Sommario NUMERO 5 - MAGGIO 2011 Direttore responsabile Sirio Marcianò 3 Si ricordano solo i vincitori di Sid L. Scruggs III 7 Ancora 5 milioni di euro di Sirio Marcianò 10 Servire con… “le tre S” di Domenico Messina 13 Il lionismo del futuro di Stefano Camurri Piloni 16 Un Lions Day per la “Cittadinanza umanitaria” di Ermanno Bocchini 18 Metti un giorno i Lions sul TG1… di Franco Rasi MONDOLIONS 21 Trieste ha favorito la concretezza di Ugo Lupattelli 22 Un’opportunità straordinaria di Fabio Feudale 23 I Lions e il mare nostrum di Sirio Marcianò 24 Trieste al centro del Multidistretto di Maria Pia Pascazio Carabba 24 Osservatorio della Solidarietà Mediterranea di Massimo Fabio 27 Trieste capitale Lions del Mediterraneo di Massimo Fabio 28 LCIF… un mondo di bene 30 10 domande a Aruna Oswal 31 I Lions… per il Giappone di Jay Copp 32 I Lions e le Nazioni Unite di Renzo Bracco 33 A New York per il Lions Day all’ONU di Giordano Bruno Arato 33 I Lions nel mondo di Gualberto Del Roso MULTIDISTRETTO 35 Sid Scruggs in Italia di Paolo Scipio lions mondofav orito Trieste ha la concretezza si è conclusa ed Lions del Mediterraneo La XIV Conferenza dei lli * siderazioni. Di Ugo Lupatte è tempo di consuntivi e Messaggio del Presidente Internazionale Si ricordano solo i vincitori con- è stato; questo è il za di contenuti. E così rimarcare e di cui to con- Conferen to da primo e più immedia principale risultato consegui si. La partecipazione. Il zione che è stata grande, o essere più orgoglio la consuntivo è sulla partecipa non prevedibile dopo i dobbiam o, Trieste ha favorito ente ato Come da noi auspicat importante e sinceram della scienza” ha influenzche città “Trieste eventi. cretezza. drammatici recenti sessioni di lavoro di molto superiore alle scelta dei temi delle 527 gli iscritti - un numero nti da 18 Paesi diversi. infatti la di attività e proposte provenie stati impostati sulla ricerca edizioni precedenti significativa sono di sviluppo. ma via in italiani, Paesi i per Lions e costruttiv Forte la presenza di ri degli istituti scientipaesi. interventi dei ricercato Trieste hanno aperto Gli libaanche quella degli altri ionali con sede a numeroso è stato quello e dalla fici internaz a loro hanno fatto Il gruppo straniero più seguito dalla Slovenia esemplare le sessioni; essenziali. E’ 22. Da in maniera nese con ben 31 iscritti, precise, coerenti ed 28 e dalla Turchia con promozione e di Grecia (con Cipro) con anche se meno numerosa, seguito relazioni facilmente il ruolo di , sottolineare la presenza del Marocco, di Israele, di emerso anche può essere svolto dai Lions. ria, formazione che del Medidella Tunisia, dell’Alge to, che si sono dovuti Tra le altre, la proposta di una Università dell’Egit amici gli Malta. Assenti si candida per questo in buon numero. ci affascina e Trieste ie. necessar ritirare dopo essersi iscrittitanto per i numeri che esprime terraneo; tiche e tutte le caratteris non che sta ruolo avendon Il risultato è importante te la bellezza della città, del particolare momento Una considerazione: nonostan e centrale del Centro quanto in considerazione posizion e l’area mediterranea. e dello lo splendido sole e la turismo intese del vivendo il Nord Africa le re ci, di conferma i, non ha prevalso il piacerestata spesso piena e Avevamo bisogno di incontrar di trasmetterci amicizia Congress za è Conferen della sala volontà, la shopping; di presenze. tra le persone di buona comune. collaborare per il bene e sempre con un alto numeroLions. La Confee soprattutto voglia di appena comunqu per le osservazioni te Scruggs e le autorità e una Il Presiden I contenuti. Proprio realizzar te importan espresse sarebbe stato Andare incontro alle necessità di qualcuno significa essere un “Raggio di speranza”. Di Sid L. Scruggs III 21 21 multidistretto Sid Scruggs in Italia Il Presidente Internazionale a Roma, dal 5 al 6 aprile, Di Paolo Scipio in visita ufficiale al Multidis tretto M artedì 5 aprile, nella splendida cornice dell’Hotel Parco dei Principi in Roma, il Presidente Internaz national Sid Lee Scruggs ionale del Lions InterJudy hanno voluto onorare,III e la consorte signora con la loro presenza Multidistretto 108 Italy, che per l’occasione era , il presentato dalle più alte rapcariche lionistiche nazional ed internazionali, unitame i nte ai 17 Governatori liani. itaGli onori di casa, visto che l’incontro è avvenut Distretto 108 L, sono o nel spettati al DG Naldo Anselmi e alla signora Adria, i quali hanno porto il saluto di benvenuto ai presenti , augurando al Presiden ed alla consorte un piacevol te seguire i saluti del Direttoree soggiorno romano. A Internazionale Dome- italiano. nico Messina, del Presiden natori Stefano Camurr te del Consiglio dei Goveri Piloni e del Past Direttore Internazionale Giusepp e Grimaldi. Alla serata hanno partecip ato oltre 200 Lions provenienti dai vari Distretti , che hanno fatto sentire condivisione e l’apprez la zamento per le linee guidaloro il Presidente Scruggs ha tracciato all’inizio dell’annche lionistica e che hanno ata illuminato, come “un raggio di speranza”, la nostra voglia di servire. L’indomani, mercoled ì 6 aprile, il Presiden te è stato ricevuto in Vaticano per l’udienza con il Santo Benedetto XVI, alla quale Padre giornata, un summit con ha fatto seguito, nella stessa tutti i governatori del distretto per il punto della Multisituazione, nella sede segreteria nazionale. della 35 35 In copertina un’immagine del Lions Day nella piazza Ducale di Vigevano. E’ difficile credere che maggio sia arrivato così in fretta. Il mese prossimo cominceremo a fare gli ultimi progetti per il nostro viaggio a Seattle per la Convention Internazionale. Riflettendo su quest’annata lionistica mi tornano alla mente le parole del mio allenatore sportivo delle superiori: “Figliolo, non conta come cominci, conta come finisci. Si ricordano solo i vincitori”. Il nostro obiettivo quest’anno è quello di impegnarci ancora di più nel servizio, per essere un “Raggio di speranza” per gli altri, e di terminare la nostra annata lionistica con entusiasmo e forza. Il mio istruttore mi faceva allenare a percorrere il 10 per cento in più di quanto segue a pagina 8 3 I 10 numeri di questa annata 5 milioni di euro Investiamo in noi stessi e nella nostra immagine o facciamo belli gli altri con i nostri soldi? Alle pagine 59/66 l’opinione di altri lettori. Se noi lions prendessimo l’abitudine di affrontare ogni tanto uno di questi sogni impossibili, il lionismo non vivrebbe, come vive, nel limbo dei “poco famosi”, ma sarebbe in grado di stupire la gente ed elevarsi verso quote più adeguate alle forze che mette in campo… E voi che ne pensate? Lion - Edizione italiana Mensile a cura dell’Associazione Internazionale dei Lions Clubs Multidistretto 108 Italy MAGGIO 2011 Numero 5 - Anno LIII Annata lionistica 2010/2011 Direttore responsabile Sirio Marcianò Direttore Amministrativo Luciano Aldo Ferrari Redazione Bartolomeo Lingua (vice direttore) Ferdinando Maria Brami (coordinatore), Vito Cilmi, Alessandro Emiliani, Luigi Foglietti, Giuseppe Innocenti, Antonio Laurenzano, Antonio Marino, Antonio Marziale, Carlo Alberto Tregua, Lucio Vacirca Comitato della rivista Domenico Messina (direttore internazionale) Giorgio De Regibus (presidente) Pasquale D’Innella Capano Domenico Laruffa 4 Collaboratori Ginetta Bergodi, Benvenuto Brambilla, Rosario Cacciola, Antonio Colella, Valeria De Paola, Massimo Fabio, Mario Giuliacci, Angelo Iacovazzi, Chiara Irene Lamanna, Nino Magrini Fioretti, Massimo Maisetti, Achille Melchionda, Dario Nicoli, Carlo Padula, Giuseppe Pajardi, Maria Pia Pascazio Carabba, Paolo Piccolo, Massimo Ridolfi, Umberto Rodda, Francesco Giuseppe Romeo, Mario Santini, Angelo Scialpi, Pietro Vitale Executive Officer Presidente: Sid L. Scruggs III, Vass, Nord Carolina, Usa Immediato Past Presidente: Eberhard J. Wirfs, Kelkheim, Hessen, Germania Primo Vice Presidente: Wing-Kun Tam, Hong Kong, Cina Secondo Vice Presidente: Wayne A. Madden, Indiana, USA Direttori internazionali 2010-2011 Yamandu P. Acosta, Alabama, USA Douglas X. Alexander, New York, USA Gary A. Anderon, Michigan, USA Narendra Bhandari, Pune, India Janez Bohori, Kranj, Slovenia James Cavallaro, Pennsylvania, USA Ta-Lung Chiang, Taiwan Per K. Christensen, Denmark Luis Dominguez, Mijas Pueblo, Spagna Gary B. D’Orazio, Eagle, Idaho, Spagna Yasumasa Furo, Dazaifu, Giappone K.P.A. Haroon, Cochin, India Edisson Karnopp, Santa Cruz Do Sul, Brazil Ronald S. Johnson, Sebago, Maine, USA Byeong-Deok Kim, Seoul, Republic of Korea Horst P. Kirchgatterer, Wels/Thalheim, Austria Carlos A. Ibanez, Panama City, Panama Hamed Olugbenga Babajide Lawal, Ikorodu, Nigeria Domenico Messina, Trapani, Italia Daniel A. O’Reilly, Stickney, Illinois, USA Sonja Pulley, Oregon, USA Krishna Reddy, Bangalore, India Richard Sawyer, Overgaard, Arizona, USA Anne K. Smarsh, Colwich, Kansas, USA Jerry Smith, Wauseon, Ohio, USA Robert G. Smith, California, USA Michael S. So, Makati, The Philippines Eugene M. Spiess, South Carolina, USA Haynes H. Townsend, Dalton, Georgia, USA Eddy Widjanarko, Surabaya, Indonesia Seiki Yamaura, Tokyo, Japan Gudrun Yngvadottir, Gardabaer, Iceland Joseph Young, Claremont, Ontario, Canada International Headquarters Personnel - Editor in Chief: Peter Lynch - Monaging Editor: Dana La Joye - Senior Editor: Jay Copp - Associate Editor: Pamela Mohr - Assistance - Editor: Brett Rush - Graphics Manager: Connie Schuler - Production and - Advertising Manager: Mary Kay Rietz - Circulation Manager: Troy R. Jewell - Advertising Sales Chicago: Mary Kay Rietz Organizzazione redazionale, stampa e distribuzione a cura della Magalini Editrice Due - Rezzato (Brescia) Stampa: Tiber S.p.A. - Brescia - Via Volta 179 Pubblicità: Magalini Editrice 2 - Rezzato (Brescia) - Tel. 030 2792968 - 030 2592125 - Fax 030 2592291. Autorizzazione del Tribunale di Brescia n. 45/2000 del 23 agosto 2000 Redazione: Lion - via Gramsci, 5 - 25086 Rezzato - e-mail: [email protected] Redazione Internet www.rivistalion.it *Gli articoli pubblicati rispecchiano il pensiero degli autori e non necessariamente quello della redazione. 37 I Lions e la Costituzione di Naldo Anselmi 38 Facilitazioni e sconti per il 59° Congresso Nazionale di Pier Giacomo Genta 40 I Lions contro il diabete di Luigi Foglietti 41 Un “miracolo” a L’Aquila di Angelo De Nicola 41 Acqua per la vita di Piero Manuelli 42 MK… il giusto riconoscimento di Giuseppe Innocenti 43 Cuore da lion di Luigi Foglietti 44 Una cartolina per l’Unità d’Italia 45 In ricordo… di Aldo Villani 46 Rinnovare… Riesaminare… di Gualberto Del Roso 47 L’associazionismo nella società d’oggi di Francesco Migliorini 48 Vivere il lionismo di Alessandro Emiliani, Guglielmo Lancasteri, Fabio Feudale, Franco Rasi MAGAZINE 51 I giovani e le sfide del futuro di Vincenzo G. G. Mennella 53 Il Mediterraneo, i Lions e un destino comune di Franco Esposito 55 I flussi migratori e le colpe dell’Europa di Antonio Laurenzano 55 Se vuoi ubriacarti usa il miglior vino di Carlo Alberto Tregua 56 Cambiamo il volto delle nostre città di Bruno Ferraro magazine I giovani e le sfide del futuro Per offrire ai giovani un futuro più sostenibile sarebbe costituiscono un buon punto di partenza per ulteriori opportuno attivare alcune proposte, che iniziative. Di Vincenzo G. G. Mennella D a una società del dopogue trovata in enormi difficoltà rra che si era al vento” incuranti del vivere civile senza avendo l’onere certezze e della ricostruzione ma con confuse prospettive che con l’entusiaper un futuro che non smo del rinnovamento sanno ipotizzare ma talora aveva generato benesser e migliorato culturalm e (sognare significa non riescono neanche a sognare ente e socialmente il avere degli ideali, delle paese seguire, siamo passati attravers mete da avere o due generazioni, ad “società fluida”, caratteriz una che di azione, una progettualità di pensiero prima significa zata dalla voglia precariet di mettersi in gioco, dall’indistinto in tutti à e voglia di futuro). i suoi aspetti. Le agenzie educativ L’insicur ezza esistenziale e e (famiglia, scuola, la precarietà delle chiesa), opportun hanno perso la loro autorevo ità lavorative determin lezza e talora preferiano talora una scono “lasciare andare” permanenza lunga nelle piuttosto che interveni famiglie, che diventan spesso lasciano pericolos re o amente il ruolo che era e iperprotettive, quando le famiglie ci sono, e i tempi proprio ai mass-media loro della crescita e alla televisione. si dilatano come quelli I pesanti mutamenti dell’autonomia. Quando poi la famiglia nei è scompaginata e dilaniata organizzazione del lavorometodi di produzione e da gravi problemi i nostri figli nonché i rivolgim sono demografici propri di una fase di transizione enti preda di gravissime tentazioni fortemenallo sbando, da una nanti per economia nazionale ad il loro avvenire e sensibili te condiziouna globalizzata, hanno ricato soprattutto sulle sca- consumismo alla giovani generazioni gli che ha nei giovani le vittimelogica del oneri ziali. conseguenti. Inoltre, i preferennostri adulti non costituisc più riferimento perché ono L’emergenza spesso appaiono insicuri giovani si farà sempre così presi da sé e dai propri più sentire; le e cronache recenti problemi, che non dedihanno superato la storia cano energie sufficient e in pochi mesi ci siamo trovati i per la crescita dei giodi fronte masse di giovani vani E i giovani allora assetati di libertà politica, spesso sono “canne di di libertà di essere non libertà dal bisogno, più “sudditi” privi di dignità, di diritti e di lavoro ma cittadini responsabili. Quelle piazze del Mediterraneo le abbiamo viste gremite sono le “agorà” del 2000, da giovani: dove si rivendica una cittadinanza attiva e diritti primari. Molti giovani, cari del domani, affrontansentendosi i preo il mondo con disillusione coltivand o miti deplorevoli e 51 51 5 MILIONI DI EURO 59 Le lettere dei lettori DISTRETTI E DINTORNI 67 Lions Day… nel Distretto 108 L di Bruno Cirica 68 Lions Day… il giorno più lungo di Franco Carletti 69 I Lions per la lotta alla dislessia di Walter Tommasino 70 Consegnata a L’Aquila la biblioteca per i ragazzi di Tarcisio Caltran 71 Il cervello… un mistero immenso di Walter Bramanti 72 Una protesi per i bambini di Haiti di Michele Serafini 73 Associazionismo, quale futuro di Antonio Marino 74 Screening sanitari gratuiti di Francesco Schiavi 74 Stelle in strada di Eugenio Emilio Potorti RUBRICHE 15 Fresco di stampa di Pino Grimaldi 34 Visti da dentro di Sergio Maggi 36 I numeri… dei Lions di Vito Cilmi 52 Controluce di Antonio Colella 71 Lettere 81 Libri Lions di Umberto Rodda I Lions in Italia al 30 aprile 2011 Soci 48.018 Uomini 38.552 Donne 9.466 Club 1.322 Soci Leo 3.962 5 6 editoriale Ancora 5 milioni di euro Senza imporre niente a nessuno, prosegue il sondaggio su un ipotetico progetto tutto italiano e a costo zero… Di Sirio Marcianò I l socio Alderano Mannozzi mi invia le sue riflessioni sulla provocazione dei “5 milioni di euro”. “I service, mi scrive, possono e debbono essere scelti soltanto dai club e dal libero consesso dei loro rappresentanti”. Se così non fosse, prosegue, “dovremmo cambiare il nome della nostra associazione e non chiamarla più associazione dei Lions Club, ma associazione della solidarietà libera ed anarchica o di chi strilla più forte ha sempre ragione”. Il nostro lettore critica anche “la mancanza di un progetto per il mega service, che la rivista sta promuovendo anche con la sua quota associativa” e ricorda che ciascun socio lions italiano versa un importo per la rivista nazionale. Alderano Mannozzi si è perso un mio passaggio, nel quale c’era scritto che non è importante conoscere oggi il progetto, ma è importante verificare se c’è la volontà dei soci di aderire ad un qualcosa che sia diverso dal solito, che venga realizzato in Italia e che sia firmato dai lions italiani. E’ meglio, chiedo ai lettori di questa rivista, un lionismo affidato all’autonomia di tutte le “teste” che lo compongono, fatto di service “a pioggia” e senza motivazioni, o quello un po’ sognatore che cerca, una volta tanto, di unire le forze per tentare, pur rischiando di fare flop, di raggiungere traguardi importanti e il meritato “ritorno di immagine”? Oltretutto a costo zero, perché l’obiettivo verrebbe raggiunto con i soldi che di solito diamo alle associazioni che non fanno parte della nostra grande famiglia. Per quanto riguarda la sua quota di 5 euro a favore di “Lion” (erano 3,62 fino a qualche mese fa) il lettore Mannozzi riceve a casa 10 numeri di un periodico che dà a tutti i lions la possibilità di informarsi sugli avvenimenti lionistici, di conoscere, capire ed approfondire argomenti che ci riguardano da vicino e che dà spazio alle opinioni, ai dubbi, alle certezze, alle idee, dei lettori. Fatto questo, e viene fatto, penso che il nostro mensile possa meritare il modesto abbonamento che annualmente i soci lions versano per la rivista. E’ bene anche sapere che la sede centrale, nel “Board Policy” (il manuale di procedura del Board Internazionale), scrive che “il principale scopo delle edizioni ufficiali della rivista Lion (tra le quali c’è la nostra) è di fornire ai singoli soci utili informazioni sulle attività dell’associazione, di motivare i lions ad un più elevato livello di servizio e di far conoscere i programmi dell’associazione ai non lions”. La rivista ha anche altri obiettivi, ma desidero sottolineare la frase “motivare i lions ad un più elevato livello di servizio”, perché la considero parte integrante dei miei compiti. Infine, Mannozzi mi invita a riflettere sul fatto che la somma di 5 milioni di euro potrebbe essere raccolta ogni anno da noi lions apponendo una semplice firma per devolvere il nostro 5x1000 dell’Irpef alle numerose organizzazioni lions autorizzate a raccoglierlo. Senza bisogno di riflettere affermo che questa rivista non tralascia di ricordare questa grande opportunità e ogni anno invita i lions ad utilizzare il 5x1000 per finanziare le nostre iniziative e, all’invito, aggiunge, nelle stesse pagine, lo specchietto che elenca le associazioni dei lions che “godono” della possibilità di riceverlo. Il lions Mannozzi chiude con una battuta infelice: “Credo che i Governatori tutti del Multidistretto Italia dovrebbero valutare attentamente questa situazione decidendo di riservare mensilmente 15 facciate della rivista non ad iniziative personali di qualche Lions (e men che meno del direttore), ma per promuovere e sensibilizzare i Lions italiani sulla grande opportunità del 5x1000 che regolarmente ogni anno lasciamo cadere. Alla battuta rispondo che l’opinione libera dei lions per me non è spazio sprecato. Sarei felicissimo, e sono convinto che lo sarebbero anche tutti gli officer del nostro MD, se potessi dedicare un intero numero della rivista su come la pensano i lions su qualsiasi argomento lionistico, perché vorrebbe dire rafforzare il lionismo proprio là dove è più vulnerabile, là dove escono ed entrano soci, là dove si sviluppa la nostra azione, là dove servono motivazione ed entusiasmo. Caro Mannozzi, i soci hanno diritto di esprimere, come hai fatto tu, il loro pensiero sulla rivista, utilizzando tutte le pagine necessarie, e lo possono fare grazie anche al tuo piccolissimo contributo economico. Da parte mia, insisto: investiamo in noi stessi e nella nostra immagine o facciamo belli gli altri con i nostri soldi? Perché non affrontiamo l’argomento con decisione? E’ così difficile credere in noi stessi? Il punto sulla provocazione lo faremo sull’ultimo numero di questa annata lionistica. Ma siamo noi i lions e soltanto noi dobbiamo decidere come e quando essere protagonisti del nostro futuro… E voi che ne pensate? [email protected] 7 Il nostro mondo Messaggio del Presidente Internazionale Si ricordano solo i vincitori Di Sid L. Scruggs III * continua da pagina 3 servisse nella corsa per essere pieno di energia anche dopo aver tagliato il traguardo. Con la campagna di azione globale portata a termine quest’anno dobbiamo continuare ad essere sicuri che il nostro servizio alle comunità continui con forza oltre il traguardo della fine di questo anno. La gente che aiutiamo ci ricorderà sempre come quelli che li hanno aiutati a vincere! Siamo quasi 1,4 milioni di soci, e se ogni singolo Lion avesse compiuto un’azione di servizio significativa ogni mese, sarebbero 17 milioni le azioni a favore degli altri compiute in un anno. Se il nostro servizio consistesse in un’azione a settimana, potremmo festeggiare più di 73 milioni di service fatti dai Lions. Service che farebbero la differenza in meglio per la vita degli altri. Se esaminaste ciò che avete realizzato nella vostra vita, credo che concordereste con me che gli eventi più significativi sono rappresentati dai momenti in cui avete fatto qualcosa per qualcuno. Ho letto che ciò che facciamo significa vivere, ma ciò che doniamo significa costruire una vita. Andare incontro alle necessità di qualcuno significa essere un “Raggio di speranza”. Vi ringrazio per quanto state facendo per la nostra associazione e vi chiedo di continuare a servire con passione. *Presidente Lions Clubs International. C Good Will Ambassador E’ lì dal 1943 E’ incisa su una lastra di marmo ed è scritta in spagnolo. E’ stata fotografata a Trinida, Cuba, il 4 aprile 2011 da Luca, figlio della lions Ornella Salemi. Si tratta di una targa che ricorda la fondazione del Lions Club di Trinidad ad opera di Bartolomeo De Las Casas. Come è noto il lionismo a Cuba è arrivato nel 1927 ed è stato attivo fino all’arrivo di Fidel Castro, nel 1959. Dal 23 al 25 luglio 1940 all’Avana si è svolta la 24ª convention del Lions International e, in quell’occasione, è stato emesso il primo francobollo dedicato alla nostra associazione. Oggi c’è solo la targa che i lions italiani possono, in esclusiva mondiale, ammirare nella foto in tutto il suo splendore e impreziosita dagli anni. E’ lì dal 1943. D urante il recente Board Meeting della nostra associazione tenutosi negli Usa, il Presidente Internazionale Sid. L. Scruggs ha conferito, a nome di Lions Clubs International, l’alto riconoscimento di “Good Will Ambassador” al Direttore Internazionale Domenico Messina. Si tratta di un significativo riconoscimento, che premia giustamente un Lion Italiano di alte qualità morali e che ha dedicato parte della sua vita a testimoniare in maniera encomiabile il lionismo. Al nostro Direttore Internazionale le più vive felicitazioni e l’augurio di potere, e sempre meglio, contribuire all’affermazione dei principi di solidarietà, moralità e comprensione, fondamenta della nostra amata Associazione. 8 M Y CM MY CY CMY K Residenze Universitarie il COMFORT è un'esigenza irrinunciabile l'ECCELLENZA è un'ambizione possibile il FUTURO l’obiettivo realizzabile Il network di residenze Camplus è un contesto abitativo e formativo di alto livello, in cui ogni studente è accompagnato nella crescita personale attraverso la valorizzazione del talento, verso la costruzione del proprio futuro. Per informazioni chiama il numero verde 800 302 008 L'eccellenza nella formazione, nelle strutture e nei servizi, è l'ingrediente fondamentale dell'offerta di Camplus: una realtà in cui università, cultura e mondo del lavoro si incontrano. 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Invero l’albergo che ha ospitato il meeting, The Umstead Hotel and Spa, è situato nella Contea di Wake, il cui capoluogo è Raleigh, ed è nei pressi di quel triangolo, chiamato il “Research Triangle”, costituito dalle città di Cary, Raleigh, Durham e di cui fa parte anche Chaper Hill, che ospita alcuni dei più belli e prestigiosi (ma anche costosi) campus universitari dell’America. Paesaggi mozzafiato, caratterizzati da grandi spazi, vedute panoramiche, foreste, laghi e parchi nazionali. Ci sono pure numerosi bellissimi campi da golf, essendo questo uno sport che da queste parti viene praticato tutto l’anno, da tantissimi appassionati, tra cui bisogna annoverare anche il nostro Presidente Scruggs. Riunione molto intensa dal punto di vista dei lavori previsti in agenda e dei contenuti delle deliberazioni. Gli otto Comitati hanno lavorato molto sodo, con riunioni continue da sabato 16 a lunedi 18, dalle 9.00 alle 17.00, e con l’udienza informale del Board, per la discussione dei rapporti preliminari dei Comitati, svoltasi martedì 19, dalle ore 9.00 alle 17.00. Il Comitato Membership di cui faccio parte è stato inoltre impegnato in diverse riunioni congiunte con altri Comitati, come quella con i Comitati Leadership e Servizi ai Club e Distretti, per discutere dei programmi di sviluppo in certe aree del pianeta (Europa dell’Est, China ed Africa), della implementazione del programma GMT e GLT, e del programma Club Excellence; o quella con i Comitati Pubbliche relazioni ed Attività di servizio, per analizzare una nuova sinergica progettualità al fine di migliorare la nostra immagine e la nostra comunicazione interna (es. nuovo report di attività) ed esterna, ed un nuovo progetto strategico per essere maggiormente presenti nei social network e per connettere i lions in una più ampia rete informatica. Proprio per curare e coordinare questi aspetti è stato recentemente assunto un nuovo manager, il signor Ken Kabira, che si occuperà di sovrintendere alle Divisioni Membership, Pubbliche relazioni ed Attività di servizio. 10 Ma a questo punto vi chiederete dove è finita la riflessione prioritaria. Eccola e spero non vi sembri troppo scontata o banale: “Qual è il miglior modo per servire?” Il “service” è sempre cosa buona e giusta, quando è rivolto disinteressatamente verso gli altri, quando è finalizzato a cercare di migliorare la qualità della vita del prossimo e/o della propria comunità. Vi confesso che c’è “un modus” che quando mi capita di sperimentare, di vederlo attuato, in modo diretto, non mediato o riferito, mi provoca profonde emozioni e rimango veramente entusiasticamente ammirato. Questo è il “servire” che mi piace definire, consentitemi questa licenza, delle ”tre S”, cioè con: Spontaneità, Semplicità, Serietà. Perché torno con queste considerazioni dalla riunione del Board? Che cosa mi ha fatto pensare a tutto ciò? Il modo di essere e di comportarsi di un distinto signore di mezza età, con un sorriso accattivante ed un bel po’ di capelli bianchi, che ho avuto il piacere di incontrare, The Lion in occasione della serata di Benvenuto ai Componenti quelli di Milton Bullock, rappresentano, a mio parere, del Board, organizzata dai Lions del MD 31. il “service con le tre S”. Fare del bene e farlo in maniera Questo signore è il Lions Milton Bullock, presidente spontanea, con semplicità, con quella semplicità che del Lions Club Princeville, nel North Carolina. Il suo è la forza dei grandi, ma anche con serietà, che vuol nome, credo, non vi dirà molto, ma se poi vi dico che dire rigore e competenza, consapevoli del ruolo che Bullock è la mitica voce del leggendario gruppo “The ciascuno di noi ha e delle responsabilità che deve senPlatters”, che con le sue tonalità “satin-smooth” e con tire forti perché legate alle fortune ed ai talenti che canzoni come “Only You”, “Smoke Gets in Your Eyes” ciascuno di noi ha ricevuto ed in virtù dei quali non e “My Prayer”, ha fatto ballare e sognare, tra il 1965 ed possiamo né deludere le aspettative, che vengono il 1970, milioni e milioni di giovani, allora tutto spero vi riposte in noi, né sprecare le occasioni che ci capitano sembrerà un po’ più chiaro. per essere utili. Milton Buldock è un Lion che si approccia agli altri con Vi ho parlato di un Lions, che tra l’altro è anche un grande disponibilità, affabilità e modestia, incarna con famoso cantante, perché vorrei auspicare che il “serentusiasmo contagioso lo spirito lionistico, che lo vede vire” di noi Lions, sia come quelle canzoni, colonne impegnato prioritariamente in favore dei bambini, sonore che non hanno tempo, che non passano mai di tanto da avere costituito anche la Fondazione “Do it for moda, e che riescono a destare sempre, in tutte le genethe Kids/Children Foundation”. razioni, grandi emozioni. In quella serata, in cui erano presenti i maggiori rap- Per concludere vorrei estrapolare una frase dalla strofa presentanti internazionali di Lions Clubs International, iniziale della canzone “Only You”, che è una canzone lui era la star che doveva piacevolmente intrattenerci d’amore, e invitarvi, pensando al nostro “service”, a con le sue canzoni; eppure, Milton, durante la cena, era cantare tutti insieme: “Only you, Can do make all this seduto in maniera anonima tra gli altri lions americani, world seem right, Only you, Can do make the darogni tanto si alzava per controllare da solo il registra- kness bright” (“Solo tu puoi far sembrare giusto questo tore con cui riprodurre le basi musicali sulle quali suc- mondo, solo tu puoi rendere chiara l’oscurità”). cessivamente avrebbe cantato. 205x135 US:The comportamenti Lion 205x135 US 24-02-2011 1 Internazionale 2010-2011. Ecco perché e modi di essere8:55 tipo Pagina *Direttore Ogni giorno, Stannah è con te. Per fare le scale, scegli un montascale Stannah: affidati a persone che si impegnano ogni giorno per rendere più semplice la tua vita. Ti ascolteremo con attenzione per capire a fondo le tue aspettative e offrirti soluzioni su misura per le tue esigenze. Ti affiancheremo in ogni momento per consigliarti, per scegliere e installare il tuo montascale, per garantirti sicurezza e serenità. Contattaci per prenotare una visita, provare un montascale o farci tutte le domande che vuoi. Gratuitamente e senza impegno. Persone di cui fidarsi. Dal 1867. Stannah ti risponde. www.stannah.it 800-818000 RICHIEDI L’INTERNO 96629 Chiamata gratuita11 12 Il nostro mondo La nota del CC Il lionismo del futuro Di Stefano Camurri Piloni * E ssere o apparire, è una vexata quaestio che può essere risolta solo a favore dell’essere. Per noi Lions, da sempre consapevoli che i principi nei quali crediamo e secondo i quali ci impegniamo siano giusti, la condizione dell’“essere” è senza dubbio l’unica possibile, ma in questo mondo sempre più mediatico, dove tutti sembrano interpreti di qualcosa e nel quale l’immagine conta molto, a volte è anche giusto apparire. Nell’era della comunicazione, far sentire la nostra voce e divulgare una corretta informazione sul lionismo, diventa determinante. Altra cosa sarebbe divulgare un protagonismo vanaglorioso, mortificante e poco adatto all’immagine che la nostra associazione, per tutto quello che fa, si merita. Detto questo, ricordo ai lettori che uno degli obiettivi di quest’anno che il Consiglio dei Governatori si è posto è stata la corretta comunicazione ai media di quanto il lionismo riesca a fare e di quali siano le ingenti forze operative di cui dispone. Pertanto, grazie ad una programmata ed oculata campagna pubblicitaria, siamo stati presenti in decine di quotidiani, “Corriere” e “Repubblica” compresi, parecchi settimanali, tra i quali “Panorama” e “L’Espresso”, e alcuni mensili. Solo con gli spazi apparsi sulla carta stampata abbiamo raggiunto complessivamente circa 4 milioni di lettori. Altrettanti, ma in questo caso telespettatori, li abbiamo coinvolti con l’apparizione, non breve, sul TG del primo canale nazionale della televisione. Per questo successo siamo soddisfatti ed orgogliosi! Amici lions, il lionismo è un movimento che racchiude in sé quei valori inestimabili che si basano sul servizio e sull’entusiasmo degli associati. Ne consegue che farci conoscere dai cittadini e dalle istituzioni ci darebbe più forza, la giusta immagine e la possibilità di aiutare meglio gli altri. Il tutto a condizione che il lionismo, e quindi tutti noi, sia adeguato ai mezzi di cui dispone, sappia motivare e coinvolgere i soci e si presenti con un unico biglietto da visita: i suoi innumerevoli e significativi service. Dobbiamo agire correttamente ed essere fieri di esibire il distintivo dell’associazione, restando sempre attenti ai bisogni, ora più che mai cangianti, della società, sia quelli che abbiamo alla porta di casa, sia quelli che attanagliano il resto del mondo. Al congresso nazionale di Torino, avremo la possibilità di confrontarci, di scambiarci le idee, di verificare quali mezzi utilizzare per essere sempre più concreti e più coinvolgenti nelle nostre iniziative di servizio. Affronteremo - mi auguro numerosi - questi argomenti utilizzando uno spazio libero dedicato al lionismo del futuro e nel quale potremo esporre democraticamente le nostre opinioni e creare nuove prospettive operative. I primi 150 anni di “Italia unita”, i primi 60 anni di lionismo in Italia siano lo sprone per fare sempre meglio e di più. Viva l’Italia, gli Italiani ed il Lions International. *Presidente del Consiglio dei Governatori. 13 Armadio Quinta battente Estel s.p.a Via Santa Rosa, 70 - 36016 Thiene, Vicenza, Italy Tel. +39 0445 389611 - Fax +39 0445 808801 www.estel.com 8001452 53 54 Fresco di stampa S crivo mentre non si capisce bene se si stia festeggiando la liberazione d’Italia, pasquetta, San Marco, la fine della costituzione del ‘48, quella di un sistema politico in auge dal ‘94, qualche anniversario di matrimonio, o l’inizio dell’ultimo anno di vita del mondo che catastrofisti di turno prevedono nel 2012. Ne vorrei parlare, ma mi esimo e per amor di Patria e per non essere accusato di illecita invasione di campo. Comunque il paesaggio non è chiaro e tanto si spalma su tutti noi abitanti del cosi detto “bel paese”. Nel quale in fondo i Lions rappresentano una realtà viva e vitale che un’encomiabile campagna pubblicitaria ha mostrato nelle piazze e nei media nazionali nel giorno del “Lions Day” con ben 4 milioni di persone che hanno ricevuto una buona informazione su quanto viene fatto per testimoniare lo spirito di servizio istituzionale. Non male. Anzi a pensarci bene, ottimo. Un paio di anni fa si strombazzò su quello che fu definito il manifesto dei Lions agli Italiani. Non mi sembra che alcuno se ne ricordi, né che ebbe successo. Questa volta l’intelligente opera del CdG ha fatto colpo. Ed è proprio augurabile che il Congresso di Torino approvi il documento che regola la “informazione” che non può essere affidata alla buona volontà di qualcuno, ma ha da essere trattata da professionisti che conoscono il loro mestiere: incrocio le dita. Nella prima capitale d’Italia penso avremo un congresso di tutto rispetto. E’ stato approntato nel programma un tempo aperto (open workshop) durante il quale chiunque ne abbia voglia può dire ciò che pensa, far proposte, criticare, plaudire avendo come interlocutore il Presidente del Consiglio (dei governatori si intende, no?) determinandosi cioè quella osmosi tra i delegati e l’ufficio di presidenza che lo scorso anno fu invocata da molti e che è giusto si abbia, ma non nel corso dello svolgimento dei punti all’ordine del giorno. Ciò è cosa buona e giusta perché in fondo, ad onta delle innumerevoli tavole rotonde, quadrate ed ovali nel corso dell’anno, il Congresso è l’unica occasione ove i delegati dei Clubs possono esternare i loro sentimenti, ed i leader averne cognizione di fatto e personale. Ed è necessario perché se i lavoratori della vigna di lions international tentano di produrre buon vino, molte volte le annate sono magre e la qualità di esso non è sempre doc. Infatti perdiamo soci, a dimostrazione che qualcosa non va per il verso giusto, ma riesce a tutti difficile capire cosa diavolo stia succedendo. Perché in verità è diabolico che molti qualcuno dice i migliori - ci lascino quando invece a sentire il Presidente Internazionale Scruggs, che è venuto questo anno ben tre volte nel nostro paese, di Pino Grimaldi * il nostro è un lionismo completo. Ed ha ragione. Mi sono trovato, come d’abitudine, a Roma al Consiglio dei Governatori che relazionava in maniera precisa e dettagliata al Presidente su quanto avviene. E posso assicurare che a seguire le loro relazioni, concise, puntuali e chiare, raccolte in un facile fascicolo in italiano ed inglese, si aveva la sensazione di una associazione che fa cose che manco se le sognano in altri paesi. Stranamente tutto ciò è come il grande uovo - alimento completo - dello struzzo che, poiché non starnazza, non è valutato come quello della gallina che rilasciandolo lo fa sapere a manca e dritta. Ed aggiungo che, sembra, ciascun club conosca a malapena quel che esso stesso fa non interessandosi di ciò che gli avviene intorno: quasi ciascuno una monade di leibniziana memoria. Ora il senso dell’identità nel socio non è legato solo a quanto faccia o veda fare nel suo club, ma al prodotto interno lordo, direi, del multidistretto e della associazione. Se ciascun socio ignora, è pari al cittadino - si parva licet componere magnis - di uno stato che giudica il proprio paese solo da quanto avviene nel suo comune. Si potrebbe obbiettare che se qualcuno ignora è perché non legge. Vi sono infatti oltre a questa rivista nazionale ottime riviste distrettuali (non tutte, d’accordo), molti distretti ed anche clubs hanno riviste on line, c’è il sito del multidistretto e quello della associazione. Ma quanti tra noi amano andare a leggere su internet o sulla carta stampata lionistica? Illo tempore i meeting di clubs si aprivano sempre con il Presidente che leggeva le notizie che riceveva; ed i soci anche se distratti riuscivano due volte al mese (lo so, ottimista!) ad avere le news. Ora si aprono con inni, elenco di ospiti (sempre in numero maggiore dei soci!) lettura in genere veloce quasi a litania degli scopi codice, missione e visione (non male di certo) e poi o sproloquiare o chiacchierare. Rare volte ad esaminare progetti, proposte, od informazioni ricevute. Sia chiaro questo quadro - si, d’accordo catastrofico! è analogo nella chiesa cattolica (ancora: si parva…) ed ad altre organizzazioni di un certo rilievo mondiale. Dicono gli psico-sociologi: fino a quando l’umanità non si abitua ad internet il mezzo maestro di comunicazione è la televisione. Sta a vedere che dovremo considerare di avere un canale televisivo lions per potere evitare l’emorragia dei soci! Comunque Floris e Santoro sarebbero in questo caso in pool position. Me la godrò dal cielo. *Presidente Internazionale Emerito. 