Dirigente Scolastico: Mariarosaria Scalella
Numero 1
Anno scolastico 2009/2010
… navigando tra le parole
Gentili lettori,
ecco il primo numero di quest’anno! La redazione vi ringrazia
per la collaborazione, senza di voi non ce l’avremmo mai fatta!
Numerosi sono stati gli articoli ricevuti sulle attività nella
scuola che ci hanno consentito di personalizzare il nostro
giornalino. Vi ricorda, inoltre, che la data per imbucare i vostri
articoli nella cassetta che è all’ingresso della scuola, vicino alle
scale, è il 15 marzo 2010.
Buon lavoro!
Vi ricordo di visitare il nuovo sito della scuola,
www.scuolamediagigante.it, al più presto saremo anche lì!
Vi auguriamo buona lettura
La Redazione
In questo numero:
Sommario
Attualità
Attività nella scuola
Le zampe raccontano
Noi scrittori
Interviste
Giochi e fumetti
Lettere
La catastrofe ad Haiti
pag. 2
Progetto: Scuole aperte
pag. 4
Progetto: Forum universale delle culture 2013
pag. 6
Progetto: Fumo stop, salute al top!
pag. 7
Progetto: legalità
pag. 8
In biblioteca… con Donatella Ossorio
pag. 13
Aiutiamo gli animali
pag. 15
Intervista … ad Alessandra Amoroso
pag. 24
… navigando tra le parole
febbraio 2010
attualità
La catastrofe ad Haiti
Il tragico terremoto accaduto
ad Haiti ha scosso le cronache
del mondo intero.
La violenta scossa della notte
tra il 12 e il 13 gennaio 2010
ha provocato la morte di quasi
mezza popolazione. La maggior
parte delle vittime è costituita
da bambini che hanno perso
case e famiglie.
Questo orribile disastro, purtroppo, ha colpito una terra
già stremata e distrutta dalla
povertà; per le strade di Haiti
non si può far altro che vedere
un orribile spettacolo di corpi
coperti da lenzuola bianche.
Per questa disgrazia quasi tutto il mondo si sta mobilitando
per fornire aiuti a quelle persone rimaste ancora vive, non
solo facendo spedizioni di cibo
e acqua, ma anche attraverso
associazioni benefiche come
“mediafriends”, che spedisce
fondi nelle zone più bisognose.
Le brutte notizie sugli effetti
del terremoto che ascoltavo in
televisione hanno provocato
nei miei pensieri il caos totale.
Ho cominciato a pensare a tutte quelle persone, ma soprattutto, a tutti quei bambini rimasti senza famiglie e in un
istante mi è sembrato di rivivere il terribile terremoto dell'Abruzzo.
Se solo potessi, mi piacerebbe
fare qualcosa per loro.
I redattori
Ilaria C., Denise M. III A
Simone S., Andrea D’A. III B
Salvatore E. A., Luca M. III D
Simona O., Claudio D’A. III E
Simone D. M., Antonio B., Raffaele D. I. III F
Mariarca P., Imma P. III G
Pierluigi G. Gabriele F. III H
Hanno collaborato all’impaginazione:
Rosa B., Ilaria C., Daniela S.,
Denise M., Erika M. III A
Giada C. III B
Gabriella C., Mirko D’A.,
Flavio I., Francesco M., Francesco C.,
Andrea M., Marco M. III D
Gennaro A., Eduardo C., Antonio C.,
Fabiana C.C., M. Rosaria P. III E
Sara O., Nunzia C.,
Raffaele D. I., Giulia T. III F
Chiara B., Martina C.,
Umberto M., Mariarca P., III G
Alessia C. III H
A volte, quando sono a tavola con la mia famiglia e inizia il
notiziario, mi sento quasi male a vedere le faccine tristi di
tutti quei bambini privati della propria infanzia perché credo
che un episodio del genere segni per tutta la vita. In questi
ultimi giorni ho appreso che più di 200 bambini saranno adottati... e spero che almeno per loro la vita vada avanti e che
queste famiglie a cui saranno affidati li aiutino con il loro
amore a dimenticare questo orribile inferno.
Mariarca P. III G
2
… navigando tra le parole
attualità
febbraio 2010
Si stima che ci siano state almeno centomila vittime del terremoto ad Haiti.
Il numero è talmente alto che non sembra neanche realistico... ma purtroppo è così! Mentre si
contavano i morti e i feriti qualcuno si domandava di Santo Domingo, l’altra metà dell’isola che,
sembra impossibile, non si è mobilitata! In tutto questo orrore, infatti, la Repubblica di Santo
Domingo, che è uno stato molta ricco e benestante, dovrà essere ricordato per il vergognoso aiuto che non ha dato.
Inoltre il terremoto ha colpito una terra già stremata di per sè, ed è rimasta senza cibo, acqua,
corrente elettrica. Una delle tante cose che mi ha colpito è che dopo il terremoto in Abruzzo, gli
aiuti erano presenti già del primo momento, mentre ad Haiti gli aiuti sono arrivati in ritardo e
senza organizzazione. Regnavano solo disperazione, rabbia e miseria.
Imma P. III G
Ad Haiti milioni di persone sono state colpite dal
sisma e sono rimaste senza casa.
Il terremoto ha distrutto anche tutti gli ospedali, e i medici sono stati costretti a curare i
malati e i feriti per strada, e non c’era neanche
la possibilità di seppellire i cadaveri. Il terremoto è stato trentacinque volte più forte di una
bomba atomica!
Eleonora M. I C
Povere palme!
Da piazza CARLO III a via Marina, da Mergellina a viale Augusto, da piazza Vittorio a piazza Sannazzaro, dal viale Gramsci alla villa Comunale. Le palme di mezza città sono in agonia, aggredite da
troppo tempo dal così detto punteruolo rosso, il parassita killer che divora le piante uccidendole
nel giro di qualche mese. Il punteruolo rosso è originario dell’ Asia, dove è stato responsabile di
seri danni alla coltivazione.
In Italia il coleottero è arrivato nel 2004 quando un fiorista di Pistoia importò delle piante dall'
Egitto. L'anno successivo l'insetto venne intercettato in Campania dove causò la morte di centinaia di palme secolari. Gli adulti del punteruolo rosso sono attivi sia di giorno che di notte e sono
abili volatori. Una femmina può deporre fino a 200 uova per volta. Dopo la schiusa, le larve si dirigono verso l'interno della pianta scavando gallerie grazie al robusto apparato masticatorio. La città perderà parte del suo patrimonio verde; se il virus fosse stato combattuto con maggiori tempestività non avrebbe causato i danni che ha procurato. E per tutta questa storia, ora, dobbiamo dire addio alle palme, che da decenni fanno parte del nostro bellissimo panorama.
Luca D. G., Bruno G. I I
La pizza napoletana … specialità garantita
IL Comitato europeo ha assegnato alla pizza napoletana il riconoscimento di specialità tradizionale garantita. Per l'Italia ciò rappresenta una vittoria di alto valore simbolico. Il presidente della
regione Campania, Antonio Bassolino, ha dichiarato che questo riconoscimento è un giusto premio per tanti pizzaioli di Napoli. Ha,
inoltre, dichiarato che va un particolare ringraziamento a tutte le
associazioni che hanno lavorato per raggiungere questo risultato.
Benedetta B., Sabrina D. L. I E
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… navigando tra le parole
febbraio 2010
attività nella scuola
PROGETTO SCUOLE APERTE
… al teatro Filangieri
Nell'ambito del Progetto Scuole Aperte
il 27 novembre 2009 siamo andati al
teatro Filangieri per assistere allo
spettacolo: “Di voce in voce”, presentato da due artiste napoletane, le sorelle
Rondinella che ci hanno spiegato e cantato le canzoni classiche napoletane dal
500 ai giorni nostri.
Simona
Ci sono state delle immagini che ci hanno accompagnato nel percorso musicale.
All’ inizio hanno cantato una canzone
“Sto core mio” di Orlando Sasso, scritta nel 1500, che a noi è parsa di difficile comprensione. Poi tutti insieme, mentre scorrevano le immagini, abbiamo cantato Michelemà, una canzone del 600 che racconta la storia di una ragazza rapita dai turchi. La mamma la cercava chiamandola per nome “Michela mia” che per contrazione è diventato Michelemà.
Chiara
Hanno cantato delle canzoni di Raffaele Sacco e Salvatore di Giacomo “Te voglio bene assai”,
“Pianoforte e notte” e “ Marechiaro”. Poi ci
hanno mostrato dei semplici strumenti, le
castagnette e le tammorre , e ci hanno parlato delle copielle, cioè dei fogli in cui venivano copiati i testi delle canzoni.
Nella seconda parte hanno cantato canzoni
dell’ 800, soprattutto del repertorio di Carosone.
Mattia e Roberta
Una parte che mi è piaciuta molto è stata
quando
ci
siamo
alzati
e
cantato
“Tammurriata nera”, ‘O Sarracino e “Tu vuò
fa l'Americano”
Mattia
A noi è piaciuto il momento del Karaoke: sullo schermo sono apparse le parole della canzone “Napule
è” di Pino Daniele e l'abbiamo cantata tutti.
Claudio
Per ultimo hanno cantato la canzone “don Rafè” di D'Andrè, contro la camorra.
Quindi hanno concluso facendoci fare delle domande. Lo scopo dello spettacolo è stato di farci conoscere le tradizioni della nostra città e ci hanno fatto capire che il napoletano è una lingua e, se
parlato bene, non è volgare
Noemi e Alessio
Mi sono divertito tantissimo è stato bello e interessante e spero di avere altre occasioni per rivederlo, e magari di ritornarci con la famiglia.
Paola
Simona, Chiara, Mattia, Roberta, Claudio, Noemi , Alessio, Paola I I
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… navigando tra le parole
attività nella scuola
febbraio 2010
… i laboratori
Dal mese di novembre sono iniziati i corsi previsti nell'ambito del Progetto scuole aperte. Io frequento il lunedì quello di “@lfabetizzazione informatica” con le professoresse
Gnocchi e Cavaliere e il venerdì il modulo “ Computer e web
“ con il professore Regalbuto.
