con i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo e della regione EmiliaRomagna. Grazie al rifinanziamento dell’iniziativa, è ora in corso il SIID2, proseguimento migliorativo del primo progetto, le cui attività sono iniziate a ottobre 2006 e termineranno nel dicembre 2007. L’obiettivo del SIID 2 è quello di contrastare le forme di povertà femminile, con una particolare attenzione alle donne sole e/o capofamiglia con reddito sotto la soglia di povertà, nonché alle donne adulte espulse dal mercato del lavoro e con difficoltà ad essere ricollocate, e a La sartoria di Piazza Grande ta abiti di Piazza Grande, in cui era sentazione, imprinting per le aziende. assente tuttavia un vero e proprio per- Si impara inoltre a distinguere e ripro- corso professionalizzante. Alcune delle durre i vari stili (casual, classico, persone che seguono i corsi hanno svi- trend), nonché a disegnare e poi vestire Iress (Istituto Regionale Emiliano- luppato la passione per la sartoria pro- la figura. Luca Giannola, lo stilista che Romagnolo per i Servizi sociali e prio a partire da qui. tiene il corso di figurino e stile, sottoli- Sanitari) ha svolto una mappatura delle nea infatti che, oltre alle conoscenze organizzazioni che sul territorio si occu- I laboratori di sartoria si trovano nel artistiche, occorrono anche le nozioni pano di donne in condizioni di estrema centro storico di Bologna, in via del tecniche, che le aziende richiedono povertà. Poiché è emerso come sia diffi- Borgo 52. Quando arriviamo, insegnanti maggiormente. cile trovare organizzazioni che si occupi- quelle sole disoccupate e senza fissa dimora. È un progetto complesso in quanto si estende su un territorio piuttosto ampio: Bologna, Imola, Piacenza, le della zona. Le iniziative previste sono di diverso tipo. A Bologna è stato realizzato un servizio itinerante di genere, che prevede due interventi: un servizio di primo contatto e aiuto, realizzato sia in strada che in altre sedi, cui si aggiunge l’offerta di sportelli itineranti di orientamento e accompagnamento socio- lavorativo. Sono previsti sette workshop o seminari di approfondimento itineranti nel territorio, allo scopo di sensibilizzare e creare una cultura sul tema dell’estrema povertà femminile, nonché essere d’aiuto alle realtà sia pubbliche che private che agiscono in questo ambito. A Imola l’associazione Trama di Terre ha in corso un “Laboratorio di valorizzazione delle competenze di donne non italiane” per aiutare le donne straniere Il corso attualmente è frequentano da esse sono state divise in 3 gruppi, in quattro donne e un uomo. Le attività relazione a ciò di cui si occupano: Il laboratorio di primo livello si tiene sono di fatto tre: la produzione di capi povertà in genere; povertà femminile; nella stanza più grande, dove domina di moda vintage, con cui si creano tematiche femminili. I dati sono relativi un grande tavolone bianco, su cui le nuovi modelli a partire da abiti riciclati, al maggio 2007. allieve disegnano e prendono le misure, scartati, la pittura su tessile, la produ- mentre ai lati si trovano le macchine da zione di capi su misura e prenotazione Nel settore del privato sociale sono state cucire e il ferro da stiro. Qui sono dieci (chiunque infatti può mettersi in contat- individuate in tutto 121 realtà attive: 57 le donne, di cui la maggioranza stranie- to per usufruire di questo servizio). nella provincia di Bologna; 9 a Piacenza; caldo afoso. rale italiano. Qui lo sportello di avviamento al lavoro non vuole soddisfare solo un bisogno economico, ma soprattutto aiutare a riacquisire consapevolezza di sé e delle proprie competenze. A Bologna un’altra iniziativa interessante è quella dei due laboratori di sartoria. Uno, di primo livello, è finalizzato all’insegnamento delle tecniche per la riparazione e la confezione di indumenti, mentre quello di secondo livello, per chi voglia progredire dopo aver frequentato il primo corso, insegna la rea- mento delle tecniche sartoriali, grazie La speranza per tutti è quella di creare 22 rispettivamente a Rimini e Ravenna. all’aiuto di una sarta, e di due ragazze un’attività aziendale per porre i propri Di queste 121 realtà il 68% sono asso- che svolgono tirocinio. lavori sul mercato. È prevista a breve ciazioni di volontariato, il 15% organismi l’apertura di un negozio in via S. Vitale, pastorali ed enti ecclesiali, il 10% coope- Le corsiste sono motivate dal fatto che, dove si potranno acquistare sia le crea- rative sociali e il 3% Ong e fondazioni. Si se pur a volte con fatica, stanno impa- zioni originali che gli abiti usati. conferma quindi come il settore dell’as- rando un lavoro gratificante, che spera- L’augurio è quello di una sfilata di moda sociazionismo e volontariato sia quello no tutte di poter eseguire anche in come evento finale. più attivo. luogo di socializzazione che permette di Il progetto SIID, ci spiega la responsa- Di queste la maggioranza (61 su 121) interagire e conoscere altre donne, bile Maria Assunta Serenari, è servito a sono del primo gruppo (povertà in gene- scambiandosi informazioni e condivi- sensibilizzare l’amministrazione comu- re) e operano con servizi di diverso tipo dendo i piccoli momenti della vita quoti- nale su un tema poco visibile quale (offerta di alloggio, mense, distribuzione diana. Anche da un punto di vista ester- quello della povertà femminile. di vestiario e farmaci, sostegno psicolo- seguito. Oltretutto il laboratorio è un I laboratori nascono dall’esperienza già collaudata del settore sartoria e raccol- gico). Seguono 35 associazioni del no come il nostro si percepisce in effetti L’iniziativa è importante perché offre secondo gruppo: centri antiviolenza; uno spazio di accoglienza e ascolto spe- organizzazioni che offrono accoglienza L’esperienza è positiva per tutte: allie- cificamente per le donne. Le donne in abitativa o orientamento lavorativo a ve, tutor e tirocinanti. L’insegnante, con situazione di disagio, pur essendo di donne o sostegno alla maternità. una certa emozione, racconta come, tra meno rispetto gli uomini, sono maggior- le molte fatte, questa sia una delle sue mente vulnerabili e invisibili, più capaci Infine 25 sono del terzo settore (attività esperienze di vita più importanti. di nascondere nel silenzio i propri pro- di promozione delle pari opportunità, di Esiste tuttavia anche qualche difficoltà. blemi. Per questo hanno necessità sia scambio e confronto tra donne). È successo che alcune donne, essendo materiali che umane, quali affetto e appena arrivate in Italia, avessero con- protezione, ma anche di tranquillità e Sia nel settore pubblico che privato ci si sistenti problemi con la lingua italiana, luoghi propri dove ritrovare sé stesse. scontra con diversi problemi, tra cui la un clima accogliente e informale. scarsità di risorse destinate a politiche tanto da rendere difficile lo stesso inse- sociali e assistenza economica, e un gnamento delle tecniche di sartoria. Altre, arrivando da paesi culturalmente di Luisa Begani mercato del lavoro che non tiene conto molto distanti dal nostro, subiscono uno [email protected] delle differenti esigenze delle lavoratrici. shock culturale, che le rende nostalgi- ... Alcune non hanno mai lavorato, avendo sempre svolto il ruolo di madri e mogli; che e desiderose di tornare a casa. lizzazione di capi vintage e costumi teatrali. 16 nella provincia di Forlì- Cesena; 17 e re, coinvolte in progressivo apprendi- che vivono un disorientamento dovuto all’impatto con il contesto socio- cultu- no specificamente di povertà femminile, e allievi stanno lavorando, nonostante il province di Rimini, Ravenna e ForlìCesena, oltre a una serie di comuni La mappatura Iress Per maggiori informazioni altre faticano a conciliare il lavoro con la In una stanza più piccola si tiene il Sito web: http://www.siid2.it cura di minori e anziani non autosuffi- laboratorio di vintage, dove è in corso Email: [email protected] cienti. Le difficoltà “tradizionali” della una lezione. In questo momento si sta Tel.0514222046 figura femminile vengono amplificate lavorando sul mood, una sorta di pre- dalle trasformazioni sociali in corso. piazza grande • n°136 • 07/08.07 5 L’inchiesta del mese Viaggio tra i Fiori di Strada Nel frattempo ci raggiunge anche Tania. Ci assicuriamo che l’auto sia stata caricata con tutto il necessario, dopo di che finalmente si parte. Ci muoviamo in direzione di Borgo Panigale, e dopo un paio di chilometri avvistiamo subito le due prime ragazze. Accostiamo. Sono entrambe rumene, Sono più di 600 le ragazze che ogni notte popolano le strade del capoluogo emiliano e dei paesi limitrofi per vendere il proprio corpo in cambio di qualche prestazione sessuale. Sono definite prostitute, battone, lucciole, o più volgarmente “puttane”; spesso con un disprezzo che cela una profonda ignoranza sulle condizioni reali di queste ragazze, nella maggior parte dei casi vittime di una vera e propria schiavitù. Ma chi sono realmente queste ragazze? Quali sono le storie che le accomunano? Cosa si fa per aiutarle? come del resto quasi tutte le prostitute di quella zona, ci guardano con un po’ di diffidenza, ma non appena sentono la voce di Antonio si illuminano in viso. Mentre parliamo del più e del meno, accettano volentieri del tè freddo e qualche biscotto e, soprattutto, i preservativi che prontamente offriamo loro. Una delle due chiede di essere accompagnata in settimana ad una visita medica e intanto ci racconta con una leggerezza quasi disarmante che una sua amica non è presente perché ha dovuto subire un aborto. “Molte di queste ragazze” ci dice Antonio appena ripartiti “hanno abortito più volte. Il problema è che, soprattutto Abbiamo cercato di rispondere a questi interrogativi passando una notte a bordo dell’unità mobile di Fiori di strada, un’associazione onlus nata circa un anno fa con l’ob- tra le rumene, c’è una disinformazione sanitaria pazzesca per cui spesso usano l’aborto quasi come un metodo contraccettivo. Per questo è importante offrire loro la giusta informazione”. biettivo di contrastare lo sfruttamento di queste giovani donne, spesso minorenni, e di cercare di offrire loro una nuova vita. Il nostro viaggio continua, accostiamo vicino ad ogni fiore di strada, mentre Antonio ci racconta altri particolari inquietanti sul mondo della prostituzio- La nostra breve immersione nel mondo della prostituzione bolognese, inizia alle h.21, di fronte ad uno dei due mini appartamenti di cui l’associazione dispone come rifugio di prima accoglienza per le ragazze tolte dalla strada. Ad aspettarci c’è Antonio, presidente di Fiori di Strada, che mi accoglie subito con un sorriso e un buonumore contagiosi, risorsa importante per chi lavora a ne: “le vittime della tratta vengono continuamente vendute e comprate come se fossero merce di scambio da varie micro-organizzazioni criminali. Pensa che una delle ragazze che abbiamo ora nel programma di protezione ci ha rac- in un altro mondo, si respira un’atmo- la gioia. Dopo che Antonio racconta la un’offerta tre per due: due ragazze più sfera più cupa, la strada è illuminata sua storia capisco tanta felicità: “Capita redditizie in cambio di tre meno remu- solo dalla luce fioca di qualche lampione, spesso che dei balordi che non sanno nerative”. e avvolte nel buio si scorgono appena le come passare la