Rivista informativa della dogana svizzera | www.ezv.admin.ch
Forum D.
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Controlli mobili della TTPCP
Il nuovo veicolo TTPCP ad alta tecnologia assicura controlli sicuri ed efficienti
«Air marshal»
Ecco come le guardie di confine garantiscono la sicurezza a bordo degli aerei svizzeri
Criminalità ambientale
Come un doganiere svizzero si impegna contro il disboscamento illegale e a favore della conservazione delle specie
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Forum D. | Citazioni
Citazioni
«Lampedusa rivela che tuttora le merci circolano più liberamente
delle persone.» Felix Gmür, vescovo di Basilea; in questa edizione
«A Lampedusa approdano anche persone già morte. In quei
frangenti i doganieri non si occupano di documenti d’importazione
e container, di merci legali e illegali, ma si misurano con tutto il
dramma del mondo e i limiti della sua ingiustizia.» Felix Gmür,
ibidem
Felix Gmür
«Quando si parla di pace e di crisi economica mondiale disumana,
sintomo di una mancanza di rispetto nei confronti dell’uomo, non
bisogna dimenticare le molte vittime dei barconi naufragati davanti
a Lampedusa.» Papa Francesco; www.kath.net, 10/13
Josef Kiechler
«Per esperienza, scienceindustries sa che le aziende tendono a
sottovalutare l’importanza del management doganale.»
Dr. Erik Jandrasits, responsabile per il commercio e la distribuzione
nazionale di scienceindustries, associazione delle industrie chimiche, farmaceutiche e biotecnologiche; in questa edizione
«Cosi possiamo intervenire in modo rapido e sorprendere le
persone sospette. Ciò apporta vantaggi tattici.» Jürg Noth, capo
del Cgcf, in merito ai vantaggi dell’impiego dell’elicottero; NZZ am
Sonntag, 8/13
«Svolgiamo una professione esigente e teniamo testa a passatori,
turisti del crimine e trafficanti di droga.» Jürg Noth, capo del Cgcf;
Berner Oberländer, 8/13
Didier Burkhalter
«La cosa più importante è la persona che c’è dietro.» Josef Kiechler,
capo del posto guardie di confine Oberwallis/Haut-Valais, in merito
a cosa conta nel lavoro a parte il buon equipaggiamento; RhoneZeitung, 8/13
«Negli ultimi tempi la Svizzera non è stata trattata molto bene
dal resto del mondo. Forse anche questo è stato un elemento nei
negoziati.» Fabrizio Zilibotti, professore di economia, fa supposizioni sulla realizzazione dell’accordo di libero scambio con la Cina;
NZZ am Sonntag, 8/13
Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch
«Il nostro volume di scambi con il Tirolo (Austria) corrisponde
approssimativamente a quello con tutto il Brasile.»
Didier Burkhalter, consigliere federale; NZZ am Sonntag, 10/13
«Questi nuovi mercati sono un valore aggiunto, ma non sostituiscono i mercati europei. Due terzi del nostro commercio avvengono
con l’UE.» Didier Burkhalter, consigliere federale, in merito alle
relazioni nel commercio estero svizzero; ibidem
Patrick Richner
«La Svizzera è importante per l’UE, in
quanto secondo maggior investitore
e quarto maggiore partner commerciale.» Didier Burkhalter, consigliere
federale; ibidem
«Se succede, si rischia che la Svizzera
venga discriminata. In particolare
nell’ambito degli ostacoli commerciali tecnici. In futuro questi saranno
degli ostacoli molto più importanti dei
dazi.» Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch,
direttrice della SECO, in merito alle
possibili ripercussioni per la Svizzera di
un accordo di libero scambio tra l’UE e
gli Stati Uniti; NZZ am Sonntag, 10/13
«Malgrado i dazi sulle importazioni,
la concorrenza aumenta.»
Mathias Adank, CEO della Zweifel;
SonntagsZeitung, 10/13
«Per riuscire a imporsi sul mercato una
buona birra svizzera deve distinguersi
dalla massa. Ciò può dipendere dal
processo di fabbricazione o dalle materie prime impiegate. Un forte senso di
appartenenza regionale agevola l’ingresso nel mercato.» Patrick Richner,
specialista della sezione Imposizione
del tabacco e della birra della DGD, in
merito alle possibilità sul mercato per
i nuovi produttori di birra; in questa
edizione
«La Svizzera non è oggetto di critica
perché sbaglia tanto, bensì perché
fa tante cose in modo corretto e ha
successo.» Ueli Maurer, presidente
della Confederazione, in occasione
del suo discorso per il 25esimo
Europa-Forum di Lucerna; 11/13
«Immaginatevi la confusione a Basilea
se tutti gli autocarri effettuassero
l’imposizione delle loro merci direttamente al confine.»
Ralf Pelli, capo dell’UD di Berna;
Der Bund, 11/13
Forum D. | Indice
3
Indice
4Focus
4 TTPCP – Nuovo veicolo della dogana per i controlli della TTPCP
6Dossier
6 Sicurezza – Guardie di confine impiegate come «Air marshal»
8 Affari internazionali – La Svizzera è ancora conforme a Schengen?
4
10 Carburanti biogeni: la richiesta di rifiuti aumenterà notevolmente
12 Imposta sulla birra – Per avere successo una birra svizzera deve distinguersi dalla massa
14Commercio esterno – In 62 anni i Paesi verso cui esportiamo sono aumentati
da 109 a 234. Connessione della Svizzera nel commercio globale
16 Origine – Solo una posizione corretta porta al successo
18 Intervista con il segretario generale supplente dell’AELS Ivo Kaufmann
20 Affari internazionali – Al servizio dell’Organizzazione mondiale doganale nella lotta
contro la criminalità ambientale
6
21Ospite di Forum D. – Fritz Etter, direttore della Regìa federale degli alcool –
Il nostro partenariato è orientato alle soluzioni
22Ospite di Forum D. – Dr. Erik Jandrasits, scienceindustries. Il valore del management
doganale è spesso sottovalutato
24 Presidenza svizzera dell’OSCE – La dogana al servizio della sicurezza e della
cooperazione in Europa
25 Commercio esterno – Gli Stati del Golfo apprezzano orologi e gioielli svizzeri
26 Lotta contro la frode doganale: «Joint Investigation Team» – Insieme contro la truffa
in materia di prestazioni e tributi
21
27 In breve
32 Rivista
32 Notizie dai circondari e dalle regioni guardie di confine
36 Panorama
36In viaggio…nel Museo Svizzero dei Trasporti di Lucerna per visitare l’esposizione speciale
«Cargo – Il fascino dei trasporti»
36
38 Violenza al confine – Aggrediti a tradimento nella notte (parte 1)
40 Richieste alla dogana (parte 9) – Landjäger, latticello e sconto doganale per adolescenti
42 Quando penso alla dogana… Felix Gmür, vescovo di Basilea
38
4
Forum D. | Focus
TTPCP
«CoMob2», il nuovo veicolo della dogana
per i controlli della TTPCP
Da poco sulle strade svizzere circola un nuovo veicolo per i controlli mobili della TTPCP che, rispetto al
vecchio, garantisce controlli più sicuri ed efficienti grazie a una tecnica all’avanguardia. Inoltre, a inizio settembre 2013 la divisione TTPCP dell’AFD ha lanciato un portale web per società di leasing che permette loro
di raccogliere informazioni, in modo semplice e rapido, sugli assuntori di leasing e ridurre in tal modo i
rischi di responsabilità.
wp. Gli impianti di controllo fissi per il rilevamento della TTPCP sono
presenti da anni sulle
autostrade svizzere. La
dogana esegue anche
controlli mobili già dal
2004, sia sulle strade
nazionali sia su quelle
principali e secondarie. Un impegno che
Markus Hess, direttore
ha dato i suoi frutti,
dell’ASSL.
se si considera che la
divisione TTPCP, solo nel
2012, ha emanato complessivamente 1400 decreti penali a
seguito di controlli mobili e stazionari.
Le multe e le tasse sul traffico pesante
non versate raggiungono importi a
sei cifre, se non di più. Infatti non si è
tenuto conto delle infrazioni commesse dai detentori di veicoli esteri.
Quindi i collaboratori, non
dovendo più uscire dal
veicolo, possono lavorare
in tutta sicurezza.
Più sicurezza grazie a una tecnica
all’avanguardia
Una volta i controlli mobili erano
impegnativi e talvolta rischiosi per il
personale doganale. L’infrastruttura di
controllo veniva installata all’esterno
del veicolo: telecamere, flash e altri
strumenti erano montati e cablati su
tre cavalletti. In autostrada questa
operazione costituiva un pericolo non
indifferente per il personale. Nel nuovo
veicolo di controllo tutti i sensori,
l’hardware e il software sono integrati,
prevalentemente nel tetto. Quindi i
Alta tecnologia ovunque: il nuovo veicolo TTPCP assicura controlli più efficienti e sicuri
per i collaboratori.
collaboratori, non dovendo più uscire
dal veicolo, possono lavorare in tutta
sicurezza.
Controlli possibili durante la corsa
Un grande vantaggio del «CoMob2»,
come viene chiamato in dogana, è che
la relativa infrastruttura non deve più
essere installata esternamente. Ora i
controlli possono essere eseguiti anche
dal veicolo in corsa. Inoltre è possibile
controllare anche auto parcheggiate.
Non si sa ancora se l’AFD si doterà di
altri CoMob2: dipende come andrà
con il nuovo veicolo.
Portale web per società di leasing
C’è un’altra novità da segnalare in
tema TTPCP che garantisce maggiore
efficienza, ma in un ambito comple-
Forum D. | Focus
tamente diverso: il portale web per
società di leasing. Con questa soluzione telematica la dogana ha creato
uno strumento in grado di eliminare
radicalmente l’onere burocratico. I
fornitori di leasing che finanziano il
leasing di veicoli soggetti alla TTPCP
possono, per legge, chiedere all’AFD
informazioni sull’assuntore di leasing.
Infatti, se quest’ultimo non è più in
grado di pagare la tassa, il fornitore di
Eliminare possibili fonti di errore
Le società di leasing hanno accolto
con favore il portale web, poiché è
molto vantaggioso anche per loro.
«Grazie al nuovo portale, la gestione
delle pratiche è molto più semplice
e veloce. Nel contempo sono state
eliminate possibili fonti di errore. Un
elogio va alla direzione del progetto,
che ha lavorato in modo attento
e professionale. Infatti ha raccolto
Sulle autostrade, la dogana impiega impianti di controllo TTPCP fissi.
leasing risponde solidalmente. Ogni
anno, la dogana riceve oltre 2000
richieste di questo tipo. Fino a poco
tempo fa, esse venivano inoltrate e
sbrigate in forma cartacea. Da inizio
settembre è disponibile un portale
web che consente la gestione telematica di tutte le richieste. Quindi
l’inserimento e il trattamento dei dati
avvengono in modo più semplice,
chiaro e rapido. Inoltre, qualora debba
essere fatta valere la responsabilità
solidale, le informazioni possono
essere consultate in modo più affidabile rispetto alla vecchia procedura. In
generale la gestione e l’archiviazione
degli incarti risulta facilitata. In seno
all’AFD, la nuova procedura permette
di sfruttare sinergie tra la divisione
TTPCP e la sezione Veicoli e tasse
sul traffico stradale, poiché talvolta
entrambe lavorano con gli stessi fornitori di leasing.
5
tempestivamente le richieste e le
esigenze dei fornitori di leasing nei
workshop e ne ha poi tenuto conto in
larga misura», afferma Markus Hess,
direttore dell’Associazione svizzera
delle società di leasing (ASSL).
Con il vecchio modello, occorreva montare
l’infrastruttura per i controlli all’esterno del
veicolo.
emotach: terminata la fase
di sostituzione degli apparecchi
di rilevazione
Dal 1° luglio 2013, il vecchio apparecchio di rilevazione Tripon non è
più ammesso sulle strade svizzere.
Sino alla fine di agosto 2013, più di
55 000 autocarri sono stati equipaggiati con il nuovo apparecchio
denominato «emotach» (di questi,
52 514 sono veicoli immatricolati in
Svizzera e 2703 all’estero). Secondo
André Büttler, responsabile del
progetto presso l’AFD, la fase di
sostituzione si è svolta senza intoppi.
I nuovi apparecchi garantiscono un
funzionamento più affidabile
rispetto ai precedenti. Finora la quota di guasti è dell’1 per cento circa. Un
altro vantaggio consiste nel fatto che la messa in servizio e la manutenzione
presso le officine di montaggio possono essere effettuate via interfaccia
Bluetooth tra laptop ed emotach. Infine, il detentore del veicolo può aggiornare da sé il software mediante carta chip senza dover ricorrere a un’officina
di montaggio. Questo permette di risparmiare tempo e soldi.
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Forum D. | Dossier
Sicurezza
Guardie di confine impiegate come
«Air marshal»
Dall’inizio degli anni Settanta gli «Air marshal», più conosciuti in Svizzera come «Tiger», si occupano della
sicurezza a bordo degli aerei svizzeri. Essi vengono reclutati all’interno del Cgcf, dei corpi di polizia cantonali
e cittadini nonché della Sicurezza militare. La competenza per la formazione e l’impiego dei Tiger spetta al
Servizio federale di sicurezza dell’Ufficio federale di polizia (fedpol).
al. Il 6 settembre 1970 avvenne il
primo dirottamento aereo nella storia
dell’aviazione civile svizzera. Membri
del Fronte popolare per la liberazione
della Palestina (FPLP) dirottarono un
DC 8 della Swissair diretto a New
York, chiedendo la liberazione dei
terroristi che il 18 febbraio 1969 avevano attaccato un aereo della compagnia israeliana El Al all’aeroporto di
Zurigo (in quella occasione morirono
il pilota dell’aereo e un attentatore).
Contemporaneamente i terroristi
dirottarono anche un aereo della
compagnia britannica BAOC e uno
della statunitense TWA. I tre velivoli
Tiger durante l’esercitazione di tiro
furono costretti ad atterrare su un
vecchio aeroporto militare in Giordania. Dopo aver liberato tutti gli
ostaggi, il 12 settembre 1970 i terroristi fecero esplodere gli aerei. Sulla
scorta di questi eventi è stato avviato
il programma svizzero relativo agli Air
marshal.
Compito dei Tiger
Quale reazione a questi eventi, il
21 settembre 1970 il Consiglio
federale decise di impiegare del
personale di sicurezza sugli aerei
svizzeri nell’aviazione civile. La polizia
cantonale di Zurigo elaborò un corso
di formazione. Oggi il reclutamento,
l’istruzione e l’impiego dei Tiger sono
assicurati da fedpol, il quale di occupa
anche di definire e adeguare costantemente gli impieghi, sulla base di
un’analisi dei rischi e delle minacce.
La vigilanza sui Tiger compete all’Ufficio federale dell’aviazione civile,
che ne disciplina anche il finanziamento. La sicurezza nel traffico aereo
internazionale non compete però solo
ai singoli Paesi: il quadro legale per
l’impiego dei Tiger non è costituito
solamente dalla legge federale sulla
navigazione aerea e dalla relativa
ordinanza, ma anche da diverse
Formazione tattica in un simulatore
Forum D. | Dossier
Il compito dei Tiger consiste
nel sorvegliare il comportamento dei passeggeri
nonché evitare atti illeciti
e attacchi a bordo, che
potrebbero mettere in pericolo la sicurezza dei passeggeri e dell’aereo.
convenzioni e accordi. Il compito dei
Tiger consiste nel sorvegliare il comportamento dei passeggeri nonché
evitare atti illeciti e attacchi a bordo,
che potrebbero mettere in pericolo la
sicurezza dei passeggeri e dell’aereo.
Come si diventa Tiger?
I Tiger sono reclutati nel sistema di
milizia. Possono candidarsi i membri
del Cgcf, dei corpi di polizia cantonali
e cittadini nonché della Sicurezza
militare. Queste persone devono
vantare un’esperienza professionale
pluriennale, avere una resistenza
psico-fisica superiore alla media e
disporre di buone capacità di osservazione e concentrazione. Ovviamente
devono saper usare molto bene le
armi da fuoco. Ulteriori requisiti
sono la conoscenza del tedesco o del
francese nonché buone conoscenze
dell’inglese. I candidati seguono una
formazione speciale di più settimane
molto impegnativa, superata la quale
vengono impiegati quali Tiger per
un periodo di tempo limitato. La
formazione comprende, tra l’altro,
tiro, combattimento ravvicinato,
intervento, tattica, psicologia e temi
specifici all’aviazione.
Dagli attentati terroristici dell’11
settembre 2001 al World Trade Center di New York e al Pentagono
di Washington D.C., la sicurezza
nell’aviazione ha acquistato ancora
più importanza, ripercuotendosi
anche sulla formazione dei Tiger.
I corsi sono infatti più lunghi e comprendono nuove materie.
