della provincia di Parma
Piani per la Salute:
il percorso svolto,
la nuova progettualità
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE > SCHEDA N. 2
della provincia di Parma
Piani per la Salute:
il percorso svolto,
la nuova progettualità
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE > SCHEDA N. 1
Piani Per la Salute: il ruolo dell’Ente Locale
Vincenzo Bernazzoli
Uno dei temi forti contenuti nel D.L. 19 giugno 1999,
n. 229 “Norme per la razionalizzazione del Servizio
sanitario nazionale” é quello che vede il crescente
riconoscimento dell’importanza del governo locale
nella salute della popolazione.
Ciò é ribadito non soltanto dalla riconferma della
funzione di programmazione sanitaria, verifica e
controllo da parte degli Enti Locali, ma anche dal richiamo che il PSN 1998-2000 per la prima volta ha
fatto alla necessità di alleanze e collaborazioni, per
un “patto di solidarietà” con tutti i settori della società per poter affrontare su fronti diversi i vari determinanti della salute.
Anche nel Sistema Sanitario Regionale dell’EmiliaRomagna, il cui PSR 1999-2001 riprendeva i temi del
PSN 1998-2000, il principio che viene privilegiato è
che nella Sanità il lavorare insieme sia più efficace
dell’individualismo alimentato dal mercato.
E’ da questi presupposti che nasce il Piano per la Salute della Regione Emilia-Romagna.
Alcuni di questi presupposti ispirano la stessa Legge
Regionale 29/2004, che ribadisce con forza la centralità degli Enti Locali nella programmazione del-
le politiche di promozione della salute e degli stessi
servizi sanitari.
Un Piano per la Salute (PPS) può essere infatti definito come “un piano poliennale di azione elaborato e realizzato da una pluralità di attori, coordinati
dal governo locale, che impegnano risorse umane e
materiali allo scopo di migliorare la salute della popolazione anche attraverso il miglioramento della
assistenza sanitaria“.
Questo non è un obiettivo che l’Azienda USL, gli Enti
Locali (EELL) o qualsiasi altro soggetto possa raggiungere da solo.
Esso richiede invece il coinvolgimento più vasto possibile, il rafforzamento delle alleanze esistenti e la
creazione di nuove. Ecco perché il Piano per la Salute
è un Patto locale di solidarietà ed uno strumento di
promozione della salute.
Per gli Enti Locali, il PPS può rappresentare una opportunità per impegnarsi nel miglioramento della
salute nel suo significato più vasto, a complemento
del proprio compito di promuovere il benessere eco-
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI
nomico, sociale e ambientale delle proprie aree.
Ciò impegna l’autorità locale in modo istituzionale,
in quanto l’intervento sui determinanti della salute
si estende lungo tutta la gamma delle sue responsabilità come per esempio alloggi, trasporto, ambiente, istruzione, tempo libero, ecc.
La nuova strategia per la salute implica quindi trasformazioni sostanziali quali:
sponsabili della perdita della salute;
• la presa di posizione nei confronti del problema
delle disuguaglianze in salute e della esclusione
sociale;
• uno stile di assistenza sanitaria il cui impatto viene
valutato sulla base di effettivi miglioramenti del
livello di salute e della qualità dei servizi prestati
oltre che sulla loro efficienza economica;
• l’ascolto e la partecipazione della comunità.
• un ruolo più forte attribuito agli EELL nella promozione della salute attraverso i momenti della
programmazione negoziata;
• la necessità di interventi che, attraverso iniziative
politiche intersettoriali, tendano alla modificazione dei fattori sociali, economici e ambientali re-
Presidente Conferenza
Territoriale Sociale e Sanitaria
e della Provincia di Parma
L’impegno dell’Azienda USL
nella promozione della salute
Maria Lazzarato
Questa pubblicazione vuole fare il punto, oggi, a circa tre anni dall’avvio dei Piani per la Salute a Parma,
sul percorso fin qui svolto, ma anche, e soprattutto,
sui nuovi impegni che ci attendono, sulla nuova progettualità a cui lavoreremo nei prossimi anni.
Si tratta insomma di una sorta di “compendio” che
intende dar conto, attraverso la pubblicazione di
schede sintetiche, precedute ed accompagnate da
alcuni essenziali dati, del lavoro non trascurabile
svolto nella realtà provinciale e in quelle distrettuali da una miriade di attori (istituzioni, aziende, enti
pubblici e privati, organizzazioni sindacali e di categoria, associazioni di volontariato e così via) che
hanno creduto nei progetti che, giorno dopo giorno
ed in uno spirito collaborativo e paritario, andavano
prendendo corpo, si traducevano in iniziative singole, in azioni, piccole e grandi, orientate a promuovere salute, ed a farlo con uno spirito nuovo: quello,
appunto, dei Piani per la Salute, dell’ascolto, della
partecipazione, del coinvolgimento diretto degli
stakeholders, del dialogo assunto come metodo di
lavoro e insieme come finalità.
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI
E questo rappresenta, a ben guardare, una novità
rilevante, che speriamo possa mettere radici e “contaminare” il nostro modo di lavorare, in un’integrazione più stretta tra servizi dello stesso ente, tra enti
diversi e, crescendo in intensità e complessità, tra
soggetti assai diversificati per provenienza, approccio culturale, mandato istituzionale od associativo.
Nello specifico, presentiamo i lavori svolti all’interno dei tre programmi aziendali a suo tempo avviati:
quelli che abbiamo definito, in una termonologia
ormai divenuta familiare, “le tre sicurezze” (alimentare, del lavoro e stradale), che tanta importanza assumono oggi e cui tanto rilievo assegnano i cittadini
stessi, nella loro vita, nei comportamenti quotidiani,
ma anche nei riferimenti valoriali. Ma anche i progetti portati avanti a livello distrettuale: la Sicurezza in
casa, nel Distretto di Fidenza; la Sicurezza alimentare
nei giovani, con la ricerca condotta (di cui riportiamo
un breve resoconto) nel Distretto Valli Taro e Ceno,
attraverso questionari somministrati agli allievi di alcune Scuole medie Inferiori.
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI
Ma si tratta anche di illustrare, e far conoscere, la
nuova progettualità dei Piani per la Salute, i programmi di lavoro che la CTSS, adeguatamente supportata dall’Azienda Sanitaria Locale, svilupperà negli anni immediatamente futuri, mantenendo aperti
quei filoni che riscuotono ancora interesse e conservano una solida partecipazione (come ad esempio la
Sicurezza del Lavoro e la Sicurezza Stradale), cercando tuttavia di garantire un più stretto collegamento
fra loro ed una più forte integrazione progettuale
(come nel caso, ad esempio, del progetto rivolto alla
sicurezza dei lavoratori in itinere e, tra questi, anche dei dipendenti AUSL) o, ancora, del progetto che
prevede la sensibilizzazione degli Istruttori di Scuola Guida sulle tematiche connesse alla guida sotto
l’effetto di sostenze psicoattive (alcol e droghe, in
particolare).
Progetti che, a ben guardare, possono utilmente
integrarsi anche all’interno delle due nuove, solide
progettualità : “La promozione di stili di vita sani” e
“La prevenzione del disagio giovanile”. Temi distinti ma tra loro fortemente interrelati, come possono
esserlo, ad esempio, la prevenzione dell’isolamento
sociale dei giovani a rischio e la ricerca proposta sulla “Percezione del rischio nelle giovani generazioni”,
tesa ad indagare anche la percezione del proprio
stato complessivo di benessere: si tratta infatti dello
stesso target, colto attraverso differenti angolature,
ma con l’unica finalità di promuovere benessere e
salute.
Fortemente integrabili sono altresì i progetti ricompresi all’interno del ricco filone degli “stili di vita”,
in cui compaiono la promozione di una corretta alimentazione, insieme alla promozione dell’attività
fisica o, ad un livello ancora più articolato, la prevenzione delle malattie cardiovascolari, oggi prevenibili,
ed aggredibili, anzitutto attraverso stili di vita che
contemplino la giusta combinazione tra una corretta
alimentazione, l’attività fisica, l’istinenza dal fumo il
non abuso di alcool, e così via. Patologie che, insomma, passano anzitutto attraverso scelte consapevoli
di tutti noi, prima di approdare, come è giusto che
sia, e come il progetto stesso prevede, anche ad un
livello clinico vero e proprio, affidato a figure sanitarie specificamente preparate.
Questo dunque il lavoro svolto; questo il lavoro che
ci attende e che sarà tanto più proficuo quanto più
saranno alti l’interesse, la partecipazione, il diretto
coinvolgimento dei partners che, insieme a noi, vogliono continuare a lavorare.
Direttore Generale
dell’AUSL di Parma
La filosofia ed il metodo dei Piani per la Salute
Angela Zanichelli
I risultati della ricerca dimostrano sempre più che i
determinanti più potenti della salute devono essere
cercati nelle condizioni sociali, economiche e culturali di una popolazione: per queste ragioni, la promozione della salute oggi deve muoversi in direzioni
diverse, abbracciare uno spettro più ampio di quello
che fa riferimento al solo sistema sanitario, per coinvolgere aspetti individuali e sociali ritenuti sempre
più rilevanti e tra questi, certamente, anche i cosid-
detti “stili di vita” dei singoli e delle comunità di cui
questi sono parte.
Ragioni che ci suggeriscono di adottare oggi un “approccio multisettoriale alla salute”, basato sul fatto
che, come aveva già intuito il canadese Lalonde fin
dal 1974, larga parte dei fattori che influenzano,
condizionano e determinano la salute - i cosiddetti
determinanti - sono situati al di fuori della sanità in
senso stretto.
Tabella 1: Categorie di determinanti della salute
Non modificabili
Socio-economici
Ambientali
Stili di vita
Accesso ai servizi
Genetica
Povertà
Aria
Alimentaz.
Istruzione
Sesso
Occupazione
Acqua e alimenti
Attività fisica
Tipo di sistema
sanitario
Età
Esclusione sociale
Abitato
Fumo
Servizi sociali
Ambiente sociale e
culturale
Alcol
Trasporti
Attività sessuale
Attività ricreative
Farmaci
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI
Ciò che tuttavia tale classificazione non indica è la
natura e il senso dell’interazione tra i diversi fattori
e categorie di determinanti e il momento della loro
comparsa nell’arco della vita, che può essere veramente cruciale per la salute dei singoli individui e
delle popolazioni. Politiche pubbliche per la salute
possono nascere soltanto all’interno di un contesto
ed in una cornice concettuale che riconoscano la natura dinamica del sistema e l’interazione costante tra
i vari elementi. Politiche pubbliche che, in questo scenario, devono dunque essere attente a questa pluralità di fattori ed al loro molteplice e mutevole intreccio, senza peraltro trascurare la crescente rilevanza
che le disuguaglianze sociali esercitano sulla salute,
amplificando ed accentuando il solco che separa, anche nelle società ad elevata industrializzazione, i ceti
e le classi sociali. Da qui dunque il richiamo forte ad
un welfare che sia realmente capace di rispondere ai
bisogni, anzitutto delle fasce più deboli e marginali.,
anche attraverso attività mirate ed incisive di promozione attiva della salute.
Certamente un ruolo centrale occupa, in questo percorso, la capacità di farsi promotori e sostenitori attivi e convincenti dell’obiettivo ideale da perseguire
attraverso strumenti adeguati di comunicazione e di
sostegno convinto e convincente, in un percorso di
vero e proprio reclutamento ad un’importante causa collettiva (advocacy).
Il percorso di costruzione e attuazione dei Piani per
la Salute finora compiuto si è concentrato sulla strategia sociale, ossia su come effettivamente arrivare
ad identificare l’intervento o gli interventi che più
possano rispondere ai bisogni di salute della nostra
comunità. Si è cioè lavorato maggiormente sullo
strumento, anche attraverso la partecipazione più
10
vasta possibile, che costituisce l’aspetto più nobile
di questa strategia. In particolare, volendo ripercorrere le tappe fin qui svolte, possiamo ricordare che
finora sono stati identificati i bisogni della nostra
comunità, definite le priorità su cui concentrarci per
rispondere a questi bisogni, entrando poi nella fase
attuativa, così come ampiamente documentato dalle
schede contenute nella prima parte della presente
pubblicazione (progetti realizzati).
Sul piano istituzionale, poi, la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, il soggetto a cui è affidata la
guida dell’intero processo, è andata gradualmente,
ma saldamente, assumendo il ruolo di leadership che
le compete. L’assistenza tecnica fornita dall’autorità
sanitaria ha supportato la CTSS in questo compito,
ma è evidente che è importante l’impegno diretto
delle amministrazioni pubbliche (Sindaci, in particolare, cioè la volontà politica) in tutte queste azioni
di promozione di una migliore qualità della vita per
tutta la comunità, diventando una vera e propria
unità di misura delle decisioni politiche pubbliche.
Questi obiettivi intendiamo continuare a perseguire, attraverso la prosecuzione di alcuni dei progetti
già avviati (Sicurezza sul lavoro, Sicurezza stradale e
Sicurezza in casa, in particolare), ma anche aprendo
nuovi filoni e nuove piste di lavoro che siano in grado di innovare ed arricchire il panorama progettuale
locale, pur mantenendo una sostanziale continuità
col recente passato e con l’esperienza già maturata
dai Piani per la Salute a Parma, così come ben evidenziano le schede contenute nella seconda parte
della pubblicazione.
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI
Dirigente Ausl di Parma,
Responsabile Piani per la Salute
Piani Per la Salute: riflessioni in itinere
Nicola Florindo
Si sono conclusi in provincia di Parma, con il 2005,
i primi tre anni di sperimentazione dei programmi
relativi ai Piani per la Salute.
È tempo dunque (non di bilanci, assai ardui e differenziati quando si lavora per la promozione della
salute) di riflessioni attorno ai percorsi seguiti, al lavoro svolto, alle scelte nuove su cui puntare.
SUL PERCORSO
Vi è sicuramente una pista, nel percorso seguito, che
ha significato davvero qualcosa di nuovo sul tema della promozione della salute individuale e collettiva.
È la pista della implementazione della “governance”, ovvero della riconduzione della direzione di un
processo non ad un “solito noto” istituzionale, ma
ad una pluralità di attori diversi che con pari dignità contribuiscono alla realizzazione di un obiettivo
condiviso.
Sia chiaro, portare avanti processi di “governance”
non è agevole o scontato. E non funziona sempre.
Abbiamo visto anche nella nostra esperienza che non
tutti gli obiettivi spesso hanno la capacità di essere
condivisi con la stessa intensità da tutti. Anzi assai
spesso si è verificato che soggetti diversi, portatori di
interessi diversi, avanzano obiettivi divergenti.
Ma accanto a questo limite si è riscontrato che quando si riesce a “governare insieme” un obiettivo condiviso si produce un reale valore aggiunto e si realizza una forte e significativa integrazione tra risorse
ed interventi.
Ed in una situazione generale in cui il “fai da te” e il
“fai da solo”, specialmente sui temi della tutela della salute si rivela un messaggio che crea dispersioni
ed sovrapposizioni, la “governance” è sicuramente
un’arma in più per comunicare e moltiplicare le reti
di solidarietà e le relazioni tra i soggetti.
Nella nostra esperienza, comunque, anche quando
la “governance” ha funzionato abbiamo verificato
aspetti critici nel processo. E non tanto in ordine alla
possibilità di creare azioni ed interventi. Quanto invece sulla reale possibilità di veicolare ed esportare i
prodotti ed i risultati nelle prassi ordinarie e nei comportamenti.
Non si vuol qui aprire la questione della valutazione di efficacia dei Piani per la Salute. Che occorrerà
aprire comunque prima o poi per pesare l’incidenza
reale dei programmi e la produttività delle risorse
impiegate.
Si allude invece ad un processo “pre-valutativo”
quello cioè che misura se e quando i prodotti e gli
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI
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interventi dei Piani per la Salute si possano trasformare in regole nuove capaci di governare o almeno indirizzare e rendere visibile un processo di reale
cambiamento .
Dal nostro punto di vista questo è un limite da esplorare nei Programmi sui quali lavorare in futuro.
SUL LAVORO SVOLTO
In questi primi anni di sperimentazione il filo conduttore dei Piani per la Salute è stato quello delle
“Sicurezze”: sul lavoro, stradale, alimentare (nei programmi provinciali), in ambiente domestico, nelle
abitudini alimentari (nei programmi Distrettuali).
