LAZIO
a cura di
Roberto Catania
UN “LABORATORIO”
INTERDISCIPLINARE
n ente di programmazione, anche con compiti di
indirizzo delle politiche
ambientali regionali, che sia capace di concorrere alla determinazione degli obiettivi della programmazione nazionale attraverso gli
istituti previsti dalla normativa vigente. È con questo ruolo che la
Regione Lazio ha prefigurato, in
questi ultimi anni, un modello culturale di approccio alle politiche
ambientali nel quale l’uso durevole
e rispettoso delle risorse ambientali si elevi a principio irrinunciabile
dell’azione politica regionale.
Chiarisce Vincenzo Maria Sarceni,
Assessore all’Ambiente della Regione Lazio: “Come già indicato
nel Dpfer (Documento di Programmazione economico finanziaria regionale), l’azione regionale
in materia ambientale non va considerata come la somma di singole
attività di settore, bensì in termini
di integrazione interdisciplinare e
di implementazione della tutela
globale del territorio regionale co-
U
L’orientamento verso
un’azione di sistema,
che veda la
concorsualità
dei diversi settori
di intervento
e dei soggetti
istituzionali ed
economici che
operano sul territorio.
Ecco come la regione
Lazio punta
a conseguire una più
efficace tutela delle
risorse ambientali.
Un obiettivo
strategico che passa
obbligatoriamente
dall’individuazione
delle politiche
specifiche di sviluppo
sostenibile
me una strategia sovraordinata
che, in osservanza delle indicazioni comunitarie e nazionali, persegue l’integrazione delle suddette in
tutte le attività di competenza”.
L’RSA CHE VERRÀ
Nel corso dell’ultima legislazione,
la Regione Lazio ha approvato il
Piano di indirizzi strategici per il
risanamento della qualità dell’aria,
il Piano di tutela delle acque, il Piano Regionale di Gestione di Rifiuti, il Piano Energetico Regionale, il
Piano Regionale di Bonifica dei Siti Contaminati e il Piano Territoriale di Coordinamento per la localizzazione degli impianti di telecomunicazione. A fine anno verrà
pubblicato il Primo Rapporto sullo Stato dell’Ambiente (Rsa) che
fornirà, in linea con analoghi documenti redatti a livello nazionale
e sopranazionale, un quadro integrato e aggiornato della situazione
ambientale del territorio laziale.
Nello studio saranno infatti rappresentati i dati relativi all’impatto
Vincenzo Maria Sarceni,
Assessore all’Ambiente della Regione Lazio
antropico sul territorio (industria,
agricoltura, turismo, servizi, trasporti), i dati di qualità ambientale
riferiti ai diversi ambiti (acque superficiali e sotterranee, suolo, sottosuolo, aria, inquinamento elettromagnetico) e le informazioni
INQUINAMENTO N. 64 • Ottobre 2004
53
Interreg III B Medoc, l’applicazione
di accordi volontari nel settore energetico e forestale).
ACQUE: PRIORITÀ
A TEVERE E ANIENE
riguardanti le misure intraprese per
mitigare e prevenire gli impatti negativi sull’ambiente. Puntualizza Saraceni: “Si tratta di un lavoro che assolve a tre funzioni cruciali: è uno strumento di conoscenza della situazione ambientale generale; è uno strumento di indirizzo politico, perché
permette di individuare emergenze e
priorità di intervento, la cui valutazione altrimenti potrebbe essere influenzata da valutazioni fondate sul
breve termine ovvero su fenomeni di
sensibilizzazione dell’opinione pubblica su specifiche e circoscritte questioni; è infine uno strumento di comunicazione e informazione della
pubblica opinione, perché contribuisce a favorire l’educazione ambientale e a rendere più consapevoli delle
reali situazioni di rischio al di là degli
inutili allarmismi, come spesso succede ad esempio nel caso dell’elettrosmog”. Aggiunge Saraceni: “Sempre
in tema di comunicazione e informazione sono da segnalare altre iniziative programmate in collaborazione con Arpa Lazio, come la realizzazione di una serie di opuscoli che
forniscono ai cittadini tutte le informazioni utili e rigorosamente scientifiche sullo stato dell’ambiente”.
