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Volontari antifascisti toscani nella guerra civile spagnola
Le biografie
A cura di
Ilaria Cansella e Francesco Cecchetti
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Progetto ISGREC
(Orden PRE/786/2010, de 24 de marzo, Ministerio de la Presidencia)
La guerra civil española: escuela de antifascismo y de ciudadanía europea.
Comunicar y difundir algunas memorias y historias ejemplares de brigadistas.
CD - Produzione ISGREC
Grafica di copertina: Francesco Canuti
Impaginazione: Barbara Solari
Riproduzione C&P Adver – Effigi
Arcidosso (Grosseto)
Novembre 2011
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Nota introduttiva alle biografie
L’ultima tappa della ricerca sulla partecipazione antifascista alla guerra civile spagnola, iniziata nel
2007 dall’Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea e finanziata dal
governo di Madrid, è il progetto La guerra civil española: escuela de antifascismo y de
ciudadanía europea. Comunicar y difundir algunas memorias y historias ejemplares de
brigadista (Orden PRE/786/2010, de 24 de marzo, Ministerio de la Presidencia). Il lavoro pluriennale
si conclude, per ora, con la revisione e rielaborazione delle biografie dei volontari toscani, già
pubblicate, tra 2008 e 2011, nel sito Web www.isgrec.it/sito_spagna/index.htm
Istruzioni per l’uso
Per le biografie, si è scelto il formato digitale: il cd contiene 408 schede nominative, suddivise in
campi specifici e brevi biografie dei volontari che allo stato attuale della ricerca è stato possibile
identificare con certezza.
Nei campi iniziali si trovano le informazioni relative a: nome di battaglia, luogo di nascita,
appartenenza politica e professione dei volontari toscani; la nota biografica seguente approfondisce,
invece, la vita del volontario, prendendo in considerazione anche il periodo precedente e quello
successivo alla durata della guerra (nei casi in cui i dati disponibili lo hanno consentito). La parte
narrativa della scheda è in genere breve, ma varia in corrispondenza con la quantità e qualità delle
informazioni reperite.
È necessario precisare che si è scelto di attribuire la qualifica di volontari anche a coloro che
ebbero ruoli di assistenza e collaborazione attiva pur non essendo combattenti. Quanto ai criteri di
appartenenza geografica, abbiamo inserito:
- nati in Toscana e partiti per arruolarsi dalla stessa o da altre regioni durante lo svolgimento della
guerra;
- nati in altre regioni, ma partiti con certezza dalla Toscana durante lo svolgimento della guerra;
- individui di origini familiari toscane e provenienza dalla Toscana per emigrazione all’estero nel
periodo precedente allo scoppio della guerra; si tratta per lo più di emigrati politici, quasi tutti in
Francia.
Brevi note di metodo
Nel corso del tempo, quanto più si è allargata la mappa degli archivi individuati e con il
progressivo crescere dei sondaggi, ci si è dovuti misurare con discrepanze, casi di duplicazione di nomi
o trascrizioni imprecise di date e luoghi di nascita o residenza. Abbiamo sottoposto tutti gli elementi
nuovi al continuo incrocio con le fonti storiografiche, ma l’obiettivo della composizione di una lista
definitiva di volontari e dell’elaborazione di biografie precise e omogenee per quantità e qualità di dati si
è allontanato in corrispondenza con il continuo emergere di nomi nuovi, con la ricostruzione di
percorsi verso la Spagna – geografici e non solo – tutt’altro che lineari. Dato simmetrico, questo, al
continuo fluttuare delle liste generali di volontari italiani, elaborate a livello nazionale.
A suggerire prudenza e mantenere del tutto aperta la ricerca, dunque, è in primo luogo la
consapevolezza della possibilità di emersione di nuove fonti, ma anche il permanere di incertezze per le
frequenti contraddizioni che si sono rilevate. Non è stato facile, di fronte a seri dubbi sull’effettivo
status di volontari, fissare un criterio di esclusione in base a categorie generali, ad esempio, distinguendo
i casi certi da quanti le Rubriche di frontiera dichiaravano in Spagna o dagli antifascisti definiti senza
prove “sospetti miliziani”. Tendenzialmente abbiamo dato credito alle informazioni supportate da più
fonti incrociate, ma esaminando caso per caso e tenendo presente l’intenzionalità implicita in ciascun
tipo di documento: dalla disinvoltura con cui il solo sospetto è tradotto in certezza in ricerche e
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informative di polizia, ai dubbi posti dall’attendibilità di denunce offerte o estorte, al diverso contesto in
cui sono raccolte testimonianze posteriori finalizzate a riconoscimenti.
A conclusione di una ricerca, universalmente riconosciuta di estrema difficoltà, rimaniamo
doverosamente aperti a ulteriori contributi per una conoscenza progressivamente più sicura,
mantenendo qualche riserva sullo stato delle acquisizioni raggiunte. Ci sembra quindi scelta ragionevole
non eliminare, ma segnalare separatamente i casi più problematici, su cui saranno indispensabili ulteriori
verifiche. In effetti, non volendo escludere nessun nome per una scelta morale, oltre che funzionale ai
possibili sviluppi di questo lavoro, si è deciso di mantenere 38 nominativi in una sezione esterna al
database, con le brevi annotazioni biografiche relative: tali casi sono quelli in cui la partecipazione alla
guerra di Spagna non è comprovata dai dati esistenti, ma suggerita esclusivamente o per lo più da fonti
di polizia.
Ringraziamenti
Cogliendo la straordinaria opportunità offerta dall’attenzione del governo spagnolo verso la
memoria di questo evento cruciale del Novecento europeo, l’ISGREC fin dal 2006 ha voluto
partecipare ai bandi, rivolti a soggetti spagnoli, ma aperti anche agli altri paesi europei, para la concesión de
subvenciones destinadas a actividades relacionadas con las víctimas de la guerra civil y del franquismo. Abbiamo
presentato, nel corso del tempo, tre progetti, con un tema specifico, la partecipazione degli antifascisti
toscani come volontari alla Guerra civile spagnola, e l’intenzione di tenere insieme ricerca storica,
divulgazione, memoria. Al governo spagnolo che li ha accolti e sostenuti e alla cultura della memoria
che sta promuovendo dobbiamo il finanziamento di tutto il progetto.
Siamo debitori dei primi suggerimenti, fondamentali per l’impostazione della ricerca, e per
preziosi consigli durante il percorso, al professor Enzo Collotti. Nei diversi momenti del lavoro, altri
storici hanno messo a nostra disposizione le loro competenze: Alfonso Botti, Anna Garcia, Gianni
Perona, Dénis Peschanski, Gabriele Ranzato, Claudio Venza. Ci siamo potuti giovare degli studi che nel
tempo sono stati realizzati e pubblicati, a partire dai lavori pionieristici dell’AICVAS e della Biblioteca
Franco Serantini, ma anche delle ricerche promosse da studiosi della rete nazionale degli istituti storici
della Resistenza italiani. A Enrico Acciai, autore di un saggio, che è stato inserito nel volume, siamo
grati per la generosità con cui ha messo a disposizione del gruppo di ricerca documentazione preziosa,
cui non era stato possibile avere accesso. Per la Toscana, una base di partenza è stata la tesi di laurea di
Duccio Basi; fondamentale per le biografie dei grossetani il volume di Fausto Bucci. Gli istituti storici
della Resistenza e le sezioni ANPI della Toscana hanno fornito notizie utili; in particolare l’ISRT di
Firenze e gli istituti toscani di Lucca, Pistoia, Pontremoli e Siena, l’Anpi di Prato, cui aggiungiamo il
Centro Documentazione sull’antifascismo del Comune di Empoli e la Biblioteca Franco Serantini di
Pisa. Il direttore dell’istituto Parri di Bologna, Luca Alessandrini, ha generosamente consentito, nel sito
Web frutto dei primi due progetti (www.isgrec.it/sito_spagna/index.htm), l’utilizzo della cronologia,
elaborata da lui per la mostra Immagini nemiche. Il regista Umberto Lenzi ha permesso di visitare il suo
prezioso archivio privato. Un grazie anche a quegli studiosi che, avendo incontrato nelle loro ricerche
alcune singole figure da noi biografate, ci hanno messo a disposizione il materiale raccolto, in
particolare Andrea Giaconi, Mino Paradisi e David Shonfield.
Siamo grati a tutti gli archivisti che hanno facilitato le ricerche. In Italia, Mirko Bianchi (ISRT,
Firenze), Gianluca Fulvetti (Istituto storico della Resistenza di Lucca), Simonetta Carolini (ACS, Roma),
Gabriella Solaro (INSMLI, Milano); Maddalena Corti (AS, Grosseto), la Direzione e il personale degli
Archivi di Stato della Toscana; operatori di archivio e biblioteca della Fondazione Istituto Gramsci di
Roma. In Francia, la Direzione e il personale degli Archivi Dipartimentali (Archives Départementales
des Pyrénées Orientales e d’Ariège), degli Archives Nationales e del Mémorial de la Shoàh di Parigi.
Hanno assistito i ricercatori durante la lunga permanenza a Perpignan Madeleine Clauss, Paul
Hernandez, Catherine Otero.
La collocazione di una targa in memoria dei volontari toscani, a La Jonquera, è stata possibile
solo grazie alla generosa collaborazione dell’Alcarde di La Jonquera, Jordi Cabezas Llobet, e del
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Direttore del Museu Memorial de l’exili (MUME), Jordi Font. La Direzione del MUME ha accolto
l’invito a rendere stabile la collaborazione con l’ISGREC; analogamente si è approfondito il rapporto
con Istituzioni, attive nel settore della memoria storica francesi, come la Maison d’Izieu.
Gli enti locali, Comune e Provincia di Grosseto, e la Regione Toscana, hanno seguito con
sensibilità il lavoro, mentre l’Ambasciata di Spagna a Roma ha concesso patrocinio alle iniziative
pubbliche. Ne ha incoraggiata e seguita con passione la realizzazione Adolfo Turbanti, Presidente
dell’ISGREC; Marina Anselmi, Laura Benedettelli, Anna Marina Copponi, Valerio Entani, Martina
Giovannini, Riccardo Lucetti, Umberto Farnocchia, Barbara Solari, Elena Vellati hanno affiancato
quotidianamente le numerose attività necessarie a portarlo a termine.
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ABBREVIAZIONI
ACGav Archivio del Comune di Gavorrano
ACS Archivio Centrale dello Stato
CPC Casellario Politico Centrale
Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol. Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica
Sicurezza, Divisione Polizia Politica
ADEA Archives Départementales de l’Ariège (Foix)
ADPO Archives Départementales des Pyrénées Orientales (Perpignan)
AEIF Archivio Ellis Island Foundation
AFIGRo Archivi della Fondazione Istituto Gramsci (Roma)
AICVAS Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti in Spagna
AISGREC Archivio dell’Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea
ANF Archives Nationales de France
ANPI Associazione Nazionale Partigiani Italiani
ANPPIA Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti
ASFi Archivio di Stato di Firenze
ASGr Archivio di Stato di Grosseto
ASLi Archivio di Stato di Livorno
ASLu Archivio di Stato di Lucca
ASMs Archivio di Stato di Massa Carrara
BDIC Bibliothèque de Documentation Internationale Contemporaine (Nanterre)
CdL Camera del Lavoro
CdP Casa del Popolo
CGL Confederazione Generale del Lavoro
CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro
CGT Confédération Générale du Travail
CLN Comitato di Liberazione Nazionale
CLNAI Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia
CNT Confederación Nacional del Trabajo
CPLN Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale
CTE Compagnie de Travailleurs Étrangers
CTV Corpo Truppe Volontarie
CUMER Comando militare unificato Emilia-Romagna
ELAS Ελληνικός Λαϊκός Απελευθερωτικός Στρατός, Esercito Popolare Greco di Liberazione
FAI Federación Anarquista Iberica
FAIt Federazione Anarchica Italiana
FFI Forces Françaises de l’Intérieur
FGS Federazione Garibaldini di Spagna
FILT Federazione Italiana Lavoratori Trasporti
FIOM Federazione Impiegati Operai Metallurgici
FMD Foundation pour la Mémoire de la Déportation
FTP Francs Tireurs Partisans
GAP Gruppo di Azione Patriottica
GL Giustizia e Libertà
INPS Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale
ISRECLu Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Lucca
ISRT Istituto Storico della Resistenza in Toscana
LIDU Lega Italiana per i Diritti Umani
MAE Ministero degli Affari Esteri
MOI Main d'Œuvre Immigrée
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MVSN Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale
NKVD Narodnyj Komissariat Vnutrennich Del, Commissariato del Popolo per gli Affari
Interni
OSS Office of Strategic Service, Dipartimento Servizi Strategici (USA)
PCd'I Partito Comunista d’Italia
PCE Partido Comunista de España
PCF Parti Communiste Français
PCI Partito Comunista Italiano
PNF Partito Nazionale Fascista
POUM Partido Obrero de Unificación Marxista
PRI Partito Repubblicano Italiano
PS Pubblica Sicurezza
PSI Partito Socialista Italiano
RSI Repubblica Sociale Italiana
SAP Squadre di Azione Patriottica
SIM Servizio Informazioni Militari
SPI-CGIL Sindacato Pensionati Italiani - Confederazione Generale Italiana del Lavoro
SIUSA Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche
SRI Soccorso Rosso Internazionale
TS Tribunale Speciale
UPI Unione Popolare italiana
USI Unione Sindacale Italiana
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LE BIOGRAFIE
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AGOSTINI TORELLO
Luogo di nascita: Serravalle (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Dentista, sguattero, cementista, bracciante, manovale
Nato il 17/11/1896 a Serravalle da Serafino ed Eugenia Chiti. Attivo politicamente fin da giovanissimo,
è più volte arrestato nell'anteguerra. Espatriato in Francia nel 1923 si stabilisce a Mentone, poi nel
febbraio 1926 si sposta a Nizza (Alpes Maritimes) dove lavora come sguattero e manovale. Iscritto in
Rubrica di frontiera per il provvedimento d'arresto. Attivo antifascista anche all'estero, è espulso dalla
Francia nel 1929 e si sposta in Belgio a Bruxelles, quindi in Lussemburgo. Rientrato clandestinamente
in Francia in data imprecisata, si stabilisce a Marsiglia (Bouche du Rhône) dove lavora nei vigneti. È
arrestato nel febbraio 1932, per contravvenzione al decreto di espulsione, e incarcerato per tre mesi. In
seguito, secondo la sua dichiarazione, vive "per circa due o tre anni, facendo vari mestieri e cercando di
sfuggire alle ricerche della polizia, tra Marsiglia, Perpignano, Bezier ed Antibes". Si sposta poi in
Corsica, a Bastia, dove risiede dalla fine del 1934 all’agosto del 1935. Verso la fine del 1935 fa ritorno a
Marsiglia e poco dopo si sposta a Nimes (Gard). Nuovamente condannato a tre mesi di prigione, uscito
dal carcere, dopo aver trascorso alcuni mesi tra Perpignan (Pyréneés Orientales), Bèziers (Hérault) e
Carcassonne (Aude), si imbarca per Barcellona per arruolarsi con le Brigate Internazionali. Combatte
nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") dal 16/8/1936 al 1/2/1938. Rientrato in Francia, è
internato ad Argelès, ma dopo circa tre mesi evade e ripara a Bordeaux (Gironde), dove lavora al porto.
Verso la fine del 1939 si sposta con la compagna e i due figli a Tarbes (Hautes Pyréneés), dove rimane
fino all’aprile 1940, quando, secondo la sua dichiarazione, è arrestato e internato a Barcarès. Evaso, è
riarrestato dopo un mese e internato a Gurs, poi dopo qualche mese è trasferito a Rivesaltes. Liberato
dalla Croce Rossa Italiana l'8/4/1941 e rimpatriato in Italia, viene fermato sul confine nell'aprile 1941,
ma è rilasciato dopo un mese.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
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AIACCI AURELIO
Luogo di nascita: Cavriglia (AR)
Orientamento politico: Comunista, anarchico
Professione: Minatore, distillatore
Note: Fratello di AIACCI TERZILIO
Nato a Cavriglia il 25/11/1903 da Angelo e Maria Faustina
Pierazzi. Lavora in miniera fin da giovanissimo, non se ne
conoscono precedenti politici prima dell'espatrio nel novembre o
dicembre 1923, ma la polizia italiana lo identifica a quella data
come iscritto al PCd'I anche se "semplice gregario". Nel 1929
risiede a Cavillargues (Gard) dove è distillatore, poi è a Ales (Gard)
insieme con il fratello Terzilio. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel
Bollettino delle ricerche come "antifascista pericoloso da
arrestare". Per alcune fonti risulta passato in Spagna dopo il
25/10/1936 insieme con il fratello e con Alpinolo Bucciarelli,
Alessandro Maffei, Pasquale Migliorini, Adolfo Pintucci, Gualtiero
Livi; in altre è segnalato come combattente in Spagna già dal
settembre 1936, insieme con il fratello Terzilio. Arruolato nella
Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") dal 22/12/1936 al
7/4/1937. Secondo alcune fonti, alla fine del 1937 sarebbe
ricoverato all'ospedale militare di Barcellona per le gravi ferite
riportate in combattimento, secondo altre sarebbe caduto a
Huesca, sul fronte di Aragona, il 7/4/1937.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
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AIACCI TERZILIO
Luogo di nascita: Cavriglia (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio
Note: Fratello di AIACCI AURELIO
Nato a Cavriglia il 16/1/1896 da Angelo e Maria Faustina Pierazzi. Attivo politicamente in Italia,
condannato a 10 anni per gli scontri antifascisti di Castelnuovo Sabbioni (del marzo 1921). Rimesso in
libertà nel 1927 probabilmente per amnistia, espatria in Francia con un passaporto cumulativo rilasciato
a diversi operai di Cavriglia per motivi di lavoro e non dà più sue notizie. Solo nel 1936 invia una
fotografia a un fratello a Cavriglia da cui risulta che risiede ancora in Francia ad Ales (Gard). Arrivato in
Spagna secondo alcune fonti già il 26/8/1936, secondo altre l'11/9/1936 (solo dopo il 25/10/1936,
insieme col fratello e con Alpinolo Bucciarelli, Pasquale Migliorini, Adolfo Pintucci, Gualtiero Livi
secondo il DBAI), si arruola col fratello Aurelio nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") ed è
inviato quasi immediatamente a Monte Pelato. Ferito in combattimento. Iscritto in Rubrica di frontiera
e nel Bollettino delle ricerche per l'arresto, è compreso nell'elenco dei sovversivi residenti nella Spagna
rossa. Deceduto in Francia a La Grande Combe (presso Ales) il 6/9/1974.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Comune di Cavriglia, Cavriglia nella lotta di liberazione, Tip. Sociale, Arezzo, [1975]
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
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ALUNNO VITTORIO
Nome di battaglia: “Mozzo”, perché gli mancava un dito della mano sinistra
Luogo di nascita: Grosseto (GR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Carraio, bracciante
Nato il 27/8/1912 a Grosseto da Giuseppe, badilante di Cortona (AR), e Palmira Mari, casalinga
(seconda moglie del padre è Duchina Annunziata). Frequenta le elementari fino al 1927, arrivando alla
sesta classe. In seguito è carraio, addetto alla manutenzione dei fossi nel grossetano e garzone durante la
trebbiatura nella tenuta dei Porciatti a San Lorenzo (dove è mezzadro lo zio materno, Faustino Mari).
Frequenta gli antifascisti grossetani, professando idee comuniste. Espatria il 21/8/1937 con Angelo
Rossi, Luigi Amadei, Pietro Aureli e Italo Giagnoni dalle spiagge di Castiglione della Pescaia verso la
Corsica, su una piccola imbarcazione acquistata con le sottoscrizioni degli antifascisti maremmani.
Arrivato nel porto di Macinaccio, è arrestato e trasferito a Bastia. Respinti gli inviti dell'autorità locale
ad arruolarsi nella Legione straniera, è rilasciato e firma un contratto con un imprenditore di carbone
per tagliare un'assegna di macchia, vicino ad Aiaccio. In seguito ai contatti col PCd'I attraverso un
comunista corso, raggiunge la Spagna presso Albacete nel settembre 1937. Prima di varcare i Pirenei
aveva inviato alla mamma una cartolina illustrata di Marsiglia (Bouche du Rhône) ("Saluti a voi e fratelli.
Vostro figlio Vittorio, 25/10/1937"), ritrovata nella perquisizione del 30/12/1937 nell'abitazione degli
Alunno a Grosseto, dopo che, in seguito a una delazione, il Fascio di combattimento di Orbetello aveva
cominciato a interessarsi dell’espatriato. Dal settembre 1937 è arruolato nella XII Brigata Garibaldi (4°
Battaglione, 2° compagnia) col grado di sergente, che si è guadagnato in combattimento verso la fine
del 1937. Ferito da un colpo d'arma da fuoco, è ricoverato in ospedale e operato. Riprende servizio alla
fine del gennaio 1938 sempre nella Brigata Garibaldi e combatte in Estremadura. Qui, rimasto ferito a
Campillo alle otto del mattino del 17/2/1938, durante la battaglia di Guadalajara, non può essere
evacuato e viene fatto prigioniero. Si presume fucilato dai fascisti il giorno stesso. La morte è dichiarata
in seguito all’atto di notorietà firmato a Grosseto il 6/6/1946 (in presenza di Angiolo Rossi, Lorenzo
Vanelli, Giovanni Trippa e Giuseppe Melli).
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Amici della biblioteca, “Il mi’ paese è libero”: fra testimonianze orali e carteggi: Follonica dal 1940 al 1945, Biblioteca comunale,
Follonica, 1996
Banchi A., Si va pel mondo. Il partito comunista a Grosseto dalle origini al 1944, a cura di Bucci F., Bugiani R., ARCI, Pitigliano,
1993
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000.
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Capitini Maccabruni N., La Maremma contro il nazi-fascismo, La Commerciale, Grosseto, 1985
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
AICVAS
AISGREC (fondo Resistenza in Maremma)
AISGREC (fondo Trueba)
ASGr (fondo Questura)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
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AMADEI LUIGI ANGELO
Luogo di nascita: Lugo (RA)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Contadino
Nato il 21/4/1904 a Lugo da Giuseppe e Rosa Babini, contadini. La famiglia si trasferisce nel 1904 a
Cotignola (RA) dove il giovane Amadei frequenta le elementari. In seguito è bracciante nelle campagne
circostanti. Emigrato a Grosseto nell'aprile 1935, è lollaiolo avventizio nelle campagne grossetane.
Antifascista, frequenta i comunisti Vittorio Alunno e Angiolo Rossi e l'anarchico Italo Giagnoni, ma
non è noto ai fascisti come avversario politico (sarà segnalato come anarchico solo nel 1941, nel Mod.
B compilato dalla Prefettura di Ravenna). Espatria il 21/8/1937 con Angiolo Rossi, Vittorio Alunno,
Pietro Aureli e Italo Giagnoni da Castiglione della Pescaia verso la Corsica, su una piccola imbarcazione
acquistata con le sottoscrizioni degli antifascisti maremmani. Arrivato nel porto di Macinaccio, è
arrestato e trasferito a Bastia. Respinti gli inviti dell'autorità locale ad arruolarsi nella Legione straniera, è
rilasciato e firma un contratto con un imprenditore di carbone per tagliare un'assegna di macchia, vicino
ad Aiaccio. In seguito ai contatti col PCd'I attraverso un comunista corso, raggiunge la Spagna presso
Albacete nell'ottobre 1937. È arruolato nella XII Brigata Garibaldi, e raggiunge il grado di caporale.
All’inizio del 1938 torna in licenza ad Albacete e scrive ai compagni dell'UPI di Bastia (15/1/1938).
Combatte a Campillo in Estremadura nel febbraio 1938, in Aragona nel marzo e sull' Ebro dal luglio
all’ottobre dello stesso anno. È presente al campo di smistamento di Torelló nel settembre 1938.
Nell’agosto 1938, nel frattempo, il Ministero fascista dell'Interno ordina alla Prefettura di Ravenna di
schedarlo e invita la Scuola superiore di Polizia a riprodurre dieci copie di una sua foto (il 5 settembre le
foto sono trasmesse al Ministero e, il 19 successivo, la Prefettura di Ravenna traccia il suo profilo
qualificandolo come antifascista). Iscritto nel Bollettino delle ricerche nel settembre 1938 come
residente in Spagna e arruolato nelle milizie rosse spagnole per il provvedimento di arresto. Lascia la
Spagna nel febbraio 1939 ma sfugge alla detenzione francese. Secondo la documentazione del
Comintern, avrebbe disertato nell’aprile 1938, rifugiandosi a Bastia, ma l’informazione sembra poco
attendibile. È segnalato nel 1941 in Corsica, quindi risiede a San Nicolas (Haute Garonne). Dopo la fine
della guerra è a Grosseto e sposa una ragazza del posto. In seguito si trasferisce a Casteldelpiano (GR)
dove rimane in contatto con Guerrino Alunno, fratello di Vittorio.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Amici della biblioteca, “Il mi’ paese è libero”: fra testimonianze orali e carteggi: Follonica dal 1940 al 1945, Biblioteca comunale,
Follonica, 1996
Arbizzani L., Antifascisti emiliani e romagnoli in Spagna e nella Resistenza, Vangelista, Milano, 1980
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata, Università
degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica,
2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Zocchi L. (a cura di), Pionieri dell’Italia democratica: vite e scritti di combattenti antifascisti, ANPPIA, Roma, 1966
Gnani S., I repubblicani ravvennati di fronte al fascismo (1919-1925), Centro di studi storici e politici del PRI dell’Emilia
Romagna, 1976
ACS CPC
AICVAS
ASGr (fondo Questura)
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
17
ANDREOLI ERMINIO
Luogo di nascita: Piteglio (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante
Nato a Piteglio il 19/12/1912 da Pietro e Annunziata Venturi. Segnalato come comunista in Corsica nel
1930, nel 1937 è nelle formazioni antifranchiste in Spagna come sergente nella 35° Divisione. Subisce
l'amputazione della gamba per ferite riportate in combattimento. Iscritto in Rubrica di frontiera.
Secondo Calandrone sarebbe caduto a Huesca.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF - Quaderni di Farestoria" n. 2/maggio-agosto 2005
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
18
ANDREOLI ERMINDO
Luogo di nascita: Piteglio (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Autista
Nato a Piteglio il 9/12/1902. Iscritto al PCd'I dal 1921. Espatria in Francia a Fenain (Nord-Pas-deCalais) nel 1932 e qui è istruttore militare di Eusebio Ferrari, che sarà una delle figure storiche della
Résistance della regione. Allo scoppio della guerra è tra gli organizzatori del Soccorso ai repubblicani
spagnoli. All'inizio del 1937 si arruola nella XII Brigata Internazionale come sergente nel Battaglione
Dombrowski, poi nel Battaglione Garibaldi (4° compagnia). Combatte a Jarama, poi nel luglio 1937 a
Brunete, quindi a Villanueva del Pardillo. Iscritto al PCE nel 1938. Presente nel campo di smistamento
di Torelló, rientra in Francia all'inizio del 1939 e partecipa alla Résistance insieme con Eusebio Ferrari nel
dipartimento Nord-Pas-de-Calais. Per ordine del partito comunista locale, non partecipa direttamente
ad alcuna azione e rimane così sconosciuto alla polizia francese: in questo modo il suo domicilio serve
da rifugio per i partigiani e Andreoli può organizzare gli attentati "en particulier les minutages précis
pour que les différents exécutants, en partant de points séparés, se retrouvent comme par hasard en
même temps à l’endroit prévu".
FONTI:
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF - Quaderni di Farestoria" n. 2/maggio-agosto 2005
Damiani R., Les italiens du bassin minier du Nord-Pas-de-Calais, in Milza P., Peschanski D., Exils et migrations : Italiens et
Espagnols en France 1938-1946, L’Harmattan, Paris, 1994.
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
19
ANSELMI LUIGI
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio, scaricatore di porto
Nato a Livorno il 3/1/1896 da Oreste e Elvira Gigli. Dal 1922 lavora presso i cantieri Ansaldo.
Espatriato nell'aprile 1924 con la famiglia al seguito a bordo del piroscafo "Lombardo" diretto a Bastia.
Quindi si sposta a Marsiglia (Bouche du Rhône), dove lavora come scaricatore di porto alle dipendenze
di un'agenzia di spedizioni. In Francia milita attivamente nel movimento anarchico ed è in contatto con
Lanciotto Corsi. Nel 1936 e nel 1937 è segnalato in Spagna come combattente antifranchista. Iscritto in
Rubrica di frontiera. È rimpatriato nell'ottobre del 1940 e incarcerato. Durante l'interrogatorio alla
Questura di Livorno, avvenuto il 13/11/1940, nega ogni addebito: viene "solo" diffidato perché le
segnalazioni a suo carico vengono da parte di fiduciari considerati poco attendibili; viene comunque
disposta su Anselmi "opportuna vigilanza". Tra il 1941 e il 1943 torna a lavorare ai cantieri Ansaldo,
mentre dal 1943 al 1948 vive "in ozio". Nel 1948 torna in Francia e nel 1953 risulta di nuovo residente
a Livorno. Poi è di nuovo a Marsiglia, da dove rimpatria nel 1962. Muore a Livorno il 16/3/1976.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
ASLi
20
ANTONI ANTONIO
Nome di battaglia: Sargento
Luogo di nascita: Bagni di Lucca (LU)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Figurinaio, bracciante
Nato a Bagni di Lucca il 26/12/1917 da Edoardo e Assunta Patri. Emigrato nel dicembre 1933 in
Portogallo con regolare passaporto concessogli per motivi di lavoro, si stabilisce a Madera insieme con
la sorella, poi nel marzo 1934 si sposta a Lisbona con il cognato, fabbricante di statuine di gesso. Alla
fine del marzo 1935 si trasferisce a Madrid dove continua l'attività di figurinaio. Si arruola il 27/3/1937
e viene assegnato alla XII Brigata Garibaldi (3° Battaglione, 3° compagnia, poi passa alla 4° compagnia),
con cui combatte a Huesca, Brunete e Farlete. Assegnato di stanza ad Albacete, poi promosso sergente
alla scuola di Escatron nell'ottobre 1937. Fatto prigioniero in Estremadura a Campillo il 16/6/1938, è
incarcerato a Salamanca quindi trasferito nel carcere italiano di Vittoria in Spagna. Estradato e tradotto
in Italia via mare con il piroscafo "Aquileia" nell'ottobre 1938, insieme con Lelio Iacomelli, arriva nel
porto di Napoli e nel febbraio 1939 viene rinchiuso nel carcere di Poggioreale (NA). In seguito è
confinato per 5 anni alle Tremiti dalla Commissione provinciale di Napoli e liberato il 19/8/1943.
Partecipa alla Resistenza in Italia dal giugno all'ottobre 1944. Deceduto il 28/12/1973 a Bagni di Lucca.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica,
2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AICVAS
ASLu
ISRT (fondo ANPI)
21
ARIANI LORIS
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Artista teatrale
Nato a Pistoia il 2/4/1902 da Enrico. Residente a Livorno (LI). Arrestato il 14/4/1934 per tentato
espatrio clandestino, è assolto per insufficienza di prove ma viene ammonito e poi iscritto nel novero
delle persone da arrestare in determinate circostanze. Espatria clandestinamente nel 1935 da Livorno su
una nave spagnola che fa tappa a Bilbao e quindi arriva a Barcellona (insieme con Bartolini Francesco)
nel luglio 1936 e qui vende dolciumi e gestisce un banchetto itinerante per il tiro a segno. Iscritto in
Rubrica di frontiera. Il 25/10/1936 è segnalato come combattente nelle Brigate Internazionali sul
fronte di Saragozza. Arrestato al rientro in Italia il 12/4/1937, è chiamato a rispondere solo dell'espatrio
clandestino per il quale era già stato condannato in contumacia a 8 mesi di carcere. Liberato l'8/7/1937
e ammonito per 2 anni, prosciolto il 24/12/1937. Era ancora vigilato nel 1942.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF - Quaderni di Farestoria" n. 2/maggio-agosto 2005
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
22
ARMANETTI DANTE
Luogo di nascita: Pontremoli (MS)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Piazzista, meccanico, formellista
Nato a Pontremoli il 26/3/1887 da Angelo ed Elisabetta Sordi. Ha frequentato le scuole elementari
fino alla quinta classe. Residente a Torino, nell'agosto 1917 partecipa ai moti contro la guerra, nel 1919
alla raccolta fondi per la stampa del movimento anarchico, poi alle agitazioni operaie e all'occupazione
delle fabbriche del 1920. È membro a Torino dei gruppi anarchici della "Barriera di Nizza" e della
"Barriera di Milano". Arrestato nel 1923, viene diffidato nel 1926 per attività anarchica. Nel 1929 si
trasferisce a Mirandola (MO) in qualità di direttore di officina. È arrestato nuovamente l'8/2/1931 per
Soccorso rosso e diffusione di opuscoli sovversivi e viene confinato per 2 anni (Lipari, Ventotene),
liberato il 9/2/1933. Espatria clandestinamente il 9/9/1936 in Francia, attraverso il passo Val di Vanzo
(insieme con gli anarchici Antonio Calamassi e Settimio Guerrieri), risiede per qualche mese a Lione
(Rhône), quindi si sposta a Marsiglia (Bouche du Rhône) e da lì raggiunge la Spagna all'inizio del 1937,
grazie all'aiuto del Comitato antifascista di Chambery (Savoie). Si arruola nella Colonna Ascaso
(Colonna italiana "Rosselli") il 21/1/1937 e combatte sui fronti di Almudevar e Huesca. Nel maggio
1937 è a Barcellona al Servizio Postale, viene arrestato durante i disordini della primavera (insieme con
Ermanno Neri e Libero Mariotti) e sconta un anno di carcere. Il 1/5/1938 è scarcerato con altri
detenuti politici per essere inviato in Francia, dove nel 1939 è internato a Saint Cyprien per tre mesi e
poi forse anche a Gurs (gruppo italiano, 9° compagnia). Incorporato forzatamente in una CTE
dislocata in un dipartimento del nord della Francia fino al giugno 1940. Nel 1940 risiede a Bruxelles
(vive con Bientinesi, Demi e Vannucci), dove il 16/8/1941 è arrestato dai tedeschi come sospetto
attentatore e tradotto in Italia. Processato dal Tribunale Speciale, è condannato il 17/11/1941 a 7 anni
di reclusione a Castelfranco Emilia, lire 20.000 di multa e interdizione perpetua dei pubblici uffici.
Liberato dopo l'8 settembre, ritorna a Torino ed è attivo nella Resistenza con una SAP delle ferriere
FIAT, la VII Brigata "Edoardo de Angeli". Nel dopoguerra è direttore del giornale anarchico "Era
nuova", quindi direttore di "Seme anarchico". Muore a Torino il 3/2/1958.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica,
2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
ASMs
AFIGRo (fondo Comintern)
Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
23
AURELI PIETRO PAOLO GIUSEPPE
Luogo di nascita: Montelupo Fiorentino (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante, pescatore, merciaio
Nato il 28/9/1905 a Montelupo Fiorentino da Eugenio (per Alvaro Lopez da Luigi), caposquadra nel
carcere locale, e Itala Benucci, casalinga. Trasferitosi a Piombino con la famiglia nel 1910, vi frequenta
le prime classi elementari. In seguito è bracciante, quindi pescatore (dal giugno 1936 a Talamone) e
merciaio. Comunista, frequenta gli anarchici piombinesi e viene arrestato, il 30/4/1931, per aver
emesso grida e canti sovversivi e offeso i militi della MVSN; processato il 29/5/1931, è condannato a
40 giorni di carcere per il solo reato di oltraggio alla forza pubblica. Aiuta gli antifascisti a imbarcarsi
clandestinamente sulle navi che fanno rotta verso la Corsica o Marsiglia (Bouche du Rhône) ed espatria
egli stesso via mare nell’estate del 1937: acquistata con le sottoscrizioni degli antifascisti maremmani
una piccola imbarcazione a remi a Porto Ercole, Aureli la ripara e la mette a punto per il viaggio; parte il
21/8/1937 (dopo aver fatto salire a bordo Angiolo Rossi, Vittorio Alunno, Luigi Amadei e Italo
Giagnoni) dalla spiaggia delle Marze di Castiglione della Pescaia in direzione Corsica. Arrivati nel porto
di Macinaccio, i cinque grossetani vengono arrestati e trasferiti a Bastia. Respinti gli inviti dell'autorità
locale ad arruolarsi nella Legione straniera, Aureli e gli altri sono rilasciati e firmano un contratto con un
imprenditore di carbone per tagliare un'assegna di macchia, vicino ad Aiaccio. In seguito al contatto col
PCd'I attraverso un comunista corso, il gruppo (ad eccezione di Italo Giagnoni, respinto perché quasi
cieco da un occhio) raggiunge la Spagna attraverso la Francia e i Pirenei. Il 1/10/1937 ad Albacete,
dopo un breve addestramento militare, Aureli si arruola nella XII Brigata Garibaldi (3° Battaglione, 1°
compagnia). Combatte in Estremadura nel febbraio 1938 e sul fronte di Aragona nel marzo; quindi,
nella primavera, è aggregato al Battaglione di disciplina della 44° Divisione dove subisce maltrattamenti
continui e minacce e con cui combatte a Caspe e sull'Ebro. Iscritto al PCE nel 1938. È presente al
campo di smistamento di Torelló dall’ottobre 1938 al febbraio 1939. Esce nel febbraio 1939 dalla
Spagna ed è internato ad Argelès e nel marzo 1940 a Gurs (sezione E). Iscritto in Rubrica di frontiera e
nel Bollettino delle ricerche nel novembre 1939 come comunista "pericoloso, da arrestare", è schedato
dalla Prefettura di Livorno solo il 15 dicembre di quell’anno. Nel maggio 1940, viene incorporato
d'autorità in una CTE incaricata di fortificare la frontiera francese e finisce nel campo di Moulin de
Torpac (Noordpeene par St. Omer-Pas de Calais), assegnato alla 253° CTE; si rivolge inutilmente
all'Agenzia consolare di Pau (Pyrénées Atlantiques) per essere liberato. Arrestato dai nazisti a
Dunquerque (Nord-Pas-de-Calais) nel giugno 1940, viene internato nell'ex ospedale militare di Reims
(Marne), insieme con il toscano Egidio Fossi. È riconsegnato alle autorità francesi in dicembre e dal
luglio 1941 lavora a Guerigny (Niève), in un’azienda controllata dai nazisti, avanzando inutilmente
richiesta di rimpatrio. Deportato dai nazisti in Germania in data imprecisata, vi resta fino al 1945.
Rientrato in Italia in data imprecisata, risiede a Firenze negli anni Sessanta. Muore a Livorno il
18/9/1987.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Banchi A., Si va pel mondo. Il partito comunista a Grosseto dalle origini al 1944, a cura di Bucci F., Bugiani R., ARCI, Pitigliano,
1993.
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
24
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
ASGr (fondo Questura)
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
25
AZZINI MARIO
Luogo di nascita: Scarperia (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Minatore, contadino, autista
Nato a Scarperia il 25/10/1907 da Amedeo. Emigrato in Francia il 30/3/1932, probabilmente è in
Corsica successivamente. Iscritto al PCd'I nel 1936, nel 1938 ottiene la tessera del PCE. Membro del
SRI. Trasferitosi in Spagna da Aiaccio, il 5/1/1937, è incorporato nell'esercito rosso il 10 dello stesso
mese: fa parte del 9° Battaglione misto della XIV Brigata come autista e poi della XII Brigata Garibaldi
(dichiara all'AICVAS di aver combattuto anche nella XIV Brigata "Marsigliese"). Combatte sul fronte di
Madrid a Brunete, in Andalusia, a Escurial e sui fronti di Aragona ed Ebro. In seguito rientra in
Corsica, dove prende parte al Fronte nazionale di Liberazione. Nel dopoguerra risiede ad Aiaccio.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
26
BAESSO CIRILLO
Luogo di nascita: Piombino (LI)
Orientamento politico: Comunista
Nato a Piombino il 9/12/1902 da Marco. Emigrato in Belgio e in Francia, ha residenza nel
dipartimento del Var. In data imprecisata (prima della costituzione della Brigata Garibaldi) passa in
Spagna, dove combatte nella XV Brigata con la compagnia italiana del Battaglione Dimitrov (3°
sezione). Dal 1/5/1937 è arruolato nel 3° Battaglione della XII Brigata Garibaldi. Ferito o ammalato,
transita per il luogo di convalescenza di Orihuela. Caduto il 9/9/1938 sull'Ebro.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
27
BAGGIANI ROBERTO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Incisore
Nato a Firenze il 12/6/1915 da Carlo e Carolina Betti. Espatria clandestinamente in Francia (e per
questo viene condannato a tre mesi di carcere e a lire 2000 di multa il 28/5/1936) ed è residente a
Parigi da data imprecisata. Iscritto in Rubrica di frontiera. Segnalato come combattente antifranchista, il
31/8/1937 lascia la Spagna e rientra a Parigi, ma non si hanno altre informazioni.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
ACS CPC
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
28
BAGLIONI GASTONE
Luogo di nascita: Castelfiorentino (FI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Bracciante, panettiere
Nato a Castelfiorentino il 12/8/1904 da Edoardo ed Elisa Tresinelli. Subisce il primo fermo di polizia
nel 1927. Sposato nell'aprile 1929 e padre di due figli. Il 1/5/1936 espatria clandestinamente in Francia
e si stabilisce provvisoriamente a Tolone (Var), passando dopo pochi mesi in Spagna. Iscritto in
Rubrica di frontiera. In Spagna è portaordini della compagnia di comando del 1° Battaglione della XII
Brigata Garibaldi. In seguito, rientrato in Francia, è arrestato e internato al Forte di Tolone nell'ottobre
1939, quindi trasferito a Vernet (settore B, anarchici ed estremisti) il 28/5/1940. Dal fascicolo
personale dell'archivio del campo risulta liberato il 17/7/1940 ma, secondo altre fonti, è tradotto in
Italia solo il 16/12/1940: arrestato al rimpatrio il 18/12/1940 e confinato a Ventotene per 5 anni il
28/1/1941 dalla Commissione provinciale di Firenze, come "combattente antifranchista in Spagna". La
pena è commutata in ammonizione il 27/3/1943: rilasciato, rientra a Firenze. Nel dopoguerra risiede a
Sampierdarena (GE), dove muore il 24/2/1972.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Niccolai P., Terreni S. (a cura di), Era la Resistenza : il contributo di Empoli alla lotta contro il fascismo e per la liberazione, Pagnini,
Firenze, 1995
ACS CPC
AICVAS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
29
BALDACCINI NUMITORE
Luogo di nascita: Cutigliano (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Tappezziere
Nato a Cutigliano il 13/3/1909 da Ugo e Teresa Ferrari, coniugato con una certa Covarelli. Residente a
Capo Rizzuto (KR), dove lavora nel laboratorio di tappezzeria del padre. Espatria nel 1922 in Francia e
ottiene la naturalizzazione francese. Iscritto in Rubrica di frontiera. Si ritiene abbia fatto parte della XII
Brigata Garibaldi nel 1937 ma al suo ritorno in Italia dichiara alla polizia di aver fatto l'autista a Madrid.
Dal 1942 risulta residente a S. Jean Cap Ferrat (Alpes Maritimes) e secondo alcune fonti non farebbe
più ritorno in Italia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF - Quaderni di Farestoria" n. 2/maggio-agosto 2005
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
Min. Int. Dir. Gen. PS
30
BALDINI GINO BRUNO
Luogo di nascita: Barberino di Mugello (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Tagliatore/meccanico
Nato a Barberino di Mugello il 29/8/1896 da Rodolfo ed Emilia Baldini. Incarcerato in Italia nel
1922-23 per attività antifascista. Nel 1925 espatria in Francia. Iscritto in Rubrica di frontiera. Giunto in
Spagna nell'agosto del 1936, è arruolato nella Colonna mobile catalana Libertad con la centuria Gastone
Sozzi e combatte a Pelahustan e Real Cernicientos. Caduto sul fronte di Pelahustan il 16/9/1936 a El
Real de San Vicente (a quota 1321). La sua scheda biografica contenuta nei documenti del Comintern
recita "Baldini era un compagno entusiasta, volenteroso, di alto spirito di sacrificio, di forte senso di
responsabilità e di forte attaccamento alla lotta contro il fascismo".
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., La Centuria Gastone Sozzi, Quaderno AICVAS n. 4, Roma, 1984
ACS CPC
AICVAS
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
31
BALDUINI DUILIO
Nome di battaglia: Foscari Duilio
Luogo di nascita: Pietrasanta (LU)
Orientamento politico: Anarchico, socialista
Professione: Falegname
Nato a Pietrasanta il 2/2/1880 da Lorenzo e Angela De Giovanni. Attivo
politicamente fin dai primi anni del Novecento, è consigliere comunale di
Arcola, svolge attività sindacale e fa propaganda anarchica a La Spezia e
Sarzana. Affiliato alla Società di Pubblica assistenza di Arcola, attua un'attiva
propaganda anticlericale dopo la fucilazione di Francisco Ferrer nel 1909 e
nel maggio 1910 è incriminato per l'incendio del Santuario della Madonna di
Arcola ma è prosciolto per insufficienza di prove.
Nel novembre dello stesso anno si trasferisce a Livorno dove lavora nei Cantieri Orlando, quindi,
licenziato per motivi politici, nel 1911 torna ad Arcola dove è vigilato. Allo scoppio della prima guerra
mondiale è inizialmente esonerato in quanto operaio militarizzato, ma la Prefettura di Lucca ne richiede
l'arruolamento e l'invio in zona di guerra in quanto elemento sovversivo: richiamato nell'ottobre 1917,
viene destinato al 2° regg. Artiglieria da fortezza per ragioni d'età, poi nel novembre viene trasferito al
16° regg. Artiglieria da campagna. Disertore, fugge in Svizzera e poi in Germania, dove combatte
insieme con gli spartachisti sulle barricate di Berlino ed è arrestato e condannato a 8 mesi di carcere.
Nel 1920, a La Spezia, è segretario sindacale della Sezione metallurgica, ma non frequenta la CdL; viene
regolarmente arrestato e trattenuto in carcere per ragioni di ordine pubblico durante gli scioperi delle
officine meccaniche. Nel 1923 ottiene un passaporto regolare per motivi di lavoro e si stabilisce a
Vienna sotto lo pseudonimo di Foscari Duilio. Passa in data imprecisata in Francia a La Seine sur Mer
(Var), nel 1926 si sposta a Tolone (Var), nel novembre dello stesso anno è a Montecarlo, mentre nel
marzo 1927 viene individuato a Nizza (Alpes Maritimes) dove, secondo il Console, sarebbe iscritto al
PSI, aderente alla corrente massimalista; lavorebbe secondo le spie italiane presso il segretario del
"gruppo socialcomunista al quale nonostante le sue idee libertarie appartiene". Iscritto in Rubrica di
frontiera e nel 1930 nel Bollettino delle ricerche. Nel 1934, però, assiste a Nizza alla conferenza tenuta
dal repubblicano Francesco Volterra nella sala della Fratellanza (insieme con Raffaello Bellucci). Nello
stesso anno sposa la nota antifascista Rosa Wincler. Nel giugno 1936 si trasferisce con la moglie a
Barcellona e nell'agosto è fra le milizie operaie catalane, inviato sul fronte di Saragozza. Segnalato nella
Colonna Lenin, aggregato all'esecutivo del POUM. In licenza a Barcellona nel dicembre 1936, poi
nuovamente nel maggio 1937, quando sostituisce il segretario del Partito massimalista italiano nella
funzione di rappresentante presso il Comitato centrale del POUM a Barcellona e si oppone ai
comunisti e ai moderati. Secondo un informatore della Divisione Polizia Politica sarebbe stato arrestato
a Barcellona nel giugno 1937, mentre secondo altre fonti avrebbe evitato l'arresto riparando
clandestinamente in Francia, dopo essersi nascosto per diverse settimane. Rientrato in Francia, benché
colpito da decreto di espulsione, risiede con la Wincler ad Aubervilliers (Seine). Partecipa alla Resistenza
in Francia insieme ad Alfredo Bonsignori e Gusmano Mariani. Muore a La Spezia nel 1967.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
ACS CPC
ASLu
Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
32
BALESTRI RENATO
Nome di battaglia: Esule
Luogo di nascita: Crespina (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Sarto
Nato a Crespina il 27/2/1906 da Ugo (sindaco di Crespina) ed Ernesta Donati. Ha frequentato la prima
classe dell'istituto tecnico in patria, poi ha seguito i corsi politici della scuola realizzata a Parigi dal
PCd'I, a cui è iscritto dal 1921. Espatriato dopo l'avvento del fascismo: emigrato in Tunisia nel 1922,
nel 1924 risiede a Parigi. Molto attivo politicamente, è membro della Gioventù comunista italiana,
delegato della CGT al V° congresso del Profintern del 1930, Segretario regionale dei Gruppi di lingua
della regione parigina, membro del Comitato regionale Paris-est del PCF, dal novembre 1935 quadro
politico del PCd'I per l'emigrazione (responsabile poi del reclutamento per la Spagna) e, nel 1937,
Segretario nazionale dell'UPI. Iscritto in Rubrica di frontiera. Arrivato in Spagna il 26/1 o 2/1938
(secondo altre fonti già nell'ottobre 1937), è assegnato al Battaglione d’istruzione della XII Brigata
Garibaldi a Quintanar de la Repubblica come membro del Comitato di Partito. Inviato al fronte il
1/4/1938, è responsabile del servizio di investigazione militare per alcuni giorni; poi membro del
Comitato di Partito della Brigata. In seguito, Commissario politico del 2° Battaglione e, nell’ottobrenovembre 1938, membro del Comitato di Partito dell’ospedale di Santa Colonna di Farnes. È al fronte
dal mese di aprile al settembre e prende parte come soldato di linea all’azione sull’Ebro, dove rimane
ferito il 9/9/1938. Rimpatriato in Francia alla fine del 1938, partecipa alla Résistance (rete Klébler ad
Agen). Catturato dai nazisti e deportato a Buchenwald, Dora, Arsungen e Bergen Belsen. Dopo la fine
della guerra torna in Francia. Nel 1963 risulta residente a Parigi. Deceduto a Marsiglia (Bouche du
Rhône) il 3/12/1986.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
33
BALLEGGI LUIGI
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Anarchico, Comunista
Professione: Commerciante, manovale, operaio
Nato a Firenze il 20/11/1904 da Attilio e Giulia Sodini. Espatriato clandestinamente nel settembre
1923, per sfuggire alla leva obbligatoria, viene dichiarato renitente e iscritto in Rubrica di frontiera. In
base alla dichiarazione resa alla Questura di Firenze nel 1941, lavora inizialmente nel porto a Marsiglia
(Bouche du Rhône), poi nel gennaio 1924 si sposta a Bordeaux (Gironde) dove è arrestato,
ufficialmente per il furto dei freni di una bicicletta, e condannato a due anni di carcere. Rilasciato nel
1929, viene espulso e si sposta in Spagna per qualche giorno, ma al rientro in Francia, è arrestato a
Perpignan (Pyrénées Orientales) e, per evitare il carcere, si arruola nella Legione straniera e viene inviato
in Algeria a Orano. Disertore dopo tre mesi, si imbarca nel maggio 1926 su un vapore italiano diretto a
Rotterdam e poi si sposta ad Anversa dove, per qualche mese, lavora come lottatore in un baraccone.
Successivamente sarebbe a Bruxelles, poi nel 1927 in Lussemburgo, dove lavora in una ditta italiana di
costruzioni. Ritornato in Belgio dopo qualche mese, lavora in un deposito locomotive, poi come
robivecchi. Più volte accusato di furto e coinvolto in alcune risse, viene espulso dal Belgio e nel 1931 si
trasferisce a Barcellona. Nel 1932 sarebbe espulso anche dalla Spagna, insieme con Bruno Luciani, ma
dalla sua dichiarazione, invece, risulta stabilmente residente a Barcellona, iscritto alla FAI. È segnalato
come combattente in Spagna nel 1937, ma si è arruolato nella Colonna Ascaso (Colonna italiana
"Rosselli") già il 4/11/1936, destinato quasi immediatamente a Monte Pelato. Arrestato a Barcellona
nel febbraio 1939 dai franchisti, è tradotto in Italia e confinato per 5 anni a Pisticci; la condanna è
commutata in ammonizione il 26/6/1941 per motivi familiari, perché deve accudire il padre, infermo e
anziano.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
34
BALLONI AMILCARE
Nome di battaglia: Angelo Fialdini, Dinin Stelio
Luogo di nascita: Forno (MS)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Cavatore
Nato a Forno il 17/8/1888 da Luigi e Santina Conti, segnalati come "famiglia di sovversivi e
pregiudicati" dalla polizia fascista. Fin da giovanissimo professò idee socialiste e si iscrisse al PSI. Nel
1923 è condannato a 30 anni di reclusione in contumacia per l'omicidio di un fascista in Germania
(secondo altra fonte nella frazione di Forno). Emigrato clandestinamente in data imprecisata in Francia,
è iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Nel 1934 è segnalato a Marsiglia.
(Bouche du Rhône). Il 13/9/1938 è in Spagna, arruolato come combattente antifranchista. Ferito sul
fronte dell'Ebro. Al rientro in Francia è internato ad Adge, Saint Cyprien e Vernet. Nel 1943, catturato
dai nazisti, è consegnato alla polizia italiana.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
ACS CPC
ASMs
35
BANCHI GUGLIELMO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Commerciante
Nato a Firenze il 4/9/1899 da Adolfo. Attivo politicamente nell'immediato dopoguerra, subisce varie
condanne per attività antifascista; confinato in data imprecisata a Lampedusa, è prosciolto nell'aprile
1929. Nel 1931 espatria clandestinamente ed è iscritto in Rubrica di frontiera. Nel 1932 è condannato a
3 mesi di carcere in Francia, in seguito si reca a Berlino per incarico del PCd'I e nel 1934 è nell'URSS
(non vi sono notizie successive al 1936). Segnalato come combattente in Spagna dalla Questura di
Firenze, ma si ignorano i particolari.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ISRT (fondo ANPI)
36
BANI ALFREDO
Luogo di nascita: San Giovanni Valdarno (AR)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Manovale
Note: Figlio di CESARINO BANI
Nato l'8/8/1920 a San Giovanni Valdarno da Cesarino. Espatria nel 1924 insieme al padre in Francia,
residente a Parigi. Si sposta in Spagna in data imprecisata e il 4/2/1937 si arruola nella Colonna Ascaso
(Colonna italiana "Rosselli"). Torna in Italia nel 1942.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
ACS CPC
37
BANI CESARINO
Luogo di nascita: San Giovanni Valdarno (AR)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Fabbro, minatore
Note: Padre di ALFREDO BANI
Nato il 24/1 o 2/1887 a San Giovanni Valdarno. Attivo politicamente dall'anteguerra, partecipa agli
scontri di San Giovanni Valdarno del 1921. Nel febbraio 1922 è assolto dall'imputazione di detenzione
di bombe, ma nel maggio è condannato a 1 anno e 2 mesi per resistenza alle autorità. Espatria nel 1924
insieme al figlio in Francia, residente a Parigi. Iscritto in Rubrica di frontiera. Si sposta in Spagna in data
imprecisata e il 4/2/1937 si arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli").
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
38
BARATTINI ULDERICO
Luogo di nascita: Pietrasanta (LU)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Marmista
Nato a Pietrasanta il 3/4/1908 da Narciso e Leonilde Falchi. Lascia l'Italia a quattordici anni, nel 1922,
per recarsi in Argentina. Rientrato in Italia per un breve periodo, si stabilisce a La Spezia. Dal 1925 al
1932 è nella MSVN come camicia nera, pur non essendo iscritto al PNF, e dal gennaio 1927 al gennaio
1930 presta servizio volontario nelle milizie libiche. Espatria clandestinamente nel 1934 in Francia,
dove si arruola nella Legione straniera. Iscritto in Rubrica di frontiera. Diserta nel 1936 per recarsi in
Spagna a Campotejar (Granada) e arruolarsi nelle formazioni antifranchiste fra i miliziani della FAI
(forse nell'Artiglieria internazionale). Viene promosso sul campo al grado di capitano di cavalleria.
Viene tuttavia considerato dal PCd'I un elemento politicamente sospetto per il fatto di aver salvato la
vita ad alcuni nazionalisti e protetto la famiglia di un connazionale, ricco proprietario del luogo. Nel
febbraio 1938 è inviato a Marmolejo, dove sarebbe imprigionato per aver assaltato un albergo francese.
Rimasto in Spagna fino all'ultimo, nel gennaio 1939 è nel campo di Alciras, poi, nel febbraio 1939
rientra in Francia a Perpignan (Pyrénées Orientales) ed è internato forse ad Argelès, da cui sarebbe
fuggito in data imprecisata. Nell'ottobre 1939, secondo la Prefettura di Lucca, si trova nel Marocco
francese. Muore in Spagna nel 1970.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ASLu
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
39
BARBAGLI DUILIO
Luogo di nascita: Arezzo (AR)
Orientamento politico: Antifascista, comunista
Professione: Operaio
Nato a Arezzo il 5/1/1904 da Antonio e Maria Canzi. Iscritto al PCd'I nel 1921, dopo aver svolto
attività antifascista in Italia, espatria in Francia in data imprecisata. Si stabilisce ad Agen (Lot et
Garonne) con la moglie Rina Rossi. Nel maggio 1937 è segnalato in Spagna come tenente o sergente
dell'artiglieria della XII Brigata Garibaldi (ha il comando della batteria anticarro). Secondo il Comintern
sarebbe caduto prigioniero dei franchisti il 26/10/1937. Secondo altre fonti, è caduto in combattimento
sul fronte di Estremadura a Zalamea de la Serena il 16/2/1938.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica,
2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di
Liberazione in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
40
BARDINI VITTORIO
Luogo di nascita: Sovicille (SI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Muratore
Nato a Sovicille il 15/9/1903 da Gaetano Bardini, minatore, e Annunziata Bernardini. Ha una
formazione operaia, lavora fin dal 1915 in una fornace di laterizi e successivamente come manovale
edile e muratore. Attivo politicamente nel primo dopoguerra, nel 1918 si iscrive al sindacato edili di
Siena, nel 1919 al Circolo giovanile socialista e nel 1921 è nelle organizzazioni della Gioventù socialista.
Nel 1921 è tra i fondatori del PCd'I di Siena ed entra a far parte del gruppo dirigente provinciale del
Partito. Arrestato nel 1921 in seguito agli scontri intorno alla CdP di Siena, subisce da allora continui
arresti e persecuzioni a causa dei quali ripara a Roma, presso un fratello. Tornato a Siena, subisce un
nuovo arresto nel 1927 ed è trasferito in carcere ad Ancona. È condannato nel 1928 a 8 anni di carcere
dal Tribunale Speciale per la sua attività politica, ma viene rilasciato per l'amnistia del 1932. Tornato a
Siena, nel 1934 è nuovamente fermato e assegnato al confino di polizia. Nel 1935, per sfuggire al
confino, espatria clandestinamente recandosi in Svizzera e in Francia, a Parigi. Frequenta per un anno la
Scuola internazionale di partito a Mosca, quindi giunge in Spagna nel novembre 1936, transitando da
Perpignan (Pyrénées Orientales). Arrivato a Barcellona, è trasferito ad Albacete, dove si arruola il
26/11/1936: assegnato inizialmente come soldato puntatore e come aiutante del Commissario politico
della 2° batteria Antonio Gramsci (nel Gruppo Skoda dell'Artiglieria internazionale), nel mese di agosto
1937 è nominato tenente e il mese successivo Commissario politico della stessa unità; passa in seguito
nella XII Brigata Garibaldi. Combatte a Teruel nel dicembre 1936, quindi è al fronte del sud (Cordoba,
Granada, Porcuna) e a Guadalajara; combatte anche sul fronte di Madrid (Guadarrama, Villanueva del
Pardillo, Villanueva della Canada, Brunete, Telegrafo). Partecipa ai corsi per ufficiali tenuti da tecnici
sovietici presso Huesca alla fine del 1937. Nella primavera del 1938 è di nuovo sul fronte come
Commissario politico, nel Levante, e combatte a Caspe, Iglesiola, S. Secunto; quindi, su proposta di
Longo, nel giugno 1938 è trasferito a Madrid alla redazione in lingua italiana della Radio di Aranjuez.
Alla fine del 1938 è nel campo di smobilitazione di Valencia e da qui è imbarcato su un piroscafo
diretto a Barcellona, dove è aiutante del Comando del centro italiano per la smobilitazione. Esce dalla
Spagna passando a piedi da Figueras e da La Jonquera ed è internato il 9/2/1939 a Saint Cyprien, nel
luglio 1939 a Gurs e poi a Vernet (sezione B, baracca 7 o 8) dal 5/6/1940 al 1941. Dal campo di
Vernet, in cui la sua condotta è dichiarata buona, invia il 22/7/1941 una lettera alla Delegazione italiana
per il rimpatrio di Tolosa (Haute Garonne), in cui, a causa delle precarie condizioni di salute (in
conseguenza di una lesione polmonare, che però viene esclusa dal medico del campo) chiede di essere
rimpatriato. Tradotto in Italia il 23/9/1941 da Mentone (Alpes Maritimes) è confinato a Ponza e a
Ventotene nel 1942 per 5 anni (è direttore della mensa ammalati), liberato nell'agosto 1943. Rientrato a
Siena, è a Firenze come responsabile del lavoro militare della Federazione comunista, quindi a Milano
come responsabile del Comitato militare del PCd'I per la Lombardia, comandante della III Brigata
GAP. Il 18/2/1944 è arrestato dai nazisti, incarcerato a San Vittore e torturato. Trasferito a Fossoli
nell'aprile 1944, è deportato a Mauthausen nel giugno e lavora nelle officine delle eliche per i
Messerschmidt 109 e come facchino dal campo ammalati all'intendenza centrale. Nel 1945 è nel
Comitato italiano di direzione del campo liberato e si assume la responsabilità dell'evacuazione degli
italiani da Mauthausen, riportandoli in patria con un viaggio avventuroso (transitano per Linz,
Salisburgo, Monaco, Costanza e Innsbruck prima di arrivare a Milano). Nel dopoguerra a Siena diviene
segretario della Federazione comunista, Presidente dell'associazione provinciale dei reduci e consultore
nazionale. Nel gennaio 1946 è eletto nel Comitato centrale del PCI (dal IX° al XII° congresso è nella
Commissione centrale di controllo); nello stesso anno è eletto nel Consiglio comunale di Siena, nel
1948 è nominato Segretario regionale per la Toscana, dal 1951 al 1957 è Consigliere comunale di
Firenze e dal 1960 nuovamente Consigliere comunale di Siena. Deputato alla Costituente e, in quanto
tale, senatore nella I Legislatura; deputato del PCI nel 1953, 1958 e 1963. Morto il 30/5/1985.
41
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Andreucci A., Detti T. (a cura di), Il Movimento Operaio. Dizionario biografico, Vol. 1-5, Editori Riuniti, Roma, 1979
Bardini V., Storia di un comunista, Guaraldi, Firenze, 1977
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
INI (Istituto Nazionale dell'informazione), Repubblica Italiana. 50 anni di Parlamento, governi, istituzioni. 1948-1998, La
Navicella, Roma, 2000
Longo L., Le Brigate Internazionali in Spagna, Editori riuniti, Roma, 1956
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ADEA
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
SIUSA (Archivi di personalità)
42
BARONTINI ILIO
Nome di battaglia: Fanti, Paulus, Giobbe, Dario
Luogo di nascita: Cecina (LI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Operaio meccanico, perito industriale
Nato a Cecina il 28/9/1890 da Turildo ed Elena (o Emilia)
Marrucci di Gavorrano. Operaio meccanico, a tredici anni
frequenta gli ambienti anarchici livornesi, quindi, entrato come
apprendista tornitore al Cantiere Orlando, passa al PSI. Nel
primo dopoguerra è consigliere comunale, candidato alle elezioni
politiche nel 1921 e tra i fondatori del PCd'I a Livorno.
Esponente di primo piano del suo partito (responsabile
interprovinciale per Pisa e Livorno) e segretario della Camera
confederale del Lavoro, Barontini subisce arresti e processi dal
1922 al 1926. Fermato nel luglio 1927, viene deferito al
Tribunale Speciale per organizzazione comunista; assolto per
insufficienza di prove nell'agosto 1928, è iscritto nell'elenco delle
persone da arrestare in determinate circostanze. Espatria
clandestinamente nel maggio 1931 in Francia (in barca a vela, via
Corsica) dove continua la sua attività politica fra gli italiani
emigrati a Marsiglia (Bouche du Rhône). Nel settembre 1932
passa in URSS, ma solo nel 1933 viene segnalato a Mosca (dove
dirige come tecnico, col nome di Fanti, un reparto di uno
stabilimento metallurgico e frequenta i corsi militari dell'Armata
rossa) e poi, in breve, di nuovo a Parigi da dove, nel 1936,
organizza il trasferimento dei volontari in Spagna.
Il 28/11/1936 è in Spagna, arruolato nella XII Brigata Internazionale nel Battaglione Garibaldi: dal
primo dicembre 1936 fino al 15 dello stesso mese è comandante di compagnia, da questa data al
6/2/1937 è ufficiale di Stato maggiore, oltre che capitano; nel febbraio 1937, è proposto come
Commissario politico al posto di Roasio. Comanda il Battaglione Garibaldi durante la battaglia di
Guadalajara nel marzo del 1937 (in sostituzione di Pacciardi, in permesso a Parigi); in seguito è
Commissario politico anche della XII Brigata Garibaldi. Nel mese di settembre 1937, è destituito per
decisione del comandante (Kleber) e del Commissario politico (Vidal) della 45° Divisione: il 24/9/1937
ha fatto ritirare negli alloggi le truppe schierate da ore in attesa di un’ispezione del comandante del XII°
Corpo d’Armata, scatenando le ire delle istanze militari superiori. Lasciata la Spagna nel 1938, per
incarico del PCd'I, è in Francia presso il Centro estero del Partito, quindi a fine anno è inviato come
consulente militare della Resistenza in Abissinia (con lo pseudonimo di Paulus). Secondo alcune fonti
rientra nel giugno 1940 a Marsiglia, dove viene arrestato e incarcerato per 2 mesi; secondo il Dizionario
biografico del Movimento operaio, invece, sarebbe stato catturato in data imprecisata a Parigi dai
tedeschi e internato al Vernet, quindi liberato per interessamento del governo Sovietico. Verso la metà
del 1941 è in ogni caso attivo nella Résistance della zona di Marsiglia, col nome di battaglia di Giobbe, tra
gli organizzatori dei primi gruppi di FTP come istruttore tecnico militare (autore dell'attentato all'Hotel
Terminus di Marsiglia). Rientrato in Italia dopo l’8 settembre 1943, Dario (suo nuovo pseudonimo) è
chiamato a far parte del Comando generale delle Brigate Garibaldi; in questa veste, organizza i GAP
nelle varie regioni occupate dai nazifascisti. Dall’inizio del 1944 e sino alla Liberazione, è alla testa del
CUMER. Dopo la Liberazione, è segretario della Federazione comunista di Livorno e membro del
Comitato centrale del PCd'I. Viene eletto deputato alla Costituente, poi senatore per il collegio di
Livorno nella seconda Legislatura della Repubblica. Muore a Livorno il 22/1/1951 in un incidente
automobilistico.
43
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Andreucci F., Detti T. (a cura di), Il Movimento Operaio. Dizionario biografico, Editori Riuniti, Roma, 1979
Baldassarri F., Ilio Barontini: un garibaldino nel '900, Milano, Teti, 2001
Barontini E., Marchi V., Dario: Ilio Barontini, Nuova Fortezza, Livorno 1988
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Biagioni M., Scarpe rotte eppur bisogna andar: fatti e persone della Resistenza in Mugello e Val di Sieve, Pagnini e Martinelli, Firenze,
2004
Bucci F., Carolini S., Gregori A., Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
INI (Istituto Nazionale dell'informazione, Repubblica Italiana. 50 anni di Parlamento, governi, istituzioni. 1948-1998, La
Navicella, Roma, 2000
Innamorati S., Per l'unità della Resistenza : quarant'anni di vita dell'ANPI a Firenze e in Toscana, 1945-1985, La pietra, Milano,
1990
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Tognarini I., Là dove impera il ribellismo: Resistenza e guerra partigiana dalla battaglia di Piombino (10 settembre 1943) alla liberazione
di Livorno (19 luglio 1944), Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1988
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
AICVAS
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
44
BAROSI RENATO
Luogo di nascita: Terranuova Bracciolini (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Autista
Nato a Terranuova Bracciolini il 10/8/1906 da Emilio ed Evelina Pacini. Per timore di rappresaglie
fasciste, emigra con il padre in Belgio nel 1923. Iscritto in Rubrica di frontiera. Segnalata la sua presenza
in Spagna come combattente antifranchista dalla Divisione Polizia Politica.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
ACS CPC
45
BARTOLETTI GINO
Luogo di nascita: Sambuca (PT)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Marmista
Nato a Sambuca il 12/9/1898. Espatria in Francia nel 1929 e qui svolge intensa attività antifascista. In
seguito è anche in Spagna e a Tangeri. Segnalato fra i repubblicani in Spagna, come non combattente.
Arrestato al rimpatrio in Italia l’8/11/1938, viene confinato per 5 anni alle Tremiti. Liberato il
20/8/1943.
FONTI:
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF - Quaderni di Farestoria" n. 2/maggio-agosto 2005
46
BARTOLI NELLO
Luogo di nascita: Serravalle Pistoiese (PT)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Operaio, vignarolo
Note: Fratello di BARTOLI REMO
Nato a Serravalle Pistoiese il 4/3/1902 da Attilio e Isola Capecchi. Espatriato nel 1929 in Francia.
Segnalato nel gennaio 1938 in Spagna come combattente nelle formazioni antifranchiste.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF - Quaderni di Farestoria" n. 2/maggio-agosto 2005
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
47
BARTOLI REMO
Luogo di nascita: Serravalle Pistoiese (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Artigiano
Note: Fratello di BARTOLI NELLO
Nato a Serravalle Pistoiese il 31/8/1898 da Attilio e Isola Capecchi. Espatriato nel 1921 in Francia.
Iscritto al PCd'I nel 1937. Passa in Spagna nel novembre 1937 come volontario nella XII Brigata
Garibaldi (3° Battaglione, 4° compagnia), in cui è anche delegato politico di sezione. Iscritto al PCE nel
1938. Ferito sull'Ebro si distingue in questa battaglia per il suo coraggio.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF - Quaderni di Farestoria" n. 2/maggio-agosto 2005
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
48
BARTOLINI FRANCESCO
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio lanino, commerciante ambulante
Nato a Pistoia il 4/5/1903 da Oreste e Rosa Pescini. Residente a Prato
(FI). Coniugato nel 1929 con Amalia Sanesi (ha una figlia, Milena, nel
1907). Antifascista convinto, secondo alcune fonti membro del PCd'I,
espatria clandestinamente nell'agosto 1935 da Livorno su una nave
spagnola che fa tappa a Bilbao e quindi arriva a Barcellona (insieme
con Ariani Loris) nel luglio 1936. A Barcellona vende dolciumi e
gestisce un banchetto itinerante per il tiro a segno. Allo scoppio della
guerra si arruola nell'esercito repubblicano nella 124° Brigata mista,
raggiungendo il grado di sergente. Ferito in combattimento, è
ricoverato in ospedale in data imprecisata. Nel febbraio 1939 è
internato in Francia ad Argelès, Saint Cyprien, Gurs e Vernet (sezione
C reduci di Spagna, baracca 45 secondo alcune fonti; secondo l'archivio
del campo, invece, settore B, baracca 7) dal 5/6/1940 fino al settembre
1941. Arrestato al rimpatrio il 25/9/1941 a Mentone, è tradotto a
Firenze, incarcerato alle Murate. Il 1/1/1942 è confinato a Ventotene e
confinato per 3 anni, liberato nell'agosto 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare,
Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939),
Tesi di laurea non pubblicata, Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma,
1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino,
Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche,
1983
ACS CPC
ADEA
ISRT (fondo ANPI)
49
BARTOLONI ETTORE
Luogo di nascita: Scarperia (FI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Manovale, muratore
Nato a Scarperia il 21/8/1901 da Angiolo e Annunziata
Manescalchi. Nel luglio del 1920 viene condannato dal Tribunale di
Firenze a 10 mesi e 17 giorni di carcere per minacce a mano armata
a un sacerdote durante la messa, per associazione a delinquere e
porto abusivo di armi. Nell'aprile del 1922 viene condannato dalla
Pretura di Scarperia a 40 giorni di carcere per oltraggio alla forza
pubblica. Espatriato nel 1924, con regolare passaporto, risiede in
Francia a Orleans (Loiret). Socialista, si iscrive al PCd'I nel 1933.
Dal 1932 al 1936 risiede a Beaucaire (Gard) presso il fratello
Pellegro. Alla fine del dicembre 1936 si arruola in Spagna nella XV
Brigata con la compagnia italiana del Battaglione Dimitrov e
combatte a Jarama. In seguito è con la XII Brigata Garibaldi (3°
Battaglione poi nel reparto d'assalto). Disperso, sarebbe caduto in
combattimento il 12 o il 21/2/1937 a Morata de Tajuna secondo
alcune fonti (per Calandrone, in base alla notizia pubblicata su "Il
Garibaldino, a Brunete nel luglio), mentre secondo altre sarebbe
rientrato nel febbraio 1938 a Beaucaire (ma è probabile in questa
segnalazione la confusione con il fratello Pellegro).
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
50
BARTOLOZZI MARIO NOVELLO
Luogo di nascita: S. Casciano Val di Pesa (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Cameriere d'albergo
Nato a S. Casciano Val di Pesa il 14/9/1898 da Emilio e Zeffira Caldini. Nell'ottobre 1920 si trasferisce
a Rovereto per lavorare nella CdL di Trento, di cui è segretario generale dal 1920 al 1922. Iscritto al
PCd'I dal 1921, subisce fermi e perquisizioni fino al 1927 allorché espatria clandestinamente in Francia,
dove è attivo nelle organizzazioni antifasciste. Sposato con Antonita Marz, risiede a Parigi. Iscritto in
Rubrica di frontiera. Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale nel
Battaglione Garibaldi (1° compagnia), poi nella Brigata Garibaldi. In base alla dichiarazione da lui resa
alla Questura di Firenze nel 1941, il 21 o 23/11/1936 sarebbe stato ferito gravemente al viso a Casa de
Campo e ricoverato per 3 mesi in ospedale. In seguito frequenta la scuola per ufficiali di Pozo Rubio e
si guadagna il grado di tenente, con cui prende parte alla battaglia di Brunete. Ammalatosi, non ha più
occasione di prendere parte a combattimenti ed è sempre adibito a servizi sedentari, prima nel servizio
effettivi della Base delle Brigate Internazionali e poi nel Battaglione di deposito della Brigata Garibaldi.
Nel febbraio 1939 ripara in Francia ed è internato a Saint Cyprien. Dal 29/7/1940 è ricoverato
nell'ospedale del campo di Argelès, poi trasferito all'ospedale S. Louis di Perpignan (sala LB, letto 56)
dal 15/8/1940. Internato secondo alcune fonti anche a Gurs. Secondo la scheda individuale di Argelès,
invece, sarebbe stato evacuato il 25/2/1941 in direzione del campo di Noè, destinato ad anziani e
ammalati. Fermato al rimpatrio in Italia nel settembre 1941, deve scontare 1 anno di carcere per una
condanna per renitenza alla leva del 1939 (ma aveva già oltre 40 anni); a fine pena è proposto per il
confino. Ricoverato in ospedale perché infermo nel 1945 o nel 1946. Muore il 5/8/1948 al sanatorio
Forlanini di Roma.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AICVAS
ADPO
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
51
BATELLI CORRADO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Comunista, anarchico
Professione: Marinaio, ambulante
Nato a Firenze il 8/10/1888 da Emilio. In servizio sul piroscafo italiano "Guglielmo Pierce", espatria
nel 1922 negli Stati Uniti. Risiede a New York, dove lavora, come cameriere, presso il baritono italiano
Danisi e presso il ristorante italiano "dei lavoratori". Nel 1937 si imbarca su un piroscafo diretto a Le
Havre e da lì passa in Spagna, dove è volontario nella XV Brigata Internazionale, nel Battaglione
Lincoln. Iscritto al PCE nel 1938. Presente nel campo di smobilitazione di Torelló, viene arrestato ed
espulso dal PCd'I perché accusato, insieme con Ottorino Orlandini, di provocazione a danno del
comando comunista del campo. Passa in Francia nel febbraio 1939 ed è internato ad Argelès (dove fa
parte del gruppo anarchico "Libertà o morte") e a Gurs (sezione D), da dove nell'ottobre 1940 fa
richiesta di vestiti caldi, coperture e scarpe al Comitato federale per l'assistenza sindacale. Arrestato al
rimpatrio in Italia il 26/11/1941, è confinato per 5 anni a Ventotene e liberato l'11/8/1943. Nel
dopoguerra per qualche tempo lavora come venditore ambulante a Firenze, in seguito rientra negli Usa.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
ADEA
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
52
BATISTINI GIUSEPPE
Luogo di nascita: Volterra (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Elettricista, scalpellino
Nato a Volterra il 28/3/1903 da Domenico. Attivo nell'organizzazione giovanile comunista di Volterra
nel primo dopoguerra. Espatriato in data imprecisata, svolge attività antifascista in Belgio e in Francia.
Segnalato come combattente nelle formazioni antifranchiste nel 1938, forse nella XII Brigata Garibaldi.
Nel settembre 1939 è internato in Francia a Gurs. Nel 1942 sarebbe in Germania.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
53
BECHERINI ANTONIO
Luogo di nascita: Massa Marittima (GR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Tornitore
Nato il 4/6/1902 a Massa Marittima da Paolo e Romanina
Bernardini. Frequenta le elementari fino alla terza classe. Residente a
S. Quirico di Vernio, in provincia di Firenze. Nel primo dopoguerra
è attivo militante comunista, iscritto alla locale sezione del PCd'I.
Espatria in Francia nell'ottobre 1924, stabilendosi a Lione (Rhône),
dove lavora come aiutante meccanico e continua l'attività politica,
prendendo parte alle riunioni degli antifascisti e dando ospitalità
nella propria stanza a noti elementi comunisti. Nel 1936 è arruolato
nelle formazioni antifranchiste in Spagna, nella Colonna mobile
catalana Libertad con la centuria Gastone Sozzi. Combatte a
Pelahustán, Cenicientos e Chapineria. Ferito in combattimento, è
ricoverato il 25/12/1936 nell'ospedale militare di Pedralbes a
Barcellona. Rientra in Francia in data imprecisata. Iscritto in Rubrica
di frontiera e nel Bollettino delle ricerche nel febbraio 1938 per il
provvedimento di arresto. Nel marzo 1938, in occasione del viaggio
del Führer in Italia, la Questura di Grosseto richiede ai comuni della
provincia l’aggiornamento dello schedario dei sovversivi e la
stazione dei Carabinieri di Massa Marittima su Becherini riferisce
che non avrebbe parenti a Massa Marittima, sarebbe coniugato a
Piombino con Messalina Denni e sarebbe emigrato in data
imprecisata. Nell'aprile 1938 risiede a Villeurbanne (Rhône) dove
svolge ancora propaganda in favore delle milizie rosse spagnole;
nell'aprile 1939 è sempre in Francia, segnalato nel dipartimento di
Bouche du Rhône. Al rimpatrio in Italia, il 15/12/1940, viene
arrestato a Bardonecchia. Dichiara alla Commissione provinciale per
il confino di Firenze di essere stato espulso dalla Spagna nell'agosto
del 1937 per aver rifiutato di arruolarsi nella XII Brigata Garibaldi. Il
28/2/1941 è condannato a 5 anni di confino a Ventotene,
prosciolto condizionalmente il 18/3/1943 per motivi di salute. Ha in
seguito partecipato alla Resistenza.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., La Centuria Gastone Sozzi, Quaderno AICVAS n. 4, Roma, 1984
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
ASGr (fondo Questura)
ACS CPC
54
BELLUCCI RAFFAELLO
Nome di battaglia: Franco Nello, Aligi
Luogo di nascita: Orbetello (GR)
Orientamento politico: Repubblicano, comunista
Professione: Impiegato, scrivano, rappresentante di concimi chimici
Nato il 25/4/1904 a Orbetello da Felice e Antonia Cardosa. In possesso di licenza di scuola tecnica, a
Grosseto lavora come impiegato o scrivano. Emigra in Francia nel 1931, con un regolare passaporto di
lavoro, e si reca presso il compagno Primo Wongher (un repubblicano di Porto Santo Stefano) a Pointe
Allegre. Torna a Grosseto nell'aprile del 1932, è arrestato immediatamente per attività antifascista
all’estero, ma viene rilasciato dopo pochi giorni per assenza di prove. Torna in Francia nella primavera
del 1934 e si stabilisce a Nizza (Alpes Maritimes), dove frequenta gli ambienti antifascisti italiani: nel
settembre 1934 assiste alla conferenza del repubblicano Francesco Volterra nella Sala della Fratellanza
di Nizza, insieme con Duilio Balduini. Nell’aprile del 1935 rientra in Italia clandestinamente e si reca a
Firenze per incontrare alcuni antifascisti, quindi passa a Grosseto per far visita ai familiari. Torna a
Nizza nel giugno e trova impiego come rappresentante di concimi chimici, insieme con Egisto Ciatti. A
Nizza si iscrive al PCd'I e partecipa alla campagna contro la guerra d'Abissinia. Il 6/10/1936, la
Divisione Polizia Politica lo segnala (sotto lo pseudonimo di Franco Nello) per l'intensa propaganda
svolta a favore del fronte unico. Il 19 dicembre dello stesso anno la Questura di Grosseto lo segnala
come sovversivo residente in Spagna, da arrestare previa perquisizione; il 31 successivo la Prefettura di
Grosseto lo scheda nel Mod. A come sovversivo e conferma, nel Mod. B, che si trova in Spagna
arruolato nelle milizie rosse. Nel dicembre 1936, viene quindi iscritto in Rubrica di frontiera e nel
Bollettino ricerche per il provvedimento di arresto. Nel novembre 1937, però, è segnalato come
segretario regionale dell'UPI a Nizza, segnalazione confermata dalla Questura di Grosseto il 31/3/1938
(in base alle informazioni fornite dal Commissariato di PS di Orbetello). Forse la segnalazione della sua
breve presenza in Spagna potrebbe essere il frutto della confusione fra lui ed Etrusco Benci (come
anche la segnalazione dell'internamento nei campi francesi nel 1939). Dallo scambio con l'omonimo
Raffaello Bellucci di Firenze, invece, deriva sicuramente la segnalazione da parte della Divisione Polizia
Politica della sua presenza a Parigi, della naturalizzazione francese e della richiesta di combattere
nell'esercito francese nel 1940. Bellucci, comunque è segnalato più volte a Nizza fra il 1940 e il 1942: è
arrestato a Mentone il 21/4/1943 e tradotto a Grosseto, dove viene interrogato il 2 giugno: nega di
essersi arruolato in Spagna e viene rilasciato il 2 agosto successivo. Insieme con Aristeo Banchi, Tullio
Mazzoncini, Antonio Mocci e Giuseppe Scopetani, fonda nel settembre 1943 il primo comitato per la
lotta partigiana della provincia di Grosseto ed è segretario della sezione locale del PCI. Nominato nel
1946 Segretario della Federazione comunista di Grosseto, mantiene l’incarico fino all’ottobre 1947
quando è eletto deputato.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Banchi A., Si va pel mondo. Il partito comunista a Grosseto dalle origini al 1944, a cura di Bucci F., Bugiani R., ARCI, Pitigliano,
1993
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica,
2000
Capitini Maccabruni N., La Maremma contro il nazi-fascismo, La Commerciale, Grosseto, 1985
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
INI (Istituto Nazionale dell'informazione), Repubblica Italiana. 50 anni di Parlamento, governi, istituzioni. 1948-1998, La
Navicella, Roma, 2000
Tognarini I. (a cura di), 1943-1945, la Liberazione in Toscana : la storia, la memoria, Pagnini AICCRE, Firenze, 1994, 2 voll.
55
ACS CPC
AISGREC (fondo Resistenza in Maremma)
ASGr (fondo Questura)
56
BENCI ETRUSCO
Nome di battaglia: Saliera nel gruppo di Grosseto, in Francia usa i falsi nomi di De Rossi e Curia
Luogo di nascita: Grosseto (GR)
Orientamento politico: Repubblicano
Professione: Tipografo
Nato il 25/6/1905 a Grosseto da Giuseppe Carlo, direttore del settimanale repubblicano “Etruria
nuova”, e Giulia Soriani (il fratello è esponente della gioventù del PRI, interventista democratico e
volontario, cade nella prima guerra mondiale). Alla morte del padre nel 1926, abbandonati gli studi
tecnici dopo essere arrivato alla seconda classe, eredita la tipografia dove lavora per i clienti del
capoluogo e dei comuni vicini (la pubblicazione di “Etruria Nuova”, infatti, è terminata a causa della
censura). A Grosseto frequenta i giovani antifascisti repubblicani e, a soli sedici anni, è arrestato il
4/11/1921 durante la cerimonia di commemorazione della vittoria sull'Austria, liberato nel gennaio
1922; il 15/9/1926, poi, è accusato di disturbo della quiete pubblica e deve pagare un’ammenda di 25
lire. Si reca nel 1928 in Olanda con regolare passaporto (valido per 20 giorni per un viaggio organizzato
da “La Gazzetta dello Sport” per seguire le Olimpiadi di Amsterdam) ma non torna in Italia.
Nell'agosto 1928 è in Belgio, abita a Ixelles e sollecita inutilmente un passaporto dall'Italia per sostituire
quello scaduto e inutilizzabile di cui è in possesso. Nel febbraio 1929 torna a Grosseto con un foglio
provvisorio (rilasciato dal Consolato di Bruxelles il 9/2/1929) e qui rimane qualche anno, lavorando
come rappresentante di macchine e accessori per le industrie grafiche della ditta Rokstrak di Lipsia.
Verso la metà del 1935 chiede nuovamente un passaporto valido per la Francia e il Belgio e il
24/9/1935 passa il valico di Ventimiglia ed entra in Francia. Va a vivere a Nizza (Alpes Maritimes) e
qui partecipa alle manifestazioni antifasciste sotto i nomi falsi di De Rossi e Curia: è vicino ai socialisti
massimalisti come Duilio Balduini e Renzo Picedi, legati al Bureau di Londra, che pubblicano in Francia
“L'Avanti!”; tiene conferenze e frequenta i corsi di cultura organizzati dalla LIDU. Lascia la Francia il
12/6/1936, diretto in Catalogna con uno dei primi gruppi di volontari, e viene arruolato nella Colonna
Lenin (organizzata dal POUM). Combatte intorno a Huesca e a Caseta de Quincena e partecipa alla
conquista di Monte Aragón. Ferito da una pallottola a una gamba, è ricoverato all'ospedale di
Barcellona nella seconda metà del 1936. Nel frattempo, in Italia, la Prefettura di Grosseto ne chiede
l'iscrizione nel Bollettino delle ricerche per il provvedimento di arresto e la Divisione Polizia Politica
conferma il suo ferimento nell’ottobre 1936; il Ministero dell'Interno lo segnala come sovversivo
pericoloso e ne ordina la schedatura nel mod. A. Dopo il ferimento, è a Barcellona dove è lo speaker
del POUM a Radio Barcellona e fa parte del Comitato esecutivo dell'Ufficio della Gioventù socialista
rivoluzionaria (sotto lo pseudonimo Curia); qui conosce la futura moglie Maria Luisa da cui avrà un
figlio mai conosciuto. Torna al fronte nell'aprile del 1937 ed è miliziano della 29° Divisione (ex colonna
Lenin), con cui partecipa ai combattimenti di Carrascal de Huesca. All'inizio del maggio del 1937 è di
nuovo a Barcellona dove partecipa agli scontri tra comunisti e anarchici e subisce la persecuzione dei
membri del POUM. Lascia la Spagna all'inizio del 1939 e viene rinchiuso nel campo di Argelès, quindi
in primavera è trasferito nel campo di Gurs (e protesta contro i soprusi degli stalinisti). Nel 1940 è
tradotto con una imprecisata CTE a S. Marie de Oloron (dove resta per tre mesi), quindi fugge e
partecipa alla Résistance nel nord. Dopo la resa della Francia, si sposta in Belgio e si collega al
movimento partigiano (collabora alla diffusione della stampa clandestina e alla preparazione degli
esplosivi). Arrestato dai nazisti, viene fucilato a Bruxelles nel tiro a segno nazionale insieme a più di 200
patrioti belgi il 12/6/1943. Gli è conferita la medaglia d'oro alla memoria.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Banchi A., Si va pel mondo. Il partito comunista a Grosseto dalle origini al 1944, a cura di Bucci F., Bugiani R., ARCI, Pitigliano,
1993
57
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica,
2000
Capitini Maccabruni N., La Maremma contro il nazi-fascismo, La Commerciale, Grosseto, 1985
Carena Leonetti P., Gli italiani del maquis, Cino del Duca, Milano, 1966.
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACGav
ACS CPC
ACS Div. Pol. Pol.
AICVAS
ASGr (fondo Questura)
ASGr (Tribunale Penale)
ISRT (fondo ANPI)
58
BENDINELLI OTTAVIO
Luogo di nascita: Castelfranco di Sotto (PI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Calzolaio
Nato a Castelfranco di Sotto il 21/9/1905 da Annibale Enrico e Palmira Marchiani. Espatriato in data
imprecisata, segnalato in Francia e Marocco. Nel 1931 è in Spagna, arrestato per lancio di pietre contro
il Consolato italiano a Girona; nell'ottobre 1936 risulta arruolato nelle formazioni antifranchiste nella
XII Brigata Internazionale con il Battaglione o la XII Brigata Garibaldi, reparto mitraglieri. Fatto
prigioniero dai franchisti, si sottrae al rimpatrio e riprende a combattere. Per il Consolato italiano a
Marsiglia (23/12/1938) sarebbe caduto combattendo in una compagnia di mitraglieri con i fratelli
Mainardi, Guido Evoggi e Celeste Giovanni Bocchi.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
59
BENUCCI BRUNO
Nome di battaglia: Scurcino
Luogo di nascita: Cavriglia (AR)
Orientamento politico: Comunista
Nato a Cavriglia il 14/12/1910. Nel 1919 è portabandiera del circolo già comunista di Cavriglia e sarà
arrestato per i fatti di Castelnuovo dei Sabbioni del 23/3/1921. In data imprecisata emigra in Francia
con tutta la famiglia, residente nel dipartimento di Bouche du Rhône, dove è per un certo periodo
segretario della Gioventù comunista. Si reca in Spagna in data imprecisata ed entra a far parte, nel
giugno 1938, della XII Brigata Garibaldi (1° Battaglione, 4° compagnia). Caduto il 20/9/1938 sull'Ebro,
a Sierra Cabals.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Comune di Cavriglia, Cavriglia nella lotta di liberazione, Tip. Sociale, Arezzo, [1975]
AICVAS
60
BERNARDINI ALFREDO ROCCO
Luogo di nascita: Buti (PI)
Orientamento politico: Anarchico, socialista
Professione: Apprendista cestaio, bracciante, manovale
Nato a Buti il 16/8/1891 da Giuseppe Bernardini e Carlotta Filippi. Abbandona la scuola dopo la terza
elementare, quindi è apprendista cestaio. Espatriato nel 1920 in Francia, iscritto in Rubrica di frontiera
per attività antifascista e nel 1933 nel Bollettino delle ricerche. Schedato come anarchico, si avvicinerà
negli anni '30 al PSI. In Francia lavora come manovale presso i cantieri navali di La Seyne sur Mer
(Var). Nel 1937 è in Spagna col grado di sergente, autista di Vincenzo Bianco (capo di Stato maggiore
della XIV Brigata, comandante della XIII e capo della 35° Divisione). Nell'ottobre 1939 è internato in
Francia. Secondo un'altra fonte, invece, non è internato, ma rientra in Francia a Nizza (Alpes
Maritimes) nel settembre 1939 ed è sorvegliato fino al 1942.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ISRT (fondo ANPI)
61
BERTELLI GUERRINO
Nome di battaglia: Starai Guido, "Angel", Aragno Giovanni, Cuminatto Antonio Giovanni Battista,
Falda Luigi
Luogo di nascita: Viareggio (LU)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Marittimo, portuale
Nato a Viareggio il 8/12/1913 da Agostino e Filomena Ghiselli. Nel maggio 1932 tenta una prima volta
di raggiungere la Corsica via mare, ma la barca a vela noleggiata a Marina di Pisa (PI) si rovescia e viene
arrestato. Il 26/5/1932 si imbarca a Portoferraio (LI) come marinaio sul piroscafo "Alba", diretto in
Corsica e sbarca a Bastia. È condannato in contumacia dal Tribunale Speciale per diserzione mercantile,
iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Risiede fino al dicembre 1933 in Corsica,
poi espulso si reca al Consolato italiano a Ginevra sotto il falso nome di Guido Starai per ottenere i
documenti per rientrare in Italia. Viene identificato e rimpatriato per espletare gli obblighi di leva
nell'aprile 1934: imbarcato come fuochista sul cacciatorpediniere "Siracusa", diserta nel luglio 1934.
Arrestato a Viareggio dopo pochi giorni di fuga, nel novembre è condannato dal Tribunale Militare di
La Spezia a due anni di carcere per diserzione e trattenuto a Gaeta fino al luglio 1936, quindi
nuovamente assegnato al deposito della Marina militare di La Spezia. In licenza, nell'agosto 1936, riesce
a imbarcarsi clandestinamente a bordo del piroscafo "Città di Savona" della società Tirrenia e arriva in
Francia dove peregrina fra Marsiglia, Lione e altre località del Dipartimento di Bouche du Rhône,
lavorando come scaricatore di porto. Passato in Belgio, sarebbe arrivato in Spagna l'11/9/1936
(secondo altre fonti già il 26/8/1936), subito destinato a Monte Pelato con la Colonna Ascaso
(Colonna italiana "Rosselli"). Nel 1938 è segnalato ancora in Spagna. Nell'ottobre 1939 è in Belgio e
viene condannato dal Tribunale di Bruxelles per false generalità, incarcerato nel Centro di "difesa
sociale" di Merxplaz. Nell'ottobre del 1940 è ad Anversa, con un passaporto falso intestato a Luigi
Falda, torinese morto in Spagna nel 1937. Nel 1942 è arrestato dai tedeschi e, consegnato ai fascisti,
viene incarcerato in Italia.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
ACS CPC
62
BERTINI GUGLIELMO
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Carrozziere, falegname
Nato a Pistoia il 16 o il 18/8/1892 da Stefano (o Etienne) e Argia Bruni. Espatriato clandestinamente
nel 1923, molto attivo politicamente in Francia a Parigi, è espulso nel novembre 1926. Nell'ottobre
1930 la polizia fascista lo segnala a Courbevoie (Val de Marne) presso il compaesano Virgilio Gozzoli.
