COMITATO PROGETTO ARCHIVI@ Rete degli archivi modenesi del ‘900 Via Canaletto 88 41100 Modena e-mail: [email protected] DOCUMENTO DI PROGETTO ARCHIVI@ Rete degli archivi modenesi del ‘900 A Modena da diversi anni agiscono Istituti culturali, quali il Centro F. L. Ferrari, il Centro documentazione donna, l’Istituto storico della Resistenza, che hanno tra i loro primari obiettivi statutari la conservazione delle memorie e delle testimonianze storiche legate a pezzi significativi delle radici storico-politico della memoria collettiva e individuale nonché la loro diffusione e fruizione attraverso l’apertura al pubblico degli archivi documentari conservati. Il tema della conservazione e diffusione di tutta questa documentazione, che può a pieno titolo dirsi fondante di quella che è stata l’identità modenese, almeno per i primo 50 anni di storia repubblicana, non può continuare ad essere gestito come fin qui è stato: le nuove sfide in termini di tecnologie e visibilità vanno affrontate per poter andare oltre la mera conservazione verso una memoria attiva che possa rinnovare i valori della storia e reinventare una nuova identità e un nuovo senso di appartenenza che tenga conto, tra l’altro, di una inedita dimensione determinata dalla presenza in città di tante culture e etnie differenti. Il progetto Archivi@ si inserisce in una riflessione che le Associazioni – Centro documentazione donna, Centro F. L. Ferrari, Istituto storico della resistenza, Mario Del Monte e Gramsci – stanno facendo con l’obiettivo di elaborare un documento programmatico per la creazione a Modena di un luogo fisico e virtuale in grado di coniugare conservazione e trasformazione, memoria e desiderio, incidendo positivamente sull’attività degli Istituti di ricerca locali. Un luogo che sia di stimolo, ma anche di “servizio”, per chi voglia analizzare, comprendere, ricercare, trasmettere (docenti, ricercatori, ecc). Questo luogo dovrà garantire spazi e tecnologie per la messa in rete delle attività di studio e ricerca. In attesa della costruzione più puntuale di quel progetto generale siamo con questo Progetto Archivi@. Rete degli archivi modenesi del ‘900 a occuparci del settore archivistico dei tre Istituti (Isrmo, Ferrari, Cdd) prefiggendoci di risolvere i problemi di accesso alle documentazione esistente, nonché di creare collegamenti reali e virtuali tra le diverse fonti, e che in prospettiva coinvolgeranno altri soggetti detentori di archivi del ‘900, come ad esempio le “Raccolte fotografiche modenesi”. Concretamente si intende dar vita al Portale Archivi@ quale strumento per valorizzare e facilitare l’accesso alla documentazione esistente, attraverso sito, banche dati, materiali didattici, per avviare un coordinamento delle attività svolte dai singoli Istituti sul tema della conservazione e fruizione dei propri archivi. In quest’ottica il progetto prevederà anche il potenziamento e l’aggiornamento dei siti dei singoli Istituti. Obiettivo generale è la valorizzazione e fruibilità degli archivi modenesi del ‘900 - archivi non istituzionali, espressione della società civile (partiti, movimenti, associazioni, singole personalità) – realizzando un sistema per la messa in rete degli inventari, strumenti di comunicazione e diffusione delle informazioni, sperimentazioni didattiche di tipo multimediale dell’utilizzo delle fonti, garantendone l’apertura al pubblico con personale esperto per agevolare la comprensione dei processi attraverso cui la società civile e le culture politiche hanno determinato l’identità della nostra città, nonché sviluppare presso gli utenti quella che Arlette Farge nominava come “il piacere dell’archivio”, il piacere che si prova nel coinvolgimento emotivo determinato dall’incontro diretto e non mediato con i frammenti delle mille vite dei protagonisti di quelle carte. I risultati attesi sono: il miglioramento della conservazione e della fruizione degli archivi del ‘900 che rivestono importanza per la memoria storica del territorio, loro valorizzazione presso gli studiosi, ma anche i cultori della storia locale, il loro utilizzo a scopi didattici dalle scuole modenesi di ogni ordine e grado. Le potenzialità di sviluppo degli strumenti progettati sono insiti nella natura delle associazioni che garantiscono da diversi anni un servizio di accesso pubblico ai propri materiali documentari e alle proprie biblioteche, nonché nel collegamento del progetto alla progettualità più ampia a cui si accennava precedentemente. Gli archivi Gli archivi interessati dal progetto sono circa 180 fondi molto diversi fra loro conservati nei tre Istituti modenesi (Isrmo, Ferrari, Cdd). Alcuni sono veri e propri archivi di materiali prodotti e acquisiti da soggetti privati di natura collettiva (partiti, associazioni, gruppi d’interesse, ecc.) nello svolgimento della loro attività pubblica, altri appartengono a soggetti privati singoli cioè donne e uomini che hanno ricoperto ruoli politici locali e nazionali significativi; altri sono raccolte documentarie prodotte da soggetti diversi nel corso di ricerche storiche locali oppure per altre diverse situazioni, nonché archivi creati ad hoc, come ad esempio quelli di fonti orali, allo scopo di indagare aspetti più legati alla soggettività oppure per tentare di colmare le lacune delle fonti cartacee. Tranne per quest’ultima tipologia di archivi, potremmo dire che trattasi principalmente di materiali nati in relazione all’attività politica/pubblica dei soggetti singoli o collettivi che li hanno prodotti, sono funzionali a questa e sono generalmente privi di un sistema di protocollazione e ordinamento degli atti. Per intenderci non esistono titolari che organizzino gli atti per categorie, classi o sottoclassi come invece esistono per gli archivi più tradizionali, diciamo istituzionali; essi risultano privi quasi sempre di strumenti di corredo e di classificazione e frutto di sedimentazioni autonome senza vincoli di schemi di ordinamento comune. Queste caratteristiche se da un lato hanno reso complessi e non omogenei gli interventi di riordino e di inventariazione realizzati su diversi fondi dei singoli Istituti, dall’altro caratterizzano queste fonti proprio per l’infinità varietà della loro natura e quindi delle informazioni che ne possiamo ricavare. Queste fonti raggiungono anche l’obbiettivo, se ben interrogate, di restituire il giusto valore alle tante soggettività che nei partiti, nelle associazioni, nei sindacati hanno determinato il famoso “modello emiliano”, donne e uomini che hanno dato anima e corpo alla loro passione segnando con le loro intelligenze la nostra città e l’identità della nostra comunità creando uno stretto legame tra sviluppo economico e coesione sociale-solidarietà e lavorando per il progresso delle condizioni di vita e soprattutto sulla definizione dei rapporti sociali in senso più democratico ed egualitario. In ogni caso risultano essere materiale unico e insostituibile per chiunque voglia ricostruire la storia di piccoli e grandi eventi che hanno visto il protagonismo della società civile modenese: la Resistenza, la ricostruzione, le lotte per i diritti al lavoro e alla cittadinanza politica e sociale, le lotte per l’emancipazione femminile, il movimento femminista solo per citarne alcuni. Il progetto Considerata la mole di documentazione di cui stiamo parlando, circa 10.000 buste e le grandissime differenze di tipologia documentaria e consistenza tra i singoli fondi - ci sono fondi di un’unica busta come fondi di centinaia di buste - per poter approdare con questo progetto Archivi@ alla realizzazione in tempi contenuti (18 mesi) di un Catalogo degli archivi modenesi del ‘900 -risultato concreto e visibile e primo passo necessario per lo sviluppo della Rete -, l’ipotesi progettuale prevede di dedicarsi in una prima fase a una descrizione che secondo gli standard internazionali viene definita per livelli, concentrandoci sul livello del singolo fondo per tutti i fondi (circa 180) conservati dai