“Sicurezze” intese come prerequisiti di base per incentivare processi di consapevolezza e responsabilizzazione nel disegno complessivo della promozione
della salute.
Al di la dei contenuti e dei materiali prodotti (che
sinteticamente sono presentati in questa pubblicazione) talune specificità del lavoro svolto meritano
un doveroso cenno.
I PRODOTTI
Si è di fronte ad una tipologia di prodotti quanto
mai diversificata. E quindi con diversificate tipologie
di consumo ed uso dei prodotti stessi.
Si va dalla produzione di sostanziosi manuali di buona prassi agricola (Sicurezza alimentare), alla produzione di regole ed indicazioni per il migliorare i
comportamenti (Sicurezza stradale), alla produzione
di programmi atti a contrastare il lavoro irregolare
e la sicurezza scolastica (Sicurezza sul lavoro), alla
produzione di materiali informativi e documentativi
(Sicurezza domestica), alla produzione di una ricerca
finalizzata ad evidenziare le aree di intervento per
la promozione della salute nei giovani (Sicurezza alimentare nelle nuove generazioni).
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IL TARGET
La diversificazione dei prodotti e la molteplicità degli stessi hanno di conseguenza esteso la esperienza
ad un largo spettro di destinatari finali.
Se vogliamo ricondurre a sintesi questo spettro possiamo affermare che sono stati aperti interventi di
promozione della salute in tre grandi ambiti:
• l’ambito di mercato, con la presenza del target dei
produttori e del target degli utenti e/o consumatori (Sicurezza Stradale e Sicurezza alimentare);
• l’ambito generazionale, con la presenza del target
giovanile e del target delle persone più anziane
(abitudini alimentari nelle nuove generazioni e Sicurezza Stradale);
• l’ambito occupazionale, con la presenza del target
riferibile all’ambiente domestico a quelle lavorativo a quello scolastico (Sicurezza in casa, Sicurezza
sul lavoro, Sicurezza scolastica).
GLI ATTORI
Anche qui, e non poteva essere diversamente data la
specificità concettuale dei Piani per la Salute, siamo
di fronte ad una pluralità di attori intervenuti.
È ardua, in questo caso, una schematizzazione.
Senza voler riprendere la storica classificazione contenuta nei documenti introduttivi allo sviluppo dei
Piani per la Salute (capitale pubblico, capitale di mercato, capitale sociale, soggetti a rilevanza sociale),
si può affermare che sono intervenuti, con diversa
consistenza, una vastissima rappresentanza di tutte
le agenzie presenti nella comunità.
Complessivamente hanno superato il centinaio le organizzazioni e le associazioni che a più riprese hanno partecipato ai diversi tavoli di lavoro, portando il
proprio contributo e le proprie esperienze specifiche
per la elaborazione e lo sviluppo di obiettivi condivisi.
Nei sei programmi fino ad oggi attivati ed in gran
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI
parte realizzati hanno infatti offerto la propria preziosa collaborazione le Aziende Sanitarie, gli Enti Locali, le organizzazioni assistenziali, le organizzazioni
produttive, le organizzazioni scolastiche, le forze
dell’ordine (locali e non), i Sindacati, le organizzazioni di volontariato, l’Università , altre organizzazioni
pubbliche e private.
SULLE PROSPETTIVE
Prodotti, target ed attori dei Piani per la Salute, nella
esperienza fino ad oggi condotta, riconfermano sostanzialmente la fondatezza dei tre presupposti che
sono alla base di questa nuova metodologia di promozione della salute. Ovvero:
• sono producibili prodotti che difficilmente avrebbero visto la luce solo con le risorse di singole agenzie
pubbliche o private;
• la promozione della salute raggiunge rilevanti e
significativi target anche attraverso l’azione di organizzazione non sanitarie;
• è possibile coinvolgere nei Piani per la Salute anche
organismi con mission diversificate. Esiste cioè uno
spazio reale per, come si dice, “fare sistema” quando si individuano obiettivi condivisi.
Ma allo stesso tempo è giusto mettere in evidenza
anche taluni interrogativi di fondo, che anche durante il percorso compiuto, sono emersi. In particolare:
• quanto i beni prodotti possono essere considerati
“durevoli” e come fare per renderli “strutturali”
almeno nelle politiche dei soggetti che hanno contribuito a realizzarli?
• quanto gli attori convenuti sono disposti a considerare i Piani per la Salute una occasione e una modalità permanete di lavoro e non già una esperienza importante ma estemporanea?
• quanto è necessario spostare la ricerca dei bisogni
partendo non (come in gran parte abbiamo fatto
fino ad oggi) da situazioni oggettive sia pur supportate da considerazioni rilevanti (epidemiologiche, storiche, ecc.) ma da bisogni percepiti dagli
stessi soggetti, pubblici e privati, che partecipano
ai programmi?
CONCLUSIONE
Se il futuro deve trarre insegnamenti dalle esperienze, due considerazioni finali si pongono.
La prima.
Con il 2005 i Piani per la Salute chiudono un ciclo
sperimentale che ha sostanzialmente dimostrato
come questa metodologia di lavoro sia nei fatti possibile, produttiva, in grado di sollecitare risorse ed
interventi per la promozione della salute.
La seconda.
È necessario aprire ora una nuova fase. Più intimamente connessa alla continuità delle politiche per la
salute e capace di sostenere “Patti di Solidarietà” più
solidi ed incisivi.
Partendo dalle proposte che già sono state avanzate
dalla Azienda USL: gli stili di vita ed il disagio giovanile.
Ma in attesa anche di altri contributi. Dagli Enti Locali in primo luogo, attraverso un collegamento dei
Piani per la Salute con i Piani di Zona ed i Piani Attuativi Territoriali.
Ma anche da tutti gli altri partner pubblici e privati,
quelli che già nella fase sperimentale si sono impegnati e quanti altri vorranno misurarsi.
Salvaguardando e condividendo l’idea ispiratrice
di fondo: la promozione della salute non è funzione esclusiva di alcuni, ma è interesse sostanziale di
ognuno. E va prodotta e riprodotta insieme se vogliamo renderla solida ed efficace.
Dirigente Ufficio Programmazione
della CTSS di Parma
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI
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I PROGETTI REALIZZATI
(2002 - 2004)
PROGRAMMI PROVINCIALI
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Sicurezza
Stradale
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI
Sicurezza
sul lavoro
Sicurezza
Alimentare
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE > SCHEDA N. 2
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SICUREZZA STRADALE
Coordinatore: Angela Zanichelli (*)
Così come per gli altri programmi già avviati nel corso del 2002, anche quello attinente alla Sicurezza
Stradale si è sviluppato nel corso del tempo, giungendo a realizzare molti dei progetti a suo tempo
previsti, come sintetizzato nelle schede che seguono.
In particolare, alcuni hanno avuto pieno compimento, mentre altri ancora sono stati soltanto avviati e
sono in corso di realizzazione. Pertanto, i primi sono
sintetizzati attraverso le schede che seguono (indicati espressamente come progetti realizzati) mentre
i secondi sono raccolti nella seconda parte del volume (sotto la voce, “nuovi progetti”).
Si è trattato infatti di un percorso del tutto nuovo
(per modalità di elaborazione e realizzazione), che
ha richiesto la collaborazione attiva di numerosi
partner, chiamati non solo a dare testimonianza di
16
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE > SCHEDA N. 1
interesse alle materie trattate, ma anche di supportare e farsi parte attiva del programma, anche attraverso la diretta realizzazione di singoli progetti,
in un importante lavoro di reciproca conoscenza e
condivisione.
Pertanto, al di là della puntuale indicazione dei soggetti coinvolti direttamente nelle specifiche progettualità, val la pena di ricordare che anche i singoli
progetti si sono retti su un impegno collettivo di elaborazione, definizione e decisione che ha coinvolto
uno spettro davvero ampio di partner.
Le schede relative ai progetti realizzati sono precedute da alcuni dati di sfondo sul fenomeno dell’incidentalità stradale, che tentano di richiamare
all’attenzione la gravità del fenomeno e delle sue
conseguenze in ambito regionale e locale.
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(*)
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA
STRADALE
SCHEDA
N.Ausl
2 di Parma
Responsabile
Piani >
per
la Salute,
La Sicurezza Stradale a Parma:
alcuni dati di sfondo
Gli incidenti stradali rappresentano in Italia la prima
causa di morte nelle classi giovanili d’età, in entrambi i sessi , seppure con un’incidenza maggiore tra i
maschi. Per incidente stradale si intende, in particolare, “ogni sinistro in cui è coinvolto un veicolo in
circolazione sulla rete stradale e che comporti danni
alle persone” (ISTAT, 2000), escludendo dunque quelli che non coinvolgono le persone, che pure sono numerosi e comportano comunque danni economici
anche rilevanti. Gli altri due termini essenziali per
un’esatta definizione (e comprensione) del fenomeno riguardano le conseguenze degli incidenti sulle
persone: il ferimento e la morte. A quest’ultimo proposito, è opportuno infatti precisare che per “decessi
causati da incidente stradale si intendono soltanto
quelli avvenuti entro il trentesimo giorno dalla data
dell’incidente” senza tuttavia dimenticare che fino
al 1999, l’ISTAT prendeva in esame solo quelli avvenuti entro il settimo giorno.
Le tabelle che seguono riportano dunque soltanto
i dati relativi all’incidentalità in cui sono state coinvolte le persone, rilevati sulla base del luogo in cui è
avvenuto l’incidente e prescindendo dalla residenza
delle persone coinvolte.
In particolare, i dati in nostro possesso (Tabella 1)
mostrano come , dal 1991 al 2000, si registri in Italia un incremento costante del numero di incidenti
stradali e di feriti, mentre perdura il calo del numero dei morti (pur con il rialzo del 2000): come dire,
in altre parole, che tende a ridursi la gravità degli
incidenti e delle loro conseguenze sulle persone, anche grazie all’introduzione di dispositivi di sicurezza
sempre più efficaci.
Un cenno particolare meritano invece gli ultimi due
anni presi in esame: il 2003 che, per la prima volta,
fa registrare contemporaneamente un calo degli incidenti, dei feriti e dei morti; il 2004 che, a sua volta,
conferma e rafforza tale tendenza, al punto da lasciarci credere che si tratti dell’auspicata e ricercata
- anche attraverso la cosiddetta patente a punti, introdotta con il D.L. 151 del 27 giugno 2003 - inversione di tendenza a cui si sta lavorando. E’ chiaro che
una risposta convincente in merito potrà arrivare soltanto dai dati degli anni successivi, ma certamente
questi primi segnali sono incoraggianti.
In Emilia Romagna (Tabella 2), l’andamento del fenomeno è simile a quello nazionale, con un aumento
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE
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di incidenti e feriti fino al 2002, con la già citata, per
il livello nazionale, flessione del 2003 ed il 2004, ed
un calo costante del numero dei morti. Una flessione
che trova un’importante conferma nel 2004 anche
nella nostra regione, con un ulteriore calo di incidenti, morti e feriti, e dei relativi rapporti. Valori che
ci auguriamo indichino una tendenza, confermata
anche negli anni successivi. Se così fosse, avremmo la
prova che gli sforzi compiuti in molteplici direzioni
(da quella normativa, agli investimenti sulla sicurezza dei veicoli e delle strade, all’organizzazione del
soccorso sanitario d’urgenza, fino ad arrivare alle intensificate attività di educazione nelle scuole) stanno producendo i primi risultati. Risultati che, fra l’altro, sono ancora più significativi se si considera che,
nel contempo, continua ad aumentare il numero dei
veicoli sulle strade e dunque, con l’accresciuta intensità del traffico, anche la conseguente esposizione al
rischio.
In parziale controtendenza è invece la Provincia di
Parma che, dal 1998 al 2002, fa registrare (Tabella 3)
un andamento significativamente dissimile da quello
regionale, con un calo costante degli incidenti (fatta
eccezione per il solo 1999) e dei feriti, ma con un
numero di morti che si mantiene alto anche negli
ultimi anni: nel 2003 il loro numero è infatti supe-
riore a quello del 1998, uguale a quello del 2000 e di
nuovo superiore al 2002.
Migliore invece il dato del 2004, con una forte flessione di tutti gli indicatori presi in esame, ivi compreso anche il numero dei morti. Anche in questo
caso, l’auspicio è che si tratti di una tendenza vera
e propria.
Meno rassicurante è tuttavia il confronto con le altre
province della nostra Regione: soffermandoci infatti
sull’ultimo anno disponibile, si nota come la provincia di Parma faccia registrare nel 2004 (Tabella 4) valori ancora superiori alla media regionale un po’ per
tutti i rapporti. Il rapporto di mortalità, in particolare, è ancora assai superiore a quello regionale ed
inferiore soltanto a quelli delle province di Piacenza,
Ferrara e Ravenna. Come dire che, mediamente, a
Parma gli incidenti sono mortali più frequentemente
che altrove, mentre meno elevato appare il numero
dei feriti. In sintesi, tuttavia, il Rapporto di Pericolosità conferma una situazione ancora problematica,
con un valore ancora una volta superiore a quello
regionale ed inferiore soltanto a quelli di Piacenza,
Ferrara e Ravenna.
Una situazione che, dunque, sembra lasciare ancora ampi margini di intervento e che sollecita, senza
dubbio, nuovi e più incisivi apporti correttivi.
Tabella 1- ITALIA / Incidenti stradali, morti e feriti ( anni 1991, 1994, 1997, 2000, 2003, 2004 - valori assoluti)
Anni
N.ro incidenti
N.ro Morti
N.ro Feriti
Indice di mortalità (a)
1991
170702
7498
240688
4,4
1994
170679
6578
239184
3,9
1997
190031
6226
270962
3,3
2000
229034
6649
321796
2,9
2003
225141
6015
318961
2,7
2004
224553
5625
316630
2,5
Fonte: ISTAT 2005
(a) L’indice di mortalità per i.s. si calcola facendo il rapporto tra il numero dei morti per i.s. ed il numero degli incidenti, moltiplicato 100.
20
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE
Tabella 2 – Regione Emilia Romagna / Incidenti stradali (anni 1998 - 2004)
Anni
1998
1999
2000
2001
2002
Incidenti
23242
25948
25961
25938
26070
Morti
750
812
789
792
776
Feriti
32350
36100
36290
36279
36336
RM (a)
3,23
3,13
3,04
3,05
2,98
RL (b)
139,19
139,12
139,79
139,87
139,38
RP (c)
2,27
2,2
2,13
2,14
2,09
2003
24712
700
34158
2,83
138,22
2,01
La Sicurezza Stradale a Parma:
alcuni dati di sfondo
2004
23531
596
32414
2,53
137,75
1,81
Fonte: Elaborazione Regione Emilia-Romagna su dati ISTAT, 2005
(a) RM: il Rapporto di Mortalità è il numero dei decessi / numero di incidenti X100;
(b) RL: Il Rapporto di Lesività è il numero dei feriti /numero degli incidenti X100;
(c) RP: Il Rapporto d Pericolosità (o indice di gravità) è il numero dei decessi / (numero dei decessi più numero dei feriti) X 100.
Tabella 3 – Provincia di Parma / Incidenti stradali (anni 1998 - 2004)
Anni
1998
1999
2000
2001
Incidenti
2094
2174
2028
1989
Morti
61
98
67
68
Feriti
2922
2974
2857
2744
RM % (a)
2,91
4,51
3,3
3,42
RL % (b)
139,54
136,8
140,88
137,96
RP % (c)
2,04
3,19
2,29
2,42
2002
1923
59
2704
3,07
140,61
2,14
2003
1786
67
2381
3,75
133,31
2,74
2004
1624
47
2203
2,89
135,65
2,09
Fonte: Elaborazione Regione Emilia-Romagna su dati ISTAT, 2005
(a) RM: il Rapporto di Mortalità è il numero dei decessi / numero di incidenti X100;
(b) RL: Il Rapporto di Lesività è il numero dei feriti /numero degli incidenti X100;
(ci) RP: Il Rapporto d Pericolosità (o indice di gravità) è il numero dei decessi / (numero dei decessi più numero dei feriti) X 100.
Tabella 4 – Regione Emilia Romagna : Incidenti stradali (anno 2004)
Province
Incidenti
Morti
Feriti
RM (a)
Piacenza
1435
47
2006
3,2
Parma
1624
47
2203
2,89
Reggio Emilia
2874
68
4195
2,37
Modena
3619
89
4875
2,46
Bologna
5314
122
7292
2,3
Ferrara
1680
86
2291
5,12
Ravenna
1680
51
2361
3,04
Forlì - Cesena
2477
50
3361
2,02
Rimini
2828
36
3830
1,27
Regione E.R.
