MENSILE A CURA DELLA CHIESA CRISTIANA EVANGELICA DI BOLLATE. PUBBLICAZIONE A CARATTERE INTERNO. ANNO VI - NUMERO LXXVI - NOVEM-
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Abbondate nel ringraziamento
“Entrate nelle sue porte con ringraziamento, nei suoi cortili con lode;
celebratelo, benedite il suo nome.” (Salmo 100:4)
A volte succede di prendere posto in chiesa, all'inizio della serata di preghiera,
non sapendo bene cosa dire. Ci si ritrova davanti alla presenza del Signore senza sapere
cosa fare, come parlare, ma soprattutto come pregare. Manca il fiato, manca la forza,
mancano i pensieri e l'atteggiamento giusto. Lo spirito langue senza trovare via d'uscita.
Stanchezza, indifferenza, pensieri, ansie e preoccupazioni spesso cercano di allontanare
lo sguardo da Cristo Gesù, proprio durante il prezioso momento della preghiera. Anche
la paura, l'incertezza e la vergogna talvolta fermano le labbra dal compiere un gesto così
semplice come quello di elevare una lode, un ringraziamento a Dio, anche solo per quella giornata che si è potuta vivere. Alla fine, rimane solo una sempre più profonda delusione e tristezza. Non è affatto una coincidenza che i problemi più importanti si presentino alla mente proprio quando si piegano le proprie ginocchia alla presenza di Cristo.
Non è una fatalità se tutte le scuse di questo mondo
impediscono di pregare come si vuole.
ALL’INTERNO...
Continua a Pag.6
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Pਁਇ. 11
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IL CAMMINO CRISTIANO
Pਁਇ. 12
PAGINA 1
CRONACA INTERNAZIONALE...
a cura di Giuseppe
Siamo persone della bibbia…
“Sii vigilante e rafforza il resto che sta per morire”, è quanto leggiamo nell’Apocalisse al capitolo 3 versetto 2, e chi conosce la nostra missione da tempo sa che molti
anni fa da queste poche potenti parole un giovanissimo Fratello Andrea fu ispirato a iniziare l’attività missionaria che oggi chiamiamo Porte Aperte e che voi sostenete con tanto amore e dedizione.
Siamo persone della Bibbia: questo è uno dei valori fondanti di questa missione.
Per reggere sulle nostre spalle quest’eredità missionaria è chiesto a ciascun membro e
collaboratore di Porte Aperte - nuovo o veterano, giovane o vecchio, uomo o donna che
sia - di comprendere appieno questo valore, che è innanzitutto vita vissuta oltre che principio astratto. Siamo persone chiamate ad amare la Parola di Dio a tal punto che deve
risultarci intollerabile l’idea che a causa della persecuzione o di altri ostacoli vi siano
fratelli e sorelle nel mondo che non hanno una Bibbia. Qualunque sia l’impedimento
dobbiamo sentire l’impulso a muoverci per rendere disponibile questa Parola vivente a
quelle persone che fanno parte del nostro stesso corpo.
Le sfide degli ultimi tempi sono imponenti. Rivoluzioni, crisi economiche e violenze infliggono potenti fendenti a tutte le missioni che operano in favore di chi soffre,
aprendo voragini di preoccupazioni e di sofferenza che a volte, lo confessiamo, colpiscono anche noi. Non mancano le lacrime nella nostra base in Italia, molti di voi ci conoscono e ci sostengono personalmente, ma tutto questo è giusto, poiché se un membro soffre,
tutte le membra soffrono con lui.
“Vi darò un cuore nuovo”, leggiamo in Ezechiele, un cuore non più di pietra, ma
di carne, un cuore che pulsa, che sanguina, che prova empatia e compassione, un cuore
che gioisce e, appunto, versa lacrime.
In questi giorni DIO continua a sostenere l’opera di Porte Aperte compiendo miracoli che inondano i nostri cuori di gioia, colmandoli di gratitudine e amore. VOI siete
lo strumento di cui Dio si usa per compiere quest’opera: le vostre preghiere, i vostri incoraggiamenti, le vostre offerte rendono possibili progetti tangibili che trasformano vite,
salvano anime e… consegnano Bibbie. Proprio così, perché noi siamo e voi siete persone
della Bibbia.
