Lettere e Rubriche
28 • 5 settembre 2006, Martedì
LETTERE AL SECOLO XIX
PIAZZA PICCAPIETRA 21
16121 GENOVA
(MAX 1400 BATTUTE)
E-mail: [email protected]
DITELO A MAGGIANI
LIGURIA E CEMENTO
CHI SPECULA È FORTE
orrei esprimere il più vivo
V
apprezzamento al sovrin­
tendente ai Beni architettonici
per la Liguria per le franche
dichiarazioni (”La Liguria è as­
sediata dal cemento”) pubbli­
cate dal Secolo XIX. Da tempo
ci battiamo per la difesa di
quanto sul territorio è ancora
integro e tutelabile, purtroppo
con alterna fortuna, conside­
rata la posizione predominan­
te di coloro che non hanno
riguardi nell’utilizzare il terri­
torio. Citiamo gli interventi, in
Comune di Lerici, alla Baia Blu
di Pozzuolo, ai Bagni Colombo,
e ora a quello approvato per il
grande albergo alla Venere
Azzurra. Ricordiamo con pia­
cere che il primo mostruoso
progetto a firma Fuksas venne
cassato proprio per il corag­
gioso intervento della Sovrin­
tendenza per la Liguria. Ma la
serie continua. Anche Lerici ha
il suo progetto di porto nauti­
co che stravolgerebbe il carat­
teristico assetto della rada.
Non dubitiamo che il suo Uffi­
cio vigilerà per contrastare
speculazioni e danni. Ma si
metteranno su questa strada
gli altri uffici, Regione e Pro­
vince che spesso hanno as­
sentito a progetti anche in
presenza di vincoli e tutele.
Guido Crosta
presidente Legambiente Lerici
QUEL RIGASSIFICATORE
NEL GOLFO DEI POETI
etta la risposta di Maggiani
dal titolo “L’ultima beffa al­
Lla Costa
di ferro”, vorrei torna­
re sull’argomento. Nella baia
più bella del Mediterraneo,
dove gli antichi lecci liguri si
affacciano sul mare, dove cre­
scevano i muscoli più buoni
del Golfo dei Poeti grazie alle
polle di acqua dolce, dove sul
fondo del mare nascevano ri­
tax
gogliose alghe e piante marine
di rara bellezza, oggigiorno
sorge l’unico rigassificatore
operativo in Italia. Ho invitato
il ministro Bersani per fargli
scoprire le bellezze del terri­
torio dove sorge l’impianto e
per ribadire la nostra contra­
rietà a un ampliamento di una
struttura così invasiva. Nel
2015 scadrà la concessione
demaniale per tutta l’area e
durante una affollata assem­
blea a Portovenere, il direttore
dell’impianto ha fatto inten­
dere che se non si consentirà
all’impianto di crescere (do­
vrebbe raddoppiare la capaci­
tà arrivando a 8 miliardi di
metri cubi di gas l’anno) sarà
costretto alla chiusura. Ora
lavorano nell’impianto circa
cento persone, quindi cento
stipendi e cento famiglie. Ma
siamo sicuri che in un’area co­
sì ricca di natura e paesaggio,
l’ultimo spicchio di golfo spez­
zino non del tutto cementifi­
cato, non si riuscirebbe a dar
vita ad attività eco­compatibi­
li che darebbero lavoro a ben
più di cento persone?
