Però Torino, anno III numero 1 - 6 febbraio 2009 Palalavoro Il mastodonte di via Ventimiglia rinasce con gli spagnoli p.28 www.perotorino.it Ghost writer Ecco chi scrive i discorsi e cura le strategie di comunicazione dei potenti torinesi p.20 PERO Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in A.P. – 70% - DCB ( Torino) - n.1 / anno 2009 Torino Torino ha il debito comunale più alto d’Italia ma continua a spendere i soldi in questo modo... Una città in mUtande All’interno tutti gli appuntamenti in città con Pero7 Casalegno veste LA TUA CASA A Nichelino, in via Torino 13, c’è il grande negozio di tessuti, tendaggi e biancheria. Dalla scelta del tessuto alla confezione, sino al progetto completo: tutto facile da Casalegno l Creano intimità e conferiscono un tocco speciale e unico alla casa. Ecco perché è importante scegliere i tessuti con estrema cura e dedizione. Si perché la tenda in un certo senso rispecchia come noi siamo e il nostro modo di presentarci e il tutto deve essere in armonia. Per chi ama i tendaggi e la biancheria di casa, Casalegno, in via Torino 13 a Nichelino, è un vero paradiso. L’azienda, nata nel 1956, oggi impiega 14 persone, si estende su circa mille metri quadri di superficie distribuiti su tre piani, ha 10 vetrine e un laboratorio per la creazione di modelli e la confezione di tendaggi. Nel reparto esposizione tendaggi e tessuti si può scegliere fra circa 500 pezze disponibili al pronto. Si può optare per il solo acquisto del tessuto oppure affidarsi alla confezione dell’opera da parte delle sarte esperte dell’attrezzatissimo laboratorio. Il risultato sarà un pezzo su misura e personalizzato secondo i desideri e le esigenze del cliente. Ma una tenda per quanto bella sia non rende se non è accompagnata da un giusto scorritenda, per questo nel negozio ci sono scorritende di Casa Valentina Interstyl, i migliori sul mercato. E se volete un risultato davvero eccellente non avete che da affidarvi all’assistenza del personale qualificato di Casalegno. Un architetto farà un sopralluogo a casa vostra e insieme a voi progetterà tutto: dalla scelta dei tessuti alla confezione personalizzata dei tendaggi. Nessun problema neppure per la messa in opera e l’assistenza post vendita: pensa a tutto Casalegno. In via Torino 13 però non si trovano solo tende ma tutti i complementi d’arredo per rendere la vosta casa unica e irripetibile. E’ facile perdersi ad esempio nella gamma di prodotti del vasto reparto di biancheria per la casa. Impossibile non trovare quello che si cerca: dalla federa alle trapunte ai piumini d’oca (Daunen Step) alle coperte di lana pregiate, come quelle in cachemire, alpaca, cammello del marchio Somma, alla biancheria da letto (lenzuola e copriletto coordinati) di grandi marche come Zucchi, Bassetti, Gabel, Cassera oppure grandi firme come Alviero Martini, Borbonese, Missoni, Trussardi. Insomma il meglio dello stile italiano. E siccome una casa non è completamente “vestita” se non ha bei tappeti, eccone un campionario che va dall’orientale di ogni provenienza al contemporaneo, fino alle ultime tendenze, anche su misura e con colori personalizzabili. E per il bagno una ricca gamma di accappatoi e asciugamani in spugna, per non parlare dei tappeti. Servizio redazionale a cura di comunicando S.a.s. Le tende più raffinate e la biancheria per la casa più bella, sono da Casalegno 16 www.perotorino.it PERO La città è in mutande, come ha certificato la Fondazione Civicum. Eppure spende e spande senza freni Anno III numero 1 (18) - 6 febbraio 2008 In copertina Record di debiti: ma le uscite non si placano InDeBITATI MA SPenDACCIonI........................................................16 Attualità Ghost Writer: Ecco chi redige i testi dei potenti torinesi SCRITToRI In ReTRovIA..............................................................20 Fallimento: per il bike sharing bando deserto LA BICI DI SCAMBIo..................................................................22 Caos: a palazzo nuovo regna la disorganizzazione UnIveRSITà In CoDA..................................................................26 Centro commerciale: arriva il Corte Inglés IL PALAzzo DeL LAvoRo RInASCe CoSì.........................................28 Abbandono: riqualificazione annunciata e mai partita SPACCIo e DISCARICA AL PonTe MoSCA.........................................42 Politica Maurizio Bruno: intervista al segretario cittadino I MoDeRATI DALLA PARTe DeL TeRRIToRIo..................................39 31 L’inserto Però7 con i prossimi appuntamenti in città 28 Andrea Tronzano: intervista al consigliere comunale Pdl SConTRI DI PIAzzA: UnA veRGoGnA..............................................40 Il caso Associazione enzo B: le statistiche regionali ADoTTA Lo STRAnIeRo............................................................48 Tempo libero Motori: caccia al mercato giovane L’ALFA FA IL MITo......................................................................62 Ecco i progetti con i quali si farà rinascere il Palazzo del Lavoro Mangiare e vivere bene: i locali consigliati R ISTò ............................................................................51 Moda: i consigli di Elena Barolo 2009, L’Anno DeI RIToRnI..............................................................60 Sport: Toro e Juve TRA FoSCHI e CHeLSeA.......................................................62 L’eDIToRIALe.................................................................................7 SASSoLInI................................................................................8 LeTTeRe AL GIoRnALe..................................................................9 FRATTAGLIe.................................................................................66 BLoCCo noTe................................................................................11 FISCo e LAvoRo..............................................................................46 PeRò 7..........................................................................................31 Lavora con noi, diventa agente per la vendita di spazi pubblicitari su Però: 50mila copie, 300mila lettori 011/5361650 [email protected] 22 Le bici a nolo del Comune sono finora un insuccesso Bando deserto PERO Torino Stampa: Boccia Salerno Autorizzazione numero 47 del 23/4/2007, rilasciata dal Tribunale di Torino Hanno collaborato: Elena Barolo, Luca Avenati, www.perotorino.it Manlio Bichiri, Guido Bosco, Riccardo Ghezzi, Giulia PalDirettore mieri, Giulio Chiara Giovanni Monaco Giuseppe Vinci, Un’iniziativa editoriale di Comunicando S.a.S. Antonio Quaratino,Valentina Sede legale: via Vassalli Eandi, 2 TORINO Praticò, Gian Paolo Conserva, Distribuzione gratuita Davide Balena, Erneso Fina, Nazarena Fazzari, Gianluca Palladino, Sara Bellini L’Editoriale di Giovanni Monaco [email protected] Gauche M i è sempre stato difficile tollerare i figli di papà. È uno dei tanti difetti che temo non riuscirò mai a correggere: col tempo, ho imparato a convivere sia con i miei difetti, sia con qualche figlio di papà. Ma una come Carla Bruni, al solo dar fiato ai suoi pensieri filistei, riuscirebbe a trasformare il Mahatma Gandhi in un pericoloso guerrafondaio. La tizia, che rappresenta al meglio certa Torino collinare, si è dichiarata in tivù “di sinistra”. Poi ha aggiunto: “Per me essere di sinistra, significa non avere problemi economici, ma capire chi i problemi economici li ha”. Sorvolando sulla filologia del termine e sul significato profondo di alcune lotte di classe che in altri tempi non solo furono opportune, ma sacrosante, il pensiero va subito a un bell’operaio della Fiat degli anni settanta, incazzato contro il padrone sfruttatore e naturalmente, inevitabilmente, fisiologicamente comunista. Ce lo fa quasi rimpiangere. Ma la disgrazia è che l’ignobile definizione della signora Sarkozy, pur nella sua blasfemia politica, ha qualcosa di vero nel concetto sinistrorso di questo inizio di millennio. Perché essere di sinistra è diventata una cosa chic, come avere la scarpa firmata, il foulard comprato in via Roma e il tramezzino mangiato sui tavolini di piazza San Carlo. In altre parole è il buonismo becero che sta trasformando questo paese in un ricettacolo di accattoni e di spostati: si capisce tutto, si giustifica ogni cosa, si tollera chiunque a patto di poter mantenere i propri privilegi, le proprie garanzie di benessere e il proprio orticello ben distinto da quello del volgo. Case sontuose, macchinoni, abiti di sartoria. E poi certo, tanta solidarietà con chi brucia le bandiere di Israle, con chi occupa immobili pubblici e privati, con chi abortisce per sfizio o convenienza, con chi pretende l’eutanasia per legge, con chi delinque. In altre parole vivi e lascia vivere. L’importante è che le torri d’avorio in cui questi signori albergano non vengano toccate dalla feccia. Essere “di sinistra” diventa così un modo per giustificare se stessi, i privilegi e gli agi. “Sono ricco - si dice il rappresentante medio della gauche crocettiana - però sono aperto, terzomondista, partecipe, comprensivo. Sempre dalla parte della ragione, almeno la coscienza me la sciacquo”. Scopriamo così che persino Maria Antonietta precorse i tempi di questa moderna sinistra alquanto subalpina: capì, nel suo salone ricco di stucchi e di arazzi che il popolo francese moriva di fame e con spirito solidaristico sancì: “Non hanno pane? Mangino brioche!” Per la cronaca, Cara Bruni in arte Sarkozy, è la figlia dell’ex padrone della Ceat. Un multimiliardario che, fottendosene degli operai, vendette l’azienda ricavando altri miliardi. Preoccupato per il terrorismo degli anni settanta, si scelse un buen retiro parigino, dove non ebbe manco più bisogno di lavorare, campando semplicemente della rendita accumulata con il plusvalore realizzato a Torino. Mega casa sui boulevard, due figlie: una bona e una mezza racchia. Entrambe di sinistra, naturalmente: come avrebbero potuto auto assolversi per tanta fortuna? Una delle due un po’ più sveglia dell’altra, Carla per l’appunto, quella bona. La quale, secondo i brasiliani, ha avuto un peso non indifferente nel “niet” all’estradizione del terrorista Cesare Battisti, condannato in Italia a più ergastoli per aver freddamente ucciso povera gente cui voleva rubare dei soldi. Ma si sa, essere di sinistra è chic, è à la page, fa tendenza. E Battisti, oltreché compagno ha pure scritto dei libri gialli, quindi è doppiamente intellettuale. Cosa vuoi che sia qualche omicidio? In fondo erano solo padri di famiglia, neanche tanto ricchi e di certo affatto colti, quelli che il buon Cesare ha trucidato. Interrogata sul punto, Carla ha negato: “Io non ho mai detto nulla, non ho mai difeso Battisti”. “Non so perché Carla neghi - ha ribattuto il senatore brasiliano Suplicy - La stessa Fred Vargas (altra giallista di sinistra) mi ha detto che lei ha mostrato molto interesse per il caso di Cesare Battisti. Fred ha conversato di Battisti con la Bruni prima e dopo la decisione sulla concessione dello status di rifugiato”. Carla Bruni non lo sa, ma sta diventando come Maria Antonietta 7 Sassolini di Gianluca Palladino [email protected] Non votateli N egli Stati Uniti li apostrofano “used-cars sellers”: venditori di macchine usate. Sono quei personaggi politici, quegli esponenti dell’alta finanza, quegli uomini in vista della cosiddetta società civile, che dopo aver carpito con mirabolanti promesse la fiducia di elettori, clienti, soci d’affari, li bidonano senza scrupolo. In Italia, dove evidentemente c’è maggiore stima nei confronti dei rivenditori d’auto, gli appellativi per definirli sono altri: faccendieri, trafficoni, intrallazzatori, fanfaroni, o, per dirla alla Sciascia, quaquaraquà, a seconda dell’entità delle loro malefatte. In un caso o nell’altro, siamo al cospetto del medesimo manipolo di piccoli, grandi imbonitori, votati per natura allo spregiudicato maneggio di soldi, proclami, rapporti umani e professionali. Il valore della loro parola è inversamente proporzionale a quello del loro conto in banca, comunque raggranellato, comunque (più o meno) dichiarato. E qualunque sia la loro attività lavorativa, prima o dopo c’è una discreta possibilità di vederne qualcuno seduto tra i banchi di un consiglio comunale, o provinciale, o regionale. “Perfino” in Parlamento, se avrà stretto le mani giuste, calpestato gli avversari giusti, oliato gli ingranaggi giusti. Che sia o meno suffragato da prove, è questo il sentire comune. Eppure, il cittadino non è del tutto impotente. Malgrado i limiti dettati da logiche di partito o coalizione e sistemi elettorali, la principale arma a sua disposizione resta il voto. E il terreno migliore su cui esercitarla sono le consultazioni locali, dove più degli ideali (peraltro già svaporati da tempo anche in ambito nazionale) contano le persone e il loro impegno sul territorio. Se si vuole far sì che a livello locale la cosa pubblica sia amministrata nell’interesse della collettività, è sui candidati che occorre concentrarsi, essendo disposti perfino a lasciare da parte il proprio credo politico, qualunque esso sia. Tanto più 88 nei cosiddetti “collegi blindati”: quelli, cioè, a quasi sicuro appannaggio dell’esponente indicato dalla compagine che per trend e tradizione ha più possibilità di aggiudicarseli. Le elezioni provinciali sono a giugno. Da qui ad allora, se tramite web, carta stampata, passaparola di quartiere, esperienza personale, avrete maturato anche solo il ragionevole dubbio che un candidato non sia meritevole della vostra fiducia, semplicemente non votatelo. Se lo stesso candidato nella vita privata è supponente con i deboli e accondiscendente con i forti, non votatelo. Se nell’attività professionale è noto per essere scorretto con i colleghi, abbindolare i clienti e operare tra le pieghe di una personalissima legalità, non votatelo. Non votatelo se vi è giunta attendibile voce che sia poco avvezzo a rispettare patti e parola data; se millanta crediti e amicizie che non possiede; se è solito distribuire grandi sorrisi e calorose strette di mano esclusivamente in nome di un bieco tornaconto di immagine. Non votatelo se in altre, eventuali, esperienze politiche, ha già dimostrato di anteporre all’interesse pubblico, il suo e quello dei gruppi di potere che lo hanno sostenuto. Non votatelo se le uniche idee che possiede sono quelle che gli mette in bocca qualcun altro che politicamente la sa più lunga di lui. Non votatelo se alla vigilia delle elezioni indosserà una maschera di benefattore che notoriamente non gli appartiene. Non votatelo, infine, se si sarà sentito chiamare in causa da quanto scritto fin qui. Portate con voi questo identikit nel segreto dell’urna: se il nome di qualche candidato vi calzerà a pennello, non votatelo. Perché probabilmente, appena messe le mani sull’ambita cadrega, si rivelerebbe un quaquaraquà. Perché probabilmente, negli Stati Uniti, nessuno acquisterebbe da lui nemmeno una macchina usata. Negli States sarebbero “venditori d’auto usate” qui da noi fanno i politici PERO PERO d iritto d i pe rò Lettere alla redazione. Scrivete a: [email protected] Strade sempre più sporche Gent.mo Direttore, E’ mai possibile che le strade di Torino, dopo le abbondanti nevicate delle scorse settimane siano ancora più sporche, specie per via del proliferare di escrementi di cani? Si sperava che la neve sciogliendosi, potesse pulire i marciapiedi (cosa che forse dovrebbero fare gli operatori ecologici, ma forse non è nel loro mansionario). Invece la situazione è peggiorata, con cacche ovunque e proprietari che, incuranti, spesso e volentieri mal sopportano regolamenti, codici ed educazione. Alle volte mi verrebbe voglia di rispondere con “pan per focaccia”, andando a sporcare proprio davanti casa loro. Per non parlare dei Vigili Urbani. Dove sono? Spero in giro a salvaguardare la nostra città dall’illegalità e non solo negli distaccati in qualche uffici o peggio ancora al calduccio in qualche bar. Rosa Mazzone, Torino Torino Debito col silenziatore Caro Direttore, Chi le scrive è un pensionato affezionato lettore del suo giornale. Sono a dir poco allibito per come i media cittadini stanno cercando di mascherare l’incredibile buco di bilancio del Comune di Torino. Non si parla di piccole crepe, ma di una voragine di più di 3 miliardi di euro. Qualcosa che dovrebbe non solo far gridare allo scandalo, ma destare sdegno nei torinesi. Invece niente. Tutti zitti e probabilmente contenti di dover pagare per i prossimi decenni gli errori di qualcuno. Ma non solo. Non manca nemmeno la pontificazione di Chiamparino, uno dei sindaci più amati d’Italia nei sondaggi. A mio avviso un inspiegabile paradosso. Come fa un primo cittadino ad essere adorato, nonostante questi problemi finanziari di Palazzo Civico? C’è qualcosa che non riesco proprio a far quadrare. Lo sappiamo che i torinesi sono storicamente restii ai cambiamenti. Ma che fossero anche così pesantemente masochisti, non potevo proprio immaginarlo. E dove sono finite le tanto attese ricadute positive delle olimpiadi? Sono stati realizzate opere, impianti e strutture, oggi per lo più inutilizzate. Basta pensare agli ex mercati generali di via Giordano Bruno, ancora oggi in attesa di una ricollocazione. Per la Torino che mi ha accolto negli anni cinquanta, continuo a sperare di meglio. Francesco Morselli, Torino Torino Rotonde pazze Gent.ma redazione, Oramai nella nostra città è “rotonda mania”, spesso con risultati disastrosi. Si pensi a piazza Bernini, piazza Rivoli, corso Maroncelli/Unità d’Italia. Lo scorrimento del traffico non è migliorato ed il rischio incidenti è aumentato. Specie nelle ore di punta, quando transitare è impossibile e si vengono a formare code lunghe e snervanti. Le rotonde sono una forzatura in città. valeria Minardi Torino Tel/Fax 011/24.84.278 Da lunedì a sabato 8.30-13.30 / 14.30 -19.00 9 Sto correndo da... La Nuova Fattoria Alimenti per animali, articoli per animali, cani, gatti, conigli nani toelettatura su appuntamento, mangimistica Tutto per orto giardino Sementi, fertilizzanti e antiparassitari, attrezzistica e vasi Corso Inghilterra 17 Torino, tel. 011/434.84.64 Sconto REALE del 10% Su tutti i prodotti presentando alla cassa questo coupon BloccoNote Numeri Subalpini 1.821 controlli nei campi nomadi di Torino nel 2008. Rilevate 163 sanzioni, allontanati 194 Rom 2.000 gli zingari a Torino, stimati nel 2008, di cui 1000 sono irregolari 12.000.000 di euro. I tagli del Comune ai teatri Stabile e Regio e ai Musei 61.000.000 Mendicanti esibizionisti Foto: Ideasfera A semafori capita proprio di vedere di tutto. In principio l’ossessione degli automobilisti in coda erano gli zingari ed i mendicanti. Poi sono arrivati i “vù cumprà” ed i lavavetri, nord-africani e dell’est europeo. Infine i venditori di rose a San Valentino e di mimose l’8 marzo, giorno della festa della donna. Mai si poteva immaginare di imbattersi in una nuova forma di “sexy accattonaggio”. Da qualche tempo, infatti, in largo Orbassano, ma anche nei pressi di piazza d’Armi, del ponte della Gran Madre e di qualche altro incrocio caldo della città, chi è in coda nella propria auto in attesa del verde viene colpito dall’ennesima fastidiosa sceneggiata: uomini completamente scalzi, che a gambe nude e con indosso solo vecchi trasandati cappotti, si aggirano con aria sofferente ed inebetita tra le vetture, bussando al finestrino e chiedendo soldi. No, di euro. A tanto ammonta l’incasso del Comune ottenuto dalle multe comminate nel 2008 nonostante Torino sia oramai location preferita per il cinema e la tv, non si tratta delle riprese di un film di Dario Argento o del promo della prossima edizione di “Scherzi a parte”. Ma, più probabilmente, la nuova frontiera di un fastidioso sfruttamento nei riguardi di qualche povero disperato, a metà strada tra lo stereotipo dell’ “esibizionista del parco”, quello che infastidiva signore e signorine mostrando le proprie grazie e la sempre più diffusa richiesta di elemonisa. L’obiettivo è sempre il solito: commuovere, toccare il cuore ed il pio animo di qualche possibile benefattore. Ma questa volta con pochi risultati. I tempi cambiano, anche per gli sceneggiatori dell’accattonaggio. Nessuno tira giù il finestrino, in attesa del verde che finalmente scatta. Ed agli uomini scalzi, non resta che rivestirsi o aspettare il prossimo rosso. Sempre che l’epilogo sia diverso. A.Q. PERO 180.000 i veicoli torinesi euro2 esclusi dalla nuova ztl. Il 35% del totale 210.000.000 di euro all’anno messi sul tavolo dalla Regione per privatizzare le ferrovie piemontesi 800 incidenti in 18 mesi in corso Regina Margherita, maglia nera della sicurezza stradale , Post-It Citazione interessata « Ch i s m e tte di fare pu bblic ità pe r ris parm iare s o ldi è co m e s e fe rm ass e l' o ro lo g io pe r ris parm iare il te m po » . Henry Ford (1863-1947) 11 “ BLOCCONOTE PUNTINE “Siamo pronti ad accogliere Eluana” Extracomunitario “graziato” IL REgALo dI ComPLEANNo MERcEDES BRESSo U n cittadino marocchino, agli arresti domiciliari presso una casa di accoglienza di Ceres, dopo un mese e tre settimane è evaso. Condannato a 4 mesi in seguito all’evasione, gli è stato evitato il carcere. Era capodanno, ma soprattutto il giorno del suo trentaduesimo compleanno: due elementi che hanno favorito l’indulgenza del giudice. “Ero triste, hanno festeggiato tutti e volevo farlo anche io, con poche cose e da solo. Mia moglie è in Marocco, mio figlio vive con lei” si è giustificato il marocchino evaso, che in pratica la sera del 31 dicembre si è allontanato dalla casa di accoglienza per recarsi al bar più vicino, dove ha chiesto una pizza e una birra. La tenera espressione da cane bastonato ha fatto il resto. Il pm gli ha anche contestato i soldi in tasca, ma il prigioniero triste ha dichiarato di averli guadagnati