FESTA D’APRILE 2013
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Papa Francesco
Numeri di pubblica utilità
Farmacie
Farmacia Caputo
via Risorgimento, 1
Farmacia Via Matteotti
via Matteotti, 24
Farmacia Miccolis
via A. Angiulli, 17
Farmacia Lilla
Piazza Garibaldi, 53
Farmacia Pugliese
via Conversano, 110
Emergenze
Carabinieri
Polizia Stradale
Polizia Municipale
Vigili del Fuoco
080.4968243
080.4965826
080.4965079
080.4965197
080.4966807
080.4965010
080.4963680
080.4965014
115
Emergenza Sanitaria
Ospedale “IRCSS de Bellis”
(Centralino) via Turi, 17
080.4994111
Guardia Medica
via Don F. Lanzilotta
080.4965623
Numeri di interesse turistico
Grotte di Castellana
Piazzale Anelli
800.213976
www.grottedicastellana.it
Pro Loco
334.7588112
Comitato Feste Patronali
Convento Santa Maria
della Vetrana
348.0995521
Confcommercio
080.4968352
080.4965071
Con grande gioia e con altrettanta emozione porgo il mio sincero ed amichevole saluto,
come Presidente del nuovo Comitato Feste Patronali, a tutti i carissimi cittadini ed istituzioni castellanesi.
La “festa d'Aprile” è un patrimonio storico della nostra Comunità e la sua conservazione assume un ruolo fondamentale ai fini della valorizzazione delle tradizioni e della religiosità popolare da consegnare alle future generazioni.
Il Comitato feste, che è parte integrante di questa Comunità locale e che ha per scopo la
realizzazione dei pubblici festeggiamenti in onore della Vergine Maria SS. della Vetrana venerata Patrona di questa Città, ha voluto, nel solco della continuità, celebrare “la festa”
nel rispetto della storia, della cultura e delle tradizioni locali.
In questa prima esperienza, la programmazione e la gestione dei solenni festeggiamenti
non sono state prive di difficoltà ma con straordinario impegno ed entusiasmo, responsabilmente e in pieno spirito di collaborazione i problemi sono stati affrontati e mi auguro che
le attese siano state realizzate in pienezza.
A nome personale e di tutti i componenti collaboratori del Comitato mi è doveroso ringraziare l’Amministrazione Comunale per le manifestazioni di fiducia e di sostegno morale ed
economico, esprimere gratitudine a tutti gli Enti pubblici e Organismi privati che hanno dato
il loro prezioso contributo e rivolgere un sincero grazie a tutti i cittadini castellanesi che con
la loro offerta hanno voluto sostenere la nostra attività.
In questa circostanza desidero altresì porgere con riconoscenza un rispettoso saluto al Vicario Zonale e ai Reverendi Parroci, ai membri della Comunità Francescana, alle Autorità
militari, ai Rappresentanti delle varie Organizzazioni di categoria e delle Associazioni di volontariato perché la collaborazione di tutti loro ci sarà sempre di grande aiuto.
E voglio chiudere il mio cordiale saluto con le parole che sono incise sul portale del Santuario della nostra venerata Madonna della Vetrana
SUB UMBRA ALARUM TUARUM PROTEGE NOS
frase riportata anche nel nuovo logo di questo Comitato.
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Il saluto del Comitato Feste Patronali
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Festa d’Aprile 1931 - Foto Archivio Biblioteca
Si rinnova anche quest’anno la devozione immutata con la quale i cittadini castellanesi onorano Maria Santissima della Vetrana in occasione della tradizionale Festa d’Aprile. Inutile
negare che lo spettacolo dei concerti bandistici, della solenne processione con le statue dei
santi e dei fuochi pirotecnici siano unici nel suo genere, ma è altrettanto opportuno consolidare la parte religiosa attorno a una figura, quella della Vergine della Vetrana, che rappresenta un elemento unificante comune a tutti i Castellanesi.
Festeggiare nel rispetto delle tradizioni e dell’identità si può, perché il nostro compito è anche
quello di trasmettere il nostro patrimonio culturale che va conservato e fatto conoscere alla
nostra comunità e a quanti dai paesi vicini nei giorni della festa verranno nella nostra città.
Questo è quello che sta facendo il nuovo Comitato Feste Patronali, presieduto da Luigi
Caforio, alle prese per la prima volta nell’organizzazione della Festa d’Aprile, che già in questi primi mesi di attività si è contraddistinto in operatività e novità introdotte in occasione dei
Falò. Da parte nostra, come Amministrazione Comunale, proseguendo su questa strada,
abbiamo già posto in essere le basi per gemellare la festa delle “Fanove” con la “Focara”
di Novoli. Due feste accomunate dal culto del fuoco, che nel nostro intento possono dare
quell’impulso necessario per costituire una rete pugliese delle città del fuoco, che successivamente si potrà allargare dapprima a tutto il territorio italiano e successivamente a tutto
il bacino del Mediterraneo.
Vi invito a partecipare con gioia e fratellanza e comunione agli appuntamenti previsti nel programma della nostra Festa d’Aprile e nel porgere il saluto mio personale e di tutta l’Amministrazione Comunale che mi onoro di rappresentare, ringrazio quanti si sono adoperati
nell’allestimento del programma.
Il Comitato Feste Patronali, i parroci, la comunità francescana, l’Amministrazione Comunale,
i singoli cittadini residenti a Castellana, i tanti castellanesi residenti all’estero, gli imprenditori e le aziende con non hanno fatto mancare il loro apporto.
Buona Festa a tutti.
Il Sindaco
prof. Francesco Tricase
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Il saluto del Sindaco
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Festa d’Aprile 1948 - Foto Archivio Biblioteca
Il saluto del Vicario Zonale
SALUTO A MARIA
Con l’avvicinarsi della primavera, quando la natura si risveglia, la nostra vita di fede avverte
fremiti di risveglio interiore perché sa di vivere momenti di vera gioia nell’incontro con la Vergine della Vetrana, nostra Madre e Protrettrice celeste, che celebreremo nell’ultima domenica di Aprile.
E' la festa di noi castellanesi che abbiamo ricevuto in dono dai nostri antenati una consegna e un mandato. La consegna: tenere vivo nei nostri cuori il ricordo di un intervento straordinario della Vergine a favore della nostra città: la liberazione dalla peste.
Il mandato: rendere sempre attuale la presenza amorevole della Vergine Santa nel tempo
che viviamo. Questa la nostra certezza: abbiamo una Protrettrice che ci ama e che dobbiamo amare con amore di predilezione.
