Sommario
NUMERO 5 - MAGGIO 2011
Direttore responsabile Sirio Marcianò
3 Si ricordano solo i vincitori
di Sid L. Scruggs III
7 Ancora 5 milioni di euro
di Sirio Marcianò
10 Servire con… “le tre S”
di Domenico Messina
13 Il lionismo del futuro
di Stefano Camurri Piloni
16 Un Lions Day
per la “Cittadinanza umanitaria”
di Ermanno Bocchini
18 Metti un giorno i Lions sul TG1…
di Franco Rasi
MONDOLIONS
21 Trieste ha favorito la concretezza
di Ugo Lupattelli
22 Un’opportunità straordinaria
di Fabio Feudale
23 I Lions e il mare nostrum
di Sirio Marcianò
24 Trieste al centro del Multidistretto
di Maria Pia Pascazio Carabba
24 Osservatorio della Solidarietà Mediterranea
di Massimo Fabio
27 Trieste capitale Lions del Mediterraneo
di Massimo Fabio
28 LCIF… un mondo di bene
30 10 domande a Aruna Oswal
31 I Lions… per il Giappone
di Jay Copp
32 I Lions e le Nazioni Unite
di Renzo Bracco
33 A New York per il Lions Day all’ONU
di Giordano Bruno Arato
33 I Lions nel mondo
di Gualberto Del Roso
MULTIDISTRETTO
35 Sid Scruggs in Italia
di Paolo Scipio
lions
mondofav
orito
Trieste ha
la concretezza
si è conclusa ed
Lions del Mediterraneo
La XIV Conferenza dei
lli *
siderazioni. Di Ugo Lupatte
è tempo di consuntivi e
Messaggio del
Presidente Internazionale
Si ricordano
solo i vincitori
con-
è stato; questo è il
za di contenuti. E così rimarcare e di cui
to con- Conferen
to da
primo e più immedia
principale risultato consegui si.
La partecipazione. Il
zione che è stata grande,
o essere più orgoglio
la consuntivo è sulla partecipa non prevedibile dopo i dobbiam
o, Trieste ha favorito
ente
ato
Come da noi auspicat
importante e sinceram
della scienza” ha influenzche
città
“Trieste
eventi.
cretezza.
drammatici recenti
sessioni di lavoro
di molto superiore alle
scelta dei temi delle
527 gli iscritti - un numero nti da 18 Paesi diversi. infatti la
di attività e proposte
provenie
stati impostati sulla ricerca
edizioni precedenti significativa sono
di sviluppo.
ma
via
in
italiani,
Paesi
i
per
Lions
e
costruttiv
Forte la presenza di
ri degli istituti scientipaesi.
interventi dei ricercato Trieste hanno aperto
Gli
libaanche quella degli altri
ionali con sede a
numeroso è stato quello
e dalla fici internaz
a loro hanno fatto
Il gruppo straniero più
seguito dalla Slovenia
esemplare le sessioni;
essenziali. E’
22. Da in maniera
nese con ben 31 iscritti,
precise, coerenti ed
28 e dalla Turchia con
promozione e di
Grecia (con Cipro) con anche se meno numerosa, seguito relazioni
facilmente il ruolo di
,
sottolineare la presenza del Marocco, di Israele, di emerso anche può essere svolto dai Lions.
ria,
formazione che
del Medidella Tunisia, dell’Alge
to, che si sono dovuti Tra le altre, la proposta di una Università
dell’Egit
amici
gli
Malta. Assenti
si candida per questo
in buon numero.
ci affascina e Trieste
ie.
necessar
ritirare dopo essersi iscrittitanto per i numeri che esprime terraneo;
tiche
e tutte le caratteris
non
che sta ruolo avendon
Il risultato è importante
te la bellezza della città,
del particolare momento
Una considerazione: nonostan e centrale del Centro
quanto in considerazione
posizion
e l’area mediterranea.
e dello
lo splendido sole e la
turismo
intese
del
vivendo il Nord Africa
le
re
ci, di conferma
i, non ha prevalso il piacerestata spesso piena e
Avevamo bisogno di incontrar di trasmetterci amicizia Congress
za è
Conferen
della
sala
volontà,
la
shopping;
di presenze.
tra le persone di buona
comune.
collaborare per il bene
e sempre con un alto numeroLions. La Confee soprattutto voglia di
appena comunqu
per le osservazioni
te Scruggs e le autorità
e una Il Presiden
I contenuti. Proprio
realizzar
te
importan
espresse sarebbe stato
Andare incontro alle necessità
di qualcuno significa essere
un “Raggio di speranza”. Di
Sid L. Scruggs III
21
21
multidistretto
Sid Scruggs in Italia
Il Presidente Internazionale
a Roma, dal 5 al 6 aprile,
Di Paolo Scipio
in visita ufficiale al Multidis
tretto
M
artedì 5 aprile, nella
splendida cornice
dell’Hotel Parco dei
Principi in Roma, il
Presidente Internaz
national Sid Lee Scruggs ionale del Lions InterJudy hanno voluto onorare,III e la consorte signora
con la loro presenza
Multidistretto 108 Italy,
che per l’occasione era , il
presentato dalle più alte
rapcariche lionistiche nazional
ed internazionali, unitame
i
nte ai 17 Governatori
liani.
itaGli onori di casa, visto
che l’incontro è avvenut
Distretto 108 L, sono
o nel
spettati al DG Naldo
Anselmi
e alla signora Adria,
i quali hanno porto
il saluto
di benvenuto ai presenti
, augurando al Presiden
ed alla consorte un piacevol
te
seguire i saluti del Direttoree soggiorno romano. A
Internazionale Dome-
italiano.
nico Messina, del Presiden
natori Stefano Camurr te del Consiglio dei Goveri Piloni e del Past Direttore
Internazionale Giusepp
e Grimaldi.
Alla serata hanno partecip
ato oltre 200 Lions provenienti dai vari Distretti
, che hanno fatto sentire
condivisione e l’apprez
la
zamento per le linee guidaloro
il Presidente Scruggs ha
tracciato all’inizio dell’annche
lionistica e che hanno
ata
illuminato, come “un
raggio di
speranza”, la nostra voglia
di servire.
L’indomani, mercoled
ì 6 aprile, il Presiden
te è stato
ricevuto in Vaticano per
l’udienza con il Santo
Benedetto XVI, alla quale
Padre
giornata, un summit con ha fatto seguito, nella stessa
tutti i governatori del
distretto per il punto della
Multisituazione, nella sede
segreteria nazionale.
della
35
35
In copertina un’immagine del Lions Day
nella piazza Ducale di Vigevano.
E’
difficile
credere
che maggio
sia arrivato
così in fretta.
Il mese prossimo cominceremo a fare gli ultimi progetti
per il nostro viaggio a Seattle
per la Convention Internazionale. Riflettendo su quest’annata lionistica mi tornano alla
mente le parole del mio allenatore sportivo delle superiori:
“Figliolo, non conta come
cominci, conta come finisci. Si
ricordano solo i vincitori”.
Il nostro obiettivo quest’anno è
quello di impegnarci ancora di
più nel servizio, per essere un
“Raggio di speranza” per gli
altri, e di terminare la nostra
annata lionistica con entusiasmo e forza. Il mio istruttore
mi faceva allenare a percorrere
il 10 per cento in più di quanto
segue a pagina 8
3
I 10 numeri di questa annata
5 milioni di euro
Investiamo in noi stessi e nella nostra immagine o facciamo belli gli altri con i nostri soldi? Alle pagine 59/66
l’opinione di altri lettori. Se noi lions prendessimo l’abitudine di affrontare ogni tanto uno di questi sogni impossibili, il lionismo non vivrebbe, come vive, nel limbo dei “poco famosi”, ma sarebbe in grado di stupire la gente
ed elevarsi verso quote più adeguate alle forze che mette in campo… E voi che ne pensate?
Lion - Edizione italiana
Mensile a cura
dell’Associazione Internazionale
dei Lions Clubs Multidistretto 108 Italy
MAGGIO 2011
Numero 5 - Anno LIII
Annata lionistica 2010/2011
Direttore responsabile
Sirio Marcianò
Direttore Amministrativo
Luciano Aldo Ferrari
Redazione
Bartolomeo Lingua
(vice direttore)
Ferdinando Maria Brami (coordinatore), Vito Cilmi, Alessandro Emiliani,
Luigi Foglietti, Giuseppe Innocenti,
Antonio Laurenzano, Antonio Marino,
Antonio Marziale, Carlo Alberto
Tregua, Lucio Vacirca
Comitato della rivista
Domenico Messina
(direttore internazionale)
Giorgio De Regibus
(presidente)
Pasquale D’Innella Capano
Domenico Laruffa
4
Collaboratori
Ginetta Bergodi, Benvenuto Brambilla, Rosario Cacciola, Antonio Colella, Valeria De Paola, Massimo Fabio,
Mario Giuliacci, Angelo Iacovazzi, Chiara Irene Lamanna, Nino Magrini Fioretti, Massimo Maisetti, Achille
Melchionda, Dario Nicoli, Carlo Padula, Giuseppe Pajardi, Maria Pia Pascazio Carabba, Paolo Piccolo, Massimo
Ridolfi, Umberto Rodda, Francesco Giuseppe Romeo, Mario Santini, Angelo Scialpi, Pietro Vitale
Executive Officer
 Presidente: Sid L. Scruggs III, Vass, Nord Carolina, Usa
 Immediato Past Presidente: Eberhard J. Wirfs, Kelkheim, Hessen, Germania
 Primo Vice Presidente: Wing-Kun Tam, Hong Kong, Cina
 Secondo Vice Presidente: Wayne A. Madden, Indiana, USA
Direttori internazionali 2010-2011
Yamandu P. Acosta, Alabama, USA  Douglas X. Alexander, New York, USA  Gary A. Anderon, Michigan,
USA  Narendra Bhandari, Pune, India  Janez Bohori, Kranj, Slovenia  James Cavallaro, Pennsylvania, USA
 Ta-Lung Chiang, Taiwan  Per K. Christensen, Denmark  Luis Dominguez, Mijas Pueblo, Spagna  Gary B.
D’Orazio, Eagle, Idaho, Spagna  Yasumasa Furo, Dazaifu, Giappone  K.P.A. Haroon, Cochin, India  Edisson Karnopp, Santa Cruz Do Sul, Brazil  Ronald S. Johnson, Sebago, Maine, USA  Byeong-Deok Kim, Seoul,
Republic of Korea  Horst P. Kirchgatterer, Wels/Thalheim, Austria  Carlos A. Ibanez, Panama City, Panama 
Hamed Olugbenga Babajide Lawal, Ikorodu, Nigeria  Domenico Messina, Trapani, Italia  Daniel A. O’Reilly,
Stickney, Illinois, USA  Sonja Pulley, Oregon, USA  Krishna Reddy, Bangalore, India  Richard Sawyer, Overgaard, Arizona, USA  Anne K. Smarsh, Colwich, Kansas, USA  Jerry Smith, Wauseon, Ohio, USA  Robert
G. Smith, California, USA  Michael S. So, Makati, The Philippines  Eugene M. Spiess, South Carolina, USA 
Haynes H. Townsend, Dalton, Georgia, USA  Eddy Widjanarko, Surabaya, Indonesia  Seiki Yamaura, Tokyo,
Japan  Gudrun Yngvadottir, Gardabaer, Iceland  Joseph Young, Claremont, Ontario, Canada
International Headquarters Personnel - Editor in Chief: Peter Lynch - Monaging Editor: Dana La Joye - Senior
Editor: Jay Copp - Associate Editor: Pamela Mohr - Assistance - Editor: Brett Rush - Graphics Manager: Connie
Schuler - Production and - Advertising Manager: Mary Kay Rietz - Circulation Manager: Troy R. Jewell - Advertising Sales Chicago: Mary Kay Rietz
Organizzazione redazionale, stampa e distribuzione a cura della Magalini Editrice Due - Rezzato (Brescia)
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Pubblicità: Magalini Editrice 2 - Rezzato (Brescia) - Tel. 030 2792968 - 030 2592125 - Fax 030 2592291.
Autorizzazione del Tribunale di Brescia n. 45/2000 del 23 agosto 2000
Redazione: Lion - via Gramsci, 5 - 25086 Rezzato - e-mail: [email protected]
Redazione Internet www.rivistalion.it
*Gli articoli pubblicati rispecchiano il pensiero degli autori e non necessariamente quello della redazione.
37 I Lions e la Costituzione
di Naldo Anselmi
38 Facilitazioni e sconti
per il 59° Congresso Nazionale
di Pier Giacomo Genta
40 I Lions contro il diabete
di Luigi Foglietti
41 Un “miracolo” a L’Aquila
di Angelo De Nicola
41 Acqua per la vita
di Piero Manuelli
42 MK… il giusto riconoscimento
di Giuseppe Innocenti
43 Cuore da lion
di Luigi Foglietti
44 Una cartolina per l’Unità d’Italia
45 In ricordo… di Aldo Villani
46 Rinnovare… Riesaminare…
di Gualberto Del Roso
47 L’associazionismo nella società d’oggi
di Francesco Migliorini
48 Vivere il lionismo
di Alessandro Emiliani, Guglielmo
Lancasteri, Fabio Feudale, Franco Rasi
MAGAZINE
51 I giovani e le sfide del futuro
di Vincenzo G. G. Mennella
53 Il Mediterraneo, i Lions e un destino
comune
di Franco Esposito
55 I flussi migratori e le colpe dell’Europa
di Antonio Laurenzano
55 Se vuoi ubriacarti usa il miglior vino
di Carlo Alberto Tregua
56 Cambiamo il volto delle nostre città
di Bruno Ferraro
magazine
I giovani e le sfide del
futuro
Per offrire ai giovani un
futuro più sostenibile sarebbe
costituiscono un buon
punto di partenza per ulteriori opportuno attivare alcune proposte, che
iniziative. Di Vincenzo
G. G. Mennella
D
a una società del dopogue
trovata in enormi difficoltà rra che si era al vento” incuranti
del vivere civile senza
avendo l’onere
certezze e
della ricostruzione ma
con confuse prospettive
che con l’entusiaper un futuro che non
smo del rinnovamento
sanno
ipotizzare ma talora
aveva generato benesser
e migliorato culturalm
e (sognare significa non riescono neanche a sognare
ente e socialmente il
avere degli ideali, delle
paese seguire,
siamo passati attravers
mete da
avere
o due generazioni, ad
“società fluida”, caratteriz
una che di azione, una progettualità di pensiero prima
significa
zata
dalla
voglia
precariet
di mettersi in gioco,
dall’indistinto in tutti
à e voglia di futuro).
i suoi aspetti.
Le agenzie educativ
L’insicur
ezza esistenziale e
e (famiglia, scuola,
la precarietà delle
chiesa), opportun
hanno perso la loro autorevo
ità lavorative determin
lezza e talora preferiano talora una
scono “lasciare andare”
permanenza lunga nelle
piuttosto che interveni
famiglie, che diventan
spesso lasciano pericolos
re
o
amente il ruolo che era e iperprotettive, quando le famiglie
ci sono, e i tempi
proprio ai mass-media
loro della crescita
e alla televisione.
si dilatano come quelli
I pesanti mutamenti
dell’autonomia.
Quando poi la famiglia
nei
è scompaginata e dilaniata
organizzazione del lavorometodi di produzione e da gravi
problemi i nostri figli
nonché i rivolgim
sono
demografici propri di
una fase di transizione enti preda di gravissime tentazioni fortemenallo sbando,
da una nanti per
economia nazionale ad
il loro avvenire e sensibili te condiziouna globalizzata, hanno
ricato soprattutto sulle
sca- consumismo
alla
giovani generazioni gli
che ha nei giovani le vittimelogica del
oneri ziali.
conseguenti. Inoltre, i
preferennostri adulti non costituisc
più riferimento perché
ono L’emergenza
spesso appaiono insicuri
giovani si farà sempre
così presi da sé e dai propri
più sentire; le
e cronache recenti
problemi, che non dedihanno superato la storia
cano energie sufficient
e in pochi
mesi ci siamo trovati
i per la crescita dei giodi fronte masse di giovani
vani E i giovani allora
assetati di libertà politica,
spesso sono “canne
di
di libertà di essere non libertà dal bisogno,
più “sudditi” privi
di dignità, di diritti e
di lavoro ma cittadini
responsabili. Quelle piazze
del Mediterraneo le abbiamo viste
gremite
sono le “agorà” del 2000, da giovani:
dove si rivendica una cittadinanza
attiva e diritti
primari. Molti giovani,
cari del domani, affrontansentendosi i preo
il mondo con
disillusione coltivand
o miti deplorevoli e
51
51
5 MILIONI DI EURO
59 Le lettere dei lettori
DISTRETTI E DINTORNI
67 Lions Day… nel Distretto 108 L
di Bruno Cirica
68 Lions Day… il giorno più lungo
di Franco Carletti
69 I Lions per la lotta alla dislessia
di Walter Tommasino
70 Consegnata a L’Aquila
la biblioteca per i ragazzi
di Tarcisio Caltran
71 Il cervello… un mistero immenso
di Walter Bramanti
72 Una protesi per i bambini di Haiti
di Michele Serafini
73 Associazionismo, quale futuro
di Antonio Marino
74 Screening sanitari gratuiti
di Francesco Schiavi
74 Stelle in strada
di Eugenio Emilio Potorti
RUBRICHE
15 Fresco di stampa
di Pino Grimaldi
34 Visti da dentro
di Sergio Maggi
36 I numeri… dei Lions
di Vito Cilmi
52 Controluce
di Antonio Colella
71 Lettere
81 Libri Lions
di Umberto Rodda
I Lions in Italia
al 30 aprile 2011
Soci 48.018
Uomini 38.552
Donne 9.466
Club 1.322
Soci Leo 3.962
5
6
editoriale
Ancora 5 milioni di euro
Senza imporre niente a nessuno, prosegue il sondaggio su un ipotetico progetto
tutto italiano e a costo zero… Di Sirio Marcianò
I
l socio Alderano Mannozzi mi invia le sue riflessioni sulla provocazione dei “5 milioni di euro”.
“I service, mi scrive, possono e debbono essere scelti
soltanto dai club e dal libero consesso dei loro rappresentanti”. Se così non fosse, prosegue, “dovremmo
cambiare il nome della nostra associazione e non
chiamarla più associazione dei Lions Club, ma associazione della solidarietà libera ed anarchica o di chi
strilla più forte ha sempre ragione”.
Il nostro lettore critica anche “la mancanza di un progetto per il mega service, che la rivista sta promuovendo anche con la sua quota associativa” e ricorda
che ciascun socio lions italiano versa un importo per
la rivista nazionale.
Alderano Mannozzi si è perso un mio passaggio, nel
quale c’era scritto che non è importante conoscere
oggi il progetto, ma è importante verificare se c’è
la volontà dei soci di aderire ad un qualcosa che sia
diverso dal solito, che venga realizzato in Italia e che
sia firmato dai lions italiani.
E’ meglio, chiedo ai lettori di questa rivista, un lionismo affidato all’autonomia di tutte le “teste” che
lo compongono, fatto di service “a pioggia” e senza
motivazioni, o quello un po’ sognatore che cerca, una
volta tanto, di unire le forze per tentare, pur rischiando
di fare flop, di raggiungere traguardi importanti e il
meritato “ritorno di immagine”? Oltretutto a costo
zero, perché l’obiettivo verrebbe raggiunto con i soldi
che di solito diamo alle associazioni che non fanno
parte della nostra grande famiglia.
Per quanto riguarda la sua quota di 5 euro a favore
di “Lion” (erano 3,62 fino a qualche mese fa) il lettore
Mannozzi riceve a casa 10 numeri di un periodico
che dà a tutti i lions la possibilità di informarsi sugli
avvenimenti lionistici, di conoscere, capire ed approfondire argomenti che ci riguardano da vicino e che
dà spazio alle opinioni, ai dubbi, alle certezze, alle
idee, dei lettori.
Fatto questo, e viene fatto, penso che il nostro mensile possa meritare il modesto abbonamento che
annualmente i soci lions versano per la rivista.
E’ bene anche sapere che la sede centrale, nel “Board
Policy” (il manuale di procedura del Board Internazionale), scrive che “il principale scopo delle edizioni
ufficiali della rivista Lion (tra le quali c’è la nostra) è di
fornire ai singoli soci utili informazioni sulle attività
dell’associazione, di motivare i lions ad un più elevato livello di servizio e di far conoscere i programmi
dell’associazione ai non lions”. La rivista ha anche altri
obiettivi, ma desidero sottolineare la frase “motivare i
lions ad un più elevato livello di servizio”, perché la
considero parte integrante dei miei compiti.
Infine, Mannozzi mi invita a riflettere sul fatto che la
somma di 5 milioni di euro potrebbe essere raccolta
ogni anno da noi lions apponendo una semplice firma
per devolvere il nostro 5x1000 dell’Irpef alle numerose
organizzazioni lions autorizzate a raccoglierlo.
Senza bisogno di riflettere affermo che questa rivista
non tralascia di ricordare questa grande opportunità
e ogni anno invita i lions ad utilizzare il 5x1000 per
finanziare le nostre iniziative e, all’invito, aggiunge,
nelle stesse pagine, lo specchietto che elenca le associazioni dei lions che “godono” della possibilità di
riceverlo.
Il lions Mannozzi chiude con una battuta infelice:
“Credo che i Governatori tutti del Multidistretto Italia
dovrebbero valutare attentamente questa situazione
decidendo di riservare mensilmente 15 facciate della
rivista non ad iniziative personali di qualche Lions (e
men che meno del direttore), ma per promuovere e sensibilizzare i Lions italiani sulla grande opportunità del
5x1000 che regolarmente ogni anno lasciamo cadere.
Alla battuta rispondo che l’opinione libera dei lions
per me non è spazio sprecato. Sarei felicissimo, e
sono convinto che lo sarebbero anche tutti gli officer
del nostro MD, se potessi dedicare un intero numero
della rivista su come la pensano i lions su qualsiasi
argomento lionistico, perché vorrebbe dire rafforzare
il lionismo proprio là dove è più vulnerabile, là dove
escono ed entrano soci, là dove si sviluppa la nostra
azione, là dove servono motivazione ed entusiasmo.
Caro Mannozzi, i soci hanno diritto di esprimere,
come hai fatto tu, il loro pensiero sulla rivista, utilizzando tutte le pagine necessarie, e lo possono fare
grazie anche al tuo piccolissimo contributo economico. Da parte mia, insisto: investiamo in noi stessi
e nella nostra immagine o facciamo belli gli altri con
i nostri soldi? Perché non affrontiamo l’argomento
con decisione? E’ così difficile credere in noi stessi?
Il punto sulla provocazione lo faremo sull’ultimo
numero di questa annata lionistica. Ma siamo noi
i lions e soltanto noi dobbiamo decidere come e
quando essere protagonisti del nostro futuro… E voi
che ne pensate?
[email protected]
7
Il nostro mondo
Messaggio del Presidente Internazionale
Si ricordano solo i vincitori
Di Sid L. Scruggs III *
continua da pagina 3
servisse nella corsa per essere pieno
di energia anche dopo aver tagliato il
traguardo.
Con la campagna di azione globale
portata a termine quest’anno dobbiamo continuare ad essere sicuri che
il nostro servizio alle comunità continui con forza oltre
il traguardo della fine di questo anno. La gente
che aiutiamo ci ricorderà sempre come quelli
che li hanno aiutati a vincere!
Siamo quasi 1,4 milioni di soci, e se ogni singolo Lion avesse compiuto un’azione di servizio significativa ogni mese, sarebbero 17
milioni le azioni a favore degli altri compiute
in un anno. Se il nostro servizio consistesse in
un’azione a settimana, potremmo festeggiare più di 73
milioni di service fatti dai Lions. Service che farebbero
la differenza in meglio per la vita degli altri.
Se esaminaste ciò che avete realizzato nella vostra vita,
credo che concordereste con me che gli eventi più significativi sono rappresentati dai momenti in cui avete
fatto qualcosa per qualcuno.
Ho letto che ciò che facciamo significa vivere, ma ciò
che doniamo significa costruire una vita. Andare
incontro alle necessità di qualcuno significa
essere un “Raggio di speranza”.
Vi ringrazio per quanto state facendo per la
nostra associazione e vi chiedo di continuare
a servire con passione.
*Presidente Lions Clubs International.
C
Good Will Ambassador
E’ lì dal 1943
E’
incisa su una lastra di marmo ed è scritta in
spagnolo. E’ stata fotografata a Trinida, Cuba,
il 4 aprile 2011 da Luca, figlio della lions Ornella
Salemi. Si tratta di una targa che ricorda la fondazione del Lions Club di Trinidad ad opera di Bartolomeo De Las Casas. Come è noto il lionismo a Cuba
è arrivato nel 1927 ed è stato attivo fino all’arrivo di
Fidel Castro, nel 1959.
Dal 23 al 25 luglio 1940 all’Avana si è svolta la 24ª convention del Lions International e, in quell’occasione, è
stato emesso il primo francobollo dedicato alla nostra
associazione.
Oggi c’è solo la targa che i lions italiani possono, in
esclusiva mondiale, ammirare nella foto in tutto il suo
splendore e impreziosita dagli anni. E’ lì dal 1943.
D
urante il recente Board Meeting della nostra associazione tenutosi negli Usa, il Presidente Internazionale Sid. L. Scruggs ha conferito, a nome di Lions
Clubs International, l’alto riconoscimento di “Good
Will Ambassador” al Direttore Internazionale Domenico Messina.
Si tratta di un significativo riconoscimento, che premia
giustamente un Lion Italiano di alte qualità morali e
che ha dedicato parte della sua vita a testimoniare in
maniera encomiabile il lionismo.
Al nostro Direttore Internazionale le più vive felicitazioni
e l’augurio di potere, e sempre meglio, contribuire all’affermazione dei principi di solidarietà, moralità e comprensione, fondamenta della nostra amata Associazione.
8
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9
Il nostro mondo
Il Direttore Internazionale… fatti ed impressioni
Servire con… “le tre S”
Di Domenico Messina *
S
i è appena concluso il Board dei
Direttori e mentre sono in volo
da Washinton a Roma decido di trascrivere nel computer la riflessione
che, tra tanti pensieri, idee e considerazioni che affollano la mia mente,
affiora prioritariamente, per condividerla con voi attraverso questa nuova pagina del
“Diario di Bordo”.
La riunione del Board dei Direttori di LCI si è svolta,
dal 16 al 21 aprile, a Cary, nel North Carolina, in pratica nei luoghi in cui vive il Presidente Internazionale
Scruggs.
Invero l’albergo che ha ospitato il meeting, The Umstead
Hotel and Spa, è situato nella Contea di Wake, il cui
capoluogo è Raleigh, ed è nei pressi di quel triangolo,
chiamato il “Research Triangle”, costituito dalle città di
Cary, Raleigh, Durham e di cui fa parte anche Chaper
Hill, che ospita alcuni dei più belli e prestigiosi (ma
anche costosi) campus universitari dell’America.
Paesaggi mozzafiato, caratterizzati da grandi spazi,
vedute panoramiche, foreste, laghi e parchi nazionali.
Ci sono pure numerosi bellissimi campi da golf, essendo
questo uno sport che da queste parti viene praticato
tutto l’anno, da tantissimi appassionati, tra cui bisogna
annoverare anche il nostro Presidente Scruggs.
Riunione molto intensa dal punto di vista dei lavori previsti in agenda e dei contenuti delle deliberazioni. Gli
otto Comitati hanno lavorato molto sodo, con riunioni
continue da sabato 16 a lunedi 18, dalle 9.00 alle 17.00,
e con l’udienza informale del Board, per la discussione
dei rapporti preliminari dei Comitati, svoltasi martedì
19, dalle ore 9.00 alle 17.00.
Il Comitato Membership di cui faccio parte è stato
inoltre impegnato in diverse riunioni congiunte con
altri Comitati, come quella con i Comitati Leadership
e Servizi ai Club e Distretti, per discutere dei programmi di sviluppo in certe aree del pianeta (Europa
dell’Est, China ed Africa), della implementazione del
programma GMT e GLT, e del programma Club Excellence; o quella con i Comitati Pubbliche relazioni ed
Attività di servizio, per analizzare una nuova sinergica
progettualità al fine di migliorare la nostra immagine
e la nostra comunicazione interna (es. nuovo report di
attività) ed esterna, ed un nuovo progetto strategico per
essere maggiormente presenti nei social network e per
connettere i lions in una più ampia rete informatica.
Proprio per curare e coordinare questi aspetti è stato
recentemente assunto un nuovo manager, il signor Ken
Kabira, che si occuperà di sovrintendere alle Divisioni
Membership, Pubbliche relazioni ed Attività di servizio.
10
Ma a questo punto vi chiederete dove è finita la riflessione prioritaria. Eccola e spero non vi sembri troppo
scontata o banale: “Qual è il miglior modo per servire?”
Il “service” è sempre cosa buona e giusta, quando è
rivolto disinteressatamente verso gli altri, quando è
finalizzato a cercare di migliorare la qualità della vita
del prossimo e/o della propria comunità.
Vi confesso che c’è “un modus” che quando mi capita
di sperimentare, di vederlo attuato, in modo diretto,
non mediato o riferito, mi provoca profonde emozioni
e rimango veramente entusiasticamente ammirato.
Questo è il “servire” che mi piace definire, consentitemi questa licenza, delle ”tre S”, cioè con: Spontaneità,
Semplicità, Serietà.
Perché torno con queste considerazioni dalla riunione
del Board? Che cosa mi ha fatto pensare a tutto ciò? Il
modo di essere e di comportarsi di un distinto signore
di mezza età, con un sorriso accattivante ed un bel po’
di capelli bianchi, che ho avuto il piacere di incontrare,
The Lion
in occasione della serata di Benvenuto ai Componenti quelli di Milton Bullock, rappresentano, a mio parere,
del Board, organizzata dai Lions del MD 31.
il “service con le tre S”. Fare del bene e farlo in maniera
Questo signore è il Lions Milton Bullock, presidente spontanea, con semplicità, con quella semplicità che
del Lions Club Princeville, nel North Carolina. Il suo è la forza dei grandi, ma anche con serietà, che vuol
nome, credo, non vi dirà molto, ma se poi vi dico che dire rigore e competenza, consapevoli del ruolo che
Bullock è la mitica voce del leggendario gruppo “The ciascuno di noi ha e delle responsabilità che deve senPlatters”, che con le sue tonalità “satin-smooth” e con tire forti perché legate alle fortune ed ai talenti che
canzoni come “Only You”, “Smoke Gets in Your Eyes” ciascuno di noi ha ricevuto ed in virtù dei quali non
e “My Prayer”, ha fatto ballare e sognare, tra il 1965 ed possiamo né deludere le aspettative, che vengono
il 1970, milioni e milioni di giovani, allora tutto spero vi riposte in noi, né sprecare le occasioni che ci capitano
sembrerà un po’ più chiaro.
per essere utili.
Milton Buldock è un Lion che si approccia agli altri con Vi ho parlato di un Lions, che tra l’altro è anche un
grande disponibilità, affabilità e modestia, incarna con famoso cantante, perché vorrei auspicare che il “serentusiasmo contagioso lo spirito lionistico, che lo vede vire” di noi Lions, sia come quelle canzoni, colonne
impegnato prioritariamente in favore dei bambini, sonore che non hanno tempo, che non passano mai di
tanto da avere costituito anche la Fondazione “Do it for moda, e che riescono a destare sempre, in tutte le genethe Kids/Children Foundation”.
razioni, grandi emozioni.
In quella serata, in cui erano presenti i maggiori rap- Per concludere vorrei estrapolare una frase dalla strofa
presentanti internazionali di Lions Clubs International, iniziale della canzone “Only You”, che è una canzone
lui era la star che doveva piacevolmente intrattenerci d’amore, e invitarvi, pensando al nostro “service”, a
con le sue canzoni; eppure, Milton, durante la cena, era cantare tutti insieme: “Only you, Can do make all this
seduto in maniera anonima tra gli altri lions americani, world seem right, Only you, Can do make the darogni tanto si alzava per controllare da solo il registra- kness bright” (“Solo tu puoi far sembrare giusto questo
tore con cui riprodurre le basi musicali sulle quali suc- mondo, solo tu puoi rendere chiara l’oscurità”).
cessivamente avrebbe cantato.
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Il nostro mondo
La nota del CC
Il lionismo del futuro
Di Stefano Camurri Piloni *
E
ssere o apparire, è una vexata quaestio che può essere risolta solo a
favore dell’essere. Per noi Lions, da
sempre consapevoli che i principi
nei quali crediamo e secondo i quali
ci impegniamo siano giusti, la condizione dell’“essere” è senza dubbio
l’unica possibile, ma in questo mondo sempre più
mediatico, dove tutti sembrano interpreti di qualcosa
e nel quale l’immagine conta molto, a volte è anche
giusto apparire.
Nell’era della comunicazione, far sentire la nostra voce
e divulgare una corretta informazione sul lionismo,
diventa determinante. Altra cosa sarebbe divulgare un
protagonismo vanaglorioso, mortificante e poco adatto
all’immagine che la nostra associazione, per tutto
quello che fa, si merita.
Detto questo, ricordo ai lettori che uno degli obiettivi di
quest’anno che il Consiglio dei Governatori si è posto
è stata la corretta comunicazione ai media di quanto il
lionismo riesca a fare e di quali siano le ingenti forze
operative di cui dispone.
Pertanto, grazie ad una programmata ed oculata campagna pubblicitaria, siamo stati presenti in decine di
quotidiani, “Corriere” e “Repubblica” compresi, parecchi settimanali, tra i quali “Panorama” e “L’Espresso”,
e alcuni mensili. Solo con gli spazi apparsi sulla carta
stampata abbiamo raggiunto complessivamente circa 4
milioni di lettori. Altrettanti, ma in questo caso telespettatori, li abbiamo coinvolti con l’apparizione, non breve,
sul TG del primo canale nazionale della televisione.
Per questo successo siamo soddisfatti ed orgogliosi!
Amici lions, il lionismo è un movimento che racchiude
in sé quei valori inestimabili che si basano sul servizio
e sull’entusiasmo degli associati. Ne consegue che farci
conoscere dai cittadini e dalle istituzioni ci darebbe
più forza, la giusta immagine e la possibilità di aiutare
meglio gli altri.
Il tutto a condizione che il lionismo, e quindi tutti noi,
sia adeguato ai mezzi di cui dispone, sappia motivare e
coinvolgere i soci e si presenti con un unico biglietto da
visita: i suoi innumerevoli e significativi service.
Dobbiamo agire correttamente ed essere fieri di esibire
il distintivo dell’associazione, restando sempre attenti
ai bisogni, ora più che mai cangianti, della società, sia
quelli che abbiamo alla porta di casa, sia quelli che attanagliano il resto del mondo.
Al congresso nazionale di Torino, avremo la possibilità di confrontarci, di scambiarci le idee, di verificare
quali mezzi utilizzare per essere sempre più concreti
e più coinvolgenti nelle nostre iniziative di servizio.
Affronteremo - mi auguro numerosi - questi argomenti
utilizzando uno spazio libero dedicato al lionismo del
futuro e nel quale potremo esporre democraticamente
le nostre opinioni e creare nuove prospettive operative.
I primi 150 anni di “Italia unita”, i primi 60 anni di lionismo in Italia siano lo sprone per fare sempre meglio
e di più.
Viva l’Italia, gli Italiani ed il Lions International.
*Presidente del Consiglio dei Governatori.
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Fresco di stampa
S
crivo mentre non si capisce bene se si stia festeggiando la liberazione d’Italia, pasquetta, San
Marco, la fine della costituzione del ‘48, quella di un
sistema politico in auge dal ‘94, qualche anniversario di matrimonio, o l’inizio dell’ultimo anno di vita
del mondo che catastrofisti di turno prevedono nel
2012. Ne vorrei parlare, ma mi esimo e per amor di
Patria e per non essere accusato di illecita invasione
di campo. Comunque il paesaggio non è chiaro e
tanto si spalma su tutti noi abitanti del cosi detto “bel
paese”. Nel quale in fondo i Lions rappresentano
una realtà viva e vitale che un’encomiabile campagna pubblicitaria ha mostrato nelle piazze e nei
media nazionali nel giorno del “Lions Day” con ben
4 milioni di persone che hanno ricevuto una buona
informazione su quanto viene fatto per testimoniare
lo spirito di servizio istituzionale.
Non male. Anzi a pensarci bene, ottimo. Un paio
di anni fa si strombazzò su quello che fu definito il
manifesto dei Lions agli Italiani. Non mi sembra che
alcuno se ne ricordi, né che ebbe successo. Questa
volta l’intelligente opera del CdG ha fatto colpo.
Ed è proprio augurabile che il Congresso di Torino
approvi il documento che regola la “informazione”
che non può essere affidata alla buona volontà di
qualcuno, ma ha da essere trattata da professionisti
che conoscono il loro mestiere: incrocio le dita.
Nella prima capitale d’Italia penso avremo un congresso di tutto rispetto. E’ stato approntato nel programma un tempo aperto (open workshop) durante
il quale chiunque ne abbia voglia può dire ciò che
pensa, far proposte, criticare, plaudire avendo come
interlocutore il Presidente del Consiglio (dei governatori si intende, no?) determinandosi cioè quella
osmosi tra i delegati e l’ufficio di presidenza che lo
scorso anno fu invocata da molti e che è giusto si
abbia, ma non nel corso dello svolgimento dei punti
all’ordine del giorno. Ciò è cosa buona e giusta perché
in fondo, ad onta delle innumerevoli tavole rotonde,
quadrate ed ovali nel corso dell’anno, il Congresso
è l’unica occasione ove i delegati dei Clubs possono
esternare i loro sentimenti, ed i leader averne cognizione di fatto e personale.
Ed è necessario perché se i lavoratori della vigna di
lions international tentano di produrre buon vino,
molte volte le annate sono magre e la qualità di esso
non è sempre doc. Infatti perdiamo soci, a dimostrazione che qualcosa non va per il verso giusto,
ma riesce a tutti difficile capire cosa diavolo stia
succedendo. Perché in verità è diabolico che molti qualcuno dice i migliori - ci lascino quando invece
a sentire il Presidente Internazionale Scruggs, che è
venuto questo anno ben tre volte nel nostro paese,
di Pino Grimaldi *
il nostro è un lionismo completo. Ed ha ragione. Mi
sono trovato, come d’abitudine, a Roma al Consiglio
dei Governatori che relazionava in maniera precisa e
dettagliata al Presidente su quanto avviene. E posso
assicurare che a seguire le loro relazioni, concise, puntuali e chiare, raccolte in un facile fascicolo in italiano
ed inglese, si aveva la sensazione di una associazione
che fa cose che manco se le sognano in altri paesi.
