Anno IV Agosto 2003 Numero 14 CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA Q uand’ero giovanissimo, nelle nostre piazze spesso arrivavano degli equilibristi che, su un filo d’acciaio, sospeso nell’aria, a notevole distanza dal terreno, si esibivano in prodezze d’ogni genere: passeggiavano, andavano in bicicletta, saltavano la corda, pasteggiavano seduti comodamente (si fa per dire) su una seggiola, davanti ad una tavola imbandita... facevano insomma là in alto quello che la gente normalmente fa a terra. E da lassù il funambolo si rivolgeva al numeroso pubblico che assisteva alle sue prodezze trepidando per la sua incolumità, dicendo: “I di∫i che go le ale... che mia molie me fa le strigarie... che soto le papuse go le calamite... che go fato un pato col diavolo...” A questo punto vi chiederete perché vi sto raccontando tutto ciò. Che cosa c’entra con l’articolo di fondo che sono uso scrivere fin dal primo numero di questo periodico? Rispondo subito ai nostri affezionati e sempre più numerosi lettori. Il vocabolo “equilibrista” ha vari significati ed equivale anche a trasformista, opportunista, politicone. E questi miei ricordi affiorano freschi, freschi alla mente ogniqualvolta mi si presentano davanti o penso alle persone con queste caratteristiche e che, anche se poche, per fortuna, sono comunque sempre presenti nel nostro quotidiano. Infatti, ogni tanto, nel coro di lodi per il nostro operato e per quanto siamo riusciti a fare finora, spicca qualche voce particolarmente stonata che, spesso indirettamente, perché senza coraggio di farlo apertamente, vuole mettere in cattiva luce la Comunità “Dante Alighieri” di Isola, sostenendo che le attività da noi svolte sono di qualità Il granellino Chhi chhe se intriga dei fati dei altri, i sui ghhe va a mal SOMMARIO SEGNALAZIONI CULTURA scarsa o addirittura nulla. Anche se così fosse - ma non lo è - il nostro Sodalizio è riuscito a raggruppare finora 164 soci che si sono allontanati dalla vita comunitaria e a far riavvicinare molti giovani connazionali alle attività culturali e sportivo-ricreative. Basta leggere le nostre cronache, documentate con chiarezza, o seguire i mezzi d’informazione per essere sufficientemente informati sullo sviluppo che la nostra Comunità ha avuto in pochi anni. E inizio proprio da “La Colomba”, sempre più richiesta ed apprezzata, che in tre anni e mezzo ha avuto un incremento del 200% nella tiratura e del 67% nel numero delle pagine, e come ben sappiamo questo periodico non ha certo vita facile, visto che è stato sempre escluso dai finanziamenti ministeriali sloveni. Successo inaspettato pure per le nostre pubblicazioni curate dal Gruppo Ricercatori di storia patria e reclamate da importanti biblioteche ed enti letterari. Questo gruppo ha pure partecipato a due concorsi internazionali meritandosi due primi e un secondo premio. E che dire poi delle attività svolte dai giovani nel campo teatrale: la Filodrammatica Giovani e il Gruppo Folk Giovanile, che si sono fatti ammirare ovunque si sono presentati. E continuo con le alte qualità dei nostri Cantanti di musica leggera e dei Minicantanti; coi i successi riportati dai nostri letterati nei vari incontri; l’impegno profuso I dai giovani e dai veterani nel Calcetto, ma anche nel Tennistavolo; i Tornei di Briscola sempre più frequenti, perché voluti dagli stessi interessati che autofinanziano l’attività; gli Incontri conviviali dove non mancano mai il Gioco della Tombola e la Pesca miracolosa arricchita dai nostri sponsor. E tutto viene esplicato nelle ben note ristrettezze finanziarie. L’80% di quanto accennato vede protagonisti i nostri soci più giovani, richiesti con insistenza da chi ha avuto occasione di apprezzare le loro capacità e la loro preparazione. A questo punto desidero sottolineare che questi validi giovani rappresentano il nostro futuro, la continuità della lingua italiana, del dialetto e delle tradizioni di queste terre. La nostra attenzione verso i giovani diventa ancora più rilevante, dopo esser venuti a conoscenza, con l’ultimo censimento, dell’impressionante regresso numerico della popolazione di nazionalità italiana in Slovenia. Non dimentichiamo che il buon contadino - scarpe grosse e cervello fino - sceglie il terreno più fertile per le sue seminagioni, che devono essere fatte oculatamente e a tempo debito. Ancora un piccolo ma interessante particolare: tutti gli istruttori dei nostri gruppi sono persone qualificate, soci effettivi della “Dante”. Il presidente del Sodalizio Dario Scher INNO PER LA CNI n seguito alla Conclusione accolta nella III Sessione ordinaria dell'Assemblea dell'Unione Italiana, la Comunità degli Italiani "Dante Alighieri" di Isola ha organizzato giovedì, 27 febbraio 2003, nella sua sede, un dibattito pubblico riguardante l'INNO della Comunità Nazionale Italiana che vive in Slovenia e Croazia. All'incontro, in qualità di gradito ospite, ha partecipato pure il presidente dell'Unione Italiana, signor Maurizio Tremul che ha fornito ai presenti i dovuti chiarimenti sul tema in questione. Gli intervenuti sono stati unanimi nel proporre all’Assemblea dell’Unione Italiana che a rappresentare la Comunità Nazionale Italiana che vive in Slovenia e in Croazia sia l'Inno di Mameli. (Foto AD) 2-3 4 - 15 SPORT e RICREAZIONE 15 - 17 RELAZIONI 18 - 19 VICENDE & COSTUME 20 - 23 AGENDA 24 - Come leggere il dialetto 24 PAGINA 2 Le lettere che pubblichiamo in questa pagina si riferiscono interamente alla pubblicazione del libro “Lucia Scher e il folclore isolano”, curato da Amina Dudine e presentato il 13 marzo 2003 al teatro di Isola (vedi pagg. 10 - 12). Per i ben noti problemi finanziari, il libro è stato inviato alle istituzioni e agli interessati appena nel mese d’agosto. Ci scusiamo per il ritardo, non dovuto certo alla nostra incuria. CI HANNO SCRITTO: da Portorose la signora Cesarina Smrekar 14 marzo 2003 Cara Amina! Le sono grata per avermi offerto una serata piena di dolce rimpianto e sereno ricordo di una cara persona com’è stata sempre per me la sua mamma! Cesarina da Strugnano il signor Kristjan Knez 24 marzo 2003 Spettabile Comunità degli Italiani “Dante Alighieri”! Anzitutto Vi voglio ringraziare per tenermi costantemente informato sulle attività che il Vostro sodalizio organizza e propone al pubblico isolano e non solo. Mi complimento pure per il foglio “La Colomba”, redatto con cura e attenzione, che rappresenta uno dei tanti tasselli della nostra presenza in questo angolo dell’Istria. Vi devo confessare che mi rammarica il fatto di non poter seguire le Vostre manifestazioni, il che non è dovuto ad una forma di “pigrizia” bensì all’impossibilità di presenziare alle stesse per motivi di mancanza di tempo. Per buona parte della settimana mi trovo all’Università di Trieste, poi ci sono gli esami, i miei impegni presso la Comunità degli Italiani di Pirano (sono membro sia del Consiglio della Comunità che della CAN) nonché lo svolgimento dei miei progetti nell’ambito della ricerca storica, mi lasciano poco tempo libero a disposizione, che non mi permette di partecipare a molti appuntamenti che invece seguirei con piacere. SEGNALAZIONI Per quanto attiene la presentazione del libro dedicato a Lucia Scher, che ha ottenuto un riscontro più che positivo, come ho potuto leggere sulla “Voce del Popolo”, francamente avevo intenzione di presenziare alla serata dedicata al Vostro nuovo volume - dato che non avevo alcun impegno universitario - invece sono rimasto per tre giorni a letto con l’influenza. Siccome mi piacerebbe molto poter leggere questo volume, me lo potreste inviare per posta, o comunque attraverso qualche altra forma? Vi prego di farmelo sapere. Colgo l’occasione per invitarVi personalmente alla presentazione degli Atti del Convegno scientifico “La battaglia di Lepanto e l’Istria”, la cui edizione è stata da me curata, che si terrà sabato 29 marzo c.a. presso la Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” di Pirano alle ore 18.00. Distinti saluti Kristjan Knez da Tolentino l’avv. Nicola Mancioli e la sua famiglia 12 aprile 2003 Cara Amina, il libro inviato è stato un dono tanto gradito quanto toccante per tutti noi. Abbiamo rivissuto, nel ricordo di Lucia, i vari momenti trascorsi: dal primo incontro, alla permanenza tra noi, alla prolungata presenza ad Isola di Cristiana che sempre la ricorda, alle nostre venute, alle serate di Tolentino, Macerata, Esanatoglia... alle “spaghettate” alle tre di notte, alla carrettina con i vincisgrassi lungo i vicoli di Visso... e si potrebbe continuare a lungo. Al fondo però, ben evidenziata nel libro, emerge la personalità di Lucia che tutto capiva, aggregava ed indirizzava verso una costante crescita culturale, artistica e soprattutto umana. La riprova delle qualità di Lucia la rinveniamo - ultima parte del volume nelle testimonianze di coloro che con lei hanno collaborato, sperimentando la sua capacità di unire tante persone, diverse per età, cultura, carattere e costituirne un insieme che rendeva tutti partecipi ed entusiasti. Insieme a te, a Dario, a Giorgio e a tutti loro, anche noi ci uniamo al rimpianto con la gratitudine per quanto Lucia ci ha donato. Avremmo voluto partecipare alla serata di presentazione che ha ricordato i tanti bei momenti che la Vostra instancabile attività ha fatto vivere agli Isola- ni, ancora una volta stretti intorno a lei in quell’applauso “che non finiva più”. Grazie, ancora grazie a tutti Voi per un ricordo che terremo sempre fra i più cari. Con affetto Nicola, Raffaella, Cristiana, Francesco e Alberto Il nostro più vivo grazie per queste testimonianze di stima e affetto, esteso pure a tutti coloro che ci hanno contattati con altri mezzi. Ricordiamo con particolare emozione - le calorose espressioni pronunciate dal prof. Giordano Sattler di Trieste e dalla giornalista Bruna Alessio Klemenc di Radio Capodistria - il sentito ricordo, ricco di particolari, del capo servizio del Giornale Radio RAI di Roma, Ruggero Po, nel corso della trasmissione curata dalla giornalista Biancastella Zanini (alla RAI di Trieste), che ringraziamo per la sensibilità dimostrata nei nostri confronti anche in quest’occasione - l’entusiasmo e la “vicinanza” dei coniugi Franca e Mario Lorenzutti di London, nell’Ontario (Canada), sempre così presenti con lo spirito alle attività della C.I. “Dante Alighiari”, tanto da essere diventati nostri preziosi collaboratori. Qui in seguito riportiamo una poesia recuperata dalla signora Franca Pitacco Lorenzutti e già pubblicata su “El Campanil”, periodico della Lega degli Istriani nel Canada, che bene inquadra un nostro cibo tradizionale. LA POLENTA Acqua e farina boi in caldera soto la napa de fumo nera, in man la mescola la nona tenta misia e rimisia ben la polenta. A rente fuma nela pignata la carne in tecia pena fata. La mama meti i piati in tola pei fioi che torna presto de scola. Pertanto salti come cavreti eco che ‘riva i mamoleti. I cori presto duti in cu∫ina, saludi nona ba∫i a mamina. Ven de lavor papà e butada xe la polenta calda ∫brovada. Torno la tola duti se senta che fuma in meso ∫e la polenta. Con un fil de spago la ven taiada feta per feta, mama la gira po` la spartisi nona la prega e la benedisi. Dela finestra el sol ristiara sta scena vecia ma sempre cara. SEGNALAZIONI IN MEMORIAM ci - ma non si limita a fare solo quello - in tutte le commedie messe in scena, dal momento in cui si trasferisce a Isola. è un vali- PAGINA 3 GIUSEPPE-PINO PUGLIESE 1936 - 2003 N ato a Capodistria da Abbiamo riservato questo spazio per ripadre di origine isocordare due nostri lettori, non soci, che lana (i suoi nonni paterni erano Lucia nei primi mesi di quest’anno ci hanno Delise - taiasuche e lasciato. Giuseppe Pugliese dela terasa), negli ERNEST LUPINC anni dell’esodo, con la sua famiglia, la(2/10/1912 - 21/2/2003) scia la terra natale ato a San Pelagio, vicino a Trieste, per trasferirsi prifrequenta la scuola elementare ad Pino Pugliese ma a Como e poi siErnest Lupinc festeggia i suooi 90 anni Aurisina e poi continua gli studi a Maribor da giovane stemarsi definitivaassieme alle sue donne. Da sinistra: la dove si diploma alla Scuola d’Aviazione. Ri(Coll. G. Pugliese) mente in Svizzera moglie Julka (che ringraziamo per la sua torna a casa ma non viene accolto nell’avia(Canton Ticino - Dangio Torre) dove, assiedisponibilità nel fornirci dati e foto), la zione italiana in figlia Nataša e a destra la figlia Alenka. me ad Albina, la moglie, cresce tre figli (un quanto sloveno e, (Collezione J. Lupinc) maschio e due femmine). Pur essendosi piegià nel 1930, è conamente integrato nel nuovo ambiente, con do aiuto, una di quelle persone che lavorano stretto a lasciare la una vita ricca di soddisfazioni nell’ambito faper il piacere di lavorare, senza chiedere mai sua terra natale e miliare e lavorativo, ha una forte nostalgia contributi e sempre pronto a dare una mano, a rifugiarsi nella per la sua Istria, abbandonata in tenera età. in qualsiasi momento e a qualsiasi condizioVecchia JugoslaE per mantenere ancora un legame con quene. via. sto nostro territorio, acquista un appartaNoi saremo