Però Torino, anno III numero 1 - 6 febbraio 2009
Palalavoro
Il mastodonte di via
Ventimiglia rinasce
con gli spagnoli p.28
www.perotorino.it
Ghost writer
Ecco chi scrive i discorsi e cura
le strategie di comunicazione
dei potenti torinesi p.20
PERO
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in A.P. – 70% - DCB ( Torino) - n.1 / anno 2009
Torino
Torino ha il debito comunale più alto d’Italia
ma continua a spendere i soldi in questo modo...
Una città
in mUtande
All’interno tutti gli appuntamenti in città con Pero7
Casalegno veste
LA TUA CASA
A Nichelino, in via Torino 13, c’è
il grande negozio di tessuti,
tendaggi e biancheria. Dalla
scelta del tessuto alla confezione, sino al progetto completo: tutto facile da Casalegno
l Creano intimità e conferiscono un
tocco speciale e unico alla casa. Ecco perché è importante scegliere i tessuti con
estrema cura e dedizione. Si perché la
tenda in un certo senso rispecchia come
noi siamo e il nostro modo di presentarci
e il tutto deve essere in armonia.
Per chi ama i tendaggi e la biancheria di
casa, Casalegno, in via Torino 13 a Nichelino, è un vero paradiso. L’azienda, nata
nel 1956, oggi impiega 14 persone, si
estende su circa mille metri quadri di superficie distribuiti su tre piani, ha 10 vetrine e un laboratorio per la creazione di
modelli e la confezione di tendaggi. Nel
reparto esposizione tendaggi e tessuti si
può scegliere fra circa 500 pezze disponibili al pronto. Si può optare per il solo acquisto del tessuto oppure affidarsi alla
confezione dell’opera da parte delle
sarte esperte dell’attrezzatissimo laboratorio. Il risultato sarà un pezzo su
misura e personalizzato secondo i desideri e le esigenze del cliente.
Ma una tenda per quanto
bella sia non rende se non è
accompagnata da un giusto
scorritenda, per questo nel negozio ci sono scorritende di Casa Valentina Interstyl, i migliori sul mercato. E se
volete un risultato davvero eccellente non
avete che da affidarvi all’assistenza del
personale qualificato di Casalegno. Un architetto farà un sopralluogo a casa vostra
e insieme a voi progetterà tutto: dalla
scelta dei tessuti alla confezione personalizzata dei tendaggi. Nessun problema
neppure per la messa in opera e l’assistenza post vendita: pensa a tutto Casalegno.
In via Torino 13 però non si trovano solo
tende ma tutti i complementi d’arredo
per rendere la vosta casa unica e irripetibile. E’ facile perdersi ad esempio nella
gamma di prodotti del vasto reparto di
biancheria per la casa. Impossibile non
trovare quello che si cerca: dalla federa
alle trapunte ai piumini d’oca (Daunen
Step) alle coperte di lana pregiate, come
quelle in cachemire, alpaca, cammello del
marchio Somma, alla biancheria
da letto (lenzuola e copriletto coordinati) di grandi marche
come Zucchi, Bassetti,
Gabel, Cassera oppure
grandi firme come Alviero
Martini, Borbonese, Missoni, Trussardi. Insomma il
meglio dello stile italiano. E
siccome una casa non è completamente “vestita” se non ha bei
tappeti, eccone un campionario che va
dall’orientale di ogni provenienza al contemporaneo, fino alle ultime tendenze,
anche su misura e con colori personalizzabili. E per il bagno una ricca gamma di accappatoi e asciugamani in spugna, per non
parlare dei tappeti.
Servizio redazionale a cura di comunicando S.a.s.
Le tende più raffinate e la biancheria
per la casa più bella, sono da Casalegno
16
www.perotorino.it
PERO
La città è in
mutande, come ha
certificato la
Fondazione
Civicum. Eppure
spende e spande
senza freni
Anno III numero 1 (18) - 6 febbraio 2008
In copertina
Record di debiti: ma le uscite non si placano
InDeBITATI MA SPenDACCIonI........................................................16
Attualità
Ghost Writer: Ecco chi redige i testi dei potenti torinesi
SCRITToRI In ReTRovIA..............................................................20
Fallimento: per il bike sharing bando deserto
LA BICI DI SCAMBIo..................................................................22
Caos: a palazzo nuovo regna la disorganizzazione
UnIveRSITà In CoDA..................................................................26
Centro commerciale: arriva il Corte Inglés
IL PALAzzo DeL LAvoRo RInASCe CoSì.........................................28
Abbandono: riqualificazione annunciata e mai partita
SPACCIo e DISCARICA AL PonTe MoSCA.........................................42
Politica
Maurizio Bruno: intervista al segretario cittadino
I MoDeRATI DALLA PARTe DeL TeRRIToRIo..................................39
31
L’inserto
Però7 con i
prossimi
appuntamenti
in città
28
Andrea Tronzano: intervista al consigliere comunale Pdl
SConTRI DI PIAzzA: UnA veRGoGnA..............................................40
Il caso
Associazione enzo B: le statistiche regionali
ADoTTA Lo STRAnIeRo............................................................48
Tempo libero
Motori: caccia al mercato giovane
L’ALFA FA IL MITo......................................................................62
Ecco i progetti con
i quali si farà rinascere
il Palazzo del Lavoro
Mangiare e vivere bene: i locali consigliati
R ISTò ............................................................................51
Moda: i consigli di Elena Barolo
2009, L’Anno DeI RIToRnI..............................................................60
Sport: Toro e Juve
TRA FoSCHI e CHeLSeA.......................................................62
L’eDIToRIALe.................................................................................7
SASSoLInI................................................................................8
LeTTeRe AL GIoRnALe..................................................................9
FRATTAGLIe.................................................................................66
BLoCCo noTe................................................................................11
FISCo e LAvoRo..............................................................................46
PeRò 7..........................................................................................31
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22
Le bici a nolo
del Comune sono
finora un insuccesso
Bando deserto
PERO
Torino
Stampa: Boccia Salerno
Autorizzazione numero 47 del
23/4/2007, rilasciata
dal Tribunale di Torino
Hanno collaborato:
Elena Barolo, Luca Avenati,
www.perotorino.it
Manlio Bichiri, Guido Bosco,
Riccardo Ghezzi, Giulia PalDirettore
mieri, Giulio Chiara
Giovanni Monaco
Giuseppe Vinci,
Un’iniziativa editoriale di Comunicando S.a.S.
Antonio
Quaratino,Valentina
Sede legale: via Vassalli Eandi, 2 TORINO
Praticò, Gian Paolo Conserva,
Distribuzione gratuita
Davide Balena, Erneso Fina,
Nazarena Fazzari,
Gianluca Palladino,
Sara Bellini
L’Editoriale
di Giovanni Monaco
[email protected]
Gauche
M
i è sempre stato difficile tollerare i
figli di papà. È uno dei tanti difetti
che temo non riuscirò mai a correggere: col tempo, ho imparato a
convivere sia con i miei difetti, sia
con qualche figlio di papà. Ma una
come Carla Bruni, al solo dar fiato ai suoi pensieri filistei, riuscirebbe a trasformare il Mahatma
Gandhi in un pericoloso guerrafondaio. La tizia, che rappresenta al meglio certa Torino collinare, si è
dichiarata in tivù “di sinistra”. Poi ha
aggiunto: “Per me essere di sinistra, significa non avere problemi economici, ma capire chi i problemi economici li ha”. Sorvolando sulla filologia del termine
e sul significato profondo di alcune lotte di classe che in altri
tempi non solo furono opportune, ma sacrosante, il pensiero
va subito a un bell’operaio della Fiat degli anni settanta, incazzato contro il padrone sfruttatore e naturalmente, inevitabilmente, fisiologicamente comunista. Ce lo fa quasi
rimpiangere. Ma la disgrazia è che l’ignobile definizione della
signora Sarkozy, pur nella sua blasfemia politica, ha qualcosa
di vero nel concetto sinistrorso di questo inizio di millennio.
Perché essere di sinistra è diventata una cosa chic, come avere
la scarpa firmata, il foulard comprato in via Roma e il tramezzino mangiato sui tavolini di piazza San
Carlo. In altre parole è il buonismo becero
che sta trasformando questo paese in un ricettacolo di accattoni e di spostati: si capisce tutto, si giustifica ogni cosa, si tollera
chiunque a patto di poter mantenere i propri privilegi, le proprie garanzie di benessere e il proprio orticello ben distinto da
quello del volgo.
Case sontuose, macchinoni, abiti di sartoria. E poi certo, tanta solidarietà con chi
brucia le bandiere di Israle, con chi occupa
immobili pubblici e privati, con chi abortisce per sfizio o convenienza, con chi pretende l’eutanasia per legge, con chi
delinque. In altre parole vivi e lascia vivere. L’importante è che le torri d’avorio
in cui questi signori albergano non vengano toccate dalla feccia. Essere “di sinistra” diventa così un modo per giustificare
se stessi, i privilegi e gli agi. “Sono ricco - si dice il rappresentante medio della gauche crocettiana - però sono aperto, terzomondista, partecipe, comprensivo. Sempre dalla parte della
ragione, almeno la coscienza me la sciacquo”.
Scopriamo così che persino Maria Antonietta precorse i tempi
di questa moderna sinistra alquanto subalpina: capì, nel suo
salone ricco di stucchi e di arazzi che il popolo francese moriva
di fame e con spirito solidaristico sancì: “Non hanno pane?
Mangino brioche!”
Per la cronaca, Cara Bruni in
arte Sarkozy, è la figlia dell’ex
padrone della Ceat. Un multimiliardario che, fottendosene degli operai, vendette l’azienda
ricavando altri miliardi. Preoccupato per il terrorismo degli
anni settanta, si scelse un buen retiro parigino, dove non ebbe
manco più bisogno di lavorare, campando semplicemente della
rendita accumulata con il plusvalore realizzato a Torino. Mega
casa sui boulevard, due figlie: una bona e una mezza racchia.
Entrambe di sinistra, naturalmente: come avrebbero potuto
auto assolversi per tanta fortuna? Una delle due un po’ più sveglia dell’altra, Carla per l’appunto, quella bona. La quale, secondo i brasiliani, ha avuto un peso non indifferente nel “niet”
all’estradizione del terrorista Cesare Battisti, condannato in
Italia a più ergastoli per aver freddamente ucciso povera gente
cui voleva rubare dei soldi. Ma si sa, essere di sinistra è chic, è à la page, fa tendenza. E Battisti, oltreché compagno ha
pure scritto dei libri gialli, quindi è doppiamente intellettuale. Cosa vuoi che sia
qualche omicidio? In fondo erano solo
padri di famiglia, neanche tanto ricchi e
di certo affatto colti, quelli che il buon
Cesare ha trucidato.
Interrogata sul punto, Carla ha negato:
“Io non ho mai detto nulla, non ho mai
difeso Battisti”. “Non so perché Carla
neghi - ha ribattuto il senatore brasiliano
Suplicy - La stessa Fred Vargas (altra
giallista di sinistra) mi ha detto che lei
ha mostrato molto interesse per il caso
di Cesare Battisti. Fred ha conversato di
Battisti con la Bruni prima e dopo la decisione sulla concessione dello status
di rifugiato”.
Carla Bruni non lo sa,
ma sta diventando
come Maria Antonietta
7
Sassolini
di Gianluca Palladino
[email protected]
Non votateli
N
egli Stati Uniti li apostrofano “used-cars
sellers”: venditori di macchine usate.
Sono quei personaggi politici, quegli
esponenti dell’alta finanza, quegli uomini in vista della cosiddetta società civile, che dopo
aver carpito con mirabolanti promesse
la fiducia di elettori, clienti, soci d’affari, li bidonano senza scrupolo.
In Italia, dove evidentemente c’è maggiore stima nei confronti dei rivenditori d’auto, gli appellativi per definirli
sono altri: faccendieri, trafficoni, intrallazzatori, fanfaroni, o,
per dirla alla Sciascia, quaquaraquà, a seconda dell’entità delle
loro malefatte.
In un caso o nell’altro, siamo al cospetto del medesimo manipolo di piccoli, grandi imbonitori, votati per natura allo spregiudicato maneggio di soldi, proclami, rapporti umani e
professionali. Il valore della loro parola è inversamente proporzionale a quello del loro conto in banca, comunque raggranellato, comunque (più o meno) dichiarato. E qualunque
sia la loro attività lavorativa, prima o dopo c’è una discreta
possibilità di vederne qualcuno seduto tra i banchi di un consiglio comunale, o provinciale, o regionale. “Perfino” in Parlamento, se
avrà stretto le mani giuste, calpestato
gli avversari giusti, oliato gli ingranaggi giusti.
Che sia o meno suffragato da prove, è
questo il sentire comune.
Eppure, il cittadino non è del tutto impotente. Malgrado i limiti dettati da
logiche di partito o coalizione e sistemi elettorali, la principale arma a
sua disposizione resta il voto. E il terreno migliore su cui esercitarla sono
le consultazioni locali, dove più degli
ideali (peraltro già svaporati da tempo anche in ambito nazionale) contano le persone e il loro impegno sul territorio.
Se si vuole far sì che a livello locale la cosa pubblica sia amministrata nell’interesse della collettività, è sui candidati che
occorre concentrarsi, essendo disposti perfino a lasciare da
parte il proprio credo politico, qualunque esso sia. Tanto più
88
nei cosiddetti “collegi blindati”: quelli, cioè, a quasi sicuro appannaggio dell’esponente indicato dalla compagine che per
trend e tradizione ha più possibilità di aggiudicarseli.
Le elezioni provinciali sono a giugno. Da qui ad allora, se tramite web, carta stampata, passaparola di quartiere, esperienza
personale, avrete maturato
anche solo il ragionevole dubbio che un candidato non sia
meritevole della vostra fiducia,
semplicemente non votatelo.
Se lo stesso candidato nella
vita privata è supponente con i
deboli e accondiscendente con i forti, non votatelo. Se nell’attività professionale è noto per essere scorretto con i colleghi,
abbindolare i clienti e operare tra le pieghe di una personalissima legalità, non votatelo.
Non votatelo se vi è giunta attendibile voce che sia poco avvezzo a rispettare patti e parola data; se millanta crediti e amicizie che non possiede; se è solito distribuire grandi sorrisi e
calorose strette di mano esclusivamente in nome di un bieco
tornaconto di immagine.
Non votatelo se in altre, eventuali, esperienze politiche, ha già
dimostrato di anteporre all’interesse pubblico, il suo e quello
dei gruppi di potere che lo hanno sostenuto.
Non votatelo se le uniche idee che
possiede sono quelle che gli mette in
bocca qualcun altro che politicamente la sa più lunga di lui.
Non votatelo se alla vigilia delle elezioni indosserà una maschera di benefattore che notoriamente non gli
appartiene.
Non votatelo, infine, se si sarà sentito chiamare in causa da quanto
scritto fin qui.
Portate con voi questo identikit nel
segreto dell’urna: se il nome di qualche candidato vi calzerà
a pennello, non votatelo.
Perché probabilmente, appena messe le mani sull’ambita cadrega, si rivelerebbe un quaquaraquà.
Perché probabilmente, negli Stati Uniti, nessuno acquisterebbe da lui nemmeno una macchina usata.
Negli States sarebbero
“venditori d’auto usate”
qui da noi fanno i politici
PERO
PERO
d iritto
d i
pe rò
Lettere alla redazione. Scrivete a: [email protected]
Strade sempre più sporche
Gent.mo Direttore,
E’ mai possibile che le strade di Torino,
dopo le abbondanti nevicate delle scorse
settimane siano ancora più sporche, specie
per via del proliferare di escrementi di
cani? Si sperava che la neve sciogliendosi,
potesse pulire i marciapiedi (cosa che
forse dovrebbero fare gli operatori ecologici, ma forse non è nel loro mansionario).
Invece la situazione è peggiorata, con cacche ovunque e proprietari che, incuranti,
spesso e volentieri mal sopportano regolamenti, codici ed educazione. Alle volte
mi verrebbe voglia di rispondere con “pan
per focaccia”, andando a sporcare proprio
davanti casa loro. Per non parlare dei Vigili Urbani. Dove sono? Spero in giro a
salvaguardare la nostra città dall’illegalità
e non solo negli distaccati in qualche uffici
o peggio ancora al calduccio in qualche
bar.
Rosa Mazzone, Torino
Torino
Debito col silenziatore
Caro Direttore,
Chi le scrive è un pensionato affezionato
lettore del suo giornale. Sono a dir poco
allibito per come i media cittadini stanno
cercando di mascherare l’incredibile buco
di bilancio del Comune di Torino. Non si
parla di piccole crepe, ma di una voragine
di più di 3 miliardi di euro. Qualcosa che
dovrebbe non solo far gridare allo scandalo, ma destare sdegno nei torinesi. Invece niente. Tutti zitti e probabilmente
contenti di dover pagare per i prossimi decenni gli errori di qualcuno. Ma non solo.
Non manca nemmeno la pontificazione di
Chiamparino, uno dei sindaci più amati
d’Italia nei sondaggi. A mio avviso un inspiegabile paradosso. Come fa un primo
cittadino ad essere adorato, nonostante
questi problemi finanziari di Palazzo Civico? C’è qualcosa che non riesco proprio
a far quadrare. Lo sappiamo che i torinesi
sono storicamente restii ai cambiamenti.
Ma che fossero anche così pesantemente
masochisti, non potevo proprio immaginarlo. E dove sono finite le tanto attese ricadute positive delle olimpiadi? Sono stati
realizzate opere, impianti e strutture, oggi
per lo più inutilizzate. Basta pensare agli ex
mercati generali di via Giordano Bruno, ancora oggi in attesa di una ricollocazione. Per
la Torino che mi ha accolto negli anni cinquanta, continuo a sperare di meglio.
Francesco Morselli, Torino
Torino
Rotonde pazze
Gent.ma redazione,
Oramai nella nostra città è “rotonda mania”,
spesso con risultati disastrosi. Si pensi a
piazza Bernini, piazza Rivoli, corso Maroncelli/Unità d’Italia. Lo scorrimento del traffico non è migliorato ed il rischio incidenti è
aumentato. Specie nelle ore di punta, quando
transitare è impossibile e si vengono a formare code lunghe e snervanti. Le rotonde
sono una forzatura in città.
valeria Minardi
Torino
Tel/Fax 011/24.84.278
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Numeri Subalpini
1.821
controlli nei campi nomadi di Torino nel 2008.
Rilevate 163 sanzioni, allontanati 194 Rom
2.000
gli zingari a Torino, stimati nel 2008,
di cui 1000 sono irregolari
12.000.000
di euro. I tagli del Comune ai teatri Stabile e
Regio e ai Musei
61.000.000
Mendicanti
esibizionisti
Foto: Ideasfera
A
semafori capita proprio
di vedere di tutto. In
principio l’ossessione
degli automobilisti in coda erano
gli zingari ed i mendicanti. Poi
sono arrivati i “vù cumprà” ed i
lavavetri, nord-africani e dell’est
europeo. Infine i venditori di
rose a San Valentino e di mimose
l’8 marzo, giorno della festa
della donna. Mai si poteva immaginare di imbattersi in una
nuova forma di “sexy accattonaggio”. Da qualche tempo, infatti, in largo Orbassano, ma
anche nei pressi di piazza
d’Armi, del ponte della Gran
Madre e di qualche altro incrocio
caldo della città, chi è in coda
nella propria auto in attesa del
verde viene colpito dall’ennesima fastidiosa sceneggiata: uomini completamente scalzi, che
a gambe nude e con indosso solo
vecchi trasandati cappotti, si aggirano con aria sofferente ed inebetita tra le vetture, bussando al
finestrino e chiedendo soldi. No,
di euro. A tanto ammonta l’incasso del Comune
ottenuto dalle multe comminate nel 2008
nonostante Torino sia oramai location preferita per il cinema e la
tv, non si tratta delle riprese di un
film di Dario Argento o del
promo della prossima edizione
di “Scherzi a parte”. Ma, più
probabilmente, la nuova frontiera di un fastidioso sfruttamento nei riguardi di qualche
povero disperato, a metà strada
tra lo stereotipo dell’ “esibizionista del parco”, quello che infastidiva signore e signorine
mostrando le proprie grazie e la
sempre più diffusa richiesta di
elemonisa. L’obiettivo è sempre
il solito: commuovere, toccare il
cuore ed il pio animo di qualche
possibile benefattore. Ma questa
volta con pochi risultati. I tempi
cambiano, anche per gli sceneggiatori dell’accattonaggio. Nessuno tira giù il finestrino, in
attesa del verde che finalmente
scatta. Ed agli uomini scalzi, non
resta che rivestirsi o aspettare il
prossimo rosso. Sempre che
l’epilogo sia diverso.
A.Q.
PERO
180.000
i veicoli torinesi euro2 esclusi dalla nuova ztl.
Il 35% del totale
210.000.000
di euro all’anno messi sul tavolo dalla Regione
per privatizzare le ferrovie piemontesi
800
incidenti in 18 mesi in corso Regina Margherita,
maglia nera della sicurezza stradale
,
Post-It
Citazione interessata
« Ch i s m e tte di fare pu bblic ità
pe r ris parm iare s o ldi è co m e
s e fe rm ass e l' o ro lo g io pe r
ris parm iare il te m po » .
Henry Ford (1863-1947)
11
“
BLOCCONOTE
PUNTINE
“Siamo pronti
ad accogliere
Eluana”
Extracomunitario “graziato”
IL REgALo dI ComPLEANNo
MERcEDES
BRESSo
U
n cittadino marocchino, agli arresti domiciliari presso una casa di accoglienza di
Ceres, dopo un mese e tre settimane è
evaso. Condannato a 4 mesi in seguito all’evasione, gli è stato evitato il carcere. Era capodanno, ma soprattutto il giorno del suo
trentaduesimo compleanno: due elementi che
hanno favorito l’indulgenza del giudice. “Ero triste, hanno festeggiato tutti e volevo farlo anche
io, con poche cose e da solo. Mia moglie è in Marocco, mio figlio vive con lei” si è giustificato il
marocchino evaso, che in pratica la sera del 31
dicembre si è allontanato dalla casa di accoglienza per recarsi al bar più vicino, dove ha chiesto una pizza e una birra. La tenera espressione
da cane bastonato ha fatto il resto. Il pm gli ha anche contestato i soldi in tasca, ma
il prigioniero triste ha dichiarato di averli guadagnati in carcere, prima ancora di finire
agli arresti domiciliari. Anche la compagnia di un pregiudicato, durante l’evasione, è
stata occasionale: “Si trattava di un vetraio che mi ha promesso il lavoro”.
Presidente della Regione, che
ha trovato un modo come un
altro per far parlare di sè sui
giornali. Strategia encomiabile
ma, chiamando le cose con il
loro nome, bisognerebbe dire:
“a far morire Eluana”
“Senza le olimpiadi
a torino
un lungo declino”
VAlENtiNo
cAStEllANi
Già sindaco e già presidente
del Toroc. Affermazione
quasi condivisibile. Ma, visti
i debiti lasciati anche dai
Giochi, la paura è che
adesso il declino potrà essere lunghissimo, non soltanto lungo.
Un po’ di memoria anche per gli ex internati
c
i siamo anche noi. Il giorno della memoria non serve solo a ricordare un determinato episodio storico, ma anche a concedere un minimo di visibilità a chi
sembrerebbe essere stato dimenticato. L’Associazione Nazionale ex InternatiImi, la cui sede torinese è in via delle Orfane 3 presso l’oratorio della chiesa di san Dalmazzo, è una di quelle realtà poco considerate in primis dalle amministrazioni locali.
