ANNO LIX - N° 4 DEL 2009 - RIVISTA BIMESTRALE - POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE
D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27.02.2004 N. 46) ART. 1 COMMA 2 DCB - ROMA
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MYRIAM
La Salette
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MYRIAM
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Carignano
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Viù
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S. Vittorino - Roma
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Convitto Eccl.co S. Elena
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Mariarosa Scalcon, omvf
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del 11/03/2009
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LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A
LA SALETTE ................................................3
DALLA LETTERA DI GIOVANNI PAOLO
II.............................................................................................5
MARIA A LA SALETTE: GUIDA LUMINOSA
VERSO IL REGNO..........................................................7
MARIA VERGINE, MADRE DI RICONCILIAZIONE.....................................................................13
IL SANTUARIO DI N. S. DE LA SALETTE..........................................................16
MASSIMINO E MELANIA.........................20
V.LE “MADONNA DE LA SALETTE”
PRESSO IL CENTRO DI SPIRITUALITÀ
LANTERIANA DI VILLA
SCHIARI.......................................................25
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Le apparizioni
della Madonna
a La Salette
maniera più coerente e concreta gli autentici valori evangelici della nostra fede.
In effetti, a La Salette, in maniera ancora più evidente di come avverrà a
Lourdes e poi a Fatima, Maria si mostra
triste e piange per il comportamento
vergognoso di tanti cristiani, purtroppo
anche persone consacrate e sacerdoti,
perduti nella ricerca egoistica del piacere e del benessere personale. Ma – ci
ricorda S. Paolo – “il salario del peccato è la morte” (Rm 6, 21). Ed è da
questa morte eterna che il Signore, attraverso le parole e le lacrime della
Santa Vergine, vuole liberare i suoi
figli, riportandoli ad un rapporto sereno
ed equilibrato con Lui, con se stessi,
con le altre persone ed anche con la natura, che, purtroppo, con cataclismi dolorosi riflette, a volte, lo squilibrio
esistente nel cuore dell’uomo.
Senza indulgere alle derive apocalittiche di alcuni che, fin dai primi anni dell’apparizione, vollero strumentalizzare
il messaggio della Vergine a La Salette,
MYRIAM
C
ontinuando il nostro tour spirituale alla ricerca dei principali
santuari mariani nel mondo,
fermiamo, questa volta, la nostra attenzione sul Santuario di N. S. de La Salette, comune della Francia. meridionale,
composto da una dozzina di piccoli villaggi. Le montagne che lo circondano
formano una catena montuosa; ed è
proprio a nord di questo circolo montuoso, all’altezza di circa 1.800 metri,
che, il 19 settembre 1846, la Santa Vergine apparve a due umili pastorelli,
Melania Calvat e Massimino Giraud.
Un’apparizione che conferma la predilezione di Maria per persone di umili
condizioni e di animo innocente, quasi
a garanzia della veridicità degli eventi
verificatisi. Così fu per l’apparizione di
Guadalupe in Messico nel 1531 a S.
Juan Diego, un povero indio analfabeta; a Lourdes a S. Bernadette Soubirous; a Fatima nel 1917 ai tre pastorelli
Giacinta, Francesco e Lucia…
In questo numero di Myriam ripercorreremo, dunque, la storia di questi avvenimenti, che, mentre da una parte
manifestano l’attenzione materna del
nostro Dio, che si serve proprio della
Madre del suo Figlio per diffondere nel
mondo la sua Grazia, ci richiamano,
dall’altra, all’urgenza di una sincera
conversione del cuore, per vivere in
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MYRIAM
surrezione del Figlio di
Dio; nella sua attuazione
nel tempo, però, richiede
l’accoglienza e la partecipazione libera, consapevole e responsabile di
ciascuna persona.
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per farne un uso terroristico di catastrofismo planetario ed anticlericale, dobbiamo riconoscere tutta la nostra
responsabilità nel concorrere, con il nostro atteggiamento egoistico ed indifferente, allo sfruttamento inadeguato
delle risorse del Pianeta e alle conseguenze negative di disuguaglianza sociale fra i popoli e di disastri cosmici.
Fin dalle prime pagine della Bibbia
viene sottolineata questa corrispondenza fra il peccato dell’uomo e lo
sconvolgimento del “giardino” originario in cui Dio l’aveva posto: “Maledetto
sia il suolo per causa tua!” (Gen 3,17).
In quelle stesse pagine, tuttavia, viene
presentato il piano di salvezza e di redenzione progettato dall’amore misericordioso di Dio, che non si rassegna a
perdere per sempre le creature fatte a
sua immagine. E in questo progetto di
salvezza un posto di rilievo ce l’ha appunto la “Donna”, la cui stirpe avrebbe
schiacciato la testa al serpente.
Effettivamente, Maria è riconosciuta
universalmente da noi cristiani come la
Madre e la prima collaboratrice dell’opera di redenzione di Gesù Cristo.
Tale liberazione si è realizzata una volta
per tutte con l’Incarnazione, Morte e Ri-
La Vergine non è venuta a La Salette per
insegnarci qualcosa di
nuovo.. Ella è venuta
per manifestare la
presenza, nel mondo
e nella nostra vita, della forza di salvezza che è in Cristo Gesù: viene a supplicarci in lacrime a farci caso. Questa
è la base del suo intervento. Le lacrime
di Maria sono i segni della sua impotenza di fronte alla nostra libertà, allorché rifiutiamo la salvezza che ci è
proposta. Sono nel contempo i segni del
suo amore, l’estremo argomento di una
madre che ha solo i suoi occhi per
piangere, per commuovere i nostri
cuori induriti (P. Roger Castel, MS).
È molto significativo che, dopo gli
eventi prodigiosi accaduti a La Salette,
le genti del luogo cominciarono ad acclamare coralmente Maria come la
“Vergine riconciliatrice dei peccatori”.
Tale titolo non è frutto di un’analisi teologica fatta a tavolino da competenti
studiosi, ma è piuttosto l’espressione
della fede di un popolo che continua ad
invocare Maria per la conversione dei
peccatori.
P. CARLO ROSSI, OMV
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La
diocesi di Grenoble, i Missionari de La Salette e molti
fedeli in tutto il mondo celebrano quest’anno il 150° anniversario
della apparizione della Beata Vergine
Maria in una località delle Alpi, da dove
il suo messaggio non ha cessato mai di
diffondersi. Questa commemorazione
può essere piena di grazia; mi associo
anch’io, in unione con i pellegrini che
salgono a venerare la Madre del Signore con il titolo di Riconciliatrice
dei peccatori. Madre del Salvatore,
Madre della Chiesa, Madre degli uomini, Maria accompagna ciascuno nel
pellegrinaggio della vita. […] Ella,
Madre piena di amore, ha mostrato in
questo luogo la sua tristezza per il male
morale dell’umanità. Attraverso le sue
lacrime, ci aiuta a meglio comprendere
la dolorosa gravità del peccato, il rifiuto
di Dio, ma anche la fedeltà appassionata che suo Figlio nutre per i suoi figli,
Lui, il Redentore, il cui amore è ferito
dalla dimenticanza e dal rifiuto. Il messaggio di La Salette è stato affidato a
due pastorelli in un momento di grande
sofferenza delle popolazioni colpite
dalla carestia e sottoposto a molte ingiustizie. Inoltre, l’indifferenza o l’ostilità nei confronti del messaggio
evangelico erano in aumento. La Madonna, facendoci contemplare l’immagine del suo Figlio crocifisso sul petto,
mostra che, associata all’opera della
salvezza, Ella ha compassione delle difficoltà dei suoi figli e soffre nel vederli
allontanarsi dalla Chiesa di Cristo a tal
punto di dimenticare o di rifiutare la
presenza di Dio nella loro vita e la san.
tità del suo Nome.
L’irradiamento dell’evento de La Salette, attesta che il messaggio di Maria
non si esaurisce nella sofferenza
espressa dalle lacrime; la Vergine
chiede di riprendere il cammino della
fede; invita alla penitenza, alla perseveranza nella preghiera e in particolare
alla fedeltà alla pratica domenicale. Ella
chiede che il suo messaggio “sia fatto
conoscere a tutto il suo popolo” con la
testimonianza di due ragazzi. E, infatti,
la loro voce si farà rapidamente sentire.
Verranno i pellegrini e ci saranno molte
conversioni. Maria era apparsa nella
luce che evoca lo splendore di umanità
trasfigurata dalla risurrezione di Cristo:
La Salette è un messaggio di speranza,
perché la nostra speranza è sostenuta
dall’intercessione di Colei che è la
Madre degli uomini. Le infedeltà, anche
se gravi, non sono irrimediabili. La
notte del peccato scompare davanti alla
luce della divina misericordia. La sofferenza umana accettata può contribuire
alla purificazione e alla salvezza. Per
chi cammina umilmente nella via del
Signore, il braccio del Figlio di Maria
non peserà a condannare, ma si aprirà
alla mano protesa dei peccatori riconciliati dalla grazia della croce per farli entrare nella vita nuova. Le parole di
Maria a La Salette, per la loro semplicità e rigore, sono di una reale attualità,
in un mondo che subisce sempre i fla-
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Dalla Lettera di Giovanni
Paolo II in occasione del 150°
anniversario dell’Apparizione
della Madonna a La Salette.