tre istituti (Isrmo, Ferrari, Cdd). Successivi approfondimenti, sul livello della singola unità archivistica (busta) sono poi previsti sulla base dello stato di riordino dei diversi fondi. Gli Obiettivi specifici che quindi ci si propone sono: creare un sistema per la omogeneizzazione delle modalità di descrizione al livello di singoli fondi posseduti; creare il Portale Archivi@ per la messa in rete dei cataloghi degli archivi posseduti e degli istituti tra loro; valorizzare la fruibilità degli archivi tramite la sperimentazione della presenza presso i singoli istituti di un/una documentarista (personale esperto per il riordino, la consultazione e la promozione); valorizzare gli archivi tramite la realizzazione di eventi formativi multimediali modulari on line; aggiornare i siti dei singoli istituti allo scopo di favorire la diffusione delle informazioni sui patrimoni e sulle attività degli stessi; diffusione del progetto attraverso un convegno nazionale. GLI ARCHIVI DEL ‘900 Schede descrittive organizzate per istituto Centro culturale Francesco Luigi Ferrari Il Centro culturale “Francesco Luigi Ferrari”, sorto nel 1978 su iniziativa di un gruppo di persone di orientamento cattolico-democratico, ha via via articolato e arricchito la propria posizione culturale e si è caratterizzato per l’attenzione e l’apertura alle sollecitazioni e ai problemi della realtà culturale, sociale, politica ed economica modenese, distinguendosi soprattutto per l’attuazione di percorsi di analisi e di studio, per la ricerca storica, per l’attività di formazione e di documentazione, con particolare riferimento alla provincia di Modena e alla regione emiliano-romagnola. L’Archivio raccoglie carte e documenti soprattutto sulla storia locale contemporanea e sul movimento cattolico modenese. Al suo interno sono conservati gli archivi di organizzazioni politiche, sociali, sindacali e religiose dell’area modenese, oltre a vari fondi di privati. Movimento cattolico a Modena (1860 – 1940): 30 buste. Materiale originale (o riprodotto con indicazione della fonte) sulle diverse espressioni storiche del movimento cattolico modenese dall’unità d’Italia alla seconda guerra mondiale. Biografie e bibliografie di esponenti del movimento cattolico a Modena (1860 1970): 35 buste. Sono più di trecentocinquanta cartelle contenenti materiale (carte autografe, lettere, curriculum vitae, ritagli, appunti e dati, in originale o in copia) per la biografia e bibliografia di esponenti e militanti del movimento cattolico a Modena dal 1860 al 1970. Lettere pastorali ed altri documenti dei vescovi di Modena e Carpi (dal 1860 ad oggi): 10 buste. Archivi originali dell’Associazione studenti medi (Paradisino), Fuci e Movimento Laureati (Azione cattolica) di Modena (1884 – 1970): 23 buste. Carte e documenti di A. Coppi e del Partito popolare a Modena (1910 - 1956): 6 buste. Questo fondo è costituito per la quasi totalità da fotocopie di carte e documenti conservati dalla famiglia Coppi. Archivio di don Elio Monari e carte e documenti che lo riguardano (1913 - 1944): 8 buste Vi sono raccolte e ordinate le carte ed i documenti dell’archivio personale di don Elio Monari, documenti e pubblicazioni riferentesi agli ex prigionieri, tutti donati dalla Città dei Ragazzi di Modena e altre carte e memorie di diversa provenienza. Documenti sull’Azione cattolica nelle diocesi di Modena (1945 - 1960) e Carpi (1920 - 1946): 3 buste. Si tratta di copie di documenti provenienti dall’archivio centrale dell’Azione cattolica presso l’Istituto Paolo VI di Roma e di materiale a stampa originale raccolto da E. Bonvicini. Fondi relativi alla resistenza modenese(1943 - 1945) ed all’ALPI (1947 - 1995): 31 buste. Si tratta di quattro nuclei di documenti: 1) Archivio delle Brigate Italia Montagna e Pianura; 2) Fondi personali donati da ex partigiani; 3) Carte di Ermanno Gorrieri usate per la stesura del volume La Repubblica di Montefiorino; 4) Archivio dell’Alpi (Associazione Liberi Partigiani Italiani). Carte relative al Movimento cattolico a Modena nel secondo dopoguerra (1945 1951): 17 buste Contiene documenti originali (o in copia) riguardanti DC, ACLI, Federazione coldiretti, Associazioni artigiane, Unione cooperative della CCI, Azione cattolica, SIL, LCGIL, CISL, “Sinistra modenese”, per gli anni 1945 - 1951. Archivio della Democrazia cristiana di Modena (1945 - 1993): 600 buste. Atti, documenti, corrispondenza, verbali, pubblicazioni della Democrazia Cristiana modenese dal 1945 al 1993 sono conservati in questo fondo. Carte di Ermanno Gorrieri (dal 1952): 50 buste. Le carte di Ermanno Gorrieri, depositate presso l’Archivio, fino al 1951 sono contenute nei fondi riguardanti la Resistenza e il movimento cattolico a Modena nel secondo dopoguerra. Per gli anni dal 1952 in poi sono raccolte in questo fondo. Carte di Gioacchino Malavasi (1930-1990): 9 buste. Le carte dell’archivio personale di Gioacchino Malavasi (G. M.), in prevalenza lettere, sono state donate all’Archivio dalla famiglia. Archivio di associazioni culturali modenesi (1958 - 1978): 30 buste. E’ l’insieme degli archivi di quattro associazioni culturali operanti a Modena dalla fine degli anni Cinquanta alla fine degli anni Settanta: 1) Fondazione Biblioteca F. L. Ferrari; 2) Circolo di cultura sociale Ezio Vanoni, poi Centro di cultura E. Vanoni per gli studi politici, economici e sociali; 3) Associazione di studi e iniziativa culturale Il Portico; 4) Note e rassegne. Carte e documenti dei movimenti: Cattolici democratici, Comunità di base e Assemblea dei gruppi spontanei (1966 - 1970): 6 buste. Archivio della cooperazione di ispirazione cattolica a Modena (1860 – 1970): 20 buste. Si compone di documenti originali (o riprodotti) riguardanti: società operaie di mutuo soccorso, cooperative di produzione e lavoro, cooperative di consumo, casse rurali e, dal 1945, Unione provinciale cooperative. Carte di Luigi Paganelli (dal 1970): 15 buste. Le carte di Luigi Paganelli, depositate presso l’Archivio, fino al 1970 sono contenute nei fondi riguardanti la Resistenza, il movimento cattolico a Modena nel secondo dopoguerra, l’Unione sindacale provinciale della CISL di Modena. Per gli anni dal 1970 in poi sono raccolte in questo fondo Archivio del quotidiano Il Foglio (1975): 16 buste. Fondi vari (dieci fondi) di piccola consistenza: 8 buste Miscellanea: 5 buste I seguenti tre fondi sono localizzati presso le sedi delle rispettive organizzazione di appartenenza Riordino, inventario e consultazione sono a cura del Centro F. L. Ferrari Archivio storico dell’Unione sindacale provinciale della CISL di Modena (1945 1970): 114 buste. Archivio storico della Unione provinciale delle cooperative di Modena (1948 – 1980): 20 buste. Archivio storico dell’Azione Cattolica di Modena (1914 - 1970): 203 buste. Centro documentazione donna di Modena Istituto culturale di ricerca La Sezione archivi conserva materiale documentario prodotto a partire dal 1944 da associazioni, movimenti femminili e femministi e da singole donne che il Centro documentazione donna ha in deposito, nonché raccolte documentarie sulle tematiche di genere per un totale di circa 2500 raccoglitori di materiale documentario nonché 6000 fotografie e più di 800 manifesti. Allo scopo di renderli fruibili e consultabili gli archivi sono stati riordinati e inventariati. In particolare si conservano gli archivi di: UDI provinciale e comunale di Modena 600 buste (1944 – 1998) La nascita dell’Udi di Modena, che trova le sue origini nei Gruppi di Difesa della donna operanti nella provincia durante la Resistenza, è collocabile nell’autunno del 1944.L’Associazione lavora per l’affermazione dei diritti sociali e civili delle donne con un impegno molto capillare sul territorio nazionale e locale fino al 1982 quando con il XI Congresso nazionale nel 1982 si costituiscono gruppi di lavoro interni, autonomi ed autogestiti. UDI circolo CNA di Modena (1978 - 1991) 2 buste I documenti del Circolo CNA si compongono di