Da cinque anni il presidente è Pensiero Acutis: “La nostra associazione è nata immediatamente dopo la guerra, nell’ottobre 1945. I soci sono quasi tutti ex militari. Ormai
non raggiungiamo i 150 iscritti, anni fa invece eravamo migliaia”. Chi sono gli internati? “Militari catturati e considerati prigionieri di guerra, che però nei campi di concentramento e smistamento sono stati trasformati in internati militari, senza poter
quindi godere dei diritti dei prigionieri di guerra”. Esattamente come ebrei e prigionieri
politici, dei quali però si parla molto di più. In cosa consiste la vostra associazione? “Il
consiglio direttivo si riunisce una volta al mese, ma nella nostra sede non possiamo organizzare granché. All’esterno facciamo qualcosa in più, approfittando di iniziative
come la giornata della memoria. Non abbiamo nessun aiuto di tipo economico, al di là
delle quote dei soci. La banca San Paolo una volta ci ha dato 500 euro come elemosina, ma dopo la
fusione con Intesa non se n’è più parlato. Gli altri enti, come Comune e Circoscrizione, sono totalmente insensibili”. Ci racconti la sua storia da internato: “Sono del ’24. A 19 anni, il 10 settembre
1943, sono stato catturato presso i colli di san Bartolomeo nelle Alpi liguri. Ci hanno caricati su
carri di bestiame e scaricati nei lager di san Bostel, in Germani. Lì sono stato un mese e mezzo, per
poi essere trasferito nei campi di lavoro. Alla fine della guerra siamo stati liberati, ma i rimpatri dipendevano dalla zona in cui uno si trovava e anche da chi erano i liberatori (russi, americani o inglesi). Io, ad esempio, sono stato ancora tre mesi in un campo di concentramento gestito da inglesi”.
Servono iniziative come giornate della memoria? “Possono darci un po’ di visibilità, però è da vedere quanto veniamo considerati all’interno della giornata della memoria. Il pericolo di dimenticare
gli errori della storia c’è, anche se a volte mi chiedo se abbia senso ricordare episodi passati quando attorno a noi sta succedendo
qualsiasi cosa”. Cosa chiedete agli enti locali? “Più interesse, più sensibilità. E anche un po’ più di rispetto. Gli aiuti economici sono
ancora secondari. Stessa richiesta di Roberta Borio (nella foto), consigliera Fi-Pdl della circoscrizione 6: “L’associazione sopravvive solamente grazie agli auto-finanziamenti, sarebbe opportuno che Comune e Circoscrizione dimostrassero un po’ più di sensibilità, visti anche i tanti soldi regalati inutilmente ad associazioni di dubbia importanza”.
12
PERO
MILIARI
“il nostro piano
antineve
ha funzionato”
MARiA GRAZiA
SEStERo
Assessore alla Viabilità.
Scorte di sale terminate subito, strade inagibili per due
giorni, scuole chiuse e città
ferma. Poi danni materiali e
infortuni per caduta. E se
non avesse funzionato?
“Senza aiuti
di Stato, 60mila
licenziamenti”
SERGio
MARchioNNE
Amministratore delegato del
gruppo Fiat. Pensavamo che il
grande manager d’oltreoceano
cambiasse le abitudini agnellesche. Invece no: quando si guadagna, si guadagna. Quando si
perde, dobbiamo pagarlo noi
con le nostre tasse. Bella la vita!
BLOCCONOTE
torinesi carucce
Isabella
Marchisio
U
na ragazza dalle mille
risorse. Questa è
Isabella Marchisio, meglio conosciuta
dagli assidui frequentatori della notte torinese con il nome
d’arte di Isa Kant.
Animatrice, vocalist,
guest star nelle serate
di tendenza dei locali
più “in” della città, questo il suo percorso artistico. Ma anche tanta
radio, con programmi rivolti al mondo
della musica
e delle discoteche.
Nella “Torino
by
night” Isabella è oramai
un’icona: per
la sua vitalità,
la voce calda, la
presenza scenica
e l’energia che
di roberto policaro
Eseguiamo pulizie di uffici,
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riesce a trasmettere durante le sue performances. Una scarica di pura adrenalina per
gli amanti della movida. Quando c’è lei in
pista, al microfono o dietro la consolle,
il sold-out, il tutto esaurito è garantito. Si scatena e fa scatenare. Specie il venerdì ed il
sabato sera. Poi il lunedì,
dismessi i panni di Isa
Kant, Isabella cambia
look. Via lustrini e pailletes, lasciata in guardaroba la “divisa
d’ordinanza”, ecco che
è pronta per tornare in
ufficio, al suo lavoro
quotidiana.
Cinque
giorni dietro un desk, a
smistare telefonate, fax, appuntamenti, con tanta
gioia di chi
frequenta
l’ufficio
dove lavora. Almeno fino al
week
end
successivo,
quando a gioire
in tutta libertà
sarà un altro popolo, quello della
notte.
ImPRESA dI PULIZIE
BLOCCONOTE
A due passi da torino
Una scuola per “venditori”
G
li agenti assicurativi
ed i promotori finanziari, gli operatori di
call center e i cassieri di banca,
i broker e gli operatori postali,
piuttosto
che
quelli
Disavventura
Sempre meglio
essere
figli di papà
i
l ragazzo è tristemente noto
tra le forze dell’ordine. Perché spesso viene fermato in
evidente stato di ubriachezza. Magari al volante della sua
potente auto. Glie l’ha comprata
papà... Ma l’ultima volta, qualche
giorno fa, è stato per l’ennesima volta
fermato nel cuore della notte ed è
addirittura risultato zeppo di cocaina.
Brutta storia. Papà si preoccupa, giustamente. E siccome papà è uno di quelli
che vivono alle costole di
quelli che in città contano,
si è precipitato da uno dei
suoi amichetti. Cosa vuoi,
una mano lava l’altra.
Così il potentello di turno è
intervenuto pesantemente
nei confronti di chi di dovere che, pare a malincuore, ha messo a tacere la
cosa. Tutto archiviato alla
lettera “r”, voce “ragazzata”. Già, proprio così:
anche perché nessuno è stato investito
e nessuno s’è fatto male. Ma cosa sarebbe successo al figlio di un operaio
che magari (visti anche i costi della cocaina, ormai quasi proletari) avesse
fatto lo stesso?
Sarebbe stata un’avventura molto più
brutta, consirerate le ultime leggi giustamente severe per chi guida in stato
d’ebrezza o pieno di sostanze stupefacenti. Però, quando il papà è amico di
gente importante, sono tutti pronti a intervenire, perché ci sarebbe anche la
sanzione accessoria, quella dello scandalo o dello scandaletto. Allora, per evitare guai per tutti, meglio scansare
anche la sanzione principale.
Benché sacrosanta.
turistici. In Italia ci sono al giorno
d'oggi migliaia di venditori, ma, fino
ad ora, non esisteva una scuola in
grado di formarli. La lacuna è stata
colmata dalla Provincia di vercelli,
d'intesa con il Ministero del Welfare
e delle Politiche sociali, ha dato vita
alla "Scuola Mestieri di vendita",
unica in Italia, e che ha aperto i battenti nell'ex sede della Cassa di Risparmio di Trino vercellese, di
fronte al Municipio.
La "Smv" si rivolge in particolar
modo ai giovani che stanno entrando
nel mercato dei lavoro. Ai lavoratori
temporanei non occupati che si
stanno reinserendo nel sistema produttivo, agli occupati che desiderano
riqualificarsi professionalmente,
così come alle aziende che vogliono
qualificare la propria rete di vendita. Corsi gratuiti.
A distanza di pochi mesi dalla presentazione in Sala Baltaro la "Smv"
ha abbondantemente superato i settecento iscritti e si appresta a crescere ancora. All’inaugurazione
c’erano il Sen. Pasquale vIeSPoLI
Sottosegretario di Stato al Lavoro e
il professor vittorio Sgarbi, il guru
del marketing mondiale Beau ToSKICH,il mago dei sondaggi Luigi
CReSPI, il vercellese doc, on. Roberto Rosso (ex Sottosegretario al
Lavoro nel precedente Governo Berlusconi, ideatore e promotore della
Scuola MSv).
Informazioni
http://www.scuolamestierivendita.it
Un Portolese per risparmiare energia
14
D
opo il city manager, arriva anche l’Energy manager. Il Comune cerca di cautelarsi e risparmiare sulle bollette energetiche. Troppi i trenta
milioni di riscaldamento spesi in un anno per
circa ottocento edifici. L’assessore all’ambiente Domenico
Mangone ha quindi nominato il nuovo “Energy manager”
Giuseppe Portolese per provare a raggiungere due obiettivi:
inquinare meno risparmiano energia, e soprattutto avere una
bolletta meno salata. Prima possibile riforma: introdurre i
pannelli fotovoltaici sugli edifici comunali, in primis i Palazzetti dello Sport. L’unico problema è trovare i finanziamenti.
Le casse comunali, si sa, non navigano in ottime acque.
BLOCCONOTE
Disavventure
Quando il vigile
è poco urbano
V
igili urbani e arroganza. Un binomio che sembra ormai inscindibile a
Torino. Sono le 9,30 del mattino di mercoledì 28 gennaio. Sei auto
sono incolonnate in via Nizza nell’attesa che scatti il verde per girare
a sinistra in corso Sommeiller; una settima supera la fila e si pianta in testa
alla coda per effettuare la svolta. Nei pressi (miracolo!) due civich. Uno si
avvicina al conducente e lo riprende per la manovra scorretta. Ne nasce
un botta e risposta che prosegue nel bel mezzo dell’incrocio, a dispetto
del semaforo, dell’ingorgo venutosi a creare e del conseguente concerto
di clacson. Quando la strada si libera, è ormai giallo: oltre a quella incriminata, soltanto un’altra vettura riesce a svoltare. Il vigile si affianca
al conducente di quella dopo e gli grida testualmente: “Che cazzo
suoni?”. Al volante della mia macchina, assisto con sconcerto alla scena,
e istintivamente scuoto il capo. Apriti cielo. Capelli brizzolati alla Richard
Gere, espressione spavalda alla Clint Eastwood, il poliziotto municipale inizia a fissarmi con aria di sfida, e continua per una decina di secondi. Rompo
gli indugi, e scandendo chiaramente il labiale dietro il parabrezza onde evitare equivoci, gli chiedo: “Mi scusi, cosa desidera?”. Pareva non aspettare
altro. Si accosta al mio finestrino e mi sussurra tra i denti: “Che c’è?”. Rispondo: “Ho visto che mi guardava insistentemente, ho forse commesso
qualche infrazione?”. Con fare palesemente provocatorio si fa ripetere la
domanda per tre volte, ogni volta alzando di un tono la voce: “Non ho capito che c’è!”. Alla quarta replica: “È lei che mi ha guardato, e si è
anche permesso di scuotere la testa. Allora, che c’è?”. Provo ingenuamente a spiegarmi: “Dato che il semaforo dura così poco, mi sono semplicemente chiesto se non sarebbe stato più opportuno fare accostare
l’automobilista a bordo strada, invece di paralizzare il traffico”. Risposta: “Il semaforo dura poco? E allora? Aspetterà quello dopo, o quello
dopo ancora, finché non ho finito”. Poi sorride verso il collega, gira i
tacchi e se ne va, lasciandomi con un palmo di naso e con un dubbio:
quello nascosto dietro la divisa era un pubblico ufficiale? Era davvero
Clint Eastwood? O era soltanto un comune bullo di quartiere travestito da vigile urbano in vista del Carnevale? G.Pal.
Donne
alla ricerca
di case sul web
C
ercare casa a Torino? E' un
compito da donna. Lo rivela
una indagine del portale web
Immobiliare.it. Secondo quanto riportato, è quasi sempre il gentil
sesso, infatti, a scegliere la dimora
della propria famiglia. E questo
anche quando la ricerca si svolge su
Internet, terreno dove il "maschio" ,
generalmente , è dominante. Stando alle statitistiche, invece, si scoprire che quando si tratta di trovare online la propria casa è la donna
a darsi maggiormente da fare. Sarà perché la donna è da sempre
"l'angelo del focolare", sarà perché è il "pilastro portante" della casa,
o magari perché è la persona che, nella maggior parte dei casi, si
occuperà in prima persona della gestione, sta di fatto che, sotto la
Mole, ben il 61% di chi cerca l'immobile sul Web appartiene proprio
all'universo femminile. Secondo Carlo Giordano, Amministratore
Delegato di Immobiliare.it, le donne sono le più motivate nella ricerca della casa: “Le esigenze delle nostre famiglie sono in cambiamento e le risorse di maggior valore sono il tempo e la qualità
con cui esso si utilizza. Le donne, da
sempre più pratiche degli uomini, sono
diventate oggi il motore trainante della
domanda immobiliare online e si sono
dimostrate da subito attente alla rivoluzione che Immobiliare.it e tutto il comparto della ricerca online hanno creato in
questo settore”.
Ma cosa cercano e quanto tempo impiegano per trovare casa? Secondo i dati di
Immobiliare.it, le donne visualizzano
mediamente oltre 20 immobili per visita, e la loro sessione di ricerca ha una durata media di 15 minuti. Si servono del web per
trovare la loro prima casa o per trovare una casa di grandi dimensioni per ospitare anche i figli. Parte del loro tempo di connessione
è anche occupato dal sogno; strutturalmente più curiose dei maschi, ricercano anche immobili di prestigio o nelle zone turistiche.
Sta di fatto che dai dati complessivi risulta che in Italia, ogni
giorno, più di cinque milioni di persone cercano casa attraverso
il web, approfittando di descrizioni approfondite, innumerevoli
foto, presenza di virtual tour e mappe integrate nelle offerte.
Un dato, secondo gli esperti, destinato ancora ad aumentare.
15
Attualità
Qualche giorno fa la Fondazione Civicum
ha detto che Torino è la città più indebitata
d’Italia. Siamo praticamente in mutande
Ma ecco come continua a erogare
fondi per iniziative non sempre fondamentali
di Guido Bosco
S
econdo la Fondazione
Civicum (Politecnico
di Milano, area politica
vicina a Romano
Prodi) il Comune di
Torino è il più indebitato d’Italia. Senza bisogno che ce lo dicessero loro, noi di
“Però” lo avevamo già annunciato a dicembre, nell’articolo che descriveva
l’immenso buco del bilancio cittadino.
Oggi si parla di oltre 5mila euro di debito
procapite, per circa 4,5 miliardi di debiti
accumulati dall’Amministrazione nei confronti delle banche (vedi box nella pagina
a fianco).
Ma leggendo le determinazioni dirigenziali
del periodo che va dal 1 dicembre 2008 al
15 gennaio 2009, viene quasi da pensare
che il Comune di Torino abbia un sacco di
soldi da spendere. O, per meglio dire, da
buttare via. Se Torino è la città più indebi-
16
tata d’Italia, non sono tanto gli investimenti
che producono sviluppo ad aver causato il
“segno meno” davanti al bilancio. Anche
perché spesso sono finanziati dal governo
centrale con fondi straordinari.
Tanto per cominciare, non si bada al risparmio per pubblicità e comunicazione: ammonta a 478.400 euro
l’impegno di spesa per il servizio di pubblicazione di avvisi e bandi dei contratti
pubblici e per i servizi e le forniture per
quotidiani per l’anno 2009. L’acquisto di
spazi pubblicitari per il periodo 1-15 dicembre ammonta a 14.274 euro. 37.068
euro stanziati invece per la fornitura del
servizio di stampa del materiale informativo e promozionale a favore dell’Ecomuseo.
Affidati alla Seat Pagine gialle 137.400
euro per l’acquisto pagine della città di Torino per l’anno 2009. 30.000 è l’impegno
di spesa per l’acquisto di spazi istituzionali
PERO
sui quotidiani per l’anno 2009, ma sicuramente saranno integrati. 1.560 spesi per la
realizzazione di 200 portachiavi della
presidenza del consiglio comunale.
Non mancano 3.515 euro per la stampa di
1000 copie dell’opuscolo “Panorami di
città”, 54.365 per l’affidamento al consorzio “Ravviva” per la fornitura del servizio di prelievo, ricollocazione, e
fotocopiatura di materiale documentario,
13.584 per la realizzazione della brochure “Torino always in the move”.
50.000 euro sono stati spesi invece per il
servizio taxi per il trasporto di amministratori e dirigenti della città. Costi di gestione cui si aggiungono i 240.000 euro per
la fornitura di arredi speciali su misura occorrenti ai servizi comunali, e ben 4 milioni e 205.410 di integrazione delle spese
per la fornitura di energia elettrica dell’anno 2008. Ma non basta, perché i funzionari pubblici devono pur abbonarsi ai
giornali: 7.536 euro destinati all’abbonamento a quotidiani e periodici per il Sindaco e l’Ufficio stampa e all’abbonamento
al servizio on line “Infocamere”, 6.985 per
il servizio di rassegna stampa nazionale e
locale, 2.772 per il rinnovo abbonamento
2009 alla banca dati giornalistica mediaddress e mediadata, 31.220 per l’abbonamento ai servizi giornalistici Ansa, 64.920
per il servizio di stampa di materiale informativo di grandi e piccole tirature e formati
Foto : Kiki Follettosa, Jody Sticca
INDEBITATI
MA SPENDAC
CCIONI
A torino il record dei debiti
d’italia: 5781 euro a testa
3.997 euro a testa).
Il debito di Torino non
è superiore a quello di
Milano o Roma. Lo ha
detto in Consiglio comunale l’assessore al
Bilancio Gianguido
Passoni, rispondendo
alla richiesta di comunicazioni dei consiper l’anno 2008, 2.254
on una soglieri Ravello e
per l’acquisto di
glia di
Ghiglia, (AN), Cop“Guida normativa” e la
5.781 euro
pola (FI), Angeleri,
sottoscrizione dell’aba testa, calLonero (La Destra),
bonamento ad “Anci
colando l’indebitaRivista” per il presimento pro-capite, sono nate dallo studio pubblicato dalla Fondadente del consiglio coin pole position nella
classifica stilata da Ci- zione Civicum di
munale. Oltre ai 400
Milano.
vicum con il Politeceuro destinati ad ogni
nico di Milano, seguiti Il dato del debito conabbonamento speciale
fermato da Passoni
proprio dai cittadini
al canone Rai di molte
(foto piccola a sinistra)
del capoluogo lomsedi comunali. Rai cui
ammonta a circa 3 mibardo (a distanza con
vanno anche gli
liardi di euro.
Punto di parla brochure “torino
tenza dell’anaalways on the move”
lisi, sono i dati
costa 13.584 euro. i taxi della contabiper i dirigenti e gli
lità pubblica
amministratori torinesi
del Comune
C
ne richiede 50mila
PERO
che integra i dati con
prospetti relativi al
conto economico e
allo stato patrimoniale.
"Il dato aggregato
esposto dalla Fondazione Civicum comprende tutti i residui
passivi, compresi
l’Iva, che la città contabilizza e che per riclassificazione di
natura patrimoniale finiscono come debiti
versi terzi".
C’è da dire, ad onor
del vero, che la Fondazione Civicum ha
esposto il dato aggregato dei debiti di tutte
le città e non solo di
Torino e il risultato è
stato quello che tutti i
giornali hanno riportato. Agostino Ghiglia
(fotina a destra) di AnPdl, ha spiegato: “Il
voto che l’associazione Civicum ha as-
segnato alla nostra
città è gravemente insufficiente, soprattutto
per trasparenza e rendicontazione dei risultati: solo 37 centesimi.
A chi dobbiamo credere, al sindaco
Chiamparino che dice
che i debiti sono causati dalle Olimpiadi o
a Castellani che lo
nega? Mentre Atrium e
Medal Plaza marciscono vi indignate per
i 500 milioni di aiuti
del governo a Roma e
dimenticate i 300 milioni ricevuti per la
linea 2 della metropolitana e per la TAV, dimenticate che città
governate da sindaci
della vostra parte,
come Napoli, hanno ricevuto maggiori contributi dallo Stato,
rispetto a città come
Torino e Milano.
17
l’anno 2008 e molto
probabilmente
2.500.000 nell’anno
2009, soldi che Palazzo civico paga alla
Gtt. A proposito di
Gtt,
7
milioni
801.208
euro la
spesa prevista per un
concorso per l’acquisto di motrici “serie
6000”, 2.640.000 invece il contributo per
il programma di miglioramento qualità
dell’aria e potenziamento trasporto pubblico,
la
linea
tranviaria storica e il
potenziamento delle linee elettriche Star.