15 LION / LABORATORIO INTERNAZIONALE Un Lions Day per la “Cittadinanza umanitaria” Negli anni a venire se nel mondo la speranza prenderà il posto della paura il “Lion Day” diventerà “La giornata dell’Umanità”, non la giornata dei dritti individuali dei bianchi, dei neri, dei rossi. Di Ermanno Bocchini * I l Consiglio dei Governatori ha deliberato che in occasione del Lion Day sia celebrata anche la 7ª Giornata della Carta della Cittadinanza Umanitaria, per onorare l’anniversario della approvazione della Charter of European Humanitarian citizenship approvata dal Forum europeo di Roma dell’anno 2004. Il successo della promozione della comunicazione in Italia, apre il cuore a nuovi e più grandi orizzonti e, quindi, più che mai il contenuto della comunicazione acquista valore pregnante. I Lions per primi hanno posto all’attenzione pubblica il tema della “Cittadinanza umanitaria”. Oggi esso è divenuto urgente. In realtà tutto il pensiero liberale classico ha esaltato troppo le libertà e i diritti individuali creando Carte di diritti, ma sempre individuali. Dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo del 1947 alla Carta europea dei diritti dell’uomo del 1950 è un tripudio di diritti individuali. Sono rimasti nell’ombra i doveri che tutti i cittadini del mondo hanno verso le loro comunità e tutto ciò spiega perché l’art.1 della Carta Lions della Cittadinanza umanitaria proclama: Ogni cittadino ha dei doveri verso la comunità”. Ma accanto ai diritti individuali esistono anche diritti collettivi. La confusione tra i “diritti collettivi” e il “collettivismo” ha giocato un brutto tiro alla bellezza delle idee sul comunitarismo, che esalta il valore della comunità nella libertà. Se si pone l’accento sulle responsabilità morali e sociali inevitabilmente vengono chiamate in gioco le comunità. Secondo stime recenti in 184 Stati indipendenti del mondo si trovano oltre 600 gruppi linguistici e 5.000 gruppi etnici. In realtà la nozione di cittadinanza che discende a noi sia da Atene sia da Roma, pur presentando modelli contrapposti, ha lo stesso punto di partenza: la cittadinanza intesa ad Atene come attiva partecipazione, nell’Agorà, alla vita della Polis, e intesa a Roma come sudditanza a Roma, concerne, sempre, una comunità sociologicamente omogenea che condivide una stessa cultura e una stessa civiltà. Fuori della cittadinanza greca o romana erano i… barbari! 16 Nella storia dell’umanità Cristo rompe per la prima volta questo schema perché si identifica con lo straniero (“Ero straniero e mi hai accolto nella tua terra; ero affamato e mi hai nutrito, ero assetato e mi hai dissetato”). Ma il pensiero liberale classico teme le religioni e il loro potere nella società relegando, perciò, la religione nella sfera privata. Il Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università LUISS di Roma, prof. Sebastiano Maffettone, scrive: “Non sono le religioni che minacciano le stabilità dello Stato; il problema è che tutti abbiamo bisogno di un cemento della società sulla base di una universale metacomunitario in una società pluralista”. Negli anni a venire se nel mondo la speranza prenderà il posto della paura il Lion Day diventerà “La giornata dell’Umanità”, non la Giornata dei dritti individuali dei bianchi, dei neri, dei rossi. Tu dici: “Non ho niente”. E ti pare niente la tua umanità? *Direttore Internazionale 2007/2009 e Rappresentante del Lions Clubs International presso il Consiglio d’Europa. 17 Il nostro mondo Metti un giorno i Lions sul TG1… In tutta Italia sono sbocciati i “fiori lions”. Sul TG1, su quotidiani e settimanali, in ogni città del Bel Paese. Ora che abbiamo iniziato, bisogna continuare… Di Franco Rasi * I ncredulità, sorpresa, entusiasmo. “Guarda, ci sono i Lions sul telegiornale!” “Ma via…eh, già!” “Sulla Rai, è vero, grandioso!” “ Guarda anche tu, che meraviglia!” Non ce lo aspettavamo. Quasi increduli. Bravi i Lions romani col loro Governatore Naldo. Ci hanno fatto rimescolare il sangue. Un colpo al cuore e uno scatto d’orgoglio. Sapete quanto costa un minuto sul TG1? Oltre centodiecimila euro. Sissignore, questo è scritto sul listino della Sipra. Si può chiedere lo sconto, mercanteggiare, trattare, ma è sempre una cifra consistente che alla fine si deve sborsare. A Roma nulla hanno speso. Campane a festa e petali di rose ai lions romani. Come hanno fatto? Vi ricordate cosa diceva Papa Wojtyla? “Damose da fa…!”. E loro si sono dati da fare. Con le conoscenze e i contatti, costruiti anche attraversi i service, i romani hanno concretizzato una ottima azione di relazioni pubbliche. Ma non solamente a Roma sono sbocciati i fiori nel giorno che i Lions sono usciti dalle catacombe per dire la loro. In ogni città del Bel Paese, da Palermo a Trieste, 18 da Genova a Lecce e via via in cento e cento città e cittadine, i Lions, come folgorati da un sacro furore, hanno festeggiato la loro giornata. Hanno coinvolto la gente, hanno comunicato la gioia di quello che sono e quello che fanno. Era da tempo che questo fuoco covava nel cuore. Via le vecchie liturgie, il Lionismo è ritornato fra la gente! Gazebi, chioschi, impianti multimediali, concerti, cori, manifestazioni varie, hanno raccolto austeri avvocati, vecchi professori, commercialisti, impiegati, artigiani, operai, medici, signore ingioiellate, professoresse, imprenditrici, giovani, meno giovani e diversamente giovani. Tutti lieti di abbandonare i vecchi riti e gioiosi di trovarsi fra la gente, di parlare, spiegare, far capire, condividere con l’altro la gioia di essere lions. Più di quattro milioni di persone domenica 17 aprile hanno visto sui quotidiani nazionali, dal Corriere a Repubblica, sui tanti giornali locali, o sui settimanali come Panorama, L’Espresso, Oggi e altri ancora, il suggestivo e accattivante emblema del Lions International. Incastonato, per la sua preziosità, nel pistillo del “Fiore Il nostro mondo “Chissà quanti soldi sono stati spesi”… è stato chiesto. Questa campagna è costata non più di trentacinquemila euro! Incredibile, eppure è così. Raccolti senza chiedere nulla alle esauste casse del Multidistretto. I Lions hanno lavorato col cuore e con le conoscenze, con la loro professionalità e con la passione. Con tanta passione, ma tanta! E pensare che i Distretti, tutti assieme, raccolgono in un anno trentasei milioni circa di euro! Ora che abbiamo iniziato, bisogna continuare. Nessuno può più tirarsi indietro, neppure i più refrattari ad accettare le regole della moderna società che vive e si nutre di comunicazione. E’ urgente che venga data continuità a una struttura composta da professionisti, lions e non, in grado di aiutare noi lions a far conoscere quello che facciamo. Solo così riprenderemo forza e vigore. Il Lions Day ci ha confermato che siamo sulla strada giusta. Ma soprattutto ce lo ha confermato l’entusiasmo dei nostri cuori al contatto con la gente sulle cento e cento piazze d’Italia. Gente che chiede solo di conoscerci. Lions”, creato simbolo della nostra giornata. E’ il “Fiore Lions” della passione e dell’amore, sentimenti che si ritrovano nei service permanenti nazionali, espressi nei petali. Associazioni create da Lions e che tanto bene distribuiscono e così poco sono conosciute. *Governatore del Distretto 108 Ib3 con delega alla stampa, pubbliche relazioni, immagine e comunicazione. Nelle foto un’immagine del Lions Day nella piazza Ducale di Vigevano e il “fiore Lions” utilizzato per la campagna pubblicitaria nazionale vista in tutta Italia da oltre 4 milioni di persone. Tra gli esclusivi Spa Resort della collezione laVit... Adam srl - Italy un mondo di benessere esclusivo LUXURY SPA HOTELS & RESORTS www. la-vit.com Clicca su la-vit.com e scopri le offerte dedicate ai soci ‘LIONS ITALIANI’ * 10% di sconto sui soggiorni benessere selezionati per voi * Offerta valida per prenotazioni fino al 31 Ottobre 2011 previa conferma disponibilità da parte dell’hotel. Non cumulabile con altre promozioni. 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Escursione al Forte di Amber, suggestivo esempio di architettura Rajput. Nel pomeriggio visita alla coloratissima “Città Rosa”, al Palazzo della città con il suo museo e l’Osservatorio Astronomico. Giorno 4 - Jaipur/Abhaneri/Fatehpur Sikri/Agra Partenza per Agra. Prima sosta per la visita di Abhaneri, dove si trova un antico pozzo-palazzo. Pranzo al palazzo nobiliare del Maharaja di Bharatpur. Seconda sosta per la visita di Fathepur Sikri, città abbandonata costruita dal più grande imperatore della dinastia Moghul, Akbar. Giorno 5 - Agra In mattinata visita del Forte Rosso, antica residenza dell’imperatore Moghul Shah Jahan e del mausoleo di Etimad-ud-Daula. Pomeriggio visita del Taj Mahal, perla architettonica dell’oriente islamico. Giorno 6 - Agra/Gwalior/Orcha Partenza con treno intercity per Gwalior. Visita di Gwalior, città da secoli dominata dal forte baluardo che sorge sulla sommità della collina. Si estende per 3 chilometri ed è largo 1 chilometro. Cinto da imponenti mura, conserva al suo interno palazzi e templi. si visiteranno il palazzo di Man Singh e due interessanti templi. Scendendo dalla collina, si scoprirà che è scolpita con una serie di splendide statue janiste, risalenti alla metà del XV secolo. Pomeriggio proseguimento Orcha. Giorno 7 - Orcha/Khajuraho In mattinata visita dell’antica città ed in particolare del Jehangir Mahal, palazzo fatto costruire nel 1606 per l’imperatore Jehangir. Successivamente visita al grazioso villaggio di Orcha. Nel pomeriggio partenza per Khajuraho. Giorno 8 - Khajuraho In mattinata visita dei famosi templi, capolavoro dell’architettura sacra indiana: quelli occidentali induisti, noti per le rafgurazioni erotiche e quelli orientali jainisti. Nel pomeriggio, scursione al suggestivo Ken River Canyon, immerso in un paesaggio lunare tra tte foreste di tek. Giorno 9 - Khajuraho/Varanasi In tarda mattinata volo per Varanasi. Pomeriggio visita del sito archeologico di Sarnath, luogo della prima predicazione del Buddha. Giorno 10 - Varanasi/Delhi Sveglia prima dell’alba. Giro in barca per assistere ai rituali di puricazione ed alle offerte dei pellegrini al sole nascente. Passeggiata attraverso i vicoletti della città antica che ospita il Tempio d’Oro e la Moschea di Aurangzeb. In tarda mattinata volo per Delhi. Arrivo a Delhi , pranzo e visita della città vecchia. Cena e trasferimento in aeroporto.Volo notturno. Giorno 11 - Delhi/Italia Nelle primissime ore del mattino partenza per l’aeroporto di origine. OPERATIVO VOLI DI LINEA: Emirates Airlines, Turkish Airlines, Austrian Airlines AEREOPORTI DI PARTENZA:Venezia, Milano, Roma QUOTA DI PARTECIPAZIONE: Euro 2.800,00 tutto compreso, prezzo riservato (per minimo 20 persone) IL VIAGGIO COMPRENDE: biglietto andata e ritorno con compagnie aeree di linea; visite guidate ed ingressi; assicurazione medico/bagaglio; guida locale in lingua italiana; trasferimenti; tasse aereoportuali; visto consolare; albergo con pensione completa SHARMA t ur operator 20 Per informazioni contattare Sharma Tour Operator ref. Sanja e Francesco viale dell’Industria 57 (VI), Tel. 0444-561153 [email protected] mondolions Trieste ha favorito la concretezza La XIV Conferenza dei Lions del Mediterraneo si è conclusa ed è tempo di consuntivi e considerazioni. Di Ugo Lupattelli * La partecipazione. Il primo e più immediato consuntivo è sulla partecipazione che è stata grande, importante e sinceramente non prevedibile dopo i drammatici recenti eventi. 527 gli iscritti - un numero di molto superiore alle edizioni precedenti - provenienti da 18 Paesi diversi. Forte la presenza di Lions italiani, ma significativa anche quella degli altri paesi. Il gruppo straniero più numeroso è stato quello libanese con ben 31 iscritti, seguito dalla Slovenia e dalla Grecia (con Cipro) con 28 e dalla Turchia con 22. Da sottolineare la presenza, anche se meno numerosa, della Tunisia, dell’Algeria, del Marocco, di Israele, di Malta. Assenti gli amici dell’Egitto, che si sono dovuti ritirare dopo essersi iscritti in buon numero. Il risultato è importante non tanto per i numeri che esprime quanto in considerazione del particolare momento che sta vivendo il Nord Africa e l’area mediterranea. Avevamo bisogno di incontrarci, di confermare le intese tra le persone di buona volontà, di trasmetterci amicizia e soprattutto voglia di collaborare per il bene comune. I contenuti. Proprio per le osservazioni appena espresse sarebbe stato importante realizzare una Conferenza di contenuti. E così è stato; questo è il principale risultato conseguito da rimarcare e di cui dobbiamo essere più orgogliosi. Come da noi auspicato, Trieste ha favorito la concretezza. “Trieste città della scienza” ha influenzato infatti la scelta dei temi delle sessioni di lavoro che sono stati impostati sulla ricerca di attività e proposte costruttive per i Paesi in via di sviluppo. Gli interventi dei ricercatori degli istituti scientifici internazionali con sede a Trieste hanno aperto in maniera esemplare le sessioni; a loro hanno fatto seguito relazioni precise, coerenti ed essenziali. E’ emerso anche facilmente il ruolo di promozione e di formazione che può essere svolto dai Lions. Tra le altre, la proposta di una Università del Mediterraneo; ci affascina e Trieste si candida per questo ruolo avendone tutte le caratteristiche necessarie. Una considerazione: nonostante la bellezza della città, lo splendido sole e la posizione centrale del Centro Congressi, non ha prevalso il piacere del turismo e dello shopping; la sala della Conferenza è stata spesso piena e comunque sempre con un alto numero di presenze. Il Presidente Scruggs e le autorità Lions. La Confe- 21 Conferenza del Mediterraneo renza ha avuto il grande onore di avere la partecipazione attiva, presente, propositiva e soprattutto non usuale del Presidente Internazionale Sidney Lee Scruggs. Il vice Presidente Wayne Madden ha scoperto insieme a noi anche la bellezza di Venezia colmando una lacuna; era entusiasta e molto grato della nostra disponibilità. Molto gradita la partecipazione dei Direttori internazionali Domenico Messina e Luis Dominguez e dei Past Presidenti Internazionali Pino Grimaldi e Jean Behar. A sorpresa abbiamo avuto la presenza di Peter Lynch, Una opportunità straordinaria Di Fabio Feudale * I l nostro Multidistretto ha l’opportunità straordinaria di giocare un ruolo di riferimento tra i 19 Paesi che partecipano all’Osservatorio della Solidarietà del Mediterraneo. Lo si è capito al termine della splendida Conferenza di Trieste, quando il Presidente Internazionale Sid Scruggs III, tirando le conclusioni, ci ha esortato a valutare sempre il ritorno dell’investimento di ogni nostra attività. Non si riferiva certamente ad un processo valutativo di tipo finanziario, ma ci indicava un metodo per massimizzare i risultati e prevenire di spendere malamente o peggio inutilmente le nostre risorse principali che sono il tempo dei nostri soci, l’entusiasmo e la passione che mettono nell’operare per le “buone cause” ed il potenziale di capacità e professionalità delle quali i nostri club sono assolutamente ricchi. Ogni nostra iniziativa deve essere valutata con riferimento al valore aggiunto che è in grado di produrre a favore della qualità dei service attuati dai club, possibilmente in forma largamente associata e finalizzati quindi a intervenire su bisogni di dimensione globale. Trieste si è presentata in tutta la sua bellezza, ancora più accentuata dalle giornate soleggiate e primaverili, agli oltre cinquecento lions ivi convenuti dai Paesi mediterranei per presenziare alla quattordicesima edizione della conferenza. Trieste - classificata dal “Sole 24 Ore” prima città italiana nel 2005 e 2009, seconda nel 2006 e quarta nel 2010 per la vivibilità in termini di tenore di vita, lavoro e affari, qualità dei servizi ed ambiente, ordine pubblico, trend demografici e tempo libero - è città a vocazione marittima e portuale di spiccata internazionalità, caratterizzata da dinamismo commerciale, molteplicità culturale e linguistica, presenza di istituzioni di ricerca e alta formazione. Un vero e proprio “Sistema Trieste” di realtà scientifiche e tecnologiche, tale da concentrare in questa città il più alto numero di ricercatori per mille abitanti di ogni altra città europea, il 37‰ nel 2005. E’ da queste premesse e 22 soprattutto dal grande sforzo organizzativo profuso dai club triestini, sostenuti da tutto il Distretto 108 Ta2, che si sono realizzate le condizioni perché la XIV Conferenza dei Lions del Mediterraneo portasse delle significative proposte all’attenzione di coloro che rappresentavano oltre 100.000 lions dei 19 Paesi mediterranei. Resta ora da capire come si possa trarre dalle oltre venticinque relazioni presentate a Trieste il ritorno dell’investimento della Conferenza per una larghissima aggregazione di club. Come individuare quindi tra le numerose proposte quella o quelle che i nostri club possano tradurre in attività di servizio utili all’area mediterranea a più alti bisogni umanitari, di sviluppo socio-economico e di risposta alle sfide dell’ambiente. Come tradurre quindi in atti concreti le ricadute della Conferenza e come dare continuità nel tempo ai temi affrontati evitando che ogni edizione della Conferenza si presenti come un evento a se stante. Credo che un ruolo decisivo lo possa esprimere il Consiglio dei Governatori sia verso i Distretti ed i Club che nei confronti dell’Osservatorio. Spetterebbe al Presidente del Consiglio affidare una specifica delega ai rapporti con l’Osservatorio e ai Service per il Mediterraneo, assicurando quella continuità necessaria per concentrare risorse e favorire concrete azioni di servizio di dimensione almeno distrettuale o auspicabilmente multidistrettuale, sulla linea magari della provocazione da 5 milioni di euro di Sirio Marcianò. All’Osservatorio spetta invece garantire la continuità sui temi di analisi ed approfondimento e la sinergia tra successive edizioni della Conferenza. Nel breve termine dovrebbe essere sufficiente lo stimolo della mozione approvata all’unanimità che sollecita Club e Distretti ad interventi di carattere umanitario in favore di coloro che fuggono dai loro Paesi alla ricerca di migliori condizioni di vita. *Governatore del Distretto 108 Ta2. Conferenza del Mediterraneo I Lions e il mare nostrum Di Sirio Marcianò E’ direttore esecutivo della sede centrale di Oak Brook nell’Illinois. Abbiamo modificato la scaletta delle sessioni per inserirne una a suo favore e non ce ne siamo pentiti. Peter Lynch ha spiegato il funzionamento della sede e parlato dei progetti per migliorare ulteriormente il dialogo tra i Club Lions del mondo. Gli abbiamo suggerito di riproporre il suo intervento anche nelle future edizioni. Trieste. Tutti gli amministratori pubblici della Regione e della Città sono intervenuti alla cerimonia di apertura portando contributi costruttivi ed evidenziando il grado di collaborazione in essere con il mondo Lions. Da parte sua la bellezza di Trieste ha svolto un ruolo essenziale per la riuscita della Conferenza. Crediamo che i Palazzi, le sale e i panorami che hanno accompagnato i lavori e i momenti di riposo siano rimasti impressi nei nostri ospiti, tra i quali pochi conoscevano la nostra città. L’organizzazione. Abbiamo ricevuto tanti complimenti sinceri e commossi. Tra questi mi piace evidenziare gli apprezzamenti per la disponibilità, la cortesia, la cordialità e l’amicizia che abbiamo saputo esprimere. Questo è il risultato di un lavoro di squadra, svolto con entusiasmo da circa 70 persone. Tutti i Club Lions e Leo della Provincia di Trieste hanno collaborato senza riserve, suddividendosi compiti ed incombenze per un obiettivo comune. Lavorare insieme in armonia è già gratificante di per sé e lo diventa ancora di più quando si ottiene un risultato così significativo. Importante è stato il contributo del Distretto 108 Ta2 e del suo Governatore Fabio Feudale. Non spetta a noi lodarci, ma siamo consapevoli di aver tenuto alta la bandiera del lionismo e di aver onorato al meglio il mandato ricevuto dal Consiglio dei Governatori italiani e dal suo Presidente Stefano Camurri. L’Italia, paese ospitante, è stata particolarmente apprezzata. Da parte mia un grande ringraziamento a tutto il Comitato organizzatore che ha risposto alla grande alle sollecitazioni impegnandosi con la giusta… “intensità” come si usa dire in ambito sportivo. Concludo augurandomi che la concretezza, la solidità e l’utilità espressa dalla XIV Conferenza dei Lions del Mediterraneo, contribuiscano ad ottenere dalla Sede Centrale il suo inserimento nel calendario ufficiale delle manifestazioni internazionali della nostra Associazione. Arrivederci alla XV Conferenza di Atene del 2012. *Presidente della XIV Conferenza dei Lions del Mediterraneo e Past Governatore del Distretto 108 Ta2. la mia prima partecipazione ad una Conferenza dei Lions del Mediterraneo, le tredici precedenti edizioni le ho “vissute” attraverso le cronache che si sono susseguite puntualmente, anno dopo anno, su questa rivista. A Trieste ho visto lions di 18 Paesi coinvolti da un programma studiato con minuziosa cura in ogni particolare, avallato dalla presenza di tutte le autorità civili della città, della provincia e della regione, e imperniato su un tema vitale per la tutela del mare nostrum e per la sua sopravvivenza. Un tema che ha attirato anche l’attenzione della stampa e della pubblica opinione e cha ha un titolo affascinante: “La scienza strumento di sviluppo del Mediterraneo”. A Trieste ho avuto la conferma di quanto sia importante che i Lions pongano al centro della propria attenzione il Mediterraneo, la sua conservazione, le sue risorse e il suo ruolo naturale di mare, fonte di benessere e di ricchezza per tutti i popoli toccati dalle sue acque, e di quanto l’azione dei lions diventi determinante ed acquisti forza se viene portata avanti da più persone che agiscono in sintonia per raggiungere un obiettivo ben definito. Nel nostro caso “il futuro dei giovani nell’agricoltura”, laddove l’agricoltura non esiste, così come non esistono tecnologie e conoscenze e neppure i mezzi per portare avanti un’impresa che possa durare nel tempo con risultati soddisfacenti. Infine, a Trieste ho capito che quando le idee sono buone e c’è la volontà di trasmetterle agli altri attraverso una buona organizzazione, il lionismo diventa concreto, così come è avvenuto con i relatori ascoltati alla Conferenza del Mediterraneo. Molti di loro hanno trasmesso ai presenti progetti costruttivi e ricchi di prospettive future, ai quali sarà necessario dare un seguito per ottenere una accelerazione delle nostre strategie operative che ci consenta di incanalare il futuro su un percorso che non ci faccia apparire agli occhi degli altri “fuori dal tempo” o ancorati ad uno stereotipo che non ci permette di sfruttare al meglio le immense forze di cui disponiamo. Una associazione importante come la nostra, e la Conferenza di Trieste ce lo ha confermato con la presenza concreta degli officer internazionali e con la partecipazione attiva di ricercatori di livello internazionale, è in grado di dare risposte concrete ai bisogni di quella parte della popolazione che si affaccia sul Mediterraneo e ha il dovere di realizzare azioni importanti, durature, di vasta portata e capaci di lasciare una impronta indelebile del lionismo là dove verranno realizzate. Ovviamente, unendo le forze di tutti i Paesi che fanno parte dell’Osservatorio del Mediterraneo e che comprendono oltre centomila lions di 3.576 club. 23 Conferenza del Mediterraneo Trieste al centro del Mediterraneo La 14ª Conferenza dei Lions del Mediterraneo si è svolta a Trieste dal 31 marzo al 2 aprile. Tre importanti giornate dedicate a “La scienza strumento di sviluppo del Mediterraneo”. Risultati concreti e costruttivi dai lavori delle tre sessioni programmate. Di Maria Pia Pascazio Carabba N ella prestigiosa città della scienza, che nel 2009 si è classificata prima per la qualità della vita, nel Centro Congressi, situato sul mare tra il Faro della Vittoria ed il Porto Turistico, alla presenza del Presidente Internazionale Sid Scruggs III e del secondo Vice Presidente Internazionale Wayne A. Madden, i Lions di 19 nazioni che, come ha detto Ugo Luppatelli, Presidente della Conferenza, “hanno in comune l’interesse per lo sviluppo e la salvaguardia delle aree del Mediterraneo”, si sono incontrati per promuovere la collaborazione, l’amicizia, la comprensione, la pace, attraverso il confronto di esperienze e di idee diverse. Dopo la rituale ed emozionante sfilata delle Bandiere e la lettura della mission, degli scopi e dell’etica lionistica, la visione di un filmato sulla vita del nostro Presidente Internazionale Sid Scruggs che, propenso alla concretezza più che alle parole, ha raccomandato di usare il nostro cuore, più dell’intelletto, nel capire il dolore, di usare il nostro corpo nell’aiuto ai bisognosi, di stendere la mano ai sofferenti, di ascoltare il pianto con le orecchie e con gli occhi vedere il bisogno, in quanto ognuno di noi ha una luce che deve risplendere per gli altri, in quanto “Noi siamo il faro della speranza”. Il secondo Vice Presidente Internazionale Wayne A. Madden ha sottolineato le sfide, nel mondo, della fame e della cecità e dei bambini abbandonati e cresciuti negli orfanotrofi, i disastri naturali, il riscaldamento del pianeta Terra, i terremoti, ultimo quello in Giappone, le inondazioni. La LCIF ha reagito subito, inviando oltre 5 milioni di euro, provenienti dai lions club di tutto il mondo. Ha poi prospettato una nuova Leadership team ed il rafforzamento dei lions club nel mondo. La ricerca matematica, la cultura scientifico-tecnica sono la forza dello spirito umano. Il Sottosegretario di Stato alla Giustizia, Sen. Elisabetta Alberti Casellati, nella sessione plenaria, nell’esprimere la sua soddisfazione per l’invito da parte di una associazione di servizio, ha sottolineato che lo spirito orientato verso i grandi valori è comune alla politica. Inoltre, la sapiente proposta dei temi in discussione, in Trieste, porto più set- Osservatorio della Solidarietà Mediterranea Di Massimo Fabio * M olto importante la riunione del Consiglio Direttivo dell’Osservatorio della Solidarietà Mediterranea tenuta a Trieste il 31 marzo, con la partecipazione dei delegati rappresentanti di tutte le espressioni lionistiche dei paesi del Mediterraneo ed alla presenza del Presidente Internazionale, del Secondo Vicepresidente Internazionale, di due Direttori Internazionali, dei Past Presidenti e past Direttori e di numerosi Governatori in carica. Sinteticamente le decisioni assunte, dopo l’insediamento del Consiglio Direttivo in carica per il biennio 2011-2013 costituito dai delegati di ciascun paese, riguardano in primo luogo l’elezione del Coordinatore dell’Osservatorio. All’unanimità è stato confermato Coordinatore per il biennio 2011-2013 il PDG Mohamed Ben Jemaa del Distretto 414 - Tunisia. Si è poi proceduto all’elezione dei quattro componenti del Comitato di Coordinamento che sarà costituito per il biennio 2011-2013 nel modo seguente: PDG Franco Marchesani - MD 108 Italia; PCC Harris Zachariadou - MD 117 Grecia-Cipro; PDG Sami Berbari - D 351 Libano-Giordania-Irak; 24 PDG Mohamed Kamel Bensahli - D 415 Algeria. La prossima Conferenza dei Lions del Mediterraneo si terrà, come previsto, in Grecia e precisamente ad Atene dal 22 al 25 marzo 2012 e tratterà i seguenti temi: L’influenza della civiltà mediterranea sullo sviluppo delle culture umane. Nascita e sviluppo della medicina nel bacino mediterraneo. Tema lionistico: espansione e leadership. Nell’anno successivo la Conferenza si svolgerà a Lubiana in Slovenia dal 21 al 23 marzo 2013. Il Comitato di Coordinamento studierà alcune modifiche da apportare al Regolamento dell’Osservatorio e della Conferenza in modo da renderli più aderenti alla attuale condizione del lionismo nell’area e promuoverne una espansione consolidata. Le proposte che emergeranno saranno sottoposte all’approvazione del Consiglio Direttivo che si terrà ad Atene alla vigilia della Conferenza 2012. *Segretario-Archivista dell’Osservatorio della Solidarietà Mediterranea e Direttore Internazionale 1999-2001. Conferenza del Mediterraneo tentrionale d’Italia e cerniera tra il nord Europa ed i Paesi del Mediterraneo, alla luce dei tragici eventi del Giappone, impone un richiamo comune al senso di responsabilità, con particolare pensiero ai giovani, nell’affrontare le tematiche, oculatamente, considerando la formidabile ricchezza benigna del mare e l’irrinunciabile ruolo propulsivo della scienza e delle tecnologie avanzate. Federica Seganti, Assessore all’Industria, Artigianato e Turismo della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, ha espresso l’apprezzamento della “piattaforma di dialogo e cooperazione della Conferenza”, nella convinzione che tra le macroaree che si vanno formando in questa parte del mondo, sia necessaria, non solo auspicabile, la collaborazione. Alessandro Giacchetti, Prefetto di Trieste, partendo dalla considerazione che a Trieste convivono, con grande civiltà, diverse etnie e religioni, ha auspicato che “la cultura, la ricerca scientifica, il continuo confronto di esperienze e di idee, facciano da volano all’integrazione ed allo sviluppo economico e sociale dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo”. Il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, nel considerare Trieste “punto di intersezione fra le rotte terrestri da Ovest a Est e quelle marittime, lungo il corridoio adriatico, da Sud a Nord”, ruolo rafforzato dalla presenza della minoranza friulana, di quella slovena e di quella tedesca, ha auspicato una maggiore integrazione, in tutto il bacino del Mediterraneo, mediante un processo che potrà consolidare la pace, la democrazia, la prosperità. Dopo il saluto del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e del vice presidente della provincia Walter Godina, l’ID Luis Dominguez Calderon ha espresso la necessità dell’agire e di legare il nord ed il sud del mare nostrum con progetti comuni, volti all’aiuto delle popolazioni locali. In Bosnia per 15 anni, ed altri 4 se ne prospettano, si sono costruite scuole ed ospedali. Inoltre, ha auspicato l’apertura del lionismo in Libia, come è stato fatto in Cina, operando insieme, in quanto “il lionismo rappresenta la democrazia”, “occorre trasmettere luce”, cercando di fare la differenza, utilizzando “le candele dell’amicizia, dell’amore e della pace”. L’ID Domenico Messina ha ricordato che la storia millenaria del Mediterraneo è gloriosa, ma ci sono anche molte pagine da scrivere e noi speriamo siano ricche di amore e solidarietà e trasmettano una luce di speranza. Il PID Massimo Fabio, Segretario Archivista dell’Osservatorio della Solidarietà dei Paesi del Mediterraneo, nel presentare la “storia”, ormai 25ennale, della Conferenza del Mediterraneo (ideata e realizzata dal club di Taormina), ha fatto rilevare l’importanza dell’appuntamento storico “nell’italiana Trieste”, “baricentro dell’evoluzione dell’umanità”, nel 150° anniversario dell’Unità Nazionale. “Nella diversità delle tradizioni e delle culture i lions trovano, nei principi e nei valori del lionismo, la sintesi delle ragioni della reciproca conoscenza e comprensione, la motivazione di un impegno quotidiano per la diffusione di uno spirito di pace e di collaborazione”. In un periodo in cui gran parte dei Paesi del Mediterraneo stanno attraversando forti cambiamenti che potrebbero modificare sostanzialmente il quadro delle relazioni internazionali, i Lions, vincendo “la paura”, sono spronati a fare sempre di più, “uniti”, con rinnovato entusiasmo, per proiettare dal faro della Vittoria di Trieste, la luce della pace in tutto il mondo. Il PIP Jean Behar ha detto che “fin dall’antichità il Bacino del Mediterraneo è stato la culla di molte civiltà, il punto di congiunzione dei tre continenti Europa, Africa ed Asia e costituisce una delle regioni più importante per la storia del mondo, dove hanno visto la luce le tre religioni monoteiste”. E’ anche un “luogo benedetto dal cielo” per il clima, per la flora, per la fauna, per la luminosità, per i profumi unici. “L’uomo mediterraneo è simpatico, attivo, creativo”. Occorrono sinergie tra i lions club e le università per “concepire insieme”. “Siamo ad un punto focale, occorre semplificare e rafforzare le azioni umanitarie per la pace” (problemi di acqua, di sopravvivenza per gli sfollati, i rifugiati). “Viva la vita nel Mediterraneo”. Il Presidente Internazionale Emerito Pino Grimaldi, nel ricordare il bacino del Mediterraneo quale culla delle civiltà e le parole del Presidente Internazionale Scruggs, ha evidenziato che “occorre dare la mano a quelli che piangono”, ha sottolineato che migliaia di persone lasciano il loro Paese e vedono la salvezza nell’area mediterranea. E’ necessario accendere il faro della speranza con “Facta non verba”. Occorre fare squadra, lavorare insieme per cercare di risolvere il problema degli immigrati e dei profughi, provenienti dalla Libia. Stefano Camurri Piloni, Presidente del Consiglio dei Governatori del Multidistretto Italia, a questo proposito 25 Conferenza del Mediterraneo ha espresso l’esigenza di “una grande sfida internazionale di ricambio ed integrazione Leo-Lions”, con una leadership di controllo, poiché anche “il lionismo ha bisogno di crescere, sia come entità complessiva, sia come singoli soci e di rinnovarsi, adeguandosi alle situazioni, oramai proteiformi, con le quali la nostra società si confronta”. “Dobbiamo essere inventori di metodiche innovative; è necessario essere fari dell’umanità, punti fissi di riferimento per tutti i volontari del mondo”. Nella prima sessione di lavoro, “rapporti umani, sociali e culturali”, “il trasferimento tecnologico strumento di integrazione” il Presidente Luis Dominguez Calderon ha evidenziato il nuovo “potere” della tecnologia, la necessità di rendere le tecnologie “più accessibili” e di “partecipare a questo gioco”. “Come comunicare meglio e come usare le nuove tecnologie” è una sfida che i club devono affrontare. Il Vice Presidente Jacques Garello, dopo aver illustrato lo stretto legame tra scienza e tecnica, ai fini anche dello sviluppo economico, ha evidenziato il progresso delle tecniche di comunicazione, negli ultimi dieci anni, nei Paesi emergenti. Inoltre, la necessità di realizzare il progetto di formazione del “capitale umano”, nello sforzo comune di illuminare la ricerca, sempre alla “luce dell’etica”. Il Segretario Sergio Maggi, dopo un lungo excursus storicoculturale delle civiltà del bacino del Mediterraneo, ciascuna con le specifiche identità, ha auspicato un “unicum di omologazione culturale, una civiltà mediterranea con circolazione del sapere”, superando le divisioni religiose, l’incomprensione e l’intolleranza. Il prof. Mauro Giacca, Direttore dell’International Center che accoglie 200 ricercatori provenienti da Paesi diversi, apprezzando la bellezza del tema, ha illustrato il Programma statunitense dello stato di avanzamento del livello della ricchezza (Human development report 2010 Overall Progress Significant Variability). Dieci Paesi si sono discostati dalla media, tra cui la Tunisia ed il Marocco. Il tasso di avanzamento economico è legato all’educazione ed alla medicina. Vi è una correlazione tra l’avanzamento sociale ed il tasso di sviluppo. L’ICGEB ha il mandato di educare tre scienziati: uno a Trieste, uno in India e l’altro in Africa (for development a livello planetario). Sono seguiti gli interventi di Mustapha Mezghani (D414 Tunisia), Franco Marchesani (MD108 Italia), Rachid Jalkh 26 (D 351 Libano, Giordania, Iraq), Goran Saric (D126 Croazia), Mesut Senol (MD118 Turchia), El Hadi Fasla (D 415 Algeria), Dorijan Marsic (D 119 Slovenia), Tuba Tengiz (MD 118 Turchia), Alessandro Taddei (MD108 Italia), Gianfranco Ferradini (MD 108 Italia). Sabato, 2 aprile si è svolta la seconda sessione sull’”Economia”, “il futuro dei giovani in agricoltura”. Il Presidente, ID Domenico Messina, nel ricordare che “la nostra mediterranean way of life è fatta da un insieme di elementi e di valori propri di quello straordinario luogo