Aiutateci, sosteneteci, ABBIAMO BISOGNO DI VOI, poiché questa missione è
composta anche di tutte le preghiere, i pensieri, le lettere, gli aiuti tangibili e le offerte
concrete che ciascuno di voi compie per rafforzare il resto che sta per morire.
C’è così tanto da fare! La persecuzione aumenta, l’intolleranza governa intere
fette di questo mondo, i nostri fratelli e le nostre sorelle soffrono fisicamente ed emotivamente per Cristo: ogni vostra offerta è un sogno che si realizza, un progetto che avanza,
una vita che torna a sorridere.
Destinate la vostra offerta a “I bisogni della missione”.
Grazie di cuore
IL CAMMINO CRISTIANO
Tratto da “Porte Aperte Italia”
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CRONACA LOCALE...
a cura di Ester & Giuseppe
Evangelizzazione a Limbiate
Sabato 14 ottobre 2012, nonostante il clima incerto, si è tenuta un’evangelizzazione all’aperto a Limbiate, presso la piazza del mercato, erano presenti circa 25 fratelli
della chiesa di Bollate e della piccola missione di Limbiate. Vi è stata l’opportunità di
presentare l’opera di grazia che Gesù ha fatto. La piccola piazza è certamente un punto
molto importante per la città di Limbiate, infatti durante lo svolgimento di questo semplice culto all’aperto, sono passate diverse persone che hanno avuto modo di ascoltare
la predicazione dell’Evangelo.
Durante il culto tre fratelli hanno avuto la possibilità di raccontare con gioia la
loro testimonianza, come prima erano peccatori lontani da Dio ed oggi, grazie al sacrificio di Gesù, hanno pace con Dio. Le testimonianze sono state intervallate da inni di lode
e adorazione a Dio. È stata esposta la predicazione della Parola di Dio, il messaggio è
stato tratto dalla nota vicenda di Zaccheo. Il predicatore si è soffermato su una frase molto importante del testo di Luca 19:1-10 “cercava di vedere quale fosse Gesù”, l’invito
fatto durante la meditazione è stato quello di
non cercare di vedere
Gesù solo da un punto di
vista storico o attraverso
una religione, ma attraverso la Bibbia, la Parola di Dio. Gesù scelse di
parlare con Zaccheo,
sapeva già tutto di quest’uomo e del suo comportamento, era un pubblicano che rubava, ma
decise di entrare a casa sua ed ancora oggi il suo desiderio è quello di farsi vedere da
ogni persona per entrare nella sua vita per donargli il perdono dei peccati e la possibilità
di redenzione.
Alcuni giovani ragazzi e uomini adulti hanno ascoltato l’invito a fare entrare
Gesù nella propria vita, la nostra
preghiera è che il seme sparso in
questi cuori possa portare frutto
alla gloria di Dio. Preghiamo
affinché i cuori chiusi di questo
presente secolo possano aprirsi
alla grazia offerta da Dio.
Olga Princiotta
IL CAMMINO CRISTIANO
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CRONACA LOCALE...
a cura di Ester & Giuseppe
La riunione dei giovani riprende
Nella giornata di lunedì 8 ottobre si è svolto il primo incontro della riunione giovanile di quest’anno al quale ha partecipato, come ospite straordinario, il fratello Samuele Plasmati.
Dopo i cantici di apertura ha preso la parola il fratello Luciano Di Marco il quale,
parlando dell’anno passato, ha ricordato come l’ultima serata della riunione dei giovani
fosse stata particolarmente benedetta. Ci furono molto preghiere, quasi tutti i giovani
quella sera innalzarono una preghiera di lode, con lacrime e con la certezza che il Signore avrebbe provveduto ed operato nella loro vita.
Dio è potente a fare molto più di quello che noi gli chiediamo, non dobbiamo
accontentarci ma progredire chiedendo al Signore di essere battezzati nello Spirito Santo e di essere usati come strumenti nelle Sue mani per il Suo servizio. Dobbiamo essere
vasi ad onore che rispecchino la Sua gloria. Vasi vuoti, pronti per essere usati. Al termine Luciano ha dato spazio a Samuele Plasmati che, nel guardarci, ricordava i momenti
passati quando anche lui come noi frequentava la riunione dei giovani.