serata fanno un giro sagome delle ragazze nere ai bordi della per le strade di Bologna gettando addos- Le reazioni delle ragazze al nostro arrivo strada “Qui troviamo le nigeriane” conti- so a queste ragazze dei secchi di escre- sono diverse, la maggior parte sembra nua la nostra guida, “praticamente tutte menti e insultandole. A Jennifer una aspettarci e scambia volentieri qualche le donne che abbiamo incontrato fino ad sera sono stati scaraventati dei chiodi battuta con noi, ma c’è anche chi accet- ora sono vittime di una qualche forma di sul viso che l’anno ferita gravemente ad ta con diffidenza ciò che le offriamo schiavitù, imposta spesso con continue un occhio. Se non l’avessimo portata allontanandosi velocemente o addirittura minacce e menzogne. La minaccia più subito al pronto soccorso avrebbe chi non si avvicina nemmeno all’auto. frequente è quella che uccideranno la rischiato di perdere la vista”. “Spesso proprio le ragazze che ci tratta- loro famiglia se dovessero ribellarsi. no male” mi spiega Antonio “che ci Questo vale tanto di più per le nigeria- Dopo Zola Predosa rientriamo in città, e allontanano, che non vogliono parlarci ne, le quali si trovano in una situazione iniziamo a percorrere i viali. Anche qui sono quelle che hanno più bisogno d’aiu- di sfruttamento spaventoso. Di solito per la maggior parte le ragazze sono to. Ad esempio la ragazza dalla quale ci hanno contratto un debito che si aggira rumene, ma ci sono anche serbe, russe fermeremo ora è in una situazione sui 50 mila euro, saldato il debito sono e lituane; almeno un paio di loro sono disperata”. Accostiamo vicino ad un fiore libere, il problema è che ovviamente ci minorenni. Ci conoscono tutte e accetta- di strada che non ha più di 15 anni, ci mettono una vita a pagare quelle no con riconoscenza le nostre attenzioni. guarda spaventata, e con un gesto quasi somme”. contatto con tanta sofferenza. Nell’attesa che ci raggiunga Tania, una volontaria del servizio, Antonio inizia a spiegare in breve in cosa consiste la loro attività: “Attraverso l’unità mobile riusciamo ad avere un primo contatto con le ragazze e a porre le basi per un rapporto di fiducia. Ogni sera dalle 9 fino all’alba due persone a turno percorrono circa duecento chilometri lungo le strade di Bologna, cercando di offrire a chi si prostituisce ogni possibile assistenza: distribuiamo cibo e bevande, fazzolettini intimi, materiale informativo di ogni genere tradotto in più lingue, profilattici, e biglietti da visita, con la raccomandazione di contattarci per qualunque necessità, se avessero bisogno di un avvocato, di essere accompagnate da un medico, di un sostegno psicologico o quant’altro. Non ci occupiamo però solo di riduzione del danno, il nostro obbiettivo principale è liberare queste ragazze dai loro sfruttatori, per questo c’è l’unità d’aiuto, che ha proprio lo scopo di allontanare dalla strada le donne che richiedono esplicitamente il nostro intervento, per poi in impercettibile, ma denso di significato, 6 piazza grande • n°136 • 07/08.07 Il viaggio sulle strade della tratta termi- allunga la mano verso di noi per prende- Anche qui ci fermiamo non appena avvi- na alle 3.30, prima del solito, in una re i preservativi, dopo di che si allontana stiamo una ragazza. Anche qui i fiori di serata con pochi clienti e quindi anche velocemente. “…ci siamo fermati solo un strada sono tanti e le storie diverse. con poche ragazze, un dato che fa pen- attimo perché abbiamo saputo che quasi Naomi è bellissima e giovanissima, forse sare e che ci dovrebbe far riflettere sul tutte le sere il protettore di questa non ancora maggiorenne. Antonio per- fatto che ci sono due tipi diversi di sfrut- ragazza scende in strada e, per farla cepisce la drammaticità della sua situa- tatori: i protettori, venditori di vite desistere dal rivolgere la parola a chiun- zione e l’invita a salire un attimo in umane senza coscienza ne scrupoli, e gli que non sia un cliente, la prende a calci auto. Con un italiano incerto la ragazza acquirenti, per di più occidentali “perbe- e a pugni nello stomaco e sul viso. Tra ci racconta che viene picchiata quotidia- ne” e invisibili alla ricerca di una notte di l’altro succede tutte le sere che una di namente dalle sue compagne. Non riu- sesso. E, in mezzo, loro: piccoli fiori di queste ragazze venga picchiata, deruba- sciamo però a sapere niente di più, ha strada in catene. ta o stuprata”. paura, e ringraziandoci ci saluta. Jennifer, è contentissima del nostro arri- di Marika Puicher Proseguiamo verso Zola Predosa. vo, fa rifornimento di tutto ciò che le [email protected] Imboccata via Rigosa sembra di entrare possiamo offrire saltellando qua e la per seguito inserirle in un programma di protezione”. La sede di Fiori di strada. Foto di Simone Fensore contato che un periodo c’era addirittura L’inchiesta del mese Dalla strada al lavoro Un progetto di reinserimento lavorativo per uscire dalla tratta. L’articolo 18 T.U. delle disposizioni concernenti la disciplina sull’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (decreto legislativo n. 286/98) prevede il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale al fine di “consentire allo straniero di sottrarsi alla violenza ed ai condizionamenti dell’organizzazione criminale e di partecipare ad un programma di assistenza ed integrazione sociale” (art. 18, comma 1). Secondo i dati in possesso del Dipartimento per i diritti e le pari opportunità (aggiornati a marzo 2007), nel periodo tra marzo 2000 e maggio 2006, il numero di persone che nel corso degli anni sono entrate in contatto con i progetti di protezione sociale o hanno ricevuto una prima assistenza sono state circa 45.331. Il triste fenomeno del traffico di esseri umani ai fini di sfruttamento sessuale ha interessato prevalentemente giovani donne con provenienza per lo più dalla Nigeria e dai paesi Foto di Luigi Caterino dell’Est europeo. In particolare negli ultimi anni come il mondo, ma nuovissima per un tipo di si è registrata la presenza sempre maggiore di utenza così particolare. Ci siamo accorti fin da donne rumene, moldave e ucraine. subito di quanto fosse importante illustrare alle Il supporto dato a queste donne, attraverso il e di sperimentare il proprio grado attitudinale e partecipanti la motivazione che ci induceva a contenimento delle loro ansie, paure e sconfit- comportamentale. Inoltre la formazione prati- Il permesso di soggiorno rilasciato secondo lavorare per loro e contemporaneamente te, si è in questi anni rilevato fondamentale per ca consente sia alla ditta che alla donna di l’articolo 18 ha la durata di sei mesi e può sostenerle, cercando di ottenere almeno la loro aiutarle ad inserirsi in un contesto lavorativo, conoscersi e modificare una serie di stereotipi essere rinnovato per un anno, o per il maggior non-sfiducia nei nostri confronti. dopo aver vissuto l’esperienza drammatica prodotti spesso da una scarsa conoscenza della “tratta”. La nostra azione formativa, vole- delle altre culture. periodo occorrente per motivi di giustizia. Tale bili nel mercato del lavoro. Potersi misurare in contesti lavorativi “normali” permette di acquisire le conoscenze necessarie permesso “consente l'accesso ai servizi assi- Nel tempo il progetto ha dimostrato effettiva- va appositamente essere breve, tenuto conto stenziali e allo studio, nonché l'iscrizione nelle mente di rispondere ai bisogni di queste donne che, generalmente le donne inviate al corso, Restano, tuttavia le difficoltà incontrate nel liste di collocamento e lo svolgimento di lavoro per le quali è stato necessario un sostegno hanno circa quattro mesi, dall’ottenimento reperimento delle aziende disposte ad assu- subordinato, fatti salvi i requisiti minimi di età. finalizzato al reinserimento sociale, passando della ricevuta della richiesta del permesso di mere le donne dopo il periodo di formazione, Qualora, alla scadenza del permesso di sog- attraverso una serie di obiettivi a breve, lungo soggiorno , per ottenere un contratto di lavo- priorità che Daniela si pone nel suo lavoro. giorno, l'interessato risulti avere in corso un e medio termine, fra i quali soprattutto la pos- ro”. rapporto di lavoro, il permesso può essere sibilità di ottenere un contratto di lavoro. ulteriormente prorogato o rinnovato per la Attraverso il sostegno e l’accompagnamento Una lotta contro il tempo caratterizza quindi, durata del rapporto medesimo o, se questo é a previsti dal progetto, articolato in due impor- lo svolgimento di questi corsi, che ogni anno tempo indeterminato, con le modalità stabilite tanti fasi propedeutiche (teoria e stage), si è vedono la partecipazione di circa 15 donne. per tale motivo di soggiorno. Il permesso di cercato di fare in modo che ogni donna potes- “Bisogna insegnare tutto il necessario tenendo soggiorno previsto dal presente articolo può se acquisire informazioni necessarie: conto anche delle caratteristiche individuali di essere altresì convertito in permesso di sog- all’ inserimento nel mondo del lavoro, ogni persona, come per esempio la competen- giorno per motivi di studio qualora il titolare sia alla fruizione consapevole dei Servizi del za linguistica. Negli ultimi anni si è visto un iscritto ad un corso regolare di studi” (art. 18, Territorio, all’orientamento giuridico, numero sempre maggiore di donne con scola- D.Lgs 286/98). alle tematiche relative alle pari opportunità e ai rizzazione assai bassa (scuola elementare) e diritti delle donne in Italia. una ormai costante presenza di persone anal- Pensiamo valga la pena raccontare, seppur in di Laura Caretto [email protected] Donne povere a Bologna. I numeri dello sportello sociale. Allo sportello sociale nel 2006 si sono rivolte 60 donne, il 15,8% del totale, età media 36,4 anni. Di queste 28 erano tossicodipendenti (15,1% di tutti gli utenti fabete in L1. Questo ha spesso causato grandi tossicodipendenti), 4 alcoliste (9,3%), 8 forma del tutto anonima, il lavoro svolto da Tale obiettivo/strumento è stato fondamentale problemi di collocabilità, soprattutto a fronte con disagio psichiatrico (34,8%), 30 con una cooperativa sociale sul territorio di Bologna al fine di stimolare riflessioni necessarie ad una delle difficoltà create dalla crisi del mercato del disagio sociale (15,7%). Le donne tossi- nell’ambito di un programma di protezione presa di coscienza, relativa ai loro diritti ed alla lavoro. Per questo motivo abbiamo cercato di codipendenti avevano un’età media di sociale rivolto a donne vittime della tratta. loro dignità di essere umani con il conseguente dare una risposta al bisogno di tutte quelle 29,7 anni. obiettivo a lungo termine di farne dei sogget- donne, provenienti da contesti socio-culturali ti/attori della propria esistenza. assai deprivati e limitanti, cercando di renderle Questa la distribuzione delle donne nelle più “occupabili” per il mercato del lavoro. strutture d’accoglienza a Bologna: Ne abbiamo parlato con Daniela (nome di fantasia) che dal 1998 lavora a questo progetto. 