DUE STRADE PER LO
SVILUPPO SOSTENIBILE
Per il raggiungimento degli obiettivi
di sviluppo sostenibile e di tutela
ambientale del territorio, la Regione
Lazio ha operato sia sul fronte legi-
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slativo, sia su quello della programmazione economica e territoriale.
Nel primo caso, l’obiettivo è quello
di adeguare la normativa regionale ai
dispositivi comunitari e nazionali,
approvando strumenti di pianificazione nei diversi settori ambientali, e
integrando le problematiche ambientali nelle diverse politiche di intervento sul territorio (a tale proposito ci sono già alcune leggi regionali,
quali la LR n. 1/2001 sul litorale e la
LR n. 40/99 sulla programmazione
integrata, che stanno operando a favore dell’integrazione interdisciplinare); sul fronte programmatico, sono stati utilizzati i fondi strutturali
dell’Unione europea, i finanziamenti
previsti per gli accordi di programma quadro e tutte le altre iniziative di
carattere nazionale e regionale gestite dall’Assessorato all’Ambiente, che
ha messo in campo, con i soli strumenti di programmazione (Docup
Ob.2, Accordi di Programma Quadro, Piano Regionale di Sviluppo Rurale, Programma del Litorale) dal
2000 ad oggi, risorse finanziarie per
circa 600 milioni di euro. L’Assessorato ha anche incentivato l’uso di
metodologie innovative e best practice, promuovendo alcuni progetti
pilota in corso di attuazione o che saranno attivati a breve (progetti Gens
e Giorniverdi, attraverso l’Agenzia
Regionale Parchi, la sperimentazione
della metodologia Iczm per la gestione integrata dei territori costieri, il
progetto Beachmed finanziato con
INQUINAMENTO N. 64 • Ottobre 2004
Sul fronte delle risorse idriche, si è
provveduto alla realizzazione diretta
di impianti di depurazione, riducendo l’effetto inquinante degli scarichi
nelle acque fluviali (Tevere e Aniene
in testa) e contribuendo quindi a salvaguardare anche l’ecosistema marino. È stato inaugurato a maggio il
depuratore di Guidonia, in località
Ponte Lucano, capace di trattare
50.000 abitanti ed è in corso di completamento, sempre a Guidonia, un
altro depuratore in località Marco Simone, inizialmente per 15.000 abitanti, ma già progettato per renderlo
flessibile fino a 45.000 abitanti. In
questo modo si potrà chiudere il cerchio sull’intera depurazione degli
scarichi civili gravitanti sull’Aniene.
Ci tiene a sottolineare Saraceni:
“Grazie agli altri impianti già realizzati ed in funzione al Centro Agroalimentare a Setteville, a Tivoli, a Campolimpido ed a Borgonuovo, la qualità delle acque complessiva che conferiscono nel Tevere e di lì al mare
Tirreno è andata migliorando ed il
trend positivo continua, come hanno
confermato i dati positivi sulla balneazione. Quest’anno il 96% delle
coste è risultato balneabile e ciò in
assenza della deroga governativa sull’ossigeno disciolto che lo scorso anno aveva consentito di dichiarare
idonei alla balneazione 32 km di costa in forza della deroga”. Sempre sul
fronte della depurazione è importante sottolineare che, grazie agli investimenti garantiti da un Accordo di
Programma specifico per la tutela
delle acque, dell’importo di 91 milioni di euro, si stanno già avviando
nuove opere di collettamento e depurazione su tutto il territorio regionale che vanno a completare, o nel
caso ad adeguare o costruire ex novo,
impianti e reti in grado di dare la necessaria risposta in termini di miglioramento complessivo della qua-
lità delle acque di balneazione. Occorre ricordare, in proposito, come
non sia sufficiente trattare i reflui dei
Comuni rivieraschi, ma occorra anche prendere in stretta ed attenta
considerazione gli apporti che, a
mezzo dei fossi e dei canali di bonifica, arrivano al mare da Comuni interni e pedemontani. A tale scopo gli
interventi previsti nell’Accordo di
Programma hanno il merito di individuare le problematicità su vasta
scala e dare risposte globali finalizzate anche alla soluzione delle problematiche igienico-sanitarie del mare e
della sua balneabilità. Giova ricordare che a luglio 2004 la Regione ha siglato la prima bozza del Piano di Tutela regionale delle Acque, strumento
di programmazione teso al mantenimento della qualità delle acque di
tutti i corpi idrici, attraverso la classificazione dello stato di salute dei corpi idrici e la previsione di risorse ed
interventi finalizzati al raggiungimento o al mantenimento del migliore indice di qualità. Accanto agli
investimenti promossi nel settore
della depurazione, la Regione sta investendo anche sul fronte dell’adduzione delle acque per risolvere i problemi delle crisi idriche che interessano alcuni territori e in particolare
dei 34 Comuni ricadenti nel comprensorio dei Colli Albani e di alcuni
comuni del Sud Pontino.