in carcere, prima ancora di finire agli arresti domiciliari. Anche la compagnia di un pregiudicato, durante l’evasione, è stata occasionale: “Si trattava di un vetraio che mi ha promesso il lavoro”. Presidente della Regione, che ha trovato un modo come un altro per far parlare di sè sui giornali. Strategia encomiabile ma, chiamando le cose con il loro nome, bisognerebbe dire: “a far morire Eluana” “Senza le olimpiadi a torino un lungo declino” VAlENtiNo cAStEllANi Già sindaco e già presidente del Toroc. Affermazione quasi condivisibile. Ma, visti i debiti lasciati anche dai Giochi, la paura è che adesso il declino potrà essere lunghissimo, non soltanto lungo. Un po’ di memoria anche per gli ex internati c i siamo anche noi. Il giorno della memoria non serve solo a ricordare un determinato episodio storico, ma anche a concedere un minimo di visibilità a chi sembrerebbe essere stato dimenticato. L’Associazione Nazionale ex InternatiImi, la cui sede torinese è in via delle Orfane 3 presso l’oratorio della chiesa di san Dalmazzo, è una di quelle realtà poco considerate in primis dalle amministrazioni locali. Da cinque anni il presidente è Pensiero Acutis: “La nostra associazione è nata immediatamente dopo la guerra, nell’ottobre 1945. I soci sono quasi tutti ex militari. Ormai non raggiungiamo i 150 iscritti, anni fa invece eravamo migliaia”. Chi sono gli internati? “Militari catturati e considerati prigionieri di guerra, che però nei campi di concentramento e smistamento sono stati trasformati in internati militari, senza poter quindi godere dei diritti dei prigionieri di guerra”. Esattamente come ebrei e prigionieri politici, dei quali però si parla molto di più. In cosa consiste la vostra associazione? “Il consiglio direttivo si riunisce una volta al mese, ma nella nostra sede non possiamo organizzare granché. All’esterno facciamo qualcosa in più, approfittando di iniziative come la giornata della memoria. Non abbiamo nessun aiuto di tipo economico, al di là delle quote dei soci. La banca San Paolo una volta ci ha dato 500 euro come elemosina, ma dopo la fusione con Intesa non se n’è più parlato. Gli altri enti, come Comune e Circoscrizione, sono totalmente insensibili”. Ci racconti la sua storia da internato: “Sono del ’24. A 19 anni, il 10 settembre 1943, sono stato catturato presso i colli di san Bartolomeo nelle Alpi liguri. Ci hanno caricati su carri di bestiame e scaricati nei lager di san Bostel, in Germani. Lì sono stato un mese e mezzo, per poi essere trasferito nei campi di lavoro. Alla fine della guerra siamo stati liberati, ma i rimpatri dipendevano dalla zona in cui uno si trovava e anche da chi erano i liberatori (russi, americani o inglesi). Io, ad esempio, sono stato ancora tre mesi in un campo di concentramento gestito da inglesi”. Servono iniziative come giornate della memoria? “Possono darci un po’ di visibilità, però è da vedere quanto veniamo considerati all’interno della giornata della memoria. Il pericolo di dimenticare gli errori della storia c’è, anche se a volte mi chiedo se abbia senso ricordare episodi passati quando attorno a noi sta succedendo qualsiasi cosa”. Cosa chiedete agli enti locali? “Più interesse, più sensibilità. E anche un po’ più di rispetto. Gli aiuti economici sono ancora secondari. Stessa richiesta di Roberta Borio (nella foto), consigliera Fi-Pdl della circoscrizione 6: “L’associazione sopravvive solamente grazie agli auto-finanziamenti, sarebbe opportuno che Comune e Circoscrizione dimostrassero un po’ più di sensibilità, visti anche i tanti soldi regalati inutilmente ad associazioni di dubbia importanza”. 12 PERO MILIARI “il nostro piano antineve ha funzionato” MARiA GRAZiA SEStERo Assessore alla Viabilità. Scorte di sale terminate subito, strade inagibili per due giorni, scuole chiuse e città ferma. Poi danni materiali e infortuni per caduta. E se non avesse funzionato? “Senza aiuti di Stato, 60mila licenziamenti” SERGio MARchioNNE Amministratore delegato del gruppo Fiat. Pensavamo che il grande manager d’oltreoceano cambiasse le abitudini agnellesche. Invece no: quando si guadagna, si guadagna. Quando si perde, dobbiamo pagarlo noi con le nostre tasse. Bella la vita! BLOCCONOTE torinesi carucce Isabella Marchisio U na ragazza dalle mille risorse. Questa è Isabella Marchisio, meglio conosciuta dagli assidui frequentatori della notte torinese con il nome d’arte di Isa Kant. Animatrice, vocalist, guest star nelle serate di tendenza dei locali più “in” della città, questo il suo percorso artistico. Ma anche tanta radio, con programmi rivolti al mondo della musica e delle discoteche. Nella “Torino by night” Isabella è oramai un’icona: per la sua vitalità, la voce calda, la presenza scenica e l’energia che di roberto policaro Eseguiamo pulizie di uffici, magazzini, condomini e palestre Sostituzione custode Sgombero cantine, box e soffitte A richiesta, lavori di giardinaggio, disinfestazione, derattizzazione e deblattizzazione Personale qualificato Serietà e competenza Via Roveda, 22/d -10135 TORINO Cell. 338/6692931 - e-mail: [email protected] riesce a trasmettere durante le sue performances. Una scarica di pura adrenalina per gli amanti della movida. Quando c’è lei in pista, al microfono o dietro la consolle, il sold-out, il tutto esaurito è garantito. Si scatena e fa scatenare. Specie il venerdì ed il sabato sera. Poi il lunedì, dismessi i panni di Isa Kant, Isabella cambia look. Via lustrini e pailletes, lasciata in guardaroba la “divisa d’ordinanza”, ecco che è pronta per tornare in ufficio, al suo lavoro quotidiana. Cinque giorni dietro un desk, a smistare telefonate, fax, appuntamenti, con tanta gioia di chi frequenta l’ufficio dove lavora. Almeno fino al week end successivo, quando a gioire in tutta libertà sarà un altro popolo, quello della notte. ImPRESA dI PULIZIE BLOCCONOTE A due passi da torino Una scuola per “venditori” G li agenti assicurativi ed i promotori finanziari, gli operatori di call center e i cassieri di banca, i broker e gli operatori postali, piuttosto che quelli Disavventura Sempre meglio essere figli di papà i l ragazzo è tristemente noto tra le forze dell’ordine. Perché spesso viene fermato in evidente stato di ubriachezza. Magari al volante della sua potente auto. Glie l’ha comprata papà... Ma l’ultima volta, qualche giorno fa, è stato per l’ennesima volta fermato nel cuore della notte ed è addirittura risultato zeppo di cocaina. Brutta storia. Papà si preoccupa, giustamente. E siccome papà è uno di quelli che vivono alle costole di quelli che in città contano, si è precipitato da uno dei suoi amichetti. Cosa vuoi, una mano lava l’altra. Così il potentello di turno è intervenuto pesantemente nei confronti di chi di dovere che, pare a malincuore, ha messo a tacere la cosa. Tutto archiviato alla lettera “r”, voce “ragazzata”. Già, proprio così: anche perché nessuno è stato investito e nessuno s’è fatto male. Ma cosa sarebbe successo al figlio di un operaio che magari (visti anche i costi della cocaina, ormai quasi proletari) avesse fatto lo stesso? Sarebbe stata un’avventura molto più brutta, consirerate le ultime leggi giustamente severe per chi guida in stato d’ebrezza o pieno di sostanze stupefacenti. Però, quando il papà è amico di gente importante, sono tutti pronti a intervenire, perché ci sarebbe anche la sanzione accessoria, quella dello scandalo o dello scandaletto. Allora, per evitare guai per tutti, meglio scansare anche la sanzione principale. Benché sacrosanta. turistici. In Italia ci sono al giorno d'oggi migliaia di venditori, ma, fino ad ora, non esisteva una scuola in grado di formarli. La lacuna è stata colmata dalla Provincia di vercelli, d'intesa con il Ministero del Welfare e delle Politiche sociali, ha dato vita alla "Scuola Mestieri di vendita", unica in Italia, e che ha aperto i battenti nell'ex sede della Cassa di Risparmio di Trino vercellese, di fronte al Municipio. La "Smv" si rivolge in particolar modo ai giovani che stanno entrando nel mercato dei lavoro. Ai lavoratori temporanei non occupati che si stanno reinserendo nel sistema produttivo, agli occupati che desiderano riqualificarsi professionalmente, così come alle aziende che vogliono qualificare la propria rete di vendita. Corsi gratuiti. A distanza di pochi mesi dalla presentazione in Sala Baltaro la "Smv" ha abbondantemente superato i settecento iscritti e si appresta a crescere ancora. All’inaugurazione c’erano il Sen. Pasquale vIeSPoLI Sottosegretario di Stato al Lavoro e il professor vittorio Sgarbi, il guru del marketing mondiale Beau ToSKICH,il mago dei sondaggi Luigi CReSPI, il vercellese doc, on. Roberto Rosso (ex Sottosegretario al Lavoro nel precedente Governo Berlusconi, ideatore e promotore della Scuola MSv). Informazioni http://www.scuolamestierivendita.it Un Portolese per risparmiare energia 14 D opo il city manager, arriva anche l’Energy manager. Il Comune cerca di cautelarsi e risparmiare sulle bollette energetiche. Troppi i trenta milioni di riscaldamento spesi in un anno per circa ottocento edifici. L’assessore all’ambiente Domenico Mangone ha quindi nominato il nuovo “Energy manager” Giuseppe Portolese per provare a raggiungere due obiettivi: inquinare meno risparmiano energia, e soprattutto avere una bolletta meno salata. Prima possibile riforma: introdurre i pannelli fotovoltaici sugli edifici comunali, in primis i Palazzetti dello Sport. L’unico problema è trovare i finanziamenti. Le casse comunali, si sa, non navigano in ottime acque. BLOCCONOTE Disavventure Quando il vigile è poco urbano V igili urbani e arroganza. Un binomio che sembra ormai inscindibile a Torino. Sono le 9,30 del mattino di mercoledì 28 gennaio. Sei auto sono incolonnate in via Nizza nell’attesa che scatti il verde per girare a sinistra in corso Sommeiller; una settima supera la fila e si pianta in testa alla coda per effettuare la svolta. Nei pressi (miracolo!) due civich. Uno si avvicina al conducente e lo riprende per la manovra scorretta. Ne nasce un botta e risposta che prosegue nel bel mezzo dell’incrocio, a dispetto del semaforo, dell’ingorgo venutosi a creare e del conseguente concerto di clacson. Quando la strada si libera, è ormai giallo: oltre a quella incriminata, soltanto un’altra vettura riesce a svoltare. Il vigile si affianca al conducente di quella dopo e gli grida testualmente: “Che cazzo suoni?”. Al volante della mia macchina, assisto con sconcerto alla scena, e istintivamente scuoto il capo. Apriti cielo. Capelli brizzolati alla Richard Gere, espressione spavalda alla Clint Eastwood, il poliziotto municipale inizia a fissarmi con aria di sfida, e continua per una decina di secondi. Rompo gli indugi, e scandendo chiaramente il labiale dietro il parabrezza onde evitare equivoci, gli chiedo: “Mi scusi, cosa desidera?”. Pareva non aspettare altro. Si accosta al mio finestrino e mi sussurra tra i denti: “Che c’è?”. Rispondo: “Ho visto che mi guardava insistentemente, ho forse commesso qualche infrazione?”. Con fare palesemente provocatorio si fa ripetere la domanda per tre volte, ogni volta alzando di un tono la voce: “Non ho capito che c’è!”. Alla quarta replica: “È lei che mi ha guardato, e si è anche permesso di scuotere la testa. Allora, che c’è?”. Provo ingenuamente a spiegarmi: “Dato che il semaforo dura così poco, mi sono semplicemente chiesto se non sarebbe stato più opportuno fare accostare l’automobilista a bordo strada, invece di paralizzare il traffico”. Risposta: “Il semaforo dura poco? E allora? Aspetterà quello dopo, o quello dopo ancora, finché non ho finito”. Poi sorride verso il collega, gira i tacchi e se ne va, lasciandomi con un palmo di naso e con un dubbio: quello nascosto dietro la divisa era un pubblico ufficiale? Era davvero Clint Eastwood? O era soltanto un comune bullo di quartiere travestito da vigile urbano in vista del Carnevale? G.Pal. Donne alla ricerca di case sul web C ercare casa a Torino? E' un compito da donna. Lo rivela una indagine del portale web Immobiliare.it. Secondo quanto riportato, è quasi sempre il gentil sesso, infatti, a scegliere la dimora della propria famiglia. E questo anche quando la ricerca si svolge su Internet, terreno dove il "maschio" , generalmente , è dominante. Stando alle statitistiche, invece, si scoprire che quando si tratta di trovare online la propria casa è la donna a darsi maggiormente da fare. Sarà perché la donna è da sempre "l'angelo del focolare", sarà perché è il "pilastro portante" della casa, o magari perché è la persona che, nella maggior parte dei casi, si occuperà in prima persona della gestione, sta di fatto che, sotto la Mole, ben il 61% di chi cerca l'immobile sul Web appartiene proprio all'universo femminile. Secondo Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it, le donne sono le più motivate nella ricerca della casa: “Le esigenze delle nostre famiglie sono in cambiamento e le risorse di maggior valore sono il tempo e la qualità con cui esso si utilizza. Le donne, da sempre più pratiche degli uomini, sono diventate oggi il motore trainante della domanda immobiliare online e si sono dimostrate da subito attente alla rivoluzione che Immobiliare.it e tutto il comparto della ricerca online hanno creato in questo settore”. Ma cosa cercano e quanto tempo impiegano per trovare casa? Secondo i dati di Immobiliare.it, le donne visualizzano mediamente oltre 20 immobili per visita, e la loro sessione di ricerca ha una durata media di 15 minuti. Si servono del web per trovare la loro prima casa o per trovare una casa di grandi dimensioni per ospitare anche i figli. Parte del loro tempo di connessione è anche occupato dal sogno; strutturalmente più curiose dei maschi, ricercano anche immobili di prestigio o nelle zone turistiche. Sta di fatto che dai dati complessivi risulta che in Italia, ogni giorno, più di cinque milioni di persone cercano casa attraverso il web, approfittando di descrizioni approfondite, innumerevoli foto, presenza di virtual tour e mappe integrate nelle offerte. Un dato, secondo gli esperti, destinato ancora ad aumentare. 15 Attualità Qualche giorno fa la Fondazione Civicum ha detto che Torino è la città più indebitata d’Italia. Siamo praticamente in mutande Ma ecco come continua a erogare fondi per iniziative non sempre fondamentali di Guido Bosco S econdo la Fondazione Civicum (Politecnico di Milano, area politica vicina a Romano Prodi) il Comune di Torino è il più indebitato d’Italia. Senza bisogno che ce lo dicessero loro, noi di “Però” lo avevamo già annunciato a dicembre, nell’articolo che descriveva l’immenso buco del bilancio cittadino. Oggi si parla di oltre 5mila euro di debito procapite, per circa 4,5 miliardi di debiti accumulati dall’Amministrazione nei confronti delle banche (vedi box nella pagina a fianco). Ma leggendo le determinazioni dirigenziali del periodo che va dal 1 dicembre 2008 al 15 gennaio 2009, viene quasi da pensare che il Comune di Torino abbia un sacco di soldi da spendere. O, per meglio dire, da buttare via. Se Torino è la città più indebi- 16 tata d’Italia, non sono tanto gli investimenti che producono sviluppo ad aver causato il “segno meno” davanti al bilancio. Anche perché spesso sono finanziati dal governo centrale con fondi straordinari. Tanto per cominciare, non si bada al risparmio per pubblicità e comunicazione: ammonta a 478.400 euro l’impegno di spesa per il servizio di pubblicazione di avvisi e bandi dei contratti pubblici e per i servizi e le forniture per quotidiani per l’anno 2009. L’acquisto di spazi pubblicitari per il periodo 1-15 dicembre ammonta a 14.274 euro. 37.068 euro stanziati invece per la fornitura del servizio di stampa del materiale informativo e promozionale a favore dell’Ecomuseo. Affidati alla Seat Pagine gialle 137.400 euro per l’acquisto pagine della città di Torino per l’anno 2009. 30.000 è l’impegno di spesa per l’acquisto di spazi istituzionali PERO sui quotidiani per l’anno 2009, ma sicuramente saranno integrati. 1.560 spesi per la realizzazione di 200 portachiavi della presidenza del consiglio comunale. Non mancano 3.515 euro per la stampa di 1000 copie dell’opuscolo “Panorami di città”, 54.365 per l’affidamento al consorzio “Ravviva” per la fornitura del servizio di prelievo, ricollocazione, e fotocopiatura di materiale documentario, 13.584 per la realizzazione della brochure “Torino always in the move”. 50.000 euro sono stati spesi invece per il servizio taxi per il trasporto di amministratori e dirigenti della città. Costi di gestione cui si aggiungono i 240.000 euro per la fornitura di arredi speciali su misura occorrenti ai servizi comunali, e ben 4 milioni e 205.410 di integrazione delle spese per la fornitura di energia elettrica dell’anno 2008. Ma non basta, perché i funzionari pubblici devono pur abbonarsi ai giornali: 7.536 euro destinati all’abbonamento a quotidiani e periodici per il Sindaco e l’Ufficio stampa e all’abbonamento al servizio on line “Infocamere”, 6.985 per il servizio di rassegna stampa nazionale e locale, 2.772 per il rinnovo abbonamento 2009 alla banca dati giornalistica mediaddress e mediadata, 31.220 per l’abbonamento ai servizi giornalistici Ansa, 64.920 per il servizio di stampa di materiale informativo di grandi e piccole tirature e formati Foto : Kiki Follettosa, Jody Sticca INDEBITATI MA SPENDAC CCIONI A torino il record dei debiti d’italia: 5781 euro a testa 3.997 euro a testa). Il debito di Torino non è superiore a quello di Milano o Roma. Lo ha detto in Consiglio comunale l’assessore al Bilancio Gianguido Passoni, rispondendo alla richiesta di comunicazioni dei consiper l’anno 2008, 2.254 on una soglieri Ravello e per l’acquisto di glia di Ghiglia, (AN), Cop“Guida normativa” e la 5.781 euro pola (FI), Angeleri, sottoscrizione dell’aba testa, calLonero (La Destra), bonamento ad “Anci colando l’indebitaRivista” per il presimento pro-capite, sono nate dallo studio pubblicato dalla Fondadente del consiglio coin pole position nella classifica stilata da Ci- zione Civicum di munale. Oltre ai 400 Milano. vicum con il Politeceuro destinati ad ogni nico di Milano, seguiti Il dato del debito conabbonamento speciale fermato da Passoni proprio dai cittadini al canone Rai di molte (foto piccola a sinistra) del capoluogo lomsedi comunali. Rai cui ammonta a circa 3 mibardo (a distanza con vanno anche gli liardi di euro. Punto di parla brochure “torino tenza dell’anaalways on the move” lisi, sono i dati costa 13.584 euro. i taxi della contabiper i dirigenti e gli lità pubblica amministratori torinesi del Comune C ne richiede 50mila PERO che integra i dati con prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale. "Il dato aggregato esposto dalla Fondazione Civicum comprende tutti i residui passivi, compresi l’Iva, che la città contabilizza e che per riclassificazione di natura patrimoniale finiscono come debiti versi terzi". C’è da dire, ad onor del vero, che la Fondazione Civicum ha esposto il dato aggregato dei debiti di tutte le città e non solo di Torino e il risultato è stato quello che tutti i giornali hanno riportato. Agostino Ghiglia (fotina a destra) di AnPdl, ha spiegato: “Il voto che l’associazione Civicum ha as- segnato alla nostra città è gravemente insufficiente, soprattutto per trasparenza e rendicontazione dei risultati: solo 37 centesimi. A chi dobbiamo credere, al sindaco Chiamparino che dice che i debiti sono causati dalle Olimpiadi o a Castellani che lo nega? Mentre Atrium e Medal Plaza marciscono vi indignate per i 500 milioni di aiuti del governo a Roma e dimenticate i 300 milioni ricevuti per la linea 2 della metropolitana e per la TAV, dimenticate che città governate da sindaci della vostra parte, come Napoli, hanno ricevuto maggiori contributi dallo Stato, rispetto a città come Torino e Milano. 