29 al Rifugio notturno Massimo “Il nostro progetto finanziato dalla Provincia di Naturalmente sarebbe ottuso pensare che tale Bologna, nasce come parte integrante di un processo di coscientizzazione passi esclusiva- Si è visto necessario quindi un ulteriore rinfor- progetto regionale nel quale alcune associazio- mente attraverso la conoscenza-stimolo di zo, propedeutico al corso, individuabile attra- ni partner si occupano principalmente dell’ac- queste tematiche. verso un apprendimento minimo della lingua coglienza, della protezione e della regolarizza- italiana, con particolare attenzione al lessico Zaccarelli; 29 al Madre Teresa di Calcutta; 7 alla Casa del Riposo Notturno; 37 al Rifugio Notturno della solidarietà; 5 all’Isola che non c’è (struttura attualmente chiusa); 19 al zione delle persone immigrate vittime della Il progetto infatti, nella realizzazione della sua utilizzato in quei particolari contesti lavorativi tratta. L’idea era quella di occupare le donne Beltrame. In totale le utenti dei dormitori seconda parte, cioè il tirocinio formativo in che non richiedano personale specializzato” nel 2006 sono state 108. che, dopo aver fatto denuncia, erano in attesa un’azienda (che abbia espresso un’ interesse a del nulla osta del giudice. valutarne l’assunzione in organico), ha operato A livello nazionale, i soggetti che hanno ricevu- (Dati tratti dal sito dell’Osservatorio al fine di aiutare ciascuna donna a recuperare to una formazione professionale, scolastica o Epidemiologico Metropolitano La formula educativa che abbiamo utilizzato, la propria autostima, attraverso l’acquisizione hanno usufruito di borse lavoro sono in totale Dipendenze Patologiche aula e stage formativo, era semplice e vecchia di competenze lavorative e trasversali, spendi- 8.326. I soggetti avviati al lavoro 5.528. http://www.ossdipbo.org/) piazza grande • n°136 • 07/08.07 7 L’inchiesta del mese Sokos donna. Assistenza medica a irregolari e senza dimora I medici volontari dell’associazione Sokos, dal 1993, curano gratuitamente immigrati senza permesso di soggiorno e persone emarginate come i senza tetto. Dallo scorso anno è partito un progetto che si occupa in maniera specifica di donne. Ve lo presentiamo in questa pagina. L’Associazione Sokos nasce a Bologna nel 1993. I primi pazienti sono stati i residenti dei ‘campi per i rifugiati’ che si trovano nella periferia di Bologna. Nel corso degli anni, Sokos ha fornito assistenza medica ai profughi arrivati in città. Prima, albanesi e ex jugolavi (1993-1994) e poi anche curdi e kossovari (1998-1999). Oggi nell’ambulatorio, che ha sede nel centro storico di Bologna, in via de’ Castagnoli, vengono visitati tutti i cittadini stranieri che non possono accedere al Servizio Sanitario Nazionale perché sono privi di documenti. Gli immigrati irregolari, secondo le leggi nazionali, possono essere curati negli ospedali pubblici solo se si rivolgono al pronto soccorso nei casi d’urgenza. In alternativa, devono possedere il tesserino SPT. Lo status di ‘Straniero Temporaneamente Presente’ dà diritto all’assistenza medica gratuita per sei mesi, è rinnovabile e vale in tutta Italia. Anche il permesso SPT, però, viene concesso soltanto in caso di cure urgenti e necessarie. Per altre necessità ci si deve rivolgere, a pagamento, agli specialisti privati. Anche un appuntamento dal dentista diventa, allora, impossibile. Bisogna tener presente le difficoltà della popolazione straniera clandestina - composta soprattutto da giovani e lavoratori, fra cui tanti che non hanno fissa dimora. Per questo, Sokos ha aperto le porte dell’ambulatorio dove, tre volte alla settimana, vengono effettuati esami medici e offerta consulenza. Durante gli orari di visita, il centro di via de’ Castagnoli è sempre molto affollato e si presentano trenta o quaranta persone al giorno. Fra di loro, vi sono anche molti cittadini rumeni. E’ giusto spendere qualche parola per parlare della loro condizione. Sono membri della comunità europea, al pari degli italiani, da quando a gennaio il loro paese è entrato a far parte della Unione Europea ma dal punto di vista assistenziale, chi non ha un lavoro regolare, vive ancora in una situazione di limbo. Non godono dell’assistenza medica di cui possono usufruire i cittadini europei. Mancano i documenti che certificano questo diritto perché in Romania si sono accumulati grossi ritardi burocratici. Il risultato paradossale è che, in Italia, viene curato soltanto chi può rinnovare il tesserino STP perché lo aveva già negli anni scorsi. Per gli altri, al momento, c’è poco da fare. I pazienti stranieri hanno bisogno di particolare attenzione. Spesso, non parlano la nostra lingua e la comunicazione con i medici negli ospedali pubblici, gremiti di persone, non sempre è facile. Ce lo racconta la dottoressa Cristina David, nel corso di una conferenza stampa per pubblicizzare il Progetto ‘Sokos Donna’, dedicato in modo specifico alle esigenze delle immigrate. Soprattutto le donne che non hanno casa o documenti, infatti, hanno necessità di essere tutelate. Le visite all’utenza femminile del centro rappresentano oltre il 60 % ed ecco perché, nel 2006, è nato questo progetto. Finora, sono state seguite circa 300 pazienti. L’associazione Sokos, da poco, è anche provvista di un ecografo, grazie al contributo della 8 piazza grande • n°136 • 07/08.07 Bologna, luglio 07. Foto di Gaetano Massa ‘Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Così, le visite possono essere effettuate senza ricorrere ad un medico esterno come succede per molti altri esami e patologie. Le ginecologhe dell’istituto offrono consigli su contraccezione, gravidanza e la normativa italiana. Le donne straniere, ad esempio, spesso non sanno di avere diritto, per Costituzione, a ricevere trattamenti ospedalieri gratuiti fino a sei mesi dopo la nascita del loro bambino. Dopo questo periodo, tornano a essere irregolari senza assistenza medica. La dottoressa Cristina David, quindi, spera che le istituzioni pubbliche si accorgano dei bisogni delle immigrate, se un elevato numero si rivolge ai consultori pubblici. di genere, è spesso quello di indulgere Digital divide Ovvero quando la tecnologia discrimina le donne. Se ne è parlato lo scorso giugno in un convegno a Bologna. rati dalla censura cinese o la scarsa alfabetizzazione informatica in certe aree del informatiche non sempre si fanno garanti di una più equa distribuzione dell’accesso all’informazione, intesa come diritto ad informare e ad essere informati. E’ una questione lungamente dibattuta e a tratti annosa: il ruolo cruciale svolto dalle tecnologie si gioca sul loro utilizzo e non su una presunta e aprioristica bontà di alcune e pericolosità di altre. Uno sguardo in casa nostra rivela che prota- La dott.sa David ci parla dell’importanza di rispettare tradizione e usanze. Sostiene che l’opera dei traduttori e una corretta comunicazione – persino a gesti – è fondamentale. Le necessità delle donne sono assai disparate. Teniamo conto che si rivolgono a Sokos tanto le extra-comunitarie giapponesi senza permesso che le ragazze che vivono nei rifugi temporanei della prima periferia bolognese. goniste di questa ennesima frontiera delle potenzialità delle tecnologie e del diritto all’informazione sono anche le donne. porto tra le donne e la tecnologia è stato interventi di Claudia Padovani, docente di comunicazione internazionale all’Università di Padova, Massimiliano Geraci, sociologo della società di ricerca Links e Marzia Vaccari, project leader del progetto Technè Donne e responsabile informatico dell’associazione Orlando. Il Il dottor Romeo Zendron, presidente dell’Associazione, è soddisfatto. Ricorda che “i centri di volontariato come Sokos sono necessari, ma esprime la speranza che “presto lo Stato si renda pronto ad accogliere chi viene da altre nazioni.” In particolare, richiama l’attenzione sulla necessità di offrire tutela medica alle lavoratrici. Basti pensare a quante donne immigrate assistono anziani e bambini nelle nostre case, anche se non sono in regola con il permesso di soggiorno. tema dell’incontro è stato inquadrato in una prospettiva storica e geografica per poi essere analizzato da angolazioni differenti. Il gender divide, ovvero le differenze esistenti tra gli uomini e le donne nell’uso delle tecnologie e nell’approccio ad esse, vanta un percorso storico che si è dipanato negli anni oscillando tra i prudenti di Raffaella Ruffo [email protected] Info Sito web: www.sokos.it Email: [email protected] Tel.051272694 tuzioni maschiliste e di una società ancorata a retaggi altrettanto discriminatori. Niente di più inappropriato parlando di gender divide. Il tema infatti è di quelli che richiedono una pluralità di approcci e quindi una pluralità di linguaggi. ralità di frangenti nei quali esso trova espressione e nei quali alle donne spettano ruoli sempre meno subalterni. Come ha sottolineato Claudia Padovani, parlare di gender divide significa esplorare una dimensione più ampia che è quella del rapporto tra le donne e i media e quindi interrogarsi tanto sulle rappresentazioni mediatiche della donna quanto sulle modalità di autorappresentazione che le donne stesse hanno adottato. Ma parlare di gender divide significa anche approfondire i ruoli che le donne ricoprono negli organigrammi delle strutture di governance dei media e addentrarsi nelle numerose esperienze di networking che vedono le donne tra le maggiori protagoniste. Il progetto Technè Donne, di cui Marzia Il 14 giugno al Centro Poggeschi il rapal centro di un dibattito che ha visto gli Anche i risultati del progetto, dopo un anno dal suo avvio, sembrano essere positivi. Tempi di attesa inferiori per le visite specialistiche e diffusione di cure preventive. Un numero minore di immigrati ha chiesto assistenza al pronto soccorso con effetti positivi per le finanze pubbliche. come vittime dell’assedio costante di isti- Non esiste “il” gender divide ma una plu- Non è necessario scomodare i blog oscu- mondo per scoprire che le tecnologie Sembra che il progetto Sokos/Donna sia stato accolto di buon grado dalle straniere di Bologna. Si rivolgono al centro le prostitute vittime della tratta, le madri dei ‘campi nomadi’, le ‘badanti’ dell’est Europa, così come chiunque sia privo del permesso di soggiorno. Sono solo dottoresse ad assistere le pazienti per rispettare le esigenze culturali di tutti. Uno dei più grandi ostacoli che Sokos ha incontrato agli esordi, infatti, sono state proprio le difficoltà delle donne musulmane a essere visitate da medici dell’altro sesso. ad un linguaggio che dipinge le donne dibattiti nelle sedi istituzionali, tra cui la conferenza a Città del Messico nel 1975 e le conferenze di Pechino nel 1995 e nel 2000, e il fervore di iniziative partite dal basso che hanno imposto il tema all’attenzione di un pubblico più vasto. Il rischio, quando si parla delle differenze Vaccari è project leader, è una di queste esperienze di collaborazione in rete e nasce dalla condivisione del capitale di competenze, non solo informatiche, delle donne che sono state coinvolte nel progetto. Technè Donne è finanziato nell’ambito dell’iniziativa comunitaria Equal e ha come obiettivo quello di affrontare in un’ottica innovativa il tema del gender divide senza tentare di ingabbiarlo in una definizione monolitica. Anche il sito www.genderit.org, al quale si è fatto spesso riferimento nel corso dell’incontro a Palazzo Poggeschi, respinge la lettura miope di chi vede nel gender divide l’ennesima conquista della discriminazione di genere. Nel sito infatti viene offerto uno sguardo allargato sulle molteplici manifestazioni