Sommario 2 Meditando sul Vangelo... 6 Giovani e scelta di vita 8 La tipografia di San Grato 11 Amici SMA 13 Una “strana” associazione 15 Qui pubblicità Istituto secolare «Santa Maria degli Angeli» - Reg. San Grato 56 - 12039 Verzuolo (CN) www.santamariangeli.it Meditando sul Vangelo... Parola di Dio e carisma specifico Vita spirituale: risposta al carisma ricevuto caratteristica in cui vivere e nutrire la propria vocazione. La vita spirituale, intesa come progressiva configurazione a Cristo mediante lo Spirito a partire dal battesimo, viene vissuta in modalità diverse secondo la vocazione personale, ossia quel progetto particolare di santità cui Dio chiama ciascun cristiano. La vita spirituale fiorisce per lo più all’interno di una famiglia carismatica. Così, la spiritualità della Vita Consacrata si colloca all’interno di quella cristiana come una accentuazione di una vita conformata a Cristo. La capacità di diventare cristiformi trova la sua sorgente in Gesù, totalmente disponibile alla volontà del Padre che significa obbedienza totale, svuotamento di sé e purezza di cuore. All’origine della varie spiritualità stanno i fondatori/fondatrici, consapevoli di essere chiamati a vivere in modo diverso la propria risposta a Dio, secondo quell’accentuazione particolare con cui hanno letto e vissuto la Parola di Dio, il carisma. Da ogni carisma, che è il codice genetico di un Istituto di Vita Consacrata, nasce quella esperienza spirituale Il carisma è dato dall’azione dello Spirito che conforma a Cristo la vita dei fondatori accentuando in essi un particolare aspetto del mistero di Cristo. Questa singolare comprensione chiede una risposta di vita e crea a sua volta un modello evangelico da concretizzare nel vissuto e per il quale impegnarsi totalmente. Spesso accade che sia una frase del Vangelo o alcuni aspetti dello stesso ad attrarli particolarmente al punto da diventare per essi la ragione di vita. Di questa angolatura del Vangelo la loro esistenza diventa una interpretazione concreta, nuova ed originale. Parola di Dio e carisma dell’Istituto “Santa Maria degli Angeli” • I trent’anni di vita nascosta di Gesù a Nazaret, umile lavoratore del suo tempo (cfr. Mc 6,3). • Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? (Mt 18,12). • Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo (Gv 17,3). Vi sono alcuni passi e situazioni del Vangelo che hanno ispirato a P. Giuseppe Maria Borgia, cappuccino torinese, il progetto di realizzare una nuova forma di vita consacrata con caratteristiche inedite, se si tiene conto dell’ambiente e del periodo storico in cui essa ha avuto inizio. P. Giuseppe Maria, certo doveva aver riflettuto a lungo sul mistero della vita di Gesù a Nazaret, di cui non v’è menzione nelle narrazioni evangeliche se non che egli faceva il mestiere del “falegname” (Mc 6,3). Ora, se riflettiamo un poco su questi trent’anni di vita di Gesù trascorsi a Nazaret come un ebreo qualunque, di una qualunque famiglia della Galilea, subito ci rendiamo conto che per il fatto stesso che Dio ha scelto di abitare questa qualunquità, non si può ritenere insignificante alcuna vita vissuta nell’assoluta ordinarietà, come appunto è quella tipica dei membri degli Istituti secolari. Questi trent’anni di vita nascosta avevano già ispirato l’avventura spirituale di Charles De Foucauld e, in seguito a lui, quella dei Piccoli Fratelli di Gesù. E pure il Padre Giuseppe aveva a sua volta avvertito il fascino di uno stile di vita che por- tasse le persone consacrate ad essere “come loro” (P. Voillaume), cioè ad assumere quelle ordinarie condizioni di vita della gente comune che vive del proprio