Iscritto in Rubrica di frontiera. È segnalato in Spagna ma non ci sono prove. In seguito, condannato a 3
anni e mezzo per furto, è arrestato e imprigionato al Roland Garros di Parigi e il 21/12/1939 è
internato a Vernet (settore A, delitti comuni, baracca 11, matricola 1298). Consegnato alle autorità
italiane il 19/7/1941 (nonostante il rifiuto che oppone al rimpatrio per timore di rappresaglie per il
fatto di aver combattuto in Spagna) e arrestato. Ammonito anziché confinato e iscritto nell'elenco delle
persone da arrestare in determinate circostanze.
FONTI:
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF - Quaderni di Farestoria" n. 2/maggio-agosto 2005
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ADEA
63
BERTOLINI CESARE
Luogo di nascita: Portoferraio (LI)
Nato a Portoferraio il 27/6/1902 da Elbano e Paola Santi. Arruolato su un piroscafo italiano, diserta
nel 1925 in Nord America. Segnalato come combattente nell'esercito rosso spagnolo dalla Direzione
generale della PS e da un rapporto della Prefettura di Livorno.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A 1993-1994
ACS Min. Int. PS
64
BERTOLINI RENATO
Nome di battaglia: Vittorio Sarpi
Luogo di nascita: Fivizzano (MS)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Falegname, disegnatore, cementatore
Nato a Fivizzano il 30/3/1905 da Ferdinando e Maria Mazzoni. Attivo
politicamente già in Italia, espatria clandestinamente in Francia nel
giugno nel 1930 per sfuggire a un arresto. Condannato in contumacia a
4 mesi, iscritto in Rubrica di frontiera. Attivo in Francia, si iscrive al
PCd'I nel 1930 e dal 1932 al 1935 ricopre la carica di segretario del
Comitato del PCd'I di Marsiglia (Bouche du Rhône). Nell'agosto 1936
parte per la Spagna e si arruola nella Colonna mobile catalana Libertad
con la centuria Gastone Sozzi. Ripetutamente ferito in combattimento,
raggiunge il grado di tenente. È incorporato nella XII Brigata
Internazionale con il Battaglione Garibaldi fin dalla data della sua
costituzione e poi passa alla XII Brigata Garibaldi (2° Battaglione,
tenente della 3° o 4°compagnia). Iscritto al PCE nel 1937. Ferito due
volte, a Huesca il 16/2/1937 e in Estremadura il 16/2/1938. Nel
febbraio 1939 rientra in Francia ed è internato a Argelès, Gurs e Vernet
dal 12/10/1939 (schedato come Vittorio Sarpi). Nel luglio 1943 è
tradotto a Modane, nel Forte del Replat, fino all'8 settembre 1943,
quando i nazisti lo deportano a Buchenwald (deportato col treno da
Compiègne - Oise - del 17/1/1944); qui resta fino al 1945, attivo nel
comitato clandestino che prepara e dirige l'insurrezione del campo.
Liberato nell'aprile del 1945, rientra in Italia. Segretario della
Federazione del PCd'I di La Spezia e vice segretario regionale. Nel 1968
è tra i fondatori dell'AICVAS, di cui diviene segretario. Muore il
22/2/1983.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., La Centuria Gastone Sozzi, Quaderno AICVAS n. 4, Roma, 1984
Schiapparelli S., Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del calendario, Milano1971
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
FMD
ISRT (fondo ANPI)
65
BIANCHINI ORAZIO
Luogo di nascita: Arezzo (AR)
Orientamento politico: Comunista
Nato ad Arezzo il 19/4/1891. Emigrato dall’Italia nel 1922 per motivi politici, risiede in Francia a
Nizza (Alpes Maritimes) dal 1922 al 1937. Iscritto al PCF dal 1936 e membro della CGT. Arriva in
Spagna il 14/5/1937, arruolato nella XII Brigata Internazionale come soldato semplice. Combatte sui
fronti di Aragona e Centro, mai ferito. Assegnato al servizio ausiliari a causa del suo stato di salute e
dell'età (47 anni).
FONTI:
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
66
BIBBI GINO
Nome di battaglia: Noris
Luogo di nascita: Avenza (MS)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Studente, ingegnere, imprenditore (aveva un'azienda di legname), impiegato
Note: Fratello di BIBBI MARIA
Nato a Avenza il 5/2/1899 da Carlo e Gioconda Pagliarini. Attivo politicamente nell'immediato
dopoguerra, nel 1924, quando è studente al Politecnico di Milano, viene arrestato per diffusione di
stampa antifascista, ma è prosciolto per amnistia; colpito di nuovo da mandato di cattura nel novembre
1926, viene assegnato al confino per 5 anni in contumacia. Catturato nel giugno 1927, confinato a
Lampedusa, Ustica, Ponza, Lipari. Due volte deferito al Tribunale Speciale (1927, 1928) per complicità
nell'attentato Lucetti e complicità nell'attentato al re; prosciolto per insufficienza di prove nel gennaio
1930 e autorizzato a frequentare la facoltà di ingegneria a Palermo sotto scorta. Il 20 maggio dello
stesso anno fugge da Palermo imbarcandosi sul piroscafo "Argentina", raggiunge Tunisi e quindi nel
luglio fugge in Francia dove è in contatto con Carlo Rosselli. Iscritto nel 1930 nel Bollettino delle
ricerche. Nel 1931 si reca per la prima volta in Spagna e frequenta un corso per piloti. Tra la fine del
1931 e la primavera del 1934 è ad Algeri dove completa il corso universitario di ingegneria, poi si sposta
nuovamente in Tunisia e in Marocco, a Tangeri, dove nel 1933 la Questura di Milano comunica a quella
di Massa Carrara che Bibbi farebbe parte di un gruppo che sta organizzando un complotto per attentare
alla vita del re e di Mussolini. Nel 1934 è segnalato in Spagna a Gandia (vicino a Valencia) dove gestisce
una fabbrica di inscatolamento e da qui tiene rapporti con Carlo Rosselli e GL (la polizia fascista arriva
a sospettare che il lavoro sia una copertura per una fabbrica militare di aerei coi quali Bibbi starebbe
"preparando qualche ardita impresa di natura politica e probabilmente un'invasione aerea dell'Italia").
Secondo la polizia francese, il 9/10/1936 è arrestato nell'abitazione di Camillo Berneri a Parigi e viene
trovato in possesso di regolare passaporto spagnolo; condannato a otto giorni di carcere per infrazione
del decreto di espulsione. Alla fine del mese è nuovamente in Spagna e si arruola probabilmente nella
Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"). Ssecondo altre fonti è nell'aviazione repubblicana e
impegnato nel reclutamento di volontari e nell'acquisto di armi e munizioni. Nel febbraio del 1937 è
arrestato a Valencia per il suo coinvolgimento in un attentato alle navi nazionaliste a Cueta (insieme con
l'anarchico Umberto Tomasini); secondo altre fonti, invece, è arrestato nel marzo del 1937 a Barcellona,
nel quadro delle attività contro il movimento anarchico e incarcerato a Valencia. Rilasciato, ritorna in
Francia a Parigi. Nel 1938, quindi, trova impiego presso la Compagnie internationale des Minerals et
Métaux e si imbarca per il Brasile con il piroscafo "Florida" (secondo alcune fonti la fuga in Sud
America sarebbe avvenuta per i problemi nati in Spagna nel rapporto con i comunisti). Negli anni
successivi viene segnalato in Messico, in Brasile a San Paolo nel 1940 e in Tunisia nel marzo 1942. Nel
1948 ritorna in Italia dove si riavvicina ai vecchi compagni come Romualdo Del Papa e Randolfo
Pacciardi e si lega al movimento "Nuova repubblica" di Pacciardi. Negli anni '70 abbandona la vita
politica e ritorna a Carrara, dove muore l'8/8/1999.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica,
2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cerrito G., Gli anarchici nella Resistenza apuana, Maria Pacini Fazzi, Lucca, 1984
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
67
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Venza C. (a cura di), Umberto Tommasini. L'anarchico triestino, Antistato, Milano, 1984
ACS CPC
AICVAS
ASMs
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
Prayer V., Anarchico rifiuta la cittadinanza spagnola. Combatté Franco ma non vuole onorificenze, in “Corriere della Sera”, 6/1/1996
68
BIBBI MARIETTA (o MARIA)
Nome di battaglia: il fratello la chiama Zingrina, usa il falso nome di Maria Del Carmen Rodriguez
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Anarchica
Professione: Casalinga, maestra elementare, sarta, domestica, ha un'azienda di legname
Note: Sorella di BIBBI GINO
Nata a Carrara il 2/4 o 8/1895 da Carlo e Gioconda Pagliarini. Arrestata nel settembre 1926 quale
presunta complice nell'attentato Lucetti, a cui è legata da rapporti di parentela e di amicizia, è deferita al
Tribunale Speciale insieme col fratello Gino, ma nel giugno 1927 è rinviata alla magistratura ordinaria.
Nell'ottobre del 1927 raggiunge volontariamente Gino a Ustica e vi rimane fino al marzo del 1928
quando viene condannata a 6 mesi di carcere per favoreggiamento. Nel gennaio 1931 viene ammonita
perché considerata dalle autorità "donna scaltra, intelligente e abile che non si farebbe scappare alcuna
occasione per eventuali azioni ostili al regime del quale è irriducibile nemica". Nel luglio 1931 viene
confinata a Ponza per 5 anni, ridotti a 3 in appello. Prosciolta il 16/11/1932 per "amnistia del
decennale", raggiunge Carrara e poi Torino e da qui espatria nel 1934 in Francia a Parigi, dove lavora in
casa di Carlo Rosselli ed è in contatto con Camillo Berneri. Rientra clandestinamente in Italia in data
imprecisata e si reca ad Avenza a far visita allo zio Francesco insieme al grossetano Muzio Tosi. Iscritta
in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Nel 1934 raggiunge Gino a Gandia (Valencia) e
dal 1937 è infermiera a Valencia nel 4° Battaglione della Colonna Benedicto (nell'81° Brigata mista) sul
fronte di Teruel e impiegata come corriere fra la Francia e la Spagna. Torna in Francia a Parigi col
fratello Gino nel 1938. Secondo un'altra fonte, rimane in Spagna alla fine della guerra civile sotto il
nome di Maria Del Carmen Rodriguez e solo nel 1945 chiede di essere rimpatriata e rientra a Carrara.
Muore a Carrara il 11/4/1993.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ASMs
69
BICOCCHI GUIDO
Luogo di nascita: Sierre Glarey (Svizzera) o Piteglio (PT)
Nato il 24/06/1908 a Sierre Glarey in Svizzera (o a Piteglio) da Vincenzo e Caterina Bertocchi.
Residente a Piteglio (PT), emigra in Francia nel 1922. Combatte in Spagna nella XII Brigata
Internazionale con il Battaglione Garibaldi (Battaglione imprecisato, 2° o 4° compagnia, batteria Picelli)
e nella Brigata Garibaldi. Rientrato in Francia in data imprecisata e rifugiato nel dipartimento di
Vancluse, dove si rende indesiderabile alle autorità. Internato nel campo di Rieucros, è inserito in una
lista di prigionieri da trasferire al Vernet ma muore nel campo di Rieucros (Mende) il 1/10/1939.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985II
ACS CPC
AICVAS
ADEA
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
70
BIENTINESI ARMANDO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Muratore, impiegato, portuale
Nato a Livorno il 14/1/1898 da Luigi e Iginia Cecchi. Soldato nella prima guerra mondiale è
condannato nel 1920 a un anno di carcere per obiezione in zona di guerra (pena in seguito sospesa).
Espatria clandestinamente nel 1920 (secondo altra fonte nel 1921) in Francia a Marsiglia (Bouche du
Rhône), dopo aver subito persecuzioni fasciste e carcere. Propagandista anarchico a Marsiglia nel 1924,
nel 1926 lavora a Port de Bouc (Bouche du Rhône) come portuale. Nel febbraio 1926 rientra a Livorno;
poi tenta di emigrare nuovamente per ben due volte prima di riuscire a procurarsi, nel maggio 1931,
una barca con cui passa in Corsica nel 1932. Espulso nel 1932 dalla Francia, nel 1933 passa in Tunisia,
poi in Algeria ad Algeri e Orano dove lavora nell'edilizia. Nel 1935 arriva in Spagna e lavora come
facchino ad Alicante e Valencia. Giunge a Barcellona insieme a Ugo Cardenti, Cornelio Giacomelli,
Vittorio Marchi, Giorgio Rossi e Muzio Tosi il 16 o il 19/8/1936 e si arruola nella Colonna Ascaso
(Colonna italiana "Rosselli"). Nell'aprile del 1937 passa nella 26° Divisione. Iscritto nel Bollettino delle
ricerche nel dicembre 1937. Rientra in Francia solo nel febbraio 1939 ed è internato ad Argelès (dove fa
parte del gruppo anarchico "Libertà o morte") e a Gurs nel luglio 1939 (9° compagnia). Nel 1940 è
aggregato a una CTE sulla frontiera franco-belga; fuggito o liberato, viene segnalato nel 1940 a
Bruxelles dove vive con Dante Armanetti, Aldo Demi, Ateo Vannucci e lavora al ripristino di uno dei
ponti cittadini; in seguito è operaio edile e stradale anche a Stettino e Berlino. È arrestato dai tedeschi e
consegnato al Brennero il 14/11/1942 con foglio di via (per Lopez il 18/2/1941). Tradotto a Livorno,
nel 1943 è assegnato al confino alle Tremiti per 2 anni, liberato nel settembre 1943. Partecipa alla
Resistenza. Muore a Livorno il 20/10/1967.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori A., Piermaria G., “Il Rosso”, “il Lupo” e “Lillo”. Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
71
BIGESCHI NATALE
Luogo di nascita: Marliana (PT)
Nato a Marliana il 25/12/1915 da Pietro e Maria Parenti. Emigrato in Francia in data imprecisata, parte
per la Spagna alla fine del dicembre 1936 ed entra a far parte della XV Brigata Internazionale con la
compagnia italiana del Battaglione Dimitrov (5° sezione). Caduto il 14/2/1937 a Morata de Tajuna.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF - Quaderni di Farestoria" n. 2/maggio-agosto 2005
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
72
BIGNAMI ANGELO (o ANGIOLO)
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Meccanico, commerciante (ha un negozio di antichità)
Nato a Firenze il 4/1/1896 da Alfonso e Marianna Bizzarri. Espatriato con passaporto regolare nel
1923 in Francia a Tolone (Var), nel 1932 è segnalato dal Consolato italiano a Marsiglia (Bouche du
Rhône) per attività sovversiva. Arriva in Spagna l'11/9/1936 (secondo altra fonte già il 26/8/1936) e si
arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"), poi il 22/2/1937 passa nella 26° Divisione,
con la 120° Brigata mista, nel 1° Battaglione Matteotti (compagnia mitraglieri). Iscritto in Rubrica di
frontiera e nel Bollettino delle ricerche per il provveddimento di arresto. Nel maggio 1938 gravemente
ferito alle gambe, viene ricoverato in ospedale; muore nel novembre dello stesso anno (altra fonte però
lo segnala in Francia a La Seine sur Mer nel 1941).
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
73
BISCONTI GALARDO
Luogo di nascita: Cantagallo (FI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Bracciante
Nato il 4/5/1898 a Cantagallo da Pietro e Margherita Tamburini,
braccianti iscritti alle Leghe mezzadrili. Ha frequentato le scuole
elementari fino alla terza classe. Soldato in congedo del 13° Regg.
Bersaglieri. Segnalato già nel 1919 come membro della Gioventù
socialista, nel 1921 è fra i fondatori della sezione del PCd'I a
Luicciana (FI), di cui diviene segretario, oltre che corrispondente
di "Azione comunista", organo del PCd'I di Firenze, su cui
denuncia le violenze squadriste della primavera/ estate del 1921.
Espatria nel 1923 con passaporto regolare in Francia a Marsiglia
(Bouche du Rhône), dove è iscritto al gruppo comunista di
l'Estaque e nel 1927 è nominato membro della sottocommissione
regionale di propaganda antifascista del PCd'I (opera tra Antibes,
Nizza e Marsiglia).
Il 24/4/1932 a Marsiglia assalta con altri la Casa degli italiani dove i fascisti celebrano il Natale di
Roma; il 28/5/1932 è arrestato e trovato in possesso di tre valigie contenenti manifestini di
propaganda comunista. Espulso, si rifugia ad Arles (Bouche du Rhône). Nel dicembre 1932 partecipa al
Congresso nazionale del PCF insieme con Bruno Monciatti. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel
Bollettino delle ricerche. Secondo notizie non confermate sarebbe caduto combattendo nelle file
repubblicane in Spagna. La polizia fascista, in effetti, ne perde le tracce nell'ottobre 1937, mentre
dall'inizio del 1938 Bisconti interrompe la corrispondenza coi familiari. La notizia della morte si
diffonde a Cantagallo verso la fine del 1938 e viene più volte segnalata dagli informatori della polizia
italiana.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Giaconi A., L'origine dell'antifascismo a Luicciana. La figura di Galardo Bisconti, intervento al Convegno di Studi Storici e
Antropologici "Passaggi di Memoria. La linea Gotica nell’Alta Val di Bisenzio", Palazzo Comunale, Luicciana, 25/9/2009
(atti non pubblicati)
ACS CPC
74
BITOSSI UGO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Pittore, decoratore
Nato il 5/7/1916 a Firenze da Aldo e Adalgisa Duranti. Espatriato nel 1926 in Francia a Parigi con la
famiglia (secondo la Prefettura di Pistoia, sarebbe immigrato a Pistoia il 12/8/1935 ed espatriato in
Francia nello stesso giorno). Secondo la Prefettura di Firenze, nel dicembre 1935 (ma la data è incerta,
forse già nel 1933) si sarebbe trasferito in Spagna per studiare canto al conservatorio presso la zia Maria
o Emilia Bitossi, che aveva contratto matrimonio con uno spagnolo, Ezequiel Fauquier (o Foquet),
proprietario di una fabbrica di bombole a Madrid. Si desume da una lettera della madre conservata nel
CPC, che Bitossi si trovi a Madrid arruolato nell'esercito repubblicano già nel novembre 1936. Secondo
un interrogatorio del 22/6/1938, invece, il giovane sarebbe stato spettatore impotente degli
avvenimenti spagnoli; il padre Aldo sarebbe riuscito nel marzo 1937 a farlo inserire in un gruppo che
doveva essere evacuato in Francia, ma giunto a Barcellona le autorità russe gli avrebbero impedito di
passare la frontiera; privo di mezzi, a quel punto sarebbe così stato costretto ad arruolarsi. Di certo fa
parte di un reparto di zappatori della 132° Brigata, con cui combatte a Huesca e Teruel. Iscritto in
Rubrica di frontiera e nel 1938 nel Bollettino delle ricerche per il provvedimento di arresto. Catturato
dai nazionalisti nel luglio 1938 a Castellon de la Plana, è fra i prigionieri italiani rinchiusi a San Pedro de
Cardena (Burgos). Nel dicembre 1939 è nel campo di concentramento di Lerida, assolto dal giudice
militare per il servizio prestato fra i repubblicani; la Prefettura di Firenze invia nel 1941 il nulla osta per
la sua liberazione ma sembrerebbe essere stato trattenuto ulteriormente. Al rimpatrio, avvenuto in data
imprecisata, è confinato.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
75
BIZZARRI ANGELO
Nome di battaglia: Sassi Elio, Fois
Luogo di nascita: Cavriglia (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Meccanico
Nato il 4/3/1907 a Cavriglia da Francesco. Membro del PCd'I dal 1928, espatria nello stesso anno,
quindi per la sua attività politica subisce carcere ed espulsioni in Francia, Belgio (dal 1928 al 1929) e
Lussemburgo. Proveniente dall'URSS, dove è rifugiata la famiglia e dove ha frequentato per un anno la
scuola di partito, si arruola nelle formazioni antifranchiste nell'agosto 1937, come tenente nella V
Brigata carri coi russi fino al marzo 1938, quando rende parte alla liberazione di Teruel. Iscritto nel
1938 al PCE, segretario di cellula alla base di Albacete dall'aprile 1938, nell'agosto è inviato nuovamente
al fronte con la XII Brigata Garibaldi (3° Battaglione, 1° compagnia), in cui rimane fino al 1939. Ferito
3 volte in combattimento sul fronte dell'Ebro, è promosso luogotenente e decorato con l'ordine del
drappo rosso, quindi raggiunge il grado di comandante di sezione e poi di compagnia. Transitato dal
campo di smobilitazione di Torelló, rientra in Francia nel febbraio 1939 ed è internato ad Argelès e
Saint Cyprien. Evade in data imprecisata dai campi francesi e viene inviato in Unione sovietica con il
parere favorevole del PCd'I; combatte nell'Armata rossa dal 1941 fino al 13/2/1946 (1° Divisione
motorizzata moscovita). Nel dopoguerra risiede nell'URSS.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
76
BOCCHERINI UMBERTO
Luogo di nascita: Pontassieve (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Barrocciaio, manovale, commerciante
Nato il 14/12/1905 a Pontassieve da Giovanni. Ammonito nel 1930 per attività antifascista, nel giugno
1931 espatria clandestinamente in Francia. Condannato per scontri con fascisti all'estero, è iscritto in
Rubrica di frontiera. Secondo notizie non confermate sarebbe caduto nelle formazioni antifranchiste in
Spagna nel 1938.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Biagioni M., Scarpe rotte eppur bisogna andar: fatti e persone della Resistenza in Mugello e Val di Sieve, Pagnini e Martinelli, Firenze,
2004
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
77
BOCCHI CELESTE GIOVANNI
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Scalpellino, operaio
Nato il 17 o il 27/4/1896 a Carrara da Pietro e Teresa Bigini. Dal 1910 in poi subisce numerosi
processi, tra cui uno per resistenza a pubblico ufficiale e uno per porto abusivo di rivoltella. Nel 1916 è
arruolato come soldato semplice nel 2° Regg. Artiglieria di montagna di Oneglia. Segnalato come
"sovversivo da vigilare per il suo carattere impulsivo", viene arrestato nell'ottobre 1921 per scontri
armati con i fascisti; è processato per tentato omicidio, ma viene assolto per insufficienza di prove.
Espatria clandestinamente in Francia (vive a Parigi) ed è iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino
delle ricerche. Arruolato in Spagna in data imprecisata, risulta caduto in combattimento sul fronte di
Chapineria il 18/10/1936 per alcune fonti, mentre per altre nel marzo 1937 sarebbe ancora attivo nella
XII Brigata Internazionale, nel Battaglione o nella Brigata Garibaldi, in un imprecisato reparto
mitraglieri con Ottavio Bendinelli, i fratelli Mainardi e Guido Evoggi. Secondo il cenno biografico
compilato nel maggio 1937 dalla Prefettura di Massa Carrara risiederebbe da quella data a Parigi e nel
1939 sarebbe membro dell'organizzazione Solidarietà Internazionale Antifascista. La sua presenza nella
capitale francese sarebbe confermata nel 1940 e nel 1941. Morto a Parigi il 12/11/1973.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ASMs
78
BODDI LORENZO
Luogo di nascita: Cavriglia (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Minatore
Nato il 12 o il 16/1/1897 a Cavriglia da Pietro ed Eugenia Traditi. Attivo politicamente dall'immediato
dopoguerra, nel 1923 è condannato in contumacia a 5 anni, 3 mesi e 10 giorni per concorso in omicidio
durante lo sciopero di Castelnuovo dei Sabbioni del 1921. Nel 1924 espatria in Francia per sfuggire
all'arresto, risiede ad Arles (Bouche du Rhône) ed è iscritto in Rubrica di frontiera. Il 26/8/1936 si
arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"), ma solo nel 1938 è segnalato come
combattente in Spagna dalla polizia fascista. Nel 1939, rientrato in Francia, viene internato a Vernet
(sezione B, anarchici ed estremisti), da dove non fa richiesta di rimpatrio.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AICVAS
79
BONAGUIDI RANIERI
Nome di battaglia: Ovidio
Luogo di nascita: Asciano Pisano (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante
Nato il 1/10/1889 a Asciano Pisano da Domenico. È segnalato come combattente delle Brigate
Internazionali nel gennaio 1937: sarebbe incaricato del Servizio postale ad Alicante. Forse alla fine della
guerra si trasferisce negli USA.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ISRT (fondo ANPI)
80
BONATTI OLIVIERO
Nome di battaglia: Bonni
Luogo di nascita: Figline Valdarno (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Minatore, muratore
Nato il 18/9/1897 a Figline Valdarno da Enrico. Privo di precedenti politici, secondo informativa della
Prefettura di Arezzo, ma iscritto al PCd'I dal 1921. Espatriato in Francia nel 1930, alterna diverse
occupazioni. Membro del SRI. Nel novembre 1936 si arruola in Spagna nella Batteria Picelli (XII
Brigata Internazionale, Battaglione Garibaldi, 3° compagnia). Combatte a Boadilla, Mirabueno,
Majadahonda, Arganda e Guadalajara, Morata de Tajuna e Casa de Campo. Passato alla XII Brigata
Garibaldi (2° Battaglione, 4° compagnia), è ferito al ginocchio destro nel giugno 1937 durante un
combattimento a Huesca. Iscritto al PCE nel 1938. Nell'ottobre 1938 rientra in Francia, arrestato nel
dipartimento di Deux Sevres e internato a Gurs e dal 6/10/1939 a Vernet (sezione B, anarchici ed
estremisti). Rimpatriato il 19/7/1941, il 23/9/1941 è consegnato alle autorità fasciste e confinato per 2
anni a Pisticci. Liberato condizionalmente il 22/12/1942. Partigiano in Italia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Ranzato G., Zadra C., Zendri D., "In Spagna per l’idea fascista". Legionari trentini nella guerra civile spagnola 1936-1939, Museo
storico della guerra, Rovereto TN, 2008
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
81
BONCIANI ALIGHIERO
Nome di battaglia: Sparti, Spartaco, André Nano
Luogo di nascita: Casellina e Torri (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Impiegato delle Poste, fumista
Nato il 27/8/1903 a Casellina e Torri da Gelasio e Romilda Bertolazzi (secondo altra fonte da Teresa
Nesti). Comunista, militante attivissimo, è licenziato per motivi politici dalle Poste nel 1923 (impiegato
come fattorino). Espatria in Francia nello stesso anno e a Marsiglia (Bouche du Rhône) è attivo in
campo politico e sindacale e milita nel PCd'I. Prende parte al V° Congresso dell'Internazionale
Sindacale rossa a Mosca nel 1930 e nel 1931 è relatore al Convegno regionale del Comitato antifascisti
di Lione (Rhône), dove risiede da data imprecisata; è anche segretario del Comitato pro vittime
politiche di Lione. Minacciato di espulsione dalla Francia, si trasferisce nuovamente a Marsiglia e poi nel
1934 a Tolosa (Haute Garonne). Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche per il
provvedimento di arresto. Nell'agosto 1936 è in Spagna, combattente prima della 116° Brigata, con il
Battaglione Spartaco (Colonna mobile catalana Libertad), poi della centuria Gastone Sozzi. Passato
nella XII Brigata Internazionale, è prima nel Battaglione Garibaldi e infine nella XII Brigata Garibaldi.
Ferito gravemente in combattimento il 13/9/1936 a Pelahustan, è ricoverato nell'ospedale da campo di
Ciernicientos. È rimpatriato in Francia il 15 o il 16/9/1937. Segnalato con i partigiani francesi nel 1941
a Marsiglia, nel 1943 rientra in Italia (è gappista); è fucilato dai nazifascisti a Milano il 21/10/1944.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Zocchi L., "Perché andammo in Spagna: scritti di militanti antifascisti 1936-1939", ANPPIA, Roma 1967
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., La Centuria Gastone Sozzi, Quaderno AICVAS n. 4, Roma, 1984
Schiapparelli S., Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del calendario, Milano, 1971
ACS CPC
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
ISRT (fondo ANPI)
82
BONFIGLIOLI ANGELO
Luogo di nascita: Poggibonsi (SI) o Bologna (BO)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Muratore
Nato a Poggibonsi (per AICVAS a Bologna) il 29/9/1896 da Pietro e Argia Fiori. Residente a Tolone
(Var) da data imprecisata. In Spagna si arruola nella XII Brigata internazionale, prima con il Battaglione
Garibaldi poi, dal 1937, con l'omonima Brigata e viene ferito in combattimento. Rientra nel Var in data
imprecisata, è arrestato e internato al Vernet (settore B, anarchici ed estremisti, baracca 20) dal
28/5/1940 all’8/4/1941 quando è consegnato alle autorità italiane.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
ADEA
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
83
BONFIGLIOLI GIACOMO
Luogo di nascita: Fucecchio (FI)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Operaio
Nato il 25/7/1915 a Fucecchio da Luigi. Espatriato nel 1931 in Francia, dove risulta ancora residente il
6/6/1937. Nel 1938 si trasferisce in Spagna ed è segnalato dalla polizia italiana come combattente della
XII Brigata Garibaldi. Fonti non verificate lo segnalano come caduto in combattimento.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
84
BONI FERNANDO
Luogo di nascita: Bagno a Ripoli (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante
Nato il 26/2/1901 a Bagno a Ripoli da Ubaldino ed Elvira Cambi. Comunista dal 1921, nel 1925 è
condannato a 200 lire di multa per omessa denuncia d'armi. È arrestato l'8/8/1925 per organizzazione
comunista, viene deferito al Tribunale Speciale nel 1927 ed è condannato a 2 anni e 3 mesi di
reclusione. Liberato il 1/12/1927, viene diffidato e iscritto nell'elenco delle persone da arrestare in
determinate circostanze. Espatria clandestinamente nel gennaio 1931 in Francia a Tolone (residente a S.
Raphael nel Var) ed è iscritto in Rubrica di frontiera. Nell'ottobre 1936 è in Spagna, a Figueras, e si
arruola nella XII Brigata Internazionale, nel Battaglione Garibaldi. Combatte a Cerro de los Angeles e a
Casa de Campo, dove è ferito in combattimento al braccio destro. È nuovamente ferito a Guadalajara
nel marzo 1937 e passa nell'Ufficio censura del Commissariato di Albacete. Transitato dal campo di
smobilitazione di Torelló, rientra in Francia nel febbraio 1939 ed è internato a Argelès, Gurs e Vernet
dal 29/4/1941 (sezione C reduci di Spagna, baracca 35, n. di matricola 7729). È arrestato al rimpatrio in
Italia, il 14/9/1941, e confinato a Ventotene per 5 anni, liberato il 28/8/1943. Deceduto il 29/7/1965 a
Firenze.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AICVAS
ADPO
ADEA
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
85
BONSIGNORI ALFREDO
Nome di battaglia: Gracco, Alfonso
Luogo di nascita: Cecina (LI)
Orientamento politico: Socialista, comunista, anarchico, GL
Professione: Ebanista, meccanico
Nato il 28/1/1895 a Cecina da Giuseppe e Italia Silvestri. Sposato con Corinna Michelotti, nel 1919 ha
un figlio di nome Lenin. Consigliere comunale per il PSI a Cecina nel 1920, nel 1921 aderisce al PCd'I.
Arrestato il 20/3/1922 per correità nell'omicidio del fascista Dino Leoni, è condannato a scontare 10
anni, tre mesi e 10 giorni a Nisida e interdetto dai pubblici uffici. Liberato per amnistia il 14/8/1926,
ritorna a Cecina ma è costretto dai fascisti a lasciare la città e riparare a Roma e Milano prima di
emigrare clandestinamente. Residente in Francia a Lione (Rhône), dove è ebanista e svolge attività
antifascista: segretario del Comitato antifascista di Lione, è esponente della fazione di sinistra del PCd'I,
detta "operaista" (anarchici comunisti), poi diviene segretario di Giustizia e Libertà. Membro del SRI.
Nell'aprile 1928 viene espulso dalla Francia perché sprovvisto di documenti e in quanto noto militante
comunista. Rimane comunque a Lione clandestinamente e il 14/12/1930 partecipa a una riunione
anarchica al Circolo Sacco e Vanzetti insieme con Socrate Franchi, Primo Lastrucci e Gusmano
Mariani. Nel 1931 fonti fiduciarie lo segnalano a Ginevra a un altro incontro anarchico; secondo il
DBAI infatti, nel 1932 sarebbe passato al movimento libertario dopo essere stato espulso dal PCd'I per
le sue "tendenze di sinistra" (nel novembre 1935, in effetti, partecipa al Convegno anarchico di Parigi
come delegato di Lione). È iscritto in Rubrica di frontiera, nel Bollettino delle ricerche e nel 1933 è
compreso in un elenco di sovversivi residenti all'estero classificati come capaci di compiere attentati.
Secondo alcune fonti sarebbe arrivato in Spagna nell'estate del 1936 insieme con Egisto Serni e
Gusmano Mariani, secondo altre, invece, sarebbe ancora presente a Lione a un incontro con Francesco
Barbieri nella sala dell'Unitaire, sede del PSU, il 15/12/1936 e sarebbe partito per la Spagna solo il mese
successivo. Di certo è arruolato nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") dal 20/1/1937 al
1/2/1937 e segnalato a Barcellona nel marzo 1937. Risulta aver combattuto a Monte Pelato e
Tardienta. Secondo alcune fonti sarebbe passato in seguito nella XII Brigata Internazionale, con la 2°
compagnia del Battaglione Garibaldi. Nell’ottobre 1937 (secondo altre fonti già nel febbraio) rientra in
Francia e si stabilisce nuovamente a Lione. Qui partecipa alla Résistance insieme con Gusmano Mariani e
Duilio Balduini. Il 28/6/1943 è arrestato a Tolone (Var) dalle truppe di occupazione italiana e tradotto
a Livorno, dove viene liberato il 24 agosto successivo, avendo asserito di non essere mai stato in
Spagna. Nel dopoguerra torna per alcuni anni a Cecina dove continua a essere tenuto sotto controllo
dalla Questura, quindi rientra a Lione dove muore il 3/4/1976.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata, Università
degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori A., Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
ASLi
86
BONTURI BRUNO
Nome di battaglia: Bruno "l'americano", Ramon Garcia Ramos
Luogo di nascita: Bagni di Lucca (LU)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Marittimo
Nato il 9/5/1902 a Bagni di Lucca da Giuseppe e Annunziata Angelini,
lì domiciliati. Emigrato negli USA a New York (arriva l'8/7/1913 da
Genova sul piroscafo "The Moltke" insieme alla madre), è naturalizzato
americano. All'età di 14 anni si munisce di passaporto marittimo
americano e si imbarca come allievo fuochista su navi mercantili. Dopo
brevi soste nei porti italiani, rientra in Italia all'inizio del 1922 per
prestare servizio militare: è assegnato al Deposito del 157° Regg.
Fanteria di stanza a Zara il 25/2/1922, quindi a Roma nel reparto
autonomo "G. De Medici"; resosi colpevole di furto nel novembre 1922
(in base al fascicolo del CPC), viene inviato a Gaeta fino al 18/3/1923
quando è trasferito nella 3° Compagnia di disciplina di Verona e poi
nuovamente a Gaeta (secondo la sua dichiarazione, invece, sarebbe stato
processato per attività sovversiva nell'esercito e condannato dal
Tribunale Militare di Roma a 18 mesi di reclusione a Gaeta).
Congedato il 30/6/1923, ritorna inizialmente a New York, ma rientra in Italia, munito di regolare
passaporto americano, già nel novembre 1923 e si stabilisce a Nizza Monferrato (AT), dove sposa
Iolanda Prato nel gennaio 1931. Segnalato a Genova nell'aprile-maggio del 1934, probabilmente si reca
a Bagni di Lucca a trovare la madre, quindi nel luglio dello stesso anno passa in Spagna con la moglie.
Nel settembre 1934 viene arrestato a Barcellona ed espulso per la frontiera portoghese di Valencia de
Alcantare, ma nell'estate del 1936 è nuovamente in Spagna: secondo alcune fonti dal mese di giugno
1936 si troverebbe a Baza (Granada), dove si sarebbe rifugiato dopo essere sbarcato a Bordeaux
(Gironde) dalla nave sulla quale era occupato; secondo altre fonti nel luglio 1936 sarebbe imbarcato
come timoniere sul piroscafo nordamericano "Indipendence" ancorato nel porto di Bilbao e avrebbe
fatto scalo a Barcellona "accompagnandosi con elementi antifascisti"; secondo la versione fornita da
Bonturi alle autorità, infine, la sollevazione franchista lo avrebbe sorpreso ad Alicante, dove Bonturi si
sarebbe arruolato fra i repubblicani come marinaio guardiacoste. Nell'agosto 1936 è in ogni caso
arruolato nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") e poi forse anche nell'Artiglieria
internazionale (nella Batteria Rosselli); in seguito certamente nella XV Brigata, con il Battaglione
Lincoln. Ferito alla mano sinistra. Risulta anche in servizio come interprete della FAI presso la stazione
di frontiera di Port-Bou e in seguito sui bastimenti repubblicani che fanno rotta da Barcellona a Port
Vendre. Forse è presente anche a Cartagena come interprete al porto militare. Iscritto nel 1937 in
Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Rientrato in Francia in data imprecisata, il
16/4/1937 è arrestato a Le Havre (Seine Maritime) mentre sbarca dal piroscafo "La Fayette"
proveniente da New York (in possesso di passaporto falso intestato a Ramon Garcia Ramos di Cadice)
e dichiara di voler recarsi in Spagna per arruolarsi come volontario; secondo il Console di Anversa,
però, proviene dalla Francia dove ha scontato 3 mesi di carcere a Perpignan (Pyrénées Orientales) per
infrazione al decreto di espulsione. Rilasciato, è segnalato a Parigi e Marsiglia (Bouche du Rhône), poi
arriva nel settembre 1937 all'Hotel Pension "Roma" di Barcellona. Segnalato nel settembre 1938 a
Tolosa (Haute Garonne), forse successivamente rientra ancora in Spagna. Infine, il 31/1/1939 lascia
definitivamente la Spagna: si imbarca per New York sul piroscafo "Queen Mary", ma è respinto come
rifugiato spagnolo e ripara in Cile, a Valparaiso, nel giugno 1939 e da qui chiede inutilmente di essere
rimpatriato.
87
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AEIF
ASLu
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
88
BONUCCI GOLFIERO LINO MARINO
Nome di battaglia: Le Rat
Luogo di nascita: Lizzano (BO)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Meccanico, tornitore
Nato a Lizzano il 28/5/1910 da Annibale e Pia Franzaroli. Risulta residente a Vernio (FI), dove il padre
vi si era trasferito nel 1936 (la famiglia non aveva più residenza in provincia di Bologna dove Bonucci
risultava perfino sconosciuto allo Stato civile). Espatriato con la madre il 23/10/1922 in Francia:
dimora in Lorena e nell'Oise, quindi si stabilisce a Pont Saint Maxence (Oise), dove trova lavoro in
varie officine meccaniche. Iscritto in Rubrica di frontiera. Combatte in Spagna con gli antifranchisti
dall'agosto 1936 all'aprile 1937, arruolato nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"). Dal
settembre 1939 è in Belgio, a Bruxelles, dove viene arrestato per furto e sconta 2 anni di reclusione nel
carcere di S. Gilles. Nel marzo 1942 è consegnato al Brennero alle autorità italiane, viene condannato a
5 anni di confino dalla Commissione provinciale di Firenze il 5/6/1942 come combattente
antifranchista in Spagna. Imprigionato a Ventotene, in seguito è trasferito a Renicci Anghiari. Liberato
nel settembre 1943.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Albertazzi A., Arbizzani L., Onofri Nazario S., Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945),
Forni, Bologna, 2003
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
ACS CPC
89
BORGHI PIETRO
Nome di battaglia: Burrosi, Elso Valdesano
Luogo di nascita: Poggibonsi (SI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Falegname, ebanista, scultore
Nato il 20/12/1898 a Poggibonsi da Settimio e Assunta Burresi.
Sposato nel 1928 con Rigoletta Francioli, padre di un figlio. Decorato
nella prima guerra mondiale con la Croce di guerra. Attivo
politicamente dall'immediato dopoguerra, iscritto al PCd'I dal 1921.
È responsabile del movimento comunista nella zona della Valdelsa
dal 1931 fino al suo arresto: nel maggio 1932 è colpito da mandato di
cattura per organizzazione comunista e si sottrae all'arresto dopo
alcuni mesi di latitanza, riparando clandestinamente in Francia il
20/10/1932. Qui inizialmente è segretario del gruppo comunista di
Antibes (Alpes Maritimes), iscritto alla CGT dal 1932 e all'UPT. Poi
lavora a Tolone (Var) in diversi cantieri; anche qui è segretario dei
gruppi di lingua e viene arrestato più volte, infine espulso nel 1934 e
costretto a rifugiarsi in Svizzera. Iscritto in Rubrica di frontiera.
Nell'ottobre 1936 è arruolato in Spagna, prima come sergente nel
Battaglione Garibaldi (2° compagnia) della XII Brigata
Internazionale, poi nella XII Brigata Garibaldi (capo sezione
mitraglie antiaeree del 1° Battaglione).
Abbatte nelle operazioni sui vari fronti due velivoli nemici, è ferito e viene decorato ed elogiato dal
generale Kléber nel mese di luglio del 1937, quindi nominato tenente il 1/12/1937. Membro del PCE
dal 1938. Secondo quasi tutte le fonti, nel febbraio 1939 rientra in Francia ed è internato a Saint
Cyprien, Gurs e Vernet dal 28/5/1940 (cambusiere nel settore B, anarchici ed estremisti, baracca 20, n.
di matricola 6274). Secondo la scheda segnaletica del campo del Vernet, però, sarebbe rientrato in
Francia nell'agosto 1938 e avrebbe lavorato a Tolone (Var) fino al suo arresto come comunista il
20/10/1939 (cui forse sarebbe seguito l'internamento a Gurs); rilasciato in data imprecisata, sarebbe
rientrato di nuovo a Tolone e poi sarebbe stato fermato ancora il 28/5/1940 e internato al Vernet. Dal
Vernet, in ogni caso, chiede inutilmente di emigrare in Messico. Il 23/9/1941, nonostante il rifiuto
espresso alla Commissione per il rimpatrio, è tradotto in Italia. Confinato per 5 anni a Ventotene (dove
è cambusiere), liberato il 20/8/1943. Partigiano in Italia.
FONTI:
AA.VV., Antifascismo e resistenza in Valdelsa. Atti del convegno, Castelfiorentino 1966, in "Miscellanea Storica della
Valdelsa", LXXIV-LXXV (1968-70), 1-3 (f. monografico), Periodico quadrimestrale, Tipografia Baccini&Chiappi,
Castelfiorentino, 1971
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bardini V., Storia di un comunista, Guaraldi, Firenze, 1977
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Comitato unitario antifascista per la difesa delle istituzioni democratiche del Comune di Poggibonsi (a cura di), Dino
Bellucci: nato a Poggibonsi il 14-12-1911, fucilato a Genova il 14-1-1944, Poggibonsi, [1945]
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS CPC
90
ACS Min. Int. PS
AICVAS
ADEA
ASGr (fondo Questura)
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
91
BORGHINI AMERIGO AGOSTINO
Nome di battaglia: Alessio Angelo
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Autista
Nato il 3/11/1895 a Carrara da Alfredo ed Elena Piccini. Emigrato in data imprecisata, forse in
Francia. Iscritto in Rubrica di frontiera come combattente antifranchista in Spagna. Nel maggio 1938, al
rientro dalla Spagna, viene arrestato a Nizza (Alpes Maritimes) per contravvenzione a un decreto di
espulsione. Internato a Vernet fino al 17/7/1940 quando è consegnato alle autorità italiane. Viene
arrestato al rimpatrio il 20/7/1940, ma nega ogni addebito riguardo alla sua partecipazione alla guerra
di Spagna. Liberato nell'ottobre 1940 e vigilato.
FONTI:
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ADEA
ASMs
AFIGRo (fondo Comintern)
92
BORRINI LEONE
Luogo di nascita: Villafranca in Lunigiana (MS)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Negoziante di generi alimentari
Nato il 22/4/1897 a Villafranca in Lunigiana da Alessandro e Isolina Bassignani (secondo altre fonti da
Isolina Bonini). Espatria regolarmente in Francia nel 1920, è residente a Rumelange (Moselle) e nel
Lussemburgo. Spesso torna a Villafranca. Iscritto in Rubrica di frontiera. Si arruola in Spagna nel
gennaio 1937 nella XV Brigata Internazionale con la compagnia italiana del Battaglione Dimitrov.
Caduto in combattimento sul Jarama, a Morata de Tajuna, il 12/2/1937. Nell'agosto 1944 si costituisce
in Lunigiana una Brigata Garibaldi che porta il suo nome.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Buttini M. (a cura di), La Resistenza in Lunigiana: atti, documenti, studi, testimonianze, Amministrazione comunale, Villafranca
Lunigiana, 1997
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
AICVAS
ASMs
AFIGRo (fondo Comintern)
93
BOSCAGLI NELLO
Nome di battaglia: Antonio Broggi, Alberto Spiaggia
Luogo di nascita: Sinalunga (SI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Contadino, muratore
Nato il 10 o 16/4/1905 a Sinalunga da Angelo Boscagli. Iscritto al PCd'I nel 1924, espatria
clandestinamente nel 1925 o nel 1926 in Francia, dove si stabilisce nel nizzardo e svolge un'intensa
attività antifascista. Nel 1928 è responsabile dei gruppi di lingua del settore Beausoleil-Menton (Alpes
Maritimes), nel 1932 responsabile del lavoro sindacale tra gli emigrati di Tolone (Var). Compie una
missione in Italia nel 1934 per conto del PCd'I. È iscritto in Rubrica di frontiera. È alla scuola leninista
di Mosca nel luglio 1936 (secondo altra fonte nel 1935). Si arruola in Spagna il 25/9/1936 nella 45°
Divisione, poi dal 17/4/1938 è nella XII Brigata Garibaldi. Ferito in combattimento al piede destro sul
fronte dell'Ebro. Rientra in Francia nel febbraio 1939 ed è internato ad Argelès e Gurs. Evade nel
settembre 1939 (secondo altre fonti viene rilasciato su richiesta dei familiari residenti nel nizzardo, che
si erano impegnati a mantenerlo) ed è con i partigiani francesi nei FTP fino al settembre 1943,
responsabile del settore militare delle Alpes Maritimes. Rientra in Italia clandestinamente nell'ottobre
1943 ed è inviato nel Veneto come organizzatore e comandante del Raggruppamento Divisioni Garemi
(Vicenza e Verona), in cui è noto come "Alberto Spiaggia"; gli è riconosciuto il grado di colonnello ed è
insignito di medaglia di bronzo per la sua partecipazione alla Resistenza. Nel dopoguerra risiede a Siena
ed è presidente dell'ANPI locale, sindaco di Sinalunga dal 1946 al 1953, nella cittadina toscana esiste un
monumento in suo onore. In seguito torna in Veneto. Deceduto a Padova il 12/2/1976.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bardini V., Storia di un comunista, Guaraldi, Firenze, 1977
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Schiapparelli S., Ricordi di un fuoriuscito, Edizioni del Calendario, Milano, 1971
ACS CPC
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
SIUSA (Archivi di personalità)
94
BOSCHI ALFREDO
Luogo di nascita: Massa Marittima (GR)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Minatore, falegname, muratore, fruttivendolo
Nato il 19/4/1889 a Massa Marittima da Sabatino e Rosa Baldini. Sposa Sofia Allegri dalla quale ha due
figli (Siria e Sirio). A undici anni spezza i solfuri misti alle bocche dei pozzi minerari di Massa Marittima,
poi è falegname. Aderisce alla Federazione giovanile socialista, diventandone vicesegretario nel 1907;
scrive articoli per "la Gioventù socialista" e "l'Avanguardia" e collabora al "Risveglio". Nel 1913 si
trasferisce a Follonica (GR) per lavorare alle fonderie (in un reparto di modelllisti) e qui, nel 1915,
assiste a un convegno contro la guerra. Chiamato alle armi alla fine del 1916, torna a Follonica solo
dopo l'armistizio e nel 1919 viene eletto a capo della locale Lega proletaria dei combattenti, dei mutilati
e dei reduci di guerra. L'8 e il 9/1/1920 interviene al 2° Congresso della CdL di Grosseto e presenta un
ordine del giorno che ne riafferma l'indirizzo rivoluzionario, auspicando l'adesione alla Terza
internazionale. Delegato al Congresso socialista di Livorno, viene eletto Segretario della sezione
comunista di Follonica e membro del Direttivo provinciale del PCd'I. Costretto dai fascisti ad
allontanarsi da Follonica nel luglio 1920 (anche il fratello Natale, anarchico militante, è aggredito), si
rifugia a Tivoli e poi a Torino, dove è assunto come falegname alla FIAT. A Torino, nel dicembre del
1924, è sottoposto a perquisizione personale e domiciliare e ne vengono realizzati i rilievi segnaletici e
fotografici (nel febbraio 1925 la Prefettura di Torino procede alla schedatura di Boschi nel Mod. A).
Nel frattempo, alla FIAT diviene membro della Commissione interna del Lingotto e il 15/2/1925
rappresenta gli operai torinesi al Convegno sindacale metallurgico di Milano; in seguito, è eletto
Consigliere nella Mutua interna operai FIAT (4/4/1925), di cui diverrà in seguito Presidente. Nel
giugno 1925 si reca a Roma per conferire con i dirigenti del PCd'I, mentre il 3/7/1925 polemizza su
"l'Unità" con il foglio socialdemocratico "La giustizia". Il 22/11/1926 è assegnato per 5 anni al confino
dalla Commissione provinciale di Torino, ma sfugge all’arresto perché si è già rifugiato in Francia, a
Parigi. Qui, per mantenersi, va per qualche tempo "a fare i mercati" e porta in automobile la pasta dai
magazzini dei grossisti alle botteghe al dettaglio. Nel 1927 è nell'URSS perché fa parte di una
delegazione in visita alle fabbriche russe. Nel frattempo, in Italia, il Ministero dell'Interno telegrafa ai
prefetti italiani di provvedere al suo fermo e alla perquisizione in caso di rimpatrio e la Scuola Superiore
di Polizia trasmette al Ministero 120 sue foto da spedire ai prefetti e ai posti di frontiera. Tornato dalla
Russia a Parigi, Boschi si trasferisce nel 1928 a Bagnolet (Seine Saint Denis), dove gestisce un negozio
di frutta. Nei primi mesi del 1934, invece, risulta abitare a Le Broc par Issoire (Puy-de-Dôme) e lavorare
in una fabbrica di Clermont-Ferrand (Puy-de-Dôme), da cui sarà ben presto licenziato per rappresaglia
sindacale. Nel settembre del 1934 è a Liginiac (Corrèze) e fa il muratore. Nel 1935, il Bollettino delle
ricerche gli riserva la scheda 0323, in cui la Questura di Torino chiede che venga immediatamente
arrestato qualora dovesse rientrare in Italia. Nell’ottobre 1936, gli informatori fascisti scrivono che è a
Marsiglia (Bouche du Rhône), dove sarebbe giunto dalla Spagna, e si occuperebbe del reclutamento di
volontari; nel novembre, invece, la Divisione Polizia Politica lo segnala diretto in Spagna per arruolarsi
personalmente. Se ne perdono le tracce fino al marzo 1938, quando, in occasione del viaggio del Führer
in Italia, la Questura di Grosseto richiede ai Comuni della provincia l’aggiornamento dello schedario dei
sovversivi: la stazione dei Carabinieri di Massa Marittima riferisce sul comunista Boschi, emigrato prima
del 1923 per Follonica, e le indagini sul suo conto evidentemente riprendono; nel 1938 viene così
rintracciato in Francia, dove lavorerebbe come operaio in un'officina a Clermont-Ferrand. Il
20/11/1938 la sua foto compare sul Bollettino delle ricerche e nel gennaio 1939 è confermata la sua
iscrizione alla Rubrica di frontiera per il provvedimento di arresto, come comunista. Rimasto in Francia
dopo lo scoppio della guerra, Boschi partecipa alla Résistance nelle file dei FTP (insieme con la figlia
Siria). Stabilitosi definitivamente in Francia nel dopoguerra, torna in Italia solo per qualche giorno nel
1946.
95
FONTI:
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Maniera A., Nelle trincee dell'antifascismo: ricordi di un garibaldino di Spagna, Urbino, Argalia, 1970.
ACS Confino politico
ACS CPC
ACS Div. Pol. Pol.
ACS Min. Int. PS
ASGr (fondo Questura)
96
BRIGANTI ORLANDO ARGANTE FERNANDO
Nome di battaglia: Roberto
Luogo di nascita: Avenza (MS)
Orientamento politico: Repubblicano, GL
Professione: Impiegato, carbonaio
Nato il 28/12/1899 ad Avenza da Adriano e Aldegonda Menconi. Frequenta le scuole elementari.
Prima dell'avvento del fascismo è attivo militante repubblicano, poi nel 1931 è radiato dall'elenco dei
sovversivi. È occupato come operaio presso il deposito della Tramvia Carrara-Marina, ma si licenzia
nell'aprile 1935, viste le difficoltà di bilancio della Tramvia; rimane disoccupato e apre senza fortuna un
negozio di carbone ad Avenza. Nel giugno 1925, dopo il fallimento della nuova attività, espatria
clandestinamente in Francia insieme con il compaesano Ferdinando Pisani. In gravi difficoltà
economiche (è arrestato per vagabondaggio), si presenta alla Concentrazione antifascista di Marsiglia
(Bouche du Rhône) in cerca di aiuto e dorme per un periodo nei locali della LIDU. Partecipa al
Congresso antifascista di Bruxelles del 12 e 13/10/1935. Nel settembre 1936 si reca in Spagna a
Barcellona, dove è iscritto al Gruppo Battistelli di Giustizia e Libertà (tessera 92, pagata 15 pesetas). Si
arruola prima nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") (secondo altra fonte nella Colonna
Durruti) poi nella 120° Brigata mista, con il 1° Battaglione Matteotti, nella compagnia mitraglieri.
Combatte al fronte di Huesca in Aragona e sul fronte di Saragozza. Ferito a un braccio e a una gamba
in combattimento nella primavera del 1937, rimane inabile al combattimento e viene adibito a servizi
sedentari, forse a Tolone (Var) presso l'Ufficio arruolamento volontari; secondo altre fonti, però, rientra
in Francia solo nel febbraio 1939. In Francia, secondo la polizia italiana, risiederebbe a Oléron
(Charente), dove sarebbe arrestato: internato ad Argelès e anche a Gurs (gruppo italiano, 9° compagnia)
a partire dal luglio 1939, nel 1941 sarebbe stato trasferito in Algeria nel campo di Berrouaghia. Iscritto
in Rubrica di frontiera. Nell'aprile 1940 si trova certamente a Marsiglia e nell'ottobre è incarcerato nelle
carceri di Chave per violazione del decreto di espulsione (6 mesi carcere); scarcerato il 15/1/1941 in
seguito alla sentenza di assoluzione della Corte di appello di Aix en Provence, nell'aprile 1941 rientra a
Marsiglia, dove abita presso Giuseppe Petacchi. Secondo alcune fonti è in questo momento, nel
gennaio 1942, che sarebbe stato internato in Algeria nel campo di Berrouaghia da cui chiede di essere
rimpatriato.
97
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata, Università
degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Gino Cerrito, Gli anarchici nella Resistenza apuana, Maria Pacini Fazzi, Lucca, 1984
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
ASMs
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
98
BROGELLI GUIDO
Nome di battaglia: Guglielmo Massana
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Nato il 24/8/1883 o 1893 a Firenze da Paris. Emigrato nel 1923 negli USA, arriva nell'ottobre 1937 in
Spagna e si arruola nella XV Brigata con il Battaglione Lincoln, come Commissario politico del Parco
auto. Ferito sull'Ebro in seguito a un bombardamento aereo alla fine di marzo del 1938, passa in
Francia dove viene internato nel febbraio 1939 a Saint Cyprien. Rilasciato dopo due mesi, torna negli
USA dove è fondatore e presidente dell'Italia libera antifascista a Los Angeles. Nel 1963 risulta
residente a Firenze.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ISRT (fondo ANPI)
99
BRONDI MARIO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Barista
Nato a Livorno il 16/6/1915 da Giuseppe. Espatria clandestinamente in Francia il 22/12/1934,
insieme con Guglielmo Nannucci e Giovanni Soldaini, e per questo reato è condannato a lire 2000 di
ammenda e a tre mesi di arresto in contumacia. Residente in Corsica, risulta partito da Bastia per
Marsiglia (Bouche du Rhône) sul piroscafo "Pietro Corso" per mettersi a disposizione delle forze
repubblicane spagnole (secondo il Comando generale della MVSN e in base alla segnalazione del
Consolato generale d’Italia nel 1937). È iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche.
Rientra in Italia con un foglio di via consolare nel 1939 e viene arrestato. Nega di essere stato in
Spagna, viene liberato ma viene sottoposto a sorveglianza dal 1939 al 1941.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A 1993-1994.
ASLi
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
100
BRUCHI APERLO
Luogo di nascita: Murlo (SI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Impiegato
Nato il 17/9/1909 a Murlo da Olinto e Carlotta Giusti. Espatriato clandestinamente nel 1931 in
Francia, rientra successivamente in Italia a Siena. Iscritto in Rubrica di frontiera. Costretto a fuggire per
evitare l'arresto per una rapina che avrebbe compiuto a Siena, nel marzo 1937 si arruola in Spagna nella
XII Brigata Internazionale, con il Battaglione Garibaldi (prima come autista poi come aiutante
dell'ufficiale pagatore). Dopo pochi mesi è di nuovo in Francia e chiede di essere rimpatriato. Nel luglio
1939 è nuovamente in Italia e viene confinato alle Tremiti per 5 anni, liberato nell'agosto 1943. Nel
dopoguerra lavora al comune di Murlo come impiegato, ma in seguito a un incidente abbandona il
lavoro. Negli anni Cinquanta risulterebbe trasferito a Roma, presso l'Ambasciata russa.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Cirri R., L'antifascismo senese nei documenti della Polizia e del Tribunale Speciale (1923-1946), Nuova Immagine, Siena, 1993
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
101
BRUSCHI ANGIOLO
Nome di battaglia: Angiolino
Luogo di nascita: Livorno (lLI)
Orientamento politico: Comunista, anarchico
Professione: Pittore
Nato il 3/8/1900 a Livorno da Ettore e Romilda Camici. Nel 1915 si trasferisce con la famiglia a
Vezzano Ligure (secondo altra fonte a Vado Ligure), in provincia di La Spezia, dove fa parte del gruppo
giovanile comunista. Lasciato il PCd'I, nel 1917 passa nelle file anarchiche e si abbona alla rivista
"Pensiero e volontà". Nel 1919 è denunciato per aver partecipato alle proteste in città, ma è amnistiato.
Dal 1921 al 1923 milita nuovamente nel PCd'I. Espatriato nel 1923 (secondo altra fonte nel 1925) in
Francia a La Seyne sur mer (Var), dove continua la militanza politica, è espulso il 29/6/1925 per aver
protestato nel maggio contro i fascisti che celebravano il decimo anniversario dell'intervento italiano. È
costretto a riparare a Parigi, dove è arrestato il 26/5/1926 durante una manifestazione pacifista. In
seguito, dopo una breve permanenza in Lussemburgo, torna in Francia e viene arrestato nuovamente il
29/6/1928 per violazione del decreto di espulsione e accompagnato alla frontiera belga. Stabilitosi a
Bruxelles, lavora per qualche tempo nell'editoria anarchica, fino all'arresto nell'ottobre 1931, quando
viene condannato a 8 giorni di carcere per porto abusivo di arma da fuoco ed è espulso (nel gennaio
1932). Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Nel 1936 risiede clandestinamente
nella regione di Parigi, dove prende parte a numerose riunioni anarchiche (per esempio, il 15/3/1936 è
alla sala Lavry di Parigi ad ascoltare una conferenza di Carlo Rosselli insieme con Umberto Marzocchi e
Italo Ragni). Parte per la Spagna il 31/7/1936 (arriva a Barcellona il 19/8/1936) e combatte a Monte
Pelato, Tardienta e Almudevar, arruolato nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"), come
addetto alle salmerie. Nel 1937 svolge l'incarico di reclutatore di volontari con frequenti viaggi fra
Spagna e Francia, quindi, in data imprecisata, passa nella XII Brigata Garibaldi. Ferito nel 1938 in
combattimento, viene ricoverato all'ospedale catalano di Vic. Rientrato in Francia dopo la caduta di
Barcellona, nel febbraio 1939 è internato in Francia ad Argelès (dove fa parte del gruppo anarchico
"Libertà o morte"). Evaso dal campo in data imprecisata è arrestato e condannato a 4 mesi e 15 giorni
di carcere a Fresnes (Seine) per infrazione del decreto di espulsione del 1928. Rilasciato il 6/9/1939
perché arruolatosi nella Legione straniera, con cui passa a combattere in Africa settentrionale: nell'estate
del 1942 cade a Bir-Hakeim combattendo contro i nazisti. Secondo un'altra fonte, avrebbe partecipato
alla lotta di Liberazione in Francia e sarebbe morto a Parigi soltanto l'8/8/1986.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori A., Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
102
BUCCHIONI AZEGLIO
Nome di battaglia: Valente di Paco, Azeglio Francesco, Di Paco Umberto, Barolo Ernesto
Luogo di nascita: Bagni S. Giuliano (PI)
Orientamento politico: Comunista, anarchico
Professione: Muratore
Nato il 22/4/1902 a Bagni S. Giuliano (secondo altra fonte a S. Giuliano Terme) da Ferruccio e Giulia
Lupieri. Residente a Pisa, dove è segnalato dalla polizia come membro del PCd'I che svolge propaganda
fra gli operai. Dal febbraio 1922 all'aprile 1923 presta servizio militare in Cavalleria. Espatria nel 1926
con la famiglia a Marsiglia (Bouche du Rhône), quindi nello stesso anno si sposta clandestinamente a
Bruxelles, ma nel 1928, espulso, torna nuovamente a Marsiglia dove risiedono il padre, noto come
sovversivo alla polizia italiana, la sorella Libertaria e il fratello Comunardo. La polizia italiana ne perde
le tracce nell'ottobre 1930, quindi lo individua a Torino nel marzo 1931 in carcere. Nell'agosto dello
stesso anno rientra in Francia, a Marsiglia, dove nel mese di ottobre parteciperebbe insieme a Mazzino
Chiesa all'aggressione a un fascista; espulso all'inizio del 1932, forse torna nuovamente in Italia
clandestinamente. Nell'aprile del 1934 è arrestato a Bastia col falso nome di Valente di Paco e
condannato a 6 mesi di prigione. Rilasciato nel settembre, si sposta nella penisola iberica, ma il
15/10/1934 viene arrestato dalla polizia spagnola ed espulso tramite il valico di Puigcerda/Bourg
Madame. Rientra nuovamente in Spagna nel 1936, per arruolarsi nella Colonna Ascaso (Colonna
italiana "Rosselli"). Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Ritorna in Francia nel
1937 e da lì passa clandestinamente in Belgio nella speranza di poter poi partire per l'America. Nel 1939
è arrestato in Belgio per contravvenzione del decreto di espulsione del 1938 e rinchiuso nella prigione
di Forest (Bruxelles), poi di S. Gilles (Bruxelles) e infine nel luglio 1939 è trasferito nel carcere di
Verviers (Liegi). È liberato nel giugno 1940 e nel 1941 è segnalato in Francia dove svolgerebbe attività
anarchica. Nel febbraio o nel maggio 1941 è arrestato di nuovo in Belgio insieme a Cafiero Meucci e nel
1942-43 risulterebbe ancora in carcere ad Audenarde (Belgio).
103
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
ISRT (fondo ANPI)
104
BUCCIARELLI ALPINOLO
Nome di battaglia: noto come Toscanino, il suo nome di copertura è Mario Toscani
Luogo di nascita: Montevarchi (AR)
Orientamento politico: Socialista, comunista, anarchico
Professione: Operaio, calzolaio, decoratore
Nato il 21/5/1901 a Montevarchi da Rodolfo (o Adolfo) ed Emma Baglioni. Iscritto al PSI, è membro
di una cooperativa socialista a Levane (AR), quindi nel 1921 si iscrive al PCd'I ed è propagandista e poi
alfiere della sezione comunista di Montevarchi (AR). Residente a Trieste dal 1922, si avvicina agli
ambienti anarchici ed è condannato a 90 giorni di carcere per detenzione di armi e spari in luogo
pubblico. Occupato nella ferriera di Servola (TS) (secondo altra fonte impiegato delle Ferrovie) è
licenziato per indisciplina ed espatria clandestinamente nel 1926 in Jugoslavia. In seguito passa in
Austria, poi in Francia a Parigi dove lavora come calzolaio. Nel luglio 1927 si sposta in Belgio, espulso
nel novembre, passa in Lussemburgo, da dove è arrestato per possesso di passaporto falso nel 1928 e
accompagnato al confine. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Rientrato in
Francia, è inizialmente nella Moselle, poi nel maggio 1928 si stabilisce a Parigi, dove frequenta
assiduamente gli ambienti anarchici, lavorando come decoratore. Nel 1929 si sposta in Belgio dove lo
raggiungono nel 1930 la moglie Lucia Minon e il figlio Libero, quindi di nuovo in Lussemburgo e poi
ancora a Parigi dove lavora come decoratore. Nel 1935 risiede con la moglie e il figlio a Alfort Ville
(Seine), ma nel 1936 si ammala di tubercolosi ed è ricoverato nel sanatorio di Saint Martin du Tertre
(Val d'Oise). Da qui scrive alla sorella Romana "in questo momento sono assorbito a seguire gli
avvenimenti di Spagna, e molti dei miei amici sono partiti nel campo della lotta dove la libertà di un
popolo si sta giocando. Io mordo il freno nell'essere inchiodato nell'immobilità forzata, mentre davanti
ai miei occhi si svolgono degli avvenimenti senza precedenti nella storia dell'umanità" (lettera del
19/8/1936). Nel gennaio 1937, rimessosi in salute, parte per la Spagna con Lucia Minon: vi arriva il 16
o il 17/1/1937 (secondo altra fonte nel dicembre 1936, insieme con i fratelli Aiacci, Pasquale Migliorini,
Adolfo Pintucci, Vittorio Maffei e Gualtiero Livi) e si arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana
"Rosselli") dal 1/2/1937 al 1/5/1938 (sua moglie lo segue come crocerossina in tre ospedali militari).
Rimpatriato in Francia nell'aprile 1938, le sue condizioni di salute si aggravano nel dicembre ed è
ricoverato per alcuni mesi nell'ospedale Saint Antoine a Parigi. Nel febbraio 1939 esprime la volontà di
tornare in Italia e affida a una sorella rimasta in Italia la gestione delle lunghe pratiche per il rimpatrio:
infine, è arrestato a Bardonecchia il 2/6/1940. Confinato per 3 anni alle Tremiti e a Ventotene, a fine
pena, il 1/6/1943, è trattenuto come internato a Renicci Anghiari; liberato solo nel settembre 1943.
Gravemente ammalato, muore nel sanatorio Forlanini di Roma nel 1945.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Gabrielli P. e Gigli L., Arezzo in guerra. Gli spazi della quotidianità e la dimensione pubblica, Carocci, Roma, 2006
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS CPC
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
105
BUGELLI DOMENICO
Luogo di nascita: Cutigliano (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Minatore
Nato il 27/5/1899 a Cutigliano da Antonio e Maria Nesti. Ha combattuto nella prima guerra mondiale
come sergente. Espatriato nel 1922, risiede in Francia dal 1923 a Douai (Nord-Pas-de-Calais), qui
presumibilmente lavora nelle miniere di carbone della zona. Iscritto al PCd'I nel 1925, è responsabile
per la stampa clandestina. Arruolatosi nel giugno 1937, è segnalato nelle formazioni antifranchiste in
Spagna, dove combatte con la XII Brigata Garibaldi. Rientra in Francia nell'ottobre 1938. Iscritto in
Rubrica di frontiera.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF - Quaderni di Farestoria" n. 2/maggio-agosto 2005
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
106
CABRELLI ANTONIO
Luogo di nascita: Pontremoli (MS)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Rappresentante, muratore, funzionario
Nato il 7/5/1902 a Pontremoli da Pietro e Maria Boggi. Espatriato nell'immediato dopoguerra, svolge
intensa attività politica e sindacale in Francia come militante del PCd'I. Nel marzo 1922 rientra in Italia
per il servizio militare; viene congedato nell'aprile dell'anno successivo. Nel giugno 1923 torna a Parigi,
dove lavora come muratore e, per conto del PCd'I, si occupa di raccolta fondi e distribuzione della
stampa. Si reca a Tunisi in data imprecisata: scrive numerosi articoli sul settimanale "L'Italiano di
Tunisi" e partecipa ad alcune riunioni del Comitato di amicizia tra antifascisti e tunisini. Rientrato in
Francia, viene segnalato nel giugno 1936 come funzionario della Federazione Nazionale dei Lavoratori
Edili, addetto all'Ufficio della manodopera straniera; in questo ruolo l'anno successivo guida alcuni
scioperi a Grenoble (Isère) e nella Valle del Rodano. Iscritto in Rubrica di frontiera. Presente in Spagna
come non combattente al servizio della causa repubblicana: nel 1937-38 svolge missioni per incarico del
PCd'I per l'arruolamento di volontari per l'esercito rosso. Nel febbraio 1939 è in Francia, internato a
Vernet (nel settore C, reduci di Spagna). Lascia il campo per essere rimpatriato il 31/7/1940, arrestato
al rientro in Italia il 1/8/1940, è confinato a Lauria e alle Tremiti per 5 anni, liberato il 22/8/1943.
Partigiano in Italia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS CPC
ADEA
ASMs
107
CACCIARI PASQUALE
Luogo di nascita: Tunisi
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Facchino di porto, operaio meccanico (tornitore)
Nato il 10 o il 12/4/1903 a Tunisi da Gaetano e Adele Rosaspina, ma residente a Livorno (LI). Attivo
politicamente fin dall'immediato dopoguerra, è iscritto al PSI, poi nel 1921 passa al PCd'I. Subisce
numerosi processi: nel 1921 è prosciolto dall'accusa di aver partecipato alla formazione degli Arditi del
Popolo; nel 1923 è arrestato, perché sospettato di aver preso parte a un complotto contro la sicurezza
dello Stato, ma è presto liberato; arrestato nel 1930, è condannato nel marzo 1931 a 2 anni di confino
per organizzazione comunista (sconta la pena in Sardegna a Mammoiada). Emigra clandestinamente
nell'aprile del 1937 (secondo altre fonti l'espatrio sarebbe avvenuto il 3/11/1938) per dirigersi in
Spagna, dove arriva nell'aprile del 1938 dopo essere transitato per la Corsica e da Parigi (qui è in
contatto con Barontini e con vari membri dell'UPI). Iscritto in Rubrica di frontiera. Si arruola nella XII
Brigata Garibaldi, 2° Battaglione, 3° compagnia mitraglieri e combatte in Aragona e sul fronte
dell'Ebro. Iscritto al PCE nel 1938. Rientra in Francia nel febbraio 1939, è internato inizialmente ad
Argelès, Gurs e Vernet (nel settore E) e in seguito, nel maggio 1940, a Saint Cyprien e Mont Louis;
arruolato in una CTE in data imprecisata, è presente di nuovo ad Argelès nell'agosto 1941 e da qui
chiede di poter rientrare liberamente in Italia, ma non ottiene l'assenso delle autorità italiane. Invece
viene condotto in Italia sotto scorta e arrestato sul confine, quindi nel 1941 viene confinato a
Ventotene per 5 anni. Liberato nell'agosto 1943, è partigiano nelle formazioni di Monte Albano in
provincia di Firenze. Muore a Livorno il 5/10/1996.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bucci F., Carolini S., Gregori A., Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
AICVAS
ADPO
ASLi
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
108
CAFIERO GUGLIELMO
Nome di battaglia: Menci
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Camionista
Nato il 25/5/1889 a Livorno da Teodoro. Emigrato in Francia in data imprecisata, risiede a Parigi.
Arruolato in Spagna, combatte nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") dal 9/12/1936.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ISRT (fondo ANPI)
109
CALAMASSI ANTONIO
Nome di battaglia: Tonino
Luogo di nascita: Massa Marittima (GR)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio, portuale, fornaio
Nato il 27/6/1908 a Massa Marittima da Pasquale e Siria Azzi. Sposato con Anna Tronel. Si trasferisce
a Torino per ragioni di lavoro in data imprecisata e qui frequenta gli anarchici piemontesi e toscani dei
gruppi libertari della “Barriera di Milano” e della “Barriera di Nizza”. Emigra clandestinamente in
Francia il 9/9/1936 (insieme a Dante Armanetti e Settimio Guerrieri) e, con l'aiuto del Comitato
antifascista di Chambery (Savoie), raggiunge la Spagna via Marsiglia (Bouche du Rhône) nel novembre.
Arruolato nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") dal 18/9/1936 al 1/2/1937, partecipa al
primo combattimento della formazione presso Monte Pelato. Prende parte quindi agli scontri del
novembre 1936 ad Almudevar e compare anche in un elenco di anarchici che combattono sul fronte di
Huesca. La Prefettura di Torino nel novembre 1936 ne chiede l’iscrizione alla Rubrica di frontiera per il
provvedimento di arresto e, il 10/12/1936, il suo nome e la foto appaiono sul Bollettino delle ricerche
(è schedato dal Questore di Grosseto come comunista da arrestare, mentre la Prefettura di Torino lo
schederà nel Mod. A solo nel maggio 1937). Deluso dalla scarsa attività militare intorno a Huesca,
rientra in Francia il 10/2/1937 e, nell’agosto, risulta abitare a Marsiglia (presso l'anarchico Albino
Zazzeri) e frequentare il gruppo anarchico capeggiato da Giulio Bacconi. Nel marzo 1938, in occasione
del viaggio del Führer in Italia, la Questura di Grosseto richiede ai comuni della provincia
l’aggiornamento dello schedario dei sovversivi e la stazione dei Carabinieri di Massa Marittima riferisce
che il comunista Calamassi, emigrato da molti anni a Piombino (LI) con la madre, sembra trovarsi in
Spagna arruolato con le milizie rosse spagnole; fatte le dovute ricerche, però, Calamassi viene segnalato
dalla Questura grossetana come antifascista residente a Marsiglia, da arrestare. A Marsiglia fa per due
anni lo scaricatore al porto (a partire dal gennaio 1939), quindi intraprende la lavorazione dei graffen
per conto di alcuni bar. Inizialmente, riesce a ottenere una carta d'identità francese, ma in seguito il
documento gli viene ritirato e aumentano le pressioni perché si arruoli nell'esercito o nella Legione
straniera, mentre peggiora la sua situazione finanziaria con l'arrivo della moglie dall'Italia. Il 19/4/1940,
quindi, si rivolge per lettera al Duce chiedendo la possibilità di rientrare in Italia e nel settembre, dopo
modifica dell'iscrizione nella Rubrica di frontiera (“da arrestare” è sostituito con "da sottoporre a
vigilanza"), Calamassi e la moglie ricevono dalla Delegazione di Marsiglia della Commissione italiana
d'armistizio con la Francia un foglio di via per rimpatriare. Passato il 6/11/1940 da San Remo,
Calamassi rientra a Torino e dopo pochi giorni è chiamato sotto le armi e arruolato nella 2° compagnia
mobilitata del Reggimento Ferrovieri del Genio di Bari. Interrogato il 20/1/1941 sulla sua attività
politica e sulla partecipazione alla guerra civile spagnola, dichiara di essersi arruolato in una colonna
antifascista destinata al fronte aragonese ma di non aver preso parte a combattimenti. Viene congedato
il 21/2/1941 e rientra definitivamente a Torino.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Capitini Maccabruni N., La Maremma contro il nazi-fascismo, La Commerciale, Grosseto, 1985
ACS CPC
ASGr (fondo Questura)
110
CAMICI CORRADO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Antifascista, repubblicano
Professione: Minatore
Nato il 30/7/1895 a Livorno da Giuseppe ed Emma Simonazzi. Ricercato dall'OVRA emigra in
Francia e prende la residenza a Marsiglia (Bouche du Rhône). Arriva in Spagna il 2/6/1937 e combatte
in un reparto imprecisato delle Brigate Internazionali (secondo le schede del PCd'I è stato arruolato in
un battaglione di fortificazione per via dell'età). Dal 5/8/1937 è assegnato all'intendenza del quartier
generale di Albacete, poi nel marzo 1938 lavora in una fabbrica militarizzata sempre ad Albacete.
Nell'agosto 1938 è assegnato al centro di recupero di Olot nei servizi ausiliari. Torna in Francia il
12/9/1938. Muore a Volterra il 15/5/1951.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010.
ACS CPC
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
111
CAMPANI CORRADO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Calderaio
Nato il 23/9/1892 a Livorno da Aurelio e Amelia Tacchini. Segnalato per propaganda comunista nel
1921. Espatria clandestinamente in Francia nel 1931 e si stabilisce a La Seyne sur mer (Var), nei
dintorni di Marsiglia (Bouche du Rhône). Iscritto in Rubrica di frontiera. Nell'ottobre 1937 si arruola
nelle formazioni antifranchiste in Spagna, in una imprecisata colonna anarchica, poi divenuta divisione
(la 26° o la 28°). Nel luglio o settembre del 1938 è nuovamente in Francia, come attivista della LIDU.
Arrestato il 28/6/1943 a Tolone (Var) dai tedeschi, è tradotto in Italia, a Livorno, per essere confinato.
Liberato il 24/8/1943. Muore a Livorno il 25/8/1971.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
112
CANOSA FRANCESCO
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Scalpellino, marmista
Nato il 9/12/1893 a Carrara da Angelo. È arrestato 17/1/1922 e condannato a 10 mesi di carcere con
sentenza del Tribunale Militare di Venezia per insubordinazione con insulti e minacce verso pubblico
ufficiale. Espatriato in Francia nel 1923 per sfuggire all'arresto. Nel 1935 si sposta a Barcellona, dove
lavora come marmista. Sempre nella città catalana viene arrestato, assieme alla moglie, nell'ottobre 1940
per aver fatto parte come tenente dell'esercito repubblicano. Estradato in Italia e assegnato al confino il
18/1/1941 a Ventotene e Ustica per 4 anni, poi trasferito a Renicci Anghiari. Liberazione presunta nel
settembre 1943. Partigiano in Italia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
ACS CPC
ASMs
113
CANTINI EGISTO
Luogo di nascita: Livorno (lLI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Manovale, portuale, cameriere
Nato a Livorno il 10/8/1900 da Attilio e Fortunata Sarnelli. È chiamato alle armi nel 1918 nelle file del
41° Regg. Fanteria di stanza a Savona e poi dislocato a La Spezia, congedato nel 1919 con dichiarazione
di buona condotta. Tornato a Livorno nel primo dopoguerra, emigra clandestinamente in Francia nel
1923, residente a Marsiglia (Bouche du Rhône). In contatto epistolare con Lanciotto Corsi, nel 1927 è
iscritto in Rubrica di frontiera. Parte per la Spagna nell'aprile del 1931, ma nel 1932 decide di rientrare a
Marsiglia. Torna in Spagna nel novembre 1936 per arruolarsi nella Colonna Ascaso (Colonna italiana
"Rosselli") dal 6/12/1936 al 6/5/1937. Combatte ad Almudevar e Carrascal de Huesca. Iscritto nel
Bollettino delle ricerche per l'arresto. Rientrato in licenza a Marsiglia nell'estate del 1937 viene coinvolto
in scontri verbali e fisici con i comunisti sui fatti di Barcellona. È ucciso il 7/6/1937 a colpi di rivoltella
in circostanze poco chiare a Marsiglia.
FONTI:
Bucci F., Carolini S., Gregori A., Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
114
CAPITANI BATTISTA
Luogo di nascita: Forte Dei Marmi (LU)
Orientamento politico: Socialista, GL
Professione: Scultore
Nato il 30/8/1912 a Forte Dei Marmi da Agacle e Maria Borzacca.
Frequenta le scuole tecniche. Secondo le testimonianze raccolte presso
l'ISRECLU, il padre, socialista, è più volte incarcerato per contrasti con i
fascisti; decide quindi di emigrare nel 1925 o nel 1926 e da Parigi scrive alla
famiglia per farsi mandare i due figli, Oreste e Battista, cui ha trovato
lavoro nel settore del marmo. Emigrato nel 1931, Battista è iscritto in
Rubrica di frontiera (quale attivista con le organizzazioni di Giustizia e
Libertà) e nel Bollettino delle ricerche per il provvedimento di arresto,
viene considerato pericoloso ed è classificato come attentatore. Lavora
come addetto ai cimiteri di guerra francesi, spostandosi in continuazione da
un dipartimento all'altro, ma risiede saltuariamente anche presso il fratello a
Beaumont Hamel (Somme).
Nell'ottobre 1937 la Legazione italiana di Lussemburgo lo segnala come combattente nelle formazioni
antifranchiste. Nel gennaio 1939 è di nuovo in Francia, residente a Thiepval (Somme). Muore nel
giugno 1939 a Saint Dié des Vosges (Vosges), forse per una polmonite.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ASLu
ISRECLU
115
CAPONI DINO
Luogo di nascita: Empoli (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Vetraio
Nato il 4/4/1902 (o 1904) a Empoli da Emilio. Attivo dall'immediato dopoguerra, arrestato nel 1921
per i fatti di Empoli e forse per l'omicidio di un fascista, è condannato il 31/10/1924 a 30 anni di
reclusione a Parma. Liberato nel novembre del 1934 per aver beneficiato dei diversi indulti, in seguito è
in libertà vigilata ad Empoli. Espatria clandestinamente nel gennaio 1936 in Francia dove, grazie
all’aiuto del SRI, regolarizza la sua situazione economica e legale. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel
settembre del 1936 è tra i combattenti della XII Brigata Garibaldi, caduto probabilmente nell'agosto
1938, secondo le informazioni fornite dalla lettera del volontario Arturo Martinelli alla moglie, in
risposta alla richiesta di notizie. Ancora nel 1943 la polizia italiana lo segnala fra le persone ricercate e
sospette, per il provvedimento di arresto.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Niccolai P., Terreni S. (a cura di), Era la Resistenza : il contributo di Empoli alla lotta contro il fascismo e per la liberazione, Pagnini,
Firenze, 1995
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini editore, Empoli, 2007
ACS CPC
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
AFIGRo (fondo Comintern)
116
CARDENTI UGO
Nome di battaglia: Ugo della Finocchia
Luogo di nascita: Capoliveri (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante, manovale, macchinista
Nato il 11/2/1910 a Capoliveri da Andrea e Assunta Palmieri. Dopo due anni di leva in Marina, emigra
in Corsica l’8/3/1933 ed è condannato per espatrio clandestino a 3 mesi di arresto e a lire 2000 di
ammenda. In Corsica il Console di Bastia lo segnala per aver distribuito manifesti sovversivi alcuni
giorni prima delle elezioni: espulso, ripara a Orano in Algeria. Rientra in Italia nel febbraio 1935, ma il
10/4/1937 raggiunge nuovamente la Corsica in barca insieme a tre confinati politici reclusi nella
Caserma "De Langier" di Portoferraio (LI); viene condannato dal Tribunale Militare di Roma a 4 anni e
6 mesi di reclusione e a 22000 lire di multa per concorso in diserzione qualificata ed espatrio
clandestino. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Secondo la sua dichiarazione
alla Questura di Livorno del 22/1/1943, raggiunge Marsiglia (Bouche du Rhône) nell'aprile 1937 e da
qui si imbarca per la Spagna nel settembre 1937 col piroscafo "Ciutad de Barcelona" (arriva a
Barcellona insieme a Armando Bientinesi, Cornelio Giacomelli, Vittorio Marchi, Giorgio Rossi e Muzio
Tosi). Dopo un periodo di addestramento nella caserma di Madrigueras, si arruola nella XII Brigata
Garibaldi (2° Battaglione, 3° compagnia). Combatte a Huesca, Brunete, Villanueva del Pardillo,
Aragona ed è ferito a Fuentes de Ebro l'11/10/1937. Sul fronte dell'Ebro è promosso caporale. A causa
di dolori reumatici che gli impediscono la permanenza continuativa al fronte, per un periodo è adibito
al trasporto d'acqua a bordo di un'autocisterna. Dopo 20 mesi di guerra e dopo essere transitato dal
campo di smobilitazione di Torelló, passa in Francia nel febbraio 1939, internato come estremista e
attivista pericoloso a Saint Cyprien, Gurs e, il 5/6/1940, a Vernet (settore B, anarchici ed estremisti,
baracca 7), dove è impiegato nel Genio del Campo. Il 6/5/1942 chiede di essere assegnato a una CTE e
dal 4/7/1942 al 29/9/1942 è distaccato come lavoratore in un mattonificio a Saverdun (Ariège).
Nonostante l'esplicito rifiuto al rimpatrio espresso per iscritto il 16/11/1942 alla Commissione italiana
(dichiara di aver disertato dalla Marina mercantile l'8/4/1937 e di temere rappresaglie, ma aveva chiesto
il rimpatrio il 28/4/1942 alla Commissione d'armistizio italiana di Tolosa (Haute Garonne)), è tradotto
in Italia il 4/1/1943 e arrestato a Mentone. Condannato dal Tribunale Militare a 8 anni di reclusione,
liberato nel 1943. Partigiano a Capoliveri (LI), dopo la Liberazione è sindaco del CLN, poi segretario
del PCd'I locale. Nel 1949, spinto dalla crisi, emigra in Australia a Melbourne. Muore il 26/12/2005.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori A. e Piermaria G. "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Tognarini I. (a cura di), Antifascisti e perseguitati elbani. Fonti per lo studio della repressione politica all'isola d'Elba (1896-1943), Ed.
dell'Assemblea, Firenze, 2009
Tognarini I. (a cura di), Documenti e testimonianze sull'antifascismo e sulla lotta partigiana piombinese, Coop. La proletaria,
Piombino, 1974
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
117
ADEA
ASC CPC
ASLi
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
118
CARLI ANCHISE
Luogo di nascita: S. Maria in Monte (PI)
Orientamento politico: Comunista, socialista
Professione: Conciatore di pelli
Nato il 1/5/1902 a S. Maria in Monte da Pietro e Maria Giovannetti. Emigrato nel 1923 in Francia,
risiede ad Ollioules (Var). Iscritto in Rubrica di frontiera per attività comunista. Arrivato in Spagna il
24/10/1936, nello stesso mese si arruola nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi
(con cui partecipa a tutti i combattimenti). Passa poi come sergente alla XII Brigata Garibaldi, assegnato
al servizio di intendenza, poi al servizio mensa dello Stato maggiore della Brigata. È ferito al braccio
destro durante un combattimento sull'Ebro, il 5/9/1938 a Sierra Cabals, e viene ricoverato il 12
settembre all’ospedale di Farness. Rientrato il 17/1/1939 in Francia con un convoglio di feriti, è
ospedalizzato a Marsiglia (Bouche du Rhône) fino al 1/4/1939, in seguito ritorna a Ollioules. Arrestato
una prima volta il 20/10/1940, è rinchiuso nel forte di S. Catherine a Tolone (Var) per qualche giorno;
arrestato una seconda volta il 20/1/1943, viene invece internato a Vernet (settore C, baracca 62, n. di
matricola 10490) in quanto "militante comunista e notorio propagandista che diverrebbe pericoloso in
caso di disordini interni"; si dichiara antifascista e simpatizzante socialista. Trasferito sul confine per la
consegna alle autorità italiane il 18/7/1943, riesce presumibilmente a fuggire; viene arrestato
nuovamente a S. Jeanne de Maurienne (Savoie) il 27/11/1943 ed è internato una seconda volta a
Vernet (settore B, n. di matricola 11578). Chiede di essere assegnato a una CTE ma è invalido per la
ferita al braccio del 1938. Il 30/6/1944 è consegnato alle autorità tedesche: viene deportato in
Germania con il train fantôme partito da Bordeaux il 9/8/1944 ed è imprigionato a KL Dachau (n. di
matricola 94206), liberato il 29/4/1945.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AICVAS
ADEA
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
FMD
ISRT (fondo ANPI)
119
CARMIGNOLI ARMIDO
Luogo di nascita: Castellina Marittima (PI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio
Nato il 22/12/1896 a Castellina Marittima da Alessandro. Espatriato in Francia in data imprecisata.
Iscritto in Rubrica di frontiera. Citato dal combattente Giuseppe Gialluca come appartenente alla
Colonna anarchica Tierra y Libertad.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ISRT (fondo ANPI)
120
CASTALDI BRUNO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Pantofolaio, imprenditore
Note: Padre di CASTALDI SPARTACO
Nato il 30/1/1897 a Firenze da Alfredo e Pasquina Sorbi. Volontario nella prima guerra mondiale,
viene ferito in combattimento; nel 1918 è condannato a 10 anni per ammutinamento e altri 2 per
diserzione, amnistiato nel 1919. Segretario dell'anarchico Enrico Malatesta, a Milano è malmenato dai
fascisti e nel 1921 viene condannato a quasi due mesi di carcere per possesso di arma da fuoco.
Espatriato nel 1923, subisce condanne ed espulsioni in Francia, Belgio e Lussemburgo. Iscritto in
Rubrica di frontiera. È residente dal 1927 in Spagna a Sitges, poi si trasferisce nel gennaio 1929 a
Barcellona. Nel 1930 è iscritto nel Bollettino delle ricerche. All'inizio del 1931 impianta un laboratorio
di pantofole presso Minorca, poi nel 1933 un calzaturificio a Madrid e nel 1935 una fabbrica a
Barcellona. Partecipa alla guerra fin dal primo giorno: secondo alcune fonti si arruola inizialmente nella
Colonna anarchica Hortiz, come delegato politico della centuria Luz y vida, poi fa parte della 2°
divisione Jubert Hiyar, col grado di capitano; viene arrestato nell'agosto del 1937 per ordine del governo
Negrin e incarcerato al Montjuich fino al gennaio 1939. Quindi, valicati i Pirenei vive a Issy les
Moulineaux (Hauts de Seine), dove viene colpito da mandato di cattura nel giugno 1940; è ancora
Oltralpe nel 1942. Deceduto a Firenze il 22/2/1962. Secondo un'altra fonte (frutto sembra della
confusione con il figlio Spartaco), si sarebbe arruolato nel luglio 1936 nella 25° e poi nella 26°
Divisione, operando sui fronti di Saragozza e Teruel; comandante di tre compagnie di fortificazioni,
sarebbe stato ferito in combattimento a una gamba il 28/4/1938. Nel gennaio del 1939 si sarebbe
stabilito in Tunisia, dove durante la guerra sarebbe arruolato come volontario nell'armata inglese.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
121
CASTALDI SPARTACO
Luogo di nascita: Parigi
Note: Figlio di CASTALDI BRUNO
Nato il 15/6/1923 a Parigi da Bruno. Benché solo tredicenne segue il padre Bruno in Spagna, dove è
assegnato alla 26° Divisione. Uscito dalla Spagna insieme ai familiari nel gennaio 1939, ripara in Tunisia.
Arruolatosi in un comando britannico, è preso prigioniero dai tedeschi durante un'azione nel gennaio
1943 e fucilato.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
AICVAS
122
CASTELLANI DARIO
Luogo di nascita: Galluzzo (FI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Fornaio
Note: Compagno di CORSINOVI FOSCA
Nato il 6/10/1894 a Galluzzo da Giuseppe ed Eugenia Sorbi. Residente a Firenze. Compagno di Fosca
Corsinovi da cui ha una figlia, Luce, il 26/9/1920. Segnalato dalla polizia italiana come deciso
antifascista nel primo dopoguerra e in seguito come anarchico, partecipa all'insurrezione di Firenze del
febbraio 1921 e, per sfuggire al processo, nel 1923 espatria clandestinamente stabilendosi a Marsiglia
(Bouche du Rhône). Qui svolge intensa attività politica (fa anche parte del Comitato anarchico pro figli
dei carcerati politici di Parigi). Nel luglio 1928 è accusato insieme a Vittorio Cerretelli e a un altro
anarchico di aver aggredito due carabinieri del Consolato di Marsiglia. Espulso dalla Francia nel 1930,
tenta inutilmente di ottenere la revoca del provvedimento, quindi si nasconde a Marsiglia (è segnalato in
seguito anche in Belgio e in Svizzera). Iscritto in Rubrica di frontiera. Il 28/7/1931 è a Barcellona
impiegato nell'Ufficio Libertario di Corrispondenza, nel novembre si sposta in Algeria e ai primi del
1934 a Tunisi dove vende libri a rate. Individuato nel settembre 1935 dalla polizia, viene reimbarcato
per la Francia fra gli anarchici espulsi dalla Tunisia e rientra a Marsiglia. Nel 1936 è in Spagna come
combattente: secondo Vindice Rabitti e Giovanni Dupuy ha fatto parte della Colonna Ascaso (Colonna
italiana "Rosselli"), mentre per il SIM ha prestato servizio nella XII Brigata Garibaldi. Secondo la
polizia fascista ripara a Parigi nel maggio 1937 insieme a Fosca Corsinovi e alla figlia Luce. Il
31/5/1938 è segnalato a Ginevra, dove resta forse per un breve periodo. Rientra in Francia alla fine del
1938 e si mimetizza fra i braccianti, ma ai primi del 1939 è fermato nei pressi di Tolosa (Haute
Garonne) e nel marzo è internato a Argelès (dove fa parte del gruppo anarchico "Libertà o morte"),
quindi nel luglio 1939 sarebbe trasferito a Gurs (gruppo italiano, 9° compagnia). Nel 1942 chiede il
rimpatrio e viene tradotto in Italia; è arrestato a Bardonecchia il 2/10/1942 e confinato a Ventotene per
5 anni, poi dopo il 25 luglio 1943 è deportato a Renicci Anghiari, liberato o evaso il 12/9/1943. Muore
a Firenze il 30/4/1969.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica,
2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADPO
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
123
CATANI ARRIGO
Nome di battaglia: Si firma Baffino o Baffetto
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Facchino, falegname, marmista, calzolaio
Note: Compagno di PRATI ARMIDA
Nato il 5/6/1909 a Livorno da Alfredo e Annunziata Manetti. Frequenta esponenti del PCd'I di
Antignano (LI), ma aderisce al circolo anarchico di Livorno. Fermato nel settembre 1933 per possesso
di stampa sovversiva, nell'ottobre espatria in Corsica per sfuggire al carcere, assieme ad altri 9 "accesi
sovversivi". Nel 1934 è segnalato a Marsiglia (Bouche du Rhône), quindi viene espulso anche dalla
Francia per frequentazioni antifasciste ed emigra in Belgio (in seguito torna a Marsiglia
clandestinamente). È iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. È in Spagna
dall'agosto 1936, nel febbraio 1937 è segnalato come combattente nella Colonna Ascaso (Colonna
italiana "Rosselli"). Dopo i fatti di Barcellona, lascia la Spagna ed è in Belgio con la compagna Armida
Prati, poi in Lussemburgo, di nuovo a Marsiglia, quindi Parigi e, infine, a Bruxelles, dove nel 1939 è
arrestato e condannato a 3 mesi di carcere. Nell'agosto 1943 rientra in Italia, viene incarcerato e liberato
dopo l'8 settembre. In seguito partecipa alla Resistenza a Livorno. Dal 1950 al 1956 è di nuovo in
Francia. Nel dopoguerra continua a essere vigilato. Muore ad Antignano (LI) il 17/12/1977.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori A., Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ASLi
ISRT (fondo ANPI)
124
CAVAZZONI GIUSEPPE
Nome di battaglia: Hanri
Luogo di nascita: Pistoia (PT) o Reggio Emilia (RE)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio idraulico
Nato il 10/9/1912 in provincia di Pistoia (per AICVAS è di Reggio Emilia) da Bonfiglio e Virginia
Cherubini. Perseguitato già a diciotto anni dai fascisti, emigra in Francia nel 1930 e qui continua la sua
attività politica. Arrivato nel novembre 1937 in Spagna (secondo altra fonte nel gennaio 1938), si
arruola nella XII Brigata Garibaldi (3° Battaglione, 3° compagnia). Iscritto al PCE nel 1938. Ferito in
Estremadura, esce dalla Spagna nel febbraio 1939 ed è internato a Saint Cyprien e Gurs. In seguito è
nella Résistance, come agente di collegamento nelle FFI. Nel dopoguerra risiede nuovamente a Pistoia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF - Quaderni di Farestoria" n. 2/maggio-agosto 2005
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AICVAS
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
125
CECCARINI MARIO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Guardia giurata, calzolaio, impiegato
Nato il 14/8/1908 a Livorno da Gino e Rosa Ceccarini. Era guardia
giurata presso il penitenziario dell'isola di Gorgona (di fronte alla costa
livornese), viene arrestato nel gennaio 1931 per tentato espatrio
clandestino. Iscritto al PCd'I nel 1932, è di nuovo arrestato il 10/6/1932
per organizzazione comunista, viene deferito al Tribunale Speciale ed è
condannato a 4 mesi di carcere e a lire 2000 di ammenda; viene liberato
per amnistia il 10/11/1932. Arrestato ancora il 20/1/1935 per raccolta di
fondi destinati al Soccorso rosso, condannato dal Tribunale Speciale a 3
anni di reclusione a Civitavecchia. Liberato nel febbraio 1937 per amnistia,
espatria clandestinamente nel dicembre in Algeria e risiede a Bona. È
iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche con la dicitura
"da arrestare". Nel febbraio 1938 raggiunge la Spagna attraverso la Francia
e si arruola nella XII Brigata Garibaldi (2° Battaglione, 1° compagnia
zappatori) con cui combatte a Caspe e sull'Ebro. Iscritto al PCE nel 1938.