Paolo Varrella
Circolo Nuova Ecologia
Legambiente La Spezia
RUTELLI E LE FERIE / 1
UN’IDEA SENZA SENSO
si occupano certi
Quando
posti la cautela dovrebbe
essere dovuta. Prendiamo
l’esternazione di Rutelli sulla
necessità che le ferie vengano
suddivise in scaglioni. Nulla
da eccepire, se l’argomento
fosse oggetto di una chiac­
chiera da bar. Ma il vicepre­
mier sa di cosa parla? La stra­
grande maggioranza dei lavo­
ratori va in ferie quando le
fabbriche chiudono. Dovreb­
bero esserci quindi chiusure a
rotazione di fabbriche come
Fiat, Pirelli, Falk? Magari un
po’ in agosto, un po’ in dicem­
bre, un po’ in primavera? La
SARA ARMELLA / FRANCESCA BALZANI
corner
SE NEL RICORSO MANCA IL NOME
IL RAPPRESENTANTE HA UNA POSSIBILITÀ
MAURIZIO MAGGIANI
[email protected] - fax 010.57092.40
P.zza Piccapietra 21 - 16121 Genova
PERCHÉ SI PERPETUANO LE MALEFATTE DEI POLITICI
elitti e misfatti di ogni genere infestano l’Italia che, com’è
noto, conta il più alto grado di illegalità tra i Paesi dell’occiD
dente. Ma vi sono molti modi di rubare. I politici fanno leggi ad
hoc, quindi i loro furti sono legali. Non si capisce perché né la
destra né la sinistra, per altri versi giustizialista, pongano fine
allo scandalo che dura da anni. I parlamentari italiani hanno
emolumenti che sono in qualche caso tre volte maggiori degli
altri Paesi europei. Senza contare privilegi e vantaggi del potere. Così come giustamente viene ridotto il potere degli ordini
professionali, cosa impedisce al governo Prodi di varare una
legge che riduca della metà gli emolumenti dei parlamentari e
dell’infinito esercito dei politici locali? Con l’avvento delle Regioni, fu promesso che sarebbero state abolite le Province:
continuano invece a crescere. Anche questo disinvolto uso del
pubblico denaro è un furto, pur se non perseguibile.
Alfonso di Salmour
Genova
Ma perché mai ci ritroviamo sempre a dire le stesse cose?
Non sarà mica che non servirà a niente ripetere? E se non
serve a niente, perché le ripetiamo? Perché così ci consochiusura delle grandi fabbri­
che comporta anche la chiusu­
ra di tutto l’indotto collegato.
Per non parlare del personale
della scuola, che da solo conta
il maggior numero di impiega­
ti statali. Forse, in una ipoteti­
ca ridistribuzione delle vacan­
ze, si potrebbe fare scuola sino
a luglio oppure recuperare le
soste dell’anno scolastico co­
minciando in agosto. Ma ciò è
fattibile per le regioni climati­
camente più calde come quel­
le del meridione? Rutelli ha
parlato per accondiscendere al
settore alberghiero­vacanziero
che approva una simile idea.
Ma qualcuno pensa che vi sa­
rebbero turisti sulle spiagge
romagnole in novembre o a
marzo? O che possa essere
economico tenere aperto un
albergo in riviera a gennaio?
Giuseppe Blino
Genova
RUTELLI E LE FERIE / 2
PROPOSTA OTTIMA
er la prima volta io, da
P
sempre sostenitore del cen­
trodestra, plaudo a una propo­
sta della parte avversa. Mi ri­
ferisco all’idea di Rutelli su
una più equa distribuzione
delle vacanze, estive e inver­
nali. Pensiamo: meno code di
auto, su autostrade e altrove,
sensibile risparmio energetico,
minore emissione di gas noci­
vi (non so quantificare quanto
carburante si sprechi in una
coda di 54 chilometri, a esem­
pio, su un’autostrada a tre cor­
sie). E poi, prezzi più accessi­
bili nelle località balneari, al­
berghi che conserverebbero la
piena occupazione per più
mesi. E infine, un piccolo­
grande inconveniente elimina­
to: cassonetti meno traboc­
canti. Ma in Italia non convie­
il bridge
liamo? Perché così ci sfoghiamo? Concordo pienamente
con lei. E allora? Se sono anni, decenni, che concordiamo
in molti - sembra quasi che tutti, tutti concordino su queste cose - perché mai tutto questo furente concordare non
ha mai sortito alcun effetto? Noi continuiamo a criticare la
condotta di uomini che continuiamo regolarmente a eleggere. Potremmo fare diversamente, ma non lo facciamo. Ci
mobilitiamo in milioni per protestare ma non mi risulta che
mai - dico mai - ci sia stata l’occasione perché la voce di
milioni di persone - e nemmeno di centinaia di migliaia, e
nemmeno di decine di migliaia e nemmeno di migliaia e
basta, ma di milioni - si dispiegasse all’unisono per chiedere conto ai nostri rappresentanti, gli uomini che dovrebbero essere al nostro servizio, che dovrebbero farlo con
senso di sacrificio e abnegazione - servi dei servi, per
usare un’espressione evangelica - dei privilegi incontrollati e incontrollabili che hanno accumulato. Non sarà che
siamo incapaci di fare qualcosa di meglio che borbottare
rancorosamente? Direi basta, signor Alfonso. Basta con i
privilegi, ma basta anche mugugnare. Gli strumenti e le
occasioni non mancherebbero per far sì che le cose cambino.
ne esprimere un simile pro­
getto: si rischia la gogna.
