93 · Agosto 2011 Supplemento n°2 di Altroconsumo n° 250 Altroconsumo: via Valassina 22, 20159 Milano - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in a.p. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1 DCB - Mi www.altroconsumo.it CALVIZIE FEMMINILE Quante promesse, sui prodotti per i capelli. Quasi sempre prive di fondamenti scientifici INCHIESTA IN FARMACIA Per legge deve ritirare i rifiuti elettrici Raee: ma l’80% dei camici bianchi non lo fa GRANDE CALDO I consigli che servono a evitare disturbi da calore e restare in forma Bibite, snack, caramelle: le fragole, le arance o i mirtilli esaltati sulle confezioni spesso sono in realtà contenuti in quantità irrisoria NEI PRODOTTI CONFEZIONATI Frutta: si vede, ma non c’è Prevenire i tumori: quello che è veramente utile sapere N.º 93 - AGOSTO 2011 24 21 ARTICOLI 10 VEDO LA FRUTTA, MA NON C’È 16 SE LA CALVIZIE INTERESSA LEI 21 COME DIFENDERSI DAL CALDO 24 PREVENIRE I TUMORI: IL VERO E IL FALSO 27 RAEE IN FARMACIA: UN DIRITTO NON RISPETTATO 32 ALLI: OPINIONI DI CHI L’HA PROVATO 35 FARMACI ANTICOAGULANTI Immagini di fragole succose, mirtilli, arance, banane servono a dare una veste salutista a una quantità di prodotti. Ma controllate in etichetta: la frutta è pochissima. Se da parte degli uomini la calvizie è considerata quasi fisiologica, è più difficile accettarla da parte delle donne. Ma non sempre è irreversibile: bisogna distinguere. Bastano poche precauzioni per tenere alla larga disturbi legati al calore ed evitare problemi seri. In particolare, attenzione alle persone più fragili: anziani e bambini. Mentre l’allarme sui telefonini non trova riscontri reali nell’evidenza scientifica, è importante capire quali sono le precauzioni più importanti per prevenire i tumori. Per legge, quando compriamo un nuovo apparecchio elettrico o elettronico (per esempio un apparecchio per aerosol) il farmacista è tenuto a ritirare quello vecchio. 16 Abbiamo raccolto alcune testimonianze da parte di chi ha usato l’Alli, un farmaco proposto per aiutare a dimagrire. Scarsa attenzione per l’uso corretto. Molto utile per prevenire la formazione di trombi in chi ha un rischio particolarmente accentuato, il warfarin è un anticoagulante orale da usare con molta attenzione. I NOSTRI VALORI INDIPENDENTI EFFICACI DALLA TUA PARTE Altroconsumo è un’associazione senza fini di lucro fondata a Milano nel 1973. In piena autonomia e indipendenza, si pone come scopo l’informazione, la difesa e la rappresentanza dei consumatori. È membro della CI (Consumers’ International), di ICRT (International Consumers’ Research and Testing) el BEUC (Ufficio europeo delle associazioni di consumatori). L’associazione Altroconsumo si finanzia con le quote associative e l’abbonamento alle proprie riviste, che non contengono pubblicità, né informazioni pagate da produttori o da gruppi di interesse politico e finanziario. L’indipendenza è totale: finanziaria, politica e ideologica, a garanzia della obiettività dei giudizi, dei consigli, delle prese di posizione. Il nostro metodo di lavoro si basa su criteri di rigore scientifico, efficienza e competenza. Ai test e alle inchieste lavorano tecnici qualificati e specialisti di settore (ingegneri, alimentaristi, medici, farmacisti, giuristi, analisti finanziari, giornalisti...) che mettono la loro professionalità al servizio dell’informazione, della consulenza, della risoluzione dei problemi. La nostra missione è esclusivamente orientata a soddisfare le necessità dei consumatori e a tutelare i loro diritti. Per questo offriamo servizi di consulenza individuale ai nostri associati e, in forma diretta, concreta e adeguata, portiamo la voce e le istanze dei consumatori presso tutti gli interlocutori istituzionali e sociali. PROSSIMI NUMERI Influenza e vaccino Pressione alta Farmaci: dove vanno i prezzi? Come cucinare sano Editoriale Rosanna Massarenti 35 RUBRICHE 04 IN PRIMO PIANO 06 VITA SANA 08 UNA MELA AL GIORNO 38 LETTERE Omega-3 e bambini • Dalla parte del paziente • Palloncino sotto inchiesta • Codice bianco paga • Mani più pulite • E. coli: sempre in guardia Troppo pulito fa male • Ozono, un rischio estivo • Bimbi: fateli dormire • Aiuto: la zanzara tigre • Reidratare la pelle assolata Alimenti a rischio zero? • Funghi: al via la stagione • Pesce sì, ma sostenibile • Calcio senza esagerare • La ricetta: filetti di orata agli aromi Le carote non aiutano l’abbronzatura • Torna la mozzarella blu? • Il pediatra e la burocrazia • Acqua al sole Telefono 02 66.890.1 · (centralino) 0 2 69.61.520 · (uff.abbonamenti) 02 66.890.288 · (fax) Per posta A ltroconsumo, via Valassina 22, 20159 Milano Per email www.altroconsumo.it Molti, troppi farmacisti hanno venduto anche a chi non ne ha bisogno, senza batter ciglio e senza dare alcun consiglio, un farmaco antiobesità, l’Alli, di cui Pubblic Citizen, la più importante associazione americana a tutela dei cittadini, ha chiesto la messa al bando per i suoi gravi effetti indesiderati (vedi a pag. 32). Violando la legge, molti non si sono preoccupati di ritirare dispositivi sanitari contenenti sostanze nocive (pag. 27), né di dare informazioni al riguardo, dimostrando di non dare importanza al problema dei rifiuti pericolosi, che invece ha riflessi negativi sulla salute del pianeta e dunque dei cittadini. In compenso, le vetrine delle farmacie traboccano di integratori alimentari, lozioni anticalvizie e quant’altro, consentendo al mercato milionario di questi discutibili prodotti di usare la loro figura professionale e il loro canale di vendita per darsi arie da prodotti della salute. Le eccezioni, sicuramente, non mancano. Ma, obiettivamente, non si notano molto. Eppure, a Il farmacista è prima regolare la professione esiste un codice etico, recentemente rivisto alla di tutto un operatore luce delle importanti trasformazioni sanitario, a tutela delle norme che regolano la vendita della salute dei farmaci. Il valore da difendere, dei cittadini ripetiamolo ancora una volta, non è tanto la farmacia quale luogo di vendita, ma la figura professionale del farmacista, che deve valorizzare il suo ruolo di professionista al servizio della tutela della salute dei cittadini, capace di informare e ben consigliare. Per esempio, “il farmacista deve vigilare affinché non si realizzi un uso inappropriato o un abuso di medicinali o di altri prodotti che possano comportare alterazioni dell’equilibrio psico-fisico del paziente”, come recita l’articolo 10. Lo stesso codice, per l’attività di consulenza, lo obbliga a garantire un’informazione chiara, corretta e completa e a informare il paziente dell’esistenza di farmaci equivalenti e lo sollecita all’importante compito della farmacovigilanza. Questo i cittadini si aspettano. E solo comportamenti che mettano al centro del loro operare la salute collettiva possono dare fiducia e credibilità a questi operatori sanitari, che altrimenti sembrano arroccati a un monopolio, che da sempre regala loro una comoda rendita di posizione. test salute 93 Agosto 2011 COSA CHIEDIAMO AI FARMACISTI 03 PRIMO PIANO Nel 2010 il 77% delle acque di balneazione UE: DECISIONE DISCUSSA Omega-3 e bambini Una decisione che è stata criticata dal Beuc, l’organizzazione europea delle associazioni di consumatori di cui Altroconsumo fa parte, e giudicata sbilanciata a vantaggio dell’industria alimentare. Il parlamento europeo ha concesso l’autorizzazione a riportare sulle confezioni di latte per la prima infanzia una frase che sostiene che l’arricchimento con un o degli Omega 3 più noti, il DHA (acido docosaesaenoico) contribuisce al normale sviluppo delle capacità visive nei lattanti fino a 12 mesi. La fondatezza di questa affermazione, benché approvata dall’Efsa, è ancora in effetti discussa. L’Efsa stessa ha dichiarato che molti studi in merito erano sostenuti dai produttori e che la quantità di Omega 3 necessaria si può ottenere anche con una normale dieta. La cosa più importante è ricordare che nessun latte, di nessun tipo, può essere preferibile al latte materno e che è consigliabile allattare il bambino esclusivamente al seno fino ai 6 mesi di vita. PUBBLICITÀ DIMAGRANTE DIRITTO ALLA PRIVACY test salute 93 Agosto 2011 Dalla parte del paziente 4 In tema di privacy e salute, è importante essere consapevoli dei propri diritti e imparare come difenderli. I dati personali in grado di rivelare lo stato di salute delle persone sono infatti considerati di particolare delicatezza, per questo sono definiti “dati sensibili”, cioè da trattare con molta cautela. Per migliorare la qualità dei servizi offerti a chi accede a qualunque luogo di analisi o cura, l’Autorità garante della privacy ha pubblicato il vademecum “Dalla parte del paziente. Privacy: le domande più frequenti”. La guida offre indicazioni perché siano garantiti la più assoluta riservatezza e il rispetto della loro dignità alle persone che entrano in contatto con il personale medico e paramedico, in studi medici, ospedali e qualunque altro luogo di analisi o cura, per ricevere cure o prestazioni mediche o per svolgere pratiche amministrative. L’opuscolo - disponibile online sul sito del Garante - può essere richiesto anche in formato cartaceo all’Ufficio relazioni con il pubblico, Roma, Piazza di Montecitorio n. 123, lunedì-venerdì ore 10,00-13,00. Email: [email protected] Una guida pratica e autorevole sui tuoi diritti alla riservatezza Palloncino sotto inchiesta Sotto inchiesta la pillola dimagrante “Dimagenina”, che si trasforma in un palloncino nello stomaco (la pillola di gomma cristallizzata si “gonfia” a contatto con i liquidi favorendo, dice la pubblicità, il senso di sazietà). L’azienda farmaceutica Lloyd Pharma non ha sospeso le inserzioni anche dopo esplicito divieto del ministero della Salute per problemi riguardanti la denominazione del prodotto. Secondo il ministero, la pubblicità si riferisce al «dispositivo medico» pur non avendone l’autorizzazione. I dispositivi medici (per esempio, pacemaker o lenti a contatto), devono dimostrare la loro sicurezza ed efficacia grazie a studi clinici, come avviene per i farmaci e la loro pubblicizzazione deve essere autorizzata, ma questo non è avvenuto per la pillola in questione. Questo prodotto è a base di glucomannano, ma non funziona senza un’adeguata dieta di supporto (più info su altroconsumo.it/salute). costiere in Italia è risultato conforme alle linee guida UE FOCUS Codice bianco paga Il Pronto Soccorso dovrebbe servire esclusivamente per le vere emergenze di salute, quelle in cui si presenta o si teme un disturbo grave: non deve diventare un sostituto del medico di base (per farsi diagnosticare un disturbo non preoccupante) né della Guardia medica, che serve invece a coprire le ore in cui il medico di base non è disponibile. Forse anche per scoraggiare gli accessi inutili, la legge ha stabilito che chi si rivolge al Pronto Soccorso senza un reale bisogno (situazione classificata come “codice bianco”) paghi una somma di 25 euro. A eccezione della Basilicata, dove l’accesso al Pronto Soccorso è rimasto in ogni caso gratuito, tutte le Regioni hanno applicato questa norma, alcune anche aumentando la somma richiesta. In particolare, a Bolzano e in Campania la quota fissa per i “codici bianchi” è pari a 50 euro. Altre Regioni prevedono, oltre alla quota fissa, anche la compartecipazione alle spese concomitanti con la visita (analisi o altro). INFEZIONI OSPEDALIERE Mani più pulite I numeri parlano chiaro: ogni anno in Europa si contano ben 4 milioni di infezioni contratte in ospedale, che provocano 37 mila morti. Sono diffuse soprattutto tra i pazienti, anche perché spesso sono provocate da interventi invasivi: per esempio l’uso del catetere è sul banco degli imputati, visto anche che si calcola che fino al 35% delle infezioni correlate all’assistenza interessa l’apparato urinario. Ma, se pure in misura minore, le infezioni ospedaliere colpiscono anche il personale sanitario (medici, infermieri, studenti, volontari...). Il dato che più colpisce è che la frequenza di queste infezioni potrebbe essere abbattuta del 20-30% adottando una serie di comportamenti e procedure maggiormente adeguate: prima tra tutti, se il personale sanitario si lavasse più frequentemente le mani. Il problema non emerge oggi per la prima volta, ma il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) da quest’anno ha deciso di affrontare con maggiore sistematicità la questione, promuovendo un network europeo di sorveglianza sulle infezioni ospedaliere (per maggiori informazioni www. ecdc.europe.eu). L’uso eccessivo di antibiotici sia in ambito ospedaliero, sia sul territorio, aggrava il problema, comportando la selezione di ceppi batterici che sviluppano resistenza e quindi infezioni più difficili da curare. E. coli: sempre in guardia Passata l’emergenza in Germania, ne è esplosa un’altra in Francia: un ceppo particolarmente aggressivo di Escherichia coli, microrganismo in grado di provocare tossinfezioni più o meno gravi, ha scatenato un’epidemia a livello locale. La prima mossa razionale, quando si diffondono timori legati a disturbi alimentari, è attenersi scrupolosamente alle norme di prevenzione che dovrebbero essere praticate sempre (le descriviamo a pag. 8). Applicare le regole che servono a ridurre al minimo i rischi relativi a disturbi trasmessi dal cibo è più utile che demonizzare singoli alimenti indicati sulla stampa come sospetti. Se viene identificato un alimento da escludere, è bene attenersi soltanto alle indicazioni ufficiali delle autorità, da reperire sul sito del ministero della Salute o dell’Istituto superiore di sanità. In ogni caso, le tossinfezioni sono sempre il rischio più grave legato al cibo. Il caso dei sei bambini intossicati in Francia a giugno di quest’anno da un “normale” ceppo di E. coli, che non c’entrava nulla con quello tedesco, per avere consumato hamburger malcotti è salito alla ribalta della cronaca perché l’opinione pubblica era sensibilizzata, altrimenti non se ne sarebbe forse parlato. Eppure un bambino che mangia un hamburger poco cotto corre rischi simili a quelli che hanno terrorizzato i consumatori di Amburgo: alcuni ceppi di E. coli, che possono inquinare la carne cruda, rischiano infatti di causare nei bambini le stesse conseguenze che il “batterio killer” ha causato negli adulti. Insomma, potenziali killer sono sempre tra noi: difendiamoci sempre, evitando gli allarmismi scatenati da casi particolari. test salute 93 Agosto 2011 TICKET AL PRONTO SOCCORSO 5 VITA SANA Ricorda: molti farmaci possono renderci Troppo pulito fa male Abbiamo sempre sconsigliato, sulle nostre pagine, di farvi contagiare dalla mania del “pulito, anzi disinfettato” suggerita dalle pubblicità di detersivi e saponi che contengono antibatterici. Il nostro organismo, in condizioni normali, è capace di difendersi dai microrganismi presenti nell’ambiente e non ha bisogno di vivere in un mondo sterile. E questo vale anche per i bambini. Una regolare pulizia con acqua e normali detergenti (meno aggressivi sono, meglio è) va benissimo: va bene per la casa, per il bucato, per i pavimenti. E per le nostre mani. L’unico consiglio