Stranamente tutto ciò è come il grande uovo - alimento completo - dello struzzo che, poiché non
starnazza, non è valutato come quello della gallina
che rilasciandolo lo fa sapere a manca e dritta. Ed
aggiungo che, sembra, ciascun club conosca a malapena quel che esso stesso fa non interessandosi di ciò
che gli avviene intorno: quasi ciascuno una monade
di leibniziana memoria.
Ora il senso dell’identità nel socio non è legato solo
a quanto faccia o veda fare nel suo club, ma al prodotto interno lordo, direi, del multidistretto e della
associazione. Se ciascun socio ignora, è pari al cittadino - si parva licet componere magnis - di uno stato
che giudica il proprio paese solo da quanto avviene
nel suo comune.
Si potrebbe obbiettare che se qualcuno ignora è
perché non legge. Vi sono infatti oltre a questa rivista nazionale ottime riviste distrettuali (non tutte,
d’accordo), molti distretti ed anche clubs hanno riviste on line, c’è il sito del multidistretto e quello della
associazione. Ma quanti tra noi amano andare a leggere su internet o sulla carta stampata lionistica? Illo
tempore i meeting di clubs si aprivano sempre con
il Presidente che leggeva le notizie che riceveva; ed
i soci anche se distratti riuscivano due volte al mese
(lo so, ottimista!) ad avere le news. Ora si aprono con
inni, elenco di ospiti (sempre in numero maggiore
dei soci!) lettura in genere veloce quasi a litania degli
scopi codice, missione e visione (non male di certo) e
poi o sproloquiare o chiacchierare. Rare volte ad esaminare progetti, proposte, od informazioni ricevute.
Sia chiaro questo quadro - si, d’accordo catastrofico! è analogo nella chiesa cattolica (ancora: si parva…) ed
ad altre organizzazioni di un certo rilievo mondiale.
Dicono gli psico-sociologi: fino a quando l’umanità
non si abitua ad internet il mezzo maestro di comunicazione è la televisione. Sta a vedere che dovremo
considerare di avere un canale televisivo lions per
potere evitare l’emorragia dei soci!
Comunque Floris e Santoro sarebbero in questo caso
in pool position.
Me la godrò dal cielo.
*Presidente Internazionale Emerito.
15
LION / LABORATORIO INTERNAZIONALE
Un Lions Day
per la “Cittadinanza umanitaria”
Negli anni a venire se nel mondo la speranza
prenderà il posto della paura il “Lion Day” diventerà “La giornata dell’Umanità”, non la giornata
dei dritti individuali dei bianchi, dei neri, dei rossi.
Di Ermanno Bocchini *
I
l Consiglio dei Governatori ha deliberato che in occasione del Lion Day sia celebrata anche la 7ª Giornata
della Carta della Cittadinanza Umanitaria, per onorare
l’anniversario della approvazione della Charter of European Humanitarian citizenship approvata dal Forum europeo di Roma dell’anno 2004.
Il successo della promozione della comunicazione in
Italia, apre il cuore a nuovi e più grandi orizzonti e,
quindi, più che mai il contenuto della comunicazione
acquista valore pregnante.
I Lions per primi hanno posto all’attenzione pubblica il
tema della “Cittadinanza umanitaria”. Oggi esso è divenuto urgente.
In realtà tutto il pensiero liberale classico ha esaltato
troppo le libertà e i diritti individuali creando Carte di
diritti, ma sempre individuali. Dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo del 1947 alla Carta europea dei
diritti dell’uomo del 1950 è un tripudio di diritti individuali. Sono rimasti nell’ombra i doveri che tutti i cittadini del mondo hanno verso le loro comunità e tutto
ciò spiega perché l’art.1 della Carta Lions della Cittadinanza umanitaria proclama: Ogni cittadino ha dei doveri
verso la comunità”.
Ma accanto ai diritti individuali esistono anche diritti
collettivi. La confusione tra i “diritti collettivi” e il “collettivismo” ha giocato un brutto tiro alla bellezza delle
idee sul comunitarismo, che esalta il valore della comunità nella libertà.
Se si pone l’accento sulle responsabilità morali e sociali
inevitabilmente vengono chiamate in gioco le comunità. Secondo stime recenti in 184 Stati indipendenti
del mondo si trovano oltre 600 gruppi linguistici e
5.000 gruppi etnici. In realtà la nozione di cittadinanza
che discende a noi sia da Atene sia da Roma, pur presentando modelli contrapposti, ha lo stesso punto di
partenza: la cittadinanza intesa ad Atene come attiva
partecipazione, nell’Agorà, alla vita della Polis, e intesa
a Roma come sudditanza a Roma, concerne, sempre,
una comunità sociologicamente omogenea che condivide una stessa cultura e una stessa civiltà. Fuori della
cittadinanza greca o romana erano i… barbari!
16
Nella storia dell’umanità Cristo rompe per la prima
volta questo schema perché si identifica con lo straniero (“Ero straniero e mi hai accolto nella tua terra; ero
affamato e mi hai nutrito, ero assetato e mi hai dissetato”).
Ma il pensiero liberale classico teme le religioni e il loro
potere nella società relegando, perciò, la religione nella
sfera privata.
Il Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università LUISS di Roma, prof. Sebastiano Maffettone,
scrive: “Non sono le religioni che minacciano le stabilità
dello Stato; il problema è che tutti abbiamo bisogno di un
cemento della società sulla base di una universale metacomunitario in una società pluralista”.
Negli anni a venire se nel mondo la speranza prenderà
il posto della paura il Lion Day diventerà “La giornata
dell’Umanità”, non la Giornata dei dritti individuali dei
bianchi, dei neri, dei rossi.
Tu dici: “Non ho niente”. E ti pare niente la tua umanità?
*Direttore Internazionale 2007/2009 e Rappresentante del
Lions Clubs International presso il Consiglio d’Europa.
17
Il nostro mondo
Metti un giorno i Lions sul TG1…
In tutta Italia sono sbocciati i “fiori lions”. Sul TG1, su quotidiani e settimanali, in ogni città del Bel
Paese. Ora che abbiamo iniziato, bisogna continuare… Di Franco Rasi *
I
ncredulità, sorpresa, entusiasmo. “Guarda, ci sono i
Lions sul telegiornale!” “Ma via…eh, già!”
“Sulla Rai, è vero, grandioso!” “ Guarda anche tu,
che meraviglia!”
Non ce lo aspettavamo. Quasi increduli.
Bravi i Lions romani col loro Governatore Naldo. Ci
hanno fatto rimescolare il sangue. Un colpo al cuore e
uno scatto d’orgoglio.
Sapete quanto costa un minuto sul TG1? Oltre centodiecimila euro. Sissignore, questo è scritto sul listino
della Sipra. Si può chiedere lo sconto, mercanteggiare,
trattare, ma è sempre una cifra consistente che alla fine
si deve sborsare. A Roma nulla hanno speso. Campane
a festa e petali di rose ai lions romani.
Come hanno fatto? Vi ricordate cosa diceva Papa Wojtyla? “Damose da fa…!”. E loro si sono dati da fare. Con
le conoscenze e i contatti, costruiti anche attraversi i service, i romani hanno concretizzato una ottima azione
di relazioni pubbliche.
Ma non solamente a Roma sono sbocciati i fiori nel
giorno che i Lions sono usciti dalle catacombe per dire
la loro. In ogni città del Bel Paese, da Palermo a Trieste,
18
da Genova a Lecce e via via in cento e cento città e cittadine, i Lions, come folgorati da un sacro furore, hanno
festeggiato la loro giornata. Hanno coinvolto la gente,
hanno comunicato la gioia di quello che sono e quello
che fanno. Era da tempo che questo fuoco covava nel
cuore.
Via le vecchie liturgie, il Lionismo è ritornato fra la
gente!
Gazebi, chioschi, impianti multimediali, concerti, cori,
manifestazioni varie, hanno raccolto austeri avvocati,
vecchi professori, commercialisti, impiegati, artigiani,
operai, medici, signore ingioiellate, professoresse,
imprenditrici, giovani, meno giovani e diversamente
giovani. Tutti lieti di abbandonare i vecchi riti e gioiosi
di trovarsi fra la gente, di parlare, spiegare, far capire,
condividere con l’altro la gioia di essere lions.
Più di quattro milioni di persone domenica 17 aprile
hanno visto sui quotidiani nazionali, dal Corriere a
Repubblica, sui tanti giornali locali, o sui settimanali
come Panorama, L’Espresso, Oggi e altri ancora, il suggestivo e accattivante emblema del Lions International.
Incastonato, per la sua preziosità, nel pistillo del “Fiore
Il nostro mondo
“Chissà quanti soldi sono stati spesi”… è stato chiesto.
Questa campagna è costata non più di trentacinquemila
euro! Incredibile, eppure è così. Raccolti senza chiedere
nulla alle esauste casse del Multidistretto.
I Lions hanno lavorato col cuore e con le conoscenze,
con la loro professionalità e con la passione. Con tanta
passione, ma tanta!
E pensare che i Distretti, tutti assieme, raccolgono in un
anno trentasei milioni circa di euro!
Ora che abbiamo iniziato, bisogna continuare. Nessuno può più tirarsi indietro, neppure i più refrattari
ad accettare le regole della moderna società che vive e
si nutre di comunicazione. E’ urgente che venga data
continuità a una struttura composta da professionisti,
lions e non, in grado di aiutare noi lions a far conoscere
quello che facciamo.
Solo così riprenderemo forza e vigore.
Il Lions Day ci ha confermato che siamo sulla strada
giusta. Ma soprattutto ce lo ha confermato l’entusiasmo dei nostri cuori al contatto con la gente sulle cento
e cento piazze d’Italia. Gente che chiede solo di conoscerci.
Lions”, creato simbolo della nostra giornata.
E’ il “Fiore Lions” della passione e dell’amore, sentimenti che si ritrovano nei service permanenti nazionali,
espressi nei petali. Associazioni create da Lions e che
tanto bene distribuiscono e così poco sono conosciute.
*Governatore del Distretto 108 Ib3 con delega alla stampa,
pubbliche relazioni, immagine e comunicazione.
Nelle foto un’immagine del Lions Day nella piazza Ducale di Vigevano
e il “fiore Lions” utilizzato per la campagna pubblicitaria nazionale vista
in tutta Italia da oltre 4 milioni di persone.
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Giorno 1 - Italia/Delhi
Partenza dall’Italia con volo per Delhi.Pasti a
bordo. All’arrivo trasferimento in hotel. Pernottamento
Giorno 2 - Delhi/Jaipur
Giro panoramico della città coloniale con sosta
ai palazzi governativi davanti al Gate of India e
visita dello spettacolare complesso del Kutub
Minar. Pomeriggio trasferimento a Jaipur. Cena
speciale.
Giorno 3 - Jaipur
Sosta fotograca per ammirare il Palazzo dei
venti. Escursione al Forte di Amber, suggestivo
esempio di architettura Rajput. Nel pomeriggio
visita alla coloratissima “Città Rosa”, al Palazzo
della città con il suo museo e l’Osservatorio
Astronomico.
Giorno 4 - Jaipur/Abhaneri/Fatehpur
Sikri/Agra
Partenza per Agra. Prima sosta per la visita di
Abhaneri, dove si trova un antico pozzo-palazzo.
Pranzo al palazzo nobiliare del Maharaja di Bharatpur. Seconda sosta per la visita di Fathepur Sikri, città abbandonata costruita dal più grande
imperatore della dinastia Moghul, Akbar.
Giorno 5 - Agra
In mattinata visita del Forte Rosso, antica residenza dell’imperatore Moghul Shah Jahan e del
mausoleo di Etimad-ud-Daula. Pomeriggio visita
del Taj Mahal, perla architettonica dell’oriente
islamico.
Giorno 6 - Agra/Gwalior/Orcha
Partenza con treno intercity per Gwalior. Visita
di Gwalior, città da secoli dominata dal forte baluardo che sorge sulla sommità della collina. Si
estende per 3 chilometri ed è largo 1 chilometro. Cinto da imponenti mura, conserva al suo
interno palazzi e templi. si visiteranno il palazzo
di Man Singh e due interessanti templi. Scendendo dalla collina, si scoprirà che è scolpita con
una serie di splendide statue janiste, risalenti alla
metà del XV secolo. Pomeriggio proseguimento
Orcha.
Giorno 7 - Orcha/Khajuraho
In mattinata visita dell’antica città ed in particolare del Jehangir Mahal, palazzo fatto costruire
nel 1606 per l’imperatore Jehangir. Successivamente visita al grazioso villaggio di Orcha. Nel
pomeriggio partenza per Khajuraho.
Giorno 8 - Khajuraho
In mattinata visita dei famosi templi, capolavoro
dell’architettura sacra indiana: quelli occidentali
induisti, noti per le rafgurazioni erotiche e quelli orientali jainisti. Nel pomeriggio, scursione al
suggestivo Ken River Canyon, immerso in un paesaggio lunare tra tte foreste di tek.
Giorno 9 - Khajuraho/Varanasi
In tarda mattinata volo per Varanasi. Pomeriggio
visita del sito archeologico di Sarnath, luogo della prima predicazione del Buddha.
Giorno 10 - Varanasi/Delhi
Sveglia prima dell’alba. Giro in barca per assistere ai rituali di puricazione ed alle offerte dei
pellegrini al sole nascente. Passeggiata attraverso
i vicoletti della città antica che ospita il Tempio
d’Oro e la Moschea di Aurangzeb. In tarda mattinata volo per Delhi. Arrivo a Delhi , pranzo e visita della città vecchia. Cena e trasferimento in
aeroporto.Volo notturno.
Giorno 11 - Delhi/Italia
Nelle primissime ore del mattino partenza per
l’aeroporto di origine.
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Trieste ha favorito
la concretezza
La XIV Conferenza dei Lions del Mediterraneo si è conclusa ed è tempo di consuntivi e considerazioni. Di Ugo Lupattelli *
La partecipazione. Il primo e più immediato consuntivo è sulla partecipazione che è stata grande,
importante e sinceramente non prevedibile dopo i
drammatici recenti eventi.
527 gli iscritti - un numero di molto superiore alle
edizioni precedenti - provenienti da 18 Paesi diversi.
Forte la presenza di Lions italiani, ma significativa
anche quella degli altri paesi.
Il gruppo straniero più numeroso è stato quello libanese con ben 31 iscritti, seguito dalla Slovenia e dalla
Grecia (con Cipro) con 28 e dalla Turchia con 22. Da
sottolineare la presenza, anche se meno numerosa,
della Tunisia, dell’Algeria, del Marocco, di Israele, di
Malta. Assenti gli amici dell’Egitto, che si sono dovuti
ritirare dopo essersi iscritti in buon numero.
Il risultato è importante non tanto per i numeri che esprime
quanto in considerazione del particolare momento che sta
vivendo il Nord Africa e l’area mediterranea.
Avevamo bisogno di incontrarci, di confermare le intese
tra le persone di buona volontà, di trasmetterci amicizia
e soprattutto voglia di collaborare per il bene comune.
I contenuti. Proprio per le osservazioni appena
espresse sarebbe stato importante realizzare una
Conferenza di contenuti. E così è stato; questo è il
principale risultato conseguito da rimarcare e di cui
dobbiamo essere più orgogliosi.
Come da noi auspicato, Trieste ha favorito la concretezza. “Trieste città della scienza” ha influenzato
infatti la scelta dei temi delle sessioni di lavoro che
sono stati impostati sulla ricerca di attività e proposte
costruttive per i Paesi in via di sviluppo.
Gli interventi dei ricercatori degli istituti scientifici internazionali con sede a Trieste hanno aperto
in maniera esemplare le sessioni; a loro hanno fatto
seguito relazioni precise, coerenti ed essenziali. E’
emerso anche facilmente il ruolo di promozione e di
formazione che può essere svolto dai Lions.
Tra le altre, la proposta di una Università del Mediterraneo; ci affascina e Trieste si candida per questo
ruolo avendone tutte le caratteristiche necessarie.
Una considerazione: nonostante la bellezza della città,
lo splendido sole e la posizione centrale del Centro
Congressi, non ha prevalso il piacere del turismo e dello
shopping; la sala della Conferenza è stata spesso piena e
comunque sempre con un alto numero di presenze.
Il Presidente Scruggs e le autorità Lions. La Confe-
21
Conferenza del Mediterraneo
renza ha avuto il grande onore di avere la partecipazione
attiva, presente, propositiva e soprattutto non usuale del
Presidente Internazionale Sidney Lee Scruggs.
Il vice Presidente Wayne Madden ha scoperto insieme a
noi anche la bellezza di Venezia colmando una lacuna; era
entusiasta e molto grato della nostra disponibilità.
Molto gradita la partecipazione dei Direttori internazionali Domenico Messina e Luis Dominguez e dei Past Presidenti Internazionali Pino Grimaldi e Jean Behar.
A sorpresa abbiamo avuto la presenza di Peter Lynch,
Una opportunità straordinaria
Di Fabio Feudale *
I
l nostro Multidistretto ha l’opportunità straordinaria di
giocare un ruolo di riferimento tra i 19 Paesi che partecipano all’Osservatorio della Solidarietà del Mediterraneo.
Lo si è capito al termine della splendida Conferenza di
Trieste, quando il Presidente Internazionale Sid Scruggs
III, tirando le conclusioni, ci ha esortato a valutare sempre
il ritorno dell’investimento di ogni nostra attività. Non
si riferiva certamente ad un processo valutativo di tipo
finanziario, ma ci indicava un metodo per massimizzare
i risultati e prevenire di spendere malamente o peggio
inutilmente le nostre risorse principali che sono il tempo
dei nostri soci, l’entusiasmo e la passione che mettono
nell’operare per le “buone cause” ed il potenziale di capacità e professionalità delle quali i nostri club sono assolutamente ricchi. Ogni nostra iniziativa deve essere valutata
con riferimento al valore aggiunto che è in grado di produrre a favore della qualità dei service attuati dai club,
possibilmente in forma largamente associata e finalizzati
quindi a intervenire su bisogni di dimensione globale.
Trieste si è presentata in tutta la sua bellezza, ancora più
accentuata dalle giornate soleggiate e primaverili, agli oltre
cinquecento lions ivi convenuti dai Paesi mediterranei per
presenziare alla quattordicesima edizione della conferenza.
Trieste - classificata dal “Sole 24 Ore” prima città italiana
nel 2005 e 2009, seconda nel 2006 e quarta nel 2010 per la
vivibilità in termini di tenore di vita, lavoro e affari, qualità
dei servizi ed ambiente, ordine pubblico, trend demografici e tempo libero - è città a vocazione marittima e portuale
di spiccata internazionalità, caratterizzata da dinamismo
commerciale, molteplicità culturale e linguistica, presenza
di istituzioni di ricerca e alta formazione.
Un vero e proprio “Sistema Trieste” di realtà scientifiche
e tecnologiche, tale da concentrare in questa città il più
alto numero di ricercatori per mille abitanti di ogni altra
città europea, il 37‰ nel 2005. E’ da queste premesse e
22
soprattutto dal grande sforzo organizzativo profuso dai
club triestini, sostenuti da tutto il Distretto 108 Ta2, che si
sono realizzate le condizioni perché la XIV Conferenza dei
Lions del Mediterraneo portasse delle significative proposte all’attenzione di coloro che rappresentavano oltre
100.000 lions dei 19 Paesi mediterranei.
Resta ora da capire come si possa trarre dalle oltre venticinque relazioni presentate a Trieste il ritorno dell’investimento della Conferenza per una larghissima aggregazione
di club. Come individuare quindi tra le numerose proposte quella o quelle che i nostri club possano tradurre in attività di servizio utili all’area mediterranea a più alti bisogni
umanitari, di sviluppo socio-economico e di risposta alle
sfide dell’ambiente. Come tradurre quindi in atti concreti
le ricadute della Conferenza e come dare continuità nel
tempo ai temi affrontati evitando che ogni edizione della
Conferenza si presenti come un evento a se stante.
Credo che un ruolo decisivo lo possa esprimere il Consiglio dei Governatori sia verso i Distretti ed i Club che
nei confronti dell’Osservatorio. Spetterebbe al Presidente
del Consiglio affidare una specifica delega ai rapporti
con l’Osservatorio e ai Service per il Mediterraneo, assicurando quella continuità necessaria per concentrare
risorse e favorire concrete azioni di servizio di dimensione
almeno distrettuale o auspicabilmente multidistrettuale,
sulla linea magari della provocazione da 5 milioni di euro
di Sirio Marcianò. All’Osservatorio spetta invece garantire
la continuità sui temi di analisi ed approfondimento e la
sinergia tra successive edizioni della Conferenza.
Nel breve termine dovrebbe essere sufficiente lo stimolo della
mozione approvata all’unanimità che sollecita Club e Distretti ad
interventi di carattere umanitario in favore di coloro che fuggono
dai loro Paesi alla ricerca di migliori condizioni di vita.
*Governatore del Distretto 108 Ta2.
Conferenza del Mediterraneo
I Lions
e il mare nostrum
Di Sirio Marcianò
E’
direttore esecutivo della sede centrale di Oak Brook nell’Illinois. Abbiamo modificato la scaletta delle sessioni per
inserirne una a suo favore e non ce ne siamo pentiti.
Peter Lynch ha spiegato il funzionamento della sede e parlato dei progetti per migliorare ulteriormente il dialogo tra
i Club Lions del mondo. Gli abbiamo suggerito di riproporre il suo intervento anche nelle future edizioni.
Trieste. Tutti gli amministratori pubblici della Regione
e della Città sono intervenuti alla cerimonia di apertura
portando contributi costruttivi ed evidenziando il grado
di collaborazione in essere con il mondo Lions.
Da parte sua la bellezza di Trieste ha svolto un ruolo
essenziale per la riuscita della Conferenza. Crediamo che
i Palazzi, le sale e i panorami che hanno accompagnato
i lavori e i momenti di riposo siano rimasti impressi nei
nostri ospiti, tra i quali pochi conoscevano la nostra città.
L’organizzazione. Abbiamo ricevuto tanti complimenti
sinceri e commossi. Tra questi mi piace evidenziare gli
apprezzamenti per la disponibilità, la cortesia, la cordialità
e l’amicizia che abbiamo saputo esprimere.
Questo è il risultato di un lavoro di squadra, svolto con
entusiasmo da circa 70 persone. Tutti i Club Lions e Leo
della Provincia di Trieste hanno collaborato senza riserve,
suddividendosi compiti ed incombenze per un obiettivo
comune. Lavorare insieme in armonia è già gratificante di
per sé e lo diventa ancora di più quando si ottiene un risultato così significativo. Importante è stato il contributo del
Distretto 108 Ta2 e del suo Governatore Fabio Feudale.
Non spetta a noi lodarci, ma siamo consapevoli di aver
tenuto alta la bandiera del lionismo e di aver onorato al
meglio il mandato ricevuto dal Consiglio dei Governatori italiani e dal suo Presidente Stefano Camurri. L’Italia,
paese ospitante, è stata particolarmente apprezzata.
Da parte mia un grande ringraziamento a tutto il Comitato organizzatore che ha risposto alla grande alle sollecitazioni impegnandosi con la giusta… “intensità” come si
usa dire in ambito sportivo.
Concludo augurandomi che la concretezza, la solidità e
l’utilità espressa dalla XIV Conferenza dei Lions del Mediterraneo, contribuiscano ad ottenere dalla Sede Centrale il
suo inserimento nel calendario ufficiale delle manifestazioni internazionali della nostra Associazione.
Arrivederci alla XV Conferenza di Atene del 2012.
*Presidente della XIV Conferenza dei Lions del Mediterraneo
e Past Governatore del Distretto 108 Ta2.
la mia prima partecipazione ad una Conferenza
dei Lions del Mediterraneo, le tredici precedenti
edizioni le ho “vissute” attraverso le cronache che si
sono susseguite puntualmente, anno dopo anno, su
questa rivista.
A Trieste ho visto lions di 18 Paesi coinvolti da un programma studiato con minuziosa cura in ogni particolare, avallato dalla presenza di tutte le autorità civili
della città, della provincia e della regione, e imperniato
su un tema vitale per la tutela del mare nostrum e per
la sua sopravvivenza. Un tema che ha attirato anche
l’attenzione della stampa e della pubblica opinione e
cha ha un titolo affascinante: “La scienza strumento di
sviluppo del Mediterraneo”.
A Trieste ho avuto la conferma di quanto sia importante
che i Lions pongano al centro della propria attenzione
il Mediterraneo, la sua conservazione, le sue risorse e
il suo ruolo naturale di mare, fonte di benessere e di
ricchezza per tutti i popoli toccati dalle sue acque, e
di quanto l’azione dei lions diventi determinante ed
acquisti forza se viene portata avanti da più persone
che agiscono in sintonia per raggiungere un obiettivo
ben definito.
Nel nostro caso “il futuro dei giovani nell’agricoltura”,
laddove l’agricoltura non esiste, così come non esistono tecnologie e conoscenze e neppure i mezzi per
portare avanti un’impresa che possa durare nel tempo
con risultati soddisfacenti.
Infine, a Trieste ho capito che quando le idee sono
buone e c’è la volontà di trasmetterle agli altri attraverso una buona organizzazione, il lionismo diventa
concreto, così come è avvenuto con i relatori ascoltati
alla Conferenza del Mediterraneo. Molti di loro hanno
trasmesso ai presenti progetti costruttivi e ricchi di prospettive future, ai quali sarà necessario dare un seguito
per ottenere una accelerazione delle nostre strategie
operative che ci consenta di incanalare il futuro su un
percorso che non ci faccia apparire agli occhi degli altri
“fuori dal tempo” o ancorati ad uno stereotipo che non
ci permette di sfruttare al meglio le immense forze di
cui disponiamo.
Una associazione importante come la nostra, e la
Conferenza di Trieste ce lo ha confermato con la presenza concreta degli officer internazionali e con la
partecipazione attiva di ricercatori di livello internazionale, è in grado di dare risposte concrete ai bisogni di quella parte della popolazione che si affaccia
sul Mediterraneo e ha il dovere di realizzare azioni
importanti, durature, di vasta portata e capaci di
lasciare una impronta indelebile del lionismo là dove
verranno realizzate.
Ovviamente, unendo le forze di tutti i Paesi che
fanno parte dell’Osservatorio del Mediterraneo e che
comprendono oltre centomila lions di 3.576 club.
23
Conferenza del Mediterraneo
Trieste
al centro del Mediterraneo
La 14ª Conferenza dei Lions del Mediterraneo si è svolta a Trieste dal 31 marzo al 2 aprile. Tre
importanti giornate dedicate a “La scienza strumento di sviluppo del Mediterraneo”. Risultati concreti e costruttivi dai lavori delle tre sessioni programmate. Di Maria Pia Pascazio Carabba
N
ella prestigiosa città della scienza, che nel 2009 si
è classificata prima per la qualità della vita, nel
Centro Congressi, situato sul mare tra il Faro
della Vittoria ed il Porto Turistico, alla presenza del Presidente Internazionale Sid Scruggs III e del secondo Vice
Presidente Internazionale Wayne A. Madden, i Lions di
19 nazioni che, come ha detto Ugo Luppatelli, Presidente
della Conferenza, “hanno in comune l’interesse per lo sviluppo e la salvaguardia delle aree del Mediterraneo”, si
sono incontrati per promuovere la collaborazione, l’amicizia, la comprensione, la pace, attraverso il confronto di
esperienze e di idee diverse.
Dopo la rituale ed emozionante sfilata delle Bandiere e la
lettura della mission, degli scopi e dell’etica lionistica, la
visione di un filmato sulla vita del nostro Presidente Internazionale Sid Scruggs che, propenso alla concretezza più
che alle parole, ha raccomandato di usare il nostro cuore,
più dell’intelletto, nel capire il dolore, di usare il nostro
corpo nell’aiuto ai bisognosi, di stendere la mano ai sofferenti, di ascoltare il pianto con le orecchie e con gli occhi
vedere il bisogno, in quanto ognuno di noi ha una luce che
deve risplendere per gli altri, in quanto “Noi siamo il faro
della speranza”.
Il secondo Vice Presidente Internazionale Wayne A.
Madden ha sottolineato le sfide, nel mondo, della fame
e della cecità e dei bambini abbandonati e cresciuti negli
orfanotrofi, i disastri naturali, il riscaldamento del pianeta
Terra, i terremoti, ultimo quello in Giappone, le inondazioni. La LCIF ha reagito subito, inviando oltre 5 milioni
di euro, provenienti dai lions club di tutto il mondo. Ha
poi prospettato una nuova Leadership team ed il rafforzamento dei lions club nel mondo. La ricerca matematica,
la cultura scientifico-tecnica sono la forza dello spirito
umano.
Il Sottosegretario di Stato alla Giustizia, Sen. Elisabetta
Alberti Casellati, nella sessione plenaria, nell’esprimere la
sua soddisfazione per l’invito da parte di una associazione
di servizio, ha sottolineato che lo spirito orientato verso i
grandi valori è comune alla politica. Inoltre, la sapiente
proposta dei temi in discussione, in Trieste, porto più set-
Osservatorio della Solidarietà Mediterranea
Di Massimo Fabio *
M
olto importante la riunione del Consiglio Direttivo
dell’Osservatorio della Solidarietà Mediterranea
tenuta a Trieste il 31 marzo, con la partecipazione dei
delegati rappresentanti di tutte le espressioni lionistiche
dei paesi del Mediterraneo ed alla presenza del Presidente
Internazionale, del Secondo Vicepresidente Internazionale, di due Direttori Internazionali, dei Past Presidenti e
past Direttori e di numerosi Governatori in carica.
Sinteticamente le decisioni assunte, dopo l’insediamento
del Consiglio Direttivo in carica per il biennio 2011-2013
costituito dai delegati di ciascun paese, riguardano in
primo luogo l’elezione del Coordinatore dell’Osservatorio. All’unanimità è stato confermato Coordinatore per
il biennio 2011-2013 il PDG Mohamed Ben Jemaa del
Distretto 414 - Tunisia.
Si è poi proceduto all’elezione dei quattro componenti del
Comitato di Coordinamento che sarà costituito per il biennio 2011-2013 nel modo seguente:
PDG Franco Marchesani - MD 108 Italia;
PCC Harris Zachariadou - MD 117 Grecia-Cipro;
PDG Sami Berbari - D 351 Libano-Giordania-Irak;
24
PDG Mohamed Kamel Bensahli - D 415 Algeria.
La prossima Conferenza dei Lions del Mediterraneo si
terrà, come previsto, in Grecia e precisamente ad Atene
dal 22 al 25 marzo 2012 e tratterà i seguenti temi:
 L’influenza della civiltà mediterranea sullo sviluppo
delle culture umane.
 Nascita e sviluppo della medicina nel bacino mediterraneo.
 Tema lionistico: espansione e leadership.
Nell’anno successivo la Conferenza si svolgerà a Lubiana
in Slovenia dal 21 al 23 marzo 2013.
Il Comitato di Coordinamento studierà alcune modifiche
da apportare al Regolamento dell’Osservatorio e della Conferenza in modo da renderli più aderenti alla attuale condizione del lionismo nell’area e promuoverne una espansione
consolidata. Le proposte che emergeranno saranno sottoposte all’approvazione del Consiglio Direttivo che si terrà
ad Atene alla vigilia della Conferenza 2012.
*Segretario-Archivista dell’Osservatorio della Solidarietà Mediterranea e Direttore Internazionale 1999-2001.
Conferenza del Mediterraneo
tentrionale d’Italia e cerniera tra il nord Europa ed i Paesi
del Mediterraneo, alla luce dei tragici eventi del Giappone, impone un richiamo comune al senso di responsabilità, con particolare pensiero ai giovani, nell’affrontare
le tematiche, oculatamente, considerando la formidabile
ricchezza benigna del mare e l’irrinunciabile ruolo propulsivo della scienza e delle tecnologie avanzate.
Federica Seganti, Assessore all’Industria, Artigianato e
Turismo della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia,
ha espresso l’apprezzamento della “piattaforma di dialogo e cooperazione della Conferenza”, nella convinzione
che tra le macroaree che si vanno formando in questa
parte del mondo, sia necessaria, non solo auspicabile, la
collaborazione.
Alessandro Giacchetti, Prefetto di Trieste, partendo dalla
considerazione che a Trieste convivono, con grande civiltà,
diverse etnie e religioni, ha auspicato che “la cultura, la
ricerca scientifica, il continuo confronto di esperienze e di
idee, facciano da volano all’integrazione ed allo sviluppo
economico e sociale dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo”.
Il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia
Giulia Renzo Tondo, nel considerare Trieste “punto di
intersezione fra le rotte terrestri da Ovest a Est e quelle
marittime, lungo il corridoio adriatico, da Sud a Nord”,
ruolo rafforzato dalla presenza della minoranza friulana,
di quella slovena e di quella tedesca, ha auspicato una
maggiore integrazione, in tutto il bacino del Mediterraneo, mediante un processo che potrà consolidare la pace,
la democrazia, la prosperità.
Dopo il saluto del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e del
vice presidente della provincia Walter Godina, l’ID Luis
Dominguez Calderon ha espresso la necessità dell’agire e
di legare il nord ed il sud del mare nostrum con progetti
comuni, volti all’aiuto delle popolazioni locali. In Bosnia
per 15 anni, ed altri 4 se ne prospettano, si sono costruite scuole ed ospedali. Inoltre, ha auspicato l’apertura del
lionismo in Libia, come è stato fatto in Cina, operando
insieme, in quanto “il lionismo rappresenta la democrazia”, “occorre trasmettere luce”, cercando di fare la differenza, utilizzando “le candele dell’amicizia, dell’amore e
della pace”.
L’ID Domenico Messina ha ricordato che la storia millenaria del Mediterraneo è gloriosa, ma ci sono anche molte
pagine da scrivere e noi speriamo siano ricche di amore e
solidarietà e trasmettano una luce di speranza.
Il PID Massimo Fabio, Segretario Archivista dell’Osservatorio della Solidarietà dei Paesi del Mediterraneo, nel
presentare la “storia”, ormai 25ennale, della Conferenza
del Mediterraneo (ideata e realizzata dal club di Taormina), ha fatto rilevare l’importanza dell’appuntamento
storico “nell’italiana Trieste”, “baricentro dell’evoluzione
dell’umanità”, nel 150° anniversario dell’Unità Nazionale.
“Nella diversità delle tradizioni e delle culture i lions trovano, nei principi e nei valori del lionismo, la sintesi delle
ragioni della reciproca conoscenza e comprensione, la
motivazione di un impegno quotidiano per la diffusione
di uno spirito di pace e di collaborazione”. In un periodo
in cui gran parte dei Paesi del Mediterraneo stanno attraversando forti cambiamenti che potrebbero modificare
sostanzialmente il quadro delle relazioni internazionali, i
Lions, vincendo “la paura”, sono spronati a fare sempre
di più, “uniti”, con rinnovato entusiasmo, per proiettare
dal faro della Vittoria di Trieste, la luce della pace in tutto
il mondo.
Il PIP Jean Behar ha detto che “fin dall’antichità il Bacino
del Mediterraneo è stato la culla di molte civiltà, il punto
di congiunzione dei tre continenti Europa, Africa ed
Asia e costituisce una delle regioni più importante per la
storia del mondo, dove hanno visto la luce le tre religioni
monoteiste”. E’ anche un “luogo benedetto dal cielo” per
il clima, per la flora, per la fauna, per la luminosità, per i
profumi unici. “L’uomo mediterraneo è simpatico, attivo,
creativo”. Occorrono sinergie tra i lions club e le università per “concepire insieme”. “Siamo ad un punto focale,
occorre semplificare e rafforzare le azioni umanitarie per
la pace” (problemi di acqua, di sopravvivenza per gli sfollati, i rifugiati). “Viva la vita nel Mediterraneo”.
Il Presidente Internazionale Emerito Pino Grimaldi, nel
ricordare il bacino del Mediterraneo quale culla delle
civiltà e le parole del Presidente Internazionale Scruggs, ha
evidenziato che “occorre dare la mano a quelli che piangono”, ha sottolineato che migliaia di persone lasciano il
loro Paese e vedono la salvezza nell’area mediterranea. E’
necessario accendere il faro della speranza con “Facta non
verba”. Occorre fare squadra, lavorare insieme per cercare
di risolvere il problema degli immigrati e dei profughi,
provenienti dalla Libia.
Stefano Camurri Piloni, Presidente del Consiglio dei
Governatori del Multidistretto Italia, a questo proposito
25
Conferenza del Mediterraneo
ha espresso l’esigenza di “una grande sfida internazionale
di ricambio ed integrazione Leo-Lions”, con una leadership di controllo, poiché anche “il lionismo ha bisogno
di crescere, sia come entità complessiva, sia come singoli
soci e di rinnovarsi, adeguandosi alle situazioni, oramai
proteiformi, con le quali la nostra società si confronta”.
“Dobbiamo essere inventori di metodiche innovative;
è necessario essere fari dell’umanità, punti fissi di riferimento per tutti i volontari del mondo”.
Nella prima sessione di lavoro, “rapporti umani, sociali
e culturali”, “il trasferimento tecnologico strumento di
integrazione” il Presidente Luis Dominguez Calderon ha
evidenziato il nuovo “potere” della tecnologia, la necessità di rendere le tecnologie “più accessibili” e di “partecipare a questo gioco”. “Come comunicare meglio e come
usare le nuove tecnologie” è una sfida che i club devono
affrontare.
Il Vice Presidente Jacques Garello, dopo aver illustrato
lo stretto legame tra scienza e tecnica, ai fini anche dello
sviluppo economico, ha evidenziato il progresso delle tecniche di comunicazione, negli ultimi dieci anni, nei Paesi
emergenti. Inoltre, la necessità di realizzare il progetto di
formazione del “capitale umano”, nello sforzo comune di
illuminare la ricerca, sempre alla “luce dell’etica”.
Il Segretario Sergio Maggi, dopo un lungo excursus storicoculturale delle civiltà del bacino del Mediterraneo, ciascuna con le specifiche identità, ha auspicato un “unicum
di omologazione culturale, una civiltà mediterranea con
circolazione del sapere”, superando le divisioni religiose,
l’incomprensione e l’intolleranza.
Il prof. Mauro Giacca, Direttore dell’International Center
che accoglie 200 ricercatori provenienti da Paesi diversi,
apprezzando la bellezza del tema, ha illustrato il Programma statunitense dello stato di avanzamento del livello
della ricchezza (Human development report 2010 Overall
Progress Significant Variability). Dieci Paesi si sono discostati dalla media, tra cui la Tunisia ed il Marocco. Il tasso
di avanzamento economico è legato all’educazione ed alla
medicina. Vi è una correlazione tra l’avanzamento sociale
ed il tasso di sviluppo. L’ICGEB ha il mandato di educare
tre scienziati: uno a Trieste, uno in India e l’altro in Africa
(for development a livello planetario).
