per gli amici ed ex allievi dell’Istituto e dell’Oratorio Salesiano di Sondrio
Rivista periodica - Anno XXVIII - n. 2 - maggio 2014 - Poste Italiane S.p.A. Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Sondrio
13-14 febbraio 2014
urna
di don BOSCO
a Sondrio
in Collegiata
e a San Rocco
Sommario
Fotoservizio
Urna di don Bosco a Sondrio
in Collegiata e a San Rocco
13-14 febbraio 2014
4-13
Le pagine dei giornali locali
14-15
Il Vescovo Diego a Sondrio
17
Nuovo Rettor Maggiore
19
Tre amici ci hanno lasciato
20
Carnevale svolazzante
21
Don Giovanni a Roma
con i ragazzi del Convitto
22
Una catena di santità
22
Donato Galetta a San Rocco
23
Cresimati 2014
24
Esibizione Corale di Ponte
e Banda di Fusine a San Rocco
25
La testimonianza dei figli
di Attilio Giordani
27
Don Valter Rossi:
educare nel tempo di internet
29
Politica italiana e famiglia
con il sen. Del Barba e Fabio Pizzul
31
I ragazzi del Convitto
e la casa natale di don Bosco
33
Ex allievi in preghiera
sulla tomba di don Chiari
35
Apertura causa beatificazione
don Carlo Braga
37
Ancora un disastro alle Isole Solomone 38
MAGGIO 2014
Periodico dell’Unione ex allievi
don Bosco di Sondrio
Aut. Trib. N. 307 dell’ 8/6/2000
Istituto Salesiano
Piazza S. Rocco - Sondrio
Tel. 0342 540611
Fax 0342 540600
Oratorio Tel. 0342 540616
Ex allievi: tel. 0342 540612
C/C postale: 12514238
E-mail:
[email protected]
[email protected]
Responsabile:
Bruno Locatelli
Redazione:
Delfino Gugiatti, Aldo Murgolo, Mario Songini,
Salvatore Sgrò, Renzo Tirelli, Guido Visini
Foto:
Cristina Geromel Tempra,
Roberto Bartesaghi, Giorgio De Giorgi,
Luca Gianatti, Angelo Sgualdino
Stampa:
Lito Polaris - Sondrio
La Voce di Don Bosco viene spedita
gratuitamente a tutti gli Exallievi/e,
oratoriani, cooperatori e amici
del­l’Opera Salesiana di Sondrio
Che cosa ci ha lasciato
il passaggio dell’urna
di Don Bosco a Sondrio
I
di don Enzo Dei Cas
l 13 e 14 Febbraio l’urna di Don Bosco, contenente l’insigne reliquia del
braccio e della mano destra, è arrivata a Sondrio, nella Chiesa Collegiata
prima e in San Rocco poi, accolta con calore e devozione da tante persone.
L’evento si inserisce nella preparazione dei duecento anni della nascita
di questo grande e simpatico santo dei giovani, il 16 agosto del 2015. In
questi ultimi anni l’urna di Don Bosco ha toccato ben 132 nazioni nei cinque
continenti, suscitando ovunque entusiasmo e convocando masse di persone.
Il nostro Rettor Maggiore don Pascual Chavèz ha avuto questa intuizione,
la peregrinazione dell’urna, che inizialmente ci ha lasciati un po’ perplessi,
ma che i fatti poi ci hanno convinto a sostenere calorosamente. Queste manifestazioni non vogliono essere né nostalgia del passato, né trionfalismo del
presente, ma memoria storica di un carisma educativo-pastorale suscitato
dallo Spirito Santo nella sua Chiesa, per il bene di tutto il mondo, che ha
ancora tanto da dire oggi.
Un grazie di cuore, come comunità salesiana, sentiamo il dovere di esprimere
a quanti hanno lavorato con generosità perché tutto riuscisse per il meglio:
ai sacerdoti della parrocchia, all’amministrazione comunale e provinciale,
ai gruppi di volontariato, a quelli della famiglia salesiana: cooperatori,
ex-allievi/e, manutentori, animatori di oratorio, coro giovanile…, agli altri,
quali gli Alpini, la Protezione Civile, la Croce Rossa.
Il nostro grazie vuole trasformarsi in impegno educativo rinnovato a favore
di questa Città e di questa Valle nel curare l’Oratorio, con le sue attività e
i suoi cammini alla fede, la Rettoria della Chiesa di San Rocco, la Scuola
d’Infanzia “M. Enrichetta Viganò”, animata dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, il Convitto Don Bosco per studenti delle Superiori provenienti dall’Alta
Valle e dalla Valchiavenna.
Alcune convinzioni si sono ulteriormente radicate in me, vivendo questi
meravigliosi giorni di presenza dell’urna di Don Bosco. La prima è questa:
l’impegno della testimonianza dei valori e della vita cristiana non è un compito riservato solo ad alcuni, ma un dovere di tutti gli adulti nella comunità
cristiana. La seconda: se vogliamo rinnovare la Società e la Chiesa dobbiamo
mettere i giovani al centro, come ha fatto Don Bosco, con prospettive di lavoro, formazione e famiglia. La terza: i giovani hanno bisogno di molte cose
oggi per vivere, ma una sola cosa è necessaria perché siano felici: sapersi
e sentirsi amati, sapersi accolti, accompagnati, sapere che gli adulti sono
disposti a camminare con loro sulla strada della vita, anche in un mutato
contesto sociale rispetto ai tempi di Don Bosco. Riaffermiamo il principio:
“Con Don Bosco e con i nostri tempi!”.
Ci auguriamo che l’onda lunga del ricordo di questi giorni ci aiuti a superare
sentimenti e atteggiamenti sfiduciati e pessimisti e infonda nei nostri cuori
energia nuova e coraggio per affrontare le nuove sfide educative.
LA VOCE N. 2 - 2014 - 3
13-14 febbraio 2014
G
iovedì 13 e venerdì 14
febbraio la città
di Sondrio è stata
“visitata” da San Giovanni
Bosco.
È stata una “due giorni”
ricca di preghiera, di
partecipazione, di gioia, di
condivisione, di amicizia.
Una “due giorni”
nel vero stile di don Bosco.
Sulla sua urna, in Collegiata
e a San Rocco, ha pregato
certamente più di un migliaio
di persone, provenienti non
solo dalla Valtellina.
Una partecipazione spontanea,
una voglia di “vedere”
don Bosco, stare con lui,
pregarlo da vicino: bambini,
giovani, adulti, anziani, tutti
hanno voluto “accarezzare”
quell’urna, tutti hanno voluto
dire a don Bosco il loro affetto,
e tutti quelli – e non sono
pochi – cresciuti nell’ambiente
salesiano hanno finalmente
potuto dirgli “faccia a faccia”
il grazie per quanto i Salesiani
e le Figlie di Maria Ausiliatrice
hanno fatto e fanno nei nostri
oratori, nei nostri collegi,
nelle nostre chiese.
Hanno fatto e fanno per
ciascuno di loro.
Momenti di preghiera forte.
Momenti di preghiera
comunitaria.
Momenti di preghiera
personale, silenziosa.
Momenti in cui il “verbo” di
don Bosco: “da mihi animas,
caetera tolle”, dammi le anime,
tieniti pure il resto, è stato
recepito come un abbandonarsi
a Dio per vivere realmente
da onesti cittadini e buoni
cristiani, nell’autentico spirito
salesiano.
Ha lasciato il segno, questa
visita, ne siamo sicuri.
E i frutti si vedranno nei mesi,
negli anni a venire.
Bruno Locatelli
LA VOCE N. 2 - 2014 - 4
LA VOCE N. 2 - 2014 - 4
urna di don
in Collegiata
Foto Luca Gianatti e Photo Service Srl
BOSCO a Sondrio
e a San Rocco
L’attesa e l’arrivo dell’urna a
Sondrio, in Piazza Campello
accolta dall’Arciprete, dal
direttore dei Salesiani, dalle
Autorità cittadine, dai ragazzi
della Scuola Materna e
dell’Oratorio, e da un folto
numero di persone.
LA VOCE N. 2 - 2014 - 5
13-14 febbraio 2014
Il saluto di don Enzo
sul palco,
e poi il trasferimento
in chiesa.
LA VOCE N. 2 - 2014 - 6
LA VOCE N. 2 - 2014 - 6
urna di don BOSCO a Sondrio
La mostra allestita
sempre in Piazza Campello
dai Cooperatori salesiani
per illustrare la vita
e le molte iniziative
di don Bosco.
LA VOCE N. 2 - 2014 - 7
13-14 febbraio 2014
LA VOCE N. 2 - 2014 - 8
LA VOCE N. 2 - 2014 - 8
urna di don BOSCO a Sondrio
I cooperatori.
I sacerdoti salesiani.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice.
Ex allievi ed ex allieve.
LA VOCE N. 2 - 2014 - 9
13-14 febbraio 2014
L’urna di don Bosco
lascia la Collegiata per essere
trasferita a San Rocco.
Un cenno speciale a Teleunica,
che ha coperto con grande
professionalità l’evento, e alla
sua bravissima redattrice Chiara
Tornadù (qui intervista don
Emanuele Corti, responsabile
pastorale giovanile della Diocesi).
LA VOCE N. 2 - 2014 - 10
LA VOCE N. 2 - 2014 - 10
urna di don BOSCO a Sondrio
L’attesa, l’arrivo e la visitazione dell’urna
a San Rocco.
CD E FOTO URNA
DON
BOSCO
Chi fosse interessato ad avere il
CD dei due giorni di presenza di
don Bosco in Valtellina, (quello
trasmesso su Teleunica, per intenderci) lo può richiedere a Salvatore Sgro (Segreteria ex allievi)
al costo di realizzazione di euro 5.
Chi fosse interessato alle foto, le
può richiedere a Photo Service
nel negozio presso l’Iperal di Castione.
LA VOCE N. 2 - 2014 - 11
13-14 febbraio 2014
LA VOCE N. 2 - 2014 - 12
LA VOCE N. 2 - 2014 - 12
urna di don BOSCO a Sondrio
La corale San Maurizio
di Ponte accoglie l’arrivo
dell’urna.
La chiesa di San
Rocco è rimasta
aperta tutta la
notte, con i giovani
che a turno
hanno vegliato in
preghiera.
