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di
N.
2009
EMERGENZE
EDITORIALE
2
ANNO II
marzo
aprile
EDITORIALE
Vittorio imbroGno
di
Fernando Cordella
Coordinatore naz. UGl-VVF
Coordinatore naz. UGl-VVF
Rientro
del personale
fuori sede
per l’emergenza
Calabria
La salvaguardia
del territorio
deve essere
una priorità
del paese
L
I
a Segreteria Regionale UGL
VVF Calabria ci ha fatto
pervenire una richiesta, che non
può lasciarci indifferenti, considerato quanto emerge anche
da analisi orografiche e morfologiche del territorio Calabrese
che abbiamo redatto appositamente. La richiesta, a nostro
avviso, è ancora più necessaria
se si considera il fatto che questa Regione è in continuo stato di emergenza, con richiamo
quasi continuo del personale
di turno libero a svolgere le 24
ore continuative, detto anche
raddoppio dei turni. I fatti dei
giorni scorsi, che hanno visto
gravi incidenti mortali dovuti a frane sull’A3, nonché tutte
le altre frane ancora in stato di
moto, interi Paesi evacuati ecc.
ecc., quindi frane ed eventi simili in fasi evolutive, richiedono
oggi la massima attenzione nel
contesto in cui si svolgono, tale
da richiedere anche ottemperanze eccezionali, come quanto
richiesto in epigrafe.
Segue a pag. 6
MASSIMA ATTENZIONBE
IN CALABRIA
l Paese, in questo inizio
di anno, è stato messo
a dura prova dagli eventi
atmosferici, facendo registrare quotidianamente
morte e distruzione.
Ad esempio nella Regione
Calabria, non c’è Comune che non abbia un’area
soggetta a frana od alluvione, e i nostri colleghi
ormai lavorano ininterrottamente da diverse settimane.
Per queste motivazioni affermiamo a gran voce che
in questi ultimi anni la
qualità dei servizi per la
sicurezza territoriale nazionale non è migliorata,
ma è peggiorata. Questi
avvenimenti
impongono
ai nostri governanti di implementare i miglioramenti sia per la pianificazione
e la prevenzione, che in
particolare per l’aspetto
operativo del soccorso.
Segue a pag. 2
ECONOMIA
SICUREZZA
pRIvACy
rilanciare il lavoro e dare
il rapporto di “CIttadinan-
dei cellulari per rintracciare
Nuove regole sindacali per
potere alle retribuzioni
pag. 4
Le scuole italiane, secondo
zattiva”, sono un disastro
pag. 8
è possibile la localizzazione
i dispersi
pag. 9
2
marzo/aprile 2009
cordella dalla prima
Roby Ferrari
In un territorio dove non vi è prevenzione, c’è un
rischio sia naturale che antropico maggiore e quindi una ampia ricaduta su chi opera nel soccorso,
in primis i Vigili del Fuoco. Per questo è necessario fare sia prevenzione che messa in sicurezza
del territorio purtroppo come abbiamo già detto in
questi ultimi anni, questo non è stato fatto, e così i
risultati sono stati catastrofici.
Inoltre il genere umano continua a prelevare risorse,
acqua ed energia dall’ambiente, a diffondere inquinanti e a disperdere rifiuti, producendo continui danni
al territorio.
Serve un cambio di direzione, sia in termini tecnicoamministrativi che economici, elevando la sicurezza
territoriale ad una prerogativa nazionale.
Il territorio va curato, la prevenzione deve essere fatta in special modo da tecnici specializzati, coloro che
giornalmente operano nel territorio conoscendone i
rischi naturali e antropici.
La politica, a tutti i suoi livelli (nazionale e comunale)
comprese le strutture di protezione civile, deve farsi carico delle problematiche del territorio, investire
economicamente su progetti efficienti e avviare un
piano di prevenzione e manutenzione che comprenda:
introduzione di politiche agronomiche meccanizzate,
pulizia degli alvei, lotta agli incendi boschivi, monitoraggio delle frane con meccanismi satellitari, pianificazione urbanistica controllata, ecc...
La pianificazione del territorio e la riduzione degli effetti delle calamità naturali devono quindi diventare gli
obiettivi prioritari dello sviluppo di un paese che vede
nella qualità dell’ambiente, nella qualità della vita, i
fondamenti della propria civiltà: in altre parole non è
più possibile confinare il problema dei disastri ad una
mera politica di gestione delle emergenze, per poter
agire dopo, comunque, con il potere delle ordinanze.
Ogni volta, finita l’emergenza si contano i danni, si
ringraziano le strutture interessate all’emergenza,
complimentandosi per l’opera svolta. Per noi, Vigili
del fuoco, questo non basta più, chiediamo una prevenzione vera sul territorio, non siamo più disposti
a rischiare la vita per l’inadeguatezza di altri. Ricordiamo che con la Prevenzione Incendi, nel corso degli
anni, si è di gran lunga diminuito il rischio incendio
in tutte le attività. È vero che tocca fare squadra in
situazioni di emergenza, ma è importante prendere
in considerazione la professionalità di chi si occupa di
Soccorso Tecnico Urgente.
Per questo auspichiamo che le Istituzioni tutte, facciano gruppo ed affrontino con serietà e spirito di abnegazione le problematiche territoriali del nostro Paese
in maniera prioritaria, perché la sicurezza territoriale,
come protezione dei cittadini e di chi opera nel soccorso e salvaguardia di beni, è una necessità insopprimibile che definisce il concetto stesso di qualità e di
benessere di una società moderna.
COMUNICATO STAMPA
Vigili Del Fuoco Ugl: “A Firenze primo
Coordinamento Lavoratori Precari”
A cura del Coordinamento Nazionale
Si è costituito oggi a Firenze il Coordinamento Regionale Ugl dei Vigili del Fuoco
precari della Toscana.
Ne danno notizia Paolo Varesi, segretario confederale dell’Ugl, e Giancarlo Bergamo,
presidente dell’Ale Ugl (associazione lavoratori emergenti).
“Si tratta di un primo passo importante per aumentare la tutela nei confronti di questi lavoratori, che ogni giorno sono chiamati in servizio, in attesa di essere stabilizzati. Nelle prossime settimane - aggiungono i sindacalisti - saranno istituti coordinamenti anche in altre regioni. Sono infatti circa 15 mila i vigili del fuoco coinvolti in
un fenomeno di precarietà tra i più diffusi nella pubblica amministrazione. Il primo
passo sarà quello di fare in modo che venga portato a termine il concorso già bandito, a livello nazionale, per 814 posti e poi procedere gradualmente all’assorbimento
di tutti i vigili precari”.
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4
marzo/aprile 2009
economia
Nuove regole sindacali per rilanciare
il lavoro e dare potere alle retribuzioni
SIR
di Paolo Varesi
Segretario Confederale UGL
L’
accordo per la “Riforma degli assetti contrattuali”, giunge dopo un
lungo e faticoso dibattito
che ha coinvolto le organizzazioni sindacali e le
associazioni datoriali per
circa un decennio, cioè
dalla fine del periodo sperimentale che avrebbe dovuto accompagnare l’applicazione del precedente
Accordo del 1993, i cui
effetti hanno caratterizzato il modello di relazioni
industriali e sindacali nel
nostro Paese.
Se a quei tempi l’obiettivo
era di contenere il costo
del lavoro, attraverso un
meccanismo di adeguamento delle retribuzioni
rigido, oggi la priorità è
ridare vitalità ai salari per rilanciare il potere
d’acquisto delle famiglie.
Il nuovo accordo contiene
tutta una serie di novità
che presto toccheranno la
nostra vita quotidiana ed
introduce criteri di produttività, dinamica retributiva,
efficienza della pubblica
amministrazione, nel comune obiettivo dello sviluppo economico e della
crescita occupazionale.
Esso rappresenta la cornice
politica di tutta una serie
di accordi interconfederali
che definiranno specifiche
modalità, criteri, tempi e
condizioni per dare attuazione ai principi espressi,
per un modello contrattuale comune nel settore
pubblico e privato.
Questo aspetto rappresenta la prima grande novità,
soprattutto rispetto ad alcune categorie come quella
delle forze di polizia che,
fatte salve le specifiche
materie demandate alla
legge, saranno interessate
dall’Accordo.
