Retina Suisse Giornale - Journal 1/2014 esce tre volte l'anno L'associazione d'aiuto reciproco di persone con retinite pigmentosa (RP), degenerazione maculare, sindrome di Usher e altre malattie degenerative della retina Umschlag-IT.indd 2 3.5.2012 11:54:22 Uhr Impressum Redazione: Christina Fasser, Uta Buhl, Renata Martinoni Retina Suisse, Ausstellungsstrasse 36, 8005 Zurigo Tel. 044 444 10 77, fax 044 444 10 70 [email protected], www.retina.ch Testo italiano: Renata Martinoni Impaginazione e stampa: Roda Fratelli SA, Taverne (TI) Giornale parlato: Centro di produzione Unitas, 6900 Lugano Abbonamento annuo: è compreso nella tassa sociale Il Giornale esce: in italiano, francese e tedesco, in versione scritta e parlata Conto postale 80-1620-2 IBAN CH42 0900 0000 8000 1620 2 Siamo grati per ogni offerta! No. 122, giugno 2014 Umschlag-IT.indd 3 3.5.2012 11:54:22 Uhr Umschlag-IT.indd 4 3.5.2012 11:54:22 Uhr Retina Suisse L'associazione d'aiuto reciproco di persone con retinite pigmentosa (RP), degenerazione maculare, sindrome di Usher e altre malattie degenerative della retina Ausstellungsstrasse 36, CH-8005 Zurigo Tel. 044 444 10 77, Fax 044 444 10 70 [email protected], www.retina.ch Conto postale 80-1620-2 La nostra partner nel mondo svizzero dell’handicap visivo Dove trovarci? Retina Suisse – Servizio di consulenza di Zurigo Ausstellungsstrasse 36, CH-8005 Zurigo Tel. 044 444 10 77, Fax 044 444 10 70 [email protected] Retina Suisse – Servizio di consulenza di Losanna p/a Hôpital ophtalmique Jules-Gonin Av. de France 15, case postale 133 CH-1007 Losanna Tél. 021 626 86 52, [email protected] Nella Svizzera italiana e nelle zone molto discoste, se richiesto, le consulenze sono proposte sul posto. Umschlag-IT.indd 1 3.5.2012 11:54:22 Uhr Giornale 1 / 2014 Agenda 18 – 19 aprile 2015 Assemblea generale e Congresso di Retina Suisse a Friburgo Giornale Retina Suisse 1 / 2014 1 Sommario Editoriale (Ch. Fasser) ................................................................ 4 Ci congratuliamo Il prof. Christian Grimm nuovo membro onorario ... 6 Comitato direttivo Il nuovo presidente si presenta (C. Voegeli) ................ 8 Un sentito grazie al presidente uscente Stephan Hüsler (B. Hübschi) ..................................................... 10 Medicina e ricerca Lampalizumab: risultati positivi di uno studio su un trattamento per la AMD secca ..................................... Terapia genica per la coroideremia ............................. Farmaci con possibili effetti indesiderati sulla retina (C. Gehrig) .................................................................. L’automedicazione – utile o dannosa? (C. Moret) ... Agopuntura per la retinite pigmentosa e altre malattie ereditarie della retina (Posizione AKF) ........ 12 14 17 21 27 L’intervista Con Yvonn Scherrer nel mondo dei profumi (U. Buhl) . 31 Vivere con.... Servizio militare e handicap (M. Kämpfen) ................... 37 La paura rischia di divorarmi (K. Klasen) ............... 40 Come fare per ricevere un contributo d’assistenza (Ch. Fasser) ................................................................ 42 2 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 Riprese video possono essere utili (H. Kieni) ......... 47 Tutto ciò che si deve sapere sulla parità di diritti .. 51 Consigli per chi viaggia Germania: in treno con un’audioguida per vedere il paesaggio ............................................................... Svizzera: prestazioni per viaggiatori con handicap .. . • Call Center Handicap delle FFS .............................. • Assistenza per salire e scendere dal treno nelle stazioni d’appoggio ............................................... • Viaggiare con il treno all’estero ............................ • Carta di legittimazione per viaggiatori portatori di handicap (Carta d’accompagnamento) ............ • Tessera di legittimazione per ciechi e ipovedenti delle imprese di trasporto del traffico locale ............ • Abbonamento generale per viaggiatori con handicap ................................................................ . • Trasporto di biciclette speciali (tandem) con il treno .. • In viaggio senza un titolo di trasporto valido ..... • Informazioni sul traffico ferroviario per ciechi e ipovedenti ............................................................... 53 54 54 54 54 56 56 58 59 59 60 Mezzi ausiliari Il Servizio mezzi ausiliari dell’Unitas ....................... Libri senza barriere ................................................... Telefonini con tasti DORO ........................................ Un videorecorder parlante ....................................... Una super lampada tascabile (J. Ziesenhenne) ...... 61 62 62 64 65 A proposito... «Diario di viaggio» del presidente uscente (St. Hüsler) .. 67 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 3 Editoriale Care lettrici, cari lettori Mentre sto scrivendo questo editoriale – è il primo giorno di primavera – fuori nevica e in pari tempo gli uccelli cinguettano a gola spiegata. Un segno inconfondibile che le giornate si stanno allungando a passi da gigante. Finché il giornale sarà nelle vostre mani, all’inizio dell’estate, voi starete già godendo appieno le giornate diventate lunghe e luminose. La primavera è il momento del risveglio delle attività, dell’incedere delle cose nuove. Anche per Retina Suisse è così: l’anno scorso, a inizio dicembre, il comitato ha designato Stephan Hüsler come mio successore alla direzione dell’associazione. E questo ha significato che Retina Suisse doveva anche darsi da fare per trovare un nuovo presidente. Per nostra fortuna, appena gliel’abbiamo proposto, Claude Voegeli ha subito accettato di candidarsi. E per fortuna l’Assemblea generale 2014 l’ha eletto. Con Claude Voegeli la nostra associazione ha per la prima volta un presidente romando e questo è di buon auspicio per dare maggiore peso all’elemento latino. Con Claude Voegeli abbiamo però anche trovato una persona dalle grandi competenze professionali, segnatamente nei settori dell’assicurazione malattie e delle assicurazioni sociali in generale. In una nomina supplettiva, l’AG 2014 ha eletto in comitato una seconda persona di grandi capacità. Céline Moret che, dopo aver lasciato la direzione del 4 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 servizio di consulenza di Losanna per riprendere gli studi, ha accettato di candidarsi per il comitato e di continuare a mettere a disposizione di Retina Suisse le sue notevoli conoscenze scientifiche. In Retina Suisse anche a livello amministrativo la primavera è caratterizzata da numerosissime attività: per prima cosa abbiamo organizzato l’Assemblea generale e diversi altri momenti informativi. Non da ultimo abbiamo messo in cantiere anche tutta la serie delle manifestazioni d’informazione sul tema della degenerazione maculare correlata all’età, che si succederanno fino alla fine dell’autunno in tutta la Svizzera. Altre attività in calendario sono le tradizionali visite a laboratori e l’incontro regionale della Svizzera tedesca. Grandi avvenimenti si annunciano con bell’anticipo: nella primavera del 2015 si terrà nuovamente un congresso di Retina Suisse, incentrato su temi d’attualità della ricerca e delle terapie nonché su aspetti riguardanti la vita quotidiana con una degenerazione retinica. L’estate è il momento dei viaggi, dello svago e del riposo. Speriamo che tutte e tutti potrete goderne o perlomeno approfittare delle belle giornate estive. Purtroppo per noi il sole ha anche un «risvolto» meno piacevole, l’abbagliamento. E allora è bene non dimenticare che esistono lenti filtranti colorate che possono mitigarne gli effetti. Come certamente sapete, scegliere l’occhiale giusto non è sempre facile. Perciò Retina Suisse mette a disposizione in prova una vasta raccolta di lenti filtranti. Le persone interessate possoGiornale Retina Suisse 1 / 2014 5 no richiedere la famosa valigetta rossa per provare le lenti durante una decina di giorni e – cosa importante – farlo con il bello e il brutto tempo. Un elegante cappello a tesa larga o un moderno copricapo con la visiera e un buon paio d’occhiali da sole con lenti filtranti sono una garanzia certa per delle piacevoli giornate estive. Buone vacanze e un cordiale saluto da Christina Fasser 6 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 Ci congratuliamo Il professor Christian Grimm nuovo membro onorario di Retina Suisse Con voto unanime e un caloroso applauso, l’Assemblea generale 2014 ha accolto il professor Christian Grimm nella schiera dei suoi membri onorari, riconoscendone in tal modo i grandi meriti a favore di Retina Suisse. Il professor Grimm dirige il Laboratorio di biologia cellulare della retina della Clinica oculistica dell’Ospedale universitario di Zurigo, dove da diversi anni svolge ricerche sui meccanismi fondamentali che stanno all’origine delle degenerazioni retiniche. Dal 2001 organizza, inizialmente in collaborazione con Andreas Wenzel e più tardi assieme ad altri ricercatori, lo Swiss Eye Research Meeting, l’annuale incontro di tutti i gruppi di ricerca attivi in Svizzera nel campo delle degenerazioni retiniche. Come membro del comitato medico-scientifico di Retina Suisse, il professor Grimm da molti anni affianca e sostiene la nostra associazione nell’ambito delle questioni legate alla ricerca fondamentale. Giornale Retina Suisse 1 / 2014 7 Comitato direttivo Il nuovo presidente si presenta Nato nel 1945, da bambino ho vissuto a Ginevra, Parigi e Zurigo. Di ritorno a Ginevra, vi ho frequentato il ginnasioliceo e l’università. Conseguita la licenza in legge, ho lavorato in qualità di assistente in diritto sociale svizzero e internazionale presso l'Università di Ginevra. Nel 1972 sono entrato al servizio della Confederazione come giurista, cominciando la mia attività presso l'attuale SECO (nella Divisione diritto del lavoro e protezione dei lavoratori). Là mi sono occupato del «Conferimento del carattere obbligatorio generale ai contratti collettivi di lavoro» e dell’applicazione della Legge federale sul lavoro nei cantoni francofoni della Svizzera. Dopo sei anni sono passato all’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), dove ho ricoperto diversi incarichi. All’inizio degli anni ‘80, per esempio, ho diretto la Sezione assicurazione e prevenzione degli infortuni. Data di allora l’entrata in vigore della LAINF, l’assicurazione obbligatoria infortuni professionali e non professionali. Nel 1987 ho assunto la direzione della Divisione assicurazione-malattia, un’attività interessante e molto impegnativa, che mi ha permesso di partecipare all’elaborazione della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal). In quel contesto rientrava anche la lotta contro la selezione dei rischi in auge nel vecchio sistema d’assicurazione-malattia. Nel 1996 mi è stato conferito l’incarico di collaboratore scientifico della direzione dell’UFAS. In quella funzione mi sono dedicato in particolare 8 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 alle questioni concernenti la protezione dei dati sanitari e all’elaborazione (nel quadro della nuova perequazione economica tra cantoni e Confederazione NPC) della Legge federale sulle istituzioni che promuovono l'integrazione degli invalidi (LIPIn). In pensione dal 2007, ho assunto man mano compiti di volontariato in diversi gremi. Sono membro del comitato dell’Unione centrale svizzera per il bene dei ciechi (UCBC), l’organizzazione-mantello nel settore dell’handicap visivo. Sono pure membro del comitato direttivo di ProRaris, l’alleanza delle associazioni svizzere che si occupano di malattie rare. Colgo qui l’occasione per far notare che le degenerazioni retiniche ereditarie sono pure malattie rare. Quando mi è giunta la domanda se fossi interessato a diventare presidente di Retina Suisse