per gli amici ed ex allievi dell’Istituto e dell’Oratorio Salesiano di Sondrio Rivista periodica - Anno XXVIII - n. 2 - maggio 2014 - Poste Italiane S.p.A. Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Sondrio 13-14 febbraio 2014 urna di don BOSCO a Sondrio in Collegiata e a San Rocco Sommario Fotoservizio Urna di don Bosco a Sondrio in Collegiata e a San Rocco 13-14 febbraio 2014 4-13 Le pagine dei giornali locali 14-15 Il Vescovo Diego a Sondrio 17 Nuovo Rettor Maggiore 19 Tre amici ci hanno lasciato 20 Carnevale svolazzante 21 Don Giovanni a Roma con i ragazzi del Convitto 22 Una catena di santità 22 Donato Galetta a San Rocco 23 Cresimati 2014 24 Esibizione Corale di Ponte e Banda di Fusine a San Rocco 25 La testimonianza dei figli di Attilio Giordani 27 Don Valter Rossi: educare nel tempo di internet 29 Politica italiana e famiglia con il sen. Del Barba e Fabio Pizzul 31 I ragazzi del Convitto e la casa natale di don Bosco 33 Ex allievi in preghiera sulla tomba di don Chiari 35 Apertura causa beatificazione don Carlo Braga 37 Ancora un disastro alle Isole Solomone 38 MAGGIO 2014 Periodico dell’Unione ex allievi don Bosco di Sondrio Aut. Trib. N. 307 dell’ 8/6/2000 Istituto Salesiano Piazza S. Rocco - Sondrio Tel. 0342 540611 Fax 0342 540600 Oratorio Tel. 0342 540616 Ex allievi: tel. 0342 540612 C/C postale: 12514238 E-mail: [email protected] [email protected] Responsabile: Bruno Locatelli Redazione: Delfino Gugiatti, Aldo Murgolo, Mario Songini, Salvatore Sgrò, Renzo Tirelli, Guido Visini Foto: Cristina Geromel Tempra, Roberto Bartesaghi, Giorgio De Giorgi, Luca Gianatti, Angelo Sgualdino Stampa: Lito Polaris - Sondrio La Voce di Don Bosco viene spedita gratuitamente a tutti gli Exallievi/e, oratoriani, cooperatori e amici dell’Opera Salesiana di Sondrio Che cosa ci ha lasciato il passaggio dell’urna di Don Bosco a Sondrio I di don Enzo Dei Cas l 13 e 14 Febbraio l’urna di Don Bosco, contenente l’insigne reliquia del braccio e della mano destra, è arrivata a Sondrio, nella Chiesa Collegiata prima e in San Rocco poi, accolta con calore e devozione da tante persone. L’evento si inserisce nella preparazione dei duecento anni della nascita di questo grande e simpatico santo dei giovani, il 16 agosto del 2015. In questi ultimi anni l’urna di Don Bosco ha toccato ben 132 nazioni nei cinque continenti, suscitando ovunque entusiasmo e convocando masse di persone. Il nostro Rettor Maggiore don Pascual Chavèz ha avuto questa intuizione, la peregrinazione dell’urna, che inizialmente ci ha lasciati un po’ perplessi, ma che i fatti poi ci hanno convinto a sostenere calorosamente. Queste manifestazioni non vogliono essere né nostalgia del passato, né trionfalismo del presente, ma memoria storica di un carisma educativo-pastorale suscitato dallo Spirito Santo nella sua Chiesa, per il bene di tutto il mondo, che ha ancora tanto da dire oggi. Un grazie di cuore, come comunità salesiana, sentiamo il dovere di esprimere a quanti hanno lavorato con generosità perché tutto riuscisse per il meglio: ai sacerdoti della parrocchia, all’amministrazione comunale e provinciale, ai gruppi di volontariato, a quelli della famiglia salesiana: cooperatori, ex-allievi/e, manutentori, animatori di oratorio, coro giovanile…, agli altri, quali gli Alpini, la Protezione Civile, la Croce Rossa. Il nostro grazie vuole trasformarsi in impegno educativo rinnovato a favore di questa Città e di questa Valle nel curare l’Oratorio, con le sue attività e i suoi cammini alla fede, la Rettoria della Chiesa di San Rocco, la Scuola d’Infanzia “M. Enrichetta Viganò”, animata dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, il Convitto Don Bosco per studenti delle Superiori provenienti dall’Alta Valle e dalla Valchiavenna. Alcune convinzioni si sono ulteriormente radicate in me, vivendo questi meravigliosi giorni di presenza dell’urna di Don Bosco. La prima è questa: l’impegno della testimonianza dei valori e della vita cristiana non è un compito riservato solo ad alcuni, ma un dovere di tutti gli adulti nella comunità cristiana. La seconda: se vogliamo rinnovare la Società e la Chiesa dobbiamo mettere i giovani al centro, come ha fatto Don Bosco, con prospettive di lavoro, formazione e famiglia. La terza: i giovani hanno bisogno di molte cose oggi per vivere, ma una sola cosa è necessaria perché siano felici: sapersi e sentirsi amati, sapersi accolti, accompagnati, sapere che gli adulti sono disposti a camminare con loro sulla strada della vita, anche in un mutato contesto sociale rispetto ai tempi di Don Bosco. Riaffermiamo il principio: “Con Don Bosco e con i nostri tempi!”. Ci auguriamo che l’onda lunga del ricordo di questi giorni ci aiuti a superare sentimenti e atteggiamenti sfiduciati e pessimisti e infonda nei nostri cuori energia nuova e coraggio per affrontare le nuove sfide educative. LA VOCE N. 2 - 2014 - 3 13-14 febbraio 2014 G iovedì 13 e venerdì 14 febbraio la città di Sondrio è stata “visitata” da San Giovanni Bosco. È stata una “due giorni” ricca di preghiera, di partecipazione, di gioia, di condivisione, di amicizia. Una “due giorni” nel vero stile di don Bosco. Sulla sua urna, in Collegiata e a San Rocco, ha pregato certamente più di un migliaio di persone, provenienti non solo dalla Valtellina. Una partecipazione spontanea, una voglia di “vedere” don Bosco, stare con lui, pregarlo da vicino: bambini, giovani, adulti, anziani, tutti hanno voluto “accarezzare” quell’urna, tutti hanno voluto dire a don Bosco il loro affetto, e tutti quelli – e non sono pochi – cresciuti nell’ambiente salesiano hanno finalmente potuto dirgli “faccia a faccia” il grazie per quanto i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno fatto e fanno nei nostri oratori, nei nostri collegi, nelle nostre chiese. Hanno fatto e fanno per ciascuno di loro. Momenti di preghiera forte. Momenti di preghiera comunitaria. Momenti di preghiera personale, silenziosa. Momenti in cui il “verbo” di don Bosco: “da mihi animas, caetera tolle”, dammi le anime, tieniti pure il resto, è stato recepito come un abbandonarsi a Dio per vivere realmente da onesti cittadini e buoni cristiani, nell’autentico spirito salesiano. Ha lasciato il segno, questa visita, ne siamo sicuri. E i frutti si vedranno nei mesi, negli anni a venire. Bruno Locatelli LA VOCE N. 2 - 2014 - 4 LA VOCE N. 2 - 2014 - 4 urna di don in Collegiata Foto Luca Gianatti e Photo Service Srl BOSCO a Sondrio e a San Rocco L’attesa e l’arrivo dell’urna a Sondrio, in Piazza Campello accolta dall’Arciprete, dal direttore dei Salesiani, dalle Autorità cittadine, dai ragazzi della Scuola Materna e dell’Oratorio, e da un folto numero di persone. LA VOCE N. 2 - 2014 - 5 13-14 febbraio 2014 Il saluto di don Enzo sul palco, e poi il trasferimento in chiesa. LA VOCE N. 2 - 2014 - 6 LA VOCE N. 2 - 2014 - 6 urna di don BOSCO a Sondrio La mostra allestita sempre in Piazza Campello dai Cooperatori salesiani per illustrare la vita e le molte iniziative di don Bosco. LA VOCE N. 2 - 2014 - 7 13-14 febbraio 2014 LA VOCE N. 2 - 2014 - 8 LA VOCE N. 2 - 2014 - 8 urna di don BOSCO a Sondrio I cooperatori. I sacerdoti salesiani. Le Figlie di Maria Ausiliatrice. Ex allievi ed ex allieve. LA VOCE N. 2 - 2014 - 9 13-14 febbraio 2014 L’urna di don Bosco lascia la Collegiata per essere trasferita a San Rocco. Un cenno speciale a Teleunica, che ha coperto con grande professionalità l’evento, e alla sua bravissima redattrice Chiara Tornadù (qui intervista don Emanuele Corti, responsabile pastorale giovanile della Diocesi). LA VOCE N. 2 - 2014 - 10 LA VOCE N. 2 - 2014 - 10 urna di don BOSCO a Sondrio L’attesa, l’arrivo e la visitazione dell’urna a San Rocco. CD E FOTO URNA DON BOSCO Chi fosse interessato ad avere il CD dei due giorni di presenza di don Bosco in Valtellina, (quello trasmesso su Teleunica, per intenderci) lo può richiedere a Salvatore Sgro (Segreteria ex allievi) al costo di realizzazione di euro 5. Chi fosse interessato alle foto, le può richiedere a Photo Service nel negozio presso l’Iperal di Castione. LA VOCE N. 2 - 2014 - 11 13-14 febbraio 2014 LA VOCE N. 2 - 2014 - 12 LA VOCE N. 2 - 2014 - 12 urna di don BOSCO a Sondrio La corale San Maurizio di Ponte accoglie l’arrivo dell’urna. La chiesa di San Rocco è rimasta aperta tutta la notte, con i giovani che a turno hanno vegliato in preghiera. LA VOCE N. 2 - 2014 - 13 17 LA PROVINCIA RAIO SABATO 15 FEBB 2014 ttà fa tappa in ci gio Il pellegrinag Il giro del mondo nto dell’urna del sa 18 rio per la Chiesa Dono e carisma sottolineato ieri monsignor Vale «Don Bosco hadono e carisma non soltanto esa Modenesi è un salesiana, ma per tutta la Chi ggio» per la comunità pio puà attingere forza e cora che dal suo esem erva Lamanoècons pregareperloro. si tro Gio e sigillato che dell’urna di San ta in un contenitor Il pellegrinaggio ,nel occo (To ezzadelcuore iniziato a Vald varacchiuso,all’alt vanni Bosco è fede riproduzione . L’urna contiene una è 2009 e che a, april lastatu ica rino) il 25 la che ato nella Basil ospit le del santo, quel a igina destr o le all’or la man oli o. vato innumerev liatrice a Torin solle Ausi a ha o Mari di don Bosc ulli e dire i suoi fanci volte per bene ua hiusa nella stat La reliquia racc 13-14 febbraio 2014 Il pellegrinaggio osco» B n o d i d a t i v la «Un esempio L’importanza della reliquia Un’occasione concreta per ripercorrere la vita del Santo emita di fedeli » lla Collegiata gr in una chiesa de e fiducia nel nuovo che avanza i es en od M io monsignor Valer e dobbiamo imparare ad aver di le ro pa le a ch ti dico Ieri mattin atori e insegnan «A genitori, educ In città l’urna con la reliquia della mano destra Il sindaco: «Gli dobbiamo eterna gratitudine» MAURO DE SANCTIS A fare gli onori di casa c’erano il Prefetto Carmelo Casabona, il vicepresidente della Provincia Costantino Tornadù e il sindaco di Son drio Alcide Molteni; oltre, na turale, al direttore dei Salesiani valtellinesi don Enzo Dei Cas e a una nutrita rappresentanza di divise dei colori più diversi dai Carabinieri alla Protezio ne civile, dalla Croce rossa agli Alpini : eppure quando l’urna con statua e reliquia della mano destra di don Bosco è arrivata (puntualissima, ieri alle 12.30) in piazza Campello a Sondrio, i veri destinatari della visita del Santo che ha dedicato la vita all’accoglienza e all’educazione dei giovani (dei più poveri fra questi) erano proprio i più pic coli, gli adolescenti, i bambini. n Rocco Dopo la veglia a Sa rma Pa r pe e L’urna part «Il sacerdote dei ragazzi» E certo loro non mancavano: parecchi i palloncini portati in piazza dai ragazzi dei diversi gruppi giovanili salesiani pro vinciali, a dare inizio alla due giorni di tappa valtellinese (l’unica nella diocesi di Como) a a Nuova Olonio m am gr ro p i or fu Tappa era don Guanella p l’O al le ia ec sp Un saluto a Nuova L’arrivo dell’urna La veglia not Questa ser turna all’urna dela nella chiesa di San la chiesa rimsanto e a partire dalRocco la preghiera dav le 23 la veg anti quando la perarrà aperta al pubblic lia dei giovan egrinazione o i: proseguiràfino al mattino, alla volta di Parma SONDRIO Nella lett era di san Filippesi Paolo ai l’esortazi one che riassume nel diato il clim modo più imme ieri durant a che si è respirato e Fedeli racc la cer imonia di benedizio olti in pre ne ghjera dav anti a don giata a Son tenuta in Colle Bosco dri to a don Bos o per il benvenu assume pro co; esortazione che definita se fondità ancora più Vangelo di combinata con il diventerete Matteo (“Se non bino, non come questo bam ent dei Cieli”) rerete nel regno : andare lon non è necessario l’ispirazionetano, per trovare re l’intera sulla quale fonda “passione” va; basta dar educati stessi destin e un’occhiata agli ne: i più gio atari di quell’azio diventare vani, i bambini. E come loro: «L’ pio di don Bosco è que esem Tensostrut santo, ma tura in piaz llo za Campell anche di un di un o per racc del quale amico ontare la in vita del San ciamo me questi giorni fac sondriese per il lor to moria per o saluto al santo – già Tanti i picc ric quanto sia oli presen ti ieri FOTO radicale la ordare no e alm dalle 6.30 del matti adolescenti e giovan GIANATTI di crescere bellezza eno fino alle 21 di mare la celebrazione i ad ani i dell’arcipret ragazzi le parole questa sera: se difatti ini che dar zio alla fiac colata con à co Zubia e di Sondrio Mar visita in programma alle 10 la quale, in la ni ser sar Il pellegrinag però, signific ; fare memoria, la dei gruppi di adulti à quel accompag ata, don Bosco sar gio, partito à da Valdocco (Torino) il al futuro: è a anche rivolgersi organizzati dalla com e anziani trascorre nato a San Rocco per 25 aprile Rettor Ma pro 2009 e giun Italia per la ggiore Don ra che ci inv prio la sua figu lesiana sondriese, unità sa tenza alla re (prima della par to in fase conclus Chàvez Vill alle 11.30 Pascual oglia a rec cerimonia volta di Par iva, è specia a nueva, per le. Il fine nel upe di tim ma pre l’ac rar del viaggio ) a ghi cog l’ul e, not pre era strada alle lier parare la te in Valtell è unire stor celebrazion culture, mo piccoli, una e e formare i più vedrà presente il ves che non ina ie, De . i del bicente di di sentire dic nario dell ata ai ragazz a nascita del diversi, per festeggiare va” forte» “passione educati Como Diego Colett covo di ta a tut i ma aper santo piem i duecento tese, che ti . Almeno on anni dalla si svolger scita di Gio quanto la mente atteso per la i, inizial sac erd la veglia che terrà passione di na anno nel vanni Bos ote di Ca cel La prima il 2015. co. Il pellegr tappa è stat naggio dell talvolta, soncui solo i bambini, ne ma fermato da pro ebrazio d’Asti in ste i a il Lazio, ’urna, che stata por compagnia lnu ovo salute che ble o poi è contiene la tata in Pat no destra lo costringer mi di giovani (e dei “suoi” Così, anc capaci. ma agonia, Cile del santo gentina, rin chi ora ann (qu , unc unq Ar un giorno ella che don Brasile e o Bosco ha permanen altri Pae sollevato di sferta iare all’annunciata a tecipare alla pre ue voglia par l’America za si e del inn fes tra na) Latina, Mes sondriese umerevol volte per ta attorno all’urna di fino all’alb ghiera nottur i benedire sico e Mes merica, Asi don Bosco Nel pomeri . i suoi fan oa a. Perché pos pregare per a, Africa e rimarrà , la quale ciulli e no con ggio, allora, poi è torn loro), è stat in Europa in ata sa gazzi tinuare ad essere sa o voluto dal a maggio “mercè” dei Collegiata alla ranno i Vicariati del 2012, per i ra a esemplifi guire la “pe la prose regrinatio” car – che già moltissimi giovani cia e della Val Pos provin propria in Italia. ier passione (e e con la chiavo e i per l’inter i hanno affollato gruppi organizzati capacità di “rallegrar a giornata a la chiesa l’ultima visita all’urn portare di un san si”) l’insegnament o to che è sta della messa a prima to in davvero delle 20: pro gra prio den do di accoglierli. Ren dosi simile a loro. n M.D es. LA VOCE N. 2 - 2014 - 14 LA VOCE N. 2 - 2014 - 14 «Il suo esempio» E se il richiamo di Dei Cas al l’opera ultracentenaria svolta in Valtellina dalla comunità Sa lesiana (dal 1897 in grado di crescere molte figure di rilievo per la realtà non solo religiosa della provincia) è stato ripreso dallo stesso sindaco Molteni, il primo cittadino ha ribadito co Messe, canti e riflessioni. Toccante la fiaccolata di ve I giovani dell’oratorio a turno hanno vegliato la reliqu 19 Preghiere, e veglia a Safiaccolata n Rocco Il pellegrin aggio L’urna di San GiovanniBoscopesa570 chili ed è lunga 2,50 metri, larga 0,90 e alta 1,45 metri. Il carrello che la tra sporta pesa ben 280 chili e altri 450 chili pesa la cassa su cui appoggia da ferma, per un peso totale di 1.300 chi logrammi. Intorno alla teca, oltre alle date del bicentenario, è stato inciso il mottodelfondatore:“Damihianimas, cetera tolle”, ovvero “Concedimi (di salvare) le loro anime, e prendi pure tutto il resto”. La mano destra di San Giovanni Bosco è conservata in un contenitore sigillato che si trova nella statua, all’altezza del cuore. La statua è una riproduzione fedele all’origina le, che si trova nella Basilica di Maria Ausiliatrice, a Torino. Il corpo è opera dello scultore Gabriele Garbolino. Il visoèstatoottenutodallostessocalco effettuato da Benvenuto Cellini all’in domani della morte di Don Bosco. Sondrio accende la n Olonio ALBERTO GIANOLI Un lungo cammino per preparar al bicentenarsi io “Concedimi di salvare le loro anime” del tour mondiale che da anni impegna la reliquia in prepara zione al bicentenario della na scita del prete di Castelnuovo d’Asti che si celebrerà nel 2015. «Don Bosco è stato il sacer dote dei giovani il primo pen siero di Enzo Dei Cas durante il saluto all’urna , la sua opera è stata fondamentale, in un pe riodo delicato come quello di fine Ottocento, per la costru zione di una coscienza civile e la formazione di una via educa tiva dedicata alla crescita di “onesti cittadini, e buoni cri stiani”. La sua presenza qui ci ricorda la necessità di conti nuare a fornire ai ragazzi mo delli positivi e orizzonti di valo ri per cui valga la pena impe gnare la propria vita». DOMENICA 16 FEBBRAIO 2014 BRAIO 2014 “Ve lo ripe to di nuovo: legratevi!”. ral L’urna LA PROVINCIA ERDÌ 14 FEB Le visite in Questa ma Collegiata la visita perttina dopo le messe del ci sarà un moadulti e anziani, a parle 7,15 e delle 9 è previs messa anima mento di preghiera. tire dalle ore 10. Alle ta 11,30 Alle ta dai ragazz i e poi la fia 20 in programma una ccolata fino a San Rocco Perché una reliquia è così importan te? È spiegato chiaramente in uno de gli opuscoli che sono stati distribuiti in città occasione del pellegrinaggio dell’Urna di San Giovanni Bosco. «Nel corso della storia si legge a questo Che entusiasmo per don Bosco Giovani in festa ae attingere forz possa trarre e San RANA dall’esempio del GIUSEPPE MAIO anni coraggio La vita di San Giov pio to». a, che hier esem preg un di re Il momento o Bosco deve esse quanto ancora avrebbe dovuto essere celebrat tti, importante, in or Diego Cole non soltanto per molto attuale, e per gli adulti, da monsign diocesi di Como, a i giovani, ma anch educatori e Vescovo dell di salu ivi mot per gli soprattutto per to il messag assente però re della Lette ques te, ha visto le lettu tolo ai Ro gli insegnanti: o apos nte del momento gio più importa tosi ieri matti ra di San Paol o del Vangelo di bran di preghiera tenu Collegiata di mani, di un i che hanno test ni della na alla chiesa , è Luca e alcu odi autobiogra fino a ieri sera raccontato epis Sondrio dove, a contenente di don Bosco. stata ospitata l’urn Santo pie fici della vita del ra la mano dest e amore» «Tribolazioni montese. te letture don nella chiesa La celebrazione ha riscosso E, proprio da ques i ha tratto pello Modenes di piazza Cam ecipa Valerio per inviare il proprio part di esso to lo stesso succ io ai presen di giovedì, spun sagg ative mes inizi zione delle ha rag ti. quando l’urna ola ae «Quante trib giunto la Valtellinar stile zion suo dovuto sop ha «Il i rigu tra della mos don Bosco, Santo era quello portare dante la vita del do doveva quan o ie tend spec un allestita in di essere creare l’oratorio ha pel no in piazza Cam tti, rdote dalla parte spiegato ilsesace lo: la chiesa, infa lline ; quanta ente era letteralm tto degli ultimi» valte scia ha vissuto FOTO GIANATTI attu ango sopr a della Collegiata gremita non era capi le do mattina alla chies scuo quan delle don Bosco ieri di ragazzi dalla alla reliquia di dalle to neanche I fedeli attorno ito il 25 aprile del capoluogo, ed era preso sa Don Bosco è part , località in supe Chie alle ri occo elementa nte i ha avu così 2009 da Vald no e, dopo la per matto; qua te anche a quante delusion i suoi riori che hanno e vi e e quan incia di Tori o, anche con renz prov Bosc soffe ltare Don asco to ato al Lazio, ha viaggia potuto Eppure MODENESI delusioni. prima tappa in in ogni parte lui, però, ha sper hé o sen DON VALERIO o è giovani: vere, in un cert San perc MONSIGNORE to letteralmente di San Giovanni Bosc o di là di ogni speranza rio nei a, Cile, Ar so, l’esempio mondo: Patagoni, Africa per in Dio e prop che è diventat del cia o. E, a quel fidu o a Bosc i ntat avev , ann dive Asia di Giov voi, genitori gentina, Brasile, opa a maggio ta conoscenza eva nell’amore giovani. Anche noi guidarli in ques del Santo, è perché cred ta, per lui, la tornare in Eur insegnanti e tutti fi poi e ques i a dita ator stat ofon È Chie educ appr alla Dio. più anni fa. arare ad avere ata dai ragazzi or Valerio Mo radice di tutto, scoperta attra dobbiamo imp che avanza». poi, l’ur di due na contiene la mano de la tap sa anim stato monsign i». Collegiata: da lì, iunto, L’ur Si conclude oggi rete di Sondrio. e vie non facil ducia del nuovo ento di pre grina sa della ragg quella con cui denesi, già arcip non casuale, verso anch un esempio llinese della pere o che na di Don Bosco ha fiaccolata stra del Santo, detto moltis ta, Infine, il mom Questo, dunque, ani e me tina pa valte Una scelta, ques o bratosi ieri mat di zione dell’urna di Don Bosc tutta accompagnata da una estiva, Don Bosco ha bene giovani e la tutti, giov è stato ricordat cele da e ra ire com ghie segu che da i” in ta e sugg re visto gio sime volte i “suo ne in giro per sa della Collegia ito e proseguirà il suo viag iungen molto partecipata co. tina, monsignor no giovani, un esempio conc mat chie ieri alla rio prop San azio Roc uto un sent nel mondo) ragg te del salesiano tizzatosi con la vicinanza di la chiesa di San sempre per i sua peregrin ta dal Rettor Mag Sondrio ha viss ma” Italia (e Modenesi è nipo a. o ai giovani, spe voluto “fuori program il mondo, volu i don Pascual Dopo la veglia Giuseppe Qua Bosc Parm i don do le ann rima i è gio rabi sa Giov e enes vene sian sa stes dell’urna li emarginati Valerio Mod Dopo l’arrivo in provincia, giovani, la chie notte per per giore dei sale resenta una lunga cialmente a quel condizioni di quando don tato il “Padre no drio di Vervio. la di in Chavez, rapp nel capoluogo a inattesa sta aperta tutta dopo aver reci che vivevano al bicentenario one dell’urna li a reci vedì à. esortato i fede eduta da una tappdi Valle di mettere l’adorazi e detto, pro preparazione Santo piemon ggio» grande difficolt «Forza e cora ha stro”, ha un’ “Ave Maria”, pre prec i” Santo che, com della nascita del e di Don Bosco ha sottolineato pera “Don Folc del o anch stile all’o alla tare irà Bosc «Lo stata n è cara part brazioni si ter e to «Do nata questa mattina rio Modenesi proseguito don Valerio Mod tese, le cui cele anno. n G. Mai. invocazione mol o di Colorina, ieri la gior e prio Vale ra il don a. ghie rio dopo Parm prop che, di Bosc simo lo di essere dalla sma non sol a San Giovanni to intensa, visto volta della città o dell’urna di ranno il pros è un dono e cari à salesiana, nesi era quel i e spendersi proprio hiera delle tina, è stato mol Il pellegrinaggi unit i ultim dunque, ieri mat l’esempio momento di preg ta una mes cui, tanto per la com sa e si spiega parte