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gelli della guerra e della fame, e tante sventure, che sono segni e sovente anche
conseguenze del peccato degli uomini. Anche oggi, Colei che “tutte le generazioni
chiameranno beata” (Lc 1,48) vuole portare “tutto il suo popolo”, attraverso le
prove di questo tempo, alla gioia che deriva dal compimento della missione affidata da Dio all’uomo […]. Dalle terre della Savoia e del Delfinato, dove la Vergine
Maria ha fatto ascoltare il suo messaggio 150 anni fa, lo stesso invito risuona ancora oggi per i numerosi pellegrini che salgono verso questo santuario, e per coloro
che si recano in tanti altri santuari salettini. Incoraggio tutti a presentare alla Vergine Immacolata le pene e le speranze di questo mondo […] Possano essere testimoni della riconciliazione, dono di Dio e frutto della Redenzione per le persone,
le famiglie e i popoli! Il pellegrinaggio li aiuti a non lasciare cadere la loro vita
nella tiepidezza o nell’indifferenza e non dimenticare mai di riservare al Cristo risorto il primo posto nella loro vita! Possano essere nel mondo artefici di quella
pace che il Signore ha promesso (cfr Gv 14,27) e rimanere indefettibilmente persuasi del valore inalienabile della più umile delle prove umane!
.
Maria è presente nella Chiesa come nel giorno della Croce, della Resurrezione e
della Pentecoste. A La Salette, ha chiaramente manifestato la costanza della sua
preghiera per il mondo. Lei non abbandonerà mai gli uomini creati ad immagine
e somiglianza di Dio e ai quali è dato di diventare figli di Dio (cfr Gv 1,12). Possa
Ella condurre a suo Figlio tutte le nazioni della terra! […]
Vaticano, 6 maggio 1996.
.
Giovanni Paolo II
6
Preghiera alla Vergine de La Salette
Riconciliatrice dei peccatori
Ricordati, o Nostra Signora de La Salette, delle lacrime che hai versato per noi sul Calvario.
Ricordati anche della continua sollecitudine che
hai per noi, tuo popolo, affinché nel nome di Cristo
Gesù ci lasciamo riconciliare con Dio.
Dopo aver fatto tanto per noi tuoi figli, Tu non puoi abbandonarci.
Confortati dalla tua tenerezza, o Madre, noi Ti supplichiamo, malgrado le nostre infedeltà e ingratitudini.
Accogli le nostre preghiere, o Vergine Riconciliatrice, e converti i
nostri cuori al tuo Figlio.
Ottienici la grazia di amare Gesù sopra ogni cosa e di consolare
anche Te con una vita dedicata alla gloria di Dio e all’amore dei
nostri fratelli.
Amen.
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Maria a La Salette:
guida luminosa verso il Regno
N
LE
APPARIZIONI
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ell'inverno 1845-46 le famiglie del comune
di La Salette sono afflitte da una grande miseria causata dall'insufficienza dei raccolti e
soprattutto dalla malattia delle patate, situazione riscontrabile, oltre che in Francia, in gran parte
Maximin e Mèlanie
dell' Europa. È questo il contesto in cui si colloca la storia dell’apparizione di Maria a La Salette ai due pastorelli Mélanie Mathieu-Calvat, di quattordici anni, e Maximin Giraud, di undici. Entrambi nativi di Corps,
appartenevano a famiglie molto povere; nessuno dei due era mai andato a scuola
né al catechismo, erano quindi analfabeti. Maximin era orfano di madre da quando
aveva 17 mesi; tuttavia, era molto vivace, gli piaceva giocare e correre con il cane
e la capretta. Melania, invece, era di carattere riservato, timida e di poche parole.
.
Domenica 13 settembre 1846 Pierre
Selme, agricoltore degli Ablandins, arriva a Corps per cercare qualcuno che
possa rimpiazzare il suo pastore ammalato. Il carradore Giraud, allora, avvisando l’altro della leggerezza del
ragazzo, acconsente a destinare suo figlio Maximin a questo incarico. Così,
da lunedì 14 settembre, Maximin conduce al pascolo le mucche di Pierre
Selme. I luoghi di pascolo sono quelli
dove avverrà l'apparizione. Mélanie si
trova già agli Ablandins, a servizio di
Baptiste Pra, e anche lei conduce al pascolo, vicino ai luoghi dell'apparizione,
le mucche del suo padrone.
.
7
La sera di venerdì 18 settembre i ragazzi s'incontrano per la prima volta:
pur essendo nativi dello stesso paese,
non avevano mai avuto modo di conoscersi prima. La mattina di sabato 19
settembre 1846, vigilia della solennità
dell’Addolorata, che allora veniva celebrata la terza domenica di settembre,
Maximin e Mélanie partono insieme
per condurre al pascolo quattro mucche
ciascuno; Maximin ha con sé anche il
cane Lulù e la capretta. Verso mezzogiorno, quando la campana suona l'An-
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gelus delle dodici, i due pastorelli fanno
abbeverare gli animali alla cosiddetta
“fontana delle bestie”; poi si avvicinano
alla “fontana degli uomini” e lì consumano il loro pasto, a base di pane e formaggio; una volta finito, altri tre pastori
arrivano alla fontana e si intrattengono
con i ragazzi che, dopo la loro partenza,
sentono il bisogno insolito di riposarsi.
Verso le 15, Mélanie si sveglia e, non
scorgendo più le bestie, chiama Maximin e corre su per il colle a cercarle;
Maximin la segue. Trovatele, si tranquillizzano e iniziano a scendere dal
colle. Fatti alcuni passi, Mélanie scorge
all'improvviso un globo di luce nel
luogo dove avevano lasciato i tascapane, “come se il sole fosse caduto in
quel luogo”. Chiama in fretta Maximin,
e insieme cercano di capire cosa stia accadendo: la paura si impossessa dei due
ragazzi; Mélanie lascia cadere il suo bastone, mentre Maximin cerca di riprenderlo, per potersi difendere da quella
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luce. Ma a questo punto i ragazzi scorgono all'interno del globo di luce la figura di una donna, che essi chiameranno
sempre la “bella Signora”, seduta con i
gomiti poggiati sulle ginocchia e il viso
nascosto tra le mani; la sentono singhiozzare. Melania pensa: “Forse è una
mamma offesa dai figli, che è fuggita
sulla montagna a sfogarsi piangendo”.
.
.
Attenuata un po’ la paura, i due pastorelli tuttavia non osano fare un passo.
Allora la donna alza i gomiti dalle ginocchia e, allontanate le mani dal volto,
si alza lentamente. E’ bellissima! Ma il
suo volto è pieno di afflizione: sembra
carica di tanti dolori. Rivolge loro la
parola in francese: "Avvicinatevi, figli
miei, non abbiate timore, sono qui
per annunciarvi un grande messaggio", poi fa qualche passo in avanti. I
ragazzi le ubbidiscono. Mai udita una
voce così invitante, così carezzevole,
“dolce come una musica”! Andandole
molto vicino, sono immersi nella luce.
È alta e tutta splendente. La bella Signora indossa il vestito delle mamme
della regione: un abito che scende fino
ai piedi, uno scialle, una cuffia sulla
testa, un grembiule di color giallo
splendente, annodato attorno ai fianchi.
La cuffia, l'orlo dello scialle e i piedi
sono ornati da ghirlande di rose multicolori. Accanto alle rose dello scialle è
visibile una pesante catena, mentre al
petto porta un crocifisso con ai lati un
paio di tenaglie e un martello.
Continuando a piangere e chinando lievemente il capo, affida loro il messaggio, parlando parte in francese e parte
in patois, il dialetto locale. .
La Vergine parlò molto in questa unica
apparizione a La Salette, riferendosi
oltre che a problemi generali, a livello
mondiale, anche a situazioni locali, riguardanti i villaggi circostanti. Il mes-
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saggio venne in seguito studiato da
eminenti teologi ed interpretato nella
sua sostanza di messaggio salvifico. Ne
citiamo di seguito alcuni brani.
“Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciare libero
il braccio di mio Figlio. Esso è così
forte e così pesante che non posso più
sostenerlo. Da quanto tempo soffro
per voi! Affinché mio Figlio non vi
abbandoni, mi è stato affidato il compito di pregarlo continuamente per
voi; ma voi non ci fate caso. Per
quanto pregherete e farete mai potrete compensare la pena che mi sono
presa per voi. - Vi ho dato sei giorni
per lavorare, mi sono riservato il settimo e non me lo volete concedere. E’
questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio! Coloro che guidano
i carri non sanno imprecare senza
usare il nome di mio Figlio. Queste
sono le due cose che appesantiscono
tanto il braccio di mio Figlio. Se il
raccolto si guasta, la colpa è vostra.