ho subito dato risposta affermativa. Perché? Innanzitutto perché, ipovedente a causa di una degenerazione retinica ereditaria, ho sempre seguito da vicino le attività di Retina Suisse. In secondo luogo perché come membro di comitato dell’UCBC, gli aspetti scientifici della vista mi hanno sempre interessato. In quest’ambito Retina Suisse svolge un ruolo unico. Anzi, è la sola organizzazione che si avvale del sostegno d’un rinomato comitato scientifico in grado di informare in modo competente sui progressi della ricerca e che ha saputo tessere una fitta rete di relazioni con gli scienziati di altri Paesi. Senza poi dimenticare le buone relazioni che intercorrono con i membri dell’associazione. Un programma del genere non è soltanto interessante, ma addirittura entusiasmante. La ricerca avanza lentamente e perciò ci vuole Giornale Retina Suisse 1 / 2014 9 ancora parecchia pazienza finché finalmente ci saranno delle terapie. I progressi fatti sono comunque innegabili e allora bisogna continuare a rimanere vigili per essere pronti quando le terapie saranno realtà. Queste sono le ragioni principali del mio impegno. Dovrò certamente imparare ancora molto dall’attuale squadra dirigente, ma spero anche di poter dare un utile apporto con le conoscenze derivanti dalla mia esperienza professionale. Mi rallegro di poter lavorare con un comitato direttivo che ho già avuto occasione di conoscere. Vorrei inoltre porgere un sentito grazie per la fiducia espressami con la nomina a presidente di Retina Suisse. Farò tutto il possibile per meritarla. Claude Voegeli Un sentito grazie al presidente uscente Stephan Hüsler Brigitte Hübschi, vicepresidente di Retina Suisse, Spiegel b. Bern A nome del comitato desidero esprimerti, caro Stephan, un sentito grazie per il vasto e intelligente impegno che hai profuso per Retina Suisse nei nove anni in cui sei stato membro del comitato, cinque dei quali come presidente. 10 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 Nel tuo lavoro per la nostra associazione d’aiuto reciproco hai sempre messo tutto il cuore e un grande impegno concreto. Sei sempre stato assetato di sapere e svolgendo i tuoi compiti hai imparato molto. Alle sedute di comitato eri sempre preparatissimo e ti sei distinto per la conduzione competente e sicura dei lavori. Con trascinante entusiasmo hai saputo avvicinarci alla politica sociale e alle sue contingenze. Hai sempre dato grande importanza alla buona collaborazione con la direzione di Retina Suisse e, con attenzione e coerenza, hai saputo distinguere chiaramente gli ambiti strategici da quelli operativi. Sia sul piano delle riflessioni che dell’azione hai sempre mirato a una visione globale delle cose. Non ti lasciamo partire volentieri. Il pensiero che non dovremo fare a meno per troppo tempo della tua collaborazione ci rallegra. Il 1. gennaio 2015 riceverai il testimone dalle mani della nostra direttrice Christina Fasser. Certi dell’ottima collaborazione che saprai instaurare con il comitato, ti auguriamo, caro Stephan, sin d’ora molte soddisfazioni nella grande sfida che ti attende. Giornale Retina Suisse 1 / 2014 11 Medicina e ricerca Lampalizumab: risultati positivi di uno studio su un trattamento per la AMD secca Con un nuovo farmaco, un anticorpo monoclonale inibitore del fattore D del complemento, si è potuto ottenere per la prima volta un effetto terapeutico positivo in pazienti con una forma secca della degenerazione maculare correlata all’età (AMD). L’atrofia geografica, come spesso è chiamata la AMD secca, è lo stadio avanzato della degenerazione maculare correlata all’età ed è causa frequente della perdita della capacità visiva nelle persone anziane. Si parla di atrofia geografica perché la distruzione dei fotoricettori e dell’epitelio pigmentato retinico nel polo posteriore dell’occhio si manifesta a macchia e le zone atrofizzate si estendono lentamente fino a congiungersi. In età molto avanzata, la forma secca della AMD è più frequente della forma umida. Per la AMD cosiddetta umida esiste una terapia efficace con farmaci anti-VEGF, per quella secca, invece, finora mancano terapie risolutive. Al Congresso EURETINA di Amburgo, il professor Frank G. Holz, direttore della clinica oculistica universitaria di Bonn e membro del comitato medico-scientifico (WMB) di PRO RETINA Deutschland e di Retina Suisse, ha presentato i risultati dello studio di fase 2 con il farmaco Lampalizumab, un anticorpo monoclonale inibitore del fattore D del complemento, che ha permesso, per la prima volta, di rallentare l’evolversi della AMD secca. 12 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 Effetti significativi dopo soli sei mesi Le iniezioni mensili di Lampalizumab nel corpo vitreo dei probandi hanno prodotto un effetto statisticamente significativo già dopo sei mesi di sperimentazione. Tale effetto è poi continuato durante tutti i 18 mesi previsti per lo studio. Rispetto ai pazienti trattati con un placebo, in quelli cui era stata praticata un’iniezione di Lampalizumab al mese l’avanzata dell’atrofia geografica è stata del 20 percento inferiore. Varianti di rischio genetiche Data di tempi recenti la prova che nelle AMD multifattoriali complesse, tra i fattori genetici un ruolo molto importante compete a varianti di rischio di geni del sistema del complemento. Il cosiddetto complemento fa parte del sistema immunitario. Appare ovvio che se il sistema del complemento si attiva in modo eccessivo contro depositi tossici nella macula, ciò contribuisce all’evoluzione della malattia. Lampalizumab è un anticorpo che inibisce un fattore essenziale del sistema del complemento, il fattore D. Lo studio di fase 2, denominato MAHALO, comprendeva 129 pazienti con un’atrofia geografica in entrambi gli occhi. I probandi sono stati suddivisi a caso in gruppi con diversi modelli di trattamento. L’obiettivo primario dello studio era di confrontare le variazioni medie della grandezza dell’area atrofica tra l’inizio della ricerca e il 18esimo mese di trattamento. Per la valutazione si è ricorso a riprese digitali dell’autofluorescenza del fondo dell’occhio eseguite con un oftalmoscopio a scansione laser. «La ricerca denominata MAHALO è il primo studio con un inibitore del complemento, il Lampalizumab, su persone Giornale Retina Suisse 1 / 2014 13 con un’atrofia geografica che ha prodotto effetti positivi» ha dichiarato il professor Holz. «Lo studio evidenzia pure che la misurazione delle dimensioni dell’atrofia con una tecnica basante sull’autofluorescenza del fondo dell’occhio costituirà un utile e sensato parametro primario per la valutazione anatomica», aggiunge il dott. Steffen Schmitz-Valckenberg, docente privato e assistente capo presso la clinica oculistica universitaria di Bonn. La ricerca si è svolta parallelamente in diversi centri di studio statunitensi e tedeschi. Fonti: • Presseinfo der Universitäts-Augenklinik Bonn. • Frank G. Holz, MAHALO Phase II study: safety, tolerability and activity of lampalizumab (anti-factor D) in patients with geographic atrophy. • Präsentation EURETINA Meeting, September 2013, Hamburg. Terapia genica per la coroideremia Di una nuova forma di terapia genica si era già sentito parlare alla fine del 2011 e poi nuovamente nel 2012 al Congresso di Retina International a Amburgo. La terapia in questione era quella proposta presso la University of Oxford sotto la direzione del professor Robert MacLaren. Ora i primi risultati intermedi hanno fatto l’oggetto di una pubblicazione sulla rivista specializzata «The Lancet». 14 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 La coroideremia La coroideremia è una forma di degenerazione retinica che di regola colpisce solo i maschi. Di solito la malattia è diagnosticata nell’infanzia e spesso porta alla cecità già all’età di 40 - 50 anni. La malattia è causata dall’assenza del gene REP1 sul cromosoma X. A tutt’oggi non è disponibile nessuna terapia. Secondo le stime, in tutto il mondo sono circa 100’000 le persone affette da coroideremia. L’approccio terapeutico La terapia di nuovo genere, messa a punto dal professor Robert MacLaren della University of Oxford in collaborazione con il professor Miguel Seabra dell’Imperial College, ha l’obiettivo di arrestare l’evoluzione della malattia tramite la somministrazione del gene mancante. Il mezzo di trasporto scelto è un virus che deve portare il gene al posto giusto nell’occhio. Arrivato alla retina, il virus ha il compito di infettare i fotoricettori e in seguito di innescare e attivare il gene REP1. Risultati intermedi dello studio clinico di fase I/II Come i ricercatori scrivono nella loro comunicazione, finora i pazienti trattati erano 6, d’età variante tra i 35 e i 63 anni. Nei primi sei dei 24 mesi previsti per lo studio si è potuto constatare che non sono intervenute complicazioni di nessun genere. Grazie all’intervento, eseguito per la prima volta in tal modo, in un paziente allo stadio avanzato della malattia non solo si è riusciti a stabilizzare la situazione, ma persino a ottenere un miglioramento della capacità visiva. In pazienti a uno stadio precoce della malattia si è pure ottenuto un miglioramento della visione notturna. Giornale Retina Suisse 1 / 2014 15 Opportunità anche per altre affezioni genetiche Il professor Robert MacLaren parte dalla constatazione che nel suo corso lo studio ha già dimostrato che la terapia genica potrebbe essere impiegata anche per altre affezioni d’origine genetica, per esempio la degenerazione maculare correlata all’età. Secondo MacLaren dovrebbe essere possibile mirare alle stesse cellule, ma afferma «Finora non sappiamo quali sono i geni che dobbiamo trattare nel caso di questa malattia, ma sappiamo come funziona il procedimento». Pubblicazione I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista specializzata «The Lancet». Prudente ottimismo In un recente commento i professori Hendrik Scholl della Johns Hopkins University di Baltimora e José Sahel dell’Institut de la Vision di Parigi hanno fatto notare che il periodo d’osservazione era ancora troppo breve per permettere delle conclusioni sull’efficacia a lungo termine della terapia. Hanno però aggiunto che «persino un effetto lieve potrebbe avere importanti ripercussioni positive poiché esistono percorsi terapeutici aggiuntivi che potrebbero aiutare a salvare la capacità visiva o a ripristinarla». Fonti: • The Lancet • Focus Online • Focus Online 16 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 Farmaci con possibili effetti indesiderati sulla retina Dott. med. Claus Gehrig, presidente di PRO RETINA Deutschland e. V «Il farmaco XY prescrittomi dal medico di famiglia (o da uno specialista) per curare un’altra malattia potrebbe ripercuotersi negativamente sulla mia degenerazione retinica?» PRO RETINA Deutschland e Retina Suisse sono spesso confrontate con questa o con domande analoghe rivolte loro da diverse parti. Le e i consulenti laici e volontari di PRO RETINA Deutschland, che da anni fanno consulenza a persone con degenerazioni retiniche, e che sono sempre scientificamente aggiornati, hanno sottoposto più volte il tema al Gruppo di lavoro questioni cliniche (Arbeitskreis Klinische Fragen AKF) di PRO RETINA Deutschland e di Retina Suisse. Nei suoi dibattiti, il gruppo AKF è giunto alla conclusione che purtroppo si tratta di questioni per le quali esistono soltanto poche risposte scientificamente fondate e chiare. In effetti, sono pochi i farmaci di cui è dimostrato un possibile danno alla retina o al nervo ottico. Tra di essi c’è, per esempio, la clorochina rispettivamente l’idrossiclorochina, noti prodotti impiegati per la prevenzione della malaria o, in determinati casi, per la cura di malattie immunologiche. Pure potenzialmente dannoso per la retina o il nervo ottico è l’Ethambutol, un farmaco per la cura della tubercolosi. Per alcuni altri