sempre grati all’Amico Ernest A Lubiana, nel mento a Muggia dove, ogni tanto viene a traper quanto ha fatto per la nazionalità italia1936 conosce Juliscorrere dei brevi periodi. na di Isola. (ad) jana (Julka per i Affezionato lettore di questo nostro periofamiliari) che poi dico fin dal primo numero, ogni tanto ci invia qualche contrisposa nel 1941. buto. Ci telefona spesso anche per la gioia di esprimersi nel suo Quattro mesi dopo Ernest Lupinc nel 1941 dialetto capodistriano. Orgoglioso dei suoi figli, ci invia i sucle nozze è internato a Mostar - è sergente cessi del figlio Giuseppe jr. nel campo musicale (vedi La Coprima a Gonars e nell’aviazione della lomba n. 10). Intende documentarci anche sull’ottimo esito Vecchia Jugoslavia poi a Padova per (Collezione J. Lupinc) raggiunto dalla figlia Elena, che nel 1996 aveva vinto il primo un totale di 18 mepremio con l’ideazione di un nuovo francobollo al Concorso “La si. È bravo, intelligente, aiuta tutti, parla besfida del bosco”, emesso dalle poste elvetiche ne l’italiano e quindi riesce con una certa fae ora in corso regolare. Ma non fa in tempo. cilità a ritornare in Jugoslavia dalla moglie. Una foto del ‘95 Per realizzaGiuseppe Pugliese Dopo la guerra, nel 1948 si trasferisce a Kacon il nipote Alan re almeno in nal e inizia a lavorare all’Elektro Gorica. No(Coll. G. Pugliese) parte questo suo to ormai come persona molto capace e fidata, desiderio, pubil signor Valdeblichiamo il marin che svolge francobollo vinlo stesso lavoro ad cente che, purIsola e sta per latroppo, in B/N sciare definitivaperde gran parte mente la cittadiMI ATTENDEVA NO della sua bellezna, gli offre il poMi attendeva al varco za perché basato No, sto di responsabila passione, anche sulla vinon mi getterò ai tuoi piedi le della Centrale vacità cromaticome un malfattore chiedendoti amore. elettrica isolana. N L’ANGOLINO DELLA POESIA LA MIA TERRA Nel crepuscolo del tramonto risplendi all'orizzonte, e mi riempi l'anima, immutabile nel tempo. Tutti i ricordi raccolti nel cielo colorato di rosso fuoco, colore della mia terra. Sei sempre qui, nel mio cuore per sempre. Daniela Braico (da Luci e ombre) che ti fa credere suo complice. Con la lama contro il mio petto, mi chiese i miei ori o la vita... ... io gli porsi entrambi... Marinella Alba Reja DIMENTICARTI STASERA Pensare a ... nessuno; piangere e odiarti con tutta me stessa, mascherando la mia faccia. Ballare, dovrei ballare per dimenticare tutto. Tura Bevitori (da Luci e ombre) ca. (a d ) STUDIO TRGOVINA NEGOZIO FOTOLABORATORIO Rimarrò così come onda impazzita infrangendomi ogni attimo col tuo ricordo Tura Bevitori (da Luci e ombre) FOTOLABORATORIJ Quindi Ernest, con la famiglia nel frattempo la copia Lupinc ha avuto due belle figlie - giunge a Isola. Nella sua vita dedica tutto il tempo libero alle attività sociali: campeggiatori, squadre di pallavolo, di ginnastica e porge il suo aiuto anche al club dei canottieri. È vicinissimo alla Comunità italiana dove presta grande aiuto quale tecnico delle lu- Drevored 1. maja /Viale I° Maggio 4a tel.: 00386 5 640 39 77 fax: 00386 5 640 39 78 CULTURA PAGINA 4 SPETTACOLI... SPETTACOLI... SPETTACOLI... SPETTACOLI... 18 gennaio 2003 - alla Comunità degli Italiani di Albona LA COMUNITÀ DEGLI ITALIANI “DANTE ALIGHIERI” DI ISOLA HA INTITOLATO QUESTO PROGETTO MIA come Musica, Intrattenimento, Amicizia ovvero: Muggia - Isola - Albona S i è concluso lo scorso gennaio ad Albona il primo ciclo d’incontri che ha visto protagonisti il Coro giovanile e i Minicantanti della locale Comunità degli Italiani “Giuseppina Martinuzzi”, i Gruppi Strumentali e i giovanissimi Cantanti dell’Associazione “Ongia - Serenade Ensemble” di Muggia e il Gruppo Folk Giovanile della Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola. L’iniziativa di questa proficua collaborazione è scaturita dal direttore artistico di Muggia, dott. Andrea Sfetez, che ha realizzato e organizzato pure il Il Coro dei bambini della Comunità degli Italiani “Giuseppina Martinuzzi” di Albona, diretto dalla prof. Sabrina Stemberga Vidak (Foto FD) primo appuntamento nella sua città il 9 giugno 2001. A Isola, la manifestazione è stata presentata il 9 novembre dello stesso anno e il 18 gennaio di quest’anno il simpatico spettacolo è stato riproposto al pubblico di Albona. Questo terzo appuntamento, svoltosi nel bellissimo teatrino della Comunità Italiana, è iniziato con l’esibizione dei bravi padroni di casa, i giovani canterini di Albona, che si sono cimentati in mettendo in evidenza tutte le sue doti musicali. A concludere la serata è stato il Gruppo Folk Giovanile della “Dante” di Isola che ha dilettato il folto e caloroso pubblico albonese con “Trovar Amici”, “In pescaria” e “∫e sempre la stesa storia”, tre scenette dialettali di Amina Dudine che ha curato pure la direzione artistica di questo gruppo. Il Gruppo Strumentale dell’Associazione “Ongia - Serenade Ensemble” di Muggia. A sinistra la prof. Giulia Fonzari mentre presenta il complesso (Foto FD) una ricca serie di canzoni, preparate come sempre con pazienza e professionalità dal M° Sabrina Stemberga Vidak. Subito dopo è stata la volta dei simpatici ragazzi di Muggia, che guidati con particolare cura dai maestri Giulia Fonzari e Andrea Sfetez, hanno proposto alcuni brani musicali. Applauditissimo il giovane cantautore Giacomo Sfetez che, accompagnandosi con la chitarra, ha cantato una sua composizione, Da sinistra: Monika Kunst, Samantha Saražin e Sabrina Vasič nella scenetta “In pescaria” (Foto FD) Sabrina Vasič e Michele Bevitori nello sketch “∫e sempre la stesa storia” (Foto FD) Da sinistra: Sara Resanovič Bevitori, Massimiliano Bevitori e Kris Dassena nella scenetta “Trovar Amici” (Foto FD) La manifestazione si è conclusa col tradizionale scambio di doni e con una piacevole serata conviviale. (ds) 22 febbraio 2003 - in Sede - CANTA CHE TI PASSA Da “La Voce del Popolo” del 25 febbraio 2003 PUBBLICO DIVERTITO E PARTECIPE ALLA CI "DANTE ALIGHIERI" DI ISOLA "Canta che ti passa", un vero successo È finito con un divertimento collettivo lo spettacolo "Canta che ti passa" promosso dal settore arte e cultura (responsabile Amina Dudine) della Comunità degli Italiani "Dante Alighie- ri" di Isola. Il pubblico, numeroso e caloroso, è stato coinvolto nello zibaldone finale scatenandosi a ballare sulle note di uno dei successi più recenti della canzone internazionale "Asereje", per con- frontarsi poi in una forma di karaoke con i ritornelli più orecchiabili di brani famosi della canzone italiana. Il tutto quale appendice allo spettacolo che ha visto quali protagonisti i minican- h CULTURA PAGINA 5 Un gruppetto di Minicantanti è pronto ad esibirsi nella canzone “Asereje” che, come si può notare nella foto accanto, ha scatenato pure tutto il pubblico (Foto ED) Una foto che non ha bisogno di commenti. Il pubblico molto divertito danza al ritmo del tormentone di quest’anno: la canzone “Asereje” (Foto ED) La piccola Kris Dassena, già da anni valida interprete del Gruppo Folk Giovanile, ha debuttato in qualità di minicantante con la canzone “Titti” di Scher-Dudine (Foto ED) tanti e i cantanti di musica leggera del sodalizio. Due gruppi che anche in questa occasione si sono fatti onore con interpretazioni di ottimo livello, ottenendo applausi a scena aperta. I più piccoli, Massimiliano Bevitori, Eleonora Cvetkovič, Kris Dassena, Monika Kunst, Sara Resanovič Bevitori, Samantha Saražin e Sabrina Vasič, si sono cimentati con il repertorio standard fatto di canzoni di autori connazionali. Le cantanti di musica leggera, Branka Bevitori e Pamela Reja, hanno invece proposto alcuni successi di ieri e oggi del panorama italiano e internazionale. Puro divertimento dunque come quello che si prospetta tra un mese circa con il tradizionale spettacolo di varietà "Festa in famea". Un saluto alla primavera che, accanto ai protagonisti di cui sopra, vedrà l'esibizione del gruppo folk giovanile con uno dei suoi apprezzati sketch dialettali. Il 3 marzo, invece, sempre nella sede sociale della CI "Dante Alighieri" spazio al Carnevale con il "Ballo delle bambole", festa mascherata per i più giovani. A metà del mese di marzo in programma ancora al ridotto del teatro isolano la presentazione del volume "Lucia Scher e il folclore isolano", quale ricordo di una delle più importanti figure in ambito culturale della comunità nazionale italiana. 22 marzo 2003 - in Sede - FESTA IN FAMEA RIUSCITISSIMO L’INCONTRO DIVENTATO ORMAI TRADIZIONALE S FESTA IN FAMEA entita come sempre la manifestazione FESTA IN FAMEA, organizzata dalla Comunità degli Italiani Il debuttante Miguel Frumen (anni 8) nella scenetta “Confidense”, tratta da “In piaseta” di Amina Dudine(Foto ED) Victoria Bižal di 10 anni ha debuttato con la canzone “Un giorno di primavera” di ScherDudine (Foto ED) “Dante Alighieri” di Isola. Un incontro che vede riuniti nel divertimento e negli affetti varie generazioni e che ogni volta mette in piena espressione quelle qualità tanto importanti che, nella società moderna, tendono spesso a passare in secondo piano: i valori della famiglia, lo stare insieme in armonia, la collaborazione, sottolineando i pericoli che possono mettere in crisi tali nobili principi. Il programma culturale, in parte mutilato a causa dell’epidemia influenzale che ha costretti a letto parecchi interpreti, è stato sostenuto dal Gruppo Folk Giovanile, dai Minicantanti e dai Cantanti di musica leggera. In quest’occasione hanno debuttato Victoria Bižal nel canto e di Miguel Frumen nella recitazione. Tra l’ilarità suscitata anche questa volta dal Gruppo Folk, le emozioni destate dalle particolari interpretazioni dei cantanti e la diretta collaborazione al programma di tutti i presenti, impegnati nel canto, gli spettatori hanno trascorso un’ora veramente gradevole. (gd) http://members.xoom.virgilio.it/ArgoCiano/ CULTURA PAGINA 6 3 aprile 2003 - Trieste - Teatro di San Giovanni Da “La Voce del Popolo” del 9 aprile 2003 OSPITI DEL “TEATRO DEGLI ASINELLI” Giovani filodrammatici di Isola in scena a Trieste I n occasione della solenne premiazione del 14° Palio "Teatro Scuola" per le medie superiori di Trieste, indetto giovedì scorso dall'Associazione Culturale "Teatro degli Asinelli" dello stesso capoluogo giuliano e organizzato nei minimi particolari dall'intraprendente Cristian Esposito, è stata invitata ad esibirsi la Filodrammatica Giovani del- un folto pubblico che gremiva il Teatro di San Giovanni, è stato presentato il dramma di Luigi Pirandello "La morsa", interpretato dagli studenti Klara Leban, Michel Krampf Tomič, Aleš Puhar e Daria Jagnjič, coadiuvati dalla rammentatrice Eneja Buljevič e per la regia di Dario Scher. Ai validi inTeatro San Giovanni di Trieste. Da sinistra Aleš Puhar, terpreti gli Klara Leban, Michel Krampf Tomič, l’Assessore all’istruzione spettatori han- della Provincia di Trieste signor Marco Drabeni e il presi-no tributato vi- dente dell’Associazione culturale “Teatro degli Asinelli” di Trieste, signora Liliana Zonta (Foto CE) vissimi applausi a scena aperzo Dassena, Ermando Krampf, Alessanta e a fine spettacolo. A quedra Krampf Tomič e Marko Krampf Tosto punto il presidente delmic. A rappresentare la Scuola Media l'Associazione, Liana Zonta, "Pietro Coppo" c'era il prof. Ivo Marc. nel consegnare una signifiNel corso del convivio i dirigenti del cativa targa per la gradita Teatro San Giovanni di Trieste. Da sinistra: "Teatro degli Asinelli" di Trieste e della partecipazione, ha avuto paDaria Jagnjič, Aleš Puhar e Klara Leban ne Comunità degli Italiani "Dante Alighie“La morsa” di Pirandello role di vivo apprezzamento ri" di Isola si sono accordati per future (Foto CE) per la compagnia isolana. collaborazioni artistiche che verranno la Scuola Media "Pietro Coppo" e della Un grosso contributo alla piena riconcretizzate nel prossimo autunno, Comunità degli Italiani "Dante Alighieuscita dello spettacolo è stato dato dal questa volta ad Isola. ri" di Isola. Di fronte a diverse personavalente gruppo di organizzatori e tecniTura Bevitori lità della cultura e dell'istruzione e ad ci della "Dante" e precisamente Fioren- 11 maggio 2003 - a San Pier d’Isonzo Da “La Voce del Popolo” del 15 maggio 2003 GRUPPO FOLK GIOVANILE DELLA CI "DANTE ALIGHIERI" DI ISOLA Una carica di bravura e simpatia I l Gruppo Folk Giovanile della Comunità degli italiani "Dante Alighieri" di Isola continua a riscuotere simpatie e apprezzamenti anche al di fuori dell'ambito locale. L'ulteriore conferma è giunta dall'esibizione a San Pier d'Isonzo dove i giovanissimi isolani sono stati ospitati nell'ambito della rassegna musicale di primavera. Nell'occasione hanno presentato dei brani dialettali tratti da "In piaseta", quadretti di vita isolana su testi di Amina Dudine che cura pure la direzione artistica. In scena, in due momenti distinti, ben dodici bambini dai cinque ai quattordici anni, a dimostrazione della costante crescita del gruppo nato quattro anni fa, che hanno entusiasmato la platea che stanno crescendo accanto ai "veteraccogliendo applausi a scena aperta. rani", Michele Bevitori, questa volta h Interventi che