Costruire filiere sostenibili: percorsi e iniziative Dr. ir. Dirk Roep & prof. dr. ir. Han Wiskerke Rural Sociology Group Coordinatore Progetto SUS-CHAIN Progetto finanziato dall'UE: “Commercializzare l'agricoltura sostenibile: analisi del potenziale ruolo di nuove filiere nello sviluppo rurale sostenibile” SUS-CHAIN Per ulteriori informazioni: www.sus-chain.org Percorsi di sostenibilità (I) Tipologia dei casi > per andare oltre i singoli casi > per ridurre la complessità ma senza perdere la richezza della diversità Identificazione di 5 temi: 1. Organizzazione e governance Radicamento sociale e locale Commercializzazione Supporto pubblico e privato Impatto sullo sviluppo rurale 2. 3. 4. 5. Supporto pubblico/privato Governance Radicamento Commercializzazione Impatto sullo sviluppo rurale Percorsi di sostenibilità (I) Sustainability trajectories: typology Percorsi di sostenibilità (II) Esempi di iniziative per ciascuna tipologia: 1. Innovazione della filiera: Natura Beef (Svizzera) 2. Differenziazione della filiera: Tegut-Rhöngut (Germania) 3. Radicamento territoriale: Pecorino della Montagna Pistoiese (Italia) 1. Natura Beef (Svizzera) Contesto: L'80% dell'agricoltura svizzera è basata sul pascolo Il produzione principale è quella casearia, mentre la carne è un prodotto secondario La politica agricola svizzera sostiene gli agricoltori che ottemperano rigide norme a tutela dell'ambiente Due sole imprese (Coop Schweiz e Migros) controllano l'80% della grande distribuzione Genesi del "Problema": Strutturale produzione in eccesso di latte Necessità di usare il pascolo per altri scopi P. Damary (SRVA) and Marguerite Paus (ETH) 1. Natura Beef (Svizzera) Gruppo di discussione (1973-76) Ufficio Federale per l'agricoltura Milestone: Richiesta Ist. Federale Ist. di Economia di studio Ricerca sulla agraria produzione animale Sindacato centrale dei produttori di latte Sussidi Introduzione di tecnologia Definizione condivisa del problema: eccesso di produzione di latte Definizione condivisa della soluzione: introduzione del sistema di allevamento delle fattrici 30 imprese agricole pilota Produttori P. Damary (SRVA) and Marguerite Paus (ETH) 1. Natura Beef (Svizzera) Fondazione dell'associazione (1977 – 1980) Ufficio Ist. di Milestone: Fondazione dell'ASVNM Federale per Economia (Associazione svizzera l'Agricoltura Agraria degli allevatori delle vacche fattrici) su Sussidi Sostegno diretto iniziativa dei produttori per la "non Aiuto per distribuzione di Obiettivo: migliorare il l'organizzazione latte" Berne, Vaud, … reddito degli agricoltori Associazione svizzera degli allevatori delle Orientamento: vacche fattrici miglioramento delle (ASVNM) tecniche di produzione, produttori - comunicazione, scambi; coordinamento - difesa professionale; dell'approvvigionamento, - supporto tecnico. ricerca di punti vendita per nuovi prodotti Valori condivisi: ambientalismo e salute consumatori Da 42 agricoltori nel 1977 locali a 118 nel 1980 Rete istituzionale per l'Agricoltura P. Damary (SRVA) and Marguerite Paus (ETH) 1. Natura Beef (Svizzera) Commercializzazione e ingrandimento (1980 – 1990) Ufficio Federale per l'Agricoltura Produzione nazionale? sussidi produttori (ASVNM) 9 Associazioni regionali -comunicazione -difesa professionale Bell -supporto tecnico -marketing -herd-book, -controlli 2 commercianti di nella bestiame Coinvolti strategia Succursali regionali di Coop, macellerie indipendenti Succursali regionali di Coop Consumatori di Basilea e Regione Milestone: Condivisione del problema: mancanza del riconoscimento della qualità specifica del prodotto e differenziazione di prezzo rispetto al vitello convenzionale Soluzione condivisa: vendita della carne con nome e logo distintivi (Natura Beef) Alleanza informale con "Bell" (catena di macellerie) Ricerca di punti vendita tramite Coop Da 118 agricoltori nel 1980 a 750 nel 1990 P. Damary (SRVA) and Marguerite Paus (ETH) 1. Natura Beef (Svizzera) Rafforzamento della posizione contrattuale (1990 – 2003) Ufficio federale per l'Agricoltura sussidi Associazione svizzera degli allevatori delle vacche fattrici (ASVNM) produttori 2 commercianti di bestiame Traitafina -Comunicazione -Difesa professionale -Supporto tecnico -Marketing -Herd-book -controlli Coop Comunicazione Macellerie “tradizionali" Coinvolti nella strategia + Canale commerciale di NaturaBeef Canale commerciale di SwissPrimBeef Consumatori svizzeri Ristoranti svizzeri