LA VOCE N. 2 - 2014 - 13
17
LA PROVINCIA
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SABATO 15 FEBB
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La reliquia racc
13-14 febbraio 2014
Il pellegrinaggio
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L’importanza della reliquia
Un’occasione concreta
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In città l’urna con la reliquia della mano destra
Il sindaco: «Gli dobbiamo eterna gratitudine»
MAURO DE SANCTIS
A fare gli onori di casa
c’erano il Prefetto Carmelo
Casabona, il vicepresidente
della Provincia Costantino
Tornadù e il sindaco di Son­
drio Alcide Molteni; oltre, na­
turale, al direttore dei Salesiani
valtellinesi don Enzo Dei Cas
e a una nutrita rappresentanza
di divise dei colori più diversi
­ dai Carabinieri alla Protezio­
ne civile, dalla Croce rossa agli
Alpini ­: eppure quando l’urna
con statua e reliquia della mano
destra di don Bosco è arrivata
(puntualissima, ieri alle 12.30)
in piazza Campello a Sondrio,
i veri destinatari della visita del
Santo che ha dedicato la vita
all’accoglienza e all’educazione
dei giovani (dei più poveri fra
questi) erano proprio i più pic­
coli, gli adolescenti, i bambini.
n Rocco
Dopo la veglia a Sa rma
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L’urna part
«Il sacerdote dei ragazzi»
E certo loro non mancavano:
parecchi i palloncini portati in
piazza dai ragazzi dei diversi
gruppi giovanili salesiani pro­
vinciali, a dare inizio alla due
giorni di tappa valtellinese
(l’unica nella diocesi di Como)
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LA VOCE N. 2 - 2014 - 14
LA VOCE N. 2 - 2014 - 14
«Il suo esempio»
E se il richiamo di Dei Cas al­
l’opera ultracentenaria svolta
in Valtellina dalla comunità Sa­
lesiana (dal 1897 in grado di
crescere molte figure di rilievo
per la realtà non solo religiosa
della provincia) è stato ripreso
dallo stesso sindaco Molteni, il
primo cittadino ha ribadito co­
Messe, canti e riflessioni. Toccante la fiaccolata di ve
I giovani dell’oratorio a turno hanno vegliato la reliqu
19
Preghiere,
e veglia a Safiaccolata
n Rocco
Il pellegrin
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L’urna di San GiovanniBoscopesa570
chili ed è lunga 2,50 metri, larga 0,90
e alta 1,45 metri. Il carrello che la tra­
sporta pesa ben 280 chili e altri 450
chili pesa la cassa su cui appoggia da
ferma, per un peso totale di 1.300 chi­
logrammi. Intorno alla teca, oltre alle
date del bicentenario, è stato inciso il
mottodelfondatore:“Damihianimas,
cetera tolle”, ovvero “Concedimi (di
salvare) le loro anime, e prendi pure
tutto il resto”. La mano destra di San
Giovanni Bosco è conservata in un
contenitore sigillato che si trova nella
statua, all’altezza del cuore. La statua
è una riproduzione fedele all’origina­
le, che si trova nella Basilica di Maria
Ausiliatrice, a Torino. Il corpo è opera
dello scultore Gabriele Garbolino. Il
visoèstatoottenutodallostessocalco
effettuato da Benvenuto Cellini all’in­
domani della morte di Don Bosco.
Sondrio accende la n
Olonio
ALBERTO GIANOLI
Un lungo
cammino
per preparar
al bicentenarsi
io
“Concedimi
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le loro anime”
del tour mondiale che da anni
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scita del prete di Castelnuovo
d’Asti che si celebrerà nel 2015.
«Don Bosco è stato il sacer­
dote dei giovani ­ il primo pen­
siero di Enzo Dei Cas durante
il saluto all’urna ­, la sua opera
è stata fondamentale, in un pe­
riodo delicato come quello di
fine Ottocento, per la costru­
zione di una coscienza civile e
la formazione di una via educa­
tiva dedicata alla crescita di
“onesti cittadini, e buoni cri­
stiani”. La sua presenza qui ci
ricorda la necessità di conti­
nuare a fornire ai ragazzi mo­
delli positivi e orizzonti di valo­
ri per cui valga la pena impe­
gnare la propria vita».
DOMENICA 16 FEBBRAIO 2014
BRAIO 2014
“Ve lo ripe
to di nuovo:
legratevi!”.
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L’urna
LA PROVINCIA
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Le visite in
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gli opuscoli che sono stati distribuiti
in città occasione del pellegrinaggio
dell’Urna di San Giovanni Bosco. «Nel
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Che entusiasmo
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L’ur
Si conclude oggi
rete di Sondrio.
e vie non facil
ducia del nuovo ento di pre­
grina­ sa della
ragg
quella con cui
denesi, già arcip non casuale, verso anch
un esempio
llinese della pere o che na di Don Bosco ha fiaccolata stra del Santo, detto moltis­
ta,
Infine, il mom
Questo, dunque, ani e me­
tina pa valte
Una scelta, ques
o
bratosi ieri mat di zione dell’urna di Don Bosc tutta accompagnata da una estiva, Don Bosco ha bene giovani e la
tutti, giov
è stato ricordat
cele
da
e
ra
ire
com
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segu
che
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i”
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ta
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re­
visto
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sime volte i “suo ne in giro per
sa della Collegia ito e proseguirà il suo viag iungen­ molto partecipata co.
tina, monsignor no giovani, un esempio conc
mat
chie
ieri
alla
rio
prop
San
azio
Roc
uto un sent
nel mondo) ragg
te del salesiano tizzatosi con la vicinanza di
la chiesa di San sempre per i sua peregrin ta dal Rettor Mag­
Sondrio ha viss
ma” Italia (e
Modenesi è nipo
­
a.
o ai giovani, spe­ voluto “fuori program
il mondo, volu i don Pascual
Dopo la veglia
Giuseppe Qua
Bosc
Parm
­
i
don
do
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i
è
gio­
rabi
sa
Giov
e
enes
vene
sian
sa stes
dell’urna
li emarginati
Valerio Mod
Dopo l’arrivo in provincia, giovani, la chie notte per per­ giore dei sale resenta una lunga
cialmente a quel condizioni di quando don tato il “Padre no­
drio di Vervio.
la
di
in
Chavez, rapp
nel capoluogo a inattesa sta aperta tutta
dopo aver reci
che vivevano
al bicentenario
one dell’urna
li a reci­ vedì
à.
esortato i fede
eduta da una tappdi Valle di mettere l’adorazi e detto, pro­ preparazione Santo piemon­
ggio»
grande difficolt
«Forza e cora
­ ha stro”, ha un’ “Ave Maria”, pre­ prec
i”
Santo che, com
della nascita del
e
di Don Bosco
ha sottolineato
pera “Don Folc
del
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o
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Bosc
«Lo
stata
n
è
cara
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brazioni si ter­
e­
to
«Do
nata
questa mattina
rio Modenesi proseguito don Valerio Mod
tese, le cui cele anno. n G. Mai.
invocazione mol o di Colorina, ieri la gior
e
prio
Vale
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a.
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rio
dopo
Parm
prop
che,
di
Bosc
simo
lo di essere dalla
sma non sol­
a San Giovanni
to intensa, visto
volta della città o dell’urna di ranno il pros
­ è un dono e cari à salesiana, nesi ­ era quel i e spendersi proprio
hiera delle
tina, è stato mol
Il pellegrinaggi
unit
i ultim
dunque, ieri mat l’esempio momento di preg ta una mes­
cui,
tanto per la com sa e si spiega parte degl
gini,
tenu
seguito
erano ai mar
Chie
11.30, alle 20 si è
letteralmente
per coloro che
ma per tutta la
portare la sua senza speranza, quelli che nes­ fino in fondo. n
are
così la scelta di
della Collegiata suno amava. E bisogna pens
urna alla chiesa
tutta la Chiesa
e l’auspicio è che
to mancare don
a non ha volu ra presente e par­
la cui Opera
Songini, anco
per
Bosco, presso
e alcuni mesi tecipe nonostante l’età,
vo, don Do­
ri­
anziano ex allie
Torino trascors
più
te
­
ospi
ram
a prima della
Tappa fuori prog per menico Songini, oggi ’Opera come osservatore. allievi sale­ una preghier Sondrio dove
ex
verso
eriggio
riposo dell
Per questo gli
citi partenza ospitate le spoglie
ma giovedì pom anni Bosco della casa di
rius
sono
Giov
Guanella.
siani di Sondrio e sosta del­ sono state
oggi
don
che
o,
l’urna di Don
rdo­
pre­
Bosc
sace
i
ex
ann
brev
per una
La presenza dell’ oggi ha 94 a ottenere la
o di San Giov la Valtellina per
che si è fermataDon Guanella
che
racchiude la man
eranno
io di
te di Traona,
me l’urna che
ghiera all’Opera
che nel lasc
il pellegrinagg
io.
però l’unico lega di destra di don Bosco,
a proseguire ai festeggiamenti
di Nuova Olon ani ha inclu­ anni, non è
giovedì è stat
con l’opera
preparazione
pomeriggio di
sa
Il santo dei giov in città di di don Bosco
chie
a
dell
ato
ntenario.
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va Olonio.
accolta sul sagr da un gruppo per il bice
’urna
Nuo
di
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a
a
pre­
inci
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io
prov
dove sono
La prossima
Il santo della Guanella, è di Nuova Olon oco della co­
tutto il mondo
a
in provincia di
i
i, anche la bass
di fedeli, dal parr ti della casa del santo saràq.
Sondrio, don Luig
senti i Salesian
i ospi
rato nella sua
n A.Ac
stato infatti ispi a ai sofferen­ munità e dagl lavoro, tra i quali Parma.
Valtellina.
a voluta dagli
tenz
Madonna del
La sosta è stat di Sondrio opera di assis
don
di
ne
dall’azio
siani
ex alunni sale desiderio del ti proprio
al
LA ere
PROVIN
per rispond
CIA
VEN
fa tappa in città
Ventiquattro ore inin­
terrotte di preghiere, canti, cele­
brazioni, silenzi, commozione e
curiosità hanno segnato l’ultima
lunga giornata in città dell’urna
con le reliquie di San Giovanni
Bosco.
Dal mattino di venerdì, quando
la Collegiata è stata aperta alle
6,30, fino alle celebrazioni serali
e alla notte di veglia, conclusasi
ieri mattina con la Messa nella
chiesa di San Rocco alle 6, l’urna
non è mai rimasta sola. Come è
stato fin dall’arrivo in città nella
mattina di giovedì, centinaia di
persone di tutte le età si sono ac­
costate al Santo dei giovani e han­
no partecipato alle celebrazioni
programmate.
Pellegrini dalla Svizzera
Dopo la preghiera, presieduta ve­
nerdì mattina da monsignor Va­
lerio Modenesi in rappresentan­
za del vescovo, assente per motivi
di salute, nel pomeriggio sono
proseguite le visite dei pellegrini
dai diversi vicariati della provin­
cia. Alla Messa delle ore 18, presie­
duta da don Stefano D’Aprile,
responsabile dell’oratorio San
Rocco e animatore instancabile
dei diversi appuntamenti attorno
all’urna, era presente un folto
gruppo di pellegrini dalla Val Po­
schiavo, guidati dal decano e par­
roco di Brusio, don Giuseppe Pa­
ganini. Quest’ultimo, ricordando
le proprie origini valtellinesi, ha
sottolineato il profondo legame
della nostra terra a Don Bosco e
alla Società Salesiana da lui fon­
data, ricordando le figure dei ve­
nerabili don Giuseppe Quadrio
e don Carlo Braga. Infine, don
Paganini ha chiesto ai presenti di
pregare per la beatificazione della
mamma di San Giovanni Bosco,
Margherita Occhiena, «vera ispi­
ratrice del metodo preventivo».
Al termine della celebrazione
delle 18, i fedeli che defluivano
dalla Collegiata si sono incontrati
con quanti già si preparavano alle
Messa delle ore 20, presieduta dal
direttore dell’istituto salesiano
della città, don Enzo Dei Cas, e
concelebrata dai confratelli sale­
siani, dagli altri sacerdoti della
città e da numerosi altri preti
giunti dall’intera provincia con
rappresentanze delle proprie co­
munità.
Durante l’omelia, davanti ai fe­
deli numerosi e assiepati tanto da
non riuscire ad allargare le brac­
cia per la preghiera del “Padre
nostro”, don Enzo si è chiesto cosa
farebbe oggi Don Bosco davanti
ai giovani che «vogliono essere
Le messe
sono state celebrate
a turno da parroci
e salesiani
felici, ma con una felicità sgancia­
ta da ogni impegno».
Il sacerdote ha offerto la rispo­
sta, spiegando che «Don Bosco,
che voleva far trovare la felicità
nella santità, in Dio, oggi farebbe
ancora l’educatore. Al suo tempo
liberava i ragazzi dalla povertà
materiale e dall’ignoranza, oggi li
libererebbe dalla schiavitù del
consumismo per aiutarli a scopri­
re che la vita è un dono da non
sprecare».