Col titolo “i giovani che lasciano un segno in questa generazione” Samuele ha
introdotto un piccolo pensiero sulla parola del Signore che si trova in Atti 3:1-11.
Dobbiamo fissare lo sguardo su Gesù perché uno dei problemi di oggi è proprio
la debolezza spirituale. La carità dei più si raffredderà. Vorremmo vedere un Pietro o un
Giovanni tra i giovani che devono essere attivi, lottare contro la decadenza di questo
mondo, l‘incostanza e reagire al male. Siamo giovani “diversi” perché Dio ci ha dato il
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CRONACA LOCALE...
a cura di Ester & Giuseppe
Suo unigenito figliuolo e tutto quello che serve per vivere una vita vittoriosa.
Dobbiamo lasciare un segno indelebile in questa generazione stolta e perversa.
Siamo sotto gli occhi di tutti. Il mondo ci osserva con scrupolo e non dimentica. Il mondo ha il desiderio di ricevere qualcosa da noi che avendo fatto un’esperienza personale
col Signore abbiamo qualcosa di concreto da dare. Dobbiamo risplendere, testimoniare
col nostro comportamento. La vita nel mondo ormai è priva di stimoli.
A 13 anni non si ha più voglia di vivere e spesso si va in cerca di nuove esperienze che possano sollecitare la nostra vita ma in definitiva non fanno altro che farci scivolare in esperienze sempre più negative e deludenti. Come facciamo a sapere quale sia la
volontà del Signore per la nostra vita? Intanto cominciamo ad essere dei modelli per gli
altri col nostro atteggiamento, frequentiamo i culti e le riunioni della nostra chiesa. Tutto
questo ci aiuterà ad entrare in sintonia col Signor riuscendo a captare così il Suo messaggio. Quando facciamo la Sua volontà la nostra vita cambia. Dobbiamo dipendere da lui
come la vite e i tralci. I tralci non possono portare frutto se non sono attaccati alla vite.
La nostra testimonianza è vitale per portare anime a Cristo, per essere suoi collaboratori e perché ognuno di noi ha il suo ruolo nel corpo del Signore.
“Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò ed
avrò gli occhi su di te” (salmo 32:8)
Giuseppe Gallo
Lo sai che… Molto spesso si sente dire che Giacobbe abbia avuto Lea in moglie dopo sette anni di lavoro
presso Labano, e Rachele dopo altri sette. La Bibbia
dice chiaramente in Genesi 29:15-30 che, alla fine dei
sette anni concordati con il suocero, Giacobbe ebbe in
moglie Lea, per un inganno del padre di lei, e poi Rachele dopo aver finito i festeggiamenti nuziali con la
prima moglie, a patto che lavorasse altri sette anni.
“«[…] Finisci la settimana nuziale con questa e ti daremo
anche l'altra, per il servizio che presterai da me per altri sette anni».
Giacobbe fece così, e finì la settimana di quello sposalizio; poi Labano
gli diede in moglie sua figlia Rachele” (vv. 26-28).
Isaia 43:1-5
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STUDIAMO LA PAROLA
a cura di Luciano & Samuele B.
Senza ombra di dubbio, questa non può essere in alcun modo una giustificazione, ma se
si sente nel cuore il bisogno di riallacciare nuovamente il proprio rapporto di preghiera
con Dio, o se si vuole solo crescere maggiormente in questo aspetto, non si possono trascurare alcuni degli elementi chiave, che fanno parte dell'offerta da presentare al Signore.
All'Agnello, siano la lode, l'onore, la gloria e la potenza!
La celebrazione e l'esaltazione della persona di Dio consistono innanzitutto nel
riconoscere e nell'avere la piena consapevolezza che il Signore è Dio: “Riconoscete che
il SIGNORE è Dio; è lui che ci ha fatti, e noi siamo suoi” (Salmo 100:3). Questa verità
fondamentale deve essere alla base di ogni nostro concetto e pensiero. Ogni qualvolta si
dimentica la grandezza della persona di Cristo, si stanno disonorando il Suo nome e la
Sua opera. Questa realtà deve spingere ad aprire la propria bocca affinché il nome del
Signore sia esaltato, fosse anche solo per i battiti del proprio cuore, i quali consentono di
rimanere in vita proprio in questo preciso istante. È merito della Sua grazia, della Sua
bontà, della Sua misericordia se si possono leggere queste preziose parole.