Mi piace molto fare questi laboratori che si completano a
vicenda, perché sono interessanti. Ogni volta che dobbiamo
seguire le lezioni sono eccitata perché ho voglia di imparare
sempre cose nuove. Spero che tutti noi diventeremo così
bravi che quando faremo vedere un nostro lavoro alla preside la stupiremo e che sia contenta del lavoro che abbiamo fatto.
Daniela I H
… “Meditate che questo è stato”
Mercoledì 27 Gennaio, nell'ambito del Progetto Scuole Aperte, si è svolto un incontro a cui hanno partecipato alunni e genitori. Erano presenti due rappresentanti della Regione, e le nostre professoresse Secondulfo e Catuogno. Il prof. Soverina, l'esperto dell'Istituto Campano di Storia della Resistenza e dell'Antifascismo “Vera Lombardi”, ci ha spiegato la Shoah
raccontandoci tutte le atrocità che sono state fatte
ai bambini, ai vecchi e agli uomini uccisi nelle camere
a gas. Ci ha spiegato che la Shoah ha avuto inizio in
alcuni paesi dell 'Est, come la Polonia e l'Ungheria,
per poi dilagare come una macchina infernale per tutta l'Europa. Il professore si è soffermato sul termine Shoah che significa “distruzione” e questo
termine i nazisti lo seguirono in pieno, iniziando prima a segregare, poi a torturare e, infine, a sterminare ebrei e tutti quelli che erano considerati indesiderabili. Attraverso un video ci ha raccontato prima della storia del piccolo Sergio De Simone, un
bambino di 9 anni di origini napoletane, deportato
ed ucciso barbaramente. Poi ci ha mostrato scene
da vari film come “La Tregua”, “La vita è bella”,
“Schindler’ s list”. Io mi auguro che una tragedia
come quella della Shoah non si ripeti mai più. Forse
proprio a noi spetta il compito di tener presente ogni giorno questi fatti accaduti e documentati.
Dobbiamo mantenere viva la memoria per non dimenticare mai. Oggi difficilmente potrebbe avvenire un'altra Shoah, ma ogni giorno in televisione ascoltiamo e vediamo varie forme di razzismo,
come quelle che si sono consumate ai danni della Cambogia e del Ruanda. Per questo la giornata
della Memoria non deve servire solo ai 6 milioni di ebrei sterminati, ma anche ai tanti perseguitati politici e di tutte le altre etnie.
Ramona I H
Questa esperienza è stata interessante, ma mi ha fatto male vedere quelle immagini: bisogna ricordarsi di ciò che è accaduto nel passato per non farlo accadere di nuovo.
Marica I H
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… navigando tra le parole
attività nella scuola
febbraio 2010
Progetto: FORUM UNIVERSALE DELLE CULTURE 2013
“Peacemaker a scuola”
La nostra scuola S.S.S. G. Gigante ha aderito al forum universale delle
culture fin dall'anno 2008\2009.
Tale iniziativa, nata a Barcellona nel 2004 con il patrocinio dell'Unesco,
vuole promuovere un incontro tra popoli e civiltà per un confronto sui temi principali promossi dalla manifestazione: pace, diversità culturale e conoscenza.
Il tema prescelto per caratterizzare l'edizione napoletana è “la memoria del futuro: conoscere le
proprie radici per progettare un futuro comune”.
Attività laboratoriali a scuola
Il tema di questa I annualità, 2009/2010, nell’ambito del forum, è la “ pace”.
Noi alunni delle classi (1 F, 1 H, 1 I, 3 B, 3 D) che hanno aderito a tale iniziativa abbiamo intitolato
il progetto ”Giganti di pace”. Nel primo incontro, tenuto il 4 febbraio 2010, ci siamo divisi in tre
gruppi laboratoriali: scrittura creativa, storico-fotografico e artistico espressivo.
La preside è intervenuta per augurarci buon lavoro e le prof.sse hanno fornito indicazioni su come
si articoleranno gli incontri. Ciascuno di noi, dopo aver compilato un questionario di ingresso, si è
presentato, ha espresso la propria motivazione all'incontro ed ha fornito una definizione di pace.
Abbiamo potuto, in tal modo, riflettere sul vero significato di pace, ascoltando e soprattutto condividendo le emozioni e i pensieri degli altri compagni.
I F, I H, I I, III B, III D
Il Dirigente scolastico: Mariarosaria Scalella
Prof.sse R. Forcillo, R. Secondulfo, M. Serra
La “G. Gigante” a CITTA’ DELLA SCIENZA
La nostra scuola è stata selezionata per partecipare il 13,14,15
ottobre 2009 alla manifestazione “3 giorni per la scuola”, che
si è svolta presso Città della Scienza. Il D. S., Mariarosaria
Scalella, con le docenti R. Gaudio, referente educ. Ambientale,
R. Secondulfo, referente educ. alla legalità, M. Indrio, referente progetto animalista, hanno presentato, in uno stand appositamente allestito, i seguenti lavori realizzati nell’anno scolastico 2008/2009: “Dall’acqua all’energia, risparmiare si può” educ. Ambientale, “Io cittadino“ - educ. Alla legalità, “il valore
della diversità” e “Animali con noi”- progetto animalista.
D.S. MR. Scalella e prof.ssa R. Gaudio
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… navigando tra le parole
attività nella scuola
Progetto:Fumo stop, salute al top!
In classe stiamo iniziando un progetto sul fumo
molto interessante: abbiamo fatto un brainstorming ed abbiamo compilato delle schede.
Appena ho sentito la parola fumo mi è venuto in
mente mio nonno perché ha il brutto vizio di
fumare.
Spesso mia mamma e io lo rimproveriamo perché fuma molto e sappiamo che fa molto male
alla salute.
Siamo a conoscenza del fatto che smettere di
fumare è molto difficile perché la nicotina
provoca una forte dipendenza, ma si potrebbe
smettere con l'aiuto della medicina e delle nuove invenzioni tecnologiche come la sigaretta
elettrica.
Spero che tutti i fumatori si sensibilizzino alla
pericolosità del fumo e spero che lo facciano
anche per i propri figli perché il fumo passivo
fa molto male anche a chi sta vicino.
Simone P. III G
febbraio 2010
Leggiamo il quotidiano…
Per la giornata dei diritti dell'infanzia abbiamo letto, nel mese di novembre, alcuni brani
tratti dai quotidiani.
Ci ha lasciato a bocca aperta sapere che in
ogni minuto muoiono più di 20 bambini, sfiniti
dalla fame e dalla sete.
Non c'è cosa più brutta che morire di fame.
Oggi ci sono molte associazioni che cercano di
raccogliere soldi, ma non basta.
Hanno bisogno di investimenti seri ed importanti, si devono costruire case, ospedali e soprattutto scuole per dare istruzione a tutti.
Mi sembra assurdo pensare che un attore come Robby Williams abbia speso 9 milioni di
euro per sapere se esistevano gli alieni e altrettanto stupido ci sembra spendere tanti
soldi per comprare un calciatore.
Se tutti gli esseri viventi sono uguali, perché
loro non hanno niente e noi tutto?
Andrea I I
Alessandro, Claudia, Marco, Francesco I H
Io, se fossi adulta, adotterei un bambino, per
regalare un sorriso ad almeno uno di quei piccoli
Stefania I H
Il fumo
A proposito del fumo, penso che tutto il mondo
ne sia vittima, soprattutto i giovani: ci sono,
infatti, ragazzi che si rovinano la vita a 10 anni
perché iniziano a fumare anche di nascosto,
all'insaputa dei genitori.
Io mi ritengo un ragazzo molto fortunato perché, pur avendo provato una volta, ho subito
lasciato perdere.
7
Nel mondo il fumo per i ragazzi è diventata
una moda: per essere uguale agli altri molti
miei amici fumano senza sapere a cosa vanno
incontro e soprattutto al rischio di diventare
dipendenti dalla nicotina con tutte le gravi
conseguenze per la salute.
Umberto M.
III G
… navigando tra le parole
attività nella scuola
febbraio 2010
PROGETTO LEGALITÀ
… incontro con la Guardia di Finanza
Il giorno 5 novembre 2009 è venuto un luogotenente
della Guardia di Finanza per informarci sulle funzioni
del suo lavoro.
Ci ha spiegato che la GDF è un corpo di Polizia dello
Stato che controlla tutto il territorio, specie le
frontiere, porti e aeroporti. Essa si occupa di vari reati che vanno dal contrabbando al traffico di stupefacenti, dalla contraffazione ai reati Tributari
(evasione delle tasse). Per quanto riguarda il contrabbando, la GDF combatte quello dei tabacchi grazie ai mezzi navali, mentre per i reati inerenti il traffico degli stupefacenti, essa si avvale anche dei cani
anti-droga che, grazie al loro addestramento, fiutano i nascondigli.
Daniela, Alessandro I H
Il luogotenente della GDF ci ha parlato dei venditori ambulanti e della contraffazione di CD/DVD e
ci ha detto che sulle bancarelle i CD costano pochissimo perché sono illegali, non pagano diritti e
questo significa che viene messa in crisi tutta l'economia dei venditori autorizzati.
Emanuela, Ramona I H
Questo incontro è stato molto interessante, anche perché nei giorni precedenti avevamo letto in
classe un opuscolo con una storia a puntate della GDF il cui protagonista è “Finzy”, un grifone che
poi è la mascotte della GDF che risolve tutti i casi.
Christian I H
Questo incontro è stato molto utile ed educativo e spero di rivedere presto il Tenente e di imparare cose nuove.
Chiara B.
Questa iniziativa ci ha permesso di essere messi al corrente sui problemi di illegalità della nostra
società.
Ramona I H
...lettura del libro “Ragazzi di Camorra”
In classe stiamo leggendo il libro “Ragazzi di Camorra” che narra la
storia di un ragazzo di 10 anni costretto a diventare un
“muschillo” (colui che è usato per vendere la droga).
Io sono un ragazzo di Napoli e quello che ho letto lo vedo ogni giorno
e mi dispiace perché penso che Napoli è una bella città che potrebbe
essere piena di turisti e, invece, questo problema li sta allontanando,
con grave danno per l'economia.
