PROFESSIONE CONSULENTE
Sintesi risultati della ricerca 2015 promossa da APCO
Marzo 2015
Ricerca condotta nel mese di febbraio 2015
Indice
Slide
- Scolarizzazione e inizio dell'attività di consulenza
- Attività precedente e motivazione scelta consulenza
- Posizione nell'attività di consulenza
- Aree geografiche delle aziende clienti
- Tipologia aziende clienti
- Aree professionali (principali) e volume fatturato
- Tipologia compensi proposti abitualmente
- Tendenza del business e delle tariffe applicate
- Importo parcella a giornata
- Crisi e difficoltà incontrate
- Nuovi fattori critici
- Consulenza e promozione
- Professione consulente e legge 4/2013
- Aggiornamento professionale
- Motivi per fare parte di APCO
- Gli intervistati
Marzo 2015
Ricerca condotta nel mese di febbraio 2015
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Quasi due terzi dei consulenti italiani ha una laurea, inoltre il 15% possiede
un master universitario o accreditato. Per il 34% di loro l’attività di
consulenza è iniziata da più di 20 anni mentre il 28% esercita da meno di 10
anni.
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Ricerca condotta nel mese di febbraio 2015
La maggioranza dei consulente proviene da una precedente esperienza di
lavoro nelle aziende come manager o dirigente (61%). La spinta prevalente
(70%) dichiarata per entrare nella libera professione è venuta dal desiderio
di autonomia e e affermazione personale. Il 15% di loro è stato “arruolato”
da una società di consulenza.
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I consulenti che hanno partecipato alla ricerca si dividono in due grandi gruppi:
il 42% di loro opera in prevalenza come free lance
il 37% come titolare di uno studio di consulenza.
La struttura degli studi di consulenza risulta molto snella (47% non ha collaboratori). Solo il
14% dei consulenti opera in strutture con più di 10 collaboratori.
Il 56% degli intervistati Non Soci APCO opera come free lance, mentre il 49% dei soci APCO si
dichiara titolare dello Studio.
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I clienti degli interpellati si concentrano nelle regioni settentrionali (55% nell’Italia
Nord Orientale e 54% in quella Nord Occidentale). Seguono i clienti del Centro
(45%). Il 23% degli interpellati opera in Italia ma per clienti esteri.
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I clienti dei consulenti sono soprattutto PMI (68%), affiancate da microimprese (48%)
e da grandi imprese (40%).
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L’offerta di servizi professionali vede la netta prevalenza del General management (23% dei
consulenti), Amministrazione finanza e controllo (AFC, 15%), Organizzazione (14%), Risorse umane
(13%). Nel complesso gli intervistati hanno dichiarato di proporre 2,75 aree professionali.
Negli ultimi tre anni il volume d’affari (imponibile) dei consulenti italiani è sintetizzato da questi valori
medi:
- Media da 50.000 a 55.000 €
- Mediana da 40.000 a 60.000 €
- Moda oltre 60.000 €
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La tipologia dei compensi dei consulenti varia per area professionale: Abitualmente
il 39% propone un compenso a progetto per la Consulenza. Per la Selezione il
compenso a progetto sale al 70%, mentre per la Formazione prevale il compenso a
giornata (47%)
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Ricerca condotta nel mese di febbraio 2015
Le tariffe dei consulenti, dal 2008, sono diminuite per il 27% di loro, sono risultate stabili per il 50% e nel 18%
dei casi sono aumentate.
Nello stesso periodo il giro d’affari è diminuito per il 44% dei consulenti e cresciuto per il 28% di loro.
Gli intervistati dichiarano che la loro attività “fatturabile” occupa il 55% del loro tempo. Il rimanente 45% è
impegnato dalla promozione, dall’aggiornamento professionale e dal coordinamento e gestione.
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Ricerca condotta nel mese di febbraio 2015
Nel caso di parcella a giornata, il 34% dei consulenti richiede un importo tra 500 e 800 €.. Gli
associati APCO che dicharano (40%) una parcella giornaliera tra 500 e 800 € mentre la
maggioranza dei non associati Apco (36%) dichiara una parcella inferiore a 500 €/giorno.
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La crisi iniziata nel 2008 ha influito sull’attività di consulenza con una maggiore difficoltà a
trovare clienti per il 55% dei partecipanti, con incarichi meno remunerativi (43%) e più brevi
(39%).
Tra i “concorrenti” più aggressivi vengono indicati i manager a tempo (36%), le associazioni
imprenditoriali (34%) e gli enti di formazione (25%).
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L’attuale crisi ha fatto emergere nuovi fattori critici di competizione quali:
Maggiore flessibilità e personalizzazione della consulenza (62% degli intervistati)
Maggiore specializzazione (49%)
Sapersi interfacciare con altri consulenti in azienda (25%).
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Ricerca condotta nel mese di febbraio 2015
I consulenti, per promuovere la loro attività, utilizzano 2-3 strumenti promozionali. In particolare
presentano relazioni a convegni (42%), fanno formazione (38%), e aggiornano il loro sitoweb
(33%).
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A distanza di un anno dall’entrata in vigore della legge 4/2013, gli interpellati hanno la
sensazione che poco o nulla sia intervenuto. Nell’interpretare le informazioni contenute nel
grafico di questa pagina, va tenuto presente che il 31% degli intervistati non fa parte di alcuna
organizzazione o associazione.
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Ricerca condotta nel mese di febbraio 2015
I consulenti intervistati si aggiornano seguendo queste modalità: Consultazione di libri e riviste
(76% dei rispondenti), 67% partecipano a convegni e workshop, un ulteriore 64% consulta
sitiweb e newsletter online. Solo il 49% frequenta corsi a pagamento.
Marzo 2015
Ricerca condotta nel mese di febbraio 2015
Questi i motivi principali dell’associazione ad APCO:
- Fare network (49%)
- Incontrare colleghi qualificati (48%)
- Acquisire nuove competenze (37%)
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Gli intervistati :
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