Il ringraziamento e la lode a Dio non possono mancare nella vita del credente,
tanto che Paolo esorta i Colossesi con queste parole: “radicati, edificati in lui e rafforzati dalla fede, come vi è stata insegnata, abbondate nel ringraziamento” (Colossesi 2:7).
Infatti la completa fede nel Signore e la fiducia nel sacrificio di Gesù sono gli ingredienti
per ottenere una perfetta offerta di lode, adorazione e ringraziamento a Dio. Un cuore,
che non è arreso completamente alla volontà dell'Eterno, che non si umilia alla Sua presenza, che non si dispone a credere che non si può vivere senza dipendere da Cristo, che
non osa elevare a Lui parole di gratitudine, non ha alcuna possibilità di vedere la gloria
divina nella propria vita!
“Quando offrirete un sacrificio di riconoscenza al SIGNORE, l'offrirete in modo
che sia gradito.” (Levitico 19:5)
L'adorazione accresce il valore e la considerazione che si ha del Signore, e fortifica l'importanza e l'onore che Egli ha nell'assemblea. Quando si offre la gloria al Signore,
Colui che solo ne è degno, il credente si
svuota progressivamente del proprio orgoglio, della superbia che ogni tanto cerca di
avvolgerlo in modo subdolo. Quando ci si
dispone a dimenticare e a rinunciare a se
stessi in favore di Dio, la lode nasce spontanea nel cuore, e più si permette al ringraziamento di essere elevato dalla propria anima,
più la benedizione celeste scende copiosa e
con potenza.
Quando si eleva la gloria a Cristo, si
concentrano il proprio sguardo e la propria
attenzione su di Lui, e davanti alla Sua maestà e alla Sua gloria ogni situazione ed ogni
circostanza perdono significato. In questo
modo si permette allo Spirito Santo di trasformare la visione umana dei problemi,
delle difficoltà e delle preoccupazioni, in
quella che è la visione divina dell'opera Sua
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STUDIAMO LA PAROLA
a cura di Luciano & Samuele B.
per ogni individuo. Una volta raggiunto questo fondamentale obiettivo, il cuore è disposto ad offrire il meglio della lode, della gloria e del ringraziamento, ossia l'intera propria
vita, come dono di riconoscenza davanti al trono della grazia di Cristo Gesù.
L'atteggiamento giusto in ogni ambito
Considerando gli ambiti in cui ci si trova ad offrire direttamente o indirettamente
gloria a Dio, si possono evidenziare almeno quattro principali momenti in cui si eleva o
meno onore al Signore: la preghiera, il canto, il pensiero ed il comportamento.
La preghiera è fondamentalmente il proprio dialogo personale con Dio, ed è un
momento particolare e speciale in cui è doveroso riconoscere la maestà e la grandezza
dell'Onnipotente. Ciononostante è buono che la lode non sia limitata solo all'intimità dei
propri pensieri: alcuni si fermano ad un'adorazione mentale, anche durante i culti, senza
aprir bocca o quasi balbettando o sottovoce. Per quanto sia vero che Dio investighi i cuori, non è di minore importanza dare al Signore l'onore che gli è dovuto manifestandolo
apertamente con il linguaggio, che è uno degli strumenti più straordinari che Dio ci ha
donato: “Mandate grida di gioia al SIGNORE, abitanti di tutta la terra!” (Salmo 100:1).
Si è a conoscenza del fatto che nell'antico testamento, l'Eterno aveva ordinato agli Israeliti di non offrire sacrifici lontano dal tabernacolo, affinché nessuno venisse accusato di
aver disonorato l'offerta: “i figli d'Israele, invece di offrire, come fanno, i loro sacrifici
nei campi, li portino al SIGNORE presentandoli al sacerdote, all'ingresso della tenda di
convegno, e li offrano al SIGNORE come sacrifici di riconoscenza” (Levitico 17:5).