hanno allietato il pubblico quali frizzanti parentesi intercalate all'esibizione dei cori giovanili e di voci bianche "Aesontium" di San Pier d'Isonzo, "Le note allegre" di Ronchi dei Legionari e "Piccolo Coro Arcobaleno" di Mossa. La prima esibizione ha riguardato tre momenti dedicati al gioco con la partecipazione di Kris Dassena, Sara Resanovič Bevitori, Miguel Frumen e Massimiliano Bevitori e che ha visto in Scenetta “El ∫ogo de le mame”. Da sinistra: Kris una scenetta il debutto di Kim Dassena, Pia Chersicola, Kim Vižintin e Victoria Vižintin, Pia Chersicola e Vic- Bižal. Le ultime tre hanno scelto proprio San Pier per toria Bižal. Tutti interpreti il loro debutto nel Gruppo Folk Giovanile (Foto FD) CULTURA nei panni del presentatore, e al collaudato quartetto composto da Sabrina Vasič, Eleonora Cvetkovič, Monika Kunst e Samantha Saražin che nel secondo spazio riservato al gruppo isolano ha presentato l'esilarante "In pescaria". Da rilevare che i ragazzi sono impegnati anche nel sociale tanto che viene portata avanti la collaborazione con gli anziani ospitati alla Casa del Pensionato di Isola. Per l'occasione si esibiranno il 23 maggio a Lipizza all'incontro nazionale delle Case dell'anziano con il brano I giovanissimi del Gruppo Folk nel camerino si preparano per l’esibizione, aiutati da Branka Bevitori - prima a sinistra, Katja Pugliese - china al centro e da Ester Dassena. (Foto AD) PAGINA 7 "Bacan fra Isola e Piran" ispirato dal famoso aneddoto del "Canon de fighera". Ed ancora il 31 maggio il sodalizio isolano ospiterà al teatro cittadino l'Associazione culturale "Viandants" di Basiliano e il suo Gruppo d'animazione (comprende musica, canto e recitazione) con il programma "Il paese dei bambini - un quadro, una sensazione" di Guido Sut. Nello spettacolo si inserirà pure il Gruppo Folk Giovanile della C.I. con "Robe de fioi", brano tratto da "In piaseta" di Amina Dudine. Claudio Moscarda 23 maggio 2003 - Lipizza - Incontro delle Case del Pensionato del Litorale UNA COLLABORAZIONE CHE MERITA RILIEVO I l Gruppo Folk Giovanile, i Minicantanti e i Cantanti di musica leggera della Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola sono molto noti anche tra i più anziani della nostra cittadina. Infatti si sono esibiti a più riprese alla Casa del Pensionato riscuotendo sempre grandi simpatie e calorosi consensi. Ma fin qui niente d’eccezionale. La sorpresa è arrivata poco prima della scorsa Pasqua, quando Amina Dudine, direttore artistico del Gruppo Folk della “Dante” è stata invitata alla collaborazione dalle due operatrici della suddetta istituzione, l’assistente sociale Maria Sorgo e la terapeuta geriatra Majda Sterle. Lo scopo era quello di dare il via ad un nuovo progetto che vedesse uniti giovani e persone della terza età nel raggiungimento di uno stesso fine, per di più usando l’idioma autoctono. Un progetto ambizioso che poteva incontrare parecchi ostacoli: l’insofferenza da parte degli anziani alla grande esuberanza dei ragazzi oppure, viceversa, quella di quest’ultimi nel non accettare ritmi più lenti e interessi di diversa natura dei non più giovani. Inoltre c’era ancora il fattore lingua. Bene. Niente di tutto ciò! Anzi! Le ideatrici del progetto hanno fatto centro. Grande armonia già du- In primo piano il signor Milan con Michele, inseparabili durante tutta la giornata. (Foto MM) rante le prove per non parlare poi della trasferta. Ma vediamo lo svolgimento cronologico di questo primo approccio. La Dudine è stata invitata a scrivere e inscenare uno sketch con i bravi ragazzini del suo Gruppo Folk e con alcune persone che soggiornano nella Casa del Pensionato, da presentare a Lipizza a fine maggio. Si doveva partire da zero e il tempo era limitatissimo. Ma quello che ci ha sorpresi maggiormente e contemporaneamente inorgogliti, è stato il fatto che si fossero rivolti alla “Dante” per realizzare questo progetto che avrebbe visto il suo primo realizzo all’incontro delle Case del Pensionato del Litorale che quest’anno si sarebbe tenuto appunto a Lipizza. Un’occasione per mostrare le capacità artistiche di ogni ente. Era una vera sfida. Cosa si poteva fare in così poco tempo? Ma la Dudine ha trovato ben presto la soluzione: uno scritto stringato che raccontasse in brevi tratti la famosa storia del “Canon de fighera”, nota a tutti e lo intitolò “Bacan fra Isola e Piran”. Il testo entusiasmò subito le due ideatrici del progetto e, dopo le festività del 1° maggio, iniziarono intensamente le prove. Narratori di questa scenetta i giovani Michele Bevitori e Sabrina Vasič, mentre i ragazzini Miguel Frumen con le signore Rosa Franca, Štefanija Pogorelec, Marija Novak e Majda Sterle e Massimiliano Bevitori, con i signori Libero Krajcer, Mario Sinkovič, Milan Tenčič e Maria Sorgo, rappresentavano rispettivamente i Piranesi e gli Isolani. La direzione artistica è stata affidata ad Amina Dudine che ha operato in stretta collaborazione con Maria Sorgo e Majda Sterle. Già durante il primo incontro è venuto subito in espressione un affiatamento e una simpatia reciproca nel neocostituito gruppo, cioè quel feeling che ha E poi si sono aperte le danze. In primo piano Sabrina e la signora Štefanija (Foto MM) dimostrato agli organizzatori la validità dell’idea e l’importanza dell’esperimento. Per farla breve, dopo una ventina di prove, la comitiva è partita alla volta di Lipizza. Sotto un grande tendone c’erano tante tavolate imbandite, una per ogni località. Dopo il ristoro, il gruppo isolano è andato a prepararsi. C’era grande tensione. Si temeva di sbagliare, ma specialmente la disattenzione del pubblico, dato che la scenetta “Bacan fra Isola e Piran” era prevista verso la fine del programma culturale, attorno a mezzogiorno, e non si sapeva quanti sarebbero stati in grado di seguire il testo nel nostro dialetto. Tutti timori infondati. La rappresentazione isolana, preceduta da un breve riassunto del contenuto in lingua slovena, ha visto un pubblico pienamente partecipe e divertito che ha pure collaborato con i “nostri” nel canto finale. Alla manifestazione, tra il pubblico di oltre 400 persone, erano presenti pure due Sindaci e varie autorità locali. Un vero successo. Un’esperienza da proseguire, da incentivare. Pertanto un elogio a tutti i realizzatori di questo progetto. Dario Scher CULTURA PAGINA 8 Da “La Voce del Popolo” del 17 maggio 2003 COLLABORAZIONE TRA LA SCUOLA MEDIA "PIETRO COPPO" E LA CI "DANTE ALIGHIERI" Scher: "Filodrammatica, triennio di soddisfazioni" L a collaborazione in atto tra la scuola media professionale "Pietro Coppo" e la Comunità degli italiani "Dante Alighieri" continua a offrire spunti interessanti. Su iniziativa del presidente del sodalizio isolano, Dario Scher, è stato infatti avviato un corso d'arte drammatica entrato ormai nel terzo anno di vita. In questo periodo sono stati studiati e interpretati brani di commediografi classici quali Goldoni, Shakespeare, Pirandello, Verga. La filodrammatica giovani della scuola e della CI sta ora per portare in scena l'atto unico "Due sull'autostrada" di Giorgio Prosperi, con la regia di Dario Scher. Al pubblico di casa si presenterà il 23 maggio (ore 18) al teatro cittadino. Abbiamo colto l'occasione per fare un po' il bilancio di questa esperienza con l'animatore del gruppo, Dario Scher. "Devo dire che l'iniziativa ha centrato l'obiettivo. Veder recitare questi ragazzi con la padronanza odierna, rispetto ai timidi esordi, è motivo di grande soddisfazione. Abbiamo scoperto dei veri talenti di recitazione tanto che, ad esempio, Klara Leban ritengo abbia tutte le qualità anche per proseguire gli studi su questa strada." Anziano soltanto dal punto di vista anagrafico, Scher ha in realtà la forza e l'entusiasmo di un ragazzino che lo ha portato a buttarsi con tutta l'anima in questa nuova avventura. Alle spalle una vita intensa vissuta in gran parte a contatto con il palcoscenico, sia quale attore e regista sia nelle vesti di promotore e organizzatore di gruppi artistici e di spettacoli. Ci vorrebbe lo spazio di un libro per ripercorrere le tappe più significative dal dopoguerra ad oggi nella sua attività culturale, soprattutto nel campo del teatro amatoriale, ma crediamo di non sbagliare nel segnalare almeno il ruolo fondamentale da lui svolto nella rina- scita del teatro cittadino di Capodistria, nell'animare l'aggregazione culturale dei connazionali isolani e nell'allestimento di innumerevoli rassegne artistico - culturali ai tempi dell'UIIF. "Ho fatto di mestiere il giornalista - rileva Scher - ma la mia grande passione è Questa targa š stata guadagnata dai bravi filodrammatici isolani al Palio di Trieste, organizzato dall’Associazione Culturale “Teatro degli Asinelli” con sede nel capoluogo giuliano.(Foto AD) stata sempre il teatro. Grazie alla disponibilità della scuola e del suo preside, Alberto Scheriani, e alla ricettività degli studenti stiamo portando avanti un discorso che credo fondamentale nel mantenimento della lingua e della cultura italiana. La pratica teatrale racchiude tutto, si studiano le biografie degli autori, la storia, la dizione, ecc. Oltretutto ci avvaliamo della consulenza di Vanda Skerk, psicologa della scuola, sulle opere da trattare e mettere in scena a seconda degli studi dei ragazzi. E' un bagno culturale notevole, tanto più importante in un ambito minoritario. La nostra è una vera palestra di recitazione e insegnare ai giovani è per me una cosa immensa. Vederli imparare e crescere culturalmente mi appaga per cui anche se l'impegno è notevole in certo qual modo tutto viene compensato dai risultati." Da rilevare che in questo triennio sono state parecchie le uscite del gruppo che si è presentato anche a Trieste e Muggia, oltre che ai connazionali del Capodistriano e ospite di altre Comunità degli italiani quali Fiume, Rovigno e Salvore. Soprattutto con "La morsa" di Pirandello, tredici rappresentazioni, ma anche con frammenti, come detto, tratti da Goldoni e Shakespeare. "Si è lavorato molto anche sulla "Cavalleria rusticana" di Verga - così Scher - ma per presentare il brano scelto bisognerà dapprima reperire i fondi per le scene. Il nuovo lavoro è comunque quello di Prosperi "Due sull'autostrada" che è una parabola di costume su fatti dei nostri tempi. L'azione si svolge in un tribunale di oggi. Lola, interpretata da Klara Leban, viene a narrare al giudice istruttore (Michel Krampf - Tomič) la sua vicenda sull'autostrada, come è salita sulla veloce macchina di un giovane, come poi sia stata sorpresa dalla serietà del guidatore e come infine questi abbia rivelato invece tutto lo squallore delle sue pretese mascoline. La parte del cancelliere è sostenuta da Marko Krampf - Tomič. La descrizione degli eventi è lo schermo attraverso il quale la donna manifesta il suo modo di interpretare ciò che le accade attorno. In questa interpretazione Prosperi svela un tocco felice in una delle pagine più vive che lo scrittore romano ci ha dato nella sua molteplice attività, noto anche quale soggettista e sceneggiatore cinematografico dove ha collaborato tra l'altro con Lattuada, Visconti e Zurlini." Claudio Moscarda MESARSTVO MACELLERIA Renzo & Janko tel.: 05/641 74 10 gsm: 041 772 980 Ferrarska ul. - Via Ferrara, 14 6000 Koper - Capodistria Tel.: 00386 (0)5 6635 400, Fax: 00386 (0)5 6635 410, e-mail: [email protected] Prekomorskih brigad, 3 Via Brigate d’Oltremare, 3 6310 Izola - Isola CULTURA PAGINA 9 23 maggio 2003 - Teatro di Isola NUOVA PRIMA DELLA FILODRAMMATICA GIOVANI ISOLANA ALTRA PROVA DI ALTA PREPARAZIONE U interpreti, la storia che Lola (Klara Leban) ha raccontato al Giudice (Michel Krampf Tomič) e al Cancelliere (Marko Krampf Tomič): la sua avventura d’autostoppista ricca di Michel particolari e di situazioni imbarazzanti. I bravi Klara e Michel che finora abbiamo apprezzato in parti drammatiche, hanno saputo divertire e stupire il pubblico: lei nei suoi atteggiamenti spregiudicati e nella sua studiata frivolezza, lui dimostrando grande determinazione e serietà, pienamente inquadrato nel ruolo di integerrimo, severo e inderogabile pubblico ufficiale. Il terzo ruolo è stato assegnato al debuttante Marko Krampf Tomič. Una parte di secondo piano che però, grazie alla sua simpatia e all’interpretazione ingenua e bonacciona di un cancelliere attratto dal fascino femminile, ha dilettato e sorpreso piacevolmente il pubblico. Valida rammentatrice la studentessa Fani Pucer. A Dario Scher che cura con tanto amore e capacità la regia di questo gruppo, abbiamo chiesto per quale motivo ha scelto questo lavoro e quali sono sta“Due sull’autostrada” di Giorgio Prosperi. te le eventuali difficoltà Da sinistra: Michel Krampf Tomič, Klara Leban e incontrate nell’allesti- na Prima crea sempre un certo nervosismo e molti interrogativi da parte degli interpreti e del regista: Ricorderò la parte? Sarò all’altezza? Come reagirà il pubblico? Quanto inKlara fluirà l’emozione sul risultato?... E ancora tante domande. Quando poi la platea è composta quasi esclusivamente da coetanei e professori, i dubbi e le paure si moltiplicano per gli studenti in scena. Questa volta la Filodrammatica Giovani ha scelto di proporre al pubblico la commedia brillante di Giorgio Prosperi “Due sull’autostrada” in occasione dello spettacolo di fine anno della Scuola “Pietro Coppo”. Sulle note del grande successo di Tom Jones “Sexbomb”, si è aperto lentamente il sipario. Da quel momento i presenti in sala hanno vissuto, assieme agli Marko Krampf Tomič (Foto MC) mento. “Prima di tutto, dopo aver portato in scena lavori classici e drammatici, mi sono messo alla ricerca di un testo leggero, per allentare un po’ la tensione Marko delle precedenti interpretazioni. La scelta comunque non è mai facile, dato che dispongo di un numero limitato d’interpreti. Ho preferito questo lavoro sia per il numero di personaggi, sia perché - con la carestia che incombe sulle nostre Comunità - aveva poche pretese sceniche: non servivano costumi e bastavano pochi accessori per creare l’ambiente necessario. Poi ho proposto ai miei ragazzi il lavoro e loro ne sono stati entusiasti. Quindi, c’erano tutte le componenti per iniziare le prove e, assieme, ci siamo tuffati nell’avventura. Le difficoltà incontrate? Beh, diciamo che sono sempre le solite. Lavoro con studenti dai sedici ai vent’anni, con tutti i privilegi e gli svantaggi di questa difficile età, in cui oltre allo studio e ai vari impegni, devono capire se stessi, indirizzare la loro vita, fare le dovute esperienze e avere i loro spazi. Quindi di tempo ce n’è sempre troppo poco. Ciononostante abbiamo un buon rapporto e riusciamo a portare in scena dei lavori ben preparati. Devo confessare che questa Prima ha stupito piacevolmente pure me e il risultato è stato superiore ad ogni mia più rosea aspettativa.” (ad) Tel.: +386/(0)5/640 05 00 Fax: +386/(0)5/641 70 44 e-mail: [email protected] Ljubljanska - Via Lubiana, 24 Izola - Isola / Slovenia CULTURA PAGINA 10 PRESENTAZIONE LIBRI... PRESENTAZIONE LIBRI... PRESENTAZIONE LIBRI... 