Sono seguiti gli interventi di Mustapha Mezghani (D414
Tunisia), Franco Marchesani (MD108 Italia), Rachid Jalkh
26
(D 351 Libano, Giordania, Iraq), Goran Saric (D126 Croazia), Mesut Senol (MD118 Turchia), El Hadi Fasla (D 415
Algeria), Dorijan Marsic (D 119 Slovenia), Tuba Tengiz
(MD 118 Turchia), Alessandro Taddei (MD108 Italia), Gianfranco Ferradini (MD 108 Italia).
Sabato, 2 aprile si è svolta la seconda sessione sull’”Economia”, “il futuro dei giovani in agricoltura”. Il Presidente,
ID Domenico Messina, nel ricordare che “la nostra mediterranean way of life è fatta da un insieme di elementi e di
valori propri di quello straordinario luogo geografico, storico, etico e culturale che è da sempre il Mare Nostrum” e
che “la nostra mediterraneità è fatta dalle luci, dai profumi,
dai sapori, dai colori dei nostri paesi, così simili nella loro
individuale diversità”, ha evidenziato che solo il 40% della
popolazione mondiale è dedita all’agricoltura. Occorre
che, in particolare i giovani, sentano l’attaccamento alla
terra, con i consequenziali sviluppi turistici (agriturismo) e che nel 2015 dovremmo dimezzare la mortalità
per fame. Il Vice Presidente, PID Ermanno Bocchini, nel
considerare il fallimento economico, politico e culturale
dell’UE e gli errori commessi dopo Barcellona, ricordando
la Carta della Cittadinanza Umanitaria ed il metodo della
“cross fertilization”, ha ribadito che non serve “la carità
che uccide”, ma occorre creare un meccanismo autonomo
di sviluppo. Il Segretario Jean Oustrin, rivolgendosi in
particolare ai giovani, ha sottolineato l’importanza della
cultura e della formazione. “Insegniamo a produrre cibo e
ad utilizzare il terreno per l’alimentazione”.
Il prof. Roberto Della Loggia, Preside della Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Trieste, nell’analisi
delle piante aromatiche, medicinali ed alimentari, ha evidenziato la necessità della conoscenza delle loro proprietà
che si acquisisce mediante specializzazioni e del loro
valore di mercato, ancor prima della produzione.
Sono seguite le relazioni di Francisco Guilarte Saez (MD
116 Spagna), Massimo Fabio, rappresentante della FAO,
Nabil Rousse (D 351 Libano/Giordania/Iraq), Anna Ranzani (MD 108 Italia), Giuseppe Innocenti (MD 108 Italia),
Ettore Cantù (MD 108 Italia).
La terza sessione, “La scienza di fronte alla sfida dell’ambiente”, è iniziata con l’erudita relazione del prof. Filippo
Giorgi, Premio Nobel per gli Studi sull’ambiente, dell’ICTP
(International Centre for Theoretical Physics). Mediante
diapositive, illustranti diagrammi, Giorgi ha eviden-
Conferenza del Mediterraneo
ziato i cambiamenti climatici nell’area del Mediterraneo,
nell’ambito del riscaldamento dell’intero pianeta terra,
con conseguente aumento del livello del mare, dovuto allo
scioglimento dei ghiacciai. “Ci aspettiamo un generale
inaridimento”. Sono seguite le relazioni di Uberto Crescenti (MD 108 Italia), Elias Nassif (D 351 Libano), Carlo
Sartorio (MD 108 Italia), Latif Bastug (MD 118 Turchia),
Alberto Lucchitta (MD 108 Italia), Michele Riccardi (MD
108 Italia) e Piero A. Manuelli (MD 108 Italia).
Ha concluso la terza sessione di lavoro Peter Lench, Direttore esecutivo, ponendo l’accento sulla necessità del coinvolgimento dei giovani, sull’utilizzo delle tecnologie ed in
particolare delle reti Internet, che permettono lo scambio
di informazioni nel giro di pochi minuti.
La bandiera è passata alla Grecia: “arrivederci ad Atene”.
Trieste capitale Lions del Mediterraneo
Di Massimo Fabio
S
traodinaria Conferenza dei Lions del Mediterraneo che a
Trieste ha visto consacrata una iniziativa voluta con determinazione e passione dai lions di Taormina e dal suo promotore PDG Rosario Cacciola 25 anni fa.
La partecipazione dell’IP Sid Scruggs, del 2° Vicepresidente
Waine A. Madden e del Direttore Generale dell’Associazione
Peter Lynch, che hanno assistito a tutti i lavori della Conferenza
ed anche dell’Osservatorio, ha sancito definitivamente che la
Conferenza è considerata una attività dell’Associazione. Possiamo dire che si è avverato un sogno lungamente cullato che
ci riempie di soddisfazione, ma che impone ancora maggiore
impegno a tutti i lions del Mediterraneo ed a noi italiani che ne
conserviamo l’origine e la storia e che dobbiamo continuare ad
esserne protagonisti.
A Trieste abbiamo potuto vedere una perfetta macchina
organizzativa, ricca di particolarità rare con un modo di
accogliere davvero premuroso, tanto da far dire a tutti che
ben difficilmente potrà esser uguagliata. Non poteva essere
diversamente, ben conoscendo la solerte capacità organizzativa del PDG Ugo Lupattelli e dei suoi attentissimi ed
efficienti collaboratori. I complimenti e gli apprezzamenti si
sono sprecati e così non poteva mancare il conferimento da
parte del Presidente Scruggs della Medaglia Presidenziale
al Presidente della Conferenza Ugo Lupattelli, gesto che ha
suggellato ufficialmente il riconoscimento da parte della
sede centrale della Conferenza. Si tratta del compimento di
un lavoro appassionato e costante nel tempo di tanti lions
italiani e non solo, la soddisfazione di veder apprezzato un
lungo percorso che, partito da Taormina, ha intrapreso uno
straordinario cammino sulle rive di questo nostro mare
cominciando da Beirut, nel 1997, un lionistico pellegrinaggio
alla ricerca di quel comune denominatore che unisce tutti i
popoli del Mediterraneo.
La situazione venuta a verificarsi nel Magreb, come in Egitto
ed in tutto il medio oriente, aveva fatto temere una scarsa
partecipazione alla Conferenza, ma la realtà è stata invece
di segno opposto perché una presenza di oltre cinquecento
lions non si era mai registrata nelle precedenti edizioni e
soprattutto la presenza dei lions tunisini, algerini, marocchini e libanesi ha confermato la volontà dei lions di lavorare
per il lionismo ed i suoi valori fondamentali nonostante ogni
avversità od incertezza. Abbiamo avuto un esempio davvero
esaltante di come il lionismo possa rappresentare per l’umanità un punto di riferimento certo ed una luce per tutti gli
uomini di buona volontà: quel faro simbolo del nostro Presidente Internazionale.
La Conferenza non poteva ignorare la situazione ed alla unanimità ha approvato con un applauso convinto e prolungato
una dichiarazione così formulata: “I rappresentanti dei Lions dei
19 Paesi membri della Conferenza del Mediterraneo riuniti a Trieste
per la 14ª riunione internazionale, considerata la risoluzione unanime del Comitato Direttivo dell’Osservatorio sulla drammatica
situazione creatasi nell’area del Mediterraneo per I’esodo di migliaia
e migliaia le persone che lasciano i loro paesi in cerca di una vita
migliore esprimono la solidarietà umanitaria a coloro che vivono in
sofferenza e bisogno a causa della loro drammatica situazione fisica
e morale, sollecitano tutti i Distretti e i Club dell’Area Mediterranea ad adoprarsi per aiutare dette persone a prescindere da qualsiasi
nazionalità e razza, dimostrando la vocazione concreta dei Lions di
offrire solidarietà ed aiuto a chiunque in difficoltà per essere “faro di
speranza” per l’umanità”.
Non si può fare a meno di sottolineare come la presenza del
Presidente Internazionale abbia rappresentato un salto in avanti
nello svolgimento della Conferenza mentre l’intervento del
Direttore Generale Peter Lynch, che ha ampiamente illustrato
l’ultima iniziativa di comunicazione del Board con la creazione
di un Facebook che presto sarà a disposizione dei lions di tutto
il mondo. Un progetto che risponde alla più attuale forma di
comunicazione e di partecipazione che sicuramente costituisce
uno strumento formidabile per lo sviluppo qualitativo e quantitativo del lionismo. Avremo modo di conoscere meglio l’iniziativa dopo la Convention di Seattle. Resta il fatto che ormai non
possiamo più dilazionare l’uso corrente dei nuovi strumenti di
comunicazione se non vogliamo perdere il ritmo della storia.
Tutto questo è importante! L’evoluzione della Conferenza è
esemplare per comprendere come il lionismo si affermi nonostante ogni barriera economica, sociale o politica ed anche al
di fuori di qualunque struttura organizzativa interna. Ora la
sfida che ci attende è quella di riuscire a dare alla Conferenza
una maggiore consistenza operativa ed all’Osservatorio della
Solidarietà Mediterranea un ruolo attivo ed efficace di cerniera
fra Europa, Nordafrica e Medioriente, nello spirito lionistico più
autentico di rappresentanza civile umanitaria e culturale degli
uomini e delle donne di buona volontà.
27
Per saperne di più …
LCIF… un mondo di bene
La Lions Clubs International Foundation (LCIF), leader mondiale nel servizio umanitario, dal 1968, anno
della sua costituzione, ha assegnato più di 708 milioni di dollari grazie ai lions di tutto il mondo.
P
ubblichiamo alcune testimonianze di Lions per i
quali donare alla LCIF è una parte importante della
loro vita. Le donazioni alla LCIF sono aumentate
nell’ultimo anno di circa 2 milioni di dollari.
 Alla celebrazione delle loro nozze d’oro, Ron and
Betty Finlay hanno chiesto ai loro invitati di sostituire
il regalo di nozze con una sovvenzione alla LCIF. Sono
rimasti soddisfatti dell’importo raggiunto e hanno
regalato 3 riconoscimenti "Amico di Melvin Jones" a
Lions meritevoli. Ron & Betty Jean - Finlay Huron Shores
Lions Club, Distretto A9, Ontario, Canada.
 “Credo che tutti noi possiamo contribuire se ce lo
mettiamo in testa” dice la ragazza Leo Milagros Fiorela
Sanchez Mongollon. Studentessa in odontoiatria, ha
messo da parte le mance guadagnate col suo lavoro e
ha donato 1.000 dollari alla LCIF diventando “Amico di
Melvin Jones”. Ha dimostrato che la volontà di donare
per un Lions è indipendente dalla sua età e da dove
28
vive, affermando “invito tutti i Lions a contribuire per
la LCIF. Se ce l’ho fatta io, può farcela chiunque”. Milagros Fiorela Sanchez Mogollon, giovane leader Lions Chiclayo Los Parques Leo Club, Distretto H-1, Chiclayo, Peru.
 Il Club del Lion Scarpelli ha partecipato alla Campagna Sight First II, che aveva come ambizioso traguardo
la raccolta di fondi per 200 milioni di dollari. Il Club
ha trovato il modo di contribuire attraverso il divertimento, organizzando una crociera nel Mediterraneo,
due regate, tornei di carte e lotterie. Sono stati raccolti
complessivamente 42.000 dollari ed è stato assegnato
un riconoscimento “Amico di Melvin Jones” ad ogni
socio del club. Scarpelli è consapevole che gli sforzi
fatti aiuteranno molte persone e ha detto: “Attraverso
la LCIF si possono realizzare servizi su larga scala ed
ottenere obiettivi altrimenti irraggiungibili con le sole
risorse individuali”. Gabriele Sabatosanti Scarpelli, Lions
Club Genova Porto Antico, Distretto 108 Ia2, Italy.
Per saperne di più …
 Circa 15 anni fa Isamu Arino perse la vista in seguito
ad un’emorragia celebrale causata dal diabete. Riacquistò la vista dopo un anno e due interventi chirurgici.
Per condividere la sua gratitudine ed aiutare gli altri
divenne socio Lions. Dopo aver partecipato a molte
attività lions ed aver visto i progetti di ricostruzione
post terremoto in India, decise di donare 1.000 dollari
alla LCIF ogni mese per poter raggiungere il livello
massimo di “Amico Progressivo di Melvin Jones”. Proviene da una famiglia povera e si sente felice di poter
aiutare, grazie alla LCIF, chi è in difficoltà. Isamu Arino,
Miki Chou Lions Club, Distretto 335-D, Giappone.
 Lion da molti anni, il Past Direttore Internazionale
Carlos Justiniano ha avuto modo di conoscere l’opera
della LCIF durante un viaggio in Kenya. “Ho visto con
i miei occhi persone camminare per 30-40 chilometri
per recarsi agli ospedali Lions ed ottenere assistenza.
E’ stata la gratitudine nel loro sorriso a convincermi
dell’importanza della LCIF”.
Ispirato nel voler fare di più, Justiniano divenne “Amico
Progressivo di Melvin Jones” dopo aver donato i primi
1.000 dollari per diventare “Amico di Melvin Jones”. I
Lions possono aumentare il loro impegno come PMJF
con altre donazioni di 1.000 dollari fino a 100.000 dollari.
“Credo che un socio si senta maggiormente parte
della famiglia Lions quando diventa Amico di Melvin
Jones”. Carlos Justiniano - Mayaguez Lions Club, Distretto
51-O, Puerto Rico.
 A volte la generosità sopravvive ai Lions. Nell’agosto
2010 il mondo ha perso Joe Gragg, socio del Palesatine
Lions Club, Texas. Gragg, ingegnere elettrotecnico, cittadino e lion modello, ha lasciato più di 3 milioni di
dollari in proprietà alla LCIF, senza chiedere alcun riconoscimento. Sapeva che ogni dollaro donato alla LCIF
sarebbe stato utilizzato in sussidi. Milioni di persone
dovranno ringraziare Gragg per la loro vista, il loro
tetto, la loro salute e molto altro. Joe Gragg… Un uomo
umile effettua un tributo permanente.
Si può donare alla LCIF attraverso lasciti, designazione a
beneficiari o donazioni. Visitate il nuovo sito web della LCIF
www.lcif.org per saperne di più. O contattate il Dipartimento Servizio Donatori LCIF a: [email protected] o
allo 001 630 4686872.
Nelle foto, nell’ordine, il portoricano Carlos Justiniano, Amico di Melvin
Jones Progressivo, ha conosciuto l’opera della LCIF durante un viaggio
in Kenia, e il giapponese Isamu Arino, che ha deciso di donare 1000 dollari al mese alla LCIF.
29
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10 domande
a Aruna Oswal
C
on la singola donazione personale più consistente in quarant’anni di storia della LCIF,
Aruna A. Oswal e la sua famiglia potrebbero
salvare la vista a 500.000 persone. Nell’aprile 2008, ha
impegnato 3 milioni di dollari nella Campagna Sight
First II per contribuire all’ampliamento del programma.
Quest’anno ha donato più di un milione per lo stesso
motivo. Inoltre, ha fatto la donazione individuale più
grossa per gli aiuti ad Haiti ed altre donazioni per
assistenza a persone colpite da disastri naturali. Il Past
Direttore Internazionale Oswal è socia del Lions Club
di Juhu in Mumbai (India).
Perché la LCIF è così importante?
Sono una socia della nostra associazione da 21 anni ed
ho osservato con attenzione l’attività dei Lions, inclusa
l’assistenza per disastri dopo lo tsunami in Pakistan.
Sono convinta che la LCIF stia svolgendo un eccellente
servizio. Vedo la LCIF associata ai Lions e sono molto
colpita da quanto riesce a realizzare.
Perché hai deciso di sostenere la LCIF?
Ho effettuato la mia donazione alla Campagna Sight
First II quando ero coordinatrice per la CSFII. Ho avuto
l’opportunità di lavorare con leader lions e società
commerciali. Ho riferito loro dell’importanza delle
donazioni e si sono subito fatti avanti per questa nobile
causa. Li ho convinti che la LCIF lavora solo per l’umanità senza costi amministrativi. Con l’aiuto dei miei
leader Lions sono riuscita a raccogliere 4,6 milioni di
dollari.
In che modo la tua donazione ha ispirato altri a contribuire?
La donazione di 3 milioni è stata fatta dalla mia famiglia e questo ha ispirato tutta l’India. Sono felice di servire in qualità di coordinatrice LCIF, così posso aiutare
a contribuire anche di più grazie al mio tempo e alla
mia crescente consapevolezza.
In che modo la tua filantropia ha ispirato la tua famiglia?
Mia figlia e suo marito si sono ispirati da soli. Hanno
adottato alcuni villaggi rurali poveri, fornendo istruzione, attrezzature mediche e cibo, e cioè una vita
migliore. I Lions fanno la stessa cosa in ogni zona. Io
e mia figlia svolgiamo molte altre attività oltre a quella
con i Lions, come la costruzione di case per mamme
bisognose o ospedali.
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Quali altri progetti hai sostenuto?
Mi sono impegnata nell’assistenza dopo i disastri ad
Haiti ed in Pakistan. In seguito al tifone di Orissa, la
mia famiglia ha aiutato personalmente per più di un
anno, fornendo cibo e vestiario. Abbiamo adottato
orfanotrofi e ricostruito scuole.
In quali progetti sei maggiormente coinvolta?
Programmi a favore delle donne, assistenza alle vedove,
attività Sight First, assistenza all’infanzia.
Quali progetti vorresti vedere sviluppati dalla LCIF?
Sono maggiormente interessata a quelli per la fame.
Esaminerò i programmi futuri della Fondazione e farò
in modo di associarmi a quelli riguardanti la fame.
Perché i Lions dovrebbero sostenere la LCIF?
Coinvolgimento e partecipazione sono molto importanti e dobbiamo continuare ad associarci con le società
commerciali. Mi piacerebbe aiutare la fondazione ad
associarsi con più società.
Cosa diresti alle società per incoraggiare la loro partnership con la LCIF?
I Lions sono presenti in più di 200 paesi con una rete
molto ampia. Ci impegniamo con dedizione nella
causa del servizio. I Lions portano avanti molte attività. Nel settore aziendale possono fare molto bene con
i loro fondi.
Perché sei fiera di essere Lion?
E’ la passione per il servizio che mi ha fatto diventare
socia. Noi tutti possiamo essere orgogliosi di servire
attraverso il lionismo.
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I Lions… per il Giappone
Il terremoto in Giappone ha causato 18.000 vittime e più di 400.000 persone sono rimaste senza
tetto. I Lions di tutto il mondo hanno già raccolto oltre 6 milioni di dollari per la ricostruzione. Di
Jay Copp
M
olti Lions in Giappone hanno potuto assistere
di persona a quello che il resto del mondo ha
potuto solo vedere in televisione: paesaggi
devastati, case distrutte, auto e barche spazzate via,
tutto grottescamente buttato all’aria dal terremoto e lo
tsunami di marzo. Ma nonostante l’orrore del disastro,
i Lions di tutto il Giappone hanno raccolto e distribuito
grandi quantità di cibo, acqua ed altri approvvigionamenti. I club hanno inviato tonnellate di riso e decine
di migliaia di dollari in alimenti liofilizzati per bambini
e si sono associati con la Croce Rossa per la donazione
del sangue.
“Credo che il Giappone abbia la forza per resistere.
E credo anche che i Lions giapponesi siano forti. In
questo momento terribile i giapponesi possono lavorare insieme”, ha scritto il Past Direttore Internazionale
Jitsuhiro Yamada in un rapporto al Presidente Internazionale Sid L. Scruggs III pochi giorni dopo il disastro.
Attraverso la LCIF i Lions di tutto il mondo aiuteranno
il Giappone nella ripresa. A marzo la LCIF aveva già
mobilizzato 6 milioni di dollari. La cifra include 3
milioni di dollari previsti dalla raccolta fondi e 1,25
milioni in sussidi LCIF.
Come è già avvenuto per altre grandi catastrofi, i Lions
in Giappone si impegneranno in un progetto a lungo
termine per il recupero e la ricostruzione. Gli stessi lions
giapponesi già in passato hanno sperimentato questo
tipo di impegno. In seguito al terremoto di Kobe, nel
1994, i Lions hanno aiutato nella ricostruzione di una
casa per madri e bambini, realizzato un centro cani
guida e provveduto a numerose assistenze di base.
In Giappone ci sono 107.000 soci Lions. La città più
grande colpita dal terremoto, Sendai, ha 31 club. Per
distribuire aiuto in modo efficace, i Lions hanno rapidamente allestito quattro depositi per i soccorsi nelle
aree colpite. Il Multidistretto 330 ha coordinato il lavoro
degli otto multidistretti del Giappone. La LCIF ha fornito 100 tende per il primo soccorso.
I Lions in Giappone hanno aiutato in molti modi impegnandosi personalmente in centinaia di iniziative sul
territorio.
Il bilancio dei morti del disastro è di 18.000 vittime. Più
di 400.000 persone sono rimaste senza tetto. Le scene di
distruzione in TV hanno spinto i Lions di tutto il mondo
a raccogliere fondi per aiutare la ricostruzione.
Per i Lions in Giappone, l’assistenza dei soci di tutto il
mondo è stata importante. “Il pieno sostegno del Lions
International e dei nostri amici in tutto il mondo mi incoraggia moltissimo. Vi ringrazio molto”, ha detto Tsugumichi Hata, un past governatore distrettuale di Sendai.
31
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I Lions e le Nazioni Unite
Celebrata a New York il 17 marzo la 33ª giornata dei Lions alle Nazioni Unite. Dal 1978 a oggi hanno
partecipato migliaia di Lions. Premiato il vincitore del Poster per la Pace. Di Renzo Bracco
L
a collaborazione della nostra associazione con
l’ONU risale al 1945, quando i Lions furono invitati a partecipare alla stesura dello Statuto delle
Organizzazioni Non Governative (ONG). Da allora,
si sono succedute innumerevoli iniziative umanitarie
comuni, tra le quali il programma Sight First I e II, che
ha contribuito a ripristinare la vista di milioni di persone, a prevenire alcune forme di cecità, ad intervenire
su 51 milioni di cataratte.
La giornata dei Lions alle Nazioni Unite fu tenuta per
la prima volta nel 1978. Da allora hanno partecipato
migliaia di Lions, dirigenti dell’ONU, e quanti hanno
collaborato in attività di servizio. Tra i temi in agenda,
spicca quest’anno il programma per combattere il morbillo, malattia che se non curata a dovere può portare
alla cecità, che vede impegnati la LCIF, l’UNICEF, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) e la Fondazione ONU. Si prevede che ne beneficeranno 41 milioni
di bambini nel mondo.
Il programma della giornata vedeva altri temi di grande
interesse: la presentazione del vincitore del Poster per
la Pace, un undicenne indiano, vi hanno partecipato
350.000 giovani in 65 Paesi; l’intervento del Direttore
del Dipartimento “Droga e criminalità” dell’ONU (il
22 giugno sarà la Giornata mondiale della lotta alla
droga), ma soprattutto la relazione dell’attuale Presidente Internazionale Lions Sid Scruggs. In apertura,
un ricordo di Melvin Jones, che ebbe la visione di ciò
che in seguito sarebbe diventata l’associazione: dopo
quasi cento anni, il mondo ha ancora bisogno di noi, e
dei nostri service, siano essi locali o globali.
Assieme al Dipartimento Economia e Relazioni sociali,
sono stati ricordati i grandi obiettivi da raggiungere
entro il 2015: combattere e ridurre la povertà estrema
32
e la fame, sviluppare l’educazione primaria per tutti
(citata l’attività nel mondo di Lions Quest, che l’anno
scorso ha raggiunto oltre 10 milioni di bambini in 16
Paesi, impiegando 350.000 volontari), ottenere l’eguaglianza dei diritti uomo/donna, ridurre la mortalità
infantile, combattere HIV/AIDS, malaria e soprattutto
una grande attenzione all’ambiente.
Da ricordare i tempestivi interventi (medicinali, tende,
coperte, acqua) effettuati dalla LCIF nelle recenti calamità che hanno colpito Giappone, Nuova Zelanda ed
Haiti: 725 milioni di dollari erogati dal 2001!
In chiusura, la presentazione del nuovo progetto
“A-school-in-a-box”: letteralmente: “Una scuola in
una scatola”. Con un contributo di 500 dollari, i club
possono finanziare tramite LCIF questo progetto,
che prevede molto semplicemente un container di
alluminio, riempito con tutto il necessario (cartelle,
quaderni, matite, righelli, etc) per allestire una scuola
per 40 bambini ed un maestro, anche negli angoli più
remoti della terra. Naturalmente questi kit sono adattati agli usi e alle lingue specifiche di ogni paese. Una
parete mobile del container può fungere da lavagna.
Il progetto, originariamente sviluppato dagli esperti
dell’UNESCO e dell’UNICEF, si sta ora diffondendo
grazie anche ai Lions. E’ evidente come, al di là
dell’ovvio valore educativo, questa iniziativa possa
rappresentare un rifugio dal mondo spesso caotico
che li circonda: all’arrivo dei container si verifica un
vero “assalto” anche di adulti, che non hanno mai
visto una scuola prima d’ora.
Un’ultima annotazione: alla giornata dei Lions con le
Nazioni Unite era presente una buona delegazione italiana, capeggiata come sempre dal Presidente Internazionale Emerito Pino Grimaldi.
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P
untuale alle 10 è iniziata la Giornata Lions all’ONU
con numerosissimi Paesi rappresentati e con l’intervento di apertura del Presidente Internazionale
Sgruggs III: “La scelta del luogo del nostro incontro
non è casuale, c’è affinità e sintonia fra noi Lions e le
Nazioni Unite. Ci unisce una visione ed un impegno
comuni”.
Concetti ripresi e ribaditi con forza dal Rappresentante
dell’ONU che, a sua volta, ha affermato: “Abbiamo
bisogno dei Lions. Quello che noi facciamo come diplomazia internazionale, voi lo fate sul territorio…! Stiamo
camminando insieme, mano nella mano, per creare un
mondo migliore! Grazie Lions!”
Il Presidente Internazionale ha poi ringraziato, una ad
una, tutte le rappresentanze nazionali presenti, applaudendo la presenza dei Lions Italiani, la più numerosa
con 50 partecipanti, tra cui spiccavano il Presidente del
Consiglio dei Governatori Stefano Camurri Piloni ed il
Governatore della Puglia, Distretto Ab, Rocco Saltino.
Da segnalare che dei 50 Lions Italiani presenti, ben 15
partecipanti provenivano dal Distretto 108 Tb facendolo risultare quello più rappresentato!
Due momenti sono stati particolarmente seguiti da
tutti i Lions presenti, con grande attenzione, apprezzamento e commozione.
Il primo momento ha visto la premiazione del concorso
“Un Poster della Pace”, giunto al suo 23° anno, attribuita a Raj Phairembam, un bambino di 11 anni proveniente da Moirang, Manipur, India, che ha realizzato
una bellissima opera.
Il secondo è stato un momento musicale molto bello,
tenuto da un gruppo di giovanissime bambine che
si sono esibite in vari pezzi musicali, per lo più classici.
I Lions
nel mondo
effettuarsi nell’ambito dei singoli club con l’istituzione
dei “mentori lions”.
Gualberto Del Roso
A New York
per il Lions Day all’ONU
Atterrare a New York proprio il 17 marzo nel giorno dei
150 anni dell’Unità d’Italia, con la “pin” del Governatore del
nostro Distretto Roberto Olivi Mocenigo, ci ha fatto sentire particolarmente orgogliosi di essere Italiani e di essere
Lions! Di Giordano Bruno Arato
P
er continuare ad essere “grande” nel mondo (come
lo è già per la indiscutibilità dell’entità e specie delle
opere umanitarie svolte e che continua svolgere con
estrema puntualità in ogni parte del mondo), l’associazione ha necessità di “crescere” (anche nel numero
degli aderenti) in tutte le aree costituzionali e non soltanto, come avviene da qualche anno, nella 5ª, 6ª e 7ª
“area”. Non faccio analisi sul come il lionismo cresce in
dette aree, ma mi permetto di osservare e porre all’attenzione dei lions ai vertici dei Distretti (Governatori e
Vice Governatori) delle aree ove il lionismo da tempo è
caratterizzato da una tendenza negativa di reagire con
forza per scongiurare un pericolo non più ipotetico ma
reale.
Che si tratti di una “crisi di identità” dei lions aderenti
ai club da loro amministrati? O della mancata percezione della evoluzione della società nella quale sono
inseriti? Necessita, a mio parere, una verifica sulla effettiva disponibilità dei soci al “servizio” nello spirito del
codice comportamentale e delle finalità del lionismo da
Aree Costituzionali
N. Club
N. Soci
Variazioni
sul 1 luglio 2010
12.660
33.178
-7.284
Canada
1.647
39.038
-412
Sud America,
America Centrale,
Carabi e Messico
3.925
96.083
-355
Europa
9.624
269.778
-595
Oriente e Sud Est Asia
7.723
271.526
+13.540
India, Sud Asia,
Africa e Medio
Oriente
8.599
270.871
+14.102
Australia, Nuova Zelanda,
Papua, Nuova Guinea,
Indonesia, Sud Pacifico
1.867
44.769
+857
46.046
1.338.153
+19.453
U.S e Affiliate
Bermuda e Bahamas
Totale
In Italia i club sono 1.320, i soci 47.958, pertanto 339 soci
in meno rispetto al 1° luglio 2010.
33
Aspetti giuridici del LCI
➡
Visti da dentro
Gli organi associativi, le regole di procedura parlamentare, l’Assemblea dei Soci del Club. Di
Sergio Maggi *
Ottava parte
Come già riferito l’Assemblea dei Soci è l’organo collegiale deliberativo del Club che svolge principalmente i
seguenti compiti:
1. Elezione del Consiglio direttivo.
2. Approvazione del rendiconto finanziario preventivo
e consuntivo.
3. Deliberazioni sulle modifiche statutarie e regolamentari.
4. Approvazione del piano di attività del Club.
5. Scioglimento del Club e devoluzione del patrimonio.
In generale, mentre la regolamentazione dell’assemblea
nelle associazioni riconosciute è stabilita dalla legge,
dall’atto costitutivo e dallo statuto, nessuna regolamentazione legislativa è prevista per le assemblee nelle associazioni non riconosciute. Esse sono disciplinate dagli
statuti e regolamenti propri (art. 36 comma 1 CC) ed in
mancanza di essi o nel caso di evidenti lacune o insufficienze dell’ordinamento interno dell’associazione si
ricorrerà all’applicazione analogica di norme relative ad
organismi consimili, così come previsto per i Consigli
direttivi (v. 7ª parte).
Il Presidente del consiglio direttivo convoca l’assemblea
dei Soci tutte le volte che se ne manifesti l’opportunità.
Previa l’affermazione di responsabilità del Consiglio
direttivo (v. 7ª parte), il Regolamento tipo di Club prevede la obbligatorietà della convocazione dell’assemblea nei seguenti casi:
a. A marzo per la presentazione dei candidati alle varie
cariche del Club - Riunione delle nomine (Art. II sez.
4).
b. Ad aprile per l’assemblea elettiva degli officer del
Club (Art. II sez. 6).
c. Alla fine dell’anno sociale per la presentazione dei
resoconti finali da parte degli officer uscenti (Art. V sez.
5).
Nelle associazioni, come in tutte le organizzazioni
sociali, sono previste convocazioni straordinarie delle
assemblee. Nella nostra Associazione tali assemblee
sono convocate direttamente dal Presidente, a sua
discrezione, e, quando richieste, dal Consiglio direttivo (Art. V sez. 4 Reg. tipo di Club). Tale norma appare
alquanto lacunosa dal punto di vista democratico, in
quanto non prevede la possibilità che la convocazione
possa essere richiesta anche dagli stessi soci. Nel caso
che questa opportunità non sia prevista nemmeno dallo
statuto e regolamento del proprio club, è possibile fare
ricorso all’art 20 del CC secondo il quale un decimo
degli associati può farne richiesta motivata e “…se gli
amministratori non vi provvedono, la convocazione può
essere ordinata dal presidente del tribunale”.
Senza che si possa giungere a tanto, è possibile, qualora
sia il caso, chiedere al Governatore l’attuazione della
34
procedura per la risoluzione delle controversie.
La validità di una assemblea è determinata dalla corretta
modalità di convocazione dell’assemblea e dal raggiungimento del quorum dei soci previsto dalla norma.
La modalità per la convocazione dell’assemblea è nelle
norme che regolano l’associazione.
L’Art. II sez. 4 del Regolamento tipo di club, stabilisce
che l’avviso di convocazione deve essere inviato “…per
posta regolare o elettronica o consegnato personalmente
a ciascun socio almeno 14 giorni prima della data della
riunione”.
Poiché deve avere un minimo di preavviso per rendere edotti gli associati sulle materie in discussione, al
fine di consentire ai partecipanti di prendere parte alla
discussione nel modo più consapevole, l’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione degli argomenti
da trattare (c.d. Ordine del giorno), oltre che del luogo,
giorno e ora della riunione.
Il quorum costitutivo esprime il numero dei soci che
devono necessariamente essere presenti per la validità
dell’assemblea.
L’Art. V sez.8 del Reg. tipo di Club stabilisce che “la
presenza fisica della maggioranza dei soci sarà necessaria per formare il quorum…”. Diversamente l’Art. 21 del
CC stabilisce che l’assemblea, in prima convocazione,
è regolarmente costituita con almeno la metà dei soci,
mentre è valida in seconda convocazione qualunque
sia il numero dei soci presenti. Questa è la modalità alla
quale si attiene la maggior parte delle associazioni non
riconosciute ed anche alcuni nostri club, onde evitare
una situazione di stallo e quindi di inoperatività.
Il quorum deliberativo esprime il numero legale di voti
a favore necessario perché una deliberazione possa dirsi
approvata.
E’ bene ricordare che nella nostra Associazione, in base
all’art. VI sez. 5 dello Stat. Internazionale, “Il voto per
procura è assolutamente vietato in tutti gli affari concernenti club, distretti (singolo, sub e multiplo) e l’Associazione”.
Nella nostra Associazione, salvo casi particolari, le delibere vengono approvate a maggioranza dei voti espressi
dai soci presenti e votanti (Art. IX sez. 6 del Reg. Internaz., Art. II sez. 8 Reg. tipo di Club) dove “Per maggioranza si intende più della metà del totale di voti validi
espressi, escluse le schede bianche e le astensioni”.
Un esempio pratico chiarirà il significato di maggioranza:
1. Votanti 25 - Schede bianche 5 - Voti validi 20 - la maggioranza è 11 (più della metà dei voti validi 10).
2. Votanti 25 - Schede bianche 4 - Voti validi 21 - la maggioranza è 11 (più della metà dei voti validi 10,5) (Robert’s Rule of order N.R. cap XII pag. 387).
*Direttore Internazionale 2004-2006.
multidistretto
Sid Scruggs in Italia
Il Presidente Internazionale a Roma, dal 5 al 6 aprile, in visita ufficiale al Multidistretto italiano.
Di Paolo Scipio
M
artedì 5 aprile, nella splendida cornice
dell’Hotel Parco dei Principi in Roma, il
Presidente Internazionale del Lions International Sid Lee Scruggs III e la consorte signora
Judy hanno voluto onorare, con la loro presenza, il
Multidistretto 108 Italy, che per l’occasione era rappresentato dalle più alte cariche lionistiche nazionali
ed internazionali, unitamente ai 17 Governatori italiani.
Gli onori di casa, visto che l’incontro è avvenuto nel
Distretto 108 L, sono spettati al DG Naldo Anselmi
e alla signora Adria, i quali hanno porto il saluto
di benvenuto ai presenti, augurando al Presidente
ed alla consorte un piacevole soggiorno romano. A
seguire i saluti del Direttore Internazionale Dome-
nico Messina, del Presidente del Consiglio dei Governatori Stefano Camurri Piloni e del Past Direttore
Internazionale Giuseppe Grimaldi.
Alla serata hanno partecipato oltre 200 Lions provenienti dai vari Distretti, che hanno fatto sentire la loro
condivisione e l’apprezzamento per le linee guida che
il Presidente Scruggs ha tracciato all’inizio dell’annata
lionistica e che hanno illuminato, come “un raggio di
speranza”, la nostra voglia di servire.
L’indomani, mercoledì 6 aprile, il Presidente è stato
ricevuto in Vaticano per l’udienza con il Santo Padre
Benedetto XVI, alla quale ha fatto seguito, nella stessa
giornata, un summit con tutti i governatori del Multidistretto per il punto della situazione, nella sede della
segreteria nazionale.
➤
35
In primo piano
A chiusura dell’incontro del 5 aprile, il Presidente Internazionale ha conferito alcuni riconoscimenti a Lions
che si sono distinti durante questa annata lionistica.
Al CC Stefano Camurri Piloni, al PID Sergio Maggi, ai
PCC Giancarlo Vecchiati e Federico Steinhaus, ai PDG
Jolao Farci, Rosario Pellegrino, Bruno Ferraro, Lucia
Livatino, Antonio Galliano, Giampaolo Vergombello,
Silvio Cavallaro la Presidential medal.
Ai 17 Governatori italiani, ai PDG Ermanno Turletti e
Ida Panusa, al Lion Pasquale Di Ciommo la Leadership
Medal. A Guendalina Pulieri il Certificate of Appreciation del Presidente Internazionale.
Nelle foto, nell’ordine, l’IP Scruggs e la moglie Judy all’udienza con
il Santo Padre, il Presidente Scruggs alla riunione del CdG, l’ingresso
al galà in onore del Presidente, Adriana e Stefano Camurri donano un
“ricordo italiano” ai coniugi Scrugg, l’ID Domenico Messina e il PIP Pino
Grimaldi con il Presidente Scruggs.
36
In primo piano
I Lions e la Costituzione
A Tivoli il convegno multidistrettuale sul tema di studio nazionale: “La Costituzione della Repubblica Italiana. Conoscerla ed amarla. La proposta dei Lions per l’educazione alla giustizia ed alla
legalità”. Di Naldo Anselmi *
I
l 16 aprile, nella splendida cittadina di Tivoli, ottimamente organizzato dal comitato coordinato dal
PDG Bruno Ferraro, con oltre 200 partecipanti, si è
tenuto il convegno multidistrettuale sul tema di studio
nazionale.
Il Convegno, preceduto (il giorno 15) da una tavola
rotonda con coordinatori distrettuali sul tema, è stato
“moderato” dal Presidente del Consiglio dei Governatori Stefano Camurri ed aperto dalla prolusione
magistrale del Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Componente del CSM, prof. Annibale Marini.
