Lettere e Rubriche 28 • 5 settembre 2006, Martedì LETTERE AL SECOLO XIX PIAZZA PICCAPIETRA 21 16121 GENOVA (MAX 1400 BATTUTE) E-mail: [email protected] DITELO A MAGGIANI LIGURIA E CEMENTO CHI SPECULA È FORTE orrei esprimere il più vivo V apprezzamento al sovrin tendente ai Beni architettonici per la Liguria per le franche dichiarazioni (”La Liguria è as sediata dal cemento”) pubbli cate dal Secolo XIX. Da tempo ci battiamo per la difesa di quanto sul territorio è ancora integro e tutelabile, purtroppo con alterna fortuna, conside rata la posizione predominan te di coloro che non hanno riguardi nell’utilizzare il terri torio. Citiamo gli interventi, in Comune di Lerici, alla Baia Blu di Pozzuolo, ai Bagni Colombo, e ora a quello approvato per il grande albergo alla Venere Azzurra. Ricordiamo con pia cere che il primo mostruoso progetto a firma Fuksas venne cassato proprio per il corag gioso intervento della Sovrin tendenza per la Liguria. Ma la serie continua. Anche Lerici ha il suo progetto di porto nauti co che stravolgerebbe il carat teristico assetto della rada. Non dubitiamo che il suo Uffi cio vigilerà per contrastare speculazioni e danni. Ma si metteranno su questa strada gli altri uffici, Regione e Pro vince che spesso hanno as sentito a progetti anche in presenza di vincoli e tutele. Guido Crosta presidente Legambiente Lerici QUEL RIGASSIFICATORE NEL GOLFO DEI POETI etta la risposta di Maggiani dal titolo “L’ultima beffa al Lla Costa di ferro”, vorrei torna re sull’argomento. Nella baia più bella del Mediterraneo, dove gli antichi lecci liguri si affacciano sul mare, dove cre scevano i muscoli più buoni del Golfo dei Poeti grazie alle polle di acqua dolce, dove sul fondo del mare nascevano ri tax gogliose alghe e piante marine di rara bellezza, oggigiorno sorge l’unico rigassificatore operativo in Italia. Ho invitato il ministro Bersani per fargli scoprire le bellezze del terri torio dove sorge l’impianto e per ribadire la nostra contra rietà a un ampliamento di una struttura così invasiva. Nel 2015 scadrà la concessione demaniale per tutta l’area e durante una affollata assem blea a Portovenere, il direttore dell’impianto ha fatto inten dere che se non si consentirà all’impianto di crescere (do vrebbe raddoppiare la capaci tà arrivando a 8 miliardi di metri cubi di gas l’anno) sarà costretto alla chiusura. Ora lavorano nell’impianto circa cento persone, quindi cento stipendi e cento famiglie. Ma siamo sicuri che in un’area co sì ricca di natura e paesaggio, l’ultimo spicchio di golfo spez zino non del tutto cementifi cato, non si riuscirebbe a dar vita ad attività ecocompatibi li che darebbero lavoro a ben più di cento persone? Paolo Varrella Circolo Nuova Ecologia Legambiente La Spezia RUTELLI E LE FERIE / 1 UN’IDEA SENZA SENSO si occupano certi Quando posti la cautela dovrebbe essere dovuta. Prendiamo l’esternazione di Rutelli sulla necessità che le ferie vengano suddivise in scaglioni. Nulla da eccepire, se l’argomento fosse oggetto di una chiac chiera da bar. Ma il vicepre mier sa di cosa parla? La stra grande maggioranza dei lavo ratori va in ferie quando le fabbriche chiudono. Dovreb bero esserci quindi chiusure a rotazione di fabbriche come Fiat, Pirelli, Falk? Magari un po’ in agosto, un po’ in dicem bre, un po’ in primavera? La SARA ARMELLA / FRANCESCA BALZANI corner SE NEL RICORSO MANCA IL NOME IL RAPPRESENTANTE HA UNA POSSIBILITÀ MAURIZIO MAGGIANI [email protected] - fax 010.57092.40 P.zza Piccapietra 21 - 16121 Genova PERCHÉ SI PERPETUANO LE MALEFATTE DEI POLITICI elitti e misfatti di ogni genere infestano l’Italia che, com’è noto, conta il più alto grado di illegalità tra i Paesi dell’occiD dente. Ma vi sono molti modi di rubare. I politici fanno leggi ad hoc, quindi i loro furti sono legali. Non si capisce perché né la destra né la sinistra, per altri