L'offerta doveva avvenire palesemente alla presenza di Dio e del sacerdote. Non
si può nascondere un sacrificio così prezioso agli occhi del Signore! Non ci sono giustificazioni, nemmeno la paura! Se dichiariamo apertamente di amare Cristo altresì dobbiamo essere disposti ad elevare apertamente l'onore al Suo glorioso nome: “Nell'amore
non c'è paura; anzi, l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un
castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell'amore” (1 Giovanni 4:18).
In merito al canto, possono considerarsi premesse tutte le idee riguardanti la preghiera, tuttavia c'è da sottolineare l'importanza di non trascurare il significato delle parole legate al canto, al posto di bella musica o di esecuzioni straordinariamente ricercate (o
pessime), a tal punto da focalizzare completamente la propria attenzione sui musicisti
anziché sulla lode che dovrebbe essere offerta al Signore: non si può glorificare Dio cantando tanto per cantare.
Anche se molti non considerano importanti o di alcun valore i pensieri, i sogni e i
desideri che passano per la mente, tutti questi elementi fanno parte della propria offerta
di lode, onore e ringraziamento all'Eterno. Infatti colui che è soggetto ad ansie, preoccupazioni e a frequenti delusioni, e che vive continuamente in una perenne condizione di
frustrazione personale, non sta onorando Dio con i propri pensieri. Ogni difficoltà deve
spingere il credente a ricercare una sempre maggiore unzione di Spirito Santo, consapevole che il problema più grande per l'uomo è già stato risolto sulla
Croce: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo,
nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa
grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; non
solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l'afflizione produce pazienza, la
pazienza esperienza, e l'esperienza speranza. Or la speranza non delude, perché l'amore
di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5:1-5).
Continua
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Se i pensieri non stanno onorando il Signore, probabilmente questo
si rifletterà
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STUDIAMO LA PAROLA
a cura di Luciano & Samuele B.
anche nel comportamento, la cui natura non deriva dalla potenza del frutto dello Spirito:
allegrezza, gentilezza, bontà, pazienza, amore, pace sono caratteristiche di un animo che
ha scelto di onorare Dio anche attraverso il proprio comportamento. Ogniqualvolta non
ci si dispone con uno spirito pacifico, si sta disonorando il Signore.
Lo scopo
Le ragioni per cui è necessario adorare glorificare e ringraziare Dio sono infinite.
L'uomo non può trovare un mezzo per esprimere la propria gratitudine e riconoscenza a
Gesù. Tuttavia si possono considerare almeno le motivazioni più importanti e fondamentali per cui ogni credente dovrebbe glorificare Dio, anche quando sembra non ci siano
parole adatte per pregare. Dio è degno, per sua natura, di essere lodato e glorificato, perché lui è il sovrano dell'universo, perché è il Re dei re: solo la conoscenza e la consapevolezza della Sua entità dovrebbe spingere ad adorare una creatura così gloriosa. In secondo luogo, Gesù ci ha salvati: ci ha strappati dalla morte, dalla disperazione, dalla
schiavitù del peccato, dalla solitudine e dalla separazione eterna da Lui. Abbiamo ottenuto la vita in dono: nulla ci è stato negato ma tutto ci è stato concesso in nostra potestà
per volontà e grazia di Cristo. Vi sembra poco?
Si dice che dare sia molto meglio che ricevere, e se crediamo fino in fondo che
questo sia vero, se lo mettiamo in pratica ogni giorno con sincerità di cuore, sicuramente
il Signore non tarderà ad esaudire le richieste fatte al trono della Sua meravigliosa grazia: “Poiché il SIGNORE è buono; la sua bontà dura in eterno, la sua fedeltà per ogni
generazione” (Salmo 100:5).
Desidero che anche tu ti unisca insieme a me in una sincera offerta di lode, gloria
e riconoscenza a Dio, perché questo è anche in ubbidienza a quanto Egli ha comandato
al Suo popolo: “Questa è la legge del sacrificio di riconoscenza, che si offrirà al SIGNORE” (Levitico 7:11).
“Mandate grida di gioia al SIGNORE, abitanti di tutta la terra!
Servite il SIGNORE con letizia, presentatevi gioiosi a lui!
Riconoscete che il SIGNORE è Dio; è lui che ci ha fatti, e noi siamo suoi;
siamo suo popolo e gregge di cui Egli ha cura.