Ve l'ho mostrato l'anno passato con
le patate: voi non ci avete fatto caso.
Anzi, quando ne trovavate di guaste,
bestemmiavate il nome di mio Figlio.
Esse continueranno a marcire e quest'anno, a Natale, non ve ne saranno
.
più”.
La parola "patate" (pommes de terre, in
francese) mette in imbarazzo Mélanie.
Nel dialetto locale, infatti, le patate vengono chiamate “las truffas”. La ragazza
si rivolge allora a Maximin. Ma la
“bella Signora” la previene, continuando il suo discorso non più in francese, ma nel dialetto dei ragazzi: “Voi
non capite, figli miei? Ve lo dirò diversamente”. Quindi, riprendendo
dalla frase “Se il raccolto si guasta …
”, prosegue: “Se avete del grano, non
seminatelo. Quello seminato sarà
mangiato dagli insetti e quello che
verrà cadrà in polvere, quando lo
batterete. Sopraggiungerà una grande
carestia. Prima di essa, i bambini al
di sotto dei sette anni saranno colpiti
da tremito e morranno tra le braccia
di coloro che li terranno. Gli altri faranno penitenza con la carestia. Le
noci si guasteranno e l'uva marcirà”.
A questo punto, la donna affida separatamente un segreto a Maximin e poi a
Mélanie, in modo che solo uno dei due
riesca ad ascoltarla; quindi prosegue:
“Se si convertono, le pietre e le rocce
si tramuteranno in mucchi di grano
e le patate nasceranno da sole nei
campi.”. Quindi confidenzialmente e
maternamente la Vergine chiede: “Fate
la vostra preghiera, figli miei?”. “Non
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IL MESSAGGIO
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molto, Signora”, rispondono entrambi.
“Ah, figli miei, bisogna proprio farla,
sera e mattino! Quando non potete
far meglio, dite almeno un Pater e un
'Ave Maria; quando potete fare meglio, ditene di più. A messa, d'estate,
vanno solo alcune donne anziane; gli
altri lavorano di domenica, tutta
l'estate. D'inverno, quando non sanno
che fare, vanno a messa solo per burlarsi della religione. In Quaresima,
vanno alla macelleria come i cani.
Avete mai visto del grano guasto, figli
miei?”. “No, Signora”, rispondono. Allora la donna si rivolge a Maximin:
“Ma tu, figlio mio, lo devi aver visto
una volta con tuo padre, verso la
terra di Coin. Il padrone del campo
disse a tuo padre di andare a vedere
il suo grano guasto. Vi andaste tutti e
due, prendeste in mano due o tre spighe, le stropicciaste e tutto cadde in
polvere. Al ritorno, quando eravate a
mezz'ora da Corps, tuo padre ti diede
un pezzo di pane dicendoti: "Prendi,
figlio mio, mangia ancora del pane
quest'anno, perché non so chi ne
mangerà l'anno prossimo, se il grano
continua in questo modo”. “Oh, sì, Signora, ora ricordo: prima non me lo ricordavo!”, risponde Maximin.
.
Infine, il colloquio con la Vergine termina con un accorato appello, non in
dialetto, ma in francese: “Ebbene, figli
miei, fatelo conoscere a tutto il mio
popolo”.
La “bella Signora” inizia quindi a muoversi, attraversa il ruscello e, senza voltarsi, ripete: “Suvvia, figli miei, fatelo
conoscere a tutto il mio popolo”. Risale, poi, il sentiero sinuoso che porta
alla sommità del colle vicino e si eleva
da terra; i pastorelli la raggiungono e si
accorgono che guarda prima il cielo e
poi la terra in direzione Sud-Est. Ora il
suo volto non è più rigato di lacrime.
Lentamente comincia a “fondersi nella
luce” e scompare in un alone di luce
abbagliante.
Sparito il bagliore, Melania mormora:
“Dev’essere una grande santa”. “Ad
averlo saputo ch’era una grande santa risponde Massimino - le avremmo
detto di condurci con sé!”. Scendono a
recuperare le loro cose e le mucche, ma
sono tanto contenti e parlano di ciò che
hanno visto..
L'APPROVAZIONE
DELLA CHIESA
Testimoni di un evento straordinario,
Maximin e Mélanie ritornano a valle, e
sarà lo stesso Maximin a darne notizia
sia al suo padrone, Pierre Selme, che al
padrone di Mélanie, Baptiste Pra. Questi ultimi, la sera stessa, insieme con un
loro vicino hanno la bella idea di trascrivere, sotto dettatura di Melania, le
parole della Vergine, che - grazie a loro
- sarà il primo documento scritto dell’apparizione, controfirmato da loro tre.
La mattina seguente essi inviano i pastorelli dal parroco del villaggio de La
Salette, Jacques Perrin, che, toccato dal
racconto dei ragazzi, parla subito dell'apparizione nell'omelia domenicale e
ne informa l’arciprete di Corps, Pierre
Mélin.
.
Da questo momento inizia il lungo
cammino d'indagine sull'accaduto per
verificarne la veridicità. Il vescovo di
Grenoble, mons. Philibert de Bruillard,
è ufficialmente informato del fatto il 5
ottobre 1846, attraverso una lettera dell'arciprete di Corps. Leggendo questa
lettera, il vescovo di Grenoble ha l'impressione che il curato Mélin sia troppo
preso dalla fretta di trarre conclusioni.
Quindi chiede all’arciprete di Corps
maggiori informazioni. Senza però
nemmeno attendere la risposta, il 9 ottobre invia una lettera circolare a tutti i
preti della sua diocesi e, ricordando loro
le prescrizioni sinodali del 1829, li invita ad astenersi dal dichiarare miracoli
nuovi senza l'autorizzazione del vescovo e della Santa Sede. Il 12 ottobre
Mélin risponde al vescovo, ma questi
non si accontenta delle sue informazioni e quindi fa continuare le ricerche
fino a che non istituisce una commissione apposita che presiede lui stesso.
Intanto la notizia dell'apparizione si diffonde rapidamente. Germain Giraud, il
padre di Maximin, che non era affatto
credente, si converte. Il primo pellegrinaggio ha luogo il 24 novembre, guidato dai due bambini. Inoltre, sul posto
dove era apparsa la Vergine scaturisce
una fonte d’acqua che comincia ad operare prodigi. Il 16 aprile 1847 si registra
la prima guarigione miracolosa a suor
Claire Peirron, ad Avignone. Il 31 maggio 1847 al pellegrinaggio in cui è piantata la croce sulla montagna partecipano
5.000 fedeli. Il 15 agosto un’altra guarigione miracolosa è dichiarata da Mélanie Gamon, a Corps e il 19 settembre,
primo anniversario dell’apparizione, ha
luogo un pellegrinaggio di 50.000 fe.
deli.
Nello stesso anno, l’8 novembre, ha
luogo la prima riunione della commissione. Infine, dopo quattro anni di ricerche, il 19 settembre 1851, quinto anniversario dell’apparizione, mons. de
Bruillard ne firma il decreto di approvazione, che l’anno seguente viene pubblicato anche dall’Osservatore Romano.
.
È singolare l'introduzione del vescovo:
“Nonostante il naturale candore dei due
ragazzi... nonostante la costanza e la
fermezza della loro testimonianza... per
lungo tempo noi abbiamo dovuto mostrarci scettici e incapaci di ammettere,
in modo incontestabile, un avvenimento
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così meraviglioso... Così abbiamo cercato con cura meticolosa tutte le ragioni
per rigettarlo e non ammetterlo, sebbene una folla di anime pie lo avesse accolto
con grande risonanza”.
Si può riconoscere, in queste parole, la saggezza della Chiesa che non corre mai
nei suoi giudizi. Dopo una serie di ulteriori considerazioni, il decreto così continua:
“Art. 1 - Noi giudichiamo che l'apparizione della santa Vergine a due pastorelli
il 19 settembre 1846, su una montagna della catena delle Alpi, situata nella parrocchia de La Salette... porta in se stessa tutti i caratteri della verità, e che i fedeli
hanno fondate ragioni per ritenerla indubitabile e certa. Art. 2 - Noi crediamo
che questo fatto acquisti un nuovo grado di certezza per l’accorrere spontaneo e
immenso di fedeli sui luoghi dell'apparizione... Art. 3 – È per questo, per testimoniare a Dio e alla gloriosa Vergine Maria la nostra viva riconoscenza, che noi
autorizziamo il culto a Nostra Signora de La Salette...”.
.