La storia si ripete attraverso modalità e forme diverse. Possiamo individuare legittimamente
nella profonda crisi che attanaglia la nostra società e la nostra vita una sorta di pestilenza
spirituale e sociale del nostro tempo. Dalle tante situazioni di crisi: quella sociale, quella politica, quella economica, quella familiare, quella lavorativa e cosi via, pensiamo per un momento alla crisi di fede. Siamo tutti consapevoli che si assiste sempre più al rifiuto di regole
certe, principi fermi, valori universali. Questa è mancanza di fede, rifiuto del primato di Dio
nella nostra vita. E una società senza Dio è una società priva di senso.
Il nostro incontro con la Vergine della Vetrana quest'anno sia una richiesta forte e fiduciosa
per noi e per la società in cui viviamo di ricollocare Dio al centro della nostra vita e della nostra storia. Chiediamo ancora a Maria di alleviare i disagi che rendono difficile la vita a tante
famiglie e a tanti fratelli.
Vergine Santa ti lodiamo e ti amiamo.
Don Leonardo Mastronardi
Vicario Zonale
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Festa d’Aprile 1954 - Foto Archivio Biblioteca
Carissimi fedeli di Castellana e devoti della Madonna della Vetrana,
il Signore vi dia pace!
È il saluto di san Francesco a tutti gli uomini e le donne che incontrava sul suo
cammino, un saluto semplice ricolmo della grazia di Dio che vuole che tutti i suoi
figli sperimentino il dono della pace.
La festa della nostra Patrona è anch’esso un momento di grazia per rafforzare la
nostra fede aiutati dall’esempio della Vergine Maria. La festa è anche un grande
momento di gioia per tutti, il fare festa è una dimensione importante della vita
dell’uomo. La festa è l’occasione per stare insieme, è il momento in cui la famiglia s’incontra, gli amici si rivedono, i parenti ritornano da terre lontane per stringersi intorno ad una Madre.
Maria esulta di gioia nel vedere i suoi figli che gli fanno festa. Nell’accogliere la
nostra Patrona nella nostra città apriamo il nostro cuore ed esultiamo perché ancora una volta “grandi cose il Signore ha realizzato nella storia della nostra terra”,
ci ha donato una Madre che ci protegge e ci salva!
Facendo eco a centinaia di generazioni di devoti e pellegrini cantiamo esultanti
“Evviva Maria..”.
Colgo l’occasione per ringraziare il Comitato feste Patronali nella persona del
Presidente Luigi Caforio per la gioiosa fatica nell'organizzare la festa, affinchè e
soprattutto i nostri giovani possano gustare le sane tradizioni del nostro popolo.
VIVA MARIA, viva tutti i suoi figli, viva Castellana Grotte città della Madonna.
Buona festa a tutti!
Fr Filippo D’Alessandro
Rettore del Santuario
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Il saluto del Rettore del Santuario
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Festa d’Aprile 1957 - Foto Archivio Biblioteca
“...Volendo detto pubblico mostrarsi in qualche parte grato con detta Beatissima Vergine per li tanti innumerabili benefici, ottenuti a sua intercessione, ha risoluto
ogni anno celebrare in questa chiesa una festa solenne in memoria d’esser stati per
intercessione di detta Beatissima Vergine liberati da detto male, con offerire un annuo
tributo in perpetuum, acciocché si conserva sempre mai viva la memoria di un tanto
beneficio et essendosi di ciò fatto publico parlamento, si risolve di solennizzarsi detta
festa nell’ultima domenica d’aprile con l’intervento di tutto il Reverendo Capitolo e
Clero secolare e regolare, confraterne e del Governo; e prima di cominciarsi la sollennità, in mano del Superiore sarà pro tempore, offerirsi a detta Beatissima Vergine
e per Essa a suoi amministratori, annui docati dieci, ...con effetto s’habbiano da spendere intieramente nella detta festa si farà et acciocché tutto ciò vada rettamente, siano
tenuti l’amministratori saranno pro tempore di detta Beatissima Vergine, finita la festa,
render conto di detto tributo speso, avanti al reverendissimo Signor Vicario e del Magnifico Sindaco saranno pro tempore, ad istantia di qualsiasi persona del Governo...”
Il brano è tratto dalla scheda del notaio Giacobbe Fanelli del 29 aprile 1691 (1),
quando nella chiesa di Santa Maria della Vetrana, davanti all’immagine della Vergine
(2), viene redatto il suddetto atto col quale il Magnifico Sindaco Vitantonio Persio, si
impegna in nome e per parte dell’Università (Comune) a solennizzare il miracolo della
peste, con una sontuosa festa nell’ultima domenica d’aprile, così da soddisfare il voto
fatto dal popolo castellanese.
Nacque così la Festa d’Aprile, che si protrae ormai da ben tre secoli. Noi cercheremo
di analizzare ciò che è proprio di questa festa, ed un pò di tutte le feste tradizionali.
L’odierno apparato festoso, dalle moltissime luci colorate, trarrebbe la sua origine da
quell’antico far uso di “molti lumi di cera” di cui accenna notar Giovanni Capitelli, in
un documento del 24 aprile 1768 (3), redatto per conto della Magnifica Università riguardo ad una questione sorta con i Frati di San Francesco d’Assisi (4).
Il notaio fu difatti invitato ad osservare la processione serale della Festa d’Aprile di
quell’anno, assieme al regio giudice dei contratti ed ad alcuni testimoni. Nello stendere il suddetto atto, il notaio accenna ad alcuni particolari della festa fra cui quei
“molti lumi di cera”, i quali secondo il prof. Lanera, potevano essere pubblici, per illuminare l’altare della piazza ed il talamo della musica; ed in parte erano di privati che
illuminavano le loro case, per devozione ma anche per obbligo (ai ricchi toccava illuminare le case dei poveri). Probabilmente, allo scopo, si usavano pure quelle piccole
mensole in pietra che talvolta si notano sui muri esterni delle case più antiche, a poca
distanza da una finestra, di facile accesso quindi dalla stessa, e sulle quali era facile
poggiare una candela, una lucerna o comunque una fonte luminosa.
Dallo stesso atto apprendiamo pure che il notaio e gli altri testimoni videro, fra l’altro,
“una fantaria di granatieri”, che probabilmente doveva essere l’onorificenza che i militari borbonici prestavano a tutte le madonne del Regno; la loro presenza, inoltre,
aveva anche la funzione di prevenire o reprimere possibili disordini (5). Ed ancora
“una lunga cavalcata” ossia il corteggio a cavallo dei gentiluomini e dei massari; videro pure “musici di istrumenti e di voci”, ossia strumentisti e cantori, che daranno poi
vita alle ottocentesche bande musicali.