versi giustizialista, pongano fine allo scandalo che dura da anni. I parlamentari italiani hanno emolumenti che sono in qualche caso tre volte maggiori degli altri Paesi europei. Senza contare privilegi e vantaggi del potere. Così come giustamente viene ridotto il potere degli ordini professionali, cosa impedisce al governo Prodi di varare una legge che riduca della metà gli emolumenti dei parlamentari e dell’infinito esercito dei politici locali? Con l’avvento delle Regioni, fu promesso che sarebbero state abolite le Province: continuano invece a crescere. Anche questo disinvolto uso del pubblico denaro è un furto, pur se non perseguibile. Alfonso di Salmour Genova Ma perché mai ci ritroviamo sempre a dire le stesse cose? Non sarà mica che non servirà a niente ripetere? E se non serve a niente, perché le ripetiamo? Perché così ci consochiusura delle grandi fabbri che comporta anche la chiusu ra di tutto l’indotto collegato. Per non parlare del personale della scuola, che da solo conta il maggior numero di impiega ti statali. Forse, in una ipoteti ca ridistribuzione delle vacan ze, si potrebbe fare scuola sino a luglio oppure recuperare le soste dell’anno scolastico co minciando in agosto. Ma ciò è fattibile per le regioni climati camente più calde come quel le del meridione? Rutelli ha parlato per accondiscendere al settore alberghierovacanziero che approva una simile idea. Ma qualcuno pensa che vi sa rebbero turisti sulle spiagge romagnole in novembre o a marzo? O che possa essere economico tenere aperto un albergo in riviera a gennaio? Giuseppe Blino Genova RUTELLI E LE FERIE / 2 PROPOSTA OTTIMA er la prima volta io, da P sempre sostenitore del cen trodestra, plaudo a una propo sta della parte avversa. Mi ri ferisco all’idea di Rutelli su una più equa distribuzione delle vacanze, estive e inver nali. Pensiamo: meno code di auto, su autostrade e altrove, sensibile risparmio energetico, minore emissione di gas noci vi (non so quantificare quanto carburante si sprechi in una coda di 54 chilometri, a esem pio, su un’autostrada a tre cor sie). E poi, prezzi più accessi bili nelle località balneari, al berghi che conserverebbero la piena occupazione per più mesi. E infine, un piccolo grande inconveniente elimina to: cassonetti meno traboc canti. Ma in Italia non convie il bridge liamo? Perché così ci sfoghiamo? Concordo pienamente con lei. E allora? Se sono anni, decenni, che concordiamo in molti - sembra quasi che tutti, tutti concordino su queste cose - perché mai tutto questo furente concordare non ha mai sortito alcun effetto? Noi continuiamo a criticare la condotta di uomini che continuiamo regolarmente a eleggere. Potremmo fare diversamente, ma non lo facciamo. Ci mobilitiamo in milioni per protestare ma non mi risulta che mai - dico mai - ci sia stata l’occasione perché la voce di milioni di persone - e nemmeno di centinaia di migliaia, e nemmeno di decine di migliaia e nemmeno di migliaia e basta, ma di milioni - si dispiegasse all’unisono per chiedere conto ai nostri rappresentanti, gli uomini che dovrebbero essere al nostro servizio, che dovrebbero farlo con senso di sacrificio e abnegazione - servi dei servi, per usare un’espressione evangelica - dei privilegi incontrollati e incontrollabili che hanno accumulato. Non sarà che siamo incapaci di fare qualcosa di meglio che borbottare rancorosamente? Direi basta, signor Alfonso. Basta con i privilegi, ma basta anche mugugnare. Gli strumenti e le occasioni non mancherebbero per far sì che le cose cambino. ne esprimere un simile pro getto: si rischia la gogna. Lettera firmata email LA MISSIONE IN CINA TRA UN ANNO VEDREMO o sentito il presidente del H la Regione, Burlando, par lare della missione ligure in Cina. Credo che i mezzi di co municazione che andranno al seguito dovranno tra un anno chiedere conto dei risultati ot