Rassegna Stampa Domenica 29 dicembre 2013 Rassegna Stampa realizzata da SIFA Srl Servizi Integrati Finalizzati alle Aziende 20129 Milano – Via Mameli, 11 Tel. 0243990431 – Fax 0245409587 Rassegna del 29 dicembre 2013 ASL BRESCIA Il Giorno Bergamo_brescia Il Giorno Bergamo_brescia Bresciaoggi 7 7 MALATTIE RARE, A RISCHIO ANCHE I PIÙ PICCOLI I MEDICI NON ESCLUDONO IL FATTORE AMBIENTE ASL, IN 10 ANNI TRIPLICATE LE PATOLOGIE PRESE IN CARICO 25 PREVENZIONE ATTIVA UN ANNO POSITIVO PER «FEDERFARMA» Corriere Della Sera (bs) 1, 5 «I BRESCIANI SONO PIÙ LONGEVI MA ANCHE SEMPRE PIÙ FRAGILI» Federica Pacella 1 F.p. 2 3 Luisa Monini 4 CAFFARO La Provincia Pavese 23 «BONIFICA, ORA PROTESTA A ROMA» 6 B R E S C I A L'ESPERIENZA DELLA DOTTORESSA BONELLI DELLA CASA DI CURA DI LENO Malattie rare, a rischio anche i più piccoli I medici non escludono il fattore ambiente di FEDERICA PACELLA - BRESCIA - «RISPETTO a 5-6 anni fa, quando i bambini che avevo in cura erano prevalentemente affetti da paralisi cerebrali infantili, oggi sono aumentati i casi di malattie rare, anche nelle coppie giovani al primo figlio». Rossella Bonelli è la fisiatra responsabile del servizio di riabilitazione della casa di cura Dominato Leonense di Leno e si occupa prevalentemente di riabilitazione neuromotoria per l'infanzia. Un centro di eccellenza dove arrivano bambini da Pediatria e Neuropsichiatria dell'Azienda ospedaliera di Desenzano, da Neuropsichitria infantile di Brescia, dal centro Oftalmologico e dai pediatri di base. Dotato di piscina, dal 2011 è stato avviato anche un progetto con l'Asl di Brescia per il trattamento in acqua di bambini mandati dal Centro malattie rare. «SI DEFINISCONO malattie rare - chiarisce Bonelli - quelle con un'incidenza inferiore allo 0,05% sull'intera popolazione. Questa è la definizione accettata dall'Unione Europea. In Italia ne sono state classificate 7mila con un nome, ma ce ne sono anche tante non de- finite. Per quella che è la mia esperienza, registro una crescita». Dei 41 bambini seguiti attualmente da Bonelli, il 22% è affetto da malattie rare, alcune inquadrate, altre no; raddoppiati rispetto al passato i casi nelle coppie giovani. Le cause? «Nell'80% dei casi c'entra il fattore ereditario. Penso che, a causa di questa impennata, anche l'ambiente giochi un ruolo importante». La presenza di tanti casi ha comportato anche un cambiamento nell'approccio dell'equipe medica. «Spesso si tratta di patologie multiorganiche, arrivano bambini non solo con disturbi neuromotori, ma anche con alterazioni della vista, dell'udito, delle capacità cognitive, con malformazioni. Per queso la presa in carico è multidisciplinare». Non solo sono coinvolti più specialisti, ma c'è un lavoro importante anche con le scuole e le associazioni del territorio. «È fondamentale dare un sostegno alle famiglie - sottolinea Bonelli -. In queste situazioni sono facile preda di chi propone viaggi della speranza a sfondo di lucro. Il dolore è fortissimo e inevitabilmente si provano anche terapie alternative. Ci sono alcune, come la musicoterapia o l'ippoterapia, che per lo meno non hanno effetti collaterali, altre che possono creare danni seri». Fondamentale la precocità della riabilitazione. «Se i bambini arrivano nei primi mesi di vita, quando il sistema nervoso è molto plastico, ci può essere il massimo recupero, grazie agli studi delle neuroscienze. Le staminali, fatta la dovuta ricerca, penso siano il futuro». IL SUPPORTO «È fondamentale sostenere le famiglie, il dolore può spingere a provare di tutto» 22 La percentuale dei bambini affetti da patologie rare su un totale di 41 casi seguiti dalla casa di cura Dominato Leonesse di Leno Brescia vlalalbe rare. ;i rischio a i d i e i più piccoli JSEK medici non escludono jj littore ambiente j™»™' MH& Asl, in II) anni uiplicaie le patologie prese ina P R E O C C U P A T A La dottoressa Rossella Bonelli davanti alla piscina usata per la riabilitazione tTotolive) ASL BRESCIA Pag. 1 IL DATO NEL RAPPORTO DEL 2013 VIENE INDICATA UNA CRESCITA DEL 13,7 PER CENTO ANNUO DI MALATI Asl, in 10 anni triplicate le patologie prese in carico - BRESCIA - SONO quasi triplicati i casi di malattia rara presi in carico dalla Asl di Brescia tra il 2003 e il 2012. Nel rapporto 2013 sullo stato di salute della popolazione bresciana si legge che c'è