Lettera firmata
e­mail
LA MISSIONE IN CINA
TRA UN ANNO VEDREMO
o sentito il presidente del­
H
la Regione, Burlando, par­
lare della missione ligure in
Cina. Credo che i mezzi di co­
municazione che andranno al
seguito dovranno tra un anno
chiedere conto dei risultati ot­
tenuto. Il confine tra missioni
commerciali e turismo a spese
del contribuente è sempre
molto labile, anche perché in
Italia ci sono troppi enti che si
occupano di promozioni com­
merciali e spesso la mano de­
stra non sa quello che fa la
sinistra. Ci sono ambasciate
con l’attaché commerciale, uf­
fici Ice all’estero con missioni
aggiuntive che partono dal­
l’Italia, Camere di Commercio,
Confindustria, enti fieristici,
Regioni, Province, Comuni con
gemellaggi sulla cui utilità ci
sarebbe da discutere, senza
contare gli uffici esteri delle
banche e di altri enti. Poi ci
sono i grandi gruppi che han­
no in molti Paesi loro struttu­
re e aziende che hanno in loco
sponsor e agenti. Comunque
staremo a vedere nel 2007 e
negli anni a venire se questa
missione sarà stata di lavoro o
di promozione, oppure la soli­
ta gita.
Mario Lauro
[email protected]
IL LAVORO RENDE LIBERI
LA VERITÀ E LA GAFFE
n mese fa sono andato a
U
far visita a mia figlia a
Messina. La mia macchina va
i giochi
GIOVANI CONTRO VECCHI AL TAVOLO
LEZIONE DI PSICOLOGIA (CON BEFFA)
MONDIALE SENIORES DI SCACCHI
E POI PREMI, CONCORSI, FESTIVAL
PAOLO FASCE
GIOVANNI DELFINO
piano, è stato un viaggio di 25
ore. Così ho potuto lasciare
libero corso alle riflessioni. La
mia prima esperienza con il
mondo del lavoro, all’età di 7
anni, fu a fianco di mio padre
sul suo autocarro. Non ricordo
in base a quale associazione di
idee ho pensato che il lavoro
rende liberi. È una affermazio­
ne rischiosa dopo che la frase
è stata scritta all’entrata dei
lager nazisti, però non si può
negare che il lavoro è libertà.
(A proposito: che dire del tu­
nisino che ha salvato tre per­
sone dall’annegamento; è sta­
to rimpatriato e non potrà più
lavorare in Italia.) La cultura
dei ricchi ha spesso deriso il
lavoro e lo ha presentato come
fatica: guadagnare il pane con
il sudore della fronte, eccete­
ra. Combinazione ho sentito
per radio che il presidente
della Provincia di Chieti, Tom­
maso Coletti, ha pubblicato un
opuscolo dal titolo “Il lavoro
rende liberi”: un opuscolo che
serve a reclamizzare gli uffici
di avviamento al lavoro. Il
guaio è che nella prefazione
dice di non ricordare dove ha
letto quella frase...
Franco Tadiotto
e­mail
PARIETTI E I REALITY
«MAI AVUTO OFFERTE»
orrei specificare che, a dif­
V
ferenza di ciò che appare
nell’intervista pubblicata dal
Secolo XIX, non ho mai rifiuta­
to la conduzione dei reality
“Grande Fratello” e “La fatto­
ria”. Semmai non me li hanno
affidati. Qualora fosse stato
così non l’avrei dichiarato.
Vorrei aggiungere inoltre che
il periodo di esclusiva Rai di
cui parla la giornalista non si
riferisce a oggi, bensì a molti
anni fa, cosa di cui comunque
non ho parlato.