lavoro con le sue difficoltà e precarietà. Anche la novità dei preti operai, fiorita quando lui era giovane Cappuccino, l’aveva entusiasmato, tanto che aveva inoltrato domanda per essere ammesso a questo tipo di esperienza di frontiera. Domanda a cui, tuttavia, non aveva mai ricevuto risposta. Quando pensò di dar vita ad un gruppo di persone consacrate, le volle pienamente inserite nel mondo, senza la distinzione di un abito, occupate nelle professioni ed attività lavorative a cui avevano accesso le ragazze nell’immediato dopoguerra. E quale scopo apostolico doveva avere questo gruppo di giovani donne coraggiose? Non quello ormai sviluppato e consolidato, secondo i vari carismi, dalle tante congregazioni religiose che negli ultimi secoli si erano fatte carico dei più diversi bisogni dell’umanità. Ma quello più spicciolo e quotidiano che doveva mirare a raggiungere con la testimonianza ed, eventualmente, con la parola l’uomo della strada, il collega di lavoro, il vicino di casa che i piedi in chiesa proprio non li metteva più. Commentando la parabola della pecorella smarrita il P. Giuseppe diceva: Oggi Gesù sarebbe 99 volte più veloce nel lasciare il tranquillo gregge dei credenti, perché le cifre si sono quasi capovolte: 1 nell’ovile, 99 tra i rovi. Il fondatore ha consegnato a “Santa Maria” una missione chiara e precisa: quella di offrire il proprio contributo per rievangelizzare i nostri paesi di antica cristianità dove tanti battezzati, per varie motivazioni, si sono allontanati dalla fede e «conducono un’esistenza lontana da Cristo e dal suo Vangelo» (RM, 33). Alla base di questo progetto di vita doveva esserci un sostegno molto solido, a garanzia di una reale efficacia missionaria: il Padre era convinto, a partire dalla propria esperienza personale, che non si può parlare di Dio, di Gesù Cristo senza essere stati in comunione con Lui nelle profondità della preghiera. Scriveva nel 1963 nella Presentazione alle Costituzioni originali: Ecco il perché fondamentale di Santa Maria: «Questa è la vita che conoscano Te solo». L’Istituto risponde così alla necessità sentita dalla Chiesa di portare dei contemplativi sui passaggi obbligati delle masse. Dobbiamo credere nella chiamata alla contemplazione pur nel groviglio di una vita moderna. La missione specifica doveva essere vissuta sì nel tessuto della società, «nel mondo e con i mezzi del mon do» (Primo Feliciter, 6) ma sostenuta e integrata dal dialogo quotidiano con la Parola di Dio, da una viva e intensa vita sacramentale e da frequenti giornate di ritiro. Il modello evangelico Il significato sostanziale che il fondatore intese dare alla vita di consacrazione nel nuovo Istituto, come frutto delle sue riflessioni sul Vangelo, era quello di plasmare delle personalità cristiane unificate, sul modello di Gesù, perfetto orante ed evangelizzatore, in comunione permanente con il Padre e assiduamente centrato nella sua missione, intessuta di rapporti con persone e situazioni. Si avverte anche l’impronta della spiritualità che fa capo a Francesco d’Assisi. La preghiera del Poverello si nutriva di un rapporto vivo e personale con la divina presenza con cui dialogava senza interruzione («non era tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli stesso tutto trasformato in preghiera vivente», 2 Celano, LXI, 95; FF 682) e il suo approccio alle Sacre Scritture era semplice, immediato, concentrato su aspetti significativi che ben si armonizzava con la scelta di una vita apostolica dedicata alla predicazione itinerante. Renza carisma George Lanithottam, ofm Possiamo e dobbiamo considerare la spiritualità delle singole famiglie religiose