Anno IV
Agosto 2003
Numero 14
CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA
Q
uand’ero giovanissimo, nelle nostre
piazze spesso arrivavano degli equilibristi che, su un filo d’acciaio, sospeso
nell’aria, a notevole distanza dal terreno,
si esibivano in prodezze d’ogni genere:
passeggiavano, andavano in bicicletta,
saltavano la corda, pasteggiavano seduti
comodamente (si fa per dire) su una seggiola, davanti ad una tavola imbandita...
facevano insomma là in alto quello che la
gente normalmente fa a terra. E da lassù
il funambolo si rivolgeva al numeroso pubblico che assisteva alle sue prodezze trepidando per la sua incolumità, dicendo: “I
di∫i che go le ale... che mia molie me fa le
strigarie... che soto le papuse go le calamite... che go fato un pato col diavolo...”
A questo punto vi chiederete perché vi
sto raccontando tutto ciò. Che cosa c’entra
con l’articolo di fondo che sono uso scrivere fin dal primo numero di questo periodico? Rispondo subito ai nostri affezionati e
sempre più numerosi lettori. Il vocabolo
“equilibrista” ha vari significati ed equivale anche a trasformista, opportunista, politicone. E questi miei ricordi affiorano freschi, freschi alla mente ogniqualvolta mi
si presentano davanti o penso alle persone
con queste caratteristiche e che, anche se
poche, per fortuna, sono comunque sempre
presenti nel nostro quotidiano. Infatti,
ogni tanto, nel coro di lodi per il nostro
operato e per quanto siamo riusciti a fare
finora, spicca qualche voce particolarmente stonata che, spesso indirettamente, perché senza coraggio di farlo apertamente,
vuole mettere in cattiva luce la Comunità
“Dante Alighieri” di Isola, sostenendo che
le attività da noi svolte sono di qualità
Il granellino
Chhi chhe se intriga dei fati
dei altri, i sui ghhe va a mal
SOMMARIO
SEGNALAZIONI
CULTURA
scarsa o addirittura nulla. Anche se così
fosse - ma non lo è - il nostro Sodalizio è riuscito a raggruppare finora 164 soci che si
sono allontanati dalla vita comunitaria e a
far riavvicinare molti giovani connazionali alle attività culturali e sportivo-ricreative.
Basta leggere le nostre cronache, documentate con chiarezza, o seguire i mezzi
d’informazione per essere sufficientemente informati sullo sviluppo che la nostra
Comunità ha avuto in pochi anni. E inizio
proprio da “La Colomba”, sempre più richiesta ed apprezzata, che in tre anni e
mezzo ha avuto un incremento del 200%
nella tiratura e del 67% nel numero delle
pagine, e come ben sappiamo questo periodico non ha certo vita facile, visto che è
stato sempre escluso dai finanziamenti
ministeriali sloveni. Successo inaspettato
pure per le nostre pubblicazioni curate dal
Gruppo Ricercatori di storia patria e reclamate da importanti biblioteche ed enti letterari. Questo gruppo ha pure partecipato
a due concorsi internazionali meritandosi
due primi e un secondo premio. E che dire
poi delle attività svolte dai giovani nel
campo teatrale: la Filodrammatica Giovani e il Gruppo Folk Giovanile, che si sono
fatti ammirare ovunque si sono presentati. E continuo con le alte qualità dei nostri
Cantanti di musica leggera e dei Minicantanti; coi i successi riportati dai nostri letterati nei vari incontri; l’impegno profuso
I
dai giovani e dai veterani nel Calcetto, ma
anche nel Tennistavolo; i Tornei di Briscola sempre più frequenti, perché voluti dagli stessi interessati che autofinanziano
l’attività; gli Incontri conviviali dove non
mancano mai il Gioco della Tombola e la
Pesca miracolosa arricchita dai nostri
sponsor. E tutto viene esplicato nelle ben
note ristrettezze finanziarie.
L’80% di quanto accennato vede protagonisti i nostri soci più giovani, richiesti
con insistenza da chi ha avuto occasione di
apprezzare le loro capacità e la loro preparazione. A questo punto desidero sottolineare che questi validi giovani rappresentano il nostro futuro, la continuità della
lingua italiana, del dialetto e delle tradizioni di queste terre. La nostra attenzione
verso i giovani diventa ancora più rilevante, dopo esser venuti a conoscenza, con
l’ultimo censimento, dell’impressionante
regresso numerico della popolazione di nazionalità italiana in Slovenia. Non dimentichiamo che il buon contadino - scarpe
grosse e cervello fino - sceglie il terreno
più fertile per le sue seminagioni, che devono essere fatte oculatamente e a tempo
debito.
Ancora un piccolo ma interessante particolare: tutti gli istruttori dei nostri gruppi sono persone qualificate, soci effettivi
della “Dante”.
Il presidente del Sodalizio
Dario Scher
INNO PER LA CNI
n seguito alla Conclusione accolta nella III Sessione ordinaria dell'Assemblea
dell'Unione Italiana, la Comunità degli Italiani "Dante Alighieri" di Isola ha
organizzato giovedì, 27 febbraio 2003, nella sua sede, un dibattito pubblico riguardante l'INNO della Comunità Nazionale Italiana che vive in Slovenia e Croazia. All'incontro, in qualità di gradito ospite, ha partecipato pure il presidente dell'Unione Italiana, signor Maurizio Tremul che ha fornito ai presenti i dovuti chiarimenti sul tema in questione.
Gli intervenuti sono stati unanimi nel proporre all’Assemblea dell’Unione Italiana che a rappresentare la Comunità Nazionale Italiana che vive in Slovenia e in
Croazia sia l'Inno di Mameli.
(Foto AD)
2-3
4 - 15
SPORT e RICREAZIONE
15 - 17
RELAZIONI
18 - 19
VICENDE & COSTUME
20 - 23
AGENDA
24
- Come leggere il dialetto
24
PAGINA 2
Le lettere che pubblichiamo in
questa pagina si riferiscono interamente alla pubblicazione del libro
“Lucia Scher e il folclore isolano”,
curato da Amina Dudine e presentato il 13 marzo 2003 al teatro di
Isola (vedi pagg. 10 - 12).
Per i ben noti problemi finanziari,
il libro è stato inviato alle istituzioni e agli interessati appena nel mese d’agosto. Ci scusiamo per il ritardo, non dovuto certo alla nostra incuria.
CI HANNO SCRITTO:
da Portorose la signora Cesarina
Smrekar
14 marzo 2003
Cara Amina!
Le sono grata per avermi offerto una
serata piena di dolce rimpianto e sereno
ricordo di una cara persona com’è stata
sempre per me la sua mamma!
Cesarina
da Strugnano il signor Kristjan
Knez
24 marzo 2003
Spettabile Comunità degli Italiani
“Dante Alighieri”!
Anzitutto Vi voglio ringraziare per tenermi costantemente informato sulle
attività che il Vostro sodalizio organizza e propone al pubblico isolano e non
solo. Mi complimento pure per il foglio
“La Colomba”, redatto con cura e attenzione, che rappresenta uno dei tanti
tasselli della nostra presenza in questo
angolo dell’Istria. Vi devo confessare
che mi rammarica il fatto di non poter
seguire le Vostre manifestazioni, il che
non è dovuto ad una forma di “pigrizia”
bensì all’impossibilità di presenziare alle stesse per motivi di mancanza di
tempo. Per buona parte della settimana
mi trovo all’Università di Trieste, poi ci
sono gli esami, i miei impegni presso la
Comunità degli Italiani di Pirano (sono
membro sia del Consiglio della Comunità che della CAN) nonché lo svolgimento dei miei progetti nell’ambito della ricerca storica, mi lasciano poco tempo libero a disposizione, che non mi permette di partecipare a molti appuntamenti
che invece seguirei con piacere.
SEGNALAZIONI
Per quanto attiene la presentazione
del libro dedicato a Lucia Scher, che ha
ottenuto un riscontro più che positivo,
come ho potuto leggere sulla “Voce del
Popolo”, francamente avevo intenzione
di presenziare alla serata dedicata al
Vostro nuovo volume - dato che non
avevo alcun impegno universitario - invece sono rimasto per tre giorni a letto
con l’influenza. Siccome mi piacerebbe
molto poter leggere questo volume, me
lo potreste inviare per posta, o comunque attraverso qualche altra forma? Vi
prego di farmelo sapere.
Colgo l’occasione per invitarVi personalmente alla presentazione degli Atti
del Convegno scientifico “La battaglia
di Lepanto e l’Istria”, la cui edizione è
stata da me curata, che si terrà sabato
29 marzo c.a. presso la Comunità degli
Italiani “Giuseppe Tartini” di Pirano alle ore 18.00.
Distinti saluti
Kristjan Knez
da Tolentino l’avv. Nicola Mancioli e la sua famiglia
12 aprile 2003
Cara Amina,
il libro inviato è stato un dono tanto
gradito quanto toccante per tutti noi.
Abbiamo rivissuto, nel ricordo di Lucia, i vari momenti trascorsi: dal primo
incontro, alla permanenza tra noi, alla
prolungata presenza ad Isola di Cristiana che sempre la ricorda, alle nostre venute, alle serate di Tolentino, Macerata, Esanatoglia... alle “spaghettate” alle
tre di notte, alla carrettina con i vincisgrassi lungo i vicoli di Visso... e si potrebbe continuare a lungo.
Al fondo però, ben evidenziata nel libro, emerge la personalità di Lucia che
tutto capiva, aggregava ed indirizzava
verso una costante crescita culturale,
artistica e soprattutto umana.
La riprova delle qualità di Lucia la
rinveniamo - ultima parte del volume nelle testimonianze di coloro che con lei
hanno collaborato, sperimentando la
sua capacità di unire tante persone, diverse per età, cultura, carattere e costituirne un insieme che rendeva tutti
partecipi ed entusiasti.
Insieme a te, a Dario, a Giorgio e a
tutti loro, anche noi ci uniamo al rimpianto con la gratitudine per quanto
Lucia ci ha donato.
Avremmo voluto partecipare alla serata di presentazione che ha ricordato i
tanti bei momenti che la Vostra instancabile attività ha fatto vivere agli Isola-
ni, ancora una volta stretti intorno a lei
in quell’applauso “che non finiva più”.
Grazie, ancora grazie a tutti Voi per
un ricordo che terremo sempre fra i più
cari.
Con affetto Nicola, Raffaella, Cristiana, Francesco e Alberto
Il nostro più vivo grazie per queste testimonianze di stima e affetto, esteso
pure a tutti coloro che ci hanno contattati con altri mezzi. Ricordiamo con
particolare emozione
- le calorose espressioni pronunciate
dal prof. Giordano Sattler di Trieste
e dalla giornalista Bruna Alessio Klemenc di Radio Capodistria
- il sentito ricordo, ricco di particolari,
del capo servizio del Giornale Radio
RAI di Roma, Ruggero Po, nel corso
della trasmissione curata dalla giornalista Biancastella Zanini (alla RAI di
Trieste), che ringraziamo per la sensibilità dimostrata nei nostri confronti anche in quest’occasione
- l’entusiasmo e la “vicinanza” dei coniugi Franca e Mario Lorenzutti di
London, nell’Ontario (Canada), sempre
così presenti con lo spirito alle attività
della C.I. “Dante Alighiari”, tanto da essere diventati nostri preziosi collaboratori.
Qui in seguito riportiamo una poesia
recuperata dalla signora Franca Pitacco Lorenzutti e già pubblicata su
“El Campanil”, periodico della Lega degli Istriani nel Canada, che bene inquadra un nostro cibo tradizionale.
LA POLENTA
Acqua e farina boi in caldera
soto la napa de fumo nera,
in man la mescola la nona tenta
misia e rimisia ben la polenta.
A rente fuma nela pignata
la carne in tecia pena fata.
La mama meti i piati in tola
pei fioi che torna presto de scola.
Pertanto salti come cavreti
eco che ‘riva i mamoleti.
I cori presto duti in cu∫ina,
saludi nona ba∫i a mamina.
Ven de lavor papà e butada
xe la polenta calda ∫brovada.
Torno la tola duti se senta
che fuma in meso ∫e la polenta.
Con un fil de spago la ven taiada
feta per feta,
mama la gira po` la spartisi
nona la prega e la benedisi.
Dela finestra el sol ristiara
sta scena vecia ma sempre cara.
SEGNALAZIONI
IN MEMORIAM
ci - ma non si limita a fare solo quello - in
tutte le commedie messe in scena, dal momento in cui si trasferisce a Isola. è un vali-
PAGINA 3
GIUSEPPE-PINO PUGLIESE
1936 - 2003
N
ato a Capodistria
da
Abbiamo riservato questo spazio per ripadre di origine isocordare due nostri lettori, non soci, che
lana (i suoi nonni
paterni erano Lucia
nei primi mesi di quest’anno ci hanno
Delise - taiasuche e
lasciato.
Giuseppe Pugliese dela terasa), negli
ERNEST LUPINC
anni dell’esodo, con
la sua famiglia, la(2/10/1912 - 21/2/2003)
scia la terra natale
ato a San Pelagio, vicino a Trieste,
per trasferirsi prifrequenta la scuola elementare ad
Pino Pugliese
ma a Como e poi siErnest Lupinc festeggia i suooi 90 anni
Aurisina e poi continua gli studi a Maribor
da giovane
stemarsi definitivaassieme alle sue donne. Da sinistra: la
dove si diploma alla Scuola d’Aviazione. Ri(Coll. G. Pugliese)
mente
in
Svizzera
moglie
Julka
(che
ringraziamo
per
la
sua
torna a casa ma non viene accolto nell’avia(Canton Ticino - Dangio Torre) dove, assiedisponibilità nel fornirci dati e foto), la
zione italiana in
figlia Nataša e a destra la figlia Alenka.
me ad Albina, la moglie, cresce tre figli (un
quanto sloveno e,
(Collezione J. Lupinc)
maschio e due femmine). Pur essendosi piegià nel 1930, è conamente integrato nel nuovo ambiente, con
do aiuto, una di quelle persone che lavorano
stretto a lasciare la
una vita ricca di soddisfazioni nell’ambito faper
il
piacere
di
lavorare,
senza
chiedere
mai
sua terra natale e
miliare e lavorativo, ha una forte nostalgia
contributi e sempre pronto a dare una mano,
a rifugiarsi nella
per la sua Istria, abbandonata in tenera età.
in
qualsiasi
momento
e
a
qualsiasi
condizioVecchia JugoslaE per mantenere ancora un legame con quene.
via.
sto nostro territorio, acquista un appartaNoi saremo sempre grati all’Amico Ernest
A Lubiana, nel
mento a Muggia dove, ogni tanto viene a traper
quanto
ha
fatto
per
la
nazionalità
italia1936 conosce Juliscorrere dei brevi periodi.
na di Isola.