farmaci sussistono indicazioni su presunti rischi per la retina Giornale Retina Suisse 1 / 2014 17 o il nervo ottico. Queste indicazioni sono da prendere molto sul serio, in ultima analisi non ci sono tuttavia prove sufficienti a dimostrazione di un’effettiva correlazione. Per contro sono molto più numerosi i farmaci per i quali sul foglietto informativo, il cosiddetto «bugiardino», alla voce possibili effetti secondari si parla molto genericamente di «disturbi della vista». Per «effetti indesiderati» si intendono reazioni inattese e dannose che si manifestano in caso d’assunzione regolare e prolungata di un determinato farmaco. Per molti dei «disturbi della vista» menzionati si tratta tuttavia di sintomi piuttosto imprecisi e non specifici quali vista annebbiata, velata, nero davanti agli occhi o effetti analoghi. Simili disturbi della vista non specifici sono spesso menzionati in grosse ricerche e non concernono solo i pazienti che hanno assunto il farmaco allo studio bensì con parecchia probabilità anche il gruppo di controllo e persino la popolazione normale. Inoltre, molti dei «disturbi della vista» che si manifestano in caso di assunzione di farmaci sono in relazione con il sistema nervoso vegetativo (o autonomo) e perciò non sono da mettere in relazione con un’eventuale danno preesistente della retina. Oltre a ciò si devono considerare anche le indicazioni sulla frequenza degli effetti indesiderati menzionati nel bugiardino. Essi fanno riferimento al rischio statistico della comparsa di effetti collaterali di un farmaco ma non consentono ovviamente nessuna previsione individuale per il singolo caso. Se sul bugiardino sta scritto «occasionali» ciò significa che l’effetto indesiderato si manifesta in uno fino a 10 18 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 pazienti su 1’000, il che corrisponde a una probabilità dello 0,1 fino a un percento. Perciò, prima di cominciare una cura farmacologica, occorre procedere a un’accurata analisi dei rischi e vantaggi, valutando l’utilità attesa e gli eventuali rischi per la retina, sempre ammesso che la gravità della malattia in corso non imponga il trattamento. A tale scopo è soprattutto importante che il medico di famiglia, rispettivamente lo specialista che intende prescrivere un dato farmaco, sia al corrente della degenerazione retinica e ne tenga conto nelle sue valutazioni e raccomandazioni. In situazioni di particolare incertezza può anche rivelarsi necessario un contatto diretto tra il medico di famiglia/lo specialista che prescrive il farmaco e l’oculista che segue la persona con la degenerazione retinica. In quell’occasione i medici potrebbero anche discutere l’eventuale possibilità di altri farmaci con un profilo di rischio meno alto per la retina o la possibilità di interventi terapeutici non medicamentosi. Fatta un’accurata analisi dei rischi e vantaggi, l’ideale sarà che medico e paziente decidano assieme pro o contro un possibile trattamento farmacologico. Per l’oculista è altresì importante sapere se il paziente assume determinati farmaci per la cura d’altre malattie che quella retinica. Ciò per esempio in vista di pianificare un’operazione di cataratta. Se in concomitanza con un trattamento farmacologico dovessero insorgere sintomi oculari che fanno supporre un’interazione indesiderata con il farmaco assunto, Giornale Retina Suisse 1 / 2014 19 il paziente non dovrebbe in nessun caso interrompere la cura per decisione propria. Questo perché per determinate malattie, per esempio attacchi epilettici o pericolose aritmie cardiache, un’interruzione improvvisa dell’assunzione del farmaco potrebbe avere conseguenze gravi. È pertanto importante sapere che danni alla retina o al nervo ottico non capitano praticamente mai fin dall’inizio dell’assunzione di un farmaco, ma piuttosto dopo alcune settimane se non mesi. Come in molti altri ambiti della vita, il paziente deve innanzitutto riflettere, poi procedere a un’accurata valutazione dei rischi e dei vantaggi e, non da ultimo, se è il caso dare particolare importanza al contatto reciproco tra i suoi medici curanti. Il significato delle indicazioni quantitative sugli effetti collaterali contenute nel bugiardino • molto frequenti: più di 1 caso su10 (> del 10 percento) • frequenti: 1 fino a 10 casi su 100 > del 10 percento) • occasionali: 1 a 10 casi su 1’000 (tra 1 e 0,1 percento) • rari: 1 a 10 casi su 10’000 (tra 0,1 e 0,01 percento) • molto rari: meno di 1 caso su 10.000 (< dello 0,01 percento) • sconosciuti: frequenza non valutabile sulla base dei dati disponibili. Effetti collaterali rari o molto rari si manifestano soltanto se il numero dei trattamenti è elevato (durata della somministrazione, numero di pazienti). Per motivi statistici l’osservazione di effetti collaterali indesiderati deve, per esempio, conceernere 1:1 milione su circa sei milioni di trattamenti. Ciò 20 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 significa che per medicinali nuovi o poco diffusi sussiste un rischio maggiore di effetti collaterali ancora sconosciuti. Alcune fonti: • Klinische Monatsblätter Augenheilkunde (2012) • Deutsches Ärzteblatt (2012) • Pharmazeutische Zeitung (2012 • Wikipedia L’automedicazione – utile o dannosa? Céline Moret, Retina Suisse, Ginevra Una persona che assume o utilizza un farmaco senza prescrizione medica fa dell’automedicazione. Per le persone affette da una degenerazione retinica, l’automedicazione rappresenta spesso un’alternativa molto tentatrice. L’automedicazione è un fenomeno talmente diffuso che di recente in un articolo di giornale è stata definita «epidemia silenziosa». In teoria l’automedicazione dovrebbe essere limitata ai farmaci esenti da prescrizione medica, in pratica si ricorre invece spesso a farmaci con prescrizione medica trovati nell’armadiettofarmacia casalingo o addirittura ricevuti da amici e conoscenti. Inchieste fatte in Francia indicano che il 28% delle donne e il 15% degli uomini assumono regolarmente degli integratori alimentari. Solo il 10% delle persone Giornale Retina Suisse 1 / 2014 21 interrogate ha detto di acquistarli alfine di compensare un’alimentazione carente. Tutti gli altri assumevano integratori alimentari perché si sentivano esausti o per rimanere in buona salute o anche per sovvenire a disturbi. Per la Svizzera non esistono statistiche paragonabili, tuttavia la tendenza sembra andare nella stessa direzione. Per breve tempo soltanto Nonostante che in generale i richiami alla prudenza nei confronti dell’automedicazione siano numerosi e insistenti, ci sono comunque situazioni in cui essa è senz’altro raccomandata. Per esempio in caso di brevi e banali disturbi quali raffreddori, mal di gola, tosse, piccole ferite e bruciature, febbre, dolori dopo ferite di poco conto, disturbi della digestione temporanei e malesseri da viaggio (mal d'auto, mal di mare, mal d'aereo, ecc.). Ciò che conta è che si tratti unicamente e sempre di cure di breve durata. I rischi non mancano Ogni farmaco assunto può provocare effetti collaterali. Sembra paradossale, ma le emicranie possono peggiorare in seguito a un consumo eccessivo di analgesici. A parte le indicazioni sopra esposte, l’automedicazione non può sostituirsi alla consultazione presso un medico. Infatti, per individuare la terapia giusta spesso occorrono analisi approfondite. Valutare bene le informazioni disponibili Molte persone cercano consiglio in Internet. La varietà delle fonti d’informazione – blog, forum, pubblicità e 22 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 articoli di giornale basati su ricerche giornalistiche accurate – rende difficile distinguere ciò che è valido da ciò che non è d’affidamento. Siti web di organizzazioni ufficiali quali l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Swissmedic, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e la Food and Drug Administration statunitense (FDA) o le organizzazioni professionali svizzere in via di principio sono fonti affidabili. Per valutare la serietà di altri siti web si dovrebbe poter dare risposta alle domande seguenti: 1. Chi è responsabile del sito web; c’è la possibilità di contattare l’organizzazione o la persona stessa? 2. I dati pubblicati sono completi, attuali e prendono in considerazione anche eventuali rischi? 3. Qual è il pubblico-obiettivo del sito web; le informazioni date rispondono veramente alle mie esigenze? La prudenza è d’obbligo quando: • si garantiscono successi rapidi o clamorosi, quasi sempre avallati da testimonianze di persone che hanno assunto il farmaco o fatto la cura; • la vendita e l’uso dei farmaci in questione non sono autorizzati né in Svizzera, né negli USA né nell’Unione Europea; • è fatto riferimento a teorie bizzarre, a nuovi principi teorici o a ricette segrete;. • si afferma che il farmaco è innocuo perché «d’origine naturale»; spesso anche questi prodotti contengono agenti chimici; • si afferma che un trattamento non comporta alcun rischio o che non è noto nessun effetto indesiderato; Giornale Retina Suisse 1 / 2014 23 • si afferma che il farmaco è adatto per ogni paziente; • si afferma che unicamente il farmaco in questione è capace di guarire una determinata malattia; • sul sito web non si trova l’indirizzo completo del suo gestore, ma per es. c’è soltanto un indirizzo elettronico; • se traspare un evidente atteggiamento commerciale aggressivo. In caso di degenerazioni retiniche la tentazione è grande Le forme ereditarie di degenerazione retinica rappresentano un gruppo di malattie dovute a cause genetiche. La loro caratteristica è la perdita graduale della capacità visiva a seguito della morte dei fotoricettori. Anche se la ricerca sta facendo passi da gigante, finora queste malattie sono sempre ancora inguaribili. Con la terapia genica si immettono nei fotoricettori copie intatte del gene difettoso. Altri approcci terapeutici tentano di mantenere in vita i fotoricettori superstiti mediante fattori di protezione dei nervi. Ma si tratta sempre ancora di sperimentazioni cliniche. Nei casi in cui tutti i fotoricettori sono periti, rimangono unicamente le due opzioni visione artificiale e terapia con cellule staminali. Tutti gli approcci terapeutici summenzionati danno adito a grandi speranze, tuttavia nella pratica quotidiana i medici devono sempre ancora confrontare la maggior parte dei pazienti con l’amara realtà dell’inesistenza di una terapia adeguata – almeno per il momento. Lo spavento che fa seguito alla diagnosi o la paura di un ulteriore peggioramento della vista inducono le persone colpite a mettersi a cercare 24 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 per conto proprio delle alternative. Il desiderio di fare il possibile per conservare la propria salute è assolutamente legittimo. Tuttavia, alfine di prevenire eventuali pesanti complicazioni, alcune misure precauzionali sono assolutamente indicate. Giù le mani dall’acquisto via Internet! A differenza dell’opinione ricorrente, i farmaci acquistati via Internet spesso costano addirittura di più che in farmacia. Inoltre sono in circolazione innumerevoli prodotti di qualità scadente, contraffatti o senza effetto terapeutico. Secondo l’OMS oltre il 50% dei farmaci venduti illegalmente su Internet sarebbero falsificati. Spesso mancano anche i foglietti informativi con le indicazioni sugli effetti collaterali e nonostante l’obbligo di prescrizione medica sono venduti senza presentazione della ricetta. Degenerazioni retiniche e vitamina A Una ricerca pubblicata nel 1993 ha mostrato che l’assunzione di vitamina A poteva portare a un leggero rallentamento dell’evoluzione di alcune forme correnti di retinite pigmentosa (RP). Nel frattempo si sa anche che la vitamina A ha un tutt’altro effetto nei pazienti con la malattia di Stargardt e che può addirittura peggiorarla. Per questo motivo, ai pazienti con