VASTE RISONANZE DELLE APPARIZIONI
L'apparizione di Maria a La Salette ha avuto subito una grande risonanza. Insieme
a tante persone ignote alla storia, uomini di cultura con prospettive assai differenti
tra loro, come san Pierre-Julien Eymard, san Giovanni Bosco, Louis Veillot, Léon
Bloy, Jacques Maritain, Maurice Blondel, Paul Claudel, Thomas Merton, ne rimasero affascinati. In particolare, Blondel scriveva: “Quel che spinge alcuni a credere
è proprio quello che può far dubitare altri: le persone semplici amano i pellegrinaggi: lì, le ragioni del cuore possono essere appagate; e, grazie alla testimonianza di miracoli concreti, sensibili, accettano le grandi verità che, a causa del
loro eccessivo splendore, li accecano. I saggi sono sempre scioccati da questi interventi così materiali e bizzarri del sovrannaturale. Ma dove starebbe l'uguaglianza tra i semplici e i saggi, se anche questi ultimi non dovessero compiere uno
sforzo di sottomissione e di fede, uno sforzo più necessario e più grande che altrove, come nei dogmi dove trovano una chiarezza e una certezza maggiore? Allora
cerchiamo di essere semplici, come bambini...”
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:16 Pagina 13
Maria Vergine,
Madre di
Riconciliazione
La
Signora apparsa a La
Salette fu riconosciuta
come Madre della Riconciliazione sia dal popolo che
dalle autorità della Chiesa locale e
poi della Chiesa universale e come
tale invocata, come è illustrato nella
storia qui narrata. Soprattutto Papa
Giovanni Paolo II ha evidenziato la
centralità evangelica e l’attualità del
messaggio della Madonna de La Salette, alla luce dei criteri della Congregazione per la Dottrina della Fede,
“…le apparizioni e in particolare i
messaggi della Madonna non possono contraddire il contenuto della
fede, anzi devono convergere verso
l’oggetto centrale dell’annuncio di
Cristo: L’amore del Padre che suscita negli uomini la conversione e
Nella Madonna apparsa a La Salette
piangente per i peccati dei suoi figli,
la Chiesa ha riconosciuto la propria
identità e missione. Maria infatti,
come insegna il Concilio Vaticano II
è “specchio della Chiesa” sia in
quanto la Chiesa come Maria ha accolto il Verbo della riconciliazione,
sia in quanto ha un cuore pieno di
misericordia verso i peccatori e in
quanto è animata da “carità materna” per la salvezza dei fratelli. E’
lei che la Chiesa guarda ed imita
quale Madre dal Cuore Immacolato,
alleata di Dio nell’opera di Riconciliazione in virtù della sua docilità
allo Spirito Santo, Ospite dolce
dell’anima che abitando nel suo
cuore purissimo l’ha resa capace di
accogliere il Verbo di Dio e di aderire con tutta se stessa alla Sua persona e alla Sua opera.
MYRIAM
dona la grazia per abbandonarsi a
Lui con devozione filiale”.
13
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:16 Pagina 14
MYRIAM
MARIA MADRE DELLA RICONCILIAZIONE
NELLA LITURGIA DELLA CHIESA.
14
Il titolo dato a Maria come Madre
della Riconciliazione lo ritroviamo
nei santi e negli Ordini religiosi del
secolo XI e XII e poi diffuso nel popolo di Dio, che ha amato contemplare e onorare la Madre
accanto al Figlio Crocifisso. Lui infatti è la
“Riconciliazione
dei peccatori con
il Padre”.
.
Come Maria è
presente nella
vita e nella
missione di
Cristo in ..
quanto .
Madre di .
Dio e Socia
del Redentore, cosi è .
presente in .
ogni celebrazione
liturgica dei misteri della Salvezza,
nelle Solennità e feste
mariane dell’anno liturgico,
nelle celebrazioni dei sacramenti e
in particolare della Eucaristia. Fra le
“Messe della Beata Vergine Maria”,
vi è quella dedicata a “Maria Vergine
Madre di Riconciliazione”, raccomandata per la Quaresima, tempo liturgico forte nel quale più propriamente risuona l’esortazione
dell’apostolo Paolo: “Vi supplico in
nome di Cristo; lasciatevi riconciliare con Dio” (2Cor 5,20), riconoscendo così il ruolo della Beata
Vergine Maria nella riconciliazione
con Dio.. Il formulario della Messa
di Maria Vergine Madre
della Riconciliazione è
raccomandato per i
Santuari dove i fedeli si accostano
numerosi al Sacramento della
Penitenza, in
quanto, come
dice il testo,
esalta la misericordia del
Signore, che
si estende di
generazione
in generazione
a tutte le creature e venera il
Cuore della Beata
Vergine pieno di misericordia verso i peccatori. Al servizio del Sacramento
della Penitenza per tutti i fedeli
delle diocesi circostanti e dei pellegrini di passaggio è dedicato il lavoro dei Missionari Oblati di Maria
Vergine nel Santuario di N.S. di Fatima a S. Vittorino. Essi, sotto lo
sguardo materno di Maria, Madre
della riconciliazione e della misericordia, accolgono i tanti figli prodi-
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:16 Pagina 15
suoi figli a contemplare da vicino
il suo dolore per il male commesso e la sua sofferta intercessione per trattenere i castighi
della giustizia di Dio. Il muto linguaggio delle lacrime di Maria
tornerà anche in altre apparizioni
più recenti.
LA SALETTE E FATIMA
L’apparizione della Salette e quelle
di Fatima hanno in comune il messaggio, caratterizzato dai richiami
evangelici alla preghiera e alla conversione della vita e i segreti, caratterizzati da rivelazione di avvenimenti futuri in genere collegati col
messaggio. Non vogliamo addentrarci in un confronto approfondito,
assai arduo, ma alcuni esperti Mariologi, come P. Renè Laurentin e P.
Stefano De Fiores, evidenziano un
ampliarsi dello sguardo materno
di Maria su tutta l’umanità e su
tutta la Chiesa.
Il linguaggio di Maria a La Salette è semplice e vuole mostrare la gravità del peccato non
solo come causa della carestia e
delle malattie dei bambini, ma
soprattutto con il volto lacrimante della Madre che invita i
1. Il richiamo alla preghiera si concretizza soprattutto nella recita quotidiana del S. Rosario.
2. L’esigenza della conversione personale è approfondita con la coscienza del peccato come offesa fatta
a Dio.
3. Ma a Fatima vi è insistente l’elemento della riparazione, cioè la preghiera e l’offerta delle sofferenze per
la conversione dei peccatori. Maria,
socia del Redentore, Madre Riconciliatrice e Riparatrice chiama tutti i
MYRIAM
ghi che tornano alla casa del Padre.
Le Apparizioni di Fatima sono caratterizzate dalla continuità di alcuni elementi del Messaggio
precedente, ma con ulteriori determinazioni e sviluppi:
15
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:16 Pagina 16
suoi figli a unirsi a Lei in questa opera di cooperazione alla salvezza delle
anime, che altrimenti andrebbero all’Inferno.
4. A Fatima sono annunciate varie conseguenze storiche dei peccati, cioè le
guerre e le persecuzioni della Chiesa, e come garanzia della Pace nel mondo
offre il suo Cuore Immacolato, al quale è necessario consacrarsi.
Per questo Maria come Madre e Regina nostra chiama tutti intorno a Lei,
perché vuole che tutti ci sentiamo responsabili della salvezza di tutti. Il Papa
Giovanni Paolo II nell’Enciclica Riconciliazione e penitenza ricorda: “Con
Maria la Chiesa del cielo, la Chiesa della terra, la Chiesa del purgatorio
sono misteriosamente unite in questa cooperazione con Cristo nel riconciliare il mondo con Dio e con la loro intercessione sostengono i loro fratelli
pellegrini nel mondo, nell’impegno di conversione, di fede, di ripresa dopo
ogni caduta, di azione per far crescere la comunione e la pace nella Chiesa
e nel mondo” (RP 12).
MYRIAM
P. GIOVANNI MANNINI, OMV
IL SANTUARIO DI
N. S. DE LA SALETTE
16
Al
decreto di approvazione fa
seguito, il 1° maggio 1852,
un altro decreto con il quale
mons. de Bruillard annuncia la costruzione, sui luoghi dell'apparizione, di un
santuario dedicato a Nostra Signora de
La Salette e, allo stesso tempo, la costituzione di un gruppo di missionari incaricati del suo servizio, i Missionari
di Nostra Signora de La Salette: «Per
quanto possa essere importante l'erezione di un santuario, vi è ancora qualche cosa di molto più importante: cioè
i ministri della religione, destinati al
servizio del santuario stesso, all'accoglienza dei pellegrini, a predicare la
parola di Dio, all'esercizio del ministero della riconciliazione, all’amministrazione del sacramento dell’eucaristia
e ad essere, per tutti, i dispensatori fedeli dei misteri di Dio e dei tesori spirituali della Chiesa. Questi sacerdoti
saranno chiamati i “Missionari di Nostra Signora de La Salette”. La loro
istituzione e la loro esistenza saranno,
come il santuario stesso, un perpetuo
ricordo dell'apparizione misericordiosa
di Maria».