17 l’anno 2008 e molto probabilmente 2.500.000 nell’anno 2009, soldi che Palazzo civico paga alla Gtt. A proposito di Gtt, 7 milioni 801.208 euro la spesa prevista per un concorso per l’acquisto di motrici “serie 6000”, 2.640.000 invece il contributo per il programma di miglioramento qualità dell’aria e potenziamento trasporto pubblico, la linea tranviaria storica e il potenziamento delle linee elettriche Star. Di questi, 1.530.000 arriveranno dallo Stato. Altre spese abbondanti: 6.000.000 elargiti alla fondazione Torino musei, 3.070.000 alla fondazione Teatro Regio, 4.000.000 per il ricovero di minori presso strutture non accreditate. Probabilmente si tratta di alberghi a conque stelle. Anche prelevare i soldi ai cittadini ha un costo: ammontano a 2.181.000 i compensi e rimborsi spese per la riscos80.000 euro di contributo generosasione di Tarsu, Ici, Cosap e Cimp. mente elargito da Palazzo civico per la Non dimentichiamoci i finanziamenti alle realizzazione del progetto “Rai nuova associazioni, quelle che i detrattori politici musica”, come se il canone non bastasse. chiamano “amici degli amici”. Lasciando Ci sono poi le voci che riguardano rigorostare, solo per motivi di spazio, i vari “resamente solo gli immigrati, guai a parlare gali” delle Circoscrizioni, citiamo qualdi italiani: ben 3 milioni e 494.000 euro cosa: 5.454 euro per l’incontro “era stanziati per gli interventi in materia di bello il mio ragazzo”, 2.499 per la fornimovimenti migratori, 197.374 per l’insetura di bombolette spray per il progetto rimento lavorativo di persone svantaggiate “Murarte”, 10.000 per le iniziative culnel servizio di pulizia di campi nomadi citturali “Torino 6 bagneux”, 25.480 al circolo didattico “Gabelli” per il progetto “Bibliomigra”, 13.000 a favore Chiamparino: “I debiti creano sviluppo” della Reale società canottieri Cerea per il trol sindaco Chiamparino si difende attaccando. Al termine della conferenza “Istituzioni, economia feo Kinder e Silver Kiff, e territorio” presso la Sala delle Colonne del rinnovato Teatro Carignano, il Sindaco ha tirato le 7.100 ad associazioni sue conclusioni: “Non tutte le classifiche hanno solidi argomenti scientifici, spesso servono solo varie per la realizzaa far scrivere i giornali” ha dichiarato, riferendosi alla graduatoria che vede Torino quale città più zione di iniziative a caindebitata d’Italia, non certo ai sondaggi secondo cui lo stesso Chiamparino sarebbe il Sindaco più rattere musicale, 8.960 a amato). “L’unica strada per combattere la crisi è quella di permettere ai Comuni di investire” ha favore della cooperativa commentato ancora Chiamparino. Nessuna opinione contraria durante la conferenza cui hanno Bilboa scs per i progetti presenziato pure Angelo Rughetti, presidente del consiglio direttivo Ifel (Istituto per la Finanza e di educazione ambienl’Economia Locale) nonché segretario generale Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e le tale. due relatrici Silvia Scozzese, direttore scientifico Ifel, e Pierciro Galeone, segretario generale della Cooperative che il Cofondazione Cittalia. Così Angelo Rughetti: “Il Comune di Torino ha una spesa finale in linea con mune non dimentica quella degli altri Comuni. La spesa corrente tende però a diminuire, mentre aumenta in modo progressivo quella per gli investimenti. Anche la pressione fiscale è rimasta in linea. Aumentando gli mai: 26.514 euro devoinvestimenti, se non si alzano le tasse si possono solo incrementare i debiti”. Come dire: è giusto luti per la realizzazione così. Quantomeno curiosa la posizione di Silvia Scozzese: “Il concetto di deficit, in questo caso, sidi sette tirocini finalizgnifica sviluppo, in quanto rappresenta i debiti per investimenti. I torinesi devono quindi essere orzati all’occupazione gogliosi di questo segno meno, che ha un effetto di sviluppo importante”. Indebitati e contenti. tadini dal 1 dicembre al 31 dicembre (è notorio che i nomadi non possano pulire i campi da soli, come fanno i cittadini a casa loro, ma sia necessario utilizzare soldi pubblici), 1 milione 600mia destinati al progetto “Terra madre”, 20.000 per la fornitura di biglietti ed abbonamenti Gtt per utenti stranieri e nomadi, 23.560 destinati All’Arci per l’accoglienza e l’integrazione degli stranieri, 80.000 per il progetto “Traimosvivendo per un futuro migliore” a favore della popolazione Rom, 2.765 per progetti presentati dal settore integrazione educativa sul tema dell’intercultura, 11.126 per l’affidamento del servizio di mediazione culturale per lo sportello stranieri, 410.000 per iniziative e progetti di assistenza e sostegno nell’ambito degli interventi a favore di cittadini stranieri nel 2008, 51.959 per il servizio di accoglienza residenziale per stranieri, 183.960 a favore del progetto “Casa che accoglie” rivolto a minori stranieri non accompagnati, 41.750 al progetto “Masnà” rivolto a minori stranieri dell’asilo non accompagnati, 7.000 per permettere il funzionamento del settore Nomadi all’interno dei progetti “Finestra sulla piazza-ClarisPiemonte in rete con la tratta-Pronto intervento minori”, 26.760 per l’integrazione dei minori stranieri e delle loro famiglie, 14.900 all’associazione Grupo de Capoeira cultura negra. Le “agevolazioni di viaggio” (ma per chi?) sono costate invece alle casse comunali 1.201.570 per Gli interventi in materia di “movimenti migratori” hanno avuto bisogno di stanziamenti comunali pari a 3milioni e 494mila euro Foto : Roberto Alvares I Per “sistemare” il mercato dei pesci di Porta Palazzo, l’amministrazione ha preso l’immancabile consulente esterno. l’esperto in pescivendoli costa 60mila euro “Patto Torino sicura”, 43.200 per il servizio “Archiviazione ottica ordinativi di pagamento ed incasso”, 98.590 per l’attività di assistenza inerente alcuni contesti del sistema informativo, 13.900 per la formazione dell’aggiornamento tecnologico, 102.158 per attività di supporto concernenti la normalizzazione di fondazioni geomatiche relative ad alcuni contesti del sistema informativo comunale. Altri incarichi affidati: 150.000 euro per operazioni inerenti le rilevazioni commissionate dall’Istat, 101.062 per l’incarico della progettazione esecutiva del primo lotto di via PALCHI AL REGIO Il Teatro Regio, grazie a queste ultime delibere comunali, ha “beccato” più di 3 milioni di euro. 6 milioni alla Fondazione Torino Musei, mentre ricoverare i minori presso strutture non accreditate ne costa 4 la società che recupera tasse e imposte comunali “vuole” per sè più di 2 milioni di euro presso la cooperativa orso. Non mancano neppure gli “affidamenti” retribuiti, più o meno strani. Il Csi Piemonte, in questo caso, fa la parte del leone: al consorzio vanno 25.395.194 per lo sviluppo del sistema informativo, 2.150.310 di canone per l’outsourcing della gestione del sistema informativo, 200.000 euro per il progetto Borgaro angolo corso Potenza, 56.734 per il collaudo tecnico per l’area concerti zona Continassa, 10.000 al dipartimento scienze sociali dell’università di Torino per il progetto “Osservatorio sul cambiamento sociale nel Nord Ovest”, 5.200 all’amministrazione per l’informatizzazione della rilevazione dei prezzi per affidare l’incarico ad un esperto esterno, 2.171 per il servizio di custodia chiavi dell’edificio comunale in corso san maurizio 4, 2.340 per il servizio di recapito a domicilio di plichi contenenti stampe artistiche, ben 60.000 per l’incarico professionale di responsabile del sistema di autocontrollo igienico-sanitario al mercato ittico di Porta palazzo, 4.950 per un veterinario consulente della città di Torino, 4.869 per lo studio tecnico relativo al rischio di fulminazione nell’ambito dello stabile della polizia municipale di via Bologna 74. ì spazio pubblicitario a pagamento, disponibile per qualsiasi parito politico Federazione Provinciale di Torino “A Torino rinasce il vero ed unico Partito Socialista, quello di Bettino Craxi. Un gruppo di giovani dirigenti coltiva l’ambizione di realizzare un nuovo progetto riformista e liberale per Torino e la sua provincia. Credici e aderisci anche tu” Salvatore Fiorino Coordinatore provinciale Nuovo Psi Torino dott. Salvatore Fiorino - cell. 347.47.02.554 e-mail: [email protected] - www.socialistalab.it Dietro le quinte Scrittori in RETROVIA Chi scrive i discorsi dei potenti torinesi? E chi lavora perché i suddetti escano (bene) sui giornali, magari con una bella foto rispetto ad una dove non sono usciti tanto bene? Un piccolo viaggio alla scoperta dei ghost writer subalpini di Giulio Chiara c’ è chi parla e c’è chi scrive. Ma, soprattutto, c’è chi ci mette la faccia e chi no, questi ultimi intervengono solamente con la testa e con la penna: nella politica, come negli affari, nella vita pubblica dei personaggi torinesi, spesso s’affianca uno scrivano che dalle retrovie imposta gli interventi, le battute, i comunicati stampa, le citazioni dotte e meno dotte di chi per mestiere si presenta di fronte al pubblico, alle televisioni, ai giornali, alle platee di convegni e assemblee. Gli anglofoni li chiamano ghost writer, cioè scrittori fantasma: sono loro a preparare le uscite pubbliche di chi conta, riuscendo (talvolta) a fornire un’immagine dei propri assistiti, leggermente migliore di quella reale. Mercedes Bresso, la presidente della Regione, per esempio, si affida nella gestione dei suoi rapporti con i mezzi di informazione a Roberto Moisio, gran commis del giornalismo subalpino, uno che in un modo o nell’altro resta sempre in sella, controlla, gestisce denaro e informazioni, pur riuscendo a non essere troppo amato neppure da chi gli paga la pagnotta, Bresso compresa a quanto si vocifera ultimamente. Tuttavia, per scrivere i discorsi e gli interventi, la zarina ha un vero e proprio pool di professionisti che si affannano ad esplicitarne il pensiero politico: Franco Borgogno e Laura Masucci, tanto per cominciare. Quest’ultima era entrata nel palazzo di piazza Castello quando ancora regnava il centrodestra, ma la Bresso, notandone le capacità, invece di “tagliarla” come ha fatto con altri, l’ha promossa a sua prosatrice di fiducia. E poi alla corte bressiana dei compilatori di discorsi, c’è anche e soprattutto Andrea Paschetta, trentenne di ottime speranze ed autore di un romanzo, “Ombre in blu”, pubblicato lo scorso anno per i tipi de “Il Filo”. Per la Zarina, è l’addetto a rispondere alle lettere che i cittadini le inviano. Sul fronte del centrodestra, il padre e padrone di An-Pdl Ugo Martinat, si affida a Accoppiate vincenti M ercedes Bresso, presidente della Regione (foto in basso) si affida a un pool di professionisti per redigere i propri testi. Come Andrea Paschetta (foto in alto). Spesso ovviamente ciò che dice la presidente è farina del suo sacco, magari abilmente ideata per uscire gratis sui giornali. 20 A ntonino Saitta, presidente della Provincia, è nelle mani di Carlina Gatti (foto in alto) per quanto riguarda i suoi discorsi, i suoi testi e i rapporti con i mezzi di informazione. La Gatti controlla anche il ricco piatto delle inserzioni pubblicitarie della Provincia, che gestisce da par suo. S ergio Chiamparino, sindaco di Torino, sin dal primo mandato ha scelto Riccardo Caldara (foto in alto) come coordinatore di tutta la sua comunicazione. Evidentemente, se Chiampa è il sindaco più amato d’Italia, un po’ di merito va anche a chi ne cura l’immagine pubblica. l’europarlamentare Vito Bonsignore si affida alla giovane Anna Parrella una vecchia volpe del giornalismo torinese, Giuseppe Sangiorgio, storico cronista politico de “La Stampa”. Il grande “Sangiu”, appesa al chiodo la penna di giornalista per raggiunti limiti di età, si è dato agli uffici stampa politici, con particolare attenzione alla figura di Martinat. Ma l’attività di Sangiorgio non si limita ai rapporti con i giornali e le tivù, scrive i testi, tesse trame e cura la redazione della rivista di An “Protagonisti”. L’eurodeputato vito Bonsignore, uomo di poche parole e di tanti fatti, ha delegato la comunicazione alla giovane e intraprendente Anna Parrella, che cura tutti i rapporti media del personaggio. Il presidente della Provincia Antonino Saitta, ha come fida scudiera di belle pa- E nrico Salza, presidente del comitato di gestione Intesa Sanpaolo, recentemente ha affidato a Massimo Deandreis (foto in alto) la cura dei rapporti con i media. Per anni si è rivolto all’ex giornalista del Sole 24 Ore Rodolfo Bosio, ma ora pare che il rapporto tra i due si sia deteriorato. role Carlina Gatti, sua leale e fedele sodale già ai tempi del Consiglio regionale (era addetta stampa dell’Assemblea) e che lui fece diventare assessore al Comune di Collegno. Persona rapida di intelletto, di scrittura e d’intuizione, la Gatti è unan i m e m e n t e considerata brillante, una sorta di Vera Schiavazzi prestata alla politica. Apprezzata da amici e nemici, è davvero un valore aggiunto per l’Antonino che aspira ad un secondo mandato a Palazzo Cisterna. E, visto che le elezioni provinciali si avvicinano, anche il centrodestra si sta organizzando. Sarà la presidente dell’Api (Associazione Piccole Imprese) Claudia Porchietto a fronteggiare l’uscente Saitta. L’imprenditrice, madre di due figli, si affida al volubile Bruno Babando per la redazione di testi, strategie politiche, attacchi al competitore e scelta di eventuali assessori. Babando, nel frattempo cura anche gli scritti del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Angelo Burzi. Il potentissimo enrico Salza, presidente del Comitato di gestione di Intesa Sanpaolo, ha recentemente promosso a suo scrittore di fiducia Massimo De Andreis, già pre- c laudia Porchietto, candidata Pdl alla presidenza della Provincia di Torino, pende dalle esperte labbra di Bruno Babando (foto in alto), giornalista e scrittore che come primo impiego si occupa del gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale e quindi cura l’immagine di Angelo Burzi. sidente di Unioncamere Piemonte. Mentre il presidente della Camera di Commercio di Torino Alessandro Barberis, è nelle mani della collaudatissima addetta stampa Patrizia Roxas, affiancata nella redazione dei testi dalla brillante elena Bergamasco. Il sindaco Sergio Chiamparino ha trovato, già durante la campagna elettorale del 2001, chi l’aiutasse nella prosa e nei rapporti con i media. Si tratta di Riccardo Caldara, una lunga esperienza presso le televisioni piemontesi e portavoce del compianto candidato sindaco Domenico Carpanini. Ma si dice che per i discorsi, il buon Sergio s’affidi anche a una graziosa fanciulla, Laura Danzi, che prima lavorarava presso la Fondazione Agnelli, poi è entrata nel gabinetto del Sindaco. Oggi lavora in un ufficio comunale che si occupa di interventi di finanziamento europeo. Il presidente della Fondazione del Libro Rolando Picchioni, pur facendo molto da sè, è coadiuvato dal coltissimo nicola Gallino, già al soldo di Sergio Deorsola quando ancora era nel centrodestra e dell’ex assessore al Turismo della Regione, ettore Racchelli. Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, pare faccia tutto da solo: la vulgata vuole che si metta solingo al computer e scriva i suoi imperdibili interventi: tipo “O lo Stato ci dà altri milioni di euro esentasse, oppure licenziamo 60mila persone”. E si dice anche che cerchi su google ed altri motori di ricerca qualche dotta citazione per infarcire i propri interventi. Che per la verità risultano sempre piuttosto pragmatici. ì U go Martinat, segretario regionale di An-Pdl, ha affidato la propria comunicazione istituzionale all’espertissimo Beppe Sangiorgio (foto in alto) storico e notissimo cronista politico de “La Stampa”, oggi in pensione. Sangiorgio cura anche la rivista “Protagonisti” di Alleanza Nazionale. 21 Attualità 116 300 1300 3900 12 2 ciclostazioni previste ciclostazioni a regime biciclette a disposizione biciclette a regime anni di contratto per chi vince il bando La bici di SCAMBIO D Finora si è rivelato un grande flop: il progetto del Comune di Torino è quello di installare 300 nuove “stazioni” di biciclette da affittare ai cittadini. E ha pure stanziato 2 milioni di euro per realizzarlo Eppure il primo bando è andato deserto: nessun gestore è interessato. Ora l’Amministrazione ci riprova. Ma non mancano le polemiche di Luca Avenati 22 PERO opo il fragoroso fallimento del primo bando da 2 milioni di euro per il bike sharing andato del tutto deserto Domenico Mangone (assessore all’Ambiente) ci riprova con una nuova offerta pubblica “più appetibile”, come se 2 milioni non bastassero a far venire l’acquolina, verso nuovi eventuali e sconosciuti privati che vogliano cimentarsi nell’offrire biciclette in affitto ai torinesi. Maria Grazia Sestero (Viabilità), invece, già dal 2004 sta Foto : Josef Stuefer, Giovanni Monaco euro l’ora il costo del noleggio di euro desti- buto pubblico misto, Stato, Regione, Conato a chi mune, di circa 2 milioni di euro. In più avesse vo- per il soggetto vincitore sono previsti gli luto farsi ca- introiti di servizio, e la possibilità di rico di fruire di spazi pubblicitari di 12 metri realizzare i quadri l’uno in ogni stazione, e questa è 116 punti per l’unica novità rispetto al precedente affittare le bando che prevedeva spazi di soli due 1300 bici- metri quadri. Tutto gestito da una serie clette volute di rastrelliere automatizzate, con accesso dal Comune, a codice. Ma come invogliare i cittadini ma non si a mollare la macchina e andare in bici s o g n a n o anche col mal tempo? Semplice, aven e m m e n o , vano pensato in Regione, regaliamo la viste le tem- prima o le prime due ore di affitto, e il perature po- resto del tempo la tariffa non dovrà sulari che perare i 2 euro l’ora. stringono la Riuscirà questa nuova offerta ad invocittà da no- gliare qualcuno a buttarsi nell’avventura 120 chilometri la lunghezza totale v e m b r e del bike sharing? Tra le candidate che scorso, di gi- potrebbero essere interessate, e che già delle piste ciclabili in città (100 per il gestiscono tali servizi in altri luoghi, vi chilometri in sede protetta e 20 in rare centro peda- è una sola società in tutta Italia: la Bici corsia riservata). obiettivo di lando come in Città. Le altre sono straniere: la Igp Sestero: 115 itinerari dedicati, di Bartali. Decaux di Lione (specializzata nella Il Comune pubblicità e che già ha in concessione cui 85 in città e 30 nei parchi però tira una parte della cartellonistica torinese), dando corpo alla sua visione nata nella dritto per la sua strada (ciclabile). E fino la Clear Channel che si occupa del serprima giunta Chiamparino con l’appro- a oggi l’allargamento dei percorsi per le vizio a Barcellona e la Cenusa, che sta vazione del cosiddetto “Piano degli iti- due ruote a trazione umana ha portato la installando le stazioni gratis a Roma. nerari ciclabili della città”, che descrive città ad avere 120 chilometri di percorso L’assessore Domenico Mangone, dela realizzazione a Torino di 115 itinerari pedalabile, di cui 100 in sede protetta e luso e stupito dal fallimento del primo dedicati solo ai pedalatori, di cui 85 in- 20 in corsia riservata, per un impegno bando, dimostra fede nel bike sharing: seriti nella viabilità cittadina e 30 nei par- economico che sfiora i 132 milioni di “Noi crediamo fortemente nel progetto – chi. Il tutto giustificato dalla prospettiva euro. Un vero primato riconosciuto dice -, il nuovo bando è aperto e si conanche dalla coccarda di “Città più cicla- cluderà a metà febbraio. Per cercare di di migliorare la qualità dell’aria. Ma il sogno di far nascere una piccola bile d’Italia”, che ci è stata consegnata a rendere più appetibile l’offerta, secondo Pechino, o una grande Amsterdam di- Milano durante il salone del Ciclo e Mo- quando ci è stato indicato da professionisti del settore, abbiamo ampliato gli pende dai gusti giovanili, sostenuto tociclo 2008. dall’algida morale ambientalista, pare sia Ma entriamo più nel dettaglio per capire spazi pubblicitari a disposizione di chi stato clamorosamente bocciato dai sa- meglio le ragioni del nuovo bando per il vincerà il bando, per venire incontro alle baudi concittadini, i quali non solo hanno bike sharing, che il Comune ha già ap- esigenze della società che si aggiudimandato in bianco il bando da 2 milioni provato e aperto e che si concluderà a cherà il servizio”. metà febbraio. La proposta prevede la ri- Sarà sufficiente a smuovere le richieste? cerca di un privato che si accolli l’onere Avete avuto segni di un maggiore intedi gestire 116 ciclostazioni (con l’obbiet- resse? “Mah, noi pensiamo che l’offerta tivo di arrivare fino a 300) disseminate sia davvero appetibile. Per ora però non per la città ma con una maggiore concen- abbiamo ancora avuto riscontri. Ma noi trazione nel centro. La durata della con- ci crediamo e incrociamo le dita. Dicessione, e quindi l’impegno temporale ciamo che non possiamo che pregare che richiesto, è di 12 anni. Le biciclette da far cirin italia esiste solo una cuitare nelle stazioni società specializzata nel d’affitto sarebbero alCURIOSITA’: In realtà, seppur con scarso successo, le nolo delle bici. Forse la bici a noleggio ci sono già, almeno nella Circoscrizione l’inizio 1.160, per arri2. Come dice il cartello, si possono usare all’interno vare fino a 3900 nel situazione migliorerebbe del territorio circoscrizionale e in tutte le altre città d’Italia. Quindi non nel resto di Torino! Sarà una svista giro di tre anni. Il tutto con nuove ditte d’oltralpe o un obbligo burocratico? Ridicolo... sostenuto da un contri- PERO 23 A PARIGI 1 EURO AL GIORNO. QUI 2 L’ORA A Parigi , in 750 stazioni, è possibile noleggiare una bici per una giornata, per una settimana o anche per un anno. Il parco bici conta 10648 vetture. Il progetto è chiamato Velib, un acronimo di Velò e Libertè, che potremmo tradurre con Bici in Libertà. I prezzi? Un euro al giorno, 5 la settimana e 29 l’anno: a Torino vogliono farcene pagare 2 all’ora! Conviene comprarsela... Nella foto: i Velib della ville lumière qualcuno risponda”. Sarà, ma nel frattempo qualcuno che il bike sharing in città l’ha fatto c’è stato. Si tratta della Circoscrizione Due. Con un progetto da circa 60 mila euro ha creato il primo servizio di bici a noleggio cittadino, con 60 due ruote disponibili per chiunque già da inizio ottobre. Costo dell’affitto: zero, è richiesta solo una cauzione di 5 euro per la chiavetta che sblocca il mezzo, con la bici a disposizione dalle 6 di mattina fino alle 24. Unica prescrizione: restituire la bici nel posto dove la si è presa, uno dei sette posteggi della Circoscrizione, poiché per abbattere i costi non è previsto un servizio di trasporto da un “affitta bici” all’altro. Com’è andata? Le bici sono rimaste quasi tutte nelle loro rastrelliere. “Il nostro bike sharing – spiega Andrea Stara, presidente della Circoscrizione Due, quella di Santa Rita e Mirafiori Nord – con 60 bici, 20 rosse dedicate alle scuole e 40 gialle dedicate ai cittadini, è partito a ottobre. Di certo la limitata campagna informativa del servizio (per ora solo su di una parte di Mirafiori Nord corrispondente al progetto Urban 2) e le condizioni meteo avverse hanno dato un risultato tiepido. Tranne le scuole, che ne hanno fatto un maggiore utilizzo, non sono state molte le persone che hanno preso le bici. Contiamo però di rilanciare il servizio in primavera con una nuova campagna più estesa, e l’informazione a più cittadini, per avere un numero maggiore di utenti. La nostra offerta in fondo è assai vantaggiosa, il noleggio è gratuito e si può tenere la bici dalle 6 alle 24. Inoltre con la nostra chiavetta di sblocco 24 Molto ambizioso il piano ciclabile dell’assessore Sestero. Ma tutti vorranno pedalare? ne sono accorti anche i commercianti che si affacciano sulle vie Cavour e Principe Amedeo, ciclopedonalizzate di recente. Per far posto alle strisce che delimitano il percorso dei