come «scuole di spiritualita» senza più distinzione fra i fondatori con F maiuscola e f minuscola, perché «varie forme di vita generano una peculiare spiritualità», cioè un progetto concreto di rapporto con Dio e con il suo popolo, con il mondo, caratterizzato da particolari accenti spirituali e scelte operative, che evidenziano uno o l’altro aspetto dell’unico mistero di Cristo (cfr. Vita Consecrata, 93e). È il momento di chiedere in che cosa consiste questo carisma, il patrimonio spirituale, questo codice genetico che genera i figli e figlie spirituali di un Istituto? In che cosa consiste quell’esperienza spirituale che costruisce una cultura spirituale di un Istituto? In semplici parole, il carisma contiene la rivelazione di un particolare aspetto del mistero di Cristo per mezzo dello Spirito che esige una risposta esistenziale e crea un modello evangelico della vita. Ogni carisma contiene una nota centrale dell’esperienza del mistero insondabile di Cristo. Lo Spirito Santo introduce fondatori e fondatrici nel mistero di Cristo e nelle sue parole. Egli conforma la loro vita a Cristo rendendoli donne e uomini «evangelici», capaci di vivere e comprendere la parola di Dio con sensibilità e accentuazioni particolari; li aiuta a comprendere, dal di dentro, determinate dimensioni evangeliche, portandoli ad operare quel particolare tipo di esegesi di cui parla la Dei Verbum quando afferma che il progredire dell’intelligenza della fede, oltre che con la riflessione e lo studio, avviene «con l’esperienza data da una profonda intelligenza delle cose spirituali» (n. 8). È una particella della Parola di Dio che preme essere incarnata. Lo Spirito apre l’intelligenza di fondatori/trici affinché comprendano le Scritture; fa di loro interpreti ed esegeti vivi e visibili dell’insegnamento di Cristo. Essi considerano quel determinato passo evangelico o quelle dimensioni evangeliche sulle quali vengono attratti dallo Spirito, come la «perla preziosa», il «tesoro» a loro svelato in modo privilegiato, per cui «vendono tutto» per accoglierlo e viverlo. Sentono di comprenderlo e di poterlo sviscerare in profondità e con modalità nuova, forse mai raggiunta prima nella Chiesa. Giovani e scelta di vita Esperienze di pastorale giovanile vocazionale Qui CDV - Saluzzo Da alcuni anni, sono stata chiamata, assieme ad altre sorelle, a collaborare con il CDV della diocesi di Saluzzo. L’intento è quello di dar vita ad un’attività vocazionale tra i gruppi giovanili. Abbiamo già lanciato l’iniziativa con alcuni incontri che si sono rivelati molto interessanti, anche se in via di perfezionamento. Praticamente siamo invitati (o… ci facciamo invitare…!) ad animare un incontro del gruppo giovani e qui proponiamo una serie di riflessioni, video, testimonianze, anche piuttosto accattivanti, per destare la loro attenzione. Di che cosa hai paura? Di chi ti fidi? Cos’è la vocazione? Sono queste le domande a cui sono invitati a rispondere e, guidandoli nella riflessione, si cerca di farli riflettere sul senso da dare alla propria esistenza. Servirà? Non so, lo spero. So solo, ed è la cosa che sempre mi colpisce molto, che quando parliamo, un po’ per volta si fa un gran silenzio, non si sente una mosca volare e anche i ragazzini più turbolenti seguono con interesse e, a volte, intervengono con domande che fanno capire che hanno colto il messaggio. Recentemente nuovi arrivi hanno arricchito il gruppo del CDV: si sono aggiunti una coppia di sposi, genitori di un giovane prete della diocesi, che portano la loro esperienza di coppia e di genitori di un prete e, da ultimo, anche un diacono permanente sposato. Personalmente