Del resto Napoli ha tanti problemi come lo smaltimento dei rifiuti,
che più di un anno fa creò un grande problema di immagine alla nostra città. Se poi a questo ci aggiungiamo il dramma della camorra e
della criminalità in guerra, allora la nostra città rischia di essere
sconfitta.
Emanuele I H
Leggendo il libro “Ragazzi di Camorra” ho capito che la droga è una
cosa orrenda e solo a parlarne mi si rizzano i capelli.
Vorrei dire ai ragazzi come me, “Dite no alla droga”, perché così non aiutiamo la città, anzi tutti
pensano che a Napoli ci siano solo drogati. Se potessi, farei una legge con pene severissime per gli
spacciatori e cercherei di aiutare chi è caduto vittima di questi sciacalli.
Giulia I H
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… navigando tra le parole
attività nella scuola
febbraio 2010
Leggendo questo libro ho capito che dire di essere napoletano può mettere paura: perché c'è la camorra, perché ogni giorno si muore e spesso si è anche incolpevoli. Poi la droga, i furti, gli scippi. La
nostra città, di notte soprattutto, rischia di essere deturpata anche delle sue bellezze.
Insomma la nostra città viene maltrattata anche da incivili abitanti che la deturpano e la sporcano.
Spero che un giorno io sia in grado di aiutare Napoli da queste catene. Molti ci hanno tentato, come
Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra, e Giovanni Falcone, il giudice ucciso a Palermo.
Io spero di diventare come loro. Aspettami Napoli, amica mia, ti libererò!
Francesco I H
La verità che si racconta nel libro “Ragazzi di Camorra” è dura perché descrive ragazzini che vengono pagati dai camorristi. La mia città ha tanti problemi perché la gente non sempre vive nella maniera
giusta. Ma c'è tanta gente che vive con onestà e non si lascia travolgere dai malviventi.
Occorrerebbe una comunità ferma e decisa che condanni questi malviventi, con pene severe. É vergognoso vedere uomini di un certo livello, come i politici, prima accusati e poi scagionati.
Salvatore I H
A Napoli c'è ancora il problema della spazzatura: la colpa è dei napoletani che non fanno la raccolta
differenziata. I cittadini dovrebbero differenziare, rispettare le regole civili. Mi dispiace perché
questo problema non si risolverà mai, soprattutto se non cambiano le persone.
Andrea I H
… partecipazione al Premio Libero Grassi 2010
Nell' ambito del progetto Legalità abbiamo partecipato al premio
Libero Grassi 2010. Il concorso consisteva nello scrivere una sceneggiatura di un minuto sul tema della corruzione. Ecco la nostra.
Fermiamo la corruzione
Dove: scuola - laboratorio di storia e cittadinanza
Sottofondo: musica base “Scugnizzi”
Insegnante: Ragazzi, oggi parliamo di una vera e propria piaga del nostro tempo: la corruzione. Sapete cos'è?
Alessia: per me la corruzione è dare denaro in cambio di favori illegali. Per me è una cosa molto
brutta, perché così facendo non tutti fanno bene il proprio lavoro.
Fabio: la corruzione è un male anche perché nessuno denuncia.
Maurizio: le persone non denunciano perché hanno paura.
Claudio: la cosa grave è che chi corrompe mette a rischio la vita degli altri, come quando si pagano
tangenti per avere appalti pubblici.
Chiara: Si, perché la corruzione è la privazione della libertà, basta una “bustarella”, uno scambio di
soldi... ed è fatta!
Insegnante: e allora che facciamo?
Alessia: dobbiamo fermarla: dovrebbero esserci più persone che devono controllare.
Fabio: ed evitare che ci siano persone e pubblici funzionari che si fanno corrompere.
Maurizio: bisognerebbe dare un lavoro adeguato a tutti, così nessuno debba trovarsi in uno stato di
necessità.
Claudio: fermiamola! Con una polizia seria, con sistemi di sorveglianza per chi gestisce negozi e appalti.
Chiara: fermiamola con una legge applicata seriamente che si fondi sulla certezza della pena.
Tutti: (inquadratura su un grande manifesto che reca la frase recitata dai ragazzi all’ unisono.
Fermiamo la corruzione per Vivere tutti Liberi.
Inquadratura sui ragazzi e la musica va a scemare.
Classe 1 I
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… navigando tra le parole
attività nella scuola
febbraio 2010
La giornata della memoria…
vista da noi alunni della III D
Con questi versi Primo Levi ha narrato la
propria terribile esperienza nel campo Auschwitz.
Ecco le immagini che tale lettura ha evocato
in noi…
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa, andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
Giovanni M. III D
Alessandro S. III D
Luca M. III D
Alessandro S. III D
Giovanni M. III D
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… navigando tra le parole
attività nella scuola
febbraio 2010
“ARBEIT MACHT FREI” - “Il lavoro rende liberi”
Martedì 26 Gennaio 2010, noi
della classe III D della S.S.S.
G. Gigante, siamo andati al
teatro ”La Perla” per assistere alla rappresentazione teatrale intitolata “Arbeit macht
frei”, cioè “Il lavoro rende
liberi”, parole scritte sull'insegna che si trova all'ingresso del campo di sterminio di
Auschwitz.
che non avevano più neanche un nome, un'identità, ma venivano identificati e chiamati dagli ufficiali tedeschi con un
numero; infine l'arresto di alcuni tra i suddetti ufficiali al
termine del II conflitto mondiale e gli interrogatori a cui
furono sottoposti, durante i quali confessarono i loro crimini.
Gli attori hanno rappresentato queste scene con “humour
nero” e, alla fine dello spettacolo, hanno eretto sullo scenario ”il muro della vergogna”, sostenuto da tre alberi e
costruito con della carta sulla quale sono state scritte le
date in cui furono commessi i vari crimini di cui sono macchiati i tedeschi.
Questo spettacolo è riuscito a catturare la mia attenzione
per la vivacità e l'humour nero con cui gli attori hanno rappresentato gli orrori della follia nazista.
Flavio I. III D
Questa rappresentazione ha
avuto come argomento la
Shoah, cioè la persecuzione e
la soppressione del popolo ebraico ad opera dei nazisti
durante la II guerra mondiale ed é iniziata e finita con la
recitazione della poesia con
cui Primo Levi introduce il libro:”Se questo è un uomo”.
Nelle varie scene che si sono
succedute, sono stati mostrati vari aspetti della Shoah:
i macabri esperimenti effettuati dal dottor Kurt Mendel,
che usava gli ebrei come cavie
umane, infliggendo loro sofferenze di una crudeltà infinita, le misere baracche in cui
vivevano accampati gli ebrei,
Alessandro S. III D
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… navigando tra le parole
attività nella scuola
febbraio 2010
Il nostro salotto del pensiero… con sorpresa
Lunedì 30 Novembre 2009, con la mia classe, siamo
andati nel Salotto del Pensiero, ma, a differenza
delle altre volte, eravamo tutti molto emozionati.
La prof.ssa Prisco ci aveva detto di avviarci nel salotto perché lì c'era una sorpresa per noi. Ovviamente eravamo tutti impazienti...
Arrivati nel salotto ci siamo sistemati e abbiamo
aspettato, e dopo pochi minuti abbiamo visto arrivare la prof.ssa Serio e, dietro di lei, un'ombra: era
il prof. Ferraro, “l'inventore” del Salotto del Pensiero. L'abbiamo ascoltato tutti con attenzione.
All' inizio abbiamo parlato delle nostre impressioni
quando incontriamo una persona nuova; poi abbiamo parlato degli amici veri, e poi di quando noi
siamo veri.
Secondo noi, il prof. Ferraro è stato molto bravo e crediamo che con lui sia stato più facile esprimere le proprie idee, perché ci ha fatto sentire a nostro agio. Quando poi se ne è andato, abbiamo discusso insieme alle nostre professoresse, che erano state lì tutto il tempo ad ascoltare e a
scrivere tutto ciò che dicevamo, e abbiamo discusso insieme su ciò che avevamo fatto, e tutti
abbiamo detto che il prof. Ferraro è stato molto bravo e che l’incontro ci è piaciuto molto.
Chiara B. III G
Il giorno 30 novembre 2009 la prof. Prisco ci ha detto che ci avrebbe aspettato una sorpresa.
Tutti molto impazienti ci chiedevamo, chi fosse questa sorpresa, poi è arrivato, era il Professore
Ferraro, devo dire la verità all'inizio sono restata un po' delusa, però poi alla fine ho capito che
era la sorpresa più bella che potessimo ricevere.
Abbiamo parlato di cosa proviamo quando vediamo una persona nuova. Sono uscite varie parole riguardanti questo: timidezza iniziale, sguardi attenti, notare come è vestita, come parla, e tante
altre cose! Poi abbiamo parlato degli amici veri che consideriamo fratelli, e secondo me ce ne sono
pochi, almeno io di quelli veri ne ho sei che qualunque cosa facciano gli vorrò sempre bene e li perdonerò sempre!! Gli amici veri sono quelli con cui ti comporti con il tuo vero carattere e a cui dici
tutto quello che pensi... sono quelli che ti capiscono con uno sguardo... sono quelli... sono quelli che
se hai sbagliato lo dicono a te non agli altri... sono quelli che nel momento del bisogno ci sono sempre. Spero che ci rincontreremo con il prof Ferrano.
Martina III G
Dalla narrativa all'attualità
Leggendo il mito di Aurora e di Titone, abbiamo avuto modo di parlare del problema degli anziani.
(Titone era da giovane un mortale di cui si era innamorata Aurora. Divenuto vecchio Aurora prima lo lasciò e poi lo trasformò in immortale).
Oggi con i progressi della scienza, si è allungata l'esistenza umana. Nella nostra società sono tante le persone che hanno superato i 70 anni e i giovani sono di meno, anche perché ci sono poche
nascite. Un tempo c'erano le famiglie allargate che ospitavano anche i nonni , invece oggi poiché
molte donne lavorano, spesso gli anziani finiscono nelle case di riposo. Ma così non hanno l'affetto
e il calore di cui avrebbero bisogno. I giovani oggi devono, invece, vedere gli anziani come una fonte di esperienza e di sapere. Purtroppo spesso li vedono con un peso. Spero tanto che lo Stato,
piuttosto che pensare a ridurre loro le pensioni, pensi a delle politiche per la loro serenità.