23531
596
32414
2,53
RL (b)
139,79
135,65
145,96
134,71
137,22
136,37
140,54
135,69
135,43
137,75
RP(c)
2,29
2,09
1,6
1,79
1,65
3,62
2,11
1,47
0,93
1,81
Fonte: Elaborazione Regione Emilia-Romagna su dti ISTAT 2005.
(a) RM: il Rapporto di Mortalità è il numero dei decessi / numero di incidenti X100;
(b) RL : Il Rapporto di Lesività è il numero dei feriti /numero degli incidenti X100;
(c) RP: Il Rapporto d Pericolosità (o indice di gravità) è il numero dei decessi / (numero dei decessi più numero dei feriti) X 100.
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE
21
22
“Sperimentazione scheda informatizzata segnalazione sinistri”
Ambito territoriale:
Provinciale
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Rendere più sicuri gli interventi dei mezzi di soccorso negli interventi di emergenza/urgenza
Obiettivi:
Rendere più celeri ed omogenee le segnalazioni dei sinistri alla
DTT dell’ufficio provinciale di Parma del Ministero Infrastrutture
e trasporti
Destinatari:
Operatori ed autisti del Sistema 118
Destinatari:
Soggetti coinvolti:
Sistema 118 (Azienda USL ed Azienda Ospedaliero-Universitaria
di Parma); Assistenza Pubblica Parma; Croce Rossa Italiana, Parma; CSA, Ufficio Scolastico Provinciale; Università degli Studi di
Parma, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Operatori dei Servizi di Polizia Municipale della provincia di Parma
Soggetti coinvolti:
Ufficio Provinciale DTT (ex Motorizzazione Civile); Comando Polizia Municipale di Borgo Val di Taro; Amm.ne prov.le di Parma;
Polizia Stradale; Comando Provinciale Carabinieri
Responsabile del progetto:
Dr. Mauro Dodi, Comandante Polizia Municipale di Borgo Val di
Taro; geom. Carlo Mazzoni, Funz. DTT, Uff. Prov.le di Parma
Metodi e strumenti:
Definizione condivisa, all’interno di un gruppo di lavoro allargato, di una scheda-tipo da sperimentare
Responsabile del progetto:
Dr. Adriano Furlan , Sistema 118
Metodi e strumenti:
Incontri col personale direttamente coinvolto nella erogazione
del servizio di emergenza/urgenza
Prodotti finali:
Manuale di buone prassi
Ricaduta sui servizi:
Maggiore sicurezza per gli operatori e gli utenti
Prodotti finali:
Scheda tipo informatizzata
Prospettive:
Riproposizione periodica del percorso formativo delineato
Ricaduta sui servizi:
Maggiore celerità ed omogeneità delle comunicazioni
Prospettive:
Validazione per l’introduzione su scala provinciale
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE > SCHEDA N. 1
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE > SCHEDA N. 2
SICUREZZA STRADALE
SICUREZZA STRADALE
“Interventi d’urgenza in sicurezza”
23
24
“Motorino...primo amore!”
Ambito territoriale:
Provinciale
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Rendere più sicuri gli anziani in strada (sia come conducenti, sia
come “utenti deboli”)
Obiettivi:
Rendere più sicuri i giovani utenti della strada, con particolare
riferimento alla guida di motocicli
Destinatari:
Anziani del Sindacato Provinciale Pensionati (CGIL, CISL e UIL)
residenti nel territorio provinciale.
Destinatari:
Giovani delle Scuole Medie Superiori di vari Istituti della Provincia
Soggetti coinvolti:
Soggetti coinvolti:
Sindacato Pensionati CGIL, CISL e UIL; Ministero Infrastrutture
e Trasporti; Provveditorato OO.PP. Emilia-Romagna; Protezione
Civile; Comando Provinciale Carabinieri; Polizia Stradale; Polizia
Provinciale; Automobile Club di Parma; Unione Parmense Industriali; Comune di Felino; Comune di Colorno; Collegio IPASVI,
Parma; AUSL, Dip. Cure Primarie – Distretto di Parma
CONI, Federazione Motociclistica Italiana; Automobile Club Parma; Comando provinciale Carabinieri; Polstrada; Polizia Provinciale; CSA - Provveditorato agli studi di Parma; Università degli
studi di Parma, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Responsabile del progetto:
Maurizio Brianti, CONI- Federazione motociclistica Italiana, Sez.
Emilia-Romagna
Metodi e strumenti:
Incontri con le classi
Prodotti finali:
Indicazioni di buone prassi
Ricaduta sui servizi:
Maggiore sensibilità verso il tema specifico
Prospettive:
Riproposizione del percorso delineato
Responsabile del progetto:
Geom. Francesco Ruffolo, Ministero Infrastrutture e Trasporti,
Provveditorato OO.PP. Emilia-Romagna
Metodi e strumenti:
Incontri assembleari con i pensionati
Prodotti finali:
Indicazioni di buone prassi
Ricaduta sui servizi:
Maggiore sensibilità verso il tema specifico
Prospettive:
Riproposizione del percorso delineato
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE > SCHEDA N. 3
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE > SCHEDA N. 4
SICUREZZA STRADALE
SICUREZZA STRADALE
“Girar con gusto” Incontri sul tema della sicurezza degli anziani in strada
25
“A scuola di sicurezza”
“ On the road”
26
Ambito territoriale:
Provinciale
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Rendere più sicuri i comportamenti dei giovani in strada
Obiettivi:
Rendere più sicuri i comportamenti dei giovani in strada ed instaurare un dialogo in tema di sicurezza stradale
Destinatari:
Giovani delle Scuole Medie Superiori di vari Istituti della Provincia
Destinatari:
Soggetti coinvolti:
CSA – Ufficio Scolastico Provinciale; Automobile Club di Parma;
CONI-Federazione Motociclistica Emilia Romagna; AUSL, Dipartimento di Sanità Pubblica
Giovani utenti dello Spazio giovani e giovani utenti del relativo sito
web.
Soggetti coinvolti:
Azienda USL -Dipartimento Sanità Pubblica e Spazio giovani/
Consultori; CSA-Ufficio Scolastico provinciale; Polizie Municipali
dei Comuni di Torrile e Borgo Val di Taro; Comando provinciale
Carabinieri; Polstrada; Polizia Provinciale; Unione Parmense Industriali; Automobile Club di Parma; Coordinamento Provinciale
Pubbliche Assistenze; Protezione Civile
Responsabile del progetto:
Dr.ssa Ambra Doldi, CSA
Metodi e strumenti:
Incontri con le classi, supportati da brevi questionari sui comportamenti in strada
Prodotti finali:
Indicazioni di buone prassi
Responsabile del progetto:
Dr. Fabio Vanni, Spazio Giovani/ Consultori, AUSL di Parma
Ricaduta sui servizi:
Maggiore sensibilità verso il tema specifico
Metodi e strumenti:
Realizzazione di pagine web interattive
Prospettive:
Riproposizione del percorso delineato
Prodotti finali:
Indicazioni di buone prassi
Ricaduta sui servizi:
Maggiore sensibilità dei giovani verso il tema specifico
Prospettive:
Aggiornamento periodico del sito e delle pagine dedicate
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE > SCHEDA N. 5
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE > SCHEDA N. 6
SICUREZZA STRADALE
SICUREZZA STRADALE
Realizzazione di pagine web sul sito dello Spazio Giovani di Parma
27
“ Per un sistema informativo provinciale sulla sicurezza stradale”
SICUREZZA STRADALE
Studio di fattibilità per l’attivazione di un tavolo di lavoro specifico interistituzionale
28
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Stimolare e facilitare il percorso di attivazione di un sistema informatizzato di rilevazione degli incidenti stradali nella provincia di Parma
Destinatari:
Prefettura; Polizia Stradale; Comando Provinciale Carabinieri; Comune di Parma; Polizie Municipali di vari Comuni; Polizia Provinciale; Amministrazione Prov.le di Parma (Ufficio statistica); Ministero
Infrastrutture e Trasporti / DTT, Ufficio Provinciale di Parma; Ministero Infrastrutture e trasporti; Provveditorato OO.PP: Emilia-Romagna
Soggetti coinvolti:
Prefettura; Polizia Stradale; Comando Provinciale Carabinieri; Comune di Parma; Polizie Municipali di vari Comuni; Polizia
Provinciale; Amministrazione Prov.le di Parma (Ufficio statistica); Ministero Infrastrutture e Trasporti / DTT, Ufficio Provinciale di Parma; Ministero Infrastrutture e trasporti; Provveditorato
OO.PP: Emilia-Romagna
Responsabile del progetto:
dr. Andrea Gaiani , Ufficio Statistica, Amm.ne Prov.le di Parma
Metodi e strumenti:
Discussione allargata e convdivisione ipotesi progettuale specifica
Prodotti finali:
Indicazioni di percorso e metodo
Ricaduta sui servizi:
Possibilità di poter disporre di dati completi, attendibili ed in
tempo reale sul fenomeno dell’incidentalità stradale
Prospettive:
Avvio e messa a regime del sistema informativo provinciale
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE > SCHEDA N. 7
SICUREZZA SUL LAVORO
Coordinatore: Stefano Lucertini
All’avvio dell’innovativa progettualità dei Piani Per
la Salute, nel 2002, i dati allora disponibili sull’andamento degli infortuni sul lavoro in provincia di
Parma delineavano un quadro preoccupante, tale da
inquadrare questo evento come un problema prioritario di salute del nostro territorio.
Questa evidenza, associata alla complessità del fenomeno, che per sua natura riconosce numerosi
determinanti causali e concorrenti, giustificava l’inserimento della sicurezza sul lavoro, con l’obiettivo
di contrastare più efficacemente gli infortuni, tra i
temi da affrontare con una nuova strategia, quella
appunto dei Piani Per la Salute, e più propriamente attraverso un percorso partecipato e condiviso,
un’alleanza tra diversi soggetti in grado di apportare
un contributo.
(*)
Si è così avviato un percorso, non certo agevole, ma
che ha visto l’impegno sostenuto di ampi strati del
tessuto sociale locale come parte attiva nello sviluppo di progetti e azioni tutti funzionali al perseguimento dell’obiettivo.
Alcune azioni, riportate nelle schede relative ai progetti realizzati, sono concluse o si trovano nella fase
di pieno svolgimento, altre riguardano nuovi progetti in fase di avvio o di verifica della loro fattibilità, a
testimonianza di un metodo di lavoro che non si è
esaurito all’interno di un contenitore, quello appunto
dei Piani Per la Salute, ma è diventato patrimonio di
esperienza esportato nella quotidiana operatività.
Di seguito vengono riportati alcuni dati di sfondo sul
fenomeno a Parma.
(*)
Responsabile SPSAL, Distretto Sud Est
Tab. 1 Indice di Incidenza nei settori produttivi di interesse regionale
Andamento del fenomeno infortunistico
in provincia di Parma
In figura 1 è riportato l’andamento degli infortuni
sul lavoro in provincia di Parma in rapporto al dato
medio regionale.
Sono considerati gli infortuni complessivi, riferiti ai
soli infortuni definiti dall’INAIL e non ai denunciati,
nella serie storica 1994-2003, espressi in termini di
Indice di Incidenza secondo la seguente formula:
n° infortuni definiti/n° addetti x 100.
Fig. 1 Indice di Incidenza degli infortuni – dato complessivo
Nel periodo considerato si osserva un Indice di Incidenza in provincia di Parma sempre superiore al
dato medio regionale, con valori più elevati negli
anni 1999 e 2000.
Significativo, tuttavia, risulta il trend in progressiva
riduzione dell’Indice di Incidenza che si registra a
Parma nel triennio successivo (2001-2003) e che coinvolge la quasi totalità dei settori merceologici, ma in
particolare i settori produttivi d’interesse regionale,
quali l’edilizia, la metalmeccanica ed il legno (tab. 1).
mento fluttuante negli anni, nella nostra provincia si
mantengono su valori preoccupanti.
A fronte di questa tendenza alla riduzione della frequenza di accadimento degli infortuni, permane la
criticità degli eventi mortali che, pur con un anda-
Banca dati INAIL fornisce il dato di 82 infortuni mortali occorsi a Parma nel periodo 1999-2003, dato tuttavia comprensivo degli eventi mortali stradali.
30
Parma
Anni
Anno 2000
Anno 2001
Anno 2002
Anno 2003
Edilizia
10.8
9.70
8.47
8.13
Legno
8.76
8.69
6.83
6.98
Metalmeccanica
9.11
8.87
7.23
7.01
L’inclusione degli eventi mortali stradali, che su base
regionale pesano in misura variabile tra il 55 ed il
70 % sul totale degli infortuni mortali, si comporta
da variabile di confondimento, in quanto considera
anche eventi, quali appunto gli incidenti stradali e
gli infortuni in itinere, che nulla hanno a che fare
con causalità derivante da carenze nelle dinamiche
prevenzionistiche.
Pare più utile rappresentare il fenomeno considerando gli eventi mortali rispetto ai quali i Servizi Psal
ASL si sono attivati con indagini di polizia giudiziaria, in quanto avvenuti in ambiente di lavoro e per
cause allo stesso collegate.
Nel periodo di osservazione sono state condotte dagli SPSAL indagini su 47 infortuni mortali; la maggior frequenza si è registrata negli anni 2000 e 2001
rispettivamente con 16 e 12 eventi (fig. 2).
Fig. 2 Eventi mortali distribuiti per anno di accadimento
Fonte dati: Osservatorio Regionale Epidemiologia Infortuni sul
Lavoro (OREIL) presso il Dipartimento di Sanità Pubblica ASL di
Reggio Emilia
Regione Emilia-Romagna
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL LAVORO
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL LAVORO
31
Ambito territoriale:
Obiettivi:
Destinatari:
Soggetti coinvolti:
Responsabile del progetto:
Metodi e strumenti:
Prodotti finali:
Ricaduta sui servizi:
Prospettive:
32
Provinciale
Realizzazione di software e data base, aggiornato in continuo,
contenente le informazioni utili a qualificare i cantieri attivi nel
territorio provinciale con l’obiettivo di aumentare le conoscenze del settore e di potenziare le capacità d’intervento da parte
degli enti preposti al controllo della regolarità e della sicurezza
sul lavoro
Cassa Edile, SPSAL ASL e indirettamente le imprese del settore
Cassa Edile (Gruppo Costruttori Edili-Unione Parmense Industriali; CNA; Confartigianato APLA; Gruppo Imprese Artigiane; Feneal
UIL; Filca Cisl; Fillea CGIL); SPSAL ASL
Geom. Maurizio Fanzini (Responsabile Cassa Edile e Centro Servizi Edili)
1) predisposizione di piattaforma informatica da parte di impresa specializzata (gestore del server) con accesso in rete riservato a Cassa Edile e SPSAL ASL
2) inserimento dati: a) denuncie di nuovo lavoro delle singole
imprese e denuncie stazioni appaltanti pubbliche per parte
Cassa Edile; b) notifiche ex art. 11 D.Lgs 494/96 per parte SPSAL ASL
3) avvio di una fase di sperimentazione e formazione degli operatori
4) stesura e firma protocollo d’intesa tra gli enti coinvolti
5) avvio piena operatività
1) protocollo d’intesa
2) data base sui cantieri attivi alimentata in continuo dai dati in
possesso degli enti partecipanti al progetto
1) miglioramento della capacità di programmazione delle attività ispettive
2) maggiore efficacia degli interventi di controllo sul binomio
regolarità-sicurezza attraverso l’integrazione tra enti
Coinvolgimento di altri enti quali INAIL, INPS, DPL e Comuni
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL LAVORO > SCHEDA N. 1
“Promozione della regolarita’ e sicurezza sul lavoro
nella gestione degli appalti”
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Adozione da parte della Pubblica Amministrazione di criteri di
qualità nella gestione degli appalti, vero snodo critico del rapporto regolarità e sicurezza del lavoro
Destinatari:
Enti Pubblici
Soggetti coinvolti:
Prefettura, Provincia di Parma, Comune di Parma, INPS, INAIL, DPL,
ASL, Gruppo Costruttori Edili UPI, ANCPL, Legacoop, Unione Provinciale Cooperative, Assoedili, Fnae/CNA, Confartigianato/APLA,
Gruppo Imprese Artigiane, FILLEA CGIL, FILCA CISL, FENEAL UIL,
Collegio Geometri, Ordine Ingegneri, Ordine degli Architetti
Responsabile del progetto:
Geom. Maurizio Fanzini (Responsabile Cassa Edile e Centro Servizi Edili)
Metodi e strumenti:
1) organizzazione di tavolo tecnico per la definizione condivisa
dei criteri di qualità degli appalti
2) predisposizione protocollo d’intesa
3) ricerca di adesione nella Pubblica Amministrazione
Prodotti finali:
Protocollo d’intesa
Ricaduta sui servizi:
1) facilitazione e integrazione nei rapporti tra enti
2) maggiore responsabilizzazione e chiarezza di compiti e funzioni dei soggetti con ruolo (Committenti e Coordinatori);
3) promozione di una più coerente organizzazione del cantiere
Prospettive:
1) sottoscrizione del protocollo d’intesa
2) estensione del protocollo ai Comuni, tramite Amministrazione
Provinciale, e alle principali stazioni appaltanti pubbliche, da
parte della Prefettura
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL LAVORO > SCHEDA N. 2
SICUREZZA SUL LAVORO
SICUREZZA SUL LAVORO
Costituzione “Osservatorio Provinciale Cantieri Attivi”
33
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Promozione del ruolo centrale del consulente nello sviluppo della nuova cultura europea della prevenzione attraverso la definizione condivisa dei requisiti di qualità delle prestazioni
Destinatari:
Associazioni Imprenditoriali, Ordini e Associazioni Professionali
Soggetti coinvolti:
Centro Servizi Edili, Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri, Collegio dei Geometri, Associazione Parmense Medici del
Lavoro, SPSAL ASL
Responsabile del progetto:
Arch. Zanettini Nicolai, Presidente Ordine Architetti di Parma
Metodi e strumenti:
1) costituzione di tavolo tecnico tra esperti del settore delle diverse organizzazioni coinvolte
2) produzione di elaborato tecnico che declina, lin modo condiviso, il codice di buona prassi delle azioni del consulente
3) assunzione del codice di buona prassi parte di ordini e associazioni
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL LAVORO > SCHEDA N. 3
Prodotti finali:
1) linea guida sulle azioni in qualità del Coordinatore in fase di
esecuzione, del Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Aziendale, del Medico Competente
2) recepimento del codice di buona prassi per il Coordinatore in
forma di disciplinare da parte degli Ordini degli Ingegneri e
degli Architetti
3) convegno pubblico di presentazione organizzato da Ordine
Ingegneri e Ordine Architetti
4) seminario di presentazione delle indicazioni operative per i
medici competenti organizzato dall’Associazione Parmense
dei Medici del Lavoro
5) costituzione di un gruppo di lavoro misto RSPP - Medici Competenti per il miglioramento delle interazioni tra questi due
attori della prevenzione
Ricaduta sui servizi:
Avvio di un percorso permanente di partecipazione e confronto
su aspetti tecnici e metodologici.