devo dire che quest’esperienza sta facendo del bene anche a me perché mi aiuta a ripensare e a rifondare la mia scelta di vita consacrata. Inoltre è molto bello poter camminare anche con persone che hanno fatto scelte di vita diverse. Certamente tutto questo è una ricchezza di cui rendere grazie. Chiara Il logo del CDV di Saluzzo Seminario sulla Direzione spirituale Dal 26 al 29 aprile 2011 si è svolto a Loreto il seminario di formazione alla direzione spirituale, dal titolo «Voce di Dio e voce dei genitori nell’accompagnamento spirituale», che ha sottolineato l’importanza della famiglia, in particolare il ruolo dei genitori, che attraverso la loro esperienza vocazionale di coppia possono insieme aiutare i propri figli nelle loro scelte di vita. Vi abbiamo partecipato, come membri del CDV di Saluzzo, un giovane sacerdote della diocesi ed io. È stata un’esperienza bella e arricchente. La specificità di questo seminario è quella di affiancare alla parte teorica quella più pratica dei laboratori, lavori di gruppo, che spronano a mettersi in gioco attraverso lo studio dei “case study”, simulazioni di casi di vita di giovani che vivono particolari situazioni relazionali e familiari e che chiedono un confronto per un eventuale discernimento. Questo tipo di lavoro insegna a camminare accanto ai giovani indirizzandoli verso se stessi, aiutandoli sia dal punto di vista spirituale che psicologico. Oltre a questo, il bello di questi incontri, è quello di condividere questa esperienza con le altre famiglie religiose di tutta Italia, avendo così l’opportunità di far conoscere l’Istituto e il suo carisma. Franca Con i giovani a Boves - Convento delle Clarisse La tipografia di San Grato Breve storia di un’impresa artigianale d’altri tempi Per i laici consacrati che vivono nel mondo e usano dei mezzi del mondo, le varie attività lavorative e professionali costituiscono l’ambito normale e quotidiano in cui far fermentare il lievito del Vangelo, testimoniarlo con la propria vita ed annunciarlo agli altri. Questo specifico degli Istituti secolari ha caratterizzato “Santa Maria” fin dal suo nascere. Le prime sorelle – si era nell’immediato dopoguerra – si dedicavano alle attività tipiche femminili quali sartoria, ricamo, maglieria. Ma c’erano anche insegnanti ed operaie. Ad una di queste, Ida Boero, già dipendente della Cartiera Burgo di Verzuolo, P. Giuseppe Maria Borgia affidò il compito di occuparsi di una iniziativa che aveva in mente: creare una piccola tipografia sia per il sostentamento delle sorelle, sia per, come si diceva allora, l’apostolato della buona stampa. Ida non era tipografa ma, avendo lavorato in cartiera, aveva almeno dimestichezza con la carta e con le operazioni di fornitura delle risme. Si era nel 1947, a Piasco. Si iniziò con un tirabozze e, successivamente, si provvide una piccola macchina da stampa acquistata di seconda mano. Con queste attrezzature si stampavano manifesti, immagini, ricordini, ecc. Nel frattempo si era provveduto ad avere la licenza presso la Questura di Cuneo e il Comune di Piasco che la definì: “tipografia artigianale di modeste pretese”. Il lavoro cresceva e le tipografe, pressoché autodidatte, si impratichivano del lavoro di composizione e di stampa, alle prese con i diversi tipi di caratteri, compositoi, interlinee, margini. Finché alle volenterose operaie arrivò una macchina più grande, la “Bollito”, con telaio 70x100 e una grande ruota da girare manualmente. Con questo congegno si stamparono perfino dei libri. Nel 1950 il primo gruppo di sorelle di “Santa Maria” si trasferì da Sant’Orso di Piasco a San Grato di Verzuolo e si dovette