pedalatori si sono volatilizzati 300 parcheggi, e affacciandosi dalle vetrine dei negozi di due ruote in transito non s’è vista neanche l’ombra. Le proteste si sono ovviamente sprecate. Ma nulla è cambiato Dai banchi dell’opposizione in Comune, il capogruppo di Forza Italia, Daniele Cantore, spiega: “La battaglia ambientalista che alcuni assessori stanno portando avanti da Palazzo Civico manca di alcuni concetti: Torino non è paragonabile ad altre città italiane o europee molto più piccole. Lì la bicicletta è realmente il mezzo più vantaggioso per potersi spostare da una parte all’altra della città, e le scelte fatte dagli amministratori locali tengono conto anche delle necessità degli automobilisti. Non si può credere che basti dipingere strisce rosse sull'asfalto per far sì che i torinesi scelgano di usare la bicicletta piuttosto che l'automobile. E non si può pensare di continuare a togliere parcheggi in nome di scelte pseudo-ecologiste che servono solo a far infuriare i torinesi e ad ottenere qualche titolo ad effetto sui giornali, senza pensare alle conseguenze”. ì si possono prendere le bici anche in altre 200 città italiane che utilizzano lo stesso sistema”. Tutto chiaro. Rimane però l’altro lato della medaglia. Infatti se si affitteranno migliaia di bici, oltre a quelle che già possiedono i privati, ci dovranno pur essere anche le strade per andarci in giro. Ed ecco allora che subentra la competenza del “piano ciclabile” di cui sopra, da 132 milioni di euro fino a oggi. Com’è stata calcolata la cifra? Sulla base di una stima. L’ultima pista ciclabile inaugurata in città, a ottobre, è quella che si snoda tra ponte Balbis e ponte Isabella, lungo la sponda sinistra del Po. Costo dell’operazione, per poco meno di 1500 metri di strada: 1 milione e 600mila euro. Come dire circa 1100 euro al metro. Estendendo ipoteticamente il costo per tutti i 120 chilometri ciclabili di Torino, si arriva a 132 milioni, tra nuove realizzazioni, ristrutturazioni e manutenzioni. Davvero un bel patrimonio impegnato se si pensa che, a essere sinceri, nella nostra città tra freddo, neve, ghiaccio e acquazzoni, la bici può andar bene per DANIELE CANTORE (FI-PDL) “Torino non è una piccola città dove si non più di cinque può fare tutto girando in bici. Incentimesi l’anno. In vare è un conto, ma non si può credere che basti una linea di vernice tracciata fondo siamo a To- sulla strada perché tutti i torinesi abrino, mica a Pa- bandonino la loro auto in garage”. lermo. E di ciò se PERO DOMENICO MANGONE (PD) “Per ora il progetto non ha avuto risposte entusiastiche, anzi il primo bando è andato deserto. Ma noi ci crediamo, incrociamo le dita e speriamo che la nuova formulazione dell’offerta possa essere appetibile per gli investitori”. Scuola nel caos Università IN CODA Avvistati grossi ingorghi a Palazzo Nuovo: non ci sono nemmeno i numeri per ordinare il traffico, come dal salumiere o dal macellaio Intanto il nuovo “carico didattico” crea il caos informatico e pratico sorta di libretto elettronico in cui vengono segnalati gli esami dati e quelli ancora da dare) era eseguibile on line, attraverso il sito dell’Università o tramite i box all’interno di Palazzo Nuovo e Palazzo Venturi (Via Verdi, di Riccardo Ghezzi e Giulia Palmieri di fronte alla Rai) che addirittura disponevano di un programma specifico, chiamato Uni Sid. Tale proconsentiva, oltre elirio Palazzo Nuovo. gramma Al ritorno dalle vacanze all’organizzazione della propria carriera, natalizie molti studenti anche la stampa degli statini e di eventuali dell’Università degli documenti relativi alle borse di studio. EbStudi di Torino si sono bene, all’apertura di quest’anno accadevisti recapitare in ritardo un dono sgradito. mico sono apparsi i primi sintomi di Chiunque fosse passato in via Sant’Ottavio malfunzionamento: già dalla finestra esami tra metà e fine gennaio, buttando l’occhio autunnale, infatti, Uni Sid non era più dialla segreteria di Lingue avrebbe assistito sponibile. È un problema dell’intero atead uno spettacolo tragicomico code alluci- neo, che ha deliberato il cambio di nanti e attese lunghissime: i numeri per la sistema informatico, passando dall’Uni prenotazione del turno erano esauriti da Sid al nuovo esse 3, un software che dogiorni a causa dell’affluenza. Nessuno si è vrebbe essere più efficiente e meno macpreso la briga di aumentare gli sportelli, al- chinoso del precedente. Peccato però che lungare l’orario di apertura o almeno sosti- l’intera rete sia ancora attualmente inservibile. tuire il rullo della carta. Ma il vero dramma è dato dal Carico Di- Gli statini vanno stampati tramite un altro dattico, un totale disastro dal punto di vista link. Tutto apparentemente normale, ma organizzativo. Negli anni passati ciascuno nessuno avrebbe mai pensato che la scomstudente era libero di organizzare i propri parsa di Uni Sid celasse un aggiornamento esami a partire dal mese di novembre fino del sistema che avrebbe stravolto la vita di al 31 gennaio. Il Carico Didattico (una migliaia di studenti. La sezione dedicata al D CAOS ACCCADEMICO Certo che a pensare agli atenei statunitensi o britannici e poi piombare a Palazzo Nuovo, si rischia davvero lo shock. Qui, da sempre, è tutto squallido, mal organizzato e approssimativo. Nelle foto, le code per il ritiro dei documenti. E’ questa l’Università che molti vogliono proteggere. 26 PERO Carico Didattico è stata completamente rivoluzionata. Il Piano Carriera (così si chiama adesso), formulabile da quest’anno non più per tutta la durata dei tre mesi, ma solo ed esclusivamente dall’8 gennaio al 9 febbraio, è accessibile tramite il portale my.unito.it che funziona a singhiozzo, o per meglio dire a fortuna di chi lo utilizza. Studenti al terzo anno si sono visti richiedere i dati come se si fossero appena iscritti. Le pagine non si aprono o vengono visualizzate male, incomplete e prive di pulsanti. Diventa necessario impostare il proprio browser in maniera particolare ma, una volta eseguita questa operazione, spesso si rimane ugualmente a bocca asciutta. Che sia dovuto ad un sovraccarico della rete? Lo sperano un po’ tutti. Tuttavia, se così fosse nessuno dovrebbe riuscire a caricare e ad esonerare i propri esami, invece alcuni fortunelli ci riescono. Telefonando all’assistenza tecnica, dopo aver atteso mezz’ora, se la linea non è caduta, solitamente gli operatori rispondono sempre la stessa cosa: “Aspetti e riprovi”. E i ragazzi, pazientemente, aspettano. Poco importa se tutto questo sta facendo perdere preziose ore di studio in burocrazie inutili. La realtà è che circa quindicimila studenti dovranno sostenere gli esami del nuovo anno accademico con uno statino in bianco, che verrà compilato dalla commissione al momento dell’esame. Prassi di per sé irregolare: in realtà non è lecito affrontare un esame non previsto nel piano di studi personale di ciascuno studente. Viene da chiedersi: non si poteva evitare? Soprattutto per chi, arrivando da fuori città o ancor più da fuori provincia, è costretto a sorbirsi 4 ore o più di coda. Tra disinformazione, soliti giochi dello scaricabarile e crisi di nervi represse a stento. Questa è l’Università che non rispetta gli studenti. Università che, invece di migliorare, regredisce anche in quelle poche cose che prima funzionavano. A volte dando la colpa a chi sta più in alto. ì Fatti Guidare dalla Luna the Club - porte palatine, torino the Club RESTAuRANT & LouNGE Il tuo aperitivo la tua cena il tuo after il tuo posto speciale piazza Cesare Augusto 15 - torino - 011/5212458 Esclusivo Il palazzo del Lavoro così RINASCE è uno dei simboli di Torino. Abbandonato da anni ora si trasforma in centro polifunzionale, con galleria commerciale, uffici e spazi d’incontro “Però” in esclusiva svela i particolari dell’operazione di Antonio Quaratino D a “Palazzo del Lavoro” a centro polifunzionale di alto livello: al proprio interno avrà gallerie commerciali, centri congressi, uffici e spazi d’incontro. È questo il progetto di restyling per lo storico edificio costruito per l’expo del 1961 su idea ed elaborazione di Pier Luigi Nervi, che dovrebbe giungere a compimento entro il 2011, anno delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia. La novità è contenuta nella variante 190 al Piano Regolatore, recentemente adottata dalla Giunta Comunale, 28 presentata in Circoscrizione e proposta alla valutazione della Sala Rossa. Una storia tutta particolare quella del Palazzo del Lavoro, da troppo tempo in stato di disuso quasi completo, ad eccezione della presenza di alcune aule per le lezioni universitarie di Economia e Commercio, degli sportelli migrazione della questura e del centro di raccolta dati elettorali nei periodi delle varie consultazioni o di qualche sporadica iniziativa. Nulla di fisso o a lungo termine, quindi. Gli elevatissimi costi di manutenzione ne hanno limitato nel corso degli anni lo sviluppo, l’appetibilità e le opportunità. Risultato: crescente degrado ed inutilizzo costante, c o n tanto di rabbia e stupore dei cittadini e resi- PERO denti. Un vero peccato per una delle strutture simbolo di Italia ’61, che tra l’altro da decenni compare sui più importanti manuali di architettura internazionale. Ceduto a fine 2005 dal Demanio al suo braccio immobiliare la Fintecna, il Palazzo, che sorge fra corso Unità d’Italia, corso Maroncelli e via Ventimiglia, è attualmente di proprietà della Società Pentagramma Piemonte, costituita al cinquanta per cento dalla stessa finanziaria statale e le rimanenti quote divise tra Gefim ed altri investitori privati. Un’operazione di recupero che pare abbia attirato pesantemente l’attenzione degli spagnoli de El Cortes Inglés, colosso della grande distribuzione commerciale sull’esempio del londinese Harrods, della parigina Galerie Lafayette o del Sony Center di Berlino e desideroso di affacciarsi sul mercato italiano. Dagli uffici comunali all’urbanistica spiegano che “la variante e la successiva riqualificazione consentiranno di restituire a Palazzo Nervi il ruolo di affascinante porta di accesso per la parte sud della città in vista delle celebrazioni per il 2011”. Un intervento possibile solo dopo l’adozione della variante da parte del Consiglio Comunale, prevista di qui a poco. “Il progetto di recupero” – hanno dichiarato recente- RINASCITA Per il Palazzo del Lavoro (foto a sinistra e in basso nell’altra pagina) è una rinascita. Qui a sinistra la parte superiore di uno dei piloni che ne costituiscono l’ardita struttura. A destra, i carrelli che invaderanno la zona con la nascita del centro commerciale e, sotto, un rendering di come potrebbe diventare parte dell’area interna ci sarà una grande piazza interna di 10mila mq E 20mila mq di parcheggi la soprintendenza darà presto il suo via libera mente dalla Pentagramma – “è firmato per la parte urbanistica dall’architetto Rolla e riprende con fedeltà l’ipotesi sviluppata da Nervi per la riconversione del fabbricato. L’idea è quella di realizzare una galleria commerciale di alta qualità con negozi, spazi pubblici e di incontro, giardini pensili. Nel Palazzo potrebbero inoltre trovare collocazione attività terziarie, di servizio e aree espositive”. Ecco che i negozi convergeranno verso una grande piazza interna di circa 10mila mq, con una riduzione della Slp interna dagli attuali 37mila mq a circa 28mila mq, proprio per lasciare spazio a soluzioni in grado man- tenere alto il livello di multi-funzionalità. Gli elementi architettonici di rilievo e soprattutto l’immensa volta che poggia sui maestosi 16 pilastri di cemento di 25 metri di altezza non saranno toccati, ma pienamente conservati nell’aspetto originario, tanto che l’intero progetto vedrà la partecipazione della Soprintendenza. Ma la nuova immagine del Palazzo Nervi non si ferma solo al manufatto, prevedendo anche il contestuale rifacimento il gruppo corte ingles nel mondo E l Corte Inglés è un’azienda, per volume d'affari, tra le prime in Europa nel settore dei grandi magazzini. Il nome è quello di una piccola sartoria di Madrid, specializzata in abbigliamento per bambini e fondata nel 1890. Fino a pochi anni fa El Corte Inglés era attivo solo nella penisola iberica, con 16 punti di distribuzione. Solo dal 2001 è iniziata l’espansione verso nuovi mercati. Il primo punto vendita “oltre confine” è stato aperto in Portogallo, a cui sono stati affiancati in Francia i negozi Sfera e le agenzie di viaggio (sempre appartenenti al gruppo). Ma la costruzione del primo grande magazzino extra-iberico è prevista proprio in Italia, a Torino, dove nel Palazzo del Lavoro è stata individuata la “location” più appropriata per dare il via alle attività del colosso spagnolo nel Bel Paese. Vuol dire “taglio all’inglese”. delle aree verdi di accesso, oggi di proprietà comunale e troppo spesso trascurato. Non mancheranno parcheggi sotterranei pubblici e pertinenziali (nell’ordine di 20mila mq), indispensabili a soddisfare le future esigenze della struttura e cercare di “tranquillizzare” chi vive su questa porzione di città a due passi dal confine con Moncalieri e dall’imbocco per la tangenziale, dove parcheggiare pare già ora un’impresa, e dove il fallimento della rotonda Maroncelli ha messo in seria dif- ficoltà il traffico. Una nuova pianificazione, quella che si affaccia su Italia ’61, sicuramente affascinante, e con un costo indicativo superiore ai 50 milioni di euro - per ora completamente a carico di Pentagramma - che porterà nelle casse porterà circa 3,7 milioni per la valorizzazione oltre ad altri otto milioni di oneri di urbanizzazione. In ogni caso sembra prendere sempre più quota l’ipotesi di una imminente cessione dell’immobile e dell’ingresso di nuovi Affari in città? c’è la Fiat... D opo più di vent’anni di inattività, solo nel 2004 da Palazzo Civico parte un’offerta simbolica di un euro al Demanio per rilevare Palazzo Nervi e curarne il riassetto. “La risposta fu una richiesta di 20 milioni di euro, che ovviamente rifiutammo”, fa sapere Mario Viano Assessore comunale all’urbanistica. un anno dopo il ministro dell’economia Giulio Tremonti, per far quadrare i conti, impone alla Fintecna (società di real estate nata in seno alla dismissione dell’Iri) di rilevare alcuni palazzi del Demanio sparsi lungo tutta la penisola. Ed ecco che nel 2007 nasce il progetto Pentagramma, un percorso di valorizzazione di cinque distinti portafogli immobiliari in diverse regioni italiane, a cui partecipano tutti i più importanti operatori immobiliari italiani ed internazionali. Per il Piemonte, del quale l’asset principale è rappresentato proprio dal Palazzo del Lavoro, è stata selezionata la Gefim Spa, società di sviluppo immobiliare creata alla fine degli anni Settanta dalla famiglia Ponchia, storici ed influenti costruttori torinesi, con forti legami con l’universo Fiat, senza la cui benedizione sotto la Mole poco o nulla sembra ancora muoversi (proprio Gefim, insieme a Fiat Partecipazioni ed alla potentissima Beni Stabili sono i protagonisti di una joint-venture per l’acquisto, la gestione e lo sviluppo di diversi immobili dello stesso Gruppo Fiat, tra cui le palazzine di corso Marconi). Ecco che si muove l’alta finanza e Palazzo Nervi improvvisamente acquisisce un certo appeal. Tutto con una certezza: quando a Torino tira aria di business, i protagonisti sono sempre gli stessi. operatori. Dalla società attualmente proprietaria del Palazzo del Lavoro trapela ben poco, se non che “una volta terminato l’iter urbanistico si cercherà l’utilizzatore finale e a quel punto, a seconda dell’interlocutore, verrà deciso se portare avanti la ristrutturazione direttamente oppure se cedere l’edificio prima dell’inizio dei lavori”. Intanto gli spagnoli di Cortes Inglès sono lì alla porta, pronti a sbarcare su Torino, milioni di euro e posti di lavoro alla mano.ì Blue Hair Parrucchieri uomo e Donna Pieghe da euro 8,00 Taglio uomo-Donna euro 10,00 Colore da euro 15,00 Meche cartine euro 35,00 Contrasti da euro 15,00 orario: 10-18 Via Carrera 61 - ToRINo per appuntamento 348.973488 Pero7 [email protected] - Telefono 011/536.16.50 Cosa succede in città: gli appuntamenti dal 5 al 19 febbraio Anno II numero 12 - 5/2/2009 - www.perotorino.it l FRANCO BATTIATO In concerto al Teatro Colosseo il 10 febbraio pag. 32 l AUTOMOTORETRò Al Lingotto le auto d’epoca dal 13 al 15 febbraio pag. 36 l MANGO Il cantautore presenta il nuovo album il 18 febbraio pag. 35 Voglio essere comeBIAgIo IL CIELo hA uNA PoRTA SoLA - Il cantautore presenta in città il suo nuovo lavoro. L’appuntamento è per domenica 15 febbraio al Teatro Regio Pag. 33 32 Però7 Venaria Reale: Egitto tesori sommersi A partire dal 7 febbraio, la Reggia di Venaria ospita la mostra “Egitto. Tesori sommersi ” presso gli imponenti spazi delle Scuderie juvarriane. Si tratta dell’unica tappa italiana della mostra internazionale che espone oltre 500 reperti archeologici provenienti da Alessandria, heracleion e Canopo, antichissime città della zona del Delta del Nilo che nei primi secoli dell’era cristiana sono sprofondate sei metri sotto il livello del Mediterraneo. Con il supporto di una sofisticata tecnologia geofisica, l’equipe guidata dall’archeologo Franck Goddio ha riscoperto i loro resti, miti, opere ed oggetti. Informazioni sul sito www.lavenaria.it. e propri evergreen, per la loro capacità di essere apprezzati da tutte le generazioni. Quella di Franco Battiato è certamente una carriera senza eguali, la sua musica e i suoi testi riflettono le sue più diverse passioni, esoterismo, filosofia e meditazione orientale, pittura e ora anche cinema. Il cantautore infatti recentemente si è cimentato con grande successo nella regia cinematografica. L’autore de La voce del padrone ha organizzato per i suoi sostenitori uno spettacolo ricco di sorprese, dove sperimentazione e contaminazione la faranno da padrone. L’appuntamento di martedì 10 febbraio è quindi imperdibile. ore 21, teatro Colosseo – via Madama Cristina, 71/A – Torino. Prevendite abituali – www.ticketone.it – da 32.60 a 46.90 euro. Tel. 011.66.980.34. FrAnCo BATTiATo canta Fleurs 2 Martedì 10 febbraio il cantautore siciliano è al Teatro Colosseo: sulle scene dal 1978, Battiato ha una personalità poliedrica e musicalmente rivoluzionaria. Mancava dalle scene da un anno D opo quasi un anno di lontananza dalle scene, il teatro Colosseo di Torino si prepara ad accogliere il ritorno di Franco Battiato con il tutto esaurito. Dopo l’uscita del suo ultimo disco, Fleurs 2, il cantautore si appresta a vivere un 2009 denso, dal punto di vista concertistico. Il suo tour, infatti, toccherà tutto lo Stivale. Fleurs 2 è il capitolo conclusivo della trilogia iniziata nel 1999 con il primo rivoluzionario Fleurs, dove per la prima volta l’autore sfugge alla banale logica della cover e propone un modo del tutto originale di rileggere i grandi successi del passato. Come per i due capitoli precedenti anche qua Battiato rispetta le aspettative dei suoi fans. Ormai sulle scena dal 1978, Battiato si è dimostrato in questo ventennio una personalità poliedrica, eclettica e rivoluzionaria. Dagli inizi ad oggi ha attraversato e combinato diversi stili musicali, dalla prima musica sperimentale, alla musica etnica passando per il rock progressivo fino ad Al Regio dal 5 al 7 febbraio les contes d’hoffmann A arrivare alla musica leggera. Quella del cantautore siciliano è stata definita filosofia in musica da un pubblico e una critica che non hanno mai potuto smettere di dimostrargli tutta la loro stima. I successi che lo hanno reso famoso ai più, come Radio Varsavia, Voglio vederti danzare, Bandiera bianca, Centro di gravità permanente, oggi sono considerati dei veri l Teatro Regio di Torino va in scena in un nuovo allestimento, Les Contes d’Hoffmann di Jacques Offenbach, un’opera fantastica in un prologo, tre atti e un epilogo. Hoffmann sognava di musicare i racconti del romantico E.T.A, ma la sua fortuna declinava. Al ritorno dal viaggio negli Stati Uniti il suo sogno si realizzò. Il direttore del coro dell’Opéra-Comique, cedette a Offenbach il privilegio della composizione. A poco a poco la sua opera incominciò ad avere successo, ma la morte prematura gli impedì di essere partecipe della sua incoronazione. La regia è di Nicolas Joël e la produzione è in collaborazione con il Teatro de Madrid, Théâtre du Capitole Toulouse e Israeli Opera di Tel Aviv. Dal 5 al 7 febbraio alle ore 20, l’8 febbraio alle 15.30 al Teatro Regio – piazza Castello, 215 – Torino. Tel. 011.982.33.00. 