DENNIS E. RHODES
UN LETTERATO DI TARANTO : CATALDO ANTONIO MANNARINO
Cataldo Antonio Mannarino nacque a Taranto evidentemente nel
1568, se sul frontespizio del suo primo libro, 'stampato a Napoli nel
1596, troviamo un ritratto inciso di lui all'età di 28 anni. Nel 1592 si
sposò in Mesagne ed ebbe vari figli. Dopo la morte della moglie Porfida de' Rossi, avvenuta prima del 1615, egli diventò prete. Lo troviamo
a Taranto il 1° gennaio 1615 e ancora a Mesagne il 1° gennaio 1616,
quando scrive le prefazioni alle quattro parti delle sue Rime. (Ma
forse due date del 1° gennaio non sono , da interpretare alla lettera).
Lo storico , di Taranto, Domenico Lodovico de Vincentiis, scrisse nel
1878: « Di questa vittoria [cioè 'della rotta , dei Turchi a Taranto il 14
settembre 1594] evvi un magnifico poema in 8 a rima del chiaro Cataldantonio Mannarino 'intitolato Glorie di guerrieri e d'amanti » 1.
Il Mannarino scrisse la prefazione di questo poema eroico a Napoli il 1 0 maggio 1596: l'avrà quindi 'composto in poco più di un anno.
L'opera è dedicata ad Alberto I Acquaviva d'Aragona, X duca d'Atri
e principe di Teramo. Consta di dieci canti; al principio 'di ognuno di
questi è una tavola incisa, e spesso si vede qualche panorama di Taranto. Prima del testo troviamo delle poesie di diversi autori, fra cui
parecchi tarantini. Il titolo, tutto inciso, è: Glorie di guerrieri e d'amanti in nuoua impresa nella città di Taranto isuccedute. Poema heroico
del Dottor Cataldo Antonio Mannarino dell'istessa città. Napoli, Gio.
Giac. Carlino & Antonio Pace, 1596.
Ma oltre all'essere ' lepidissimus poeta ' (come lo chiama Epifanio
Ferdinando da Mesagne, pure lui ' philosophus ac medicus Messapien-
Sul Mannarino vedi: G. B. LEZZI, Memorie dei letterati salentini, ms. D. 5 della
Biblioteca Arcivescovile « De Leo » di Brindisi, pp. 537-8; Dizionario biografico degli uomini chiari di Terra d'Otranto, ms. dell'Archivio di Stato di Lecce; D. L. DE
VINCENTIIS, Storia di Taranto, Taranto 1878-9, vol. 2, p. 198 n., e vol. 5, pp. 58-9;
ANTONIO PROFILO, Vie piazze vichi e corti di Mesagne, Ostuni 1894, pp. 208-15;
CARLO VILLANI, Scrittori ed artisti pugliesi antichi, moderni e contemporanei,
Trani 1904, p. 563; ANGELO GALEONE, Un medico - poeta tarantino del Seicento,
in « Taranto », IV, 1935, n. 7-8, pp. 3-11.
19
Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina)
a cura di IMAGO - Lecce
sis e Salentinis '), il nostro Mannarino era anche ' consummatissimus
medicus ', che aiutava il collega Ferdinando a compiere delle cure
almeno nel novembre 1600 e di nuovo nel gennaio 1612 2.
Ancora giovane, il Mannarino scrisse un dramma pastorale, una
' favola boschereccia ', dal titolo Il pastor costante, dedicandolo a
Marc'Antonio Muscettola, Cavalier Napoletano: e perché allora non esisteva una tipografia nè a Taranto, nè a Brindisi, nè a Lecce, forse
non ci dovremmo stupire tanto se troviamo questo rarissimo pezzo di
teatro stampato nel 1605 a Bari, per i tipi di Giulio Cesare Ventura.
Di questa, come ho detto, rarissima opera ho rintracciato finora quattro esemplari: uno posseduto dalla Biblioteca Nazionale di Roma, uno
da quella di Firenze, uno dalla Biblioteca Provinciale di Lecce, e uno
dalla Biblioteca Bodleiana di Oxford 3.