cava marina di sabbia al largo di
Montalto di Castro, che costituirà
un’importante risorsa anche per altri
lavori di difesa delle coste laziali. Il
programma di difesa del litorale prevede anche un investimento nel litorale di Ostia (nell’immediato) di circa
2,8 milioni di euro per interventi di
ripascimento protetto. Di questi, un
milione e 500 mila euro sono destinati alla realizzazione di opere di protezione drenanti di tipo sperimentale
nel tratto che va dal Canale dei Pescatori allo stabilimento Venezia. Si tratta
di una tecnologia innovativa, poco
impattante, che riesce a trattenere, attraverso il drenaggio, le sabbie sul bagnasciuga.
Le restanti risorse, un milione 300
mila euro, saranno destinate ad un ripascimento integrativo, finalizzato alla miglior riuscita del sistema sperimentale. Anche questo intervento
7 milioni di euro. Si tratta prevalentemente di opere ed in alcuni casi anche
di un ripascimento con ghiaia. Di ampio respiro e già finanziato per circa
30 milioni l’intervento previsto nel
Sud Pontino, che toccherà i Comuni
di San Felice Circeo, Terracina, Fondi,
Formia Minturno e Ponza, e il cui avvio è previsto per il prossimo autunno.
RIFIUTI:
QUASI 30 MILIONI
PER LA RACCOLTA
DIFFERENZIATA
Per quanto concerne la raccolta differenziata dei rifiuti, la Regione, attraverso un accordo di Programma con
il Ministero dell’Ambiente, ha stanziato circa 29 milioni di euro, a valere
sui fondi Docup (Documento Unico
di Programmazione), da assegnare a
Comuni, province e municipalizzate
che ne faranno richiesta allo scopo di
Andamento
delle medie
annue del
benzene dal
1997 al 2003
VALORI DELLE MEDIE ANNUE NELLE STAZIONI DI MISURA DEL LAZIO NEL 2003
IN DIFESA
DELLA COSTA
Medie annue del benzene nel Lazio
Ada
Tiburtina
Libia
MGrecia
Latina
Rieti
Viterbo
Un programma molto particolare è
quello che ha riguardato la difesa del
litorale. Oltre 16 milioni di euro destinati ad 8 interventi immediati di difesa del litorale, cui si aggiungono oltre
30 milioni di euro per interventi già
finanziati e i cui lavori partiranno in
autunno: queste le risorse messe in
campo dalla Regione Lazio per contrastare i fenomeni di erosione del litorale. Primo intervento in ordine di
tempo è quello di Tarquinia, dove a
partire da metà maggio sono iniziate
le attività di ripascimento nel tratto
tra Porto Clementino e Foce del Marta. I lavori vengono resi possibili grazie all’individuazione di una nuova
1997
7,58
29,66
---
18,85
---
---
---
---
1998
4,21
18,16
22,52
13,18
6,38
3,96
5,89
---
1999
4,22
14,54
13,2
9,64
4,57
4,67
4,44
9,54
2000
3,25
12,59
8,53
9,82
5,29
2,9
2,44
9,11
2001
3,04
11,34
8,62
8,94
4,67
2,82
4,8
7,29
2002
2,38
9,4
8,22
7,39
4,46
2,83
4,42
6,68
2003
2,5
7,72
6,27
5,41
4,19
3,13
2,69
5,77
viene reso possibile grazie alla cava di
sabbia di Montalto di Castro.