33 Però7 Zio Vanja è al Teatro Carignano L a riapertura del teatro Carignano, da poco restaurato, sarà celebrata da una prima nazionale di tutto rispetto: andrà infatti in scena “Zio Vanja”, opera del drammaturgo Anton Cechov, fino 15 febbraio. A portarla in scena il regista Gabriele Vacis, reduce dal successo di “R&J Links”, spettacolo nato da intuizioni e suggestioni tratte dal Romeo e Giulietta di William Shakespeare. Adattamento originale dello stesso Gabriele Vacis e Gabriele Perrone. L’inizio dello spettacolo è previsto tutti i giorni alle ore 20.45, eccezion fatta per la domenica e i festivi in cui lo spettacolo andrà in scena alle ore 15.30. Zio Vanja è una delle opere più caratteristiche della poetica di Cechov. il cielo ha una porta sola: suonare temi gira l’Italia partecipando al Festivalbar, vende 150.000 copie ed entra a tutti gli effetti nel panorama musicale italiano. In questi venti anni Biagio Antonacci ha stretto importanti collaborazioni musicali e non, da Laura Pausini a Syria, da Mia Martini a Mietta fino al sodalizio con la Nazionale cantanti che si esibisce per scopi di beneficenza. È proprio in una di queste occasioni che conosce don Pierino Gelmini e aderisce, con diverse iniziative, al suo progetto per il recupero di giovani emarginati. Per tutti gli appassionati della musica del cantante nostrano l’appuntamento è quindi per il 15 febbraio alle ore 21 al Teatro Regio – piazza Castello, 215 – Torino. Prevendite abituali – www.ticketone.it – da 57,50 a 34,50 euro. Tel. 011.982.33.00. Antonacci Il grande Biagio canta e suona al Teatro Regio, il 15 febbraio alle 21. un cantautore a 360 gradi, interprete ormai maturo e intenso, che può permettersi versioni originali e uniche dei suoi stessi successi D omenica 15 febbraio il Teatro Regio ospiterà Biagio Antonacci con il suo tour Il cielo ha una porta sola omonimo titolo del suo nuovo album uscito in tutti i negozi di musica il 31 ottobre scorso. L’ultimo lavoro del cantante contiene tutti i suoi più grandi successi, scelti dai fans tramite il sito Internet ufficiale, due inediti Il cielo ha una Porta Sola, in radio dal 10 ottobre, un’emozionante ballata pop-rock, caratterizzata da un crescendo emotivo e musicale con un intenso finale di chitarre e archi, e Aprila, il secondo inedito, un pezzo dalle energiche sfumature rock, un grido di esortazione ad aprirsi all’amore. La novità è rappresentata dalla presenza di due nuove versioni dei brani Tra te e il mare e Vivimi, entrambi scritti da Biagio Antonacci per la Pausini. E’ un Biagio a 360 gradi, un interprete più maturo e intenso che può permettersi versioni originali e quindi uniche dei propri maggiori successi, un artista più riflessivo ma anche più libero di giocare con i testi e la musica che può creare esclusive collaborazioni nonché brani inediti musicalmente complessi e articolati. Più di vent’anni fa Biagio esordisce sul palco del Festival di Sanremo con la canzone Voglio vivere in un attimo. Il successo però arriva nel 1992 quando con il singolo Libera- 34 Però7 Adel Abdessemed, “Le ali di Dio” A partire dall’11 febbraio, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la cui sede è in via Modane 16, presenta la prima mostra personale in Italia dell’artista franco-algerino Adel Abdessemed. “Le ali di Dio”, questo il titolo della mostra a cura di Francesco Bonami, prende forma attraverso video, fotografie e installazioni dai contenuti potenti e dalla carica eversiva. L’artista si è infatti guadagnato l’etichetta di “enfant terrible” per le sue opere talvolta scioccanti ad alto contenuto di controversia, spesso su temi nevralgici quali sesso, religione e politica. gli affidò quella In “Cose che mi sono capitate” è al Colosseo il 13 febbraio Sarkozy volta al telefono… Gene Gnocchi Il comico emiliano presenta uno spettacolo surreale, ricco di paradossi e colpi di scena. Tutto all’insegna della comicità istrionica e graffiante. Con la sua bella e immancabile morale... l Gene Gnocchi, al secolo Eugenio Ghiozzi, uno dei comici più surreali del panorama italiano, torna al Teatro Colosseo il 13 febbraio con un nuovo spettacolo scritto con Francesco Freyrei, in cui si alternano situazioni paradossali e avvenimenti ricchi di colpi di scena. Nato in una famiglia piccolo borghese, laureato in giurisprudenza, il giovane Ghiozzi negli anni Ottanta esordisce sul palco dello Zelig di Milano. Seguiranno partecipazioni al Maurizio Costanzo Show, collaborazioni con la Gialappa’s band fino ad arrivare al sodalizio con Simona Ventura a Quelli che il calcio. Il nuovo spettacolo, Cose che mi sono capitate, è una lunga ricerca, attraverso graffianti osservazioni e riflessioni che spesso sfiorano l’assurdo, di una risposta alla domanda “Sono le cose che capitano o sei tu che capiti alle cose?”. L’istrionico Gene Gnocchi dopo un consulto medico e il successivo autoesame diagnostico riceve un inquietante responso: sta molto bene ma nella vita si è sempre tenuto tutto dentro. Così, rileggendo quella lastra grigia, si rende conto che la sua vita è fatta di piccole cose: il rapimento subito nell’autolavaggio dalla mafia russa, la missione impossibile che Di cosa sono quindi fatte le vite delle persone normali? Di grandi avvenimenti, di scelte fuori dal comune o di gesta eroiche? Forse sono semplicemente caratterizzate da un reticolo di piccole azioni quotidiane, spesso ripetute nel tempo, ma apparentemente insignificanti. Il personaggio interpretato dal grande Gene Gnocchi è sostenuto da una maniacale attitudine, quale annotare minuziosamente su carta tutti gli avvenimenti, anche i più insignificanti della propria vita. Ed è, cercando di organizzare i ricordi attraverso un’improbabile catalogazione, che si ritrova a raccontare storie surreali, costruite dall’accostamento paradossale di frammenti di realtà. venerdì 13 febbraio alle 21 al Teatro Colosseo - via Madama Cristina, 71/A – Torino. Prevendite abituali – www.ticketone.it – da 21.50 a 25.50 euro. Tel. 011.66.980.34. A l Tea tr o C o lo s s eo i l 6 e 7 f ebbr aio insinna torna alle origini D opo il grande successo ottenuto sul piccolo schermo con Don Matteo e Affari tuoi, grazie a cui è riuscito a entrare nelle case e nel cuore degli italiani, Flavio Insinna torna a teatro, suo primo amore, con un nuovo esilarante spettacolo, per la regia di Giampiero Solari, in cui è accompagnato per due ore e mezza dal fantastico swing di una band di nove musicisti che suonano dal vivo. Venerdì 6 e sabato 7 febbraio sul palco del Teatro Colosseo sarà di casa Senza Swing, spettacolo comico dove Flavio sarà la voce narrante che accompagnerà gli spettatori per tutto il viaggio. Lo spettacolo narra la storia di una banda di caserma che diventa un microcosmo dove, involontariamente, convivono piccole e meschine esistenze umane; che nel loro insieme rappresentano i piccoli vizi sociali tanto familiari nella nostra quotidianità. Insinna per tutto il tempo sarà il tramite tra la storia e il complesso musicale, a metà strada tra la classica banda da caserma e la big band da locale. La musica così si lega al racconto contribuendo a dare un ritmo serrato allo spettacolo. Senza swing è un affresco comico e pieno di storie piccole, vicine a noi. È una sfida importante che vuole giocare con i diversi modi di raccontare le storie a teatro. Lo spettacolo, che nasce da un testo di Pierpaolo Palladino, scritto con Flavio Insinna, Manfredo Rutelli, Giampiero Solari e Andrea Lolli, con ironia riesce a portare un contenuto importante di rifiuto e necessità di reagire alla mediocrità. Le vite mediocri sono inesorabilmente, sempre senza swing! Alla fine però lo spettatore è investito da una sensazione di positività e speranza. Infatti, reagendo alla mediocrità e credendo sempre nei propri sogni spesso si raggiungono risultati inaspettati. Allora per vivere una vita piena di swing basta crederci fino in fondo e lottare contro tutto per realizzare le proprie passioni. Per tutti quelli che sono alla ricerca dello swing l’appuntamento è allora per il 6 e il 7 febbraio alle 21 al Teatro Colosseo – via Madama Cristina, 71/A – Torino. Prevendite abituali – www.ticketone.it – da 20.50 a 28.60 euro. Tel. 011.66.980.34. 35 Porte Aperte all’Arpa P orte Aperte all’Arpa Piemonte”. Questa è l’iniziativa studiata dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, per le visite di docenti, famiglie, amministratori e funzionari pubblici. Per l’edizione 2009, viene dato risalto alla prevenzione del rischio geologico, con la possibilità di visitare il laboratorio geotecnico ed i nuovi sistemi di controllo sui movimenti franosi. Necessaria la prenotazione: telefono 011.07.02.535. In concerto il 18 febbraio, con “Acchiappanuvole” Scocca l’ora di MAnGo Nell’ultimo album, che l’artista propone durante le sue performance, ritroviamo un Mango attento e preciso, che riesce a rendere pienamente il significato di gioia e commozione alla base del suo ormai ventennale credo musicale l Mercoledì 18 febbraio, a pochi mesi dall'uscita del suo ultimo album di successo intitolato Acchiappanuvole, Mango arriva al Teatro Colosseo. Ad accompagnarlo sul palco saranno, tra gli altri, i fedelissimi Rocco Petruzzi alle tastiere, Nello Giudice al basso e Carlo De Bei alle chitarre. Acchiappanuvole, titolo tratto da un verso della canzone Ragazzo mio di Tenco del 1964, contiene quattordici cover ed è già disco di platino. Emergono il talento di Mango, la sua voglia di sperimentazione, la sua vocalità creativa. In questo nuovo lavoro Mango rivisita quattordici grandi brani dei più grandi cantanti di sempre, da De Andrè a Battisti, da Battiato a Tenco passando per la grande musica di John Lennon, Creedence Clearwater Revival e molti altri. Il suo è un lungo lavoro di ricerca in cui analizza e ripropone questi classici senza turbarne la loro natura essenziale. Nel primo singolo estratto, La stagione dell'amore, che ha anticipato l’uscita del disco, Mango duettava insieme all’autore Franco Battiato, a cui consegna una versione carica di pathos. Artista con uno stile sofisticato, le sue composizioni melodiche si sono sempre avvicinate a stili e profumi diversi dalla solita melodia italiana, sempre intrise di sonorità spesso an- glosassoni o etniche, Mango è però anche un grandissimo cantautore. Durante tutti gli anni della sua lunga carriera, che inizia nel 1976 con La mia ragazza è un gran caldo, ha scritto molte tra le più belle canzoni italiane per cantanti del calibro di Mina, Mia Martini, Loredana Bertè, Mietta, Patty Pravo per citarne solo alcuni. In Acchiappanuvole ritroviamo un Mango concentrato al massimo, che riesce a rendere pienamente il significato di gioia e commozione che sta alla base del suo credo musicale. Chi vorrà ancora una volta rivivere grandi emozioni e farsi trasportare dalle canzoni di Mango, che nel corso del tempo hanno fatto innamorare, trepidare e commuovere, non potrà allora perdersi l’appuntamento del 18 febbraio alle 21 al Teatro Colosseo – via Madama Cristina, 71/A – Torino. Prevendite abituali – www. ticketone.it – da 23.50 a 38.76 euro. Tel. 011.66.980.34. 36 Però7 Le sfide della multiculturalità L e sfide della multiculturalità: immigrazione, integrazione e scuola”. Questo il tema di un convegno organizzato a Torino - venerdì 6 febbraio alle ore 16 nella sede di corso Vittorio Emanuele 94 - da Forza Italia–Popolo della Libertà a cui parteciperanno il coordinatore regionale degli azzurri piemontesi Enzo Ghigo (foto) e la parlamentare Margherita Boniver, Presidente del Comitato Schengen, Europol, Immigrazione. Secondo l’onorevole Boniver “un occasione per discutere e dibattere con cittadini ed elettori di una questione sempre più attuale e prioritaria, specie per la realtà torinese e piemontese”. Per informazioni sulle modalità di partecipazione: Tel. 011.43.66.660 Il 13, 14 e 15 febbraio, alla scoperta delle auto di una volta, con la mostra e il mercato AUTo Motoretrò Due rassegne in programma: Il collezionismo dei Motori - Gli Artigiani del Restauro. Saranno ricordati gli importanti anniversari di Bugatti – Mini - Gilera e Autobianchi, nella manifestazionie in programma al Lingotto Fiere l La stagione 2009 del motorismo d’epoca si apre a Torino con il 27°Automotretrò, la rassegna di cultura automobilistica, che costituisce il primo appuntamento dell’anno per collezionisti e appassionati, che grazie alla posizione geografica, è in grado di attirare numerosi operatori e visitatori stranieri. La tradizione della manifestazione, è quella di abbinare eventi culturali e rievocazioni, ad una sezione commerciale molto completa, che giunge a proposito, in un periodo dell’anno nel quale si rimettono in moto i veicoli e s’iniziano o si completano i restauri. Quest’anno ci sarà un nuovo e importante motivo di interesse, Automotoretrò presenta una sezione dedicata agli artigiani del restauro, dando così modo ai collezionisti di entrare in contatto con questi operatori, pronti a risolvere, i problemi inerenti la rimessa in efficienza, di veicoli d’interesse storico. La sezione, denominata “ Gli artigiani del Restauro” vuole porre in risalto la necessità di salvaguardare il patrimonio di conoscenze e manualità, di questi operatori, creando attenzione intorno a questo campo d’attività, per conservare il “saper fare” di questi professionisti e attirare i giovani, verso un’attività non banale e remunerativa. Automotoretrò celebra il Centenario della Bugatti la Casa fondata da Ettore Bugatti, che in Francia, trovò l’affermazione della sua genialità. Saranno esposte una serie di vetture provenienti dal Museo di Mulhuose, della famosa collezione Schlumpf e da privati italiani. Altro centenario è quello della Gilera che proprio nel 1909 fu fondata da Giuseppe Gilera a Milano, saranno inoltre ricordati i 50 anni della Mini, la geniale figlia di Issigonis antesignana di tutte le “Piccole” e poi i 40 anni delle Autobianchi A112 e A111. Numerose le altre iniziative, oltre al mercatino ulteriormente ampliato, visto l’alto numero di espositori, il Salone di auto e moto messe in vendita da privati e commercianti, le consuete esposizioni dei più prestigiosi “pezzi” negli stand delle Case Costruttrici e dei numerosi Club, unamostra di veicoli giocattolo, la lotteria benefica, le aree gioco per i più giovani , veicoli militari storici. Automotoretrò offrirà ai visitatori, svariati motivi d’interesse, in un momento in cui il collezionismo motoristico, sta vivendo una notevole espansione e rappresenta, un sicuro investimento.La rassegna costituisce l’unico appuntamento motoristico che Torino è in grado di offrire, ad un pubblico che sempre maggiormente, dimostra di gradire l’evento, che vedrà presenti oltre 350 espositori, con sempre più interessanti e consistenti presenze straniere. Per info rassegna: tel fax 011 350936 www.automotoretro.it e mail: [email protected] Però7 37 Du Camp Visuel al Mirafiori Motor Village F ino al 22 febbraio, il Mirafiori Motor Village ospita la mostra “Du Camp Visuel” dedicata al fotografo francese Maxim Du Camp, noto per essere stato il primo fotoreporter della storia e per aver accompagnato e documentato il viaggio di Gustave Flaubert in oriente. Tra i suoi reportage, il più famoso è senza dubbio quello realizzato durante la spedizione dei Mille di Garibaldi. La mostra è composta di 26 tavole. Questi gli orari: dalle 9 alle 19.30 dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13 il sabato, dalle 15 alle 19.30 la domenica. Per info: www.mirafiorimotorvillage.it. Marcorè faGABEr Alcune tra le più belle canzoni e tra i migliori dialoghi del grande artista milanese a Venaria S abato 7 febbraio il Teatro della Concordia di Venaria Reale ospiterà Neri Marcorè in Un certo signor G, spettacolo teatrale ripreso dall’opera di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Questo spettacolo è un modo per rileggere e re-interpretare l’opera di Gaber a più di 35 anni di distanza dal primo grande debutto. Neri Marcorè, famoso ormai ai più come imitatore in televisione di personaggi del peso di Di Pietro, Zapatero, Mastella, Gasparri e molti altri, offre la possibilità di emozionarsi con il teatro canzone di Giorgio Gaber anche a chi non ha avuto il privilegio di vederlo dal vivo. Neri Marcorè che interpreta il signor G è accompagnato da due pianiste, Silvia Cucchi e Vicky Schaetzinger, che spesso interagiscono con il signor G come il coro nella tragedia greca. L'elaborazione musicale di Paolo Silvestri dà allo spettacolo una veste quasi concertistica. Il comico è più timido e confuso rispetto all'originale, ma dotato della mede- sima carica ironica. L’appuntamento per tutti quelli che avranno voglia di rivivere le grandi emozioni con il teatro del grande artista milanese è per il 7 febbraio alle ore 21 al Teatro della Concordia – corso Puccini – venaria Reale. Prevendite abituali – www.ticketone.it – da 22.00 a 25.00 euro. Tel. 011. 49.58.50. FASHION FOOD & JOY PIZZA B icent en ario de lla n as cit a torino in Braille F ino al 28 febbraio è possibile relazionarsi con Torino sotto un altro “punto di vista”, grazie all’iniziativa “Torino in Braille”. Nel 2009 cade il bicentenario della nascita di Louis Braille, lo studioso francese che ha ideato il noto sistema di scrittura e lettura a rilievo per non vedenti, invenzione che ha dato la possibilità alle persone che soffrono di handicap visivi di relazionarsi in modo più agevole nei diversi aspetti del quotidiano. Ed è proprio questi duecento anni di continui miglioramenti nell’integrazione degli individui con problematiche visive nelle varie azioni che normalmente pretendono un approccio visivo, che “Torino in Braille” celebra. Maggiori informazioni su: www.torinoinbraille.com UN TOCCO TROPICALE A TORINO CUCINA MEDITERRANEA PIZZA NAPOLETANA PIZZA A METRO FARINATA IN VIA S. FRANCESCO DA PAOLA 46 Per prenotazioni tel. 011/812.96.15 Per le feste: Menu carne 25 euro, pesce 30 euro ooOoo Lo “011” è convenzionato con il parcheggio sotterraneo di PIAZZA BODONI i nostri clienti a cena potranno usufruirne Politica “Alle Provinciali i Moderati dalla parte del territorio” Oggi quantomeno ce la possiamo giocare con quasi tutte le aree metropolitane d’Europa. Non siamo ancora il dormitorio di Milano e abbiamo le basi per costruire un mercato economico differenziato, che di Guido Bosco affianchi al manifatturiero il terziario, la ricerca, l’istruzione, una sanità qualificata e anche il turismo. a nostra città ha de- Ma non le sembra che la difesa a priori ciso di trovare un della Fiat, diventi quasi un accanimento senso al suo futuro terapeutico per un settore che sta dimopartendo dall’evento strando di essere in gravissime difficoltà olimpico. Ma la pro- in tutti i Paesi ad alto salario? mozione che c’è Questa domanda fatta anni fa, con la stata e che ha portato crisi che attraversava la Fiat e non Torino sui media di tutto il mondo, mi pare il sistema auto in generale, mi sia stata rallentata negli anni successivi da avrebbe fatto sicuramente riuna crisi generalizzata che chiaramente ha spondere di sì. Avrei avuto colpito anche la nostra metropoli, ridu- torto, perché l’azienda si è ricendo le risorse disponibili per la promo- presa e ha prodotto dei mozione e comunicazione del territorio”. delli all’avanguardia, è tra le Maurizio Bruno, segretario cittadino dei case automobilistiche a livello Moderati, analizza la situazione della città europeo che ha registrato una a tre anni dai Giochi, mentre la Fiat è co- delle migliori crescite, ma stretta alla cassa integrazione ma, nello che oggi è colpita stesso tempo, restiamo tra i maggiori espor- come tutte le tatori di manufatti e di tecnologie italiane concorrenti all’estero. E mentre si va verso le elezioni dalla conin Provincia. giuntura Il mugugno torinese è inevitabile. In ef- difficile. È fetti la crisi si sente e le conseguenze in un obbligo termini di occupazione sono sotto gli cercare di occhi di tutti... conservare È sotto gli occhi di tutti che questa città questo panegli ultimi anni sia migliorata, anche se trimonio della mantiene le problematiche di tante metro- città e del poli industrializzate. Il nostro problema era Paese. se diventare il dormitorio di Milano dopo Lei arriva da la prima crisi Fiat, oppure se ricollocarci un’esperienza col nel mercato globale come entità capace di centrodestra: è stato proporre e creare novità. coordinatore cittaMa per il momento, pare che questa dino di Forza Italia. scelta fondamentale non sia stata fatta... Perché ha deciso di Siamo stati rallentati dalla congiuntura in- cambiare? ternazionale. Ma un dato reale c’è: che Di cambiare partito, dieci anni fa ci davano come città grigia, diciamola fino in spenta, morta, addirittura senza futuro. fondo. In un’epoca Intervista a Maurizio Bruno segretario torinese dei Moderati “Alle elezioni provinciali Correremo con chi garantirà un programma serio e concreto di rilancio e sviluppo del territorio” l nella quale la politica si basa principalmente sull’ideologia liberale, la prima cosa che un’organizzazione politica deve garantire è la dignità di chi si spende per essa. Purtroppo nella mia esperienza precedente, mi sono dovuto confrontare con uomini per i quali questo principio era irrilevante. Sembra di sentir parlare uno dei tanti scontenti all’interno del Pd. non è che la vera differenza non sta negli schieramenti ma, appunto, nelle persone? In questo periodo della politica italiana vi è una classe dirigente che non sempre è all’altezza. Sia nel centrosinistra, sia nel centrodestra. Io e alcuni amici, tutti con esperienza politica, abbiamo deciso di intraprendere un percorso difficile, ma onesto ed entusiasmante, al di fuori dei rigidi schemi un po’ ipocriti dei due poli. Già, i Moderati. Finora un’esperienza politica di sicuro successo a livello di voto. Ma cosa state architettando per le prossime elezioni? Siamo ancora nella posizione di dover valutare noi le proposte altrui, per capire che cosa i due schieramenti vorrebbero per il bene del territorio. Ad oggi, valutando sia gli aspetti politici, sia programmatici degli uni e degli altri, non abbiamo ancora preso una decisione. So soltanto una cosa per certo: la politica tradizionale prima non ci voleva, ora tutti ci cercano e ci corteggiano. Sarà forse perché potremmo essere determinanti con i nostri voti per decidere il nuovo presidente provincale? ì 39 Politica “Scontri di piazza: una vergogna per tutti i torinesi” Intervista ad Andrea Tronzano vicecapogruppo Fi-Pdl in Comune “Il sindaco deve prendere una posizione di netta condanna nei confronti di chi brucia bandiere e crea disordini nelle nostre piazze” di Guido Bosco V icecapogruppo di Forza Italia-PdL in Comune, Andrea Tronzano, 41 anni, è al suo primo mandato a Palazzo Civico. Le manifestazioni in favore di Hamas che hanno portato disordini e scompiglio in città non gli vanno proprio giù. Ed ecco che in Consiglio comunale Tronzano ha fatto sentire la voce della maggioranza silenziosa, quella che non va in piazza e rispetta le leggi. Le recenti manifestazioni anti-israeliane rappresentano un segnale pericoloso? Manifestazioni pro Hamas, bandiere bruciate, tentato assalto al Palazzo Comunale, poliziotti