Alba Parietti
e­mail
galassia
solidarieta’
UN SOSTEGNO A CHI È IN RADIOTERAPIA
IL FONDO RUBIOLA CERCA VOLONTARI
Rubiola cerca volontari che accolgano e consiglia stagione scacchistica italiana 2006 è stata ricca di
ono il presidente di un’associazione culturale che
n gran bel ricordo dei tempi andati sono per me i
IlnoFondo
le persone che devono sottoporsi a radioterapia. Il
S
cura l’allestimento di numerose mostre d’arte. L’anno U Campi europei della Gioventù, occasioni nelle quali L proposte tradizionali e spettacolari. Le olimpiadi inver- “Fondo Terapia Tumori Clotilde Rubiola di Genova” –
scorso abbiamo ricevuto un avviso di accertamento del centinaia di già validi e a volte validissimi bridgisti sotto nali di Torino hanno offerto una sede prestigiosa per le
tutto infondato: in pratica, l’Agenzia delle Entrate ci chiedeva dei versamenti che, in realtà, avevamo correttamente eseguito. Con il professionista che ci segue abbiamo
prima tentato di far annullare l’atto dall’ufficio e, quindi,
dopo vari tentativi andati a vuoto, abbiamo fatto ricorso al
giudice tributario. Eravamo molto sicuri del fatto nostro,
visto che avevamo sicuramente ragione. Qualche tempo
dopo, la commissione tributaria ha fissato il giorno in cui
verrà discusso il ricorso. Nel frattempo l’ufficio fiscale ha
presentato le sue memorie. A questo punto la sorpresa:
secondo l’ufficio, il ricorso presentato da noi è considerato inammissibile perché non sarebbe chiaro chi sia il
legale rappresentante dell’associazione: in pratica, cito
testualmente la memoria dell’ufficio, «il ricorso è stato
proposto direttamente dall’associazione e non dall’associazione nella persona del suo presidente e legale rappresentante». Le conseguenze di questa inammissibilità
mi sembrano gravissime.
Lettera firmata
Genova
Il ricorso al giudice tributario deve contenere una serie
precisa di indicazioni, tutte previste dalla normativa. In
particolare, il legislatore ha disposto che tale atto processuale contenga l’indicazione del ricorrente, cioè del soggetto che propone il ricorso, e del suo legale rappresentante. Il legale rappresentante esiste sempre quando il
ricorrente è una società, un’associazione, una fondazione
o un ente, ossia quando è un organizzazione e non una
persona fisica. Le organizzazioni, infatti, a differenza delle
persone fisiche, hanno bisogno di organi e di rappresentanti per agire. Proprio per questo, quando un ricorso è
proposto da un’organizzazione, oltre al nome dell’organizzazione stessa, è necessario indicare anche quello della
persona che agisce in sua rappresentanza. Se quest’ultima indicazione manca o è assolutamente incerta, il ricorso è inammissibile, come succede quando non è chiaro
chi è il ricorrente, cioè la persona che lo propone. È quindi
necessario fare molta attenzione alle indicazioni che si
inseriscono quando si intraprende un’azione davanti a un
giudice. Ciò detto, nel caso proposto dal lettore, potrebbe
essere utile una recentissima decisione presa dalla Commissione tributaria regionale della Puglia (Commissione
tributaria regionale della Puglia, sentenza 20 luglio 2006,
n. 64). Secondo i giudici pugliesi, infatti, l’identificazione
del legale rappresentante di un ente, in caso di omessa o
difettosa indicazione nell’atto processuale, può, tuttavia,
essere possibile anche attraverso il mandato di incarico al
difensore, contenuto nello stesso ricorso e da questo
autenticato. Ciò significa che, se il presidente della vostra
associazione, pur non essendo indicato nel ricorso, è
tuttavia chiaramente indicato nella cosiddetta procura alle
liti rilasciata al difensore, si può sperare di “salvare” il
ricorso proposto argomentando che l’identificazione del
legale rappresentante è comunque possibile.
n Indirizzare i quesiti a:
Tax corner, c/o Il Secolo XIX,
piazza Piccapietra 21, 16121 Genova fax: 010.5956060
e-mail: [email protected]
i 24 anni da tutto il continente si incontrano per una
vacanza di gioco che dura un’intera settimana. Da
giovane, ai Campi europei ho partecipato tre volte, negli
ormai lontani anni 1979, ’81 e ’83: bellissime occasioni,
in cui si crea un’ atmosfera del tutto particolare. Sono
poi tornato, ormai ben fuori età, a tenere una conferenza, quando il Campo si è tenuto in Italia nel 1995, e lì mi
sono reso conto di come ci si sente a essere tra i
vecchi, ovvero tra quei bridgisti che dovrebbero sapere
insegnare qualcosa a dei ragazzi i quali invece, con
spavalderia ma anche con capacità non comuni, non
vedono l’ora di dimostrare di essere già loro i più bravi.