Di questi, 1.530.000 arriveranno dallo
Stato. Altre spese abbondanti: 6.000.000
elargiti alla fondazione Torino musei,
3.070.000 alla fondazione Teatro Regio,
4.000.000 per il ricovero di minori
presso strutture non accreditate. Probabilmente si tratta di alberghi a conque
stelle. Anche prelevare i soldi ai cittadini
ha un costo: ammontano a 2.181.000 i
compensi e rimborsi spese per la riscos80.000 euro di contributo generosasione di Tarsu, Ici, Cosap e Cimp.
mente elargito da Palazzo civico per la
Non dimentichiamoci i finanziamenti alle
realizzazione del progetto “Rai nuova
associazioni, quelle che i detrattori politici
musica”, come se il canone non bastasse.
chiamano “amici degli amici”. Lasciando
Ci sono poi le voci che riguardano rigorostare, solo per motivi di spazio, i vari “resamente solo gli immigrati, guai a parlare
gali” delle Circoscrizioni, citiamo qualdi italiani: ben 3 milioni e 494.000 euro
cosa: 5.454 euro per l’incontro “era
stanziati per gli interventi in materia di
bello il mio ragazzo”, 2.499 per la fornimovimenti migratori, 197.374 per l’insetura di bombolette spray per il progetto
rimento lavorativo di persone svantaggiate
“Murarte”, 10.000 per le iniziative culnel servizio di pulizia di campi nomadi citturali “Torino 6 bagneux”, 25.480 al circolo didattico “Gabelli”
per il progetto “Bibliomigra”, 13.000 a favore
Chiamparino: “I debiti creano sviluppo”
della Reale società canottieri Cerea per il trol sindaco Chiamparino si difende attaccando. Al termine della conferenza “Istituzioni, economia
feo Kinder e Silver Kiff,
e territorio” presso la Sala delle Colonne del rinnovato Teatro Carignano, il Sindaco ha tirato le
7.100 ad associazioni
sue conclusioni: “Non tutte le classifiche hanno solidi argomenti scientifici, spesso servono solo
varie per la realizzaa far scrivere i giornali” ha dichiarato, riferendosi alla graduatoria che vede Torino quale città più
zione di iniziative a caindebitata d’Italia, non certo ai sondaggi secondo cui lo stesso Chiamparino sarebbe il Sindaco più
rattere musicale, 8.960 a
amato). “L’unica strada per combattere la crisi è quella di permettere ai Comuni di investire” ha
favore della cooperativa
commentato ancora Chiamparino. Nessuna opinione contraria durante la conferenza cui hanno
Bilboa scs per i progetti
presenziato pure Angelo Rughetti, presidente del consiglio direttivo Ifel (Istituto per la Finanza e
di
educazione ambienl’Economia Locale) nonché segretario generale Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e le
tale.
due relatrici Silvia Scozzese, direttore scientifico Ifel, e Pierciro Galeone, segretario generale della
Cooperative che il Cofondazione Cittalia. Così Angelo Rughetti: “Il Comune di Torino ha una spesa finale in linea con
mune non dimentica
quella degli altri Comuni. La spesa corrente tende però a diminuire, mentre aumenta in modo progressivo quella per gli investimenti. Anche la pressione fiscale è rimasta in linea. Aumentando gli
mai: 26.514 euro devoinvestimenti, se non si alzano le tasse si possono solo incrementare i debiti”. Come dire: è giusto
luti per la realizzazione
così. Quantomeno curiosa la posizione di Silvia Scozzese: “Il concetto di deficit, in questo caso, sidi sette tirocini finalizgnifica sviluppo, in quanto rappresenta i debiti per investimenti. I torinesi devono quindi essere orzati all’occupazione
gogliosi di questo segno meno, che ha un effetto di sviluppo importante”. Indebitati e contenti.
tadini dal 1 dicembre al 31 dicembre (è notorio che i nomadi non possano pulire i
campi da soli, come fanno i cittadini a casa
loro, ma sia necessario utilizzare soldi
pubblici), 1 milione 600mia destinati al
progetto “Terra madre”, 20.000 per la
fornitura di biglietti ed abbonamenti Gtt
per utenti stranieri e nomadi, 23.560
destinati All’Arci per l’accoglienza
e l’integrazione degli stranieri,
80.000 per il progetto “Traimosvivendo per un futuro migliore” a favore della
popolazione Rom, 2.765 per
progetti presentati dal settore integrazione educativa sul tema
dell’intercultura, 11.126 per
l’affidamento del servizio di mediazione culturale per lo sportello
stranieri, 410.000 per iniziative
e progetti di assistenza e sostegno nell’ambito degli interventi a favore di cittadini
stranieri nel 2008, 51.959 per il
servizio di accoglienza residenziale per stranieri, 183.960 a favore del progetto “Casa che
accoglie” rivolto a minori stranieri non accompagnati, 41.750
al progetto “Masnà” rivolto a
minori stranieri dell’asilo non accompagnati, 7.000 per permettere il funzionamento del settore Nomadi all’interno dei
progetti “Finestra sulla piazza-ClarisPiemonte in rete con la tratta-Pronto intervento minori”, 26.760 per l’integrazione
dei minori stranieri e delle loro famiglie,
14.900 all’associazione Grupo de Capoeira cultura negra. Le “agevolazioni di
viaggio” (ma per chi?) sono costate invece alle casse comunali 1.201.570 per
Gli interventi in materia
di “movimenti migratori”
hanno avuto bisogno
di stanziamenti
comunali pari a 3milioni
e 494mila euro
Foto : Roberto Alvares
I
Per “sistemare” il mercato
dei pesci di Porta Palazzo,
l’amministrazione ha preso
l’immancabile consulente
esterno. l’esperto in
pescivendoli costa 60mila euro
“Patto Torino sicura”,
43.200 per il servizio
“Archiviazione ottica ordinativi di pagamento
ed
incasso”, 98.590 per
l’attività di assistenza
inerente alcuni contesti del sistema informativo, 13.900 per la
formazione dell’aggiornamento tecnologico, 102.158 per
attività di supporto concernenti la normalizzazione di fondazioni geomatiche relative ad alcuni contesti del sistema
informativo comunale. Altri incarichi affidati: 150.000 euro per operazioni inerenti le rilevazioni commissionate
dall’Istat, 101.062 per l’incarico della progettazione esecutiva del primo lotto di via
PALCHI AL REGIO
Il Teatro Regio, grazie
a queste ultime delibere comunali, ha
“beccato” più di 3 milioni di euro. 6 milioni
alla Fondazione Torino Musei, mentre ricoverare i minori
presso strutture non
accreditate ne costa 4
la società che recupera tasse
e imposte comunali “vuole”
per sè più di 2 milioni di euro
presso la cooperativa orso. Non mancano neppure gli “affidamenti” retribuiti,
più o meno strani. Il Csi Piemonte, in questo caso, fa la parte del leone: al consorzio
vanno 25.395.194 per lo sviluppo del sistema informativo, 2.150.310 di canone
per l’outsourcing della gestione del sistema
informativo, 200.000 euro per il progetto
Borgaro angolo corso Potenza, 56.734 per
il collaudo tecnico per l’area concerti zona
Continassa, 10.000 al dipartimento scienze
sociali dell’università di Torino per il progetto “Osservatorio sul cambiamento sociale nel Nord Ovest”, 5.200
all’amministrazione per l’informatizzazione della rilevazione dei prezzi per affidare l’incarico ad un esperto esterno, 2.171
per il servizio di custodia chiavi dell’edificio comunale in corso san maurizio 4,
2.340 per il servizio di recapito a domicilio
di plichi contenenti stampe artistiche, ben
60.000 per l’incarico professionale di responsabile del sistema di autocontrollo
igienico-sanitario al mercato ittico di
Porta palazzo, 4.950 per un veterinario
consulente della città di Torino, 4.869 per
lo studio tecnico relativo al rischio di fulminazione nell’ambito dello stabile della
polizia municipale di via Bologna 74. ì
spazio pubblicitario a pagamento, disponibile per qualsiasi parito politico
Federazione
Provinciale
di Torino
“A Torino rinasce il vero ed unico Partito Socialista, quello di
Bettino Craxi. Un gruppo di giovani dirigenti coltiva
l’ambizione di realizzare un nuovo progetto
riformista e liberale per Torino e la sua provincia.
Credici e aderisci anche tu”
Salvatore Fiorino
Coordinatore provinciale Nuovo Psi Torino
dott. Salvatore Fiorino - cell. 347.47.02.554
e-mail: [email protected] - www.socialistalab.it
Dietro le quinte
Scrittori in
RETROVIA
Chi scrive i discorsi dei potenti torinesi? E chi
lavora perché i suddetti escano (bene) sui giornali, magari con una bella foto rispetto ad
una dove non sono usciti tanto bene? Un piccolo
viaggio alla scoperta dei ghost writer subalpini
di Giulio Chiara
c’
è chi parla
e c’è chi
scrive. Ma,
soprattutto,
c’è chi ci
mette la
faccia e chi
no, questi ultimi intervengono solamente
con la testa e con la penna: nella politica,
come negli affari, nella vita pubblica dei
personaggi torinesi, spesso s’affianca uno
scrivano che dalle retrovie imposta gli interventi, le battute, i comunicati stampa, le
citazioni dotte e meno dotte di chi per mestiere si presenta di fronte al pubblico, alle
televisioni, ai giornali, alle platee di convegni e assemblee.
Gli anglofoni li chiamano ghost writer,
cioè scrittori fantasma: sono loro a preparare le uscite pubbliche di chi conta, riuscendo (talvolta) a fornire un’immagine
dei propri assistiti, leggermente migliore
di quella reale.
Mercedes Bresso, la presidente della Regione, per esempio, si affida nella gestione
dei suoi rapporti con i mezzi di informazione a Roberto Moisio, gran commis del
giornalismo subalpino, uno che in un
modo o nell’altro resta sempre in sella,
controlla, gestisce denaro e informazioni,
pur riuscendo a non essere troppo amato
neppure da chi gli paga la pagnotta, Bresso
compresa a quanto si vocifera ultimamente.
Tuttavia, per scrivere i discorsi e gli interventi, la zarina ha un vero e proprio pool
di professionisti che si affannano ad esplicitarne il pensiero politico: Franco Borgogno e Laura Masucci, tanto per
cominciare. Quest’ultima era entrata nel
palazzo di piazza Castello quando ancora
regnava il centrodestra, ma la Bresso, notandone le capacità, invece di “tagliarla”
come ha fatto con altri, l’ha promossa a sua
prosatrice di fiducia. E poi alla corte bressiana dei compilatori di discorsi, c’è anche
e soprattutto Andrea Paschetta, trentenne
di ottime speranze ed autore di un romanzo, “Ombre in blu”, pubblicato lo
scorso anno per i tipi de “Il Filo”. Per la
Zarina, è l’addetto a rispondere alle lettere
che i cittadini le inviano.
Sul fronte del centrodestra, il padre e padrone di An-Pdl Ugo Martinat, si affida a
Accoppiate vincenti
M
ercedes
Bresso,
presidente della Regione
(foto in basso) si affida a un pool di
professionisti per redigere i propri testi.
Come Andrea Paschetta (foto in
alto). Spesso ovviamente ciò che dice
la presidente è farina
del suo sacco, magari abilmente
ideata per uscire
gratis sui giornali.
20
A
ntonino
Saitta,
presidente
della Provincia, è
nelle mani di Carlina Gatti (foto in
alto) per quanto riguarda i suoi discorsi, i suoi testi e
i rapporti con i
mezzi di informazione. La Gatti controlla anche il ricco
piatto delle inserzioni pubblicitarie
della Provincia, che
gestisce da par suo.
S
ergio
Chiamparino, sindaco di Torino, sin
dal primo mandato
ha scelto Riccardo
Caldara (foto in
alto) come coordinatore di tutta la
sua comunicazione.
Evidentemente, se
Chiampa è il sindaco più amato
d’Italia, un po’ di
merito va anche a
chi ne cura l’immagine pubblica.
l’europarlamentare Vito
Bonsignore si affida
alla giovane Anna Parrella
una vecchia volpe del giornalismo torinese, Giuseppe Sangiorgio, storico cronista politico de “La Stampa”. Il grande
“Sangiu”, appesa al chiodo la penna di
giornalista per raggiunti limiti di età, si è
dato agli uffici stampa politici, con particolare attenzione alla figura di Martinat.
Ma l’attività di Sangiorgio non si limita ai
rapporti con i giornali e le tivù, scrive i
testi, tesse trame e cura la redazione della
rivista di An “Protagonisti”.
L’eurodeputato vito Bonsignore, uomo di
poche parole e di tanti fatti, ha delegato la
comunicazione alla giovane e intraprendente Anna Parrella, che cura tutti i rapporti media del personaggio.
Il presidente della Provincia Antonino
Saitta, ha come fida scudiera di belle pa-
E
nrico
Salza, presidente del
comitato di gestione Intesa Sanpaolo, recentemente
ha affidato a Massimo Deandreis
(foto in alto) la cura
dei rapporti con i
media. Per anni si è
rivolto all’ex giornalista del Sole 24
Ore Rodolfo Bosio,
ma ora pare che il
rapporto tra i due si
sia deteriorato.
role Carlina Gatti,
sua leale e fedele sodale già ai tempi del
Consiglio regionale
(era addetta stampa
dell’Assemblea) e
che lui fece diventare
assessore al Comune
di Collegno. Persona
rapida di intelletto, di
scrittura e d’intuizione, la Gatti è unan i m e m e n t e
considerata brillante,
una sorta di Vera
Schiavazzi prestata
alla politica. Apprezzata da amici e nemici, è davvero un
valore aggiunto per
l’Antonino
che
aspira ad un secondo
mandato a Palazzo Cisterna.
E, visto che le elezioni provinciali si avvicinano, anche il centrodestra si sta organizzando. Sarà la presidente dell’Api
(Associazione Piccole Imprese) Claudia
Porchietto a fronteggiare l’uscente Saitta.
L’imprenditrice, madre di due figli, si affida al volubile Bruno Babando per la redazione di testi, strategie politiche,
attacchi al competitore e scelta di eventuali assessori.
Babando, nel frattempo cura anche gli
scritti del capogruppo di Forza Italia in
Consiglio regionale, Angelo Burzi. Il potentissimo enrico Salza, presidente del
Comitato di gestione di Intesa Sanpaolo,
ha recentemente promosso a suo scrittore
di fiducia Massimo De Andreis, già pre-
c
laudia Porchietto,
candidata
Pdl alla presidenza
della Provincia di
Torino, pende dalle
esperte labbra di
Bruno Babando
(foto in alto), giornalista e scrittore
che come primo
impiego si occupa
del gruppo di Forza
Italia in Consiglio
regionale e quindi
cura l’immagine di
Angelo Burzi.
sidente di Unioncamere Piemonte. Mentre
il presidente della Camera di Commercio
di Torino Alessandro Barberis, è nelle
mani della collaudatissima addetta stampa
Patrizia Roxas, affiancata nella redazione
dei testi dalla brillante elena Bergamasco.
Il sindaco Sergio Chiamparino ha trovato, già durante la campagna elettorale
del 2001, chi l’aiutasse nella prosa e nei
rapporti con i media. Si tratta di Riccardo
Caldara, una lunga esperienza presso le
televisioni piemontesi e portavoce del
compianto candidato sindaco Domenico
Carpanini. Ma si dice che per i discorsi,
il buon Sergio s’affidi anche a una graziosa fanciulla, Laura Danzi, che prima
lavorarava presso la Fondazione Agnelli,
poi è entrata nel gabinetto del Sindaco.
Oggi lavora in un ufficio comunale che si
occupa di interventi di finanziamento europeo.
Il presidente della Fondazione del Libro
Rolando Picchioni, pur facendo molto da
sè, è coadiuvato dal coltissimo nicola
Gallino, già al soldo di Sergio Deorsola
quando ancora era nel centrodestra e dell’ex assessore al Turismo della Regione,
ettore Racchelli.
Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, pare faccia tutto da solo:
la vulgata vuole che si metta solingo al
computer e scriva i suoi imperdibili interventi: tipo “O lo Stato ci dà altri milioni di
euro esentasse, oppure licenziamo 60mila
persone”. E si dice anche che cerchi su
google ed altri motori di ricerca qualche
dotta citazione per infarcire i propri interventi. Che per la verità risultano sempre
piuttosto pragmatici. ì
U
go Martinat, segretario
regionale di An-Pdl,
ha affidato la propria
comunicazione istituzionale all’espertissimo Beppe
Sangiorgio (foto in
alto) storico e notissimo cronista politico de “La Stampa”,
oggi in pensione.
Sangiorgio cura
anche la rivista “Protagonisti” di Alleanza Nazionale.
21
Attualità
116
300
1300
3900
12
2
ciclostazioni previste
ciclostazioni a regime
biciclette a disposizione
biciclette a regime
anni di contratto per chi vince il bando
La bici di
SCAMBIO
D
Finora si è rivelato un grande flop: il progetto del Comune di Torino è quello di installare 300 nuove
“stazioni” di biciclette da affittare ai cittadini. E ha pure stanziato 2 milioni di euro per realizzarlo
Eppure il primo bando è andato deserto: nessun gestore è interessato. Ora l’Amministrazione ci
riprova. Ma non mancano le polemiche
di Luca Avenati
22
PERO
opo il fragoroso
fallimento
del
primo bando
da 2 milioni
di euro per il
bike sharing
andato del tutto deserto Domenico Mangone (assessore all’Ambiente) ci riprova
con una nuova offerta pubblica “più appetibile”, come se 2 milioni non bastassero a far venire l’acquolina, verso nuovi
eventuali e sconosciuti privati che vogliano cimentarsi nell’offrire biciclette
in affitto ai torinesi. Maria Grazia Sestero (Viabilità), invece, già dal 2004 sta
Foto : Josef Stuefer, Giovanni Monaco
euro l’ora il costo del noleggio
di euro desti- buto pubblico misto, Stato, Regione, Conato a chi mune, di circa 2 milioni di euro. In più
avesse vo- per il soggetto vincitore sono previsti gli
luto farsi ca- introiti di servizio, e la possibilità di
rico
di fruire di spazi pubblicitari di 12 metri
realizzare i quadri l’uno in ogni stazione, e questa è
116 punti per l’unica novità rispetto al precedente
affittare le bando che prevedeva spazi di soli due
1300 bici- metri quadri. Tutto gestito da una serie
clette volute di rastrelliere automatizzate, con accesso
dal Comune, a codice. Ma come invogliare i cittadini
ma non si a mollare la macchina e andare in bici
s o g n a n o anche col mal tempo? Semplice, aven e m m e n o , vano pensato in Regione, regaliamo la
viste le tem- prima o le prime due ore di affitto, e il
perature po- resto del tempo la tariffa non dovrà sulari
che perare i 2 euro l’ora.
stringono la Riuscirà questa nuova offerta ad invocittà da no- gliare qualcuno a buttarsi nell’avventura
120 chilometri la lunghezza totale v e m b r e del bike sharing? Tra le candidate che
scorso, di gi- potrebbero essere interessate, e che già
delle piste ciclabili in città (100
per il gestiscono tali servizi in altri luoghi, vi
chilometri in sede protetta e 20 in rare
centro peda- è una sola società in tutta Italia: la Bici
corsia riservata). obiettivo di
lando come in Città. Le altre sono straniere: la Igp
Sestero: 115 itinerari dedicati, di
Bartali.
Decaux di Lione (specializzata nella
Il
Comune
pubblicità e che già ha in concessione
cui 85 in città e 30 nei parchi
però
tira una parte della cartellonistica torinese),
dando corpo alla sua visione nata nella dritto per la sua strada (ciclabile). E fino la Clear Channel che si occupa del serprima giunta Chiamparino con l’appro- a oggi l’allargamento dei percorsi per le vizio a Barcellona e la Cenusa, che sta
vazione del cosiddetto “Piano degli iti- due ruote a trazione umana ha portato la installando le stazioni gratis a Roma.
nerari ciclabili della città”, che descrive città ad avere 120 chilometri di percorso L’assessore Domenico Mangone, dela realizzazione a Torino di 115 itinerari pedalabile, di cui 100 in sede protetta e luso e stupito dal fallimento del primo
dedicati solo ai pedalatori, di cui 85 in- 20 in corsia riservata, per un impegno bando, dimostra fede nel bike sharing:
seriti nella viabilità cittadina e 30 nei par- economico che sfiora i 132 milioni di “Noi crediamo fortemente nel progetto –
chi. Il tutto giustificato dalla prospettiva euro. Un vero primato riconosciuto dice -, il nuovo bando è aperto e si conanche dalla coccarda di “Città più cicla- cluderà a metà febbraio. Per cercare di
di migliorare la qualità dell’aria.
Ma il sogno di far nascere una piccola bile d’Italia”, che ci è stata consegnata a rendere più appetibile l’offerta, secondo
Pechino, o una grande Amsterdam di- Milano durante il salone del Ciclo e Mo- quando ci è stato indicato da professionisti del settore, abbiamo ampliato gli
pende dai gusti giovanili, sostenuto tociclo 2008.
dall’algida morale ambientalista, pare sia Ma entriamo più nel dettaglio per capire spazi pubblicitari a disposizione di chi
stato clamorosamente bocciato dai sa- meglio le ragioni del nuovo bando per il vincerà il bando, per venire incontro alle
baudi concittadini, i quali non solo hanno bike sharing, che il Comune ha già ap- esigenze della società che si aggiudimandato in bianco il bando da 2 milioni provato e aperto e che si concluderà a cherà il servizio”.
metà febbraio. La proposta prevede la ri- Sarà sufficiente a smuovere le richieste?
cerca di un privato che si accolli l’onere Avete avuto segni di un maggiore intedi gestire 116 ciclostazioni (con l’obbiet- resse? “Mah, noi pensiamo che l’offerta
tivo di arrivare fino a 300) disseminate sia davvero appetibile. Per ora però non
per la città ma con una maggiore concen- abbiamo ancora avuto riscontri. Ma noi
trazione nel centro. La durata della con- ci crediamo e incrociamo le dita. Dicessione, e quindi l’impegno temporale ciamo che non possiamo che pregare che
richiesto, è di 12 anni.
Le biciclette da far cirin italia esiste solo una
cuitare nelle stazioni
società
specializzata nel
d’affitto sarebbero alCURIOSITA’: In realtà, seppur con scarso successo, le
nolo delle bici. Forse la
bici a noleggio ci sono già, almeno nella Circoscrizione l’inizio 1.160, per arri2. Come dice il cartello, si possono usare all’interno vare fino a 3900 nel
situazione migliorerebbe
del territorio circoscrizionale e in tutte le altre città
d’Italia. Quindi non nel resto di Torino! Sarà una svista giro di tre anni. Il tutto
con nuove ditte d’oltralpe
o un obbligo burocratico? Ridicolo...
sostenuto da un contri-
PERO
23
A PARIGI 1 EURO AL GIORNO. QUI 2 L’ORA
A Parigi , in 750 stazioni, è possibile noleggiare
una bici per una giornata, per una settimana o
anche per un anno. Il parco bici conta 10648
vetture. Il progetto è chiamato Velib, un acronimo di Velò e Libertè, che potremmo tradurre
con Bici in Libertà. I prezzi? Un euro al giorno, 5
la settimana e 29 l’anno: a Torino vogliono farcene pagare 2 all’ora! Conviene comprarsela...
Nella foto: i Velib della ville lumière
qualcuno risponda”.
Sarà, ma nel frattempo qualcuno che il
bike sharing in città l’ha fatto c’è stato.
Si tratta della Circoscrizione Due. Con
un progetto da circa 60 mila euro ha
creato il primo servizio di bici a noleggio
cittadino, con 60 due ruote disponibili
per chiunque già da inizio ottobre. Costo
dell’affitto: zero, è richiesta solo una
cauzione di 5 euro per la chiavetta che
sblocca il mezzo, con la bici a disposizione dalle 6 di mattina fino alle 24.
Unica prescrizione: restituire la bici nel
posto dove la si è presa, uno dei sette posteggi della Circoscrizione, poiché per
abbattere i costi non è previsto un servizio di trasporto da un “affitta bici” all’altro. Com’è andata? Le bici sono rimaste
quasi tutte nelle loro rastrelliere.
“Il nostro bike sharing – spiega Andrea
Stara, presidente della Circoscrizione
Due, quella di Santa Rita e Mirafiori
Nord – con 60 bici, 20 rosse dedicate alle
scuole e 40 gialle dedicate ai cittadini, è
partito a ottobre. Di certo la limitata
campagna informativa del servizio (per
ora solo su di una parte di Mirafiori Nord
corrispondente al progetto Urban 2) e le
condizioni meteo avverse hanno dato un
risultato tiepido. Tranne le scuole, che ne
hanno fatto un maggiore utilizzo, non
sono state molte le persone che hanno
preso le bici. Contiamo però di rilanciare
il servizio in primavera con una nuova
campagna più estesa, e l’informazione a
più cittadini, per avere un numero maggiore di utenti. La nostra offerta in fondo
è assai vantaggiosa, il noleggio è gratuito
e si può tenere la bici dalle 6 alle 24.
Inoltre con la nostra chiavetta di sblocco
24
Molto ambizioso
il piano ciclabile
dell’assessore
Sestero. Ma tutti
vorranno pedalare?
ne sono accorti anche i commercianti che si affacciano sulle vie
Cavour e Principe Amedeo, ciclopedonalizzate di recente. Per
far posto alle strisce che delimitano il percorso dei pedalatori si
sono volatilizzati 300 parcheggi,
e affacciandosi dalle vetrine dei
negozi di due ruote in transito
non s’è vista neanche l’ombra.