Sviluppo di visioni e approcci metodologici comuni sulle tematiche prevenzionistiche
Chiarezza e trasparenza delle azioni dei diversi soggetti coinvolti
Prospettive:
Sviluppo nelle imprese di un sistema di prevenzione più sostanziale e più efficace, in adesione allo spirito della direttiva comunitaria
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL LAVORO > SCHEDA N. 3
SICUREZZA SUL LAVORO
SICUREZZA SUL LAVORO
34
“Omogeneita’ e qualita’ delle prestazioni dei soggetti che
interagiscono con le imprese per orientare i datori di
lavoro ad un’applicazione sostanziale e consapevole delle
norme sulla tutela della salute negli ambienti di lavoro”
35
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Iniziativa formativa rivolta ad insegnati motivati a trasferire agli
studenti, futuri cittadini lavoratori, conoscenze riguardanti i rischi lavorativi e le misure comportamentali utili alla salute
Destinatari:
Insegnati e studenti delle scuole medie superiori
Soggetti coinvolti:
Giunta dei Dirigenti Scolastici, Centro Servizi Amministrativi,
INAIL, Centro Servizi Edili, SPSAL ASL
Responsabile del progetto:
Prof. Silvano Tagliaferri (Preside ITG Rondani)
Metodi e strumenti:
Il metodo è quello della formazione dei formatori; l’iniziativa è
rivolta ad insegnati per coinvolgere gli studenti.
Progettazione congiunta dell’iniziativa, svolta con lezioni frontali e con esercitazioni basate sul metodo del problem solving
Prodotti finali:
Ricaduta sui servizi:
Prospettive:
36
Si è concluso un corso di formazione che ha visto la partecipazione di 30 insegnanti in rappresentanza di 19 scuole della provincia
Si sono approfondite le conoscenze in un delicato settore a complessa organizzazione
Si sono intessuti rapporti e relazioni con il mondo della scuola.
Si è esercitato un ruolo di stimolo e di riferimento per la Scuola
Attuazione di piani di offerte formative nelle scuole
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL LAVORO > SCHEDA N. 4
“La sicurezza in casa, nel gioco e a scuola”
Ambito territoriale:
Distretto Sud Est
Obiettivi:
Introdurre gli alunni delle scuole elementari e medie alla percezione del rischio e ai comportamenti utili per salvaguardare la
propria salute
Destinatari:
Alunni ed insegnanti delle scuole elementari e medie del territorio
della Comunità Montana Est
Soggetti coinvolti:
Comunità Montana Est, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, SPSAL e
SIP Distretto Sud Est ASL
Responsabile del progetto:
Dott. Cristiano Ceccato (Protezione Civile della Comunità Montana Est)
Metodi e strumenti:
Predisposizione di materiale didattivo (diapositive) con il contribuito degli insegnanti
Incontri frontali con gli alunni
Prodotti finali:
Nell’anno scolastico 2003/2004 sono stati effettuati 12 incontri
in sei scuole
Nell’anno scolastico 2004/2005 sono stati realizzati 11 incontri in
otto scuole
Ricaduta sui servizi:
Si è interagito in modo diretto con gli studenti acquisendo esperienza nei metodi dicomunicazione con una fascia particolare di
popolazione, quella giovanile
Si è esercitato un ruolo di stimolo e di riferimento per la Scuola
Prospettive:
Estensione dell’iniziativa ai plessi scolastici della pedemontana
con coinvolgimento degli studenti nella produzione di elaborati
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL LAVORO > SCHEDA N. 5
SICUREZZA SUL LAVORO
SICUREZZA SUL LAVORO
“Potenziare il ruolo educativo della scuola sulle tematiche della prevenzione dei rischi da lavoro attraverso
la realizzazione di specifici piani di offerta formativa
(pof) con il contributo degli insegnanti”
37
38
“La sicurezza percepita.
L’esperienza di un istituto superiore”
Ambito territoriale:
Provinciale
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Promuovere nel corpo insegnante la consapevolezza delle responsabilità e dei doveri connessi al doppio ruolo rivestito nell’istituzione scolastica: quello di attore e partecipe della prevenzione nella propria organizzazione e quello di educatori dei
futuri cittadini-lavoratori
Obiettivi:
Coinvolgere gli studenti in un percorso verso la sicurezza con
produzione di elaborati specifici
Destinatari:
Studenti
Soggetti coinvolti:
Studenti e Insegnanti Istituto Melloni, SPSAL ASL, Protezione Civile
Responsabile del progetto:
Prof.ri Anna Maria Tiberti e Giuliano Pecorelli (Istituto Melloni)
Metodi e strumenti:
1) partecipazione di esperti ad assemblea degli studenti centrata
sulle prove di evacuazione
2) partecipazione di due classi del 4° anno ad una discussione
con esperti inerente la normativa sull’igiene e sicurezza sul
lavoro
3) produzione di elaborato da parte degli studenti con il supporto degli insegnanti
Prodotti finali:
Prodotti dagli studenti due CD utilizzati ai fini di informazione e
nella fase di ingresso dei nuovi studenti
Ricaduta sui servizi:
Aumento dell’efficacia nella comunicazione con i giovani
Prospettive:
Approfondimento di specifiche tematiche inerenti l’applicazione
del D.Lgs 626/94 nella propria scuola da parte di gruppi di lavoro
di studenti, supportati da insegnanti ed esperti
Destinatari:
Il corpo insegnante delle scuole medie superiori ed inferiori
Soggetti coinvolti:
Giunta dei Dirigenti Scolastici, Centro Servizi Amministrativi, SPSAL ASL
Responsabile del progetto:
Prof. Silvano Tagliaferri (Preside ITG Rondani)
Metodi e strumenti:
1) predisposizione di pacchetto formativo unitario
2) organizzazione , nelle scuole che hanno aderito all’iniziativa,
di collegi docenti dedicati alla specifica tematica e condotti da
personale SPSAL ASL competente per territorio
Prodotti finali:
Effettuati incontri di tre ore con il corpo insegnate di 13 plessi
scolastici della provincia
Ricaduta sui servizi:
Si sono messi a fuoco dei bisogni e delle problematiche di un
contesto organizzativo complesso, entrando in relazione diretta
con soggetti con ruolo del mondo scolastico
Si sono attivati canali diretti di comunicazione esercitando un
ruolo di stimolo e di riferimento nei confronti di insegnanti e
presidi
Prospettive:
Riproposizione dell’offerta nel 2006 per allargare il coinvolgimento ad altre scuole
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL LAVORO > SCHEDA N. 6
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL LAVORO > SCHEDA N. 7
SICUREZZA SUL LAVORO
SICUREZZA SUL LAVORO
“I Piani per la Salute incontrano i collegi docenti”
39
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Individuazione di buone pratiche per la corretta applicazione del
D.Lgs 626/94 nel settore cooperativo e definizione dei requisiti
minimi di qualità per la formazione dei lavoratori
Destinatari:
Imprese e lavoratori del settore cooperativo
Soggetti coinvolti:
Legacoop, Confcooperative, ACGI, CGIL-CISL-UIL
Responsabile del progetto:
Ugo Ranzieri, Legacooperative; Silvana Melegari, Confcooperative;
Metodi e strumenti:
Tavolo tecnico tra le parti sociali teso a definire in modo condiviso azioni di miglioramento che le imprese del settore si impegnano ad attuare con particolare riferimento a:
a) requisiti minimi della formazione dei lavoratori (contenuti,
strumenti attuativi ed evidenze documentali)
b) analisi del fenomeno infortunistico come strumento per evitare il ripetersi degli infortuni
c) sollecitazione delle imprese e degli enti appaltanti per la corretta applicazione dell’art.7 del D.Lgs 626/94.
Prodotti finali:
Elabotato e sottoscritto protocollo d’intesa
Ricaduta sui servizi:
Chiarezza e trasparenza su criteri ed elementi di processo utilizzabili sia in fase di assistenza che di vigilanza
Prospettive:
Diffusa applicazione dei contenuti del protocollo d’intesa nel
settore della cooperazione
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL LAVORO > SCHEDA N. 8
“Promozione del ruolo dei rappresentanti
dei lavoratori per la sicurezza (RLS)”
Ambito territoriale:
Provincia
Obiettivi:
Promuovere, in questa nuova figura della prevenzione, la consapevolezza dell’importanza del proprio ruolo e favorire l’efficacia della sua azione
Destinatari:
RLS di comparti più rappresentativi del territorio
Soggetti coinvolti:
OO.SS, Associazioni Impenditoriali, OPT, SPSAL ASL, Enti di formazione
Responsabile del progetto:
P.I. Maurizio Pasini (Vice Presidente CNA)
Metodi e strumenti:
1) predisposizione di un questionario mirato a raccogliere informazioni su problemi, bisogni e proposte per svolgere efficacemente il ruolo di RLS
2) distribuzione del questionario a 500 RLS dei comparti individuati
3) elaborazione dei dati
Prodotti finali:
Organizzazione nel biennio 2006 2007, sulla base dei bisogni rilevati, di momenti di coordinamento e confronto tra RLS di comprato
Ricaduta sui servizi:
Stimolo al miglioramento delle relazioni e all’assistenza nei confronti di questa figura
Prospettive:
RLS più riconosciuto e coinvolto nelle dinamiche prevenzionistiche aziendali
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL LAVORO > SCHEDA N. 9
SICUREZZA SUL LAVORO
SICUREZZA SUL LAVORO
40
“Azioni di miglioramento nel settore della cooperazione
per promuovere la cultura della prevenzione e contribuire alla riduzione degli infortuni”
41
SICUREZZA SUL LAVORO
“Contrasto degli infortuni in agricoltura potenziando la
cultura della prevenzione nell’imprenditore agricolo”
42
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Orientare l’imprenditore agricolo ad adottare consapevolmente
comportamenti utili alla salute nei confronti dei rischi infortunistici
Destinatari:
Imprenditori agricoli
Soggetti coinvolti:
UPA, CIA, Coldiretti, A.P.I.Maia, Agriform S.r.l., SPSAL AUSL
Responsabile del progetto:
Fausto Barezzi, SPSAL AUSL di Parma
Metodi e strumenti:
Progettazione e realizzazione di iniziativa formativa (obiettivi
educativi e pacchetto formativo) rivolta ad imprenditori agricoli.
Prodotti finali:
Attuazione di corso di formazione in due Distretti ASL
Ricaduta sui servizi:
Possibilità di confronto diretto con gli operatori del settore con
conseguente promozione di una maggiore consapevolezza sulle
problematiche e i bisogni
Prospettive:
Possibilità di avviare interventi mirati e promuovere le attività di
assistenza
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL LAVORO > SCHEDA N. 10
Sicurezza alimentare
Coordinatore: Paolo Cozzolino(*)
Così come per gli altri programmi già avviati nel corso del 2002, anche quello attinente alla Sicurezza
Alimentare si è sviluppato nel corso del tempo, giungendo a realizzare i progetti a suo tempo previsti,
come sintetizzato nelle schede che seguono.
Si è trattato di un percorso del tutto nuovo (per
modalità di elaborazione e realizzazione), che ha richiesto la collaborazione attiva di numerosi partner,
chiamati non solo a dare testimonianza di interesse
alle materie, ma anche di impegnarsi nella concreta
realizzazione di singoli progetti, in un importante lavoro di reciproca condivisione e collaborazione.
Pertanto, al di là della puntuale indicazione dei soggetti coinvolti direttamente nelle specifiche progettualità, val la pena di ricordare che il lavoro svolto
si è retto su un impegno collettivo di elaborazione,
definizione e decisione che ha coinvolto uno spettro
davvero ampio e qualificato di partner.