sensato è lavarle spesso, in particolare prima dei test salute 93 Agosto 2011 Ozono, un rischio estivo 06 L’ozono è un gas utile a proteggere la terra dalle radiazioni solari, quando si trova negli strati alti dell’atmosfera, ma dannoso se la concentrazione aumenta troppo a livello del suolo, perché, se presente in quantità eccessiva, può dare disturbi di respirazione. Il problema è accentuato dal caldo e non accenna a migliorare: nel 2010 le soglie stabilite dall’Unione europea (120 µg/m³ in media sulle otto ore diurne) sono state superate frequentemente. Per proteggersi dall’ozono l’unica forma di prevenzione è restare in casa, soprattutto nelle ore più calde (tra le 14 e le 18). Conviene uscire al mattino presto o alla sera tardi, in modo da evitare le ore in cui si raggiungono i picchi. in casa le concentrazioni di ozono sono molto inferiori (circa il 50% in meno) rispetto a quelle cui si è esposti all’aperto. Quando salgono i valori di ozono l’attività sportiva all’aria aperta, soprattutto se intensa, è sconsigliata a tutti. Se aumenta la frequenza respiratoria, infatti, cre- sce anche l’esposizione al gas e ad altri inquinanti. Il livello di ozono è divulgato attraverso gli organi di informazione: soprattutto per chi soffre di problemi respiratori, per i bambini e per gli anziani è consigliabile tenerlo sotto controllo. Occhio al livello Moderato: tra 120 e 180 µg a m3. Possibili disturbi respiratori in soggetti sensibili. Elevato: tra 180 e 240 µg a m3. Disturbi più evidenti in chi è a rischio. Molto Alto: oltre i 240 µg a m3. Problemi gravi per chi è a rischio, ma disturbi possibili anche in tutta la popolazione. pasti, con semplice acqua e sapone. Senza ricorrere a prodotti non utili e potenzialmente rischiosi (i gel con battericidi possono dare allergie o irritazioni). Una curiosa conferma della utilità di non vivere in un mondo troppo pulito viene ora da uno studio tedesco, che ha documentato come i bambini che crescono in fattoria, a contatto con microrganismi di ogni tipo, risultano meno soggetti all’asma. Non possiamo suggerirvi di trasformare i vostri figli in piccoli fattori. Ma di non disinfettare i pavimenti di casa, sì. Visto anche che negli ultimi 30 anni l’asma infantile nei paesi occidentali è più che raddoppiata. più vulnerabili al sole. Chiedi al medico o al farmacista e leggi il foglietto illustrativo ATTENZIONE A... Bimbi: fateli dormire Dormire la quantità giusta di ore è importante, in particolare lo è per i bambini, che tra i 3 e i 5 anni dovrebbero dormire non meno di 11 ore al giorno (sonnellini inclusi). L’estate non dovrebbero abituarsi a fare le ore piccole. Tra i molti motivi, anche questo: uno studio recente ha indicato che i bambini che non dormono abbastanza hanno un rischio più alto di aumentare eccessivamente di peso, con tutte le conseguenze negative per la salute che questo comporta. Aiuto: la zanzara tigre La zanzara tigre ha lo svantaggio di pungere anche durante il giorno e poter trasmettere una malattia tropicale, la febbre Chikungunya. I sintomi sono febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito, dolore articolare: chi li avesse deve rivolgersi al medico, anche se la malattia tende a risolversi spontaneamente. Per tenere lon- tana la zanzara tigre, vanno bene i repellenti usati normalmente contro le zanzare. I più efficiaci sono quelli a base di deet e icaridina (quest’ultima adatta anche per i bambini dai due anni di età). Per prevenire la presenza della zanzara, è importante soprattutto evitare ristagni d’acqua in strade, giardini e terrazze. Nuovi dubbi sulla pillola Yasmine Lanciata qualche anno fa con la promessa che avrebbe risolto tutti i problemi legati ai contraccettivi orali, la pillola antifecondativa a base di drospirenone (Yasmin,Yaz,Yasminelle, Yarina, Aliane, Eloine, le ultime arrivate in termini di tempo sul mercato) solleva in realtà dubbi sempre maggiori. Recentemente l’americana Food and Drug Administration ha invitato i medici a essere prudenti nel prescriverla e a mettere in guardia le pazienti perché non sottovalutino sintomi sospetti (dolore e gonfiore agli arti, difficoltà di respiro, dolore al torace). Per le donne l’invito è a valutare con il medico se passare a un altro tipo di pillola. Gli studi infatti continuano a mostrare che l’aumento di rischio della formazione di coaguli di sangue (e conseguenti trombosi), legato all’uso di qualsiasi anticoncezionale ormonale, nel caso del drospirenone risulta doppio o triplo rispetto a quello delle pillole più sperimentate, a base di levonorgestrel. Il rischio si alza notevolmente nelle donne fumatrici sopra i 35 anni. Perché, allora, non scegliere le pillole che fanno rischiare di meno? Rischi dei dimagranti “naturali” Non fidatevi ciecamente dei prodotti dimagranti di origine vegetale: dalle segnalazioni di reazioni avverse che arrivano all’Istituto superiore di Sanità emergono problemi di interazione con farmaci, effetti indesiderati anche gravi, perfino casi di sofisticazione (per esempio, integratori sedicenti vegetali che in realtà contengono farmaci di sintesi). Crema doposole: controllate gli ingredienti in etichetta, ricordando che ai primi posti sono indicati quelli presenti in quantità maggiore. Sì all’allantoina (allantoin), glicerina (glycerin o composti con glyceryl), olio di jojoba (Simmondsia Chinensis) e burro di karitè (Butyrospermum parkii). La vitamina E (tocopheryl o tocopherol acetate) è un buon antiossidante, così come sono utili le sostanze lenitive: calendula (calendula officinalis) e aloe (aloe barbaden- sis). Bene anche bisabololo (bisabolol) e vitamina B5 (panthenol). No invece a petrolati (Petrolatum, Paraffinum liquidum) e siliconi (Dimethicone, Cyclopentasyloxane); il meno possibile i conservanti (no ai liberatori di formaldeide, come imidazolidynil urea, ammessi ethyl e methyl paraben, purché a fine lista). No agli allergeni da profumo (limonene, linalool, citronellol, coumarin...). No all’alcol: rinfresca nell’immediato, ma irrita e disidrata la pelle. test salute 93 Agosto 2011 Reidratare la pelle assolata 07 7 UNA MELA AL GIORNO Alimenti a rischio zero? Dopo l’epidemia da Escherichia coli il tema delle infezioni alimentari è di attualità. L’importante è reagire con intelligenza. Sebbene viviamo in un’epoca in cui igiene e conservazione dei cibi sono sempre più controllati, non è possibile azzerare completamente il rischio di una contaminazione. In qualsiasi fase della preparazione, infatti, microrganismi pericolosi per la salute possono entrare in contatto con il cibo. In particolare si parla di: - intossicazione, se il problema è un cibo che ha al suo interno tossine prodotte da microrganismi (il batterio può essere già morto ma la tossina rimane), per esempio il botulino; - infezione, quando si ingeriscono batteri dannosi (patogeni) che colonizzano l’intestino umano (Salmonella, Listeria, Campilobacter...); - tossinfezione, quando la malattia è una combinazione di presenza di batteri e sostanze tossiche (è il caso dell’Escherichia coli). Le tossinfezioni alimentari possono essere prevenute anche in cucina, seguendo alcune regole. Pulizia. Lavarsi le mani prima di cucinare. Lavare tutte le superfici e i materiali che entrano in contatto con gli alimenti. Separazione crudo-cotto. Evitare il contatto tra cibi cotti e crudi. Non riutilizzare per altri alimenti utensili che sono stati usati per gli alimenti crudi prima di averli lavati con acqua calda e sapone. Conservare i cibi in recipienti chiusi. Cottura. Cuocere bene carne, pollo, uova e pesce. Portare a ebollizione zuppe e ragù. Riscaldare in modo adeguato i cibi precotti. Temperatura. Non lasciare alimenti cotti a temperatura ambiente per più di due ore. Refrigerare velocemente gli alimenti cotti e i cibi deperibili. Mantenere al caldo gli alimenti cotti fino al momento in cui sono serviti in tavola. Non scongelare a temperatura ambiente. Acqua e materie prime. Usare solo acqua potabile. Preferire latte pastorizzato al latte crudo e materie prime fresche. ATTENZIONE NEL FRIGORIFERO Nel disporre i cibi non basta tener conto delle diverse temperature di conservazione, ma deve essere presa in considerazione anche la loro natura. La regola d’oro è tenere separati i cibi cotti da quelli crudi. test salute 93 Agosto 2011 Funghi: al via la stagione 8 I funghi devono essere consumati in piccole dosi e preferibilmente non dai bambini, perché sono indigesti a causa della presenza di micocellulosa. Devono essere in perfetto stato di conservazione perché altrimenti sviluppano la ptomaina, un derivato delle proteine che, a seconda della quantità, può dare disturbi gastrointestinali più o meno forti. A parte poche eccezioni (ovuli, porcini e prataioli se freschissimi), i funghi vanno consumati cotti: in questo modo sono più digeribili; inoltre il calore distrugge i veleni termolabili, se presenti. Ottimi per insaporire un piatto, come contorno o all’interno di un pasto, i funghi non possono sostituire, per esempio, la carne. Anche se hanno una composizione equilibrata, per arrivare a coprire lo stesso apporto proteico di una porzione di carne, se ne dovrebbe mangiare una quantità elevata, rischiando poi il problema dell’indigestione. I funghi si possono congelare,sia interi che a fette, anche a crudo (tranne i chiodini che vanno sempre cotti preventivamente). LA RICETTA Il pesce, si sa, fa bene. Eppure consumarne troppo o mangiare specie a rischio sono comportamenti che possono nuocere gravemente all’ambiente marino. I due aspetti si possono, però, conciliare facendo scelte sostenibili. Per esempio, scegliendo pesci di stagione, cioè quelli che non sono in fase riproduttiva. In estate, nel mediterraneo, c’è scelta: sugarello, sogliola, orata, ricciola, spigola, gallinella, sarago, sardina e alice. Buona anche l’abitudine di scegliere i pesci nostrani, che provengono dai nostri mari. Mangiarli evita di farne viaggiare altri per migliaia di chilometri. Inoltre, è sempre opportuno informarsi se il pesce che vogliamo comprare è a rischio, per non contribuire ulteriormente alla sua estinzione. Cambiare abitudini di acquisto non è facile, ma è importante farlo, perché in alcuni casi può essere conveniente per le nostre tasche, per la salute e per il palato. È il caso del pesce azzurro e delle specie meno conosciute, ma altrettanto gustose. ON LINE Volete approfondire gli argomenti di queste pagine? Sul sito un dossier completo sui funghi e un quiz sull’igiene in cucina www.altroconsumo.it/salute Calcio senza esagerare Un recente studio scientifico pubblicato sul British Medical Journal ha dimostrato che basta assumere 750 mg di calcio al giorno per prevenire l’osteoporosi e che è inutile superare questo quantitativo per ottenere maggiori benefici. In sostanza, i ricercatori confermano che una dieta equilibrata è sufficiente a fornire l’apporto necessario di questo elemento e che non servono integrazioni né alimenti arricchiti. A questo proposito, commentando lo spot dello yogurt Danone Danaos arricchito di calcio, avevamo già sottolineato che non è necessario acquistare questo tipo di alimenti se si mangia in modo vario ed equilibrato. Una porzione di Parmigiano (50 grammi) e uno yogurt normale, per esempio, completano già da soli il fabbisogno giornaliero. Filetti di orata agli aromi Ingredienti per 4 persone: Filetti di orata g 600 Porri 1 Cipolline 12 Pomodori a ciliegia 12 Capperi sott’aceto 1 cucchiaio Vino bianco 4 cucchiai Olio di oliva extravergine 4 cucchiai Timo Sale Preparazione (45 min. circa) Mondare il porro e tagliarlo a julienne. Dividere in 4 le cipolline e in 4 spicchi i pomodorini a ciliegia. Scaldare un cucchiaio di olio in una padella antiaderente e rosolare porro e cipolline, leggermente salati, per 8/10 minuti, a pentola coperta e fiamma bassa. Preparare quattro pezzi di carta da forno o fogli di alluminio abbastanza grandi da contenere i filetti di orata, mettere al centro di ognuno qualche cucchiaiata di cipolle e porri stufati, e disporvi sopra un filetto. Cospargere con i capperi, lavati dall’aceto e tritati, il timo, un filo d’olio e il vino bianco. Unire i pomodorini a spicchi e sale quanto basta. Sigillare i cartocci e infornarli a 200°C per 15 minuti. Farli riposare un paio di minuti prima di servirli. Ve la suggeriamo perché... Buona fonte di proteine di alta qualità, l’orata è ricca di acidi grassi Omega 3, preziosi per la salute cardiovascolare. Buon apporto di vitamine del gruppo B, in particolare della B3 e B6, e di vitamina E. Una porzione fornisce 233 calorie. Costo: 4,50 euro circa a porzione. test salute 93 Agosto 2011 Pesce sì, ma sostenibile 9 INCHIESTA ETICHETTE test salute 93 Agosto 2011 Fragole, arance, lamponi... benché riprodotta sulla confezione, non sempre è tra gli ingredienti. O ce ne è pochissima. Lo svela la nostra indagine. 10 Cercasi frutta 121 PRODOTTI SOTTO LA LENTE Abbiamo analizzato yogurt, bibite, succhi, caramelle, snack, gelati e tisane Un’immagine vale più di mille parole. Lo sanno bene i creativi del marketing alimentare, che puntano proprio su quella per attirarci verso i loro prodotti. In particolare l’uso di immagini o riferimenti alla frutta, sulla scia della moda salutista, si è diffusa sempre di più in moltissimi alimenti confezionati, a volte per proporli esplicitamente come alternative al consumo di frutta fresca. E i consumatori, spesso, finiscono con il credere che questi prodotti diano gli stessi benefici nutrizionali. La realtà è ben diversa da quello che ci vogliono far credere: la frutta nella maggior parte dei casi è molto meno presente di quello che sembra. Ma anche quando c’è, non potrà mai sostituire quella fresca. SOLTANTO NEL DISEGNO Nessuna traccia di frutta in alcune caramelle e bevande: solo l’immagine PRODOTTI AL 100% Frullati e mousse “100% frutta” evidenziano solo quello che dà il gusto, anche se la base è tutt’altra FATE IL PIENO DI VITAMINE MOLTO MEGLIO FRESCA E DI STAGIONE ´ ´ ´ ´ ´ ´ ´ ´ ´ Albicocche. Ricche di caroteni e vitamina A: 4 - 5 albicocche forniscono l’83 % del fabbisogno giornaliero di questa vitamina. Ottimo anche l’apporto di potassio. Anguria. Il 95% è costituito da acqua ed è quindi ottima per dissetarsi. È poco calorica: una fetta media (150 g) apporta solo 23 calorie. Oltre all’acqua contiene vitamina A, C, potassio e molti antiossidanti. Ciliegie. Sono ricche di flavonoidi e polifenoli, importanti antiossidanti. Anche il contenuto di fibra è di tutto rispetto. Sono poco caloriche: una porzione da 150 grammi fornisce circa 60 calorie. I contenuti di vitamina C e potassio sono discreti. Fragole. Sono povere di zuccheri. Interessante è invece il loro apporto di minerali come magnesio, potassio e fosforo, così come l’abbondanza di vitamine, soprattutto la C, e altri antiossidanti. Lamponi. Una porzione da 150 grammi fornisce più del 60 % del fabbisogno giornaliero di vitamina C. Il contenuto di fibra è elevato (7%).Forniscono appena 50 calorie per porzione (150 g). Fichi. Hanno un apporto calorico più alto rispetto a quello medio della frutta. Un etto e mezzo di fichi fornisce 70 calorie. Buono il contenuto di fibra e potassio. Melone. Ricco di acqua, è molto dissetante. Malgrado il sapore dolce, è povero di zuccheri. Ha un alto contenuto di potassio ed è un’ottima fonte di betacarotene e vi- tamine C e A. Pesche. La pesca non è un frutto molto zuccherino (un frutto fornisce appena 30 calorie) ed è una buona fonte di beta carotene o pro-vitamina A, fibra e potassio. Susine. Contengono sorbitolo, dalla blanda azione lassativa, che viene rafforzata dalla presenza di fibra e antociani (pigmenti con azione antiossidante). Per porzione (150 g), 60 calorie. Da zero a cento Abbiamo setacciato diversi supermercati e acquistato 121 prodotti che riportano sulla confezione immagini di frutta o frasi relative alla presenza di frutta al loro interno. Ce ne sono di tutti i tipi: yogurt, dessert per bambini, bibite, frullati, gelati e persino caramelle o snack, carichi di fragole, mirtilli, > Ma quanta ne mangiamo davvero? frutta dichiarata in etichetta 3 frutta fornita da una porzione del prodotto 5 3 17 43 % 32 5 13 36 senza frutta fino a 10 g fino a 10% da 11 a 100g tra 11% e 50% + di 100 g tra 51% e 100% quantità non dichiarata 43 % test salute 93 Agosto 2011 A destra, le percentuali di frutta dichiarate nei prodotti acquistati: nel 5% non ce ne è, eppure tutti la richiamano sulla confezione. Abbiamo calcolato anche quanta frutta effettivamente ci forniscono, considerando l’apporto per porzione e trasformando le percentuali di frutta disidratata o concentrata in grammi (a sinistra): in quasi metà dei casi siamo sotto i 10 grammi. 