L’assetto della contrattazione collettiva è confermato su due livelli: il contratto collettivo nazionale
di lavoro di categoria e la
contrattazione di secondo
livello. Il Ccnl avrà dura-
ta triennale, tanto per la
parte economica che per
la parte normativa, ed avrà
la funzione di garantire la
certezza dei trattamenti
economici e normativi comuni a tutti i lavoratori del
settore.
Al fine di rendere le retribuzioni più coerenti con
l’andamento dei prezzi al
consumo, in sostituzio-
ne del tasso di inflazione programmata sino ad
oggi utilizzato per determinare la percentuale di incremento retributivo, viene introdotto
un nuovo indice previsionale costruito sulla
base dell’IPCA (indice dei
prezzi al consumo armonizzato, elaborato da
Eurostat per l’Italia) de-
purato della dinamica dei
prezzi dei beni energetici
importati.
L’elaborazione della previsione sarà affidata ad un
soggetto terzo. Si procederà inoltre alla verifica degli
eventuali scostamenti tra
inflazione prevista e reale
effettivamente osservata,
considerando i due indici
sempre al netto dei pro-
Stock-xchng
Nel settore pubblico la verifica degli scostamenti
sarà effettuata alla scadenza del triennio contrattuale.
A differenza del settore privato, nel pubblico gli eventuali
scostamenti dell’inflazione saranno recuperati
nel triennio successivo. Per consentire il superamento
delle odiose “una tantum”, è previsto un meccanismo
di copertura economica che interviene alla scadenza
del contratto precedente, in grado di garantire gli aumenti
dalla data di decorrenza del nuovo contratto
dotti energetici importati.
Il recupero degli eventuali
scostamenti sarà effettuato
entro la vigenza di ciascun
contratto nazionale.
Nel settore pubblico, in
particolare, la definizione
del calcolo delle risorse da
destinare agli incrementi salariali sarà demandata ai ministeri competenti,
previa concertazione con
le organizzazioni sindacali, nel rispetto e nei limiti della programmazione della legge finanziaria,
assumendo anche in questo settore l’indice IPCA
quale parametro di riferimento per l’individuazione
dell’indice previsionale.
Nel settore pubblico la verifica degli scostamenti
sarà effettuata alla scadenza del triennio contrattuale. A differenza del settore privato, nel pubblico
gli eventuali scostamenti
dell’inflazione saranno recuperati nel triennio successivo.
Per consentire il superamento delle odiose “una
tantum”, è previsto un
meccanismo di copertura
economica che interviene
alla scadenza del contratto precedente, in grado di
garantire gli aumenti dalla data di decorrenza del
nuovo contratto.
L’accordo segna, quindi, un deciso spartiacque
nella storia delle relazioni sindacali per tutta una
serie di motivi, in parte
già descritti, ma soprattutto perché tenta di rimettere al centro delle
dinamiche economiche il
lavoro e i lavoratori.
In una cornice così ampia è logico che dovranno
trovare spazio le specifiche esigenze del personale
delle forze di polizia, delle forze armate e dei vigili
del fuoco. Ma su questo,
il nostro sindacato non ha
mai tradito le aspettative
dei propri associati. Anzi
già ora è impegnato per rimettere la barra al centro
rispetto a certe concessioni fatte negli anni passati.
Valga come esempio la richiesta da parte sindacale
di espungere dalle risorse
per il rinnovo del contratto
di lavoro la spesa dei buoni
pasto e degli straordinari,
che devono tornare ad essere a carico delle rispettive Amministrazioni.
6
marzo/aprile 2009
Imbrogno dalla prima
Rientro del personale fuori sede
per l’emergenza Calabria
di
Vittorio Imbrogno
Coordinatore Naz. UGL-VVF
Segue da pag. 1
Di seguito vi illustriamo
per quanto possibile, sia
la situazione catastrofica di sedi e Personale VVF
dislocato in Calabria, sia
alcuni dettagli delle condizioni del territorio, che
analizzate alla luce delle previsioni meteo, non
lasciano spazio ad alcun
dubbio, cioè che stiamo
parlando di una Regione
ad altissimo rischio di calamità naturali in genere.
Particolare attenzione vi
chiediamo nel visionare
il numero elevatissimo di
interventi già effettuati
dall’inizio dell’anno, seppur con un ristrettissimo
numero di squadre operative, perché ciò dà inequivocabilmente
l’idea
della situazione particolare in cui si trovano tutte le sedi Provinciali, in
modo particolare quelle
di Cosenza e Catanzaro.
Basti pensare che Cosenza è la provincia più estesa d’Italia dopo Bolzano e
Foggia, ma con ben 40 comuni in più rispetto a Bolzano e 90 in più rispetto a
Foggia.
Cosenza infatti é anche
una delle province più popolose d’Italia. Nel suo territorio risiedono 732.869
abitanti (dato Istat gennaio 2006).
Il Territorio della Provincia
di Cosenza copre il 44,1%
della superficie calabrese
(6.650 kmq) ed é caratterizzato da una densità
demografica di circa 110
abitanti per Kmq.
La Calabria ha una superficie prevalentemente collinare, che si estende per
il 49,2% del suo territorio.
Presenta ampie zone montuose che coprono il 41,8%
del suo territorio.
Regione Calabria
Superficie: 15.082 km2
Abitanti: 2.007.707 (12-2007)
Densità: 133,1 ab./km2
Capoluogo: Cosenza
Superficie: 6.650 km2
Abitanti: 732.869 al 07/2008
Densità: 110,1 ab./km2
Comuni: 155 comuni
Interventi VVF dal 01/01/2009
al 09/02/2009 in 40 gg = 1.500
interventi con 6 sedi VVF
Media interventi per sede = 250
Capoluogo: Reggio Calabria
Superficie: 3.183 km2
Abitanti: 566.926 al 03/2008
Densità: 178,1 ab./km_
Comuni: 97 comuni
Interventi VVF dal 01/01/2009
al 09/02/2009 in 40 gg = 1.100
interventi con 8 sedi VVF
Media interventi
per sede = 137,5
Capoluogo: Catanzaro
Superficie: 2.391 km2
Abitanti: 367.386 al 03/2008
Si evince quindi, che solo
il 9,0% della sua superficie
globale è in pianura.
La Calabria è una regione
geologicamente giovane e
Densità: 153,7 ab./km2
Comuni: 80 comuni
Interventi VVF dal 01/01/2009
al 09/02/2009 in 40 gg = 800
interventi con 6 sedi VVF
Media interventi
per sede = 160
Capoluogo: Crotone
Superficie: 1.716 km2
Abitanti: 172.764 al 01/2007
Densità: 100,7 ab./km2
Comuni: 27 comuni
Interventi VVF dal 01/01/2009
al 09/02/2009 in 40 gg = 700
interventi con 4 sedi VVF
Media interventi
per sede = 175
Capoluogo: Vibo Valentia
Superficie: 1.139 km2
Abitanti: 170.628 al 03/2008
Densità: 147,1 ab./km2
Comuni: 50 comuni
Interventi VVF dal 01/01/2009
al 09/02/2009 in 40 gg = 400
interventi con 3 sedi VVF
Media interventi
per sede = 133,3
da ciò dipendono le complessità orografiche, morfologiche e strutturali che
la caratterizzano e che, al
tempo stesso ne determi-
nano la bellezza paesaggistica e la varietà di ambienti naturali, ma anche la
particolare esposizione ai
rischi naturali che, in pas-
Nell’ambito dei rischi geologici che caratterizzano
il nostro paese, uno di quelli che comporta un maggior
impatto socio-economico è il rischio geologico-idraulico;
con questo termine si fa riferimento al rischio derivante
dal verificarsi di eventi meteorici estremi che inducono
a tipologie di dissesto tra loro strettamente
interconnesse, quali frane ed esondazioni
sato, ne hanno tristemente segnato le possibilità di
sviluppo. In particolare la
storia sismica della Calabria ci racconta di tragici
e luttuosi eventi che non
hanno uguali nell’intera
regione del Mediterraneo.