Con semplicità ed estrema chiarezza questi ha saputo
rendere semplice un argomento tanto complesso e
importante come può essere la Corte Costituzionale,
custode della costituzione e del principio fondamentale dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Il Senatore Andrea Pastore, membro della commis-
cetti che, quantunque sanciti dalla Costituzione, molti
non conoscono, soprattutto perché nessuno si è preoccupato di ricordarli. Libertà di pensiero e di stampa in
primo luogo, che sono intimamente connesse e soggette al “buon costume”. Attenti ai mezzi di comunicazione, che spesso mandano messaggi di bassa cultura,
volgari e interpretati secondo l’appartenenza politica
del giornalista, dove in più casi il commento si mescola
all’evento, traendo frequentemente in inganno l’ignaro
lettore o ascoltatore!
Il PDG prof. Bruno Ferraro, Presidente del Tribunale di
Tivoli, ha trattato il tema della famiglia e della scuola
nella Costituzione, sottolineando le più salienti modifiche nel Diritto di Famiglia, con la parità dell’uomo
e della donna, anche nell’educazione dei figli, educazione peraltro demandata di diritto esclusivamente ai
genitori. Nella scuola sono state sancite due fondamen-
sione permanente “Affari costituzionali”, si è soffermato sulle libertà politiche nella Costituzione e sugli
interventi di modifica ad essa apportate, ai soli fini
di adattamento di norme a mutate esigenze. Ne sono
esempi gli adattamenti relativi al decentramento di
responsabilità dallo stato agli enti periferici Regioni,
Province e Comuni.
Il prof. Gianfranco Amenta, Docente di Diritto privato
all’Università di Palermo, ha incentrato il suo intervento sulle libertà civili e la tutela della privacy, nei cui
ambiti la Carta Costituzionale proclama inviolabili la
libertà del domicilio e delle comunicazioni private ed
il diritto di difesa, particolarmente rilevanti in questo
momento storico contrassegnato da disvalori diffusi e
da flussi di uomini in cerca di dignità.
Con il PDG prof. Osvaldo de Tullio, presidente onorario alla Corte dei Conti, sono state ricordati alcuni con-
tali libertà: quella dell’insegnamento come garanzia di
pluralismo culturale e quella dell’esistenza di scuole
pubbliche e private.
Lo scrivente, quale Governatore del Distretto ospitante
e delegato al Tema di Studio, ha innanzitutto ringraziato il comitato che ha organizzato il Convegno, le
Istituzioni che hanno collaborato all’accoglienza dei
convenuti e la Preside del Liceo Scientifico Spallanzani,
Lion Luisa Rettighieri, per aver coinvolto tanti studenti
presenti in sala, e ha comunicato che le varie relazioni
verranno pubblicate in un apposito “Quaderno del
Lionismo”. Egli ha poi riferito sulle attività svolte sul
tema dai diversi Distretti, risultate generalmente rivolte
(come a suo tempo suggerito) alla prima parte della
Carta costituzionale (Artt. 1- 54), onde evitare vischiosità di tipo politico. Le varie azioni, spesso condotte
nell’ambito delle celebrazioni dei “150 anni dall’unità
37
In primo piano
d’Italia”, sono state in genere portate avanti con determinazione ed hanno avuto significativo effetto. Si stima
che circa il 50% del lavoro si è svolto nelle scuole, con
seminari, concorsi, questionari; il 45% verso i cittadini,
attraverso conferenze, seminari e tavole rotonde; il 5%
verso le comunità di immigrati, con seminari e materiale divulgativo, talora tradotto in specifiche lingue.
Amaramente si constata che la Costituzione è poco
conosciuta, sia fra i giovani che fra gli adulti.
A questo punto è nuovamente intervenuto il PDG de
Tullio che, sottolineando il successo di tali manifestazioni, ha esortato i Governatori del prossimo anno
lionistico a proseguire questa importante azione di
miglioramento delle conoscenze della Carta Costituzionale fra i cittadini.
Dopo l’applaudita proiezione del magnifico DVD sulla
Costituzione, a suo tempo approntato dal Comitato e
distribuito a tutti i Governatori, si sono succeduti gli
interventi mirati.
Il locale Presidente dell’ordine degli avvocati, Simone
Ariano, ha sottolineato come i diritti tutelati dalla Carta
Costituzionale vadano letti e capiti, esortando pertanto tutti, i ragazzi in particolare, ad approfondirne la
conoscenza ed a visitare (come invita Calamandrei) i
luoghi in cui gli italiani sono morti per proteggere ed
affermare quei diritti che oggi la Costituzione sancisce
come inviolabili.
Il Presidente del Campus universitario di Pomezia,
Pier Luigi Crosti, si è soffermato sulla “Costituzione
all’Università”, sottolineando come essa sia garante
della cultura e del diritto allo studio, e come una maggiore istruzione sia fonte di emancipazione e democrazia.
Uno studente del Liceo Scientifico Spallanzani di Tivoli,
riportando il frutto di uno studio di gruppo, ribadisce
con particolare enfasi come la Costituzione definisca il
diritto allo studio, sancisca la libertà dell’insegnamento
come libero pensiero e come, per essere dei buoni cittadini, sia doveroso conoscere i principi che essa tutela,
compresi i doveri che ognuno di noi ha verso la Patria.
Il Vice-console italiano a Francoforte, trattando della
“Costituzione per gli italiani all’estero”, evidenzia come
ad un sentito legame di questi con il nostro paese, di cui
sono frequentemente messaggeri della relativa cultura,
si affianchi l’esigenza di una migliore conoscenza della
nostra Costituzione, troppo spesso carente.
Il Presidente del Consiglio dei Governatori Stefano
Camurri , nel concludere il convegno, dopo aver plaudito al lavoro fatto e ringraziato il comitato organizzatore, richiama il messaggio forte emerso dal convegno:
“la nostra Costituzione è valida, bella ed attuale. Amarla
deve essere insito nell’animo degli italiani. Facciamola
conoscere di più, soprattutto fra i giovani, che sono il
nostro futuro. Lasciamoci pertanto con l’impegno di
farci ancora promotori della sua conoscenza”.
*Governatore del Distretto 108 L
e delegato al Tema di studio Nazionale.
Facilitazioni e sconti
per il 59° Congresso Nazionale
Sconto fino al 30% sui mezzi Trenitalia, accordo sulle tariffe praticate dai taxi torinesi
e posteggi al Lingotto a prezzo agevolato. Intervista con il responsabile di Trenitalia
Gianfranco Battisti. Di Pier Giacomo Genta
P
er i Lions che decideranno di partecipare al 59°
Congresso Nazionale di Torino spostandosi in
treno, magari con il Frecciarossa che corre attraverso tutto il nostro Paese da Torino a Salerno, è stato
stipulato un accordo fra il Comitato Lions Congresso
Nazionale 2011 e Trenitalia SpA, che prevede uno sconto
fino al 30% sul prezzo dei biglietti. Sarà indispensabile
acquistarli on line rivolgendosi al Centro Comitive di
Torino Porta Nuova (e-mail: comitive.to.pax@trenitalia.
it - Tel. 0115611445 - 0116652104) fra le ore 9,30-12,00 e
le 14,30-16,15 di tutti i giorni feriali. I soci avranno la
possibilità di pagare con le principali carte di credito
(Visa, Mastercard, Mastero, ecc.) e di debito (Bancomat
e Postamat). All’arrivo, nella sala vip Club Frecciarossa
38
presso la stazione di Porta Nuova, dal 27 al 29 maggio, i
Lions troveranno un desk dedicato al Congresso, dove
una hostess ed alcuni Lions daranno loro il benvenuto
e saranno in grado di fornire le indicazioni su come
muoversi per raggiungere il Lingotto. La sede del Congresso è comunque al capolinea del nuovo tratto della
linea metropolita di Torino (6 minuti di percorrenza).
Le facilitazioni concordate con Trenitalia non termineranno con la fine del Congresso, ma proseguiranno
fino al 30 giugno.
Per chi arriva in aereo all’aeroporto Sandro Pertini di
Caselle, è stato stipulato un accordo vantaggioso con
la linea Pronto Taxi 5737. I veicoli convenzionati esibiranno una vetrofania con il simbolo del Congresso
In primo piano
Lions e praticheranno uno sconto incondizionato del
10% su ogni tipo di corsa verso Torino o verso la sede
congressuale. Al Lingotto invece, un desk presidiato
dai Lions del Cirié D’Oria, potrà accettare ed inoltrare
chiamate e prenotazioni per tutti i congressisti. L’accordo prevede anche due tetti massimi per ogni tipo di
corsa: 40 euro per i viaggi da o per l’aeroporto e 30 euro
per ogni altri tipo di percorrenza cittadina.
Altra facilitazione sarà il posteggio presso il Lingotto
per chi si muoverà con i propri mezzi. Saranno disponibili il parcheggio A (ingresso da via Giambone), proprio sotto la sala congressi, ed il posteggio D un po’ più
lontano. La tariffa concordata è di 0,60 euro all’ora.
Su richiesta dell’Unione Camperisti Italiani, è stato
riservato un ampio parcheggio, sul retro del Lingotto,
per chi vorrà partecipare trasferendosi con il camper.
A proposito dell’importante accordo con Trenitalia,
sono state fatte alcune domande al dottor Gianfranco
Battisti, responsabile della divisione passeggeri nazionali ed internazionali.
Quali sono stati i motivi che l’hanno convinta ad
accettare un dialogo e a stipulare una convenzione
con una associazione di servizio come il Lions International, Multidistretto Italia?
Collaborare fattivamente con una organizzazione come
quella dei Lions è stato per noi motivo di prestigio e di
grande soddisfazione. Impegnati da sempre in tutto il
mondo nel campo degli aiuti umanitari e nel rafforzamento dei legami tra i popoli, i Lions godono di un pre-
stigio unanimemente riconosciuto. Il Gruppo Ferrovie
dello Stato ha, tra l’altro, una ben precisa responsabilità
sociale d’impresa e persegue molti dei valori che sono
alla base della nostra collaborazione. Una collaborazione quindi che ci mette al fianco di un grande partner e che ci consente di fornire un supporto logistico a
favore di una mobilità sempre più sostenibile.
La convenzione, su base nazionale, favorirà certamente i Lions Italiani, ma cosa si aspettano, come
controparte, le Ferrovie dello Stato da un accordo
come questo?
In una congiuntura internazionale delicata come questa,
in cui c’è molto bisogno di organizzazioni come i Lions
che sappiano fornire aiuti mirati e tempestivi, ci è sembrato giusto collaborare e fornire il nostro contributo
senza chiederci troppo quale fosse la contropartita. E’
chiaro che proprio facendoci ancor meglio conoscere
da un pubblico sempre più vasto e qualificato, contiamo di fornire anche noi un’immagine di efficienza,
preparazione e puntualità che non può che migliorare
la nostra visibilità. Durante il congresso avremo poi la
possibilità di illustrare tutte le novità dei nostri collegamenti ferroviari e, soprattutto, le offerte Corporate
Travel dedicate alle aziende e le facilitazioni per i clienti
che aderiscono al programma Cartafreccia.
Prevede un futuro, non soltanto congressuale, per
quanto riguarda i rapporti e le convenzioni fra Lions
e Ferrovie dello Stato?
Il futuro della mobilità sarà sempre di più concentrato
verso sistemi che sappiano unire rapidità, sicurezza ed
un impatto ambientale ai più bassi livelli. Fatte le debite
proporzioni, si tratta di obiettivi comuni, pur con fini
diversi e comunque crediamo fermamente che alla base
di uno sviluppo economico e sociale ci debba essere un
sistema di trasporti efficace. Per questo motivo e per
l’attenzione che la nostra azienda ha sempre avuto in
questi campi, ci auguriamo che la collaborazione tra
Lions e Trenitalia possa portare in futuro ad una partnership sempre più concreta.
Con l’introduzione dell’alta velocità, Trenitalia ha
molto ridotto tempi di percorrenza, creando un nuovo
modo di viaggiare, come si inserirà questo sistema
nell’accordo in essere? Torino, prima capitale d’Italia,
sta dunque diventando anche un caposaldo dell’alta
velocità ferroviaria?
L’alta velocità , come recita il nostro ‘claim’, accorcia
le distanze e fa crescere il paese ed in effetti è la spina
dorsale del trasporto passeggeri in Italia, il sistema portante di tutta la nostra attività, che spazia sul completo
territorio nazionale. Nel meeting di Torino favoriremo
al massimo l’utilizzo dell’AV, per far provare ai clienti
un esperienza di viaggio veloce, nel massimo comfort
e sicurezza, con collegamento telefonico e wifi sempre
disponibile, e magari gustarsi i migliori prodotti italiani alla velocità di una “formula 1”.
Torino ha sempre avuto grande importanza nei collegamenti ferroviari, specie per i collegamenti nord-sud.
Con l’introduzione dell’AV non è certo stata dimenticata ed attualmente può contare su 19 treni al giorno
che la collegano a Roma via Milano, con transito nelle
stazioni di Milano Centrale e Porta Garibaldi. Due
Sono le stazioni di Torino servite dall’AV, Porta Nuova
e Porta Susa, recentemente sottoposte a profondo restyling e collegate alla metropolitana, quindi ideali per
raggiungere tutte le zone della città.
39
Per saperne di più …
I Lions
contro il diabete
La 18ª assemblea nazionale dell’Associazione
Italiana lions per il Diabete si è trasformata in un
momento di grande commozione Di Luigi Foglietti
“I
n questi venti anni di attività dell’Aild, è la prima
volta che manco ad un appuntamento così importante, come l’Assemblea annuale”, ha scritto Aldo
Villani che ha aggiunto: “Non me ne vogliate, ma,
purtroppo, sto attraversando un periodo poco felice, a
causa di problemi fisici, che nonostante la mia forza di
volontà non riesco per il momento a debellare. Vi prometto, però, di non demordere e che farò del tutto per
ritornare in mezzo a voi. L’obiettivo principale della
mia vita rimane sempre quello di sostenere e far crescere la nostra associazione, con lo scopo primario di
promuovere la ricerca scientifica diretta a debellare una
malattia, il diabete mellito, che rappresenta una vera
emergenza sanitaria del nostro tempo. In questo contesto abbiamo cercato con ogni nostra forza di promuovere la realizzazione di un ‘Centro Internazionale per
la Ricerca sul Diabete’ a Perugia, che potesse meglio
consentire il raggiungimento di questo obiettivo. Difficoltà di ordine amministrativo, economico, hanno
finora precluso questa possibilità, ma ciò non riduce
l’impegno dell’Aild nel sostegno dell’attività di ricerca
scientifica nei Centri universitari, che a livello nazionale si interessano di questo problema. Vi prego di
scusare ancora questa mia imprevista assenza e colgo
l’occasione per ringraziare il socio fondatore, professor
Paolo Brunetti, Vice Presidente, nonché Presidente del
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Comitato Scientifico, che oggi condurrà i lavori assembleari”.
Queste le parole di Aldo Villani, ma più che parole di
circostanza, per giustificare una assenza, parole affidate ad una lettera, queste oggi hanno assunto la forza
di un testamento morale e di virtuale passaggio di consegne. Infatti, al termine della diciottesima Assemblea
nazionale dell’Aild, svoltasi nel Centro Congressi della
Camera di Commercio di Perugia, è arrivata la dolorosa notizia che Aldo Villani non ce l’aveva fatta.
Ma oltre al ricordo affettuoso il cronista deve comunque dare il resoconto della giornata, una giornata che,
da atto dovuto, si è trasformata in un momento di
grande commozione.
Condotta sapientemente da Antonio Ansalone, perfetto cerimoniere, l’Assemblea ha visto la presenza del
governatore del distretto 108 L Naldo Anselmi, anche
in rappresentanza del presidente del Consiglio dei
governatori Stefano Camurri Piloni, del vice governatore Franco Fuduli e di numerosi officer e lions di vari
distretti.
Nell’occasione il professor Brunetti, nella sua veste di
presidente del comitato scientifico, ha svolto la sua
“lectio magistralis”, ricordando tra l’altro: “Anche il
Lions Clubs International, nel quadro dei suoi molteplici impegni a carattere socio-umanitario, ha considerato il diabete, con notevole lungimiranza, un obiettivo
permanente della sua attività, prima ancora che la diffusione epidemica della malattia raggiungesse i vertici
attuali. La costituzione dell’Aild, una Associazione
a carattere nazionale, riflette l’adesione del multidistretto Lions Italia ad un programma di azione volto
a debellare quella che è stata definita una epidemia del
XXI secolo. In sintonia con questi principi, l’Aild ha
continuato, durante l’anno trascorso, nella sua attività
di divulgazione e di sensibilizzazione nei confronti del
diabete attraverso una serie di convegni rivolti ai soci
Lions, ma aperti a tutta la cittadinanza. Particolare risonanza ha avuto il convegno organizzato a Perugia nel
giugno del 2010 dedicato alle Tecnologie innovative per la
cura del diabete. Il ruolo del Lions International”.
Al convegno hanno partecipato autorevoli rappresentanti del mondo diabetologico italiano che hanno
portato la loro preziosa esperienza sulla applicazione
di modelli terapeutici di avanguardia come l’infusione
continua sottocutanea di insulina mediante mini-infusore, lo sviluppo di un pancreas artificiale, il ricorso al
trapianto di insule e all’impiego di cellule staminali.
“Sono questi settori di attività che vedono l’Aild fortemente coinvolta - ha precisato Brunetti - per aver finanziato in passato l’acquisizione di un pancreas artificiale
ed aver sostenuto, più di recente, fra gli altri, un progetto di ricerca dedicato al trapianto di insule”.
Come da ordine del giorno, dopo l’unanime approvazione del bilancio, si è provveduto al rinnovo delle
cariche. Sono risultati eletti: Paolo Brunetti, Giuliano
Barsotti, Mauro Andretta, Fausto Santeusanio, Lucio
Ubertini, Aron Bengio.
Per saperne di più …
Un “miracolo”
a L’Aquila
A L’Aquila il 26 marzo il 2° convegno nazionale
So.San su “Associazioni di servizio e di volontariato
unite nella solidarietà”. Di Angelo De Nicola *
T
renta relatori e quasi 150 partecipanti tra cui le massime autorità lionistiche italiane. Bastano questi
numeri per sottolineare il successo del 2° Congresso
della So.San. (Solidarietà Sanitaria Lions) dal tema
“Associazioni di servizio e di volontariato unite nella
solidarietà”, che il presidente Salvatore Trigona ha
fortemente voluto organizzare all’Aquila, il 26 marzo
scorso. Una scelta simbolica, di grandissima vicinanza
alla città martoriata dal sisma del 6 aprile 2009 e ai soci
due Club Lions presenti (L’Aquila Host e New Century) impegnati in prima linea per la ricostruzione
della loro città.
Significative, si diceva, le presenze che hanno dato qualità ad un appuntamento che ha voluto certificare la
quantità del lavoro svolto dalla So.San.: L’ID Domenico
Messina, il CC Stefano Camurri Piloni, i Governatori
Guglielmo Lancasteri (108 A), Pierluigi Tarenghi (108
Ib2), Marco Gibin (108 Ta1), il 1° VDG 108 Ta1 Elena
Appiani e i PDG di vari distretti come Nicola Tricarico,
Carlo D’Angelo, Enrico Corsi, Franco Esposito, Loredana Sabatucci oltre a tre PCC Ione Giummo, Rocco
Tatangelo, Giancarlo Vecchiati.
Hanno portato, tra gli altri, il loro saluto, ringraziando la
So.San. e tutto il movimento Lions per il significativo gesto
di tenere l’importante congresso all’Aquila, l’arcivescovo
metropolita del capoluogo abruzzese, mons. Giuseppe
Molinari, ed il vicesindaco Giampaolo Arduini.
Presenti anche il presidente dei “Bambini nel bisogno”
Giancarlo Vecchiati, il presidente del “Centro occhiali
usati” Enrico Baitone, il responsabile MD del Lions
Alert PDG Fulvio Venturi. Inoltre, hanno partecipato
ai lavori varie associazioni nazionali di volontariato
tra cui il presidente nazionale Acoi Rodolfo Vincenti
di Roma, Roadrunnerfoot tecnologia per Haiti Daniele
Bonacini, per Emergency Giulio Cristoffanini di Roma,
per il C.C.M. Giuseppe Meo di Torino, per Chirurgo e
bambini onlus Andrea Franchella di Ferrara, per i Missionari Preziosissimo Sangue Don Giuseppe Montenegro di Roma.
Interessanti e ficcanti gli argomenti nelle sessioni, dai
tempi assai serrati (visto il numero dei relatori) per
cercare di dare il massimo della concretezza all’incontro. Le sessioni sono state tre: nella prima i volontari
lions della So.San. hanno esposto le missioni effettuate nell’ultimo anno; nella seconda le associazioni di
volontariato nazionale italiane hanno presentato le loro
relazioni; nella terza, una tavola rotonda con tutti i partecipanti, compresi gli uditori.
Alla fine del Congresso, è stato firmato dalla So.San.
con i Distretti Ta1, Ta2, Ta3 un accordo di collaborazione operativa per inviare ed impiantare, tramite i
medici della Onlus ad ogni bimbo haitiano delle protesi articolari.
Per l’occasione, sempre all’Aquila, si è riunito il trentesimo Consiglio Direttivo della So.San. e si è anche
tenuta una riunione presieduta dal DG Pierluigi
Tarenghi, delegato al Progetto Italia, e dal Direttore
Internazionale Domenico Messina, per definire una
collaborazione fattiva e reale tra le Onlus Lions.
“Dai feedback che ho avuto - commenta Salvatore
Trigona - e da molti commenti entusiasti di chi ha
partecipato, traiamo importanti auspici. Siamo sulla
strada giusta. L’entusiasmo è alle stelle. Dall’Aquila
non poteva venire miglior segnale. Per la So.San., per
i Lions e per la stessa città in difficoltà”.
*Direttore Responsabile Rivista
distrettuale 108 A “Lions Insieme”.
Acqua per la vita
Il 22 marzo 2011, giornata mondiale dell’acqua, tutti
i telegiornali del mondo hanno annunciato questa
notizia come evento prezioso per l’umanità dedicato
all’acqua, simbolo della nostra stessa vita. Ed i Lions
italiani… Di Piero Manuelli
L’
acqua è valore essenziale per la vita dell’uomo ed
è anche “Acqua viva”, quella che le sacre scritture
riportano come voce di Dio, assumendo pertanto un
inestimabile valore spirituale.
Ed i Lions italiani? “Acqua per la vita” Lions Onlus,
41
Per saperne di più …
consapevole della sua missione di baluardo Lions italiano a tutela dell’ambiente ed in particolare dell’acqua,
ha scelto questo giorno per presentare in prima europea
un film-documentario dal titolo “Water Today”, autore
Alessandro Leto, scienziato internazionale ed ideatore
del manifesto per la cultura dell’acqua.
Nella stessa occasione è stato distribuito gratuitamente
a tutti gli intervenuti il nuovo libro in lingua italiana
intitolato “Water Today” scritto dallo stesso prof. Alessandro Leto, autorevole testimonial dell’“Acqua per la
vita” Lions.
“Acqua per la vita” ha scelto Genova per questo evento
perché, grazie alla sua continua interazione con le istituzioni locali, questa città è stata eletta a capitale europea dell’acqua ed ospiterà dal 5 al 9 settembre prossimo
il “Primo Festival Internazionale dell’Acqua” presso la
prestigiosa sede di Palazzo Ducale.
Il mondo lions deve adeguarsi operativamente ai
tempi, deve conquistarsi una maggiore visibilità territoriale, deve uscire dai cantucci delle sue dorate sedi
ecc. ecc.; questo è quanto si predica dai nostri vertici
verso la base, ma per questo occorre crescere in altezza
o procurarsi dei validi sgabelli per elevare le nostre
teste dalle moltitudini delle masse che ci coprono e rendono invisibili; crescere per farsi vedere e sopravvivere
camminando al passo con i tempi.
Il nostro modo di operare si è scrollato da tempo l’autoreferenzialità che soffoca la maggior parte delle attività dei club cercando di trascinare sulla nostra strada
e sulle nostre idee personaggi di rilievo internazionale
e misurando la validità dei nostri fatti concreti, sulla
base della partecipazione e condivisione proveniente
dal mondo esterno.
Il Teatro della Gioventù di Genova, in omaggio alle
nuove generazioni alle quali è stato dedicato il nostro
evento, ha ospitato il film-documentario “Water
Today”.
Il filmato durante i suoi 40 minuti di proiezione,
ha emozionato e commosso tutti i presenti e le voci
narranti di Alessandro Leto e dell’attrice Lucrezia
Lante Della Rovere hanno accompagnato le immagini immergendole in una atmosfera di grande spiritualità. Il filmato ha ripercorso la storia dell’acqua
e dell’uomo, dalle origini ai nostri tempi, mettendo
in discussione il rapporto uomo-ambiente e presentando un panorama mondiale tanto drammatico
quanto veritiero.
Monica Gasparini, giornalista televisiva, ha condotto la
serata con grande professionalità guidando ed armonizzando tutti gli interventi dei lions di “Acqua per la
vita” e delle massime autorità istituzionali ed in particolare l’intervento del sindaco di Genova Marta Vincenzi, particolarmente interessata all’argomento.
Lucrezia Lante Della Rovere è il viso e la voce che
accompagnano i lavori di Alessandro Leto per la divulgazione e sensibilizzazione del problema dell’acqua
nel mondo e non a caso ha vinto nel 2005 il “Taormina
Festival” con il film “Gli occhi dell’altro”.
Stefania Giannini, rettore dell’Università per stranieri
di Perugia è stata la madrina della serata.
Le voci narranti che hanno accompagnato il filmato
hanno recitato testualmente: “Non c’è vertice o conferenza internazionale che tratti del futuro dell’uomo,
nelle quali l’acqua non rivesta un ruolo fondamentale.
Abbiamo bisogno di grandi leader formati ed informati,
capaci di scelte coraggiose e lungimiranti, ed a quelli
che dovrebbero essere i grandi del mondo, ricordiamo
l’insegnamento di uno che grande è stato davvero,
Mohandas Ghandi, il Mahatama, il quale sosteneva:
“La natura può soddisfare l’uomo per i suoi bisogni, ma non
per i suoi eccessi”.
Vedete, vivere il nostro rapporto con l’acqua in maniera
irresponsabile, è come immaginare che ci sia sempre la
luce ad illuminare il nostro cammino: ma non è vero.
Il rischio è che un giorno ci si possa trovare senza
il comodo accesso all’acqua a cui ci siamo abituati, e
questo può valere per tutti, sotto ogni latitudine: ed
allora sarebbe davvero come trovarci improvvisamente
al buio… così… e si sono spente tutte le luci del teatro
della Gioventù a fine proiezione.
MK… Il giusto
riconoscimento
Il documento che si può leggere in questa pagina
nella traduzione integrale è il meritato riconoscimento di anni di corretta e costruttiva presenza de
“I Lions italiani contro le malattie killer dei bambini” in
Burkina… Di Giuseppe Innocenti
L’
autorizzazione ad “esercitare le proprie attività in
Burkina Faso” è un ulteriore stimolo a non interrompere questa azione di promozione sociale e in particolare in questo difficile momento per il paese che è
coinvolto nei moti violenti che stanno interessando tanti
42
Per saperne di più …
paesi africani i quali, sempre più, hanno bisogno della
solidarietà e dell’aiuto di chi crede nel “We serve”.
Il nostro presidente Arnaldo Fenzo, assieme a Clelia
Antolini e Giovanni Spaliviero, nella settimana dall’11
al 17 aprile, proprio per portare a termine la stipula
dell’accordo di insediamento con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, erano in Burkina e sono stati,
loro malgrado, testimoni diretti dei disordini che in
quei giorni hanno funestato le strade della capitale e di
altri centri di quel Paese.
Ritengo doveroso, assieme a tutti gli amici Lions, ringraziare, per la loro generosità e disponibilità i nostri
rappresentanti e complimentarci con loro dello scampato pericolo, visto che negli ultimi 3 giorni di permanenza hanno dovuto trascorre le giornate e le notti
presso la casa di accoglienza della Missione “Lorette”
senza potere uscire ne approvvigionarsi di viveri, circondati come erano da continui spari e violenze.
Questa Pasqua così piena di avvenimenti e di pericoli
ci ha aiutato tutti a meglio valutare la nostra disponibilità e il nostro coraggio a favore degli altri.
Ricordiamo quindi quanto scritto da Rita Levi Montalcini: “Il coraggio, la responsabilità di mettere le proprie
conoscenze al servizio della pace, dei diritti, la generosità, sono il più formidabile dei farmaci”.
Ministero dell’Amministrazione Territoriale
Burkina Faso e del Decentramento
Unità - Progresso - Giustizia - Segretariato Generale
Decreto n. 2011-14 recante l’autorizzazione ad esercitare in Burkina Faso all’associazione “I Lions Italiani contro le malattie
killer dei bambini Onlus”, abbreviata in MK Onlus.
Il Ministro dell’Amministrazione Territoriale e del
Decentramento, vista la Costituzione; visto il Decreto
n° 2011-002/PRES del 13 gennaio 2011 di nomina del
Primo Ministro; visto il Decreto n° 2011-004/PRES/
PM del 16 gennaio 2011 recante la composizione del
Governo del Burkina Faso; visto il Decreto n° 2007-306/
PRES/PM/MATD del 18 maggio 2007 recante l’orga-
nizzazione del Ministero dell’Amministrazione Territoriale e del Decentramento; vista la legge n° 10/92/ADP
del 15 dicembre 1992 sulla libertà di associazione; vista
la richiesta di autorizzazione ad esercitare in Burkina
Faso datata 3 maggio 2010 presentata dal Signor Bonane
Michel; visti i pareri dei Ministri dell’Economia e delle
Finanze e degli Esteri e della Cooperazione Regionale;
decreta
Articolo 1: L’associazione denominata “I Lions Italiani
contro le malattie killer dei bambini” con sede a Venezia Mestre, via Mestrina 6, in Italia, è autorizzata ad
esercitare le proprie attività in Burkina Faso.
Articolo 2: L’Associazione “I Lions Italiani contro le
malattie killer dei bambini” ha i seguenti scopi:
- l’assistenza sociale, sanitaria e ambientale per il miglioramento delle condizioni di vita dei bambini e delle loro
famiglie che vivono nei paesi più svantaggiati;
- l’istruzione e la formazione nel settore socio-sanitario,
condotta esclusivamente a favore dei soggetti in grave
stato di degrado sociale, tramite la formazione e l’aggiornamento degli operatori sanitari che fanno parte
dell’associazione come strumento per perseguire al
meglio gli scopi istituzionali di carattere assistenziale;
- la protezione e la valorizzazione dell’ambiente per
gli aspetti legati alla prevenzione sanitaria. In particolare, verranno svolte attività necessarie ad individuare
e rendere disponibile l’acqua potabile alle popolazioni
che sono carenti o prive di questo bene prezioso.
Articolo 3: L’Associazione “I Lions Italiani contro le
malattie killer dei bambini” è rappresentata in Burkina
Faso dal signor Bonane Michel, tel. 78203146.
Articolo 4: L’associazione farà quanto utile per stipulare
un accordo di insediamento con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Articolo 5: Il presente decreto, che assumerà validità a
decorrere dalla data di sottoscrizione, verrà registrato,
pubblicato e comunicato ovunque necessario.
Ouagadougou, 24 marzo 2011
Dott. Jérôme Bougouma
Funzionario dell’Ordine Nazionale
Cuore da lion
Nell’ambito del progetto “Tutti a scuola in Burkina
Faso”, donati due edifici composti ognuno da tre aule
e da un locale dedicato alla direzione didattica. La
scuola è stata costruita nel villaggio di Simlissin. Di
Luigi Foglietti
G
iovanni Peroni, socio del club Torino Superga, un
vero “cuore di lion”, sensibile al progetto “Tutti
a scuola in Burkina Faso”, il cui responsabile è il past
governatore Giancarlo Vecchiati, ha donato un complesso scolastico composto di due edifici alla memoria
del padre Aldo.
Il primo edificio è stato inaugurato in terra d’Africa
43
Per saperne di più …
nello scorso ottobre durante la missione di alcuni lions
operativi nel service, il secondo in febbraio.
Al suo rientro in Italia Giovanni Peroni dice: “Sono
stato nel comune di Komsilga, una trentina di km a sud
della capitale Ouagadougou, per essere più precisi nel
villaggio di Simlissin. Occasione importante perché,
con Giovanni Viglieno Cossalino, past presidente del
Lions Club “Torino Superga”, abbiamo inaugurato ad
ottobre il primo dei due edifici e ora il secondo, di una
scuola primaria dedicata a mio padre, un gesto compiuto nella certezza di dare ancora una volta a mio
padre, anche se in modo puramente simbolico, l’opportunità e il piacere di contribuire alla educazione
del nostro prossimo. La dedica per la scuola infatti ho
voluto che fosse Una scuola per la vita, quella per mio
padre Una vita per la scuola”.
Aldo Peroni, ingegnere, infatti, ha progettato, realizzato e
diretto la Scuola Centrale Allievi Fiat di Torino, istituzione
che ha avuto rinomanza internazionale nella quale sono
stati formati tecnici di varie specializzazioni per lavorare
presso la grande azienda per più di un trentennio dal
primo dopoguerra fino agli anni settanta.
“Quando, in un interclub, da semplice invitato, ho sentito illustrare il service Tutti a Scuola in Burkina Faso ricorda Giovanni Peroni - mi si è aperto uno scenario
dove tante mie idee avevano trovato una posizione
ben determinata ed ho fatto presente ai responsabili
che sarei stato ben lieto di potere contribuire personalmente alla realizzazione di una scuola completa in
questo paese, annunziando lo scopo di tale impresa.
Ecco perché come socio del Club Torino Superga e
come ex docente mi sono prodigato per inaugurare
una bella scuola in quest’angolo dell’Africa”.
La struttura è costituita da due edifici composti ognuno
da tre aule e da un locale dedicato alla direzione didattica.
Il governo centrale burkinabé assicura, tramite il ministero della cultura e dell’alfabetizzazione, la retribuzione
degli insegnanti, mentre il comune locale ha regalato il
terreno per la costruzione dei due edifici e garantito la
realizzazione dei servizi. Manca ancora l’acqua. Chissà se
si riuscirà a trovare uno sponsor per un nuovo pozzo?
Entusiasmo alle stelle della popolazione locale per la
realizzazione, entusiasmo espresso anche con balli propiziatori, mentre i bambini agitando i nuovi zainetti con
il corredo scolastico ricevuto grazie al contributo del service, hanno fatto ala fino al villaggio dove le donne, riconoscenti, avevano cucinato cibi locali per la grande festa.
Jean Victor Ouedraogo, responsabile locale del progetto, insieme alla delegazione dei lions italiani e a
molte autorità, ha provveduto a scoprire le targhe commemorative e al fatidico taglio del nastro.
Nuove coordinate bancarie del service:
Unicredit Banca, Agenzia Torino Luini
Codice Iban: IT 35 V 02008 01027 000069999999
Causale: Service Tutti a Scuola in Burkina Faso
(Ha collaborato Sergio Marengo)
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Una cartolina
per l’Unità d’Italia
Il 27 marzo è stato attivato, dalle Poste Italiane e dal
Lions Club Filatelico Italiano, un annullo postale che
è stato apposto su una cartolina creata per l’occasione. Chi fosse interessato…
L’
importante e rilevante avvenimento che la nazione
italiana sta vivendo in occasione del suo 150° anniversario dell’unità nazionale, non poteva non essere
celebrato dai Lions tutti del Distretto 108 Ia 1.
Nella città di Torino - prima capitale d’Italia - nel Museo
Nazionale del Risorgimento Italiano, il Parlamento
Subalpino aveva I’urgente necessità di restauro. Tutti
i soci lions dei 70 club hanno risposto, come sempre,
all’invito del governatore nell’accollarsi l’onere della
spesa, dando, ancora una volta, la dimostrazione tangibile del loro efficace dovere di cittadini verso la Patria.
Per fermare questa data nel tempo, il 27 marzo, presso
il Museo Nazionale del Risorgimento, è stato attivato,
da Poste Italiane spa, in concerto con il Lions Club Filatelico Italiano, un apposito sportello distaccato dotato
di un annullo postale figurato che è stato apposto su
una cartolina appositamente creata per l’occasione.
La cartolina rappresenta uno scorcio dell’aula parlamentare subalpina, come la raffigurazione dell’ormai
introvabile francobollo della serie “II Patrimonio artistico e culturale italiano” emesso nel 1988, per celebrare
il Museo Nazionale del Risorgimento di Torino, mentre
in primo piano, 5 ragazzi abbracciati di spalle osservano il luogo in cui è nata l’Italia. Tre di questi ragazzi,
indossano magliette nei colori della nostra bandiera e i
restanti due con i colori della Città di Torino.
L’iniziativa ha riscosso un notevole successo anche fra
i visitatori i quali hanno avuto un ricordo in occasione
dello storico avvenimento dell’Unità Nazionale.
Coloro che fossero interessati ad avere la cartolina
affrancata ed obliterata, possono farne richiesta (con
una minima offerta di 2 euro cadauna) al Lion Luigi
Mobiglia - Via Pavone, 20, - 10010 - Banchette (To).
In ricordo di ... Aldo Villani
Ho incontrato Aldo per la prima volta alla fine degli
anni ’70. Da allora, è iniziato un dialogo che non si è più
interrotto, un dialogo fatto di progetti, di aspirazioni e,
soprattutto, del suo desiderio costante di tradurre in
realtà i tanti obiettivi di carattere umanitario, sociale, e
mai personale, che andava elaborando, un dialogo che
- sono certo - continuerà ancora, per rispondere al suo
invito, che ci ha rivolto fino agli ultimi giorni, di proseguire nel cammino da lui intrapreso e finora percorso
insieme.
Da quando lo conosco - ma sono certo anche da prima,
perché è un suo carattere distintivo - Aldo ha dedicato
la sua vita al servizio degli altri, e, in questo, ha mostrato
le sue grandi doti di solidarietà, di generosità e di fede
autentica in tutti quei valori che devono animare una
comunità, una società civile. Lo ricordo invece sempre
critico verso ogni atteggiamento egoistico, personale o
di parte, mai disponibile alla contrattazione dei principi
di fondo, sempre radicale nelle sue scelte.
Del resto, sono questi anche i valori che informano il
Lions Club International del cui spirito Aldo è stato, per
una vita, un interprete fedele ed un efficace realizzatore,
prima come presidente del club Perugia Host - che con
lui perde uno dei suoi soci più prestigiosi - e poi come
Governatore di Distretto, rappresentando sempre un
punto di riferimento sicuro a livello locale, distrettuale e
nazionale e ricevendo, per questo, nel corso degli anni,
i più alti riconoscimenti lionistici.