delle differenze di genere dimostrando come solo un’analisi che rinunci agli stereotipi e ai luoghi comuni possa scorgere nella diversità una risorsa e un arricchimento. di Viviana Melchiorre [email protected] L’inchiesta del mese “Progetto 6+” Mamme straniere sui banchi di scuola 1° Giugno 2007 – Ultimo giorno di lezione per le “mamme del Fioravanti”. Così vengono ormai chiamate le 15 donne straniere che hanno partecipato al “Progetto 6Più”, un corso di formazione rivolto alle mamme degli studenti stranieri iscritti al I° e II° anno dell’Istituto professionale Fioravanti. Mamme giovani, mamme più anziane, mamme in jeans, mamme coi vestiti tradizionali, mamme velate e mamme coi capelli corti. Tutte intente a lavorare dietro il proprio computer, con la mano sul mouse e lo sguardo rapito dallo schermo. Le abbiamo incontrate l’ultimo giorno del corso di informatica, uno dei tre percorsi formativi previsti Un corso di formazione per donne straniere. Foto di Gaetano Massa. dal progetto. necessità di fornire informazioni sui libero a casa, accendo il computer e mi far capire anche ai ragazzi che la scuo- “Il progetto 6Più” ci racconta Laura servizi del territorio, mentre il terzo diverto a scoprire nuovi programmi e a la può essere un luogo in cui anche i Belvedere, coordinatrice dell’iniziativa “ corso, forse quello più originale in que- navigare su internet.” Silvia per parte- loro genitori possono sentirsi a proprio è stato promosso dal CIOFS (Centro sto contesto, è stato dedicato all’ap- cipare al corso si è ritagliata un po’ di agio e possono usare per migliorare la Italiano Opere Femminili Salesiane) e prendimento dell’informatica di base. tempo tra la casa e il lavoro e con la propria formazione”. dal CD/LEI (Centro di Documentazione “La risposta delle mamme” ci racconta sua bicicletta in pochi minuti arrivava Yassine è uno studente del quarto sull’Intercultura del Comune di Manuela, formatrice del CIOFS che si è in tempo per le lezioni. “Imparare è anno del Fioravanti; un giorno una Bologna) ed è finanziato dalla occupata del corso di italiano “è stata bello!” aggiunge Lamia, tunisina, delle insegnanti del corso di informati- Fondazione Del Monte. Esso mira incredibile in termini di partecipazione. mamma di quattro figli di cui il più ca gli ha chiesto una mano con l’arabo essenzialmente ad instaurare una Nel mio lavoro di formatrice sono abi- grande frequenta il Fioravanti “prima per tradurre le sue spiegazioni alle comunicazione più efficace tra la scuo- tuata a veder scemare gradualmente il mi sembrava di non capire mai niente, mamme e da allora anche Yassine si è la e le famiglie degli studenti migranti numero dei partecipanti ai corsi, men- mi sentivo ignorante ed era veramente lasciato coinvolgere dall’entusiasmo e, tra le diverse attività, prevede un tre in questa occasione abbiamo assi- una brutta sensazione. Ti senti tagliata delle signore, dalla loro voglia di corso che si rivolge alle mamme in stito al fenomeno contrario: grazie al fuori dal mondo esterno. E poi qui ho imparare e si è messo a fare il media- modo da incentivarne il ruolo di inter- passaparola, il numero delle mamme è trovato delle persone splendide, sia le tore volontario. “Certo che ora capisco locutrici”. aumentato giorno dopo giorno fino a insegnanti che sono state molto cosa provano i nostri prof! Mettersi nei raggiungere la quindicina”. “E’ stato pazienti con noi, sia le mie compagne loro panni mi ha fatto capire quanta Alcune delle mamme coinvolte, infatti, difficile contattarle inizialmente”, con- di corso! Pensa che per tre giorni non pazienza serva in questo lavoro. Certo sono addirittura analfabete e parlano ferma Laura Belvedere, “ma poi, rotto sono potuta venire e mi sono davvero dà anche soddisfazione vedere i pro- soltanto la loro lingua di origine. il muro della diffidenza, si è creato un mancate, le “ragazze””. Anou fa la gressi che le signore hanno fatto gra- Alcune sono arrivate da poco, mentre gruppo davvero unito, donne di diver- casalinga e ogni pomeriggio partiva da zie anche al mio piccolo aiuto. Alcune altre, pur vivendo in Italia da diversi se nazionalità che hanno provato a Budrio per raggiungere la scuola del all’inizio non sapevano nemmeno cosa anni, non hanno avuto modo di entrare rimettere in gioco le loro capacità di suo figlio maggiore e per diventare a fosse un mouse!”. in contatto con la società ospitante apprendimento e il risultato per noi è sua volta studentessa e prendersi un “L’Istituto Fioravanti di Bologna rap- stato davvero sorprendente.” po’ di tempo tutto per sé. “E’ la prima Dopo l’ultima lezione le “mamme del volta che sento di un’esperienza del Fioravanti”, insieme agli insegnanti e presenta ad oggi un laboratorio culturale di eccezionale importanza anche “Io non so ancora parlare bene italia- genere, un corso per le mamme! agli operatori del progetto, si sono su scala nazionale, in quanto ospita no”, ci dice in arabo Fatna, una signora Subito pensavo di non aver capito ritrovate nel bar vicino alla scuola, una percentuale di studenti migranti marocchina, “ma grazie al corso di ita- bene! dove si sono salutate davanti a un bic- estremamente alta, circa il 40 %” ci liano ora capisco qualcosa in più e non informa il Preside Domenico Altamura. ho più paura come prima ad andare in E invece poi Malika ce l’ha spiegato in scambio di regalini e l’augurio di poter- “Per questo tali progetti sono fonda- giro da sola”. Malika Anedam, la arabo e abbiamo capito che per la si rivedere a settembre per ricomincia- mentali per favorire l’integrazione cul- mediatrice del progetto, ci traduce dal- prima volta qualcuno aveva intuito le re a imparare insieme allo scopo di turale ed io sono orgoglioso che il l’arabo le riflessioni delle mamme che nostre esigenze e aveva pensato ad sentirsi sempre più parte integrante di nostro istituto sia popolato e “usato”, ancora non hanno dimestichezza con la un’iniziativa dedicata a noi mamme. una società che non le escluda ma al appunto come un laboratorio, dalle lingua. Altre invece parlano corrente- Speriamo che continui anche l’anno contrario le accetti e offra loro la possi- mamme straniere”. mente e si sono appassionate in modo prossimo!”. bilità di realizzarsi come mamme e chiere di tè freddo: sorrisi, abbracci, come donne. particolare al terzo corso, quello di Il progetto si è sviluppato in tre tran- informatica. “Uno degli scopi principali del progetto”precisa Horst Wiedemann del che di 55 ore complessive. La prima CD/LEI “è quello di fare della scuola settimana le mamme si sono cimenta- “Era brutto per me avere il computer te nell’apprendimento della lingua ita- a casa e non saperlo utilizzare” raccon- una “comunità educante” e per questo liana, chi a un livello base, chi invece ta Silvia, una signora peruviana è fondamentale trasmettere ai genitori ad un livello superiore. Il secondo mamma di quattro figli più uno in arri- l’importanza del loro impegno nel per- corso invece si è incentrato sulla vo “ora quando ho un po’ di tempo corso scolastico dei ragazzi e viceversa di Francesca Piatti [email protected] piazza grande • n°136 • 07/08.07 9 La città migrante Tutto su Villa Salus Intervista alla vice sindaco Adriana Scaramuzzino Villa Salus, la struttura che ha ospitato per molti mesi diverse famiglie rom presenti sul territorio bolognese, ha chiuso lo scorso giugno. Oggi la maggior parte delle famiglie che vivevano a Villa Salus sono alloggiate in appartamenti privati, il cui affitto viene pagato con il contributo del Comune. Il progetto di accoglienza nato intorno alla struttura è stato al centro di molte polemiche e dibattiti. Per fare un bilancio di questa esperienza abbiamo intervistato la Vice Inverno 06/07. Bambini a Villa Salus. Foto di Emiliano Facchinelli Sindacon Adriana Scaramuzzino, che attivati percorsi di integrazione lavorati- unico bando all’inizio, i risultati sarebbero nità dal sindaco di Craiova, dagli opera- ha seguito in prima persona queste va, abbiamo lavorato sulla sanità, l’Asl stati migliori. tori del microcredito rumeno, dagli ope- vicende. ha fatto incontri sulla contraccezione, ratori del Cna che hanno interessi econo- sulla vaccinazione, sulle malattie collega- Esistono dei dati a sostegno della mici in Romania. È sempre stata una Partiamo dal 2005, dall’occupazione del te all’alimentazione. Non ci dimentichia- sua valutazione? casa aperta, non ci sono stati momenti in Ferrhotel. Quando io sono arrivata in mo che i migranti arrivano più o meno questo ufficio noi avevamo uno schema sani e si ammalano qui da noi. L’assenza di segnalazioni da parte delle delle attività illecite. Gli stessi operatori secondo il quale le persone potevano Con queste premesse siamo andati avan- scuole di inadempimento dell’obbligo della struttura quando sono stati rinve- essere accolte tutte allo stesso modo ti. Tutto sommato è stata garantita una scolastico, questo è un dato. Che poi fos- nuti materiali sospetti, come il rame, cioè non c’era differenziazione per per- frequenza delle scuole dei ragazzini e allo sero bravi quelli di Harambè o che fosse nelle vicinanze della struttura hanno corsi più personalizzati. Il primo tentativo stesso tempo il pagamento del canone pervicace il pedagogista di Arc en ciel a chiamato la polizia ferroviaria e sono di gestire l’uscita dal Ferrhotel è stato delle famiglie. Ogni famiglia per la stanza parlare con le scuole…certamente un ser- state sporte denuncie. definire soluzioni abitative più idonee alle che occupava aveva un canone di 129 vizio è stato reso. Già per la mentalità persone. In seguito per motivi di sicurez- euro e i nostri dati dicono che oltre il rom riuscire a mandare a scuola maschi Proprio la trasparenza, soprattutto za la popolazione è stata trasportata in 90% ha pagato. Sono stati concessi tre e femmine è un risultato, ci sono anche nelle spese, è stata un altro oggetto quel contenitore, Villa Salus, che secondo mesi di tolleranza, le persone allontanate bambini che fanno la materna. C’è stato di polemica . me non era adeguato per vari motivi, per morosità avevano deciso di tornare l’episodio della morte del bambino che la perché troppo grande e isolato. in Romania e non ci hanno più pagato. destra ha provato a strumentalizzare I contratti stipulati sono stati vagliati C’è stato subito un nucleo di persone che A favore delle donne abbiamo attivato un cercando di darci la responsabilità, ma dagli uffici della ragioneria, sono state si è creato un proprio percorso, ed è progetto per l’inserimento lavorativo. Si un’indagine della Procura della fatte gare o trattative private, sono state uscito da solo. Dopo i primi tre mesi d’in- tratta del progetto Siid. E hanno risposto Repubblica riferisce che la struttura non utilizzate delle cooperative di tipo B che tervento della Croce Rossa abbiamo in numero limitato solo 4 donne su 40, è era perfetta, ma senza grandi deficit per noi crediamo sia giusto coinvolgere in valutato alcune situazioni personali. un tema sul quale bisogna ancora lavora- la sicurezza. questo genere di operazioni. Nessuno di Avevamo accolto donne gravide o che re. Voglio aggiungere una cosa: abbiamo questi operatori si è arricchito Non credo messo 200 persone giovani e attive in che sia stata un’operazione occulta. Le avevano appena partorito oppure ragazzi cui