Cgcf: un partner richiesto
Il Cgcf è un partner importante
all’interno del programma relativo
ai Tiger, in quanto i suoi membri
svolgono gran parte degli impieghi.
Anche gli istruttori e i Tiger ad hoc,
ovvero le forze d’impiego disponibili
a breve termine, provengono dal
Cgcf.
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Intervista al Tiger M. G., 37 anni,
guardia di confine dal 2003, sposato
e padre di due bambini in età scolastica.
Qual è la sua motivazione
per lavorare come Tiger?
Gli impieghi internazionali mi hanno
sempre interessato. Ciò che mi ha
più motivato sono stati gli eventi
dell’11 settembre 2001. Immagino
che tutti avranno pensato «Grazie
a Dio non ero su quell’aereo». Io
stesso mi sono chiesto come avrei
reagito se mi fossi trovato lì come
passeggero e se avessi avuto la possibilità di intervenire. Cosa sarebbe
successo se…? Una domanda
difficile. Per me è molto importante
poter fornire un contributo alla
sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio.
Quanto è pericoloso
l’impiego come Tiger?
I Tiger sono attivi nella prevenzione
delle minacce e del terrorismo
nonché nella lotta al terrorismo
stesso. Ovviamente questi impieghi
sono sempre legati a dei rischi. Così
come anche la professione di guardia di confine. Non si sa mai cosa
può accadere, una situazione può
cambiare da un momento all’altro.
Ma accettiamo questi rischi. È il
nostro lavoro, quello che ho scelto
e per il quale sono stato formato ed
equipaggiato.
Quali sono le differenze a
livello di impiego tra Tiger
e guardia di confine?
La situazione a bordo di un aereo è
completamente diversa da quella a
terra. A terra abbiamo più spazio per
muoverci e la possibilità, eventualmente, di allontanare le persone
non coinvolte e di chiedere rinforzi.
Quando ci si trova a 11 000 metri di
altezza, ciò non è possibile. E anche
i dirottatori hanno una motivazione
e un’organizzazione diversa. Per
affrontare una simile situazione è
necessario aver seguito un’apposita
formazione speciale.
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Forum D. | Dossier
Affari internazionali
La Svizzera è ancora conforme
a Schengen?
Gli Stati membri di Schengen sono sottoposti a regolari valutazioni allo scopo di garantire la corretta attuazione e applicazione della normativa Schengen nella rispettiva area, che include 26 Paesi e circa 455 milioni di
persone. Nel 2014 sarà il turno della Svizzera. Il Cgcf è pronto all’appuntamento. Di Rodolfo Contin, sostituto
del capo dei Servizi di Stato maggiore del Comando del Cgcf
La prima – e unica –
valutazione
della Svizzera risale
all’estate del 2008 e
all’inizio del 2009. Si
trattava quasi di un
esame di ammissione
per verificare se il nostro
Paese applica la normativa Schengen in modo
corretto. Nel 2014,
Rodolfo Contin
sotto la presidenza
greca dell’UE, la Svizzera
sarà valutata di nuovo. I preparativi a
livello nazionale sono già stati avviati
nella prima metà del 2013 sotto il
coordinamento dell’Ufficio federale
Una delle principali differenze rispetto al meccanismo di valutazione attuale è
che in futuro saranno possibili visite sul posto senza
preavviso nonché la valutazione delle frontiere interne.
Inoltre verrà rafforzato il
ruolo di coordinamento
della Commissione.
di giustizia e in collaborazione con
la Direzione degli affari europei (ex
Ufficio dell’integrazione). Il Cgcf ha
partecipato a tutti
i gruppi di lavoro importanti.
Svolgimento della valutazione
La prima parte della valutazione
consiste in un questionario di circa
200 domande, che coprono integralmente l’acquis di Schengen. Nella
seconda parte si svolgono visite sul
posto nei seguenti settori: cooperazione di polizia transfrontaliera, protezione dei dati, rilascio dei visti, controlli
presso le frontiere aeree (aeroporti) e
funzionamento del sistema d’informazione Schengen (SIS II, SIRENE).
I risultati, indicati in una relazione
di valutazione corredata delle opportune raccomandazioni, vengono poi
discussi in seno al competente gruppo
di lavoro del Consiglio a Bruxelles. La
valutazione termina con l’adozione del
progetto di conclusioni da parte del
Consiglio dell’UE. La corretta attuazione delle raccomandazioni è seguita
dal gruppo di lavoro SCHEVAL del
Consiglio a Bruxelles.
Valutazione 2014
Nel 2014 visiteranno la Svizzera i
cinque gruppi di esperti sottoelencati,
composti da specialisti di diversi Stati
membri e da rappresentanti della
Commissione.
1. C
ooperazione di polizia
transfrontaliera
fine marzo 2014
2. P rotezione dei dati
metà maggio 2014
3. R
ilascio dei visti
fine maggio 2014
4. C
ontrolli presso le frontiere aeree
(aeroporti)
fine giugno 2014
5. SIS/SIRENE
inizio luglio 2014
Già nel 2008 e 2009 la Svizzera è stata sottoposta a una valutazione.
Forum D. | Dossier
Il Cgcf è direttamente interessato dai
gruppi 1, 4 e 5 e sarà sottoposto a
controlli sul posto. L’attenzione verterà
soprattutto sulle frontiere esterne.
L’attuale fase di pianificazione prevede
verifiche delle frontiere aeree presso gli
aeroporti di Ginevra, Berna e Zurigo.
Gli esperti controllano se le prescrizioni
del codice frontiere Schengen sono
adeguatamente applicate. Oggetto
delle ispezioni sono, tra l’altro, l’infrastruttura, l’equipaggiamento, le verifiche in prima e seconda linea, il rilascio
di visti eccezionali, il rilevamento delle
impronte digitali, i controlli dei dati
biometrici, la consultazione delle banche dati (SIS II, sistema di informazione
visti ecc.), le conoscenze del personale
in materia di falsificazione di documenti, l’aviazione generale, il transito
aeroportuale riservato ai membri di
equipaggio e ai VIP.
Guardie di confine svizzere
come esperti nella valutazione
di Schengen
Negli ultimi cinque anni, sei guardie di
confine (capiposto e ufficiali d’impiego) hanno seguito la formazione
di «air border» presso Frontex. Ciò
ha permesso loro di partecipare a
valutazioni in diversi Paesi europei;
ora possono avvalersi dell’esperienza
acquisita in occasione della valutazione del 2014.
Nuova procedura
di valutazione dal 2015
Nel 2014 la Svizzera sarà ancora valutata in base al meccanismo esistente.
Tuttavia Bruxelles sta lavorando da
tempo per riformarlo. Il corrispondente regolamento sarà notificato alla
Svizzera sotto forma di sviluppo delle
disposizioni dell’acquis di Schengen
ed entrerà in vigore al più presto nel
2015. Una delle principali differenze
rispetto al meccanismo di valutazione
attuale è che in futuro saranno possibili visite sul posto senza preavviso
nonché la valutazione delle frontiere
interne. Inoltre verrà rafforzato il ruolo
di coordinamento della Commissione.
Infine, in presenza di carenze gravi
degli Stati membri, il Consiglio dell’UE
può raccomandare il ripristino temporaneo dei controlli delle persone alle
frontiere interne.
Il Cgcf è pronto
I controlli delle frontiere esterne, che
rappresentano nel contempo i controlli
9
d’entrata in tutta l’Europa, sono
rilevanti anche per la Svizzera. Il Cgcf
è stato coinvolto da subito nell’attuazione della normativa Schengen sul
territorio nazionale. Grazie alle esperienze raccolte negli ultimi cinque anni
e ai proficui preparativi con le autorità
partner interessate, il Cgcf giunge
pronto all’appuntamento.
Corso di e-learning relativo
a Schengen
Nel 2008, in vista della prima valutazione, il Cgcf ha messo a punto
un corso di formazione a distanza
su Schengen in collaborazione con
le polizie cantonali di Zurigo e Ginevra. A suo tempo gli esperti hanno
accolto con favore questo progetto,
tanto che è stato raccomandato ad
altri Paesi nell’ambito delle migliori
prassi. In previsione della nuova e
imminente valutazione, insieme alle
autorità partner è stato realizzato
un corso analogo, che viene messo
a disposizione delle guardie di
confine nella piattaforma «Learning
Management System» dell’AFD
www.lmsezv.admin.ch
10
Forum D. | Dossier
Imposta sugli oli minerali
Carburanti biogeni: la richiesta di rifiuti
aumenterà notevolmente
Dal 2008 la Confederazione promuove i carburanti provenienti da materie prime rinnovabili (carburanti
biogeni). A tal fine, questi carburanti sono (in parte) esenti dall’imposta sugli oli minerali, sempre che
soddisfino determinate esigenze minime dal punto di vista ecologico e sociale. Quali sono stati gli effetti
di questa ecologizzazione dell’imposta sugli oli minerali? Forum D. lo ha chiesto a Reto Stroh, specialista
della sezione Imposta sugli oli minerali.
approvvigionamento
energetico e protezione ambientale
riveste un ruolo
fondamentale. Il
Consiglio federale
ritiene che per
quanto riguarda la
biomassa sia necessario ricorrere in
modo conseguente
all’«utilizzazione a
cascata»: occorre
utilizzare la biomassa
dapprima per scopi
alimentari e foraggeri, quindi solo in
Reto Stroh è uno specialista dell’AFD in materia di carburanti biogeni.
seguito per scopi
Egli ritiene che nei prossimi anni la richiesta di rifiuti per la produzione di
energetici. A ciò si
carburanti biogeni aumenterà notevolmente.
aggiunge il fatto
che il legislatore
ha
formulato
in
modo
molto restritSignor Stroh, come si è evoluto
tivo le esigenze minime relative alle
il mercato dei carburanti biogeni
agevolazioni fiscali e molti carburanti
in Svizzera dal 2008?
biogeni non riescono a soddisfare
Dal punto di vista quantitativo la
tali esigenze. Dato che i carburanti
vendita dei carburanti biogeni è
biogeni prodotti a partire da rifiuti
aumentata solo leggermente. Questa
e secondo lo stato della tecnica non
crescita non corrisponde affatto a
devono rispettare le esigenze minime
quanto era stato previsto prima della
dal punto di vista ecologico, dal 2008
modifica del diritto in materia di oli
in Svizzera vengono impiegati unicaminerali. Soprattutto l’importazione
mente questi generi di carburanti, i
di carburanti biogeni ha subito un
quali sembrano corrispondere ai valori
forte aumento, infatti oggi circa due
di società e politica.
terzi di questi carburanti provengono
dall’estero.
Concretamente, quali sono
le quantità di carburanti biogeni
Per quale motivo le quantità
previste non sono state raggiunte? vendute? Qual è la loro percentuale rispetto alle vendite
Vi sono diversi motivi. Dal 2008 l’atcomplessive?
teggiamento nei confronti dei carbuRispetto ad altri Paesi, la vendita di
ranti biogeni è radicalmente cambiato
carburanti biogeni in Svizzera è molto
in Svizzera: consumatori e politici
bassa. Ciò soprattutto perché la
sono sempre più critici. Il conflitto
Svizzera – contrariamente all’UE – ha
di obiettivi tra sicurezza alimentare,
consapevolmente deciso di non fissare
nella legge una quota di carburanti
biogeni rispetto al consumo complessivo e di non definire l’obbligo
di aggiungere carburanti biogeni ai
carburanti fossili. Nel 2012 in Svizzera
sono stati venduti circa 4,6 milioni
di litri di bioetanolo a oltre 180 stazioni di rifornimento. Ciò corrisponde
a quasi l’1,2 per mille delle vendite
annue complessive di benzina. Per
quanto riguarda il biodiesel, nello
stesso anno ne sono stati venduti
circa 12,4 milioni di litri, ovvero il
4,1 per mille dello smercio complessivo di olio diesel. La situazione è
diversa per il biogas impiegato quale
carburante per auto: nel 2012 la
produzione svizzera è stata di circa
7 milioni di chilogrammi. Il biogas
viene immesso nella rete svizzera di
gas naturale o raffinato per ottenere
un carburante di qualità da consegnare direttamente ai distributori
di biogas. Il biogas impiegato come
carburante corrisponde a circa il
37 per cento del gas naturale venduto
in Svizzera come carburante.
Quante domande di esenzione
dall’imposta sugli oli minerali
sono state accolte finora? Per
quali carburanti?
Dal 2008 abbiamo accolto circa
120 domande. Si tratta esclusivamente di carburanti biogeni ottenuti
da rifiuti e residui di produzione.
Attualmente in Svizzera vengono
impiegati biogas, biodiesel, bioetanolo
nonché oli e grassi vegetali e animali.
I carburanti biogeni senza agevolazione fiscale non hanno attualmente
alcuna possibilità sul mercato del
settore dei trasporti.
Forum D. | Dossier
Rispetto ad altri Paesi,
la vendita di carburanti
biogeni in Svizzera è
molto bassa.
In che modo l’AFD controlla il
rispetto delle esigenze minime dal
punto di vista ecologico e sociale?
Negli stabilimenti di fabbricazione
svizzeri possiamo svolgere in ogni
momento dei controlli aziendali. Per
quanto riguarda il carburante impor-
tato, in caso di sospetto possiamo
presentare una domanda di assistenza
amministrativa all’autorità doganale
estera, chiedendo, tra l’altro, di verificare la provenienza.
Qual è, secondo Lei, il futuro
dei carburanti biogeni?
Finché non vi saranno importanti
progressi tecnologici, i carburanti
biogeni continueranno a svolgere un
ruolo secondario nell’ambito della
politica ambientale ed energetica.
Se la Svizzera continua a puntare
11
esclusivamente sui carburanti ottenuti
dai rifiuti, le quantità di carburanti
biogeni saranno minime anche in
futuro. Inoltre, il potenziale indigeno
è ridotto. Nel frattempo anche l’UE
punta sui carburanti prodotti a partire
da rifiuti. Si prevede quindi un forte
aumento della richiesta di rifiuti per
la fabbricazione di questi carburanti.
E ciò comporta anche un maggiore
rischio di abuso (p. es. mediante la
miscelazione di oli vegetali nuovi con
oli vegetali usati).
Vendita di carburanti biogeni nel settore dei trasporti, 2009–2012
14.0
12.0
10.0
8.0
6.0
4.0
2.0
0.0
2009
2010
2011
2012
Bioetanolo (in mio. di l a 15°C)
Oli vegetali/oli usati (in mio. di l a 15°C)
Biodiesel (in mio. di l a 15°C)
Biogas (in mio. di kg)
Rapporto tra carburanti biogeni e carburanti fossili, 2009–2012 (in per mille)
2009
2010
2011
2012
Bioetanolo (benzina)
0,3
0,8
0,9
1,2
Biodiesel (olio diesel)
2,7
3,3
3,6
4,1
Oli vegetali/oli usati (olio diesel)
0,3
0,3
0,2
0,2
235,3
276,1
345,9
369,0
Biogas (gas naturale)
12
Forum D. | Dossier
Imposta sulla birra
Per avere successo una birra svizzera deve
distinguersi dalla massa
Vendite stagnanti di birra svizzera, creazione di piccole birrerie innovative, nuovi tipi di birre per le donne,
più possibilità sul mercato per birre speciali e regionali. A colloquio con Forum D., Patrick Richner della
sezione Imposizione del tabacco e della birra della DGD parla di queste e di altre nuove tendenze sul
mercato svizzero della birra.
wp. Quali cambiamenti ha
comportato l’entrata in vigore
della nuova legge sull’imposizione
della birra (LIB) a metà 2007?
Con la nuova LIB è stata, tra l’altro,
completamente rielaborata la tariffa
d’imposta. Da allora l’imposta viene
calcolata in funzione del tenore alcolico della birra (gradi Plato), sulla base
del tenore di mosto iniziale. Nell’UE
l’imposizione avviene sulla base del
tenore di mosto iniziale o del tenore
alcolico. In Sivzzera, la determinazione
del tenore alcolico avrebbe comportato
un investimento tecnico sproporzionato per le piccole birrerie. Nell’ambito
della rielaborazione della legge si è
tenuto conto di tutto ciò. Il tenore di
mosto iniziale è facilmente determinabile mediante il densimetro per la birra.
Questo sistema è applicato anche dai
nostri vicini diretti (Germania, Austria e
Italia) nonché dalla maggior parte dei
Paesi membri dell’UE.
In che misura le piccole birrerie
hanno beneficiato della nuova
LIB?
Con la nuova LIB è stata introdotta
l’imposta di fabbricazione a canone.
Patrick Richner
Le birrerie con una produzione annua
inferiore a 55 000 ettolitri beneficiano
da allora di una riduzione dell’imposta
fino al 40 per cento. Ciò riguarda circa
il 98 per cento di tutte le birrerie indigene. Negli ultimi anni il numero di
queste ultime è notevolmente aumentato. A fine 2012 ne risultavano 385.