Christian I H
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… navigando tra le parole
attività nella scuola
febbraio 2010
In biblioteca… con Donatella Ossorio
Giornata della memoria… “La vita è bella”
Il 21 ottobre abbiamo incontrato Donatella Ossorio, una scrittrice che ci ha parlato del suo
libro “Se entri nel cerchio sei libero”.
La storia è ambientata in Africa nello Stato del
Burkina Faso, ed ha come protagonista Adamà,
un ragazzino che aveva un padre che aveva molte
famiglie e per questo sarà costretto ad avere
più mamme; fin quando una di esse lo caccerà.
Per puro caso incontrerà la giornalista che gli
offrirà di andare in Europa, e precisamente a
Bari, dove Adamà si laurea.
L'incontro con la scrittrice, poi, è la sua fortuna
perché gli ha promesso di raccontare la sua storia. Il libro viene chiamato “Se entri nel cerchio
sei libero” perché era un gioco che lui faceva da
piccolo insieme ai suoi amici: chi entrava nel cerchio era libero.
Quest'espressione ci ha insegnato che se vuoi
qualcosa devi lottare e rischiare per averla e ci
fa capire anche la forza di questi bambini per
continuare a vivere.
Questa storia di Adamà è simile a quella di tanti
altri poveri bambini dell'Africa verso i quali dobbiamo avere solidarietà perché ancora oggi accadono le stesse cose che accadevano ad Adamà.
Nello stesso tempo è una storia di speranza perché questo ragazzo riuscirà a sollevarsi e oggi è
libero e affermato.
Francesco, Eleonora, Daniela I H
Per commemorare la Shoah abbiamo visto a
scuola il film “La
vita è bella”, con
la regia di Roberto Benigni e le
musiche di Piovani. Il protagonista è Guido, un
ebreo di Arezzo in cerca della futura moglie, Dora. Guido farà di tutto per conquistarla e tante
simpatiche coincidenze rendono la prima parte
del film molto allegra.
Dal matrimonio nascerà Giosuè, ma purtroppo
iniziano le deportazioni e Guido, Dora e Giosuè si
ritroveranno stipati nei treni e deportati in un
campo di concentramento. Guido rimarrà con Giosuè, e per non far spaventare il figlio gli dice che
la vita nel campo è un gioco e chi arriva a 1000
punti vince un carro armato. Quando ormai è
chiaro che stanno arrivando gli ultimi momenti,
Guido compie il più bel gesto d'amore: lo nasconde in un cassonetto e cerca di liberare la moglie,
ma purtroppo viene scoperto e ucciso. L'indomani
Giosuè, sentendo il silenzio, esce dal nascondiglio
e gli appare un carro armato alleato. Pensa che la
promessa del padre si sia avverata, viene preso in
braccio dall'alleato e finalmente ritrova la mamma : il film termina con il bambino che alza le
braccia al cielo gridando “Abbiamo Vinto!”.
Claudio, Bruno e Mirko I I
L’ultima scena è la parte più bella perché racchiude tutto il film: le braccia alzate del bambino significano la conquista del carro armato, la sconfitta della dittatura del nazismo e la conquista
della libertà per tutti gli ebrei.
Maurizio, Fabio, Alessia e Simona I I
Un'altra scena significativa è quando Guido e
Giosuè sono nella baracca del campo e Guido, per
non far spaventare Giosuè, finge che tutto sia un
gioco, così che il piccolo pensi che davvero stia
partecipando ad una gara per conquistare punti.
Mattia I I
13
… navigando tra le parole
febbraio 2010
le zampe raccontano
Gli animali in via di estinzione
GLI ELEFANTI
Di tutta l'Asia, noi elefanti
eravamo i grandi giganti
finché arrivarono i cacciatori
a rubarci le zanne anteriori.
Lunghe, bianche zanne d'avorio
le rivendono a peso d'oro
ma non pensano che così facendo
noi, come l'orso, stiamo scomparendo.
LA LEZIONE AI MARINAI
Tutte le balene decisero di fare una riunione
perché erano in via d'estinzione.
Uno del gruppo disse che
ovviamente tra loro era il re,
dobbiamo dare a quei marinai una bella lezione
perché a causa loro siamo in via d'estinzione
finalmente un piano idearono
e tutte insieme via li mandarono.
IL PINGUINO PICCINO
Il grande capo pinguino
disse a quello più piccino
lo affido a te il comando
la nostra razza via via sta andando
L'estinzione delle balene
L'attività umana non risparmia nemmeno i
più grandi cetacei. Caccia, ricerche scientifiche, cambiamento climatico e inquinamento stanno provocando l'estinzione delle balene.
Le balene e i delfini, che vivono nei nostri
oceani da almeno cinquanta milioni di anni,
sono a rischio di estinzione e la caccia commerciale é la prima causa dell'estinzione di
questi mammiferi. La caccia, purtroppo, non
é la sola minaccia che pesa sui giganti marini. A questa si sono aggiunti il cambiamento
climatico, l'inquinamento sonoro e ambientale, l'urto con le navi e le reti dei pescatori.
In Europa, la legge prevede che le balene
siano protette contro ogni forma di persecuzione, cattura o uccisione ma a volte questa legge non viene osservata.
Qualche dato in più… Nel mondo esistono più
di 80 specie di cetacei.
La balena blu é il più grande mammifero marino (25 m. di lunghezza, 100 tonnellate di
peso). Una balena su quattro é in pericolo.
Ogni anno vengono uccise più di 100 balene
(fonte WWF); la Norvegia e l'Islanda detengono il primato dei cacciatori di balene.
Flavia A., Tina B.,
Carmen M., Simona R., Francesca V.
IF
ma tu il regno salverai
ed il re diverrai.
IL RINOCERONTE
Un piccolo rinoceronte
é stato portato via su un monte.
Non vedevo nessuno, né la mamma né il papà
e ha paura che non li troverà.
Flavia A., Tina B.,
Carmen M., Simona R., Francesca V.
IF
14
… navigando tra le parole
le zampe raccontano
Aiutiamo gli animali
Sempre più animali sono costretti a vivere rinchiusi in gabbia per attirare molte persone.
Questo avviene negli zoo, però il problema maggiore accade nel circo.
Quegli animali vengono maltrattati durante
l'addestramento, costretti a fare salti o gesti
per non avere frustate e punizioni. Gli animali
più sofferenti sono le tigri e i leoni, obbligati a
vivere in un habitat diverso dal loro.
Un altro problema molto frequente é l'abbandono dei cani. Molte persone pensano che i cani
siano giocattoli e pertanto una volta che si stufano di loro, li abbandonano per strada.
Questo non va proprio bene, perché i cani hanno bisogno di cure necessarie e soprattutto di
affetto.
Come dice il detto “il cane é il migliore amico
dell'uomo”, dobbiamo essergli fedeli come lui lo
é con noi.
Ci sono stati molti episodi di cani abbandonati,
uno in particolare é stato l'episodio di un cane
abbandonato in un cassonetto a Firenze.
Questo succede soprattutto nel periodo natalizio o in estate, periodi in cui la gente regala
animali o li abbandona per andare in vacanza.
Vorremmo tanto adottare un cane, solo che
questo nostro desiderio ci é impedito dai nostri
genitori per il fatto che le nostre case sono
piuttosto piccole per un cane che ha bisogno di
uno spazio più grande e di conforto.
Riteniamo, infine, che un cane, di qualsiasi razza esso sia, debba vivere in un posto all'aria
aperta (per esempio in un giardino), in modo da
poter correre ed essere libero di scorazzare.
Simona A., Maria Grazia A., Miriana C.
II E
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febbraio 2010
La tartaruga
Ho una piccola tartaruga
che dalla casetta sbuca
per mangiare i gamberetti
e poi fare i dispetti
fa rumore a tutte le ore .
Però è un amore!
Roberta P., Erika E.
IF
Il pappagallino
Guarda che bell'uccellino,
è il mio pappagallino.
Al mattino, con il suo
cinguettio, chiede
semi,acqua e frutta
proprio per dirtela tutta.
Sale pure sopra il dito
poi ti becca all'improvviso.
A lui piace la sua gabbia,
a castello, bella e ampia.
Erika E. e Roby C.
IF
Un po’ più di cuore
Ci sono tanti animali abbandonati per strada. Penso che dovremmo avere un po' più di
cuore… a volte sono proprio gli stessi padroni che li abbandonano per strada Penso che
il problema principale sia la mancanza di amore, di pazienza, calma e affetto. E mi
sembra che proprio oggi non ci sia più tanto
amore per niente , ma soprattutto per gli
animali.
Un altro problema è lo spazio in casa. Certo, se una casa è piccola, è difficile tenere
un cane di razza grande. Lo capisco, e allora
chi ha una casa con un giardino dovrebbe
avere sicuramente uno o più animali.
Oggi gli animali vengono presi e maltrattati
come se fossero stracci, ma in realtà sono
esseri viventi come noi e dobbiamo rispettare i loro diritti.
Serena R., Tonia R. I E
… navigando tra le parole
le zampe raccontano
febbraio 2010
La I H e gli animali…
Caratterialmente amo gli animali. Possiedo tanti pesciolini, però vorrei un cane, perché è un animale molto dolce. In televisione ho visto dei cagnolini che venivano
sfruttati e mi facevano tenerezza al punto che li avrei presi tutti.
Anche per strada ho visto molti cani e gatti che cercavano il cibo nella spazzatura,
alcuni si capiva che erano stati abbandonati da padroni senza cuore. Le istituzioni
possono fare molto: potrebbero costruire abitazioni, si potrebbero fare agevolazioni per chi ha cani e gatti.
Elisa L. e Viviana M.
I cani sono animali fedeli; un cane non é un giocattolo che poi si butta, é un essere vivente che va amato e
non torturato o abbandonato.
Alessandro De G.
Per tutti i cani abbandonati provo molta tenerezza, e per eliminarli dalle strade costruirei una specie di orfanotrofio , per farli adottare da chi è
disposto a dare loro una vera casa, cibo e affetto. Christian D’A.
Se avessi la possibilità organizzerei un'abitazione per cani, perché odio i canili e aiuterei tutti quelli in difficoltà.