provvedere anche a traslocare la piccola tipografia. Il trasporto delle macchine e di tutta l’attrezzatura avvenne a mezzo di un carro trainato da una coppia di buoi e da una serie di carretti tirati a mano. Il nuovo ambiente di lavoro constava di tre stanzette dove le macchine occupavano quasi tutto lo spazio disponibile. Stampare era a volte piacevole e divertente, altre invece, difficile e pesante, soprattutto quando il lavoro urgeva e la macchina si rompeva! Quando poi il guasto era riparato, si doveva subito riprendere il lavoro per terminarlo in tempo per le consegne e, spesso, era già notte fonda… Altre volte il lavoro si prolungava perché il numero dei caratteri era insufficiente. Allora se ne doveva stampare una parte, procedere alla scomposizione per poter usare gli stessi caratteri per la parte successiva. San Grato - Macchina tipografica “Bollito” La ristrettezza dei locali obbligò a provvedere ad un ampliamento. Nel 1970 fu costruito un grande salone al piano terreno, ben illuminato, che poteva ospitare comodamente tutto il macchinario e l’attrezzatura nonché ricevere decorosamente i clienti. Fu l’epoca d’oro della tipografia che, nel frattempo, si era dotata di una nuova macchina da stampa, moderna e veloce. Fu un periodo caratterizzato da molto lavoro e dalla varietà della clientela. Si stampava un po’ di tutto: annunci vari, biglietti visita, fatture, circolari, bollettari, manifesti, volantini ma anche libri, tra cui gli scritti di P. Giuseppe Maria. Erano clienti il privato cittadino, i professionisti, le parrocchie, gli enti pubblici e privati. E c’era, infine, un cliente speciale: l’Istituto e la sua missione di evangelizzazione tra i lontani dalla fede. Per questo apostolato il fondatore aveva avuto l’idea di portare la buona notizia del vangelo mediante lo strumento della pubblicità. Nacquero così i primi giornali murali e i primi manifesti da esporre nelle vetrine di negozi i cui testi venivano stampati dalla macchina grande, mentre i disegni erano eseguiti a mano uno per uno sulle varie copie. Verso gli anni ’90 si moltiplicano nel territorio tipografie più modernamente attrezzate. E così, il 30 10 novembre 1991, dopo quarantaquattro anni di onorato servizio la tipografia “di modeste pretese” si trova obbligata a chiudere i battenti. Riporto qui alcune commoventi righe di Costanza Lorenzatto, la responsabile della piccola impresa, durante i lavori di smantellamento; sono parole che manifestano quanto le tipografe hanno saputo impregnare di genuino spirito evangelico il loro lavoro: «Quanto tormento e quanta gioia nel preparare le bacheche per annunciare il Vangelo! Dio sia benedetto per la fatica dei primi tempi. Ringraziamo per il lavoro che abbiamo potuto fare e chiediamo perdono per quello che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto». Secondina Amici SMA Raccontiamoci... Sono giunta a Santa Maria degli Angeli su invito di due Amici. Per me è stata una piacevole sorpresa aver trovato in questo Istituto secolare l’osservanza della spiritualità francescana, sorpresa perché un anno prima mi era stato suggerito e consigliato di fare questo tipo di cammino da Franco Mondino (senza che gli avessi chiesto nulla al riguardo)... Ho cercato in seguito di mettermi in contatto con i frati minori in Torino, ma senza riuscirci. Di conseguenza ho tralasciato l’idea pensando che non era il momento; ma come sempre se il progetto è opera del Signore, Egli non solo ti prepara la strada ma fa anche in modo che giunga al suo compimento. Ho voluto raccontare questo fatto per ringraziare Gesù per aver pensato per me questo cammino di far parte degli Amici di