stata una crescita del 13,7% annuo di casi. Un aumento verosimilmente frutto dell'attivazione negli ultimi anni della Rete delle malattie rare che ne ha favorito la diagnosi e la presa in carico. Dal 2009, infatti, è attivo il Centro territoriale per le Malattie Rare, punto di riferimento per gli assistiti e per i familiari. Al 31 dicembre 2012 risultavano in carico all'Asl 6.081 assistiti affetti da malattia rara in possesso della relativa esenzione; dal 31 dicembre 2010, anno successivo all'attivazione del Ctmr, l'aumento è stato di 1.146 assistiti (+23,2%). NEL BRESCIANO, le patologie afferiscono a 22 diverse categorie che comprendono 208 diverse forme patologiche. Il gruppo più rappresentato è quello delle malattie delle ghiandole endocrine, del metabolismo e dei disturbi immunitari, seguito dalle malformazioni congenite e dai disordini del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo. Il distretto 1 (Brescia città) è quello in cui si concentra il maggior numero di esenzioni. Quanto ai più piccoli, sono 939 i bambini tra 0 e 14 anni che presentano un'esenzione per malattie rare, pari al 14,9% del totale. Tra le persone affette con meno di 15 anni, il 20,6% è rappresentato da stranieri. Complessivamente il 49,8% delle esenzioni è stata rilasciata per qualche forma di malformazione congenita, prima fra tutte la sindrome di Down (23,5%). F.P. MEDICINA & FARMACOLOGIA ASL BRESCIA Pag. 2 SANITÀ. Il bilancio dell'attività del 2013 Prevenzione attiva Un anno positivo per «Federfarma» Dagli screening contro i tumori all'arrivo dei mezzi salvacuore Il 2013 chiude con una nuova e rilevante componente carmina nell'attività di Federfarma Brescia. Lo ha ricordato la presidente, l'edolese Clara Mottinelli, parlando diffusamente a Breno delle iniziative realizzate a favore dell'utenza valligiana negli ultimi mesi. Qualche esempio? «Grazie alla collaborazione prestata all'Asl di Valcamonica e Sebino nel programma di screening del carcinoma colonrettale sono stati ottenuti buoni risultati - ricorda Mottinelli -: hanno aderito all'invito 7.062 persone sulle 14.186 invitate, ovvero una media del 53,5%, e la percentuale di test positivi ha riguardato 405 persone (il 5,32%). Successivamente nell'ospedale di Esine sono stati eseguiti altri accertamenti, e si è arrivati a diagnosi e interventi». L'organizzazione dei farmacisti è intervenuta nell'operazione concretamente: «I kit distribuiti agli utenti per lo screening sono stati recapitati a Brescia con il corriere del farmaco, e ci siamo accollati ben volentieri il costo della logistica». Anche il Centro unico di prenotazione nelle farmacie valligiane per i prelievi domiciliari ha funzionato, e sono state almeno 1.500 le persone che avranno sfuttato il servizio. Inoltre, un altro traguardo di rilievo raggiunto è stato rappresentato dalla disponibilità dei defibrillatori sul territorio: la Regione ne ha messi a disposizione otto, e due sono stati acquistati da Federfar- ASL BRESCIA ma. Al fine di potenziare il progetto dell'Areu «A prova di cuore» verranno posizionati proprio all'esterno di altrettante farmacie rurali (nella maggior parte dei casi si trovano proprio in Valcamonica). Nel frattempo, l'importanza di questa tipologia di «case della salute» è stata riconosciuta dalla Regione, che ha deciso di adeguare le indennità relative. E Clara Mottinelli commenta positivamente la decisione: «Questo atto rende palesi l'apprezzamento per il ruolo delle rurali come presidio sanitario presente in modo uniforme e capillare su tutto il territorio, e la necessità di un sostegno mirato per favorirne l'operatività». «L.RAN. Pag. 3 L'intervista Parla il direttore generale dell'AsI Carmelo Scarcella «I bresciani sono più longevi ma anche sempre più fragili» I bresciani vivono più a lungo, ma le malattie croniche sono sempre più diffuse. È la conclusione a cui giunge il direttore generale dell'Asl Carmelo Scarcella analizzando il Rapporto sullo stato di salute della popolazione. Gli uomini dal 2000 al 2012 hanno guadagnato 4.3 anni di vita, 3 le donne. L'intervista Carmelo Scarcella, direttore generale dell'Asl, commenta il Rapporto sullo stato della salute della popolazione bresciana «Si vive più a lungo, ma con più malanni» Welfare da ripensare alla luce dell'aumento di malattie croniche e disabilità Luisa