materiali relativi ad iniziative politico- culturali, materiali amministrativi, appunti di Rosanna Galli, rassegna stampa, convocazioni di assemblee. Sono stati depositati nell’archivio dell’Udi di Modena da Rosanna Galli, attivista per anni del Circolo. UDI circolo A. Davis di Modena (1974 - 1986) 1 busta Il materiale presenta documenti di carattere eterogeneo, tra cui in particolare documentazione personale di Maria Lusetti, attivista del circolo,depositata dalla famiglia, dopo la sua morte, presso la sede dell’Udi di Modena. UDI Circolo Manifattura Tabacchi di Modena (1946 – 1988) 1 busta. Troviamo notizie dell’azienda di tabacco a Modena già nel 1600. Dove è rimasta per lungo tempo l’unica fabbrica e tutta di donne. Le sue operaie rappresentano lo stereotipo dell’immagine diffusa di emancipazione femminile emiliana. UDI Comunale di Carpi ( 1955 - 1988) 73 buste Già nel giugno del 1945, in un documento del CLN di Carpi, troviamo nominata l’associazione . Nel decennio successivo si insiste sulle problematiche del diritto allo studio, sull’istituzione di asili nido comunali, sulla gestione sociale e sui consultori, oltre allo sviluppo della campagna referendaria del 1974 e all’interesse sui temi della sessualità UDI di Castelfranco (1976 – 1981) 14 buste. Il Circolo comunale di Castelfranco chiude nel 1982, la documentazione viene depositata presso la sede dell’Udi provinciale di Modena. Il materiale presenta documenti di carattere eterogeneo: convocazioni di assemblee, materiale relativo ad iniziative politico-culturali Centro Donna di Modena (1977 - 1979) 1 busta. Il Centro Donna inaugurato l’8 marzo del 1977, nasce con l’intento di riunire uomini e donne, medici, avvocati, esponenti delle associazioni femminili interessati alle problematiche del femminismo e dei movimenti delle donne. I fascicoli conservati, raccolgono una piccola parte del materiale prodotto e rimasto nell’archivio dell’Udi di Modena. Comitato delle 39 (1986 - 1987) 1 busta. Il Comitato nasce a Modena in occasione dell’8 marzo 1986, fondato da un gruppo di donne, alcune delle quali appartenenti all’Udi. Il materiale è stato depositato nell’archivio dell’Udi di Modena da Rosanna Galli, una delle fondatrici del Comitato. Comitato di Gestione dei Consultori Familiari di Modena (1979 1991) 14 buste. L’esperienza dei Comitati di gestione sociale dei Consultori di Modena ha avuto ufficialmente inizio il 27 febbraio 1979, con l’elezione di due comitati che rieletti fino al 1985, successivamente non hanno più avuto alcun rinnovo, nonostante la loro attività sia continuata promuovendo numerose iniziative. All’interno dei Comitati hanno lavorato fianco a fianco rappresentanti dell’Udi e del CIF. Franca Foresti (1974 - 1992) 3 buste. Dirigente nazionale dell’Udi. On. Gina Borellini. (1944 -1993) 164 buste Prende parte alla Resistenza come staffetta partigiana e organizzatrice dei gruppi di difesa della Donna di Concordia. E’ tra le fondatrici dell’Udi di Modena e ne è presidentesse per i primi 50 anni. Nel 1948 è eletta deputata in Parlamento dove rimane per 3 legislature.Nel 1960 è alla presidenza dell’ANMIG, mentre negli anni ‘80-’90 è a capo della Confederazione provinciale delle Associazioni Combattistiche. Nel 1993 le viene conferito il titolo di Commentatore della Repubblica Italiana. Sen. Isa Ferraguti (1987- 1993) 59 buste Negli anni ’70 è chiamata alla direzione nazionale della sezione femminile del Pci e lavora alla proposta di legge sul lavoro a domicilio e la sua regolamentazione. Dal 1980 al 1987 è in Consiglio regionale, nel 1987 è eletta in Senato. On. Maria Teresa Granati (1977 - 1991) 2 buste. Contenenti articoli e appunti dattiloscritti a manoscritti relativi all’attività parlamentare dell’onorevole, riguardanti i temi della maternità e dell’infanzia e della giustizia. On. Luciana Sgarbi (1948 - 1995) 14 buste. Dirigente della FGCI modenese dal 1951 al 1969, deputato in Parlamento nel 1968; dirigente dell’Udi. I documenti conservati sono classificati per. Attività sindacale, politica, parlamentare, Consorzio socio-sanitario, Udi. Il fondo è stato acquisito dall’Udi di Modena nel 1995 ed è stato poi depositato presso il Centro documentazione donna. Osanna Menabue (1982 – 1991) 6 buste E’ stata consigliera comunale e regionale negli anni ‘50-’70, e successivamente assessora comunale alla sanità nel comune di Modena La sua attività per l’Udi si colloca soprattutto tra il 1965 e il 1970, muore a Modena nel 1995. Zaira Pioppi (1960 – 1969) 2 buste. Funzionaria dell’Udi di Carpi negli anni ’60, il materiale conservato fa riferimento alla sua attività nel Pci Anna Rosa Bassoli (1964 –1982) 3 buste Il materiale è costituito da opuscoli, disegni, foto, periodici e documenti testimonianti l’attività dei gruppi femministi locali e internazionali. Marta Andreoli (1955 – 1962) 5 buste di documentazione riguardante il lavoro, la famiglia, l’emancipazione, presenti anche foto e disegni. Circolo Casa delle Donne di Modena (1979 - 2001) 17 buste.Il circolo nasce dall’occupazione della ex scuola di via del Gambero il 27 ottobre 1979, per iniziativa del Movimento Femminista, con l’obiettivo di avere un luogo in cui incontrarsi sui temi riguardanti le donne, organizzando corsi, seminari ed incontri Lidia Menapace (1969 - 1999) 4 buste. Ha partecipato alla resistenza, è stata professoressa di lettere presso l’Università Cattolica di Milano, e collaboratrice del “Manifesto”.Ha lavorato nel Movimento Politico per l’Alternativa. Dal 1985 è consigliera alla regione Lazio. Rosanna Galli (1950 - 2001) 66 buste. Nel 1952 comincia a collaborare con l’Udi e l’Ari. Nel 1957 è a Mosca al Festival Mondiale della Gioventù, dal 1958 al 1960 è impiegata al PCI. Negli anni ’80 si impiega nella Cna di Modena, diventando responsabile della sezione prevenzione e ambiente In pensione dal 1990 continua la sua attività come volontaria nell’Udi, nel Centro documentazione donna, nell’Associazione donne e giustizia, è coordinatrice degli archivi dell’Udi. Dal 2000 è presidente della Consulta Socio sanitaria del Comune di Modena. Elsa Guerra (1989 - 1999) 11 buste. Il fondo è stato depositato dal marito dopo la sua morte avvenuta nel 1999. Elsa Guerra ha aderito sin da giovane alla FGCI e al PCI, dal 1961 al 1964 è stata a Mosca dove ha svolto un dottorato di ricerca. Dagli anni ’70 si è impegnata verso le nuove3 forme di decentramento nel territorio, di associazionismo e di volontariato sociale. Consigliere e poi presidente dell’ Ipa è tra i fondatori del Comitato cittadino di lotta alle tossicodipendenze e del gruppo ”Carcere città “ Gioia Di Cristofaro Longo (1966 - 2000) 7 buste. Docente di Antropologia culturale presso l’Università La Sapienza di Roma, nel 1983 fa parte della Commissione Nazionale della parità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Anna Benassi (1984 – 1988) 1 busta. Materiale della tesi Maria Cutrì (1944 - 2001) 5 buste. Negli anni’40 è stata inviata speciale dell’Unità, nel 1950 si trasferisce in Etiopia con la famiglia, ritorna a Roma nel 1961. Ha fatto parte del Centro Virginia Woolf dal 1978 al 1990. Daniela Dell’Orco (1981-1995) 1 busta. Professoressa di lettere, collabora per la ricerca e la didattica con il Centro documentazione donna di Modena Raccolte documentarie 600 buste di materiale documentario e informativo sulle tematiche di genere 6000 fotografie, 800 manifesti 150 videocassette, 895 audiocassette Raccolte di fonti orali Donne e Resistenza. La forza della memoria (112 interviste) Le operaie della Sipe di Spilamberto dal fascismo agli anni sessanta (12 interviste) Le donne nelle amministrazioni locali modenesi 1946-1960 (30 interviste) Il Servizio ausiliario femminile della R.S.I. di Modena 1944-1945 (3 interviste) Le donne dell’Udi dell’Emilia Romagna (96 interviste) Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena L’istituto storico di Modena è stato fondato nel 1950 da alcune personalità di rilievo della Resistenza locale, tra le