Le proteste si sono ovviamente
sprecate. Ma nulla è cambiato
Dai banchi dell’opposizione in
Comune, il capogruppo di Forza
Italia, Daniele Cantore, spiega: “La battaglia ambientalista che alcuni assessori
stanno portando avanti da Palazzo Civico
manca di alcuni concetti: Torino non è
paragonabile ad altre città italiane o europee molto più piccole. Lì la bicicletta
è realmente il mezzo più vantaggioso per
potersi spostare da una parte all’altra
della città, e le scelte fatte dagli amministratori locali tengono conto anche delle
necessità degli automobilisti. Non si può
credere che basti dipingere strisce rosse
sull'asfalto per far sì che i torinesi scelgano di usare la bicicletta piuttosto che
l'automobile. E non si può pensare di
continuare a togliere parcheggi in nome
di scelte pseudo-ecologiste che servono
solo a far infuriare i torinesi e ad ottenere
qualche titolo ad effetto sui giornali,
senza pensare alle conseguenze”. ì
si possono prendere le bici anche in altre
200 città italiane che utilizzano lo stesso
sistema”.
Tutto chiaro. Rimane però l’altro lato
della medaglia. Infatti se si affitteranno
migliaia di bici, oltre a quelle che già
possiedono i privati, ci dovranno pur essere anche le strade per andarci in giro.
Ed ecco allora che subentra la competenza del “piano ciclabile” di cui sopra,
da 132 milioni di euro fino a oggi.
Com’è stata calcolata la cifra? Sulla base
di una stima. L’ultima pista ciclabile
inaugurata in città, a ottobre, è quella che
si snoda tra ponte Balbis e ponte Isabella,
lungo la sponda sinistra del Po. Costo
dell’operazione, per poco meno di 1500
metri di strada: 1 milione e 600mila euro.
Come dire circa 1100 euro al metro.
Estendendo ipoteticamente il costo per
tutti i 120 chilometri ciclabili di Torino,
si arriva a 132 milioni, tra nuove
realizzazioni, ristrutturazioni
e
manutenzioni.
Davvero un bel
patrimonio impegnato se si pensa
che, a essere sinceri, nella nostra
città tra freddo,
neve, ghiaccio e
acquazzoni, la bici
può andar bene per DANIELE CANTORE (FI-PDL)
“Torino non è una piccola città dove si
non più di cinque può fare tutto girando in bici. Incentimesi l’anno. In vare è un conto, ma non si può credere
che basti una linea di vernice tracciata
fondo siamo a To- sulla strada perché tutti i torinesi abrino, mica a Pa- bandonino la loro auto in garage”.
lermo. E di ciò se
PERO
DOMENICO MANGONE (PD)
“Per ora il progetto non ha avuto risposte entusiastiche, anzi il primo bando è
andato deserto. Ma noi ci crediamo,
incrociamo le dita e speriamo che la
nuova formulazione dell’offerta possa
essere appetibile per gli investitori”.
Scuola nel caos
Università
IN CODA
Avvistati grossi ingorghi a Palazzo
Nuovo: non ci sono nemmeno
i numeri per ordinare il traffico,
come dal salumiere o dal macellaio
Intanto il nuovo “carico didattico”
crea il caos informatico e pratico
sorta di libretto elettronico
in cui vengono segnalati gli
esami dati e quelli ancora da
dare) era eseguibile on line,
attraverso il sito dell’Università o tramite i box all’interno di Palazzo Nuovo e
Palazzo Venturi (Via Verdi,
di Riccardo Ghezzi e Giulia Palmieri di fronte alla Rai) che addirittura disponevano di un
programma specifico, chiamato Uni Sid. Tale proconsentiva,
oltre
elirio Palazzo Nuovo. gramma
Al ritorno dalle vacanze all’organizzazione della propria carriera,
natalizie molti studenti anche la stampa degli statini e di eventuali
dell’Università degli documenti relativi alle borse di studio. EbStudi di Torino si sono bene, all’apertura di quest’anno accadevisti recapitare in ritardo un dono sgradito. mico sono apparsi i primi sintomi di
Chiunque fosse passato in via Sant’Ottavio malfunzionamento: già dalla finestra esami
tra metà e fine gennaio, buttando l’occhio autunnale, infatti, Uni Sid non era più dialla segreteria di Lingue avrebbe assistito sponibile. È un problema dell’intero atead uno spettacolo tragicomico code alluci- neo, che ha deliberato il cambio di
nanti e attese lunghissime: i numeri per la sistema informatico, passando dall’Uni
prenotazione del turno erano esauriti da Sid al nuovo esse 3, un software che dogiorni a causa dell’affluenza. Nessuno si è vrebbe essere più efficiente e meno macpreso la briga di aumentare gli sportelli, al- chinoso del precedente. Peccato però che
lungare l’orario di apertura o almeno sosti- l’intera rete sia ancora attualmente inservibile.
tuire il rullo della carta.
Ma il vero dramma è dato dal Carico Di- Gli statini vanno stampati tramite un altro
dattico, un totale disastro dal punto di vista link. Tutto apparentemente normale, ma
organizzativo. Negli anni passati ciascuno nessuno avrebbe mai pensato che la scomstudente era libero di organizzare i propri parsa di Uni Sid celasse un aggiornamento
esami a partire dal mese di novembre fino del sistema che avrebbe stravolto la vita di
al 31 gennaio. Il Carico Didattico (una migliaia di studenti. La sezione dedicata al
D
CAOS ACCCADEMICO
Certo che a pensare
agli atenei statunitensi o britannici e
poi piombare a Palazzo Nuovo, si rischia
davvero lo shock. Qui,
da sempre, è tutto
squallido, mal organizzato e approssimativo. Nelle foto, le
code per il ritiro dei
documenti. E’ questa
l’Università che molti
vogliono proteggere.
26
PERO
Carico Didattico è stata completamente rivoluzionata. Il Piano Carriera (così si
chiama adesso), formulabile da quest’anno non più per tutta la durata dei tre
mesi, ma solo ed esclusivamente dall’8
gennaio al 9 febbraio, è accessibile tramite
il portale my.unito.it che funziona a singhiozzo, o per meglio dire a fortuna di chi
lo utilizza. Studenti al terzo anno si sono
visti richiedere i dati come se si fossero
appena iscritti. Le pagine non si aprono
o vengono visualizzate male, incomplete
e prive di pulsanti.
Diventa necessario impostare il proprio
browser in maniera particolare ma, una
volta eseguita questa operazione, spesso si
rimane ugualmente a bocca asciutta. Che
sia dovuto ad un sovraccarico della rete?
Lo sperano un po’ tutti. Tuttavia, se così
fosse nessuno dovrebbe riuscire a caricare
e ad esonerare i propri esami, invece alcuni
fortunelli ci riescono. Telefonando all’assistenza tecnica, dopo aver atteso mezz’ora, se la linea non è caduta, solitamente
gli operatori rispondono sempre la
stessa cosa: “Aspetti e riprovi”. E i ragazzi, pazientemente, aspettano. Poco importa se tutto questo sta facendo perdere
preziose ore di studio in burocrazie inutili.
La realtà è che circa quindicimila studenti dovranno sostenere gli esami del
nuovo anno accademico con uno statino
in bianco, che verrà compilato dalla
commissione al momento dell’esame.
Prassi di per sé irregolare: in realtà non è
lecito affrontare un esame non previsto nel
piano di studi personale di ciascuno studente. Viene da chiedersi: non si poteva
evitare? Soprattutto per chi, arrivando da
fuori città o ancor più da fuori provincia, è
costretto a sorbirsi 4 ore o più di coda. Tra
disinformazione, soliti giochi dello scaricabarile e crisi di nervi represse a stento.
Questa è l’Università che non rispetta gli
studenti. Università che, invece di migliorare, regredisce anche in quelle poche cose
che prima funzionavano. A volte dando la
colpa a chi sta più in alto. ì
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Esclusivo
Il palazzo del Lavoro
così
RINASCE
è uno dei simboli di Torino. Abbandonato da anni
ora si trasforma in centro polifunzionale, con
galleria commerciale, uffici e spazi d’incontro
“Però” in esclusiva svela i particolari dell’operazione
di Antonio Quaratino
D
a “Palazzo del
Lavoro” a centro polifunzionale di alto
livello: al proprio interno
avrà gallerie
commerciali, centri congressi, uffici e
spazi d’incontro. È questo il progetto di restyling per lo storico edificio costruito per
l’expo del 1961 su idea ed elaborazione di
Pier Luigi Nervi, che dovrebbe giungere a
compimento entro il 2011, anno delle celebrazioni per il 150esimo anniversario
dell’unità d’Italia. La novità è contenuta
nella variante 190 al
Piano Regolatore,
recentemente
adottata dalla
Giunta Comunale,
28
presentata in Circoscrizione e proposta
alla valutazione della Sala Rossa.
Una storia tutta particolare quella del Palazzo del Lavoro, da troppo tempo in stato
di disuso quasi completo, ad eccezione
della presenza di alcune aule per le lezioni
universitarie di Economia e Commercio,
degli sportelli migrazione della questura e
del centro di raccolta dati elettorali nei periodi delle varie consultazioni o di qualche
sporadica iniziativa. Nulla di fisso o a
lungo termine, quindi. Gli elevatissimi
costi di manutenzione ne hanno limitato
nel corso degli anni lo sviluppo, l’appetibilità e le opportunità. Risultato: crescente
degrado ed inutilizzo costante,
c o n
tanto di
rabbia e
stupore dei
cittadini e resi-
PERO
denti. Un vero peccato per una delle
strutture simbolo di Italia ’61, che tra l’altro da decenni compare sui più importanti
manuali di architettura internazionale.
Ceduto a fine 2005 dal Demanio al suo
braccio immobiliare la Fintecna, il Palazzo, che sorge fra corso Unità d’Italia,
corso Maroncelli e via Ventimiglia, è attualmente di proprietà della Società Pentagramma Piemonte, costituita al
cinquanta per cento dalla stessa finanziaria
statale e le rimanenti quote divise tra
Gefim ed altri investitori privati. Un’operazione di recupero che pare abbia attirato
pesantemente l’attenzione degli spagnoli
de El Cortes Inglés, colosso della grande
distribuzione commerciale sull’esempio
del londinese Harrods, della parigina Galerie Lafayette o del Sony Center di Berlino e desideroso di affacciarsi sul mercato
italiano.
Dagli uffici comunali all’urbanistica spiegano che “la variante e la successiva riqualificazione consentiranno di restituire a
Palazzo Nervi il ruolo di affascinante porta
di accesso per la parte sud della città in
vista delle celebrazioni per il 2011”. Un
intervento possibile solo dopo l’adozione
della variante da parte del Consiglio Comunale, prevista di qui a poco. “Il progetto
di recupero” – hanno dichiarato recente-
RINASCITA
Per il Palazzo del Lavoro
(foto a sinistra e in basso
nell’altra pagina) è una rinascita. Qui a sinistra la
parte superiore di uno dei
piloni che ne costituiscono l’ardita struttura. A
destra, i carrelli che invaderanno la zona con la nascita del centro
commerciale e, sotto, un
rendering di come potrebbe diventare parte
dell’area interna
ci sarà una grande piazza
interna di 10mila mq
E 20mila mq di parcheggi
la soprintendenza darà
presto il suo via libera
mente dalla Pentagramma – “è firmato per
la parte urbanistica dall’architetto Rolla e
riprende con fedeltà l’ipotesi sviluppata da
Nervi per la riconversione del fabbricato.
L’idea è quella di realizzare una galleria
commerciale di alta qualità con negozi,
spazi pubblici
e di incontro,
giardini pensili. Nel Palazzo potrebbero
inoltre
trovare collocazione
attività terziarie, di
servizio e aree espositive”. Ecco che i negozi convergeranno verso una grande
piazza interna di circa 10mila mq, con una
riduzione della Slp interna dagli attuali
37mila mq a circa 28mila mq, proprio per
lasciare spazio a soluzioni in grado man-
tenere alto il livello di multi-funzionalità.
Gli elementi architettonici di rilievo e soprattutto l’immensa volta che poggia sui
maestosi 16 pilastri di cemento di 25 metri
di altezza non saranno toccati, ma pienamente conservati nell’aspetto originario,
tanto che l’intero progetto vedrà la partecipazione
della
Soprintendenza.
Ma la nuova immagine del Palazzo Nervi
non si ferma solo al manufatto, prevedendo anche il contestuale rifacimento
il gruppo corte ingles nel mondo
E
l Corte Inglés è un’azienda, per volume d'affari, tra le prime in Europa nel settore dei grandi magazzini. Il nome è quello di una piccola
sartoria di Madrid, specializzata in abbigliamento per bambini e fondata nel 1890. Fino a pochi anni fa El Corte Inglés era attivo solo
nella penisola iberica, con 16 punti di distribuzione. Solo dal 2001 è iniziata l’espansione verso nuovi mercati. Il primo punto vendita
“oltre confine” è stato aperto in Portogallo, a cui sono stati affiancati in Francia i negozi Sfera e le agenzie di viaggio (sempre appartenenti
al gruppo). Ma la costruzione del primo grande magazzino extra-iberico è prevista proprio in Italia, a Torino, dove nel Palazzo del Lavoro è
stata individuata la “location” più appropriata per dare il via alle attività del colosso spagnolo nel Bel Paese. Vuol dire “taglio all’inglese”.
delle aree verdi di accesso, oggi di proprietà comunale e troppo spesso trascurato. Non mancheranno parcheggi
sotterranei pubblici e pertinenziali (nell’ordine di 20mila mq), indispensabili a soddisfare le future esigenze della struttura e
cercare di “tranquillizzare” chi vive su
questa porzione di città a due passi dal
confine con Moncalieri e dall’imbocco per
la tangenziale, dove parcheggiare pare già
ora un’impresa, e dove il fallimento della
rotonda Maroncelli ha messo in seria dif-
ficoltà il traffico. Una nuova pianificazione, quella che si affaccia su Italia ’61,
sicuramente affascinante, e con un costo
indicativo superiore ai 50 milioni di euro
- per ora completamente a carico di Pentagramma - che porterà nelle casse porterà
circa 3,7 milioni per la valorizzazione oltre
ad altri otto milioni di oneri di urbanizzazione.
In ogni caso sembra prendere sempre più
quota l’ipotesi di una imminente cessione
dell’immobile e dell’ingresso di nuovi
Affari in città? c’è la Fiat...
D
opo più di vent’anni di inattività, solo nel 2004 da
Palazzo Civico parte un’offerta simbolica di un euro
al Demanio per rilevare Palazzo Nervi e curarne il
riassetto. “La risposta fu una richiesta di 20 milioni di
euro, che ovviamente rifiutammo”, fa sapere Mario Viano
Assessore comunale all’urbanistica. un anno dopo il ministro dell’economia Giulio Tremonti, per far quadrare i
conti, impone alla Fintecna (società di real estate nata in
seno alla dismissione dell’Iri) di rilevare alcuni palazzi del
Demanio sparsi lungo tutta la penisola. Ed ecco che nel
2007 nasce il progetto Pentagramma, un percorso di valorizzazione di cinque distinti portafogli immobiliari in diverse regioni italiane, a cui partecipano tutti i più
importanti operatori immobiliari italiani ed internazionali.
Per il Piemonte, del quale l’asset principale è rappresentato proprio dal Palazzo del Lavoro, è stata selezionata la
Gefim Spa, società di sviluppo immobiliare creata alla fine
degli anni Settanta dalla famiglia Ponchia, storici ed influenti costruttori torinesi, con forti legami con l’universo
Fiat, senza la cui benedizione sotto la Mole poco o nulla
sembra ancora muoversi (proprio Gefim, insieme a Fiat
Partecipazioni ed alla potentissima Beni Stabili sono i protagonisti di una joint-venture per l’acquisto, la gestione e
lo sviluppo di diversi immobili dello stesso Gruppo Fiat,
tra cui le palazzine di corso Marconi). Ecco che si muove
l’alta finanza e Palazzo Nervi improvvisamente acquisisce
un certo appeal. Tutto con una certezza: quando a Torino
tira aria di business, i protagonisti sono sempre gli stessi.
operatori. Dalla società attualmente proprietaria del Palazzo del Lavoro trapela
ben poco, se non che “una volta terminato
l’iter urbanistico si cercherà l’utilizzatore
finale e a quel punto, a seconda dell’interlocutore, verrà deciso se portare avanti la
ristrutturazione direttamente oppure se cedere l’edificio prima dell’inizio dei lavori”. Intanto gli spagnoli di Cortes Inglès
sono lì alla porta, pronti a sbarcare su Torino, milioni di euro e posti di lavoro alla
mano.ì
Blue Hair
Parrucchieri uomo e Donna
Pieghe da euro 8,00
Taglio uomo-Donna euro 10,00
Colore da euro 15,00
Meche cartine euro 35,00
Contrasti da euro 15,00
orario: 10-18
Via Carrera 61 - ToRINo
per appuntamento 348.973488
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[email protected] - Telefono 011/536.16.50
Cosa succede in città: gli appuntamenti dal 5 al 19 febbraio
Anno II numero 12 - 5/2/2009 - www.perotorino.it
l FRANCO BATTIATO
In concerto al Teatro Colosseo
il 10 febbraio pag. 32
l AUTOMOTORETRò
Al Lingotto le auto d’epoca dal
13 al 15 febbraio pag. 36
l MANGO
Il cantautore presenta il nuovo
album il 18 febbraio pag. 35
Voglio essere
comeBIAgIo
IL CIELo hA uNA PoRTA SoLA - Il cantautore presenta
in città il suo nuovo lavoro. L’appuntamento è per
domenica 15 febbraio al Teatro Regio Pag. 33
32
Però7
Venaria Reale: Egitto tesori sommersi
A
partire dal 7 febbraio, la Reggia di Venaria ospita la mostra “Egitto. Tesori sommersi ” presso gli imponenti spazi delle Scuderie juvarriane. Si tratta dell’unica tappa italiana della mostra internazionale che
espone oltre 500 reperti archeologici provenienti da Alessandria, heracleion e Canopo, antichissime
città della zona del Delta del Nilo che nei primi secoli dell’era cristiana sono sprofondate sei metri sotto il livello del Mediterraneo. Con il supporto di una sofisticata tecnologia geofisica, l’equipe guidata dall’archeologo
Franck Goddio ha riscoperto i loro resti, miti, opere ed oggetti. Informazioni sul sito www.lavenaria.it.
e propri evergreen, per la loro capacità
di essere apprezzati da tutte le generazioni.
Quella di Franco Battiato è certamente
una carriera senza eguali, la sua musica
e i suoi testi riflettono le sue più diverse
passioni, esoterismo, filosofia e meditazione orientale, pittura e ora anche cinema. Il cantautore infatti recentemente si
è cimentato con grande successo nella
regia cinematografica.
L’autore de La voce del padrone ha organizzato per i suoi sostenitori uno spettacolo
ricco di sorprese, dove sperimentazione e
contaminazione la faranno da padrone.
L’appuntamento di martedì 10 febbraio
è quindi imperdibile. ore 21, teatro Colosseo – via Madama Cristina, 71/A –
Torino. Prevendite abituali – www.ticketone.it – da 32.60 a 46.90 euro. Tel.
011.66.980.34.
FrAnCo BATTiATo
canta Fleurs 2
Martedì 10 febbraio il cantautore siciliano è al
Teatro Colosseo: sulle scene dal 1978, Battiato
ha una personalità poliedrica e musicalmente
rivoluzionaria. Mancava dalle scene da un anno
D
opo quasi
un anno
di lontananza
dalle scene, il teatro Colosseo di Torino si prepara ad accogliere il
ritorno di Franco Battiato con il tutto esaurito. Dopo l’uscita del
suo ultimo disco, Fleurs
2, il cantautore si appresta a vivere un 2009
denso, dal punto di vista
concertistico. Il suo
tour, infatti, toccherà
tutto lo Stivale.
Fleurs 2 è il capitolo
conclusivo della trilogia
iniziata nel 1999 con il
primo rivoluzionario
Fleurs, dove per la
prima volta l’autore
sfugge alla banale logica della cover e propone un modo del tutto
originale di rileggere i
grandi successi del passato.
Come per i due capitoli
precedenti anche qua
Battiato rispetta le aspettative dei suoi
fans.
Ormai sulle scena dal 1978, Battiato si è
dimostrato in questo ventennio una personalità poliedrica, eclettica e rivoluzionaria.
Dagli inizi ad oggi ha attraversato e combinato diversi stili musicali, dalla prima
musica sperimentale, alla musica etnica
passando per il rock progressivo fino ad
Al Regio dal 5 al 7 febbraio
les contes
d’hoffmann
A
arrivare alla musica leggera.
Quella del cantautore siciliano è stata definita filosofia in musica da un pubblico e
una critica che non hanno mai potuto
smettere di dimostrargli tutta la loro stima.
I successi che lo hanno reso famoso ai più,
come Radio Varsavia, Voglio vederti danzare, Bandiera bianca, Centro di gravità
permanente, oggi sono considerati dei veri
l Teatro Regio di Torino va in
scena in un nuovo allestimento,
Les Contes d’Hoffmann di Jacques Offenbach, un’opera fantastica in un
prologo, tre atti e un epilogo.
Hoffmann sognava di musicare i racconti
del romantico E.T.A, ma la sua fortuna declinava. Al ritorno dal viaggio negli Stati
Uniti il suo sogno si realizzò. Il direttore
del coro dell’Opéra-Comique, cedette a
Offenbach il privilegio della composizione. A poco a poco la sua opera incominciò ad avere successo, ma la morte
prematura gli impedì di essere partecipe
della sua incoronazione.
La regia è di Nicolas Joël e la produzione
è in collaborazione con il Teatro de Madrid, Théâtre du Capitole Toulouse e
Israeli Opera di Tel Aviv.
Dal 5 al 7 febbraio alle ore 20, l’8 febbraio alle 15.30 al Teatro Regio – piazza
Castello,
215
–
Torino.
Tel.
011.982.33.00.
33
Però7
Zio Vanja è al Teatro Carignano
L
a riapertura del teatro Carignano, da poco restaurato, sarà celebrata da una prima nazionale di tutto rispetto:
andrà infatti in scena “Zio Vanja”, opera del drammaturgo Anton Cechov, fino 15 febbraio. A portarla in scena il
regista Gabriele Vacis, reduce dal successo di “R&J Links”, spettacolo nato da intuizioni e suggestioni tratte dal
Romeo e Giulietta di William Shakespeare. Adattamento originale dello stesso Gabriele Vacis e Gabriele Perrone.
L’inizio dello spettacolo è previsto tutti i giorni alle ore 20.45, eccezion fatta per la domenica e i festivi in cui lo spettacolo andrà in scena alle ore 15.30. Zio Vanja è una delle opere più caratteristiche della poetica di Cechov.
il cielo ha una porta sola:
suonare
temi gira l’Italia partecipando al Festivalbar, vende 150.000
copie ed entra a tutti
gli effetti nel panorama musicale italiano. In questi venti
anni Biagio Antonacci ha stretto importanti collaborazioni musicali e non, da
Laura Pausini a Syria, da Mia Martini a
Mietta fino al sodalizio con la Nazionale
cantanti che si esibisce per scopi di beneficenza. È proprio in una di queste occasioni
che conosce don Pierino Gelmini e aderisce, con diverse iniziative, al suo progetto
per il recupero di giovani emarginati.
Per tutti gli appassionati della musica
del cantante nostrano l’appuntamento
è quindi per il 15 febbraio alle ore 21 al
Teatro Regio – piazza Castello, 215 –
Torino. Prevendite abituali – www.ticketone.it – da 57,50 a 34,50 euro. Tel.
011.982.33.00.