Rientra in Francia nel febbraio 1939 ed è internato ad Argelès, Saint
Cyprien, Gurs e dal 5/6/1940 a Vernet (sezione C, reduci di Spagna o B,
anarchici ed estremisti, baracca 7). Poco dopo l'arrivo a Vernet, il
27/6/1940, gli è rilasciato dal Commissario del campo il Carnet de Visas
per gli stranieri soggetti alla residenza controllata. Tradotto in Italia il
28/8/1941, è confinato a Ventotene per 5 anni, ma viene trasferito al
Centro di Igiene Sociale di Gaeta per motivi di salute. Torna in libertà
nell'agosto 1943. Partigiano in provincia di Pisa, è arrestato nuovamente
nel gennaio 1944 ed è internato a Scipione di Parma fino alla fine del
conflitto. Dopo la Liberazione lavora come fattorino-commesso presso le
strutture sanitarie di Livorno e Piombino. Nel dopoguerra risiede a
Piombino dove continua a essere vigilato. Lavorerebbe come funzionario
nel PCI. Nel 1971 torna a Livorno, dove muore il 30/6/1999.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori A. e Piermaria G. "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010.
Tognarini I. (a cura di), Documenti e testimonianze sull'antifascismo e sulla lotta partigiana piombinese, Coop. La proletaria,
Piombino, 1974
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
AICVAS
126
ADEA
ASLi
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
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CECCHERINI SILVANO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Facchino, scrittore
Nato il 24/3/1915 a Livorno da Carlo e Ines Dalli. Di famiglia proletaria, lascia la scuola elementare al
quarto anno e comincia a lavorare a 14 anni, alternando inizialmente lavoretti saltuari a furti in ville
della costa, quindi come facchino al porto. Arruolato in Marina, è incriminato dopo una rissa con un
Guardiamarina per detenzione abusiva di rivoltella e minaccia con arma da fuoco. Imbarcato sul
cacciatorpediniere "Maestrale" nel 1936, diserta nel Principato di Monaco e si arruola nella Legione
Straniera: è inviato a Menès, nel Marocco francese. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle
ricerche con la dicitura "da arrestare". Segnalato nel 1937 quale combattente nelle formazioni
antifranchiste (in base alla dichiarazione del padre). Nel 1940 è internato a Vernet. Tradotto in Italia
nell'ottobre del 1942, è arrestato a Mentone e condannato a 5 anni di reclusione per diserzione militare,
pena che sconta a Portolongone (Isola d'Elba, Livorno). Nel dopoguerra viene più volte arrestato per
reati comuni ed è condannato a 18 anni per omicidio, incarcerato a Pisa, San Gimignano (SI) e
Portolongone. In carcere scrive gran parte dei suoi libri, poi pubblicati da Rizzoli, Garzanti e Feltrinelli
fra il 1963 e il 1974. Nel settembre 1964 tenta il suicidio. Muore il 21/12/1974 a Minusio, nel Canton
Ticino, forse in un monastero benedettino.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
ASLi
128
CECCHI FERDINANDO
Luogo di nascita: Vinci (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Fabbro
Nato il 29/2/1884 a Vinci da Vincenzo e Malvina Santini. Espatriato clandestinamente in Francia a
Lione (Rhône) nel 1923, iscritto in Rubrica di frontiera. Secondo un'informativa del Consolato italiano
di Lione, alla fine del 1936 si sarebbe arruolato nelle formazioni antifranchiste. È anche presente in un
elenco di fiorentini residenti in Spagna alla data del 30/11/1937. Nel 1943 la polizia italiana lo segnala
fra le persone ricercate e sospette, per il provvedimento di arresto.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Niccolai P., Terreni S. (a cura di), Era la Resistenza: il contributo di Empoli alla lotta contro il fascismo e per la liberazione, Pagnini,
Firenze, 1995
ACS CPC
129
CECCONI MEDARDO
Luogo di nascita: Pontedera (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Manovale, venditore ambulante
Nato il 15/8/1898 a Pontedera da Pasquino e Rosa Pardini. Attivo nell'immediato dopoguerra: ardito
del popolo, è ferito durante un conflitto a fuoco coi fascisti nel 1921, quando passa alle file comuniste.
Emigra in Francia nell'ottobre del 1923 e si stabilisce a Parigi dove lavora come manovale, poi si sposta
a Marsiglia (Bouche du Rhône). Iscritto in Rubrica di frontiera nel 1933. Secondo notizie non
confermate, sarebbe in Spagna nel 1937-38 nelle formazioni antifranchiste. Sarebbe stato fatto
prigioniero dai franchisti e fucilato.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
130
CEI GADDO
Nome di battaglia: Curzio
Luogo di nascita: Pontedera (PI)
Orientamento politico: Anarchico, comunista
Professione: Bracciante agricolo, operaio metallurgico
Nato il 19/2/1905 a Pontedera da Egidio (o Giuseppe) ed Emma Nesti. Espatria nel 1930, residente in
Francia ad Arles (Bouche du Rhône). Iscritto in Rubrica di frontiera nel 1934. Si porta nell'ottobre 1936
in Spagna ed entra a far parte della XII Brigata Internazionale, con il Battaglione Garibaldi (2°
compagnia); in seguito è sergente nella XII Brigata Garibaldi (4° Battaglione, 3° compagnia). Iscritto al
PCd'I nel 1937, nel 1938 ottiene la tessera del PCE. Caduto nella notte fra il 6 e il 7/9/1938 sull'Ebro, a
quota 467 metri della Sierra Cabals.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
131
CENCINI VITTORIO
Luogo di nascita: Sinalunga (SI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Contadino
Nato il 11/4/1902 a Sinalunga da Egidio. Frequenta le elementari fino alla quarta classe. Iscritto al
PCd'I dal 1924 e alla CGT dal 1936. Partito dalla Francia dove era emigrato in data imprecisata,
(residente a Cap d'Ail, nelle Alpes Maritimes) il 21/1/1937 è in Spagna, arruolato nella XV Brigata
Internazionale, con la compagnia italiana del Battaglione Dimitrov (4° sezione). Passa poi nell'aprile
1937 al 3° Battaglione della XII Brigata Garibaldi con il grado di sergente (promosso l'11/4/1938).
Combatte a Huesca, Brunete e Fuentes de Ebro. Nel settembre 1937 è nella 4° batteria anticarro.
Iscritto al PCE nel 1938. Ferito in combattimento nel settembre dello stesso anno, muore per infezione
in un ospedale nel Principato di Monaco, dove è stato trasferito.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS Min. Int. PS
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
132
CERETTI VITTORIO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Nato nel 1898 a Firenze. Emigrato a Parigi nel 1924. Nell'agosto 1936 si arruola in Spagna nella
Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"), in seguito passa alla XII Brigata Internazionale, nel
Battaglione Garibaldi. Ferito sul fronte di Guadalajara, risulta morto in seguito alle ferite riportate.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AICVAS
133
CERRETELLI VITTORIO
Nome di battaglia: Nello, Nelli Paolo
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Socialista, comunista, anarchico
Professione: Verniciatore
Nato il 17/11/1900 a Firenze da Arturo ed Emilia Benini. Molto attivo politicamente nel primo
dopoguerra, già socialista, è comunista dal 1921. Emigra in Francia a Parigi nel 1924, risiede ad
Argenteuil (Val d'Oise). Iscritto in Rubrica di frontiera per attività antifascista e sul Bollettino delle
ricerche nel 1933. Trasferitosi a Marsiglia (Bouche du Rhône) in data imprecisata, frequenta gli ambienti
anarchici e, in particolare, Antonio Chierici, Dario Castellani e Fosca Corsinovi; nel luglio 1928 è
accusato insieme a Castellani e a un altro anarchico di aver aggredito due carabinieri del Consolato di
Marsiglia. Il 19/8/1936 si arruola in Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") e poi
nella XII Brigata Internazionale, con il Battaglione Garibaldi. Partecipa alle azioni di Monte Pelato e ai
combattimenti di Tardienta e Almudevar. Compare in un elenco di anarchici che hanno combattuto a
Huesca. Caduto in combattimento ad Almudevar il 21/11/1936.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
134
CERRETI GIULIO
Nome di battaglia: Pierre Allard
Luogo di nascita: Sesto Fiorentino (FI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Insegnante, pubblicista
Nato a Sesto Fiorentino l'11/10/1903. Nel 1911, a 14 anni, fa parte di uno dei primi circoli socialisti
fiorentini. Subisce il primo processo politico nel 1920 ed è vittima di varie persecuzioni. A Imola e
Livorno è tra i fondatori del PCd'I; fa parte della segreteria della Federazione giovanile comunista.
Coinvolto nel processone del 1927 espatria clandestinamente in Francia dove dirige i gruppi comunisti
italiani e fonda la rivista "Fraternité", edita in sette lingue; collabora anche alla creazione del Comitato
mondiale contro la guerra e il fascimo. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel 1932 rappresenta i
comunisti italiani presso la Direzione del PCF (carica ricoperta fino al rientro in Italia nel 1945), quindi,
durante la guerra di Spagna, è a capo del Comitato francese per il reclutamento dei volontari e del
Comitato internazionale di aiuto al popolo spagnolo, segnalato come non combattente a Madrid.
Arrestato in Danimarca al momento dell'invasione tedesca, viene liberato per le pressioni dell'URSS,
dove si rifugia nel 1940. È decorato con l'ordine della "Bandiera rossa" e con la "Medaglia della
Vittoria" per i meriti speciali conseguiti nella lotta contro il fascismo internazionale. Nel dopoguerra è
membro del Comitato centrale del PCd'I e deputato alla Costituente del collegio di Siena, riconfermato
per tre legislature. Eletto senatore, nel 1947 ricopre la carica di Alto Commissario per l'Alimentazione,
nel 1948 è Presidente della Lega nazionale delle cooperative e mutue. Dal 1968, ritiratosi dalla vita
politica, è scrittore e storico. Muore il 19/6/1985 a Sesto Fiorentino.
FONTI:
Monteleone G. (a cura di), Giani Siro. Memorie e testimonianze di un comunista empolese 1925-1995, Ibiskos Editrice, Empoli,
1997
Longo L., Le Brigate Internazionali in Spagna, Editori riuniti, Roma, 1956
ACS CPC
AICVAS
135
CHERICI o CHIERICI ANTONIO
Nome di battaglia: "Gatto furbo"
Luogo di nascita: Galluzzo (FI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Cuoco, scalpellino, scaricatore di porto
Nato il 25/7/1895 a Galluzzo da Emilio e Marianna Pesci. Nel 1915 è chiamato alle armi e inviato in
Albania, diserta ed è condannato a 3 anni di carcere. Rilasciato nel 1919 con l'amnistia nittiana, torna a
Galluzzo dove fonda un gruppo anarchico e fa parte del circolo anarchico di Impruneta (FI) a partire
dal 1921. Arrestato nel settembre 1922 per un fatto di lotta antifascista, è prosciolto per insufficienza di
prove. Espatria in Francia il 23/6/1923 e si stabilisce a Marsiglia (Bouche du Rhône), in seguito a Nizza
(Alpes Maritimes). Tornato a Marsiglia nel 1926, nel giugno 1928 la sua abitazione viene perquisita dalla
polizia dopo una visita di Francesco Berneri alla ricerca di alcune bombe a mano che poi non vengono
ritrovate. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Il 10/11/1936 si reca in Spagna
e si arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") dal 28/10/1936 al 1/8/1937. Combatte
a Monte Pelato, Huesca e Almudevar, Tardienta. Nell'estate del 1937 rientra in Francia a Nizza dove fa
perdere le proprie tracce alla polizia. Nel dopoguerra, in una dichiarazione a fini pensionistici, sostiene
di essere stato internato ad Argelès e Gurs. Nel 1956 torna a Firenze, dove muore alla fine degli anni
Cinquanta.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
136
CHERICI DINO
Nome di battaglia: Konrad Stochr
Luogo di nascita: Volterra (PI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Alabastraio
Nato il 9/4/1899 a Volterra da Dario e Rosa Mussorici. Durante la Prima guerra mondiale è arruolato
in Fanteria, diserta ed è condannato a 16 anni di reclusione, poi probabilmente amnistiato. Espatriato
clandestinamente nel 1921, è segnalato in Belgio, Francia, Germania e Spagna. Nel 1929 viene arrestato
a Kebl in Germania con un passaporto falso intestato a Konrad Stochr. Dal 1935 è residente in Spagna,
a San Sebastian, e prende parte ai moti di Irún. Arruolato nel 1936, è fatto prigioniero dai fascisti nella
battaglia di Santander e detenuto nel campo di concentramento di Orduna. È condannato il 13/7/1937
a 30 anni di reclusione dal Consiglio di guerra spagnolo e viene incarcerato a Pamplona da dove nel
1939 chiede inutilmente di essere rimpatriato e dove è ancora rinchiuso nel 1942. Deceduto il
26/1/1959.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
137
CHIARUGI GIUSEPPE
Nome di battaglia: Berge, Gino Formigoni
Luogo di nascita: Empoli (Firenze)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Esercente, cameriere
Nato il 27/12/1907 a Empoli da Paolo e Teresa Massoni. Alla fine del 1928 è nel Direttivo giovanile
del PCd'I di Empoli, a fianco di giovani e giovanissimi come Vasco Matteoli e Aureliano Santini. Il
Tribunale Speciale nell'agosto del 1932 lo individua ai vertici dell'organizzazione comunista di Empoli e
gli imputa i reati di associazione e propaganda sovversiva ma Chiarugi a quella data è già latitante. Col
falso nome di Berge, infatti, è iscritto nella primavera del 1931 a Mosca alla scuola del partito insieme
con Santini, Orazio Marchi e Matteoli. Alla fine del 1931 risiede probabilmente in Francia a Tolosa
(Haute Garonne) col falso nome di Gino Formigoni. Nel 1934 è iscritto in Rubrica di frontiera, ma nel
1935 è revocato e sarà riscritto solo nel 1938. Nel luglio 1937 è segnalato come combattente in Spagna
col grado di ufficiale (secondo la Prefettura di Firenze, avrebbe anche parlato alla Radio). Secondo
alcune fonti sarebbe comandante di compagnia nella Divisione Carl Marx e sarebbe caduto a Huesca.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Antifascismo e antifascisti nell’empolese, a cura di Cirri R., Pagnini, Firenze, 1992
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Niccolai P., Terreni S. (a cura di),Era la Resistenza: il contributo di Empoli alla lotta contro il fascismo e per la liberazione, Pagnini,
Firenze, 1995
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini, Empoli, 2007
Tognarini I., Là dove impera il ribellismo : Resistenza e guerra partigiana dalla battaglia di Piombino (10 settembre 1943) alla liberazione
di Livorno (19 luglio 1944), Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1988
ACS CPC
AICVAS
138
CHIAVACCI NELLO
Luogo di nascita: Pescia (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Ortolano
Nato il 23/11/1894 a Pescia da Ferruccio. Attivo nell'immediato dopoguerra, nel PCd'I dal 1921.
Emigra in Francia nel 1922, residente ad Arles (Bouche du Rhône). Il 24/11/1937 è presente al centro
di Albacete e si arruola in un raggruppamento dell'Artiglieria Internazionale come sergente. Poi forse fa
parte anche della XII Brigata Garibaldi. Lascia la Spagna nell'agosto 1938, rimpatriato in Francia con un
convoglio di feriti ed ammalati. Iscritto in Rubrica di frontiera.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
139
CHIAVERINI JAGO
Luogo di nascita: Pisa (PI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Muratore, marinaio
Nato il 28/3/1898 a Pisa da Alfredo e Primetta Scuffielli. Segnalato come emigrato in Francia nel 1925
ad Arles (Bouche du Rhône). Si arruola in Spagna nelle Brigate Internazionali il 10/11/1936 ed è
inviato quasi immediatamente a Monte Pelato (secondo alcune fonti è arruolato nella Colonna Ascaso,
con la Colonna italiana "Rosselli" dal 28/10/1936). Dopo la Spagna, secondo la testimonianza di
Galliano Panicucci, è internato in Francia. Muore a Pisa il 4/1/1943.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
140
CHIESA MAZZINO
Nome di battaglia: Masaniello, Mario Luschi, Mario Sandrelli, "Alfredo", Roque Celeste
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Marinaio, meccanico, benzinaio, operaio
Note: Fratello di CHIESA OBERDAN
Nato il 11/11/1908 a Livorno da Garibaldo e Ada Cini. Segnalato come
comunista dal 1926, svolge un'intensa propaganda sulle navi dove lavora
come marittimo. Collegato al Comitato centrale sindacale di Milano (di
tendenza comunista), viene segnalato per la propaganda antifascista
svolta fra i giovani livornesi della "Barriera Garibaldi". Arruolato come
allievo cannoniere nel 1928 sulla "Cavour" (dove è vigilato), poi
imbarcato sulle navi "Missori" e "Indomito", congedato nel 1930 o 1931.
Riesce a imbarcarsi clandestinamente a Livorno nel giugno 1931 su un
rimorchiatore che fa rotta per la Corsica, insieme a Lanciotto Corsi.
Denunciato per espatrio illegale, viene condannato a 2 anni di reclusione
e a lire 2000 di ammenda. È incluso in Rubrica di frontiera e nel
Bollettino delle ricerche.
Sbarcato in Corsica, è condannato a un mese di carcere il 10/12/1931 per aver assalito a Bastia il
fascista Sebastiano Patania, insieme con Azeglio Bucchioni. Spostatosi a Parigi, risulta anche a Bagnolet
(Seine) in contatto col grossetano Alfredo Boschi ed è inserito il 13/5/1933 nelle liste degli attentatori.
Trasferitosi in Algeria a Orano e poi a Bona nel 1934, rientra in Francia verso la fine del 1935: partecipa
al Congresso antifascista di Bruxelles nell'ottobre del 1935 ed è presente a Marsiglia (Bouche du Rhône)
nell'estate del 1936, quando fa parte del Comitato di solidarietà con la Spagna repubblicana (insieme
con Ovidio Pessi) ed è fiduciario della Federazione lavoratori del mare. Nell'agosto 1936 si arruola in
Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"), come delegato politico del gruppo
comunista, e combatte a Monte Pelato. È poi nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione
Garibaldi col grado di sergente e dalla primavera 1937 viene inquadrato nella Marina da guerra, addetto
alla protezione della navigazione tra Alicante, Valenza, Cartagena e l’URSS. Svolge anche il compito di
corriere fra la Spagna e la Francia per l'arruolamento di volontari, quindi nell’aprile 1938 viene
assegnato a una piccola flottiglia di motoscafi veloci addetti al trasferimento notturno dei dinamiteros
oltre le linee nemiche nella zona di Tarragona. Transitato dal campo di smobilitazione di Torelló, lascia
la Spagna nel febbraio 1939 ed è internato ad Argelès insieme con il fratello Oberdan. Evaso dopo soli
6 giorni, rientra a piedi a Marsiglia e da lì nell'aprile (o nell’agosto) 1939 si imbarca per Tunisi.
Sospettato dell'attentato al Dopolavoro fascista di Bab El Khada viene espulso nell'agosto del 1939,
quindi è costretto a rientrare a Marsiglia, dove è arrestato per violazione del decreto di espulsione e
sconta sei mesi di carcere. Rilasciato nel febbraio 1940, trova imbarco su una nave battente bandiera
panamense, il piroscafo "Sophia", e con essa vaga per il Mediterraneo sino alla primavera del 1941
quando sbarca ad Atene ed è imprigionato nel campo di Cocchignà; evaso o liberato in data
imprecisata, fino al 1942 risulta attivo nella propaganda comunista fra le truppe italiane e nella
Resistenza con l’ELAS. Raggiunge Bari il 1/5/1945 e da lì si sposta a Roma, dove incontra Barontini
che lo riaccompagna in macchina a Livorno e gli comunica la morte del fratello. Dopo la Liberazione è
molto attivo nelle organizzazioni democratiche e di solidarietà con il popolo spagnolo, membro del
consiglio direttivo dell'ANPPIA e consigliere nazionale dell'AICVAS. Deceduto a Livorno il 3/3/1975.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
141
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori A. e Piermaria G. "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
AICVAS
ASLi
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
142
CHIESA OBERDAN
Nome di battaglia: Ninì, Nicola Gonzales
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Portuale, manovale
Note: Fratello di CHIESA MAZZINO
Nato il 11/9/1911 a Livorno da Garibaldo e Ada Cini. Nonostante le ristrettezze economiche della
famiglia, frequenta tutte le scuole elementari. Membro attivo dell'organizzazione comunista livornese
(non risulta però che avesse aderito al PCd'I). Svolge il servizio di leva in Marina e viene congedato nel
settembre 1933. A quella data espatria per sottrarsi a mandato di cattura, imbarcandosi
clandestinamente su un piroscafo spagnolo: si stabilisce dapprima in Algeria a Bona, dove lavora come
edile fino all'espulsione nel giugno 1935, quindi passa in Francia a Marsiglia (Bouche du Rhône) presso
Leo Franci e lavora come scaricatore al porto; alla fine del 1935 è ad Aiaccio in Corsica dove lavora in
una fabbrica e poi come sguattero in un ristorante e vive insieme al fratello Mazzino (è segnalato già nel
luglio 1935, ma probabilmente si tratta di un errore dovuto alla confusione frequente fra i due fratelli).
Iscritto in Rubrica di frontiera. Nell'agosto 1936 arriva a Barcellona da Grenoble (Isère) con
lasciapassare falso intestato a Nicola Gonzales e alloggia alla caserma "Carl Marx"; è tra i primi
volontari in Spagna, arruolato nella Colonna mobile catalana Libertad con la centuria Gastone Sozzi
come mitragliere. Combatte a Pelahustan, Real Cenicientos, Chapineria e Brunete. Nell'ottobre 1936
passa alla compagnia di Stato maggiore del Battaglione Garibaldi nella XII Brigata Internazionale
(secondo altra fonte è artigliere in un Battaglione franco-belga, forse il Battaglione Commune de Paris o
il Battaglione Hans Beimler dell'XI Brigata). Ferito a Casa de Campo il 18 o il 19/11/1936 a entrambe
le gambe, rimane in ospedale a Valencia sino al marzo 1937, quindi passa nella XII Brigata Garibaldi,
adibito al servizio di scorta di Virgilio Llanos (secondo Duccio Basi dei ministri Caballero e Del Vajo).
Nel settembre 1937 è imbarcato come torpedista su un cacciatorpediniere della flotta repubblicana, il
"San Juan", dislocato a Cartagena e destinato al collegamento marittimo con la Catalogna e prende
parte ai combattimenti di Cabos Palos e Cherchel. Con la smobilitazione, transita da Torelló, Llagostaro
e Castellon de Ampurias, infine ripara in Francia il 6/2/1939. Internato a Argelès (da cui si rifiuterebbe
di evadere, insieme al fratello, per solidarietà con gli altri prigionieri), trasferito a Gurs (dal 21/4/1939
nell'ilot Y, gruppo italiano), quindi di nuovo ad Argelès, poi a Mont Louis e infine dal 29/4/1941 a
Vernet (sezione C reduci di Spagna, baracca 35, n. di matricola 7735). Arrestato all'atto del rimpatrio a
Mentone il 25/9/1941, viene confinato a Ventotene per 5 anni, liberato il 21/8/1943. In seguito è
partigiano, assegnato al Comando militare di Livorno, il 30/9/1943, come comandante di un
distaccamento col grado di sottotenente; l'1/1/1944 è nominato Commissario politico di Brigata.
Arrestato in seguito a un'imboscata, viene rinchiuso nelle carceri Don Bosco a Pisa e da lì è prelevato
dai fascisti il 28/1/1944: viene fucilato per rappresaglia il 29/1/1944 sulla spiaggia di Rosignano Solvay.
A Livorno si costituisce in suo onore il X Distaccamento Oberdan Chiesa, poi diventato la III Brigata
Garibaldi Oberdan Chiesa. Insignito di medaglia d'argento alla memoria. Subito dopo la Liberazione di
Livorno, gli abitanti del Comune di Rosignano Marittimo hanno intitolato a Chiesa una strada e hanno
collocato presso il luogo dell'esecuzione un cippo in memoria; in seguito, nella stessa località, è stato
eretto un monumento.
143
Oberdan Chiesa all'ospedale di Valencia nel gennaio 1937
fra i feriti della Gastone Sozzi
Oberdan Chiesa fra un gruppo di miliziani in
Spagna
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori A., Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., La Centuria Gastone Sozzi, Quaderno AICVAS n. 4, Roma, 1984
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Tognarini I. (a cura di), 1943-1945, la Liberazione in Toscana: la storia, la memoria, Pagnini AICCRE, Firenze, 1994, 2 voll.
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS Confino Politico
ACS CPC
AICVAS
ADPO
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
144
CIARDI GUIDO PRIMO
Luogo di nascita: Marsiglia (Bouche du Rhône)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Scalpellino
Nato il 20/6/1901 a Marsiglia da Angelo, originario di Santa Croce sull'Arno (PI). Risiede in Toscana
fino al 1924, quando emigra in Francia a Marsiglia, dove svolge intensa attività antifascista. Nel luglio
1937 passa in Spagna e si arruola nella XII Brigata Garibaldi (3° Battaglione). Ferito in combattimento,
rientra in Francia nel settembre 1938, è arrestato e incarcerato a Tolone (Var), poi internato a Vernet.
Tradotto in Italia, è arrestato al rimpatrio il 19/7/1940, viene confinato a Ventotene, Pisticci, Castel
Guido per 5 anni. Liberato nell'agosto 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
145
CIATTI EGISTO
Luogo di nascita: Prato (FI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Bracciante/operaio, scalpellino/impiegato in una polveriera
Nato il 23/2/1879 a Prato da Luigi e Maria Giuseppa Cecchini.
Domiciliato per un breve periodo a Pistoia (PT), vi ottiene regolare
residenza il 31/12/1926. Socialista e sindacalista dall'anteguerra, alla
fine del 1927 emigra in Francia dove prosegue la sua attività politica a
Cagnes sur Mer (Alpes Maritimes). Membro della LIDU. Rientra in
Italia nel 1931 ed è rintracciato a Pergine Valsugana (TN), quindi
nell'ottobre 1932 si sposta nuovamente a Pistoia con la moglie
Giuseppina Bettini e la figlia Olga (l'altra figlia Giulia Nella e il figlio
Tullio risiedono a Pistoia) e da qui espatria diretto a Nizza (Alpes
Maritimes) con regolare passaporto il 30/12/1932. Iscritto in Rubrica
di frontiera. Arruolato nella Colonna Ascaso (Colonna italiana
"Rosselli") il 15/11/1936, nel dicembre 1936 è Commissario politico
nelle Brigate Internazionali presso la base di Albacete, poi combatte
sul fronte di Madrid. Fonti del PCd'I lo descrivono come "il vero e
permanente rappresentante del PSI in Spagna", protetto politicamente
da Nenni. Ottiene la cittadinanza spagnola, poi revocata dal goveno
franchista. In congedo nel luglio 1937 si reca a Cagnes sur Mer e a
Nizza e prende parte al Congresso socialista di Parigi come delegato
della Sezione di Albacete. Viene internato a Gurs alla fine della guerra,
quindi, rilasciato, si trasferisce a Montauban (Tarn et Garonne), dove il
6/12/1939 ottiene un regolare permesso di soggiorno. Nel febbraio
1940 risiede a Tolosa (Haute Garonne). Nel luglio 1941 è segnalato
ancora in Francia prima a Marsiglia (Bouche du Rhône), poi a
Brignoles (Var) dove ha ottenuto un appezzamento di terreno in
affitto.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
AFIGRo (fondo Comintern)
146
CINELLI CATONE o GASTONE
Luogo di nascita: Empoli (FI)
Orientamento politico: Antifascista/Comunista
Professione: Contabile
Nato il 29/12/1905 a Empoli da Leonardo (il padre è il fratello del podestà fascista di Empoli) e
Rosmunda Mancini. Ha frequentato il liceo classico. Ha prestato servizio militare, come soldato
semplice, dal 25/5/1925 al 23/4/1926, presso la compagnia distrettuale di Napoli. Iscritto al PCd'I nel
1937. Membro del SRI. Espatriato clandestinamente nell'agosto del 1937 direttamente alla volta della
Spagna, viene condannato in contumacia a 3 mesi di carcere e 2000 lire di ammenda. Iscritto in Rubrica
di frontiera. Si arruola nella XII Brigata Garibaldi (3° Battaglione, 4° compagnia) e si distingue,
ottenendo un riconoscimento, sul fronte di Caspe. Ferito sull'Ebro. Iscritto al PCE nel 1938. Rientra in
Francia l'8/2/1939 ed è internato a Saint Cyprien, poi nell'aprile del 1939 a Gurs nella 9° compagnia del
gruppo italiano (dal campo, il 3/9/1939, chiede di potersi arruolare nell'esercito francese); trasferito dal
19/5/1940 a Vernet (settore C reduci di Spagna, baracca 1 o 48, matricola 3271) come propagandista
sospetto, per aver manifestato contro l'arruolamento nelle CTE e per aver opposto resistenza alla Garde
mobile. La sua liberazione è richiesta dal Direttore della ditta Progyl di Lione (Rhône) per l'impiego
come boscaiolo, ma le autorità del campo esprimono parere sfavorevole per la sua condotta negativa al
campo (è condannato a 8 giorni di prigione il 26/2/1941). Dal campo chiede di emigrare in Messico e
specifica di non voler essere consegnato alle autorità italiane, ma compare in una lista del gennaio 1942
contenente i fuoriusciti italiani presenti al campo che hanno richiesto il rimpatrio. Il 13/3/1942 è
tradotto in Italia a Mentone: oppone resistenza all'arresto ed è imprigionato; verrà consegnato alle
autorità italiane solo il giorno successivo. Confinato a Ventotene per 4 anni dalla Commissione
provinciale per il confino di Firenze nel giugno 1942 come "combattente antifranchista in Spagna",
liberato nell'agosto 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
AA.VV., Antifascismo e resistenza in Valdelsa. Atti del convegno, Castelfiorentino 1966, in "Miscellanea Storica della
Valdelsa", LXXIV-LXXV (1968-70), 1-3 (f. monografico), Periodico quadrimestrale, Tipografia Baccini&Chiappi,
Castelfiorentino, 1971
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Niccolai P., Terreni S. (a cura di), Era la Resistenza : il contributo di Empoli alla lotta contro il fascismo e per la liberazione, Pagnini,
Firenze, 1995
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini editore, Empoli, 2007
ACS CPC
AICVAS
ADEA
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
147
CIONI ALFONSO
Luogo di nascita: Empoli (FI)
Orientamento politico: Anarchico/Comunista
Professione: impagliatore, manovale, cuoco
Nato il 5/3/1894 a Empoli da Sisto e Maria Scardigli. Emigrato nel 1926 in Francia a Tolone (Var)
dove svolge attività antifascista. Iscritto in Rubrica di frontiera. Segnalato quale combattente di Spagna
(è presente in un elenco di fiorentini residenti in Spagna alla data del 30/11/1937). È internato a Vernet
dal 28/5/1940 all'8/4/1941 (settore B, anarchici ed estremisti, baracca 20, matricola 6257). Il Prefetto
dell'Ariège informa il capo del campo (lettera del 5 novembre) che Cioni non potrà essere liberato fino
a quando non sarà nelle condizioni di abbandonare il territorio francese; in una lettera del Prefetto del
Var a quello dell'Ariège dell'ottobre 1940 viene definito come "comunista militante, con una certa
abitudine alla rivoluzione, suscettibile di diventare pericoloso in caso di disordini". Tradotto in Italia, è
arrestato il 9/4/1941 e confinato a Ventotene per 4 anni dalla Commissione provinciale di Firenze,
come "combattente antifranchista in Spagna" (nel novembre 1941 la pena forse è commutata in
ammonizione), liberato il 21/8/1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Niccolai P., Terreni S. (a cura di), Era la Resistenza : il contributo di Empoli alla lotta contro il fascismo e per la liberazione, Pagnini,
Firenze, 1995
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini editore, Empoli, 2007
ACS CPC
ADEA
148
CIVININI LUIGIA in PACCIARDI
Nome di battaglia: Gigina
Luogo di nascita: Grosseto (GR)
Orientamento politico: Repubblicana
Professione: Insegnante di pianoforte
Note: Moglie di PACCIARDI RANDOLFO
Nata il 7/4/1899 a Grosseto da Giuseppe e Anita Cerpi, che gestiscono in città l'albergo "Stella
d'Italia". Frequenta le scuole complementari di Grosseto (insieme a Randolfo Pacciardi) e ottiene il
diploma magistrale e il titolo di insegnante di pianoforte. Sposa Randolfo Pacciardi e nel 1922 si
trasferisce col marito a Roma. Nel 1926, in seguito all'espatrio di Pacciardi, torna a Grosseto e cerca di
ottenere il permesso all'espatrio in Svizzera per ricongiungersi col marito. Seppur sottoposta a
sorveglianza, il 1/8/1927 raggiunge Milano e quindi clandestinamente passa in Svizzera, a Lugano.
Informato della fuga da Grosseto, il 3/8/1927 il Capo della Polizia di Grosseto telegrafa alle Prefetture
richiedendo attenta vigilanza per rintraccio e perquisizione e invia al Ministero dell'Interno una foto
della Civinini; il Questore di Grosseto ne chiede l’iscrizione nel Bollettino delle ricerche, mentre la sua
foto è trasmessa alla Scuola superiore di Polizia per la riproduzione in ben 140 copie; ancora il
29/11/1929, il Ministero dell'Interno ricorda ai prefetti che qualora rientrasse nel regno dovrà essere
fermata perché colpevole di espatrio clandestino. Quando nel 1932 Pacciardi è espulso dalla Svizzera, la
moglie lo segue, trasferendosi nella cittadina francese di Mulhouse (Alsace). Raggiunge la Spagna con
Pacciardi nel novembre 1936, ma rientra in Francia già nell'estate del 1937, stabilendosi nuovamente a
Mulhouse. Con notevole ritardo, il 31/7/1937 il Ministero dell'Interno informa il Prefetto di Grosseto
dell'arrivo di Luigia in Spagna e chiede la modifica dell'iscrizione alla Rubrica di frontiera per il
provvedimento di arresto; il 5/9/1937 la Questura di Grosseto ne chiede l'iscrizione nel Bollettino delle
ricerche e il 23/10/1937 procede alla schedatura, segnalando che la Civinini condivide le idee
repubblicane del marito. Nel frattempo, nel febbraio 1938, Luigia accompagna Pacciardi negli Stati
Uniti; di nuovo in Francia nel giugno 1938, per qualche tempo alloggia a Parigi (presso la famiglia
Campologhi), quindi nel maggio 1940 si trasferisce a Marsiglia (Bouche du Rhône) e in seguito in
Algeria a Orano, poi in Tunisia. Dopo un viaggio travagliato su un piroscafo portoghese, raggiunge gli
Stati Uniti nel 1941. Nella seconda metà del 1944 è di nuovo in Italia.
FONTI:
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Capitini Maccabruni N., La Maremma contro il nazi-fascismo, La Commerciale, Grosseto, 1985.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
149
CODURI GINO
Luogo di nascita: Bagnano (MS)
Orientamento politico: Comunista, GL
Professione: Cuoco
Nato il 15/2/1907 a Bagnano da Pietro e Assunta Malatesta. Volontario in Africa e nella 35° Legione
della MVSN, lascia l'Italia nel febbraio 1936 per la Francia, residente a Marsiglia (Bouche du Rhône). Il
23/11/1936 è arruolato in Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"). Secondo
l'AICVAS è vicino agli ambienti di Giustizia e Libertà.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
ACS CPC
150
CONFORTI ARTURO
Luogo di nascita: Certaldo (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio verniciatore
Note: Padre di CONFORTI VASCO
Nato il 29/11/1883 a Certaldo da Angelo ed Erminda Bartolozzi. Sposato nel 1909 con Teresa Laurini,
ha tre figli. Dal 1904 lavora alla FIAT di Torino come verniciatore di automobili, nel 1909 è assunto in
un'impresa per la costruzione di ferrovie ad Arezzo, dal 1910 è operaio in una fabbrica a San Giorgio,
in provincia di Pistoia (partecipa alla prima guerra mondiale mobilitato nell'industria bellica). Nel
dopoguerra è Consigliere comunale e ardito del popolo nel 1921 e partecipa a vari scontri con fascisti a
Firenze, dove risiede. Colpito da mandato di cattura, espatria clandestinamente con la famiglia all'inizio
del 1923 (secondo altra fonte nel febbraio 1922) in Francia. Residente a Nizza (Alpes Maritimes), lavora
inizialmente in un negozio di vernici per carrozzeria. Nel frattempo, in Italia secondo alcune fonti è
stato condannato in contumacia a 7 o 8 anni di prigione perché accusato di aver partecipato a degli
scontri contro i fascisti a Pistoia; nel novembre 1923, comunque, è di sicuro condannato a 12 anni per
concorso in omicidio politico, ma le autorità francesi rifiutano l'estradizione in quanto dovuta a
motivazioni politiche. A Nizza continua la sua attività politica, nel 1938-1939 è iscritto e svolge
l'incarico di tesoriere nell'UPI. Iscritto in Rubrica di frontiera, nel 1937 è segnalato come combattente
in Spagna con la XII Brigata Garibaldi, presente sul fronte dell'Ebro (secondo Calandrone è autista di
Luigi Longo ma il riferimento è più probabilmente al figlio Vasco). Dal febbraio 1939, secondo alcune
fonti, è internato a Argelès e Gurs. Liberato o evaso, il 26/11/1939 arriva a Vernet da Nizza su ordine
del Prefetto delle Alpi Marittime ed è internato come propagandista anarchico e comunista (sezione B,
anarchici ed estremisti, baracca 20 e 17, matricola 5320, dal gennaio 1941 è occupato nel Servizio
trasporti del campo). Il 12/11/1942 mette per iscritto il suo rifiuto al rimpatrio in Italia perché la sua
famiglia vive in Francia e lui possiede a Nizza un negozio di vernici; inoltre teme ritorsioni per motivi
politici e, in conseguenza, domanda di essere liberato nelle Alpi Marittime, o, come seconda opzione, a
Pamiers (Ariège) dove avrebbe modo di impiegarsi come garagista. Tradotto in Italia sotto scorta il
4/1/1943 in virtù della decisione della Commissione di Armistizio, è arrestato al rimpatrio il 5/1/1943
(secondo altra fonte il 15/1/1943) e confinato alle Tremiti per 3 anni, liberato il 18/8/1943. Partigiano
in Italia a Certaldo.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Nencini G., Memoria di un comunista certaldese, Milano : La pietra, c1983
Niccolai P., Terreni S. (a cura di), Era la Resistenza : il contributo di Empoli alla lotta contro il fascismo e per la liberazione, Pagnini,
Firenze, 1995
ACS CPC
AICVAS
ADEA
ISRT (fondo ANPI)
151
CONFORTI VASCO
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Verniciatore
Note: Figlio di CONFORTI ARTURO
Nato il 21/1/1911 a Pistoia da Arturo e Teresa Lorini. Residente a Firenze. Emigra in Francia a Nizza
(Alpes Maritimes) nel 1927 (secondo altra fonte già nel 1923) per raggiungere il padre Arturo, noto
comunista. Membro del SRI. Nel gennaio 1937 si arruola in Spagna con la XV Brigata Internazionale,
nella compagnia italiana del Battaglione Dimitrov. Iscritto in Rubrica di frontiera. Ferito in
combattimento sul Jarama il 12/2/1937, dopo la convalescenza è autista di Gallo al commissariato delle
Brigate Internazionali. Iscritto al PCE nel 1938. Di nuovo in Francia nel giugno 1939, è attivo nelle
associazioni dell'emigrazione italiana, viene arrestato a Nizza e internato al Vernet nel 1940. Espulso
dalla Francia nel marzo 1942, è arrestato al rimpatrio in Italia e tradotto a Pistoia; non essendoci prove
sufficienti sulla sua partecipazione alla guerra di Spagna viene solo ammonito anziché confinato
(secondo altre fonti, invece, è a Ventotene). Ha partecipato alla Resistenza in Italia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF - Quaderni di Farestoria" n. 2, maggio-agosto 2005
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS CPC
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
152
CONSANI GOGLIARDO
Luogo di nascita: Empoli (FI)
Orientamento politico: Antifascista/Comunista
Professione: Vetraio
Nato il 14/7/1907 a Empoli da Agricola. Emigrato nel 1929 in Francia, è iscritto in Rubrica di frontiera
nel 1932 per la sua attività antifascista. Nel 1936 è in Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna italiana
"Rosselli") e poi in una formazione anarchica imprecisata. Rientrato in Francia, è arrestato dai tedeschi
e consegnato alla polizia italiana il 3/12/1942. Confinato nel 1943 a Ventotene per 3 anni dalla
Commissione provinciale per il confino di Firenze, liberato il 22/8/1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Niccolai P., Terreni S. (a cura di), Era la Resistenza : il contributo di Empoli alla lotta contro il fascismo e per la liberazione, Pagnini,
Firenze, 1995
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini editore, Empoli, 2007
153
CORSI ANILO
Nome di battaglia: "Buti"
Luogo di nascita: Buti (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Contadino, operaio
Nato il 11/10/1907 a Buti da Primo. Subisce persecuzioni politiche in Italia ed emigra
clandestinamente in data imprecisata: residente in Francia ad Arles (Bouche du Rhône) dal 1929, è
attivo militante del PCF tra l’emigrazione italiana. Membro del SRI. L'11/10/1936 si reca in Spagna, si
arruola nella XII Brigata Internazionale e viene inquadrato nel Battaglione Garibaldi (1° compagnia).
Combatte a Cerro de los Angeles e a Casa de Campo, dove è ferito alla mandibola destra il
23/11/1936. Ricoverato negli ospedali militari di Madrid, Murcia, Albanese, Benicassim, Barcellona e
Girona, rimane invalido e passa ai servizi sedentari. Riformato, lascia la Spagna il 12/10/1938 ed è
evacuato con un convoglio di feriti e ammalati. Internato, compare in una lista di volontari trasferiti da
Saint Cyprien a Gurs in data imprecisata. In seguito è partigiano in Francia nei FTP dal 1/3/1944 al
22/8/1944 nella 25° Brigata Langer.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AICVAS
ADPO
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
154
CORSI LANCIOTTO
Nome di battaglia: Sandro Pescioli, Gazzo Attilio
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Facchino, bracciante, pasticcere, operaio, scaricatore di porto
Nato il 6/2/1883 a Livorno da Giuseppe ed Elettra Fantozzi. Sposato e padre di 5 figli. Combatte
nella prima guerra mondiale. Nel dopoguerra, ritenuto pericoloso avversario del fascismo, è
ripetutamente arrestato e iscritto nell'elenco delle persone da fermare in determinate occasioni. Per
sottrarsi alle persecuzioni espatria clandestinamente nel 1923: raggiunta la Corsica con un'imbarcazione
di fortuna, si imbarca sul piroscafo "Napoleone" e arriva clandestinamente a Marsiglia (Bouche du
Rhône); arrestato nel 1924, tuttavia, viene riconsegnato alle autorità italiane per scontare una pena per
reati comuni. Il 21/5/1927 è confinato a Ustica e Ponza per 4 anni, liberato condizionalmente il
16/11/1928; nel febbraio 1930 è fermato per misure di PS in occasione della visita in Toscana del Capo
del Governo; dal dicembre 1930 al gennaio 1931 è incarcerato per violenza a pubblico ufficiale.
Nell'aprile 1931 espatria nuovamente in Francia a Marsiglia ed è ammonito e condannato in contumacia
a 2 anni e 4 mesi di reclusione e 20.000 lire di multa. A Marsiglia vive nel quartiere della Belle de Mai e
lavora come scaricatore di porto, ma viene arrestato in data imprecisata e sconta 6 mesi di prigione, poi
espulso per ben due volte (una nell'agosto 1934). Nascostosi in Corsica sotto il falso nome di Sandro
Pescioli (un cugino morto a Livorno), viene anche qui arrestato ed espulso. Ritorna a Marsiglia per
l'ennesima volta grazie ai documenti falsi procuratigli da Egisto Cantini, quindi il 26/8/1936 parte per
la Spagna, dove nel settembre si arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"). Prende
parte agli scontri di Monte Pelato, Tardienta, Almudevar e Huesca. In seguito, reinviato a Barcellona
per le sue precarie condizioni di salute, si occupa dell'assistenza ai volontari che devono rientrare in
Francia, poi dall'aprile 1937 lavora nelle trafilerie adibite alla produzione di materiale bellico. Arrestato
forse durante gli scontri della primavera a Barcellona. Rientra in Francia nell'aprile 1938, viene fermato
dalla polizia e trattenuto fino all'ottobre nelle carceri di Perpignan (Pyrénées Orientales), quindi inviato
(forse con una CTE) nel dipartimento Haute Loire, adibito ai lavori stradali. Dal 17/11/1938 è
residente ad Alleyras (Haute Loire) con un salvacondotto del Prefetto dei Pirenei Orientali, ma il
26/5/1939 è sottoposto a soggiorno obbligato nel cantone di Cayres, mentre la Prefettura suggerisce
l'internamento per le sue idee politiche definite "estremiste comuniste" (si dichiara però apertamente
anarchico). Arrestato il 16/11/1939 in Haute Savoie (si definisce rifugiato politico antifascista,
"libertario e anticomunista") e rinchiuso al Vernet (quartier B, baracca 9) fino al 17/7/1940, quando
viene rimpatriato in Italia. Arrestato alla frontiera, sconta la condanna a 2 anni inflittagli nel 1931 a San
Gimignano e Civitavecchia. A fine pena, nel 1943, è confinato a Ventotene per 5 anni, ma il 25/7/1943
è trasferito nel campo di Renicci Anghiari da cui evade l'8 settembre (secondo altra fonte è liberato da
Ventotene nell'agosto 1943). Muore a Livorno il 29/11/1957.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori A., Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
155
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS Confino politico
ACS CPC
ADEA
ASLi
ISRT (fondo ANPI)
156
CORSI PAOLO MARCO
Luogo di nascita: Scarperia (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Carpentiere, muratore
Nato il 25/4/1907 a Scarperia da Cipriano e Maria Manescalchi. Emigrato in Francia in data
imprecisata. Nel gennaio 1937 si arruola in Spagna nella XV Brigata Internazionale, con la compagnia
italiana del Battaglione Dimitrov. Caduto sul fronte di Madrid il 28/2/1937 a Morata de Tajuna. La
polizia italiana lo segnala ancora residente in Spagna alla data del 30/11/1937.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
157
CORSINOVI FOSCA
Nome di battaglia: Marie-Therese Noblino
Luogo di nascita: Casellina e Torri (FI)
Orientamento politico: Anarchica
Professione: Commessa, cuoca
Note: Compagna di CASTELLANI Dario
Nata il 24/9/1897 a Casellina e Torri da Antonio ed Emma Salvestrini (o Salvestri). Emigrata a
Scandicci sin da bambina. Compagna di Dario Castellani da cui ha una figlia, Luce, il 26/9/1920.
Espatriata nel 1923 a Marsiglia (Bouche du Rhône) insieme a Castellani, è impiegata come commessa
presso la bottega di un fornaio e politicamente attiva nel soccorso alle famiglie dei carcerati italiani.
Espulsa nel 1932, si stabilisce prima a Grenoble (Isère) dove lavora in una libreria, poi nel 1934 in
Svizzera a Ginevra con la figlia e con il suo nuovo compagno, l'anarchico Francesco Barbieri, impiegata
nelle cucine dei rifugiati politici presso la CdL. Iscritta in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle
ricerche per il provvedimento di fermo, è anche negli elenchi degli attentatori. Nel luglio 1936 è a
Barcellona e nell'agosto si arruola come infermiera nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"),
prestando la sua opera sul fronte di Aragona. Tornata a Barcellona assiste all'arresto di Barbieri e
Camillo Berneri nella casa che condividevano in Plaza de Angel. Rimane a Barcellona come animatrice
della colonna infantile "Adunata dei refrattari", poi infermiera all'ospedale di Vicién; abbandona la città
solo poche ore prima dell'ingresso dei franchisti e ripara in Francia nel febbraio 1939. Dal 1939 è
internata nei campi di Recebedou e Brens, insieme con la figlia Luce. Rimessa in libertà, è arrestata con
la figlia a Saint-Tropez (Var) dalla polizia di Vichy nell'agosto del 1941 (secondo altra fonte
nell'autunno). Internata nel campo di Huac e consegnata ai fascisti il 15/9/1942 o il 5/10/1942.
Confinata per 5 anni alle Tremiti, liberata nel settembre 1943, rientra a Firenze. Muore a Firenze il
4/1/1972.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
ACS CPC
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
AFIGRo (fondo Comintern)
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
AICVAS
158
DALY PRIMO
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio
Nato il 10/6/1896 a Pistoia da Emilio e Bianca Innocenti. Già residente a Barcellona dopo un espatrio
clandestino nel 1932. Segnalato come combattente antifranchista dalla Direzione Generale della PS e
dal rapporto della Prefettura di Firenze del 14/3/1937.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A 1993-1994
ACS Min. Int. PS
159
DANIELUTTI […]
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Anarchico
Nato a Carrara. Combatte in Spagna in una formazione anarchica imprecisata. Non si hanno altre
informazioni sul suo conto.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
160
DEI GINO
Luogo di nascita: Poppi (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Meccanico, muratore
Nato il 13/2/1898 a Poppi da Giuseppe e Anna Ricetti. Attivo politicamente dall'immediato
dopoguerra, iscritto al PCd'I nel 1924. Secondo alcune fonti sarebbe espatriato clandestinamente in
Francia nel 1927, ma dichiara di esservi arrivato solo il 23/7/1931. Risiede dopo il 1935 a Tolone (Var),
dove già nel 1933 avrebbe ottenuto la carta d'identità francese, e dal 1938 a Frejus (Var), dove possiede
tre case, di cui due affittate. Iscritto alla LIDU. Arrivato in Spagna nel dicembre 1936, nel 1937
combatte con le Brigate Internazionali per 6 mesi complessivi. Iscritto in Rubrica di frontiera per
propaganda antifascista in Spagna. Rientra in Francia nell'agosto 1937, nel 1939 si sposa con una
francese, Elise Eynard, poi, il 29 ottobre dello stesso anno, è arrestato; viene internato a Vernet
(sezione B, anarchici ed estremisti, baracca 20, matricola 26267) il 28/5/1940. Nel novembre 1940
sconta 8 giorni di carcere a Pamiers (Ariège) come misura punitiva; è nuovamente imprigionato per 15
giorni a Foix (Ariège) nel dicembre 1940, rientra nel campo l'8/1/1941. Nel gennaio 1941 domanda
inutilmente un permesso di alcuni giorni per recarsi a Frejus per occuparsi dei suoi interessi economici.
Consegnato alle autorità italiane il 18/7/1943, probabilmente fugge durante il trasporto, ma è
nuovamente arrestato a St. Jeanne-de-Maurienne (Savoie) e internato ancora al Vernet il 27/12/1943
(matricola 11595). Il 30/6/1944, in seguito alla dissoluzione del campo, è consegnato alle autorità
tedesche: viene deportato in Germania con il train fantôme partito da Bordeaux il 9/8/1944 e
imprigionato a Mauthausen, poi ad Auschwitz, quindi nuovamente a Mauthausen. Muore a Gusen il
27/4/1945.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
FMD
ISRT (fondo ANPI)
161
DEL BIANCO
ENRICO
GASTONE
VASCO
AUGUSTO
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Scalpellino
Nato il 9/10/1898 a Carrara da Armando e Amelia Fortini. Fin da giovanissimo è segnalato dalla
Questura per la frequentazione di ambienti sovversivi. Espatria negli Stati Uniti nel 1920 con regolare
passaporto; rientra in Italia nel 1927 per pochi mesi e ritorna subito negli Stati Uniti, dove si stabilisce a
Cleveland. Membro del partito comunista americano dal 1937, iscritto nella cellula di Toledo (Ohio).
Nel giugno o nell'ottobre 1937 arriva in Spagna, frequenta un corso di addestramento di base nel mese
di ottobre a Tarascon, quindi nel novembre 1937 si trova alla base di Albacete. Arruolato con la XV
Brigata (Battaglione Lincoln, 1° compagnia, reparto fortificazioni), in seguito passa alla 45° Divisione
(Battaglione fortificazioni). Al fronte dal 1/1/1938 all'aprile 1938 e poi dal maggio 1938 all'ottobre
1938: combatte a Teruel, Seguro de los Banos, Belchite, Lecer, Alcaniz, Fondesa, Batir, Ebro, Eragon,
di nuovo Ebro. Nel febbraio 1939 torna negli Stati Uniti, forse rientra a Cleveland presso un cugino.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASMs
162
DEL BIANCO GINO
Luogo di nascita: San Lorenzo a Vaccoli (LU)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Minatore, manovale edile
Nato il 28/6/1909 a San Lorenzo a Vaccoli da Umberto e Maria o Amelia Farnesi. Espatria
clandestinamente in Francia nel 1928 (secondo la Prefettura di Lucca, invece, nel 1930 per motivi di
lavoro e munito di regolare passaporto), prima lavora come minatore, poi a Parigi come manovale edile.
Nel primo trimestre del 1935 risulta in un elenco di comunisti italiani espulsi dalla Francia. Si arruola in
Spagna nell'ottobre 1936 nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi (3° compagnia).
Ferito alla spalla dall'esplosione di una granata a Casa de Campo, nella difesa di Madrid, il 21 o il
30/11/1936, muore in seguito alle ferite riportate.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AICVAS
ASLu
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
163
DEL FANTE PAOLO
Luogo di nascita: Barcellona
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Elettricista
Nato il 26/11/1920 a Barcellona da Giuseppe e Carmen Cabot. Di nazionalità spagnola come la madre,
è però domiciliato a Lastra a Signa (FI) e appartiene al comune fiorentino per fatto di leva. Segnalato
nel novembre 1937 come ex miliziano rosso dal Ministero dell'Interno è iscritto in Rubrica di frontiera
e nel Bollettino delle ricerche per il provvedimento di arresto. Risulta, in un elenco stilato il
19/12/1939 dal Ministero della Guerra di ex miliziani rossi prigionieri di guerra in Spagna, internato nel
campo di S. Pedro Cardena nel maggio 1939. La naturalizzazione spagnola che ha ottenuto non lo
esime dagli obblighi militari ed è chiamato alle armi nel 1940 con i giovani nati dal 1917 al 1921.
FONTI:
ACS CPC
164
DEL FURIA GINO
Luogo di nascita: Arezzo (AR)
Nato il 1/12/1893 ad Arezzo. Segnalato quale combattente nella XII Brigata Garibaldi, opera
probabilmente in precedenza, dal dicembre 1936, nel Battaglione Garibaldi. In data 1/1/1939 risulta
irreperibile.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
165
DEL MAGRO EUGENIO
Nome di battaglia: Simoni Aldo, Iacobetti Riccardo, De Luca Pietro, Alfredo Coli, Adolfo Simon
Eugenio
Luogo di nascita: Viareggio (LU)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Ferroviere (capo stazione), commerciante, muratore, ragioniere
Nato il 30/1/1887 a Viareggio da Achille e Camilla Bargellini. Presta servizio militare in Marina dal
1907 al 1919. Attivo politicamente dall'immediato dopoguerra, nel 1910 si iscrive al PSI, in seguito
passa al PCd'I. Licenziato politico delle ferrovie nel 1923 (è sottocapo stazione), vive per qualche anno
industriandosi con la vendita di legname, olio e vino. Nel 1925 viene arrestato per aver partecipato a
uno sciopero e incarcerato per due mesi, quindi nel giugno emigra con regolare passaporto in Francia
per sottrarsi ai fascisti. In Francia trova lavoro dapprima in provincia come operaio edile, poi, a Parigi,
in una fabbrica di strumenti musicali e infine, dall'agosto 1926, come ragioniere presso il giornale
"Umanità". Nel 1926 si occupa della propaganda tra gli italiani, nel 1927 diventa membro del Comitato
Centrale del Comitato proletari antifascisti e, amministratore del giornale comunista "Il lavoratore
italiano" (secondo la polizia italiana, nel 1927 è anche Segretario dei gruppi comunisti italiani della
regione parigina). Espulso nel settembre 1927, si sarebbe rifugiato a Berlino e poi a Liegi, quindi
sarebbe rientrato in Francia sotto falso nome: viene segnalato nel novembre 1929 a Lione (Rhône), poi,
su incarico del PCd'I, nel febbraio 1930 lascia la città con il falso nome di Riccardo Iacobetti,
depistando la polizia fascista, che non riesce a rintracciarlo fino all'anno successivo, pur avendo
perquisito le abitazioni di tutti i suoi familiari a Viareggio alla ricerca di sue lettere. Nell'agosto 1931 è
arrestato a Marsiglia (Bouche du Rhône) come propagandista, liberato dopo un mese per mancanza di
prove; nel 1932 risulta come rappresentante della CGL al Comitato centrale della Intersindacale rossa
nell'URSS. Iscritto in Rubrica di frontiera. Segnalato come caduto in combattimento nelle formazioni
antifranchiste in Spagna nell'aprile 1937 o 1938 (notizia non confermata). Secondo la documentazione
sovietica raccolta dall'Associazione Memorial Italia e in base al lavoro di ricerca del centro studi
Memorial Mosca e della Fondazione Feltrinelli, invece, lasciata la Spagna, rientra nell'URSS, ma qui
viene arrestato, processato e condannato dall’NKVD a 8 anni di lager l'8/6/1938. Muore nel campo di
concentramento di Severo-Vostočnyj il 9/7/1941 (sarà poi riabilitato nell'estate del 1956).
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ASLu
Fondazione Memorial Italia
166
DEL PAPA ROMUALDO
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Cavatore, bracciante, macellaio
Note: Cognato di LODOVICI ONOFRIO
Nato il 3/10/1903 a Carrara da Ugo e Aspasia Ravenna. Attivo politicamente dall'immediato
dopoguerra, nel luglio 1921 emigra clandestinamente a Brignoles (Var), poi nel 1927 si sposta a Toulon
(Var). Convive con la francese Henriette Zallendier da cui ha tre figli. Iscritto in Rubrica di frontiera per
propaganda antifascista all'estero. Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nella Colonna Durruti ma nel
giugno 1937 (nel gennaio 1938 secondo altra fonte), ammalatosi, è costretto a rientrare in Francia.
Esentato dal servizio militare in Italia, combatte con l'esercito francese dal 1939 al 1940. All'inizio del
1941 gli è ritirata la carta d'identità e gli viene ingiunto di lasciare la Francia in quanto "indesiderabile",
pericoloso per l'ordine pubblico. Arrestato a Tolone (Var) il 15/5/1941, viene incarcerato nel forte di
Sainte Catherine e, in seguito, è internato a Vernet (sezione A, delitti comuni, baracca 10 e in seguito 8,
matricola 8029). Dal campo accetta di essere rimpatriato in Italia a condizione che gli venga concesso
un permesso per recarsi a Tolone il 16/6/1941 e sposare la compagna così da portarla con sé in Italia
(esistono nell'archivio del campo i ripetuti appelli di Del Papa e della compagna e le pubblicazioni del
matrimonio che indicano come residenza di Del Papa il campo di Vernet). Sospettato di voler evadere
con il cognato Onofrio Lodovici, non soltanto gli è rifiutato il permesso, ma viene sottoposto a
sorveglianza speciale durante il trasferimento al confine. Arrestato al rimpatrio in Italia il 17/9/1941, è
confinato a Ventotene per 5 anni, pena poi commutata in ammonizione per malattia il 2/6/1943 (nel
maggio secondo altra fonte). Partigiano in Italia, attivo nella fase di ricostruzione del CPLN della zona
Apuana. Dopo l'8 settembre è delegato anarchico nel Comitato di Salute pubblica di Carrara (alla base
della formazione locale del CLN) e partecipa anche ad azioni sul campo (ad esempio, viene
paracadutato nei pressi di Altopascio, in provincia di Lucca, in una missione di collegamento con gli
Alleati). Nel settembre 1945 partecipa a Carrara come delegato della Federazione comunista libertaria al
Congresso organizzativo della Federazione anarchica italiana. In seguito si avvicina a posizioni
filopacciardiane. Muore a Carrara il 20/12/1965.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
ADEA
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori A., Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cerrito G., Gli anarchici nella Resistenza apuana, Maria Pacini Fazzi, Lucca, 1984
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Giannecchini L. e Pardini G. (a cura di), Eserciti, popolazione, Resistenza sulle Alpi Apuane : atti del Convegno internazionale di
studi storici sul settore occidentale della Linea Gotica : 2. parte: aspetti politici e sociali (Lucca, 1-2-3 settembre 1994), Lucca, [s.n.], 1997
ACS CPC
AICVAS
167
DEMI ALDO
Luogo di nascita: Piombino (LI)
Orientamento politico: Anarchico, comunista
Professione: Meccanico, operaio
Nato il 3/2/1918 a Piombino da Pietro e Adelaide Ventavoli. Di famiglia operaia, si trasferisce a
Torino nel 1926 e nel 1934 è assunto presso le Ferriere FIAT. Nel 1930 a soli 12 anni si rifiuta di far
parte degli "avanguardisti" in camicia nera, in seguito entra in contatto con il gruppo anarchico della
“Barriera di Milano”. Compie un primo tentativo di raggiungere la Spagna nel settembre 1936, ma è
fermato alla frontiera. Ritornato a Torino, è promotore dello sciopero dei "rampinai" della FIAT nel
febbraio 1937, viene licenziato e deferito al Tribunale Speciale per diserzione (le Ferriere FIAT sono
militarizzate per la guerra d'Etiopia). Nell'agosto 1937 riesce a emigrare clandestinamente in Svizzera,
dove ha contatti con gli antifascisti di Lugano e Basilea, e da lì a passare in Francia, dove risiede per
alcuni mesi a Parigi, accolto da Cafiero Meucci e in contatto con gli anarchici italiani. Iscritto in Rubrica
di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Entra in Spagna nell'ottobre 1937, transitando da Perpignan
(Pyrénées Orientales); inviato ad Albacete e quindi a Quintanar per il periodo di istruzione, è assegnato
alla scuola dinamiteros, dove rimane fino alla fine del febbraio 1938. In seguito si arruola nella XII
Brigata Garibaldi (4° Battaglione, 1° compagnia) e combatte a Caspe e sull'Ebro, rimanendo ferito alla
gamba destra in combattimento a Sierra Cabals nell'agosto- settembre 1938. Ricoverato inizialmente in
un imprecisato ospedale da campo, viene evacuato all'ospedale da guerra di Vic nel settembre 1938 e da
qui è trasferito direttamente al campo di smobilitazione di Torelló. Ripara in Francia nel febbraio 1939
ed è internato ad Argelès (dove fa parte del gruppo anarchico "Libertà o morte"), Saint Cyprien (nel
febbraio), Gurs (gruppo italiano, 9° compagnia). Impiegato in una CTE al fronte nel maggio 1940,
viene catturato dai nazisti nella "sacca di Dunkerque" ed è avviato a piedi in Germania. Riesce a fuggire
durante il trasporto e passa in Belgio; raggiunge Bruxelles dove è in contatto con Dante Armanetti,
Ateo Vannucci e Armando Bientinesi. In seguito, ricercato dalle autorità consolari italiane, si sposta in
Germania ma viene individuato e quindi, grazie all'aiuto degli ambienti anarchici italiani di Parigi, si
rifugia nuovamente in Francia, dove prende parte alla Résistance. Rientra in Italia nel 1945 e risiede a
Torino. Partecipa al III Congresso nazionale della Federazione anarchica italiana a Livorno. Nel 1947
entra a far parte dell'esecutivo della CdL. Nel dopoguerra è anche riassunto dalle Ferriere FIAT: eletto
in Commissione interna per la corrente libertaria della CGIL, il 10/1/1950 durante lo sciopero generale
tiene un comizio pubblico in cui si scaglia contro il governo e le forze di polizia; denunciato per
incitamento alla violenza, ma il caso viene archiviato. Nel 1951 si iscrive al PCI e dal 1953 è funzionario
della FIOM: nello stesso anno è licenziato per aver invitato gli operai a partecipare allo sciopero contro
la "legge truffa". Da allora dichiara all'AICVAS di operare nel sindacato: segretario della categoria dei
lavoratori tessili (FILT-CGIL), in seguito è nel Comitato provinciale dell’INPS, quindi viene eletto nel
1979 alla segreteria dello SPI-CGIL. Membro del Comitato federale del PCI e del Direttivo
dell'ANPPIA. In questi anni continua a essere vigilato dalle autorità. Muore a Torino il 28/8/2000.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori A., Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Centro Studi Piero Gobetti, Antifascisti piemontesi e valdostani nella guerra di Spagna, Tipografia Toso, Torino, 1975
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
168
ACS CPC
AICVAS
ASLi
AFIGRo (fondo Comintern)
169
DI DENTE GIULIANO
Luogo di nascita: Limiti (PI)
Nato il 1/4/1909 a Limiti da Fanfulla. Sbarcato nel porto francese di Le Havre (Seine Maritimes) il
6/5/1937, proveniente da Akron (USA), si dirige verso la Spagna repubblicana. Arruolato in un reparto
imprecisato delle Brigate Internazionali.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
170
DUPUY GIOVANNI
Nome di battaglia: Marcel Giovanni Gregori
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Socialista, anarchico
Professione: Postino, commerciante, meccanico
Nato il 7/6/1900 a Firenze da Pietro e Augusta Ristori. Frequenta le elementari fino alla sesta classe.
Assunto come postino. Partecipa alla prima guerra mondiale e nel dopoguerra è fra gli organizzatori
della CdL di Firenze. Licenziato nel 1923 dalle Poste per motivi politici (simpatizza per il PSI), emigra
in Francia alla fine dell'anno, dopo un breve periodo a Milano per sfuggire alle persecuzioni, ed entra
nel movimento anarchico. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Residente
inizialmente a Marsiglia (Bouche du Rhône), dal 1931 al 1936 vive a Grenoble (Isère) in contatto con
Enzo Fantozzi, Alfredo Bonsignori e Gusmano Mariani. Arriva in Spagna con i primissimi gruppi di
volontari nel luglio 1936 e si arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") dal 16/8/1936.
Ferito a Huesca in maniera non grave, viene ricoverato all'ospedale di Lerida. Combatte poi anche con
la 28° Divisione (125° Brigata mista, Battaglione 500). Ripetutamente ferito in combattimento (Teruel,
Valencia), rientra in Francia nel febbraio 1939 ed è internato a Argelès (dove fa parte del gruppo
anarchico "Libertà o morte") e Gurs. Evade in data imprecisata e rientra a Marsiglia, dove si nasconde
sotto il falso nome di Marcel Giovanni Gregori e prende parte alla Résistance (combatte nel maquis di
Grenoble). Nel dopoguerra torna a Firenze, dove muore il 10/4/1979.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
ISRT (fondo ANPI)
171
EGIZIANI ENRICO
Luogo di nascita: Arezzo (AR)
Orientamento politico: Comunista
Nato il 19/11/1905 ad Arezzo da Egisto. A Parigi, dove è emigrato in data imprecisata, si distingue per
la sua attività politica. Verso la fine dell'ottobre 1936 si reca in Spagna e si arruola nella 3° compagnia
del Battaglione Garibaldi (XII Brigata Internazionale). Combatte a Cerro de los Angeles e a Casa de
Campo. Caduto il 1/12/1936 a Pozuelo de Alarcon.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
AICVAS
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
172
EUFEMI FLORINDO
Luogo di nascita: Grasse (Alpes Maritimes)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Venditore ambulante (pollivendolo), ciclista
Nato il 5/8/1912 a Grasse (Alpes Maritimes) in Francia dagli immigrati italiani Paolo e Nella
Capannini. A pochi anni rimpatria con i genitori a S. Miniato (PI) e qui frequenta le prime tre classi
elementari. Dal 1933 al 1934 presta servizio militare nel 3° Regg. Bersaglieri e nel 1934 risulta iscritto al
PNF. Ciclista dilettante, corre per la Mens Sana di Siena, l’UC Monsummanese e l’UC Montecatinese.
Dopo aver partecipato a una corsa in Corsica nell'agosto 1936, nel novembre chiede e ottiene il rilascio
di un passaporto collettivo per partecipare alla gara ciclistica Genova- Nizza e, varcato il confine,
raggiunge la Spagna. Iscritto nel Bollettino delle ricerche del febbraio 1937 come sovversivo pericoloso,
residente in Spagna; nelle numerose lettere scritte alla madre, però, nega di trovarsi in Spagna e sostiene
di lavorare a Parigi e di essersi sposato. In realtà, è arruolato nella XII Brigata Garibaldi (4° Battaglione,
compagnia mitraglieri), con cui combatte su diversi fronti. Ferito più volte, viene assegnato alla base
delle Brigate Internazionali di Albacete secondo alcune fonti, secondo altre è sempre al fronte, dove si
guadagna un encomio nel settembre 1938. L’ultima lettera alla madre è del luglio 1938, poco dopo, il
18/9/1938, cade in combattimento sull'Ebro o, secondo altra fonte, viene ucciso durante un
cannoneggiamento contro la città di Albacete. Nel 50° della sua morte il Consiglio comunale di San
Miniato gli ha intitolato una piazza cittadina mentre il Gruppo Sportivo "Le Colline" organizza ogni
anno il "Trofeo Eufemi Florindo", una corsa ciclistica in sua memoria.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Fiordispina D. (a cura di), Giuseppe Gori e compagni: notizie, testimonianze e documenti sull'antifascismo sanminiatese, Comitato
Giuseppe Gori di Cigoli, San Miniato (PI), 1994
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
AICVAS
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
173
EULOGI VITTORIO
Luogo di nascita: Pisa (PI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio (fornaciaio meccanico), manovale, venditore ambulante
Nato il 5/3/1897 a Pisa da ignoti, domiciliato a Lucca. Nel 1917 è condannato per aver abbandonato il
lavoro e viene definito dal Prefetto di Lucca un "girovago" anarchico, nel 1920 è residente a Treviso
dove è segretario della CdL. Emigrato in Francia nel 1922 (secondo altra fonte nel 1924), rientra in
Italia nel 1926 e da allora tenta varie volte di espatriare clandestinamente. Nel maggio 1930 raggiunge
finalmente la Francia, quindi dal maggio 1932 risulta in Spagna, residente a Hospitalet, dove un
informatore lo segnala nell'agosto del 1936 a capo della milizia antifascista armata. Iscritto in Rubrica di
frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Combattente nelle formazioni antifranchiste dell'esercito
spagnolo con il 3° Battaglione della 58° Brigata del 19° Corpo d'esercito. Farebbe anche istruzione
militare delle nuove reclute. Combatte sul fronte del nord, a Teruel, e nel Levante. È fra i passeggeri
dello “Stanbrook”, nave inglese destinata all'evacuazione dei repubblicani spagnoli salpata dal porto di
Alicante il 25/3/1939 con a bordo circa 3000 persone (carta d'imbarco n. 2080); dopo un mese di
permanenza a bordo, ai passeggeri colpiti da un epidemia di tifo, venne infine concesso di sbarcare ad
Orano in Algeria dove Eulogi è segnalato dal marzo 1939. Muore a Genova l'8/8/1971.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata, Università
degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
174
EVOGGI GUIDO
Luogo di nascita: Larciano (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Autista
Nato il 17/11/1902 a Larciano da Umberto e Isola Girardo. Attivo politicamente dall'immediato
dopoguerra, segretario del circolo comunista di Larciano, emigra in Francia nel 1923. Iscritto in Rubrica
di frontiera. Espulso, è successivamente in Belgio e Lussemburgo dove riporta condanne ed espulsioni
per attività sovversiva. Nel 1937-1938 è combattente nelle formazioni antifranchiste in Spagna,
arruolato nella XII Brigata Garibaldi, in una compagnia di mitraglieri con Celeste Giovanni Bocchi, i
fratelli Mainardi e Ottavio Bendinelli.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AICVAS
175
FANCIULLI GIOVANNI
Luogo di nascita: Porto Santo Stefano (GR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Marinaio
Nato il 18/1/1905 a Porto Santo Stefano da Nunzio e Annunziata Olivari. Iscrittosi nel
Compartimento marittimo di Livorno come mozzo fin dal 1918, nel 1927 ottiene il nulla osta della
Questura di Grosseto per l'imbarco sulle navi dirette all'estero. Nel giugno 1929 si imbarca a
Civitavecchia sul piroscafo "José Calleo" diretto a Nantes (Loire Atlantique), e da qui passa in data
imprecisata in Belgio. Si stabilisce a Montigny Sur Sambre in Belgio e diviene membro della Gioventù
comunista belga (settore 5, cellula 13): partecipa a tutte le riunioni del partito e, insieme col compatriota
livornese Impero Rossi, è attivo propagandista e distributore del giornale comunista "Il Riscatto".
Arrestato a Charleroi il 6/4/1930, è espulso dal Belgio per motivi politici l'11 giugno. Segnalato per
attività comunista a Marsiglia (Bouche du Rhône), dove subisce varie condanne; è espulso nel 1932 per
attività comunista, ma rimane clandestinamente in Francia (nel 1934 sembra risiedere a Pavillon sous
Bois, nel dipartimento Seine-Saint-Denis). Nel 1937 è arruolato come volontario nelle formazioni
antifranchiste in Spagna e viene iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche dalla
polizia fascista per il provvedimento di arresto. Figura nell'elenco dei caduti antifascisti italiani in
Spagna trasmesso dalla Commissione Interministeriale per la formulazione dell'atto di morte: sarebbe
caduto in combattimento (o fucilato dai franchisti) in data imprecisata. La polizia italiana, però, lo
segnala ancora residente a Marsiglia nel maggio 1938. Sarebbe rimasto in Francia anche dopo la
seconda guerra mondiale. Morto a Marsiglia il 30/8/1975.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
ACS CPC
ISRT (fondo ANPI)
176
FANTECHI MARIO
Nome di battaglia: Muscolo
Luogo di nascita: Sesto Fiorentino (FI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Bracciante
Nato il 21/7/1899 a Sesto Fiorentino da Giacinto e Cherubina Poggioli. Combatte nella prima guerra
mondiale. Attivo politicamente nell'immediato dopoguerra, è condannato a 2 mesi di arresto nel giugno
1923 dalla Pretura di Sesto Fiorentino per porto abusivo di rivoltella, poi è ammonito nel marzo 1927
per attività antifascista. Espatria clandestinamente in Francia nell'ottobre 1927 (secondo altra fonte nel
1926 per sfuggire al Tribunale Speciale), stabilendosi a Lione (Rhône) dove frequenta Paris Mario
Giambellotti. Lascia Lione il 20/5/1931 diretto a Berre (Bouche du Rhône) proprio con Giambellotti.
In seguito, espulso dal dipartimento Bouche du Rhône in data imprecisata, si rifugia in Corsica e si
stabilisce a Bastia, dove fa il contadino per qualche tempo a Lucciana (FI). Iscritto in Rubrica di
frontiera e nel Bollettino delle ricerche nel 1933. Rientra forse a Lione e da lì parte per la Spagna: il
5/10/1936 è tra coloro che varcano la frontiera franco- spagnola per arruolarsi nelle Brigate
Internazionali. È assegnato alla XII Brigata, con il Battaglione Garibaldi (3° compagnia) e in seguito
passa nella XII Brigata Garibaldi. Combatte a Cerro de los Angeles, alla Città universitaria, a Puerta de
Hierro, Pozuelo, Boadilla, Mirabuena, Majadahonda, Guadalajara e Morata. Gravemente ferito
all'addome in combattimento il 16/6/1937 a Huesca, viene ricoverato in un ospedale da campo
svizzero e quindi ricoverato nell'ospedale di Benicassim; è rimpatriato in Francia il 29/7/1937 con un
convoglio di feriti per continuare le cure. Durante la guerra è partigiano nei FTP francesi. Rientra in
Italia nel giugno 1945. Deceduto il 13/2/1980 a Firenze.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Perra G., Conti G., Sesto Fiorentino dall'antifascismo alla Resistenza, Vangelista, Milano, 1980
ACS CPC
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
ISRT (fondo ANPI)
177
FANTOZZI ENZO LUIGI FERRUCCIO
Nome di battaglia: Fami
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Socialista, anarchico
Professione: Ferroviere, operaio meccanico, decoratore, contabile
Nato l'8/10/1886 a Livorno da Vittorio e Sofia Degli Innocenti. Frequenta le scuole tecniche. Assunto
nelle ferrovie, nel 1906 si trasferisce a Firenze. Propagandista socialista e antimilitarista dall'anteguerra,
diviene membro del Comitato Nazionale del Sindacato Ferrovieri, ma è licenziato nel 1914. Nel
febbraio 1915 costituisce un Comitato internazionalista per la pace e nel marzo è arrestato
preventivamente perché non possa partecipare alle manifestazioni contro la guerra. Liberato nel giugno,
partecipa al Congresso Nazionale dei Ferrovieri ad Ancona, pronunciando discorsi violenti e incitando
allo sciopero e alla rivoluzione. Il 14/12/1915 si incontra con Malatesta e altri anarchici, poi il
20/8/1916 partecipa al Congresso toscano della Gioventù socialista. Arruolato durante la prima guerra
mondiale nel 90° Regg. Fanteria a Genova, è poi adibito come operaio militarizzato a una fabbrica di
proiettili di Livorno. Più volte malmenato dai fascisti, a Pisa nel gennaio 1922 è arrestato, insieme ad
Armando Borghi, e portato in caserma dai Carabinieri che dichiarano di aver voluto evitargli l'ennesimo
pestaggio. Nell'agosto 1922 partecipa allo sciopero generale antifascista e nel 1923, arrestato a La
Spezia, viene cacciato dalle ferrovie (era assegnato al Deposito di Pontremoli) e rimpatriato a Livorno,
dove è malmenato dai fascisti. Espatria clandestinamente nel 1924 (secondo altra fonte nel 1923) in
Francia nel dipartimento di Seine et Oise e qui è tra i fondatori del Gruppo anarchico “Pietro Gori” nel
1925. Nel 1926 compie un giro di propaganda libertaria a Lione (Rhône) e Marsiglia (Bouche du
Rhône) dichiarandosi favorevole al fronte unico proletario e nel 1927 a Parigi è membro della
Commissione esecutiva della LIDU. Sempre nella capitale francese è segretario di una cellula composta
da ferrovieri italiani ed è membro del Comitato di azione antifascista. Nel 1933 crea a Sartrouville
(Seine) una cooperativa operaia per lavori in pittura e vetreria, in cui assume gli emigrati italiani. Iscritto
in Rubrica di frontiera come attentatore dal 1933 e nel Bollettino delle ricerche. Nel marzo 1936 è a
Parigi alla sala Lavry ad ascoltare una conferenza di Carlo Rosselli insieme con Umberto Marzocchi,
Angiolo Bruschi e Italo Ragni. Per il DBAI parte per Barcellona il 27/7/1936, mentre secondo Bucci
partecipa alle trattative che portarono Berneri e Rosselli al patto costitutivo della Colonna italiana e,
rimasto a Barcellona dopo l'accordo, avrebbe fondato il Comitato anarchico di Barcellona. Secondo
altre fonti, attraversati i Pirenei via Perpignan (Pyrénées Orientales) solo nell'agosto (o addirittura
nell'ottobre), si sarebbe arruolato in Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") come
membro dello Stato Maggiore dal 16/8/1936 al 1/7/1937. Combatte a Monte Pelato, opera sul fronte
di Huesca e dal gennaio 1937 svolge funzioni politiche (forse servizio passaporti) alla frontiera francospagnola di Port Bou con frequenti viaggi in Francia per conto del Comitato di investigazione della
FAI. Torna a Barcellona nel 1937 ed è arrestato nel maggio, quindi per 2 settimane è imprigionato nella
Jefatura de Policia. Rilasciato o evaso, rientra in Francia nel maggio/giugno 1937 (secondo altra fonte
solo nel 1939) e risulta impiegato in una cooperativa edile (probabilmente fa ritorno a Sartrouville e
lavora nella cooperativa da lui fondata nel 1933). Secondo le spie italiane, nel 1940 risiede a Parigi e nel
1942 partecipa alla ricostruzione della LIDU, insieme con Alberto Meschi. Partecipa in seguito alla
Résistance. Anche dopo la guerra continua a svolgere attività nel movimento anarchico e viene escluso
dalla pubblica amministrazione per motivi politici. Deceduto a Livorno il 26/10/1960.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
178
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010.
ACS CPC
AICVAS
ASLi
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol
179
FEDI MAZZINO FERRUCCIO
Nome di battaglia: Aldo
Luogo di nascita: Prato (FI)
Orientamento politico: Comunista/anarchico
Professione: Operaio lanino, pugilatore, meccanico
Nato il 19/4/1912 a Prato da Ferruccio e Isola Nesi. Deferito al Tribunale Speciale il 1/4/1932 per
organizzazione comunista, è colpito da mandato di cattura (ma sarà prosciolto per amnistia nel
dicembre 1932). Ripara in Francia, attraverso la Corsica, per sfuggire all'arresto e si stabilisce a Tolone
(Var). Iscritto in Rubrica di frontiera. Condannato in Francia a un mese di prigione per vie di fatto
contro il Console italiano nel 1934, poi a 1 anno per rissa per questioni politiche nel 1935; arrestato
nuovamente ed espulso per attività antifascista in seguito. Entra in Spagna nel 1936 e si arruola nella
XII Brigata Internazionale, con il Battaglione Garibaldi, quindi passa nella XII Brigata Garibaldi e poi
nella XV Brigata con il Battaglione Lincoln (batteria antiaerea). In base all'interrogatorio di Berard
Guido Francesco (19/4/1940) sarebbe un "pugilatore" di fede comunista e svolgerebbe l'incarico di
motorista nella XV Brigata Internazionale a Madrid. Prende parte ai combattimenti di Guadarrama,
Escorial, Teruel, Caspe, Brunete e Huesca. Ricoverato per malattia negli ospedali di Quintanar, Murcia,
Oribuelo (nel 1937) e Matarró (nel 1938), rientra in Francia con convoglio sanitario il 20/10/1938 ed è
proposto vanamente per l'emigrazione negli Stati Uniti. Arrestato a Parigi, è internato nel maggio 1939
a Gurs (gruppo italiano, 9° compagnia), poi il 2/4/1939 è trasferito al Vernet in quanto presunto capo
di una cellula anarchica (definito "molto intelligente e molto pericoloso"). Dal 19/7/1939 è impiegato
nella 253° CTE presso S. Omer (Pas-de-Calais), ma evade in data imprecisata e passa in Belgio. Qui,
catturato dai nazisti nel 1940, viene rinchiuso nel carcere di Dunquerque e poi trasferito nuovamente al
Vernet il 23/4/1940. Consegnato alle autorità italiane il 19/7/1940 e confinato per 5 anni a Ventotene
e Ustica, in seguito è trasferito a Renicci Anghiari, liberato il 15/9/1943. Residente a Prato ma
coniugato con Vincenzina Bertone a Torino nel 1944. Dal 1965 residente a Torino.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS CPC
AICVAS
ADEA
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
180
FERRARI GIUSEPPE
Nome di battaglia: Visconti
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Manovale
Nato l'8/1/1908 a Pistoia da Eugenio. Iscritto al PCd'I nel 1921. Emigrato in Francia da data
imprecisata, risiede a Nizza (Alpes Maritimes) e nei pressi di Marsiglia a l'Estaque (Bouche du Rhône).
Secondo la documentazione del PCd'I è stato espulso dalla Francia, dal Belgio e dal Lussemburgo per
attività politica e vive clandestinamente in Francia sotto falso nome. Parte per la Spagna e si arruola il
30/8/1936 nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"). Ferito ad Almudevar il 20/11/1936, nel
gennaio 1937 viene assegnato per motivi d'età alla compagnia genio telefonisti della base delle Brigate di
Albacete, come responsabile del magazzino e del casermamento. Chiede però di rientrare al fronte e nel
mese di giugno 1937, al momento della sua costituzione, passa alla XII Brigata Garibaldi. Caduto il
12/7/1937 a Villanueva del Pardillo (secondo Calandrone a Brunete).
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
181
FERRARI GUGLIELMO
Luogo di nascita: Gallicano (LU)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Minatore
Nato il 11/4/1919 a Gallicano da Eugenio e Rosa Ceccarelli. Residente in Francia con la famiglia dal
1920 o dal 1921 ad Auberchicourt (Nord), dove lavora come minatore. Membro della CGT e, dal 1937,
della Gioventù comunista francese. Iscritto in Rubrica di frontiera. Ancora molto giovane, nel maggio
1937 si arruola in Spagna nella XII Brigata Garibaldi (batteria anticarro). Partecipa alle operazioni in
Estremadura, Caspe (dove è citato per il buon comportamento e riceve un riconoscimento), Huesca,
Brunete ed Ebro. Ferito nel settembre 1938 in un combattimento sul fronte dell'Ebro, viene ricoverato
nell'ospedale di Moya a Barcellona. Iscritto al PCE nel 1938. Il quadro del PCd'I Pavanin lo descrive
come "giovane, entusiasta, pieno di volontà e di spirito di sacrificio. Attivo nel lavoro e devoto al
partito, interessato alla sua politica. Disciplinato, coraggioso". Rientra in Francia nel febbraio 1939 ed è
internato a Argelès, Saint Cyprien e Gurs, poi nuovamente ad Argelès nel campo 1bis fino al
21/8/1940 e poi nel campo 2bis dal 5/9/1940 (è segnato nello schedario di Argelès del 1940 come
nato a Pistoia). Evaso nel febbraio 1941 (in base alla sua dichiarazione al Consolato italiano di Lille del
22/1/1941), prende parte alla Résistance in Francia nelle FFI e nei FTP nel dipartimento Nord-Pas-deCalais, dove dall'inizio del 1944 dirige una compagnia di maquisards composta prevalentemente da
italiani. Croce di guerra al valore militare.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Damiani R., Les italiens du bassin minier du Nord-Pas-de-Calais, in Milza P., Peschanski D., Exils et migrations : Italiens et
Espagnols en France 1938-1946, L’Harmattan, Paris, 1994
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AICVAS
ADPO
ASLu
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
182
FERRARINI OMERO
Nome di battaglia: Pellegrino
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio, decoratore
Nato il 14/9/1905 a Carrara da Andrea e Volterra Ceccarelli o Ceccarini. Emigrato in Francia nel 1930,
risiede a Parigi o a Marsiglia (Bouche du Rhône). Iscritto in Rubrica di frontiera nel 1932. Partito dalla
Svizzera, nel luglio 1936 si arruola in Spagna nella Divisione Ascaso fino al 17/8/1936 quando entra
nell'appena costituitasi Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"). Rientra in Francia nel dicembre
1936 perché ammalato gravemente, come attesta un documento firmato da Carlo Rosselli. Nel 1940 e
nel 1941 è segnalato nella rete antifascista di Marsiglia, dove collabora con il compaesano Romeo
Tonarelli alla falsificazione di documenti per i clandestini (compito in cui, secondo le testimonianze, i
due avrebbero messo a punto "una tecnica raffinata").
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F. Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Signori E., Républicains et giellistes en France entre guerre d’Espagne et Résistance, in Milza P., Peschanski D., Exils et migrations :
Italiens et Espagnols en France 1938-1946, L’Harmattan, Paris, 1994
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
AICVAS
Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
183
FIBBI ENRICO
Luogo di nascita: Fiesole (FI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Falegname, operaio, aiuto manovale
Note: Padre di FIBBI ROMEO
Nato l'8/12/1888 a Fiesole da Pietro e Faustina Licelli. Ha due figli da una spagnola, Florentina Bollea,
con cui vive in Francia a Villeurbanne (Rhône). Socialista nell'anteguerra, comunista dal 1921. Espatria
clandestinamente in Francia nel 1921 per sfuggire all'arresto per attività antifascista. Risiede a Lione
(Rhône), dove lavora fino al 1926 come falegname in una fabbrica per la riparazione dei vagoni
ferroviari. Dal 1926 al 1932 lavora nella produzione della seta artificiale, poi dal 1933 al 1936 è aiuto
manovale per diverse imprese. È iscritto all'associazione "Vecchi combattenti franco-italiani" e all'UPI.
Iscritto in Rubrica di frontiera per attività antifascista in Francia. Arrestato ed espulso nel giugno 1933
per sospetta attività sovversiva, resta in Francia clandestinamente. Nell'ottobre 1936 passa in Spagna e
si arruola, insieme con il figlio Romeo, nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi
(reparto zappatori). Partecipa ai combattimenti sul fronte di Madrid. Verso la fine del 1937, ammalatosi,
ritorna in Francia e rientra a Lione. Arrestato nell'ottobre 1942 e internato il 30/10/1942 al Vernet
(sezione B, anarchici ed estremisti, baracca 22, n. di matricola 9967) per attività sovversiva. Fa domanda
per essere rimpatriato ed è tradotto in Italia il 9/12/1942; arrestato il 10/12/1942, confinato nel 1943 a
Ventotene per 3 anni, liberato nell'agosto 1943. Partigiano in Italia, comandante della divisione Ponente
e, in seguito, Vicecomandante della 22° Brigata Lanciotto composta da oltre 400 uomini. Nel
dopoguerra risiede a Fiesole insieme con il figlio Romeo.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Biagioni M., Scarpe rotte eppur bisogna andar: fatti e persone della Resistenza in Mugello e Val di Sieve, Firenze : Pagnini e Martinelli,
stampa 2004
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Pacciardi R., Il Battaglione Garibaldi. I volontari italiani nella Spagna repubblicana, Edizioni La Lanterna, Roma, 1945
ACS CPC
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
184
FIBBI ROMEO
Luogo di nascita: Fiesole (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio
Note: Figlio di FIBBI ENRICO
Nato il 30/8/1915 a Fiesole da Enrico e Florentina Bollea. In Francia con il padre dal 1923, residente a
Lione (Rhône). Membro della Gioventù comunista dal 1929. Nel SRI dal 1932. Aderisce al PCd'I nel
1931, alla CGT nel 1935. Iscritto in Rubrica di frontiera. Il 20/11/1936 si arruola in Spagna, insieme
con il padre, nella XII Brigata Internazionale, con il Battaglione Garibaldi (2° batteria Picelli) ed è
promosso sottotenente sul campo di battaglia. Combatte a Boadilla, Mirabueno, Majadahonda,
Guadalajara, Arganda, Casa de Campo. Passato alla XII Brigata Garibaldi (2° Battaglione, 2° compagnia
zappatori) nel settembre 1937 come tenente, combatte in Estremadura, Caspe e sull'Ebro. Retrocesso
sergente l'11/4/1938 per aver perduto contatto con la sua unità in battaglia. Iscritto al PCE dal 1938,
segnalato dal PCd'I come "quadro da aiutare per il rientro in Italia". Rientra in Francia nel febbraio
1939 ma non si hanno altre notizie fino al rimpatrio in Italia. Arrestato al confine nel maggio 1943, è
proposto per l'internamento. Liberato nell'agosto, è in seguito comandante della 22° Brigata Lanciotto
della divisione partigiana Ponente. Residente a Firenze, nel dopoguerra è molto attivo nell'ANPI
fiorentina. Nel 1956 lavora alle officine delle Ferrovie dello Stato di Porta al Prato e risiede a Fiesole
insieme con il padre Enrico.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Biagioni M., Scarpe rotte eppur bisogna andar: fatti e persone della Resistenza in Mugello e Val di Sieve, Pagnini e Martinelli, Firenze,
2004
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
185
FOGALO UGO
Luogo di nascita: Pontremoli (MS)
Professione: Meccanico
Nato il 29/6/1908 a Pontremoli da Pietro. Combatte in una unità imprecisata in Spagna, probabilmente
con le Brigate Internazionali. Il 3/1/1939 è presente al centro di smobilitazione di Torelló. Uscito dalla
Spagna nel febbraio 1939, è internato a Saint Cyprien e poi a Gurs. Nel 1942 si trova ancora in Francia,
membro dell'UPI.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ASMs
186
FONTANA VASCO
Luogo di nascita: Pisa (PI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio
Note: Cognato di MARIANI GUSMANO
Nato il 27/2/1892 a Pisa da Ettore e Priscilla Poggi. Anarchico dall'anteguerra, nel 1924 dopo essere
stato licenziato dall'impiego presso il Circolo Costruzioni Telegrafiche e Telefoniche emigra in Francia
a S. Priest (Bouche du Rhône) e poi a La Seyne sur Mer (Var). Iscritto in Rubrica di frontiera e nel
Bollettino delle ricerche. Segnalato come combattente in Spagna dal 1936 nella Colonna Ascaso
(Colonna italiana "Rosselli"), combatte a Monte Pelato. Rientra in Francia nel marzo 1938. Nel
dopoguerra torna a Pisa dove muore il 23/7/1959.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
187
FORNAI ANGELO
Nome di battaglia: Fornara
Luogo di nascita: Montopoli in Val d'Arno (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Calzolaio
Nato il 9/7/1901 a Montopoli in Val d'Arno da Giuseppe. Attivo politicamente dal primo dopoguerra ,
è arrestato il 25/5/1927 per organizzazione comunista e condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione a
Pallanza, liberato il 25/9/1930. Espatria clandestinamente nel 1933 in Svizzera. Iscritto in Rubrica di
frontiera. Nel 1936 si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi.