quali il sindaco di Modena Alfeo Corassori. Nel 1987 si è trasformato in Istituto di storia contemporanea. L'archivio storico fu costituito nel 1957 per rispondere a una delle finalità per le quali era sorto l'Istituto: la raccolta e la conservazione dei documenti riguardanti l'antifascismo e il movimento di liberazione in un primo tempo, e poi più in generale, sugli aspetti della storia contemporanea di Modena. Il primo nucleo fu costituito con fondi provenienti da privati e con gli archivi delle brigate partigiane modenesi cui si aggiunsero altri depositi e documenti fotocopiati dall'Archivio Centrale dello Stato e da altri archivi in conseguenza di progetti di ricerca storica promossi dall'Istituto. L'archivio oggi consiste di circa 120 fondi documentari, i più significativi riguardano la Resistenza, il fascismo, l'antifascismo e l'azione delle organizzazioni sindacali e dei partiti nel secondo dopoguerra. Il materiale si suddivide in quattro settori generali: archivi di partiti e organizzazioni sindacali; archivi di associazioni; fondi depositati da privati e carte provenienti da altri archivi. E' utile segnalare, in sintesi, alcune delle raccolte più importanti: - partiti e organizzazioni sindacali: archivi della federazione modenese del Pci, del Psi di Carpi, del Partito d'Azione di Modena e della Camera confederale del lavoro di Modena; - associazioni: archivi dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia di Modena (Anpi), dell'Associazione perseguitati politici antifascisti di Modena (Anppia), e documenti provenienti dall'Associazione provinciale dei partigiani cattolici (Alpi); - fondi privati: archivio del deputato socialista Alfredo Bertesi, fondo dello studioso modenese Adamo Pedrazzi che comprende, in 11 volumi, la Cronaca del periodo dell'occupazione tedesca a Modena dal settembre'43 all'aprile '45. - documenti in copia provenienti da altri archivi: fascicoli del Casellario Politico Centrale relativi agli antifascisti modenesi (provenienti dall'Archivio Centrale dello Stato), parte del carteggio tra il Direttorio nazionale del Partito nazionale fascista e la federazione modenese (anch'esso proveniente dall'Acs, e più precisamente dall'archivio del Pnf), notiziari giornalieri della Guardia Nazionale Repubblicana, documenti provenienti dai National archives di Washington stesi dai rappresentanti delle missioni americane operanti in Italia nel 1943-45 e dal Bundesarchiv-Militararchiv di Friburgo. cc. Divisione Modena montagna b.1, fascc. 3. 1944-1947. Deposito di Roberto Monzani. Negli anni della Resistenza Roberto Monzani ha rappresentato il Psiup all’interno del Clnp e ha fatto parte del Cumer. Dopo il 25 aprile 1945 è stato designato dal Clnp vice sindaco di Modena. Le carte depositate riguardano perlopiù la Divisione Modena Montagna e la brigata Matteotti. cc. battaglione Sancassiani, brigata Dolo b.1, fasc. 1. 1943-1945. Deposito Vasco Vernia Vasco Vernia, nome di battaglia Vero, ha combattuto nella Divisione Modena Montagna. Le carte depositate riguardano il battaglione Sancassiani, brigata Dolo, Divisione Modena M. cc. Alfeo Martini b. 1, fascc. 2. 1943-1945. Deposito Ines Montanari Martini. Alfeo Martini divenne segretario del Comitato d’Azione di Moglia subito dopo il 25.7.1943 e combatté prima a Montefiorino poi nella brigata Italia Pianura. Fu ucciso a San Giacomo Roncole il 30.9.1944. Il fondo conserva carte personali. cc. Brigate partigiane bb. 6, fascc. 53. 1943-1949. I documenti conservati in questo fondo sono stati depositati da Umberto Bisi e Luigi Borsari. Si tratta della documentazione prodotta dalle brigate partigiane modenesi. Miscellanea b.1, fasc. 1. 1943-1945. Contiene materiale relativo alle diverse brigate e per tale motivo è stato ora collocato accanto al fondo “Brigate Partigiane”. cc. brigata Santa Giulia Mario Allegretti b.1, fascc.5. 1944-1948. Deposito Franco Bellei. Franco Bellei, nome di battaglia Giove, è stato intendente per la brigata Allegretti, divisione Modena. Al fondo è stato aggiunto anche il deposito Roganti contenente le memorie dattiloscritte della stessa brigata Allegretti. bb. 163-165. cc. Arrigo Boccolari (Enrico) b.1, fascc. 4. 1944-1945. Deposito Arrigo Boccolari. Arrigo Boccolari, nome di battaglia Enrico, ha combattuto nella brigata Zambelli, Modena M. E’ stato vice commissario generale della medesima divisione. E’ stato internato nel campo di Fossoli. cc. Nello Rovatti b.1, fascc. 4. 1943-1963. Deposito Nello Rovatti. Nello Rovatti, nome di battaglia Ugo di Provenza, ha combattuto nella brigata Zambelli, Divisione Modena M., nel ruolo di dirigente provinciale dell’Agitazione e della Propaganda del Fronte della Gioventù. Ha poi assunto il ruolo di “memoria” storica della sua brigata depositando presso l’Istituto biografie di diversi partigiani e ricostruzioni storiche dettagliate di episodi della lotta partigiana. cc. Anpi (ricerca) b.1, fascc. 2. 1901-1986. Si tratta di documenti in fotocopia depositati dall’Anpi di Modena. Nel fasc. 2 i materiali sono relativi ad una ricerca condotta da Luciana Bedogni e dal prof. Cavazzoli sui rapporti tra le forze antifasciste e l’armata tedesca. Giuseppe Bizziocchi b.1, fasc. 1. 1943-1947. Il dott. Bizziocchi ha aiutato diversi partigiani (tra i quali Bruno Losi) e prigionieri alleati a nascondersi e ad ottenere carte false. cc. Prigionieri Alleati (ricerca) b.1, fascc. 4. 1943-1965. Queste carte sono state depositate da Ilva Vaccari, prima archivista dell’Istituto storico di Modena. I documenti erano stati raccolti per una ricerca relativa agli aiuti prestati ai prigionieri alleati dagli abitanti di Modena e provincia. cc. Lodovico Verzani b.1, fasc. 1. 1947-1964. Deposito Lodovico Verzani. Lodovico Verzani, nome di battaglia Mario, è stato partigiano nella brigata Mario, Divisione Modena Pianura. Le carte depositate sono relative agli aiuti prestati ai prigionieri alleati dallo stesso Verzani. cc. Mario Merighi b. 1, fasc. 1. 1948. Deposito Mario Merighi. Il dottor Mario Merighi durante la Resistenza curò diversi partigiani feriti e ne organizzò la fuga dall’ospedale di Mirandola. Iscritto al Psi, fece parte del Cln di Mirandola, fu deputato alla Costituente e segretario della Federazione provinciale del Psi dopo la Liberazione. Le carte depositate sono relative agli aiuti prestati ai militari Alleati da parte della popolazione modenese. cc. brigata Matteotti b.1, fascc. 6. 1944-1946. Deposito Raniero Miglioli. Raniero Miglioli, nome di battaglia Carlo, è stato commissario della brigata Matteotti, divisione Modena M. cc. Ermanno Gorrieri (Claudio) b. 1, fascc. 3. 1944-1945. Deposito Ermanno Corrieri. Ermanno Gorrieri, nome di battaglia Claudio, è stato comandante della brigata Italia. cc. Ezio Bompani, b. 1, fascc. 2. 1944-1948. Deposito Ezio Bompani. Ezio Bompani, nome di battaglia Ermes, è stato commissario di formazione per le brigate Folloni e Roveda, divisione Modena Armando. cc. Bruno Messerotti bb. 5, fascc. 28. 1924-1985. Bruno Messerotti, antifascista e dirigente comunista, prigioniero in Germania, nel dopoguerra dirigente del Pci. Appassionato ricercatore e un cultore di storia locale: nel fondo si conservano carte personali e memorie della sua lunga attività pubblica, ma soprattutto la documentazione relativa alla preparazione e all’allestimento di diverse mostre: la Resistenza, i campi di concentramento e la persecuzione degli ebrei. Le ultime buste del fondo rivelano infine l’attenzione di Messerotti per una documentazione particolare: manifesti, volantini e fotografie. Attraverso un lavoro costante e minuzioso, Messerotti infatti conserva decine e decine di volantini (spesso raccogliendoli da terra) appartenenti al movimento studentesco e operaio degli anni ’70 e fotografa manifesti di diversi partiti e associazioni dello stesso periodo. cc. battaglione Achille, brigata Tabacchi b. 1, fascc. 4. 1944-1950. Deposito Marcello Sighinolfi. Marcello Sighinolfi, nome di battaglia Mirko, è stato comandante del battaglione Achille, brigata Tabacchi. cc. Maria Rinaldi (ricerca) b. 1, fascc. 