feriti. Queste sono le conseguenze che derivano dalla irresponsabilità. Chi, 40 con le proprie azioni all'interno della maggioranza che guida la Città di Torino, affianca movimenti che al loro interno, ormai in modo acclarato, ospitano frange violente pronte a tramutare in scontro ogni situazione, si rende corresponsabile e copre politicamente, magari in modo indiretto, queste azioni. Si riferisce anche all’occupazione della clinica San Paolo? Tollerare l'occupazione della clinica San Paolo, nonostante per i profughi del Darfur si sia trovata una dignitosa sistemazione a Settimo, significa dare la sensazione di impunibilità o, peggio, di avere coperture politiche, a coloro che strumentalizzano con violenza situazioni di disagioUna “tolleranza” manifestata pure da esponenti dell’ammini- strazione comunale... I rappresentanti del governo della Città come l’assessore Borgione o del Consiglio Comunale come il presidente Castronovo che ricevono persone, pur probe, ma affiancate nella protesta dai violenti, mancano di rispetto alle Istituzioni e consentono all'ala violenta di potersi esprimere con furore contro simboli della Città, nel caso dell’assalto al Comune, o delle Nazioni, ne sono un esempio le bandiere bruciate di Israele. Sono azioni che vanno contro gli stessi inermi cittadini e, soprattutto, mettono a rischio l’incolumità delle forze dell'ordine, costrette a reagire giustamente contro tentativi di occupazione o assalti pirateschi. Sei poliziotti sono stati feriti da lanci di cubetti di porfido e ghiaccio”. Che cosa hanno fatto gli esponenti dell’opposizione? I capigruppo del PdL Cantore e Ravello, a cui credo si uniranno i capigruppo Carossa della Lega e Lonero de La Destra, hanno naturalmente deciso che l'opposizione non si presenterà in aula sino a che il sindaco Chiamparino ed il partito di maggioranza relativa non si esprimeranno, in modo chiaro, sia sul presidente Castronovo sia sull'assessore Borgione. Non sono più accettate le mezze verità e le ambiguità lessicali della politica. Cosa chiedete a Chiamparino? La posizione del sindaco è importante. La Città partecipa al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Il prefetto non ha ricevuto e non riceverà ufficialmente questi personaggi. Il Sindaco e la maggioranza, in caso di posizioni non chiare, mettendo a rischio il gran lavoro sulla sicurezza fatto dalle forze dell'ordine e dall'Esercito in questi mesi, grazie anche alle chiare indicazioni del governo italiano. ì GRANDI OFFERTE PER GRANDI SOGNI BLU COMPANY Via Tunisi 135, TORINO - 011/30.17.165 Attualità Spaccio e discarica al Una riqualificazione annunciata. Annunciatissima: se ne parla da 18 anni. Intanto nessuno fa nulla e tutta l’area intorno al monumento nazionale è in stato di degrado e di abbandono. La Provincia chiede al Comune, ma Palazzo di Città tace, senza acconsentire. Per i residenti un calvario immotivato di Riccardo Ghezzi N e hanno discusso Provincia, Circoscrizione 7 e Comune, eppure il degrado di zona Ponte Mosca sembra essere un problema irrisolvibile. Palleggio di responsabilità, attesa di risposte e situazioni da chiarire si sono susseguite in un valzer interminabile, il risultato è che da 18 anni a questa parte nulla è stato risolto. Il 1991 è proprio l’anno in cui, a causa di un cedimento strutturale, è stato demolito il vecchio Istituto Aldo Moro. Da quel momento, sull’area di proprietà della Provincia, sono stati fatti tanti progetti: prima hanno detto che ci sarebbe stata la sede del Provveditorato agli studi, poi si è pensato ad un centro polifunzionale, in successione sono arrivate anche alcune ipotesi di corridoio, come un’area parcheggio. Il progetto per un faraonico centro interculturale, che cercava appoggi a destra e a manca, è svanito nel nulla. E non sono mancate i litigi tra la Provincia e il comitato Ponte Mosca, la cui collaborazione è durata alcuni anni. Ora la zona di Ponte Mosca, monumento nazionale, è un luogo di spaccio, consumo di droga nonché una discarica a cielo aperto. La prima a ricordare lo spiacevole declino dell’area è stata la consigliera della Circoscrizione 7 Patrizia Alessi, che ha presentato lo scorso novembre un’interrogazione allegando una lettera dei residenti destinata alla Giunta: “I cittadini del Condominio di Lungo Dora Firenze 19, situato di fronte al Ponte, esasperati dalla difficoltà di vivere in quella zona, esigono di non continuare a essere presi in giro. Una bonifica ambientale e culturale deve essere la premessa necessaria ad una effettiva bonifica sociale” ha sostenuto Alessi. L’incongruenza è tornata in auge grazie ad un’interpellanza presentata in Provincia dalla capogruppo di Forza Italia Nadia Lo- Foto : befedim Ponte Mosca Nell’area adiacente dovevano metterci il provveditorato o un centro interculturale ora invece si parla di un liceo, ma senza nessuna certezza iaconi, e firmata da tutta l’opposizione: “Avrei potuto intitolarla area Ponte Mosca, una storia infinita” ha commentato la capogruppo azzurra, che ha poi chiesto conto dei progetti futuri. L’assessore all’Istruzione Umberto D’Ottavio ha risposto: “C’è la possibilità di trasferire l’intero istituto Spinelli (attualmente in via Figlie dei Militari n.d.r.), ma dobbiamo aspettare di sapere se avrà ancora il titolo di Istituto Europeo. Stiamo quindi studiano la possibilità di costruire una nuova scuola, lasciando una porzione dell’area all’iniziativa privata, ma per questo aspettiamo che il Comune di Torino definisca la disponibilità ad intervenire economicamente”. Una risposta che si attende al più presto, anche se una successiva interpellanza presentata a Palazzo civico dal Pdl è stata accolta come se il Comune fosse ben lontano dalla soluzione. La bonifica fantasma dell’area, finora, è costata alla Provincia ben 702.000 euro, esclusi gli oneri delle demolizioni: 301.000 circa per opere edilizie, 41.000 per progettazioni e 360.000 per iniziative di carattere culturale. La realizzazione di un edificio scolastico in grado di ospitare l’intero ciclo della Scuola Europea (elementare e media inferiore a carico del Comune, Liceo a carico della Provincia) riqualificherebbe assai la zona. Ma c’è anche chi dice che lo spostamento dello Spinelli si stia ritardando CARTOLINA E DEGRADO A sinistra, un’immagine da cartolina di Ponte Mosca. Ma quando ci si avvicina, lo spettacolo è quello delle foto in questa pagina, in alto e in basso. Sopra a destra, Patrizia Alessi e Umberto D’Ottavio per timore che “la creme de la creme” che risiede in collina non sia disposta a mandare a studiare i figli in zona borgo Aurora, causando un calo degli iscritti all’Istituto. Anche perché di spostamento dello Spinelli si sta parlando da svariati anni. Ciò che conta è solo che l’area Ponte Mosca sia riqualificata al più presto, mentre assessori e sindaco sono occupati a pensare eventi culturali e gestione della propria immagine. ì Gradita la prenotazione PERO 43 Viabilità In corso Sommeiller è DELIRIO Nella giungla del sovrappasso tristemente noto a molti automobilisti torinesi, eterni cantieri, traffico impazzito e difficoltà per tutti. Alla fine vige la legge del più forte e arrogante. Manovre di sopravvivenza di Gianluca Palladino c orso Sommeiller. Una delle arterie cittadine più trafficate, fin dalle prime ore della mattinata. Due corsie per senso di marcia che, nella carreggiata sud (quella che da corso Turati va in direzione di corso Massimo D’Azeglio e del Valentino), si restringono a una, pochi metri prima dell’incrocio con via Nizza, a causa degli eterni lavori per la metropolitana. Ebbene, su questo sfondo d’asfalto e cemento, ogni santo giorno prolifera la giungla, con i suoi abitanti e le sue leggi. Da una parte ci sono le tigri, aggressive e ruggenti a bordo dei loro Suv; e gli avvoltoi, pronti ad approfittare di ogni per- 44 tugio venga loro concesso (o meno) per infilarvisi con la propria vettura. Dall’altra parte ci sono le tartarughe, tutte lentamente ed ordinatamente in fila in attesa che il serpentone di auto defluisca; e i pavoni, con le sembianze di quelle donne al volante che approfittano di ogni sosta per completare il maquillage, e, tra uno sbaffo di rossetto e un segno di matita, con gli occhi fissi sullo specchietto e le labbra in posa “signorina Silvani” non si accorgono del semaforo verde, né tantomeno sentono il coro di clacson che le invita a partire prima che sia giallo, e di nuovo rosso. A regolare questo zoo metropolitano, non il codice della strada, ma la legge del più forte, o, meglio, del più arrogante. Fuor di metafora, di chi dribbla puntualmente la coda a dispetto dei tanti fessi che invece la rispettano, e poi pretende, con le buone o con le cattive, che questi ultimi lo facciano reimmettere nel flusso principale; cosa che, peraltro, quasi sempre avviene, in nome non di una cortesia che sarebbe ingiustificata, ma del quieto vivere, del non compromettersi, dell’evitare grane. E così, il sistema perverso si auto-rinforza. In città record d’incidenti S econdo le ultime statistiche disponibili, la provincia di Torino concentra nel proprio territorio più della metà degli incidenti e dei morti sulle strade. Ovviamente nei Comuni più grandi, la percentuale degli incidenti è maggiore e Torino è capofila regionale di questa triste graduatoria. E gli incidenti nelle intersezioni sono appunto frequentissimi nei centri abitati: 86% del totale. I maschi, checcé ne dicano i pregiudizi, rappresentano il 78% dei decessi sulle strade e il 61% dei feriti su base regionale. Evidentemente, il vizio di pigiare troppo sull’acceleratore è prettamente adamitico. Persino i vigili urbani, calati nel disastroso contesto dell’arteria presso via Sacchi, si comportano da selvaggi Qualche mese fa mi trovavo a New Orleans. Lunghissimo serpentone per acquistare i biglietti della partita degli Hornets, la locale squadra di basket, che doveva affrontare i Dallas Mavericks in un match di playoff. A sorvegliare la coda, anche alcuni agenti di polizia, appostati nei pressi dei botteghini del palazzetto. Un attimo di distrazione, e un “furbetto” made in Usa prova a passarmi davanti. Prima ancora del sottoscritto, a reagire sono le altre persone in coda (alcune delle quali in posizione più avanzata, e quindi non penalizzate personalmente dal tentato sopruso). Prendono di peso l’abusivo, e lo portano alle guardie, che a propria volta lo accompagnano non al suo posto originario, ma al fondo della fila. Sono in auto, in coda, al mio posto, perso nei pensieri e nell’utopica speranza che anche da noi, un giorno, si faccia strada una cultura in cui gli stessi cittadini contribuiscano a far rispettare le regole del INVESTIGAZIONI PRIVATE vivere civile; e mi chiedo se, nell’attesa di quell’eldorado, non si potrebbe prevedere perlomeno la presenza di un vigile urbano all’altezza del restringimento Licenza di carreggiata. Così, giusto per regolare le immissioni delle vetture dalla corsia di destra a quella di sinistra, ed evitare il pericolo di incidenti e risse da far west. Mentre rifletto, mi accorgo che quattro auto dietro la mia c’è una vettura della polizia municipale. Che il mio desiderio sia stato esaudito? La Punto dei civich (senza sirene o lampeggianti accesi, senza palette sventolanti) sterza a destra, Via Vassalli Eandi, 2 10138 Torino Telefono e Fax: 011 433.30.91 PERO Prefettura n. 4/03 ag esce dalla fila, percorre la corsia libera e, giunta al cantiere, si rituffa nella coda principale, quasi “sportellando” la Golf di un anziano che “pretendeva” – pensate un po’ – di passare, dopo aver rispettosamente atteso per lunghi minuti che arrivasse il suo turno. Morale della favola. Il pesce puzza sempre dalla testa. Anche nella giungla. ì 45 FiSCo e L AVo ro Le scadenze dal 1° febbraio al 2 marzo 2009 – di Giuseppe Vinci enTRo IL 2 FeBBRAIo 2009: - versamento, dai soggetti tenuti al pagamento, della Tassa annuale sulle Concessioni Governative; - versamento, dai soggetti tenuti al pagamento, della Tassa annuale sulle Concessioni regionali; - i soggetti che occupano spazi pubblici versano l’Imposta totale o prima rata sull’occupazione (Tosap); - versamento, dai soggetti tenutivi, dell’Imposta comunale sulla pubblicità e sulle affissioni in un’unica soluzione o 1ª rata trimestrale per l’anno 2009; - versamento, da parte delle imprese di assicurazione, dell’imposta dovuta su premi ed accessori incassati nel mese di dicembre 2008, e degli eventuali conguagli dell’imposta dovuta sui premi ed accessori incassati nel mese di novembre 2008; - pagamento tasse automobilistiche (bollo auto) da parte dei proprietari di autoveicoli con oltre 35 Kw con bollo scadente a dicembre 2008 e di ciclomotori, residenti in Regioni che non hanno stabilito termini diversi; - pagamento Tassa fissa da parte dei proprietari di mezzi di trasporto soggetti a tasse fisse (roulottes, carrelli e targhe prova) e residenti in Regioni che non hanno stabilito termini diversi; - i titolari di abbonamento alla radio o alla televisione versano il canone annuale o la rata trimestrale o semestrale; - i titolari di reddito dei terreni denunciano all’Agenzia del territorio le variazioni del reddito dominicale; - gli enti non commerciali versano l’IVA relativa agli acquisti intracomunitari registrati nel mese di dicembre 2008. enTRo IL 9 FeBBRAIo 2009: - Banche ed Istituti di credito autorizzati ad emettere assegni circolari versano, in modo virtuale, l’Imposta di bollo relativa agli assegni circolari in circolazione alla fine del 4° trimestre 2008. enTRo IL 15 FeBBRAIo 2009: - devono essere emesse le fatture differite relative a beni consegnati o spediti in gennaio 2009, risultanti da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti con-traenti; - i soggetti esercenti il commercio al minuto e assimilati devono registrare, anche cumulativa-mente, le operazioni effettuate nel mese solare precedente. 46 enTRo IL 16 FeBBRAIo 2009: - si possono regolarizzare i versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 16 gennaio 2009 con l’istituto del “ravvedimento operoso”: versamento maggiorato di interessi legali e della sanzione ridotta fino al 3,75%; - versamento: ritenute alla fonte (comprese quelle da operazioni di conguaglio) operate da tutti i sostituti di imposta in gennaio 2009; imposta sostitutiva, per lo stesso periodo, da coloro chi vi sono tenuti; - versamento IVA - da contribuenti IVA mensili - dovuta per gennaio 2009, ovvero per dicembre 2008 nel caso in cui la contabilità sia affidata a terzi; - i contribuenti IVA trimestrali soggetti al regime ex art. 74, commi 4 e 5, D.P.R. n. 633/72 versano l’IVA dovuta relativa al quarto trimestre 2008, al netto dell’acconto già versato; - versamento - da artigiani, commercianti, pescatori autonomi, lavoratori autonomi agricoli o con-cedenti per i piccoli coloni ed i compartecipanti familiari - contributi INPS dovuti per gennaio 2009 su: retribuzioni dei dipendenti o ad esse assimilate; utili corrisposti ai soci; compensi soggetti alla gestione separata lavoratori autonomi; - comunicazione telematica dati contenuti in dichiarazioni d’intento ricevute in gennaio 2009; - versamento accisa sui prodotti assoggettati immessi in consumo in gennaio 2009; - versamento addizionale all’IRPEF, sia regionale che comunale: rata di acconto trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati su competenze di gennaio 2009; rata per conguaglio di fine anno; in unica soluzione, quella trattenuta agli stessi in caso di cessazione del rapporto di lavoro; - versamento contributi ENPALS per il periodo di paga scaduto in gennaio 2009; - versamento imposta sugli intrattenimenti per attività svolte con carattere di continuità in gennaio 2009; - versamento - da datori di lavoro di giornalisti e praticanti giornalisti - contributi INPGI per il periodo di paga scaduto il mese precedente; enTRo IL 20 FeBBRAIo 2009: - versamento, da datori di lavoro dei gior- PERO nalisti e dei praticanti giornalisti, contributi CASAGIT per il periodo di paga scaduto il mese precedente; - versamento, da imprese di assicurazione, dell’imposta dovuta su premi ed accessori incassati in dicembre 2008, e su eventuali conguagli d’imposta su premi e accessori incassati in novembre; - presentazione - da parte degli operatori intracomunitari con obbligo mensile – degli elenchi INTRASTAT relativi a cessioni e/o acquisti intracomunitari effettuati nel mese di gennaio 2009; scadenza prorogata di cinque giorni se utilizzato, per la presentazione, l’EDI (Electronic Data Interchange); - versamento, in modo virtuale, della tassa sui contratti di borsa dovuta per il mese precedente. enTRo IL 28 FeBBRAIo 2009: - i sostituti d’imposta consegnano i CUD e le certificazioni dei compensi corrisposti e delle ritenute effettuate nell’anno 2008. enTRo IL 2 MARzo 2009: - i contribuenti IVA tenuti a presentare la comunicazione annuale dei dati IVA, nonché gli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni, presentano la comunicazione dati IVA relativi all’anno 2008; - versamento imposta di registro sui contratti di locazione nuovi (da registrare entro la stessa data) o rinnovati tacitamente con decorrenza 1° febbraio 2009. Si precisa che i termini per la registrazione sono: 30 giorni per i contratti stipulati in Italia; 60 giorni se stipulati in uno Stato estero); - i soggetti autorizzati a corrispondere l’imposta di bollo in maniera virtuale versano la 1ª rata bimestrale relativa all’anno 2009, al netto dell’acconto versato; - i titolari di contratti di locazione di fondi rustici versano l’imposta di registro sui contratti di locazione di fondi rustici posti in essere nell’anno precedente; - versamento, da parte delle imprese di assicurazione, dell’imposta dovuta su premi ed accessori incassati nel mese di gennaio 2009, e degli eventuali conguagli dell’imposta dovuta sui premi ed accessori incassati nel mese di dicembre 2008; - versamento, da parte degli enti non commerciali, dell’IVA relativa agli acquisti intracomunitari registrati nel mese di gennaio 2009. Caffetteria, ristoService, panetteria, pasticceria prenota il catering per le tue occasioni più importanti Via Negarville 8/12 - torino telefono 011/3473796 Il caso Adotto lo Straniero Negli ultimi anni, a Torino e in Piemonte si registra un forte aumento di adozioni internazionali: in tutto sono 1.123 i bambini d’oltreconfine che i genitori subalpini sono riusciti a “portare in casa” di Giulio Chiara P iù di mille adozioni internazionali in Piemonte negli ultimi cinque anni, con un incremento esponenziale di anno in anno. I dati della Commissione adozioni internazionali (Cai) parlano chiaro: la nostra regione, pur non toccando le altissime punte della Lombardia, sta diventando una delle più attive nell’accogliere all’interno delle famiglie minori provenienti da Stati stranieri. Tutto ciò malgrado l’estrema complessità della procedura. L’autorizzazione all’ingresso del minore straniero in Italia è rilasciata solo se l’adozione pronunciata nello stato estero è avvenuta nel rispetto dei principi stabiliti nella convenzione dell’Aja del 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale. Ma anche se ricorrono le condizioni d’abbandono. Quindi ad ogni visto d’ingresso corrisponde il riconoscimento di un’adozione pronunciata all’estero. La CAI (commissioni adozioni internazionali) svolge un’attività di vigilanza sugli enti autorizzati a seguire la coppia nelle varie fasi dell’adozione internazionale e pubblica periodicamente l’Albo degli enti autorizzati abilitati a operare sul territorio nazionale. Nell’intero arco temporale del monitoraggio gli enti autorizzati attivi, ovvero che hanno lavorato per l’ingresso di almeno un bambino straniero a 2004 (anno in cui l’ascui hanno effettivamente consociazione Enzo B è cessa l’autorizzazione sono iscritta all’albo naziostati 66. nale) forte della propria In Piemonte l’età media delle esperienza e dei numerosi rapporti intessuti coppie che adottano è piuttosto con organizzazioni alta: marito 40,8 anni, moglie operanti all’estero, ha 38,9 anni. L’età media si alza ritenuto di dover estenulteriormente in Valle d’Aosta: dere il proprio impegno 44,6 anni il marito,41,3 la monei confronti di quei glie. Va detto che nel resto bambini che, nel mondo, versano in condelle regioni d’Italia il dato ridizioni di abbandono e calca quello piemontese. difficoltà, con l’intento A Torino, le coppie che hanno di offrire un aiuto sinrichiesto l’autorizzazione alcero, corretto e disintel’ingresso in Italia di minori ressato alle famiglie stranieri secondo il tribunale italiane in pratiche competente e l’anno della rid’adozione internazionale. chiesta sono aumentate moltissimo: nel 2000 erano soltanto Si chiama “Enzo B” l’associazione che ci aiuta nelle adozioni l ’associazione Enzo B è l’unico ente nazionale ad effettuare le adozioni in Senegal. Attualmente ha effettuato 181 adozioni e si piazza tra i primi 10 enti come numero di adozioni effettuate. Enzo B – onlus è un’associazione torinese (via Onorato Vigliani 102) che, dal 2004si occupa di adozioni internazionali con l’intento di tutelare i diritti all’infanzia, garantendo condizioni esistenziali dignitose, una famiglia di riferimento e una rete di le- gami affettivi ai bambini che si trovano senza famiglia e in difficoltà. ENZO B opera in Vietnam, Benin, Burkina Faso, Camerun, Costa D’Avorio, Etiopia, Gambia, Guinea Bissau, Mali, Mozambico, Niger, Nigeria, RD congo, Senegal, Tanzania, Federazione Russa, Croazia, Moldova Ungheria, Mongolia, Nicaragua, Bielorussia, Bulgaria, Romania, Ucraina, Mongolia, India Kazakistan, Cile, Bolivia, Ghana, Argentina. L’operatività in Paesi del continente africano rappresenta la volontà di impegno nell’area più povera del mondo; proprio in quest’area il numero di adozioni internazionali verso l’Italia ed il numero di enti autorizzati