(ad)
jana (Julka per i
Affezionato lettore di questo nostro periofamiliari) che poi
dico fin dal primo numero, ogni tanto ci invia qualche contrisposa nel 1941.
buto. Ci telefona spesso anche per la gioia di esprimersi nel suo
Quattro mesi dopo Ernest Lupinc nel 1941
dialetto capodistriano. Orgoglioso dei suoi figli, ci invia i sucle nozze è internato a Mostar - è sergente
cessi del figlio Giuseppe jr. nel campo musicale (vedi La Coprima a Gonars e nell’aviazione della
lomba n. 10). Intende documentarci anche sull’ottimo esito
Vecchia
Jugoslavia
poi a Padova per
(Collezione J. Lupinc)
raggiunto dalla figlia Elena, che nel 1996 aveva vinto il primo
un totale di 18 mepremio con l’ideazione di un nuovo francobollo al Concorso “La
si. È bravo, intelligente, aiuta tutti, parla besfida del bosco”, emesso dalle poste elvetiche
ne l’italiano e quindi riesce con una certa fae ora in corso regolare. Ma non fa in tempo.
cilità a ritornare in Jugoslavia dalla moglie.
Una foto del ‘95
Per realizzaGiuseppe Pugliese
Dopo la guerra, nel 1948 si trasferisce a Kacon il nipote Alan re almeno in
nal e inizia a lavorare all’Elektro Gorica. No(Coll. G. Pugliese) parte questo suo
to ormai come persona molto capace e fidata,
desiderio, pubil signor Valdeblichiamo
il
marin che svolge
francobollo
vinlo stesso lavoro ad
cente che, purIsola e sta per latroppo, in B/N
sciare definitivaperde gran parte
mente la cittadiMI ATTENDEVA
NO
della sua bellezna, gli offre il poMi attendeva al varco
za perché basato
No,
sto di responsabila passione,
anche sulla vinon mi getterò ai tuoi piedi
le della Centrale
vacità cromaticome un malfattore
chiedendoti amore.
elettrica isolana.
N
L’ANGOLINO DELLA POESIA
LA MIA TERRA
Nel crepuscolo del tramonto
risplendi all'orizzonte,
e mi riempi l'anima,
immutabile nel tempo.
Tutti i ricordi
raccolti nel cielo
colorato di rosso fuoco,
colore della mia terra.
Sei sempre qui,
nel mio cuore per sempre.
Daniela Braico
(da Luci e ombre)
che ti fa credere
suo complice.
Con la lama contro
il mio petto,
mi chiese i miei ori
o la vita...
... io gli porsi
entrambi...
Marinella Alba Reja
DIMENTICARTI
STASERA
Pensare a ... nessuno;
piangere e odiarti
con tutta me stessa,
mascherando la mia faccia.
Ballare, dovrei ballare
per dimenticare tutto.
Tura Bevitori
(da Luci e ombre)
ca.
(a d )
STUDIO
TRGOVINA
NEGOZIO
FOTOLABORATORIO
Rimarrò così
come onda impazzita
infrangendomi ogni attimo
col tuo ricordo
Tura Bevitori
(da Luci e ombre)
FOTOLABORATORIJ
Quindi
Ernest,
con la famiglia nel frattempo la
copia Lupinc ha
avuto due belle figlie - giunge a
Isola.
Nella sua vita
dedica tutto il
tempo libero alle
attività sociali:
campeggiatori,
squadre di pallavolo, di ginnastica
e porge il suo aiuto anche al club
dei canottieri. È
vicinissimo alla
Comunità italiana dove presta
grande aiuto quale tecnico delle lu-
Drevored 1. maja /Viale I° Maggio 4a
tel.: 00386 5 640 39 77
fax: 00386 5 640 39 78
CULTURA
PAGINA 4
SPETTACOLI... SPETTACOLI... SPETTACOLI... SPETTACOLI...
18 gennaio 2003 - alla Comunità degli Italiani di Albona
LA COMUNITÀ DEGLI ITALIANI “DANTE ALIGHIERI” DI ISOLA HA INTITOLATO QUESTO PROGETTO
MIA
come
Musica, Intrattenimento, Amicizia ovvero: Muggia - Isola - Albona
S
i è concluso lo scorso gennaio ad
Albona il primo ciclo d’incontri
che ha visto protagonisti il Coro giovanile e i Minicantanti della locale Comunità degli Italiani “Giuseppina Martinuzzi”, i Gruppi Strumentali e i giovanissimi Cantanti dell’Associazione “Ongia - Serenade Ensemble” di Muggia e il
Gruppo Folk Giovanile della Comunità
degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola.
L’iniziativa di questa proficua collaborazione è scaturita dal direttore artistico di Muggia, dott. Andrea Sfetez,
che ha realizzato e organizzato pure il
Il Coro dei bambini della Comunità degli
Italiani “Giuseppina Martinuzzi” di Albona,
diretto dalla prof. Sabrina Stemberga Vidak
(Foto FD)
primo appuntamento nella sua città il 9
giugno 2001. A Isola, la manifestazione
è stata presentata il 9 novembre dello
stesso anno e il 18 gennaio di quest’anno il simpatico spettacolo è stato riproposto al pubblico di Albona.
Questo terzo appuntamento, svoltosi
nel bellissimo teatrino della Comunità
Italiana, è iniziato con l’esibizione dei
bravi padroni di casa, i giovani canterini di Albona, che si sono cimentati in
mettendo in evidenza tutte le sue doti
musicali. A concludere la serata è stato
il Gruppo Folk Giovanile della “Dante”
di Isola che ha dilettato il folto e caloroso pubblico albonese con “Trovar Amici”, “In pescaria” e “∫e sempre la stesa
storia”, tre scenette dialettali di Amina
Dudine che ha curato pure la direzione
artistica di questo gruppo.
Il Gruppo Strumentale dell’Associazione
“Ongia - Serenade Ensemble” di Muggia. A
sinistra la prof. Giulia Fonzari mentre presenta il complesso (Foto FD)
una ricca serie di canzoni, preparate come sempre con pazienza e professionalità dal M° Sabrina Stemberga Vidak.
Subito dopo è stata la volta dei simpatici ragazzi di Muggia, che guidati con
particolare cura dai maestri Giulia
Fonzari e Andrea Sfetez, hanno proposto alcuni brani musicali. Applauditissimo il giovane cantautore Giacomo
Sfetez che, accompagnandosi con la chitarra, ha cantato una sua composizione,
Da sinistra: Monika Kunst, Samantha
Saražin e Sabrina Vasič nella scenetta “In
pescaria” (Foto FD)
Sabrina Vasič e Michele Bevitori nello sketch
“∫e sempre la stesa storia” (Foto FD)
Da sinistra: Sara Resanovič Bevitori,
Massimiliano Bevitori e Kris Dassena nella
scenetta “Trovar Amici” (Foto FD)
La manifestazione si è conclusa col
tradizionale scambio di doni e con una
piacevole serata conviviale.
(ds)
22 febbraio 2003 - in Sede - CANTA CHE TI PASSA
Da “La Voce del Popolo” del 25 febbraio 2003
PUBBLICO DIVERTITO E PARTECIPE ALLA CI "DANTE ALIGHIERI" DI ISOLA
"Canta che ti passa", un vero successo
È
finito con un divertimento collettivo lo spettacolo "Canta che ti
passa" promosso dal settore arte e cultura (responsabile Amina Dudine) della
Comunità degli Italiani "Dante Alighie-
ri" di Isola. Il pubblico, numeroso e caloroso, è stato coinvolto nello zibaldone
finale scatenandosi a ballare sulle note
di uno dei successi più recenti della canzone internazionale "Asereje", per con-
frontarsi poi in una forma di karaoke
con i ritornelli più orecchiabili di brani
famosi della canzone italiana. Il tutto
quale appendice allo spettacolo che ha
visto quali protagonisti i minican- h
CULTURA
PAGINA 5
Un gruppetto di Minicantanti è pronto ad
esibirsi nella canzone “Asereje” che, come si
può notare nella foto accanto, ha scatenato
pure tutto il pubblico (Foto ED)
Una foto che non ha bisogno di commenti. Il
pubblico molto divertito danza al ritmo del
tormentone di quest’anno: la canzone “Asereje” (Foto ED)
La piccola Kris Dassena, già da anni valida
interprete del Gruppo Folk Giovanile, ha debuttato in qualità di minicantante con la
canzone “Titti” di Scher-Dudine (Foto ED)
tanti e i cantanti di musica leggera del
sodalizio. Due gruppi che anche in questa occasione si sono fatti onore con interpretazioni di ottimo livello, ottenendo applausi a scena aperta. I più piccoli, Massimiliano Bevitori, Eleonora
Cvetkovič, Kris Dassena, Monika
Kunst, Sara Resanovič Bevitori, Samantha Saražin e Sabrina Vasič, si sono cimentati con il repertorio standard
fatto di canzoni di autori connazionali.
Le cantanti di musica leggera, Branka
Bevitori e Pamela Reja, hanno invece
proposto alcuni successi di ieri e oggi
del panorama italiano e internazionale.
Puro divertimento dunque come quello
che si prospetta tra un mese circa con il
tradizionale spettacolo di varietà "Festa in famea". Un saluto alla primavera
che, accanto ai protagonisti di cui sopra, vedrà l'esibizione del gruppo folk
giovanile con uno dei suoi apprezzati
sketch dialettali. Il 3 marzo, invece,
sempre nella sede sociale della CI
"Dante Alighieri" spazio al Carnevale
con il "Ballo delle bambole", festa mascherata per i più giovani. A metà del
mese di marzo in programma ancora al
ridotto del teatro isolano la presentazione del volume "Lucia Scher e il folclore
isolano", quale ricordo di una delle più
importanti figure in ambito culturale
della comunità nazionale italiana.
22 marzo 2003 - in Sede - FESTA IN FAMEA
RIUSCITISSIMO L’INCONTRO DIVENTATO ORMAI TRADIZIONALE
S
FESTA IN FAMEA
entita come sempre la manifestazione FESTA IN FAMEA, organizzata dalla Comunità degli Italiani
Il debuttante Miguel Frumen (anni 8) nella
scenetta “Confidense”, tratta da “In piaseta”
di Amina Dudine(Foto ED)
Victoria Bižal di 10 anni ha debuttato con la
canzone “Un giorno di primavera” di ScherDudine (Foto ED)
“Dante Alighieri” di Isola. Un incontro
che vede riuniti nel divertimento e negli
affetti varie generazioni e che ogni volta mette in piena espressione quelle
qualità tanto importanti che, nella società moderna, tendono spesso a passare in secondo piano: i valori della famiglia, lo stare insieme in armonia, la collaborazione, sottolineando i pericoli che
possono mettere in crisi tali nobili principi.
Il programma culturale, in parte mutilato a causa dell’epidemia influenzale
che ha costretti a letto parecchi interpreti, è stato sostenuto dal Gruppo Folk
Giovanile, dai Minicantanti e dai Cantanti di musica leggera. In quest’occasione hanno debuttato Victoria Bižal
nel canto e di Miguel Frumen nella recitazione.
Tra l’ilarità suscitata anche questa
volta dal Gruppo Folk, le emozioni destate dalle particolari interpretazioni
dei cantanti e la diretta collaborazione
al programma di tutti i presenti, impegnati nel canto, gli spettatori hanno
trascorso un’ora veramente gradevole.
(gd)
http://members.xoom.virgilio.it/ArgoCiano/
CULTURA
PAGINA 6
3 aprile 2003 - Trieste - Teatro di San Giovanni
Da “La Voce del Popolo” del 9 aprile 2003
OSPITI DEL “TEATRO DEGLI ASINELLI”
Giovani filodrammatici di Isola in scena a Trieste
I
n occasione della solenne premiazione del 14° Palio "Teatro Scuola"
per le medie superiori di Trieste, indetto giovedì scorso dall'Associazione Culturale "Teatro degli Asinelli" dello stesso capoluogo giuliano e organizzato nei
minimi particolari dall'intraprendente
Cristian Esposito, è stata invitata ad
esibirsi la Filodrammatica Giovani del-
un folto pubblico che gremiva il Teatro di San Giovanni, è stato presentato il
dramma di Luigi Pirandello "La morsa", interpretato
dagli studenti Klara Leban, Michel Krampf Tomič, Aleš Puhar e Daria
Jagnjič, coadiuvati dalla
rammentatrice
Eneja Buljevič
e per la regia di
Dario Scher.
Ai validi inTeatro San Giovanni di Trieste. Da sinistra Aleš Puhar,
terpreti
gli
Klara Leban, Michel Krampf Tomič, l’Assessore all’istruzione
spettatori han- della Provincia di Trieste signor Marco Drabeni e il presi-no tributato vi- dente dell’Associazione culturale “Teatro degli Asinelli” di
Trieste, signora Liliana Zonta (Foto CE)
vissimi applausi a scena aperzo Dassena, Ermando Krampf, Alessanta e a fine spettacolo. A quedra Krampf Tomič e Marko Krampf Tosto punto il presidente delmic. A rappresentare la Scuola Media
l'Associazione, Liana Zonta,
"Pietro Coppo" c'era il prof. Ivo Marc.
nel consegnare una signifiNel corso del convivio i dirigenti del
cativa targa per la gradita
Teatro San Giovanni di Trieste. Da sinistra:
"Teatro degli Asinelli" di Trieste e della
partecipazione, ha avuto paDaria Jagnjič, Aleš Puhar e Klara Leban ne
Comunità degli Italiani "Dante Alighie“La morsa” di Pirandello
role di vivo apprezzamento
ri" di Isola si sono accordati per future
(Foto CE)
per la compagnia isolana.
collaborazioni artistiche che verranno
la Scuola Media "Pietro Coppo" e della
Un grosso contributo alla piena riconcretizzate nel prossimo autunno,
Comunità degli Italiani "Dante Alighieuscita dello spettacolo è stato dato dal
questa volta ad Isola.
ri" di Isola. Di fronte a diverse personavalente gruppo di organizzatori e tecniTura Bevitori
lità della cultura e dell'istruzione e ad
ci della "Dante" e precisamente Fioren-
11 maggio 2003 - a San Pier d’Isonzo
Da “La Voce del Popolo” del 15 maggio 2003
GRUPPO FOLK GIOVANILE DELLA CI "DANTE ALIGHIERI" DI ISOLA
Una carica di bravura e simpatia
I
l Gruppo Folk Giovanile della Comunità degli italiani "Dante Alighieri" di Isola continua a riscuotere
simpatie e apprezzamenti anche al di
fuori dell'ambito locale. L'ulteriore conferma è giunta dall'esibizione a San
Pier d'Isonzo dove i giovanissimi isolani
sono stati ospitati nell'ambito della rassegna musicale di primavera. Nell'occasione hanno presentato dei brani dialettali tratti da "In piaseta", quadretti di
vita isolana su testi di Amina Dudine
che cura pure la direzione artistica.