geografico, storico, etico e culturale che è da sempre il Mare Nostrum” e che “la nostra mediterraneità è fatta dalle luci, dai profumi, dai sapori, dai colori dei nostri paesi, così simili nella loro individuale diversità”, ha evidenziato che solo il 40% della popolazione mondiale è dedita all’agricoltura. Occorre che, in particolare i giovani, sentano l’attaccamento alla terra, con i consequenziali sviluppi turistici (agriturismo) e che nel 2015 dovremmo dimezzare la mortalità per fame. Il Vice Presidente, PID Ermanno Bocchini, nel considerare il fallimento economico, politico e culturale dell’UE e gli errori commessi dopo Barcellona, ricordando la Carta della Cittadinanza Umanitaria ed il metodo della “cross fertilization”, ha ribadito che non serve “la carità che uccide”, ma occorre creare un meccanismo autonomo di sviluppo. Il Segretario Jean Oustrin, rivolgendosi in particolare ai giovani, ha sottolineato l’importanza della cultura e della formazione. “Insegniamo a produrre cibo e ad utilizzare il terreno per l’alimentazione”. Il prof. Roberto Della Loggia, Preside della Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Trieste, nell’analisi delle piante aromatiche, medicinali ed alimentari, ha evidenziato la necessità della conoscenza delle loro proprietà che si acquisisce mediante specializzazioni e del loro valore di mercato, ancor prima della produzione. Sono seguite le relazioni di Francisco Guilarte Saez (MD 116 Spagna), Massimo Fabio, rappresentante della FAO, Nabil Rousse (D 351 Libano/Giordania/Iraq), Anna Ranzani (MD 108 Italia), Giuseppe Innocenti (MD 108 Italia), Ettore Cantù (MD 108 Italia). La terza sessione, “La scienza di fronte alla sfida dell’ambiente”, è iniziata con l’erudita relazione del prof. Filippo Giorgi, Premio Nobel per gli Studi sull’ambiente, dell’ICTP (International Centre for Theoretical Physics). Mediante diapositive, illustranti diagrammi, Giorgi ha eviden- Conferenza del Mediterraneo ziato i cambiamenti climatici nell’area del Mediterraneo, nell’ambito del riscaldamento dell’intero pianeta terra, con conseguente aumento del livello del mare, dovuto allo scioglimento dei ghiacciai. “Ci aspettiamo un generale inaridimento”. Sono seguite le relazioni di Uberto Crescenti (MD 108 Italia), Elias Nassif (D 351 Libano), Carlo Sartorio (MD 108 Italia), Latif Bastug (MD 118 Turchia), Alberto Lucchitta (MD 108 Italia), Michele Riccardi (MD 108 Italia) e Piero A. Manuelli (MD 108 Italia). Ha concluso la terza sessione di lavoro Peter Lench, Direttore esecutivo, ponendo l’accento sulla necessità del coinvolgimento dei giovani, sull’utilizzo delle tecnologie ed in particolare delle reti Internet, che permettono lo scambio di informazioni nel giro di pochi minuti. La bandiera è passata alla Grecia: “arrivederci ad Atene”. Trieste capitale Lions del Mediterraneo Di Massimo Fabio S traodinaria Conferenza dei Lions del Mediterraneo che a Trieste ha visto consacrata una iniziativa voluta con determinazione e passione dai lions di Taormina e dal suo promotore PDG Rosario Cacciola 25 anni fa. La partecipazione dell’IP Sid Scruggs, del 2° Vicepresidente Waine A. Madden e del Direttore Generale dell’Associazione Peter Lynch, che hanno assistito a tutti i lavori della Conferenza ed anche dell’Osservatorio, ha sancito definitivamente che la Conferenza è considerata una attività dell’Associazione. Possiamo dire che si è avverato un sogno lungamente cullato che ci riempie di soddisfazione, ma che impone ancora maggiore impegno a tutti i lions del Mediterraneo ed a noi italiani che ne conserviamo l’origine e la storia e che dobbiamo continuare ad esserne protagonisti. A Trieste abbiamo potuto vedere una perfetta macchina organizzativa, ricca di particolarità rare con un modo di accogliere davvero premuroso, tanto da far dire a tutti che ben difficilmente potrà esser uguagliata. Non poteva essere diversamente, ben conoscendo la solerte capacità organizzativa del PDG Ugo Lupattelli e dei suoi attentissimi ed efficienti collaboratori. I complimenti e gli apprezzamenti si sono sprecati e così non poteva mancare il conferimento da parte del Presidente Scruggs della Medaglia Presidenziale al Presidente della Conferenza Ugo Lupattelli, gesto che ha suggellato ufficialmente il riconoscimento da parte della sede centrale della Conferenza. Si tratta del compimento di un lavoro appassionato e costante nel tempo di tanti lions italiani e non solo, la soddisfazione di veder apprezzato un lungo percorso che, partito da Taormina, ha intrapreso uno straordinario cammino sulle rive di questo nostro mare cominciando da Beirut, nel 1997, un lionistico pellegrinaggio alla ricerca di quel comune denominatore che unisce tutti i popoli del Mediterraneo. La situazione venuta a verificarsi nel Magreb, come in Egitto ed in tutto il medio oriente, aveva fatto temere una scarsa partecipazione alla Conferenza, ma la realtà è stata invece di segno opposto perché una presenza di oltre cinquecento lions non si era mai registrata nelle precedenti edizioni e soprattutto la presenza dei lions tunisini, algerini, marocchini e libanesi ha confermato la volontà dei lions di lavorare per il lionismo ed i suoi valori fondamentali nonostante ogni avversità od incertezza. Abbiamo avuto un esempio davvero esaltante di come il lionismo possa rappresentare per l’umanità un punto di riferimento certo ed una luce per tutti gli uomini di buona volontà: quel faro simbolo del nostro Presidente Internazionale. La Conferenza non poteva ignorare la situazione ed alla unanimità ha approvato con un applauso convinto e prolungato una dichiarazione così formulata: “I rappresentanti dei Lions dei 19 Paesi membri della Conferenza del Mediterraneo riuniti a Trieste per la 14ª riunione internazionale, considerata la risoluzione unanime del Comitato Direttivo dell’Osservatorio sulla drammatica situazione creatasi nell’area del Mediterraneo per I’esodo di migliaia e migliaia le persone che lasciano i loro paesi in cerca di una vita migliore esprimono la solidarietà umanitaria a coloro che vivono in sofferenza e bisogno a causa della loro drammatica situazione fisica e morale, sollecitano tutti i Distretti e i Club dell’Area Mediterranea ad adoprarsi per aiutare dette persone a prescindere da qualsiasi nazionalità e razza, dimostrando la vocazione concreta dei Lions di offrire solidarietà ed aiuto a chiunque in difficoltà per essere “faro di speranza” per l’umanità”. Non si può fare a meno di sottolineare come la presenza del Presidente Internazionale abbia rappresentato un salto in avanti nello svolgimento della Conferenza mentre l’intervento del Direttore Generale Peter Lynch, che ha ampiamente illustrato l’ultima iniziativa di comunicazione del Board con la creazione di un Facebook che presto sarà a disposizione dei lions di tutto il mondo. Un progetto che risponde alla più attuale forma di comunicazione e di partecipazione che sicuramente costituisce uno strumento formidabile per lo sviluppo qualitativo e quantitativo del lionismo. Avremo modo di conoscere meglio l’iniziativa dopo la Convention di Seattle. Resta il fatto che ormai non possiamo più dilazionare l’uso corrente dei nuovi strumenti di comunicazione se non vogliamo perdere il ritmo della storia. Tutto questo è importante! L’evoluzione della Conferenza è esemplare per comprendere come il lionismo si affermi nonostante ogni barriera economica, sociale o politica ed anche al di fuori di qualunque struttura organizzativa interna. Ora la sfida che ci attende è quella di riuscire a dare alla Conferenza una maggiore consistenza operativa ed all’Osservatorio della Solidarietà Mediterranea un ruolo attivo ed efficace di cerniera fra Europa, Nordafrica e Medioriente, nello spirito lionistico più autentico di rappresentanza civile umanitaria e culturale degli uomini e delle donne di buona volontà. 27 Per saperne di più … LCIF… un mondo di bene La Lions Clubs International Foundation (LCIF), leader mondiale nel servizio umanitario, dal 1968, anno della sua costituzione, ha assegnato più di 708 milioni di dollari grazie ai lions di tutto il mondo. P ubblichiamo alcune testimonianze di Lions per i quali donare alla LCIF è una parte importante della loro vita. Le donazioni alla LCIF sono aumentate nell’ultimo anno di circa 2 milioni di dollari. Alla celebrazione delle loro nozze d’oro, Ron and Betty Finlay hanno chiesto ai loro invitati di sostituire il regalo di nozze con una sovvenzione alla LCIF. Sono rimasti soddisfatti dell’importo raggiunto e hanno regalato 3 riconoscimenti "Amico di Melvin Jones" a Lions meritevoli. Ron & Betty Jean - Finlay Huron Shores Lions Club, Distretto A9, Ontario, Canada. “Credo che tutti noi possiamo contribuire se ce lo mettiamo in testa” dice la ragazza Leo Milagros Fiorela Sanchez Mongollon. Studentessa in odontoiatria, ha messo da parte le mance guadagnate col suo lavoro e ha donato 1.000 dollari alla LCIF diventando “Amico di Melvin Jones”. Ha dimostrato che la volontà di donare per un Lions è indipendente dalla sua età e da dove 28 vive, affermando “invito tutti i Lions a contribuire per la LCIF. Se ce l’ho fatta io, può farcela chiunque”. Milagros Fiorela Sanchez Mogollon, giovane leader Lions Chiclayo Los Parques Leo Club, Distretto H-1, Chiclayo, Peru. Il Club del Lion Scarpelli ha partecipato alla Campagna Sight First II, che aveva come ambizioso traguardo la raccolta di fondi per 200 milioni di dollari. Il Club ha trovato il modo di contribuire attraverso il divertimento, organizzando una crociera nel Mediterraneo, due regate, tornei di carte e lotterie. Sono stati raccolti complessivamente 42.000 dollari ed è stato assegnato un riconoscimento “Amico di Melvin Jones” ad ogni socio del club. Scarpelli è consapevole che gli sforzi fatti aiuteranno molte persone e ha detto: “Attraverso la LCIF si possono realizzare servizi su larga scala ed ottenere obiettivi altrimenti irraggiungibili con le sole risorse individuali”. Gabriele Sabatosanti Scarpelli, Lions Club Genova Porto Antico, Distretto 108 Ia2, Italy. Per saperne di più … Circa 15 anni fa Isamu Arino perse la vista in seguito ad un’emorragia celebrale causata dal diabete. Riacquistò la vista dopo un anno e due interventi chirurgici. Per condividere la sua gratitudine ed aiutare gli altri divenne socio Lions. Dopo aver partecipato a molte attività lions ed aver visto i progetti di ricostruzione post terremoto in India, decise di donare 1.000 dollari alla LCIF ogni mese per poter raggiungere il livello massimo di “Amico Progressivo di Melvin Jones”. Proviene da una famiglia povera e si sente felice di poter aiutare, grazie alla LCIF, chi è in difficoltà. Isamu Arino, Miki Chou Lions Club, Distretto 335-D, Giappone. Lion da molti anni, il Past Direttore Internazionale Carlos Justiniano ha avuto modo di conoscere l’opera della LCIF durante un viaggio in Kenya. “Ho visto con i miei occhi persone camminare per 30-40 chilometri per recarsi agli ospedali Lions ed ottenere assistenza. E’ stata la gratitudine nel loro sorriso a convincermi dell’importanza della LCIF”. Ispirato nel voler fare di più, Justiniano divenne “Amico Progressivo di Melvin Jones” dopo aver donato i primi 1.000 dollari per diventare “Amico di Melvin Jones”. I Lions possono aumentare il loro impegno come PMJF con altre donazioni di 1.000 dollari fino a 100.000 dollari. “Credo che un socio si senta maggiormente parte della famiglia Lions quando diventa Amico di Melvin Jones”. Carlos Justiniano - Mayaguez Lions Club, Distretto 51-O, Puerto Rico. A volte la generosità sopravvive ai Lions. Nell’agosto 2010 il mondo ha perso Joe Gragg, socio del Palesatine Lions Club, Texas. Gragg, ingegnere elettrotecnico, cittadino e lion modello, ha lasciato più di 3 milioni di dollari in proprietà alla LCIF, senza chiedere alcun riconoscimento. Sapeva che ogni dollaro donato alla LCIF sarebbe stato utilizzato in sussidi. Milioni di persone dovranno ringraziare Gragg per la loro vista, il loro tetto, la loro salute e molto altro. Joe Gragg… Un uomo umile effettua un tributo permanente. Si può donare alla LCIF attraverso lasciti, designazione a beneficiari o donazioni. Visitate il nuovo sito web della LCIF www.lcif.org per saperne di più. O contattate il Dipartimento Servizio Donatori LCIF a: [email protected] o allo 001 630 4686872. Nelle foto, nell’ordine, il portoricano Carlos Justiniano, Amico di Melvin Jones Progressivo, ha conosciuto l’opera della LCIF durante un viaggio in Kenia, e il giapponese Isamu Arino, che ha deciso di donare 1000 dollari al mese alla LCIF. 29 Per saperne di più … 10 domande a Aruna Oswal C on la singola donazione personale più consistente in quarant’anni di storia della LCIF, Aruna A. Oswal e la sua famiglia potrebbero salvare la vista a 500.000 persone. Nell’aprile 2008, ha impegnato 3 milioni di dollari nella Campagna Sight First II per contribuire all’ampliamento del programma. Quest’anno ha donato più di un milione per lo stesso motivo. Inoltre, ha fatto la donazione individuale più grossa per gli aiuti ad Haiti ed altre donazioni per assistenza a persone colpite da disastri naturali. Il Past Direttore Internazionale Oswal è socia del Lions Club di Juhu in Mumbai (India). Perché la LCIF è così importante? Sono una socia della nostra associazione da 21 anni ed ho osservato con attenzione l’attività dei Lions, inclusa l’assistenza per disastri dopo lo tsunami in Pakistan. Sono convinta che la LCIF stia svolgendo un eccellente servizio. Vedo la LCIF associata ai Lions e sono molto colpita da quanto riesce a realizzare. Perché hai deciso di sostenere la LCIF? Ho effettuato la mia donazione alla Campagna Sight First II quando ero coordinatrice per la CSFII. Ho avuto l’opportunità di lavorare con leader lions e società commerciali. Ho riferito loro dell’importanza delle donazioni e si sono subito fatti avanti per questa nobile causa. Li ho convinti che la LCIF lavora solo per l’umanità senza costi amministrativi. Con l’aiuto dei miei leader Lions sono riuscita a raccogliere 4,6 milioni di dollari. In che modo la tua donazione ha ispirato altri a contribuire? La donazione di 3 milioni è stata fatta dalla mia famiglia e questo ha ispirato tutta l’India. Sono felice di servire in qualità di coordinatrice LCIF, così posso aiutare a contribuire anche di più grazie al mio tempo e alla mia crescente consapevolezza. In che modo la tua filantropia ha ispirato la tua famiglia? Mia figlia e suo marito si sono ispirati da soli. Hanno adottato alcuni villaggi rurali poveri, fornendo istruzione, attrezzature mediche e cibo, e cioè una vita migliore. I Lions fanno la stessa cosa in ogni zona. Io e mia figlia svolgiamo molte altre attività oltre a quella con i Lions, come la costruzione di case per mamme bisognose o ospedali. 30 Quali altri progetti hai sostenuto? Mi sono impegnata nell’assistenza dopo i disastri ad Haiti ed in Pakistan. In seguito al tifone di Orissa, la mia famiglia ha aiutato personalmente per più di un anno, fornendo cibo e vestiario. Abbiamo adottato orfanotrofi e ricostruito scuole. In quali progetti sei maggiormente coinvolta? Programmi a favore delle donne, assistenza alle vedove, attività Sight First, assistenza all’infanzia. Quali progetti vorresti vedere sviluppati dalla LCIF? Sono maggiormente interessata a quelli per la fame. Esaminerò i programmi futuri della Fondazione e farò in modo di associarmi a quelli riguardanti la fame. Perché i Lions dovrebbero sostenere la LCIF? Coinvolgimento e partecipazione sono molto importanti e dobbiamo continuare ad associarci con le società commerciali. Mi piacerebbe aiutare la fondazione ad associarsi con più società. Cosa diresti alle società per incoraggiare la loro partnership con la LCIF? I Lions sono presenti in più di 200 paesi con una rete molto ampia. Ci impegniamo con dedizione nella causa del servizio. I Lions portano avanti molte attività. Nel settore aziendale possono fare molto bene con i loro fondi. Perché sei fiera di essere Lion? E’ la passione per il servizio che mi ha fatto diventare socia. Noi tutti possiamo essere orgogliosi di servire attraverso il lionismo. Per saperne di più … I Lions… per il Giappone Il terremoto in Giappone ha causato 18.000 vittime e più di 400.000 persone sono rimaste senza tetto. I Lions di tutto il mondo hanno già raccolto oltre 6 milioni di dollari per la ricostruzione. Di Jay Copp M olti Lions in Giappone hanno potuto assistere di persona a quello che il resto del mondo ha potuto solo vedere in televisione: paesaggi devastati, case distrutte, auto e barche spazzate via, tutto grottescamente buttato all’aria dal terremoto e lo tsunami di marzo. Ma nonostante l’orrore del disastro, i Lions di tutto il Giappone hanno raccolto e distribuito grandi quantità di cibo, acqua ed altri approvvigionamenti. I club hanno inviato tonnellate di riso e decine di migliaia di dollari in alimenti liofilizzati per bambini e si sono associati con la Croce Rossa per la donazione del sangue. “Credo che il Giappone abbia la forza per resistere. E credo anche che i Lions giapponesi siano forti. In questo momento terribile i giapponesi possono lavorare insieme”, ha scritto il Past Direttore Internazionale Jitsuhiro Yamada in un rapporto al Presidente Internazionale Sid L. Scruggs III pochi giorni dopo il disastro. Attraverso la LCIF i Lions di tutto il mondo aiuteranno il Giappone nella ripresa. A marzo la LCIF aveva già mobilizzato 6 milioni di dollari. La cifra include 3 milioni di dollari previsti dalla raccolta fondi e 1,25 milioni in sussidi LCIF. Come è già avvenuto per altre grandi catastrofi, i Lions in Giappone si impegneranno in un progetto a lungo termine per il recupero e la ricostruzione. Gli stessi lions giapponesi già in passato hanno sperimentato questo tipo di impegno. In seguito al terremoto di Kobe, nel 1994, i Lions hanno aiutato nella ricostruzione di una casa per madri e bambini, realizzato un centro cani guida e provveduto a numerose assistenze di base. In Giappone ci sono 107.000 soci Lions. La città più grande colpita dal terremoto, Sendai, ha 31 club. Per distribuire aiuto in modo efficace, i Lions hanno rapidamente allestito quattro depositi per i soccorsi nelle aree colpite. Il Multidistretto 330 ha coordinato il lavoro degli otto multidistretti del Giappone. La LCIF ha fornito 100 tende per il primo soccorso. I Lions in Giappone hanno aiutato in molti modi impegnandosi personalmente in centinaia di iniziative sul territorio. Il bilancio dei morti del disastro è di 18.000 vittime. Più di 400.000 persone sono rimaste senza tetto. Le scene di distruzione in TV hanno spinto i Lions di tutto il mondo a raccogliere fondi per aiutare la ricostruzione. Per i Lions in Giappone, l’assistenza dei soci di tutto il mondo è stata importante. “Il pieno sostegno del Lions International e dei nostri amici in tutto il mondo mi incoraggia moltissimo. Vi ringrazio molto”, ha detto Tsugumichi Hata, un past governatore distrettuale di Sendai. 31 Per saperne di più … I Lions e le Nazioni Unite Celebrata a New York il 17 marzo la 33ª giornata dei Lions alle Nazioni Unite. Dal 1978 a oggi hanno partecipato migliaia di Lions. Premiato il vincitore del Poster per la Pace. Di Renzo Bracco L a collaborazione della nostra associazione con l’ONU risale al 1945, quando i Lions furono invitati a partecipare alla stesura dello Statuto delle Organizzazioni Non Governative (ONG). Da allora, si sono succedute innumerevoli iniziative umanitarie comuni, tra le quali il programma Sight First I e II, che ha contribuito a ripristinare la vista di milioni di persone, a prevenire alcune forme di cecità, ad intervenire su 51 milioni di cataratte. La giornata dei Lions alle Nazioni Unite fu tenuta per la prima volta nel 1978. Da allora hanno partecipato migliaia di Lions, dirigenti dell’ONU, e quanti hanno collaborato in attività di servizio. Tra i temi in agenda, spicca quest’anno il programma per combattere il morbillo, malattia che se non curata a dovere può portare alla cecità, che vede impegnati la LCIF, l’UNICEF, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) e la Fondazione ONU. Si prevede che ne beneficeranno 41 milioni di bambini nel mondo. Il programma della giornata vedeva altri temi di grande interesse: la presentazione del vincitore del Poster per la Pace, un undicenne indiano, vi hanno partecipato 350.000 giovani in 65 Paesi; l’intervento del Direttore del Dipartimento “Droga e criminalità” dell’ONU (il 22 giugno sarà la Giornata mondiale della lotta alla droga), ma soprattutto la relazione dell’attuale Presidente Internazionale Lions Sid Scruggs. In apertura, un ricordo di Melvin Jones, che ebbe la visione di ciò che in seguito sarebbe diventata l’associazione: dopo quasi cento anni, il mondo ha ancora bisogno di noi, e dei nostri service, siano essi locali o globali. Assieme al Dipartimento Economia e Relazioni sociali, sono stati ricordati i grandi obiettivi da raggiungere entro il 2015: combattere e ridurre la povertà estrema 32 e la fame, sviluppare l’educazione primaria per tutti (citata l’attività nel mondo di Lions Quest, che l’anno scorso ha raggiunto oltre 10 milioni di bambini in 16 Paesi, impiegando 350.000 volontari), ottenere l’eguaglianza dei diritti uomo/donna, ridurre la mortalità infantile, combattere HIV/AIDS, malaria e soprattutto una grande attenzione all’ambiente. Da ricordare i tempestivi interventi (medicinali, tende, coperte, acqua) effettuati dalla LCIF nelle recenti calamità che hanno colpito Giappone, Nuova Zelanda ed Haiti: 725 milioni di dollari erogati dal 2001! In chiusura, la presentazione del nuovo progetto “A-school-in-a-box”: letteralmente: “Una scuola in una scatola”. Con un contributo di 500 dollari, i club possono finanziare tramite LCIF questo progetto, che prevede molto semplicemente un container di alluminio, riempito con tutto il necessario (cartelle, quaderni, matite, righelli, etc) per allestire una scuola per 40 bambini ed un maestro, anche negli angoli più remoti della terra. Naturalmente questi kit sono adattati agli usi e alle lingue specifiche di ogni paese. Una parete mobile del container può fungere da lavagna. Il progetto, originariamente sviluppato dagli esperti dell’UNESCO e dell’UNICEF, si sta ora diffondendo grazie anche ai Lions. E’ evidente come, al di là dell’ovvio valore educativo, questa iniziativa possa rappresentare un rifugio dal mondo spesso caotico che li circonda: all’arrivo dei container si verifica un vero “assalto” anche di adulti, che non hanno mai visto una scuola prima d’ora. Un’ultima annotazione: alla giornata dei Lions con le Nazioni Unite era presente una buona delegazione italiana, capeggiata come sempre dal Presidente Internazionale Emerito Pino Grimaldi. Per saperne di più … P untuale alle 10 è iniziata la Giornata Lions all’ONU con numerosissimi Paesi rappresentati e con l’intervento di apertura del Presidente Internazionale Sgruggs III: “La scelta del luogo del nostro incontro non è casuale, c’è affinità e sintonia fra noi Lions e le Nazioni Unite. Ci unisce una visione ed un impegno comuni”. Concetti ripresi e ribaditi con forza dal Rappresentante dell’ONU che, a sua volta, ha affermato: “Abbiamo bisogno dei Lions. Quello che noi facciamo come diplomazia internazionale, voi lo fate sul territorio…! Stiamo camminando insieme, mano nella mano, per creare un mondo migliore! Grazie Lions!” Il Presidente Internazionale ha poi ringraziato, una ad una, tutte le rappresentanze nazionali presenti, applaudendo la presenza dei Lions Italiani, la più numerosa con 50 partecipanti, tra cui spiccavano il Presidente del Consiglio dei Governatori Stefano Camurri Piloni ed il Governatore della Puglia, Distretto Ab, Rocco Saltino. Da segnalare che dei 50 Lions Italiani presenti, ben 15 partecipanti provenivano dal Distretto 108 Tb facendolo risultare quello più rappresentato! Due momenti sono stati particolarmente seguiti da tutti i Lions presenti, con grande attenzione, apprezzamento e commozione. Il primo momento ha visto la premiazione del concorso “Un Poster della Pace”, giunto al suo 23° anno, attribuita a Raj Phairembam, un bambino di 11 anni proveniente da Moirang, Manipur, India, che ha realizzato una bellissima opera. Il secondo è stato un momento musicale molto bello, tenuto da un gruppo di giovanissime bambine che si sono esibite in vari pezzi musicali, per lo più classici. I Lions nel mondo effettuarsi nell’ambito dei singoli club con l’istituzione dei “mentori lions”. Gualberto Del Roso A New York per il Lions Day all’ONU Atterrare a New York proprio il 17 marzo nel giorno dei 150 anni dell’Unità d’Italia, con la “pin” del Governatore del nostro Distretto Roberto Olivi Mocenigo, ci ha fatto sentire particolarmente orgogliosi di essere Italiani e di essere Lions! Di Giordano Bruno Arato P er continuare ad essere “grande” nel mondo (come lo è già per la indiscutibilità dell’entità e specie delle opere umanitarie svolte e che continua svolgere con estrema puntualità in ogni parte del mondo), l’associazione ha necessità di “crescere” (anche nel numero degli aderenti) in tutte le aree costituzionali e non soltanto, come avviene da qualche anno, nella 5ª, 6ª e 7ª “area”. Non faccio analisi sul come il lionismo cresce in dette aree, ma mi permetto di osservare e porre all’attenzione dei lions ai vertici dei Distretti (Governatori e Vice Governatori) delle aree ove il lionismo da tempo è caratterizzato da una tendenza negativa di reagire con forza per scongiurare un pericolo non più ipotetico ma reale. Che si tratti di una “crisi di identità” dei lions aderenti ai club da loro amministrati? O della mancata percezione della evoluzione della società nella quale sono inseriti? Necessita, a mio parere, una verifica sulla effettiva disponibilità dei soci al “servizio” nello spirito del codice comportamentale e delle finalità del lionismo da Aree Costituzionali N. Club N. Soci Variazioni sul 1 luglio 2010 12.660 33.178 -7.284 Canada 1.647 39.038 -412 Sud America, America Centrale, Carabi e Messico 3.925 96.083 -355 Europa 9.624 269.778 -595 Oriente e Sud Est Asia 7.723 271.526 +13.540 India, Sud Asia, Africa e Medio Oriente 8.599 270.871 +14.102 Australia, Nuova Zelanda, Papua, Nuova Guinea, Indonesia, Sud Pacifico 1.867 44.769 +857 46.046 1.338.153 +19.453 U.S e Affiliate Bermuda e Bahamas Totale In Italia i club sono 1.320, i soci 47.958, pertanto 339 soci in meno rispetto al 1° luglio 2010. 33 Aspetti giuridici del LCI ➡ Visti da dentro Gli organi associativi, le regole di procedura parlamentare, l’Assemblea dei Soci del Club. Di Sergio Maggi * Ottava parte Come già riferito l’Assemblea dei Soci è l’organo collegiale deliberativo del Club che svolge principalmente i seguenti compiti: 1. Elezione del Consiglio direttivo. 2. Approvazione del rendiconto finanziario preventivo e consuntivo. 3. Deliberazioni sulle modifiche statutarie e regolamentari. 4. Approvazione del piano di attività del Club. 5. Scioglimento del Club e devoluzione del patrimonio. In generale, mentre la regolamentazione dell’assemblea nelle associazioni riconosciute è stabilita dalla legge, dall’atto costitutivo e dallo statuto, nessuna regolamentazione legislativa è prevista per le assemblee nelle associazioni non riconosciute. Esse sono disciplinate dagli statuti e regolamenti propri (art. 36 comma 1 CC) ed in mancanza di essi o nel caso di evidenti lacune o insufficienze dell’ordinamento interno dell’associazione si ricorrerà all’applicazione analogica di norme relative ad organismi consimili, così come previsto per i Consigli direttivi (v. 7ª parte). Il Presidente del consiglio direttivo convoca l’assemblea dei Soci tutte le volte che se ne manifesti l’opportunità. Previa l’affermazione di responsabilità del Consiglio direttivo (v. 7ª parte), il Regolamento tipo di Club prevede la obbligatorietà della convocazione dell’assemblea nei seguenti casi: a. A marzo per la presentazione dei candidati alle varie cariche del Club - Riunione delle nomine (Art. II sez. 4). b. Ad aprile per l’assemblea elettiva degli officer del Club (Art. II sez. 6). c. Alla fine dell’anno sociale per la presentazione dei resoconti finali da parte degli officer uscenti (Art. V sez. 5). Nelle associazioni, come in tutte le organizzazioni sociali, sono previste convocazioni straordinarie delle assemblee. Nella nostra Associazione tali assemblee sono convocate direttamente dal Presidente, a sua discrezione, e, quando richieste, dal Consiglio direttivo (Art. V sez. 4 Reg. tipo di Club). Tale norma appare alquanto lacunosa dal punto di vista democratico, in quanto non prevede la possibilità che la convocazione possa essere richiesta anche dagli stessi soci. Nel caso che questa opportunità non sia prevista nemmeno dallo statuto e regolamento del proprio club, è possibile fare ricorso all’art 20 del CC secondo il quale un decimo degli associati può farne richiesta motivata e “…se gli amministratori non vi provvedono, la convocazione può essere ordinata dal presidente del tribunale”. Senza che si possa giungere a tanto, è possibile, qualora sia il caso, chiedere al Governatore l’attuazione della 34 procedura per la risoluzione delle controversie. La validità di una assemblea è determinata dalla corretta modalità di convocazione dell’assemblea e dal raggiungimento del quorum dei soci previsto dalla norma. La modalità per la convocazione dell’assemblea è nelle norme che regolano l’associazione. L’Art. II sez. 4 del Regolamento tipo di club, stabilisce che l’avviso di convocazione deve essere inviato “…per posta regolare o elettronica o consegnato personalmente a ciascun socio almeno 14 giorni prima della data della riunione”. Poiché deve avere un minimo di preavviso per rendere edotti gli associati sulle materie in discussione, al fine di consentire ai partecipanti di prendere parte alla discussione nel modo più consapevole, l’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione degli argomenti da trattare (c.d. Ordine del giorno), oltre che del luogo, giorno e ora della riunione. Il quorum costitutivo esprime il numero dei soci che devono necessariamente essere presenti per la validità dell’assemblea. L’Art. V sez.8 del Reg. tipo di Club stabilisce che “la presenza fisica della maggioranza dei soci sarà necessaria per formare il quorum…”. Diversamente l’Art. 21 del CC stabilisce che l’assemblea, in prima convocazione, è regolarmente costituita con almeno la metà dei soci, mentre è valida in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci presenti. Questa è la modalità alla quale si attiene la maggior parte delle associazioni non riconosciute ed anche alcuni nostri club, onde evitare una situazione di stallo e quindi di inoperatività. Il quorum deliberativo esprime il numero legale di voti a favore necessario perché una deliberazione possa dirsi approvata. E’ bene ricordare che nella nostra Associazione, in base all’art. VI sez. 5 dello Stat. Internazionale, “Il voto per procura è assolutamente vietato in tutti gli affari concernenti club, distretti (singolo, sub e multiplo) e l’Associazione”. Nella nostra Associazione, salvo casi particolari, le delibere vengono approvate a maggioranza dei voti espressi dai soci presenti e votanti (Art. IX sez. 6 del Reg. Internaz., Art. II sez. 8 Reg. tipo di Club) dove “Per maggioranza si intende più della metà del totale di voti validi espressi, escluse le schede bianche e le astensioni”. Un esempio pratico chiarirà il significato di maggioranza: 1. Votanti 25 - Schede bianche 5 - Voti validi 20 - la maggioranza è 11 (più della metà dei voti validi 10). 2. Votanti 25 - Schede bianche 4 - Voti validi 21 - la maggioranza è 11 (più della metà dei voti validi 10,5) (Robert’s Rule of order N.R. cap XII pag. 387). *Direttore Internazionale 2004-2006. multidistretto Sid Scruggs in Italia Il Presidente Internazionale a Roma, dal 5 al 6 aprile, in visita ufficiale al Multidistretto italiano. Di Paolo Scipio M artedì 5 aprile, nella splendida cornice dell’Hotel Parco dei Principi in Roma, il Presidente Internazionale del Lions International Sid Lee Scruggs III e la consorte signora Judy hanno voluto onorare, con la loro presenza, il Multidistretto 108 Italy, che per l’occasione era rappresentato dalle più alte cariche lionistiche nazionali ed internazionali, unitamente ai 17 Governatori italiani. Gli onori di casa, visto che l’incontro è avvenuto nel Distretto 108 L, sono spettati al DG Naldo Anselmi e alla signora Adria, i quali hanno porto il saluto di benvenuto ai presenti, augurando al Presidente ed alla consorte un piacevole soggiorno romano. A seguire i saluti del Direttore Internazionale Dome- nico Messina, del Presidente del Consiglio dei Governatori Stefano Camurri Piloni e del Past Direttore Internazionale Giuseppe Grimaldi. Alla serata hanno partecipato oltre 200 Lions provenienti dai vari Distretti, che hanno fatto sentire la loro condivisione e l’apprezzamento per le linee guida che il Presidente Scruggs ha tracciato all’inizio dell’annata lionistica e che hanno illuminato, come “un raggio di speranza”, la nostra voglia di servire. L’indomani, mercoledì 6 aprile, il Presidente è stato ricevuto in Vaticano per l’udienza con il Santo Padre Benedetto XVI, alla quale ha fatto seguito, nella stessa giornata, un summit con tutti i governatori del Multidistretto per il punto della situazione, nella sede della segreteria nazionale. ➤ 35 In primo piano A chiusura dell’incontro del 5 aprile, il Presidente Internazionale ha conferito alcuni riconoscimenti a Lions che si sono distinti durante questa annata lionistica. Al CC Stefano Camurri Piloni, al PID Sergio Maggi, ai PCC Giancarlo Vecchiati e Federico Steinhaus, ai PDG Jolao Farci, Rosario Pellegrino, Bruno Ferraro, Lucia Livatino, Antonio Galliano, Giampaolo Vergombello, Silvio Cavallaro la Presidential medal. Ai 17 Governatori italiani, ai PDG Ermanno Turletti e Ida Panusa, al Lion Pasquale Di Ciommo la Leadership Medal. A Guendalina Pulieri il Certificate of Appreciation del Presidente Internazionale. Nelle foto, nell’ordine, l’IP Scruggs e la moglie Judy all’udienza con il Santo Padre, il Presidente Scruggs alla riunione del CdG, l’ingresso al galà in onore del Presidente, Adriana e Stefano Camurri donano un “ricordo italiano” ai coniugi Scrugg, l’ID Domenico Messina e il PIP Pino Grimaldi con il Presidente Scruggs. 