abbiamo temuto che si svolgessero da poco maggiorenni ai quali avevamo Le modalità di attuazione di questi una struttura che era stata pensata per foto che sono state pubblicate tempo fa chiesto di aderire a un percorso. Queste progetti, soprattutto riguardo all’in- l’accoglienza di malati. Mi pare normale riguardavano il secondo piano dell’ex cli- persone, 19 in tutto, che avevano dimo- serimento scolastico, hanno solleva- che ci sia stato un logoramento dei servi- nica che noi non abbiamo mai utilizzato, strato di non avere un proprio progetto, to qualche polemica sulla loro effica- zi sanitari delle cucine, dell’impianto elet- il ciarpame che si vedeva era stato sono state accompagnate in Romania. cia. Qual è la sua valutazione? trico. Parliamo di una villa del ‘700 che lasciato dagli ospiti precedenti (gli sfollati anche se fosse stata usata normalmente dopo il crollo di via S. Savino). Dico accompagnate perché non si è trattato di un’espulsione, ma di un progetto Per l’inserimento scolastico all’inizio avrebbe avuto dei problemi. Mi sono Anche i Lavori Pubblici hanno speso 200 di rimpatrio assistito attraverso l’Oim abbiamo utilizzato i volontari dell’asso- sembrate ingiustamente scandalistiche le mila euro di ristrutturazioni ma per l’uso (organizzazione internazionale dei ciazione L’orda d’oro. Erano ragazzi polemiche dei giornali nei riguardi degli che ne era stato fatto prima. migranti, Onu). conosciuti per la grande efficacia, erano operatori della cooperativa e del Noi abbiamo dato loro delle opportunità, Chi ha lasciato subito Villa Salus si è spo- operatori che sapevano certamente come Comune. I toni allarmistici per come si ma sempre secondo il principio dell’auto- stato fuori città seguendo le direttrici del prendere i ragazzi. Siccome non tutti i svolgeva la vita quotidiana a Villa salus nomia. Abbiamo operato presso il comu- lavoro. Non avevo visto male quando progetti sono stati sostenuti dal Comune, sono ingiustificati. C’era il sospetto che si ne di Craiova aprendo là uno sportello avevo chiesto aiuto ai sindaci del circon- ma sono intervenute anche enti e fonda- giocasse d’azzardo e quando abbiamo informativo, un progetto finanziato dalla dario. zioni (per esempio l’intervento con cui trovato somme di danaro o documenti in Comunità europea direttamente in chiudiamo la struttura è sostenuto dalla stanza e dove non dovevano esserci Romania, a noi sono arrivate solo poche Tra gli abitanti di Villa Salus ci sono regione Emilia Romagna) che richiedeva- abbiamo anche sporto denuncia. migliaia di euro per la promozione. molti minori. Che intervento è stato no alcuni requisiti. E L’orda d’oro non A parte tutto a queste persone abbiamo Questo significa gettare ponti tra due fatto per favorire l’inserimento sco- aveva educatori professionali. C’è da dire dato servizi e mai somme di danaro, paesi. Abbiamo cercato di capire quali lastico? che non abbiamo avuto tutti i soldi per la credo che un welfare che voglia tenere sono le difficoltà di queste persone a tor- portineria sociale, le pulizie e l’accompa- conto della dignità delle persone utilizzi nare in Romania e parlando con operatori Già dall’anno scolastico 2005-2006 gnamento a scuola. Abbiamo ricevuto questi strumenti piuttosto che dare del italiani in quel Paese abbiamo capito che abbiamo lavorato per non gravare sol- finanziamenti pezzo per pezzo. Solo dalla danaro perché queste persone si allonta- finché non ci sarà un massiccio investi- tanto sulle scuole del quartiere Savena, primavera del 2006 sono stati disponibili nino. Le dico questo perché non è stato mento di infrastrutture quella zona è che comunque restano quelle più utiliz- i fondi e abbiamo dato questo appalto sempre cosi, come in comunità vicine. destinata a rimanere sottosviluppata, zate, ma abbiamo coinvolto anche istituti all’associazione Arc en ciel, che ha gesti- Abbiamo preteso che pagassero, abbia- perché non c’è un aeroporto, non c’è del quartiere Porto e Saragozza già fre- to tutta la parte socio-educativa per i mo fatto dei contratti anche in lingua un’autostrada. quentati dai ragazzi. Inoltre, sono stati ragazzini. Se noi avessimo potuto fare un rumena, abbiamo fatto visitare la comu- 10 piazza grande • n°136 • 07/08.07 La città migrante Com’è stata gestita in concreto l’u- discorso, non possiamo più ragionare in scita da Villa Salus? quest’ottica. È questo che mi ha spinto a pensare che la soluzione dell’albergo L’ottobre scorso al congresso dell’Anci di popolare non fosse adatta a risolvere il Bastia avevo lanciato un grido di dolore problema dell’accoglienza. Quando pure rispetto all’ennesima condanna dell’Italia avessimo costruito una struttura per 70 riguardo all’accoglienza dei rom e l’ho ospiti, avremmo risolto i problemi di ripetuto nel corso della visita del ministro poche persone nella fascia di possibili Ferrero in Regione il 18 dicembre. A quel pagatori. Mentre è necessario un impatto punto la Regione ha capito che su forte dei servizi sociali e educativi per far Bologna c’era una criticità che andava conoscere a queste persone la città. Se affrontata e ci ha chiesto di presentare non diciamo loro dove sono le strutture, un progetto per la chiusura di Villa Salus. dove presentarsi per trovare un lavoro in Allora a quel punto per noi è stato impor- regola, dove si può avere aiuto per il tante includere la chiusura dei campi di permesso di soggiorno, se non spieghia- Pianazzo e Castelmaggiore, cosa che mo quali sono i diritti dei bambini che faremo entro fine mandato, aperti dal devono andare a scuola, senza un ’95. Risolta l’urgenza della casa si è reso accompagnamento di questo tipo che necessario un intervento di accompagna- risultati si ottengono? mento sociale. Le situazioni erano molto diverse, a Castelmaggiore la lunga per- Rimane comunque un problema di manenza sul territorio italiano di queste accoglienza di bassa soglia.. famiglie di profughi della ex Jugoslavia aveva consentito a queste persone di Sì rimane. Lo percepiamo in maniera entrare nelle graduatorie dell’edilizia visibile rispetto a neocomunitari. Bisogna pubblica, invece per gli abitanti di Villa approntare una rete di servizi che abbia Salus non abbiamo potuto esperire que- uno sguardo un po’ innovativo e che sta soluzione perché hanno da poco il possa consentire di valutare la persona permesso di soggiorno. Ci siamo orientati dopo il primo impatto e cogliere il pro- sul mercato privato con queste modalità: getto migratorio vero e proprio, perché le famiglie che uscivano da queste strut- non è detto che tutti arrivano per tratte- ture avrebbero avuto un aiuto al 50% del nersi. canone di locazione, al secondo anno al Dalla nostra, io posso dire che abbiamo 30%, al terzo anno al 25%, al quarto avuto contro una legislazione che non ha dovevano raggiungere l’autonomia. Il favorito l’ingresso tout court e quindi la Comune firma questi contratti, ormai è possibilità di parlare con franchezza e una prassi che si è abbastanza consolida- che su alcuni settori non sono arrivati ta rispetto all’Ufficio Immigrazione finanziamenti. Adesso il ministro Ferrero gestiamo circa 200 contratti di locazione parla di fare un fondo per i minori stra- che sono di edilizia privata. È stato un nieri non accompagnati. Bologna accoglie percorso di accompagnamento verso i il 20% dei minori stranieri non accompa- luoghi dove svolgere la vita singola, per- gnati della regione e non ha una popola- ché una cosa è vivere in una grande zione pari al 20% di tutta la regione e struttura in un campo, dove comunque ci men che meno le entrate. si fa compagnia, i ragazzini giocano insieme. Altra cosa è vivere negli appar- Lei sa bene che Piazza Grande ha un tamenti. Ogni famiglia ha avuto una sola osservatorio privilegiato in quanto i opportunità, se rinunciava alla proposta nostri diffusori sono quasi tutti doveva rinunciare anche all’aiuto del ragazzi e ragazze rom rumene e il Comune. Sono stati reperiti due tre loro soggiorno a Bologna si svolge in appartamenti alla volta e venivano offerti ripari di emergenza baracche, case alla famiglie in base alla composizione abbandonate. Come pensate di inter- del nucleo familiare al luogo di lavoro. venire? Inverno 06/07. Un interno di Villa Salus. Foto di Emiliano Facchinelli mila abitanti, tenendo fuori i territori più di rom) che non hanno voluto murare lo lontani, considerando un’area che va da stabile consentendo di continuare l’occu- Crevalcore alle porte di Imola, allora è pazione, lo avessero dato in comodato chiaro che le capacità sono diverse. con la possibilità dell’autogestione proba- L’accompagnamento durerà un periodo bilmente si sarebbe risolto il problema. che va da 2 a 4 anni, è importante per- Le posso dire che partecipiamo al bando ché dato che sono molti minori bisognerà del Ministero dell’Interno, tramite i consi- pensare anche all’inserimento scolastico gli territoriali per l’immigrazione, presen- nei nuovi quartieri dove andranno ad abi- tando tre progetti. Uno che dovrebbe tare. potenziare una struttura pre-esistente Si può parlare male di questa Giunta che per i donne e minori, un’altra che non si muove, ma mi pare che i problemi dovrebbe tarsformare il Piratino dove già sono stati affrontati senza finanziamenti sono ospitati i rumeni sostituendo i con- supplementari. Per i profughi dell’ex tainer con case prefabbricate. L’altro è Jugoslavia sono arrivati i finanziamenti un progetto di laboratori per i giovani dell’Unione Europea. È un problema con- che sono un po’ a metà tra il laboratorio diviso, e va dato atto all’amministrazione creativo e il mestiere, quindi la lavorazio- del lavoro fatto. ne del pane, della carta, l’informatica. Accanto a questo abbiamo creato dei Quante famiglie hanno trovato casa percorsi per le donne. con questo sistema? La struttura di viale Lenin è stata dedica- Se c’è questa voglia di lavorare assieme vanno distribuiti i temi e le competenze, Quando c’è stato il caso di Paderno io mi non si può ipotizzare che tutto avvenga a sono opposta all’idea della Caritas di Bologna. Allora vogliamo allargare oltre mettere le tende, perché sentivo quest’i- ai trasporti anche la rete di accoglienza a dea di “terremoto” troppo traumatica per tutto il livello provinciale? i bambini. S’immagini se da un giorno all’altro questi bambini si trovano sotto le Credo che in questi tre anni il comune di tende? Se facendo un po’ di buona infor- Bologna abbia lavorato con risorse scar- mazione riusciamo a far vincere i pregiu- se, ma cercando di superare i problemi dizi dei cittadini, si potrebbe utilizzare al non di scaricarli. Abbiamo affrontato il meglio determinate zone della città. tema dell’immigrazione in maniera globa- Infine, secondo me, bisogna lavorare le. Non posso dire che abbiamo raggiun- bene di là, nei paesi di provenienza, to in pieno tutti gli obbiettivi, ma di sicu- mandare risorse e che siano utilizzate ro abbiamo lavorato con serietà e lo con- bene. Ho visto potenzialità grosse in fermano i progetti europei vinti. Romania, perché queste sono società ta alle donne senza dimora e adesso Erano 37 famiglie all’inizio, ne abbiamo abbiamo accoppiato alla prima accoglien- sistemate un po’ meno di 30, qualcuna è za l’ipotesi di un passaggio in un appar- stata allontanata, altri sono andata via tamento grande, ma in autogestione, e