Mina
Da quando ero piccola ho avuto animali in casa, in particolare cagnolini. A casa, quando torno da scuola, trovo Briciola ad accogliermi, abbassa le orecchie, scodinzola, e si mette a saltare. Mi
fanno pena tutti quei cani e gatti che, invece di stare al calduccio nelle case, si trovano per strada, e mi
arrabbio per tutte quelle persone che prima comprano cani e gatti e poi li abbandonano. Da grande vorrei
fare la veterinaria, possedere un canile per prendere tutti i cani e i gatti dalla strada. Daniela T.
Il cane è l’ animale che preferisco, non ne posseggo uno, ma mi piace stare con il cane di mia zia. È un boxer
e quando sto con lui mi sembra di stare in paradiso. Perciò eliminerei tutti gli animali dalla strada, costruirei parchi per cani, soprattutto lotterei contro l’ abbandono, perché i cani abbandonati diventano indifesi,
specie se non sono più giovani.
Mario M.
A casa ho un gatto che si chiama Mimì ed é molto carino. Quando si sente triste mi viene vicino, mi salta
sulle gambe e mi fa rallegrare. La mattina, appena mi vede sveglia, miagola per farmi
aprire la porta del balcone. La cosa divertente é che é diventato amico del cane di
mia zia. A Natale successe un episodio divertente: mia zia venne con il suo cane e ad
un tratto si sentirono i botti dei fuochi artificio. I due poveri animali, spaventati,
scapparono sotto il divano, e noi iniziamo a ridere di cuore per la scena buffa, anche se poi iniziammo a preoccuparci perché avevamo paura della loro vicinanza. Ma…
anziché azzuffarsi, i due iniziarono a socializzare e a giocare fra di loro! Chi ha detto che i cani e i gatti sono nemici?
Chiara
Ho due canarini, uno rosso e uno giallo. In estate fanno le uova, ma non esce mai niente. Mi piacciono molto i
cani piccoli perché di quelli grandi ho paura. Mi piacciono anche i coniglietti e quando ero piccola la nonna
me ne acquistò uno. Io lo prendevo in braccio e lui mi leccava. Ricordo la sua medaglina con il nome scritto,
“Carolina”. Purtroppo morì. Allora ebbi una tartaruga e un pesciolino. La tartaruga sembrava addormentata,
mi veniva vicino solo quando le davo da mangiare. Poi ho avuto Nemo, un pesciolino sempre sveglio che ho quasi addomesticato. Per tutti i cani e gatti abbandonati metterei
dei contenitori per strada con acqua e cibo,così potrebbero sempre sfamarsi.
Federica R.
Il cavallo è il mio animale preferito, in particolare Elettra, il pony che cavalco al C.I.A,
il Pony club che frequento. Le voglio molto bene, ma è cocciuta: a volte, infatti, negli
esercizi di salto lei si ferma e non salta. Dovrei farle male, ma io non lo faccio perché
le voglio troppo bene. Ben due volte sono caduta, ho fatto una caduta imbarazzante: il
cavallo era al passo, io senza staffe. Poi si fermò, ma io scivolai a terra. L'istruttrice pensò che sarei stata
in grado di mantenermi, ma io invece mi ritrovai.. col sedere a terra! Quando vado a cavallo e monto Elettra
mi distraggo da tutto e allora mi sento super-felice. Mi auguro che questi animali fieri ed eleganti non vengano più usati per scommesse, ma che siano montati solo per uno sport fiero e leale.
Eleonora M.
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… navigando tra le parole
le zampe raccontano
febbraio 2010
Io adoro i cavalli, prima praticavo equitazione al C.I.A. di Agnano e montavo Biancaneve. Ero felice, ma un
giorno il cavallo si sbizzarrì e io rotolai nella sabbia: dopo la caduta ero piena di lividi e con la bocca piena di
sabbia. Ebbi paura di continuare a montare. Poi presi coraggio e continuai a praticare questo sport. Purtroppo, però, dovevo fare i salti e quel punto mi bloccai, non riuscivo e non riesco ancora a superare questo
scoglio. Così ho lasciato l' equitazione che facevo con la mia amica Eleonora.
Oggi sono un po' pentita, ma ho troppa paura di saltare. In ogni caso i cavalli mi piacciono ancora tanto, a
dire il vero mi piacciono anche cani e gatti, ma sono allergica e perciò non potrò mai averli in casa. Comunque penso che tutti gli animali vadano sempre rispettati e non riesco a comprendere la crudeltà di tante
persone che non rispettano gli animali.
Marica
La I I e gli animali…
Il cane è il mio animale preferito. Non ne ho uno, ma gioco sempre con quello delle mie cugine. Se potessi, io prenderei dalla strada tutti i cani abbandonati e li accudirei tutti.
Nicoletta
Da piccola volevo un cane o un criceto. I miei genitori erano contrari e mamma mi regalò i pesciolini: Peter e Trilli purtroppo morirono. Poi due anni fa è arrivato Davil: i primi
mesi combinava guai, poi un giorno mi diede un morso e mamma decise di regalarlo. Io
ero disperata e per dispetto mi comportavo male a scuola, parlavo solo con le mie zie e,
grazie a loro, Davil è di nuovo con me. Penso che sia stato fortunato perché ora è a casa ed ha una famiglia.
Camilla
A casa mi aspetta Davil, è un yorkshire, ha zampe corte e busto lungo ed ha il naso come il terrier. Gioco
con lui, ma lui spesso dorme, specialmente d'inverno. Per strada si vedono tanti cani che spesso fanno una
brutta fine ma per fortuna ci sono tante persone che li adottano. Tutti quelli che fanno del male ai cani dovrebbero avere pene severe, perché abbandonare un cane è come abbandonare un membro di famiglia.
Roberta
Mi è capitato spesso di incontrare cani abbandonati per la strada. Un giorno, mentre ero in macchina con dei
parenti, vedemmo un batuffolo in un angolino. Era un cagnolino infreddolito che non riusciva
neanche a camminare. Oggi è più alto di me, per fortuna ha trovato una casa , vive a Potenza
e ogni volta che ci vede ci fa tante feste. Dopo un po' di tempo trovammo Axel; poi ancora
altri due cani che chiamammo Rufuse e Gaetano. Purtroppo un giorno uno di questi è sparito
e noi siamo rimasti molto male. Poi, sempre a Potenza, un giorno delle persone del vicinato ci
portarono un altro cane piccolo che rischiava di essere travolto dai trattori:
noi lo abbiamo adottato e lo abbiamo chiamato Timido, ci fa divertire la sua gelosia con gli
altri due cani, ma in fondo credo che vanno d’ accordo. Nonostante i nostri sforzi vedo tanti
altri cani abbandonati, e a me dispiace molto perché vorrei adottarli tutti.
Alessia
Nella casa a Roma, dove vive la mia mamma, c’è anche Cecio, il mio cane, un incrocio tra un
cocker e un labrador (forse, ma a noi non importa). Io lo vorrei a Napoli, ma la nonna, con cui
vivo, non vuole, perché per lei sarebbe troppo impegnativo e dispendioso. Penso spesso a lui. L’ ultima volta
che l’ ho visto in principio non mi aveva riconosciuto, poi mi sono tolto il cappello, ha capito che ero io e mi ha
riempito di moine, facendomi molte feste. Ti abbraccio, mio dolce e forte Cecio.
Maurizio
Il mio animale preferito è il cane. Cinque anni fa con mio nonno vidi un cane sui binari del treno. Con coraggio
l’ andammo a prendere e lo portammo a casa. Era impaurito. Mamma per fortuna decise di tenerlo. La chiamai Stella ed oggi è adottata da tutto il parco. Un giorno mi seguì. Stavo andando a giocare a pallone.
Ad un tratto sentii piangere: era Stella che era stata aggredita da tre cani. Riuscii a farla scappare e lei
corse a casa, ma era ferita. Mamma la portò dal veterinario: la rasò ed ebbe delle flebo. La portammo a casa
e lei si accucciò. Visto che non migliorava, la portammo da un altro veterinario: aveva ancora morsi.
Fu rasata ancora e il medico la tenne lì perché non stava bene. Dopo un paio di mesi la portammo a casa e
tutto il parco esplose di gioia. La mia cagnolina è bellissima ed io le voglio bene come una sorella.
Questa è la storia di un cane abbandonato che ora ha una famiglia e così spero che accada per i tanti cani e
gatti abbandonati per strada.
Mirko
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… navigando tra le parole
febbraio 2010
noi scrittori
Perché studiare?
In qualunque paese e qualsiasi età, i ragazzi sono fermamente convinti che studiare sia noioso e
inutile. Stare concentrati e seduti non è sicuramente più divertente che trascorrere il tempo con
gli amici, ma studiare non è affatto inutile anzi, senza cultura non potremmo essere autonomi.
Oggi tutti abbiamo diritto di studiare, solo che per molti la scuola è un obbligo e la considerano
quasi come un luogo di torture. Penso che da un lato ci sia la mancanza di stimoli da parte della
famiglia e della società che li circonda, dall'altro ci sia il timore di essere derisi, perché al giorno
d'oggi non vengono scherniti i somari, ma bensì i ragazzi che amano conoscere sempre cose nuove
e si interessano di argomenti meno superficiali.
I giovani dovrebbero trascorrere più tempo a scuola per non essere attirati troppo dalla strada e
dai pc e non dovrebbero, in compenso, avere compiti a casa.
Si pensa che studiare serva solo ad essere promossi per non essere rimproverati e puniti dai genitori, quando in realtà serve a nutrire la propria sete di conoscenza, a rendere più sicuri se
stessi e in grado di poter sostenere quello che si vuole oppure poter conversare senza problemi
con chiunque.
Purtroppo molte, anzi troppe persone adulte rimpiangono di non aver trascorso più tempo a studiare e si rendono conto, quando ormai è tardi, dall'essenzialità della scuola perciò, chi è ancora
in tempo per modificare l'imminente futuro, si rimbocchi le maniche e studi per renderlo migliore.