Entrate nelle sue porte con ringraziamento, nei suoi cortili con lode;
celebratelo, benedite il suo nome.
Poiché il SIGNORE è buono; la sua bontà dura in eterno,
la sua fedeltà per ogni generazione.”
(Salmo 100)
Samuele Bertaggia
IL CAMMINO CRISTIANO
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CRONACA LOCALE...
a cura di Ester & Giuseppe
SERATA EVANGELISTICA E MISSIONARIA
“Realtà che possono cambiare “
Giovedì 18 Ottobre, presso la piccola missione di Limbiate, ha partecipato come ospite il fratello Francesco Caldaralo, il quale è venuto ad esporre l'opera missionaria
che grazie al Signore sta portando avanti in India. Egli collabora insieme al fratello Onofrio Miccolis che, da circa 25 anni, è presidente dell'associazione ONLUS Christian Life
Re-lief International da lui stesso fondata. Insieme a molti collaboratori Miccolis si dedica alla risoluzione di varie problematiche legate alla povertà di diverse nazioni nel mondo: Filippine, Uganda, Repubblica Domenicana e India.
Proprio in quest’ultima nazione, con l’aiuto del Signore, i vari collaboratori
stanno riuscendo a costruire case, pozzi con acqua potabile, a distribuire scarpe, cibo e
vestiario. Grazie all’aiuto di tanti sostenitori, i bambini possono avere la possibilità di
ricevere un'istruzione nei centri cristiani dove, ogni giorno, oltre al consueto percorso
scolastico viene affiancata anche la meditazione della Parola di Dio. Fuori da questi centri, tutti quei ragazzini avrebbero dovuto lavorare per guadagnare 4 euro al mese, con il
misero obiettivo di raggiungere un sostentamento minimo e precario della propria famiglia. Tuttavia questi bambini, grazie ai sostenitori che li hanno adottati, possono appunto
studiare e ricevere i soldi necessari per la propria famiglia.
Da anni quest'associazione porta avanti anche un progetto che riguarda i lebbrosi definiti secondo la cultura indiana “intoccabili e maledetti dagli dei”. Con l’aiuto del
Signore i fratelli missionari organizzano delle giornate in cui offrono anche a loro un
pasto e la meditazione della Parola del Signore: infatti davanti a Dio siamo tutti dei poveri lebbrosi e abbiamo tutti bisogno di essere toccati dalla Sua mano misericordiosa.
Inoltre sono stati presi a cuore anche quei bambini nati ciechi trovati sul ciglio
della strada, e abbandonati dalle loro famiglie proprio perché nati con questo tipo di handicap. Questo è ciò che il Signore permette di fare: dare aiuto ai bisognosi attraverso una
vita predisposta alla missione che ci rende canali di benedizione materiale e spirituale.
Sara e Concetta Pezzolla
Perle Antiche...
“Le capacità che sono dentro una persona
sono più grandi di quanto lui crede,
e le capacità che Dio può dare
sono più grandi di quello che può sognare”
IL CAMMINO CRISTIANO
Anonimo
PAGINA 9
LINEAMENTI DOTTRINALI
a cura di Luciano
La cena del Signore
“Celebriamo la cena del Signore o santa cena, sotto le due specie del pane e del vino,
rammemorando così la morte del Signore ed annunziandone il ritorno,
amministrata a chiunque sia stato battezzato secondo le regole dell'Evangelo
e vive una vita degna e santa davanti a Dio e alla società"
(I Corinzi 11:26-29; Luca 22:19).
La Cena del Signore consiste negli elementi del pane e del vino, ed è l'espressione della nostra comunione con le virtù del sangue e del corpo del nostro Signore Gesù
Cristo . È inoltre un memoriale della Sua sofferenza e della Sua morte ; nonché un annuncio del Suo ritorno . Ad essa partecipano tutti i credenti battezzati in acqua secondo
le regole dell'Evangelo e che testimoniano, con una vita trasformata, della loro unione
con Cristo.
La transustanziazione, ovvero l'opinione secondo cui il pane e il vino cambierebbero sostanza, è in contrasto con tutto l'insegnamento della Sacra Scrittura, nonché
con la natura stessa dell'ordinamento lasciato dal Signore Gesù.