Le birrerie create di recente sono tutte
regionali e di piccole dimensioni. L’imposta di fabbricazione a canone ha
avuto sicuramente un effetto positivo
su tale sviluppo. Per garantire la parità
di trattamento, questa riduzione
dell’imposta vale anche per la birra
importata da piccole birrerie estere. La
deduzione avviene nella procedura di
rimborso.
Cifre del mercato svizzero della birra
Anno
Vendite in Svizzera
(in 1 000 hl)
Importazioni
(in 1 000 hl)
Entrate dell’imposta
(in mio. di fr.)
Birrerie registrate
2000
3 541
576
94,778
81
2005
3 416
715
102,002
154
2010
3 538
987
112,014
322
2011
3 546
1 033
112,647
345
2012
3 514
1 060
113,425
385
Forum D. | Dossier
Ha constatato altri effetti?
No, la LIB è una legge puramente tributaria, in quanto l’imposta sulla birra
è una cosiddetta imposta di consumo
particolare. Le entrate confluiscono
nella cassa generale della Confederazione. Nel 2012 tali entrate ammontavano a 113,4 milioni di franchi. Per
ogni birra alla spina l’imposta è di
7,5 centesimi. Questa legge non
prevede effetti d’incentivazione
immediati.
dall’estero viene affrontato in maniera
differente dalle birrerie nostrane. Da
diverso tempo le grandi birrerie svizzere importano e commerciano anche
birra estera. Per contro, negli ultimi
anni alcune birrerie hanno dovuto
chiudere i battenti. Appartenenza
regionale, mantenimento delle tradizioni, nuovi prodotti innovativi nonché
buone strategie di marketing sono di
importanza vitale per le birrerie.
Cosa serve alle nuove birrerie
per avere successo?
Per riuscire a imporsi sul mercato una
buona birra svizzera deve distinguersi
dalla massa. Ciò può dipendere dal
processo di fabbricazione o dalle
materie prime impiegate. Un forte
senso di appartenenza regionale agevola l’ingresso nel mercato.
Come valuta il mercato svizzero
della birra?
Le birrerie svizzere agiscono in un
contesto di mercato impegnativo.
Negli ultimi dieci anni il consumo
complessivo è aumentato in modo
lineare rispetto all’aumento della
popolazione, ovvero da 4 a 4,5 milioni
di ettolitri all’anno. Le birrerie indigene non hanno tuttavia beneficiato
dell’aumento di consumo. Da oltre
dieci anni le vendite di birra fabbricata
nel nostro Paese sono ferme a 3,5
milioni di ettolitri all’anno. Soprattutto le birre estere importate hanno
aumentato notevolmente le loro
vendite da diversi anni (2012: 1,06
mio. hl), ampliando di continuo la loro
quota nel mercato complessivo. Il consumo pro capite è di 57 litri all’anno.
Nel confronto europeo la Svizzera si
posiziona così nella parte inferiore
della graduatoria. Il fatto che la birra
svizzera debba confrontarsi con
una forte concorrenza proveniente
Quali sono le informazioni più
richieste in merito all’imposta
sulla birra?
Soprattutto quelle relative alla fabbricazione. La birra fabbricata da privati
in impianti ed economie domestiche propri ed esclusivamente per il
consumo personale è esente dall’imposta. La quantità è tuttavia limitata
a 400 litri per anno civile (800 litri per
stabilimenti di fabbricazione su base
associativa). Le quantità eccedenti
questo limite oppure vendute o fornite a terzi sono soggette all’imposta.
Con l’introduzione della LIB è stato
soppresso il consumo personale per le
birrerie operanti a scopo commerciale.
La birra che esce dallo stabilimento di
fabbricazione o che viene consumata
all’interno della birreria è assoggettata
all’imposta. Le birrerie devono annunciarsi presso la DGD per l’iscrizione
nel registro dei fabbricanti di birra.
La fabbricazione di birra non è legata
a nessun obbligo di autorizzazione,
ma la vendita di bevande alcoliche sì.
Inoltre occorre rispettare le disposizioni della legislazione sulle derrate
alimentari.
Quali tendenze si delineano
sul mercato della birra?
La birra è considerata una bevanda
popolare e con la sua lunga storia e
tradizione appartiene alla nostra vita
quotidiana. In Svizzera si consuma
13
Per riuscire a imporsi sul
mercato una buona birra
svizzera deve distinguersi
dalla massa. Ciò può dipendere dal processo di fabbricazione o dalle materie
prime impiegate.
soprattutto la birra normale (Lager).
Questa birra a fermentazione bassa e
con poco luppolo domina nettamente
il mercato. Dalla recente evoluzione
sul mercato emerge comunque che
i consumatori scelgono spesso birre
speciali o prodotte nella propria
regione. Si trovano anche nuovi
prodotti particolarmente graditi alle
donne, ad esempio la birra fabbricata
sulla base di riso, miscele di bevande
basate sulla birra e aromatizzate
alla frutta nonché le birre leggere,
apprezzate anche dagli sportivi.
Occorre ricordare anche la tendenza
svizzera della birra «Craft», che
significa «produzione artigianale». Lo
scopo non è produrre grandi quantità,
bensì sviluppare sempre nuovi gusti
in contraddizione alla birra prodotta
industrialmente. I gusti personali del
mastro birraio determinano il prodotto finale. Si tratta, ad esempio,
di birre «Ale» prodotte con lievito a
fermentazione alta, di birre stagionali
più forti e create appositamente per
eventi speciali nonché di numerose
birre aromatizzate. Inoltre, nel periodo
estivo si consuma volentieri la birra di
frumento.
Qual è la situazione delle
esportazioni?
Le esportazioni registrano solo un
lieve incremento (2012: 79 000 hl). Il
mercato europeo della birra è saturo e
si trova in una fase di consolidamento.
Come mercati di crescita rimangono la regione Asia-Pacifico, i Paesi
dell’America latina e quelli africani.
Quasi il 50 per cento della quota del
mercato mondiale della birra appartiene ai quattro maggiori produttori. I
prodotti di qualità e innovativi hanno
comunque sempre buone possibilità
di ritagliarsi un loro spazio.
14
Forum D. | Dossier
Commercio esterno
In 62 anni i Paesi verso cui esportiamo
sono aumentati da 109 a 234
Da molti anni la Svizzera si è affermata nel commercio internazionale ed è uno tra i Paesi più concorrenziali
del mondo. La statistica del commercio esterno dell’AFD evidenzia al meglio il successo della piazza economica svizzera. Le cifre illustrano la globalizzazione del commercio negli ultimi decenni. Inoltre, gli accordi di
libero scambio permettono alle ditte svizzere di accedere a nuovi mercati di sbocco.
wp. Per la Svizzera il commercio
esterno è di importanza vitale. In
quanto economia con poche risorse
naturali e un piccolo mercato nazionale, il nostro Paese ha da sempre
cercato il successo all’estero. Oggi
esso guadagna un franco su due
all’estero, assicurando così il benessere all’interno del Paese, nonostante
la crisi economica in molti Stati
acquirenti importanti. Concludendo
nuovi accordi di libero scambio (ALS)
la diplomazia economica svizzera
provvede a migliorare le opportunità
di sbocco a livello internazionale per
le ditte svizzere. In questo modo si
diversifica anche il mercato dell’esportazione e si riduce l’accumulo di
rischio nel commercio esterno.
Netta diminuzione degli oneri
doganali
Uno sguardo alla statistica del
commercio esterno mostra come la
Svizzera riesca ad affermarsi nella
concorrenza internazionale. Il semplice
fatto che le entrate doganali annuali si
attestino sul miliardo di franchi
testimonia che il commercio e le
importazioni di merci sono costante-
mente aumentati. L’onere doganale
medio della Svizzera è diminuito
dall’8,5 per cento nel 1970 all’odierno
0,6 per cento. Il nostro Paese conclude sempre nuovi ALS, allo scopo
di ridurre ancora dazi e altri ostacoli
al commercio. Basti pensare che nel
1990 gli ALS erano soltanto due,
mentre a fine 2013 saranno ben 26.
Importiamo soprattutto dalla
Germania
Dopo la Seconda guerra mondiale,
la Svizzera importava merci da
111 Paesi per un valore di circa
Forum D. | Dossier
L’onere doganale medio
della Svizzera è diminuito
dall’8,5 per cento nel 1970
all’odierno 0,6 per cento.
4,5 miliardi di franchi (quantità:
8,6 mia. di kg). A suo tempo le
maggiori importazioni provenivano da
Stati Uniti, Francia, Germania, Regno
Unito e Italia, mentre oggi la Germania è in cima alla classifica, seguita
da Italia, Francia, Stati Uniti e Cina.
Storicamente, il deficit commerciale
più alto della Svizzera è quello con la
Germania. Infatti nel 2012 abbiamo
importato dai nostri vicini tedeschi
merci per circa 13 miliardi di franchi
in più di quelle esportate. Vi sono
comunque anche Paesi da cui la Svizzera l’anno scorso non ha importato
nulla, ad esempio Isola di Natale,
Tokelau, Isole Marshall, Isola Norfolk
o Sudan del Sud. Nel ranking internazionale la Svizzera si posiziona al
24° posto per quanto riguarda le
importazioni (1990: 13° posto). Altri
Paesi hanno quindi incrementato le
loro importazioni. Oggi acquistiamo
merci da 233 Stati per un valore
di circa 185 miliardi di franchi (quantità: 51 mia. di kg). Ciò significa che
il valore attuale delle nostre importazioni supera di 40 volte quello di
62 anni fa. Nello stesso periodo di
tempo, il volume delle importazioni
è aumentato «solo» di sei volte.
In termini di valore, tra le importazioni
spiccano le merci della voce di tariffa
8802.4000: «aeroplani e altri veicoli
aerei, di peso a vuoto eccedente
15 000 kg». Tra il 1991 e il 2012 sono
state importate 20 volte merci di un
valore superiore a 134,5 milioni di
franchi (valore record: 2,2 mia. di fr.).
Esportiamo soprattutto verso
la Germania
Anche nell’ambito delle esportazioni
la Svizzera ha registrato un netto
aumento dal 1950. Da allora i Paesi
verso cui esportiamo sono aumentati
da 109 a 234. Il valore delle esportazioni è aumentato di 53 volte: da
4 a 212 miliardi di franchi. In termini
quantitativi le esportazioni sono passate da 600 milioni di chilogrammi a
oltre 17 miliardi. Un tempo i principali
mercati di sbocco erano Stati Uniti,
Italia, Germania, Francia e Belgio/
Lussemburgo. Oggi invece sono
Germania, Stati Uniti, Italia, Francia e
Regno Unito. La maggiore eccedenza
commerciale si registra ora con gli
Stati Uniti (2012: +13 mia. di fr.).
Sarà interessante osservare gli sviluppi
causati da un eventuale ALS tra Stati
Uniti e UE. Analogamente alle importazioni, la Svizzera ha perso terreno
anche nelle esportazioni: mentre nel
1990 occupavamo il 13° posto, oggi
siamo scesi al 25°. Ciò testimonia che
sempre più Paesi competono nel
commercio internazionale in modo
sempre più agguerrito.
15
Il fatto che per la Svizzera il commercio esterno sia più importante che
mai è desumibile dal confronto tra la
quota di valore delle merci esportate e
le merci prodotte nel Paese (prodotto
interno lordo, PIL). Dal 1990, la quota
delle esportazioni è aumentata dal
24 al 34 per cento. Tra le esportazioni si distingue la voce di tariffa
3004.9000 «altri medicamenti».
Tra il 2000 e il 2012, di questa voce
di tariffa sono state esportate
13 volte merci per un valore superiore
a 166 milioni di franchi (valore record:
2,2 mia. di fr.).
Nuovi partner commerciali
Lo spostamento del baricentro
economico mondiale si evince dall’ascesa dei cosiddetti «Paesi BRICS»,
ovvero Brasile, Russia, India, Cina e
Sudafrica. I Paesi emergenti diventano partner commerciali sempre più
importanti, anche per la Svizzera. Dal
2000 le esportazioni verso questi
Stati sono aumentate in media
dell’11,4 per cento all’anno, mentre
le importazioni del 10,4 per cento.
Entro fine 2014, gli ALS conclusi
dalla Svizzera saranno circa 30. In tal
modo si creano i presupposti affinché
il commercio esterno, d’importanza
così cruciale per il nostro Paese, possa
prosperare anche in futuro.
16
Forum D. | Dossier
Origine
Solo una posizione corretta porta
al successo
Nel calcio come nell’ambito dell’origine delle merci la scelta del campo giusto è decisiva. Inoltre bisogna
padroneggiare il gioco delle posizioni se non si vuole perdere. Nel presente articolo Kathrin Sönser e
Stefan Meinigg della sezione Origine e tessili della DGD spiegano in che modo le imprese possono avere
successo e cosa devono tra l’altro osservare per poter beneficiare di preferenze tariffarie.
Se una squadra di calcio si reca sul
campo sbagliato per giocare una
partita fuori casa, di regola perde
per forfait. Allo stesso modo, anche
un esportatore che per la valutazione dell’origine si trova nel campo
sbagliato (ovvero applica l’accordo di
libero scambio sbagliato) non può che
perdere. Se i giocatori, per esempio i
difensori, occupano le posizioni sbagliate, la squadra rischia di incassare
molte reti e perdere la partita. Anche
nell’ambito dell’origine le posizioni
corrette (ovvero le voci del SA e le
relative voci di tariffa) sono determinanti.
Questi due principi sono fondamentali, come dimostra l’esempio
seguente.
Trovare la giusta posizione
Un’impresa svizzera intende esportare bevande o materie prime per
bevande. Per poter valutare se i propri
prodotti sono sufficientemente lavorati al fine di essere considerati merce
originaria e poter così beneficiare di
un’agevolazione tariffaria nel Paese di
destinazione, l’impresa deve conoscerne la classificazione tariffale. Solo
grazie alla posizione esatta è possibile
determinare la regola della lista corretta. Le bevande non alcoliche o le
materie prime per bevande sono nella
maggior parte delle volte classificate,
a seconda della composizione, alle
voci di tariffa 2009, 2106 o 2202.
Nell’accordo con l’UE le regole della
lista per le voci di tariffa 2009 e 2106
prevedono quanto segue:
2009 (succhi di frutta)
Cambiamento di voce e valore dei
materiali del capitolo 17 (zucchero) non
superiore al 30 %
2106 (altre preparazioni alimentari)
Cambiamento di voce e valore dei
materiali del capitolo 17 (zucchero) non
superiore al 30 %
Benché le regole della lista per queste due voci siano uguali, la corretta
classificazione tariffale è determinante.
Per fabbricare una merce della voce
di tariffa 2106 è possibile usare quale
materiale di partenza un succo di mele
della voce 2009 (cambiamento di posizione 2009 > 2106). Per contro, in caso
di miscugli di succhi di frutta della voce
di tariffa 2009 non è possibile impiegare un succo di mele della voce 2009,
in quanto non vi è alcun cambiamento
di posizione (2009 > 2009). Affinché
vi sia un cambiamento di posizione,
bisognerebbe, per esempio, impiegare
quale materiale delle mele non lavorate della voce 0808. La scelta di una
posizione sbagliata potrebbe dunque
comportare una sconfitta evitabile.
Le regole della lista per la voce di tariffa
2002 prevedono quanto segue:
2202 (acque con aggiunta di zuccheri
o di altri dolcificanti o aromatizzate,
e altre bevande non alcoliche, esclusi
i succhi di frutta o di ortaggi o legumi
della voce 2009)
Cambiamento di voce e valore dei
materiali del capitolo 17 (zucchero)
non superiore al 30 % e tutti i succhi
di frutta impiegati (esclusi i succhi di
ananas, limone, limetta e pompelmo)
devono essere originari
In questo caso la regola della lista è
ancora diversa e se viene applicata per
errore porta inevitabilmente a delle
conclusioni sbagliate in occasione
della determinazione dell’origine.
Nell’accordo di libero scambio e di
partenariato economico tra la Svizzera
e il Giappone le regole della lista sono
completamente diverse:
2009.90 (miscugli di succhi di frutta)
Cambiamento di voce a livello di capitolo e valore dei materiali non superiore
al 60 %
2106
Cambiamento di voce a livello di capitolo e valore dei materiali non superiore
al 45 %
2202
Cambiamento di voce e valore dei
materiali non superiore al 55 %
È evidente che anche l’accordo con
il Giappone prevede regole differenti
per le diverse bevande. Solo una corretta classificazione tariffale consente
di applicare le regole della lista esatte
e permette dunque una valutazione
corretta dell’origine. In altre parole:
solo una corretta posizione conduce
al successo.