Denise M. III A
Amore
Se io fossi il sole colorerei il tuo mondo
Se io fossi la luna per te non smetterei mai di brillare
Se io fossi una meteora illuminerei la tua vita
Se io fossi l'amore colmerei il tuo cuore
Se io fossi fuoco sarei luce e bellezza
e per te non smetterei mai di ardere
sei io fossi il mare tu saresti il sole
che ogni giorno si riflette nelle mie onde
Se io fossi un ricordo lo sarei di uno sguardo
acceso d'amore unico e sensazionale come un tramonto d'estate
Se io fossi un arcobaleno farei cessare piogge e temporali
per farmi vedere da te con i miei sette
colori e cento sfumature.
Valeria P. II G
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… navigando tra le parole
noi scrittori
febbraio 2010
La pace
Una parola piccola piccola ma con un significato immenso
una parola che anche se urlata non viene ascoltata.
Una bandiera di mille colori, ma per alcuni è in bianco e nero
una parola troppo importante:
una parola che tutti dicono, ma è negli occhi di pochi
una parola che tutti conoscono, ma forse non tutti sanno il vero significato.
Pace: una parola che tutti cercano, ma nessuno trova
una parola che senti sempre e dovunque pronunciare,
ma che in fondo nessuno sa e vuole veramente realizzare.
Noemi e Camilla 1 I
La pace
La pace vuol dire essere uniti senza litigi
La pace non vuole guerre, ma un mondo intero su cui contare.
Gli uomini devono essere uniti
La pace è simbolo di fratellanza
E speriamo tutti noi di avere sempre abbastanza.
Alessia e Roberta 1 I
Riflessioni sulla Pace
In televisione, ma anche sui giornali abbiamo sentito e letto che nel mondo ancora
oggi muoiono di fame 17 mila bambini, 1 ogni 6 secondi. A noi sembrava impossibile,
ma poi abbiamo capito che è vero e allora dov'è il diritto alla vita?
E che dire dei bambini soldato, quelli impegnati in Afghanistan, in Iraq, ma anche
nelle tante guerre dimenticate dell'Africa come il Darfur?
A noi sembrano giuste le tante trasmissioni, partite di beneficenza organizzate
per aiutare questi bimbi, ma non basta.
Occorrerebbe che gli stati ricchi provvedessero a dare a questi paesi strutture,
pozzi per l'acqua e mettere loro in condizioni di gestire le loro risorse.
Mattia e Vincenzo Pagano 1 I
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… navigando tra le parole
noi scrittori
Le scugnizze!!!
Siamo qui,fateci parlare
è tutta storia da raccontare...
Da Masaniello a oggi poco è cambiato
soprusi, sopraffazione, niente è aggiustato
il Vesuvio è poca cosa
la camorra è più pericolosa.
Di sicuro ci sconvolge
l'urlo amaro che qua sorge
ma ora siam stanchi,
e l'orgoglio mai ci manchi,
diciamo basta!!!
Basta al degrado
è tratto il dado
uniamoci compatti
e cacciamo i disonesti come fossero ratti...
Eleonora B., Giovanna E.,
Claudia I.,Francesca E.
ID
febbraio 2010
Noi siamo bambini
Noi siamo bambini
Ma non siamo burattini
ci alziamo la mattina
e andiamo a lavorare
e se non lo facciamo....
Pure il resto ci prendiamo
qui per noi è proibito cantare
Mentre gli altri lo possono fare .
Lavoriamo giorno e notte
e se ci lamentiamo
prendiamo anche le botte.
A scuola non andiamo:
perché a casa i soldi
dobbiamo portare
Siamo stanchi, ma non ci fermiamo
e ogni mattina sempre ricominciamo.
Chiara e Nicoletta I I
Il maialino coraggioso
C'era una volta, in un paese sperduto, un maiale molto
pigro di nome Matt. Un giorno il padre lo spronò ad avventurarsi nella selva; il maialino, con un grande batticuore, si incamminò.
Durante il tragitto il maialino incontrò un viandante che
gli disse di fare attenzione perché avrebbe potuto incontrare un orco feroce.
Il maialino cominciò a piangere e dalle lacrime nacque
una spada forte e lunga. Allora non ebbe più paura, andò
nella selva pronto a sfondare l'orco che era sì immortale, ma aveva un punto debole: l'occhio sulla
fronte. Così appena lo vide, gli lanciò la spada nell'occhio e l'orco morì dissanguato.
La spada divenne una chiave con un biglietto con su scritto “Aprirò una delle porte, ma attento
perché potresti anche morire”.
Il maialino percorse tutto il viale e si trovò davanti tre porte: stava per avvicinarsi a quella di sinistra, quando nelle sue orecchie sentì la voce del padre. Provò a chiamarlo, ma non c'era nessuno,
però continuava a sentire la voce che diceva “attento, scegli bene!”
Così andò al centro e, come per incanto, la porta si aprì. Un grande bagliore lo invase. Il maialino
indietreggiò, ma poi vide ancora tanta luce e ancora una voce che diceva “Sia la pace per tutti i
popoli della terra - Ora e sempre”.
Andrea I H
20
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noi scrittori
febbraio 2010
Nessuna paura tenendoci per mano
Quest'estate come tutti gli anni ad agosto sono andata a Stigliano, il paese dove è nata mia mamma. Ho due motivazioni che mi rendono felice quando devo partire per andarci: la prima perché
sono affascinata dal paesaggio e la seconda è che puntualmente ritrovo tutti i miei amici che, come me, vivono lontano dal paese. Quest'anno come sempre ho rincontrato Donatella, la mia amica
del cuore, di Roma, insieme stiamo benissimo. Lei è una ragazza di quattordici anni, non molto alta
e magra. Ha una carnagione scura. Porta sempre i suoi lunghi capelli castani sciolti.
Ogni sera ci incontravamo facendo giri per il “corso” del paese. Una sera abbiamo pensato alle cose fatte insieme; tra queste c'era la giornata del 18 agosto: io, Donatella, la sua famiglia ed altri
amici andammo a visitare i sassi di Matera, partendo con tre macchine.
Quando arrivammo, dopo quattro ore di viaggio, girammo e osservammo le bellezze che ci circondavano. Al momento della partenza per ritornare a Stigliano, i gruppi erano già pronti nelle macchine e quindi si avviarono; io e Donatella aspettammo i suoi genitori che erano andati a prendere
un caffè al bar.
Improvvisamente ci distaccammo, perché attratte da un'insegna luminosa, dove si vendevano oggetti fatti a mano da artigiani del posto. Ci allontanammo e nel frattempo i genitori di Donatella
arrivarono, non vedendoci vicino alle macchine, convinti che fossimo andati via con il resto del
gruppo, salirono in macchina e andarono via.
Inizialmente quando capimmo cosa era successo ci sentimmo sole e non sapevano che cosa dovevamo fare, visto che non avevamo neanche i cellulari, perché li avevamo lasciati in macchina.
Tenendoci per mano siamo andate in una pizzeria, spiegata la situazione ci hanno fatto telefonare
ai genitori di Donatella che tornarono subito indietro spaventatissimi, mentre noi due tranquillamente assaporavamo due pizze locali.
Quando io e Donatella ricordiamo quel giorno, la cosa più bella a cui pensiamo è che noi abbiamo
avuta poca paura perché ci tenevamo per mano, facendoci compagnia; un semplice e piccolo gesto
per una grande e importante amicizia.
Giulia P. II G
I Nativi Americani
Noi siamo gli Indiani
e come voi siamo degli umani.
Noi amiamo la natura
e non viviamo tra le mura.
Noi viviamo nelle tende
lontano dalla gente.
Abbiamo nomi strani
e compiamo riti sovrumani.
Siamo intelligenti
e abbiamo delle grandi menti.
Siamo legati nella vita:
la nostra è un'amicizia infinita!
Mariarosaria P., Fabiana C. C.
III E
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La mia grande felicità
Sento il sole sulla mia pelle
e le guance come caramelle…
il sudore mi accende la faccia
e il vento, che soffia, via non lo caccia.
Sono felice così, per nessun motivo,
motivo che prima non capivo;
ma neanche adesso ne so la ragione…
farò tutto quello che volete,
tutto, ma solo ad una condizione,
che tutti quanti bene conoscete:
essere tanto felici per nessuno, per nulla,
come una bimba che gioca nella culla.
Sento il sole, il vento
E sento forte te, felicità
che giochi con il mio cuore lento
che tra poco forte batterà.
Federica M. II D
… navigando tra le parole
noi scrittori
febbraio 2010
Considerazioni sulla guerra....
Il Verde:
un tesoro inestimabile
C'eran alberi,
c'eran prati,
c'eran fiori colorati
in città come queste
il verde poco esiste.
Emani in natura
un'aria molto pura;
oggi lo smog ti ha assalito
come un leone inferocito.
Cosa dobbiamo fare?
Dobbiamo farti ritornare
con metodi naturali
e poco artificiali.
Flavia S., RoseMary A.,
Camilla G., Flavia C.
III E
La felicità
Sento il sole sulla pelle
e il riflesso della luce delle stelle.
É una mattina di primavera
e nell'aria si respira
una dolce atmosfera.
Di giorno volano le farfalle
e di notte la luce delle lucciole gialle.
Anche i bambini giocano spensierati,
sono gioiosi,come appena nati.
La felicità è come un arcobaleno
all'improvviso compare,
e poi se ne va via in un baleno!
Ida C. II D
La guerra è sempre stata un elemento connesso con
lo sviluppo storico della civiltà umana: essa nasce
come strumento di dominio e di sopraffazione, di
espansione territoriale ed economica, di soluzione
di conflitti di interesse, o, al contrario, di liberazione dalla schiavitù e dall'oppressione, di affermazione dei diritti all'indipendenza ed all'autonomia.
Nella guerra l'uomo arriva a sfogare i suoi istinti
peggiori e tutto ciò che ha predicato e costruito in
tempi di pace sembra perdere il suo significato:
egli si trasforma nell'animale che uccide per non
essere ucciso.
Il suo senso di umanità viene travolto, ed uccidere
non è più un delitto, ma la conseguenza di uno stato
di necessità.
Si spiegano così i bombardamenti, gli stermini, i
campi di concentramento, l'uso delle armi atomiche.
Ho visto in alcuni film i campi di battaglia ricoperti,
subito dopo gli scontri, di cadaveri di soldati che
giacevano a terra a migliaia.