Nel Settecento le processioni della Festa d’Aprile erano solo due: una la mattina e l’altra la sera, che poi era quella di gala (6).
La processione del mattino, che era identica a quella che si teneva pure la mattina del
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La Festa d’Aprile nei secoli passati
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Festa d’Aprile 1894 - Tosello eseguito dal barese Placido Serino.
Donato Mastromarino
NOTE:
(1) Vedi M. LANERA in “Documenti Castellanesi sulla peste del 1690”, De
Robertis - Putignano, 1962, Documento II, p. 14.
(2) Si deve intendere l’antico affresco che oggi si trova proprio sull’altare
maggiore della chiesa del Convento.
(3) Vedi M. LANERA, Notizie sulla Festa d'Aprile a line '700, in “La Forbice”n,
11, aprile 1979 p 7.
(4) Il convento di detti frati era proprio l’attuale palazzo comunale, riadattato
allo scopo nel secolo scorso.
(5) Vedi M. LANERA, op. Mi. in nota 3.
(6) Vedi G. CAMPANELLA, Testimonianze sulla vita religiosa a Castellana
nel secolo XVIII, e note del prof. Lanera, doc. 7, p. 270, in “Fogli per Castellana” n. 11, Tip. Pascale - Castellana, maggio 1986.
(7) Vedi CAMPANELLA, op. cit.
(8) Vedi M. LANERA, op. cit. in nota 3.
(9) Vedi P. PIEPOLI, La settimana dei tammurri, in “La Forbice”, n. 34, aprile
1983, p. 5.
(10) Vedi G. ARGESE, La Festa d’Aprile all'inizio del secolo in “L’Alabastro”
n. 17-18, giugno-luglio 1967.
(11) Vedi G. ARGESE, La Festa d’Aprile a gas in “La Forbice” n. 8, aprile
1978, p. 6.
(12) Vedi M. LANERA in “La Forbice” n. 39, aprile 1984, p. 21, nota 68.
Questo lavoro è stato già edito in “Susasuso due”.
Numero unico a cura del Ce.Ri.Ca. - Aprile 1990
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12 di gennaio (7), ed alla quale partecipava il popolo, il clero e le confraternite, consisteva nell’andare piamente in processione, senza alcuna immagine processionale,
da S. Leone sino alla chiesa del Convento. Qui veniva venerata l’antica icona dipinta
sul muro, di cui abbiamo accennato, si cantava la messa solenne e giunti all’atto dell’elevazione si dava inizio allo sparo, ossia all’accensione dei fuochi pirotecnici; quindi
si ritornava processionalmente alla Chiesa Matrice (8).
La processione della sera era quella di gala, che invece noi oggi facciamo la domenica mattina, e si faceva di sera proprio per permettere il rito religioso mattutino, nella
chiesa del Convento. In questa processione, a differenza di quella del mattino, si portava la Madonna in processione per il paese, ma naturalmente non si trattava dell’odierna immagine processionale che tutti conosciamo e che è opera di cartapestai
leccesi di metà ottocento.
Fino al 1792 non esisteva ancora una vera immagine della Madonna della Vetrana,
perciò, per la processione solenne della domenica sera, che poi doveva essere unico
giorno di festa, si usava portare in processione la Madonna del Rosario, che si venerava in S. Leone Magno. E proprio nel 1792 un cittadino castellanese, Francesco Goscilo, commissionò, per sua devozione, una statua di legno a manichino dedicata alla
nostra protettrice. Essa fu quindi sostituita a metà Ottocento, dall’immagine attuale.
Il secolo scorso vide prosperare numerose bande musicali, le quali ebbero un ruolo
di primissima importanza nella riuscita delle feste. A proposito bisogna dire che l’inizio della festa, che ormai durava almeno tre giorni, era data dai tammurri ossia da
quelle piccole formazioni di bandisti formate dal friscarulo (flauto), dalla grancascia (la
grancassa), dagli zinzinni (i piatti) e dal tammurro (il tamburo), che potevano essere
due o anche più, e che giravano le feste dei paesi con le loro caratteristiche musiche
(9).
Intanto l’apparato festoso cominciava a farsi più ricco; a fine Ottocento la festa in toto
era impostata come quella di oggi. L’altare sempre più imponente, veniva abbellito
con luci e colori; Corso Italia veniva addobbato con archi e festoni di stoffa, il tutto illuminato dalle lamparedde.
Le lamparedde non erano altro che dei bicchieri alci circa 12 cm, nei quali prendevano
posto delle piccole lucerne di rame alimentate con olio scarto. Le lamparedde erano
colorate ed una volta accesi gli stoppini delle lucerne, se ne ricavava un piacevole effetto (10).
Prima, ma soprattutto dopo la Prima Guerra Mondiale l’illuminazione ad olio fu sostituita da quella a gas-acetilene (11), fino all’avvento dell’energia elettrica.
A questo punto è doveroso dire che intanto la Festa d’Aprile si realizzava grazie anche
alla devozione dei nostri concittadini emigrati; il 1943 la Festa non si fece perché si
era in guerra, ma la Madonna venne lo stesso in paese (12).
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La Festa d’Aprile negli anni 1785-86
Con la cautela del 28 aprile del 1785 (1), la Magnifica Università di Castellana, ovvero il Comune, il cui sindaco era in quell’anno il notaio Giuseppe Domenico Pace (2), affiancato dagli
eletti (3) Francesco Longo, Giovanni Sabbatelli, Nicolò Mastromattei e Francesco Miglionico,
liquida la somma di ducati 56 e carlini 8 (o grana 80, essendo 1 carlino=10 grana) in rame ai
magnifici D. Giacinto Persio e D. Michele Alfarano “deputati eletti per la solenizzazione della
Festa della Madonna della Vetrana (4), festa solita farsi ogni anno in memoria e ringraziamento
di aver liberato questa città dal flagello del contagio nell’anno 1691 ... e sebbene la spesa occorsa oltrepassa tal somma, un tal dippiù si è supplito dall’elemosina dei devoti cittadini...”, i
quali, aggiungiamo noi, pochi mesi prima avevano subito la tremenda alluvione del primo novembre del 1784, durante la quale persero la vita ben nove persone (5).
Dalla nota delle spese, si apprende che quell’anno la festa fu turbata da incidenti tali da costringere il governatore a vietare non solo l’esecuzione dei musici, ma anche lo sparo dei fuochi d’artificio.
«Spesa fatta da noi deputati eletti per la Festa della Madonna della Vetrana nell’ultima domenica d’aprile del corrente anno 1785, solita solennizzarsi da questo Pubblico (ovvero
popolo).