Regole diverse
L’impresa esegue una valutazione
dell’origine sulla base dell’accordo di
libero scambio con l’UE e giunge alla
conclusione che i prodotti da essa
fabbricati non sono merce originaria
ai sensi di questo accordo, dato che
il valore dello zucchero greggio sudamericano impiegato supera il
Forum D. | Dossier
Anche nell’ambito
dell’origine le posizioni
corrette (ovvero le voci
del SA e le relative voci di
tariffa) sono determinanti.
30 per cento. Sarebbe tuttavia sbagliato supporre che all’esportazione
verso il Giappone la situazione sia
la stessa. La situazione deve infatti
essere nuovamente valutata sulla base
delle regole della lista del relativo
Zucchero
Nelle regole della lista si parla di
materiali del capitolo 17. Oltre al
comune zucchero cristallizzato
(saccarosio), vi sono classificati
anche altri zuccheri impiegati nelle
bevande, come il fruttosio. Non
rientrano nel capitolo 17 i dolcificanti artificiali, l’erba dolcificante
(Stevia) o il miele.
Ciò significa che non solo la classificazione tariffale del prodotto
fabbricato deve essere corretta,
ma anche quella del materiale di
partenza.
accordo. Scegliendo l’accordo di
libero scambio sbagliato, l’impresa
perde la partita per forfait.
Regole della lista: per materiali
non originari
Occorre tener presente che le regole
della lista si riferiscono sempre e solo
ai materiali non originari. Ciò significa, per esempio, che all’esportazione
verso l’UE un materiale originario
dell’UE non deve adempiere le regole
della lista (ovvero può essere trattato
17
come un materiale originario svizzero
= cumulo bilaterale). Per rimanere al
confronto con il calcio: il calciatore
straniero è trattato come un calciatore svizzero. Se, per contro, la stessa
merce è esportata per esempio in
Giappone, il materiale dell’UE è considerato come merce non originaria
e deve adempiere le regole della lista
(dato che nel quadro dell’accordo con
il Giappone non è possibile il cumulo
con merci originarie dell’UE).
Cosa significa «cambiamento di posizione»?
Con filati della voce di tariffa 5403 vengono fabbricati in Svizzera dei calzettoni da calcio della voce 6406. Mediante la lavorazione in Svizzera, la voce
(a quattro cifre) cambia. Vi è stato un cambiamento di posizione.
Se invece i calzettoni da calcio della voce di tariffa 6406 vengono stampati
e imballati in Svizzera, rimangono classificati alla stessa voce di tariffa. Non
vi è stato un cambiamento di posizione.
La quota di valore è irrilevante. Generalmente, il cambiamento di posizione
concerne le voci a quattro cifre del SA. In particolare i nuovi accordi prevedono
però anche il cambiamento a livello di capitolo (ovvero delle prime due cifre) o
a livello di sottovoce (ovvero della voce a sei cifre). Laddove si presenta questa
situazione, vi è un apposito rimando nelle liste.
18
Forum D. | Dossier
Affari internazionali
AELS, la seconda forza del libero scambio
in Europa
L’Associazione europea di libero scambio (AELS), istituita nel 1960 per creare una zona di libero scambio,
era inizialmente composta da sette Stati membri. Oggi ne sono rimasti quattro: Svizzera, Norvegia, Islanda
e Principato del Liechtenstein. Presso il suo segretariato con sede a Ginevra lavorano anche specialisti della
dogana svizzera. Nell’intervista concessa a Forum D., il segretario generale supplente Ivo Kaufmann si
esprime sull’importanza dell’AELS e sulle possibilità di lavoro per i collaboratori dell’AFD.
wp. Quale importanza
riveste l’AELS nel commercio
internazionale?
L’AELS è stata istituita per creare una
zona di libero scambio tra gli Stati
membri. Il libero scambio rimane uno
dei suoi compiti principali benché lo
scambio di merci tra gli attuali quattro
Stati membri raggiunga appena l’uno
per cento delle loro esportazioni/
importazioni. Un’altra importante
attività assunta negli anni Novanta
è la gestione dello Spazio economico europeo (SEE), che copre quasi
due terzi del traffico delle merci di
Islanda, Norvegia e Liechtenstein.
Sempre dagli anni Novanta l’AELS
pratica una politica attiva in materia
di libero scambio con i partner al di
fuori dell’UE. Gli Stati membri non
sono tuttavia obbligati a negoziare e
concludere congiuntamente questi
«accordi con Paesi terzi». A parte
qualche eccezione (in particolare Cina
e Giappone), l’approccio dell’AELS si è
sempre rivelato vincente. Per quanto
piccoli (14 mio. di abitanti), i quattro
Stati membri hanno una rilevanza
economica notevole, con un prodotto
nazionale lordo pressoché uguale a
quello di alcuni Stati OCSE come il
Messico (110 mio. di abitanti) o la
Corea del Sud (50 mio. di abitanti).
In termini di valore del commercio
esterno, l’AELS supera ad esempio
l’Australia o il Brasile, mentre per
quanto riguarda i servizi si piazza al
settimo posto a livello mondiale.
Quali vantaggi offre l’AELS?
A prescindere dalla funzione di area
di libero scambio, l’AELS permette ai
suoi membri di presentarsi, accanto
Cenni biografici: Ivo Kaufmann
Ivo Kaufmann, 55 anni, è cresciuto a Zofingen. Dopo gli studi in giurisprudenza, ha vissuto diversi anni in Asia. Ha ottenuto il dottorato con una tesi
di diritto economico sulla Cina. Nel 1992 è stato assunto dall’allora Ufficio
federale dell’economia esterna. In seguito ha lavorato per quattro anni
all’Ambasciata svizzera di Londra. Di ritorno alla Segreteria di Stato dell’economia, ha partecipato regolarmente ai negoziati di libero scambio dell’AELS.
Nel 2008 ha assunto la direzione della divisione Relazioni commerciali del
segretariato dell’AELS a Ginevra. Da due anni ricopre la carica di segretario
generale supplente.
Forum D. | Dossier
all’UE, come seconda forza in Europa
per la conclusione di accordi economici preferenziali. Gli Stati membri
non beneficiano solo del loro peso
economico e politico, ma anche di
importanti sinergie.
Quali sono i compiti del segretariato dell’AELS di Ginevra?
Il segretariato impiega un centinaio di
collaboratori dislocati in tre sedi: Ginevra cura le relazioni con i «Paesi terzi»,
Bruxelles quelle con lo SEE e Lussemburgo si occupa di questioni statistiche. I compiti e le competenze del
segretariato sono molto più ristretti di
quelli della Commissione europea. Il
mansionario contempla in particolare
attività di supporto, consulenza e
coordinamento tra gli Stati membri.
Il segretariato dell’AELS conta
anche collaboratori dell’AFD.
Di che cosa si occupano?
Gli specialisti doganali in servizio a
Bruxelles si occupano di relazioni con
l’UE, quelli di Ginevra di accordi di
libero scambio. Quanto a tali accordi,
si tratta soprattutto di negoziare,
applicare ed elaborare le norme in
materia di origine preferenziale, curare
la collaborazione tra autorità doganali
e gestire le agevolazioni commerciali.
Inoltre, tutti i dipendenti della «Trade
Relations Division», la divisione Rela-
Gli Stati membri beneficiano
del loro peso economico e
politico.
zioni commerciali, fungono da coordinatori per le relazioni tra AELS e Stati
partner e sono coinvolti in progetti di
cooperazione tecnica.
Ci racconta una giornata-tipo?
Prendiamo ad esempio la «Trade
Relations Division». Qui nessuna giornata è uguale all’altra. Da un canto
perché l’AELS ha intavolato negoziati
con numerosi Stati, attualmente con
Guatemala, India, Indonesia, Malaysia, Russia, Bielorussia, Kazakstan e
Vietnam. Dall’altro perché bisogna
gestire e sviluppare 25 accordi in
vigore nonché instaurare relazioni con
nuovi partner. Ciò implica, non da
ultimo, frequenti viaggi all’estero.
Che vantaggi offre a un doganiere
un’esperienza del genere?
Il segretariato dell’AELS offre la straordinaria opportunità di ampliare i propri orizzonti sia sul piano professionale
che privato. La possibilità di lavorare
in un team internazionale, il mix tra
compiti tecnici e organizzativi nonché
il contatto con i Paesi partner in tutto
il mondo sono un arricchimento che
stimola la crescita personale.
19
Cosa pensa della collaborazione
con l’AFD?
I collaboratori dell’AFD occupano da
molti anni un ruolo importante in seno
al segretariato dell’AELS: arrivano dallo
Stato AELS di maggior peso economico
e dispongono di un prezioso bagaglio
di conoscenze tecniche ed esperienze
professionali, sia che lavorino come
«officers» che come «trainees» per
brevi stage.
Quali requisiti sono richiesti
per questo impiego?
Oltre all’esperienza in ambito doganale,
per lavorare al segretariato dell’AELS
servono buone conoscenze di inglese,
disponibilità a lavorare in un gruppo
internazionale, flessibilità e spirito di
iniziativa.
Che durata hanno i contratti
di lavoro con l’AELS?
I contratti di lavoro presso l’AELS hanno
durata limitata. Quelli per gli «officers»
sono validi tre anni e possono essere
prorogati una tantum di tre anni, per un
totale quindi di sei anni al massimo. Gli
stagisti delle amministrazioni doganali
rimangono da noi sei mesi. I collaboratori con famiglia ricevono un contributo
finanziario per il ricongiungimento,
l’alloggio e la scuola. In complesso,
il «pacchetto occupazionale AELS» è
interessante anche per le famiglie.
Vi interessa un impiego presso il segretariato dell’AELS
a Ginevra?
Due volte l’anno, in primavera e in autunno, i giovani specialisti
doganali che vantano almeno tre-cinque anni di esperienza
professionale hanno la possibilità di svolgere un tirocinio di sei
mesi presso la divisione diretta da Ivo Kaufmann, mantenendo
il rapporto d’impiego con l’AFD. È una buona opportunità
per crescere professionalmente, collaborando in settori che si
occupano di dogana e origine a livello internazionale. Oltre a
perfezionarsi, questi giovani conoscono da vicino i meccanismi
e le dinamiche dell’AELS. È possibile anche candidarsi quale
«officer» con un contratto di lavoro di sei anni al massimo
(tre + tre, vedi sopra), durante i quali i collaboratori vengono
congedati dall’AFD e subordinati all’AELS, che versa loro anche
lo stipendio. Gli interessati possono contattare direttamente il
servizio Affari internazionali della DGD, competente in materia
di distaccamenti, o partecipare ai bandi pubblicati nel bollettino
dei posti vacanti.
20
Forum D. | Dossier
Affari internazionali
Lotta contro la criminalità ambientale
Da poco più di quattro anni, il perito doganale svizzero Daniel Möll è impiegato all’estero. Prima ha
lavorato due anni a Colonia, dove ha contribuito alla lotta al contrabbando e alla frode doganale presso
il «Regional Intelligence Liaison Office Western Europe (RILO WE)», e da metà 2011 è in servizio alla sede
centrale dell’Organizzazione mondiale delle dogane (OMD) a Bruxelles in qualità di «Environmental
Programme Manager», impegnandosi nella lotta contro la criminalità ambientale transfrontaliera.
la fiducia. Inoltre si
tratta di rappresentare
gli interessi dell’OMD
e della dogana all’interno di varie commissioni internazionali.
Uniti contro la criminalità ambientale: il perito doganale
svizzero Daniel Möll (secondo da destra) insieme ad altri
collaboratori dell’OMD.
L’«Environmental Programme» è uno
di sette programmi prioritari riassunti
nel settore «Compliance and Enforcement Sub Directorates» dell’OMD.
Tra questi rientrano anche: Drug
Enforcement, Security, Revenue Compliance, Intellectual Property Rights,
Health & Safety, Intelligence and
Risk Management nonché Customs
Enforcement Network. In sostanza il
mio compito consiste nel coordinare
le attività OMD nel settore ambientale
con i 179 Paesi membri dell’OMD, la
rete globale RILO e le organizzazioni
partner internazionali (tra cui il Segretariato CITES, INTERPOL e UNODC).
Oltre all’organizzazione di controlli
prioritari a livello internazionale si
tratta principalmente di sviluppare
mezzi ausiliari per i doganieri al
fronte, di sensibilizzarli all’argomento
della criminalità ambientale nonché
di istruirli al riguardo. A tale proposito io e i miei colleghi necessitiamo
del supporto delle autorità doganali
nazionali, che mettono a disposizione
Il business della criminalità ambientale
La criminalità ambientale è un affare lucrativo che si estende
in molti casi oltre
Daniel Möll sensibilizza anche i doganieri africani alla
confine, con effetti
criminalità ambientale. Qui in occasione di un workshop a
devastanti per la
Durban, in Sudafrica.
società. I rifiuti pericolosi prodotti nei Paesi
industriali e smaltiti
illegalmente
nelle
nazioni in via di
esperti o realizzano workshop. All’insviluppo
contaminano
il suolo e i corsi
terno dell’AFD, queste prestazioni
d’acqua, il che mette in pericolo la
sono già garantite dal servizio Affari
salute di persone e animali. Gli alberi
internazionali.
abbattuti illegalmente diventano
mobili di lusso e i prodotti di animali
Ho imparato ben presto
selvatici sono status symbol (p. es.
che la dogana riveste un
ruolo importante nella lotta avorio, rinoceronte) che finiscono in
salotti di consumatori indifferenti al
alla criminalità ambientale
problema. La distruzione di ampie
transfrontaliera.
aree boschive si ripercuote anche sul
cambiamento climatico.
Ho imparato ben presto che la
Promuovere fiducia
dogana riveste un ruolo importante
e comprensione
nella lotta alla criminalità ambienNonostante i modernissimi mezzi di
comunicazione in uso non è possibile
tale transfrontaliera. Infatti è l’unica
sbrigare tutto il lavoro da Bruxelles.
autorità autorizzata a sorvegliare il
Di conseguenza devo recarmi spesso
traffico di merci transfrontaliero e a
in Africa e in Asia. Grazie al contatto
intervenire grazie a competenze di
diretto con i colleghi è possibile ricosorveglianza e di controllo uniche nel
loro genere. Ciononostante, solo una
noscere concretamente le esigenze
stretta collaborazione con altre autodelle autorità doganali nazionali e
applicare i programmi di sostegno.
rità e organizzazioni può contrastare
Questi viaggi sono indispensabili per
efficacemente la criminalità organizla comprensione reciproca, per supezata.
rare i confini culturali e incrementare
Forum D. | Dossier
21
Ospite di Forum D.: Fritz Etter, direttore della Regìa federale degli alcool
Il nostro partenariato è orientato
alle soluzioni
Fritz Etter, già vicedirettore, dirige la Regìa federale degli alcool (RFA) da inizio 2013. Grande esperto
di distillazione, dispone di una vasta rete di contatti sia in Svizzera che all’estero. Il suo compito è sostanzialmente quello di portare a buon fine la riorganizzazione in corso in stretta collaborazione con l’AFD.
fessionale rispetto ad altri Uffici
federali. Secondariamente, unendo
l’imposizione della birra e quella delle
bevande spiritose si creano sinergie.
Infine, molte procedure sono simili, in
particolare la riscossione delle imposte, e si possono utilizzare congiuntamente determinati strumenti di lavoro,
ad esempio il sistema di gestione
dei clienti. Ciò permette di ridurre il
dispendio sia per la Confederazione
che per l’economia.
Fritz Etter
Forum D.: Il Consiglio federale ha
deciso di affidare all’AFD l’esecuzione della legge sull’alcol sottoposta a revisione. Quali sono i
vantaggi di questa soluzione per
la Confederazione e per i clienti?
Fritz Etter: Per integrare la RFA
nell’Amministrazione federale centrale
sono state esaminate diverse varianti.
L’opzione dell’AFD si è imposta per
vari motivi. Prima di tutto vi sono
molte più affinità nella realtà pro-
Come procede la collaborazione
tra RFA e AFD?
Le nostre Amministrazioni intrattengono relazioni privilegiate da oltre
125 anni. Negli scorsi mesi questa
collaborazione, già intensa di per sé,
si è semplicemente rafforzata. Ritengo
che questo partenariato sia particolarmente orientato alle soluzioni e
che l’AFD dimostri grande comprensione per le nostre problematiche.
Le direzioni della RFA e dell’AFD
remano nella stessa direzione e la
maggior parte delle decisioni è presa
di comune accordo. Gli scambi si sono
intensificati anche sul piano operativo.
Nel frattempo tutte le unità organizzative della RFA, sia a livello di servizi
specializzati che di funzioni trasversali
e organi di controllo, sono collegati
con i rispettivi servizi dell’AFD. A
mio modo di vedere, i risultati finora
conseguiti lasciano ben sperare per il
futuro.
Quali sono le sfide maggiori?