Il volume è stampato male, con errori di stampa e con incisioni di
pessima qualità. Le segnature dell'esemplare da me esaminato (quello
di Oxford) sono: a-c 8 ; A-D 8 E 8+2 F-Q 8 . Le pagine 89 e 90 sono duplicate, e la seconda volta stanno fuori posto. Sul frontespizio si vedono
due figure, Corino ed Erminia. I personaggi del dramma sono questi :
Silvano.
Sacerdote d'Apolline, e Padre di Galesio.
Galesio.
Sotto nome di Corino, innamorato d'Erminia.
Cinthio.
Vecchio, padre d'Erminia.
Honesta, e segreta amatrice di Corino.
Erminia.
Amanzio. Padre putativo di Galesio, sotto nome di Corino.
Figlia d'Amanzio: & amante di Corino, suo creduto fratello.
Lucidia.
Zelanio.
Innamorato di Lucidia.
Vecchio, da Consigli.
Melibeo.
Dolida.
Serva degli Amori di Corino : e innamorata d' Ursacchio
capraio.
Ursacchio. Capraio di Corino.
Bifolco di Zelanio.
Lesbino.
Dio d'Amore.
Cupido.
Di Pastori.
Choro.
Di Ninfe
Choro.
Figlio di Nettuno, con schiera di pescatori tarantini.
Tara.
In voce.
Echo.
Centum historiae, seu observationes, et casus medici,
Venetiis 1621, pp. 82 e 225.
2 EPIPHANIUS FERDINANDUS,
3
L'esemplare di Oxford apparteneva al noto attore delle commedie goldoniane
Cesare Rossi, ' avuto dalla Signorina Maria, Roma, 1882 ' ; donato poi alla
Bodleiana il 12 giugno 1895. Una nota scritta a lapis ci informa che un certo
W. Bliss l'aveva acquistato il 13 aprile 1895 al ' banco al fianco di S. Ignazio '
a Roma. L'opera dev'essere oggi introvabile sul mercato antiquario.
20
Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina)
a cura di IMAGO - Lecce
La scena ha luogo ' nei ricchi colli dell'antichissima città di Taranto ' e ' ne' delitiosi prati di Taranto '. Per il Mannarino, Tara è il
fondatore di Taranto; e l'autore ha scelto il nome ,di Galesio ' così idetto
da Galeso, celebre fiume, appresso le rive della famosa città di
Taranto '.
Nella prefazione dell'edizione di Bari, scritta a Taranto ' al primo
di Gennaio 1605 ' (di nuovo siamo al primo gennaio: 'data generica o
convenzionale?), l'autore :si riferisce alle altre sue opere che si sarebbero dovute stampare, nonché al poema epico sull'assedio di Taranto:
« ... per esser stato prevenuto in quegli dal Dottor Gio. Pietro
d'Alessandro, pochi mesi sono, con perdere fatiche di dieci anni (come
era a tutta questa provincia chiaro; & io promesso havea alla felicissima memoria di Cosmo Pinelli, Duca dell'Acerenza, e Signore di
detto Dottor Gio. Pietro, in una lettera, che va stampata nel principio
del giovenil mio poema, intorno alle cose della mia città di Taranto)
non sarà in tutto voto d'effetti Fil mio disegno 4.
E poi scrive: « Ho trascorso pur'io (molti, e molti anni sono)
per lo fallace, & intrigato camino delle varie, & incostanti mie fortune... ».
Ma s'illudeva evidentemente della sua vecchiaia: ' molti e molti
anni ' non potevano essere, se lui, nel 1605, non aveva più di trentasette anni.
Fra gli autori che contribuivano con sonetti o epigrammi al Pastor
costante, vi sono Cataldo Morone da Taranto, Peregrino Scardino,
Tommaso Campo ' Messapiensis ', Giovanni Battista Simioni da Martina Franca, Carlo Schito; alla fine del libro vi sono i nomi di Giovanni Antonio Basilio, ' detto lo Strapazzato nell'Accademia degli Incogniti Barisani e Colantonio Strambelli di Bari 5.