A lui, allora come presidente del Lions Club Perugia
Host, l’Istituto di Patologia Medica allora da me diretto
e, quindi, l’Università di Perugia, deve, alla fine degli
anni ’70, l’acquisizione di una tecnologia unica nel
suo genere, la prima giunta in Italia e fra le prime nel
mondo, quella del pancreas artificiale, che tanto ha contribuito ad una migliore comprensione e ad una cura
più efficace del diabete mellito.
Fu proprio questa iniziativa, realizzata solo grazie al
suo entusiasmo e alla sua tenacia, a segnare l’inizio di
un iter che lo ha portato a sposare, con convinzione, la
causa di una lotta al diabete, di cui aveva compreso la
pericolosità ed il forte impatto sulla salute pubblica, ed
a promuovere la costituzione, nel 1990, della Associazione Italiana Lions per il Diabete (AILD), che voleva
e vuole esplicitare, nel nostro Paese, l’impegno storicamente assunto, a livello internazionale, dal Lions Club
International, per debellare questa malattia.
La sua vita, da allora, negli ultimi 20 anni, è stata tutta
orientata a conseguire gli obiettivi dell’Associazione,
raccogliendo nel tempo cifre anche assai cospicue,
di cui varie Università e numerosi ricercatori si sono
avvalsi per la loro ricerca su temi diabetologici di avanguardia, stimolando l’organizzazione di Convegni a
carattere scientifico e divulgativo, di portata nazionale
e internazionale, sostenendo, come di recente, iniziative
di educazione su corretti stili di vita, rivolte ai bambini
della scuola primaria, fino a promuovere, con forza e
perseveranza, la causa di un Centro Internazionale per
la Ricerca sul Diabete che potesse fornire una risposta
definitiva ai tanti pazienti con diabete, giovani e meno
giovani, e di cui si attende ancora la realizzazione.
Si è spento nel suo letto, con una coincidenza impressionante, all’una di sabato, quando i lavori della 18ª
assemblea dell’associazione da lui voluta ed organizzata ed alla quale, per la prima volta non aveva potuto
partecipare, si erano appena conclusi!
Il suo impegno nel volontariato era totale. Fino a pochi
giorni prima di lasciarci, ha continuato a recarsi ogni
mattina nel suo ufficio, anche quando la salute cominciava a cedere visibilmente, per svolgere la sua attività,
non solo come presidente dell’AILD, ma anche come
responsabile dell’AIDO regionale, perché anche di
questo tema della donazione degli organi aveva fatto
da anni una sua bandiera, a riprova della sua dedizione
a nobili cause umanitarie.
Aldo lascia in tutti noi un grande vuoto che non sarà
possibile colmare. Condividiamo con Angela e con i figli
Cecilia, Pasquale e Giulio che si sono stretti ammirevolmente intorno a lui, il dolore per la sua perdita ma, con
altrettanta certezza, condividiamo la convinzione che il
ricordo di cosa Aldo ha rappresentato ed ha fatto potrà
essere, a loro come a noi, di conforto e di sostegno, non
solo, ma che Aldo, nel suo nuovo modo essere, potrà
esser loro vicino ed assistere anche noi nella nostra
opera, come ed anche più di quanto abbia fatto finora.
Paolo Brunetti
Carissimo Aldo, con la mia telefonata di venerdì ho
avuto il presagio di quanto stava per accadere. Sabato
mi ha telefonato tuo figlio e ho parlato anche con
Angela.
Alla notizia della tua dipartita il mio animo si è intristito
e, in solitudine, ho sofferto e pianto.
Ora voglio rivolgerti un mio pensiero…
Sei stato il carissimo, insostituibile e impareggiabile
esaltatore di quel service che è l’A.I.L.D., al quale hai
dedicato entusiasmo, tempo, fatica e denaro sin dalla
sua nascita.
Sei andato nella Casa del Signore. E da lì fai sentire che
sarai sempre presente, sostenendo chi sarà designato a
svolgere ogni gravoso compito che la carica comporta,
affinché, chi ti sostituirà, meritatamente, continui la tua
opera.
Non ti dimenticherò, caro amico… sapevi trasmettere,
con tocco leggero e raffinato, vibrazioni che sembravano
svanire, ma che, al contrario, restavano saldamente nei
nostri animi.
L’affetto non vuole la grancassa, ma vive silente nel
cuore ed il mio è gonfio per te.
Abbi oggi quell’abbraccio che non ho potuto darti personalmente.
Benvenuto Brambilla
45
A parer mio
Rinnovare…
Riesaminare…
Restaurare…
Ravvivare…
Ristrutturare…
Il sistema delle “5 R”, è una costante a garanzia del
migliore funzionamento dei club e significa dare ai
club una organizzazione che ne amalgami l’attività di
servizio. Di Gualberto Del Roso
C
inque nuove guide orientative aggiornate per i
Lions, cinque capitoli utilizzabili per l’orientamento nuovi soci e aggiornamento dei soci di maggiore
anzianità (dal programma Mentori Lions).
Titoli dei cinque capitoli: “La nostra storia illustre”, “Gli
Scopi, l’Etica e voi”, “Il vostro Club, il vostro Distretto”, “La
vostra Associazione Internazionale”, “Sviluppo Soci, Estensione e Leadership” (ME 13.IT, stampati negli U.S.A.).
A prescindere dall’andamento associativo e dal come
si manifesta nel mondo lionistico per le diverse culture,
usi e tradizioni dei Paesi che lo compongono, ritengo
veramente utile che, atteso il non soddisfacente esito
del programma MERL nella sua esecuzione (non nel
principio concettuale) e l’incognita della riuscita nella
nuova concezione GMT/GLT, venga ripreso in esame
il programma “Mentore di Club”. E questo perché
proprio nessun sistema formativo/informativo è più
efficiente di una formazione orientativa effettuata dal
“mentore”, socio attivo, esperto e stimato dai componenti del club: è l’immediato orientamento dei nuovi
soci e l’aggiornamento puntuale dei più anziani di
appartenenza che mantiene il club in grado di produrre
un lionismo contestuale all’evolversi della società che ci
circonda capace di affrontare con sistematicità il trend
associativo ed operativo.
“Rinnovare… Riesaminare… Restaurare… Ravvivare… Ristrutturare”, che definirei sistema delle “5 R”,
è, a parer mio, una costante a garanzia del migliore funzionamento dei club. In buona sostanza significa dare
ai club una organizzazione che ne amalgami l’attività di
servizio, una attività condivisa resa possibile, appunto,
dalla conoscenza dei doveri assunti da ogni socio accettando di entrare a far parte di una grande associazione
di servizio. Indispensabile anche la costante verifica
per ognuno di noi della propria disponibilità a servire
umanitariamente la società che ci circonda, iniziando
a porre una più responsabile attenzione alla propria
comunità in tutti i suoi aspetti..
Generalmente, salvo sempre lodevoli eccezioni, nei
club di vecchia data si accumulano vizi di forma che
diventano consuetudini, trasformandosi in vizi di
sostanza, talvolta con la complicità di fonti esterne
se non addirittura interne all’associazione; ricordare
codice dell’etica e finalità, dunque, fa bene a tutti.
I numeri… dei Lions
I Leo in Europa e nel mondo… oggi
N
ella rubrica di aprile della rivista abbiamo riassunto la situazione dei Leo del multidistretto italiano. In questa puntata facciamo il punto sui soci Leo
in Europa e nel mondo.
Il primo Leo club è stato costituito nel 1957 in Pensilvania (USA) e il Programma Leo club è stato ufficialmente adottato dall’Associazione nel 1967.
Attualmente nel mondo sono attivi 5.017 club in 138
Paesi, con un numero complessivo di 147.925 soci.
In Europa, la 4ª Area costituzionale, i club sono 973.
L’Italia, per numero di club, è al primo posto con 300
club. Seguono la Germania con 205, la Turchia con 100,
la Francia con 61, il Belgio con 31, l’Inghilterra con 29,
l’Austria con 28, la Finlandia con 25, la Romania e la
Slovenia con 20, il Portogallo con 19, la Croazia con
16, la Svizzera con 11, la Russia con 10, l’Olanda con 8,
l’Estonia, l’Ungheria, l’Irlanda e l’Atvia con 7, la Danimarca e la Polonia con 6, la Bulgaria, Israele, la Macedonia e la Svezia con 5, la Norvegia, la Spagna e Cipro
con 4, La Slovacchia con 3, la Grecia, la Lituania, il Lussemburgo, la Scozia e l’Ucraina con 2, la Repubblica
di Georgia, la Repubblica Ceca, la Serbia, l’Albania e il
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Galles (GB) con 1.
La Sede Centrale, con l’intento di incentivare l’impegno nelle varie attività dei club di appartenenza, ha istituito alcuni premi tra i quali il “Premio Excellence” e il
“Premio incremento soci”.
E’ previsto inoltre il “Premio Giovani Leader nel servizio” inserito nell’ambito del Programma Opportunità
Lions per i Giovani la cui missione è “fornire ai giovani
del mondo un’opportunità per realizzare le proprie
aspirazioni, apprendere, contribuire e servire, a livello
individuale e collettivo, attraverso la sponsorizzazione
delle attività più appropriate, nell’ambito dello sviluppo giovanile”.
Durante la Convention del Lions Clubs International si
tiene la Conferenza Mondiale Leo, un evento elettrizzante e un’opportunità per conoscere altre culture, stabilire relazioni e sfilare durante la Parata Internazionale.
La prossima Conferenza Mondiale Leo si terrà lunedì
4 luglio 2011 a Seattle (Washington - USA) nel primo
giorno della 94ª Convention internazionale dei Lions
Club.
Vito Cilmi
A parer mio
Scorrendo gli opuscoli scaricati dal sito internazionale
(www.lionsclubs.org), ho piacevolmente rilevato che
finalmente in alcuni distretti i Delegati di Zona e Presidenti di Circoscrizione vengono eletti e non nominati
dal Governatore. Non si fa menzione da chi vengono
eletti, ma, accertato che detti officer devono appartenere ad un club in regola delle rispettive giurisdizioni
territoriali, è plausibile ritenere che ad eleggerli debbano essere i club delle relative zone e circoscrizioni.
Ho detto “piacevolmente rilevato”, aggiungendo ora
con sorpresa, poiché è dai primi anni del 1980 che
sostengo tale ipotesi: che sia la volta buona per innovare un sistema che favorisce, in alcuni distretti, la predestinazione riservata a chi appartiene a non meglio
identificati “movimenti” definiti “di pensiero” ma che
in effetti mirano soltanto a costituire dinastici “centri di
potere” in contrasto con l’affermata meritocrazia lionistica (non tutti gli ambiziosi sono i più meritevoli vi è
sempre, e comunque, un migliore) e la libertà democratica propria di una associazione libera, indipendente e
originale come il nostro Lions International.
Con l’augurio che si torni presto a ripristinare il “programma mentore lions” e che si proceda ricorrentemente all’orientamento dei nuovi soci, nonché a
periodiche verifiche della volontà di servire l’umanità che soffre dei soci indistintamente dall’anzianità
di appartenenza, e termini in assoluto l’ammissione
superficiale di soci solo perché “amici degli amici”,
chiudo questo mio intervento supportato da fini meramente costruttivi e non di sterile polemica.
L’associazionismo
nella società d’oggi
L’azione di servizio di un volontariato che vuole misurarsi con i problemi si deve far carico di un compito
indubbiamente complesso. Di Francesco Migliorini
A
nziché chiudersi in se stesso, nel mondo ristretto
degli interessi personali, l’uomo deve acquisire
consapevolezza di sé e costruire una società che realizzi
la liberazione di tutti dal bisogno materiale ma anche
dal pericolo delle guerre e dei conflitti sociali. La cultura ha un compito fondamentale in questo progetto
per indicare una giusta via all’umanità. Partecipazione
attiva, dunque, alla vita della società, partecipazione
intesa come un diritto ma anche come un dovere, adesione all’associazionismo volontario, e cioè a quelle
espressioni di unione di persone per finalità che siano
coerenti con le istituzioni e con gli interessi generali di
una comunità ordinata e democratica. Associazionismo
il cui ruolo acquista maggior peso nei momenti di crisi
delle strutture istituzionali catalizzatrici di consensi, per
contribuire a ricostruire il rapporto, oggi lacerato, tra le
stesse ed i cittadini. Proprio nei momenti di incertezza,
di mancanza di orientamento, di modelli, di regole
morali assolute, qual è quello che stiamo vivendo, è
necessario acquisire la consapevolezza di un impegno,
non come difesa di interessi corporativi, ma volto al
raggiungimento del bene comune in una dimensione
di terzietà. A fronte del diritto ad una sempre maggiore
partecipazione nell’ambito della vita sociale, quali “cittadini nella più elevata funzione di soggetti politici”,
esiste il dovere all’effettivo esercizio di tale prerogativa.
Partecipare diventa, quindi, un dovere civico mirato ad
evitare che le istituzioni possano effettuare delle scelte
contrarie agli interessi della collettività.
Il buon andamento della cosa pubblica richiede l’esercizio di funzioni di controllo da parte del corpo sociale
e l’attivazione di tutti quei contro-poteri, quali i massmedia e l’opinione pubblica, capaci di ottenere il
sostanziale rispetto delle norme.
Un lungo cammino ha segnato una maturazione ed
una crescita morale dell’associazionismo di servizio,
in primis del lionismo, che è passato da un carattere
originariamente assistenziale a compiti più ambiziosi,
non limitati alla sola supplenza, che attingono a livelli
di autonomia, di impegno, di partecipazione alla vita
sociale e che fanno assurgere il volontariato al ruolo di
soggetto politico che non intende essere soltanto riparatore di guasti del sistema ma che mira a contribuire
alla rimozione delle loro cause.
Ripristinare il corretto funzionamento dei meccanismi che regolano i rapporti politici, giuridici, sociali,
economici non è certo semplice ma è la premessa, la
condizione che può consentire una ripresa. L’azione di
servizio di un volontariato che vuole misurarsi con i
problemi, convergenti poi tutti nella ricerca del bene
comune da perseguire a beneficio della comunità, si
deve far carico di un compito indubbiamente complesso. Non solamente con la funzione di stimolo e
di normale pressione, come già detto, ma porsi come
mediatore, individuando i bisogni sociali e favorendo
un processo innovativo con una ampia convergenza di
sforzi, di capacità, di mezzi.
E’ questo l’impegno che dobbiamo tutti, io credo, assumere e che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni, a coloro che si affacciano sulla scena della vita.
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Vivere il lionismo
Come dovrebbe essere il lionismo italiano e
mondiale del terzo millennio? Indagine sulla
crisi dell’associazionismo e proposte per un
rilancio. Due domande ai lettori della rivista. A
cura di Alessandro Emiliani
2 domande ai lettori
1 – l’eventuale crisi associativa
è nei numeri o nelle idee?
2 – Perché ti trovi o non ti trovi bene
nella tua associazione?
➤ Risponde Guglielmo Lancasteri,
Governatore del Distretto 108 A.
Da dodici anni siamo nel terzo millennio e
ancora ci andiamo domandando che cosa fare
per il rilancio del lionismo!
Penso che sarebbe ora di smetterla con le ricette e
passare alla terapia, se ce l’abbiamo.
Basta con le parole, basta con le analisi, basta con
i propositi, che sono sempre buoni, ovviamente.
Ognuno ha la possibilità di cambiare il lionismo
o, per usare un termine obsoleto, di “rilanciare”
il nostro movimento.
Ogni socio, ogni officer deve (dovrebbe) alzarsi
in piedi alla prima riunione e dire: “io ho avuto
un’idea”. Ed esporla, magari anche indicare i
modi e il modo di realizzarla.
Perché non possiamo aspettare che sia il presidente o l’officer di qualche service a pregare i
lions di fare una certa cosa. E i presidenti non
devono avere, quale scopo principale, quello di
lasciare un segno, una fotografia sulla rivista. Il
segno lo devono lasciare nella città, nella loro
città. Perché sia notato da tutti, invidiato dagli
altri presidenti. Ecco: una sana invidia. Non
quella per il migliore posto a tavola, ma per il
miglior ricordo lasciato nella vita della associazione, del club.
Alcuni si arrovellano mesi e mesi ad individuare
l’ospite più coreografico, quello che ti fa fare una
bella figura. E per giorni, per settimane, si accavallano le telefonate, le ricerche, la preparazione
del menu, della tavola, degli inviti. E’ chiaro che
sono tutte cose che pure servono, ma non mettiamole al primo posto.
Non domandiamoci chi invitare, domandiamoci
che cosa fare, quale novità portiamo alla nostra
comunità. Non puntiamo a fare la charter più
48
bella di quella dell’anno scorso: facciamola più
“utile”.
E smettiamola di parlare di “crisi del lionismo”:
non è il lionismo ad essere in crisi, è l’associazionismo, che è un’altra cosa. Infatti, anche altre
associazioni di servizio hanno gli stessi problemi
di riduzione di iscritti: se Atene piange…
Il lionismo, invece, non è affatto in crisi: i suoi
principi, la sua etica, i suoi scopi sono tutti capisaldi del vivere all’insegna della solidarietà,
della reciproca comprensione, della capacità propositiva e realizzatrice, della coscienza del vivere
civile, della tolleranza e dell’amicizia.
Per me non sono parole, sono punti di forza, sono
punti di azione.
Sono proprio quei punti di forza che hanno ispirato la mia azione in questo anno da Governatore.
➤ Risponde Fabio Feudale,
Governatore del Distretto 108 Ta2.
Oggi l’associazione vive una situazione di crisi
che non è nei numeri ma è crisi di identità - cosa
rappresentiamo, come ci rappresentiamo - che
ha come conseguenza poi anche un impatto sui
numeri. Non siamo strutturati per confrontarci al
meglio con la società civile e le istituzioni, e mettere i club e le loro aggregazioni più ampie nelle
condizioni di operare con efficienza ed efficacia.
Già il processo di individuazione dei bisogni
maggiormente sentiti dalla comunità, primo atto
per il bene operare del club, richiede l’opportuno grado di legittimazione, riconoscimento ed
ascolto da parte del ”mondo esterno”.
E’ una crisi però che viene da lontano. Il presidente del Consiglio dei Governatori del 1981-82,
Sergio Fedeli, individuava già allora una “crisi
adolescenziale” dell’associazione “caratterizzata
da un pendolarismo tra un bisogno di integrazione nel mondo esterno ed un ritorno a ben più
sicure difese identificanti: il club, organizzazione
ben conosciuta e fondata sull’amicizia”.
E’ sempre più urgente, quindi, intervenire sulla
struttura giuridica, amministrativa e tributaria del Multidistretto e dei club alla luce della
recente normativa civilistica e fiscale e delle
nuove istanze sociali, come recitava la mozione
approvata a Montecatini un anno fa, che ha
determinato l’affidamento della tematica ad un
gruppo di studio e lavoro guidato dall’amico
PCC Luciano Aldo Ferrari.
Operiamo in una società organizzata, normata
da leggi, dove il mondo del no profit ha trovato
forme differenziate di collocazione civilistica.
L’eventuale riconoscimento a livello del Multidistretto, quale Associazione di Promozione
Sociale, oltre a risolvere l’aspetto identitario
critico, ci consentirebbe di accedere alla devoluzione del 5 per mille, ma anche - e non è secondario - di partecipare ai tavoli consultivi a livello
nazionale e regionale del Terzo Settore. Un’opportunità, quest’ultima, che migliorerebbe le
nostre capacità di lettura ed analisi dei bisogni
delle comunità, facilitando anche la costruzione
di rapporti di rete con altri soggetti del settore,
tali da determinare nuove possibilità di aggregazione per comuni e condivisi progetti di solidarietà e “cittadinanza”. Un’opportunità che
consentirebbe all’associazione, finalmente, di
valorizzare l’enorme potenziale di competenze
e alte professionalità che spesso languono nei
club, inutilizzate, con non trascurabili rischi
anche di prematuri abbandoni.
➤ Risponde Franco Rasi,
Governatore del Distretto 108 Ib3, delegato alla
Comunicazione, Pubbliche Relazioni e Stampa.
Vogliamo chiamarla “crisi del Lionismo”? Non
sarebbe meglio definirla “evoluzione” del Lionismo? O, meglio ancora, “necessità di togliere
la polvere” che irrigidisce i settori della nostra
associazione?
Due le priorità: sul fronte interno, è fondamentale il ritorno alla centralità del club. All’esterno
della associazione, è non più rinviabile una
comunicazione seria e continua. “Centralità”
significa che il club deve riappropriarsi di quanto
nel tempo ha perso. Deve essere consapevole
che non il Governatore, non i vari officer distrettuali hanno il compito di creare i service. Ma il
club è l’unico titolare dell’impegno di servizio.
Deve essere consapevole della propria autonomia che gli impone di operare sul territorio
indicato dalla carta di fondazione. Il Distretto,
in ogni sua componente, è al servizio del club,
non lo sovrasta, non lo fagocita, ma lo assiste e
lo stimola.
Sembra un concetto semplice, vero? Eppure
quanti club sono statici, confusi fra service suggeriti o imposti o accettati di malavoglia, con
presidenti incapaci e troppo spesso assenti? O, al
contrario, folgorati da sindromi napoleoniche?
Che dire di molti consigli direttivi: supini, incapaci di innovare, con troppi soci che, forti di una
lunga militanza lionistica, si ritengono i depositari del verbo di Melvin Jones e imperversano
con interpretazioni a dir poco bizzarre?
E allora? E’ facile rispondere: ci vuole entusiasmo nell’operare, formazione intensa a tutti i
livelli, scelta oculata dei nuovi soci. Solo così si
arriva al coinvolgimento e alla motivazione del
club. Altrimenti il club naviga a vista.
Una comunicazione continua e testimone del
ben fare lionistico è elemento coesivo e di stimolo fondamentale per i club.
Quando chiediamo in giro che cos’è il Lions riceviamo risposte vaghe, quasi sempre inesatte, a
volte palesemente scorrette o bizzarre.
Vi siete mai chiesti perché, per esempio, dopo
tutto quello che abbiamo fatto e continuiamo a
fare per chi ha perso la vista, ben pochi ci riconoscono questo merito? Chi del grande pubblico
conosce quanto il Lions Quest fa per la società?
L’importanza della nostra associazione non ci
consente più di lavorare in silenzio: dobbiamo
far sapere quello che sappiamo fare.
Solo crescendo nella considerazione degli italiani, possiamo riprendere la nostra crescita, sia
di club, che di soci.
Ogni anno, nei diciassette Distretti italiani si raccolgono circa ventotto milioni di euro. Troppo
denaro, e lo dico senza malizia, per carità, è sprecato in attività spesso inutili. Poco o nulla di
questa notevolissima mole di denaro viene investita in comunicazione.
Vorrei continuare, ma lo spazio che mi è stato
concesso è terminato. E voi, amici lettori, siete
d’accordo?
➤ Sul numero di ottobre hanno risposto Antonella Babini, Antonio Suzzi, Roberto Garavini,
Gianfranco De Gregorio. Sul numero di novembre Giuseppe Bottino, Giampiero Peddis. A
dicembre Gualberto Del Roso, Franco Sami. A
gennaio Anna Ardizzoni Magi, Walter Migliore,
Gualberto Del Roso. A febbraio Licia Bitritto
Polignano e Lucio Vacirca. A marzo Nando
Anselmi e Alberto Castellani. Ad aprile Pier
Luigi Foglia, Carlo Forcina, Ercole Milani e Pierluigi Tarenghi. Continua…
49
Fatti italiani,
fatti da Lafert.
Quattro aziende, un solo marchio:
in tutto il mondo Lafert Group è
il Made in Italy dei motori elettrici
ad alte prestazioni.
I nostri prodotti rappresentano
l’avanguardia nella ricerca e nelle
applicazioni tecniche, così come la
capacità di sviluppare prodotti a
basso consumo energetico è
il nostro vantaggio competitivo.
Un risultato importante ottenuto in
un difficile momento congiunturale,
un successo italiano che abbiamo
raggiunto con caparbietà, lavorando
sodo perché i fatti non hanno bisogno
www.lafert.com
di inutili parole.
La concretezza di ieri per costruire il domani
50
magazine
I giovani e le sfide del futuro
Per offrire ai giovani un futuro più sostenibile sarebbe opportuno attivare alcune proposte, che
costituiscono un buon punto di partenza per ulteriori iniziative. Di Vincenzo G. G. Mennella
D
a una società del dopoguerra che si era
trovata in enormi difficoltà avendo l’onere
della ricostruzione ma che con l’entusiasmo del rinnovamento aveva generato benessere
e migliorato culturalmente e socialmente il paese
siamo passati attraverso due generazioni, ad una
“società fluida”, caratterizzata dalla precarietà e
dall’indistinto in tutti i suoi aspetti.
Le agenzie educative (famiglia, scuola, chiesa),
hanno perso la loro autorevolezza e talora preferiscono “lasciare andare” piuttosto che intervenire e
spesso lasciano pericolosamente il ruolo che era loro
proprio ai mass-media e alla televisione.
I pesanti mutamenti nei metodi di produzione e
organizzazione del lavoro nonché i rivolgimenti
demografici propri di una fase di transizione da una
economia nazionale ad una globalizzata, hanno scaricato soprattutto sulle giovani generazioni gli oneri
conseguenti. Inoltre, i nostri adulti non costituiscono
più riferimento perché spesso appaiono insicuri e
così presi da sé e dai propri problemi, che non dedicano energie sufficienti per la crescita dei giovani E i giovani allora spesso sono “canne
al vento” incuranti del vivere civile senza certezze e
con confuse prospettive per un futuro che non sanno
ipotizzare ma talora non riescono neanche a sognare
(sognare significa avere degli ideali, delle mete da
seguire, avere una progettualità di pensiero prima
che di azione, significa voglia di mettersi in gioco,
voglia di futuro).
L’insicurezza esistenziale e la precarietà delle
opportunità lavorative determinano talora una
permanenza lunga nelle famiglie, che diventano
iperprotettive, quando le famiglie ci sono, e i tempi
della crescita si dilatano come quelli dell’autonomia.
Quando poi la famiglia è scompaginata e dilaniata
da gravi problemi i nostri figli sono allo sbando,
preda di gravissime tentazioni fortemente condizionanti per il loro avvenire e sensibili alla logica del
consumismo che ha nei giovani le vittime preferenziali.
L’emergenza giovani si farà sempre più sentire; le
cronache recenti hanno superato la storia e in pochi
mesi ci siamo trovati di fronte masse di giovani
assetati di libertà politica, di libertà dal bisogno,
di libertà di essere non più “sudditi” privi
di dignità, di diritti e di lavoro ma cittadini
responsabili. Quelle piazze del Mediterraneo le abbiamo viste gremite da giovani:
sono le “agorà” del 2000, dove si rivendica una cittadinanza attiva e diritti
primari. Molti giovani, sentendosi i precari del domani, affrontano il mondo con
disillusione coltivando miti deplorevoli e
51
Magazine
diseducativi ben lontani dall’idea del sacrificio e dell’impegno che non è stata loro inculcata.
Ma i giovani sono anche capaci di splendide espressioni
di generosità, che se correttamente indirizzate possono
creare un miglioramento anche rispetto a quelli che erano
i modelli di gioventù passati dove c’era passione, c’era
ardore, c’era incoscienza, c’era il desiderio di rischiare ma
non c’era tutto quello che c’è oggi a disposizione per consentire al giovane di espandere le sue conoscenze e quindi
di mettere a frutto quelle che sono le sue capacità nel
minor tempo possibile. Nonostante tutto non c’è quindi
solo negatività, ci sono giovani in gamba che però faticano
a trovare la loro strada e talora gli ingegni migliori emigrano.
La società ci fornisce i mezzi ma è il giovane che deve
avere la responsabilità di aprire le orecchie, ascoltare i
messaggi, camminare con le proprie gambe, soprattutto
oggi che viviamo nell’era digitale.
Il prossimo decennio potrà essere importante se vorremo progredire in armonia o non in contrapposizione
con ciò che ci circonda; i giovani devono essere preparati
ad affrontare le nuove sfide che il futuro riserverà loro.
Dolente e preoccupante è il versante lavorativo caratterizzato da lavoro flessibile e da precariato. Il posto sicuro non
dovrebbe essere più una realtà diffusa. Se un giovane è
professionalizzato può permettersi di entrare nel mondo
del lavoro flessibile senza alcun timore come avviene nei
paesi anglosassoni. Ma in Italia si ha purtroppo la triste
conoscenza del precariato, che è la negazione della flessibilità in quanto è uno strumento che non dà futuro, non
dà speranza e allo stesso tempo impedisce una formazione armonica in una qualunque direzione.
Per ascoltare e conseguentemente dare risposte alle
giovani generazioni è necessario pertanto individuare
strumenti e azioni concrete; ad esempio adeguando le
competenze fornite dai sistemi scolastici e formativi ai
parametri richiesti dal mercato del lavoro e indirizzando i
giovani verso aree di studio più promettenti in termini di
prospettive del sistema produttivo e indicando nuovi ruoli
e nuove figure professionali che l’evoluzione della tecnica
e del mondo del lavoro creano. Resta la centralità dell’informazione e della conoscenza come fattore di impulso
alla partecipazione dei giovani alle forme di governance
con il passaggio da una forma verticale e burocratica ad
una forma decentrata e orizzontale.
Oggi esistono molti programmi europei sulla gioventù
che hanno anche importanti finanziamenti (ad esempio
programma “gioventù in movimento”), sebbene vada constatato che il nostro paese ha un approccio rispetto ai programmi europei non all’altezza della situazione.
Per far si che le opportunità oggi a disposizione dei giovani nel mondo del lavoro, possano concretizzarsi e per
offrire ai giovani un futuro più sostenibile sarebbe opportuno attivare alcune proposte, che costituiscono un buon
punto di partenza per ulteriori iniziative.
1. Sviluppare maggiormente le politiche giovanili a livello
internazionale, nazionale, regionale e locale, per sostenere,
finanziare e ricompensare i progetti innovativi e creativi
dei giovani.
2. Stabilire legami più stretti e sinergie tra i vari Paesi
membri dell’Unione Europea, in modo che l’Unione
52
Europea possa fare da traino nel promuovere e favorire le
relazioni tra università, formazione e imprese pubbliche
e private.
3. Attivare efficaci forme di assistenza tecnica ed economica all’imprenditoria giovanile perché altrimenti le
buone parole rimangono sulla carta o addirittura nelle
idee dei giovani.
4. Agevolare e finanziare attività di associazioni e organismi che propongono programmi culturali e attività di
ausilio all’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro,
al fine di favorire la partecipazione degli stessi alla vita
amministrativa della società.
5. Esortare la classe dirigente attuale a pensare di più
al futuro dei nostri figli e nipoti per coniugare il valore
dell’esperienza con l’energia dell’inesperienza giovanile
per ripartire vecchio e nuovo, tradizione ed innovazione,
giovani ed adulti insieme protesi a rendere il domani
migliore dell’oggi. In conclusione si può con ragionevolezza affermare che la cultura dell’uomo amico dell’uomo è,
senza dubbio, un “modus vivendi” a vantaggio del bene
civico, offerta che colui che si affaccia alle esperienze della
vita non può rifiutare ma deve captare per completarsi
quale individuo.
 Controluce
Le intercettazioni tematiche
Di Antonio Colella
I
n principio vi era la pedana. E sopra… la cattedra: austera,
maestosa, dall’alto della quale l’insegnante governava la
classe. Oggi, la cattedra pubblica consiste in due tavolinetti
affiancati, gli stessi dove si raggomitolano gli studenti. Ciò
malgrado, e giustamente, ancora si dice “salire” in cattedra.
Mentre si “scende” in politica, come si “scende” in campo.
Nelle scuole si fanno i temi. Non è giusto - e nemmeno prudente
- lasciare che si perdano riflessioni preziose che vengono da
quella Società Nascente qual è quella dei nostri ragazzi. Quando
in virtuale solitudine con se stessi, messi in comunicazione con
il foglio che hanno davanti, essi si esprimono tanto più apertamente che altrimenti Ma questi componimenti finiscono per
ammuffire accatastati negli scantinati scolastici.
Ogni tanto c’è chi sforna un libro bianco su qualcosa, uno
verde su qualcos’altro, uno nero per dare addosso a chi non
gli garba: facciamone uno fiammeggiante, con dentro certe
cosucce prese proprio dai temi. Rosso fuoco lo facciamo, e lo
appostiamo sulle poltrone dove si accomodano certi eccellenti,
tra la seduta e il fondo schiena dell’eccellente accomodato.
Detto tutto? no, manca il meglio: manca il libro delle dolcezze, copertina rosa-azzurro. In maggioranza, dai più
piccoli, quelli delle medie inferiori. Stupiscono i propositi
gioiosi, le espressioni di fiducia, di altruismo, di riconoscenza
che vi si accompagnano, provenienti da una gioventù detta a
dir poco irrequieta. Molte rivolte proprio a chi forse meno se
le aspetta: i genitori e i prof.
I temi sono portatori di propositi: i propositi della generazione
di oggi anticipano il futuro della generazione di domani. Conoscerli in tempo, per noi della società matura, significherebbe
capire un poco di più e sbagliare un poco di meno.
“Io spero!” è l’espressione che più vi ricorre. Una invocazione, quasi. E questo ci responsabilizza teneramente in
misura suprema.
Magazine
Il Mediterraneo, i Lions
e un destino comune
I lions dovrebbero candidarsi al ruolo di “ammortizzatori del cambiamento” nel bacino del Mediterraneo, cioè operatori attivi, capaci di contribuire alla trasformazione di un incredibile problema
sociale in vera e propria risorsa per il futuro. Di Franco Esposito
L
a grave situazione che si sta determinando nell’area
Mediterranea è causata prevalentemente dall’aver
affidato (e lasciato crescere) a meccanismi spontanei
- non guidati, né progettati - i processi che presiedono e contraddistinguono l’attuale fase storica e di sviluppo dei Paesi
del Maghreb: vale a dire quella caratterizzata dal libero ed
autonomo esercizio della forza dei capitali (occidentali, europei, cinesi) e dalla spinta demografica dei Paesi africani.
Il nocciolo della questione è tutto qui. La Libia è un paese
particolare, ma non povero (sei milioni di abitanti ed un
pil pro capite di 15 mila dollari, il 56° del mondo). La Tunisia, senza petrolio, ha 8 mila dollari di pil pro capite, il 90°;
l’Egitto è molto povero senza risorse naturali. L’Algeria
ha le risorse e la povertà (con petrolio e gas, ha un pil pro
capite di solo 6.700 dollari e il 97° posto).
Si tratta di società giovanissime (l’età media in Libia è 24
anni, come in Egitto. In Algeria 27. In Giordania addirittura 21). Questo significa una pressione verso il lavoro ed
i consumi che i governi non sono in grado di soddisfare:
la disoccupazione in Libia è del 30%; i lavori manuali
sono infatti lasciati agli immigrati sudanesi ed egiziani.
La riprova viene proprio dall’Egitto, che attualmente registra una disoccupazione quasi europea (9,7), eppure è più
povero di tutti. In compenso la Libia non ha tradizione di
classi dirigenti; mentre Egitto e Algeria hanno invece un
passato politico ricco, con élite vivaci e irrequiete.
Il succo di tutto questo è che l’Europa, se si fosse mossa pre-
ventivamente, con professionalità a livello di intelligence e
di razionalità a livello politico, avrebbe potuto precostituirsi
interlocutori e sponde alternative (anche se difficilmente ci
sarebbe riuscita in Libia, dove nel bene e nel male non c’è
mai stato negli ultimi 40 anni null’altro che Gheddafi).
Ma bisognava proporre strategie economiche ed interventi
sociali concreti e concordati.
E’ dunque con questa situazione che bisogna fare i conti. Una
grave, colposa e persistente mancanza di progettualità da
parte delle cosiddette “economie avanzate”, ha fatto sì che
il bacino del Mediterraneo assista ora - come d’improvviso all’accentuarsi di una serie di conflitti economici, sociali e militari, a diversa scala, con riflessi estremamente pericolosi sullo
scacchiere internazionale. E i movimenti migratori crescenti,
l’interruzione dei flussi energetici, l’accendersi di rivalità
etnico-religiose, la presenza di interessi legati a materie prime
strategiche, sono tutti elementi capaci di innescare conflitti.
Da più parti, in questi anni, abbiamo ripetuto che “L’area
mediterranea custodisce potenzialità storiche, culturali,
economiche e sociali tali da legittimarla come la ‘cerniera’
tra il Sud ed il Nord del mondo”. Se questo è vero, come
è in effetti vero, la soluzione del problema va ricercata nel
“collegare insieme” tali potenzialità, cominciando ciascun
soggetto dal proprio settore.
Si tratta, cioè, di costruire - insieme - un unico grande
progetto innovativo, capace di coinvolgere tutti i soggetti
operanti nel Mediterraneo, per configurare tale area come
53
Magazine
un’unica realtà: “Una grande regione geo-economica dotata
di una sua vitalità autonoma
Questa esigenza di favorire l’integrazione nel bacino del
Mediterraneo sembrava un valore condiviso non solo
presso i Paesi più direttamente interessati ma anche nella
Comunità Europea che, con una direttiva del 2006, aveva
fissato - proprio per il 2010 - la realizzazione di un’area di
libero scambio euro-mediterranea. Di fatto, assistiamo oggi
ad un pericoloso ‘tirarsi fuori’ della Comunità che sembra,
addirittura, voler scaricare sulla sola Italia il grave peso e la
spinta dei nuovi processi migratori avviati.
I Lions, come altre importanti associazioni di servizio
operanti in Europa e nel bacino Mediterraneo, hanno un
compito da un lato delicato, dall’altro, enormemente gratificante. Essi possono e devono mettere a servizio della
causa la loro risorsa maggiore, ovverosia la rete di solidarietà esistente e ramificata per costituire l’ancoraggio ed il
sostegno al cambiamento in atto!
Paradossalmente, pochi soggetti come i Lions, possono
svolgere questo lavoro: è per questo che potremmo e
dovremmo candidarci al ruolo di “ammortizzatori del cambiamento” nel bacino del Meditterraneo; operatori attivi,
capaci di contribuire alla trasformazione di un incredibile
problema sociale in vera e propria risorsa per il futuro.
Alcune iniziative potrebbero essere avviate da subito, con
l’aiuto di associazioni di categoria (professionali, industriali,
ecc) e riguardano soprattutto l’approccio metodologico e
l’organizzazione di un’attività di internazionalizzazione
dell’economia regionale e di cooperazione multilaterale in
tutto il Bacino del Mediterraneo.
A Bologna, in occasione del Forum Europeo, nella sezione
dedicata alle problematiche del Mediterraneo, ho avuto
modo di riproporre in una nuova veste temi già avanzati
e suggeriti in precedenti meeting internazionali (Tangeri
2002, Dubrovnik 2003). Si trattava di realizzare un grande
service multidistrettuale incentrato sulla formazione di
agenti del cambiamento: dieci Lions per ogni Distretto
interessato (diciamo circa trecento persone), da formare in
cinque anni (sessanta per ogni anno) con un corso “tipo”,
della durata di tre settimane, da ripetere anno per anno in
sei sedi diverse. Con dieci candidati a diventare ‘formatoriambasciatori’ selezionati da ciascun Distretto, due per ciascuno dei cinque anni.