Caduto in combattimento sul fronte di Madrid, a Morata de Tajuna, il 5/4/1937.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
188
FORNAROLI MARINO
Luogo di nascita: Pisa (PI) o S. Maria a Monte (PI)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Operaio, impiegato
Nato il 2/4/1908 a Pisa (o a S. Maria a Monte) da Samuele. Emigrato in Francia nel 1925, nel febbraio
1937 viene segnalato come combattente in Spagna, arruolato nella XII Brigata Internazionale con il
Battaglione Garibaldi (reparto mitraglieri), forse assegnato ai servizi sanitari. Iscritto in Rubrica di
frontiera. Rientra in Francia nell'ottobre 1938.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
189
FOSSI EGIDIO
Luogo di nascita: Fiesole (FI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Macellaio, mosaicista
Nato il 1/12/1891 a Fiesole da Gustavo e Isola Marilli. A Fiesole è apprendista operaio e macellaio,
quindi si trasferisce a Piombino (LI) con la famiglia e, frequentate le scuole elementari, lavora in una
fabbrica di mattoni. Prende parte agli scioperi del 1911 e da questo momento milita fra le file
anarchiche. Nel 1914 partecipa alle proteste contro la guerra ed è membro del Comitato provvisorio di
propaganda del Gruppo giovanile sindacalista di Piombino. Chiamato alle armi nel 1915, è condannato
per diserzione a 15 anni e liberato per amnistia nel 1919. Arrestato come istigatore dei moti sovversivi
di Piombino nel 1920, è condannato a 12 anni e 6 mesi di reclusione con l'accusa di "incitamento alla
guerra civile": imprigionato a Porto Longone e Nisida, è liberato per amnistia nell'estate del 1925. Al
rilascio, espatria clandestinamente in Francia: giunge a Modane (Rhône-Alpes) poi si sposta a piedi a
Nizza (Alpes Maritimes) quindi è ad Argenteuil (Val d'Oise); in seguito si rifugia in Belgio abitando a
Grivegné e a Montignies le Tilleul fino all'agosto 1925 quando si sposta a Lille (Nord-Pas-de-Calais).
Torna in Belgio nel 1927 e risiede a Montignies sur Sambre e a Charleroi sino al 1929; si trasferisce a
Parigi in quell’anno, ma l'OVRA lo segnala nella capitale francese solo nel 1934. Nel dicembre 1935 è
presente a una riunione organizzata da Giustizia e Libertà, presso la sala Lancry, a cui sono presenti
anche Carlo Rosselli e Quisnello Nozzoli mentre il 10/3/1936 segue a Parigi il feretro dell'anarchico
Giovanni Sabbatini (insieme con Italo Ragni). Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle
ricerche per attività antifascista all'estero. È arruolato in Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna italiana
"Rosselli") dal 16/8/1936 al 30/4/1937, con la mansione di salmiere. Combatte a Monte Pelato,
Almudevar e Huesca (al rientro eviterà il confino convincendo gli inquirenti di essere stato in Spagna
solo per lavoro). Rientra in Francia nell'aprile 1937, nel novembre 1938 è arrestato a Parigi per
violazione del decreto di espulsione e incarcerato, poi internato sulle spiagge del Roussillon e a Gurs nel
giugno 1939 (gruppo italiano, 9° compagnia). Nella primavera del 1940 è incorporato in una CTE,
quindi viene catturato dai tedeschi e, essendo stato ferito, è ricoverato a Bruges (Gironde). Nel gennaio
1941 è prigioniero dei tedeschi nell'ex ospedale militare di Reims (Marne) insieme con Pietro Aureli e
con lui viene condotto in Germania nel giugno 1941: è deportato nel campo SS Sonderlager Hinnzert a
Hermeskeil (Hunscruck) e viene liberato secondo alcune fonti nell'agosto 1943, quando è tradotto in
Italia e viene internato a Renicci Anghiari. Secondo altre fonti invece è tradotto in Italia già il 9/3/1942
quando è internato a Ventotene per 5 anni, poi trasferito a Renicci Anghiari e liberato nell'agosto 1943.
Si rifugia a Barberino Del Mugello (FI) fino alla Liberazione e torna a Piombino solo nel dopoguerra.
Nel 1947 risulta far parte del gruppo anarchico di Piombino insieme con Ermanno Neri. Muore a
Piombino il 5/2/1969.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
190
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
191
FOSSI LUIGI
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Cappellaio, fornaio
Nato il 18/1/1900 a Firenze da Alfredo e Maria Teggi. Sposato e padre di 8 figli (di cui 6 nati in Francia
e di cui uno internato al Vernet). Emigra nel 1922 o 1923 in Francia con regolare passaporto per motivi
di lavoro, residente inizialmente a Mentone (Alpes Maritimes) e Tolone (Var), poi a La Seyne sur Mer
(Var). Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche per attività antifascista all'estero. Nel
gennaio 1937 o 1938 si reca in Spagna come volontario delle Brigate Internazionali ed è assegnato alla
caserma Carl Marx per il periodo d'istruzione. Vi resta per soli 3 mesi, prima di tornare in Francia
clandestinamente. Arrestato nel dipartimento del Var nel marzo 1941, perché considerato "un parassita
a lungo iscritto alla Caisse de Chomage" (nel 1941 però lavora vendendo esche per la pesca). Forse è
internato al Vernet come propagandista comunista insieme al figlio Donato. Fermato al rimpatrio in
Italia nel maggio 1941, è accusato di aver combattuto con le Brigate Internazionali in Spagna, ma riesce
a provare di essersi recato in quel paese solo per lavorare e viene liberato previa diffida. Risiede a
Firenze.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ADEA
192
FRANCESCONI GIUSEPPE
Luogo di nascita: Marliana (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Macchinista/manovale
Nato il 19/3/1910 a Marliana da Antonio e Rosa Gaggiani. Membro del PCd'I dal 1922, perseguitato
per le sue idee politiche, emigra in Francia nel 1924. In Francia si iscrive al PCF nel 1929 ed è attivo
come propagandista tra l’emigrazione italiana, segretario regionale dei gruppi di lingua ad Aix les Bains
(Savoie). Membro del SRI. Iscritto in Rubrica di frontiera nel 1932. Il 22/4 o 11/1937 si arruola in
Spagna, nel settembre risulta appartenere alla XII Brigata Garibaldi (2° Battaglione). Promosso tenente
il 1/4/1938 sull'Ebro. Combatte a Fuentes, Estremadura, Caspe, Huesca, Brunete e Farlete. Iscritto al
PCE nel 1938. Ferito in combattimento a Sierra Cabals, il 12/5/1938 è inviato in Francia dall'ospedale
di Sagarot. Torna come volontario al fronte nel gennaio/febbraio 1939 e si sbanda verso il 5-6 febbraio
nelle ultime battaglie presso la frontiera francese. Internato in Francia ad Argelès nel 1939, poi è nel
campo di Gurs come segretario di cellula del partito (ilot G, gruppo italiano). Chiede e probabilmente
ottiene di essere rimpatriato. È partigiano in Italia, caduto in data e luogo imprecisati.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
193
FRANCHI SOCRATE
Nome di battaglia: Dal 1936 in poi si fa chiamare Speranza. Al ritorno dalla Spagna nel 1936 si cela
sotto il nome di Franchitti.
Luogo di nascita: Prata (GR)
Orientamento politico: Socialista, anarchico
Professione: Operaio edile
Nato il 27/12/1900 a Prata da Cherubino ed Elisena Periccioli, i quali nel 1910 si trasferiscono col
figlio a Piombino (la zia Iole Periccioli risiede a Boccheggiano). Frequenta le scuole fino alla terza classe
elementare. A quindici anni entra nel movimento anarchico e, durante il Biennio rosso, è molto attivo a
Piombino, dove risiede con la moglie Ines Iacometti (figlia di Pilade, anarchico di Piombino esule a
Villeurbanne dal 1923). Nel febbraio e nel maggio 1922 è prosciolto per insufficienza di prove da
un'accusa per lesioni personali e da un'altra per detenzione di bombe e rivoltelle. Emigrato
clandestinamente in Francia nel 1922 o all'inizio del 1923, Franchi risiede a Lione (Rhône), dove prende
parte alla campagna internazionale per la liberazione di Sacco e Vanzetti ed è assiduo frequentatore
della società anarchica ad essi intitolata (ad esempio, il 14/1/1931 prende parte a una riunione insieme
con Gusmano Mariani, Alfredo Bonsignori e Primo Lastrucci). È collegato con gli ambienti libertari
clandestini di Torino, in particolare con i gruppi della “Barriera di Torino” e della “Barriera di Nizza”,
impegnati nel favorire gli espatri clandestini. Nell’ottobre 1931, secondo la polizia, compie un'azione di
rappresaglia contro un fascista responsabile di aver percosso due bordighisti e nel dicembre dello stesso
anno partecipa alla protesta contro il governo russo per la detenzione in Siberia del sovversivo milanese
Francesco Ghezzi. Tale attività antifascista non è sconosciuta alla PS: iscritto in Rubrica di frontiera,
nell'estate del 1928 il Consolato di Lione lo aveva segnalato fra gli affiliati del gruppo anarchico locale; è
sospettato nel 1930 di essere coinvolto insieme al comunista Franco Delfino in un attentato ai danni del
segretario del fascio locale; nel maggio 1930 la Divisione di Polizia Politica informa la Divisione affari
riservati che Franchi è "individuo veramente pericoloso" e il Console generale di Lione riferisce al
Ministero dell'Interno che Franchi è spesso con i comunisti dissidenti della frazione bordighista; il
4/8/1930 anche la Prefettura di Grosseto si occupa di Franchi e ne segnala ai superiori la mancanza da
Prata da più di 12 anni e che vi era iscritto al PSI; compare sul Bollettino delle ricerche il 14/2/1931 e
nell’agosto la Scuola superiore di polizia prepara dieci copie di una sua foto; nel novembre il Console di
Lione lo segnala come elemento perturbatore dell'ordine pubblico, anarchico militante, solito girare
armato. Di lì a poco, è arrestato in effetti per porto abusivo di rivoltella; seviziato dalle guardie francesi
e condannato a un anno di carcere, viene espulso dalla Francia, ma vi rimane illegalmente spostandosi a
Parigi presso un anarchico scarlinese (gli sforzi dell'OVRA per rintracciarlo risultano inconcludenti). Il
25/2/1935 è colpito da una nuova misura di espulsione ma una serie di proroghe gli consentono di
rimanere in Francia fino al maggio 1936 quando è arrestato; solo l'intervento della LIDU e delle
organizzazioni sindacali per la sospensione di tutti i provvedimenti di espulsione gli evitano un nuovo
esilio. Il 2/8/1936 parte per la Spagna e si arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"),
con cui partecipa alla battaglia di Monte Pelato e agli scontri del novembre 1936 ad Almudevar (il
3/9/1936 il Ministero dell'Interno telegrafa ai prefetti per segnalarne la presenza in Spagna nelle milizie
rosse e la Scuola superiore di Polizia stampa 120 copie della sua foto per tutte le prefetture e i valichi di
frontiera). All'inizio del gennaio 1937 rientra a Parigi dove, nell’aprile, sembra abitare sotto il falso
nome di Franchitti. I controlli su di lui, tuttavia, continuano: è schedato dalla Prefettura di Livorno nel
novembre 1937 e il Prefetto di Grosseto a fine anno dispone il controllo della corrispondenza della
madre, della sorella, della cognata e in seconda battuta anche della zia di Boccheggiano; nel marzo 1938,
in occasione del viaggio del Führer in Italia, la Questura di Grosseto richiede ai comuni della provincia
l’aggiornamento dello schedario dei sovversivi e la stazione dei Carabinieri di Massa Marittima riferisce
che di Franchi si ignora il colore politico e che risulta emigrato fin dall’infanzia con tutta la famiglia a
Piombino. Nel febbraio 1941 è segnalato a Villeurbanne (Rhône), ma nella primavera dello stesso anno
risulta nuovamente irreperibile alla polizia italiana, perché è probabilmente internato nel campo di
Argelès. Evaso o liberato in data imprecisata, passa alla totale clandestinità dopo la resa della Francia e
194
si unisce a una formazione di partigiani che opera nel dipartimento Bouche du Rhône, combattendo
fino al 1944. Gli sarà conferita la Medaglia d'argento. Nel dopoguerra risiede in Francia, ma compie
qualche viaggio in Toscana per incontrare i vecchi compagni di lotta a Piombino, Follonica e Massa
Marittima.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Capitini Maccabruni N., La Maremma contro il nazi-fascismo, La Commerciale, Grosseto, 198
ACS CPC
ACS Div. Pol. Pol.
ACS Min. Int. PS
ASGr fondo Questura
195
FRANCHINI RODOLFO
Nome di battaglia: Frattini Roberto
Luogo di nascita: Ponte a Moriano (LU)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Barbiere, pellicciaio
Nato il 15/4/1886 a Ponte a Moriano da Isidoro e Vittoria Ricci. Ha frequentato le scuole commerciali.
Veterano della prima guerra mondiale con la Brigata Liguria (157-58° Regg. Fanteria), decorato sul
campo con la Medaglia d'argento. Nel dopoguerra è segretario della sezione socialista di Ponte a
Moriano, passa al PCd'I dal 1921. Dichiara all'AICVAS che, nel 1921, in seguito a scontri con i fascisti,
è stato condannato a 3 mesi di prigione e a un anno di sorveglianza speciale. Espatria nel 1922 per gli
Stati Uniti con passaporto regolare: arriva a New York il 26/7/1922 sul piroscafo "America" partito da
Genova e dal 1934 risiede a Boston presso il cugino Ernesto Marchi. È iscritto in Rubrica di frontiera
nel 1934 per attività antifascista e nel Bollettino delle ricerche per il provvedimento di fermo. Partito da
New York nel dicembre 1936, nel febbraio 1937 si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale
con il Battaglione Garibaldi e combatte ad Arganda e Guadalajara, dove viene ferito. Passato alla XII
Brigata Garibaldi, è promosso tenente per meriti di guerra e partecipa alle operazioni militari a Huesca e
Brunete, rimanendo ripetutamente ferito in combattimento (mutilato di una gamba e di un braccio a
Villanueva del Pardillo). Secondo la documentazione del PCd'I, sarebbe stato promosso sergente e
avrebbe operato al comando di una sezione della Brigata, poi sarebbe stato anche Commissario politico.
Nell'agosto 1938 (dopo alcuni mesi ricoverato nell'ospedale di Murcia) lascia la Spagna per Parigi e
quindi fa ritorno negli Stati Uniti: all'arrivo è internato ad Ellis Island e viene liberato solo grazie a una
sottoscrizione dell'Associazione pellicciai. Membro della Mazzini Society, riprende un'attivissima
propaganda antifascista (soltanto nell'aprile del 1939 tiene conferenze in ben 12 città americane, fra cui
Chicago, Cleveland e Detroit). Rientra in Italia definitivamente nell'ottobre del 1951. Nel 1975 le sue
condizioni di salute si aggravano ed è ricoverato all'ospedale militare di Firenze. È privo però della
pensione di invalidità e del suo caso si interessa anche Longo. Muore il 14/7/1978 a Ponte a Moriano.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AEIF
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASLu
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
196
FRANCI GIUSEPPE
Luogo di nascita: Bucine (AR)
Orientamento politico: Antifascista, comunista
Professione: Infermiere
Nato il 24/6/1916 a Bucine da Guido e Teodolinda Baglioni, operai antifascisti. Ha frequentato la
quinta classe della scuola primaria. Conosce il francese e lo spagnolo e dice di aver letto il Manifesto del
Partito comunista. Soldato di leva, in congedo illimitato provvisorio nel 1936, nel 1937 è richiamato alle
armi ma non si presenta: ha lasciato Bucine per Genova nel 1936 e all'inizio del 1937 è espatriato
clandestinamente a Marsiglia (Bouche du Rhône); viene condannato in contumacia a 2 anni per
diserzione e iscritto in Rubrica di frontiera. Dalla Francia parte per la Spagna nella primavera del 1937 e
giunge ad Albacete nel maggio. Assegnato all'Autoparco delle Brigate Internazionali, nel settembre 1937
è autista di sanità nell'XI Brigata Thaelman, poi passa nel marzo 1938 alla XII Brigata Garibaldi
(reparto munizioni). Combatte a Madrid, Teruel, Ebro. Iscritto al PCE nel 1938. Rientra in Francia il
7/2/1939 ed è internato a Argelès, Gurs, dal 23/3/1941 a Mont Louis e dal 29/4/1941 al Vernet
(sezione C, baracca 36, poi sezione B, anarchici ed estremisti, baracca 7, n. di matricola 7838). Tradotto
in Italia il 12/9/1941 con un convoglio di 23 italiani, è arrestato il 23/9/1941 a Mentone (Alpes
Maritimes) e sconta a Roma nel carcere militare la condanna a un anno inflittagli per diserzione nel
gennaio 1938. Scarcerato in data imprecisata, è costretto ad arruolarsi in una compagnia di sorvegliati
(2° Regg. Bersaglieri) e viene ferito a Foggia durante un bombardamento. Ricoverato all'ospedale di
Foggia nell'agosto 1943; in seguito è trasferito all'ospedale militare di Firenze. Rientrato a Bucine si
distingue durante l'occupazione tedesca, per aver svolto funzioni di collegamento fra i partigiani e gli
inglesi, informandoli sulle posizioni e sul numero di tedeschi presenti nel villaggio di San Leonino, e per
l'aiuto offerto ai prigionieri di guerra alleati evasi dal vicino campo di Laterina. Fra le sue carte sono
conservati un documento inglese del 16/11/1945 che fa riferimento alle lettere di raccomandazione
consegnategli da "comandanti delle truppe alleate" e una lettera dell'Allied Screening Commission in cui
viene ringraziato per l'aiuto fornito ai prigionieri alleati. Nel dopoguerra, gli è assegnata la pensione di
guerra e riconosciuta l'invalidità a vita. Dall'ottobre 1944 è assunto come impiegato annonario presso il
Comune di Bucine, nel 1945 viene assunto in pianta stabile e per chiamata diretta come magazziniere
comunale. Nel dopoguerra risiede a S. Giovanni Valdarno (AR) dove muore il 17/1/1986.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ADEA
ADPO
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
Shonfield D., Ordinary Heroes, articolo in corso di pubblicazione
197
FRANCI LEO
Luogo di nascita: Colle Val d'Elsa (SI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Vetraio
Nato il 7/5/1905 a Colle Val d'Elsa da Giuseppe e Massina Frignani. Da giovanissimo fu inviato in
riformatorio, in seguito venne assunto in una delle vetrerie di Colle val d'Elsa. Iscritto nel 1924 al
PCd'I, sezione giovanile, è arrestato già il 29/8/1925 per attività antifascista ma viene assolto. Ritornato
a Colle dopo nove mesi di carcere, trova lavoro in una cartiera ma nel marzo 1931 o nel 1932 è
nuovamente arrestato per aver favorito l'espatrio di Orazio Marchi; viene prosciolto per insufficienza di
prove dal Tribunale Speciale e diffidato. Rilasciato nell'agosto dopo 6 mesi di carcere, si reca a Magliana
di Roma ed è assunto nella fattoria di un colligiano. Segnalato, gli viene consegnato il foglio di via
obbligatorio con ingiunzione di presentarsi all'autorità di PS di Colle val d'Elsa entro due giorni. Rientra
a Colle, ma, dopo una brevissima permanenza, nel 1935 espatria clandestinamente in Francia a
Marsiglia (Bouche du Rhône), passando dal valico di Ventimiglia. Iscritto in Rubrica di frontiera.
Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna, prendendo parte a tutte le operazioni della XII Brigata
Internazionale, con il Battaglione Garibaldi. Passa poi alla XII Brigata Garibaldi al momento della sua
costituzione (2° Battaglione, 1° compagnia). Caduto in combattimento a Villanueva del Pardillo il
15/7/1937: testimoni riferiscono che sarebbe stato assassinato a colpi di pugnale dai fascisti, in località
Brunete, mentre avendoli scambiati per volontari polacchi andava loro incontro in una mattinata di
nebbia.
FONTI:
AA.VV., Antifascismo e resistenza in Valdelsa. Atti del convegno, Castelfiorentino 1966, in "Miscellanea Storica della
Valdelsa", LXXIV-LXXV (1968-70), 1-3 (f. monografico), Periodico quadrimestrale, Tipografia Baccini&Chiappi,
Castelfiorentino, 1971
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bardini V., Storia di un comunista, Guaraldi, Firenze, 1977
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Tognarini I. (a cura di), 1943-1945, la Liberazione in Toscana : la storia, la memoria, Pagnini AICCRE, Firenze, 1994, 2 voll.
ACS CPC
AICVAS
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
198
FRANGINI ALADINO
Luogo di nascita: Porto Azzurro (LI) / Portolongone (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio perforatore, agricoltore, minatore
Nato il 30/3/1912 a Porto Azzurro da Tiolo e Argia Carmignani. Sposato nel 1934 con l'italiana
Carmes Leda (secondo altre fonti Leda Carlesi). Ripetutamente arrestato e condannato in Italia per
ragioni politiche secondo alcune fonti (mentre secondo la PS è espulso nel 1933 dalle organizzazioni
giovanili fasciste per una condanna per furto e non ha altri precedenti politici), espatria
clandestinamente in Corsica nel 1932 e a Bastia lavora come operaio agricolo fino al 1936. Iscritto al
PCd'I nel 1936. Di nuovo in Italia, nel maggio 1936 deve scontare 6 mesi di carcere per oltraggio a
pubblico ufficiale, ma ripassa in Corsica il 10/5/1936 per sottrarsi alla cattura (secondo altre fonti già
nel settembre 1935). È iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Arrestato ed
espulso dalla Corsica, si sposta a Marsiglia (Bouche du Rhône) e si imbarca sul piroscafo "Ciutad de
Madrid" diretto a Barcellona, insieme con Dino Rabuzzi e Giovanni Soldaini: arriva in Spagna
l'8/11/1936 e combatte come sergente nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi (2°
compagnia portaferiti) a Boadilla, Mirabueno, Majadahonda, Arganda, Guadalajara e Casa de Campo.
Passato in seguito alla XII Brigata Garibaldi è sergente portaferiti della 1° compagnia del 1° o 2°
Battaglione. Rimane ferito al piede destro e alla spalla sinistra a Huesca il 16/6/1937 ed è ricoverato in
diversi ospedali. Rientrato successivamente in Brigata, viene assegnato al Servizio sanitario al centro di
Benicasim. Iscritto al PCE nel 1938. Rimpatriato in Francia nel mese di agosto 1938 a mezzo un
convoglio di feriti e ammalati o secondo altre fonti riparato in Francia il 9/2/1939, è internato a Saint
Cyprien, Gurs (dove svolge servizio come infermiere), Argelès e Mont Louis, da dove chiede di essere
rimpatriato il 2/4/1941. Trasferito dal 29/4/1941 al Vernet (sezione C, reduci di Spagna, baracca 35, n.
di matricola 7807, poi trasferito nella sezione B, baracca 7). Nel gennaio 1942 fa domanda di rimpatrio
e nel maggio 1942 riceve la somma di 50 franchi come sostegno da parte del Delegato italiano per i
rimpatri in vista del suo rientro in Italia. Invece, nel giugno 1942, è collocato nella sezione T, destinata
ai volontari nelle CTE, e distaccato come lavoratore alla fattoria di Bardoilhet a Carlaret (Ariège).
Consegnato alle autorità italiane il 19/8/1942 a Mentone, il 27/10/1942 è confinato a Ventotene per 3
anni. Prosciolto il 13/8/1943 per motivi di salute, è rimpatriato a Livorno. Partigiano nell'isola d'Elba.
Nel dopoguerra si distacca dal PCI. Muore a Porto Azzurro il 18/10/1987.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
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Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASLi
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
199
FRANZONI ORESTE
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Antifascista, comunista
Professione: Cavatore, operaio
Nato il 12/6/1906 a Carrara da Arturo e Amelia Bianchi. Iscritto al PCd'I nel 1931. Espatria
clandestinamente in Francia nel giugno 1937, transita da Lione (Rhône) e si dirige subito a Briancon
(Hautes Alpes), centro di reclutamento per la Spagna repubblicana. Iscritto in Rubrica di frontiera.
Secondo la sua dichiarazione alla Questura di Apuania sarebbe invece partito per l'Abissinia nel 1935
per lavorare come operaio e, dopo aver contratto la malaria, sarebbe rientrato in Italia nel maggio 1936
e sarebbe stato ricoverato per oltre un mese all'ospedale Monterosso di Carrara. In Spagna arriva nel
luglio 1937, fa parte dapprima di formazioni spagnole poi passa alla XII Brigata Garibaldi (2°
Battaglione, 1° compagnia) e infine combatte con la 119° Brigata mista. Nel gennaio 1939 è nel centro
di smobilitazione di Torelló e nel febbraio ripara in Francia. Internato a Barcarès, riesce ad evadere in
data imprecisata. Arrestato a Tolosa (Haute Garonne) il 20/8/1939, è internato a Gurs nell'ilot B,
gruppo italiano (in totale afferma di essere stato internato nei campi francesi 13 mesi). È tradotto in
Italia il 19/6/1940, confinato a Ventotene per 3 anni, liberato nell'agosto 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
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Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
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ASMs
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200
FRATI GIOVANNI BATTISTA
Nome di battaglia: Giovannino
Luogo di nascita: Montieri (GR)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Bracciante, minatore, fabbro, meccanico, manovale edile
Nato il 30/10/1898 a Montieri da Giuseppe e Olinda Fabbri. Dopo le
elementari, che frequenta fino alla quarta classe, impara dal padre il
mestiere del fabbro ed è assunto a Boccheggiano, nell'officina della
miniera della Montecatini. Chiamato alle armi nel 1917, viene
incorporato in un imprecisato Regg. di Fanteria. Tornato a Montieri, è
attivo politicamente dall'immediato dopoguerra nel PSI (schedato dalla
Prefettura di Grosseto come propagandista antifascista e lettore de
"L'Avanti!"). Passato al PCd'I nel 1921 dopo il Congresso di Livorno, è
iscritto nella sezione di Montieri. Trasferitosi a Gavorrano nel 1922, è
minatore nella miniera di pirite del Rigoloccio.
Spinto dalle continue provocazioni fasciste, nel 1924 abbandona la Maremma e si sposta a Torino,
quindi prosegue il viaggio ed espatria clandestinamente in Francia. Stabilitosi a Nizza (Alpes Maritimes),
fa ogni genere di mestiere (fabbro, meccanico, bracciante, manovale edile), rimanendo però in
condizioni economiche precarie. Iscritto in Rubrica di frontiera per attività antifascista all’estero.
Nell'agosto del 1936 parte clandestinamente per la Spagna e si arruola nella compagnia italiana del
Battaglione Dimitrov (XV Brigata Internazionale). Il 6/12/1936 rimane ferito sul fronte di Irún,
probabilmente difendendo il ponte internazionale di Hendaye. Viene rimpatriato e ricoverato in un
ospedale della Legione straniera, forse presso Nizza, dove in seguito ha un recapito per la
corrispondenza e incontra più volte il fratello Amedeo. Il 3/11/1936 è schedato dalla Prefettura di
Grosseto che però non riesce a stabilire se risieda a Nizza, presso il fratello Aurelio, o a Montecarlo,
presso la sorella Eulalia. Iscritto nel Bollettino delle ricerche per il provvedimento di arresto nell’agosto
1937, nel marzo 1938, in vista dell’aggiornamento dello schedario dei sovversivi locali, la stazione dei
Carabinieri di Montieri riferisce di ignorare il recapito francese di Frati, già combattente in Spagna con
l’esercito rosso. Sempre nel 1938, però, viene rintracciato presso il fratello Aurelio a Cap d'Ail (Alpes
Maritimes). Rimasto nella Francia meridionale anche allo scoppio della guerra, collabora con la
Résistance francese fino alla Liberazione. Nel dopoguerra si sarebbe trasferito in Corsica, dove sarebbe
morto per le conseguenze di un’operazione chirurgica. Secondo la documentazione del Comintern,
invece, dopo esser stato ferito sul fronte di Hendaye, sarebbe rientrato in Spagna e sarebbe caduto in
combattimento il 12/2/1937 a Morata de Tajuna sul fronte del Jarama.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Banchi A., Si va pel mondo. Il partito comunista a Grosseto dalle origini al 1944, a cura di Bucci F., Bugiani R., ARCI, Pitigliano,
1993
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Capitini Maccabruni N., La Maremma contro il nazi-fascismo, La Commerciale, Grosseto, 1985.
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASGr (fondo Questura)
201
FUSINI PIETRO
Nome di battaglia: Fusara Pietro
Luogo di nascita: Cavriglia (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Cameriere
Nato il 24/1/1893 a Cavriglia da Angelo. Partecipa agli scioperi del marzo 1921 a Castelnuovo dei
Sabbioni (AR), arrestato e condannato a 22 anni. Presumibilmente liberato per amnistia, per sfuggire
alle persecuzioni fasciste emigra clandestinamente in Francia nel 1928. Iscritto in Rubrica di frontiera.
Nel novembre 1936 si arruola in Spagna, assegnato alla Batteria Gramsci dell'Artiglieria internazionale.
È ferito al torace da schegge di bomba d'aereo durante un incursione fascista a Porcuna nel giugno
1937. Rientra in Francia nell'agosto 1937.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Comune di Cavriglia, Cavriglia nella lotta di liberazione, Tip. Sociale, Arezzo, [1975]
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
202
GABURRI GIUSEPPE
Luogo di nascita: Anghiari (AR)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Bracciante
Nato il 24/5/1896 a Anghiari da Nicola e Assunta Gigli. Residente in Argentina dal 1932. Iscritto in
Rubrica di frontiera per attività antifascista all'estero. Nel dicembre 1936 parte da Buenos Aires per la
Spagna e si arruola nella XII Brigata Internazionale, con il Battaglione Garibaldi il 24/12/1936. Caduto
in combattimento ad Arganda l'11/2/1937.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
203
GAGGIOLI SILVANO
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio/minatore
Nato il 29/9/1914 a Pistoia. Espatriato in Francia nel 1927, risiede forse a Marsiglia (Bouche du
Rhône), dove è segnalato a varie manifestazioni antifasciste e pacifiste. Iscritto in Rubrica di frontiera.
Iscritto al PCd'I nel 1937, nel febbraio si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale, prima nel
Battaglione poi nella Brigata Garibaldi (1° Battaglione, 3° compagnia). Iscritto al PCE nel 1938. Ripara
in Francia nel febbraio 1939 ed è internato a Saint Cyprien e Gurs. In seguito viene incorporato in una
imprecisata CTE, assegnato alle fortificazioni sul fronte.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
LLopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
204
GALANTINI GASTONE
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Comunista
Nato nel 1898 a Firenze. Espatriato in Francia in data imprecisata. Iscritto al PCd'I nel 1924.
Proveniente dalla Francia, si arruola in Spagna nel dicembre 1936 e risulta combattente nella XV
Brigata Internazionale con la compagnia italiana del Battaglione Dimitrov (4° sezione)
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
205
GALLORI ANGELO
Nome di battaglia: Ubaldo Baldi, Baldi Umberto
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Anarchico, comunista
Professione: Incisore di metalli
Nato il 16/1/1900 a Firenze da Pasquale. Già anarchico, comunista dal 1921 e comandante di una
squadra di Arditi del popolo. Svolge il servizio militare nel 1923. Nel 1926 durante una perquisizione gli
vengono rinvenuti in casa giornali e ritagli di giornali sovversivi e viene accusato di organizzazione
comunista. Confinato a Ustica e Ponza per 3 anni il 3/12/1926, viene liberato il 23/1/1930 e riprende
subito l'attività politica. Nel giugno 1930 partecipa all'uccisione di una spia introdottasi
nell'organizzazione comunista fiorentina e viene nuovamente assegnato al confino. Espatria
clandestinamente, forse a fine pena o forse per sfuggire all'arresto, prima in Francia poi nell'URSS dove
si stabilisce. Iscritto in Rubrica di frontiera. Arriva in Spagna il 16/9/1937 da Mosca e si arruola in
Spagna in un'unità imprecisata delle Brigate Internazionali, col grado di tenente. Secondo la
documentazione del Comintern è inviato un mese alla scuola di lingua a Valencia, poi è assegnato a un
osservatorio dell'aviazione a Madrid. Il 18/4/1938 passa come interprete di Kravchenxo sul fronte
dell’est dove resta fino all’evacuazione dei volontari internazionali dalla Spagna repubblicana. Iscritto
nel PCE nel 1938. Ripara in Francia nel febbraio 1939 ed è internato a Saint Cyprien e Gurs nell'estate
del 1939. Evade dal campo e raggiunge nuovamente l'URSS dove lavora a Radio Mosca, addetto alle
trasmissioni verso l'Italia. Nel dopoguerra vive ancora nell'URSS, torna in Italia nel 1962 e vi resta sino
alla morte.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
ISRT (fondo ANPI)
206
GAMBASSI ALFREDO
Luogo di nascita: Cavriglia (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Minatore
Nato il 10/12/1897 a Cavriglia. Ha partecipato alla prima guerra mondiale come soldato semplice.
Delegato sindacale, entra nel PCd'I nel 1921. Residente in Francia con la famiglia dal 1923 a Grenoble
(Isère), è naturalizzato francese nel 1931. Membro del SRI. Nel 1933 secondo alcune fonti risiederebbe
a Nancy (Meurthe et Moselle), dove sarebbe segretario regionale dei gruppi di lingua italiani del PCd'I.
Combattente antifranchista in Spagna dal novembre 1936 nella XII Brigata Internazionale, è delegato
politico del personale dello Stato maggiore del Battaglione Garibaldi (4° Battaglione). Membro del PCE
dal 1938.
FONTI:
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
207
GAMBASSI DANTE
Luogo di nascita: Cavriglia (AR)
Orientamento politico: Antifascista, comunista
Professione: Operaio agricolo
Nato l'8/11/1907 a Cavriglia da Egidio e Teresa Bernini. Espatriato in Francia nel 1931 con regolare
passaporto e un contratto di lavoro come contadino ad Auterive (Haute Garonne). Nel 1935 si sposta a
Tolosa (Haute Garonne), dove risiede fino all'ottobre 1936. Iscritto in Rubrica di frontiera. Si sarebbe
arruolato in Spagna nel 1936, secondo quanto riportato in una sua lettera conservata nel fascicolo del
CPC (in cui dichiara che "trascinato da elementi antifascisti" si recò in Spagna in cerca di lavoro e fu
invece inquadrato nelle milizie rosse). Dopo aver combattuto a Teruel e Huesca sarebbe riuscito,
sempre secondo tale dichiarazione, a fuggire e si sarebbe recato a Barcellona al Consolato brasiliano, a
mezzo del quale sarebbe ritornato in Francia e avrebbe ripreso a lavorare come agricoltore a Tolosa e
Tolone (Var). Da altre fonti risulta invece che ha combattuto con la XII Brigata Garibaldi non solo a
Huesca e Teruel ma anche a Madrid (nel luglio 1937 sarebbe a Tolosa solo in licenza). Sarebbe anche
nei gruppi dell'Artiglieria internazionale e nel settembre 1938 presente sul fronte dell'Ebro come
delegato politico. Rientrato in Francia in data imprecisata, nel 1937 e nel 1938 è residente a Batz (Haute
Garonne). Dall'ottobre 1939 è a Solliers Pont (Var), dove è arrestato il 28/5/1940 a causa della sua
attività politica comunista e internato a Vernet (sezione B, anarchici ed estremisti, baracca 9, n. di
matricola 5067). Impiegato nella Tesoreria del campo dal 29/12/1940, esprime la volontà di emigrare in
America Latina con domanda scritta della fine di agosto 1940 (la domanda è rifiutata per mancanza di
mezzi economici). Evaso dal campo il 10/2/1941, si reca nuovamente in Spagna ed è arrestato a
Gerona nel febbraio 1941. A mezzo del Consolato d’Italia di Barcellona è rimpatriato col piroscafo
"Derna": raggiunge l’11/4/1941 Genova dove è arrestato e tradotto ad Arezzo (nel fascicolo del CPC è
conservato il verbale della sua deposizione del 18/4/1941 presso la Questura di Arezzo). Viene
confinato a Ventotene per 4 anni, liberato nell'agosto 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
ADEA
ADPO
208
GAMBETTI SABATINO
Luogo di nascita: Siena (SI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio delle Ferrovie, pensionato
Nato il 27/12/1877 a Siena da Lorenzo e Zelinda Lucchetti. Domiciliato a Firenze, dove lavora
nell'industria ferroviaria. Attivo propagandista anarchico all'inizio del secolo in Italia e all'estero, è
condannato nel 1908 per le proteste del settembre 1907 contro il carovita. Liberato perché beneficia di
un'amnistia, viene trasferito a Rimini e vigilato. Occupato nelle officine ferroviarie di Foggia, Torino,
Taranto e Caltanissetta. Chiamato alle armi nel 1915 e inviato in Albania, diserta e viene arrestato.
Lascia il carcere nel 1919 per l'amnistia nittiana e nel 1920 si sposta a Firenze. Da qui emigra
clandestinamente nel 1924 a Marsiglia (Bouche du Rhône) dove frequenta gli anarchici locali, in
particolare Fosca Corsinovi e Romualdo Del Papa. Nel 1927 lavora a La Ciotat (Bouche du Rhône);
segnalato a La Seyne sur Mer (Var), a Port de Bouc (Bouche du Rhône) e a Marsiglia, è colpito da
decreto di espulsione nel 1932. Nonostante l'età avanzata, nell'agosto 1936, arriva in Spagna da
Marsiglia (transita da Perpignan, nel Dipartimento dei Pyrénées Orientales) e si arruola nella Colonna
italiana dal 6/11/1936. Combatte a Tardienta, Almudevar e Huesca fino all'aprile 1937 quando ripara in
Francia. È fermato a Perpignan e condannato a 12 mesi per violazione del decreto di espulsione,
rinchiuso nelle carceri di Montpellier (Hérault). In seguito si trasferisce a Tunisi, ma nel maggio 1938 è
espulso e si imbarca su una nave per l'Italia: la polizia fascista sospetta che sia stato inviato in missione
dalla FAI allo scopo di compiere attentati nel Regno in quanto "accanito e pericolosissimo anarchico
italiano, già combattente nelle file anarchiche del fronte di Catalogna e fino a qualche mese addietro
residente a Barcellona, uomo deciso a tutto e votato alla morte". A Palermo è arrestato e tradotto a
Siena, quindi il 28/5/1938 è confinato a Ventotene per 5 anni, fino al settembre 1943, quando è
trasferito a Renicci Anghiari. Evade l'8 settembre. Torna a Firenze nel dopoguerra
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R., L’antifascismo senese nei documenti della Polizia e del Tribunale Speciale (1923-1946), Nuova Immagine Editrice, Siena,
1993
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., La Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"), Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
209
GASPARRI MENOTTI
Nome di battaglia: Scipione, Aldo Fiori, Astarotte Puntoni
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Vetraio
Nato il 18 /12/1907 a Livorno da Francesco e Francesca Francesconi. Già socialista poi iscritto al
PCd'I nel 1924, processato per attività antifascista nel 1926. Arrestato l'11/10/1927 per diffusione della
rivista "Avanguardia comunista". Condannato dal Tribunale Speciale a un anno di reclusione a Roma,
liberato il 10/11/1928 e diffidato. Iscritto nell'elenco delle persone da arrestare in determinate
circostanze. Denunciato per attività comunista ancora nel 1931-1932. Espatria in Francia nel 1933
(secondo altra fonte nel marzo 1932). Risiede a Beziers (Hérault), ma viene segnalato anche in Belgio e
nel gennaio 1936 è a Mosca e viene ricoverato in un sanatorio del Caucaso. Iscritto in Rubrica di
frontiera. Si arruola in Spagna il 28/10/1936 nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione
Garibaldi come sergente di sussistenza. Cade in combattimento nella difesa di Madrid, a Casa del
Campo, il 21/11/1936 (secondo altra fonte il 5/12/1936).
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
210
GENNARI GUGLIELMO ZEFFIRO FRANCESCO
Luogo di nascita: Viareggio (LU)
Orientamento politico: Repubblicano, anarchico
Professione: Impiegato, lavapiatti
Nato il 1/10/1900 a Viareggio da Augusto, sottocapo della Marina, e Maria Torcigliani. A tre anni si
trasferisce con la famiglia da Viareggio a La Spezia. Militante repubblicano dal 1919 al 1926. Risulta
domiciliato a Padova, dove è coniugato con Irma Lovati. Nel 1930, licenziato dalla libreria Treves, dove
lavorava, si trasferisce a Milano in cerca di impiego. Nel marzo 1930 o 1931 espatria clandestinamente
in Svizzera, dove è in contatto con noti fuoriusciti italiani, e in seguito si sposta a Parigi, dove è nel
gruppo anarchico di Montreuil sous Bois (Seine) e, secondo la Prefettura di Lucca, professa idee
antifasciste e libertarie e persino il proposito di ritornare in Italia "con non meglio precisate finalità
criminose". Iscritto in Rubrica di frontiera come attentatore. Il 30/11/1936 si arruola in Spagna nella
Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"), poi secondo alcune fonti passa nella Rojo y Negro. Ferito
a una gamba nel gennaio 1937, è ricoverato all'ospedale di Lerida. Secondo la polizia italiana sarebbe
rientrato in Francia nell'aprile 1938 e sarebbe stato condannato a 6 mesi di reclusione in quanto
clandestino dal Tribunale di Perpignan (Pyrénées Orientales). In seguito, nel settembre 1938, la
Prefettura di Lucca lo segnala di nuovo in Spagna, arruolato nella XII Brigata Garibaldi. Disperso, è
probabilmente caduto in combattimento o fucilato nel 1938 (informazione ricavata dalla denuncia dei
genitori), ma la polizia italiana non lo ritiene morto, bensì resistente all'estero.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
ASLu
BDIC (Archives de Moscou)
211
GIACHI GIORDANO BRUNO
Nome di battaglia: Cina
Luogo di nascita: Colle Val d'Elsa (SI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante, vetraio, scalpellino, autista
Nato il 17/3/1913 a Colle Val d'Elsa da Settimio e Adelfa Selvaggia. Ha frequentato le elementari sino
alla quarta classe. Prende parte alla guerra etiopica nel 1935-1936 come sergente di un plotone d'assalto.
Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel marzo del 1938 espatria clandestinamente in Spagna e, iscrittosi al
PCd'I, si arruola nella XII Brigata Garibaldi nel gruppo esploratori. Nel settembre 1938 combatte sul
fronte dell'Ebro. Ripara in Francia nel febbraio 1939 ed è internato a Saint Cyprien, Gurs e il
19/5/1940 a Vernet (settore C, reduci di Spagna, baracca 48) come "propagandista estremista
estremamente sospetto" (protesta contro l'ingaggio nelle CTE e oppone resistenza ai soldati della
Garde Mobile). Tradotto in Italia l'11/5/1941, è arrestato e confinato a Navelli per 3 anni, liberato nel
settembre 1943. Partigiano in Italia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bardini V., Storia di un comunista, Guaraldi, Firenze, 1977
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
212
GIACOMELLI ALDO
Luogo di nascita: Lugano
Orientamento politico: Comunista
Professione: Sarto, cameriere, vetraio
Nato il 10 o il 12/2/1908 a Lugano da Anafesto Giulio e Liberata Antonimi. Risulta residente a Empoli
(FI) insieme con il fratello Venero, barbiere (mentre la famiglia risiede a Santa Croce sull'Arno FI), e qui
frequenta gli ambienti antifascisti. Inizialmente è sarto, ma poi deve smettere per una forte miopia e
apre un negozio di confezioni; fallito, si dà al commercio ambulante di stoffe. Nel 1936 lascia Empoli
per raggiungere Milano e da lì espatria clandestinamente in Svizzera e poi in Francia in data imprecisata.
Si stabilisce a Marsiglia (Bouche du Rhône) ed è iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle
ricerche per il provvedimento di arresto. Arruolato il 20/10/1936 nell'Artiglieria internazionale (batteria
Antonio Gramsci), secondo altre fonti combatterebbe nella XII Brigata Garibaldi. Ferito in
combattimento, è ospedalizzato nel novembre 1937 (la moglie riceve denaro dal SRI e dal Comitato
italiano di assistenza per le vedove e gli orfani dei volontari della Spagna repubblicana di Zurigo).
Rimpatriato in Francia nel marzo 1938 attraverso i Pirenei per motivi di salute, è ricoverato
nell'ospedale S. Louis di Parigi il 10/4/1938. In seguito è domiciliato a Parigi e risulta ancora all'estero
nel 1942.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini editore, Empoli, 2007
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
213
GIACOMELLI CORNELIO
Nome di battaglia: "Ugo"
Luogo di nascita: San Lorenzo alle Corti, frazione di Cascina (PI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Meccanico
Nato il 20/4/1899 a San Lorenzo alle Corti frazione di Cascina da Michele e Letizia Meini. Trasferitosi
a Piombino (LI) ancora bambino, è assunto come operaio all'ILVA. Ardito del popolo nel 144°
Battaglione. Nel 1922 emigra a Torino ed è assunto dalle Ferriere FIAT. Membro dei gruppi anarchici
della "Barriera di Nizza" e della "Barriera di Milano", viene sospettato di aver progettato un attentato a
Mussolini nel 1921. Nel 1923 è condannato in contumacia a 2 anni e 6 mesi di reclusione per
detenzione di esplosivi e si rifugia in Svizzera per sfuggire all'arresto. Assolto per amnistia nel luglio del
1925, rientra a Torino, poi nel 1931 si trasferisce a Genova, dove nel marzo 1931 è ammonito,
prosciolto nel dicembre 1932. Espatria clandestinamente nel 1937 a Bruxelles ma viene espulso dopo
un mese e si sposta a Marsiglia (Bouche du Rhône) nel giugno. Iscritto in Rubrica di frontiera. Arriva a
Barcellona sul piroscafo "Ciutad de Barcelona" insieme a Ugo Cardenti, Armando Bientinesi, Vittorio
Marchi, Giorgio Rossi e Muzio Tosi e si arruola nel settembre 1937 forse nell'8° Brigata mista. Nel
febbraio 1938 è segnalato ancora in Spagna, secondo una notizia non confermata. Dopo la caduta di
Madrid si rifugia in Francia e risiede a Brive la Gaillarde (Corrèze), arrestato nell'estate del 1939 per
misure di ordine pubblico è internato a Argelès dove aderisce al gruppo anarchico "Libertà o morte"; in
seguito internato anche a Gurs. Nel dopoguerra rientra in Italia a Cascina, muore a Navacchio (PI) il
20/5/1960.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
214
GIAMBELLOTTI PARIS MARIO
Nome di battaglia: Giovanni
Luogo di nascita: Prato (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio montatore di impianti termici
Nato il 14/1/1910 a Prato da Vincenzo e Giulia Menici. Frequenta le scuole fino alla terza classe
elementare, quindi lavora come colono in un podere di proprietà del padre. Espatriato in Francia con
regolare passaporto il 4/2/1928, si stabilisce a Lione (Rhône), dove è sospettato di aver preso parte
all'aggressione a un fascista. Lascia Lione il 20/5/1931 diretto a Berre (Bouche du Rhône) insieme con
Mario Fantechi. Espulso dal dipartimento del Rodano si stabilisce in Corsica a Bastia (dove fa il
contadino per qualche tempo nel Comune di Lucciana). All'estero frequenta ambienti comunisti e forse
si iscrive anche al PCd'I nella sezione di Lione. Iscritto in Rubrica di frontiera per attività antifascista in
Francia. Espulso anche dalla Corsica, transita per Marsiglia (Bouche du Rhône) e Lione diretto in
Spagna e arriva a Madrid il 5/1/1934. Si stabilisce a Valencia, alle dipendenze di una società
denominata Suberina, e viaggia per lavoro fra Valencia e Barcellona. Nel maggio 1938 si sposa a
Barcellona con Valdes Mercedes, cubana, da cui nel 1937 ha un figlio (che fa trasferire a Prato dalla sua
famiglia). In Spagna è segnalato come combattente delle Brigate Internazionali. Lasciata la Spagna in
data imprecisata, passa in Belgio, dove è arrestato a Charleroi nel 1938; in seguito, è respinto anche alla
frontiera del Lussemburgo e arriva alla frontiera di Ponte Chiasso, dove viene arrestato al rimpatrio il
14/2/1938. Non provata l'accusa di partecipazione alla guerra di Spagna, viene confinato a Capo
Rizzuto per 3 anni. Il 13/12/1941 è trattenuto come internato a Squillace (fino alla soppressione della
colonia il 27/8/1941), quindi a Cardinale e a Simeri Crichi fino all'agosto 1943.
215
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
AICVAS
216
GIANNINI GHINO
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Nato il 6/3/1893 a Pistoia da Alessandro ed Emilia Galigani. Attivo politicamente dal 1918, aderisce al
PSI e poi passa nel 1921 al PCd'I. Assessore e vice segretario della CdL, propagandista e corrispondente
del giornale "L'Avvenire" di Pistoia. Alla fine del 1921 emigra clandestinamente in Francia a Marsiglia
(Bouche du Rhône) e Nimes (Gard). Nel 1934 risulta fra i membri del PSI a Nizza (Alpes Maritimes).
Arruolato in Spagna nel febbraio 1937, è nell’amministrazione dell’intendenza della base delle Brigate
ad Albacete, come magazziniere, poi come impiegato e infine come segretario. Rientra in Francia nel
1939, ma è espulso e si rifugia in Belgio. Catturato dai nazisti, è internato alla fine del 1943 a Bois Le
Duc, quindi nel marzo 1944 è trasferito a Huy in Belgio, poi nel novembre a Vught, da dove viene
deportato a Dachau.
FONTI:
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
AFIGRo (fondo Comintern)
217
GIANNINI LELIO
Nome di battaglia: Umberto Lepri, "Michelino"
Luogo di nascita: Bagno a Ripoli (FI) o Bagni di Lucca (LU)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio, incisore, fotografo
Nato il 4/5/1905 a Bagno a Ripoli (secondo altra fonte a Bagni di Lucca) da Edoardo ed Emma
Maurizi. Arrestato nell'ottobre 1921, a sedici anni, per scontri armati con i fascisti, viene scarcerato per
amnistia nel 1923. Colpito da mandato di cattura il mese successivo per lo stesso reato, ripara in Francia
per sfuggire all'arresto. Iscritto al PCd'I nel 1928. Membro del SRI. Iscritto in Rubrica di frontiera per
attività antifascista. Si reca in Spagna nel marzo 1938 (secondo altra fonte, già nel dicembre 1937
proveniente da Mosca) ed entra a far parte della XII Brigata Garibaldi (1° o 2° Battaglione, 3°
compagnia). Premiato per il buon comportamento durante la battaglia di Caspe. È ferito gravemente
alla testa sul fronte dell'Ebro poi di nuovo a Barcellona. Iscritto al PCE nel 1938. Rientra in Francia nel
febbraio 1939 ed è internato a Saint Cyprien. Evaso, viene arrestato dalla polizia francese e nuovamente
internato nel luglio/agosto 1939 a Gurs (ilot G, gruppo italiano), poi ad Argelès (nel 1941 insieme con
Ettore Storai) e a Vernet. In seguito evade e combatte con la Résistance francese nei FTP. Rientra in
Italia nel 1949 ed è attivo militante del PCI, segretario di sezione. Segretario dell'ANPPIA, il 15/5/1961
è eletto vicepresidente. Deceduto a Firenze il 31/1/1962.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
218
GIANNONI GINO
Nome di battaglia: Bistecca perché "magro come una bistecca da mensa economica", Prezzemolo
Luogo di nascita: S. Croce sull'Arno (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Minatore
Nato il 13/8/1895 a S. Croce sull'Arno da Giuseppe e Annunziata Pro.
Arruolato dal 1914 al 1919 nella Marina. Attivo politicamente
dall'immediato dopoguerra, è indiziato dei fatti di Empoli del 1921. Dopo
l'avvento del fascismo si trasferisce a Ventimiglia e forse da lì tenta
l'espatrio, ma è rimpatriato a S. Croce e diffidato nel 1928. Nello stesso
anno espatria clandestinamente in Francia ed è residente prima a Mentone
(Bouche du Rhône) e poi ad Arles (Bouche du Rhône), dove risulta
coniugato con Ameriga Fratoni. Iscritto in Rubrica di frontiera. Secondo
segnalazione del Consolato di Marsiglia (Bouche du Rhône) del
13/5/1931, partecipa insieme con Galliano Panichi all'aggressione al
fascista Giovanni Batini presso Salins di Giraud (Arles). Sembra sia
residente a Salvagnac (Tarn) nel gennaio 1933. Nell'ottobre 1936 accorre
in Spagna fra i primi volontari e si arruola nella XII Brigata Internazionale
con il Battaglione Garibaldi, con cui partecipa alle battaglie di Cerro de los
Angeles, Casa de Campo, Pozuelo, Boadilla, Mirabueno, Arganda,
Guadalajara.
In seguito è sergente e cuciniere nella XII Brigata Garibaldi. Ferito in combattimento sull'Ebro alla fine
del 1938, ripara in Francia nel febbraio 1939 e ad Arles gestisce un ristorante dove offre nascondiglio e
aiuto agli antifascisti e ai partigiani della Résistance. Subisce arresti continui fino alla Liberazione. Risulta
fra le vittime di guerra di S. Croce sull'Arno dal libro dei morti della parrocchia della frazione di S.
Lorenzo.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Monteleone G. (a cura di), Giani Siro. Memorie e testimonianze di un comunista empolese 1925-1995, Ibiskos Editrice, Empoli,
1997
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ASGr (fondo Questura)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
219
GIGLI PRIMO
Nome di battaglia: Bruno
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Cappellaio, ombrellaio
Nato il 5/10/1899 (o il 10/5/1899) a Firenze da Giuseppe e Maria Tagli. Emigrato in Francia nel 1922,
a Parigi lavora in una ditta che produce ombrelli. È iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle
ricerche nel 1938 perché segnalato come "rientrato dalla Spagna dove era miliziano". Rientrato
effettivamente in Francia nel 1938, risulta da quel momento irreperibile.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
220
GINGRIE GIOVANNI
Luogo di nascita: S. Quirico di Vernio (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Infermiere
Nato a S. Quirico di Vernio da famiglia antifascista. Iscritto al PCd'I nel 1936, membro del SRI.
Arrivato in Spagna nel febbraio 1937, è arruolato come sergente sanitario nella 139° Brigata. Nel
febbraio 1939, passato in Francia, è internato al Vernet.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
221
GIORGI CESARE
Nome di battaglia: Roberto Manzoni, Giorgetti, "Giorgino"
Luogo di nascita: Bahia Bianca (Argentina)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Contadino, rappresentante
Nato il 9/5/1909 a Bahia Bianca da Ferdinando e Pia Hirsch. Residente sin dall'infanzia a Camporgiano
(LU), è in possesso di licenza tecnica e frequenta anche la scuola di Belle arti di Roma nel 1931. Non
presta servizio militare, in quanto riformato per debole costituzione. Da Roma sarebbe emigrato in
Turchia per sottrarsi alle persecuzioni fasciste e in seguito si sarebbe spostato in Francia, da dove è
certamente espulso nel 1932. Nel 1934 è già in Spagna, dove svolge attività politica e prende parte ai
moti rivoluzionari delle Asturie, venendo incarcerato ed espulso nel 1935. Iscritto in Rubrica di
frontiera. Nel novembre 1936 è nella XII Brigata Internazionale, sergente della Sezione trasmissioni del
Battaglione Garibaldi (2° compagnia). Nel settembre 1937 è sergente nella compagnia di Stato Maggiore
della XII Brigata Garibaldi (4° Battaglione). Combatte a Majadahonda, Mirabueno, Arganda,
Guadalajara, Morata de Tajuna, Huesca, Teruel, Estremadura, Caspe, Ebro. Ferito nel 1938 alla gamba
da schegge di proiettile, viene ricoverato nell'ospedale da campo di Caspe e in seguito trasferito a
Benecassim. Rientrato in Francia in data imprecisata, parte nel 1940 dalla Francia diretto in Brasile.
Rientra in Italia nel 1964 e risiede a Roma, Carrara, Arezzo.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
222
GIUGGIOLI ENRICO
Luogo di nascita: Siena (SI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Carpentiere
Nato il 28/12/1906 a Siena da Cipriano ed Elvira Bertini. Segnalato quale comunista dal 1925, è fra i
dirigenti del PCd'I di Siena. Arrestato il 12/4/1934 per organizzazione comunista, viene condannato
dal Tribunale Speciale a 3 anni di reclusione a Roma per attività comunista (di cui 2 condonati), è
liberato il 12/4/1935. Ammonito, espatria clandestinamente il 12/10/1936 a Parigi e da lì passa in
Spagna dove si arruola nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi. Iscritto in Rubrica
di frontiera. È sul fronte di Guadalajara dove rimane ferito durante i combattimenti per la presa del
Castello di Ibarra il 14/3/1937. Passato alla XII Brigata Garibaldi (2° Battaglione, 2° compagnia, 1°
sezione) nei primi giorni del maggio del 1937. Ferito gravemente il 16/6/1937 durante l'attacco a
Huesca, muore due giorni dopo nell'ospedale da campo di Barbastro (Huesca). La notizia è comunicata
alla FGS da Vittorio Bardini.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bardini V., Storia di un comunista, Guaraldi, Firenze, 1977
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
223
GIUGNI GIOVANNI
Luogo di nascita: Cantagallo (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Manovale
Nato il 22/4/1905 a Cantagallo da Angelo ed Elvira Bardazzi. Nel 1920 viene denunciato per violenza
e resistenza all'Arma ed è condannato dal Tribunale di Firenze a 10 giorni di carcere (condanna del
12/3/1921). Nel 1925 adempie agli obblighi di leva come soldato semplice presso il 38° Regg. di
Fanteria. Espatriato in Corsica nel luglio 1931 con regolare passaporto e un contratto di lavoro, si
stabilisce ad Aiaccio; in seguito sarebbe residente a Propriano. Iscritto alla CGT e al PCd'I nel 1936. È
combattente nelle Brigate Internazionali in Spagna dal febbraio 1937 (per 18 mesi), incorporato in un
reparto di infermieri a Figueras (secondo altra fonte nella XII Brigata Garibaldi, 2° Battaglione, 2°
compagnia). Iscritto al PCE nel 1938. Rientra in Francia il 9/2/1939 ed è internato a Saint Cyprien,
Gurs, Mont Louis, Argelès (nel 1941) e dal 29/4/1941 a Vernet, per aver manifestato contro l'invio
degli internati in Africa del Nord (sezione C reduci di Spagna, baracca 36 poi sezione B, anarchici ed
estremisti, baracca 7 e 22, n. di matricola 7749). Avendo chiesto di essere rimpatriato è consegnato agli
italiani a Mentone il 5/9/1942. Il 27/10/1942 è confinato a Ventotene per 4 anni dalla Commissione
provinciale di Firenze, liberato nell'agosto 1943. Partigiano in Italia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
224
GIUNTINI MARIO UMBERTO
Luogo di nascita: Pisa (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante/manovale
Nato il 10/3/1900 a Pisa da Vittorio e Giulia Soldani. Attivo dall'immediato dopoguerra, è ardito del
popolo. Ricercato dalla polizia fascista, espatria in Francia nel 1922 e in seguito si sposta in Corsica ad
Aiaccio dove è membro del PCF. Iscritto in Rubrica di frontiera per l'aggressione al viceconsole di
Mentone. Nell'ottobre del 1936 si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale col Battaglione
Garibaldi e partecipa a tutte le azioni della formazione. Secondo altre fonti è al fronte di Teruel dal
dicembre 1936 al gennaio 1937 con la XIII Brigata Internazionale. Rimane ferito nel 1937 sul fronte di
Madrid ed è ricoverato nell'ospedale militare di Valencia, poi inviato in Francia. Rimessosi, rientra in
Spagna e passa alla XII Brigata Garibaldi (1° Battaglione o responsabile della mensa ufficiali del 4°
Battaglione) e rimane mutilato nei combattimenti di Fuentes de Ebro. Dopo aver lavorato
all'intendenza ad Albacete, rientra in Francia nel gennaio 1939. Internato ad Argelès e Gurs, evade e
ripara in Corsica in data imprecisata.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
225
GOFFE IRINA
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Economista
Nata il 22/7/1913 a Firenze da Seddeler. Ad appena dieci anni, nel 1923, si trasferisce con la famiglia
nell'URSS. Frequenta l'università a Mosca, laureata in economia. Arriva in Spagna nel settembre 1937 e
viene incorporata come interprete nell'Artiglieria repubblicana. È presente su tutti i fronti in cui viene
impiegata la sua unità. Esce nel 1938 dalla Spagna, diretta in URSS. Fa parte in seguito della Presidenza
della Sezione dell'Associazione degli ex combattenti volontari della guerra di Spagna dell'Unione
Sovietica.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AICVAS
226
GONNELLI PARISIO
Luogo di nascita: Empoli (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Vetraio
Nato il 21/11/1908 a Empoli da Luigi e Adele Perazzi. Perseguitato dal fascismo, emigra in Francia nel
novembre 1932 insieme ad Aureliano Santini, via mare fino alla Corsica, su una piccola imbarcazione di
fortuna, e poi passando da Marsiglia (Bouche du Rhône) fino a Parigi, dove entra in contatto con gli
antifascisti locali e svolge attività comunista. Iscritto in Rubrica di frontiera. Combattente della guerra di
Spagna, è iscritto come tale dalla Polizia fascista nel Bollettino delle ricerche. Deceduto a Empoli nel
1969.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ISRT (fondo ANPI)
227
GOZZOLI VIRGILIO
Nome di battaglia: Gigi Vizzo, Rollio, Iconoclasta, Mattaccio, Vir, Gaspare, Guastin, Guastini
Vincenzo
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Meccanico, pubblicista, tipografo
Nato il 10/11/1886 a Pistoia da Paolo e Angelica Gelli. Condannato già nel 1914 per resistenza
all'autorità, assolto per insufficienza di prove dal reato di oltraggio. Attivo da inizio secolo come
pubblicista, nel 1916 è richiamato alle armi ma viene congedato per malattia; convalescente a Bologna
fino al 1917, qui ha una relazione da cui nasce sua figlia Fedra. Nel 1919 fonda la rivista anarchica
"Iconoclasta" ed è operaio alle Office meccaniche S. Giorgio di Pistoia. Animatore degli Arditi del
Popolo, nel 1921 i fascisti distruggono la tipografia di cui è proprietario e, perso tutto, nel novembre
1922 emigra a piedi in Francia, dove, dopo una breve sosta nella regione mineraria della Meurthe et
Moselle, arriva a Parigi (qui nel marzo 1925 fonda e dirige la rivista politica "La tempra"). Nel luglio
1925 si trasferisce a Courbevoie (Seine) dove è meccanico e allestisce in casa una tipografia clandestina.
Membro del SRI, cassiere del Comitato anarchico pro Vittime politiche; nel 1928 viene iscritto in
Rubrica di frontiera per attività antifascista all'estero e nel Bollettino delle ricerche per il fermo. Nel
1929 dà alle stampe il giornale anarchico "Fede". Nell'ottobre 1930 ospita per un breve periodo il
comunista pistoiese Guglielmo Bertini, espulso dalla Francia; anch'egli nel dicembre 1930 o nel gennaio
1931, dopo alcune proroghe ottenute per intervento della LIDU, viene espulso dalla Francia. Si sposta
in Belgio a Bruxelles, poi espulso anche dal Belgio nell'aprile 1931 passa in Lussemburgo, infine in
Spagna a Barcellona dove dal maggio 1931 fa parte di un Ufficio libertario di Corrispondenza da lui
creato insieme con Dario Castellani. Nel settembre 1931 tornato a Parigi sarebbe arrestato e
condannato a un mese di carcere per contravvenzione al decreto di espulsione, liberato si sarebbe
rifugiato a Nizza (Alpes Maritimes). Nel 1932 è segnalato inizialmente a Bruxelles, ma rientra più volte
clandestinamente in Francia, segnalato nel marzo 1932 a Fontaney Sous Bois (Val de Marne), poi
alloggia dal luglio 1932 a Vincennes (Val de Marne), dove è arrestato nell'ottobre 1932 per infrazione al
decreto di espulsione e condannato a 15 giorni di prigione. Nel gennaio 1934 è nuovamente arrestato a
Parigi e condotto dalle autorità francesi alla frontiera spagnola: elusa la sorveglianza e sceso a
Carcassonne dal treno che doveva portarlo in Spagna, raggiunge Tolosa (Haute Garonne) dove risiede
clandestinamente fino al giugno 1934, poi ritorna a Fontenay Sous Bois (Val de Marne) dove vive anche
la figlia Fedra; rientra in data imprecisata a Parigi, dove nuovamente acquista una macchina tipografica.
Nel luglio 1935 è ricoverato nell'ospedale Mont Louis di Parigi, in seguito risiede a Montreuil sous Bois
(Seine). Il 26/7/1936 partecipa alla riunione di Parigi per l'intervento anarchico, quindi passa in Spagna
e si arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") dal 10/11/1936 al 1/12/1937. Nel 1936
o nel marzo 1937 è nel comitato investigativo della FAI, impegnato in Spagna nel servizio di guardia
alla frontiera franco-spagnola di Port Bou: fa la spola fra Barcellona e Parigi, dove è presente in tutte le
attività del Comitato di aiuto per la Spagna. Nel maggio 1937 a Barcellona vive con Camillo Berneri e
collabora al giornale "Lotta di classe"; sfugge casualmente all'arresto di tutta la redazione. Lascia la
228
Spagna nell'agosto e nell'ottobre è segnalato a Parigi, poi nel dicembre a Marsiglia (Bouche du Rhône).
Il 28/11/1938 giunge a New York dove collabora con "Il Martello" (secondo un'altra fonte sarebbe in
Italia, coinvolto nella Resistenza pistoiese). Nel 1958 rientra a Pistoia, dove muore il 24/8/1964.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Petracchi G., Al tempo che Berta filava. Alleati e patrioti sulla linea Gotica (1943-1945), Mursia, Milano, 1995
ACS CPC
ISRT (fondo ANPI)
229
GRANDONI BRUNO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Stucchinaio
Nato a Firenze il 26/6/1896 da Matteo e Armida Moggi. Svolge il servizio militare nel 6° Regg.
Bersaglieri. Il 16/5/1917 viene condannato dal Tribunale di guerra del XII Corpo d'Armata a 2 anni di
carcere per rifiuto d'obbedienza, ma nel febbraio 1919 è amnistiato. Professa idee comuniste e, per
questo, subisce percosse da parte dei fascisti. Espatriato clandestinamente in Francia assieme alla moglie
nel 1921, iscritto in Rubrica di frontiera nel 1929 per attività comunista. Nel 1929 risiede a Lione
(Rhône) e nel 1934 a S. Fons (Rhône). Nel novembre 1936 si arruola in Spagna nella XII Brigata
Internazionale con il Battaglione Garibaldi, assegnato a lavori di edilizia nei servizi di retrovia. Passato
al fronte con la XII Brigata Garibaldi, nel 1938 viene inviato nel Battaglione di fortificazione della 45°
Divisione dove rimane fino all'evacuazione dei volontari dalla Spagna.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
AFIGRo (fondo Comintern)
230
GRASSI ANGELO
Luogo di nascita: Sinalunga (SI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Muratore
Nato il 28/8/1904 a Sinalunga da Agostino e Felice Maria; la famiglia è di tradizione antifascista: la
madre aveva preso parte alle agitazioni del primo dopoguerra, il fratello Cesare aveva fondato nel 1921
la sezione comunista di Ricomagno. Sposato nel dicembre 1925 con la comunista Gabrielle Rossi, da
cui ha un figlio. Espatriato regolarmente nel luglio 1926 in Francia con la madre, è iscritto in Rubrica di
frontiera nel 1932 per attività antifascista. Risiede a Beausoleil (Alpes Maritimes) fino al 4/4/1934; dal
1934 al 1936 è a Conségudes (Alpes Maritimes), poi nell'agosto 1936 si sposta a Gattières (Alpes
Maritimes). Segretario dell'UPI, membro della CGT. Nel 1937 è segnalato quale combattente delle
Brigate Internazionali in Spagna, arruolato nella XII Brigata Internazionale, prima col Battaglione
Garibaldi poi nella Brigata omonima. Combatte in Aragona e sull'Ebro. Secondo alcune fonti, nel
febbraio 1939, lasciata la Spagna dopo la caduta di Barcellona, è internato a Saint Cyprien, Gurs e
Vernet. Secondo la scheda del Vernet però non risulta aver combattuto in Spagna, ma sarebbe stato
arrestato a Gattières il 20/10/1940 e internato nel campo di Oraison (Basses Alpes) fino al 7/2/1941: il
6/4/1941 è privato della cittadinanza francese (acquisita nel maggio del 1940) e alla chiusura del campo
è inviato con un convoglio a S. Sulpice (Tarn), da dove è trasferito il 24/9/1941 a Vernet e internato
come comunista (sezione B, baracca 7, n. di matricola 8717). Rilasciato in ogni caso il 21/4/1942,
fonda a Gattieres nelle Alpi Marittime uno dei primi gruppi di FTP. Il 7/7/1944 è catturato dai nazisti a
Nizza (Alpes Maritimes), torturato e impiccato a un lampione stradale.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ADEA
ISRT (fondo ANPI)
231
GRASSI MARCELLO
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Facchino
Nato a Carrara il 2/11/1888 da Ildegenda Grassi e padre ignoto. Emigrato in Francia nel 1913 secondo
alcune fonti, per altre sarebbe espatriato clandestinamente dall'Italia solo nel 1932. Nel 1933 è segnalato
all'Asinara e identificato dalla Questura di Apunia per aver aggredito un fascista che avrebbe fornito alla
polizia informazioni sul suo conto. Nel 1937 viene segnalato in Spagna fra gli antifranchisti: si è
effettivamente arruolato nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") il 12/3/1937, poi passa
nella 120° Brigata mista con il 1° Battaglione Matteotti (compagnia mitraglieri). Rientrato in Francia, a
Tolone (Var), è espulso nel 1938. In Italia, a Carrara, nel 1940 viene arrestato perché sospettato di aver
fatto parte delle Brigate Internazionali e internato (Fabriano, Monteforte Irpino, Tremiti), liberato nel
settembre 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ASMs
232
GUALTIERI ARMANDO
Luogo di nascita: Vernio (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Tagliaboschi, contadino
Nato il 15/6/1906 a Vernio da Giuseppe e Anna Tartoni. Emigra definitivamente nel settembre 1930
(dopo alcuni periodi di emigrazione temporanea insieme con il padre) in Corsica, residente a Pirelli.
Iscritto al PCF. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel 1938 via Aiaccio e Marsiglia (Bouche du Rhône),
raggiunge Parigi, poi da lì si sposta a Perpignan (Pyrénées Orientales) e Figueras. Secondo la Missione
Militare Italiana, il 19/5/1938 giunge in Spagna e, dopo un corso di istruzione a Cambré, si arruola
nella XII Brigata Garibaldi. Ferito al braccio destro in combattimento durante un'incursione aerea sulla
Sierra Cabals, è ricoverato a Villafranca, a Ulota e infine, il 16/10/1938, nella clinica militare di Moja.
Iscritto al PCE nel 1938. Chiede di poter imbarcarsi per il Messico ma nel febbraio 1939 è ricondotto in
Francia ed è internato a Gurs, Mont Louis, Argelès (nel 1941) e il 29/4/1941 a Vernet (sezione C
reduci di Spagna, baracca 36, poi sezione B, baracca 7, n di matricola 1798). Nel luglio 1942 riceve 50
franchi dalla Delegazione italiana per i rimpatri in vista del suo rientro in Italia. Rimpatriato
effettivamente il 11/8/1942 (dopo un sollecito della Croce Rossa di Ginevra e della sorella Albina) via
Mentone, il 27/10/1942 è confinato a Ventotene per 3 anni, liberato nell'agosto 1943. Arrestato in data
imprecisata, viene prelevato dal carcere e fucilato dai fascisti fiorentini il 2/12/1943 per rappresaglia in
seguito all'azione partigiana in cui rimane ucciso il tenente colonnello fascista Gino Gobbi, comandante
del locale Distretto militare.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
ADPO
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
233
GUARDUCCI EMILIO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Repubblicano
Nato il 19/7/1905 a Firenze. Combattente nel corpo di spedizione fascista in Spagna, è fatto
prigioniero a Guadalajara il 14/3/1937 e passa nelle file repubblicane, probabilmente nella XII Brigata
Internazionale con il Battaglione Garibaldi. Catturato nel 1938, è tradotto in Italia nel 1939 e, nel
gennaio 1940, viene condannato dal Tribunale Militare di Roma a 20 anni di reclusione a Gaeta per
diserzione e tradimento. Iscritto in Rubrica di frontiera.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
234
GUELFI IDEALE
Luogo di nascita: Pisa (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Commerciante, autista
Note: Fratello di GUELFI SILVANO
Nato il 30 (o il 1°)/6/1910 a Pisa da Giulio e Corinna Noccioli, commercianti di prodotti alimentari.
Residente a Cascina (PI). Espatriato in Francia con la famiglia nel 1922 ad Arles (Bouche du Rhône).
Attivo nelle organizzazioni antifasciste dell'emigrazione: aderisce al PCd'I dal 1929, iscritto al PCF,
membro del SRI. A Parigi dal 1925, va per qualche tempo a "fare i mercati" insieme con il padre e con
Alfredo Boschi. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel novembre 1936 si arruola in Spagna ed è sergente
nell'Artiglieria internazionale, con la batteria Antonio Gramsci. In licenza nel novembre 1937,
probabilmente in Francia, torna in Spagna dove è gravemente ferito alla testa in combattimento nel
1938; convalescente, rientra comunque nel suo reparto. In seguito forse passa anche nella XII Brigata
Garibaldi. Iscritto al PCE nel 1938. Ripara in Francia il 9/2/1939 ed è internato, secondo alcune fonti,
a Saint Cyprien e Gurs (compare in una lista di trasferimento da un campo all'altro conservata presso
l'ADPO). Secondo la scheda del campo di Vernet, invece, sarebbe tornato ad Arles e vi sarebbe rimasto
fino al novembre 1939, poi si sarebbe spostato a Parigi fino al 7/6/1940 e quindi sarebbe rientrato
nuovamente ad Arles. Arrestato il 12/12/1941, sarebbe stato internato nella prigione di Brèbant, poi il
17/3/1942 trasferito a Vernet (sezione B, baracca 22, n di matricola 9365) come comunista notorio e
pericoloso per l'ordine pubblico. Il 25/3/1942 firma una dichiarazione per il rimpatrio; tradotto in Italia
il 25/6/1942, viene confinato a Ventotene per 5 anni, liberato nell'agosto 1943. Partecipa alla Résistance
nella regione parigina. Durante l'occupazione nazista è partigiano in Toscana. Nel dopoguerra viene
eletto sindaco del comune di Cascina.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Martufi P., La tavola del pane: storia della 23° Brigata Garibaldi "Guido Boscaglia", con documenti e testimonianze sulla Resistenza nelle
province di Grosseto, Livorno, Pisa e Siena, Siena, ANPI, 1980
ACS CPC
ADEA
ADPO
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
235
GUELFI PIETRO
Luogo di nascita: Marginone, frazione di Altopascio (LU)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Artigiano
Nato il 10/6/1891 a Marginone, frazione di Altopascio, da Michele e Liberata Negri. Secondo la polizia
italiana emigra in Francia dal 1919 e qui professa inizialmente idee socialiste, mentre per la Sureté
nationale è in Francia regolarmente solo dal gennaio 1926, residente a Bernis (Gard) con la moglie
italiana e il figlio di nazionalità belga. Iscritto in Rubrica di frontiera. Risulta alla polizia fascista negli
elenchi degli italiani appartenenti all'UPI in Francia. In data imprecisata si arruola in Spagna nelle
Brigate Internazionali. Ripara in Francia nel febbraio 1939 ed è internato ad Argelès e Gurs (ilot E,
gruppo italiano); in seguito è arruolato in una imprecisata CTE, dislocato nel dipartimento di Nord-Pasde-Calais.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ASLu
236
GUELFI SILVANO
Luogo di nascita: Cascina (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Autista, meccanico
Note: Fratello di GUELFI IDEALE
Nato il 20/12/1912 a Cascina da Giulio e Corinna Noccioli, commercianti di prodotti alimentari. Vive
in Francia, ad Arles (Bouche du Rhône), con la famiglia dal 1922. Militante del PCd'I e attivo tra
l’emigrazione italiana ad Arles. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nell'ottobre 1936 si arruola nella XII
Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi (3° compagnia col grado di sergente, secondo altra
fonte è comandante di una squadra della 1° compagnia). Ferito il 13/11/1936 al primo combattimento
a Cerro de los Angeles, rientra in Francia per le cure e svolge propaganda a favore della Spagna
repubblicana e per il reclutamento di volontari.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AICVAS
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
237
GUERRIERI SETTIMIO
Nome di battaglia: Capozzi
Luogo di nascita: Piombino (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio
Nato il 22 o il 24/4/1905 a Piombino da Antonio e Pia Vagelli. Di famiglia poverissima, operaio
all'ILVA fin da giovanissimo, rimane disoccupato nel 1925 ed emigra a Torino dove è assunto alle
Ferriere FIAT (secondo altre fonti si trasferisce a Torino già nel 1922). Fin da subito aderisce al
movimento anarchico ed è membro a Torino dei gruppi anarchici della "Barriera di Nizza" e della
"Barriera di Milano". Subisce numerosi licenziamenti e viene arrestato il 10/2/1931 quale
propagandista anarchico e per favoreggiamento degli espatri clandestini: confinato a Ponza per 5 anni,
ridotti a 3 in appello, viene liberato nel novembre 1932 per amnistia. Si incontra al caffè "Valentino" di
Torino nel 1936 con Antonio Calamassi per organizzare il loro espatrio e quello dell'anarchico Dante
Armanetti: arrivano clandestinamente il 9/9/1936 in Francia attraverso il passo di Val di Vanzo, quindi
con l'aiuto del Comitato antifascista di Chambery (Savoie) raggiungono la Spagna, transitando per
Marsiglia (Bouche du Rhône), sul piroscafo "Ciutad de Barcelona". Iscritto in Rubrica di frontiera e nel
Bollettino delle ricerche. Qui si arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") il 18/9/1936
e combatte a Monte Pelato, Huesca ed Almudevar. Dopo la sconfitta si rifugia in Francia a Brive la
Gaillarde (Corrèze) ma è tratto in arresto per misure di PS e internato nell'estate del 1939 a Argelès
(dove fa parte del gruppo anarchico "Libertà o morte"). Trasferito a Gurs nel luglio 1939 (gruppo
italiano, 9° compagnia) sarebbe secondo la polizia italiana a capo degli anarchici italiani del campo
insieme con Italo Ragni. In seguito è incorporato in una CTE, con la quale, in data imprecisata passa in
Belgio. Fuggito o liberato, si stabilisce ad Anversa, ma viene catturato dai tedeschi e, riconsegnato ai
francesi, viene imprigionato a Saint Cyprien nel 1941. Evade nel 1943 e collabora coi partigiani francesi
alla Résistance nella regione di Parigi. Nel dopoguerra torna a Torino dove è riassunto dalla FIAT ed è
nella lista libertaria per il consiglio direttivo della FIOM. Rientra poi a Piombino dove muore il
22/1/1975 (secondo altre fonti sarebbe morto a Torino).
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), relatore GalleranoN., Tesi di laurea non
pubblicata, Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Tognarini I. (a cura di), Documenti e testimonianze sull'antifascismo e sulla lotta partigiana piombinese, Coop. La proletaria,
Piombino, 1974
ACS CPC
AICVAS
AFIGRo (fondo Comintern)
238
GUFONI VIERI o CHIESI
Luogo di nascita: Empoli (FI)
Nato a Empoli da Gustavo e Angiolina Giannoni. Dato per morto in Spagna dove è combattente in
una formazione imprecisata, nel 1938 secondo altre fonti abiterebbe a Tolone (Var) insieme al padre.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AFIGRo (fondo Comintern)
239
GUIDOTTI GIOVANNI NATALINO
Luogo di nascita: Capannori (LU)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Bracciante
Nato il 19/11/1906 a Capannori da Eusebio ed Emilia Lunardi. Residente dal 1928 per motivi di
lavoro in Francia, ad Arles (Bouche du Rhône), nel dicembre 1936 parte per la Spagna e si arruola nella
XII Brigata Internazionale, con il Battaglione Garibaldi. È poi nella XII Brigata Garibaldi. Rientra in
Francia nell'agosto 1937 e nel 1939 risulta residente ad Arles.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
240
IACOMELLI (o JACOMELLI) LELIO
Luogo di nascita: Ravi, frazione di Gavorrano (GR)
Orientamento politico: Anarchico, comunista
Professione: Meccanico
Nato il 21/8/1903 a Ravi, una frazione di Gavorrano, da Alfredo, straccivendolo anarchico, e Ginevra
Monti. Descritto di statura alta, corporatura regolare, privo della seconda e della terza falange dell'indice
e del medio della mano sinistra, con una cicatrice sulla guancia sinistra, fronte alta e larga; ha tatuato
sull'avambraccio sinistro un disegno rappresentante una bomba con una miccia e una stella con al
centro la falce e il martello, con l'iscrizione "Viva la libertà e l'anarchia" intorno alla bomba. A
Gavorrano frequenta le scuole fino alle elementari, quindi a quattordici o quindici anni si avvicina agli
ambienti anarchici di Gavorrano e Scarlino e inizia a frequentare a Grosseto i circoli “Germinal” e
“Pietro Gori”. Nel Biennio rosso partecipa alle manifestazioni proletarie e di protesta in Maremma e si
iscrive alla Gioventù comunista (ne esce in seguito, per tornare al movimento anarchico). Nel luglio del
1923 espatria clandestinamente passando per il valico di Modane (Savoie) e si stabilisce in Francia, ad
Auboué (Meurthe-et-Moselle). Nel 1925 tenta di inutilmente di ottenere il passaporto italiano dal
consolato di Nancy (Meurthe-et-Moselle), quindi si sposta a Lione (Bouche du Rhône) e nell'agosto del
1927 a Saint Vallier (Alpes Maritimes). Disoccupato ed espulso dalla Francia nel 1930 si sposta in
Belgio a Liegi dove è arrestato nel marzo 1930 perché sorpreso con una rivoltella in tasca in una cantina
di Bressoux, dove si tiene una riunione di comunisti; sconta una condanna a 6 mesi di carcere prima di
essere espulso il 29/9/1930. Comincia così un lungo viaggio, che lo vede costretto a passare di paese in
paese in cerca dei mezzi di sostentamento e quasi vivendo sulle frontiere per contrastare i
provvedimenti di espulsione: rifugiatosi dal Belgio in Olanda, è di nuovo arrestato e cacciato dal paese;
tornato in Belgio, ottiene il passaporto dal Consolato italiano di Liegi nel marzo 1931 ma, senza lavoro,
si sposta in Germania a piedi da Francoforte a Lipsia, a Dresda e a Berlino con l'intenzione di
raggiungere la Romania per impiegarsi; è segnalato a Stoccarda, a Norimberga e a Monaco di Baviera,
dove è arrestato più volte per accattonaggio; condannato a 20 giorni di carcere perché sorpreso a
chiedere l'elemosina, è espulso anche dalla Germania; si sposta in Austria, ma il 25/5/1932 il Console
italiano di Graz lo fa arrestare ed espellere dal paese; entrato in Ungheria è immediatamente fermato e
accompagnato alla frontiera jugoslava; arrestato anche qui e condotto sul confine austriaco e rientra
nell'ottobre 1932 in Francia (dove si iscrive alla CGT) e infine nel dicembre cerca rifugio a Barcellona.
È, però, arrestato anche a Gerona per la sua vita turbolenta e per l'attività comunista che svolge
"manifestando pubblicamente sentimenti sovversivi e antinazionali" e viene condotto alla frontiera con
la Francia il 18/7/1933. Rientrato illegalmente in Spagna, trova finalmente rifugio per due anni a
Bilbao, dove si lega a una ragazza del posto e diventa padre di una bambina. Nel 1935 è di nuovo
arrestato e, espulso, viene accompagnato alla frontiera col Portogallo. Tornato per la terza volta in
Spagna alla fine del 1935 e sorpreso a Bilbao dalla guerra, si arruola il 19/7/1936 in un Battaglione
imprecisato dell’esercito repubblicano, come operaio zappatore. Alla caduta di Bilbao si trasferisce a
Santander con il suo reparto e quindi a Gijon, dove, il 21/10/1937, dopo la resa della città, si presenta
al governatore militare ed è immediatamente arrestato: viene internato nei campi franchisti di Santoma,
Bilbao, Santander e San Pedro de Cardena fino al 1938. Tradotto in Italia nell’autunno del 1938, è
consegnato alla polizia fascista nel porto di Napoli (sbarca dalla nave "Aquileia" il 18 settembre). Il
Ministero dell'Interno ne suggerisce l'arresto per 6 mesi e la Commissione partenopea per il confino il
20/3/1939 gli infligge 5 anni in quanto combattente antifascista in Spagna; tradotto a Ventotene, vi
rimane fino al 21/8/1943 quando è rimesso in libertà e rispedito a Grosseto con un foglio di via
obbligatorio. Forse partigiano, nel gennaio 1944 sarà internato a Bagno a Ripoli. Risiede probabilmente
a Oviedo nel dopoguerra.
FONTI:
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
241
Banchi A., Si va pel mondo. Il partito comunista a Grosseto dalle origini al 1944, a cura di Bucci F., Bugiani R., ARCI, Pitigliano,
1993
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Capitini Maccabruni N., La Maremma contro il nazi-fascismo, La Commerciale, Grosseto, 1985.
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Tognarini I. (a cura di), Documenti e testimonianze sull'antifascismo e sulla lotta partigiana piombinese, Coop. La proletaria,
Piombino, 1974
ACS Confino politico
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AICVAS
242
IACOPINI GIUSEPPE
Nome di battaglia: François
Luogo di nascita: Massa (MS)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Barbiere, elettricista, tabaccaio
Nato il 29/5/1903 a Massa da Filiberto e Anna Coppa. Sposato nel 1922 con Giuseppina Biancolini, da
cui ha un figlio. Attivo politicamente dall'immediato dopoguerra: arrestato nel novembre 1926 per
propaganda antifascista, è confinato a Favignana, Ustica, Lipari, Ponza per 4 anni (interamente
scontati); tre volte condannato per infrazione agli obblighi, liberato il 23/3/1931. Arrestato
nuovamente il 6/3/1932, è confinato a Ponza per 5 anni, ma viene liberato per amnistia nel novembre
dello stesso anno. Espatria clandestinamente il 28/10/1936 per recarsi a combattere in Spagna. Iscritto
in Rubrica di frontiera. Si arruola nella XII Brigata Internazionale, prima nel Battaglione Garibaldi e poi
nella Brigata omonima (3° Battaglione, 3° compagnia). Ferito in combattimento in Estremadura il
15/2/1938, nel maggio 1938 è rimpatriato in Francia come inabile al servizio militare per una infezione
agli occhi. Si stabilisce a S. Etienne (Loire), ma è arrestato e internato ad Argelès, Gurs, dal 26/3/1941
a Mont Louis e dal 29/4/1941 a Vernet (sezione C reduci di Spagna, baracca 35, n. di matricola 7796).
Tradotto in Italia il 23/9/1941, è confinato a Ventotene per 5 anni, pena commutata in ammonizione il
15/2/1942, prosciolto il 30/10/1942 per il ventennale. In seguito è partigiano in Toscana, comandante
della Otello Gattoli, uno dei distaccamenti della futura 23° Brigata Garibaldi Guido Boscaglia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Groppi C., La piccola banda di Ariano: storie di guerra e Resistenza, Il chiassino, Castelnuovo Val di Cecina, 2001
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Martufi P., La tavola del pane: storia della 23° Brigata Garibaldi "Guido Boscaglia", con documenti e testimonianze sulla Resistenza nelle
province di Grosseto, Livorno, Pisa e Siena, ANPI, Siena, 1980
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ADEA
ADPO
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
243
INNOCENTI ALESSANDRO
Luogo di nascita: Portoferraio (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Minatore
Nato nel 1900 a Portoferraio. Ha fatto il servizio militare in Italia come soldato semplice, ha
combattuto nella prima guerra mondiale nella Marina. Espatriato in data imprecisata, è residente a
Nizza (Alpes Maritimes). Iscritto alla CGT, membro del SRI, entra nel PCd'I nel 1937. Arriva in Spagna
da Nizza nel gennaio 1938 e si arruola nella XII Brigata Garibaldi (1° Battaglione, plotone esploratori).
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS Min. Int. PS
BDIC (Archives de Moscou)
244
ISOPO PAPIRIO
Luogo di nascita: Sarzana (SP)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio
Nato il 23/6/1899 a Sarzana. Sottotenente nella prima guerra mondiale. Nella primavera del 1921 è
implicato negli scontri di Sarzana e nell’agosto si rifugia a Pistoia (PT) dove partecipa all'organizzazione
gli Arditi del popolo. Arrestato e rilasciato, arrestato di nuovo nel 1923 è assolto per i fatti di Sarzana
solo nel 1925. Emigrato in data imprecisata, dal 1926 è residente in Spagna e al momento della
sollevazione franchista si arruola fra le formazioni anarchiche presso Aragona. Passa successivamente
alla 28° Divisione, forse come ufficiale. Alla fine di settembre del 1938 è archivista alle dipendenze della
CNT di Valencia. Arrestato dai franchisti ad Alicante nel marzo 1939, riesce a fuggire, ma è
nuovamente arrestato a Barcellona e condannato a 13 anni di carcere. Nel 1943 viene amnistiato.
Rimpatriato in Italia nel 1944 tramite il consolato inglese.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
245
LAMPREDI ALDO
Nome di battaglia: Vallardi, Guido
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Falegname
Nato il 13/3/1899 a Firenze da padre ignoto e Guglielma Lampredi. Attivo dal 1919 nella Gioventù
socialista di Firenze, quindi tra i fondatori della Gioventù comunista nel 1921. Arrestato il 18/2/1926
per organizzazione comunista, viene condannato dal Tribunale Speciale a 10 anni e 6 mesi di reclusione
(Pesaro e Civitavecchia), ma è liberato per amnistia il 15/11/1932. Colpito nuovamente da mandato di
cattura nel maggio 1934 con analoga motivazione, ripara in Francia, a Parigi. Funzionario del PCd'I,
frequenta la scuola leninista a Mosca in data imprecisata. Nell'estate 1936 si arruola in Spagna come
commissario delle Brigate Internazionali (forse istruttore col grado di capitano) ma già nel 1937 è
reinviato dal PCd'I a Parigi per dirigere il lavoro clandestino in direzione dell'Italia. Impegnato nella
Resistenza francese, rimpatria alla caduta del fascismo ed è dirigente della lotta partigiana nel Veneto e
nel Friuli. All'inizio del 1945 è alle dipendenze dirette di Luigi Longo, al comando del CLN a Milano. In
questa veste ha un ruolo determinante nella cattura di Mussolini a Dongo e nella notte del 27/4/1945
in ottemperanza alle decisioni del CLNAI provvede, insieme a Walter Audisio, all'esecuzione della
condanna a morte dei gerarchi del fascismo. Nel dopoguerra membro della Commissione centrale di
controllo del PCd'I. Deceduto il 21/7/1973 a Lubiana.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
Aldo Lampredi, in “L'antifascista”, 21/7/1973
Morto Lampredi: giustiziò Mussolini", in “Il Giorno”, 22/7/1973
246
LANDI FERDINANDO
Nome di battaglia: Fernando
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Elettricista
Nato il 18/10/1899 a Firenze da Adami ed Emma Pieroni. Forse per tramite della sorella che risiede a
Trieste, ha navigato come marittimo alle dipendenze della società triestina Cosulich. Imbarcato sul
piroscafo nazionale "Gerty", è denunciato dalla Capitaneria di porto per aver disertato a Filadelfia
l’8/11/1926 e viene condannato dalla Pretura di Trieste (sentenza del 10/3/1930) a 6 mesi di
detenzione, pena poi amnistiata. Negli USA sarebbe rimasto fino al 1931 e poi da lì, imbarcatosi su un
piroscafo americano, sarebbe arrivato a Nikolaiev (Mar Nero) l'1/11/1931. Residente a Leningrado dal
1932, decide di rimpatriare nel 1937 perché disoccupato e parte per Londra con un piroscafo salpato
dal porto di Lenigrado il 23/9/1937. Dopo una breve permanenza a Londra cerca di passare in Francia
nel dicembre 1937, ma viene respinto perché non in regola con il permesso di soggiorno (secondo altre
fonti valica i Pirenei nel 1937). Nel giugno 1938, quindi, richiede e ottiene la carta d’identità
professionale per lavorare nella Spagna rossa (meccanico elettricista chiede di poter lavorare a
Barcellona presso la ditta Electromotores Vivò Torras S. A., per 60 pesetas settimanali). Iscritto in
Rubrica di frontiera e Bollettino delle ricerche per l’arresto nel 1938 come combattente antifranchista
nelle Brigate Internazionali. Ha combattuto in Estremadura e sull'Ebro. Nel marzo 1939 tenta di
trasferirsi da parenti a Los Angeles ma il tentativo fallisce e nella primavera del 1939 è internato nel
campo di Gurs. Nel 1944, la compagna dichiara che si è naturalizzato francese nel settembre 1939 o nel
1940 e che si trova prigioniero di guerra in Germania (non si sa se la naturalizzazione è effettiva e se si è
arruolato nell’esercito francese come volontario o perché chiamato alle armi). Di lui non si hanno altre
notizie.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Secchia P., Il partito comunista italiano e la guerra di Liberazione 1943-1945, ricordi, documenti inediti e testimonianze, Istituto G.
Feltrinelli, Annali n. XIII (1971)
ACS CPC
247
LANDINI FORTUNATO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Anarchico, comunista
Professione: Carbonaio, sarto
Nato il 4/6/1884 a Livorno. Anarchico nell'anteguerra, comunista dal 1921. Scelto da Barontini per
sostituirlo alla segreteria del PCd'I di Livorno. Arrestato il 23/6/1927 si assume la responsabilità
dell'organizzazione comunista livornese, facendo scagionare Barontini: è quindi condannato dal
Tribunale Speciale a 8 anni di reclusione a Civitavecchia (rifiuta di associarsi alla domanda di grazia
presentata da un familiare, liberato per amnistia l'11/11/1932). Ripetutamente fermato negli anni
successivi, è segnalato come combattente antifranchista in Spagna. Internato nel giugno del 1940 a
Calitri, liberato il 28/2/1941. Partecipa alla Resistenza nel livornese.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Secchia P., Il partito comunista italiano e la guerra di Liberazione 1943-1945, ricordi, documenti inediti e testimonianze, Istituto G.
Feltrinelli, Annali n. XIII (1971)
ANPPIA Livorno, Memorie dell'antifascismo livornese, Supplemento a “Comune Notizie”, n. 4 (1992)
248
LANDINI ROMEO
Nome di battaglia: Romeo
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Meccanico
Nato il 30/6/1902 a Firenze da Francesco ed Erminda Niccoli.