Di questi, Peregrino Scardino è forse il meglio conosciuto: nativo
»
4 Di questo Giovanni Pietro d'Alessandro, nato a Galatone, molti opuscoli stampati da Pietro Micheli a Lecce fra il 1635 e il 1639 si trovano ora nella Biblioteca Vaticana. Per lui vedi C. VILLANI, op. cit., p. 21.
5 t interessante notare che della grande raccolta di drammi che è la Palatina
della Biblioteca Nazionale di Firenze, tutti schedati recentemente su Studi secenteschi a Firenze, soltanto due furono stampati in Puglia: questo di Bari del
1605, e un altro uscito dalla stamperia del Valeri a Trani nel 1636, che io conosco solo nell'esemplare di Firenze, dove l'autore pseudonimo è riportato come
Palmevo Cillo, mentre io, seguendo il Toppi e il Minieri Riccio, ho preferito
chiamarlo Palermo Cillo. Vedi La Bibliofilia, LVII, 1955, disp. 1, p. 35; Studi
secenteschi, VII, 1967, pp. 149-50. Questa favola pastorale stampata a Trani
nel 1636 si chiama Gli amori sdegnati.
Non so se sia stato ancora pubblicato uno studio sulle accademie e sul teatro
pugliese del secolo XVII; ma se no, certamente varrebbe la pena di farlo.
Qui abbiamo un cenno all'Accademia degli Incogniti di Bari al principio del
secolo.
21
Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina)
a cura di IMAGO - Lecce
di San Cesario ' di Lecce, egli è l'autore di Epigrammatum centuria,
edito a Napoli nel 1603, e del Discorso intorno l'antichità e sito della
fedeliss. a città di Lecce, stampato a Bari 'da G. C. Ventura a spese di
Antonio Pace nel 1607 6.
Nel 1610 il Mannarino, nella prefazione alla nuova edizione, spiega
come il dramma, essendo produzione della sua estrema gioventù, fu
stampato ad insistenza di molti suoi amici; ma « pur come lor ‘sodisfeci in questo, a me volsi in parte 'sodisfare, con non publicarla per
istampe di Città famose; donde giunger potesse tosto a luoghi grandi:
fandola stampare qui nel paese, in questo estremo angolo d'Italia
[cioè a Bari], al miglior modo, che fu possibile, come si vede ... ».
Ma egli non fu contento della prima edizione. Cambiò il nome da
Pastor costante in Erminia, e cambiò un po' i personaggi; in particolare Ursacchio e Lesbino diventano nel 1610 Satiro e Lombino: forse
i loro primi nomi erano troppo rozzi. La nuova edizione viene pubblicata da Bernardo Giunti e Giovanni Battista Ciotti, noti tipografi
di Venezia. Consta di 120 carte, in dodicesimo, A-K 12 , e di pagine 240,
senza illustrazioni.
Nello stesso anno 1610 esce dalla stessa stamperia veneziana la
Susanna, tragedia sacra, ma di questa rarissima edizione non posso
qui parlare, 'dato che conosco finora soltanto i ' due esemplari della
Biblioteca Nazionale di Roma, che non ho ancora visti.
Nel 1618 esce a Napoli il grosso volume delle ,sue Rime, con questo
titolo: Rime del sig. r D. Cataldo Antonio Mannarini diuise in quattro
parti. Napoli, Tarquinio Longo, 1617. (Data del colophon 1618). In
quarto, di pp. 448.
Il libro è dedicato a Gio. Battista Maffei, Barone di Carbonara,
'da Mesapia '. La data della dedica è (com'era da aspettare!) ' Il primo di Genaro del 1616 '. La prima parte contiene ' vn ' Amorosa Ghirlanda, in materia d'honestissime fiamme '. Nella seconda parte sono
' alcuni affettuosi sospiri, e ∎lagrime sparse in morte di sua moglie
amatissima '. La ' lettera introduttoria, scritta da Taranto il 1° gennaio
1615, è indirizzata a Gio. Michele Marini, cugino e 'cognato dell'autore.
Nella terza parte vi è un panegirico ' per alcuni personaggi de' signori
illustrissimi, & eccellentissimi Farnesi morti, e vivi '. La lettera a
Mario Farnese è ' di Mesapia al I. di Gennaio 1616 '.