Per le modalità, i criteri di scelta delle materie, i docenti, i
costi organizzativi, si sarebbe potuto interessare governi ed
organismi internazionali, di modo che l’iniziativa avesse
un riscontro di concretezza e di disponibilità operativa.
In questo modo, i Lions europei e del Mediterraneo avrebbero ritrovato un obiettivo comune, di grande spessore, da
condurre avanti in un quadro di tempo pluriennale. Un
impegno di enorme portata sociale, ma anche di grande
gratificazione per tutti i soci Lions (direttamente o indirettamente coinvolti). Certo, non è tutto semplice. Anzi. Ma
cosa c’è di semplice nel futuro che aspetta i nostri figli?
Ci sembrano proposte velleitarie, “impossibili”, lo capisco.
Ma la differenza tra le cose difficili e quelle impossibili è che
per queste ultime occorre solo più tempo. E se i Lions non si
decidono ad entrare nel futuro ora, quando ci entreranno?
Io dico: proviamo. Se però decidiamo di rimanere ancorati
fermamente al passato, di chiuderci gli occhi e non guardare avanti, ebbene allora il rischio è quello di accorgersi, in
54
tempi brevi, all’improvviso, di aver… sbagliato tram. E, a
quel punto, i più attenti vorranno solo scendere.
L’articolo di cui sopra è stato scritto il 2 marzo 2011, quando
la situazione di tensione era limitata ad Egitto e Tunisia. Purtroppo, nei due mesi successivi la situazione si è notevolmente
aggravata, non solo per il coinvolgimento di altre aree, ma soprattutto - per le modalità con cui alcuni Paesi hanno deciso
di intervenire al fine di… portare pace, libertà e democrazia.
Il nostro Paese, in particolare, proprio nel giorno in cui viene
festeggiata la fine del secondo conflitto mondiale (25 aprile)
- ricordando a tutti gli Italiani l’importanza della pace come
strumento di dialogo e convivenza - ha annunciato la decisione di ‘prendere parte attivamente’ - dall’indomani - ai
bombardamenti sulla Libia.
E’ una decisione pericolosa e non utile, sotto almeno cinque
punti di vista: storico, sociale, economico, civile e psicologico (modalità di convincimento), che richiede - a mio
avviso - un intervento immediato dei massimi rappresentanti della nostra associazione acciocché venga perorata la
causa della sospensione di ogni atto offensivo (in tal senso
ho inviato una lettera al Governatore del mio Distretto).
Contrariamente alle mire di qualche ‘colonizzatore’ vecchio
stampo, il Mediterraneo deve diventare un ‘lago di pace’ e
non ‘di guerra’. Tutti i 25 Paesi che si affacciano sulle sue
sponde devono promuovere l’arte del dialogo, della cooperazione, del confronto, come unici strumenti possibili per
perseguire la vera pace. Le associazioni di servizio, specie
quelle più internazionali e più operative al mondo (come la
nostra), hanno il compito - se non l’obbligo - di promuovere
e perseguire, attraverso atti formali ed azioni concrete, la
via del dialogo, della pace e della cooperazione attiva, come
unici strumenti per affrontare lo sviluppo civile ed economico di questa vasta area.
Il Mediterraneo rappresenta il nostro presente ed il nostro futuro.
Il lionismo italiano deve riservare un’attenzione profonda, incisiva, costante, a temi che riguardano da vicino le nostre comunità
e deve far sentire la propria voce, anche solo la semplice esternazione dei principi dell’etica lionistica e della mission. Senza fare
gli struzzi, trincerandosi dietro al “disimpegno politico dell’associazione”; confondendo il termine ‘politico’ - assai nobile - con
l’impegno ‘partitico’ (che non ci appartiene) e delegando ad altri
responsabilità che sono di tutti.
La pace, come la guerra, sono cose troppo serie per poterle
lasciare in mano ad un pugno di uomini; sono una cosa
troppo seria per poter passare dall’una all’altra solo secondo
gli interessi di pochi. Tutti, a cominciare dagli ‘uomini selezionati’ (che contraddistinguono la nostra associazione),
devono dedicare attenzione a temi e soluzioni che decideranno per il futuro dei loro figli e dei loro nipoti. E, conseguentemente, far sentire all’esterno le proprie valutazioni.
Non è in gioco solo la serietà della nostra azione; sono in
gioco la coerenza, il valore ed il significato stesso dell’intera
istituzione lionistica. Il prestigio del suo operare costituisce
l’unico strumento per assumere autorevolezza. E l’autorevolezza è, a sua volta, l’unico strumento per rimanere in
sintonia con le nostre Comunità.
Ecco perché ribadisco che dobbiamo occuparci del futuro
del Mediterraneo con un’attenzione superiore a quella che
destiniamo ad altre pur nobili attività. Se non lo faremo,
saremo fuori dalla storia. Se saremo fuori dalla storia, ci
resteranno solo i musei. E tanta cera sopra.
Magazine
 Europa
I flussi migratori
e le colpe dell’Europa
In primo piano la tragedia umanitaria del nord Africa.
Un’emergenza senza precedenti per l’Italia e per
le stesse strutture comunitarie prive di una politica
sull’immigrazione. Di Antonio Laurenzano
I
tragici eventi nel Maghreb hanno riportato il Mediterraneo in primo piano. Si riaprono capitoli di storia
che sembravano chiusi all’indomani delle occupazioni
coloniali. L’Europa, in particolare, si trova a dover
fronteggiare una nuova emergenza con risposte innanzitutto politiche alla drammatica situazione creatasi
in una vasta area, a poche miglia di distanza dalla
sua frontiera meridionale. E Lampedusa è divenuto
il luogo simbolo di questa frontiera: terra di approdo
della disperazione e della speranza.
Il continuo flusso migratorio dall’Africa verso l’Europa di migliaia di persone ripropone il problema
dell’accoglienza. Il mancato rispetto dei diritti umani
e la negazione delle libertà fondamentali, sacrificate
sull’altare del profitto e dello “sviluppo” economico,
sono alla base della crisi nordafricana. Una crisi dagli
esiti incerti che rischia di portare sulle nostre coste
un’onda anomala di 200-300 mila clandestini, un esodo
biblico. Un’emergenza senza precedenti per l’Italia e
per le stesse strutture comunitarie prive di una politica
sull’immigrazione. L’Ue non potrà imporre agli altri
Stati membri di farsi carico dei profughi che approdano
in Italia perché non ci sono le basi giuridiche per farlo.
Potrà soltanto mettere in campo un meccanismo serio
di ripartizione degli oneri economici, sociali e anche
umani del flusso migratorio. E per l’Italia, avamposto
dell’Unione, diventa tutto più difficile.
Il Regolamento di Dublino del 2003, ratificato da tutti
gli Stati europei, stabilisce che “se il richiedente asilo ha
varcato illegalmente le frontiere di uno Stato membro,
quest’ultimo è competente per l’esame della sua
domanda di asilo”. E’ quello che il nostro Paese ha fatto
concedendo “visti temporanei” per garantire la libera
circolazione dei migranti all’interno dei paesi europei,
firmatari del Trattato di Schengen. Obiettivo di fondo:
spostare in sede europea, in presenza di una emergenza umanitaria, la gestione dei flussi migratori provenienti dal Nord Africa. Richiamare dunque i partner
europei a una più coerente assunzione di responsabilità accantonando ogni valutazione di tipo economico
(Germania) o, ancor peggio, di tipo elettorale (Francia).
Appare del tutto pretestuosa l’interpretazione francotedesca del Trattato di Schengen per contestare i permessi provvisori di soggiorno rilasciati dall’autorità
italiana. Fatto salvo il rispetto di norme più generali
in materia di sicurezza, non si può negare ai nordafricani, una volta ottenuto il visto, l’ingresso negli altri
paesi europei. Il Trattato sulla libera circolazione degli
uomini e delle merci non ammette deroghe! E’ grave
la responsabilità storica e politica della Francia, paese
fondatore con l’Italia dell’Europa, nel violare regolamenti e infrangere uno dei principi su cui è costruita
l’idea di un’Europa unita: la solidarietà. Con i cavilli
di Schengen non si va lontano, si torna indietro nella
storia buia del XX secolo.
Un impegno, quello dell’accoglienza, che l’Europa, al
di là di facili (e strumentali) condanne di ogni forma
di violenza, deve onorare per dare risposte certe a una
“tragedia umanitaria”, come l’ha definita il Presidente
della Commissione europea Manuel Barroso. E’ in
gioco il futuro di tanti Stati del Nord Africa, in forte credito con la libertà e la democrazia, ma anche la stessa
credibilità dell’Unione europea alla ricerca di una sua
precisa identità politica nel mondo.
Più solidarietà dall’Europa! Un appello che continua
a essere disatteso: a Bruxelles continuano a prevalere
egoismi e divisioni. Con buona pace delle parole con
le quali tacitiamo la nostra coscienza: libertà, diritti
umani, democrazia! L’Europa di Schuman, Adenauer
e De Gasperi può aspettare!
 Etica & valori
Se vuoi ubriacarti
usa il miglior vino
Pur conducendo una vita equilibrata e sobria, priva
di orpelli, è anche possibile pensare qualche volta a
degli eccessi... Di Carlo Alberto Tregua
V
i è una serie di eccessi propri dell’uomo che si estrinsecano quando non riesce a controllare la propria
impulsività, derivante dall’incomprensione del funzionamento fisico e psicologico del corpo. Gli eccessi del bere,
del mangiare, dell’affaticarsi, del lavorare possono essere
sopportati per brevi periodi. Quando questi si allungano,
il corpo si difende con minore efficacia. Esso è una mac-
55
Magazine
china prodigiosa che ha dentro di sé tutte le risorse per
compensare le aggressioni esterne di virus, bacilli ed altre
forme cui si oppone il sistema immunitario, senza del
quale morirebbe rapidamente.
Il corpo va allenato fin dall’inizio e poi tenuto costantemente in allenamento, per renderlo più efficiente e pronto
a reagire agli elementi esterni. In questo processo ha una
funzione principale il nostro intelletto, il quale governa il
corpo sia con atti comandati che con altri automatismi,
dove la volontà non può far nulla. Il nostro intelletto
acquisisce una serie di informazioni attraverso la lettura,
l’ascolto, la visione di strumenti digitali e mediatici e così
via, in modo da formarsi un’idea di come vanno le cose e
regolarsi di conseguenza.
Non sempre la massa di informazioni che acquisiamo
volontariamente viene ordinata in maniera da consentire riflessioni e valutazioni. Spesso incameriamo i dati a
casaccio con la conseguenza che non ne facciamo tesoro.
Quando si presenta un problema, non avendo preordinato un sistema organizzato di informazioni nella nostra
testa, non sappiamo come risolverlo, a meno che non si sia
presentato in precedenza, avendolo già risolto.
Non tutte le questioni che capitano sul nostro cammino
sono dello stesso tipo e non sempre presentano le stesse
caratteristiche. Con la conseguenza che le soluzioni debbono essere architettate come un vestito apposito per
quella determinata questione. Tutto questo in un quadro
equilibrato della propria vita che non dipende da noi, se
non in misura minore, ma dall’insieme di circostanze e di
fatti che sono variabili indipendenti. Comportandosi in
siffatto modo vi è la probabilità di produrre una qualità
della vita abbastanza buona.
Vi sono situazioni difficili, impreviste, spesso iatture che
arrivano all’improvviso: le chiamiamo sorprese. Negative. Secondo un saggio, la migliore sorpresa è non avere
sorprese. Alcuni vedono nell’imprevedibilità un fatto
positivo, ma è meglio sapere quello che può accadere e
prepararsi per affrontarlo.
Non bisogna essere persone straordinarie per comportarsi
così, ma persone normali, consapevoli di come è fatta la
vita e di come è meglio affrontarla. Questo non significa
che non servano sacrifici, spesso pesanti, per affrontare le
difficoltà. E’ proprio la forza d’animo che dobbiamo trovare in noi come antidoto ad esse. Senza tenacia, voglia di
superare gli ostacoli, produrre qualità, la vita si conduce
in modo piatto. E invece occorre viverla intensamente,
godendo di tutte le cose positive che vi sono, soprattutto di
quelle che creano emozioni. L’emozione è un sentimento
dell’anima o dello spirito, che è dentro ognuno di noi.
Un modo per tirarsi fuori dalla materialità dei comportamenti che attirano verso il basso, come la forza di gravità.
Mentre noi dobbiamo tendere verso un alto immateriale.
Pur conducendo una vita equilibrata e sobria, priva di
orpelli, è anche possibile pensare qualche volta a degli
eccessi, i quali debbono essere comunque controllabili per
evitare che si scateni l’irreparabile.
Quando si decide di ubriacarsi è meglio usare il miglior
vino possibile, o il miglior whisky possibile. Quando si
decide di correre l’avventura è meglio spingerla al massimo. Ma quando si intende correre un rischio di qualunque genere, bisogna fissare un limite dentro il quale
56
esso si muove. In altri termini, ogni eccesso che ognuno di
noi volesse trovare dovrebbe orientarsi in una logica che
consenta di acquisire esperienza, la più approfondita, in
modo da trarne insegnamenti utili al proseguo della propria vita.
Guardare avanti per costruire, tenendo conto del passato,
è strettamente necessario. Chi non ricorda il passato è
destinato a commettere gli stessi errori.
 Sicurezza
Cambiamo il volto
delle nostre città
La sicurezza, un problema sempre di attualità.
Occorre che il territorio intero, nella sua duplice accezione di habitat e di ambiente, venga gestito per innalzare il livello di qualità della vita. Di Bruno Ferraro
U
n libro di Alessandro Ceci, professore presso il
Campus Universitario di Pomezia, che ho avuto
modo di presentare, unitamente ad una schiera di esimi
relatori nel Palazzo Valentini della Provincia di Roma, mi
offre l’occasione di tornare su un argomento di costante
attualità, reso tale dai brutti fatti di cronaca che giornalmente vengono raccontati dalla stampa.
Nella sua lunga e breve e talvolta confusa peregrinazione
l’uomo non ha fatto altro che realizzare strumenti di tecnica e di tecnologia.
Peraltro, le scoperte in tema di informazione influenzano
da sempre il modo di pensare, la struttura e funzione della
mente, la struttura delle relazioni interindividuali.
Nella società della comunicazione si registrano reti sempre
più forti e complesse, sempre meno legate alla capacità
umana di controllo, con l’effetto di ingigantire il senso
della solitudine e l’assenza di contatti personali.
In una società siffatta, gonfia di messaggi, di suoni e di
Magazine
rumori, l’alienazione è l’improvviso silenzio, il tacito dissenso, l’improvvida estraneazione.
Il fenomeno dell’agglomerato, del pieno, ci rende uomini
impotenti, vite inflazionate, esseri resi insignificanti dalla
massa. Nessuna diversità è possibile: per esistere bisogna
essere in simbiosi con la rete.
E’ difficile ammettere che la città ci è sfuggita di mano.
Abbiamo imbarcato una sicurezza collettiva che è il
prodotto della delocalizzazione del potere come effetto
dell’avvento della società della comunicazione. Le nostre
società non hanno più un futuro programmato o programmabile. Le democrazie moderne sono costruite
sull’insicurezza.
Come reagire, a cosa puntare? I sindaci possono poco in
termini di sicurezza, per cui l’Autore consiglia e spinge
verso la convivialità, intesa come il nuovo modo di essere
della società della comunicazione.
Città e politica, un binomio indissolubile. Non è stata la
città a generare la politica ma la politica a generare la città,
costruendo per ciascuno di noi un habitat.
Il sentimento di paura è diventato il più immediato ed
efficace strumento per orientare i flussi elettorali. Ma chi è
realmente preposto alla realizzazione della sicurezza?
Da noi, quando si parla di Enti locali, si intendono quasi
esclusivamente i Comuni; altrove invece si parla di
Distretti. Perciò, una politica per la città non è più sufficiente. L’uomo della quarta “cosmogonia” ha traslato la
sua relazione simbiotica dai luoghi della città ai modelli
culturali mediatici in cui si riconosce.
Quando
si parla di insicurezza
simbiotica
s’intende
PAG_ITA_205x135_0311.qxd
2-03-2011
18:27 Pagina
1 dire
che la città non è più l’habitat adeguato. Un vero rapporto
culturale con i luoghi non c’è più. Le migliori città nella
società della comunicazione tendono a corrispondere ai
criteri dell’efficienza e dell’efficacia.
Che fare, demordere? Neanche per sogno! Rispunta il
concetto della città conviviale che è tale solo se c’è vita
reale. La sicurezza ci sarà quando avremo risolto i nostri
problemi, quando avremo cambiato il volto della città.
Occorre che il territorio intero, nella sua duplice accezione
di habitat e di ambiente, venga gestito per innalzare il
livello di qualità della vita.
Al termine del suo difficile percorso l’Autore si lancia in
una protesta ed in una proposta. La protesta è per alcuni
agenti culturali ghettizzati ed emarginati, per gli uomini
non tutelati, per l’autorità senza autorevolezza, per i
grandi despoti del minipotere locale.
La proposta è invece il recupero delle risorse, dell’associazionismo, dei team pensanti, degli organismi partecipativi di base, dei servizi sul territorio.
E’ forse questa la strada per vincere la solitudine, intesa
come il vuoto di essenza di ciascuno, che non si riconosce nell’altro perché l’altro non lo riconosce, e che quindi è
privo di relazioni umane e superficiale nei contenuti.
Un libro non facile, stimolante e profondo, crudo nell’analisi ma capace di slanci poetici. Forse è l’uomo solo che
può riprovare il gusto ed il fascino di recuperare il rapporto con gli altri, in una società ancora capace di favorire
l’intreccio di relazioni qualitativamente importanti.
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5 milioni di euro/201
Caro direttore, in relazione alla
tua proposta di raccogliere
fondi (5 milioni di euro) per un
service ancora da individuare,
in mezzo a tante voci di plauso,
consentimi di presentare le mie
riflessioni negative in proposito.
Se l’avessi dimenticato ti ricordo
che la nostra è un’associazione
di lions club ed i service possono,
e debbono, essere scelti soltanto dai
club e dal libero consesso dei loro rappresentanti.
I singoli Lions possono, anzi debbono, nessuno escluso, proporre i service al proprio club e
questi sono obbligati - soltanto dopo eventuale approvazione - a presentarli come proposta ai congressi nei quali
i delegati, e soltanto loro, possono decidere se trasformare
l’idea in azioni concrete coinvolgenti tutti i club di quel
distretto e/o multidistretto.
Bada bene non contesto l’obiettivo di raccogliere cifre
importanti per realizzare iniziative altrettanto gratificanti,
contesto il fatto che se condividessimo questa modalità “atipica” di ricerca fondi, allora dovremmo cambiare il nome
della nostra associazione e non chiamarla più Associazione
dei Lions Club ma forse Associazione della solidarietà libera
ed anarchica o… di chi strilla più forte ha sempre ragione.
Ti invito a riflettere sul fatto che l’iniziativa, per quanto
pregevole nel suo obiettivo, rischia di minare alla base la
struttura organizzativa e decisionale dell’Associazione dei
Lions Club trasformando il “collettore” di notizie (la rivista
Lion) in organo proponente e/o deliberante per service di
carattere nazionale, distraendo i Lions da regole ed obiettivi istituzionali.
Infine, oltre a non essere d’accordo sul metodo, consentimi
di criticare anche la mancanza di un progetto per il mega
service che stai promuovendo anche con la mia quota associativa (ricordo che ciascun socio Lions italiano versa una
quota anche per la rivista the Lion).
Dubito fortemente che un
qualunque Congresso possa
approvare una proposta di
service consistente nella raccolta di fondi (100 euro a socio)
senza prima aver chiaro come
questi saranno utilizzati.
In questo modo si crea soltanto
ulteriore confusione nei Lions
italiani i quali hanno già molta
difficoltà a capire che cos’è effettivamente l’Associazione internazionale dei Lions Club, quali sono le
sue regole e quali i suoi obiettivi.
Per inciso ti invito a riflettere sul fatto che
la somma di 5 milioni di euro potrebbe essere
raccolta ogni anno da noi lions semplicemente se
usassimo quella quota parte di materia grigia che diciamo
di possedere ed apponendo una semplice firma - nota
bene senza ulteriore esborso di denaro – se decidessimo di
devolvere il nostro 5x1000 dell’Irpef alle numerose organizzazioni Lions autorizzate a raccoglierlo.
Noi Lions non raccogliamo il nostro 5x1000 se non in quantitativi risibili regalando ad altri, in un sol colpo, ed ogni
anno, l’equivalente di tutte le entrate dei distretti italiani
(circa 5 milioni di euro)!
E’ veramente avvilente constatare che ogni anno ci affanniamo a racimolare briciole vendendo fiori, frutta o comprando biglietti di lotterie (alle quali abbiamo il più delle volte
già donato gli oggetti in palio) mentre continuiamo ad ignorare la principale entrata di cui disponiamo: il 5x1000.
A volte siamo così generosi che regaliamo addirittura il
misero frutto di tanta fatica a chi (Croce Rossa docet), ha già
ricevuto la quota parte del nostro 5x1000, il tutto a discapito
di service regolarmente deliberati dall’Assemblea dei Club
Lions.
Credo che i Governatori tutti del Multidistretto Italia dovrebbero valutare attentamente questa situazione decidendo di
riservare ben 15 facciate della rivista ad ogni sua uscita non
ad iniziative personali di qualche Lions (e men che meno
del direttore) ma per promuovere e sensibilizzare i Lions
5 milioni di euro...
il parere dei lettori
Nozze d’oro con il giornalismo
I
l prestigioso traguardo è stato raggiunto dal PDG
Franco Amodeo (distretto 108 Yb Sicilia) che ha
ricevuto la medaglia d’oro per l’iscrizione da 50 anni
all’Albo dei Giornalisti.
La cerimonia ha avuto luogo ad Agrigento
in occasione dell’assemblea annuale dell’Ordine dei Giornalisti, presieduta da Vittorio
Corradino.
E’ stato un momento intenso di ricordi e di
indimenticabili momenti di vita giornalistica vissuta. Con Franco Amodeo ha ricevuto l’analogo riconoscimento Francesco
Messina del Lions Club Ribera.
Ha voluto consegnare la medaglia Filippo
Mulè, segretario dell’Ordine, che ha
raccontato un difficile momento di tanti e tanti anni
addietro con la tifoseria “calda” dello stadio di Termini, scongiurato - come lo stesso ha ricordato - grazie
al provvidenziale intervento di Franco Amodeo.
Il PDG Franco Amodeo è direttore della
rivista “Lions” organo ufficiale del
Distretto 108 Yb Sicilia e del Notiziario
on line (http://nonsololions.wordpress.
com) ideato e realizzato dal lions Mariano
Barbara che puntualmente giorno dopo
giorno ha fornito ai circa 60.000 visitatori,
notizie, informazioni e curiosità provenienti dall’intero Distretto.
Nella foto Franco Amodeo.
59
anche per tanti, tanti altri. Io te ne do atto e ti rinitaliani sulla grande opportunità del 5x1000 che
5 milioni di euro...
il parere dei lettori
grazio.
regolarmente ogni anno lasciamo cadere a favore
D’altra parte non ti nascondo neppure il timore
di chi evidentemente non è più fortunato di noi
che quello spazio rischi di essere, per molti, “inuma sicuramente… è molto più intelligente.
tile”, ma solo perché troppo poco e male utilizzato.
Alderano Mannozzi
Lions Club Ascoli Piceno Colli Truentini Dei 156 interventi pubblicati, nessuno (e mi scuso sin d’ora
se me ne fosse sfuggito uno), fa riferimento, non dico ad
una delibera, ma almeno al risultato di un dibattito avve5 milioni di euro/202
Caro Sirio, ho portato la tua proposta all’ultima riunione nuto nel “club”, quello che dovrebbe essere il vero destinadel Consiglio Direttivo del nostro club per conoscere le rea- tario della tua provocazione, colui che dovrebbe aderire o
rigettare la tua proposta.
zioni degli altri membri.
Sono felice di dirti che tutti sono stati concordi nel ritenere Si vuole privilegiare l’“essere” o l’“apparire”? Si vuole perla tua non una provocazione ma bensì una sensata e neces- seguire la “visibilità” o la “notorietà”? E perché non l’uno
e l’altro?
saria iniziativa da portare avanti.
Destinare 100 euro a testa per realizzare un service nazio- Cosa è disposto a fare in più, ognuno di noi, per migliorarci
nale di grande importanza non peserà ai soci ma darà una nell’uno, e quanto è disposto a spendere per commissionare l’“altro”?
bella immagine della nostra associazione.
Considera pertanto il Club Montefiascone-Falisco Vulsineo Il marketing oggi non è una speranza, ma una certezza!
del distretto 108 L pronto a spalleggiarti nel momento in cui Non acquistiamo quasi più nulla richiedendolo con il suo
nome merceologico: dal prosciutto cotto alla carta igienica,
vorrai concretizzare questa formidabile idea.
Lamberto Bonafede dal detersivo all’attacca tutto, dai tortellini alle scarpe,
Lions Club Montefiascone Falisco Vulsineo richiediamo tutto indicando la “marca”! Questo risultato è
costato soldi; soldi spesi non per il prodotto ma per la sua
notorietà; soldi ben spesi, se chi li spende continua a spen5 milioni di euro/203
Direttore carissimo, era ora. Finalmente cominciano a derli!
delinearsi sensazioni ed ambizioni che guardano in modo Ci sono dunque delle scelte da fare: o l’uno, o l’altro o
più diretto alle attuali esigenze della nostra società e della entrambi; il non scegliere sarebbe una iattura!
E queste scelte le dovrebbero fare i club, se non vogliono
nostra stessa associazione.
Sono anni che sostengo, ad ogni occasione, che la visibilità subire il dirigismo dei “togati”. Ma è davvero sempre tanto
e l’efficacia delle nostre azioni passa attraverso la “qua- il loro dirigismo, e non spesso molta, invece, la nostra apatia
lità” dei nostri service, che mi appassiono parlando della ed il nostro disinteresse?
necessità di privilegiare e sostenere, con la maggiore con- La tua provocazione, da sola, è già un service che vale
divisione possibile, la migliore progettualità distrettuale molto di più di 100 euro.
e multidistrettuale, della opportunità di sollevarci da un La tua provocazione, al di là del suo contenuto, fa spargere
senza dubbio del buon seme, e se questo seme non dovesse
ambito di interesse territoriale strettamente locale.
Avevo perfino pubblicamente indicato l’ordine di gran- dare il buon frutto che potrebbe dare, ciò non dipenderebbe
dezza del sostegno economico che mediamente ogni socio né dal seme, né dal seminatore, ma solo dal terreno sul
avrebbe dovuto rendere disponibile per progetti di livello quale il seme è caduto!
adeguato. Parlavo, già 5 anni fa, non a caso, di almeno un Mi dicono che quest’anno la luna sia in ritardo, per cui i
centinaio di euro per socio e per anno. Con i service a costo semi tardano a germogliare. Speriamo che sia così, ed allora
aspettiamo la prossima luna...! Coraggio e grazie!
zero non andiamo molto lontano.
Bruno Donetti
Come sai, però, “una voce poco fa”, e tra qualche apprezLions Club Torino Collina
zamento di cortesia, qualche contrarietà (c’era anche chi
non capiva o faceva finta di non capire), le cose sono ovvia5 milioni di euro/205
mente andate avanti come sempre, se non peggio.
Potrai capire la mia attenzione ed il mio interesse per quella Dopo aver letto gli editoriali degli ultimi numeri della rivista e le risposte che hai pubblicato, ho deciso di dare anch’io
che chiami una tua “provocazione”.
Hai tutto il mio apprezzamento ed il mio sostegno e spero il mio contributo.
Proposta interessante, la tua, e sicuramente di forte impatto;
tanto che le “voci” siano sempre più numerose.
Giancarlo Scoccia a chi non piacerebbe fare finalmente una cosa grande, visiLions Club L’Aquila Host bile e duratura, che parli di noi a chi non ci conosce o ci
conosce male? Sarebbe bello provare; stimolante e magari
un po’ folle, ma di quella follia sana che permettere di
5 milioni di euro/204
Caro direttore, sull’argomento “5 milioni di euro” sono già vedere lontano. E potrebbe essere il punto di partenza
per un nuovo modo di fare il lionismo. Ma non dobbiamo
intervenuto (vedi/100) e non ho nulla da aggiungere.
Mi rivolgo ora a te per incoraggiarti (ammesso che ce ne sia nasconderci che ci sono delle difficoltà.
bisogno) e per rispondere alla tua domanda, ove ci chiedi Da tempo ci stiamo dicendo che perdiamo soci perché non
di dirti se l’insistere nella tua provocazione sia, a nostro riusciamo a motivarli abbastanza e che i nuovi se ne vanno
dopo pochi anni perché non trovano stimoli sufficienti; ma
avviso, “spazio sprecato”.
No! La mia opinione è che ciò non sia affatto spazio spre- possiamo credere che un socio medio di un club medio
possa trovare più stimolante dare 100 euro al Multidistretto
cato!
Il leggere gli interventi dei nostri soci, alcuni anche di rile- per un’opera che qualcun altro ha scelto, piuttosto che
vante peso lionistico, a me ha fatto un gran piacere ed un impegnarli per un’attività locale rivolta a qualcuno che già
gran bene. Potrebbe essere certamente piacevole ed utile conosce? Io penso di no.
60
Tutti vediamo con quanta fatica i club stanziano modeste
risorse per il service nazionale e per quelli distrettuali: la
ragione è che li sentono lontani, estranei, spesso inutili.
Per partecipare con slancio i soci devono sentirsi coinvolti
in prima persona, almeno psicologicamente se non fisicamente; devono sentire che quell’attività è importante e
corale e che loro ne sono parte.
E’ vero che per Sight First siamo riusciti a raccogliere cifre
ragguardevoli (da molti club, ma non da tutti), ma la propaganda è stata pressante e l’organizzazione precisa ed
efficiente ed anche perché siamo riusciti a creare uno spirito di gioiosa competizione fra i Club Modello, con premi
e riconoscimenti per i migliori. Inoltre, l’impegno spalmato
su tre anni ha permesso non solo di renderlo meno gravoso,
ma soprattutto ha dato modo ai soci di assimilare quella
proposta e di abituarcisi gradualmente. Tu potrai obiettare
che si potrebbe ripetere la stessa procedura di allora, ma
io credo che uno spirito così lo si possa ottenere una volta
ogni tanto, non sempre; e comunque solo dopo una lunga
e attenta preparazione.
Non mi preoccupa molto l’entità della cifra richiesta: 100
euro non sono pochi, ma, se guardiamo i dati dei bilanci
dei singoli club, vediamo che la quota pro capite destinata
ai service è di regola almeno il doppio o il triplo di questa:
basta quindi fare una scelta precisa all’inizio dell’annata
per restare nel budget senza problemi. Importante è far
capire che non sono soldi in più, ma che vanno presi dalle
risorse già esistenti.
Altro problema è cosa fare. Certamente bisognerebbe
demandare la scelta ad un Congresso nazionale, dopo
aver chiesto ai club di presentare proposte concrete e det-
tagliate, ma mi aspetto discussioni e polemiche pesanti.
Se scegliamo un’opera materiale, come il restauro di un
monumento famoso (si è parlato di Pompei o dell’Aquila,
ma se ne possono individuare tanti altri che hanno bisogno
di cure) non troveremo mai un’unità di intenti e rischiamo
di fomentare solo le spinte campanilistiche. Se invece scegliamo un’opera umanitaria possiamo forse più facilmente
raccogliere consensi, ma poi ci troveremo a dover gestire
qualcosa di molto più complesso e con tempi difficilmente
prevedibili.
E quindi arriviamo al problema che io giudico più delicato:
quello della gestione del service. Per portare a compimento
un service da 4 o 5 milioni di euro, di qualunque tipo esso
sia, ci vuole una squadra di persone competenti e serie, di
specchiata onestà, che si dedichino a questa attività quasi
a tempo pieno ed in maniera totalmente trasparente, per
alcuni anni, ben consci che saranno soggetti a critiche,
invidie e dubbi. E’ vero che nelle nostre file ci sono tante
professionalità di grande valore, ma bisogna individuarle
ed ottenerne la disponibilità e sappiamo che le persone di
valore sono sempre molto impegnate. Impensabile mettere
tutto nelle mani di personale esterno.
Come vedi le difficoltà non sono poche né di poco conto;
ma questo non vuol dire che non si possa fare. Ci vuole
molto coraggio e altrettanto ottimismo: due cose che i Lions
dovrebbero avere!
Vorrei fare anche un’altra osservazione. Non condivido, e
mi rattrista, l’avversione per i service di sostegno ad altre
associazioni che molti hanno espresso: io credo che sia
invece un’iniziativa degna e meritevole, anzi uno dei nostri
compiti istituzionali.
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61
necessità di promuovere finalmente visibilità alla
Ci sono associazioni di volontariato, spesso di
5 milioni di euro...
il parere dei lettori
nostra associazione. Se questo avverrà, ne sarò
interesse locale, che svolgono una funzione fonfelice, ma raggiungerla attraverso una raccolta
damentale per aiutare chi ha bisogno, sia singoli
fondi (100 euro a socio) non è proprio ciò che io
che famiglie in difficoltà; sono costituite da persone
prefiguro nel lionismo. A parte il fatto che “esser noti
attive e generose, predisposte e preparate per il compito che hanno scelto, ma spesso poco dotate di denaro. ma poco conosciuti” non mi appare una condizione prioNoi Lions non potremmo mai sostituirci a loro, per man- ritaria da risolvere (abbiamo tanti altri problemi ed il we
canza di esperienza e della necessaria predisposizione, ma serve è fine a se stesso e non in funzione di riconoscimento
soprattutto per mancanza di tempo certo da dedicare a chi alcuno), quello che mi interessa particolarmente è l’impeha bisogno. La nostra funzione può essere quella di racimo- gno civico della nostra associazione, su cui solo a parole
lare quel po’ di denaro che serve e passarlo a chi sa come siamo tutti d’accordo, ma, nei fatti, risulta minimo rispetto
utilizzarlo per il bene di altri; mi piace pensare che sia una all’impegno assistenziale-caritatevole od umanitario che
funzione simile a quella che hanno le banche nei confronti dir si voglia.
del commercio e dell’industria: fornire i soldi per far girare Il cosiddetto nuovo corso del lionismo (iniziato negli anni
l’economia; nel nostro caso fornire i soldi per far funzionare settanta), la cittadinanza attiva o umanitaria europea di
i servizi di volontariato anche là dove lo Stato non riesce ad Bocchini, i nostri scopi (prendere attivo interesse…; promuovere i principi di buon governo…) imporrebbero,
arrivare.
Sicuramente questo non ci dà una grande visibilità, ma non prima di ogni altra cosa, di prendere posizione sulle temapossiamo rinunciare a fare un’attività utile solo per questo. tiche sociali, manifestare opinioni sulle disfunzioni dell’atSe poi chi riceve il nostro aiuto ci ringrazia, saremo con- tuale società, sollecitare interventi per favorire la legalità, la
tenti; se non ci ringrazia saremo comunque in pace con la giustizia, la tolleranza, l’uguaglianza.
Questo è il mio lionismo: un movimento di opinione e di
nostra coscienza.
Caro direttore, comunque vada un primo obiettivo l’hai già pressione. Sostengo da anni che ai lions non servono le diuraggiunto: quello di far parlare i Lions! Congratulazioni. turne ed abusate raccolte-fondi, perché la nostra dovrebbe
essere soprattutto una associazione di pensiero.
Cordialmente
Antonio Bolognesi Dovremmo, in via prioritaria, individuare i problemi e solLions Club Valle Savena e Sambro lecitarne la soluzione. Se tutti hanno condiviso la “Carta”
di Bocchini, in cui si chiarisce che è necessario combattere
la povertà piuttosto che soccorrere il povero, allora tutti
5 milioni di euro/206
Concordo perfettamente con il contenuto del tuo editoriale. dovrebbero capire che in questo modo cambia di conseguenza il nostro obiettivo ed il nostro modus operandi.
Un abbraccio,
Roberto Linke La visibilità deriverebbe dalle nostre azioni svolte in sincroPDG - Lions Club Genova Boccadasse nia e dalla conquista di una credibilità mai raggiunta per
colpa delle nostre ancestrali contraddizioni. Il punto focale
è l’utilità, non la visibilità.
Purtroppo, per una serie di circostanze, siamo deficitari
5 milioni di euro/207
Per quanto riguarda i tuoi ultimi editoriali su Lion relativi sia nell’uno che nell’altro caso. Pochi ricordano il seminaalla proposta di service “5 milioni di euro” sono sempre più rio multidistrettuale di Firenze sul tema comunicazione.
d’accordo con te e nel caso la cosa dovesse andare in porto il La conclusione fu emblematica: la stampa e gli altri organi di
prossimo anno oppure successivamente farò in modo che il informazione parleranno di noi se e quando i lions svolgeranno
service di grande portata e di grande interesse comune. Per fare
mio club dia senz’altro l’adesione alla lodevole iniziativa.
Gian Pietro Ragaglia ciò i cinquantamila lions italiani dovrebbero “suonare”
Lions Club Bobbio all’unisono per comporre un significativo “concerto”,
mentre oggi offriamo stonature e rumori vari non “suonando” in accordo.
5 milioni di euro/208
Caro Sirio, approvo la tua iniziativa, ma spenderei tutti A mio giudizio, a nulla vale se il tema e il service nazionale
e cinque i milioni per il service evitando di consumare il non vengono svolti da tutti, nello stesso modo e nello stesso
quinto milione per la diffusione pubblicitaria. Quanto a un tempo; a nulla vale se le attività non vengano finalizzate
eventuale input, perché non facciamo qualcosa, invece che e/o concluse; a nulla vale se gli obiettivi non vengano cenper il Colosseo, che è una natura “morta”, per gli immigrati trati ed i risultati non verificati; a nulla vale se nel continente
africano le azioni avvengano a pioggia, senza un’analisi
che sono esseri “viventi”. Ti abbraccio
Guido Bulli precisa della situazione, senza una pianificazione degli
Lions Club Milano Host interventi, senza un piano strategico ed un coordinamento
centrale che indichino gli ambiti di possibilità. Da questo
panorama frammentato, non universalmente condiviso né
5 milioni di euro/209
Intervengo nel dibattito, avente come tema la provocazione praticato, con delle dinamiche poco fluide e virtuose, ne
lanciata dall’amico direttore Marcianò, non senza qualche consegue il mancato interessamento dei media e ne giustititubanza derivante dalla mia posizione nettamente in con- fica l’assenza.
trasto con quanto affermato dalla stragrande maggioranza Ben venga, allora, un grande, utile e vero service nazionale,
dei lions, intervenuti con loro scritti sull’argomento. Non ma devono essere osservate le premesse dianzi espresse e,
posso, però, esimermi dal manifestare le mie idee e dare, soprattutto, che possa far riconoscere e dimostrare le nostre
perciò, un contributo alla palestra di opinioni che è sostan- (non nuove) finalità di impegno civico strettamente inteso.