36 In primo piano I Lions e la Costituzione A Tivoli il convegno multidistrettuale sul tema di studio nazionale: “La Costituzione della Repubblica Italiana. Conoscerla ed amarla. La proposta dei Lions per l’educazione alla giustizia ed alla legalità”. Di Naldo Anselmi * I l 16 aprile, nella splendida cittadina di Tivoli, ottimamente organizzato dal comitato coordinato dal PDG Bruno Ferraro, con oltre 200 partecipanti, si è tenuto il convegno multidistrettuale sul tema di studio nazionale. Il Convegno, preceduto (il giorno 15) da una tavola rotonda con coordinatori distrettuali sul tema, è stato “moderato” dal Presidente del Consiglio dei Governatori Stefano Camurri ed aperto dalla prolusione magistrale del Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Componente del CSM, prof. Annibale Marini. Con semplicità ed estrema chiarezza questi ha saputo rendere semplice un argomento tanto complesso e importante come può essere la Corte Costituzionale, custode della costituzione e del principio fondamentale dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il Senatore Andrea Pastore, membro della commis- cetti che, quantunque sanciti dalla Costituzione, molti non conoscono, soprattutto perché nessuno si è preoccupato di ricordarli. Libertà di pensiero e di stampa in primo luogo, che sono intimamente connesse e soggette al “buon costume”. Attenti ai mezzi di comunicazione, che spesso mandano messaggi di bassa cultura, volgari e interpretati secondo l’appartenenza politica del giornalista, dove in più casi il commento si mescola all’evento, traendo frequentemente in inganno l’ignaro lettore o ascoltatore! Il PDG prof. Bruno Ferraro, Presidente del Tribunale di Tivoli, ha trattato il tema della famiglia e della scuola nella Costituzione, sottolineando le più salienti modifiche nel Diritto di Famiglia, con la parità dell’uomo e della donna, anche nell’educazione dei figli, educazione peraltro demandata di diritto esclusivamente ai genitori. Nella scuola sono state sancite due fondamen- sione permanente “Affari costituzionali”, si è soffermato sulle libertà politiche nella Costituzione e sugli interventi di modifica ad essa apportate, ai soli fini di adattamento di norme a mutate esigenze. Ne sono esempi gli adattamenti relativi al decentramento di responsabilità dallo stato agli enti periferici Regioni, Province e Comuni. Il prof. Gianfranco Amenta, Docente di Diritto privato all’Università di Palermo, ha incentrato il suo intervento sulle libertà civili e la tutela della privacy, nei cui ambiti la Carta Costituzionale proclama inviolabili la libertà del domicilio e delle comunicazioni private ed il diritto di difesa, particolarmente rilevanti in questo momento storico contrassegnato da disvalori diffusi e da flussi di uomini in cerca di dignità. Con il PDG prof. Osvaldo de Tullio, presidente onorario alla Corte dei Conti, sono state ricordati alcuni con- tali libertà: quella dell’insegnamento come garanzia di pluralismo culturale e quella dell’esistenza di scuole pubbliche e private. Lo scrivente, quale Governatore del Distretto ospitante e delegato al Tema di Studio, ha innanzitutto ringraziato il comitato che ha organizzato il Convegno, le Istituzioni che hanno collaborato all’accoglienza dei convenuti e la Preside del Liceo Scientifico Spallanzani, Lion Luisa Rettighieri, per aver coinvolto tanti studenti presenti in sala, e ha comunicato che le varie relazioni verranno pubblicate in un apposito “Quaderno del Lionismo”. Egli ha poi riferito sulle attività svolte sul tema dai diversi Distretti, risultate generalmente rivolte (come a suo tempo suggerito) alla prima parte della Carta costituzionale (Artt. 1- 54), onde evitare vischiosità di tipo politico. Le varie azioni, spesso condotte nell’ambito delle celebrazioni dei “150 anni dall’unità 37 In primo piano d’Italia”, sono state in genere portate avanti con determinazione ed hanno avuto significativo effetto. Si stima che circa il 50% del lavoro si è svolto nelle scuole, con seminari, concorsi, questionari; il 45% verso i cittadini, attraverso conferenze, seminari e tavole rotonde; il 5% verso le comunità di immigrati, con seminari e materiale divulgativo, talora tradotto in specifiche lingue. Amaramente si constata che la Costituzione è poco conosciuta, sia fra i giovani che fra gli adulti. A questo punto è nuovamente intervenuto il PDG de Tullio che, sottolineando il successo di tali manifestazioni, ha esortato i Governatori del prossimo anno lionistico a proseguire questa importante azione di miglioramento delle conoscenze della Carta Costituzionale fra i cittadini. Dopo l’applaudita proiezione del magnifico DVD sulla Costituzione, a suo tempo approntato dal Comitato e distribuito a tutti i Governatori, si sono succeduti gli interventi mirati. Il locale Presidente dell’ordine degli avvocati, Simone Ariano, ha sottolineato come i diritti tutelati dalla Carta Costituzionale vadano letti e capiti, esortando pertanto tutti, i ragazzi in particolare, ad approfondirne la conoscenza ed a visitare (come invita Calamandrei) i luoghi in cui gli italiani sono morti per proteggere ed affermare quei diritti che oggi la Costituzione sancisce come inviolabili. Il Presidente del Campus universitario di Pomezia, Pier Luigi Crosti, si è soffermato sulla “Costituzione all’Università”, sottolineando come essa sia garante della cultura e del diritto allo studio, e come una maggiore istruzione sia fonte di emancipazione e democrazia. Uno studente del Liceo Scientifico Spallanzani di Tivoli, riportando il frutto di uno studio di gruppo, ribadisce con particolare enfasi come la Costituzione definisca il diritto allo studio, sancisca la libertà dell’insegnamento come libero pensiero e come, per essere dei buoni cittadini, sia doveroso conoscere i principi che essa tutela, compresi i doveri che ognuno di noi ha verso la Patria. Il Vice-console italiano a Francoforte, trattando della “Costituzione per gli italiani all’estero”, evidenzia come ad un sentito legame di questi con il nostro paese, di cui sono frequentemente messaggeri della relativa cultura, si affianchi l’esigenza di una migliore conoscenza della nostra Costituzione, troppo spesso carente. Il Presidente del Consiglio dei Governatori Stefano Camurri , nel concludere il convegno, dopo aver plaudito al lavoro fatto e ringraziato il comitato organizzatore, richiama il messaggio forte emerso dal convegno: “la nostra Costituzione è valida, bella ed attuale. Amarla deve essere insito nell’animo degli italiani. Facciamola conoscere di più, soprattutto fra i giovani, che sono il nostro futuro. Lasciamoci pertanto con l’impegno di farci ancora promotori della sua conoscenza”. *Governatore del Distretto 108 L e delegato al Tema di studio Nazionale. Facilitazioni e sconti per il 59° Congresso Nazionale Sconto fino al 30% sui mezzi Trenitalia, accordo sulle tariffe praticate dai taxi torinesi e posteggi al Lingotto a prezzo agevolato. Intervista con il responsabile di Trenitalia Gianfranco Battisti. Di Pier Giacomo Genta P er i Lions che decideranno di partecipare al 59° Congresso Nazionale di Torino spostandosi in treno, magari con il Frecciarossa che corre attraverso tutto il nostro Paese da Torino a Salerno, è stato stipulato un accordo fra il Comitato Lions Congresso Nazionale 2011 e Trenitalia SpA, che prevede uno sconto fino al 30% sul prezzo dei biglietti. Sarà indispensabile acquistarli on line rivolgendosi al Centro Comitive di Torino Porta Nuova (e-mail: comitive.to.pax@trenitalia. it - Tel. 0115611445 - 0116652104) fra le ore 9,30-12,00 e le 14,30-16,15 di tutti i giorni feriali. I soci avranno la possibilità di pagare con le principali carte di credito (Visa, Mastercard, Mastero, ecc.) e di debito (Bancomat e Postamat). All’arrivo, nella sala vip Club Frecciarossa 38 presso la stazione di Porta Nuova, dal 27 al 29 maggio, i Lions troveranno un desk dedicato al Congresso, dove una hostess ed alcuni Lions daranno loro il benvenuto e saranno in grado di fornire le indicazioni su come muoversi per raggiungere il Lingotto. La sede del Congresso è comunque al capolinea del nuovo tratto della linea metropolita di Torino (6 minuti di percorrenza). Le facilitazioni concordate con Trenitalia non termineranno con la fine del Congresso, ma proseguiranno fino al 30 giugno. Per chi arriva in aereo all’aeroporto Sandro Pertini di Caselle, è stato stipulato un accordo vantaggioso con la linea Pronto Taxi 5737. I veicoli convenzionati esibiranno una vetrofania con il simbolo del Congresso In primo piano Lions e praticheranno uno sconto incondizionato del 10% su ogni tipo di corsa verso Torino o verso la sede congressuale. Al Lingotto invece, un desk presidiato dai Lions del Cirié D’Oria, potrà accettare ed inoltrare chiamate e prenotazioni per tutti i congressisti. L’accordo prevede anche due tetti massimi per ogni tipo di corsa: 40 euro per i viaggi da o per l’aeroporto e 30 euro per ogni altri tipo di percorrenza cittadina. Altra facilitazione sarà il posteggio presso il Lingotto per chi si muoverà con i propri mezzi. Saranno disponibili il parcheggio A (ingresso da via Giambone), proprio sotto la sala congressi, ed il posteggio D un po’ più lontano. La tariffa concordata è di 0,60 euro all’ora. Su richiesta dell’Unione Camperisti Italiani, è stato riservato un ampio parcheggio, sul retro del Lingotto, per chi vorrà partecipare trasferendosi con il camper. A proposito dell’importante accordo con Trenitalia, sono state fatte alcune domande al dottor Gianfranco Battisti, responsabile della divisione passeggeri nazionali ed internazionali. Quali sono stati i motivi che l’hanno convinta ad accettare un dialogo e a stipulare una convenzione con una associazione di servizio come il Lions International, Multidistretto Italia? Collaborare fattivamente con una organizzazione come quella dei Lions è stato per noi motivo di prestigio e di grande soddisfazione. Impegnati da sempre in tutto il mondo nel campo degli aiuti umanitari e nel rafforzamento dei legami tra i popoli, i Lions godono di un pre- stigio unanimemente riconosciuto. Il Gruppo Ferrovie dello Stato ha, tra l’altro, una ben precisa responsabilità sociale d’impresa e persegue molti dei valori che sono alla base della nostra collaborazione. Una collaborazione quindi che ci mette al fianco di un grande partner e che ci consente di fornire un supporto logistico a favore di una mobilità sempre più sostenibile. La convenzione, su base nazionale, favorirà certamente i Lions Italiani, ma cosa si aspettano, come controparte, le Ferrovie dello Stato da un accordo come questo? In una congiuntura internazionale delicata come questa, in cui c’è molto bisogno di organizzazioni come i Lions che sappiano fornire aiuti mirati e tempestivi, ci è sembrato giusto collaborare e fornire il nostro contributo senza chiederci troppo quale fosse la contropartita. E’ chiaro che proprio facendoci ancor meglio conoscere da un pubblico sempre più vasto e qualificato, contiamo di fornire anche noi un’immagine di efficienza, preparazione e puntualità che non può che migliorare la nostra visibilità. Durante il congresso avremo poi la possibilità di illustrare tutte le novità dei nostri collegamenti ferroviari e, soprattutto, le offerte Corporate Travel dedicate alle aziende e le facilitazioni per i clienti che aderiscono al programma Cartafreccia. Prevede un futuro, non soltanto congressuale, per quanto riguarda i rapporti e le convenzioni fra Lions e Ferrovie dello Stato? Il futuro della mobilità sarà sempre di più concentrato verso sistemi che sappiano unire rapidità, sicurezza ed un impatto ambientale ai più bassi livelli. Fatte le debite proporzioni, si tratta di obiettivi comuni, pur con fini diversi e comunque crediamo fermamente che alla base di uno sviluppo economico e sociale ci debba essere un sistema di trasporti efficace. Per questo motivo e per l’attenzione che la nostra azienda ha sempre avuto in questi campi, ci auguriamo che la collaborazione tra Lions e Trenitalia possa portare in futuro ad una partnership sempre più concreta. Con l’introduzione dell’alta velocità, Trenitalia ha molto ridotto tempi di percorrenza, creando un nuovo modo di viaggiare, come si inserirà questo sistema nell’accordo in essere? Torino, prima capitale d’Italia, sta dunque diventando anche un caposaldo dell’alta velocità ferroviaria? L’alta velocità , come recita il nostro ‘claim’, accorcia le distanze e fa crescere il paese ed in effetti è la spina dorsale del trasporto passeggeri in Italia, il sistema portante di tutta la nostra attività, che spazia sul completo territorio nazionale. Nel meeting di Torino favoriremo al massimo l’utilizzo dell’AV, per far provare ai clienti un esperienza di viaggio veloce, nel massimo comfort e sicurezza, con collegamento telefonico e wifi sempre disponibile, e magari gustarsi i migliori prodotti italiani alla velocità di una “formula 1”. Torino ha sempre avuto grande importanza nei collegamenti ferroviari, specie per i collegamenti nord-sud. Con l’introduzione dell’AV non è certo stata dimenticata ed attualmente può contare su 19 treni al giorno che la collegano a Roma via Milano, con transito nelle stazioni di Milano Centrale e Porta Garibaldi. Due Sono le stazioni di Torino servite dall’AV, Porta Nuova e Porta Susa, recentemente sottoposte a profondo restyling e collegate alla metropolitana, quindi ideali per raggiungere tutte le zone della città. 39 Per saperne di più … I Lions contro il diabete La 18ª assemblea nazionale dell’Associazione Italiana lions per il Diabete si è trasformata in un momento di grande commozione Di Luigi Foglietti “I n questi venti anni di attività dell’Aild, è la prima volta che manco ad un appuntamento così importante, come l’Assemblea annuale”, ha scritto Aldo Villani che ha aggiunto: “Non me ne vogliate, ma, purtroppo, sto attraversando un periodo poco felice, a causa di problemi fisici, che nonostante la mia forza di volontà non riesco per il momento a debellare. Vi prometto, però, di non demordere e che farò del tutto per ritornare in mezzo a voi. L’obiettivo principale della mia vita rimane sempre quello di sostenere e far crescere la nostra associazione, con lo scopo primario di promuovere la ricerca scientifica diretta a debellare una malattia, il diabete mellito, che rappresenta una vera emergenza sanitaria del nostro tempo. In questo contesto abbiamo cercato con ogni nostra forza di promuovere la realizzazione di un ‘Centro Internazionale per la Ricerca sul Diabete’ a Perugia, che potesse meglio consentire il raggiungimento di questo obiettivo. Difficoltà di ordine amministrativo, economico, hanno finora precluso questa possibilità, ma ciò non riduce l’impegno dell’Aild nel sostegno dell’attività di ricerca scientifica nei Centri universitari, che a livello nazionale si interessano di questo problema. Vi prego di scusare ancora questa mia imprevista assenza e colgo l’occasione per ringraziare il socio fondatore, professor Paolo Brunetti, Vice Presidente, nonché Presidente del 40 Comitato Scientifico, che oggi condurrà i lavori assembleari”. Queste le parole di Aldo Villani, ma più che parole di circostanza, per giustificare una assenza, parole affidate ad una lettera, queste oggi hanno assunto la forza di un testamento morale e di virtuale passaggio di consegne. Infatti, al termine della diciottesima Assemblea nazionale dell’Aild, svoltasi nel Centro Congressi della Camera di Commercio di Perugia, è arrivata la dolorosa notizia che Aldo Villani non ce l’aveva fatta. Ma oltre al ricordo affettuoso il cronista deve comunque dare il resoconto della giornata, una giornata che, da atto dovuto, si è trasformata in un momento di grande commozione. Condotta sapientemente da Antonio Ansalone, perfetto cerimoniere, l’Assemblea ha visto la presenza del governatore del distretto 108 L Naldo Anselmi, anche in rappresentanza del presidente del Consiglio dei governatori Stefano Camurri Piloni, del vice governatore Franco Fuduli e di numerosi officer e lions di vari distretti. Nell’occasione il professor Brunetti, nella sua veste di presidente del comitato scientifico, ha svolto la sua “lectio magistralis”, ricordando tra l’altro: “Anche il Lions Clubs International, nel quadro dei suoi molteplici impegni a carattere socio-umanitario, ha considerato il diabete, con notevole lungimiranza, un obiettivo permanente della sua attività, prima ancora che la diffusione epidemica della malattia raggiungesse i vertici attuali. La costituzione dell’Aild, una Associazione a carattere nazionale, riflette l’adesione del multidistretto Lions Italia ad un programma di azione volto a debellare quella che è stata definita una epidemia del XXI secolo. In sintonia con questi principi, l’Aild ha continuato, durante l’anno trascorso, nella sua attività di divulgazione e di sensibilizzazione nei confronti del diabete attraverso una serie di convegni rivolti ai soci Lions, ma aperti a tutta la cittadinanza. Particolare risonanza ha avuto il convegno organizzato a Perugia nel giugno del 2010 dedicato alle Tecnologie innovative per la cura del diabete. Il ruolo del Lions International”. Al convegno hanno partecipato autorevoli rappresentanti del mondo diabetologico italiano che hanno portato la loro preziosa esperienza sulla applicazione di modelli terapeutici di avanguardia come l’infusione continua sottocutanea di insulina mediante mini-infusore, lo sviluppo di un pancreas artificiale, il ricorso al trapianto di insule e all’impiego di cellule staminali. “Sono questi settori di attività che vedono l’Aild fortemente coinvolta - ha precisato Brunetti - per aver finanziato in passato l’acquisizione di un pancreas artificiale ed aver sostenuto, più di recente, fra gli altri, un progetto di ricerca dedicato al trapianto di insule”. Come da ordine del giorno, dopo l’unanime approvazione del bilancio, si è provveduto al rinnovo delle cariche. Sono risultati eletti: Paolo Brunetti, Giuliano Barsotti, Mauro Andretta, Fausto Santeusanio, Lucio Ubertini, Aron Bengio. Per saperne di più … Un “miracolo” a L’Aquila A L’Aquila il 26 marzo il 2° convegno nazionale So.San su “Associazioni di servizio e di volontariato unite nella solidarietà”. Di Angelo De Nicola * T renta relatori e quasi 150 partecipanti tra cui le massime autorità lionistiche italiane. Bastano questi numeri per sottolineare il successo del 2° Congresso della So.San. (Solidarietà Sanitaria Lions) dal tema “Associazioni di servizio e di volontariato unite nella solidarietà”, che il presidente Salvatore Trigona ha fortemente voluto organizzare all’Aquila, il 26 marzo scorso. Una scelta simbolica, di grandissima vicinanza alla città martoriata dal sisma del 6 aprile 2009 e ai soci due Club Lions presenti (L’Aquila Host e New Century) impegnati in prima linea per la ricostruzione della loro città. Significative, si diceva, le presenze che hanno dato qualità ad un appuntamento che ha voluto certificare la quantità del lavoro svolto dalla So.San.: L’ID Domenico Messina, il CC Stefano Camurri Piloni, i Governatori Guglielmo Lancasteri (108 A), Pierluigi Tarenghi (108 Ib2), Marco Gibin (108 Ta1), il 1° VDG 108 Ta1 Elena Appiani e i PDG di vari distretti come Nicola Tricarico, Carlo D’Angelo, Enrico Corsi, Franco Esposito, Loredana Sabatucci oltre a tre PCC Ione Giummo, Rocco Tatangelo, Giancarlo Vecchiati. Hanno portato, tra gli altri, il loro saluto, ringraziando la So.San. e tutto il movimento Lions per il significativo gesto di tenere l’importante congresso all’Aquila, l’arcivescovo metropolita del capoluogo abruzzese, mons. Giuseppe Molinari, ed il vicesindaco Giampaolo Arduini. Presenti anche il presidente dei “Bambini nel bisogno” Giancarlo Vecchiati, il presidente del “Centro occhiali usati” Enrico Baitone, il responsabile MD del Lions Alert PDG Fulvio Venturi. Inoltre, hanno partecipato ai lavori varie associazioni nazionali di volontariato tra cui il presidente nazionale Acoi Rodolfo Vincenti di Roma, Roadrunnerfoot tecnologia per Haiti Daniele Bonacini, per Emergency Giulio Cristoffanini di Roma, per il C.C.M. Giuseppe Meo di Torino, per Chirurgo e bambini onlus Andrea Franchella di Ferrara, per i Missionari Preziosissimo Sangue Don Giuseppe Montenegro di Roma. Interessanti e ficcanti gli argomenti nelle sessioni, dai tempi assai serrati (visto il numero dei relatori) per cercare di dare il massimo della concretezza all’incontro. Le sessioni sono state tre: nella prima i volontari lions della So.San. hanno esposto le missioni effettuate nell’ultimo anno; nella seconda le associazioni di volontariato nazionale italiane hanno presentato le loro relazioni; nella terza, una tavola rotonda con tutti i partecipanti, compresi gli uditori. Alla fine del Congresso, è stato firmato dalla So.San. con i Distretti Ta1, Ta2, Ta3 un accordo di collaborazione operativa per inviare ed impiantare, tramite i medici della Onlus ad ogni bimbo haitiano delle protesi articolari. Per l’occasione, sempre all’Aquila, si è riunito il trentesimo Consiglio Direttivo della So.San. e si è anche tenuta una riunione presieduta dal DG Pierluigi Tarenghi, delegato al Progetto Italia, e dal Direttore Internazionale Domenico Messina, per definire una collaborazione fattiva e reale tra le Onlus Lions. “Dai feedback che ho avuto - commenta Salvatore Trigona - e da molti commenti entusiasti di chi ha partecipato, traiamo importanti auspici. Siamo sulla strada giusta. L’entusiasmo è alle stelle. Dall’Aquila non poteva venire miglior segnale. Per la So.San., per i Lions e per la stessa città in difficoltà”. *Direttore Responsabile Rivista distrettuale 108 A “Lions Insieme”. Acqua per la vita Il 22 marzo 2011, giornata mondiale dell’acqua, tutti i telegiornali del mondo hanno annunciato questa notizia come evento prezioso per l’umanità dedicato all’acqua, simbolo della nostra stessa vita. Ed i Lions italiani… Di Piero Manuelli L’ acqua è valore essenziale per la vita dell’uomo ed è anche “Acqua viva”, quella che le sacre scritture riportano come voce di Dio, assumendo pertanto un inestimabile valore spirituale. Ed i Lions italiani? “Acqua per la vita” Lions Onlus, 41 Per saperne di più … consapevole della sua missione di baluardo Lions italiano a tutela dell’ambiente ed in particolare dell’acqua, ha scelto questo giorno per presentare in prima europea un film-documentario dal titolo “Water Today”, autore Alessandro Leto, scienziato internazionale ed ideatore del manifesto per la cultura dell’acqua. Nella stessa occasione è stato distribuito gratuitamente a tutti gli intervenuti il nuovo libro in lingua italiana intitolato “Water Today” scritto dallo stesso prof. Alessandro Leto, autorevole testimonial dell’“Acqua per la vita” Lions. “Acqua per la vita” ha scelto Genova per questo evento perché, grazie alla sua continua interazione con le istituzioni locali, questa città è stata eletta a capitale europea dell’acqua ed ospiterà dal 5 al 9 settembre prossimo il “Primo Festival Internazionale dell’Acqua” presso la prestigiosa sede di Palazzo Ducale. Il mondo lions deve adeguarsi operativamente ai tempi, deve conquistarsi una maggiore visibilità territoriale, deve uscire dai cantucci delle sue dorate sedi ecc. ecc.; questo è quanto si predica dai nostri vertici verso la base, ma per questo occorre crescere in altezza o procurarsi dei validi sgabelli per elevare le nostre teste dalle moltitudini delle masse che ci coprono e rendono invisibili; crescere per farsi vedere e sopravvivere camminando al passo con i tempi. Il nostro modo di operare si è scrollato da tempo l’autoreferenzialità che soffoca la maggior parte delle attività dei club cercando di trascinare sulla nostra strada e sulle nostre idee personaggi di rilievo internazionale e misurando la validità dei nostri fatti concreti, sulla base della partecipazione e condivisione proveniente dal mondo esterno. Il Teatro della Gioventù di Genova, in omaggio alle nuove generazioni alle quali è stato dedicato il nostro evento, ha ospitato il film-documentario “Water Today”. Il filmato durante i suoi 40 minuti di proiezione, ha emozionato e commosso tutti i presenti e le voci narranti di Alessandro Leto e dell’attrice Lucrezia Lante Della Rovere hanno accompagnato le immagini immergendole in una atmosfera di grande spiritualità. Il filmato ha ripercorso la storia dell’acqua e dell’uomo, dalle origini ai nostri tempi, mettendo in discussione il rapporto uomo-ambiente e presentando un panorama mondiale tanto drammatico quanto veritiero. Monica Gasparini, giornalista televisiva, ha condotto la serata con grande professionalità guidando ed armonizzando tutti gli interventi dei lions di “Acqua per la vita” e delle massime autorità istituzionali ed in particolare l’intervento del sindaco di Genova Marta Vincenzi, particolarmente interessata all’argomento. Lucrezia Lante Della Rovere è il viso e la voce che accompagnano i lavori di Alessandro Leto per la divulgazione e sensibilizzazione del problema dell’acqua nel mondo e non a caso ha vinto nel 2005 il “Taormina Festival” con il film “Gli occhi dell’altro”. Stefania Giannini, rettore dell’Università per stranieri di Perugia è stata la madrina della serata. Le voci narranti che hanno accompagnato il filmato hanno recitato testualmente: “Non c’è vertice o conferenza internazionale che tratti del futuro dell’uomo, nelle quali l’acqua non rivesta un ruolo fondamentale. Abbiamo bisogno di grandi leader formati ed informati, capaci di scelte coraggiose e lungimiranti, ed a quelli che dovrebbero essere i grandi del mondo, ricordiamo l’insegnamento di uno che grande è stato davvero, Mohandas Ghandi, il Mahatama, il quale sosteneva: “La natura può soddisfare l’uomo per i suoi bisogni, ma non per i suoi eccessi”. Vedete, vivere il nostro rapporto con l’acqua in maniera irresponsabile, è come immaginare che ci sia sempre la luce ad illuminare il nostro cammino: ma non è vero. Il rischio è che un giorno ci si possa trovare senza il comodo accesso all’acqua a cui ci siamo abituati, e questo può valere per tutti, sotto ogni latitudine: ed allora sarebbe davvero come trovarci improvvisamente al buio… così… e si sono spente tutte le luci del teatro della Gioventù a fine proiezione. MK… Il giusto riconoscimento Il documento che si può leggere in questa pagina nella traduzione integrale è il meritato riconoscimento di anni di corretta e costruttiva presenza de “I Lions italiani contro le malattie killer dei bambini” in Burkina… Di Giuseppe Innocenti L’ autorizzazione ad “esercitare le proprie attività in Burkina Faso” è un ulteriore stimolo a non interrompere questa azione di promozione sociale e in particolare in questo difficile momento per il paese che è coinvolto nei moti violenti che stanno interessando tanti 42 Per saperne di più … paesi africani i quali, sempre più, hanno bisogno della solidarietà e dell’aiuto di chi crede nel “We serve”. Il nostro presidente Arnaldo Fenzo, assieme a Clelia Antolini e Giovanni Spaliviero, nella settimana dall’11 al 17 aprile, proprio per portare a termine la stipula dell’accordo di insediamento con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, erano in Burkina e sono stati, loro malgrado, testimoni diretti dei disordini che in quei giorni hanno funestato le strade della capitale e di altri centri di quel Paese. Ritengo doveroso, assieme a tutti gli amici Lions, ringraziare, per la loro generosità e disponibilità i nostri rappresentanti e complimentarci con loro dello scampato pericolo, visto che negli ultimi 3 giorni di permanenza hanno dovuto trascorre le giornate e le notti presso la casa di accoglienza della Missione “Lorette” senza potere uscire ne approvvigionarsi di viveri, circondati come erano da continui spari e violenze. Questa Pasqua così piena di avvenimenti e di pericoli ci ha aiutato tutti a meglio valutare la nostra disponibilità e il nostro coraggio a favore degli altri. Ricordiamo quindi quanto scritto da Rita Levi Montalcini: “Il coraggio, la responsabilità di mettere le proprie conoscenze al servizio della pace, dei diritti, la generosità, sono il più formidabile dei farmaci”. Ministero dell’Amministrazione Territoriale Burkina Faso e del Decentramento Unità - Progresso - Giustizia - Segretariato Generale Decreto n. 2011-14 recante l’autorizzazione ad esercitare in Burkina Faso all’associazione “I Lions Italiani contro le malattie killer dei bambini Onlus”, abbreviata in MK Onlus. Il Ministro dell’Amministrazione Territoriale e del Decentramento, vista la Costituzione; visto il Decreto n° 2011-002/PRES del 13 gennaio 2011 di nomina del Primo Ministro; visto il Decreto n° 2011-004/PRES/ PM del 16 gennaio 2011 recante la composizione del Governo del Burkina Faso; visto il Decreto n° 2007-306/ PRES/PM/MATD del 18 maggio 2007 recante l’orga- nizzazione del Ministero dell’Amministrazione Territoriale e del Decentramento; vista la legge n° 10/92/ADP del 15 dicembre 1992 sulla libertà di associazione; vista la richiesta di autorizzazione ad esercitare in Burkina Faso datata 3 maggio 2010 presentata dal Signor Bonane Michel; visti i pareri dei Ministri dell’Economia e delle Finanze e degli Esteri e della Cooperazione Regionale; decreta Articolo 1: L’associazione denominata “I Lions Italiani contro le malattie killer dei bambini” con sede a Venezia Mestre, via Mestrina 6, in Italia, è autorizzata ad esercitare le proprie attività in Burkina Faso. Articolo 2: L’Associazione “I Lions Italiani contro le malattie killer dei bambini” ha i seguenti scopi: - l’assistenza sociale, sanitaria e ambientale per il miglioramento delle condizioni di vita dei bambini e delle loro famiglie che vivono nei paesi più svantaggiati; - l’istruzione e la formazione nel settore socio-sanitario, condotta esclusivamente a favore dei soggetti in grave stato di degrado sociale, tramite la formazione e l’aggiornamento degli operatori sanitari che fanno parte dell’associazione come strumento per perseguire al meglio gli scopi istituzionali di carattere assistenziale; - la protezione e la valorizzazione dell’ambiente per gli aspetti legati alla prevenzione sanitaria. In particolare, verranno svolte attività necessarie ad individuare e rendere disponibile l’acqua potabile alle popolazioni che sono carenti o prive di questo bene prezioso. Articolo 3: L’Associazione “I Lions Italiani contro le malattie killer dei bambini” è rappresentata in Burkina Faso dal signor Bonane Michel, tel. 78203146. Articolo 4: L’associazione farà quanto utile per stipulare un accordo di insediamento con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. Articolo 5: Il presente decreto, che assumerà validità a decorrere dalla data di sottoscrizione, verrà registrato, pubblicato e comunicato ovunque necessario. Ouagadougou, 24 marzo 2011 Dott. Jérôme Bougouma Funzionario dell’Ordine Nazionale Cuore da lion Nell’ambito del progetto “Tutti a scuola in Burkina Faso”, donati due edifici composti ognuno da tre aule e da un locale dedicato alla direzione didattica. La scuola è stata costruita nel villaggio di Simlissin. Di Luigi Foglietti G iovanni Peroni, socio del club Torino Superga, un vero “cuore di lion”, sensibile al progetto “Tutti a scuola in Burkina Faso”, il cui responsabile è il past governatore Giancarlo Vecchiati, ha donato un complesso scolastico composto di due edifici alla memoria del padre Aldo. Il primo edificio è stato inaugurato in terra d’Africa 43 Per saperne di più … nello scorso ottobre durante la missione di alcuni lions operativi nel service, il secondo in febbraio. Al suo rientro in Italia Giovanni Peroni dice: “Sono stato nel comune di Komsilga, una trentina di km a sud della capitale Ouagadougou, per essere più precisi nel villaggio di Simlissin. Occasione importante perché, con Giovanni Viglieno Cossalino, past presidente del Lions Club “Torino Superga”, abbiamo inaugurato ad ottobre il primo dei due edifici e ora il secondo, di una scuola primaria dedicata a mio padre, un gesto compiuto nella certezza di dare ancora una volta a mio padre, anche se in modo puramente simbolico, l’opportunità e il piacere di contribuire alla educazione del nostro prossimo. La dedica per la scuola infatti ho voluto che fosse Una scuola per la vita, quella per mio padre Una vita per la scuola”. Aldo Peroni, ingegnere, infatti, ha progettato, realizzato e diretto la Scuola Centrale Allievi Fiat di Torino, istituzione che ha avuto rinomanza internazionale nella quale sono stati formati tecnici di varie specializzazioni per lavorare presso la grande azienda per più di un trentennio dal primo dopoguerra fino agli anni settanta. “Quando, in un interclub, da semplice invitato, ho sentito illustrare il service Tutti a Scuola in Burkina Faso ricorda Giovanni Peroni - mi si è aperto uno scenario dove tante mie idee avevano trovato una posizione ben determinata ed ho fatto presente ai responsabili che sarei stato ben lieto di potere contribuire personalmente alla realizzazione di una scuola completa in questo paese, annunziando lo scopo di tale impresa. Ecco perché come socio del Club Torino Superga e come ex docente mi sono prodigato per inaugurare una bella scuola in quest’angolo dell’Africa”. La struttura è costituita da due edifici composti ognuno da tre aule e da un locale dedicato alla direzione didattica. Il governo centrale burkinabé assicura, tramite il ministero della cultura e dell’alfabetizzazione, la retribuzione degli insegnanti, mentre il comune locale ha regalato il terreno per la costruzione dei due edifici e garantito la realizzazione dei servizi. Manca ancora l’acqua. Chissà se si riuscirà a trovare uno sponsor per un nuovo pozzo? Entusiasmo alle stelle della popolazione locale per la realizzazione, entusiasmo espresso anche con balli propiziatori, mentre i bambini agitando i nuovi zainetti con il corredo scolastico ricevuto grazie al contributo del service, hanno fatto ala fino al villaggio dove le donne, riconoscenti, avevano cucinato cibi locali per la grande festa. Jean Victor Ouedraogo, responsabile locale del progetto, insieme alla delegazione dei lions italiani e a molte autorità, ha provveduto a scoprire le targhe commemorative e al fatidico taglio del nastro. Nuove coordinate bancarie del service: Unicredit Banca, Agenzia Torino Luini Codice Iban: IT 35 V 02008 01027 000069999999 Causale: Service Tutti a Scuola in Burkina Faso (Ha collaborato Sergio Marengo) 44 Una cartolina per l’Unità d’Italia Il 27 marzo è stato attivato, dalle Poste Italiane e dal Lions Club Filatelico Italiano, un annullo postale che è stato apposto su una cartolina creata per l’occasione. Chi fosse interessato… L’ importante e rilevante avvenimento che la nazione italiana sta vivendo in occasione del suo 150° anniversario dell’unità nazionale, non poteva non essere celebrato dai Lions tutti del Distretto 108 Ia 1. Nella città di Torino - prima capitale d’Italia - nel Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, il Parlamento Subalpino aveva I’urgente necessità di restauro. Tutti i soci lions dei 70 club hanno risposto, come sempre, all’invito del governatore nell’accollarsi l’onere della spesa, dando, ancora una volta, la dimostrazione tangibile del loro efficace dovere di cittadini verso la Patria. Per fermare questa data nel tempo, il 27 marzo, presso il Museo Nazionale del Risorgimento, è stato attivato, da Poste Italiane spa, in concerto con il Lions Club Filatelico Italiano, un apposito sportello distaccato dotato di un annullo postale figurato che è stato apposto su una cartolina appositamente creata per l’occasione. La cartolina rappresenta uno scorcio dell’aula parlamentare subalpina, come la raffigurazione dell’ormai introvabile francobollo della serie “II Patrimonio artistico e culturale italiano” emesso nel 1988, per celebrare il Museo Nazionale del Risorgimento di Torino, mentre in primo piano, 5 ragazzi abbracciati di spalle osservano il luogo in cui è nata l’Italia. Tre di questi ragazzi, indossano magliette nei colori della nostra bandiera e i restanti due con i colori della Città di Torino. L’iniziativa ha riscosso un notevole successo anche fra i visitatori i quali hanno avuto un ricordo in occasione dello storico avvenimento dell’Unità Nazionale. Coloro che fossero interessati ad avere la cartolina affrancata ed obliterata, possono farne richiesta (con una minima offerta di 2 euro cadauna) al Lion Luigi Mobiglia - Via Pavone, 20, - 10010 - Banchette (To). In ricordo di ... Aldo Villani Ho incontrato Aldo per la prima volta alla fine degli anni ’70. Da allora, è iniziato un dialogo che non si è più interrotto, un dialogo fatto di progetti, di aspirazioni e, soprattutto, del suo desiderio costante di tradurre in realtà i tanti obiettivi di carattere umanitario, sociale, e mai personale, che andava elaborando, un dialogo che - sono certo - continuerà ancora, per rispondere al suo invito, che ci ha rivolto fino agli ultimi giorni, di proseguire nel cammino da lui intrapreso e finora percorso insieme. Da quando lo conosco - ma sono certo anche da prima, perché è un suo carattere distintivo - Aldo ha dedicato la sua vita al servizio degli altri, e, in questo, ha mostrato le sue grandi doti di solidarietà, di generosità e di fede autentica in tutti quei valori che devono animare una comunità, una società civile. Lo ricordo invece sempre critico verso ogni atteggiamento egoistico, personale o di parte, mai disponibile alla contrattazione dei principi di fondo, sempre radicale nelle sue scelte. Del resto, sono questi anche i valori che informano il Lions Club International del cui spirito Aldo è stato, per una vita, un interprete fedele ed un efficace realizzatore, prima come presidente del club Perugia Host - che con lui perde uno dei suoi soci più prestigiosi - e poi come Governatore di Distretto, rappresentando sempre un punto di riferimento sicuro a livello locale, distrettuale e nazionale e ricevendo, per questo, nel corso degli anni, i più alti riconoscimenti lionistici. A lui, allora come presidente del Lions Club Perugia Host, l’Istituto di Patologia Medica allora da me diretto e, quindi, l’Università di Perugia, deve, alla fine degli anni ’70, l’acquisizione di una tecnologia unica nel suo genere, la prima giunta in Italia e fra le prime nel mondo, quella del pancreas artificiale, che tanto ha contribuito ad una migliore comprensione e ad una cura più efficace del diabete mellito. Fu proprio questa iniziativa, realizzata solo grazie al suo entusiasmo e alla sua tenacia, a segnare l’inizio di un iter che lo ha portato a sposare, con convinzione, la causa di una lotta al diabete, di cui aveva compreso la pericolosità ed il forte impatto sulla salute pubblica, ed a promuovere la costituzione, nel 1990, della Associazione Italiana Lions per il Diabete (AILD), che voleva e vuole esplicitare, nel nostro Paese, l’impegno storicamente assunto, a livello internazionale, dal Lions Club International, per debellare questa malattia. La sua vita, da allora, negli ultimi 20 anni, è stata tutta orientata a conseguire gli obiettivi dell’Associazione, raccogliendo nel tempo cifre anche assai cospicue, di cui varie Università e numerosi ricercatori si sono avvalsi per la loro ricerca su temi diabetologici di avanguardia, stimolando l’organizzazione di Convegni a carattere scientifico e divulgativo, di portata nazionale e internazionale, sostenendo, come di recente, iniziative di educazione su corretti stili di vita, rivolte ai bambini della scuola primaria, fino a promuovere, con forza e perseveranza, la causa di un Centro Internazionale per la Ricerca sul Diabete che potesse fornire una risposta definitiva ai tanti pazienti con diabete, giovani e meno giovani, e di cui si attende ancora la realizzazione. Si è spento nel suo letto, con una coincidenza impressionante, all’una di sabato, quando i lavori della 18ª assemblea dell’associazione da lui voluta ed organizzata ed alla quale, per la prima volta non aveva potuto partecipare, si erano appena conclusi! Il suo impegno nel volontariato era totale. Fino a pochi giorni prima di lasciarci, ha continuato a recarsi ogni