Milestones Coop richiede l'esclusività del marchio nella distribuzione ASVNM decide di raffrozare la sua posizione contrattuale rilasciando licenze di vendita annuale (controllo della filiera) Coop sviluppa il proprio marchio a protezione dell'ambiente "CoopNaturaPlan" ASVNM sviluppa il marchio di qualità "SwissPrimBeef" Da 750 agricoltori nel 1990 a 3.750 nel 2003 P. Damary (SRVA) and Marguerite Paus (ETH) 1. Natura Beef (Svizzera) Recenti sviluppi Saturazione del mercato di Natura Beef Coop richiede che siano ammessi nuovi produttori di carne biologica (CoopNaturaPlan si sta trasformando in un marchio biologico) NaturaBeef-Bio rappresenta il 18% delle vendite totali di NaturaBeef ASVNM esamina (dopo l'inserimento di successo di SwissPrimBeef) le potenzialità di nuovi marchi di qualità artigianale e di nuovi canali di commercializzazione P. Damary (SRVA) and Marguerite Paus (ETH) 2. Tegut-Rhöngut (Germania) Contesto Tendenze nel settore delle vendite Processi di concentrazione e competizione fra aziende per la vendita al dettaglio Industrializzazione della roduzione alimentare Perdita di qualità (enfasi sugli standards igienici) Tendenze nei consumi Leggero aumento della volontà di spenedere di più per l'alimentazione Separazione fra la produzione e il consumo Crescente ignoranza rispetto al cibo e alla sua produzione Crescente richiesta di cibo sano Il cibo diventa un prodotto a "basso coinvolgimento" 2. Tegut-Rhöngut (Germania) Sviluppo di Tegut: 1947: creazione dell'azienda Anni '70: emerge il problema delle piccole aziende di di vendita al dettaglio acquistate dalle grandi, che metttono in atto una strategia di competizione dei prezzi Obiettivo: mantenere Tegut come un'azienda familiare indipendente Soluzione: miglioramento dell'efficienza e rafforzamento dell'identità dell'azienda (qualità, sostenibilità ed etica) Anni '80: introduzione di varietà di prodotti biologici Iniziative di Tegut: 1972: KFF, propria linea di carne di qualità 1984: Alnatura, marchio di prodotti biologici di qualità presente a livello nazionale in vari supermercati (fra cui Tegut), a partire dal 1994 con propri supermercati 1989: creazione della "fondazione Tegut" per la ricerca e il sostegno al cibo di qualità 1996: creazione di Herzberger, panificio biologico (il maggior in Europa) 2000: creazione di Rhöngut 2. Tegut-Rhöngut (Germania) Genesi del "Problema": Identità regionale più chiara per Tegut Assortimento di prodotti biologici credibile Migliore posizionamento sul mercato La Regione " Rhön" riflette al meglio la regione di Tegut > lega I 3 Länder (Stati) della Turingia, della Baviera e dell'Hessen > ha un'immagine molto positiva 2. Tegut-Rhöngut (Germania) Concezione di una nuova gamma di prodotti: Prosciutto crudo e insaccati Biologico, regionale, qualità Elaborazione di un disciplinare di produzione: Regole per prodotti biologici e di qualità Selezione di agricoltori interessati e in grado di rispettarle Sviluppo di Rhöngut come marchio: Processo di stagionatura innovativo Superamento dei problemi legati alla legislazione Delimitazione del “Rhön” come regione di origine Integrazione degli agricoltori: Regole di produzione rigide Propri servizi di assistenza tecnica 2. Tegut-Rhöngut (Germania) Recenti sviluppi Nuovo progetto di trasformazione: Investimento di 10 milioni di € Collocazione nell'area del rhön Risultati: Vengono inseriti più di 40 agricoltori biologici Il marchio Rhöngut viene distribuito in tutti i negozi Tegut, in negozi specializzati per prodotti biologici e nelle catene di distribuzione convenzionale Crescita del 405 nei primi 2 anni Rhöngut ricerca una base di produzione più stabile > associazione di produttori Vendite a livello internazionale tramite Waitrose (Gran Bretagna) e Coop (Svizzera) 3. Pecorino della Montagna Pistoiese (Italia) Contesto Le leggi a livello italiano ed europeo impongono cambiamenti strutturali e controlli sulle condizioni igieniche esistenti nelle aziende agricole Rischio di chiusura per i produttori di pecorino a latte crudo della Montagna Pistoiese 3. Pecorino della Montagna Pistoiese (Italia) Milestone: Creazione di due reti (1999) L'Associazione Provinciale Allevatori (A.P.A.) intende mantenere i pastori presenti sulla Montagna Pistoiese Altri attori locali Dettaglianti Comune di Cutigliano Produttori A.P.A. Pistoia Consumatori non locali Ristoranti Consumatori a livello locale A.S.L. Fiduciario Slow Food a livello