Il corteo religioso
Conclusa la celebrazione, la pre­
ghiera è proseguita con la fiacco­
lata che ha accompagnato l’urna
del Santo lungo le vie XXV Aprile,
Trieste, Fiume e IV Novembre,
per giungere poi nella chiesa di
San Rocco.
Ad animare il tragitto con bra­
ni evangelici, scritti della vita di
Don Bosco e canzoni, i giovani
dell’oratorio salesiano che, giunti
all’altezza di Villa Quadrio, hanno
invitato i presenti ad alzare gli
occhi per ammirare lo spettacolo
delle numerose lanterne cinesi
che si alzavano in cielo.
Nella chiesa di San Rocco gli
adulti hanno potuto accostarsi
nuovamente all’urna, mentre i
giovani, dopo la cena in oratorio,
hanno vissuto una veglia di pre­
ghiera che ha lasciato spazio, dopo
la mezzanotte, all’alternarsi silen­
zioso di alcuni di loro accanto al­
l’urna fino alle 6.30 quando, al
termine della Messa, l’urna ha ri­
preso la peregrinazione alla volta
di Parma. n
L’arciprete ringrazia tutti e lancia
«I nostri oratori hanno bisogno de
La Messa delle ore 20
di venerdì in Collegiata è stata
davvero Eucaristia, rendimento
di grazie. Non solo a Dio, come
in tutte le celebrazioni, ma an­
che a quanti si sono impegnati
per i due giorni intensi in cui la
città ha ospitato la peregrina­
zione mondiale dell’urna di San
Giovanni Bosco. Don Enzo Dei
Cas, direttore dell’Istituto sale­
siano di San Rocco, ha voluto
elencare «alcuni ringraziamenti
doverosi», chiedendo venia per
eventuali involontarie dimenti­
canze.
«Un grazie – ha detto – va
anzitutto a Don Bosco che è ve­
nuto nella nostra città e l’abbia­
mo fatto lavorare molto perché
ha raccolto molte preghiere. Un
grazie poi a monsignor Zubiani,
che ha messo a disposizione
senza limiti la chiesa, e agli altri
sacerdoti della comunità pasto­
rale, a quelli della Valle qui pre­
senti che chiedono il cuore di
Don Bosco per educare i giovani
loro affidati. E poi un grazie ai
volontari di San Rocco, agli Alpi­
ni, alla Protezione Civile e alla
Croce Rossa, all’Amministra­
zione Comunale e a quella Pro­
vinciale, entrambe molto dispo­
nibili alle nostre richieste. Un
grazie poi alla stampa, che ha
fatto conoscere l’evento».
Anche l’arciprete, monsignor
Marco Zubiani, ha voluto ag­
urna di don BOSCO a Sondrio
LA PROVINCIA
VENERDÌ 14 FEBBRAIO 2014
termine sono stati attribuiti i signifi­
cati più diversi, a volte confusi con
folkloreecredulitàpopolare.Cosìche,
quandoseneparla,èfacilerimandare
il pensiero a una dimensione di miste­
ro e magia. Ma basta sostituire
l’espressione “spoglie mortali” e il
sensosifasubitochiaro:rappresenta­
no il ricordo e la venerazione di un
santo davanti alla cui tomba le prime
comunitàsiriunivanoperpregare.Un
atto di affetto e di rispetto che piace
anche al Concilio Vaticano II. Il pelle­
grinaggio dell’urna è insomma un’oc­
casione concreta per ripercorrere la
testimonianza di vita di Don Bosco e
ispirarsi al suo amore per Dio e per il
prossimo».
Ampi servizi
sui giornali locali
8
SONDRIO
Un clima di gi
oia ha avvolt
o
la città per du
e giorni
MESSA SOLENNE
Il nipote di don
Don Valerio: «Aveva
me «sia proprio l’entusiasmo
manifestato oggi dai molti ra­
gazzi arrivati a salutare il Santo,
a esprimere nel modo migliore
il sentimento di Sondrio per
don Bosco. E la gratitudine che
gli dobbiamo per il suo insegna­
mento di apertura agli altri, di
disponibilità a farsi incontro
per primi a chi ne ha necessità.
Soprattutto ai più piccoli».
Attualità del messaggio tan­
to evidente da non avere quasi
bisogno di sottolineatura
(«L’insegnamento di don Bosco
non invecchia mai», le parole
pronunciate da Costantino
Tornadù); attualità evidente
pur nella profonda differenza
tra i giorni nostri e quel conte­
sto di fine Ottocento nel quale
operava il sacerdote.
Contesto rimasto vivo a lun­
go, nell’Italia del XX secolo:
«Cinquant’anni fa non esisteva
il benessere di cui godiamo oggi
­ il commento del prefetto Ca­
sabona ­: l’oratorio, allora, era
una delle pochissime strutture
nelle quali cercare rifugio, per
ragazzi e bambini, dalle insidie
della strada. E trovare un oriz­
zonte per crescere».
Come sotto lo sguardo ma­
terno: «Don Bosco notava che
per educate i ragazzi basta fare
come hanno fatto le nostre
mamme con noi – ha sottoline­
ato Molteni ­; vale, allora, an­
che l’inverso: nei momenti di
maggiore difficoltà educativa,
agli stessi genitori basta segui­
re l’esempio di don Bosco. Che
in questi due giorni abbiamo
sotto gli occhi». n
Sondrio 21
notte per don Bosco
enerdì che ha accompagnato l’urna fino a San Rocco
uia. Fedeli da ogni dove, anche dalla Valposchiavo
Centro Val
le
Sabato 15 febb
raio 2014
Giuseppe Quadr
io sottolinea i tra
tti sal
SONDRIO (gfe) Era
un clima di
gioia quello che
in piazza Cam si respirava
mattina, quan pello giovedì
festosa è accodo una folla
SONDRIO (stg)
gliere l’arrivo rsa ad accolerio ModenesE' stato don Va- queste
Don Bosco. La dell’urna di
letture don Vale
nerabile sales i, nipote del ve- ripercors
rio ha
dopo un pere sacra reliquia,
Quadrio, a celeiano Giuseppe to. Nell o il cammino del sangrinazione in
132 Paesi, ha final
in onore di brare la messa frontate a lettera vengono afgiunto la nost mente ragmattina, venedon Bosco ieri questi le prove che tanti, e tra
rdì, alla Coll
anche il sant
chiamando neira diocesi, rigiata
eo,
di
hann
due
superato graz
Sondrio. La chie
giorni,
giovedì e ieri,
ie all’amore o
sa era
gremita di fede
oltre 2.500 fedi
deli pronti a racc
li accorsi per Dio: essere perseguitati
accogliere la
ogliersi ino rifiutati.
torno alla teca
anche alcune reliquia. Presenti Pasqua Mentre il passo della
servata la manin cui è conle elementari classi delle scuo- lizzare ha permesso di anae una classe del
la figura di don
santo accanto o destra del
liceo
alla
Bosc
Pio
le sue vicissitud
riproduo
XII.
zione delle sue
ini paragonan-e
«La messa
spoglie mordole
tali.
nella Collegatsi è svolta prima San a quelle vissute da Cristo.
Accompagnat
co proprio pera che a San Roc- sceltoGiovanni Bosco aveva
ni, dai canti dei a dagli alpipiù cittadini riconsegnare a ginati. di stare con gli emargiovanissimi
possibile il ca«Egli era preo
e dal suono delle
rism
ccup
a di don Bosc
campane,
l’urna ha fatto
o» ha spie- per l’educazione dei giov ato
gato il sacerdot
ani e
così
in città, dove il suo ingresso
melia sono statie. Durante l’o- cura, cercava di prendersene
benvenuto di ha ricevuto il
del Vangelo dediletti un passo tristi voleva che quei ragazzi
tornassero ad
Cas, direttore don Enzo Dei
cato alla Pasqua, la lettera
amare la
vita. E con l’aiu
nità Salesian della Comudi
San
Paol
to
Rom
o
di
ai creato
tanti ha
ani e alcu
«Riconosciama di Sondrio:
biografia del ni stralci della conclusla famiglia salesiana» ha
santo. Attravers
sco il sacerdot o in Don Boo.
o
un cittadino e dei giovani e
© RIPRODUZIONE
RISERVATA
gnato a sviluitaliano impecomune attrappare il bene
opera educativaverso la sua
fondamentale , offrendo un
cont
ribu
to alla società che
disconosciuto.non può essere
lesiano, da lui Il modello saun momento disviluppato in
forti fermenti politici, cont
inua
a plasmare le nuov
con saggezza e e generazioni
fede operosa,
per farne uom
buoni cristiani» ini onesti e
.
L'eredità del sant
o di Castelnuovo d’As
centro delle ti è stata al
riflessioni del
sindaco di Sond
Molteni: «Il suo rio Alcide
pensiero è
stato raccolto
dalle
figure
che hanno
m e s s a g g i testimoniato il
nell a nos trao
comunità
Que sto mo-.
dello educativo basato sulla semplicità
dev e esse re
recepito dalle
nost re fam
glie, che devoino lasc iars ispi rare dali
carisma salesiano».
«In que sta
giornata pien
a di emozion
ricordiamo una
i
diosa di uom figura grano e santo - ha
affermato Cost
nadù, vice presantino Toriden
te
della
Provincia - La
tata al bene, èsua opera, vostata portata
avanti dalla com
unità salesiana della nost
questa occasionra città. Oggi
e
ci
permette di stare assie
do sui principi me riflettene amicizia che di tolleranza
proprio Don
Bosco ci ha trasm
I valori impe esso».
ritur
i incarnati dal Santo
tolineati anch sono stati sote da Carmelo
Casabona, prefe
tto di Sondrio: «I nostri
giovani vivono
in una condizion
e di benessere, ma non
così: ricordo è sempre stato
della mia infanche ai tempi
salesiano era zia l’oratorio
tale punto diun fondamenche permettev riferimento,
a a tutti di crescere in un amb
Auguro a tutti iente sano.
presenti di potei ragazzi qui
SONDRIO (gfe)
r realizzar
Sono i sorrisi
l’importanza
sui volti dei fede
di questa co-e
munità».
rendere oma li accorsi a
Al termine
di Don Bosc ggio all’urna
ficiali, l’urna dei discorsi ufniare l’affettoo a testimoè stata accolta
nella Collegiata,
zione riservatae la devosi sono raccolti dove i fedeli
munità cittadina dalla conel corso della in preghiera
al santo
di Castelnuovo
celebrazione
officiata dall’arcip
blema di quesd’Asti. Emrete
Monsignor Marco
sono soprattu to legame
tto i giovani,
gi siamo qui Zubiani: «Ogpresenti in gran
num
moria e ricor per fare meero in
piaz za Cam
dare la figura
del nostro frate
Chiara Sosi pell o, com e
dalla grazia del llo raggiunto
perché appao: «Sono qui
si presenta a noiSignore, che
ratorio di Sanrtengo all’O- Maria Rosa
com
e
Sant
Rocc
ria Galli
e modello di
o
o e per i
credenti è
Eugenio Buccilli
vita. E’ fondamentale ramm
importante un’occasione
Daniele Moroni
«Don
entare l’opera di Don
Daniela Bernascon
un santo cheper ricordare cora oggiBosco ci parla an- lesiano,
Bosco e riflet
è un modello
nel nost
i
come
tere sul suo impe
per
tutti
min
».
o
gno
quotidiano diro cam- fi: «FrequentoAurora Bofverso i
più giovani. Ciò
da
fede - l’ora
Il valore del
mett
e
che
in
torio di San sempre
ci
luce
ha
insegnato deve
Francesca
edu cativ o prom progetto Mo r o n i
Rocco,
luogo di riferimen
Pe
un nuovo tragi guidarci in
osso
r
re n d e re per
da
questa figura
tto da peri miei figli. Mito anche
è sottolineato oma ggio all’u rna nell
correre, augurand
da
sembra
Paolo Sche
scorse settiman
e
oci che da
oggi nasca in
e ci siamo dove roso esse re qui in
potevo mancare na: «Non recati a
questo giorno».
di riprenderenoi il desiderio
occa sion e: freq in questa seguito ilMilano e abbiamo
in mano la
«Questa è una
suo cammino
missione di educ
uen to il
collegio dei Sale
giorn
at- storica
per la nostra ata
siani a Pa- traverso i social network»
buona del Vang are alla vita
via e spero
.
città,
«Da quando
in cui tutti ricor
in
futu
L'intensa due elo».
sono
ro
di
entrare a far
bam- messagg
diamo il
bina cono
io di Don
lebrazioni è prosgiorni di cesta comunitàparte di que- Don Bosc sco la figura di la sua
o e la sua immissione, cheBosco e
come coopellegrinaggio eguita con il
peratore». Dell
hanno
portantis
gran
adulti. E, quas di giovani e
viso Jorge Cost o stesso av- afferma sima missione - non de valore anche per i
i
un
simb
Mar
cred
a
olo
Dias
dell’insegnamen
tina Scali
enti », affe rma
: «Sono portoghese
Da sinistra, Paolo
e nel mio Tutti dovrebbero farsi ispi-- Elena Bernardi.