mattina nel suo ufficio, anche quando la salute cominciava a cedere visibilmente, per svolgere la sua attività, non solo come presidente dell’AILD, ma anche come responsabile dell’AIDO regionale, perché anche di questo tema della donazione degli organi aveva fatto da anni una sua bandiera, a riprova della sua dedizione a nobili cause umanitarie. Aldo lascia in tutti noi un grande vuoto che non sarà possibile colmare. Condividiamo con Angela e con i figli Cecilia, Pasquale e Giulio che si sono stretti ammirevolmente intorno a lui, il dolore per la sua perdita ma, con altrettanta certezza, condividiamo la convinzione che il ricordo di cosa Aldo ha rappresentato ed ha fatto potrà essere, a loro come a noi, di conforto e di sostegno, non solo, ma che Aldo, nel suo nuovo modo essere, potrà esser loro vicino ed assistere anche noi nella nostra opera, come ed anche più di quanto abbia fatto finora. Paolo Brunetti Carissimo Aldo, con la mia telefonata di venerdì ho avuto il presagio di quanto stava per accadere. Sabato mi ha telefonato tuo figlio e ho parlato anche con Angela. Alla notizia della tua dipartita il mio animo si è intristito e, in solitudine, ho sofferto e pianto. Ora voglio rivolgerti un mio pensiero… Sei stato il carissimo, insostituibile e impareggiabile esaltatore di quel service che è l’A.I.L.D., al quale hai dedicato entusiasmo, tempo, fatica e denaro sin dalla sua nascita. Sei andato nella Casa del Signore. E da lì fai sentire che sarai sempre presente, sostenendo chi sarà designato a svolgere ogni gravoso compito che la carica comporta, affinché, chi ti sostituirà, meritatamente, continui la tua opera. Non ti dimenticherò, caro amico… sapevi trasmettere, con tocco leggero e raffinato, vibrazioni che sembravano svanire, ma che, al contrario, restavano saldamente nei nostri animi. L’affetto non vuole la grancassa, ma vive silente nel cuore ed il mio è gonfio per te. Abbi oggi quell’abbraccio che non ho potuto darti personalmente. Benvenuto Brambilla 45 A parer mio Rinnovare… Riesaminare… Restaurare… Ravvivare… Ristrutturare… Il sistema delle “5 R”, è una costante a garanzia del migliore funzionamento dei club e significa dare ai club una organizzazione che ne amalgami l’attività di servizio. Di Gualberto Del Roso C inque nuove guide orientative aggiornate per i Lions, cinque capitoli utilizzabili per l’orientamento nuovi soci e aggiornamento dei soci di maggiore anzianità (dal programma Mentori Lions). Titoli dei cinque capitoli: “La nostra storia illustre”, “Gli Scopi, l’Etica e voi”, “Il vostro Club, il vostro Distretto”, “La vostra Associazione Internazionale”, “Sviluppo Soci, Estensione e Leadership” (ME 13.IT, stampati negli U.S.A.). A prescindere dall’andamento associativo e dal come si manifesta nel mondo lionistico per le diverse culture, usi e tradizioni dei Paesi che lo compongono, ritengo veramente utile che, atteso il non soddisfacente esito del programma MERL nella sua esecuzione (non nel principio concettuale) e l’incognita della riuscita nella nuova concezione GMT/GLT, venga ripreso in esame il programma “Mentore di Club”. E questo perché proprio nessun sistema formativo/informativo è più efficiente di una formazione orientativa effettuata dal “mentore”, socio attivo, esperto e stimato dai componenti del club: è l’immediato orientamento dei nuovi soci e l’aggiornamento puntuale dei più anziani di appartenenza che mantiene il club in grado di produrre un lionismo contestuale all’evolversi della società che ci circonda capace di affrontare con sistematicità il trend associativo ed operativo. “Rinnovare… Riesaminare… Restaurare… Ravvivare… Ristrutturare”, che definirei sistema delle “5 R”, è, a parer mio, una costante a garanzia del migliore funzionamento dei club. In buona sostanza significa dare ai club una organizzazione che ne amalgami l’attività di servizio, una attività condivisa resa possibile, appunto, dalla conoscenza dei doveri assunti da ogni socio accettando di entrare a far parte di una grande associazione di servizio. Indispensabile anche la costante verifica per ognuno di noi della propria disponibilità a servire umanitariamente la società che ci circonda, iniziando a porre una più responsabile attenzione alla propria comunità in tutti i suoi aspetti.. Generalmente, salvo sempre lodevoli eccezioni, nei club di vecchia data si accumulano vizi di forma che diventano consuetudini, trasformandosi in vizi di sostanza, talvolta con la complicità di fonti esterne se non addirittura interne all’associazione; ricordare codice dell’etica e finalità, dunque, fa bene a tutti. I numeri… dei Lions I Leo in Europa e nel mondo… oggi N ella rubrica di aprile della rivista abbiamo riassunto la situazione dei Leo del multidistretto italiano. In questa puntata facciamo il punto sui soci Leo in Europa e nel mondo. Il primo Leo club è stato costituito nel 1957 in Pensilvania (USA) e il Programma Leo club è stato ufficialmente adottato dall’Associazione nel 1967. Attualmente nel mondo sono attivi 5.017 club in 138 Paesi, con un numero complessivo di 147.925 soci. In Europa, la 4ª Area costituzionale, i club sono 973. L’Italia, per numero di club, è al primo posto con 300 club. Seguono la Germania con 205, la Turchia con 100, la Francia con 61, il Belgio con 31, l’Inghilterra con 29, l’Austria con 28, la Finlandia con 25, la Romania e la Slovenia con 20, il Portogallo con 19, la Croazia con 16, la Svizzera con 11, la Russia con 10, l’Olanda con 8, l’Estonia, l’Ungheria, l’Irlanda e l’Atvia con 7, la Danimarca e la Polonia con 6, la Bulgaria, Israele, la Macedonia e la Svezia con 5, la Norvegia, la Spagna e Cipro con 4, La Slovacchia con 3, la Grecia, la Lituania, il Lussemburgo, la Scozia e l’Ucraina con 2, la Repubblica di Georgia, la Repubblica Ceca, la Serbia, l’Albania e il 46 Galles (GB) con 1. La Sede Centrale, con l’intento di incentivare l’impegno nelle varie attività dei club di appartenenza, ha istituito alcuni premi tra i quali il “Premio Excellence” e il “Premio incremento soci”. E’ previsto inoltre il “Premio Giovani Leader nel servizio” inserito nell’ambito del Programma Opportunità Lions per i Giovani la cui missione è “fornire ai giovani del mondo un’opportunità per realizzare le proprie aspirazioni, apprendere, contribuire e servire, a livello individuale e collettivo, attraverso la sponsorizzazione delle attività più appropriate, nell’ambito dello sviluppo giovanile”. Durante la Convention del Lions Clubs International si tiene la Conferenza Mondiale Leo, un evento elettrizzante e un’opportunità per conoscere altre culture, stabilire relazioni e sfilare durante la Parata Internazionale. La prossima Conferenza Mondiale Leo si terrà lunedì 4 luglio 2011 a Seattle (Washington - USA) nel primo giorno della 94ª Convention internazionale dei Lions Club. Vito Cilmi A parer mio Scorrendo gli opuscoli scaricati dal sito internazionale (www.lionsclubs.org), ho piacevolmente rilevato che finalmente in alcuni distretti i Delegati di Zona e Presidenti di Circoscrizione vengono eletti e non nominati dal Governatore. Non si fa menzione da chi vengono eletti, ma, accertato che detti officer devono appartenere ad un club in regola delle rispettive giurisdizioni territoriali, è plausibile ritenere che ad eleggerli debbano essere i club delle relative zone e circoscrizioni. Ho detto “piacevolmente rilevato”, aggiungendo ora con sorpresa, poiché è dai primi anni del 1980 che sostengo tale ipotesi: che sia la volta buona per innovare un sistema che favorisce, in alcuni distretti, la predestinazione riservata a chi appartiene a non meglio identificati “movimenti” definiti “di pensiero” ma che in effetti mirano soltanto a costituire dinastici “centri di potere” in contrasto con l’affermata meritocrazia lionistica (non tutti gli ambiziosi sono i più meritevoli vi è sempre, e comunque, un migliore) e la libertà democratica propria di una associazione libera, indipendente e originale come il nostro Lions International. Con l’augurio che si torni presto a ripristinare il “programma mentore lions” e che si proceda ricorrentemente all’orientamento dei nuovi soci, nonché a periodiche verifiche della volontà di servire l’umanità che soffre dei soci indistintamente dall’anzianità di appartenenza, e termini in assoluto l’ammissione superficiale di soci solo perché “amici degli amici”, chiudo questo mio intervento supportato da fini meramente costruttivi e non di sterile polemica. L’associazionismo nella società d’oggi L’azione di servizio di un volontariato che vuole misurarsi con i problemi si deve far carico di un compito indubbiamente complesso. Di Francesco Migliorini A nziché chiudersi in se stesso, nel mondo ristretto degli interessi personali, l’uomo deve acquisire consapevolezza di sé e costruire una società che realizzi la liberazione di tutti dal bisogno materiale ma anche dal pericolo delle guerre e dei conflitti sociali. La cultura ha un compito fondamentale in questo progetto per indicare una giusta via all’umanità. Partecipazione attiva, dunque, alla vita della società, partecipazione intesa come un diritto ma anche come un dovere, adesione all’associazionismo volontario, e cioè a quelle espressioni di unione di persone per finalità che siano coerenti con le istituzioni e con gli interessi generali di una comunità ordinata e democratica. Associazionismo il cui ruolo acquista maggior peso nei momenti di crisi delle strutture istituzionali catalizzatrici di consensi, per contribuire a ricostruire il rapporto, oggi lacerato, tra le stesse ed i cittadini. Proprio nei momenti di incertezza, di mancanza di orientamento, di modelli, di regole morali assolute, qual è quello che stiamo vivendo, è necessario acquisire la consapevolezza di un impegno, non come difesa di interessi corporativi, ma volto al raggiungimento del bene comune in una dimensione di terzietà. A fronte del diritto ad una sempre maggiore partecipazione nell’ambito della vita sociale, quali “cittadini nella più elevata funzione di soggetti politici”, esiste il dovere all’effettivo esercizio di tale prerogativa. Partecipare diventa, quindi, un dovere civico mirato ad evitare che le istituzioni possano effettuare delle scelte contrarie agli interessi della collettività. Il buon andamento della cosa pubblica richiede l’esercizio di funzioni di controllo da parte del corpo sociale e l’attivazione di tutti quei contro-poteri, quali i massmedia e l’opinione pubblica, capaci di ottenere il sostanziale rispetto delle norme. Un lungo cammino ha segnato una maturazione ed una crescita morale dell’associazionismo di servizio, in primis del lionismo, che è passato da un carattere originariamente assistenziale a compiti più ambiziosi, non limitati alla sola supplenza, che attingono a livelli di autonomia, di impegno, di partecipazione alla vita sociale e che fanno assurgere il volontariato al ruolo di soggetto politico che non intende essere soltanto riparatore di guasti del sistema ma che mira a contribuire alla rimozione delle loro cause. Ripristinare il corretto funzionamento dei meccanismi che regolano i rapporti politici, giuridici, sociali, economici non è certo semplice ma è la premessa, la condizione che può consentire una ripresa. L’azione di servizio di un volontariato che vuole misurarsi con i problemi, convergenti poi tutti nella ricerca del bene comune da perseguire a beneficio della comunità, si deve far carico di un compito indubbiamente complesso. Non solamente con la funzione di stimolo e di normale pressione, come già detto, ma porsi come mediatore, individuando i bisogni sociali e favorendo un processo innovativo con una ampia convergenza di sforzi, di capacità, di mezzi. E’ questo l’impegno che dobbiamo tutti, io credo, assumere e che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni, a coloro che si affacciano sulla scena della vita. 47 Vivere il lionismo Come dovrebbe essere il lionismo italiano e mondiale del terzo millennio? Indagine sulla crisi dell’associazionismo e proposte per un rilancio. Due domande ai lettori della rivista. A cura di Alessandro Emiliani 2 domande ai lettori 1 – l’eventuale crisi associativa è nei numeri o nelle idee? 2 – Perché ti trovi o non ti trovi bene nella tua associazione? ➤ Risponde Guglielmo Lancasteri, Governatore del Distretto 108 A. Da dodici anni siamo nel terzo millennio e ancora ci andiamo domandando che cosa fare per il rilancio del lionismo! Penso che sarebbe ora di smetterla con le ricette e passare alla terapia, se ce l’abbiamo. Basta con le parole, basta con le analisi, basta con i propositi, che sono sempre buoni, ovviamente. Ognuno ha la possibilità di cambiare il lionismo o, per usare un termine obsoleto, di “rilanciare” il nostro movimento. Ogni socio, ogni officer deve (dovrebbe) alzarsi in piedi alla prima riunione e dire: “io ho avuto un’idea”. Ed esporla, magari anche indicare i modi e il modo di realizzarla. Perché non possiamo aspettare che sia il presidente o l’officer di qualche service a pregare i lions di fare una certa cosa. E i presidenti non devono avere, quale scopo principale, quello di lasciare un segno, una fotografia sulla rivista. Il segno lo devono lasciare nella città, nella loro città. Perché sia notato da tutti, invidiato dagli altri presidenti. Ecco: una sana invidia. Non quella per il migliore posto a tavola, ma per il miglior ricordo lasciato nella vita della associazione, del club. Alcuni si arrovellano mesi e mesi ad individuare l’ospite più coreografico, quello che ti fa fare una bella figura. E per giorni, per settimane, si accavallano le telefonate, le ricerche, la preparazione del menu, della tavola, degli inviti. E’ chiaro che sono tutte cose che pure servono, ma non mettiamole al primo posto. Non domandiamoci chi invitare, domandiamoci che cosa fare, quale novità portiamo alla nostra comunità. Non puntiamo a fare la charter più 48 bella di quella dell’anno scorso: facciamola più “utile”. E smettiamola di parlare di “crisi del lionismo”: non è il lionismo ad essere in crisi, è l’associazionismo, che è un’altra cosa. Infatti, anche altre associazioni di servizio hanno gli stessi problemi di riduzione di iscritti: se Atene piange… Il lionismo, invece, non è affatto in crisi: i suoi principi, la sua etica, i suoi scopi sono tutti capisaldi del vivere all’insegna della solidarietà, della reciproca comprensione, della capacità propositiva e realizzatrice, della coscienza del vivere civile, della tolleranza e dell’amicizia. Per me non sono parole, sono punti di forza, sono punti di azione. Sono proprio quei punti di forza che hanno ispirato la mia azione in questo anno da Governatore. ➤ Risponde Fabio Feudale, Governatore del Distretto 108 Ta2. Oggi l’associazione vive una situazione di crisi che non è nei numeri ma è crisi di identità - cosa rappresentiamo, come ci rappresentiamo - che ha come conseguenza poi anche un impatto sui numeri. Non siamo strutturati per confrontarci al meglio con la società civile e le istituzioni, e mettere i club e le loro aggregazioni più ampie nelle condizioni di operare con efficienza ed efficacia. Già il processo di individuazione dei bisogni maggiormente sentiti dalla comunità, primo atto per il bene operare del club, richiede l’opportuno grado di legittimazione, riconoscimento ed ascolto da parte del ”mondo esterno”. E’ una crisi però che viene da lontano. Il presidente del Consiglio dei Governatori del 1981-82, Sergio Fedeli, individuava già allora una “crisi adolescenziale” dell’associazione “caratterizzata da un pendolarismo tra un bisogno di integrazione nel mondo esterno ed un ritorno a ben più sicure difese identificanti: il club, organizzazione ben conosciuta e fondata sull’amicizia”. E’ sempre più urgente, quindi, intervenire sulla struttura giuridica, amministrativa e tributaria del Multidistretto e dei club alla luce della recente normativa civilistica e fiscale e delle nuove istanze sociali, come recitava la mozione approvata a Montecatini un anno fa, che ha determinato l’affidamento della tematica ad un gruppo di studio e lavoro guidato dall’amico PCC Luciano Aldo Ferrari. Operiamo in una società organizzata, normata da leggi, dove il mondo del no profit ha trovato forme differenziate di collocazione civilistica. L’eventuale riconoscimento a livello del Multidistretto, quale Associazione di Promozione Sociale, oltre a risolvere l’aspetto identitario critico, ci consentirebbe di accedere alla devoluzione del 5 per mille, ma anche - e non è secondario - di partecipare ai tavoli consultivi a livello nazionale e regionale del Terzo Settore. Un’opportunità, quest’ultima, che migliorerebbe le nostre capacità di lettura ed analisi dei bisogni delle comunità, facilitando anche la costruzione di rapporti di rete con altri soggetti del settore, tali da determinare nuove possibilità di aggregazione per comuni e condivisi progetti di solidarietà e “cittadinanza”. Un’opportunità che consentirebbe all’associazione, finalmente, di valorizzare l’enorme potenziale di competenze e alte professionalità che spesso languono nei club, inutilizzate, con non trascurabili rischi anche di prematuri abbandoni. ➤ Risponde Franco Rasi, Governatore del Distretto 108 Ib3, delegato alla Comunicazione, Pubbliche Relazioni e Stampa. Vogliamo chiamarla “crisi del Lionismo”? Non sarebbe meglio definirla “evoluzione” del Lionismo? O, meglio ancora, “necessità di togliere la polvere” che irrigidisce i settori della nostra associazione? Due le priorità: sul fronte interno, è fondamentale il ritorno alla centralità del club. All’esterno della associazione, è non più rinviabile una comunicazione seria e continua. “Centralità” significa che il club deve riappropriarsi di quanto nel tempo ha perso. Deve essere consapevole che non il Governatore, non i vari officer distrettuali hanno il compito di creare i service. Ma il club è l’unico titolare dell’impegno di servizio. Deve essere consapevole della propria autonomia che gli impone di operare sul territorio indicato dalla carta di fondazione. Il Distretto, in ogni sua componente, è al servizio del club, non lo sovrasta, non lo fagocita, ma lo assiste e lo stimola. Sembra un concetto semplice, vero? Eppure quanti club sono statici, confusi fra service suggeriti o imposti o accettati di malavoglia, con presidenti incapaci e troppo spesso assenti? O, al contrario, folgorati da sindromi napoleoniche? Che dire di molti consigli direttivi: supini, incapaci di innovare, con troppi soci che, forti di una lunga militanza lionistica, si ritengono i depositari del verbo di Melvin Jones e imperversano con interpretazioni a dir poco bizzarre? E allora? E’ facile rispondere: ci vuole entusiasmo nell’operare, formazione intensa a tutti i livelli, scelta oculata dei nuovi soci. Solo così si arriva al coinvolgimento e alla motivazione del club. Altrimenti il club naviga a vista. Una comunicazione continua e testimone del ben fare lionistico è elemento coesivo e di stimolo fondamentale per i club. Quando chiediamo in giro che cos’è il Lions riceviamo risposte vaghe, quasi sempre inesatte, a volte palesemente scorrette o bizzarre. Vi siete mai chiesti perché, per esempio, dopo tutto quello che abbiamo fatto e continuiamo a fare per chi ha perso la vista, ben pochi ci riconoscono questo merito? Chi del grande pubblico conosce quanto il Lions Quest fa per la società? L’importanza della nostra associazione non ci consente più di lavorare in silenzio: dobbiamo far sapere quello che sappiamo fare. Solo crescendo nella considerazione degli italiani, possiamo riprendere la nostra crescita, sia di club, che di soci. Ogni anno, nei diciassette Distretti italiani si raccolgono circa ventotto milioni di euro. Troppo denaro, e lo dico senza malizia, per carità, è sprecato in attività spesso inutili. Poco o nulla di questa notevolissima mole di denaro viene investita in comunicazione. Vorrei continuare, ma lo spazio che mi è stato concesso è terminato. E voi, amici lettori, siete d’accordo? ➤ Sul numero di ottobre hanno risposto Antonella Babini, Antonio Suzzi, Roberto Garavini, Gianfranco De Gregorio. Sul numero di novembre Giuseppe Bottino, Giampiero Peddis. A dicembre Gualberto Del Roso, Franco Sami. A gennaio Anna Ardizzoni Magi, Walter Migliore, Gualberto Del Roso. A febbraio Licia Bitritto Polignano e Lucio Vacirca. A marzo Nando Anselmi e Alberto Castellani. Ad aprile Pier Luigi Foglia, Carlo Forcina, Ercole Milani e Pierluigi Tarenghi. Continua… 49 Fatti italiani, fatti da Lafert. Quattro aziende, un solo marchio: in tutto il mondo Lafert Group è il Made in Italy dei motori elettrici ad alte prestazioni. I nostri prodotti rappresentano l’avanguardia nella ricerca e nelle applicazioni tecniche, così come la capacità di sviluppare prodotti a basso consumo energetico è il nostro vantaggio competitivo. Un risultato importante ottenuto in un difficile momento congiunturale, un successo italiano che abbiamo raggiunto con caparbietà, lavorando sodo perché i fatti non hanno bisogno www.lafert.com di inutili parole. La concretezza di ieri per costruire il domani 50 magazine I giovani e le sfide del futuro Per offrire ai giovani un futuro più sostenibile sarebbe opportuno attivare alcune proposte, che costituiscono un buon punto di partenza per ulteriori iniziative. Di Vincenzo G. G. Mennella D a una società del dopoguerra che si era trovata in enormi difficoltà avendo l’onere della ricostruzione ma che con l’entusiasmo del rinnovamento aveva generato benessere e migliorato culturalmente e socialmente il paese siamo passati attraverso due generazioni, ad una “società fluida”, caratterizzata dalla precarietà e dall’indistinto in tutti i suoi aspetti. Le agenzie educative (famiglia, scuola, chiesa), hanno perso la loro autorevolezza e talora preferiscono “lasciare andare” piuttosto che intervenire e spesso lasciano pericolosamente il ruolo che era loro proprio ai mass-media e alla televisione. I pesanti mutamenti nei metodi di produzione e organizzazione del lavoro nonché i rivolgimenti demografici propri di una fase di transizione da una economia nazionale ad una globalizzata, hanno scaricato soprattutto sulle giovani generazioni gli oneri conseguenti. Inoltre, i nostri adulti non costituiscono più riferimento perché spesso appaiono insicuri e così presi da sé e dai propri problemi, che non dedicano energie sufficienti per la crescita dei giovani E i giovani allora spesso sono “canne al vento” incuranti del vivere civile senza certezze e con confuse prospettive per un futuro che non sanno ipotizzare ma talora non riescono neanche a sognare (sognare significa avere degli ideali, delle mete da seguire, avere una progettualità di pensiero prima che di azione, significa voglia di mettersi in gioco, voglia di futuro). L’insicurezza esistenziale e la precarietà delle opportunità lavorative determinano talora una permanenza lunga nelle famiglie, che diventano iperprotettive, quando le famiglie ci sono, e i tempi della crescita si dilatano come quelli dell’autonomia. Quando poi la famiglia è scompaginata e dilaniata da gravi problemi i nostri figli sono allo sbando, preda di gravissime tentazioni fortemente condizionanti per il loro avvenire e sensibili alla logica del consumismo che ha nei giovani le vittime preferenziali. L’emergenza giovani si farà sempre più sentire; le cronache recenti hanno superato la storia e in pochi mesi ci siamo trovati di fronte masse di giovani assetati di libertà politica, di libertà dal bisogno, di libertà di essere non più “sudditi” privi di dignità, di diritti e di lavoro ma cittadini responsabili. Quelle piazze del Mediterraneo le abbiamo viste gremite da giovani: sono le “agorà” del 2000, dove si rivendica una cittadinanza attiva e diritti primari. Molti giovani, sentendosi i precari del domani, affrontano il mondo con disillusione coltivando miti deplorevoli e 51 Magazine diseducativi ben lontani dall’idea del sacrificio e dell’impegno che non è stata loro inculcata. Ma i giovani sono anche capaci di splendide espressioni di generosità, che se correttamente indirizzate possono creare un miglioramento anche rispetto a quelli che erano i modelli di gioventù passati dove c’era passione, c’era ardore, c’era incoscienza, c’era il desiderio di rischiare ma non c’era tutto quello che c’è oggi a disposizione per consentire al giovane di espandere le sue conoscenze e quindi di mettere a frutto quelle che sono le sue capacità nel minor tempo possibile. Nonostante tutto non c’è quindi solo negatività, ci sono giovani in gamba che però faticano a trovare la loro strada e talora gli ingegni migliori emigrano. La società ci fornisce i mezzi ma è il giovane che deve avere la responsabilità di aprire le orecchie, ascoltare i messaggi, camminare con le proprie gambe, soprattutto oggi che viviamo nell’era digitale. Il prossimo decennio potrà essere importante se vorremo progredire in armonia o non in contrapposizione con ciò che ci circonda; i giovani devono essere preparati ad affrontare le nuove sfide che il futuro riserverà loro. Dolente e preoccupante è il versante lavorativo caratterizzato da lavoro flessibile e da precariato. Il posto sicuro non dovrebbe essere più una realtà diffusa. Se un giovane è professionalizzato può permettersi di entrare nel mondo del lavoro flessibile senza alcun timore come avviene nei paesi anglosassoni. Ma in Italia si ha purtroppo la triste conoscenza del precariato, che è la negazione della flessibilità in quanto è uno strumento che non dà futuro, non dà speranza e allo stesso tempo impedisce una formazione armonica in una qualunque direzione. Per ascoltare e conseguentemente dare risposte alle giovani generazioni è necessario pertanto individuare strumenti e azioni concrete; ad esempio adeguando le competenze fornite dai sistemi scolastici e formativi ai parametri richiesti dal mercato del lavoro e indirizzando i giovani verso aree di studio più promettenti in termini di prospettive del sistema produttivo e indicando nuovi ruoli e nuove figure professionali che l’evoluzione della tecnica e del mondo del lavoro creano. Resta la centralità dell’informazione e della conoscenza come fattore di impulso alla partecipazione dei giovani alle forme di governance con il passaggio da una forma verticale e burocratica ad una forma decentrata e orizzontale. Oggi esistono molti programmi europei sulla gioventù che hanno anche importanti finanziamenti (ad esempio programma “gioventù in movimento”), sebbene vada constatato che il nostro paese ha un approccio rispetto ai programmi europei non all’altezza della situazione. Per far si che le opportunità oggi a disposizione dei giovani nel mondo del lavoro, possano concretizzarsi e per offrire ai giovani un futuro più sostenibile sarebbe opportuno attivare alcune proposte, che costituiscono un buon punto di partenza per ulteriori iniziative. 1. Sviluppare maggiormente le politiche giovanili a livello internazionale, nazionale, regionale e locale, per sostenere, finanziare e ricompensare i progetti innovativi e creativi dei giovani. 2. Stabilire legami più stretti e sinergie tra i vari Paesi membri dell’Unione Europea, in modo che l’Unione 52 Europea possa fare da traino nel promuovere e favorire le relazioni tra università, formazione e imprese pubbliche e private. 3. Attivare efficaci forme di assistenza tecnica ed economica all’imprenditoria giovanile perché altrimenti le buone parole rimangono sulla carta o addirittura nelle idee dei giovani. 4. Agevolare e finanziare attività di associazioni e organismi che propongono programmi culturali e attività di ausilio all’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, al fine di favorire la partecipazione degli stessi alla vita amministrativa della società. 5. Esortare la classe dirigente attuale a pensare di più al futuro dei nostri figli e nipoti per coniugare il valore dell’esperienza con l’energia dell’inesperienza giovanile per ripartire vecchio e nuovo, tradizione ed innovazione, giovani ed adulti insieme protesi a rendere il domani migliore dell’oggi. In conclusione si può con ragionevolezza affermare che la cultura dell’uomo amico dell’uomo è, senza dubbio, un “modus vivendi” a vantaggio del bene civico, offerta che colui che si affaccia alle esperienze della vita non può rifiutare ma deve captare per completarsi quale individuo. Controluce Le intercettazioni tematiche Di Antonio Colella I n principio vi era la pedana. E sopra… la cattedra: austera, maestosa, dall’alto della quale l’insegnante governava la classe. Oggi, la cattedra pubblica consiste in due tavolinetti affiancati, gli stessi dove si raggomitolano gli studenti. Ciò malgrado, e giustamente, ancora si dice “salire” in cattedra. Mentre si “scende” in politica, come si “scende” in campo. Nelle scuole si fanno i temi. Non è giusto - e nemmeno prudente - lasciare che si perdano riflessioni preziose che vengono da quella Società Nascente qual è quella dei nostri ragazzi. Quando in virtuale solitudine con se stessi, messi in comunicazione con il foglio che hanno davanti, essi si esprimono tanto più apertamente che altrimenti Ma questi componimenti finiscono per ammuffire accatastati negli scantinati scolastici. Ogni tanto c’è chi sforna un libro bianco su qualcosa, uno verde su qualcos’altro, uno nero per dare addosso a chi non gli garba: facciamone uno fiammeggiante, con dentro certe cosucce prese proprio dai temi. Rosso fuoco lo facciamo, e lo appostiamo sulle poltrone dove si accomodano certi eccellenti, tra la seduta e il fondo schiena dell’eccellente accomodato. Detto tutto? no, manca il meglio: manca il libro delle dolcezze, copertina rosa-azzurro. In maggioranza, dai più piccoli, quelli delle medie inferiori. Stupiscono i propositi gioiosi, le espressioni di fiducia, di altruismo, di riconoscenza che vi si accompagnano, provenienti da una gioventù detta a dir poco irrequieta. Molte rivolte proprio a chi forse meno se le aspetta: i genitori e i prof. I temi sono portatori di propositi: i propositi della generazione di oggi anticipano il futuro della generazione di domani. Conoscerli in tempo, per noi della società matura, significherebbe capire un poco di più e sbagliare un poco di meno. “Io spero!” è l’espressione che più vi ricorre. Una invocazione, quasi. E questo ci responsabilizza teneramente in misura suprema. Magazine Il Mediterraneo, i Lions e un destino comune I lions dovrebbero candidarsi al ruolo di “ammortizzatori del cambiamento” nel bacino del Mediterraneo, cioè operatori attivi, capaci di contribuire alla trasformazione di un incredibile problema sociale in vera e propria risorsa per il futuro. Di Franco Esposito L a grave situazione che si sta determinando nell’area Mediterranea è causata prevalentemente dall’aver affidato (e lasciato crescere) a meccanismi spontanei - non guidati, né progettati - i processi che presiedono e contraddistinguono l’attuale fase storica e di sviluppo dei Paesi del Maghreb: vale a dire quella caratterizzata dal libero ed autonomo esercizio della forza dei capitali (occidentali, europei, cinesi) e dalla spinta demografica dei Paesi africani. Il nocciolo della questione è tutto qui. La Libia è un paese particolare, ma non povero (sei milioni di abitanti ed un pil pro capite di 15 mila dollari, il 56° del mondo). La Tunisia, senza petrolio, ha 8 mila dollari di pil pro capite, il 90°; l’Egitto è molto povero senza risorse naturali. L’Algeria ha le risorse e la povertà (con petrolio e gas, ha un pil pro capite di solo 6.700 dollari e il 97° posto). Si tratta di società giovanissime (l’età media in Libia è 24 anni, come in Egitto. In Algeria 27. In Giordania addirittura 21). Questo significa una pressione verso il lavoro ed i consumi che i governi non sono in grado di soddisfare: la disoccupazione in Libia è del 30%; i lavori manuali sono infatti lasciati agli immigrati sudanesi ed egiziani. La riprova viene proprio dall’Egitto, che attualmente registra una disoccupazione quasi europea (9,7), eppure è più povero di tutti. In compenso la Libia non ha tradizione di classi dirigenti; mentre Egitto e Algeria hanno invece un passato politico ricco, con élite vivaci e irrequiete. Il succo di tutto questo è che l’Europa, se si fosse mossa pre- ventivamente, con professionalità a livello di intelligence e di razionalità a livello politico, avrebbe potuto precostituirsi interlocutori e sponde alternative (anche se difficilmente ci sarebbe riuscita in Libia, dove nel bene e nel male non c’è mai stato negli ultimi 40 anni null’altro che Gheddafi). Ma bisognava proporre strategie economiche ed interventi sociali concreti e concordati. E’ dunque con questa situazione che bisogna fare i conti. Una grave, colposa e persistente mancanza di progettualità da parte delle cosiddette “economie avanzate”, ha fatto sì che il bacino del Mediterraneo assista ora - come d’improvviso all’accentuarsi di una serie di conflitti economici, sociali e militari, a diversa scala, con riflessi estremamente pericolosi sullo scacchiere internazionale. E i movimenti migratori crescenti, l’interruzione dei flussi energetici, l’accendersi di rivalità etnico-religiose, la presenza di interessi legati a materie prime strategiche, sono tutti elementi capaci di innescare conflitti. Da più parti, in questi anni, abbiamo ripetuto che “L’area mediterranea custodisce potenzialità storiche, culturali, economiche e sociali tali da legittimarla come la ‘cerniera’ tra il Sud ed il Nord del mondo”. Se questo è vero, come è in effetti vero, la soluzione del problema va ricercata nel “collegare insieme” tali potenzialità, cominciando ciascun soggetto dal proprio settore. Si tratta, cioè, di costruire - insieme - un unico grande progetto innovativo, capace di coinvolgere tutti i soggetti operanti nel Mediterraneo, per configurare tale area come 53 Magazine un’unica realtà: “Una grande regione geo-economica dotata di una sua vitalità autonoma Questa esigenza di favorire l’integrazione nel bacino del Mediterraneo sembrava un valore condiviso non solo presso i Paesi più direttamente interessati ma anche nella Comunità Europea che, con una direttiva del 2006, aveva fissato - proprio per il 2010 - la realizzazione di un’area di libero scambio euro-mediterranea. Di fatto, assistiamo oggi ad un pericoloso ‘tirarsi fuori’ della Comunità che sembra, addirittura, voler scaricare sulla sola Italia il grave peso e la spinta dei nuovi processi migratori avviati. I Lions, come altre importanti associazioni di servizio operanti in Europa e nel bacino Mediterraneo, hanno un compito da un lato delicato, dall’altro, enormemente gratificante. Essi possono e devono mettere a servizio della causa la loro risorsa maggiore, ovverosia la rete di solidarietà esistente e ramificata per costituire l’ancoraggio ed il sostegno al cambiamento in atto! Paradossalmente, pochi soggetti come i Lions, possono svolgere questo lavoro: è per questo che potremmo e dovremmo candidarci al ruolo di “ammortizzatori del cambiamento” nel bacino del Meditterraneo; operatori attivi, capaci di contribuire alla trasformazione di un incredibile problema sociale in vera e propria risorsa per il futuro. Alcune iniziative potrebbero essere avviate da subito, con l’aiuto di associazioni di categoria (professionali, industriali, ecc) e riguardano soprattutto l’approccio metodologico e l’organizzazione di un’attività di internazionalizzazione dell’economia regionale e di cooperazione multilaterale in tutto il Bacino del Mediterraneo. A Bologna, in occasione del Forum Europeo, nella sezione dedicata alle problematiche del Mediterraneo, ho avuto modo di riproporre in una nuova veste temi già avanzati e suggeriti in precedenti meeting internazionali (Tangeri 2002, Dubrovnik 2003). Si trattava di realizzare un grande service multidistrettuale incentrato sulla formazione di agenti del cambiamento: dieci Lions per ogni Distretto interessato (diciamo circa trecento persone), da formare in cinque anni (sessanta per ogni anno) con un corso “tipo”, della durata di tre settimane, da ripetere anno per anno in sei sedi diverse. Con dieci candidati a diventare ‘formatoriambasciatori’ selezionati da ciascun Distretto, due per ciascuno dei cinque anni. Per le modalità, i criteri di scelta delle materie, i docenti, i costi organizzativi, si sarebbe potuto interessare governi ed organismi internazionali, di modo che l’iniziativa avesse un riscontro di concretezza e di disponibilità operativa. In questo modo, i Lions europei e del Mediterraneo avrebbero ritrovato un obiettivo comune, di grande spessore, da condurre avanti in un quadro di tempo pluriennale. Un impegno di enorme portata sociale, ma anche di grande gratificazione per tutti i soci Lions (direttamente o indirettamente coinvolti). Certo, non è tutto semplice. Anzi. Ma cosa c’è di semplice nel futuro che aspetta i nostri figli? Ci sembrano proposte velleitarie, “impossibili”, lo capisco. Ma la differenza tra le cose difficili e quelle impossibili è che per queste ultime occorre solo più tempo. E se i Lions non si decidono ad entrare nel futuro ora, quando ci entreranno? Io dico: proviamo. Se però decidiamo di rimanere ancorati fermamente al passato, di chiuderci gli occhi e non guardare avanti, ebbene allora il