tenuto. Il confine tra missioni commerciali e turismo a spese del contribuente è sempre molto labile, anche perché in Italia ci sono troppi enti che si occupano di promozioni com merciali e spesso la mano de stra non sa quello che fa la sinistra. Ci sono ambasciate con l’attaché commerciale, uf fici Ice all’estero con missioni aggiuntive che partono dal l’Italia, Camere di Commercio, Confindustria, enti fieristici, Regioni, Province, Comuni con gemellaggi sulla cui utilità ci sarebbe da discutere, senza contare gli uffici esteri delle banche e di altri enti. Poi ci sono i grandi gruppi che han no in molti Paesi loro struttu re e aziende che hanno in loco sponsor e agenti. Comunque staremo a vedere nel 2007 e negli anni a venire se questa missione sarà stata di lavoro o di promozione, oppure la soli ta gita. Mario Lauro [email protected] IL LAVORO RENDE LIBERI LA VERITÀ E LA GAFFE n mese fa sono andato a U far visita a mia figlia a Messina. La mia macchina va i giochi GIOVANI CONTRO VECCHI AL TAVOLO LEZIONE DI PSICOLOGIA (CON BEFFA) MONDIALE SENIORES DI SCACCHI E POI PREMI, CONCORSI, FESTIVAL PAOLO FASCE GIOVANNI DELFINO piano, è stato un viaggio di 25 ore. Così ho potuto lasciare libero corso alle riflessioni. La mia prima esperienza con il mondo del lavoro, all’età di 7 anni, fu a fianco di mio padre sul suo autocarro. Non ricordo in base a quale associazione di idee ho pensato che il lavoro rende liberi. È una affermazio ne rischiosa dopo che la frase è stata scritta all’entrata dei lager nazisti, però non si può negare che il lavoro è libertà. (A proposito: che dire del tu nisino che ha salvato tre per sone dall’annegamento; è sta to rimpatriato e non potrà più lavorare in Italia.) La cultura dei ricchi ha spesso deriso il lavoro e lo ha presentato come fatica: guadagnare il pane con il sudore della fronte, eccete ra. Combinazione ho sentito per radio che il presidente della Provincia di Chieti, Tom maso Coletti, ha pubblicato un opuscolo dal titolo “Il lavoro rende liberi”: un opuscolo che serve a reclamizzare gli uffici di avviamento al lavoro. Il guaio è che nella prefazione dice di non ricordare dove ha letto quella frase... Franco Tadiotto email PARIETTI E I REALITY «MAI AVUTO OFFERTE» orrei specificare che, a dif V ferenza di ciò che appare nell’intervista pubblicata dal Secolo XIX, non ho mai rifiuta to la conduzione dei reality “Grande Fratello” e “La fatto ria”. Semmai non me li hanno affidati. Qualora fosse stato così non l’avrei dichiarato. Vorrei aggiungere inoltre che il periodo di esclusiva Rai di cui parla la giornalista non si riferisce a oggi, bensì a molti anni fa, cosa di cui comunque non ho parlato. Alba Parietti email galassia solidarieta’ UN SOSTEGNO A CHI È IN RADIOTERAPIA IL FONDO RUBIOLA CERCA VOLONTARI Rubiola cerca volontari che accolgano e consiglia stagione scacchistica italiana 2006 è stata ricca di ono il presidente di un’associazione culturale che n gran bel ricordo dei tempi andati sono per me i IlnoFondo le persone che devono sottoporsi a radioterapia. Il S cura l’allestimento di numerose mostre d’arte. L’anno U Campi europei della Gioventù, occasioni nelle quali L proposte tradizionali e spettacolari. Le olimpiadi inver- “Fondo Terapia Tumori Clotilde Rubiola di Genova” – scorso abbiamo ricevuto un avviso di accertamento del centinaia di già validi e a volte validissimi bridgisti sotto nali di Torino hanno offerto una sede prestigiosa per le tutto infondato: in pratica, l’Agenzia delle Entrate ci chiedeva dei versamenti che, in realtà, avevamo correttamente eseguito. Con il professionista che ci segue abbiamo prima tentato di far annullare l’atto dall’ufficio e, quindi, dopo vari tentativi andati a vuoto, abbiamo fatto ricorso al giudice tributario. Eravamo molto sicuri del fatto nostro, visto che avevamo sicuramente ragione. Qualche tempo