13 marzo 2003 - Teatro di Isola RICERCATORI ED EDITORIA - ABBINAMENTO FRUTTUOSO L’evento più significativo e più sentito di questo primo semestre è stato senza dubbio la presentazione del volume “Lucia Scher e il folclore isolano” curato da Amina Dudine. Nato sotto l’egida del Gruppo Ricercatori di storia patria della Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola, questo libro rappresenta un nuovo apprezzato tassello che è andato ad aggiungersi al grande mosaico della nostra storia. E quanto sia stato apprezzato lo hanno dimostrato le oltre 120 persone e i vari media accorsi alla manifestazione. Il grande afflusso di pubblico ha ritardato l’inizio, dato che il ridotto del teatro, dov’era previsto l’incontro, non era in grado di contenere tante persone e quindi si è dovuto trasferire tutto il materiale e le apparecchiature nella sala grande. Così i media hanno sottolineato l’avvenimento: Da “La Voce del Popolo” del 15 marzo 2003 LA PUBBLICAZIONE È STATA PRESENTATA AL TEATRO CITTADINO "Lucia Scher e il folclore isolano" di Claudio Moscarda Q uanto fosse apprezzata l'opera della connazionale Lucia Scher lo si è potuto vedere e sentire giovedì sera al teatro cittadino. Oltre un centinaio di persone hanno reso omaggio alla sua figura a cinque anni dalla scomparsa. L'occasione è stata offerta dalla presentazione del volume di Amina Dudine "Lucia Scher e il folclore isolano" per le edizioni "La Colomba" della Comunità degli Italiani "Dante Alighieri" di Isola. La pubblicazione ripropone soprattutto il vincolo d'amore e rispetto che Lucia, "isolana patoca" anche se nata a Capodistria, nutriva per la sua città e la sua gente sfociato nella commedia musicale folcloristica "E la colomba ... varda" della quale fu autrice e regista, nonché una dei sessanta interpreti. Già, una sessantina di connazionali isolani in scena, equamente divisi tra giovani e adulti, che, man mano che scorrevano le immagini commentate da Amina Dudine, rammentavano con piacere quell'esperienza. Oltretutto la grande capacità di Lucia Scher, come rilevato nel corso della serata, è stata sempre quella di mettere la gente a proprio agio, di creare gruppi affiatati per divertire e divertirsi. E si sono ritrovati quasi tutti per rivivere quei momenti gioiosi, proposti anche in una mostra nel ridotto del teatro con locandine e manifesti degli spettacoli, condivisi dal 1975 al 1981 nel gruppo folcloristico del sodalizio isolano per questo grande lavoro di ricerca messo a frutto dall'autrice quale affresco della città ambientato alla fine dell'Ottocento e che, oltre a rispecchiare la storia e le tradizioni locali, sia nella parlata dialettale sia nelle controversie con le località vicine, racchiude pure molti elementi autobiografici. Ma questa è stata soltanto una piccola parte delLucia Scher l'impegno che Lucia Scher ha portato avanti negli anni nei vari campi di attività. Sia sul 1919 - 1998 lavoro, da insegnante a direttrice d'asilo a giornalista radiotelevisiva, sia quale operatrice culturale, è stato ricordato il suo ingegno versatile. Si è cimentata sempre con ottimi risultati nel campo della poesia, della prosa, dei testi per ragazzi, del teatro, delle canzoni per l'infanzia e altro ancora. Un impegno rammentato brevemente anche nell'intervento di saluto ai presenti, tra i quali il vice sindaco isolano nonché presidente della Can costiera, Silvano Sau, il responsabile del settore cultura della Giunta esecutiva dell'Unione italiana, Tullio Vorano, la dott.ssa Paola Giurato in rappresentanza del Consolato italiano a Capodistria, nonché esponenti del mondo culturale, dell'associazione "Isola Nostra" e delle altre Comunità degli Italiani del territorio, da parte del presidente della CI "Dante Alighieri", Dario Scher. Nel suo intervento ha particolarmente sottolineato l'atmosfera tra connazionali che si era saputo creare allora, con i crismi di una vera e grande famiglia isolana, contrapposta alle diffidenze e invidie odierne. Un vulcano in continua eruzione, ha ancora evidenziato Amina Dudine, che ha offerto un contributo importante alla crescita culturale del territorio. Da non dimenticare tra l'altro che Lucia Scher è stata la promotrice dei contatti con l'associazione del Cantapiccolo di Tolentino poi sfociati nel tempo con il gemellaggio tra Isola e la città marchigiana. Ma a parte questo, ha avuto un ruolo significativo nella crescita dei giovani. Su tale aspetto si è soffermata nel corso della serata pure Bruna Alessio, redattrice di Radio Capodistria, che ha ricordato le sue esperienze con Lucia sia all'emittente sia quale alunna dell'elementare buiese quando la famosa "postina", una delle rubriche radiofoniche per ragazzi più seguite all'epoca, faceva visita alle scuole italiane per realizzare servizi e promuovere la creatività dei ragazzi. Una maestra anche sul lavoro, ha rilevato la Alessio, che sapeva valorizzare i giovani, dote di pochi, e infondere loro sicurezza e voglia di perfezionamento. Qualità che sono state confermate in una missiva anche da Ruggero Po, attualmente caposervizio alla sede centrale di Radio Rai e conduttore dei notiziari mattutini di radio uno, "scoperto" agli inizi degli Anni settanta proprio da Lucia Scher che lo aveva sostenuto e avviato alla professione. Una donna solare, è stato rilevato in conclusione di serata, severa al punto giusto, prima di tutto con se stessa, per cercare sempre di migliorare qualitativamente in quello che faceva. "La vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo", con queste parole di Serena Tenzi si apre il volume di Amina Dudine ed è questo, è stato detto, forse il ritratto più vero di Lucia Scher. CULTURA PAGINA 11 Da “Panorama” n. 5 del 15 marzo 2003 PRESENTATO A ISOLA IL LIBRO DI AMINA DUDINE "LUCIA SCHER E IL FOLCLORE ISOLANO" E la colomba... resta di Mario Simonovich Politeama “Piceno” di Tolentino - Scena finale de “E la colomba... varda” - Ultima a destra Lucia Scher (Collezione A. Dudine) "È un lavoro folcloristico su Isola, anzi il primo lavoro del genere che sia stato scritto sulla simpatica cittadina e sulla sua ancor più simpatica popolazione". Si espresse così Lucia Scher in un'intervista pubblicata da 'Panorama' nell'agosto 1976 in merito a "E la colomba... varda", con cui si era aggiudicata il secondo premio della sezione teatro al concorso Istria Nobilissima. A distanza di quasi trent'anni, nel quinto anniversario della scomparsa, questa 'Colomba' torna a noi, in veste incancellabile, nel libro "Lucia Scher e il folclore isolano", scritto dalla figlia Amina Dudine, personaggio che mostra di poter seguire, per dinamica e impegno all'interno della CNI, l'esempio di Lucia. Il libro è stato presentato giovedì 13 marzo al teatro cittadino di Isola, nel corso di una serata, a momenti segnata da intensa commozione, dinanzi a un numeroso pubblico che, a giudicare delle puntuali reazioni, era stato in parte coinvolto anche negli allestimenti della commedia musicale folcloristica. Un fatto, questo, che non desta troppa meraviglia quando si pensi che gli interpreti sono stati una sessantina, il che fa comprendere fra l'altro anche la fatica del reperimento degli esecutori per la messa in scena. Coadiuvata dalla giornalista Bruna Alessio, di Radiocapodistria, che ha rievocato il giorno in cui, bambina, alla scuola di Buie incontrò Lucia Scher, la "postina" (che lei, assieme ai i suoi compagni, immaginava letteralmente chiusa nell'apparecchio radio), Amina Dudine, ricorrendo anche a diapositive, ha ripercorso le tappe salienti della vita di Lucia, la sua dinamicità, la voglia di vivere, il multiforme interesse per tutto quello che la circondava, trasformatosi fra l'altro in un'infinità di fogli, blocchetti, agende e quaderni colmi d'appunti, ritagli di giornale ed elenchi di libri già consultati o ancora da consultare nei giorni a venire. Tra questo materiale spiccano le note riguardanti il linguaggio e la cadenza, i modi di dire, le abitudini, le tradizioni e le altre peculiarità della popolazione isolana, magistralmente "resi vivi" nella commedia, in cui inoltre vi sono anche diversi momenti autobiografici. La passione per il teatro, scoperta assieme al marito Dario, le aveva mostrato presto che era in grado di creare intensi stimoli emotivi, far ridere e piangere il pubblico. Impegnata quasi esclusivamente a favore dei giovani, prima come insegnante, poi a Radio Capodistria e poi ancora alla TV, si accattiva la simpatia e l'affetto dei bambini che la seguono. Inoltre scrive radiodrammi, commedie, canzoni, rappresentazioni folcloristiche, compone poesie... Negli anni Settanta inizia a studiare i preliminari per creare un'opera dalla trama snella, ma basata su fatti storici, espressa nel linguaggio schietto della popolazione isolana. Lo fece con impegno e determinazione, perché lo reputava un dovuto gesto d'amore e di gratitudine da tributare a quest'angolino di terra d'Istria, abitato da gente semplice, che tiene conto di tanti di quei piccoli dettagli che caratterizzano le differenze nella mentalità ("a Isola se si poteva, si comprava la casa, a Capodistria vivevano quasi tutti in affitto", dirà Amina). Ne è nata questa "Colomba" che dalla mente di Lucia e dalle tavole del palco- 13 marzo 2003 - Un momento della presentazione. Sul palcoscenico, da sinistra, Bruna Alessio Klemenc e Amina Dudine. (ArtFoto) h PAGINA 12 CULTURA Molto dipenderà da quel che riusciremo mento. Essena pubblicare e dalla risposta della gendo nel contemte alle nostre proposte. Certo ritengo inpo molto occucoraggiante che stasera la sala del teapata, gli scrittro sia stata pressoché piena e che fra il ti si accumupubblico fossero numerosi anche gli isolavano, menlani che vivono a Trieste." tre solo una piccola parte di essi è arriPalese testimonianza vata alla pubdi un'intensa attività blicazione. Per il prof. Tullio Vorano, delegato al Fra questi 'E Settore cultura dell'Unione Italiana, il la colomba... libro è importante essenzialmente per varda', pubblidue motivi: "Intanto perché contiene cata a puntate tutto quello che Lucia Scher ha idealproprio da mente dedicato non solo a Isola, ma a 'Panorama'. 