3 + registro. 1869-1961 cc. Luciano Casali (ricerca) b. 1, fascc. 3. 1943-1945. Il prof. Casali ha depositato documenti relativi al Pnf di Sassuolo e all’archivio del generale Marco Guidelli (Max) di Solara. cc. formazione Monchio, Divisione Modena M., b. 1, fasc. 1. 1944-1945. Deposito Giuseppe Rebuttini. Giuseppe Rebuttini, nome di battaglia “Beppe”, è stato commissario di brigata nella brg. Allegretti, divisione Modena M. cc. Giacomo Cortesi (ricerca) b. 1, fasc. 1. 1919-1922. Deposito Giacomo Cortesi. Le carte sono relative ad un lavoro di ricerca sulle origini del fascismo a Sassuolo realizzato dal prof. Cortesi. cc.: Gabriella Rossi bb.6, fascc. 33. 1950-1990. Deposito Anpi di Modena. Gabriella Rossi, iscritta al Pci, cominciò la sua attività politica a Modena nel 1944, quando promosse i gruppi di difesa della donna e divenne responsabile del settore nord della città. Contemporaneamente fu nominata segretaria di Sandro Cabassi, fondatore della Fgci. Nel 1946 entrò nella commissione femminile provinciale del Pci e nel 1959 nel comitato federale. Nel febbraio 1950 venne nominata responsabile dell’Udi provinciale, nel 1951 e nel 1956 assessore nel comune di Modena. Il materiale è stato suddiviso in fascicoli dalla stessa Gabriella Rossi. archivio: Alfredo Bertesi bb. 7, cc 1-2108. 1876-1916. Vedi inventario Caterina Liotti. Alfredo Bertesi, socialista, è stato uno dei principali protagonisti della storia della bassa modenese, e del carpigiano in particolare, fino alla morte avvenuta nel 1924. Deputato socialista, fondatore della Camera del lavoro, poi industriale del truciolo e, infine, senatore del Regno. cc. fratelli Cassani b. 1, fascc. 4. 1943-1975. Deposito Ugo Cassani. Le carte conservate nel fondo sono relative ai fratelli Gioacchino e Oliviero Cassani, partigiani sassolesi che hanno combattuto nella brigata Bigi, divisione Modena M. cc. Filippo Papa b.1, fasc. 1. 1948. Deposito Filippo Papa. Filippo Papa, nome di battaglia Vittima, è stato comandante della brigata Costrignano, divisione Modena Armando. cc. Nello Bozzini b.1, fascc. 2. 1945-1978. Deposito Nello Bozzini. Nello Bozzini, nome di battaglia Nino, ha combattuto nella brigata Remo, divisione Modena P. cc. Deportati della guerra 1945 b. 1. 1942-1957. Si tratta di documenti vari sulla deportazione degli italiani in Germania durante la seconda guerra mondiale. cc. Eag (Ente Autonomo Adige-Garda) b. 1, fascc.2. 1898-1968. Questo fondo è stato acquisito dall’Istituto nel corso di un censimento sugli archivi in provincia di Modena. Si tratta di carte relative all’organizzazione e al funzionamento dell’Ente autonomo forze idrauliche Adige-Garda e alle trattative intercorse tra l’ente e l’allora podestà di Modena Guido Sandonnino. cc. Dante Bizzarri b.1, fascc. 3. 1924-1969. Deposito Nilla Bizzarri. Dante Bizzarri, nome di battaglia Vladimiro, ha combattuto a Montefiorino nella divisione Modena Armando, alle dipendenze del corpo di guardia del commissariato generale. E’ stato internato nel campo di concentramento di Fossoli. cc. Ermelindo Vaccari b.1, fascc. 5. 1919-1981. Deposito Ermelindo Vaccari. Ermelindo Vaccari è stato segretario della CdL. di Finale Emilia e responsabile del settore agrario e del lavoro di massa per il Pci di Modena. Successivamente è stato eletto presidente della Federcoop e segretario dell’Alleanza contadini. Ha depositato il materiale già condizionato in buste e spesso ha commentato i singoli documenti. cc. Giuseppe e Norma Barbolini b.1, fascc.2. 1944-1951. Deposito Emilio Niccioli e Norma Barbolini. Giuseppe Barbolini, medaglia d’oro al valor militare, comandante partigiano a Montefiorino assieme alla sorella Norma. cc. Umberto Gaetani b. 1, fasc. 1. 1944-1960. Deposito Annamaria Gaetani. Si tratta di documenti consegnati dalla figlia del maresciallo maggiore Umberto Gaetani all’Istituto storico di Piacenza cc. Mario Allegretti 1945-1947. Deposito Carlo Allegretti. Mario Allegretti è stato comandante della brigata S.Giulia, divisione Modena M. E’ stato ucciso durante la battaglia per la difesa del monte S.Giulia e la brigata ha poi preso il suo nome. b.1, fascc.4 cc. Enrico Sabbatini 1911-1968 Deposito Silvano Sabbatini. Esponente antifascista comunista nella zona di Vignola. b.1, fascc.2 cc. Olinto Cremaschi 1932- 1987 Deposito Olinto Cremaschi. Fondatore del Pcd’i nel 1921, arrestato più volte durante il fascismo, organizzatore dei contadini, confinato Durante la Resistenza organizzò presso le case dei contadini comunisti modenesi delle basi clandestine per nascondere prima prigionieri di guerra poi partigiani. Fu nominato responsabile del Pci nella III, IV e V zona e organizzò la resistenza contadina. Nel dopoguerra fu nominato segretario della Federterra, partecipò all’Assemblea Costituente, e fu eletto in Parlamento per due legislature successive: nel 1948 e nel 1953. Dopo il 1958 fu presidente dell’Alleanza cooperative modenesi, membro del Consiglio della Centrale del latte di Modena e membro dell’Anppia e dell’Anpi. Nel 1966 venne eletto presidente dell’Alleanza provinciale. E’ morto nel 1974. b. 1, fascc. 4 cc. Renato Giorgi (Angelo) 1943-1944 Deposito Renato Giorgi. Renato Giorgi, nome di battaglia Angelo, nel settembre del 1943 entrò a far parte del gruppo dirigente del Pd’A di Bologna, occupandosi dell’organizzazione delle formazioni militari. Nell’estate passò nel Frignano e fu uno dei principali collaboratori di Armando. Dopo la caduta della repubblica di Montefiorino assunse il comando del gruppo di brigate est Giardini. Nell’aprile 1945 fu nominato rappresentante del P d’A nel Clner. b.1, fasc.1 cc. Gregorio Agnini l945-1960 Deposito Mario Baraldi. Gregorio Agnini (1856-1945) nel 1886 fondò a Finale Emilia l’associazione dei braccianti, dirigendo i primi scioperi della zona. Nel 1892, al congresso di Genova, fu tra i fondatori del partito socialista. Chiamato a presiedere vari congressi nazionali del partito, dal 1912 al 1914 fece anche parte della Direzione. Eletto deputato nel 1891, venne confermato per dieci legislature consecutive e dichiarato decaduto, con gli altri deputati dell’opposizione aventiniana, il 9.11.1926. Costretto ad interrompere ogni attività politica, la riprese subito dopo la caduta del fascismo. All’indomani della Liberazione fu chiamato a far parte della consulta nazionale e ne presiedette la prima seduta. b. 1, fasc.1 cc. Benedetti-Bertelli (ricerca) 1943-1962. Deposito Luigi Benedetti e Gaetano Bertelli. Luigi Benedetti, nome di battaglia Secondo, è stato commissario generale della Divisione Modena M. Gaetano Bertelli ha combattuto nella brigata Matteotti, divisione Modena M. b.1, fasc. 1 Germano Chiossi 1945. Germano Chiossi (Germano) ha combattuto nella brigata Italia, Divisione Modena montagna. Le carte depositate riguardano perlopiù tale brigata. b.1, fascc. 2 cc. Giovanni Agnini 1945. Deposito Annamaria Agnini. Documentazione relativa ai sabotaggi e agli attentati alle linee ferroviarie della Sefta, e all’attività del Cln della Sefta. b.1, fasc.1 cc. Partito d’Azione 1943-1947. Deposito Aurelio Ferrari. Archivio del Partito d’Azione di Modena. bb. 5, fascc. 45 cc. Unsa (Ufficio nazionale per i servizi dell’agricoltura) 1944-1945. Le carte sono state depositate da Giovanni Nizzi, direttore dell’Unsa nel periodo in questione. Sono tutte fotocopie. b.1, fasc.1 cc. Renato Grandi 1944-1972 Deposito Renato Grandi. Renato Grandi, nome di battaglia Pio, ha combattuto nella brigata Monari, divisione Modena Pianura. b.1, fascc. 3 cc. Comune di Carpi (ricerca) 1919-1956 Deposito Alfredo Chiossi. Si tratta di documenti in fotocopia provenienti dall’archivio comunale di Carpi. b.1, fascc. 6 cc. Brigate Divisione Modena Montagna 1945 Deposito Vittorio Grisi. Vittorio Grisi (Gringo) è stato capo di stato maggiore del Comando Divisione Modena montagna. Tutte le carte sono in fotocopia. b.1, fascc.2 cc. Nino Nava 1943-1984 Deposito Maria Nava. Nino Nava, avvocato, ha rappresentato il Partito d’Azione nel Clnp. Nel periodo di amministrazione alleata della provincia è stato nominato viceprefetto. b.1, fascc. 