dopo, la commissione tributaria ha fissato il giorno in cui verrà discusso il ricorso. Nel frattempo l’ufficio fiscale ha presentato le sue memorie. A questo punto la sorpresa: secondo l’ufficio, il ricorso presentato da noi è considerato inammissibile perché non sarebbe chiaro chi sia il legale rappresentante dell’associazione: in pratica, cito testualmente la memoria dell’ufficio, «il ricorso è stato proposto direttamente dall’associazione e non dall’associazione nella persona del suo presidente e legale rappresentante». Le conseguenze di questa inammissibilità mi sembrano gravissime. Lettera firmata Genova Il ricorso al giudice tributario deve contenere una serie precisa di indicazioni, tutte previste dalla normativa. In particolare, il legislatore ha disposto che tale atto processuale contenga l’indicazione del ricorrente, cioè del soggetto che propone il ricorso, e del suo legale rappresentante. Il legale rappresentante esiste sempre quando il ricorrente è una società, un’associazione, una fondazione o un ente, ossia quando è un organizzazione e non una persona fisica. Le organizzazioni, infatti, a differenza delle persone fisiche, hanno bisogno di organi e di rappresentanti per agire. Proprio per questo, quando un ricorso è proposto da un’organizzazione, oltre al nome dell’organizzazione stessa, è necessario indicare anche quello della persona che agisce in sua rappresentanza. Se quest’ultima indicazione manca o è assolutamente incerta, il ricorso è inammissibile, come succede quando non è chiaro chi è il ricorrente, cioè la persona che lo propone. È quindi necessario fare molta attenzione alle indicazioni che si inseriscono quando si intraprende un’azione davanti a un giudice. Ciò detto, nel caso proposto dal lettore, potrebbe essere utile una recentissima decisione presa dalla Commissione tributaria regionale della Puglia (Commissione tributaria regionale della Puglia, sentenza 20 luglio 2006, n. 64). Secondo i giudici pugliesi, infatti, l’identificazione del legale rappresentante di un ente, in caso di omessa o difettosa indicazione nell’atto processuale, può, tuttavia, essere possibile anche attraverso il mandato di incarico al difensore, contenuto nello stesso ricorso e da questo autenticato. Ciò significa che, se il presidente della vostra associazione, pur non essendo indicato nel ricorso, è tuttavia chiaramente indicato nella cosiddetta procura alle liti rilasciata al difensore, si può sperare di “salvare” il ricorso proposto argomentando che l’identificazione del legale rappresentante è comunque possibile. n Indirizzare i quesiti a: Tax corner, c/o Il Secolo XIX, piazza Piccapietra 21, 16121 Genova fax: 010.5956060 e-mail: [email protected] i 24 anni da tutto il continente si incontrano per una vacanza di gioco che dura un’intera settimana. Da giovane, ai Campi europei ho partecipato tre volte, negli ormai lontani anni 1979, ’81 e ’83: bellissime occasioni, in cui si crea un’ atmosfera del tutto particolare. Sono poi tornato, ormai ben fuori età, a tenere una conferenza, quando il Campo si è tenuto in Italia nel 1995, e lì mi sono reso conto di come ci si sente a essere tra i vecchi, ovvero tra quei bridgisti che dovrebbero sapere insegnare qualcosa a dei ragazzi i quali invece, con spavalderia ma anche con capacità non comuni, non vedono l’ora di dimostrare di essere già loro i più bravi. Un coraggioso habitué in questo ruolo è l’inglese Barry Rigal, giornalista e giocatore di qualità, che non si perde mai un Campo, anche a costo di dover subire gli sfottò degli juniores i quali riescono a trovare vie migliori della sua, come gli è successo quest’anno nel caso qui illustrato: NORD NORD O OVEST VEST J6432 6 942 K1072 S SUD UD AQ 9754 KQJ87 A6 975 AJ1082 A QJ98 K108 KQ3 10653 543 E EST ST Dich. EST, NORD/SUD in II In tutti i tavoli del torneo a coppie del