Monini bresciani è in costante aumento, la qualità di vita non ha avuA meno di un anno dalla na- to lo stesso positivo andamenscita dell'Osservatorio Epide- to; di fatto, con l'invecchiamiologico aziendale, Carmelo mento della popolazione, si reScarcella, direttore generale gistra un incremento delle dell'Asl di Brescia, spiega e malattie croniche e delle disacommenta il primo report sul- bilità. Alcune patologie, come lo stato di salute della popola- quelle di tipo muscolo-schelezione bresciana che descrive in trico, quelle indotte da patolomodo sintetico gli eventi sani- gie psichiatriche e da dipentari di maggior interesse, pro- denza da sostanze di per sé non ponendo anche confronti con hanno una forte influenza sulla mortalità — per quasi il 70 per altre realtà. «Questo strumento — so- cento determinata da tumori e stiene Scarcella — è frutto di da patologie cardio-cerebro un importante impegno del- vascolari — ma, fa notare il dil'Asl, che desidera fornire ai rettore generale, hanno un pesuoi assistiti (1.171.155 al 30 sante impatto sulla qualità di settembre scorso, ndr) infor- vita di molte persone costrette mazioni sempre aggiornate ri- ad assumere numerosi farmaguardo la loro salute. Costitui- ci, ad usare supporti e disposisce inoltre una modalità per tivi medici, a far ricorso a tratrendere evidenti i reali bisogni tamenti continui con una prodi salute dei cittadini, consen- gressiva limitazione della protendo così di programmare ed pria autonomia. attuare i servizi più idonei a Che importanza possono soddisfarli». avere i dati raccolti nella riGli esempi non mancano: modulazione di azioni terridalla differenziazione, nell'am- toriali e della rete sanitaria? bito del servizio delle dipen«La continuità ospedale-terdenze, di una rete alcologica ritorio è un impegno che l'Asl dedicata al controllo delle pa- persegue da tempo. La realiztologie alcol-correlate, alla im- zazione di percorsi diagnostiplementazione di un servizio co-terapeutici, assistenziali dedicato agli oltre seimila casi mirati per le patologie croniche di malattie rare presenti sul più rilevanti è stato un passo nostro territorio. significativo verso il dialogo e Scarcella sottolinea che, la collaborazione tra il medico mentre l'asDettativa di vita dei © RIPRODUZIONE RISERVATA ASL BRESCIA di medicina generale, che è il principale artefice della gestione della cronicità, e lo specialista ospedaliero; così come la condivisione di protocolli per le dimissioni protette di soggetti fragili, e ancora l'impegno ad una forte integrazione tra la rete sanitaria e quella socio-sanitaria. Questo prima avveniva in modo discontinuo, con uno scarso flusso di informazioni tra un curante e l'altro. Il nostro impegno è quello di garantire invece un passaggio in continuo da un ambito assistenziale ad un altro». Come affronta l'Asl di Brescia il problema della multietnicità e della salute degli stranieri? «Brescia è sostanzialmente in controtendenza rispetto al resto del Paese perché da noi vi è una popolazione in crescita. Abbiamo un'età media più bassa rispetto a quella nazionale e abbiamo un numero di stranieri che, in percentuale, ha un valore doppio rispetto a quello del resto d'Italia, ovvero il 16 per cento. I nostri servizi cercano di garantire la massima integrazione dei nuovi bresciani per far sì che anche loro possano utilizzare al meglio le risorse messe in campo per tutelare la loro salute». Riguardo allo stato di salu- Pag. 4 te dei cittadini legato all'ambiente, prevede che possano scaturire ulteriori sviluppi dall' integrazione dei vostri dati con quelli dell'Arpa o di altri Enti? «I dati che Arpa fornisce ad Asl sono riferiti a misurazioni in aria, acqua e suolo e il nostro compito è quello di valutare e quantificare il possibile rischio per la salute che può derivare dalla presenza nell'ambiente di sostanze tossiche e nocive. Le aree ove la produzione di inquinanti è più forte devono essere studiate anche in relazione alle caratteristiche climatiche e fisiche di quel particolare territorio. La valutazione del rischio che ci compete è il primo passo per mettere in atto una serie di misure per ridurlo, spesso attraverso la collaborazione delle amministrazioni comunali. Basti pensare a quanto è accaduto a Brescia con il sito Caffaro di interesse nazionale e a come