La RFA si prepara da anni all’attuazione della nuova legislazione in
materia di alcol. La difficoltà maggiore
sta nel portare avanti il più possibile i
lavori di preparazione affinché la
Mi preme quindi informare
regolarmente e con trasparenza sulle varie fasi della
riforma.
revisione possa essere applicata nei
tempi previsti. Nel contempo non
possiamo però anticipare le decisioni
politiche e dobbiamo svolgere al
meglio la nostra attività quotidiana.
Dobbiamo quindi pianificare l’impiego
delle risorse con grande accortezza.
In fondo, le riorganizzazioni sono
sempre sinonimo di incertezza per il
personale. Mi preme quindi informare
regolarmente e con trasparenza sulle
varie fasi della riforma.
Quale esperienza personale
ha determinato l’immagine
che ha dell’AFD?
I miei primi contatti con i collaboratori
dell’AFD risalgono all’infanzia. D’estate andavamo regolarmente all’alpeggio cooperativo dei miei genitori a
Les Verrières (NE) e non mancava mai
l’occasione di visitare qualche paesino
della vicina Francia. Mi ricordo molto
bene delle guardie che svolgevano
i controlli al confine a Les Verrières:
salutavano sempre con grande gentilezza e allora avevano ancora il tempo
di scambiare due chiacchiere. Oltre
a molti altri contatti positivi, durante
la mia attività al servizio della RFA ho
apprezzato la collaborazione costruttiva con l’allora capo della sezione
Imposizione del tabacco e della birra.
Le domande sono state poste da Nicolas Rion, responsabile della comunicazione della RFA, per conto di Forum D.
22
Forum D. | Dossier
Ospite di Forum D.: dr. Erik Jandrasits, responsabile per il commercio e la distribuzione nazionale di scienceindustries
Il valore del management doganale è
spesso sottovalutato
Attualmente non si prevedono accordi multilaterali di libero scambio. La Svizzera ha comunque intavolato
negoziati bilaterali che hanno portato alla conclusione di accordi con contenuti diversi. Nell’intervista concessa a Forum D. Erik Jandrasits di scienceindustries, l’associazione economica che raggruppa le industrie
chimiche, farmaceutiche e biotecnologiche, spiega le ripercussioni delle varie disposizioni per la maggiore
industria d’esportazione del Paese e le ragioni per le quali il management doganale assume importanza crescente per i soci di scienceindustries.
Doha sosteniamo
appieno la strategia
del Consiglio federale che intende
assicurare l’accesso
ai mercati con una
rete di accordi di
libero scambio e
un elevato livello di
protezione per la
proprietà intellettuale e gli investimenti.
Nel suo sito la
dogana svizzera mette a
disposizione una
documentazione
completa e ben
strutturata sugli
accordi di libero
scambio. Le regole
complesse e in
parte molto diverse
contemplate da
questi accordi
costringono le
imprese a ponderare accuratamente
Per bocca di Erik Jandrasits, scienceindustries chiede vantaggi
costi e benefici
per le imprese degne di fiducia nel traffico transfrontaliero
prima di decidere
delle merci.
se applicare o
meno un accordo. Il
volume di mercato,
l’inserimento
delle norme in
wp. Come giudica scienceinduprogrammi IT ad hoc, il numero e la
stries la strategia degli accordi
formazione dei collaboratori, il coinbilaterali di libero scambio? Come
volgimento di tutta la catena di forniriesce a districarsi tra le diverse
tura e il rispetto degli impegni e delle
regole sull’origine?
regole sono solo alcuni degli aspetti
Erik Jandrasits: Secondo scienceinduda considerare. In questo contesto è
stries gli accordi multilaterali sono la
estremamente importante aggiornare
via privilegiata da seguire per armoe ampliare le conoscenze doganali e
nizzare le norme a livello mondiale.
commerciali.
Dopo la battuta d’arresto del ciclo di
In generale, che importanza
attribuiscono le imprese associate
al management doganale?
L’attuazione degli accordi di libero
scambio è solo una parte del moderno
management doganale. I nostri soci
operano in un contesto fortemente
regolamentato (anche troppo). Oltre
a gestire i settori doganali tradizionali
come la classificazione, il valore in
dogana e l’origine, nel traffico transfrontaliero delle merci bisogna rispettare anche numerosi altri disposti di
natura non doganale tra cui figurano,
ad esempio, la legge sul controllo dei
beni a duplice impiego (controlli all’esportazione per le merci dual use), la
legge sugli stupefacenti, la legge sulla
protezione dell’ambiente come pure
sanzioni ed embarghi.
Per esperienza, scienceindustries sa
che le aziende tendono a sottovalutare l’importanza del management
doganale. Viene considerato solo
occasionalmente, ad esempio quando
si negozia un accordo di libero
scambio con un partner commerciale
importante o quando si prospetta un
audit con la camera di commercio
per conto della dogana. Per contro,
il traffico transfrontaliero delle merci
è possibile solo con un management
doganale ben funzionante: è l’unico
modo per generare risparmi e assicurare la conformità giuridica.
La Svizzera conclude regolarmente
nuovi accordi di libero scambio.
Quali sono le ricadute per il suo
settore?
Quando si conclude un accordo di
libero scambio, scienceindustries mira
soprattutto a ottimizzare l’accesso al
mercato e a proteggere la proprietà
Forum D. | Dossier
Secondo scienceindustries,
la Svizzera deve restare
una piazza leader a livello
mondiale per l’innovazione
e la produzione nel settore
chimico, farmaceutico e
biotecnologico.
zioni svizzere ed è quindi la maggiore
industria d’esportazione del Paese.
Stando a uno studio della Banca mondiale (Doing Business Report 2013;
www.doingbusiness.org ➔ Rankings),
in materia di commercio transfrontaliero la Svizzera occupa solo il
35° posto a livello mondiale e il
20° tra i Paesi dell’OCSE. Per incrementare la concorrenzialità delle
imprese è essenziale semplificare le
procedure doganali. La Svizzera deve
creare condizioni quadro ottimali
per l’industria in tutti gli ambiti, non
solo nel traffico transfrontaliero delle
merci. È importante verificare che sia
le normative esistenti sia quelle nuove
permettano di migliorare la concorrenzialità su scala mondiale.
Secondo scienceindustries, la Svizzera
deve restare una piazza leader a livello
mondiale per l’innovazione e la produzione nel settore chimico, farmaceutico e biotecnologico. Affinché ciò sia
possibile, scienceindustries persegue
una strategia fondata su tre pilastri: 1.
Promuovere una mentalità improntata
all’innovazione nella società; 2. Garantire un quadro giuridico adeguato
all’economia di mercato; 3. Partecipare
alla creazione di condizioni quadro
concorrenziali. Sulla base di questa
strategia sono stati definiti quattro
campi d’azione: una piazza svizzera
favorevole all’innovazione, una piazza
svizzera per la ricerca e la produzione,
un mercato svizzero attrattivo, l’accesso al mercato mondiale1.
23
In ambito doganale occorre garantire
alle imprese degne di fiducia vantaggi
nel traffico transfrontaliero delle merci
(ad es. esenzione dai controlli al confine, procedure/dichiarazioni semplificate). Anche le procedure d’imposizione dovrebbero essere ottimizzate in
tempo utile per permettere il disbrigo
semplice e rapido delle operazioni di
importazione ed esportazione.
intellettuale e gli investimenti. Per
sopravvivere nel mercato globalizzato,
Com’è la collaborazione con
bisogna abolire rapidamente tutti i
l’AFD?
dazi e i contingenti. Occorre inoltre
Da anni intratteniamo un’ottima colarmonizzare e adeguare le regole
laborazione con l’AFD, a tutti i livelli.
sull’origine, rendendole applicabili. Le
Non per nulla il nostro settore figurava
procedure doganali vanno semplifitra i pionieri su diversi fronti già negli
cate. Bisogna smantellare gli ostacoli
anni 1970: procedure semplificate nel
non tariffali al commercio. I prodotti
traffico transfrontaliero delle merci e
innovativi devono essere protetti con
per l’emissione dei certificati d’origine,
disposizioni che vanno oltre l’accordo
accordi di libero scambio. scienceinmultilaterale in materia di proprietà
dustries attribuisce grande importanza
intellettuale TRIPS (brevetti, esclusiva
alla trasparenza nella comunicazione
dei dati, contraffazioni, protezione dei
e nei processi decisionali come pure al
marchi). Inoltre, gli investimenti all’esostegno reciproco nella risoluzione di
stero non devono essere discriminati
problemi. Per la solidità dell’economia
rispetto alla concorrenza.
svizzera e il nostro benessere, questo
Tra i vantaggi di un accordo di libero
deve restare l’approccio comune
scambio, oltre alle esenzioni vanno
anche in futuro.
menzionati la migliore certezza del
diritto, la creazione di comitati congiunti tra le parti contraenti, gli effetti
1
positivi per la piazza e la maggiore
Maggiori informazioni su questo tema sono
stima dei partner.
contenute nel rapporto annuale di scienceinduDa un’inchiesta condotta nel 2010
stries: www.scienceindustries.ch ➔ Publikatioda economiesuisse emerge che solo
nen ➔ Jahresberichte ➔ Jahresbericht 2012
il 20-40 per cento delle imprese che
(non disponibile in italiano)
vi aderiscono sfruttano l’accordo di
libero scambio. I motivi di questa bassa
partecipazione sono soprattutto il cattivo rapporto costi-utilità, l’eccessiva
scienceindustries: quota di esportazioni nel 2012 (in mia. di fr.);
delle regole sull’origine,
zieren die Forschungs- undcomplessità
EntwicklungsAnteil der scienceindustries an den schweizerischen
Weltumsatz der
totale svizzero: 220,9 mia. di fr.
la
competenza
estera
in
materia
di
der Schweiz 2012;
Gesamtexporten 2012; in Mrd. CHF, Total 200.9 Mrd. CHF
scienceindustrie
controlli dell’origine e la scarsa cononehmen in Mrd. CHF
8.0
scenza delle
disposizioni contemplate
6
13 %
dall’accordo.
8%
7.0
hungsausgaben in der SchweizI prodotti chimici, farmaceutici
6 649
6.0
Umsatz in der Schweiz
2 448
1%
4%
e biotecnologici sono un pilastro
39 %
importante dell’industria svizzera
11 %
5.0
d’esportazione. Cosa bisogna
fare per4.0 tutelarli?
scienceindustries, con le sue
250 aziende
per un totale di
3.0
70 000 dipendenti in tutta la Svizzera,
32 %
si adopera
2.0 per garantire un contesto
Mrd. CHF
imprenditoriale favorevole sia in 79.0 scienceindustries
Svizzera1.0che all’estero. Detiene il 64.5 Maschinen-, Metallindustrie
Fonte: rapporto annuale 2012 di scienceindustries
21.4 Uhrenindustrie
40 per cento del totale delle esporta0
7.7 Nahrungsmittelindustrie
3.1 Textilindustrie
25.2 Übrige
9%
Mia. di fr.
79.0 scienceindustries
64.5 Industria meccanica e 16 %
metallurgica
21.4 Industria orologiera
7.7 Industria alimentare
3.1 Industria tessile
25.2Altro
24
Forum D. | Dossier
Affari internazionali
La dogana al servizio della sicurezza
e della cooperazione in Europa
Nel 2014 la Svizzera assumerà la presidenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa
(OSCE), un organismo internazionale per il quale l’AFD si impegna già da oltre un ventennio. Il know how e
l’esperienza degli specialisti del servizio civile della dogana svizzera sono più richiesti che mai nelle regioni in
cui l’OSCE è attiva. Di Andrea Canonica, capo del servizio Affari internazionali della DGD
Staff College a Dušanbe (Tagikistan)
in veste di relatori, istruttori o semplici
partecipanti. Oltre alle attività già
previste, l’anno prossimo bisognerà
armonizzare con le autorità doganali
del Kirghizistan la collaborazione e
le modalità sia a livello bilaterale che
multilaterale sulla base dell’analisi
dettagliata del fabbisogno condotta a
metà settembre 2013. Con il sostegno
del Regional Office for Capacity Building e del Regional Training Center
dell’Organizzazione mondiale delle
dogane (www.wcoomd.org) a Baku in
Azerbaigian, l’AFD intende utilizzare
l’infrastruttura e il network nella
regione e per la regione.
Andrea Canonica, capo del servizio Affari
internazionali dell’AFD.
Grazie al suo pluriennale impegno,
l’AFD è riuscita a instaurare un rapporto di fiducia con i rappresentanti
dell’OSCE e con i servizi competenti
nei vari Stati membri e a creare solide
basi per l’ulteriore collaborazione.
Una delle priorità dell’OSCE durante
la presidenza svizzera è la lotta alle
minacce transnazionali (vedi riquadro), un ambito in cui l’impegno della
Svizzera va a beneficio anche delle
autorità doganali nello spazio OSCE.
«Capacity Building»
L’AFD mette regolarmente a disposizione dell’OSCE, temporaneamente
o per periodi prolungati, esperti da
impiegare in missioni, progetti, workshop e seminari.
Ad esempio nel biennio 2012/2013
collaboratori del servizio civile hanno
partecipato al Border Management
Il know how e l’esperienza
degli esperti del servizio
civile della dogana svizzera
sono più richiesti che mai
nelle regioni in cui l’OSCE è
attiva.
Consulenza e sostegno
Il servizio Affari internazionali della
DGD funge da National Focal Point
per la Svizzera in seno al Border Security and Management dell’OSCE.
Anche in questo contesto, uno
degli obiettivi è quello di sfruttare
le sinergie con gli attori nazionali e
internazionali nell’ambito di iniziative
e progetti esistenti per incrementare
l’efficacia e l’efficienza. I servizi di
consulenza e sostegno offerti dall’AFD
sono molto richiesti. I suoi esperti si
impegneranno quindi anche in futuro
per la sicurezza e la cooperazione in
Europa.
Già nel 1993 due periti doganali svizzeri (a
sinistra nella foto) erano impiegati a favore
dell’OSCE: qui durante un controllo del
carico sul Danubio tra Romania e Bulgaria.
Presidenza svizzera dell’OSCE
nel 2014
È la seconda volta, dopo il 1996,
che la Svizzera assume la presidenza dell’OSCE. Durante il suo
anno di presidenza la Svizzera
collaborerà strettamente con la
Serbia, che assumerà questa carica
nel 2015. Quale tema la Svizzera ha
scelto «Costruire una comunità di
sicurezza al servizio della gente» e
ha fissato tre priorità: promuovere
la sicurezza e la stabilità, migliorare
le condizioni di vita della gente
e rafforzare la capacità di azione
dell’OSCE.
Maggiori informazioni
www.eda.admin.ch ➔ Attualità ➔
Dossiers ➔ Presidenza dell’OSCE
2014
Forum D. | Dossier
25
Commercio esterno
Gli Stati del Golfo apprezzano orologi e
gioielli svizzeri
corrisponde a un aumento medio
del 7,1 per cento l’anno, paragonato
all’aumento medio del 4 per cento
delle esportazioni totali svizzere. Nel
2012 le vendite nei Paesi del Golfo
rappresentavano il 3,1 per cento delle
esportazioni totali della Svizzera.
All’interno del gruppo, le esportazioni
verso gli Emirati arabi uniti e l’Arabia
Saudita sono state quelle più consistenti (rispettivamente 2,8 e 2 mia.
fr.). Dall’analisi per gruppi di merci
risulta che il 43 per cento delle espor-
I sei Stati Bahrein, Qatar, Kuwait,
Oman, Arabia Saudita ed Emirati arabi
uniti, che nel 1981 hanno fondato
il Consiglio di cooperazione degli
Stati arabi del Golfo, sono comunemente chiamati «Stati del Golfo».
Negli ultimi anni essi hanno acquisito
sempre maggiore importanza per il
commercio esterno della Svizzera.
Infatti le esportazioni svizzere verso
questi sei Paesi sono passate da circa
1,4 miliardi di franchi nel 1990 a quasi
6,2 miliardi di franchi nel 2012. Ciò
tazioni nei sei Paesi del Golfo riguardava strumenti di precisione, orologi
e gioielli, in pratica il doppio della
quota registrata per tutte le aree di
smercio. Il secondo posto è detenuto
dai prodotti dell’industria chimica e
farmaceutica (21 %), che in proporzione rappresentano però solo la metà
della quota rilevata per le esportazioni
totali (39 %).
Esportazioni in mio. fr.
Bahrein
Qatar
1990
1995
2000
2005
2010
2012
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
Kuwait
95
99
100
138
273
245
Oman
74
106
110
238
392
588
Arabia Saudita
78
97
155
281
454
365
Emirati arabi uniti
41
56
136
81
209
227
288
358
501
738
1 328
1 425
Totale Stati del Golfo
Esportazioni verso gli Stati del Golfo nel 2012
Quote per gruppi di merci
0,57 %
0,23 %
0,34 %
0,74 %
0,79 %
Prodotti agricoli e silvicoli, pesca
1,40 %
1,47 %
Vettori energetici
Prodotti tessili, abbigliamento, calzature
4,75 %
Carta, articoli di carta e prodotti grafici
6, 95 %
Pelle, gomma, materie plastiche
Prodotti dell'industria chimica e farmaceutica
Pietre e terre
43,31 %
18,79 %
Metalli
Macchine, apparecchi ed elettronica
Veicoli
20,67 %
Strumenti di precisione, orologi e gioielli
Altre merci (strumenti musicali, arredamento,
giocattoli, attrezzi sportivi ecc.)