11 INCHIESTA ETICHETTE Yogurt: numeri da interpretare e coloranti Nella categoria degli yogurt alla frutta e dei dessert a base di latte o yogurt per bambini, la caratteristica ricorrente è l’uso massiccio di fotografie, disegni e immagini di frutta succosa e invitante, accompagnato da scritte pubblicitarie che ne richiamano il contenuto. Ma quanta ce n’è davvero? Difficile fare i conti, anche perché l’indicazione è espressa nelle percentuali di percentuali. Molto spesso, infatti, si trova la dicitura generica “preparazione alla frutta” seguita dalle diverse percentuali (per esempio, preparazione alla frutta 25% di cui 9,5% fragola). Per esempio, se in 100 grammi di yogurt ci sono 25 grammi di preparato alla frutta, di cui il 9,5% è dato dalla fragola, ci sono solo 2,3 grammi di quest’ultima. Il bel colore rosa da cosa è dato? Soprattutto se di frutta ce n’è poca, spesso dai coloranti, anche se naturali, come succo di barbabietola, sambuco o carota nera. Su 17 yogurt che abbiamo analizzato, 12 contengono coloranti; e anche i prodotti per bambini (11) contengono tutti almeno una sostanza colorante. % FRUTTA minimo 2,1 massimo 20 Caramelle: a volte non c’è Abbiamo acquistato 21 prodotti. Di questi, 3 non contengono frutta, pur richiamandola nelle immagini sulla confezione (due esempi in foto: Haribo Primavera e Bananas). Per calcolare la quantità reale di frutta spesso bisogna fare i conti convertendo le percentuali delle percentuali, cosa che non è per niente facile. In questo prodotto, pur essendoci tanta frutta, c’è un colorante (E120) a rischio di allergie. Che bisogno ce n’era? 0% test salute 93 Agosto 2011 Altri due prodotti dichiarano la presenza di frutta nella lista degli ingredienti ma non ne dichiarano la quantità ( non è obbligatorio indicare la quantità dell’ingrediente caratterizzante, se è presente in piccole quantità come aromatizzante, per esempio nei Tic Tac). 12 Analizziamo le caramelle che vantano esplicitamente la presenza di succo di frutta: quanto ce n’è? Spesso pochissimo, con percentuali che vanno da meno del 2% al 5%. Spiccano positivamente solo tre prodotti, Elah millefrutti, Big Fruit gelee e Fruit Joy, con percentuali di frutta che vanno dal 21 al 25%. In generale, però, parlare di frutta nelle caramelle fa un po’ ridere: nel migliore dei casi mangiandone 4 si assumono “ben” 2,5 grammi di frutta. % FRUTTA minimo 0 massimo 25 In queste caramelle Haribo, la frutta non c’è nonostante il tripudio di immagini e colori sulla confezione. Nuotare nel mare dei succhi È proprio nelle bevande alla frutta e nei succhi che si gioca la vera partita dell’ambiguità. Riuscire a capire di che cosa sono fatte queste bevande, infatti, non è cosa semplice, tanto più se non si conoscono le terminologie corrette. Si tratta, infatti, di un mondo vastissimo di prodotti, in cui si confondono e mischiano bevande molto diverse tra loro. Si va, infatti, dal “succo”, che contiene frutta al 100%, al “nettare”, la cui percentuale di frutta varia dal 25 al 50% a seconda del frutto (e il produttore è obbligato a riportarla in etichetta), passando per la “bevanda alla frutta” (contenuto minimo di frutta 12%) e infine per la “bevanda al gusto di...” in cui del frutto c’è solo l’aroma e il colore o piccole quantità. 100% 20% La pubblicità ingigantisce le arance. In realtà però sono solo tre in un litro e mezzo di acqua e zucchero. In mezzo a questo panorama c’è un denominatore comune: immagini di frutta succosa che possono ingannare il consumatore sulla reale composizione del prodotto. Guardate per esempio i due brik Skipper: gemelli, ma diversi (uno è un succo 100%, l’altro è una bevanda al 35%). % FRUTTA minimo 0 massimo 100 35% Sembra un normale nettare alla pera, come tutti. In realtà è una “bevanda” e ha meno frutta degli altri: il 35%, contro il 50% dei nettari. “100%”. Sì, ma di cosa? I prodotti 100% frutta, sono una buona scelta per una merenda salutare, soprattutto se li confrontiamo con merendine zuccherate o grasse. Quello che non apprezziamo è l’equivalenza, che spesso troviamo sulla confezione, tra il consumo di questi prodotti e le porzioni di frutta fresca. Lo abbiamo detto più volte: il trattamento termico che subiscono queste mousse e bevande per renderle conservabili toglie molte delle preziose sostanze che rendono così salutare la frutta fresca. % FRUTTA 100 Ma quali fragoloni? Questi dadini di frutta sono a base di mela disidratata. test salute 93 Agosto 2011 Non solo: in alcuni casi il “gusto” e le immagini in etichetta non corrispondono alla frutta realmente presente. Soprattutto se si tratta di frutti rossi (frutti di bosco, fragola...), di solito presenti in minime percentuali su una base alla mela. Questa purea di frutta ai mirtilli neri ha come primo ingrediente la mela. 13 INCHIESTA ETICHETTE Mele? L’equivalente di un morso ONLINE L’impatto grafico di una confezione o una buona idea pubblicitaria hanno un forte influsso sulle scelte dei consumatori. Ecco perché stanno fiorendo tantissimi prodotti da forno, snack, barrette, cereali... che rimarcano il loro aspetto salutare pubblicizzando la presenza di frutta. Scopri la frutta e la verdura di stagione, mese per mese, con il calendario interattivo. www.altroconsumo.it /alimentazione A volte il messaggio è veramente iperbolico: è il caso, per esempio della campagna pubblicitaria di Fruit Cracker Vitasnella, in cui viene rappresentata una borsetta composta da una quindicina di mele fresche, quando una porzione di questo snack fornisce poco più di 2 grammi di frutta (in pratica un morso di mela). Abbiamo scovato anche dei cereali, i famosi Special K, ai mirtilli rossi, che non solo contengono appena il 9% di frutta, ma sono aromatizzati alla fragola. % FRUTTA minimo 0,5 massimo 43 Di più nei sorbetti Il gelato alla frutta è un classico dell’estate. Abbiamo controllato, acquistando 14 prodotti, quanta frutta contengono i gelati, i sorbetti, le granite e i ghiaccioli che vantano sulla confezione la presenza di questo ingrediente.In generale, la frutta è presente come polpa, succo e purea. test salute 93 Agosto 2011 Abbiamo notato molte differenze tra un prodotto e l’altro: un sorbetto (Sammontana) arriva a contenerne il 56%, mentre un noto stecco gelato alla fragola (Fior di Fragola), a dispetto degli enormi fragoloni stampati sulla confezione, contiene appena il 5% di frutta. Il resto è succo di barbabietola concentrato, un colorante naturale che colora di rosa. Stesso discorso per ghiaccioli e granite: si va dal 5 al 15% di frutta. 14 In conclusione, per capire quanta frutta c’è realmente in un gelato non basta farsi allettare da frasi invitanti e da immagini evocative, ma bisogna controllare sulla lista degli ingredienti. % FRUTTA minimo 5 massimo 56 Il messaggio è fuorviante ed esagerato non solo sul quantitativo di frutta, ma anche sul paragone con le mele fresche. In realtà una porzione fornisce circa 2 grammi di mela. In questo prodotto ai mirtilli rossi non è dato sapere quanti mirtilli ci sono. In compenso sappiamo che è aromatizzato alla fragola. > banane, arance, pere e chi più ne ha più ne metta. Li abbiamo analizzati uno a uno, controllando la lista degli ingredienti: nelle diverse schede in queste pagine trovate le nostre osservazioni su ciò che abbiamo trovato. E cioè, in breve, che: - tutti i prodotti rispettano in maniera formale i dettami di legge sull’etichettatura, anche se qualcuno gioca un po’ troppo sull’ambiguità dei messaggi, cercando di spacciarsi per quello che non è; - nella maggior parte dei casi la quantità di frutta realmente presente è molto più bassa di quella che si è indotti a credere guardando le confezioni; - capita anche che di frutta non ce ne sia, proprio per niente; - c’è l’inghippo anche nei prodotti composti al 100% di frutta, da un lato perché spesso contengono frutta diversa (e meno nobile) di quella che dà il gusto e l’immagine al prodotto, dall’altro perché non è vero che sono comparabili a porzioni di frutta fresca, come invece vogliono farci credere. Attenzione quindi a leggere bene la lista degli ingredienti, che è, come diciamo sempre, la vera carta di identità di un alimento. E soprattutto non tralasciate la sana abitudine di gustare un frutto fresco, una bella spremuta o una macedonia, almeno un paio volte al giorno. Parola d’ordine: frutta Frutta e verdura hanno un ruolo essenziale nella nostra dieta. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di consumarne almeno 400 grammi al giorno, ancora meglio se sono almeno cin- Tè e tisane: fumo o arrosto? Abbiamo dato uno sguardo anche a questo tipo di prodotti, perché da alcuni colleghi europei è arrivata la segnalazione di tè e tisane con tanta frutta disegnata in etichetta, che non ne contengono affatto. Da noi le cose vanno leggermente meglio: tutti i 6 prodotti acquistati indicano percentuali, seppur minime, di frutta nella lista degli ingredienti. Ma non fatevi illusioni, questo ingrediente è proprio pochino: si va da un minimo di 1% a un massimo di 8%. E ci sono casi, come questo che riportiamo nella foto, in cui la frutta (pesca essiccata) è l’1%, mentre l’aroma (di pesca) è il 7,5%. Un succo di pompelmo rosa e mirtillo ha come primo ingrediente il succo d’uva. Possibile? P.M. que porzioni. Fanno bene perché contengono elementi nutrizionali essenziali, che non si trovano da nessuna altra parte e che servono a mantenere in salute il nostro organismo. In particolare: - la fibra, che svolge l’importante compito di favorire il senso di sazietà; la sensazione di pienezza, può aiutare a mangiare meno e, di conseguenza, a controllare il peso. Inoltre la fibra favorisce il buon funzionamento dell’intestino; - le vitamine, che nella frutta sono soprattutto la C e la A (e il suo precursore, cioè il betacarotene); - i minerali, soprattutto magnesio e potassio. Una dieta ricca di frutta e verdura da sola è sufficiente a soddisfare il fabbisogno di queste sostanze, senza dover ricorrere a integratori né alimenti arricchiti. DALLA TUA PARTE Leggete sempre la lista degli ingredienti ´ Quasi sei persone su dieci nell’Unione Europea ritengono che mangiare in modo sano significhi aumentare il consumo di frutta e verdura (dati Eurobarometro 2006). I produttori di bevande e alimenti dolci, consapevoli di questa percezione, tendono a enfatizzare in etichetta la presenza di frutta. ´ ´ % FRUTTA minimo 1 massimo 8 La frutta fotografata sulla confezione non corrisponde al reale quantitativo nel prodotto, che contiene più che altro aromi. Abbiamo segnalato all’Autorità competente alcuni prodotti della nostra inchiesta, per scarsa trasparenza e messaggi ingannevoli: NA! break dadini di frutta con fragola; Storie di frutta Mulino bianco al mirtillo; mousse Fruttosa pesca e albicocca; Fruit cracker mela e cannella Vitasnella; Skipper-Zuegg pompelmo rosa & mirtillo rosso; Frullà fragole e mirtilli. test salute 93 Agosto 2011 Di fronte a un’offerta così ricca, è importante non lasciarsi incantare dalle immagini e dalle scritte inneggianti al contenuto di frutta. Nessuno di questi prodotti può sostituire la frutta fresca dal punto di vista dei benefici nutrizionali. 15 SOS CAPELLI Se la chioma prende il volo Stress, squilibri ormonali, farmaci e diete drastiche tra le cause del diradamento. Nessuna prova scientifica dell’efficacia dei prodotti anticaduta, tanto pubblicizzati. Le donne alle prese con una perdita importante di capelli sono più numerose di quanto si pensi. Il fenomeno interessa, secondo diverse stime, dal 30 al 50% delle donne nel corso della loro vita. Il problema è in molti casi passeggero, ma quando c’è di mezzo la predisposizione genetica le preoccupazioni cominciano a essere più fondate, perché la perdita può diventare irreversibile. Una caduta di 50-100 capelli al giorno, su un totale di circa 100 mila posseduti da un adulto, è del tutto normale, anzi il più delle volte non è nemmeno percepita. Fa parte del ciclo vitale del capello, che rimane in testa da tre a sette anni, per essere rimpiazzato una volta caduto. test salute 93 Agosto 2011 Il letargo del bulbo 16 Se per qualche motivo questo meccanismo si inceppa, prima di ricorrere a cure fai-da-te o a dispendiosi prodotti cosmetici che promettono miracoli, meglio fare una capatina dal proprio medico per approfondire la questione. Si sa che per gli uomini la calvizie può essere destabilizzante e per le donne psicologicamente devastante, ma l’importante è non farsi prendere dal panico vedendo le ciocche trattenute dalla spazzola: i capelli si salvano usando la testa. Integratori, shampoo e lozioni sono un affare solo per chi li vende. Nella maggior parte dei casi, per effettuare una diagnosi, al medico sarà sufficiente esaminare con attenzione il cuoio capelluto e raccogliere le informazioni utili parlando con la paziente. Le cause che accompagnano il bulbo verso il letargo possono essere molteplici: l’autunno e le castagne non sono tra queste. Un problema passeggero Sono tanti i fattori che possono causare il telogen effluvium, cioè una perdita eccessiva, ma temporanea, di capelli dovuta alla precoce entrata di molti follicoli nella fase di riposo telogen (vedi lo schema del ciclo vitale del capello nella pagina a fianco). Lo stress non va sottovalutato: spesso si perdono i capelli quando siamo sottoposti ad ansie e tensioni continue o a seguito di un evento stressante, non necessariamente soltanto sotto il profilo emotivo, ma anche fisico: un intervento chirurgico, una forte emorragia, una febbre elevata, una grave infezione. In questi casi i picchi di perdi- Il ciclo di vita in