43
(*)
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA
ALIMENTARE
SCHEDA N.AUSL
2 di Parma
Responsabile
Servizio>Veterinario
44
“Promuovere la Sicurezza Alimentare attraverso
strategie integrate e condivise – Filiera del latte”
Ambito territoriale:
Provincia di Parma
Ambito territoriale:
Provincia di Parma
Obiettivi:
Obiettivi:
Condividere con le associazioni di produttori di alimenti, sia nella
fase primaria che a livello di trasformazione, lo spirito della nuova normativa Europea sulla sicurezza alimentare, come momento di qualificazione ulteriore per il sistema “Parma” (pomodoro
e parmigiano reggiano) rispetto alla loro generica applicazione
come disposto normativo
Condividere con le associazioni di produttori di alimenti, sia nella
fase primaria che a livello di trasformazione, lo spirito della nuova normativa Europea sulla sicurezza alimentare, come momento di qualificazione ulteriore per il sistema “Parma” (pomodoro
e parmigiano reggiano) rispetto alla loro generica applicazione
come disposto normativo
Destinatari:
Produttori della filiera del latte della provincia
Destinatari:
Produttori della filiera pomodoro
Soggetti coinvolti:
Soggetti coinvolti:
Associazione TE.TA. Coldiretti Consorzio Agrario Provinciale
Consorzio del Parmigiano Reggiano, Università di Parma facoltà
di Veterinaria, Ordine Provinciale dei Veterinari, Confartigianato A.P.L.A., Confederazione Nazionale dell’Artigianato C.N.A.,
Gruppo delle Imprese Artigiane, Istituto Zooprofilattico della
Lombardia e dell’Emilia, Unione Agricoltori di Parma, Confcooperative-Fedagri, SSICA Parma, Unione Parmense industriali
Associazione TE.TA. Coldiretti Consorzio Agrario Provinciale
Consorzio del Parmigiano Reggiano, Università di Parma facoltà
di Veterinaria, Ordine Provinciale dei Veterinari, Confartigianato A.P.L.A., Confederazione Nazionale dell’Artigianato C.N.A.,
Gruppo delle Imprese Artigiane, Istituto Zooprofilattico della
Lombardia e dell’Emilia, Unione Agricoltori di Parma, Confcooperative-Fedagri, SSICA Parma, Unione Parmense industriali
Responsabile del progetto:
Dott. Afro Quarantelli (Università di Parma, Facoltà di Medicina
Veterinaria), Dott. ssa Natalia Baldassi (Unione Parmense Industriali)
Responsabile del progetto:
Dr. Carlo Leoni (Dirigente Stazione sperimentale industria conserve alimentari di Parma), Dr. Carlo Vitali (Responsabile AINPO)
Metodi e strumenti:
Elaborazione, tramite gruppi di lavoro, di linee guida e manuali
per le buone prassi agricole e l’HACCP nel settore della trasformazione del pomodoro
Metodi e strumenti:
Elaborazione, tramite gruppi di lavoro, di linee guida e manuali
per le buone prassi agricole e l’HACCP nel settore della trasformazione del latte
Prodotti finali:
Tre manuali di buona prassi agricola (alimentazione bovine da
latte e gestione stalla, produzione di campo del pomodoro) due
manuali HACCP (pomodoro e parmigiano reggiano)
Prodotti finali:
Tre manuali di buona prassi agricola (alimentazione bovine da
latte e gestione stalla, produzione di campo del pomodoro) due
manuali HACCP (pomodoro e parmigiano reggiano)
Ricaduta sui servizi:
Organizzare e condurre i controlli ufficiali sulla base di manuali
condivisi con la produzione
Ricaduta sui servizi:
Organizzare e condurre i controlli ufficiali sulla base di manuali
condivisi con la produzione
Prospettive:
Diminuire la conflittualità tra utenti e servizi di controllo, fornire ai consumatori un maggior livello di fiducia nel sistema dei
controlli ufficiali e quindi sulla sicurezza degli alimenti che consumano
Prospettive:
Diminuire la conflittualità tra utenti e servizi di controllo, fornire ai consumatori un maggior livello di fiducia nel sistema dei
controlli ufficiali e quindi sulla sicurezza degli alimenti che consumano
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA ALIMENTARE > SCHEDA N. 1
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA ALIMENTARE > SCHEDA N. 2
SICUREZZA ALIMENTARE
SICUREZZA ALIMENTARE
“Promuovere la Sicurezza Alimentare attraverso
strategie integrate e condivise - Filiera del pomodoro”
45
I PROGETTI REALIZZATI
(2002 - 2004)
PROGRAMMI DISTRETTUALI
46
Sicurezza
in Casa
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA > SCHEDA N. 1
Sicurezza
Alimentare
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA > SCHEDAnelle
N. 2 Giovani
Generazioni
47
“ Sicurezza in Casa.”
Coordinatori: Ornella Cappelli(*), Emilio Marchionni(**)
(*)
48
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA > SCHEDA N. 1
Responsabile Servizio Igiene e Sanità Pubblica,
Distretto Sud Est
(**)
Dirigente medico della Direzione Sanitaria,
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA > SCHEDA N.AUSL
2 di Parma
49
50
“L’uso sicuro della casa”
Ambito territoriale:
Distretto di Fidenza
Ambito territoriale:
Distretto di Fidenza
Obiettivi:
Promuovere la sicurezza degli impianti di riscaldamento domestico
Obiettivi:
Promuovere comportamenti sicuri in ambiente domestico
Destinatari:
Popolazione anziana ed in età scolare
Destinatari:
Popolazione anziana ed indigente
Soggetti coinvolti:
Soggetti coinvolti:
Amm.ne prov.le di Parma, Comuni del Distretto, Ausl di Parma,
Progettisti e associazioni degli impiantisti in edilizia
Provincia di Parma, Comuni del Distretto, Conferenza Sanitaria
territoriale, Ausl di Parma , Istituti scolastici, Università della Terza Età di Fidenza, Progettisti e associazione degli impiantisti in
edilizia, Associazione di Tutela dei consumatori
Responsabile del progetto:
Davide Conti (Assessore Servizi Sociali, Comune di S.Secondo Parmense)
Responsabile del progetto:
Romualdo Borreri (Assessore Servizi Sociali, Comune di Fidenza),
Dr. Emilio Marchionni (Serv. Igiene Pubblica Distr. Fidenza)
Metodi e strumenti:
Incontri di stimolo e sensibilizzazione con gli enti ed associazioni
interessate
Metodi e strumenti:
Prodotti finali:
Relazioni conclusive su supporto informatico
Incontri di educazione sanitaria, informativi e divulgativi con
persone di età anziana (Università della terza età) e scolare (classi terze della scuola media inferiore)
Ricaduta sui servizi:
Costruzione di una rete di rapporti con enti ed associazioni coinvolte
Prodotti finali:
Materiale informativo-didattico
Ricaduta sui servizi:
Prospettive:
Mantenimento delle interlocuziuoni avviate e riproposizione
dell’iniziativa
Costruzione di una rete di relazioni con soggetti ed enti coinvolti
nella prevenzione degli incidenti domestici
Prospettive:
Proseguire l’attività di educazione alla sicurezza in casa
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA > SCHEDA N. 1
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA > SCHEDA N. 2
SICUREZZA IN CASA
SICUREZZA IN CASA
“La sicurezza impiantistica e la tutela delle fasce deboli”
51
52
“Dal rischio al danno”
Ambito territoriale:
Distretto di Fidenza
Ambito territoriale:
Distretto di Fidenza
Obiettivi:
Sensibilizzazione e formazione dei tecnici per progettare case
sicure
Obiettivi:
Definire un sistema di monitoraggio degli incidenti domestici finalizzato alla correzione delle cause
Destinatari:
Studenti di architettura e progettisti in edilizia
Destinatari:
Popolazione anziana ed in età scolare
Soggetti coinvolti:
Università di Parma-Facoltà di Architettura, Progettisti in edilizia
Soggetti coinvolti:
Servizi Ausl-Distretto e Presidio Ospedaliero di Fidenza: Servizio
Igiene Pubblica e Pronto Soccorso
Responsabile del progetto:
Arch. Antonio Maria Tedeschi, Università di Parma, Facoltà di Architettura; Dr.ssa Ornella Cappelli, Servizio Igiene Pubblica, Distretto di Fidenza
Responsabile del progetto:
Dr. Francesco Zilioli, Serv. Igiene Pubblica, Distretto di Fidenza
Metodi e strumenti:
Metodi e strumenti:
Interventi nel tirocino formativo del corso di laurea in scienza
dell’architettura sui temi della sicurezza domestica e verifica dei
progetti redatti. Incontri e confronti coi progettisti di case per
anziani e residenze socio sanitarie
Acquisizione del software dell’Istituto Superiore di Sanità per
creare una banca dati sugli incidenti domestici occorsi alle persone che accedono pronto soccorso
Prodotti finali:
Verifica di fattibilità del progetto
Prodotti finali:
Documentazione a supporto del percorso formativo
Ricaduta sui servizi:
Ricaduta sui servizi:
Acquisizione di competenza; miglioramento della progettazione
in edilizia; costruzione di una rete di relazioni con soggetti coinvolti nella progettazione di edifici sicuri
Acquisire un quadro epidemiologico locale tramite l’elaborazione dei dati sugli accessi per incidenti domestici al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Fidenza
Prospettive:
Elaborazione epidemiologica degli incidenti domestici in ambito locale ed eventuale proposizione di iniziative correttive del
fenomeno rilevato
Prospettive:
Mantenimento rapporti di collaborazione avviati
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA > SCHEDA N. 3
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA > SCHEDA N. 4
SICUREZZA IN CASA
SICUREZZA IN CASA
“Formazione alla progettazione della sicurezza”
53
“Sicurezza Alimentare
nelle nuove generazioni”
Coordinatore: Lucia Ferrari(*)
Partire dall’educazione alimentare per diffondere
uno stile di vita attraverso la modifica/rinforzo dei
comportamenti e degli atteggiamenti in materia alimentare: i risultati della ricerca.
Il Piano per la Salute del Distretto Valli Taro e Ceno,
sulla Sicurezza Alimentare nelle nuove generazioni
ha previsto tra gli obiettivi specifici, la conoscenza
dei consumi e delle abitudini alimentari dei ragazzi
dagli 11 ai 16 anni e delle loro famiglie.
Risulta indispensabile coinvolgere i ragazzi in età
scolare al fine di incidere in modo più efficace sulla
qualità della vita e sui bisogni di salute futuri, promuovendo una corretta alimentazione ed un rapporto consapevole con il cibo, favorendo stili di vita
e consumi mirati alla prevenzione e alla promozione
della salute
Abbiamo voluto raggiungere l’obiettivo mediante la
distribuzione e raccolta di un questionario costituito
da 39 domande, che è stato distribuito ai ragazzi
delle classi I e II delle Scuole Medie Inferiori e Superiori.
54
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA ALIMENTARE NELLE NUOVE GENERAZIONI
Le scuole che sono state coinvolte in questa prima
fase del lavoro sono:
• Scuole Medie di: Albareto, Bardi, Bedonia, Berceto, Borgotaro, Fornovo Taro, Pellegrino Parmense,
Solignano, Medesano, Tarsogno, Varano Melegari, Varsi.
• Scuole Medie Superiori: Liceo Linguistico e Socio
Pedagogico di Borgotaro, Istituto Tecnico commerciale di Borgotaro, IPSIA di Bedonia, ITSOS di
Fornovo.
Sono stati raccolti circa 750 questionari.
Il questionario si presentava suddiviso in sezioni:
Generalità dell’intervistato: scuola, comune, età, sesso
La famiglia: provenienza, grado di istruzione, professione dei genitori.
Le attività di una giornata tipo: gioco, sport
Dieta e salute: quali sono le principali fonti informative in tema alimentare, quali fattori influenzano le
scelte alimentari della famiglia.
La giornata alimentare del ragazzo: abitudini relative al consumo dei pasti principali.
55
(*)
Responsabile
SIAN, AUSL di Parma
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA ALIMENTARE
NELLE
NUOVE GENERAZIONI
> SCHEDA N. 1
Poiché ci interessava particolarmente conoscere le
abitudini dei ragazzi del nostro campione (349 maschi e 393 femmine) per quanto riguarda le abitudini
alla pratica di attività fisica, oltre a chiedere loro la
distribuzione delle attività in una giornata tipo (sonno, scuola, attività leggera e attività vivace), abbiamo chiesto loro di quantificare le ore che nella settimana dedicano all’attività sportiva organizzata.
Abbiamo visto che alla domanda se praticano attività sportiva, rispondono affermativamente il 63%
dei ragazzi delle medie e il 50,4% dei ragazzi delle
superiori, a conferma del dato nazionale che mostra
un trend in decremento passando dalle medie alle
scuole di grado superiore, probabilmente per il maggior carico di impegni scolastici, fino all’abbandono
dello sport che si osserva quando si passa dalla scuola
all’attività lavorativa.
Tra coloro che praticano sport, il 25,7% ci riferisce di
dedicare allo stesso 2 ore alla settimana.
Quando abbiamo chiesto loro quali siano le principali fonti di informazione in tema alimentare, ci hanno
risposto: la famiglia, il medico, la televisione, gli amici, in ordine decrescente di frequenza.
I ragazzi hanno indicato la scuola agli ultimi posti
tra le loro fonti di informazione, questo ci suggerisce
come sia importante incrementare le conoscenze che
derivano da scuola e insegnanti attraverso interventi
di educazione alla salute che possono essere svolti da
formatori dell’Azienda.
Nelle domande che indagano le conoscenze dei ragazzi in merito all’opportunità di alimentarsi variando la dieta, ai cibi che vengono consigliati perchè
più salutari o alle caratteristiche nutrizionali di alcuni alimenti specifici, ci hanno dimostrato di essere a
conoscenza delle indicazioni che più comunemente
propongono gli esperti del settore.
Quando li interroghiamo su alcune nozioni di igiene degli alimenti e chiediamo loro cosa si intende
56
per salmonellosi, l’80,7% risponde correttamente, se
chiediamo quali sono le più comuni cause di intossicazione da cibo, notiamo difficoltà nella distinzione
dei rischi reali che vengono spesso confusi con quelli
che vengono definiti rischi percepiti.
Acquisire conoscenza sulle loro abitudini alimentari,
significa scoprire che l’8,6% degli alunni delle medie, e il 16,9% di quelli delle superiori non consuma
mai la prima colazione, notiamo quindi un trend in
calo nel consumo della stessa dalle scuole inferiori a
quelle superiori, o più in generale man mano che il
ragazzo cresce, confermando le indagini condotte in
altre scuole della provincia.
Ci sembrava importante anche conoscere le loro abitudini per quanto riguarda le bevande assunte sia a
pasto che fuori pasto e abbiamo notato un numero
elevato di persone che hanno l’abitudine ad assumere bibite.. Considerando che i soft drinks, essendo
Considerando che i soft drinks, essendo dolcificati
contribuiscono ad apportare calorie, in una popolazione che sappiamo essere al centro dell’attenzione
per il problema crescente dell’obesità, è importante
tenere presente anche questo aspetto in un’ottica di
educazione ai consumi alimentari.
Concludendo, potremmo definire i ragazzi intervistati buoni conoscitori delle sane abitudini alimentari,
ma poi disattenti a tavola, e pure a rischio di obesità
per l’abituale consumo di bibite, addirittura inconsapevolmente eccessivi nell’uso dell’alcol (il 5,5% dei
ragazzi delle medie, il 15,4% di quelli delle superiori
riferiscono di bere vino a pasto, il 15% di questi ultimi consuma abitualmente birra fuori pasto).
La cultura di base su cibo e sana attività fisica è risultata notevole, ma troppo astratta per correggere
reali abitudini alimentari ancora lontane dagli standard predicati dai medici.
I risultati dell’indagine sono stati presentati ad un
Convegno nel Novembre 2004 presso il Museo delle Mura di Borgotaro, nel corso del quale si è cercato di individuare programmi di intervento, anche
sperimentali con il concorso degli Enti Locali e della
scuola.
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA ALIMENTARE NELLE NUOVE GENERAZIONI
“Sicurezza Alimentare nelle nuove generazioni”
Ambito territoriale:
Distretto Valli Taro e Ceno
Obiettivi:
Partire dall’educazione alimentare per diffondere uno stile di
vita attraverso modifica/rinforzo dei comportamenti e degli atteggiamenti in materia alimentare
Destinatari:
Alunni delle scuole medie inferiori e Superiori del Distretto Valli
Taro e Ceno. Scuole medie di: Albareto, Bardi, Bedonia, Berceto,
Borgotaro, Fornovo Taro, Pellegrino Parmense, Solignano, Medesano, Tarsogno, Varano Melegari, Varsi.
Scuole Superiori: Liceo Linguistico e Socio-Pedagogico di Borgotaro,
Istituto Tecnico Commerciale di Borgotaro, IPSIA di Bedonia, ITSOS
di Fornovo
Soggetti coinvolti:
Azienda USL, Scuole, Enti Locali, Famiglie.
Responsabile del progetto:
Dott.ssa Lucia Ferrari, Responsabile Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione AUSL Parma
Metodi e strumenti:
Utilizzo di un questionario per conoscere consumi e l’abitudini
alimentari dei ragazzi dagli 11 ai 16 anni e delle loro famiglie.
Il questionario costituito da 39 domande è stato distribuito ai
ragazzi delle classi I e II delle scuole medie inferiori e superiori.
Sono stati raccolti circa 750 questionari
Prodotti finali:
Convegno “PPS: Stili di vita delle Nuove generazioni” Borgotaro
19 Novembre 2004
Ricaduta sui servizi:
Rielaborazione con gli studenti delle tabelle dietetiche e dei
menu scolastici e familiari (in programma)
Implementazione attività fisica (in programma)
Prospettive:
Elaborazione di un piano formativo con la collaborazione delle
scuole interessate
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA ALIMENTARE NELLE NUOVE GENERAZIONI
> SCHEDA N. 1
SICUREZZA ALIMENTARE NELLE NUOVE GENERAZIONI
Atteggiamenti psicologici nei confronti del cibo.
Indagine sulle conoscenze dell’intervistato in campo
alimentare: in merito ad abitudini sane e igiene degli alimenti.