malattia di Stargardt oggi si raccomanda vivamente di non assumere nessun preparto con vitamina A e inoltre di proteggere gli occhi dalla luce del sole perché anche questa può accelerare la perdita della capacità visiva. Anche chi non è affetto dalla malattia di Stargardt dovrebbe essere molto prudente nei confronti dell’assunzione di vitamina A. Giornale Retina Suisse 1 / 2014 25 Valutare sempre molto criticamente le informazioni In conclusione si può dire che Internet offre alle persone con una degenerazione retinica o un’altra affezione l’accesso a una quantità infinita di informazioni sulla malattia stessa e sugli approcci terapeutici esistenti. Se da un lato ciò rappresenta un immenso progresso, dall’altro esige però prudenza e atteggiamento critico perché la tentazione è grande di cercare di fare da sé per arrestare il peggioramento della vista con l’ausilio dell’automedicazione. Prima di assumere un farmaco di qualsiasi genere ci si dovrebbe informare esattissimamente sulle controindicazioni consultando fonti serie. Altrimenti si corre il rischio di pesanti complicazioni che potrebbero anche aggravare il problema visivo. Inoltre bisogna anche sapere che con l’avanzare della ricerca e grazie a nuovi riconoscimenti le indicazioni e controindicazioni d’un trattamento possono subire modifiche. Vorrei chiudere le mie osservazioni con un pizzico d’ironia. Il filosofo francese Voltaire affermava: «Ho deciso di essere felice perché fa bene alla salute!» E poiché era una terapia esente da effetti collaterali, Voltaire raccomandava di farne largo uso soprattutto in forma di automedicazione. Fonte: Klar / Clin d’œil 4/2013 26 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 Agopuntura, retinite pigmentosa e altre malattie ereditarie della retina Presa di posizione del Gruppo di lavoro AKF di PRO RETINA Deutschland e Retina Suisse Introduzione Alle e ai pazienti affetti da retinite pigmentosa o da altre malattie degenerative della retina a volte è proposta una cura mediante agopuntura. La spiegazione addotta è che l’agopuntura migliora l’irrorazione sanguigna degli occhi, in particolare a livello della coroide. Molti pazienti cercano consiglio presso PRO RETINA Deutschland e Retina Suisse perché vorrebbero sapere se una tale cura abbia senso. Per questo motivo il gruppo di lavoro questioni cliniche (Arbeitskreis Klinische Fragen AKF) di PRO RETINA Deutschland e Retina Suisse si è chinato sul tema. Difatti è compito dell’AKF approfondire le questioni cliniche e offrire consulenza e sostegno scientifico alle due organizzazioni. Metodo di valutazione L’AKF ha vagliato le pubblicazioni esistenti per rilevare se dagli studi clinici effettuati risultino effetti positivi dell’agopuntura sulla retinite pigmentosa o su altre malattie degenerative della retina. Risultati Non è stata trovata nessuna pubblicazione scientifica che evidenzi risultati positivi dell’agopuntura in caso di retinite pigmentosa o di altre malattie degenerative delGiornale Retina Suisse 1 / 2014 27 la retina. Le pubblicazioni elencate qui di seguito riportano aspetti interessanti in merito alla tematica dell’agopuntur, ma non di più. • Kiser AK, Dagnelie G. Reported effects of non-traditional treatments and complementary and alternative medicine by retinitis pigmentosa patients. Clin Exp Optom. 2008 Mar;91(2):166-76. I pazienti con RP che hanno partecipato a un sondaggio sulle loro esperienze con trattamenti di medicina complementare e alternativa (MCA) erano 96. Il 21% ha indicato di essersi sottoposto a agopuntura. Il 61% dei pazienti che hanno fatto agopuntura ha rilevato un influsso soggettivo favorevole (effetti positivi di altri MCA: 20 – 35%). • Ma RL, Zhou GM, Zhang R. Restraining effects of acupuncture on photoreceptor cell apoptosis in rats with retinitis pigmentosa induced by N-methyl-Nnitrosourea. Zhongguo Zhong Xi Yi Jie He Za Zhi. 2009 Jan;29(1):43-5. Per questa ricerca con ratti è stata indotta artificialmente una degenerazione retinica [retinopatia dovuta a somministrazione di N-methyl-N-nitrosourea (MNU)]. A un gruppo di ratti è stata poi praticata l’agopuntura, un altro non ha invece avuto nessun genere di trattamento. I ricercatori hanno poi studiato se e come si manifestava la morte delle cellule (apoptosi). Anche nel gruppo dei ratti trattati con agopuntura si è osservata apoptosi, tuttavia in misura minore che negli animali non trattati. Mancano indicazioni sul numero di animali studiati. • Pagani L, Manni L, Aloe L. Effects of electroacupuncture on retinal nerve growth factor and brain-derived 28 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 neurotrophic factor expression in a rat model of retinitis pigmentosa. Brain Res. 2006 May 30;1092(1):198206. Epub 2006 May 11. In questa ricerca furono curati 7 ratti con una degenerazione retinica (ratti RCS). Dopo 11 giorni di elettroagopuntura si poté osservare un aumento dell’espressione d’un fattore di crescita nella retina (il Nerve Growth Factor retinico NGF) nonché d’un ricettore d’alta affinità con il NGF (NGF High-Affinity Receptor TrkA). Lo spessore dello strato nucleare esterno dei fotoricettori era a sua volta aumentato. In alcuni articoli o nei rispettivi Abstracts, pubblicati in lingua cinese, si afferma che l’agopuntura ha effetti positivi in caso di retinite pigmentosa. La barriera linguistica rende tuttavia impossibile una valutazione scientifica. Valutazione e raccomandazioni Le analisi dall’AKF non hanno identificato nessuna pubblicazione su studi clinici concernenti l’efficacia dell’agopuntura in caso di retinite pigmentosa o di altre degenerazioni retiniche ereditarie. Sondaggi presso pazienti o indicazioni momentanee relative a sperimentazioni animali non si possono valutare come informazioni relative all’efficacia o addirittura come prove della stessa. Trattandosi si sperimentazioni su cavie animali non si possono neppure escludere eventuali danni in caso di applicazione sull’uomo. Concludendo ribadiamo che per le affezioni retiniche menzionate l’agopuntura non può essere raccomandaGiornale Retina Suisse 1 / 2014 29 ta. Come per tutte le terapie non avallate da adeguati studi clinici, alle/agli interessati si deve far notare che l’agopuntura non solo non può garantire buoni effetti, ma potrebbe addirittura comportare il rischio di danni. Per questi motivi non è ammissibile argomentare che, in assenza di una terapia e come ultima ratio, si potrebbe senz’altro ricorrere a procedimenti alternativi. A chi propone trattamenti alternativi si dovrebbe sempre domandare su quale base poggi l’applicazione che propugna. Da chi propaga l’agopuntura per la cura delle degenerazioni retiniche ereditarie si deve inoltre pretendere l’impegno di svolgere o far svolgere le relative sperimentazioni. Se chi legge la presente presa di posizione dovesse conoscere delle pubblicazioni che giungono ad altre conclusioni è pregato cortesemente di farne comunicazione a PRO RETINA Deutschland o a Retina Suisse. Düsseldorf, 21.03.2014 30 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 L’intervista Con Yvonn Scherrer nel mondo dei profumi Uta Buhl, Retina Suisse, Ebmatingen Con questo contributo diamo il via a una serie di interviste a personaggi particolari dallo stile di vita inabituale. Oggi ci intratteniamo con Yvonn Scherrer e il suo fedele cane-guida Safir. Ancora piccolissima, Yvonn Scherrer si è ammalata di un cancro alla retina che l’ha privata della vista all’età di sette mesi. Nonostante la grossa limitazione che ne è derivaYvonn Scherer ama anche gli ta, Yvonn Scherrer ha saputo odori quotidiani e l’atmosfefar fronte al suo anomalo de- ra particolare del rinomato zurighese Sprüngli alla stino. Oggi è redattrice pres- caffè Paradeplatz so il primo canale della radio della Svizzera tedesca SRF1, ma si è anche lanciata nel mondo dei profumi e degli aromi e due anni or sono ha pubblicato il suo primo libro. Yvonn Scherrer è membro a pieno titolo del mondo dei vedenti. Giornale: Ho cominciato a interessarmi di Lei dopo aver Giornale Retina Suisse 1 / 2014 31 sentito una trasmissione radio in cui parlava di un panettiere svizzero trapiantato in Cina. Come ha fatto a ottenere l’impegnativo incarico di andare in Cina? Yvonn Scherrer: È stato semplicissimo. Ho presentato il tema alla redazione e le colleghe mi hanno detto di partire per l’Estremo Oriente. Giornale: Non aveva qualche dubbio o preoccupazione? In fin dei conti in Cina si parla quasi esclusivamente cinese. Yvonn Scherrer: Le mie conoscenze linguistiche vanno un pochino oltre il dialetto bernese e il buon tedesco e, ovviamente, in Cina l’inglese è d’obbligo. Inoltre mi sono abituata a lavorare con delle e degli interpreti. Giornale: Capisco, ma allora da dove viene il suo improvviso interesse per i profumi? Yvonn Scherrer: Il mio interesse per le essenze aromatiche e i profumi non è nato improvvisamente, ma è il risultato di una lenta evoluzione in cui non c’entra solo il fatto che forse il mio odorato è più sviluppato di quello delle persone vedenti. Vede, ho sempre dedicato molte cure e coccole al mio «naso» perché mi piace moltissimo muovermi in ambienti ricchi di odori. Oltre a quelli nobili, mi piace anche assaporare odori profani, insomma quelli della vita quotidiana. Quando vado da Sprüngli, il noto caffè zurighese, mi piace fare il pieno d’odore di cioccolato e/o di caffè. 32 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 Giornale: Accanto all’attività di giornalista radiofonica, Lei oggi lavora anche come aromaterapista. In cosa consiste questa professione? Yvonn Scherrer: Il nome già lo dice. Impiegando svariate essenze aromatiche, provo a scoprire come reagiscono le persone, cioè se nascono effetti positivi o negativi. In base alla reazione, lascio da parte l’essenza che ha provocato un effetto spiacevole, e assieme al/alla «paziente» e con un’essenza che egli/ella ha ritenuto piacevole, cerco di individuare una via per far stare bene la persona. Giornale: Con quali disturbi ci si può recare da Lei e quanto dura, in media, una seduta di aromaterapia? Yvonn Scherrer: Da me vengono innanzitutto persone con disturbi della respirazione, allergie o problemi di digestione e non da ultimo anche persone che faticano a guarire da lesioni provocate da pratiche sportive. In molte persone l’una o l’altra essenza aromatica riesce persino a sciogliere contratture e blocchi. Quando la pelle entra in contatto con un olio vegetale essenziale che emana un odore, l’aroma arriva al sangue e vi sviluppa i suoi effetti. Lo stesso fanno i farmaci in base alla loro composizione chimica. Quando inaliamo un olio essenziale, questo raggiunge direttamente il cervello. Là, nel centro preposto all’olfatto, hanno origine le emozioni. E là un’essenza aromatica produce una reazione inconsapevole, percepita dal corpo e dall’anima, e capace di mitigare la sofferenza. L’aromaterapia è parte della fitoterapia occidentale, ha un effetto olistico e molte persone reagiscono rapidamente a questa terapia non verbale. Giornale Retina Suisse 1 / 2014 33 Di regola per individuare le essenze alle quali una persona reagisce e per scoprire il tipo di risposta, basta circa un’ora. In seguito si possono prevedere ulteriori sedute o, se la reazione è stata chiara, non occorre continuare. Quello che conta è di prendersi abbastanza tempo per «educare» la percezione dei sensi alfine di saperli sentire e attivare. Giornale: E Lei stessa come reagisce a odori che non conosce o che non Le sono abituali? Yvonn Scherrer: Per me odori e profumi sono paragonabili ai vestiti, mi procurano vera gioia e fanno parte di me! Per esempio, mi sento perfettamente a mio agio quando entro nella mia pro- La grande varietà di flaconi e profumi della collezione della Profumeria Osswald di Zufumeria preferita. rigo. Là non incontro soltanto gli odori «quotidiani», ma anche profumi scelti, magari prodotti con essenze ricercate e rare (il che ne spiega anche il costo elevato. In quei momenti tutti i miei sensi sono in piena azione. Giornale: Quali conoscenze sono necessarie per svolgere l’attività di aromaterapista? 