Ho visto i cieli di notte illuminati dalle esplosioni
delle bombe, dalle cannonate, dagli spari delle mitragliatrici. L'impressione che ho avuto è stata delle più sconvolgenti. Inoltre non riesco neanche a
riferire le sensazioni provate durante la visione di
un film sui campi di sterminio degli ebrei.
Secondo me la visione di queste scene dovrebbe
essere un invito per l'umanità a non creare più situazioni di questo genere, a meditare, a desiderare
veramente la pace e a non dimenticare gli orrori e
la follia della guerra. Purtroppo la guerra è ancora
presente in molte parti del mondo e sono state costruite armi ancora più micidiali, armi che potrebbero distruggere il mondo intero.
Io penso che sta a ciascuno di noi evitare che si
generino ulteriori conflitti, perché la pace duratura
può essere una realtà a patto che gli Stati più potenti rinuncino ai loro privilegi, ai loro interessi, al
loro predominio mondiale nel rispetto reciproco
delle esigenze di ognuno, e, allo stesso tempo, i governi tengano conto dei desideri generali di pace e
di progresso sereno, di giustizia sociale e di felicità, eliminando le sopraffazione e lo sfruttamento a
livello di rapporti tra i popoli.
Flavio I. III D
22
… navigando tra le parole
noi scrittori
Vendetta in Calabria
febbraio 2010
Per gli immigrati
Ci dispiace per tutti quegli immigrati
che nessuno vuole,
che vengono allontanati da tutti
per paura di chi sa che cosa.
Ci dispiace per tutti gli immigrati
che vengono picchiati e derisi
Sono in salotto e penso: ”ora ho tanti amici che
mi vogliono bene e che mi stanno vicino nei momenti più complicati”, ma ricordo anche quando
mi isolavo da tutto e da tutti.
Ora vi voglio raccontare un episodio che mi è capitato in vacanza.
Era una calda sera d'estate e decisi di uscire.
Ero in Calabria, passeggiavo da sola lungo la
strada che costeggiava il mare, quando una ragazzina della mia età mi venne incontro e, volendomi conoscere, si presentò: si chiamava Serena
ed era appena arrivata in Calabria..
All’inizio ero molto imbarazzata perché ero una
ragazzina timida e molto chiusa e non mi era mai
capitata un'esperienza del genere, ma poi mi resi conto che quella poteva essere una buona occasione per cominciare a socializzare con gli altri, e allora mi presentai anch'io.
Serena ed io legammo subito e diventammo grandi amiche; insieme passammo tutta l'estate a
divertirci, ma il ricordo più bello è quello di un
pomeriggio in spiaggia.... il sole stava calando e si
specchiava nell'acqua limpida e calma del mare.
All’improvviso Serena mi prese per un braccio e
mi trascinò in acqua.
Decisi di vendicarmi: riuscii ad afferrare il suo
piede e feci in modo di farle perdere l'equilibrio
e anche lei cadde a mare!
Ora eravamo pari, ma comunque ci schizzammo
tanta acqua addosso, ridendo a più non posso..
Uscite dall'acqua sentimmo molto freddo, ma
per fortuna le nostre case erano vicine alla
spiaggia e quindi corremmo subito ad asciugarci!!
Ricordando questa esperienza vissuta cono Serena mi sono convinta che non si può vivere senza amici: una vita senza amici è una vita senza
sole!!!!
Chiara C. II G
23
perché forse nessuno ha capito che vengono qui…
sperando solo di vivere...
Fabio e Alessandro E. 1 I
Le origini del calcio
Il calcio ha un origine antichissima. Già in
Giappone si praticava uno sport simile al calcio intorno all'XI secolo a.C. ed anche in Cina si giocava il Tsu-chu. IL Tsu-chu era uno
sport praticato con una palla di cuoio con
dentro piume e capelli femminili.
La rete era chiusa da canne di bambù e si
usavano soltanto i piedi.
In Grecia si utilizzava una piccola palla e
due squadre si affrontava con l'obiettivo di
mandare la palla nel campo avversario ed
erano permessi passaggi con le mani e con i
piedi.
Nel Medioevo, in Francia si giocava con la
palla in modo violento, mentre verso la fine
del 1200 si è avuta notizia della presenza di
un giorno con la palla, il Large-football, nelle
Isole Britanniche.
Una cronaca londinese del 1175, narra i timori del popolo per la violenza con cui si giocava a pallone durante il carnevale.
Il calcio fiorentino era molto diffuso ai
tempi dei Medici e consisteva in incontri
ufficiali nelle grandi ricorrenze tra i partiti
dei verdi e dei bianchi, rispettivamente della riva sinistra e destra dell'Arno.
Aleksandr D'A. I D
p.s. Seguirà “il calcio moderno”.
… navigando tra le parole
febbraio 2010
Interviste
… ad Alessandra Amoroso
Abbiamo intervistato la vincitrice dell'VIII edizione di Amici, Alessandra
Amoroso.
Noi: sei contenta di iniziare il Tour?
Alessandra: non vedo l'ora di cominciare, senza telecamere l'emozione
sarà unica, con il solo piacere di cantare.
Noi: tu che sei nata da un talent show,
hai pregiudizi?
Alessandra: per quanto mi riguarda no,
se uno ha talento è giusto dargli la
possibilità di esprimerlo, da dove arriva non importa, per me è un momento
d'oro.
Noi: per quanto riguarda Sanremo?
Alessandra: in realtà nessuno mi ha
chiesto nulla, la casa discografica non
mi ha data segnali in merito, partecipare sarebbe un bellissimo sogno, un'esperienza artistica fondamentale.
In generale non mi sento libera, c'è chi sceglie per me, però, per fortuna, quasi sempre sono
d'accordo .
Noi: e i tuoi problemi di salute?
Alessandra: non sono in fin di vita, solo una cisti infiammata.
Noi: la tua relazione sentimentale?
Alessandra: sono molto innamorata. E' una bella storia, l'amore come l'amicizia e la famiglia sono
al di sopra del successo, dei soldi e della popolarità.
Noi: come affronti la tua gloria?
Alessandra: sorridendo e prendendo tutto il buono che c'è. Raccontarmi in musica è la mia passione, ma mi mancano gli affetti più cari e la quotidianità di una ragazza normale.
Noi: secondo te, perché hai avuto successo ?
Alessandra: forse perché la gente ha riconosciuto la mia semplicità.
Noi: cosa aspetti per il 2010?
Alessandra: mi aspetto un bis del 2009, punto alla felicità artistica e personale.
Noi: come ti senti quando canti?
Alessandra: mi sento in un altro mondo, riesco a liberare i miei pensieri in un “boom” esplosivo!
Noi: grazie di essere stata con noi e buona fortuna per il tuo tour!
Alessandra: grazie a voi.
Mariarca C., Fabiana G., Dalila P. II E
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… navigando tra le parole
interviste
… ai Nativi Americani
febbraio 2010
… ad un bambino di Haiti
Siamo nel Monument Valley, al confine tra Arizona e Utah per intervistare gli Indiani Nativi Americani.
Noi: buongiorno!
Loro: buongiorno visi pallidi! Siamo a vostra disposizione ! Fateci qualsiasi domanda…
Noi: prima di tutto vi ringraziamo di averci dato
questa opportunità. Parlateci di voi.
Loro: noi siamo gli Indiani Pellerossa e viviamo in
diverse tribù.
Apparteniamo alla tribù del grande Capo Sioux. Ci
sono tribù amiche come quella del Capo Barba Piumata, ma ci sono anche tribù nemiche come quella
del capo Toro Farcito.
Noi: Come ti chiami?
Lui: mi chiamo Salamir Jucth
Noi: dove sei nato?
Lui: sono nato a Haiti nel 2004
Noi: ma voi fate anche delle guerre contro le tribù nemiche?
Noi: come ti sei sentito quando hai visto i
tuoi genitori sotto le macerie?
Loro: no, solo se ci attaccano e noi ci difendiamo
Noi: continuate il vostro racconto…
Lui: mi sono sentito male e molto triste
speravo che fosse tutto un incubo
Loro: amiamo la natura e viviamo a stretto contatto con essa. Viviamo nelle tende in accampamenti come questi. Noi siamo nomadi
Noi: ti sei ferito?
Lui: sì, un poco,fortunatamente solo qualche livido
Noi: perché non volete avere contatti con le altre
civiltà?
Noi: quanti giorni sei stato sotto le macerie?
Loro: perché abbiamo timore che la modernizzazione possa sconvolgere le nostre tradizioni
Lui: non li ho contati, ma saranno stati due
giorni di vero incubo
Noi: qual è la vostra giornata tipo?
Noi: insieme a chi sei stato?
Loro: la mattina ci alziamo alle cinque e cominciano a compiere dei riti della nostra religione, facciamo colazione, e dopo ognuno adempie ai propri
compiti: siamo come una società organizzata dove
tutti fanno il proprio lavoro. E andiamo avanti così
tutta la giornata. La sera ci riuniamo intorno al
fuoco per cenare e dopo festeggiamo secondo le
nostre tradizioni.
Lui: sono stato con mia sorella di 14 anni
Noi: vi ringraziamo nuovamente e speriamo di rivedervi presto.
Lui: dovrò andare avanti, mia sorella si occuperà di me e speriamo che qualcuno ci
adotti.
Loro: é stato un piacere, a presto!
Fabiana C.,
Mariarosaria P.
III E
25
Noi: come siete sopravvissuti?
Lui: siamo sopravvissuti mangiando noccioline
Noi: tua sorella è ancora viva?
Lui: sì,fortunatamente, ed è qui con me
Noi: e ora che farai?
Chiara B., Elisa L.,
Federica R., Daniela T.
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… navigando tra le parole
interviste
febbraio 2010
… a James Francis Cameron, regista di Avator
Siamo andati a vedere la prima del film che ha rivoluzionato il
cinema: Avatar.
Abbiamo incontrato il produttore di questo straordinario
film, James Francis Cameron.
Ci siamo avvicinati per porgergli un paio di domande.
Noi: salve, noi siamo qui per porgerle qualche domanda, possiamo?
Mr. Cameron: certo, sarò lieto di rispondere!
Noi: ok grazie, dove è nato?
Mr. Cameron: in Canada, a Kapuskasing
Noi: lei è stato il produttore di molti film di successo, vero?