26
Forum D. | Dossier
Lotta contro la frode doganale: «Joint Investigation Team»
Insieme contro la truffa in materia
di prestazioni e tributi
L’articolo 22 dell’accordo antifrode tra l’UE e la Svizzera (AAF; RS 0.351.926.81) permette di costituire cosiddette «squadre investigative speciali comuni» che operano oltre i confini dei singoli Stati. In questo modo,
in occasione di ricerche si garantisce uno scambio di informazioni diretto e senza burocrazia. Per quanto
riguarda perquisizioni, sequestri, interrogatori e via di seguito, è tuttavia necessario ricorrere all’assistenza
amministrativa e giudiziaria. Di Paul Zuber, capo della Sezione antifrode doganale di Basilea
La Sezione antifrode
doganale di Basilea e
l’Ufficio per le investigazioni doganali di Stoccarda (Zollfahndungsamt Stuttgart) sono più
volte ricorsi a una simile
squadra investigativa
speciale comune («Joint
Investigation Team»,
JIT), soprattutto nello
stadio delle ricerche
Paul Zuber, capo della
relative a inchieste
Sezione antifrode doganale
difficili, che richiedono
di Basilea
l’impiego di molti mezzi.
Ogni volta viene concluso un accordo
tra le parti. Questo genere di collaborazione transfrontaliera è unico in
Svizzera e rappresenta un modello per
il futuro. Lo scambio rapido e diretto
di informazioni e il coordinamento
delle misure operative costituiscono
un grande passo avanti nella lotta
comune contro la frode.
forma di collaborazione, i truffatori
sono sempre un passo avanti, dato
che ogni Paese ha norme e competenze diverse per quanto riguarda il
perseguimento dei reati.
Differenze nell’assunzione
delle prove
Per l’assunzione delle prove al fine
di cercare la verità materiale, sono
spesso necessarie onerose domande
di assistenza giudiziaria. In Germania il codice di procedura penale
permette agli inquirenti doganali,
tramite il pubblico ministero, di
adottare provvedimenti coattivi e di
sorveglianza segreti. In Svizzera, per
contro, il diritto penale amministrativo
vieta la sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle
telecomunicazioni nonché le inchieste
mascherate. Gli inquirenti doganali
svizzeri devono pertanto ricorrere ad
altri mezzi: in questi casi il pubblico
ministero competente può eseguire
provvedimenti coattivi e di sorveglianza sulla base di una domanda di
assistenza giudiziaria di un’autorità
estera.
Lotta efficace contro le frodi
in ambito fiscale
La costituzione di una rete con gli
inquirenti dell’UE sulla base dell’AAF
rappresenta una pietra miliare nella
lotta contro le frodi. I JIT operanti a
livello transnazionale permettono alle
autorità inquirenti, come le Sezioni
antifrode doganale, di combattere più
efficacemente contro le frodi e altre
attività illecite che minano gli interessi
finanziari della Svizzera.
Questo genere di
collaborazione transfrontaliera è unico in Svizzera e
rappresenta un modello
per il futuro.
Molte autorità possono
costituire un JIT
Ho partecipato personalmente a un
JIT, che vedeva coinvolte le autorità di
sette Paesi nell’ambito di un importante caso di frode. Il JIT ci ha fornito
informazioni importanti relative alla
Svizzera, delle quali altrimenti la
Sezione antifrode doganale di Basilea
non sarebbe mai venuta a conoscenza. Nonostante questa nuova
Si parla di truffa in materia di prestazioni quando qualcuno tenta di farsi restituire, in
modo illecito, dei tributi. Un esempio è la cosiddetta «frode carosello». Nel caso della
truffa in materia di tributi vengono invece sottratti dei tributi (dazio, IVA ecc.). Un esempio è il contrabbando da parte di bande organizzate.
Forum D. | Dossier
27
In breve
Tartaruga protetta
Nuova legge sulla protezione
della fauna e della flora minacciate d’estinzione
Il 4 settembre 2013 il Consiglio
federale ha adottato la nuova legge
federale sulla circolazione delle specie
di fauna e di flora protette (LF-CITES),
che disciplina il commercio delle
specie di fauna e flora protette nonché dei loro prodotti. Ciò riguarda
ad esempio rettili viventi e pappagalli, determinate piante medicinali,
prodotti ricavati da zanne di elefante
(avorio), da lana shahtoosh (lana
dell’antilope tibetana) e da determinate pelli di rettile. La LF-CITES
disciplina l’obbligo di dichiarazione e
di autorizzazione per l’importazione,
l’esportazione e il transito di animali
e piante protette nonché le norme
penali per le infrazioni. La CITES è
una convenzione multilaterale tra
178 Stati con il fine di mantenere e
di utilizzare in maniera sostenibile le
popolazioni di animali e piante sulla
terra. Sin dall’inizio la Svizzera si
impegna attivamente a favore della
protezione delle specie animali e vegetali. Negli allegati CITES figurano
oltre 5000 specie animali e oltre
29 000 specie vegetali. La sede del
segretariato CITES si trova a Ginevra.
Il direttore di circondario Heinz Engi
Seminario «Border Security and
Counter Illicit Trafficking in Central
Asia»
Il 5 settembre 2013 a Garmisch-Partenkirchen (D) si è svolto il seminario
«Security and Counter Illicit Trafficking
in Central Asia». Alla manifestazione,
organizzata dall’Unità delle frontiere
del Dipartimento per le minacce transnazionali dell’OSCE, hanno partecipato anche il direttore del circondario
di Basilea Heinz Engi come relatore
principale e Roman Stoll del servizio
Affari internazionali della DGD. Nel
suo discorso, il direttore ha posto
l’accento sul modello di successo
svizzero della gestione integrata delle
frontiere. Ha presentato tale progetto
impiegando esempi chiari e «best
practice» (impianti doganali a controlli
nazionali abbinati, NCTS/Transito
ecc.). Con esempi di casi attuali ha
mostrato al pubblico proveniente da
vari Paesi e ministeri l’importanza di
collaborare con autorità partner nazionali e internazionali, per aumentare
la sicurezza e lottare in modo efficace
contro il contrabbando. Di Andrea
Canonica, capo del servizio Affari
internazionali dell’AFD
Nuovo edificio doganale presso
il valico di confine di Coblenza
Dopo un periodo di costruzione di
circa un anno, il 6 settembre 2013 è
stato inaugurato e messo in servizio
il nuovo edificio doganale presso
il valico di confine di Coblenza. La
nuova costruzione faciliterà l’imposizione e il passaggio del confine delle
circa 15 000 automobili e dei 1000
autocarri che ogni giorno attraversano la frontiera. L’edificio soddisfa lo
standard MINERGIE-A. Ciò significa
che, grazie all’involucro di alta qualità
dell’edificio nonché all’impianto solare
fotovoltaico e termico installato sulla
tettoia, per il riscaldamento degli
ambienti, l’aerazione e l’acqua calda
non serve energia supplementare. Il
progetto è stato curato dall’Ufficio
federale delle costruzioni e della
logistica. Dato che l’elevato volume
28
Forum D. | Dossier
e la situazione precaria del traffico
causavano regolarmente code e
lunghi tempi d’attesa, d’intesa con il
Canton Argovia è stata elaborata una
soluzione per alleggerire i disagi. Entro
fine 2014 verranno ancora realizzati
adeguamenti nel settore stradale.
Di Patrick Gantenbein, responsabile
dell’informazione della regione guardie di confine e della direzione delle
dogane di Basilea
Cgcf: visita di lavoro presso la
«Poliția de Frontieră Română»
Su invito del capo della polizia di
confine rumena, generale Ioan Buda,
nel corso della prima settimana di
settembre una delegazione del Cgcf
si è recata in Romania per conoscere
l’attività della «Poliția de Frontieră
Română». L’obiettivo era di valutare
le possibilità di collaborazione. Il
programma prevedeva, tra l’altro, una
visita dell’ispettorato generale e del
Centro di cooperazione internazionale
a Bucarest, nel quale hanno anche
sede l’ufficio SIRENE, Interpol ed Europol. La delegazione del Cgcf ha inoltre
avuto la possibilità di dare un’occhiata
alla sorveglianza del confine sulle vie
d’acqua: 1540 dei 3146 chilometri del
confine rumeno passano sull’acqua.
Un compito importante è soprattutto
la sorveglianza sul Danubio. Con una
lunghezza di oltre 2800 chilometri, è
Davanti all’ispettorato generale della polizia di confine rumena a Bucarest
il secondo fiume più lungo d’Europa e
attraversa dieci Paesi. Per un terzo della
sua lunghezza, il Danubio attraversa
il territorio rumeno e segna il confine
con Serbia e Bulgaria. Di Abimelec
Tato, sezione Operazioni del Cdo Cgcf
Nuovo ufficio doganale
a Basilea-Hiltalingerstrasse
Presumibilmente a dicembre 2014
verrà inaugurato il primo tram (linea
8) che effettuerà corse transfrontaliere
tra la città renana e la città tedesca di
Weil am Rhein. Si tratterà di un evento
unico in Svizzera. A causa di questo
Il nuovo edificio doganale presso il valico di confine di Coblenza
prolungamento della linea tranviaria,
il vecchio impianto doganale costruito
nel 1966 ha dovuto lasciar posto a
corsie e binari. I nuovi edifici presso
il valico di confine di Basilea-Hiltalingerstrasse sono già stati consegnati
il 12 settembre 2013 alle guardie
di confine svizzere e ai doganieri
tedeschi. Roger Zaugg, comandante
della regione guardie di confine I, e
Ralf Schemenauer, alto funzionario
della dogana tedesca, responsabile
dell’ufficio doganale di Weil am
Rhein-Autobahn, hanno inaugurato la
tratta tra Germania e Svizzera con una
Sfilata di oldtimer presso il valico di confine
di Basilea-Hiltalingerstrasse
Forum D. | Dossier
29
sfilata di oldtimer. Presso l’impianto
doganale vi sono, come già prima
della costruzione, vari edifici. L’edificio
tra le corsie, che si trova proprio sul
confine, viene soprattutto impiegato
per controlli del Cgcf e della dogana
tedesca. Nel nuovo edificio dell’impianto della dogana tedesca, che sorge
completamente su suolo tedesco, sono
tra l’altro stati integrati gli sportelli per
l’imposizione all’esportazione dalla
Germania. Sono anche disponibili
dodici parcheggi. Mentre per il Cgcf,
su suolo svizzero, vi sono tre parcheggi
disponibili per le imposizioni. Di Patrick
Gantenbein, responsabile dell’informazione della regione guardie di confine
I e della direzione delle dogane di
Basilea
Giornata delle porte aperte presso
il Bundeskriminalamt a Wiesbaden
A metà settembre si è tenuta la giornata delle porte aperte del Bundeskriminalamt (BKA), la polizia criminale
federale tedesca. Oltre al Cgcf, che ha
partecipato all’evento con un veicolo
d’impiego, erano presenti rappresentanze della polizia di Lussemburgo,
Paesi Bassi, Italia, Repubblica Ceca e
Stati Uniti. Malgrado la pioggia, circa
11 000 persone hanno accolto l’invito
del BKA. L’evento prevedeva un ricco
e interessante programma, che offriva
la possibilità di gettare uno sguardo sul
lavoro della polizia criminale tedesca.
L’ottantina di stand espositivi fornivano ai visitatori una panoramica su
temi come la sicurezza e la lotta alla
criminalità organizzata. Da menzionare
inoltre gli spazi espositivi di partner
internazionali (Interpol, Europol ecc.)
nonché le presentazioni di unità speciali di alcuni corpi di polizia europei.
Missione HR in Togo
Nel quadro del progetto «MADAO»
volto a modernizzare le Amministrazioni doganali dei Paesi dell’Africa occidentale, promosso dall’Organizzazione
mondiale delle dogane e finanziato
dall’Agenzia svedese per la cooperazione allo sviluppo internazionale, dal
23 al 27 settembre 2013 si è svolto un
workshop a Lomé, la capitale del Togo.
Il seminario era dedicato a temi delle
risorse umane, segnatamente la pianificazione degli effettivi e la descrizione
dei posti. Dopo l’introduzione a Dakar,
questo era il secondo evento formativo del genere, tenuto su richiesta di
sette Paesi francofoni appartenenti
alla Comunità Economica degli Stati
dell’Africa Occidentale. Al workshop
hanno partecipato due rappresentanti
per Stato.
Philippe Theubet (2° da destra) e Oliver Schmid (a destra)
30
Forum D. | Dossier
Alimenti sequestrati (fonte: UFV)
Il progetto prevede anche la collaborazione di due esperti delle risorse
umane dell’AFD: Oliver Schmid,
responsabile del centro HR di Ginevra,
e Philippe Theubet, aggiunto della
sezione Esercizio di Ginevra. Quest’ultimo ha già codiretto il seminario introduttivo a Dakar. In vista delle «migliori
prassi», l’AFD ha presentato ai sette
Paesi interessati diversi strumenti di
gestione del personale. Al termine
del workshop ogni Stato partecipante
ha sviluppato un piano d’azione, che
dovrebbe favorire l’attuazione delle
riforme delle Amministrazioni doganali.
Di Philippe Theubet, sezione Esercizio
della Direzione delle dogane di Ginevra
Fonte: UFV
Controllo di generi alimentari
di origine animale importati
illegalmente
Ogni anno, la dogana e il servizio veterinario di confine eseguono controlli
congiunti negli aeroporti internazionali. A inizio ottobre è stata la volta
dell’aeroporto di Zurigo. Il controllo,
svolto per impedire l’introduzione delle
epizoozie attraverso generi alimentari
di origine animale, si è concentrato
sulle importazioni di derrate alimentari
dai Balcani. Infatti è vietato importare
quasi tutte le derrate alimentari di
origine animale non provenienti dai
Paesi dell’UE, dalla Norvegia e dall’Islanda. Tali merci sono state dunque
confiscate e nel contempo sono stati
informati i viaggiatori sui potenziali
pericoli. Scopo principale dell’iniziativa
congiunta della dogana e dell’Ufficio federale di veterinaria (UFV) era
sensibilizzare i passeggeri al tema. Nel
giorno in questione sono stati controllati 18 voli e oltre 1200 persone. Circa
55 importazioni sono state oggetto di
contestazioni e sono stati sequestrati
complessivamente 147 chilogrammi
di derrate alimentari, di cui 71,7 di
carne o prodotti carnei, 71,9 di latte o
latticini e 3,4 di miele.
☞ Consiglio della dogana
«Mi sono trasferito in Svizzera da poco, ma la mia macchina è ancora immatricolata in Belgio. Devo dichiararla?
Posso tenere la mia targa attuale?» O. Z. da D.
Le persone provenienti dall’estero che stabiliscono il domicilio in Svizzera devono imporre il loro veicolo all’importazione come
segue.
– Se la persona che si trasferisce in Svizzera ha utilizzato il veicolo nel territorio doganale estero per almeno sei mesi e questo
è destinato all’ulteriore utilizzazione personale in Svizzera, entra in linea di conto l’imposizione in franchigia di tributi come
masserizia di trasloco.
– Se la persona che si trasferisce in Svizzera ha utilizzato il veicolo nel territorio doganale estero per un periodo più breve,
l’imposizione summenzionata è esclusa. Per contro, con la relativa autorizzazione (mod. 15.30) ha il diritto di utilizzare
in franchigia di tributi il veicolo non imposto per due anni a partire dalla data della prima entrata, finché esso è destinato
all’ulteriore utilizzazione personale nel territorio doganale svizzero. Scaduto questo termine, occorre imporre o esportare il
veicolo.
Un veicolo munito di targhe di controllo estere può circolare in Svizzera per un anno. Dopodiché occorre dotarlo di targa
normale svizzera nel primo caso e di targa doganale svizzera nel secondo caso. Per informazioni sull’importazione di veicoli
rivolgersi agli uffici doganali; per domande sull’ammissione alla circolazione rivolgersi agli Uffici cantonali della circolazione
stradale.
Forum D. | Dossier
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Tre domande a...
Aiutante Ursula van Rijs, 39 anni, esperta in materia di migrazione presso il Cgcf, sostituta dell’ufficiale
di collegamento Cgcf-Ufficio federale della migrazione (UFM)
Come impiegata della sezione Operazioni del Comando del Cgcf, da tre anni Lei è una delle
persone di collegamento con l’UFM. Di che cosa si occupa?