34 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 Yvonn Scherrer: Ho finito da poco la formazione specifica e ora sto studiando le basi della medicina classica. Intanto non ho ancora molto lavoro come aromaterapista. Tuttavia sono persuasa che questo tipo di terapia può influenzare il nostro umore. Tutti sanno quanto gli odori – siano essi buoni o cattivi – possono toccarci e quanto ne siamo dipendenti. Giornale: Nel Suo libriccino dedicato al naso («Nasbüechli»), uscito nel 2012 in lingua tedesca presso le Edizioni Cosmos, Lei parla soprattutto dei diversi effetti che i profumi e gli odori provocano. Perché l’ha scritto in dialetto bernese? Yvonn Scherrer: Il dialetto bernese è la mia lingua materna; inoltre determinate espressioni tipiche non si lasciano in nessun modo tradurre in buon tedesco. E anche se fosse possibile, non suonerebbero mai in modo altrettanto azzeccato e non colpirebbero nel segno come mi immagino quando ci penso. A parte ciò, il dialetto bernese ha un suono melodioso e pieno di fascino. Il libriccino esiste anche in versione parlata e in braille. Giornale: In un prossimo futuro uscirà un nuovo libro? Yvonn Scherrer: Ho cominciato con i lavori per il mio secondo libro. Il tema ce l’ho, ma non vorrei ancora parlarne. Lasciatevi sorprendere quando arriverà il momento! Giornale: Ha qualche sogno nel cassetto? Yvonn Scherrer: Il mio più grande desiderio è di frequenGiornale Retina Suisse 1 / 2014 35 tare la scuola di profumeria di Parigi perché vorrei approfondire le mie conoscenze in fatto di essenze e aromi. E per poter creare, un giorno, i mei propri profumi. Giornale: Un’ultima domanda, cos’è che Le dà maggiormente fastidio nella vita? Yvonn Scherrer: Oh, la risposta è facilissima. Mi irritano enormemente le persone vedenti che vanno in giro per il mondo «alla cieca», muovendosi nelle città e nelle stazioni come se non avessero gli occhi e senza fare attenzione. Oggi, più o meno tutti sono in giro armati di auricolari o con il telefonino appiccicato all’orecchio. Se qualcuno mi urta – e questo capita più spesso di quanto si possa credere – mi arrabbio e reagisco anche con parole forti. Ma se qualcuno schiaccia le zampe del mio cane scoppio e allora non pochi si meravigliano del mio enorme repertorio di insulti e parolacce. Giornale: Signora Scherrer, La ringrazio per l’interessante colloquio e spero che anche in futuro il suo naso le sappia rendere ottimi servizi. 36 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 Vivere con .... Servizio militare e handicap Mario Kämpfen, Sumiswald Introduzione Una diagnosi di retinite pigmentosa (RP) fa sì che in Svizzera, di norma, un uomo è dichiarato inabile al servizio militare. Se a causa della RP la vista è già compromessa al punto da dare diritto a un assegno per grandi invalidi, l’uomo in questione è automaticamente liberato dal pagamento della tassa d’esenzione dall’obbligo militare. Coloro che – perché la vista non è ancora troppo deteriorata - non hanno diritto a un assegno per grandi invalidi sono tenuti a pagare detta tassa. Da due anni a questa parte, per queste persone esiste la possibilità di prestare servizio militare. Se si annunciano, l’esercito deve proporre loro un servizio adattato, che tenga conto dell’handicap visivo. In caso contrario, l’uomo è liberato dal pagamento della tassa d’esenzione dall’obbligo militare. L’autore del presente contributo ha scelto la via del servizio e ci racconta come sono andate le cose. Le mie esperienze Circa due anni fa Retina Suisse mi ha informato mediante lettera che per portatori di handicap fisico o sensoriale esisteva la nuova possibilità di prestare servizio militare. Forte di questa informazione, mi sono Giornale Retina Suisse 1 / 2014 37 interessato per sapere dove avrei dovuto annunciarmi e ho subito ricevuto risposta dalla base logistica delle truppe sanitarie di Ittigen (canton Berna). Alla risposta era allegata la convocazione per la visita medica, pure a Ittigen. In ottobre, giunto il fatidico momento, mi sono recato presso il centro in questione, dove sono stato accolto cordialmente dai medici e psicologi dell’armata. Nel corso del colloquio si è subito visto che ero in grado di prestare servizio militare, pur con qualche limitazione, in una funzione specifica del settore formazione e supporto. Siccome nella vita civile sono assistente di cura, l’esercito ha deciso che potevo servire come sanitario presso il centro di reclutamento di Sumiswald nel canton Berna, una funzione che richiede conoscenze professionali preliminari. Ho allora optato per l’inizio del servizio il 6 gennaio 2014. Giacché mi sto avvicinando alla trentina, l’esercito mi ha anche comunicato che dovevo prestare 300 giorni di ferma continuata. Dopo il colloquio ho informato il mio datore di lavoro, che ovviamente sapeva già delle mie intenzioni, e ho ottenuto il suo beneplacito per i 300 giorni di servizio militare ininterrotto. Intanto il tempo passava e il 6 gennaio 2014 è arrivato puntuale. Al mattino ho preso il treno con armi (si fa per dire) e bagagli per recarmi a Sumiswald. Non sapevo bene cosa mi aspettava, ma ero comunque molto motivato. Al centro di reclutamento di Sumiswald sono stato accolto molto cordialmente. Quello stesso giorno cominciava anche un corso di ripetizione di tre settimane per soldati con funzioni specifiche in diver- 38 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 se unità dell’armata. Il colloquio introduttivo fu breve e quello stesso pomeriggio avrei potuto ritirare il mio equipaggiamento personale e militare presso l’arsenale di Berna. Il pomeriggio ci siamo recati a Berna, dove mi hanno equipaggiato dalla testa ai piedi – una situazione assai particolare, quella di ritrovarsi da un momento all’altro in abbigliamento militare. Il giorno successivo ho preso servizio presso la sezione sanitaria del centro di reclutamento di Sumiswald. La cosa mi è subito piaciuta. Una sessione di reclutamento dura sempre 3 giorni, in due di essi sono occupato nella sezione sanitaria. Il resto della settimana serve per attività diverse e variegate. Nell’insieme svolgo gli stessi compiti degli altri soldati e lo faccio con grande piacere. Da quando sono in servizio, i superiori hanno sempre tenuto conto di quel che mi occorreva, continuando a chiedermi se mi trovavo bene. Certamente all’inizio anche per loro non deve essere stato facile, nessuno sapeva come si sarebbero messe le cose, si trattava infatti di un’esperienza del tutto nuova per entrambe le parti. I miei superiori si impegnano molto per mettermi a mio agio. Ricevo riscontri positivi e apprezzo molto questi riconoscimenti. Insomma posso assolutamente raccomandare questo tipo di servizio militare a ogni uomo che in precedenza era stato dichiarato inabile al servizio per motivi di salute. Giornale Retina Suisse 1 / 2014 39 Una paura che rischia di divorarmi Karin Klasen, Germania Ci siamo di nuovo: la paura di perdere completamente la vista mi pesa sulle spalle come un dinosauro. Gigantesca e misteriosa, la paura mi rinchiude nel suo gelido dominio. Simile a una gigantesca ondata, vuole tirarmi in un gorgo verso il fondo. In me c’è un immenso paralizzante vuoto, le mie attività sono congelate e di fronte alla maschera orrenda della paura sono incapace di reagire. La causa dell’avvento di questa paura è un nuovo recente peggioramento della vista. Sul mio mondo visivo si è distesa una luce lattea e in pari tempo abbagliante, simile a un immenso lenzuolo. Quell’orribile luminosità non mi permette più di distinguere i colori del mondo, quei colori che ancora sapevo individuare nella loro autenticità e brillantezza. Persino se tengo le palpebre abbassate, la luce mi appare troppo abbagliante. Posso togliermi gli occhiali neri e il cappelluccio con la visiera unicamente quando nuvole scure ricoprono il cielo. Allora posso anche tirare su i rolladen e il tendone della terrazza. La consapevolezza di quanto sono cambiate improvvisamente le mie possibilità e di quanto probabilmente ancora muteranno, mi pesa addosso come una sorda minaccia. Per quanto tempo riuscirò ancora a vedere la mia famiglia, i miei amici e il fuoco d’artificio dei colori che ancora percepisco? La paura mi paralizza, i miei pensieri sono avvolti da un terribile silenzio – così dev’essere il vuoto. Mentre scrivo queste righe e la paura è ancora viva e presente, mi accorgo improvvisamente che la vo- 40 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 glia di lottare sta tornando. Ora ho bisogno di chiarezza, di definire cosa è essenziale e cosa non lo è. I miei ritmi di vita sono usciti di careggiata e le vie dei miei occhi e dei miei desideri hanno intrapreso percorsi diversi. Voglio fermare l‘eruzione di paura che vuole sommergere la mia gioia di vivere. La paura creda pure di poter trionfare su di me, ma io non ci sto! Anche questa volta saprò tenerle testa. Perché una cosa l’ho imparata: là dove regna la paura, c’è anche una via per uscirne. E io quella via sono decisa a percorrerla. Dare un seguito concreto a queste riflessioni e vivere le emozioni invece di rimuoverle, ecco la mia via! Partire immediatamente verso l’aspirazione di essere di nuovo indipendente, superando gli ostacoli mentali che vogliono frenarmi! Voglio prendermi la soddisfazione di accontentarmi delle mie reali possibilità, anche se queste si sono drammaticamente modificate. Voglio svilupparmi ulteriormente. Ho capito che cosa significhi adattarmi alle nuove contingenze senza farmi annientare dalle difficoltà Ci sono innumerevoli cose che con la mia vista residua non riesco più a vedere, ma ce ne sono pure molte che posso percepire con il mio occhio spirituale. Il sole che splende magnificamente non posso più vederlo, ma sentirne il calore sulla pelle posso sempre ancora. E intanto sono pienamente consapevole di possedere un tesoro di bei ricordi. Le esperienze positive sono ben più numerose di quelle negative legate alla perdita progressiva della vista e inoltre sanno proteggermi dalla paura. Forse già domani riuscirò a ritrovare la mia allegra risata a dimostrazione della ritrovata gioia di vivere. Con il trascorrere del tempo ho saputo nuovamente eluGiornale Retina Suisse 1 / 2014 41 dere la cappa di piombo della paura. Mi sono di nuovo rialzata e, facendo l’inventario dei miei ricordi, ho capito che è valsa la pena di lottare. Ho capito che una grave ferita, anche se non duole più, lascerà sempre una cicatrice che di tanto in tanto farà male, soprattutto ogni qual volta si rifarà vivo il desiderio delle cose irraggiungibili. Con questo non voglio dire che non mi aspetto più altri peggioramenti della vista e so anche che verosimilmente dovrò ancora affrontare altre volte quel bestione che è la paura. Quello che voglio dire è che non mi arrenderò! Mai. Come fare per ricevere un contributo per l’assistenza Christina Fasser, direttrice di Retina Suisse, Zurigo Dall’entrata in vigore della revisione 6A dell’AI, esiste il cosiddetto contributo per l’assistenza, una prestazione finanziaria che dovrebbe permettere alle persone in situazione di handicap di vivere autonomamente a domicilio. Hanno diritto a un contributo per l’assistenza le persone in età AI che beneficiano di un assegno per grandi invalidi. Il contributo per l’assistenza si rifà al principio del datore di lavoro, cioè che la persona in situazione di handicap funge da datore di lavoro e decide autonomamente chi ingaggiare come assistente e per quali compiti e ambiti d’aiuto. Essendo datore di lavoro, la persona in situazione di handicap deve annunciare l’assistente alla Cassa di compensazione 42 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 di competenza, deve stipulare un’assicurazione infortuni a suo favore e un contratto di lavoro che regoli diritti e doveri di entrambe le parti. La persona in situazione di handicap potrà fatturare all’AI i costi delle prestazioni d’assistenza effettivamente ricevute, beninteso entro i limiti della decisione dell’AI. Nella vita di tutti i giorni è frequente che le persone con una grave menomazione visiva abbiano bisogno d’assistenza in situazioni a cui in un primo tempo neppure si pensa. Una giovane mamma con una retinite pigmentosa potrebbe avere bisogno d’una persona che l’accompagni al parco-giochi perché a distanza non è in grado di sorvegliare i suoi bambini. Una persona con un handicap visivo grave ha difficoltà in svariate attività generalmente ritenute banali come fare la spesa, pulire la casa, fare il bucato e tenere in ordine i propri abiti, evadere le mansioni amministrative quotidiane e altro ancora. Il contributo per l’assistenza è pensato per finanziare un aiuto per simili incombenze. Una mia conoscente mi ha recentemente messo a disposizione le annotazioni che si era fatta durante la procedura per l’ottenimento di un contributo per l’assistenza. Le ho riprese qui e, dove necessario, le ho completate con un mio commento. A chi e in che forma inoltrare la domanda? 