rischio è quello di accorgersi, in 54 tempi brevi, all’improvviso, di aver… sbagliato tram. E, a quel punto, i più attenti vorranno solo scendere. L’articolo di cui sopra è stato scritto il 2 marzo 2011, quando la situazione di tensione era limitata ad Egitto e Tunisia. Purtroppo, nei due mesi successivi la situazione si è notevolmente aggravata, non solo per il coinvolgimento di altre aree, ma soprattutto - per le modalità con cui alcuni Paesi hanno deciso di intervenire al fine di… portare pace, libertà e democrazia. Il nostro Paese, in particolare, proprio nel giorno in cui viene festeggiata la fine del secondo conflitto mondiale (25 aprile) - ricordando a tutti gli Italiani l’importanza della pace come strumento di dialogo e convivenza - ha annunciato la decisione di ‘prendere parte attivamente’ - dall’indomani - ai bombardamenti sulla Libia. E’ una decisione pericolosa e non utile, sotto almeno cinque punti di vista: storico, sociale, economico, civile e psicologico (modalità di convincimento), che richiede - a mio avviso - un intervento immediato dei massimi rappresentanti della nostra associazione acciocché venga perorata la causa della sospensione di ogni atto offensivo (in tal senso ho inviato una lettera al Governatore del mio Distretto). Contrariamente alle mire di qualche ‘colonizzatore’ vecchio stampo, il Mediterraneo deve diventare un ‘lago di pace’ e non ‘di guerra’. Tutti i 25 Paesi che si affacciano sulle sue sponde devono promuovere l’arte del dialogo, della cooperazione, del confronto, come unici strumenti possibili per perseguire la vera pace. Le associazioni di servizio, specie quelle più internazionali e più operative al mondo (come la nostra), hanno il compito - se non l’obbligo - di promuovere e perseguire, attraverso atti formali ed azioni concrete, la via del dialogo, della pace e della cooperazione attiva, come unici strumenti per affrontare lo sviluppo civile ed economico di questa vasta area. Il Mediterraneo rappresenta il nostro presente ed il nostro futuro. Il lionismo italiano deve riservare un’attenzione profonda, incisiva, costante, a temi che riguardano da vicino le nostre comunità e deve far sentire la propria voce, anche solo la semplice esternazione dei principi dell’etica lionistica e della mission. Senza fare gli struzzi, trincerandosi dietro al “disimpegno politico dell’associazione”; confondendo il termine ‘politico’ - assai nobile - con l’impegno ‘partitico’ (che non ci appartiene) e delegando ad altri responsabilità che sono di tutti. La pace, come la guerra, sono cose troppo serie per poterle lasciare in mano ad un pugno di uomini; sono una cosa troppo seria per poter passare dall’una all’altra solo secondo gli interessi di pochi. Tutti, a cominciare dagli ‘uomini selezionati’ (che contraddistinguono la nostra associazione), devono dedicare attenzione a temi e soluzioni che decideranno per il futuro dei loro figli e dei loro nipoti. E, conseguentemente, far sentire all’esterno le proprie valutazioni. Non è in gioco solo la serietà della nostra azione; sono in gioco la coerenza, il valore ed il significato stesso dell’intera istituzione lionistica. Il prestigio del suo operare costituisce l’unico strumento per assumere autorevolezza. E l’autorevolezza è, a sua volta, l’unico strumento per rimanere in sintonia con le nostre Comunità. Ecco perché ribadisco che dobbiamo occuparci del futuro del Mediterraneo con un’attenzione superiore a quella che destiniamo ad altre pur nobili attività. Se non lo faremo, saremo fuori dalla storia. Se saremo fuori dalla storia, ci resteranno solo i musei. E tanta cera sopra. Magazine Europa I flussi migratori e le colpe dell’Europa In primo piano la tragedia umanitaria del nord Africa. Un’emergenza senza precedenti per l’Italia e per le stesse strutture comunitarie prive di una politica sull’immigrazione. Di Antonio Laurenzano I tragici eventi nel Maghreb hanno riportato il Mediterraneo in primo piano. Si riaprono capitoli di storia che sembravano chiusi all’indomani delle occupazioni coloniali. L’Europa, in particolare, si trova a dover fronteggiare una nuova emergenza con risposte innanzitutto politiche alla drammatica situazione creatasi in una vasta area, a poche miglia di distanza dalla sua frontiera meridionale. E Lampedusa è divenuto il luogo simbolo di questa frontiera: terra di approdo della disperazione e della speranza. Il continuo flusso migratorio dall’Africa verso l’Europa di migliaia di persone ripropone il problema dell’accoglienza. Il mancato rispetto dei diritti umani e la negazione delle libertà fondamentali, sacrificate sull’altare del profitto e dello “sviluppo” economico, sono alla base della crisi nordafricana. Una crisi dagli esiti incerti che rischia di portare sulle nostre coste un’onda anomala di 200-300 mila clandestini, un esodo biblico. Un’emergenza senza precedenti per l’Italia e per le stesse strutture comunitarie prive di una politica sull’immigrazione. L’Ue non potrà imporre agli altri Stati membri di farsi carico dei profughi che approdano in Italia perché non ci sono le basi giuridiche per farlo. Potrà soltanto mettere in campo un meccanismo serio di ripartizione degli oneri economici, sociali e anche umani del flusso migratorio. E per l’Italia, avamposto dell’Unione, diventa tutto più difficile. Il Regolamento di Dublino del 2003, ratificato da tutti gli Stati europei, stabilisce che “se il richiedente asilo ha varcato illegalmente le frontiere di uno Stato membro, quest’ultimo è competente per l’esame della sua domanda di asilo”. E’ quello che il nostro Paese ha fatto concedendo “visti temporanei” per garantire la libera circolazione dei migranti all’interno dei paesi europei, firmatari del Trattato di Schengen. Obiettivo di fondo: spostare in sede europea, in presenza di una emergenza umanitaria, la gestione dei flussi migratori provenienti dal Nord Africa. Richiamare dunque i partner europei a una più coerente assunzione di responsabilità accantonando ogni valutazione di tipo economico (Germania) o, ancor peggio, di tipo elettorale (Francia). Appare del tutto pretestuosa l’interpretazione francotedesca del Trattato di Schengen per contestare i permessi provvisori di soggiorno rilasciati dall’autorità italiana. Fatto salvo il rispetto di norme più generali in materia di sicurezza, non si può negare ai nordafricani, una volta ottenuto il visto, l’ingresso negli altri paesi europei. Il Trattato sulla libera circolazione degli uomini e delle merci non ammette deroghe! E’ grave la responsabilità storica e politica della Francia, paese fondatore con l’Italia dell’Europa, nel violare regolamenti e infrangere uno dei principi su cui è costruita l’idea di un’Europa unita: la solidarietà. Con i cavilli di Schengen non si va lontano, si torna indietro nella storia buia del XX secolo. Un impegno, quello dell’accoglienza, che l’Europa, al di là di facili (e strumentali) condanne di ogni forma di violenza, deve onorare per dare risposte certe a una “tragedia umanitaria”, come l’ha definita il Presidente della Commissione europea Manuel Barroso. E’ in gioco il futuro di tanti Stati del Nord Africa, in forte credito con la libertà e la democrazia, ma anche la stessa credibilità dell’Unione europea alla ricerca di una sua precisa identità politica nel mondo. Più solidarietà dall’Europa! Un appello che continua a essere disatteso: a Bruxelles continuano a prevalere egoismi e divisioni. Con buona pace delle parole con le quali tacitiamo la nostra coscienza: libertà, diritti umani, democrazia! L’Europa di Schuman, Adenauer e De Gasperi può aspettare! Etica & valori Se vuoi ubriacarti usa il miglior vino Pur conducendo una vita equilibrata e sobria, priva di orpelli, è anche possibile pensare qualche volta a degli eccessi... Di Carlo Alberto Tregua V i è una serie di eccessi propri dell’uomo che si estrinsecano quando non riesce a controllare la propria impulsività, derivante dall’incomprensione del funzionamento fisico e psicologico del corpo. Gli eccessi del bere, del mangiare, dell’affaticarsi, del lavorare possono essere sopportati per brevi periodi. Quando questi si allungano, il corpo si difende con minore efficacia. Esso è una mac- 55 Magazine china prodigiosa che ha dentro di sé tutte le risorse per compensare le aggressioni esterne di virus, bacilli ed altre forme cui si oppone il sistema immunitario, senza del quale morirebbe rapidamente. Il corpo va allenato fin dall’inizio e poi tenuto costantemente in allenamento, per renderlo più efficiente e pronto a reagire agli elementi esterni. In questo processo ha una funzione principale il nostro intelletto, il quale governa il corpo sia con atti comandati che con altri automatismi, dove la volontà non può far nulla. Il nostro intelletto acquisisce una serie di informazioni attraverso la lettura, l’ascolto, la visione di strumenti digitali e mediatici e così via, in modo da formarsi un’idea di come vanno le cose e regolarsi di conseguenza. Non sempre la massa di informazioni che acquisiamo volontariamente viene ordinata in maniera da consentire riflessioni e valutazioni. Spesso incameriamo i dati a casaccio con la conseguenza che non ne facciamo tesoro. Quando si presenta un problema, non avendo preordinato un sistema organizzato di informazioni nella nostra testa, non sappiamo come risolverlo, a meno che non si sia presentato in precedenza, avendolo già risolto. Non tutte le questioni che capitano sul nostro cammino sono dello stesso tipo e non sempre presentano le stesse caratteristiche. Con la conseguenza che le soluzioni debbono essere architettate come un vestito apposito per quella determinata questione. Tutto questo in un quadro equilibrato della propria vita che non dipende da noi, se non in misura minore, ma dall’insieme di circostanze e di fatti che sono variabili indipendenti. Comportandosi in siffatto modo vi è la probabilità di produrre una qualità della vita abbastanza buona. Vi sono situazioni difficili, impreviste, spesso iatture che arrivano all’improvviso: le chiamiamo sorprese. Negative. Secondo un saggio, la migliore sorpresa è non avere sorprese. Alcuni vedono nell’imprevedibilità un fatto positivo, ma è meglio sapere quello che può accadere e prepararsi per affrontarlo. Non bisogna essere persone straordinarie per comportarsi così, ma persone normali, consapevoli di come è fatta la vita e di come è meglio affrontarla. Questo non significa che non servano sacrifici, spesso pesanti, per affrontare le difficoltà. E’ proprio la forza d’animo che dobbiamo trovare in noi come antidoto ad esse. Senza tenacia, voglia di superare gli ostacoli, produrre qualità, la vita si conduce in modo piatto. E invece occorre viverla intensamente, godendo di tutte le cose positive che vi sono, soprattutto di quelle che creano emozioni. L’emozione è un sentimento dell’anima o dello spirito, che è dentro ognuno di noi. Un modo per tirarsi fuori dalla materialità dei comportamenti che attirano verso il basso, come la forza di gravità. Mentre noi dobbiamo tendere verso un alto immateriale. Pur conducendo una vita equilibrata e sobria, priva di orpelli, è anche possibile pensare qualche volta a degli eccessi, i quali debbono essere comunque controllabili per evitare che si scateni l’irreparabile. Quando si decide di ubriacarsi è meglio usare il miglior vino possibile, o il miglior whisky possibile. Quando si decide di correre l’avventura è meglio spingerla al massimo. Ma quando si intende correre un rischio di qualunque genere, bisogna fissare un limite dentro il quale 56 esso si muove. In altri termini, ogni eccesso che ognuno di noi volesse trovare dovrebbe orientarsi in una logica che consenta di acquisire esperienza, la più approfondita, in modo da trarne insegnamenti utili al proseguo della propria vita. Guardare avanti per costruire, tenendo conto del passato, è strettamente necessario. Chi non ricorda il passato è destinato a commettere gli stessi errori. Sicurezza Cambiamo il volto delle nostre città La sicurezza, un problema sempre di attualità. Occorre che il territorio intero, nella sua duplice accezione di habitat e di ambiente, venga gestito per innalzare il livello di qualità della vita. Di Bruno Ferraro U n libro di Alessandro Ceci, professore presso il Campus Universitario di Pomezia, che ho avuto modo di presentare, unitamente ad una schiera di esimi relatori nel Palazzo Valentini della Provincia di Roma, mi offre l’occasione di tornare su un argomento di costante attualità, reso tale dai brutti fatti di cronaca che giornalmente vengono raccontati dalla stampa. Nella sua lunga e breve e talvolta confusa peregrinazione l’uomo non ha fatto altro che realizzare strumenti di tecnica e di tecnologia. Peraltro, le scoperte in tema di informazione influenzano da sempre il modo di pensare, la struttura e funzione della mente, la struttura delle relazioni interindividuali. Nella società della comunicazione si registrano reti sempre più forti e complesse, sempre meno legate alla capacità umana di controllo, con l’effetto di ingigantire il senso della solitudine e l’assenza di contatti personali. In una società siffatta, gonfia di messaggi, di suoni e di Magazine rumori, l’alienazione è l’improvviso silenzio, il tacito dissenso, l’improvvida estraneazione. Il fenomeno dell’agglomerato, del pieno, ci rende uomini impotenti, vite inflazionate, esseri resi insignificanti dalla massa. Nessuna diversità è possibile: per esistere bisogna essere in simbiosi con la rete. E’ difficile ammettere che la città ci è sfuggita di mano. Abbiamo imbarcato una sicurezza collettiva che è il prodotto della delocalizzazione del potere come effetto dell’avvento della società della comunicazione. Le nostre società non hanno più un futuro programmato o programmabile. Le democrazie moderne sono costruite sull’insicurezza. Come reagire, a cosa puntare? I sindaci possono poco in termini di sicurezza, per cui l’Autore consiglia e spinge verso la convivialità, intesa come il nuovo modo di essere della società della comunicazione. Città e politica, un binomio indissolubile. Non è stata la città a generare la politica ma la politica a generare la città, costruendo per ciascuno di noi un habitat. Il sentimento di paura è diventato il più immediato ed efficace strumento per orientare i flussi elettorali. Ma chi è realmente preposto alla realizzazione della sicurezza? Da noi, quando si parla di Enti locali, si intendono quasi esclusivamente i Comuni; altrove invece si parla di Distretti. Perciò, una politica per la città non è più sufficiente. L’uomo della quarta “cosmogonia” ha traslato la sua relazione simbiotica dai luoghi della città ai modelli culturali mediatici in cui si riconosce. Quando si parla di insicurezza simbiotica s’intende PAG_ITA_205x135_0311.qxd 2-03-2011 18:27 Pagina 1 dire che la città non è più l’habitat adeguato. Un vero rapporto culturale con i luoghi non c’è più. Le migliori città nella società della comunicazione tendono a corrispondere ai criteri dell’efficienza e dell’efficacia. Che fare, demordere? Neanche per sogno! Rispunta il concetto della città conviviale che è tale solo se c’è vita reale. La sicurezza ci sarà quando avremo risolto i nostri problemi, quando avremo cambiato il volto della città. Occorre che il territorio intero, nella sua duplice accezione di habitat e di ambiente, venga gestito per innalzare il livello di qualità della vita. Al termine del suo difficile percorso l’Autore si lancia in una protesta ed in una proposta. La protesta è per alcuni agenti culturali ghettizzati ed emarginati, per gli uomini non tutelati, per l’autorità senza autorevolezza, per i grandi despoti del minipotere locale. La proposta è invece il recupero delle risorse, dell’associazionismo, dei team pensanti, degli organismi partecipativi di base, dei servizi sul territorio. E’ forse questa la strada per vincere la solitudine, intesa come il vuoto di essenza di ciascuno, che non si riconosce nell’altro perché l’altro non lo riconosce, e che quindi è privo di relazioni umane e superficiale nei contenuti. Un libro non facile, stimolante e profondo, crudo nell’analisi ma capace di slanci poetici. Forse è l’uomo solo che può riprovare il gusto ed il fascino di recuperare il rapporto con gli altri, in una società ancora capace di favorire l’intreccio di relazioni qualitativamente importanti. La foto è di Franco Pontiggia (particolare). Un gioiello prestigioso, senza un investimento troppo impegnativo. Una gemma incredibilmente simile al diamante, che fa nascere le stesse, intense emozioni. La Moissanite Charles &Colvard, creata in laboratorio da una magica alchimia tra arte e scienza valica oggi nuove frontiere. Seguila. Moissanite di sintesi Diamante Indice di rifrazione 2,65 - 2,69 2,42 Dispersione (fuoco) 0,104 0,044 Durezza (scala di Mohs) 9 1/4 10 Resistenza eccellente eccellente Richiedi gratuitamente il nuovo catalogo di gioielli ”Sintesi di emozioni” e tutte le informazioni che desideri a: distributore esclusivo per l’Italia tel. e fax 02 427604 - 02 42292318 www.moissaniteitalia.com e-mail: [email protected] 57 LICENSING D-40-IT Fornitore Ufficiale Lions International Distintivi Campane www.dueffesport.com/lionsshop Area riservata ai soci per preventivi e acquisti on-line Cravatte Guidoncini Gonfaloni i t n e m i c s o n o c i r e i gg a Om i ss re g n o c e i l a i v i v n o c per DUEFFE SPORT s.a.s 58 Via Galvani, 7 (Z. Ind. Caselle) 35030 Selvazzano D. (Padova) Tel. 049.632074 - Fax 049.632125 - E-mail: [email protected] 5 milioni di euro/201 Caro direttore, in relazione alla tua proposta di raccogliere fondi (5 milioni di euro) per un service ancora da individuare, in mezzo a tante voci di plauso, consentimi di presentare le mie riflessioni negative in proposito. Se l’avessi dimenticato ti ricordo che la nostra è un’associazione di lions club ed i service possono, e debbono, essere scelti soltanto dai club e dal libero consesso dei loro rappresentanti. I singoli Lions possono, anzi debbono, nessuno escluso, proporre i service al proprio club e questi sono obbligati - soltanto dopo eventuale approvazione - a presentarli come proposta ai congressi nei quali i delegati, e soltanto loro, possono decidere se trasformare l’idea in azioni concrete coinvolgenti tutti i club di quel distretto e/o multidistretto. Bada bene non contesto l’obiettivo di raccogliere cifre importanti per realizzare iniziative altrettanto gratificanti, contesto il fatto che se condividessimo questa modalità “atipica” di ricerca fondi, allora dovremmo cambiare il nome della nostra associazione e non chiamarla più Associazione dei Lions Club ma forse Associazione della solidarietà libera ed anarchica o… di chi strilla più forte ha sempre ragione. Ti invito a riflettere sul fatto che l’iniziativa, per quanto pregevole nel suo obiettivo, rischia di minare alla base la struttura organizzativa e decisionale dell’Associazione dei Lions Club trasformando il “collettore” di notizie (la rivista Lion) in organo proponente e/o deliberante per service di carattere nazionale, distraendo i Lions da regole ed obiettivi istituzionali. Infine, oltre a non essere d’accordo sul metodo, consentimi di criticare anche la mancanza di un progetto per il mega service che stai promuovendo anche con la mia quota associativa (ricordo che ciascun socio Lions italiano versa una quota anche per la rivista the Lion). Dubito fortemente che un qualunque Congresso possa approvare una proposta di service consistente nella raccolta di fondi (100 euro a socio) senza prima aver chiaro come questi saranno utilizzati. In questo modo si crea soltanto ulteriore confusione nei Lions italiani i quali hanno già molta difficoltà a capire che cos’è effettivamente l’Associazione internazionale dei Lions Club, quali sono le sue regole e quali i suoi obiettivi. Per inciso ti invito a riflettere sul fatto che la somma di 5 milioni di euro potrebbe essere raccolta ogni anno da noi lions semplicemente se usassimo quella quota parte di materia grigia che diciamo di possedere ed apponendo una semplice firma - nota bene senza ulteriore esborso di denaro – se decidessimo di devolvere il nostro 5x1000 dell’Irpef alle numerose organizzazioni Lions autorizzate a raccoglierlo. Noi Lions non raccogliamo il nostro 5x1000 se non in quantitativi risibili regalando ad altri, in un sol colpo, ed ogni anno, l’equivalente di tutte le entrate dei distretti italiani (circa 5 milioni di euro)! E’ veramente avvilente constatare che ogni anno ci affanniamo a racimolare briciole vendendo fiori, frutta o comprando biglietti di lotterie (alle quali abbiamo il più delle volte già donato gli oggetti in palio) mentre continuiamo ad ignorare la principale entrata di cui disponiamo: il 5x1000. A volte siamo così generosi che regaliamo addirittura il misero frutto di tanta fatica a chi (Croce Rossa docet), ha già ricevuto la quota parte del nostro 5x1000, il tutto a discapito di service regolarmente deliberati dall’Assemblea dei Club Lions. Credo che i Governatori tutti del Multidistretto Italia dovrebbero valutare attentamente questa situazione decidendo di riservare ben 15 facciate della rivista ad ogni sua uscita non ad iniziative personali di qualche Lions (e men che meno del direttore) ma per promuovere e sensibilizzare i Lions 5 milioni di euro... il parere dei lettori Nozze d’oro con il giornalismo I l prestigioso traguardo è stato raggiunto dal PDG Franco Amodeo (distretto 108 Yb Sicilia) che ha ricevuto la medaglia d’oro per l’iscrizione da 50 anni all’Albo dei Giornalisti. La cerimonia ha avuto luogo ad Agrigento in occasione dell’assemblea annuale dell’Ordine dei Giornalisti, presieduta da Vittorio Corradino. E’ stato un momento intenso di ricordi e di indimenticabili momenti di vita giornalistica vissuta. Con Franco Amodeo ha ricevuto l’analogo riconoscimento Francesco Messina del Lions Club Ribera. Ha voluto consegnare la medaglia Filippo Mulè, segretario dell’Ordine, che ha raccontato un difficile momento di tanti e tanti anni addietro con la tifoseria “calda” dello stadio di Termini, scongiurato - come lo stesso ha ricordato - grazie al provvidenziale intervento di Franco Amodeo. Il PDG Franco Amodeo è direttore della rivista “Lions” organo ufficiale del Distretto 108 Yb Sicilia e del Notiziario on line (http://nonsololions.wordpress. com) ideato e realizzato dal lions Mariano Barbara che puntualmente giorno dopo giorno ha fornito ai circa 60.000 visitatori, notizie, informazioni e curiosità provenienti dall’intero Distretto. Nella foto Franco Amodeo. 59 anche per tanti, tanti altri. Io te ne do atto e ti rinitaliani sulla grande opportunità del 5x1000 che 5 milioni di euro... il parere dei lettori grazio. regolarmente ogni anno lasciamo cadere a favore D’altra parte non ti nascondo neppure il timore di chi evidentemente non è più fortunato di noi che quello spazio rischi di essere, per molti, “inuma sicuramente… è molto più intelligente. tile”, ma solo perché troppo poco e male utilizzato. Alderano Mannozzi Lions Club Ascoli Piceno Colli Truentini Dei 156 interventi pubblicati, nessuno (e mi scuso sin d’ora se me ne fosse sfuggito uno), fa riferimento, non dico ad una delibera, ma almeno al risultato di un dibattito avve5 milioni di euro/202 Caro Sirio, ho portato la tua proposta all’ultima riunione nuto nel “club”, quello che dovrebbe essere il vero destinadel Consiglio Direttivo del nostro club per conoscere le rea- tario della tua provocazione, colui che dovrebbe aderire o rigettare la tua proposta. zioni degli altri membri. Sono felice di dirti che tutti sono stati concordi nel ritenere Si vuole privilegiare l’“essere” o l’“apparire”? Si vuole perla tua non una provocazione ma bensì una sensata e neces- seguire la “visibilità” o la “notorietà”? E perché non l’uno e l’altro? saria iniziativa da portare avanti. Destinare 100 euro a testa per realizzare un service nazio- Cosa è disposto a fare in più, ognuno di noi, per migliorarci nale di grande importanza non peserà ai soci ma darà una nell’uno, e quanto è disposto a spendere per commissionare l’“altro”? bella immagine della nostra associazione. Considera pertanto il Club Montefiascone-Falisco Vulsineo Il marketing oggi non è una speranza, ma una certezza! del distretto 108 L pronto a spalleggiarti nel momento in cui Non acquistiamo quasi più nulla richiedendolo con il suo nome merceologico: dal prosciutto cotto alla carta igienica, vorrai concretizzare questa formidabile idea. Lamberto Bonafede dal detersivo all’attacca tutto, dai tortellini alle scarpe, Lions Club Montefiascone Falisco Vulsineo richiediamo tutto indicando la “marca”! Questo risultato è costato soldi; soldi spesi non per il prodotto ma per la sua notorietà; soldi ben spesi, se chi li spende continua a spen5 milioni di euro/203 Direttore carissimo, era ora. Finalmente cominciano a derli! delinearsi sensazioni ed ambizioni che guardano in modo Ci sono dunque delle scelte da fare: o l’uno, o l’altro o più diretto alle attuali esigenze della nostra società e della entrambi; il non scegliere sarebbe una iattura! E queste scelte le dovrebbero fare i club, se non vogliono nostra stessa associazione. Sono anni che sostengo, ad ogni occasione, che la visibilità subire il dirigismo dei “togati”. Ma è davvero sempre tanto e l’efficacia delle nostre azioni passa attraverso la “qua- il loro dirigismo, e non spesso molta, invece, la nostra apatia lità” dei nostri service, che mi appassiono parlando della ed il nostro disinteresse? necessità di privilegiare e sostenere, con la maggiore con- La tua provocazione, da sola, è già un service che vale divisione possibile, la migliore progettualità distrettuale molto di più di 100 euro. e multidistrettuale, della opportunità di sollevarci da un La tua provocazione, al di là del suo contenuto, fa spargere senza dubbio del buon seme, e se questo seme non dovesse ambito di interesse territoriale strettamente locale. Avevo perfino pubblicamente indicato l’ordine di gran- dare il buon frutto che potrebbe dare, ciò non dipenderebbe dezza del sostegno economico che mediamente ogni socio né dal seme, né dal seminatore, ma solo dal terreno sul avrebbe dovuto rendere disponibile per progetti di livello quale il seme è caduto! adeguato. Parlavo, già 5 anni fa, non a caso, di almeno un Mi dicono che quest’anno la luna sia in ritardo, per cui i centinaio di euro per socio e per anno. Con i service a costo semi tardano a germogliare. Speriamo che sia così, ed allora aspettiamo la prossima luna...! Coraggio e grazie! zero non andiamo molto lontano. Bruno Donetti Come sai, però, “una voce poco fa”, e tra qualche apprezLions Club Torino Collina zamento di cortesia, qualche contrarietà (c’era anche chi non capiva o faceva finta di non capire), le cose sono ovvia5 milioni di euro/205 mente andate avanti come sempre, se non peggio. Potrai capire la mia attenzione ed il mio interesse per quella Dopo aver letto gli editoriali degli ultimi numeri della rivista e le risposte che hai pubblicato, ho deciso di dare anch’io che chiami una tua “provocazione”. Hai tutto il mio apprezzamento ed il mio sostegno e spero il mio contributo. Proposta interessante, la tua, e sicuramente di forte impatto; tanto che le “voci” siano sempre più numerose. Giancarlo Scoccia a chi non piacerebbe fare finalmente una cosa grande, visiLions Club L’Aquila Host bile e duratura, che parli di noi a chi non ci conosce o ci conosce male? Sarebbe bello provare; stimolante e magari un po’ folle, ma di quella follia sana che permettere di 5 milioni di euro/204 Caro direttore, sull’argomento “5 milioni di euro” sono già vedere lontano. E potrebbe essere il punto di partenza per un nuovo modo di fare il lionismo. Ma non dobbiamo intervenuto (vedi/100) e non ho nulla da aggiungere. Mi rivolgo ora a te per incoraggiarti (ammesso che ce ne sia nasconderci che ci sono delle difficoltà. bisogno) e per rispondere alla tua domanda, ove ci chiedi Da tempo ci stiamo dicendo che perdiamo soci perché non di dirti se l’insistere nella tua provocazione sia, a nostro riusciamo a motivarli abbastanza e che i nuovi se ne vanno dopo pochi anni perché non trovano stimoli sufficienti; ma avviso, “spazio sprecato”. No! La mia opinione è che ciò non sia affatto spazio spre- possiamo credere che un socio medio di un club medio possa trovare più stimolante dare 100 euro al Multidistretto cato! Il leggere gli interventi dei nostri soci, alcuni anche di rile- per un’opera che qualcun altro ha scelto, piuttosto che vante peso lionistico, a me ha fatto un gran piacere ed un impegnarli per un’attività locale rivolta a qualcuno che già gran bene. Potrebbe essere certamente piacevole ed utile conosce? Io penso di no. 60 Tutti vediamo con quanta fatica i club stanziano modeste risorse per il service nazionale e per quelli distrettuali: la ragione è che li sentono lontani, estranei, spesso inutili. Per partecipare con slancio i soci devono sentirsi coinvolti in prima persona, almeno psicologicamente se non fisicamente; devono sentire che quell’attività è importante e corale e che loro ne sono parte. E’ vero che per Sight First siamo riusciti a raccogliere cifre ragguardevoli (da molti club, ma non da tutti), ma la propaganda è stata pressante e l’organizzazione precisa ed efficiente ed anche perché siamo riusciti a creare uno spirito di gioiosa competizione fra i Club Modello, con premi e riconoscimenti per i migliori. Inoltre, l’impegno spalmato su tre anni ha permesso non solo di renderlo meno gravoso, ma soprattutto ha dato modo ai soci di assimilare quella proposta e di abituarcisi gradualmente. Tu potrai obiettare che si potrebbe ripetere la stessa procedura di allora, ma io credo che uno spirito così lo si possa ottenere una volta ogni tanto, non sempre; e comunque solo dopo una lunga e attenta preparazione. Non mi preoccupa molto l’entità della cifra richiesta: 100 euro non sono pochi, ma, se guardiamo i dati dei bilanci dei singoli club, vediamo che la quota pro capite destinata ai service è di regola almeno il doppio o il triplo di questa: basta quindi fare una scelta precisa all’inizio dell’annata per restare nel budget senza problemi. Importante è far capire che non sono soldi in più, ma che vanno presi dalle risorse già esistenti. Altro problema è cosa fare. Certamente bisognerebbe demandare la scelta ad un Congresso nazionale, dopo aver chiesto ai club di presentare proposte concrete e det- tagliate, ma mi aspetto discussioni e polemiche pesanti. Se scegliamo un’opera materiale, come il restauro di un monumento famoso (si è parlato di Pompei o dell’Aquila, ma se ne possono individuare tanti altri che hanno bisogno di cure) non troveremo mai un’unità di intenti e rischiamo di fomentare solo le spinte campanilistiche. Se invece scegliamo un’opera umanitaria possiamo forse più facilmente raccogliere consensi, ma poi ci troveremo a dover gestire qualcosa di molto più complesso e con tempi difficilmente prevedibili. E quindi arriviamo al problema che io giudico più delicato: quello della gestione del service. Per portare a compimento un service da 4 o 5 milioni di euro, di qualunque tipo esso sia, ci vuole una squadra di persone competenti e serie, di specchiata onestà, che si dedichino a questa attività quasi a tempo pieno ed in maniera totalmente trasparente, per alcuni anni, ben consci che saranno soggetti a critiche, invidie e dubbi. E’ vero che nelle nostre file ci sono tante professionalità di grande valore, ma bisogna individuarle ed ottenerne la disponibilità e sappiamo che le persone di valore sono sempre molto impegnate. Impensabile mettere tutto nelle mani di personale esterno. Come vedi le difficoltà non sono poche né di poco conto; ma questo non vuol dire che non si possa fare. Ci vuole molto coraggio e altrettanto ottimismo: due cose che i Lions dovrebbero avere! Vorrei fare anche un’altra osservazione. Non condivido, e mi rattrista, l’avversione per i service di sostegno ad altre associazioni che molti hanno espresso: io credo che sia invece un’iniziativa degna e meritevole, anzi uno dei nostri compiti istituzionali. Terme e Relax… e la Toscana intorno Hotel Settentrionale Esplanade Montecatini Terme Dal 1930 il quattro stelle più vicino agli stabilimenti termali, 99 camere con il massimo del comfort, un ristorante con ottima cucina creativa e della tradizione toscana. 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A parte il fatto che “esser noti attive e generose, predisposte e preparate per il compito che hanno scelto, ma spesso poco dotate di denaro. ma poco conosciuti” non mi appare una condizione prioNoi Lions non potremmo mai sostituirci a loro, per man- ritaria da risolvere (abbiamo tanti altri problemi ed il we canza di esperienza e della necessaria predisposizione, ma serve è fine a se stesso e non in funzione di riconoscimento soprattutto per mancanza di tempo certo da dedicare a chi alcuno), quello che mi interessa particolarmente è l’impeha bisogno. La nostra funzione può essere quella di racimo- gno civico della nostra associazione, su cui solo a parole lare quel po’ di denaro che serve e passarlo a chi sa come siamo tutti d’accordo, ma, nei fatti, risulta minimo rispetto utilizzarlo per il bene di altri; mi piace pensare che sia una all’impegno assistenziale-caritatevole od umanitario che funzione simile a quella che hanno le banche nei confronti dir si voglia. del commercio e dell’industria: fornire i soldi per far girare Il cosiddetto nuovo corso del lionismo (iniziato negli anni l’economia; nel nostro caso fornire i soldi per far funzionare settanta), la cittadinanza attiva o umanitaria europea di i servizi di volontariato anche là dove lo Stato non riesce ad Bocchini, i nostri scopi (prendere attivo interesse…; promuovere i principi di buon governo…) imporrebbero, arrivare. Sicuramente questo non ci dà una grande visibilità, ma non prima di ogni altra cosa, di prendere posizione sulle temapossiamo rinunciare a fare un’attività utile solo per questo. tiche sociali, manifestare opinioni sulle disfunzioni dell’atSe poi chi riceve il nostro aiuto ci ringrazia, saremo con- tuale società, sollecitare interventi per favorire la legalità, la tenti; se non ci ringrazia saremo comunque in pace con la giustizia, la tolleranza, l’uguaglianza. Questo è il mio lionismo: un movimento di opinione e di nostra coscienza. Caro direttore, comunque vada un primo obiettivo l’hai già pressione. Sostengo da anni che ai lions non servono le diuraggiunto: quello di far parlare i Lions! Congratulazioni. turne ed abusate raccolte-fondi, perché la nostra dovrebbe essere soprattutto una associazione di pensiero. Cordialmente Antonio Bolognesi Dovremmo, in via prioritaria, individuare i problemi e solLions Club Valle Savena e Sambro lecitarne la soluzione. Se tutti hanno condiviso la “Carta” di Bocchini, in cui si chiarisce che è necessario combattere la povertà piuttosto che soccorrere il povero, allora tutti 5 milioni di euro/206 Concordo perfettamente con il contenuto del tuo editoriale. dovrebbero capire che in questo modo cambia di conseguenza il nostro obiettivo ed il nostro modus operandi. Un abbraccio, Roberto Linke La visibilità deriverebbe dalle nostre azioni svolte in sincroPDG - Lions Club Genova Boccadasse nia e dalla conquista di una credibilità mai raggiunta per colpa delle nostre ancestrali contraddizioni. Il punto focale è l’utilità, non la visibilità. Purtroppo, per una serie di circostanze, siamo deficitari 5 milioni di euro/207 Per quanto riguarda i tuoi ultimi editoriali su Lion relativi sia nell’uno che nell’altro caso. Pochi ricordano il seminaalla proposta di service “5 milioni di euro” sono sempre più rio multidistrettuale di Firenze sul tema comunicazione. d’accordo con te e nel caso la cosa dovesse andare in porto il La conclusione fu emblematica: la stampa e gli altri organi di prossimo anno oppure successivamente farò in modo che il informazione parleranno di noi se e quando i lions svolgeranno service di grande portata e di grande interesse comune. Per fare mio club dia senz’altro l’adesione alla lodevole iniziativa. Gian Pietro Ragaglia ciò i cinquantamila lions italiani dovrebbero “suonare” Lions Club Bobbio all’unisono per comporre un significativo “concerto”, mentre oggi offriamo stonature e rumori vari non “suonando” in accordo. 