(i
Per lo Scardino vedi il mio articolo sulla stampa a Bari, La Bibliofilia, LVI,
1954, disp. 3, pp. 216-24. Un nuovo studio su di lui è in corso di preparazione
a cura dell'amico Michele Paone.
Esprimo la mia viva gratitudine ai direttori delle Biblioteche Nazionale di
Roma e di Napoli, e Civica di Taranto, per le loro risposte alle mie lettere,
nonché agli amici Michele Paone, Gianfranco Scrirnieri e Rosario Jurlaro, i
quali tutti sono stati sempre liberali di aiuto e di consiglio all'autore straniero
del presente articolo.
22
Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina)
a cura di IMAGO - Lecce
'IMPRE
Re rOiChe,'A orof&,c
3fi litar fora
itoubrf, ;San ric be:
eRidItOk
Ara
( 4 :42o
1 t:
C
circo 'itrèC,
Sirrloli:IC
fyo.sitiw:i
ch2,5chetitluta
Can 7411ZdeP 2.<
eri
,
i
p e rè os,
•,71,
nUtihtd
, .f i) °Fra ;4e
1
:11,/tCrje S
corei , 3ut1'o
(14.1:4t-
an-criLo
:
er
‘,7
irec:7,:g.rid
o
Cataldo Antonio Mannarino,
L'imprese heroiche, amorose, militari, morali, lugubri,
satiriche e ridicole ». (Cod. autografo, inedito).
23
Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina)
a cura di IMAGO - Lecce
Nella quarta parte egli 'scrive ' di materie sagre, eroiche, amorose,
lugubri '. La lettera a Giovambattista Manso è scritta ' di Mesagna, il
dì primo dell'anno 1616 '.
Anche il volume delle Rime è diventato un libro assai raro, e ho
potuto consultarne soltanto un esemplare. Oltre a queste opere principali, esiste qualche opera minore che ho elencata nella bibliografia.
Esiste poi un'opera inedita del Mannarino di cui ho avuto recentemente occasione di studiare il codice originale, autografo, grazie al
gentile suo possessore dr. Giovanni Cavaliere di Brindisi. Il titolo del
manoscritto è :
L'Imprese heroiche, amorose, militari, morali, lugubri, satiriche, e
ridicole Di Cataldo Antonio Mannarino
Gioseppe d'Azzia, Marchese della Terza.
Consecrate
La lettera dedicatoria dell'autore è firmata ' da Misagne. lì 2 di
Maggio. 1612. ' . Una delle imprese militari fu composta per ' Fra
Fabio Mannarino, vn de' più generosi Caualieri Hiero'solomitani, che
sia giamai visto [vissuto?] '. Questo sarà stato senza dubbio un parente
dell'autore. Una delle imprese morali s'indirizza a Torquato Tasso, e
un'altra a Peregrino Scardini (Scardino), ' Dottor Teologo, Poeta Lirico, celebre tra ' Latini di questa età, 'e dotato di lettere varie, et esquisite, gratiss.° de' benefici, e nemiciss.° d'ingrati '. Il codice, che varrebbe la pena 'pubblicare con commento, è chiaro, nitido, con delle
illustrazioni minute e raffinate.
L'ultima opera a stampa che conosco di Cataldantonio Mannarino è la lunga introduzione che egli compose per il libro del suo
amico e collega in medicina Epifanio Ferdinando, Centum historiae,
seti Observationes et casus medici, uscito per i tipi di Thomas
nus (Tommaso Baglioni) a Venezia , nel 1621. La dedica scritta dal Ferdinando a Giulia Farnese, duchessa di Mesagne, è datata ' Messapiae
il primo di maggio 1621. Il libro descrive molti casi di medicina dal
1596 in poi, e, come abbiamo già osservato, ebbe l'aiuto del Mannarino nel 1600 e nel 1612.
Secondo il Villani (ma non so da dove deriva tale notizia), il nostro Mannarino morì il 28 ?luglio 1621, a soli 53 anni.