spontaneamente. Bisogna considerare un secondo passaggio in un secondo che è cambiato il tipo di immigrazione. appartamento un po’ più piccolo. Se prima eravamo abituati ai pakistani, Però per amore di chiarezza devo dire ai marocchini concepiti come individui una cosa: Bologna ha 380 000 abitanti singoli, adesso c’è la realtà dei minori non 3 milioni e 800 mila, allora bisogna non accompagnati, delle donne dell’est che si fissi l’asticella su ciò che si riesce a europeo che magari restano senza lavoro fare e ciò che non si riesce a fare. È chia- o si ammalano. Fronteggiare il tema ro che se cominciamo a ragionare in una delle famiglie che emigrano è un altro logica di città metropolitana di 7-800 giovani, non le possiamo rinchiudere nei Gli sgomberi degli insediamenti di nostri modelli. Ma passerà più di una di rom però restano un problema generazioni prima che si integrino. reale… di Leonardo Tancredi È un problema che può essere aggredito [email protected] da un lato con un finanziamento che consenta di ristrutturare dei luoghi che possono essere messi a disposizione. Ma è necessario il supporto anche dei privati, faccio un esempio: se quelle signore proprietarie dello stabile di via malvezza (attualmente occupato da alcune decine piazza grande • n°136 • 07/08.07 11 La cultura è nelle strade Tornano i mondiali antirazzisti. A Casalecchio. Come direbbero i commentatori sportivi “organizzazione che vince, non si cambia”, ma si trasferisce. All’undicesima edizione i Mondiali Antirazzisti, dopo 10 anni di vita felice in provincia di Reggio Emilia tra Montefiorino e Montecchio, si avvicinano a Bologna, a Casalecchio di Reno. Fischio d’inizio mercoledì 11 luglio, la coppa invece si alzerà domenica 15. La struttura dell’evento resta immutata, e come negli anni passati 204 squadre provenienti dal mondo tutte accomunate dall’impegno sul fronte dell’antirazzismo. Carlo Balestri di Progetto Ultrà cura l’organizzazione dell’evento dalla prima edizione. Con lui parliamo di questa nuova versione bolognese dei Mondiali “Sarà un anno di sperimentazione su come possono insediarsi i Mondiali Antirazzisti nel bolognese. Ovvio a Montecchio avevamo una serie di rapporti consolidati, adesso va verificato il tutto. Abbiamo deciso di trasferirci perché quella sede non era più in grado di garantirci una situazione standard. A Montecchio hanno fatto un piano regolatore che prevede la costruzione di un parco fluviale nella zona solitamente destinata ai mondiali, con cambiamenti importanti che potevano incidere sulla struttura stessa dei mondiali. D’altra parte a Casalecchio l’amministrazione comunale da due anni mostrava interesse a ospitare questo evento e alla fine abbiamo fatto le nostre scelte.” Le 600 partite previste si disputeranno su 17 campi diversi ricavati negli impianti del Centro sportivo Salvador Allende e del Velodromo Paolo Ballestri (sul sito www.mondialiantirazzisti.org le indicazioni per raggiungere i mondiali in aereo, macchina e treno). La protezione civile di Casalecchio ha garantito un pronto soccorso attivo 24 ore su 24 e in generale lavorerà per il rispetto delle norme di sicurezza nei giorni dell’evento. Anche quest’anno, le richieste di partecipazione sono piovute sugli organizzatori sin dall’apertura delle iscrizioni a metà aprile, almeno 100 squadre hanno ricevuto un rifiuto per evitare un sovraffollamento ingestibile. “L’idea è di assestarci sui numeri dell’anno passato – continua Balestri – potremmo ingrandirci facilmente, ma cerchiamo di tenere sotto controllo i numeri per poter offrire anche della qualità. Adesso che siamo più vicini a 12 piazza grande • n°136 • 07/08.07 Foto. Montecchio 2004 Un’immagine dei Mondiali Antirazzisti Bologna è difficile prevedere l’afflusso tifoso gli spiega che il suo nome ha un Al primo fallo cattivo c’è un rigore con- che ci sarà nel fine settimana, anche destino: si chiama come Ned Ludd l’in- tro, la punizione non è mai singola ma per questo abbiamo scelto gruppi musi- ventore del luddismo, la pratica antica- collettiva, se tu fai un fallo brutto il cali particolarmente bravi ma poco pitalista di sabotaggio delle fabbriche mediatore da un rigore contro la tua conosciuti. Non il grosso nome ma band tessili inglesi dell’800. E da lì quindi squadra. L’idea è che il gruppo è interessanti provenienti da Germania, parte la rivolta degli stopper che sba- responsabile. Semifinali e finali si Austria, Argentina, Inghilterra. Sarà gliano il fuorigioco per mettere in crisi i disputano ai rigori per evitare eccessiva una sorpresa.” fautori della zona.” animosità”. Peschiamo dal programma ufficiale A Casalecchio il pallone scorrerà sull’er- Per l’assegnazione della coppa dei (anche questo lo trovate sul sito) alcuni ba, non solo sulle pagine dei libri. Al Mondiali Antirazzisti vincere sul campo nomi: Clampdown dall’Italia, La torneo partecipano squadre rappresen- conta poco; il titolo va alla squadra che Methode dalla Francia, Mono&Nikitaman tanti di tifoserie, di comunità di immi- durante tutto l’anno dimostra un impe- dall’Austria e Karamelo Santo grati, di associazioni antirazziste o di gno costante nella promozione dell’anti- dall’Argentino. Confermato anche lo cooperative impegnate nel sociale. razzismo. spazio dedicato al cinema dopo il suc- Molto folta la rappresentanza della cesso dello scorso anno: visioni su cal- Gemania e dell’Austria, in crescita que- “L’anno scorso ha vinto la “Repubblica cio, tifo, multiculturalità. st’anno quella spagnola. Internazionale” una squadra inglese che Non mancherà nella versione 11 dei Da segnalare due squadre statunitensi i loro Paese, sono iscritti a un campiona- mondiali la “Football pause”, una tregua Texas Anti-Borders Patrol e Atx United. to di calcio nel quale fanno attività con- calcistica prevista per venerdì 13 dalle I Lisped arrivati direttamente da tro il razzismo. In Italia esistono, senza 15 alle 20 nella quale partiranno i labo- Kinshasa, Congo, e un mix balcanico dubbio, tifoserie che praticano l’antiraz- ratori, gli incontri, le tavole rotonde. Si proveniente da Sarajevo, il F.C. Stolac zismo e lo manifestano anche negli parlerà senz’altro di pari opportunità e Bosnia United. stadi con striscioni ecc. poi ci sono altre organizza un torneo simile al nostro nel di immigrazione con interventi non solo realtà come i centro sociali che lavora- italiani e si discuterà di alcuni libri in Bologna porta 25 squadre, presenti no magari più sulle politiche migratorie uscita. Carlo Balestri ce ne segnala centri sociali, radio di movimento, asso- o associazioni come amnesty interna- due: “Dallo scudetto ad Aushwitz ciazioni e comunità di migranti. Tra le tional o cooperative sociali che decido- (Alberti, 2006) di Matteo Marani che ultime iscritte una squadra composta no lavorare su questo terreno. Tra gli racconta la storia vera di Arpad Weisz, da ragazzi afgani. La Samabaradan, stranieri quelli tedeschi del Saint Pauli allenatore ebreo che negli anni ’30 infine, rappresenta al torneo la Parata sono alcuni dei più attivi. Il monitorag- vinse lo scudetto con l’Inter e il Bologna Partòt con la quale i Mondiali gio dura un anno intero, non si risolve e poi finì deportato in un campo di con- Antirazzisti inaugurano un gemellaggio in un torneo di una settimana.” centramento. E il lavoro di Pippo Russo suggellato da una sfilata prevista per Il mio nome è Nedo Ludi (Baldini, venerdì 13 nell’area della manifestazio- Per tutti quelli che all’amore per il cal- Castaldi, Dalai, 2006). Bel libro sul cal- ne. cio, ma anche per il basket, la pallavolo cio di fine anni ’80. e da quest’anno anche per il cricket, Le regole del gioco non si toccano, sono uniscono la condivisione dei valori del- Nedo Ludi è lo stopper dell’Empoli nel quelle di dieci anni fa: “Più che l’arbitro l’antirazzismo, l’appuntamento di momento in cui cambia allenatore, arri- c’è il mediatore, ricorda Balestri, le par- Casalecchio è da non perdere. va un “sacchiano” che fa giocare la tite durano 20 minuti, agevola portare squadra a zona. In questa trasforma- dei doni prima dell’incontro e scambiar- zione Ludi, stopper vecchio stampo, seli. finisce in panchina. La svolta quando un di Leonardo Tancredi [email protected] Dal basso verso l’alto Asfalto il blog senza dimora Il 30 giugno scorso Villa Salus è stata chiusa. Decine di famiglie rumene che abitavano nella struttura sono state aiutate a trovare altre sistemazioni. I ragazzi di Asfalto, il blog delle persone che frequentano il Centro diurno di Via del Porto, Bologna, salutano la chiusura di Villa Salus con un intervista a Giuseppe, un operatore della Cooperativa La Strada, che ha lavorato a Villa Salus sin dal momento dell'apertura e che oggi vede chiudersi una delle esperienze lavorative più importanti della sua vita. Due chiacchere per un bilancio conclusivo. Riportiamo in questa pagina l’intervista, che può essere letta anche all’indirizzo del Blog. Giuseppe a Villa Salus. Foto tratta dal sito http://www.viadelporto.splinder.com CIAO GIUSEPPE, PER QUANTO TEMPO HAI LAVORATO A VILLA SALUS? Ho lavorato lì per due anni; prima avevo avuto esperienze di operatore all'emergenza freddo nel sotto passaggio di Via Marconi. CHE TIPO DI LAVORO E'? Portierato è controllo, però l'attività va ben oltre: c'è una relazione di lavoro continuo, accompagnamenti sia di lavoro che visite mediche ecc. In generale il lavoro più difficileè' rapportarsi con loro. LE DIFFICOLTA' DI LAVORARE IN UN LUOGO DOVE LE PERSONE VIVONO MOLTI PROBLEMI E APPARTENGONO AD UN ALTRA COMUNITA': CON LE SUE LEGGI E I SUOI VALORI, DIVERSI DAI NOSTRI. Innanzitutto sembrerà banale ma il problema principale è la lingua: perchè semplici problemi di comunicazione, in quell'ambiente, possono portare verso il conflitto. I Rom rispettano prima di tutto le loro leggi interne, i loro Capi e quindi impostare una convivenza con regole esterne è quasi impossibile. E' RISCHIOSO FARE QUESTO LAVORO? Il livello di tensione è sempre alto, basta uno sguardo sbagliato per trovare lo scontro verbale. PASSARE LA NOTTE A VILLA SALUS, COSA SIGNIFICA? Significa girare in lungo e in largo la struttura, controllare lo spazio esterno, la scala anti incendio, la camera iperbarica, i locali sottostanti insomma. All'inizio c'erano circa 300 persone e bisognava tenere gli occhi aperti. In questo lavoro eravamo aiutati dalle guardie giurate, ma la presenza di un uomo in divisa ha sempre creato problemi e tensioni. LA COSA PIù BELLA E QUELLA PIù BRUTTA CHE TI E' CAPITATA O CHE TI E' RIMASTA DENTRO DA QUESTA ESPERIENZA? Il momento più difficile è stato quando mi sono trovato ad affrontare una situaziome di conflitto che coinvolgeva il loro capo carismatico il quale ha chiamato un guppo di ospiti che ho dovuto affrontare da solo, alla fine per fortuna è andato tutto bene. Preferisco ricordare i bei moenti con le loro feste, con costumi, musiche e le inmancabili grigliate a base di carne nella quale venivamo coinvolti anche noi operatori. E' STATO GESTITO BENE IL LAVORO A VILLA SALUS? Dopo un periodo di assestamento con il passare dei mesi le cose si sono sistemate. SE SI POTEVA FARE MEGLIO, COME? Sarebbe stato molto utile avere come mediatore uno di loro nei vari servizi: tante incomprensioni non ci sarebbero state. I BAMBINI DI VILLA SALUS Dal mio punto di vista li ho visti lasciati molto a se