Antonacci
Il grande Biagio canta
e suona al Teatro Regio, il
15 febbraio alle 21. un
cantautore a 360 gradi, interprete ormai maturo e intenso,
che può permettersi versioni
originali e uniche dei suoi stessi
successi
D
omenica 15 febbraio il
Teatro Regio ospiterà Biagio Antonacci con il suo
tour Il cielo ha una porta
sola omonimo titolo del suo nuovo album
uscito in tutti i negozi di musica il 31 ottobre scorso. L’ultimo lavoro del cantante
contiene tutti i suoi più grandi successi,
scelti dai fans tramite il sito Internet ufficiale, due inediti Il cielo ha una Porta
Sola, in radio dal 10 ottobre, un’emozionante ballata pop-rock, caratterizzata da
un crescendo emotivo e musicale con un
intenso finale di chitarre e archi, e Aprila,
il secondo inedito, un pezzo dalle energiche sfumature rock, un grido di esortazione ad aprirsi all’amore. La novità è
rappresentata dalla presenza di
due nuove versioni dei brani Tra
te e il mare e Vivimi, entrambi
scritti da Biagio Antonacci per la
Pausini.
E’ un Biagio a 360 gradi, un interprete più maturo e intenso che può
permettersi versioni originali e
quindi uniche dei propri maggiori
successi, un artista più
riflessivo ma anche
più libero di giocare
con i testi e la musica
che può creare esclusive collaborazioni
nonché brani
inediti musicalmente
complessi
e
articolati.
Più di vent’anni
fa Biagio esordisce sul palco
del Festival di
Sanremo con la
canzone Voglio
vivere in un attimo. Il successo
però
arriva nel 1992
quando con il
singolo Libera-
34
Però7
Adel Abdessemed, “Le ali di Dio”
A
partire dall’11 febbraio, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la cui sede è in via Modane 16, presenta la prima mostra personale in Italia dell’artista franco-algerino Adel Abdessemed. “Le ali di Dio”, questo il titolo della mostra a cura di Francesco Bonami, prende
forma attraverso video, fotografie e installazioni dai contenuti potenti e dalla carica eversiva. L’artista si è infatti guadagnato l’etichetta di “enfant terrible” per le sue opere talvolta scioccanti ad
alto contenuto di controversia, spesso su temi nevralgici quali sesso, religione e politica.
gli affidò quella
In “Cose che mi sono capitate” è al Colosseo il 13 febbraio Sarkozy
volta al telefono…
Gene Gnocchi
Il comico emiliano presenta
uno spettacolo
surreale, ricco
di paradossi e
colpi di scena.
Tutto all’insegna
della comicità istrionica e
graffiante. Con la sua bella
e immancabile morale...
l Gene Gnocchi, al secolo Eugenio
Ghiozzi, uno dei comici più surreali del
panorama italiano, torna al Teatro Colosseo il 13 febbraio con un nuovo spettacolo scritto con Francesco Freyrei, in cui
si alternano situazioni paradossali e avvenimenti ricchi di colpi di scena.
Nato in una famiglia piccolo borghese,
laureato in giurisprudenza, il giovane
Ghiozzi negli anni Ottanta esordisce sul
palco dello Zelig di Milano. Seguiranno
partecipazioni al Maurizio Costanzo
Show, collaborazioni con la Gialappa’s
band fino ad arrivare
al sodalizio con Simona Ventura a
Quelli che il calcio.
Il nuovo spettacolo,
Cose che mi sono
capitate, è una lunga
ricerca, attraverso
graffianti osservazioni e riflessioni
che spesso sfiorano
l’assurdo, di una risposta alla domanda
“Sono le cose che capitano o sei tu che
capiti alle cose?”.
L’istrionico Gene Gnocchi dopo un consulto medico e il successivo autoesame
diagnostico riceve un inquietante responso: sta molto bene ma nella vita si
è sempre tenuto tutto dentro. Così, rileggendo quella lastra grigia, si rende conto
che la sua vita è fatta di piccole cose: il
rapimento subito nell’autolavaggio dalla
mafia russa, la missione impossibile che
Di cosa sono quindi fatte le
vite delle persone normali?
Di grandi avvenimenti, di
scelte fuori dal comune o
di gesta eroiche? Forse
sono semplicemente caratterizzate da un reticolo di
piccole azioni quotidiane,
spesso ripetute nel tempo,
ma apparentemente insignificanti.
Il personaggio interpretato
dal grande Gene Gnocchi è
sostenuto da una maniacale attitudine, quale annotare minuziosamente su
carta tutti gli avvenimenti,
anche i più insignificanti
della propria vita. Ed è, cercando di organizzare i ricordi attraverso un’improbabile catalogazione, che si ritrova a
raccontare storie surreali, costruite
dall’accostamento paradossale di frammenti di realtà.
venerdì 13 febbraio alle 21 al Teatro
Colosseo - via Madama Cristina,
71/A – Torino. Prevendite abituali –
www.ticketone.it – da 21.50 a 25.50
euro. Tel. 011.66.980.34.
A l Tea tr o C o lo s s eo i l 6 e 7 f ebbr aio
insinna torna alle origini
D
opo il grande successo ottenuto sul piccolo schermo con
Don Matteo e Affari tuoi, grazie a cui è riuscito a entrare
nelle case e nel cuore degli italiani, Flavio Insinna torna
a teatro, suo primo amore, con un nuovo esilarante spettacolo, per
la regia di Giampiero Solari, in cui è accompagnato per due ore e
mezza dal fantastico swing di una band di nove musicisti che suonano dal vivo. Venerdì 6 e sabato 7 febbraio sul palco del Teatro
Colosseo sarà di casa Senza Swing, spettacolo comico dove Flavio
sarà la voce narrante che accompagnerà gli
spettatori per tutto il viaggio. Lo spettacolo
narra la storia di una banda di caserma che
diventa un microcosmo dove, involontariamente, convivono piccole e meschine esistenze umane; che nel loro insieme
rappresentano i piccoli vizi sociali tanto familiari nella nostra quotidianità. Insinna per
tutto il tempo sarà il tramite tra la storia e il
complesso musicale, a metà strada tra la
classica banda da caserma e la big band da locale. La musica
così si lega al racconto contribuendo a dare un ritmo serrato
allo spettacolo. Senza swing è un affresco comico e pieno di
storie piccole, vicine a noi. È una sfida importante che vuole
giocare con i diversi modi di raccontare le storie a teatro. Lo
spettacolo, che nasce da un testo di Pierpaolo Palladino, scritto
con Flavio Insinna, Manfredo Rutelli, Giampiero Solari e Andrea Lolli, con ironia riesce a portare un contenuto importante
di rifiuto e necessità di reagire alla mediocrità. Le vite mediocri
sono inesorabilmente, sempre senza swing! Alla fine però lo
spettatore è investito da una sensazione di positività e speranza.
Infatti, reagendo alla mediocrità e credendo sempre
nei propri sogni spesso si raggiungono risultati inaspettati. Allora per vivere una vita piena di swing
basta crederci fino in fondo e lottare contro tutto per
realizzare le proprie passioni.
Per tutti quelli che sono alla ricerca dello swing
l’appuntamento è allora per il 6 e il 7 febbraio
alle 21 al Teatro Colosseo – via Madama Cristina,
71/A – Torino. Prevendite abituali – www.ticketone.it – da 20.50 a 28.60 euro. Tel. 011.66.980.34.
35
Porte Aperte all’Arpa
P
orte Aperte all’Arpa Piemonte”. Questa è l’iniziativa studiata dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, per le visite di docenti, famiglie, amministratori e funzionari pubblici. Per l’edizione 2009, viene
dato risalto alla prevenzione del rischio geologico, con la possibilità di
visitare il laboratorio geotecnico ed i nuovi sistemi di controllo sui movimenti franosi. Necessaria la prenotazione: telefono 011.07.02.535.
In concerto il 18 febbraio, con “Acchiappanuvole”
Scocca l’ora
di MAnGo
Nell’ultimo album, che l’artista
propone durante le sue performance, ritroviamo un Mango attento e preciso, che riesce a
rendere pienamente il significato
di gioia e commozione alla base del suo
ormai ventennale credo musicale
l Mercoledì 18 febbraio, a pochi mesi dall'uscita del suo
ultimo album di successo intitolato Acchiappanuvole, Mango
arriva al Teatro Colosseo. Ad accompagnarlo sul palco saranno, tra gli altri, i fedelissimi Rocco Petruzzi alle tastiere,
Nello Giudice al basso e Carlo De Bei alle chitarre.
Acchiappanuvole, titolo tratto da un verso della canzone Ragazzo mio di Tenco del 1964, contiene quattordici cover ed è
già disco di platino. Emergono il talento di Mango, la sua voglia di sperimentazione, la sua vocalità creativa. In questo
nuovo lavoro Mango rivisita quattordici grandi brani dei più
grandi cantanti di sempre, da De Andrè a Battisti, da Battiato
a Tenco passando per la grande musica di John Lennon, Creedence Clearwater Revival e molti altri. Il suo è un lungo lavoro di ricerca in cui analizza e ripropone questi classici senza
turbarne la loro natura essenziale.
Nel primo singolo estratto, La stagione dell'amore, che ha anticipato l’uscita del disco, Mango duettava insieme all’autore
Franco Battiato, a cui consegna una versione carica di pathos.
Artista con uno stile sofisticato, le sue composizioni melodiche si sono sempre avvicinate a stili e profumi diversi dalla
solita melodia italiana, sempre intrise di sonorità spesso an-
glosassoni o etniche, Mango è però anche
un grandissimo cantautore. Durante tutti
gli anni della sua lunga carriera, che inizia nel 1976 con La mia ragazza è un gran
caldo, ha scritto molte tra le più belle canzoni italiane per cantanti del calibro di
Mina, Mia Martini, Loredana Bertè,
Mietta, Patty Pravo per citarne solo alcuni.
In Acchiappanuvole ritroviamo un
Mango concentrato al massimo, che riesce a rendere pienamente il significato di
gioia e commozione che sta alla base del
suo credo musicale.
Chi vorrà ancora una volta rivivere grandi
emozioni e farsi trasportare dalle canzoni
di Mango, che nel corso del tempo hanno
fatto innamorare, trepidare e commuovere, non potrà allora perdersi l’appuntamento del 18 febbraio alle 21 al Teatro
Colosseo – via Madama Cristina, 71/A
– Torino. Prevendite abituali – www.
ticketone.it – da 23.50 a 38.76 euro. Tel.
011.66.980.34.
36
Però7
Le sfide della multiculturalità
L
e sfide della multiculturalità: immigrazione, integrazione e scuola”. Questo il tema di un convegno organizzato
a Torino - venerdì 6 febbraio alle ore 16 nella sede di corso Vittorio Emanuele 94 - da Forza Italia–Popolo della
Libertà a cui parteciperanno il coordinatore regionale degli azzurri piemontesi Enzo Ghigo (foto) e la parlamentare Margherita Boniver, Presidente del Comitato Schengen, Europol, Immigrazione. Secondo l’onorevole Boniver
“un occasione per discutere e dibattere con cittadini ed elettori di una questione sempre più attuale e prioritaria,
specie per la realtà torinese e piemontese”. Per informazioni sulle modalità di partecipazione: Tel. 011.43.66.660
Il 13, 14 e 15 febbraio, alla scoperta delle auto di una volta, con la mostra e il mercato
AUTo Motoretrò
Due rassegne in
programma: Il collezionismo dei Motori - Gli Artigiani
del Restauro.
Saranno ricordati gli importanti anniversari di Bugatti –
Mini - Gilera e Autobianchi,
nella manifestazionie in programma al Lingotto Fiere
l
La stagione 2009 del motorismo
d’epoca si apre a Torino con il 27°Automotretrò, la rassegna di cultura automobilistica, che costituisce il primo
appuntamento dell’anno per collezionisti e
appassionati, che grazie
alla posizione geografica,
è in grado di attirare numerosi operatori e visitatori stranieri.
La tradizione della manifestazione, è quella di abbinare eventi culturali e
rievocazioni, ad una sezione commerciale molto
completa, che giunge a
proposito, in un periodo
dell’anno nel quale si rimettono in moto i veicoli e s’iniziano o si
completano i restauri.
Quest’anno ci sarà un nuovo e importante
motivo di interesse, Automotoretrò presenta
una sezione dedicata agli artigiani
del
restauro, dando
così modo ai
collezionisti di
entrare in contatto con questi
operatori, pronti
a risolvere, i
problemi inerenti la rimessa
in efficienza, di
veicoli d’interesse storico. La
sezione, denominata “ Gli artigiani
del
Restauro” vuole
porre in risalto
la necessità di
salvaguardare il
patrimonio di
conoscenze e
manualità, di
questi operatori,
creando attenzione intorno a
questo campo d’attività, per conservare il
“saper fare” di questi
professionisti e attirare
i giovani, verso un’attività non banale e remunerativa.
Automotoretrò celebra il Centenario
della Bugatti la Casa
fondata da Ettore Bugatti, che in Francia,
trovò l’affermazione
della sua genialità. Saranno esposte una
serie di vetture provenienti dal Museo di
Mulhuose, della famosa collezione
Schlumpf e da privati italiani. Altro centenario è quello della Gilera che proprio
nel 1909 fu fondata da Giuseppe Gilera a
Milano, saranno inoltre ricordati i 50 anni
della Mini, la geniale figlia di Issigonis
antesignana di tutte le “Piccole” e poi i 40
anni delle Autobianchi A112 e A111. Numerose le altre iniziative, oltre al mercatino ulteriormente ampliato, visto l’alto
numero di espositori, il Salone di auto e
moto messe in vendita da privati e commercianti, le consuete esposizioni dei più
prestigiosi “pezzi” negli stand delle Case
Costruttrici e dei numerosi Club, unamostra di veicoli giocattolo, la lotteria benefica, le aree gioco per i più giovani ,
veicoli militari storici. Automotoretrò offrirà ai visitatori, svariati motivi d’interesse, in un momento in cui il
collezionismo motoristico, sta vivendo
una notevole espansione e rappresenta, un
sicuro investimento.La rassegna costituisce l’unico appuntamento motoristico che
Torino è in grado di offrire, ad un pubblico che sempre maggiormente, dimostra
di gradire l’evento, che vedrà presenti
oltre 350 espositori, con sempre più interessanti e consistenti presenze straniere.
Per info rassegna: tel fax 011 350936
www.automotoretro.it
e mail: [email protected]
Però7
37
Du Camp Visuel al Mirafiori Motor Village
F
ino al 22 febbraio, il Mirafiori Motor Village ospita la mostra “Du Camp Visuel” dedicata al fotografo francese Maxim Du Camp, noto
per essere stato il primo fotoreporter della storia e per aver accompagnato e documentato il viaggio di Gustave Flaubert in oriente.
Tra i suoi reportage, il più famoso è senza dubbio quello realizzato durante la spedizione dei Mille di Garibaldi. La mostra è composta
di 26 tavole. Questi gli orari: dalle 9 alle 19.30 dal lunedì al
venerdì, dalle 9.30 alle 13 il sabato, dalle 15 alle 19.30 la domenica. Per info: www.mirafiorimotorvillage.it.
Marcorè
faGABEr
Alcune tra le più
belle canzoni e tra
i migliori dialoghi
del grande artista
milanese a Venaria
S
abato 7 febbraio il Teatro della
Concordia di Venaria Reale ospiterà Neri Marcorè in Un certo signor G, spettacolo teatrale ripreso
dall’opera di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Questo spettacolo è un modo per rileggere e re-interpretare l’opera di Gaber a più di
35 anni di distanza dal primo grande debutto.
Neri Marcorè, famoso ormai ai più come imitatore in televisione di personaggi del peso di
Di Pietro, Zapatero, Mastella, Gasparri e molti
altri, offre la possibilità di emozionarsi con il
teatro canzone di Giorgio Gaber anche a chi
non ha avuto il privilegio di vederlo dal vivo.
Neri Marcorè che interpreta il signor G è accompagnato da due pianiste, Silvia Cucchi e
Vicky Schaetzinger, che spesso interagiscono
con il signor G come il coro nella tragedia
greca. L'elaborazione musicale di Paolo Silvestri dà allo spettacolo una veste quasi concertistica. Il comico è più timido e confuso
rispetto all'originale, ma dotato della mede-
sima carica ironica.
L’appuntamento
per tutti quelli
che avranno voglia di rivivere
le grandi emozioni con il teatro del grande
artista milanese
è per il 7 febbraio alle ore
21 al Teatro
della Concordia – corso
Puccini – venaria Reale. Prevendite abituali
– www.ticketone.it – da
22.00 a 25.00
euro. Tel. 011.
49.58.50.
FASHION FOOD & JOY PIZZA
B icent en ario de lla n as cit a
torino in Braille
F
ino al 28 febbraio è possibile relazionarsi con Torino sotto un altro “punto
di vista”, grazie all’iniziativa “Torino
in Braille”. Nel 2009 cade il bicentenario della
nascita di Louis Braille, lo studioso francese
che ha ideato il noto sistema di scrittura e lettura a rilievo per non vedenti, invenzione che
ha dato la possibilità alle persone che soffrono
di handicap visivi di relazionarsi in modo più
agevole nei diversi aspetti del quotidiano. Ed
è proprio questi duecento anni di continui miglioramenti nell’integrazione degli individui
con problematiche visive nelle varie azioni che
normalmente pretendono un approccio visivo,
che “Torino in Braille” celebra. Maggiori informazioni su: www.torinoinbraille.com
UN TOCCO TROPICALE A TORINO
CUCINA MEDITERRANEA
PIZZA NAPOLETANA
PIZZA A METRO
FARINATA
IN VIA S. FRANCESCO DA PAOLA 46
Per prenotazioni tel. 011/812.96.15
Per le feste: Menu carne 25 euro, pesce 30 euro
ooOoo
Lo “011” è convenzionato con il parcheggio sotterraneo di
PIAZZA BODONI i nostri clienti a cena potranno usufruirne
Politica
“Alle Provinciali i Moderati
dalla parte del territorio”
Oggi quantomeno ce la
possiamo giocare con quasi
tutte le aree metropolitane
d’Europa. Non siamo ancora il dormitorio di Milano
e abbiamo le basi per costruire un mercato economico differenziato, che
di Guido Bosco affianchi al manifatturiero
il terziario, la ricerca,
l’istruzione, una sanità qualificata e anche il turismo.
a nostra città ha de- Ma non le sembra che la difesa a priori
ciso di trovare un della Fiat, diventi quasi un accanimento
senso al suo futuro terapeutico per un settore che sta dimopartendo dall’evento strando di essere in gravissime difficoltà
olimpico. Ma la pro- in tutti i Paesi ad alto salario?
mozione che c’è Questa domanda fatta anni fa, con la
stata e che ha portato crisi che attraversava la Fiat e non
Torino sui media di tutto il mondo, mi pare il sistema auto in generale, mi
sia stata rallentata negli anni successivi da avrebbe fatto sicuramente riuna crisi generalizzata che chiaramente ha spondere di sì. Avrei avuto
colpito anche la nostra metropoli, ridu- torto, perché l’azienda si è ricendo le risorse disponibili per la promo- presa e ha prodotto dei mozione e comunicazione del territorio”. delli all’avanguardia, è tra le
Maurizio Bruno, segretario cittadino dei case automobilistiche a livello
Moderati, analizza la situazione della città europeo che ha registrato una
a tre anni dai Giochi, mentre la Fiat è co- delle migliori crescite, ma
stretta alla cassa integrazione ma, nello che oggi è colpita
stesso tempo, restiamo tra i maggiori espor- come tutte le
tatori di manufatti e di tecnologie italiane concorrenti
all’estero. E mentre si va verso le elezioni dalla conin Provincia.
giuntura
Il mugugno torinese è inevitabile. In ef- difficile. È
fetti la crisi si sente e le conseguenze in un obbligo
termini di occupazione sono sotto gli cercare di
occhi di tutti...
conservare
È sotto gli occhi di tutti che questa città questo panegli ultimi anni sia migliorata, anche se trimonio della
mantiene le problematiche di tante metro- città e del
poli industrializzate. Il nostro problema era Paese.
se diventare il dormitorio di Milano dopo Lei arriva da
la prima crisi Fiat, oppure se ricollocarci un’esperienza col
nel mercato globale come entità capace di centrodestra: è stato
proporre e creare novità.
coordinatore cittaMa per il momento, pare che questa dino di Forza Italia.
scelta fondamentale non sia stata fatta... Perché ha deciso di
Siamo stati rallentati dalla congiuntura in- cambiare?
ternazionale. Ma un dato reale c’è: che Di cambiare partito,
dieci anni fa ci davano come città grigia, diciamola fino in
spenta, morta, addirittura senza futuro. fondo. In un’epoca
Intervista a Maurizio Bruno segretario torinese dei Moderati
“Alle elezioni provinciali
Correremo con chi garantirà un
programma serio e concreto
di rilancio e sviluppo del territorio”
l
nella quale la politica si basa principalmente sull’ideologia liberale, la prima cosa
che un’organizzazione politica deve garantire è la dignità di chi si spende per essa.
Purtroppo nella mia esperienza precedente,
mi sono dovuto confrontare con uomini
per i quali questo principio era irrilevante.
Sembra di sentir parlare uno dei tanti
scontenti all’interno del Pd. non è che la
vera differenza non sta negli schieramenti ma, appunto, nelle persone?
In questo periodo della politica italiana vi
è una classe dirigente che non sempre è
all’altezza. Sia nel centrosinistra, sia nel
centrodestra. Io e alcuni amici, tutti con
esperienza politica, abbiamo deciso di intraprendere un percorso difficile, ma onesto ed entusiasmante, al di fuori dei rigidi
schemi un po’ ipocriti dei due poli.
Già, i Moderati. Finora un’esperienza politica di sicuro successo a
livello di voto. Ma cosa state architettando per le prossime elezioni?
Siamo ancora nella posizione di
dover valutare noi le proposte altrui,
per capire che cosa i due schieramenti
vorrebbero per il bene del territorio.
Ad oggi, valutando sia gli
aspetti politici, sia programmatici degli uni
e degli altri, non
abbiamo ancora
preso una decisione. So soltanto una cosa
per certo: la
politica tradizionale
prima non ci
voleva, ora
tutti ci cercano e ci corteggiano. Sarà
forse perché
potremmo essere
determinanti con
i nostri voti per
decidere
il
nuovo presidente provincale? ì
39
Politica
“Scontri di piazza:
una vergogna per
tutti i torinesi”
Intervista ad Andrea Tronzano
vicecapogruppo Fi-Pdl in Comune
“Il sindaco deve prendere una
posizione di netta condanna
nei confronti di chi brucia bandiere
e crea disordini nelle nostre piazze”
di Guido Bosco
V
icecapogruppo di
Forza Italia-PdL in
Comune, Andrea
Tronzano, 41 anni,
è al suo primo
mandato a Palazzo
Civico. Le manifestazioni in favore di Hamas che hanno portato disordini e scompiglio in città non gli
vanno proprio giù. Ed ecco che in Consiglio
comunale Tronzano ha fatto sentire la voce
della maggioranza silenziosa, quella che
non va in piazza e rispetta le leggi.
Le recenti manifestazioni anti-israeliane
rappresentano un segnale pericoloso?
Manifestazioni pro Hamas, bandiere bruciate, tentato assalto al Palazzo Comunale,
poliziotti feriti. Queste sono le conseguenze
che derivano dalla irresponsabilità. Chi,
40
con le proprie azioni all'interno della maggioranza che guida la Città di
Torino, affianca movimenti che al loro interno,
ormai in modo acclarato,
ospitano frange violente
pronte a tramutare in
scontro ogni situazione, si
rende corresponsabile e
copre politicamente, magari in modo indiretto,
queste azioni.