In scena, in due momenti distinti, ben
dodici bambini dai cinque ai quattordici anni, a dimostrazione della costante
crescita del gruppo nato quattro anni
fa, che hanno entusiasmato la platea
che stanno crescendo accanto ai "veteraccogliendo applausi a scena aperta.
rani", Michele Bevitori, questa volta h
Interventi che hanno allietato il pubblico quali frizzanti parentesi intercalate all'esibizione dei cori
giovanili e di voci bianche "Aesontium" di San Pier d'Isonzo,
"Le note allegre" di Ronchi dei
Legionari e "Piccolo Coro Arcobaleno" di Mossa. La prima
esibizione ha riguardato tre
momenti dedicati al gioco con
la partecipazione di Kris Dassena, Sara Resanovič Bevitori,
Miguel Frumen e Massimiliano Bevitori e che ha visto in
Scenetta “El ∫ogo de le mame”. Da sinistra: Kris
una scenetta il debutto di Kim
Dassena, Pia Chersicola, Kim Vižintin e Victoria
Vižintin, Pia Chersicola e Vic- Bižal. Le ultime tre hanno scelto proprio San Pier per
toria Bižal. Tutti interpreti
il loro debutto nel Gruppo Folk Giovanile (Foto FD)
CULTURA
nei panni del presentatore, e al collaudato quartetto composto da Sabrina Vasič, Eleonora Cvetkovič, Monika Kunst
e Samantha Saražin che nel secondo
spazio riservato al gruppo isolano ha
presentato l'esilarante "In pescaria".
Da rilevare che i ragazzi sono impegnati anche nel sociale tanto che viene portata avanti la collaborazione con gli anziani ospitati alla Casa del Pensionato
di Isola. Per l'occasione si esibiranno il
23 maggio a Lipizza all'incontro nazionale delle Case dell'anziano con il brano
I giovanissimi del Gruppo Folk nel camerino
si preparano per l’esibizione, aiutati da
Branka Bevitori - prima a sinistra, Katja Pugliese - china al centro e da Ester Dassena.
(Foto AD)
PAGINA 7
"Bacan fra Isola e Piran" ispirato dal famoso aneddoto del "Canon de fighera".
Ed ancora il 31 maggio il sodalizio isolano ospiterà al teatro cittadino l'Associazione culturale "Viandants" di Basiliano e il suo Gruppo d'animazione
(comprende musica, canto e recitazione)
con il programma "Il paese dei bambini
- un quadro, una sensazione" di Guido
Sut. Nello spettacolo si inserirà pure il
Gruppo Folk Giovanile della C.I. con
"Robe de fioi", brano tratto da "In piaseta" di Amina Dudine.
Claudio Moscarda
23 maggio 2003 - Lipizza - Incontro delle Case del Pensionato del Litorale
UNA COLLABORAZIONE CHE MERITA RILIEVO
I
l Gruppo Folk Giovanile, i Minicantanti e i Cantanti di musica leggera della Comunità degli Italiani “Dante
Alighieri” di Isola sono molto noti anche
tra i più anziani della nostra cittadina.
Infatti si sono esibiti a più riprese alla
Casa del Pensionato riscuotendo sempre grandi simpatie e calorosi consensi.
Ma fin qui niente d’eccezionale. La sorpresa è arrivata poco prima della scorsa
Pasqua, quando Amina Dudine, direttore artistico del Gruppo Folk della “Dante” è stata invitata alla collaborazione
dalle due operatrici della suddetta istituzione, l’assistente sociale Maria Sorgo e la terapeuta geriatra Majda Sterle.
Lo scopo era quello di dare il via ad un
nuovo progetto che vedesse uniti giovani e persone della terza età nel raggiungimento di uno stesso fine, per di più
usando l’idioma autoctono. Un progetto
ambizioso che poteva incontrare parecchi ostacoli: l’insofferenza da parte degli anziani alla grande esuberanza dei
ragazzi oppure, viceversa, quella di
quest’ultimi nel non accettare ritmi più
lenti e interessi di diversa natura dei
non più giovani. Inoltre c’era ancora il
fattore lingua. Bene. Niente di tutto ciò!
Anzi! Le ideatrici del progetto hanno
fatto centro. Grande armonia già du-
In primo piano il signor Milan con Michele,
inseparabili durante tutta la giornata.
(Foto MM)
rante le prove per non parlare poi della
trasferta. Ma vediamo lo svolgimento
cronologico di questo primo approccio.
La Dudine è stata invitata a scrivere
e inscenare uno sketch con i bravi ragazzini del suo Gruppo Folk e con alcune persone che soggiornano nella Casa
del Pensionato, da presentare a Lipizza
a fine maggio. Si doveva partire da zero
e il tempo era limitatissimo. Ma quello
che ci ha sorpresi maggiormente e contemporaneamente inorgogliti, è stato il
fatto che si fossero rivolti alla “Dante”
per realizzare questo progetto che
avrebbe visto il suo primo realizzo all’incontro delle Case del Pensionato del
Litorale che quest’anno si sarebbe tenuto appunto a Lipizza. Un’occasione per
mostrare le capacità artistiche di ogni
ente. Era una vera sfida. Cosa si poteva
fare in così poco tempo? Ma la Dudine
ha trovato ben presto la soluzione: uno
scritto stringato che raccontasse in brevi tratti la famosa storia del “Canon de
fighera”, nota a tutti e lo intitolò “Bacan
fra Isola e Piran”. Il testo entusiasmò
subito le due ideatrici del progetto e, dopo le festività del 1° maggio, iniziarono
intensamente le prove. Narratori di
questa scenetta i giovani Michele Bevitori e Sabrina Vasič, mentre i ragazzini
Miguel Frumen con le signore Rosa
Franca, Štefanija Pogorelec, Marija Novak e Majda Sterle e Massimiliano Bevitori, con i signori Libero Krajcer, Mario Sinkovič, Milan Tenčič e Maria Sorgo, rappresentavano rispettivamente i
Piranesi e gli Isolani. La direzione artistica è stata affidata ad Amina Dudine
che ha operato in stretta collaborazione
con Maria Sorgo e Majda Sterle.
Già durante il primo incontro è venuto subito in espressione un affiatamento e una simpatia reciproca nel neocostituito gruppo, cioè quel feeling che ha
E poi si sono aperte le danze. In primo piano
Sabrina e la signora Štefanija
(Foto MM)
dimostrato agli organizzatori la validità
dell’idea e l’importanza dell’esperimento. Per farla breve, dopo una ventina di
prove, la comitiva è partita alla volta di
Lipizza.
Sotto un grande tendone c’erano tante tavolate imbandite, una per ogni località. Dopo il ristoro, il gruppo isolano
è andato a prepararsi. C’era grande
tensione. Si temeva di sbagliare, ma
specialmente la disattenzione del pubblico, dato che la scenetta “Bacan fra
Isola e Piran” era prevista verso la fine
del programma culturale, attorno a
mezzogiorno, e non si sapeva quanti sarebbero stati in grado di seguire il testo
nel nostro dialetto. Tutti timori infondati. La rappresentazione isolana, preceduta da un breve riassunto del contenuto in lingua slovena, ha visto un pubblico pienamente partecipe e divertito
che ha pure collaborato con i “nostri”
nel canto finale. Alla manifestazione,
tra il pubblico di oltre 400 persone, erano presenti pure due Sindaci e varie autorità locali. Un vero successo. Un’esperienza da proseguire, da incentivare.
Pertanto un elogio a tutti i realizzatori di questo progetto.
Dario Scher
CULTURA
PAGINA 8
Da “La Voce del Popolo” del 17 maggio 2003
COLLABORAZIONE TRA LA SCUOLA MEDIA "PIETRO COPPO" E LA CI "DANTE ALIGHIERI"
Scher: "Filodrammatica, triennio di soddisfazioni"
L
a collaborazione in atto tra la
scuola media professionale "Pietro Coppo" e la Comunità degli italiani
"Dante Alighieri" continua a offrire
spunti interessanti. Su iniziativa del
presidente del sodalizio isolano, Dario
Scher, è stato infatti avviato un corso
d'arte drammatica entrato ormai nel
terzo anno di vita. In questo periodo sono stati studiati e interpretati brani di
commediografi classici quali Goldoni,
Shakespeare, Pirandello, Verga. La filodrammatica giovani della scuola e
della CI sta ora per portare in scena
l'atto unico "Due sull'autostrada" di
Giorgio Prosperi, con la regia di Dario
Scher. Al pubblico di casa si presenterà
il 23 maggio (ore 18) al teatro cittadino.
Abbiamo colto l'occasione per fare un
po' il bilancio di questa esperienza con
l'animatore del gruppo, Dario Scher.
"Devo dire che l'iniziativa ha centrato
l'obiettivo. Veder recitare questi ragazzi con la padronanza odierna, rispetto
ai timidi esordi, è motivo di grande soddisfazione. Abbiamo scoperto dei veri
talenti di recitazione tanto che, ad
esempio, Klara Leban ritengo abbia
tutte le qualità anche per proseguire gli
studi su questa strada." Anziano soltanto dal punto di vista anagrafico,
Scher ha in realtà la forza e l'entusiasmo di un ragazzino che lo ha portato a
buttarsi con tutta l'anima in questa
nuova avventura. Alle spalle una vita
intensa vissuta in gran parte a contatto
con il palcoscenico, sia quale attore e regista sia nelle vesti di promotore e organizzatore di gruppi artistici e di spettacoli.
Ci vorrebbe lo spazio di un libro per
ripercorrere le tappe più significative
dal dopoguerra ad oggi nella sua attività culturale, soprattutto nel campo del
teatro amatoriale, ma crediamo di non
sbagliare nel segnalare almeno il ruolo
fondamentale da lui svolto nella rina-
scita del teatro cittadino di Capodistria,
nell'animare l'aggregazione culturale
dei connazionali isolani e nell'allestimento di innumerevoli rassegne artistico - culturali ai tempi dell'UIIF. "Ho
fatto di mestiere il giornalista - rileva
Scher - ma la mia grande passione è
Questa targa š stata guadagnata dai bravi
filodrammatici isolani al Palio di Trieste,
organizzato dall’Associazione Culturale
“Teatro degli Asinelli” con sede nel
capoluogo giuliano.(Foto AD)
stata sempre il teatro. Grazie alla disponibilità della scuola e del suo preside, Alberto Scheriani, e alla ricettività
degli studenti stiamo portando avanti
un discorso che credo fondamentale nel
mantenimento della lingua e della cultura italiana.
La pratica teatrale racchiude tutto, si
studiano le biografie degli autori, la storia, la dizione, ecc. Oltretutto ci avvaliamo della consulenza di Vanda Skerk,
psicologa della scuola, sulle opere da
trattare e mettere in scena a seconda
degli studi dei ragazzi. E' un bagno culturale notevole, tanto più importante in
un ambito minoritario. La nostra è una
vera palestra di recitazione e insegnare
ai giovani è per me una cosa immensa.
Vederli imparare e crescere culturalmente mi appaga per cui anche se l'impegno è notevole in certo qual modo tutto viene compensato dai risultati." Da
rilevare che in questo triennio sono state parecchie le uscite del gruppo che si
è presentato anche a Trieste e Muggia,
oltre che ai connazionali del Capodistriano e ospite di altre Comunità degli
italiani quali Fiume, Rovigno e Salvore.
Soprattutto con "La morsa" di Pirandello, tredici rappresentazioni, ma anche
con frammenti, come detto, tratti da
Goldoni e Shakespeare. "Si è lavorato
molto anche sulla "Cavalleria rusticana" di Verga - così Scher - ma per presentare il brano scelto bisognerà dapprima reperire i fondi per le scene.
Il nuovo lavoro è comunque quello di
Prosperi "Due sull'autostrada" che è
una parabola di costume su fatti dei nostri tempi. L'azione si svolge in un tribunale di oggi. Lola, interpretata da
Klara Leban, viene a narrare al giudice
istruttore (Michel Krampf - Tomič) la
sua vicenda sull'autostrada, come è salita sulla veloce macchina di un giovane, come poi sia stata sorpresa dalla serietà del guidatore e come infine questi
abbia rivelato invece tutto lo squallore
delle sue pretese mascoline. La parte
del cancelliere è sostenuta da Marko
Krampf - Tomič. La descrizione degli
eventi è lo schermo attraverso il quale
la donna manifesta il suo modo di interpretare ciò che le accade attorno. In
questa interpretazione Prosperi svela
un tocco felice in una delle pagine più
vive che lo scrittore romano ci ha dato
nella sua molteplice attività, noto anche quale soggettista e sceneggiatore cinematografico dove ha collaborato tra
l'altro con Lattuada, Visconti e Zurlini."
Claudio Moscarda
MESARSTVO
MACELLERIA
Renzo & Janko
tel.: 05/641 74 10
gsm: 041 772 980
Ferrarska ul. - Via Ferrara, 14 6000 Koper - Capodistria
Tel.: 00386 (0)5 6635 400, Fax: 00386 (0)5 6635 410, e-mail: [email protected]
Prekomorskih brigad, 3
Via Brigate d’Oltremare, 3
6310 Izola - Isola
CULTURA
PAGINA 9
23 maggio 2003 - Teatro di Isola
NUOVA PRIMA DELLA FILODRAMMATICA GIOVANI ISOLANA
ALTRA PROVA DI ALTA PREPARAZIONE
U
interpreti, la storia
che Lola (Klara Leban) ha raccontato
al Giudice (Michel
Krampf Tomič) e al
Cancelliere (Marko
Krampf Tomič): la
sua avventura d’autostoppista ricca di
Michel
particolari e di situazioni imbarazzanti. I bravi Klara e
Michel che finora abbiamo apprezzato
in parti drammatiche, hanno saputo divertire e stupire il pubblico: lei nei suoi
atteggiamenti spregiudicati e nella sua
studiata frivolezza, lui dimostrando
grande determinazione e serietà, pienamente inquadrato nel ruolo di integerrimo, severo e inderogabile pubblico ufficiale. Il terzo ruolo è stato assegnato al
debuttante Marko Krampf Tomič. Una
parte di secondo piano che però, grazie
alla sua simpatia e all’interpretazione
ingenua e bonacciona di un cancelliere
attratto dal fascino femminile, ha dilettato e sorpreso piacevolmente il pubblico.
Valida rammentatrice
la studentessa Fani
Pucer.
A Dario Scher che
cura con tanto amore e
capacità la regia di
questo gruppo, abbiamo chiesto per quale
motivo ha scelto questo
lavoro e quali sono sta“Due sull’autostrada” di Giorgio Prosperi.
te le eventuali difficoltà
Da sinistra: Michel Krampf Tomič, Klara Leban e
incontrate nell’allesti-
na Prima crea
sempre un certo nervosismo e molti
interrogativi da parte
degli interpreti e del
regista: Ricorderò la
parte? Sarò all’altezza? Come reagirà il
pubblico? Quanto inKlara
fluirà l’emozione sul
risultato?... E ancora tante domande.
Quando poi la platea è composta quasi
esclusivamente da coetanei e professori, i dubbi e le paure si moltiplicano per
gli studenti in scena.
Questa volta la Filodrammatica Giovani ha scelto di proporre al pubblico la
commedia brillante di Giorgio Prosperi
“Due sull’autostrada” in occasione dello
spettacolo di fine anno della Scuola
“Pietro Coppo”.