quattro fasi È la fase di produzione del capello, che cresce più o meno un centimetro al mese per circa 3-4 anni. In alcuni casi anche fino a 7 anni. Fase catagen (15-20 giorni) Il follicolo subisce una serie di modificazioni che provocano un arresto della crescita. Il bulbo risale verso la superficie del cuoio capelluto. ta di capelli in genere si verificano dopo tre-quattro mesi dall’evento. Anche un malfunzionamento della tiroide – sia l’eccessiva che l’insufficiente attività – può essere all’origine del diradamento della chioma. Un diradamento può avvenire a distanza di due-tre mesi dal parto. Un altro fattore di rischio è rappresentato dalle diete drastiche, che causano una carenza di nutrienti essenziali (aminoacidi, vitamine, minerali...). E tra gli indiziati troviamo pure i farmaci, tra cui antidepressivi, anti-ipertensivi, anticoagulanti e alcune pillole anticoncezionali. Basta rimuovere la causa In questa condizione si arriva a perdere ogni giorno il triplo dei capelli che si perderebbero normalmente. È per questo motivo che la chioma sembra più sottile, meno folta. Lo si Fase telogen (circa 3 mesi) Si entra nella fase di riposo totale. Il capello cade perché perde ancoraggio, mentre sotto nasce il germe di un nuovo capello. capisce quando ci si lega i capelli, perché la coda di cavallo è meno consistente. Ma una volta persi quei capelli, i rispettivi follicoli tornano nella fase di produzione normale: infatti se il medico esamina il cuoio capelluto trova un numero più elevato di nuovi capelli di piccole dimensioni, in fase di crescita, rispetto a quanto ne rileverebbe di solito. Insomma, non sono capelli persi definitivamente, perché il follicolo è ancora in grado di farne crescere altri. Se si riesce a individuare e a rimuovere efficacemente la causa scatenante, il problema si risolve nel giro di qualche mese. Al contrario, se i motivi persistono, il problema può cronicizzarsi. Caso a parte quello della calvizie dovuta a chemioterapia, che è reversibile una volta terminata la terapia. Ritorno alla fase anagen Con l’espulsione del capello si riparte dall’inizio. Di norma l’85-90% dei follicoli è nella fase anagen, il 10-15% in telogen e l’1% in catagen. Se la perdità è a chiazze Il fenomeno interessa dal 30 al 50% delle donne Anche la caduta di capelli dovuta all’alopecia areata è nella maggior parte dei casi un fenomeno passeggero. In questo caso il diradamento è improvviso e a chiazze. Sul cuoio capelluto si creano aree circolari, spesso completamente glabre. La pelle coinvolta è normale: non ci sono segni di infiammazione, né cicatrici. L’estensione di un’alopecia areata può essere molto variabile: si va da perdite localizzate in un’area grande quanto una moneta a situazioni in cui superfici più grandi progrediscono fino a confluire in un’unica grossa chiazza. L’origine non è ancora ben chiara, sebbene se ne conosca il meccanismo: si scatena una reazione autoimmunitaria a livello del follicolo, che fa sì che l’infiammazione impedisca la fase di crescita del capello, il quale si indebolisce > test salute 93 Agosto 2011 Fase anagen (3-4 anni) 17 SOS CAPELLI Panacea per i capelli? No, è tutto marketing In commercio esistono tanti prodotti per la caduta dei capelli rivolti alle donne. In farmacia abbiamo comprato tre pacchetti completi delle marche più note, comprendenti shampoo, fiale e integratore. La solfa è sempre la stessa: prezzi esorbitanti, grandi promesse e studi clinici inconsistenti. La linea Ducray 188 euro Ducray usa un linguaggio molto discreto sulla confezione dell’integratore alimentare, mentre su quella delle fiale si spinge ad affermare: «Frena la caduta dei capelli - stimola la crescita fisiologica dei capelli» e che «la caduta dei capelli è frenata, la massa dei capelli aumentata». Integratore Nella formulazione sono presenti vitamine, aminoacidi, molecole antiossidanti e cofattori essenziali per le reazioni cellulari. Questi elementi non sono assenti in una dieta varia ed equilibrata. Assumerne in eccesso non è di alcuna utilità, anzi, può essere dannoso. Fiale e shampoo La legge sui cosmetici vieta gli slogan sull’efficacia terapeutica, perché questi prodotti possono solo pulire, profumare, mantenere in buono stato... Le fiale quindi si spingono oltre. Quanto allo shampoo, l’utilità della presenza delle vitamine non è nota. Costi Un ciclo consigliato di tre mesi costa circa 188 euro. Dercos (Vichy) La casa cosmetica Vichy ha puntato molto sul packaging accattivante e sul battage pubblicitario. Gli studi scientifici sono usati come specchietto per le allodole: alla prova dei fatti i riferimenti pubblicati sul sito non forniscono alcun elemento di valutazione. 97 euro Integratore Si autodefinisce «riattivatore nutrizionale della funzionalità del capello». E non ha timore di affermare: «Aiuta a fortificare la capigliatura». A sostegno dell’efficacia di questo integratore non viene però fornito materiale scientifico utile, se non alcuni dati a favore del prodotto, provenienti da studi non meglio specificati. Fiale e shampoo Sulle confezioni dei flaconi si sprecano le percentuali d’efficacia: «La caduta dei capelli è rallentata 79%» oppure «capelli più forti per il 78% degli utilizzatori». Ma anche in questi casi non abbiamo dati scientifici per valutare la fondatezza degli slogan. Costi Un ciclo consigliato di 6 settimane costa circa 97 euro. Bioscalin (Giuliani) test salute 93 Agosto 2011 Il marketing di Bioscalin è quello che forse più di tutti è riuscito a dare ai suoi prodotti l’aura di farmaci, molto probabilmente perché l’azienda che li produce è una casa farmaceutica (Giuliani). 18 Integratore Nel foglietto all’interno dalla scatola si parla di «efficacia nel ridurre la caduta, sia cronica che temporanea». È l’effetto che ci aspetteremmo da un farmaco, invece è solo un integratore a base di “cronobiogenina”, un’associazione di molecole i cui effetti sono tutti da dimostrare. Fiale e shampoo Per le fiale ci si spinge a parlare di «trattamento scientificamente avanzato per contrastare la caduta temporanea dei capelli». Un linguaggio da farmaco, mentre in realtà parliamo di un cosmetico. Peccato che i partecipanti allo studio (pubblicato sul sito) non rilevano alcuna differenza tra fiale e placebo per quanto riguarda l’aspetto generale della capigliatura. Costi Un ciclo consigliato di tre mesi costa circa 256 euro. 256 euro > Il nome ci fa subito sperare che ci ricresceranno i capelli. La delusione però è tanta quando apriamo la scatola e sul foglietto di Crescina Ri-Crescita Donna “diradamento abbondante” (71 euro) leggiamo: «Crescina Ri-Crescita non è un prodotto contro la caduta dei capelli», «è stata concepita per intervenire una volta che la caduta si sia già prodotta», ma «non agisce sui follicoli piliferi completamente atrofizzati». Un vero affare! teristico. Il segnale più consueto è l’allargamento della scriminatura centrale. Il diradamento può progredire ai lati della scriminatura, delineando a volte un’area che assomiglia a un abete, infatti in gergo è chiamato “albero di Natale”. Generalmente viene risparmiata l’attaccatura dei capelli. È raro che una donna diventi completamente calva, mentre è più comune che il diradamento coinvolga tutto il cuoio capelluto in maniera più omogenea. Si definisce alopecia androgenetica per via dei cosiddetti “androgeni”, gli ormoni steroidei che regolano lo sviluppo delle caratteristiche maschili (come il testosterone), presenti in misura ridotta anche nella donna. Ma mentre l’origine androgenetica della calvizie maschile è oggi data per assodata, in quella femminile il ruolo degli ormoni maschili non è chiaro, dal momento che la maggioranza delle donne con alopecia presenta un livello di ormoni ma- > Geni e ormoni in azione Il tipo di calvizie più frequente tra gli uomini, ma che è comune anche tra le donne, è l’alopecia androgenetica. Se negli uomini è considerata quasi fisiologica, nelle donne si accetta con più difficoltà. Stando ai dati disponibili, il 30-50% delle donne sviluppa un certo grado di diradamento nel corso della propria vita. Diventa abbastanza comune nelle donne anziane: circa il 40% delle settantenni, ma la percentuale aumenta con l’aumentare dell’età. Il problema può interessare qualsiasi periodo della vita dopo la pubertà, ma di solito si affaccia intorno all’età della menopausa. Il rischio è più alto per chi ha una storia familiare di alopecia. Se negli uomini il diradamento disegna una specie di M sul cuoio capelluto - stempiatura e diminuzione di capelli sulla cima - fino a coinvolgere tutto il vertice, lasciando i capelli solo ai lati e sulla nuca, nella donna la riduzione dei capelli non segue un andamento altrettanto carat- LE TERAPIE FARMACOLOGICHE INTERROTTA LA CURA, IL PROBLEMA RITORNA Le cure disponibili contro la calvizie femminile sono decisamente limitate, sia numericamente sia dal punto di vista dell’efficacia. Oltretutto occorre proseguire queste terapie a tempo indefinito per non perdere i risultati ottenuti: infatti, una volta cessata la terapia, la perdita di capelli si ripresenta. Le due uniche opzioni farmacologiche disponibili sono il farmaco Minoxidil e i farmaci antiandrogeni. ´ Minoxidil. È più efficace quando il trattamento è precoce, visto che è in grado di agire solo sui follicoli che non sono ancora completamente miniaturizzati. Per mantenere l’effetto ottenuto, Minoxidil deve essere usato per sempre. Non agisce contrastando gli ormoni maschili, ma attraverso un meccanismo non ancora ben chiaro: non è comunque in grado di ripristinare la densità di capelli precedente alla caduta. Ha tra i possibili effetti collaterali l’ipertricosi, cioè lo sviluppo di peli su fronte e viso o anche in altre zone, dovuto soprattutto a un’applicazione scorretta del farmaco. ´ Antiadrogeni. Questi farmaci, pur non essendo indicati per il trattamento dell’alopecia femminile, sono comunque prescritti dai medici, poiché hanno dimostrato un certo grado di efficacia quando l’alopecia è accompagnata da sintomi come acne, seborrea, disturbi mestruali, ipertricosi e irsutismo (segni di “androgenizzazione”, una condizione caratterizza da un eccesso di ormoni maschili o da una maggiore sensibilità alla loro azione). Devono essere prescritti insieme a un contraccettivo, perché potrebbero causare danni allo sviluppo sessuale maschile del feto. test salute 93 Agosto 2011 e cade. Gli eventi stressanti potrebbero giocare un ruolo importante, tuttavia recenti studi suggeriscono che alla base ci sia invece una predisposizione genetica. L’alopecia areata affligge circa l’1-2% delle persone nel corso della loro vita; il 50% degli episodi avviene prima dei vent’anni. Il problema purtroppo può essere ricorrente. Gli studi dicono che nella metà dei casi la perdita localizzata guarisce spontaneamente nel corso di un anno. Se la perdita è più estesa, e magari coinvolge tutto il capo o tutto il corpo, è più difficile che si guarisca, neanche con una delle poche terapie a disposizione. Queste ultime consistono perlopiù in cortisonici, che vengono usati di solito quando la perdita è limitata, mentre nei casi più gravi si possono effettuare terapie di sensibilizzazione, dette immunoterapie, in cui un agente irritante è applicato sulla cute per indurre una lieve dermatite, cui segue la ricrescita dei capelli. 19 SOS CAPELLI L’ANTITRUST L’HA CONDANNATO RICAPIL: A RICRESCERE È SOLO IL NASO Già condannato dall’Antitrust per pubblicità ingannevole, il cosmetico Ricapil continua a vantare effetti miracolosi del tipo «contrasta la caduta» e «aiuta la naturale ricrescita» («come risulta da studi clinici»). Sul sito si precisa che «l’applicazione del prodotto può raggiungere fino al 97% di successi nell’arrestare la caduta dei capelli». In pratica un’efficacia pressoché totale, molto più di qualunque rimedio sul mercato, perfino delle terapie farmacologiche. Siamo allora andati a controllare le prove scientifiche, scoprendo che gli studi non sono in grado di supportare le mirabolanti promesse. Tra i difetti: assenza di un gruppo di controllo, “non-cecità” dei valutatori, mancanza di trasparenza dei parametri utilizzati e delle misurazioni. L’efficacia del 97% si riferisce - c’era da aspettarselo - ai casi di telogen effluvium, cioè a un problema di natura temporanea. In una nota, sulla confezione, si specifica infatti che il prodotto «non agisce sui bulbi piliferi atrofizzati», quelli delle classiche “pelate”, che nelle foto sul loro sito si riempiono per magia di capelli. Un messaggio pubblicitario di Ricapil: prima del trattamento, Brandon appare triste, occhialuto e con la “pelata”. Dopo si trasforma in un bel ragazzo, che ha riacquistato sicurezza e molti capelli. > schili nella norma. Sembra invece che ci siano altri meccanismi, indipendenti dagli ormoni maschili, che giocano un ruolo importante. Di sicuro c’entrano i geni, che fanno sì che già dalla nascita una parte dei follicoli sia programmata per «miniaturizzarsi», a causa di una maggiore sensibilità all’azione degli ormoni maschili: il follicolo si rimpicciolisce e produce un capello che nei diversi cicli è sempre più piccolo e meno pigmentato, fino a diventare microscopico. Purtroppo non esistono trattamenti dell’alopecia androgenetica in grado di far tornare tutti i capelli come prima (vedi riquadro a pagina 19). test salute 93 Agosto 2011 La pacchia dei cosmetici 20 Invece sono numerosi i prodotti in commercio - integratori alimentari, shampoo, lozioni, fiale e simili - che si presentano come miracolosi “salva-capelli” e che strombazzano effetti terapeutici che non potrebbero vantare, visto che sono cosmetici o integratori alimentari. Con l’aggravante di essere molto costosi. La legge dice che non possono essere attribuite ai cosmetici finalità diverse da quelle di pulire, profumare, modificare l’aspetto, proteggere o mantenere in buono stato superfici esterne del corpo umano. Per sfuggire alle maglie della legge, che vieta dichiarazioni d’efficacia tipiche dei farmaci, si prodigano in esercizi di stile incentrati sull’allusione, e spesso si ricorre a formule del tipo: il prodotto “favorisce”, “contribuisce”, “aiuta” a far ricrescere i capelli. In questo modo, se i processi fisiologici funzionano bene, diventa molto diffile sostenere l’ingannevolezza di tali slogan, perché non dicono nulla di preciso, né di infondato. Per esempio gli integratori alimentari contengono elementi indispensabili per il metabolismo delle cellule del bulbo pilifero in crescita: vitamine, aminoacidi, molecole antiossidanti (che liberano le cellule dai radicali liberi) e cofattori essenziali per le reazioni biochimiche di una cellula. Tutti elementi presenti in una dieta equilibrata. Quindi inutili. COSA FARE Proteggerli da mare e sole Come la pelle, anche la chioma d’estate va protetta: raggi UV, vento, cloro e sale attaccano i nostri capelli, rendendoli meno brillanti, più secchi e facili alla formazione delle doppie punte. Sotto il sole è meglio indossare un capellino: l’ideale è che sia fatto di un materiale traspirante. Non ci sentiamo di consigliare un solare specifico per i capelli. Anche perché