Fiumicino, Ladispoli, Terracina, Formia e Latina sono gli altri siti per i
quali sono state già avviate le procedure di appalto da parte dell’Ardis
(Agenzia Regionale Difesa Suolo) per
le opere di difesa per un totale di circa
INQUINAMENTO N. 64 • Ottobre 2004
Frosinone
finanziare progetti per la promozione
della la raccolta differenziata. La Regione ha anche approvato in questa
legislatura il Piano di Bonifica dei siti
inquinati, che ne individua le modalità di bonifica dei siti maggiormente
inquinati. Oltre 20 milioni di euro sono stati stanziati, attraverso un appo-
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rilevanza a lungo termine e devono
essere attuati per il conseguimento
degli obiettivi previsti di raggiungimento dei limiti previsti della qualità
dell’aria. Nei Comuni di Roma e Frosinone, dove l’inquinamento è principalmente determinato dal traffico
veicolare, le azioni volte alla riduzione non possono prescindere da provvedimenti che prevedano un ammodernamento non solo del parco delle
vetture e dei motoveicoli circolanti,
ma anche dei mezzi di trasporto pubblico e commerciale. Sarà necessaria
anche un’azione educativa della popolazione al rispetto dell’ambiente,
con incentivazione all’utilizzo dei trasporti pubblici. La Regione ha inoltre
voluto dare un importante contributo sul fronte degli studi scientifici sull’inquinamento atmosferico ed ha
destinato, a tal scopo, 600 mila euro
per finanziare progetti di studio - affidati ad Arpa Lazio e ad Istituti di ricerca di rilevanza nazionale - volti ad
analizzare la composizione e l’origine
delle polveri sottili e l’incidenza delle
polveri desertiche.
sito Accordo di Programma con il
Ministero del Tesoro e dell’Ambiente,
per finanziare i primi interventi.
UNA ZONIZZAZIONE
PER L’ARIA
Anche il Lazio, come le altre regioni
italiane, è stato coinvolto nel processo
di adeguamento normativo e regolamentare per raggiungere i traguardi
imposti dalla normativa europea e
nazionale di miglioramento della
qualità dell’aria. In accordo agli
adempimenti previsti dalla normativa vigente, la Regione Lazio ha diviso
per zone il proprio territorio in relazione alla qualità dell’aria ed individuato le zone su base comunale dove
debbono essere predisposti “piani
d’azione” per il risanamento della
qualità dell’aria. Questo atto deliberativo è stato propedeutico alle successive azioni che la Regione ha attuato per il miglioramento della qualità
dell’aria delle città laziali. Con due
successive deliberazioni (n. 133 del
08/02/2002 Misure urgenti per il con-
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tenimento e la prevenzione dell’inquinamento atmosferico nella Regione Lazio, successivamente aggiornata
con le deliberazioni n. 1316 del
05/12/2003 e n. 128 del 27/02/2004)
la Regione ha infatti stabilito i provvedimenti che i Comuni di Roma e
Frosinone, dove si verificano episodi
di inquinamento acuto che portano
al superamento dei limiti previsti dalla normativa, devono attuare per riportare i livelli degli inquinanti alla
norma. La Regione ha adottato il Piano di indirizzi strategici per il risanamento ed il miglioramento della qualità dell’aria nei comuni in cui, a seguito della classificazione attuata nello studio di zonizzazione, debbono
essere intraprese misure di contenimento delle emissioni. Il documento,
adottato in giunta dopo l’approvazione di tutti gli Enti Locali in sede di
Conferenza Regioni Autonomie locali, individua i provvedimenti strutturali, diversi da quei provvedimenti