Sulle note del grande successo di Tom
Jones “Sexbomb”, si è aperto lentamente il sipario. Da quel momento i presenti in sala hanno vissuto, assieme agli
Marko Krampf Tomič (Foto MC)
mento.
“Prima di tutto,
dopo aver portato in
scena lavori classici
e drammatici, mi
sono messo alla ricerca di un testo leggero, per allentare
un po’ la tensione
Marko
delle precedenti interpretazioni.
La
scelta comunque non è mai facile, dato
che dispongo di un numero limitato
d’interpreti. Ho preferito questo lavoro
sia per il numero di personaggi, sia perché - con la carestia che incombe sulle
nostre Comunità - aveva poche pretese
sceniche: non servivano costumi e bastavano pochi accessori per creare l’ambiente necessario. Poi ho proposto ai
miei ragazzi il lavoro e loro ne sono stati entusiasti. Quindi, c’erano tutte le
componenti per iniziare le prove e, assieme, ci siamo tuffati nell’avventura.
Le difficoltà incontrate? Beh, diciamo
che sono sempre le solite. Lavoro con
studenti dai sedici ai vent’anni, con tutti i privilegi e gli svantaggi di questa
difficile età, in cui oltre allo studio e ai
vari impegni, devono capire se stessi, indirizzare la loro vita, fare le dovute
esperienze e avere i loro spazi. Quindi di
tempo ce n’è sempre troppo poco. Ciononostante abbiamo un buon rapporto e
riusciamo a portare in scena dei lavori
ben preparati. Devo confessare che questa Prima ha stupito piacevolmente pure me e il risultato è stato superiore ad
ogni mia più rosea aspettativa.”
(ad)
Tel.: +386/(0)5/640 05 00
Fax: +386/(0)5/641 70 44
e-mail: [email protected]
Ljubljanska - Via Lubiana, 24
Izola - Isola / Slovenia
CULTURA
PAGINA 10
PRESENTAZIONE LIBRI... PRESENTAZIONE LIBRI... PRESENTAZIONE LIBRI...
13 marzo 2003 - Teatro di Isola
RICERCATORI ED EDITORIA - ABBINAMENTO FRUTTUOSO
L’evento più significativo e più sentito di questo primo semestre è stato senza dubbio la presentazione del volume “Lucia Scher e il folclore isolano” curato da Amina Dudine. Nato sotto l’egida del Gruppo Ricercatori di
storia patria della Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola, questo libro rappresenta un nuovo apprezzato tassello che è andato ad aggiungersi al grande mosaico della nostra storia. E quanto sia stato apprezzato lo
hanno dimostrato le oltre 120 persone e i vari media accorsi alla manifestazione. Il grande afflusso di pubblico
ha ritardato l’inizio, dato che il ridotto del teatro, dov’era previsto l’incontro, non era in grado di contenere tante persone e quindi si è dovuto trasferire tutto il materiale e le apparecchiature nella sala grande.
Così i media hanno sottolineato l’avvenimento:
Da “La Voce del Popolo” del 15 marzo 2003
LA PUBBLICAZIONE È STATA PRESENTATA AL TEATRO CITTADINO
"Lucia Scher e il folclore isolano"
di Claudio Moscarda
Q
uanto fosse apprezzata l'opera della connazionale Lucia Scher lo si è potuto vedere e
sentire giovedì sera al teatro cittadino. Oltre un centinaio di persone hanno reso
omaggio alla sua figura a cinque anni dalla scomparsa. L'occasione è stata offerta dalla presentazione del volume di Amina Dudine "Lucia Scher e il folclore isolano" per le edizioni
"La Colomba" della Comunità degli Italiani "Dante Alighieri" di Isola. La pubblicazione ripropone soprattutto il vincolo d'amore e rispetto che Lucia, "isolana patoca" anche se nata
a Capodistria, nutriva per la sua città e la sua gente sfociato nella commedia musicale folcloristica "E la colomba ... varda" della quale fu autrice e regista, nonché una dei sessanta
interpreti. Già, una sessantina di connazionali isolani in scena, equamente divisi tra giovani e adulti, che, man mano che scorrevano le immagini commentate da Amina Dudine,
rammentavano con piacere quell'esperienza. Oltretutto la grande capacità di Lucia Scher,
come rilevato nel corso della serata, è stata sempre quella di mettere la gente a proprio
agio, di creare gruppi affiatati per divertire e divertirsi. E si sono ritrovati quasi tutti per
rivivere quei momenti gioiosi, proposti anche in una mostra nel ridotto del teatro con locandine e manifesti degli spettacoli, condivisi dal 1975 al 1981 nel gruppo folcloristico del
sodalizio isolano per questo grande lavoro di ricerca messo a frutto dall'autrice quale affresco della città ambientato alla fine dell'Ottocento e che, oltre a rispecchiare la storia e le
tradizioni locali, sia nella parlata dialettale sia nelle controversie con le località vicine, racchiude pure molti elementi autobiografici. Ma questa è stata soltanto una piccola parte delLucia Scher
l'impegno che Lucia Scher ha portato avanti negli anni nei vari campi di attività. Sia sul
1919 - 1998
lavoro, da insegnante a direttrice d'asilo a giornalista radiotelevisiva, sia quale operatrice
culturale, è stato ricordato il suo ingegno versatile. Si è cimentata sempre con ottimi risultati nel campo della poesia, della
prosa, dei testi per ragazzi, del teatro, delle canzoni per l'infanzia e altro ancora. Un impegno rammentato brevemente anche
nell'intervento di saluto ai presenti, tra i quali il vice sindaco isolano nonché presidente della Can costiera, Silvano Sau, il responsabile del settore cultura della Giunta esecutiva dell'Unione italiana, Tullio Vorano, la dott.ssa Paola Giurato in rappresentanza del Consolato italiano a Capodistria, nonché esponenti del mondo culturale, dell'associazione "Isola Nostra" e delle
altre Comunità degli Italiani del territorio, da parte del presidente della CI "Dante Alighieri", Dario Scher. Nel suo intervento ha particolarmente sottolineato l'atmosfera tra connazionali che si era saputo creare allora, con i crismi di una vera e grande famiglia isolana, contrapposta alle diffidenze e invidie odierne. Un vulcano in continua eruzione, ha ancora evidenziato
Amina Dudine, che ha offerto un contributo importante alla crescita culturale del territorio. Da non dimenticare tra l'altro che
Lucia Scher è stata la promotrice dei contatti con l'associazione del Cantapiccolo di Tolentino poi sfociati nel tempo con il gemellaggio tra Isola e la città marchigiana. Ma a parte questo, ha avuto un ruolo significativo nella crescita dei giovani. Su tale aspetto si è soffermata nel corso della serata pure Bruna Alessio, redattrice di Radio Capodistria, che ha ricordato le sue
esperienze con Lucia sia all'emittente sia quale alunna dell'elementare buiese quando la famosa "postina", una delle rubriche
radiofoniche per ragazzi più seguite all'epoca, faceva visita alle scuole italiane per realizzare servizi e promuovere la creatività dei ragazzi. Una maestra anche sul lavoro, ha rilevato la Alessio, che sapeva valorizzare i giovani, dote di pochi, e infondere loro sicurezza e voglia di perfezionamento. Qualità che sono state confermate in una missiva anche da Ruggero Po, attualmente caposervizio alla sede centrale di Radio Rai e conduttore dei notiziari mattutini di radio uno, "scoperto" agli inizi degli
Anni settanta proprio da Lucia Scher che lo aveva sostenuto e avviato alla professione. Una donna solare, è stato rilevato in
conclusione di serata, severa al punto giusto, prima di tutto con se stessa, per cercare sempre di migliorare qualitativamente
in quello che faceva. "La vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo", con queste parole di Serena Tenzi si apre
il volume di Amina Dudine ed è questo, è stato detto, forse il ritratto più vero di Lucia Scher.
CULTURA
PAGINA 11
Da “Panorama” n. 5 del 15 marzo 2003
PRESENTATO A ISOLA IL LIBRO DI AMINA DUDINE "LUCIA SCHER E IL FOLCLORE ISOLANO"
E la colomba... resta
di Mario Simonovich
Politeama “Piceno” di Tolentino - Scena finale de
“E la colomba... varda” - Ultima a destra Lucia Scher
(Collezione A. Dudine)
"È
un lavoro folcloristico su Isola,
anzi il primo lavoro del genere
che sia stato scritto sulla simpatica cittadina e sulla sua ancor più simpatica
popolazione". Si espresse così Lucia
Scher in un'intervista pubblicata da
'Panorama' nell'agosto 1976 in merito a
"E la colomba... varda", con cui si era
aggiudicata il secondo premio della sezione teatro al concorso Istria Nobilissima.
A distanza di quasi trent'anni, nel
quinto anniversario della scomparsa,
questa 'Colomba' torna a noi, in veste
incancellabile, nel libro "Lucia Scher e
il folclore isolano", scritto dalla figlia
Amina Dudine, personaggio che mostra
di poter seguire, per dinamica e impegno all'interno della CNI, l'esempio di
Lucia.
Il libro è stato presentato giovedì 13
marzo al teatro cittadino di Isola, nel
corso di una serata, a momenti segnata
da intensa commozione, dinanzi a un
numeroso pubblico che, a giudicare delle puntuali reazioni, era stato in parte
coinvolto anche negli allestimenti della
commedia musicale folcloristica. Un
fatto, questo, che non desta troppa meraviglia quando si pensi che gli interpreti sono stati una sessantina, il che fa
comprendere fra l'altro anche la fatica
del reperimento degli esecutori per la
messa in scena.
Coadiuvata dalla giornalista Bruna
Alessio, di Radiocapodistria, che ha rievocato il giorno in cui, bambina, alla
scuola di Buie incontrò Lucia Scher, la
"postina" (che lei, assieme ai i suoi compagni, immaginava letteralmente chiusa nell'apparecchio radio), Amina Dudine, ricorrendo anche a diapositive, ha
ripercorso le tappe salienti della vita di
Lucia, la sua dinamicità, la voglia di vivere, il multiforme interesse per tutto
quello che la circondava, trasformatosi
fra l'altro in un'infinità di fogli, blocchetti, agende e quaderni colmi d'appunti, ritagli di giornale ed elenchi di libri già consultati o ancora da consultare nei giorni a venire.
Tra questo materiale spiccano le note
riguardanti il linguaggio e la cadenza, i
modi di dire, le abitudini, le tradizioni e
le altre peculiarità della popolazione
isolana, magistralmente "resi vivi" nella commedia, in cui inoltre vi sono anche diversi momenti autobiografici. La
passione per il teatro, scoperta assieme
al marito Dario, le aveva mostrato presto che era in grado di creare intensi
stimoli emotivi, far ridere e piangere il
pubblico.
Impegnata quasi esclusivamente a
favore dei giovani, prima come insegnante, poi a Radio Capodistria e poi
ancora alla TV, si accattiva la simpatia
e l'affetto dei bambini che la seguono.
Inoltre scrive radiodrammi, commedie,
canzoni, rappresentazioni folcloristiche,
compone poesie...
Negli anni Settanta inizia a studiare
i preliminari per creare un'opera dalla
trama snella, ma basata su fatti storici,
espressa nel linguaggio schietto della
popolazione isolana. Lo fece con impegno e determinazione, perché lo reputava un dovuto gesto d'amore e di gratitudine da tributare a quest'angolino di
terra d'Istria, abitato da gente semplice, che tiene conto di tanti di quei piccoli dettagli che caratterizzano le differenze nella mentalità ("a Isola se si poteva, si comprava la casa, a Capodistria
vivevano quasi tutti in affitto", dirà
Amina).
Ne è nata questa "Colomba" che dalla
mente di Lucia e dalle tavole del palco-
13 marzo 2003 - Un momento della presentazione.
Sul palcoscenico, da sinistra, Bruna Alessio Klemenc e Amina Dudine. (ArtFoto)
h
PAGINA 12
CULTURA
Molto dipenderà da quel che riusciremo
mento. Essena pubblicare e dalla risposta della gendo nel contemte alle nostre proposte. Certo ritengo inpo molto occucoraggiante che stasera la sala del teapata, gli scrittro sia stata pressoché piena e che fra il
ti si accumupubblico fossero numerosi anche gli isolavano, menlani che vivono a Trieste."
tre solo una
piccola parte
di essi è arriPalese testimonianza
vata alla pubdi un'intensa attività
blicazione.
Per il prof. Tullio Vorano, delegato al
Fra questi 'E
Settore cultura dell'Unione Italiana, il
la colomba...
libro è importante essenzialmente per
varda', pubblidue motivi: "Intanto perché contiene
cata a puntate
tutto quello che Lucia Scher ha idealproprio
da
mente dedicato non solo a Isola, ma a
'Panorama'.
1956 - Lucia Scher insegna italiano e geografia nell’allora Scuola
tutti gli italiani dell'Istria e di Fiume.
Ritenendo
Ottennale di Isola (Collezione A. Dudine)
La sua è una figura che definirei legche quest'opegendaria, non solo per l'area Isolana o il
scenico si è trasferita in un libro, che la
ra dovesse essere riunita, nel Duemila
Capodistriano, ma per l'Unione Italiafarà restare sempre con noi.
ho realizzato una raccolta di dieci canti
na, per tutti noi. Ricordo che fu lei, ascorali di autori sloveni da lei tradotti.
sieme al marito Dario, una delle prime
Poi ho pensato di pubblicare in volume
Un'opera molto
persone presentatesi ad Albona con le
'E la colomba...', aggiungendovi gli artisentita incentrata
coli di allora. Nella prefazione, ad esempio, ho
sulla 'sua Isola'
inserito un'intervista fatAd Amina Dudine chiediamo come è
tale da Alessandro Danata e come si è sviluppata l'idea del limiani in cui lei 'si racbro.
conta', esprime quello
"Mia madre ha lasciato un'enorme
che aveva provato. Ho
quantità di materiale. Ha scritto semoptato per questa solupre, fino all'ultimo, spinta da una menzione proprio per evitare
te che 'friggeva', che era in continuo ferogni mia interpolazione,
ossia per lasciare a lei di
parlare delle proprie
emozioni. Questa è stata
effettivamente un'opera
che lei ha sentito molto
Durante la presentazione del libro è stata proposta pure
profondamente, un'opera
una carrellata dei momenti più importanti dell’attività
in cui ha messo in scena
lavorativa di Lucia Scher (ArtFoto)
la 'sua' Isola. Infatti, sepben note rassegne."
pur nata a Capodistria, nel suo intimo
"In secondo luogo ritengo il libro imsi sentiva profondamente legata a Isola,
portante per il contenuto, perché conla cui gente era più povera e più semplitiene un materiale di notevole imporce di quella che viveva a Capodistria.
tanza sulle tradizioni della nostra genDirò per inciso che, delle due cittadine,
te. Non va dimenticato che la pubblicasolo quest'ultima aveva una propria inzione di materiali del genere significa il
tellighenzia."
loro permanere, quale valida testimoQuanto resterà di Lucia Scher?
nianza, a cui possono sempre ricorrere
"È difficile dirlo in questo momento.
le generazioni future. Bisogna prendere
atto del fatto che purtroppo molti aspetti delle nostre tradizioni sono andati irDall’incontro di queste tre persone, nella pririmediabilmente perduti e che altri somavera del 1977, è iniziata un’intensa attivino destinati a scomparire nel tempo a
tà culturale tra la Comunità Italiana di Isovenire. Sarebbe perciò un grosso peccala e il TEAC (Tolentino Ente Autonomo Cantapiccolo) di Tolentino. La collaborazione si
to non poter tramandare quello che Luè poi ampliata tanto da spaziare anche in alcia Scher è riuscita a raccogliere, mettetri campi come lo sport, l’istruzione, l’econore insieme e creare nel corso della sua
mia, coinvolgendo un numero sempre maggiore di cittadini, tanto da portare le due
vita, segnata, come ben sappiamo, da
città a stipulare un patto di gemmellaggio
un'attività molto intensa, di cui il libro
nel 1980. Nella foto da sinistra: Aldo Passariè appunto significativa testimonianza.