Bosco, di tanti to di don
paese ho stud
Schena, Martina
rare dal suo mes
, tantissimi,
Posizione cond
ra Sosio, Jorge Costa
bambini.
Scali, Francesca
saggio».
lesiani. Anch iato dai Saivisa da
Moroni, ChiaSono
Dias
Mar
Bosco è unae per me Don accorsi ain molti i cittadini figuria Rosaria Galli: «La
Federica Garancini
a di questo sant
L'arrivo della
damentale». figura fon- all’urna adrendere omaggio sce anco
o
reliq
© RIPRODUZIONE
riestata
RISERVATA
esse
ra oggi a riun
un’occasione uia è Salesiani, com
nell’alveo del re cresciuti giovani graz
ire
e
per
carisma saie al suo mes i flettere sulla proposta ri- luce Dan iele mette in
saggio».
- dagogica
Mor
e spirituale pe- «Don Bosco ha dato oni:
in- tissimo
carnata dal fond
molai ragazzi
atore dei prop
ositi manteng e i suoi
ono in-
ienti del santo
scelto di stare con
gli emarginati»
.
LA RELIQUIA
Folle di fedeli hann
l’urna di don Bosc o pregato davanti aldon Marco Zubia o. Al centro l’arciprete
ni
OLTRE 2500 FEDELI
IN
PER LA RELIQUIA D PREGHIERA
I DON BOSCO
LA DEVOZIONE
DEI VALTELLINE
SI Le
L’ACCOGLIEN
Una galleria di ZA
la devozione deiimmagini che raccontano
chiavennaschi neivaltellinesi e dei valsco. L’urna con la confronti di don BoSondrio nella mattreliquia è giunta a
momenti di pregh inata di giovedì e i
per due giorni (fotoiera si sono protratti
servizio Orlandi)
voci raccolte
tra i fedeli ch
«Non potevamo
mancare: il suo in e hanno voluto presenziare alle celebrazioni
segnamento è an
cora attuale»
1
Un fiume di fedeli
1.Tantissime le persone che
hanno voluto prendere parte
alla fiaccolata di venerdì sera
per accompagnare l’urna dalla
Collegiata a San Rocco. Ali di
folla hanno segnato il percor­
so cittadino. L’urna ha lasciato
il capoluogo all’alba di ieri
2. La lunga processione è stata
contrassegnata dalla lettura di
brani evangelici, e di scritti
della vita di Don Bosco. In
prima linea i giovani dell’ora­
torio salesiano che hanno
preparato per l’occasione un
repertorio di canti
2
FOTO GIANATTI
.
tatta loro valid
ità, come
testimonia la
in piazza Cam folla accorsa
il benvenuto».pello a dargli
«Ho letto molt
re - rivela Eug e sue opecilli. - Il gran enio Bucdissimo impegno del
siano verso icarisma saledubbiamente giovani è into dagli orat rappresentaori, punti di
riferimento per
la formazione umana
ogni generazioe religiosa di
La volontà ne».
si in preghier di raccogliersacra reliquiaa davanti alla
condotto Danè ciò che ha
sconi ad assisiela Bernarivo dell’urna tere all’ar: «Sono devota a Don Bosc
Maria Ausiliatr o e a Santa
quento spesso ice e frela chiesa di
San Rocco. Prop
portanza della rio l’imsalesiana nella comunità
rende questo nostra città
cora più prez giorno anioso».
«Mio mar
non c'è più ito che oggi
gato a questaera molto leme essere qui figura, e per
un significato oggi assume
ancora più
speciale», conc
lude Ida
Brini.
© RIPRODUZIONE
RISERVATA
un monito
ei giovani»
giungere un ringraziamento,
che ha rivolto alla comunità sa­
lesiana «per la presenza dell’ur­
na, ma soprattutto per il loro
prezioso servizio in mezzo a noi.
Quando si parla di oratorio a
Sondrio – ha aggiunto –, tutti
pensano a San Rocco. Ma pen­
siamo a tutti i nostri oratori, che
si stanno svuotando, e preghia­
mo perché i nostri giovani ab­
biano ancora voglia di ritrovar­
si». n A.Gia.
I giovani hanno vegliato l’urna per tutta la notte FOTO GIANATTI
LA VOCE N. 2 - 2014 - 15
A
T
S
A
B
LA
!
A
G
R
TA
Operazione a premi “Basta la targa”- www.rcasondrio.it
L’iniziativa è rivolta a tutti i proprietari di autovetture
ad uso privato residenti in Provincia di Sondrio,
di età uguale o superiore a 22 anni assicurati con garanzia
RCA presso una compagnia non facente parte
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la Concorrenza) di almeno 1 € sul premio imponibile annuo
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Agip sul territorio Nazionale.
Leggi il regolamento sul sito: www.rcasondrio.it
oppure richiedilo presso una delle Agenzie Ina Assitalia
della provincia di Sondrio.
Come partecipare
WEB
Vai sul sito dedicato: www.rcasondrio.it
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anche con l’ausilio di strumenti elettronici, strettamente necessarie per fornire i servizi assicurativi richiesti, nonché le comunicazioni e le informazioni a quest’ultimi connesse. Inoltre,
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Durata dell’iniziativa: dal 15/10/2013 al 30/09/2014
A chi si rivolge
Il Vescovo Diego a Sondrio:
buoni semi dalla visita pastorale
I
l Vescovo di Como, Mons.
Diego Coletti, ha svolto la
visita pastorale a Sondrio.
Ha ringraziato per la calorosa
e fraterna accoglienza che ha
percepito, nella varietà degli
incontri pastorali previsti. Ha
incontrato le parrocchie, le
autorità civili e istituzionali
e i fedeli che partecipano più
direttamente alla vita della
comunità: consiglio pastorale, catechiste/i, associazioni
cattoliche e movimenti ecclesiali, le comunità apostoliche, gli studenti, i giovani,
gli ammalati, i confratelli nel
sacerdozio.
Lo abbiamo ascoltato con
attenzione e interesse. Tutti
evidenziano la brillante capacità di Mons. Diego di farsi
ascoltare, la vivacità di esposizione, il saper dare rilievo
ai punti centrali del discorso,
l’inserire episodi di vita che
fanno pensare.
Alcune brevi sintesi, a modo
di flash.
Ai ragazzi: visione umana del
corpo - realtà meravigliosa
da custodire… no allo sballo
programmato che ti rovina il
fegato e poi sale al cervello…
no alle sostanze…
“non devo farmi comandare
dal computer, dai videogiochi
ecc., sono io che devo coman-
dare e decidere”
“uno dei pericoli è la chiusura in sé, l’individualismo e
l’egoismo…”
“l’amicizia è aprire il cuore,
lasciare che un’altra persona
entri nella mia vita… a questo ci spinge la simpatia per
ragazzi e ragazze”
Aspetto religioso: “riuscire
a far crescere l’amicizia con
Gesù, capire pian piano che
ti cambia la vita. Ecco che la
catechesi mi insegna, mi aiuta
a scoprire questo mondo spirituale, mi dà il significato del
partecipare alla messa e trovare momenti di preghiera …”
Alle famiglie: “darsi dei tempi
nella vita di coppia “
amatevi gli uni gli altri come
io ho amato voi
aperti alla presenza del Signore nella famiglia
Alle comunità apostoliche:
“vive la fede anche chi pulisce
la Chiesa, chi stira le cotte dei
chierichetti …”
“abbiamo riempito le chiese di
gente che è lì perché bisogna
osservare il precetto festivo…
Si va a messa per incontrare
Uno che ti cambia la vita, per
vivere una presenza che mi
accompagna”
Formazione: “ne costituì dodici, perché stessero con lui …”
(il Signore sceglie gli apostoli)
Mistagogia cioè entrare nel
mistero ricevuto con la Comunione e la Cresima.
Il problema del dopo-cresima.
“ Se è stata una formazione
nozionistica e dottrinale non
si vede l’ora che finisca: sono
arrivato, ho concluso. La catechesi prosegue ed è partecipata, quando si è capito che la
vita ha bisogno di incontrare
il Signore che ti cambia la
vita.”…
“la soluzione di tante situazioni è capire l’interiorità della
propria crescita…sulla superficie tutto è fluttuante…”
Alcune frasi:
“l’educazione è portare a
compimento… La catechesi
è aprire la vita alla sua completezza nei sacramenti…”
“Cosa pensano i fedeli in quei
tre quarti d’ora in cui sono in
chiesa, quale qualità della fede
vivono?” “gli oratori si stanno
svuotando. Ciascuno si costruisce a casa il proprio, senza
che nessuno dia fastidio: davanti a internet, i video giochi
ecc. Certo che poi i ragazzi
non sono capaci di amicizia,
di apertura agli altri. Lo stesso
è quando arriva il tempo della
scelta familiare… accogliere
un’altra persona…”
Nella celebrazione finale,
l’Arciprete ha ringraziato il
Vescovo per la fatica di questi impegni, per la pazienza
nell’ascoltare e la serenità che
infonde la sua persona.
Grazie Vescovo Diego.
D. Franco
LA VOCE N. 2 - 2014 - 17
Fatti di casa nostra
Don Pascual scrive a don Franco
Don Franco, in
occasione del
cambio al vertice
della famiglia
salesiana, ha
promosso in san
Rocco una raccolta
di firme da inviare
come saluto a
don Pascual, che
è stato sempre
vicino alla casa
di Sondrio, da lui
visitata in occasione
dell’inaugurazione
della piazzetta
dedicata a don
Egidio Viganò.
Don Pascual gli
ha inviato questa
lettera:
Domenica 12 ottobre 2014
Convegno
Famiglia Salesiana
a Sondrio
Domenica 12 ottobre si terrà l’annuale convegno degli
ex allievi, esteso a tutti i componenti della famiglia salesiana, con ritrovo presso l’Istituto in Sondrio a partire
dalle ore 9.30.