Per rigalia data alla banda, che ha sonata nella Festa; argento con argento (*) (1 Ducato, 43
Grana, 3 cavalli)
Pagati al tamburo, e Piffaro (6) di Montrone argento con argento (1 Ducato, 23 Grana)
Pagati al tamburo delle Noci argento con argento (51 Grana, 3 cavalli)
Pagati a due trombette, una di Trani, e l’altra di Ostuni, argento con argento (2 Ducati, 46 Grana)
Al Contralto di Ostuni venuto per cantare alla musica, la quale non si effettuò per disturbi insorti;
nè dal corriere mandato per non farlo partire fu incontrato, argento con argento (3 Ducati, 58
Grana, 9 cavalli)
Pagati al Violino di Ostuni D. Carlo Cucci, che veniva in compagnia col detto Contralto, argento
con argento (1 Ducato, 84 Grana, 6 cavalli)
A Niccolò Guglielmi per vatica di due cavalli (7), uno per Ostuni a prendere detti Musici, e l’altro per Grumo per pigliare altri musici (3 Ducati, 20 Grana)
Al Trombettiere di Mottola per aver sonato, e trasportato in detta città le vesti da Fucilieri (40
Grana)
Ad Antonio Mastronardi per suo pedatico sino a Martina fatto partire di notte per non far venire
i Musici (40 Grana)
A Francesco Bramante per suo pedatico sino ad Ostuni, fatto partire a due ore della notte per
far arrestare i Musici; e altro suo pedatico per prendere la cera, e di nuovo riportarla (90 Grana)
Al Sergente di Monopoli per guidare i volontari di qui per la funzione da farsi; corriere per detta
città, e soldato delle Noci argento con argento (1 Ducato, 2 Grana, 6 cavalli)
Alli tamburi paesani (2 Ducati, 80 Grana)
Per filacciolo servito al castello (8) (50 Grana)
Per giornate a due uomini Giovanni Tutino, ed Ignazio Balsamo per fare le fosse, e piantare il
Castello, ed Altare, e di nuovo spiantarli, serrare le fosse, e pulire la strada della Madonna della
Vetrana (1 Ducato, 50 Grana)
Per corriere in Luogorotondo per non far venire il Contrabasso (30 Grana)
A Tommaso Barletta per suo pedatico sino a Grumo per non far venire i Musici, partito di notte,
ed arrivato colà nell’atto, che si mettevano a cavallo (60 Grana)
Alli servienti di questa Università per la carrea di legnami serviti per lo Castello ed Altare in
mezzo alla Piazza, e poi riportarli (46 Grana)
A Mastro Torna Bellino, e Mastro Francesco Vitto per fare il Castello, ed Altare e poi schiodarli
(1 Ducato, 50 Grana)
A Mastro Giambattista Fato per una cocchia (9) spezzata e servita per lo Altare (18 Grana)
A Mastro Niccolò Longo per tavole, e travi serviti per lo Castello e Altare, e delle tavole se ne
sono spezzate molte. (4 Ducati, 10 Grana)
Alli stessi servienti (dell’Università), e Niglio per aver portato l’artificio (i fuochi d’artificio), e legnami per detto Artificio in più viaggi sino alla Madonna (30 Grana)
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A Mastro Vincenzo Centrone prezzo dell’Artificio di rotola 68 (10), il quale non fu sparato per impedimenti fatti dal Governatore, e servirà per l’anno venturo (33 Ducati, 80 Grana)
Per sfrido (consumo) di cera fatto nel giorno della Festività della Madonna, e per cambiatura di
cera per la Cappella del S.S. Sacramento, pagati a Mastro Giulio Alfarano, e da costui mandati
in Putignano al cerajuolo (4 Ducati, 86 Grana)
Al procuratore dei P.P. Alcantarini Mastro Andrea Ciaccia per sfrido di cera del 12 gennaio, e dell’ultima domenica d’aprile (5 Ducati)
Giacinto Persio deputato»
Con la cautela del 4 maggio del 1786 (11), la Magnifica Università di Castellana, paga la somma
di ducati 82 in rame ai magnifici D. Giacinto Persio e D. Michele Pace (nominati organizzatori
per la Festa d'aprile di quell'anno, “... e sono per la solennizzazione della Festa della Vergine
della Vetrana nella passata ultima domenica di aprile in memoria e per esser stata liberata questa Cittadinanza, e tutti li convicini Paesi dal male del contagio nell’anno 1691, per cui erano
morti più centinaia di persone, e sebbene l’esito è stato assai più di maggior somma il dippiù si
è tutto fatto di limosina dei devoti, essendo questa l'unica gran Festa che solenizza questa Cittadinanza, con esemplare divozione e possibile pompa...” (12)
Il documento reca firme di D. Domenico Lanera, sindaco (13); Pietro Centorta, capo eletto; Angelo Companelli eletto; Sebastiano Caforio eletto e del notaio Giovanni Capitelli, cancelliere
dell’Università.
«Nota di spese occorse nella solennizzazione della Festa della Beatissima Vergine della
Vetrana, in quest’anno 1786.