Lucia
Scher
ritira
il
premio
al
Concorso
ni, allora direttore artistico del TEAC, Lucia
Scher e Paolo Pascucci, che in quel periodo
era presidente del TEAC.
(Collezione D. Scher)
“Istria Nobilissima” - edizione 1976
(Foto: Fernando Soprano)
CULTURA
PAGINA 13
Dal “Mandrač” del 20 marzo 2003 - TRADUZIONE
Il folclore isolano di Lucia Scher
čar
di Karmen Buč
G
iovedì sera, alla Casa di Cultura
di Isola è accorso un numeroso
pubblico per assistere alla presentazione del libro “Lucia Scher e il folclore isolano”, curato da Amina Dudine, figlia di
questa animatrice e creatrice culturale
isolana dalle molteplici sfaccettature ed
edito da “La Colomba” della Comunità
degli Italiani “Dante Alighieri”.
Come sottolineato dall’autrice, Lucia
Scher ha lasciato un’enorme quantità di
materiale: raccolte, versi, testi di canzoni ed altri scritti.
Quest’anno ricorre il primo lustro della sua dipartita e, in quest’occasione,
Amina Dudine ha voluto ricordarla
pubblicando la commedia musicale folcloristica in due atti “E la colomba...
varda”, con la quale Lucia Scher, nel
1976 ha ricevuto il premio Istria Nobilissima.
La commedia era stata messa in scena e presentata con vero successo sia in
Istria che in Italia, negli anni 19761981. Il lavoro raggruppava una sessantina d’interpreti di tutte le età.
L’intreccio di questa commedia è pienamente legato alla storia locale e si
sviluppa attorno ad un amore impossi-
Copertina del libro
“Lucia Scher e il folclore isolano”
bile tra una ragazza isolana e un giovane capodistriano (anche se figlio di un’Isolana). All’epoca - il lavoro è inquadrato negli anni che concludono il dicianno-
vesimo secolo - per gli Isolani era un disonore contrarre matrimonio con Capodistriani e si diceva: meio morta che
sposada a un Cavri∫an”. Ma la madre
del ragazzo capodistriano riesce a trovare uno stratagemma. Per mettere
tutti d’accordo è sufficiente che si sappia che il figlio è stato concepito a Isola,
a San Piero.
Nella trama la Scher ha inserito vari
momenti storici, come ad esempio la costruzione della Parenzana e anche varie leggende isolane. Al testo Amina
Dudine ha aggiunto tutti gli spartiti e i
testi delle canzoni che vengono eseguite
in questo lavoro. Il volume comprende
ancora gli appunti per l’interpretazione
del testo e un vocabolarietto per la comprensione del dialetto. Seguono gli articoli riguardanti le varie esecuzioni, l’elenco di tutti gli interpreti e collaboratori (ad esempio la scenografia era di
Srečko Tič e le luci di Ernest Lupinc). Il
libro si conclude con i ricordi di alcuni
interpreti di questa commedia.
Come ha dichiarato la stessa Dudine,
si tratta di un avvenimento irripetibile
e che lei ha tentato di raccogliere in
questa pubblicazione.
Da “La Voce del Popolo” del 25 agosto 2003
COME AMINA DUDINE RICORDA LA MADRE, ATTRICE E AUTRICE
Lucia Scher, la passionaria
Insieme al marito fu lanima della C.I. di Isola
di Giacomo Scotti
D
ario Scher, connazionale di Isola
d'Istria, è il patriarca e simbolo
degli Italiani rimasti in quella cittadina, da decenni animatore delle attività
artistico-culturali amatoriali di quella
Comunità, leggendario giornalista de
"La Voce del Popolo" eccetera eccetera.
Mi ha spedito un pacco pesante contenente: tutti i numeri de "La Colomba"
(periodico della "Dante Alighieri") usciti dall'ottobre 2000 al giugno 2003; un
opuscolo dal titolo "Il piacere di cantare
assieme" a cura di Amina Dudine; un
più consistente volumetto (un'ottantina
di pagine) sulla vita e l'opera di un sacerdote "Antonio Pesaro, il presule iso-
lano e il suo tempo" scritto da Giorgio
Dudine, e infine un vero e proprio libro
di centocinquanta pagine di Amina Dudine, "Lucia Scher e il folklore isolano".
Queste tre pubblicazioni vanno ad arricchire la collana delle Edizioni La Colomba della Comunità degli Italiani.
Diremo alcune parole sull'opuscolo e
sul libro firmati da Amina Dudine perché si compendiamo; l'uno e l'altro ci
parlano di Lucia Scher. A scrivere di
Lucia, nata a Capodistria nel 1919 e
spentesi a Isola nel 1998, è sua figlia:
Amina Dudine è nata da Dario e Lucia.
E continua, in seno ai connazionali rimasti ed alla loro comunità l'attività
pluridecennale dei genitori, leggiamo
come e che cosa scrive la figlia di sua
madre, nata in una famiglia materialmente povera di Isolani ma ricca di valori umani:
"Ben presto la lettura diventa il suo
passatempo preferito (...). Ma non è facile soddisfare questa passione vivendo
in una famiglia numerosa dove, tra l'altro, non c'è neanche la luce elettrica. La
giovane Lucia però si arrangia: va a
dormire presto e con l'ausilio di una pila, sotto le coperte, legge fino a notte
fonda (...) A diciannove anni si innamora di Dario, il ragazzo con il quale condividerà tutta la sua esistenza, prima a
PAGINA 14
Capodistria e poi a Isola, da dove
provengono i suoi genitori. Da quest'unione nasco io, figlia unica. Con
Dario si apre una nuova passione,
quella del teatro, e iniziano così i
suoi primi successi dovuti all'innata bravura e alla viva sensibilità."
Calata nell'ambiente isolano più
genuino, Lucia Scher seppe far rivivere il folklore della sua terra.
Nel libro dedicato a sua madre,
Amina, che ne è la continuatrice
nella creatività e nel lavoro, ci fa
percorrere gli anni più fecondi di
Lucia Pugliese - Scher, a cominciare dall'inizio degli anni Settanta
del secolo passato, quando prese a
tessere "una trama snella, piacevole, ma nello stesso tempo ricca di
fatti storici, raccontati nel linguaggio schietto della popolazione di
Isola d'Istria".
Prima da attrice e poi da autrice
calcò le scene insieme a Dario. "Si
immerse in questo lavoro con grande curiosità e determinazione", soprattutto perché "lo reputava un
dovuto gesto d'amore e di gratitudine
da tributare a quest'angolino di terra
d'Istria e alla sua gente", perciò "si avventurò in una minuziosa ricerca trascorrendo ore e ore in biblioteca a compulsare libri e giornali". Nel rovistare
fra le cose lasciate da sua madre, Amina Scher - Dudine ha trovato "un'infinità di fogli, blocchetti, agende e quaderni colmi di appunti, ritagli di giornali ed
elenchi di libri consultati e da consulta-
Il marito Dario
anima della C.I. di Isola
re. Tra tutto questo materiale che la
mamma conservava gelosamente, segnati con particolare precisione, spiccano i preziosi consigli riguardanti il lin-
CULTURA
Lucia Scher
Isola, 15 giugno 1980
guaggio e la cadenza, i modi di dire, le
abitudini, le tradizioni... Insomma un
lavoro da certosino" che sarebbe poi sfociato nell'apprezzata commedia musicale e folkoristica E LA COLOMBA...
VARDA premiata nel 1976 a "Istria Nobilissima". Quella commedia in due atti, ambientata alla fine dell'Ottocento,
specchio della storia e delle tradizioni
locali, con molti elementi autobiografici, viene pubblicata integralmente nel
libro di Amina Dudine, seguita da ventiquattro canti, testi e musica, per lo
più popolari, raccolti da Lucia Scher insieme a filastrocche - giochi, più un testo della stessa Scher su melodia popolare. Il libro comprende inoltre una
"Cronistoria degli avvenimenti" del
gruppo folkloristico isolano arricchita
da numerosi documenti fotografici.
Ne' "Il piacere di cantare assieme"
scopriamo altri momenti della vita
creativa di Lucia Scher raccontati e/o
documentati dalla figlia: "Lucia Scher
non sta mai con le mani in mano",
scrive Amina, ricordando che sua
madre operò "quasi esclusivamente a favore dei giovani, prima in
qualità d'insegnante di lingua italiana e geografia, poi quale conduttrice e curatrice delle trasmissioni dedicate da Radio Capodistria ai ragazzi connazionali. Più
tardi passa alla Televisione, sempre a Capodistria, ed anche qui si
dedica alle rubriche giovanili. Fino al pensionamento. Nel tempo
libero Lucia continua a fare teatro
e spesso cura pure la regia, scrive
radiodrammi, commediole, rappresentazioni folkloristiche, compone poesie, traduce romanzi e
commedie, è autrice di oltre un
centinaio di testi per canzoni, quasi esclusivamente dedicati all'infanzia.
Ne "Il piacere di cantare insieme" Amina Dudine ha raccolto solo una parte... praticamente della
produzione di sua madre in questo
campo: i rifacimenti, le libere traduzioni, gli adattamenti in italiano di
dieci canti corali sloveni per bambini
con relative note musicali di vari compositori. Anche in questa attività Lucia
operò "con molta gioia, accuratezza e
competenza", in sostanza per soddisfare
le esigenze dei gruppi diretti da Amina.
"Anche se Lucia Scher non è più con
noi, (...) le sue creazioni e i suoi insegnamenti restano particolarmente vivi
e indelebili".
È doveroso, concludendo, spendere
qualche parola su Amina Dudine che ha
seguito le orme dei genitori. In seno alla comunità degli italiani d'Isola è redattrice capo del giornalino "La Colomba", si occupa di cori, cantanti, minicantanti e di un gruppo folkloristico giovanile, tiene corsi di dialetto; è stata attivamente impegnata nella scuola dapprima come insegnante di musica a Isola e Pirano e poi come direttrice della
scuola elementare di Isola fino al pensionamento (1999), scrive articoli, saggi, racconti e, come s'è visto, libri. Dario, Lucia, Amina, tre persone che valgono per trenta.
INFORMATICA
Computer - stampanti
servizio tecnico
€uroComputer
Gregorèièeva - Via S. Gregorèiè, 11
6310 Izola - Isola
Tel.: 05/616 60 60
CULTURA
PAGINA 15
La giornalista di Radio Capodistria Bruna Alessio Klemenc, ha avuto la brillante iniziativa di coinvolgere anche l’amico e collega della RAI di Roma, il noto giornalista Ruggero Po, già pupillo e grande amico di Lucia Scher, che in occasione della presentazione del libro “Lucia Scher e il folclore isolano” ci ha inviato questo suo prezioso contributo.
I
nnanzitutto desidero rivolgere un
saluto a tutte le persone che sono
convenute per ricordare una donna unica, che da cinque anni non è più con noi,
ma della quale posso avvertire ancora,
come se ci fossimo lasciati un minuto fa,
la voce autorevole e allo stesso leggera,
ironica, complice.
Il mio primo incontro con Lucia risale
all'estate del 1969. Io ero un ragazzino
di 17 anni che aveva già ben chiaro cosa avrebbe voluto fare da grande: il
giornalista. Lucia una dirigente di Radio Capodistria autrice e conduttrice di
uno dei più popolari programmi dell'epoca, "Avete scelto". Fu ad "Avete scelto" che inviai un nastro con una prima
intervista a una cantante allora di una
certa fama, Paola Musiani, e fu Lucia
che, dopo averla mandata in onda, mi
invitò a realizzarne altre.
Per me fu l'inizio di una carriera che
probabilmente non avrebbe avuto lo
stesso corso, o forse non ci sarebbe proprio stata, se il destino non avesse fatto
incrociare sulla mia strada questa bionda signora di ferro. Talvolta mi accade,
riordinando vecchio materiale, di ascoltare le mie interviste di quegli anni. Sono sincero. Non so se io stesso, oggi, darei credito a quel ragazzino incerto, un
po' troppo timido, dalla forte inflessione
emiliana. C'è voluto del coraggio e a Lucia il coraggio non è mai mancato se al
ragazzino emiliano di cui sopra aprì an-
che le strade della conduzione al microfono. Mi "impose" nonostante le critiche
dei più e vide lontano se oggi io sono
uno dei tre conduttori del GR1 Rai del
mattino, l'edizione più ascoltata della
radiofonia italiana.
Lucia per me fu una maestra severa. Mi
insegnò i trucchi del mestiere. Ancora
oggi quando mi capita di fare un'inchiesta ricordo come proprio lei mi insegnò
a mettere l'intervistato "nell'angolo".
Un angolo fra due pareti tecnicamente
insonorizza l'audio e soprattutto, psicologicamente, impedisce all'altro di sfuggire. L'intervista, mi diceva, viene meglio. Ed è un suggerimento che ancora
applico. Così come conservo gelosamente le lettere che, in tempi nei quali
telefonare tra Italia e Jugoslavia non
era un gioco, ci scambiavamo ogni settimana.
Da tempo colleghi come Lucia nei giornali non esistono più.
Ruggero Po
9 aprile 2003 - in Sede - presentazione del libro di Stefano Lusa
“Italia - Slovenia” di Stefano Lusa
M
ercoledì 9 aprile scorso, nella sede della Comunità degli Italiani
“Dante Alighieri” di Isola è stata presentata l’opera del giornalista connazionale piranese Stefano Lusa “Italia - Slovenia 1990 / 1994” edito da Il Trillo, periodico della Comunità degli Italiani
“Giuseppe Tartini” di Pirano.