Si riferisce anche all’occupazione della clinica
San Paolo?
Tollerare l'occupazione della clinica San
Paolo, nonostante per i profughi del Darfur
si sia trovata una dignitosa sistemazione a
Settimo, significa dare la sensazione
di
impunibilità o,
peggio, di avere
coperture politiche, a coloro
che strumentalizzano con violenza situazioni
di disagioUna
“tolleranza” manifestata pure da
esponenti
dell’ammini-
strazione comunale...
I rappresentanti del governo della
Città come l’assessore Borgione o
del Consiglio Comunale come il presidente Castronovo che ricevono persone, pur probe, ma affiancate nella
protesta dai violenti, mancano di rispetto alle Istituzioni e consentono
all'ala violenta di potersi esprimere
con furore contro simboli della Città,
nel caso dell’assalto al Comune, o
delle Nazioni, ne sono un esempio le
bandiere bruciate di Israele. Sono
azioni che vanno contro gli stessi
inermi cittadini e, soprattutto, mettono a rischio l’incolumità delle
forze dell'ordine, costrette a reagire
giustamente contro tentativi di occupazione o assalti pirateschi. Sei poliziotti sono stati feriti da lanci di
cubetti di porfido e ghiaccio”.
Che cosa hanno fatto gli esponenti
dell’opposizione?
I capigruppo del PdL Cantore e Ravello, a cui credo si uniranno i capigruppo Carossa della Lega e Lonero
de La Destra, hanno naturalmente
deciso che l'opposizione non si presenterà
in aula sino a che il sindaco Chiamparino
ed il partito di maggioranza relativa non si
esprimeranno, in modo chiaro, sia sul presidente Castronovo sia sull'assessore Borgione. Non sono più accettate le mezze
verità e le ambiguità lessicali della politica.
Cosa chiedete a Chiamparino?
La posizione del sindaco è importante.
La Città partecipa al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.
Il prefetto non ha ricevuto e non riceverà
ufficialmente questi personaggi. Il Sindaco e la maggioranza, in caso di posizioni non chiare, mettendo a rischio il
gran lavoro sulla sicurezza fatto dalle
forze dell'ordine e dall'Esercito in questi
mesi, grazie anche alle chiare indicazioni
del governo italiano. ì
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Attualità
Spaccio e discarica al
Una riqualificazione annunciata. Annunciatissima:
se ne parla da 18 anni. Intanto nessuno fa nulla
e tutta l’area intorno al monumento nazionale
è in stato di degrado e di abbandono. La Provincia
chiede al Comune, ma Palazzo di Città tace, senza
acconsentire. Per i residenti un calvario immotivato
di Riccardo Ghezzi
N
e hanno discusso Provincia, Circoscrizione 7
e Comune, eppure il
degrado di zona Ponte
Mosca sembra essere
un problema irrisolvibile. Palleggio di
responsabilità, attesa di risposte e situazioni da chiarire si sono susseguite in un
valzer interminabile, il risultato è che da
18 anni a questa parte nulla è stato risolto. Il 1991 è proprio l’anno in
cui, a causa di un cedimento
strutturale, è stato demolito il vecchio Istituto
Aldo Moro. Da quel
momento, sull’area
di proprietà della
Provincia, sono
stati fatti
tanti
progetti: prima hanno detto che ci sarebbe stata la sede del Provveditorato
agli studi, poi si è pensato ad un centro
polifunzionale, in successione sono arrivate anche alcune ipotesi di corridoio,
come un’area parcheggio. Il progetto
per un faraonico centro interculturale,
che cercava appoggi a destra e a manca,
è svanito nel nulla. E non sono mancate
i litigi tra la Provincia e il comitato
Ponte Mosca, la cui collaborazione è
durata alcuni anni. Ora la zona di Ponte
Mosca, monumento
nazionale,
è un
luogo di spaccio, consumo di droga
nonché una discarica a cielo aperto. La
prima a ricordare lo spiacevole declino
dell’area è stata la consigliera della Circoscrizione 7 Patrizia Alessi, che ha
presentato lo scorso novembre un’interrogazione allegando una lettera dei residenti destinata alla Giunta: “I cittadini
del Condominio di Lungo Dora Firenze
19, situato di fronte al Ponte, esasperati
dalla difficoltà di vivere in quella zona,
esigono di non continuare a essere presi
in giro. Una bonifica ambientale e culturale deve essere la premessa necessaria ad una effettiva bonifica sociale” ha
sostenuto Alessi.
L’incongruenza è tornata in
auge grazie ad un’interpellanza presentata in
Provincia dalla capogruppo di Forza Italia Nadia
Lo-
Foto : befedim
Ponte Mosca
Nell’area adiacente dovevano
metterci il provveditorato
o un centro interculturale
ora invece si parla di un liceo,
ma senza nessuna certezza
iaconi, e firmata da tutta l’opposizione:
“Avrei potuto intitolarla area Ponte
Mosca, una storia infinita” ha commentato la capogruppo azzurra, che ha poi
chiesto conto dei progetti futuri. L’assessore all’Istruzione Umberto D’Ottavio ha risposto: “C’è la possibilità di
trasferire l’intero istituto Spinelli (attualmente in via Figlie dei Militari
n.d.r.), ma dobbiamo aspettare di sapere
se avrà ancora il titolo di Istituto Europeo. Stiamo quindi studiano la possibilità di costruire una nuova scuola,
lasciando una porzione dell’area all’iniziativa privata, ma per questo aspettiamo che il Comune di Torino definisca
la disponibilità ad intervenire economicamente”.
Una risposta che si attende al più presto,
anche se una successiva interpellanza
presentata a Palazzo civico dal Pdl è
stata accolta come se il Comune fosse
ben lontano dalla soluzione. La bonifica
fantasma dell’area, finora, è costata alla
Provincia ben 702.000 euro, esclusi gli
oneri delle demolizioni: 301.000 circa
per opere edilizie, 41.000 per progettazioni e 360.000 per iniziative di carattere culturale. La realizzazione di un
edificio scolastico in grado di ospitare
l’intero ciclo
della
Scuola
Europea (elementare
e
media inferiore
a carico del Comune, Liceo a
carico
della
Provincia) riqualificherebbe
assai la zona.
Ma c’è anche
chi dice che lo
spostamento
dello Spinelli si
stia ritardando
CARTOLINA
E DEGRADO
A sinistra, un’immagine
da cartolina di Ponte
Mosca. Ma quando ci si
avvicina, lo spettacolo è
quello delle foto in questa pagina, in alto e in
basso. Sopra a destra,
Patrizia Alessi e Umberto
D’Ottavio
per timore che “la creme de la creme”
che risiede in collina non sia disposta
a mandare a studiare i figli in zona
borgo Aurora, causando un calo degli
iscritti all’Istituto. Anche perché di spostamento dello Spinelli si sta parlando
da svariati anni. Ciò che conta è solo
che l’area Ponte Mosca sia riqualificata
al più presto, mentre assessori e sindaco
sono occupati a pensare eventi culturali
e gestione della propria immagine. ì
Gradita
la prenotazione
PERO
43
Viabilità
In corso Sommeiller
è
DELIRIO
Nella giungla del sovrappasso tristemente noto
a molti automobilisti torinesi, eterni cantieri, traffico
impazzito e difficoltà per tutti. Alla fine vige la legge
del più forte e arrogante. Manovre di sopravvivenza
di Gianluca Palladino
c
orso Sommeiller.
Una delle arterie
cittadine più trafficate, fin dalle prime
ore della mattinata.
Due corsie per
senso di marcia che,
nella carreggiata sud (quella che da corso
Turati va in direzione di corso Massimo
D’Azeglio e del Valentino), si restringono a una, pochi metri prima dell’incrocio con via Nizza, a causa degli eterni
lavori per la metropolitana. Ebbene, su
questo sfondo d’asfalto e cemento, ogni
santo giorno prolifera la giungla, con i
suoi abitanti e le sue leggi.
Da una parte ci sono le tigri, aggressive
e ruggenti a bordo dei loro Suv; e gli avvoltoi, pronti ad approfittare di ogni per-
44
tugio venga loro concesso (o meno) per
infilarvisi con la propria vettura. Dall’altra parte ci sono le tartarughe, tutte lentamente ed ordinatamente in fila in attesa
che il serpentone di auto defluisca; e i pavoni, con le sembianze di quelle donne
al volante che approfittano di ogni sosta
per completare il maquillage, e, tra uno
sbaffo di rossetto e un segno di matita,
con gli occhi fissi sullo specchietto e le
labbra in posa “signorina Silvani” non si
accorgono del semaforo verde, né tantomeno sentono il coro di clacson che le invita a partire prima che sia giallo, e di
nuovo rosso.
A regolare questo zoo metropolitano, non
il codice della strada, ma la legge del più
forte, o, meglio, del più arrogante. Fuor
di metafora, di chi dribbla puntualmente
la coda a dispetto dei tanti fessi che invece la rispettano, e poi pretende, con le
buone o con le cattive, che questi ultimi
lo facciano reimmettere nel flusso principale; cosa che, peraltro, quasi sempre
avviene, in nome non di una cortesia che
sarebbe ingiustificata, ma del quieto vivere, del non compromettersi, dell’evitare grane. E così, il sistema perverso si
auto-rinforza.
In città record d’incidenti
S
econdo le ultime statistiche disponibili, la provincia di Torino concentra
nel proprio territorio più della metà degli incidenti e dei morti sulle strade.
Ovviamente nei Comuni più grandi, la percentuale degli incidenti è maggiore e Torino è capofila regionale di questa triste graduatoria. E gli incidenti nelle
intersezioni sono appunto frequentissimi nei centri abitati: 86% del totale. I maschi, checcé ne dicano i pregiudizi, rappresentano il 78% dei decessi sulle strade
e il 61% dei feriti su base regionale. Evidentemente, il vizio di pigiare troppo sull’acceleratore è prettamente adamitico.
Persino i vigili urbani,
calati nel disastroso
contesto dell’arteria
presso via Sacchi, si
comportano da selvaggi
Qualche mese fa mi trovavo a New Orleans. Lunghissimo serpentone per acquistare i biglietti della partita degli Hornets,
la locale squadra di basket, che doveva
affrontare i Dallas Mavericks in un match
di playoff. A sorvegliare la coda, anche
alcuni agenti di polizia, appostati nei
pressi dei botteghini del palazzetto. Un
attimo di distrazione, e un “furbetto”
made in Usa prova a passarmi davanti.
Prima ancora del sottoscritto, a reagire
sono le altre persone in coda (alcune
delle quali in posizione più avanzata, e
quindi non penalizzate personalmente
dal tentato sopruso). Prendono di peso
l’abusivo, e lo portano alle guardie, che
a propria volta lo accompagnano non al
suo posto originario, ma al fondo della
fila.
Sono in auto, in coda, al mio posto, perso
nei pensieri e nell’utopica speranza che
anche da noi, un giorno, si faccia strada
una cultura in cui gli stessi cittadini contribuiscano a far rispettare le regole del
INVESTIGAZIONI PRIVATE
vivere civile; e
mi chiedo se,
nell’attesa di
quell’eldorado, non si
potrebbe prevedere perlomeno
la
presenza di un
vigile urbano
all’altezza del
restringimento
Licenza
di carreggiata.
Così, giusto
per regolare le
immissioni delle vetture dalla corsia di
destra a quella di sinistra, ed evitare il
pericolo di incidenti e risse da far west.
Mentre rifletto, mi accorgo che quattro
auto dietro la mia c’è una vettura della
polizia municipale. Che il mio desiderio
sia stato esaudito? La Punto dei civich
(senza sirene o lampeggianti accesi,
senza palette sventolanti) sterza a destra,
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PERO
Prefettura n. 4/03 ag
esce dalla fila, percorre la corsia libera e,
giunta al cantiere, si rituffa nella coda
principale, quasi “sportellando” la Golf
di un anziano che “pretendeva” – pensate
un po’ – di passare, dopo aver rispettosamente atteso per lunghi minuti che arrivasse il suo turno.
Morale della favola. Il pesce puzza sempre dalla testa. Anche nella giungla. ì
45
FiSCo
e
L AVo ro
Le scadenze dal 1° febbraio al 2 marzo 2009 – di Giuseppe Vinci
enTRo IL 2 FeBBRAIo 2009:
- versamento, dai soggetti tenuti al pagamento, della Tassa annuale sulle Concessioni Governative;
- versamento, dai soggetti tenuti al pagamento, della Tassa annuale sulle Concessioni regionali;
- i soggetti che occupano spazi pubblici
versano l’Imposta totale o prima rata sull’occupazione (Tosap);
- versamento, dai soggetti tenutivi, dell’Imposta comunale sulla pubblicità e sulle affissioni in un’unica soluzione o 1ª rata
trimestrale per l’anno 2009;
- versamento, da parte delle imprese di assicurazione, dell’imposta dovuta su premi
ed accessori incassati nel mese di dicembre
2008, e degli eventuali conguagli dell’imposta dovuta sui premi ed accessori incassati nel mese di novembre 2008;
- pagamento tasse automobilistiche (bollo
auto) da parte dei proprietari di autoveicoli
con oltre 35 Kw con bollo scadente a dicembre 2008 e di ciclomotori, residenti in
Regioni che non hanno stabilito termini diversi;
- pagamento Tassa fissa da parte dei proprietari di mezzi di trasporto soggetti a
tasse fisse (roulottes, carrelli e targhe
prova) e residenti in Regioni che non hanno
stabilito termini diversi;
- i titolari di abbonamento alla radio o alla
televisione versano il canone annuale o la
rata trimestrale o semestrale;
- i titolari di reddito dei terreni denunciano
all’Agenzia del territorio le variazioni del
reddito dominicale;
- gli enti non commerciali versano l’IVA relativa agli acquisti intracomunitari registrati
nel mese di dicembre 2008.
enTRo IL 9 FeBBRAIo 2009:
- Banche ed Istituti di credito autorizzati ad
emettere assegni circolari versano, in modo
virtuale, l’Imposta di bollo relativa agli assegni circolari in circolazione alla fine del
4° trimestre 2008.
enTRo IL 15 FeBBRAIo 2009:
- devono essere emesse le fatture differite
relative a beni consegnati o spediti in gennaio 2009, risultanti da documento di trasporto o da altro documento idoneo a
identificare i soggetti con-traenti;
- i soggetti esercenti il commercio al minuto e assimilati devono registrare, anche
cumulativa-mente, le operazioni effettuate
nel mese solare precedente.
46
enTRo IL 16 FeBBRAIo
2009:
- si possono regolarizzare i
versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente)
entro il 16 gennaio 2009 con
l’istituto del “ravvedimento
operoso”: versamento maggiorato di interessi legali e
della sanzione ridotta fino al 3,75%;
- versamento: ritenute alla fonte (comprese
quelle da operazioni di conguaglio) operate
da tutti i sostituti di imposta in gennaio
2009; imposta sostitutiva, per lo stesso periodo, da coloro chi vi sono tenuti;
- versamento IVA - da contribuenti IVA
mensili - dovuta per gennaio 2009, ovvero
per dicembre 2008 nel caso in cui la contabilità sia affidata a terzi;
- i contribuenti IVA trimestrali soggetti al
regime ex art. 74, commi 4 e 5, D.P.R. n.
633/72 versano l’IVA dovuta relativa al
quarto trimestre 2008, al netto dell’acconto
già versato;
- versamento - da artigiani, commercianti,
pescatori autonomi, lavoratori autonomi
agricoli o con-cedenti per i piccoli coloni
ed i compartecipanti familiari - contributi
INPS dovuti per gennaio 2009 su: retribuzioni dei dipendenti o ad esse assimilate;
utili corrisposti ai soci; compensi soggetti
alla gestione separata lavoratori autonomi;
- comunicazione telematica dati contenuti
in dichiarazioni d’intento ricevute in gennaio 2009;
- versamento accisa sui prodotti assoggettati immessi in consumo in gennaio 2009;
- versamento addizionale all’IRPEF, sia regionale che comunale: rata di acconto trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati
su competenze di gennaio 2009; rata per
conguaglio di fine anno; in unica soluzione,
quella trattenuta agli stessi in caso di cessazione del rapporto di lavoro;
- versamento contributi ENPALS per il periodo di paga scaduto in gennaio 2009;
- versamento imposta sugli intrattenimenti
per attività svolte con carattere di continuità
in gennaio 2009;
- versamento - da datori di lavoro di giornalisti e praticanti giornalisti - contributi
INPGI per il periodo di paga scaduto il
mese precedente;
enTRo IL 20 FeBBRAIo 2009:
- versamento, da datori di lavoro dei gior-
PERO
nalisti e dei praticanti giornalisti,
contributi CASAGIT per il periodo di paga scaduto il mese precedente;
- versamento, da imprese di assicurazione, dell’imposta dovuta su
premi ed accessori incassati in dicembre 2008, e su eventuali conguagli d’imposta su premi e
accessori incassati in novembre;
- presentazione - da parte degli operatori intracomunitari con obbligo mensile – degli
elenchi INTRASTAT relativi a cessioni e/o
acquisti intracomunitari effettuati nel mese
di gennaio 2009; scadenza prorogata di cinque giorni se utilizzato, per la presentazione, l’EDI (Electronic Data Interchange);
- versamento, in modo virtuale, della tassa
sui contratti di borsa dovuta per il mese precedente.
enTRo IL 28 FeBBRAIo 2009:
- i sostituti d’imposta consegnano i CUD e
le certificazioni dei compensi corrisposti e
delle ritenute effettuate nell’anno 2008.
enTRo IL 2 MARzo 2009:
- i contribuenti IVA tenuti a presentare la
comunicazione annuale dei dati IVA, nonché gli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni,
presentano la comunicazione dati IVA relativi all’anno 2008;
- versamento imposta di registro sui contratti di locazione nuovi (da registrare entro
la stessa data) o rinnovati tacitamente con
decorrenza 1° febbraio 2009. Si precisa che
i termini per la registrazione sono: 30 giorni
per i contratti stipulati in Italia; 60 giorni se
stipulati in uno Stato estero);
- i soggetti autorizzati a corrispondere l’imposta di bollo in maniera virtuale versano
la 1ª rata bimestrale relativa all’anno 2009,
al netto dell’acconto versato;
- i titolari di contratti di locazione di fondi
rustici versano l’imposta di registro sui
contratti di locazione di fondi rustici posti
in essere nell’anno precedente;
- versamento, da parte delle imprese di assicurazione, dell’imposta dovuta su premi
ed accessori incassati nel mese di gennaio
2009, e degli eventuali conguagli dell’imposta dovuta sui premi ed accessori incassati nel mese di dicembre 2008;
- versamento, da parte degli enti non commerciali, dell’IVA relativa agli acquisti intracomunitari registrati nel mese di gennaio
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Negli ultimi anni, a Torino e in Piemonte
si registra un forte aumento di adozioni
internazionali: in tutto sono 1.123
i bambini d’oltreconfine che i genitori
subalpini sono riusciti a “portare in casa”
di Giulio Chiara
P
iù di mille adozioni internazionali in Piemonte
negli ultimi cinque anni, con un
incremento
esponenziale di
anno in anno. I dati della Commissione
adozioni internazionali (Cai) parlano
chiaro: la nostra regione, pur non toccando le altissime punte della Lombardia,
sta diventando una delle più attive nell’accogliere all’interno delle famiglie minori provenienti da Stati stranieri.
Tutto ciò malgrado l’estrema complessità
della procedura. L’autorizzazione all’ingresso del minore straniero in Italia è rilasciata solo se l’adozione pronunciata
nello stato estero è avvenuta nel rispetto
dei principi stabiliti nella convenzione
dell’Aja del 1993 sulla tutela dei minori
e la cooperazione in materia di adozione
internazionale. Ma anche se ricorrono le
condizioni d’abbandono. Quindi ad ogni
visto d’ingresso corrisponde il riconoscimento di un’adozione pronunciata all’estero.
La CAI (commissioni adozioni internazionali) svolge un’attività di vigilanza
sugli enti autorizzati a seguire la coppia
nelle varie fasi dell’adozione internazionale e pubblica periodicamente l’Albo
degli enti autorizzati abilitati a operare sul
territorio nazionale.
Nell’intero arco temporale del
monitoraggio gli enti autorizzati attivi, ovvero che hanno
lavorato per l’ingresso di almeno un bambino straniero a
2004 (anno in cui l’ascui hanno effettivamente consociazione Enzo B è
cessa l’autorizzazione sono
iscritta all’albo naziostati
66.
nale) forte della propria
In Piemonte l’età media delle
esperienza e dei numerosi rapporti intessuti
coppie che adottano è piuttosto
con organizzazioni
alta: marito 40,8 anni, moglie
operanti all’estero, ha
38,9 anni. L’età media si alza
ritenuto di dover estenulteriormente in Valle d’Aosta:
dere il proprio impegno
44,6 anni il marito,41,3 la monei confronti di quei
glie. Va detto che nel resto
bambini che, nel
mondo, versano in condelle regioni d’Italia il dato ridizioni di abbandono e
calca quello piemontese.
difficoltà, con l’intento
A Torino, le coppie che hanno
di offrire un aiuto sinrichiesto l’autorizzazione alcero, corretto e disintel’ingresso
in Italia di minori
ressato alle famiglie
stranieri secondo il tribunale
italiane in pratiche
competente e l’anno della rid’adozione internazionale.
chiesta sono aumentate moltissimo: nel 2000 erano soltanto
Si chiama “Enzo B” l’associazione
che ci aiuta nelle adozioni
l
’associazione Enzo
B è l’unico
ente nazionale ad effettuare le
adozioni in Senegal.
Attualmente ha effettuato 181 adozioni e si
piazza tra i primi 10
enti come numero di
adozioni effettuate.
Enzo B – onlus è
un’associazione torinese (via Onorato Vigliani 102) che, dal
2004si occupa di adozioni internazionali con
l’intento di tutelare i diritti all’infanzia, garantendo condizioni
esistenziali dignitose,
una famiglia di riferimento e una rete di le-
gami affettivi ai bambini che si trovano
senza famiglia e in difficoltà.
ENZO B opera in Vietnam, Benin, Burkina
Faso, Camerun, Costa
D’Avorio, Etiopia,
Gambia, Guinea Bissau, Mali, Mozambico,
Niger, Nigeria, RD
congo, Senegal, Tanzania, Federazione Russa,
Croazia, Moldova Ungheria, Mongolia, Nicaragua, Bielorussia,
Bulgaria, Romania,
Ucraina, Mongolia,
India Kazakistan, Cile,
Bolivia, Ghana, Argentina. L’operatività in
Paesi del continente
africano rappresenta la
volontà di impegno
nell’area più povera del
mondo; proprio in quest’area il numero di
adozioni internazionali
verso l’Italia ed il numero di enti autorizzati
a promuovere adozioni
è particolarmente esiguo: la presenza dell’associazione vuole
contribuire ad un’inversione di tendenza, attraverso la definizione di
relazioni sempre più
strette con i partners e
le istituzioni locali e attraverso la sensibilizzazione in Italia.