Carlo Padula
zialmente la rivista.
PDG - Lions Club Fondi
Non sono d’accordo con quanti affermano la assoluta
62
5 milioni di euro/210
Caro Marcianò, sono un oscuro lions di provincia e faccio
parte di un piccolo club che ha solo cinque anni di vita, il
Casale Litta Valli Insubriche che lotta quotidianamente per
sopravvivere e dare il proprio contributo di service alla
comunità.
Seguo sin dal principio la tua proposta dei 5 milioni di
euro, che mi vede personalmente molto favorevole, e leggo
da mesi sulla rivista i riscontri dei lions tutti positivi ed
entusiastici.
Credo che a questo punto sia opportuno passare ai fatti
sollecitando la creazione di una commissione di saggi che
individui la tipologia del service da realizzare (tu esemplificando citi la ristrutturazione della casa del gladiatore a
Pompei, la ricostruzione di un borgo storico dell’Aquila o
la ricerca di una cura per la SLA).
Una volta stabilito cosa vogliamo fare ed avere ottenuto
il consenso dei Lions Club del multidistretto (che direi
scontato), bisognerà capire quale sarà l’effettiva portata economica dell’intervento. Se ci orientiamo verso la
ricerca scientifica credo che 5 milioni di euro bastino solo
per cominciare e non ci siano reali garanzie di successo in
tempi ragionevolmente brevi. Per ciò che riguarda interventi come la ristrutturazione della casa del Gladiatore o
la ricostruzione di centri storici di paesi o città terremotate
la cosa mi sembra più semplice e certamente nei nostri
club esistono personalità in grado di fare valutazioni tecniche e tecnico/economiche attendibili che ci possano
orientare.
In ogni caso l’iter per sviluppare il service non sarà breve.
Sarei lieto di essere smentito, ma penso che lo sviluppo
del progetto durerà non meno di due anni se non di più.
Sarebbe quindi opportuno incominciare già dal prossimo
anno sociale a raccogliere i fondi, magari partendo il primo
anno con la raccolta di 50 euro a socio, 50 euro il secondo
anno e, se fosse necessario, 50 euro il terzo anno.
Certamente tu hai già messo perfettamente a fuoco tutte
le problematiche che ho brevemente illustrato ed avrai già
un’idea chiara di come muoverti. Io, nel mio piccolo, sarò
lieto di dare il mio modesto contributo a questo grande
progetto.
L’unica cosa che non condivido è l’ansia di apparire che ci
spinge ad ipotizzare la destinazione di 1 milione di euro
per l’immagine dell’associazione. Questo aspetto mi lascia
molto perplesso ed è l’unica parte della tua iniziativa che
non condivido.
Comunque, se il multidistretto Italia riesce a mettere in
cantiere un service del genere io mi adeguerò alle decisioni
democraticamente espresse da tutti i miei amici Lions.
Grazie per l’attenzione e auguri per il raggiungimento
dello scopo.
Sergio Majocchi
Lions Club Casale Litta Valli Insubriche
5 milioni di euro/211
Le idee migliori sono quelle che difficilmente trovano
spazio e ancor di meno attuazione.
Tot capita tot sententiae si diceva ma è così, è una realtà.
Comunque sono per carattere positiva e ottimista. Chissà le
nuove generazioni lionistiche, forse, se cresceranno con più
aperture mentali e più voglia di fare cose serie potrebbero
riuscirci. Speriamo nel futuro.
Ginetta Bergodi
Lions Club Ronciglione Sutri Monti Cimini
63
5 milioni di euro/213
5 milioni di euro/212
5 milioni di euro...
Caro direttore, ho letto il tuo ultimo editoriale
il parere dei lettori
La non-frammentazione delle risorse è sempre
“5 milioni di euro… Non poniamoci limiti” e
stata una dibattuta questione. Tanti nel tempo si
sono rimasto colpito da due frasi: “E’ così difficile
sono detti d’accordo, ma tanto continua ancora ad
credere in noi stessi e nel coinvolgimento di lions
andare come prima. Ritorna sulla questione il direttore Sirio Marcianò, lanciando l’idea di raccogliere una qualificati professionalmente, sia in campo scientifico che
consistente somma quale “contributo di scopo” per l’ese- sociale?” e “Non poniamoci limiti, tutto per noi lions è
cuzione di un grande service. Uno solo, ma con contenuti possibile, ma dobbiamo essere compatti nelle decisioni”.
Per me queste due frasi sono un programma… Andiamo
tali da affermarsi pubblicamente.
Il progetto sta muovendo i primi passi, l’andatura sembra avanti.
Gianni Fossati
incoraggiante, le proposte su cosa potrebbe essere il
Lions Club Rho
“Grande Service” affluiscono molteplici. Comunicata la
mia adesione, permettetemi di aggiungere la mia.
Ci rammarichiamo di non avere adeguato riconoscimento, 5 milioni di euro/214
rimanendo gli eleganti sconosciuti. Ma il riconoscimento è Caro direttore, ti scrivo in riferimento al tuo editoriale “5
sentimento proporzionale alla percezione del bene che la milioni di euro… non poniamoci limiti” per comunicarti la
mia adesione all’iniziativa che, forse in modo un po’ provocollettività attribuisce alle azioni che le si indirizzano.
Sappiamo quanto la ricerca scientifica sia debole in Italia e catorio, hai messo in atto.
quanta parte del benessere e del prestigio nazionale e inter- A che punto siamo? Che speranze ci sono di giungere in
nazionale dipenda da essa. Se ci affiancassimo a una grande modo concreto ad un risultato che sarebbe a dir poco eclauniversità, finanziando (o contribuendo a finanziare) una tante e costruttivo. Tienici informati sugli sviluppi attraspecifica ricerca in ambito tecnico-scientifico, daremmo un verso la rivista.
Mario Torri
segno di tangibile di sensibilità civile.
Lions Club Val San Martino
Quando gli organi d’informazione riportassero la notizia
dell’esito positivo o della continuazione di una importante ricerca universitaria, accompagnata dalla nota “Con 5 milioni di euro/215
il contributo dei Lions d’Italia”, allora grande sarebbe la Egregio direttore, la tua proposta, solo apparentemente
gratificazione per noi tutti. E’ con la qualità delle opere che provocatoria, non può non trovarmi consenziente in
potremo accrescere il prestigio della nostra associazione. E quanto da anni vado sostenendo che disperdiamo le
la qualità è condizione costosa.
nostre risorse in troppe iniziative. Sono tuttavia convinto
Antonio Colella che sia addirittura più facile raccogliere la consistente cifra
Lions Club Milano alla Scala che utilizzarla.
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64
Piacere di guidare
Chi dovrebbe infatti scegliere fra le almeno 5.000 proposte
che ci sarebbero?. Cordialità.
Piergiorgio Pellicioni
Lions Club Valle del Savio
5 milioni di euro/216
Caro direttore, condivido in pieno la tua iniziativa, che
spesso è stata (in passato) oggetto di discussione con amici
Lions.
I miei 100 euro sono pronti, insieme all’augurio che la proposta (provocazione) possa vedersi realizzata.
Paolo Scipio
Lions Club Viterbo
5 milioni di euro/217
Caro direttore, ho letto tutti i tuoi editoriali degli ultimi
mesi su i “5 milioni di euro…”. Ogni volta, preso dalla
voglia di rispondere alla tua “provocazione”, iniziavo a
pensare come potevo dare un mio contributo e/o una mia
opinione. E ogni volta ritornavo sui miei pensieri, perché
non ero ancora convinto di come avrei voluto effettivamente rispondere.
Oggi, penso di avere almeno abbozzato l’inizio del mio
discorso e quindi comincio.
In primo luogo sono d’accordo sulla proposta, e questo è
già qualche cosa di positivo.
Ma… il ma è inevitabile.
Chiedere 100 euro a socio per realizzare una iniziativa di
grande portata dovrebbe essere già il secondo tempo di un
grande spettacolo che andrebbe concordato e accettato da
tanti Lions, meglio tutti, che questi 100 euro devono versare
e, la cosa non mi sembra semplice.
A P O L L O★★★★
Ciascuno ha un statua, un quadro, una chiesa, un monumento, un teatro, un’idea, un programma, un “molto”, che
il contributo raccolto potrebbe sistemare e attuare.
Questo sarebbe fatto a nome dei Lions e, tutti noi, potremmo
avere visibilità nella nostra dimensione e in quella nazionale e internazionale. Forse! Ma… non è facile.
Allora perché non cominciare dal primo tempo con 10 euro
a socio (circa 500.000 euro) e promuovere nei canali mediatici di informazione chi sono e cosa fanno i Lions in Italia e
nel mondo già oggi?
Quanti vicini di casa sanno dei nostri cani guida, del nostro
libro parlato, della nostra raccolta occhiali e, più in alto,
della LCIF e di quello che fa e che porta nel mondo con il
contributo di tanti anonimi che regalano il loro altruismo
agli altri che hanno bisogno?
Cosa sanno del nostro recente aiuto in Nuova Zelanda, in
Giappone, e in tutte le zone in cui i Lions sono presenti?
Cominciamo con poco, o meglio, con meno, nel senso degli
euro, e buttiamoci in TV, in radio, sui giornali.
Impariamo ad essere meno “pieni” solo di noi stessi e più
“orgogliosi, altruisti e operativi tutti”, nella grande associazione a cui apparteniamo.
Poi passiamo al secondo tempo!
Ma…, non solo grazie agli altri, vantiamoci di essere
Lions!
Cesare Omodeo Zorini
Lions Club Vigevano Colonne
5 milioni di euro/218
Caro direttore, ho letto 5 milioni di euro… non poniamoci
limiti” apparso su Lion di aprile ed io, che sono lions da
pochi anni, ho capito quanto sia importante agire tutti
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5 milioni di euro/222
assieme per qualcosa di importante da effettuare
5 milioni di euro...
Caro Sirio, anche 10 milioni di euro! Troppo
il parere dei lettori
sul nostro territorio italiano e con la firma dei
spesso, ormai quasi sempre, noi Lions dimentilions italiani. Non fermiamoci…
chiamo un nostro “pezzo”: International.
Mauro Onger
Quando dobbiamo “fare la ruota” diciamo di essere
Lions Club Chiari Le Quadre
la più grande organizzazione del mondo… salvo poi rifugiarsi nell’“orticello” del nostro club a sviluppare micro
5 milioni di euro/219
Caro direttore, tu scrivi “La provocazione continua o la service a favore di questa o quest’altra associazione, di
facciamo morire?”. Ma perché dovremmo farla morire e ospedali od altro senza ricavarne né un ringraziamento né
non continuare? Finalmente si presenta la possibilità di fare visibilità.
qualcosa tutti assieme e senza appesantire le casse dei nostri Questa tendenza che sembrava un po’ invertita 3/4 anni
club. Dovremmo entusiasmarci e senza pensarci troppo fa è ormai pienamente in voga con il risultato che i club fra
organizzarci per individuare il progetto e portarlo a compi- di loro non parlano, parlano poco i distretti, figuriamoci i
mento. La successiva fase di valorizzazione dell’immagine, Multidistretti!
con un importo così elevato a disposizione, ci porterebbe International! Quante cose potremmo fare insieme agli altri
ad essere finalmente e meritatamente più conosciuti nella lions europei, ma anche insieme a tutti i lions del mondo!
E avremmo anche un grande sottoprodotto: aprire le nostre
nostra bella Italia.
Marinella Premoli menti ad altre culture, ad altri modi di fare ed interpretare
Lions Club Soresina il lionismo...
Ma sono solo sogni fino a che abbiamo chi predica il localismo più oscuro.
5 milioni di euro/220
Carissimo Sirio, hai deciso di diventare milionario? … Io come sempre sono pronto a cominciare! Forse mi torEbbene, voglio aiutarti a diventarlo perché lo chiedi per una nerà l’entusiasmo che ho sempre avuto, fin da Leo, e che
nobile causa che io condivido appieno. Lo chiedi perché sei mi ha permesso di fare un anno da governatore divertenun Lions assolutamente convinto di ciò che sostieni; lo hai domi e impostando insieme ad alcuni colleghi governatori
dimostrato in tanti anni di militanza nella grande Associa- qualcosa di importante!
Federico Bonini
zione Internazionale dei Lions Clubs di cui entrambi facPDG - Lions Club Milano Loggia dei Mercanti
ciamo parte. Ogni volta che leggo le riviste Lion e Vitalions,
da te così egregiamente dirette, ogni volta che partecipo ai
congressi distrettuali o nazionali, ogni volta che ricevo dai Le prime 200 lettere dei lettori sono state pubblicate
nostri officer le notizie su quanto facciamo nel mondo per sui numeri di gennaio (pagine 79-82), febbraio (pagine
gli altri, mi sento orgogliosa di far parte di questa grande 15-29), marzo (pagine 57-67) e aprile (pagine 63-72).
organizzazione, ma, nello stesso tempo, mi chiedo cosa [email protected]
potremmo fare per far conoscere di più il nostro operato,
non per vanagloria ma perché il maggior numero di persone ne potesse usufruire.
Campionato italiano di tennis
Perciò sono pienamente d’accordo nel fare un grande serriservato ai Lions e ai Leo
vice, che dia un grande risultato, anziché disperdere le
nostre risorse di tempo e denaro in tanti piccoli rivoli che
el mese di giugno si svolgerà nel Circolo del Tennis
purtroppo, a volte, non danno il risultato sperato.
di Pescantina (Verona) la 7ª edizione del Campionato
Maria Teresa Mambriani Mari
Italiano di tennis riservato ai Lions e ai Leo e comprendeLions Club Mantova Barbara Gonzaga
rà le seguenti categorie:
• Singolare maschile un5 milioni di euro/221
der 50 • Singolare maCaro direttore, seguo sempre con molto interesse le tue
schile 50-65 • Singolare
proposte che spesso rappresentano pensieri, desideri e spemaschile over 65 • Sinranze di molti soci, magari stanchi ed anche un po’ delusi,
golare femminile libero
che sentono il bisogno di nuovi fermenti vitali, di aprire e
• Doppio maschile +90
percorrere nuove strade attraverso le quali poter riscoprire
• Doppio misto senza limite di età.
e sentire - nuovamente e fortemente - l’orgoglio dell’apparLa speranza degli organizzatori è che il coinvolgimento
tenenza ad un’associazione che molto ha dato e che molto
per l’iniziativa possa interessare tutti i Distretti italiani,
potrebbe e potrà ancora dare.
in modo da attribuire all’evento un maggiore carattere di
Se da questo seme da te lanciato scaturirà linfa nuova che
“nazionale”.
ci sveglierà dal letargo nel quale sembra siamo caduti, sarà
Anche in questa edizione i fondi raccolti, provenienti dalgià ottimo risultato… se poi, tutti insieme, abbattendo le
le quote d’iscrizione degli atleti e dagli sponsor, verranno
barriere dei personalismi e dei facili egoismi, ci dedicheimpiegati a favore di importanti iniziative lionistiche.
remo con passione, senza riserve e democraticamente,
La manifestazione si svolgerà dal 2 al 5 giugno e le iscriad un fine comune e condiviso che sentiamo nostro fino
zioni si chiuderanno il 27 maggio.
in fondo, riusciremo certamente anche a dare una svolta
Per maggiori informazioni ed iscrizioni rivolgersi a
importante che molti stanno da tempo aspettando: eccolo
Giuseppe Zocca (tel. 045 7150130), Mario Baldo (tel. 348
il nuovo! Proseguiamo su questa strada. E… se possiamo
4877136), Pierluigi Piccoli (tel. 348 1408710), Fabrizio
sognare, possiamo anche farlo!
Zampieri (tel. 348 8230801) oppure consultate la rivista
Mariapia Saggese
"Lion" di aprile a pagina 82.
Lions Club Roma Parioli
N
66
distretti e dintorni
Lions Day…
nel Distretto 108 L
Su tutte le strutture approntate per l’occorrenza campeggiavano il simbolo dei Lions, la scritta
“Lions Day 17 aprile 2011”, nonché altri slogan inerenti le attività Lions. Di Bruno Cirica
I
club del Distretto 108 L hanno organizzato il
Lions day a “cluster”, concentrando la loro attività soprattutto nei grossi centri urbani. Questo
ha permesso di svolgere azioni di tutto rilievo,
che sono state realizzate ad Orvieto (Convegno
sull’agricoltura sostenibile), Rieti (passeggiata ciclistica con la cittadinanza), Terni (10 mila cittadini
ad applaudire la Fanfara dei Bersaglieri ed i Lancieri di Montebello a cavallo), Perugia (consegna
di un monumento alla città, manifestazioni in
piazza, ecc.), Cagliari (inaugurazione delle cucine
alla Casa di Accoglienza di Cagliari e manifestazioni
in piazza), Sassari (manifestazioni in piazza con
migliaia di visitatori), Villacidro (esposizione di
raccolta record di occhiali usati).
A Roma, nella stupenda cornice di Piazza Navona,
è stato approntato un ideale percorso didatticoconoscitivo, attraverso 6 pagode (mt. 4x4) dedicate
ad importanti service del Distretto 108 L: Chi sono i
Lions, Dislessia, I Lions per la vista, I Lions per il sociale,
I Grandi progetti Lions, I nostri Leo. A questo sono stati
aggiunti una sala stampa-conferenze ed un camper
attrezzato per esami gratuiti della vista, dove oculisti specialisti hanno effettuato oltre 90 visite.
Su tutte le strutture approntate per l’occorrenza campeggiavano il simbolo dei Lions, la scritta “Lions
Day 17 aprile 2011”, nonché altri slogan inerenti le
attività Lions. Un grande schermo videowall (4x3
metri), per ben 7 ore, ha trasmesso al grande pubblico efficaci messaggi su quanto i Lions fanno per
i più bisognosi.
Durante la giornata si sono succeduti: una tavola
67
Service
rotonda su: “I Lions: servire per essere migliori”, una cerimonia di consegna di una sella da cavallo ad una scuola
di ippoterapia gestita da Lions, un Concerto del complesso musicale “I ladri di carrozzelle”, diversi “testimo-
nial” di importanti service attuati dal Distretto, varie
conferenze stampa.
Commoventi sono stati lo slancio e l’entusiasmo profusi dagli organizzatori e dai partecipanti.
Lions Day… il giorno più lungo
Ben 65 screening a scopo preventivo totalmente gratuiti per Milano e provincia, con la collaborazione di tutti i club lions e leo del distretto. E tante altre iniziative… Di Franco Carletti
I
l Lions Day 2011, per il distretto 108 Ib4, si potrebbe
intitolare “Il giorno più lungo” come il celebre film
che racconta lo sbarco in Normandia del 6 giugno 1944.
La grande differenza è che noi non stiamo parlando di
guerra bensì di azioni concrete pensate a favore della
Cittadinanza, alle quali ben si adatta lo slogan apparso
sul Corriere del 17 aprile e sulla copertina della rivista
Vitalions di marzo: “Noi lions, semplicemente utili”…
Si perché cari amici è con semplicità ma con grande
impegno che il comitato distrettuale voluto dal Governatore Carla Tirelli Di Stefano, ha inteso onorare questa
nostra tradizionale manifestazione, realizzando ben
65 screening a scopo preventivo totalmente gratuiti,
per Milano e provincia con la collaborazione di tutti i
club lions e leo del distretto che si sono profusi in una
grande appassionante gara di solidarietà che ha consentito di celebrare il nostro Lions Day 2011 in modo
fattivo come un unico grande service con numerose
iniziative che riassumo per i lettori.
1. Un accordo con il Comune di Milano per una nostra
partecipazione all’importante iniziativa denominata:
“Le piazze della salute” che ha visto i nostri specialisti
lions o amici, impegnati a bordo dello speciale veicolo
denominato “Truck” appositamente attrezzato con tre
studi-ambulatori che si è posizionato a turno, dal 25
marzo all’8 maggio, nelle piazze delle 9 zone comunali
decentrate per eseguire gli screening per la vista, per
l’udito, per il respiro, per il diabete.
2. Accordi con importanti supermercati, presso i quali
sono stati collocati nostri gazebo dove nostri operatori
68
hanno eseguito gli screening già indicati, con il supporto dei club locali.
3. Su iniziativa del LC Sesto San Giovanni Host, con il
patrocinio del Comune di Sesto San Giovanni, con la
collaborazione della Croce Rossa Italiana e l’Università
degli Studi di Milano, nonché di specialisti Sestesi presso
i 5 quartieri cittadini, dal 14 marzo al 9 aprile sono stati
eseguiti screening per la vista e l’osteoporosi.
4. In 9 cittadine, in concomitanza con fiere e feste locali,
dal 18 marzo al 29 maggio sono stati previsti screening
per la vista, l’udito, il diabete ed il respiro per iniziativa
o con la collaborazione dei club locali.
5. Screening per la vista ai bambini degli asili nido di Cologno Monzese e agli studenti dell’Istituto Breda di Sesto S.
Giovanni eseguito presso l’Istituto Galilei di Milano.
6. Presso alcune Università della Terza Età, per iniziativa del responsabile distrettuale sono stati eseguiti
numerosi screening ai discenti che si aggiungono ai 65
già citati ed è stato realizzato un pomeriggio canoro con
9 cori UTE e un convegno dal titolo: “Gli adulti e la formazione permanente” con la Federazione Nazionale
delle Università della terza età, tenuto presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore anche con lo scopo
di ottenere dalle tante autorità intervenute l’attenzione
per la creazione di un albo Regionale delle UTE.
7. Su iniziativa della 2ª Circoscrizione, Zona “B” che
comprende i club Adda Milanese, Inzago, Cassano
d’Adda, Parco Adda Nord, Cassina de Pecchi e Cernusco sul Naviglio, verranno distribuiti ben 2.000 pasti
gratuiti a persone bisognose.
Service
Questi i fatti e le realizzazioni, fatti che parlano da soli
circa l’impegno dei componenti il Comitato che ha operato in letizia e amicizia, dei club e di tutti coloro che
hanno dato il loro prezioso contributo. Resta solo da
dire che i cittadini che si sono sottoposti agli screening
sono stati, complessivamente al 20 aprile oltre 5.000,
suscettibili di ulteriore aumento per quanto previsto a
tutto il 29 maggio 2011.
I Lions per la lotta alla dislessia
Un libro creativo che contiene le necessarie informazioni e le relative proposte operative per contrastare il fenomeno abbastanza diffuso della dislessia. Di Walter Tommasino
I
l libro, pubblicato in 2000 esemplari dai LC di Manduria, Mesagne, Erchie-San Pancrazio, col patrocinio
morale dei Comuni di Manduria, Mesagne, Erchie,
San Pancrazio, dell’Ufficio scolastico Regione Puglia,
delle Amministrazioni Provinciali di Taranto e Brindisi,
nonché del Centro Studi Itard e del Centro Italiano Dislessia, sarà distribuito gratuitamente alle scuole di Taranto
e Brindisi. La presentazione del libro, autrice Giovanna
Caforio Massarelli, presidente del LC Manduria, è avvenuta il 22 gennaio alla presenza di un folto gruppo di
operatori scolastici, genitori, ed esperti, nella sala convegni del Consorzio Produttori Vini di Manduria. Fra
gli ospiti, oltre alle autorità lionistiche, il Provveditore
agli studi di Taranto e Brindisi, Franco Capobianco, il
Sindaco di Manduria, Paolo Tommasino.
Molteplici i pregi del libro: la chiarezza e l’originalità
dell’esposizione, il felice corredo delle
vivaci immagini, accompagnate da segni
grafici, che con la loro forza rappresentativa consentono l’apprendimento dei dati
essenziali e fondamentali. Ma l’importanza del vademecum dell’autrice va ben
oltre questi pregi, in quanto il libro non è
solo una immediata risposta alle richieste indicate nella legge n. 170, entrata in
vigore l’8 ottobre 2010, sui disturbi specifici d’apprendimento (DSA), ma è allo
stesso tempo una intelligente proposta di
interventi formativi, didattici ed educativi. Per questi aspetti il libro di Giovanna
Caforio rimedia in modo abbastanza significativo alla
genericità della legge, che rinvia all’art. 7 (Disposizioni
di attuazione) tutti i nodi da sciogliere per quanto
attiene alla formazione dei docenti e alle tecniche operative per contrastare e correggere il disturbo della
dislessia. Il libro per la sua struttura così attraente è
anche un valido supporto educativo per i genitori, oltre
che per i docenti.
In Italia solo dal 1962, quando fu istituita la Scuola
media dell’obbligo, si cominciò a prestare attenzione
al fenomeno della dislessia, come causa di insuccesso
scolastico.
Nel formulare le sue proposte formative e didattiche
Giovanna Caforio si avvale della sua preparazione
specifica, acquisita attraverso una partecipata frequentazione alle attività del Centro Italiano Dislessia, diretto
dal prof. Piero Crispiani dell’Università di
Macerata.
Raoul Follereau, un apostolo che ha dedicato la sua vita all’umanità sofferente, ha
scritto: “La più grande disgrazia che vi
possa capitare è quella di non essere utili
a nessuno e che la vostra vita non serva a
niente”. Ma il lion, il vero e autentico lion,
non corre questa sventura, in quanto egli,
al di là dei vuoti e gretti formalismi, in tutte
le ore della sua giornata agisce ponendo al
centro del suo operare proprio l’amicizia,
così come è stata intesa dal nostro fondatore Melvin Jones.
69
Service
Consegnata a L’Aquila
la biblioteca per ragazzi
Il progetto ha provocato un’entusiasmante gara di solidarietà che, partita dalla zona A del Ta1, ha
superato i confini del distretto, ed anche del multidistretto. Di Tarcisio Caltran
A
ncora una volta il Distretto 108 Ta1 ha fatto
centro! Il 1° maggio è stata, infatti, ufficialmente
consegnata alla città de L’Aquila la struttura che
ospiterà la “Biblioteca per ragazzi”, un punto di riferimento importante per il capoluogo abruzzese, soprattutto per i giovani, privati di questo servizio a seguito
del terremoto di due anni fa. Si tratta di una struttura
prefabbricata in legno, antisismica, poggiata su una
platea in cemento armato, che potrà essere utilizzata
anche per altre attività. Non una semplice “biblioteca”,
ma un luogo di incontro utile sotto il profilo sociale,
oltre che culturale.
Ora l’handicap è stato superato grazie alla solidarietà
dei Lions, interpreti di un’esigenza particolarmente
sentita sul territorio, cui si doveva e si voleva dare una
risposta concreta, quanto immediata. L’idea è partita
dal piccolo club di Brunico-Bruneck e dal LC New Century de L’Aquila, nell’anno sociale 2009-2010, quando
70
tutti i soci e la presidente Rosmarie Posch si sono lanciati in un progetto che pareva troppo grande per loro.
Invece, il coinvolgimento è stato generale ed ha provocato un’entusiasmante gara di solidarietà che, partita
dalla zona A del Ta1, ha superato i confini del distretto,
ed anche del multidistretto, raccogliendo in soli sette
mesi oltre cento mila euro.
In effetti, il service è stato supportato e seguito passo
dopo passo dall’allora governatore Albert Ortner, che
ha trovato una risposta concreta nel vicino distretto 108
Ta2, guidato dall’attuale PCC Stefano Camurri Piloni,
pronto a consegnare una somma sostanziosa a sostegno dell’iniziativa. Non hanno voluto essere da meno
i Lions austriaci del MD 114 Austria attraverso l’allora Council Chairman Manfred Pfister, del distretto
Austria West e il LC Sillian-Innichen con soci al di qua
e al di là del confine, i quali hanno contribuito con
somme importanti. E’ stata l’occasione per consolidare
Service
i felici rapporti tra distretti confinanti e sancire l’importanza della collaborazione internazionale, voluta con
insistenza da Albert Ortner.
Progetto proseguito poi dal DG Marco Gibin, convinto
che “sui service ci giochiamo la nostra credibilità”,
seguendo una concezione secondo cui i Lions devono
essere “non più finanziatori di service altrui ma ideatori,
realizzatori e finanziatori di service propri. L’esempio
della biblioteca per i ragazzi a L’Aquila è sintomatico”.
Il progetto, definito in stretta collaborazione con il
club New Century Aquila, è stato in parte modificato
rispetto a quello iniziale, ma l’obiettivo è rimasto volu-
tamente intatto nonostante qualche difficoltà di ordine
burocratico, superata grazie alla “testardaggine” dei
promotori e alla disponibilità della parrocchia di S.
Francesco nel quartiere di Pettino, che ha messo a
disposizione il terreno. Complessivamente i costi superano i 160 mila euro.
Come ricordato, ha collaborato attivamente all’iniziativa il LC New Century Aquila. La struttura, di indubbia qualità, è opera dei Lions Agnes Pobitzer e Gerd
Niederkofler del LC Brunico, ed è stata realizzata negli
stabilimenti del Lions Erwin Ausserhofer a Lienz in
Austria.
Nelle foto il CC Stefano Camurri inaugura ufficialmente l’apertura della biblioteca per i ragazzi. Con lui l’IPDG Albert Ortner e i DG Marco Gibin,
Guglielmo Lancasteri e Ercole Milani. Foto ricordo all’ingresso della biblioteca costruita negli stabilimenti del lions Erwin Ausserhofer. La conferenza
stampa avvenuta prima dell’inaugurazione. Una delle sale della biblioteca per ragazzi realizzata dai lions Agnes Pobitzer e Gerd Niederkofler
71
Service
Una protesi
per i bambini di Haiti
La Cassa di Risparmio di Bolzano e N.C.R., l’azienda
leader mondiale nelle soluzioni per l’automazione
bancaria, si sono uniti ai Lions per i bambini di Haiti.
Di Michele Serafini
N
ell’ambito delle varie iniziative poste in essere
per il service distrettuale “Una protesi per ogni
bambino amputato di Haiti”, parte in questi giorni un
progetto nato da un’idea dei Lions Flavio Ballarini e
Michele Serafini, Presidente della Zona A del Distretto
Ta 1.
Questo progetto denominato “Uniti per i bambini di
Haiti” è stato sviluppato grazie alla collaborazione di
N.C.R., della quale Flavio Ballarini è stato Amministratore Delegato, e della Cassa di Risparmio di Bolzano.
N.C.R. è stata l’azienda statunitense, che ha inventato
il registratore di cassa, diventando successivamente
leader mondiale nelle soluzioni per l’automazione
bancaria e della grande distribuzione.
La Cassa di Risparmio di Bolzano, fondata nel 1854,
è attualmente una fra le maggiori Casse di Risparmio
rimaste indipendenti in Italia. Una banca interregionale, che sta rafforzando significativamente la propria
presenza soprattutto nel triveneto. E’ la più antica
banca dell’Alto Adige e tuttora la maggiore, con una
rete composta da 120 filiali e due rappresentanze estere
in Austria e Germania, con 1.370 collaboratori.
La Cassa di Risparmio di Bolzano, sempre attenta ai
progetti umanitari di aiuto e sostegno verso chi soffre,
ha accettato la proposta di diventare partner esclusivo
di questa iniziativa, che sarà operativa su tutti gli ATM
del gruppo bancario dal 18 aprile al 30 maggio 2011. In
questo periodo, nel corso di ogni operazione presso gli
oltre 170 Bancomat del gruppo presenti su tutto il territorio del triveneto, sarà chiesto ai clienti di donare un
euro a favore del service Lions “Una protesi per ogni
bambino amputato di Haiti”.
72
Questo progetto porterà un grande ritorno di immagine per noi Lions. Per tutta la durata della raccolta,
quando i terminali Bancomat saranno in stand-by, presenteranno con una videata il nostro service. Sarà poi
il terminale a chiedere se si intende donare o meno un
euro: a differenza di altri progetti di raccolta non dovrà
essere il cliente a cercare la funzione “donazione”, ma
comparirà in automatico nel corso di ogni operazione
una richiesta alla quale si dovrà rispondere. Si tratta di
un progetto pilota, che vede per la prima volta coinvolto un istituto bancario altoatesino.
La Cassa di Risparmio di Bolzano ha trovato nei Lions
un partner serio e affidabile: ogni euro raccolto sarà
destinato al service di Haiti in quanto tutti gli altri costi
saranno sostenuti dai due partner “tecnici” del progetto, ai quali va il nostro ringraziamento per avere
supportato l’iniziativa.
L’importanza del progetto e la garanzia data dai partner
siamo certi coinvolgerà i clienti della Cassa di Risparmio, che grazie ad essa potranno essere anche loro protagonisti di questa nostra splendida iniziativa a favore
dei bambini colpiti dal terremoto di Haiti, garantendo
loro di sopravvivere a questa tremenda catastrofe e
recuperare l’autonomia.
Associazionismo,
quale futuro
Un convegno organizzato dai distretti gemelli 108
Ib1 e 102 C Svizzera ha fornito stimoli operativi da
approfondire e sviluppare per l’azione futura. Di Antonio Marino
S
e l’associazionismo è in crisi e se il concetto di crisi
in cinese è significativamente l’unione degli ideogrammi che rappresentano il pericolo e l’opportunità,
è quest’ultima che può connotare il futuro del Lions.
Senza ottimismi di maniera, è questa la conclusione
alla quale si può giungere dopo i lavori del convegno
Service
dedicato a “Associazionismo, quale futuro” - organizzato dai distretti gemelli 108 Ib1 e 102 C Svizzera
- che su un tema così delicato, ma anche così essenziale, ha fornito una quantità di contributi qualificati e
di stimoli operativi da approfondire e sviluppare per
l’azione futura.
I lavori sono stati introdotti dal DG del 108 Ib1 Ercole
Milani, che ha sollecitato oltre alle analisi le proposte
operative; dal VDG del 102 C Marco Lucchini, che ha
presentato la situazione dell’associazionismo in Svizzera, dove il Lions aumenta club e soci; dal sindaco di
Gallarate, Massimo Bossi, che ha sottolineato il rilievo
di occasioni di approfondimento di questo tipo per una
società che sembra poggiare sull’acqua; dalla consegna
di una Melvin Jones a Roberto Fresia e dalla presentazione dell’ideatore di questa occasione di riflessione, il
PDG Rosario Marretta, che ha chiesto un nuovo impegno di tutti a fronte del mutare della società e dei suoi
valori.
Il tema dell’etica pubblica e del ruolo dell’associazionismo nella società contemporanea è stato affrontato
dal primo dei relatori, il professor Salvatore Natoli,
docente di filosofia teoretica all’università di Milano
Bicocca. Ogni etica - ha detto il professor Natoli - è
etica pubblica, perché noi non possiamo non appartenere a una comunità. E l’etica pubblica è costituita dal
rendere congruente l’interesse individuale e l’interesse
collettivo. La vista corta, il ridurre il mondo a sé, l’interesse breve sono la distruzione della società, alla quale
bisogna opporre non tanto la legge quanto la logica del
rapporto dell’amico che anticipa il bisogno dell’amico.
Ha quindi preso la parola la sociologa Patrizia Valsecchiche, parlando di “cambiamenti sociali e cambiamenti personali”, ha rilevato come spesso manchi nel
nostro mondo la consapevolezza del problema, che è il
presupposto per affrontarlo e risolverlo. Nella società
liquida - ha detto - le persone danno meno se stesse,
c’è meno relazionalità, la rivoluzione dei rapporti personali fa saltare i modelli educativi e cresce la solitudine camuffata da contatti fittizi. In questo contesto, la
solidarietà va di nuovo insegnata, occorre recuperare la
regola morale interiore e impegnarsi per un recupero
di relazionalità per il quale può fare molto proprio l’associazionismo.
L’associazionismo come lievito per il bene comune è
stato il tema affrontato dal professor don Luca Violoni, docente di etica all’università dell’Insubria, che
ha osservato come il male abbia un limite intrinseco
(la distruzione) che il bene non conosce. Due le strade
proposte per fermare il primo e spingere il secondo:
la vigilanza, perché il male non arriva mai d’improvviso, e la capacità di “contagiare” l’altro facendo
ciò che fanno le associazioni: uscire da dimensioni
chiuse nel segno della consapevolezza e della partecipazione.
Il Lionismo e la cittadinanza umanitaria sono stati al
centro della relazione del PID professor Ermanno Bocchini, docente di diritto commerciale, legislazione bancaria e diritto della contabilità delle imprese. Bocchini
ha esortato tutti a “scegliere la speranza, non la paura”,
illustrando la Carta della cittadinanza umanitaria europea presentata al forum europeo del 2004. Una carta
ideata da uomini di buona volontà che disegna “l’alba
di una storia diversa, di pace” che va esattamente nella
direzione del primo scopo del lionismo, la comprensione fra i popoli e che fa del lionismo “molto di più
che una multinazionale della carità”.
La necessità che le associazioni siano capaci di rimettersi in discussione è stata sostenuta dall’ultimo
relatore, l’onorevole avvocato Luigi Pedrazzini, presidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino, che ha
illustrato l’evoluzione dei comuni ticinesi attraverso la
ridefinizione della dimensione territoriale, la perequazione finanziaria fra quelli più ricchi e quelli più poveri,
l’accorpamento in nuove comunità tornate capaci di
appassionare i cittadini, concludendo che anche l’associazionismo ha bisogno di riforme.
I temi emersi, qui necessariamente assai sintetizzati,
sono stati ripresi dopo una breve pausa in una tavola
rotonda alla quale hanno preso parte tutti i relatori e
nel corso della quale si è cercato di tradurre in proposte
concrete le linee emerse dal dibattito. Si tratta ovviamente di indicazioni di massima, che necessitano tutte
di approfondimento per essere tradotte in specifiche
attività di servizio. La prima riguarda una rinnovata
attenzione alla famiglia, in vista della ricostruzione
di un’efficace alleanza educativa, anche attraverso un
lavoro da sviluppare sui linguaggi e gli strumenti della
comunicazione con i giovani. Altro spunto fondamentale è la necessità di riconoscere la dimensione internazionale dell’associazione, anche attraverso specifiche
iniziative di avvicinamento conoscitivo alle altre culture. Un capitolo specifico è quello che riguarda i Leo
e l’eventualità di abbassare di molto (fino ai 18 anni) la
soglia d’età dei nuovi soci dei Lions Club. Infine, ricordato che la nostra funzione è quella di “sensibilizzare
il potere sui bisogni che il potere non vede”, il professor Natoli ha sostenuto l’importanza fondamentale di
ridare significato alla parola onore nella dimensione
professionale.