4 cc. Nino Monari 1944-1945 Deposito Nino Monari. Don Nino Monari fu cappellano della Divisione Modena montagna b.1, fascc.3 cc. Adamo Pedrazzi 1943-1945. Adamo Pedrazzi è stato direttore della biblioteca Poletti e dell’Archivio Storico del comune di Modena. Ha scritto la Cronaca dei fatti accaduti a Modena tra il 1943 e il 1945. Il materiale contenuto nei fascicoli è relativo alle carte necessarie per la stesura della cronaca.; i volumi si trovano in un armadio della sala presidenza situata attualmente al 2° piano dell’Istituto. voll. 11 e fascc. 4 cc. Giovanni Vandelli (Libero Villa) 1920-1946. Deposito Giovanni Vandelli. Giovanni Vandelli, nome di battaglia Libero Villa, è stato partigiano nella brigata Allegretti, divisione Modena M. e intendente generale di divisione. b.1, fasc. 1 cc. Renato Prati (Lazzaro) 1913-1946 Deposito Renato Prati. Renato Prati, nome di battaglia Lazzaro, fu militante socialista e nel 1921 fu segretario della CdL di Carpi. Durante la Resistenza contribuì a costituire la brigata Matteotti di cui fu commissario politico. b.1, fascc. 6 cc. Romeo e Umberto Nadalini 1931-1972 Deposito Romeo e Umberto Nadalini. Nadalini Umberto, nome di battaglia Camillo, ha combattuto nella brg. Tabacchi, divisione Modena P. Nadalini Romeo, nome di battaglia Piero, ha combattuto nelle brigate Diavolo e Tabacchi, divisione Modena P. b.1, fascc.2 cc. Guido e Jolanda Campioli 1946 e sd. Deposito Guido Campioli. Guido Campioli ha combattuto nella brg. Matteotti, divisione Modena M. Jolanda Campioli, sorella di Guido, è stata internata a Dachau. b.1, fasc. 1 cc. Florindo Sirotti 1943-1971. Florindo Sirotti ha fatto parte dell’Als (Associazione dei lavoratori di Spilamberto), associazione nella quale falsificava permessi e documenti vari dei tedeschi e della Rsi. Era anche incaricato di stampare il giornale. Poi entrò nella brg. Casalgrande. Le carte depositate sono relative all’attività partigiana di Sirotti e alle associazioni dei lavoratori di Spilamberto e alla storia di Spilamberto. b.1, fascc.3 cc.: brg. Costrignano/G. Barbolini 1944-1982 Deposito Giuseppe Barbolini. Cfr. fondo 31, b. 38 b.1, fascc. 3 cc. Ennio Carando 1940-1966. Insegnante di filosofia, lavorò a Modena, Savona e La Spezia e morì combattendo per le formazioni partigiane. b.1, fasc.1 cc.: Celso Pirazzini 1928-1965 Deposito Annetta Pirazzini. Celso Pirazzini, pavullese, prima del 1922 era stato iscritto al partito socialista e per questo motivo durante il regime fu considerato sovversivo. Fece parte del Cln di Pavullo e dopo la Liberazione fu consigliere comunale. Le carte depositate sono perlopiù relative alla schedatura di Pirazzini come sovversivo. b.1, fasc.1 cc.: Divisione Aristide l944-1945 b.1, fasc. 1 cc.: Rolando Corradi 1947-1984 Deposito Rolando Corradi. Rolando Corradi, nome di battaglia Papera, ha combattuto nella brg. M. Allegretti, divisione Modena M. b.1, fasc. 1 cc. Pnf Sassuolo 1921- 1935. Il fondo conserva le schede di iscrizione al Partito nazionale fascista di Sassuolo. b.1, fasc. 1 Movimento anarchico e sindacalismo rivoluzionario (ricerca) 1923-1980. Deposito Claudio Silingardi. bb. 3, fascc. 17 cc. Anppia 1960-1982 Deposito Anppia. Archivio dell’Associazione nazionale dei perseguitati politici antifascisti di Modena. bb.8, fascc. 62 cc. Fiorildo Fiorini 1911-1931 e sd. Deposito Fiorildo Fiorini. Le carte depositate sono relative alla condizione dei contadini nella bassa modenese. b.1, fascc. 2 cc. Bernardo Soli 1986 Deposito Onorio Soli. Bernardo Soli, partigiano, fu catturato in un rastrellamento a Guiglia nel 1944. b.1, fasc.1 cc. Primo Bellettini 1923-1976 Deposito Primo Bellettini. Primo Bellettini fu a capo del Pd’A di Sant’Arcangelo di Romagna. Le carte depositate sono relative al Cln di Sant’Arcangelo di Romagna. b.1, fascc. 4 cc. Albano Franchini l939-1961 Deposito Albano Franchini. Albano Franchini, nome di battaglia Paolo Romanelli, è stato partigiano nella brg. Allegretti, Divisione Modena P. b.1, fascc. 2 cc. Bruno Manicardi 1929-1949 e sd. Deposito Bruno e Nunzia Manicardi. Bruno Manicardi, nome di battaglia Carlo, ha combattuto nella brigata Grillo, Divisione Modena P. b.1, fascc. 2 cc. Elvino Veronesi 1945-1946. Deposito Elvino Veronesi. Elvino Veronesi ha combattuto nella brg. Corallo, XII zona di Monsummano (Ferrara) b.1, fasc. 1 cc. Luigi Benedetti 1944-1945 Deposito Luigi Benedetti. Luigi Benedetti, nome di battaglia Secondo, è stato commissario generale della Divisione Modena montagna. b.1, fascc. 2 Mario Costi 1944-1946 Mario Costi, nome di Battaglia Cosma, ha combattuto nella brigata Italia, Divisione Modena M., come coordinatore del Sim Alpe. Ha svolto inoltre le funzioni di segretario nel libero comune di Frassinoro. b.1, fascc. 4 cc. comune di Savignano (ricerca) 1944 Deposito prof. Pancaldi. b.1, fasc. 1 cc. Enzo Gatti 1942-1954 Deposito dell’avvocato Enzo Gatti. Le carte depositate, già fascicolate, sono state suddivise in quattro serie: processi contro ex partigiani, questione mezzadrile, cause diverse, processo maresciallo Cau. Le carte processuali della prima serie sono conservate per intero nell’archivio dell’Istituto storico regionale di Bologna. bb.18 Comando Divisione Modena Armando 1944-1948 Si tratta delle carte depositate da Rosa Coriani, proprietaria di un albergo a Montefiorino nel quale nel 1944 si insediarono il Comando di Divisione, la mensa dei partigiani e dell’ospedale e parte dei magazzini viveri. b.1, fasc.1 cc. Cln Modena e Piacenza 1944-1945. Deposito Pietro Alberghi. Carte relative all’attività dei due Comitati. b.1, fascc. 2 cc. Comitato di liberazione nazionale della montagna 1944-1947. Carte sull’attività del Comitato di liberazione costituito nella zona libera di Montefiorino nell’autunno del 1944. b.2, fascc. 13 cc. Amministrazione pubblica modenese (ricerca) 1898-1995. Deposito Cesare Malagoli. Le carte di questo fondo sono relative ad una ricerca sulla classe dirigente di Modena e provincia realizzata per conto dell’Istituto da Cesare Malagoli, insegnante di scuola superiore. bb. 3, fascc. 12 cc.: Guardia Nazionale Repubblicana 1943-1944. Si tratta delle copie dei documenti conservati presso la fondazione Luigi Micheletti di Brescia. Tra le copie dei notiziari che il corpo di polizia redigeva quotidianamente figurano anche alcuni originali. bb. 13, fascc. 25 cc. Forze Alleate 1944-1945. I documenti sono stati fotocopiati presso il National Archives Record Service di Washington e si riferiscono a relazioni, carteggio e resoconti vari sulle azioni partigiane del nord e del centro Italia. bb.3, fascc. 12 Memorie e testimonianze 1943-1945 e sd. In questo fondo sono state raccolti i dattiloscritti depositati presso l’Istituto da diversi testimoni. bb. 2, fascc. 21 Memorie e ricerche 1919-1970 In questo fondo sono stati raccolti i materiali reperiti da ricercatori dell’Istituto per diverse ricerche. bb.5, fascc.17 cc. Ennio Resca 1883-1987. Nato nel 1921 a Finale Emilia, partecipa alla Resistenza. Dopo la Liberazione, è segretario della Camera del Lavoro di Finale Emilia, poi segretario della Federbraccianti. Nel sindacato è anche organizzatore di corsi e direttore di scuole sindacali a Milano, Reggio Emilia e Riccione. Dopo l’esperienza sindacale e dopo un momento di crisi vissuto col partito, diventa dirigente del movimento cooperativo modenese, per il quale progetta, organizza e dirige la cooperativa Centro Turistico Modenese. Muore il 4 febbraio 1988. Il fondo riflette la sua grande passione per le fonti documentarie e la storiografia: come collaboratore dell’Istituto storico ha seguito diversi filoni di ricerca, dall’antifascismo modenese al movimento cooperativo, alle lotte agrarie e a Gregorio Agnini, al movimento operaio. Il fondo è stato suddiviso in 5 serie: cooperazione, movimento operaio modenese, antifascismo modenese, carte Acs, miscellanea. Le carte depositate sono in gran parte fotocopie. bb. 35, fascc. 