Per la musica
Al Sig. Maestro di cappella D. Andrea Festa (5 Ducati)
Al violongella D. Francesco Festa (2 Ducati, 60 Grana)
Al Sig. violino D. Francesco La Recchiuta (1 Ducato, 80 Grana)
Al Sig. Orgelli di Ostuni violino (1 Ducato, 80 Grana)
Al Sig. Agente di Martina ben noto violino (3 Ducati, 60 Grana)
Al Sig. Antoniucci di Fasano soprano (6 Ducati)
Al contralto di Ostuni (4 Ducati)
Al Sig. Caldarola di Conversano, tenore (3 Ducati, 50 Grana)
Al Sig. Morgese di Mola, oboe (2 Ducati, 40 Grana)
Al Sig. Cataldo e compagni di Martina, corni (4 Ducati, 80 Grana)
Basso Paesano D. Vincenzo Longo (14) (2 Ducati)
Al Sig. Ludovico Festa col comodo (cioè di riserva) (3 Ducati)
Contrabasso di Martina (2 Ducati, 60 Grana)
Contrabasso di Locorotondo Sig. Baccaro, col comodo (3 Ducati, 20 Grana)
Aggio delle operate somme (1 Ducato, 15 Grana e 3/4=9)
Spese di Cavalcature per detti musici
Vitantonio Maragliulo (15) per essere andato a prendere il violino, e contralto di Ostuni, e colà
riportati (2 Ducati, 50 Grana)
A Giuseppe Lanzilotta per essere andato a prendere l’oboe da Mola, e colà riportato (1 Ducato,
30 Grana)
A Nicolò Pugliese per essere andato a prendere il soprano di Fasano, e riportato in Conversano
(90 Grana)
A Stefano Albanese per essere andato a prendere il tenore e violino da Conversano (40 Grana)
A Pietro Meuli per essere andato a prendere il Maestro di Cappella, e violongello di Acquaviva,
e ritornato nelle Noci (1 Ducato, 50 Grana)
Ad Anatangelo Meuli per essere andato a prendere li due corni da Martina, ed ivi riportati (1 Ducato, 60 Grana)
A Diego Meuli per essere andato a prendere il violino e contrabasso di Martina, ed ivi riportati
(1 Ducato, 80 Grana)
Alli tamburi, trombe e pifari
A Mastro Giuseppe Caputo, trombetta (2 Ducati)
Ad Antonio Rossetti di Valenzano, trombetta (2 Ducati)
A Mastro Vito Guida di Locorotondo, pifaro (1 Ducato, 40 Grana)
A Mastro Antonio Fanizzi di Fasano, pifaro (1 Ducato, 20 Grana)
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A Nicola Galante, tamburro di Montrone (1 Ducato, 20 Grana)
A Leonardo Antonio Locorotondo, tamburro delle Noci (1 Ducato, 20 Grana)
A Mastro Giuseppe Bellino, tamburro paesano e Mastro Lorenzo Mazzarelli, tamburo paesano
per aver suonato tre giorni prima degli altri (2 Ducati, 50 Grana)
A Sebastiano lacobino figliolo (ragazzino) paesano, tamburro (40 Grana)
A Mastro Cesareo Lattarulo per tante feminelle servite al Carro (16) (40 Grana)
Ferro rotola uno e mezzo per le feminelle di detto Carro (22 Grana, 7 cavalli)
Per tante legne servite alla cocagna (17) comprata da Mastro Francesco lacobino (10 Grana)
A Mastro Giulio Alfarano per un fazzoletto di seta per la cocagna (30 Grana, 3/4 cavalli)
Ad Antonio Vavalla per una canna (18) di fettuccia per la cocagna (12 Grana)
A Vitantonio Fusco, mercante di Mola per palmi sei di stamina (19) servita alla cocagna (75
Grana)
Ad Angelo de Michele per due rotola e 2/3 di lardo servito alla cocagna (74 Grana)
A Gianmaria Mancini per rotola due di sapone servito alla cocagna (20) (10 Grana)
Al Sig. D. Vincenzo Persio per tela servita al carro (1 Ducato, 40 Grana)
Per sfrido di cera fatto nella chiesa di S. Maria della Vetrana (chiesa del Convento), tanto nel dì
12 gennaio, quanto nell’ultima domenica d’aprile, pagato a Mastro Andrea Ciaccia, procuratore
dei P.P. Alcantarini (5 Ducati, 12 Grana, 7 cavalli)
Per altro sfrido di cera fatto tanto all'altare in Piazza, quanto per la Processione e carro (4 Ducati, 65 Grana)
Per tanti colori ed olio di lino serviti a pittare il carro (1 Ducato, 40 Grana)
Al notaio Giovanni Capitelli (21) per pittare il carro ad olio con fiori arabeschi (4 Ducati)
Per rotola 105,7 di artificio, mortaletti n° 320; due calcasse (22) con tutta la polvere pagato a Mastro Vincenzo Centrone (58 Ducati, 50 Grana)
Michele Pace deputato
Giacinto Persio deputato»
Donato Mastromarino
NOTE:
(1) Le cautele sono le spese comunali. In ACC, Volume delle cautele,
B.35,V,2,I 62, pag. 78, anno 1785.
(2) Vedi M. Lanera, Serie cronologica dei Sindaci di Castellana in terra di
Bari; secoli XVI-XX, in Quaderni della Biblioteca Civica "G. Tauro", 1992, al
n. 258.
(3) Gli eletti si possono paragonare ai moderni assessori comunali. In una
piccola Università come Castellana non erano più di quattro.
(4) Commissione di cittadini eletti ogni anno dal Governo (ossia dall’Amministrazione Comunale), responsabili dell’organizzazione della Festa.
(5) M. Lanera “Fonti per la storia di Castellana”, note al Doc. n° 1, in Fogli
per Castellana n° 2, maggio 1970, a pag. 85, in nota 2.
(*) NOTA di M. LANERA - L’espressione (un po' misteriosa per noi) argento con argento si spiega facilmente se si considera che la valuta d’argento godeva di un certo aggio, rispetto al rame. La regalia promessa alla
banda consisteva, io credo, in una certa somma, promessa in argento, ma
pagata in rame, che risultò (in rame) di ducati I, grana 43, cavalli 3. Faccio
osservare che, in argento, si sarebbero potuti pagare solo il ducato e 40, non
le grana 3 e i cavalli 3 residui, irremediabilmente di rame.
(6) Costituivano i tammurri, cioè quelle piccole formazioni di suonatori che
davano inizio alle feste, girando per il paese; come si può notare, nel Settecento il tammurro era costituito dal tamburo, dal piffero e dalle trombette;
più tardi queste ultime saranno sostituite dai piatti e dalla grancassa.
(7) La vatica o meglio la vettura, era il trasporto di persone in sella; l’animale
(soprattutto cavalli), era guidato dal vaticale che viaggiava a piedi, tenendo
ben saldo l’animale per la briglia, ossia a mostaccio. Per maggiori informazioni vedi Donato Mastromarino “Traini e trainieri” in Fogli per Castellana n°
13. dicembre 1994. pag. 62, parte prima.
(8) Il castello era l’intera costruzione in legno dell’albero della cuccagna. Nel
XVIII secolo, a Napoli, la loro costruzione veniva addirittura affidata a degli
architetti e se ne costruivano di grandissimi, con scale, balaustre, antenne,
colonne ed archi, ai quali venivano appesi prosciutti, forme di cacio, pani, vestiti, galline ecc. Ad un segnale convenuto, il popolo aveva diritto di gettarsi
sulla cuccagna per saccheggiarla. Le cuccagne furono causa di gravi disordini tanto che prima furono sospese e poi definitivamente soppresse alla fine
del Settecento (da Bouvier-Laffargue, Vita Napoletana nel XVIII sec., Bologna, Cappelli ed.) È probabile che la cuccagna castellanese, in scala molto
più ridotta, rispecchiasse quella napoletana.
(9) Cocchia = coppia, paio, pariglia (da Rohlfs, Vocabolario dei dialetti salentini).
(10) 1 Rotolo = 890 g. (tratto da Le Relazioni alla società economica di Terra
di Bari, vol. lI. 1823-1839; Mezzina Ed. Molfetta 1983).