1. 2. Richiedere il formulario per la domanda all’AI presso l’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) del cantone di domicilio. Appena la/il richiedente ha inoltrato il formulario Giornale Retina Suisse 1 / 2014 43 d’iscrizione (che pertanto non contiene troppe domande), l’AI annuncia una visita a domicilio o invia un formulario dettagliato da compilare per avere indicazioni più precise sul fabbisogno d’assistenza. 3. Nel corso della visita a domicilio, la collaboratrice dell’IAS digita direttamente sul suo computer le risposte dettagliate. 4. Sentito il/la richiedente in merito al suo fabbisogno d’assistenza e spiegata l’ulteriore procedura, la collaboratrice dell’IAS passa in esame i diversi temi e ambiti, per es., le pulizie, il lavaggio e rammendo degli abiti e della biancheria domestica, le cure del corpo, la preparazione dei pasti, la cura delle piante d’appartamento, la spesa, il tempo libero, l’accudimento dei bambini, la gestione amministrativa, il volontariato ecc. Per ogni singola posizione relativa a questi temi principali, la/il richiedente può indicare il suo fabbisogno d’assistenza quotidiano o mensile in minuti o ore. Il formulario comprende anche domande che non concernono le persone cieche o deboli di vista. Queste domande saranno semplicemente ignorate. Per compilare il formulario ci vogliono circa due ore. In ogni caso è utile allestire prima una lista del proprio fabbisogno. 5. Partendo dalla relativa tabella nella quale a ogni risposta è attribuito un determinato numero di punti, l’AI calcolerà l’ammontare mensile e annuale del contributo per l’assistenza. 44 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 6. Una settimana dopo aver rilevato i dati, l’AI invia al/ alla richiedente una lettera con la proposta di valutazione. Il/la richiedente può anche chiedere all’AI una risposta per telefono. Gli/le sarà allora comunicato il contenuto della tabella di valutazione. 7. La tabella compilata sulla base dei dati indicati dal/ dalla richiedente traccia un quadro della situazione e rappresenta una pre-decisione in merito al contributo per l’assistenza che la persona può aspettarsi. Nel caso della mia conoscente, il fabbisogno d’assistenza corrispondeva a un totale di 36.33 ore mensili (che l’AI definisce con il termine di unità). Siccome la mia conoscente riceve già un assegno per grandi invalidi di grado lieve (che corrisponde a 14.27 ore di lavoro per mese e che sarà dedotto dal contributo per l’assistenza), grazie al contributo per l’assistenza otterrà 22.06 unità supplementari al mese (le unità/ ore sono calcolate con franchi 32.80 all’ora). 8. Se il/la richiedente accetta la proposta, l’IAS emetterà la decisione definitiva sull’ammontare del contributo per l’assistenza. 9. Il contributo sarà però versato soltanto dopo che il/ la richiedente avrà rimesso all’IAS copia del contratto di lavoro con la persona/le persone ingaggiate come assistenti e aver dimostrato di averle annunciate alla competente cassa di compensazione AVS. 10. Assieme alla decisione, l’IAS invia al/alla richiedente Giornale Retina Suisse 1 / 2014 45 anche un modello di formulario per la fatturazione. Anche per i contratti di lavoro esistono dei formularimodello da scaricare dalle pagine Internet dell’IAS. La compilazione dei due formulari non sembra creare troppe difficoltà. 11. In caso di domande concernenti il contributo per l’assistenza ci si può rivolgere alla persona competente presso l’IAS. 12. Assicurazione-infortuni obbligatoria per la persona/ le persone che fungono da assistenti: esse possono essere incluse tutte nella speciale assicurazione stipulata per la donna delle pulizie. Si continuerà allora a pagare franchi 100.- per anno. La maggior parte delle compagnie d’assicurazione propone una speciale assicurazione contro gli infortuni per collaboratori domestici. Per eventuali ulteriori domande vi consigliamo di rivolgervi al servizio di consulenza per ciechi e deboli di vista della vostra regione o cantone (per es. all’Unitas) oppure a Pro Infirmis, che ha aperto recentemente uno speciale sportello per la consulenza relativa al contributo per l’assistenza. 46 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 Le riprese video possono essere utili Hilda Kieni, Retina Suisse, Dietikon Sempre più spesso prendiamo atto della presenza di videocamere e questo soprattutto negli spazi pubblici. Un fatto increscioso, mi ha insegnato come procedere per far conservare dati importanti (riprese video) che possono rivelarsi utili. Ciò che conta è però di agire tempestivamente. Di ritorno da un simposio ero scesa dall’Intercity alla stazione centrale di Zurigo con l’intenzione di prendere il treno suburbano per recarmi a casa. Era un sabato, il 21 aprile 2012 alle ore 18.00 per la precisione. C’era in giro gente, ma non moltissima. Improvvisamente uno schianto, una giovane donna mi aveva urtato così violentemente da farmi cascare in terra con armi e bagagli. La cartella, la valigetta con le rotelle e la mia borsetta erano sparse tutt’attorno a me a distanza di circa due metri. Non riuscivo a racappezzarmi! Qualcosa non quadrava con la mia spalla sinistra, con il ginocchio e con la mano, insomma avevo un gran male. In qualche modo ho realizzato che parecchia gente si era fermata, mi guardavano impietriti e dopo un momento hanno cominciato a raccattare le mie cose e a ammucchiarle vicino a me, ma tutto senza profferir parla. La situazione era oltremodo strana, nessuno mi rivolgeva la parola, neanche la giovane bionda che mi aveva «buttata a terra». Intanto un pensiero mi balenava in testa: «Tirati su, altrimenti il prossimo o la prossima che passa ti cammina sulla Giornale Retina Suisse 1 / 2014 47 testa!» Girandomi sulla destra – da quella parte tutto funzionava ancora - mi sono tirata in piedi. Quando i presenti hanno visto che apparentemente ce la facevo, si sono allontanati in silenzio. Evidentemente per loro era di nuovo tutto in ordine. «Accidenti, tutto qui?» ho pensato. Eppure ero contenta di riuscire a stare in piedi. Così ho stretto i denti, ho raccolto la mia roba e mi sono mossa in direzione della scala mobile. Un po’ più in là avevo visto due poliziotti. Un pensiero rassicurante mi frullava per la testa, «quei due mi avrebbero certamente aiutata se le cose fossero andate ancora peggio». Il treno suburbano era già sotto la pensilina, così sono subito salita (per fortuna era un vagone senza gradini) e ho cercato un posto a sedere vicino alla porta. Subito tre passeggeri sono saltati in piedi per farmi posto e con faccia spaventata mi hanno chiesto cosa mai mi era successo. Solo in quel momento ho cominciato a chiedermi che aspetto potessi mai avere. E ho ricevuto aiuto, qualcuno ha telefonato a mio figlio che venisse a prendermi alla stazione di Glanzenberg e alla fermata mi hanno anche aiutata a scendere dal treno. Invece di andare a casa, mi sono recata al Pronto Soccorso. Là, per prima cosa, mi hanno messo un «collare cervicale». Quando poco dopo il medico mi ha chiesto se c’erano stati testimoni, sono rimasta un attimo interdetta. Senza insistere oltre, il medico ha solo aggiunto che forse dei testimoni potevano essere di rilievo per l’assicurazione-infortuni. Le conseguenze della caduta si sono risolte, dopo poco tempo ero di nuovo in forma. Pensando alle parole del medico volevo al più presto rivolgermi alle FFS per far 48 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 conservare le riprese video della stazione di Zurigo. Allora è cominciato un vero e proprio peregrinare da un ufficio all’altro: dal recapito centrale delle FFS al servizio d’aiuto ai disabili, dalla stazione alla polizia ferroviaria e alla polizia cantonale e da lì al gestore del sistema di videosorveglianza della stazione. Ma non era ancora finita, sono stata indirizzata anche all’organizzazione dei pazienti e per finire alla mia assicurazione. Dopo undici (11 !) telefonate ero così snervata che ho deciso di piantare lì la cosa. Eppure non riuscivo a rassegnarmi. Uno studente di diritto che ho incontrato per caso mi ha spiegato come funzionava la gestione delle videoregistrazioni e dei dati raccolti. Tutte cose che oggi sono materia di studio. Come procedere in caso di sinistro, a sua detta, era semplicissimo. Era compito dell’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) aiutare. Lo si poteva contattare per telefono o scaricare dal sito web i formulari del caso. Ho provato a farlo e effettivamente è funzionato. Perciò mi permetto di riportare qui i risultati delle mie ricerche. L’ufficio dell’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) è disponibile ogni giorno per informazioni (tel. 031 322 43 95, ore 10.00-12.00) e per spiegare come si deve procedere. La cortese collaboratrice mi ha resa attenta ai due percorsi pirncipali che entrano in linea di conto: 1. sporgere denuncia; in quel caso tutto il materiale video è messo al sicuro d’ufficio; 2. oppure inoltrare al più presto una richiesta d’inforGiornale Retina Suisse 1 / 2014 49 mazioni al gestore del sistema di videosorveglianza del luogo dei fatti (FFS, azienda dei trasporti pubblici, amministrazione comunale, grande magazzino ecc.). In tutti i casi è di grande importanza annunciare tempestivamente e per telefono la propria richiesta perché, in parte, i dati sono cancellati già dopo 24 ore. ll link per informazioni e ragguagli – che contiene anche una lista degli incaricati della protezione dei dati nei cantoni è http://www.edoeb.admin.ch/org/00125/ index.html?lang=it. In merito alla richiesta d’informazioni occorre sapere che la domanda va inoltrata in forma scritta, corredata della copia d’un documento di legittimazione e - ovviamente – del motivo della richiesta. Aspetti giuridici: la videosorveglianza è regolata dall’Ordinanza sulla videosorveglianza nei trasporti pubblici (Ordinanza sulla videosorveglianza TP, OVsor-TP) del 4 novembre 2009 (numero 742.147.2 della raccolta delle leggi federali). Un consiglio dello specialista: è opportuno mettersi subito in contatto con l’incaricato della protezione dei dati del gestore del sistema di videosorveglianza (FFS, azienda dei trasporti pubblici, amministrazione comunale, grande magazzino ecc.), di descrivere brevemente la situazione e di indicare se si intende sporgere denuncia o se si tratta di conservare i videodati riguardanti la persona vittima del danno per ragioni assicurative. In quest’ultimo caso si deve sapere che i volti di terzi saranno oscurati