1956 - Lucia Scher insegna italiano e geografia nell’allora Scuola tutti gli italiani dell'Istria e di Fiume. Ritenendo Ottennale di Isola (Collezione A. Dudine) La sua è una figura che definirei legche quest'opegendaria, non solo per l'area Isolana o il scenico si è trasferita in un libro, che la ra dovesse essere riunita, nel Duemila Capodistriano, ma per l'Unione Italiafarà restare sempre con noi. ho realizzato una raccolta di dieci canti na, per tutti noi. Ricordo che fu lei, ascorali di autori sloveni da lei tradotti. sieme al marito Dario, una delle prime Poi ho pensato di pubblicare in volume Un'opera molto persone presentatesi ad Albona con le 'E la colomba...', aggiungendovi gli artisentita incentrata coli di allora. Nella prefazione, ad esempio, ho sulla 'sua Isola' inserito un'intervista fatAd Amina Dudine chiediamo come è tale da Alessandro Danata e come si è sviluppata l'idea del limiani in cui lei 'si racbro. conta', esprime quello "Mia madre ha lasciato un'enorme che aveva provato. Ho quantità di materiale. Ha scritto semoptato per questa solupre, fino all'ultimo, spinta da una menzione proprio per evitare te che 'friggeva', che era in continuo ferogni mia interpolazione, ossia per lasciare a lei di parlare delle proprie emozioni. Questa è stata effettivamente un'opera che lei ha sentito molto Durante la presentazione del libro è stata proposta pure profondamente, un'opera una carrellata dei momenti più importanti dell’attività in cui ha messo in scena lavorativa di Lucia Scher (ArtFoto) la 'sua' Isola. Infatti, sepben note rassegne." pur nata a Capodistria, nel suo intimo "In secondo luogo ritengo il libro imsi sentiva profondamente legata a Isola, portante per il contenuto, perché conla cui gente era più povera e più semplitiene un materiale di notevole imporce di quella che viveva a Capodistria. tanza sulle tradizioni della nostra genDirò per inciso che, delle due cittadine, te. Non va dimenticato che la pubblicasolo quest'ultima aveva una propria inzione di materiali del genere significa il tellighenzia." loro permanere, quale valida testimoQuanto resterà di Lucia Scher? nianza, a cui possono sempre ricorrere "È difficile dirlo in questo momento. le generazioni future. Bisogna prendere atto del fatto che purtroppo molti aspetti delle nostre tradizioni sono andati irDall’incontro di queste tre persone, nella pririmediabilmente perduti e che altri somavera del 1977, è iniziata un’intensa attivino destinati a scomparire nel tempo a tà culturale tra la Comunità Italiana di Isovenire. Sarebbe perciò un grosso peccala e il TEAC (Tolentino Ente Autonomo Cantapiccolo) di Tolentino. La collaborazione si to non poter tramandare quello che Luè poi ampliata tanto da spaziare anche in alcia Scher è riuscita a raccogliere, mettetri campi come lo sport, l’istruzione, l’econore insieme e creare nel corso della sua mia, coinvolgendo un numero sempre maggiore di cittadini, tanto da portare le due vita, segnata, come ben sappiamo, da città a stipulare un patto di gemmellaggio un'attività molto intensa, di cui il libro nel 1980. Nella foto da sinistra: Aldo Passariè appunto significativa testimonianza. Lucia Scher ritira il premio al Concorso ni, allora direttore artistico del TEAC, Lucia Scher e Paolo Pascucci, che in quel periodo era presidente del TEAC. (Collezione D. Scher) “Istria Nobilissima” - edizione 1976 (Foto: Fernando Soprano) CULTURA PAGINA 13 Dal “Mandrač” del 20 marzo 2003 - TRADUZIONE Il folclore isolano di Lucia Scher čar di Karmen Buč G iovedì sera, alla Casa di Cultura di Isola è accorso un numeroso pubblico per assistere alla presentazione del libro “Lucia Scher e il folclore isolano”, curato da Amina Dudine, figlia di questa animatrice e creatrice culturale isolana dalle molteplici sfaccettature ed edito da “La Colomba” della Comunità degli Italiani “Dante Alighieri”. Come sottolineato dall’autrice, Lucia Scher ha lasciato un’enorme quantità di materiale: raccolte, versi, testi di canzoni ed altri scritti. Quest’anno ricorre il primo lustro della sua dipartita e, in quest’occasione, Amina Dudine ha voluto ricordarla pubblicando la commedia musicale folcloristica in due atti “E la colomba... varda”, con la quale Lucia Scher, nel 1976 ha ricevuto il premio Istria Nobilissima. La commedia era stata messa in scena e presentata con vero successo sia in Istria che in Italia, negli anni 19761981. Il lavoro raggruppava una sessantina d’interpreti di tutte le età. L’intreccio di questa commedia è pienamente legato alla storia locale e si sviluppa attorno ad un amore impossi- Copertina del libro “Lucia Scher e il folclore isolano” bile tra una ragazza isolana e un giovane capodistriano (anche se figlio di un’Isolana). All’epoca - il lavoro è inquadrato negli anni che concludono il dicianno- vesimo secolo - per gli Isolani era un disonore contrarre matrimonio con Capodistriani e si diceva: meio morta che sposada a un Cavri∫an”. Ma la madre del ragazzo capodistriano riesce a trovare uno stratagemma. Per mettere tutti d’accordo è sufficiente che si sappia che il figlio è stato concepito a Isola, a San Piero. Nella trama la Scher ha inserito vari momenti storici, come ad esempio la costruzione della Parenzana e anche varie leggende isolane. Al testo Amina Dudine ha aggiunto tutti gli spartiti e i testi delle canzoni che vengono eseguite in questo lavoro. Il volume comprende ancora gli appunti per l’interpretazione del testo e un vocabolarietto per la comprensione del dialetto. Seguono gli articoli riguardanti le varie esecuzioni, l’elenco di tutti gli interpreti e collaboratori (ad esempio la scenografia era di Srečko Tič e le luci di Ernest Lupinc). Il libro si conclude con i ricordi di alcuni interpreti di questa commedia. Come ha dichiarato la stessa Dudine, si tratta di un avvenimento irripetibile e che lei ha tentato di raccogliere in questa pubblicazione. Da “La Voce del Popolo” del 25 agosto 2003 COME AMINA DUDINE RICORDA LA MADRE, ATTRICE E AUTRICE Lucia Scher, la passionaria Insieme al marito fu lanima della C.I. di Isola di Giacomo Scotti D ario Scher, connazionale di Isola d'Istria, è il patriarca e simbolo degli Italiani rimasti in quella cittadina, da decenni animatore delle attività artistico-culturali amatoriali di quella Comunità, leggendario giornalista de "La Voce del Popolo" eccetera eccetera. Mi ha spedito un pacco pesante contenente: tutti i numeri de "La Colomba" (periodico della "Dante Alighieri") usciti dall'ottobre 2000 al giugno 2003; un opuscolo dal titolo "Il piacere di cantare assieme" a cura di Amina Dudine; un più consistente volumetto (un'ottantina di pagine) sulla vita e l'opera di un sacerdote "Antonio Pesaro, il presule iso- lano e il suo tempo" scritto da Giorgio Dudine, e infine un vero e proprio libro di centocinquanta pagine di Amina Dudine, "Lucia Scher e il folklore isolano". Queste tre pubblicazioni vanno ad arricchire la collana delle Edizioni La Colomba della Comunità degli Italiani. Diremo alcune parole sull'opuscolo e sul libro firmati da Amina Dudine perché si compendiamo; l'uno e l'altro ci parlano di Lucia Scher. A scrivere di Lucia, nata a Capodistria nel 1919 e spentesi a Isola nel 1998, è sua figlia: Amina Dudine è nata da Dario e Lucia. E continua, in seno ai connazionali rimasti ed alla loro comunità l'attività pluridecennale dei genitori, leggiamo come e che cosa scrive la figlia di sua madre, nata in una famiglia materialmente povera di Isolani ma ricca di valori umani: "Ben presto la lettura diventa il suo passatempo preferito (...). Ma non è facile soddisfare questa passione vivendo in una famiglia numerosa dove, tra l'altro, non c'è neanche la luce elettrica. La giovane Lucia però si arrangia: va a dormire presto e con l'ausilio di una pila, sotto le coperte, legge fino a notte fonda (...) A diciannove anni si innamora di Dario, il ragazzo con il quale condividerà tutta la sua esistenza, prima a PAGINA 14 Capodistria e poi a Isola, da dove provengono i suoi genitori. Da quest'unione nasco io, figlia unica. Con Dario si apre una nuova passione, quella del teatro, e iniziano così i suoi primi successi dovuti all'innata bravura e alla viva sensibilità." Calata nell'ambiente isolano più genuino, Lucia Scher seppe far rivivere il folklore della sua terra. Nel libro dedicato a sua madre, Amina, che ne è la continuatrice nella creatività e nel lavoro, ci fa percorrere gli anni più fecondi di Lucia Pugliese - Scher, a cominciare dall'inizio degli anni Settanta del secolo passato, quando prese a tessere "una trama snella, piacevole, ma nello stesso tempo ricca di fatti storici, raccontati nel linguaggio schietto della popolazione di Isola d'Istria". Prima da attrice e poi da autrice calcò le scene insieme a Dario. "Si immerse in questo lavoro con grande curiosità e determinazione", soprattutto perché "lo reputava un dovuto gesto d'amore e di gratitudine da tributare a quest'angolino di terra d'Istria e alla sua gente", perciò "si avventurò in una minuziosa ricerca trascorrendo ore e ore in biblioteca a compulsare libri e giornali". Nel rovistare fra le cose lasciate da sua madre, Amina Scher - Dudine ha trovato "un'infinità di fogli, blocchetti, agende e quaderni colmi di appunti, ritagli di giornali ed elenchi di libri consultati e da consulta- Il marito Dario anima della C.I. di Isola re. Tra tutto questo materiale che la mamma conservava gelosamente, segnati con particolare precisione, spiccano i preziosi consigli riguardanti il lin- CULTURA Lucia Scher Isola, 15 giugno 1980 guaggio e la cadenza, i modi di dire, le abitudini, le tradizioni... Insomma un lavoro da certosino" che sarebbe poi sfociato nell'apprezzata commedia musicale e folkoristica E LA COLOMBA... VARDA premiata nel 1976 a "Istria Nobilissima". Quella commedia in due atti, ambientata alla fine dell'Ottocento, specchio della storia e delle tradizioni locali, con molti elementi autobiografici, viene pubblicata integralmente nel libro di Amina Dudine, seguita da ventiquattro canti, testi e musica, per lo più popolari, raccolti da Lucia Scher insieme a filastrocche - giochi, più un testo della stessa Scher su melodia popolare. Il libro comprende inoltre una "Cronistoria degli avvenimenti" del gruppo folkloristico isolano arricchita da numerosi documenti fotografici. Ne' "Il piacere di cantare assieme" scopriamo altri momenti della vita creativa di Lucia Scher raccontati e/o documentati dalla figlia: "Lucia Scher non sta mai con le mani in mano", scrive Amina, ricordando che sua madre operò "quasi esclusivamente a favore dei giovani, prima in qualità d'insegnante di lingua italiana e geografia, poi quale conduttrice e curatrice delle trasmissioni dedicate da Radio Capodistria ai ragazzi connazionali. Più tardi passa alla Televisione, sempre a Capodistria, ed anche qui si dedica alle rubriche giovanili. Fino al pensionamento. Nel tempo libero Lucia continua a fare teatro e spesso cura pure la regia, scrive radiodrammi, commediole, rappresentazioni folkloristiche, compone poesie, traduce romanzi e commedie, è autrice di oltre un centinaio di testi per canzoni, quasi esclusivamente dedicati all'infanzia. Ne "Il piacere di cantare insieme" Amina Dudine ha raccolto solo una parte... praticamente della produzione di sua madre in questo campo: i rifacimenti, le libere traduzioni, gli adattamenti in italiano di dieci canti corali sloveni per bambini con relative note musicali di vari compositori. Anche in questa attività Lucia operò "con molta gioia, accuratezza e competenza", in sostanza per soddisfare le esigenze dei gruppi diretti da Amina. "Anche se Lucia Scher non è più con noi, (...) le sue creazioni e i suoi insegnamenti restano particolarmente vivi e indelebili". È doveroso, concludendo, spendere qualche parola su Amina Dudine che ha seguito le orme dei genitori. In seno alla comunità degli italiani d'Isola è redattrice capo del giornalino "La Colomba", si occupa di cori, cantanti, minicantanti e di un gruppo folkloristico giovanile, tiene corsi di dialetto; è stata attivamente impegnata nella scuola dapprima come insegnante di musica a Isola e Pirano e poi come direttrice della scuola elementare di Isola fino al pensionamento (1999), scrive articoli, saggi, racconti e, come s'è visto, libri. Dario, Lucia, Amina, tre persone che valgono per trenta. INFORMATICA Computer - stampanti servizio tecnico €uroComputer Gregorèièeva - Via S. Gregorèiè, 11 6310 Izola - Isola Tel.: 05/616 60 60 CULTURA PAGINA 15 La giornalista di Radio Capodistria Bruna Alessio Klemenc, ha avuto la brillante iniziativa di coinvolgere anche l’amico e collega della RAI di Roma, il noto giornalista Ruggero Po, già pupillo e grande amico di Lucia Scher, che in occasione della presentazione del libro “Lucia Scher e il folclore isolano” ci ha inviato questo suo prezioso contributo. I nnanzitutto desidero rivolgere un saluto a tutte le persone che sono convenute per ricordare una donna unica, che da cinque anni non è più con noi, ma della quale posso avvertire ancora, come se ci fossimo lasciati un minuto fa, la voce autorevole e allo stesso leggera, ironica, complice. Il mio primo incontro con Lucia risale all'estate del 1969. Io ero un ragazzino di 17 anni che aveva già ben chiaro cosa avrebbe voluto fare da grande: il giornalista. Lucia una dirigente di Radio Capodistria autrice e conduttrice di uno dei più popolari programmi dell'epoca, "Avete scelto". Fu ad "Avete scelto" che inviai un nastro con una prima intervista a una cantante allora di una certa fama, Paola Musiani, e fu Lucia che, dopo averla mandata in onda, mi invitò a realizzarne altre. Per me fu l'inizio di una carriera che probabilmente non avrebbe avuto lo stesso corso, o forse non ci sarebbe proprio stata, se il destino non avesse fatto incrociare sulla mia strada questa bionda signora di ferro. Talvolta mi accade, riordinando vecchio materiale, di ascoltare le mie interviste di quegli anni. Sono sincero. Non so se io stesso, oggi, darei credito a quel ragazzino incerto, un po' troppo timido, dalla forte inflessione emiliana. C'è voluto del coraggio e a Lucia il coraggio non è mai mancato se al ragazzino emiliano di cui sopra aprì an- che le strade