42 c. Raniero Miglioli Deposito Raniero Miglioli. Nato a Nonantola nel 1919, con il nome di battaglia Carlo, partecipa alla Resistenza prima come comandante militare del distaccamento Cino, poi come Intendente di brigata e quindi come commissario politico della 24a brigata Matteotti, divisione Modena M. Nell’immediato dopoguerra diviene segretario provinciale dell’Anpi e, come esponente dell’area socialista partecipa attivamente alla campagna per la Costituente. In seguito ricopre diverse cariche pubbliche tra le quali quella di segretario provinciale della camera Confederale del lavoro di Modena, direttore dell’Inas e segretario provinciale della Uil. Il fondo è stato suddiviso accuratamente dallo stesso Miglioli in diversi argomenti: Resistenza, Sindacato, Partito e tale suddivisione, per quanto possibile, è stata mantenuta. bb. 2, fascc. 14 cc. Enzo Ponzi 1804-1960. Deposito Marcello Sighinolfi. Enzo Ponzi, avvocato, fu uno dei fondatori del Fascio di Modena. Nel fondo sono conservate parti dei suoi diari e numerose carte personali. bb. 2, fascc. 5 cc. Polizia partigiana 1920-1949. Deposito Marcello Sighinolfi. Si tratta di carte di provenienza Anpi, relative ai processi svolti nei tribunali partigiani e alle vicende giudiziarie nelle quali diversi partigiani si vennero a trovare nell’immediato dopoguerra. Data la grande quantità di dati personali presenti nel fondo e la particolarità del contenuto delle carte, la consultazione non è ancora possibile. bb. 2, fascc. 11 M. Cesarini- Sforza (cc. Brigate Partigiane) 1932-1946. Marco Cesarini-Sforza, giornalista, fu incaricato dal Pci nel 1954 di scrivere una storia della Resistenza a Modena. La ricerca portò alla stesura del libro Modena M, Modena P, Roma, Editori Riuniti, 1955. Cesarini Sforza ebbe accesso alle carte delle brigate partigiane (ora nell’archivio come fondo Brigate partigiane, deposito BisiBorsari). Nel momento in cui il Pci modenese depositò presso l’Istituto le carte delle proprie brigate, le carte di Cesarini Sforza non furono incluse. Rimasero presso la sede del Pci modenese e sono state recuperate in occasione del deposito presso l’Istituto dell’archivio del partito. Il fondo è di grande interesse storico perché raccoglie carte che documentano le battaglie e i momenti più importanti della lotta partigiana (Cesarini Sforza aveva “scelto” le carte per il proprio libro…), i passaggi politici delicati e i rapporti tra i vertici delle divisioni e, unitamente al fondo Brigate Partigiane, è parte integrante, permette di avere un’esauriente visione d’insieme dell’organizzazione, delle funzioni e dell’orientamento delle brigate. bb. 2, fascc. 10 Fondo F. Bellei –Mup (Movimento di unità popolare), sezione di Modena 1947-1971. Deposito Franco Bellei (cfr. fondo 5, b. 8). Il Movimento di unità popolare nasce dalle dissidenze di sinistra del partito repubblicano e del partito socialdemocratico nel 1953, in occasione della “legge truffa”, con il proposito di disegnare una nuova alternativa di sinistra nel panorama politico italiano, attraversato dalla crisi del centrismo. Le vicende del movimento si concludono nel 1957 con la confluenza dei suoi membri nel Psi. Franco Bellei è stato il segretario del movimento a Modena. Nel fondo si conservano i verbali, il carteggio con la segreteria nazionale del Mup e con gli altri partiti ed associazioni, e le carte relative alle questioni più importanti affrontate dal movimento: la legge maggioritaria il rapporto con gli altri partiti e le associazioni sindacali. b. 1, fascc. 9 Fondo Maurena Lodi, Movimento studentesco modenese, 1967-1978 e sd. Il materiale è stato depositato da Maurena Lodi, attuale responsabile dell’ufficio stampa della Cgil di Modena. Si tratta di volantini, ciclostilati, periodici e materiale a stampa relativi alla lotta studentesca e operaia modenese. La maggior parte delle carte riguarda la lotta studentesca degli anni 1971-1975. I volantini sono stati ordinati cronologicamente e ad essi sono stati uniti anche ciclostilati prodotti in proprio dalle scuole o dalle singole classi, ciclostilati informativi di vario genere e prodotti nelle ore di occupazione e autogestione scolastiche. Nel fondo sono conservate anche diverse testate di periodici di sinistra e anarchici. bb. 3, fascc. 11 Fabbrica Ettore e Luigi Rizzi L’industria meccanica Luigi ed Ettore Rizzi nasce nel 1857. E’ una ditta di medie dimensioni impegnata nella costruzione di opere metalliche in genere e specializzata nell’industria ferroviaria, grazie alla quale ottiene con continuità commesse dallo stato. Nel 1944 subisce gravi danni per i bombardamenti alleati, poiché è situata nella zona della Sacca, nella quale si concentrano ferrovia e industrie, bersagli dell’aviazione angloamericana. Il materiale, è stato raccolto in occasione dello smantellamento della fabbrica ed è stato suddiviso in 3 serie: Gestione del personale, Danni di guerra, Miscellanea. Di grande interesse è la serie Danni di guerra, nella quale si conserva un dettagliato resoconto dei danni subiti dalla fabbrica nei bombardamenti del 1944, la richiesta di risarcimento e il lungo iter burocratico necessario per ottenerlo. b. 16, fasc. 87 cc. Bruno Piva 1931-1983. Deposito Margherita Galanti. Bruno Piva, capitano della Gnr a Modena, prestava servizio nell’Upi (Ufficio politico investigativo) con il capitano Nespoli e con il comandante colonnello Antonio Petti. Fu al centro di numerosi episodi di violenza e nell’immediato dopoguerra, quando era già fuggito verso il nord Italia e poi all’estero, fu riconosciuto colpevole di collaborazionismo con i tedeschi e di omicidio continuato. Nel 1947 la Corte d’Assise Speciale di Modena lo condannò all’ergastolo, ma la pena non venne mai scontata grazie alla fuga e all’amnistia. Il fondo è costituito quasi interamente dall’epistolario con la moglie Clara Falli ed altri famigliari, attraverso il quale è possibile tracciare il profilo umano e professionale di Piva. Sono di enorme interesse storico le lettere scritte negli anni della fuga, lettere che indicano con esattezza le persone e le “vie burocratiche” utilizzate per raggiungere l’Argentina, ultima meta della fuga, e che permettono di avere un’ulteriore prova dell’esistenza della “via dei conventi”. b. 1, fascc. 18 Deportazione e internamento militare in Germania. La provincia di Modena. (ricerca) Deposito Lorenzo Bertucelli , Monica Casini, Giuliano Caselli. Si tratta di materiale reperito e utilizzato per la ricerca alla quale hanno lavorato diversi collaboratori dell’Istituto e che ha portato alla pubblicazione del libro Giovanna Procacci e Lorenzo Bertucelli (a cura di), Deportazione e internamento militare in Germania. La provincia di Modena., Milano, Unicopli, 2001. Memorie e testimonianze Fondo che raccoglie piccoli depositi costituiti da brevi testimonianze o da un solo documento. 1. cc. Giuseppe Zanarini, 1984-88 e sd., Carte personali: corrispondenza con il Pci, direzione di Roma, curriculum personale e autobiografia. 2. cc. Oreste Gelmini, sd. Elenco degli abitanti di San Giacomo Roncole ai quali i partigiani della zona consegnavano formaggio, sd. 3. Alan Flederman, “Vita di un soldato sud africano fuggito dalla prigionia e arruolato nei partigiani a Modena”, giugno 2001, ds. Deposito Anpi. 4. “Stalag 307, giornale disegnato dell’internato 25685 (Franco Brunello)”, Edizioni del partito d’Azione di Vicenza, 20.9.1945 5. cc. Ettore Malpigli, 1999-2000. Diario della permanenza nel campo di Fossoli, rassegna stampa, cartina geografica con itinerario disegnato della fuga da Guben, corrispondenza. 6. cc. Aldo Pozzetti, 2000. Memorie: “Giustizia e politica nel dopoguerra”. 7. cc. Enea Gibertoni Memorie: “Un ragazzo nella Resistenza. Episodi e memorie della Resistenza di Gibertoni Enea”, 8. Don Virgilio Bertogli, 2000. Testimonianza sull’intervento del parroco di Selva di Serramazzoni in episodi importanti della Resistenza. 