Campo, Est ha aperto 1 Cuori in quinta nobile. In molti casi Sud è finito poi a giocare 3 SA con l’attacco da Ovest in singolo di Cuori. A fine torneo il giovane israeliano Ophir Reshef ha chiesto a Rigal come avesse giocato la mano: «Il problema era cercare di convincere Est a rigiocare Cuori subito – ha risposto l’inglese – . Così ho messo il 9 dal morto per fare un po’ di polverone. Est però è stato bravo: ha capito che, dopo l’attacco, il suo compagno non poteva avere onori di Cuori, e allora ha preso con l’Asso e ha subito giocato Fiori mandandomi una sotto». «Io, al contrario – ha ribattuto il giovane – ho capito che l’unico inganno che poteva riuscire era far credere a Est che il compagno avesse il 6 e il 3 di Cuori - nel qual caso, però, l’attacco sarebbe stato di 6 - e allora ho giocato la piccola dal morto e sull’Asso ho scartato la Dama». Provate a mettervi nei panni del povero Est: con la massima naturalezza ha rigiocato una piccola Cuori credendo così di affrancarsi tutto il colore essendo “scritti” re e donna secchi in Sud. Invece l’israeliano aveva la cartina da giocare per far presa di 9 al morto, giocare Quadri e quindi realizzare il contratto addirittura con una presa in più. È stata veramente una bella giocata e una gran bella beffa. Credo proprio che sentiremo ancora parlare di questo Ophir Reshef. XXXVII Olimpiadi degli Scacchi che hanno raccolto, sotto la Mole, ben 145 nazioni. Nel capoluogo ligure, più modestamente, ma con pregio, il torneo internazionale agostano “Genova Open” ha tagliato il traguardo della decima edizione con la presenza di ben cinque grandi maestri internazionali. Sempre in Liguria questa settimana è in corso un altro festival internazionale, quello di Imperia, che propone addirittura la quarantottesima edizione (www.liguriascacchi.it). Infine, da lunedì 11, ad Arvier, l’Italia continuerà a essere protagonista in ambito scacchistico grazie all’evento iridato che promuove le sfide tra giocatori over 60. Il Mondiale Seniores vedrà una nutrita partecipazione (centocinquanta i campioni coi capelli bianchi attesi in Valle d’Aosta) che sarà senz’altro qualificatissima, a partire dal Grande Maestro Viktor Kortschnoj. Maggiori informazioni sul sito ufficiale: www.scacchivda.com. International Gamers Awards 2006. “Battaglie della Terza Era”, un’espansione del gioco “La guerra dell’Anello”, vincitore nella categoria per due giocatori lo scorso anno, è finalista anche nell’edizione del 2006. Il gioco, pubblicato da Nexus Editrice in sette lingue, porta la simulazione ispirata al “Signore degli Anelli” negli ambiti propri di una scala tattica, con nuove fazioni, unità, personaggi e carte, e un set di regole che ricrea le campagne del Fosso di Helm e di Minas Tirith su una nuova plancia di gioco. «Siamo onorati di questa nuova nomination all’Iga – commenta Roberto Di Meglio, direttore di Nexus Editrice e uno degli autori de La Guerra dell’Anello – È un riconoscimento notevole e indica che siamo riusciti ad accontentare gli appassionati, aggiungendo nuove varianti ed elementi e inserendo le principali battaglie della trilogia di Tolkien». Gli altri autori del gioco sono Francesco Nepitello e Marco Maggi. Il concorso. Martedì prossimo scade il termine per la segnalazione delle opere per il secondo concorso per la “Miglior Opera di Letteratura Interattiva Gloria Sadun” (www.letteraturainterattiva.it). Il bando prevede che chiunque possa fare le proprie segnalazioni. Possono essere coinvolti giochi di narrazione, di ruolo, freeform, di comitato o altri modelli analoghi. I suggerimenti devono riguardare opere in lingua italiana che siano state giocate durante qualsiasi convention dal primo settembre 2005 al 10 settembre 2006. Festival della Letteratura a Mantova. Apre domani, per chiudere domenica 10, il Festival della Letteratura di Mantova che è ormai