locale Slow Food Nazionale Slow Food si pone l'obiettivo di salvaguardare le produzioni tradizionali e le tecniche artigianali di produzione Il Direttore dell'A.P.A. e il Fiduciario Slow Food condividono l'opinione che i pastori devono rispettare gli obblighi sanitari, ma anche preservare le loro tecniche di produzione tradizionali 3. Pecorino della Montagna Pistoiese (Italia) Sviluppo di un'unica rete per la valorizzazione del pecorino della Montagna Pistoiese (2000) Altri attori locali Camera di Commercio Consumatori non locali Comune Dettaglianti Produttori Consumatori locali A.P.A. Slow Food Slow Food Italia Ristoranti Milestone: Il Direttore dell'A.P.A. mette in relazione A.S.L., Regione Toscana, Università di Firenze e pastori per mettere a punto dispositivi tecnici Slow Food a livello nazionale identifica il Pecorino a Latte crudo della Montagna Pistoiese come un prodotto tradizionale da tutelare Una scelta collettiva è in gioco per: 1. adattare le tecniche produttive mantenendone la tradizione; 2. allargare la sfera dei punti vendita; 3. legare la valorizzazione del prodotto allo sviluppo locale. 3. Pecorino della Montagna Pistoiese (Italia) Creazione del Consorzio Montagne e Valli di Pistoia per la tutela e la promozione del pecorino a latte crudo (2001) Altri attori locali Camera di Commercio Comune di Cutigliano CONSORZIO Dettaglianti Produttori Consumatori locali Slow Food Consumatori non locali Slow Food Nazionale Ristoranti Milestone: Il Direttore dell'A.P.A. redige un disciplinare di produzione indicando il latte crudo come base del pecorino della Montagna Pistoiese Il Comune di Cutigliano, la Comunità Montana e la Provincia di Pistoia danno un supporto finanziario La Camera di Commercio preme per la realizzazione di un Consorzio, sostenuto da tutte le istituzioni La rete informale viene formalizzata nel Consorzio, con regole selettive per i membri e un marchio distintivo 3. Pecorino della Montagna Pistoiese (Italia) Allargamento del circuito commerciale (2002-2004) Altri attori locali Camera di Commercio Consumatori non locali Provincia Comune Slow Food Nazionale Produttori CONSORZIO Dettaglianti Consumatori locali Slow Food Ristoranti Milestone: Maggiore coinvolgimento dei consumatori, tramite fiere locali e di Slow Food Valore aggiunto per i produttori, che possono assicurare continuità all'allevamento della zona Rafforzamento dell'immagine della montagna Pistoiese (agri-turismo) Aumento delle vendite, sostegno diretto e indiretto all'occupazione della regione 3. Pecorino della Montagna Pistoiese (Italia) Recenti sviluppi Tensione fra i produttori membri e i non-membri Emergere della competizione fra diversi attori locali per il controllo dell'iniziativa Proposta di registrare il Pecorino a Latte crudo della Montagna Pistoiese come DOP Allarga l'area di produzione Permette la partezipazione di tutti i pastori della zona che sono in grado di rispettare il disciplinare di produzione Conclusioni 1. La caratterizzazione di un prodotto è un elemento chiave per creare filiere più sostenibili 2. Governance, radicamento e marketing sono le componenti cruciali per dare un carattere distintivo: per rendere le filiere maggiormente sostenibili è necessario creare coerenza fra queste tre componenti 3. Fattori cruciali di successo sono: La capacità degli iniziatori di coinvolgere le risorse necessarie alla valorizzazione della performance della filiera La capacità degli iniziatori di dar vita ad un percorso di sviluppo che combini governance, radicamento e marketing La disponibilità di supporto L'impegno di altri partner della filiera ad investire nell'iniziativa Il grado in cui l'aumento di scala va di pari passo con i cambiamenti in governance, radicamento e marketing Conclusioni 4.La sostenibilità non è un concetto uniformemente e universalmente definito, ma deve piuttosto essere inteso come un insieme di diversi indicatori di tipo sociale, economico e ambientale 5.La salubrità del cibo e le regole igieniche (a livello europeo e nazionale) tendono a diventare eccessivamente costrittive, quindi a limitare la creazione di diversità e tipicità 6.Il rispetto per l'ambiente o il biologico non sono condizioni sufficienti per creare prodotti distinti dagli altri: le iniziative di maggior successo sono quelle in cui questi caratteri sono strettamente legati a qualità organolettiche del prodotto o alla sua regione d'origine Domande? © Wageningen UR