Santa Maria degli Angeli: la serenità, la gioia, l’amicizia che qui regna ha la capacità di penetrare profondamente nell’anima e farmene gustare tutti gli effetti. Un ringraziamento speciale a Fr. Marcello per le sue splendide “catechesi” e per le sua grande disponibilità nell’ascolto e nel dialogo personale, per la sua capacità di trasmettere nel perdono la tenerezza e l’amore di Dio. Grazie a tutti, sono orgogliosa di far parte di questa grande “famiglia”. Un fraterno abbraccio. Anna Maria Da quando partecipiamo al gruppo Amici di Santa Maria degli Angeli ci sembra che la nostra vita sia cambiata. Ma forse è cambiata veramente, specialmente per quanto riguarda la nostra fede e la vita spirituale. Sentiamo che dentro di noi c’è qualcosa in più che, man mano che il tempo passa, si rafforza maggiormente. Ines e Giancarlo Ho conosciuto l’Istituto Santa Maria degli Angeli nell’agosto del 2009 a San Grato, in occasione della celebrazione in suffragio di Padre Giuseppe Maria, grazie all’invito fattomi da un’Amica della mia parrocchia. Mia Mamma Letizia era stata chiamata dal Signore all’età di 94 anni, a metà maggio dello stesso anno; io sono figlio unico, non sposato... e quindi mi sono trovato... a camminare da solo (si fa per dire, perché il Signore con la Sua Mamma, insieme alla mia, posso proprio dire che mi sono stati e mi sono sempre accanto e questa esperienza è MERAVIGLIOSA). Da subito ho trovato nell’Istituto l’accoglienza fraterna, familiare che mi ha aiutato e mi aiuta “a tenere sempre cariche le pile”, a guardare verso l’Alto ed intorno perché il vivere la quotidianità sia, non solo a parole, tut11 ta una serie di attimi per poter essere SUO testimone nella maniera che LUI ritiene consona per il nostro stato, ed in base ai ‘talenti’ che ad ognuno dà. Per i diversi impegni del quotidiano, alle volte non riesco a partecipare ai ritiri, incontri di fraternità, celebrazioni, ma cerco ugualmente di stare unito a tutti gli Amici con la preghiera del cuore e l’offerta al Signore. Marco dire per me, vincenziana da decenni, continuare ad interagire con persone che sanno portare dentro alla società una cultura poggiante sulla relazione di aiuto fraterno. Il godere di momenti conviviali e soprattutto nutrirci “insieme” di spiritualità francescana, impadronirci di linguaggi nuovi, ci rende meno passivi di fronte ai cambiamenti epocali e ci mette in grado di comprendere la santa umanità di Cristo. Rosetta Essere annoverata, in forma statutaria o non, fra gli Amici dell’Istituto secolare Santa Maria degli Angeli vuol Ritrovarsi nelle giornate di ritiro in un ambiente ospitale con persone semplici in amicizia e fraternità, ha destato il nostro interesse a far parte del Gruppo di Amici. Ringraziamo dell’invito a questi appuntamenti, per noi importanti, dove c’è tempo per la riflessione, il silenzio, la preghiera con la guida di Fra Marcello, in piacevole compagnia di altri Amici. Emilia e Giuseppe Un gruppo di Amici, con l’Assistente Fr. Marcello Graffino in gita a Courmayeur 12 ASSOCIAZIONE INFORMAZIONI SU CRISTO Una “strana” associazione La sede di InformaCristo a Cuneo InformaCristo è arrivato a Cuneo, capoluogo della Provincia Granda, con l’inaugurazione della nuova (piccola) sede l’11 febbraio 2005, festa della Madonna di Lourdes, evento preceduto dall’apertura di due vetrine nelle piazze principali della città. Da qualche anno avevamo compiuto con l’Amica Linda alcune esperienze di “missione volante”, con gazebo e ombrellone, manifesti e dépliant, nel desiderio di realizzare lo scopo apostolico di Santa Maria dato dal fondatore: annunciare Cristo sulle strade, arrivare a