5 milioni di euro/208 Caro Sirio, approvo la tua iniziativa, ma spenderei tutti A mio giudizio, a nulla vale se il tema e il service nazionale e cinque i milioni per il service evitando di consumare il non vengono svolti da tutti, nello stesso modo e nello stesso quinto milione per la diffusione pubblicitaria. Quanto a un tempo; a nulla vale se le attività non vengano finalizzate eventuale input, perché non facciamo qualcosa, invece che e/o concluse; a nulla vale se gli obiettivi non vengano cenper il Colosseo, che è una natura “morta”, per gli immigrati trati ed i risultati non verificati; a nulla vale se nel continente africano le azioni avvengano a pioggia, senza un’analisi che sono esseri “viventi”. Ti abbraccio Guido Bulli precisa della situazione, senza una pianificazione degli Lions Club Milano Host interventi, senza un piano strategico ed un coordinamento centrale che indichino gli ambiti di possibilità. Da questo panorama frammentato, non universalmente condiviso né 5 milioni di euro/209 Intervengo nel dibattito, avente come tema la provocazione praticato, con delle dinamiche poco fluide e virtuose, ne lanciata dall’amico direttore Marcianò, non senza qualche consegue il mancato interessamento dei media e ne giustititubanza derivante dalla mia posizione nettamente in con- fica l’assenza. trasto con quanto affermato dalla stragrande maggioranza Ben venga, allora, un grande, utile e vero service nazionale, dei lions, intervenuti con loro scritti sull’argomento. Non ma devono essere osservate le premesse dianzi espresse e, posso, però, esimermi dal manifestare le mie idee e dare, soprattutto, che possa far riconoscere e dimostrare le nostre perciò, un contributo alla palestra di opinioni che è sostan- (non nuove) finalità di impegno civico strettamente inteso. Carlo Padula zialmente la rivista. PDG - Lions Club Fondi Non sono d’accordo con quanti affermano la assoluta 62 5 milioni di euro/210 Caro Marcianò, sono un oscuro lions di provincia e faccio parte di un piccolo club che ha solo cinque anni di vita, il Casale Litta Valli Insubriche che lotta quotidianamente per sopravvivere e dare il proprio contributo di service alla comunità. Seguo sin dal principio la tua proposta dei 5 milioni di euro, che mi vede personalmente molto favorevole, e leggo da mesi sulla rivista i riscontri dei lions tutti positivi ed entusiastici. Credo che a questo punto sia opportuno passare ai fatti sollecitando la creazione di una commissione di saggi che individui la tipologia del service da realizzare (tu esemplificando citi la ristrutturazione della casa del gladiatore a Pompei, la ricostruzione di un borgo storico dell’Aquila o la ricerca di una cura per la SLA). Una volta stabilito cosa vogliamo fare ed avere ottenuto il consenso dei Lions Club del multidistretto (che direi scontato), bisognerà capire quale sarà l’effettiva portata economica dell’intervento. Se ci orientiamo verso la ricerca scientifica credo che 5 milioni di euro bastino solo per cominciare e non ci siano reali garanzie di successo in tempi ragionevolmente brevi. Per ciò che riguarda interventi come la ristrutturazione della casa del Gladiatore o la ricostruzione di centri storici di paesi o città terremotate la cosa mi sembra più semplice e certamente nei nostri club esistono personalità in grado di fare valutazioni tecniche e tecnico/economiche attendibili che ci possano orientare. In ogni caso l’iter per sviluppare il service non sarà breve. Sarei lieto di essere smentito, ma penso che lo sviluppo del progetto durerà non meno di due anni se non di più. Sarebbe quindi opportuno incominciare già dal prossimo anno sociale a raccogliere i fondi, magari partendo il primo anno con la raccolta di 50 euro a socio, 50 euro il secondo anno e, se fosse necessario, 50 euro il terzo anno. Certamente tu hai già messo perfettamente a fuoco tutte le problematiche che ho brevemente illustrato ed avrai già un’idea chiara di come muoverti. Io, nel mio piccolo, sarò lieto di dare il mio modesto contributo a questo grande progetto. L’unica cosa che non condivido è l’ansia di apparire che ci spinge ad ipotizzare la destinazione di 1 milione di euro per l’immagine dell’associazione. Questo aspetto mi lascia molto perplesso ed è l’unica parte della tua iniziativa che non condivido. Comunque, se il multidistretto Italia riesce a mettere in cantiere un service del genere io mi adeguerò alle decisioni democraticamente espresse da tutti i miei amici Lions. Grazie per l’attenzione e auguri per il raggiungimento dello scopo. Sergio Majocchi Lions Club Casale Litta Valli Insubriche 5 milioni di euro/211 Le idee migliori sono quelle che difficilmente trovano spazio e ancor di meno attuazione. Tot capita tot sententiae si diceva ma è così, è una realtà. Comunque sono per carattere positiva e ottimista. Chissà le nuove generazioni lionistiche, forse, se cresceranno con più aperture mentali e più voglia di fare cose serie potrebbero riuscirci. Speriamo nel futuro. Ginetta Bergodi Lions Club Ronciglione Sutri Monti Cimini 63 5 milioni di euro/213 5 milioni di euro/212 5 milioni di euro... Caro direttore, ho letto il tuo ultimo editoriale il parere dei lettori La non-frammentazione delle risorse è sempre “5 milioni di euro… Non poniamoci limiti” e stata una dibattuta questione. Tanti nel tempo si sono rimasto colpito da due frasi: “E’ così difficile sono detti d’accordo, ma tanto continua ancora ad credere in noi stessi e nel coinvolgimento di lions andare come prima. Ritorna sulla questione il direttore Sirio Marcianò, lanciando l’idea di raccogliere una qualificati professionalmente, sia in campo scientifico che consistente somma quale “contributo di scopo” per l’ese- sociale?” e “Non poniamoci limiti, tutto per noi lions è cuzione di un grande service. Uno solo, ma con contenuti possibile, ma dobbiamo essere compatti nelle decisioni”. Per me queste due frasi sono un programma… Andiamo tali da affermarsi pubblicamente. Il progetto sta muovendo i primi passi, l’andatura sembra avanti. Gianni Fossati incoraggiante, le proposte su cosa potrebbe essere il Lions Club Rho “Grande Service” affluiscono molteplici. Comunicata la mia adesione, permettetemi di aggiungere la mia. Ci rammarichiamo di non avere adeguato riconoscimento, 5 milioni di euro/214 rimanendo gli eleganti sconosciuti. Ma il riconoscimento è Caro direttore, ti scrivo in riferimento al tuo editoriale “5 sentimento proporzionale alla percezione del bene che la milioni di euro… non poniamoci limiti” per comunicarti la mia adesione all’iniziativa che, forse in modo un po’ provocollettività attribuisce alle azioni che le si indirizzano. Sappiamo quanto la ricerca scientifica sia debole in Italia e catorio, hai messo in atto. quanta parte del benessere e del prestigio nazionale e inter- A che punto siamo? Che speranze ci sono di giungere in nazionale dipenda da essa. Se ci affiancassimo a una grande modo concreto ad un risultato che sarebbe a dir poco eclauniversità, finanziando (o contribuendo a finanziare) una tante e costruttivo. Tienici informati sugli sviluppi attraspecifica ricerca in ambito tecnico-scientifico, daremmo un verso la rivista. Mario Torri segno di tangibile di sensibilità civile. Lions Club Val San Martino Quando gli organi d’informazione riportassero la notizia dell’esito positivo o della continuazione di una importante ricerca universitaria, accompagnata dalla nota “Con 5 milioni di euro/215 il contributo dei Lions d’Italia”, allora grande sarebbe la Egregio direttore, la tua proposta, solo apparentemente gratificazione per noi tutti. E’ con la qualità delle opere che provocatoria, non può non trovarmi consenziente in potremo accrescere il prestigio della nostra associazione. E quanto da anni vado sostenendo che disperdiamo le la qualità è condizione costosa. nostre risorse in troppe iniziative. Sono tuttavia convinto Antonio Colella che sia addirittura più facile raccogliere la consistente cifra Lions Club Milano alla Scala che utilizzarla. Nuova BMW Serie 5 Gran Turismo www.bmw.it E SE L’EMOZIONE PIÙ FORTE FOSSE ANCHE LA PIÙ FACILE DA CONTROLLARE? NUOVA BMW SERIE 5 GRAN TURISMO. Disponibile anche nella nuova motorizzazione top performance 535d, in grado di erogare una potenza di 300 CV. VENITE A PROVARLA NELLA NOSTRA CONCESSIONARIA BMW E LASCIATEVI SORPRENDERE DALLE SPECIALI CONDIZIONI SU TUTTA LA GAMMA. Concessionaria BMW Battiston - Via Masi Simonetti, 1 - Tel. 0437-930930 - BELLUNO 64 Piacere di guidare Chi dovrebbe infatti scegliere fra le almeno 5.000 proposte che ci sarebbero?. Cordialità. Piergiorgio Pellicioni Lions Club Valle del Savio 5 milioni di euro/216 Caro direttore, condivido in pieno la tua iniziativa, che spesso è stata (in passato) oggetto di discussione con amici Lions. I miei 100 euro sono pronti, insieme all’augurio che la proposta (provocazione) possa vedersi realizzata. Paolo Scipio Lions Club Viterbo 5 milioni di euro/217 Caro direttore, ho letto tutti i tuoi editoriali degli ultimi mesi su i “5 milioni di euro…”. Ogni volta, preso dalla voglia di rispondere alla tua “provocazione”, iniziavo a pensare come potevo dare un mio contributo e/o una mia opinione. E ogni volta ritornavo sui miei pensieri, perché non ero ancora convinto di come avrei voluto effettivamente rispondere. Oggi, penso di avere almeno abbozzato l’inizio del mio discorso e quindi comincio. In primo luogo sono d’accordo sulla proposta, e questo è già qualche cosa di positivo. Ma… il ma è inevitabile. Chiedere 100 euro a socio per realizzare una iniziativa di grande portata dovrebbe essere già il secondo tempo di un grande spettacolo che andrebbe concordato e accettato da tanti Lions, meglio tutti, che questi 100 euro devono versare e, la cosa non mi sembra semplice. A P O L L O★★★★ Ciascuno ha un statua, un quadro, una chiesa, un monumento, un teatro, un’idea, un programma, un “molto”, che il contributo raccolto potrebbe sistemare e attuare. Questo sarebbe fatto a nome dei Lions e, tutti noi, potremmo avere visibilità nella nostra dimensione e in quella nazionale e internazionale. Forse! Ma… non è facile. Allora perché non cominciare dal primo tempo con 10 euro a socio (circa 500.000 euro) e promuovere nei canali mediatici di informazione chi sono e cosa fanno i Lions in Italia e nel mondo già oggi? Quanti vicini di casa sanno dei nostri cani guida, del nostro libro parlato, della nostra raccolta occhiali e, più in alto, della LCIF e di quello che fa e che porta nel mondo con il contributo di tanti anonimi che regalano il loro altruismo agli altri che hanno bisogno? Cosa sanno del nostro recente aiuto in Nuova Zelanda, in Giappone, e in tutte le zone in cui i Lions sono presenti? Cominciamo con poco, o meglio, con meno, nel senso degli euro, e buttiamoci in TV, in radio, sui giornali. Impariamo ad essere meno “pieni” solo di noi stessi e più “orgogliosi, altruisti e operativi tutti”, nella grande associazione a cui apparteniamo. Poi passiamo al secondo tempo! Ma…, non solo grazie agli altri, vantiamoci di essere Lions! Cesare Omodeo Zorini Lions Club Vigevano Colonne 5 milioni di euro/218 Caro direttore, ho letto 5 milioni di euro… non poniamoci limiti” apparso su Lion di aprile ed io, che sono lions da pochi anni, ho capito quanto sia importante agire tutti Bed, American Breakfast & Brunch V.le D’Annunzio 34 - Riccione 47838 (Rn) - T. 0541-647580 F. 647622 - www.hotelapollo.net - [email protected] a venti metri dalla spiaggia, vicino al Porto e a pochi passi dal “salotto” di Viale Ceccarini, è un nuovissimo 4 stelle dall’atmosfera unica ed indimenticabile, dove l’elegante armonia nelle forme e nei colori rende ogni ambiente unico ed esclusivo. 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L’eleganza degli ambienti, delle silenziose camere climatizzate e dotate di tutti i servizi, si fonde in un’unica essenza con una incantevole vista sul mare. 65 5 milioni di euro/222 assieme per qualcosa di importante da effettuare 5 milioni di euro... Caro Sirio, anche 10 milioni di euro! Troppo il parere dei lettori sul nostro territorio italiano e con la firma dei spesso, ormai quasi sempre, noi Lions dimentilions italiani. Non fermiamoci… chiamo un nostro “pezzo”: International. Mauro Onger Quando dobbiamo “fare la ruota” diciamo di essere Lions Club Chiari Le Quadre la più grande organizzazione del mondo… salvo poi rifugiarsi nell’“orticello” del nostro club a sviluppare micro 5 milioni di euro/219 Caro direttore, tu scrivi “La provocazione continua o la service a favore di questa o quest’altra associazione, di facciamo morire?”. Ma perché dovremmo farla morire e ospedali od altro senza ricavarne né un ringraziamento né non continuare? Finalmente si presenta la possibilità di fare visibilità. qualcosa tutti assieme e senza appesantire le casse dei nostri Questa tendenza che sembrava un po’ invertita 3/4 anni club. Dovremmo entusiasmarci e senza pensarci troppo fa è ormai pienamente in voga con il risultato che i club fra organizzarci per individuare il progetto e portarlo a compi- di loro non parlano, parlano poco i distretti, figuriamoci i mento. La successiva fase di valorizzazione dell’immagine, Multidistretti! con un importo così elevato a disposizione, ci porterebbe International! Quante cose potremmo fare insieme agli altri ad essere finalmente e meritatamente più conosciuti nella lions europei, ma anche insieme a tutti i lions del mondo! E avremmo anche un grande sottoprodotto: aprire le nostre nostra bella Italia. Marinella Premoli menti ad altre culture, ad altri modi di fare ed interpretare Lions Club Soresina il lionismo... Ma sono solo sogni fino a che abbiamo chi predica il localismo più oscuro. 5 milioni di euro/220 Carissimo Sirio, hai deciso di diventare milionario? … Io come sempre sono pronto a cominciare! Forse mi torEbbene, voglio aiutarti a diventarlo perché lo chiedi per una nerà l’entusiasmo che ho sempre avuto, fin da Leo, e che nobile causa che io condivido appieno. Lo chiedi perché sei mi ha permesso di fare un anno da governatore divertenun Lions assolutamente convinto di ciò che sostieni; lo hai domi e impostando insieme ad alcuni colleghi governatori dimostrato in tanti anni di militanza nella grande Associa- qualcosa di importante! Federico Bonini zione Internazionale dei Lions Clubs di cui entrambi facPDG - Lions Club Milano Loggia dei Mercanti ciamo parte. Ogni volta che leggo le riviste Lion e Vitalions, da te così egregiamente dirette, ogni volta che partecipo ai congressi distrettuali o nazionali, ogni volta che ricevo dai Le prime 200 lettere dei lettori sono state pubblicate nostri officer le notizie su quanto facciamo nel mondo per sui numeri di gennaio (pagine 79-82), febbraio (pagine gli altri, mi sento orgogliosa di far parte di questa grande 15-29), marzo (pagine 57-67) e aprile (pagine 63-72). organizzazione, ma, nello stesso tempo, mi chiedo cosa [email protected] potremmo fare per far conoscere di più il nostro operato, non per vanagloria ma perché il maggior numero di persone ne potesse usufruire. Campionato italiano di tennis Perciò sono pienamente d’accordo nel fare un grande serriservato ai Lions e ai Leo vice, che dia un grande risultato, anziché disperdere le nostre risorse di tempo e denaro in tanti piccoli rivoli che el mese di giugno si svolgerà nel Circolo del Tennis purtroppo, a volte, non danno il risultato sperato. di Pescantina (Verona) la 7ª edizione del Campionato Maria Teresa Mambriani Mari Italiano di tennis riservato ai Lions e ai Leo e comprendeLions Club Mantova Barbara Gonzaga rà le seguenti categorie: • Singolare maschile un5 milioni di euro/221 der 50 • Singolare maCaro direttore, seguo sempre con molto interesse le tue schile 50-65 • Singolare proposte che spesso rappresentano pensieri, desideri e spemaschile over 65 • Sinranze di molti soci, magari stanchi ed anche un po’ delusi, golare femminile libero che sentono il bisogno di nuovi fermenti vitali, di aprire e • Doppio maschile +90 percorrere nuove strade attraverso le quali poter riscoprire • Doppio misto senza limite di età. e sentire - nuovamente e fortemente - l’orgoglio dell’apparLa speranza degli organizzatori è che il coinvolgimento tenenza ad un’associazione che molto ha dato e che molto per l’iniziativa possa interessare tutti i Distretti italiani, potrebbe e potrà ancora dare. in modo da attribuire all’evento un maggiore carattere di Se da questo seme da te lanciato scaturirà linfa nuova che “nazionale”. ci sveglierà dal letargo nel quale sembra siamo caduti, sarà Anche in questa edizione i fondi raccolti, provenienti dalgià ottimo risultato… se poi, tutti insieme, abbattendo le le quote d’iscrizione degli atleti e dagli sponsor, verranno barriere dei personalismi e dei facili egoismi, ci dedicheimpiegati a favore di importanti iniziative lionistiche. remo con passione, senza riserve e democraticamente, La manifestazione si svolgerà dal 2 al 5 giugno e le iscriad un fine comune e condiviso che sentiamo nostro fino zioni si chiuderanno il 27 maggio. in fondo, riusciremo certamente anche a dare una svolta Per maggiori informazioni ed iscrizioni rivolgersi a importante che molti stanno da tempo aspettando: eccolo Giuseppe Zocca (tel. 045 7150130), Mario Baldo (tel. 348 il nuovo! Proseguiamo su questa strada. E… se possiamo 4877136), Pierluigi Piccoli (tel. 348 1408710), Fabrizio sognare, possiamo anche farlo! Zampieri (tel. 348 8230801) oppure consultate la rivista Mariapia Saggese "Lion" di aprile a pagina 82. Lions Club Roma Parioli N 66 distretti e dintorni Lions Day… nel Distretto 108 L Su tutte le strutture approntate per l’occorrenza campeggiavano il simbolo dei Lions, la scritta “Lions Day 17 aprile 2011”, nonché altri slogan inerenti le attività Lions. Di Bruno Cirica I club del Distretto 108 L hanno organizzato il Lions day a “cluster”, concentrando la loro attività soprattutto nei grossi centri urbani. Questo ha permesso di svolgere azioni di tutto rilievo, che sono state realizzate ad Orvieto (Convegno sull’agricoltura sostenibile), Rieti (passeggiata ciclistica con la cittadinanza), Terni (10 mila cittadini ad applaudire la Fanfara dei Bersaglieri ed i Lancieri di Montebello a cavallo), Perugia (consegna di un monumento alla città, manifestazioni in piazza, ecc.), Cagliari (inaugurazione delle cucine alla Casa di Accoglienza di Cagliari e manifestazioni in piazza), Sassari (manifestazioni in piazza con migliaia di visitatori), Villacidro (esposizione di raccolta record di occhiali usati). A Roma, nella stupenda cornice di Piazza Navona, è stato approntato un ideale percorso didatticoconoscitivo, attraverso 6 pagode (mt. 4x4) dedicate ad importanti service del Distretto 108 L: Chi sono i Lions, Dislessia, I Lions per la vista, I Lions per il sociale, I Grandi progetti Lions, I nostri Leo. A questo sono stati aggiunti una sala stampa-conferenze ed un camper attrezzato per esami gratuiti della vista, dove oculisti specialisti hanno effettuato oltre 90 visite. Su tutte le strutture approntate per l’occorrenza campeggiavano il simbolo dei Lions, la scritta “Lions Day 17 aprile 2011”, nonché altri slogan inerenti le attività Lions. Un grande schermo videowall (4x3 metri), per ben 7 ore, ha trasmesso al grande pubblico efficaci messaggi su quanto i Lions fanno per i più bisognosi. Durante la giornata si sono succeduti: una tavola 67 Service rotonda su: “I Lions: servire per essere migliori”, una cerimonia di consegna di una sella da cavallo ad una scuola di ippoterapia gestita da Lions, un Concerto del complesso musicale “I ladri di carrozzelle”, diversi “testimo- nial” di importanti service attuati dal Distretto, varie conferenze stampa. Commoventi sono stati lo slancio e l’entusiasmo profusi dagli organizzatori e dai partecipanti. Lions Day… il giorno più lungo Ben 65 screening a scopo preventivo totalmente gratuiti per Milano e provincia, con la collaborazione di tutti i club lions e leo del distretto. E tante altre iniziative… Di Franco Carletti I l Lions Day 2011, per il distretto 108 Ib4, si potrebbe intitolare “Il giorno più lungo” come il celebre film che racconta lo sbarco in Normandia del 6 giugno 1944. La grande differenza è che noi non stiamo parlando di guerra bensì di azioni concrete pensate a favore della Cittadinanza, alle quali ben si adatta lo slogan apparso sul Corriere del 17 aprile e sulla copertina della rivista Vitalions di marzo: “Noi lions, semplicemente utili”… Si perché cari amici è con semplicità ma con grande impegno che il comitato distrettuale voluto dal Governatore Carla Tirelli Di Stefano, ha inteso onorare questa nostra tradizionale manifestazione, realizzando ben 65 screening a scopo preventivo totalmente gratuiti, per Milano e provincia con la collaborazione di tutti i club lions e leo del distretto che si sono profusi in una grande appassionante gara di solidarietà che ha consentito di celebrare il nostro Lions Day 2011 in modo fattivo come un unico grande service con numerose iniziative che riassumo per i lettori. 1. Un accordo con il Comune di Milano per una nostra partecipazione all’importante iniziativa denominata: “Le piazze della salute” che ha visto i nostri specialisti lions o amici, impegnati a bordo dello speciale veicolo denominato “Truck” appositamente attrezzato con tre studi-ambulatori che si è posizionato a turno, dal 25 marzo all’8 maggio, nelle piazze delle 9 zone comunali decentrate per eseguire gli screening per la vista, per l’udito, per il respiro, per il diabete. 2. Accordi con importanti supermercati, presso i quali sono stati collocati nostri gazebo dove nostri operatori 68 hanno eseguito gli screening già indicati, con il supporto dei club locali. 3. Su iniziativa del LC Sesto San Giovanni Host, con il patrocinio del Comune di Sesto San Giovanni, con la collaborazione della Croce Rossa Italiana e l’Università degli Studi di Milano, nonché di specialisti Sestesi presso i 5 quartieri cittadini, dal 14 marzo al 9 aprile sono stati eseguiti screening per la vista e l’osteoporosi. 4. In 9 cittadine, in concomitanza con fiere e feste locali, dal 18 marzo al 29 maggio sono stati previsti screening per la vista, l’udito, il diabete ed il respiro per iniziativa o con la collaborazione dei club locali. 5. Screening per la vista ai bambini degli asili nido di Cologno Monzese e agli studenti dell’Istituto Breda di Sesto S. Giovanni eseguito presso l’Istituto Galilei di Milano. 6. Presso alcune Università della Terza Età, per iniziativa del responsabile distrettuale sono stati eseguiti numerosi screening ai discenti che si aggiungono ai 65 già citati ed è stato realizzato un pomeriggio canoro con 9 cori UTE e un convegno dal titolo: “Gli adulti e la formazione permanente” con la Federazione Nazionale delle Università della terza età, tenuto presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore anche con lo scopo di ottenere dalle tante autorità intervenute l’attenzione per la creazione di un albo Regionale delle UTE. 7. Su iniziativa della 2ª Circoscrizione, Zona “B” che comprende i club Adda Milanese, Inzago, Cassano d’Adda, Parco Adda Nord, Cassina de Pecchi e Cernusco sul Naviglio, verranno distribuiti ben 2.000 pasti gratuiti a persone bisognose. Service Questi i fatti e le realizzazioni, fatti che parlano da soli circa l’impegno dei componenti il Comitato che ha operato in letizia e amicizia, dei club e di tutti coloro che hanno dato il loro prezioso contributo. Resta solo da dire che i cittadini che si sono sottoposti agli screening sono stati, complessivamente al 20 aprile oltre 5.000, suscettibili di ulteriore aumento per quanto previsto a tutto il 29 maggio 2011. I Lions per la lotta alla dislessia Un libro creativo che contiene le necessarie informazioni e le relative proposte operative per contrastare il fenomeno abbastanza diffuso della dislessia. Di Walter Tommasino I l libro, pubblicato in 2000 esemplari dai LC di Manduria, Mesagne, Erchie-San Pancrazio, col patrocinio morale dei Comuni di Manduria, Mesagne, Erchie, San Pancrazio, dell’Ufficio scolastico Regione Puglia, delle Amministrazioni Provinciali di Taranto e Brindisi, nonché del Centro Studi Itard e del Centro Italiano Dislessia, sarà distribuito gratuitamente alle scuole di Taranto e Brindisi. La presentazione del libro, autrice Giovanna Caforio Massarelli, presidente del LC Manduria, è avvenuta il 22 gennaio alla presenza di un folto gruppo di operatori scolastici, genitori, ed esperti, nella sala convegni del Consorzio Produttori Vini di Manduria. Fra gli ospiti, oltre alle autorità lionistiche, il Provveditore agli studi di Taranto e Brindisi, Franco Capobianco, il Sindaco di Manduria, Paolo Tommasino. Molteplici i pregi del libro: la chiarezza e l’originalità dell’esposizione, il felice corredo delle vivaci immagini, accompagnate da segni grafici, che con la loro forza rappresentativa consentono l’apprendimento dei dati essenziali e fondamentali. Ma l’importanza del vademecum dell’autrice va ben oltre questi pregi, in quanto il libro non è solo una immediata risposta alle richieste indicate nella legge n. 170, entrata in vigore l’8 ottobre 2010, sui disturbi specifici d’apprendimento (DSA), ma è allo stesso tempo una intelligente proposta di interventi formativi, didattici ed educativi. Per questi aspetti il libro di Giovanna Caforio rimedia in modo abbastanza significativo alla genericità della legge, che rinvia all’art. 7 (Disposizioni di attuazione) tutti i nodi da sciogliere per quanto attiene alla formazione dei docenti e alle tecniche operative per contrastare e correggere il disturbo della dislessia. Il libro per la sua struttura così attraente è anche un valido supporto educativo per i genitori, oltre che per i docenti. In Italia solo dal 1962, quando fu istituita la Scuola media dell’obbligo, si cominciò a prestare attenzione al fenomeno della dislessia, come causa di insuccesso scolastico. Nel formulare le sue proposte formative e didattiche Giovanna Caforio si avvale della sua preparazione specifica, acquisita attraverso una partecipata frequentazione alle attività del Centro Italiano Dislessia, diretto dal prof. Piero Crispiani dell’Università di Macerata. Raoul Follereau, un apostolo che ha dedicato la sua vita all’umanità sofferente, ha scritto: “La più grande disgrazia che vi possa capitare è quella di non essere utili a nessuno e che la vostra vita non serva a niente”. Ma il lion, il vero e autentico lion, non corre questa sventura, in quanto egli, al di là dei vuoti e gretti formalismi, in tutte le ore della sua giornata agisce ponendo al centro del suo operare proprio l’amicizia, così come è stata intesa dal nostro fondatore Melvin Jones. 69 Service Consegnata a L’Aquila la biblioteca per ragazzi Il progetto ha provocato un’entusiasmante gara di solidarietà che, partita dalla zona A del Ta1, ha superato i confini del distretto, ed anche del multidistretto. Di Tarcisio Caltran A ncora una volta il Distretto 108 Ta1 ha fatto centro! Il 1° maggio è stata, infatti, ufficialmente consegnata alla città de L’Aquila la struttura che ospiterà la “Biblioteca per ragazzi”, un punto di riferimento importante per il capoluogo abruzzese, soprattutto per i giovani, privati di questo servizio a seguito del terremoto di due anni fa. Si tratta di una struttura prefabbricata in legno, antisismica, poggiata su una platea in cemento armato, che potrà essere utilizzata anche per altre attività. Non una semplice “biblioteca”, ma un luogo di incontro utile sotto il profilo sociale, oltre che culturale. Ora l’handicap è stato superato grazie alla solidarietà dei Lions, interpreti di un’esigenza particolarmente sentita sul territorio, cui si doveva e si voleva dare una risposta concreta, quanto immediata. L’idea è partita dal piccolo club di Brunico-Bruneck e dal LC New Century de L’Aquila, nell’anno sociale 2009-2010, quando 70 tutti i soci e la presidente Rosmarie Posch si sono lanciati in un progetto che pareva troppo grande per loro. Invece, il coinvolgimento è stato generale ed ha provocato un’entusiasmante gara di solidarietà che, partita dalla zona A del Ta1, ha superato i confini del distretto, ed anche del multidistretto, raccogliendo in soli sette mesi oltre cento mila euro. In effetti, il service è stato supportato e seguito passo dopo passo dall’allora governatore Albert Ortner, che ha trovato una risposta concreta nel vicino distretto 108 Ta2, guidato dall’attuale PCC Stefano Camurri Piloni, pronto a consegnare una somma sostanziosa a sostegno dell’iniziativa. Non hanno voluto essere da meno i Lions austriaci del MD 114 Austria attraverso l’allora Council Chairman Manfred Pfister, del distretto Austria West e il LC Sillian-Innichen con soci al di qua e al di là del confine, i quali hanno contribuito con somme importanti. E’ stata l’occasione per consolidare Service i felici rapporti tra distretti confinanti e sancire l’importanza della collaborazione internazionale, voluta con insistenza da Albert Ortner. Progetto proseguito poi dal DG Marco Gibin, convinto che “sui service ci giochiamo la nostra credibilità”, seguendo una concezione secondo cui i Lions devono essere “non più finanziatori di service altrui ma ideatori, realizzatori e finanziatori di service propri. L’esempio della biblioteca per i ragazzi a L’Aquila è sintomatico”. Il progetto, definito in stretta collaborazione con il club New Century Aquila, è stato in parte modificato rispetto a quello iniziale, ma l’obiettivo è rimasto volu- tamente intatto nonostante qualche difficoltà di ordine burocratico, superata grazie alla “testardaggine” dei promotori e alla disponibilità della parrocchia di S. Francesco nel quartiere di Pettino, che ha messo a disposizione il terreno. Complessivamente i costi superano i 160 mila euro. Come ricordato, ha collaborato attivamente all’iniziativa il LC New Century Aquila. La struttura, di indubbia qualità, è opera dei Lions Agnes Pobitzer e Gerd Niederkofler del LC Brunico, ed è stata realizzata negli stabilimenti del Lions Erwin Ausserhofer a Lienz in Austria. Nelle foto il CC Stefano Camurri inaugura ufficialmente l’apertura della biblioteca per i ragazzi. Con lui l’IPDG Albert Ortner e i DG Marco Gibin, Guglielmo Lancasteri e Ercole Milani. Foto ricordo all’ingresso della biblioteca costruita negli stabilimenti del lions Erwin Ausserhofer. La conferenza stampa avvenuta prima dell’inaugurazione. Una delle sale della biblioteca per ragazzi realizzata dai lions Agnes Pobitzer e Gerd Niederkofler 71 Service Una protesi per i bambini di Haiti La Cassa di Risparmio di Bolzano e N.C.R., l’azienda leader mondiale nelle soluzioni per l’automazione bancaria, si sono uniti ai Lions per i bambini di Haiti. Di Michele Serafini N ell’ambito delle varie iniziative poste in essere per il service distrettuale “Una protesi per ogni bambino amputato di Haiti”, parte in questi giorni un progetto nato da un’idea dei Lions Flavio Ballarini e Michele Serafini, Presidente della Zona A del Distretto Ta 1. Questo progetto denominato “Uniti per i bambini di Haiti” è stato sviluppato grazie alla collaborazione di N.C.R., della quale Flavio Ballarini è stato Amministratore Delegato, e della Cassa di Risparmio di Bolzano. N.C.R. è stata l’azienda statunitense, che ha inventato il registratore di cassa, diventando successivamente leader mondiale nelle soluzioni per l’automazione bancaria e della grande distribuzione. La Cassa di Risparmio di Bolzano, fondata nel 1854, è attualmente una fra le maggiori Casse di Risparmio rimaste indipendenti in Italia. Una banca interregionale, che sta rafforzando significativamente la propria presenza soprattutto nel triveneto. E’ la più antica banca dell’Alto Adige e tuttora la maggiore, con una rete composta da 120 filiali e due rappresentanze estere in Austria e Germania, con 1.370 collaboratori. La Cassa di Risparmio di Bolzano, sempre attenta ai progetti umanitari di aiuto e sostegno verso chi soffre, ha accettato la proposta di diventare partner esclusivo di questa iniziativa, che sarà operativa su tutti gli ATM del gruppo bancario dal 18 aprile al 30 maggio 2011. In questo periodo, nel corso di ogni operazione presso gli oltre 170 Bancomat del gruppo presenti su tutto il territorio del triveneto, sarà chiesto ai clienti di donare un euro a favore del service Lions “Una protesi per ogni bambino amputato di Haiti”. 72 Questo progetto porterà un grande ritorno di immagine per noi Lions. Per tutta la durata della raccolta, quando i terminali Bancomat saranno in stand-by, presenteranno con una videata il nostro service. Sarà poi il terminale a chiedere se si intende donare o meno un euro: a differenza di altri progetti di raccolta non dovrà essere il cliente a cercare la funzione “donazione”, ma comparirà in automatico nel corso di ogni operazione una richiesta alla quale si dovrà rispondere. Si tratta di un progetto pilota, che vede per la prima volta coinvolto un istituto bancario altoatesino. La Cassa di Risparmio di Bolzano ha trovato nei Lions un partner serio e affidabile: ogni euro raccolto sarà destinato al service di Haiti in quanto tutti gli altri costi saranno sostenuti dai due partner “tecnici” del progetto, ai quali va il nostro ringraziamento per avere supportato l’iniziativa. L’importanza del progetto e la garanzia data dai partner siamo certi coinvolgerà i clienti della Cassa di Risparmio, che grazie ad essa potranno essere anche loro protagonisti di questa nostra splendida iniziativa a favore dei bambini colpiti dal terremoto di Haiti, garantendo loro di sopravvivere a questa tremenda catastrofe e recuperare l’autonomia. Associazionismo, quale futuro Un convegno organizzato dai distretti gemelli 108 Ib1 e 102 C Svizzera ha fornito stimoli operativi da approfondire e sviluppare per l’azione futura. Di Antonio Marino S e l’associazionismo è in crisi e se il concetto di crisi in cinese è significativamente l’unione degli ideogrammi che rappresentano il pericolo e l’opportunità, è quest’ultima che può connotare il futuro del Lions. Senza ottimismi di maniera, è questa la conclusione alla quale si può giungere dopo i lavori del convegno Service dedicato a “Associazionismo, quale futuro” - organizzato dai distretti gemelli 108 Ib1 e 102 C Svizzera - che su un tema così delicato, ma anche così essenziale, ha fornito una quantità di contributi qualificati e di stimoli operativi da approfondire e sviluppare per l’azione futura. I lavori sono stati introdotti dal DG del 108 Ib1 Ercole Milani, che ha sollecitato oltre alle analisi le proposte operative; dal VDG del 102 C Marco Lucchini, che ha presentato la situazione dell’associazionismo in Svizzera, dove il Lions aumenta club e soci; dal sindaco di Gallarate, Massimo Bossi, che ha sottolineato il rilievo di occasioni di approfondimento di questo tipo per una società che sembra poggiare sull’acqua; dalla consegna di una Melvin Jones a Roberto Fresia e dalla presentazione dell’ideatore di questa occasione di riflessione, il PDG Rosario Marretta, che ha chiesto un nuovo impegno di tutti a fronte del mutare della società e dei suoi valori. Il tema dell’etica pubblica e del ruolo dell’associazionismo nella società contemporanea è stato affrontato dal primo dei relatori, il professor Salvatore Natoli, docente di filosofia teoretica all’università di Milano Bicocca. Ogni etica - ha detto il professor Natoli - è etica pubblica, perché noi non possiamo non appartenere a una comunità. E l’etica pubblica è costituita dal rendere congruente l’interesse individuale e l’interesse collettivo. La vista corta, il ridurre il mondo a sé, l’interesse breve sono la distruzione della società, alla quale bisogna opporre non tanto la legge quanto la logica del rapporto dell’amico che anticipa il bisogno dell’amico. Ha quindi preso la parola la sociologa Patrizia Valsecchiche, parlando di “cambiamenti sociali e cambiamenti personali”, ha rilevato come spesso manchi nel nostro mondo la consapevolezza del problema, che è il presupposto per affrontarlo e risolverlo. Nella società liquida - ha detto - le persone danno meno se stesse, c’è meno relazionalità, la rivoluzione dei rapporti personali fa saltare i modelli educativi e cresce la solitudine camuffata da contatti fittizi. In questo contesto, la solidarietà va di nuovo insegnata, occorre recuperare la regola morale interiore e impegnarsi per un recupero di relazionalità per il quale può fare molto proprio l’associazionismo. L’associazionismo come lievito per il bene comune è stato il tema affrontato dal professor don Luca Violoni, docente di etica all’università dell’Insubria, che ha osservato come il male abbia un limite intrinseco (la distruzione) che il bene non conosce. Due le strade proposte per fermare il primo e spingere il secondo: la vigilanza, perché il male non arriva mai d’improvviso, e la capacità di “contagiare” l’altro facendo ciò che fanno le associazioni: uscire da dimensioni chiuse nel segno della consapevolezza e della partecipazione. Il Lionismo e la cittadinanza umanitaria sono stati al centro della relazione del PID professor Ermanno Bocchini, docente di diritto commerciale, legislazione bancaria e diritto della contabilità delle imprese. Bocchini ha esortato tutti a “scegliere la speranza, non la paura”, illustrando la Carta della cittadinanza umanitaria europea presentata al forum europeo del 2004. Una carta ideata da uomini di buona volontà che disegna “l’alba di una storia diversa, di pace” che va esattamente nella direzione del primo scopo del lionismo, la comprensione fra i popoli e che fa del lionismo “molto di più che una multinazionale della carità”. La necessità che le associazioni siano capaci di rimettersi in discussione è stata sostenuta dall’ultimo relatore, l’onorevole avvocato Luigi Pedrazzini, presidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino, che ha illustrato l’evoluzione dei comuni ticinesi attraverso la ridefinizione della dimensione territoriale, la perequazione finanziaria fra quelli più ricchi e quelli più poveri, l’accorpamento in nuove comunità tornate capaci di appassionare i cittadini, concludendo che anche l’associazionismo ha bisogno di riforme. I temi emersi, qui necessariamente assai sintetizzati, sono stati ripresi dopo una breve pausa in una tavola rotonda alla quale hanno preso parte tutti i relatori e nel corso della quale si è cercato di tradurre in proposte concrete le linee emerse dal dibattito. Si tratta ovviamente di indicazioni di massima, che necessitano tutte di approfondimento per essere tradotte in specifiche attività di servizio. La prima riguarda una rinnovata attenzione alla famiglia, in vista della ricostruzione di un’efficace alleanza educativa, anche attraverso un lavoro da sviluppare sui linguaggi e gli strumenti della comunicazione con i giovani. Altro spunto fondamentale è la necessità di riconoscere la dimensione internazionale dell’associazione, anche attraverso specifiche iniziative di avvicinamento conoscitivo alle altre culture. Un capitolo specifico è quello che riguarda i Leo e l’eventualità di abbassare di molto (fino ai 18 anni) la soglia d’età dei nuovi soci dei Lions Club. Infine, ricordato che la nostra funzione è quella di “sensibilizzare il potere sui bisogni che il potere non vede”, il professor Natoli ha sostenuto l’importanza fondamentale di ridare significato alla parola onore nella dimensione professionale. 