stessi. Giocano e crescono in grandi gruppi dove ci sono bambini di tutte le età. Inoltre vivono un'infanzia non certo facile. Vanno tutti a scuola però le condizioni di vita non sono paragonabili ai nostri bambini: per loro è tutto nuovo e non sanno neanche cosa voglia dire possedere qualcosa. COSA HAI IMPARATO? Ho imparato a conoscere un popolo diverso da noi, gestire delle situazioni di tensione e a rischio. LA DIFFICOLTA’ PIù GRANDE. Non riuscire a comunicare. COME è CAMBIATA VILLA SALUS NEGLI ANNI? L'inizio e' stato duro perchè non c'era comunicazione... lingua ed etnia diversa ma col passare del tempo è migliorato perchè le regole di convivenza sono state accettate. Piazza Grande al Festival Giardino dei Popoli 2007 redattori e diffusori del giornale. Nonostante fossero al loro esordio assoluto, senza neanche un’ora di allenamento, i piazzagrandisti hanno vinto tutte le partite, imponendosi in finale con un rotondo 3 a 0 rifilato all’Arcimondo. Dal 29 giugno al 1 luglio, presso il parco L’entusiasmo dovuto alla vittoria ci ha della Ca Bura, in via dell'Arcoveggio, convinto una volta di più dell’importanza Bologna, si è tenuto il festival Giardino dello sport come veicolo di inclusione dei Popoli. L'iniziativa è stata promossa sociale. da: Associazione interculturale YODA, E’ nostra intenzione andare avanti, da Associazione Antica come le Montagne, oggi Piazza Grande è pronta ad accettare Accademia di Aikido Bologna. l’ennesima sfida, questa volta da risolvere a suon di gol. L'Associazione Amici di Piazza Grande Onlus è stata presente al Festival con un Come si nota dalla foto a piè di pagina, banchetto con materiali informativi relati- attualmente la squadra di Piazza Grande vi alle proprie attività. è a corto di attrezzatura sportiva. Domenica, giorno conclusivo del Festival, Se qualche lettore volesse darci una è stato organizzato un torneo di calcetto mano e partecipare è il bevenuto! al quale hanno partecipato squadre di vari circoli Arci e altre associazioni, for- Info mate da ragazzi provenienti da tutto il [email protected] mondo. COSA HAI IMPARATO DEI RUMENI? La cosa che mi ha colpito di piu' sono i processi interni: quando ci sono delle questioni scottanti tipo tradimenti, furti, separazioni, liti fra famiglie, tutto viene risolto in una specie di tribunale interno, fra famiglie, con il loro "capo" che presiede. Questo tipo di legge viene rispettata e, come nei nostri tribunali, ogni danno viene tradotto in soldi (e parecchi) a seconda della gravità del fatto. Bisogna anche dire che ho visto anche una certa solidarietà fra di loro, fra famiglie che provengono da città diverse. Al torneo ha partecipato anche Piazza Grande, con una squadra composta da La formazione di Piazza Grande prima della finale. Foto di M.Picciaiola SEI CAMBIATO? Sì. Ho imparato a lavorare con pazienza, perchè fra le nostre culture c'è un grande dislivello e colmarlo non è facile. A cura della redazione di Asfalto http://www.viadelporto.splinder.com piazza grande • n°136 • 07/08.07 13 ASSOCIAZIONE AMICI DI PIAZZA GRANDE ONLUS: le attività L'Associazione Amici di Piazza Grande Onlus è il luogo in cui i cittadini svantaggiati si organizzano per risolvere i propri problemi, per mettere assieme capacità e idee, per costruire occasioni di reddito, per affrontare il problema della abitazione, per migliorare le prestazione dei servizi della città e per autogestirsi. L’Associazione, in oltre dieci anni di vita ha dato impulso ad una progettualità ricca di iniziative. Attualmente tra le attività di Piazza Grande ci sono il giornale, il BiciCentro, la Sartoria, il Servizio Mobile di Sostegno e lo Sportello di Avvocato di strada. Il Bicentro il sabato ripara a domicilio. Costo della chiamata 5 euro. Prenota ai numeri 333280909 e 3925727638 Riprendono le attività della Coopetativa sociale Fare Mondi che affonda le radici nel percorso associativo degli aderenti all’Associazione Amici di Piazza Grande Onlus PICCOLI TRASPORTI PER PRIVATI E AZIENDE A BOLOGNA E PROVINCIA PICCOLI SGOMBERI o SMALTIMENTO IN DISCARICA TELEFONARE PER APPUNTAMENTI E PREVENTIVI PERSONALIZZATI Telefono 388 1128748 mail: [email protected] Servizi di pulizia e custodia - servizi di accoglienza, orientamento e accompagnamento di persone disagiate Sede legale: Via Antonio Di Vincenzo 26/F (BO) Tel: 051.372223 Fax: 051.4158361 Sito web: www.cooplastrada.it Mail: [email protected] Avvocato di strada Lo sportello legale al servizio delle persone senza fissa dimora Tel. 051397971, Fax 0513370670 Cell. 3939895695 I ricevimenti Sede di Avvocato di strada Sportello di diritto penale: lunedi ore 15 - 17 Sportello di diritto civile: giovedi ore 15 - 17 Si riceve anche senza appuntamento. Via Ludovico Berti 2/9. Bus: 33, 35, 86 Casa del riposo notturno “Massimo Zaccarelli”. Sportello di diritto penale e civile: il secondo e il quarto giovedì del mese. Ore 19 - 20. Si riceve anche senza appuntamento. Via del Lazzaretto 15. Bus: 17, 18 - “Rifugio notturno solidarietà”. Sportello di diritto civile e penale: terzo giovedì del mese dalle 20 alle 21. Si riceve anche senza appuntamento. Via del Gomito 22. Bus: 25 - Struttura “Madre Teresa di Calcutta”. Sportello di diritto civile e penale: quarto giovedì del mese dalle 19.30 alle 20.30. Si riceve anche senza appuntamento. Viale Lenin 20, Bologna. Bus: 25 La sartoria di Piazza Grande La sartoria di Piazza Grande raccoglie abiti usati presso il magazzino di via libia 69, Bologna, aperto dal lun al ven dalle 15 alle 17 Il laboratorio di sartoria Gonne da stringere? Pantaloni da accorciare? Strappi da cucire? Il laboratorio di sartoria di Piazza Grande è attivo in via del Borgo 52 a Bologna, nel cuore della città. Il laboratorio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. Chiamaci per accordi allo 051 4222046. 2007 Il cinque per mille della tua dichiarazione dei redditi a Piazza Grande La legge finanziaria n. 266/2005 ha introdotto per l'anno 2007 la possibilità per La possibilità di scelta della destinazione tutti i contribuenti di destinare una quota cinque per mille rappresenta un esempio pari a cinque per mille dell'imposta sul di sussidarietà fiscale, poiché i finanzia- reddito delle persone fisiche a enti non menti versati dai cittadini con questo mec- profit che abbiano le seguenti finalità: canismo potranno integrare o anche sostituire quelli pubblici. a) sostegno del volontariato, delle onlus, delle associazioni di promozione sociale e L'Associazione Amici di Piazza Grande di altre fondazioni e associazioni ricono- Onlus è tra le organizzazioni non profit sciute; idonee a beneficiare del diritto al "cinque b) finanziamento della ricerca scientifica e per mille". Dal 1993 Piazza Grande Onlus delle università; promuove iniziative concrete per contra- c) finanziamento della ricerca sanitaria; stare l'esclusione sociale e affermare i d) attività sociali svolte dal comune di diritti delle persone senza fissa dimora. residenza del contribuente; Per aiutare sempre più persone abbiamo bisogno del sostegno di tutti. Il contribuente può decidere di destinare il Da quest'anno un modo semplice per cinque per mille dell'IRPEF relativa al sostenere l'Associazione è devolvere il periodo di imposta 2006, apponendo la 5x1000 della propria dichiarazione dei firma in uno dei quattro appositi riquadri redditi. La destinazione del 5x1000 è una che figurano nei modelli di dichiarazione scelta soggettiva, che non incide sul tuo specificando il codice fiscale del soggetto reddito. Ti proponiamo di devolvere il tuo preferito. all'Associazione Amici di Piazza Grande Questa disposizione non è alternativa al Onlus inserendo nello spazio dedicato al meccanismo dell'otto per mille, e non rap- 5x1000 il codice fiscale dell'Associazione: presenta una spesa ulteriore per il contribuente. 14 piazza grande • n°136 • 07/08.07 92038070378 Partono i lavori per la nuova sede di Piazza Grande. Una sede che ospiterà tutte le attività dell'associazione: la redazione del giornale, gli avvocati di strada, la sartoria, il bicicentro, il teatro, il servizio mobile, le cooperative. La nuova sede, inoltre sarà un grande centro aperto ogni gionro a tutte le persone che vivono in strada a Bologna Guarda il progetto, e scopri come puoi sostenerci! Per sostenere l'associazione dei senza fissa dimora si stanno mobilitando molte importanti realtà bolognesi. Per raccogliere le offerte dei privati, Piazza Grande ha istituito un conto corrente vincolato dove confluiranno tutte le offerte per la costruzione della nuova sede. Le Coordinate Bancarie per sostenerci Banca: Cassa di Risparmio in Bologna - Filiale: Via Marconi, 51 Intestazione Conto Corrente: Associazione Amici di Piazza Grande Onlus Numero conto corrente: 1000/00002981, Codice ABI: 06385, Codice CAB: 02406, Cin: K piazza grande • n°136 • 07/08.07 15 Informazioni e punti di ascolto 1. Comune di Bologna, Servizio Sociale Adulti Per tutti gli adulti in difficoltà, dai 18 ai 65 anni. Via Sabatucci, 2. Tel. 051/245156. Aperto dal lunedi al sabato dalle h.9 alle h.13 Urgenze odontoiatriche 1 4 . I s t i t u t o B e r e t t a Via XXI Aprile 15 ,Tel.051/6162211 Distribuzione numeri, dal lun al ven, h.8-9 e h. 14. Sab soltanto al mattino. Domenica pronto soccorso odontoiatrico h.8-13 Tutti i Merc, h.9-11 2. Associazione Posto d’Ascolto ed Indirizzo Città di Bologna. Informazioni relative a dormitori, mense, docce. 1° binario Stazione Centrale - Piazza Medaglie D’Oro, Tel. 051/244044. Dal lun al ven, h.9-12, 15-18, sab h.9-12 1 5 . P o l i a m b u l a t o r i o A U S L Via Tiarini 10/12 Tel.051/706345. Dal lun al ven. Dalle ore 7.30 vengono distribuiti 10 numeri. ----------------------------------------------------Pasti gratuiti 28. Parrocchia S. Giuseppe Cottolengo Distribuisce indumenti, Via Don Orione 1, Tel. 051/435119. A giovedì alterni, h.16-18 1. Lista per entrare nei dormitori. Per le persone che vogliono essere inserite nella lista unica per l’accesso alle strutture di accoglienza notturna. Lun-Sab, h.10 13, presso il Servizio Sociale Adulti di via Sabatucci n.2 7 . A s s o c i a z i o n e L ' A r c a Via Zago, 051/6390192. Dal lun al ven, h.15.30-19 4. Centro di Ascolto Italiani della Caritas Adulti italiani in difficoltà, assistenza, informazioni e percorsi di reinserimento sociale. Via S. Caterina 8/A. Tel. 051/6448186. Lun, Mart, Ven, h.9.15-11.30. Giov, h9.15-11.30, h.14- 15.30 (senza appuntamento). 5. Centro di Ascolto Immigrati della Caritas Diocesana Ascolto, informazioni e assistenza per persone straniere. Via Rialto, 7/2. Tel. 051/235358. Lun, giov, h.9-11, mart, h.15- 17 6. Servizi per gli Immigrati del Comune di Bologna Cittadini stranieri con permesso di soggiorno o in attesa di regolarizzazione. Informazioni e orientamento. Via le Vicini 20, Tel. 051/2195500. Lun h.9-13, mart e giov h.15-18, sab, h.9-13 7. Associazione L’Arca Ascolto e informazione per tutte le persone disagiate. Via Zago, 14, Tel. 051/6390192. Dal lun al ven h.15-19 8. Ufficio Casa Comune di Bologna Informazioni su bandi per la assegnazione della casa. Viale Vicini, 20 Tel. 051/2194332. Lun- ven, h.8,30-13, mart e giov, h.14.30-17 ----------------------------------------------------Aiuto e assistenza legale 8. Servizi per gli Immigrati del Comune di Bologna Consulenza ai cittadini stranieri. Via Drapperie, 6. Tel. 051/6564611. Aperto tutti i giorni, escluso il ven, h.9-13 28. Avvocato di strada, Associazione Amici di Piazza Grande. Consulenza e assistenza legale gratuita per le persone senza dimora. Segreteria aperta tutti i giorni dal 27. Parrocchia S. Egidio Distribuzione vestiario. Via S. Donato, 36. Tel. 051/244090. Dal Lun al Ven, h.1617.30 Tel. 29. Parrocchia S. Giuseppe Lavoratore Distribuisce indumenti in genere. Via Marziale, 7, Tel.051/322288. Il primo e terzo mercoledì di ogni mese, h.15-17 3. Centro Diurno Comune di Bologna Distribuisce pasti caldi su segnalazione dei Servizi Sociali. Via del Porto, 15/C. Tel. 051/521704. Tutti i giorni dell'anno h.12.30 - 18. 