a promuovere adozioni è particolarmente esiguo: la presenza dell’associazione vuole contribuire ad un’inversione di tendenza, attraverso la definizione di relazioni sempre più strette con i partners e le istituzioni locali e attraverso la sensibilizzazione in Italia. Nel contesto della tutela all’infanzia, ma anche di un’attenzione alla genitorialità, dal 13; nel 2001 sono diventate 61; nel 2002, 111; nel 2003, 165; nel 2004 si è toccata quota 171; nel 2005, 172 nel 2006, 186 nel 2007 si è leggermente scesi a 162. La percentuale di adozioni internazionali sul totale è del 6,3 (contro il 14,7 di Milano). la maggioranza dei bimbi adottati è tra i 5 e i 9 anni, ma molti sono tra gli 1 e i 4 anni. Meno numerosi i neonati I valori assoluti di coppie che in Piemonte hanno richiesto l’autorizzazione di minori stranieri dal 2000 al 2008 raggiungono la cifra di 1123 (la Lombardia è la regione con il valore più alto: 3665 mentre la Val d’Aosta ha il valore più basso: 19, ma è chiaro che il numero di abitanti ha un grande peso). E l’età degli adottati? I minori per i quali è stata concessa l’autorizzazione all’ingresso in Piemonte: 195 hanno meno di un anno; tra gli 1 e 4 anni sono 581; tra i 5 e i 9 anni: 706; con 10 e più anni: 165, per un totale di 1647 con un’età media di 5,4. ì Speciali composizioni per la festa di San Valentino Trattoria della tradizione La Figlia di Adele Menu di San Valentino Tre antipasti Due primi Due secondi più contorno Vino, acqua, caffè Dolce di San Valentino 25 Euro Una cena a lume di candela Ogni venerdì Apericena 8 Euro La tradizione nel tempo che scorre, una riflessione sui sapori tramandati da generazione in generazione, l’amore per il cucinato, il cucinare con amore Via Saluzzo 42/f Torino Tel. 011/650.48.68 Cell. 335/72.17.738 www.lafigliadiadele.it - [email protected] Gusto Mangiare e vivere bene RisTò San Valentino è alle porte Ed ecco che Però propone una serie di locali dove poter festeggiare il giorno degli innamorati all’insegna della buona tavola. Un itinerario per tutti i gusti: dal locale di rendenza a quello ricercato, passando per la tradizionale trattoria, tutto senza mai dimenticare la sempre valida e stuzzicante pizzeria di Gian Paolo Conserva L’ BIRICHIn. Cenare al Birichin riconcilia col gusto ed i veri piaceri della tavola. In Via Monti, in un ambiente caldo e curato nei minimi dettagli caratterizzato da arte povera, stucco veneziano e lumi di candela, si respira l’aria della tradizione, fusa ad una giusta dose di eleganza e sperimentazione. Ideale per un San Valentino all’insegna del romanticismo. Ad accogliervi con la massima cortesia, troverete uno degli chef più vivi e brillanti del panorama culinario nazionale ed internazionale: il “patron” Nicola Batavia (nella foto), unico chef italiano scelto per deliziare il Nike Vip House alle scorse Olimpiadi di Pechino. Rinnovare l’im- portante tradizione gastronomica piemontese attraverso fantasia, ecletticità, curiosi e divertenti accostamenti, uniti alla ricerca di nuove esperienze è il tratto caratteristico dello cucina di Batavia e del suo staff. Per gli intenditori il Birichin non è semplimente un ristorante, ma un laboratorio di idee ed emozioni dedicate ai sensi ed al gusto. Una piacevolezza di conoscenze tra sapori vecchi e nuovi ed una particolare attenzione alle tradizioni. Stupefacente la cantina: più di 500 etichette, scelte con cura tra i migliori produttori nazionali ed internazionali. Ristorante “ 'l Birichin” - via v. Monti, 16/A – Torino. Tel. 011.65.74.57 PERO 51 D ALLA FIGLIA DI ADeLe. Per chi cerca a Torino un locale all’insegna della tradizione, ma con la giusta cura e ricercatezza, difficilmente può sbagliare. Nel cuore di San Salvario, a due passi dal centro c’è la trattoria Dalla Figlia di Adele. Grazie all’accurata regia della titolare Cinzia Chiesa e del suo qualificato staff è possibile assaporare piatti tipici dell’enogastronomia piemontese, senza lesinare interessanti e delicate contaminazioni. Tutto in un contesto particolarmente caldo, intimo, elegante, dove nulla è lasciato al caso. Ciò che colpisce entrando Dalla Figlia di Adele è l’accoglienza e la massima gentilezza. Tutto è gestito e preparato con gusto: dall’arredamento alle candele a contorno di ogni tavolo. Un tocco di romanticismo, specie in vista della festa degli innamorati. I menù proposti da Cinzia Chiesa rievocano il sapore della tradizione e della nostra terra. Un locale ideale per chi è alla ricerca di una tranquilla, romantica e raffinata oasi del buongusto. Specie a San Valentino. Trattoria ristorante “Dalla Figlia di Adele” – via Saluzzo, 42 – Torino – Tel. 011.650.48.68 IzzA e Cozze. La formula proposta dal signor Basilio è quella di un locale moderno, ma con una forte ispirazione di natura mediterranea. Pizzeria, focacceria, friggitoria e cozzeria, ecco quanto proposto nel suo insieme da Pizze e Costa. Un binomio rigorosamente collaudato quello della migliore pizza napoletana cotta nel forno a legna ed i quattordici tipi di cozze freschissime, che arrivano tutti i giorni dal mare della Sardegna spedite dal porto di P 52 Olbia. In questa “osasi dello sfizio” nel pieno centro di Torino, vengono sfornate pizze e focacce, tutte con prodotti di primissima qualità. particolarmente attento a curare l’accoConsigliatissime quelle con mozzarella glienza e l’offerta culinaria, diversa di di bufala, burrata, i friarielli e, tra le ul- giorno in giorno. Tra le specialità propotime novità, la pizza con ricotta infornata ste dallo storico gestore Max, spiccano e melanzane, tipica della tradizione sici- le grigliate di carne e pesce fresco. Ovliana. Da provare anche la pizza con sal- viamente non mancano gustosissimi siccia, scarola e cacio e l'indimenticabile primi ed antipasti vari, con un gradevolissimo sottofondo musicale. focaccia ai formaggi. Ristorante Pizzeria “Pizza e Cozze” – The Club – piazza Cesare Augusto, 15 via viotti, 8/a – Torino – Tel. – Torino – Tel. 011.52.12.458 011.516.20.35 H e CLUB E’ TRATToRIA il locale ideale per una seSPIRITo SANTo rata in compagnia Via IV Marzo, 11 di amici o per una ToRINo cena intima. Dai tavoli del The Tel. 011/436.08.77 Club si possono Chiuso lunedì ammirare le Porte Palatine, uno dei orario: 12-15/19-24 luoghi più affascinanti e con più storia di Torino. Un ambiente soft, elegante e confortevole dove poter pranzare, cenare o semplicemente trascorrere un doParcheggio Santo Stefano pocena all’insegna dei migliori cocktail nel lounge bar. The Club è si un locale di tendenza, spesso frequentato da vip e calciatori, ma T Ricco menu, sia di pesce fresco, sia di carne, completo di vino della casa 35 euro a persona FASHION FOOD & JOY PIZZA RISToRANTE 011 PER UN SAN VALENTINO ROMANTICO E ALL’INSEGNA DELLA BUONA TAVOLA RISERVA IL TUO TAVOLO ALLO 011 Lo “011” è convenzionato con il parcheggio sotterraneo di PIAZZA BODONI: i nostri clienti a cena potranno usufruirne gratuitamente semplicemente richiedendoci il TICKET GRATUITO “011” In VIA S. FRANCESCO DA PAOLA 46 Per prenotazioni tel. 011/812.96.15 E-Mail [email protected] Ernesto Fina Micio micio bau bau I cani e i denti c U ome mai devo far fare la detartrasi al mio cane? Quanto è importante l’igiene ambientale per il mio “migliore amico?”. na grossa percentuale di cani a partire dai 3 anni di età mostra problemi di cattiva igiene orale che, sul lungo periodo, possono degenerare in periodontite. Con questo termine intendiamo una serie di manifestazioni: arrossamento e infiammazione delle gengive, alitosi, frattura del dente, sanguinamento, eccessiva salivazione. Di conseguenza questo può portare difficoltà nel mangiare, riluttanze nell’aprire la bocca e strofinamento della zampe sul viso. Questa patologia è più frequente nei cani di taglia medio-piccola. La causa principale di tutto questo è la placca. Ambiente ideale per il deposito di sali minerali, lo strato sottile di placca che ricopre i denti, produce batteri che assieme ai minerali del calcio si trasformano in tartaro. Tartaro e batteri sono le cause principali di sviluppo delle gengiviti. Queste causano un distacco del dente dalla parete gengivale. Da qui potrebbe partire quella che prima abbiamo definito periodontite. Questo quadro poi potrebbe degenerare in patologie del fegato e dei reni o anche, peggio, dell’apparato cardio-circolatorio. Per evitare queste brutte situazioni bisogna rimuovere il tartaro almeno una volta all’anno. Ciò viene fatto dal veterinario con la strumentazione necessaria ed una leggerissima anestesia. Per evitare sempre la formazione del tartaro molto può fare anche il padrone nella vita domestica-quotidiana. Possiamo somministrare al nostro piccolo amico o prodotti come barrette specifiche fabbricate da diverse aziende che operano sul mercato dei “pets” oppure dando da rosicchiare il classico osso del ginocchio bovino (rotula) che non si scheggia e gratifica enormemente il cane. Il veterinaio risponde: dottor ernesto Fina, via Cottolengo 7, vinovo (Torino) telefono 338/81.61.746 Domande a [email protected] Toroscopo (Juve & Toro) Febbraio 2009 ARIeTe - La prima parte di febbraio vi sorprenderà positivamente facendovi sentire inclini e ben disposti verso i rapporti interpersonali allargando l’orizzonte delle vostre vedute. Vi verrà offerta la possibilità di fare incontri interessanti nella sfera sentimentale e godrete del favore dei pianeti nell’affrontare con tenacia alcuni cambiamenti necessari a livello organizzativo che potrebbero presentarsi in ambito lavorativo. Blerim Dzemaili (Tetovo – Macedonia, 12 aprile 1986) ToRo - Prime settimane del mese con qualche difficoltà nel soddisfare il bisogno di darsi e confrontarsi in amore. Ma si tratta di una frustrazione passeggera che si dissolverà. Lavoro: rimane per il momento invariato, ma rimanete coi nervi saldi poiché il vostro stato d’animo potrebbe farvi apparire le cose peggiori di quello che sono. Spese impreviste rischiano di sballare vostri programmi. Simone Barone (nocera Inferiore - Sa, 30 aprile 1978) GeMeLLI - Una forte spinta passionale vi spingerà verso scelte coraggiose dettate dal bisogno di rinnovamento. È il momento di prendere delle decisioni e di valutare se interrompere una storia ormai finita. L’appoggio di Giove comincia a farsi sentire offrendovi la possibilità di considerare alcune valide opportunità lavorative e che in seguito vi gratificheranno sia da un punto di vista professionale sia economico. Angelo ogbonna (Cassino – Fr, 23 maggio 1988) CAnCRo - Dopo un inizio anno non al top, vi sentite in balia degli eventi. Un’incertezza interiore vi spinge a mettere sotto esame coloro che vi circondano, compreso il partner. Ma attenti a non esagerare.Allontanate il nervosismo, specie sul lavoro. Controllate le reazioni senza essere troppo polemici. La condizione finanziaria non subirà al momento particolari scossoni. Matteo Rubin (Bassano del Grappa - Tv, 9 luglio 1987) Leone - L’espansività di questo periodo vi ha portato ad intraprendere interessanti frequentazioni. Ecco che la sfera sentimentale potrebbe riservarvi nuove sorprese, specie per chi è single. Non aspettatevi troppo dal lavoro, i cambiamenti e le gratificazioni che sembravano imminenti tarderanno a presentarvisi. Per quanto attiene ai soldi, lo sapete, siete nelle spese, pertanto evitate gli stravizi limitandovi allo stretto necessario. eugenio Corini (Bagnolo Mella, 30 luglio 1970) veRGIne - Nei primi quindici giorni i sentimenti tendono a consolidarsi. Ma sarà il lavoro a darvi più soddisfazioni. Comincerete a raccogliere i primi frutti, risultato degli sforzi e dell’intensa passione professionale dei mesi passati. Buone possibilità anche per chi cerca occupazione. Datevi da fare e non arrendetevi di fronte agli ostacoli. Non forzate solo la fortuna. Pavel nedved (Cheb - R . C e c a , 30 a g os t o 19 72 ) BILAnCIA - L’ottimismo e la serenità di cui state beneficiando vi sono di grande aiuto nel confrontarvi col prossimo e a cogliere al volo le opportunità che si presentano. Un incontro inaspettato non vi lascerà indifferenti. Lavoro: tutto procede al meglio ed un progetto al quale stavate lavorando da tempo, sta per prendere il volo. Ad accompagnarvi, buon per voi, ci sarà fortuna e solidità economica. David Trézéguet (Rouen, Francia, 15 ottobre 1977) SCoRPIone - Ultimamente siete stati troppo in ansia oper problemi amorosi, investendo la maggior parte delle vostre energie. Risultato: avete finito per trascurare molti altri problemi. Piccoli ostacoli ed una inaspettata competitività andranno ad appesantire la mole di lavoro oltre gli standard a cui siete abituati impegnando molto del vostro tempo. Tenete duro e non lesinate impegno. Alessandro Del Piero (Conegliano - Tv, 9 novembre 1974) SAGITTARIo - È il momento giusto per inviare un curriculum. Infatti sono buone le prospettive di successo per chi è alla ricerca d’occupazione. Si prevedono entrate di denaro che sarete tentati di spendere subito. Evitate. In amore nella prima quindicina di febbraio non mancheranno le occasioni per flirtare e lasciarsi andare a relazioni frivole, poco concrete ma stimolanti e piene di vitalità. Alberto Fontana (Torino, 2 dicembre 1974) CAPRICoRno - Gli stimoli non vi mancheranno e Plutone sarà un alleato nel fornirvi i mezzi necessari a conseguire gli obiettivi. Una grande sicurezza in voi stessi vi farà sentire in più occasioni padroni delle situazioni che vivrete al punto da spingervi ad osare. Vi intrigano le conquiste difficili e tanto più lo sono, tanto più vi rendono consapevoli della soddisfazione. Claudio Marchisio (Torino, 19 gennaio 1986) ACQUARIo - Sentirete bisogno di dimostrare la vostra sensibilità, amore ed affetto verso le persone vicine. Sarà un periodo molto propizio sotto l’aspetto sentimentale. La condizione lavorativa ed economica non presenterà variazioni di rilievo: una staticità consolidata che per adesso tutto sommato non guasta. Gli astri potrebbero assistervi al gioco. Tentar non nuoce. Gianluigi Buffon (Carrara MS, 28 gennaio 1978) PeSCI - La tentazione del cambiamento è costante. Cercate di contenerla poiché il lasciarsi trasportare troppo dalla fantasia potrebbe procurarvi insoddisfazione. Non è vero che l’erba del vicino è sempre più verde. Bisognerebbe provare ad accontentarsi. In amore attenzione a non correre dietro l’effimero, il rischio di perdere di vista certezze e valori è alto. Rolando Bianchi (Albano Sant’Alessandro – Bg, 19 febbraio 1983) Opinioni di Alessandro Lupi & Roberto Barbieri Destra & Manca Il ruolo delle Circoscrizioni nella nostra metropoli CIRCOSCRIZIONI - Una seduta del Consiglio della Nove, alla presenza dei cittadini. Secondo una recente proposta, questo pezzo di democrazia territoriale, dovrebbe essere abolito o ridimenzionato pesantemente Le opinioni di Alessandro Lupi Consigliere Circoscrizione 9 Popolo della Libertà Roberto Barbieri vicepresidente Circoscrizione 9 Italia dei valori L a proposta di revisione del Decentramento tendente ad accorpare le attuali Circoscrizioni creando 4 o 5 macroquartieri da 200.000 abitanti è quanto di più sbagliato si possa mettere in atto se si vuole veramente arrivare ad una amministrazione partecipata. Non essendo riuscita a ridurre il numero di parlamentari, il loro stipendio o enti quali le Province, la classe politica decide di ridurre l’unico ente veramente partecipativo dove ancora oggi i cittadini possono dire la loro. Entrando nei dettagli la riforma prevista eliminerà poco più di 120-130 Consiglieri portando un risparmio effettivo di circa 400.000 Euro a mala pena sufficienti a coprire le spese di realizzazione della riforma. Un reale miglioramento della situazione delle pubbliche casse si avrebbe invece decentrando seriamente i servizi e responsabilizzando i singoli Consigli di 1 Circoscrizione nel controllo della gestione eliminando finalmente gli enormi sprechi derivanti dalle gestioni centralizzate. E’ assurdo infine avviare oggi tale riforma quando nell’agenda di Governo è prevista la realizzazione della Città Metropolitana: tra un paio di anni si corre il rischio di dovere nuovamente cambiare. A.L. L 8 a proposta di rivedere l’organizzazione del decentramento a Torino presenta sicuramente giustificati motivi per sollevare alcune perplessità e richiedere all’assessore Levi l’avvio di un serio confronto con i cittadini ed i rappresentanti delle Circoscrizioni. Non ritengo faccia del bene alle Istituzioni della nostra città proporre all’opinione pubblica un quadro esageratamente semplicistico della situazione, riducendo il problema all’ovvia equazione meno consiglieri uguale più soldi risparmiati. La questione è ben più complessa e bisogna riconoscere che le Circoscrizioni sono davvero il primo anello della catena che unisce il Cittadino alle Istituzioni. Per rilanciare i quartieri e dare un vero significato al decentramento (nel senso nobile del termine, ovvero così come lo intendeva chi lo ha introdotto a Torino negli anni ‘70), è necessario riconoscere alle Circoscrizioni quell’autonomia, soprattutto dal punto di vista finanziario e delle competenze, su ambiti d’intervento come il verde pubblico, servizi sociali, viabilità e suolo pubblico. Non vorrei mai che la proposta di riforma del Circoscrizioni fosse invece mirata a limitare la partecipazione della cittadinanza alla vita pubblica della propria città! R.B. Cultura Sex & Turin di Nazarena Fazzari Pugilato di coppia L’ amore non è bello se non è litigarello, ha detto un qualche autolesionista. Personalmente, non ho mai trovato nulla di bello nel litigio. Poi fare pace sarà pure bellissimo, però le ferite inflitte e subite ci metteranno giorni, se non mesi, a rimarginarsi. Ho l’impressione che alla base di ogni litigio di coppia ci sia una disperata richiesta di conferma di affetto: lei chiede: “Ma allora mi vuoi bene, anche se hai fatto questa cosa che non capisco?” E lui risponde: “Dimmi che mi vuoi bene, anche se hai frainteso il motivo per cui l’ho fatto.” Ma lui interpreta la richiesta di conferma di affetto di lei come un attacco e lei la richiesta di lui come un rifiuto. E da lì, lotta senza esclusione di colpi, con lei che attacca nel gioco del “vedi come soffro per te?” e lui che si chiude a spirale nel proprio ego ferito nel gioco: “Lo vedi che con me sei infelice?”, fino alla barbarica affermazione: “Ti lascio perché ti faccio soffrire troppo.” Io non credo che la coppia meriti di essere distrutta per un litigio né il partner meriti di essere rinnegato per un’incomprensione. La coppia deve però imparare a gestire il litigio. Avrete sentito parlare di John Gray, l’uomo che ha ridato a tutti noi una speranza di una convivenza pacifica fra uomini e donne. Alla base della teoria sostenuta in Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere è il principio che uomini e donne parlino una lingua diversa e per questo non si capiscano: gli uomini parlano marziano, le donne venusiano, e il risultato è quello che vediamo tutti i giorni. Già il fatto stesso che il libro di Gray sia un best-seller a livello planetario ci dice quanto sia diffuso il problema. Gray sostiene che non si debba mai litigare, ma negoziare, perché i continui litigi uccidono l’amore. Per “negoziare” intende mantenere il rispetto dei sentimenti dell’altro e la capacità di ascolto delle ragioni altrui, di modo che il litigio diventi un’occasione di crescita per entrambi. Anche Piero Angela nel suo Ti amerò per sempre incoraggia il confronto costruttivo, invitando la coppia a cercare di “litigare bene”. E dà alcune regole semplici, come nel pugilato. Uno, non usare colpi bassi, con l’introduzione di argomenti diversi da quelli che sono l’oggetto della discussione. Due, non usare le parole “sempre” e “mai”, che estremizzano i giudizi. Tre, evitare di chiamare in causa i familiari (tua madre...), per non scatenare una rissa allargata. Quattro, evitare l’assalto contemporaneo, ovvero permettere all’altro di finire di esprimere il suo punto di vista prima di rispondere. Cinque, non usare parolacce (altra arma impropria). Sei, cercare di analizzare il problema in modo razionale per arrivare a una soluzione. Nessuno dice che sia semplice, come non è semplice l’apprendimento di una lingua straniera. Ma il premio in palio è una serena vita di coppia. Buon San Valentino a tutti i Marziani e le Venusiane. Le “Illusioni” di Casanova A l via la prevendita per “Illusioni”, l’atteso spettacolo in esclusiva mondiale del Mago Antonio Casanova. L’appuntamento è al Teatro Colosseo di Torino il prossimo 13 marzo. Cresciuto tra i palcoscenici teatrali più importanti d’Italia, Casanova ha una carriera fulminea e giovanissimo diventa ospite fisso di numerose e importantissime produzioni televisive italiane e spagnole come “Tappeto Volante”, “Buona Domenica”, “Il Maurizio Costanzo Show” “Sorpesa, sorpresa!”