degl gini, tenu seguito erano ai mar Chie 11.30, alle 20 si è letteralmente per coloro che ma per tutta la portare la sua senza speranza, quelli che nes fino in fondo. n are così la scelta di della Collegiata suno amava. E bisogna pens urna alla chiesa tutta la Chiesa e l’auspicio è che to mancare don a non ha volu ra presente e par la cui Opera Songini, anco per Bosco, presso e alcuni mesi tecipe nonostante l’età, vo, don Do ri anziano ex allie Torino trascors più te ospi ram a prima della Tappa fuori prog per menico Songini, oggi ’Opera come osservatore. allievi sale una preghier Sondrio dove ex verso eriggio riposo dell Per questo gli citi partenza ospitate le spoglie ma giovedì pom anni Bosco della casa di rius sono Giov Guanella. siani di Sondrio e sosta del sono state oggi don che o, l’urna di Don rdo pre Bosc sace i ex ann brev per una La presenza dell’ oggi ha 94 a ottenere la o di San Giov la Valtellina per che si è fermataDon Guanella che racchiude la man eranno io di te di Traona, me l’urna che ghiera all’Opera che nel lasc il pellegrinagg io. però l’unico lega di destra di don Bosco, a proseguire ai festeggiamenti di Nuova Olon ani ha inclu anni, non è giovedì è stat con l’opera preparazione pomeriggio di sa Il santo dei giov in città di di don Bosco chie a dell ato ntenario. ate va Olonio. accolta sul sagr da un gruppo per il bice ’urna Nuo di dell so nelle sue ferm a a pre inci tapp io prov dove sono La prossima Il santo della Guanella, è di Nuova Olon oco della co tutto il mondo a in provincia di i i, anche la bass di fedeli, dal parr ti della casa del santo saràq. Sondrio, don Luig senti i Salesian i ospi rato nella sua n A.Ac stato infatti ispi a ai sofferen munità e dagl lavoro, tra i quali Parma. Valtellina. a voluta dagli tenz Madonna del La sosta è stat di Sondrio opera di assis don di ne dall’azio siani ex alunni sale desiderio del ti proprio al LA ere PROVIN per rispond CIA VEN fa tappa in città Ventiquattro ore inin terrotte di preghiere, canti, cele brazioni, silenzi, commozione e curiosità hanno segnato l’ultima lunga giornata in città dell’urna con le reliquie di San Giovanni Bosco. Dal mattino di venerdì, quando la Collegiata è stata aperta alle 6,30, fino alle celebrazioni serali e alla notte di veglia, conclusasi ieri mattina con la Messa nella chiesa di San Rocco alle 6, l’urna non è mai rimasta sola. Come è stato fin dall’arrivo in città nella mattina di giovedì, centinaia di persone di tutte le età si sono ac costate al Santo dei giovani e han no partecipato alle celebrazioni programmate. Pellegrini dalla Svizzera Dopo la preghiera, presieduta ve nerdì mattina da monsignor Va lerio Modenesi in rappresentan za del vescovo, assente per motivi di salute, nel pomeriggio sono proseguite le visite dei pellegrini dai diversi vicariati della provin cia. Alla Messa delle ore 18, presie duta da don Stefano D’Aprile, responsabile dell’oratorio San Rocco e animatore instancabile dei diversi appuntamenti attorno all’urna, era presente un folto gruppo di pellegrini dalla Val Po schiavo, guidati dal decano e par roco di Brusio, don Giuseppe Pa ganini. Quest’ultimo, ricordando le proprie origini valtellinesi, ha sottolineato il profondo legame della nostra terra a Don Bosco e alla Società Salesiana da lui fon data, ricordando le figure dei ve nerabili don Giuseppe Quadrio e don Carlo Braga. Infine, don Paganini ha chiesto ai presenti di pregare per la beatificazione della mamma di San Giovanni Bosco, Margherita Occhiena, «vera ispi ratrice del metodo preventivo». Al termine della celebrazione delle 18, i fedeli che defluivano dalla Collegiata si sono incontrati con quanti già si preparavano alle Messa delle ore 20, presieduta dal direttore dell’istituto salesiano della città, don Enzo Dei Cas, e concelebrata dai confratelli sale siani, dagli altri sacerdoti della città e da numerosi altri preti giunti dall’intera provincia con rappresentanze delle proprie co munità. Durante l’omelia, davanti ai fe deli numerosi e assiepati tanto da non riuscire ad allargare le brac cia per la preghiera del “Padre nostro”, don Enzo si è chiesto cosa farebbe oggi Don Bosco davanti ai giovani che «vogliono essere Le messe sono state celebrate a turno da parroci e salesiani felici, ma con una felicità sgancia ta da ogni impegno». Il sacerdote ha offerto la rispo sta, spiegando che «Don Bosco, che voleva far trovare la felicità nella santità, in Dio, oggi farebbe ancora l’educatore. Al suo tempo liberava i ragazzi dalla povertà materiale e dall’ignoranza, oggi li libererebbe dalla schiavitù del consumismo per aiutarli a scopri re che la vita è un dono da non sprecare». Il corteo religioso Conclusa la celebrazione, la pre ghiera è proseguita con la fiacco lata che ha accompagnato l’urna del Santo lungo le vie XXV Aprile, Trieste, Fiume e IV Novembre, per giungere poi nella chiesa di San Rocco. Ad animare il tragitto con bra ni evangelici, scritti della vita di Don Bosco e canzoni, i giovani dell’oratorio salesiano che, giunti all’altezza di Villa Quadrio, hanno invitato i presenti ad alzare gli occhi per ammirare lo spettacolo delle numerose lanterne cinesi che si alzavano in cielo. Nella chiesa di San Rocco gli adulti hanno potuto accostarsi nuovamente all’urna, mentre i giovani, dopo la cena in oratorio, hanno vissuto una veglia di pre ghiera che ha lasciato spazio, dopo la mezzanotte, all’alternarsi silen zioso di alcuni di loro accanto al l’urna fino alle 6.30 quando, al termine della Messa, l’urna ha ri preso la peregrinazione alla volta di Parma. n L’arciprete ringrazia tutti e lancia «I nostri oratori hanno bisogno de La Messa delle ore 20 di venerdì in Collegiata è stata davvero Eucaristia, rendimento di grazie. Non solo a Dio, come in tutte le celebrazioni, ma an che a quanti si sono impegnati per i due giorni intensi in cui la città ha ospitato la peregrina zione mondiale dell’urna di San Giovanni Bosco. Don Enzo Dei Cas, direttore dell’Istituto sale siano di San Rocco, ha voluto elencare «alcuni ringraziamenti doverosi», chiedendo venia per eventuali involontarie dimenti canze. «Un grazie – ha detto – va anzitutto a Don Bosco che è ve nuto nella nostra città e l’abbia mo fatto lavorare molto perché ha raccolto molte preghiere. Un grazie poi a monsignor Zubiani, che ha messo a disposizione senza limiti la chiesa, e agli altri sacerdoti della comunità pasto rale, a quelli della Valle qui pre senti che chiedono il cuore di Don Bosco per educare i giovani loro affidati. E poi un grazie ai volontari di San Rocco, agli Alpi ni, alla Protezione Civile e alla Croce Rossa, all’Amministra zione Comunale e a quella Pro vinciale, entrambe molto dispo nibili alle nostre richieste. Un grazie poi alla stampa, che ha fatto conoscere l’evento». Anche l’arciprete, monsignor Marco Zubiani, ha voluto ag urna di don BOSCO a Sondrio LA PROVINCIA VENERDÌ 14 FEBBRAIO 2014 termine sono stati attribuiti i signifi cati più diversi, a volte confusi con folkloreecredulitàpopolare.Cosìche, quandoseneparla,èfacilerimandare il pensiero a una dimensione di miste ro e magia. Ma basta sostituire l’espressione “spoglie mortali” e il sensosifasubitochiaro:rappresenta no il ricordo e la venerazione di un santo davanti alla cui tomba le prime comunitàsiriunivanoperpregare.Un atto di affetto e di rispetto che piace anche al Concilio Vaticano II. Il pelle grinaggio dell’urna è insomma un’oc casione concreta per ripercorrere la testimonianza di vita di Don Bosco e ispirarsi al suo amore per Dio e per il prossimo». Ampi servizi sui giornali locali 8 SONDRIO Un clima di gi oia ha avvolt o la città per du e giorni MESSA SOLENNE Il nipote di don Don Valerio: «Aveva me «sia proprio l’entusiasmo manifestato oggi dai molti ra gazzi arrivati a salutare il Santo, a esprimere nel modo migliore il sentimento di Sondrio per don Bosco. E la gratitudine che gli dobbiamo per il suo insegna mento di apertura agli altri, di disponibilità a farsi incontro per primi a chi ne ha necessità. Soprattutto ai più piccoli». Attualità del messaggio tan to evidente da non avere quasi bisogno di sottolineatura («L’insegnamento di don Bosco non invecchia mai», le parole pronunciate da Costantino Tornadù); attualità evidente pur nella profonda differenza tra i giorni nostri e quel conte sto di fine Ottocento nel quale operava il sacerdote. Contesto rimasto vivo a lun go, nell’Italia del XX secolo: «Cinquant’anni fa non esisteva il benessere di cui godiamo oggi il commento del prefetto Ca sabona : l’oratorio, allora, era una delle pochissime strutture nelle quali cercare rifugio, per ragazzi e bambini, dalle insidie della strada. E trovare un oriz zonte per crescere». Come sotto lo sguardo ma terno: «Don Bosco notava che per educate i ragazzi basta fare come hanno fatto le nostre mamme con noi – ha sottoline ato Molteni ; vale, allora, an che l’inverso: nei momenti di maggiore difficoltà educativa, agli stessi genitori basta segui re l’esempio di don Bosco. Che in questi due giorni abbiamo sotto gli occhi». n Sondrio 21 notte per don Bosco enerdì che ha accompagnato l’urna fino a San Rocco uia. Fedeli da ogni dove, anche dalla Valposchiavo Centro Val le Sabato 15 febb raio 2014 Giuseppe Quadr io sottolinea i tra tti sal SONDRIO (gfe) Era un clima di gioia quello che in piazza Cam si respirava mattina, quan pello giovedì festosa è accodo una folla SONDRIO (stg) gliere l’arrivo rsa ad accolerio ModenesE' stato don Va- queste Don Bosco. La dell’urna di letture don Vale nerabile sales i, nipote del ve- ripercors rio ha dopo un pere sacra reliquia, Quadrio, a celeiano Giuseppe to. Nell o il cammino del sangrinazione in 132 Paesi, ha final in onore di brare la messa frontate a lettera vengono afgiunto la nost mente ragmattina, venedon Bosco ieri questi le prove che tanti, e tra rdì, alla Coll anche il sant chiamando neira diocesi, rigiata eo, di hann due superato graz Sondrio. La chie giorni, giovedì e ieri, ie all’amore o sa era gremita di fede oltre 2.500 fedi deli pronti a racc li accorsi per Dio: essere perseguitati accogliere la ogliersi ino rifiutati. torno alla teca anche alcune reliquia. Presenti Pasqua Mentre il passo della servata la manin cui è conle elementari classi delle scuo- lizzare ha permesso di anae una classe del la figura di don santo accanto o destra del liceo alla Bosc Pio le sue vicissitud riproduo XII. zione delle sue ini paragonan-e «La messa spoglie mordole tali. nella Collegatsi è svolta prima San a quelle vissute da Cristo. Accompagnat co proprio pera che a San Roc- sceltoGiovanni Bosco aveva ni, dai canti dei a dagli alpipiù cittadini riconsegnare a ginati. di stare con gli emargiovanissimi possibile il ca«Egli era preo e dal suono delle rism ccup a di don Bosc campane, l’urna ha fatto o» ha spie- per l’educazione dei giov ato gato il sacerdot ani e così in città, dove il suo ingresso melia sono statie. Durante l’o- cura, cercava di prendersene benvenuto di ha ricevuto il del Vangelo dediletti un passo tristi voleva che quei ragazzi tornassero ad Cas, direttore don Enzo Dei cato alla Pasqua, la lettera amare la vita. E con l’aiu nità Salesian della Comudi San Paol to Rom o di ai creato tanti ha ani e alcu «Riconosciama di Sondrio: biografia del ni stralci della conclusla famiglia salesiana» ha santo. Attravers sco il sacerdot o in Don Boo. o un cittadino e dei giovani e © RIPRODUZIONE RISERVATA gnato a sviluitaliano impecomune attrappare il bene opera educativaverso la sua fondamentale , offrendo un cont ribu to alla società che