LA VOCE N. 2 - 2014 - 18
Ecco il nuovo Rettor Maggiore:
lo spagnolo don Fernandez Artime
È
lo spagnolo don Ángel
Fernández Artime il
nuovo Rettor Maggiore
dei salesiani. Eletto nel corso
del XXVII Capitolo generale della congregazione, don
Fernández, 53 anni, era superiore dell’Ispettoria salesiana
dell’Argentina Sud e succede
nell’incarico al messicano don
Pascual Chávez Villanueva.
La prima sera, nel suo pensiero della «buonanotte» rivolto
ai capitolari, riuniti a Roma,
alla Pontificia Università Salesiana, don Chávez aveva
affidato ai confratelli il suo
successore: «Come don Bosco
avrebbe fatto, vi chiedo caldamente: “ascoltatelo, amatelo,
obbeditelo, pregate per lui,
come lo avete fatto per me”».
L’elezione di don Fernández
al primo scrutinio è stata accolta da un lungo applauso,
dopo che don Chávez, in
qualità di presidente dell’Assemblea, chiamatolo vicino a
sé, gli ha chiesto di accogliere
la volontà di Dio che passa
attraverso le votazioni dei
capitolari per assumere l’impegno di guidare la famiglia
salesiana per i prossimi sei
Gozón-Luanco, in Spagna,
ha emesso
la sua prima
professione il
3 settembre
1978, i voti
perpetui il 17
giugno 1984
a Santiago de
Compostela
ed è stato ordinato sacerdote il 4 luglio
1987 a León. È
stato delegato
Don Pascual
e don Fernandez.
anni, confrontandosi non con i suoi
predecessori – ha
tenuto a precisare
don Chávez – ma
con il nostro padre
fondatore, san Giovanni Bosco.
Don Fernández
Artime è nato il
21 agosto 1960 a
di pastorale giovanile, direttore della scuola di Ourense,
membro del Consiglio e vicario ispettoriale e, dal 2000
al 2006, Ispettore. Nel 2009
è stato nominato ispettore
dell’Argentina Sud. In virtù
di questo ruolo ha anche avuto modo di conoscere e collaborare personalmente con
l’allora arcivescovo di Buenos
Aires, Jorge Mario Bergoglio.
Ha conseguito la laurea in teologia pastorale e la licenza in
filosofia e pedagogia.
Ecco dunque anche un Rettor
Maggiore che «viene dalla
fine del mondo» per pascere
il gregge salesiano. «Mi abbandono nel Signore – ha detto Fernández –, chiediamo a
don Bosco e a Maria Ausiliatrice che ci accompagni e mi
accompagni, nella fraternità
dei salesiani e con la Congregazione, e con fede accetto».
Don Artime si occuperà anche delle celebrazioni per il
bicentenario della nascita di
Don Bosco, nel 2015, e che
vedranno la visita del Papa a
Torino per l’occasione.
(da Avvenire)
Festa don Bosco a Sondrio e Premana Sondrio - Solita intensa partecipazione alla Festa di don
Bosco di fine gennaio, pur
essendo ormai tutti proiettati
verso l’arrivo dell’urna del
Santo in città.
Don Bosco è ormai una
presenza fissa, nel cuore di
giovani e meno giovani che
frequentano san Rocco, ed è
bello cantarlo e lodarlo come
si conviene.
PREMANA - Prima acqua poi
neve, ma alla fine siano arri-
vati in quel di Premana. Anche quest’anno siamo saliti
perché per noi ex allievi di
Don Bosco di Sondrio l’incontro annuale con gli ex allievi di Premana è diventato
un fiore all’occhiello che ci
inorgoglisce e ci fa sperare
che la nostra associazione
possa continuare nell’indirizzo che Don Bosco ha dato
ai suoi (noi) exallievi: buoni
cristiani e onesti cittadini.
Don Giovanni Mari, consigliere dell’istituto salesiano di
Sondrio, ha celebrato la Santa
Messa coadiuvato da un altro
salesiano locale, Don Antonio
Codega.
L’omelia incentrata sulla figura e sull’operato di Don Bosco
è stata molto sentita e partecipata. Terminata la funzione
Don Giovanni ha ricordato la
venuta delle spoglie di Don
Bosco in Valtellina con il
programma delle varie presenze e delle funzioni inerenti
che verranno celebrate sia in
collegiata che in S. Rocco.
Ha inoltre ricordato le finalità del convitto salesiano di
Sondrio, in questi ultimi anni
riscoperto anche dai cittadini
di Premana.
Ringraziamo di cuore Maurizio Codega artefice della bella
serata (più di trenta partecipanti).
Mandiamo un caro saluto a
Orazio Codega, per noi un
punto di riferimento inarrivabile di buon cristiano e onesto
cittadino.
Aldo
LA VOCE N. 2 - 2014 - 19
Tre amici ci hanno lasciato:
Pietro Pizzini, Costanzo Giotta,
Carlo Marchesi
T
re amici con cui abbiamo percorso un cammino più o meno lungo
assieme, tre amici cui siamo stati
particolarmente legati, e alle mogli e
ai figli siamo veramente vicini con un
abbraccio fraterno e una preghiera.
PIETRO PIZZINI è stato il nume tute-
lare delle ACLI in Sondrio, ha lanciato
e curato con tanta capacità quella sua
“creatura” ,
portandola a
livelli di lavoro e di attenzione non
consueti.
Qui mi piace
ricordare il
grande sostegno dato ai
nostri lavoratori all’estero,
soprattutto
nella vicina
Svizzera, il
concreto appoggio dato
alla nascita e
allo sviluppo
delle associazioni valtellinesi a St.Moritz, a Coira,a Zurigo, a
Basilea: ne ha fatti di chilometri, col
suo fido maggiolino, sul percorso Sondrio – Svizzera e ritorno.
Mi piace ricordare la sua calorosa amicizia, la sua disponibilità , il suo sorriso
contagioso. Mi piace ricordare la sua
passione e la sua bravura nello scrivere
libri sull’emigrazione. E poi poesie e
testi dialettali, che lo hanno portato
a vincere numerosi premi.E che ora
andrà a leggere ai numerosi amici che
ha ritrovato in cielo.
Di COSTANZO GIOTTA voglio ricordare la frequentazione in Oratorio
e poi quella trentennale al Credito Valtellinese. Un amico di una calma e
una tranquillità uniche, sempre gentile
e disponibile con tutti. Ma soprattutto
voglio ricordare e sottolineare il suo
Felicitazioni E AUGURI
Complimenti vivissimi
a CRISTIAN ed ELEONORA CASSINA
per l’arrivo di GIANLUCA.
E anche ai nonni MARIANO e GABRIELLA,
che lo stanno presentando con legittimo orgoglio
a tutti gli amici….
LA VOCE N. 2 - 2014 - 20
servizio in Curia a Como, gli studi e
le trasferte che lo hanno impegnato per
arrivare a essere Diacono della nostra
Chiesa, un traguardo cui lui teneva
moltissimo, un impegno e un servizio
che poi lui ha svolto con capacità e
dedizione.
Con CARLO MARCHESI ho vissuto gli anni dell’Azione Cattolica con
don Giovanni Maccani,
anni indimenticabili . E poi
le battaglie e
le rivalità
sul campo
di calcio. Un
bel sorriso, i
capelli bianchi molto in
anticipo, un
saluto franco
e sincero ogni
volta che ci si
incontrava, le sue lunghe pedalate in
bicicletta una volta in pensione, la sua
disponibilità a dare una mano quando ne ho avuto bisogno, senza nulla
chiedere.
Tre amici che mancheranno a molti.
Che il Signore li accolga nella Sua casa.
Bruno Locatelli
C
arnevale svolazzante
per l’Asilo Maria Enrichetta Viganò in questa
edizione 2014 del Carnevale
dei Ragazzi - città di Sondrio.
Con grande ironia la nostra
instancabile Suor Maria ha
saputo accogliere l’invito
del Comitato
Carnevale a cimentarsi in una
“edizione animalesca” e ancora una volta
ha saputo stupirci, proponendo
alle insegnanti e ai bimbi della scuola di reinterpretare una
simpatica canzone-filastrocca
dedicata ad un bruco un po’ tanto dispettoso, che sbuca sempre
nel momento piú inopportuno:
“Se giro la polenta... il BRUCO
me l’ha spenta
Se colgo l’insalata... il BRUCO
me l’ha mangiata
Se leggo il giornaletto... il
BRUCO non mi lascia star!”
E così da questa idea sono nati
i simpaticissimi bruchetti con le
rnevale
casvolazzante
con i bruchi
di suor Maria
loro amiche farfalle che svolazzando per le strade cittadine, lo
scorso 23 febbraio hanno portato colore, gioia e tanta tanta
voglia di stare insieme in ALLEGRIA così come Don Bosco
ci ha insegnato!
Importantissimo in tutto questo il contributo delle abilità
sartoriali di mamme e nonne,
attraverso la cura che hanno
messo nel cucire
i meravigliosi e
coloratissimi costumi, così come
la fantasia e l’inventiva tecnica
dei papà che si sono dovuti inventare un travestimento pure
per il camion...E il risultato di
tanta dedizione ci testimonia
ancora una volta che insieme
si può fare TANTO e BENE!
Le Figlie di Maria Ausiliatrice
ci hanno fatto vedere che quando bruchi e farfalle restano uniti
da un’intensa amicizia che lega
bambini genitori e maestre, allora ogni giorno la scuola può
esser trasformata in una magia
di gioia ed entusiasmo... Con
lo stesso spirito ci auguriamo
che sempre più possano esserci
spazi e tempi maturi per chi ha
voglia di fare per/con i nostri
bambini e i nostri ragazzi!
Barbara
LA VOCE N. 2 - 2014 - 21
Canonizzazione dei due Papi
Don Giovanni Mari a Roma
con alcuni ragazzi del Convitto
A
lcune semplici impressioni su una giornata
memorabile, quella
di domenica 27 aprile 2014
a Roma.
È stata ormai definita la domenica dei quattro Papi.
È stato commovente vedere
i drappi raffiguranti i volti di
San Giovanni XXIII e di San
Giovanni Paolo II. Volti di uomini coraggiosi che ci hanno
insegnato la misericordia e la
comprensione nella ricerca
della Verità che è Cristo Gesù.
Ripensare a Giovanni, il papa
che ha voluto il Concilio Vaticano II che ha impresso una
svolta epocale nella storia
della chiesa; ripensare a Giovanni Paolo, il papa che ha
contribuito alla fine del blocco comunista, alla difesa dei
diritti dell’uomo, il papa dei
giovani e delle G.M.G., ha ri-
empito il cuore di commozione e di gratitudine al Signore.
Sono stati particolarmente
toccanti altri due momenti:
quando è apparso Benedetto, accolto da un grande applauso, e il momento in cui
Francesco ha abbracciato e
salutato il suo predecessore.
Al di là di tante parole sono
stati i momenti e i gesti significativi che hanno contrassegnato questa giornata: i gesti
e i momenti che hanno caratterizzato i Pontificati dei due
papi canonizzati.
Conserviamo nel cuore il ricordo e l’esempio di questi
uomini coraggiosi perché gli
uomini e le donne del terzo
millennio possano fare tesoro
di questa inestimabile eredità.
don Giovanni
e i ragazzi
zione, spiritualità, fede. Sono
state molte le persone accorse
ad esprimere la loro venerazione a don Bosco. Tutti stanno accogliendo con gioia le
foto che li ritraggono davanti
all’urna in un attimo di contemplazione.
“Che cosa ci lascia l’urna di
don Bosco?” Parecchie persone hanno vissuto questo incontro con un rinnovato slancio
nella vita di fede. Penso che sia
ciò che più avrebbe desiderato
don Bosco.