57
LA NUOVA PROGETTUALITA’
(2005 - 2007)
58
Sicurezza
Stradale
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA ALIMENTARE NELLE NUOVE GENERAZIONI
Sicurezza
sul lavoro
Sicurezza
in casa (Fidenza)
Promuovere
stili di vita sani
prevenire
il disagio
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE > SCHEDAgiovanile
N. 2
59
SICUREZZA STRADALE
Coordinatore: Angela Zanichelli
Questa parte contiene le schede relative ai progetti
(alcuni già previsti in precedenza, altri concepiti ex
novo) che saranno avviati e realizzati, nella nuova
60
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA STRADALE > SCHEDA N. 1
(*)
programmazione complessiva dei Piani per la Salute
(2005 - 2007).
61
(*)
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA
STRADALE
> SCHEDA
2 di Parma
Responsabile
Piani per
la Salute,N.AUSL
62
“Monitoraggio mirato incidentalità in provincia di Parma”
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Accrescere la sicurezza dei bimbi trasportati su veicolo a motore
Destinatari:
Genitori e nonni dei bambini in età di asilo nido, scuola materna
e prime classi delle scuole elementari
Soggetti coinvolti:
Polizie Municipali di alcuni comuni (con capofila Comune di Torrile); Polstrada; Comando prov.le Carabinieri; Polizia Provinciale;
AUSL di Parma (Coord. PPS), Amm.ne Prov.le di Parma
Responsabile del progetto:
Gian Luca Campana (Comandante Polizia Municipale del Comune di Torrile)
Metodi e strumenti:
Prodotti finali:
Ricaduta sui servizi:
Prospettive:
Premessa:
E’ in via di definizione una collaborazione con vari partner, che
dovrebbe portare alla partecipazione ad un progetto sulla messa
in rete e diffusione di dati provinciali sull’incidentalità stradale e
sulle sue conseguenze
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Accrescere la conoscenza del fenomeno dell’incidentalità stradale in provincia di Parma
Destinatari:
Popolazione in generale e target mirati coinvolti all’interno del
programma Sicurezza stradale (giovani, anziani, minori trasportati ecc.)
Realizzazione e diffusione CD multimediale sui mezzi di trattenuta e sulle norme che regolano la materia
Soggetti coinvolti:
Amm.ne Prov.le di Parma - Ufficio statistica, Sistema 118; AOU
- Pronto Soccorso; AUSL di Parma (Coord. PPS)
Presentazione e diffusione del CD, anche attraverso incontri nelle scuole del distretto di Parma (nidi, materne e prime, seconde
e terze classi elementari)
Responsabile del progetto:
Da individuare tra i soggetti coinvolti
Metodi e strumenti:
Realizzazione e diffusione pubblicazioni sul fenomeno e sulle
sue conseguenze in termini di danni alle persone
Prodotti finali:
Presentazione e diffusione dei dati
Ricaduta sui servizi:
Maggiore conoscenza del fenomeno e maggiore sensibilizzazione sui rischi/danni connessi
Prospettive:
Monitoraggio costante del fenomeno dell’incidentalità stradale
nella provincia di Parma
Maggiore attenzione al problema. Avvio di forme di collaborazione interistituzionale su temi di natura trasversale
Monitoraggio costante del fenomeno dell’incidentalità dei bambini, attraverso la collaborazione con l’Ufficio Statistico della
Provincia di Parma
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> SICUREZZA
PROVINCIALI
STRADALE
> SICUREZZA
> SCHEDA N.
STRADALE
1
> SCHEDA N. 1
I PROGETTI REALIZZATI (2002
LA NUOVA
- 2004)
PROGETTUALITÀ
> PROGRAMMI PROVINCIALI
(2005 - 2007)
> SICUREZZA
> SICUREZZA
STRADALE
STRADALE
> SCHEDA
> SCHEDA
N.N.
22
SICUREZZA STRADALE
SICUREZZA STRADALE
“Bimbi a bordo”
63
64
Ricerca-intervento “Per non farsi male”
Ambito territoriale:
Provinciale
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Accrescere nei giovani la consapevolezza dei gravi rischi connessi
alla guida
Obiettivi:
Accrescere nei giovani la consapevolezza dei gravi rischi connessi
alla guida ed ai traumatismi accidentali in genere
Destinatari:
Popolazione giovanile delle scuole medie superiori di Parma e
provincia
Destinatari:
Popolazione giovanile della fascia 14-24 già vittima di incidente
Soggetti coinvolti:
Soggetti coinvolti:
CSA, Ufficio Scolastico provinciale; Università di Parma, Facoltà
di Psicologia: Amministrazione Provinciale; Polstrada; Comando
provinciale Carabinieri; Polizia Provinciale; Automobile Club di
Parma; Assistenza Pubblica; Croce Rossa Italiana; AUSL di Parma
(Coord. SS)
AUSL di Parma, Spazio Giovani/Consultori; A.Ospedaliero-Universitaria di Parma, Pronto Soccorso
Responsabile del progetto:
Dr. Fabio Vanni, Spazio Giovani/Consultori, AUSL di Parma
Metodi e strumenti:
Realizzazione di colloqui psicologici mirati, presso il Pronto Soccorso di Parma, con giovani che vi ricorrano a causa di un incidente stradale, sportivo, lavorativo, etc.
Prodotti finali:
Conoscenza approfondita del fenomeno, presentazione e diffusione dei dati
Ricaduta sui servizi:
Contatti personali e mirati con i soggetti interessati
Prospettive:
Prosecuzione del progetto anche attraverso interventi strutturati svolti dallo Spazio/Giovani
Responsabile del progetto:
Prof.ssa Tiziana Mancini, Università degli Studi di Parma, Facoltà
di Psicologia
Metodi e strumenti:
Realizzazione di una ricerca su circa 500 giovani delle scuole medie superiori della provincia, elaborazione e diffusione dei dati
Prodotti finali:
Presentazione e diffusione dei dati, con relativa pubblicazione
a stampa
Ricaduta sui servizi:
Maggiore conoscenza del fenomeno e maggiore sensibilizzazione sui rischi/danni connessi
Prospettive:
Prosecuzione del progetto attraverso nuovi interventi mirati
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> SICUREZZA
PROVINCIALI
STRADALE
> SICUREZZA
> SCHEDA N.
STRADALE
3
> SCHEDA N. 1
I PROGETTI REALIZZATI (2002
LA NUOVA
- 2004)
PROGETTUALITÀ
> PROGRAMMI PROVINCIALI
(2005 - 2007)
> SICUREZZA
> SICUREZZA
STRADALE
STRADALE
> SCHEDA
> SCHEDA
N.N.
24
SICUREZZA STRADALE
SICUREZZA STRADALE
Ricerca-intervento “ Giovani e percezione del rischio”
65
66
Ambito territoriale:
AUSL di Parma (Ufficio piani per la Salute, Servizio Medicina del
lavoro, Servizi tecnici aziendali)
Obiettivi:
Accrescere nei collaboratori aziendali la consapevolezza dei gravi rischi connessi alla guida
“Sulla strada...della sicurezza”
Ambito territoriale:
Distretto di Parma
Obiettivi:
Sensibilizzare al tema degli effetti della guida in stato di ebbrezza
Destinatari:
Formatori ed allievi delle Scuole Guida
Soggetti coinvolti:
Scuole Guida presenti nel distretto di Parma
Destinatari:
Dipendenti AUSL (prioritariamente quelli che usano maggiormente
l’auto per ragioni di servizio)
Responsabile del progetto:
Dr. Paolo Rustichelli; Dr. Giuseppe Fertonani Affini, SERT AUSL
di Parma.
Soggetti coinvolti:
In concomitanza con l’acquisto di un significativo numero di nuovi veicoli aziendali, si reputa importante richiamare l’attenzione
dei dipendenti sulla necessità di mettere in atto comportamenti
di guida sicura
Metodi e strumenti:
Azioni di tipo formativo ed informativo, con produzione di materiali di supporto
Prodotti finali:
Corso di formazione sulla sicurezza stradale, con particolare riferimento agli effetti dell’alcol sulla guida
Ricaduta sui servizi:
Riduzione accessi alla Commissione patenti per sanzioni di cui
all’art. 186 e 187 Codice della strada.
Prospettive:
Ampliare il progetto coinvolgendo altri enti
Responsabile del progetto:
geom. Roberto Picelli, Serv. Medicina del lavoro AUSL di Parma;
Giuseppe Messina, Servizi tecnici AUSL di Parma
Metodi e strumenti:
Realizzazione di incontri di sensibilizzazione alla guida sicura.
Prodotti finali:
Riduzione incidentalità veicoli aziendali e numero sinistri in orario di lavoro dipendenti AUSL
Ricaduta sui servizi:
Maggiore sensibilizzazione al problema
Prospettive:
Prosecuzione del progetto nel corso degli anni e suo consolidamento in forme strutturate
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> SICUREZZA
PROVINCIALI
STRADALE
> SICUREZZA
> SCHEDA N.
STRADALE
5
> SCHEDA N. 1
I PROGETTI REALIZZATI (2002
LA NUOVA
- 2004)
PROGETTUALITÀ
> PROGRAMMI PROVINCIALI
(2005 - 2007)
> SICUREZZA
> SICUREZZA
STRADALE
STRADALE
> SCHEDA
> SCHEDA
N.N.
26
SICUREZZA STRADALE
SICUREZZA STRADALE
“La sicurezza dei dipendenti AUSL
alla guida di veicoli in orario di lavoro”
67
68
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Sensibilizzare al tema degli effetti della guida in stato di ebbrezza
Destinatari:
Giovani frequantatori di discoteche
Soggetti coinvolti:
Gestori discoteche della provincia
Responsabile del progetto:
Croce Rossa Italiana, Comitato Provinciale di Parma
Metodi e strumenti:
Azioni di tipo informativo, con controlli volontari del tasso
alcolico
Prodotti finali:
Accresciuta sensibilità ai rischi connnessi alla guida in stato di
ebbrezza
Ricaduta sui servizi:
Maggire conoscenza del fenomeno e minore incidentalità correlata
Prospettive:
Messa a regime del progetto
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> SICUREZZA
PROVINCIALI
STRADALE
> SICUREZZA
> SCHEDA N.
STRADALE
7
> SCHEDA N. 1
“Pensieri prudenti”
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Sensibilizzare al tema della guida sicura
Destinatari:
Volontari, utenti e popolazione in genere
Soggetti coinvolti:
Operatori e volontari Assistenza Pubblica di Parma e provincia
Responsabile del progetto:
Assistenza Pubblica di Parma
Metodi e strumenti:
Apposizione sulle ambulanze ed i mezzi AP di scritte che invitano alla guida “prudente”
Prodotti finali:
Accresciuta sensibilità ai rischi connnessi alla guida
Ricaduta sui servizi:
Minore incidentalità
Prospettive:
Messa a regime del progetto e sua eventuale evoluzione
I PROGETTI REALIZZATI (2002
LA NUOVA
- 2004)
PROGETTUALITÀ
> PROGRAMMI PROVINCIALI
(2005 - 2007)
> SICUREZZA
> SICUREZZA
STRADALE
STRADALE
> SCHEDA
> SCHEDA
N.N.
28
SICUREZZA STRADALE
SICUREZZA STRADALE
“Se bevo non guido”
69
SICUREZZA STRADALE
“Arriva vivo! - Arrive alive!”
70
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Sensibilizzare al tema della guida sicura e, in particolare, ai rischi
connessi alla velocità
Destinatari:
Volontari, utenti e popolazione in genere
Soggetti coinvolti:
Operatori e volontari Protezione Civile
Responsabile del progetto:
Protezione Civile
Metodi e strumenti:
Realizzazione e diffusione di un videospot su velocità e sicurezza
stradale
Prodotti finali:
Accresciuta sensibilità ai rischi connnessi alla velocità alla guida
Ricaduta sui servizi:
Minore incidentalità / minori danni da incidenti stradali
Prospettive:
Messa a regime del progetto e sua eventuale evoluzione
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> SICUREZZA
PROVINCIALI
STRADALE
> SICUREZZA
> SCHEDA N.
STRADALE
9
> SCHEDA N. 1
SICUREZZA SUL LAVORO
Coordinatore: Stefano Lucertini
Questa parte contiene le schede relative ai progetti
(alcuni già previsti in precedenza, altri concepiti ex
novo e di cui si dovrà valutare la piena fattibilità)
(*)
che saranno avviati e realizzati a partire dal 2006,
nella nuova programmazione complessiva dei Piani
per la Salute.
71
(*)
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA SUL
LAVORO > SCHEDA
N. 2
Responsabile
SPSAL, Distretto
Sud Est
72
“Assistenza strutturata all’organizzazione scolastica nel
suo percorso di crescita verso la cultura della sicurezza”
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Promuovere l’esercizio di una consapevole responsabilità da parte dell’Istituzione Scolastica e del sistema imprese per garantire
la sicurezza agli studenti che affrontano esperienze di “ALTERNANZA SCUOLA/LAVORO”
Destinatari:
Istituzione Scolastica, Associazioni imprenditoriali, studenti
Soggetti coinvolti:
Giunta dei Dirigenti Scolastici, Centro Servizi Amministrativi,
Centro Servizi Edili, Associazioni Imprenditoriali
Responsabile del progetto:
Prof. Luigi Ughetti (Preside Istituto Comprensivo di Traversetolo)
Metodi e strumenti:
Costituzione di tavolo tecnico finalizzato alla definizione di regole condivise che impegnano la scuola e le imprese, sulla base
delle specifiche responsabilità, nella gestione in sicurezza degli
studenti che accedono nelle imprese nell’ambito dell’esperienza
di alternanza scuola/lavoro
Prodotti finali:
Protocollo d’intesa contenente strumenti attuativi
Ricaduta sui servizi:
Contributo alla tutela di una fascia debole al lavoro
Prospettive:
Applicazione capillare di procedure concordate a garanzia di tutela degli studenti al momento dell’accesso nelle aziende
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> SICUREZZA
PROVINCIALI
SUL LAVORO
> SICUREZZA
> SCHEDA
SUL
N. LAVORO
1
> SCHEDA N. 1
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Definire ed attuare percorsi di facilitazione nei confronti della
Scuola finalizzati a soddisfare i bisogni informativi e a fornire
indirizzi interpretativi per una coerente applicazione del D.Lgs
626/94
Destinatari:
Dirigenti Scolatici, Insegnanti, RSPPA, RLS
Soggetti coinvolti:
Giunta Dirigenti Scolastici, CSA, SPSAL ASL, Centro Servizi Edili,
INAIL
Responsabile del progetto:
Prof. Silvano Tagliaferri (Preside ITG Rondani)
Metodi e strumenti:
1) organizzazione di tavolo permanente (almeno tre incontri/
anno) tra Giunta e SPSAL ASL, eventualmente allargato ad
esperti, nel quale affrontare specifiche tematiche o problemi
emergenti individuati dalla Scuola, in adesione a linee guida
emanate da specifico gruppo regionale
2) attivazione di uno “sportello informativo 626” dedicato alla
scuola
Prodotti finali:
Formalizzazione delle risposte ai bisogni informativi
Ricaduta sui servizi:
Potenziamento dell’assistenza in questo delicato e strategico
settore
Prospettive:
Tempestiva risposta a bisogni informativi ai fini di una migliore
appliocazione del D.Lgs 626/94 nella scuola
I PROGETTI REALIZZATI (2002
LA NUOVA
- 2004)
PROGETTUALITÀ
> PROGRAMMI PROVINCIALI
(2005 - 2007)
> SICUREZZA
> SICUREZZA
SUL
SUL
LAVORO
LAVORO
> SCHEDA
> SCHEDA
N.N.