Il 1638 (golfo di Nicastro),
il 1783 (Piana di GioiaTauro), il 1905 (Sant’Eufemia)
ed il 1908 (ReggioCalabria) di cui l’anno appena
trascorso ricorreva il centenario, sono solo alcuni
dei terremoti distruttivi
che hanno colpito questa Regione, provocando
migliaia di vittime e contribuendo a determinare
quella condizione di sottosviluppo da cui ancora
oggi si stenta a venir fuori. E la ricerca scientifica
più avanzata nel settore
ci dice che, anche considerando
l’intervallo
temporale
abbastanza
lungo in termini relativi
che ci separa dall’ultimo
terremoto catastrofico,
la Calabria complessivamente rimane la regione
d’Italia a più alto rischio
sismico.
Nell’ambito dei rischi geologici che caratterizzano il
nostro paese, uno di quelli
che comporta un maggior
impatto socio-economico è il rischio geologicoidraulico; con questo termine si fa riferimento al
rischio derivante dal verificarsi di eventi meteorici estremi che inducono
a tipologie di dissesto tra
loro strettamente interconnesse, quali frane ed
esondazioni. Le dimensioni del fenomeno vengono
rese chiaramente da una
panoramica di alcuni degli eventi che hanno interessato l’area italiana:
5.400 alluvioni e 11.000
frane negli ultimi 80 anni,
70.000 persone coinvolte
e 30.000 miliardi di danni negli ultimi 20 anni. In
conseguenza dell’alto impatto causato da tali fenomeni e, soprattutto, in
seguito ai tragici eventi di
Sarno (1998) il Ministero
dell’Ambiente e gli Enti
istituzionalmente competenti in quegli anni (Anpa,
Dipartimento dei Servizi
tecnici nazionali e Dipartimento della Protezione
civile) hanno dato avvio a
un’analisi conoscitiva del-
7
marzo/aprile 2009
T.Luigi70
le condizioni di rischio su
tutto il territorio nazionale con lo scopo di giungere ad una sua mitigazione attraverso una politica
congiunta di previsione e
prevenzione. Tale studio
ha portato all’individuazione e perimetrazione,
attraverso una metodologia qualitativa, dei
comuni suddivisi per le
varie regioni con diverso
“livello di attenzione per
il rischio idrogeologico”
(molto elevato, elevato,
medio, basso, non classificabile).
L’aggiornamento effettuato nel gennaio del 2003
mostra i seguenti risultati: 5.581 comuni italiani
(68,9% del totale) ricadono
in aree classificate a potenziale rischio idrogeologico più alto. Questi sono
così suddivisi: il 21,1% dei
comuni ha nel proprio territorio di competenza aree
franabili, il 15,8% aree alluvionabili e il 32,0% aree
a dissesto misto (aree franabili e aree alluvionabili).
La superficie nazionale,
classificata a potenziale
rischio idrogeologico più
alto, è pari a 21.551,3 Km2
(7,1% del totale nazionale)
suddivisa in 13.760 Km2
di aree franabili e 7.791
Km2 di aree alluviona-
bili; le aree a potenziale
rischio da valanga (1.544
Km2) sono accorpate a
quelle di frana. La regione
con il maggior numero di
comuni interessati (1046)
è il Piemonte, mentre la
Sardegna è la regione
con il minor numero (42).
Le regioni caratterizzate
dalla percentuale più alta
(100%), relativa al numero
totale dei comuni interessati da aree a rischio potenziale più alto, sono la
Calabria, l’Umbria e la Valle d’Aosta, mentre la Sardegna è quella con la percentuale minore (11,2%)
(dati forniti dal Ministero
dell’Ambiente e Tutela del
Territorio).
Per tutto ciò, in relazione al rischio di tutta la
Regione per le emergenze attualmente in corso,
crediamo sia necessario valutare l’ipotesi di
far rientrare subito nelle
proprie sedi il Personale in procinto di mobilità verso i Comandi della
Calabria, nonché il potenziamento necessario
per l’apertura di nuove sedi, in particolare si
segnala la sede del distaccamento di Schiavonea Corigliano Calabro
già decretata, ma dove il
Personale non è ancora
stato assegnato.
8
marzo/aprile 2009
sicurezza
Scuole sicure? Un vero disastro
iflettori
sull’edilizia
scolastica e sulla sicurezza degli edifici. E in
Italia la scuola esce bocciata, con un sonoro ‘zero’
in condotta proprio per la
questione sicurezza. A
decretare il poco edificante giudizio è stato il ‘VI
Rapporto annuale su sicurezza, qualità e comfort
degli edifici scolastici’ di
Cittadinanzattiva.
Una cantina umida per
fare
ginnastica,
spazi verdi incolti e privi di
recinzione, aule riscaldate con stufe elettriche
alla faccia del risparmio
energetico, termosifoni
che cadono, aule poste
sotto il livello stradale, porte scrostate, infiltrazioni di acqua, tubi
e fili a vista, pavimenti
e sanitari vecchi e rotti,
impianti elettrici risalenti agli anni Quaranta,
ascensori non collaudati.
È questo il quadro che
emerge dall’indagine svolta in 132 scuole di ogni
ordine e grado, dislocate
in 12 regioni, per un totale di oltre 41.269 studenti. Più della metà di questi
edifici, per la precisione
69, si colloca in zone a
rischio sismico, il 38% ha
l’ingresso situato direttamente sulla strada, il 35%
ha registrato episodi di
vandalismo: tutti elementi
che fanno da contorno ad
una situazione generale di
insicurezza.
Delle 132 scuole monitorate, denuncia il Rapporto,
nessuna ottiene il massimo punteggio, 12 ottengono un giudizio buono,
33 discreto, 56 appena
sufficiente, 24 insufficiente e 7 pessimo. Nell’ultima
categoria, su 7 scuole ben
6 sono dell’infanzia: dunque sono soprattutto i più
piccoli a vivere in ambienti
insicuri.
‘’Anche quest’anno abbiamo registrato un peggioramento nella situazione delle nostre scuole,
soprattutto per quelle
situate in zone a elevato
rischio sismico - ha affermato Adriana Bizzarri,
coordinatrice
nazionale
della Scuola di ‘Cittadinanzattiva’, in occasione
della presentazione del
dossier - per questo al
governo, agli enti locali e a tutti i cittadini che
hanno a cuore l’interesse
dei più giovani chiediamo
di considerare l’emergen-
SIR
R
za sicurezza delle scuo- aule spetta anche il titolo il 42% non ha porte anle come priorità. Parlare di ‘’ambiente più sporco’’ tipanico, il 30% presenta
di 100 scuole da mette- con polvere, sporcizia e segni di fatiscenza o crolli
re in sicurezza è davvero imbrattamenti soprattut- di intonaco. Il 29% ha attroppo poco: al gover- to sugli arredi, situazio- trezzature sportive danno chiediamo di dedicare ne segnalata nel 29% delle neggiate e addirittura c’è
alla sicurezza delle nostre scuole monitorate.
un 9% che non ha alcuna
scuole un impegno eco- Le palestre sono poche e attrezzatura.
nomico pari ad una mis- malmesse: ben il 39% del- I pavimenti dei bagni
sione di pace
presentano
all’estero’’.
numerose
Ad aggiudiirregolariAdriana Bizzarri: “Anche quest’anno
carsi il ‘boltà nel 12%
abbiamo registrato un peggioramento
lino nero’ in
delle scuole
nella situazione delle nostre scuole,
particolare
monitorate
aule e palementre
fisoprattutto per quelle situate in zone
stre. Le aule,
nestre
non
a elevato rischio sismico”
rileva il rapintegre sono
porto,
prepresenti nel
sentano crol17% dei casi.
li di intonaco in un caso le scuole non ha una pale- Riguardo alle porte, esse
su cinque e altri segni di stra. Per il restante 61%, la sono state trovate in catfatiscenza nel 29% dei palestra è collocata in un tive condizioni nel 31%
casi. Il 20% ha pavimenti locale spesso fatiscente, delle scuole. Ben il 30%
sconnessi, il 24% ha fine- sporco e inadeguato allo è sprovvisto di bagni per
stre rotte, il 15% banchi svolgimento delle attivi- studenti disabili. La pulizia
danneggiati, il 51% pre- tà. Il 50% ha un impianto è una nota dolente: il 42%
senta armadi e librerie non elettrico arretrato e nes- dei bagni non ha gli scoancorati alle pareti. E alle suna norma antincendio, pini; nel 49% non c’è car-
Stock-xchng
ta igienica, nel 70% manca
il sapone. Sul tema della
certificazione la situazione si conferma, come negli scorsi anni, gravissima.