della conduzione al microfono. Mi "impose" nonostante le critiche dei più e vide lontano se oggi io sono uno dei tre conduttori del GR1 Rai del mattino, l'edizione più ascoltata della radiofonia italiana. Lucia per me fu una maestra severa. Mi insegnò i trucchi del mestiere. Ancora oggi quando mi capita di fare un'inchiesta ricordo come proprio lei mi insegnò a mettere l'intervistato "nell'angolo". Un angolo fra due pareti tecnicamente insonorizza l'audio e soprattutto, psicologicamente, impedisce all'altro di sfuggire. L'intervista, mi diceva, viene meglio. Ed è un suggerimento che ancora applico. Così come conservo gelosamente le lettere che, in tempi nei quali telefonare tra Italia e Jugoslavia non era un gioco, ci scambiavamo ogni settimana. Da tempo colleghi come Lucia nei giornali non esistono più. Ruggero Po 9 aprile 2003 - in Sede - presentazione del libro di Stefano Lusa “Italia - Slovenia” di Stefano Lusa M ercoledì 9 aprile scorso, nella sede della Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola è stata presentata l’opera del giornalista connazionale piranese Stefano Lusa “Italia - Slovenia 1990 / 1994” edito da Il Trillo, periodico della Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” di Pirano. In esso l’autore tratta in modo detta- gliato e ben delineato i rapporti tra Italia e Slovenia nel periodo in cui quest’ultima ha conseguito l’indipendenza. Un lavoro molto impegnativo su un argomento che ci ha visti testimoni e che ha incontrato il favore dei lettori e della critica. Pertanto la Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola ha ben pensato di sentire, dalla viva voce del- l’autore, quale è stata la scintilla che lo ha spinto a scegliere quest’argomento e a svolgere un minuzioso lavoro di consultazione e di ricerca delle cause, ma anche delle sensazioni, dei momenti vissuti, della verità, mettendo in evidenza le circostanze, i vari punti di vista, le scelte effettuate. Si ringrazia l’autore per aver aderito al nostro invito e per essere stato chiaro ed esauriente nella sua esposizione. (ds) CARBONI PNEUS Dario Carboni s.p. - i.a. Servizio, vendita e ricostruzione pneumatici Ind. cesta - Strada dell’Industria 4 6310 Izola - Isola A fine esposizione il presidente della “Dante” Dario Scher consegna un omaggio all’autore Stefano Lusa (Foto TB) Copertina del libro Tel.: +386 05 641 53 65 Fax: +386 05 640 06 58 PAGINA 16 SPORT & RICREAZIONE A cura di Emilio e Tura Bevitori RIDIAMO VITA AL NOSTRO CALCETTO L’attività sportiva più importante della “Dante” è senza dubbio quella svolta dalla Squadra di Calcetto: la prima a costituirsi e quella che ha dato la maggiore attività e le più grandi soddisfazioni. Ora però sta passando un periodo di crisi dovuto al cambio genera- zionale. La formazione Veterani è assieme ormai da vent’anni e, pensando al futuro, due anni or sono, ha incluso in quest’attività un buon numero di matricole, dando origine ad altre due squadre: Giovani e Giovanissimi. Ma le cose non sono andate secondo le previsioni. CAMPIONATO DI CAPODISTRIA 09/02/03 C.I.”D.Alighieri” - Ficon d.o.o 16/02/03 C.I.”D.Alighieri” - ŠD 23/02/03 C.I.”D.Alighieri” - Šemprepjeni 23/02/03 C.I.”D.Alighieri” - Luka Šipki 09/03/03 C.I.”D.Alighieri” - Črni Gavran 16/03/03 C.I.”D.Alighieri” - Šalara 23/03/03 C.I.”D.Alighieri” - Nektar 2 1 1 2 3 2 1 : : : : : : : 0 4 4 1 6 2 4 A settembre si riprende l’attività. Pertanto rivolgiamo un invito a L’entusiasmo iniziale si è pian piano affievolito e ciò specialmente a causa degli allenamenti che si tenevano nella palestra una volta alla settimana ad ore proibitive (dalle 22.00 alle 23.00 unico termine offertoci) e delle poche uscite dovute alla totale assenza di finanziamenti nei primi sei mesi di quest’anno. Proprio per questo motivo non abbiamo potuto realizzare il nostro programma d’attività e siamo stati indotti a declinare parecchi incontri fuori sede. Da gennaio a marzo abbiamo partecipato regolarmente al Campionato di Capodistria (prima lega), ma spesso siamo stati costretti a giocare in inferiorità numerica. TUTTI I NOSTRI GIOVANI SOCI: UNITEVI A NOI PER FORMARE UNA BUONA SQUADRA, DEGNA DEI RISULTATI GIÀ OTTENUTI IN PASSATO. VI ASPETTIAMO! ¨ BELLO STARE INSIEME Con questa carrellata di fotografie desideriamo informarvi sulla nostra attività ricreativa, accompagnata sempre da grande allegria e gioia di vivere. Questi piacevoli incontri ci danno l’opportunità di trascorrere assieme ad amici e conoscenti parecchie ore di divertimento, socializzando e condividendo emozioni. 1 febbraio 2003. Primo Torneo di Briscola - foto ricordo dei vincitori. Si sono aggiudicati il primo premio Mario Dagri (in piedi al centro) e Lucijan-Ciano Kleva (primo a destra): secondi sono giunti Marino Pugliese (secondo da destra) e Dean Radočaj (seduto) e terzi (nella foto il primo e la seconda da sinistra) Cristian Pugliese e Tura Bevitori. (Foto EB) La sala della Comunità degli Italiani. “Dante Alighieri” di Isola stracolma di coppie partecipanti al Torneo di Briscola. Dopo ogni disputa naturalmente segue l’atteso incontro conviviale. (Foto AD) SPORT & RICREAZIONE PAGINA 17 Due momenti del Ballo delle Bambole tenutosi lo scorso 3 marzo nella nostra sede sociale. Le belle mascherine hanno reso l’ambiente traboccante di vivacità e buonumore. Si sono scatenete nelle danze, come si può notare nella foto a destra, animate dalla coreografa Ester Dassena. A completare la tavolata colma di dolciumi sono stati la panetteria Kruh Koper e l’Albergo Riviera di Isola. (Foto AD) Sopra: In occasione della Giornata Internazionale della Donna, è stata organizzata una simpatica Serata Sociale con pesca miracolosa e tombola (Foto EB) A destra: Su insistente richiesta si è tenuto il 5 aprile scorso, nella sede della “Dante, il secondo TORNEO DI BRISCOLA. La classifica: primi Egidio Novel (in piedi a sinistra) e Izidor Batelič (in piedi a destra), secondi Emilio Bevitori (al centro della foto) e Klavdijo Pečar (accosciato a sinistra) terzi Nevio Pugliese (in piedi al centro) e Valdi Jerman (accosciato a destra) ( Foto TB) Mariella Suhar s.p. Koprska - Via Capodistria 23 6310 Izola - Isola, tel. 05/641 66 13 Luciana autotrasporti Abbigliamento “CASUAL” - anche su misura PRODUZIONE E VENDITA Edi Carpenetti s.p. Ul. IX. Corpus Via IX Corpo, 15 6310 Izola - Isola GSM: 041 78 46 15 RELAZIONI PAGINA 18 LE NOSTRE PRESTAZIONI NEL 2002 CULTURA GRUPPI e ATTIVITÀ LUOGO e DATA (Partecipazione alla Celebrazione per l’inaugurazione della nuova ala della Scuola Media “Pietro Coppo” con la Scena dal balcone, tratta da Romeo e Giulietta di Shakespeare Isola, 15/03/02 (Partecipazione all’Incontro Intercomunale delle Filodrammatiche con il dramma “La morsa” di L. Pirandello Pirano, 13/04/02 (Partecipazione allo spettacolo DITUTTUNPO’ con la Scena dal balcone tratta da Romeo e Giulietta di Shakespeare Isola, 03/07/02 (Spettacolo: “La morsa” Crevatini, 24/10/02 (Spettacolo: “La morsa” Fiume, 23/11/02 FOLK GIOVANILE (Partecipazione allo spettacolo SERATA CANTERINA con lo sketch “∫e sempre la stesa storia” di A. Dudine Isola 14/02/02 (Partecipazione all’Incontro Intercomunale delle Filodrammatiche con “Maliardi e Miliardi” di A. Dudine Pirano, 12/04/02 (Partecipazione allo spettacolo della Scuola di Musica “El canon de fighera” di Kralj Isola, 14/06/02 (Sketch “∫e sempre la stesa storia” di A. Dudine Fiume, 23/11/02 (Partecipazione a SENZA CONFINI con la scenetta “In pescaria” di A. Dudine Isola, 30/11/02 (Scenetta “In pescaria” di A. Dudine Capodistria, 18/12/02 MINICANTANTI Isola, 14/02/02 Isola, 03/07/02 CANTANTI (Partecipazione allo spettacolo SERATA CANTERINA (Partecipazione allo spettacolo DITUTTUNPO’ (Esibizione di canzoni (Partecipaziolne allo spettacolo Tra suoni e canti (Partecipazione al Concerto dei Bepop LUOGO e DATA ATTIVITÀ LETTERARIE FILODRAMMATICA (Partecipazione allo spettacolo SERATA CANTERINA (Partecipazione allo spettacolo DITUTTUNPO’ GRUPPI e ATTIVITÀ Isola, 14/02/02 Isola, 03/07/02 Crevatini, 24/10/02 Isola, 03/06/01 Isola, 25/12/02 (Partecipazione a due concorsi letterari (Serata letteraria commemorativa dedicata al letterato Bruno Maier (“Dal marchese Gravisi al carbone d’Istria” - serata letteraria con Isabella Flego marzo 2002 Isola, 10/10/02 Isola, 11/12/02 MOSTRE (Mostra in occasione della presentazione del libro di Giorgio Dudine “Antonio Pesaro, il presule isolano e il suo tempo” (Mostra fotografica in occasione del primo lustro della Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola Isola, 23/04/02 Isola, 29/10/02 GRUPPI OSPITI (Concerto del Duo Santo - Gentile (Concerto del Duo Damaschi Pigato (Concerto con il pianista Dario Forturello di Nicolosi (Concerto VOCI AMICHE con i cori: Aesontium (giovanile) di San Pier d’Isonzo La Foiarola (giovanile) di Poggio Terza Armata Femminile della Comunità degli Italiani di Salvore Corale di Coseano (misto) (TRA SUONI E CANTI con l’Orchestra Santa Margherita, il Gruppo ritmico giovanile, i solisti e il coro dell’Associazione “Amici della Musica” di Martignacco (SENZA CONFINI - incontro folk con il Duo “La Bora” della Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” di Pirano, la Filodrammatica della Comunità degli Italiani di Salvore e il Gruppo Folk “I Danzerini” di Lucinico Isola, 24/02/02 Isola, 17/04/02 Isola, 29/09/02 Isola, 26/10/01 Isola, 16/11/02 Isola, 30/11/02 GRUPPO RICERCATORI DI STORIA PATRIA (Presentazione del libro ANTONIO PESARO, IL PRESULE ISOLANO E IL SUO TEMPO di Giorgio Dudine Isola, 23/04/02 (Partecipazione al Concorso internazionale di Forlì “Storia e Storie” e assegnazione del Primo Premio ottobre 2002 (Pubblicazione della ricerca dedicata al 160.esimo anniversaro della h RELAZIONI GRUPPI e ATTIVITÀ LUOGO e DATA nascita dell’illustre scienziato isolano Domenico Lovisato e ai 1070 anni che su un documento appare per la prima volta il nome di Isola (Ricerche per le pagine del periodico “La Colomba”dedicate alla storia patria, agli usi e alle tradizione del nostro territorio PAGINA 19 GRUPPI e ATTIVITÀ LUOGO e DATA (Dato alle stampe il libro di Amina Dudine LUCIA SCHER E IL FOLCLORE ISOLANO dicembre 2002 Isola, gen - dic 02 EDITORIA (Usciti tre numeri de “La Colomba” Isola, gen - dic 02 Isola, dicembre 02 CORSI (Terzo corso per il recupero del dialetto Isola, gen - dic 02 (Corso di recitazione e dizione svolto con i giovani filodrammatici (terzo anno) Isola, gen - dic 02 CONFERENZE (6 di tema vario + un’escursione Isola, gen - dic 02 S P O R T GRUPPI e ATTIVITÀ CALCETTO - Campionato di Capodistria (03/02/02 (24/02/02 (03/03/02 (10/03/02 (17/03/02 (24/03/02 (07/04/02 (21/04/02 (28/04/02 (11/05/02 (16/12/01 (18/05/02 “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” - Bolero Beli Križ Pompieri Sicciole Campion Gistel Bertocchi Oljka Bossamarin Zlatarna Široka Trgoavto AvtoRakar Bertocchi Mešani transport Atletski Klub Capodistria ZAM Pro 5 (29/09/02 (06/10/02 (13/10/02 (20/10/02 (27/10/02 (03/11/02 (10/11/02 (17/11/02 (24/11/02 (01/12/02 (08/12/02 (Partecipazione al IX Incontro Sportivo delle Comunità degli Italiani “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” “Dante” - Pizzeria Santa Lucia Šemprepijeni Fikon ŠD Luka Nektar B.L. Luka Šipki Črni Gavran Šalara Nektar B.L. Pizzeria Santa Lucia Šemprepjeni Umago, 22/06/02 TORNEI DI CALCETTO - nostra organizzazione (Incontro amichevole di Calcetto (5° Torneo Internazionale di Calcetto (2° Torneo Interno di Calcetto Isola, 12/02/02 Isola, 09/11/02 Isola, 21/12/02 PALLAVOLO (Partecipazione al IX Incontro Sportivo delle Comunità degli Italiani Umago, 22/06/02 TENNISTAVOLO (Partecipazione al IX Incontro Sportivo delle Comunità degli Italiani (Torneo Maschile organizzato dalla Sezione Sportiva della C.I. “Dante Alighieri” (Torneo Femminile organizzato dalla Sezione Sportiva della C.I. “Dante Alighieri” Umago, 22/06/02 Isola, 25/11/01 Isola, 2/12/01 SCACCHI (Partecipazione al IX Incontro Sportivo delle Comunità degli Italiani Umago, 22/06/02 RICREAZIONE ATTIVITÀ (Festa di Carnevale - Ballo delle Bambole (Serata sociale in occasione della Giornata Internazionale della Donna e della Festa dei Papà (Torneo di Briscola e Tressette ATTIVITÀ Isola, 09/02/02 Isola, 16/03/02 Isola, 20/04/02 (Torneo di Briscola e Tressette (Serata sociale d’Autunno (Serata sociale per festeggiare il Natale e congedarsi dall’anno vecchio Isola, 12/10/02 Isola, 25/10/02 Isola, 21/12/01 PAGINA 20 S on de novo con voi par continuar el discorso che go scominsià l’ultima volta, co ve go parlà, prima dei fis’ci de la sirena e po’ del lavor nel Conservificio Arrigoni, naturalmente a Isola. Ve ricordarè che ve go contà come che scatolavimo le sardele, come che insalavimo i sardoni, quei bei grosi che noi ciamavimo ancioi e come che fasevimo l’antipasto, questo VICENDE & COSTUME I RICORDI DELLA SIGNORA RITA ricordè quel toco de omo, i∫olan naturalmente, alto, che a stava visin del Palaso Besenghi, che a se spostava sempre in bicicleta e che a l’Arigoni a iera Caporeparto? - ben, di∫evo, sto Tore de la calda a me dir che i me vol in diresion. di Margherita Delise (magnabigoli) Oh mama mia, go dito! Co/raccolti e trascritti