In esso l’autore tratta in modo detta-
gliato e ben delineato i rapporti tra Italia e Slovenia nel periodo in cui quest’ultima ha conseguito l’indipendenza. Un
lavoro molto impegnativo su un argomento che ci ha visti testimoni e che ha
incontrato il favore dei lettori e della
critica. Pertanto la Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola ha ben
pensato di sentire, dalla viva voce del-
l’autore, quale è stata la scintilla che lo
ha spinto a scegliere quest’argomento e
a svolgere un minuzioso lavoro di consultazione e di ricerca delle cause, ma
anche delle sensazioni, dei momenti vissuti, della verità, mettendo in evidenza
le circostanze, i vari punti di vista, le
scelte effettuate. Si ringrazia l’autore
per aver aderito al nostro invito e per
essere stato chiaro ed esauriente nella
sua esposizione.
(ds)
CARBONI
PNEUS
Dario Carboni s.p. - i.a.
Servizio, vendita
e ricostruzione
pneumatici
Ind. cesta - Strada dell’Industria 4
6310 Izola - Isola
A fine esposizione il presidente della “Dante”
Dario Scher consegna un omaggio all’autore
Stefano Lusa (Foto TB)
Copertina del libro
Tel.: +386 05 641 53 65
Fax: +386 05 640 06 58
PAGINA 16
SPORT & RICREAZIONE
A cura di Emilio e Tura Bevitori
RIDIAMO VITA AL NOSTRO CALCETTO
L’attività sportiva più importante
della “Dante” è senza dubbio quella
svolta dalla Squadra di Calcetto: la prima a costituirsi e quella che ha dato la
maggiore attività e le più grandi soddisfazioni. Ora però sta passando un periodo di crisi dovuto al cambio genera-
zionale. La formazione Veterani è assieme ormai da vent’anni e, pensando al
futuro, due anni or sono, ha incluso in
quest’attività un buon numero di matricole, dando origine ad altre due squadre: Giovani e Giovanissimi. Ma le cose
non sono andate secondo le previsioni.
CAMPIONATO DI CAPODISTRIA
09/02/03
C.I.”D.Alighieri” - Ficon d.o.o
16/02/03
C.I.”D.Alighieri” - ŠD
23/02/03
C.I.”D.Alighieri” - Šemprepjeni
23/02/03
C.I.”D.Alighieri” - Luka Šipki
09/03/03
C.I.”D.Alighieri” - Črni Gavran
16/03/03
C.I.”D.Alighieri” - Šalara
23/03/03
C.I.”D.Alighieri” - Nektar
2
1
1
2
3
2
1
:
:
:
:
:
:
:
0
4
4
1
6
2
4
A settembre si riprende l’attività. Pertanto rivolgiamo un invito a
L’entusiasmo iniziale si è pian piano affievolito e ciò specialmente a causa degli allenamenti che si tenevano nella
palestra una volta alla settimana ad
ore proibitive (dalle 22.00 alle 23.00 unico termine offertoci) e delle poche
uscite dovute alla totale assenza di finanziamenti nei primi sei mesi di quest’anno. Proprio per questo motivo non
abbiamo potuto realizzare il nostro programma d’attività e siamo stati indotti
a declinare parecchi incontri fuori sede.
Da gennaio a marzo abbiamo partecipato regolarmente al Campionato di
Capodistria (prima lega), ma spesso
siamo stati costretti a giocare in inferiorità numerica.
TUTTI I NOSTRI GIOVANI SOCI:
UNITEVI A NOI PER FORMARE UNA BUONA SQUADRA, DEGNA DEI
RISULTATI GIÀ OTTENUTI IN PASSATO. VI ASPETTIAMO!
¨ BELLO STARE INSIEME
Con questa carrellata di fotografie desideriamo informarvi sulla nostra attività ricreativa, accompagnata sempre da grande allegria e gioia di vivere. Questi piacevoli incontri ci danno l’opportunità di
trascorrere assieme ad amici e conoscenti parecchie ore di divertimento, socializzando e condividendo emozioni.
1 febbraio 2003. Primo Torneo di Briscola - foto ricordo dei vincitori. Si sono aggiudicati il primo premio Mario Dagri (in piedi
al centro) e Lucijan-Ciano Kleva (primo a destra): secondi sono
giunti Marino Pugliese (secondo da destra) e Dean Radočaj (seduto) e terzi (nella foto il primo e la seconda da sinistra) Cristian
Pugliese e Tura Bevitori. (Foto EB)
La sala della Comunità degli Italiani. “Dante Alighieri”
di Isola stracolma di coppie partecipanti al Torneo
di Briscola. Dopo ogni disputa naturalmente segue
l’atteso incontro conviviale. (Foto AD)
SPORT & RICREAZIONE
PAGINA 17
Due momenti del Ballo delle Bambole tenutosi lo scorso 3 marzo nella nostra sede sociale. Le belle mascherine hanno reso
l’ambiente traboccante di vivacità e buonumore. Si sono scatenete nelle danze, come si può notare nella foto a destra, animate dalla coreografa Ester Dassena. A completare la tavolata colma di dolciumi sono stati la panetteria Kruh Koper e l’Albergo
Riviera di Isola. (Foto AD)
Sopra:
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, è stata organizzata
una simpatica Serata Sociale con pesca
miracolosa e tombola
(Foto EB)
A destra:
Su insistente richiesta si è tenuto il 5
aprile scorso, nella
sede della “Dante, il
secondo TORNEO
DI BRISCOLA.
La classifica:
primi Egidio Novel
(in piedi a sinistra) e
Izidor Batelič (in
piedi a destra),
secondi Emilio Bevitori (al centro della foto) e Klavdijo Pečar (accosciato a sinistra)
terzi Nevio Pugliese (in piedi al centro) e Valdi Jerman (accosciato a destra)
( Foto TB)
Mariella Suhar s.p.
Koprska - Via Capodistria 23
6310 Izola - Isola, tel. 05/641 66 13
Luciana
autotrasporti
Abbigliamento “CASUAL”
- anche su misura PRODUZIONE E VENDITA
Edi Carpenetti s.p.
Ul. IX. Corpus Via IX Corpo, 15
6310 Izola - Isola
GSM: 041 78 46 15
RELAZIONI
PAGINA 18
LE NOSTRE PRESTAZIONI NEL 2002
CULTURA
GRUPPI e ATTIVITÀ
LUOGO e DATA
(Partecipazione alla Celebrazione
per l’inaugurazione della nuova ala
della Scuola Media “Pietro Coppo”
con la Scena dal balcone, tratta da
Romeo e Giulietta di Shakespeare
Isola, 15/03/02
(Partecipazione all’Incontro
Intercomunale delle Filodrammatiche
con il dramma “La morsa” di L.
Pirandello
Pirano, 13/04/02
(Partecipazione allo spettacolo
DITUTTUNPO’ con la
Scena dal balcone tratta da
Romeo e Giulietta di Shakespeare
Isola, 03/07/02
(Spettacolo: “La morsa”
Crevatini, 24/10/02
(Spettacolo: “La morsa”
Fiume, 23/11/02
FOLK GIOVANILE
(Partecipazione allo spettacolo
SERATA CANTERINA con lo sketch
“∫e sempre la stesa storia” di
A. Dudine
Isola 14/02/02
(Partecipazione all’Incontro
Intercomunale delle Filodrammatiche
con “Maliardi e Miliardi” di
A. Dudine
Pirano, 12/04/02
(Partecipazione allo spettacolo della
Scuola di Musica “El canon de
fighera” di Kralj
Isola, 14/06/02
(Sketch “∫e sempre la stesa storia” di
A. Dudine
Fiume, 23/11/02
(Partecipazione a SENZA CONFINI
con la scenetta “In pescaria” di
A. Dudine
Isola, 30/11/02
(Scenetta “In pescaria” di
A. Dudine
Capodistria,
18/12/02
MINICANTANTI
Isola, 14/02/02
Isola, 03/07/02
CANTANTI
(Partecipazione allo spettacolo
SERATA CANTERINA
(Partecipazione allo spettacolo
DITUTTUNPO’
(Esibizione di canzoni
(Partecipaziolne allo spettacolo
Tra suoni e canti
(Partecipazione al Concerto dei
Bepop
LUOGO e DATA
ATTIVITÀ LETTERARIE
FILODRAMMATICA
(Partecipazione allo spettacolo
SERATA CANTERINA
(Partecipazione allo spettacolo
DITUTTUNPO’
GRUPPI e ATTIVITÀ
Isola, 14/02/02
Isola, 03/07/02
Crevatini, 24/10/02
Isola, 03/06/01
Isola, 25/12/02
(Partecipazione a due concorsi
letterari
(Serata letteraria commemorativa
dedicata al letterato Bruno Maier
(“Dal marchese Gravisi al carbone
d’Istria” - serata letteraria con
Isabella Flego
marzo 2002
Isola, 10/10/02
Isola, 11/12/02
MOSTRE
(Mostra in occasione della
presentazione del libro di
Giorgio Dudine “Antonio Pesaro,
il presule isolano e il suo tempo”
(Mostra fotografica in occasione
del primo lustro della Comunità
degli Italiani “Dante Alighieri”
di Isola
Isola, 23/04/02
Isola, 29/10/02
GRUPPI OSPITI
(Concerto del Duo Santo - Gentile
(Concerto del Duo Damaschi Pigato
(Concerto con il pianista Dario
Forturello di Nicolosi
(Concerto VOCI AMICHE con i cori:
Aesontium (giovanile) di San Pier
d’Isonzo
La Foiarola (giovanile) di Poggio
Terza Armata
Femminile della Comunità degli
Italiani di Salvore
Corale di Coseano (misto)
(TRA SUONI E CANTI con
l’Orchestra Santa Margherita,
il Gruppo ritmico giovanile, i solisti
e il coro dell’Associazione “Amici
della Musica” di Martignacco
(SENZA CONFINI - incontro folk
con il Duo “La Bora” della Comunità
degli Italiani “Giuseppe Tartini”
di Pirano, la Filodrammatica
della Comunità degli Italiani
di Salvore e il Gruppo Folk
“I Danzerini” di Lucinico
Isola, 24/02/02
Isola, 17/04/02
Isola, 29/09/02
Isola, 26/10/01
Isola, 16/11/02
Isola, 30/11/02
GRUPPO RICERCATORI DI STORIA PATRIA
(Presentazione del libro ANTONIO
PESARO, IL PRESULE ISOLANO
E IL SUO TEMPO
di Giorgio Dudine
Isola, 23/04/02
(Partecipazione al Concorso internazionale di Forlì “Storia e Storie” e
assegnazione del Primo Premio
ottobre 2002
(Pubblicazione della ricerca dedicata
al 160.esimo anniversaro della
h
RELAZIONI
GRUPPI e ATTIVITÀ
LUOGO e DATA
nascita dell’illustre scienziato
isolano Domenico Lovisato e ai
1070 anni che su un documento
appare per la prima volta il nome
di Isola
(Ricerche per le pagine del
periodico “La Colomba”dedicate
alla storia patria, agli usi e alle
tradizione del nostro territorio
PAGINA 19
GRUPPI e ATTIVITÀ
LUOGO e DATA
(Dato alle stampe il libro di Amina
Dudine LUCIA SCHER E IL
FOLCLORE ISOLANO
dicembre 2002
Isola, gen - dic 02
EDITORIA
(Usciti tre numeri de
“La Colomba”
Isola, gen - dic 02
Isola, dicembre 02
CORSI
(Terzo corso per il recupero del
dialetto
Isola, gen - dic 02
(Corso di recitazione e dizione svolto
con i giovani filodrammatici
(terzo anno)
Isola, gen - dic 02
CONFERENZE
(6 di tema vario + un’escursione
Isola, gen - dic 02
S P O R T
GRUPPI e ATTIVITÀ
CALCETTO - Campionato di Capodistria
(03/02/02
(24/02/02
(03/03/02
(10/03/02
(17/03/02
(24/03/02
(07/04/02
(21/04/02
(28/04/02
(11/05/02
(16/12/01
(18/05/02
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
-
Bolero
Beli Križ
Pompieri Sicciole
Campion Gistel Bertocchi
Oljka Bossamarin
Zlatarna Široka
Trgoavto
AvtoRakar Bertocchi
Mešani transport
Atletski Klub Capodistria
ZAM
Pro 5
(29/09/02
(06/10/02
(13/10/02
(20/10/02
(27/10/02
(03/11/02
(10/11/02
(17/11/02
(24/11/02
(01/12/02
(08/12/02
(Partecipazione al IX Incontro Sportivo delle Comunità degli Italiani
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
“Dante”
-
Pizzeria Santa Lucia
Šemprepijeni
Fikon
ŠD Luka
Nektar B.L.
Luka Šipki
Črni Gavran
Šalara
Nektar B.L.
Pizzeria Santa Lucia
Šemprepjeni
Umago, 22/06/02
TORNEI DI CALCETTO - nostra organizzazione
(Incontro amichevole di Calcetto
(5° Torneo Internazionale di Calcetto
(2° Torneo Interno di Calcetto
Isola, 12/02/02
Isola, 09/11/02
Isola, 21/12/02
PALLAVOLO
(Partecipazione al IX Incontro Sportivo delle Comunità degli Italiani
Umago, 22/06/02
TENNISTAVOLO
(Partecipazione al IX Incontro Sportivo delle Comunità degli Italiani
(Torneo Maschile organizzato dalla Sezione Sportiva della C.I. “Dante Alighieri”
(Torneo Femminile organizzato dalla Sezione Sportiva della C.I. “Dante Alighieri”
Umago, 22/06/02
Isola, 25/11/01
Isola, 2/12/01
SCACCHI
(Partecipazione al IX Incontro Sportivo delle Comunità degli Italiani
Umago, 22/06/02
RICREAZIONE
ATTIVITÀ
(Festa di Carnevale - Ballo delle
Bambole
(Serata sociale in occasione della
Giornata Internazionale della
Donna e della Festa dei Papà
(Torneo di Briscola e Tressette
ATTIVITÀ
Isola, 09/02/02
Isola, 16/03/02
Isola, 20/04/02
(Torneo di Briscola e Tressette
(Serata sociale d’Autunno
(Serata sociale per festeggiare il
Natale e congedarsi dall’anno
vecchio
Isola, 12/10/02
Isola, 25/10/02
Isola, 21/12/01
PAGINA 20
S
on de novo con voi par
continuar el discorso
che go scominsià l’ultima volta, co ve go parlà, prima dei
fis’ci de la sirena e po’ del lavor nel Conservificio Arrigoni, naturalmente a Isola. Ve
ricordarè che ve go contà come che scatolavimo le sardele, come che insalavimo i sardoni, quei bei grosi che noi
ciamavimo ancioi e come che
fasevimo l’antipasto, questo
VICENDE & COSTUME
I RICORDI DELLA
SIGNORA RITA
ricordè quel toco de omo, i∫olan naturalmente, alto, che a
stava visin del Palaso Besenghi, che a se spostava
sempre in bicicleta e che a
l’Arigoni a iera Caporeparto?