Il certificato di agibilità
statica è presente solo nel
34% delle scuole, quello di
agibilità igienico-sanitaria
è disponibile nel 39% dei
casi, quello di prevenzione incendi nel 37%. La segnaletica è messa male e
molto meglio si potrebbe
fare spendendo poco: ancora una scuola su quattro non ha la piantina con
i percorsi di evacuazione
e le uscite di emergenza
non sono segnalate nel
17% dei casi.
Nelle scuole che hanno laboratori scientifici,
solo il 63% ha cartelli informativi sulle precauzioni da seguire e solo
l’84% possiede armadi
chiusi per riporre sostanze e attrezzature pericolose. Assai scarsa è la
formazione del personale:
nel dettaglio, una scuola
su quattro non attua corsi
sulla sicurezza del lavoro,
il 17% non fa le prove di
evacuazione, ben il 42%
non fa corsi di primo soccorso né di prevenzione
incendi e addirittura l’83%
non ha svolto alcun corso
sulla sicurezza elettrica.
Gli incidenti a scuola
sono in costante aumento, come mostrano i dati
Inail, che nel 2007 ha segnalato 12.912 incidenti
al personale e 90.478 agli
studenti. Nelle scuole monitorate da ‘Cittadinanzattiva’, i responsabili del
servizio di prevenzione e
protezione hanno segnalato 739 incidenti, con 90
richieste di intervento del
118 e 34 casi nei quali è
stato disposto il trasferimento in ospedale.
‘Cittadinanzattiva’ chiede
quindi continuità nei fondi
per la messa in sicurezza
delle scuole; il completamento rapido della Anagrafe dell’edilizia scolastica; percorsi di formazione
ed informazione al personale docente e non, nonché studenti e genitori,
in materia di salute e sicurezza nelle scuole; e
interventi immediati per
evitare il sovraffollamento
delle aule e per garantire
l’adeguata assistenza degli studenti disabili nel rispetto di quanto previsto
dalla legge.
(Fonte: Adnkronos)
9
marzo/aprile 2009
sicurezza
Localizzazione cellulari
per rintracciare i dispersi
A cura dell’Ufficio Stampa
arà più facile rintracciare le persone disperse in
montagna, almeno quelle che
portano con sé un cellulare.
Il Garante privacy ha chiarito
che gli organismi di soccorso
possono ottenere dalle società telefoniche i dati relativi
alla posizione delle persone
in pericolo di vita per le quali
siano state attivate formalmente le ricerche.
I Soccorritori che hanno
spesso la concreta necessità di localizzare con urgenza una persona dispersa,
possono dunque avvalersi
della possibilità di utilizzare più rapidamente informazioni concernenti i ponti
e le celle attivate o “agganciate” dal telefono mobile
della persona dispersa.
L’Autorità è intervenuta a
chiarire che il Codice della privacy, nel caso vi sia la
necessità di salvaguardare
Stock-xchng
S
la vita o l’incolumità di una
persona, consente alla società telefonica di comunicare i
dati all’organismo di soccorso, anche senza il consenso
dell’interessato.
Il provvedimento dell’Autorità è stato adottato a seguito
delle richieste provenienti da
diversi Comuni che avevano
rappresentato la necessità
di poter disporre di queste
informazioni. Pur riguardando il Soccorso alpino,
il provvedimento afferma
principi suscettibili di essere applicati, con le dovute cautele, anche in altri
casi di soccorso.
I dati dovranno essere utilizzati dagli organismi di soccorso solo per lo scopo di
ricerca e soccorso della persona dispersa.
Per quanto riguarda le chiamate di emergenza, l’Autorità ha inoltre ricordato che
i servizi abilitati a ricevere
questo tipo di chiamate possono comunque trattare i
dati relativi all’ubicazione dei
telefoni relativi a chi chiama, anche quando l’utente o
l’abbonato abbiano già rifiutato o omesso di prestare il
consenso.
Per assicurare la massima
diffusone del provvedimento (di cui è stato relatore Giuseppe Fortunato) tra i
soggetti interessati, l’Autorità ha disposto l’invio, oltre
che ai Comuni interessati,
anche ai principali operatori
di telefonia mobile.
“Rispetto alla salvaguardia
della vita umana - ha commentato Giuseppe Fortunato
- non può esserci dubbio nel
rintracciare, con la necessaria
celerità, la persona dispersa.
Il Garante della privacy, ancora una volta, rammenta
che la normativa sulla privacy, correttamente interpretata, non è mai impedimento
alla tutela dei valori inviolabili del nostro ordinamento.
Al tempo stesso, fuori dalla
fattispecie chiaramente definita dal Garante, a nessuno è
permesso controllare i nostri
liberi spostamenti”.
11
marzo/aprile 2009
in breve
Consiglio Nazionale UGL - Chianciano 23-24 gennaio 2009
A cura dell’Ufficio Stampa
I
l Segretario Generale Renata Polverini: ‘’Colmare
un deficit di progettualità
per fronteggiare e uscire
dalla recessione’’. Sono le
parole del Segretario Generale Renata Polverini in occasione del consiglio nazionale tenutosi a Chianciano il
23 e 24 Gennaio 2009.
Al centro del dibattito la crisi economica e le soluzioni
che il sindacato ha sottoposto all’attenzione del governo.
“Abbiamo ottenuto - ha
detto Polverini - che si
aprisse un confronto in
una sede istituzionale,
ora bisogna andare oltre
l’emergenza e varare un
piano complessivo e programmatico di interventi,
anche attraverso un coordinamento responsabile
tra i vari livelli istituzionali coinvolti”.
“È evidente - ha precisato che ciò richiede uno sforzo
maggiore, in primo luogo
finanziario: occorrono più
risorse, oltre a quelle, come
nel caso degli ammortizzatori sociali, sulle quali è necessaria una collaborazione
responsabile tra Stato, Regioni e parti sociali. Il rischio
Renata Polverini
di un allentamento dei vincoli del Patto di stabilità interno, sarebbe un sacrificio
sopportabile ed ampiamente
giustificato, data l’esigenza
improrogabile di sostenere
un ceto medio sempre più
a rischio povertà e dal quale
potrebbe ripartire un’azione
di rinnovata spinta al mercato interno, con conseguenti
vantaggi per il ciclo economico del nostro Paese”.
Fisco: Governo proceda
su quoziente familiare
A cura del Servizio Stampa
L’appello «del Cardinal Bagnasco sul
quoziente familiare va nella direzione più volte indicata dall’Ugl affinché
il fisco sia orientato verso la famiglia
per garantire un principio di maggiore
equità e giustizia fiscale». Lo sostiene
una nota dell’Ugl. Per il sindacato guidato da Renata Polverini «è necessario
che il governo proceda con l’introduzione, seppur graduale, del quoziente familiare, attraverso l’attuazione
di un primo modulo come previsto,
ad esempio, nell’ipotesi di quoziente familiare che l’Ugl ha trasmesso
all’esecutivo. Il quoziente familiare è
uno degli obiettivi del programma di
governo e, di fronte al momento di
crisi che stiamo vivendo, un intervento di questo tipo rappresenterebbe
una risposta concreta alla necessità di
aumentare il potere d’acquisto delle
famiglie, soprattutto quelle più numerose». «L’incremento degli sgravi
fiscali per i figli a carico - conclude la
nota -, infatti, può dare un primo aiuto ma non risolve un problema che sta
anche in un sistema fiscale che non
premia i nuclei familiari».
In particolare, sugli ammortizzatori sociali l’Ugl, oltre
alla certezza delle risorse,
sollecita “garanzie sull’erogazione
tempestiva
dei
sostegni ai lavoratori, per
questo abbiamo proposto
di giungere ad un accordo
quadro complessivo fra le
Regioni, l’Abi e le Parti sociali, per anticipare l’erogazione della cassa integrazione”.