per lavare via i filtri solari (prodotti chimici), si dovrà ricorrere a lavaggi più aggressivi. Alla fine i possibili vantaggi di un filtro sono meno evidenti degli svantaggi. Risciacquare sempre con acqua dolce i capelli dopo il bagno in mare. Utilizzare lo shampoo solo di ritorno a casa. Per diminuirne l’aggressività, diluire una noce di prodotto nel palmo della mano con acqua e poi applicare sui capelli. Meglio rinunciare al phon per l’asciugatura, a meno che non si soffra di cervicale. È utile un uso occasionale di maschere idratanti ed emollienti per i capelli. Niente arricciacapelli o piastra. D’estate anche la chioma merita riposo e libertà. ´ ´ ´ ´ ´ ´ ´ SALUTE IN ESTATE Attenzione al caldo La temperatura eccessiva, soprattutto se va a braccetto con un’elevata umidità, può mandare in tilt il sistema di termoregolazione del nostro organismo. E causare malori. OCCHIO A... COLPO DI CALORE ´ Il colpo di calore capita quando il corpo perde la capacità di termoregolarsi e la temperatura raggiunge valori intorno ai 40 gradi. ´ I sintomi sono: respiro affannoso, mancanza di sudorazione, aritmia cardiaca, edema polmonare, perdita di coscienza. ´ Il colpo di calore richiede l’immediato ricovero in ospedale. In attesa dell’ambulanza bisogna spogliare la persona e rinfrescarla con acqua fresca, applicando impacchi bagnati su gambe e braccia. La natura pensa a tutto, anche a raffreddarci quando fa troppo caldo. Come? Con il sudore, che aumenta con il crescere della temperatura proprio per permettere all’organismo di smaltire il calore eccessivo, riportandolo verso i fisiologici 37 gradi. Tuttavia, in alcune condizioni, questo meccanismo non basta o addirittura si inceppa. Può succedere soprattutto d’estate, quando la temperatura e soprattutto l’umidità esterne sono molto elevate. Chi è più a rischio? Alcune persone sono più a rischio di malori dovuti al caldo. Gli anziani, perché hanno con- dizioni fisiche generalmente più compromesse e l’organismo può essere meno efficiente nel compensare lo stress da caldo e rispondere adeguatamente ai cambiamenti di temperatura. Fra gli anziani, è a rischio maggiore chi soffre di malattie cardiovascolari, ipertensione, patologie respiratorie croniche, insufficienza renale cronica, malattie neurologiche. Le persone non autosufficienti, perché dipendono dagli altri per regolare la temperatura dell’ambiente in cui si trovano e per l’assunzione di liquidi, indispensabili in queste condizioni atmosferiche. I neonati e i bambini piccoli, perché, a causa della ridotta superfi- > test salute 93 Agosto 2011 Si tratta della condizione più grave che può manifestarsi per colpa del caldo. 21 SALUTE IN ESTATE > cie corporea, che comporta una minor dispersione di calore, e per la loro non completa autosufficienza, possono essere esposti al rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea e a disidratazione, con possibili conseguenze dannose sul sistema ONLINE Trovate tutte le informazioni su come difendersi dal sole. Rispondendo ad alcune domande, potrete conoscere il vostro fototipo. www.altroconsumo.it/salute cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico. Chi fa esercizio fisico o svolge un lavoro intenso all’aria aperta, perché può disidratarsi più facilmente degli altri. Le persone che vivono sole e/o isolate socialmente, che non possono contare su un tempestivo intervento in caso di bisogno. Chi usa alcuni farmaci, perché i medicinali possono potenziare gli effetti negativi del caldo, in particolare quelli che si prendono per curare malattie croniche (cardiache, renali, diabete, depressione...). In questo caso è meglio consultare il proprio medico di famiglia per adeguare eventualmente la terapia. Attenzione, però: i farmaci non devono essere sospesi EFFETTI DEL CALDO ATTENZIONE AI MALATI CRONICI ´ Le persone più a rischio di eventuali problemi di salute legati al calore sono quelle che soffrono di malattie croniche. Scompenso cardiaco. Lo scompenso è una condizione sempre più diffusa, soprattutto tra le persone anziane. Il cuore fa fatica a mantenere un’efficace azione di pompa, per far circolare il sangue in tutto il corpo. Tra i sintomi più comuni c’è la difficoltà respiratoria, una ridotta resistenza allo sforzo e una continua sensazione di affanno. Sono frequenti anche gli edemi (ritenzione di liquidi) agli arti inferiori. In caso di caldo eccessivo chi soffre di scompenso cardiaco può subire un peggioramento dei sintomi e deve quindi essere tenuto sempre sotto controllo. test salute 93 Agosto 2011 ´ 22 Ipertensione. Chi soffre di pressione alta generalmente subisce un calo di pressione con l’arrivo del caldo, con conseguenze sulla sensazione di spossatezza e sull’equilibrio. Se la variazione è evidente, è necessario avvertire il medico, che valuterà la terapia più idonea per il periodo in cui il caldo fa sentire i suoi effetti. ´ Ipotensione. Con la pressione bassa bisogna fare attenzione al caldo eccessivo perchè si rischia lo svenimento. Importante bere tanto. o modificati senza l’approvazione preventiva del medico. Il fai da te rischia di aggravare la situazione invece di migliorarla. Ecco cosa può succedere I problemi di salute legati alle alte temperature possono essere tra i più diversi, da situazioni facilmente rimediabili a situazioni più gravi che richiedono un tempestivo intervento del medico. Edema. Si tratta della conseguenza di una vasodilatazione periferica prolungata, che causa un ristagno di sangue agli arti inferiori e causa un travaso di liquidi dai vasi sanguigni ai tessuti circostanti. Il sintomo tipico dell’edema è il gonfiore e l’arrossamento della zona. Un rimedio semplice, ma efficace, per migliorare il gonfiore è tenere le gambe sollevate e fare un massaggio drenante dalla caviglia al polpaccio, per favorire il reflusso venoso. In alternativa si possono fare docce fredde agli arti inferiori, dal basso verso l’alto. Questo sintomo non deve essere sottovalutato, perché può essere il segnale di qualcosa di più grave come un problema renale o uno scompenso cardiaco. Svenimento. In gergo tecnico si parla di “lipotimia”, cioè un’improvvisa perdita di coscienza, dovuta al calo della pressione arteriosa. Lo svenimento può essere prevenuto se, ai primi sintomi come vertigini, sudore freddo, offuscamento della vista, secchezza della bocca, ci si distende con le gambe sollevate a 45 gradi. Congestione. La congestione è un rischio quando si beve qualcosa di ghiacciato e il corpo è accaldato, durante o subito dopo i pasti. I primi sintomi sono sudorazione e dolore al petto. In questo caso è meglio sedersi o sdraiarsi in un luogo caldo e asciutto e aspettare che i sintomi migliorino. Altrimenti è opportuno consultare un medico. Disidratazione. Si tratta di una condizione comune quando non si beve a sufficienza e la quanti- Un’alimentazione leggera, fresca e con pochi grassi è una valida alleata per affrontare il caldo estivo. Sì ad acqua, tè, pesce, frutta, verdura e gelati. Evitate invece alcolici, fritti, insaccati, cibi piccanti e bevande fredde o ghiacciate. Attenzione agli anziani Quando l’estate in città si fa torrida, il bollettino degli anziani colpiti da malore è quasi quotidiano. Per questo, chi resta in città dovrebbe vigilare sui parenti o sui vicini di casa anziani e magari anche soli. Anche soltanto per segnalare ai servizi assistenziali la presenza di persone che possono aver bisogno di un aiuto. Chi accudisce un anziano deve prestare attenzione ad alcuni importanti campanelli d’allarme, soprattutto se quest’ultimo smette di adempiere a compiti anche semplici come spostarsi in casa, vestirsi, mangiare, andare regolarmente in bagno, vestirsi e lavarsi. La riduzione di una o più di queste funzioni può significare un peggioramento dello stato di salute. Chi è da solo non deve esitare a chiedere aiuto a conoscenti o vicini di casa. Si può tenere una lista di numeri di telefono di persone da contattare in caso di necessità ed evidenziare i numeri utili da chiamare nelle emergenze. Se dovete affrontare un’emergenza, come prima cosa è importante slacciare o togliere indumenti che limitano la respirazione. GIOCA D’ANTICIPO Protetti dal sole ´ ´ ´ ´´ ´ Bevete molta acqua, almeno due litri al giorno,evitando le bevande troppo fredde, gli alcolici e il caffé. Consumate cibi freschi con alto contenuto di acqua e sali minerali, come insalate e frutta. Fate spesso la doccia o il bagno per abbassare la temperatura corporea. Riducete il livello di attività fisica. Non esponetevi al sole nelle ore centrali della giornata. Posizionate il climatizzatore a una temperatura non troppo bassa. Il termostato deve essere regolato a 26-28 gradi per evitare uno sbalzo eccessivo tra dentro e fuori. Indossate abiti leggeri e comodi, prefendo le fibre naturali, come il cotone e il lino. Evitate l’abbigliamento sintetico. In auto, aprite gli sportelli e aspettate il ricambio d’aria prima di entrare, soprattutto se il veicolo è stato parcheggiato al sole. Usate le tendine. Se vi sentite male a causa del calore, bagnatevi il capo con acqua fresca. Così facendo abbasserete la temperatura corporea. ´ ´ ´ test salute 93 Agosto 2011 tà di acqua persa dall’organismo è maggiore di quella introdotta. Normalmente si assumono circa un litro e mezzo di acqua al giorno grazie allo stimolo della sete. L’organismo invece si disidrata quando è richiesta una quantità di acqua maggiore, come nel caso di alte temperature ambientali, o quando si perdono molti liquidi, come in caso di febbre, vomito o diarrea. O ancora, soprattutto negli anziani che perdono lo stimolo della sete, se non si assume volontariamente acqua a sufficienza. Stress da calore. Si manifesta con un leggero senso di disorientamento, malessere generale, debolezza, nausea, vomito, mal di testa, tachicardia, pressione bassa, confusione, scarso stimolo a urinare, irritabilità. Può esserci una leggera febbriciattola ed è comune anche una forte sudorazione. Questo stato, se non viene trattato immediatamente, può progredire fino al colpo di calore. Per contrastare lo stress da calore è bene andare in un luogo fresco e ventilato e bere liquidi. Nei casi più gravi bisogna procedere come per il colpo di calore (vedi riquadro a pagina 21). EMERGENZA 118 Numero di emergenza da usare in caso di malore improvviso o pericolo di vita. Il 118 è il numero di telefono, unico su tutto il territorio nazionale, per chiamare soccorso in una situazione di emergenza. Risponde una centrale operativa che riceve la chiamata, valuta la gravità della situazione e invia il mezzo di soccorso adeguato. Il numero è gratuito e il servizio è attivo 24 ore su 24. Si può contattare anche da un cellulare con la scheda esaurita. 23 PREVENZIONE In salute con stile (di vita) Grazie a poche mosse vincenti, è possibile evitare oltre il 40% dei casi di tumore. Sono in molti a sapere cosa è meglio fare, pochi a farlo. Il metodo dell’inchiesta test salute 93 Agosto 2011 Le opinioni di 1.958 persone 24 ■ Scopo dell’inchiesta è verificare quanto semplici consigli sulla prevenzione dei tumori siano conosciuti e soprattutto seguiti. Lo abbiamo fatto tramite un questionario spedito a un campione della popolazione italiana tra i 18 e i 74 anni. I questionari restituiti debitamente compilati sono stati 1.958. ■ Per definire le risposte corrette ci siamo avvalsi della collaborazione di esperti dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano, ente scientifico indipendente, che ha tra i principali settori di ricerca la lotta contro il cancro, le malattie cardiovascolari e le malattie nervose e mentali. Frugalità. Se si dovesse sintetizzare in una sola parola l’atteggiamento da adottare per tenere a debita distanza il cancro (e tante altre malattie), questo è il termine che vi si avvicina di più. Sì, perché prevenire i tumori si può, evitando comportamenti a rischio – fumo, alcol, eccessiva esposizione al sole e alcune infezioni (epatite B e C) –, mangiando sano (e poco) e praticando un moderato esercizio fisico. La ricetta è semplice: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), se tutti la facessero propria, avremmo il 40% di tumori in meno. Ma il principio vale anche sul piano individuale: se ciascuno di noi mettesse in pratica queste poche, auree regolette abbatterebbe di oltre un terzo le probabilità di ammalarsi di cancro. In pratica annullerebbe le probabilità che dipendono da fattori di rischio relativi agli stili di vita (che sono modificabili), purtroppo non quelle che invece dipendono da fattori di rischio ambientali (esposizione a sostanze chimiche, fisiche e a radiazioni presenti nell’ambiente), di cui non si è direttamente responsabili, e quelle che derivano da fattori genetici familiari, che possono predisporre allo sviluppo di alcuni tumori. La salute in fumo Non basta mangiare bene se poi si fuma e non si fa esercizio fisico Maggiore è il numero e la pericolosità dei fattori di rischio, più elevata sarà la probabilità di contrarre il cancro. È importante sapere che ci sono cattive abitudini che hanno effetti sulla salute molto più gravi di altre. Il fumo rimane la prima causa (evitabile) di cancro. Le sigarette aumentano fino a venti volte il rischio di tumore ai polmoni, e da cinque a dieci volte quello di avere un tumore a cavo orale, faringe, esofago e laringe. Inoltre, chi Carlo La Vecchia «Non ci si preoccupi dei cellulari» Le evidenze di un legame tra telefonino e tumori non sono convincenti fuma va incontro a un maggiore rischio di sviluppare i tumori della vescica, del pancreas, del rene, dello stomaco, del collo dell’utero e di alcuni tipi di leucemie, oltre che di malattie respiratorie e cardiovascolari. Gli italiani sembrano saperlo, visto che il 98% ha risposto affermativamente alla domanda: «Evitare di fumare serve a prevenire il cancro?». Non tutti sanno però che è che più importante da quanto si fuma che quanto si fuma, nel senso che anche poche sigarette al giorno sono nocive. Smettere di fumare è una scelta che fa bene a tutte le età, tanto è vero che almeno il rischio cardiovascolare ritorna pressoché alla linea di base nel giro di un anno. Abitudini a tavola Tra i precetti anticancro c’è anche quello di non ingrassare; anzi, bisogna sforzarsi di mantenere il > Però uno studio dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) afferma il contrario. Credo che le conclusioni di quel gruppo di lavoro siano più il frutto di convinzioni aprioristiche che di prove scientifiche. In quel consesso c’erano molti sostenitori dell’idea che i cellulari comportino un rischio per la salute, un pregiudizio che ha fortemente orientato a un certo tipo di conclusione. Sono stati invece esclusi i migliori ricercatori del settore, i danesi e gli svedesi del gruppo di Anders Ahlbom, vale a dire i principali esperti di questi argomenti, che hanno condotto studi apprezzati dalla comunità scientifica. Il motivo dell’esclusione? Una ragione piuttosto bizzarra. Perché le loro ricerche erano state supportate in larga parte dai gestori delle reti. Ma chi è addentro alla materia sa che questi studi si possono condurre in maniera rigorosa solo se si ottengono dati precisi dai gestori delle reti, i quali sanno quanto e come il telefonino viene usato. Sta di fatto che i cellulari ora sono classificati come cancerogeni. Attenzione: come possibili cancerogeni. Sono stati inclusi infatti nel gruppo 2B, quello a basso rischio. Categoria in cui si trovano tantissime sostanze di cui facciamo uso quotidiano. Di cancro si muore di meno, ma i numeri dicono che i casi sono in aumento. Ciò dipende soprattutto dal fatto che si fa molta più diagnosi. Alcuni tumori, come quelli alla prostata, alla mammella e all’intestino, sono diagnosticati molto meglio e molto prima. Il 40% dei tumori potrebbe essere evitato adottando stili di vita più sani. Sì, è così. Ma va tenuto ben presente che il 25% è rappresentato dal fumo e solo il 10-15% da altro. Il fumo è quindi di gran lunga il principale fattore di rischio: se se non si fumasse, il numero dei casi di tumore diminuirebbe di un quarto. Tra i fattori di rischio più importanti, dopo il fumo, ci sono il sovrappeso e l’abitudine a bere alcol: evitarli è indispensabile. L’alimentazione si conferma un fattore chiave nella prevenzione. Con la premessa che chi fuma annulla o quasi gli effetti benefici di un’alimentazione corretta, in generale una dieta ricca di frutta e verdura è più favorevole di una ricca di carne rossa e grassi saturi. Naturalmente esistono tumori più sensibili al fattore alimentazione, come quello al colon, e altri meno o per niente. test salute 93 Agosto 2011 «Non c’è da preoccuparsi». Il giudizio del professor Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” e dell’Università degli Studi di Milano, è netto: «Non ci sono evidenze che le onde radio, quelle rilasciate dai cellulari, possano provocare l’insorgenza di tumori. Del resto hanno una frequenza molto bassa, meno di una radiosveglia. Le onde radio televisive sono molto più potenti». 