Il Nuovo Testamento sottolinea la necessità di una partecipazione degna alla
Cena del Signore, richiedendo, da parte del credente, un genuino ravvedimento da eventuali atteggiamenti errati nei confronti
di Dio o del prossimo "Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice
del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore" . Il ravvedimento implica la
confessione privata e diretta a Dio
stesso. Infatti, è esplicitamente affermato nelle Sacre Scritture: "Se alcuno
ha peccato, noi abbiamo un avvocato
presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il
giusto; ed egli è la propiziazione per i
nostri peccati" ; "poiché vi è un solo
Dio ed anche un solo mediatore fra
Dio e gli uomini, Cristo Gesù, uomo" .
Tratto dall’ opuscolo
“Lineamenti Dottrinali” - Adi Media
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 10
LA MIA TESTIMONIANZA...
a cura di Olga
“...pensavo che il mondo
mi potesse offrire qualcosa di meglio…”
Pace a tutti, mi chiamo Rosanna Marranzino, sono nata 33 anni fa a Foggia in
una famiglia di fede evangelica pentecostale. Quando ero poco più che adolescente, durante un incontro di preghiera sperimentai, per la prima volta nella mia vita, la meravigliosa presenza del Signore, da lì a qualche mese scesi nelle acque battesimali. Purtroppo
negli anni a seguire, durante gli studi universitari mi allontanai progressivamente dalle
vie del Signore.
Non avevo più voglia di andare in chiesa, di pregare, di leggere la Bibbia, pensavo che il mondo mi potesse offrire qualcosa di meglio per questa ragione cominciai a
frequentare degli amici non credenti. Mentre svolgevo il tirocinio post-laurea, un avvenimento mi segnò profondamente, mi ammalai di una malattia autoimmune che si cronicizzò col passar del tempo.
Provavo un grande senso di colpa perché sapevo di stare sbagliando in quanto
avevo voltato le spalle a Dio, i ricordi della mia adolescenza in chiesa mi apparivano
lontani ed il mio cuore si era molto indurito, tuttavia ricominciai a pregare ed a cercare il
Signore, ma nel contempo ero molto combattuta, non riuscivo a fare una scelta.
Dopo molti tentennamenti e battaglie spirituali nel 2008 tornai a frequentare la
chiesa , avevo deciso di dare al Signore tutta la mia vita, ciò mi fece ritrovare quella pace
vera che solamente Gesù può donare, e non solo Dio mi aveva perdonato ma esaudì anche le mie preghiere guarendomi dalla malattia da cui ero affetta.
Spero che la mia testimonianza possa essere uno spunto anche per gli altri ad
avere fiducia in Dio. Che Dio possa benedire grandemente tutti coloro che credono in
Gesù nostro Signore e Salvatore.
Rosanna Marranzino
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 11
BACHECA APPUNTAMENTI...
A cura di Samuele D.
Novembre 2012
Evangeli
zzazioni:
03/11 Evang.
tu
incontro in co x tu a Bollate
munità h.16.0
0
10/11 Evang.
tu x tu a Bara
nzate
incontro P.zz
a Falconi h.16
.00
17/11 Evang.
tu x tu a Bolla
te
incontro in co
munità h.16.0
24/11 Evang.
tu x tu a Limbi 0
al parcheggio
ate incontro
del Eurospin
h.16.00
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potrete Leggere, Stampare o inviare la copia mensile in formato pdf a chi desiderate.
Dio ci Benedica.
- Orari Culti: Mercoledì ore 20:00; Venerdì ore 20:00 (serata di preghiera);
Domenica ore 10:30.
- Missione Limbiate: Ogni giovedì, si terrà il culto a Limbiate in via Donato Bramante,
ore 20:00.
- Riunione Giovani: Ogni Lunedì ore 20:00.
- Corale: Ogni Martedì ore 20:30.
- Scuola Domenicale: Ogni Domenica ore 09:00.
- Scuola Domenicale Adulti: Ogni Domenica ore 09:00.
Redazione: Bertaggia Samuele; Bertaggia Mattia; Di Marco Luciano; Di Nunno Samuele;
Gallo Giuseppe; Gravina Sara; Motolese Ester; Occhipinti Lidia; Princiotta Olga.
Hanno collaborato: Rosanna Marranzino (La Mia Testimonianza).
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 12
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