L’Ugl richiama l’attenzione del governo sui redditi in sofferenza e sollecita “un segnale forte
del governo a lavoratori,
pensionati e famiglie, in
attesa che si dia attuazione al quoziente familiare,
attraverso sgravi fiscali
per allentare la morsa su
salari e pensioni e ridare
così fiato al mercato interno. Così come bisogna
Ambiente. Onu, nel 2008
oltre 235 mila morti
per catastrofi naturali
Lo dice il Centro ricerche epidemiologia catastrofi di Louvain.
Nel maggio scorso due catastrofi naturali si
sono abbattute sulle Birmania e sulla Cina. Il
paese dell’Asia sudorientale è stato attraversato dal ciclone Nargis che ha lasciato dietro di
sé una scia di distruzione e morte: le vittime
accertate sono state 138.366, In Cina la provincia del Sichuan è stata scossa da un violento
terremoto di magnitudo 7,8 della Scala Richter.
Il bilancio ufficiale è stato di 87.476 morti.
“È triste pensare che le perdite umane e i danni
economici sarebbero potuti essere significativamente di meno se gli edifici in Cina, in particolare le scuole e gli ospedali, fossero stati costruiti in modo da resistere meglio al sisma”, ha
dichiarato Salvano Briceño, direttore del segretariato dell’Onu, incaricato di elaborare strategie in attesa di ridurre le conseguenze delle catastrofi naturali. “Un sistema di allarme precoce
(dei cicloni) così come una buona preparazione
della popolazione avrebbe anche potuto salvare molte vite in Birmania”, ha aggiunto. Le altre
319 catastrofi naturali registrate nel 2008 hanno provocato meno di 10.000 morti. Le peggiori
sono state le inondazioni in India tra luglio e
agosto (con 1.963 morti) e l’ondata di gelo in
Afghanistan a gennaio (con 1.317 morti).
(Fonte Afp)
assicurare i finanziamenti
alle piccole e medie imprese, in particolare a quelle
del made in Italy e quelle riunite nei distretti produttivi,
che pagano più delle altre
la contrazione del credito
evidenziata pure dalla Banca d’Italia. Per questo l’Ugl
ha proposto l’istituzione di
Comitati per il credito e il
risparmio provinciali aperti
alle parti sociali”.
Oltre alla leva fiscale, l’Ugl
chiede un vero e proprio
pacchetto di misure a sostegno della famiglia; riforma degli ammortizzatori
sociali per rispondere alle
difficoltà dei lavoratori precari; raddoppio della detrazione fiscale sulla quota degli interessi per i titolari di
mutuo a tasso fisso e variabile; impegno per le energie
rinnovabili;
realizzazione
della rete a banda larga; ripresa delle grandi opere, in
particolare nel Mezzogiorno; messa in sicurezza delle scuole; modernizzazione
della pubblica amministrazione; sblocco del piano
casa e l’accesso dei Comuni ai 3,2 miliardi di avanzi
di amministrazione e ai 15
miliardi di residui passivi,
risorse che potrebbero essere impiegate per ridurre il
gap infrastrutturale.
Per il G8 in programma
in Sardegna l’UGL VVF
chiede l’utilizzo anche
dei Vigili Del Fuoco
Poiché il Corpo Nazionale dei Vigili del
Fuoco sarà impiegato insieme alle Forze dell’Ordine, come sempre questa O.S.
chiede di affiancare le Forze di PS, oltre che
con i tradizionali mezzi, anche con quelli aeroportuali da usare in caso di eventi
estremi di violenza in piazza, per allontanare eventuali cortei ostili con l’acqua a
getto pieno del cannoncino del DRAGON,
questo eviterebbe di fatto il contatto fisico
tra le parti e quindi meno rischi per i colleghi delle Forze dell’Ordine.
Crediamo sia anche necessario impiegare i
Nuclei N.B.C.R., poiché attrezzati per attacchi terroristici con i propri mezzi speciali,
ivi incluso gli UCL come posti di Comando
Avanzati da impiegare in modo congiunto
con quello delle Forze dell’Ordine.
Per quanto attiene alle precauzioni e prevenzioni in mare, crediamo sia opportuno
predisporre il servizio di Soccorso Acquatico con i propri mezzi insieme a quelli
della PS e del Corpo Forestale dello Stato,
ciò al fine di poter utilizzare anche in questo caso, quindi in mare, le attrezzature
N.B.C.R. preposte alle varie rilevazioni di
sostanze sospette.
12
marzo/aprile 2009
ASSUNZIONI
Non dimentichiamo i vincitori dei concorsi
Al Presidente della Camera
Gianfranco FINI
Stock-xchng
Al Presidente del Consiglio
Silvio BERLUSCONI
Al Ministro degli Interni
Roberto MARONI
Al Ministro della Difesa
Ignazio LA RUSSA
Al Pref.
Francesco Paolo TRONCA
Capo
Dipartimento
del
C.N.VV.F.
All’Ing.
Antonio GAMBARDELLA
Capo del C.N.VV.F.
e p. c.
Alla Direzione Centrale per
gli Affari Generali Area II
corsi e concorsi
Oggetto: Richiesta assunzioni IDONEI delle graduatorie VFB, Concorso
Pubblico a 184 posti del
1998 e concorso ex VVA
2004/2005.
Stock-xchng
Egregi Onorevoli, Presidenti e Ministri, la scrivente O.S. con nota protocollo
30 del 26 Aprile 2008, ha
esposto quanto di seguito
riproponiamo.
La Camera dei Deputati,
con Seduta n. 36 di mercoledì 16 luglio 2008, ha approvato una richiesta della
nostra Federazione di Polizia FPS presentata insieme
al COISP-UP-ADP, omettendo o per meglio dire
non specificando chiaramente di inserire nell’approvazione i VFB, aspiranti
Vigili del Fuoco, come da
richiesta.
Infatti, la richiesta era riferita a precedenti assunzioni come disposta dall’articolo 1 del decreto-legge
del 31 marzo 2005, n. 45
e relativa legge di conversione del 31 maggio 2005,
n. 89, avente ad oggetto:
«Disposizioni urgenti per
la funzionalità dell’Amministrazione della Pubblica
Sicurezza, delle Forze di
Polizia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco».
La Camera ha concluso la
seduta con questa dicitura: “La Camera impegna
il Governo a valutare la
posizione di coloro che
sono risultati idonei nei
concorsi per le Forze di
polizia ai fini della loro
assunzione.”
La Scrivente O.S., sicura
che sia stata considerata
intrinseca e similare alle A quanto detto allora, che questa del concorso 184
Forze di Polizia la posi- ribadiamo con forza oggi, del 1998.
zione del Corpo Nazionale aggiungiamo che allo sta- Stesso dicasi delle due gradei Vigili del Fuoco, chiede to attuale, esiste ancora la duatorie dei concorsi riserche sia specificata l’appro- graduatoria del concorso vati ad ex vva 2004/2005,
vazione anche per il Corpo 184 posti che era rientrata giacché si tratta delle due
Nazionale VVF, questo per nel mille proroghe fino al graduatorie che verosimilconsentire l’assunzione dei 31 Dicembre 2008.
mente sono composte da
rimanenti idonei VFB (circa Poiché fino ad oggi non personale più giovane ri84) che allo stato
spetto alle altre,
attuale resterebovvero rispetto
Esiste ancora la graduatoria del concorso
bero fuori.
soprattutto alla
184 posti che era rientrata nel mille
Vogliamo inoltre
graduatoria delricordare, qualora
la stabilizzazioproroghe fino al 31 Dicembre 2008
ce ne fosse bisone precari da cui
gno, che si tratsi è attinto per
ta di Italiani che hanno già sono stati mai espleta- l’assunzione in itinere di
servito la Patria rischiando ti concorsi pubblici dal circa 1396 posti, dove da
la vita in missioni all’este- 1998, riteniamo assoluta- segnalazioni dirette che ci
ro per tre anni nell’Esercito mente incostituzionale che giungono dai Poli sembra
Italiano, per questa ragio- vengano assunti aspiran- che la media di età dei dine chiediamo anche l’in- ti Vigili del Fuoco da altre scenti è molto alta, quasi
tervento del Ministro della graduatorie di concorsi in- tutti over 35 anni. Poiché
Difesa.
terni senza aver azzerato complessivamente le gra-
duatorie dei VFB, Concorso
184 Posti 1998, Concorso
ex VVA 2004/2005 arrivano senza ancora aver fatto
le visite mediche a meno
di 1000 unità, riteniamo
indispensabile che con la
prossima assunzione, che
secondo noi non può differire dalla fine del corso
in itinere previsto per fine
Aprile 2009, si proceda ad
assumere tutte le graduatorie anzidette, in modo
da chiudere le stesse definitivamente per estinzione
delle medesime.