Il Mannarino è importante nella storia della letteratura italiana
perché è l'unico autore pugliese dei secoli XVI e XVII che abbia pubblicato poema eroico, tragedia sacra e dramma pastorale: il noto Ascanio Grandi di Lecce, autore del Tancredi, non ha scritto drammi
pastorali nè tragedie.
Elenco delle opere a stampa di Cataldo Antonio Mannarino.
1. Glorie di guerrieri e d'amanti in nuova impresa nella città di Taranto succedute. Poema heroico.
24
Provincia di Lecce - Media teca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina)
a cura di IMAGO - Lecce
In-quarto.
Napoli, Gio. Giac. Carlino & Antonio Pace, 1596.
Esemplari: Napoli, BN; Taranto, B Civica; Bari, BN; Lecce,
B Prov.; Brindisi, B Arciv. De Leo (manca il frontespizio, rifatto
a mano); Roma, BN; Londra, British Museum (due es.); Cambridge, Trinity .College.
N. B.: Oligantea delle lodi di Alberto d'Acquaviva d'Aragona duca
(d'Atri. Raccolta dal dott. C. A. Mannarino da diversi autori.
Questo opuscolo ha il proprio frontespizio, ma non è libro
indipendente e fa parte di Glorie di guerrieri.
« In una sua lettera diretta a Cosmo Pinelli Marchese di
Galatone, inserita nella sua Oligantea promette di pubblicare:
Delle grandezze della Gerusalemme liberata di T. Tasso, fondata in tutte ile scienze speculative e pratiche, morali e civili,
di ragione 'di Stato e di guerra, di tutti i sensi allegorici,
misti ad altri; con le conferenze e col giudizio particolare tra
la l a e (l'ultima Gerusalemme del detto Tasso. La lettera è
datata Napoli, 1 marzo 1596.
Ignoriamo se quest'opera fu pubblicata ».
(Dizionario biografico degli uomini chiari di Terra d'Otranto,
ms. dell'Archivio di Stato di Lecce).
2. Canzone al ... cardinale Gesualdo nel suo possesso dell'arcivescovado di Napoli.
Napoli, G. G. Carlino & A. Pace, 1596.
Esemplari: Napoli, BN.
3. Il Pastor Costante. Favola boschereccia.
In-ottavo.
Bari, Giulio Cesare Ventura, 1605.
Esemplari: Lecce, B Prov.; Roma, BN; Firenze, BN; Oxford,
Bodleian Library.
4. Apologia in risposta del parere pubblicato sotto il nome di Giambattista Leoni sopra II pastor costante.
Napoli, G. B. Sottile, 1608.
Esemplari: Napoli, BN.
5. L'Erminia. Favola boschereccia.
Venetia, Bernardo
& Gio. Battista Ciotti, 1610.
Esemplari: Roma, BN; Londra, British Museum (2 es.).
In-12°.
6. Susanna, tragedia sacra, con quattro intermedi dell' historia di Susanna hebrea.
Venezia, Bernardo Giunti e G. B. Ciotti, 1610.
Esemplari: Roma, BN (2 es.).
25
Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina)
a cura di IMAGO - Lecce
7. Rime ... diuise in quattro parti.
Napoli, Tarquinio Longo, 1617 (colophon 1618).
Esemplari: Brindisi, B Arciv. De Leo.
In-quarto.
8. Prefazione a: Epiphanius Ferdinandus, Centum historiae, seu Observationes et casus medici.
In-fol.
Venetiis, Thomas Ballionus, 1621.
Esemplari: Cesena, B Malatestiana; Parigi, BN; Londra, British
Museum.
Oltre a queste opere ci sarebbero di lui, secondo il Villani, le seguenti :
Elegia
parti.
(in latino); Lodi di Alberto I; Rithmorum liber, in quattro
La prima non è identificabile; la seconda è forse la stessa Oligantea del n. 1 di sopra; mentre Rithmorum liber è senza dubbio da
identificare con le Rime.
26
Provincia di Lecce - Mediateca - Progetto EDIESSE (Emeroteca Digitale Salentina)
a cura di IMAGO - Lecce
Scarica

dantonio Mannarino `intitolato Glorie di guerrieri e d