da Amina Dudine/ sa ∫e che no va? Sul momento, ciò, go pensà de gaver fato qualcosa che no gavaria un sior de Piran, cusì che no sò masa codovù far e, anca se me sintivo la cosienme che i preparava sto otimo prodoto, sa a posto, iero pitosto preocupada. Inma sò che bastava un picio cubeto par soma, me pre∫ento davanti del Consiglio insaporir ben ben el brodo, parché li Amministrativo e me sento dir: “Rita! adoperavo anca mi, ‘sai volentieri, a La gavemo ciamada par far una pulisia ca∫a co cu∫inavo. profonda de la sala fileti. La se cioghi Mi de solito lavoravo più sui mestieri: un poche de done e lei la dirigiarà i lasu le machine, nei maga∫ini,... Ansi, ve vori.” Me go sintù subito meio e devo dir dirò che gavevo apena 17 ani quando che me ga fato anca piaser de la fiducia che go scominsià a lavorar su una mache i me gaveva dà. Alora mi ghe go dichina. Però, co iera necesità, bisognava to: “Aceto, ma prima de duto me dovè adatarse e andar a ‘iutar indove che garantir che le buiote sarà piene de serviva e propio par questo, un periodo aqua co’ la soda caustica e po’ che ogni gò lavorà in sala fileti. L’ambiente de dona varà el traverson, i stivai e i guanDa “La voce di Arrigo” lavor a iera grando e dentro iera tanti ti de goma. I me ga dito subito de sì. Pulitura delle acciughe banchi co le relative scagnele. In ogni In quatro sere, dopo l’orario lavorati(Collezione Livia Pugliese) banco iera posto par sie persone. Una vo, naturamlente, co’ le done de mia fiultimo soto la guida del sior Luigi de dona, col carel, la portava i sardoni e la ducia, se ga fato un lavor coi fiochi. ∫e Bari. Ve gavevo dito anca che par l’anvignuda fora una sala fileti al bacio, netipasto vigniva usada la meio parte dei ta che no ve digo e, anca par sto lavor, più bei toni, cioè la schena. Sì, propio go ciapà un mucio de lodi. quela parte più polposa de quel bel coGo lavorà tanto, ma go avù anca tanlor ro∫a. Ma iera propio tono, savè! No te sodisfasioni. miga palamida! El meio del meio. La Che fabrica che iera l’Arrigoni! Se faparte de soto, invese, quela che noi ciaseva de duto e de otima qualità. Mi là mavimo la panseta, dopo eser stada nedentro go lasà el cuor. tada, la vigniva preparada, sfregolada Ancora ‘deso, dopo tanti ani, se paso e, in ultimo, ste briciole le vigniva scasu par San Rocco, par quela strada che tolade soto oio extra vergine de oliva. El me ga visto corer tante volte par no far procedimento iera più o meno quel de le tardi e restar serada fora del porton de sardele, che ve go ∫a spiegà la volta quela che par mi iera la mia seconda scorsa. La materia prima iera sempre ca∫a, me pian∫i el cuor e me se stren∫i de granda qualità, ma gnente doveva duto qua dentro, de nostalgia. Ma purDa “La voce di Arrigo” vignir butà via. Pre∫empio: co le teste tropo el tempo pasa e po’... resta solo i Il pesce viene inscatolato dei pesi vigniva fata la farina de pese ricordi. (Collezione Livia Pugliese) che serviva par le bestie. Ma questo lali butava sul banco. Qua el pese vigniva vor lo faseva la fabrica Ampelea, cioè netà e po’ a pasava avanti. Iera quei che quela fabrica che iera indove che adeso li ver∫eva, che li stacava del spin e che li ∫e la Delamaris, ne la ∫ona de San Piero. preparava par diventar fileti. Po i vigniSta lavorasion, purtropo, ghe dava cativa mesi soto oio. vo odor a duta Isola, ma iera anca queCo se netava i sardoni, el scarto andasto un modo de guadagnar. va a finir int’una spece de gorna che ieBen, eco, quei del pese iera i reparti ra sistemada in ogni banco e là el sporpiù importanti, ma apian apian la proco restava fina a la sera, quando che le dusion se ∫largava sempre de più e cusì done le netava sti banchi, butando quel in fabrica se ga verto anca la sala estrache iera ne le gorne dentro de un baril. to indove che se faseva i dadi par el broSte povere done, le netava meio che le do. Ma se tratava propio de estrato, sapodeva e el più ∫velto posibile. Ma chi vè. Iera cubeti pici e la lavorasion, comche ne dirigeva voleva una pulisia più pre∫o l’imbalagio, vigniva fata duta co’ Da “La voce di Arrigo” fonda. Insoma, un ∫orno Tore de la calle machine. Mi no go mai lavorà in sto Il prodotto è pronto per l’imballaggio da, che saria Salvatore Zennaro - ve lo reparto, indove che iera responsabile (Collezione Livia Pugliese) VICENDE & COSTUME PAGINA 21 LE NOSTRE PICCOLE GRANDI STORIE Riprendiamo la rubrica “Le nostre piccole grandi storie”, questa volta con il contributo di un amico d’oltreoceano, uno tra i tanti volti scolpiti nei ricordi della nostra infanzia e poi man mano sbiaditi per la lontananza e per il tempo che passa inesorabile, dando via via una mano sempre più spessa di smalto alle immagini memorizzate e archiviate nel nostro cervello per poi guastarle definitivamente, facendole scomparire del tutto dal nostro archivio personale. Ma negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante e, tramite Internet, oltre alle nuove amicizie, riusciamo a ripristinare e a “restaurare” questi nostri ricordi semiperduti, con collegamenti a distanza, scambi d’informazioni, ricerche varie che ci aiutano a ritrovare amicizie perdute o volti più o meno noti di persone incontrate per strada ma che il tempo e gli eventi non ci hanno permesso di conoscere personalmente. Ecco, questo è proprio il caso del nostro amico, nato a Isola e residente a London, nell’Ontario (Canada), il signor MARIO LORENZUTTI e per inquadrarlo meglio aggiungiamo “grilo”, cioè il so- prannome della sua famiglia. Conosciuto oltre un anno fa grazie al comune amico Ciano, abbiamo intrecciato una fitta corrispondenza via e-mail, con lui e con la sua simpatica signora, Franca Pitacco, nata a Sicciole “al Gorgo”. Anche se ormai lontano da Isola dal periodo dell’Esodo, i ricordi di Mario, riguardanti la sua terra e la sua gente, sono vergati con l’inchiostro indelebile nella sua mente e ricchi di particolari, perché custoditi come preziosi gioielli. Questa volta ci racconta: UNA U∫ELADA SORA I RIVASI Q uel che 'deso stago par contarve ∫e suceso nel periodo, quando che le nostre tere iera soto l'Austria. In quel tempo iera proibì andar a u∫elar, ansi di∫emo pur che iera reato. Aguai se i te becava. Ma la magioransa dei Istriani, che no ga mai nudà ne l'oro, i se ga sempre savù 'rangiar, ris'ciando su la propia pele, naturalmente, e sperando de farla franca. E speso anca ghe riusiva. Ma sta volta... Ve voio contar cosa che ghe ga tocà a Tadoro - che secondo me nono Berto grilo, a iera un dei meio u∫eladori de Isola de quei tempi - un giorno che a ∫e andà a u∫elar co' so fio. Mi però no lo go mai conosù, parché ∫a quela volta, co mi iero picio, lu a ∫burtava radicio ∫a de tanti ani. Sti do Isolani patochi che i viveva in via Besenghi i se ga prontà ben ben, i ga ciolto con lori duto quel che ghe serviva e i se ga incaminà verso San Simon, co la speransa de ciapar un pochi de u∫ei par farse una bona magnada, co’ la ∫onta de un toco de polenta par tociarla intél sugheto che vigniva ‘sai bon. I saveva ∫a indove andar. In alto al Ronco, sora i rivasi, iera un bel albero, propio un de quei che pareva fati a posta par u∫elar. Insoma, i 'riva sul posto e, come chi che conosi 'sai ben el so mestier, i scuminsia a pariciar l'albero par la catura. Par chi che no sà dirò che a I∫ola, i rivasi, ∫e quele alture a strapiombo su la riva del mar fra San Simon e Strugnan. Ben, adeso che l'albero iera pronto a dover coi riciami che i cantava che iera un piaser e stanghetà co’ le vis'ciade, Tadoro, col ∫ogolo in man, e so fio i se ga cucià soto le vide, ben sconti, a spetar el momento giusto par far scatar la "trapola". Prima de 'ndar 'vanti ∫e meio che ghe spiego, sempre a chi che no sa, come che funsionava sto mecanismo. El ∫ogolo iera el fil che vigniva manovrà de chi che u∫elava. De una parte a vigniva fermà su l'albero e là iera anca tacai altri fili più curti e su ognidun de sti altri fili iera ben saldà un riciamo, cioè un povero u∫eleto ligà par la satina. E po’ come che go ∫a dito, vigniva mese le stanghete co’ le vis’ciade. Alora, i riciami, cantando forte i ciamava altri u∫ei. Ve dirò ancora che, acioché i riciami cantasi meio, sti poveri u∫eleti i vigniva orbai co’ un fero de calsa riscaldà e cusì i cantava de continuo, parché i no vedeva quel che naseva ‘torno de lori. Quando che l'omo che tigniva l'altro cavo del ∫ogolo in man a vedeva che se avicinava un ciapo de u∫ei, a tirava el ∫ogolo fasendo cusì mover duti i fili coi riciami. Sto movimento meteva in asion i riciami che scuminsiava a ∫volasar, come che i podeva, fra i rami e cusì i dava l'impresion che in quel albero iera u∫eleti liberi. Alora, rasicurà, el ciapo intiero calava su l'albero. Ma, povari u∫ei, i restava subito tacai intéle vis’ciade. A questo punto el ∫ogo iera fato. A l'u∫elador no ghe restava altro che andar a ingrumar i novi u∫eleti su l'albero, come che fusi fruti. Ben, ma tornemo ai nostri do u∫eladori. Insoma, pare e fio i spetava la calada de un ciapo, che quel ∫orno a stentava a 'rivar. Speta che te speta... al pare ghe tigniva de far i so bisogni e alora a ghe dir al fio: "Ciapa, ten ti el ∫ogolo che mi devo lontaname un momento. E te racomando! Sta atento! No sta farte scampar el ciapo". Par el fio iera finalmente ‘rivà el so momento. Sta volta a ghe gavaria mostrà a so pare quel che a iera bon de far. A ciol el ∫ogolo e, ben sconto soto la vida, a se meti a spetar che cali el ciapo, concentrà al masimo in sto lavor. Pasa un fià de tempo e duto int'un a se senti bate la spala par dadrio. Pensando che fusi so pare e che a volesi ciorghe el ∫ogolo de man a ghe dir sotovo∫e: "Sito, che i se cala!". Ma de novo a se senti bate la spala e ancora una volta a ghe dir un poco nervoso: "Sito che i se cala". E sicome che so pare a no ghe rispondeva, a ga butà la man par dadrio par tocalo e faghe capir che a no doveva disturbarlo parché el momento iera quel bon. Ma invese de tocar le braghe del pare, la man se ghe ga pu∫à su una roba dura, streta, freda e de metal. No ghe ga vosù masa par capir che a gaveva tocà la spada de un gendarme austriaco. Aguai se a se gavesi fato becar! Alora sto povaro fio ga molà duto e corendo come un mato a se ga butà a rondoloni ∫o par i rivasi. No se ga mai capì come che a ∫e restà vivo. Un vero miracolo. Ma, secondo lu, saria stà ‘sai pe∫o se a fusi stà becà del gendarme austriaco. Par fortuna la ghe iera andada ancora bastansa ben! Mario Lorenzutti PAGINA 22 VICENDE & COSTUME I C E N T ’ A N N I D E L L A PA R E N Z A N A 1902 - 2002 A cura di GIORGIO DUDINE N ella nostra carrellata di notizie dedicate alla già gloriosa Parenzana - la ferrovia a scartamento ridotto che collegava Trieste con le cittadine istriane, fino a Parenzo - non potevamo non soffermarci su alcune curiosità e spigolature. Fatti che con il tempo hanno raggiunto dimensioni più ampie, perché arricchite dalla ben nota e fertile fantasia delle nostre genti. A noi sono sembrate simpatiche e per questo abbiamo deciso di proporvele. SI DICE CHE... Mentre sul treno, alla stazione di Isola, venivano svolte operazioni di scarico e carico merci, il capotreno, signor De Luca e il conduttore, signor Semeraro, si erano recati nell’ufficio del capostazione. Il fuochista, signor Zabbia invece approffittava della pausa per lubrificare le bielle della locomotiva. Ad un tratto, un suono di tromba emesso da un veicolo che passava nelle vicinanze, venne scambiato per il segnale di partenza che veniva sempre dato dal capostazione o dal capotreno. A questo punto il fuochista, buttata un’occhiata al marciapiede e constatato che non c’era nessun passeggero, dette cenno al macchinista, signor Del Bianco che era tutto a posto e questi fece partire il convoglio. Il conduttore Semeraro, dall’ufficio del capostazione, aveva notato che il treno si stava muovendo, ma non aveva dato troppa importanza, convinto che si trattasse dei normali spostamenti della locomotiva per agevolare la lubrificazione delle bielle, lavoro che veniva fatto a mano. Ad un certo punto però si accorse che gli stavano passando davanti tutti i vagoni e che la velocità del treno aumentava progressivamente. Allora, assieme al capotreno, si precipitò fuori dall’ufficio e, gridando e gesticolando ampiamente, cercò inutilmente di richiamare l’attenzione del macchinista, il quale, tutto preso dal suo lavoro, era intento a intraprendere, nel migliore dei modi, la salita. Disperati, il conduttore e il capotreno, non sapevano più cosa fare. Un contadino isolano che stava osservando la scena si offerse di aiutarli: “Gnente paura, siori. Ve faso mi ciapar el treno. Vignime drio.” Attraversarono alcune erte scorciatoie di Saletto e dopo dieci minuti di cammino sostenuto raggiunsero le rotaie, ma del treno, nemmeno l’ombra. Visto il disappunto dei due, il contadino li rassicurò: “No ste ‘ver paura, siori, a no ∫e ancora pasà. Vedarè, che ‘deso a ‘riva!” E difatti, subito dopo si sentì il caratteristico sbuffare della locomotiva e il treno, lentamente, uscì dalla curva. Il macchinista rimase di sasso nel trovarsi davanti il conduttore e il capotreno e frenò il convoglio che già