tutti, specialmente a chi non va a cercarlo in Chiesa. A Cuneo il nostro tipo di gazebo (al tempo era una novità) era comparso più volte nei punti più popolosi e frequentati dalla “Cuneo bene”, quella delle passeggiate (le “vasche”) pomeridiane. L’iniziativa aveva fatto conoscere in città l’esistenza di questa “strana” Associazione, un’attività che non stava a ridosso della parrocchia e che in città, dove non si era mai vista, suscitava domande: «Chi siete? Chi vi paga? Perché fate questo? Soprattutto, dove avete la sede?». Avere una filiale dell’Associazione a Cuneo, stava diventando un’esigenza. Ho chiesto e ho avuto molto aiuto da Maria Clara che, pur nella sua gravissima condizione di salute, sentivo comunicativa e capace di comprendere e di pregare. Il Signore ci ha fatto trovare il locale con una grande vetrina, dei padroni di casa credenti che aiutano; ci ha fatto incontrare l’accoglienza di persone che hanno creduto in noi e il contributo economico di benefattori per l’allestimento e ci ha dato una volontaria a tempo pieno, Lauretta. Il locale è vicino ai licei, molti ragazzi vi passano davanti per recarsi alla stazione; l’InformaCristo li interpella a Natale, all’inizio e fine dell’anno scolastico, offrendo loro omaggi augurali. All’esterno abbiamo messo subito un espositore con il nostro materiale gratuito (dépliant, Foglio di Collegamento, le rubriche di informazione su arte e fede e sulle diverse religiosità). Un’idea che è stata 13 ASSOCIAZIONE INFORMAZIONI SU CRISTO copiata anche a Cuneo. Anche l’idea del video in vetrina per presentare il DVD e altri CD è stata una novità che ha attirato l’interesse dei passanti: un nuovo “pulpito” multimediale per l’evangelizzazione. Al di sopra della vetrina una grande insegna sta ad indicare che in questo luogo si parla di Gesù, sulla scia di Paolo apostolo; nella disponibilità, nell’accoglienza, nell’ascolto dei problemi umani, nel dialogo, nell’informazione. Abbiamo avuto, specialmente nei primi anni, numerose visite, incontri belli e drammatici, richiesta di materiale e di informazioni sulla fede oltre a richieste di aiuto per problemi umani. Intanto è maturata l’idea della mostra itinerante GRAFIE DELL’ANIMA concepita sin dal giubileo del 2000 e arrivata, con l’aiuto del Signore, delle sorelle e degli Amici di Santa Maria, alla quindicesima edizione (più due edizioni brevi sull’Eucaristia delle origini). Lo scopo della mostra è quello di poter parlare con le immagini del centro focale del cristianesimo delle origini, della speranza portata da Gesù ed espressa nei simboli dell’arte dei primi quattro secoli precostantiniani. 14 Un’idea entusiasmante! Un inserimento culturale che tanti mostrano di capire e di apprezzare come strumento della “nuova evangelizzazione” mentre “la cultura cristiana cattolica – come dice Claudio Magris* – sta sparendo… quella cultura che permette di leggere il mondo, di dirne il senso e i valori”. La mostra vuole essere un piccolo contributo culturale, un’informazione, un piccolo seme capace di raggiungere tante menti, fantasie e cuori per indurre alla riflessione sulla bellezza e la gioia del vero cristianesimo; per lasciar intravedere la profondità e l’ampiezza del cristianesimo di Gesù. Ed è bello vedere la commozione in tanta gente… Ci sono persone che vengono a vedere la mostra due o tre volte, anche nelle diverse edizioni. Qualcuno ci chiede: “Voi riuscite a convertire?” Noi vogliamo solo informare sul messaggio di Gesù vissuto alle origini, dando uno spiraglio di gioia, di pace di speranza “nell’insidioso garbuglio del vivere”. Le conversioni le farà il Signore. Mirella * C. Magris, Prefazione a