Da parte mia, una proposta
che rinnovo alla Famiglia salesiana valtellinese, è quella di
tenere fermo un pensiero di riferimento comune: la giornata
del 24 del mese nel ricordo di
Maria Ausiliatrice.
Ovunque ci troviamo in quel
giorno, diciamo un’Ave Maria che ci unisce nel sentire
la presenza del Signore nella
nostra vita.
Un secondo accenno: il Convegno della Famiglia salesiana, che terremo domenica
12 ottobre, sarà il convegno
dell’anno Bicentenario della
nascita di don Bosco (16 agosto 2014-16 agosto 2015).
La preparazione all’incontro,
può essere come spiccare ancora il volo verso l’alto, proprio come hanno saputo fare i
Santi nel tempo e nell’ambiente dove sono vissuti.
La storia della santità non si
ferma, continua oggi anche
con la nostra testimonianza.
D. Franco
Una catena di santità
S.
Rocco, S.Camillo de
Lellis, urna di D.Bosco,
S.Angelo Roncalli,
S.Carlo Woityla, Venerabile
Giuseppe Quadrio, Venerabile
Attilio Giordani, Servo di Dio
D. Carlo Braga.
Nel deserto morale e culturale
del momento presente, nello smarrimento dei valori di
riferimento, il cammino che
stiamo vivendo ci fa incrociare
sorgenti di acqua buona e dissetante: sono i Santi.
Abbiamo ricordato S.Rocco,
col suo amore agli ammalati di peste, abbiamo vissuto
giornate memorabili con la
visita dell’urna di D.Bosco a
S.Rocco, incontriamo due Papi
santi, nella storia recente della
Chiesa; l’anniversario di S. Ca-
LA VOCE N. 2 - 2014 - 22
millo de Lellis ( 400 anni dalla
morte) lo unisce come carisma
al nostro patrono S.Rocco.
Onoriamo tre grandi figure
della Famiglia salesiana: il salesiano cooperatore Venerabile
Attilio Giordani, papà di famiglia, catechista e animatore
all’oratorio, iscritto all’Azione
Cattolica milanese, il sacerdote don Giuseppe Quadrio che
ha gettato semi di santità con
la sua vita, e il salesiano servo di Dio, don Carlo Braga,
missionario in Cina e nelle
Filippine.
E’ una storia mirabile che accompagna la vita della società
e della Chiesa.
Don Bosco è passato tra le nostre case e nella nostra chiesa,
suscitando entusiasmo, emo-
Donato Galetta: dall’oratorio
a Makanissa con 500 bambini...
D
opo oltre tre anni, è
tornato a godersi un
mesetto di vacanza a
Sondrio Donato Galetta, il
missionario salesiano laico
nato a Scarpatetti e cresciuto all’Oratorio San Rocco,
che da molti anni spende la
sua vita in Etiopia, in mezzo
ai ragazzi.
Gli ex allievi, con gli amici
del gruppo “quelli che…
una volta”, hanno voluto
dedicargli una serata in
Oratorio, serata ricca di
ricordi, di amicizia, di condivisione.
Ben 130 le persone presenti.
Ha parlato molto bene Donato, della sua esperienza
con gli oltre 500 bambini
che segue quotidianamente all’oratorio di Makanissa, alla periferia di Addis
Abeba, e che ci ribadisce
nello scritto che ospitiamo
di seguito. Prima però vogliamo ricordare anche la
bella, toccante testimonianza di Ilaria e Chiara sulla
loro esperienza di un mese
in Etiopia, una con Donato
e l’altra con don Mario Robustellini: un’immersione
in una realtà lontana anni
luce dalla nostra, che lascia
il segno in chi la vive con
impegno e disponibilità.
Ecco cosa scrive Donato:
“Ritornare a Sondrio dopo 3
anni è stato per me una grande
gioia.
Una boccata di ossigeno nuovo per poter essere al mio
ritorno in Etiopia testimone
dell’amore del Signore ai poveri e tra i poveri, con i ragazzi di Makanissa.
È stato molto bello incontrare gruppi, persone, amici che
vogliono condividere con noi
Salesiani e Volontari un cammino educativo, e persone che
hanno un cuore generoso.
Non credevo di trovare questa
bellissima accoglienza.
La comunità Salesiana, gli
Exallievi, gli amici del Sidamo e tanta gente comune, hanno avuto per me un’attenzione
particolare. «Grazie di tutto».
Educare è un affare di cuore, diceva don Bosco. Aver
compassione è più che un affare di cuore ed è quello che
mi spinge, mi incoraggia, mi
aiuta nel mio lavoro in Etiopia; e ora anche qui in questo
periodo che sto trascorrendo
in Italia.
Poco tempo, ma abbastanza
per poter ritornare in Africa
con più forza, con più disponibilità sapendo anche di avere alle spalle amici davvero
preziosi.
«Vivere il povero» cioè vivere la sua vita, spogliandomi
dei miei precetti e sicurezze.
Ascoltare, accogliere, aiutarli
a crescere, ed è questo che noi
stiamo facendo coi ragazzi di
Makanissa.
Il nostro centro, il nostro progetto è l’ambiente ideale in
cui vivere e maturare il dono
della propria vita, e offrire
questo servizio sempre più
disinteressato ai nostri ragazzi
più emarginati.
Il modello a cui ci riferiamo è
il primo oratorio di Valdocco
che era:
• una casa che accoglie
• una scuola che educa alla
vita
• un cortile che affratella
• un cuore di Padre e di Madre.
Tutto all’interno di questa famiglia allargata parla di gioia,
entusiasmo, speranza e questi
ragazzi ne rimangono impressionati e conquistati.
Il modo più accessibile per
cercare di farci più vicini a
questi ragazzi, di scoprire i
propri limiti, di constatare
che non ce la possiamo fare
da soli.
Forza che viene dallo stare
insieme, dal mattino alla sera.
Fatica comune, solidarietà,
unione, gioia ci dicono effettivamente quanto siamo veri.
Questi bambini, ragazzi e giovani abbisognano di «esperti
di umanità» essere Padri e
Madri, cioè buoni, capaci di
mettersi nei panni degli altri,
pronti a capire e a perdonare,
capaci di faticare ma col sorriso sulle labbra e disposti a
rispondere alle varie esigenze.
Cari amici di Sondrio, sto tirando le somme di questo momento di passaggio, di questo
mese di marzo.
Un mese ove ho ricevuto tanto, «amicizia, speranza e cuore oratoriano».
Ora desidero ritornare in fretta
in Etiopia per condividere con
i ragazzi una nuova speranza
e per non tradirli nella parola
data un mese fa: ritornerò!
Arrivederci penso fra due anni
e nel frattempo un carissimo
saluto
Donato
LA VOCE N. 2 - 2014 - 23
Cresima 2014 in Collegiata
dei ragazzi di San Rocco
Photo Service
Con il Coro Monti Verdi
Verso don Bosco a suon di musica
Eccellente esibizione
del Coro Monti Verdi
di Tirano nella chiesa
di San Rocco ai primi
di febbraio . Già il
titolo “Verso don Bosco
a suon di musica”
indica la finalità della
serata: un incontro
preparatorio all’arrivo
dell’urna, a suon di
canti eseguiti da un
coro tra i migliori
non solo sul nostro
territorio.
Una serata ben spesa,
e molto apprezzata
dagli intervenuti.
LA VOCE N. 2 - 2014 - 24
Nella chiesa di San Rocco in ricordo di don Braga
Splendida esibizione
della Corale di Ponte...
S
abato 11 gennaio, alla
sera, presso la Chiesa di
San Rocco a Sondrio si è
tenuto un concerto di banda e
di coro per ricordare il sacerdote valtellinese Don Carlo
Braga.
Don Carlo Braga era nato a
Tirano, studiò presso il collegio salesiano di Sondrio e
successivamente entrò nella
congregazione salesiana diventando sacerdote nel 1914.
Nel 1918 partecipò alla seconda spedizione missionaria dei
salesiani in Cina.
Per le sue doti straordinarie di
sacerdote e di missionario, a
Manila si è aperta la causa per
la Sua beatificazione.
Perché abbiamo voluto ricordare Don Braga con un concerto di banda e di coro?
Perché oltre ad essere stato
sacerdote era anche maestro
di banda, maestro di coro e
suonatore.
In Cina ha evangelizzato
sfruttando anche queste sue
doti musicali, famosa è la banda costituita a Shiuchow, con offerte provenienti dalla Valtellina, che chiamò in
onore della sua terra: BANDA
VALTELLINA.
La serata rientra nell’ambito
delle iniziative degli ex allievi
di Sondrio che hanno l’obiettivo di fare conoscere le santità salesiane valtellinesi: don
Braga, don Quadrio, ecc.
La serata è stata animata dalla
Banda di Fusine diretta dal
Maestro Ermanno Moltoni
che ha presentato un ricco
...e della Banda di Fusine
repertorio con composizioni di Giuseppe Verdi, mentre la
corale San Maurizio di Ponte
in Valtellina diretta dal maestro Massimiliano Moltoni
ha presentato un repertorio di
brani di musica sacra, che
spaziavano dal canto gregoriano alle musiche del ’500
e ’600, riprendendo brani di
Bach Mozart e Beethoven e
di autori contemporanei.
La conclusione del concerto
è stata una sorpresa per tutti,
infatti il coro e la banda hanno cantato e suonato assieme
l’inno di Don Bosco GIU’
DAI COLLI in onore di Don
Braga e di tutti i salesiani.
L’iniziativa è stata molto apprezzata dal pubblico presente
e visto la professionalità dei
due sodalizi, in occasione dell’arrivo dell’urna di Don
Bosco a Sondrio sono stati
invitati ad animare l’evento.
Infatti la banda ha sfilato suonando durante la processione
mentre la corale ha accolto
l’urna di Don Bosco e cantato
nella Chiesa di San Rocco.
Pierangelo
LA VOCE N. 2 - 2014 - 25
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Vita salesiana
La testimonianza dei figli nell’incontro a Sondrio
Attilio Giordani: una vita normale
ricca di umanità e di santità
I
l ritiro della famiglia salesiana è stata l’occasione
per conoscere la figura del
venerabile Attilio Giordani.
La testimonianza dei figli e
di coloro che lo hanno personalmente conosciuto, hanno
infatti messo in luce il carisma di quest’uomo semplice,
al servizio della salvezza delle anime secondo il carisma
salesiano.
Il tutto è stato preceduto da
un bel cortometraggio, che
ripercorrendo le tappe della
vita di Attilio, ha permesso di toccare con mano la sua
semplice santità.
Un uomo comune con i piedi
ben piantati per terra e gli
occhi rivolti verso il cielo.
Non ha fatto miracoli, non ha
fondato ordini religiosi, non
è stato martirizzato.
Un uomo comune per l’appunto: un lavoratore, un
padre di famiglia, un cooperatore salesiano, con una
forte passione educativa che
ha esercitato nell’oratorio
S.Agostino di Milano e poi,
sul finire dell’esistenza, in
terra di missione. Un uomo
zelante, ma creativo, semplice ma profondo, umile e
ricco di umanità.
Un modello dunque per
chiunque conduce una vita
normale, alternata da lavoro,
famiglia ed impegno per il
prossimo.
La sua vita ci insegna che
santità non è fare cose straordinarie, ma fare straordinariamente le bene le cose
ordinarie, consumandosi per
il prossimo senza misura ed
ancora testimoniare in ogni
contesto la gioia che sgorga
dall’incontro con Cristo.
Una testimonianza però che
non è frutto di parole, ma di
vita vissuta fino in fondo,
con coerenza al Vangelo.