un appuntamento tradizionale del mese di settembre. In questa sede sono previste anche attività ludiche giacché un’attenzione particolare è rivolta ai bambini, a cui è dedicata un’apposita sezione con incontri, laboratori e animazioni (info: www.festivaletteratura.it). [email protected] questo il nome esteso dell’associazione - si occupa di sostenere le attività del reparto di Radioterapia dell’ospedale Galliera. Nato nel 1981, festeggia quest’anno i 25 anni di vita: per celebrare la ricorrenza – oltre alla stampa di un libretto divulgativo sulla radioterapia, curato dal direttore della Struttura complessa Radioterapia del Galliera, professor Filippo Grillo Ruggieri, e all’istituzione di tre premi di studio che consentiranno a tre medici specializzandi, vincitori della selezione, di frequentare corsi all’estero - il Fondo ha pensato di aprire un nuovo filone di impegno, formando volontari capaci di supportare i pazienti sia nelle richieste pratiche sia nelle esigenze psicologiche, per diminuire il timore che generalmente coglie le persone al primo contatto con la radioterapia. «Per il Fondo Rubiola si tratta di un nuovo fronte – spiega Giovanni Ricci, presidente dell’associazione e già primario dei reparti di Radioterapia alla Spezia e nello stesso Galliera -. La nostra associazione nasce infatti con l’obiettivo principale di supportare l’iniziativa del reparto: sosteniamo l’acquisto di piccoli accessori per migliorare le prestazioni dei macchinari, la formazione e l’aggiornamento sia tecnico sia psicologico, in Italia e all’estero, del personale medico, paramedico e infermieristico, gli abbonamenti alle pubblicazioni scientifiche e la stampa delle ricerche del Reparto». La storia e l’evoluzione dell’associazione procedono parallele a quelle del reparto, che nel 1969, sotto la guida del professor Franco Bistolfi, fu il primo autonomo in Liguria. Negli anni, il suo modello fu esportato alle altre città liguri insieme con i primari cresciuti alla scuola di Bistolfi. Così anche l’associazione, dalla Radioterapia del Galliera, estese le sue attività a favore dei reparti omologhi negli altri ospedali liguri (Ist di Genova, Savona, Sanremo, La Spezia). «Il Fondo – ricorda la vicepresidente, Caterina Fasolini - porta il nome di una paziente purtroppo deceduta. Fu suo marito a stimolare la formazione del primo nucleo di volontari, allora soprattutto tra gli addetti dell’ospedale. Subito dopo iniziarono a farsi soci molti pazienti con i loro parenti e tanti cittadini comuni. Oggi siamo duecento e l’associazione è diventata una Onlus: è unica delle pochissime associazioni di sostegno alla radioterapia in Italia». Attraverso il sostegno al lavoro del personale del reparto, l’associazione ha incoraggiato la formazione di una mentalità più attenta alle esigenze del paziente, fino a promuovere qualche anno fa un questionario per conoscerne aspettative e valutazioni: se si considera che, su novemila nuovi affetti da tumore l’anno in Liguria, più della metà deve ricorrere alla radioterapia, si capisce quanto rilevante sia l’ausilio fornito dal Fondo. Per questo, nel 1998, ebbe il premio “Città di Genova” per la solidarietà. «Ricaviamo le risorse per l’attività – conclude la segretaria Maria Cristina Negri - dalle quote associative, dall’organizzazione di svariate manifestazioni, da donazioni, quale quella ormai classica dell’Ente Riso di Vercelli, che mette a disposizione il proprio prodotto per favorire la nostra raccolta fondi». Chi volesse conoscere più da vicino l’associazione e proporsi come volontario può contattare il numero 010.5632714 (martedì e giovedì dalle 10 alle 12) o scrivere a [email protected]. Rubrica a cura di: Celivo – Centro Servizi al Volontariato Piazza Borgo Pila, 6 – 16129 Genova Tel. 010 5956815; Fax 010 5450130; Sito internet www.celivo.it; E-mail [email protected]