l'interruzione della contaminazione da Pcb nella catena alimentare, che rappresentava la forma di trasferimento alla popolazione generale dei policlorobifenili, abbia indubbiamente influito in termini positivi nella riduzione del rischio, riducendo in modo significativo l'esposizione all'inquinante». Carmelo Scarcella prende dalla scrivania un opuscolo che mi consegna. Titolo: «Caso Caffaro, guida al cittadino». «Lo abbiamo prodotto e Dubblicato anche sul nostro si- to perché la comunicazione con i cittadini è parte essenziale di questo continuo processo e questo opuscolorispondeallo scopo di fornire informazioni, in modo diretto e trasparente, sullo stato di inquinamento da Pcb del Sito di interesse nazionale Caffaro». Quando verrà aggiornato il report? «La scelta di usare il web come luogo doveriversaretutti i dati che si rendono progressivamente disponibili, ci permette di avere un report costantemente aggiornato e di raggiungere tutti i nostri interlocutori, dai cittadini alle amministrazioni, dagli altri enti o associazioni interessati, ai media». Età media di morte della popolazione maschile nell'anno 2000, nel 2012 l'età media è salita a 75,3 anni Gli anni di vita guadagnati dalla popolazione maschile dell'Asl di Brescia in tredici anni (dal 2000 al 2012) L'età media di vita delle donne bresciane del 2000, nel 2012 l'età media è salita a 82,6 Gli anni di vita guadagnati dalla popolazione femminile dell'Asl di Brescia dal 2000 al 2012 Cause di morte nel 2012 1,4% 1,1% Genitourinario Malattie infettive 4,8% 2,3% Endocrine altro ^ 2,5% — Disturbi psichici 9.973 DECEDUTI 2,9% Sistema nervoso 33% Traumi 34,0% Tumori 4,1% Digerente 7,5% Sistema respiratorio 35,5% Sistema circolatorio IT, Asl di Brescia ASL BRESCIA Manager Il direttore generale dell'Asl Carmelo Scarcella crede nella condivisione dei dati dell'ente coni cittadini Pag. 5 BRONI «Bonifica, ora protesta a Roma» Avani: «Oltre 2 milioni per Casale, il caso Oltrepò ignorato» » BRONI «Ma che cosa ha Casale Monferrato di così particolare?», si chiede Silvio Mingrino, presidente dell'Associazione vittime dell'amianto di Broni. «Il ministero dell'Ambiente ha stanziato 2.557.516 euro per gli interventi di bonifica del sito di interesse nazionale della città piemontese», spiega Mingrino che, all'inizio del nuovo anno, si dice pronto a protestare di fronte a Montecitorio pur di vedere dei risultati concreti all'ex area Fibronit. «È l'ennesima discriminazione nei confronti del territorio di Broni, che purtroppo vanta il primato internazionale di morti per amianto - tuona Mingrino -. Il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando si dovrebbe informare sulla nostra realtà e magari fare due conti con la propria coscienza». «Esistono morti per amianto di serie A e di serie B? si chiede Mingrino -. Lo scorso 30 novembre al policlinico San Matteo di Pavia e il 12 dicembre a Roma, in occasione del convegno "Progetto Amianto", il sindaco di Broni Luigi Paroni ha incontrato Loredana Musmeci, direttore del dipartimento Ambiente dell'Istituto superiore di sanità. Mi farebbe piacere che il primo cittadino rendesse pubblico il contenuto di questi incontri e le richieste da lui espresse. Credo che la trasparenza e l'informazione verso tutti coloro che sono coinvolti in questo dramma siano doverosi da parte del sindaco». Mingrino è favorevole ad azioni significative. «Paroni, nelle riunioni fatte nei mesi scorsi con le associazioni territoriali e le forze politiche, ha detto che, sposta concreta da parte del ministero dell'Ambiente, associazioni ed istituzioni del nostro territorio avrebbero intrapreso delle azioni di protesta dure prosegue -. Bene, penso sia arrivato il momento di andare a Roma, a protestare in piazza Montecitorio, Comune di Broni compreso». «Tra i recenti interventi destinati alle aree particolarmente colpite dalla presenza di amianto - conclude Mingrino -, il ministero parla di 5 milioni assegnati per la zona portuale di Piombino, il finanziamento per la Caffaro di Brescia, il decreto per le competenze regionali per la bonifica del polo chimico di Massa Carrara, il programma per la sicurezza della falda Micorosa a Brindisi e il programma per l'avvio dei progetti di recupero a Marghera. E Broni non esiste?». qualora non venisse data una ri- Franco Scabrosetti CAFFARO Pag. 6