Nel contesto della tutela all’infanzia, ma
anche di un’attenzione
alla genitorialità, dal
13; nel 2001 sono diventate 61; nel 2002,
111; nel 2003, 165; nel 2004 si è toccata
quota 171; nel 2005, 172 nel 2006, 186
nel 2007 si è leggermente scesi a 162. La
percentuale di adozioni internazionali sul
totale è del 6,3 (contro il 14,7 di Milano).
la maggioranza dei
bimbi adottati è tra i 5 e
i 9 anni, ma molti sono
tra gli 1 e i 4 anni. Meno
numerosi i neonati
I valori assoluti di coppie che in Piemonte
hanno richiesto l’autorizzazione di minori
stranieri dal 2000 al
2008 raggiungono la
cifra di 1123 (la Lombardia è la regione con il
valore più alto: 3665 mentre la Val d’Aosta ha il valore più basso: 19, ma è chiaro
che il numero di abitanti ha un grande
peso). E l’età degli adottati? I minori per
i quali è stata concessa l’autorizzazione
all’ingresso in Piemonte: 195 hanno
meno di un anno; tra gli 1 e 4 anni sono
581; tra i 5 e i 9 anni: 706; con 10 e più
anni: 165, per un totale di 1647 con
un’età media di 5,4.
ì
Speciali composizioni per
la festa di San Valentino
Trattoria della tradizione
La Figlia di Adele
Menu di
San
Valentino
Tre antipasti
Due primi
Due secondi più contorno
Vino, acqua, caffè
Dolce di San Valentino
25 Euro
Una cena a lume di candela
Ogni venerdì
Apericena
8 Euro
La tradizione nel tempo che scorre,
una riflessione sui sapori tramandati
da generazione in generazione,
l’amore per il cucinato,
il cucinare con amore
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Mangiare e vivere bene
RisTò
San Valentino è alle porte Ed ecco che Però propone una serie di locali dove poter festeggiare il giorno
degli innamorati all’insegna della buona
tavola. Un itinerario
per tutti i gusti: dal locale di rendenza a quello ricercato, passando per la tradizionale trattoria,
tutto senza mai dimenticare la sempre valida e stuzzicante pizzeria di Gian Paolo Conserva
L’
BIRICHIn. Cenare al Birichin riconcilia col gusto ed i
veri piaceri della tavola. In
Via Monti, in un ambiente caldo e curato
nei minimi dettagli caratterizzato da arte
povera, stucco veneziano e lumi di candela, si respira l’aria della tradizione,
fusa ad una giusta dose di eleganza e
sperimentazione. Ideale per un San Valentino all’insegna del romanticismo. Ad
accogliervi con la massima cortesia, troverete uno degli chef più vivi e brillanti
del panorama culinario nazionale ed internazionale: il “patron” Nicola Batavia
(nella foto), unico chef italiano scelto per
deliziare il Nike Vip House alle scorse
Olimpiadi di Pechino. Rinnovare l’im-
portante tradizione
gastronomica
piemontese attraverso
fantasia, ecletticità,
curiosi e divertenti
accostamenti, uniti
alla ricerca di nuove
esperienze è il tratto
caratteristico dello
cucina di Batavia e
del suo staff. Per gli
intenditori il Birichin
non è semplimente un
ristorante, ma un laboratorio di idee ed
emozioni dedicate ai
sensi ed al gusto. Una
piacevolezza di conoscenze tra sapori vecchi e nuovi ed una
particolare attenzione
alle tradizioni. Stupefacente la cantina: più
di 500 etichette,
scelte con cura tra i
migliori produttori
nazionali ed internazionali.
Ristorante “ 'l Birichin” - via v. Monti,
16/A – Torino. Tel.
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PERO
51
D
ALLA FIGLIA DI ADeLe.
Per chi cerca a Torino un locale
all’insegna della tradizione, ma
con la giusta cura e ricercatezza, difficilmente può sbagliare. Nel cuore di San
Salvario, a due passi dal centro c’è la
trattoria Dalla Figlia di Adele. Grazie
all’accurata regia della titolare Cinzia
Chiesa e del suo qualificato staff è possibile assaporare piatti tipici dell’enogastronomia piemontese, senza lesinare
interessanti e delicate contaminazioni.
Tutto in un contesto particolarmente
caldo, intimo, elegante, dove nulla è lasciato al caso. Ciò che colpisce entrando
Dalla Figlia di Adele è l’accoglienza e la
massima gentilezza. Tutto è gestito e preparato con gusto: dall’arredamento alle
candele a contorno di ogni tavolo. Un
tocco di romanticismo, specie in vista
della festa degli innamorati. I menù proposti da Cinzia Chiesa rievocano il sapore della tradizione e della nostra terra.
Un locale ideale per chi è alla ricerca di
una tranquilla, romantica e raffinata oasi
del buongusto. Specie a San Valentino.
Trattoria ristorante “Dalla Figlia di
Adele” – via Saluzzo, 42 – Torino – Tel.
011.650.48.68
IzzA e Cozze. La formula
proposta dal signor Basilio è
quella di un locale moderno, ma
con una forte ispirazione di natura mediterranea. Pizzeria, focacceria, friggitoria
e cozzeria, ecco quanto proposto nel suo
insieme da Pizze e Costa. Un binomio rigorosamente collaudato quello della migliore pizza napoletana cotta nel forno a
legna ed i quattordici tipi di cozze freschissime, che arrivano tutti i giorni dal
mare della Sardegna spedite dal porto di
P
52
Olbia. In questa “osasi dello sfizio” nel pieno centro di Torino,
vengono sfornate pizze e focacce,
tutte con prodotti di primissima qualità. particolarmente attento a curare l’accoConsigliatissime quelle con mozzarella glienza e l’offerta culinaria, diversa di
di bufala, burrata, i friarielli e, tra le ul- giorno in giorno. Tra le specialità propotime novità, la pizza con ricotta infornata ste dallo storico gestore Max, spiccano
e melanzane, tipica della tradizione sici- le grigliate di carne e pesce fresco. Ovliana. Da provare anche la pizza con sal- viamente non mancano gustosissimi
siccia, scarola e cacio e l'indimenticabile primi ed antipasti vari, con un gradevolissimo sottofondo musicale.
focaccia ai formaggi.
Ristorante Pizzeria “Pizza e Cozze” – The Club – piazza Cesare Augusto, 15
via viotti, 8/a – Torino – Tel. – Torino – Tel. 011.52.12.458
011.516.20.35
H
e
CLUB E’
TRATToRIA
il locale
ideale per una seSPIRITo SANTo
rata in compagnia
Via IV Marzo, 11
di amici o per una
ToRINo
cena intima. Dai
tavoli del The
Tel. 011/436.08.77
Club si possono
Chiuso lunedì
ammirare le Porte
Palatine, uno dei
orario: 12-15/19-24
luoghi più affascinanti e con più
storia di Torino.
Un ambiente soft,
elegante e confortevole dove poter
pranzare, cenare
o semplicemente
trascorrere un doParcheggio Santo Stefano
pocena all’insegna dei migliori
cocktail
nel
lounge bar. The
Club è si un locale di tendenza,
spesso frequentato da vip e calciatori,
ma
T
Ricco menu, sia di pesce fresco,
sia di carne,
completo di vino della casa
35 euro a persona
FASHION FOOD & JOY PIZZA
RISToRANTE 011
PER UN SAN VALENTINO
ROMANTICO E ALL’INSEGNA
DELLA BUONA TAVOLA
RISERVA IL TUO TAVOLO ALLO 011
Lo “011” è convenzionato
con il parcheggio
sotterraneo di PIAZZA
BODONI: i nostri clienti a
cena potranno usufruirne
gratuitamente
semplicemente
richiedendoci
il TICKET GRATUITO
“011” In VIA S. FRANCESCO DA PAOLA 46
Per prenotazioni tel. 011/812.96.15
E-Mail [email protected]
Ernesto Fina
Micio micio bau bau
I cani
e i denti
c
U
ome mai devo far fare la
detartrasi al mio cane?
Quanto è importante
l’igiene ambientale per il
mio “migliore amico?”.
na grossa percentuale di
cani a partire dai 3 anni
di età mostra problemi di
cattiva igiene orale che,
sul lungo periodo, possono degenerare in periodontite. Con questo termine intendiamo una serie di
manifestazioni: arrossamento e infiammazione delle gengive, alitosi, frattura del
dente, sanguinamento, eccessiva salivazione. Di conseguenza questo può portare
difficoltà nel mangiare, riluttanze nell’aprire la bocca e strofinamento della
zampe sul viso. Questa patologia è più
frequente nei cani di taglia medio-piccola.
La causa principale di tutto questo è la
placca. Ambiente ideale per il deposito di
sali minerali, lo strato sottile di placca
che ricopre i denti, produce batteri che
assieme ai minerali del calcio si trasformano in tartaro. Tartaro e batteri sono le
cause principali di sviluppo delle
gengiviti. Queste causano un distacco del
dente dalla parete
gengivale. Da qui
potrebbe
partire
quella che prima abbiamo definito periodontite. Questo quadro poi
potrebbe degenerare in
patologie del fegato e dei
reni o anche, peggio,
dell’apparato cardio-circolatorio. Per evitare queste
brutte
situazioni
bisogna rimuovere il tartaro almeno una volta all’anno. Ciò
viene fatto dal veterinario con la
strumentazione necessaria ed
una leggerissima anestesia. Per evitare
sempre la formazione del tartaro molto
può fare anche il padrone nella vita
domestica-quotidiana.
Possiamo somministrare al nostro
piccolo amico o
prodotti come barrette specifiche fabbricate da diverse aziende che
operano sul mercato dei “pets”
oppure dando da rosicchiare il
classico osso del ginocchio bovino (rotula) che non si scheggia e gratifica enormemente il
cane.
Il veterinaio risponde: dottor
ernesto Fina, via Cottolengo 7, vinovo (Torino) telefono 338/81.61.746
Domande a [email protected]
Toroscopo (Juve & Toro)
Febbraio 2009
ARIeTe - La prima parte di
febbraio vi sorprenderà positivamente facendovi sentire
inclini e ben disposti verso i
rapporti interpersonali allargando l’orizzonte delle vostre vedute. Vi
verrà offerta la possibilità di fare incontri
interessanti nella sfera sentimentale e godrete del favore dei pianeti nell’affrontare
con tenacia alcuni cambiamenti necessari a
livello organizzativo
che potrebbero presentarsi in ambito lavorativo. Blerim Dzemaili
(Tetovo – Macedonia, 12 aprile 1986)
ToRo - Prime settimane del
mese con qualche difficoltà
nel soddisfare il bisogno di
darsi e confrontarsi in amore.
Ma si tratta di una frustrazione passeggera che si dissolverà. Lavoro: rimane per il momento invariato,
ma rimanete coi nervi saldi poiché il vostro stato d’animo potrebbe farvi apparire
le cose peggiori di quello che sono. Spese
impreviste rischiano
di sballare vostri programmi.
Simone Barone (nocera Inferiore - Sa,
30 aprile 1978)
GeMeLLI - Una forte spinta
passionale vi spingerà verso
scelte coraggiose dettate dal
bisogno di rinnovamento. È il
momento di prendere delle decisioni e di valutare se interrompere una
storia ormai finita. L’appoggio di Giove comincia a farsi sentire offrendovi la possibilità di considerare alcune valide
opportunità lavorative e che in seguito vi
gratificheranno sia da
un punto di vista professionale sia economico. Angelo ogbonna
(Cassino – Fr, 23 maggio
1988)
CAnCRo - Dopo un inizio
anno non al top, vi sentite in
balia degli eventi. Un’incertezza interiore vi spinge a
mettere sotto esame coloro
che vi circondano, compreso il partner. Ma
attenti a non esagerare.Allontanate il nervosismo, specie sul lavoro. Controllate le reazioni senza essere troppo polemici. La
condizione finanziaria
non subirà al momento
particolari scossoni.
Matteo Rubin (Bassano del Grappa - Tv,
9 luglio 1987)
Leone - L’espansività di questo
periodo vi ha portato ad intraprendere interessanti frequentazioni.
Ecco che la sfera sentimentale
potrebbe riservarvi nuove sorprese, specie per chi è single. Non aspettatevi
troppo dal lavoro, i cambiamenti e le gratificazioni che sembravano imminenti tarderanno
a presentarvisi. Per quanto attiene ai soldi, lo
sapete, siete nelle spese,
pertanto evitate gli stravizi limitandovi allo
stretto necessario. eugenio Corini (Bagnolo
Mella, 30 luglio 1970)
veRGIne - Nei primi quindici giorni i sentimenti tendono a consolidarsi. Ma sarà
il lavoro a darvi più soddisfazioni. Comincerete a raccogliere i primi frutti, risultato degli sforzi e
dell’intensa passione professionale dei mesi
passati. Buone possibilità anche per chi cerca
occupazione. Datevi da fare e non arrendetevi
di fronte agli ostacoli.
Non forzate solo la fortuna.
Pavel
nedved
(Cheb - R . C e c a ,
30 a g os t o 19 72 )
BILAnCIA - L’ottimismo e
la serenità di cui state beneficiando vi sono di grande
aiuto nel confrontarvi col
prossimo e a cogliere al volo
le opportunità che si presentano. Un incontro inaspettato non vi lascerà indifferenti.
Lavoro: tutto procede al meglio ed un progetto al quale stavate lavorando da tempo,
sta per prendere il volo.
Ad accompagnarvi,
buon per voi, ci sarà
fortuna e solidità economica. David Trézéguet (Rouen, Francia,
15 ottobre 1977)
SCoRPIone - Ultimamente siete stati troppo in
ansia oper problemi amorosi,
investendo la maggior parte
delle vostre energie. Risultato: avete finito per trascurare molti altri problemi. Piccoli ostacoli ed una inaspettata
competitività andranno ad appesantire la
mole di lavoro oltre gli standard a cui siete
abituati impegnando
molto del vostro tempo.
Tenete duro e non lesinate impegno. Alessandro
Del
Piero
(Conegliano - Tv, 9
novembre 1974)
SAGITTARIo - È il momento giusto per inviare un
curriculum. Infatti sono
buone le prospettive di successo per chi è alla ricerca
d’occupazione. Si prevedono entrate di denaro che sarete tentati di spendere subito.
Evitate. In amore nella prima quindicina di
febbraio non mancheranno le occasioni per
flirtare e lasciarsi andare a relazioni frivole,
poco concrete ma stimolanti e piene di vitalità. Alberto Fontana
(Torino, 2 dicembre
1974)
CAPRICoRno - Gli stimoli non vi mancheranno e
Plutone sarà un alleato nel
fornirvi i mezzi necessari a
conseguire gli obiettivi. Una
grande sicurezza in voi stessi vi farà sentire
in più occasioni padroni delle situazioni che
vivrete al punto da spingervi ad osare. Vi intrigano le conquiste difficili e tanto più lo
sono, tanto più vi rendono consapevoli della
soddisfazione. Claudio Marchisio (Torino, 19 gennaio 1986)
ACQUARIo - Sentirete bisogno di dimostrare la vostra
sensibilità, amore ed affetto
verso le persone vicine. Sarà
un periodo molto propizio
sotto l’aspetto sentimentale. La condizione
lavorativa ed economica non presenterà variazioni di rilievo: una staticità consolidata
che per adesso tutto
sommato non guasta.
Gli astri potrebbero assistervi al gioco. Tentar
non nuoce. Gianluigi
Buffon (Carrara MS, 28 gennaio 1978)
PeSCI - La tentazione del
cambiamento è costante. Cercate di contenerla poiché il lasciarsi trasportare troppo dalla
fantasia potrebbe procurarvi
insoddisfazione. Non è vero che l’erba del vicino è sempre più verde. Bisognerebbe provare ad accontentarsi. In amore attenzione a
non correre dietro l’effimero, il rischio di perdere di vista certezze e
valori è alto. Rolando
Bianchi
(Albano
Sant’Alessandro – Bg,
19 febbraio 1983)
Opinioni
di Alessandro Lupi & Roberto Barbieri
Destra & Manca
Il ruolo delle
Circoscrizioni
nella nostra
metropoli
CIRCOSCRIZIONI - Una seduta del Consiglio
della Nove, alla presenza dei cittadini. Secondo una recente proposta, questo pezzo
di democrazia territoriale, dovrebbe essere
abolito o ridimenzionato pesantemente
Le opinioni di
Alessandro Lupi
Consigliere Circoscrizione 9
Popolo della Libertà
Roberto Barbieri
vicepresidente Circoscrizione 9
Italia dei valori
L
a proposta di revisione del Decentramento tendente ad
accorpare le attuali Circoscrizioni creando 4 o 5 macroquartieri da 200.000
abitanti è quanto di più sbagliato si possa mettere in atto se si
vuole veramente arrivare ad una amministrazione partecipata.
Non essendo riuscita a ridurre il numero di parlamentari, il loro
stipendio o enti quali le Province, la classe politica decide di ridurre l’unico ente veramente partecipativo dove ancora
oggi i cittadini possono dire la loro.
Entrando nei dettagli la riforma prevista eliminerà poco
più di 120-130 Consiglieri portando un risparmio effettivo di circa 400.000 Euro a mala
pena sufficienti a coprire le spese di realizzazione della riforma.
Un reale miglioramento della situazione
delle pubbliche casse si avrebbe invece
decentrando seriamente i servizi e responsabilizzando i singoli Consigli di
1
Circoscrizione nel controllo della gestione
eliminando finalmente gli
enormi sprechi derivanti dalle
gestioni centralizzate.
E’ assurdo infine avviare oggi tale
riforma quando nell’agenda di
Governo è prevista la realizzazione della Città Metropolitana: tra un
paio di anni si corre il rischio di dovere nuovamente cambiare. A.L.
L
8
a proposta di rivedere l’organizzazione
del
decentramento a Torino
presenta sicuramente giustificati motivi per sollevare alcune perplessità e richiedere all’assessore Levi
l’avvio di un serio confronto con i cittadini ed i rappresentanti delle Circoscrizioni. Non ritengo faccia del bene alle
Istituzioni della nostra città proporre all’opinione
pubblica un quadro esageratamente semplicistico
della situazione, riducendo il problema all’ovvia equazione meno consiglieri uguale più
soldi risparmiati.
La questione è ben più complessa e bisogna riconoscere che le Circoscrizioni sono davvero il primo anello
della catena che unisce il Cittadino
alle Istituzioni. Per rilanciare i
quartieri e dare un vero significato
al decentramento (nel senso nobile
del termine, ovvero così come lo intendeva chi lo ha introdotto a Torino
negli anni ‘70), è necessario riconoscere
alle Circoscrizioni quell’autonomia, soprattutto dal punto di vista finanziario e delle competenze, su ambiti d’intervento come il verde
pubblico, servizi sociali, viabilità e suolo pubblico. Non
vorrei mai che la proposta di riforma del Circoscrizioni
fosse invece mirata a limitare la partecipazione della cittadinanza alla vita pubblica della propria città! R.B.
Cultura
Sex & Turin
di Nazarena Fazzari
Pugilato di coppia
L’
amore non è bello se non è litigarello, ha detto un qualche
autolesionista. Personalmente, non ho mai trovato nulla
di bello nel litigio. Poi fare pace sarà pure bellissimo, però
le ferite inflitte e subite ci metteranno giorni, se non mesi,
a rimarginarsi.
Ho l’impressione che alla base di ogni litigio di coppia ci sia una disperata
richiesta di conferma di affetto: lei chiede: “Ma allora mi vuoi bene, anche
se hai fatto questa cosa che non capisco?” E lui risponde: “Dimmi che mi
vuoi bene, anche se hai frainteso il motivo per cui l’ho fatto.”
Ma lui interpreta la richiesta di conferma di affetto di lei come un attacco e
lei la richiesta di lui come un rifiuto.
E da lì, lotta senza esclusione di colpi, con lei che attacca nel gioco del “vedi
come soffro per te?” e lui che si chiude a spirale nel proprio ego ferito nel
gioco: “Lo vedi che con me sei infelice?”, fino alla barbarica affermazione:
“Ti lascio perché ti faccio soffrire troppo.”
Io non credo che la coppia meriti di essere distrutta per un litigio né il partner
meriti di essere rinnegato per un’incomprensione. La coppia deve però imparare a gestire il litigio. Avrete sentito parlare di John Gray, l’uomo che ha
ridato a tutti noi una speranza di una convivenza pacifica fra uomini e donne.
Alla base della teoria sostenuta in Gli uomini vengono da Marte e le donne
da Venere è il principio che uomini e donne parlino una lingua diversa e per
questo non si capiscano: gli uomini parlano marziano, le donne venusiano,
e il risultato è quello che vediamo tutti i giorni.
Già il fatto stesso che il libro di Gray sia un best-seller a livello planetario ci
dice quanto sia diffuso il problema. Gray sostiene che non si debba mai litigare, ma negoziare, perché i continui litigi uccidono l’amore. Per “negoziare” intende mantenere il rispetto dei sentimenti dell’altro e la capacità di
ascolto delle ragioni altrui, di modo che il litigio diventi un’occasione di crescita per entrambi. Anche Piero Angela nel suo Ti amerò per sempre incoraggia il confronto costruttivo, invitando la coppia a cercare di “litigare
bene”. E dà alcune regole semplici, come nel pugilato. Uno, non usare colpi
bassi, con l’introduzione di argomenti diversi da quelli che sono l’oggetto
della discussione. Due, non usare le parole “sempre” e “mai”, che estremizzano i giudizi. Tre, evitare di chiamare in causa i familiari (tua madre...), per
non scatenare una rissa allargata. Quattro, evitare l’assalto contemporaneo,
ovvero permettere all’altro di finire di esprimere il suo punto di vista prima
di rispondere. Cinque, non usare parolacce (altra arma impropria). Sei, cercare di analizzare il problema in modo razionale per arrivare a una soluzione.
Nessuno dice che sia semplice, come non è semplice l’apprendimento di una lingua straniera. Ma il premio in
palio è una serena vita di coppia.
Buon San Valentino
a tutti i Marziani e le
Venusiane.
Le “Illusioni”
di Casanova
A
l via la prevendita
per “Illusioni”, l’atteso spettacolo in
esclusiva mondiale
del Mago Antonio Casanova.
L’appuntamento è al Teatro Colosseo di Torino il prossimo 13 marzo. Cresciuto tra
i palcoscenici teatrali più importanti d’Italia, Casanova ha una carriera fulminea e giovanissimo diventa ospite fisso di numerose e importantissime
produzioni televisive italiane e spagnole come
“Tappeto Volante”, “Buona Domenica”, “Il Maurizio
Costanzo Show” “Sorpesa, sorpresa!”. Durante un
galà di Capodanno su Rai Uno attira l’attenzione
ironica di Antonio Ricci che inizia a parlare sempre
più spesso del suo personaggio, fino a farlo appro-
Grande successo per
Sei Zero Nove Bis
I
l romanzo di Roberto Capra, Sei Zero Nove
Bis, pubblicato dalla nostra casa editrice, ha
ottenuto un ottimo successo di critica e di
pubblico. Tanto che è stata data alle stampe una
seconda tiratura, per poter soddisfare le numerose richieste del volume che provengono da
tutta Italia.
Il libro: nell'agosto 2005 l'avvocato Fornari decide di accettare la difesa di un uomo scomodo accusato di violenza sessuale su una
ragazzina. Il De Angeli è infatti un imprenditore torinese, politico di lungo corso, ex democristiano, che ha navigato nelle acque della
Prima Repubblica, sopravvivendo con metodi
più o meno leciti.
L'accusa è di
quelle che possono cambiare la
vita per entrambi.
Il processo ha subito una risonanza mediatica
che influisce sulla
vita dei protagonisti.