25 PREVENZIONE DEI TUMORI La pelle in gioco con i raggi ultravioletti Le lampade abbronzanti sono state inserite nella categoria di massimo rischio cancerogeno. I minori di 18 anni e le donne incinte non possono farne uso: il divieto è stato recentemente introdotto per decreto. Meglio senza, altrimenti sedute brevi e sporadiche Limitare l’esposizione al sole Le lampade abbronzanti, essendo classificate come cangerogeno certo e completo, sono dannose per tutti. Il rischio di sviluppare melanomi e tumori cutanei in seguito a questo tipo di esposizione è superiore in alcune categorie di persone: chi ha un fototipo basso (cioè pelle e capelli chiari), i più giovani, chi ha molti nei, soprattutto se irregolari, familiarità per melanoma e segni di fotoinvecchiamento. Sa che le lampade aumentano il rischio tumorale l’89% dei nostri intervistati. La luce solare fa bene all’umore e al fisico, a patto che ci si esponga per poco tempo, mai nelle ore più calde della giornata, e facendo sempre uso di protezioni solari: non esiste una crema che blocca al 100% i raggi UV. Il melanoma è in preoccupante aumento (in Italia colpisce ogni anno mediamente 10 persone su 100 mila). Benché prendere il sole aumenti il rischio, la voglia di tintarella è sempre forte: su dieci persone consapevoli dei rischi, solo sei cercano di limitare l’esposizione. test salute 93 Agosto 2011 > 26 proprio peso forma: il sovrappeso influenza molto il rischio di alcuni tumori, come quello all’endometrio, al colon e al seno. Che ci sia un legame tra (eccessivo) peso corporeo e cancro lo sa il 75% dei nostri intervistati, però solo il 63% di questi tiene sotto controllo la lancetta della bilancia. A tal proposito, fare il pieno di frutta e verdura, mangiarne tutto l’anno, scegliendole in base alla stagione, non solo aiuta a non ingrassare, ma è provato che riesca a prevenire il rischio di cancro. Mai farsi mancare le cinque porzioni al giorno di frutta e verdura consigliate. Ne è consapevole l’85% degli italiani, ma solo sette su dieci hanno questa buona abitudine. Lontano dai grassi Alla carne non si deve per forza rinunciare, ma neanche esagerare: quella rossa va limitata a due-tre porzioni alla settimana, ma è me- glio preferirle il pesce e le carni bianche. È importante riscoprire i legumi (piselli, fagioli, lenticchie e ceci) come fonti di proteine alternative. Mangia poca carne rossa solo il 47% degli italiani, mentre è a conoscenza che mangiarne molta è un fattore di rischio tumorale il 62%. In generale, occorre stare attenti ai grassi: è necessario diminuire l’assunzione di acidi grassi saturi. Poco burro e niente lardo e strutto, preferire l’olio di oliva, soprattutto quello extravergine, che è ricco di vitamina E e di acidi grassi polinsaturi, che sono antiossidanti. Non alzare il gomito A piccole dosi l’alcol ha un effetto benefico sul sistema cardiovascolare, mentre se è consumato in eccesso può diventare cancerogeno, in particolare per la bocca, l’esofago e lo stomaco. Per otto intervistati su dieci il concetto è chiaro, ma poi sono in pochi a contenersi. GIOCA D’ANTICIPO Prevenire: le mosse vincenti Adottando uno stile di vita più salutare è possibile prevenire alcuni tumori e migliorare lo stato di salute. Ecco come puoi giocare d’anticipo. Non fumare. Se fumi, smetti: fa bene a tutte le età. Non fumare in presenza di non fumatori. Evita l’obesità e fai ogni giorno attività fisica: basta una passeggiata di mezz’ora. Mangia almeno cinque porzioni di frutta fresca e verdura (di stagione) al dì. Limita il consumo di alimenti contenenti grassi animali. Modera il consumo di alcolici (birra, vino o liquori) a non più di due bicchieri al giorno se sei uomo, a non più di uno se sei donna. Proteggiti tutte le volte che prendi il sole; non rimanere esposto per tanto tempo. Ci sono infezioni che aumentano l’incidenza di alcuni tumori (epatite B e C, papilloma...). Si riducono le probabilità di contagio usando il preservativo e contenendo la promiscuità sessuale. ´ ´ ´ ´ ´ ´ APPARECCHI ELETTRICI Nessuna informazione e poca assistenza in farmacia. I “professionisti della salute” negano il diritto allo smaltimento dei dispositivi sanitari. A caccia delle giuste informazioni ■ Lo scopo dell'inchiesta è verificare se è davvero possibile smaltire correttamente e in modo sicuro i vecchi apparecchi sanitari (come aerosol, spazzolini elettrici, misura pressione...), ovvero se le farmacie si sono adeguate alla recente normativa sui rifiuti elettrici ed elettronici (i cosiddetti Raee), che le vede coinvolte. ■ Siamo andati in 40 farmacie di 10 città (l’elenco completo è in tabella a pagina 28), chiedendo di poter lasciare, gratuitamente, il nostro vecchio aerosol (un Raee appunto) comprandone uno nuovo: come vuole la legge. ■ Se venivamo accontentati, ci spigevamo oltre e chiedevamo al farmacista di ritirarci il termometro elettronico rotto a patto di acquistarne uno nuovo. Il rifiuto dei farmacisti Dalla scorsa estate, in teoria, dovrebbe essere più semplice smaltire i Raee, ovvero i rifiuti costituiti da apparecchi elettrici ed elettronici. Per legge, ogni rivenditore è obbligato a ritirare l’apparecchio vecchio in cambio della vendita di un nuovo prodotto analogo. I negozianti sono tenuti anche a fornire informazioni sulle modalità di consegna dell’usato. L’obbligo riguarda anche le farmacie e quindi gli apparecchi sanitari. All’atto pratico, in verità, i farmacisti sembrano infischiarsene. Quasi l’80% delle 40 farmacie visitate per questa inchiesta non garantisce questo servizio e prati- camente nessuna fornisce almeno uno straccio di informazione in merito. Insomma, proprio i “professionisti della salute” trascurano del tutto un problema importante, quello dei rifiuti (spesso tossici) che, seppure a distanza, ha riflessi sulla salute dei cittadini. Disinteresse quasi totale Qualche dettaglio in più sulle prove che abbiamo fatto nelle 40 farmacie dell’inchiesta rende l’idea del problema. Guardate la tabella a pagina 28: quel colpo d’occhio rosso sintetizza il comportamento dei farmacisti, un sonoro rifiuto al proprio ob- > test salute 93 Agosto 2011 Il metodo dell’inchiesta 27 APPARECCHI ELETTRICI RITIRO DEGLI APPARECCHI USATI IN FARMACIA: INCHIESTA IN 10 CITTA’ test salute 93 Agosto 2011 Farmacia 28 Indirizzo BERGAMO Farmacia comunale n. 2 via Carducci, 7 Farmacia San Bernardino via S. Bernardino, 93 Farmacia Vaghi Via E. Fermi, 5 Farmacia Villa via XXIV Maggio, 67 BOLZANO Farmacia Paris via Firenze, 56 Farmacia Passazi viale Druso, 19 Farmacia comunale via Orazio, 45 Farmacia San Quirino viale Druso, 43 CAGLIARI Farmacia Cherchi via Dante, 226 Farmacia Dott. Ferralasco via Castiglione, 52 Farmacia Petromilli via Cino Da Pistoia, 22 Farmacia Sant’Antonio via Cettigne, 30 MILANO Farmacia comunale via Monte Grigna, 9 Farmacia Desenzani via de Marchi, 10 Farmacia Esculapio via Litta Modigliani, 5 Farmacia Santa Maria Alla Fontana via Thaon Di Revel, 19 NAPOLI Farmacia Alfani via Cilea, 122 Farmacia Carella via Caldieri, 136/138 Farmacia De Benedictis piazza Vanvitelli, 15 Farmacia Ricciardiello via G. Orsi, 99 PADOVA Farmacia comunale alla Pace Via Rezzonico, 14 Farmacia Alla Stanga Via Venezia, 41/1 Farmacia Gennaro Via Vigonovese, 181 Farmacia San Luca Via San Marco, 226 REGGIO CALABRIA Farmacia Dr. Leonardo Sorgonà via Sbarre Centrali, 312 Farmacia Centrale corso Garibaldi, 455 Farmacia Dott. Laganà corso Garibaldi, 573 Farmacia San Pietro via Sbarre Centrali, 45 ROMA Farmacia Del Cimento Via Accademia del Cimento, 16 Farmacia Galeppi via Acaia, 43 Farmacia Palmieri piazza Lante F. Marcello, 32 Farmacia Tre Fontane via Benedetto Croce, 153 TORINO Farmacia Carlo Felice piazza Carlo Felice, 67 Farmacia San Michele corso Taranto, 15 Farmacia Serravalle via Lessona Michele, 29c Farmacia Gottardo Largo Sempione, 186c VENEZIA/MESTRE Farmacia S. Lucia via Cannaregio, 122e (VE) Farmacia Alla Provvidenza Via Tevere, 40 (VE) Farmacia Sabbadin via Circonvallazione, 23 Farmacia Zamboni S. Croce, 181 No Si Informazioni sul ritiro dell’usato Ritiro del vecchio aerosol in cambio del nuovo Ritiro dell’usato anche in un secondo tempo Ritiro del termometro usato in cambio del nuovo > ra di consigliarci un’alternativa, come la piazzola ecologica predisposta dai Comuni per la raccolta dei rifiuti o il ritiro al domicilio. Ancora peggio, c’è stato chi ci ha dato consigli dannosi, come l’idea di buttare il vecchio apparecchio nei cassonetti o il termometro nella spazzatura, sostenendo che non contiene sostanze a rischio: sbagliato. bligo di legge. Meno di un quarto dei farmacisti ritira il nostro apparecchio per aerosol usato in cambio dell’acquisto di uno nuovo. Tra questi, in realtà, nessuno rispetta del tutto la normativa, perché non vengono date informazioni anche in forma scritta, come prevede la legge. Chi si rifiuta di ritirare l’usato, poi, nella maggior parte dei casi nemmeno si premu- Tanti i Raee in casa Secondo un recente sondaggio, ogni famiglia italiana possiede, in media, una quarantina di potenziali rifiuti elettrici in casa. Alcuni li riconosciamo a prima vista, si tratta degli elettrodomestici più comuni; altri li tiriamo fuori dal cassetto solo occasionalmente, per controllare o migliorare il nostro stato di salute, ed è il caso degli ap- > Dove smaltire gli apparecchi sanitari In farmacia La legge prevede lo scambio “uno a uno”, ovvero i farmacisti devono ritirare l’usato in cambio della vendita di un apparecchio nuovo. Almeno in teoria... Misuratore di pressione Macchina per aerosol Come si comportano le farmacie Le 40 farmacie visitate per l’inchiesta mostrano una fotografia della situazione italiana nella gestione dei Raee sanitari. Nell’isola ecologica Spazzolino elettrico Termometro elettronico Se il negozio non lo ritira o se non si prevede l’acquisto di un nuovo apparecchio, il Raee deve essere portato nei punti di raccolta previsti dal Comune. Farmacie che non ritirano i Raee 31 Farmacie che ritirano i Raee 9 I consigli forniti dai farmacisti Bilancia elettronica Misuratori della glicemia Giochi per bambini Tiralatte 19 Consiglio corretto 8 Consiglio scorretto 4 test salute 93 Agosto 2011 Farmacie che non danno consigli 29 APPARECCHI ELETTRICI >parecchi sanitari, come quello per l’aerosol. Ormai fanno parte ormai dell’arredamento di casa al punto che siamo capaci di non notarli più fino al giorno in cui si rompono e vanno sostituiti. Ma sappiamo come comportarci il giorno in cui diventa necessario liberarcene? In Italia quasi metà dei rifiuti elettrici sono piccoli elettrodomestici, con un tasso di recupero bassissimo: LA CHIMICA DEI RAEE NO ALLE PILE IN PATTUMIERA LE CONSEGUENZE PER LA SALUTE ´ Togliete sempre le pile dagli apparecchi elettrici che volete buttare, perché vanno smaltite in modo diverso. Devono essere depositate nei raccoglitori appositi, senza bisogno di acquistare pile nuove. Questi contenitori, però, sono pochi. In più i cittadini ricevono poche informazioni su come smaltire le pile. Il risultato è che solo il 10% finisce a raccolta, il resto arriva in discarica o negli inceneritori. La raccolta è indispensabile, perché le pile sono rifiuti pericolosi. Alcune contengono metalli pesanti che, se dispersi in natura, possono essere assimilati dall’uomo e si accumulano nell’organismo. ´ test salute 93 Agosto 2011 Smaltimento necessario Gli italiani, pigroni e spesso disinformati, tendono a tenere in casa per lunghi periodi i piccoli apparecchi ormai inutilizzabili, magari in un armadio o in cantina, per poi sentire all’improvviso il bisogno di liberarsene: buttandoli così come sono in pattumiera, il che vuol dire mandarli in discarica o nell’inceneritore. Senza un trattamento specifico il danno per l’ambiente, ma anche per la nostra salute, è importante. I Raee sono rifiuti potenzialmente pericolosi, contengono sostanze inquinanti OCCHIO A... Le batterie sono contenute in molti apparecchi elettrici, ma non vanno smaltite come se fossero Raee. 30 nel 2010 ne abbiamo smaltiti correttamente solo 4 kg a testa, mentre la media europea è di circa 7 kg pro capite e nei Paesi più virtuosi si superano i 15 kg. ´ Nella produzione degli apparecchi elettrici è previsto un limite al ricorso a una serie di sostanze tossiche, di cui alcune oggi sono state finalmente del tutto proibite (come cadmio, mercurio, piombo e cromo). Purtroppo, però, sono previste diverse eccezioni e comunque esiste ancora un certo numero di sostanze pericolose per l’uomo e per l’ambiente, che sono contenute in molti apparecchi di uso comune. La contaminazione può riguardare suolo, acqua, pesci, animali, catena alimentare e l’uomo. Se il farmacista rifiuta il ritiro del vostro Raee, potete denunciarlo alla Polizia municipale: la sanzione prevista va da 150 a 400 euro. ´ ´ ´ Ftalati. Sono utilizzati per rendere morbide le plastiche e sono tra i principali inquinanti dipersi dall’uomo nell’ambiente, possono entrare nella catena alimentare. Alcuni ftalati sono noti perché possono danneggiare il sistema riproduttivo ed endocrino. Ritardanti di fiamma. Rendono gli apparecchi più sicuri contro il rischio di incendio, ma alcuni sono nocivi per uomo e natura. In caso di inalazione, contatto o ingestione agiscono sul sistema riproduttivo ed