disconosciuto.non può essere lesiano, da lui Il modello saun momento disviluppato in forti fermenti politici, cont inua a plasmare le nuov con saggezza e e generazioni fede operosa, per farne uom buoni cristiani» ini onesti e . L'eredità del sant o di Castelnuovo d’As centro delle ti è stata al riflessioni del sindaco di Sond Molteni: «Il suo rio Alcide pensiero è stato raccolto dalle figure che hanno m e s s a g g i testimoniato il nell a nos trao comunità Que sto mo-. dello educativo basato sulla semplicità dev e esse re recepito dalle nost re fam glie, che devoino lasc iars ispi rare dali carisma salesiano». «In que sta giornata pien a di emozion ricordiamo una i diosa di uom figura grano e santo - ha affermato Cost nadù, vice presantino Toriden te della Provincia - La tata al bene, èsua opera, vostata portata avanti dalla com unità salesiana della nost questa occasionra città. Oggi e ci permette di stare assie do sui principi me riflettene amicizia che di tolleranza proprio Don Bosco ci ha trasm I valori impe esso». ritur i incarnati dal Santo tolineati anch sono stati sote da Carmelo Casabona, prefe tto di Sondrio: «I nostri giovani vivono in una condizion e di benessere, ma non così: ricordo è sempre stato della mia infanche ai tempi salesiano era zia l’oratorio tale punto diun fondamenche permettev riferimento, a a tutti di crescere in un amb Auguro a tutti iente sano. presenti di potei ragazzi qui SONDRIO (gfe) r realizzar Sono i sorrisi l’importanza sui volti dei fede di questa co-e munità». rendere oma li accorsi a Al termine di Don Bosc ggio all’urna ficiali, l’urna dei discorsi ufniare l’affettoo a testimoè stata accolta nella Collegiata, zione riservatae la devosi sono raccolti dove i fedeli munità cittadina dalla conel corso della in preghiera al santo di Castelnuovo celebrazione officiata dall’arcip blema di quesd’Asti. Emrete Monsignor Marco sono soprattu to legame tto i giovani, gi siamo qui Zubiani: «Ogpresenti in gran num moria e ricor per fare meero in piaz za Cam dare la figura del nostro frate Chiara Sosi pell o, com e dalla grazia del llo raggiunto perché appao: «Sono qui si presenta a noiSignore, che ratorio di Sanrtengo all’O- Maria Rosa com e Sant Rocc ria Galli e modello di o o e per i credenti è Eugenio Buccilli vita. E’ fondamentale ramm importante un’occasione Daniele Moroni «Don entare l’opera di Don Daniela Bernascon un santo cheper ricordare cora oggiBosco ci parla an- lesiano, Bosco e riflet è un modello nel nost i come tere sul suo impe per tutti min ». o gno quotidiano diro cam- fi: «FrequentoAurora Bofverso i più giovani. Ciò da fede - l’ora Il valore del mett e che in torio di San sempre ci luce ha insegnato deve Francesca edu cativ o prom progetto Mo r o n i Rocco, luogo di riferimen Pe un nuovo tragi guidarci in osso r re n d e re per da questa figura tto da peri miei figli. Mito anche è sottolineato oma ggio all’u rna nell correre, augurand da sembra Paolo Sche scorse settiman e oci che da oggi nasca in e ci siamo dove roso esse re qui in potevo mancare na: «Non recati a questo giorno». di riprenderenoi il desiderio occa sion e: freq in questa seguito ilMilano e abbiamo in mano la «Questa è una suo cammino missione di educ uen to il collegio dei Sale giorn at- storica per la nostra ata siani a Pa- traverso i social network» buona del Vang are alla vita via e spero . città, «Da quando in cui tutti ricor in futu L'intensa due elo». sono ro di entrare a far bam- messagg diamo il bina cono io di Don lebrazioni è prosgiorni di cesta comunitàparte di que- Don Bosc sco la figura di la sua o e la sua immissione, cheBosco e come coopellegrinaggio eguita con il peratore». Dell hanno portantis gran adulti. E, quas di giovani e viso Jorge Cost o stesso av- afferma sima missione - non de valore anche per i i un simb Mar cred a olo Dias dell’insegnamen tina Scali enti », affe rma : «Sono portoghese Da sinistra, Paolo e nel mio Tutti dovrebbero farsi ispi-- Elena Bernardi. Bosco, di tanti to di don paese ho stud Schena, Martina rare dal suo mes , tantissimi, Posizione cond ra Sosio, Jorge Costa bambini. Scali, Francesca saggio». lesiani. Anch iato dai Saivisa da Moroni, ChiaSono Dias Mar Bosco è unae per me Don accorsi ain molti i cittadini figuria Rosaria Galli: «La Federica Garancini a di questo sant L'arrivo della damentale». figura fon- all’urna adrendere omaggio sce anco o reliq © RIPRODUZIONE riestata RISERVATA esse ra oggi a riun un’occasione uia è Salesiani, com nell’alveo del re cresciuti giovani graz ire e per carisma saie al suo mes i flettere sulla proposta ri- luce Dan iele mette in saggio». - dagogica Mor e spirituale pe- «Don Bosco ha dato oni: in- tissimo carnata dal fond molai ragazzi atore dei prop ositi manteng e i suoi ono in- ienti del santo scelto di stare con gli emarginati» . LA RELIQUIA Folle di fedeli hann l’urna di don Bosc o pregato davanti aldon Marco Zubia o. Al centro l’arciprete ni OLTRE 2500 FEDELI IN PER LA RELIQUIA D PREGHIERA I DON BOSCO LA DEVOZIONE DEI VALTELLINE SI Le L’ACCOGLIEN Una galleria di ZA la devozione deiimmagini che raccontano chiavennaschi neivaltellinesi e dei valsco. L’urna con la confronti di don BoSondrio nella mattreliquia è giunta a momenti di pregh inata di giovedì e i per due giorni (fotoiera si sono protratti servizio Orlandi) voci raccolte tra i fedeli ch «Non potevamo mancare: il suo in e hanno voluto presenziare alle celebrazioni segnamento è an cora attuale» 1 Un fiume di fedeli 1.Tantissime le persone che hanno voluto prendere parte alla fiaccolata di venerdì sera per accompagnare l’urna dalla Collegiata a San Rocco. Ali di folla hanno segnato il percor so cittadino. L’urna ha lasciato il capoluogo all’alba di ieri 2. La lunga processione è stata contrassegnata dalla lettura di brani evangelici, e di scritti della vita di Don Bosco. In prima linea i giovani dell’ora torio salesiano che hanno preparato per l’occasione un repertorio di canti 2 FOTO GIANATTI . tatta loro valid ità, come testimonia la in piazza Cam folla accorsa il benvenuto».pello a dargli «Ho letto molt re - rivela Eug e sue opecilli. - Il gran enio Bucdissimo impegno del siano verso icarisma saledubbiamente giovani è into dagli orat rappresentaori, punti di riferimento per la formazione umana ogni generazioe religiosa di La volontà ne». si in preghier di raccogliersacra reliquiaa davanti alla condotto Danè ciò che ha sconi ad assisiela Bernarivo dell’urna tere all’ar: «Sono devota a Don Bosc Maria Ausiliatr o e a Santa quento spesso ice e frela chiesa di San Rocco. Prop portanza della rio l’imsalesiana nella comunità rende questo nostra città cora più prez giorno anioso». «Mio mar non c'è più ito che oggi gato a questaera molto leme essere qui figura, e per un significato oggi assume ancora più speciale», conc lude Ida Brini. © RIPRODUZIONE RISERVATA un monito ei giovani» giungere un ringraziamento, che ha rivolto alla comunità sa lesiana «per la presenza dell’ur na, ma soprattutto per il loro prezioso servizio in mezzo a noi. Quando si parla di oratorio a Sondrio – ha aggiunto –, tutti pensano a San Rocco. Ma pen siamo a tutti i nostri oratori, che si stanno svuotando, e preghia mo perché i nostri giovani ab biano ancora voglia di ritrovar si». n A.Gia. I giovani hanno vegliato l’urna per tutta la notte FOTO GIANATTI LA VOCE N. 2 - 2014 - 15 A T S A B LA ! A G R TA Operazione a premi “Basta la targa”- www.rcasondrio.it L’iniziativa è rivolta a tutti i proprietari di autovetture ad uso privato residenti in Provincia di Sondrio, di età uguale o superiore a 22 anni assicurati con garanzia RCA presso una compagnia non facente parte di Generali Italia spa. Coloro che non riscontreranno un risparmio (rispetto alla polizza in vigore presso la Concorrenza) di almeno 1 € sul premio imponibile annuo RCA avranno diritto ad un buono per l’acquisto di carburante del valore di 10 € spendibile nei distributori Agip sul territorio Nazionale. Leggi il regolamento sul sito: www.rcasondrio.it oppure richiedilo presso una delle Agenzie Ina Assitalia della provincia di Sondrio. Come partecipare WEB Vai sul sito dedicato: www.rcasondrio.it COUPON Compila il modulo che trovi qui a fianco con i tuoi dati personali e consegnalo presso una delle Agenzie Ina Assitalia della provincia di Sondrio. Compila con i tuoi dati personali NOME COGNOME DATA DI NASCITA COMUNE DI RESIDENZA N° DI CELLULARE E - MAIL N° DI TARGA DELLA TUA AUTO Acconsento al trattamento dei dati personali. Firma Informativa ai sensi dell’art. 13 D.Lgs. 196/2003 Sergio Schena Assicurazioni s.a.s. tratterà i dati personali, eventualmente anche sensibili, con le modalità e procedure, effettuate anche con l’ausilio di strumenti elettronici, strettamente necessarie per fornire i servizi assicurativi richiesti, nonché le comunicazioni e le informazioni a quest’ultimi connesse. Inoltre, solo con il consenso dell’Interessato, tali dati saranno trattati per finalità di promozione commerciale e di ricerche di mercato, volte a migliorare i servizi offerti o a far conoscere nuovi servizi e prodotti. Le comunicazioni potranno avvenire tramite email o SMS. Senza i dati personali Sergio Schena Assicurazioni s.a.s. non potrà fornire i servizi richiesti. 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Ha incontrato le parrocchie, le autorità civili e istituzionali e i fedeli che partecipano più direttamente alla vita della comunità: consiglio pastorale, catechiste/i, associazioni cattoliche e movimenti ecclesiali, le comunità apostoliche, gli studenti, i giovani, gli ammalati, i confratelli nel sacerdozio. Lo abbiamo ascoltato con attenzione e interesse. Tutti evidenziano la brillante capacità di Mons. Diego di farsi ascoltare, la vivacità di esposizione, il saper dare rilievo ai punti centrali del discorso, l’inserire episodi di vita che fanno pensare. Alcune brevi sintesi, a modo di flash. Ai ragazzi: visione umana del corpo - realtà meravigliosa da custodire… no allo sballo programmato che ti rovina il fegato e poi sale al cervello… no alle sostanze… “non devo farmi comandare dal computer, dai videogiochi ecc., sono io che devo coman- dare e decidere” “uno dei pericoli è la chiusura in sé, l’individualismo e l’egoismo…” “l’amicizia è aprire il cuore, lasciare che un’altra persona entri nella mia vita… a questo ci spinge la simpatia per ragazzi e ragazze” Aspetto religioso: “riuscire a far crescere l’amicizia con Gesù, capire pian piano che ti cambia la vita. Ecco che la catechesi mi insegna, mi aiuta a scoprire questo mondo spirituale, mi dà il significato del partecipare alla messa e trovare momenti di preghiera …” Alle famiglie: “darsi dei tempi nella vita di coppia “ amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi aperti alla presenza del Signore nella famiglia Alle comunità apostoliche: “vive la fede anche chi pulisce la Chiesa, chi stira le cotte dei chierichetti …” “abbiamo riempito le chiese di gente che è lì perché bisogna osservare il precetto festivo… Si va a messa per incontrare Uno che ti cambia la vita, per vivere una presenza che mi accompagna” Formazione: “ne costituì dodici, perché stessero con lui …” (il Signore sceglie gli apostoli) Mistagogia cioè entrare nel mistero ricevuto con la Comunione e la Cresima. Il problema del dopo-cresima. “ Se è stata una formazione nozionistica e dottrinale non si vede l’ora che finisca: sono arrivato, ho concluso. La catechesi prosegue ed è partecipata, quando si è capito che la vita ha bisogno di incontrare il Signore che ti cambia la vita.”