22
SICUREZZA SUL LAVORO
SICUREZZA SUL LAVORO
“Al lavoro sicuri”
73
74
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Attivazione di un coerente sistema di relazioni tra Ente proprietario dell’immobile ed Ente gestore dell’attività
Destinatari:
Istituzione Scolastica, Ass. Provincuiale Politiche Scolastiche, Comuni
Soggetti coinvolti:
Ass. Provinciale Politicche Scolastiche, Comuni, Giunta dei Dirigenti Scolastici, Centro servizi Amministrativi, Centro Servizi Edili, SPSAL ASL
Responsabile del progetto:
Gabriele Ferrari, Assessore Provinciale alle Politiche Scolastiche
Metodi e strumenti:
Costituzione di tavolo misto (Istituzione Scolatica, Comuni e
Amm. Provinciale) finalizzato alla definizione condivisa di responsabilità, regole e strumenti operativi per la gestione delle interferenze e degli interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria dell’edificio scolastico
Prodotti finali:
Protocollo d’intesa e modulistica omogenea
Ricaduta sui servizi:
Chiarezza di ruoli, fuzioni e compiti tra ente proprietario dell’immobile ed ente gestore
Prospettive:
Diffusa applicazione di procedure condivise per migliorare la gestione in sicurezza dell’edificio scolastico
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> SICUREZZA
PROVINCIALI
SUL LAVORO
> SICUREZZA
> SCHEDA
SUL
N. LAVORO
3
> SCHEDA N. 1
“La formazione alla sicurezza quale requisito
minimo di qualita’ per l’iscrizione delle imprese
individuali alla camera di commercio”
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Concorrere a rendere il lavoratore autonomo consapevole del
valore della salute e dei doveri verso la sicurezza propria e degli
altri
Destinatari:
Camera di Commercio, Imprese Individuali
Soggetti coinvolti:
Centro Servizi Edili, Cassa Edile, Camera di Commercio, Associazioni
Imprenditoriali, Ordini Professionali
Responsabile del progetto:
Geom. Maurizio Fanzini (Responsabile Cassa Edile e Centro
Servizi Edili)
Metodi e strumenti:
Costituzione di tavolo tecnico tra professionisti e Camera di Commercio per verificare la fattibilità dell’iniziativa, individuando, in
caso di esito positivo, percorsi e strumenti attuativi
Prodotti finali:
1) accordo (protocollo d’intesa)
2) progettazione e organizzazione di percorso formativo di
base
Ricaduta sui servizi:
Possibilità di interazione con una parte significativa del sistema
produttivo ora esclusa dalle dinamiche prevenzionistiche
Prospettive:
Più coerente ed efficace gestione della salute e sicurezza in un
sistema d’impresa sempre più parcellizzato e a struttura organizzativa complessa, dove più imprese, anche individuali, concorrono alla produzione
I PROGETTI REALIZZATI (2002
LA NUOVA
- 2004)
PROGETTUALITÀ
> PROGRAMMI PROVINCIALI
(2005 - 2007)
> SICUREZZA
> SICUREZZA
SUL
SUL
LAVORO
LAVORO
> SCHEDA
> SCHEDA
N.N.
24
SICUREZZA SUL LAVORO
SICUREZZA SUL LAVORO
“Promozione della sicurezza dell’edificio scolastico”
75
76
“Educazione alla sicurezza sul lavoro nel settore
agricolo: iniziamo dalla scuola”
Ambito territoriale:
Provinciale
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Azioni di facilitazione nei confronti delle imprese edili promuovendo iniziative volte a favorire la formazione alla sicurezza dei
lavoratori stranieri, concorrendo in tal modo alla riduzione del
fenomeno infortunistico in questa fascia debole di lavoratori
Obiettivi:
Promuovere negli studenti degli Istituti Agrari della provincia la
conoscenza dei rischi lavorativi tipici del settore, delle principali
misure di prevenzione utili ad evitare possibili danni alla salute
e dei comportamenti da adottare al verificarsi di situazioni di
emergenza (infortunio, incendio)
Destinatari:
Imprese edili, lavoratori stranieri occupati nel settore edile
Destinatari:
Studenti del 5° anno di corso ed insegnanti di materie tecniche degli Istituti ITIS Galilei di S. Secondo ed IPSAA Solari di Fidenza
Soggetti coinvolti:
Cassa Edile, Centro Servizi Edili, Ordine Architetti, Ordine Ingegneri, Collegio dei Geometri, SPSAL ASL
Soggetti coinvolti:
ITIS Galilei, IPSAA Solari, Agriform S.r.l., SPSAL ASL, SEIRS, Red Fire,
Protezione Civile
Responsabile del progetto:
Geom. Maurizio Fanzini (Responsabile Cassa Edile e Centro
Servizi Edili)
Responsabile del progetto:
Nadia Lorenzelli (Agriform S.r.l.)
Metodi e strumenti:
1) coinvolgimento degli insegnanti nella progettazione ed attuazione dell’iniziativa
2) organizzazione di un corso della durata di 46 ore, avente
come destinatari gli studenti dell’ITIS Galilei, inserito nel percorso curriculare e strutturato in: a) lezioni frontali; b) analisi
di casi; c) esercitazioni/dimostrazioni applicate; d) esperienze
sul campo nelle quali gli studenti sono direttamente coinvolti
nell’individuazione dei rischi; e) attività di project work
3) organizzazione di corsi della durata di 24 ore, aventi come
destinatari gli studenti dell’IPSAA Solari, inseriti nel percorso
curriculare e strutturati in: a) lezioni frontali; b) analisi di casi;
c) esercitazioni/dimostrazioni applicate
Prodotti finali:
Elaborati conclusivi prodotti dagli studenti
Ricaduta sui servizi:
Promozione della salute e sicurezza interagendo con una popolazione sensibile come quella degli studenti
Prospettive:
Creare le condizioni per costruire un nuovo modo di fare scuola,
tale da integrare il percorso curriculare con contenuti educativi
orientati alla salute e sicurezza sul lavoro
Metodi e strumenti:
Organizzazione di corsi di formazione per lavoratori stranieri
occupati nel settore edile con il concorso di mediatori culturali
formati
Prodotti finali:
Attuazione dei corsi
Ricaduta sui servizi:
Possibilità di concorrere ad una maggiore tutela di una fascia
debole di lavoratori
Prospettive:
Maggior governo delle situazioni di rischio in presenza di lavoratori più consapevoli e formati
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> SICUREZZA
PROVINCIALI
SUL LAVORO
> SICUREZZA
> SCHEDA
SUL
N. LAVORO
5
> SCHEDA N. 1
I PROGETTI REALIZZATI (2002
LA NUOVA
- 2004)
PROGETTUALITÀ
> PROGRAMMI PROVINCIALI
(2005 - 2007)
> SICUREZZA
> SICUREZZA
SUL
SUL
LAVORO
LAVORO
> SCHEDA
> SCHEDA
N.N.
26
SICUREZZA SUL LAVORO
SICUREZZA SUL LAVORO
“La formazione alla sicurezza nei lavoratori
stranieri occupati in edilizia”
77
“Sicurezza e salute sul lavoro nelle fattorie didattiche e nelle
fattorie aperte: una tutela per l’operatore e per il visitatore”
(Progetto formativo Rif. P.A. n. 2005-0076/Pr approvato dalla Provincia di Parma con
Del. di G. P. n. 851 del 28/07/2005 e cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo)
Ambito territoriale:
Provincia
Ambito territoriale:
Provincia
Obiettivi:
Promuovere negli operatori del settore la consapevolezza dei
rischi insiti nelle attività agricole e l’adozione di adeguati comportamenti, al fine di contenere il fenomeno infortunistico in
agricoltura e di favorire un diffuso ed efficace adeguamento alla
normativa di sicurezza
Obiettivi:
Promuovere negli operatori del settore la consapevolezza dei
rischi insiti nelle attività agricole e l’adozione di adeguati comportamenti, a tutela di tutti coloro che lavorano in azienda o che
frequentano gli spazi aziendali (clienti, famiglie, scolaresche…)
e ai fini di un diffuso ed efficace adeguamento alla normativa di
sicurezza
Destinatari:
Titolari, coadiuvanti e dipendenti di aziende agricole
Destinatari:
Soggetti coinvolti:
Agriform S.r.l., Coldiretti, CIA, UPA, A.P.I.Maia, SPSAL ASL
Titolari, coadiuvanti e dipendenti di aziende agricole aderenti al
progetto regionale “Fattorie Didattiche e Fattorie Aperte”
Responsabile del progetto:
Francesco Bianchi (Agriform S.r.l.)
Soggetti coinvolti:
Agriform S.r.l., Assessorato Agricoltura della Provincia di Parma,
Coldiretti, CIA, UPA, A.P.I.Maia, SPSAL ASL
Metodi e strumenti:
Organizzazione di un corso di 53 ore strutturato in: a) lezioni
frontali; b) analisi dei casi; c) esercitazioni/dimostrazioni applicate; d) esercitazioni in azienda con assistenza da parte di esperti
Responsabile del progetto:
Ilaria Battilocchi (Agriform S.r.l.)
Metodi e strumenti:
Organizzazione di un corso di 58 ore strutturato in: a) lezioni
frontali; b) analisi dei casi; c) esercitazioni/dimostrazioni applicate; d) esercitazioni in azienda con assistenza da parte di esperti
Prodotti finali:
Valutazione dei rischi come elaborato individuale relativo alla
propria azienda
Ricaduta sui servizi:
Azioni di facilitazione nei confronti di un settore lavorativo complesso, parcellizzato e difficilmente raggiungibile
Prospettive:
Maggior governo delle situazioni di rischio e riduzione degli infortuni in un settore problematico, per effetto di un’organizzazione d’impresa più consapevole
Prodotti finali:
Ricaduta sui servizi:
Prospettive:
Valutazione dei rischi come elaborato individuale relativo alla
propria azienda
Azioni di facilitazione nei confronti di un settore lavorativo complesso, parcellizzato e difficilmente raggiungibile
Maggior governo delle situazioni di rischio e riduzione degli infortuni in un settore problematico, per effetto di un’organizzazione d’impresa più consapevole
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> SICUREZZA
PROVINCIALI
SUL LAVORO
> SICUREZZA
> SCHEDA
SUL
N. LAVORO
7
> SCHEDA N. 1
I PROGETTI REALIZZATI (2002
LA NUOVA
- 2004)
PROGETTUALITÀ
> PROGRAMMI PROVINCIALI
(2005 - 2007)
> SICUREZZA
> SICUREZZA
SUL
SUL
LAVORO
LAVORO
> SCHEDA
> SCHEDA
N.N.
28
SICUREZZA SUL LAVORO
SICUREZZA SUL LAVORO
78
“Sicurezza e salute sul lavoro nelle aziende agricole:
aspetti normativi e buone prassi”
(Progetto formativo Rif. P.A. n. 2005-0075/Pr approvato dalla Provincia di Parma con Del. di G. P.
n. 851 del 28/07/2005 e cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo)
79
SICUREZZA SUL LAVORO
80
“Linee guida di supporto all’applicazione del Decreto
Legislativo 626/94 nelle aziende agricole”
(Progetto formativo Rif. P.A. n. 2005-0077/Pr approvato dalla Provincia di Parma con Del. di G. P.
n. 851 del 28/07/2005 e cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo)
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Il progetto prevede l’elaborazione e divulgazione di linee guida,
ad uso degli imprenditori agricoli, per l’individuazione dei rischi
e delle relative soluzioni di bonifica. L’obiettivo è mettere a disposizione degli operatori del settore uno strumento agevole di
consultazione, per gestire al meglio gli adempimenti connessi
alla tutela della salute e sicurezza in agricoltura
Destinatari:
Aziende agricole con lavoratori dipendenti e/o equiparati
Soggetti coinvolti:
Agriform S.r.l., SPSAL ASL, Coldiretti, UPA, CIA, A.P.I.Maia
Responsabile del progetto:
Elisa Mistrali (Agriform S.r.l.)
Metodi e strumenti:
• costituzione di un tavolo tecnico per la definizione condivisa
di criteri e standard di riferimento
• elaborazione di schede tecniche in forma di manuale
• diffusione da parte delle Organizzazioni Professionali Agricole
Prodotti finali:
Manuale contenete linee guida
Ricaduta sui servizi:
Azioni di facilitazione nei confronti di un settore lavorativo complesso, parcellizzato e difficilmente raggiungibile
Prospettive:
Maggior governo delle situazioni di rischio e riduzione degli infortuni in un settore problematico, per effetto di un’organizzazione d’impresa più consapevole
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> SICUREZZA
PROVINCIALI
SUL LAVORO
> SICUREZZA
> SCHEDA
SUL
N. LAVORO
9
> SCHEDA N. 1
“ Sicurezza in Casa.”
Coordinatore: Francesco Zilioli
(*)
(*)
Responsabile Servizio Igiene e Sanità Pubblica,
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI PROVINCIALI > SICUREZZA ALIMENTARE > SCHEDA
N. 2 di Fidenza
Distretto
81
82
“Sensibilizzazione al problema dei Pediatri di Libera Scelta”
Ambito territoriale:
Distretto di Fidenza
Ambito territoriale:
Distretto di Fidenza
Obiettivi:
Acquisire quadro epidemiologico locale
Obiettivi:
Formazione ed elaborazione strumenti di comunicazione con i
genitori
Destinatari:
Popolazione generale
Destinatari:
Pediatri
Soggetti coinvolti:
Servizi AUSL Distretto, Presidio Ospedaliero di Fidenza , Igiene
Pubblica, Pronto Soccorso
Soggetti coinvolti:
Servizi AUSL Distretto: Igiene Pubblica, Dipartimento Cure Primarie, Pediatri di Libera Scelta
Responsabile del progetto:
Emanuela Rocca, Assistente Sanitaria, Servizio Igiene e Sanità
Pubblica, Fidenza
Responsabile del progetto:
Dr. ssa Annalisa Lombardo, Serv. Igiene e Sanità Pubblica, Fidenza
Metodi e strumenti:
Utilizzo software fornito da Istituto Superiore Sanità
Metodi e strumenti:
Corso formativo e predisposizione materiale didattico
Prodotti finali:
Descrizione del problema a livello locale
Prodotti finali:
Educazione sanitaria genitori
Ricaduta sui servizi:
Strumento di programmazione per enti locali
Ricaduta sui servizi:
Aumentare la capacità di collaborazione fra Servizi interessati
Prospettive:
Elaborazione registro infortuni
Prospettive:
Consolidamento e messa a regime iniziativa
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> SICUREZZA
PROVINCIALI
IN CASA > SCHEDA
SICUREZZA
N. 1ALIMENTARE > SCHEDA N. 1
I PROGETTI REALIZZATI (2002 LA
- 2004)
NUOVA
> PROGRAMMI
PROGETTUALITÀ
PROVINCIALI
(2005 ->2007)
SICUREZZA
> SICUREZZA
ALIMENTARE
IN CASA
> SCHEDA
> SCHEDA
N.N.
22
SICUREZZA IN CASA
SICUREZZA IN CASA
“Rilevazione degli incidenti domestici in ambito locale
(accessi al Pronto Soccorso di Fidenza)”
83
SICUREZZA IN CASA
Sensibilizzazione della popolazione
84
Ambito territoriale:
Distretto di Fidenza
Obiettivi:
Sensibilizzare al problema
Destinatari:
Popolazione in generale
Soggetti coinvolti:
Comuni, Igiene Pubblica
Responsabile del progetto:
Dr.ssa Annalisa Lombardo, Servizio Igiene e Sanità Pubblica,
Fidenza
Metodi e strumenti:
Nota informativa sul giornale dei Comuni
Prodotti finali:
Articoli giornalistici
Ricaduta sui servizi:
Aumento capacità collaborazione con i Comuni
Prospettive:
Rafforzamento rapporti di collaborazione coi Comuni.
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> SICUREZZA
PROVINCIALI
IN CASA > SCHEDA
SICUREZZA
N. 3ALIMENTARE > SCHEDA N. 1
“PROMOZIONE DI STILI
DI VITA SANI”
Coordinatore: Marzia Fornari
Esiste un’ampia letteratura che prende a riferimento
un sano stile di vita come vera e propria risorsa per
assicurare longevità e salute intesa nella sua accezione più globale e cioè, secondo l’OMS, benessere fisico, psichico e sociale.
Ne deriva che la promozione della salute non è più
solo ed unicamente un processo di medicalizzazione. Non è più appannaggio delle organizzazioni sanitarie, ma fa ricorso a risorse culturali, sociali che
mettono in campo energie finalizzate ad un chiaro
impegno per politiche che promuovono la salute,
destinate a garantire l’equità, a riconoscere nelle
persone stesse la maggior risorsa per la propria salute, a riorientare i servizi sanitari verso la promozione
della salute, a riconoscere che la salute ed il suo mantenimento sono un importante investimento sociale
(*)
e che ad essi debbono essere garantiti sistemi di welfare a carattere universalistico.
La promozione di una cultura della salute è uno degli aspetti meglio valorizzati nei Piani Per la Salute.
Si intende, attraverso il Programma Promozione di
Stili di Vita Sani, assicurare un ampio raccordo tra
le iniziative in essere e/o in fase di progettazione e
che coinvolgono le Istituzioni e complessivamente il
“Capitale Sociale” del territorio di riferimento.