Da quanto sopra deriva la
nostra richiesta di portare ad esaurimento in via
prioritaria le assunzioni
degli idonei VFB, idonei
del Concorso Pubblico a
184 posti del 1998 ed EX
VVA 2004/2005.
Poiché riteniamo indispensabile che a Maggio 2009
debba aver inizio un’altra
assunzione di almeno 1500
unità;
considerato
che
l’espletamento del concorso a 814 posti già indetto richiede ancora molto
tempo per dare la disponibilità dei vincitori per l’inizio delle assunzioni medesime; giacché come sopra
descritto è indispensabile
procedere con un’ulteriore assunzione per poter
coprire almeno il 50% del
turn over e considerato
che per estinguere le graduatorie dei VFB, idonei
del Concorso Pubblico a
184 posti del 1998 ed EX
VVA 2004/2005 bastano
meno di 1000 posti, oltre
questi si proceda scorrendo la graduatoria della
stabilizzazione precari fino
a completare almeno il numero di 1500 assunzioni
a cominciare da Maggio
2009.
Giacché le prossime finestre per quiescenza dei lavoratori che rientrano con
i requisiti è prevista per
Luglio 2009, se non si dovesse procedere per qualunque ragione a queste
assunzioni, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco si
verrebbe a trovare davvero
in grosse difficoltà per garantire il soccorso tecnico
urgente, viste le già esigue
e ridottissime condizioni di organico con cui sta
operando.
Certi di un Vostro celere interessamento diretto,
distinti saluti.
Vittorio Imbrogno
13
marzo/aprile 2009
professionalità
L’UGL VVF chiede al Capo Dipartimento
chiarimenti nella valutazione dei titoli
ai concorsi Capo Squadra
cura di
Vittorio Imbrogno
Sheldon Pax
A
Coordinatori Naz. UGL-VVF
L’
UGL Vigili del Fuoco ha
avuto modo di appurare dalla graduatoria del concorso CS 40% 2006, che nella
valutazione dei titoli sono
stati modificati i parametri di
valutazione dei titoli coerenti
l’attività professionale della
qualifica messa a concorso.
Verosimilmente, non è stato considerato titolo coerente quello di Diploma
Universitario in Scienze Infermieristiche.
Poiché lo stesso titolo di
studio è stato giudicato per
tre volte coerente l’attività professionale della qualifica messa a concorso nei
concorsi a capo squadra
decorrenze:2003-20042005, non ci spieghiamo
come mai nel concorso 2006
ciò non è stato fatto.
Giacché le Circolari n°15
del 18/11/2004, n°23 del
28/07/2005 relative ai concorsi a capo squadra decorrenze 2003/2004/ 2005,
chiarivano cosa s’intendesse
per titoli di studio coerenti
e non; considerato che nel
frattempo non ci risultano
modifiche in tal senso; riteniamo doveroso chiedere
spiegazioni in merito, poiché
nelle sopra citate circolari si
legge testualmente: titolo di
studio - si precisa che ai diplomi di maturità rilasciati da
istituti tecnici o professionali
(della durata di cinque anni)
coerenti con l’attività professionale del profilo a concorso, ad esclusione di quelli
con indirizzo, per esempio,
amministrativo/contabile, sarà attribuito punteggio
pieno; agli altri (ad esempio
maturità classica ) sarà attribuito il punteggio ridotto
della metà. Analoghe considerazioni valgono per le lauree di primo e secondo livello
e per le specializzazioni post
laurea.
Poiché
riteniamo,
visto
che
nell’interpretazione della Circolare n° 6 del
20/04/2007 addirittura era
stato erroneamente considerato obbligatorio il titolo di TPSS per accedere al
ruolo di Capo Squadra, poi
chiarito con nota n°3811 del
31/05/2007, la quale, pur
non considerando il titolo
come vincolo obbligatorio
di accesso alla procedura
selettiva, chiarisce che comunque dopo aver superato la selezione, il candidato
verrà chiamato a frequentare il corso di abilitazione per
l’acquisizione delle abilità
TPSS. Da ciò si deduce inequivocabilmente che il titolo
di Diploma Universitario in
Scienze Infermieristiche, attinente alle abilitazioni TPSS,
è quantomeno coerente con
la qualifica di Capo Squadra.
Auspichiamo che Le SS/
VV vorranno valutare tale
importante richiesta prima dell’inizio corso, previsto per il 2 febbraio 2009,
per apportare le giuste riqualificazioni e punteggi,
nonché eventualmente di
rettificare le graduatorie a
chi ne ha diritto.
14
marzo/aprile 2009
news
L’UGL VVF RIBADISCE I PUNTI DELLA VERTENZA ANCHE
AL NUOVo CAPO DIPARTIMENTO PREFETTO TRONCA
A
Fernando Cordella
Vittorio Imbrogno
cura di
e
Coordinatori Naz. UGL-VVF
D
opo un lungo periodo di mancate risposte
oggettive alle precedenti
vertenze, siamo stati costretti a scendere in piazza.
In passato questa Federazione aveva ritirato lo stato di agitazione in attesa di
un seppur minimo segnale
di convergenza alle richieste come rappresentatoci
dall’allora
Capo Dipartimento in fase di un incontro
tecnico-istruttorio, di cui di
seguito riportiamo i punti
principali:
1. modifiche al Dlgs 217/05
sull’ordinamento del personale e conseguente invio
delle osservazioni da parte
della Segreteria Generale;
2. pianta organica, nuovo
modello contrattuale recentemente sottoscritto dalla
nostra Confederazione e
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - biennio
economico 2008/2009, per
il quale, nel rivendicare l’immediata apertura dei lavori,
si è comunque deciso strategicamente di procedere
solo subordinatamente alla
definizione di quello omologo che verrà sottoscritto
per il Comparto Sicurezza e
Difesa;
3. necessità di delineare le
linee d’indirizzo per il futuro sviluppo e potenziamento delle attività del Corpo,
unitamente all’evoluzione
delle competenze del Cor-
po in materia di soccorso e
prevenzione incendi, attraverso:
- la ridefinizione dei presidi
e degli organici secondo gli
obiettivi individuati dal progetto istituzionale “Soccorso
Italia in 20 minuti”, finalizzato alla perequazione della
tempistica e dell’efficacia di
risposta del soccorso pubblico sul territorio nazionale mediante la distribuzio-
Roma: dal 27 febbraio
al 2 marzo i Vigili
del Fuoco al “Big Blu”,
la Nuova Fiera
A
cura dell’Ufficio
Stampa
Anche quest’anno, nel contesto del “Big Blu “ Rome Sea Expo,
Salone della nautica, dell’ambiente e della subacquea”, si terrà la
rassegna Eudishow, appuntamento fieristico dedicato alla subacquea e alla tutela delle biodiversità, giunto ormai alla XVII edizione. Come nelle passate edizioni, il Corpo Nazionale dei Vigili del
Fuoco è stato invitato a partecipare, vista la particolare competenza nei settori subacqueo, acquatico e nautico: le tre componenti
saranno rappresentate all’interno di un ampio spazio espositivo
riservato in uno dei padiglioni che ospitano l’evento. Secondo per
importanza e superficie occupata solo a Genova, il grande Salone
Nautico della Capitale vedrà una qualificata presenza VF all’interno dello stand allestito con materiale audiovisivo, materiali ed
attrezzature operative, pannelli fotografici e opuscoli informativi
sulle attività di soccorso acquatico, portuale e sul servizio sommozzatori. A margine della manifestazione ci sarà la cerimonia
di consegna degli “Oscar per la Sicurezza in Mare Rivista Nautica BigBlu”, domenica 1° marzo alle ore 11,00. L’Oscar della
Nautica per la Sicurezza in mare, unico riconoscimento nazionale
per l’attività di salvaguardia della vita in mare svolta dai corpi dello Stato, verrà assegnato al personale del Comando VVF di Viterbo
in seguito al difficoltoso salvataggio di due bimbe di 10 e 11 anni.