A. Matteo, La prima generazione incredula, 2010. ASSOCIAZIONE INFORMAZIONI SU CRISTO Qui pubblicità Punti di esposizione e distribuzione per manifesti, opuscoli e dépliant dell’Associazione Informazioni su Cristo ASS. INFORMAZIONI SU CRISTO sede di Torino sede di Genova sede di Cuneo CROCICCHI* Bar Lagrange Torino Copisteria La Puntuale Torino Casa Impiegate e Studentesse Torino Casa Convegni Maria Regina Saluzzo Libreria Escata Verzuolo Libreria Crocicchio Bra LOCALI VARI Caserma Cernaia Torino Cimitero Monumentale Torino Albergo «Genova e Stazione» Torino Basilica di Superga Torino Monastero Cappuccine Torino Chiesa N.S. della Salute Torino Chiesa S. Giuseppe Cafasso Torino Chiesa S. Francesco da Paola Torino Chiesa San Rocco Torino Bar via della Consolata Torino Fotografo via XX Settembre Torino Ufficio ANCOL Saluzzo Curia, ingresso Saluzzo * Attività di lavoro condotte da membri dell’Istituto Casa del fiore Verzuolo Municipio (atrio) Barge Curia, sala d’attesa Alba Casa Opere Diocesane Alba Sede CVA Alba Panetteria Giacosa Alba Libreria L’incontro Alba Calzature Fabbri Alba Panetteria Sirio Alba Biomedical Alba Istituto Musicale Alba Confartigianato Alba Autoscuola Ardito Alba Acconciature Angela Alba Fioraio F.lli Colombano Alba Panetteria Gerlotto Alba Scuola enotecnici Alba Casa della giovane Alba Cartoleria Minimondo Alba Scuola materna (Moretta) Alba Lavanderia/sartoria Drusy Alba Fioraia «Punto verde» Alba Utensili Promio Giusy Alba Pettinatrice Rosella Alba Giornalaio Stazione FS Alba Chiesa Cristo Re Alba Santuario della Moretta Alba 15 ASSOCIAZIONE INFORMAZIONI SU CRISTO Bottega di Elia Alba Chiesa Divin Maestro Alba Oratorio San Cassiano Alba Centro Caritas Alba Seminario Alba Cattedrale Alba Chiesa S. Margherita Alba Chiesa Divino Amore Baraccone Parrocchia S. Damiano d’Alba Oratorio parrocchiale Gallo d’Alba Casa Convegni Altavilla Alba Autoscuola Ardito Neive Scuola materna Diano d’Alba Gelateria Magliano Alfieri Bar Sport Magliano Alfieri Chiesa parrocchiale Lequio Berria Chiesa parrocchiale Castagnito Chiesa S. Giuseppe Montelupo Oratorio parrocchiale Govone Parrocchia Canove Tessuti Pastura Bra Ambulatorio ASL Bra Chiesa B.V. del Rosario Bra Chiesa Cappuccini Bra Chiesa Battuti Neri Bra Acconciature Il Pettine Cuneo Locali vari Acqui Terme Ufficio FALP Genova Parrocchia S. Bernardino Albenga OSPEDALI Molinette Mauriziano 16 Torino Torino Gradenigo Torino Sant’Anna Torino Oftalmico Torino C.T.O. Torino San Luigi Orbassano Ospedale civile Alba Ospedale civile Savigliano Ospedale civile Alessandria San Martino Genova Galliera Genova Gaslini Genova Paverano Genova Ospedale Sestri P. Ospedale Sestri L. Sant’Orsola Bologna Ospedale Malpighi Bologna Ospedale Maggiore Bologna Ospedale civile Corigliano Calabro VETRINE C.so San Martino 1 Via Po 4 Via Sacchi 2 C.so Vittorio Emanuele II 60 Via Carlo Alberto 39 Via Cavour (chiesa Madonna degli Angeli) Via Nizza 25 Via Nizza 92 Via delle Orfane (ang. Via Garibaldi) Piazza San Carlo (chiesa di S. Cristina) Torino Torino Torino Torino Torino Torino Torino Torino Torino Torino ASSOCIAZIONE INFORMAZIONI SU CRISTO Via Sacchi 44 Via XX Settembre 81 Autoscuola Canta Piazza Galimberti 12 Piazza Europa Via Umberto 82 Via Audisio 1 Santuario San Bernardo Santuario Centro Commerciale Torino Torino Orbassano Cuneo Cuneo Busca Bra Belmonte Verzuolo Cantogno Alba Via Maestra 9 Via Caprera 8 Piazza Corvetto Via 5 Maggio 5 Via Bellucci (Nunziata) Via Cantore 21 Piazza Goffredo Villa Piazza Acquaverde Piazza Caricamento Piazza Novara Genova Genova Genova Genova Genova Genova Genova Genova Cervinia Cuneo. La sede di InformaCristo 17 18