Si tratta di dare a diversi progetti maggiore omogeneità sul piano metodologico, maggiore integrazione reciproca, in un disegno complessivo che trova
piena visibilità all’interno della filosofia introdotta
coi Piani per la Salute.
(*)
Dirigente Medico della Direzione Sanitaria,
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA > SCHEDA N.AUSL
2 di Parma
85
86
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Orientare a scelte nutrizionali e stili di vita più consapevoli per
promuovere salute e prevenire rischi indotti da scorretti comportamenti e abitudini alimentari
Destinatari:
Ragazzi delle scuole primarie e secondarie, genitori e docenti
Soggetti coinvolti:
AUSL-Dipartimento di Sanità Pubblica-Dipartimenti di Cure Primarie, Pediatri di Libera Scelta, Medici di Medicina Generale, Scuole,
Comuni, Provincia, Ditte appaltatrici di servizi mense scolastiche,
utenti dei servizi
“Migliorare la qualità dei prodotti nei distributori automatici
presenti in varie sedi di aggregazione collettiva di aziende
sanitarie ed altri enti pubblici”
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Migliorare la qualità dei prodotti utilizzati da dipendenti e utenti nell’ambito dei distributori automatici di varie strutture
Destinatari:
Personale dipendente e utenti dei servizi
Soggetti coinvolti:
AUSL, Azienda Ospedaliera, Comitati di Distretto, Ditte di distribuzione, utenti
Responsabile del progetto:
Dr.ssa Marta Mattioli, pediatra di comunità, AUSL di Parma;
Dr. Gianluca Pirondi, Direttore Dipartimento Sanità Pubblica,
AUSL di Parma
Responsabile del progetto:
Dr.ssa Marta Mattioli, pediatra di comunità, AUSL di Parma
Metodi e strumenti:
1) Iniziative informative/formative rivolte a ragazzi, docenti, genitori e personale addetto alle cucine
2) uso di questionari finalizzati alla raccolta di informazioni sulle
abitudini alimentari
Metodi e strumenti:
Informazione al personale dipendente ed agli utenti
Prodotti finali:
Materiali informativi
Prodotti finali:
Materiale informativo da distribuire presso le scuole
Relazione con esiti della elaborazione dei questionari
Ricaduta sui servizi:
Miglioramento delle abitudini e sensibilizzazione della popolazione ad utilizzare prodotti più salutari
Ricaduta sui servizi:
Promozione di una rete di collaborazione tra servizi ed istituzioni
Prospettive:
Adozione di scelte aziendali coerenti coi messaggi proposti
Prospettive:
Realizzazione “Convegno Nutrizione, stili di vita, ristorazione
scolastica:istituzioni a confronto”
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> PROMOZIONE
DISTRETTUALI
DI STILI>DI
SICUREZZA
VITA SANIIN
> SCHEDA
CASA > SCHEDA
N. 1
N. 1
I PROGETTI
LA
REALIZZATI
NUOVA PROGETTUALITÀ
(2002 - 2004) >(2005
PROGRAMMI
- 2007) DISTRETTUALI
> PROMOZIONE
> SICUREZZA
DI STILI DI IN
VITA
CASA
SANI
> SCHEDA
> SCHEDA
N.N.
22
PROMOZIONE DI STILI DI VITA SANI
PROMOZIONE DI STILI DI VITA SANI
“Promuovere una corretta alimentazione
e adeguati stili di vita”
87
88
“Promuovere l’attività fisica e lo sport”
Ambito territoriale:
Provinciale
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Orientare il personale addetto a scelte nutrizionali adeguate
alle esigenze delle persone seguite nelle strutture residenziali
Obiettivi:
Promuovere l’approccio all’attività fisica e sportiva secondo indicazioni di appropriatezza nelle varie fasce di età
Destinatari:
Responsabili a vario titolo delle strutture, personale addetto alle
cucine, personale di assistenza degli ospiti
Destinatari:
Bambini, giovani, adulti, anziani
Soggetti coinvolti:
AUSL, Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta,
Scuole , Associazioni sportive, Organizzazioni sindacali, Servizi
sociali dei Comuni
Responsabile del progetto:
Dr. Alberto Anedda, Responsabile Medicina dello Sport, AUSL di
Parma
Metodi e strumenti:
Informazione mirata ai vari target e messa a regime della rete
dei servizi dedicati alla Medicina dello Sport in tutto l’ambito
provinciale
Prodotti finali:
Opuscoli informativi – Offerta di consulenza per la medicina dello sport in ogni ambito distrettuale
Ricaduta sui servizi:
Capacità di orientare l’attività di servizio a tutte le fasce d’età
Prospettive:
Messa a regime di iniziative strutturate rivolte a target specifici
di popolazione
Soggetti coinvolti:
Cuochi e personale di cucina, Ditte di distribuzione, Dirigenti e
Operatori dei servizi AUSL coinvolti
Responsabile del progetto:
Dr. Gian Luca Boldrocchi, Direttore Programma Geriatria Territoriale, AUSL di Parma; Dr.ssa Maria Maddalena Babbini, Servizio
Igiene e Sanità Pubblica, Distretto Sud Est
Metodi e strumenti:
Corsi di formazione teorici e pratici
Prodotti finali:
Linee guida di comportamento nella stesura dei menù
Ricaduta sui servizi:
Miglioramento dei menù nelle strutture residenziali
Prospettive:
Promozione di una rete stabile tra Servizi SIAN, Programma di
Geriatria Territoriale, Ditte di ristorazione collettiva e Strutture
residenziali
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> PROMOZIONE
DISTRETTUALI
DI STILI>DI
SICUREZZA
VITA SANIIN
> SCHEDA
CASA > SCHEDA
N. 3
N. 1
I PROGETTI
LA
REALIZZATI
NUOVA PROGETTUALITÀ
(2002 - 2004) >(2005
PROGRAMMI
- 2007) DISTRETTUALI
> PROMOZIONE
> SICUREZZA
DI STILI DI IN
VITA
CASA
SANI
> SCHEDA
> SCHEDA
N.N.
24
PROMOZIONE DI STILI DI VITA SANI
PROMOZIONE DI STILI DI VITA SANI
“Promuovere una buona alimentazione per la qualità di vita dell’anziano nelle strutture residenziali”
89
90
“La prevenzione del rischio cardiovascolare
in provincia di Parma”
Ambito territoriale:
Obiettivi:
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Prevenire e contrastare il tabagismo in diversi contesti sociali
Destinatari:
Studenti delle scuole medie e superiori, popolazione generale,
operatori sanitari, lavoratori di vari comparti produttivi, Medici
di Medicina Generale, Medici competenti
Soggetti coinvolti:
Servizi AUSL dedicati, Medici di Medicina Generale, Scuole, Aziende Sanitarie, Associazioni datoriali, Sindacato
Destinatari:
Responsabile del progetto:
Dr. Giuliano Giucastro, SERT, Distretto Sud Est
Soggetti coinvolti:
Metodi e strumenti:
Iniziative di sensibilizzazione ed informative differenziate per i
vari target di popolazione, supporto clinico-ambulatoriale per la
dipendenza da tabacco
Prodotti finali:
Opuscoli e materiale informativo, articoli scientifici su riviste
specializzate
Ricaduta sui servizi:
Costruzione di solide interlocuzioni con tutti i soggetti coinvolti
Prospettive:
Graduale messa a regime delle iniziative proposte
Responsabile del progetto:
Metodi e strumenti:
Prodotti finali:
Ricaduta sui servizi:
Prospettive:
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> PROMOZIONE
DISTRETTUALI
DI STILI>DI
SICUREZZA
VITA SANIIN
> SCHEDA
CASA > SCHEDA
N. 5
N. 1
Provinciale
Verso la popolazione: diffondere una cultura di prevenzione
delle malattie cardiovascolari attraverso iniziative di informazione e formazione sui rischi, finalizzate all’assunzione di scelte
consapevoli sui corretti stili di vita da adottare come misura di
promozione della salute in un contesto di equità, accessibilità e
universalità
Verso i singoli individui: ridurre negli anni a venire l’incidenza di
morbilità e mortalità per patologie cardiovascolari nell’ambito
provinciale.
Pur agendo sulla popolazione generale, particolare attenzione verrà riservata ai giovani ed alla popolazione in età lavorativa
Medici di Medicina Generale, Centro S.Maria ai Servi-Fondazione
Don Gnocchi-ONLUS, Dipartimento di Scienze cliniche della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Parma,
AUSL- Distretti - Presidi Ospedalieri - Dipartimenti Cure PrimarieDipartimento Sanità Pubblica, Scuole
Prof. Paolo Coruzzi, Università di Parma, Responsabile Unità
Operativa di Prevenzione e Riabilitazione Cardiovascolare della
Fondazione Don Gnocchi di Parma
Strategia di comunità: iniziative di formazione, informazione sui
rischi più diffusi e sulle corrette modalità di prevenzione
Strategia individuale: creazione di una rete integrata di medici
di medicina generale per l’inserimento di soggetti a rischio in un
percorso individualizzato di approfondimento diagnostico, cura
e riabilitazione. Pianificazione di follow up
Opuscoli, materiali informativi, costruzione di un profilo epidemiologico aggiornato sul rischio cardiovascolare in provincia di
Parma
Offerta di percorsi omogenei ed integrati in ambito provinciale
rispondenti a strategie preventive sul rischio cardiovascolare
Messa a regime di strategie mirate di promozione della salute
I PROGETTI
LA
REALIZZATI
NUOVA PROGETTUALITÀ
(2002 - 2004) >(2005
PROGRAMMI
- 2007) DISTRETTUALI
> PROMOZIONE
> SICUREZZA
DI STILI DI IN
VITA
CASA
SANI
> SCHEDA
> SCHEDA
N.N.
26
PROMOZIONE DI STILI DI VITA SANI
PROMOZIONE DI STILI DI VITA SANI
“Provincia senza fumo”
91
“PREVENZIONE DEL
DISAGIO GIOVANILE”
Coordinatore: Mirco Moroni
I profondi cambiamenti culturali e sociali che investono non solo il welfare familiare, ma l’intera rete
dei servizi educativi e sociali dedicati al mondo giovanile. In particolare vi è oggi la necessità che la rete
dei servizi, pur ricca e articolata, sviluppi in modo più
efficace un ruolo attivo sia nei luoghi di aggregazione giovanile, sia nei servizi educativi. L’obiettivo
è infatti quello di individuare tempestivamente, ed
agire prontamente, su tutte quelle forme di disagio
92
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA
(*)
che, se lasciate a se stesse, giungono tardivamente ai
servizi, quasi sempre in condizioni di grave scompenso, in genere attraverso i percorsi dell’emergenza/urgenza, cioè quando i problemi hanno già raggiunto
elevati gradi di severità. Da qui la necessità di sviluppare interventi di prevenzione primaria sul territorio, in stretta sinergia con i servizi sociali, del tempo
libero ed educativi presenti su ciascun territorio.
(*)
Coordinatore Prestazioni Socio-Sanitarie,
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA
AUSL di Parma
93
94
“Prove di volo”
Ambito territoriale:
Provinciale
Ambito territoriale:
Provinciale
Obiettivi:
Sviluppo di interventi educativi, psicologici e riabilitativi in ambito adolescenziale, finalizzati alla prevenzione primaria del
disadattamento psicosociale ed alla sua possibile evoluzione in
forme di sofferenza conclamata
Obiettivi:
Sviluppo di interventi educativi, psicologici ed educativi in ambito infantile nella fascia di età 0-14 anni finalizzati alla prevenzione primaria nel disadattamento psicosociale
Destinatari:
Famiglie con figli minori nella fascia di età 0-14, Istituzioni scolastiche (scuola dell’obbligo) con orientamento prioritario alle situazioni multiproblematiche caratterizzate da fragilità sociale
Soggetti coinvolti:
Amministrazione Provinciale, Servizi Sociali dei Comuni, Istituzioni scolastiche, Organizzazioni di Volontariato, Università degli Studi di Parma (Dipartimento di Neuroscienze), Fondazione
Cariparma
Responsabile del progetto:
Dott. Mirco Moroni, Coordinatore Prestazioni Socio-Sanitarie,
AUSL di Parma
Destinatari:
Giovani in età tra i 14 ed i 30 anni residenti in provincia di Parma,
con orientamento prioritario ai soggetti con compromissione severa del funzionamento sociale per break down evolutivi, disturbi di
personalità, comorbidità psichiatrica associata a comportamenti di
PREVENZIONE
DISAGIO
GIOVANILE
abuso,
disturbi
alimentari psicogeni, disturbi emozionali
Soggetti coinvolti:
Amm.ne Provinciale, Servizi sociali dei Comuni, compagini sociali
di tipo B o B sub A, istituzioni scolatiche, organizzazioni di volontariato ed associazioni delle fasce deboli per il coinvolgimento
in attività e perecorsi socio-riabilitativi mirati, Fondazione Cariparma
Responsabile del progetto:
Dott. Mirco Moroni, Coordinatore Prestazioni Socio-Sanitarie,
AUSL di Parma
Metodi e strumenti:
Elaborazione di progetti in rete, riorganizzazione e maggiore
integrazione dei Servizi attivi in questo ambito
Metodi e strumenti:
Elaborazione di progetti riabilitativi individualizzati, sviluppo e
confronto di buone pratiche, attraverso forme di collaborazione
con le compagini sociali, la riorganizzazione e maggiore integrazione tra i servizi attivi in questo ambito
Prodotti finali:
Progetti rivolti a soggetti istituzionali
Ricaduta sui servizi:
Maggiore integrazione tra Enti e soggetti attivi in questo ambito
Prodotti finali:
Progetti personalizzati
Prospettive:
Miglioramento della tempestività e dell’efficienza in questo
ambito
Ricaduta sui servizi:
Maggiore integrazione tra enti e servizi attivi in questo ambito
Prospettive:
Agire più tempestivamente ed efficacemente in questo ambito
I PROGETTI
LA
NUOVA PROGETTUALITÀ
REALIZZATI (2002(2005
- 2004)
- 2007)
> PROGRAMMI
> PREVENZIONE
DISTRETTUALI
DISAGIO
> SICUREZZA
GIOVANILEIN
> CASA
SCHEDA N. 1
LA NUOVA
I PROGETTI
PROGETTUALITÀ
REALIZZATI(2005
(2002- -2007)
2004)>>PREVENZIONE
PROGRAMMI DISTRETTUALI
DISAGIO GIOVANILE
> SICUREZZA
> SCHEDA
IN CASA
N. 2
“ PREVENZIONE DISAGIO GIOVANILE”
“ PREVENZIONE DISAGIO GIOVANILE”
“Prove di volo”
95
INDICE
Piani Per la Salute: il ruolo dell’Ente Locale
L’impegno dell’Azienda USL nella promozione della salute
La filosofia ed il metodo dei Piani per la Salute
Piani Per la Salute: riflessioni in itinere
> Pg. 5
> Pg. 7
> Pg. 9
> Pg.11
PARTE PRIMA
I PROGETTI REALIZZATI (2002-2004)
Programmi provinciali
Sicurezza Stradale
Sicurezza sul lavoro
Sicurezza Alimentare
Programmi distrettuali
Sicurezza in casa (Fidenza)
Sicurezza alimentare nelle giovani generazioni (Valli Taro e Ceno)
> Pg. 17
> Pg. 29
> Pg. 43
PREVENZIONE DISAGIO GIOVANILE
PARTE SECONDA
LA NUOVA PROGETTUALITA’ (2005-2007)
Sicurezza Stradale
Sicurezza sul lavoro
Sicurezza in casa (Fidenza)
Promozione di stili di vita sani
Prevenzione del disagio giovanile
96
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) LA
> PROGRAMMI
NUOVA PROGETTUALITÀ
DISTRETTUALI >
(2005
SICUREZZA
- 2007) IN
> INDICE
CASA
> Pg. 49
> Pg. 55
> Pg. 61
> Pg. 71
> Pg. 81
> Pg. 85
> Pg. 93
97
Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato alla definizione e realizzazione dei progetti e, in particolare, i numerosi partner esterni che, grazie al loro qualificato apporto, danno vita ai Piani per la Salute a Parma.
La presente pubblicazione è stata curata da Nicola Florindo
e Angela Zanichelli, con il supporto organizzativo di Roberta Mutti.
Parma, aprile 2006
98
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA
I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA
99
Coop. Soc. Cabiria - Parma
100 I PROGETTI REALIZZATI (2002 - 2004) > PROGRAMMI DISTRETTUALI > SICUREZZA IN CASA
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Piani per la Salute