… “la soluzione di tante situazioni è capire l’interiorità della propria crescita…sulla superficie tutto è fluttuante…” Alcune frasi: “l’educazione è portare a compimento… La catechesi è aprire la vita alla sua completezza nei sacramenti…” “Cosa pensano i fedeli in quei tre quarti d’ora in cui sono in chiesa, quale qualità della fede vivono?” “gli oratori si stanno svuotando. Ciascuno si costruisce a casa il proprio, senza che nessuno dia fastidio: davanti a internet, i video giochi ecc. Certo che poi i ragazzi non sono capaci di amicizia, di apertura agli altri. Lo stesso è quando arriva il tempo della scelta familiare… accogliere un’altra persona…” Nella celebrazione finale, l’Arciprete ha ringraziato il Vescovo per la fatica di questi impegni, per la pazienza nell’ascoltare e la serenità che infonde la sua persona. Grazie Vescovo Diego. D. Franco LA VOCE N. 2 - 2014 - 17 Fatti di casa nostra Don Pascual scrive a don Franco Don Franco, in occasione del cambio al vertice della famiglia salesiana, ha promosso in san Rocco una raccolta di firme da inviare come saluto a don Pascual, che è stato sempre vicino alla casa di Sondrio, da lui visitata in occasione dell’inaugurazione della piazzetta dedicata a don Egidio Viganò. Don Pascual gli ha inviato questa lettera: Domenica 12 ottobre 2014 Convegno Famiglia Salesiana a Sondrio Domenica 12 ottobre si terrà l’annuale convegno degli ex allievi, esteso a tutti i componenti della famiglia salesiana, con ritrovo presso l’Istituto in Sondrio a partire dalle ore 9.30. LA VOCE N. 2 - 2014 - 18 Ecco il nuovo Rettor Maggiore: lo spagnolo don Fernandez Artime È lo spagnolo don Ángel Fernández Artime il nuovo Rettor Maggiore dei salesiani. Eletto nel corso del XXVII Capitolo generale della congregazione, don Fernández, 53 anni, era superiore dell’Ispettoria salesiana dell’Argentina Sud e succede nell’incarico al messicano don Pascual Chávez Villanueva. La prima sera, nel suo pensiero della «buonanotte» rivolto ai capitolari, riuniti a Roma, alla Pontificia Università Salesiana, don Chávez aveva affidato ai confratelli il suo successore: «Come don Bosco avrebbe fatto, vi chiedo caldamente: “ascoltatelo, amatelo, obbeditelo, pregate per lui, come lo avete fatto per me”». L’elezione di don Fernández al primo scrutinio è stata accolta da un lungo applauso, dopo che don Chávez, in qualità di presidente dell’Assemblea, chiamatolo vicino a sé, gli ha chiesto di accogliere la volontà di Dio che passa attraverso le votazioni dei capitolari per assumere l’impegno di guidare la famiglia salesiana per i prossimi sei Gozón-Luanco, in Spagna, ha emesso la sua prima professione il 3 settembre 1978, i voti perpetui il 17 giugno 1984 a Santiago de Compostela ed è stato ordinato sacerdote il 4 luglio 1987 a León. È stato delegato Don Pascual e don Fernandez. anni, confrontandosi non con i suoi predecessori – ha tenuto a precisare don Chávez – ma con il nostro padre fondatore, san Giovanni Bosco. Don Fernández Artime è nato il 21 agosto 1960 a di pastorale giovanile, direttore della scuola di Ourense, membro del Consiglio e vicario ispettoriale e, dal 2000 al 2006, Ispettore. Nel 2009 è stato nominato ispettore dell’Argentina Sud. In virtù di questo ruolo ha anche avuto modo di conoscere e collaborare personalmente con l’allora arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio. Ha conseguito la laurea in teologia pastorale e la licenza in filosofia e pedagogia. Ecco dunque anche un Rettor Maggiore che «viene dalla fine del mondo» per pascere il gregge salesiano. «Mi abbandono nel Signore – ha detto Fernández –, chiediamo a don Bosco e a Maria Ausiliatrice che ci accompagni e mi accompagni, nella fraternità dei salesiani e con la Congregazione, e con fede accetto». Don Artime si occuperà anche delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Don Bosco, nel 2015, e che vedranno la visita del Papa a Torino per l’occasione. (da Avvenire) Festa don Bosco a Sondrio e Premana Sondrio - Solita intensa partecipazione alla Festa di don Bosco di fine gennaio, pur essendo ormai tutti proiettati verso l’arrivo dell’urna del Santo in città. Don Bosco è ormai una presenza fissa, nel cuore di giovani e meno giovani che frequentano san Rocco, ed è bello cantarlo e lodarlo come si conviene. PREMANA - Prima acqua poi neve, ma alla fine siano arri- vati in quel di Premana. Anche quest’anno siamo saliti perché per noi ex allievi di Don Bosco di Sondrio l’incontro annuale con gli ex allievi di Premana è diventato un fiore all’occhiello che ci inorgoglisce e ci fa sperare che la nostra associazione possa continuare nell’indirizzo che Don Bosco ha dato ai suoi (noi) exallievi: buoni cristiani e onesti cittadini. Don Giovanni Mari, consigliere dell’istituto salesiano di Sondrio, ha celebrato la Santa Messa coadiuvato da un altro salesiano locale, Don Antonio Codega. L’omelia incentrata sulla figura e sull’operato di Don Bosco è stata molto sentita e partecipata. Terminata la funzione Don Giovanni ha ricordato la venuta delle spoglie di Don Bosco in Valtellina con il programma delle varie presenze e delle funzioni inerenti che verranno celebrate sia in collegiata che in S. Rocco. Ha inoltre ricordato le finalità del convitto salesiano di Sondrio, in questi ultimi anni riscoperto anche dai cittadini di Premana. Ringraziamo di cuore Maurizio Codega artefice della bella serata (più di trenta partecipanti). Mandiamo un caro saluto a Orazio Codega, per noi un punto di riferimento inarrivabile di buon cristiano e onesto cittadino. Aldo LA VOCE N. 2 - 2014 - 19 Tre amici ci hanno lasciato: Pietro Pizzini, Costanzo Giotta, Carlo Marchesi T re amici con cui abbiamo percorso un cammino più o meno lungo assieme, tre amici cui siamo stati particolarmente legati, e alle mogli e ai figli siamo veramente vicini con un abbraccio fraterno e una preghiera. PIETRO PIZZINI è stato il nume tute- lare delle ACLI in Sondrio, ha lanciato e curato con tanta capacità quella sua “creatura” , portandola a livelli di lavoro e di attenzione non consueti. Qui mi piace ricordare il grande sostegno dato ai nostri lavoratori all’estero, soprattutto nella vicina Svizzera, il concreto appoggio dato alla nascita e allo sviluppo delle associazioni valtellinesi a St.Moritz, a Coira,a Zurigo, a Basilea: ne ha fatti di chilometri, col suo fido maggiolino, sul percorso Sondrio – Svizzera e ritorno. Mi piace ricordare la sua calorosa amicizia, la sua disponibilità , il suo sorriso contagioso. Mi piace ricordare la sua passione e la sua bravura nello scrivere libri sull’emigrazione. E poi poesie e testi dialettali, che lo hanno portato a vincere numerosi premi.E che ora andrà a leggere ai numerosi amici che ha ritrovato in cielo. Di COSTANZO GIOTTA voglio ricordare la frequentazione in Oratorio e poi quella trentennale al Credito Valtellinese. Un amico di una calma e una tranquillità uniche, sempre gentile e disponibile con tutti. Ma soprattutto voglio ricordare e sottolineare il suo Felicitazioni E AUGURI Complimenti vivissimi a CRISTIAN ed ELEONORA CASSINA per l’arrivo di GIANLUCA. E anche ai nonni MARIANO e GABRIELLA, che lo stanno presentando con legittimo orgoglio a tutti gli amici…. LA VOCE N. 2 - 2014 - 20 servizio in Curia a Como, gli studi e le trasferte che lo hanno impegnato per arrivare a essere Diacono della nostra Chiesa, un traguardo cui lui teneva moltissimo, un impegno e un servizio che poi lui ha svolto con capacità e dedizione. Con CARLO MARCHESI ho vissuto gli anni dell’Azione Cattolica con don Giovanni Maccani, anni indimenticabili . E poi le battaglie e le rivalità sul campo di calcio. Un bel sorriso, i capelli bianchi molto in anticipo, un saluto franco e sincero ogni volta che ci si incontrava, le sue lunghe pedalate in bicicletta una volta in pensione, la sua disponibilità a dare una mano quando ne ho avuto bisogno, senza nulla chiedere. Tre amici che mancheranno a molti. Che il Signore li accolga nella Sua casa. Bruno Locatelli C arnevale svolazzante per l’Asilo Maria Enrichetta Viganò in questa edizione 2014 del Carnevale dei Ragazzi - città di Sondrio. Con grande ironia la nostra instancabile Suor Maria ha saputo accogliere l’invito del Comitato Carnevale a cimentarsi in una “edizione animalesca” e ancora una volta ha saputo stupirci, proponendo alle insegnanti e ai bimbi della scuola di reinterpretare una simpatica canzone-filastrocca dedicata ad un bruco un po’ tanto dispettoso, che sbuca sempre nel momento piú inopportuno: “Se giro la polenta... il BRUCO me l’ha spenta Se colgo l’insalata... il BRUCO me l’ha mangiata Se leggo il giornaletto... il BRUCO non mi lascia star!” E così da questa idea sono nati i simpaticissimi bruchetti con le rnevale casvolazzante con i bruchi di suor Maria loro amiche farfalle che svolazzando per le strade cittadine, lo scorso 23 febbraio hanno portato colore, gioia e tanta tanta voglia di stare insieme in ALLEGRIA così come Don Bosco ci ha insegnato! Importantissimo in tutto questo il contributo delle abilità sartoriali di mamme e nonne, attraverso la cura che hanno messo nel cucire i meravigliosi e coloratissimi costumi, così come la fantasia e l’inventiva tecnica dei papà che si sono dovuti inventare un travestimento pure per il camion...E il risultato di tanta dedizione ci testimonia ancora una volta che insieme si può fare TANTO e BENE! Le Figlie di Maria Ausiliatrice ci hanno fatto vedere che quando bruchi e farfalle restano uniti da un’intensa amicizia che lega bambini genitori e maestre, allora ogni giorno la scuola può esser trasformata in una magia di gioia ed entusiasmo... Con lo stesso spirito ci auguriamo che sempre più possano esserci spazi e tempi maturi per chi ha voglia di fare per/con i nostri bambini e i nostri ragazzi! Barbara LA VOCE N. 2 - 2014 - 21 Canonizzazione dei due Papi Don Giovanni Mari a Roma con alcuni ragazzi del Convitto A lcune semplici impressioni su una giornata memorabile, quella di domenica 27 aprile 2014 a Roma. È stata ormai definita la domenica dei quattro Papi. È stato commovente vedere i drappi raffiguranti i volti di San Giovanni XXIII e di San Giovanni Paolo II. Volti di uomini coraggiosi che ci hanno insegnato la misericordia e la comprensione nella ricerca della Verità che è Cristo Gesù. Ripensare a Giovanni, il papa che ha voluto il Concilio Vaticano II che ha impresso una svolta epocale nella storia della chiesa; ripensare a Giovanni Paolo, il papa che ha contribuito alla fine del blocco comunista, alla difesa dei diritti dell’uomo, il papa dei giovani e delle G.M.G., ha ri- empito il cuore di commozione e di gratitudine al Signore. Sono stati particolarmente toccanti altri due momenti: quando è apparso Benedetto, accolto da un grande applauso, e il momento in cui Francesco ha abbracciato e salutato il suo predecessore. Al di là di tante parole sono stati i momenti e i gesti significativi che hanno contrassegnato questa giornata: i gesti e i momenti che hanno caratterizzato i Pontificati dei due papi canonizzati. Conserviamo nel cuore il ricordo e l’esempio di questi uomini coraggiosi perché gli uomini e le donne del terzo millennio possano fare tesoro di questa inestimabile eredità. don Giovanni e i ragazzi zione, spiritualità, fede. Sono state molte le persone accorse ad esprimere la loro venerazione a don Bosco. Tutti stanno accogliendo con gioia le foto che li ritraggono davanti all’urna in un attimo di contemplazione. “Che cosa ci lascia l’urna di don Bosco?” Parecchie persone hanno vissuto questo incontro