(11) In ACC - cautele B 35,V,2, l 63, anno 1786. pag. 62.
(12) Per notizie riguardanti la festa religiosa vedi M. Lanera “Notizie sulla
Festa d'Aprile a fine '700”, in La Forbice n°1, pag. 7.
(13) Come in nota 2, al n° 259.
(14) Si tratta del Dottore di leggi D. Vincenzo Longo, 1737-1825; egli si occupò delle cause tra l’Università di Castellana ed il conte di Conversano
(per maggiori informazioni vedi Fonti per la storia di Castellana, in Fogli per
Castrillana n° 3, pag. 56).
(15) Nel Catasto Onciario del 1752, il vaticale Vitantonio Maragliulo lo troviamo ventinovenne domiciliato nel rione di S. Maria del Rosario e tassato
con 26 once. L’elenco dei vaticali tratto dal suddetto Catasto Onciario potrà
leggersi nella tavola I della parte seconda del saggio citato in nota 7, in Fogli
per Castellana n° 14 a cura della Biblioteca Civica “G. Tauro”, di prossima
pubblicazione.
(16) Feminelle: specie di gangheri di porta fatti con due ferri inanellati insieme (dal Rohlfs, op. cit.) Il carro era invece un baldacchino di legno e tela
che racchiudeva l’immagine processionale della Madonna, esso veniva ornato di fiori, di lampade ad olio e ceri, ottenendo un effetto molto suggestivo
durante la processione serale della domenica della Festa (vedi anche Donato Mastromarino “La Festa d’Aprile nel trecentesimo anniversario” in Susasuso due, aprile 1990, numero unico a cura del CE.RI.CA.).
(17) Ovvero il gioco dell’albero della cuccagna.
(18) 1 canna antica = m. 2,11 scarsi, segue come nota 10.
(19) Stamina o stamigna: tessuto di lana sottile e rado, ma molto resistente,
usato specialmente per bandiere (da Diz. Garzanti della Lingua Italiana). I
sei palmi di stamina rappresentavano uno dei premi dell’albero della cuccagna.
(20) Sia il lardo che il sapone servivano per rendere scivoloso il palo della
cuccagna all’apice del quale pendevano i premi in gara.
(21) La scheda di notar Giovanni Capitelli si conserva in ASB e va dal 1753
al 1803 al n° 0022 nuova collocazione. Il Capitelli era cancelliere dell’Università ed anche pittore dilettante (vedi anche nota 12).
(22) Calcassa = carcassa = specie di razzo che nei fuochi artificiali si lancia
col mortaio (da Rohlfs, op. cit.).
Questo scritto è stato già pubblicato in “La Forbice” n. 98.
Aprile 1997, nota 12
In tutte le città, e anche nei piccoli paesi del meridione d’Italia, si svolgono annualmente le tradizionali feste patronali in onore di un Santo Protettore o di una Madonna, venerata sotto vari titoli. Tali feste magari prendono spunto da un
avvenimento, spesso miracoloso, vero o presunto, che ha segnato la storia di
una comunità particolare. I festeggiamenti hanno in comune, solenni processioni,
sfarzose illuminazioni, bancarelle assortite che vendono di tutto, parco giochi,
fuochi pirotecnici, Concerti bandistici che inondano le strade di allegria con le
note allegre di conosciute marcette.
La festa è utile sia per riunire in gioia ed esultanza una Comunità cittadina, nel
ricordo di un avvenimento, e sia a distoglierla, per qualche giorno, dalle consuete
attività lavorative. Una volta si trattava di espressioni genuine della religiosità popolare, oggi forse prevale la parte folkloristica. Anche questa componente, a mio
parere, è utile per conservare la cultura tradizionale di un popolo e, anche se in
modo molto labile, può ancora rappresentare un aggancio con il trascendente.
A Castellana Grotte la Festa Patronale si chiama FESTA D’APRILE, poiché si
svolge immancabilmente l’ultima domenica di quel mese. L’avvenimento che si
vuol solennizzare è la liberazione di Castellana dalla terribile pestilenza del 1690.
Ecco i fatti che, fortunatamente per la nostra città, sono stati tramandati fedelmente da documenti notarili dell’epoca.
Alla fine di dicembre dell’anno 1690 si sviluppò la peste in tutto il Sud-est barese.
Il morbo fu introdotto da mercanzia infetta, proveniente dall’altra sponda dell’Adriatico.
Un barcone carico di stoffe e bacilli infettivi attraccò nel porto di Monopoli e da
quella città si diffuse a Fasano, a Castellana e Conversano. Date le precarie con-
19
FESTA D’APRILE 2013
Festa tra Culto e Tradizione
FESTA D’APRILE 2013
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dizioni igieniche dell’epoca facilmente attecchì e cominciò a morire tanta gente
che mostrava chiaramente i caratteristici bubboni della peste. Durò quasi un
anno, tanto che la popolazione fu addirittura dimezzata.
A Castellana le cose andarono diversamente. Il 23 dicembre un inviato del Preside della Provincia accertò che si era diffuso il morbo, tanto che fino al 12 gennaio 1691 morirono 22 persone.
Ma nella notte tra l’11 e il 12 gennaio, mentre due pii sacerdoti castellanesi pregavano Dio che liberasse il loro popolo dal castigo della peste, ambedue ebbero
come un’interna ispirazione. La Madonna Vetrana, antica cioè, raffigurata in una
splendida icona bizantineggiante di fine ’300 e venerata in una chiesetta eretta
su una collinetta che sovrastava, e sovrasta, l’abitato della città, aveva fatto intendere ai due sacerdoti che i bubboni sarebbero guariti solo con l’unzione dell’olio della lampada che ardeva perennemente dinanzi alla sua immagine.
E così avvenne. Dal 12 gennaio nessun’altra persona morì di peste a Castellana,
mentre nelle altre cittadine la morte colpiva innumerevoli persone. Tutti i cittadini
e i preti castellanesi pensarono subito ad un intervento miracoloso voluto da Dio
per intercessione della Vergine Madre di Cristo.
E anche noi smaliziati razionalisti e agnostici moderni non dovremmo avere difficoltà ad ammettere che questo avvenimento non faccia parte delle pie tavolette
ma ha, per lo meno, qualcosa di inspiegabile. Come ognuno immagina, la semplice unzione con l’olio di una lampada, non può guarire dalla peste.
La devozione verso la Madonna Vetrana si accrebbe e ancor oggi è viva nel cuore
di tutti i castellanesi veraci che, da ogni latitudine del mondo, ritornano in patria
in occasione della festa. Ed è dal 1691 che si celebra la nostra festa di Aprile,
come solennità esteriore, mentre la festa liturgica si svolge il 12 gennaio, preceduto dalla notte dei falò.