Un coraggioso habitué in questo ruolo è l’inglese Barry
Rigal, giornalista e giocatore di qualità, che non si perde
mai un Campo, anche a costo di dover subire gli sfottò
degli juniores i quali riescono a trovare vie migliori della
sua, come gli è successo quest’anno nel caso qui
illustrato:
NORD
NORD
O
OVEST
VEST
J6432
6
942
K1072
S
SUD
UD
AQ
9754
KQJ87
A6
975
AJ1082
A
QJ98
K108
KQ3
10653
543
E
EST
ST
Dich. EST, NORD/SUD in II
In tutti i tavoli del torneo a coppie del Campo, Est ha
aperto 1 Cuori in quinta nobile. In molti casi Sud è finito
poi a giocare 3 SA con l’attacco da Ovest in singolo di
Cuori. A fine torneo il giovane israeliano Ophir Reshef
ha chiesto a Rigal come avesse giocato la mano: «Il
problema era cercare di convincere Est a rigiocare Cuori
subito – ha risposto l’inglese – . Così ho messo il 9 dal
morto per fare un po’ di polverone. Est però è stato
bravo: ha capito che, dopo l’attacco, il suo compagno
non poteva avere onori di Cuori, e allora ha preso con
l’Asso e ha subito giocato Fiori mandandomi una sotto».
«Io, al contrario – ha ribattuto il giovane – ho capito che
l’unico inganno che poteva riuscire era far credere a Est
che il compagno avesse il 6 e il 3 di Cuori - nel qual
caso, però, l’attacco sarebbe stato di 6 - e allora ho
giocato la piccola dal morto e sull’Asso ho scartato la
Dama». Provate a mettervi nei panni del povero Est: con
la massima naturalezza ha rigiocato una piccola Cuori
credendo così di affrancarsi tutto il colore essendo
“scritti” re e donna secchi in Sud. Invece l’israeliano
aveva la cartina da giocare per far presa di 9 al morto,
giocare Quadri e quindi realizzare il contratto addirittura
con una presa in più. È stata veramente una bella
giocata e una gran bella beffa. Credo proprio che
sentiremo ancora parlare di questo Ophir Reshef.
XXXVII Olimpiadi degli Scacchi che hanno raccolto, sotto
la Mole, ben 145 nazioni. Nel capoluogo ligure, più modestamente, ma con pregio, il torneo internazionale agostano “Genova Open” ha tagliato
il traguardo della decima edizione con la presenza di ben cinque
grandi maestri internazionali. Sempre in Liguria questa settimana
è in corso un altro festival
internazionale,
quello di Imperia, che
propone addirittura la
quarantottesima edizione (www.liguriascacchi.it). Infine, da lunedì
11, ad Arvier, l’Italia continuerà a essere protagonista in
ambito scacchistico grazie all’evento iridato che promuove
le sfide tra giocatori over 60. Il Mondiale Seniores vedrà
una nutrita partecipazione (centocinquanta i campioni coi
capelli bianchi attesi in Valle d’Aosta) che sarà senz’altro
qualificatissima, a partire dal Grande Maestro Viktor Kortschnoj. Maggiori informazioni sul sito ufficiale: www.scacchivda.com.
International Gamers Awards 2006. “Battaglie della Terza Era”, un’espansione del gioco “La guerra dell’Anello”,
vincitore nella categoria per due giocatori lo scorso anno,
è finalista anche nell’edizione del 2006. Il gioco, pubblicato
da Nexus Editrice in sette lingue, porta la simulazione
ispirata al “Signore degli Anelli” negli ambiti propri di una
scala tattica, con nuove fazioni, unità, personaggi e carte,
e un set di regole che ricrea le campagne del Fosso di
Helm e di Minas Tirith su una nuova plancia di gioco.
«Siamo onorati di questa nuova nomination all’Iga –
commenta Roberto Di Meglio, direttore di Nexus Editrice e
uno degli autori de La Guerra dell’Anello – È un riconoscimento notevole e indica che siamo riusciti ad accontentare
gli appassionati, aggiungendo nuove varianti ed elementi
e inserendo le principali battaglie della trilogia di Tolkien».
Gli altri autori del gioco sono Francesco Nepitello e Marco
Maggi.
Il concorso. Martedì prossimo scade il termine per la
segnalazione delle opere per il secondo concorso per la
“Miglior Opera di Letteratura Interattiva Gloria Sadun”
(www.letteraturainterattiva.it). Il bando prevede che chiunque possa fare le proprie segnalazioni. Possono essere
coinvolti giochi di narrazione, di ruolo, freeform, di comitato o altri modelli analoghi. I suggerimenti devono riguardare opere in lingua italiana che siano state giocate durante
qualsiasi convention dal primo settembre 2005 al 10
settembre 2006.