9. John Day, “Chi era Walter Reder?”, 1998. Testimonianza 10. cc. E. Bompani, 2000. Testimonianza sulla battaglia di Benedello. Trascrizione di una videoconferenza alla quale parteciparono Bompani ed un soldato tedesco presente alla battaglia di Benedello del 5 novembre 1944. cc. Romolo Ferrari, Memorie: “Guerra e guerra partigiana”, 1943-1945. Claudio Novelli, Federazione Pci Modena e Giornali di fabbrica (fondo di ricerca) 1950-1953. Il fondo contiene fotocopie fatte dal ricercatore nell’archivio del Pci dell’Istituto Gramsci di Roma Il materiale, verbali di riunioni di commissioni varie del partito, carte relative alla situazione delle fabbriche e ai giornali di fabbrica, è stato utilizzato per la stesura del libro scritto dallo stesso Novelli, Giornalisti di fabbrica. Lotte sociali e cultura operaia a Modena 1949-1956, Roma, Ediesse, 1996. b.1, fascc. 4 Archivio della Camera confederale del lavoro di Modena Si tratta di oltre 1.000 buste di materiale documentario riguardante l'attività della CGIL di Modena, delle Camere del lavoro comunali e delle varie categorie dal 1945 al 1976. Sono inoltre presenti alcuni fondi aggregati, in particolare raccolte di ex dirigenti sindacali. Il più importante è il fondo Beghelli, che conserva carte sul sindacato dagli inizi del secolo fino ai giorni nostri. Esiste anche un fondo ri ricerca, coordinato alla fine degli anni Settanta dal prof. Luciano camurri, che riguarda l'attività del sindacato a Modena dal 1870 al 1920. Archivio della Federazione modenese del Partito comunista italiano L'archivio, circa 1.200 buste, di proprietà dei Democratici di sinistra - e dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica dell'Emilia Romagna nel 1994 dal 1997 è stato depositato presso l'Istituto grazie ad una convenzione. Il lavoro di riordino dell'archivio, iniziato nel 1995, ha consentito finora il recupero dell'archivio del Pci dal 1945 al 1972. Non sono stati ancora riordinati la parte dell'archivio del Pci dal 1773 allo scioglimento, il fondo del Partito socialista italiano di unità proletaria, quello del Comitato federale di controllo e una serie di piccoli fondi personali di dirigenti comunisti. Archivio della sezione di Carpi del Partito socialista italiano L’archivio, circa 50 buste, riguarda l’attività della sezione di Carpi del Partito socialista italiano dal 1945 a tutti gli anni Novanta. COMITATO PROGETTO ARCHIVI@ Rete degli archivi modenesi del ‘900 Via Canaletto 88 41100 Modena e-mail [email protected] Fasi operative del Progetto Il progetto, in tutte le sue parti sotto descritte verrà realizzato in 24 mesi: da aprile 2004 ad aprile 2006. Nel dettaglio: FASE I. Creazione del Catalogo degli archivi Al fine di arrivare a una descrizione omogenea secondo standard internazionali dei fondi posseduti dai tre Istituti che al momento hanno inventari realizzati con metodologie e strumenti diversi non solo tra un Istituto e l’altro, ma anche circa i fondi dello stesso Istituto - inventari cartacei più o meno analitici, inventari informatizzati con semplici data base, inventari realizzati con programmi di video scrittura e con software vari (ISIS oppure LILARCA, ecc.) occorrerà prevedere le seguenti attività: AZIONE A. ricognizione presso gli Istituti dello stato degli archivi e del loro stato di inventariazione scelta della metodologia da adottare per il censimento della situazione di fatto progettazione degli strumenti di rilevamento compilazione per ogni fondo di una scheda descrittiva progettata analisi della situazione di fatto e scelta dell’applicativo informatico per la creazione del sistema informativo territoriale Archivi@. Rete modenese degli archivi del ‘900 (gestione del catalogo degli archivi), con adesione alla Rete nazionale Archivi del ‘900 formazione delle archiviste/i che dovranno procedere nell’implementazione dell’applicativo prescelto sperimentazione implementazione del Catalogo al livello dei singoli fondi (180 fondi) AZIONE B. implementazione del catalogo a livello delle singole buste per i fondi già ordinati e inventariati in possesso dei singoli Istituti avvio dei lavori di riordino per alcuni fondi non riordinati FASE II. Creazione e gestione www.archivimodenesi.it del Portale Il fine di favorire la circolazione delle informazioni e la messa in rete delle stesse il progetto vede come fulcro centrale dell’attività proposta la realizzazione del portale Archivi@, quale strumento che faciliti l’accesso al catalogo degli Archivi del ‘900 realizzato con la fase I del presente progetto. Il progetto prevede inoltre la gestione per una fase sperimentale di circa 12 mesi dell’implementazione e aggiornamento del portale e dei siti dei singoli Istituti ad esso collegati. Per la realizzazione di questa fase occorrerà prevedere le seguenti attività: Raccolta dei bisogni e delle aspettative dei singoli Istituti Ideazione e progettazione del portale, coordinamento del progetto tecnico Progettazione e realizzazione grafica del Portale Realizzazione del Portale Editing dei contenuti Realizzazione di una guida di convenzione d’uso del Portale Formazione ai referenti dei singoli Istituti Aggiornamento dei contenuti del Portale e dei siti dei singoli istituti ad esso linkati Implementazione del Portale e amministrazione del sistema FASE III. Promozione e diffusione AZIONE A. Promozione del Catalogo Allo scopo di favorire la diffusione e la consultabilità dei materiali si prevede di agire sulla promozione del Catalogo on-line sul Portale Archivi@ dotando ogni Istituto di una documentarista che con compiti di promozione degli archivi presso targhet differenti: docenti, studiosi, studenti, ecc. Ogni Istituto progetterà e realizzerà alcune offerte culturali legate ai propri patrimoni posseduti dandone conto e promuovendoli attraverso una campagna di pubblicizzazione coordinata e complessiva denominata “Archivi@. Incontri ravvicinati con le fonti del ‘900”. Ogni documentarista realizzerà un report descrittivo della sperimentazione, con dati sulla partecipazione e quindi sull’impatto delle attività messe in campo. Questa attività si avvierà a catalogo e portale realizzato. Le attività da prevedere sono: Promozione del catalogo e delle fonti Progettazione del pacchetto culturale Pubblicizzazione delle iniziative previste (comunicato stampa, conferenza stampa, stesura testi per depliant sul progetto e le offerte culturali, stampa depliant, spedizioni) Realizzazione delle iniziative progettate Monitoraggio dei risultati Stesura report Aggiornamento siti Pubblicizzazione on-line del catalogo AZIONE B. Realizzazione di eventi formativi Web-based L’attività di promozione del Portale prevedrà inoltre la realizzazione di 3 eventi formativi, uno per ogni Istituto, con percorsi tematici di tipo multimediale che saranno consultabili dal Portale Archivi@. Questa offerta formativa nasce da una collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Scienze della Formazione- Facoltà di Ingegneria che progetterà e realizzerà i prodotti formativi all’interno del Master universitario in progettista e gestore dei formazione in rete; elearning management e società della conoscenza. Le attività da prevedere sono: Incontri preliminari con i referenti dei 3 istituti per definire le tematiche e il target dei singoli eventi formativi Ideazione e progettazione degli eventi formativi in collaborazione con un esperto dei contenuti per ogni Istituto Conversione dei materiali prescelti presenti negli archivi in formati digitale Realizzazione dei 3 eventi formativi Web-based fruibili tramite il Portale Archivi@ AZIONE C. Convegno di presentazione delle attività realizzate e di confronto con altre esperienze italiane Fasi dell’attività Progettazione del convegno (scelta dei relatori e dei contenuti) Organizzazione del convegno Pubblicizzazione del convegno (comunicato stampa, conferenza stampa, stesura testi per invito) Realizzazione del convegno