stava andando a velocità ridottissima. Non riusciva a spiegarsi che cosa facessero in quel posto quelle due persone che avrebbero dovuto essere sul treno. Il contadino isolano con il suo pronto e sagace intervento li aveva salvati da sgradevoli conseguenze. Durante il periodo dell’amministrazione austriaca, sul fumaiolo delle locomotive era apposto un voluminoso parascintille che assomigliava molto ad un pentolone. Pertanto la nostra gente aveva messo in giro la diceria che il macchinista, prima di partire dalla stazione di Trieste, lo riempisse di fagioli e acqua, in modo da trovarli cotti a puntino al momento dell’arrivo alla stazione di Parenzo. La più che sostenuta velocità della Parenzana era venuta pienamente incontro alla categoria dei cosiddetti “portoghesi”, specialmente nel tratto Semedella - Isola, nel periodo in cui si svolgevano dei lavori di riparazione e il treno non poteva superare i 10 chilometri orari. I viaggiatori, sprovvisti di biglietto, salivano sulle carrozze di testa. Quando il controllore, che iniziava il suo lavoro dall’ultimo vagone, si stava avvicinando, saltavano in strada per risalire subito sulla carrozza di coda. Il giochetto riusciva praticamente sempre. Durante la prima guerra mondiale il treno era l’unico mezzo di collegamento non rischioso tra Trieste e le città dell’Istria, quindi molto frequentato. Dato che la locomotiva veniva alimentata a legna mista a carbone, la produzione di vapore era piuttosto scarsa e quindi creava molti problemi in salita. Sembra che nel tratto Cannedo (estremo lembo della piana di Sicciole) e la costiera di Salvore, nel punto più ripido, i passeggeri fossero invitati a scendere e a spingere il convoglio per aiutarlo a prendere l’abbrivo. Ma dopo questa fatica, dovevano essere molto scattanti e risalire immediatamente sul treno, altrimenti rischiavano di rimanere a terra, anche se avevano pagato il biglietto. Questo fatto è successo subito dopo la prima guerra mondiale. Un gruppetto di baldi studenti di Parenzo, terminate le vacanze estive, erano pronti a prendere il treno. Si recavano a Capodistria per proseguire gli studi al Liceo “Carlo Combi”. Erano particolarmente contenti perché già pregustavano la libertà, lontano dalle famiglie. I genitori che li avevano accompagnati affettuosamente alla stazione erano piuttosto preoccupati. Lontani da casa avrebbero mangiato a sufficienza? Si sarebbero messi la maglia di lana? Sarebbero stati alla larga dai pericoli della vita? Ma come si sà, lo studio è molto importante e, bisognava aver fiducia nei propri figli, naturalmente dopo aver sciorinato tutte le raccomandazioni necessarie. Saliti sul treno, gli spensierati giovani salutarono i loro genitori e, appena il treno scomparve dietro la prima curva, sentendosi finalmente liberi, tirarono fuori le sigarette e iniziarono a fumare. Ma ebbero subito una brutta sorpresa. Il treno invece di andare avanti iniziò a retrocedere fino a ritornare nuovamente alla stazione. Le sigarette erano già state gettate dai finestrini, ma il terrore di questi ragazzi era quello di dover rivedere i genitori che, senz’altro avrebbero fiutato l’odore di tabacco e allora sarebbero stati dolori. Ma questa volta la scamparono bella. I familiari, alla partenza del treno, avevano reputato di aver fatto il loro dovere e si erano incamminati verso casa. h VICENDE & COSTUME A volte succedeva che nelle salite con pendenze che raggiungevano il 28 per mille il treno dovesse retrocedere fino al punto di partenza. Ciò succedeva specialmente nell’affrontare le salite di Simisin, subito dopo la stazione di Parenzo, oppure l’erta di Saletto, appena lasciata la stazione di Isola. Questi inconvenienti si verificavano specialmente quando, ad alimentare la caldaia, c’erano macchinisti che non conoscevano a fondo le caratteristiche climatiche del luogo. Verso il tramonto, infatti, poteva succedere che il vapore acqueo si depositasse sulle rotaie raffreddate, impedendo la prosecuzione del convoglio. Quindi, ritornati alla stazione, dovevano spargere della sabbia sulle rotaie, alzare la pressione nelle caldaie e aprire le valvole di scarico per evitare una brusca accelerazione. Erano praticamente quotidiane le gare di velocità tra il treno e i vari mezzi di trasporto che viaggiavano sulle strade adiacenti. Spesso la Parenzana faceva una magra figura con i giovani ciclisti che lo sfidavano sul tratto tra le stazioni di Salvore e di Mazzoria o sulla strada Semedella - Isola, che correva parallela alla ferrovia. Il nostro trenino a scartamento ridotto riusciva a spuntarla e ad essere orgoglioso delle sue prestazioni soltanto lungo la Valle del Quieto, gareggiando con l’autocorriera. Sia la Parenzana, sia la corriera lasciavano la Santo Stefano - Levade alle ore 18.15: la prima per dirigersi verso Montona e poi raggiungere Parenzo e la seconda, che proveniva da Trieste, doveva raggiungere Albona. Oltre ad essere poco veloce, in quegli anni (1925), la corriera doveva percorrere una strada tutta ghiaia e polvere e poi, all’altezza del torrente Bottonega era costretta a rallentare per dare la precedenza al treno. E questi, vittorioso, dopo un gioioso fischio di saluto, attraversava la strada per iniziare la salita del colle di Montona. Molto spesso la Parenzana trasportava l’ottimo vino prodotto nell’Istria occidentale. Nelle stazioni veniva versato in grandi botti ed era prassi, durante il travaso, offrirlo senza troppa parsimo- nia a quanti assistevano all’operazione. Successe che il capostazione di Visinada, che amava particolarmente questo liquido, dopo aver esagerato un po’ nell’assaggio, non fosse più in grado di svolgere le sue mansioni e pensò che sarebbe stato saggio farsi sostituire dalla figlia. Ma proprio quel giorno giunse, inaspettato, un nuovo capostazione, per consentire a quello di Visinada di usufruire di un periodo di ferie. Nel constatare che il servizio veniva espletato da un capostazione in gonnella e con tanto di berretto rosso poggiato su una lunga e fluente chioma bionda, il nuovo capostazione si scandalizzò. Il regolamento non prevedeva capostazioni al femminile. Le sanzioni furono scongiurate con l’aiuto delle lacrime che scesero copiose dai begli occhi della ragazza e con la promessa del titolare di non eccedere più con l’assaggio degli eccellenti vini istriani. E a proposito di ottimi vini, un Piranese ricorda un altro episodio. “Un mio amico el gera montado a Piran int’un vagon del treno merci carego de bote piene de vin. Quel fiol de una tecia a ∫e andado fina a la galeria de I∫ola a suciando vin, co’ una cana, fora de una bota. El ga ciapado una imbriagada che no ve digo.” Succedeva spesso che l’affollamento nelle carrozze fosse eccezionale e che i passeggeri dovessero viaggiare in piedi, stipati fino all’inverosimile, tanto da non potersi letteralmente muovere. Il caso volle che in uno di questi giorni, un carboncino lanciato dal fumaiolo della locomotiva entrasse nella carrozza attraverso il finestrino aperto e andasse a infilarsi dentro il colletto, nella parte posteriore, di un passeggero. Il malcapitato non riusci a sollevare rapidamente il braccio per togliersi di dosso quel piccolo carbone ardente e quando finalmente lo fece, naturalmente dopo aver provocato un grande caos, era già troppo tardi. Sul suo collo era comparsa una dolente bruciatura. PAGINA 23 ferroviaria aveva deciso di ampliare il piazzale antistante la fermata. Tutto quel movimento attirò un bambino di Strugnano che, giunto in loco, pose insistentemente il suo sguardo sul treno merci, dal quale si stavano scaricando ghiaia e terra e, incantato, ne seguiva tutti i movimenti. Per quella sua aria ingenua e quel grande interesse che dimostrava per il treno, il bambino venne notato da un macchinista. Diremo, tra l’altro, che i ferrovieri della Parenzana d’origine istriana, e specialmente quelli provenienti dal Buiese, erano particolarmente allegri e pronti allo scherzo, alla frecciata intelligente, alla battuta scaltra. Pertanto, il macchinista s’affacciò al finestrino della locomotiva e, molto seriamente, chiese al bambino: “Ciò, picio! Go sintù dir che to mare dormi in leto insieme co’ to pare. Cosa, ∫e vero?” Il bambino diventò tutto rosso dall’imbarazzo e scappò via chiedendosi chi avrebbe potuto raccontare a quel macchinista - che egli non conosceva una situazione così personale, riguardante i suoi genitori. Un divertimento delle nostre genti era anche quello di imitare il ritmo del treno con filastrocche onomatopeiche. Scandite e accentuate a dovere, riproducevano in modo efficace lo sforzo della locomotiva, quando lenta e sbuffante arrancava su per le lunghe salite, oppure le pacifiche discese cadenzate dal martellare delle ruote sulle giunzioni delle rotaie. Eccone alcune. Per salite ripide (da eseguire molto lentamente e con sforzo): “Nì-sun pà-ga, mi no có-ro! Nì-sun pà-ga, mi no có-ro! Nì-sun pà-ga, mi no có-ro!” Per salite moderate (da eseguire lentamente): “No pò-so più, me man-ca_el fià! No pò-so più, me man-ca_el fià! No pòso più, me man-ca_el fià!” Per pendenze moderate (da eseguire allegramente): “Vi-∫i-nà-da te sa-lù-do! Vi-∫i-nà-da te sa-lù-do! Vi-∫i-nà-da te sa-lù-do!” Per discese (da eseguire veloce): Il 15 agosto del 1912 era previsto un grande afflusso di fedeli al Santuario di Strugnano e, per agevolare il movimento dei passeggeri, l’amministrazione “Dù-ti pà-ga! Dù-ti pà-ga! Dù-ti pà-ga!” AGEN DA Vocabolarietto aguài apiàn apiàn becàr boìr bòn buiòte calièra cavréti ciapàdo ciàpo ciòr dadrio - guai - pian pianino - prendere - bollire - buono, capace - grossi recipienti di metallo adatti alla bollitura - paiolo - capretti - preso - stormo, gruppo - prendere - dietro Le fotografie di quest’edizione sono state scattate da: EB - Emilio Bevitori TB - Tura Bevitori MC - Maja Chersicola ED - Ester Dassena FD - Fiorenzo Dassena AD - Amina Dudine CE - Cristian Esposito MM - Mirko Maglica fià fùsi gòrna la se ciòghi mamoléti màsa mèio - méscola misiàr naséva nudàr pariciàr rénte ristiàra ∫brovàda ∫burtàr radìcio poco, fiato fosse, fossero grondaia prenda ragazzini troppo meglio, migliore - mestolo - mescolare - succedeva - nuotare - apparecchiare, preparare (l’albero) - vicino - rischiara - scottata, molto calda - spingere il radicchio, ovvero essere sottoterra scominsiàr, scuminsiàr scagnèla sfregolàr sìe sintù - incominciare panca sbriciolare sei (numero) sentito UN SENTITO GRAZIE COME LEGGERE I TESTI DIALETTALI Suggeriamo due regole molto semplici per la pronuncia del suono “s”: Abbiamo usato il segno “s” per il suono sordo e il segno “∫“ per quello sonoro. Esempi di “esse” sorda: sasso, sempre, costa Esempi di esse sonora: casa (ca∫a), sgarbo (∫garbo), medusa (medu∫a). KARLO MARKEŽIČ - periodico della la o cotone usata dagli operai trombìni u∫èl vèr∫er vìde vignìme drìo vis’ciada - stivali di gomma - uccello - aprire - viti - seguitemi - asticella coperta di vischio Inviare i contributi scritti o richiedere il periodico all’indirizzo postale Comunità degli Italiani “Dante Alighieri”, Via Brigate d’oltremare 8, 6310 Isola (Slovenia) Trattoria aliani lg i It ISTRIA Egidio & Erik Krajcar Trg Republike - Piazza della Repubblica 1 Izola - Isola dIstria tel. 05/641 80 58 IL P U N TO L a Redazione de “La Colomba” si scusa con tutti i suoi affezionati lettori per i grandi ritardi nelle uscite del periodico. Ciò non è certo dovuto all’incuria e tanto meno alle spese di redazione - lavoro quest’ultimo che viene svolto gratuitamente bensì alla progressiva diminuzione dei finanziamenti riservati alla “Dante”, provenienti dai fondi del Ministero per la Cultura della Slovenia e del Comune di Isola e gestiti dal Consiglio della Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Isola che, tra l’altro, non ha mai preso in considerazione questo nostro foglio. Un vivo grazie quindi ai donatori e agli sponì Dant sor. Questo numero de “La Colomba” è stato e dato alle stampe nel novembre 2003. Comunit‡ de La Colomba Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola Indirizzo postale: Via Brigate d’Oltremare 8, 6310 Isola (Slovenia) - Codice fiscale: 62314769 Conto bancario - 10100-0027259808 Bank Koper - allargava, ampliava - suo figlio - gioco - aggiunta - succhiando - teglia, tegame - intingere - pezzo - sopraveste in te- so fìo ∫ògo ∫ónta suciàndo técia tociàr tòco traversón ISTRA riî Isola ghie Ali scomparso, dopo lunga malattia, il 4 novembre 2003 ∫largàva Gostilna La Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola rivolge un caloroso grazie ai signori Bruno Colomban di Trieste e Mario Dagri di Isola per il contributo versato pro “La Colomba”. Un particolare ringraziamento al signor Giorgio Dudine per aver donato alla nostra biblioteca un’enciclopedia e un notevole quantitativo di libri di lettura amena e per le ricerche scolastiche. La Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola esprime il suo cordoglio ai familiari di PAGINA 24 Edizioni LA COLOMBA Redattore responsabile: Amina Dudine Redazione: Emilio Bevitori,Tura Bevitori, Giorgio Dudine e Dario Scher Tipografia: Birografika Bori Izola Tiratura: 600 copie