Festival della Letteratura a Mantova. Apre domani, per
chiudere domenica 10, il Festival della Letteratura di
Mantova che è ormai un appuntamento tradizionale del
mese di settembre. In questa sede sono previste anche
attività ludiche giacché un’attenzione particolare è rivolta
ai bambini, a cui è dedicata un’apposita sezione con
incontri, laboratori e animazioni (info: www.festivaletteratura.it).
[email protected]
questo il nome esteso dell’associazione - si occupa di
sostenere le attività del reparto di Radioterapia dell’ospedale Galliera. Nato nel 1981, festeggia quest’anno i 25
anni di vita: per celebrare la ricorrenza – oltre alla stampa
di un libretto divulgativo sulla radioterapia, curato dal
direttore della Struttura complessa Radioterapia del Galliera, professor Filippo Grillo Ruggieri, e all’istituzione di tre
premi di studio che consentiranno a tre medici specializzandi, vincitori della selezione, di frequentare corsi all’estero - il Fondo ha pensato di aprire un nuovo filone di
impegno, formando volontari capaci di supportare i pazienti sia nelle richieste pratiche sia nelle esigenze psicologiche, per diminuire il timore che generalmente coglie le
persone al primo contatto con la radioterapia. «Per il
Fondo Rubiola si tratta di un nuovo fronte – spiega
Giovanni Ricci, presidente dell’associazione e già primario
dei reparti di Radioterapia alla Spezia e nello stesso
Galliera -. La nostra associazione nasce infatti con l’obiettivo principale di supportare l’iniziativa del reparto: sosteniamo l’acquisto di piccoli accessori per migliorare le
prestazioni dei macchinari, la formazione e l’aggiornamento sia tecnico sia psicologico, in Italia e all’estero, del
personale medico, paramedico e infermieristico, gli abbonamenti alle pubblicazioni scientifiche e la stampa delle
ricerche del Reparto». La storia e l’evoluzione dell’associazione procedono parallele a quelle del reparto, che nel
1969, sotto la guida del professor Franco Bistolfi, fu il
primo autonomo in Liguria. Negli anni, il suo modello fu
esportato alle altre città liguri insieme con i primari cresciuti alla scuola di Bistolfi. Così anche l’associazione,
dalla Radioterapia del Galliera, estese le sue attività a
favore dei reparti omologhi negli altri ospedali liguri (Ist di
Genova, Savona, Sanremo, La Spezia). «Il Fondo – ricorda la vicepresidente, Caterina Fasolini - porta il nome di
una paziente purtroppo deceduta. Fu suo marito a stimolare la formazione del primo nucleo di volontari, allora
soprattutto tra gli addetti dell’ospedale. Subito dopo iniziarono a farsi soci molti pazienti con i loro parenti e tanti
cittadini comuni. Oggi siamo duecento e l’associazione è
diventata una Onlus: è unica delle pochissime associazioni di sostegno alla radioterapia in Italia». Attraverso il
sostegno al lavoro del personale del reparto, l’associazione ha incoraggiato la formazione di una mentalità più
attenta alle esigenze del paziente, fino a promuovere
qualche anno fa un questionario per conoscerne aspettative e valutazioni: se si considera che, su novemila nuovi
affetti da tumore l’anno in Liguria, più della metà deve
ricorrere alla radioterapia, si capisce quanto rilevante sia
l’ausilio fornito dal Fondo. Per questo, nel 1998, ebbe il
premio “Città di Genova” per la solidarietà. «Ricaviamo le
risorse per l’attività – conclude la segretaria Maria Cristina
Negri - dalle quote associative, dall’organizzazione di
svariate manifestazioni, da donazioni, quale quella ormai
classica dell’Ente Riso di Vercelli, che mette a disposizione il proprio prodotto per favorire la nostra raccolta fondi».
Chi volesse conoscere più da vicino l’associazione e
proporsi come volontario può contattare il numero
010.5632714 (martedì e giovedì dalle 10 alle 12) o scrivere
a [email protected].
Rubrica a cura di:
Celivo – Centro Servizi al Volontariato
Piazza Borgo Pila, 6 – 16129 Genova
Tel. 010 5956815; Fax 010 5450130; Sito internet
www.celivo.it;
E-mail [email protected]
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Disponibile - Paolo Fasce