Uno dei miei compiti principali è agire da persona di contatto nelle questioni di esecuzione dell’UFM, del Cgcf
o di autorità esterne in materia di diritto degli stranieri e di diritto d’asilo. Ovviamente si tratta anche di assicurare e coordinare i collegamenti con l’UFM nonché di reperire o scambiare informazioni. La collaborazione nei
gruppi di lavoro fa parte dell’attività quotidiana, come pure la stesura di profili rischio per la lotta alla criminalità relativa all’immigrazione clandestina. Inoltre, ai fini della rielaborazione delle informazioni per altri uffici
specializzati, la collaborazione tra l’UFM, gli uffici specializzati della sezione Operazioni, lo Stato maggiore del
Comando del Cgcf e le diverse regioni guardie di confine è molto importante.
Prima di assumere questa funzione, Lei ha lavorato per 12 anni come guardia di confine.
L’esperienza maturata «al fronte» le è servita per l’attuale lavoro?
Il passato come guardia di confine è stato importantissimo per me. Solo così ho potuto acquisire l’esperienza
professionale necessaria, capire le procedure al confine e rendermi conto di quali problemi affrontano ogni
giorno i nostri collaboratori. In particolare quando ho a che fare con istruzioni o modifiche di legge sono in
grado di valutare meglio le modalità di attuazione nella prassi. Perciò tengo molto al contatto con le guardie
e ogni tanto partecipo di nuovo a turni di servizio. In questo modo ricevo spunti interessanti dai colleghi e
posso chiarire direttamente sul posto dubbi e domande. Ritengo che questo scambio tra Berna e le persone al
confine sia fondamentale.
Lei lavora per il Cgcf ma anche per l’UFM. Questo doppio ruolo è problematico da gestire nel
quotidiano?
No, perché prima di tutto sono guardia di confine e lavoro nel mio ambito per il Cgcf. Occorre però essere
coerenti con le proprie decisioni e saperle difendere nei confronti di entrambe le parti. Grazie al fatto che
siamo dislocati presso l’UFM e subordinati alla divisione Entrata, collaboriamo strettamente con la sezione Basi
frontiera, che emana le istruzioni per i controlli al confine, nonché con la sezione Scambio dati e identificazione, che elabora ulteriormente i rapporti del Cgcf. Questo rappresenta un valore aggiunto per tutti, perché è
possibile chiarire rapidamente le questioni e sostenersi a vicenda nel disbrigo di determinati casi. Comunque il
nostro contributo in seno all’UFM è molto apprezzato, non da ultimo perché si sfruttano sinergie.
?
Lo sapevate che…
… dal 2004 il prezzo di un pacchetto di sigarette della marca più venduta è salito da
… a ll’interno dell’UE, il prezzo più conveniente per le sigarette è in Bulgaria
(€ 10.05)?
5.80 a 8.20 franchi?
(€ 2.61) e quello più caro in Gran Bretagna
33 per cento,
passando da 16 929 000 000 pezzi a 11 427 000 000 pezzi nel 2012?
… dal 1993 la quantità di sigarette venduta in Svizzera è diminuita del
… nel 2012 in Svizzera sono state prodotte
2,396 miliardi di franchi riscossi,
10 per cento circa alle entrate complessive della dogana svizzera?
…n
el 2012 l’imposta sul tabacco, con
ha contribuito per il
48 miliardi di sigarette, l’80 per cento delle quali sono state esportate?
… con le entrate derivanti dall’imposta sul tabacco viene finanziato circa il
6 per cento di tutte le entrate AVS?
Fonte: Statistica del commercio esterno, AFD; per altri dati vedi www.ezv.admin.ch ➔ Temi ➔ Statistica del commercio esterno svizzero ➔ Cifra del mese
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Forum D. | Panorama
Rivista
a una donna la sua Fiat Punto. Una
pattuglia delle guardie di confine è
partita subito all’inseguimento del
veicolo in direzione di Lugano. A
Sorengo il quarantasettenne straniero ha sfondato un posto di blocco
del Cgcf, passando anche sugli
stop stick. Nonostante i pneumatici
distrutti, l’uomo ha continuato la
sua fuga, danneggiando alcune auto
parcheggiate lungo la strada. Nel
frattempo anche la polizia si è messa
all’inseguimento dell’uomo, il quale
ha sfondato un altro posto di blocco,
questa volta della polizia comunale
di Lugano. Passando con il rosso, il
fuggitivo ha poi attraversato il tunnel
di Besso. Ma il peggio doveva ancora
venire: l’uomo ha attraversato una
zona pedonale con l’auto, senza
preoccuparsi dei passanti. Fortunatamente non vi sono stati feriti. Dopo
quasi dieci chilometri, la fuga è finita
contro un muro. Tuttavia, prima di
farsi mettere le manette, l’uomo
si è fortemente opposto ai suoi
inseguitori, ferendo un poliziotto e
danneggiando un veicolo della polizia
cantonale. Simili inseguimenti e tafferugli hanno caratterizzato la popolare
serie televisiva americana «Miami
Vice», prodotta tra il 1984 e il 1989.
Nelle 111 puntate i due protagonisti,
i detective sotto copertura Sonny
Crockett e Ricardo Tubbs, combattevano contro i criminali di Miami. La
serie è stata una delle più popolari
degli anni Ottanta e ha influenzato
anche la moda maschile della seconda
parte di questo decennio.
«Miami vice» a Lugano
Regione guardie di confine IV –
«Sono cose che si vedono solo
nei film», ha detto a TeleTicino un
cameriere che è stato testimone di
un inseguimento nella zona pedonale
di Lugano. «Non è un episodio di
Miami Vice», ha scritto TicinoNews.
Ma cosa è accaduto? Il tutto è iniziato
a Magliaso, dove un ladro ha rubato
Appassionato di moto d’epoca
I circondario – La storia del più
famoso sito di aste online ebbe inizio
quando la moglie di Pierre Omidyar chiese al marito di creare una
piattaforma Internet per lo scambio
dei dispenser PEZ che lei collezionava.
Così nel 1995 egli fondò un’impresa
chiamata «AuctionWeb», l’attuale
«eBay Inc.». Oggi eBay conta oltre
Forum D. | Panorama
33
276 milioni di iscritti che acquistano
e vendono merci online e gestisce
38 piattaforme nazionali. Questo
sito viene utilizzato anche da molti
collezionisti, come un appassionato
intende la parte in vetro della pipa
ad acqua o addirittura la pipa ad
acqua stessa. Oggigiorno questo
oggetto viene messo in relazione con
l’Oriente, anche se il sistema sembra
la redditività di questo prodotto e
nell’ultimo anno il contrabbando
di sigarette in Svizzera è addirittura
aumentato di quasi il 39 per cento
(2011: 1143 casi, 2012: 1584 casi).
di moto d’epoca in Svizzera. Dopo
aver acquistato diverse motociclette
tramite eBay, egli le ha dichiarate
all’importazione, ma con un valore
troppo basso. Il comportamento
dell’uomo era molto subdolo:
chiedeva infatti agli speditori della
merce di fatturare un valore molto
più basso di quello reale. A tal fine,
a volte venivano indicati anche dei
difetti fittizi. Ma non è tutto: l’uomo
ha acquistato su eBay anche molti
accessori e pezzi di ricambio, che ha
importato fornendo indicazioni errate
nella dichiarazione o addirittura non
dichiarandoli affatto. La truffa è stata
scoperta perché le motociclette erano
state messe in vendita in Internet con
un valore molto superiore a quello
indicato sulla dichiarazione. Sulla
base delle inchieste della Sezione
antifrode doganale di Basilea sono
stati riscossi posticipatamente circa
25 000 franchi. Come dice il sito,
«Su eBay puoi comprare e vendere di
tutto», però è importante scegliere
venditori e acquirenti affidabili.
che sia nato in India. Dal XX secolo la
pipa ad acqua è considerata un’alternativa alla sigaretta. Il tabacco (e
la nicotina in esso contenuta) è una
sostanza che genera dipendenza e,
oltre a essere molto diffuso come prodotto da fumare, fiutare o masticare,
è diventato un importante argomento
politico. Anche i contrabbandieri
hanno da molto tempo scoperto
Il Cgcf scopre continuamente tabacchi manufatti contrabbandati, come è
avvenuto in un treno EC che viaggiava da Zurigo a Milano. Le guardie
di confine sono state incuriosite
da un bagaglio, che sembrava non
appartenere a nessuno, scoperto in
un vagone di 1a classe. Alcuni indizi
hanno permesso di risalire al proprietario, un cittadino egiziano residente
Shisha
Regione guardie di confine II – Il
termine «shisha» è di origine persiana
e significa «vetro». In particolare si
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Forum D. | Panorama
in Italia. L’uomo era appena giunto in
volo a Zurigo dall’Egitto e all’entrata
aveva «dimenticato» di dichiarare la
merce alla dogana. Il bagaglio conteneva 48 chilogrammi di tabacco per
pipa ad acqua e 122 stecche di sigarette. Nei confronti dell’uomo è stato
avviato un procedimento penale. La
forma attuale della pipa ad acqua è
nata nel XVI secolo in Egitto!
Contrabbando di civette
Regione guardie di confine II – Atena
(o Pallade Atena), figlia di Zeus
e Metide, era la dea greca della
sapienza e della saggezza nonché
protettrice della città di Atene. Il simbolo di questa dea (chiamata Minerva
dai Romani) era la civetta. Durante i
controlli doganali accade spesso che
si scoprano animali contrabbandati.
Spesso si tratta di specie esotiche,
come serpenti, ragni o altri rettili
protetti dalla Convenzione di Washington. È invece molto raro scoprire
delle civette contrabbandate. Questo
è però quello che è accaduto durante
un controllo su un treno ICE tra
Friburgo (D) e Basilea: una pattuglia
comune del Cgcf e della polizia federale tedesca ha scoperto un giovane
barbagianni. Una giovane cittadina
francese trasportava l’animale in
una scatola senza però disporre dei
documenti necessari per importarlo in
Svizzera. La civetta è inoltre raffiguLa piccola civetta sulla banconota da
1 dollaro
rata (piccolissima) sulla banconota da
un dollaro statunitense (già ricchissima
di simboli): si trova a sinistra della cifra
«1» in alto a destra.
Contrabbando di barbabietole
da zucchero
II circondario – Anche se la barbabietola da zucchero viene sempre meno
utilizzata per la produzione dello zucchero, la sua coltivazione in Svizzera
è comunque importante e redditizia,
soprattutto perché dalla sua lavorazione si ottengono diversi sottoprodotti utili. La barbabietola rappresenta
anche una materia prima rinnovabile
per la fabbricazione di bioetanolo e
biogas. È pertanto chiaro che questa
pianta venga contrabbandata, come
ha fatto un contadino che per molto
tempo ha importato barbabietole da
zucchero in Svizzera nel traffico rurale
di confine senza dichiararle. L’uomo
ha affermato di aver dichiarato la
merce, ma che né lui né l’ufficio
doganale riuscivano più a trovare i
documenti. Gli inquirenti doganali
sono riusciti a provare che il contadino aveva importato illegalmente
oltre 300 tonnellate di barbabietole
da zucchero nonché 12 tonnellate di
orzo autunnale e la stessa quantità
di triticale (un altro cereale). L’inchiesta ha inoltre permesso di scoprire
un secondo contadino che aveva
importato illegalmente in Svizzera
quasi 312 tonnellate di barbabietole
da zucchero e 35 tonnellate di patate.
I due uomini hanno dovuto versare
a posteriori, tra l’altro, tributi per un
totale di 79 000 franchi.
Chi va piano va sano e lontano
Regione guardie di confine IV – Un
ventiseienne albanese residente in
Italia sembrava avere molta fretta
quando la guarda di confine lo ha
fermato al valico di Chiasso-Brogeda
per un controllo (chissà se la guardia
ha pensato al proverbio «chi va piano
va sano e lontano»?). I documenti
relativi al veicolo erano in ordine ma
all’interno del furgone una copertura
vistosa ha richiamato l’attenzione
della guardie di confine. Togliendola è
venuto alla luce un nascondiglio contenente 45 chilogrammi di marijuana,
Forum D. | Panorama
35
imballata in 43 panetti. L’episodio
ne ricorda uno simile avvenuto
poco tempo prima presso il valico di
Chiasso-Strada. In quell’occasione le
guardie di confine avevano fermato
un trentenne italiano e sequestrato
34 panetti contenenti quasi 56 chilogrammi di marijuana nascosti nel suo
veicolo. Come è emerso dalle indagini
del pubblico ministero, la droga era
destinata alla regione di Ginevra.
«Chi va piano va sano e lontano»
è la versione «popolare» del motto
«festina lente» (affrettati lentamente)
attribuito all’imperatore Augusto
(63 a.C.–14 d.C.), secondo il quale
è meglio agire senza indugi ma con
cautela.
Trucchi dei contrabbandieri: l’apparenza inganna
Spesso l’apparenza inganna. E lo sanno bene i collaboratori dell’AFD. Normalissimi oggetti vengono infatti utilizzati
come nascondigli dai contrabbandieri e talvolta servono addirittura a camuffare armi. Da sempre, i trafficanti di droga
e di armi riescono a trovare idee nuove e insolite per contrabbandare la loro merce. Forum D. presenta man mano
alcuni di questi oggetti.
Sembra essere un crocifisso
In realtà è un pugnale
Fonte: L. Ingivel
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Forum D. | Panorama
In viaggio…
… nel Museo Svizzero dei Trasporti di
Lucerna per visitare l’esposizione speciale
«Cargo - Il fascino dei trasporti»
A fine ottobre ha chiuso i battenti l’esposizione speciale «Cargo – Il fascino dei trasporti» presso il Museo
Svizzero dei Trasporti di Lucerna. In un terminal container collocato nell’arena del museo, la mostra illustrava
i molteplici aspetti dei trasporti e della logistica. Anche l’AFD ha partecipato al progetto insieme a STOP ALLA
PIRATERIA, la piattaforma svizzera di lotta alla contraffazione e alla pirateria.
Il Museo Svizzero dei Trasporti
di Lucerna è il museo più visitato in
Svizzera. Espone circa 3000 oggetti
su una superficie di 20 000 metri
quadrati. L’esposizione speciale ha
consentito ai visitatori di capire nessi
e retroscena delle catene di trasporto
internazionali e ha inoltre fornito
spunti per riflettere sul proprio comportamento in materia di mobilità.
A tale scopo l’arena del museo è stata
trasformata in terminal container.
Ogni container presentava diversi
settori della logistica, organizzazioni e
Terminal container al centro del museo
Uffici federali tra i quali anche l’AFD,
che insieme a STOP ALLA PIRATERIA
ha trattato il tema dell’economia
sommersa.
Economia sommersa
La dogana svizzera e STOP ALLA
PIRATERIA hanno spiegato il tema
dell’economia sommersa mostrando
le ripercussioni del commercio globalizzato.
Il container della dogana conteneva
merci sequestrate appartenenti ai settori più disparati, pannelli informativi,
una stazione multimediale interattiva
con filmati nonché opuscoli informativi sui compiti svolti dall’AFD nel
commercio transfrontaliero.
In determinati fine settimana, alcuni
doganieri erano presenti sul posto, a
disposizione dei visitatori.
Presentazioni speciali del Cgcf
In cinque domeniche durante il
periodo espositivo, il Cgcf ha fatto
vedere al pubblico il lavoro dei suoi
specialisti.
Forum D. | Panorama
L’entrata del container della dogana
Benvenuti nel container della dogana!
Uno specialista per ogni situazione
Chi cerca trova: un cane antidroga
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Forum D. | Panorama
Violenza al confine
«Aggrediti a tradimento nella notte»
(parte 1)
Ogni giorno il Cgcf ferma in media 40 persone ricercate e tre bande in possesso di refurtiva o arnesi da scasso.
A questi fermi si aggiungono i casi di contrabbando di armi e stupefacenti, immigrazione illegale (passatori)
o contrabbando organizzato. Che la realtà professionale di una guardia di confine possa includere situazioni
estreme è nella natura stessa del mestiere. Nei suoi 120 anni di storia, il Cgcf ha vissuto esperienze drammatiche, a volte con esito tragico. In una serie di tre episodi, Forum D. racconta le vicende vissute da guardie che
hanno pagato con il sangue il loro impegno a favore della sicurezza del Paese.
al. Nel 2010 il Cgcf ha registrato
154 casi di violenza e minacce nei
confronti di propri membri; nel 2011
sono stati 202 e l’anno successivo
235. A ciò si aggiunge un aumento
del 47 per cento del contrabbando di
Guardia di confine in servizio da sola (1920)
armi vietate: lo scorso anno i sequestri
sono stati 1931, contro i 1308 del
2011. Queste cifre dimostrano che al
confine vi è un potenziale di violenza.
Fortunatamente, nell’ultimo decennio nessuna guardia ha perso la vita
per mano di terzi,
malgrado l’aumento
della criminalità transfrontaliera. Tuttavia
ciò non è dovuto
solo alla fortuna,
ma anche e soprattutto alle capacità e
alle conoscenze di
un personale ben
formato.