. Durante un galà di Capodanno su Rai Uno attira l’attenzione ironica di Antonio Ricci che inizia a parlare sempre più spesso del suo personaggio, fino a farlo appro- Grande successo per Sei Zero Nove Bis I l romanzo di Roberto Capra, Sei Zero Nove Bis, pubblicato dalla nostra casa editrice, ha ottenuto un ottimo successo di critica e di pubblico. Tanto che è stata data alle stampe una seconda tiratura, per poter soddisfare le numerose richieste del volume che provengono da tutta Italia. Il libro: nell'agosto 2005 l'avvocato Fornari decide di accettare la difesa di un uomo scomodo accusato di violenza sessuale su una ragazzina. Il De Angeli è infatti un imprenditore torinese, politico di lungo corso, ex democristiano, che ha navigato nelle acque della Prima Repubblica, sopravvivendo con metodi più o meno leciti. L'accusa è di quelle che possono cambiare la vita per entrambi. Il processo ha subito una risonanza mediatica che influisce sulla vita dei protagonisti. Su giornali e televisioni va in scena un processo parallelo, ma altrettanto importante, con i suoi protagonisti e le sue regole. Fornari è un professionista quarantenne, socio in uno studio legale in forte crescita, con aspirazioni di fare politica attiva Società Giorno del ricordo dare in pianta stabile alla trasmissione più seguita del palinsesto televisivo italiano, “Striscia la Notizia”. Con all’attivo un programma tutto suo su Disney Channel, “L’ora della i celebra il 10 febbraio il “Giorno del Ricordo”, magia”, Casanova diventa addirittura un fumetto, Papergiornata in memoria delle vittime delle foibe, nova, per il settimanale Topolino. Seguono gli anni delle dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del grandi illusioni e di numeri staordinari che gli consentono confine orientale del secondo dopoguerra, per troppo di balzare alle cronache mondiali, Casanova viene insignito tempo tenute in secondo piano ed oscurate dall’intellidell’Oscar della Magia 2009, il Merlin Award, il traguardo gentia storico-culturale italiana. Solo il 30 marzo 2004 più ambito da parte di tutti i maghi del mondo, premio vinto il “Giorno del Ricordo” è stato ufficialmente istituito grain passato da mostri sacri come Doug Henning, Siegfried & zie ad apposita legge del Parlamento italiano. Anche a Roy e David Copperfield. E grazie a questo riconoscimento Torino, come in tutt’Italia, si prevedono diverse iniziainternazionale per Casanova si spalancano le porte dei più grandi tive, dibattiti, mostre, convegni e celebrazioni. Il proteatri con un tour mondiale, la cui prima assoluta sarà proprio a gramma completo è scaricabile sul sito: www.istoreto.it Torino al Teatro Colosseo. Due ore di spettacolo mozzafiato seguendo ancora una volta il motto: “incredibile, non impossibile!”. Prevendita biglietti sul circuito www.ticketone.it e sul sito www.teatrocolosseo.it, oltre che al botteghino del Teatro Colosseo (Via Madama Cristina 71), dal lunedì al sabato dalle ore 10 DECENNALE alle 13 e dalle 15 alle 19. Infoline: 011.66.98.034 e S Omaggio a Faber De Andrè nella sinistra moderata. Le elezioni del 2006 incombono e si pensa ancora di andare al voto con il sistema maggioritario. La sua scelta di difendere un uomo che viene visto dall'esterno non solo come un violentatore, ma anche come un rivale politico, gli procurerà una serie di attacchi che lo metteranno a dura prova. Nelle difficoltà di un processo che è sempre più mediatico riscoprirà i valori della difesa e farà scelte impopolari dalle conseguenze deleterie. I soci dello studio lo allontanano, non condividendo decisioni che comportano anche danni di natura economica. Intanto il processo va avanti, con l'ambigua deposizione della ragazzina, i dubbi del giudice e le prove trovate in qualche modo da un pubblico ministero intraprendente. I partiti acquisiscono rinnovata forza a seguito della modifica del sistema elettorale: ora non conta più la persona, ma la graduatoria degli eletti viene decisa a tavolino. La Torino olimpica diventa teatro di una storia processuale che esalta la voglia del protagonista di opporsi alla logica dei processi fatti fuori dalle aule giudiziarie e della possibilità di strumentalizzare la vita di un uomo. Informazioni: Comunicando editore, tel. 011/536.16.50 U ’no straordinario concerto in omaggio a Fabrizio De Andrè, nel decennale della sua scomparsa: un repertorio senza tempo, eseguito da un gruppo di eccellenti musicisti sotto la sapiente guida di Pier Michelatti, storico bassista del cantautore genovese. Molto più di un semplice tributo, quello che si terrà mercoledì 18 febbraio al Teatro Espace di Torino, all’interno dell’XI stagione di Marginalia. Le canzoni dello spettacolo attingono all’intera carriera di Fabrizio: un vero e proprio canzoniere popolare di grande qualità radicato nell’immaginario collettivo, proponendone non solo le pagine più famose (Il Pescatore, Via del campo, Marinella, Bocca di rosa) ma anche brani del primo periodo o eseguiti di rado dal vivo dal cantautore genovese Rimini, Giugno ‘73). Non mancheranno anche momenti di scambio diretto col pubblico, quando Pier Michelatti lascerà il basso per passare al microfono a raccontare aneddoti, sensazioni e ricordi del pezzo di strada percorso insieme a Fabrizio. “Faber per Sempre” si propone come laboratorio aperto in cui sarà possibile ospitare altri musicisti che hanno avuto modo di lavorare con De Andrè e abbiano voglia di raccontarsi. Teatro espace - 18 febbraio - ore 21.00 via Mantova 38, Torino . Tel 011.23.86.067 Ingresso euro 10,00 - ridotto euro 8,00 – studenti euro 5,00 Info e prenotazioni: [email protected] programma completo disponibile sul sito: www.salaespace.it PERO 59 Moda & Modi SEMPRE PIù BELLA. La nostra reporter d’eccezione, Elena Barolo, in bianco e nero. A destra Anne Hathaway in una scena de “Il Diavolo veste Prada” 2009: L’ANNO DEI RITORNI Kelly Bag, in tipico stile western, fatta in suede chiarissimo con una serie di frange nella parte anteriore che movimentano la linearità della borsetta. Non manca la riscodi Elena Barolo perta del sandalo. Ecco che Roger Vivier, L’abito dovrà però essere espressamente storica casa creatrice di calzature, lungo, possibilmente scuro, prezioso nei ripropone la moda dello “shoetessuti e indossato con accessori deluxe boot”, vale a dire del sandalo come micro-pochette e collier in fili- con lacci e fibbie che stringrana. Le frange sono state un must del- gono il polpaccio: una sorta l’anno appena trascorso, ma c’è chi di ibrido tra il sandalo e lo stiscommette saranno il tormentone anche vale, ma certamente ad effetto. del 2009. A partire dalle borse. Hermès Un colpo ad effetto per le uscite propone infatti una nuova versione della di gala. Elena Barolo, attrice e showgirl torinese che rivedremo ogni sera su Raidue nella seconda edizione della sit-com “Sette Vite”, illustra alcune tra le più interessanti novità del pianeta moda per il 2009. Non mancano ritorni e piacevoli riscoperte come la T-Shirt sotto l’abito da sera, le frange in tipico stile western ed i sandali ad effetto per le serate di gala. A nche nei primi mesi del 2009 la moda saprà stupire, con tante novità, importanti ritorni e riscoperte. Ricompare la T–Shirt sotto l’abito da sera: che sia strapless (senza spalline) o a bustier, gli addetti ai lavori sostengono che sarà il trend della prossima stagione. 60 PERO Il Diavolo “vestiva” Prada? È un inverno decisamente rigido per Anna Wintour, austera ma potentissima ed influentissima direttrice di Vogue America. Si mormora ormai da settimane di un suo possibile addio alla direzione della “Bibbia della moda”. Chi le succederà? Probabilmente la concorrente europea, ora al timone di Vogue Francia, Carine Roitfeld. Dèjavu? No, non è proprio così, se si pensa alla trama del film “Il Diavolo veste Prada”, dove una spietata Miranda Priestly, interpretata magistralmente da Meryl Streep, era alla direzione della rivista “Runway”. I motivi di un possibile abbandono della poltrona più ambita di Times Square sono molteplici: primo fra tutti il suo carattere definito dagli ossrvatori “stantio e prevedibile”; l’arrivo in redazione di una serie infinita di lettere da parte dei lettori, con continue lamentele per l’eccessiva attenzione ai soliti famosi: “a chi importa cosa fanno e come vestono Paris Hilton, Nicole Kidman o Gwyneth Paltrow?”. Inoltre, le storie sulla mondanità sembrano aver fatto il loro tempo: bisognerebbe focalizzarsi di più sui giovani, sulle nuove generazioni, innovazioni e tendenze. Si può quindi affermare che il tempo passa anche per la Zarina della moda internazionale, che, se non riuscirà ad adeguarsi, dovrà abdicare a favore della concorrente francese, lasciando a lei l’arduo compito di stabilire chi sarà il designer del futuro o chi appartiene già al passato. Il sito Il web è sempre più fonte di ispirazione non solo per gli appassionati di moda, ma anche per potenziali acq u i r e n t i : www.agentprovocateur.com, è uno dei siti di lingerie più famosi al mondo. Certamente non è tra i più economici, ma è un must have nel guardaroba di ogni donna che ami l’eleganza, la qualità e lo stile. C’è anche una sezione dedicata alle spose e all’intimo per le donne in gravidanza. La varietà dei prodotti è ottima, la lingua utilizzata è l’inglese e le PERO consegne garantite, avvengono in tutto il mondo entro due settimane dall’ordine. Ipse dixit “Con gli anni, ho imparato che ciò che è importante in un abito è la donna che lo indossa” - Yves Saint Laurent, stilista. “Lo stile è un riflesso di un momento politico, sociale ed artistico. In questo modo le sue forme riflettono i gusti dell’epoca in cui viene creato” - Paco Rabanne, stilista. “Non sono stata io o Courrèges ad inventare la minigonna, ma la ragazza per la strada che la indossò la prima volta” Mary Quant, stilista. ì 329/4003401 Motori L’alfa fa il MITO La casa del Biscione punta finalmente sul mercato dei giovani. E lo fa con una piccola vettura su cui il Lingotto scommette tutte le sue carte. Due porte motori brillanti, look aggressivo di Davide Balena S e già poteva contare un sportivo e moderno. Una particolarità in buon numero di gio- merito ai dettagli di quest’auto ci ha colvani tra i clienti del- pito: l’assenza della cornice sui finestrini, l’Alfa Romeo, adesso soluzione sicuramente complessa da reala casa del biscione ha lizzare ma dall’impatto estetico indubbiadeciso di puntare an- mente piacevole. cora di più su questo Ci prepariamo per la prova su strada e da tipo di clientela lanciando sul mercato un subito notiamo l’impostazione sportiva modello sportivo che strizza l’occhio alla anche nel posto di guida, grazie a sedili bellissima 8c competizione: questa scom- avvolgenti e ben regolabili che accontenmessa si chiama “Mito” ed ha l’aria di terebbero comunque qualsiasi postura. poter venire incontro alle esigenze di tutti Nota negativa per la zona posteriore dove grazie alla varietà dei suoi motori che partono dai 78cv del 1.400 cc fino ad arrivare ai 230cv della GTA. La piattaforma è quella della grande Punto, base otprima vista stesso tempo le carattetima anche per coloro che la sensaristiche vincenti della temono non sia adatta ad zione è prima generazione di quella che Ford Ka. Ecco allora un’auto sportiveggiante, se nuova KA sia piu' un muso squadrato poi questo particolare non grande della precedente dove si fanno notare la salta all’occhio, ecco fari, versione ma non e' cosi' generosa griglia a passaruota e prese d’aria infatti e' lunga 3,62 m. forma trapezoidale e i che sottolineano ancora di Forse inganna l'altezza nuovi fari che si propiù l’indole sportiva di quedove sono stati aggiunti lungano all'indietro. sta auto. 10 cm. Abbiamo parLinee massicce anche lato con Andrea di nella parte laterale con Il risultato è piacevole, non Buduo Design Manadelle scavature sul porc’è che dire, ed in verità la ger NEW KA, ci ha tellone come se venisse Mito la si apprezza più dal detto che non e' stato inciso dal vento, vivo che in fotografia; facile realizzare l'imanche la anche gli interni mantenmagine di questo linea gono la stessa filosofia nuovo modello perche' bisognava dare una unendo il classico delle bocnuova impronta all' chette d’aria ad una plancia aspetto basandosi sul dal design decisamente kinetic design, mantenendo pero' allo lo spazio a sedere e davvero limitato come altrettanto limitata risulta essere la visibilità dal lunotto posteriore. Si parte e da subito notiamo il carattere da “peperina” di questa Mito con un DNA che le permette di entrare svelta in curva, di correre sui binari e di avere sempre la situazione sotto controllo grazie al sistema “Q2” che frena la ruota interna alla curva quando questa tende a pattinare. La componente elettronica di questa auto è notevole grazie all’ausilio di una serie E tra le concorrenti più agguerrite c’è anche la nuova Ford Ka A 62 di cintura ora e' piu' accentuata verso l'alto. Nuovi gruppi ottici anche sul posteriore che ha mantenuto quella forma arrotondata grazie alla bombatura del lunotto e alla leggera inclinazione verso il basso della parte finale del tetto che si completa con un piccolo spoiler. Anche l'interno di nuova Ka e' stato completamente ridisegnato, dominano le linee squadrate nella plancia e sulle portiere. C'e' spazio in abbondanza non c'e' che dire, il posto di guida ha una posizione alta questo e' stato reso possibile grazie alla maggior altezza dell'auto. Ci e' piaciuto il volante, compatto, ergonomico e regolabile in altezza, originale il blocco del contachilometri e del contagiri a forma di binocolo, non mancano i vani portaoggetti come quelli sulle portiere che possono contenere anche le bottiglie dell'acqua. di dispositivi attivabili tramite un “manettino” vicino al cambio che ci permette di modificare la configurazione e l’assetto dell’auto adattandola alle diverse condizioni di guida. Complice il tempo freddo e le condizioni stradali, non abbiamo potuto spingere come avremmo voluto, tuttavia la Mito si è sempre comportata bene sia nel traffico torinese sia sulle strade extraurbane In un periodo in cui il mercato auto segna un – 43% questo modello, come tanti altri altrettanto validi, non riceverà nell’immediato i numeri che si merita in termini di vendite ( parliamo di 15.350 euro per il modello base), tuttavia la bontà del progetto e la qualità del prodotto fanno ben sperare che sul mercato italiano ed europeo ci siano tutte i presupposti per un meritato successo. ì i motori partono dai 78 cavalli del 1.400, fino ai 230 della potente Gta. il prezzo del modello base è di 15.350 euro, ma con gli accessori si sale parecchio Sport Toro e Juve tra Foschi e Chelse I granata, disperati, si affidano al grande Rino Foschi artefice del miracolo Palermo, per rifondare una squadra e una società che sembrano essere davvero allo sbando. I bianconeri sognano di andare avanti in Europa e si preparano ad affrontare i londinesi del Chelsea nel mitico Stamford Bridge di Sara Bellini D opo una vita al Palermo a braccetto di Zamparini ed una brevissima parentesi estiva al Genoa, Rino Foschi, uno dei direttori sportivi più apprezzati e capaci del panorama calcistico nazionale è sbarcato al Torino. Dietro l’arrivo sotto la Mole dell’ex braccio destro del patron dell’Emmezeta non mancano diverse interpretazioni: c’è chi vede la definitiva presa d’atto di Cairo della necessità di far deSPERANZA Il Toro s’affida a Foschi (foto a destra) sperando che i momenti di gioia (qui sotto) non siano più tanto effimeri 64 PERO collare un progetto tecnico sportivo affidandosi a gente di consolidata esperienza, abbandonando quindi il ruolo di presidente plenipotenziario ed accentratore. Ma non manca chi intravede nell’arrivo del ds romagnolo, la posa della prima pietra da parte del fantomatico Mister X, l’antipasto quindi di un possibile cambio di proprietà in via dell’Arcivescovado. Foschi è uomo navigato, sa come muoversi nel pianeta calcio, resistere alle pressione ed è un grande scopritore di talenti: Toni, Gilardino, Oddo, Zaccardo, Barone, Grosso, Barzagli e Camoranesi, guarda caso otto campioni del mondo, sono solo alcuni dei nomi che il neo ds granata ha saputo lanciare sul palcoscenico della Serie A nella sua trentennale carriera iniziata sul finire gli anni settanta a Messina in C2, passando per Modena, Ravenna e Verona, prima di approdare in Sicilia nel 2002. Senza dimenticare Amauri, ultimo cavallo di razza aquistato nel 2006 dal Chievo e rivenduto alla Juventus per 13 milioni di euro più l’intero cartellino di Nocerino e la compropietà del baby Lanzafame. Foschi è uno di quelli che difficilmente sbaglia. Sotto la sua direzione, il Palermo dopo essere tornato nella massima categoria ha raggiunto per tre volte consecutive la qualificazione in Coppa Uefa. Tutto grazie ad un progetto tecnico di qualità, impostato su attenzione ai bilanci, investimenti oculati, specie in prospettiva, ma al tempo stesso in grado di garantire risultati immediati. Proprio quello di cui avrebbe bisogno il Toro. Che sia Foschi l’uomo della svolta? ea S tamford Bridge è lo stadio del Chelsea. Un’arena da 42 mila spettatori, dove il tifo è infernale. Più che un dodicesimo uomo in campo. È li che il 25 febbraio la Juventus affronterà la squadra del magnate russo Abramovich nell’andata degli ottavi di finale della Champions League. Una sfida dal gusto del tutto particolare: per atmosfera, prestigio e posta in palio. Un traguardo importante per la società bianconera che dopo il terremoto di calciopoli, il purgatorio della B ed il sorprendente terzo posto dello scorso campionato, è tornata a calpestare da protagonista il massimo palcoscenco calcistico continentale. Un appuntamento fondamentale per il proseguimento della stagione, particolarmente atteso da “Sara bello vedere a che punto è il calcio italiano nei confronti degli inglesi, ormai veri padroni dei soldi a livello continentale. Bel Match” mister Ranieri e da capitan Del Piero, non solo per fissare gli obiettivi finali dell’annata. Il tecnico romano è un ex: del Chelsea è stato l’allenatore per quattro anni e nonostante lo neghi, vorrebbe tanto “rompere le scatole” ad Abramovich, con cui – sostengono i ben informati – abbia ancora un conto aperto. Per Ranieri una sorta di sfida del cuore, quindi. “Sarà bello vedere a che punto è il calcio italiano contro i padroni dei soldi. Il Chelsea è una delle principali favorite alla vittoria finale, l'anno scorso hanno perso la Champions solo ai rigori. È difficile ma anche stimolante. In ogni caso credo che neanche loro siano contenti di avere preso la Juve. Ce la giocheremo". Per Alessandro Del Piero, invece, la voglia è quella di superarsi e di provare fino in fondo a rialzare, tredici anni dopo e sempre a Roma, la “coppa dalle grandi orecchie”. Dopo la standig ovation del Santiago Bernabeu, quando con una doppietta stendeva il Real Madrid, Alex vorrebbe stregare anche gli inglesi. Magari con una delle sue punizioni. A trentaquattro anni compiuti, con una serie innumerevoli di trionfi in bacheca, il capitano bianconero non vuole fermarsi, continuando a stupire. Anche a Stamford Bridge. ì Frattaglie di Manlio Bichiri [email protected] tu vuo’ fa l’americano i l mito fondante è – per metterla in difficilese – quel meta racconto che racchiude il senso, l’identità e le ragioni, ma pure il mistero e le contraddizioni di un popolo e di una civiltà. Per farla breve è il suo DNA. Il nostro, quello italiano, era situato nell’epopea risorgimentale, ma a tutt’oggi pare non interessare più nessuno. Successivamente abbiamo provato ad integrarlo con quello resistenziale – non a caso chiamato “secondo risorgimento” – ma la sua natura separante scaturita dalla tragedia della guerra civile l’ha fatto sentire di parte, troppo legato alla retorica del fu P.C.I. e quindi non unificante rispetto alla storia nazionale ed alle sue profonde sensibilità. La sua origine togliattiana era incapace di includere la maggioranza borghese e qualunquista che, volenti o nolenti, rimane il vero volto politico dell’Italia. Neppure il berlingueriano “compromesso storico”, variante debole del dell’unità antifascista, ha convinto il paese. Anche il mito resistenziale era a suo modo troppo forte, troppo novecentesco e ideologizzato, rispetto alla “fuga dalla storia” e dalle sue responsabilità, che è stato ed è, il vero spirito, sia della prima che della seconda repubblica. Entrambe, da buoni e fedeli vassalli dei vincitori la seconda guerra mondiale, si connotano nel tentativo di sviare appartenenza e identità, sposando acriticamente, i miti delle potenze momentaneamente dominanti, fossero gli USA per la non rimpianta DC, oppure la defunta Unione Sovietica per il fu PCI. Nessun tentativo di elaborazione proprio, negli ultimi sessant’anni, nessuna nuova invenzione originale, ma l’accettazione acritica del buonismo impotente espresso da istituzioni inette e parassitarie, tipo l’ONU. Niente di niente, retorica europeista a parte, la quale malgrado l’allargamento ai paesi dell’ex blocco sovietico è, sempre e comunque, ferma al prezzo calmierato delle patate. Nulla di realmente fondativo, dunque, soprattutto ora che a Washington, il nuovo Imperatore d’Occidente s’è insediato dietro la scrivania della Casa Bianca. L’elezione di Barak Obama è l’inverarsi e l’attualizzarsi del mito fondante statunitense (l’American Dream), questo la rende così speciale: il suo essere di colore conferma che gli ideali dei Padri Fondatori sono attuati: non solo un “negro” può, in potenza, divenire presidente degli USA, ma nei fatti lo è diventato. Il “mito” non è solo una bella favola ma pura, evidente realtà. Dunque nulla di più rassicurante e gratificante. Che poi noi, tardigradi europei, in quanto a diritti civili ed uguaglianza li abbiamo raggiunti e sul piano di quelli sociali anche superati – e da un bel pezzo – diviene un dato di fatto secondario, se non irrilevante. Giacché loro, gli yankee, si sentono sempre speciali, di una diversità antropologica, unica e direi, proprio per i loro originari presupposti, superiori: la loro è sempre la “terra promessa”,il luogo nel quale la ricerca della felicità è inscritta nella costituzione, dove il perseguire l’american dream non è un diritto, ma un dovere, poiché esso è espressione vivente del destino di ogni cittadino americano. Spesso il mito fondante nasce da una lacerazione, da un trauma che, separando, diviene un nuovo inizio. Noi europei ne siamo privi. In passato abbiamo avuto quello della liberazione dei nostri fratelli dell’Est Europa, ma la logica del compromesso e della paura l’anno relegato al sogno velleitario di un esigua minoranza. Dopo l’implosione dell’impero Sovietico l’europeismo è tornato alla canna del gas, e a tutt’oggi, a parte il buonismo, nulla è cambiato. In Italia e in Europa siamo privi del Mito Fondante nazionale 66