emergenziali già individuati con le
deliberazioni sopra citate, che hanno
INQUINAMENTO N. 64 • Ottobre 2004
ENERGIA: TUTTO
SECONDO IL PIANO
Il Consiglio Regionale ha approvato
in questa legislatura il Piano Energetico Regionale, il principale strumento di programmazione in materia di
energia che definisce le politiche e gli
interventi mirati a conseguire livelli
di efficienza, competitività, flessibilità
e sicurezza nell’ambito delle azioni a
sostegno del risparmio energetico,
delle fonti rinnovabili e dello sviluppo sostenibile. Il Piano nasce da due
fondamentali impulsi: il ruolo sempre più ampio attribuito dal legislatore nazionale alle Regioni nel settore
energetico e l’evoluzione delle politiche in materia a livello mondiale. Il
Piano energetico regionale persegue
obiettivi specifici e settoriali di tutela
dell’ambiente, sviluppo delle fonti
rinnovabili ed uso razionale dell’energia. Si tratta di uno strumento di
primo livello, che non entra nel dettaglio delle azioni da realizzare, ma
contiene una serie di proposte da rea-
lizzare con i soggetti coinvolti, attraverso la concertazione locale, per la
definizione delle azioni puntuali da
intraprendere. Deve tenersi presente
che il Piano è uno strumento dinamico, che deve adattarsi alle variazioni
dello sviluppo sociale, economico e
tecnologico che potrebbero realizzarsi nel corso della programmazione
prevista. Il Piano è attualmente in fase
di integrazione, così come richiesto
dal Consiglio Regionale, per portare
la programmazione fino al 2013 tenendo presente quale sarà a quella
data lo sviluppo della domanda di
energia e i criteri della localizzazione
delle centrali.
UN PATRIMONIO
DA PROTEGGERE
Aumentano, e questa non può che essere una buona notizia, le aree protette. Basti pensare che il Lazio “protet-
to” nel 1979, anno di istituzione della
prima Riserva Naturale Regionale,
quella di Tevere Farfa, si estendeva su
una superficie di 705 ettari. Nel 2004
le aree protette sono diventate 58, con
una superficie totale del territorio tutelato pari a 287.600 ettari. Sottolinea
orgogliosamente Saraceni: “Con soddisfazione voglio ricordare che oltre
460 ettari di territorio protetto sono
stati istituiti nell’ultima legislatura,
con l’ampliamento Parco dell’Appia
Antica con il comprensorio di Tormarancia e l’istituzione di 6 nuovi
monumenti naturali. Attualmente,
l’Assessorato sta procedendo alla verifica della proposta di istituzione di
alcune nuove aree protette nella Provincia di Viterbo per circa 3.000 ettari, a seguito della proposta avanzata
dall’Amministrazione Provinciale.
Sono state inoltre portate a termine
con successo iniziative sperimentali
volte a favorire una maggiore fruizione dei parchi, in collaborazione con
l’Agenzia Regionale Parchi. Giova ricordare lo straordinario successo del
progetto Gens che ha messo a disposizione delle scuole le aree protette
come straordinaria risorsa educativa,
coinvolgendo in tre anni 1.300 persone, tra personale dei parchi e docenti,
35 mila bambini, almeno 60 mila genitori. Ed ancora, il Programma Giorniverdi (l’iniziativa promossa dall’Assessorato Ambiente e dall’Agenzia
Regionale Parchi, con lo scopo di rendere gratuitamente fruibile il patrimonio delle aree protette della regione, attraverso l’organizzazione di visite guidate, escursioni, attività di turismo naturalistico) che soltanto nel
2003 ha registrato oltre 8 mila presenze giornaliere nei Parchi coinvolti
nell’iniziativa”.
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