La costruzione della basilica termina
nel 1865, e il 19 gennaio 1879 papa
Leone XIII decreta per il santuario de
La Salette il titolo di basilica minore e
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:16 Pagina 17
Ben presto, i sacerdoti diocesani chiamati a servire il santuario, e per i quali
mons. de Bruillard aveva preparato un
«progetto di regola», riflettendo sull'apparizione e vivendone le linee centrali
di spiritualità, si sentirono chiamati a
vivere la consacrazione religiosa in comunità, per dare una più significativa
testimonianza dell'evento.
Si apre così un lungo cammino di discernimento, che ha visto protagonisti i
cappellani del santuario e il vescovado
di Grenoble, e che sfocerà nella costituzione di una congregazione religiosa
prima di diritto diocesano il 2 febbraio
1858, poi di diritto pontificio il 27 mag-
gio 1879. Attualmente l'istituto è presente in ventuno nazioni e conta circa
novecento religiosi.
Nella cura pastorale del Santuario e
delle altre opere apostoliche essi sono
coadiuvati dal ramo femminile delle
Suore di Nostra Signora de La Salette, che comprende dal 1955 i primi
due movimenti religiosi salettini, sorti
nei primi anni dopo l’apparizione e all’inizio del novecento. Nella loro Regola di vita si legge: «Lo spirito di
riconciliazione, come le suore lo intendono dai gesti e dalle parole di Maria
nella sua apparizione, si esprime con
una vita di preghiera, di sacrificio e di
apostolato. La loro preghiera si unisce
a quella di Maria che, in cielo, con la
sua ininterrotta intercessione, non desiste di ottenere al "suo popolo" le grazie della salvezza. Il loro sacrificio si
attua nell'oblazione di se stesse a Dio,
rinnovata in ogni istante con l'accettazione della volontà del Padre, che le
unisce, con Maria, alla vita redentrice
MYRIAM
la solenne incoronazione della statua
della Vergine «Riconciliatrice dei peccatori». Con decreto della Sacra Congregazione dei Riti del 20 giugno 1934,
la Santa Sede proclama la Madonna de
La Salette patrona principale dell'istituto omonimo, fissandone la festa al 19
settembre, giorno anniversario dell'apparizione.
17
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:16 Pagina 18
MYRIAM
del Cristo e al suo sacrificio sulla croce. Il loro apostolato è colmo di quest'amore
che rende la Madonna così sollecita ai bisogni dei suoi figli. Quest'amore riempie
il loro cuore di ansia premurosa per i poveri, i diseredati, per tutti coloro che sono
nell'indigenza. Con tutta la loro vita, le suore vogliono testimoniare l'appello del
Cristo alla riconciliazione e alla conversione».
I frutti di grazia sorti dall'evento de La Salette non si esauriscono qui. Oltre alle
due congregazioni (maschile e femminile) che ne portano il nome, parecchie confraternite e opere laicali di riparazione e di apostolato hanno trovato nelle parole
di Maria la loro nascita oppure un nuovo slancio missionario in diverse parti del
mondo. La Salette è infatti una grazia per la Chiesa intera!
18
IL SANTUARIO
Il santuario è situato vicino al luogo dell'apparizione a circa 1.800 metri di altitudine e a 14 km dal paese più vicino.
La Basilica di Nostra Signora de La Salette fu cominciata nel 1852, terminata nel
1865 e dichiarata basilica minore nel 1879. Si tratta di una chiesa ampia, piuttosto
austera, affiancata da due torri massicce.
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:17 Pagina 19
MYRIAM
All'interno, la navata della basilica è delimitata da due file di colonne bizantine
che sostengono un soffitto a volta. Un mosaico raffigurante il Cristo domina l'abside. Il transetto ha tre medaglioni che rappresentano i tre momenti dell'apparizione: il pianto, il messaggio e la partenza. La basilica comprende anche un piccolo
museo sulla storia di La Salette.
19
Fuori dalla basilica, i pellegrini possono incamminarsi su un sentiero che conduce
al luogo dell'apparizione. Statue di bronzo poste nel 1864 raffigurano i tre momenti
dell'apparizione.
Sul luogo dell'apparizione negli anni dal 1861 al 1879 fu costruito un albergo per
accogliere i pellegrini che si recavano a pregare sul luogo dell'apparizione.
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:17 Pagina 20
MASSIMINO E MELANIA
La
vita di Maximin Giraud, strettamente legata agli avvenimenti dell’apparizione della
Vergine a La Salette, fu molto dissimile da
quella più lunga e tormentata dell’altra veggente, certamente più nota, Melania Calvat.
MYRIAM
Egli nacque a Corps (Grenoble) il 26 agosto 1835,
quarto dei figli del carradore Germain Giraud e di
Anne-Marie Templier; aveva solo 17 mesi quando morì
la sua mamma; poco dopo il padre si risposò con Marie
Court, la quale non sentiva attrattiva per quel bambino,
che, con il padre sempre impegnato a riparare carri e a
distrarsi all’osteria e con la matrigna tutta presa ad accudire i figli nati dal suo matrimonio, cresceva così all’avventura e ciò acuiva la sua naturale vivacità.
20
Nei tre anni che seguirono l’Apparizione, Maximin che era ritornato a Corps sin
dal giorno successivo, perse il fratellastro Jean-François, la matrigna Marie e poi
suo padre Germain. Fu messo, quindi, sotto la tutela del fratello di sua madre lo
zio Templier, uomo rude e interessato.
A scuola il profitto era modesto, inoltre le pressioni esercitate da pellegrini e curiosi
non lo lasciavano tranquillo. Alcuni fanatici partigiani di un sedicente figlio del
re ghigliottinato Luigi XVI, volevano sfruttarlo per i loro fini politici, ma Massimino si fece beffe di loro, raccontando frottole. Comunque questi signori, ignorando il parere contrario del parroco di Corps e la proibizione del vescovo di
Grenoble, condussero l’adolescente ad Ars, dove incontrò S. Giovanni Maria Vianney, il quale, dopo un periodo di dubbiosità, dovuto ad un piccolo incidente avvenuto durante l'incontro, divenne un tenace difensore dell'apparizione fino alla fine
della sua vita.
Dopo la parentesi della sua permanenza nel seminario minore di Grenoble, dal
1850 al 1852, Maximin iniziò a girovagare in cerca di una sistemazione e di un
po’ di pace, ma la sua inquietudine lo condizionò sempre. Fu studente in medicina,
ma, respinto all’esame di baccellierato, andò a lavorare in una farmacia. Nel 1856
si arruolò nel Corpo degli zuavi pontifici a Roma, la permanenza però durò solo
sei mesi, cioè fino a quando questo Corpo si sciolse, poi ritornò a Parigi.
Pur essendo così sbandato, era sempre fedele alla Visione ricevuta da bambino e,
quando il giornale “Le Vie Parisienne” attaccò la veridicità dell’apparizione, egli
lo querelò, ottenendo una rettifica.
Nel 1866 pubblicò un opuscolo “La mia professione di fede nell’Apparizione della
Madonna de La Salette”; durante quel periodo, una coppia di fedeli, i coniugi Jour-
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:17 Pagina 21
scritto sull’apparizione della Vergine.
Fu sepolto nel cimitero di Corps, ma il
suo cuore si trova nella Basilica de La
Salette, vicino alla consolle dell’organo; era stata la sua ultima volontà:
“Credo fermamente, anche a prezzo del
mio sangue, alla celebre Apparizione
della SS. Vergine sulla santa montagna
de La Salette, il 19 settembre 1846; apparizione che ho difeso con parole,
scritti e sofferenze… con questi sentimenti offro il mio cuore a Nostra Signora de La Salette”.
Mélanie Calvat, nata il 7 novembre
1831 a Corps, diocesi di Grenoble, era
la quarta dei dieci figli del boscaiolo
Pietro Calvat e di Giulia Bernaud; per
la povertà della numerosa famiglia,
spesso i piccoli erano mandati ad elemosinare per le strade del paese. Ella,
perciò, fu collocata molto presto a servizio come pastorella presso i contadini
dei dintorni.
Negli anni successivi all’apparizione,
Melania rimase per quattro anni presso
le Suore della Provvidenza a Corps, ma
aveva poca memoria e poca attitudine
allo studio.
Inoltre, le continue visite, condite di
premure ed attenzioni nei suoi riguardi,
le procurarono un po’ di vanità per
quanto le era capitato, e cominciò a dare
ascolto a persone e consiglieri imbevuti
di profezie popolari e di teorie pseudomistiche, che lasceranno in lei un segno
per tutta la vita.