Su giornali e televisioni va in scena
un processo parallelo, ma altrettanto importante,
con i suoi protagonisti e le sue regole.
Fornari è un professionista quarantenne, socio in
uno studio legale
in forte crescita,
con aspirazioni di
fare politica attiva
Società
Giorno del ricordo
dare in pianta stabile alla trasmissione più seguita del palinsesto televisivo italiano, “Striscia la Notizia”. Con all’attivo
un programma tutto suo su Disney Channel, “L’ora della
i celebra il 10 febbraio il “Giorno del Ricordo”,
magia”, Casanova diventa addirittura un fumetto, Papergiornata
in memoria delle vittime delle foibe,
nova, per il settimanale Topolino. Seguono gli anni delle
dell’esodo
giuliano-dalmata, delle vicende del
grandi illusioni e di numeri staordinari che gli consentono
confine orientale del secondo dopoguerra, per troppo
di balzare alle cronache mondiali, Casanova viene insignito
tempo tenute in secondo piano ed oscurate dall’intellidell’Oscar della Magia 2009, il Merlin Award, il traguardo
gentia storico-culturale italiana. Solo il 30 marzo 2004
più ambito da parte di tutti i maghi del mondo, premio vinto
il “Giorno del Ricordo” è stato ufficialmente istituito grain passato da mostri sacri come Doug Henning, Siegfried &
zie ad apposita legge del Parlamento italiano. Anche a
Roy e David Copperfield. E grazie a questo riconoscimento
Torino, come in tutt’Italia, si prevedono diverse iniziainternazionale per Casanova si spalancano le porte dei più grandi
tive, dibattiti, mostre, convegni e celebrazioni. Il proteatri con un tour mondiale, la cui prima assoluta sarà proprio a
gramma completo è scaricabile sul sito: www.istoreto.it
Torino al Teatro Colosseo. Due ore di spettacolo mozzafiato seguendo ancora una volta il motto: “incredibile, non impossibile!”.
Prevendita biglietti sul circuito www.ticketone.it e sul sito
www.teatrocolosseo.it, oltre che al botteghino del Teatro Colosseo (Via Madama Cristina 71), dal lunedì al sabato dalle ore 10
DECENNALE
alle 13 e dalle 15 alle 19. Infoline:
011.66.98.034 e
S
Omaggio a Faber
De Andrè
nella sinistra moderata. Le elezioni del 2006
incombono e si
pensa ancora di
andare al voto
con il sistema
maggioritario. La
sua scelta di difendere un uomo
che viene visto
dall'esterno non solo come un violentatore, ma anche come un rivale politico, gli procurerà una
serie di attacchi che lo metteranno
a dura prova.
Nelle difficoltà di un processo che
è sempre più mediatico riscoprirà
i valori della difesa e farà scelte impopolari dalle conseguenze deleterie. I soci dello studio lo
allontanano, non condividendo decisioni che comportano anche
danni di natura economica.
Intanto il processo va avanti, con
l'ambigua deposizione della ragazzina, i dubbi del giudice e le prove
trovate in qualche modo da un
pubblico ministero intraprendente. I partiti acquisiscono rinnovata forza a seguito della modifica
del sistema elettorale: ora non
conta più la persona, ma la graduatoria degli eletti viene decisa a tavolino.
La Torino olimpica diventa teatro
di una storia processuale che
esalta la voglia del protagonista di
opporsi alla logica dei processi fatti
fuori dalle aule giudiziarie e della
possibilità di strumentalizzare la
vita di un uomo.
Informazioni: Comunicando editore, tel. 011/536.16.50
U
’no straordinario concerto in omaggio a Fabrizio De Andrè,
nel decennale della sua scomparsa: un repertorio senza tempo,
eseguito da un gruppo di eccellenti musicisti sotto la sapiente
guida di Pier Michelatti, storico bassista del cantautore genovese. Molto più di un semplice tributo, quello che si terrà mercoledì 18 febbraio al Teatro Espace di Torino, all’interno dell’XI stagione di Marginalia.
Le canzoni dello spettacolo attingono all’intera carriera di Fabrizio: un vero
e proprio canzoniere popolare di grande qualità radicato nell’immaginario
collettivo, proponendone non solo le pagine più famose (Il Pescatore, Via
del campo, Marinella, Bocca di rosa) ma anche brani del primo periodo o
eseguiti di rado dal vivo dal cantautore genovese Rimini, Giugno ‘73). Non
mancheranno anche momenti di scambio diretto col pubblico, quando Pier
Michelatti lascerà il basso per passare al microfono a raccontare aneddoti,
sensazioni e ricordi del pezzo di strada percorso insieme a Fabrizio. “Faber
per Sempre” si propone come laboratorio aperto in cui sarà possibile ospitare
altri musicisti che hanno avuto modo di lavorare con De Andrè e abbiano
voglia di raccontarsi.
Teatro espace - 18 febbraio - ore 21.00
via Mantova 38, Torino . Tel 011.23.86.067
Ingresso euro 10,00 - ridotto euro 8,00 – studenti euro 5,00
Info e prenotazioni: [email protected]
programma completo disponibile sul sito: www.salaespace.it
PERO
59
Moda & Modi
SEMPRE PIù BELLA. La nostra
reporter d’eccezione, Elena Barolo, in bianco e nero. A destra
Anne Hathaway in una scena
de “Il Diavolo veste Prada”
2009: L’ANNO
DEI RITORNI
Kelly Bag, in tipico
stile western, fatta in
suede chiarissimo con
una serie di frange
nella parte
anteriore
che movimentano la
linearità della
borsetta. Non
manca la riscodi Elena Barolo perta del sandalo. Ecco che
Roger Vivier,
L’abito dovrà però essere espressamente storica casa creatrice di calzature,
lungo, possibilmente scuro, prezioso nei ripropone la moda dello “shoetessuti e indossato con accessori deluxe boot”, vale a dire del sandalo
come micro-pochette e collier in fili- con lacci e fibbie che stringrana. Le frange sono state un must del- gono il polpaccio: una sorta
l’anno appena trascorso, ma c’è chi di ibrido tra il sandalo e lo stiscommette saranno il tormentone anche vale, ma certamente ad effetto.
del 2009. A partire dalle borse. Hermès Un colpo ad effetto per le uscite
propone infatti una nuova versione della di gala.
Elena Barolo, attrice e showgirl torinese che
rivedremo ogni sera su Raidue nella seconda edizione
della sit-com “Sette Vite”, illustra alcune tra le più
interessanti novità del pianeta moda per il 2009. Non
mancano ritorni e piacevoli riscoperte come la T-Shirt
sotto l’abito da sera, le frange in tipico stile western
ed i sandali ad effetto per le serate di gala.
A
nche nei primi mesi del
2009 la moda saprà stupire, con tante novità,
importanti ritorni e riscoperte.
Ricompare la T–Shirt sotto l’abito da
sera: che sia strapless (senza spalline) o
a bustier, gli addetti ai lavori sostengono
che sarà il trend della prossima stagione.
60
PERO
Il Diavolo “vestiva” Prada?
È un inverno decisamente rigido per
Anna Wintour, austera ma potentissima
ed influentissima direttrice di Vogue
America. Si mormora ormai da settimane di un suo possibile addio alla direzione della “Bibbia della moda”. Chi le
succederà? Probabilmente la concorrente
europea, ora al timone di Vogue Francia, Carine Roitfeld.
Dèjavu? No, non è proprio così, se si
pensa alla trama del film “Il Diavolo
veste Prada”, dove una spietata Miranda
Priestly, interpretata magistralmente da
Meryl Streep, era alla direzione della rivista “Runway”. I motivi
di un possibile abbandono della poltrona più
ambita di Times Square
sono molteplici: primo fra
tutti il suo carattere definito dagli ossrvatori “stantio e prevedibile”; l’arrivo in redazione di una serie infinita di lettere
da parte dei lettori, con continue lamentele per l’eccessiva attenzione
ai soliti famosi: “a chi importa cosa fanno e come
vestono Paris Hilton, Nicole Kidman o Gwyneth
Paltrow?”. Inoltre, le storie sulla mondanità sembrano aver fatto il loro
tempo: bisognerebbe
focalizzarsi di più sui
giovani, sulle nuove
generazioni, innovazioni e tendenze. Si
può quindi affermare che il tempo passa
anche per la Zarina della moda internazionale, che, se non riuscirà ad adeguarsi,
dovrà abdicare a favore della concorrente
francese, lasciando a lei l’arduo compito
di stabilire chi sarà il designer del futuro
o chi appartiene già al
passato.
Il sito
Il web è sempre più
fonte di ispirazione
non solo per gli appassionati di moda, ma
anche per potenziali acq u i r e n t i :
www.agentprovocateur.com, è
uno dei siti di
lingerie più famosi al mondo.
Certamente non è tra i più economici, ma è un must have nel
guardaroba di ogni donna
che ami l’eleganza, la qualità e lo stile. C’è anche
una sezione dedicata alle spose e
all’intimo per le
donne in gravidanza. La varietà
dei
prodotti è ottima, la lingua
utilizzata
è
l’inglese e le
PERO
consegne garantite, avvengono in tutto il
mondo entro due settimane dall’ordine.
Ipse dixit
“Con gli anni, ho imparato che ciò che è
importante in un abito è la donna che lo
indossa” - Yves Saint Laurent, stilista.
“Lo stile è un riflesso di un momento politico, sociale ed artistico. In questo
modo le sue forme riflettono i gusti
dell’epoca in cui viene creato” - Paco
Rabanne, stilista.
“Non sono stata io o Courrèges ad inventare la minigonna, ma la ragazza per la
strada che la indossò la prima volta” Mary Quant, stilista. ì
329/4003401
Motori
L’alfa fa
il MITO
La casa del Biscione punta finalmente
sul mercato dei giovani. E lo fa con una
piccola vettura su cui il Lingotto scommette tutte le sue carte. Due porte
motori brillanti, look aggressivo
di Davide Balena
S
e già poteva contare un sportivo e moderno. Una particolarità in
buon numero di gio- merito ai dettagli di quest’auto ci ha colvani tra i clienti del- pito: l’assenza della cornice sui finestrini,
l’Alfa Romeo, adesso soluzione sicuramente complessa da reala casa del biscione ha lizzare ma dall’impatto estetico indubbiadeciso di puntare an- mente piacevole.
cora di più su questo Ci prepariamo per la prova su strada e da
tipo di clientela lanciando sul mercato un subito notiamo l’impostazione sportiva
modello sportivo che strizza l’occhio alla anche nel posto di guida, grazie a sedili
bellissima 8c competizione: questa scom- avvolgenti e ben regolabili che accontenmessa si chiama “Mito” ed ha l’aria di terebbero comunque qualsiasi postura.
poter venire incontro alle esigenze di tutti Nota negativa per la zona posteriore dove
grazie alla varietà dei suoi
motori che partono dai 78cv
del 1.400 cc fino ad arrivare
ai 230cv della GTA.
La piattaforma è quella
della grande Punto, base otprima vista
stesso tempo le carattetima anche per coloro che
la sensaristiche vincenti della
temono non sia adatta ad
zione è
prima generazione di
quella che
Ford Ka. Ecco allora
un’auto sportiveggiante, se
nuova KA sia piu'
un muso squadrato
poi questo particolare non
grande della precedente dove si fanno notare la
salta all’occhio, ecco fari,
versione ma non e' cosi' generosa griglia a
passaruota e prese d’aria
infatti e' lunga 3,62 m.
forma trapezoidale e i
che sottolineano ancora di
Forse inganna l'altezza
nuovi fari che si propiù l’indole sportiva di quedove sono stati aggiunti lungano all'indietro.
sta auto.
10 cm. Abbiamo parLinee massicce anche
lato con Andrea di
nella parte laterale con
Il risultato è piacevole, non
Buduo Design Manadelle scavature sul porc’è che dire, ed in verità la
ger NEW KA, ci ha
tellone come se venisse
Mito la si apprezza più dal
detto che non e' stato
inciso dal vento,
vivo che in fotografia;
facile realizzare l'imanche la
anche gli interni mantenmagine di questo
linea
gono la stessa filosofia
nuovo modello perche'
bisognava dare una
unendo il classico delle bocnuova impronta all'
chette d’aria ad una plancia
aspetto basandosi sul
dal design decisamente
kinetic design, mantenendo pero' allo
lo spazio a sedere e davvero limitato
come altrettanto limitata risulta essere la
visibilità dal lunotto posteriore.
Si parte e da subito notiamo il carattere da
“peperina” di questa Mito con un DNA
che le permette di entrare svelta in curva,
di correre sui binari e di avere sempre la
situazione sotto controllo grazie al sistema “Q2” che frena la ruota interna alla
curva quando questa tende a pattinare.
La componente elettronica di questa auto
è notevole grazie all’ausilio di una serie
E tra le concorrenti più agguerrite
c’è anche la nuova Ford Ka
A
62
di cintura ora e' piu' accentuata verso l'alto.
Nuovi gruppi ottici
anche sul posteriore
che ha mantenuto
quella forma arrotondata grazie alla bombatura del lunotto e alla
leggera inclinazione
verso il basso della
parte finale del tetto
che si completa con un
piccolo spoiler. Anche
l'interno di
nuova Ka e' stato completamente ridisegnato,
dominano le linee
squadrate nella plancia
e sulle portiere. C'e'
spazio in abbondanza
non c'e' che dire, il
posto di guida ha una
posizione alta questo e'
stato reso possibile grazie alla maggior altezza
dell'auto. Ci e' piaciuto
il volante, compatto, ergonomico e regolabile
in altezza, originale il
blocco del contachilometri e del contagiri a
forma di binocolo, non
mancano i vani portaoggetti come quelli
sulle portiere che possono contenere anche
le bottiglie dell'acqua.
di dispositivi attivabili tramite un “manettino” vicino al cambio che ci permette
di modificare la configurazione e l’assetto
dell’auto adattandola alle diverse condizioni di guida.
Complice il tempo freddo e le condizioni
stradali, non abbiamo potuto spingere
come avremmo voluto, tuttavia la Mito si
è sempre comportata bene sia nel traffico
torinese sia sulle strade extraurbane
In un periodo in cui il mercato auto segna
un – 43% questo modello, come tanti altri
altrettanto validi, non riceverà nell’immediato i numeri che si merita in termini di
vendite ( parliamo di 15.350 euro per il
modello base), tuttavia la bontà del progetto e la qualità del prodotto fanno ben
sperare che sul mercato italiano ed europeo ci siano tutte i presupposti per un meritato successo. ì
i motori partono dai 78 cavalli
del 1.400, fino ai 230 della
potente Gta. il prezzo del modello
base è di 15.350 euro, ma con
gli accessori si sale parecchio
Sport
Toro e Juve tra
Foschi e Chelse
I granata, disperati, si affidano al grande Rino Foschi
artefice del miracolo Palermo, per rifondare una
squadra e una società che sembrano essere davvero
allo sbando. I bianconeri sognano di andare avanti
in Europa e si preparano ad affrontare i londinesi
del Chelsea nel mitico Stamford Bridge
di Sara Bellini
D
opo una vita al Palermo a braccetto di
Zamparini ed una brevissima
parentesi
estiva al Genoa, Rino
Foschi, uno dei direttori sportivi più apprezzati e capaci del panorama calcistico nazionale è sbarcato al Torino.
Dietro l’arrivo sotto la Mole dell’ex
braccio destro del patron dell’Emmezeta non mancano diverse interpretazioni: c’è chi vede la definitiva presa
d’atto di Cairo della necessità di far deSPERANZA
Il Toro s’affida a Foschi (foto a destra)
sperando che i momenti di gioia (qui
sotto) non siano più tanto effimeri
64
PERO
collare un progetto tecnico sportivo affidandosi a gente di consolidata esperienza, abbandonando quindi il ruolo di
presidente plenipotenziario ed accentratore. Ma non manca chi intravede nell’arrivo del ds romagnolo, la posa della
prima pietra da parte del fantomatico
Mister X, l’antipasto quindi di un possibile cambio di proprietà in via dell’Arcivescovado.
Foschi è uomo
navigato, sa come muoversi nel pianeta
calcio, resistere alle pressione ed è un
grande scopritore di talenti: Toni, Gilardino, Oddo, Zaccardo, Barone,
Grosso, Barzagli e Camoranesi, guarda
caso otto campioni del mondo, sono
solo alcuni dei nomi che il neo ds granata ha saputo lanciare sul palcoscenico
della Serie A nella sua trentennale carriera iniziata sul finire gli anni settanta
a Messina in C2, passando per Modena,
Ravenna e Verona, prima di approdare
in Sicilia nel 2002. Senza dimenticare
Amauri, ultimo cavallo di razza aquistato nel 2006 dal Chievo e rivenduto
alla Juventus per 13 milioni di
euro più l’intero cartellino di
Nocerino e la compropietà del
baby Lanzafame.
Foschi è uno di quelli che difficilmente sbaglia. Sotto la sua
direzione, il Palermo dopo essere tornato nella massima categoria ha raggiunto per tre
volte consecutive la qualificazione in Coppa Uefa. Tutto
grazie ad un progetto tecnico
di qualità, impostato su attenzione ai bilanci, investimenti
oculati, specie in prospettiva,
ma al tempo stesso in grado di
garantire risultati immediati.
Proprio quello di cui avrebbe
bisogno il Toro. Che sia Foschi
l’uomo della svolta?
ea
S
tamford Bridge è lo stadio
del Chelsea. Un’arena da
42 mila spettatori, dove il
tifo è infernale. Più che un
dodicesimo uomo in
campo. È li che il 25 febbraio la Juventus affronterà la squadra del magnate
russo Abramovich nell’andata degli ottavi di finale della Champions League.
Una sfida dal gusto del tutto particolare:
per atmosfera, prestigio e posta in palio.
Un traguardo importante per la società
bianconera che dopo il terremoto di calciopoli, il purgatorio della B ed il sorprendente terzo posto dello scorso
campionato, è tornata a calpestare da
protagonista il massimo palcoscenco
calcistico continentale. Un appuntamento fondamentale per il proseguimento della stagione,
particolarmente atteso da
“Sara bello vedere a che punto
è il calcio italiano nei
confronti degli inglesi, ormai
veri padroni dei soldi a livello
continentale. Bel Match”
mister Ranieri e da capitan Del Piero,
non solo per fissare gli obiettivi finali
dell’annata. Il tecnico romano è un ex:
del Chelsea è stato l’allenatore per quattro anni e nonostante lo neghi, vorrebbe
tanto “rompere le scatole” ad Abramovich, con cui – sostengono i ben informati – abbia ancora un conto aperto. Per
Ranieri una sorta di sfida del cuore,
quindi. “Sarà bello vedere a che punto
è il calcio italiano contro i padroni dei
soldi. Il Chelsea è una delle principali
favorite alla vittoria finale, l'anno
scorso hanno perso la Champions solo
ai rigori. È difficile ma anche stimolante. In ogni caso credo che neanche
loro siano contenti di avere preso la
Juve. Ce la giocheremo". Per Alessandro Del Piero, invece, la voglia è quella
di superarsi e di provare fino in fondo a
rialzare, tredici anni dopo e sempre a
Roma, la “coppa dalle grandi orecchie”.
Dopo la standig ovation del Santiago
Bernabeu, quando con una doppietta
stendeva il Real Madrid, Alex vorrebbe
stregare anche gli inglesi. Magari con
una delle sue punizioni. A trentaquattro
anni compiuti, con una serie innumerevoli di trionfi in bacheca, il capitano
bianconero non vuole fermarsi, continuando a stupire. Anche a Stamford
Bridge. ì
Frattaglie
di Manlio Bichiri
[email protected]
tu vuo’ fa l’americano
i
l mito fondante è – per metterla in difficilese –
quel meta racconto che racchiude il senso,
l’identità e le ragioni, ma pure il mistero e le
contraddizioni di un popolo e di una civiltà. Per
farla breve è il suo DNA. Il nostro, quello italiano, era situato nell’epopea risorgimentale,
ma a tutt’oggi pare non interessare più nessuno. Successivamente abbiamo provato ad integrarlo con quello resistenziale – non a caso chiamato “secondo risorgimento” – ma
la sua natura separante scaturita dalla tragedia della guerra
civile l’ha fatto sentire di parte, troppo legato alla retorica
del fu P.C.I. e quindi non unificante rispetto alla storia nazionale ed alle sue
profonde sensibilità. La sua origine togliattiana era incapace di includere la
maggioranza borghese e qualunquista
che, volenti o nolenti, rimane il vero
volto politico dell’Italia. Neppure il
berlingueriano “compromesso storico”, variante debole del
dell’unità antifascista, ha convinto il paese. Anche il mito
resistenziale era a suo modo troppo forte, troppo novecentesco e ideologizzato, rispetto alla “fuga dalla storia” e dalle
sue responsabilità, che è stato ed è, il
vero spirito, sia della prima che della
seconda repubblica.
Entrambe, da buoni e fedeli vassalli
dei vincitori la seconda guerra mondiale, si connotano nel tentativo di
sviare appartenenza e identità, sposando acriticamente, i miti delle potenze momentaneamente dominanti,
fossero gli USA per la non rimpianta
DC, oppure la defunta Unione Sovietica per il fu PCI.
Nessun tentativo di elaborazione proprio, negli ultimi sessant’anni, nessuna nuova invenzione originale, ma
l’accettazione acritica del buonismo
impotente espresso da istituzioni
inette e parassitarie, tipo l’ONU.
Niente di niente, retorica europeista a
parte, la quale malgrado l’allargamento ai paesi dell’ex blocco sovietico è, sempre e comunque, ferma al
prezzo calmierato delle patate. Nulla di realmente fondativo, dunque, soprattutto ora che a Washington, il nuovo
Imperatore d’Occidente s’è insediato dietro la scrivania
della Casa Bianca. L’elezione di Barak Obama è l’inverarsi
e l’attualizzarsi del mito fondante statunitense (l’American
Dream), questo la rende così speciale: il suo essere di colore conferma che gli ideali dei Padri Fondatori sono attuati: non solo un “negro” può, in potenza, divenire
presidente degli USA, ma nei fatti lo è diventato. Il “mito”
non è solo una bella favola ma pura, evidente realtà. Dunque nulla di più rassicurante e gratificante.
Che poi noi, tardigradi europei,
in quanto a diritti civili ed uguaglianza li abbiamo raggiunti e sul
piano di quelli sociali anche superati – e da un bel pezzo – diviene un dato di fatto secondario,
se non irrilevante. Giacché loro,
gli yankee, si sentono sempre speciali, di una diversità antropologica, unica e direi, proprio per i loro originari presupposti, superiori: la loro è sempre la “terra promessa”,il
luogo nel quale la ricerca della felicità è inscritta nella costituzione, dove il perseguire
l’american dream non è un diritto, ma un dovere, poiché esso
è espressione vivente del destino di ogni cittadino americano.
Spesso il mito fondante nasce
da una lacerazione, da un
trauma che, separando, diviene
un nuovo inizio. Noi europei
ne siamo privi. In passato abbiamo avuto quello della liberazione dei nostri fratelli
dell’Est Europa, ma la logica
del compromesso e della paura
l’anno relegato al sogno velleitario di un esigua minoranza.
Dopo l’implosione dell’impero
Sovietico l’europeismo è tornato alla canna del gas, e a
tutt’oggi, a parte il buonismo,
nulla è cambiato.
In Italia e in Europa
siamo privi del Mito
Fondante nazionale
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