“Il Vangelo non è materia
di cultura, non è cultura del
sapere … è parola da vivere
… non si può predicare senza viverlo”.
Un uomo comune, dunque,
ma con una fede fuori dal
comune.
Le sue ultime parole rivolgendosi al figlio sono state
“continua tu …”. Un’esortazione che vale anche per noi.
Continuiamo anche noi, ciascuno nel proprio ambito, il
compito primario di essere
testimoni fedeli e gioiosi del
Vangelo.
D.T.
SOSTIENI “LA VOCE DI DON BOSCO“
Invitiamo tutti gli amici ex allievi a sostenere la
diffusione de “La voce di don Bosco”e lo svolgimento delle varie attività, sottoscrivendo la quota
annua di iscrizione all’Unione ex allievi di 25 euro.
Si può versare:
• presso la Segreteria in Sondrio
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Terzo incontro Genitori e Figli: istruzioni per l’uso
Educare nel tempo di Internet:
ce ne parla don Valter Rossi
V
enerdì 17 Gennaio: al
pomeriggio con i ragazzi e alla sera con gli
adulti nell’Oratorio Salesiano di San Rocco Don Valter
Rossi, Direttore della rivista
per ragazzi “Mondo Erre” e
di “Dimensioni Nuove” per i
giovani, ha incontrato la città
di Sondrio.
In maniera efficace ed effervescente ha proposto alcune
riflessioni di carattere educativo sulle tematiche tanto di
moda oggi: educare in tempo
di internet. Come educare in
questo contesto inedito per
tanti “adulti analogici” (leggi: genitori e nonni), che di
fronte a figli e nipoti si sentono di gran lunga scavalcati
nella conoscenza e nell’uso di
telefonini, smartfone, computer…, che messaggiano, che
twittano, che hanno il profilo
su facebook, che navigano in
rete… Agli occhi dei ragazzi
dobbiamo proprio sembrare
dei trogloditi che escono dalle
caverne! I ragazzi e giovani di
oggi vengono chiamati i “nativi digitali”. E’ naturale che
tra nativi analogici e nativi digitali nascano contrapposizioni, tensioni, incomprensioni,
perplessità; ma anche possono
svilupparsi occasioni nuove di
avvicinamento generazionale
e di comunicazioni originali.
Se nel passato giocare con i
figli significava perdere tempo
con loro nel gioco del pallone
o dei cow-boys, oggi significa entrare nel loro mondo
attraverso i nuovi media, pane
quotidiano per le nuove generazioni.
Alcune convinzioni ha ribadito con forza Don Valter. La prima: il mondo digitale
fa parte integrale della vita
del ragazzo di questo nostro
tempo. Non possiamo far finta
che non esista, che il mondo
virtuale sia la irrealtà, la mancanza di veridicità e quello
analogico, degli adulti, sia il
mondo reale. Non è sopprimendo l’una o l’altra delle
parti in gioco che si risolve il
problema.
Una seconda convinzione: necessità del ruolo educativo
dell’adulto. Il bambino e il
ragazzo ci guardano. Il bambino e il ragazzo fanno quello
che vedono fare dall’adulto.
Dinanzi ai figli o ai nipoti non
abbiamo comportamenti neutri. Nella consapevolezza che
se viviamo comportamenti
virtuosi i nostri figli e nipoti
li interiorizzeranno e, al contrario, se manchiamo di buona educazione nei confronti
del creato, delle persone, degli ambienti in cui viviamo
contribuiamo a trasmettere
degrado e mal costume, Don
Valter ha presentato la valenza
educativa dell’accompagnare,
del prendere per mano figli e
nipoti nel vivere la loro esperienza in questo mondo digitale, che per gli adulti è molto
complicato perché sconosciuto e in gran parte inesplorato,
estraneo alla loro esperienza
precedente di vita. Come educatori non possiamo non cercare di acquisire un minimo
di conoscenze e competenze
per poter capire il nuovo linguaggio di comunicazione dei
nostri figli: pena l’esclusione
dal loro mondo e l’insignificanza ai loro occhi di ciò che
noi riteniamo importante per
la loro crescita e la riuscita
della loro educazione.
Il relatore ha poi dato alcuni
consigli pratici di come poter
essere presenti nella vita dei
figli, che vivono immersi in
questo modo di comunicare,
per evitare che i nuovi media
rechino danni irreparabili alla
personalità del ragazzo o della
ragazza e ne compromettano
lo sviluppo equilibrato.
Innanzitutto sapere che ciò
che viene posto su facebook
è “per sempre”; non è più
cancellabile, non è più tuo,
può essere occasione di persecuzione mediatica da parte di
“ciberbulli” o di associazioni
speculative e compromettere,
oltre che la reputazione personale, anche future possibilità
professionali o sociali.
Un secondo consiglio che
Don Valter ha suggerito ai Genitori è stato quello di fare dei
patti educativi con i ragazzi.
Ad esempio: il computer te lo
compero, però insieme leggiamo le norme di sicurezza
(www.sicurinrete) di Google
per impostare insieme le coordinate del tuo profilo, per
difendere la tua privacy, per
non finire in pasto a chiunque… oppure: lo smartfone
sì, però voglio controllare le
ricariche, modalità di connessione, le connessioni che avrai
avuto, fare il contratto per te
che sei minorenne secondo i
nostri criteri…
Infine questo simpatico salesiano che lavora in mezzo ai
ragazzi in oratorio a Torino,
oltre che dedicarsi all’edizione di riviste per ragazzi e
giovani, ha raccomandato ai
Genitori: “Controllate i vostri figli, vigilate su di essi”.
Non sentitevi tranquilli perché
“tanto mio figlio/a è nella sua
stanzetta”. Il pericolo non è
quando il ragazzo/a è per la
strada, ma quando è chiuso
nella propria stanza. E’ chiusa
la porta, ma aperta la finestra
che dà sul mondo intero. Da lì
viene il pericolo…
Don Valter infine ha racchiuso il senso dei suoi numerosi
spunti di riflessione, intervallati anche da interessanti
video e esemplificazioni in
rete, invitando i Genitori a
non demonizzare il mondo di
internet, ma neanche ad assolutizzarlo come fosse l’unico
mondo oggi esistente. Internet
è una possibilità, una occasione nelle nostre mani. Per tutti,
nell’uso di questi strumenti,
vale quella regola d’oro che
troviamo anche nel Vangelo:
“Non fare agli altri quello che
non vuoi sia fatto a te. Fa agli
altri ciò che desideri gli altri
facciano a te”. Come sempre
è l’intelligenza e la libertà
dell’uomo a determinare la
valenza dei mezzi, che in sé
non sono né cattivi né buoni.
Dipende dall’uso che se ne fa.
don Enzo
LA VOCE N. 2 - 2014 - 29
CREVAL
PER LE fAmigLiE
Genitori e Figli: istruzioni per l’uso
Politica italiana e famiglia:
l’attenzione del Parlamento
e della Regione Lombardia
Ne hanno parlato
il sen. Mauro
Del Barba
e il consigliere
regionale
Fabio Pizzul
I
l coraggio di essere, il coraggio di vivere incarnando
nei gesti concreti della vita
quotidiana la propria fede e
ciò che ne consegue, a prescindere dalle circostante in
cui viviamo. Certo è questo il
primo compito delle famiglie
cattoliche oggi, la chiamata
alla testimonianza della «bellezza di essere famiglia», della
bellezza di una vita diversa,
che possa essere esempio e che
possa fare contagio. Ha fatto
bene a ricordarlo Fabio Pizzul,
giornalista e consigliere regionale di lista Pd, classe 1965,
marito e padre di quattro figli,
già presidente dell’Azione cattolica di Milano. Lo scorso 17
marzo Pizzul (e va da sé ricordare suo padre Bruno, che ha
segnato la storia della cronaca
calcistica in Italia...) ha discusso insieme con il senatore Pd
morbegnese Mauro Del Barba del tema Politica italiana
e famiglie: quale attenzione?.
Presentato da Bruno Locatelli,
presidente dell’Unione ex Allievi Salesiani, l’incontro nella
Sala don Vittorio Chiari è stato
organizzato dal Circolo Acli di
Sondrio e dall’Opera salesiana, in collaborazione con le
numerose associazioni che ne
animano le attività educatrici.
La serata ha ribadito il difficilissimo momento storico che
stiamo vivendo, in questo Paese per di più segnato da una
da sinistra:
Bruno Locatelli,
Fabio Pizzul
e Mauro Del Barba.
drammatica denatalità, che si
accompagna al progressivo
invecchiamento della popolazione. Come ben analizzato
da Mauro Del Barba, nato a
Morbegno nel 1970, sposato e
padre di due figli, che è anche
uno dei due attuali segretari
della Commissione Bilancio
del Senato, in Italia non esiste una politica familiare soddisfacente. Nel denunciare
questa carenza, che ci vede
«fanalino di coda in Europa», il senatore ha indicato
una prima via concretamente
possibile di sostegno in campo
fiscale: l’adozione del “Quoziente familiare”, già adottato in Francia, che tassa il reddito
globale della famiglia, tenendo
conto di quante persone vivono di quel reddito. Dal canto
suo, Pizzul ha ricordato le due
sperimentazioni di politica familiare adottate con volontà
bipartisan nella scorsa legislatura dalla Regione Lombardia:
l’introduzione del “Fattore famiglia”, tentativo di declinare
a livello regionale il Quoziente
familiare, e la Legge 23 del
1999, tesa a promuovere, su
bandi progettuali, l’iniziativa
privata dell’associazionismo
familiare. Se nel primo caso
non ci sono ancora dati definitivi per un’analisi piena, l’im-
pressione del consigliere è che
entrambe le sperimentazioni
non siano riuscite, per vari motivi, a realizzare le buone intuizioni su cui si sono fondate. Così, se da un lato è chiara l’urgenza di un governo e
di amministrazioni che sappiano inventare una politica
di sostegno alle famiglie, si
può però supporre, come ha
suggerito Pizzul, che l’orientamento del legislatore e degli
amministratori e, dunque, il
loro scarso interesse, altro non
siano che il riflesso specchiato
della società in cui viviamo,
nella quale di fatto la famiglia
non è un valore fondante o un
tramite propositivo e costruttivo di realtà collettiva. «Anche
nella famiglia, che, tra l’altro,
è il luogo in cui avvengono
il 90 per cento delle violenze
sulla persona, ha prevalso una
mentalità individualistica», ha siglato Pizzul. Una chiusura e un ripiegamento su di
sé, tutt’altro che cristiana, che
certo oggi dovrà fare i conti
con quella chiamata a essere
“Chiesa in uscita” sulla quale
tanto insiste papa Francesco.
Se la crisi delle politiche familiari è, dunque, il riflesso della
sua stessa crisi, la famiglia è
oggi più che mai chiamata a
una sua necessaria evoluzio-
ne, che non può non passare
attraverso il riconoscimento
delle sue fragilità, delle sue debolezze, delle sue mancanze,
quelle stesse che hanno anche
fatto sì che il nucleo familiare sia diventato nella cultura
secolarizzata soprattutto sinonimo di esperienza di vita
negativa, limitativa, riduttiva.
Dall’incontro con Del Barba
e Pizzul, è dunque ancora una
volta risultato chiaro che il
ruolo propulsivo della famiglia cattolica, dentro questa
società in declino, sia innanzitutto quello di essere seme
di trasformazione e rinascita
di uomini e donne e, dunque,
di possibili famiglie, migliori.