Attivo politicamente nell'immediato dopoguerra (riformato al servizio
militare), iscritto al PCd'I nel 1923. Espatria in Francia nel 1924 ma
rientra in Italia nel 1926. Membro del SRI. È arrestato per
organizzazione comunista il 7/11/1930 e viene condannato dal
Tribunale Speciale a 6 anni di reclusione ad Alghero, liberato per
amnistia l'11/11/1932 e diffidato. Espatriato clandestinamente
nell'agosto 1937 si arruola in Spagna nella XII Brigata Garibaldi (2°
Battaglione, 2° compagnia) l'11 dello stesso mese. Combatte a Fuente
de Ebro, in Estremadura e a Caspe. Iscritto al PCE nel 1938. Ripara
in Francia il 15/10/1938 con un convoglio di feriti. Si stabilisce a
Parigi poi, dal 5/1/1939, a Troyes (Aube) dove è impiegato come
attrezzista in una fabbrica; nell'aprile del 1939 ottiene una carta
d'identità francese e un contratto come lavoratore industriale per 6
mesi.
Alla scadenza, il 4/10/1939, è arrestato a Vandouvre sur Bar (Aube) e internato a Vernet il 7/10/1939
(sezione B, anarchici ed estremisti, baracca 9, n. di matricola 4944) come comunista attivissimo di
tendenze anarchiche e molto pericoloso (dichiara di non aver mai fatto politica in Francia, ma è
condannato come antifascista in Italia). Nel campo la sua condotta è definita buona e la sua domanda
per emigrare in Messico viene inizialmente accolta: nell'aprile 1941 viene convocato dal Console
messicano a Marsiglia (Bouche du Rhône) e forse trasferito a questo scopo nel campo di Milles. Invece,
viene tradotto in Italia il 23/9/1941, via Mentone, ed è confinato a Ventotene per 5 anni, liberato
nell'agosto 1943. Partigiano in Italia nel 1943-1945, è tenente colonnello, comandante della zona
apuana, con il nome di battaglia "Romeo". Il 24/11/1944 viene incaricato di una delicata missione al
CLN di Firenze. Nel 1956 è in Bulgaria con una delegazione sindacale della CGIL, nel 1960 nell'URSS.
Muore il 13/1/1970 a Cecina.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Giannecchini L., Pardini G. (a cura di), Eserciti, popolazione, Resistenza sulle Alpi Apuane : atti del Convegno internazionale di studi
storici sul settore occidentale della Linea Gotica Lucca, 1-2-3 settembre 1994), Lucca, [s.n.], 1997
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
ISRT (fondo ANPI)
249
LANFRIL BENIAMINO
Luogo di nascita: Fivizzano (MS)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Cementista
Nato il 4/8/1901 a Fivizzano. Risulta residente in Francia a Clemart (Seine) e poi anche a Montreuil
sous Bois (Seine) e a Issy les Molineaux (Seine). Arruolato tra gli antifranchisti nel 1936 come sergente,
combatte nella difesa di Madrid. Secondo fonti del Comintern "fu responsabile amministratore della
cucina della delegazione delle Brigate Internazionali di Barcellona, dove dimostrò pure l’alto senso di
responsabilità di membro di partito rimanendo fermo al suo posto anche nei momenti più difficili del
bombardamento dell’aviazione fascista". Iscritto al PCE nel 1938. Risulta rimpatriato il 12/9/1938 in
Francia con un convoglio di feriti.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
250
LARI PIETRO
Nome di battaglia: Gigi, Broda o Brodda, Brambilla Da Limite
Luogo di nascita: Empoli (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Vetraio, elettricista
Nato il 17/6/1907 a Empoli da Egidio e Zaira Romolini. Iscritto al PCd'I dal 1924, individuato dalla
Prefettura di Firenze come responsabile del coordinamento della sezione giovanile di Empoli, è
arrestato nel maggio 1928 per ricostituzione del PCd'I e propaganda sovversiva ma viene assolto dal
Tribunale Speciale il 12/3/1929 per insufficienza di prove (sentenza del TS del 17/1/1929). Un
analogo provvedimento gli aveva evitato la detenzione in conseguenza dei fatti di Empoli del 1921. Nel
settembre 1931 emigra clandestinamente in Francia, dove è attivo politicamente: viene segnalato a
Marsiglia (Bouche du Rhône), quindi nel maggio 1932 si trasferisce a Tolosa (Haute Garonne) dove,
sotto lo pseudonimo di "Brambilla" si dedica all'organizzazione degli emigrati italiani. Nel gennaio 1933
è sospettato delle scritte sovversive che appaiono sui muri della Casa degli italiani. Il 3/5/1934 è
arrestato come istigatore principale della manifestazione comunista contro la celebrazione del Natale di
Roma, alla Casa del fascio di Tolosa. Rilasciato, viene proposto per l'espulsione e risiede
clandestinamente a Tolosa, svolgendo le funzioni di segretario della sezione locale del PCd'I. Compie
numerosi viaggi da Tolosa a Parigi, per mantenere i contatti con il Centro estero, quindi si sposta a
Lione (Rhône), ma viene arrestato per la sua attività sovversiva ed è nuovamente espulso dalla Francia
nel 1935. Nell'agosto 1936 si arruola in Spagna e combatte sul fronte di Aragona e sull'Ebro, a
Pelahustan, Cenicientos e Chapineria nella Colonna mobile catalana Libertad con la centuria Gastone
Sozzi. Passato nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi è ferito a Madrid nel
novembre 1936; poi è sergente nel 2°o 3° Battaglione della XII Brigata Garibaldi (compagnia zappatori)
e combatte a Huesca, Brunete, Farlete, Fuentes de Ebro. Durante una licenza in Francia, nel 1936,
rientra clandestinamente a Marsiglia (Bouche du Rhône), per cercare altri volontari nella comunità
italiana. In seguito tornato in Brigata, prende parte alla battaglia dell'Ebro e viene ferito in
combattimento. Rientra in Francia il 9/2/1939, dopo 28 mesi di fronte, e torna a Tolosa dove svolge
attività antifascista. Arrestato ed internato ad Argelès, Saint Cyprien, Gurs e dal 19/5/1940 al Vernet
(sezione B, anarchici ed estremisti, baracca 7) come "propagandista estremista molto sospetto" e per
aver manifestato contro le CTE e aver opposto resistenza alla Garde Mobile di Gurs. Secondo alcune
fonti sarebbe fuggito dal campo nella seconda metà del 1941, secondo altre consegnato il 5/9/1941 alle
autorità italiane, viene arrestato a Mentone il 6/9/1941 ed è condannato a 5 anni di confino a
Ventotene dalla Commissione provinciale di Firenze con la qualifica specifica di "combattente
antifranchista in Spagna". Liberato nell'agosto 1943 rientra ad Empoli il 23/8/1943 ed è responsabile
del Direttivo militare cittadino, insieme con Vasco Matteoli, Aureliano Santini, Sani Ricciotti (è sua
l'idea di distruggere il ponte sull'Arno tra Empoli e Sovigliana). In seguito si sposta a Firenze nel CLN
toscano e qui è arrestato il 2/3/1944 (secondo altra fonte il 19/2/1944) dal locale comando della PS
germanica insieme con Sinigaglia Alessandro, perché ritenuto facente parte di bande armate.
Incarcerato alle Murate, è sottoposto a un durissimo interrogatorio da parte degli uomini della Banda
Carità. Nelle settimane seguenti è inviato a Fossoli e fucilato il 12/7/1944 insieme con altri
sessantasette antifascisti.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
251
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Lopez A., La Centuria Gastone Sozzi, Quaderno AICVAS n. 4, Roma, 1984
Monteleone G. (a cura di), Giani Siro. Memorie e testimonianze di un comunista empolese 1925-1995, Ibiskos Editrice, Empoli,
1997
Niccolai P., Terreni S. (a cura di), Era la Resistenza : il contributo di Empoli alla lotta contro il fascismo e per la liberazione, Pagnini,
Firenze, 1995
Pezzino P. (a cura di), La tradizione antifascista a Empoli, 1919-1948: atti del Convegno, Empoli, Convento degli Agostiniani, 23
aprile 2004, Pacini, Ospedaletto, 2005
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini editore, Empoli, 2007
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
252
LASTRUCCI PRIMO
Luogo di nascita: S. Frediano (PI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Operaio
Nato il 25/12/1895 a S. Frediano da Giuseppe o Adolfo e Tersilia Pacchiani. Residente a Cascina (PI).
Consigliere comunale a Livorno e consigliere provinciale a Pisa nel 1920-1922. Perseguitato dai fascisti,
espatria in Francia nel 1923 a Marsiglia (Bouche du Rhône). In seguito è esponente della LIDU e della
Federazione socialista di Lione (Rhône). Il 14/1/1930 partecipa a una riunione anarchica al Circolo
“Sacco e Vanzetti” di Lione, insieme con Socrate Franchi, Alfredo Bonsignori e Gusmano Mariani, in
rappresentanza dei socialisti unitari. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel dicembre 1936 si arruola in
Spagna con la XII Brigata Internazionale, nel Battaglione Garibaldi e poi nella Brigata omonima
(Centuria De Rosa). Secondo fonti del Comintern, verso la metà del 1937 è congedato perché possa
tornare a disposizione del PSI. Secondo altre fonti, viene ferito mentre combatte intorno a Madrid e
muore in ospedale in Francia a Eaubonne (Val d'Oise), in seguito alle ferite riportate, nell'inverno 1937
o il 9/6/1938 dopo aver tentato di rientrare clandestinamente in Spagna per riprendere a combattere.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Tognarini I. (a cura di), Documenti e testimonianze sull'antifascismo e sulla lotta partigiana piombinese, Coop. La proletaria,
Piombino, 1974
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
253
LATTAZZI ARRIGO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Nato a Livorno. È segnalato come combattente antifranchista in Spagna in data imprecisata.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ISRT (fondo ANPI)
254
LAUNARO ANNA
Nome di battaglia: Nina (ha anche un passaporto falso a nome Mira Luigia)
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Interprete
Note: Compagna di QUAGLIERINI ETTORE
Nata il 9/4/1890 a Livorno da Giovanni e Angela Lisi. È la compagna di Ettore Quaglierini, con cui
vive in Piemonte e a Cernobbio (CO). Emigra in Germania clandestinamente alla fine del 1922, nel
1927 risiede a Bruxelles e svolge la funzione di corriere del PCd'I in Francia e in Belgio. Nel giugno
1928, durante un missione per il PCd'I, è arrestata in Belgio e incarcerata a Fanst; difesa al processo dal
futuro primo ministro belga Paul Henry Spaak, ottiene numerose attenuanti ed è liberata. A Parigi nel
1929, in Germania nel 1930, poi il 26/3/1936 si imbarca con Quaglierini sul piroscafo "Flandre" diretto
a Buenos Aires e risiede in Bolivia dove svolge intensa attività nel Segretariato del Comintern per il Sud
America. Rientra in Europa nel giugno 1931 e si stabilisce con il figlio a Parigi per alcuni mesi, quindi
nello stesso anno si sposta a Barcellona. Nel 1937 è segnalata in Spagna tra i Repubblicani, dove si
interesserebbe di opere assistenziali. Effettivamente si trova a Madrid, dove nel 1938 è la direttrice di
una casa infantile per i figli dei combattenti repubblicani. Lascia la Spagna nel marzo 1939 sul piroscafo
"African Trader" diretto a Orano. Nell'autunno è di nuovo a Parigi, in possesso di passaporto cileno,
ma si imbarcherà per l’America Latina con Quaglierini solo nel giugno 1940, quando i tedeschi sono
ormai alle porte di Parigi. Rimpatria nel dopoguerra in Sicilia, poi è a Roma. Quindi segue Quaglierini a
Praga e a Vienna, dove lavora come interprete del Consiglio Mondiale della Pace. Rientra in Italia solo
dopo la morte del compagno. Muore a Vimodrone (MI) il 7/1/1973.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ASLi
255
LAURINI SILVIO
Luogo di nascita: Lucca (LU)
Orientamento politico: Antifascista
Nato il 23/02/1911 a Lucca da genitori ignoti. Affidato dal brefotrofio di Lucca ai coniugi Girolamo e
Giuseppina Pamparini, residenti a Crespole, frazione di Pistoia. Emigrato con la famiglia in Spagna nel
1923, vicino a Madrid. Nel 1938 iscritto in Rubrica di frontiera per il provvedimento d'arresto perché
segnalato come combattente delle Brigate Internazionali, nella 75° Brigata mista. Combatte sul fronte
del Levante verso Castellon de la Plana dal gennaio 1937 all'ottobre 1938, poi è smobilitato insieme agli
internazionali. Nel dicembre 1938 e nel gennaio 1939 è nel campo di Alciras. Secondo alcune fonti nel
febbraio 1939 sarebbe internato in Francia. Nel 1941 è di nuovo in Spagna a Puente de Vallecas (vicino
a Madrid), sposato con una spagnola da cui ha due figli, ma nell'agosto 1942 viene espulso per aver
combattuto nelle Brigate Internazionali e il Console italiano di Madrid fa appello al MAE perché al
provvedimento di arresto si sostituisca nei suoi confronti la semplice vigilanza, in virtù del suo carattere
mite e così da non costringerlo a lasciare la moglie spagnola e i figli privi di sostentamento in una
nazione straniera (non si conosce l'esito della vicenda ma Laurini non risulta fra i confinati politici).
Muore a Foligno il 7/5/1996.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AFIGRo (fondo Comintern)
ASLu
ISRT (fondo ANPI)
256
LAZZARI DECIO
Luogo di nascita: Chitignano (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Meccanico
Nato il 27/12/1897 a Chitignano da Pasquale e Maria
Tiglini. Emigra in Francia nell'agosto 1919: risiederebbe 18
mesi a Preste sur Moselle (Vosges), 3 anni a Chapelle
d'Huin (Doubs), un anno a Pontarlier (Doubs), 5 anni a
Marsiglia (Bouche du Rhône), un anno a Tavaux (Jura), 3
anni a Beziers (Hérault), 7 anni a Narbonne (Aude) dove
possiede un garage. Combattente antifranchista in data
imprecisata. Arrestato nel febbraio 1941 a Narbonne
(Aude) come propagandista comunista "che approfitta
della minima occasione per sfogare il suo spirito
rivoluzionario", è internato al Vernet il 5/2/1941 (settore
B, anarchici ed estremisti, baracca 6 poi baracca 21, n. di
matricola 7003). È tra gli internati che chiedono alla
Commissione di armistizio con la Francia di tornare in
patria nel 1941. Nel luglio 1941 il Prefetto dell'Aude gli
concede un permesso di un mese per rientrare a Narbonne
e regolare la vendita del suo garage prima del rimpatrio.
Doveva essere consegnato alle autorità italiane a Mentone
nel dicembre 1941 ma per una svista burocratica è
rimpatriato solo il 21/1/1942.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ADEA
ISRT (fondo ANPI)
257
LELLI ARTURO
Luogo di nascita: Castelfiorentino (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Calzolaio
Nato il 15/1/1902 a Castelfiorentino da Giovanni ed Elvira Bronzi. Attivo politicamente dal 1919 in
Italia, emigra nel 1924 probabilmente in Francia. Iscritto in Rubrica di frontiera quale terrorista e
attentatore. Nel 1936 si sarebbe arruolato in Spagna (il nome è contenuto in un elenco del
commissariato delle Brigate Internazionali redatto il 1/1/1939). Caduto nel marzo 1938 in
combattimento secondo alcune fonti, mentre per altre avrebbe ricevuto un attestato di combattimento
nella Resistenza francese, nelle Brigate della Federation nationale du Batiment del Dipartimento del
Var. Nel 1943 la polizia italiana lo segnala ancora fra le persone ricercate e sospette, per il
provvedimento di arresto.
FONTI:
AA.VV., Antifascismo e resistenza in Valdelsa. Atti del convegno, Castelfiorentino 1966, in "Miscellanea Storica della
Valdelsa", LXXIV-LXXV (1968-70), 1-3 (f. monografico), Periodico quadrimestrale, Tipografia Baccini&Chiappi,
Castelfiorentino, 1971
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
258
LISI GIULIO
Luogo di nascita: Borgo S. Lorenzo (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Venditore ambulante
Nato il 6/6/1893 a Borgo S. Lorenzo da Pietro e Zaira Poggiali.
Ha partecipato alla prima guerra mondiale come soldato
semplice. Attivo politicamente dal 1919, è ammonito per
propaganda antifascista nel novembre 1927 (viene prosciolto nel
novembre 1928). Iscritto al PCd'I nel 1933. In seguito espatria
clandestinamente in Francia, a Parigi, ed è iscritto in Rubrica di
frontiera. Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nella XII
Brigata Internazionale, è Commissario politico di compagnia nel
Battaglione Garibaldi, poi nell'omonima Brigata. Ferito in
combattimento a Casa de Campo nel novembre 1936, passa in
seguito alle retrovie ed è vice responsabile del magazzino viveri
della delegazione delle Brigate Internazionali di Barcellona.
Iscritto al PCE nel 1938. Rientra in Francia nel febbraio 1939 e
viene internato a Saint Cyprien, Gurs e dal 5/6/1940 a Vernet
(sezione C reduci di Spagna, n di matricola 4241). Nel 1940,
secondo una nota della Legione Territoriale dei Carabinieri di
Firenze, Lisi si sarebbe messo in contatto con la sua famiglia
grazie alla Croce Rossa Internazionale "Sezione prigionieri di
guerra". Tradotto in Italia il 29/5/1941, via Mentone, arrestato il
23/8/1941 e confinato a Ventotene, liberato nell'agosto 1943.
Partecipa alla costituzione del CLN di Borgo San Lorenzo. Nel
giugno 1945 è nominato segretario della Commissione per il
recupero delle bandiere asportate dai fascisti nel 1921-1922.
Deceduto a Borgo San Lorenzo l'1/2/1968.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Biagioni M., Scarpe rotte eppur bisogna andar: fatti e persone della Resistenza in Mugello e Val di Sieve, Pagnini e Martinelli, Firenze,
2004
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
AICVAS
ADEA
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
259
LIVI GUALTIERO
Luogo di nascita: Loro Ciuffenna (AR)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Bracciante, muratore
Nato il 19/11/1903 a Loro Ciuffenna da Francesco e Pia Bagnolesi. Fin da ragazzo accompagnava il
padre alle dimostrazioni antifasciste: arrestato nel 1921 per attività sovversiva, nel 1922 è condannato a
un anno e 8 mesi di reclusione per trasporto e detenzione di bombe. A fine pena presta servizio
militare. Si reca spesso in Francia e fa perdere le sue tracce nel 1925, quando si stabilisce ad Arles
(Bouche du Rhône). Risiede in Francia fino all'arruolamento in Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna
italiana "Rosselli") del 26/8/36 (secondo il DBAI però sarebbe arrivato in Spagna insieme con i fratelli
Aiacci, Alpinolo Bucciarelli, Adolfo Pintucci, Alessandro Maffei e Pasquale Migliorini soltanto dopo il
25/10/1936). Nel 1939 è internato in Francia a Gurs, poi viene trasferito nelle CTE al fronte.
Combatte contro i tedeschi nelle Fiandre, dove è preso prigioniero; viene consegnato alla polizia italiana
il 25/7/1940 al Brennero, confinato alle Tremiti per 5 anni, liberato nell'agosto 1943. Deceduto il
26/7/1965.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS Min. Int. PS
AICVAS
260
LODOVICI ONOFRIO
Nome di battaglia: Ange
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Anarchico/Comunista, GL
Professione: Impiegato, contabile
Note: Cognato di DEL PAPA ROMUALDO
Nato il 6/3/1904 a Carrara da Ciro (o Giuseppe) e Teresa Colonnelli. Emigrato in Francia il
15/11/1922 senza documenti, risiede inizialmente a Marsiglia (Bouche du Rhône) dove lavora come
manovale fino al 1925; quindi è nella regione di Parigi, poi a La Seyne sur Mer (Var) fino al 1929, e poi
a Marsiglia fino al 1932; dal 1932 al 1936 è a Tolone (Var). Iscritto in Rubrica di frontiera per attività
anarchica, in seguito, in Francia, è schedato come comunista e dichiara di essere vicino agli ambienti di
Giustizia e Libertà. Sposato nel 1934 a Tolone con Lina Del Papa, sorella di Romualdo Del Papa, da cui
ha un figlio. Il 25/7/1936 si arruola in Spagna nella Colonna Durruti. Ripetutamente ferito è nominato
capitano istruttore. Naturalizzato spagnolo nell'aprile 1937. Rientra in Francia nel febbraio 1939 e
risiede a fino al 2/10/1939 a Tolone, poi a Lavalette (Var). Arrestato il 20/10/1939 è internato a forte
S. Catherine di Tolone e trasferito a Vernet il 28/5/1940 (sezione C, reduci di Spagna, baracca 49, n. di
matricola 4850, poi trasferito in una imprecisata sezione "des vieillards" del settore B, baracca 4).
Nell'agosto 1940 è coinvolto nel processo seguito all'evasione del cognato Romualdo Del Papa e
sottoposto a sorveglianza speciale (in questo momento fa richiesta di rimpatrio alla Delegazione
italiana). Nel dicembre 1940 il suo passaporto è inviato al Console del Messico in vista dell'emigrazione
in quel paese. Nel gennaio 1942 però è ancora a Vernet e domanda di essere incorporato in una CTE,
mentre il 25/4/1942 firma una dichiarazione scritta in cui rifiuta il rimpatrio in Italia. Nel maggio 1942
ottiene un permesso ed è condotto a Tolosa (Haute Garonne) da uno specialista per l'impianto di un
occhio di vetro, a seguito di una vecchia ferita della guerra di Spagna. Evaso dal Vernet il 2/7/1942
durante una corvée, forse riarrestato viene di certo fermato al rimpatrio in Italia, via Mentone, il
23/9/1941, confinato a Ventotene per 3 anni, poi trasferito a Renicci Anghiari. Evade o più
probabilmente è liberato nel settembre 1943. Comandante partigiano a Carrara, membro del CLN. Nel
1945 è membro della giunta provvisoria di governo di Carrara.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cerrito G., Gli anarchici nella Resistenza apuana, Maria Pacini Fazzi, Lucca, 1984
Corsi R., Testimonianza nella guerra di liberazione in Carrara: come e perché divenni partigiano, 1940-1945,Zappa, Sarzana, 1988
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ADEA
ISRT (fondo ANPI)
261
LODOVICI VICO ANNIBALE
Nome di battaglia: Romolo Vanelli, Menaldo Bacciola, Battista Spertini
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Lizzatore
Nato il 25/4/1901 a Carrara da Giulio. Coniugato con Virginia Orsi. Nel primo dopoguerra è segnalato
dalla Questura di Apuania per la frequentazione di elementi comunisti e estremisti. Nel 1925 emigra
clandestinamente in Francia, poi è in Belgio, a Liegi. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel 1936 viene
segnalato a Barcellona come arruolato nelle milizie antifranchiste. Dopo la guerra civile è a Brignoles
(Var), poi a Parigi e quindi di nuovo in Belgio, dove è incarcerato a Liegi secondo alcune fonti, al
Centro belga di "difesa sociale" di Merxplaz secondo altre. Risulta internato anche a Gurs, da dove
evade l'8/5/1940, e in carcere a Bruxelles il 7/10/1940. Rientrato in Italia in data imprecisata, viene
confinato per 5 anni per presunta partecipazione alla guerra civile spagnola il 14/8/1941 dalla
Commissione provinciale di Firenze, è liberato il 22/8/1943.
FONTI:
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
ACS CPC
ASMs
262
LOMBEZZI NAZARENO
Luogo di nascita: S. Sepolcro (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Meccanico
Nato il 30/8/1885 a S. Sepolcro da Antonio e Candida Maurizi. In Francia dall'anteguerra, è residente a
Drancy (Seine) dal 1914 e lavora come meccanico. Nell'agosto 1936 si arruola in Spagna, prima nella
Colonna mobile catalana Libertad con la centuria Gastone Sozzi quindi nell'Artiglieria internazionale,
con la batteria Antonio Gramsci, poi forse anche nella 39° Brigata mista. Nel 1939-1940 viene internato
in Francia ad Argelès e Gurs (gruppo italiano, 9° compagnia). Rimpatriato nel 1941 non subisce
persecuzioni, non essendo nota la sua partecipazione alla guerra di Spagna.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Centuria Gastone Sozzi, Quaderno AICVAS n. 4, Roma, 1984
ACS Min. Int. PS
ADPO
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
263
LORENZINI UGO
Nome di battaglia: Olimpio Salvatore, Ugo Lorenzi
Luogo di nascita: Borgo S. Lorenzo (FI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Operaio
Note: Fratello di LORENZINI URBANO
Nato il 21/5/1892 a Borgo S. Lorenzo da Biagio e Settimia Poli. Si trasferisce a Livorno nel 1900 o
1901 e qui impara il mestiere di meccanico. Già socialista, aderisce al PCd'I dal 1921 ed è fra gli arditi
del popolo, segretario della Lega proletaria fino al 1924. Nel 1924 emigra in Francia a Marsiglia (Bouche
du Rhône), dove risiede fino all'espulsione nel 1925, quando rientra in Italia. Arrestato nel novembre
1926, è proposto per il confino poi solo ammonito; nel luglio 1927 viene condannato a 3 mesi di
arresto per contravvenzione al monito. Espatria clandestinamente nel maggio 1929 (viene condannato
in contumacia a 3 anni di reclusione): è segnalato in Francia e in URSS, quindi nel 1933 fa perdere le
sue tracce alle spie fasciste. Arrivato in Spagna il 15/10/1936, si arruola nell'ottobre o novembre 1936
con la XII Brigata Internazionale nel Battaglione Garibaldi. Ferito a Casa de Campo, dopo la
convalescenza è nella XIV Brigata (9° Battaglione misto, compagnia italiana). Caduto il 4/1/1937 a
Cordoba.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
264
LORENZINI URBANO
Nome di battaglia: Lenzi, Mario Lenzi
Luogo di nascita: Sesto Fiorentino (FI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Meccanico, elettricista
Note: Fratello di LORENZINI UGO
Nato il 16/2/1897 a Sesto Fiorentino da Biagio e Settimia Poli. Come il fratello Ugo, si trasferisce a
Livorno nel 1900 o 1901 e impara il mestiere di meccanico. Ha partecipato alla prima guerra mondiale
come soldato semplice. Socialista dal 1919, nel PCd'I dal 1921, più volte fermato per motivi politici.
Emigra in Francia dal 1923 al 1925, al rientro è assunto dalla Montecatini di Perugia. In seguito è a
Napoli e nel 1929 a Crotone; nel 1930 rientra a Livorno, quindi espatria clandestinamente nel maggio o
nel giugno 1931 in Corsica in barca a vela e da lì in Francia. Membro del SRI. Frequenta la scuola
leninista a Mosca e direttamente dall'URSS arriva in Spagna nel marzo/aprile 1937. Inviato inizialmente
alla scuola per ufficiali di Pozorubio, viene assegnato come Commissario politico alla Caserma di
Albacete, passa poi, con lo stesso incarico all'Artiglieria Internazionale e infine è ufficiale nella XII
Brigata Garibaldi. Secondo le informazioni del Comintern, invece, sarebbe assegnato inizialmente come
Commissario politico alla Compagnia deposito della XII Brigata Garibaldi (compagnia dove si trovano i
soldati di passaggio, in attesa di visite mediche, in attesa di destinazione, ecc.) ad Albacete, poi
incaricato del servizio d'investigazione militare della base. Sarebbe quindi passato al lavoro d'ufficio,
assegnato alla gestione del servizio effettivi e personale della base nei mesi di marzo-aprile-maggio
1938; inviato al fronte solo nel giugno 1938 con il gruppo di riserva della 45° Divisione. Nel settembre
1938, infine, passa tra gli effettivi della XII Brigata Garibaldi (3° Battaglione) e partecipa al
combattimento sull’Ebro. Iscritto al PCE nel 1938. Secondo alcune fonti rientra in Francia nell'ottobre
1938 perché incaricato insieme a Pavanin del trasferimento degli archivi delle Brigate a Mosca; secondo
altre nel febbraio 1939 viene evacuato con i feriti e gli ammalati delle Brigate in Francia. Internato ad
Argelès dal 6 al 21 febbraio 1939, evade e raggiunge Parigi, dove è impiegato dal PCd'I per la
propaganda fra gli emigrati. Partecipa alla Résistance, ma rientra in Italia dopo il 25 luglio 1943 e
partecipa anche alla lotta partigiana in Piemonte e Val d'Aosta con la 7° Divisione Garibaldi "PiemonteElter". Dopo la liberazione è a Livorno dove ricopre vari incarichi in varie associazioni democratiche.
Deceduto a Livorno il 9/2/1969.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
AFIGRo (fondo Comintern)
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
265
LUCIANI BRUNO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Anarchico, comunista
Professione: Meccanico
Nato l'1/1/1898 o 1889 a Firenze da Giuseppe e Maria Nevi. Emigrato nel marzo 1919 via mare da
Genova a Gibilterra. Il 16/8/1920 viene condannato dal Tribunale Militare di Taranto a 5 anni di
reclusione per diserzione in tempo di guerra. Iscritto nel Bollettino delle ricerche. In seguito si sposta
nel Marocco francese e lavora come autista a Casablanca. Poi è a Bruxelles, in Lussemburgo, ad
Anversa e a Parigi (dal 1928) dove fa parte dell'Associazione Amici dell'URSS. Nel 1932 viene espulso
dalla Francia, insieme con Luigi Balleggi, e si trasferisce in Spagna dove risiede a Barcellona, Rens
(Tarragona) e dal 1933 a Palma de Maiorca. Arruolato nella Divisione Hortiz a partire dal 24/7/1936,
combatte sul fronte aragonese. Dopo la guerra civile rientra in Francia a Sete (Hèrault) e qui viene
arrestato; internato ad Adge e dal 25/4/1940 al Vernet. Fermato al rientro in Italia, il 22/10/1940, è
confinato alle Tremiti dove le sue già precarie condizioni di salute peggiorano sensibilmente. Viene
liberato l'8 settembre 1943. Nel dopoguerra abbandona gli ideali anarchici e si iscrive al PCI.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
266
LUPERINI (o LUPARINI) LUIGI
Luogo di nascita: S. Vincenzo (LI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Muratore
Nato il 25/4/1896 a S. Vincenzo da Raffaele e Armida Gramigni. Chiamato alle armi nella prima guerra
mondiale, è smobilitato nel 1919 e si trasferisce a Piombino. Attivo politicamente nell'immediato
dopoguerra, espatria nel 1921 in Francia, quindi è domiciliato a Strasburgo con la famiglia. Iscritto in
Rubrica di frontiera per l'arresto. Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale
come tenente, al comando della 1° compagnia del Battaglione Garibaldi. Combatte a Cerro de los
Angeles e a Guadalajara. Secondo altre fonti è gravemente ferito in combattimento a Casa de Campo,
ma rimane in Spagna nelle retrovie fino al febbraio 1939, allorché ripara in Francia. Evita sul momento
l'internamento, ma è arrestato in Belgio alla fine del 1939 e internato a S. Gilles, quindi trasferito a Saint
Cyprien e a Gurs, da cui evade. In seguito è imprigionato nel campo di Laharie e trasferito nel Centro
belga di "difesa sociale" di Merxplaz fino al 21/3/1941 quando rientra in Italia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Pacciardi R., Il Battaglione Garibaldi. I volontari italiani nella Spagna repubblicana, Edizioni La Lanterna, Roma, 1945
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
ADPO
AFIGRo (fondo Comintern)
267
LUPETTI LILIO
Luogo di nascita: Calci (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Meccanico
Nato il 14/10/1900 a Calci. Emigra nel 1923 in Francia, dove svolge attività comunista. Nel 1936 si
arruola come combattente antifranchista in Spagna. Ferito in combattimento, rientra in Francia dove
risulta ancora nel 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
268
LUZZI VITTORIO
Luogo di nascita: Castelfranco di Sopra (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Calzolaio
Nato il 24/3/1901 a Castelfranco di Sopra. Residente in Francia da data imprecisata, si arruola in
Spagna il 5/10/1936 nella XII Brigata Garibaldi (2° Battaglione, 4° compagnia) come delegato politico.
Ferito due volte, lascia la Spagna il 13/9/1938.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ISRT (fondo ANPI)
269
MACCHI LUIGI
Luogo di nascita: Cascina (PI)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Barrocciaio
Nato il 18/2/1907 a Cascina ( da Sabatino e Amelia Conti. Espatriato in Francia nel 1929, risiede ad
Arles (Bouche du Rhône). Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel febbraio 1937 si arruola in Spagna nella
XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi (1° compagnia, sezione lanciabombe) e
combatte a Cerro de los Angeles, Casa de Campo, Pozuelo e Boadilla. Tre volte ferito in
combattimento, a Mirabueno (1/1/1937), a Guadalajara e sull'Ebro (marzo 1937). Fa parte in seguito
della XII Brigata Garibaldi (sergente della 4° sezione della 1° compagnia del 1° Battaglione) e partecipa
alle operazioni di Huesca, Brunete, Farlete, Fuente, Estremadura, Caspe ed Ebro dove rimane ferito nel
settembre del 1938. I documenti del Comintern lo descrivono come "un combattente di linea che nei
momenti difficili del fuoco seppe distinguersi per il suo sangue freddo e lo spirito di decisione". Rientra
in Francia nel febbraio 1939 ed è internato nei campi di Saint Cyprien e Gurs. Nel 1940 è nelle CTE,
quindi viene nuovamente internato a Gurs. Liberato dalle forze alleate nel 1945.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ASGr fondo Questura
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
270
MAFFEI ALESSANDRO
Luogo di nascita: Cavriglia (AR)
Orientamento politico: Anarchico
Nato il 21/7/1910 a Cavriglia da Fedele. Espatriato in Francia in data imprecisata. Iscritto in Rubrica di
frontiera e segnalato come combattente delle Brigate Internazionali. Secondo il DBAI sarebbe arrivato
in Spagna dopo il 25/10/1936 insieme con i fratelli Aureli, con Alpinolo Bucciarelli, Pasquale
Migliorini, Adolfo Pintucci e Gualtiero Livi.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
271
MAFFEI VITTORIO
Luogo di nascita: Bucine (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Boscaiolo
Nato il 29/10/1897 a Bucine da Giocondo e Armida Ceccherini. Ricercato dalla polizia fascista,
espatria in Francia in data imprecisata. Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nell'XI Brigata Thaelman
(compagnia telefonisti). È in seguito nella XII Brigata con il Battaglione Garibaldi e nell'aprile del 1937
passa nella XII Brigata Garibaldi (2° Battaglione, 1° compagnia telefonisti, poi nella compagnia dello
Stato maggiore della Brigata). Risulta presente ad Albacete e Quintanar de la Repubblica. Ripara in
Francia nel febbraio 1939 ed è internato a Gurs.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
272
MAFFI FABRIZIO
Orientamento politico: repubblicano
Nato nel 1887 in Toscana. Espatriato in Francia in data imprecisata. Nell'ottobre del 1936 si arruola
nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi ed è porta ordini del comando. Ferito a
Casa de Campo il 21/11/1936 (Randolfo Pacciardi ne Il Battaglione Garibaldi racconta con commozione
il suo ferimento descrivendolo come il "grosso Maffi", "il solo toscano che non bestemmia").
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Pacciardi R., Il Battaglione Garibaldi. I volontari italiani nella Spagna repubblicana, Edizioni La Lanterna, Roma, 1945
273
MAGNANI NARCISO
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Antifascista
Nato il 9/9/1915 a Carrara da Paolina Peraglia e padre ignoto. Nel 1932 è denunciato dal Tribunale
Militare di Roma perché mancante alla chiamata alle armi e poi condannato a 2 anni di reclusione
militare e lire 2000 di multa per diserzione. Espatriato in Francia in data imprecisata e qui residente,
ottiene la naturalizzazione francese. Iscritto in Rubrica di frontiera. Combatte in Spagna nella 26°
Divisione (120° Brigata mista, 1° Battaglione Matteotti, compagnia mitraglieri). Nel 1938 rientra in
Francia per prestare servizio di leva.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ASMs
274
MAINARDI ALFREDO
Luogo di nascita: S. Croce sull'Arno (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: conciatore di pelli
Note: Fratello di MAINARDI GIOVANNI O PIETRO
Nato il 12/11/1904 a S. Croce sull'Arno da Gioacchino e Pasqua Luperi. Frequenta le scuole
elementari, poi lavora come apprendista in una conceria della zona. Iscritto da giovanissimo alla sezione
del PCd'I di S. Croce sull'Arno, forse nel 1921. Nel 1923, espatria in Francia clandestinamente e
raggiunge a Marsiglia (Bouche du Rhône) i due fratelli, Luigi e Pietro. Iscritto al PCF nel 1934. Arriva in
Spagna nel dicembre del 1936 e all'inizio del 1937 si arruola nella XII Brigata Internazionale, in una
compagnia di mitraglieri del Battaglione o della Brigata Garibaldi con Ottavio Bendinelli, Guido Evoggi
e Celeste Giovanni Bocchi e con il fratello Pietro. Iscritto in Rubrica di frontiera. Caduto in
combattimento nel luglio 1937 in località ignota. Nel 1943 la polizia italiana lo segnala ancora fra le
persone ricercate e sospette, per il provvedimento di arresto.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
275
MAINARDI GIOVANNI o PIETRO
Luogo di nascita: S. Croce sull'Arno (PI)
Orientamento politico: Comunista/anarchico
Professione: Muratore
Note: Fratello di MAINARDI ALFREDO
Nato nel 1900 a S. Croce sull'Arno da Gioacchino e Pasqua Luperi. È segnalato come combattente
antifranchista in Spagna in un documento presente presso l'ISRT e negli elenchi stilati da Lorenzo
Vanelli per la FEGS. Probabilmente il Giovanni segnalato è Pietro Mainardi, nato a Marsiglia (Bouche
du Rhône) il 14/4/1901. Rientrato in Italia in data imprecisata, prima del trasferimento definitivo in
Francia, è coinvolto in diversi scontri con i fascisti a S. Croce ed è arrestato nel 1921 con l'accusa di
"complotto contro i poteri dello Stato". Espatria in data imprecisata e risiede a Marsiglia col fratello
Luigi, entrambi sono noti alle autorità come sovversivi. Arriva in Spagna alla fine del 1936 da Lione
(Rhône), dove svolge attività di propaganda per il PCd'I. All'inizio del 1937 si arruola col fratello
Alfredo nella XII Brigata Internazionale, in una imprecisata compagnia di mitraglieri del Battaglione o
della Brigata Garibaldi. In seguito sarebbe impiegato alla base di Albacete, assegnato all'Ufficio per la
censura postale. La Prefettura di Pisa segnala che nel 1937, dopo la morte del fratello, fa ritorno in
Francia, a Tolone (Var), dove prosegue l'attività politica.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
276
MALACHINA CASIMIRO ADOLFO
Luogo di nascita: Zeri (MS)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Cameriere, imbianchino, portuale
Nato il 7/6/1902 a Zeri da Carmelo (Agostino secondo altre fonti) e Angela Godani. Emigra in Francia
a Tolone (Var) con la famiglia nell'anteguerra. Poi si sposta nel Regno Unito, da dove, dopo essere stato
condannato per propaganda a seguito di uno sciopero a Londra dopo aver vissuto anche a Cardiff, nel
1919 è espulso per vagabondaggio. Nuovamente in Francia, nel 1925 risulta attivo a Parigi nel PCd'I,
quindi si sposta a Marsiglia (Bouche du Rhône) dove lavora come scaricatore al porto. Nell'estate del
1937 è segnalato come combattente antifranchista in Spagna e in terra iberica trascorre anche l'intero
anno successivo. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Nel 1939 viene internato
in Francia a Vernet perché privo del permesso di soggiorno. Forse arruolato in una CTE, il 17/7/1940
è condotto nella regione dell'Auvergne da dove si appella alla protezione delle autorità italiane. Tradotto
in Italia nel luglio 1940, è confinato a Ventotene per 5 anni, liberato nell'agosto 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
ADEA
AICVAS
ASMs
277
MANETTI CESARE
Nome di battaglia: Pollo
Luogo di nascita: Castelfiorentino (FI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Vetraio, meccanico, tornitore
Nato il 14/11/1901 a Castelfiorentino. Segretario della sezione giovanile socialista nel 1917-18, nel
1921 aderisce al PCd'I. Nel novembre 1923 espatria in Francia dove è responsabile del gruppo italiano
di Parigi del PCF. Frequenta la scuola leninista a Mosca nella primavera del 1931, ma secondo altre
fonti è a Mosca dal 1928 al 1933. Al suo rientro a Parigi, è dirigente del comitato centrale del PCd'I.
Ritorna in Italia all'inizio del 1934 e viene utilizzato come "corriere clandestino" del Partito; viene
arrestato in Lombardia, a Bergamo, nel settembre 1936 nel corso di una missione ed è condannato dal
Tribunale Speciale a 18 anni di reclusione (Pianosa e Saluzzo) per attività clandestina ("costituzione del
PCd'I, appartenenza allo stesso e propaganda"). Evaso o liberato, risulta combattente antifranchista in
Spagna. In seguito, rientrato in Italia, viene confinato nuovamente a Saluzzo ed è trattenuto in carcere
alla caduta del fascismo. Liberato dai partigiani, viene ferito in combattimento e catturato dai tedeschi
nella primavera del 1944; fucilato nell'aprile 1945.
FONTI:
Andreucci F., Detti T. (a cura di), Il Movimento Operaio. Dizionario biografico, Editori Riuniti, Roma, 1979
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Niccolai P., Terreni S. (a cura di), Era la Resistenza : il contributo di Empoli alla lotta contro il fascismo e per la liberazione, Pagnini,
Firenze, 1995
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini editore, Empoli, 2007
ACS CPC
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
278
MANNI NELLO
Luogo di nascita: Montieri (GR)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Contadino, operaio
Nato il 26/4/1896 a Montieri da Carlo e Luisa Radi. Frequenta le elementari fino alla seconda classe,
ma risulta quasi analfabeta. Sposato con Liduina Molossi, ha due figli. Presta servizio militare durante la
prima guerra mondiale. Militante socialista attivo nell’immediato dopoguerra, espatria in Francia nel
1922 per motivi politici e di lavoro (è contadino, ma all’estero lavora come operaio). Risiede a St.
Raphael (Var), dove si fa raggiungere in seguito dalla famiglia. Arruolato nelle Brigate Internazionali nel
marzo 1937, combatte a Huesca e Brunete. Fino a quel momento non risulta nulla a suo carico nel
CPC, ma nel novembre 1937 è segnalato al Ministero dell’Interno quale combattente volontario nelle
formazioni antifranchiste in Spagna e il Consolato italiano di Tolone (Var) conferma una sua assenza di
parecchi mesi dalla Francia, dove sarebbe in seguito rientrato. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel
Bollettino delle ricerche per il provvedimento di rimpatrio, poi per l’arresto, nel 1939. Resta in Francia
anche dopo il 1945.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
279
MANTOVANI CORINTO
Luogo di nascita: Cavriglia (AR)
Orientamento politico: Anarchico
Nato il 6/3/1901 a Cavriglia. Espatriato in Francia nel 1923, risiede a Parigi. Arruolato nella Colonna
Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") il 25/9/1936.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
ACS CPC
280
MARCHI ORAZIO
Nome di battaglia: Orfeo
Luogo di nascita: Colle Val d'Elsa (SI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Vetraio
Nato il 27/8/1904 a Colle Val d'Elsa. Attivo politicamente dall'immediato dopoguerra, è segretario
della sezione giovanile socialista di Empoli nel 1917-18; nel 1921 aderisce al PCd'I ed è il delegato
empolese al Congresso di Lione (Rhône). Nel 1923 espatria in Francia e in seguito frequenta la scuola
leninista a Mosca. Sposato con Dina Ermini nel 1929. Rientrato a Empoli, all'inizio del 1930 dirige la
neocostituita CdL clandestina ed è riconosciuto fra gli organizzatori dello sciopero del 22/12/1930 alla
manifattura vetraia; colpito da mandato di cattura nel giugno 1931 per organizzazione comunista e in
quanto membro del Comitato federale del PCd'I di Empoli, è stralciato dal processo del Tribunale
Speciale perché latitante (è riuscito nel frattempo a fuggire in Francia e nell'aprile 1931 si è riunito con
Dina Ermini al Congresso del Pcd'I di Colonia). Membro del comitato centrale del PCd'I, rientra
spesso clandestinamente in Italia per compiere missioni del partito. Tra la fine di febbraio e i primi di
marzo del 1932 le gravi condizioni di salute lo portano a trasferirsi con la moglie a Mosca dove è
ricoverato per 3 mesi in ospedale. Nel gennaio 1937 si arruola in Spagna: è alla Scuola Ufficiali delle
Brigate Internazionali, poi comandante del 2° Battaglione della XII Brigata Garibaldi dal dicembre 1937
al 16/2/1938. Combatte a Farlete, Fuente ed Estremadura dove è ferito gravemente. Ricoverato nel
luglio 1939 in ospedale in Francia, a Parigi, è costretto a riparare nell'URSS. Con il nome di "Orfeo" è la
voce di Radio “Milano Libertà” durante la guerra. Nel 1944 è nuovamente in Italia e lavora al Sud per
riorganizzare la Resistenza. Dopo la Liberazione è nella direzione del PCd'I e Segretario nazionale del
Sindacato Vetro (incarico che mantiene quasi fino alla morte). Deceduto nel 1972.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bardini V., Storia di un comunista, Guaraldi, Firenze, 1977
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Gabrielli P. e Gigli L., Arezzo in guerra. Gli spazi della quotidianità e la dimensione pubblica, Carocci, Roma, 2006
Marchi O., Attività sindacale 1930-Spagna 36-37 - Atti del convegno Antifascismo e Resistenza in Valdelsa, in "Miscellanea Storica
della Valdelsa", Periodico quadrimestrale, Tipografia Baccini&Chiappi, Castelfiorentino, 1971
Pezzino P. (a cura di), La tradizione antifascista a Empoli, 1919-1948: atti del Convegno, Empoli, Convento degli Agostiniani, 23
aprile 2004, Ospedaletto, Pacini, 2005
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini editore, Empoli, 2007
ACS CPC
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
281
MARCHI VITTORIO
Luogo di nascita: Pisa (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio
Nato il 7/9/1901 a Pisa da Antonio. Attivo politicamente dall'immediato dopoguerra, nel 1924 espatria
in Francia, risiede a Parigi. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel 1937 arriva a Barcellona insieme con
Ugo Cardenti, Cornelio Giacomelli, Armando Bientinesi, Giorgio Rossi e Muzio Tosi e si arruola nella
XII Brigata Garibaldi. Internato a Gurs in data imprecisata. Fermato al rimpatrio in Italia nel 1939,
viene confinato alle Tremiti per 5 anni, liberato nel settembre 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
282
MARCONCINI RINALDO
Luogo di nascita: Cerreto Guidi (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante, meccanico, minatore
Nato il 6/10/1911 a Cerreto Guidi da Emilio e Arminda Puccioni. Emigrato in Belgio in data
imprecisata come minatore (secondo altra fonte in Lussemburgo, a Differdange), è iscritto in Rubrica di
frontiera. Alla fine del 1936 si arruola in Spagna con la XII Brigata Internazionale prima nel Battaglione
Garibaldi poi, ferito in combattimento a Guadalajara nel marzo 1937, dopo un periodo di cure passa
nel settembre 1937 nella Brigata omonima (batteria anticarro). È nuovamente ferito sull'Ebro nel
settembre 1938. Iscritto al PCd'I nel 1937, nel 1938 ottiene la tessera del PCE. Nel febbraio 1939 torna
in Belgio. Nel 1943 la polizia italiana lo segnala ancora fra le persone ricercate e sospette, per il
provvedimento di arresto.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
283
MARCONI MARIO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Macchinista navale
Nato il 12/3/1911 a Livorno da Giuseppe e Teresa Marchi. Espatriato in data imprecisata in Francia, è
residente a Parigi. Arruolato in Spagna nell'ottobre 1936 nella XII Brigata Internazionale con il
Battaglione Garibaldi. Viene ferito alle braccia nella difesa di Madrid nell’inverno del 1936 e
l'11/12/1937 si trova ad Albacete come non combattente. Risulta rientrato in Francia con convoglio
sanitario il 31/10/1938. Internato secondo alcune fonti ad Argelès, farebbe parte del gruppo anarchico
"Libertà o morte", ma è ritenuto privo di volontà terroristiche dai responsabili della sua cellula politica.
Internato in seguito a Gurs, è segnalato dal PCd'I per l'emigrazione in Messico. In seguito è nelle CTE,
evade dalla 253° compagnia dislocata nel settore delle Fiandre. Internato nel campo di Vernet dal
23/4/1940 come anarchico (settore B, baracca 7 n. di matricola 4477). Liberato in Italia il 17/7/1940.
Rimpatria definitivamente nel 1945 e muore a Livorno il 17/12/1977.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
284
MARCUCCI VITTORIO GIUSEPPE GIOVANNI
Luogo di nascita: Lucca (LU)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Tipografo, disegnatore, spedizioniere
Nato il 19/9/1893 a Lucca da Michele e Rita Bertolucci. Studente di medicina a Pisa. Ha partecipato
alla prima guerra mondiale ottenendo la Croce di guerra. Nell'aprile 1925 condannato a 5 mesi e 10
giorni di reclusione e 600 lire di multa per denigrazione del fascismo e per "minacce con arma" a due
fascisti. Espatriato a fine pena in Francia con regolare passaporto, arriva a Parigi il 14/9/1925 e qui vive
e lavora come disegnatore (è l'autore delle vignette del giornale comunista "La Difesa") e spedizioniere
fino al settembre 1936, frequentando gli ambienti della Concentrazione antifascista (è membro della
LIDU e si dichiara membro del PSI). Nel 1932 presenta domanda di naturalizzazione alle autorità
francesi, senza però ottenerla. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche per il
provvedimento di arresto. Nel 1936-37 è in Spagna nella Colonna Ascaso e in seguito nella XII Brigata
Garibaldi (secondo un informatore della PS nella centuria De Rosa, secondo altre fonti in unità
spagnole). Resta ferito sull'Ebro. Al rientro in Francia, il 9/2/1939, senza documenti, viene internato ad
Argelès e poi a Gurs. Nel settembre 1939 si arruola nella Legione Straniera: incorporato a Fort Vencis a
Cailloux sur Fontaine (Bouche du Rhône), è riformato dopo un solo mese per debolezza generale e
viene reinviato al campo di Gurs, dove rimane fino al giugno 1940 quando è nuovamente internato ad
Argelès, poi a Rivesaltes e ancora a Gurs. Trasferito l'8/4/1943 al campo di Vernet (settore B, anarchici
ed estremisti, baracca 22, n. di matricola 10847). Rifiuta il rimpatrio il 26/6/1943 e gli è negata
l'autorizzazione a rientrare in Italia dal Console italiano di Tolosa (Haute Garonne) perché privo della
carta d'identità. Destinato alla deportazione in Germania, il 30/6/1944 al momento della dissoluzione
del campo è inviato verso Dachau col train fantôme partito da Bordeaux il 9/8/1944. Secondo altra fonte
è tradotto in Italia, arrestato e confinato a Ventotene, da dove è prelevato dai nazisti e deportato a
Buchenwald. Muore a Buchenwald poco prima della fine della guerra e della liberazione del campo.
Ancora nel 1948 la moglie chiede informazioni sulla sua sorte al Prefetto dell'Ariège.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Ramella P., Francesco Fausto Nitt. L'uomo che beffò Hitler e Mussolini, Aracne, Roma, 2010
ACS Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
ADEA
ADPO
AFIGRo (fondo Comintern)
ASLu
FMD
ISRT (fondo ANPI)
285
MARI SILVIO
Nome di battaglia: Firmino Ghelfi
Luogo di nascita: Pontremoli (MS)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Venditore ambulante, commesso viaggiatore
Nato il 23/12/1907 a Pontremoli da Carlo e Vittoria Bellotti. Espatria clandestinamente nel giugno
1937 in Svizzera con una falsa carta d'identità intestata a Firmino Ghelfi. Quindi passa in Francia,
risiede a Parigi. In Spagna sarebbe arrivato nel luglio 1937, è autista del 13° Battaglione della XIV
Brigata Internazionale e poi comandante di una imprecisata compagnia franco-belga. Iscritto in Rubrica
di frontiera e nel Bollettino delle ricerche con la dicitura "da arrestare". Nel 1939 è internato in Francia
ad Argelès e a Gurs, quindi è arruolato forzatamente nelle CTE e inviato al fronte. Arrestato al
rimpatrio in Italia nel luglio 1940, è confinato a Ventotene per 5 anni (dove secondo la Questura
"continua a non dare segni di ravvedimento"), liberato nell'agosto 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ASMs
286
MARIANI GUSMANO
Luogo di nascita: Pisa (PI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio, cameriere, vetraio
Note: Cognato di FONTANA VASCO
Nato il 1/4/1892 a Pisa da Amerigo e Armida Paradossi. Attivo politicamente fin dall'anteguerra, è
membro del circolo anarchico “Granmichele” e prende parte a Pisa al III Congresso regionale degli
anarchici della Toscana e della Maremma. Viene schedato già il 1/5/1911. Collabora alla fondazione
della Tipografia Cooperativa di Pisa, in cui si stampa "L'Avvenire anarchico" (è gerente del giornale dal
29/5/1913 al 20/3/1914). Condannato a 2 mesi e 15 giorni di carcere il 24/4/1915 per minacce, è
arrestato a Venturina il 23/9/1916 mentre partecipa a un convegno clandestino contro la guerra e viene
incarcerato a Volterra e Firenze fino al 25/10/1916. Arruolato nel 69° Regg. Fanteria durante la guerra,
diserta e fa perdere le proprie tracce, poi si consegna e viene arrestato il 12/4/1919. Liberato il
10/9/1919 in seguito all'amnistia nittiana, rientra a Pisa e lavora come scaricatore al canale dei Navicelli.
Tra il 1920 e il 1922 collabora al periodico "Germinal" della CdL di Pisa, nel 1921 è fra i principali
organizzatori del Convegno degli anarchici toscani di Pisa e segretario della Camera sindacale di Pisa,
tiene dal 1921 al 1922 numerosi comizi a Castagneto Carducci, Castelnuovo val di Cecina, Bagni S.
Giuliano, ecc. Arrestato il 22/1/1922 a Pisa per oltraggio ai carabinieri e condannato a 5 giorni di
carcere. Emigra in Francia nel 1923 con regolare passaporto con la compagna Selica Fontana, con il
figlio Germinal, e insieme al cognato Vasco Fontana. Si stabilisce a Lille (Nord-Pas-de-Calais), dove è
assunto come operaio alla Saint Gobain nel febbraio 1923, in seguito si sposta a Saint-Priest (Rhône
Alpes). Iscritto in Rubrica di frontiera per l'arresto. In seguito, è residente forse a Lione (Bouche du
Rhône) e il 14/1/1930 partecipa a una riunione al Circolo “Sacco e Vanzetti” insieme con Socrate
Franchi, Alfredo Bonsignori e il socialista unitario Primo Lastrucci. Partecipa anche alla riunione del
5/8/1931 in cui si stabilisce di far uscire un giornale anarchico locale (che prenderà il nome di
"Insorgiamo") e ne cura la pubblicazione per il 1932. Il 1/12/1931 partecipa insieme a Socrate Franchi
e Italo Ragni a una riunione nel bar di Genévein (Lione, Dipartimento di Rhône). Nel 1935 partecipa a
Parigi al Convegno d'intesa degli anarchici italiani emigrati in Europa ed è nominato membro del
Comitato anarchico d'azione rivoluzionaria insieme fra gli altri a Camillo Berneri, con cui intrattiene
stretti rapporti. Nell'estate del 1936 si arruola in Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna italiana
"Rosselli") (forse al comando di una centuria anarchica), insieme al cognato Vasco Fontana, e combatte
a Monte Pelato e Almudevar. È ricoverato nell'ospedale francese Eduard Herriot per un'operazione.
Rientrato definitivamente in Francia si stabilisce a Villeurbanne (Rhône Alpes) e nel 1939 viene
nuovamente denunciato come uno dei capi del movimento anarchico di Lione. Partecipa inizialmente
alla Résistance nella regione rodaniana, ma secondo il DBAI è duramente colpito dalla morte del figlio e
della compagna e rimane poi in disparte fino alla Liberazione. Nel dopoguerra partecipa alle iniziative
della FAI come rappresentante del gruppo di Lione. Ritorna per alcuni anni a Pisa ed è delegato della
Federazione anarchica pisana al Convegno anarchico di Canosa di Puglia del 1948. Muore a Sesto
Fiorentino o a Firenze il 4/10/1964.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
ACS CPC
AICVAS
287
MARIANI MARIO
Luogo di nascita: Fivizzano (MS)
Orientamento politico: Comunista, GL
Professione: Autista, sguattero, meccanico
Nato il 18/11/1897 a Fivizzano da Gaetano e Italia Giannette. Emigra con la famiglia a Bordighera nel
1907. Partecipa alla prima guerra mondiale nel 23° Regg. Fanteria, ma diserta e viene condannato a 2
anni di reclusione militare con il beneficio della sospensione condizionale per cinque anni. Espatriato in
Francia nel 1922, risiede a Montecarlo e a Nizza (Alpes Maritimes), forse rientra in seguito in Italia. È
iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche per il provvedimento di arresto. Nel 1933 è
condannato a 6 mesi di reclusione per resistenza al Podestà di Bordighera e per resistenza ai vigili
urbani nell'esercizio delle loro funzioni. In Spagna da data imprecisata, è autista alle dipendenze della
Società che gestisce la linea pubblica Hospitalet-Parallelo di Barcellona. Iscritto al Gruppo Battistelli di
Giustizia e Libertà a Barcellona (tessera 171, pagata 25 pesetas), allo scoppio della guerra si arruola nella
142° Brigata come sergente, l'8/12/1936 passa alla Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"),
quindi è nella 26° Divisione, nella 120° Brigata mista con il 1° Battaglione Matteotti. Internato ad
Argelès e a Gurs (gruppo italiano, 9° compagnia), in seguito combatte come volontario nell'esercito
francese e partecipa alla Résistance insieme a Alfredo Bonsignori e Duilio Balduini.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS
Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile
spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso, Tesi di dottorato non pubblicata,
Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese,
2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non
dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio,
Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
ASMs
AFIGRo (fondo Comintern)
288
MARIOTTI LIBERO GIUSEPPE
Nome di battaglia: Raphael Gonzales Sanchez
Luogo di nascita: Pietrasanta (LU)
Orientamento politico: Anarchico/comunista
Professione: Marmista
Nato il 15/7/1911 a Pietrasanta da Alfredo e Anita Dazzi. Espatria in Francia nel 1932, quindi si sposta
in Algeria nel 1933 con passaporto regolare per motivi di lavoro e vi rimane fino al 1936 (secondo altra
fonte sarebbe in Belgio nel 1933). Iscritto in Rubrica di frontiera. Il 16/8/1936 si arruola in Spagna
nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") e combatte a Monte Pelato. È arrestato a Barcellona
durante i fatti del maggio 1937 (insieme con Ermanno Neri e Dante Armanetti) e viene condannato a
14 mesi di prigione, rinchiuso nel carcere di Gerona. Evade nel gennaio 1939. Rientrato in Francia il
1/2/1939, si sposta in Belgio con un passaporto falso a nome Raphael Gonzales Sanchez; torna in
Francia il 15/5/1940 come rifugiato con un convoglio di internati, resta quattro giorni a Bergerac
(Dordogne), un mese a Angouleme (Charente), poi a Montauban (Tarn et Garonne). Internato in
Francia nel 1939-1941 a Gurs secondo alcune fonti, ricoverato nell'ospedale di Mont Saint Louis
secondo altre. Arriva al Vernet da Caylus (Tarn et Garonne) il 22/8/1940, a causa di una duplice
condanna (a 2 mesi di prigione per porto d'arma proibita per fatti avvenuti a Bruxelles e a 2 mesi per
falsi documenti). Internato nel settore A, già condannati per delitti comuni, baracca 12 (il 21/5/1941
risulta nel quartiere A baracca 15, prima è stato anche nella baracca 10), nel campo è conosciuto come
comunista ed estremista (nel maggio 1941 il Prefetto dell'Ariège lo segnala in merito a un presunto
attentato contro il Capo del campo organizzato da due anarchici, perché sarebbe stato in contatto
epistolare coi responsabili). La sua condotta però è buona ed è impiegato come muratore nella
costruzione dei nuovi edifici. Inizialmente si rifiuta di rientrare in Italia, poi ammalato gravemente, fa
domanda di rimpatrio o di assegnazione in Germania come lavoratore. Consegnato alle autorità italiane
il 23/9/1941, arrestato alla frontiera, è confinato per 5 anni a Ventotene, quindi trasferito a Renicci
Anghiari. Evaso nel settembre 1943 o liberato nell'agosto torna a Pietrasanta dove cerca di costituire
una formazione partigiana. In seguito si trasferisce a Torino, ma nel dicembre 1943 torna a Pietrasanta
a trovare la madre. A causa di una soffiata, viene scoperto e catturato ed è destinato a un campo di
lavoro in Germania, ma è liberato a Piacenza per uno scambio di prigionieri. Nel dopoguerra risiede
inizialmente a Torino, dove si sposa nel 1950 con un'impiegata delle Poste. In seguito, vive tra Roma e
la Versilia dove è un punto di riferimento per i giovani della sinistra extraparlamentare. Muore a Roma
il 25/3/1985.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASLu
ISRECLu
289
MARRUCCI ORESTE
Nome di battaglia: Vatinio
Luogo di nascita: Cecina (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Manovale
Note: Cugino di BARONTINI ILIO
Nato il 5/1/1901 a Cecina da Costanzo e Clorinda Closcetti o Antonia Covetti (è cugino di Ilio
Barontini). Chiamato alle armi nel 1920 è aggregato in un imprecisato Regg. Fanteria a Palermo fino al
giugno 1922 quando rientra a Cecina. Membro del PCd'I dal 1921. Espatriato nel 1924 in Francia, a
Pavillon sous Bois (Seine-Saint Denis) è attivo tra l'emigrazione italiana e membro del SRI. Iscritto in
Rubrica di frontiera perché segnalato quale dirigente dell'UPI a Vitry sur Seine (Val de Marne) dove si è
stabilito nel 1937. Nel gennaio del 1938 si arruola in Spagna come delegato di sezione della 4°
compagnia o Commissario politico della 1°compagnia del 2° Battaglione della XII Brigata Garibaldi.
Iscritto al PCE nel 1938. Caduto in combattimento sull'Ebro il 9/9/1938. Nei documenti del
Comintern viene ricordato così: "Venne in ispagna entusiasta, pieno di volontà e di fede, dedicò i suoi
sforzi alla educazione politica dei compagni spagnoli, alla collaborazione con i Commissari politici e
con il comando militare, al miglioramento dell’organizzazione e dei vari servizi dell’unità. Fedele al
partito, alto senso del dovere e della responsabilità di un comunista nei momenti difficili. Nel
combattimento sul fronte dell’Ebro del settembre 1936 cadde da eroe colpito dal piombo nemico
mentre animava i soldati all’attacco".
FONTI:
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., Iil Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
290
MARTINELLI EMILIO
Luogo di nascita: Pontremoli (MS)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Contadino
Nato il 30/10/1902 a Pontremoli da Pietro. Espatriato in data imprecisata in Francia, viene iscritto in
Rubrica di frontiera per attività antifascista all'estero. Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nella XII
Brigata Internazionale come sergente nel Battaglione Garibaldi, in seguito è nella Brigata omonima (3°
Battaglione) come responsabile della sezione telefonisti.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
291
MARTINI EGIDIO
Luogo di nascita: Empoli (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Manovale
Nato il 16/7/1907 a Empoli. Membro del PCd'I dal 1933. Espatriato in data imprecisata in Francia, è
membro della segreteria regionale dei gruppi di lingua di Bagnolet (Seine). Nel dicembre 1936 o nel
gennaio del 1937 si arruola nelle Brigate Internazionali ed è sergente nello Squadrone di Cavalleria della
XV Brigata. Al fronte dal febbraio al luglio 1937 sul Jarama e a Guadalajara. Secondo alcune fonti,
combatterebbe anche nella XII Brigata Garibaldi. Ammalatosi, viene ricoverato in data imprecisata
nell'ospedale di Orihuela (Alicante) e nel febbraio del 1939 ripara in Francia (secondo altre fonti viene
inviato in Francia con convoglio sanitario già nell'agosto-settembre 1937). Rientrato in Italia in data
imprecisata, nel 1942 viene condannato a 24 anni di carcere dal Tribunale Speciale. Prende parte in
seguito alla Resistenza. Nel 1950 acquisisce la cittadinanza francese con decreto di naturalizzazione.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
292
MARTINUCCI GIOVANNI
Luogo di nascita: Colle Compito, frazione di Capannori (LU)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante, portuale
Nato il 28/12/1909 a Colle Compito, frazione di Capannori da
Domenico (o Giovanni) e Teresa Galli. Frequenta le
elementari fino alla terza classe. Non ha precedenti politici e
secondo il CPC si sarebbe iscritto al PNF nell'ottobre 1930.
Emigrato in Corsica nel 1929 o nel 1932 con passaporto
regolare per motivi di lavoro, residente ad Aiaccio. Iscritto in
Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche per il
provvedimento di arresto. Nell'ottobre 1936 (secondo la
polizia italiana il 25/1/1937), via Marsiglia (Bouche du Rhône),
arriva in Spagna e si arruola nella XII Brigata Internazionale
come sergente sanitario del Battaglione Garibaldi
(1°compagnia), poi nella XII Brigata Garibaldi (1° Battaglione,
2° compagnia).
Nel 1938 ottiene la tessera del PCE. Ripara in Francia nel febbraio 1939, internato a Saint Cyprien,
Gurs, Mont Louis e al Vernet dal 29/4/1941 (sezione C, reduci di Spagna, baracca 36, n. di matricola
7769) fino al rimpatrio in Italia, via Mentone, il 23/9/1941. Confinato a Ventotene per 5 anni dalla
Commissione provinciale di Lucca il 2/1/1942 e liberato nell'agosto 1943. Ha partecipato alla
Resistenza dal maggio 1944 al settembre 1944 nella formazione partigiana Bonacchi di Lucca, distaccato
nella zona di Colle Compito, patriota.
FONTI:
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
ASLu
BDIC (Archives de Moscou)
293
MARZOCCHI UMBERTO
Nome di battaglia: Buonaventura Della Monica, Casella, Berto, Gaston Bouillot, Zocca, Lenin
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Meccanico, impiegato, libraio, minatore, rappresentante
Nato il 10/10/1900 a Firenze da Aristide e Adria Mainardi, entrambi di Livorno. Durante l'infanzia la
famiglia si sposta continuamente (Firenze, Montevarchi, Livorno). Quando perde il padre a 16 anni, si
trasferisce a La Spezia con la madre ed è assunto come meccanico alla Vickers di Terni (che all'epoca
armava la "Andrea Doria"), ma la sera frequenta i corsi delle scuole di Stato di Arti e Mestieri. Attivo
politicamente dal 1919, ardito del popolo e collaboratore di vari giornali anarchici, è più volte arrestato
e assolto, infine condannato a 6 mesi di carcere per "eccitamento all'odio di classe". Partecipa agli
scontri di Sarzana (SP) del 1921, nel 1922 si trasferisce a Savona (SV) dove lavora in comune come
addetto al censimento e partecipa all'attività del movimento libertario col soprannome di "Lenin". Nel
1922 sfugge all'arresto riparando a Finale Ligure (SV) e da lì espatria all'inizio del 1923 in Francia.
Risiede inizialmente a Nizza (Alpes Maritimes) e nell'aprile 1926 prende parte agli scontri intorno alla
Casa degli italiani di Mentone contro la commemorazione del Natale di Roma. Passa poi a Lione
(Rhône), Parigi e Lille (Nord-Pas-de-Calais), dove gestisce una libreria. Anche in Francia sconta 5 mesi
di carcere, per ricettazione, poi nel 1926 è arrestato ed espulso ed è costretto alla clandestinità a Lille
sotto il falso nome di Buonaventura Della Monica. Nel 1930 è segnalato a Parigi, nel 1932 viene
scoperta la sua falsa identità (è noto anche come Casella e Berto) e viene iscritto nel Bollettino delle
ricerche. È arrestato nel 1933 ma grazie a un'intensa campagna di solidarietà viene assolto e ottiene il
permesso di soggiorno provvisorio. Dal 1934 risiede come Gaston Bouillot a Bruxelles ma è spesso in
Francia: presente a Sartrouville (Seine) nel 1935 al Convegno d'intesa degli anarchici italiani emigrati
dove è costituito un comitato libertario segreto per procurare armi ai volontari che intendono
rimpatriare (Marzocchi vi partecipa come "Zocca"); partecipa anche a un incontro degli anarchici
italiani (nella sede della CGT di Parigi nell'aprile 1935) proprio per fronteggiare l'emergenza espulsioni
(insieme con Italo Ragni); il 23/6/1935 prende parte a Saint Cloud (Hauts de Seine) a un incontro in
cui si prepara un manifesto contro la guerra da introdurre clandestinamente in Italia; il 15/3/1936 è alla
sala Lavry di Parigi ad ascoltare una conferenza di Carlo Rosselli, insieme con Angiolo Bruschi e Italo
Ragni. Iscritto in Rubrica di frontiera. Con l'avvio della guerra di Spagna, è armiere e da Lille organizza
l'invio di armi ai repubblicani; finisce in carcere per alcuni mesi e nell'ottobre, scarcerato, passa il
confine spagnolo a Port Bou, arruolandosi nell'Artiglieria internazionale e congiungendosi a Huesca
con la Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"). Secondo altre fonti, nell'agosto 1936, transitato da
Perpignan (Pyrénées Orientales), si arruola direttamente nella Colonna Ascaso (Colonna italiana
"Rosselli") come Commissario politico e combatte fra il 20 e il 22 novembre ad Almudevar. Nel marzo
1937 è ricoverato in ospedale a Barbastro a seguito di un'infezione oculare e risulta in contatto
epistolare con Francesco Bernieri, di cui in seguito agli scontri di Barcellona riconoscerà il cadavere.
Secondo altre fonti dopo i fatti della primavera del 1937, si nasconde a Barcellona per alcuni mesi,
quindi rientra in Francia nel giugno o nel settembre 1937 (il suo nome risulta in un elenco di antifascisti
da cacciare dal territorio francese). Costretto alla clandestinità, nel 1939 torna al falso nome di Gaston
Bouillet e risiede a Parigi, ma secondo altra fonte, è internato insieme con Italo Ragni. Nascosto a
Orléans (Loiret) nel settembre 1939, si arruola nella Legione straniera ed è destinato nel febbraio 1940
al centro d'istruzione di Satonays (Lione). Nel 1941 si rifugia sui Pirenei, lavora in miniera a duemila
metri, poi è rappresentante di prodotti chimici nella zona del campo di Vernet come copertura per
l'attività di soccorso viveri e l'organizzazione delle evasioni degli internati. Vicino alla Resistenza
francese nella regione di Tolosa (Haute Garonne), partecipa alla liberazione del campo. Nell'agosto
1944 entra nelle FFI come vicecomandante di un'unità spagnola mentre svolge l'incarico di reclutatore
per il CLN italiano. Autore di numerosi scritti sulla situazione spagnola, dal 1945 aderisce a "Spagna
libera". Nel dopoguerra è nel Consiglio nazionale della FAIt e impegnato nella corrente Difesa
294
sindacale della CGIL. Fra le altre cariche: è presidente dell'ANPPIA di Savona, presidente provinciale
dell'ANPI, vicepresidente nazionale dell'AICVAS. Muore a Savona il 4/6/1986.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Marzocchi U., Remembering Spain: Italian Anarchist Volunteers in the Spanish-Civil War, Kate Sharpley Library, London, 2005
Sacchetti G., Senza frontiere. Pensiero e azione dell'anarchico Umberto Marzocchi (1900-1986), Reggio Emilia, Zero in Condotta,
2005
Venza C., La Spagna libertaria nell'anarchismo di lingua italiana. L'esperienza e la memoria di Umberto Marzocchi, in Rivista storica
dell'anarchismo, n. 1, 1995
ACS CPC
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
ISRT (fondo ANPI)
295
MASCII GIUSEPPE
Nome di battaglia: "Peppe", Feroci, Beppe del Cenciaio, BdP,
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Decoratore, pittore
Nato il 22/3/1897 a Pistoia da Gioacchino e Ottavia Valdisseri. Frequenta solo le scuole elementari ma
sviluppa da autodidatta una notevole cultura. Chiamato alle armi, diserta nell'aprile 1918 ed è
condannato a 6 anni e 6 mesi di carcere; dopo 1 anno in manicomio, beneficia dell'amnistia nittiana del
1919. Domiciliato a Mirandola (MO) dal 31/3/1924, dove ha due figli dalla compagna Olga Spaggiari.
Il 20/9/1931 parte con regolare passaporto per la Francia, dove risiede a Bezons (sobborgo di Parigi,
Val d'Oise). È iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Nel luglio del 1936
(secondo altra fonte il 16/8/1936) si arruola in Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna italiana
"Rosselli") e combatte a Monte Pelato, ma nell'ottobre dello stesso anno si ammala gravemente:
ricoverato nel sanatorio Tibidabo a Lerida per una pleurite, viene inviato in Francia per le cure nel
gennaio del 1937, ma nel marzo 1938 scrive a Enzo Fantozzi del Servicio Investigación extranjera di Port
Bou per tornare in Spagna. Nel 1942 è a Bezons, dove continua a professare idee libertarie. Nel 1948
emigra in Venezuela ma rientra in Francia dopo essersi ammalato gravemente. Nel dopoguerra è molto
attivo nel movimento libertario: partecipa alla corrente individualista "Gli amici di Emile Armand" e
collabora con numerose riviste, come "L'Adunata dei Refrattari", con lo pseudonimo di Beppe del
Cenciaio (o "B.d.P."). Collabora con Virgilio Gozzoli alla traduzione delle opere del filosofo Felix
Armand. Deceduto a Bezons l'11/9/1973.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Petracchi G., Al tempo che Berta filava. Alleati e patrioti sulla linea Gotica (1943-1945), Mursia, Milano, 1995
ACS CPC
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
296
MASINI (o MASSINI) ALVARO
Luogo di nascita: S. Croce sull'Arno (PI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Rappresentante di commercio, conciatore
Nato il 12/11/1902 a S. Croce sull'Arno da Mario. Attivo politicamente dall'immediato dopoguerra,
espatria in Francia nel 1924 e risiede a Marsiglia (Bouche du Rhône). Iscritto in Rubrica di frontiera.
Nel settembre 1936 si arruola in Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") e in seguito,
nel febbraio 1937, passa nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi, poi forse anche
nella Brigata omonima. Ferito in combattimento col Battaglione Garibaldi. Lascia la Spagna nel giugno
1938. Nel 1940 si arruola nell'esercito francese; catturato, nel giugno 1940, viene portato come
prigioniero di guerra in Germania. Nel 1943 la polizia italiana lo segnala ancora fra le persone ricercate
e sospette, per il provvedimento di arresto.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
ISRT (fondo ANPI)
297
MASSETTI ALFONSO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Ebanista
Nato il 2/10/1900 a Firenze da Antonio. Socialista attivo dal 1918, poi comunista. Ammonito nel
novembre 1926 per 2 anni interamente scontati. Si arruola in Spagna nel dicembre 1937 nella XII
Brigata Garibaldi. Combatte anche sull'Ebro. Non ottiene la tessera del PCE nel 1938 perché secondo i
responsabili del Comintern esprime tendenze bordighiane.
FONTI:
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
298
MATTEOLI VASCO
Nome di battaglia: Mario Cervo
Luogo di nascita: Empoli (FI) o Parrana (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Falegname
Nato il 20/06/1913 a Empoli o a Parrana da Umberto e Consiglia
Rosselli. Residente a Parrana. Fa parte della sezione giovanile del
PCd'I di Empoli e nella primavera del 1931 è a Mosca, iscritto alla
scuola del partito. Iscritto in Rubrica di frontiera. Rientrato a
Empoli, viene colpito da mandato di cattura per organizzazione
comunista ed espatria clandestinamente in Francia nel settembre
1931 per sfuggire all'arresto. Secondo la sua testimonianza entra in
Francia clandestinamente nel luglio 1934 e risiede a Parigi dal 1934
al 1936, quindi anche a Montreuil sous Bois (Seine). Nel 1937 si
arruola in Spagna nella XII Brigata Garibaldi ed è Commissario
politico della compagnia di Stato maggiore sull'Ebro. Ferito
gravemente in combattimento a Boadilla del Monte. Dopo aver
partecipato alla difesa di Barcellona, ripara in Francia nel febbraio
1939. Secondo un'altra fonte torna dalla Spagna nel febbraio 1938
ferito e senza documenti, si rifugia a Montreuil sous Bois fino al
luglio 1939 e viene arrestato a Parigi il 17/7/1939.
Nell'estate del 1939, in ogni caso, è internato a Saint Cyprien e a Gurs e dal 19/5/1940 a Vernet
(settore B, anarchici ed estremisti, baracca 6 poi anche settore C, baracca 48) come propagandista
sospetto che ha protestato contro l'arruolamento nelle CTE e opposto resistenza alla Garde Mobile.
Chiede di tornare in Italia e la Commissione di controllo ne sollecita il rimpatrio l'8/6/1942 (secondo
alcune fonti era stato tradotto in Italia già nella prima metà del 1941); rimpatriato via Mentone il
24/6/1942. Certo è presente davanti alla Commissione provinciale di Firenze il 14/8/1942 e confinato
a Ventotene per 5 anni con la qualifica specifica di "combattente antifranchista in Spagna", liberato
nell'agosto 1943. Rientrato ad Empoli, è responsabile del Direttivo militare in formazione (insieme con
Pietro Lari, Aureliano Santini, Sani Ricciotti). In seguito si sposta a Firenze nel CLN toscano. Membro
del Comando unico militare partigiano in Emilia Romagna (CUMER), è organizzatore delle SAP e dei
GAP (con il soprannome di "Cervo"). Arrestato dai repubblichini in località Due Madonne (periferia di
Bologna) il 5/7/1944 e fucilato sul posto.
FONTI:
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Fontani A., Episodi e personaggi della Resistenza in Toscana: con cenni biografici dell'autore, Firenze, Consiglio regionale della
Toscana, 2007
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
299
Niccolai P., Terreni S. (a cura di), Era la Resistenza : il contributo di Empoli alla lotta contro il fascismo e per la liberazione, Pagnini,
Firenze, 1995
Pezzino P. (a cura di), La tradizione antifascista a Empoli, 1919-1948: atti del Convegno, Empoli, Convento degli Agostiniani, 23
aprile 2004, a cura di Ospedaletto : Pacini, 2005
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini editore, Empoli, 2007
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
300
MAZZIERLI (o MEZZIERLI) MOSE'
Luogo di nascita: Arezzo o Pieve Alpagnolo (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Muratore
Nato l'8/9/1886 ad Arezzo o a Pieve Alpagnolo (AR) da Beniamino e Enrietta Magnanensi. Ha
combattuto durante la prima guerra mondiale come soldato semplice. Dalla scheda della Prefettura di
Arezzo risulta incensurato. Espatria con passaporto regolare nel 1930 e, dopo aver peregrinato per la
Francia svolgendo lavori saltuari - è residente a Thionville (Meurtre et Moselle), Longwy (Meurtre et
Moselle), Dijon (Cote d'Or), Gray (Haute Saone) - si reca in Spagna e si arruola come combattente
antifranchista nel settembre 1936. Nelle Brigate Internazionali si dedica a suo dire - e l'età lo
giustificherebbe - solo ai servizi di cucina da campo, ma fa sempre parte di unità combattenti, è anche
nella XII Brigata Garibaldi. Iscritto al PCE nel 1938. Internato ad Argelès, Gurs, Argelès, Mont Louis;
arriva al Vernet il 29/4/1941 ed è internato, con il n. di matricola 7790, inizialmente nella sezione C,
reduci di Spagna, baracca 36, poi nella sezione B, anarchici ed estremisti, baracca 7 (il 20/1/1942 risulta
nel quartiere B), quindi nuovamente nel settore C, baracca 36. Domanda di tornare in Italia (è vedovo,
con 4 figli) e viene rimpatriato, via Mentone, il 19/2/1943 (secondo altra fonte già il 23/9/1941).
Confinato a Ventotene come combattente antifranchista.
FONTI:
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Ranzato G., Volontari italiani in Spagna: identità e motivazioni, in G. Ranzato, C. Zandra, D. Zendri (a cura di), “In Spagna per
l’idea fascista”. Legionari trentini nella guerra civile spagnola 1936-39, Museo storico italiano della guerra, Osiride, Rovereto TN
2008
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
301
MAZZINI LEONETTA
Luogo di nascita: Siena (SI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Impiegata
Nata il 6/9/1888 a Siena da Germano. Nel 1937 risulta residente a Madrid e nell'aprile del 1939 è
prigioniera dei franchisti in quanto responsabile delle donne antifasciste e del SRI. Inoltre, è accusata di
aver partecipato e incitato all'assalto delle carceri per uccidere i reclusi fascisti. Iscritta in Rubrica di
frontiera.
FONTI:
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
302
MAZZONI ANGELO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Fruttivendolo/lattaio
Nato il 13/6/1904 a Firenze da Antonio. Comunista dal 1921, espatria clandestinamente nel 1922 in
Germania. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel 1937 si arruola in Spagna nella XII Brigata Garibaldi.
Ripara in Francia nel febbraio 1939 ed è internato a Saint Cyprien e Gurs; trasferito poi nelle CTE al
fronte. Nel 1941 è segnalato in Germania.
FONTI:
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
303
MECATTI ALFREDO
Luogo di nascita: S. Casciano in Val di Pesa (FI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Impagliatore, imbianchino
Nato il 2 o il 25/4/1888 a S. Casciano in Val di Pesa da Casciano. Ha partecipato alla prima guerra
mondiale come soldato semplice. Socialista, passa al PCd'I nel 1921. Emigrato in Francia da epoca
imprecisata, risiede a Parigi. Membro del SRI. Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nella XII Brigata
Internazionale come sergente del Battaglione Garibaldi prima e della Brigata omonima poi. Partecipa a
tutte le operazioni delle due unità e viene ferito in combattimento a Brunete nel luglio 1937. Iscritto al
PCE nel 1938. Nei documenti del Comintern è descritto come "compagno che per la sua condotta
esemplare godeva della fiducia dei compagni e dei volontari che l’hanno conosciuto". Ripara in Francia
nel dicembre 1938; è partigiano nei FTP francesi dal 1941 al 1944.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
304
MELLI MARIA AMALIA
Luogo di nascita: Lucca (LU)
Orientamento politico: Anarchica
Professione: Operaia
Note: Madre di PRATI ARMIDA
Nata il 4/3/1895 a Lucca da Rodolfo e Cristina o Giustina Paglia, è la sorella di Elena Melli, futura
compagna di Malatesta, e madre di Armida Prati. Espatria nell'ottobre 1915 in Francia con la famiglia e
si stabilisce ad Apt (Vancluse) dove nel 1918 nasce la figlia Armida. In seguito diviene la compagna di
Edel Squadrani e si trasferisce con lui e la figlia a Marsiglia (Bouche du Rhône) . Iscritta in Rubrica di
frontiera nel 1931 e nel Bollettino delle ricerche nel 1932. È nel Comitato anarchico pro perseguitati
politici. Nell'ottobre o dicembre 1936 passa in Spagna e si arruola col suo compagno nella Colonna
Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") il 10/12/1936. Rientra in Francia nel dicembre 1937 (secondo il
DBAI invece si reca solo a trovare il compagno e rientra quasi subito in Francia). Alla fine del 1938 è
arrestata da Tribunale di Aix en Provence (Bouche du Rhône), poi è fermata nuovamente nel 1939. Nel
dopoguerra continua a risiedere a Marsiglia.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
ACS CPC
305
MENGONI ANGELO GIUSEPPE GUSTAVO
Nome di battaglia: Il Piccolino
Luogo di nascita: S. Godenzo (FI)
Orientamento politico: Socialista/Anarchico
Professione: Bracciante
Nato il 21/3/1897 a S. Godenzo da Amadio. Emigrato in Francia il 14/9/1922, è espulso nel 1924 e si
trasferisce in Lussemburgo e poi nella Saar. Già condannato in Francia per rapina e spaccio di monete
false, viene espulso anche dalla Saar in data imprecisata. Iscritto in Rubrica di frontiera per il
provvedimento di fermo. Nel 1938 risulta combattente nell'esercito antifranchista, arrivato in Spagna da
Francoforte. Internato a Rieucros nel 1939.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
306
MERATTI AUGUSTO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Fruttivendolo
Nato il 20/5/1888 a Livorno. Emigrato in Corsica in data imprecisata, risulta partito da Bastia per
Marsiglia (Bouche du Rhône) per "mettersi a disposizione delle forze governative spagnole" in base al
rapporto del Comando Generale di MVSN del 13/11/1936. Segnalato anche dal Consolato generale
d'Italia come partito per la Spagna il 2/2/1937. Iscritto in Rubrica di frontiera.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
ACS CPC
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
307
MESCHI ALBERTO
Luogo di nascita: Fidenza (PR)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Falegname, muratore
Nato il 25/5/1879 a Fidenza da Antonio e Giulia Parolini. Trasferitosi a La Spezia (SP) con il padre.
Attivo politicamente dal 1899 come corrispondente di giornali anarchici in Italia e all'estero, partecipa
allo sciopero di Genova del 1904 per la riduzione dell'orario di lavoro e nel 1905 si trasferisce in questa
città. Nel 1905 o 1907 è costretto a emigrare in Argentina, dove si stabilisce a Buenos Aires e poi dal
1907 a Mar del Plata, dove prende parte alle lotte sindacali. Espulso nel 1909, torna in Italia e si
stabilisce a La Spezia, poi è chiamato dal 1911 a dirigere la CdL di Carrara (MS), a capo delle lotte dei
cavatori apuani e dei lavoratori della Versilia per la riduzione delle ore di lavoro (arrestato nel 1914
insieme a Romualdo Del Papa). Membro del Consiglio Generale dell'USI dal 1913. Combatte nella
prima guerra mondiale, effettivo con il 190° Battaglione di stanza a Novara, prigioniero nei Carpazi fino
al 1918. Nel maggio 1922, con l'occupazione da parte del fascisti della CdL di Carrara, espatria
clandestinamente in Francia, dove è tra i fondatori del gruppo anarchico “Pietro Gori”. Segretario
personale di Ricciotti Garibaldi, è nel comitato delle Legioni garibaldine con cui si arruola nel 1925-26.
In seguito, prosegue a Parigi l'attività in favore degli emigrati italiani (è tra i fondatori della LIDU) e
nella Concentrazione antifascista. Nell'agosto del 1936 è in Spagna, combatte con la CNT in Catalogna,
poi si arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") e combatte a Monte Pelato. A causa
delle cattive condizioni di salute lascia il fronte nel febbraio 1937: è a Barcellona dove fa parte della
redazione del periodico "Guerra di Classe", insieme a Camillo Berneri e Virgilio Gozzoli. Tornato in
Francia prima degli scontri di Barcellona, secondo il DBAI rientra nuovamente in Spagna e vi resta fino
al febbraio 1939. In seguito è a Parigi dove con Enzo Fantozzi collabora nel 1942 alla ricostituzione
della LIDU. Sorpreso dall'avanzata tedesca, viene internato a Noè dagli inizi del 1942 alla fine del 1943,
quando è assegnato al domicilio coatto. Fa ritorno a Carrara solo nel luglio 1945, accolto da una folla
enorme, ed è nuovamente segretario della CdL. Nell'aprile del 1947, con il prevalere della corrente
socialcomunista, dà le dimissioni per impedire scissioni e anche per neutralizzare possibili provocazioni.
Da allora, continua ad interessarsi di problematiche sindacali unitarie svolgendo anche attività di
pubblicista sulle pagine del foglio sindacale "Il Cavatore". Muore a Carrara l'11/12/1958. Un
monumento a Carrara ricorda l'anarchico e sindacalista "costruttore di tempi migliori".
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Gino Cerrito, Gli anarchici nella Resistenza apuana, MPF, Lucca, 1984
Signori E., Républicains et giellistes en France entre guerre d’Espagne et Résistance, in Exils et migration: Italiens et Espagnols en France
1938-1946, a cura di Milza P. e Peschanski D., L’Harmattan, Parigi, 1994
Biografia USI-AIT online
308
MESSERI PIETRO o PIERO
Nome di battaglia: Marino Bilanceri
Luogo di nascita: Pontassieve (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Autista
Nato il 1/01/1906 a Pontassieve da Giocondo e Carolina Cellai. Espatriato clandestinamente in Francia
nel marzo 1936, si stabilisce a Marsiglia (Bouche du Rhône) e viene iscritto in Rubrica di frontiera per
attività antifascista in Francia. Nell'aprile del 1937 si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale
con il Battaglione Garibaldi come autista, poi nella XII Brigata Garibaldi (3° Battaglione, 3°
compagnia); secondo il DBAI invece milita nei servizi perchè si rifiuta di imbracciare qualsiasi genere di
arma. Nell'agosto 1937, arrestato al rientro in Francia, è tradotto a Marsiglia dove si ferma dopo il
rilascio per curarsi dalla malaria. Nel marzo 1938 passa clandestinamente in Tunisia, ma è espulso
nell'estate del 1939 e torna a Marsiglia. Nel febbraio 1942 raggiunge nuovamente l'Africa del Nord e nel
maggio 1943 è nuovamente a Tunisi dove fa propaganda fra i marittimi italiani perché disertino ed è
impiegato nell'Ufficio traduzioni del Comando francese. Rientra in Italia con gli americani, impiegato
come interprete dell’OSS e meccanico della Croce Rossa Americana. Nell'agosto 1944 rientra a Firenze.
Muore a San Marcello Pistoiese il 18/3/1998.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
309
MEUCCI CAFIERO LUIGI
Luogo di nascita: Portoferraio (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Pellettiere, bottegaio, verniciatore
Nato il 10/4/1905 a Portoferraio da Alessandro e Luisa Tessieri. Emigrato con la famiglia in Francia
nel 1908, nel 1919 rientra in Italia e intraprende la professione di pellettiere. Residente a Livorno dal
1919, è attivo politicamente dall'immediato dopoguerra. Nel 1921 risiede a Torino con i genitori e
prende parte alla protesta per Sacco e Vanzetti di fronte al Consolato americano. Emigra
clandestinamente nel novembre 1923 o 1924 in Francia (ma secondo un suo interrogatorio addirittura
nel 1933) e si stabilisce a Lione (Rhône), poi dal 1926 al 1930 a Nimes (Gard), quindi ad Arles (Bouche
du Rhône) e a Strasburgo (Bas-Rhin), dove è presidente della sezione locale della LIDU. Nel 1934
risiede a Strasburgo, espulso nel settembre 1935, si trasferisce a Basilea, poi in Belgio, quindi nel 1936 di
nuovo a Basilea. Nel 1935 viene segnalato per la diffusione tra operai e antifascisti italiani della rivista
"Risveglio anarchico". È iscritto in Rubrica di frontiera per propaganda antifascista in Francia e in
Svizzera e nel Bollettino delle ricerche nel gennaio 1934. Nell'agosto 1936 è segnalato come
combattente antifranchista in Spagna, arruolato nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"),
combatte a Monte Pelato, Tardienta, Almudevar, Carrascal de Huesca e sul fronte di Aragona. Ferito
nel maggio 1937 a Barcellona, rientra in Francia il mese successivo e si stabilisce a Drancy (Seine Saint
Denis), dove ospita Aldo Demi e lo aiuta a raggiungere la Spagna. Viene espulso e nel dicembre è
clandestino a Parigi, quindi nel luglio 1938 si rifugia a Bruxelles dalla compagna Maria Fornero. Qui d
all'inizio del 1939 entra in contatto con Arrigo Catani, insieme a cui aderisce al gruppo anarchico
collegato a Hem Day: più volte arrestato, è infine rinchiuso nel Centro di "difesa sociale" di Merxplaz
fino al maggio del 1940, quando è trasferito a Reisvelden e consegnato alla polizia francese. Incarcerato
a Pau (Pyrénées Atlantiques) (dove subisce maltrattamenti), viene trasferito a Gurs fino al settembre
1940, quando è rilasciato. Torna a Bruxelles ma il 25/2/1941 è arrestato e condannato a 15 mesi di
carcere, scontati nuovamente a Merxplaz fino all'estradizione in Italia, insieme ad Azeglio Bucchioni.
Tradotto in Italia dai tedeschi nel giugno 1942, viene confinato alle Tremiti per 5 anni; qui è fermato
per ragioni politiche e condannato a 3 mesi e mezzo di arresto nel marzo 1943, liberato nel settembre
1943. Stabilitosi a Torino nel dopoguerra, vi muore il 18 o il 19/4/1965.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Tognarini I. (a cura di), Antifascisti e perseguitati elbani. Fonti per lo studio della repressione politica all'isola d'Elba (1896-1943), Ed.
dell'Assemblea, Firenze, 2009
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ASLi
310
MIGLIORINI PASQUALE
Nome di battaglia: Pascal
Luogo di nascita: Cavriglia (AR)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Pittore, decoratore, minatore
Nato a Cavriglia il 7/4/1894 o 1895 da Giovanni e Maria Nerbini. Residente a S. Giovanni in Val
d'Arno (FI). Frequenta le scuole elementari e in seguito lavora nelle miniere di lignite. Presta servizio di
leva nel V° Genio a Torino ma è riformato dopo soli otto mesi. Dopo i fatti del 1921 si trasferisce a
Rosignano Marittimo (LI) dove è operaio alla Solvay e svolge l'incarico informale di fiduciario sindacale
di zona. Anarchico schedato, espatria in Francia nel maggio 1926 e si stabilisce a S. Etienne (Loire)
dove lavora come minatore e da 1929 a Les Lilas (Seine), dove lavora come verniciatore di mobili, poi si
sposta presso Berneri a Montreuil sous Bois (Seine) e, infine, con la moglie a Romainville (Seine)
nell'aprile del 1934. Iscritto in Rubrica di frontiera nel 1933 e nel 1937 nel Bollettino delle ricerche con
la dizione "da arrestare". Secondo alcune fonti arriva in Spagna insieme con i fratelli Aiacci, Alpinolo
Bucciarelli, Adolfo Pintucci, Alessandro Maffei e Gualtiero Livi dopo il 25/10/1936 e si arruola nel
gruppo "Angiolillo" della Colonna italiana "Rosselli" (nella Colonna Ascaso) con cui combatte sul
fronte d'Aragona. Secondo altre, già all'inizio del settembre 1936 si arruola in Spagna nella Colonna
Durruti, poi dal 19 settembre è nella Colonna italiana, col grado di capo sezione. Dopo un ricovero
all'ospedale di Lerida, rientra in Francia nel giugno 1937 e ritorna a Romainville. Arrestato come ex
miliziano di Spagna è detenuto nel campo di concentramento della caserma Tourelles di Parigi e viene
liberato solo a condizione che rientri in Italia. Arrestato al rimpatrio in Italia il 3/7/1942, confinato a
Ventotene e Pisticci per 2 anni, fino al giugno 1943 quando è rilasciato e trasferito a Renicci Anghiari.
Fugge dopo l'8 settembre e torna nel Valdarno dove prende parte alla Resistenza; secondo altre fonti
prende parte come soldato volontario dell'esercito italiano alla guerra di Liberazione del Nord Italia.