endocrino. Inoltre limitano la possibilità di riciclare i rifiuti elettrici contenenti plastica. COV. Anche i composti organici volatili sono sostanze a rischio, per esempio sono irritanti per gli occhi e per le vie respiratorie. Le categorie più a rischio sono i lavoratori addetti allo smaltimenti di prodotti riciclabili, come i cellulari, che contengono COV nelle colle, plastiche e vernici utilizzate. quelli più piccoli come un termometro, va smaltito correttamente. Purtroppo però la percezione del problema è molto limitata. Secondo un recente sondaggio di Ecodom, uno dei consorzi italiani che si occupa di rifiuti elettrici ed elettronici, il 70% dei cittadini non sa nemmeno cosa siano i Raee. È chiaro che bisogna ancora fare molta informazione. Questo simbolo identifica i Raee. Se lo trovate sull’apparecchio significa che a fine vita va consegnato in negozio, quando se ne compra uno nuovo, o portato in una piazzola ecologica. Per sapere dove si trova, contattate la società che gestisce lo smaltimento dei rifiuti nel vostro Comune. DALLA TUA PARTE Denunciate al Ministero Proprio i farmacisti, i professionisti della salute, si rivelano indifferenti di fronte a un problema importante: lo smaltimento degli apparecchi sanitari, che come altri rifiuti elettrici contengono sostanze pericolose per l’uomo e per l’ambiente e pertanto devono essere trattati adeguatamente. ´ Mercurio, ftalati, arsenico, ritardanti di fiamma, COV sono solo alcune delle sostanze tossiche presenti nei Raee, che possono minacciare la nostra salute se questi rifiuti non sono smaltiti correttamente. ´ Ignorando la legge sui Raee, le farmacie perdono il loro potenziale ruolo educativo e informativo, di cui abitualmente si fanno vanto. ´ Abbiamo denunciato il comportamento dei farmacisti al ministero dell’Ambiente e delle Attività produttive, sicuri che la nostra inchiesta sia la spia di un malcostume molto diffuso. test salute 93 Agosto 2011 e tossiche, come i metalli pesanti, che vengono rilasciati nell’aria oppure possono infiltrarsi nel terreno e nell’acqua, accumulando residui pericolosi, che rimarrano per anni. Senza dimenticare l’enorme spreco di materie riciclabili, preziose come il rame, ma anche vetro, plastica, alluminio e acciaio. Insomma, è bene ricordare che questo genere di rifiuti, anche 31 DIMAGRANTE Chi lo prova boccia l’Alli test salute 93 Agosto 2011 La nostra consultazione online decreta lo scarso gradimento di questa pillola che dovrebbe agevolare la perdita di peso. E conferma il rischio di effetti collaterali. 32 Perplessi sulla reale efficacia del farmaco e a volte arrabbiati per aver subito alcuni effetti collaterali sgradevoli dopo averlo assunto. È questo il quadro che emerge dalla nostra consultazione online sull’Alli, una pillola dimagrante (principio attivo orlistat) entrata da un paio di anni tra i farmaci in libera vendita, grazie alla quale abbiamo raccolto l’opinione espressa liberamente di circa 250 persone. Le risposte di chi lo ha provato, in maggioranza donne, pur non costituendo un campione rappresentativo, ci sono servite a trarre alcune riflessioni su questo farmaco. Soprattutto hanno confermato i nostri timori (e quelli delle principali associazioni di consumatori e pazienti d’Europa e Stati Uniti): cioè che, pur essendo stato approvato come farmaco da banco, l’orlistat, una molecola usata da parecchi anni dietro prescrizione medica nelle terapie antiobesità, ha molti rischi e pochi benefici. Le opinioni di chi ci ha contattato ci sostengono nella convinzione che: - in generale, le pillole dimagranti non sono una via sicura per un dimagrimento sano e duraturo; - troppo spesso queste medicine sono prese da chi non ne ha effettivamente bisogno, più per un’ossessione legata alla moda della magrezza che per reale necessità; - l’Alli può avere molti effetti indesiderati, quindi non dovrebbe essere lasciato al fai da te; - anche se si può acquistare soltanto in farmacia, la vendita di Alli OCCHIO A... CONSIGLI PRATICI POSSIBILI DANNI AL FEGATO PORZIONI PIÙ PICCOLE E MOVIMENTO ´ Alli agisce inibendo l’assimilazione dei grassi ingeriti, che vengono eliminati direttamente con le feci. Per questo, sono frequenti effetti indesiderati di tipo gastrointestinale come flatulenza, bisogno improvviso di evacuare, perdite oleose, feci molli. Questi effetti sono tanto più marcati, quanto maggiore è l’apporto di grassi introdotti con la dieta. Altri effetti indesiderati: allergia nelle persone predisposte, ipoglicemia, disordini al fegato e alla bile. ´ Alli non è indicato per le donne in gravidanza o che allattano, per chi soffre di problemi intestinali, per adolescenti o bambini. Attenzione anche alle interazioni con altri farmaci, come anticoagulanti, contraccettivi orali, farmaci per la tiroide e per l’epilessia. non è in alcun modo controllata dal farmacista; - l’Alli, che oggi è in libera vendita ma non può fare pubblicità, non deve in alcun modo avere il via libera alla promozione su giornali e televisioni, come invece avviene in altri Paesi europei. Breve carta d’identità L’Alli è la versione in libera vendita dello Xenical, una vecchia conoscenza tra le terapie antiobesità acquistabili con ricetta medica. ´ ´ Se avete seri problemi di sovrappeso od obesità, affidatevi solo a un consiglio medico: vi aiuterà a porvi obiettivi realistici, legati alle vostre abitudini di vita. In generale, a tavola non devono mai mancare frutta e verdura, ottime fonti di vitamine, sali minerali, acqua e fibre: vi faranno sentire sazi, senza troppe calorie. Nella dieta non vanno esclusi i carboidrati (offrono all’organismo energia a lungo termine), le proteine (utili per tessuti e muscoli) e i lipidi (essenziali per l’assorbimento di alcune vitamine). Nessun alimento va escluso: basta diminuire le dosi. ´ Al bando le diete famose di chissà quale nutrizionista americano o i sostituti dei pasti (poco nutrienti e molto avvilenti). Non fidatevi troppo dei farmaci o degli integratori per dimagrire: spesso non sono efficaci e a volte possono dare effetti indesiderati anche importanti. ´ Svolgete più attività fisica. Gli studi scientifici hanno dimostrato che uno stile di vita poco attivo rappresenta un fattore di rischio per disturbi come cardiopatia coronarica, diabete e tumore al colon. Non serve praticare sport a livello agonistico: bastano 20 minuti di attività fisica, 4 o 5 volte alla settimana. Appena se ne presenta l’occasione si deve preferire il movimento alla pigrizia: fate le scale; spostatevi in bici; scendete alla fermata prima e fate due passi prima di sedervi in ufficio. La differenza sta solo nel dosaggio dimezzato. L’Alli è indicato solo per persone maggiorenni che hanno un indice di massa corporea superiore o uguale a 28: solo in questo caso sono stati dimostrati benefici, anche se lievi, nella perdita di peso. Il sistema con cui agisce questo farmaco è l’inibizione dell’assimilazione dei grassi, che vengono eliminati con le feci. Per questo, il trattamento deve essere supportato da una dieta povera di grassi, pena il bisogno di andare frequentemente in bagno, flatulenza, feci molli e oleose. La terapia può durare al massimo sei mesi e la perdita di peso è limitata nel tempo. In poche parole, questo farmaco, con i suoi effetti indesiderati poco gradevoli, costringe giocoforza a limitare il consumo di grassi. Il profilo di chi lo usa Tra coloro che hanno risposto alle nostre domande la maggior parte, cioè 199 su 248, sono donne, a > test salute 93 Agosto 2011 L’orlistat può causare danni al fegato. Il sospetto c’è, la Fda americana indaga. Per dimagrire bisogna ridurre le entrate energetiche. In pratica: mangiare di meno. Purtroppo non esistono scorciatoie. Tuttavia una dieta non deve essere mortificante al punto da far soffrire la fame. Si può perdere peso semplicemente impostando meglio il proprio regime alimentare: vi servirà più tempo, ma in cambio i risultati saranno duraturi. Il primo passo è acquisire una nuova coscienza alimentare, che vi permetta di prendervi cura del vostro corpo a 360 gradi. 33 DIMAGRANTE > conferma del fatto che il tema della perdita di peso è molto più sentito nel mondo femminile. L’età è varia, anche se la fascia più sensibile a questo prodotto è quella adulta (tra 36 e 45 anni). Abbiamo tuttavia raccolto anche la testimonianza di una ragazza di 14 anni, cosa che ci segnala la pericolosa possibilità che questo farmaco possa essere acquistato anche da minorenni, sebbene sia controindicato. Quanto sei grasso? La base di partenza per determinare se effettivamente si hanno le condizioni per assumere Alli è la determinazione dell’indice di massa corporea, che si calcola facendo il rapporto tra peso e statura, elevata al quadrato (kg/m²). Come viene riportato nel foglietto illustrativo, Alli è indicato per chi ha un indice pari o superiore a 28. Abbiamo, invece, riscontrato che ben 106 persone hanno assunto questo farmaco pur non rientrando in questo parametro o perché di peso normale (47 persone), o perché leggermente sovrappeso ma sotto l’indice di 28 (57 persone), o ancora, perché sottopeso (2 persone). Molti di quelli che hanno fatto uso di questo farmaco non avrebbero dovuto prenderlo. Dimagrimento facile Quasi tutti gli intervistati hanno ammesso di aver comprato Alli con la speranza di dimagrire. Soltanto pochi hanno dichiarato di averlo acquistato perché sono in sovrappeso (reale o immagi- chicardia, cefalea. Posologia trascurata La nostra inviata, di corporatura normale, è entrata in farmacia a comprare Alli con una telecamera nascosta. Guarda il video su www.altroconsumo.it/salute. nario). In alcuni casi è stata la curiosità il motore dell’acquisto, mentre raramente questo farmaco è stato consigliato dal medico o dal farmacista. Il passaparola è stato fondamentale per orientare la scelta, essendo questo farmaco non pubblicizzabile. Farmacista muto Si conferma il ruolo poco incisivo del farmacista (vedi anche AC n. 85, aprile 2010): 84 persone hanno dichiarato che il farmacista ha venduto Alli senza dare alcun consiglio. Dalle storie che abbiamo raccolto emerge lo scarso interesse e la poca conoscenza dei farmacisti. Una ragazza sottopeso ci scrive: “non ho avuto nessuna difficoltà a comprarlo”. test salute 93 Agosto 2011 Molti effetti indesiderati 34 ONLINE Sei in forma? Calcola il tuo indice di massa corporea con il nostro programma. Potrai così individuare il tuo fabbisogno calorico corretto. www.altroconsumo.it/salute Secondo i nostri dati emerge anche una scarsa attenzione all’utilizzo corretto del farmaco. Non tutti, infatti hanno seguito alla lettera le dosi raccomandate. In particolare rileviamo un utilizzo sporadico, dopo pasti abbondanti, come a voler rimediare a una mangiata eccessiva. Questo comportamento indica che Alli non è percepito come un vero e proprio farmaco, ma come un rimedio per ovviare a qualche strappo nella dieta. Infine, ben 94 persone non erano assolutamente soddisfatte dei risultati della cura, restando tiepidi sull’efficacia dimagrante di Alli. Circa cento dei nostri intervistati hanno manifestato effetti indesiderati. In ottantanove hanno avuto effetti di tipo gastrointestinale cioè diarrea, crampi, feci molli... soprattutto dopo aver mangiato cibi grassi. Non sono mancate alcune segnalazioni di problemi cutanei (eritemi, prurito), sonnolenza, ta- DALLA TUA PARTE Troppe incertezze per pochi benefici ´ Pubblic Citizen, la più importante associazione a tutela dei cittadini americana ha chiesto, con una recente petizione alla Food and Drug Administration, il bando di Alli e di tutti i farmaci con principio attivo orlistat. Dopo aver raccolto numerose segnalazioni di effetti avversi gravi, tra cui severi danni epatici, pancreatiti acute e danni renali, hanno stabilito che i rischi associati all’assunzione di orlistat superano di gran lunga i benefici sulla perdita di peso. ´ L’Agenzia francese per la sicurezza dei farmaci ha emesso, nel mese di febbraio un bollettino di “sorveglianza rinforzata” per Alli. Le motivazioni: rischio di uso non corretto, rischio di danni al pancreas e al fegato. ´ Ci stiamo battendo a livello istituzionale affinché l’Alli non passi da farmaco senza obbligo di prescrizione (Sop) a farmaco da banco (Otc), il che darebbe la possibilità, alla casa farmaceutica, di pubblicizzarlo in televisione e sulla stampa. FARMACI A volte si deve diminuire la velocità di coagulazione. Per questo si ricorre al warfarin: tutti i consigli per usarlo bene. Sangue sotto controllo nomeni come perdite di sangue eccessive, cioè emorragie. Fino a che non si instaura qualche elemento disturbante, la natura provvede a mantenere l’equilibrio. OCCHIO A... INTERAZIONI TRA FARMACI Condizioni particolari Ci sono però alcune condizioni in cui l’equilibrio naturale non va più bene: ed è quando c’è un rischio particolarmente alto di disturbi legati alla formazione di coaguli. Allora è preferibile mantenere il sangue in condizioni di minore capacità di coagulare. Per farlo, si può ricorrere a una categoria di farmaci detti, appunto, anticoagulanti: il warfarin è quello di prima scelta. Agisce opponendosi all’azione della vitamina K, uno dei fattori fondamentali che intervengono nei meccanismi di coagulazione. Grazie a una serie di reazioni concatenate, ciò riduce la capacità di coagulazione. > Il warfarin interagisce con molti altri farmaci. Ricordatevi di avvertire il medico prima di ogni prescrizione. ´ Una terapia utile, che però rende necessarie molte precauzioni Ci sono farmaci il cui effetto diminuisce ulteriormente la capacità di coagulare del sangue: acido acetilsalicilico (aspirina), antinfiammatori non steroidei (ibuprofene, ketoprofene e altri), paracetamolo, alcuni antibiotici, antidepressivi. ´ Altri ostacolano l’azione del warfarin: barbiturici, antiepilettici, rifampicina. test salute 93 Agosto 2011 Nel nostro organismo, in condizioni di salute normali, il sangue è per natura in uno stato di equilibrio: da una parte, contiene una serie di meccanismi pronti a intervenire per formare un coagulo in caso di ferite, in modo da interrompere al più presto la perdita di questo prezioso componenente (vedi l’illustrazione a pag. 37). Dall’altra, prevede una serie di reazioni per interrompere la formazione di coaguli e scioglierli non appena la ferita (o meglio, la lesione del vaso) è stata riparata. L’equilibrio tra queste due funzioni è fondamentale: un eccesso di attività di coagulazione potrebbe infatti portare alla formazione di trombi, che possono ostruire vene e arterie, ostacolando la normale circolazione e portando a problemi gravi o gravissimi (si parla in questi casi di trombosi); mentre una sua carenza può portare a fe- 35 FARMACI > Chiedete tutto quello che c’è da sapere Teresa Maria Caimi «La prima regola: evitare il fai da te» Farsi seguire nei centri specializzati riduce molto i rischi della terapia Teresa Maria Caimi, responsabile della Struttura Emostasi presso l’Ospedale di Niguarda, a Milano, è chiara: «La prima regola è evitare il fai da te. Assumere la terapia anticoagulante orale è un po’ come camminare su un filo teso. Bisogna mantenere il giusto equilibrio tra il rischio di trombosi e quello di emorragie. Per farlo, ci vuole molta attenzione nel seguire i dosaggi prescritti e i consigli: ricevere l’aiuto di persone specializzate è importante.» test salute 93 Agosto 2011 Quali sono i rischi? La terapia richiede una dose quotidiana di farmaco che deve essere continuamente assestata, perché l’effetto può variare, a seconda di moltissime circostanze, tra cui la dieta. Per esempio i pazienti hanno tipicamente problemi durante le epidemie di influenza: mangiando molto meno, o addirittura digiunando, l’effetto del farmaco cambia, perché digiunando si assume anche meno vitamina K. E lo stesso durante le festività, anche se per il motivo opposto. Per questo un consiglio importante è di cercare di mantenere una dieta equilibrata e costante, evitando sia digiuni sia eccessi. 