- ben, di∫evo, sto Tore de la
calda a me dir che i me vol in
diresion.
di Margherita Delise (magnabigoli)
Oh mama mia, go dito! Co/raccolti e trascritti da Amina Dudine/
sa ∫e che no va? Sul momento, ciò, go pensà de gaver fato qualcosa che no gavaria
un sior de Piran, cusì che no sò masa codovù far e, anca se me sintivo la cosienme che i preparava sto otimo prodoto,
sa a posto, iero pitosto preocupada. Inma sò che bastava un picio cubeto par
soma, me pre∫ento davanti del Consiglio
insaporir ben ben el brodo, parché li
Amministrativo e me sento dir: “Rita!
adoperavo anca mi, ‘sai volentieri, a
La gavemo ciamada par far una pulisia
ca∫a co cu∫inavo.
profonda de la sala fileti. La se cioghi
Mi de solito lavoravo più sui mestieri:
un poche de done e lei la dirigiarà i lasu le machine, nei maga∫ini,... Ansi, ve
vori.” Me go sintù subito meio e devo dir
dirò che gavevo apena 17 ani quando
che me ga fato anca piaser de la fiducia
che go scominsià a lavorar su una mache i me gaveva dà. Alora mi ghe go dichina. Però, co iera necesità, bisognava
to: “Aceto, ma prima de duto me dovè
adatarse e andar a ‘iutar indove che
garantir che le buiote sarà piene de
serviva e propio par questo, un periodo
aqua co’ la soda caustica e po’ che ogni
gò lavorà in sala fileti. L’ambiente de
dona varà el traverson, i stivai e i guanDa “La voce di Arrigo”
lavor a iera grando e dentro iera tanti
ti de goma. I me ga dito subito de sì.
Pulitura delle acciughe
banchi co le relative scagnele. In ogni
In quatro sere, dopo l’orario lavorati(Collezione Livia Pugliese)
banco iera posto par sie persone. Una
vo, naturamlente, co’ le done de mia fiultimo soto la guida del sior Luigi de
dona, col carel, la portava i sardoni e la
ducia, se ga fato un lavor coi fiochi. ∫e
Bari. Ve gavevo dito anca che par l’anvignuda fora una sala fileti al bacio, netipasto vigniva usada la meio parte dei
ta che no ve digo e, anca par sto lavor,
più bei toni, cioè la schena. Sì, propio
go ciapà un mucio de lodi.
quela parte più polposa de quel bel coGo lavorà tanto, ma go avù anca tanlor ro∫a. Ma iera propio tono, savè! No
te sodisfasioni.
miga palamida! El meio del meio. La
Che fabrica che iera l’Arrigoni! Se faparte de soto, invese, quela che noi ciaseva de duto e de otima qualità. Mi là
mavimo la panseta, dopo eser stada nedentro go lasà el cuor.
tada, la vigniva preparada, sfregolada
Ancora ‘deso, dopo tanti ani, se paso
e, in ultimo, ste briciole le vigniva scasu par San Rocco, par quela strada che
tolade soto oio extra vergine de oliva. El
me ga visto corer tante volte par no far
procedimento iera più o meno quel de le
tardi e restar serada fora del porton de
sardele, che ve go ∫a spiegà la volta
quela che par mi iera la mia seconda
scorsa. La materia prima iera sempre
ca∫a, me pian∫i el cuor e me se stren∫i
de granda qualità, ma gnente doveva
duto qua dentro, de nostalgia. Ma purDa “La voce di Arrigo”
vignir butà via. Pre∫empio: co le teste
tropo el tempo pasa e po’... resta solo i
Il pesce viene inscatolato
dei pesi vigniva fata la farina de pese
ricordi.
(Collezione Livia Pugliese)
che serviva par le bestie. Ma questo lali butava sul banco. Qua el pese vigniva
vor lo faseva la fabrica Ampelea, cioè
netà e po’ a pasava avanti. Iera quei che
quela fabrica che iera indove che adeso
li ver∫eva, che li stacava del spin e che li
∫e la Delamaris, ne la ∫ona de San Piero.
preparava par diventar fileti. Po i vigniSta lavorasion, purtropo, ghe dava cativa mesi soto oio.
vo odor a duta Isola, ma iera anca queCo se netava i sardoni, el scarto andasto un modo de guadagnar.
va a finir int’una spece de gorna che ieBen, eco, quei del pese iera i reparti
ra sistemada in ogni banco e là el sporpiù importanti, ma apian apian la proco restava fina a la sera, quando che le
dusion se ∫largava sempre de più e cusì
done le netava sti banchi, butando quel
in fabrica se ga verto anca la sala estrache iera ne le gorne dentro de un baril.
to indove che se faseva i dadi par el broSte povere done, le netava meio che le
do. Ma se tratava propio de estrato, sapodeva e el più ∫velto posibile. Ma chi
vè. Iera cubeti pici e la lavorasion, comche ne dirigeva voleva una pulisia più
pre∫o l’imbalagio, vigniva fata duta co’
Da “La voce di Arrigo”
fonda. Insoma, un ∫orno Tore de la calle machine. Mi no go mai lavorà in sto
Il prodotto è pronto per l’imballaggio
da, che saria Salvatore Zennaro - ve lo
reparto, indove che iera responsabile
(Collezione Livia Pugliese)
VICENDE & COSTUME
PAGINA 21
LE NOSTRE PICCOLE GRANDI STORIE
Riprendiamo la rubrica “Le nostre piccole grandi storie”, questa volta con il
contributo di un amico d’oltreoceano,
uno tra i tanti volti scolpiti nei ricordi
della nostra infanzia e poi man mano
sbiaditi per la lontananza e per il tempo
che passa inesorabile, dando via via una
mano sempre più spessa di smalto alle
immagini memorizzate e archiviate nel
nostro cervello per poi guastarle definitivamente, facendole scomparire del tutto
dal nostro archivio personale. Ma negli
ultimi anni la tecnologia ha fatto passi
da gigante e, tramite Internet, oltre alle
nuove amicizie, riusciamo a ripristinare e
a “restaurare” questi nostri ricordi semiperduti, con collegamenti a distanza,
scambi d’informazioni, ricerche varie che
ci aiutano a ritrovare amicizie perdute o
volti più o meno noti di persone incontrate per strada ma che il tempo e gli
eventi non ci hanno permesso di conoscere personalmente.
Ecco, questo è proprio il caso del nostro amico, nato a Isola e residente a
London, nell’Ontario (Canada), il signor
MARIO LORENZUTTI e per inquadrarlo meglio aggiungiamo “grilo”, cioè il so-
prannome della sua famiglia. Conosciuto
oltre un anno fa grazie al comune amico
Ciano, abbiamo intrecciato una fitta corrispondenza via e-mail, con lui e con la
sua simpatica signora, Franca Pitacco,
nata a Sicciole “al Gorgo”. Anche se ormai lontano da Isola dal periodo dell’Esodo, i ricordi di Mario, riguardanti la
sua terra e la sua gente, sono vergati con
l’inchiostro indelebile nella sua mente e
ricchi di particolari, perché custoditi come preziosi gioielli.
Questa volta ci racconta:
UNA U∫ELADA SORA I RIVASI
Q
uel che 'deso stago par contarve
∫e suceso nel periodo, quando che
le nostre tere iera soto l'Austria. In quel
tempo iera proibì andar a u∫elar, ansi
di∫emo pur che iera reato. Aguai se i te
becava. Ma la magioransa dei Istriani,
che no ga mai nudà ne l'oro, i se ga sempre savù 'rangiar, ris'ciando su la propia pele, naturalmente, e sperando de
farla franca. E speso anca ghe riusiva.
Ma sta volta...
Ve voio contar cosa che ghe ga tocà a
Tadoro - che secondo me nono Berto grilo, a iera un dei meio u∫eladori de Isola
de quei tempi - un giorno che a ∫e andà
a u∫elar co' so fio. Mi però no lo go mai
conosù, parché ∫a quela volta, co mi iero
picio, lu a ∫burtava radicio ∫a de tanti
ani.
Sti do Isolani patochi che i viveva in
via Besenghi i se ga prontà ben ben, i ga
ciolto con lori duto quel che ghe serviva
e i se ga incaminà verso San Simon, co
la speransa de ciapar un pochi de u∫ei
par farse una bona magnada, co’ la ∫onta de un toco de polenta par tociarla intél sugheto che vigniva ‘sai bon.
I saveva ∫a indove andar. In alto al
Ronco, sora i rivasi, iera un bel albero,
propio un de quei che pareva fati a posta par u∫elar. Insoma, i 'riva sul posto
e, come chi che conosi 'sai ben el so mestier, i scuminsia a pariciar l'albero par
la catura. Par chi che no sà dirò che a
I∫ola, i rivasi, ∫e quele alture a strapiombo su la riva del mar fra San Simon e Strugnan.
Ben, adeso che l'albero iera pronto a
dover coi riciami che i cantava che iera
un piaser e stanghetà co’ le vis'ciade,
Tadoro, col ∫ogolo in man, e so fio i se ga
cucià soto le vide, ben sconti, a spetar el
momento giusto par far scatar la "trapola".
Prima de 'ndar 'vanti ∫e meio che ghe
spiego, sempre a chi che no sa, come che
funsionava sto mecanismo. El ∫ogolo iera el fil che vigniva manovrà de chi che
u∫elava. De una parte a vigniva fermà
su l'albero e là iera anca tacai altri fili
più curti e su ognidun de sti altri fili iera ben saldà un riciamo, cioè un povero
u∫eleto ligà par la satina. E po’ come che
go ∫a dito, vigniva mese le stanghete co’
le vis’ciade. Alora, i riciami, cantando
forte i ciamava altri u∫ei. Ve dirò ancora che, acioché i riciami cantasi meio,
sti poveri u∫eleti i vigniva orbai co’ un
fero de calsa riscaldà e cusì i cantava de
continuo, parché i no vedeva quel che
naseva ‘torno de lori. Quando che l'omo
che tigniva l'altro cavo del ∫ogolo in man
a vedeva che se avicinava un ciapo de
u∫ei, a tirava el ∫ogolo fasendo cusì mover duti i fili coi riciami. Sto movimento meteva in asion i riciami che scuminsiava a ∫volasar, come che i podeva, fra
i rami e cusì i dava l'impresion che in
quel albero iera u∫eleti liberi. Alora, rasicurà, el ciapo intiero calava su l'albero. Ma, povari u∫ei, i restava subito tacai intéle vis’ciade. A questo
punto el ∫ogo iera fato. A l'u∫elador
no ghe restava altro che andar a
ingrumar i novi u∫eleti su l'albero, come che fusi fruti.
Ben, ma tornemo ai nostri
do u∫eladori. Insoma, pare e fio i spetava la calada de un ciapo, che quel
∫orno a stentava a 'rivar. Speta che te
speta... al pare ghe tigniva de far i so bisogni e alora a ghe dir al fio: "Ciapa, ten
ti el ∫ogolo che mi devo lontaname un
momento. E te racomando! Sta atento!
No sta farte scampar el ciapo". Par el fio
iera finalmente ‘rivà el so momento. Sta
volta a ghe gavaria mostrà a so pare
quel che a iera bon de far. A ciol el ∫ogolo e, ben sconto soto la vida, a se meti a
spetar che cali el ciapo, concentrà al
masimo in sto lavor. Pasa un fià de tempo e duto int'un a se senti bate la spala
par dadrio. Pensando che fusi so pare e
che a volesi ciorghe el ∫ogolo de man a
ghe dir sotovo∫e: "Sito, che i se cala!".
Ma de novo a se senti bate la spala e ancora una volta a ghe dir un poco nervoso: "Sito che i se cala". E sicome che so
pare a no ghe rispondeva, a ga butà la
man par dadrio par tocalo e faghe capir
che a no doveva disturbarlo parché el
momento iera quel bon. Ma invese de
tocar le braghe del pare, la man se ghe
ga pu∫à su una roba dura, streta, freda
e de metal. No ghe ga vosù masa
par capir che a gaveva tocà la spada de un gendarme austriaco.
Aguai se a se gavesi fato becar! Alora sto povaro fio ga
molà duto e corendo come un
mato a se ga butà a rondoloni ∫o par i rivasi.
No se ga mai capì come
che a ∫e restà vivo. Un vero
miracolo. Ma, secondo lu, saria stà ‘sai pe∫o se a fusi stà
becà del gendarme austriaco.
Par fortuna la ghe iera andada ancora bastansa ben!
Mario Lorenzutti
PAGINA 22
VICENDE & COSTUME
I C E N T ’ A N N I D E L L A PA R E N Z A N A
1902 - 2002
A cura di GIORGIO DUDINE
N
ella nostra carrellata di notizie
dedicate alla già gloriosa Parenzana - la ferrovia a scartamento ridotto che collegava Trieste con le cittadine
istriane, fino a Parenzo - non potevamo
non soffermarci su alcune curiosità e
spigolature. Fatti che con il tempo hanno raggiunto dimensioni più ampie,
perché arricchite dalla ben nota e fertile fantasia delle nostre genti. A noi sono sembrate simpatiche e per questo
abbiamo deciso di proporvele.
SI DICE CHE...
Mentre sul treno, alla stazione di Isola, venivano svolte operazioni di scarico
e carico merci, il capotreno, signor De
Luca e il conduttore, signor Semeraro,
si erano recati nell’ufficio del capostazione. Il fuochista, signor Zabbia invece
approffittava della pausa per lubrificare le bielle della locomotiva. Ad un tratto, un suono di tromba emesso da un
veicolo che passava nelle vicinanze,
venne scambiato per il segnale di partenza che veniva sempre dato dal capostazione o dal capotreno. A questo punto il fuochista, buttata un’occhiata al
marciapiede e constatato che non c’era
nessun passeggero, dette cenno al macchinista, signor Del Bianco che era tutto a posto e questi fece partire il convoglio. Il conduttore Semeraro, dall’ufficio
del capostazione, aveva notato che il
treno si stava muovendo, ma non aveva
dato troppa importanza, convinto che si
trattasse dei normali spostamenti della
locomotiva per agevolare la lubrificazione delle bielle, lavoro che veniva fatto a
mano. Ad un certo punto però si accorse che gli stavano passando davanti
tutti i vagoni e che la velocità del treno
aumentava progressivamente. Allora,
assieme al capotreno, si precipitò fuori
dall’ufficio e, gridando e gesticolando
ampiamente, cercò inutilmente di richiamare l’attenzione del macchinista,
il quale, tutto preso dal suo lavoro, era
intento a intraprendere, nel migliore
dei modi, la salita. Disperati, il conduttore e il capotreno, non sapevano più cosa fare. Un contadino isolano che stava
osservando la scena si offerse di aiutarli: “Gnente paura, siori. Ve faso mi ciapar el treno. Vignime drio.” Attraversarono alcune erte scorciatoie di Saletto e
dopo dieci minuti di cammino sostenuto
raggiunsero le rotaie, ma del treno,
nemmeno l’ombra. Visto il disappunto
dei due, il contadino li rassicurò: “No ste
‘ver paura, siori, a no ∫e ancora pasà.
Vedarè, che ‘deso a ‘riva!” E difatti, subito dopo si sentì il caratteristico sbuffare della locomotiva e il treno, lentamente, uscì dalla curva.