Membro del CLN comunale di Cavriglia (AR) in rappresentanza degli anarchici. Nel dopoguerra
raggiunge la famiglia in Francia. Muore a Parigi il 10/7/1986, cremato al cimitero Père Lachaise.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Comune di Cavriglia, Cavriglia nella lotta di liberazione, Tip. Sociale, Arezzo, [1975]
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
ISRT (fondo ANPI)
311
MILLI LIVIO
Luogo di nascita: Arezzo (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Autista
Nato il 13 o il 21/3/1900 ad Arezzo. Emigrato in Francia in data imprecisata. Membro del SRI. Iscritto
alla CGT nel 1924 e al PCd'I nel 1925 (secondo altre fonti nel 1921). Si arruola in Spagna il 18/11/1936
nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi. Nel marzo del 1937 è promosso tenente.
Passa nell'aprile 1937 nella XII Brigata Garibaldi. Combatte a Granada e Cordoba. Iscritto al PCE nel
1938. Dal marzo-aprile del 1938 fa parte della XII Brigata Garibaldi come comandante della compagnia
mitragliatrici del 4° Battaglione, sul fronte dell’Ebro. Rimpatriato il 13/9/1938.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
312
MONANNI ALFREDO
Luogo di nascita: Arezzo (AR)
Professione: Fabbro
Nato il 20/10/1906 ad Arezzo. Espatriato in Francia nel 1930. Combattente antifranchista in Spagna.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
313
MONCIATTI BRUNO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Impiegato, portiere
Nato il 6/8/1905 a Firenze da Emilio e Isolina Papini. Arrestato nel luglio 1926 per SRI, proposto per
l'ammonizione, ma solo diffidato. Espatria clandestinamente in Francia nel 1929 e viene iscritto in
Rubrica di frontiera, residente a Marsiglia (Bouche du Rhône). Nel dicembre 1932 partecipa al
Congresso nazionale del PCF insieme con Bisconti Galardo. Combattente antifranchista in Spagna in
data imprecisata. Membro del partito comunista dichiara alla polizia di non essere più affiliato
dall'agosto 1938. Già condannato per falsificazione della carta di identità, l'8/12/1940 è internato a
Vernet (sezione C, reduci di Spagna, poi sezione B baracca 7, anarchici ed estremisti) fino al rimpatrio
in Italia, via Mentone, il 23/9/1941. Confinato a Ventotene per 5 anni, liberato nell'agosto 1943. Ha
partecipato alla Resistenza in Italia.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ADEA
314
MONETI ATTILIO
Nome di battaglia: Timone Pasquale
Luogo di nascita: Castelnuovo dei Sabbioni (AR) o Cavriglia (AR)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Fuochista
Nato il 18/5/1888 a Castelnuovo dei Sabbioni (per ANPPIA a Cavriglia) da Pietro e Assunta Mugnai.
Figlio di minatori, lavora già dall'età di 12 anni nei piazzali delle miniere. A 16 anni è licenziato in
quanto rappresentante sindacale dei lavoratori. Nel 1906 lavora in una centrale elettrica. In seguito
aderisce alla locale sezione del PSI e diventa segretario della Lega sindacale locale, membro del
Comitato nazionale degli elettrici per la Toscana. Chiamato alle armi nel 1915, rimane fino alla fine della
guerra in prima linea come artigliere. Nel dopoguerra aderisce al PCd'I e con l'ascesa del fascismo è
latitante a Livorno, Roma e Milano. Condannato a 15 anni di carcere, emigra nel 1923 in Francia per
sfuggire all'arresto. Lavora alle officine Citroën ma è licenziato dopo uno sciopero. Inviato a Mosca alla
scuola di partito e iscritto in Rubrica di frontiera. Dirigente del PCd'I in Francia a Versailles (Ile de
France). A 50 anni lascia la famiglia a Versailles e va a combattere in Spagna. Nel novembre 1936 si
arruola nella XII Brigata Internazionale come commissario politico della 2° batteria Picelli del
Battaglione Garibaldi. Fino al gennaio del 1937 combatte sul fronte di Teruel; promosso ufficiale, è
trasferito poi negli uffici delle Brigate Internazionali ad Albacete. Successivamente è a Figueras come
addetto alla ricezione dei nuovi volontari. Rientra in Francia nell'aprile 1938. Risulta iscritto al PCE nel
1938. Partigiano in Italia nel 1943-44 a Firenze. Nel dopoguerra torna a Castelnuovo dei Sabbioni dove
muore il 15/8/1972.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Comune di Cavriglia, Cavriglia nella lotta di liberazione, Tip. Sociale, Arezzo, [1975]
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Schiapparelli S., Ricordi di un fuoruscito, Milano : Edizioni del calendario, 1971
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
Il più anziano dei garibaldini ci ha lasciati, “L'Unità”, 24/9/1972
315
MONTAGNANI ALARICO
Luogo di nascita: Montaione (FI)
Nato a Montaione nel 1902. Arruolato come combattente antifranchista in Spagna, risulta partito in
data imprecisata dalla Francia, in base a un elenco del Comitato di Parigi.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R., (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
316
MONTANARI NELLO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Ferroviere, manovale
Nato il 13/2/1896 a Firenze da Egisto e Irene Alexandrali. Attivo politicamente dall'immediato
dopoguerra, iscritto al PCd'I fin dal 1921. Nel 1923 è licenziato delle ferrovie ed espatria
clandestinamente nel 1926. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nella
XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi e prende parte ai combattimenti di Cerro de los
Angeles, Casa De Campo, Pozuelo, Boadilla, Mirabueno, Majadahonda, Arganda. Nel marzo 1937
passa in servizio presso gli ospedali delle Brigate Internazionali (servizi ausiliari). Ripara in Francia nel
febbraio 1939 (secondo altre fonti e secondo la sua dichiarazione, nell'ottobre 1938 con un convoglio
sanitario) e viene internato a Saint Cyprien e Gurs. Proveniente forse da Rieucros, è internato il
7/10/1939 al Vernet (categoria A, internati per reati comuni, n. di matricola 1026) in quanto il
18/7/1930 era stato condannato dal Tribunale di Marsiglia (Bouche du Rhône) a 4 mesi di prigione per
tentativo di truffa. Tradotto in Italia il 23/9/1941, confinato a Ventotene per 3 anni, liberato nell'agosto
1943. Dirigente della Resistenza nel Cesenate, muore in un'azione di guerra nell'ottobre 1944.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata, Università
degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
317
MONTANI EGIDIO DOMENICO
Luogo di nascita: Pontremoli (MS)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Muratore, calzolaio
Nato il 13/10/1896 a Pontremoli. Espatriato in Francia nel 1931. Il suo nome compare in una lista di
sovversivi italiani che presero parte al moto culminato con l'occupazione del Municipio di Cannes
(Alpes Maritimes). Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel novembre 1936 si arruola in Spagna
nell'Artiglieria internazionale (batteria Antonio Gramsci). Ammalatosi, viene ricoverato in ospedale e in
seguito presta servizio alla caserma di Albacete. Il 12/8/1938 rientra in Francia per malattia. Nel 1939
risiede nel dipartimento del Var dove è uno dei maggiori esponenti della Società di Mutuo Soccorso
composta da simpatizzanti della LIDU.
FONTI:
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ASMs
BDIC (Archives de Moscou)
318
MORBIDELLI BRUNO
Nome di battaglia: Marino
Luogo di nascita: Terranova Bracciolini (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Cementista
Nato il 22/7/1894 a Terranova Bracciolini. Attivo politicamente dal 1919, ardito del popolo e
comunista dal 1921. Espatria in data imprecisata in Francia, è attivo nel lavoro politico tra gli emigrati.
Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel giugno o nell'agosto 1938 si arruola in Spagna nella XII Brigata
Garibaldi (1° Battaglione, 2° compagnia). Ferito in combattimento nel settembre dello stesso anno
sull'Ebro. Iscritto al PCE nel 1938. Ripara in Francia nel febbraio 1939. Rientra in Italia nell'agosto
1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
319
MORDINI ALFREDO
Luogo di nascita: Fiorenzuola (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Macchinista
Nato il 29/6/1902 a Fiorenzuola da Giuseppe. Iscritto al PCd'I dal 1921. Membro del SRI. Espatriato
in data imprecisata, risiede ad Arles (Bouche du Rhône) in Francia. Iscritto in Rubrica di frontiera. Si
arruola il 30/4/1937 nella XII Brigata Garibaldi (1° Battaglione 2° Compagnia). Prima è caporale, poi
delegato politico. Combatte a Huesca e a Brunete dove, nel luglio del 1937, resta ferito. Ai primi di
ottobre, guarito, rientra in Brigata e partecipa alle operazioni di Fuente, Estremadura, Caspe, Ebro.
Rientra in Francia nel dicembre del 1938 e ad Arles organizza gruppi clandestini a partire dall'aprile del
1942; prende parte alla Résistance fino al giugno 1944 quando rientra in Italia per partecipare alla lotta
partigiana come ispettore delle Brigate Garibaldi nell'Oltrepò Pavese.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
320
MORELLI LINO
Luogo di nascita: Empoli (FI)
Nato presumibilmente intorno al 1904 a Empoli. Secondo l'interrogatorio di Berard Guido Francesco,
infatti, è "capitano comandante il Battaglione istruzione di Quintanar de la Repubblica, originario di
Empoli, alto 1,80, robusto, sui 36 anni". La Divisione di Polizia Politica lo segnala a Barcellona nel
dicembre 1936, arruolato nella colonna internazionale di Madrid ma non riesce a meglio identificarlo.
Pacciardi lo cita come aiutante del comando nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione
Garibaldi. Inoltre, dalla lettera di un informatore del 17/4/1937 risulta che il "Grido del Popolo" del 14
novembre ha pubblicato una lettera a firma "Morelli", da cui appare chiaro che, prima di portarsi in
Spagna, risiedeva nella regione parigina. Sempre secondo un informatore, è sposato o convivente con
una donna di nome Teresa e padre di un figlio detto Mino.
FONTI:
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
ACS CPC
Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
321
MORETTI GIOVANNI
Luogo di nascita: Arezzo (AR)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Capomastro edile, giardiniere
Nato il 19/2/1904 ad Arezzo da Fortunato e Caterina Monnia. Emigrato in Francia nel 1929, lavora nei
cantieri in allestimento industriale a Berre-l'Étang (Bouche du Rhône), poi ad Aix en Provence (Bouche
du Rhône). Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione
Garibaldi (1° o 2° compagnia, 1° sezione) col grado di caporale. Ritenuto caduto nell'attacco alla Casa
Rossa della Moncloa (test. Renato Pazzaglin), nella città universitaria il 23/11/1936.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
322
MORO UGO
Luogo di nascita: Poggibonsi (SI)
Orientamento politico: Antifascista
Nato il 27/6/1899 a Poggibonsi da Giorgio. Espatriato in Francia in data imprecisata. Iscritto in
Rubrica di frontiera perché segnalato come antifranchista nel 1939. Ferito al braccio in combattimento
in Spagna. Internato ad Argelès nel gruppo italiano. Nel 1942 è internato a Gurs.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
323
MOSCARDI GUERRINO
Luogo di nascita: Barberino Mugello (FI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Bracciante, carpentiere
Nato il 19/10/1898 a Barberino del Mugello da Giuseppe. Residente a Fiesole (FI), è attivo
politicamente dal 1918 allorché viene processato e assolto per istigazione all'odio di classe. Espatria in
Francia nel 1923; quindi è in Algeria. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nell'ottobre 1936 si arruola in
Spagna e fa parte del Battaglione Ehremburg come portaferiti fino al dicembre dello stesso anno. Passa
in data imprecisata alla 25° Divisione (116° Brigata, Battaglione Spartaco, Colonna mobile catalana
Libertad) operante sul fronte di Madrid fino all'inizio del 1937 e in seguito combatte in Aragona.
Nell'ottobre del 1937 resta ferito e quindi, rimessosi, fa parte della XII Brigata Garibaldi come sergente.
Viene nuovamente ferito in combattimento sull'Ebro nel settembre del 1938. Ripara in Francia nel
febbraio 1939 e viene internato ad Argelès e Gurs, in seguito è nelle CTE al fronte. Tradotto in Italia
nel luglio 1940, confinato a Ventotene, Renicci Anghiari per 5 anni. Evaso nel settembre 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Biagioni M., Scarpe rotte eppur bisogna andar: fatti e persone della Resistenza in Mugello e Val di Sieve, Pagnini e Martinelli, Firenze,
2004
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS CPC
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
324
MOSCATELLI ERNESTO
Luogo di nascita: Sassofortino (GR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Muratore
Nato il 16/2/1906 a Sassofortino da Sabatino ed Ermella Boldrini. Domiciliato a Roccastrada (GR) da
data imprecisata. Comunista già dal 1921, ma forse non iscritto al partito. Alla fine del 1921 emigra in
Francia insieme ai suoi due fratelli e risiede ad Argenteuil (Val d'Oise), dove conosce e sposa Catherine
Sarogna (francese, figlia di un matrimonio misto). Le informazioni reperibili su di lui non sono molte: è
segnalato dall’AICVAS come combattente nelle Brigate Internazionali e sarebbe iscritto come tale
anche negli elenchi della Prefettura di Grosseto secondo Bucci; un Moscatelli, non meglio identificato,
appare in effetti negli elenchi dei connazionali arruolati in Spagna della Questura di Grosseto, come
fuochista su un bastimento inglese che traffica con la Spagna rossa. Nel fascicolo del CPC, tuttavia, non
è presente nessuna notizia sulla sua partecipazione alla guerra civile spagnola. Certo l'interessamento
della Prefettura di Grosseto e del Ministero dell'Interno nel 1937 non può essere ritenuto casuale: il
27/9/1937, in seguito alla presenza dal 5 al 23 settembre a Sassofortino della Sarogna (proveniente da
Argentuil), il Prefetto di Grosseto si rivolge al Ministero dell'Interno per conoscere attraverso le
autorità consolari la condotta di Moscatelli all'estero e lo segnala al Ministero dell'Interno come
comunista, precisando che non ha precedenti né pendenze penali, ma che nel Biennio rosso
"nonostante la sua giovane età, manifestava sentimenti comunisti e prendeva parte a tutte le
manifestazioni sovversive". Il Ministero dell’Interno risponde nell’ottobre invitando la Prefettura di
Grosseto a fornire il suo recapito francese, se noto, e a sollecitarne l'iscrizione nella Rubrica di frontiera;
dieci giorni dopo il Prefetto di Grosseto replica di aver richiesto l'inclusione con provvedimento di
perquisizione e segnalazione in caso di ritorno nel Regno e il 9/11/1937 comunica al Ministero che
Moscatelli abita ad Argenteuil (Val d'Oise), dove però risulta irreperibile ai nuovi accertamenti
nell’aprile 1938. Il 30/6/1939 la Prefettura di Grosseto richiede conferma dell'iscrizione nella Rubrica
di frontiera per il provvedimento di "perquisire sotto aspetto doganale e segnalare". Ancora il 5/4/1943
la Prefettura di Grosseto, su richiesta del Ministero dell’Interno, riferisce che Moscatelli risulta trovarsi
nuovamente in Francia ma che il suo recapito è ignoto.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Ranzato G., L'intervento italiano e le Brigate Internazionali, in AICVAS, Viaggio nella memoria, tip. Botti, Milano, s.d.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASGr (fondo Questura)
ISRT (fondo ANPI)
325
MOSCATELLI SECONDO
Luogo di nascita: Chiusdino (SI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Cementista, manovale edile
Nato il 10/3/1899 a Chiusdino da Virgilio. Da un'informativa della Prefettura di Siena del 25/9/1930
risulta essersi trasferito con la famiglia a Montieri (GR) prima del censimento del 1911 e non aver fatto
più ritorno al paese di origine. La Prefettura di Grosseto il 17/8/1930 conferma che il passaporto per il
Belgio, valido un anno, gli è stato rilasciato dalla Questura di Grosseto il 7/9/1923 con nulla osta del
sindaco di Gavorrano. Espatriato all’inizio di settembre del 1923 per il Belgio, secondo la Divisione
Polizia Politica vi sarebbe giunto il 20 settembre; il 22 settembre, infatti, è già a Chatelet, occupato
come cementista. Continua all’estero l’attività antifascista e nel 1925 è condannato dal Tribunale di
Charleroi per possesso di arma proibita e minacce. Il 6/4/1930 è nuovamente arrestato a Charleroi
perché avrebbe cercato di entrare nei locali della Borsa in cui doveva svolgersi la cerimonia della
consegna della nuova bandiera agli ex combattenti italiani. Nel gennaio 1933, forse per sfuggire ai
continui fermi, si trasferisce a Jemeppe (Liegi), ma torna a Chatelet già nell’aprile. Nell’ottobre 1933 è a
Herstal e lavora al canale Liegi-Maastricht, poi è manovale edile presso la chiusa dell’Ile Monsin a Liegi.
Fino al 1935 risiede a Herstal, ma si allontana nel dicembre e non vi fa più ritorno. È segnalato dal
consolato di Liegi nel novembre del 1936 come partito dal Belgio per la Spagna per arruolarsi nelle
milizie rosse. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche per il provvedimento di
arresto proprio in qualità di combattente antifranchista in Spagna. Nel settembre 1937 risulta,
effettivamente, arruolato nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi e in seguito
sembra far parte della XII Brigata Garibaldi. Ferito in combattimento a Huesca, nell'ottobre 1937
rientra in Francia, dove risiede da ultimo a Montauban (Tarn et Garonne). Qui viene arrestato nel
settembre 1942 e internato in un imprecisato campo francese, da cui sarebbe evaso nel giugno 1943.
Secondo il Consolato di Linz, però, già nell'aprile 1943 è presso il Consolato italiano, dove cerca di
ottenere il passaporto dichiarando di trovarsi a Linz come lavoratore dell’industria e di essere partito
dalla Francia sprovvisto di documenti. Rientrato in Italia in data imprecisata, è in seguito partigiano
nella Brigata Spartaco Lavagnini di Siena.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
326
NANNUCCI GUGLIELMO MARIO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Macellaio, meccanico
Nato il 12/3/1914 a Livorno da Dante e Ada Lenzi. Espatria clandestinamente in Corsica nel
dicembre del 1934 e per questo viene condannato a 3 mesi di carcere e a lire 2000 di ammenda con
pena amnistiata. È iscritto in Rubrica di frontiera per il provvedimento d'arresto e nel Bollettino delle
ricerche. Il 28/7/1936 scrive da Marsiglia (Bouche du Rhône) una lettera al padre annunciando la
partenza per la Spagna e nell'agosto 1936 si arruola effettivamente nella Colonna Ascaso (Colonna
italiana "Rosselli"). È a Huesca nel 1937 e viene ferito a un braccio. In seguito passa nella XIII Brigata
Internazionale (nel 1° Battaglione franco-belga Louise Michel o nel 3° Battaglione francese Henry
Vuillemin con cui combatte a Caspe e in Aragona. A fine 1938 si trova nel centro di recupero di
Cardedeux. Nel febbraio 1939 ripara in Francia, dove viene internato ad Argelès (fa parte del gruppo
anarchico "Libertà o morte") e a Gurs (9° compagnia). Nel 1943 risiede a Bruxelles (secondo altre fonti
nel 1941 dalla capitale belga si sposta a Parigi). Spostatosi nella zona di Liegi combatte con il gruppo
partigiano "Perron". È membro del CLN italiano in Belgio. Rientra in Italia nel 1945, risiede a Livorno
e lavora come tassista. Muore a Livorno il 28/4/1975.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A. A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica,
2000
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASLi
ISRT (fondo ANPI)
327
NATALI UGO
Toscano, residente ad Arles (Bouche du Rhône) da data imprecisata. Nell'ottobre del 1936 si arruola
nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi, quindi è nella XII Brigata Garibaldi. Nel
luglio del 1937 resta ferito a Brunete. Rientrato in Francia perché invalido, nel febbraio del 1939 si
ristabilisce ad Arles. Prende parte alla Résistance in Francia nei FTP e cade nella liberazione di Brives
(Haute Loire).
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
328
NELLI VASCO
Luogo di nascita: Pisa (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Verniciatore
Nato nel 1920 a Pisa. Residente in Francia a Lione (Rhône) da data imprecisata. Si arruola nella XII
Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi nell'ottobre del 1936. Resta ferito una prima volta a
Mirabueno il 3/01/1937, una seconda a Guadalajara il 10/03/1937. Risulta uscito dalla Spagna il
17/6/1938 e ritornato a Lione. Secondo fonti del Comintern avrebbe fatto domanda per tornare una
seconda volta in Spagna.
FONTI:
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
329
NERI ERMANNO
Luogo di nascita: Sassofortino (GR)
Orientamento politico: Comunista, anarchico
Professione: Bracciante, carbonaio
Nato il 21/06/1898 a Sassofortino da Emanuele ed Elisa Carli, contadini. Frequenta le scuole
elementari. Richiamato alle armi va al fronte, poi in licenza, nel gennaio 1918, partecipa alle proteste
contro la guerra e il militarismo di Roccatederighi GR ed è condannato a 2 mesi di carcere per
resistenza alle forze dell'ordine. Congedato, aderisce durante il Biennio rosso a un circolo di impronta
socialcomunista e prende parte alle agitazioni proletarie di Sassofortino (GR), Roccatederighi (GR),
Montemassi (GR), Roccastrada (GR) e Sticciano (GR). Nel 1922, per sfuggire alle violenze squadriste,
emigra in Francia con regolare passaporto, ad Auboué (Meurthe-et-Moselle), dove lavora come
manovale in una miniera di ferro. In seguito si sposta a Branville (Basse-Normandie), nuovamente ad
Aboué fino alla fine del 1924, poi a Calais (Nord-Pas-de-Calais) fino al 1925, quindi a Bastia (dal 1925
al 1931) e, nel 1931, a Marsiglia (Bouche du Rhône): lavora nel bacino carbonifero di Calais, prepara il
carbone di legna a Bastia, scarica le navi nel porto di Marsiglia. Trasferitosi in data imprecisata nel Var,
dal 1932 al 1937 vi svolge un'intensa attività anarchica che non sfugge ai fascisti: il 27/9/1936 il
Prefetto di Grosseto lo segnala a Lavandon (Var) come accanito oppositore del fascismo; il 15/9/1936
ne chiede l’iscrizione in Rubrica di frontiera come sovversivo da perquisire e segnalare. Nel 1938 Neri è
in Spagna arruolato nelle milizie rosse spagnole, ma viene arrestato dagli stalinisti in data imprecisata ed
è incarcerato fra i dissidenti nelle carceri repubblicane. Al principio dal 1939, il Comitato anarchico
italiano pro Spagna, con sede a Parigi, si occupa del suo caso in collaborazione con la LIDU di
Barcellona e ne ottiene il rilascio poco prima della caduta di Barcellona. Tornato in Francia il 7/2/1939,
Neri viene nuovamente incarcerato a Argelès (dove aderisce al gruppo anarchico “Libertà o morte”);
trasferito nel campo di Gurs (9° compagnia), vi resta fino alla resa della Francia, quando è arruolato in
una CTE al fronte dislocata a Dunkerque. Dopo la capitolazione francese, Neri entra in Belgio e il
17/6/1940 si presenta al Consolato italiano di Bruxelles, per essere rimpatriato: sarà arrestato al
Brennero il 24 successivo e tradotto a Grosseto (secondo altre fonti il rimpatrio avviene il 24/10/1940
a spese dell'erario perché Neri sarebbe privo di mezzi di sussistenza). Interrogato alla fine di giugno, il
7/7/1940 il Questore di Grosseto lo propone al Prefetto per il confino (richiesta confermata
ventiquattr’ore più tardi anche dal capo della polizia fascista). La Commissione provinciale di Grosseto
gli assegna effettivamente 5 anni di confino per attività antifascista all'estero: dopo esser stato schedato
dalla Prefettura di Grosseto nel Mod. A ed esser stato sottoposto a visita medica, Neri parte per
330
Ventotene il 12 luglio. Nel 1943, tuttavia, è ricoverato per qualche mese all'ospedale Incurabili di
Napoli per l'aggravarsi dell'eczema contratto nei campi di internamento francesi. Tradotto di nuovo a
Ventotene nell'agosto del 1942, è rilasciato l'11 o il 23/8/1943 e inviato a Sassofortino con foglio di via
obbligatorio e l'obbligo di presentarsi a Grosseto entro 3 giorni. Riferisce su di lui il maresciallo dei
carabinieri di Roccastrada il 30/08/1943, ma da allora Neri si rende irreperibile e, nel marzo 1944, il
Questore di Grosseto richiede ai prefetti della RSI di effettuare ricerche, finalizzate all'arresto e alla
traduzione nel campo di concentramento di Bagno a Ripoli (FI). I tentativi di catturarlo sono
infruttuosi e Neri riprende il suo posto nel movimento anarchico clandestino, fondando i due gruppi
libertari di Roccatederighi e Ribolla (GR) e partecipando al gruppo di Piombino (LI). Ancora attivo nel
dopoguerra, viene sorvegliato dalle forze dell'ordine fino al 1967: nel novembre 1947 risulta aver
versato un contributo a "Umanità nova"; nell'estate del 1948 promuove il restauro del movimento di
Ferrer a Roccatederighi; nel novembre 1948 e, di nuovo, nel gennaio 1949 versa 200 lire pro vittime
politiche.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
ACS Confino politico
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ASGr
331
NESI RODOMONTE
Nome di battaglia: Fortunato, Lillo il Ceo
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Anarchico, comunista
Professione: Pescatore
Nato il 29/9/1888 a Livorno da Fortunato (o Andrea) e Marina Viola. Pregiudicato anche per reati
comuni. Soldato nel 1915, è condannato a 4 anni per insubordinazione nel giugno 1916. Scontata la
pena, rientra a Livorno alla fine del 1919 ed è attivo da subito nel movimento anarchico, due volte
ferito in scontri armati coi fascisti. Nel 1926 fa parte del gruppo anarchico "Fiorentina" (un rione
all’accesso nord di Livorno), in seguito negli ambienti dell’emigrazione si avvicinerà progressivamente al
PCd’I. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Avendo procurato egli stesso una
piccola imbarcazione, espatria il 6/10/1933 con Arrigo Catani ed altri via mare. Approda a Bastia e si
trasferisce a Marsiglia (Bouche du Rhône) dove fa propaganda comunista fra i marittimi; viene espulso
all’inizio del 1935, rimane illegalmente in Francia ed è arrestato nel maggio (sconta 15 giorni di carcere
per “infrazione del bando”). Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale con
il Battaglione Garibaldi (nella 2° batteria Picelli e nel reparto d'assalto), col grado di sergente. Combatte
a Cerro de los Angeles, Casa De Campo, Pozuelo de Alarcon, Boadilla del Monte, Mirabueno,
Majadahonda, Arganda, Guadalajara, Morata de Tajuna. Caduto in combattimento a Morata de Tajuna
il 13/4/1937 (secondo Calandrone, invece, sarebbe stato colpito da un obice il 16 aprile, mentre è
assegnato col suo reparto a una posizione in seconda linea).
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
332
NICCOLAIONI FRANCO
Luogo di nascita: Pontedera (PI)
Orientamento politico: Antifascista
Nato il 14/4/1911 a Pontedera. Espatriato in Francia, risiede a Cannes (Alpes Maritimes) con la
famiglia dal 1924. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nella XII
Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi, poi è con la XII Brigata Garibaldi. Prende parte alle
battaglie di Cerro de los Angeles, Casa de Campo, Boadilla, Mirabueno, Majadahonda, Arganda,
Guadalajara dove resta ferito. Rientra in Brigata nel giugno del 1937, come segretario politico di
sezione. Caduto in Aragona, a Farlete il 26/8/1937, durante il combattimento di fronte a Saragozza. A
Pontedera una targa lo ricorda.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
333
NITTI FRANCESCO FAUSTO
Luogo di nascita: Pisa (PI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Impiegato, giornalista, scrittore
Nato il 2/9/1899 a Pisa da Vincenzo e Paola Ciari (nipote di
Francesco Saverio Nitti). Arruolato durante la prima guerra
mondiale (luogotenente d'artiglieria), a soli 18 anni, in un
reggimento di artiglieria, viene decorato della Croce di guerra al
merito nel 1920. Tra i promotori della Giovane Italia nel
dopoguerra, passa alla militanza attiva nel 1922 quando la casa dello
zio viene saccheggiata dai fascisti. Impiegato presso il Banco di
Napoli, è arrestato il 2/12/1926 per attività antifascista e viene
confinato (Lampedusa, Lipari) per 5 anni. Evaso con un gommone,
il 27/7/1929, insieme con Carlo Rosselli ed Emilio Lussu, è accolto
come rifugiato politico a Nizza (Alpes Maritimes) il 1/8/1929.
Dall'agosto 1929 fino al 1933 è a Parigi dove è giornalista e scrittore
e fonda con Rosselli il movimento Giustizia e Libertà, poi si sposta
a Levallois-Perret (Seine) e a Perigueux (Dordogne) dal 1933 al
1938.
Si sposa il 20/1/1930 a Basilea o il 31/1/1931 a Parigi con America D'Angelo da cui ha 2 figli, si
dichiara protestante (è figlio di un pastore metodista). Passa in Spagna una prima volta nel dicembre
1936, ritorna nel 1937 per arruolarsi e nel febbraio viene designato come comandante del Battaglione
della Morte con cui combatte in Aragona (il Battaglione è in seguito integrato nella 153° Brigata mista).
Ferito in combattimento a Huesca, dopo la guarigione rientra al fronte e partecipa all'offensiva di
Belchite. Passa in seguito al comando del 644° Battaglione della 140° Brigata e combatte a Codos e
Lerida. Nel maggio del 1938 è al Centro organizzativo dell'Artiglieria internazionale a Figueras e prende
parte alla battaglia dell'Ebro del luglio. Ripara in Francia nel 1939, e viene internato a Argelès, per alcuni
giorni anche a Saint Cyprien. Incarcerato in seguito nel forte di Collioure e a Gurs, è rilasciato nel 1940
grazie all'intervento della LIDU e di uomini politici francesi e italiani. Si stabilisce a Mont de Marsan
(Landes) fino all'arrivo dei tedeschi e a Tolosa (Haute-Garonne) dal giugno 1940 prende parte alla lotta
antinazista nei FTP (rete Bertaux), fino al suo arresto il 12/12/1941. Dopo essere stato imprigionato
nella prigione militare di Tolosa, viene rimesso in libertà provvisoria il 26/2/1942. È presente al suo
processo il 31/7/1942 (condannato per organizzazione gollista, dichiara anche di essere stato
antifascista in Italia e di aver abbandonato il proprio paese in quanto gli era impedito di lavorare e
vivere) e dopo la condanna è inviato alla prigione di Lodève (Hérault) e poi al campo militare di
Mauzac (Dordogne). Incarcerato a Saint Sulpice la Pointe (Tarn) dal 12/5/1943 e dal 2/7/1943 a
Vernet (sezione C, reduci di Spagna, baracca 61 poi nella sezione T, lavoratori e transiti, n. di matricola
11135). Nell'agosto 1943 su sua richiesta è inserito nelle liste degli internati da rimpatriare, ma il
13/1/1944 è trasferito a Brens (Tarn). Evade il 24/8/1944 da un convoglio diretto in Germania (il train
fantôme partito da Bordeaux - Gironde- il 9/8/1944) e raggiunge nel maquis il gruppo Charles, con cui
combatte fino all'arrivo degli alleati. Rientrato in Italia è nominato nel 1946 direttore generale del
Ministero dell'Assistenza postbellica e si occupa del rientro degli italiani, militari e civili, detenuti nei
campi di prigionia e internamento all'estero. Eletto consigliere comunale di Roma nel 1947, riveste in
seguito diversi incarichi nel PSI. Nel dopoguerra risiede a Roma ed è fino alla morte (il 28/5/1974) vice
presidente nazionale dell'ANPPIA.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Aldo Morandi, In nome della libertà. Diario della guerra di Spagna 1936-1939, Mursia, Milano, 2002
334
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Biagioni M., Scarpe rotte eppur bisogna andar: fatti e persone della Resistenza in Mugello e Val di Sieve, Pagnini e Martinelli, Firenze,
2004
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Nitti F., "Il maggiore è un rosso" (Edizioni Avanti! - Milano-Roma - 1955)
Nitti F., Chevaux 8 hommes 70 Le train fantôme 3 juillet 1944 , Mare nostrum, Perpignan, 2004
Pacciardi R., Il Battaglione Garibaldi. I volontari italiani nella Spagna repubblicana, Edizioni La Lanterna, Roma, 1945
Ramella P., Francesco Fausto Nitti.. L'uomo che beffò Hitler e Mussolini, Aracne, Roma, 2010
Tuban G., Les séquestrés de Collioure. Un camp disciplinaire au chateau royal en 1939, Editions Mare nostrum, Perpignan, 2003
ACS CPC
ADEA
AICVAS
ANF
FMD
ISRT (fondo ANPI)
335
NOZZOLI ARTORIGE VEZIO
Nome di battaglia: Arturo, Bigali Victor
Luogo di nascita: Lastra a Signa (FI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Cappellaio
Note: Fratello di NOZZOLI QUISNELLO
Nato il 12/10/1895 a Lastra a Signa da Martino (forse di nazionalità
spagnola) e Carolina Cambi. Appartenente a "famiglia sovversiva", di fede
anarchica ma mai iscritto ad alcun partito. La scheda del CPC segnala a suo
carico una serie di provvedimenti penali, ma sembra risentire della
confusione con il fratello Quisnello. Durante la prima guerra mondiale si
arruola come volontario nel 69° Regg. di Fanteria, ma "insofferente alla
disciplina militare" subisce nel 1916 una condanna a 10 anni per
insubordinazione, con insulti, minacce e vie di fatto contro un ufficiale; la
pena viene ridotta a 3 anni nel 1919, ma nel frattempo vi si aggiunge la
diserzione (nel 1923 il Tribunale Militare lo condanna a 2 anni per
"diserzione qualificata ed aggravata da passaggio all'estero"). Nozzoli,
infatti, espatria clandestinamente nel 1919 in Francia e vive fino al 1921 a
Parigi (secondo altre fonti sarebbe espatriato nel 1921 forse in seguito ai
fatti di Empoli del marzo 1921, anche se non è del tutto chiaro alla polizia
fascista se il Nozzoli coinvolto fosse Artorige o il fratello Quisnello). Dalla
Francia però viene espulso nel 1927 per una rissa tra sguatteri nel ristorante
italiano "Poccardi" di Parigi risalente all’anno prima (cui è seguita anche
una condanna a un mese di prigione per resistenza alla polizia). Trasferitosi
a Barcellona, il 28/7/1928 è espulso anche dalla Spagna quale elemento
indesiderabile (è sospettato di un attentato contro il cessato regime
monarchico).
Il 19/9/1928 è nuovamente arrestato a Barcellona per violazione del decreto di espulsione e viene
accompagnato alla frontiera di Port Bou. Per poter rientrare in Spagna si arruola per tre anni nella
Legione straniera spagnola (inviato in Marocco a Ceuta, raggiunge il grado di caporale-furiere); si
congeda all’avvento del governo repubblicano. Ottiene la residenza spagnola, nel 1932, a Barcellona
(Calle Hospital 65), dove con la moglie Maria Minghez Diaz (che ha sposato a Barcellona il 20/9/1931)
impianta una piccola fabbrica per la confezione e la vendita di cappelli per signora che conduce con
frequenti viaggi per commercio fra Parigi e la Spagna. Allo scoppio dell'insurrezione franchista è
protagonista in ogni manifestazione contro i falangisti e prende parte a tutti i movimenti libertari di
Barcellona: un informatore comunica alla Divisione Polizia Politica che Artorige "si vede girare per le
vie di Barcellona armato di pistola e di un antico sciabolone di cavalleria. Anima, incoraggia, fa piani e
progetti di attacchi e incursioni contro falangisti, fascisti, ecc." e indossa l’uniforme della FAI. Iscritto in
Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche, è compreso nelle liste dei sovversivi residenti
all’estero e degli attentatori. Secondo alcune fonti, si arruolerebbe nella Colonna Ascaso (Colonna
Italiana "Rosselli) già nel 1936 e a fine marzo del 1937 sarebbe a Barcellona, in attesa di tornare al
fronte. Secondo le informazioni note al CPC, invece, sembra sia fuggito da Barcellona perché
sospettato di spionaggio presso la FAI per conto della "polizia rossa investigativa di Barcellona".
Secondo il Consolato italiano già il 5/4/1937 è a Marsiglia (Bouche du Rhône), dove dopo un alterco
con alcuni anarchici (Berneri e Barbieri secondo l’interrogatorio di Nozzoli) che lo minacciano di morte
richiede un visto per Tangeri (secondo l’interrogatorio, invece, la fuga verso Algeri è da anticipare di un
anno all'aprile 1936). Respinto all’ingresso a Tangeri, torna a Barcellona (forse per appianare i contrasti,
come farebbe pensare l’enorme corona di fiori a suo nome per i funerali di Mario Angeloni nel
settembre 1936) sotto lo pseudonimo di Mozzoli Arturo (ingegnere spagnolo). È di nuovo a Marsiglia
336
nell’autunno e sembra trovarsi ancora in contrasto con gli ambienti anarchici; nel novembre 1937
invece è a Parigi e frequenta gli ambienti di Giustizia e Libertà, mentre la polizia fascista ne segnala
l'ingresso nel gruppo dei comunisti. Si perdono le sue tracce fino al maggio 1939 quando tenta di
rientrare in Spagna prima legalmente (è naturalizzato spagnolo), poi con un passaporto falso, per
raggiungere la famiglia residente a Barcellona. Il 6/9/1939 tenta per lo stesso motivo di arruolarsi
nell'esercito francese. Arrestato in data imprecisata sconta 108 giorni di prigione a Montpellier (Hérault)
e una volta liberato è immediatamente tradotto al Vernet. Arriva al campo il 23/10/1940 ed è internato
nella sezione A, già condannati per delitti comuni, baracca 13, n. di matricola 1905, perché condannato
a 10 mesi di prigione per infrazione al decreto di espulsione e perché considerato pericoloso per
l'ordine pubblico. Afferma di non aver mai fatto politica e di essere anticomunista e antimarxista e la
sua condotta nel campo è giudicata molto buona. Doveva essere condotto alla frontiera e rimpatriato il
15/1/1941 (sollecita il rimpatrio anche con uno sciopero della fame di 5 giorni) ma il 25/11/1940
chiede di arruolarsi nella Legione straniera. Pochi giorni dopo, il 29 novembre, evade dal campo
dall'ospedale di Pamiers (Ariège) dove era ricoverato dal 26/11/1940. Forse riarrestato in seguito, il
CPC ne perde le tracce fino a quando, uscito dal carcere di Montpellier nel gennaio 1941, tenta
inutilmente di ottenere un passaporto valido per la Spagna (presentando anche un documento rilasciato
dalla Vicaria generale dell’Istituto delle suore francescane di Barcellona, in cui si attesta che Nozzoli
durante la guerra civile intervenne per proteggere 14 suore) e, infine, rientra clandestinamente in Spagna
nel febbraio. Risiede nascosto a Barcellona (dove però è autore di minacce di morte contro un
funzionario del Consolato italiano, sia telefonicamente sia pubblicamente). Il 3/4/1941 è arrestato nei
pressi della Montagna del Muntjuich dove si nascondeva (dopo una colluttazione in cui ha esploso
anche numerosi colpi di rivoltella), rinchiuso in carcere a Barcellona e rimpatriato con il piroscafo
"Derna". Sconta una pena carceraria di due anni per espatrio clandestino, liberato nel giugno 1943,
rientra a Lastra a Signa. Nel gennaio 1944 è condannato dal Tribunale Militare a 3 anni e 6 mesi di
carcere per vilipendio della nazione. Dal 1963 al 1969 risiede nuovamente in Spagna.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
ACS Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
ADEA
ADPO
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
337
NOZZOLI QUISNELLO
Nome di battaglia: Soprannominato Occe. A Parigi si fa chiamare Henri Cartei. Più tardi userà gli
pseudonimi di Enrico Costai, Armand e Biaizac
Luogo di nascita: Lastra a Signa (FI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Calzolaio
Note: Fratello di NOZZOLI ARTORIGE
Nato il 9/04/1884 a Lastra a Signa da Martino e Carolina Cambi. Ha quattro fratelli: Comunarda (forse
maggiore di lui), Egle, Aldobrando, Asdrubale, Artorige (nato nel 1895). A undici anni è rinchiuso nel
Riformatorio di Pisa. In seguito, impara il mestiere di calzolaio e si guadagna da vivere girovagando da
un paese all'altro. Segnalato a Milano e Genova, nel 1904 proprio a Milano subisce il primo arresto con
l'accusa di lesioni; qualche mese dopo, nel dicembre dello stesso anno, è condannato a 20 giorni di
carcere dalla Corte d'appello di Firenze per oltraggio alla forza pubblica. Il 6/6/1908 subisce una
condanna a 33 giorni di carcere da parte del Tribunale di Firenze per oltraggio ai carabinieri e viene
schedato dalla Prefettura di Firenze nel Mod. A. Si trasferisce a Massa Marittima (GR) ed è vigilato
accuratamente dal delegato di PS, informato nel dicembre 1909 dal Questore di Firenze della natura di
anarchico pericoloso e pregiudicato del Nozzoli. A Massa Marittima nel 1909 sposa Carolina Sacchetti
ed è assunto nella bottega del ciabattino Giuseppe Azzi (in piazza Garibaldi), ma - degenerati i rapporti
col suo datore di lavoro - lo malmena e viene licenziato (ennesima condanna per lesioni nel giugno
1910, sconta sei mesi di carcere); passa così nel laboratorio del calzolaio repubblicano Egisto Bisogni.
Nel 1910 emigra in Francia ma è condannato dal Tribunale di Marsiglia (Bouche du Rhône) a sei mesi
di carcere per oltraggio e, scontata la pena, è espulso e accompagnato alla frontiera italiana. Torna a
Lastra a Signa nel 1912 ma l'anno successivo è coinvolto in una rissa e viene ricoverato, in stato di
fermo o forse di arresto, all'ospedale Vespucci di Firenze. Nel 1913 è di nuovo a Massa Marittima:
lavora in via Saffi e frequenta assiduamente gli antifascisti locali; nel 1914 è il promotore delle proteste
che hanno luogo nel centro minerario dopo l'eccidio di Ancona e l'11 giugno 1914 capeggia una folla di
cento individui che percorrono le vie di Massa imponendo ai negozianti la chiusura delle botteghe.
Colpito da mandato di cattura, emesso il 1/08/1914 dalla Pretura di Massa, è arrestato e condannato a
6 mesi di carcere e 500 lire di multa (sentenza del Tribunale penale di Grosseto del 16/9/1914 e
condanna aumentata a 2 anni e 2 mesi e 100 lire di ammenda dalla Corte di secondo grado di Firenze il
25/11/1914), ma già il 15/01/1915 beneficia di un'amnistia e viene rilasciato. Il 15/03/1916 è
raggiunto da un ulteriore ordine di cattura della Procura di Firenze perché deve scontare 1 anno, 7 mesi
e 10 giorni di reclusione per la rissa del 1912 (la condanna risale al 1914): costituitosi il 6 novembre
1916 sconta la pena e per qualche anno subisce ulteriori condanne. È nel marzo 1921 che,
probabilmente coinvolto nei fatti di Empoli (ma non è del tutto chiaro alla polizia fascista se il Nozzoli
coinvolto sia Quisnello o il fratello Artorige), è arrestato di nuovo, ma stavolta ottiene l'assoluzione e
torna in libertà. Emigra clandestinamente in Francia, a Parigi, dove risiede dal novembre 1925 al giugno
1926: è da subito coinvolto col movimento garibaldino collegato al colonnello catalano Maciá per la
spedizione contro Miguel Primo de Rivera e forse partecipa anche alla spedizione in Spagna; secondo le
spie fasciste sarebbe in contatto con Dario Castellani e altri anarchici con i quali nutrirebbe il proposito
di rientrare in Italia per uccidere un gerarca fascista nell’anniversario della marcia su Roma. Nel giugno
1928 risiede a Garges lès Gonesse (Seine). Nei primi mesi del 1930 vive a Bruxelles, quindi è segnalato
verso la fine del 1932 a Parigi, dove è membro di un Comitato sorto per aiutare l'anarchico Rodolfo
Finocchi, detto il Bagnoli. Difficile in ogni caso definirne l’appartenenza politica: nel 1935 Nozzoli
frequenta gli anarchici che risiedono a Parigi, ma l'1/12/1935 partecipa anche alla riunione organizzata
da Giustizia e Libertà nella sala Lancry di Parigi con Carlo Rosselli. A Parigi, le informazioni su di lui
derivano dai rapporti della spia dell'OVRA Consani e dal famigerato Bero che lo tengono sotto
controllo e gli attribuiscono l'intenzione di compiere un "atto pazzesco" contro il regime di Mussolini
nel 1935; inoltre lo accusano di essere in possesso di timbri per fabbricare passaporti falsi ai compagni.
Nel gennaio 1936 Nozzoli viene arrestato col pretesto della violazione del decreto di espulsione del
338
1911 ed è condannato a 2 mesi di carcere: scontata la pena, Nozzoli lascia la Francia e si ricongiunge al
fratello Artorige a Barcellona dove, il 20/07/1936, aderisce al Comitato anarchico italiano. Nell’ottobre
la Divisione Polizia Politica ne conferma la presenza a Barcellona nelle file anarchiche e un confidente
segnala che Nozzoli è a Barcellona privo di qualsiasi documentazione e che è "violento e pericoloso". Si
arruola nella Colonna anarchica di Antonio Ortiz e nel settembre 1936 risulta combattente nelle file
della FAI, con cui partecipa, il 25/7/1936, alla conquista della città di Caspe e all'insediamento del
Consiglio di difesa dell'Aragona, quindi il 18/12/1936 passa nella Colonna Ascaso (Colonna italiana
“Rosselli”). In seguito, fa la spola fra la Spagna e la Francia per ingaggiare volontari e procurare armi ai
miliziani della FAI. Rimane in Spagna fino alla fine del 1937, quindi rientra a Parigi, ma già nell'agosto
del 1939 è segnalato a Cuba e in dicembre in Messico. Nel 1947 rientra in Italia e nel 1948 abita a Segni
(RM). Muore a Lastra a Signa il 30/5/1973; nella città toscana nel 1999 gli è intitolata una strada.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
ACS CPC
ACS Div. Pol. Pol.
ACS Min. Int. PS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
ASGr Tribunale Penale
339
OLIVELLI o ULIVELLI FRANCESCO
Luogo di nascita: Livorno (LI) o Castagneto Carducci (LI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Rappresentante
Nato nel 1883 a Livorno o secondo altra fonte l'1/10/1880 a Castagneto Carducci. Funzionario e
dirigente della sezione socialista di Livorno, segretario della Federazione lavoranti del legno nel 1919 a
Livorno, dirige la CdL di Magenta (MI) ed è segretario della CdL di Abbiategrasso (MI) fino al 1922.
Nel novembre 1925 è confinato per 3 anni, a Favignana fino al 1927 poi a Lipari. Liberato il
24/12/1927, torna a Milano dove rimane fino al 12/10/1936 quando emigra in Svizzera a Ginevra. Nel
marzo 1937 parte per la Spagna e si stabilisce a Barcellona dove fissa la sua residenza. Iscritto per il
provvedimento di arresto nel Bollettino delle ricerche del 31/1/1937. A Barcellona lavora come
operaio e secondo alcune fonti non si arruola mai in alcuna formazione, mentre da altre risulta nei
quadri delle Brigate Internazionali. Secondo fonti del Comintern è un funzionario non combattente,
rappresentante del PSI a Barcellona. Nel dicembre 1937 torna in Francia, nel 1938 è a Clichy (Seine)
ospite presso Amos Salvadori, nel 1939 secondo alcune fonti compie una svolta politica vera e propria
e comincia a collaborare col fascismo. Nell'ottobre 1940, però, è arrestato sul confine a Bardonecchia e
internato. Nel 1941 scrive al Duce per ottenere la grazia e nel novembre 1942 è prosciolto e liberato.
Muore a Garbagnate (MI) il 30/11/1963.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Tognarini I. (a cura di), Documenti e testimonianze sull'antifascismo e sulla lotta partigiana piombinese, Coop. La proletaria,
Piombino, 1974
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
340
ORLANDINI OTTAVIO o OTTAVIANO
Luogo di nascita: Montaione (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: minatore, bracciante
Nato il 3/4/1915 a Montaione. Residente a Gambassi (frazione di Montaione). Risiede in Francia a
Mentone (Alpes Maritimes) da data imprecisata, iscritto al PCd'I nel 1935 è militante attivo della
Gioventù comunista e svolge propaganda per il PCd'I soprattutto nelle organizzazioni sportive.
Nell'ottobre del 1937 si arruola in Spagna tra le forze antifranchiste e prende parte ai combattimenti di
Estremadura, Caspe ed Ebro. Nel 1938 sull'Ebro è delegato politico nella XII Brigata Garibaldi (3°
Battaglione, 4° Compagnia). Deceduto a Mentone il 22/9/1974.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R., (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
341
ORLANDINI OTTORINO
Luogo di nascita: Lorenzana (PI)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Commerciante
Nato il 12/9/1896 a Lorenzana figlio di Sabatino e Maria Baragatti. Si trasferisce con la famiglia a
Scandicci (frazione di Mosciano, nel fiorentino) all'età di sette anni. Studia nel seminario di Firenze dai
12 anni fino alla chiamata alle armi nel 1915. Combatte nella prima guerra mondiale raggiungendo il
grado di tenente di complemento. Congedato, abbandona la vita ecclesiastica, consegue la licenza liceale
e si iscrive al Partito Popolare nel 1918, dirigendo nel 1920 il circolo cattolico di Mosciano e
diventando segretario della Federazione contadini di Borgo S. Lorenzo (FI). Espatriato
clandestinamente nel 1926, si stabilisce a Malijai (Alpes de Haute Provence), dove per un certo tempo
fa il gelataio. Viene iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche (schedina 0286) per
attività antifascista in Francia (dove è iscritto alla LIDU). In seguito all'espulsione dalla Francia per le
denunce dei numerosi creditori il 20/5/1935, rientra in Italia nel mese di luglio e viene diffidato.
Arrestato alla frontiera di Ventimiglia il 6/7/1935, viene tradotto a Pisa e quindi a Firenze. Nell'ottobre
viene rilasciato, ammonito come antifascista pericoloso e munito di foglio di via per Scandicci. Il
27/10/1935 è nuovamente arrestato in frazione Bassaré di Olivetta S. Michele (IM) dalla Milizia
confinaria per tentato espatrio clandestino e viene condannato a 3 mesi di carcere. Nel luglio 1936 gli
viene concesso il passaporto per la Francia (per permettergli il ricongiungimento con la moglie,
residente a Malijai -Alpes de Haute-Provence-) e nell'agosto 1936 transita per il valico di Ventimiglia.
Arrestato in Francia, viene tradotto alla frontiera spagnola e il 27/9/1936 raggiunge Barcellona via
Cerbere-Port Bou. Inviato alla caserma Pedralbes, si arruola nell'ottobre nella Colonna Ascaso
(Colonna italiana "Rosselli") con cui combatte in Aragona a Tardienta. La sua nomina a ufficiale
oppone Carlo Rosselli alla maggioranza anarchica della Colonna e porta il 6/12/1936 alle dimissioni di
Rosselli dal comando, all'uscita dei giellisti, dei repubblicani e dei comunisti dalla formazione e alla
nascita del Battaglione Matteotti (si tratta del 1° Battaglione della 120° Brigata mista della 26°
Divisione). Col Battaglione Matteotti e in seguito, dal 21/4/1937, con la XII Brigata Garibaldi,
Orlandini combatte a Monte Pelato, ad Almudevar, in Estremadura e sull'Ebro. Il 4/5/1937 è
nominato comandante di compagnia della XII Brigata Garibaldi (2° Battaglione, compagnia mitraglieri).
Ricoverato all'ospedale delle Brigate Internazionali a Benicassim il 23/9/1937. Nel novembre 1938 è
arrestato per "aver promosso con altri provocatori rimasti sconosciuti l'arruolamento di volontari
destinati a operazioni di sbarco nelle isole Baleari, ma venne fatto evadere da complici esterni".
Rientrato in Francia nel febbraio 1939, è internato ad Argelès e, giudicato di comportamento
estremista, trasferito come misura punitiva a Collioure, in seguito a Gurs. Inoltre, secondo un
documento reperito nell'ADPO, Orlandini (denominato Ottorino Baragat Orlandino) sarebbe evaso dal
campo di Saint Cyprien, il 18/10/1939. In seguito ha preso parte alla Résistance nella regione parigina.
Rientrato in Italia dopo il 25/7/1943, si iscrive al Partito d'azione e prende parte alla Resistenza,
svolgendo un ruolo di primo piano nella nascita della formazione Giustizia e Libertà nel Mugello e
partecipando al comando militare della stessa zona. Arrestato dai nazifascisti, è consegnato alla Banda
Carità ma riesce a fuggire e partecipa alla Liberazione di Firenze. In seguito allo scioglimento del Partito
d'Azione, si iscrive alla DC. Deceduto a Firenze il 19/1/1971.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Biagioni M., Scarpe rotte eppur bisogna andar: fatti e persone della Resistenza in Mugello e Val di Sieve, Pagnini e Martinelli, Firenze,
2004
342
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cecchetti F., Edizione critica delle memorie di Ottorino Orlandini, tesi di laurea non pubblicata, relatore prof. Battini M.,
Università degli Studi di Pisa, Corso di laurea in Storia e Civiltà, a.a. 2007-2008
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Piancastelli B., Giustizia e Libertà" nel Mugello: la 2a Brigata Carlo Rosselli, Roma, FIAP, 1986
Tuban G., Les séquestrés de Collioure. Un camp disciplinaire au chateau royal en 1939, Editions Mare nostrum, Perpignan, 2003
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
Archives Départementals des Pyrénées orientales
ISRT (fondo ANPI)
343
PACCIARDI RANDOLFO
Nome di battaglia: Dino
Luogo di nascita: Giuncarico (GR)
Orientamento politico: Repubblicano
Professione: Avvocato
Note: Marito di CIVININI LUIGIA
Nato il 1°/01/1899 a Giuncarico (molte fonti riportano
erroneamente Gavorrano) da Giovanni (deviatore ferroviario a
Giuncarico), originario di Castagneto (LI) ed Elvira Guidoni. Ha
quattro fratelli: Alcesio (nato a Castagneto Carducci il 30/4/1890),
Egidio (nato a Gavorrano il 1/9/1895), un terzo di cui non si
conosce il nome (che muore in guerra ed è ricordato nella lapide
esposta nel Palazzo comunale di Gavorrano), Elia (nato a
Giuncarico il 25/9/1902). Studia alle complementari di Grosseto e
prende la licenza tecnica a Montepulciano (SI). Sposa Luigia
Civinini. Si schiera a fianco degli interventisti nel 1914 e nel 1915
aderisce al PRI. Nel maggio 1915 cerca di arruolarsi volontario
senza riuscirci, mentre nel 1916 è chiamato alle armi e frequenta a
Parma il corso per allievi ufficiali. Dopo Caporetto va al fronte
come ufficiale dei Bersaglieri e si guadagna due medaglie d'argento,
una di bronzo e una Croce militare inglese (la Military cross).
Congedato nel 1919, si iscrive alla Facoltà di Lettere, poi a Legge e
si laurea in soli due anni. Collaboratore dal 1920 de "L’Etruria
nuova" denuncia ripetutamente le violenze squadriste. Trasferitosi
a Roma nel 1922, è sfidato a duello - per motivi politici - dal
segretario del fascio di Grosseto, Umberto Pallini, e lo affronta in
uno scontro alla sciabola il 6/04/1923 alla Pescaia. A Roma fonda,
insieme con Giovanni Conti, Raffaele Rossetti, Fernando
Schiavetti e Cino Macrelli, il movimento antifascista “L'Italia
libera” e ne è segretario fino alla soppressione nel gennaio 1925.
Autore (con lo pseudonimo di Libero) di un opuscolo su Mazzini,
difende "La Voce repubblicana". Colpito da mandato di cattura
dopo l'approvazione delle leggi eccezionali, è condannato a 5 anni
di confino ma sfugge all’arresto espatriando clandestinamente in
Austria e poi in Svizzera nel 1926. Si stabilisce nel Canton Ticino
dove, in base a segnalazione del Ministero dell’Interno,
collaborerebbe col quotidiano antifascista "La libera stampa".
Viene schedato il 17/9/1927 dal Prefetto di Grosseto fra i
sovversivi.
In Svizzera mantiene stretti rapporti con i mazziniani ed è uno degli organizzatori del volo di Giovanni
Bassanesi e Gioacchino Dolci su Milano per gettare manifestini antifascisti; è in contatto anche col
gruppo milanese di Giustizia e Libertà. Nel 1933 è espulso dalla Svizzera che lo accusa di aver
investigato sulle spie fasciste infiltrate fra gli esuli. Nello stesso anno, accusato dalle spie dell'OVRA di
preparare un attentato contro Mussolini, è incluso dalla Prefettura di Grosseto nella prima categoria
dei nemici del fascismo e la dicitura “attentatore” è stampigliata a grandi caratteri sui suoi due fascicoli
al CPC; il suo nome figura anche nella Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche, nel
Supplemento dei sovversivi. Passato in Francia, risiede a Parigi insieme con la moglie Luigia Civinini.
Nell'estate del 1936 riceve una lettera di Rosselli per un'eventuale concorso alla formazione di una
legione italiana nelle brigate spagnole, ma non aderisce alla proposta e solo il 26/10/1936 firma a
344
Parigi l’accordo per la formazione di una Legione antifascista italiana sotto il patronato politico dei
partiti socialista, comunista e repubblicano e col concorso delle organizzazioni aderenti al Comitato
italiano pro Spagna. Arrivato in Spagna fra ottobre e novembre 1936, viene segnalato dalla Questura di
Grosseto il 19/12/1936 come repubblicano residente in Spagna da arrestare. In Spagna, col grado di
maggiore, è designato dai tre partiti che costituiscono il Comitato politico come comandante della
Legione italiana, intitolata a Garibaldi (si tratta del Battaglione Garibaldi, XII Brigata Internazionale),
che guida nella difesa di Madrid, prima al Cerro de los Angeles, poi alla Puerta de Hierro e nella città
universitaria. In seguito, a Pozuelo, viene promosso tenente colonnello. È alla testa del Battaglione
anche a Boadilla del Monte, Mirabueno e Majadahonda. Nella battaglia sul fiume Jarama viene ferito a
una guancia e a un orecchio. Partecipa solo alle ultime fasi della battaglia di Guadalajara perché si trova
in quel momento a Parigi, ma ripreso il comando, combatte anche sul fronte di Morata de Tajuna e
Casa de Campo, nell'aprile 1937. Resta alla guida dei volontari fino al giugno del 1937, quando il
Battaglione Garibaldi si trasforma nella XII Brigata Garibaldi, e dirige i combattimenti a Huesca e
Villanueva del Pardillo. In dissenso con i comunisti per la mancata realizzazione di una Brigata
completamente italiana e contrario all'uso della XII Brigata Garibaldi contro gli anarchici, lascia la
Spagna nell'estate del 1937 dopo aver assistito alla commemorazione di Carlo Rosselli a Barcellona. È
a Lugano nel 1937 e tiene numerose conferenze in Francia. Pubblica a Lugano nel 1937 Il Battaglione
Garibaldi. Nel 1938 (segnalato dalla Questura di Grosseto il 31 marzo 1938), si reca negli Stati Uniti su
invito delle organizzazioni democratiche e repubblicane: tiene conferenze in varie città, fonda la
“Mazzini Society” (organo di stampa ne è il giornale “Nazioni Unite”) e organizza il Congresso delle
organizzazioni antifasciste delle due Americhe (a Montevideo nell’agosto 1942). Tornato in Europa è
in Francia nel 1940. Si rifugia in seguito nell'Africa settentrionale (in Algeria e in Marocco) e da qui
raggiunge nuovamente gli Stati Uniti, dove resta fino al rientro in Italia nel 1944. Eletto, nel maggio
1945, segretario nazionale del PRI, è direttore de "La Voce repubblicana". Eletto deputato il
2/06/1946, assume alla fine del 1947 la carica di vicepresidente del Consiglio dei Ministri ed è
nominato Ministro della Difesa il 23/05/1948. Avverso al progetto del centro-sinistra, è espulso dal
partito nel 1964 e fonda un movimento di indirizzo presidenzialista, la “Nuova repubblica”. Alla fine
degli anni Settanta rientra nel PRI.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
INI (Istituto Nazionale dell'informazione), Repubblica Italiana. 50 anni di Parlamento, governi, istituzioni. 1948-1998, La
Navicella, Roma, 2000
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Pacciardi R., Il Battaglione Garibaldi. I volontari italiani nella Spagna repubblicana, Edizioni La Lanterna, Roma, 1945
Zani L., Italia libera: il primo movimento antifascista clandestino, Roma-Bari, Laterza, 1975
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASGr fondo Questura
ISRT (fondo ANPI)
345
PACINI (o PICINI) MICHELE
Luogo di nascita: Lucca (LU)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Minatore
Nato il 15/1/1914 a Lucca. Arrivato in Spagna il 24/4/1938 direttamente dall’Italia, si arruola nella XII
Brigata Garibaldi. Iscritto al PCE nel 1938. Ferito a Caspe mentre è in ricognizione sull'Ebro, è
ricoverato il 5/8/1938 all'ospedale Matard e inviato in Francia da Sargerot come invalido per le
mutilazioni subite.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
346
PACINI LUIGI
Luogo di nascita: Piteglio (PT)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Manovale
Nato il 23/4/1904 a Piteglio da Silvio. Espatriato in Francia nel 1922, risulta arruolato come
combattente antifranchista in Spagna. Iscritto in Rubrica di frontiera. È internato in Francia a Gurs.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi, in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS
ACS Min. Int. PS.
347
PANICHI ELIO
Nome di battaglia: Vendico
Luogo di nascita: Calcinaia (PI)
Orientamento politico: Anarchico/comunista
Professione: Terrazziere
Note: Fratello di PANICHI ITALO
Nato il 7/8/1903 a Calcinaia da Goffredo e Marsilia Mosti. Emigrato nel 1926, quando raggiunge in
Francia per motivi di lavoro il padre e i due fratelli. Nel 1927 la famiglia si ricompone con l'arrivo della
madre, delle sorelle e del fratello minore Italo. Risiede ad Arles (Bouche du Rhône), ma nel 1930 è
segnalato dal consolato di Marsiglia (Bouche du Rhône) come anarchico. Iscritto in Rubrica di frontiera
nel 1931 per attività antifascista in Francia e nel Bollettino delle ricerche. Nel 1937-38 segnalato quale
combattente nelle formazioni antifranchiste in Spagna. Lasciata la Spagna alla fine della guerra, ritorna
ad Arles (Bouche du Rhône) dove risiede fino al 1942 quando si unisce alla Résistance nel 1° Battaglione
dei FTP (settore nord Bouche du Rhône, sottosettore di Arles).
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
BDIC (Archives de Moscou)
348
PANICHI ITALO
Luogo di nascita: Calcinaia (PI)
Orientamento politico: Antifascista
Note: Fratello di PANICHI ELIO
Nato il 23/7/1911 a Calcinaia da Goffredo e Marsilia Mosti. Espatriato nel 1927 in Francia, dove
raggiunge il resto della famiglia ad Arles (Bouche du Rhône). In data imprecisata risulta combattente
antifranchista in Spagna. Nel gennaio 1939 è segnalato nuovamente in Francia. Iscritto in Rubrica di
frontiera.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
349
PANICUCCI GALLIANO
Luogo di nascita: S. Maria a Monte (PI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Colono, meccanico
Nato il 25/12/1905 a S. Maria a Monte da Emilio ed Emilia Panfaloni. Emigrato in Francia il
25/4/1921 con passaporto regolare e contratto di lavoro. È impiegato in lavori di livellamento del
suolo e costruzioni agricole e nella vendemmia dal 1922 al 1934 nell'Ardèche. Dal 1934 al 1936 lavora
in una fattoria a Macialgue vicino a Lunel (Hérault), poi in una fattoria ad Arles (Bouche du Rhône).
Nel giugno 1936 è condannato a 4 mesi di prigione dal tribunale di Tarascon perché privo di carta di
identità (la carta di identità per stranieri gli è stata ritirata dalla Gendarmeria di Saint Martin di Caux
-Hérault- nel 1936). Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel settembre 1937 (ma secondo altra fonte già dal
25/10/1936) si arruola in Spagna nella XII Brigata Garibaldi (2° Battaglione, 1° compagnia, 4°
sezione). Ripara in Francia nel febbraio 1939, internato a Saint Cyprien, Gurs e dal 19/5/1940 al
Vernet (settore A, già condannati per delitti comuni, e anche settore C, baracca 1, n. di matricola 3263)
in quanto propagandista estremista contrario all'arruolamento nelle CTE al fronte, che ha manifestato
una forte resistenza contro le guardie del campo e a eseguire gli ordini. Tradotto in Italia il 23/9/1941,
confinato a Ventotene per 5 anni, liberato nell'agosto 1943. Nuovamente internato nel settembre 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
350
PAOLI ANTONIO
Luogo di nascita: Vicchio (FI)
Orientamento politico: Comunista/anarchico
Professione: Calzolaio
Nato il 4/4/1882 a Vicchio da Giovan Battista e Teresa Falugiani. È in Francia fino al 1915 con il
fratello Pasquale, poi rientra in Italia perché richiamato alle armi, combattente della prima guerra
mondiale, congedato nel 1919, si ristabilisce a Vicchio. Attivo politicamente dall'immediato dopoguerra,
partecipa a uno scontro armato nel settembre 1920 in occasione dell'occupazione delle fabbriche,
condannato a 10 anni e 4 mesi di reclusione per aver attaccato la stazione dei Carabinieri di Borgo San
Lorenzo (FI). Liberato per amnistia nell'ottobre 1925, espatria clandestinamente in Francia e si rende
irreperibile alla polizia italiana, residente a Marsiglia (Bouche du Rhône). Iscritto in Rubrica di frontiera
e nel Bollettino delle ricerche. Nel gennaio 1937 si arruola in Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna
italiana “Rosselli”). Alla fine del 1938 è nel campo di smobilitazione di Cardedeu, poi in Francia,
internato ad Argelès (dove fa parte del gruppo "Libertà o morte") e Gurs (9° compagnia).
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
351
PAPINI GIOVANNI
Luogo di nascita: Cerreto Guidi (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Contadino, muratore, ceramista
Nato il 2/3/1899 a Cerreto Guidi da Angiolo e Assunta Bucchi. In Francia fin dal 1906 con la famiglia
a Sanary sur Mer (Var), svolge attività antifascista e viene licenziato in seguito a uno sciopero. Iscritto in
Rubrica di frontiera. Ha combattuto nella prima guerra mondiale. Sposato nel marzo 1921 con
Giuseppina Gargani a Tolone (Var), ha un figlio ma vive separato dalla famiglia. Iscritto al PCd'I nel
1924. Membro del SRI. Fa parte della cellula comunista di Sanary sur Mer dal 1935 fino alla
dichiarazione di guerra e durante una perquisizione al suo domicilio viene trovato in possesso di
materiale di propaganda. Nel novembre 1936 (secondo la sua dichiarazione al Vernet l'11/1/1938) si
arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi e viene ferito in
combattimento. Passato nel novembre 1937 nella XII Brigata Garibaldi (3° Battaglione, 3°compagnia)
come fiduciario. Combatte in Estremadura, sull'Ebro e a Caspe. Ferito in combattimento il 16/2/1938
in Estremadura. Iscritto al PCE nel 1938. Rinchiuso nel campo di smistamento di Torelló, ripara in
Francia nel dicembre 1938, è arrestato il 6/10/1939, condannato nel novembre dal tribunale di Tolone
a 8 giorni di carcere per vie di fatto contro la moglie e incarcerato al forte di S. Catherrine (Tolone). È
inviato al Vernet il 28/5/1940 (settore A, già condannati per delitti comuni, baracca 13, n. di matricola
1607, poi anche B baracca 10) come comunista ed ex miliziano delle Brigate Internazionali. Tradotto in
Italia il 13/5/1941 da Mentone, confinato il 26/6/1941 per 5 anni a Ventotene dalla Commissione
provinciale di Firenze, come "combattente antifranchista in Spagna", liberato nell'agosto 1943.
Ritornato a Firenze, è arrestato il 14 settembre dello stesso anno dai tedeschi, torturato e trattenuto
prigioniero fino alla Liberazione (secondo la sua dichiarazione, invece, sarebbe evaso dal carcere e
avrebbe combattuto con i partigiani padovani). Alla data del 1/6/1944 si trova sempre in carcere a
Firenze, dove secondo alcune fonti sarebbe prelevato dal comando germanico e avviato ad ignota
destinazione. Secondo altre fonti, invece, sarebbe rientrato in data imprecisata in Francia e avrebbe
preso parte alla Résistance. Nel dopoguerra risiede in Francia a Tolone. Deceduto a Marsiglia (Bouche du
Rhône) il 9/2/1979.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R. (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS CPC
AICVAS
ADEA
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
352
PAPINI RENATO
Luogo di nascita: Bucine (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Muratore, ceramista
Nato il 9/7/1908 a Bucine da Luigi. Espatriato in Francia, a Marsiglia (Bouche du Rhône), nel
novembre 1930. Iscritto al PCd'I nel 1931. Segretario di una sezione dell'UPI, è iscritto in Rubrica di
frontiera. Si arruola in Spagna il 22/8/1937 (Carnet militar de la Brigadas internacionales n. 92145) nella
XII Brigata Garibaldi. Combatte in Estremadura e sull'Ebro. Iscritto al PCE nel 1938. Ripara in Francia
il 18/12/1938, rientra a l'Estaque (Bouche du Rhône). Nel dopoguerrra, coniugato con Italia Roncolini,
forse a Scarlino (GR) il 30/4/1961, e in seguito risiede a Badia Agnano (AR).
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R., (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
353
PAPPUCCIO SILVANO
Luogo di nascita: Bagni di Lucca (LU)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Falegname
Nato il 9/1/1917 a Bagni di Lucca da Elbano e Agata Brugnoli. Vive con la madre in Corsica a
Portovecchio ed è membro del gruppo giovanile del PCF. Per la sua militanza viene espulso dal
territorio francese nel 1937 o nel 1938. Nel maggio del 1938 si arruola nella XII Brigata Garibaldi come
sergente. Iscritto al PCE nel 1938. Caduto fra il 6 e il 14/9/1938 sull'Ebro, a Sierra Cabals.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASLu
ISRT (fondo ANPI)
354
PAPUCCI UMBERTO
Luogo di nascita: Brozzi (FI)
Orientamento politico: Comunista/socialista
Professione: Contadino
Nato il 3/1/1900 a Brozzi. Volontario durante la prima guerra mondiale. Nel 1923 si trasferisce a
Faenza (RA). Espatriato clandestinamente in Francia nel 1924, forse a Marsiglia (Bouche du Rhône).
Iscritto in Rubrica di frontiera. Il Console italiano di Marsiglia fa sapere alla Prefettura di Firenze che
nel 1935 chiede presso il Consolato di essere arruolato come volontario per l’Africa Orientale. Nel
gennaio 1937 si arruola in Spagna nelle formazioni antifranchiste e combatte con unità spagnole sul
fronte di Aragona, col grado di tenente. Nel 1940 segnalato in Francia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994b
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ANPI
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
ISRT (fondo ANPI)
355
PARRI ALTERO
Luogo di nascita: Sant'Andrea a Montecchio (SI)
Orientamento politico: Comunista/socialista
Professione: Stagnino
Nato il 7/6/1909 a Siena (loc. Sant'Andrea a Montecchio) da Bernardino e Angela Fabiani. Attivo
politicamente, è denunciato in data imprecisata per offese al capo del governo e deferito al Tribunale
Speciale. Espatria clandestinamente nell'ottobre 1936 per arruolarsi in Spagna ed è iscritto in Rubrica di
frontiera. Fa parte della XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi (1° compagnia, sezione
mitraglieri). Caduto in combattimento a Pozuelo il 5/12/1936; la salma viene sepolta nel cimitero delle
Brigate Internazionali a Fuencarral (Madrid).
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bardini V., Storia di un comunista, Guaraldi, Firenze, 1977
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
356
PARRI RIARIO
Luogo di nascita: Sinalunga (SI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Autista
Nato l'8/7/1899 a Sinalunga da Biagio. Si arruola nella XII Brigata Garibaldi nel 1937, ma già alla fine
dell'anno viene segnalato in Francia. Secondo il Comintern è stato rimpatriato nel novembre 1937 dopo
circa tre mesi al fronte. Iscritto in Rubrica di frontiera.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT
357
PASQUALETTI ARMANDO
Luogo di nascita: S. Maria a Monte (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Contadino
Nato l'8/2/1902 a S. Maria a Monte da Agostino e Maria Manzi. Emigrato in Francia nel 1922 con
passaporto regolare e contratto di lavoro nell'agricoltura come sterratore. Ha una carta di identità per
stranieri che gli viene ritirata dalla Gendarmeria di Arles (Bouche du Rhône). Trascorre 6 mesi in
carcere per infrazione al decreto di espulsione contro stranieri. Non svolge attività politica in Francia,
ma aderisce all'UPI. Iscritto in Rubrica di frontiera. Combattente antifranchista, nel febbraio 1939
rientra in Francia. È ad Arles il 13/6/1940 quando viene arrestato e incarcerato a Avignone (Vaucluse);
è internato il 14/12/1940 nel campo di Brèbant, trasferito a Vernet il 15/5/1941 (settore C, reduci di
Spagna, baracca 36 poi settore B, anarchici ed estremisti, baracca 7). Chiede di essere liberato a Salines
de Giraud ad Arles (Bouche du Rhône) presso la sorella e lascia il campo il 17/8/1942, con
destinazione Arles, dove ha un permesso per risiedere 15 giorni prima di essere consegnato alle autorità
italiane. Arrestato al rimpatrio in Italia nel settembre 1942 per attività antifascista all'estero e sospetta
partecipazione alla guerra di Spagna, è confinato a Forenza per 2 anni, liberato nell'agosto 1943.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
ACS CPC
ADEA
ISRT (fondo ANPI)
358
PAZZAGLINI TOSCANO
Nome di battaglia: René Toscano
Luogo di nascita: Montecatini Val di Nievole (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Manovale, falegname, impiegato, bracciante
Nato il 13/4/1912 a Montecatini Valdinievole da Silvio e Armida Trinci. Lavora a Prato, alle
dipendenze della ditta Barbini e Pellegrini di Montecatini Terme (PT) nel 1926-27, come falegname e
manovale. Emigrato con la famiglia in Francia nel dicembre 1927, nel 1932 viene iscritto in Rubrica di
frontiera per attività comunista in Francia per il provvedimento di arresto. Il 7/10/1936 si arruola in
Spagna nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi (2° compagnia), con l'incarico di
furiere. Prende parte a tutte le azioni dell'unità. Nell'aprile del 1937 fa domanda di licenza per rientrare
provvisoriamente in Francia. Sergente nella XII Brigata Garibaldi (1° Battaglione, compagnia di Stato
maggiore), è trasferito nell'ottobre 1937 all'Autoparco di Albacete e poi alla XIV Brigata Internazionale.
Nell'agosto 1938 è di nuovo nella Brigata Garibaldi come tenente (4° Battaglione, 3° compagnia), nel
settembre dello stesso anno resta ferito sull'Ebro e il 17/10/1938 ripara in Francia. Nel frattempo, nel
giugno 1938 è iscritto nel Bollettino delle ricerche per il provvedimento di arresto. Dal gennaio del
1943 partecipa alla Résistance nei FTP fino alla Liberazione. Il 28/1/1944 è arrestato dalla Gestapo, ma
riesce a fuggire. Nel dopoguerra risiede a Marsiglia (Bouche du Rhône) e a Gardanne (Bouche du
Rhône).
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
359
PELLEGRINI FRANCESCO ANTONIO
Luogo di nascita: Roccalbegna (GR), località Semprugnano
Orientamento politico: Comunista
Professione: Manovale edile, mosaicista
Nato il 18/3/1908 in località Semprugnano a Roccalbegna (GR) da Egidio, contadino, ed Erina
Ponzuoli, casalinga. Dopo aver frequentato le elementari, lavora come manovale edile e come
mosaicista in Maremma (forse a Pitigliano, nel grossetano). Una segnalazione della Tenenza dei
Carabinieri di Pitigliano dell’aprile 1936 lo indica come iscritto al PNF nel 1927 e riferisce che "da
giovinetto si dimostrò entusiasta del Regime fascista, partecipando ad ogni manifestazione patriottica".
Nel 1928, comunque, ottiene il passaporto per l’estero ed emigra: nel 1929 si stabilisce in Belgio a
Erenhase (nei pressi di Anversa) e in seguito si sposta a Bruxelles dove si lega a una ragazza belga dalla
quale ha una bambina (verranno aiutate dal Soccorso rosso con un sussidio giornaliero mentre
Pellegrini è in Spagna). In Belgio è iscritto al PCd'I nel 1931, sostiene, all'inizio degli anni Trenta, la
pubblicazione del "Riscatto" e spedisce opuscoli e giornali antifascisti ai familiari e ai conoscenti in
Italia. Membro del SRI. Essendosi rifiutato di assolvere i doveri di leva è denunciato e condannato in
contumacia a un anno di carcere dal Tribunale Militare di Firenze, quindi nel 1934 è iscritto nel
Bollettino delle ricerche, (Supplemento sovversivi, scheda 2864). L'1/10/1936 arriva in Spagna, valicati
i Pirenei, e, nel mese di novembre, si arruola nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione
Garibaldi. Partecipa a tutte le operazioni di guerra: nel novembre 1936 è al Cerro de los Angeles, nel
dicembre alla città universitaria di Madrid; il 15/3/1937 è ferito a Guadalajara. Combatte poi con la XII
Brigata Garibaldi a Brunete in Estremadura, a Caspe e sull'Ebro. Nel mentre, il 14/2/1937 il Prefetto di
Grosseto ne chiede l'iscrizione in Rubrica di frontiera per il procedimento di arresto e il 28 successivo il
Ministero dell'Interno dirama una circolare ai prefetti perché adottino le opportune misure di vigilanza
per arrestarlo in caso di rimpatrio; nel marzo 1937 è nota la sua presenza in Spagna e ne viene
sollecitata l'inclusione negli elenchi dei sovversivi arruolati nelle milizie rosse. Da allora, la vigilanza è
continua: il 17 marzo la Questura di Grosseto lo segnala come sovversivo residente in Spagna da
arrestare, il 18 aprile è schedato dalla Prefettura di Grosseto, il 23 luglio il Prefetto di Grosseto invia al
Ministero dell'Interno due sue foto recenti e la Scuola superiore di Polizia ne riproduce 15 copie per i
valichi di frontiera (inoltre il Prefetto di Grosseto è invitato dal Ministero dell'Interno a far controllare
tutta la corrispondenza dei familiari). Ancora nel marzo 1938, in occasione del viaggio del Führer in
Italia, la Questura di Grosseto richiede ai comuni della provincia l’aggiornamento dello schedario dei
sovversivi e la stazione dei Carabinieri di Semprugnano riferisce che Pellegrini, già residente in Belgio,
sarebbe arruolato nelle milizie rosse spagnole. Effettivamente, Pellegrini ritorna in Belgio solo alla fine
dell’anno, rimpatriato nell'ottobre 1938 dal servizio sanitario delle Brigate Internazionali e si stabilisce
nuovamente a Bruxelles, dove rimane attivo nel movimento antifascista: nella primavera del 1939 è
segretario della sezione di Bruxelles dell'UPI; il 3/8/1939 è segnalata la sua presenza a una riunione per
il fronte unico, a Saint Gilles, nella Maison du Peuple. Riprende anche la vigilanza e il 30/06/1939 è
confermata la sua iscrizione nella Rubrica di frontiera per il provvedimento di arresto. Nel luglio 1941
va a monte un tentativo dei nazisti di catturarlo nel suo domicilio (su segnalazione dell'informatore
dell'OVRA n. 148) e il 25/4/1942 Pellegrini sfugge nuovamente alla cattura. Nel 1943 una spia
dell'OVRA lo segnala ancora a Bruxelles.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Banchi A., Si va pel mondo. Il partito comunista a Grosseto dalle origini al 1944, a cura di Bucci F., Bugiani R., ARCI, Pitigliano,
1993
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
360
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Capitini Maccabruni N., La Maremma contro il nazi-fascismo, La Commerciale, Grosseto, 1985
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
ACS Div. Pol. Pol.
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASGr (fondo Questura)
BDIC (Archives de Moscou)
361
PELLEGRINI GUIDO
Luogo di nascita: Ponte Buggianese (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Terrazziere
Nato il 13/3/1900 a Ponte Buggianese. Iscritto al PCd'I nel 1922. Espatria in Francia nel 1922
(secondo ANPPIA nel 1935) e qui svolge attività antifascista. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel
settembre del 1936 combatte in Spagna con le milizie popolari di Irún e si arruola nel gennaio 1937
nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi come autista. Combatte a Casa de Campo,
Jarama, Brunete e Aragona. Nel dicembre del 1938 si trova al campo di smobilitazione di Torelló
(secondo altra fonte a Cardedeux).
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
362
PERFETTI PAOLO
Nome di battaglia: Ripollini Oreste
Luogo di nascita: Massa (MS)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Marmista
Nato il 22/1/1895 a Massa da ignoto e Caterina Perfetti (è il fratellastro dell'anarchico Gino D'Ascanio,
che nel 1929 uccide il Cancelliere della Legazione d'Italia in Lussemburgo). Condannato a 35 giorni di
carcere nel 1917 dal Tribunale di Belluno per minacce, nel 1919 è ammonito come "ozioso e
vagabondo". Coinvolto in scontri armati coi fascisti nel 1921-22, nel gennaio 1923 è assolto a Massa
dall'accusa di detenzione di esplosivo. Nel settembre 1922 viene, invece, condannato in contumacia per
favoreggiamento all'emigrazione clandestina. Espatriato illegalmente, dal 1922 al 1926 è in Francia.
Espulso dalla Francia nell'aprile 1926, è condotto a Ventimiglia e condannato a un'ammenda per false
generalità. Espatria nuovamente nel maggio 1933 e arriva senza documenti a Barcellona, dove nella
primavera del 1934 ottiene dal Consolato un certificato di nazionalità. Nella seconda metà del 1934 si
trova nel Principato di Monaco, mentre l'anno successivo è a Montpellier (Hérault) dove cerca di
ottenere un sussidio dal Consolato italiano, poi nella primavera del 1936 è nuovamente a Barcellona
dopo aver valicato a piedi i Pirenei. Espulso dalla Prefettura di Perpignan (Pyrénées Orientales) per
vagabondaggio nell'agosto 1936, rientra in Spagna. Subito si arruola nella Colonna Ascaso (Colonna
Italiana "Rosselli") e poi nella XII Brigata Garibaldi. Combatte a Monte Pelato, Tardienta, Almudevar,
Carrascal de Huesca. Nel 1937 è iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Nella
seconda metà del 1938 partecipa agli scontri sull'Ebro ed è ferito al petto in combattimento. Lascia la
Spagna all'inizio del 1939 riuscendo ad evitare i campi francesi. Risulta ancora all'estero nel 1942.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cerrito G., Gli anarchici nella Resistenza apuana, Maria Pacini Fazzi, Lucca, 1984
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ASMs
363
PERINI GIULIO
Nome di battaglia: detto il "Rosso" per il colore dei capelli
Luogo di nascita: Rosignano Marittimo (LI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Falegname
Nato il 16/3/1907 a Rosignano Marittimo da Alfonso e Silvia o Veridiana Ulivieri. Arrestato nel
novembre 1927 per attività anarchica, condannato a un anno di reclusione dal Tribunale Speciale e a
fine pena diffidato. Espatriato clandestinamente in Corsica nel 1933, si trasferisce a fine anno a Nizza
(Alpes Maritimes). Ottenuta la cittadinanza francese, nel 1934 rientra in Corsica a Bastia, poi è di nuovo
in Francia e nel 1936 in Belgio. Parte il 12/8/1936 con la seconda squadra di tecnici del PSI per la
Spagna e si arruola nella Colonna Carl Marx, poi nell’ottobre 1936 passa nella XII Brigata
Internazionale con il Battaglione Garibaldi (4° compagnia). Più volte ferito, è colpito alla bocca da due
pallottole a Pozuelo de Alarcon. Ricoverato in ospedale a Madrid, muore il 1/12/1936 sotto i
bombardamenti nemici.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
364
PERUGINI EUGENIO
Luogo di nascita: Borgo San Sepolcro (AR)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Geometra
Nato il 6/10/1894 a Borgo San Sepolcro da Amadio e Dionisia Della Riva. Espatriato nel 1929, iscritto
in Rubrica di frontiera nel 1933 per attività antifascista all'estero (Francia, Belgio). Nel marzo 1937 si
arruola in Spagna come capitano del 2° gruppo dell'Artiglieria internazionale (2° batteria). Ripara in
Francia nel febbraio 1939, internato a Argelès, Gurs poi nelle CTE al fronte. Arrestato al rimpatrio, nel
luglio 1940, viene confinato a Ventotene per 5 anni, liberato nell'agosto 1943. Partecipa alla Resistenza.
Deceduto a Pesaro il 17/1/1960.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bardini V., Storia di un comunista, Guaraldi, Firenze, 1977
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
365
PESSI OVIDIO
Nome di battaglia: Lupo
Luogo di nascita: S. Croce sull'Arno (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Vetraio, marinaio
Nato il 27/7 o il 9/1905 a S. Croce sull'Arno da Fortunato e Michelina Martini, livornesi. Trasferitosi a
Livorno in data imprecisata partecipa alla ricostituzione del PCd'I clandestino. Colpito da mandato di
cattura e deferito al Tribunale Speciale per organizzazione comunista e propaganda sovversiva a
Livorno, ripara in Francia nel 1929 per sfuggire all'arresto e risiede a Marsiglia (Bouche du Rhône).
Viene amnistiato nell'autunno 1932. Nell'estate del 1936 fa parte del Comitato di solidarietà con la
Spagna repubblicana di Marsiglia (insieme con Mazzino Chiesa). Iscritto in Rubrica di frontiera.
Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi.
Caduto nella difesa di Madrid, a Puerta de Hierro, il 21/11/1936.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R., (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
366
PETACCHI GIUSEPPE
Nome di battaglia: Copeta
Luogo di nascita: Avenza (MS)
Orientamento politico: Anarchico, Repubblicano
Professione: Marmista, sguattero, cavatore
Nato il 25/2/1907 ad Avenza da Elia e Aldegonda Gianfranchi. Più volte fermato e diffidato.
Ammonito nel giugno 1932 per attività antifascista perché in compagnia di Andrea Lucetti e Vera Bibbi
e poco dopo condannato a 3 mesi per contravvenzione dell'ammonizione. Emigra clandestinamente in
Francia nel maggio 1934 passando da La Spezia e Ventimiglia IM. Si stabilisce a Marsiglia (Bouche du
Rhône) dove partecipa alle attività della LIDU e dell'Università proletaria, insieme con il compaesano
Ferdinando Pisani. Figura in una lista di terroristi, arrestato a Marsiglia il 5/6/1934 per aggressione a
mano armata. Nell'ottobre 1935 è presente al Congresso antifascista di Bruxelles, iscritto in Rubrica di
frontiera e nel Bollettino delle ricerche. La sua situazione economica peggiora gradualmente, nel maggio
1936 fa il lavapiatti in un ristorante, poi nel luglio in seguito a uno sciopero è licenziato e in seguito
risulta persino dormire nei locali del PRI di Marsiglia. Arrivato in Spagna nell'agosto 1936 si arruola in
Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli") e combatte a Monte Pelato. Gravemente
ustionato il 20/9/1936 in un carro armato sulla strada di Huesca, è ricoverato a Barcellona. Nel
dicembre 1936 è accasermato a Barcellona presso il Dock del porto. Nel gennaio 1937 rientra in
Francia per un breve periodo per arruolare nuovi volontari, in seguito passa nella compagnia mitraglieri
del 1° Battaglione Matteotti. Ripara in Francia nel luglio 1937 e si stabilisce a Parigi. In stretto contatto
epistolare con la sua famiglia, nel novembre 1937 scrive anche alla madre di Ciro Sparano per far avere
notizie del compaesano in quel momento a Barcellona. Espulso per decreto ministeriale l'8/9/1938, si
sposta clandestinamente in Belgio e nel 1939 lavora come cavatore a Lustin e Tailfer; qui si dichiara
rifugiato politico e aderisce alla “Giovane Italia”. Allo scoppio delle ostilità sarebbe rientrato in Francia
nel dipartimento della Loira. Internato in data imprecisata al Vernet. Nel giugno 1940 torna a Marsiglia
dove si mantiene lavorando come sguattero. Nel marzo 1941 emigra a Città del Messico (secondo altra
fonte nell'aprile 1941 risulta residente a Marsiglia e ospita Orlando Briganti ), grazie all'aiuto del
Console americano e in un gruppo composto prevalentemente da repubblicani ed esponenti di GL
(l'operazione è organizzata da Lussu e nel gruppo figura anche Aldo Garosci). Nel settembre 1943
rientra in Italia paracadutato dagli inglesi per operare dietro le linee nemiche. Emilio Lussu lo invia a
combattere nel Mugello, nella 2° Brigata Carlo Rosselli. Deceduto a Carrara il 2/6/1961.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, Facoltà di Lettere e Filosofia (Corso di Laurea in Lettere Moderne), A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cerrito G., Gli anarchici nella Resistenza apuana, Maria Pacini Fazzi, Lucca, 1984
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Piancastelli B., "Giustizia e Libertà" nel Mugello: la 2a Brigata Carlo Rosselli, Roma, FIAP, 1986
Signori E., Républicains et giellistes en France entre guerre d’Espagne et Résistance, in Exils et migration: Italiens et Espagnols en France
1938-1946, in Milza P., Peschanski D., Exils et migrations : Italiens et Espagnols en France 1938-1946, L’Harmattan, Paris, 1994.
ACS CPC
ACS Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
ADEA
ASMs
367
PICCIOLI GAETANO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Pittore
Nato il 13/5/1889 a Firenze da Narciso. Condannato a 6 mesi di reclusione, 500 lire di multa nel marzo
1928 per offese al capo del governo. Espatriato nel 1934, viene iscritto in Rubrica di frontiera per
attività antifascista in Francia e sospetta partecipazione alla guerra di Spagna. Arrestato al rimpatrio, nel
novembre 1942, confinato ad Avigliano (secondo Lopez a Ventotene) per 2 anni, liberato nell'agosto
1943.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
368
PIERAGNOLI (o PIERANGELI) ALFREDO
Luogo di nascita: Cavarzano di Vernio (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio, muratore
Note: Fratello di PIERAGNOLI ALIGHIERO
Nato il 2/6/1912 a Cavarzano di Vernio da Giuseppe ed Emilia Marchi. Ha frequentato le scuole
elementari. Conosce l’italiano, il francese e lo spagnolo. Emigra in località imprecisata nel 1924 o 1925,
poi rientra in Italia e, nel 1926, è nuovamente emigrato. Nel 1929 si trova ancora in Italia ed emigra
un'ennesima volta intorno al 1930 con regolare passaporto per Marsiglia (Bouche du Rhône) per ragioni
di lavoro insieme con il fratello Alighiero. Membro della CGT e delegato della sua ditta presso il
sindacato. Fa parte dell’organizzazione del Fronte unico (Sezione italiana), a Marsiglia. Nel 1937 entra
nel PCd'I. Si trova in Spagna col fratello a partire dal giugno 1937 e dal luglio risulta arruolato nelle
Brigate Internazionali, nel gruppo di Artiglieria internazionale, batteria Anna Pauker, fino al mese di
ottobre del 1938, come sergente telefonista. Ha preso parte alle operazioni sul fronte di Aragona, ad
Amposta e a Balaguer, e sull’Ebro. Iscritto al PCE nel 1938. Iscritto in Rubrica di frontiera. Rientrato in
Francia in data imprecisata, è internato.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
369
PIERAGNOLI ALIGHIERO
Luogo di nascita: Cavarzano di Vernio (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Contadino, manovratore
Note: Fratello di PIERAGNOLI ALFREDO
Nato il 11/7/1915 a Cavarzano di Vernio da Giuseppe ed Emilia Marchi. Emigrato intorno al 1930 con
regolare passaporto per Marsiglia (Bouche du Rhône) per ragioni di lavoro insieme con il fratello
Alfredo, poi forse rientra in Italia. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche per il
provvedimento di arresto. Iscritto al PCd'I nel 1936. Arriva in Spagna dall'Italia nell'aprile 1937 e si
arruola nel gruppo dell'Artiglieria internazionale, batteria Anna Pauker. Prende parte alle azioni di
Huesca, Brunete, Teruel e Aragona. Ferito in combattimento, ripara in Francia nel settembre 1938.
FONTI:
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
370
PIERLEONI RENATO LUIGI GIOVANNI
Nome di battaglia: Leopierni
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Comunista, GL
Professione: Meccanico
Nato il 1/1/1902 a Firenze da Emilio e Maria Ricci. Chiamato alle armi durante la prima guerra
mondiale, è nei Radiotelegrafisti di stanza a Roma. Iscritto alla Gioventù comunista di Firenze insieme
al fratello Bruno. Arrestato il 6/9/1922 a Borgo S. Lorenzo (FI) dalla PS, non risulta avere altri
precedenti penali. Emigra clandestinamente in Francia nel giugno 1923, iscritto in Rubrica di frontiera
per attività antifascista a Lione (Rhône) dove vive assieme al fratello. Espulso dal PCd'I nel 1928 per "le
sue tendenze troschiste" si avvicina al movimento di Giustizia e Libertà. È anche in Algeria, Marocco e
Messico. Secondo gli informatori fascisti farebbe attiva propaganda fra gli emigrati italiani di Lione e di
Tolone (Var) per il reclutamento di volontari e per la raccolta fondi per la Spagna. A fine luglio 1936
(secondo altra fonte l'1/3/1937) si arruola in Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli")
e partecipa alle azioni di Monte Pelato, Huesca e Saragozza. Torna in Francia nel marzo 1937, e da qui,
grazie all'aiuto del Console americano di Marsiglia (Bouche du Rhône), passa in Messico (via
Casablanca) insieme a un consistente gruppo di repubblicani e sostenitori del movimento di GL
(l'operazione è organizzata da Lussu e il gruppo comprende anche Aldo Garosci). In Messico è iscritto
al Sindicato de Trabajadores de la Empresa e alla “Mazzini Society”. Nel 1942 sbarca in Italia con le
forze alleate inglesi, nella Special Force n. 1 (otterrà in seguito un attestato di benemerenza dal
comando alleato) e partecipa alla Resistenza nellle formazioni di Giustizia e Libertà (dal settembre 1943
all'aprile 1945), prendendo parte alla Liberazione di Firenze. Nel dopoguerra rientra in Messico e
successivemente risiede a Roma.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Signori E., Républicains et giellistes en France entre guerre d’Espagne et Résistance, in Exils et migration: Italiens et Espagnols en France
1938-1946, in Milza P., Peschanski D., Exils et migrations : Italiens et Espagnols en France 1938-1946, L’Harmattan, Paris, 1994.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
ISRT (fondo ANPI)
371
PINTUCCI ADOLFO
Luogo di nascita: S. Giovanni Valdarno (AR)
Orientamento politico: Socialista, anarchico
Professione: Operaio, muratore
Nato il 27/3/1889 a S. Giovanni Valdarno da Aspasio. Attivo dall'immediato dopoguerra, ardito del
popolo, condannato a un anno di carcere nel 1922 per fabbricazione di esplosivi. A fine pena espatria in
Francia, stabilendosi a Nizza (Alpes Maritimes) e a Grenoble (Isère) dal 1923. Iscritto in Rubrica di
frontiera. Nel luglio 1936 arriva in Spagna e si arruola il 16/8/1936 nella Colonna Ascaso (Colonna
italiana “Rosselli”); secondo il DBAI però, arriva in Spagna insieme con i fratelli Aiacci e con Alpinolo
Bucciarelli, Pasquale Migliorini, Alessandro Maffei e Gualtiero Livi dopo il 25 ottobre 1936. In seguito
segnalato in Francia.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Primo A-G, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
ISRT (fondo ANPI)
372
PISANI FERDINANDO
Nome di battaglia: Fernando
Luogo di nascita: Avenza (MS)
Orientamento politico: Repubblicano
Professione: Dottore
Nato il 5/3/1899 ad Avenza da Alessandro e Alessandra Tenerani. Nel giugno 1935 espatria
clandestinamente in Francia insieme con Orlando Briganti. È arrestato in data imprecisata a Marsiglia
(Bouche du Rhône), dove fa parte della LIDU ed è in stretto contatto con Giuseppe Petacchi. Iscritto
in Rubrica di frontiera. Nel settembre 1936 (secondo altra fone il 16/8/1936) si arruola nella Colonna
Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"), ma nel novembre dello stesso anno torna a Marsiglia per per
contrasti ideologici sorti con gli altri membri della Colonna.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
373
PISTOLOZZI UGO
Luogo di nascita: Cutigliano (PT)
Nato l’8/6/1907 a Cutigliano da Isaia ed Emilia Seghi. Emigra in Francia clandestinamente con la
famiglia. Arruolato in Spagna nella XII Brigata Garibaldi l'11/9/1936 e subito inviato a Monte Pelato.