36 Lei consiglierebbe di farsi seguire in un centro specializzato, piuttosto che semplicemente appoggiarsi al medico di base? Gli studi mostrano che i pazienti seguiti nei centri specializzati, con colloqui e visite regolari, schede per annotare la terapia e altro materiale informativo e a Il warfarin è un farmaco utile, ma da usare con molta attenzione. Prima di iniziare ad assumerlo, è importantissimo parlare a lungo con il medico e accertarsi di avere capito perfettamente come funziona la cura. Alcune informazioni potranno aiutarvi a capire meglio. A chi si prescrive il warfarin? Normalmente viene prescritto nei casi in cui il paziente ha un maggior rischio di incorrere in disturbi legati alla formazione di coaguli sanguigni. Alcuni esempi: persone che hanno subìto l’impianto di una valvola cardiaca, pazienti con fibrillazione atriale, pazienti a rischio di trombosi venosa profonda (coaguli che ostruiscono le vene delle gambe). contatto con personale (medici e infermieri) appositamente formato, hanno un tasso di eventi avversi, come trombosi o emorragie, molto più basso: intorno allo 0,4% per le emorragie e all’1% per le trombosi. Tra chi non è seguito regolarmente i tassi sono una decina di volte maggiori. Purtroppo però in Italia solo il 30% dei pazienti è seguito da un centro, con una distribuzione sul territorio molto disomogenea. Alcune regioni, come la Lombardia, hanno decine di centri, mentre altre solo qualche unità. Informazioni si possono trovare sul sito della federazione dei centri www.fcsa.it. Consigli particolari per le vacanze? Oltre a evitare le attività che possono comportare traumi, in particolare i tuffi (mentre sono concessi tennis e jogging), bisogna continuare a seguire scrupolosamente tutte le regole. Per le analisi del sangue in alcuni casi è possibile, attraverso le associazioni di pazienti, ottenere che i risultati delle analisi effettuate nel luogo di villeggiatura siano trasmesse al proprio centro di riferimento via fax e, sempre via fax, si possano ricevere le conseguenti indicazioni del dosaggio. Come si determina la dose? Prendere la dose giusta è fondamentale per raggiungere il corretto equilibrio di coagulazione, evitando rischi. Il dosaggio è personalizzato, e dipende strettamente dalle condizioni del singolo paziente: età, dieta, stato di salute. Solo il medico può stabilire il dosaggio di partenza, che viene poi costantemente tenuto sotto controllo attraverso un apposito esame del sangue periodico: il test del tempo di protrombina (PT). Cosa è il test del tempo di protrombina (PT)? Il test del tempo di protrombina misura la velocità con cui il sangue coagula. Oggi il risultato del PT si dà in un valore chiamato INR, che dà risultati accettati internazionalmente e confrontabili indipendentemente dal laboratorio dove è eseguito il test. Più l’INR è basso, più velocemente il sangue coagula. Più l’INR è alto, meno velocemente si formano coaguli. In pratica, scopo della cura con il warfarin è alzare l’INR, ma non troppo: il valore ritenuto ottimale è una INR tra 2,0 e 3,0 o tra 2,5 e 3,5 Ogni quanto bisogna misurare l’INR? Il medico vi indicherà come procedere, ma solitamente l’INR si misura una prima volta prima di iniziare la cura, per verificare il livello normale del paziente. All’inizio della cura bisognerà poi misurarlo più frequentemente, ogni uno o due giorni, fino a che si riesce a ottenere il risultato desiderato. Quindi si passerà a un test settimanale fino a che l’INR non è stabilmente assestato all’interno del range terapeutico (cioè tra 2.0 e 3.0). Una volta che il paziente ha raggiunto condizioni stabili, si può arrivare a fare il test ogni due o quattro settimane, in qualche caso anche ogni sei. Ogni quanto si deve prendere il warfarin? Il warfarin si assume una volta al giorno. Si deve prendere lontano dai pasti, nel pomeriggio, ed è importante farlo sempre alla stessa ora. Chiedete in anticipo al medico cosa dovete fare qualora doveste dimenticare di prendere una pastiglia. Per quali motivi è importante rivolgersi al dottore, una volta assestata la cura? Rivolgetevi al medico ogni volta che avete sintomi inusitati, in particolare lividi, sanguinamenti, dolore al torace, difficoltà di respiro. DIETA: NO AI CAMBIAMENTI BRUSCHI VITAMINA K Come si forma un coagulo Piastrine Fibrina Globuli rossi Fässler per i pazienti a rischio maggiore di trombosi. Non bisogna aspettarsi di raggiungere subito questo risultato: è normale che la cura debba essere calibrata e assestata prima di stabilizzarsi. Quando un vaso sanguigno si rompe, l’organismo attiva i meccanismi necessari a interrompere la fuoriuscita di sangue. In primo luogo il vaso si contrae, riducendo così il flusso sanguigno. Quindi le piastrine, cellule specializzate nella formazione di coaguli, presenti nel sangue, aderiscono all’area lesa e la ricoprono. Infine si attivano alcune molecole, che attraverso una serie di reazioni portano alla formazione di fibrina, una proteina che rafforza e rende solido il coagulo, fino alla riparazione del vaso. COSA FARE Segnatevi tutto ´ Nella terapia con anticoagulanti orali (TAO) è importante che il paziente segua rigorosamente le indicazioni: non abbiate timore di fare molte domande al medico, prendete appunti e chiedete opuscoli informativi, in modo da non dovervi affidare soltanto alla memoria. ´ È indispensabile anche utilizzare una scheda o un quaderno per annotare l’assunzione quotidiana del farmaco, con l’orario e la dose. ´ L’importante è che l’apporto di vitamina K nella dieta sia costante: una dieta normale di solito non costituisce un problema. Se però c’è un brusco cambiamento di abitudini, per esempio iniziate a mangiare molta più verdura perché vi siete messi a dieta, potrebbe esserci una riduzione dell’effetto del warfarin. Parlatene prima con il vostro medico. ´ Se ci si deve sottoporre a un intervento chirurgico o a un’altra procedura invasiva, può essere necessario interrompere temporaneamente la cura: chiedete al medico se è il caso (per esempio normalmente le procedure dentistiche non rendono necessario interromperla). ´ Se sentite altri specialisti per motivi di salute di qualsiasi tipo, ricordatevi di avvertirli che state seguendo la terapia anticoagulante. test salute 93 Agosto 2011 ´ Il warfarin agisce ostacolando l’azione della vitamina K, che è contenuta soprattutto nei vegetali a foglia verde: cavoli, broccoli, spinaci, lattuga, e negli oli vegetali (soia, oliva). Aumentarne il consumo può modificare l’azione del farmaco. 37 LETTERE Le carote non aiutano l’abbronzatura D’estate mangio tante carote, perché mi hanno detto che favoriscono l’abbronzatura. Ma è vero? R.M. - Milano No. La nostra lettrice fa bene a mangiare tante carote (ovviamente, speriamo, mantenendosi nei limiti del buon senso), perché sono una verdura sana e ricca di vitamine, ma è meglio non illudersi: non ci sarà nessun effetto sulla tintarella. Meglio quindi alternare le carote con verdura fresca di stagione di altro tipo, per godere degli effetti offerti da una dieta variata, il che è sempre consigliabile. E, soprattutto, ricordiamo anche che è meglio non esagerare con il sole. La credenza che le carote, contenendo betacarotene (un precursore della vitamina A), favoriscano l’abbronzatura è falsa. Quello che è confermato è che il betacarotene, col tempo, può conferire un colorito più ambrato alla pelle, ma non in relazione all’abbronzatura. L’abbronzatura è esclusivamente il risultato di un aumento della produzione di melanina, la sostanza test salute 93 Agosto 2011 Torna la mozzarella blu? 38 Una nostra lettrice, che preferisce restare anonima, ci ha segnalato di avere acquistato alcune mozzarelle che all’apertura si sono rivelate striate di un colore blu-violaceo. Naturalmente non le ha consumate e ci domanda se ha diritto al rimborso e se deve denunciare il caso alla Asl. Sicuramente un prodotto alterato nell’aspetto, nell’odore o nel sapore non deve essere mai consumato. Se si desidera presentare una denuncia, ci si può rivolgere alla Asl della propria zona, precisamente all’Ufficio sicurezza e igiene degli alimenti. E, certo, chi compra un prodotto avariato ha diritto a essere rimborsato (bisogna tenere lo scontrino e riportarlo al più presto in negozio). Quanto accaduto alla nostra lettrice ricorda molto gli episodi della cosiddetta “mozzarella blu”, che hanno suscitato tanto scalpore l’estate scorsa. La principale causa delle alterazioni di colore della superficie delle mozzarelle è stata individuata nella presenza di un microrganismo chiamato Pseudomonas e in particolare allo Pseudomonas fluorescens, in grado di produrre pigmenti colorati. L’estate è tornata, le temperature, che favoriscono la proliferazione dei microrganismi, sono aumentate e il problema evidentemente si ripresenta. La buona notizia è che lo Pseudomonas fluorescens, per quanto provochi una tinta impressionante, non è un microrganismo pericoloso per l’uomo. È presente un po’ dappertutto e resiste facilmente alle basse temperature. Dal punto di vista legislativo non esistono norme che prevedano un limite per la presenza di Pseudomonas negli alimenti. Per quanto riguarda la fonte di contaminazione, si ipotizza che possa arrivare alla mozzarella nella fase produttiva, tramite l’acqua con cui viene raffreddata la pasta filata, nel contesto di impianti di lavorazione non puliti correttamente, così che si forma un biofilm, cioè una pellicola di microrganismi, difficile da eliminare. Quindi, più che per la pericolosità del microrganismo in sé, la presenza di Pseudomonas è preoccupante perché denota una non corretta igiene degli impianti e del processo di lavorazione, il che potrebbe aumentare il rischio di altre contaminazioni, anche più rischiose. Acqua al sole Gira per il web una lettera che sostiene che lasciando una bottiglia di acqua minerale in un’automobile esposta al sole vi si formerà diossina, che è la causa di tumori al seno. E lo stesso riscaldando il cibo in contenitori di plastica. N.M. - Milano La diossina si forma solo per combustione, a temperature molto elevate, che non potranno mai essere raggiunte in auto, neppure nella più calda giornata estiva. È vero, però, che l’esposizione a temperature elevate di contenitori in plastica non destinati a riscaldare gli alimenti può comportare un incremento della migrazione di componenti, spesso dannosi per la salute, dalla plastica. Quindi è vero che è meglio non lasciare le bottiglie di plastica dell’acqua in un’auto ferma al sole. E che si deve riscaldare il cibo solo nei recipienti appositamente prodotti per questo scopo (c’è l’apposito simbolo). “Arkofarm Mirtillo - Arkocapsule” contiene mirtillo nero Riceviamo da Arkofarm e pubblichiamo. «Nell’articolo intitolato “Occhi aperti sul mirtillo” pubblicato sul numero di aprile 2011 e relativo ad un’inchiesta effettuata da Altroconsumo sulla composizione di tutti i prodotti (Succhi, integratori alimentari e farmaci) a base di mirtillo nero presenti sul mercato, si è proceduto alla suddivisione degli stessi in due tabelle intitolate “Qui il mirtillo c’è” e “Qui, invece, neanche l’ombra” e l’integratore alimentare “Arkofarm Mirtillo - Arkocapsule” è stato erroneamente inserito nella seconda tabella, tra i prodotti che “sono caduti alla prova del riconoscimento della varietà di mirtillo”, ancorché con la precisazione che “per Arkofarm non siamo stati in grado di riconoscerlo con certezza, data la bassa quantità di sostanze attive”. Nel corso degli approfondimenti che hanno preceduto la pubblicazione dell’articolo, Arkofarm aveva già sottolineato come per la realizzazione dell’integratore non venga utilizzato l’estratto secco di mirtillo (la cui titolazione in antocianine è descritta dalla Farmacopea Europea), bensì il mirtillo nero essiccato (dosato in tanini secondo la Farmacopea Europea) trattato con un procedimento (la criofrantumazione) che ha il vantaggio di conservare la droga (ovvero il mirtillo secco) e non alterarne gli elementi essenziali. L’assicurazione qualità del gruppo Arkopharma ha fornito i risultati dell’identificazione del mirtillo, secondo la Farmacopea Europea per il lotto considerato. Tale identificazione nonè realizzata con il dosaggio delle antocianine, ma con l’osservazione della droga (frutta secca di mirtillo, vedi farmacopea EUR) prima della trasformazione in polvere con il processo di criofrantumazione. Dunque l’integratore alimentare “Arkofarm Mirtillo - Arcocapsule” si definisce correttamente a base di mirtillo nero, in quanto che l’ingrediente principale del quale lo stesso si compone è inequivocabilmente mirtillo nero (Vaccinium myrtillus).» Altroconsumo è un’associazione senza fini di lucro fondata a Milano nel 1973. Altroconsumo, in piena autonomia e indipendenza, si pone come scopo l’informazione, la difesa e la rappresentanza dei consumatori. È membro della CI (Consumers’ International), di ICRT (International Consumers’ Research and Testing) e del BEUC (Ufficio europeo delle associazioni di consumatori). Altroconsumo si finanzia esclusivamente attraverso le quote associative e l’abbonamento alle proprie riviste. Direttore responsabile Rosanna Massarenti Redazione: Natalia Milazzo, Alessandro Sessa (caporedattori), Marzio Tosi (vicecaporedattore), Luca Cartapatti, Manuela Cervilli, Massimiliano Del Barba, Matteo Metta, Beba Minna, Simona Ovadia, Adelia Piva, Sonia Sartori, Roberto Usai. ALTROCONSUMO NUOVE EDIZIONI SRL Sede legale, direzione, redazione e amministrazione: via Valassina 22, 20159 Milano tel. 02/66.89.01 fax 02/66.89.02.88 Reg. trib. Milano n.116 del 8/3/1985 ©Altroconsumo n. 291252 del 30/6/1987 Stampa: Amilcare Pizzi via Pizzi, 14 Cinisello Balsamo - Milano PER CONTATTARCI Telefono 02 66.890.1 (centralino) 02 69.61.520 (uff.abbonamenti) 02 66.890.288 (fax) Per posta Altroconsumo, via Valassina 22, 20159 Milano Per email www.altroconsumo.it test salute 93 Agosto 2011 prodotta dalla pelle per proteggersi dal sole. Per questo, prima di esporsi al sole, bisogna dare il tempo all’epidermide di produrre la melanina necessaria, procedendo con estrema gradualità e utilizzando sempre una crema protettiva. Ma tutto ciò non ha alcuna relazione con il betacarotene e le carote non vi aiuteranno a proteggere la pelle dai dannosi effetti dei raggi UV. 39