con un rinnovato slancio nella vita di fede. Penso che sia ciò che più avrebbe desiderato don Bosco. Da parte mia, una proposta che rinnovo alla Famiglia salesiana valtellinese, è quella di tenere fermo un pensiero di riferimento comune: la giornata del 24 del mese nel ricordo di Maria Ausiliatrice. Ovunque ci troviamo in quel giorno, diciamo un’Ave Maria che ci unisce nel sentire la presenza del Signore nella nostra vita. Un secondo accenno: il Convegno della Famiglia salesiana, che terremo domenica 12 ottobre, sarà il convegno dell’anno Bicentenario della nascita di don Bosco (16 agosto 2014-16 agosto 2015). La preparazione all’incontro, può essere come spiccare ancora il volo verso l’alto, proprio come hanno saputo fare i Santi nel tempo e nell’ambiente dove sono vissuti. La storia della santità non si ferma, continua oggi anche con la nostra testimonianza. D. Franco Una catena di santità S. Rocco, S.Camillo de Lellis, urna di D.Bosco, S.Angelo Roncalli, S.Carlo Woityla, Venerabile Giuseppe Quadrio, Venerabile Attilio Giordani, Servo di Dio D. Carlo Braga. Nel deserto morale e culturale del momento presente, nello smarrimento dei valori di riferimento, il cammino che stiamo vivendo ci fa incrociare sorgenti di acqua buona e dissetante: sono i Santi. Abbiamo ricordato S.Rocco, col suo amore agli ammalati di peste, abbiamo vissuto giornate memorabili con la visita dell’urna di D.Bosco a S.Rocco, incontriamo due Papi santi, nella storia recente della Chiesa; l’anniversario di S. Ca- LA VOCE N. 2 - 2014 - 22 millo de Lellis ( 400 anni dalla morte) lo unisce come carisma al nostro patrono S.Rocco. Onoriamo tre grandi figure della Famiglia salesiana: il salesiano cooperatore Venerabile Attilio Giordani, papà di famiglia, catechista e animatore all’oratorio, iscritto all’Azione Cattolica milanese, il sacerdote don Giuseppe Quadrio che ha gettato semi di santità con la sua vita, e il salesiano servo di Dio, don Carlo Braga, missionario in Cina e nelle Filippine. E’ una storia mirabile che accompagna la vita della società e della Chiesa. Don Bosco è passato tra le nostre case e nella nostra chiesa, suscitando entusiasmo, emo- Donato Galetta: dall’oratorio a Makanissa con 500 bambini... D opo oltre tre anni, è tornato a godersi un mesetto di vacanza a Sondrio Donato Galetta, il missionario salesiano laico nato a Scarpatetti e cresciuto all’Oratorio San Rocco, che da molti anni spende la sua vita in Etiopia, in mezzo ai ragazzi. Gli ex allievi, con gli amici del gruppo “quelli che… una volta”, hanno voluto dedicargli una serata in Oratorio, serata ricca di ricordi, di amicizia, di condivisione. Ben 130 le persone presenti. Ha parlato molto bene Donato, della sua esperienza con gli oltre 500 bambini che segue quotidianamente all’oratorio di Makanissa, alla periferia di Addis Abeba, e che ci ribadisce nello scritto che ospitiamo di seguito. Prima però vogliamo ricordare anche la bella, toccante testimonianza di Ilaria e Chiara sulla loro esperienza di un mese in Etiopia, una con Donato e l’altra con don Mario Robustellini: un’immersione in una realtà lontana anni luce dalla nostra, che lascia il segno in chi la vive con impegno e disponibilità. Ecco cosa scrive Donato: “Ritornare a Sondrio dopo 3 anni è stato per me una grande gioia. Una boccata di ossigeno nuovo per poter essere al mio ritorno in Etiopia testimone dell’amore del Signore ai poveri e tra i poveri, con i ragazzi di Makanissa. È stato molto bello incontrare gruppi, persone, amici che vogliono condividere con noi Salesiani e Volontari un cammino educativo, e persone che hanno un cuore generoso. Non credevo di trovare questa bellissima accoglienza. La comunità Salesiana, gli Exallievi, gli amici del Sidamo e tanta gente comune, hanno avuto per me un’attenzione particolare. «Grazie di tutto». Educare è un affare di cuore, diceva don Bosco. Aver compassione è più che un affare di cuore ed è quello che mi spinge, mi incoraggia, mi aiuta nel mio lavoro in Etiopia; e ora anche qui in questo periodo che sto trascorrendo in Italia. Poco tempo, ma abbastanza per poter ritornare in Africa con più forza, con più disponibilità sapendo anche di avere alle spalle amici davvero preziosi. «Vivere il povero» cioè vivere la sua vita, spogliandomi dei miei precetti e sicurezze. Ascoltare, accogliere, aiutarli a crescere, ed è questo che noi stiamo facendo coi ragazzi di Makanissa. Il nostro centro, il nostro progetto è l’ambiente ideale in cui vivere e maturare il dono della propria vita, e offrire questo servizio sempre più disinteressato ai nostri ragazzi più emarginati. Il modello a cui ci riferiamo è il primo oratorio di Valdocco che era: • una casa che accoglie • una scuola che educa alla vita • un cortile che affratella • un cuore di Padre e di Madre. Tutto all’interno di questa famiglia allargata parla di gioia, entusiasmo, speranza e questi ragazzi ne rimangono impressionati e conquistati. Il modo più accessibile per cercare di farci più vicini a questi ragazzi, di scoprire i propri limiti, di constatare che non ce la possiamo fare da soli. Forza che viene dallo stare insieme, dal mattino alla sera. Fatica comune, solidarietà, unione, gioia ci dicono effettivamente quanto siamo veri. Questi bambini, ragazzi e giovani abbisognano di «esperti di umanità» essere Padri e Madri, cioè buoni, capaci di mettersi nei panni degli altri, pronti a capire e a perdonare, capaci di faticare ma col sorriso sulle labbra e disposti a rispondere alle varie esigenze. Cari amici di Sondrio, sto tirando le somme di questo momento di passaggio, di questo mese di marzo. Un mese ove ho ricevuto tanto, «amicizia, speranza e cuore oratoriano». Ora desidero ritornare in fretta in Etiopia per condividere con i ragazzi una nuova speranza e per non tradirli nella parola data un mese fa: ritornerò! Arrivederci penso fra due anni e nel frattempo un carissimo saluto Donato LA VOCE N. 2 - 2014 - 23 Cresima 2014 in Collegiata dei ragazzi di San Rocco Photo Service Con il Coro Monti Verdi Verso don Bosco a suon di musica Eccellente esibizione del Coro Monti Verdi di Tirano nella chiesa di San Rocco ai primi di febbraio . Già il titolo “Verso don Bosco a suon di musica” indica la finalità della serata: un incontro preparatorio all’arrivo dell’urna, a suon di canti eseguiti da un coro tra i migliori non solo sul nostro territorio. Una serata ben spesa, e molto apprezzata dagli intervenuti. LA VOCE N. 2 - 2014 - 24 Nella chiesa di San Rocco in ricordo di don Braga Splendida esibizione della Corale di Ponte... S abato 11 gennaio, alla sera, presso la Chiesa di San Rocco a Sondrio si è tenuto un concerto di banda e di coro per ricordare il sacerdote valtellinese Don Carlo Braga. Don Carlo Braga era nato a Tirano, studiò presso il collegio salesiano di Sondrio e successivamente entrò nella congregazione salesiana diventando sacerdote nel 1914. Nel 1918 partecipò alla seconda spedizione missionaria dei salesiani in Cina. Per le sue doti straordinarie di sacerdote e di missionario, a Manila si è aperta la causa per la Sua beatificazione. Perché abbiamo voluto ricordare Don Braga con un concerto di banda e di coro? Perché oltre ad essere stato sacerdote era anche maestro di banda, maestro di coro e suonatore. In Cina ha evangelizzato sfruttando anche queste sue doti musicali, famosa è la banda costituita a Shiuchow, con offerte provenienti dalla Valtellina, che chiamò in onore della sua terra: BANDA VALTELLINA. La serata rientra nell’ambito delle iniziative degli ex allievi di Sondrio che hanno l’obiettivo di fare conoscere le santità salesiane valtellinesi: don Braga, don Quadrio, ecc. La serata è stata animata dalla Banda di Fusine diretta dal Maestro Ermanno Moltoni che ha presentato un ricco ...e della Banda di Fusine repertorio con composizioni di Giuseppe Verdi, mentre la corale San Maurizio di Ponte in Valtellina diretta dal maestro Massimiliano Moltoni ha presentato un repertorio di brani di musica sacra, che spaziavano dal canto gregoriano alle musiche del ’500 e ’600, riprendendo brani di Bach Mozart e Beethoven e di autori contemporanei. La conclusione del concerto è stata una sorpresa per tutti, infatti il coro e la banda hanno cantato e suonato assieme l’inno di Don Bosco GIU’ DAI COLLI in onore di Don Braga e di tutti i salesiani. L’iniziativa è stata molto apprezzata dal pubblico presente e visto la professionalità dei due sodalizi, in occasione dell’arrivo dell’urna di Don Bosco a Sondrio sono stati invitati ad animare l’evento. Infatti la banda ha sfilato suonando durante la processione mentre la corale ha accolto l’urna di Don Bosco e cantato nella Chiesa di San Rocco. Pierangelo LA VOCE N. 2 - 2014 - 25 Libr Online Prenota i libri su www.iperal.it e ritirali nel punto vendita. Oltre 140.000 titoli! SCONTO 15 % SU TUTTI I PREZZI DI COPERTINA Ecco come funziona: 1) accedi al sito www.iperal.it 2) registrati o effettua il login; 3) vai alla sezione LibrOnline dalla home page o dal menu “IL MIO IPERAL”; 4) scegli i libri che preferisci; 5) completa l’ordine con i tuoi dati (nome, cognome, punto vendita per il ritiro prodotto, recapito mail e telefonico); 6) dopo pochi giorni riceverai una mail che ti avviserà della disponibilità del libro nel negozio da te scelto; 7) pagherai il libro solo al momento del ritiro in negozio; 8) nella tua sezione Iperal LibrOnline hai la possibilità di consultare lo stato del tuo ordine e lo storico dei libri acquistati; 9) l’acquisto è valido per la raccolta punti Catalogo Amica. Vita salesiana La testimonianza dei figli nell’incontro a Sondrio Attilio Giordani: una vita normale ricca di umanità e di santità I l ritiro della famiglia salesiana è stata l’occasione per conoscere la figura del venerabile Attilio Giordani. La testimonianza dei figli e di coloro che lo hanno personalmente conosciuto, hanno infatti messo in luce il carisma di quest’uomo semplice, al servizio della salvezza delle anime secondo il carisma salesiano. Il tutto è stato preceduto da un bel cortometraggio, che ripercorrendo le tappe della vita di Attilio, ha permesso di toccare con mano la sua semplice santità. Un uomo comune con i piedi ben piantati per terra e gli occhi rivolti verso il cielo. Non ha fatto miracoli, non ha fondato ordini religiosi, non è stato martirizzato. Un uomo comune per l’appunto: un lavoratore, un padre di famiglia, un cooperatore salesiano, con una forte passione educativa che ha esercitato nell’oratorio S.Agostino di Milano e poi, sul finire dell’esistenza, in terra di missione. Un uomo zelante, ma creativo, semplice ma profondo, umile e ricco di umanità. Un modello dunque per chiunque conduce una vita normale, alternata da lavoro, famiglia ed impegno per il prossimo. La sua vita ci insegna che santità non è fare cose straordinarie, ma fare straordinariamente le bene le cose ordinarie, consumandosi per il prossimo senza misura ed ancora testimoniare in ogni contesto la gioia che sgorga dall’incontro con Cristo. Una testimonianza però che non è frutto di parole, ma di vita vissuta fino in fondo, con coerenza al Vangelo. “Il Vangelo non è materia di cultura, non è cultura del sapere … è parola da vivere … non si può predicare senza viverlo”. Un uomo comune, dunque, ma con una fede fuori dal comune. Le sue ultime parole rivolgendosi al figlio sono state “continua tu …”. Un’esortazione che vale anche per noi. Continuiamo anche noi, ciascuno nel proprio ambito, il compito primario di essere testimoni fedeli e gioiosi del Vangelo. D.T. SOSTIENI “LA VOCE DI DON BOSCO“ Invitiamo tutti gli amici ex allievi a sostenere la diffusione de “La voce di don Bosco”e lo svolgimento delle varie attività, sottoscrivendo la quota annua di iscrizione all’Unione ex allievi di 25 euro. Si può versare: • presso la Segreteria in Sondrio • sul c/c postale n. 12514238 intestato Istituto Salesiano - Sondrio IBAN IT 94R 0760 11100 0000012514238 • sul conto corrente bancario presso il Credito Valtellinese di Sondrio IBAN IT 13F 0521 61101 0000000010191 • sul conto corrente bancario presso la Banca Popolare di Sondrio in Sondrio IBAN IT 96C 0569 61100 0000006324X19 LA VOCE N. 2 - 2014 - 27 Fioreria Castelanelli Via Brennero - Sondrio - 0342 210306 - 335 8212852 SERVIZI FLOREALI Nascite, Battesimi Cresime Comunioni Matrimoni Corone e cuscini funebri MANUTENZIONE Giardini Balconi Fioriti CONSEGNE A DOMICILIO. SPEDIZIONI IN ITALIA e NEL MONDO CHIOSCO CIMITERO Via Donegani - Sondrio LAVORI CIMITERIALI 349-3509243 APERTO ANCHE LA DOMENICA Terzo incontro Genitori e Figli: istruzioni per l’uso Educare nel tempo di Internet: ce ne parla don Valter Rossi V enerdì 17 Gennaio: al pomeriggio con i ragazzi e alla sera con gli adulti nell’Oratorio Salesiano di San Rocco Don Valter Rossi, Direttore della rivista per ragazzi “Mondo Erre” e di “Dimensioni Nuove” per i giovani, ha incontrato la città di Sondrio. In maniera efficace ed effervescente ha proposto alcune riflessioni di carattere educativo sulle tematiche tanto di moda oggi: educare in tempo di internet. Come educare in questo contesto inedito per tanti “adulti analogici” (leggi: genitori e nonni), che di fronte a figli e nipoti si sentono di gran lunga scavalcati nella conoscenza e nell’uso di telefonini, smartfone, computer…, che messaggiano, che twittano, che hanno il profilo su facebook, che navigano in rete… Agli occhi dei ragazzi dobbiamo proprio sembrare dei trogloditi che escono dalle caverne! I ragazzi e giovani di oggi vengono chiamati i “nativi digitali”. E’ naturale che tra nativi analogici e nativi digitali nascano contrapposizioni, tensioni, incomprensioni, perplessità; ma anche possono svilupparsi occasioni nuove di avvicinamento generazionale e di comunicazioni originali. Se nel passato giocare con i figli significava perdere tempo con loro nel gioco del pallone o dei cow-boys, oggi significa entrare nel loro mondo attraverso i nuovi media, pane quotidiano per le nuove generazioni. Alcune convinzioni ha ribadito con forza Don Valter. La prima: il mondo digitale fa parte integrale della vita del ragazzo di questo nostro tempo. Non possiamo far finta che non esista, che il mondo virtuale sia la irrealtà, la mancanza di veridicità e quello analogico, degli adulti, sia il mondo reale. Non è sopprimendo l’una o l’altra delle parti in gioco che si risolve il problema. Una seconda convinzione: necessità del ruolo educativo dell’adulto. Il bambino e il ragazzo ci guardano. Il bambino e il ragazzo fanno quello che vedono fare dall’adulto. Dinanzi ai figli o ai nipoti non abbiamo comportamenti neutri. Nella consapevolezza che se viviamo comportamenti virtuosi i nostri figli e nipoti li interiorizzeranno e, al contrario, se manchiamo di buona educazione nei confronti del creato, delle persone, degli ambienti in cui viviamo contribuiamo a trasmettere degrado e mal costume, Don Valter ha presentato la valenza educativa dell’accompagnare, del prendere per mano figli e nipoti nel vivere la loro esperienza in questo mondo digitale, che per gli adulti è molto complicato perché sconosciuto e in gran parte inesplorato, estraneo alla loro esperienza precedente di vita. Come educatori non possiamo non cercare di acquisire un minimo di conoscenze e competenze per poter capire il nuovo linguaggio di comunicazione dei nostri figli: pena l’esclusione dal loro mondo e l’insignificanza ai loro occhi di ciò che noi riteniamo importante per la loro crescita e la riuscita della loro educazione. Il relatore ha poi dato alcuni consigli pratici di come poter essere presenti nella vita dei figli, che vivono immersi in questo modo di comunicare, per evitare che i nuovi media rechino danni irreparabili alla personalità del ragazzo o della ragazza e ne compromettano lo sviluppo equilibrato. Innanzitutto sapere che ciò che viene posto su facebook è “per sempre”; non è più cancellabile, non è più tuo, può essere occasione di persecuzione mediatica da parte di “ciberbulli” o di associazioni speculative e compromettere, oltre che la reputazione personale, anche future possibilità professionali o sociali. Un secondo consiglio che Don Valter ha suggerito ai Genitori è stato quello di fare dei patti educativi con i ragazzi. Ad esempio: il computer te lo compero, però insieme leggiamo le norme di sicurezza (www.sicurinrete) di Google per impostare insieme le coordinate del tuo profilo, per difendere la tua privacy, per non finire in pasto a chiunque… oppure: lo smartfone sì, però voglio controllare le ricariche, modalità di connessione, le connessioni che avrai avuto, fare il contratto per te che sei minorenne secondo i nostri criteri… Infine questo simpatico salesiano che lavora in mezzo ai ragazzi in oratorio a Torino, oltre che dedicarsi all’edizione di riviste per ragazzi e giovani, ha raccomandato ai Genitori: “Controllate i vostri figli, vigilate su di essi”. Non sentitevi tranquilli perché “tanto mio figlio/a è nella sua stanzetta”. Il pericolo non è quando il ragazzo/a è per la strada, ma quando è chiuso nella propria stanza. E’ chiusa la porta, ma aperta la finestra che dà sul mondo intero. Da lì viene il pericolo… Don Valter infine ha racchiuso il senso dei suoi numerosi spunti di riflessione, intervallati anche da interessanti video e esemplificazioni in rete, invitando i Genitori a non demonizzare il mondo di internet, ma neanche ad assolutizzarlo come fosse l’unico mondo oggi esistente. Internet è una possibilità, una occasione nelle nostre mani. Per tutti, nell’uso di questi strumenti, vale quella regola d’oro che troviamo anche nel Vangelo: “Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te. Fa agli altri ciò che desideri gli altri facciano a te”. Come sempre è l’intelligenza e la libertà dell’uomo a determinare la valenza dei mezzi, che in sé non sono né cattivi né buoni. Dipende dall’uso che se ne fa. don Enzo LA VOCE N. 2 - 2014 - 29 CREVAL PER LE fAmigLiE Genitori e Figli: istruzioni per l’uso Politica italiana e famiglia: l’attenzione del Parlamento e della Regione Lombardia Ne hanno parlato il sen. Mauro Del Barba e il consigliere regionale Fabio Pizzul I l coraggio di essere, il coraggio di vivere incarnando nei gesti concreti della vita quotidiana la propria fede e ciò che ne consegue, a prescindere dalle circostante in cui viviamo. Certo è questo il primo compito delle famiglie cattoliche oggi, la chiamata alla testimonianza della «bellezza di essere famiglia», della bellezza di una vita diversa, che possa essere esempio e che possa fare contagio. Ha fatto bene a ricordarlo Fabio Pizzul, giornalista e consigliere regionale di lista Pd, classe 1965, marito e padre di quattro figli, già presidente dell’Azione cattolica di Milano. Lo scorso 17 marzo Pizzul (e va da sé ricordare suo padre Bruno, che ha segnato la storia della cronaca calcistica in Italia...) ha discusso insieme con il senatore Pd morbegnese Mauro Del Barba del tema Politica italiana e famiglie: quale attenzione?. Presentato da Bruno Locatelli, presidente dell’Unione ex Allievi Salesiani, l’incontro nella Sala don Vittorio Chiari è stato organizzato dal Circolo Acli di Sondrio e dall’Opera salesiana, in collaborazione con le numerose associazioni che ne animano le attività educatrici. La serata ha ribadito il difficilissimo momento storico che stiamo vivendo, in questo Paese per di più segnato da una da sinistra: Bruno Locatelli, Fabio Pizzul e Mauro Del Barba. drammatica denatalità, che si accompagna al progressivo invecchiamento della popolazione. Come ben analizzato da Mauro Del Barba, nato a Morbegno nel 1970, sposato e padre di due figli, che è anche uno dei due attuali segretari della Commissione Bilancio del Senato, in Italia non esiste una politica familiare soddisfacente. Nel denunciare questa carenza, che ci vede «fanalino di coda in Europa», il senatore ha indicato una prima via concretamente possibile di sostegno in campo fiscale: l’adozione del “Quoziente familiare”, già adottato in Francia, che tassa il reddito globale della famiglia, tenendo conto di quante persone vivono di quel reddito. Dal canto suo, Pizzul ha ricordato le due sperimentazioni di politica familiare adottate con volontà bipartisan nella scorsa legislatura dalla Regione Lombardia: l’introduzione del “Fattore famiglia”, tentativo di declinare a livello regionale il Quoziente familiare, e la Legge 23 del 1999, tesa a promuovere, su bandi progettuali, l’iniziativa privata dell’associazionismo familiare. Se nel primo caso non ci sono ancora dati definitivi per un’analisi piena, l’im- pressione del consigliere è che entrambe le sperimentazioni non siano riuscite, per vari motivi, a realizzare le buone intuizioni su cui si sono fondate. Così, se da un lato è chiara l’urgenza di un governo e di amministrazioni che sappiano inventare una politica di sostegno alle famiglie, si può però supporre, come ha suggerito Pizzul, che l’orientamento del legislatore e degli amministratori e, dunque, il loro scarso interesse, altro non siano che il riflesso specchiato della società in cui viviamo, nella quale di fatto la famiglia non è un valore fondante o un tramite propositivo e costruttivo di realtà collettiva. «Anche nella famiglia, che, tra l’altro, è il luogo in cui avvengono il 90 per cento delle violenze sulla persona, ha prevalso una mentalità individualistica», ha siglato Pizzul. Una chiusura e un ripiegamento su di sé, tutt’altro che cristiana, che certo oggi dovrà fare i conti con quella chiamata a essere “Chiesa in uscita” sulla quale tanto insiste papa Francesco. Se la crisi delle politiche familiari è, dunque, il riflesso della sua stessa crisi, la famiglia è oggi più che mai chiamata a una sua necessaria evoluzio- ne, che non può non passare attraverso il riconoscimento delle sue fragilità, delle sue debolezze, delle sue mancanze, quelle stesse che hanno anche fatto sì che il nucleo familiare sia diventato nella cultura secolarizzata soprattutto sinonimo di esperienza di vita negativa, limitativa, riduttiva. Dall’incontro con Del Barba e Pizzul, è dunque ancora una volta risultato chiaro che il ruolo propulsivo della famiglia cattolica, dentro questa società in declino, sia innanzitutto quello di essere seme di trasformazione e rinascita di uomini e donne e, dunque, di possibili famiglie, migliori. Nel corso della serata, si è anche discusso di un altro tema oggi alla luce della ribalta: la regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Mauro Del Barba, infatti, è tra i ventidue senatori del Partito Democratico al Senato che hanno presentato un nuovo disegno di legge dal titolo “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso”, tentativo di trovare una necessaria via di mediazione tra le decine di proposte emerse in un Parlamento chiaramente favorevole, nella sua maggioranza, a definire una soluzione legislativa. Questo disegno di legge non modifica la disciplina giuridica del matrimonio, né influisce in alcun modo sulla condizione giuridica dei figli o sulla disciplina delle adozioni dei minori, ma risponde alla necessità di regolamentare la richiesta di garanzie giuridiche delle coppie omosessuali. E questo non rappresenta «una minaccia alla famiglia». Milly Gualteroni LA VOCE N. 2 - 2014 - 31 CIPOLLATIPOGRAFIA MAURO & C. snc ELECTRONIC HOUSE LITOGRAFIA Gruppo General Service I nostri vantaggi sono Consulenza alla vendita Ritiro usato Consegna e installazione gratuita Lista nozze Pagamenti rateali Cipolla è petenza e Via Vanoni, 79 - 23100 comSONDRIO T. 0342.513196 - F. 0342.519183 convenienza [email protected] Via Tremogge, 25 Sondrio Tel. 0342 213569 - Fax 0342 51.23.04 Visitate il sito: myVetrina.com AUTOMOBILISTICA PEREGO S.p.A. Autoservizi di linea - Granturismo - Noleggio Autopullman La nostra flotta è composta da 45 autobus di linea e 15 da noleggio con conducente (54, 40, 16, 7 posti) tutti condotti da personale esperto e qualificato. 