Il macchinista rimase di sasso nel
trovarsi davanti il conduttore e il capotreno e frenò il convoglio che già stava
andando a velocità ridottissima. Non riusciva a spiegarsi che cosa facessero in
quel posto quelle due persone che
avrebbero dovuto essere sul treno.
Il contadino isolano con il suo pronto
e sagace intervento li aveva salvati da
sgradevoli conseguenze.
Durante il periodo dell’amministrazione austriaca, sul fumaiolo delle locomotive era apposto un voluminoso
parascintille che assomigliava molto ad
un pentolone. Pertanto la nostra gente
aveva messo in giro la diceria che il
macchinista, prima di partire dalla stazione di Trieste, lo riempisse di fagioli e
acqua, in modo da trovarli cotti a puntino al momento dell’arrivo alla stazione di Parenzo.
La più che sostenuta velocità della
Parenzana era venuta pienamente incontro alla categoria dei cosiddetti “portoghesi”, specialmente nel tratto Semedella - Isola, nel periodo in cui si svolgevano dei lavori di riparazione e il treno
non poteva superare i 10 chilometri orari. I viaggiatori, sprovvisti di biglietto,
salivano sulle carrozze di testa. Quando
il controllore, che iniziava il suo lavoro
dall’ultimo vagone, si stava avvicinando, saltavano in strada per risalire subito sulla carrozza di coda. Il giochetto
riusciva praticamente sempre.
Durante la prima guerra mondiale il
treno era l’unico mezzo di collegamento
non rischioso tra Trieste e le città dell’Istria, quindi molto frequentato. Dato
che la locomotiva veniva alimentata a
legna mista a carbone, la produzione di
vapore era piuttosto scarsa e quindi
creava molti problemi in salita. Sembra che nel tratto Cannedo (estremo
lembo della piana di Sicciole) e la costiera di Salvore, nel punto più ripido, i
passeggeri fossero invitati a scendere e
a spingere il convoglio per aiutarlo a
prendere l’abbrivo. Ma dopo questa fatica, dovevano essere molto scattanti e risalire immediatamente sul treno, altrimenti rischiavano di rimanere a terra,
anche se avevano pagato il biglietto.
Questo fatto è successo subito dopo la
prima guerra mondiale.
Un gruppetto di baldi studenti di Parenzo, terminate le vacanze estive, erano pronti a prendere il treno. Si recavano a Capodistria per proseguire gli studi al Liceo “Carlo Combi”. Erano particolarmente contenti perché già pregustavano la libertà, lontano dalle famiglie. I genitori che li avevano accompagnati affettuosamente alla stazione erano piuttosto preoccupati. Lontani da casa avrebbero mangiato a sufficienza? Si
sarebbero messi la maglia di lana? Sarebbero stati alla larga dai pericoli della vita? Ma come si sà, lo studio è molto
importante e, bisognava aver fiducia
nei propri figli, naturalmente dopo aver
sciorinato tutte le raccomandazioni necessarie. Saliti sul treno, gli spensierati
giovani salutarono i loro genitori e, appena il treno scomparve dietro la prima
curva, sentendosi finalmente liberi, tirarono fuori le sigarette e iniziarono a
fumare. Ma ebbero subito una brutta
sorpresa. Il treno invece di andare
avanti iniziò a retrocedere fino a ritornare nuovamente alla stazione.
Le sigarette erano già state gettate
dai finestrini, ma il terrore di questi ragazzi era quello di dover rivedere i genitori che, senz’altro avrebbero fiutato l’odore di tabacco e allora sarebbero stati
dolori.
Ma questa volta la scamparono bella.
I familiari, alla partenza del treno, avevano reputato di aver fatto il loro dovere e si erano incamminati verso casa. h
VICENDE & COSTUME
A volte succedeva che nelle salite con
pendenze che raggiungevano il 28 per
mille il treno dovesse retrocedere fino al
punto di partenza. Ciò succedeva specialmente nell’affrontare le salite di Simisin, subito dopo la stazione di Parenzo, oppure l’erta di Saletto, appena lasciata la stazione di Isola. Questi inconvenienti si verificavano specialmente
quando, ad alimentare la caldaia, c’erano macchinisti che non conoscevano a
fondo le caratteristiche climatiche del
luogo. Verso il tramonto, infatti, poteva
succedere che il vapore acqueo si depositasse sulle rotaie raffreddate, impedendo la prosecuzione del convoglio.
Quindi, ritornati alla stazione, dovevano spargere della sabbia sulle rotaie, alzare la pressione nelle caldaie e aprire
le valvole di scarico per evitare una brusca accelerazione.
Erano praticamente quotidiane le gare di velocità tra il treno e i vari mezzi
di trasporto che viaggiavano sulle strade adiacenti. Spesso la Parenzana faceva una magra figura con i giovani ciclisti che lo sfidavano sul tratto tra le stazioni di Salvore e di Mazzoria o sulla
strada Semedella - Isola, che correva
parallela alla ferrovia.
Il nostro trenino a scartamento ridotto riusciva a spuntarla e ad essere orgoglioso delle sue prestazioni soltanto
lungo la Valle del Quieto, gareggiando
con l’autocorriera. Sia la Parenzana, sia
la corriera lasciavano la Santo Stefano
- Levade alle ore 18.15: la prima per dirigersi verso Montona e poi raggiungere Parenzo e la seconda, che proveniva
da Trieste, doveva raggiungere Albona.
Oltre ad essere poco veloce, in quegli
anni (1925), la corriera doveva percorrere una strada tutta ghiaia e polvere e
poi, all’altezza del torrente Bottonega
era costretta a rallentare per dare la
precedenza al treno. E questi, vittorioso, dopo un gioioso fischio di saluto, attraversava la strada per iniziare la salita del colle di Montona.
Molto spesso la Parenzana trasportava l’ottimo vino prodotto nell’Istria occidentale. Nelle stazioni veniva versato
in grandi botti ed era prassi, durante il
travaso, offrirlo senza troppa parsimo-
nia a quanti assistevano all’operazione.
Successe che il capostazione di Visinada, che amava particolarmente questo
liquido, dopo aver esagerato un po’ nell’assaggio, non fosse più in grado di
svolgere le sue mansioni e pensò che sarebbe stato saggio farsi sostituire dalla
figlia. Ma proprio quel giorno giunse,
inaspettato, un nuovo capostazione, per
consentire a quello di Visinada di usufruire di un periodo di ferie.
Nel constatare che il servizio veniva
espletato da un capostazione in gonnella e con tanto di berretto rosso poggiato
su una lunga e fluente chioma bionda, il
nuovo capostazione si scandalizzò. Il regolamento non prevedeva capostazioni
al femminile. Le sanzioni furono scongiurate con l’aiuto delle lacrime che scesero copiose dai begli occhi della ragazza e con la promessa del titolare di non
eccedere più con l’assaggio degli eccellenti vini istriani.
E a proposito di ottimi vini, un Piranese ricorda un altro episodio.
“Un mio amico el gera montado a Piran int’un vagon del treno merci carego
de bote piene de vin. Quel fiol de una tecia a ∫e andado fina a la galeria de I∫ola a suciando vin, co’ una cana, fora de
una bota. El ga ciapado una imbriagada che no ve digo.”
Succedeva spesso che l’affollamento
nelle carrozze fosse eccezionale e che i
passeggeri dovessero viaggiare in piedi,
stipati fino all’inverosimile, tanto da
non potersi letteralmente muovere. Il
caso volle che in uno di questi giorni, un
carboncino lanciato dal fumaiolo della
locomotiva entrasse nella carrozza attraverso il finestrino aperto e andasse a
infilarsi dentro il colletto, nella parte
posteriore, di un passeggero. Il malcapitato non riusci a sollevare rapidamente
il braccio per togliersi di dosso quel piccolo carbone ardente e quando finalmente lo fece, naturalmente dopo aver
provocato un grande caos, era già troppo tardi. Sul suo collo era comparsa una
dolente bruciatura.
PAGINA 23
ferroviaria aveva deciso di ampliare il
piazzale antistante la fermata.
Tutto quel movimento attirò un bambino di Strugnano che, giunto in loco,
pose insistentemente il suo sguardo sul
treno merci, dal quale si stavano scaricando ghiaia e terra e, incantato, ne seguiva tutti i movimenti.
Per quella sua aria ingenua e quel
grande interesse che dimostrava per il
treno, il bambino venne notato da un
macchinista. Diremo, tra l’altro, che i
ferrovieri della Parenzana d’origine
istriana, e specialmente quelli provenienti dal Buiese, erano particolarmente allegri e pronti allo scherzo, alla frecciata intelligente, alla battuta scaltra.
Pertanto, il macchinista s’affacciò al finestrino della locomotiva e, molto seriamente, chiese al bambino: “Ciò, picio!
Go sintù dir che to mare dormi in leto
insieme co’ to pare. Cosa, ∫e vero?”
Il bambino diventò tutto rosso dall’imbarazzo e scappò via chiedendosi
chi avrebbe potuto raccontare a quel
macchinista - che egli non conosceva una situazione così personale, riguardante i suoi genitori.
Un divertimento delle nostre genti
era anche quello di imitare il ritmo del
treno con filastrocche onomatopeiche.
Scandite e accentuate a dovere, riproducevano in modo efficace lo sforzo della locomotiva, quando lenta e sbuffante
arrancava su per le lunghe salite, oppure le pacifiche discese cadenzate dal
martellare delle ruote sulle giunzioni
delle rotaie. Eccone alcune.
Per salite ripide (da eseguire molto
lentamente e con sforzo):
“Nì-sun pà-ga, mi no có-ro! Nì-sun
pà-ga, mi no có-ro! Nì-sun pà-ga, mi
no có-ro!”
Per salite moderate (da eseguire lentamente):
“No pò-so più, me man-ca_el fià! No
pò-so più, me man-ca_el fià! No pòso più, me man-ca_el fià!”
Per pendenze moderate (da eseguire
allegramente):
“Vi-∫i-nà-da te sa-lù-do! Vi-∫i-nà-da
te sa-lù-do! Vi-∫i-nà-da te sa-lù-do!”
Per discese (da eseguire veloce):
Il 15 agosto del 1912 era previsto un
grande afflusso di fedeli al Santuario di
Strugnano e, per agevolare il movimento dei passeggeri, l’amministrazione
“Dù-ti pà-ga! Dù-ti pà-ga! Dù-ti
pà-ga!”
AGEN DA
Vocabolarietto
aguài
apiàn apiàn
becàr
boìr
bòn
buiòte
calièra
cavréti
ciapàdo
ciàpo
ciòr
dadrio
- guai
- pian pianino
- prendere
- bollire
- buono, capace
- grossi recipienti di metallo
adatti alla bollitura
- paiolo
- capretti
- preso
- stormo, gruppo
- prendere
- dietro
Le fotografie di quest’edizione
sono state scattate da:
EB - Emilio Bevitori
TB - Tura Bevitori
MC - Maja Chersicola
ED - Ester Dassena
FD - Fiorenzo Dassena
AD - Amina Dudine
CE - Cristian Esposito
MM - Mirko Maglica
fià
fùsi
gòrna
la se ciòghi
mamoléti
màsa
mèio
-
méscola
misiàr
naséva
nudàr
pariciàr
rénte
ristiàra
∫brovàda
∫burtàr radìcio
poco, fiato
fosse, fossero
grondaia
prenda
ragazzini
troppo
meglio, migliore
- mestolo
- mescolare
- succedeva
- nuotare
- apparecchiare,
preparare (l’albero)
- vicino
- rischiara
- scottata, molto
calda
- spingere il radicchio, ovvero
essere sottoterra
scominsiàr,
scuminsiàr
scagnèla
sfregolàr
sìe
sintù
-
incominciare
panca
sbriciolare
sei (numero)
sentito
UN SENTITO GRAZIE
COME LEGGERE I TESTI DIALETTALI
Suggeriamo due regole molto semplici per la pronuncia del
suono “s”:
Abbiamo usato il segno “s” per il suono sordo e il segno “∫“
per quello sonoro.
Esempi di “esse” sorda: sasso, sempre, costa
Esempi di esse sonora: casa (ca∫a), sgarbo (∫garbo), medusa (medu∫a).
KARLO MARKEŽIČ
- periodico della
la o cotone usata dagli operai
trombìni
u∫èl
vèr∫er
vìde
vignìme drìo
vis’ciada
- stivali di gomma
- uccello
- aprire
- viti
- seguitemi
- asticella coperta di vischio
Inviare i contributi scritti o richiedere
il periodico all’indirizzo postale
Comunità degli Italiani “Dante
Alighieri”, Via Brigate d’oltremare 8, 6310 Isola (Slovenia)
Trattoria
aliani
lg i It
ISTRIA
Egidio & Erik Krajcar
Trg Republike - Piazza della Repubblica 1
Izola - Isola dIstria
tel. 05/641 80 58
IL P U N TO
L
a Redazione de “La Colomba” si scusa con tutti i suoi affezionati lettori per i grandi ritardi
nelle uscite del periodico. Ciò non è certo dovuto
all’incuria e tanto meno alle spese di redazione - lavoro quest’ultimo che viene svolto gratuitamente bensì alla progressiva diminuzione dei finanziamenti riservati alla “Dante”, provenienti dai fondi
del Ministero per la Cultura della Slovenia e del
Comune di Isola e gestiti dal Consiglio della Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Isola
che, tra l’altro, non ha mai preso in considerazione
questo nostro foglio.
Un vivo grazie quindi ai donatori e agli sponì Dant sor. Questo numero de “La Colomba” è stato
e dato alle stampe nel novembre 2003.
Comunit‡ de
La Colomba
Comunità degli Italiani “Dante Alighieri”
di Isola
Indirizzo postale: Via Brigate d’Oltremare 8,
6310 Isola (Slovenia) - Codice fiscale: 62314769
Conto bancario - 10100-0027259808 Bank Koper
- allargava, ampliava
- suo figlio
- gioco
- aggiunta
- succhiando
- teglia, tegame
- intingere
- pezzo
- sopraveste in te-
so fìo
∫ògo
∫ónta
suciàndo
técia
tociàr
tòco
traversón
ISTRA
riî Isola
ghie
Ali
scomparso, dopo lunga malattia, il 4 novembre 2003
∫largàva
Gostilna
La Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola rivolge
un caloroso grazie ai signori Bruno Colomban di Trieste e
Mario Dagri di Isola per il contributo versato pro “La Colomba”.
Un particolare ringraziamento al signor Giorgio Dudine
per aver donato alla nostra biblioteca un’enciclopedia e un notevole quantitativo di libri di lettura amena e per le ricerche
scolastiche.
La Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola
esprime il suo cordoglio ai familiari di
PAGINA 24
Edizioni
LA COLOMBA
Redattore responsabile: Amina Dudine
Redazione: Emilio Bevitori,Tura Bevitori,
Giorgio Dudine e Dario Scher
Tipografia: Birografika Bori Izola
Tiratura: 600 copie
Scarica

La Colomba - Comunità degli Italiani “Dante Alighieri”