per ragioni di protezione dei dati. Per 50 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 questo motivo è buona cosa discutere la situazione con un esperto o un’esperta prima di inoltrare la richiesta di informazioni a chi di competenza. Dal punto di vista dei consumatori è utile sapere che si può trarre qualche vantaggio dalla videosorveglianza. Per esempio che, come nel mio caso, non ci vogliono undici telefonate per arrivare all’istanza giusta e che poi basta fare due o tre domande ben formulate. In tal senso auguro a tutte e tutti di poter andare in giro senza «brutti incontri» come è successo a me. Se mi devo muovere in mezzo a tanta gente ho sempre ancora dei patemi d’animo, ma sono fiduciosa che la cosa con il passare del tempo si risolva. E mi sforzo di riuscirci prima o poi. Tutto ciò che si deve sapere sulla parità di diritti Recentemente è stato pubblicato in francese un libro sulla parità di diritti delle persone disabili intitolato «Tout savoir sur le droit de l'égalité». Ne riportiamo qui una breve presentazione – ovviamente pure in francese. Le droit de l'égalité des personnes handicapées n'a, à ce jour, guère été approfondi, ni par la doctrine ni par la jurisprudence. Une nouvelle publication devrait pallier cette lacune. Elle analyse la portée de ce droit dans divers domaines: constructions et installations, transports publics, prestations, formation et rapports de travail. Le livre «Droit de l'égalité des personnes handicapées» se réfère notamment à la Constitution et à la LHand. Il Giornale Retina Suisse 1 / 2014 51 prend aussi en compte le droit international – en particulier la nouvelle Convention de l'ONU relative aux droits des personnes handicapées – ainsi que la législation et la jurisprudence des Etats-Unis, de la Grande-Bretagne, de l'Allemagne et de l'Union européenne. Bibliografia: Schefer, Markus, Hess-Klein, Caroline. Droit de l'égalité des personnes handicapées. Stämpfli Verlag AG, Bern. 52 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 Buoni consigli per chi viaggia Germania: in treno con un’audioguida per vedere il paesaggio La «Deutsche Bahn», la compagnia nazionale delle ferrovie tedesche, mette a disposizione dei viaggiatori non vedenti delle audioguide, che permettono loro di vedere i paesaggi delle regioni che stanno attraversando con il treno. Le ferrovie della Regio Nordost e della Regio Baden-Württemberg hanno realizzato delle audioguide con interviste, testi originali e aneddoti che permettono di avvicinarsi alle particolarità delle regioni che i treni attraversano. Esistono, in particolare, audioguide su temi quali Federico il Grande, Berlino/Brandenburgo, il percorso Cottbus–Lipsia e l‘Espresso Anseatico Rüge–Amburgo nonché le stazioni della ferrovia della Foresta Nera tra Karlsruhe e Constanza. Le audioguide si possono scaricare gratuitamente per player MP3 e per Smartphone all’indirizzo: www.bahn.de/audioguide. Giornale Retina Suisse 1 / 2014 53 Svizzera: prestazioni a favore dei viaggiatori con handicap Call Center Handicap delle FFS Tel. 0800 007 102, gratuito in Svizzera (ore 06.00 – 22.00) Numero diretto per chi chiama dall’estero: +41 (0)51 225 78 44 [email protected] Assistenza per salire e scendere dal treno nelle stazioni d’appoggio L’assistenza per salire e scendere dal treno nelle stazioni d’appoggio si prenota presso il Call Center Handicap delle FFS. Là si ricevono inoltre informazioni sull’accessibilità di treni e stazioni e consigli per la scelta dei treni più adatti. L’offerta è gratuita per tutti i viaggiatori in sedia a rotelle, con limitazioni della capacità di deambulazione, non vedenti, ipovedenti e affetti da disabilità mentale. Tempi di prenotazione: per organizzare in modo ottimale l’aiuto per scendere e salire dal treno, la prenotazione deve essere fatta al più tardi un’ora prima della partenza del treno. Per determinate stazioni è necessario un preavviso di almeno 2 ore. Per i viaggi internazionali occorre prenotare con almeno 48 ore di anticipo. Le ordinazioni mediante email sono da farsi con 24 ore di anticipo. Viaggiare con il treno all’estero In molti Paesi europei, le persone cieche o ipovedenti e 54 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 le persone che hanno bisogno della sedia a rotelle come pure coloro che le accompagnano ottengono delle riduzioni sui titoli di trasporto. • Prezzi e riduzioni per le persone con handicap aventi diritto sono regolati dalle disposizioni di legge delle singole nazioni e delle rispettive aziende di trasporto pubblico. • Prima di mettersi in viaggio è perciò importante informarsi esattamente sulle disposizioni vigenti nel Paese/nei Paesi in cui si intende viaggiare. • Per principio, ogni «tessera d’invalido» ha valore solo nel Paese d’emissione. • Affinché l’accompagnatore o un cane guida per ciechi o entrambi possano viaggiare senza pagare il biglietto hanno bisogno di un «biglietto internazionale gratuito» in aggiunta al biglietto della persona con handicap. Il biglietto regolare e il biglietto gratuito devono essere acquistati in Svizzera sia per l’andata sia per il ritorno. • Per ottenere un biglietto gratuito per l’accompagnatore o il cane guida, la Carta d’accompagnamento svizzera deve essere provvista dello speciale adesivo per il traffico internazionale (tariffa TCV 710). • Questa Carta d’accompagnamento vale unicamente se la persona con handicap e l’accompagnatore o il cane guida fanno l’intero viaggio assieme. • Inoltre sia il luogo di partenza sia il punto di fineviaggio devono essere in Svizzera. • La Carta d’accompagnamento vale solo sulle tratte ferroviarie internazionali e non in tutti i Paesi. Giornale Retina Suisse 1 / 2014 55 Carta d’accompagnamento La Carta d’accompagnamento (carta di legittimazione per viaggiatori portatori di handicap) permette alla persona cieca o ipovedente di farsi accompagnare gratuitamente da una persona e/o da un cane guida. Questa facilitazione sottostà a determinate condizioni, che esponiamo qui di seguito: • la persona con handicap deve fare l’intero viaggio assieme all’accompagnatore • una delle due persone deve avere un titolo di trasporto valido • la Carta d’accompagnamento vale tanto in 1. quanto in 2. classe • al controllore occorre semplicemente mostrare, insieme al titolo di trasporto valido, la Carta d’accompagnamento (insomma per la persona con handicap, l’accompagnatore e/o il cane-guida è sufficiente un solo titolo di trasporto purché sia valido) • l’accompagnatore si impegna ad assistere la persona disabile per l’intera durata del viaggio e a aiutarla a salire e scendere dal treno • il cane guida è riconoscibile perché porta una speciale bardatura e una placchetta (medaglia di riconoscimento) • la riservazione dei posti e il supplemento per il trasporto dei bagagli o delle biciclette devono essere pagati sia dalla persona con handicap sia dall’accompagnatore • la Carta d’accompagnamento è valida su tutte le «tratte di competenza delle imprese di trasporto svizzere operanti direttamente nell’ambito del trasporto viag- 56 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 giatori» (informazioni dettagliate presso il Call Center FFS Handicap). Per ottenere una Carta d’accompagnamento (Carta di legittimazione per viaggiatori portatori di handicap) fanno stato le seguenti condizioni: • è necessario esibire un’attestazione medica e essere domiciliati in Svizzera • le carte d’accompagnamento sono rilasciate unicamente dall’Ufficio Cantonale competente (sulla base dell’ attestato medico) • l’attestato medico dev’essere stilato sull’apposito formulario, che si può richiedere a Retina Suisse (info@ retina.ch; tel. 044 444 10 77), o a un Servizio di consulenza per ciechi e ipovedenti oppure scaricare da Internet o richiedere all’Ufficio Cantonale competente. Carta di legittimazione per ipovedenti e non vedenti nel trasporto pubblico locale I viaggiatori non vedenti e ipovedenti gravi possono utilizzare gratuitamente i mezzi pubblici di molte città svizzere assieme ad un accompagnatore, un cane guida o entrambi, purché siano in possesso della «Carta di legittimazione per non vedenti e ipovedenti nel trasporto pubblico locale». La carta è valida se munita di fototessera, bollo di controllo e dell'indicazione dell'anno di validità. Le carte di legittimazione e i bolli di controllo sono rilasciati dalle imprese di trasporto interessate dietro presentazione del «certificato medico per viaggiatori disabili». La tessera di legittimazione e la rispettiva marca di controllo annuale sono rilasciate dalle imprese Giornale Retina Suisse 1 / 2014 57 di trasporto del traffico locale (dell’Unione dei trasporti pubblici UTP). I Servizi di consulenza per ciechi e ipovedenti aiutano le persone aventi diritto a procurarsi questa tessera. Abbonamento generale per viaggiatori con handicap Presentando allo sportello delle FFS la tessera per beneficiari di una rendita AI, oppure consegnando il documento per il ritiro di un abbonamento generale per viaggiatori disabili (viene rilasciato dall’ufficio AI), si ottiene una riduzione di prezzo sull’abbonamento generale (AG) di 1a o di 2a classe. Ne hanno diritto • le persone che al momento dell’acquisto sono beneficiarie di una rendita AI • le persone in età AI che percepiscono un assegno per grandi invalidi • le persone che ricevono un contributo per un cane guida • le persone in età AVS che già in età AI possedevano un abbonamento generale per viaggiatori con handicap • le persone in sedia a rotelle non titolari di una rendita AI possono richiedere l’AG presentando un certificato medico che confermi che è indispensabile l’uso della sedia a rotelle per la mobilità sui trasporti pubblici. Per acquistare un AG per viaggiatori con handicap occorre dimostrare di averne diritto sulla scorta dei seguenti documenti: 58 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 • «Attestato dell’assicurazione invalidità per l’acquisto d’un abbonamento generale per viaggiatori disabili» (rilasciato dall’AI) • Tessera di beneficiario di una rendita AI • Attestato medico per viaggiatori in sedia a rotelle • Persone in età AVS e con handicap possono far verificare a uno sportello delle FFS il loro vecchi AG per viaggiatori disabili. Prezzi dell’AG per viaggiatori con handicap: • AG annuo CHF 2'300.- in 2. classe; CHF 3’760.- in 1. classe • AG mensile CHF 215.- in 2. classe; CHF 340.- in 1. classe. Trasporto di biciclette speciali (tandem) con il treno Se una persona in possesso di una Carta d’accompagnamento carica da sé una bicicletta speciale (tandem, bici a sdraio, bici a tre ruote) paga lo stesso prezzo come per una bicicletta normale (tariffa 1). E inoltre • la disposizione vale anche per le bici che non si possono sistemare sui normali sistemi di sospensione o sono più lunghe di due metri • l’aiuto per salire e scendere dal treno non è garantito • per la riservazione-posti si paga pure la tariffa 1 per biciclette normali. In viaggio senza un titolo di trasporto valido Se una persona cieca o ipovedente è in viaggio senza un titolo di trasporto valido, di regola non le basterà esibire la Carta d’accompagnamento per non pagare il supplemento. Ciò ad eccezione delle situazioni in cui «la Giornale Retina Suisse 1 / 2014 59 disabilità non le permette l’utilizzo di un distributore di biglietti» o alla stazione di partenza non c’è uno sportello servito. In tal caso dovrà pagare solo il prezzo del biglietto corrispettivo senza alcun supplemento. Informazioni sul traffico ferroviario per ciechi e ipovedenti Chi in viaggio desiderasse ottenere informazioni su cambi di binario e ritardi dei treni può selezionare il numero gratuito 0800 181 181. Per accedere a questo servizio occorre premere il tasto 2, dopo aver selezionato la lingua. Le informazioni sull’orario dei treni e sulle tariffe sono disponibili presso il Rail Service 0900 300 300 (CHF 1.19/ min. da rete fissa svizzera). Fonti: • In viaggio senza barriere. Viaggiatori disabili nei trasporti pubblici. Opuscolo delle FFS (valido dal 15.12.2013) • http://www.ffs.ch/stazione-servizi/viaggiatori-disabili. html • Rogger, Hans Peter (Unione svizzera dei ciechi): Persone con handicap e traffico pubblico, informazioni generali e informazioni per ciechi e ipovedenti. Diversi documenti sul tema • Disposizioni tariffarie delle Imprese di trasporto svizzere operanti direttamente nell’ambito del trasporto viaggiatori. Facilitazioni per viaggiatori con un handicap T600.4. (in vigore dal 1.6.2011). 