Grandi cataste di legna in ogni angolo della città, la sera dell’ 11 gennaio, bruciano
in onore della Madonna Vetrana, e in una vera e sentita festa popolare i grandi
fuochi riuniscono la comunità cittadina che intende, ogni anno, ricordare l’avvenimento e ringraziare la Santa Vergine per la liberazione della peste.
LA FESTA D’APRILE
La festa dura tre giorni a cominciare dal sabato sera quando si snoda una processione, preceduta da una fiumana di gente devota con nelle mani i ceri accesi.
L’immagine della Madonna dal Convento, passando dalla Piazza grande dove si
accende la coloratissima illuminazione, viene portata in Chiesa Madre.
Suggestiva, forse unica nel meridione d’Italia, è la caratteristica Processione della
domenica. Dopo la Messa solenne celebrata dal Vescovo, accompagnata dalla
colonna sonora dei Concerti bandistici, nelle principali vie cittadine, sfila la Madonna preceduta da quasi tutte le immagini dei Santi (oltre 22 statue) venerati
nelle chiese della città. è una processione solenne e grandiosa, è come se il Paradiso intero rendesse omaggio alla Madre di Cristo.
A sera un ricchissimo Luna Park alla Portagrande allieta i giovani mentre in
Piazza i Concerti bandistici tra clangori di trombe eseguono, per la gioia degli intenditori, i loro arrangiamenti delle opere liriche classiche. Chiudono la serata
una gara di fuochi pirotecnici e, com’è tradizione, il Bolero di Ravel.
Il lunedì, dopo la Messa solenne, ancora una processione. La Madonna rimane
per tutta la settimana in città, sostando a turno nelle varie Parrocchie e lì viene
venerata ogni giorno da tantissima gente. Infine fa ritorno al Convento la domenica successiva.
Sac. Nicola Pellegrino
FESTA D’APRILE 2013
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I FALÒ
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 1959 - Foto Archivio Biblioteca
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 1964 - Foto Archivio Biblioteca
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 1966 - Foto Archivio Biblioteca
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 1974 - Foto Archivio Biblioteca
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 1981 - Foto Archivio Biblioteca
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 1982 - Foto Archivio Biblioteca
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 1983 - Foto Archivio Biblioteca
Foto Ladogana
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 1989 - Foto Archivio Biblioteca
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 1994 - Foto Archivio Biblioteca
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 2007 - Foto Ladogana
ASPETTANDO LA FESTA
25/29 Ore 19.00/22.00 Piazza Nicola e Costa
PROIEZIONE “C’ERA UNA VOLTA LA FESTA D’APRILE”
Ore 20.30 Piazza Nicola e Costa
CONCERTO MUSICALE
“Celebration Disco Band”
Music live anni settanta
Il gruppo musicale “Celebration Disco Band”
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FESTA D’APRILE 2013
GIOVEDÌ 25 APRILE
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 2007 - Foto Ladogana
Ore 18.30
GIRO PER LE VIE CITTADINE
dell’Ass. Banda “Castellana Grotte”
Ore 19.00
INIZIO FESTEGGIAMENTI
FUOCHI PIROTECNICI DI APERTURA FESTEGGIAMENTI
Ditta: la Pirotecnica SRL di SETARO & C. (Salerno)
Ore 19.00 Chiesa San Leone Magno
S. MESSA - NOVENA
Ore 20.00 dalla Chiesa San Leone Magno
PROCESSIONE DEL QUADRO
Ore 20.30 Piazza Nicola e Costa
ACCENSIONE ARTISTICA ILLUMINAZIONE
della premiata ditta LCDC di Cesario De Cagna, Maglie (Le)
Ore 21.00 Piazza Nicola e Costa
CONCERTO MUSICALE
Ass. Banda “Castellana Grotte”
M° Dir. Mario Conte
LUNA PARK in largo Porta Grande
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FESTA D’APRILE 2013
VENERDÌ 26 APRILE
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 2008 - Foto Ladogana
Ore 08.00
FUOCHI PIROTECNICI
Ditta: la Pirotecnica SRL di SETARO & C. (Salerno)
Ore 08.30
GIRO DELLE BANDE
Città di “Racale”
Ass. Banda “Castellana Grotte”
Ore 10.30 Piazza Nicola e Costa
GRAN CONCERTO BANDISTICO
Ass. Musicale “G. Puccini” “Città di Racale”
M° Dir. Grazia Donateo
Ore 18.30 Santuario Madonna della Vetrana
MESSA SOLENNE
Ore 18.30 Piazza Nicola e Costa
CONCERTO MUSICALE
Città di “Racale”
Presso la Fondazione Viterbo in largo Porta Grande
MOSTRA DI PITTURA
di Caterina Maselli
39
FESTA D’APRILE 2013
SABATO 27 APRILE
Ore 19.30 dal Santuario Madonna della Vetrana
PROCESSIONE VERSO IL PAESE
(via Convento, via Serritella, viale A. Moro, corso Italia, piazza Nicola e Costa,
via N. De Bellis, via G. Bovio, piazza Garibaldi, via Trento, largo San Leone Magno)
Ore 20.00
FUOCHI PIROTECNICI
Ditta: la Pirotecnica SRL di SETARO & C. (Salerno)
Ore 21.30 Piazza Nicola e Costa
CONCERTO MUSICALE
Banda “Città di Racale”
M° Dir. Grazia Donateo
LUNA PARK in largo Porta Grande
27/28/29 APRILE Chiesa dell’Immacolata
Esposizione 4° concorso fotografico “deade”
in collaborazione con l’Ass. CE.RI.CA. di Castellana Grotte
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FESTA D’APRILE 2013
SABATO 27 APRILE
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 2008 - Foto Ladogana
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FESTA D’APRILE 2013
DOMENICA 28 APRILE
Ore 08.00
FUOCHI PIROTECNICI
Ditta: la Pirotecnica SRL di SETARO & C. (Salerno)
Ore 08.30
GIRO DELLE BANDE
Città di “Bracigliano”
Città di “Noicattaro”
Ass. Banda di “Castellana Grotte”
Ore 10.00
MATTINEÈ MUSICALE DELLE BANDE
Città di “Bracigliano”
Città di “Noicattaro”
Ore 7.30-8.30-9.15 Chiesa San Leone Magno
SANTE MESSE
Ore 10.00 Chiesa San Leone Magno
MESSA SOLENNE presieduta da s.e. mons. il vescovo Domenico Padovano
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eseguirà la “Messa breve” a tre voci dispari di Nino Rota,
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della casa.