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In questa casa Giovannino imparava le piccole cose quotidiane che costruiscono la grandezza della vita, piccoli gesti nascosti di onestà, di rispetto, di amore familiare, lavoro e preghiera che diventano poi capisaldi di scelte di vita belle, impegnative e coraggiose. Da questo piccolo focolare si sono accesi fino ad oggi centinaia e centinaia di grandi focolari che rappre- sentano la grande famiglia salesiana ormai sparsa in tutto il mondo. Qui mamma Margherita preparava Giovannino alla prima Santa Comunione. Dalle poche semplici e povere parole di una mamma certamente poco colta ma ricca di fede si è scatenato un potente “vortice” di spiritualità. Nella stanza da letto al piano superiore Giovannino Bosco ha fatto il famoso “sogno dei 9 anni” che segnò tutta la sua vita. Sì, questa casa ha inse- gnato a Giovanni che bisogna sempre credere ai sogni, anche quando non si capiscono del tutto, anche quando sembrano impossibili ed irrealizzabili. Il bellissimo modellino che rappresenta fedelmente nelle misure e nell’estetica la “casetta di Don Bosco” è stato realizzato in due “ondate” di lavoro. Questa Casa è nata dall’idea di alcuni giovani (adesso) exallievi del Convitto frequentanti la scuola edile e proseguita poi durante quest’anno scolastico da un gruppo di studenti di diversi indirizzi scolastici. La competenza, la passione e l’abilità pratica di questi giovani lavoratori hanno reso ancora più significativo il grande evento del passaggio dell’Urna di Don Bosco a Sondrio portando a compimento questo semplice e meraviglioso segno alle porte del 2015, anno in cui ricorre il bicentenario della nascita di Don Bosco, proprio ai Becchi di Castel Nuovo d’Asti. Una storia che continua, con la stessa grinta e lo stesso entusiasmo, la stessa passione; exallievi che passano il “testimone” ai nuovi allievi del convitto salesiano, per costruire ancora questa casa che non è fatta di muri ma di cuori, una casa dove ci si sente amati, stimati ed incoraggiati, una casa che ci fa camminare come famiglia e che ci ricorda, come ha fatto Don Bosco, che è bello e vale proprio la pena continuare a sognare alla grande. don Fabrizio LA VOCE N. 2 - 2014 - 33 a t a n r ! o a t i s è r a ca Decorazione vetrine e automezzi Cartellonistica e striscioni Adesivi prespaziati e in quadricromia Elaborazioni digitali Espositori stand e uffici Via Bassi, 21 - SONDRIO - Tel. 0342-514385 GAS & LuCe RISPARMIO GARANTITO CON NOI La società del vostro territorio 0342.510444 Chiama lo - SONDRIO - VIA VANONI, 102 E-mail: [email protected] - www.commercialepaganoni.it Vita salesiana Pellegrinaggio a Treviglio e alla Madonna di Caravaggio Ex allievi in preghiera sulla tomba di don Chiari Un bel gruppo di ex allievi si è recato ai primi di aprile a Treviglio, per una preghiera e un ricordo sulla tomba di don Vittorio Chiari. Guidato con la solita bravura da don Achille,il gruppo ha sostato a lungo in preghiera davanti all’immagine sorridente di don Vittorio , per poi recarsi presso l’Istituto salesiano di Treviglio , attesi da don Virginio Ferrari, per la celebrazione della S.Messa nell’accogliente chiesetta di San Carlo. A seguire, dopo il pranzo, visita alla basilica di Maria Ausiliatrice a Caravaggio. Una giornata veramente spesa bene. LA VOCE N. 2 - 2014 - 35 I N C E N T I V I F I S C A L I 2 0 1 4 Un sogno DI CAsA Costruire la casa dei propri sogni, ammodernare vecchi appartamenti, ridare vita a spazi ormai anonimi: sono desideri che tutti accarezziamo perché la casa è sempre al primo posto per noi. Per lo stretto legame con le radici familiari, per un innato buon gusto, per un’attenzione ai dettagli che si esaltano nella realizzazione della casa per sé e per la propria famiglia. Idee e ambizioni che ciascuno di noi riassume nell’immagine disegnata nella sua mente: la disposizione degli ambienti, la suddivisione degli spazi, gli arredi e i colori. Ma non è così semplice tradurre sogni e desideri in un progetto, per questo motivo è opportuno mettersi in mani sicure, quelle di Edil Bi, che da oltre quarant’anni si occupa di piccole e grandi ristrutturazioni, soprattutto ora, approfittando degli incentivi fiscali prorogati fino alla fine del 2014. Uffici amministrativi, esposizione e magazzino via Ventina, 17 - 23100 Sondrio (ITA) Tel. +39 0342 515007 - Fax. +39 0342 510001 [email protected] - www.edilbi.com Sede legale, uffici e showroom Corso Lodi, 7 - 20135 Milano (ITA) Tel. +39 02 91988747 - Fax. +39 02 91988748 [email protected] - www.edilbi.com Vita missionaria Il 30 gennaio nelle Filippine con una solenne celebrazione Aperta l’inchiesta diocesana della causa di beatificazione di don Carlo Braga I l 30 gennaio nella cattedrale di San Fernando (Pampanga - Filippine) si è svolta la solenne cerimonia di apertura dell’inchiesta diocesana di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio don Carlo Braga, missionario salesiano in Cina e fondatore della presenza salesiana nelle Filippine. La solenne concelebrazione in onore di Don Bosco, presieduta dall’arcivescovo di San Fernando, mons. Aniceto Paciano, è stata concelebrata da altri 3 vescovi e oltre 100 sacerdoti salesiani e diocesani. Ha tenuto l’omelia il card. Joseph Zen, arcivescovo emerito di Hong Kong, che ha ricordato come don Braga fu il padre della sua vocazione salesiana. Erano presenti: gli ispettori delle Filippine, don Eligio Cruz e don George Militante, e quello della Cina, don Lanfranco Fedrigotti; il Postulatore Generale, don Pierluigi Cameroni, e il vice Postulatore, don Nestor Impelido; numerosi membri della Famiglia Salesiana, tra cui diversi exallievi che ebbero in don Braga il confessore e la guida spirituale. Al temine della solenne concelebrazione si è svolta la prima sessione dell’inchiesta diocesana con l’insediamento del tribunale e il giuramento dei membri che lo compongono: il vescovo diocesano, il delegato episcopale, il promotore di giustizia e i notai. Carlo Braga, rimasto orfano di madre, venne affidato alle Figlie di Maria Ausiliatrice di Tirano e poi ai Salesiani di Sondrio. Con lo scoppio della prima guerra mondiale venne reclutato nell’esercito. Fece domanda di essere inviato in missione nell’Estremo Oriente. Arri- vato a Shiu Chow, nel sud della Cina, fu collaboratore di Mons. Versiglia, primo martire salesiano. Nel 1930 divenne Ispettore della Cina, dando un notevole impulso allo sviluppo dell’opera missionaria salesiana. Fondò a Pechino la prima scuola salesiana, realizzando il sogno di Don Bosco. L’opera salesiana, in netta espansione, fu drammaticamente interrotta dal comunismo. Don Braga volse allora la sua attenzione alle Filippine, dove avviò la presenza salesiana. Nel 1955 venne eletto Delegato dell’Ispettore e nel 1958 Visitatore. Profondo ottimismo, paternità e allegria furono i tratti salienti di Don Braga, che dovunque andò promosse un meraviglioso spirito di famiglia. Si spense a Bacolor, nelle Filippine, il 3 gennaio 1971. Venerdì 23 maggio don Carlo Braga sarà ricordato a Tirano con l’intervento di don Pierluigi Cameroni Momenti della celebrazione a San Fernando (Filippine). LA VOCE N. 2 - 2014 - 37 Ancora un disastro alle Solomone: diamo una mano a mons. Luciano! Ci scrive mons. Luciano Capelli, vescovo di Gizo, nelle Isole Solomone N el giro di un mese abbiamo avuto due forti cicloni monsonici, ma questo secondo è straordinariamente lungo e le piogge incontenibili specialmente nella capitale Honiara e nell’Isola di Guadalcanal. Le poche notizie locali che abbiamo ricevuto dall’arcivescovo di Honiara e dalle suore di Tetere illustrano la situazione e la gravita del momento. 1. L’ a m b u l a n z a d o n a t a dall’ambasciatore Italiano a Canberra e’ stata travolta mentre cercava di salvare varie famiglie. Miracolosamente nessuno e’ morto ma l’ambulanza e’ irrecuperabile e totalmente fuori uso. 2. La parrocchia di Tetere è totalmente sommersa nell’acqua. Si salvano ancora l’Ospedale, la residen- za delle suore e la scuola, grazie al geometra Franco e alle migliaia di trattori di ghiaia che i nostri volontari hanno usato per alzare il livello. 3. Vari ponti sono stati letteralmente spazzati via. Tetere e’ ancora tagliata fuori dai soccorsi. 4. A Honiara le cose sono ancora peggiori. Il ponte che collega Holy cross a Chinatown e’ stato spazzato via insieme a varie case lungo il fiume. Ci sono due morti accertate. 5. Il ponte principale e’ transitabile solo per una macchina alla volta: le basi del ponte stanno cedendo. 6. Nel seminario e centro pastorale l’allagamento arriva ad un metro di altezza. I seminaristi sono sull’unica struttura al secondo piano. La biblioteca è stata raggiunta dall’acqua. È allarmante ricevere una telefonata a notte fonda a 350 Km di distanza e non poter intervenire 7. La cattedrale e la collina di Holy Cross ad Honiara sono piene di rifugiati. 8. A Gizo e Malaita le cose sono piu’ calme ma l’acqua e’ abbondante, manca la corrente e si vive nella paura. 9. Sandro, Alba e Franco sono riusciti a partire nel primo pomeriggio anche se da Tetere a Honiara era “tut- to allagato”, ora anche la pista internazionale è per il momento chiusa. La buona notizia è che dopo due settimane di siccita’ ora possiamo fare la doccia senza problemi...ma pensando a chi soffre e muore passa la voglia anche di fare la doccia... Stiamo vivendo un vero momento di via crucis! Stateci vicini e, se potete, dateci anche una mano. don Luciano Eventuali offerte possono essere inviate a don Luciano per il tramite dell’Associazione Progetto salute Solomon, che, essendo una onlus, consente anche la detrazione fiscale. Di seguito diamo le coordinate IBAN del conto corrente bancario presso il Credito Valtellinese di Sondrio Associazione Progetto Salute Solomon Onlus c/o Pelizzatti Piera LA VOCE N. 2 - 2014 - 38 AMBULATORIO MEDICO FISIOTERAPICO di Gianoncelli M. e Negri E. ArEA FiSioTErApiCA ArEA FiSioTErApiCA TErApiE FiSiCHE ArEA MEdiCA diAgnoSTiCA TO APER i su 7 RN O i g 7 ArEA inFErMiEriSTiCA ArEA bEnESSErE E CorSi di gruppo ArEA MEdiCA FiSioTErApiCA bAMbino bAbY HippoCrATES s w E N A r u T r E p o A n A r i T A E d E S A uoV n 57 , e r b m e t t Se X X a i V 8 TirAno 7 1 6 0 7 2 Tel. 034 Via Trieste 62 - Sondrio Via roma, 76/A - CHiESA VALMALEnCo Tel. e Fax 0342 510068 www.studiohippocrates.it [email protected] Direttore Sanitario Prof. E. Maselli la mia banca in tasca PREP A G AT A acquisto | prelevo | accredito | ricarico bancomat | mastercard | paypass | internet Informazioni pubblicitarie con finalità promozionali. Per le condizioni contrattuali si rinvia ai Fogli informativi disponibili presso le nostre dipendenze e sul sito internet www.popso.it Foto Paolo Rossi www.cartapiuma.it