60 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 Mezzi ausiliari Il Servizio mezzi ausiliari dell’Unitas Il servizio si occupa di trovare, di mettere a punto e di fornire alle persone cieche e ipovedenti i mezzi ausiliari adeguati a rendere la vita più semplice a chi non vede o vede male. Esso è rivolto a un’utenza diversificata, da ragazzi a partire dalle prime classi delle scuole elementari fino alle persone della terza e quarta età, da persone che iniziano ad avere problemi con la vista nella vita quotidiana, sul lavoro o nello studio a persone con patologie più gravi. Bastoni bianchi di ogni lunghezza e qualità, orologi tattili o parlanti, bilance per persone o da cucina parlanti, calcolatrici parlanti, gadget per controllare le banconote o le monete, giochi con accorgimenti tattili sono solo alcuni degli articoli disponibili. A seconda dei casi, l'AI e la Unitas finanziano anche parzialmente o totalmente questo genere di prodotti, dai mezzi più semplici alle apparecchiature più complesse. Le attività del servizio si moltiplicano a seguito dell'arrivo sul mercato di nuovi mezzi, sempre più tecnologici. Si tratta spesso di un impegno particolare, quasi personalizzato, che va dall'informazione sulle apparecchiature speciali alla dimostrazione del loro funzionamento, dall'introduzione all'uso delle stesse ai test sulle ultime novità. Servizio mezzi ausiliari Unitas, via San Gottardo 49, 6598 Tenero Tel. 091 735 69 02; E-mail: [email protected] Orari di apertura: lunedì-venerdì 09:00-12:00 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 61 Libri senza barriere Amazon riduce le barriere per la sua offerta di libri elettronici (eBook): da subito le persone cieche e deboli di vista possono navigare «a voce» nell’App di Kindle per iOS (prodotti Apple) e farsi leggere i testi. Il sistema basa sulla tecnologia VoiceOver della Apple mediante la quale l’apparecchio è comandato via tastiera o via voce. Applicazioni per altri sistemi dovrebbero seguire a breve. L’iniziativa di Amazon è una reazione alle critiche di persone cieche o deboli di vista. Infatti, fin dall’introduzione del Kindle, la National Federation of Blind aveva fatto notare che il menu dell’apparecchio non permetteva a ciechi e deboli di vista di utilizzare autonomamente il lettore per eBook. Kindle si ottiene gratuitamente nello Store App. Telefonini a tasti DORO «Ma non dici mica sul serio! Vivi in Europa e non possiedi un telefonino? Non venirmi a dire che non conosci i telefonini DORO». Scherzi a parte, per le persone cieche e deboli di vista non è per niente facile utilizzare un telefonino: tastiera troppo minuta (touch-screen), schermo poco contrastato, troppe funzioni, poco maneggevole e chi più ne ha più ne metta. La ditta svedese di apparecchi elettronici DORO, specializzata nello sviluppo, nel marketing e nella vendita 62 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 di prodotti di telecomunicazione e relativo software, rivolge un occhio di riguardo ai bisogni delle persone anziane. DORO ha sviluppato diversi modelli di telefonino, che in parte sono in vendita anche nel servizio mezzi ausiliari dell’UCBC. La caratteristica di questi apparecchi è la facilità d’uso, l’affidabilità nella vita quotidiana e il prezzo assolutamente concorrenziale. Se la persona che usa il telefonino vuole unicamente telefonare e programmare alcuni numeri di telefono e un numero d’emergenza le basterà un modello semplicissimo. Se invece la persona vuole e è capace di fare foto o scrivere messaggini SMS, avrà a disposizione alcuni modelli con quelle funzioni. Informazioni e vendita: Servizio mezzi ausiliari dell’UCBC, Niederlenzer Kirchweg 1, CH-5600 Lenzburg Telefono +41 (0)62 888 28 70, Fax +41 (0)62 888 28 77 E-Mail: [email protected] Servizio mezzi ausiliari Unitas, via San Gottardo 49, CH6598 Tenero- Tel. 091 735 69 02 E-mail: mezzi.ausiliari@ unitas.ch Giornale Retina Suisse 1 / 2014 63 Un videorecorder parlante L’AMMEC (Accessible Multimedia Entertainment Center) è un registratore numerico dal disco duro munito di sintesi vocale, concepito e sviluppato appositamente per persone cieche e ipovedenti. Utilizzando tecnologie d’avanguardia e mantenendo il provato concetto d’utilizzo dei comandi, AMMEC ha realizzato un centro multimedia che seduce sia per il suo design sia per le sue funzioni. L’AMMEC HDMI è dotato della più moderna tecnologia DVB (DVB-C2 o DVB-S2) e permette la ricezione di programmi televisivi numerici e in HD (per esempio Das Erste HD, ZDF HD et ARTE HD). L’AMMEC HDMI è pure dotato d’una presa HDMI, è compatibile con schermi piatti e sa riconoscere automaticamente la risoluzione desiderata per la restituzione delle immagini. L’AMMEC HDMI funziona senza problemi in FULL HD (1920 x 108). Le sue dimensioni sono: altezza 6 cm, larghezza 39 cm e spessore 35 cm. La cassa è d’alluminio. Inoltre l’AMMEC HDMI è utilizzabile con delle guide elettroniche per i programmi di ognuna delle catene televisive e permette di registrare una trasmissione premendo semplicemente un tasto. Senza dimenticare che la lista dei film è enunciata mediante la sintesi vocale in modo che lo spettatore possa selezionare la pellicole che desidera vedere – compresi i film con audiodescrizione. Con l’AMMEC HDMI si possono naturalmente ascoltare anche dei CD e altri media come pure videotesti d’altre catene televisive, ricevere stazioni radio e registrare trasmissioni nu- 64 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 meriche. L’AMMEC HDMI è disponibile con un ricevitore per la ricezione via cavo, DVB-T o satellitare. L’AMMEC HDMI costa 2’098 franchi e è ottenibile presso INVASUPPORT, www.invasupport.ch. Una sensazionale lampada tascabile Suggerimento di Jürgen Ziesenhenne, nostro membro Essendo affetto da cecità notturna conosco i problemi che insorgono quando si fa buio, al crepuscolo e di notte. Ora ho finalmente scoperto una lampada tascabile ideale. Non è molto voluminosa, fa una luce molto chiara ed è di grande aiuto per camminare al buio e – non da ultimo – ha 4 livelli di luminosità. Mi piace trasmettere questa informazione a altra gente che cerca una buona lampada tascabile, capace di rispondere a esigenze particolari. La lampada in questione è il modello FENIX FD35, ottenibile presso la ditta TROOPER, 8954 Geroldswil, mail@ trooper.ch, Tel. 044 748 11 11. Maggiori informazioni si trovano anche su Internet. E le persone interessate possono testare la lampada per una settimana: il servizio che il signor Eigenheer offre è super. Io sto utilizzando la lampada da alcune settimaGiornale Retina Suisse 1 / 2014 65 ne e sono certo che il mercato non propone niente di meglio per le mie esigenze. Nota della redazione: dello stesso modello esiste anche un’eccellente versione da fissare sulla fronte, ideale, per esempio, per cercare qualcosa in un armadio profondo e scuro e avere le mani libere. 66 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 A proposito... «Diario di viaggio» del presidente uscente Stephan Hüsler, Retina Suisse, Kriens Tutta la storia è cominciata il 30 gennaio 2001. Quel giorno l’oculista mi disse che avevo la retinite pigmentosa. La diagnosi fu il segnale di partenza per un viaggio a destinazione ignota, l’inizio della mia rinascita. Fino a quel giorno avevo sempre portato gli occhiali perché non ci vedevo particolarmente bene. Ora ero diventato portatore di un handicap visivo. Gli interrogativi si accavallavano. «Devo avere da qualche parte un opuscolo che potrebbe servirle», mi disse l’oculista. E mi indirizzò ai servizi di consulenza di Retina Suisse e della Federazione svizzera dei ciechi e deboli di vista. Sono diventato membro di entrambe le associazioni e subito ho cominciato a impegnarmi come volontario. Nella FSC sono stato responsabile per qualche anno degli investimenti finanziari a lungo termine. In Retina Suisse sono stato eletto in comitato nel 2005. All’inizio ho esercitato la funzione di tesoriere, poi di vicepresidente e dal 2009 quella di presidente. Intraprendendo un viaggio a destinazione ignota, le occasioni per fare esperienze inattese non mancano. Si vive ogni genere d’avventura e anche la persona stessa cambia. La diagnosi di RP ha allargato la mia comprensione nei confronti delle tematiche specifiche e delle persone con handicap. Il vedermi con il bastone bianco Giornale Retina Suisse 1 / 2014 67 ha fatto sì che tra le mie e i miei clienti in banca non pochi mi parlassero dei loro fardelli. I problemi della gente sono svariati e non tutti pesano allo stesso modo. Anche un fardello da poco può essere di peso. Tutti questi motivi mi hanno indotto a aderire al comitato dell’iniziativa popolare per la parità dei diritti delle persone con handicap. Il NO all’urna, decretato dal popolo svizzero il 18 maggio 2003, è stato per me una cocente delusione. Data di quel giorno il mio interesse per la politica sociale. Quando nel 2010 mi venne chiesto se ero pronto a candidarmi come presidente dell’associazione AGILE Aiuto Reciproco Svizzero Andicap ho subito detto di sì (il 26 aprile di quest’anno AGILE ha cambiato il nome in «AGILE.CH. Le organizzazioni delle persone con andicap in Svizzera». Nota della redazione). Anche sul piano professionale ho intrapreso un il viaggio a destinazione ignota che ha comportato dei cambiamenti non indifferenti. Nel novembre del 2005 campo visivo e acuità visiva erano ormai talmente deteriorati che chiesi al mio datore di lavoro di cercare una successora per il mio lavoro. L’Assicurazione invalidità sostenne il mi desiderio di iscrivermi alla Facoltà di lavoro sociale di una SUP. Con in tasca il diploma ho partecipato al concorso per il posto di direttore di Retina Suisse, attività che inizierò nel 2015. E così posso dire che il mio viaggio a destinazione ignota ha portato a una meta ben precisa. Il mio viaggio mi ha condotto a un nuovo inizio e anche a un congedo. All’Assemblea generale 2014 ho dato le dimissioni da presidente di Retina Suisse. Claude Voegeli è stato nominato mio successore con un grandissimo applauso. Ora 68 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 ho qualche mese di tempo per dire addìo alla funzione di presidente – un ruolo nell’ambito del volontariato – e per calarmi nella nuova funzione di direttore. Sono felice di questa prospettiva e di quanto comporterà di nuovo per me. Si tratta sempre ancora di una terra incognita seppure qualche sua forma si va man mano manifestando. Ringrazio di cuore quante e quanti finora mi hanno accompagnato nel mio viaggio a destinazione ignota. Mi hanno infuso coraggio e aiutato a superare le paure. Mi hanno aiutato a affrontare ogni successivo passo. Hanno stimolato le mie riflessioni e mi hanno permesso di giungere a nuovi riconoscimenti. In molte discussioni mi hanno aiutato a capire opinioni e punti di vista che non conoscevo e forse anche a farli miei. Mi rallegro di continuare, con il sostegno di tutti voi, il mio viaggio a destinazione ignota. Il viaggio non è ancora concluso, la destinazione è sempre ancora ignota. Giornale Retina Suisse 1 / 2014 69 Annotazioni 70 Giornale Retina Suisse 1 / 2014 Annotazioni Giornale Retina Suisse 1 / 2014 71 Annotazioni 72 Giornale Retina Suisse 1 / 2014