Caduto in Spagna in luogo e data imprecisati.
FONTI:
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
ACS CPC
374
POLI CARLO
Luogo di nascita: Sète (Francia)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Meccanico
Nato il 6/1/1886 a Sète (Hérault) da Corinna Poli. Residente a Fornaci di Barga (LU) e padre di sei
figli. Arrestato il 7/5/1931 durante una manifestazione indetta da organizzazioni comuniste, è invece
iscritto al gruppo anarchico di Villeurbanne (Seine) e fa parte dei comitati proletari antifascisti. Iscritto
in Rubrica di frontiera. Espulso dalla Francia, si reca in Belgio e ritorna nel 1932 a Vaulx en Velin
(Rhône). Nell'ottobre 1936 prende parte a tutte le manifestazioni antifasciste e parte per la Spagna dove
si arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"). Caduto il 7/4/1937 a Carrascal de
Huesca.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
AICVAS
375
POLI GINO
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Anarchico, Comunista
Professione: Bracciante
Nato il 24/12/1908 a Pistoia da Foresto e Maria Mei. Nel 1919 è già residente in Francia. Arrivato in
Spagna nel novembre 1936, combatte inizialmente nella Colonna mobile catalana Libertad con la
Centuria Gastone Sozzi, quindi nel 1938 risulta sergente presso il comando e poi nella XII Brigata
Garibaldi (1° Battaglione, 1° compagnia, 1° sezione). Iscritto al PCE nel 1938. Deceduto nel novembre
1941 in Francia secondo alcune fonti, secondo un elenco di caduti in combattimento sarebbe invece
deceduto sul fronte di Madrid, alla Puerta de Hierro o alla Ciutad universitaria il 19/9/1936.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
376
PRATI ARMIDA
Luogo di nascita: Apt (Vancluse)
Orientamento politico: Anarchica
Note: Figlia di MELLI MARIA AMALIA, compagna di CATANI ARRIGO
Nata il 24/1/1918 ad Apt (Vaucluse) da Isidoro e Maria Amalia Melli. Negli anni Trenta diventa la
compagna dell'anarchico di Livorno, Arrigo Catani, dal quale ha un figlio. Nell'estate del 1936 passa in
Spagna insieme a Catani e con lui si arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli").
Combatte sul fronte di Huesca, assegnata a una batteria di cannoni. Torna in Francia nel maggio 1937 e
si stabilisce a Bruxelles. Iscritta in Rubrica di frontiera per l'arresto. La polizia fascista ne perde le tracce
nel gennaio 1939.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
ACS CPC
377
PRIAMI DANTE
Luogo di nascita: Crespina (PI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Bracciante
Nato il 10/7/1891 a Crespina. Partecipa alla prima guerra mondiale come sergente di cavalleria. Iscritto
al PCd'I dal 1921. Si arruola in Spagna nel novembre del 1936 come tenente del Plotone di cavalleria
della XIV Brigata. Partecipa a numerosi combattimenti, resta ferito ed è ricoverato in ospedale. Il
31/10/1938 viene reinviato in Francia con un convoglio sanitario. Iscritto al PCE nel 1938. Secondo il
giudizio del Comintern è "un compagno modesto, semplice e sincero nel suo modo di spiegare i fatti,
fedele al partito, interessato alla politica di questo, ma attivo, volenteroso. Energico nel compiere gli
ordini ricevuti dai comandanti e dirigenti superiori. Compagno, che in ispagna si dimostrò di sapere
legare i suoi interessi personali agli interessi generali della causa antifascista, della causa del suo partito".
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
378
PROSPERI ELIVIO (o Silvio)
Luogo di nascita: Pisa (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Carpentiere, lattoniere
Nato il 27/5/1901a Pisa da Oreste e Germella Bellatalla. Sposato con Iolanda Banti il 25/5/1925 a
Pisa, ma rimasto vedovo, ha un figlio. È in Francia dall'aprile 1932 senza documenti per cercare un
lavoro e non per motivi politici, abita a S. Louis du Rhône (Bouche du Rhône) e ha lavorato dal 1932 al
1936 come carpentiere e lattoniere. Il 20/11/1936 si arruola con la XII Brigata Internazionale nel
Battaglione Garibaldi (1° compagnia, 2° batteria Picelli). Combattente a Boadilla, Mirabueno,
Majadahonda, Arganda e Guadalajara (ma sempre assegnato al Servizio Sanitario). Ai primi di aprile del
1936 è ricoverato per malattia e rimane all'ospedale di Elch (Alicante) fino al luglio 1937; in seguito
rientra alla base di Albacete e transita da diversi ospedali. Nel giugno 1938 rientra in Francia come
invalido con un convoglio sanitario diretto su Parigi e viene ricoverato all'ospedale "Rouge" nei dintorni
di Enghien les Bains (Val d'Oise) fino all'agosto 1939, quando è trasferito a Gurs. Dichiara di essere
partito per la Spagna per un "colpo di testa", di non essere comunista o anarchico, ma semplice
antifascista. Internato in seguito ad Argelès, è ricoverato all'ospedale del campo l'8/5/1940 per
tubercolosi e il giorno successivo è trasferito nell'ospedale S. Louis di Perpignan (Pyrénées Orientales).
Da qui, secondo la scheda di Argelès, è trasferito il 25/2/1941 al campo di Noè (secondo la scheda del
Vernet invece è trasferito il 18/3/1942). L'11/3/1944 è spostato a Vernet (settore B, anarchici ed
estremisti, poi settore T, transiti e lavoratori, baracca ospedale 33, n. di matricola 11772). Inviato in
Germania il 20/7/1944 come lavoratore, è deportato a Buchenwald; rimpatria dopo la Liberazione.
Morto a Pisa il 25/8/1970.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ADEA
ADPO
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
379
PROVVEDI NATALE
Luogo di nascita: Greve (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Cementista
Nato il 28/8/1892 a Greve da Sante. Residente a Grassina (FI). Emigrato nel 1929 a Tunisi, viene
espulso dalla Tunisia per attività comunista nel novembre 1935. Iscritto in Rubrica di frontiera. In data
imprecisata si arruola nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi (batteria anticarro) e
cade il 13 o il 16/6/1937 a Huesca. Secondo ANPPIA e CPC, invece, viene tradotto in Italia e
confinato a Ventotene per 5 anni, interamente scontati.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
380
PUPILLI VITTORIO
Luogo di nascita: Piteglio (PT)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Operaio metallurgico
Nato il 15/2/1900 a Piteglio da Pietro e Annunziata Bicocchi. Emigrato in Corsica nel 1936, nel
settembre dello stesso anno si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione
Garibaldi (2° compagnia). Due volte ferito in combattimento (a Mirabueno e Arganda) subisce
l'amputazione di una gamba. Passa in seguito nell'omonima Brigata, sezione telefonisti. Nel dicembre
1937 ritorna in Francia. Arrestato dai tedeschi a Parigi nel 1942, deportato a Buchenwald fino al 1945.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
AFIGRo (fondo Comintern)
381
QUAGLIERINI ETTORE MANLIO GIUSEPPE
Nome di battaglia: Pablo Claveco, Clastego o Castego, Pablo o Pedro Bono, Pierre
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Dottore, pubblicista
Note: compagno di LAUNARO ANNA
Nato il 28/4/1893 a Livorno da Arturo e Adelaide Benesperi. Socialista
dall'anteguerra, collaboratore de “L'Avanti” e a capo degli Arditi del
popolo livornesi. Chiamato alle armi nel 1915 in Marina, viene ferito
gravemente a Corfù alla fine del 1916 ed è congedato. Torna a Livorno
dopo una lunga degenza e qui conosce Anna Launaro che sarà la sua
compagna per tutta la vita. Nel 1920 si stabilisce a Firenze e si laurea in
Scienze politiche. Nel 1921 si trasferisce a Torino ed entra nel PCd'I,
diviene collaboratore dell'"Ordine nuovo" e di altri giornali. Dal 1923
segnalato in vari paesi europei (Germania, Francia, Belgio, Olanda,
Svizzera), nel 1929 è per cinque mesi a Mosca, quindi, nel marzo 1930, si
imbarca per l’America Latina (Argentina, Uruguay) come funzionario del
Comintern e come giornalista. Dal 1931 è residente in Spagna poi
nuovamente in Russia; nel gennaio 1933 raggiunge Parigi e nel 1934 è a
Barcellona, arrestato per alcuni mesi per i fatti delle Asturie, poi nella
primavera del 1936, per iniziativa individuale, si sposta a Madrid dove è
direttore del Servizio edizioni Europa-America.
Iscritto in Rubrica di frontiera. Già all'inizio della rivolta partecipa alla riorganizzazione della resistenza
a Buitrago (è in breve al comando del settore di Buitrago sul fronte di Samosierra con unità del V
Regg.), quindi è tra gli organizzatori, come amministratore militare, del V Regg. con il grado di tenente
colonnello e combatte in Estremadura, dove organizza anche una scuola per commissari politici a
Navalcarnero. A Madrid nel novembre 1936, combatte a Paco Galan e Cerro de los Angeles e
organizza squadre di zappatori per fortificare la linea di difesa. Entra a far parte dello Stato maggiore
della Giunta di Difesa di Madrid, nella sezione operazioni, come commissario delle fortificazioni.
Nel gennaio 1937 è Commissario ispettore del III Corpo d'Armata sul
fronte di Jarama, poi prende parte all'azione di Talavera e nell'aprile 1937
è in azione contro le fabbriche di Toledo. Quando il governo
repubblicano si sposta a Valencia, è nello Stato maggiore della Giunta di
Difesa; ai primi di giugno è nominato Commissario Politico dell’Armata
di Manovra, comandata da Vicente Rojo, e addetto alla propaganda
scritta e radiofonica per il Commissariato di guerra. Rimasto in Spagna
fino al 1939, viene arrestato a Elda, presso Alicante, perché contrario alla
resa ai fascisti, viene liberato o fugge nel marzo e si rifugia in Algeria a
bordo del piroscafo “African Trader” diretto a Orano. In maggio è in
Francia, impegnato nella propaganda clandestina, ma nella primavera del
1940 si imbarca per l’Argentina e si sposta poi in Uruguay. Rimpatria nel
novembre 1946 in Italia.
Segretario nel 1947 della Federazione comunista di Catania, nel 1948 torna a Livorno, quindi si sposta a
Roma, dove dal marzo 1951 è direttore della libreria Rinascita, in via delle Botteghe Oscure.
Funzionario dalla fine del 1951 nel Consiglio mondiale della pace, con sede a Praga dove risiede e
muore il 27/1/1953.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
382
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Barontini E., Marchi V., Dario. Ilio Barontini, Editrice Nuova Fortezza, Livorno, 1988
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "II Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
AICVAS
ASMs
AFIGRo (fondo Comintern)
ISRT (fondo ANPI)
383
QUAGLIOTTI LORENZO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Meccanico
Nato il 24/2/1895 a Livorno (secondo l'AICVAS a Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli) da
Giovanni e Carolina Briasca. Residente a Torino, emigrato in Francia nel 1920, residente a Grenoble
(Isère). Iscritto al PCd'I nel 1921. Segnalato come arruolato nell'esercito repubblicano spagnolo a
partire dall'aprile 1937, è probabilmente arruolato già dal febbraio. Per l'AICVAS è nella XII Brigata
Garibaldi, mentre secondo le fonti del Comintern lavora da subito come meccanico presso la base di
Albacete (di certo è alla base dal novembre 1937). In seguito è inviato al fronte nel Battaglione di
fortificazione della 45° Divisione impegnato sull’Ebro. Lascia la Spagna nel febbraio 1939 e rientra a
Grenoble, dove è arrestato in data imprecisata. Rimpatriato in Italia nel 1940, è confinato alle Tremiti.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
ACS Min. Int. PS
BDIC (Archives de Moscou)
384
QUIRICONI ALADINO
Nome di battaglia: Zio
Luogo di nascita: Chiesina Uzzanese (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Contadino, manovale, minatore
Nato il 30/7/1900 a Chiesina Uzzenese da Ernesto e Zelinda Innocenti. Orfano di entrambi i genitori,
vive con lo zio e si trasferisce in giovanissima età prima a Traversagna (MS) e in seguito a Cozzilla
(periferia di Montecatini Terme). Residente in seguito a Uzzano (PT). Ha svolto il servizio militare nel
1918. Attivo dall'immediato dopoguerra, subisce persecuzioni da parte dei fascisti (l'abitazione di
famiglia è bruciata). Espatriato nel 1921, secondo altra fonte arriva in Francia il 20/6/1924 con
passaporto regolare e contratto di lavoro. Risiede a Gémenos (Bouche du Rhône) fino al 1927 e poi a
Gardanne (Bouche du Rhône) fino al settembre 1936. Iscritto al PCd'I nel 1927, è responsabile di
cellula. Iscritto in Rubrica di frontiera per propaganda antifascista in Francia. L'11/10/1936 si arruola
in Spagna nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi (2° compagnia di sussistenza),
come secondo del capitano Scarselli. Diviene nel settembre 1937 sergente di intendenza nella Brigata
Garibaldi (2° compagnia). Combatte in Aragona, sull'Ebro e in Estremadura. Iscritto al PCE nel 1938.
Presente al compo di Torelló, lascia la Spagna il 13/9/1938 e dall'inizio del 1940 al 1941 viene internato
secondo alcune fonti a Saint Cyprien, Gurs e dal 6/11/1941 a Vernet (settore B, anarchici ed estremisti,
baracca 7) in quanto militante comunista (ma dichiara di essere stato espulso dal PCd'I nel 1929).
Secondo la dichiarazione di Toscano Pazzaglini all'AICVAS, invece, rientrato in Francia gli sarebbe
stato proposto all'arresto di arruolarsi nella Legione straniera e avrebbe accettato; trasferito in Bretagna
dove si allestiva un Battaglione destinato in Finlandia, sarebbe stato volontario per il vettovagliamento e
condotto sul continente avrebbe disertato ritornando a Gardanne, dove sarebbe stato arrestato il
26/10/1941 e condotto al campo di Brébant, poi al Vernet. La scheda del campo del Vernet, infine,
sostiene che, tornato dalla Spagna nel settembre 1938, ammalato, si sarebbe installato nuovamente a
Gardanne fino al suo arresto il 26/10/1941. Tradotto in Italia il 9/12/1941, confinato a Ventotene per
5 anni, liberato nell'agosto 1943. Partecipa alla Resistenza nella Brigata Bozzi, combattendo negli
scontri di Castelfiorentino (FI) e Montaione (FI) e prendendo parte alla liberazione di Montecatini (PT)
e Pistoia nel 1944. Deceduto il 24/3/1976 a Pistoia nell'ospedale del Ceppo.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
385
QUIRICONI BRUNO
Nome di battaglia: Guericoni Paolo
Luogo di nascita: Piombino (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio metallurgico
Nato il 25/12/1900 a Piombino da Nicola e Cesira Lupi. Attivo politicamente fin da giovanissimo,
partecipa alle agitazioni del Biennio rosso e nel giugno 1922 si rifugia a Torino. Poi nel febbraio 1926
emigra con passaporto regolare in Francia a Parigi, dove svolge un'intensa attività di propaganda. Viene
espulso nel dicembre 1933 e si trasferisce a Bordeaux (Gironde) nel 1934 dove è in contatto con la
LIDU e conduce un'esistenza difficile per la mancanza di lavoro. Nel dicembre 1934 si sposta a
Marsiglia (Bouche du Rhône) e da lì si imbarca per l'Algeria, dove si stabilisce a Orano. Iscritto in
Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche nel gennaio 1935 per il provvedimento di arresto.
Fermato alla fine del 1935, è espulso dall'Algeria e torna in Francia; segnalato nel marzo 1936 nella zona
di Parigi. Nell'agosto 1936 parte per Barcellona e risulta arruolato come combattente antifranchista in
Spagna nella Colonna Ascaso: combatte a Monte Pelato, Tardienta, Almudevar e nell'aprile 1937 a
Carrascal de Huesca (secondo altra fonte sarebbe arruolato in Spagna solo dal gennaio 1937). Rientra in
Francia il 12/9/1938. Nel gennaio 1939 è segnalato a Parigi. Con lo scoppio della guerra resta
clandestinamente in Francia evitando l'internamento. Prende parte alla Résistance francese e muore in
Francia nel dopoguerra in data e luogo imprecisati.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Tognarini I. (a cura di), Documenti e testimonianze sull'antifascismo e sulla lotta partigiana piombinese, Coop. La proletaria,
Piombino, 1974
ACS CPC
386
RABUZZI DINO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Panettiere, marittimo (fuochista della marina mercantile), facchino
Nato il 12/8/1904 a Livorno da Adelmo e Amelia Catardi (secondo
altre fonti Diana Daddolini o Doddoli). Ardito del popolo nel
1921-22, capo cellula dell'organizzazione comunista di Livorno.
Arrestato il 13/12/1930, è condannato a 4 anni di reclusione (Roma e
Parma) dal Tribunale Speciale per l'appartenenza al PCd'I. Viene
liberato per amnistia dopo aver scontato metà della pena nel
novembre 1932, ma è sottoposto a vigilanza e diffidato. Nel settembre
1934 espatria clandestinamente in Corsica, ma viene espulso già nel
novembre. Iscritto in Rubrica di frontiera. Arriva in Spagna imbarcato
sul piroscafo “Ciutad de Madrid” insieme a Giovanni Soldaini e
Aladino Frangini e l'11/11/1936 si arruola nella XII Brigata
Internazionale con il Battaglione Garibaldi (2° batteria Picelli).
Combatte a Cerro de los Angeles, Città universitaria, Puerta de Hierro,
Pozuelo de Alarcon e partecipa alle azioni di Boadilla, Mirabueno,
Majadahonda e Arganda. Resta ferito il 12/2/1937 sul Jarama da
schegge alle gambe e viene ricoverato negli ospedali di Madrid,
Castillon de la Planas e Benicassim.
Dopo la degenza gli viene assegnato il ruolo di mulettiere di Brigata. Rimessosi in salute a fine febbraio,
combatte a Guadalajara e Casa de Campo. In seguito, con la XII Brigata Garibaldi (1° Battaglione, 2°
Compagnia), è in Aragona nell'aprile 1938. Trasferito successivamente alla 139° Brigata mista, si reca
sul fronte dell'Ebro. Si sposa il 12/6/1937 a Benicassim con Incarnacion Oter Molina, da cui ha un
figlio. Iscritto al PCE nel 1938. Nel febbraio 1939 ripara in Francia ed è internato ad Argelès, Saint
Cyprien (non per tutte le fonti), Gurs e dal 19/5/1940 al Vernet (settore C, reduci di Spagna, baracca 1
poi baracca 48, n. di matricola 1712) in quanto propagandista estremista molto sospetto, che ha
manifestato contro l'arruolamento nelle CTE e opposto resistenza contro gli ordini della Garde Mobile
al campo di Gurs. Tradotto in Italia l'8/4/1941, viene processato per direttissima e confinato a
Ventotene per 5 anni e liberato nell'agosto 1943. Partigiano in una formazione del CLN in provincia di
Pisa o Livorno. Muore a Livorno il 3/4/1998.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
ISRT (fondo ANPI)
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
387
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASLi
BDIC (Archives de Moscou)
388
RAFFAELLI GIUSEPPE
Luogo di nascita: Montignoso (MS)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Cavatore, manovale, scalpellino, contadino, elettricista
Nato il 30/1/1892 a Montignoso da Romualdo e Maria Chioni. Ha
svolto il servizio militare in Italia durante la prima guerra mondiale.
Ardito del popolo nel 1921-22 (è autore nel 1921 insieme a Giuseppe
Del Freo dell'inno degli Arditi del Popolo "Figli dell'Officina"),
espatria nel maggio 1923 in Francia: risiede a Nizza (Alpes Maritimes)
dal 1923 al 1928 e ad Antibes (Alpes Maritimes) dal 1928 al
17/8/1936, data di partenza per la Spagna ed è in contatto con
Alberto Meschi, ex Segretario della CdL di Carrara. Nel 1927 è
arrestato per detenzione di arma e condannato a una ammenda; poi è
coinvolto nell'affaire Peters (furto in una gioielleria), quindi arrestato a
Tolone (Var) per un furto in uno studio notarile. La polizia lo
definisce molto prudente e diffidente nella frequentazione di luoghi
estremisti: "si tiene sulle sue, ma si pensa che non abbia rinnegato le
proprie idee" ed è segnalato nel 1931 come appartenente al
movimento anarchico.
Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche, nel 1933 è segnalato nelle liste degli
attentatori. Nell'agosto del 1936 si arruola in Spagna nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli").
Ferito da schegge di granata in combattimento il 24/10/1936 a Tardienta (sul fronte d'Aragona), viene
ricoverato per 4 mesi nell'ospedale di Barcellona, poi secondo alcune fonti in ospedale a Parigi il
24/2/1937 per continuare le cure (secondo altre fonti sarebbe, invece rimasto ferito nella battaglia di
Guadalajara). Rientra a Nizza il 26/2/1937, senza documenti e ferito, e vi resta fino allo scoppio della
guerra, poi si sposta ad Antibes dove ufficialmente risulta risiedere fino al suo arresto il 17/1/1942.
Secondo altre fonti, però, sarebbe stato arruolato nel 1939-1940 con l'esercito francese, segnalato a
Lione (Rhône) e poi a Parigi, dove sarebbe stato arrestato nel settembre 1939 o nel novembre 1941,
Alcune fonti lo segnalano persino come lavoratore nell'esercito inglese, impiegato a Rennes (Ille et
Villaine) e qui fatto prigioniero dai tedeschi. Di certo, nel gennaio 1942 è ad Antibes, viene trasferito
nella vicina caserma Gazan e poi internato dal 18/1/1942 a Vernet (settore B, anarchici ed estremisti,
baracca 22, poi settore T, transiti e lavoratori, n. di matricola 9187). Nell'ottobre 1942, il capo del
campo dà parere sfavorevole alla sua liberazione in considerazione del fatto che è considerato
simpatizzante comunista. Tradotto in Italia il 14/1/1943, confinato a Ventotene per 5 anni e liberato
nell'agosto 1943. In libertà dopo la caduta di Mussolini, ha partecipato alla Resistenza. Nel dopoguerra
da vita al gruppo anarchico di Montignoso "Né Dio, né padrone" e partecipa alle attività della FAIt.
Muore a Montignoso il 2/2/1984.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
389
ACS CPC
ADEA
ASMs
390
RAGNI ITALO
Nome di battaglia: Maremmano
Luogo di nascita: Campagnatico (GR)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Muratore
Nato il 4/6/1900 a Campagnatico da Ciro, che muore nel 1903, e Itala Rossi, morta alla nascita di Italo
per le complicazioni del parto. Viene affidato nel 1903 alla zia Rosa Ragni Bacci che lo alleva a
Grosseto. Frequenta le elementari e si accompagna con gli anarchici di Grosseto: legge "L’Avvenire
anarchico" e "Volontà" e aderisce al circolo “Germinal”. Partecipa allo sciopero del 4/12/1919 e
all'occupazione della stazione di Grosseto ed è denunciato (ma il 4/1/1924 il procedimento penale è
archiviato per amnistia); già il 27/9/1923 il commissario di Grosseto lo segnala in un breve rapporto
come anarchico pericoloso. Nell'aprile del 1924 Ragni si trasferisce in Francia, a Lione (Rhône) per
lavoro, valicando le Alpi con passaporto regolare. In Francia sembra aver partecipato all'aggressione
anarchica del 26/5/1927 contro il segretario del fascio di Lione, ma viene assolto per insufficienza di
prove; nel marzo 1927 il console fascista di Lione riferisce però della propaganda anarchica di Ragni e
nell’aprile il Prefetto di Grosseto informa il Ministero dell'Interno, che avvia le procedure di
inserimento negli elenchi dei sovversivi: il 24/4/1927 la Scuola superiore di polizia trasmette 10 copie
di una foto di Ragni all’Ufficio schedario politico e il 28 il capo della polizia ordina al console di Lione
di far esercitare sul sovversivo vigilanza attenta e di segnalarne l'eventuale ritorno in Italia alle autorità
di PS di confine e al Ministero per le disposizioni di fermo e perquisizione; il 25 novembre dello stesso
anno il Prefetto di Grosseto comunica al Ministero dell'Interno che Ragni è considerato pericoloso ed è
iscritto alla Rubrica di frontiera al n. 9473, rifiutando il nulla osta per il rilascio del passaporto. Nel
frattempo, il 24/10/1927, Ragni è espulso dalla Francia e accompagnato alla frontiera belga; sembra
risiedere clandestinamente a Liegi fino al gennaio 1929 quando si trasferisce a Seraing sur Meuse; in
aprile è a Bruxelles dove frequenta Camillo Berneri e si occupa della diffusione di "Bandiera nera". Il
29/7/1929 è espulso anche dal Belgio per propaganda sovversiva e viene accompagnato alla frontiera
con la Germania, mentre il capo della polizia Bocchini, continuamente informato sugli spostamenti di
Ragni, telefegrafa ai prefetti di disporre per il fermo e la perquisizione in caso di rimpatrio e richiede
l'iscrizione del grossetano nel Bollettino delle ricerche con fotografia: il 4/2/1930, in effetti, il
Bollettino delle ricerche segnala Ragni come anarchico espulso dal Belgio da fermare e perquisire.
Dopo una breve permanenza in Germania, Ragni rientra in Francia, stabilendosi a Villeurbanne (Seine),
dove nell'estate del 1931 partecipa alle riunioni del Circolo “Sacco e Vanzetti” di Lione e segue la
pubblicazione del foglio "Il bombardiere". Nell'autunno del 1931, il Ministero dell'Interno attribuisce a
Ragni un piano dinamitardo per attentare alla vita di Mussolini e in Italia vengono adottate misure
eccezionali: il nome di Ragni è inserito nella categoria dei terroristi, sul suo fascicolo si stampiglia a
grandi caratteri la dicitura “attentatore”, la Scuola superiore di Polizia è invitata a riprodurre 200 copie
della sua fotografia che vengono trasmesse ai Prefetti; nel marzo 1932, inoltre, il Ministero dell'Interno
chiede al Prefetto di Grosseto di cercare di venire in possesso di autografi del Ragni (ma il tentativo
fallisce dopo una infruttuosa perquisizione a casa della zia di Ragni, Rosa Bacci). Nel frattempo, dopo
una retata della polizia francese al Circolo “Sacco e Vanzetti” di Lione, le riunioni sono trasferite in
località diverse: il 6/11/1931 Ragni partecipa a un incontro a Villeurbanne per esaminare i
comportamenti non del tutto trasparenti di alcuni membri; nel marzo 1932 partecipa a Lione a una
riunione allargata con gli anarchici svizzeri. Il 16/4/1932, nonostante tutte le precauzioni prese, Ragni è
però arrestato a Lione per infrazione del decreto di espulsione e nell’autunno del 1933 è espulso di
nuovo dalla Francia e condotto alla frontiera spagnola. Ritornato clandestinamente a Parigi, al principio
del 1934 è in Belgio dove diffonde stampa libertaria, ma è poi frequentemente in Francia per l'attività
politica: nell'agosto 1934 prende parte a Parigi alla commemorazione delle vittime del fascismo e delle
giornate di Vienna e nell'aprile 1935 partecipa a una riunione nella sede parigina della CGT per
fronteggiare nuovi decreti di espulsione, offrendosi volontario per farsi arrestare e cominciare uno
sciopero della fame per richiamare l’attenzione pubblica sulla sorte degli esuli, ormai obbligati a vivere
391
lungo le frontiere perché respinti da ogni paese; il mese seguente interviene a una riunione a Clamart
(Hauts-de-Seine), nel giugno è a Saint-Cloud (Hauts-de-Seine), a un incontro in cui si prepara un
manifesto contro la guerra da introdurre clandestinamente in Italia. Nel giugno 1935 è di nuovo oggetto
di una irrevocabile misura di espulsione dalla Francia, ma il 10/3/1936 segue a Parigi il feretro
dell'anarchico Giovanni Sabbatici insieme al piombinese Egidio Fossi e a molti altri; il 15 marzo è alla
sala Lavry ad ascoltare una conferenza di Carlo Rosselli insieme con Umberto Marzocchi ed Enzo
Fantozzi; il 26 giugno partecipa a una riunione del Comitato per il diritto d'asilo; il 2 luglio è presente
alla relazione di Auro D'Arcola sul lavoro svolto in favore dei profughi dal Comitato per il diritto
d'asilo e dalla CGT. Infine, il 19/8/1936 parte per la Spagna e si arruola nella Colonna Ascaso
(Colonna italiana Rosselli) con cui, il 28 agosto, partecipa al combattimento di Monte Pelato e, il
22/10/1936, combatte ad Almudevar. Nel maggio 1937 è ferito dal calcio di un quadrupede e torna in
Francia dove, il 25/5/1938, è arrestato dalle autorità francesi: incarcerato per qualche mese è condotto
alla frontiera belga ma rientra illegalmente a Parigi dopo pochi giorni. Nel 1939 il suo nome figura in
una lista di antifascisti da cacciare dal territorio francese e, secondo un documento del giugno 1939
conservato nel fascicolo del CPC, nel febbraio (o marzo) 1939 sarebbe arrestato a Parigi e rinchiuso in
un campo di internamento francese insieme con Egidio Fossi e Umberto Marzocchi; al contrario,
secondo informativa del Ministero dell’Interno del luglio 1939, sarebbe stato arrestato a Parigi ai primi
di giugno. In ogni caso, il 27/6/1939 è internato nel campo di Gurs, ma la durata del suo internamento
non è nota. Secondo la polizia fascista sarebbe a capo degli anarchici italiani nel campo, insieme con
Settimio Guerrieri. Forse è da lì che lo prelevano i nazisti per deportarlo a Mauthausen (forse, invece,
cade nelle loro mani a Lione dopo essere entrato nel maquis oppure, secondo una versione non
confermata, dopo essersi arruolato nell'esercito francese o nella Legione straniera). Ragni muore nel
campo di Mauthausen il 6/5/1941 e il Consolato fascista di Parigi informa il 31/7/1941 i suoi superiori
del decesso: il 10/10/1941 il Questore di Grosseto chiederà alle Questure di Milano e di Roma di far
depennare Ragni dall'elenco di sovversivi della provincia residenti all'estero.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo I-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2004
AA.VV., Enciclopedia dell’antifascismo e della Resistenza, La Pietra, Milano, 1976
Banchi A., Si va pel mondo. Il partito comunista a Grosseto dalle origini al 1944, a cura di Bucci F., Bugiani R., ARCI, Pitigliano,
1993
Bernabei A., Quelle due bombe venute da Londra, L'Espresso, n.12, 25 marzo 1999
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Capitini Maccabruni N., La Maremma contro il nazi-fascismo, La Commerciale, Grosseto, 1985
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS Div. Pol. Pol.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
ASGr (fondo Questura)
392
RASPI UMBERTO
Luogo di nascita: Volterra (PI)
Orientamento politico: Anarchico, comunista
Professione: Fabbro, meccanico
Nato il 2/8/1899 a Volterra da Pietro e Zelinda Serpieri. Residente a Genova. Frequenta le scuole fino
alla terza elementare. Si trasferisce a Sestri Ponente (GE) nel 1915 per motivi di lavoro. Arruolato nella
prima guerra mondiale come caporale dell'82° Battaglione di Fanteria, ferito in combattimento.
Partecipa alla difesa della CdL di Sestri Ponente ed è arrestato nel 1922. Espatriato in Francia nel 1922
o nel luglio 1923, in Francia sposa Filomena Ascheri. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino
delle ricerche. Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale come capitano del
Battaglione Garibaldi e gli viene affidato il comando della 2° compagnia alla caserma di Albacete.
Partecipa alle azioni di Cerro los Angeles e Casa de Campo, dove è colpito da grave crisi nervosa e
inviato nella retroguardia. Anarchico, aderisce in Spagna al PCd'I ma ne esce alla fine del 1937. Secondo
il DBAI combatte anche sul fronte di Madrid e qui viene ferito prima di accusare un nuovo crollo
nervoso. Rientrato in Francia per malattia nella primavera del 1937, ritorna in Spagna nel maggio del
1937 per due mesi. Viene arrestato al rimpatrio il 16/4/1939 e confinato a Ponza e alle Tremiti per 2
anni; la pena è commutata in ammonizione per grave infermità nel gennaio 1940. Internato a
Manfredonia (FO) dal giugno al novembre 1940. Torna a Genova nel 1943 è qui organizza le Squadre
d'azione libertaria del Ponente. Arrestato a causa di un delatore nell'estate del 1944 è deportato a
Dachau e in seguito a Buchenwald. Nel momento dell'evacuazione del campo, decide di non
abbandonare gli ammalati e viene fucilato dai nazisti il 4/4/1945.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo I-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2004
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
393
RIBOLINI ARISTIDE CARLO
Nome di battaglia: Leonardi Battista, Izze
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Cavatore
Nato il 2/3/1899 a Carrara da Carlo e Teresa Faggiani. Frequenta le scuole elementari. Segretario del
circolo anarchico “Germinal” di Carrara nel 1919 e della Lega proletaria degli invalidi di guerra nel
1920. Nello stesso anno è processato per lancio di bombe contro la Banca d'Italia di Carrara; assolto,
viene accusato del ferimento di un fascista ma è nuovamente prosciolto dall'accusa. Ripara in Francia a
Villafranca Mare presso Nizza (Alpes Maritimes), nel 1925 risulta residente a Marsiglia (Bouche du
Rhône) e ospita Gino Lucetti. Espulso nel maggio 1926 per attività antifascista, pare si sia rifugiato a
Baltimora. Iscritto in Rubrica di frontiera nel 1929 per il provvedimento di arresto e nel 1935 nel
Bollettino delle ricerche. Segnalato in Belgio nel 1933 come antifascista, viene identificato in Battista
Leonardi, residente a Marsiglia nel febbraio 1935. Risulta irreperibile in Francia dal 1936, nel 1937 è
segnalato quale combattente in Spagna in una colonna anarchica. Condannato nel 1938 a 2 anni di
carcere per violazione del decreto di espulsione e per incitamento all'odio di classe. Nell'agosto 1938 è
detenuto nel carcere di Nimes (Gard) e in seguito risulta incarcerato presso Chave a Marsiglia (Bouche
du Rhône), da dove rifiuta di essere rimpatriato in Italia ancora nel 1940. Nel 1942 è ancora in Francia,
ma nel dopoguerra emigra in California, dove ottiene la cittadinanza americana nel 1952. In seguito
rientra a Carrara il 25/8/1970. Muore il 19/11/1973 negli USA.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo I-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2004
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AICVAS
394
RICCI GIORGIO
Luogo di nascita: S. Pietro a Vico (LU)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Meccanico
Nato il 1/4/1906 a S. Pietro a Vico da Raffaello e Cristina Della Santina. Iscritto al PSI nel 1919.
Emigrato nell'ottobre 1929 in Francia con la famiglia, si sposta continuamente lavorando presso diverse
imprese come meccanico. Nel dipartimento dell'Ardèche è membro della sezione socialista dello
stabilimento in cui lavora e contribuisce alla diffusione de "L'Avanti!". Iscritto in Rubrica di frontiera
come militante socialista. Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna come sergente del gruppo
dell'Artiglieria internazionale, nella batteria Anna Pauker. Combatte a Madrid, Jarama, Guadalajara,
Grenada e Brunete, dove resta ferito in combattimento nel luglio del 1937. Ripara in Francia nel
febbraio 1939 e viene internato ad Argelès e Gurs, poi nelle CTE al fronte. Tradotto in Italia nel luglio
1940, confinato a Ventotene per 5 anni, liberato nell'agosto 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ASLu
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
395
RISTORI ORESTE
Nome di battaglia: Beccuto, Gustavo Fulvi, Cesare Montemaggiore
Luogo di nascita: S. Miniato (PI)
Orientamento politico: Anarchico, comunista
Professione: Mediatore, giornalista
Nato il 12/8/1874 a S. Miniato da Egisto e Massimina Giani, lavoratori pigionali. Nel 1878 il padre
perde il lavoro e la famiglia si trasferisce a Empoli, dove Ristori comincia a frequentare gli ambienti
anarchici: arrestato la prima volta durante una manifestazione a S. Miniato nel marzo del 1892, poi varie
volte nei due anni successivi; nel 1894 è arrestato come responsabile dell'incendio della Collettoria dello
Stato di Empoli (FI) e all'inizio del 1895 è rinchiuso nella fortezza di Porto Ercole. Evade, ma viene
riarrestato e confinato alle Tremiti, dove partecipa a una rivolta contro le condizioni di vita. Trasferito a
Pantelleria nell'aprile, nel settembre ottiene dal sindaco di Empoli di rientrare in città ma è vigilato fino
al nuovo arresto nel marzo 1896; destinato nuovamente al domicilio coatto a Ventotene. Liberato,
torna ad Empoli e qui da vita a un nuovo gruppo anarchico e distribuisce il giornale "I tempi nuovi" tra
Piombino (LI) e La Spezia (SP). Nel 1898 espatria in Francia, probabilmente via mare, e si stabilisce a
Marsiglia (Bouche du Rhône) col nome falso di Gustavo Fulvi. Nel settembre dello stesso anno, però, è
arrestato a Nimes (Gard) e rimpatriato, inviato a Favignana, trasferito nel 1899 a Ponza e in seguito alla
fortezza di Gavi. È corrispondente de "L'Avanti!". Nel 1900 è trasferito a Ustica fino alla liberazione
nel 1901, quando rientra ad Empoli. Decide di emigrare in Argentina e, dopo un fallito tentativo,
nell'agosto 1902 riesce a raggiungere Buenos Aires, unendosi al gruppo anarchico-comunista
"L'Avvenire" e pubblicando alcuni numeri dell'omonima rivista. Propagandista (conferenzierie,
pubblicista) e attivista, viene braccato dalla polizia e dopo numerose fughe rocambolesche si rifugia a
Montevideo e nel 1904 a San Paolo in Brasile. Qui tiene alcune conferenze e fonda e dirige fino al 1912
il giornale anarchico "La Battaglia". Nel 1917 organizza una rapina in una fabbrica americana e coi
proventi torna a Buenos Aires con la compagna Mercedes Gomes, sotto il falso nome di Cesare
Montemaggiore. Dirige il settimanale anticlericale "Il Burro". È arrestato nel gennaio 1919 durante "la
settimana tragica", confinato nell'isola di Martin Garcia, poi è imbarcato su una nave con destinazione
Genova ma si getta in mare e raggiunge a nuoto la costa uruguayana (si frattura entrambe le gambe e
resterà claudicante a vita). Nel 1922 aderisce al Manifesto del PCd'I di Rio de Janeiro. Nel 1925 ritorna
a San Paolo, dove collabora con i comunisti al progetto di un fronte unico fra i movimenti antifascisti
che stanno nascendo in Brasile. Dopo il fallito tentativo rivoluzionario comunista del 1935, il governo
accentua la repressione e Ristori è deportato in Italia dove arriva nel giugno 1936. Nel luglio riesce a
scappare e da Livorno si imbarca per la Spagna, dove collabora coi repubblicani. Alla fine della guerra,
ripara in Francia, arrestato e rinchiuso al Roland Garros è rimpatriato nel 1940. Iscritto in Rubrica di
frontiera e segnalato come combattente antifranchista in Spagna, al rimpatrio in Italia è incarcerato e
confinato. Il 26/7/1943, tornato da poco a Empoli dal confino, partecipa a una manifestazione
spontanea della popolazione e parla al comizio che segue. Incarcerato alle Murate è scelto fra i politici
fucilati all'alba del 2/12/1943 come rappresaglia in seguito alla morte del colonnello Gino Gobbi,
responsabile dell'ufficio leva del distretto militare. Fucilato insieme a Armando Gualtieri, Orlando
Storai e altri; si dice che sia morto fumando la pipa e cantando l'Internazionale.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo I-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2004
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Cirri R., (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini editore, Empoli, 2007
ACS CPC
396
ROMITI STEFANO
Nome di battaglia: Bimbo
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Ferroviere, fabbro, carbonaio, operaio
Nato il 30/8/1900 a Firenze da Pietro e Maria Rosa Almerigi. Nel marzo 1917 entra nelle Ferrovie, il
20/9/1918 è chiamato alle armi nel 1° Regg. Granatieri, di stanza a Roma. Congedato nel febbraio
1919, è chiamato nuovamente alle armi il 30/11/1919 per il regolare servizio di leva della durata di due
anni, congedato nell'ottobre del 1921. Richiamato nelle Ferrovie dopo la guerra al deposito Personale
Viaggiante di La Spezia, fa servizio sulle linee per Genova, Parma, Pisa e Livorno e favorisce gli espatri
clandestini. Attivista antifascista e sindacale per il sindacato ferrovieri nel 1923 e 1924, il 30/11/1924
viene licenziato dalle Ferrovie. Si rifugia a Milano e trova lavoro alla Breda di Sesto S. Giovanni.
Tornato a Firenze all'inizio del 1925, è più volte arrestato e viene schedato come anarchico. Partito da
Firenze il 25/5/1925, il 1/6/1925 arriva con una falsa carta d'identità a Marsiglia (Bouche du Rhône),
dove trova lavoro nei bacini di carenaggio. Per un breve periodo lavora come fabbro a Lione (Rhône),
poi dal 1929 al 1931 è a Parigi impiegato alla Citroën, quindi torna a Marsiglia nel 1931 e trova lavoro
come carbonaio presso una compagnia di navigazione, imbarcato sul piroscafo "La Gaule". Iscritto in
Rubrica di frontiera. Parte per la Spagna l'8/9/1936 e il 17/9/1936 si arruola nella divisione Carl Marx,
con la quale è sul fronte di Tardienta dal 17/10/1936 al 21/10/1936. Successivamente è nella Colonna
Ascaso (Colonna italiana "Rosselli) e combatte ad Almudevar dal 20/11/1936 al 23/11/1936 e a
Huesca il 16/12/1936 con la Batteria Battistelli. Ammalatosi, rientra in Francia a Marsiglia nel gennaio
1937. Nel 1942 è catturato dai tedeschi e inviato nei cantieri navali di Whilelmshaven, nel Mare del
Nord. Nel settembre 1943 fugge e rientra a Marsiglia, dove partecipa alla Rèsistance. Rimane in Francia
fino al 1948, quando rientra in Italia (il 20/11/1948) e viene reintegrato nelle Ferrovie. Nel dopoguerra
continua a svolgere attività sindacale e negli anni Ottanta aderisce alla FAIt. Muore a Firenze il
18/5/1992.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo I-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2004
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Romiti S., Memorie di Stefano Romiti detto "Bimbo", a cura di Valerio A., Roma, 1991
AICVAS
397
ROSI SIRO
Nome di battaglia: Noto in spagna come "il cugino di Barontini", fra i FTP è Juan Medinas
Luogo di nascita: Sticciano, rfazione di Roccastrada (GR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Contabile
Nato l'11/2/1915 a Sticciano, frazione di Roccastrada, da Galileo,
ferroviere socialista in servizio sulla linea Asciano-Grosseto, e da
Angela Mascherini, casalinga. Ha una sorella di nome Licena che
sposerà il comunista Elvino Boschi, forse proprio il tramite dei
primi contatti con i comunisti grossetani di Rosi, nel 1931. Nel
1933 è espulso dalle organizzazioni giovanili fasciste e posto sotto
il controllo della Questura per aver promosso una protesta in
favore degli operai edili. Frequenta gli antifascisti locali e versa
quote mensili di 5 lire al Soccorso rosso; ospita qualche
sovversivo, riceve dei corrieri comunisti, pare nasconda una
bandiera rossa in un muro di casa. Durante la prima guerra
mondiale presta servizio militare nel Battaglione d'assalto della 1°
Brigata mista "Frecce azzurre". Nel 1937 è militare di leva a
Cagliari da 10 mesi quando le autorità cercano volontari per la
Spagna e si arruola con l'idea di passare ai repubblicani (prima di
partire trascorre una licenza a Grosseto e ne approfitta per
incontrarsi con l'antifascista grossetano Aristeo Banchi ed esporgli
la sua intenzione di disertare). Nel 1937 si imbarca quindi da
Napoli con i fascisti per la Spagna, destinazione Cadice, dove
arriva insieme al contingente fascista: il Battaglione è trasferito a
Dos Hermanos, nei dintorni di Siviglia (il 28/2/1937), poi a
Zafra, un paesino nella provincia di Bajadoz (il 19/3/1937), infine
a Cortijo de Laguna (il 17/4/1937). Proprio la sera del
18/4/1937, verso le 20, dopo aver fatto rifornimento di
munizioni e armi, Rosi attraversa le linee diretto a Campillo. È
denunciato per diserzione al Tribunale Militare di Vittoria che, nel
novembre 1938, lo condannerà in contumacia alla pena di morte,
e viene iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle
ricerche per il provvedimento di arresto.
Nel frattempo, viene trasferito a Valencia e condotto nel carcere di San Michele da dove (dopo la visita
di Velio Spano e Ilio Barontini, cugino del cognato di Rosi, che garantiscono sulla sua fede antifascista)
è finalmente ammesso alla scuola ufficiali di Pozorubio, presso Albacete. Terminata l’istruzione
militare, si arruola nella XII Brigata Garibaldi con il Battaglione Garibaldi (2° compagnia) e combatte
nel settembre 1937 a Fuentes de Ebro. Nella primavera del 1938 è ferito a Caspe e sulla Sierra Cabals e
nel novembre 1938 è nel campo di smobilitazione spagnolo di Torelló insieme ai superstiti delle Brigate
Internazionali ritirati dal fronte per ordine del governo repubblicano. A Torelló resta fino alla caduta di
Barcellona quando, nel febbraio 1939, ripiega verso i Pirenei ed entra in Francia. È internato
inizialmente ad Argelès (forse anche a Saint Cyprien), il 19/5/1940 viene trasferito a Gurs insieme con
Aldo Demi; in seguito (dal 19/5/1940 al 31/8/1941) è nel campo di sorveglianza speciale del Vernet
(nel settore D insieme a Angelo Rossi); è arruolato per un breve periodo anche nelle CTE, impiegato in
diverse fattorie nei dintorni del campo. Sconfitta la Francia, la Commissione italiana d’armistizio chiede
la sua consegna, ma Rosi (su cui pesa la condanna a morte del 1938) viene fatto evadere dal campo ed
entra in contatto con i FTP, insieme ai quali opera nella regione di Tolosa (Haute Garonne) e in quella
di Lione (Rhône). Ha il grado di capitano, opera a Nizza (Alpes Maritimes) e Saint-Etienne (Loire) e si
398
fa chiamare Juan Medinas. Dopo un sabotaggio, è arrestato e, processato il 17/12/1943 per possesso di
documenti falsi, viene rinchiuso nel carcere di Saint-Joseph a Grenoble (Isère), ma fugge e torna fra i
partigiani (perderà un occhio in un’azione). Al principio del 1944 è nell'Italia settentrionale, dove
partecipa alla lotta partigiana: è nominato ispettore regionale della Delegazione lombarda del Comando
generale delle Brigate d'assalto Garibaldi nell'aprile 1944, si trova nella zona di Dongo (CO) all'arresto
di Mussolini ed è lui ad arrestare alcuni gerarchi repubblichini. Nel 1949 è per qualche tempo segretario
della Federazione comunista grossetana, finché espatria di nuovo non essendo stata annullata la
sentenza a suo carico per la diserzione in Spagna. Va prima in Francia, poi in Polonia per alcuni anni.
Torna in Italia nel 1957 per il processo di Milano per l'oro di Dongo, in cui figura fra gli imputati (ha
portato il denaro da Chiavenna a Milano nel 1945). Ottenuta la riabilitazione per la condanna per
diserzione nel 1962, negli anni seguenti lavora a Roma come funzionario alla Direzione del PCd'I e si
dedica alla pittura, per la quale trae spunto dai paesaggi maremmani. Nel 1974 gli viene concessa la
Croce al merito di guerra in seguito all'attività partigiana. Muore nel 1987.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Banchi A., Si va pel mondo. Il partito comunista a Grosseto dalle origini al 1944, a cura di Bucci F., Bugiani R., ARCI, Pitigliano,
1993
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Capitini Maccabruni N., La Maremma contro il nazi-fascismo, La Commerciale, Grosseto, 1985
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AA.VV., Enciclopedia dell’antifascismo e della Resistenza, La Pietra, Milano, 1976
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Un giovane grossetano in Spagna, quella buona, in Rava E., I compagni: la storia del partito comunista nelle storie dei suoi
militanti, Editori Riuniti, Roma, 1972
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASGr
ASGr (fondo Questura)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
Istituto Gramsci (Roma), fondo Cominform
ASGr (fondo Tribunale Penale)
"È morto a 72 anni il compagno Siro Rosi" da “L'Unità”, 14/3/1987
399
ROSSELLI CARLO
Luogo di nascita: Roma
Orientamento politico: Socialista
Professione: Pubblicista
Nato a Roma il 16/11/1899 da Joe e Amelia Pincherle, appartiene a
un'agiata famiglia ebrea toscana di tradizione repubblicana. Trasferitosi
a Firenze nel 1903 con la madre e i fratelli, vive gran parte della sua
giovinezza nella città toscana. Al momento dello scoppio della prima
guerra mondiale, abbraccia la posizione interventista e prende parte
alle operazioni militari sul fronte italo-austriaco fra gli alpini col grado
di sottotenente. Terminata la guerra, rientra a Firenze e consegue
dapprima la laurea in Scienze politiche e sociali, quindi quella in
Giurisprudenza. Con l’ascesa del regime fascista, si avvicina al PSI,
anche per la notevole influenza esercitata su di lui da Gaetano
Salvemini.
Fermo oppositore del fascismo, insieme al fratello Nello partecipa attivamente alla lotta clandestina
contro il regime di Mussolini, soprattutto attraverso lo strumento della stampa: fonda, con Salvemini ed
Ernesto Rossi, il giornale clandestino "Non mollare!" e, con la collaborazione di Pietro Nenni, la rivista
"Quarto Stato" in seguito censurata e soppressa dal regime fascista. Organizza, insieme con Ferruccio
Parri, l’espatrio di Filippo Turati, quindi è arrestato e condannato al confino a Lipari. Evaso con un
gommone, il 27/7/1929, insieme con Francesco Fausto Nitti ed Emilio Lussu, sbarca in Francia a
Nizza (Alpes Maritimes). Risiede a Parigi e da qui pubblica nel 1930 in francese, Socialisme liberale e dà
vita al movimento antifascista di Giustizia e Libertà.
È espulso nel dicembre 1931 con provvedimento amministrativo per l'attività antifascista. Allo scoppio
della guerra di Spagna, Rosselli è subito attivo nel sostegno alle forze repubblicane, criticando
l'immobilismo di Francia e Inghilterra. Arriva in Spagna il 28/7/1936 e partecipa alla creazione della
sezione italiana della Colonna Ascaso, la cosiddetta Colonna italiana (detta anche "Rosselli") di cui
mantiene il comando dall’agosto 1936 al dicembre dello stesso anno. Combatte la sua prima battaglia in
Spagna sul fronte di Aragona. In seguito, la nomina a ufficiale del cattolico Ottorino Orlandini oppone
Rosselli alla maggioranza anarchica della Colonna e lo porta alle dimissioni dal comando e al tentativo
di dar vita a un Battaglione intitolato a Matteotti. Ammalato, abbandona il fronte spagnolo alla fine del
1936 e fa ritorno in Francia dove viene raggiunto nel 1937 dal fratello Nello: mentre entrambi sono
ospiti di un centro di cura presso Bagnoles-sur-l’Orne (Orne), il 9/6/1936, vengono uccisi da alcuni
sicari inviati da Ciano e dallo stesso Mussolini.
*NOTA BENE*: Limitiamo al minimo la citazione di testi di e su Rosselli, tralasciando la vastissima e
ben nota bibliografia esistente
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Franzinelli M., Il delitto Rosselli. 9 giugno 1937. Anatomia di un omicidio politico, Mondadori, Milano, 2007
Rosselli, C., Scritti dall'esilio II. Dallo scioglimento della concentrazione antifascista alla guerra di Spagna (1934-1937), a cura di
Casucci C., Einaudi, Torino, 1992
Salvemini G., Carlo e Nello Rosselli, Edizioni di "Giustizia e libertà", Parigi 1938; ora in Scritti vari, a cura di Agosti G.,
Galante Garrone A., Feltrinelli, Milano, 1978 ("Opere scelte di Gaetano Salvemini", volume VIII, pp. 673-718)
Tranfaglia N., Carlo Rosselli dall'interventismo a "Giustizia e Libertà", Laterza, Bari, 1968
ANF
400
ROSSETTI o ROSSETI BRUNO
Nome di battaglia: Cipriano
Luogo di nascita: Cavriglia (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Minatore, muratore
Nato l'11/11/1896 a Cavriglia da Egisto e Isolina Perricoli. Sposato a Castelnuovo (AR) nel 1921 con
Armida Fatorini, ha un figlio. Nel 1921 è delegato per il Valdarno al Congresso di Livorno ed è fra i
fondatori del PCd'I locale. Coinvolto nei fatti di Castelnuovo dei Sabbioni del 1921, espatria
clandestinamente nel 1923 in Francia, Lussemburgo, Belgio (sempre espulso), infine è residente a
Basilea in Svizzera. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche per l'arresto. Si arruola
nel dicembre 1936 nell'Artiglieria internazionale (11° Batteria antiaerea) col grado di caporale. Combatte
a Madrid, Pardo, Guadalajara, Teruel e resta ferito in combattimento al ginocchio sinistro. È poi con la
XII Brigata Garibaldi e combatte in Aragona. Iscritto al PCE nel 1938. Nel febbraio 1939 ripara in
Francia e viene internato a Saint Cyprien, Gurs e dal 5/6/1940 a Vernet (settore C, reduci di Spagna,
baracca 1 o 34). Al rientro in Italia, l'8/4/1941, viene confinato a Ventotene fino al 25/7/1943.
Partecipa alla Resistenza come intendente dal 15/9/1943 al 7/9/1944 nella Delegazione Toscana Brigata Garibaldi e prende parte alla Liberazione di Firenze con la divisione Arno. Nel dopoguerra
risiede a Castelnuovo dei Sabbioni ed è eletto sindaco di S. Giovanni Valdarno (AR) a partire
dall'agosto 1946.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Comune di Cavriglia, Cavriglia nella lotta di liberazione, Tip. Sociale, Arezzo, [1975]
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Tognarini I. (a cura di), 1943-1945, la Liberazione in Toscana : la storia, la memoria, Pagnini AICCRE, Firenze, 1994, 2 voll.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
"Bruno Rossetti un uomo da ricordare", in “Patria”, 31/12/1983
401
ROSSI ANGELO o ANGIOLO
Nome di battaglia: “Trueba” per la piccola statura
Luogo di nascita: Grosseto
Orientamento politico: Comunista
Professione: Fornaio, bracciante/operaio
Nato il 30/9/1915 a Grosseto da Cesare e Giuseppa Censini.
Orfano, viene adottato dal badilante Giovanni Lepri. È l'antifascista
grossetano Aristeo Banchi a farlo avvicinare al PCd'I, cui aderisce
nel 1934 a soli diciotto anni: nel 1936 partecipa alle riunioni degli
antifascisti nelle capanne dei Viali Pisani per organizzare le partenze
clandestine per la Spagna (e a questo scopo, nel settembre del 1936,
sembrerebbe essersi messo in contatto col Centro estero del PCd'I
a Parigi per mezzo di un terrazziere antifascista grossetano emigrato
in Francia). Nella primavera del 1937 lavora a San Lorenzo (GR)
nella Tenuta dei Porciatti e stabilisce i contatti con Vittorio Alunno
e Luigi Amadei, quindi tramite loro con Pietro Aureli e Italo
Piagnoni; insieme i cinque mettono a punto i preparativi per
l'espatrio verso la fine dell'agosto 1937, quando, acquistata con le
sottoscrizioni degli antifascisti maremmani una piccola
imbarcazione a remi, partono dalla spiaggia delle Marze di
Castiglione della Pescaia (GR) in direzione Corsica.
Arrivati nel porto di Macinaccio, i cinque grossetani vengono arrestati e trasferiti a Bastia. Respinti gli
inviti dell'autorità locale ad arruolarsi nella Legione straniera, il Trueba e gli altri sono rilasciati e
firmano un contratto con un imprenditore di carbone per tagliare un'assegna di macchia vicino ad
Aiaccio. In seguito ai contatti stabiliti col Centro estero del PCd'I attraverso un comunista corso, Rossi
è convocato a Parigi dove incontra diversi dirigenti comunisti e viene avviato clandestinamente in
Spagna. Attraversa i Pirenei a piedi e arriva Figueras dove è raggiunto da Amadei, Aureli e Alunno. Si
arruola nel settembre 1937 nella 3° Compagnia del 4° Battaglione Garibaldi della XII Brigata
Internazionale: partecipa alla battaglia di Campillo in Estremadura nel febbraio del 1938, combatte in
Aragona e nel Levante e in settembre è ferito seriamente sulla Sierra Cabals. Iscritto al PCE nel 1938.
In ottobre riceve l'ordine di lasciare il fronte ed è portato nel campo di smobilitazione di Torelló dove
rimane fino al gennaio del 1939, quando partecipa all’estrema difesa di Barcellona. Due settimane dopo
la caduta della città, entra in Francia ed è rinchiuso nel campo di Saint Cyprien e in quello di Argelès ,
quindi, al principio del 1940, è trasferito a Gurs. La sua vicenda richiama, nel 1940, l’attenzione del
Comintern, che in riferimento al Trueba scrive «Sa conduite en Espagne a été jugée positivement par le Comité
du Parti de la Brigade. Notre commission le signala au Parti communiste italien comme un camarade bon pour les
jeunesse. Ce camarade se trouve maintenant en France, dans le camp de concentration. Nous pensons que après un
nouvel examen de son passé, il peut être utilisé». In seguito Trueba viene incorporato nelle CTE e trasferito a
nord per fortificare la frontiera franco-belga; solo dopo la caduta della Francia e una breve permanenza
alla Santé, viene tradotto nuovamente a sud nel campo di Argelès dal 21/5/1940 (in un sottocampo
inizialmente, poi nel campo generale a partire dal 4/7/1940) e a Mont Louis dal 26/3/1941, quindi, il
29/4/1941, è tradotto nel campo di sorveglianza speciale del Vernet (settore C, reduci di Spagna,
baracca 36, poi settore B, anarchici ed estremisti, baracca 7, n. di matricola 7791 insieme a Siro Rosi e
Orlando Storai). È tra gli internati che chiedono alla Commissione di armistizio con la Francia di
tornare in patria e viene accompagnato alla frontiera di Mentone (Alpes Maritimes) il 19/9/1941.
Tradotto in Italia, il 9/10/1941 è interrogato a Grosseto (non fa nomi se non quelli di Aureli e
Giagnoni, già noti agli inquirenti) e il 27 successivo è assegnato per 5 anni al confino a Ventotene
come combattente antifranchista. Sofferente di una grave infiammazione agli occhi, a partire dal
febbraio 1942 chiede inutilmente di essere ricovero in ospedale, ricovero che gli sarà concesso solo nel
402
gennaio 1943 quando verrà trasferito nell'ospedale di Sezze Romano in seguito all'aggravamento dei
disturbi alla vista. Liberato il 23/8/1943, torna a Grosseto, dove entra in settembre nel Comitato
militare nominato dal CLN provinciale e partecipa alla lotta di Liberazione nella provincia. Dopo la
fine della guerra è segretario della Federazione giovanile comunista provinciale e responsabile
dell’organizzazione della Federterra, con cui organizza le lotte contadine degli anni Cinquanta per
l’occupazione delle terre del Padule; prende parte anche alle proteste contro la Montecatini. Più volte
denunciato e arrestato, negli anni successivi continua l’attività politica come vicepresidente della Lega
provinciale delle Cooperative e Consigliere e Assessore alla Sanità nell’amministrazione provinciale di
Grosseto. Inoltre, è membro della Commissione federale di controllo negli anni Sessanta ed è da
sempre impegnato nel Comitato provinciale dell’ANPI. Muore a Grosseto, il 22/3/1987.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Amici della biblioteca, “Il mi’ paese è libero”: fra testimonianze orali e carteggi: Follonica dal 1940 al 1945, Biblioteca comunale,
Follonica, 1996
Banchi A., Si va pel mondo. Il partito comunista a Grosseto dalle origini al 1944, a cura di Bucci F., Bugiani R., ARCI, Pitigliano,
1993
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Capitini Maccabruni N., La Maremma contro il nazi-fascismo, La Commerciale, Grosseto, 1985
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Nencini G., Memoria di un comunista certaldese, Milano : La pietra, c1983
Rava E., I compagni: la storia del partito comunista nelle storie dei suoi militanti, Roma, Editori Riuniti, 1972
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS Confino politico
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
ADPO
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
AISGREC (fondo Resistenza in Maremma)
AISGREC (fondo Trueba)
ISRT (fondo ANPI)
403
ROSSI CIRO
Luogo di nascita: Arezzo (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante, verniciatore
Nato il 31/1/1904 ad Arezzo. Residente in Francia da data imprecisata, nel 1937 risulta arruolato in
Spagna nelle formazioni antifranchiste. Iscritto in Rubrica di frontiera.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
404
ROSSI GIORGIO
Luogo di nascita: Arezzo (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Manovale
Nato l'8/11/1906 ad Arezzo da Giuseppe e Anna Morelli. Emigrato in Francia nel 1933 o nel 1934 con
passaporto regolare, risiede a Estaque, vicino a Marsiglia (Bouche du Rhône), presso lo zio Ange Rossi,
naturalizzato francese. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nell'aprile 1937 arriva a Barcellona insieme a
Ugo Cardenti, Cornelio Giacomelli, Armando Bientinesi, Vittorio Marchi e Muzio Tosi e si arruola
come sergente della XII Brigata Internazionale (3° o 4° Battaglione, 1° compagnia) come furiere. Ferito
in combattimento a Brunete, è presente anche sul fronte di Caspe e dell'Ebro. Iscritto al PCE nel 1938.
Volontario al fronte nel gennaio-febbraio 1939, tra coloro che contribuirono a proteggere l'evacuazione
della Catalogna. Ripara in Francia il 9/2/1939 e viene internato a Saint Cyprien e Gurs, poi dal
5/6/1940 Vernet (settore C, reduci di Spagna, baracca 45, poi forse anche baracca 1, n. di matricola
4236). Tradotto in Italia l'8/4/1941, è arrestato a Mentone insieme con Ettore Storai, tradotto ad
Arezzo e confinato a Ventotene per 4 anni; viene liberato nell'agosto 1943. Partecipa alla Resistenza
nella Divisione Arezzo e vi perde la vita in data e luogo imprecisati.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Tognarini I. (a cura di), Documenti e testimonianze sull'antifascismo e sulla lotta partigiana piombinese, Coop. La proletaria,
Piombino, 1974
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
405
ROSSI IMPERO
Nome di battaglia: Baciocchi, Baciocco
Luogo di nascita: Suvereto (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio, muratore, fonditore in gesso
Nato l'8 o il 18/3/1899 a Suvereto da Michele e Umile Petri. Dal 1919 lavora agli Altiforni di Piombino
(LI), milita nei gruppi giovanili anarchici e svolge attività sovversiva. Nell’agosto 1920 è arrestato a
Cecina (LI) per offese al re e alle istituzioni, scarcerato nel novembre per non luogo a procedere.
Espatria in Francia clandestinamente nel 1921 (secondo altre fonti nel 1923) a Marsiglia (Bouche du
Rhône) e poi a La Ciotat (Bouche du Rhône), quindi si sposta ad Antibes (Var) presso il fratello
Leonello e trova lavoro come muratore. Nel novembre 1927 è segnalato in Belgio e in Lussemburgo.
Dalla fine del 1927 risiede a Montignies sur Sambre (Oise) dove, in contatto continuo con Giovanni
Fanciulli, è propagandista anarchico e distributore delle riviste “Il Riscatto” e “Le jeune exploit”; per
alcune settimane è presente anche a Chatelineau (Bas Rhin-Alsace), a Gilly (Savoie) e ad Acoz (NordPas-de-Calais). Nell’agosto 1932 è colpito da un decreto di espulsione “per sciopero” e torna nella
Francia meridionale, per nascondersi presso il fratello ad Antibes. Nello stesso anno è iscritto in
Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Individuato dall’OVRA, viene espulso nuovamente
nel marzo 1934 e si sposta a Marsiglia, da dove, aiutato dal SRI, raggiunge Barcellona nell’aprile. Nel
1935 sopravvive a Barcellona lavorando nella bottega di una famiglia italiana che produce statuine di
gesso ed è iscritto alla sezione locale della LIDU. Nel luglio 1936 partecipa all'assalto della caserma
Atarazanas ed è promotore delle pattuglie di controllo della FAI: secondo un informatore della Polizia
Politica, infatti, “il Baciocchi è precisamente individuo soprannominato Baciocco. Il suo vero nome è
Rossi, toscano, proveniente dalla Francia. Costui presta servizio in una sezione della FAI in Rambla
Santa Monion. Egli si dedica esclusivamente alla caccia degli italiani. È armato ed in divisa di miliziano”;
per gli informatori italiani ancora nel novembre 1936 si troverebbe a Barcellona, ingaggiato dalla FAI
per disimpegnare i servizi di investigazione, con un assegno di 200 pesetas per settimana (secondo la
spia parrebbe però che "abbia prodotto e produca scarsamente"). Secondo alcune fonti, però, Rossi si
sarebbe arruolato a fine luglio 1936 (o il 16/8/1936) nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli")
e avrebbe combattuto sul fronte di Aragona; secondo altre, invece, sarebbe arrivato al fronte soltanto
nel gennaio 1937, inquadrato nella XII Brigata Garibaldi. Nell'ottobre del 1938, in ogni caso, è
gravemente ferito in combattimento e rimane totalmente invalido (in circostanze non chiare viene
colpito da cinque colpi di pistola e rimane paralizzato). Ricoverato inizialmente all'ospedale di Matarò, è
poi inviato in Francia con convoglio sanitario nell’autunno 1938 e nel settembre 1939 viene inviato in
URSS alla Casa degli invalidi di Senisa.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
406
Tognarini I. (a cura di), Documenti e testimonianze sull'antifascismo e sulla lotta partigiana piombinese, Coop. La proletaria,
Piombino, 1974
ACS CPC
ACS Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
AFIGRo (fondo Comintern)
407
SACCENTI DINO
Luogo di nascita: Prato (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Magazziniere, bronzista, operaio metallurgico
Nato il 20/6/1901 a Prato da Martino e Giovanna
Moradei. Ardito del popolo, iscritto al PCd'I dal
1921, coinvolto in scontri con fascisti nel 1921-22 a
Prato, viene condannato per concorso in omicidio
politico di un fascista a 8 anni e 4 mesi di reclusione
a Civitavecchia (RM), liberato per amnistia nel
novembre 1932 (viene però diffidato e iscritto
nell'elenco delle persone da arrestare in determinate
circostanze).
Si trasferisce a Milano nel dicembre presso la cognata e continua qui l'attività antifascista; a Milano
sposa Luigina Garlazzi nel 1932. Nell'ottobre 1933 si stabilisce per un breve periodo a Genova dove è
impiegato presso la Delegazione commerciale russa, ma nel dicembre è residente nuovamente a
Milano, segretario della Federazione comunista. Espatria nel 1935 in Svizzera a Basilea per sfuggire
alle persecuzioni e da lì si sposta in Francia a Parigi e, alla fine del 1936, nel Lussemburgo. In data
imprecisata, frequenta la scuola leninista a Mosca. Arrivato in Spagna direttamente dall'URSS, nel
maggio 1938, a Figueras si arruola nella XII Brigata Internazionale (1°Battaglione, 4° Compagnia) e da
settembre è Commissario politico del Battaglione. Combatte sull'Ebro e viene ferito in combattimento
il 20/9/1938. Iscritto al PCE nel 1938. Ricoverato nell'ospedale di Matarò dal 29/9/1938, ripara in
Francia alla fine della guerra nel febbraio 1939 e viene internato ad Argelès (secondo alcune fonti a
Saint Cyprien).Nel giugno 1939 è trasferito a Gurs dove è segnalato come uno dei principali agitatori
del gruppo italiano e rimane fino al 13/5/1940 quando si rifiuta di entrare nella Legione straniera.
Viene internato al Vernet (settore C, reduci di Spagna, baracca 1) dal 5/6/1940, in quanto le autorità
del campo sostengono che era stato inviato in Spagna dal PCd'I e che era arrivato in Spagna
direttamente dall'URSS. Tradotto in Italia il 6/4/1941, confinato a Ventotene per 5 anni, liberato
nell'agosto 1943.Comandante partigiano con lo pseudonimo di Mario, organizza la sezione del PCd'I
di Prato e i raggruppamenti di partigiani del Mugello (fa parte dei GAP fiorentini).
Fa parte della Delegazione delle Brigate
garibaldine della Toscana e organizza la
Liberazione di Firenze. Nel dopoguerra è
sindaco di Prato e parlamentare, oltre che
presidente della Federazione provinciale
dell'ANPI e presidente dell’Associazione
nazionale combattenti e reduci. Morto il
16/4/1981 a Firenze.
FONTI:
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Andreucci F. e Detti T. (a cura di), Il Movimento Operaio. Dizionario biografico, Vol. 1-5, Editori Riuniti, Roma, 1979
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Biagioni M., Scarpe rotte eppur bisogna andar: fatti e persone della Resistenza in Mugello e Val di Sieve, Firenze: Pagnini e
Martinelli, stampa 2004
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
408
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Nencini G., Memoria di un comunista certaldese, La pietra, Milano, 1983
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
409
SALVADORI AMOS
Nome di battaglia: Il "trentino"
Luogo di nascita: Castelfiorentino (FI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Commerciante, autista
Nato il 26/1/1888 a Castelfiorentino da Eletto e Luigia Romei. Domiciliato a Livorno (LI) da prima del
1910. Attivo in campo politico e sindacale dall'anteguerra, nel 1919 è segretario della Camera del
Lavoro di Livorno, poi segretario della CdL di S.Giusto (TR). Dal 1922 all'estero: in Inghilterra (a
Londra), in Corsica dal 1926 come commerciante di pesce e in Francia, a Parigi, dal 1929, residente a
Clichy (Hauts-de-Sein) nel 1930. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Nel
novembre 1936 è in Spagna come Commissario politico di una divisione del POUM, poi nella 29°
Divisione Lenin e secondo altre fonti anche nella Colonna Ascaso (Colonna italiana “Rosselli”). Sempre
nell'ottobre 1936 (secondo un appunto della Divisione di Polizia Politica del 7/10/1936) munito di un
lasciapassare da Carlo Rosselli, firmato dall'ambasciata spagnola di Madrid, si reca a Marsiglia (Bouche
du Rhône) e organizza l'arrivo in Spagna di un gruppo di 15 volontari. Nell'aprile 1938 è segnalato in
Francia a Clichy dove ospita Francesco Ulivelli, quindi vive a Castres (Tarn) fino al 1940. Rientra in
Italia dopo il 1945 e muore a Siena il 20/9/1968.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Cirri R., (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Salvadori A., Una visita a Castelfiorentino nel 1921 - Atti del convegno Antifascismo e Resistenza in Valdelsa, in "Miscellanea Storica
della Valdelsa", Periodico quadrimestrale, Tipografia Baccini&Chiappi, Castelfiorentino, 1971
ACS CPC
AICVAS
410
SALVINI CRISTOFANO BARTOLOMEO
Luogo di nascita: Casole d'Elsa (SI)
Orientamento politico: Comunista/socialista
Professione: Muratore
Nato il 7/9/1895 a Casole d'Elsa da Luigi e Giulia Porrini. Assessore di Colle val d'Elsa nel 1920-1922.
Espatria nel 1923 in Algeria per sottrarsi alle rappresaglie fasciste, iscritto in Rubrica di frontiera.
Nell'agosto 1936 si arruola in Spagna e combatte in Aragona, poi è a Barcellona. Nel 1939 è internato in
Francia a Gurs (9° compagnia) e in seguito è arruolato in una imprecisata CTE. Inviato a Dunkerque
(Nord), è fatto prigioniero dai tedeschi e rinchiuso in un campo per prigionieri di guerra. Liberato,
viene inviato a Bruxelles da dove è tradotto in Italia il 25/6/1940 via Brennero. Confinato alle Tremiti e
Ventotene per 5 anni, liberato nell'agosto 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Salvini C., «Dopo inaudite sofferenze» racconto autobiografico, a cura di Bucci F., Carboncini C., Casciola P., Quaderni del Centro
Studi Pietro Tresso, serie Studi e Ricerche, n. 40 (1996)
ACS CPC
AICVAS
AFIGRo (fondo Comintern)
411
SANI RICCIOTTI
Luogo di nascita: Vinci (FI) o Empoli (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Vetraio, Sarto
Nato il 27/9 o 10/1914 a Vinci o a Empoli da Giovanni. Risiede a Firenze e ha frequentato le scuole
elementari. Conosce l’italiano e lo spagnolo. Appartiene a famiglia sovversiva e subisce arresti e
persecuzioni da parte fascista: iscritto al PCd'I dal 1931, è segretario del Comitato di Empoli per
l’organizzazione della Gioventù comunista, arrestato già nel maggio 1932 mentre cerca di fuggire a
Parigi, diffidato nel 1933 per le sue idee comuniste. Rischia l'arresto nuovamente alla fine di maggio
1937 in quanto si occupa del reclutamento di volontari per la Spagna ma riesce a fuggire. Nel giugno
1936 espatria clandestinamente in Svizzera ma viene espulso, riconsegnato alla polizia italiana e
condannato a 3 mesi di arresto e mille lire di multa. Nel febbraio 1937 emigra clandestinamente in
Francia e nell'aprile si arruola in Spagna, frequenta un corso per ufficiali a Pozorubio, quindi è
inquadrato come tenente della XII Brigata Internazionale, (4° Battaglione, 2° o 4° compagnia).
Combatte a Fuentes de Ebro, Estremadura, Caspe e sull'Ebro nel settembre 1938 come comandante di
una imprecisata compagnia di mitraglieri. Sempre nel 1938 si iscrive al PCE. Ferito in combattimento
sull'Ebro, è trasferito in un imprecisato campo di smobilitazione. Nel febbraio 1939 ripara in Francia,
internato a Saint Cyprien, Gurs (ilot G, gruppo italiano, 9° compagnia) e Argelès. Deferito nel 1938 al
Tribunale Speciale per organizzazione comunista a Empoli, è stralciato in quanto latitante. Nel marzo
1941 evade dal campo di Argelès, ripara a Parigi e successivamente si impiega presso le truppe tedesche
di occupazione in qualità di sarto. Secondo alcune fonti rientra in Italia dopo la Liberazione; secondo
altre, invece, è arrestato al rimpatrio nell'agosto 1941, quindi, rimesso in libertà provvisoria, si rende
irreperibile e ritorna in Francia dove partecipa alla Resistenza. Trattenuto nelle carceri di Frenes (Val de
Marne), dall’ottobre al dicembre 1942. Rientrato in Italia nell'agosto 1943, a Empoli è responsabile
insieme con Pietro Lari, Aureliano Santini e Vasco Matteoli del Direttivo militare. Partigiano fino al
1945 nella Brigata d'assalto Gramsci e nella Divisione Cremona, è incaricato dell'organizzazione e della
coordinazione dei Gap. Nel 1951 è nel Consiglio comunale di Empoli e fa parte del direttivo della
locale associazione ANPI. Nel 1962 risulta impiegato presso la CGIL. Nel 1966 si reca in Ungheria.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R., (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Monteleone G. (a cura di), Giani Siro. Memorie e testimonianze di un comunista empolese 1925-1995, Ibiskos Editrice, Empoli,
1997
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Niccolai P., Terreni S. (a cura di), Era la Resistenza : il contributo di Empoli alla lotta contro il fascismo e per la liberazione, Pagnini,
Firenze, 1995
Pezzino P. (a cura di), La tradizione antifascista a Empoli, 1919-1948: atti del Convegno, Empoli, Convento degli Agostiniani, 23
aprile 2004, Pacini, Ospedaletto, 2005
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini editore, Empoli, 2007
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
412
SANTIGLI LEONETTO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Vetraio
Nato l'1 o il 10/8/1910 a Livorno da Augusto e Adele Bianchini. Vetraio e assiduo appassionato di
cinematografia. Svolge il servizio militare in Marina, ma diserta dal piroscafo “Pietro Campanella” nel
porto di Bona l'11/2/1937. Da Bona raggiunge clandestinamente Marsiglia (Bouche du Rhône) e si
sposta a Parigi verso la fine del 1937. Entrato in Spagna nel febbraio 1938 (secondo altre fonti
nell'aprile), nel marzo si arruola nella XII Brigata Garibaldi (2° Battaglione, 2° Compagnia) col grado di
caporal maggiore. Mai ferito, caduto il 9, l'11 o il 12/9/1938 sull'Ebro a Sierra Cabals, colpito da una
raffica di mitragliatrice.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
413
SANTINI AURELIANO
Nome di battaglia: Morelli Silvio, Walter
Luogo di nascita: Empoli, frazione Fontanella (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Meccanico
Nato il 12/1/1911 a Empoli in frazione Fontanella da Ferdinando e Celeste Cioni. Fa parte della
sezione giovanile del PCd'I di Empoli tra la fine del 1928 e il 1929, arrestato nell'aprile 1931 per
organizzazione comunista. Condannato dal Tribunale Speciale a un anno di reclusione (Firenze e
Roma) nel 1932 per organizzazione comunista e in quanto membro del Comitato federale del PCd'I ad
Empoli, viene liberato nel giugno 1932. Espatria in Francia clandestinamente insieme a Parisio
Gonnelli: partito dalle coste toscane il 4/11/1932 raggiunge la Corsica con una piccola imbarcazione di
fortuna, quindi via Marsiglia (Bouche du Rhône) arriva a Parigi nel mese di dicembre. Risiede a
Bagnolet (Seine), ma dopo poche settimane nel gennaio 1933 viene inviato in URSS dove frequenta la
scuola leninista di Mosca fino alla primavera del 1935 ed è in contatto con Alessandro Sinigaglia. Tra il
1935 e l'estate del 1936 è a Parigi nella Federazione giovanile del PCd'I e compie numerose missioni in
Italia. In seguito è segretario dei gruppi italiani della Loire a Saint Etienne (Rhône Alpes) col nome di
Walter. È iscritto in Rubrica di frontiera. Nel settembre 1936 sbarca in Spagna ad Alicante col piroscafo
"Ciutad de Barcelona" e, raggiunta Albacete, si arruola nella XII Brigata Internazionale con il
Battaglione Garibaldi (aiutante maggiore del Battaglione, comandante della 4° compagnia e
commissario politico della 1°). È redattore de "Il Garibaldino". Combatte a Cerro de los Angeles, Casa
de Campo, Pozuelo, Mirabueno, Arganda e Guadalajara. In seguito, promosso tenente, passa nella XII
Brigata Garibaldi, come aiutante maggiore del 2° Battaglione e capo della 1° sezione dello Stato
maggiore; quindi, come capitano, è vicecomandante del 3° e poi del 2° Battaglione della Brigata. Ferito
in combattimento al piede e alla mano destra a Farlete, sul fronte di Saragozza, verso la metà del 1937, è
inviato all'accademia militare di Pozorubio e comanda per due mesi il Battaglione di istruzione di
Quintanar de la Republica. Infine nel gennaio 1938 passa alla 52° Divisione, distaccata in Estremadura,
come comandante della III Sezione (Operazioni) del Quartier generale e Segretario generale della cellula
dello Stato maggiore. Dopo il ritiro dei volontari internazionali, dal novembre 1938 è ad Aranjuez da
dove trasmette come speaker in italiano per Radio Madrid. Si iscrive al PCE nel 1938. Il 6/3/1939
raggiunge Valencia e il 28 dello stesso mese si imbarca sull'ultima nave in partenza: è fra i passeggeri
(carta d'imbarco n. 596) dello “Stanbrook”, nave inglese destinata all'evacuazione dei repubblicani
spagnoli e salpata dal porto di Alicante con a bordo circa 3000 persone; dopo un mese di permanenza,
ai passeggeri colpiti da un epidemia di tifo, viene infine concesso di sbarcare ad Orano in Algeria. Dopo
un mese di degenza all'ospedale di Orano, è acquartierato nell'ex prigione femminile cittadina (grazie al
finto passaporto familiare di cui è in possesso, insieme alla compagna spagnola Lolita). Il 12/9/1939,
414
individuato come comunista, è incarcerato a Orano e nell'aprile 1940 deportato nel campo di Bogari.
Nell'estate del 1941 è trasferito e internato nel campo di concentramento di Djelfa, nel deserto algerino,
fino all'ottobre del 1942 quando è forzatamente rimpatriato. Arrestato il 7/11/1942, sconta gli 8 mesi
di reclusione per renitenza alla leva comminatigli in contumacia nel 1934 a Roma e a Gaeta, quindi il
23/6/1943 è assegnato a Caserta come soldato di fanteria del 39° Regg. Bologna. Rientrato a Empoli
dopo l'8 settembre, è responsabile insieme con Pietro Lari, Sani Ricciotti e Vasco Matteoli del Direttivo
militare. Nel 1943-44 è dirigente della Resistenza a Empoli come membro della Giunta militare del
CLN; in seguito ottiene nel CLN l'incarico di reggenza del commissariato della PS. Nel 1945 è
rappresentante del PCd'I nella giunta comunale di Empoli, poi nel 1951 Consigliere provinciale
capogruppo del PCd'I e Assessore. Trasferitosi ad Arezzo nell'ottobre 1946, è vicesegretario della
Federazione locale del PCd'I dal 1946 al 1947, segretario fino al 1953. Eletto nel 1953 Presidente
dell'amministrazione provinciale di Arezzo, riconfermato nel 1960. Muore ad Arezzo il 19/1/1966.
FONTI:
Acciai E., La lunga marcia nella guerra civile europea: Aureliano Santini, prospetto biografico di un garibaldino toscano, in "Diacronie"
7/2011
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Atti del convegno "Antifascismo e Resistenza in Valdelsa, in "Miscellanea Storica della Valdelsa", Periodico quadrimestrale,
Tipografia Baccini&Chiappi, Castelfiorentino, 1971
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Cirri R., (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Longo L., Le Brigate Internazionali in Spagna Editori Riuniti, Roma, 1956
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Niccolai P., Terreni S. (a cura di), Era la Resistenza : il contributo di Empoli alla lotta contro il fascismo e per la liberazione, Pagnini,
Firenze, 1995
Pezzino P. (a cura di), La tradizione antifascista a Empoli, 1919-1948: atti del Convegno, Empoli, Convento degli Agostiniani, 23
aprile 2004, Ospedaletto, Pacini, 2005
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini editore, Empoli, 2007
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
415
SANTINI MARIO
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante, operaio
Nato il 30/9/1906 a Pistoia da Silvio. Espatriato in Francia in data imprecisata, membro del PCF.
Arrivato in Spagna nell'aprile del 1938, si arruola nella XII Brigata Internazionale. È iscritto in Rubrica
di frontiera. Secondo il Comintern sarebbe morto durante l'azione sull'Ebro del settembre 1938, ma
forse c'è confusione con Leonetto Santigli.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
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Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
416
SARDI SILVIO
Nome di battaglia: Chiatelli Raffaele, Ciantelli Raffaello
Luogo di nascita: Castellina in Chianti (SI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio, bracciante, pittore
Nato il 24/9/1901 a Castellina in Chianti da ignoti. Internato nel
Brefotrofio di Siena, è affidato a Ferdinando Roncucci, residente nel
comune di Trequanda (SI), il 5/10/1901. Il 1/4/1904 passa alle cura
di Faustina Biadoni di Trequanda, quindi il 5/2/1911 è accolto dalla
famiglia di Antonio Bonaccini, residente a Cavriglia (AR) ove rimane
fino al 1919, quando si trasferisce a S. Giovanni Valdarno (AR) e
viene assunto nella miniera dei Sabbioni. Svolge 1 anno di servizio
militare in Italia nel 5° Regg. del Genio. Ardito del popolo, rimane a
S. Giovanni Valdarno fino al gennaio 1922 quando, ricercato per gli
scontri armati con i fascisti del marzo 1921, viene condannato a 3
anni e 20 giorni di reclusione; si dà latitante per sfuggire all'arresto e
girovaga fino all'espatrio clandestino dalla frontiera di Ventimiglia
(IM) il 1/11/1922. Entra in Francia il 3/12/1922 senza passaporto.
Giunge a Marsiglia (Bouche du Rhône) e si occupa nelle fabbriche
d'olio e poi al porto per circa otto mesi aderendo al gruppo degli
antifascisti cittadini. Le residenze successive sono nel dipartimento
di Seine-Saint-Denis: Les Lilas (1923-1925), Romainville (19251927), Bagnolet (1927-1928), Parigi (1928-1930), dove viene assunto
nella casa di pittura Anselmini sotto lo pseudonimo di Raffaello
Ciantelli, Montreuil sous Bois (1930-1932) e Lorient (8 mesi) in
Bretagna. Espulso, torna a Parigi, dove convive con Boyard Olida e
alleva i 2 figli di lei (13 e 17 anni). È iscritto in Rubrica di frontiera.
Nel giugno 1934 è diffidato dalla polizia francese, in seguito a un
non precisato assassinio di cui sarebbe testimone indiretto. Avendo
violato gli obblighi della diffida viene accompagnato alla frontiera
belga. Si stabilisce ad Anversa e lavora come tappeziere ambulante
dal giugno 1934 al giugno 1935.
Si trasferisce quindi clandestinamente a Barcellona e trova lavoro come pittore presso una cooperativa.
Durante l'interrogatorio della Prefettura di Siena del 1941, dichiara di essere stato arruolato
forzatamente nel novembre 1936 e di essere rimasto mobilitato fino al marzo 1937; secondo il
Comintern si arruola volontariamente nel dicembre 1936 nella Colonna Ascaso (Colonna italiana
“Rosselli”), rientra in Francia nel febbraio 1937, quindi rientra in Spagna nel febbraio 1938 e si arruola
con la XII Brigata Internazionale con cui combatte fino al settembre dello stesso anno; altre fonti lo
riferiscono arruolato in Spagna nel settembre 1936 nella XII Brigata Internazionale, con cui avrebbe
partecipato ai fronti di Aragona e Caspe. Secondo la scheda personale del campo di Vernet, infine, nel
1937 si arruola volontariamente nelle Brigate Internazionali come miliziano, ma ritorna in Francia 3
mesi dopo. Arrestato per infrazione al decreto di espulsione in data imprecisata, è incarcerato per
quattro mesi a La Santè e a Fresnes (Val de Marne). Liberato, nuovamente arrestato e incarcerato per lo
stesso motivo, rimane clandestinamente a Parigi fino al maggio 1938 quando ritorna per alcuni mesi in
Spagna. Rientra in Francia ferito nel settembre 1938 e viene diretto su Parigi. Espulso nel febbraio
1939, condotto alla frontiera belga e poi rientrato clandestinamente in Francia. Fermato il 18/5/1939, è
condotto al campo di Rieucros, da cui evade il 29/5/1939. Ottiene il rinvio dell'udienza per infrazione
del decreto di espulsione fino al 2/9/1939 e allo scoppio delle ostilità si arruola nella Legione straniera,
ma attende la sua incorporazione fino al gennaio 1940. In seguito si arruola nella Legione Garibaldina
capitanata da Camillo Morabini; si tratta a suo dire di un impegno soltanto morale, senza obblighi di
417
partecipazione alla guerra, ma viene ingaggiato forzatamente per eseguire lavori in Bretagna al seguito
delle truppe inglesi. Per la Pasqua del 1940, avendo ottenuto tre giorni di permesso, si reca a Parigi e da
qui, arrestato è condotto al Roland Garros il 17/4/1940 in quanto militante anarchico. È internato a
Vernet (nel settore A, già condannati per delitti comuni, baracca 10 poi baracca 12, n. di matricola
1550), poi nel settore B dove è a capo del gruppo anarchico italiano. Rifiuta di essere rimpatriato perché
dichiara di sentirsi più francese che italiano (in Italia si sente orfano) e perché i suoi figli sono francesi.
In ogni caso, viene tradotto in Italia il 25/3/1941, ed è confinato a Ventotene e a Renicci Anghiari per
5 anni; viene liberato nel settembre 1943. Arrestato e deportato dai nazisti in Germania nel campo di
Kiel nel 1944, rimpatria solo nell'aprile 1945.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
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Del Pla C., Le Camp du Vernet d’Ariège, Edition Private, Toulouse, s.d.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
ACS CPC
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
418
SARTINI MARIO
Luogo di nascita: Massa (MS)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Meccanico
Nato il 13/6/1901 a Massa da Francesco e Luisa Speroni. Espatriato nel 1922, risiede a Parigi ed è
segretario di una cellula comunista della Citroën. Nella capitale francese viene arrestato nel 1930
durante una manifestazione ed espulso. Iscritto in Rubrica di frontiera per attività comunista in Francia.
Nel novembre 1936 si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi
(reparto cucina e intendenza). Nel maggio del 1937 è ad Albacete a disposizione dello Stato Maggiore.
Risulta rientrato in Francia nei primi mesi del 1938.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
ASMs
ISRT (fondo ANPI)
419
SCARSELLI ANGIOLO ADOLFO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Repubblicano
Professione: Ristoratore
Nato il 14/9/1885 a Firenze da Paolo. Segnalato in Francia nel 1927, residente a Parigi. Iscritto in
Rubrica di frontiera. Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna col grado di capitano, come capo
dell'intendenza nel Battaglione Garibaldi (anche comandante della 2° compagnia) e in seguito nella
Brigata Garibaldi. Ferito in combattimento a Puerta de Hierro. Con la Brigata Garibaldi partecipa a tutti
i fronti fino a Farlete. Uomo di Pacciardi, rientra in Francia con lui nella seconda metà del 1937,
rifugiandosi a Parigi. Scelto dal PRI per emigrare negli Stati Uniti, durante il viaggio nel 1939 cade
prigioniero della polizia francese in Algeria e viene internato a Orano fino all’arrivo degli Alleati.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Pacciardi R., Il Battaglione Garibaldi. I volontari italiani nella Spagna repubblicana, Edizioni La Lanterna, Roma, 1945
Signori E., Républicains et giellistes en France entre guerre d’Espagne et Résistance, in Exils et migration: Italiens et
Espagnols en France 1938-1946, a cura di Milza P., Peschanski D., L’Harmattan, Parigi, 1994
ACS CPC
ACS Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
420
SCOTTO ARTURO SILVANO
Nome di battaglia: Enrico Pisell, Ernesto Piselli
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio meccanico, portuale
Nato il 2/7/1902 a Livorno da Giuseppe ed Ersilia Paoletti. Attivo dall'immediato dopoguerra, già
arrestato per diserzione nel 1922, aderisce al PCd'I clandestino di Livorno nel 1925 e viene arrestato il
2/12/1930 per organizzazione comunista, condannato dal Tribunale Speciale a 5 anni di reclusione.
Rifiuta di associarsi alla domanda di grazia presentata da un familiare e sconta parte della pena a
Padova, ma viene liberato per amnistia nel novembre 1932. Diffidato nel maggio 1933, rientra a
Livorno in cerca di occupazione. A fine settembre del 1934 espatria clandestinamente in Corsica e
raggiunge Marsiglia (Bouche du Rhône) insieme a Dino Rabuzzi. Viene colpito da mandato di cattura
nel marzo 1935, stralciato dal processo del Tribunale Speciale perché latitante. È iscritto in Rubrica di
frontiera e nel Bollettino delle ricerche. Ottiene un permesso di soggiorno di 3 mesi in Francia come
rifugiato politico e alla scadenza, nel 1935, è inviato dal Pcd’I in URSS per frequentare a un corso per
funzionari del partito. All'inizio 1937 è di nuovo a Marsiglia nel Comitato pro-Spagna e nell'SRI con lo
pseudonimo di Piselli. Nel settembre 1937 raggiunge Valencia o Alicante e da lì passa ad Albacete, dove
si arruola nella XII Brigata Garibaldi (4° Battaglione). Combatte in Estremadura e a Caspe dove il
1/4/1938 viene ferito in combattimento e preso prigioniero dai franchisti; internato nel campo di San
Pedro de Cardenas, è tradotto in Italia nell’estate 1938 e nel settembre viene condannato dal Tribunale
Speciale a 18 anni di reclusione (Castelfranco Emilia, Saluzzo). Confinato nel 1942, è liberato
nell'agosto 1943 e dopo un breve ricongiungimento con la famiglia, sfollata a Pastina (PI), raggiunge i
partigiani operanti nella zona a sud di Livorno e partecipa alla Resistenza con la 3° Brigata Garibaldi di
S. Vincenzo. Secondo altre fonti, nel 1944-45, è Commissario politico partigiano della 3° Brigata
Garibaldi di Novara. In Lunigiana si forma una Brigata che porta il suo nome. In seguito, fonda il CLN
di Crespina (PI) di cui diviene presidente. Rientrato a Livorno dopo la Liberazione, riprende il lavoro
nel Consorzio dei portuali, in cui è eletto viceconsole. Muore a Livorno il 23/7/1960.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
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Buttini M. (a cura di), La Resistenza in Lunigiana: atti, documenti, studi, testimonianze, Amministrazione comunale, Villafranca
Lunigiana, 1997
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
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2010
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ISRT (fondo ANPI)
421
SCROGLIERI ANTONIO BENIAMINO
Nome di battaglia: Tunin
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Lizzatore, manovale
Nato il 23/1/1903 a Carrara da Andrea e Domenica Nerucci. È iscritto alla Lega
dei lizzatori e aderente alla CdL di Carrara della quale diviene Segretario.
Condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione nel 1921 per possesso di esplosivo,
in seguito è ripetutamente fermato e viene ammonito per 2 anni, interamente
scontati. Sposato a Carrara con Ida Del Signore il 13/1/1923, è padre di 5 figli.
Nell'ottobre 1927 (arrestato per concorso nell'attentato di Gino Lucetti a
Mussolini, ma prosciolto) è incluso nell'elenco delle persone da arrestare in
determinate circostanze e viene due volte condannato per tentato espatrio
clandestino. Ammonito nel dicembre 1931 (prosciolto nel novembre 1932 per il
decennale) e di nuovo nel marzo 1933. Il 10/8/1933 ripara in Francia per
sfuggire alle persecuzioni, residente a Brignoles (Var) ("dove è noto in ambienti
sovversivi"), Marsiglia (Bouche du Rhône), Nizza (Alpes Maritimes), Bastia,
Tolone (Var).
Iscritto alla LIDU, viene espulso nel giugno 1933. Iscritto in Rubrica di frontiera. Segnalato a Tolone
dal 1/1/1935 fino all'agosto 1936, quando parte per la Spagna (nel 1937 è segnalato in Spagna come
combattente antifranchista "nelle formazioni di Giustizia e Libertà"). Arruolato nella Colonna Ascaso
(Colonna italiana "Rosselli") il 19/8/1936 combatte a Monte Pelato, Tardienta e Almudevar. Torna in
Francia e vive in clandestinità a Tolone dal luglio 1937 fino al 20/10/1939 quando è arrestato e
rinchiuso al forte di S. Catherine (secondo altra fonte è arrestato il 29/4/1939). Trasferito al Vernet il
28/5/1940 (forse con tutta la famiglia) è nel settore B, anarchici ed estremisti, baracca 6 o 20 poi
baracca 25, n. di matricola 6260. Chiede di emigrare in Messico ma non ha le risorse necessarie, mentre
per il rimpatrio il Prefetto ricorda che devono essere regolarizzati tutti i figli e la moglie, alloggiati nei
dintorni del campo (e forse proprio a questo scopo Scroglieri ottiene un breve permesso dal 21 al
23/8/1941). Rimane al Vernet fino al 20/8/1941, ma è anche presente con il figlio Andrea nello
schedario di Rivesaltes (il figlio è trasferito in data imprecisata ad Argelès e da lì rimpatriato nel giugno
1941). Fermato al rimpatrio, nell'agosto 1941, dopo aver scontato a Parma 17 mesi di carcere per
l'espatrio (secondo altre fonti il 15/4/1942 sarebbe detenuto nelle carceri di Apuania), nel novembre
1942 viene confinato a Ventotene per 5 anni. Tradotto a Renicci Anghiari dopo la caduta di Mussolini,
evade nel settembre 1943. Partecipa alla Resistenza. Morto a Carrara il 9/9/1970.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Corsi R., Testimonianza nella guerra di liberazione in Carrara: come e perchè divenni partigiano, 1940-1945, Zappa, Sarzana, 1988
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ADEA
ADPO
ASMs
ISRT (fondo ANPI)
422
SEDRAN ANGELO
Nome di battaglia: Giovanni
Luogo di nascita: Azzano, frazione di Seravezza (LU)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Minatore
Nato il 24/6/1906 ad Azzano, frazione di Seravezza. Ha frequentato le elementari. Iscritto al PCd'I nel
1925, responsabile per la stampa clandestina. Espatria in Francia in data imprecisata. Si arruola nel
gennaio 1938 nella XII Brigata Garibaldi e combatte in Estremadura, a Caspe e sull'Ebro.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
BDIC (Archives de Moscou)
423
SEGHI EGIDIO
Luogo di nascita: Cutigliano (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Minatore, vetraio
Nato il 17 o il 19/6/1906 a Cutigliano da Luigi e Rita Abis. Espatria in
Francia il 7/11/1924 con passaporto regolare e contratto di lavoro.
Lavora come minatore tra il 1924 e il 1937 ad Aniche (Nord), ma rientra
in Italia tra il 1926 e il 1928 per svolgere il servizio militare. Milita nella
CGT e nel sindacato dei minatori da data imprecisata, si iscrive al PCd'I
nel 1928. Sposato con l'italiana Lilia Ferrari ad Aniche nel 1933, ha 2
figli naturalizzati francesi (5 e 2 anni). Nel 1935 fa domanda di
naturalizzazione in Francia e risulta domiciliato a Somain (Nord-Pas-deCalais). È iscritto in Rubrica di frontiera. L'11/11/1937 si arruola in
Spagna come sergente della XII Brigata Garibaldi (2° Battaglione,
Compagnia mitraglieri). Secondo il Comintern durante il combattimento
di Caspe nel marzo/aprile 1938 si distingue come mitragliere "salvando
la sua mitragliatrice nel momento difficile della lotta", poi nel settembre
1938 sull'Ebro viene di nuovo elogiato perché resiste all'avanzata del
nemico "permettendo ai nostri compagni di prendere posizione
difensiva". Ripara in Francia il 6/2/1939 e viene internato ad Argelès
(secondo altre fonti Saint Cyprien), Gurs e dal 5/6/1940 a Vernet
(settore C, reduci di Spagna, baracca 1, poi baracca 46, n. di matricola
4244). Evaso il 21/2/1941 dal Vernet, partecipa alla Resistenza in
Francia a Lille (Nord-Pas-de-Calais), dove per assicurare la continuità
amministrativa dopo la conquista di Lille da parte dei partigiani francesi,
assume provvisoriamente l'incarico di Console italiano nel settembre
1944. Muore il 29/11/1963 a Pistoia.
FONTI:
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
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Italiens et Espagnols en France 1938-1946, L’Harmattan, Paris, 1994
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
ADEA
ADPO
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
424
SENESI ATTILIO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Ferroviere, portuale
Nato l'11 o il 15/4/1900 a Livorno da Egisto e Fortunata Casta. Lavora come ferroviere alla stazione di
Sampierdarena (GE). Nel 1923 viene licenziato per motivi politici dalle Ferrovie ed espatria
clandestinamente nel 1925 in Francia, risiede a Marsiglia (Bouche du Rhône). Iscritto in Rubrica di
frontiera. Nel 1937 risulta arruolato come combattente antifranchista in Spagna, dove viene ferito
gravemente in combattimento. Inoltre è segnalato a Gibilterra nell'agosto del 1937. Risulta ancora
all'estero nel 1942. Sarebbe morto a Marsiglia il 17/11/1972.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., “Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
425
SERENI BRUNO
Nome di battaglia: Bruno Bruni, Piero Bruno
Luogo di nascita: Milano (MI)
Orientamento politico: Socialista, anarchico
Professione: Garzone, giornalista, venditore ambulante, interprete, operaio, muratore
Nato il 4/7/1905 a Milano da Umberto e Palmira Pasquinelli. Nel 1907 viene condotto dai genitori a
Breganze (VI) e di lì a Livorno. Nel 1917 giunge a Barga (LU), quindi, nel 1919, si trasferisce da solo in
Scozia (Glasgow), dove lavora come garzone in un'osteria. Nel 1923 rimpatria per prestare servizio
militare. Noto antifascita, a Barga è preso di mira dalle squadracce fasciste. In seguito si arruola in
Marina come sottocapo e interprete per la lingua inglese. Giunto in America a bordo del piroscafo
"Cristoforo Colombo" diserta e rimane a vivere a New York, dove lavora come corrispondente de "La
stampa libera" e di altri periodici. Nel 1933 è di nuovo in Europa a Parigi ma nel mese di luglio si
trasferisce a Barcellona dove è in contatto con il POUM, con la LIDU, di cui diviene Segretario, e con
Giustizia e Libertà. Nel 1934, probabilmente durante una tappa intermedia di un viaggio che avrebbe
dovuto condurlo a Buenos Aires, viene arrestato a Dakar e liberato grazie all'interessamento di
Companys, Presidente della Generalitat della Catalogna; quindi rientra a Barcellona. Nel 1936 si
allontana dal PSI e si avvicina al movimento anarchico iscrivendosi alla FAI. Fin dal luglio 1936
combatte nella Colonna Lenin sul fronte catalano-aragonese. Il 1° agosto rimane ferito a Siétamo sul
fronte di Huesca ed è a lungo ricoverato in ospedale a Barcellona. Nel corso della guerra combatte
anche a Tarragona, Valencia e Madrid. Nell'aprile 1938 rientra in Francia a Marsiglia (Bouche du
Rhône) dove ottiene un permesso di soggiorno come rifugiato politico e si iscrive di nuovo al PSI, dal
quale, però viene radiato nel giugno 1939. Dopo aver avviato numerosi contatti nella primavera del
1939 per non essere arrestato al rimpatrio (scrive anche a Mussolini, affermando di essersi ravveduto
sul fascismo e promettendo di non occuparsi più di politica) il 28/6/1939 rientra in Italia da
Ventimiglia e da qui giunge subito a Barga, dove torna a vivere dalla madre. Disoccupato a causa del
suo passato politico, chiede con insistenza di potersi arruolare in Marina o nell'esercito cercando in ogni
modo di dimostrare al regime le sue mutate convinzioni politiche, ma le sue domande vengono sempre
rifiutate. Secondo la scheda AICVAS alla fine del 1943 viene arrestato dai nazifascisti e incarcerato,
prima a Lucca e poi a Piacenza, fino al settembre 1944. Dopo la liberazione fonda "Il giornale di Barga"
e scrive sull'esperienza iberica un libro intitolato Ricordi della guerra di Spagna.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bruno Sereni, Ricordi della guerra di Spagna, Barga, 1972
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
426
SERNI EGISTO
Nome di battaglia: Gino. Nel 1928 si cela a Lione sotto il nome di Serarli
Luogo di nascita: Bolgheri (LI) o Castagneto Carducci (LI)
Orientamento politico: Anarchico, comunista
Professione: Marittimo, meccanico, fuochista
Nato il 29/5/1897 a Bolgheri (secondo il DBAI e il CPC a Castagneto Carducci) da Pietro,
commerciante di legnami, di idee conservatrici, e Delia (o Dalia) Moretti. Frequenta le elementari.
Venuto in contatto con alcuni rivoluzionari, aderisce in giovane età al movimento anarchico. A sedici
anni si imbarca su una nave a vapore che lo porta in Inghilterra e negli Stati Uniti. Nel 1916 è
richiamato alle armi e presta servizio nella Marina militare italiana. Tornato alla vita civile è a Roma,
dove è assunto nello studio di un avvocato di idee sovversive, frequenta gli anarchici, i socialisti
rivoluzionari e i comunisti e collabora all'organizzazione degli Arditi del popolo (è nel direttorio
nazionale). Nel dicembre 1921 è a Grosseto dove assume la carica di segretario dei gruppi anarchici
“Germinal” e “Pietro Gori”, collabora con il giornale sindacalista di Piombino (LI) "Il martello" e con il
quotidiano anarchico "Umanità nova" e si dà da fare per creare una CdL. Di nuovo a Roma nel giugno
1922 è arrestato il 19 agosto come ardito del popolo: il Questore di Roma informa dell'arresto il collega
di Grosseto precisando che Serni, domiciliato a Poggio Isola d'Elba (LI), si è trasferito a Grosseto (GR)
dal 9/12/1921 e possiede un libretto di immatricolazione della Marina mercantile del compartimento di
Portoferraio (LI) alterato nella fotografia; il 31/8/1922 la Questura di Roma informa il Ministero
dell'Interno che Serni è segnalato anche a Pisa, Livorno, Pistoia e Bologna. Rimandato con foglio di via
obbligatorio a Bolgheri nel settembre 1922, Serni dimora per qualche tempo a Poggio di Marciana
nell'isola d'Elba presso i familiari. Nella seconda metà del 1923 (in seguito ai contrasti col padre e il
fratello, fascisti dichiarati) varca clandestinamente le Alpi e si stabilisce ad Aubagne, presso Marsiglia
(Bouche du Rhône). Nel 1924 è a Parigi e poi espulso dalla Francia, si nasconde a Lione (Rhône), dove
dal 1924 al 1926 diffonde la rivista malatestiana "Pensiero e volontà" e il "Libero accordo". Tale attività
di propaganda mette in allarme le forze di polizia fasciste: il 26/4/1927 il Consolato generale di Lione
lo segnala e il 10 luglio anche la Prefettura di Livorno riferisce su di lui; il 16/4/1928 una delle sue
fotografie viene riprodotta in 10 copie dalla Scuola superiore di polizia per favorire le ricerche, dato che
nel solo anno in corso è segnalato a Lione, Marsiglia e Nizza (Alpes Maritimes). Sembra avere contatti a
partire dal 1929 con Camillo Berneri, forse a Bourg de Thizy (Bouche du Rhône), dove risiede e lavora
in uno stabilimento tessile; nel 1930, invece, lavora in un'officina di Montagny (Savoie). Nel gennaio
1930, quindi, il Ministero dell'Interno ordina ai prefetti di disporre severe misure di sorveglianza per
rintracciare, fermare e perquisire Egisto Serni e altri sovversivi segnalati in relazione con l'anarchico
Berneri e nell’aprile lo iscrive nel Bollettino delle ricerche (scheda 2412) e nella Rubrica di frontiera (n.
12461) come anarchico pericoloso da arrestare. Il 16/4/1931 il Consolato di Lione riferisce che Serni
ha lasciato Bourg de Thizy da un anno e che si è stabilito a Roanne (Loire), dove è amico intimo del
pericoloso anarchico Bruno Alpini. Nel maggio 1934, invece, abita a Chateau de Bossuet-Riorges
(Loire), poi torna a Roanne, ma già nel 1935 si sposta a Saint-Etienne (Loire), cercando di far perdere le
proprie tracce (e, in effetti, alle spie fasciste sembra abitare a Parigi insieme con Italo Ragni). Nel
settembre 1935 è arrestato a Saint Etienne per contravvenzione del decreto di espulsione, ma in ottobre
è rimesso in libertà e autorizzato a rimanere in Francia grazie all’intervento della LIDU, del sindaco
della città e dei giornali di sinistra. Nel 1936, dopo essere stato rilasciato, riprende l'attività politica e
nell'estate del 1937 (secondo il DBAI nell’estate del 1936 tramite Perpignan) valica i Pirenei e raggiunge
Barcellona, dove si arruola nella Colonna Ascaso (Colonna italiana "Rosselli"), prendendo parte ai
combattimenti di Monte Pelato, Tardienta e Almudevar (secondo altra fonte è arruolato nella Colonna
italiana dal gennaio al febbraio 1937). Il 15/2/1938 (secondo il DBAI nel febbraio 1937) fa ritorno in
Francia ma al valico di Cerberes è arrestato dalla polizia francese, ma viene poi rilasciato (e la spia
fascista n. 235 segnala, quasi contemporaneamente, arresto e rilascio). In luglio Serni abita a Saint
Etienne, dove nel 1939 riprende la propaganda antifascista e, alla caduta della Francia, prende parte alla
Resistenza. Nel dopoguerra è membro dei gruppi anarchici di Lione e di Saint Etienne, si occupa della
427
divulgazione dell'esperanto e collabora (fino al principio degli anni Ottanta) al periodico libertario
"L'homme libre fils de la terre".
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo I-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2004
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
ACS CPC
ACS Div.Pol.Pol.
428
SINIGAGLIA ALESSANDRO
Nome di battaglia: Vittorio, Sabino, Gallone, Albino
Luogo di nascita: Fiesole (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Meccanico, elettricista
Nato il 2/1/1902 a Fiesole da Davide e Sintje Huite. Svolge il servizio militare in Marina come
sommergibilista. Ardito del popolo nel 1920-1922, iscritto al PCd'I dal 1923, è colpito da mandato di
cattura nel 1928 per organizzazione comunista ma viene stralciato dal processo del Tribunale Speciale
perché latitante. Espatria clandestinamente nel frattempo e viene segnalato in Francia, Svizzera, URSS
(a Mosca dove è nella scuola di partito). Proveniente direttamente dall'URSS, nel settembre 1936 si
arruola in Spagna come Tenente di vascello nella Marina da guerra repubblicana e si distingue nella
bonifica del porto di Barcellona minato dai franchisti. Iscritto al PCE nel 1938. Nel febbraio 1939
ripara in Francia e viene internato a Saint Cyprien (nel gruppo italiano, scrive sul giornale murale delle
sezioni 79-80), Gurs e dal 19/5/1940 a Vernet (settore C, reduci di Spagna, baracca 48) in quanto
attivista estremista pericoloso, dirigente dei militanti comunisti all'interno del campo e agitatore degli
estremisti italiani di Gurs, segnalato per la propaganda contro ogni arruolamento per la Francia e contro
la Garde mobile. Tradotto in Italia l'8/4/1941, è confinato a Ventotene per 5 anni, liberato nell'agosto
1943. Primo comandante dei GAP di Firenze, il 13/2/1944 viene sorpreso all'uscita di una trattoria in
via Pandolfini a Firenze da alcuni membri della Banda Carità, tenta la fuga ma viene colpito e ucciso sul
posto. Secondo altra fonte, invece, è arrestato a Empoli insieme con Pietro Lari, nel mezzo di un
incontro di militanti, all'inizio del febbraio 1944 e viene ucciso nel conflitto dagli uomini del locale
comando della PS germanica. Medaglia d'argento alla memoria, il suo nome è assunto da una divisione
partigiana garibaldina e una targa è collocata in sua memoria nel luogo della morte.
Lapide in memoria di Alessandro Sinigaglia, in Via Pandolfini a Firenze
FONTI:
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Balli G., Dalla Pieve a Villa Triste: l'avventura umana e politica di Bruno Fanciullacci, ISRPt, Pistoia, 2005
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Biagioni M., Scarpe rotte eppur bisogna andar: fatti e persone della Resistenza in Mugello e Val di Sieve, Firenze : Pagnini e Martinelli,
stampa 2004
429
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
Monteleone G. (a cura di), Giani Siro. Memorie e testimonianze di un comunista empolese 1925-1995, Ibiskos Editrice, Empoli,
1997
Pezzino P., Empoli antifascista. I fatti del 1° marzo 1921, la clandestinità, la Resistenza, Pacini editore, Empoli, 2007
Tognarini I. (a cura di), Elio Chianesi: dall'Antifascismo alla Resistenza, Polistampa, Firenze, 2008
Verni G. (a cura di), Cronologia della Resistenza in Toscana, Roma, Carocci, 2005 AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra
civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
ACS CPC
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
430
SOGARI DARIO
Luogo di nascita: Massa (MS)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Muratore
Nato il 12/3/1902 a Massa. Emigrato in Francia nel 1935 a Drancy (Seine). Membro del SRI dal 1929.
Iscritto al PCd'I nel 1935. Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale con il
Battaglione Garibaldi e prende parte ai combattimenti intorno a Madrid. Ospedalizzato a Benicassim
per malattia, rimane a disposizione del servizio sanitario delle Brigate Internazionali sino al 1938.
Iscritto al PCE nel 1938. Nel settembre del 1938 abbandona la Spagna con destinazione Messico.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
431
SOLDAINI GIOVANNI
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Fornaio
Nato il 2/5/1910 a Livorno da Umberto e Lionella Rondoli. Milita nel PCd’I fin da giovanissimo e
probabilmente lascia l’Italia per sfuggire alla polizia fascista. Espatriato in Corsica nel dicembre 1934, si
stabilisce a Bastia. Iscritto in Rubrica di frontiera. Arriva in Spagna sul piroscafo “Ciutad de Madrid”
con Dino Rabuzzi e Aladino Frangini; nel novembre 1936 si arruola in Spagna nella XII Brigata
Internazionale con il Battaglione Garibaldi (2° batteria Picelli) e partecipa alle azioni di Boadilla del
Monte, Mirabueno, Majadahonda, Arganda e Jarama. Combatte anche a Casa de Campo, Cerro de los
Angeles, Città universitaria, Puerta de Hierro, Pozuelo de Alarcon. Il 9/7/1937 resta ferito mentre
combatte con la XII Brigata Garibaldi (è sergente del 2° Battaglione, 1° e 2° compagnia) a Brunete.
Guarito nel febbraio 1938, riprende il suo posto e combatte in Estremadura, Caspe, Ebro e nella difesa
ultima di Barcellona. Dopo essere transitato da Torelló, ripara in Francia nel febbraio 1939 e viene
internato a Saint Cyprien (secondo altre fonti Argelès), Gurs (ilot E, gruppo italiano fino al maggio
1939) e dal 5/6/1940 a Vernet (settore C, reduci di Spagna, baracca 46) in quanto attivista estremista
pericoloso per la sua propaganda contro l'arruolamento nelle CTE al fronte. Tradotto in Italia il
6/4/1941, è confinato a Ventotene per 5 anni nel maggio, liberato nell'agosto 1943. Partecipa alla
Resistenza in Italia. Muore a Livorno il 5/4/1961.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
Volpato M., Oberdan Chiesa, Comune di Rosignano Marittimo, Cantini/Grafiche, 1983
ACS CPC
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
432
SOLDAINI GIUSEPPE
Luogo di nascita: Fucecchio (FI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Calzolaio
Nato il 7/3/1901 a Fucecchio da Emilio e Teresa Vannucci. Emigrato nel 1923 in Francia, si trasferisce
in Corsica clandestinamente nel 1926. Nel 1933 viene espulso dalla Francia e si reca a Barcellona, dove
sembra che nel 1938 si sia arruolato come combattente antifranchista. Nel 1938 è presente nel campo di
smistamento di Torelló. Iscritto in Rubrica di frontiera per attività antifascista in Francia e in Spagna.
Fermato al rimpatrio nel febbraio 1940, la Commissione Provinciale di Firenze lo confina come
"combattente antifranchista in Spagna" a Ventotene per 3 anni, commutato in ammonizione il
24/5/1941. Liberato nell'agosto 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Cirri R., (a cura di), Antifascismo e antifascisti nell’empolese, Pagnini, Firenze, 1992
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
433
SPARANO CIRO ANDREA CARLO
Nome di battaglia: "il postino" perché ad Avenza il padre è portalettere
Luogo di nascita: Avenza (MS)
Orientamento politico: Repubblicano/Comunista, anarchico
Professione: Marmista, fornaio
Nato il 28/12/1898 ad Avenza da Attilio e Marietta Menconi. Attivo nell'immediato dopoguerra, viene
aggredito dai fascisti nel 1922-1923. Disoccupato, emigra in Francia nel 1933 a Salon-de-Province
(Bouche du Rhône) presso uno zio originario di Cuneo, passando il confine la notte del 23/9/1933 a
Cesano Torinese (TO). Si dirige subito a Marsiglia (Bouche du Rhône) dove lo zio lo va a prendere in
automobile per portarlo a Salon; qui lavora per alcuni mesi nella panetteria di famiglia. Secondo altre
fonti sarebbe emigrato nel 1930, residente a Tolosa (Haute Garonne). In seguito, condannato a 15
giorni di prigione ed espulso per falso nella presentazione della richiesta per il permesso di soggiorno, si
sposta a Marsiglia e dalla Camera del Lavoro ottiene un biglietto fino a Perpignan (Pyrénées Orientales);
da lì arriva a Barcellona, dove è assunto in una fabbrica di munizioni nell'estate 1935 e risulta iscritto
alla CGT. È iscritto in Rubrica di frontiera. Tra i primi volontari internazionali nel luglio 1936, è
dapprima nella Milizia popolare di Irún (dal 22/7/1936 al 9/9/1936) e a partire dal settembre nella
centuria Gastone Sozzi con cui prende parte a tutte le operazioni (secondo altre fonti è nella Colonna
Ascaso -Colonna italiana "Rosselli"- dal 9/11/1936). In seguito continua a far parte della colonna
Libertad della 277° Divisione (a partire dal 13/12/1936 fino al 25/9/1938). Ferito in combattimento al
braccio destro il 7/9/1937 nel settore di Saragozza, viene ricoverato a Bujaraloz e a Barcellona.
Durante la degenza contrae una malattia polmonare; dimesso dal convalescenziario di La Garriga il
20/3/1938, rientra al fronte nella Compagnia Mitraglieri del 477° Battaglione (26° Divisione, 120°
Brigata mista). Nel gennaio 1939 è nel campo di smobilitazione di Torelló, da dove ripara in Francia nel
febbraio 1939. Internato a Gurs o forse ad Argelès, ha contatti con Etrusco Benci. Nel marzo 1940 è
incorporato d'autorità in una CTE e inviato presso la frontiera belga per lavori di fortificazione; da qui è
inviato in manicomio, per aver reagito allo schiaffo di un tenente. Liberato grazie all'intervento del
Console di Lille, viene rimpatriato ed è tradotto in Italia il 5/5/1941. Confinato a Ventotene per 5 anni,
commutato in ammonizione per malattia nell'aprile 1943. Prende parte alla Resistenza. Morto il
28/9/1970.
FONTI:
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., La Centuria Gastone Sozzi, Quaderno AICVAS n. 4, Roma, 1984
ACS CPC
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
434
STORAI ETTORE
Luogo di nascita: Vernio (FI) o Montepiano (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante, carrettiere, falegname, scalpellino
Nato l'8/11/1892 a Vernio o Montepiano da Agostino e Chiara
Pieralli. Sergente nei Bersaglieri in Libia. Ardito del popolo nel
1921-1922, iscritto al PCd'I dal 1921, espatria l'8/10/1921 in
Francia con passaporto regolare per motivi di lavoro. Segnalato a
Champ Long (Haute Savoie) e Alby-sur-Chéran (Haute Savoie)
nel 1929, nel 1931 è rintracciato in Corsica dove risulta risiedere
dal 1927 o 1928 senza essersi fatto notare come antifascista attivo.
I parenti lo dichiarano morto in seguito a ferita d'arma da fuoco
riportata in una partita di caccia al cinghiale, ma il Consolato
d'Italia in Corsica riferisce che si trova a Ponte di Castirla,
impiegato come carrettiere. Nel 1933 è a Francaldo di Bastia, dove
lavora come falegname. Radiato nel 1935 dal novero dei
sovversivi, gli viene rilasciato un nuovo passaporto.
Il 30/5/1937 parte da Bastia sul piroscafo "Ciutad de Barcelona"
diretto in Spagna ma poi affondato; riesce a raggiungere Albacete
nel luglio e si arruola in Spagna nella XII Brigata Internazionale
con il Battaglione Garibaldi, in seguito nella Brigata Garibaldi col
grado di capitano come porta ordini del comando (3° Battaglione).
Combatte a Teruel e sull'Ebro.
Iscritto al PCE nel 1938. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche per il
provvedimento di arresto. Smobilitato nell'ottobre del 1938, passa in Francia attraverso i Pirenei il
6/2/1939. Nel febbraio 1939 viene internato a Saint Cyprien, nel maggio è trasferito a Gurs e, in
seguito allo scoppio delle ostilità con l'Italia, nel giugno 1940 è ad Argelès; concluso l'armistizio, viene
trasferito a Mont Louis fino al 10/4/1941 (secondo alcune fonti al Vernet), quando è rimpatriato dalla
Commissione d'armistizio e tradotto in Italia. Confinato a Ventotene il 13/6/1941 per 5 anni
(ammonito nel 1942), liberato nell'agosto 1943. Partecipa alla Resistenza in Italia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
435
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982
ACS CPC
ADPO
AFIGRo (fondo Comintern)
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
436
STORAI ORLANDO
Luogo di nascita: Vernio (FI) o Montepiano (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Boscaiolo, muratore, autista
Nato il 12/9/1912 a Vernio (o Montepiano) da Pietro o Giuseppe e Maria Buti Adramanti. Espatriato il
1/1/1930 in Francia con passaporto regolare e contratto di lavoro, arriva a Bastia ed è residente ad
Aiaccio. È iscritto al PCd'I nel 1935 ed è membro del SRI. Viene iscritto in Rubrica di frontiera.
All'inizio del 1937 (secondo altra fonte dal novembre 1936) si arruola in Spagna nella XII Brigata
Internazionale con il Battaglione Garibaldi (reparto d'assalto) di cui diviene sergente. Secondo
documenti del Comintern è in seguito nella XII Brigata Garibaldi (2° Battaglione, 4° compagnia) come
mitragliere con funzioni di delegato politico di sezione e in seguito sergente comandante di sezione.
Ferito al volto in combattimento sull'Ebro e alla gamba destra in data imprecisata. Iscritto al PCE nel
1938. Nel febbraio 1939 ripara in Francia e viene internato ad Argelès (secondo alcune fonti Saint
Cyprien), Gurs, dal 27/6/1940 di nuovo Argelès, infine Mont Louis dal 26/3/1941. Arriva al Vernet il
29/4/1941 (settore C, reduci di Spagna, baracca 37, n. di matricola 7857, poi anche settore B, anarchici
ed estremisti, baracca 7). Tradotto in Italia il 21/1/1942, è confinato a Ventotene per 5 anni, liberato
nell'agosto 1943. Partigiano in Toscana, è catturato e fucilato il 2/12/1943 come rappresaglia per
l'uccisione del Tenente colonnello Dino Gobbi, comandante del Distretto militare di Firenze.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
ACS CPC
ADEA
ADPO
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
437
TAGLIABOSCHI TASSO
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Parrucchiere
Nato intorno al 1886 in provincia di Pistoia. Descritto nell'interrogatorio di Guido Berard del 1940
come "toscano, 54 anni, ex parrucchiere, commissario politico, un poco gobbo, capelli grigi, alto 1,61".
Giunge a Barcellona nell'ottobre 1936 e si arruola nella XII Brigata Internazionale con il Battaglione
Garibaldi (2° compagnia De Rosa) come Commissario politico, poi nominato sergente e infine
Commissario politico di compagnia addetto al reparto munizionamento. Secondo il Comintern, nei
primi mesi del 1938 è in permesso in Francia e torna in Spagna nel settembre 1938, rimanendo a
disposizione del commissariato generale delle Brigate Internazionali a Barcellona. Per il Comintern è
"uno dei migliori socialisti italiani che collaborò con i comunisti nella Brigata Garibaldi nella politica di
unità". Alla fine del 1938 è presente al campo di smobilitazione dei garibaldini di Torelló. In seguito,
evacuato in Francia, è internato nel campo di concentramento di Argelès poi trasferito nel forte di
Collioure per alcuni giorni e infine inviato a Gurs dove si troverebbe internato ancora alla fine della
guerra.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
ACS Min. Int. Dir. Gen. PS Div. Pol. Pol.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
438
TANTINI VALERIO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Commerciante, impiegato di banca, industriale
Nato a Firenze l'11/10/1894 da Carlo e Maria Rasponi. Partecipa alla prima guerra mondiale con il
grado di capitano. Dopo la guerra si trasferisce a Viareggio (LU). In seguito alla morte della moglie,
espatria clandestinamente in Francia la notte tra il 21 e il 22/4/1927 e arriva in Corsica con un battello
partito da Livorno. Qui risiede a Parigi, poi nel 1931 si sposta a Lione (Rhône) dove è in contatto con
ambienti socialisti e anarchici. È iscritto alla LIDU e per conto di questa associazione si reca a Parigi
per incontri con la Concentrazione antifascista. In seguito vive a Bron (Rhône), a Tolone (Var), di
nuovo a Lione e a Marsiglia (Bouche du Rhône). Iscritto in Rubrica di frontiera nel 1937 perché
segnalato in Spagna con le milizie repubblicane. Nel 1942 è ancora in Francia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
439
TARABELLA ERMENGILDO
Luogo di nascita: Seravezza (LU) o Madrid
Orientamento politico: Comunista
Professione: Meccanico
Nato il 20/09/1906 a Seravezza da Giuseppe e Rufina Gomez (secondo altre fonti nasce a Madrid da
padre toscano ed è solo iscritto nella lista di leva del comune di Seravezza). Dichiara di aver sempre
vissuto a Madrid, salvo alcune brevi visite a Genova in data imprecisata e a Seravezza nell'agosto del
1936 presso lo zio paterno Silvio, farmacista. Partecipa alla guerra di Spagna nelle formazioni
antifranchiste. Arrestato nel maggio 1939 (secondo altra fonte il 18/4/1939) dai franchisti, viene
fucilato a Madrid nel febbraio 1940.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ASLu
440
TARCHIANI UGO
Luogo di nascita: Bagno a Ripoli (FI)
Orientamento politico: Operaio, fontaniere
Nato il 27/3/1888 a Bagno a Ripoli da Emilio e Luisa Pacini. Si trasferisce a Firenze nel 1912 e poi a
Torino. Esonerato dal servizio militare, lavora alla FIAT per la costruzione di aereoplani. È in Francia
dal 1921 e nel 1931 risiede a Cannes (Alpes Maritimes). Iscritto al PCd'I nel 1931. In seguito è a
Marsiglia (Bouche du Rhône), dove ottiene il brevetto di aviatore grazie all'aiuto economico di gruppi
antifascisti. Si arruola nell'ottobre del 1936 come combattente antifranchista in Spagna nelle Brigate
Internazionali con il grado di sergente. Alla fine del 1938 ripara in Francia. Deceduto nel dopoguerra a
Marsiglia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
441
TESEI FLORINDO
Luogo di nascita: S. Giovanni Valdarno (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Calzolaio, impresario edile
Nato il 28/10/1894 a S. Giovanni Valdarno. Socialista attivo dal 1919. Nel 1922 espatria in Francia.
Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel 1937-1938 segnalato quale combattente nelle formazioni
antifranchiste in Spagna (manca la conferma ufficiale ma nel fascicolo del CPC è conservata una foto in
cui è in compagnia di altri combattenti garibaldini).
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
442
TOGNARELLI ERMINIO ENRICO
Nome di battaglia: Enrique Tognarelli
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Studente filodrammatico
Nato il 7/2/1912 a Firenze. Espatria clandestinamente nel 1935 in Francia, è iscritto in Rubrica di
frontiera. Nell'agosto 1936 si arruola in Spagna nella 27° Divisione, poi nell'Artiglieria internazionale
(gruppo Rosa Luxemburg), in seguito con la XII Brigata Garibaldi dal giugno/luglio 1938. Sembra che
nell'ottobre del 1938 sia ricoverato a Parigi per ferite riportate alla testa in combattimento. Nel luglio
del 1941 è arrestato dai tedeschi a Parigi e inviato in campo di concentramento. Fermato al rimpatrio,
nell'ottobre 1941, viene confinato a Ventotene per 3 anni, liberato nell'agosto 1943. Prende parte alla
Resistenza in Italia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
443
TOGNARELLI MARIO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Nato a Firenze. Risulta arruolato come combattente antifranchista in Spagna. Non si hanno altre
informazioni sul suo conto.
FONTI:
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-199 4
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ISRT (fondo ANPI)
444
TONARELLI ROMEO
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Repubblicano
Professione: Muratore, pittore, marmista
Nato il 7/1/1900 a Carrara da Alfredo. Nel primo dopoguerra partecipa alle manifestazioni del PRI.
Emigrato nel 1921 in Francia, è iscritto nel 1934 in Rubrica di frontiera per attività antifascista
all'estero. Nell'agosto 1936 è a Cassis (Bouche du Rhône) malato di ulcera allo stomaco, nel gennaio
1937 è segnalato a Marsiglia (Bouche du Rhône) come "uno dei più attivi sovversivi". Per alcuni mesi
combatte in Spagna, nelle formazioni anarchiche. Rientrato in Francia, dal 1940 al 1941 a Marsiglia
collabora con il compaesano Omero Ferrarini alla falsificazione di documenti per i clandestini (compito
in cui i due hanno messo a punto "una tecnica raffinata" secondo le testimonianze), quindi, dopo
l’arresto e la detenzione nelle carceri di Chave a Marsiglia (da dove dichiara alla Commissione di
Armistizio di non voler rientrare in Italia), viene fatto emigrare dai vertici di GL e nel 1942 è segnalato
in Messico.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Elisa Signori, Républicains et giellistes en France entre guerre d’Espagne et Résistance, in Milza P., Peschanski D. (a cura di), Exils et
migration: Italiens et Espagnols en France 1938-1946, L’Harmattan, Parigi, 1994
ACS CPC
AICVAS
ASMs
445
TONELLI LIBERALE
Luogo di nascita: Piombino (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Bracciante, operaio, muratore
Note: Fratello di TONELLI ROBERTO
Nato l'8/3/1906 a Piombino da Giovanni e Fortunata Mazzei, braccianti.
Risiede a Livorno. Espatria clandestinamente in Francia con la famiglia nel
1920, all'età di 14 anni (secondo altra fonte il 7/7/1922 a 16 anni), e per 17
anni vive a Tolone (Var), dove lavora come operaio. È renitente alla leva e
condannato nel 1929 per possesso di arma proibita a 30 franchi di ammenda.
Nel 1929 viene rintracciato dal Consolato di Marsiglia (Bouche du Rhône) a
Tolone dove svolge attività antifascista e, in seguito, a Carcassonne (Aude),
dove è membro della LIDU. Iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino
delle ricerche per il provvedimento di arresto per attività comunista in
Francia. Nel 1930 lavora all'Arsenale di Tolone. È noto come anarchico
"libertario notorio" che ha sempre vissuto di espedienti, è condannato nel
1931. Nel 1933 ottiene il passaporto per l'Italia ma non risulta che abbia mai
fatto ritorno. Residente a Barcellona nel febbraio 1936, secondo alcune fonti
si sarebbe arruolato il 19/8/1936 e sarebbe stato inviato sul fronte di
Huesca. Il 29/4/1938 è segnalato anche dalla polizia fascista come
combattente in Spagna, proveniente da Perpignan (Pyrénées Orientales).
Rientrato in Francia, è arrestato a Tolone il 14/2/1939 e internato a
Rieucros, poi trasferito il 7/10/1939 al Vernet (settore B, baracca 9, n. di
matricola 4924), distaccato nelle CTE addette al taglio del bosco. La
condotta nel campo è definita in un documento sospetta perché "si piega
difficilmente alla disciplina" mentre in altri è definita buona e viene
considerato un "buon lavoratore" all'interno del campo dove è impiegato in
lavori di carpenteria. Ottiene 100 franchi prima del rimpatrio dalla
Delegazione italiana nel giugno 1942, ma alla fine dell’estate risulta ancora
internato. Rimpatriato dalla Commissione italiana di armistizio il 25/9/1942
da Mentone, è fermato alla frontiera il 28/9/1942 e viene tradotto a Livorno.
Giudicato dal Tribunale Speciale insieme con Cafiero Meucci e Aladino
Frangini nell’ottobre 1942, viene confinato a Ventotene per 5 anni. Liberato
nell'agosto 1943, rientra in Francia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
ADEA
AICVAS
446
TONELLI ROBERTO
Nome di battaglia: Conti Loreto
Luogo di nascita: Piombino (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Muratore
Note: Fratello di TONELLI LIBERALE
Nato il 26/12/1904 a Piombino da Giovanni e Fortunata Mazzei. Espatria clandestinamente in Francia
con la famiglia nel 1920 o 1922, residente a Tolone (Var) insieme al fratello Liberale quindi a Parigi.
Iscritto nel Bollettino delle ricerche del 1935. Risulta combattente nelle Brigate Internazionali, arruolato
con la XII Brigata Garibaldi in data imprecisata. Rientrato in Francia, risiede all'inizio del 1938 a
Puteaux (presso Parigi). Nel maggio 1943 risulta ancora in Francia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
AICVAS
447
TORCELLI TOMMASO
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Antifascista, comunista
Professione: Terrazziere
Nato il 2/1/1898 a Livorno, è allevato da Ligi Pelloli e Aretina Gaetani Cristofari, poi adottato da una
famiglia residente a Santa Maria a Monte (PI). Diserta durante la prima guerra mondiale, viene
condannato nel 1918, ma è rilasciato per amnistia nel 1919. Noto come sovversivo, emigra in Francia
nel 1921 o 1924 per sottrarsi a rappresaglie fasciste e prende residenza a Beaucaire (Gard). Iscritto in
Rubrica di frontiera. Iscritto al PCd'I nel 1936. Nel gennaio 1937 si arruola in Spagna nella XII Brigata
Garibaldi secondo le spie italiane, ma in realtà probabilmente nella Compagnia italiana del Battaglione
Dimitrov della XV Brigata Internazionale e solo in seguito, in primavera, nella XII Brigata Garibaldi (3°
Battaglione, 3° compagnia). Combatte a Jarama, Brunete, Villanueva, Huesca, Estremadura, Ebro.
Iscritto al PCE nel 1938. Passato da Torelló, rientra in Francia nel febbraio 1939, ma evita
l'internamento.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
448
TORRACCHI ADAMO
Luogo di nascita: Montale (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Muratore, contadino
Nato l'9/3/1906 a Montale da Federico. Iscritto al PCd'I nel 1931, responsabile per la stampa
clandestina. Emigra in Francia in data imprecisata. Combattente antifranchista in Spagna dal marzo
1937 (secondo il Comintern solo dal marzo 1938), farebbe parte secondo alcune fonti della Batteria
Rosselli ma si dichiara appartenente alla "Brigata Garibaldi (centuria De Rosa, compagnia Luxemburg)":
probabilmente ha militato sia nella XII Brigata Garibaldi (centuria De Rosa), sia nel gruppo
dell'Artiglieria internazionale Rosa Luxemburg. Combatte sul fronte dell'Ebro nella 35° Divisione, XV
Brigata, 2° gruppo artiglieria anticarro. Ritornato in licenza a Parigi nell'ottobre 1938, rientra in Brigata
in data imprecisata. Nel 1938 è iscritto al PCE. Lascia la Spagna il 14/2/1939 e ripara in Francia.
Internato nel campo di Saint Cyprien nel febbraio 1939, in seguito è rinchiuso a Gurs (fino al 1940).
Successivamente viene arruolato nelle CTE al fronte. Partecipa alla Resistenza francese nelle formazioni
della MOI e nel dopoguerra risiede in Francia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
449
TOSI MUZIO GIUSEPPE BIXIO
Luogo di nascita: Massa Marittima (GR)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Operaio
Nato il 19/7/1903 a Massa Marittima da Atto, operaio, e Artemisia Pedani, casalinga di Radicondoli.
Nel 1907 con la famiglia si trasferisce a Piombino (LI), dove il padre si lega agli anarco-sindacalisti della
CdL. Assunto il 4/9/1917 in qualità di operaio negli Altiforni piombinesi, vi lavora fino al 26/10/1919.
Nel 1924 con la famiglia si sposta a Torino, dove nel 1930 aderisce al gruppo anarchico della “Barriera
di Milano” (insieme al fratello Vindice). Tramite l'altro gruppo libertario che opera a Torino, quello
della “Barriera di Nizza”, il gruppo mantiene contatti con il Circolo “Sacco e Vanzetti” di Lione
(Rhône) e con i compagni emigrati (fra cui Socrate Franchi). Scoperta la sua attività antifascista, è però
arrestato il 10 febbraio 1931 e, assegnato al confino per 2 anni, viene tradotto a Ponza il 10 luglio 1931;
in seguito alle sue proteste, è rinchiuso a Poggioreale e condannato il 31/10/1931 a 4 mesi di carcere.
Ricondotto a Ponza il 4 gennaio 1932, il 1° agosto è nuovamente arrestato per violazione degli obblighi
del confino. Il 13 novembre, tuttavia, beneficia dell’amnistia del decennale e torna a Torino. Nel 1934
accompagna l’anarchica Maria Bibbi ad Avenza (MS). Alla fine dell’aprile 1937, valica le Alpi a piedi,
emigrando clandestinamente in Francia, e prosegue fino a Barcellona dove si stabilisce (sposa Adela,
una militante della CNT). Arruolato in una non specificata formazione antifranchista (ma non nelle
Brigate Internazionali), a Barcellona dirige la sezione italiana della CNT e collabora alla pubblicazione di
"Guerra di classe". Informata dell'espatrio nel maggio 1937, la Questura di Torino ne sollecita
l'iscrizione nel Bollettino delle ricerche come anarchico da schedare (Supplemento dei sovversivi,
scheda n. 0901). Seguono informazioni errate delle spie fasciste che ne segnalano prima l'imbarco da
Marsiglia (Bouche du Rhône) nel mese di maggio poi la presunta presenza sulla nave “Ciutad de
Barcelona” affondata dai sommergibili fascisti il 29/5/1937 (è il console di Marsiglia a informarne
l'ambasciata di Parigi, precisando che tutti i volontari antifascisti che si trovavano a bordo sono morti).
Tosi, invece, resta in Spagna fino al 1938, quindi si trasferisce a Marsiglia dove apre un’attività
commerciale insieme alla moglie Adela. È arrestato il 27/4/1938 e rinchiuso ad Argelès, dove aderisce
al gruppo anarchico “Libertà o morte”. Evaso, collabora con i partigiani francesi della zona di Tolosa
(Haute Garonne) fino alla liberazione, quindi nel 1946 rientra a Torino dove partecipa alle lotte operaie
del dopoguerra. Muore a Torino il 13/9/1990.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo I-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2004
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Capitini Maccabruni N., La Maremma contro il nazi-fascismo, La Commerciale, Grosseto, 1985
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS Confino politico
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASGr (fondo Questura)
ISRT (fondo ANPI)
450
TUCI (o TUCCI) ARMANDO
Luogo di nascita: Pistoia (PT)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante, modellatore
Nato il 14/7/1902 a Pistoia da Gennaro. Espatria in Francia nel 1923 a Parigi, iscritto al PCF già dal
1929. Attivo nell'emigrazione italiana nel 19° Arrodissement, segretario per Parigi-città nel lavoro di
solidarietà (gruppi di lingua del Soccorso rosso francese e dei patronati italiani), fa parte a Parigi del
Comitato comunista per l'assistenza ai profughi della Spagna. Iscritto in Rubrica di frontiera. Si arruola
come combattente in Spagna il 23/4/1937 e viene inviato alla scuola allievi ufficiali di Pozorubio.
Nell'agosto dello stesso anno è sergente del 1° Battaglione della XII Brigata Garibaldi. Caduto a
Fuentes de Ebro l'11/10/1937 durante un combattimento.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bettazzi E., Antifranchisti pistoiesi in "QF Quaderni di Farestoria" n. 2 (maggio-agosto 2005)
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
BDIC (Archives de Moscou)
451
UGOLINI RENATO
Luogo di nascita: Firenze (FI)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Orefice-incisore
Nato il 4/12/1902 a Firenze. Emigrato nel settembre 1927 in Argentina dove è coinvolto in scontri coi
fascisti. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel maggio 1937 si arruola in Spagna nel Battaglione della
morte, nel settembre 1937 è richiamato in Francia da Nenni, al servizio del PSI. Nel 1938 rientra in
Argentina. Nel dopoguerra risiede a Buenos Aires.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
452
VALORI FERDINANDO
Luogo di nascita: Montecalvoli (PI) o S. Maria a Monte (PI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Bracciante
Nato il 7/5/1903 a Montecalvoli (per il CPC a S. Maria a Monte). Espatriato in data imprecisata in
Francia. Segnalato come combattente antifranchista in Spagna. Nel 1938 risulta in licenza in Francia.
Iscritto in Rubrica di frontiera.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
453
VANNI MELCHIORRE BRUNO
Nome di battaglia: Auguste Bonnet
Luogo di nascita: Greve (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Elettricista
Nato il 12/3/1904 a Greve. Secondo il DBAI, risulta figlio di ignoti ed è affidato al brefotrofio, col
nome di Melchiorre Poliandri. Nell'ottobre 1910 la madre naturale, Maria Vanni, lo riconosce come
figlio. Trasferitosi con la famiglia, a poco più di 2 anni, a Firenze e da qui a Sampierdarena (GE) e poi
Borgoratti (GE). Apprende il mestiere di elettricista e lavora nei Cantieri riuniti di Genova, soprattutto
su navi in navigazione. Attivo politicamente dall'immediato dopoguerra, frequenta assiduamente gli
ambienti anarchici nel 1919-20 ed è arrestato per lancio di bombe (assolto dopo un anno di carcere).
Iscrittosi al Circolo giovanile comunista di Borgoratti di cui diviene anche segretario e poi al Circolo
"Ordine Nuovo" ove svolge il ruolo di segretario fino al 1924. Arrestato nuovamente nel 1923, è
rilasciato dopo alcuni mesi di detenzione. Dopo l'uscita dal carcere dirige l'Ufficio della prima regione
ligure, quindi verso la fine del 1925 è nell'Ufficio politico della Federazione. Assegnato al confino per 5
anni nel novembre 1926, si rende latitante. Fermato 2 mesi dopo ma scarcerato per errore, espatria
clandestinamente e, dopo qualche mese a Parigi, è inviato in Belgio dal PCd'I; qui è a capo dei gruppi di
lingua e direttore del settimanale "Il Riscatto". Iscritto in Rubrica di frontiera. È chiamato a Parigi dalla
direzione del PCd'I ed entra a far parte del Comitato centrale e dell'Ufficio politico, nella direzione dei
Gruppi di lingua e a capo della redazione di "La voce proletaria". Nel 1931 al rientro in Italia fa parte
della direzione del CGL. Arrestato nel maggio 1931 a Bologna, nel corso di una missione politica
affidatagli dal PCd'I. Deferito al Tribunale Speciale il 23/4/1923, è condannato a 5 anni di reclusione a
Genova per "attentato alla sicurezza dello Stato, falso in atto pubblico ed espatrio clandestino".
Liberato per amnistia nel novembre 1932, ma confinato a Ponza per 5 anni. Ricoverato a Napoli per
malattia, evade dall'ospedale degli Incurabili il 25/6/1934 con la complicità dell'avvocato Mario
Palermo e raggiunge la Francia. Sostenuto da Vittorio Vidali, ha incarichi di prestigio: nel 1935 fa parte
della Delegazione del PCd'I al VII Congresso dell'Internazionale comunista e nello stesso anno entra a
far parte del Comitato esecutivo dell'SRI, con sede a Parigi. Nel luglio 1936 raggiunge la Spagna fra i
primi volontari e si prodiga nelle iniziative per il sostegno alla Spagna repubblicana, cercando aiuti in
tutta Europa. Torna in Spagna nel settembre 1937 per assistere al Congresso del Soccorso rosso
catalano. Non ne è certa la presenza come combattente ma Lorenzo Vanelli dichiara di averlo visto nel
1937 sul fronte di Madrid (lettera del 30/8/1951 a Giuseppe Ossola). Nel novembre 1938 prende parte
a Madrid a un Congresso di solidarietà col popolo spagnolo e viene ferito in un bombardamento aereo.
Condotto in clinica a Parigi, muore il 22/3/1939 ed è sepolto nel cimitero Père Lachaise. È ricordato
con commozione dall'amico Vittorio Vidali su un giornale messicano nel 1942 (riprodotto su
"Movimento operaio e contadino in Liguria", Bollettino di documentazione e bibliografia, anno I, n.
3-1955).
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Andreucci F. e Detti T. (a cura di), Il Movimento Operaio. Dizionario biografico, Vol. 1-5, Editori Riuniti, Roma, 1979
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Capponi N., I legionari rossi. Le Brigate Internazionali nella guerra civile spagnola, Città nuova, Roma, 2000
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
454
VANNINI OSCAR
Luogo di nascita: Terricciola (PI)
Orientamento politico: Anarchico/comunista
Professione: Muratore, bracciante
Nato il 21/8/1894 a Terricciola. Espatria in Francia nel 1922 per sottrarsi a rappresaglie fasciste,
residente nel dipartimento del Gard a Beaucaire. È iscritto in Rubrica di frontiera. Iscritto alla CGT nel
1936, forse anche al PCF. Nell'autunno 1936 si arruola in Spagna con la XII Brigata Internazionale nel
Battaglione Garibaldi. Ferito in combattimento in Estremadura il 16/2/1938. Ospedalizzato a Sagaro,
rientra in Francia con un convoglio sanitario nel settembre 1938, dopo essere passato dal campo di
smobilitazione di Olot. Arrestato in Francia nell'aprile 1942 per organizzazione comunista, viene
condannato a 10 anni di lavori forzati.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
455
VANNINI UGO NATALE
Nome di battaglia: Giovanni
Luogo di nascita: Prato (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio lanino, manovale, verniciatore
Nato il 25/12/1904 a Prato da Luigi e Giovanna Ganochi. Domiciliato a S.
Giusto di Prato (FI). Comunista dal 1921, espatria clandestinamente nel 1929 in
Francia, dirigendosi inizialmente a Marsiglia (Bouche du Rhône). Dapprima è
impiegato a Saint Michel du Maurien (Savoie) come manovale edile, quindi è
operaio lanino in uno stabilimento di Lione (Rhône). Nel 1931, abbandona
Lione e si stabilisce a Bedouce (Aude) rimanendovi fino al 1932. Trasferitosi a
Montauban (Tarn et Garonne) nel 1932, apprende il mestiere di verniciatore e
frequenta ambienti antifascisti; si sposta nel 1934 a Nizza (Alpes Maritimes)
dove fa il manovale e il verniciatore. Iscritto al PCd'I nel 1934. Iscritto in
Rubrica di frontiera. Nell'ottobre 1936, imbarcatosi su un piroscafo a Marsiglia e
giunto a Valencia, si arruola ad Albacete nella XII Brigata Garibaldi. Combatte a
Guadalajara, Casa de Campo, Madrid. Ricoverato in ospedale nel marzo 1937
(secondo la sua dichiarazione del 1941 nel dicembre 1937, secondo altre fonti
nel luglio 1938) a Valencia, vi rimane fino al febbraio 1939, allorché ripara in
Francia. Viene internato ad Argelès, quindi per 5 mesi è rinchiuso in un
ospedale psichiatrico e da lì è trasferito il 9/11/1939 al Vernet (settore B,
anarchici ed estremisti). Rimpatriato, è tradotto in Italia il 9/5/1941, confinato a
Ventotene, Ustica, Faschette di Alatri per 5 anni, liberato nell'agosto 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia
Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di
laurea non pubblicata, Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19
voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
ADEA
AFIGRo (fondo Comintern)
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
456
VANNONI CESARE
Luogo di nascita: Fiesole (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Muratore
Nato il 17/9/1903 a Fiesole. Attivo dall'immediato dopoguerra (anche diffidato in data imprecisata),
espatria in Francia nel 1932 a Colombe, sobborgo di Parigi. Iscritto in Rubrica di frontiera. Nel
novembre 1936 si arruola in Spagna nella XV Brigata. Ferito nel febbraio 1937, rimane in ospedale fino
al novembre 1937 e in seguito, in data imprecisata, è trasferito in Francia.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
457
VANNUCCI ATEO o ATHOS
Nome di battaglia: Carrarino, Canarino
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Autista, meccanico
Nato il 17/6/1905 a Carrara da Giuseppe e Pamela Andreani. Espatria clandestinamente nel 1933 a
Marsiglia (Bouche du Rhône) insieme con Ciro Sparano (si stabilisce a La Ciotat). Espulso, nel
dicembre 1934 si rivolge alla LIDU per ottenere la revoca del provvedimento di "refoulement". Nel 1935
a La Seyne sur Mer (Var), passa poi in Algeria. Iscritto in Rubrica di frontiera alla fine del 1934 e nel
Bollettino delle ricerche. Varca i Pirenei diretto a Barcellona intorno al 20/7/1936, con i primi volontari
anarchici, e nell'autunno 1936 (secondo altre fonti il 26/8/1936 o l'11/9/1936) si arruola nella Colonna
Ascaso (Colonna italiana “Rosselli”). Combatte a Monte Pelato, Huesca, Almudevar, Carrascal. Dopo i
fatti di Barcellona del maggio 1937, rimane in Spagna in maniera quasi clandestina fino all'arresto in
data imprecisata e alla seguente detenzione nelle carceri spagnole. Evaso alla fine della guerra civile, si
rifugia in Francia, nel corso del 1938, ed è internato a Gurs (9° compagnia), quindi inviato alle CTE al
fronte. Evaso, si stabilisce in Belgio dove abita con Aldo Demi e Armando Bientinesi. Nel 1940 ottiene
dal Consolato di Bruxelles il permesso di rimpatrio ma non lo utilizza. Verso la fine del 1940 lavora in
Germania, nel gennaio 1941 torna a Bruxelles dove è impiegato come autista in un garage requisito
dalle autorità tedesche ed è segnalato fino al luglio 1943. Nel dopoguerra continua l'attivismo nel
movimento anarchico. Nel 1976 risulta deceduto.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
Acciai E., Viaggio attraverso l'antifascismo. Volontariato internazionale e guerra civile spagnola: la Sezione italiana della Colonna Ascaso,
Tesi di dottorato non pubblicata, Università degli Studi della Tuscia, A.A. 2009-2010
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Bucci F., Bugiani R., Carolini S., Tozzi A., Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola, La Ginestra, Follonica, 2000
Cerrito G., Gli anarchici nella Resistenza apuana, Maria Pacini Fazzi, Lucca, 1984
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASMs
"Lutti nostri. ATEO VANNUCCI”, in “Umanità Nova”, 26/12/1976
458
VERANI ORLANDO
Luogo di nascita: Santaluce (PI)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Bracciante
Nato il 17/5/1903 a Santaluce. Espatriato nei primi anni Trenta, iscritto in Rubrica di frontiera per
attività antifascista in Francia. Nel 1937 segnalato come combattente in Spagna, arruolato nella XII
Brigata Internazionale con il Battaglione Garibaldi (1° compagnia) e in seguito nella XII Brigata
Garibaldi. Nel 1939 ripara presumibilmente in Francia (secondo Calandrone, è disperso in Spagna).
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
Lopez A., La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma, 1985
ACS CPC
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
459
VERONELLI GIOVANNI GIACOMO
Luogo di nascita: Sesto Fiorentino (FI)
Orientamento politico: Socialista, comunista
Professione: Falegname, disegnatore
Nato il 28/2/1886 a Sesto Fiorentino da Carlo ed Elisabetta Anelli. Risiede a Genova. Ha combattuto
nella prima guerra mondiale come sergente. Espatriato clandestinamente in Francia nel 1927, viene
iscritto in Rubrica di frontiera. Iscritto al PCd'I nel 1928, membro del SRI. Il 28/12/1937 si arruola in
Spagna nella Brigata Garibaldi (3° Battaglione, 4° compagnia). Combatte in Estremadura, a Caspe e
sull'Ebro dove è delegato politico. Ferito in combattimento nell'ottobre del 1938 sull'Ebro. Nel 1938 si
iscrive al PCE. Rientra in Francia nel febbraio 1939 ed è internato ad Argelès. Tradotto in Italia nel
giugno 1943, viene rilasciato dopo 75 giorni (secondo la fonte AICVAS è invece confinato a
Ventotene). Partigiano, è condannato a morte dal Tribunale Militare repubblichino a Genova il
14/1/1944 e fucilato il giorno stesso nel forte di S. Martino.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Comitato unitario antifascista per la difesa delle istituzioni democratiche del comune di Poggibonsi, Dino Bellucci: nato a
Poggibonsi il 14-12-1911, fucilato a Genova il 14-1-1944, s.e., Poggibonsi, s.a.
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai campi di sterminio, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
460
VIACAVA EDGARDO ANDREA
Luogo di nascita: Livorno (LI)
Orientamento politico: Anarchico
Professione: Fornaio
Nato il 30/7/1899 a Livorno da Amerigo e Giuditta Pecorara. Chiamato alle armi dopo Caporetto, nel
1918 è condannato a 3 anni per intimidazione, scarcerato nel 1919 per l'amnistia nittiana. Emigra
clandestinamente in Belgio nel 1922 per sottrarsi alle violenze fasciste, passa in Francia e si stabilisce a
Marsiglia (Bouche du Rhône) dove lavora in fabbrica fino al 1934-35. Iscritto in Rubrica di frontiera.
Nel 1937 si arruola in Spagna in una imprecisata formazione antifranchista e viene iscritto nel Bollettino
delle ricerche.
FONTI:
AA.VV., Dizionario biografico degli anarchici italiani, Volume Secondo H-Z, BFS Edizioni, Pisa, 2003
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
Bucci F., Carolini S., Gregori C. e Piermaria G., "Il Rosso", "il Lupo" e "Lillo". Gli antifascisti livornesi nella guerra civile spagnola,
La Ginestra, Follonica, 2009
Pajetta G. (a cura di), Livornesi oltre i Pirenei. I volontari livornesi nella guerra antifascista di Spagna, 1936-1939, AICVAS, Milano,
2010
461
VIAGGI MARIO CARLO EZIO
Luogo di nascita: Carrara (MS)
Orientamento politico: Socialista
Professione: Falegname
Nato il 21/3/1907 a Carrara da Andrea e Maria Santi. Espatria clandestinamente nel 1932 in Francia e
viene iscritto in Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche. È a Grenoble (Isère), a Tolone (Var),
dove si avvicina a LIDU, e a Roche en Regnier (Haute Loire). Nell'ottobre 1936 si arruola in Spagna
con la XII Brigata Internazionale nel Battaglione Garibaldi (2° Compagnia) e combatte a Cerro de los
Angeles, Casa de Campo, Pozuelo, Boadilla, Mirabueno, Macadahonda. Nel febbraio del 1937 passa alla
61° Brigata Mista (2° Battaglione) come istruttore mitraglieri e opera sul fronte di Teruel. Alla fine
dell'ottobre 1937 è trasferito alla XII Brigata Garibaldi (batteria anticarro) col grado di sergente e
combatte in Estremadura, Caspe e a Gandesa dove viene ferito in combattimento nell'aprile 1938 ed è
fatto prigioniero dai franchisti. Curato nell'ospedale di Bilbao, dopo la guarigione viene trasferito in una
CTE al fronte (nel 108° Battaglione lavoratori) in cui rimane fino al 25/7/1943. Rimpatriato dopo la
Liberazione.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Il Battaglione Garibaldi, cronologia, Quaderno AICVAS n. 7, Roma, 1990
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
ASMs
BDIC (Archives de Moscou)
462
VIOLA ATTILIO
Luogo di nascita: Licciana (MS)
Orientamento politico: Antifascista
Professione: Operaio, falegname
Nato il 19/2/1906 a Licciana da Fioravante. Emigrato in Francia nel 1925 a Meudon (Seine et Oise).
Nel maggio 1938 si arruola in Spagna nella XII Brigata Garibaldi (3° Battaglione, 1° compagnia). Non
essendo mai ritornato al suo domicilio francese o a Licciana, viene ritenuto caduto in combattimento
nel settembre 1938.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., Antifascisti italiani caduti nella guerra di Spagna 1936-39. Combattenti antifascisti di Spagna caduti nella lotta di Liberazione
in Italia, Quaderno AICVAS n. 1, Roma, 1982
ACS CPC
AFIGRo (fondo Comintern)
AICVAS
463
ZACCABRI MARIO
Nome di battaglia: Menetti
Luogo di nascita: Cavriglia (AR) o Terranuova Bracciolini (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Operaio, elettricista
Nato il 18/10/1908 a Cavriglia (per ISRT a Terranuova Bracciolini) da Zaccaria. Emigrato nel 1929 nel
Principato di Monaco, poi in Francia. Iscritto al PCd'I nel 1933. In Francia è segretario di zona dei
gruppi italiani del PCF. Nell'agosto 1938 si arruola in Spagna nella XII Brigata Garibaldi e rimane ferito
in combattimento sull'Ebro. È iscritto al PCE nel 1938. Ospedalizzato, ripara in Francia nel febbraio
1939.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
ACS CPC
ACS Min. Int. PS
AFIGRo (fondo Comintern)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
464
ZATINI VIRGILIO
Luogo di nascita: Bagno a Ripoli (FI)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Calzolaio
Nato il 2/10/1908 a Bagno a Ripoli da Pasquale e Giuseppina Bettini. Residente a Firenze. Iscritto al
PCd'I nel 1926. Arrestato nel novembre 1930 per organizzazione comunista, viene condannato dal
Tribunale Speciale a 6 anni di carcere (Castelfranco Emilia), liberato per amnistia nel novembre 1932.
Espatriato clandestinamente nell'agosto 1937, si arruola in Spagna nella XII Brigata Garibaldi
(3°Battaglione, 2° compagnia). Ferito in combattimento nel marzo del 1938 a Caspe. Iscritto al PCE nel
1938. È nel campo di smobilitazione di Olot, poi viene ospedalizzato a Sagaro e condotto in Francia dal
servizio sanitario delle Brigate Internazionali. Rientra in Italia nel 1941 e sconta un anno e 8 mesi di
reclusione per diserzione. In seguito viene confinato a Ventotene per 4 anni, liberato nell'agosto 1943.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Calandrone G., La Spagna brucia, Editori Riuniti, Roma, 1974
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Lopez A., L'antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Quaderno AICVAS n.2, Roma, 1982
ACS CPC
AICVAS
ASFi (fondo Questura di Firenze Gabinetto Fascicolo categoria A8)
BDIC (Archives de Moscou)
ISRT (fondo ANPI)
465
ZURILLI (o TURILLI) ORLANDO
Luogo di nascita: San Sepolcro (AR)
Orientamento politico: Comunista
Professione: Imbianchino
Nato il 28/3/1903 a San Sepolcro. Espatria in Francia in data imprecisata, residente a Livry Gargan
(Seine Saint Denis). È iscritto in Rubrica di frontiera. Nel 1924 si trasferisce in Belgio e poi in
Lussemburgo da cui viene espulso il 21/2/1930 per aver partecipato a una manifestazione politica.
Rientra in Francia a Livry Gargan (Seine Saint-Denise) e da lì parte nell'agosto del 1936 per la Spagna
dove si arruola inizialmente nella Centuria G. Sozzi. Combatte poi col gruppo dell'Artiglieria
internazionale (batteria Antonio Gramsci) come Commissario politico; fa parte anche del gruppo
Baller. Confinato in Italia nel 1943. Nel 1948 acquisisce la cittadinanza francese.
FONTI:
AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese, 2000
AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, Tipografia Botti, Milano, 1996
Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata,
Università degli Studi di Siena, A.A. 1993-1994
Dal Pont A. (a cura di), Antifascisti nel Casellario politico Centrale, ANPPIA, Roma, 1988-1995, 19 voll.
Dal Pont A., Carolini S., L’Italia al confino 1926-1943, ANPPIA, La Pietra, 1983
Lopez A., La Centuria Gastone Sozzi, Quaderno AICVAS n. 4, Roma, 1984
ACS CPC
AICVAS
ISRT (fondo ANPI)
466
Antifascisti toscani segnalati da una o più fonti come
volontari, ma la cui partecipazione non è certa
ANGIOLINI di Carrara (MS) risulta partito per la Spagna dalla segnalazione del Console italiano a
Tolone (Var) (ACS Min. Int. PS).
BACCONI GIACOBBE nato a Bibbiena (AR) il 19/4/1900, antifascista, operaio. Residente a
Herstal, è autorizzato a rientrare in Belgio nel luglio 1939. Risulta “ex miliziano rosso” al Ministero
degli Interni. Iscritto in Rubrica di frontiera. (ACS Min. Int. PS, ACS CPC).
BALDACCINI UGO (padre di Baldaccini Numitore) nato a Cutigliano (PT) il 30/4/1881, comunista,
muratore e decoratore. Residente in Francia, risulta partito per la Spagna in base alla segnalazione del
Consolato generale d’Italia. Iscritto in Rubrica di frontiera. (ACS Min. Int. PS, ACS CPC).
BARONI GIUSEPPE nato a Massa Marittima (GR) il 13/10/1910 (non è il fratello di Ilio),
anarchico, operaio e meccanico. Residente a Torino, diffidato e confinato in data imprecisata. Nel
novembre 1937 si trova a Parigi e viene notato insieme con Baroni Ilio, Demi Aldo, Franci Dario, Tosi
Muzio e Giacomelli Cornelio mentre afferma di voler partire per la Spagna secondo la segnalazione
della Div. Pol. Pol. del 12/9/1937 (AICVAS, ACS CPC).
BELLONI di Carrara (MS) risulta partito per la Spagna dalla segnalazione del Console italiano a
Tolone (Var) (ACS Min. Int. PS).
BIANCHI CESARE detto GIUSEPPE nato a Pieve di Brancoli (LU) il 3/10/1901 risulta oggetto di
provvedimento di arresto perché arruolatosi nelle milizie rosse spagnole dal rapporto del Prefetto di
Lucca del gennaio 1939 (ACS Min. Int. PS).
BIANCHI GIUSEPPE nato a Pistoia (PT) il 20/5/1901 da Adelindo e Albina Innocenti, boscaiolo.
Residente a Piombino (LI) in data imprecisata. Risiede in località Valle Buia di Gavorrano (GR) dal
10/6/1926, si sposta a Massa Marittima (GR) il 22/1/1936 e vi prende domicilio. Segnalato il
9/2/1937 come volontario nell'esercito repubblicano (segnalato anche il 16/3/1937 dalla Prefettura di
Livorno secondo altra fonte), sembra invece risiedere nell'aprile 1937 per motivi di lavoro a Scarlino
scalo (GR) presso Ottavio Lorenzini. (ACS Min. Int. PS; Basi D., La partecipazione degli antifascisti toscani
alla guerra civile di Spagna (1936-1939), Tesi di laurea non pubblicata, Università degli Studi di Siena, A.A.
1993-1994).
BIANCHI MARIO nato a Orbetello (GR) il 30/10/1909 da Enrico e Isola Conti,. Lasciata Orbetello
in giovanissima età, contrae matrimonio a Firenze con Gina Tonani il 19/5/1935. Segnalato come
arruolato nelle milizie rosse spagnole il 18/12/1937 dal Commissariato di PS di Orbetello (ASGr
Fondo Questura).
BOGGIANI ROBERTO nato a Livorno (LI) il 12/6/1915, incisore, comunista. Espatria con
Tognarelli Erminio Enrico nel 1935, è segnalato come combattente in Spagna in una lettera intercettata
dalla PS (ACP CPC).
BUFFONI UMBERTO nato a Montevarchi (AR) il 2/8/1900, antifascista, muratore. Residente in
Spagna, risulta probabile miliziano rosso dal rapporto della Prefettura di Arezzo del 3/1/1937. Iscritto
in Rubrica di frontiera (ACS Min. Int. PS, ACS CPC).
467
CANTINI GINO nato a Serrevalle Pistoiese (PT) il 16/5/1910 è segnalato partito per la Spagna per
conto di Giustizia e Libertà dalla Div. Pol. Pol. in un rapporto del 16/2/1937 (ACS CPC Min. Int. PS).
CANTUREGLI PALERMO nato a Capannori (LU) il 25/10/1913, emigra in Corsica nel 1933.
“Ipotetico miliziano rosso” secondo la Prefettura di Lucca nel 1937 (ACS Min. Int. PS).
CARRARA GINO di Lucca (LU) risulta partito per la Spagna da segnalazione del Console italiano di
Tolone (ACS Min. Int. PS).
CASTELLANI LAURENTINO nato a Castiglion Fiorentino (FI) il 19/6/1883 da Pietro,
comunista, calzolaio ed esercente. Residente a Nizza (Alpes Maritimes) è dato come ipotetico miliziano
rosso dalla Prefettura di Arezzo nel 1937. Iscritto in Rubrica di frontiera (ACS Min. Int. PS, ACS CPC).
DEL GUERRA FILIBERTO nato a Livorno (LI) il 2/12/1871, anarchico, marittimo e bracciante.
Residente in Francia, probabile miliziano rosso dal rapporto della Prefettura di Livorno del 16/3/1937.
Iscritto in Rubrica di frontiera (ACS Min. Int. PS, ACS CPC).
DILDA CARLO nato nella provincia di Pistoia. È segnalato come combattente antifranchista in
Spagna da un elenco presente presso l'ISRT. (ISRT fondo ANPI).
GATTONI ANTONIO di Firenze, circa 24 anni, impiegato. Già residente a Parigi, risulta miliziano
rosso da una deposizione resa alla Questura di Parma il 27/9/1939 da Zazzoli Pietro (ACS Min. Int.
PS, ASGr fondo Questura).
IACOPINI ETTORE nato nella provincia di Massa Carrara. È segnalato come combattente
antifranchista in Spagna da un elenco presente presso l'ISRT.(ISRT fondo ANPI).
MALANIMA GINO di Livorno (LI) risulta facente parte di un elenco di volontari partiti per la
Spagna stilato dalla Div. Pol. Pol. il 13/5/1937 (ACS Min. Int. PS).
MANNI MAURIZIO di Lucca (LU), ex confinato politico in Sardegna, successivamente fuggito in
Corsica. Segnalato nel novembre 1937 come combattente antifranchista in Spagna. Arruolatosi col
grado di tenente nella Brigata Garibaldi (3° Battaglione, 2° compagnia), passa nel marzo 1938 al 4°
Battaglione di istruzione di Quintamar del Rey. Caduto in combattimento il 17/6/1938 sul fronte
dell’Ebro (ASGr fondo Questura).
MARCHESINI GIUSEPPE nato ad Arezzo (AR) il 30/1/1896, socialista/comunista, manovale.
Residente in Francia dal 1923, iscritto in Rubrica di frontiera. Segnalato come combattente
antifranchista in Spagna dalla Prefettura di Arezzo il 5/3/1937 (ACS Min. Int. PS, ACS CPC).
MARCHESINI GUIDO nato a S. Cassiano (LU) il 15/12/1896, comunista, ristoratore. Emigrato in
Francia nel 1933, iscritto in Rubrica di frontiera, è segnalato come probabile combattente antifranchista
dalla Prefettura di Lucca nel luglio 1937 (ACS Min. Int. PS, ACS CPC).
MARINI ANGELO nato a Badia Tebalda (AR) il 29/3/1889, socialista, residente in Francia è
segnalato come ipotetico combattente antifranchista nel rapporto della Prefettura di Arezzo del
16/6/1937 (ACS Min. Int. PS).
MARINI ROBERTO nato a Pistoia (PT) il 6/11/1900 da Aristide e Marchi Albina. Iscritto in
Rubrica di frontiera per l’arresto, anche sotto lo pseudonimo di Lippi Leone. Potrebbe identificarsi con
Lipparini, ex miliziano rosso di 45 anni (statura 1,65, capelli castani tendenti al grigio) secondo la
segnalazione del luglio del 1942 della Prefettura di Pistoia (ASGr fondo Questura).
468
MATTEUCCI GIOVANNI nato a Capannori (LU), antifascista, barrocciaio. Residente a Genova,
risulta partito dalla Corsica per la Spagna al Consolato Generale d’Italia il 2/2/1937 (ACS Min. Int. PS,
ACS CPC).
MONTI UMBERTO nato a Orbetello GR il 22/9/1893 da Alfonso e Vittoria Angeli, anarchico.
Residente in Francia a Philippeville, è segnalato come arruolato nelle milizie rosse spagnole nel luglio
1938 dal Commissariato di PS di Orbetello (ASGr Fondo Questura).
MORANDI UGO nato a Pratovecchio (AR) il 9/4/1892, comunista, elettricista. Residente in Francia,
iscritto in Rubrica di frontiera. Segnalato come ipotetico combattente antifranchista dal rapporto della
Prefettura di Arezzo del 5/3/1937 (ACS Min. Int. PS).
MORANDI UMBERTO nato a Pratovecchio (AR) il 27/7/1890, comunista, elettricista. Residente a
Parigi, iscritto in Rubrica di frontiera. Segnalato come ipotetico combattente antifranchista dal rapporto
della Prefettura di Arezzo del 5/3/1937 (ACS Min. Int. PS, ACS CPC).
PAPI GIULIO nato a Campiglia Marittima (LI) il 7/10/1885, anarchico, operaio. Residente in
Francia, iscritto in Rubrica di frontiera. Segnalato come ipotetico combattente antifranchista dal
rapporto della Prefettura di Livorno del 16/3/1937 (ACS Min. Int. PS, ACS CPC).
PAPI STEFANO nato a Portoferraio (LI) il 26/12/1905, disertore da una nave in Nord America nel
1925. Segnalato come ipotetico combattente antifranchista dal rapporto della Prefettura di Livorno del
16/3/1937 (ACS Min. Int. PS).
POGGIOLI FRANCESCO socialista, nato a Castiglione della Pescaia (GR) il 5/11/1902. Arruolato
in Spagna con la XII Brigata Internazionale (Brigata Garibaldi) (AFIGRo fondo Comintern)
PUCCI FRANCESCO nato a Firenze (FI) nel 1896. Socialista, espatriato nel 1925 a Bellinzona e in
seguito a Parigi. "Pucci F. miliziano rosso. Arruolato nel settembre 1936 con destinazione Madrid.
Ferito" dal rapporto della Div. Pol. Pol. del 22/5/1937 (ACS Min. Int. PS).
REDINI PIETRO nato a Uliveto (PI) il 20/2/1891. Segnalato come ipotetico combattente
antifranchista nella comunicazione del Min. Int. al Prefetto di Pisa del 31/5/1937. Inoltre risulta partito
per la Spagna anche da una segnalazione del Console italiano di Tolone (Var) del 1937. (ACS Min. Int.
PS).
ROMEO EMANUELE nato a Marciana Marina (LI) il 25/7/1897, anarchico, bracciante. Emigrato
in Sudamerica tra il 1924 e il 1927, iscritto in Rubrica di frontiera. Segnalato come ipotetico
combattente antifranchista dal rapporto della Prefettura di Livorno del 16/3/1937 (ACS Min. Int. PS).
ROMEO GIACOMO nato a Marciana Marina (LI) il 13/2/1895, emigrato in Sudamerica nel 1923.
Segnalato come ipotetico combattente antifranchista dal rapporto della Prefettura di Livorno del
16/3/1937 (ACS Min. Int. PS).
ROSSI EUGENIO nato a Dicomano (FI) il 29/1/1866. Indicato come ipotetico combattente
antifranchista nella segnalazione del Consolato generale d’Italia del 10/2/1937 (ACS Min. Int. PS).
SCHIANO ATTILIO nato a Monte Argentario (GR) il 7/10/1900. Espatriato nel 1925 in Francia, è
segnalato come combattente antifranchista. Nel 1940 è iscritto in Rubrica di frontiera per il
provvedimento di arresto (AICVAS, Il coraggio della memoria e la guerra civile spagnola, Arterigere, Varese,
469
2000; AICVAS, La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare, AICVAS, Milano,
1996)
VINCENZI GINO nato a Campiglia Marittima (LI) il 26/7/1884, socialista, manovale. Residente in
Francia, iscritto in Rubrica di frontiera. Arruolato in Spagna col nome di Gregorio secondo
l’interrogatorio di Iacopini Giuseppe (ACS CPC fasc. pers. Iacopini Giuseppe).
470
Indice dei volontari
1.
AGOSTINI TORELLO
2.
AIACCI AURELIO
3.
AIACCI TERZILIO
4.
ALUNNO VITTORIO
5.
AMADEI LUIGI ANGELO
6.
ANDREOLI ERMINIO
7.
ANDREOLI ERMINDO
8.
ANSELMI LUIGI
9.
ANTONI ANTONIO
10.
ARIANI LORIS
11.
ARMANETTI DANTE
12.
AURELI PIETRO PAOLO GIUSEPPE
13.
AZZINI MARIO
14.
BAESSO CIRILLO
15.
BAGGIANI ROBERTO
16.
BAGLIONI GASTONE
17.
BALDACCINI NUMITORE
18.
BALDINI GINO BRUNO
19.
BALDUINI DUILIO
20.
BALESTRI RENATO
21.
BALLEGGI LUIGI
22.
BALLONI AMILCARE
23.
BANCHI GUGLIELMO
24.
BANI ALFREDO
25.
BANI CESARINO
26.
BARATTINI ULDERICO
27.
BARBAGLI DUILIO
28.
BARDINI VITTORIO
29.
BARONTINI ILIO
30.
BAROSI RENATO
31.
BARTOLETTI GINO
32.
BARTOLI NELLO
33.
BARTOLI REMO
34.
BARTOLINI FRANCESCO
35.
BARTOLONI ETTORE
36.
BARTOLOZZI MARIO NOVELLO
37.
BATELLI CORRADO
38.
BATISTINI GIUSEPPE
39.
BECHERINI ANTONIO
40.
BELLUCCI RAFFAELLO
41.
BENCI ETRUSCO
42.
BENDINELLI OTTAVIO
43.
BENUCCI BRUNO
44.
BERNARDINI ALFREDO ROCCO
45.
BERTELLI GUERRINO
46.
BERTINI GUGLIELMO
47.
BERTOLINI CESARE
48.
BERTOLINI RENATO
49.
BIANCHINI ORAZIO
50.
BIBBI GINO
51.
BIBBI MARIETTA (o MARIA)
52.
BICOCCHI GUIDO
53.
BIENTINESI ARMANDO
471
54.
BIGESCHI NATALE
55.
BIGNAMI ANGELO (o ANGIOLO)
56.
BISCONTI GALARDO
57.
BITOSSI UGO
58.
BIZZARRI ANGELO
59.
BOCCHERINI UMBERTO
60.
BOCCHI CELESTE GIOVANNI
61.
BODDI LORENZO
62.
BONAGUIDI RANIERI
63.
BONATTI OLIVIERO
64.
BONCIANI ALIGHIERO
65.
BONFIGLIOLI ANGELO
66.
BONFIGLIOLI GIACOMO
67.
BONI FERNANDO
68.
BONSIGNORI ALFREDO
69.
BONTURI BRUNO
70.
BONUCCI GOLFIERO LINO MARINO
71.
BORGHI PIETRO
72.
BORGHINI AMERIGO AGOSTINO
73.
BORRINI LEONE
74.
BOSCAGLI NELLO
75.
BOSCHI ALFREDO
76.
BRIGANTI ORLANDO ARGANTE FERNANDO
77.
BROGELLI GUIDO
78.
BRONDI MARIO
79.
BRUCHI APERLO
80.
BRUSCHI ANGIOLO
81.
BUCCHIONI AZEGLIO
82.
BUCCIARELLI ALPINOLO
83.
BUGELLI DOMENICO
84.
CABRELLI ANTONIO
85.
CACCIARI PASQUALE
86.
CAFIERO GUGLIELMO
87.
CALAMASSI ANTONIO
88.
CAMICI CORRADO
89.
CAMPANI CORRADO
90.
CANOSA FRANCESCO
91.
CANTINI EGISTO
92.
CAPITANI BATTISTA
93.
CAPONI DINO
94.
CARDENTI UGO
95.
CARLI ANCHISE
96.
CARMIGNOLI ARMIDO
97.
CASTALDI BRUNO
98.
CASTALDI SPARTACO
99.
CASTELLANI DARIO
100. CATANI ARRIGO
101. CAVAZZONI GIUSEPPE
102. CECCARINI MARIO
103. CECCHERINI SILVANO
104. CECCHI FERDINANDO
105. CECCONI MEDARDO
106. CEI GADDO
107. CENCINI VITTORIO
108. CERETTI VITTORIO
109. CERRETELLI VITTORIO
472
110. CERRETI GIULIO
111. CHERICI o CHIERICI ANTONIO
112. CHERICI DINO
113. CHIARUGI GIUSEPPE
114. CHIAVACCI NELLO
115. CHIAVERINI JAGO
116. CHIESA MAZZINO
117. CHIESA OBERDAN
118. CIARDI GUIDO PRIMO
119. CIATTI EGISTO
120. CINELLI CATONE o GASTONE
121. CIONI ALFONSO
122. CIVININI LUIGIA in PACCIARDI
123. CODURI GINO
124. CONFORTI ARTURO
125. CONFORTI VASCO
126. CONSANI GOGLIARDO
127. CORSI ANILO
128. CORSI LANCIOTTO
129. CORSI PAOLO MARCO
130. CORSINOVI FOSCA
131. DALY PRIMO
132. DANIELUTTI
133. DEI GINO
134. DEL BIANCO GASTONE VASCO AUGUSTO ENRICO
135. DEL BIANCO GINO
136. DEL FANTE PAOLO
137. DEL FURIA GINO
138. DEL MAGRO EUGENIO
139. DEL PAPA ROMUALDO
140. DEMI ALDO
141. DI DENTE GIULIANO
142. DUPUY GIOVANNI
143. EGIZIANI ENRICO
144. EUFEMI FLORINDO
145. EULOGI VITTORIO
146. EVOGGI GUIDO
147. FANCIULLI GIOVANNI
148. FANTECHI MARIO
149. FANTOZZI ENZO LUIGI FERRUCCIO
150. FEDI MAZZINO FERRUCCIO
151. FERRARI GIUSEPPE
152. FERRARI GUGLIELMO
153. FERRARINI OMERO
154. FIBBI ENRICO
155. FIBBI ROMEO
156. FOGALO UGO
157. FONTANA VASCO
158. FORNAI ANGELO
159. FORNAROLI MARINO
160. FOSSI EGIDIO
161. FOSSI LUIGI
162. FRANCESCONI GIUSEPPE
163. FRANCHI SOCRATE
164. FRANCHINI RODOLFO
165. FRANCI GIUSEPPE
473
166. FRANCI LEO
167. FRANGINI ALADINO
168. FRANZONI ORESTE
169. FRATI GIOVANNI BATTISTA
170. FUSINI PIETRO
171. GABURRI GIUSEPPE
172. GAGGIOLI SILVANO
173. GALANTINI GASTONE
174. GALLORI ANGELO
175. GAMBASSI ALFREDO
176. GAMBASSI DANTE
177. GAMBETTI SABATINO
178. GASPARRI MENOTTI
179. GENNARI GUGLIELMO ZEFFIRO FRANCESCO
180. GIACHI GIORDANO BRUNO
181. GIACOMELLI ALDO
182. GIACOMELLI CORNELIO
183. GIAMBELLOTTI PARIS MARIO
184. GIANNINI GHINO
185. GIANNINI LELIO
186. GIANNONI GINO
187. GIGLI PRIMO
188. GINGRIE GIOVANNI
189. GIORGI CESARE
190. GIUGGIOLI ENRICO
191. GIUGNI GIOVANNI
192. GIUNTINI MARIO UMBERTO
193. GOFFE IRINA
194. GONNELLI PARISIO
195. GOZZOLI VIRGILIO
196. GRANDONI BRUNO
197. GRASSI ANGELO
198. GRASSI MARCELLO
199. GUALTIERI ARMANDO
200. GUARDUCCI EMILIO
201. GUELFI IDEALE
202. GUELFI PIETRO
203. GUELFI SILVANO
204. GUERRIERI SETTIMIO
205. GUFONI VIERI o CHIESI
206. GUIDOTTI GIOVANNI NATALINO
207. IACOMELLI LELIO (o JACOMELLI)
208. IACOPINI GIUSEPPE
209. INNOCENTI ALESSANDRO
210. ISOPO PAPIRIO
211. LAMPREDI ALDO
212. LANDI FERDINANDO
213. LANDINI FORTUNATO
214. LANDINI ROMEO
215. LANFRIL BENIAMINO
216. LARI PIETRO
217. LASTRUCCI PRIMO
218. LATTAZZI ARRIGO
219. LAUNARO ANNA
220. LAURINI SILVIO
221. LAZZARI DECIO
474
222. LELLI ARTURO
223. LISI GIULIO
224. LIVI GUALTIERO
225. LODOVICI ONOFRIO
226. LODOVICI VICO ANNIBALE
227. LOMBEZZI NAZARENO
228. LORENZINI UGO
229. LORENZINI URBANO
230. LUCIANI BRUNO
231. LUPERINI (o LUPARINI) LUIGI
232. LUPETTI LILIO
233. LUZZI VITTORIO
234. MACCHI LUIGI
235. MAFFEI ALESSANDRO
236. MAFFEI VITTORIO
237. MAFFI FABRIZIO
238. MAGNANI NARCISO
239. MAINARDI ALFREDO
240. MAINARDI GIOVANNI o PIETRO
241. MALACHINA CASIMIRO ADOLFO
242. MANETTI CESARE
243. MANNI NELLO
244. MANTOVANI CORINTO
245. MARCHI ORAZIO
246. MARCHI VITTORIO
247. MARCONCINI RINALDO
248. MARCONI MARIO
249. MARCUCCI VITTORIO GIUSEPPE GIOVANNI
250. MARI SILVIO
251. MARIANI GUSMANO
252. MARIANI MARIO
253. MARIOTTI LIBERO GIUSEPPE
254. MARRUCCI ORESTE
255. MARTINELLI EMILIO
256. MARTINI EGIDIO
257. MARTINUCCI GIOVANNI
258. MARZOCCHI UMBERTO
259. MASCII GIUSEPPE
260. MASINI (o MASSINI) ALVARO
261. MASSETTI ALFONSO
262. MATTEOLI VASCO
263. MAZZIERLI (o MEZZIERLI) MOSE'
264. MAZZINI LEONETTA
265. MAZZONI ANGELO
266. MECATTI ALFREDO
267. MELLI MARIA AMALIA
268. MENGONI ANGELO GIUSEPPE GUSTAVO
269. MERATTI AUGUSTO
270. MESCHI ALBERTO
271. MESSERI PIETRO o PIERO
272. MEUCCI CAFIERO LUIGI
273. MIGLIORINI PASQUALE
274. MILLI LIVIO
275. MONANNI ALFREDO
276. MONCIATTI BRUNO
277. MONETI ATTILIO
475
278. MONTAGNANI ALARICO
279. MONTANARI NELLO
280. MONTANI EGIDIO DOMENICO
281. MORBIDELLI BRUNO
282. MORDINI ALFREDO
283. MORELLI LINO
284. MORETTI GIOVANNI
285. MORO UGO
286. MOSCARDI GUERRINO
287. MOSCATELLI ERNESTO
288. MOSCATELLI SECONDO
289. NANNUCCI GUGLIELMO MARIO
290. NATALI UGO
291. NELLI VASCO
292. NERI ERMANNO
293. NESI RODOMONTE
294. NICCOLAIONI FRANCO
295. NITTI FRANCESCO FAUSTO
296. NOZZOLI ARTORIGE VEZIO
297. NOZZOLI QUISNELLO
298. OLIVELLI o ULIVELLI FRANCESCO
299. ORLANDINI OTTAVIO o OTTAVIANO
300. ORLANDINI OTTORINO
301. PACCIARDI RANDOLFO
302. PACINI (o PICINI) MICHELE
303. PACINI LUIGI
304. PANICHI ELIO
305. PANICHI ITALO
306. PANICUCCI GALLIANO
307. PAOLI ANTONIO
308. PAPINI GIOVANNI
309. PAPINI RENATO
310. PAPPUCCIO SILVANO
311. PAPUCCI UMBERTO
312. PARRI ALTERO
313. PARRI RIARIO
314. PASQUALETTI ARMANDO
315. PAZZAGLINI TOSCANO
316. PELLEGRINI FRANCESCO ANTONIO
317. PELLEGRINI GUIDO
318. PERFETTI PAOLO
319. PERINI GIULIO
320. PERUGINI EUGENIO
321. PESSI OVIDIO
322. PETACCHI GIUSEPPE
323. PICCIOLI GAETANO
324. PIERAGNOLI (o PIERANGELI) ALFREDO
325. PIERAGNOLI ALIGHIERO
326. PIERLEONI RENATO LUIGI GIOVANNI
327. PINTUCCI ADOLFO
328. PISANI FERDINANDO
329. PISTOLOZZI UGO
330. POLI CARLO
331. POLI GINO
332. PRATI ARMIDA
333. PRIAMI DANTE
476
334. PROSPERI ELIVIO
335. PROVVEDI NATALE
336. PUPILLI VITTORIO
337. QUAGLIERINI ETTORE MANLIO GIUSEPPE
338. QUAGLIOTTI LORENZO
339. QUIRICONI ALADINO
340. QUIRICONI BRUNO
341. RABUZZI DINO
342. RAFFAELLI GIUSEPPE
343. RAGNI ITALO
344. RASPI UMBERTO
345. RIBOLINI ARISTIDE CARLO
346. RICCI GIORGIO
347. RISTORI ORESTE
348. ROMITI STEFANO
349. ROSI SIRO
350. ROSSELLI CARLO
351. ROSSETTI o ROSSETI BRUNO
352. ROSSI ANGELO o ANGIOLO
353. ROSSI CIRO
354. ROSSI GIORGIO
355. ROSSI IMPERO
356. SACCENTI DINO
357. SALVADORI AMOS
358. SALVINI CRISTOFANO BARTOLOMEO
359. SANI RICCIOTTI
360. SANTIGLI LEONETTO
361. SANTINI AURELIANO
362. SANTINI MARIO
363. SARDI SILVIO
364. SARTINI MARIO
365. SCARSELLI ANGIOLO ADOLFO
366. SCOTTO ARTURO SILVANO
367. SCROGLIERI ANTONIO BENIAMINO
368. SEDRAN ANGELO
369. SEGHI EGIDIO
370. SENESI ATTILIO
371. SERENI BRUNO
372. SERNI EGISTO
373. SINIGAGLIA ALESSANDRO
374. SOGARI DARIO
375. SOLDAINI GIOVANNI
376. SOLDAINI GIUSEPPE
377. SPARANO CIRO ANDREA CARLO
378. STORAI ETTORE
379. STORAI ORLANDO
380. TAGLIABOSCHI TASSO
381. TANTINI VALERIO
382. TARABELLA ERMENGILDO
383. TARCHIANI UGO
384. TESEI FLORINDO
385. TOGNARELLI ERMINIO ENRICO
386. TOGNARELLI MARIO
387. TONARELLI ROMEO
388. TONELLI LIBERALE
389. TONELLI ROBERTO
477
390. TORCELLI TOMMASO
391. TORRACCHI ADAMO
392. TOSI MUZIO GIUSEPPE BIXIO
393. TUCI (o TUCCI) ARMANDO
394. UGOLINI RENATO
395. VALORI FERDINANDO
396. VANNI MELCHIORRE BRUNO
397. VANNINI OSCAR
398. VANNINI UGO NATALE
399. VANNONI CESARE
400. VANNUCCI ATEO o ATHOS
401. VERANI ORLANDO
402. VERONELLI GIOVANNI GIACOMO
403. VIACAVA EDGARDO ANDREA
404. VIAGGI MARIO CARLO EZIO
405. VIOLA ATTILIO
406. ZACCABRI MARIO
407. ZATINI VIRGILIO
408. ZURILLI (o TURILLI) ORLANDO
478
479
Ilaria Cansella è nata a Milano e vive a Grosseto. Ha conseguito la Laurea magistrale in
Documentazione e Ricerca Storica presso l’Università degli Studi di Siena nel 2007, con una tesi sulla
storia della Repubblica Democratica del Congo. Attualmente ha in corso il Dottorato di ricerca presso
la Scuola superiore di Scienze storiche, giuridiche e geografiche della stessa Università, con un progetto
di ricerca incentrato sullo studio delle politiche di sviluppo dell’Italia in Africa e della loro evoluzione
fra anni Cinquanta e Settanta. Collabora da numerosi anni alle attività di ricerca dell’ISGREC e si è
occupata anche di Resistenza ed epurazione, studiando il Fondo del Comitato Provinciale di
Liberazione Nazionale depositato presso l’archivio dell’Istituto. In particolare ha partecipato, a partire
dal 2008, a tutte le fasi del progetto ISGREC sui volontari antifascisti toscani nella guerra civile
spagnola.
Francesco Cecchetti è nato a Lucca e vive a Pisa. Nel 2008 si è laureato in storia contemporanea
presso l’Università degli Studi di Pisa con la tesi Ottorino Orlandini: Edizione critica delle memorie. Nel 2010
ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Politiche. Attualmente lavora a Pisa su progetti di
integrazione sociale e culturale, collaborando con Associazioni ed Enti attivi nel settore della
Cooperazione. Dal 2009 fa parte del gruppo di lavoro dell’ISGREC, che si occupa della storia dei
volontari toscani nella guerra civile spagnola. Su questo tema, ha pubblicato nel 2009 un articolo sulla
rivista “Spagna contemporanea”.
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Volontari antifascisti toscani nella guerra civile spagnola