Guardia di confine,
un mestiere pericoloso
La professione di
guardia di confine
non è mai stata priva
di pericoli. Fin dall’istituzione del Cgcf
nel 1894, le guardie
hanno convissuto con
la violenza, non da
ultimo perché il loro
compito principale
era quello di «scoprire, impedire e
reprimere il contrabbando». Nelle regioni
in cui, per tradizione,
il traffico transfrontaliero era particolarmente forte, la
popolazione locale
guardava le guardie con diffidenza.
Ma non solo. Spesso si è passati
anche alle vie di fatto: come si legge
nei rapporti dell’epoca, nei primi anni
di esistenza del Corpo diverse guardie
sono state assalite a tradimento,
derubate, malmenate e perfino ferite
gravemente. Anzi, talvolta erano
proprio le autorità locali a sabotare
gli sforzi finalizzati a reprimere il
contrabbando.
Sebbene la letteratura degli anni
Quaranta dipinga con tratti romantici il contesto in cui si muovevano
le guardie il lavoro quotidiano delle
guardie di confine era tutt’altro che
facile. Le condizioni lavorative erano
dure e imponevano grandi sacrifici.
Non di rado la loro l’incolumità era
messa a rischio. Soprattutto durante
le due Guerre, i confini erano irti
di pericoli e gli scontri a fuoco tra
guardie e contrabbandieri armati non
mancavano.
Il periodo della Prima
guerra mondiale
Durante il primo conflitto mondiale,
il confine nord-occidentale della
Svizzera era presidiato da circa
220 000 soldati. Una sorveglianza
intensa in una situazione di grande
tensione, che inevitabilmente divenne
teatro di tragiche fatalità mietendo
vittime sia nel Cgcf sia nell’esercito.
Quello di Edmund Zumsteg fu il primo
caso noto in cui una guardia di confine perse la vita in servizio: fu assassinato il 6 giugno 1916 da un soldato
tedesco nei pressi di Flüh (SO). Il Reich
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Una guardia ferma cinque contrabbandieri
(1942)
Esercitazione per l’uso della pistola mitragliatrice LMG 18
versò alla vedova 22 000 franchi a
titolo di indennizzo. Lo stesso destino
toccò a Heinrich Kaspar, ucciso il 12
aprile 1918 vicino a Rheinfelden (AG)
da una pattuglia dell’esercito svizzero.
Miglior fortuna ebbe Aloïs Aubry,
vittima due giorni prima a Lucelle
(JU) degli spari di un soldato svizzero.
Sopravvisse nonostante le gravi ferite
riportate ma rimase invalido. La vita
di Alfred Bürki fu invece stroncata il
13 settembre 1919 nell’ufficio doganale di Thayngen-Schlatt da un colpo
partito accidentalmente da un’arma
di fabbricazione straniera, manipolata
in modo errato da un agente della
polizia militare.
Il periodo interbellico
Durante la guerra, contrabbandieri,
passatori e speculatori potevano
esportare la loro merce più o meno
legalmente, ma poi gli alleati non
tollerarono più questi traffici e
imposero regole severe. La situazione
in Svizzera era estremamente tesa
anche sul piano sociale. Nel 1918,
circa un sesto della popolazione era
indigente. Queste circostanze
portarono inevitabilmente a conflitti,
che il 12 luglio 1919 culminarono
nel ferimento grave di una guardia
di confine. Un contrabbandiere con
l’uniforme dell’esercito francese sparò
a Gottlieb Frey trafiggendogli un polmone. Dopo il 1923 divennero ricorrenti le violazioni dei confini ad opera
delle camicie nere fasciste e, dal 1933,
delle SA. Pur arrivando ogni tanto alle
vie di fatto, tali violazioni non ebbero
mai conseguenze letali.
Va comunque detto che gli autori
non sempre erano contrabbandieri.
Il 18 febbraio 1937 a Scudellate, un
uomo affetto da turbe psichiche sparò
a una guardia di nome Rosetti, ferendolo gravemente. Lo sparatore venne
arrestato in Francia.
Un apice tragico
Il progressivo razionamento dei beni
disposto dal Consiglio federale nel
settembre 1939 allo scoppio della
Seconda guerra mondiale favorì il
mercato nero. Sebbene inizialmente
la fitta sorveglianza dei confini avesse
un effetto dissuasivo, negli anni
successivi il contrabbando aumentò
in modo considerevole: nel 1945 le
guardie di confine segnalarono oltre
18 000 casi. Di pari passo si intensificò
il ricorso alla violenza e alle armi su
entrambi i fronti. Tra il 1941 e il 1945,
ben otto guardie di confine furono
assassinate nell’esercizio delle loro
funzioni: Fritz Mösli (1941), Charles
Chevalley (1942), Willy Rohr (1944),
Luigi Meschini (1945), Arthur Sauter
(1945), Giuseppe Socchi (1945), Ovidio Maggi e Hermann Noser (1945).
Ad eccezione di Fritz Mösli (ucciso da
bracconieri) e Willy Rohr (ucciso per
sbaglio da un soldato delle truppe di
frontiera), gli altri persero la vita per
mano di contrabbandieri.
Con la fine della Seconda guerra
mondiale, il confronto armato tra
guardie e contrabbandieri cessò quasi
da un giorno all’altro. La crescita
economica cominciata poco dopo
nell’Europa occidentale ridusse gli
episodi violenti al confine. La situazione divenne più tranquilla e per
qualche decennio non si verificarono
omicidi di guardie da parte di terzi.
Purtroppo, la radicalizzazione politica
degli anni Settanta riportò la violenza
al confine ad opera di terroristi e
criminali pericolosi.
Continua nel prossimo numero
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Richieste alla dogana (parte 9)
Landjäger, latticello e sconto doganale per
adolescenti
Ogni giorno l’AFD riceve decine di richieste da parte di cittadini svizzeri e stranieri. Forum D. ne ha raccolto
una serie divertente, secondo il motto «non c’è nulla che non esista». Di Roman Dörr, perito doganale, ufficio
doganale di Pratteln
Importazione di uno scooter
«Vorrei importare in Svizzera uno
scooter usato. Di quali documenti
necessito? Di fatto è già a casa mia, a
Meiringen, nello splendido Oberland
bernese.»
Vendita online
«Vorrei creare una vendita online di
prodotti per lo più a buon mercato:
portacellulari e forse anche bigiotteria. Su alcuni portacellulari figura la
scritta Coca-Cola: la vendita è vietata?
Quanti pezzi se ne possono ordinare?
Questa piccola attività, una volta creata, è da considerarsi una ditta?»
Landjäger
«Da nove anni mio figlio abita a Hong
Kong. Vorrei spedirgli i Landjäger:
posso farlo?»
In viaggio con un pullman di linea
«La settimana scorsa ho effettuato
un viaggio con un pullman di linea
a lunga distanza che offre viaggi a
prezzi vantaggiosi. Ho pensato che
in questo modo venivano importate
illegalmente merci proibite in Svizzera.
In effetti a Basilea non siamo stati
sottoposti a controllo! A Francoforte
sono salite circa 15 persone, ma
intorno al pullman ve n’erano una
ventina. Il conducente ha sistemato
i bagagli nel mezzo. Tra questi
potrebbe esserci stata anche merce
illegale. Ad un certo punto vi è stato
il cambio del conducente per via della
lunghezza del viaggio. Non vi era dunque nessuno che avesse la situazione
sotto controllo. Una volta giunti al
capolinea a Zurigo, c’era di nuovo una
moltitudine di gente: magari, nella
confusione, qualcuno si è avvicinato
al pullman e ha semplicemente ritirato
una valigia contenente merce illegale.
Per me sarebbe stato relativamente
semplice contrabbandarne. Pertanto
sarebbe opportuno controllare in
modo approfondito questo genere di
veicoli.»
Burro o latte
«In provenienza dalla Germania e in
veste di privato, qual è la quantità
di latticello ammessa in franchigia di
dazio nel traffico turistico? Il latticello
è considerato latte o burro? Rientra
nel contingente lattiero malgrado
contenga solo un tenore di grasso
minimo?»
Qual è il carico massimo?
«Qual è il carico massimo autorizzato
per un autocarro da 7,5 tonnellate
che vogliamo impiegare per il trasporto di masserizie di trasloco dalla
Germania in Svizzera?»
Abiti da donna
«Devo pagare l’IVA se oltre confine
acquisto vari abiti da donna per un
totale di 450–500 franchi e sono
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ho pagato la multa. Non mi ricordo
neanche in quale Cantone è successo,
so solo che ero vicino al confine con la
Germania. Purtroppo mi mancano altri
dati sulla multa e non ho più presente
il numero di targa. È possibile scoprire
se c’è ancora qualcosa in sospeso sulla
scorta dei miei dati?»
accompagnata da mio marito? O il
valore della merce viene diviso in due,
anche se gli abiti sono destinati a
me?»
Noce di cocco con germoglio
«Posso portare in Svizzera una noce
di cocco con germoglio come souvenir
dalla mia spiaggia preferita delle
Maldive?»
Cos’è una strada nazionale?
«Nei prossimi giorni sarò a Costanza
e poi vorrei recarmi a Kreuzlingen.
Necessito di un contrassegno stradale? Non so cosa sia esattamente
una strada nazionale: come faccio
a capire dove inizia? O pensate sia
meglio che prenda un taxi per la mia
visita di mezza giornata?»
Pullover contraffatto?
«Vorrei acquistare un pullover online.
Attualmente si parla molto di plagi,
per cui non so se posso ordinarlo
senza problemi o se potrebbe trattarsi
di una contraffazione. Dato che sul
sito è menzionato chiaramente che si
tratta di un «fake», non vorrei assolutamente avere problemi.»
Sconto doganale per adolescenti?
«Mio figlio di 15 anni adora una
marca di vestiti americana. Vorrebbe
ordinare via Internet la collezione
estiva, per un importo di circa 500
franchi. Come si calcolano i tributi
da pagare al momento dell’arrivo del
pacco? Gli adolescenti beneficiano di
uno sconto doganale?»
Eccesso di velocità
«Anni fa sono stato multato per
eccesso di velocità ma non so più se
Non sapere più che pesci pigliare
«Dopo vent’anni di permanenza in
Sudafrica, a inizio anno sono tornato
in Svizzera per motivi familiari. A Città
del Capo ho affidato il trasporto via
mare di tutte le mie cose a una ditta
di spedizioni. La merce è bloccata già
da alcune settimane in un magazzino
della ditta a Londra. Dopo aver inviato
una serie interminabile di moduli (che
non era consentito spedire né per
e-mail né per fax e che ho dovuto
compilare con la penna blu), oggi mi
hanno persino chiesto di fornire una
prova della mia partenza dal Sudafrica. Cose da non credere! Io non so
più che pesci pigliare. Allora vi chiedo:
potreste intervenire a Londra per
conto mio?»
Vino naturale
«Vorrei dare sei litri di vino naturale
di provenienza tedesca a una persona
che abita in Svizzera. Poiché questa
persona porta già con sé due litri, vorrei imporre i miei sei litri in anticipo,
in modo da facilitargli le formalità al
passaggio del confine. Posso pagarvi
i 3.60 franchi dovuti mediante codice
SWIFT-IBAN e far valere il giustificativo
come versamento o esiste una procedura più semplice?»
Cippo di confine
«Un amico di lunga data della Germania compirà 80 anni il mese prossimo.
Da quando lo conosco sogna di avere
un cippo di confine da piazzare nel
suo giardino. Adesso sono riuscito a
procurarmene uno ufficiale tramite
il mio geometra. Posso attraversare
il confine con questo cippo o devo
presentare domanda alle autorità
doganali?»
Regalo di commiato
«Dopo 12 anni, il nostro amato
pastore lascia la comunità per trasferirsi con la sua famiglia in Svizzera.
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Dato che siamo stati il suo primo
gruppo di confermandi, vorremmo
fargli un regalo di commiato.
Abbiamo subito pensato a un albero,
perché lui e i suoi familiari si dilettano
nel giardinaggio e in Svizzera avranno
un grande giardino. Il pastore può
portare con sé l’albero senza correre il
rischio di doverlo lasciare in dogana?
O devo inoltrare dei documenti per
fare in modo che possa entrare in
Svizzera con l’albero?»
Riccio africano dal ventre bianco
«Per il mio compleanno la mia collega
mi regalerà un riccio africano dal
ventre bianco, che però devo andare a
prendere in Germania, probabilmente
in treno. Dispongo già dell’autorizzazione del servizio veterinario in
Svizzera. Quali disposizioni doganali
vengono applicate?»
Seggiolini da bambino
dal Giappone
«Per importare seggiolini da bambino
dal Giappone vi sono restrizioni?
Questi articoli devono essere previamente omologati da un’autorità
competente o dall’ente per il controllo
dei materiali?»
Dentifricio americano
«Vorrei ordinare un dentifricio americano su una piattaforma Internet.
Mi interesserebbe sapere se l’importazione di dentifricio dagli Stati Uniti
è soggetta a restrizioni o addirittura
vietata.»
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Felix Gmür, vescovo di Basilea
Quando penso alla dogana...
Ho vissuto più di un quarto della mia
vita all’estero. Diverse volte all’anno
attraversavo i posti di confine, perlopiù
in treno. Schengen allora non esisteva,
per cui merci e persone venivano
controllate in egual misura. Il primo
controllo si fa con lo sguardo, che è
anche il primo contatto tra guardia
di confine e viaggiatore. Spesso tutto
finisce lì: il tempo di uno sguardo. Le
guardie di confine devono decidere in
fretta. Forse usano metodi che hanno
imparato, ma anche l’intuito e la cono-
disse. Fu tutto inutile. Probabilmente
l’allusione indiretta al colore della
pelle li aveva offesi. In effetti i controlli al confine non hanno nulla a che
vedere con il disprezzo nei confronti
di determinate persone. I funzionari
della dogana fanno semplicemente il
loro lavoro e si comportano in base alle
esperienze fatte. A Lindau ci ordinarono di scendere. Rispondemmo a una
sfilza di domande (da dove arrivate,
dove andate, perché, quale percorso
avete fatto, a che ora siete partiti, qual
scenza dell’animo umano sono decisivi.
Un giorno, in un compartimento
sedevamo un signore di colore e io. A
Sankt Margrethen salirono i doganieri
tedeschi. «Viaggiate insieme?» «Sì,
stiamo nello stesso compartimento»,
risposi. Non ci conoscevamo, avevamo
solo scambiato quattro chiacchiere. Ma
per i doganieri non era una casualità:
magari eravamo amici o complici. Il
mio compagno di viaggio sapeva con
assoluta certezza che lo avrebbero controllato. «Lo so che mi controllate, ma
io non contrabbando proprio niente»,
è il vostro bagaglio, favorite esibire il
passaporto, il permesso di soggiorno
ecc.). Aprirono perfino il mio fazzoletto
sporco. Alla fine riuscimmo a prendere la coincidenza ugualmente. Io
mantenni la calma e cercai di mostrare
comprensione. Sulla stessa tratta mi
era già capitato di vedere fermare dei
delinquenti. «Una volta hanno preso
un pesce grosso», mi svelò il cameriere
della carrozza ristorante.
Questo episodio dimostra che il lavoro
in dogana è molto interessante, poiché
gli impiegati doganali incontrano per
primi qualsiasi persona che viaggia e
attraversa i confini. E qui ne entrano
in gioco tanti: i confini doganali, nazionali, linguistici; i confini delle valute,
i confini culturali, delle leggi, delle
regole e via di seguito. Da quando
esistono l’UE e l’accordo di Schengen,
si parla di «frontiere esterne». Lampedusa è una di queste. Là si capisce
che ci sono i confini aperti,
ma che questi confini possono anche
essere chiusi. Essi uniscono e dividono.
Qualche volta il confine diventa teatro
di tragedie: legami
spezzati, arresti e
decessi drammatici.
A Lampedusa approdano anche persone
già morte. In quei
frangenti i doganieri
non si occupano di
documenti d’importazione e container,
di merci legali e illegali, ma si misurano
con tutto il dramma
del mondo e i limiti
della sua ingiustizia.
Papa Francesco ha
visto che qualcosa
non va, che c’è da
dispiacersi. Politici,
operatori umanitari,
manager e salvatori del mondo si
incolpano a vicenda.
Lampedusa rivela
che tuttora le merci circolano più liberamente delle persone. Perché queste
ultime portano nuove idee e altre
abitudini di vita, come del resto succede con alcune merci. Basti pensare ai
nuovi apparecchi di comunicazione di
piccole dimensioni. Durante l’avvento
se ne importano a migliaia e parecchi
uffici doganali dovranno controllare se
sono esenti dal dazio o meno. Auguro
ai doganieri tanta pazienza e prudenza nel proprio lavoro. Anche con le
persone.
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