Per tale motivo il nuovo vescovo di
Grenoble, mons. Ginoulhiac, pur riconoscendo la sua pietà e la sua dedizione,
rifiutò di ammetterla ai voti religiosi,
“per formarla alla pratica dell’umiltà e
alla semplicità cristiane”.
Dopo la trascrizione dei ‘segreti’ nel
1851, Melania cominciò, in seguito, a
dare spiegazioni inesatte e poco credi-
MYRIAM
dain, si assunse il compito di assisterlo,
dandogli così una certa stabilità, pagandogli fra l’altro tutti i suoi debiti, rischiando a loro volta di rovinarsi.
A 34 anni, nel 1869 tornato a Corps, diventò socio di un mercante di liquori,
che volle sfruttare la notorietà dell’ex
pastorello per accrescere le sue vendite;
ma Maximin non riuscì a far quadrare i
conti e dovette mollare l’attività. Comunque, stabilitosi definitivamente nel
suo paese natio, nel 1870 venne raggiunto dai coniugi Jourdain, che lo trattavano ormai come un figlio adottivo.
Nel novembre 1874, a La Salette, dinanzi ad un uditorio particolarmente attento e commosso, rifece per l’ultima
volta il racconto dell’Apparizione,
uguale a quello di 28 anni prima.
Gravemente ammalato di idropisia, la
sera del 1° marzo 1875, nella casa di
Corps, si confessò ricevendo il Viatico,
bevendo un po’ d’acqua della sorgente
de La Salette per inghiottire l’Ostia e
cinque minuti dopo rese la sua anima a
Dio. Aveva 39 anni e sei mesi.
Prima di morire fece il giuramento di
essere tutto vero ciò che aveva detto e
21
MYRIAM
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:17 Pagina 22
22
bili degli avvenimenti, spesso unendo
al racconto cose pensate da lei e per
dare credito alle sue affermazioni le
collegava al segreto ricevuto dalla Bella
Signora. Le sue fantasie divennero il
centro del suo discorso e attraverso le
sue profezie regolava i conti con quanti
opponevano una resistenza ai suoi progetti. Pertanto, nel 1854, il vescovo dovette precisare: “Le predizioni che si
attribuiscono a Melania non hanno
fondamento, sono senza importanza nei
riguardi del Fatto de La Salette… sono
posteriori a quel Fatto e senza alcuna
connessione con esso”.
Purtroppo Melania proseguì con le sue
divagazioni profetiche, orchestrate più
tardi dal talento di Léon Bloy (18461917), scrittore francese animato nelle
sue opere da fervore profetico e mistico
fanatismo, che diede così inizio ad una
corrente detta ‘melanista’, rifacendosi
a La Salette ma sulle basi incontrollabili delle successive affermazioni di
Melania Calvat.
Lasciate le Suore della Provvidenza,
Melania nel 1854 fu condotta dal sacerdote inglese Newsham, in Inghilterra
tra le Monache Carmelitane di Darlington, dove prese l’abito religioso, fece
i voti e rimase sei anni con il nome già
preso a Corps di suor Maria della
Croce, nome che conservò per tutta la
vita.
Nel 1860 lasciò Darlington per entrare
fra le Suore della Compassione a Marsiglia, divenendo anche maestra di lingua italiana in un collegio di
giovanette, tenuto da tali suore a Cefalonia in Grecia.
Intanto il suo ‘segreto’, reso noto per
intero nel 1858, con il suo linguaggio
profetico, i rimproveri addolorati e il
patetico appello al clero, gli annunci di
castighi della giustizia divina, fu
giudicato particolarmente duro
e la collera di
gran parte dell’episcopatofrancese raggiunse
toni molto aspri.
Melania fu reputata esaltata,
pazza, visionaria ed il segreto
“un parto della
sua mente squilibrata”.
Nel 1865, dopo qualche giorno trascorso a Corps e a La Salette, accettò
l’invito di mons. Francesco Saverio Petagna, vescovo di Castellammare di
Stabia (NA) e si trasferì nella città del
Golfo di Napoli, dove rimase per 17
anni. A Castellammare, Melania scrisse
i suoi segreti nel memoriale “Visione
dei costumi e delle opere alle quali saranno dedicati gli Apostoli degli ultimi
tempi”, e la Regola per un’eventuale
congregazione religiosa.
Intanto l’abate mons. Zola, che in quel
tempo era suo direttore spirituale, fu
nominato nel 1875 arcivescovo di
Lecce e nel 1879, con la sua approvazione, fece pubblicare per la prima
volta ‘Il segreto di Melania’, un libro
che suscitò molto scalpore. Nonostante
l’imprimatur del vescovo, successivamente la Santa Sede condannò il libro
di Melania, iscrivendolo nell’Indice dei
libri proibiti. Bisogna precisare che tale
proibizione, che mantiene tuttora il suo
valore morale, riguarda solo questo
libro e non il segreto in sé, come era
stato già trascritto dalla veggente nel
1851 ed inviato al Pio IX.
Nel 1892, Melania lasciò Castellammare di Stabia e, aderendo all’invito di
mons. Zola, si trasferì nella città di Ga-
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:17 Pagina 23
latina (Lecce), dove rimase per cinque anni.
E a Galatina ricevette la visita del futuro santo messinese Annibale Maria Di Francia, il quale dopo edificanti colloqui, sia di persona che per lettera, la convinse a
raggiungerlo a Messina per assumere per un anno la direzione formativa della sua
Istituzione, le attuali Suore “Figlie del Divin Zelo del Cuore di Gesù”.
Sentendo approssimarsi la fine della sua lunga e tormentata vita, Melania disse di
non voler “morire tra i Massoni”, quindi scrisse al suo antico confessore, il futuro
beato Alfonso Maria Fusco, di trovarle un luogo nel quale non fosse conosciuta,
per vivere nel nascondimento i suoi ultimi giorni.
Padre Fusco ne parlò col Rettore del Santuario di Pompei, il domenicano padre
Carlo Cecchini, che le offrì ospitalità a Pompei, ma essendo il celebre Santuario
del Rosario meta di pellegrinaggi, Melania rifiutò. Tuttavia, quando il Rettore fu
nominato vescovo di Altamura (Bari) e la invitò in questa città pugliese, lei accettò,
arrivando dalla Francia il 16 giugno 1904, sconosciuta a tutti.
Alloggiò in varie case,
uscendo poco ma recandosi ogni mattina in cattedrale per assistere alla
celebrazione della Messa e ricevere l’Eucaristia, trattenendosi poi a
lungo a pregare nella
Cappella dell’Addolorata.
Colpita da forte febbre,
morì sola nella notte fra
il 14 e il 15 dicembre
1904; il suo funerale si
svolse il 15 nella cattedrale di Altamura, presente tutto il Capitolo, e
in tale occasione il vescovo mons. Cecchini
rivelò l’identità della signora francese.
Padre Annibale Maria
Di Francia, fondatore
anche dei Rogazionisti,
nel 1918 aprì una Casa
Padre Annibale Maria Di Francia con Maria Calvat veggente di La Salette
delle Figlie del Divin
MYRIAM
Ritornata ancora una volta in Francia, si stabilì presso don Combe parroco di Diou.
Quando nei convegni e nelle funzioni veniva invitata a parlare del Fatto del 19
settembre 1846, ritrovava la semplicità e la lucidità del suo primo racconto, conforme in maniera costante a quello di Maximin, come quando ritornò in pellegrinaggio a La Salette il 18 e 19 settembre 1902.
23
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:17 Pagina 24
MYRIAM
Zelo ad Altamura e subito si adoperò affinché i resti mortali della veggente di
La Salette potessero essere traslati nella chiesa dell’Istituto,
cosa che avvenne segretamente e in tutta fretta il 19
settembre 1918. Sulla sua
tomba un bassorilievo
presenta la Madonna che
accoglie in cielo la pastorella de La Salette, che
pur avendo vissuto una vita
difficile e tormentata, era rimasta sempre fedele e devota
alla sua prima testimonianza.
24
L'evento de La Salette non è certo facile da interpretare. Il messaggio dai toni forti, la vita dei veggenti scandita da una serie di
alti e bassi, i movimenti non sempre ortodossi che ne sono seguiti, hanno reso questo avvenimento meno comprensibile di quanto in realtà esso non sia alla luce
della fede. Eppure, la semplicità di cuore di tanta gente ha reso instancabile il
flusso di pellegrini sulla “montagna de La Salette”, fino ai nostri giorni.