L’organizzazione dell’evento è stata curata dall’Area IV della Direzione Centrale per l’Emergenza in collaborazione con il Comando
Provinciale di Roma ed il Servizio Documentazione (Area I della
Direzione Centrale per la Formazione).
ne capillare e uniforme del
servizio rispetto ai diversi
ambiti territoriali;
- il progressivo e più possibile rapido miglioramento
delle condizioni lavorative
del personale VV.F., da perseguirsi mediante l’allineamento del CNVVF alle altre
Forze di Polizia per quanto attiene, in particolare,
il trattamento normativo,
previdenziale, retributivo e
pensionistico del personale
e, in sostanza, l’inserimento
a buon diritto nel Comparto
Sicurezza;
- il potenziamento delle attività di formazione e addestramento finalizzate al
mantenimento ed all’accrescimento professionale di
tutti gli appartenenti, avuto
particolare riguardo per la
componente operativa.
- l’’immediato ingresso a
pieno titolo del CNVVF nel
Comparto Sicurezza (art. 16
II comma legge121/1981),
insieme alla Polizia di Stato,
al Corpo Forestale ed alla
Polizia Penitenziaria per cui
potranno essere raggiunti i
traguardi auspicati e per tale
finalità, nonché per rimpinguare nell’immediato le risorse destinate al CNVVF e
compensare la grave carenza di organico connessa al
turn over, nonché procedere al potenziamento dell’organico, possibile in tempi
ragionevoli solo attraverso
l’assunzione e colmatura
definitiva delle attuali graduatorie dei concorsi 184,
VFB, ausiliari 2004 e 2005 e
precari.
dall’estero
PECHINO
Nella capitale cinese, un collega
locale è morto in servizio e
altri 5 pompieri sono rimasti feriti
A
cura dell’Ufficio
Stampa
Un vigile del fuoco è morto mentre cercava di spegnere un enorme
incendio che ha distrutto un albergo in costruzione nel centro di Pechino il 9 febbraio 2009. Il rogo, che si è sviluppato nel complesso
degli edifici che ospiteranno la nuova sede della televisione di Stato,
la Cctv, ha causato il ferimento di altre sei persone: cinque pompieri
ed un impiegato della tv. Sono ancora sconosciute le cause del disastro, che è stato spento dai pompieri dopo tre ore di battaglia contro
fiamme spaventose, alte a tratti anche 80 metri. L’edificio andato a
fuoco avrebbe ospitato un albergo di lusso, il Mandarin Oriental Beijing. Non è chiaro se ci fosse qualcuno nel cantiere, dove in genere
vivono centinaia di operai immigrati. Testimoni affermano di aver
visto le fiamme prima sulla parte superiore del grattacielo e di
aver poi udito un’esplosione. Il complesso della CCTV - il cui edificio principale è composto da due massicce torri, unite da un corridoio parallelo al terreno - è uno degli edifici che caratterizzano la ‘nuova Pechino’ postmoderna alla cui costruzione, in vista delle Olimpiadi
dello scorso agosto, hanno partecipato alcuni dei più noti architetti
del mondo tra cui Norman Foster (che ha costruito il nuovo terminal
dell’aeroporto, il cosidetto T3), lo studio internazionale Arup (che col
cinese Ai Weiwei ha progettato il nuovo stadio conosciuto come Nido
d’Uccello) e il francese Paul Andreu, ideatore del teatro dell’Opera, il
primo edificio moderno sorto su piazza Tienanmen.
16
marzo/aprile 2009
sicurezza sul lavoro
Relazione del Segretario Provinciale
di Caltanisetta Emanuele Famà in occasione
della elezione del nuovo direttivo 2 Gennaio 2009
Cari Amici e colleghi,
apriamo i lavori dando il
benvenuto tra noi al Coordinatore Nazionale Ugl ed
amico Vittorio Imbrogno.
Molti tra noi lo ricordano
per essere stato in servizio
al ns Comando di Caltanissetta qualche decennio fa
e ricordano sicuramente le
battaglie fatte insieme in
un’altra sigla. Purtroppo per
varie vicissitudini e qualche
voltafaccia poco amichevole
di qualche collega, non siamo riusciti a portare avanti
tutte quelle iniziative che ci
eravamo prefissi.
Oggi però le nostre strade
si rincontrano nella rifondazione dell’Ugl. A livello
nazionale, Vittorio ricopre
un ruolo di primo piano, ed
il sottoscritto è coordinatore provinciale, mandato
peraltro confermato dalla
Federazione Nazionale nella
persona di Fernando Cordella e del Segretario Nazionale del Pubblico Impiego l’amico Paolo Varesi, che
con molti sacrifici stanno
portando avanti una politica
innovativa, un nuovo modo
di fare sindacato, non più
quello di essere attaccato
alla poltrona, ma quello di
stare insieme alla gente ed
in particolare essere garante degli iscritti che rivendicano i diritti sacrosanti.
Caro Vittorio, come vedi
non solo sei rimasto nei
nostri cuori come collega, ma anche come amico a cui fare riferimento
sindacale e trasmettere le
nostre esigenze per ottenere quel riconoscimento
che altre sigle non hanno
saputo portare avanti con
impegno.
Come tu sai, quest’organizzazione sindacale provinciale, stava per estinguersi a causa di mancanza di
tessere. Da qualche anno,
con grande soddisfazione,
ed incoraggiato dai nuovi
iscritti di cui 80% di Gela, ho
lavorato silenziosamente,
aprendo un dialogo con le
altre sigle sindacali, pur essendo non firmatari di contratto e non rappresentativi,
e sono riuscito a farci inserire nei programmi sindacali
unitari, facendoci partecipi
tra i protagonisti.
Ricordo che in una riunione ci fecero uscire per tale
motivo ed allora pretesi dal
Comandante di essere convocati in separata sede e
nostro malgrado di prendere atto delle decisioni altrui.
In questi ultimi tempi come
sigla siamo stati protagoni-
sti unitamente alle altre sigle, con i toni moderati nel
dialogo e sempre propositivi verso l’amministrazione
per la risoluzione di molti problemi, primo fra tutti
quello dello straordinario.
Come tu sai, il personale di
20 Comandi Provinciali deve
ancora ricevere l’indennità
accessoria da diversi mesi,
mentre questo è a passo
coi tempi, grazie anche alla
sensibilità degli amministrativi di cui andiamo fieri
e del loro autorevole rap-
presentante, il Dott. Simone
Nicosia, che seppur oberato da tanto lavoro è sempre
disponibile per il personale.
Ti prego di farti promotore
presso il dipartimento per
l’assegnazione di 8 CS al
distaccamento di Mazzarino
per completare l’organico e
far funzionare la sede a pieno regime. Grazie al dialogo aperto con le altre sigle,
siamo stati l’unica sigla di
Gela presente alla riunione
e gli unici ad aver lottato
per avere più discontinui
l’anno scorso, quando la
Direzione Regionale non ne
aveva assegnati.
Noi siamo l’unica O.S. che
sta ricordando alla politica ed ai vertici del dipartimento, grazie al tuo impegno e quello di Fernando
Cordella, che i vigili permanenti devono attendere
18 anni prima di diventare Cs, mentre ai volontari
bastano 5 anni di iscrizione, questo vuol dire che
tra un po’ assisteremo al
paradosso che tutti i distaccamenti misti saranno
coordinati da personale
Cs volontario.
Al mio caro amico ministro
Brunetta vorrei ricordare
che i vigili del fuoco, sul
posto di lavoro non hanno
mai usato comportarsi da
fannulloni, anzi rischiano la
propria vita per 1.300 € al
mese.
Per concludere, questa O.S.
si dissocia da chi fa solo demagogia al fine di riscuotere
consensi, noi per sindacato
intendiamo una cosa seria
e non permetteremo a nessuno di offuscare la nostra
credibilità, perché non siamo e non saremo adulatori
di piazza, ma propositivi per
la risoluzione dei problemi.
Alla luce di tutto ciò, propongo che la nuova segreteria provinciale sia cosi
composta:
Segretario provinciale: Famà
Emanuel.