73 Service Screening sanitari gratuiti Il 24 marzo, i Lions di Milano sono stati in piazza per un service importante per la prevenzione e la tutela della salute della popolazione. Di Francesco Schiavi I n pieno centro a Milano, in piazza della Scala tra la Galleria e Palazzo Marino, questa mattina è stato presentato il “Truck” ultratecnologico che sarà utilizzato per gli screening sanitari gratuiti offerti alla popolazione dal Comune di Milano con la fattiva collaborazione dei Lions del distretto 108 Ib4. Il cielo terso, il clima mite di inizio primavera, il via-vai frenetico dei milanesi che arrivati in piazza della Scala stranamente rallentano forse per godersi un po’ dell’atmosfera di questa piazza in cui si affacciano alcuni dei principali simboli della grande Milano, hanno fatto da cornice piacevolissima alla presentazione di questa iniziativa. Erano presenti le principali cariche lionistiche del Distretto, qualche Presidente di Zona, gli incaricati dei rapporti con le Zone Civiche, alcuni Lions istituzionali e diversi amici Lions, tutti un po’ emozionati e con il loro bel distintivo appuntato… orgogliosamente sul cuore. E’ una delle belle occasioni in cui i Lions sono coinvolti in una operazione di grande respiro e visibilità concretamente utile alla popolazione del nostro territorio. Questo veicolo attrezzato è decisamente imponente al punto da poter ospitare al suo interno ben tre studi medici attrezzati con le apparecchiature necessarie alla esecuzione delle indagini mediche previste, più altri spazi di servizio. L’Assessore alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna, con a fianco il Governatore Carla Di Stefano, ha presentato agli intervenuti il programma degli screening che prevede la presenza capillare dello studio mobile in almeno due location (vie, piazze o luoghi di alta affluenza) per ogni zona civica. Sarà un service per il territorio, che durerà oltre un 74 mese a cavallo del Lions Day. Un grande impegno ma anche una grande opportunità per fare qualcosa di buono e di utile insieme! Sul sito www.mondolions.org, è possibile trovare i dettagli dell’operazione. Stelle in strada Una notte magica è stata vissuta dai Lions e dai Leo di Napoli. Si tratta di un service distrettuale che offre un costante impegno verso i più deboli. Il 17 marzo è stato un giovedì particolare ed emozionante… Di Eugenio Emilio Potortì S ono le ore 19 del 17 marzo. Piove a dirotto. Su Napoli si è abbattuto un nubifragio. Ci si ritrova nel parcheggio della Stazione Centrale di Napoli per la consueta distribuzione di generi di prima necessità ai “senza fissa dimora”. Ogni giovedì ciò accade di abitudine: i Lions e i Leo entrano nel parcheggio e restano in attesa che Roberto porti le vaschette di alluminio con duecentocinquanta primi e duecentocinquanta secondi. Se Roberto ritarda, ci si attacca al cellulare: “Roberto dove sei? Stai arrivando?” “Sono imbottigliato nel traffico che stasera è più caotico del solito”. Quando Roberto arriva con i pasti caldi, ci si deve dare da fare affinché questi non si raffreddino. Si forma una catena… di “imbustamento”. Ci sono: Alfonso, Roberto, Eugenio, Giuliana, Fausta, Agostino, Maria Rosaria, Susy, Lino… Leo e Lions. Chi apre le buste di plastica, chi vi inserisce la vaschetta col primo, chi quella col secondo e poi le posate, il panino e talvolta il succo di frutta, l’arancia, il buondì. I “senza fissa dimora” sono in attesa. Completata l’operazione di imbustaggio, i pasti vengono distribuiti a quelli che erano già in fila. Poi vengono forniti indumenti e scarpe portati dai vari Leo e Lions. “C’è una sciarpa, un maglione, un paio di scarpe n. 41?” Viene distribuito quello che c’è e si prende nota dei desiderata espressi, per portare gli indumenti e le scarpe richieste il giovedì successivo. Le buste rimanenti vengono portate ai sen- Service zatetto che si trovano all’interno della stazione. Stasera però è una serata particolare: un nubifragio si è abbattuto su Napoli. Roberto tarda ad arrivare a causa degli allagamenti delle strade. Finalmente intravediamo la sua auto. La pioggia non accenna ad attenuarsi. Dal finestrino ci dice: “Aspettiamo che spiova. Stasera ho portato quattrocento primi e quattrocento secondi!” La pioggia si fa ancora più intensa. Non possiamo attendere, i pasti, pur nei contenitori atermici, si raffredderebbero. Si decide, pertanto, di procedere comunque all’imbustamento. Taluni tengono gli ombrelli aperti per ripararci… Olimpia e Susy aprono le buste con difficoltà, il freddo ha irrigidito le dita, Agostino, Enzo, Giuliana inseriscono i pasti, Eugenio e Fausta raccolgono i sacchetti, tutta la “catena” opera. L’acqua ci arriva alle caviglie, chi non è impegnato all’imbustamento tiene i sacchetti confezionati in mano per non farli bagnare. Tuttavia questa del 17 marzo non è una sera come le altre. Una notte magica, infatti, è stata vissuta dai Lions che hanno offerto le loro emozioni e il loro impegno verso i più deboli in un giovedì particolare: quello della celebrazione dei centocinquanta anni dell’Unità d’Italia. Notte magica questa, dicevamo, dove tutto è accaduto e dove emozioni ed anche lacrime hanno caratterizzato i momenti più significativi. Tante esistenze, quelle dei bisognosi che ci attendono, ognuno un universo di sofferenze, timori, speranze. Ognuno portatore di un dolore sacro da rispettare e da alleviare, un dolore esposto con dignità e riservatezza ed accolto con rispetto ed amore da chi si appresta ad offrire il proprio aiuto per lenirlo. Sprazzi di buio: la sofferenza ed il dolore. Sprazzi di luce: l’accoglienza e la speranza di un recupero e di una vita migliore. E mentre, nella città, la bandiera italiana sventola ai balconi delle case napoletane, all’unisono con queste, sventola anche la bandiera della solidarietà lionistica. Dicevamo notte speciale quella del 17 marzo, nella quale si sono verificati numerosi eventi inaspettati e straordinari, quasi a caratterizzare e sottolineare l’Evento Storico che si andava celebrando in tutta Italia. Innanzi tutto la presenza, per la prima volta fra noi Lions, di Maria Assunta una gentile creatura dal sorriso lieve e dolcissimo che, malgrado la sua disabilità, ha voluto essere fra noi “per dare anche lei una mano” ad aiutare i bisognosi. Ha offerto 300 panini per loro. E poi, nella lunga schiera dei “senza fissa dimora” ecco comparire Luigi con la sua fragilità fisica che gli impedisce di giungere fino al luogo dove si dispensano i pasti. Il suo sguardo mite e dignitoso arriva al cuore e chiede aiuto senza bisogno di ricorrere a parole. Non ha denti, i pasti caldi sono finiti. Come fare? Decidiamo di acquistare per Luigi un cibo facilmente masticabile: gli portiamo degli hamburger. Ci sorride con mitezza, solo con gli occhi. C’è Abdullah, sofferente, che chiede un analgesico che possa alleviare i suoi dolori. La farmacia è chiusa. Si va in giro a chiedere un farmaco adatto. Un’impiegata delle ferrovie ci fornisce il farmaco necessario. Simona, una figura spaurita e disorientata, si materializza dal nulla. Fuggiasca da chi e da che cosa? Non lo vuole dire. Certamente da una situazione intollerabile e troppo grande per lei. Non gradisce parole di conforto, non desidera sfogarsi. “Non voglio sostegno morale” dice orgogliosamente. Chiede solo un posto dove dormire la notte. Si decide di accom- Sonny ha trovato una padrona con giardino S i può davvero dire che Sonny è nato sotto una buona stella. Ha studiato con profitto al Centro Cani Guida dei Lions a Limbiate e ora, grazie ai Lions del Club Torino Host ha trovato una padrona perfetta. E’ la signorina Chiara Vigna che, accompagnata da una delle otto sorelle, lo ha ritirato fra gli applausi dei presenti nella serata di una intermeeting del club dalle mani del responsabile del Comitato distrettuale Cani Guida, Piero Vironda, e dei presidenti del club che si sono alternati negli ultimi due anni, Lorenzo Masoero e Giovanni Picco. Per nulla intimorito dai flash del fotografo, Sonny si è accucciato dinanzi alla sua padrona che è alla sua terza esperienza con un cane guida e che lo porterà a Condove dove potrà mettere a sua disposizione anche l’ampio giardino annesso alla sua dimora protetta dai monti della Valle di Susa. (b.l.) 75 Service pagnarla e dopo varie peripezie e dopo inutili tentativi (non ha documenti e si rifiuta di dare le proprie generalità) Roberto, Olimpia e Agostino trovano finalmente un posto presso un istituto di religiose. La loro ben nota accoglienza caritativa le permette di trovare un rifugio sicuro e confortevole ma soprattutto l’amorevole attenzione delle suore. Sono le ventitre, è tardi e piove a dirotto. Bisogna accompagnare Alessandro, il senzatetto che ha trovato ospitalità per la notte presso i Padri Vocazionisti. La strada che porta ai Colli Aminei è impraticabile, Eugenio, alla guida dell’auto, non riesce a veder nulla per la pioggia scrosciante. Trova il modo, alla fine, comunque, di portarlo davanti al cancello dell’istituto. Abbiamo, anche noi, celebrato oggi la giornata per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Come privati cittadini e come Lions siamo stati nelle piazze, nei cortei, nei teatri. Ma abbiamo, questa sera, voluto farlo anche in un modo tutto speciale, tutto lionistico. Questa notte si sono accese tante stelle: Maria Assunta, Luigi, Abdullah, Simona, stelle ancor più luminose in una notte di tempesta e di pioggia. Continuano a sventolare le bandiere mentre i nostri cuori battono in un tumulto di sentimenti ed emozioni. Dove avremmo potuto trovare un migliore esempio di forza e coraggio se non nel sorriso di quella meravigliosa ragazza che è Maria Assunta? Da lei ci giunge un insegnamento: quello di riscoprire i valori veri della vita, quello di scoprire la carità nella vera abnegazione, nel dimenticare se stessi per rivolgere lo sguardo al nostro prossimo. E’ mezzanotte, la pioggia è intensa, si vede a stento la strada, si rientra a casa e si pensa a coloro che una casa non l’hanno, si cena si va a letto e non si dorme. Si pensa agli avvenimenti incredibili della serata. Città Murate Lions Motoraduno L’8° Congresso Internazionale si svolgerà a Malta dal 2 al 5 giugno 2011. Il Lions Club Sanremo Host organizza un moto raduno dal 17 al 19 giugno. T P ema di quest’annata: “Ripristinare le fondamenta della nostra cultura per mantenere la nostra identità”. Giovedi 2 giugno - Arrivo dei delegati provenienti da diverse destinazioni. Benvenuto da parte dei rappresentanti dei Lions maltesi e drink. Serata a piacere. Venerdì 3 giugno - Ore 8.30: visita guidata alla fabbrica di Mdina Glass Blowing seguita da una visita alla vecchia capitale Mdina. Ore 11 Visita alla Valletta e ai diversi luoghi di interesse tra i quali anche il famoso ‘Caravaggio’. Tempo libero per il pranzo (facoltativo). Ore 16 pick up da La Valletta agli alberghi. Ore 19.30 partenza dal foyer dei rispettivi hotel per la cena. Ore 20 cena tipica maltese. Sabato 4 giugno - Colazione. Ore 8.30 pick up dagli hotel per il trasferimento al Centro Congressi per l’8° Congesso Internazionale Città Murate Lions. Ore 9 registrazione. Ore 9,30 cerimonia di apertura con le presentazioni di vari Lions Club e altri diffusori. Ore 11.15 coffee break: Ore 11.30 continuazione della conferenza. Ore 13.30 pranzo a buffet. Ore 14.30 rappresentanti dei vari club partecipanti discuteranno i risultati della Conferenza. Ore 16 per i delegati che lasciano la conferenza, dopo il pranzo ci sarà la possibilità di effettuare un’escursione facoltativa. Ore 17 ritorno a Hotels Network. Ore 19.30 pick up da hotel e trasferimento al Mediterranean Conference Centre per Cena di Gala. Ore 20.30 cena e spettacolo musicale garantito da una voce locale molto popolare e relativa band. Domenica 5 giugno – Colazione. Check-out da hotel e trasferimenti in pullman per l’aeroporto. Per maggiori informazioni consultate il sito www.lionscittamurate.com 76 rogramma della manifestazione. Venerdì 17 giugno: sistemazione in hotel convenzionati (hotel Villa Sapienza, hotel Lolli Palace, hotel Paradiso). Per coloro che arrivano da fuori provincia, ritrovo e cena alle ore 20. Sabato 18 giugno: ore 9 raduno partecipanti presso piazzale di Porto Sole a Sanremo e verifica delle iscrizioni; ore 9.30 partenza per la destinazione francese di Briga (visita Cappella Notre Dame des Fontaines, pranzo a Vallecrosia in locale sulla spiaggia, rientro a Sanremo e pomeriggio libero, cena presso il ristorante Golf degli Ulivi di Sanremo). Domenica 19 giugno: ore 9.00 raduno partecipanti presso piazzale di Porto Sole a Sanremo; ore 9.30 partenza verso la località di Pieve di Teco per la visita al Teatro Salvini; rappresentazione teatrale riservata al Lions Club Sanremo Host; pranzo ad Imperia presso l’hotel Corallo; dopo il pranzo visita guidata al “Parasio”. L’escursione della domenica si svolge nell’entroterra della Provincia di Imperia, su un percorso di circa 100 km fino a raggiungere l’importante Comune montano di Pieve di Teco, ubicato nell’Alta Valle Arroscia. Verrà visitato il Teatro Salvini, il più piccolo teatro del mondo (primato condiviso con il Teatro Catalani a Vetriano di Pescaglia in provincia di Lucca). Per maggiori informazioni consultare il sito internet www.ciaosanremo.it Lions referenti per il motoraduno: Piero Pieroni (335.8046006), Luca Spada (335.5684683), Claudio Perato (329.0551111). 77 Lettere Ristrutturazione del multidistretto e riproposizione del “Centro Studi” Riapro due argomenti di antica, ma più che mai ancora attuale, problematica. Lo faccio in chiusura di un anno sociale perché entrambi maturati nel corso dell’attività svolta quest’anno dal Centro Studi ed Archivio Storico “Gian Piero Gardini” del Distretto 108 Tb, pienamente consapevole che trattasi di tematiche che necessariamente soltanto il prossimo Consiglio potrà (noi confidiamo) affrontare. Anticiparlo adesso dovrebbe servire a maggiori tempi di meditazione in vista di una auspicabile soluzione che - non lo escludiamo potrebbe richiedere anche più di un anno per approdare a maturazione. Il Centro Studi del Tb ha fatto quanto in suo potere per sondare la questione, come oggetto di proprio interesse (già da tempo mi sono permesso di qualificare come schizofrenica la linea di confine del nostro territorio, con abbondanza di enclavi ed inclavi); lo ha fatto o meglio, tentato, discutendone con i Centri Studio dei Distretti limitrofi, apprendendo però che non tutti ne sono dotati. Risultato: interessante, sì, importante, la questione, meritevole, certo, della massima attenzione ma… delicata, prematura, e comunque non risolvibile soltanto fra cinque o sei Distretti. Siamo pervenuti, quindi, alle seguenti considerazioni conclusive. Una complessiva ristrutturazione territoriale del M.D. 108 Italy, soprattutto per renderla adeguata e conforme alle istituzioni amministrative del nostro Paese, è senza dubbio un orientamento sempre più diffuso e condivisibile, pur nella consapevolezza che si dovrà affrontare, e risolvere, con la dolorosa separazione di attuali realtà locali unite da parecchi lustri. I Lions dovranno guardare avanti, trovando la volontà e la forza di conformare la nostra quasi centenaria associazione alla configurazione logico-geografica delle istituzioni pubbliche, a loro volta sintoniche con le realtà storiche e genetiche delle rispettive popolazioni. Comprensibili le perplessità, le diffidenze, le resistenze. Ma non vi è impresa più perduta di quella che non si vuole affrontare. Non si vede come possa conservarsi l’attuale situazione di molti Distretti che sconfinano geograficamente in più Regioni, o che hanno creato fastidiose e difficoltose distanze fra città limitrofe, o che, addirittura, si contendono l’ufficialità della presenza associativa in città nelle quali sono insediati Club di Distretti diversi. Tanto utili, per rappresentare e sottolineare visivamente il problema della realtà in essere, quanto eloquenti, impressionanti (e razionalmente avvilenti) i due quadri sinottici pubblicati a sostegno dell’intervento “Un territorio da ridefinire” di Ivo Fantin. Incredibile la confusa sovrapposizione di Club, e rispettivi Distretti, nelle Regioni del nostro Stato. Nessuno, in una qualsiasi realtà lionistica del mondo, si azzarderebbe a “pensare”, meno che mai “proporre”, e neppure vagamente ipotizzare, l’istituzione di Distretti aventi più Club insediati promiscuamente in medesime città, in confusa convivenza “morganatica”. Che senso ha, allora, siffatta realtà nel nostro Paese? Auspichiamo dunque la costituzione (ora o all’inizio del prossimo anno sociale) di un Comitato multidistrettuale, formato da Lions di provata esperienza, che prospetti una o più ipotesi di ristrutturazione del territorio di pertinenza dei Distretti, conformi alla realtà di una o più Regioni del nostro Stato, da inviare poi ai singoli Distretti per la definitiva approvazione. Facciamo convinto affidamento sulla disponibilità, sul buon senso, e buona volontà, di tutti i Lions italiani, in ragione del fine superire di un bene comune. 78 Non meno sentita, almeno dagli amici Componenti del Centro Studi del 108 Tb, l’opportunità, o meglio la necessità, sia di ricostituzione del passato Centro Studi multidistrettuale e sia di istituzione di analogo Centro in tutti i singoli Distretti. La nostra composita essenza associativa, permeata di cultura, di storia, di prospettive etiche, che - in quanto scaturenti dalla realtà sociale vivente, e su di essa ricadenti nella irrefrenabile e benefica continua trasformazione - necessita fortemente di un “pensatoio” di riflessione, proposizione, valutazione, interpretazione, delle tante tematiche che ci riguardano, segnatamente al fine del sempre più efficace e penetrante servire. In particolare, la filosofia del Lionismo nazionale non può affidarsi ad altri se non ad un nucleo di Lions seri, volonterosi, pensosi, saggi. Quello a suo tempo creato, malamente vissuto, sotterrato da silenzioso abbandono, ha avuto l’imperdonabile difetto di non essere sostenuto da precisi e chiari indirizzi normativi. Anche qui, dunque, è soltanto questione di buona volontà: rimboccarsi le maniche ideali della “voglia di fare”, per tutto “fare al meglio del più meditato possibile”, da parte di pochi e capaci volonterosi. Senza un buon piccolo ma attivo cervello nessun organismo vivente può affidarsi soltanto all’improvvisazione, all’istinto, alla speranza nella “buona stella”. Achille Melchionda Un convegno sull’economia… in diretta Caro direttore, mi fa piacere segnalarti che su iniziativa e incarico del mio club, in coordinamento con il Comitato del Distretto 108 L “Economia ed etica d’impresa” e tutti i nove club della zona A e B della 6ª circoscrizione, abbiamo organizzato un convegno per il prossimo 3 giugno su: “Lavoro: scenari futuri… Imprese, professionisti e istituzioni nell’ottica del cambiamento. Ti segnalo il convegno sia per il fatto che in questo momento solo chi riuscirà a prevedere l’evoluzione del lavoro a medio lungo termine potrà tradurre l’attuale crisi in opportunità di crescita e sviluppo, sia per il fatto che con uno sforzo organizzativo abbiamo deciso di realizzare una diretta, con una produzione televisiva broadcast, del convegno per dare a tutte gli amici Lions e non solo, di poter seguire i lavori. Il convegno sarà pertanto trasmesso e visibile contestualmente sul sito internet www.lavoroscenarifuturi.it. Ci farebbe particolarmente piacere poter contare sulla preventiva informazione dell’evento anche con la rivista “Lion” da te diretta. Guido Cogotti Lions Club Quartu Sant’Elena 60ª Charter Night al Milano Host Il prossimo 21 maggio il Lions Club Milano Host celebra la sua sessantesima Charter Night. E’ un momento di particolare valore simbolico sia per l’attività di servizio svolta dal Club “Milano” in tutti questi lunghi anni, sia per il percorso di crescita quantitativa e qualitativa compiuto dal lionismo italiano. L’evento sarà festeggiato con una cena di Gala al Castello Sforzesco di Milano, luogo storico e tanto caro a tutti i milanesi e non. La partecipazione è aperta a tutti gli amici che vorranno unirsi ai soci del Milano Host nella celebrazione. Lettere 21° meeting dei Lions in vacanza in Maremma Venerdì 19 agosto 2011, alle ore 20,30, presso la Trattoria “Il Leccio” (tel.0566/918018), in località Cura Nuova sulla Strada provinciale Sarzanese-Valdera per Massa Marittima, a circa 5 Km. da Follonica, si effettuerà con una “Cena Maremmana” la tradizionale “Festa in onore dei Lions italiani e stranieri” che trascorrono le loro vacanze in Terra di Maremma. Preme ricordare che continuando quel percorso eno-gastronomico di eccellenza che il nostro territorio offre agli ospiti e che gli organizzatori hanno cercato di rendere sempre diverso in questi venti anni di piacevoli incontri, questa volta ci riportiamo, a grande richiesta di tanti abituali partecipanti, all’interno, per la degustazione di piatti tipici della nostra zona cucinati dallo chef rinomato Sandro e serviti da sua moglie Sabrina. La cena sarà accompagnata dai vini prestigiosi e pluripremiati dell’Azienda Rigoloccio del socio lion Ezio Puggelli. All’appuntamento di mezza estate ricco di partecipazione, diventato ormai una vera e propria consuetudine, da quando venne istituito, con felice intuizione, dall’indimenticato lion Ugo Sferlazzo, puoi intervenire prenotando la tua presenza, unitamente a quella gradita di ospiti e amici ai soci del Lions Club “Alta Maremma”: Giorgio Testini (tel. 056658006 - 3393030539), Ezio Puggelli (tel. 056642582 - 3487717941) o a Vanna Sferlazzo del Lions Club Firenze Michelangelo (tel. 3355267188). Il Comitato Organizzativo della celebrazione del 60° di fondazione, il Consiglio Direttivo e tutti i soci del Milano Host sono ben lieti se vi sarà una sentita adesione di soci di altri club e Distretti. Per coloro che fossero interessati a partecipare all’evento, la segreteria del club è a disposizione al numero 0254102123 o via e-mail a [email protected]. Per coloro, invece, che non potessero presenziare chiediamo di volersi unire a noi nell’augurare un prospero futuro al club che, in fondo, di anni ne ha tanti ma… non li dimostra! (C.P.) Precisazione Per un involontario errore, all’articolo titolato “La dislessia oggi”, apparso alle pagine 46 e 47 di “Lion” del mese di marzo, non è apparsa la firma dell’autore. Il testo è stato scritto da Carla Bendinelli, addetta stampa del Lions Club Firenze Arnolfo di Cambio e responsabile in passato del notiziario del club e del notiziario “Donne Lions del Distretto 108 La”. Ci scusiamo con l’autrice e con i lettori. La grande crociera dell’amicizia - 25ª edizione Nel cuore delle grande Russia Mosca, Sergiev Posad, San Pietroburgo La grande crociera dell’Amicizia compie 25 anni. Una lunga tradizione del vivere insieme l’amicizia senza dimenticare chi ha bisogno, che vede i lions, come sempre, validi e puntuali interpreti. Il tour, per il particolare tipo di itinerario, sarà effettuato solo via terra dal 22 al 29 luglio. Mosca: la città-icona, Sergiev Posad: culto dell’ortodossia russa, San Pietroburgo: il sogno di uno zar. Questa è la nuova proposta dell’associazione culturale "Il Mediterraneo" che, in collaborazione con il Lions Club Milano Madonnina, rivolge a tutti i lions e ai loro ospiti. 3 splendide mete: Mosca, Sergiev Posad e San Pietroburgo, lussuosi alberghi della prestigiosa catena Marriott ed un tour straordinario saranno i protagonisti di questo imperdibile itinerario. La 25ª edizione della “Grande Crociera dell’Amicizia nel cuore della grande Russia”. Partirà con voli di linea da Milano e da Roma (su richiesta collegamenti voli nazionali) il 22 luglio 2011con il seguente programma: 22 luglio: Italia/Mosca 23 luglio: Mosca 24 luglio: Mosca-Sergiev Posad 25 luglio: Mosca - San Pietroburgo 26luglio: San Pietroburgo 27luglio: San Pietroburgo 28luglio: San Pietroburgo 29 luglio: San Pietroburgo - Italia. Anche quest’anno i partecipanti alla “Grande Crociera dell’Amicizia" avranno modo di partecipare al service benefico promosso dall’associazione culturale "Il Mediterraneo" in collaborazione con il Lions Club Milano Madonnina a favore dell’ACESM (Centro sclerosi multipla ospedale San Raffaele di Milano). I partecipanti alla Grande Crociera dell’Amicizia usufruiranno di speciali ed esclusive riduzioni. Il programma dettagliato e il tariffario scontato verrà inviato a tutti coloro che ne faranno richiesta. La grande crociera dell’amicizia è un esclusiva dell’associazione culturale "Il Mediterraneo". 79 Per usufruire di tale esclusiva le prenotazioni ed informazioni dovranno pervenire solo all’associazione culturale "Il Mediterraneo": tel. 010 3200152- Fax 010 3723159 - email [email protected]. Organizzazione tecnica Hotelplan/Turisanda. Amici cari, aiutiamoli a crescere… grazie anche al vostro aiuto da grandi saranno cani guida da donare a chi non vede Il Servizio cani guida dei Lions, una realtà del lionismo italiano conosciuta e apprezzata nel mondo, vive con l’aiuto degli amici Lions che lo sostengono. Aiutateci ad aiutare… come? Anche con il 5x1000, un contributo concreto che non costa nulla. Versamenti intestati a Servizio Cani Guida dei Lions Ente Morale Onlus 5x1000 > codice fiscale 97033970159 Bancoposta conto corrente postale n. 42123208 Banca di Credito Cooperativo di Carate Brianza Cod. IBAN: IT92G0844001602000000245179 Banca Popolare di Milano (BPM) Cod. IBAN: IT51V0558401609000000029255 Viale Abruzzi, 92 - 20131 Milano Tel. 0229414202 - Fax 0229414883 80 Centro di addestramento Via M. Galimberti, 1 - 20051 Limbiate (MI) Tel. 029964030 - Fax 0299693168 www.caniguidalions.it [email protected] [email protected] Libri Lions Storie d’Italia Il Comitato “150 anni dell’unità d’Italia” del Distretto 108 L realizza tre opere di successo contenute in un elegante cofanetto. Nei primi cinque mesi dalla sua costituzione, il Comitato “150 anni dell’unità d’Italia” è riuscito a realizzare un’opera inedita di letteratura storica, interessante per i contenuti e pregevole per la presentazione. Esternamente l’opera si presenta curata ed elegante nel colore e nelle finiture e, nel contempo, sobria e raffinata; per la stampa sono stati usati i caratteri bodoniani di corpo 14 su carta Modigliani delle Cartiere Cordenons. Il formato poco usuale e la copertina rigida, con i titoli in oro, concorrono a creare la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di raro e prezioso, che richiama la bellezza dei libri antichi. All’interno del cofanetto trovano posto tre opere, molto diverse tra loro eppure complementari, legate dal filo tricolore dell’Italia unita. La prima è riferita all’aneddotica del Risorgimento, agli ideali, ai fatti e ai protagonisti. Gli autori delle diverse icone e racconti hanno accentrato l’attenzione su comportamenti e uomini che, a partire dalle guerre d’indipendenza e fino alla prima guerra mondiale, influenzarono fortemente il percorso dell’unificazione: un faro acceso su persone, gesti eroici, omissioni, azioni e passività comportamentali che, spesso sottaciute e dimenticate, hanno invece influito fortemente sul processo storico. La seconda opera è costituita da una raccolta di documenti, editti, discorsi e corrispondenze private dei grandi protagonisti del palcoscenico risorgimentale; quest’opera, da sola, è in grado di riportare la memoria sul pensiero e l’azione che hanno caratterizzato la storia del Risorgimento. La terza opera è dedicata alla storia della bandiera italiana: un excursus preciso e approfondito sulla storia del drappo Il libro nero dei colori Che sapore ha il rosso? E il verde, ha un odore? Com’è il giallo? Chi non può vedere le cose conosce il mondo attraverso il gusto, il profumo, i suoni, le emozioni. Dal buio dei suoi occhi, Tommaso invita tutti a scoprire i colori in un modo diverso. Questo straordinario libro illustrato è destinato a chi ha l’uso della vista e ai non vedenti, grandi e piccoli. Stimola la sensibilità di tutti i sensi, fa percepire la realtà come non abbiamo mai immaginato e ci insegna che esistono diverse abilità. Un capolavoro da leggere con gli occhi e tricolore, dalle origini ai nostri giorni, proponendo i diversi adeguamenti del vessillo ai tempi, ai momenti politici, alle situazioni militari e allo spirito di libertà popolare. Nella lettura dei tre volumi, il lettore troverà aneddoti, assisterà a scene ricche di imprevisti e attingerà fatti poco conosciuti, ammantati di passioni, ideali e sacrifici perseguiti in nome della libertà. Tanto che il libro, di per se stesso episodico, acquista una certa unità proprio dallo sfondo in cui i personaggi si muovono e i fatti si realizzano. Lo stile, volutamente semplice e disadorno, in quanto privo di atteggiamenti professorali ed eccessi linguistici, ha una sua forza che scaturisce dalla realtà rappresentata, spesso cruda e nel contempo eroica. La narrazione, vivace e d’immediato assorbimento, incuriosisce e coinvolge. Le situazioni, i luoghi, i personaggi, vengono presentati con poche chiose e rapidi cenni, tanto che al lettore sembreranno noti anche se sconosciuti, in quanto essi si conformano e si materializzano nella mente, con lucida percezione. I sentimenti dei protagonisti si afferrano con immediatezza attraverso le parole, le azioni e le gesta, anche senza alcun commento da parte degli autori, i quali appaiono come spettatori disincantati che sembrano apprendere essi stessi, di momento in momento, gli sviluppi degli episodi raccontati. Il lettore viene risucchiato nella scia delle vicende raccontate e rimane stupito dal forte desiderio di libertà dei patrioti, ma al contempo vive con sdegno le malefatte dei “prepotenti”. In alcuni momenti esulta per le gesta eroiche di coloro che seppero “vincere” subendo il martirio e spesso si compenetra nel personaggio, vive con i suoi pensieri, partecipa alle sue sofferenze, trepida per le sue imprese, s’immedesima nelle sue umiliazioni. Se le tre opere riescono ad assorbire il lettore in modo coinvolgente, il merito va al lavoro di ricerca, documentazione e approfondimento profuso dai loro autori; ma non va sottaciuto il lodevole impegno della struttura organizzativa e dell’intero Comitato - e al suo coordinatore Sandro Gasbarri - per il contributo d’ingegno e il sostegno agli autori. con le dita. L’autrice, Menena Cottin, ha studiato design e illustrazione in Venezuela e dopo un anno passato al Pratt Institute di New York ha cominciato a scrivere straordinari libri concettuali. E’ considerata la “Bruno Munari” del Sud America. Le sue opere sono pubblicate in tutto il mondo. L’artista, Rosana Faría, ha illustrato molti celebri e apprezzati volumi per bambini, ma realizzare disegni fatti per essere toccati è stata la sua sfida più grande, che ha vinto con gioia. Venezuelana, vive a Caracas. Menena Cottin Il libro nero dei colori illustrazioni in nero di Rosana Faría postfazione di Mauro Marcantoni 24 pagine nere - Euro 16,50 81 Libri Lions Collegiata di Santa Maria Carlo Caramellino, autore della sontuosa monografia sull’antica “Collegiata di Santa Maria” in Chivasso, pubblicata a cura del LC Chivasso Host nel 2010 in occasione della ricorrenza del proprio quarantennio, presenta l’evoluzione storica ed i profili architettonici del monumento ecclesiale con molta attenzione ai particolari stilistici e tecnici. Per i Chivassesi è il Duomo, in realtà è la principale Chiesa della città alla quale è stato attribuita nel 1996 dal Vescovo di Ivrea la qualifica di “Insigne Collegiata” perché antica sede di un Capitolo di Canonici. L’importante monumento risale al 1415 per volontà del Marchese di Monferrato Teodoro II che ne dispose la costruzione. Essa, sospesa dal successore Giovanni Giacomo per mancanza di fondi, fu ripresa dal Comune con l’appoggio della locale famiglia degli Isola. Nel 1429, benché la costruzione non fosse ultimata, venne consacrata dal Vescovo di Ivrea e nel 1480 avvenne il trasferimento del Prevosto e del Capitolo dei Canonici. La facciata in cotto, espressione dell’arte tardo gotica, costituisce il manufatto architettonico di maggior pregio, che tuttavia richiese per la fragilità del materiale architettonico successive manutenzioni nel corso dei secoli. A destra della facciata è stato costruito non molti anni dopo un importante campanile in mattoni, in origine ricoperto da lamiere di latta, che, distrutte dalle cannonate dei francesi nell’assedio del 1705, furono sostituite dalla cella campanaria esistente. Si dice che ai Chivassesi sia stato attribuito il detto “facia ‘d tòla” (faccia di latta) in conseguenza di quel particolare architettonico. Le tre navate interne sono eterogenee a causa dei numerosi rifacimenti nel corso del tempo: si possono ancora notare alcune originali strutture gotiche nella navata destra. L’imponente organo risale al XIX secolo. Fra le opere d’arte esposte si può ricordare “Il compianto su Cristo morto” in terracotta, all’inizio della navata laterale destra, che risalirebbe al XV secolo. Il volume, ricco testo d’arte con molte illustrazioni presentato con una veste editoriale di alto profilo, è un saggio di cultura che valorizza un insigne monumento piemontese non sempre oggetto dell’attenzione che merita. E’ introdotto dalle presentazioni del presidente del club, del Sindaco di Chivasso e del Prevosto della Collegiata. La prefazione è di Gianfranco Fiaccadori. Carlo Caramellino L’insigne Collegiata di santa Maria Chivasso Lions Club Chivasso Host, 2010 82 Grandangolo 2 Grandangolo 2 segue l’impegno iniziato nel 2004 con il precedente volume di “raccogliere i miei scritti apparsi su varie riviste lionistiche e non”. Così il PDG Carlo Padula, introducendo al contenuto delle pagine, apre più finestre sulla coscienza di Lion. Sono numerosi i concetti che contribuiscono ad arricchire il significato delle finestre allegoriche e, sottolineando i rapporti ed i doveri che nascono dall’appartenenza all’associazione, ampliano il patrimonio ideale dei Lions illuminando le rispettive posizioni nella società di appartenenza. Da “Chi sono i Lions”, capitolo che esprime con semplicità i fondamentali impegni che nascono dall’appartenenza ad un club al capitolo “Impegno civile, solidarietà, comunicazione nel lionismo del terzo millennio” vengono sottolineati i termini dell’azione lionistica, l’impegno civile ed umanitario. Non mancano, e non potrebbero mancare, le osservazioni critiche o vagamente ironiche che delineano particolari circostanze o problemi anomali del periodo storico che stiamo vivendo. Alcune osservazioni sono preoccupate. Il capitolo “La Sarkozyterapia” inizia, ad esempio, con l’approvazione, attribuita al giornalista Bernardo Valli, per “l’indiscutibile energia di cui il nuovo presidente francese sta dando prova. Un ritmo mozzafiato sta dando una scossa al Paese con un inizio sfolgorante”. La premessa sul presidente francese prelude ovviamente a conclusioni, meno entusiastiche: “Perché ho accennato all’interventismo di Sarkozy? Perché è necessario prenderlo a modello? Perché a mio giudizio, è necessario alla nostra associazione il suo entusiasmo, la sua voglia di fare, il suo decisionismo, il suo desiderio di snellezza di governo, la sua capacità di prendere provvedimenti immediati anche se impopolari. E’ chiedere troppo nella situazione in cui siamo?”. Le allusioni palesi, che non riguardano soltanto i Lions Club italiani, riflettono una situazione generalizzata nel nostro Paese. Già questo diventa un motivo fondamentale per leggere il libro e fare qualche meditazione. Il PDG Carlo Padula, apprezzato medico chirurgo, è autore di numerose opere, la prima è del 1983 “Sono malato, quindi esisto”, seguono diverse pubblicazioni, il citato “Grandangolo” del 2004 ed “Il distretto 108L: La Sardegna” del 2005. E’ opinionista su diversi periodici, direttore della rivista “Lionismo” e Direttore dei “Quaderni del Lionismo” nel 1997 e 1998. Carlo Padula Grandangolo 2 La Biblioteca del Duca di Rapallo A cura di Umberto Rodda