Nel mese di luglio 1851 i due pastorelli, su richiesta dell’autorità ecclesiastica,
trascrissero il loro segreto, che fu consegnato a papa Pio IX . Questi documenti
sono stati recentemente scoperti nell'Archivio Segreto Vaticano e pubblicati da
P. Michel Corteville, M.S nella sua tesi dottorale.
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:18 Pagina 25
MYRIAM
Viale “Madonna de la Salette” al
Centro di Spiritualità Lanteriana
di VILLA SCHIARI – VIÙ (TO)
25
La
Venerazione della Vergine de La Salette è particolarmente cara a noi
Oblati di Maria Vergine, che fin dai primi decenni del secolo scorso
abbiamo ricevuto in dono un piccolo Santuario a Lei dedicato, presso
la Villa Schiari di Viù nelle Valli del Lanzo. In questa villa, la cui costruzione è legata alla guarigione miracolosa della figlia del Conte Schiari, dal 1863 si propone
il messaggio che la Madre di Dio ha affidato a dei piccoli montanari. In questi ultimi anni, grazie alla generosità di benefattori e dei fedeli che frequentano la casa
di esercizi e ritiri spirituali, il viale che conduce al Santuario è stato arricchito dalla
collocazione di gruppi scultorei bronzei, che richiamano i momenti salienti dell’apparizione. Ciò che particolarmente colpisce nell’evento de “La Salette” è la
sua forte carica simbolica. Infatti, più che in altre manifestazioni, Maria ha voluto
parlarci non solo con un discorso diretto, ma anche attraverso numerosi segni che
sono da decifrare e comprendere nel loro giusto significato alla luce del messaggio.
Siamo aiutati in questo dall’artista viuccese Gabriele Garbolino Ru, che in modo
ispirato ha creato questi gruppi bronzei assai suggestivi.
La Salette1.qxp:Layout 1 01/12/09 17:18 Pagina 26
SIGNIFICATO SIMBOLICO
Il giorno: riferimento ai dolori di Maria
e alla sua cooperazione all’opera della
salvezza, celebrati nella festa dell’Addolorata, che cadeva la 3a domenica di
settembre.
La montagna: luogo dell’Alleanza,
della convocazione del popolo di Dio e
dove il Figlio annuncia la volontà del
Padre (Mt 5-8,1); luogo dove Gesù si
ritira a pregare, dove guarisce i malati
e si trasfigura. Vi risuona la voce del Padre che dice di ascoltare il Figlio...
MYRIAM
La bella Signora: la bellezza spirituale di Maria richiama alla nostra dignità battesimale e alla fede vissuta in coerenza ad essa.
I veggenti: i poveri, gli umili e gli emarginati, amati dal Signore (Is 49,15), sono
additati come simbolo della disponibilità e dell’apertura ai contenuti e alle esigenze
del Vangelo. Ordinariamente Dio affida compiti importanti e incarichi di fiducia
a persone che non contano.
Il sonno dei veggenti: il sonno, non
abituale, prelude alla manifestazione
di Dio e del soprannaturale.
26
L’ora: richiamo all’ora della morte di
Gesù.
La luceincuièimmersalabella Signora:
“evoca lo splendore dell’unità trasfigurata dalla Resurrezione di Cristo” (Giovanni Paolo II).
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La pietra su cui appare seduta, in pianto con la testa fra le mani: la pietra tombale di tanti cristiani non risorti, perché non hanno accolto la Parola!
Il linguaggio, francese e dialetto (patois): il francese
richiama l’ufficialità e l’universalità del messaggio (che è il Vangelo), il dialetto l’incarnazione
nella realtà socio-religiosa di ogni tempo.
Le rose multicolori: simbolo di freschezza, di amore, di fedeltà, di vita nuova
che sboccia. Richiamo alla preghiera del
rosario, come meditazione degli eventi
della salvezza.
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MARIA, MADRE PIANGENTE SUI SUOI FIGLI
La Mamma piangente: “indica a noi
che ci manca purtroppo molto il senso
del peccato che porta lei a scoppiare in
pianto” (Carlo Maria Martini).
La tristezza e le lacrime di Maria:
“Maria, Madre piena di amore, ha mostrato la sua tristezza per il male morale
dell’umanità. Con le sue lacrime ci aiuta
a meglio comprendere la gravità del peccato” (Giovanni Paolo II).
MARIA, MADRE DI COMPASSIONE
Il vestito di Maria: si presenta come umile e semplice donna del popolo; è la
Madre e Regina presente alla nostra vita ordinaria.
Il grembiule: Maria è l’umile serva del Signore (Lc 1,38.48), a servizio dell’opera
della salvezza e della nostra santificazione, incaricata del riordino della Chiesa.
Maria ha cooperato alla salvezza nella più oscura quotidianità. L’oro “simboleggia
che ha provato un amore e una carità ardenti, sia interiormente sia esteriormente”
(santa Brigida di Svezia).
Il crocifisso sul petto: “La Madonna, facendosi contemplare con l’immagine di
Suo Figlio crocifisso sul petto, manifesta che, associata all’opera della salvezza,
Ella ha compassione delle difficoltà dei suoi figli; e soffre nel vederli allontanarsi
dalla Chiesa di Cristo a tal punto da dimenticare o da rifiutare la presenza di Dio
nella loro vita e la santità del Suo Nome” (Giovanni Paolo II). Il Crocifisso è il
libro dei Santi.
La luminosità che la circonda proviene dal Crocifisso visibile sul suo petto:
richiamo all’evento pasquale di Gesù, centro del Vangelo, dell’apparizione e del
messaggio, della storia e della vita della Chiesa. Maria ci ha dato Gesù, “luce per
illuminare le genti” (Lc 2,32).
Il martello e la tenaglia: richiamano gli strumenti della Passione, ma soprattutto
MYRIAM
Le lacrime: la Madre ama in modo appassionato i suoi figli e soffre per le loro
scelte sbagliate. Sono lacrime di un
cuore glorificato; sono lacrime di dolore,
di preghiera, di speranza, da non disattendere: “Figlio, non dimenticare le lacrime di tua madre” (Sir 7,27).
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il rifiuto, la violenza, il peccato che generano la morte (martello) e la conversione
(tenaglia) ossia l’impegno per togliere i “chiodi”, spezzare le “catene” dell’egoismo e del peccato, e liberare la vita. La Passione del Figlio è divenuta la sua passione. Maria invita a coltivare la riconciliazione e la fedeltà ai contenuti del
Vangelo, per eliminare le oppressioni e le schiavitù di oggi.
La vicinanza dei veggenti alla bella Signora: il Signore chiama ad avvicinarsi,
a fare della vita una comunione reale con Lui.
MARIA, MADRE CHE PORTA LE NOSTRE CATENE
MYRIAM
Dopo aver comunicato il messaggio, “la Bella Signora” si allontana in silenzio dal
valloncello, dove era apparsa, per risalire alla sommità del colle, da cui si innalza
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verso il cielo. I ragazzi, che in silenzio la seguono, vedono sulle sue spalle una pesante catena e delle rose che le avvolgono i piedi.
La catena: simboleggia la schiavitù e il peso dei peccati (egoismi, ingiustizie, oppressioni), di cui siamo vittime o di cui rendiamo vittime altre persone. Di essi
Gesù “si è fatto carico” con il suo sacrificio redentore. La Vergine Madre addolorata partecipa intimamente all’opera di redenzione del suo Figlio; Ella non è solo
presente alle nostre sofferenze per alleviarle, ma per insegnarci ad assumerle in
spirito riparatore e purificatore. La sua compassione non si è conclusa al Calvario
ma continua in comunione con la passione della Chiesa.
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Le rose che avvolgono i piedi: le sfumature
dell’amore hanno ragione delle catene
della schiavitù del peccato
MARIA, MADRE DI SPERANZA
Innalzandosi al cielo, la Vergine non
ha più il volto rigato di lacrime, ma
splendente di gioia.
Con Maria si risale dal valloncello dove
non vi era alcuna prospettiva: sul luogo
dove si innalza, gli orizzonti vicini e lontani sono
ampiamente aperti.
Il movimento verso l’alto del colle: richiamo alla vita come “cammino pasquale”
verso l’alto, verso la Pasqua eterna, sulle orme di Gesù Risorto, senza stagnare nella mediocrità. Dio esige che saliamo le cime per vedere orizzonti vastissimi.
Il camminare di Maria che appena sfiora la punta dell’erba: vivere in questo
mondo senza attaccamenti disordinati.
Il cammino dei veggenti: rimanere accanto, camminare al seguito di Maria.
MYRIAM
La sollecitudine di Maria: quello che ha detto sconcerta e provoca a ripartire. Il
“messaggio” non è altro che il Vangelo, da noi sovente dimenticato: parola che illumina, incoraggia e motiva il nostro muoverci.
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Il percorso in silenzio durante il cammino conclusivo: richiama il silenzio di
Gesù durante la passione e la salita al Calvario (Via Crucis). Nello stesso tempo
richiama la presenza silenziosa del Risorto.
La gioia di Maria: “Anche oggi, Colei che ‘tutte le generazioni chiameranno
beata’ (Lc 1,48) vuole portare ‘tutto il suo popolo’, attraverso le prove di questo
tempo, alla gioia che deriva dal compimento della missione affidata da Dio all'uomo” (Giovanni Paolo II).