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FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 2009 - Foto Ladogana
Ore 11.00 dalla Chiesa San Leone Magno
PROCESSIONE DI GALA
Ore 13.00
FUOCHI PIROTECNICI
Ditta: la Pirotecnica SRL di SETARO & C. (Salerno)
Ore 18.30 Piazza Nicola e Costa
ORCHESTRA DI FIATI
Città di “Bracigliano”
Direttore e Concertatore M° Mario Ciervo
PREMIATO CONCERTO MUSICALE
Città di “Noicattaro”
M° Direttore Concertatore Rocco Eletto
Ore 23.30
SPETTACOLO PIROTECNICO
Ditta: Boccia G. & Nappi L. da Palma Campania (Na)
Ditta: Albano & Russo da Melito (Na)
LUNA PARK in largo Porta Grande
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FESTA D’APRILE 2013
DOMENICA 28 APRILE
FESTA D’APRILE 2013
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Associazione Banda di “Castellana Grotte” - Foto Ladogana
Ore 08.00
FUOCHI PIROTECNICI
Ditta: la Pirotecnica SRL di SETARO & C. (Salerno)
Ore 08.30
GIRO DELLE BANDE
Città di “Noci”
Ass. Banda di “Castellana Grotte”
Ore 10.00 Piazza Nicola e Costa
ORCHESTRA DI FIATI
Città di “Noci”
M° Giuseppe Chielli,
Direttore M. Giuseppe Gregucci
Ore 7.30-8.30-9.15-10.00 Chiesa San Leone Magno
SANTE MESSE
Ore 11.00 Chiesa San Leone Magno
MESSA SOLENNE
La Schola Cantorum “Don Vincenzo Vitti” diretta da Vittorio Petruzzi
eseguirà la “Messa breve” a quattro voci dispari di Onofrio della Rosa,
organista Loredana Lapertosa
Ore 12.00 Chiesa San Leone Magno
PROCESSIONE PER LA CHIESA IL SALVATORE
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FESTA D’APRILE 2013
LUNEDÌ 29 APRILE
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 2010 - Foto Ladogana
Ore 13.00
FUOCHI PIROTECNICI
Ditta: la Pirotecnica SRL di SETARO & C. (Salerno)
Ore 18.00 piazza Garibaldi
LANCIO DI PALLONI AEROSTATICI
Ditta: Secondo Luigi
INTRATTENIMENTO MUSICALE DELLE BANDE
Città di “Noci”
Ass. Banda “Castellana Grotte”
Ore 19.30 piazza Nicola e Costa
ORCHESTRA DI FIATI
Città di “Noci”
M° Giuseppe Chielli,
Direttore M. Giuseppe Gregucci
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FESTA D’APRILE 2013
LUNEDÌ 29 APRILE
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 2010 - Foto Ladogana
Ore 08.00
FUOCHI PIROTECNICI
Ditta: la Pirotecnica SRL di SETARO & C. (Salerno)
Ore 09.30-11.30 Chiesa Il Salvatore
SANTE MESSE
Ore 20.00 Chiesa Il Salvatore
PROCESSIONE DI RIENTRO
AL SANTUARIO MADONNA DELLA VETRANA
Ore 21.00
FUOCHI PIROTECNICI
Ditta: la Pirotecnica SRL di SETARO & C. (Salerno)
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FESTA D’APRILE 2013
DOMENICA 5 MAGGIO
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 2011 - Foto Ladogana
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 2011 - Foto Ladogana
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 2012 - Foto Ladogana
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 2012 - Foto Ladogana
FESTA D’APRILE 2013
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SI RINGRAZIA
Si ringraziano di cuore tutti i devoti concittadini che, con la loro piccola o grande offerta, hanno
consentito di realizzare la tradizionale “Festa d’Aprile”.
Si rivolge anche il più cordiale e sentito ringraziamento, per il generoso contributo economico:
• all’Amministrazione Comunale di Castellana Grotte
• alla Cassa Rurale ed Artigiana - Credito Cooperativo - di Castellana Grotte
• alla Grotte di Castellana s.r.l.
• alle imprese industriali, artigianali e commerciali che hanno fatto il proprio annuncio
pubblicitario su questo opuscolo
• alle organizzazioni di categoria.
Per la spontanea e preziosa collaborazione:
• al corpo di Polizia Municipale
• all’arma dei Carabinieri, stazione di Castellana Grotte
• alla Polstrada distaccamento di Castellana Grotte
• all’istituto di vigilanza “la Vigilanza s.r.l.”
• all’istituto di vigilanza “la Sicurezza”
• all’ass.di volontariato e protezione civile “A.V.P.A.”
• a tutti i settori operativi del comune di Castellana Grotte
• alla società “Multiservizi s.p.a.”
• alla ditta “Isa Ramirra” per gli addobbi floreali delle processioni
• alla ditta “Ditelo con un fiore” per l’addobbo floreale all’altare in piazza Nicola e Costa
• alla ditta “Ikebana” per gli addobbi floreali della Sacra Immagine
• alla ditta “Piera e Annalisa” per l’omaggio floreale alle bande musicali
• alla ditta “Vivai Vitti” per l’omaggio floreale alla cassa armonica
• alla ditta “Persio” per gli addobbi floreali al prospetto illuminazione
• allo studio fotografico “Pasquale Ladogana”
FESTA D’APRILE 2013
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Festa d’Aprile 2012 - Foto Ladogana
FESTA D’APRILE 2013
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IL COMITATO FESTE PATRONALI
Rettore Santuario Maria Santissima della Vetrana
Arciprete Parroco San Leone Magno
Luigi Caforio
presidente
Luigi Cassano
vice-presidente
Giuseppe Pellegrino
vice-presidente
Paolo Silvestri
segretario
Angela Visparelli De Girolamo
tesoriere
Daniela Lovece
pubbliche relazioni
Natale Benedetto
consigliere
Giuseppe Caforio
consigliere
Paolo Cazzolla
consigliere
Stefano Conte
consigliere
Marino De Tommaso
consigliere
Nicola De Michele
consigliere
Martino Fanelli
consigliere
Ignazio Fasano
Donato Giannuzzi
Domenico Innamorato
Rosaria Genco
Giulio Manelli
Giuseppe Manghisi
Rosa Manghisi
Nicola Mastronardi
Cinzia Valentina Mattia
Vito Mancini
Michele Mancini
Antonella Mezzapesa
Francesco Pace
Francesco Rizzi
consigliere
consigliere
consigliere
consigliere
consigliere
consigliere
consigliere
consigliere
consigliere
consigliere
consigliere
consigliere
consigliere
consigliere
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La Festa d`Aprile negli anni 1785-86