Segretario aggiunto: Nicosia
Simone.
Componenti: Susino Salvatore, Scicolone Nunzio,
La Rosa Gianvito, Viviano
Gianfranco.
La relazione viene approvata all’unanimità dagli iscritti
presenti per acclamazione,
ed il nuovo direttivo rimarrà
in carica sino al nuovo congresso.
17
marzo/aprile 2009
sicurezza sul lavoro
cresce l’allarme alcol sui luoghi di lavoro
BARI
Venticinquemila
persone: è questo il bilancio della mortalità in Italia
correlata, ogni anno, all’alcol. Venticinquemila persone - di età maggiore ai 20
anni (dunque, al netto della
riduzione del rischio cardiovascolare) - che compromettono così la propria
vita. Guidando in stato di
ebbrezza, per esempio. O
lavorando in condizioni di
scarsa lucidità. Perché la
cultura della sicurezza non
significa soltanto operare
su un ponteggio munito
delle protezioni adatte, ma
anche in condizioni mentali reattive e consapevoli.
Cosa che, purtroppo, spesso non succede.
“L’INAIL stima che in Italia un numero rilevante di
persone, ogni anno, subisce un infortunio sul lavoro
con documentati livelli di
alcolemia uguali o superiori
a 0.80 g/l”, afferma, in merito, il direttore regionale
vicario di INAIL Puglia, Ma-
rio Longo. “Di recente l’As- denza medica regionale Emanuele Scafato, direttore
sociazione Ricerca Risorse INAIL Puglia in collabora- dell’Osservatorio nazionale
Umane ha valutato che il zione con Asl Bari, Clinica alcol - struttura che colla45% di soggetti con funzioni medica dell’Università de- bora con l’Oms per la ricerca
manageriali abusa di alcol. gli Studi di Bari, Medicina e la promozione della saluLa probabilità di infortunio del lavoro ospedaliera e te su alcol e problemi alcol
nei bevitori è quattro volte Società italiana di alcolo- correlati - e rappresentanpiù elevata che negli astemi, gia. Il progetto si inserisce te governativo del Working
l’assenza per malattia nei tra le attività previste dal Group Alcohol and Health
bevitori è quattro volte più Protocollo d’intesa INAIL - DgSanco, della Commissioelevata. I problemi collegati Regione Puglia siglato nel ne europea. Impressionanti
al consumo di bei dati evidenziati
vande
alcoliche
a livello europeo:
Scafato: “Impedire che nuovi indirappresentano,
sono 55 milioni
vidui cadano vittima di rischi è un
inoltre, la causa
i consumatori a
del 40% dei cambi
rischio e 23 miobiettivo di civiltà, sociale ed etico
di lavoro e la dilioni gli alcoldipendenza produce
pendenti.
Sono
dopo alcuni anni il verificarsi settembre 2008 con l’obiet- 195mila, invece, le persone
di difficoltà nello svolgimen- tivo di coinvolgere tutti i re- che muoiono per una delto del lavoro, di riduzione ferenti territoriali nella rea- le 60 cause di morte legate
della capacità lavorativa, di lizzazione di un documento al consumo di alcolici (il 25
assenteismo, di alterati rap- di valenza politica regionale % dei decessi riguarda maporti interpersonali”.
in grado di fungere da linea schi di età 15-29 e il 10 %
A questo argomento così guida di riferimento per gli dei decessi registrati tra le
delicato è stata dedicata la operatori del settore.
giovani donne è causato dal
seconda edizione di un re- “Allo stato attuale l’Italia consumo rischioso di alcol).
cente corso di formazione non spende praticamente Ancora, 266 milioni di adulti
all’interno del programma nulla nella ricerca sull’alcol”, bevono alcol fino a 20 gramdi ricerca “Alcol ≠ Lavoro”, ha affermato, nel corso del mi al giorno (le donne) o 40
avviato dalla Sovrinten- suo intervento introduttivo, grammi (gli uomini); 20 mi-
lioni di persone bevono più
di 40 gr (donne) o più di 60
gr (uomini) al giorno. Dato
ancora più eclatante: ogni
anno almeno 2,3 milioni di
persone muoiono per una
causa alcolcorrelata.
“Impedire che nuovi individui cadano vittima di rischi
per definizione evitabili è un
obiettivo di civiltà, sociale
ed etico. Occorre un impegno collettivo per favorire
livelli più elevati di salute
e sicurezza e di protezione
rispetto agli effetti negativi dell’alcol”, ha concluso
Scafato. “La mera logica delle convenienze, economiche
e di mercato, che spesso influenza la mancata adozione di misure e di politiche
di controllo e di prevenzione deve essere affiancata
da una più adeguata cultura
individuale, collettiva, istituzionale supportata da una
maggiore consapevolezza
del rispetto del valore del
benessere dell’individuo”.
Fonte : Inail
18
marzo/aprile 2009
personale
L’UGL VVF CHIEDE AL CAPO DIPARTIMENTO l’USO
DEL TITOLO ACCADEMICO PER IL PERSONALE VVF
A
Fernando Cordella
Vittorio Imbrogno
cura di
e
Coordinatori Naz. UGL-VVF
In data 3 Novembre u.s., il
Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con circolare
n.557 ha disciplinato l’utilizzo del titolo accademico
per il personale della Polizia
di Stato.
Più precisamente la nota afferma : ...anche il personale
appartenente ai ruoli non
dirigenti e non direttivi può
fregiarsi del titolo accademico conseguito, in tutti i
documenti attinenti al servizio, redatti e firmati dallo
stesso personale laureato,
con l’obbligo, in tal caso, di
far precedere l’indicazione
del titolo accademico dalla
qualifica rivestita in forma
chiara ed estesa.
A tal fine, si chiede di uniformare la prassi del Corpo
Nazionale dei Vigili del Fuoco a quella della Polizia di
Stato, al fine di attribuire la
giusta rilevanza al riconoscimento del titolo di studio
universitario posseduto dal
personale, atteso che l’ordinamento giuridico sancisce il diritto di fregiarsene
a chiunque lo abbia legittimamente conseguito.
Stock-xchng
19
marzo/aprile 2009
angolo tecnico
20
marzo/aprile 2009
permessi ztl
Un primo importante risultato dell’UGL
A
Fernando Cordella
Vittorio Imbrogno
cura di
e
Coordinatori Naz. UGL-VVF
Riconosciuta la Dignità dei Servizi Operativi.
Dopo nostre pressanti
richieste (tra cui lettera
inviata al Comandante Provinciale di Roma
del 22 Dicembre 2008),
incontri,
audizioni
e
strappate promesse, finalmente, la Giunta Comunale di Roma, il 21
Gennaio ha deliberato in
merito alla “nuova disciplina dei permessi ZTL in
favore del Personale delle Forze di Polizia e Vigili
del Fuoco avente incarichi operativi”.
Segnando un primo significativo
passo,
al
quale ci auspichiamo ne
seguano altri, e invertendo un orientamento che sembrava oramai
consolidato dalla precedente Giunta, il Sindaco
di Roma Gianni Alemanno, come proposto in
campagna elettorale, ha
deliberato di modificare
la tariffa dei permessi di
accesso alle ZZ.T.L. rilasciati in favore del personale delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco,
in forza presso gli uffici
ubicati all’interno delle suddette zone, aventi
incarichi operativi, stabilendola in € 55,00 per
i permessi di circolazione e sosta, per motivi di
pronto intervento di sicurezza pubblica.
Il rilascio dei suddetti
permessi viene subordinato all’attestazione
dello svolgimento di
incarico operativo da
parte dei responsabili
provinciali dei singoli
Corpi. Per questo primo
anno di sperimentazione il plafond di permessi
di circolazione e sosta,
a tariffa ridotta, è stato
individuato in 400 per la
Polizia di Stato, 400 per
l’Arma dei Carabinieri,
20 per la Guardia di Finanza, 20 per il Corpo
Forestale, 20 per la Polizia Penitenziaria, 100
per i Vigili del Fuoco, 30
per le Prefetture e 100
per la Polizia Municipale.
La delibera, in considerazione dell’urgenza di
provvedere, è stata dichiarata immediatamente eseguibile.
23
gennaio/febbraio 2009
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