L’acqua della sorgente da allora fluisce in modo costante: l’acqua sorgente di
vita, l’acqua del battesimo e della vita nuova. Quest’acqua invita anche a riflettere
su due problemi essenziali del ventunesimo secolo: a) l’acqua pura, non inquinata,
l’acqua accessibile a tutti, l’acqua condivisa equamente. b) La sete di verità. “Ho
avuto sete e mi avete dato da bere” (Mt 25,35). La roccia da cui scaturisce l’acqua,
come insegna l’apostolo Paolo, è Cristo Gesù (1 Cor 10,4). Il Suo Vangelo, il Suo
Corpo e il Suo Spirito, sono “l’acqua della vita nuova”, accessibile a noi nei sacramenti della Chiesa.
MYRIAM
PER CONCLUDERE
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Il viale di Villa Schiari conduce al piccolo santuario,
alla Chiesa.
Manifestandosi realmente a Massimino e a Melania,
Maria ha rilanciato con forza l’identità e la missione
della Chiesa, richiamando maternamente ogni cristiano alla sua dignità e alla sua vocazione.
La cappella, dedicata alla Vergine de La Salette, ci
ricorda che l’uomo non vive solo per la produzione
e il consumismo. Qui i battezzati sono convocati per
celebrazioni di lode, di ringraziamento (ex-voto), di
riparazione e di adorazione. Il popolo di Dio si costruisce giorno dopo giorno.
La casa di ritiro – condotta secondo la spiritualità mariana del ven. Pio Bruno Lanteri – con i ritiri domenicali offre la possibilità di dedicare a Dio il Settimo Giorno,
consacrandolo interamente a Lui, riprendendo fiato, riflettendo sulla propria dignità, facendo caso ai “segni dei tempi” e soprattutto riscoprendo i beni del discepolo: Gesù Cristo, Sua Madre, la Chiesa, la preghiera, la Messa, le buone letture,
la confessione, la direzione spirituale, l’amicizia, i santi.
P. ANDREA BRUSTOLON, OMV
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HANNO MANDATO OFFERTE
Silvia P. Masone; Enza D’I. Martina Franca; Giannetta C. Nureci; Rita Maria B. Aprigliano; P. Innocenzo
M. Avellino; Monica, Luigi, Emilia F. S. Ambrogio di Valpolicella; Antonio D. Campagnola Cremasca; Anna
Maria C. Rifreddo; Dorina R. Azzano Decimo; Iolanda O. Roma; Elsa C. Roma; Carla e Nicola T. Anzio;
Teresa B. Villalago; Elsa A. Bolzano; Anna B. Cimitile; Amneris R.P. Certaldo; Giuseppe B. Milano; Costanza
B.N. Fondi; Anna Maria B. Roma; Dionigia M. Gerenzano; Pierina G. Villarboit; Maria Giuseppina B. Pordenone; Francesco G. Crotone; Elena M. Pinerolo; Francesco S. Villa S. Giovanni; Yvonne C. Roma; Paolina
F. Bressanone; Ottavina R. Roma; Felice R. Boscotrecase; Patrizia V. Fiume V.; Tina P.S. S Maria d. Mole;
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D. Selvena; Emilio Z. Subiaco; Giovanni D.B. Lagonegro; Orietta R. Lugnano in Teverina; Carmela L.P.
Marianopoli; Marina S. Torano Nuovo; Elio B. Roma; Fiorenzo M. Siena; Pasqua M. Sant’Eraclio; Giuliana
D.L. Teramo; Franca P. Guidonia; Giuseppe C. Palermo; Giuseppa G. Gallicano Nel Lazio; Sofia B. Conselve;
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Mauro P. Cattolica; Liliana L. Novara; Angela V. Cagliari; Lia G. Terni; Felicetta D.G. Napoli; Maria T. Lumezzane F.; Imperia C. Pisa; Concetta P. Goriano S.; Rosa V. Roma Lido; Tina P.S. S. Maria d. Mole; Angela
C.C. Roma; Luisa R. Senigallia; Victor-Hugo C. Terni; Girolama S. Massa; Adua Pia P. Pisa; Palmira V.
Roma; Orsola G. Milano; Giuseppa R. Vicovaro; Pina N. Palermo; Anna R. Palermo; Palmira V. Gallicano
Nel Lazio; Ottavina R. Roma; Antonia C. Teramo; Antonio D.N. Caramanico T.; Fabrizia R. Castelleone di
Suasa; Silvia C. Australia; Maria Luisa D. Casole d’Elsa; Franca V. Isola Liri; Paola A. Roma; Fam. C. R.
Palombara Sabina; Antonietta V. Marotta; Teresa I. Rimini; Pio e Armando F. Avellino; Monica, Emilia, Luigi
F. S. Ambrogio Valp.; Giorgio S. Roma; Imperia C. Pisa; Maria C. Allumiere; Laura I. Roma; Yvonne A. G.
Crotone; Anna Maria e Pina L. Roma; Emanuele C. e Rosaria Isola Sacra, Fiumicino; Patrik M. E. e fam. Nigeria; inoltre pregare per: Gianfranco; Rita e le sue intenzioni; Marco; i nipotini di Maria B. Australia; Francesco e le sue intenzioni; Roberto; Luana e la sua salute; Anna Rita e Daniele; Iolanda, la sua salute e le sue
intenzioni; Massimo; Alessandra, le sue intenzioni e la sua situazione familiare; Carola, le sue intenzioni e la
sua famiglia; Iolanda; Massimo; Angela F. e la sua salute; Giuseppina e le sue intenzioni; Adolfina e la sua
situazione; Luigi; Luana e la sua salute; Brunella, la sua salute e le sue intenzioni; Antimo; Giuseppa, le sue
intenzioni e la sua guarigione; Mirella; Liliana, Ines, Gianfranco; Giuseppina; Iolanda; Massimo, Sonia; Ornella e la figlia Barbara; Carmelina; Claudio; Silvana, Luciano, Gianpaolo e famiglia; Liliana e la sua famiglia,
Gianfranco e Ines; Marco; la mamma di Angelina; Nadia; Adolfina e Luigi; Iolanda; Giacomo; Gianni e Beatrice; Alessandra; Claudia; Anna e la sua salute; Liliana, la sua mamma e il suo fratello; Elisa.
LANTERIHUMANITAS
Resoconto per il MYRIAM n. 4/2009
BORSE DI STUDIO e quote per Suleja
Funzionari del Centro di Spirit.” Mondo Migliore”
Rocca di Papa (RM)
€ 500 per BORSA DI STUDIO “Mondomigliore”
Maria Teresa Oberti da Tivoli (RM)
€ 100 per 4^ quota BORSA DI STUDIO
“Maria Teresa Oberti”
Luciano Valerio da Zagarolo (RM)
€ 50 per 8^ quota BORSA DI STUDIO
“in memoria di don Luigi Bono”
Antonia Stuppa da Pantelleria (TP)
€ 50 a continuazione BORSA DI STUDIO
“in memoria di Tommaso Culoma”
Progetto SEMINARIO Nigeria
Gruppo Laici Lanteriani da Pantelleria (TP)
€ 200
Progetto “ACQUA VIVENTE” Nigeria
Renzo Panari da Roma € 25
Barbara Puddu, Marco e Miriam Ruiu da Sassari
€ 50
Progetto AMAZZONIA – CASTANHO
Gruppo Missionario da Pantelleria (TP)
€ 148,90 a sostentamento RADIO CASTANHO
Hanno offerto per le MISSIONI:
Anonimo € 100
Bartolo Vitale da Frattamaggiore (NA) € 50
MYRIAM
HANNO CHIESTO PREGHIERE
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Casa di spiritualità P. Lanteri
San Vittorino - Roma
Calendario Esercizi Spirituali Ignaziani con
colloqui personali quotidiani per sacerdoti,
religiosi/e e laici diretti da P. Armando
Santoro, omv
4 - 13 marzo 2010
10 - 19 giugno 2010**
15 - 24 luglio 2010
3 - 19 agosto 2010
(minimese ignaziano)
9 - 18 settembre 2010
**Questo corso si terrà
presso CASA
LANTERI di Foligno
(PG)
Iniziano il pomeriggio del primo giorno
e terminano con il pranzo dell’ultimo.
Esercizi spirituali predicati per laici
e religiose diretti da P. Vincenzo
Voccia, omv
2 - 7 luglio 2010
Iniziano la sera del 2 e
terminano la sera del 7
Redazione Myriam - Santuario N. S. di Fatima
Via Ponte Terra, 8 - 00132 S. Vittorino - Roma
Tel. 06/22.66.016/22.66.024 - E-mail: [email protected]
www.oblatidimariavergine.it
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myriam 2009-4 - Oblati di Maria Vergine