23. Parrocchia S.S. Angeli Custodi Distribuzione abbigliamento. Via Lombardi, 37. Tel.051/356798. Tutti i merc, h.9-10. ----------------------------------------------------Dove dormire 1. Centro Beltrame Comune di Bologna Distribuisce pasti caldi agli ospiti del centro stesso - Via F. Sabatucci, 2. Tel. 051/245073. 1. Centro Beltrame Offre 115 posti letto. Via F. Sabatucci, 2. Tel. 051/245073. Si accede tramite la lista del Servizio Sociale Adulti, nell’ufficio adiacente. 16. Oratorio di San Donato Tutte le domeniche mattina alle ore 10.10 colazione. Via Zamboni, 10. Tel. 051/226310 30. Casa del Riposo Notturno M.Zaccarelli Offre 80 posti letto. Via Carracci, 69. Aperto h.19-8. Si accede tramite la lista del Servizio Sociale Adulti, via Sabatucci 2. 14. 17. Mensa dell'Antoniano Distribuisce pasti caldi. Via Guinizelli, 3. Tel. 051/3940211. Tutti i giorni h.11.30-12. Per accedere al servizio occorre un buono che viene distribuito alle h. 10.45. 4. Mensa della Fraternità Caritas Diocesana Fornisce pasti caldi. Via Santa Caterina, 8/A. Tel. 051/6448015. Tutti i giorni mensa h.18-19. 18. Punto d'incontro della Venenta Distribuisce alimenti. Via Serlio, 25. Aperto Mart e Giov, h.10-12 19. Parrocchia Cuore Immacolato di Maria Distribuzione di cibo da cucinare. Via Mameli, 5 Tel. 051/400201. Mart, h.10-12, Ven, h.15.30- 17.30 22. Parrocchia S. Maria Maddalena Offre alimenti. Via Zamboni, 47. Tel.051/244060. Merc, h.10-12 21. Parrocchia S. Maria della Misericordia Distribuisce razioni di generi alimentari. P.zza Porta Castiglione, 4. Tel. 051/332755. La distribuzione avviene al sabato munendosi alle ore 8.00 di un numero con cui si prenota il ritiro che avviene dalle h.9.30 alle 11. 31. Opera di Padre Marella Offre 60 posti letto. Via del Lavoro, 13. Tel. 051/244345. Aperto h.8-17 25. Rifugio Notturno della Solidarietà Offre 30 posti letto a persone tossicodipendenti senza dimora. Via del Gomito, 22/2. Tel.051/324285 Aperto h.19-9.30. S.O.S. Donna NUMERO VERDE 800 453009 Linea telefonica contro la violenza, fornisce informazioni, aiuto, consulenza ed assistenza psicologica e legale. Tel. 051/434345 fax 051/434972. Lun, mart e ven, h. 20-23, giov, h.15-17.30 Fiori di strada Associazione che si batte contro la tratta e a favore delle vittime della prostituzione. Ascolto, Counseling, informazioni legali e assistenza psicologica. Attivo un telefono acceso 24 ore su 24: 3929008001. Sito web: www.fioridistrada.it. Email: [email protected] Disagio relazionale A.S.P.I.C. Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell'Individuo e della Comunità Servizio psico-socioassistenziale. Via De' Gombruti 18. Tel / Fax 0516440848. Il centro è aperto (previo appuntamento) dal lunedì al venerdi. Disagio psichico 39. Percorso vita Informazioni e assistenza a persone con disagio mentale e alle loro famiglie, attività culturali e ricreative, gruppi di auto-aiuto. Via Polese, 23. Tel/Fax 051/273644 Alcool Alcolisti Anonimi Gruppi di auto-aiuto. Tel. 335/8202228 Acat h.9 - 19, Cell. 3491744897 Carcere 32. Casa del Riposo Notturno Offre 32 posti letto per adulti italiani e immigrati con permesso di soggiorno e rifugiati politici. Via Lombardia, 36. Tel.051/493923.Si accede sulla base di una lista di accesso, cui ci si può segnare ogni sera dalle 19 alle 20 presso la sruttura. La permanenza massima è di una settimana dalla prima sera. 33. Struttura Madre Teresa di Calcutta Offre 19 posti letto per sole donne. Viale Lenin, 20. Tel.051/531742. Aperto h.19-9. Si accede tramite la lista del Servizio Sociale Adulti, via Sabatucci 2. 40. A.VO.C. Associazione volontari carcere Attività in carcere, sostegno psicologico e sociale a detenuti ed ex-detenuti. Piazza del Baraccano, 2. Tel. 051/392680 41. Gruppo carcere del Centro Poggeschi Attività di animazione e lavoratori all'interno del carcere e progetti di inclusione sociale. Via Guerrazzi 14. Tel.051/220435 2 4 . U V a P A s s A (Unione Volontari al Pratello Associazione d'Aiuto) Attività pomeridiane presso l'Istituto Penale Minorile di via del pratello e la comunità per minori non accompagnati Il Villaggio. Info: [email protected] - cell. 3407640627, stefano. Dove andare per... dormire, mangiare, lavarsi, curarsi, lavorare. A Bologna lun al ven, 9 - 13, 15 - 18 in Via Ludovico Berti 2/9 Tel 051/397971. Cell.3939895695. Sportello penale tutti i lunedi dalle 15 alle 17, sportello civile tutti i giovedi dalle 15 alle 17. ----------------------------------------------------Unità di strada Unità di Aiuto del Comune di Bologna Intervento di strada con camper attrezzato. Tel. 051204308 Fax 051203799. Il servizio viene svolto tutti i giorni. Punti di sosta del camper: Piazza Puntoni, h.17-18, Via Bovi Campeggi, h.18-19 9. Servizio Mobile di Sostegno Associazione Amici di Piazza Grande Onlus. Informazioni, generi alimentari, abiti, panni o coperte alle persone che dimorano in strada. Tel.051/342328. Servizio attivo lun, merc e ven, h.21-24. Il giov h.9-12 ----------------------------------------------------Assistenza medica gratuita 10. Poliambulatorio Biavati Visite mediche gratuite per persone non assistite dal Servizio Sanitario Nazionale e persone in stato di grave indigenza. Strada Maggiore, 13. Tel. 051/226310. Aperto tutti i giorni h.17.30 - 19 (senza appuntamento). 11. Croce Rossa Italiana Somministrazione farmaci, attrezzatura ortopedica e occhiali. Via del Cane, 9. Tel. 051/581858. Lun, Merc, Ven, h.8-14. Mart, Giov, h.8-17 12. Sokos Visite mediche gratuite per immigrati privi di assistenza sanitaria, persone senza fissa dimora e tossicodipendenti. Si prescrivono visite specialistiche, farmaci ed esami. Via de' Castagnoli 10, Tel. 0512750109. Lun h.17-19.30. Merc, h.16-19, sab, h.9-11.30 13. Centro per la salute delle donne straniere e dei loro bambini Vengono erogate prestazioni a donne e bambini stranieri. Poliambulatorio Zanolini, Via Zanolini, 2. Tel. 051/4211511. Lun, h.12-18. Mart, h.15-19. Giov, h.12-19. Ven, h.10.30-14 23. Parrocchia S.S. Angeli Custodi Distribuzione generi alimentari. Via Lombardi 37, Tel. 051/356798. Lun, h.14.30- 17, mart, giov e ven, h.912, merc, h.10.30- 12.30 ----------------------------------------------------Bagni e docce calde 4. Centro S. Petronio Caritas Diocesana Servizio docce Via S. Caterina 8/A Bus 20-21 Tel. 051/6448015. Prenotazione alla mattina h.9-11.30. Gli stranieri debbono prenotare il Mart mattino per usufruire dei servizi il Mart e il Merc dalle 14 alle 15. Gli italiani debbono prenotare il Ven mattino o Lun mattino per usufruire dei servizi il Lun dalle 14 alle 15. Le donne, italiane e straniere, usufruiscono del servizio il Giov, dalle 14 alle 15. 24. Bagni pubblici Toilette e servizio gratuito di lavanderia, con lava-asciuga, per persone senza fissa dimora. Piazza IV Novembre Tel. 051/372223. Aperto sempre h.9-20 25. Rifugio notturno della solidarietà Servizio docce per persone senza fissa dimora. Via del Gomito 22/2. Tel. 051/324285. Il servizio è attivo il Mart h.15-18 per gli uomini. Il Ven, h.15-18 per le donne. ----------------------------------------------------Distribuzione abiti 17. Antoniano Fornisce vestiario. Via Guinizelli, 13. Tel. 051/3940211.Merc e ven, h.9.30-11.30. Tel. 051/244044 7. Associazione L'Arca Fornisce vestiario a chi si presenta direttamente. Via Zago, 14. Bus 38, Tel. 051/6390192. Dal lun al ven, h.15.30- 19 26. Opera San Domenico Distribuisce vestiario a max 25 persone ogni giorno. Piazza San Domenico, 5/2 Tel. 051/226170. Lun e giov, h.8-10 19. Parrocchia Cuore Immacolato di Maria Distribuzione vestiario. Via Mameli, 5. Tel. 051/400201. Un servizio per i tuoi problemi 9. Associazione Amici di Piazza Grande Onlus Assistenza e percorsi di recupero per senza fissa dimora. Via Libia, 69, Bologna. Tel. 051/342328. Lun-ven, h.912, h.14.30-18. 3. Centro Diurno Comune di Bologna Accoglienza, relazione d'aiuto e ascolto, attività per il tempo libero e laboratoriali. Via del Porto, 15/C. Tel. 051/521704. Tutti i giorni h.12.30- 18. Centro accoglienza La Rupe Promozione sociale e progetti di inserimento lavorativo per persone con problemi di marginalità. Via Rupe, 9. Sasso Marconi. Tel. 051/841206. 35. Laboratorio Abba-Stanza Destinato a persone senza fissa dimora e individui con gravi disagi sociali. Via Della Dozza, 5/2. Tel/Fax 051/6386000. Cittadini Stranieri NUMERO VERDE SERVIZIO SANITARIO Servizi plurilingue di informazione e mediazione culturale - 800 663366 36. Ufficio Stranieri della CGIL. Via Guglielmo Marconi 69 - Tel 0516087190 Fax 051251062. Lun-ven, h.9-13, 15-18. Il sab, h.9-13 Tossicodipendenze 1. Drop In. Spazio dedicato all’accoglienza delle persone con problemi di tossicodipendenza. Lun - sab, h.1116 presso il Drop In di via Paolo Fabbri (cancello verde) 42. Il Pettirosso Comunità di accoglienza per tossicodipendenti e autoaiuto per familiari. Via dei Mattuiani, 1. Tel. 051/330239 S.A.T. Servizio Accoglienza Tossicodipendenti. Presso Casa Gianni, Via Rodolfo Mondolfo, 8. Tel. 051/453895. Aperto tutti i giorni previo appuntamento. Aids Telefono verde Aids della Ausl Bologna:800 856 080 43. C.A.S.A. Centro Attività Servizi della USL Bologna Informazioni e servizi sanitari a persone affette da HIV e sieropositive. Via S. Isaia, 90. Tel. 0516494521. Dal lun al ven, h.8-14. 44. ANLAIDS Gestisce una Casa Alloggio, un centro diurno per persone con Hiv e sieropositive ed una linea telefonica per informazioni e supporto con esperti. Organizza gruppi di auto-aiuto e laboratori artigianali gratuiti. Via Irnerio, 53. Tel. 051/6390727. Per informazioni e aiuto sulla malattia 051/4210817 - La linea funziona lun, mart e giov, h.16-20. La sede è aperta dal lun al ven, h.9-13 Maternità 37. SAV, Servizio Accoglienza alla Vita Via Irma Bandiera, 22. Tel. 051/433473. Dal lun al giov, h.9.30-12.30 e h.15.30-17.30 45. IDA Iniziativa Donne Aids Informazione, prevenzione e tutela dei diritti per persone con Hiv, AIDS e persone detenute. Via San Mamolo, 55. Bus 29-30 Tel/Fax 051/581373. Cell. 339/8711149 Comunità S.Maria della Venenta Onlus Accoglienza in comunità e in case famiglia di ragazze madri. Via della Venenta, 42/44/46. Argelato (Bo) Tel. 051/6637200. Aperta tutto l'anno 46. LILA Lega Italiana per la Lotta contro l' AIDS. Ascolto, accoglienza, informazioni, assistenza, centro di documentazione e consulenza legale e previdenziale. Via Agucchi, 290/A. Tel. 051/6347644 - 051/6347646. Info: 051/6350025 (lun, merc, ven, h.18.30-20) Donne che hanno subito abusi e violenze 38. Casa della Donna per non subire violenza Ascolto, assistenza psicologica e legale, ospitalità temporanea, gruppi di auto-aiuto e sostegno. Via Dell'Oro, 3. Tel. 051/333173. Lun-ven, h.9-18