Mr. Cameron: già, non ricordo tutti i titoli ma posso citare
Titanic, Rambo 2, La vendetta, Terminator 2, Il giorno del
giudizio, Abyss e.... beh, tanti altri!
Noi: quando è iniziata sua la carriera cinematografica?
Mr. Cameron: se ricordo bene nel 1978,
quando sposai mia moglie Sharon Williams e
venni assunto dal New World Films.
Noi: riguardo ad Avatar, è vero che per la
sua produzione ci sono voluti 13 anni?
Mr. Cameron: sì, ben 13 anni...comunque ne
è valsa la pena!
Noi: è ancora sposato con Sharon Williams?
Mr. Cameron: no, dal 2000 mi sono sposato
con Suzy Amis, dalla quale ho avuto Carol,
nel 2001.
Noi: va bene, grazie per averci concesso un
po' del suo tempo, arrivederci!
Mr. Cameron: Arrivederci!
Claudio D'A., Guido I.,
Graziano M. Z.
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26
… navigando tra le parole
febbraio 2010
giochi e fumetti e ...
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Cerca …
1 CORIANDOLI
11 DOLCI
2 ABITI
12 FESTE
3 ARLECCHINO 13 GIANDUIA
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4 BALLI
14 MASCHERE
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5 BAMBINI
15 PULCINELLA
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6 CARRI
16 SCHERZI
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7 CARTA
17 SFILATE
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8 CASTAGNOLE 18 STELLE
9 COLOMBINA
10 COLORI
19 BRIGHELLA
20 PANTALONE
Michela O. II G
La parola nascosta...
1
1) IL LUOGO DOVE ABITI
2) LO VENDE IL FORNAIO
2
3) LA PREPARI PRIMA DI PARTIRE
3
4) IL PICCOLO GATTO
4
5) SI USA PER CUCIRE
5
6
7) UN ARTICOLO SINGOLARE
7
27
6) SERVONO PER VOLARE
Alessandra D.S., Giulia C., Sabrina D.L.
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giochi e fumetti
febbraio 2010
Ridiamo un po’...
Un carabiniere dice ad un' altro :”Io faccio le ferie a cavallo tra luglio e agosto”. L'altro risponde: ”anche io, ma vado via treno”.
Ci sono tre fratelli che si chiamano: Niente, Cretino e Nessuno; un giorno Nessuno si butta dalla
finestra, Niente lo salva e Cretino chiama la polizia e dice :” Aiuto! Nessuno si è buttato giù,
Niente lo ha salvato”; allora il poliziotto dice: ”Senta ma lei è pazzo” e Cretino risponde: “no, io
Vincenzo O., Ciro N. I E
sono Cretino”.
Un signore va in una gelateria e chiede al gelataio se ha un gelato alla cipolla e il gelataio, sorpreso, gli risponde di no. Il giorno seguente di nuovo il signore va e glielo chiede e tutto ciò si ripete
per una settimana. Una notte il gelataio prepara il gelato alla cipolla e la mattina seguente aspetta soddisfatto il suo cliente che come al solito arriva e dice :”avete il gelato alla cipolla?” e il gelataio risponde “certo” allora il signore esclama:”avete visto quanto fa schifo?”
Giulia C., Sabrina De L., Alessandra De S. I E
Tra mamme
- Signora Rossi, come si è trovato suo figlio Paolino in quinta?
Oh, si è trovato così bene che l’anno prossimo la ripete.
Perché un insegnante non può essere un buon attore?
Perché detesta i copioni.
Qual è la scala più luminosa?
Quella “del Sol”.
Dal dentista
- Desidera che le addormenti i denti?
- Per me va bene, basta che si sveglino prima di cena.
Guido M., Lorenzo M., Alessandro C. I E
Pierino a scuola
Pierino va a scuola e la maestra gli assegna quattro frasi.
Pierino a casa e chiede alla sorella: “dimmi una frase” e la sorella: “non te la dico.”
Pierino va dal fratello che sta giocando a Zorro e gli chiede: “dimmi una frase”. Il fratello gli dice: “Zorro, Zorro, Zorro”.
Pierino va dalla mamma e le dice: “mamma, dimmi una frase”. La mamma dice: “con il passeggino”.
Pierino va dalla nonna che sta vedendo un documentario sul rinascimento e le chiede: “nonna, dimmi una frase”. La nonna dice: “io rinascerò”
Pierino va a scuola e la maestra gli chiede le frasi. Pierino risponde:”non te le dico”. La maestra
insiste e Pierino risponde:”Zorro, Zorro, Zorro”. La maestra si arrabbia e dice:”Pierino ti mando
dalla Preside”. Pierino risponde: “con il passeggino Chicco”.
Dice la maestra:” Pierino, ti butto giù dalla finestra.” Pierino risponde: “io rinascerò”.
Gilda P., Rita M. I E
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giochi e fumetti
febbraio 2010
1
2
3
4
5
6
1- Ci sta dentro ma non ci puoi entrare
3-Una cosa che non succede quasi mai , è una cosa che succede...
4-Sa sempre che ore sono
5-E' un animale quasi uguale alla lucertola
6-Prima è brutta poi diventa bella con tanti bei colori
Paola E., Luisa G., Sabrina A., Terry S.
IE
Soluzione
1) SPECCHIO
2) ARLECCHINO
3) RARAMENTE
4) OROLOGIO
5) SALAMANDRA
6) FARFALLA
2-Arriva ogni anno, vestito con tanti colori
INDOVINELLI
- Se le unisci, dividono. Cosa sono??
- Quando sono con i miei fratelli e con le mie sorelle sono rosso. Quando mi dai uno scatto contro
qualcosa di rosso e ruvido divento giallo .Quando mi soffi divento nero. Cosa sono?
- È una parola di quattro sillabe e contiene 21 lettere, cos'è?
- Ha i denti ma non mangia cos'è?
- Son legato ma innocente, piaccio molto a tanta gente ;dormo appeso ad una trave, e non sono
niente male. Cosa sono?
Vincenzo O., Ciro N. I E
- Quale animale restò fuori dall' arca di Noè?
- Vengono di sera e spariscono di mattina...
- Si spoglia quando comincia a far freddo…
Chiara B., Elisa L.,Federica R, e Daniela T. I H
- E’ un cavallo juventino, ogni equino è suo cugino, sta nell’ Africa lontana, viva là nella savana…
- Pur essendo buona, viene sempre scartata…
- Anche quando è armato, non fa paura a nessuno…
- Ha le braccia ma non le mani, ha il collo ma non la testa…
- Sto sui fiori o in mezzo al prato, ho il vestito rosso di nero puntinato, son rotonda e tanto bella…
- Non si vede e non si tocca, esce sempre dalla bocca…
Terry S., Paola E., Luisa G., Sabrina A. I E
ZEBRE, CARAMELLA, CEMENTO, CAMICIA, COCCINELLA, PAROLA
PESCE, STELLE, ALBERO
FORBICI, FIAMMIFERO, ALFABETO, PETTINE, SALAME
Soluzioni
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… navigando tra le parole
febbraio 2010
Lettere
Caro diario,
in questo periodo non sono molto felice, non mi sento capita. Litigo sempre con mia madre
perché alcune volte mi tratta ancora come una bambina ma forse non ha capito che io bambina non sono più. Dicono che il periodo dell'adolescenza sia bello e felice ma io, ad eccezione di
pochi momenti, non mi sento cosi!
Mery “parla bene”, Mery studia, Mery ritirati presto! So che a volte esagero, ma è possibile
che si sia dimenticata che anche lei è stata giovane?
A volte mi capita di essere triste non solo per qualche ragazzo ma forse anche perché io l'amo e sento di aver bisogno di lei però vorrei che quando è nervosa fosse più consapevole.
Anche se ho le amiche al mio fianco molte volte sono confusa e mi infastidisce dover dipendere da loro. Allora è difficile capirmi da sola e mi chiedo: quando tornerà la tranquillità come
prima? Tante sono le domande a cui non so dare la risposta.
Capisco tutte le preoccupazioni dei miei genitori e tutto quello che mi viene consigliato o negato è solo per il mio bene e per esprimermi il loro amore e trasmettermi la loro esperienza.
Spero che le nostre litigate diminuiscano e che ritorni il “sereno”.
Ti amo mamma
Maria U. II G
Caro Francesco,
è da molto tempo che non ci sentiamo, per questo ho deciso di scriverti. Attualmente frequento la terza media e tra non molto dovrò scegliere l’istituto che dovrò frequentare in futuro. Mi dispiace molto che hai dovuto abbandonare gli studi per aiutare la tua famiglia. Lo so
che per te è stato difficile accettare questa decisione, ti piaceva tanto studiare e il tuo sogno di diventare medico è svanito nel nulla...sono sicuro che un giorno riprenderai gli studi...e
chissà, come si dice “MEGLIO TARDI CHE MAI”.
Sono sicuro che stai incontrando mille difficoltà perché non è facile, alla nostra età, lavorare, considerando lo sfruttamento del lavoro minorile.
Io, con queste poche righe, vorrei darti coraggio, ricordarti di essere sempre te stesso, di
non cambiare mai, di rimanere sempre il bel ragazzo dolce e buono che sei e, se ti trovassi in
difficoltà, non esitare a chiamarmi, io sono pronto sempre ad aiutarti. Non dimenticarlo mai,
io ci sarò sempre per te!
Un Abbraccio
Simone P. III G
Caro Marco,
è da tempo che non ho tue notizie, per questo ho deciso di scriverti queste poche righe. Ora
sono in terza media e sono ancora indeciso sulla scuola superiore cui iscrivermi. Ricordo che
in seconda media tu hai abbandonato la scuola a causa dei problemi della tua famiglia e hai
deciso di andare a lavorare. Non dimenticherò mai quel giorno perché mi sono dispiaciuto molto quando tu sei andato via. Pensavo che da grande avresti potuto realizzare il tuo sogno, cioè
quello di diventare un gran geometra, ma non è detto che, superato questo momento, tu potrai riprendere gli studi. Ti voglio bene, un bacio dal tuo amicone Umberto.
Umberto M. III G
30
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giornalino_scuolagigantenapoli_2010-02