Nel corso della serata, si è anche discusso di un altro tema
oggi alla luce della ribalta: la
regolamentazione delle unioni
civili tra persone dello stesso
sesso. Mauro Del Barba, infatti, è tra i ventidue senatori del Partito Democratico al
Senato che hanno presentato
un nuovo disegno di legge
dal titolo “Regolamentazione
delle unioni civili tra persone
dello stesso sesso”, tentativo
di trovare una necessaria via
di mediazione tra le decine di
proposte emerse in un Parlamento chiaramente favorevole, nella sua maggioranza, a
definire una soluzione legislativa. Questo disegno di legge non modifica la disciplina
giuridica del matrimonio, né
influisce in alcun modo sulla
condizione giuridica dei figli o
sulla disciplina delle adozioni
dei minori, ma risponde alla
necessità di regolamentare la
richiesta di garanzie giuridiche
delle coppie omosessuali. E
questo non rappresenta «una
minaccia alla famiglia».
Milly Gualteroni
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Convitto
Riprodotta con bravura
dai ragazzi del Convitto
la casa natale di don Bosco
“L’
8 febbraio 1817, tre
mesi prima di morire, Francesco Luigi
Bosco, padre di Giovanni,
aveva comprato per 100 lire
(il prezzo di un bue) una misera casetta rivolta a nord nella frazione Becchi di Castel
Nuovo d’Asti”.
Le semplici mura che hanno
accolto la prima infanzia di
Giovannino Bosco parlano ed
hanno ancora molto da insegnarci. Ci raccontano anzitutto di quella povertà materiale
che lasciava spazio ad una
enorme ricchezza umana e
spirituale. Mamma Margherita condivideva spesso il poco
che possedevano con la gente
della frazione, mai negava un
pezzo di pane, un po’ di olio e
di vino ai più bisognosi.
In questa casa Giovannino imparava le piccole cose
quotidiane che costruiscono
la grandezza della vita, piccoli gesti nascosti di onestà,
di rispetto, di amore familiare,
lavoro e preghiera che diventano poi capisaldi di scelte di
vita belle, impegnative e coraggiose. Da questo piccolo
focolare si sono accesi fino
ad oggi centinaia e centinaia
di grandi focolari che rappre-
sentano la grande famiglia salesiana ormai sparsa in tutto
il mondo.
Qui mamma Margherita preparava Giovannino alla prima
Santa Comunione. Dalle poche semplici e povere parole
di una mamma certamente
poco colta ma ricca di fede si
è scatenato un potente “vortice” di spiritualità.
Nella stanza da letto al piano
superiore Giovannino Bosco
ha fatto il famoso “sogno dei
9 anni” che segnò tutta la sua
vita. Sì, questa casa ha inse-
gnato a Giovanni che bisogna
sempre credere ai sogni, anche quando non si capiscono
del tutto, anche quando sembrano impossibili ed irrealizzabili.
Il bellissimo modellino che
rappresenta fedelmente nelle
misure e nell’estetica la “casetta di Don Bosco” è stato
realizzato in due “ondate” di
lavoro. Questa Casa è nata
dall’idea di alcuni giovani
(adesso) exallievi del Convitto frequentanti la scuola
edile e proseguita poi durante
quest’anno scolastico da un
gruppo di studenti di diversi
indirizzi scolastici. La competenza, la passione e l’abilità
pratica di questi giovani lavoratori hanno reso ancora più
significativo il grande evento
del passaggio dell’Urna di
Don Bosco a Sondrio portando a compimento questo
semplice e meraviglioso segno alle porte del 2015, anno
in cui ricorre il bicentenario
della nascita di Don Bosco,
proprio ai Becchi di Castel
Nuovo d’Asti.
Una storia che continua, con
la stessa grinta e lo stesso
entusiasmo, la stessa passione; exallievi che passano il
“testimone” ai nuovi allievi
del convitto salesiano, per costruire ancora questa casa che
non è fatta di muri ma di cuori, una casa dove ci si sente
amati, stimati ed incoraggiati,
una casa che ci fa camminare
come famiglia e che ci ricorda, come ha fatto Don Bosco,
che è bello e vale proprio la
pena continuare a sognare alla
grande.
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Vita salesiana
Pellegrinaggio a Treviglio e alla Madonna di Caravaggio
Ex allievi in preghiera
sulla tomba di don Chiari
Un bel gruppo di ex allievi si
è recato ai primi di aprile a
Treviglio, per una preghiera e
un ricordo sulla tomba di don
Vittorio Chiari.
Guidato con la solita bravura
da don Achille,il gruppo ha
sostato a lungo in preghiera
davanti all’immagine sorridente
di don Vittorio , per poi recarsi
presso l’Istituto salesiano di
Treviglio , attesi da don Virginio
Ferrari, per la celebrazione
della S.Messa nell’accogliente
chiesetta di San Carlo.
A seguire, dopo il pranzo,
visita alla basilica di Maria
Ausiliatrice a Caravaggio. Una
giornata veramente spesa bene.
LA VOCE N. 2 - 2014 - 35
I N C E N T I V I
F I S C A L I
2 0 1 4
Un sogno DI CAsA
Costruire la casa dei propri sogni, ammodernare vecchi appartamenti, ridare vita a
spazi ormai anonimi: sono desideri che tutti accarezziamo perché la casa è sempre al
primo posto per noi. Per lo stretto legame con le radici familiari, per un innato buon
gusto, per un’attenzione ai dettagli che si esaltano nella realizzazione della casa per sé
e per la propria famiglia. Idee e ambizioni che ciascuno di noi riassume nell’immagine
disegnata nella sua mente: la disposizione degli ambienti, la suddivisione degli spazi,
gli arredi e i colori. Ma non è così semplice tradurre sogni e desideri in un progetto,
per questo motivo è opportuno mettersi in mani sicure, quelle di Edil Bi, che da
oltre quarant’anni si occupa di piccole e grandi ristrutturazioni, soprattutto ora,
approfittando degli incentivi fiscali prorogati fino alla fine del 2014.
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Vita missionaria
Il 30 gennaio nelle Filippine con una solenne celebrazione
Aperta l’inchiesta diocesana
della causa di beatificazione
di don Carlo Braga
I
l 30 gennaio nella cattedrale
di San Fernando (Pampanga - Filippine) si è svolta la
solenne cerimonia di apertura
dell’inchiesta diocesana di beatificazione e canonizzazione
del Servo di Dio don Carlo
Braga, missionario salesiano
in Cina e fondatore della presenza salesiana
nelle Filippine.
La solenne
concelebrazione in onore di
Don Bosco, presieduta dall’arcivescovo di
San Fernando,
mons. Aniceto
Paciano, è stata
concelebrata da altri 3 vescovi e oltre 100 sacerdoti salesiani e diocesani. Ha tenuto
l’omelia il card. Joseph Zen,
arcivescovo emerito di Hong
Kong, che ha ricordato come
don Braga fu il padre della
sua vocazione salesiana.
Erano presenti: gli ispettori delle
Filippine, don Eligio Cruz e
don George Militante, e quello della Cina, don Lanfranco Fedrigotti; il Postulatore
Generale, don
Pierluigi Cameroni, e il vice
Postulatore, don
Nestor Impelido; numerosi
membri della
Famiglia Salesiana, tra cui
diversi exallievi che ebbero
in don Braga il
confessore e la
guida spirituale.
Al temine della solenne concelebrazione
si è svolta la prima sessione
dell’inchiesta diocesana con
l’insediamento del tribunale e
il giuramento dei membri che
lo compongono: il vescovo
diocesano, il delegato episcopale, il promotore di giustizia
e i notai.
Carlo Braga, rimasto orfano di madre, venne
affidato alle Figlie di Maria
Ausiliatrice di Tirano e poi
ai Salesiani di Sondrio. Con
lo scoppio della prima guerra mondiale venne reclutato
nell’esercito. Fece domanda
di essere inviato in missione
nell’Estremo Oriente. Arri-
vato a Shiu Chow, nel sud
della Cina, fu collaboratore
di Mons. Versiglia, primo
martire salesiano. Nel 1930
divenne Ispettore della Cina,
dando un notevole impulso
allo sviluppo dell’opera missionaria salesiana. Fondò a
Pechino la prima scuola salesiana, realizzando il sogno
di Don Bosco. L’opera salesiana, in netta espansione, fu
drammaticamente interrotta
dal comunismo. Don Braga
volse allora la sua attenzione alle Filippine, dove avviò
la presenza salesiana. Nel
1955 venne eletto Delegato
dell’Ispettore e nel 1958 Visitatore. Profondo ottimismo,
paternità e allegria furono i
tratti salienti di Don Braga,
che dovunque andò promosse un meraviglioso spirito di
famiglia.
Si spense a Bacolor, nelle Filippine, il 3 gennaio 1971.
Venerdì 23 maggio
don Carlo Braga
sarà ricordato a Tirano
con l’intervento di
don Pierluigi Cameroni
Momenti della celebrazione a San Fernando (Filippine).
LA VOCE N. 2 - 2014 - 37
Ancora un disastro alle Solomone:
diamo una mano a mons. Luciano!
Ci scrive mons.
Luciano Capelli,
vescovo di Gizo,
nelle Isole Solomone
N
el giro di un mese abbiamo avuto due forti
cicloni monsonici, ma
questo secondo è straordinariamente lungo e le piogge incontenibili specialmente nella
capitale Honiara e nell’Isola
di Guadalcanal.
Le poche notizie locali che
abbiamo ricevuto dall’arcivescovo di Honiara e dalle suore
di Tetere illustrano la situazione e la gravita del momento.
1. L’ a m b u l a n z a d o n a t a
dall’ambasciatore Italiano
a Canberra e’ stata travolta
mentre cercava di salvare
varie famiglie. Miracolosamente nessuno e’ morto ma
l’ambulanza e’ irrecuperabile e totalmente fuori uso.
2. La parrocchia di Tetere
è totalmente sommersa
nell’acqua. Si salvano ancora l’Ospedale, la residen-
za delle suore e la scuola,
grazie al geometra Franco
e alle migliaia di trattori di
ghiaia che i nostri volontari
hanno usato per alzare il
livello.
3. Vari ponti sono stati letteralmente spazzati via. Tetere e’ ancora tagliata fuori
dai soccorsi.
4. A Honiara le cose sono
ancora peggiori. Il ponte
che collega Holy cross a
Chinatown e’ stato spazzato via insieme a varie case
lungo il fiume. Ci sono due
morti accertate.
5. Il ponte principale e’ transitabile solo per una macchina alla volta: le basi del
ponte stanno cedendo.
6. Nel seminario e centro pastorale l’allagamento arriva ad un metro di altezza. I
seminaristi sono sull’unica
struttura al secondo piano. La biblioteca è stata
raggiunta dall’acqua. È
allarmante ricevere una
telefonata a notte fonda a
350 Km di distanza e non
poter intervenire
7. La cattedrale e la collina
di Holy Cross ad Honiara
sono piene di rifugiati.
8. A Gizo e Malaita le cose
sono piu’ calme ma l’acqua e’ abbondante, manca
la corrente e si vive nella
paura.
9. Sandro, Alba e Franco sono
riusciti a partire nel primo
pomeriggio anche se da
Tetere a Honiara era “tut-
to allagato”, ora anche la
pista internazionale è per
il momento chiusa.
La buona notizia è che dopo
due settimane di siccita’ ora
possiamo fare la doccia senza
problemi...ma pensando a chi
soffre e muore passa la voglia
anche di fare la doccia...
Stiamo vivendo un vero momento di via crucis!
Stateci vicini e, se potete, dateci anche una mano.
don Luciano
Eventuali offerte possono essere inviate a don Luciano per il tramite dell’Associazione Progetto salute
Solomon, che, essendo una onlus, consente anche la
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Foto Paolo Rossi
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