73
Service
Screening sanitari
gratuiti
Il 24 marzo, i Lions di Milano sono stati in piazza per
un service importante per la prevenzione e la tutela
della salute della popolazione. Di Francesco Schiavi
I
n pieno centro a Milano, in piazza della Scala tra la
Galleria e Palazzo Marino, questa mattina è stato
presentato il “Truck” ultratecnologico che sarà utilizzato per gli screening sanitari gratuiti offerti alla
popolazione dal Comune di Milano con la fattiva collaborazione dei Lions del distretto 108 Ib4.
Il cielo terso, il clima mite di inizio primavera, il via-vai
frenetico dei milanesi che arrivati in piazza della Scala
stranamente rallentano forse per godersi un po’ dell’atmosfera di questa piazza in cui si affacciano alcuni dei
principali simboli della grande Milano, hanno fatto da
cornice piacevolissima alla presentazione di questa iniziativa.
Erano presenti le principali cariche lionistiche del
Distretto, qualche Presidente di Zona, gli incaricati dei
rapporti con le Zone Civiche, alcuni Lions istituzionali e
diversi amici Lions, tutti un po’ emozionati e con il loro
bel distintivo appuntato… orgogliosamente sul cuore.
E’ una delle belle occasioni in cui i Lions sono coinvolti
in una operazione di grande respiro e visibilità concretamente utile alla popolazione del nostro territorio.
Questo veicolo attrezzato è decisamente imponente
al punto da poter ospitare al suo interno ben tre studi
medici attrezzati con le apparecchiature necessarie alla
esecuzione delle indagini mediche previste, più altri
spazi di servizio.
L’Assessore alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna, con a fianco il Governatore Carla Di Stefano,
ha presentato agli intervenuti il programma degli screening che prevede la presenza capillare dello studio
mobile in almeno due location (vie, piazze o luoghi di
alta affluenza) per ogni zona civica.
Sarà un service per il territorio, che durerà oltre un
74
mese a cavallo del Lions Day. Un grande impegno ma
anche una grande opportunità per fare qualcosa di
buono e di utile insieme!
Sul sito www.mondolions.org, è possibile trovare i dettagli dell’operazione.
Stelle in strada
Una notte magica è stata vissuta dai Lions e dai Leo
di Napoli. Si tratta di un service distrettuale che offre
un costante impegno verso i più deboli. Il 17 marzo
è stato un giovedì particolare ed emozionante… Di
Eugenio Emilio Potortì
S
ono le ore 19 del 17 marzo. Piove a dirotto. Su
Napoli si è abbattuto un nubifragio. Ci si ritrova
nel parcheggio della Stazione Centrale di Napoli per la
consueta distribuzione di generi di prima necessità ai
“senza fissa dimora”.
Ogni giovedì ciò accade di abitudine: i Lions e i Leo
entrano nel parcheggio e restano in attesa che Roberto
porti le vaschette di alluminio con duecentocinquanta
primi e duecentocinquanta secondi. Se Roberto ritarda,
ci si attacca al cellulare: “Roberto dove sei? Stai arrivando?” “Sono imbottigliato nel traffico che stasera è
più caotico del solito”. Quando Roberto arriva con i
pasti caldi, ci si deve dare da fare affinché questi non si
raffreddino. Si forma una catena… di “imbustamento”.
Ci sono: Alfonso, Roberto, Eugenio, Giuliana, Fausta,
Agostino, Maria Rosaria, Susy, Lino… Leo e Lions. Chi
apre le buste di plastica, chi vi inserisce la vaschetta col
primo, chi quella col secondo e poi le posate, il panino
e talvolta il succo di frutta, l’arancia, il buondì. I “senza
fissa dimora” sono in attesa. Completata l’operazione
di imbustaggio, i pasti vengono distribuiti a quelli
che erano già in fila. Poi vengono forniti indumenti e
scarpe portati dai vari Leo e Lions. “C’è una sciarpa, un
maglione, un paio di scarpe n. 41?” Viene distribuito
quello che c’è e si prende nota dei desiderata espressi,
per portare gli indumenti e le scarpe richieste il giovedì
successivo. Le buste rimanenti vengono portate ai sen-
Service
zatetto che si trovano all’interno della stazione.
Stasera però è una serata particolare: un nubifragio
si è abbattuto su Napoli. Roberto tarda ad arrivare a
causa degli allagamenti delle strade. Finalmente intravediamo la sua auto. La pioggia non accenna ad attenuarsi. Dal finestrino ci dice: “Aspettiamo che spiova.
Stasera ho portato quattrocento primi e quattrocento
secondi!”
La pioggia si fa ancora più intensa. Non possiamo
attendere, i pasti, pur nei contenitori atermici, si raffredderebbero. Si decide, pertanto, di procedere comunque
all’imbustamento. Taluni tengono gli ombrelli aperti
per ripararci… Olimpia e Susy aprono le buste con
difficoltà, il freddo ha irrigidito le dita, Agostino, Enzo,
Giuliana inseriscono i pasti, Eugenio e Fausta raccolgono i sacchetti, tutta la “catena” opera. L’acqua ci
arriva alle caviglie, chi non è impegnato all’imbustamento tiene i sacchetti confezionati in mano per non
farli bagnare.
Tuttavia questa del 17 marzo non è una sera come le
altre.
Una notte magica, infatti, è stata vissuta dai Lions che
hanno offerto le loro emozioni e il loro impegno verso
i più deboli in un giovedì particolare: quello della celebrazione dei centocinquanta anni dell’Unità d’Italia.
Notte magica questa, dicevamo, dove tutto è accaduto
e dove emozioni ed anche lacrime hanno caratterizzato
i momenti più significativi.
Tante esistenze, quelle dei bisognosi che ci attendono,
ognuno un universo di sofferenze, timori, speranze.
Ognuno portatore di un dolore sacro da rispettare e da
alleviare, un dolore esposto con dignità e riservatezza
ed accolto con rispetto ed amore da chi si appresta ad
offrire il proprio aiuto per lenirlo. Sprazzi di buio: la
sofferenza ed il dolore. Sprazzi di luce: l’accoglienza e
la speranza di un recupero e di una vita migliore.
E mentre, nella città, la bandiera italiana sventola ai
balconi delle case napoletane, all’unisono con queste,
sventola anche la bandiera della solidarietà lionistica.
Dicevamo notte speciale quella del 17 marzo, nella quale
si sono verificati numerosi eventi inaspettati e straordinari, quasi a caratterizzare e sottolineare l’Evento Storico che si andava celebrando in tutta Italia.
Innanzi tutto la presenza, per la prima volta fra noi
Lions, di Maria Assunta una gentile creatura dal sorriso lieve e dolcissimo che, malgrado la sua disabilità, ha voluto essere fra noi “per dare anche lei una
mano” ad aiutare i bisognosi. Ha offerto 300 panini
per loro.
E poi, nella lunga schiera dei “senza fissa dimora” ecco
comparire Luigi con la sua fragilità fisica che gli impedisce di giungere fino al luogo dove si dispensano i
pasti. Il suo sguardo mite e dignitoso arriva al cuore e
chiede aiuto senza bisogno di ricorrere a parole. Non
ha denti, i pasti caldi sono finiti. Come fare? Decidiamo
di acquistare per Luigi un cibo facilmente masticabile:
gli portiamo degli hamburger. Ci sorride con mitezza,
solo con gli occhi.
C’è Abdullah, sofferente, che chiede un analgesico che
possa alleviare i suoi dolori. La farmacia è chiusa. Si
va in giro a chiedere un farmaco adatto. Un’impiegata
delle ferrovie ci fornisce il farmaco necessario.
Simona, una figura spaurita e disorientata, si materializza dal nulla. Fuggiasca da chi e da che cosa? Non
lo vuole dire. Certamente da una situazione intollerabile e troppo grande per lei. Non gradisce parole
di conforto, non desidera sfogarsi. “Non voglio
sostegno morale” dice orgogliosamente. Chiede solo
un posto dove dormire la notte. Si decide di accom-
Sonny ha trovato
una padrona con giardino
S
i può davvero dire che Sonny è nato sotto una
buona stella. Ha studiato con profitto al Centro
Cani Guida dei Lions a Limbiate e ora, grazie ai Lions
del Club Torino Host ha trovato una padrona perfetta. E’ la signorina Chiara Vigna che, accompagnata
da una delle otto sorelle, lo ha ritirato fra gli applausi
dei presenti nella serata di una intermeeting del club
dalle mani del responsabile del Comitato distrettuale
Cani Guida, Piero Vironda, e dei presidenti del club
che si sono alternati negli ultimi due anni, Lorenzo
Masoero e Giovanni Picco.
Per nulla intimorito dai flash del fotografo, Sonny si
è accucciato dinanzi alla sua padrona che è alla sua
terza esperienza con un cane guida e che lo porterà a
Condove dove potrà mettere a sua disposizione anche
l’ampio giardino annesso alla sua dimora protetta dai
monti della Valle di Susa. (b.l.)
75
Service
pagnarla e dopo varie peripezie e dopo inutili tentativi
(non ha documenti e si rifiuta di dare le proprie generalità) Roberto, Olimpia e Agostino trovano finalmente
un posto presso un istituto di religiose. La loro ben nota
accoglienza caritativa le permette di trovare un rifugio
sicuro e confortevole ma soprattutto l’amorevole attenzione delle suore. Sono le ventitre, è tardi e piove a dirotto.
Bisogna accompagnare Alessandro, il senzatetto che ha
trovato ospitalità per la notte presso i Padri Vocazionisti.
La strada che porta ai Colli Aminei è impraticabile, Eugenio, alla guida dell’auto, non riesce a veder nulla per la
pioggia scrosciante. Trova il modo, alla fine, comunque,
di portarlo davanti al cancello dell’istituto.
Abbiamo, anche noi, celebrato oggi la giornata per i 150
anni dell’Unità d’Italia. Come privati cittadini e come
Lions siamo stati nelle piazze, nei cortei, nei teatri. Ma
abbiamo, questa sera, voluto farlo anche in un modo
tutto speciale, tutto lionistico.
Questa notte si sono accese tante stelle: Maria Assunta,
Luigi, Abdullah, Simona, stelle ancor più luminose in
una notte di tempesta e di pioggia. Continuano a sventolare le bandiere mentre i nostri cuori battono in un
tumulto di sentimenti ed emozioni.
Dove avremmo potuto trovare un migliore esempio di
forza e coraggio se non nel sorriso di quella meravigliosa ragazza che è Maria Assunta? Da lei ci giunge
un insegnamento: quello di riscoprire i valori veri della
vita, quello di scoprire la carità nella vera abnegazione,
nel dimenticare se stessi per rivolgere lo sguardo al
nostro prossimo.
E’ mezzanotte, la pioggia è intensa, si vede a stento
la strada, si rientra a casa e si pensa a coloro che una
casa non l’hanno, si cena si va a letto e non si dorme. Si
pensa agli avvenimenti incredibili della serata.
Città Murate Lions
Motoraduno
L’8° Congresso Internazionale si svolgerà a Malta
dal 2 al 5 giugno 2011.
Il Lions Club Sanremo Host organizza un moto
raduno dal 17 al 19 giugno.
T
P
ema di quest’annata: “Ripristinare le fondamenta della
nostra cultura per mantenere la nostra identità”.
Giovedi 2 giugno - Arrivo dei delegati provenienti da
diverse destinazioni. Benvenuto da parte dei rappresentanti dei Lions maltesi e drink. Serata a piacere.
Venerdì 3 giugno - Ore 8.30: visita guidata alla fabbrica di Mdina Glass Blowing seguita da una visita alla
vecchia capitale Mdina. Ore 11 Visita alla Valletta e ai
diversi luoghi di interesse tra i quali anche il famoso
‘Caravaggio’. Tempo libero per il pranzo (facoltativo).
Ore 16 pick up da La Valletta agli alberghi. Ore 19.30
partenza dal foyer dei rispettivi hotel per la cena. Ore
20 cena tipica maltese.
Sabato 4 giugno - Colazione. Ore 8.30 pick up dagli
hotel per il trasferimento al Centro Congressi per l’8°
Congesso Internazionale Città Murate Lions. Ore 9
registrazione. Ore 9,30 cerimonia di apertura con le
presentazioni di vari Lions Club e altri diffusori. Ore
11.15 coffee break: Ore 11.30 continuazione della conferenza. Ore 13.30 pranzo a buffet. Ore 14.30 rappresentanti dei vari club partecipanti discuteranno i risultati
della Conferenza. Ore 16 per i delegati che lasciano la
conferenza, dopo il pranzo ci sarà la possibilità di effettuare un’escursione facoltativa. Ore 17 ritorno a Hotels
Network. Ore 19.30 pick up da hotel e trasferimento
al Mediterranean Conference Centre per Cena di Gala.
Ore 20.30 cena e spettacolo musicale garantito da una
voce locale molto popolare e relativa band.
Domenica 5 giugno – Colazione. Check-out da hotel e
trasferimenti in pullman per l’aeroporto.
Per maggiori informazioni consultate il sito www.lionscittamurate.com
76
rogramma della manifestazione.
Venerdì 17 giugno: sistemazione in hotel convenzionati (hotel Villa Sapienza, hotel Lolli Palace, hotel
Paradiso). Per coloro che arrivano da fuori provincia,
ritrovo e cena alle ore 20.
Sabato 18 giugno: ore 9 raduno partecipanti presso
piazzale di Porto Sole a Sanremo e verifica delle iscrizioni; ore 9.30 partenza per la destinazione francese
di Briga (visita Cappella Notre Dame des Fontaines,
pranzo a Vallecrosia in locale sulla spiaggia, rientro a
Sanremo e pomeriggio libero, cena presso il ristorante
Golf degli Ulivi di Sanremo).
Domenica 19 giugno: ore 9.00 raduno partecipanti
presso piazzale di Porto Sole a Sanremo; ore 9.30 partenza verso la località di Pieve di Teco per la visita al
Teatro Salvini; rappresentazione teatrale riservata al
Lions Club Sanremo Host; pranzo ad Imperia presso
l’hotel Corallo; dopo il pranzo visita guidata al “Parasio”.
L’escursione della domenica si svolge nell’entroterra
della Provincia di Imperia, su un percorso di circa
100 km fino a raggiungere l’importante Comune
montano di Pieve di Teco, ubicato nell’Alta Valle
Arroscia.
Verrà visitato il Teatro Salvini, il più piccolo teatro del
mondo (primato condiviso con il Teatro Catalani a
Vetriano di Pescaglia in provincia di Lucca).
Per maggiori informazioni consultare il sito internet
www.ciaosanremo.it
Lions referenti per il motoraduno: Piero Pieroni
(335.8046006), Luca Spada (335.5684683), Claudio
Perato (329.0551111).
77
Lettere
Ristrutturazione del multidistretto
e riproposizione del “Centro Studi”
Riapro due argomenti di antica, ma più che mai ancora
attuale, problematica. Lo faccio in chiusura di un anno
sociale perché entrambi maturati nel corso dell’attività svolta
quest’anno dal Centro Studi ed Archivio Storico “Gian Piero
Gardini” del Distretto 108 Tb, pienamente consapevole che
trattasi di tematiche che necessariamente soltanto il prossimo Consiglio potrà (noi confidiamo) affrontare. Anticiparlo
adesso dovrebbe servire a maggiori tempi di meditazione in
vista di una auspicabile soluzione che - non lo escludiamo potrebbe richiedere anche più di un anno per approdare a
maturazione.
Il Centro Studi del Tb ha fatto quanto in suo potere per sondare la questione, come oggetto di proprio interesse (già da
tempo mi sono permesso di qualificare come schizofrenica
la linea di confine del nostro territorio, con abbondanza di
enclavi ed inclavi); lo ha fatto o meglio, tentato, discutendone
con i Centri Studio dei Distretti limitrofi, apprendendo però
che non tutti ne sono dotati. Risultato: interessante, sì, importante, la questione, meritevole, certo, della massima attenzione ma… delicata, prematura, e comunque non risolvibile
soltanto fra cinque o sei Distretti.
Siamo pervenuti, quindi, alle seguenti considerazioni conclusive. Una complessiva ristrutturazione territoriale del M.D.
108 Italy, soprattutto per renderla adeguata e conforme alle
istituzioni amministrative del nostro Paese, è senza dubbio
un orientamento sempre più diffuso e condivisibile, pur nella
consapevolezza che si dovrà affrontare, e risolvere, con la
dolorosa separazione di attuali realtà locali unite da parecchi
lustri. I Lions dovranno guardare avanti, trovando la volontà
e la forza di conformare la nostra quasi centenaria associazione alla configurazione logico-geografica delle istituzioni
pubbliche, a loro volta sintoniche con le realtà storiche e genetiche delle rispettive popolazioni.
Comprensibili le perplessità, le diffidenze, le resistenze. Ma
non vi è impresa più perduta di quella che non si vuole affrontare. Non si vede come possa conservarsi l’attuale situazione
di molti Distretti che sconfinano geograficamente in più
Regioni, o che hanno creato fastidiose e difficoltose distanze
fra città limitrofe, o che, addirittura, si contendono l’ufficialità
della presenza associativa in città nelle quali sono insediati
Club di Distretti diversi. Tanto utili, per rappresentare e sottolineare visivamente il problema della realtà in essere, quanto
eloquenti, impressionanti (e razionalmente avvilenti) i due
quadri sinottici pubblicati a sostegno dell’intervento “Un territorio da ridefinire” di Ivo Fantin.
Incredibile la confusa sovrapposizione di Club, e rispettivi
Distretti, nelle Regioni del nostro Stato. Nessuno, in una qualsiasi realtà lionistica del mondo, si azzarderebbe a “pensare”,
meno che mai “proporre”, e neppure vagamente ipotizzare,
l’istituzione di Distretti aventi più Club insediati promiscuamente in medesime città, in confusa convivenza “morganatica”.
Che senso ha, allora, siffatta realtà nel nostro Paese?
Auspichiamo dunque la costituzione (ora o all’inizio del
prossimo anno sociale) di un Comitato multidistrettuale,
formato da Lions di provata esperienza, che prospetti una o
più ipotesi di ristrutturazione del territorio di pertinenza dei
Distretti, conformi alla realtà di una o più Regioni del nostro
Stato, da inviare poi ai singoli Distretti per la definitiva approvazione.
Facciamo convinto affidamento sulla disponibilità, sul buon
senso, e buona volontà, di tutti i Lions italiani, in ragione del
fine superire di un bene comune.
78
Non meno sentita, almeno dagli amici Componenti del
Centro Studi del 108 Tb, l’opportunità, o meglio la necessità,
sia di ricostituzione del passato Centro Studi multidistrettuale
e sia di istituzione di analogo Centro in tutti i singoli Distretti.
La nostra composita essenza associativa, permeata di cultura,
di storia, di prospettive etiche, che - in quanto scaturenti dalla
realtà sociale vivente, e su di essa ricadenti nella irrefrenabile
e benefica continua trasformazione - necessita fortemente
di un “pensatoio” di riflessione, proposizione, valutazione,
interpretazione, delle tante tematiche che ci riguardano,
segnatamente al fine del sempre più efficace e penetrante
servire. In particolare, la filosofia del Lionismo nazionale non
può affidarsi ad altri se non ad un nucleo di Lions seri, volonterosi, pensosi, saggi. Quello a suo tempo creato, malamente
vissuto, sotterrato da silenzioso abbandono, ha avuto l’imperdonabile difetto di non essere sostenuto da precisi e chiari
indirizzi normativi.
Anche qui, dunque, è soltanto questione di buona volontà:
rimboccarsi le maniche ideali della “voglia di fare”, per tutto
“fare al meglio del più meditato possibile”, da parte di pochi
e capaci volonterosi.
Senza un buon piccolo ma attivo cervello nessun organismo
vivente può affidarsi soltanto all’improvvisazione, all’istinto,
alla speranza nella “buona stella”.
Achille Melchionda
Un convegno sull’economia…
in diretta
Caro direttore,
mi fa piacere segnalarti che su iniziativa e incarico del mio
club, in coordinamento con il Comitato del Distretto 108 L
“Economia ed etica d’impresa” e tutti i nove club della zona A
e B della 6ª circoscrizione, abbiamo organizzato un convegno
per il prossimo 3 giugno su: “Lavoro: scenari futuri… Imprese,
professionisti e istituzioni nell’ottica del cambiamento.
Ti segnalo il convegno sia per il fatto che in questo momento
solo chi riuscirà a prevedere l’evoluzione del lavoro a medio
lungo termine potrà tradurre l’attuale crisi in opportunità di
crescita e sviluppo, sia per il fatto che con uno sforzo organizzativo abbiamo deciso di realizzare una diretta, con una produzione televisiva broadcast, del convegno per dare a tutte
gli amici Lions e non solo, di poter seguire i lavori.
Il convegno sarà pertanto trasmesso e visibile contestualmente sul sito internet www.lavoroscenarifuturi.it.
Ci farebbe particolarmente piacere poter contare sulla preventiva informazione dell’evento anche con la rivista “Lion”
da te diretta.
Guido Cogotti
Lions Club Quartu Sant’Elena
60ª Charter Night al Milano Host
Il prossimo 21 maggio il Lions Club Milano Host celebra la
sua sessantesima Charter Night. E’ un momento di particolare valore simbolico sia per l’attività di servizio svolta dal
Club “Milano” in tutti questi lunghi anni, sia per il percorso
di crescita quantitativa e qualitativa compiuto dal lionismo
italiano. L’evento sarà festeggiato con una cena di Gala al
Castello Sforzesco di Milano, luogo storico e tanto caro a tutti
i milanesi e non.
La partecipazione è aperta a tutti gli amici che vorranno
unirsi ai soci del Milano Host nella celebrazione.
Lettere
21° meeting dei Lions in vacanza in Maremma
Venerdì 19 agosto 2011, alle ore 20,30, presso la Trattoria “Il Leccio” (tel.0566/918018), in località Cura Nuova
sulla Strada provinciale Sarzanese-Valdera per Massa Marittima, a circa 5 Km. da Follonica, si effettuerà con
una “Cena Maremmana” la tradizionale “Festa in onore dei Lions italiani e stranieri” che trascorrono le loro
vacanze in Terra di Maremma.
Preme ricordare che continuando quel percorso eno-gastronomico di eccellenza che il nostro territorio offre agli
ospiti e che gli organizzatori hanno cercato di rendere sempre diverso in questi venti anni di piacevoli incontri,
questa volta ci riportiamo, a grande richiesta di tanti abituali partecipanti, all’interno, per la degustazione di
piatti tipici della nostra zona cucinati dallo chef rinomato Sandro e serviti da sua moglie Sabrina. La cena sarà
accompagnata dai vini prestigiosi e pluripremiati dell’Azienda Rigoloccio del socio lion Ezio Puggelli.
All’appuntamento di mezza estate ricco di partecipazione, diventato ormai una vera e propria consuetudine,
da quando venne istituito, con felice intuizione, dall’indimenticato lion Ugo Sferlazzo, puoi intervenire prenotando la tua presenza, unitamente a quella gradita di ospiti e amici ai soci del Lions Club “Alta Maremma”:
Giorgio Testini (tel. 056658006 - 3393030539), Ezio Puggelli (tel. 056642582 - 3487717941) o a Vanna Sferlazzo
del Lions Club Firenze Michelangelo (tel. 3355267188).
Il Comitato Organizzativo della celebrazione del 60° di fondazione, il Consiglio Direttivo e tutti i soci del Milano Host
sono ben lieti se vi sarà una sentita adesione di soci di altri
club e Distretti.
Per coloro che fossero interessati a partecipare all’evento, la
segreteria del club è a disposizione al numero 0254102123 o
via e-mail a [email protected].
Per coloro, invece, che non potessero presenziare chiediamo
di volersi unire a noi nell’augurare un prospero futuro al club
che, in fondo, di anni ne ha tanti ma… non li dimostra! (C.P.)
Precisazione
Per un involontario errore, all’articolo titolato “La dislessia oggi”, apparso alle pagine 46 e 47 di “Lion” del mese
di marzo, non è apparsa la firma dell’autore. Il testo è stato
scritto da Carla Bendinelli, addetta stampa del Lions Club
Firenze Arnolfo di Cambio e responsabile in passato del notiziario del club e del notiziario “Donne Lions del Distretto 108
La”.
Ci scusiamo con l’autrice e con i lettori.
La grande crociera dell’amicizia - 25ª edizione
Nel cuore delle grande Russia
Mosca, Sergiev Posad, San Pietroburgo
La grande crociera dell’Amicizia compie 25 anni. Una lunga tradizione del vivere insieme l’amicizia
senza dimenticare chi ha bisogno, che vede i lions, come sempre, validi e puntuali interpreti.
Il tour, per il particolare tipo di itinerario, sarà effettuato solo via terra dal 22 al 29 luglio.
Mosca: la città-icona, Sergiev Posad: culto dell’ortodossia russa, San Pietroburgo: il sogno di uno zar. Questa è la nuova proposta dell’associazione
culturale "Il Mediterraneo" che, in collaborazione con il Lions Club Milano
Madonnina, rivolge a tutti i lions e ai loro ospiti.
3 splendide mete: Mosca, Sergiev Posad e San Pietroburgo, lussuosi alberghi della prestigiosa catena Marriott ed un tour straordinario saranno i protagonisti di questo imperdibile itinerario.
La 25ª edizione della “Grande Crociera dell’Amicizia nel cuore della grande
Russia”.
Partirà con voli di linea da Milano e da Roma (su richiesta collegamenti voli
nazionali) il 22 luglio 2011con il seguente programma: 22 luglio: Italia/Mosca  23 luglio: Mosca  24 luglio: Mosca-Sergiev Posad  25 luglio: Mosca
- San Pietroburgo  26luglio: San Pietroburgo  27luglio: San Pietroburgo 
28luglio: San Pietroburgo  29 luglio: San Pietroburgo - Italia.
Anche quest’anno i partecipanti alla “Grande Crociera dell’Amicizia" avranno
modo di partecipare al service benefico promosso dall’associazione culturale
"Il Mediterraneo" in collaborazione con il Lions Club Milano Madonnina a favore dell’ACESM (Centro sclerosi multipla ospedale San Raffaele di Milano).
I partecipanti alla Grande Crociera dell’Amicizia usufruiranno di speciali ed esclusive riduzioni. Il programma dettagliato e il tariffario scontato verrà inviato a tutti coloro che ne faranno richiesta.
La grande crociera dell’amicizia è un esclusiva dell’associazione culturale "Il Mediterraneo".
79
Per usufruire di tale esclusiva le prenotazioni ed informazioni dovranno pervenire solo all’associazione culturale "Il Mediterraneo": tel. 010 3200152- Fax 010 3723159 - email [email protected]. Organizzazione tecnica Hotelplan/Turisanda.
Amici cari, aiutiamoli a crescere… grazie
anche al vostro aiuto da grandi saranno
cani guida da donare a chi non vede
Il Servizio cani guida dei Lions, una realtà del lionismo italiano
conosciuta e apprezzata nel mondo, vive con l’aiuto degli amici Lions che lo sostengono.
Aiutateci ad aiutare… come? Anche con il 5x1000,
un contributo concreto che non costa nulla.
Versamenti intestati a Servizio Cani Guida dei Lions Ente Morale Onlus
5x1000 > codice fiscale 97033970159
Bancoposta conto corrente postale n. 42123208
Banca di Credito Cooperativo di Carate Brianza
Cod. IBAN: IT92G0844001602000000245179
Banca Popolare di Milano (BPM)
Cod. IBAN: IT51V0558401609000000029255
Viale Abruzzi, 92 - 20131 Milano
Tel. 0229414202 - Fax 0229414883
80
Centro di addestramento
Via M. Galimberti, 1 - 20051 Limbiate (MI)
Tel. 029964030 - Fax 0299693168
www.caniguidalions.it
[email protected]
[email protected]
Libri Lions
Storie d’Italia
Il Comitato “150 anni
dell’unità
d’Italia”
del
Distretto 108 L realizza tre
opere di successo contenute
in un elegante cofanetto.
Nei primi cinque mesi dalla
sua costituzione, il Comitato
“150 anni dell’unità d’Italia” è
riuscito a realizzare un’opera
inedita di letteratura storica,
interessante per i contenuti e
pregevole per la presentazione.
Esternamente l’opera si presenta curata ed elegante nel
colore e nelle finiture e, nel contempo, sobria e raffinata;
per la stampa sono stati usati i caratteri bodoniani di corpo
14 su carta Modigliani delle Cartiere Cordenons.
Il formato poco usuale e la copertina rigida, con i titoli in
oro, concorrono a creare la sensazione di trovarsi di fronte
a qualcosa di raro e prezioso, che richiama la bellezza dei
libri antichi.
All’interno del cofanetto trovano posto tre opere, molto
diverse tra loro eppure complementari, legate dal filo tricolore dell’Italia unita.
La prima è riferita all’aneddotica del Risorgimento, agli
ideali, ai fatti e ai protagonisti.
Gli autori delle diverse icone e racconti hanno accentrato
l’attenzione su comportamenti e uomini che, a partire
dalle guerre d’indipendenza e fino alla prima guerra
mondiale, influenzarono fortemente il percorso dell’unificazione: un faro acceso su persone, gesti eroici, omissioni,
azioni e passività comportamentali che, spesso sottaciute
e dimenticate, hanno invece influito fortemente sul processo storico.
La seconda opera è costituita da una raccolta di documenti,
editti, discorsi e corrispondenze private dei grandi protagonisti del palcoscenico risorgimentale; quest’opera, da sola, è
in grado di riportare la memoria sul pensiero e l’azione che
hanno caratterizzato la storia del Risorgimento.
La terza opera è dedicata alla storia della bandiera italiana:
un excursus preciso e approfondito sulla storia del drappo
Il libro nero dei colori
Che sapore ha il rosso? E il
verde, ha un odore? Com’è il
giallo? Chi non può vedere le
cose conosce il mondo attraverso il gusto, il profumo, i
suoni, le emozioni. Dal buio
dei suoi occhi, Tommaso
invita tutti a scoprire i colori in un modo diverso.
Questo straordinario libro illustrato è destinato a chi ha
l’uso della vista e ai non vedenti, grandi e piccoli. Stimola
la sensibilità di tutti i sensi, fa percepire la realtà come
non abbiamo mai immaginato e ci insegna che esistono
diverse abilità. Un capolavoro da leggere con gli occhi e
tricolore, dalle origini ai nostri giorni, proponendo i diversi
adeguamenti del vessillo ai tempi, ai momenti politici, alle
situazioni militari e allo spirito di libertà popolare.
Nella lettura dei tre volumi, il lettore troverà aneddoti,
assisterà a scene ricche di imprevisti e attingerà fatti poco
conosciuti, ammantati di passioni, ideali e sacrifici perseguiti in nome della libertà.
Tanto che il libro, di per se stesso episodico, acquista una
certa unità proprio dallo sfondo in cui i personaggi si
muovono e i fatti si realizzano.
Lo stile, volutamente semplice e disadorno, in quanto
privo di atteggiamenti professorali ed eccessi linguistici,
ha una sua forza che scaturisce dalla realtà rappresentata,
spesso cruda e nel contempo eroica.
La narrazione, vivace e d’immediato assorbimento, incuriosisce e coinvolge.
Le situazioni, i luoghi, i personaggi, vengono presentati con poche chiose e rapidi cenni, tanto che al lettore
sembreranno noti anche se sconosciuti, in quanto essi si
conformano e si materializzano nella mente, con lucida
percezione.
I sentimenti dei protagonisti si afferrano con immediatezza attraverso le parole, le azioni e le gesta, anche senza
alcun commento da parte degli autori, i quali appaiono
come spettatori disincantati che sembrano apprendere
essi stessi, di momento in momento, gli sviluppi degli episodi raccontati.
Il lettore viene risucchiato nella scia delle vicende raccontate e rimane stupito dal forte desiderio di libertà dei
patrioti, ma al contempo vive con sdegno le malefatte dei
“prepotenti”.
In alcuni momenti esulta per le gesta eroiche di coloro che
seppero “vincere” subendo il martirio e spesso si compenetra nel personaggio, vive con i suoi pensieri, partecipa
alle sue sofferenze, trepida per le sue imprese, s’immedesima nelle sue umiliazioni.
Se le tre opere riescono ad assorbire il lettore in modo
coinvolgente, il merito va al lavoro di ricerca, documentazione e approfondimento profuso dai loro autori; ma non
va sottaciuto il lodevole impegno della struttura organizzativa e dell’intero Comitato - e al suo coordinatore
Sandro Gasbarri - per il contributo d’ingegno e il sostegno
agli autori.
con le dita.
L’autrice, Menena Cottin, ha studiato design e illustrazione
in Venezuela e dopo un anno passato al Pratt Institute di
New York ha cominciato a scrivere straordinari libri concettuali. E’ considerata la “Bruno Munari” del Sud America. Le sue opere sono pubblicate in tutto il mondo.
L’artista, Rosana Faría, ha illustrato molti celebri e apprezzati volumi per bambini, ma realizzare disegni fatti per
essere toccati è stata la sua sfida più grande, che ha vinto
con gioia. Venezuelana, vive a Caracas.
Menena Cottin
Il libro nero dei colori
illustrazioni in nero di Rosana Faría
postfazione di Mauro Marcantoni
24 pagine nere - Euro 16,50
81
Libri Lions
Collegiata
di Santa Maria
Carlo Caramellino, autore della
sontuosa monografia sull’antica
“Collegiata di Santa Maria” in Chivasso, pubblicata a cura del LC Chivasso Host nel 2010 in occasione
della ricorrenza del proprio quarantennio, presenta l’evoluzione
storica ed i profili architettonici del
monumento ecclesiale con molta
attenzione ai particolari stilistici e
tecnici.
Per i Chivassesi è il Duomo, in realtà è la principale Chiesa
della città alla quale è stato attribuita nel 1996 dal Vescovo
di Ivrea la qualifica di “Insigne Collegiata” perché antica
sede di un Capitolo di Canonici.
L’importante monumento risale al 1415 per volontà
del Marchese di Monferrato Teodoro II che ne dispose
la costruzione. Essa, sospesa dal successore Giovanni Giacomo per mancanza di fondi, fu ripresa dal
Comune con l’appoggio della locale famiglia degli
Isola. Nel 1429, benché la costruzione non fosse ultimata, venne consacrata dal Vescovo di Ivrea e nel 1480
avvenne il trasferimento del Prevosto e del Capitolo
dei Canonici.
La facciata in cotto, espressione dell’arte tardo gotica,
costituisce il manufatto architettonico di maggior pregio,
che tuttavia richiese per la fragilità del materiale architettonico successive manutenzioni nel corso dei secoli. A
destra della facciata è stato costruito non molti anni dopo
un importante campanile in mattoni, in origine ricoperto
da lamiere di latta, che, distrutte dalle cannonate dei francesi nell’assedio del 1705, furono sostituite dalla cella campanaria esistente.
Si dice che ai Chivassesi sia stato attribuito il detto “facia
‘d tòla” (faccia di latta) in conseguenza di quel particolare
architettonico.
Le tre navate interne sono eterogenee a causa dei numerosi rifacimenti nel corso del tempo: si possono ancora
notare alcune originali strutture gotiche nella navata
destra. L’imponente organo risale al XIX secolo. Fra le
opere d’arte esposte si può ricordare “Il compianto su
Cristo morto” in terracotta, all’inizio della navata laterale
destra, che risalirebbe al XV secolo.
Il volume, ricco testo d’arte con molte illustrazioni presentato con una veste editoriale di alto profilo, è un saggio
di cultura che valorizza un insigne monumento piemontese non sempre oggetto dell’attenzione che merita. E’
introdotto dalle presentazioni del presidente del club, del
Sindaco di Chivasso e del Prevosto della Collegiata. La
prefazione è di Gianfranco Fiaccadori.
Carlo Caramellino
L’insigne Collegiata di santa Maria
Chivasso
Lions Club Chivasso Host, 2010
82
Grandangolo 2
Grandangolo 2 segue l’impegno
iniziato nel 2004 con il precedente
volume di “raccogliere i miei scritti
apparsi su varie riviste lionistiche
e non”. Così il PDG Carlo Padula,
introducendo al contenuto delle
pagine, apre più finestre sulla
coscienza di Lion. Sono numerosi
i concetti che contribuiscono ad
arricchire il significato delle finestre allegoriche e, sottolineando
i rapporti ed i doveri che nascono dall’appartenenza
all’associazione, ampliano il patrimonio ideale dei Lions
illuminando le rispettive posizioni nella società di appartenenza.
Da “Chi sono i Lions”, capitolo che esprime con semplicità
i fondamentali impegni che nascono dall’appartenenza
ad un club al capitolo “Impegno civile, solidarietà, comunicazione nel lionismo del terzo millennio” vengono sottolineati i termini dell’azione lionistica, l’impegno civile
ed umanitario.
Non mancano, e non potrebbero mancare, le osservazioni
critiche o vagamente ironiche che delineano particolari
circostanze o problemi anomali del periodo storico che
stiamo vivendo.
Alcune osservazioni sono preoccupate. Il capitolo “La
Sarkozyterapia” inizia, ad esempio, con l’approvazione,
attribuita al giornalista Bernardo Valli, per “l’indiscutibile energia di cui il nuovo presidente francese sta dando
prova. Un ritmo mozzafiato sta dando una scossa al Paese
con un inizio sfolgorante”.
La premessa sul presidente francese prelude ovviamente
a conclusioni, meno entusiastiche: “Perché ho accennato
all’interventismo di Sarkozy? Perché è necessario prenderlo a modello? Perché a mio giudizio, è necessario
alla nostra associazione il suo entusiasmo, la sua voglia
di fare, il suo decisionismo, il suo desiderio di snellezza
di governo, la sua capacità di prendere provvedimenti
immediati anche se impopolari. E’ chiedere troppo nella
situazione in cui siamo?”.
Le allusioni palesi, che non riguardano soltanto i Lions
Club italiani, riflettono una situazione generalizzata nel
nostro Paese. Già questo diventa un motivo fondamentale
per leggere il libro e fare qualche meditazione.
Il PDG Carlo Padula, apprezzato medico chirurgo, è
autore di numerose opere, la prima è del 1983 “Sono
malato, quindi esisto”, seguono diverse pubblicazioni, il
citato “Grandangolo” del 2004 ed “Il distretto 108L: La
Sardegna” del 2005.
E’ opinionista su diversi periodici, direttore della rivista
“Lionismo” e Direttore dei “Quaderni del Lionismo” nel
1997 e 1998.
Carlo Padula
Grandangolo 2
La Biblioteca del Duca di Rapallo
A cura di Umberto Rodda
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LION MAGGIO 2011 - Rivista ufficiale dei Lions Italiani