Parco Adda Nord
Parco dei Colli
di Bergamo
Parco Oglio Nord
Parco delle Orobie
Bergamasche
Parco del Serio
Provincia di Bergamo
Assessorato all'Ambiente
GUIDA AI PARCHI REGIONALI
DELLA PROVINCIA DI BERGAMO
Coordinamento editoriale:
Eugenio Ferraris
Coordinamento tecnico:
Vera Persico
Elaborazione testi:
Stefania Pendezza
Stampa:
Tecnostampa
Si ringraziano per la preziosa collaborazione:
PROVINCIA DI BERGAMO - SETTORE TUTELA RISORSE NATURALI
Servizio Aree Protette
Via Camozzi, 95 - 24121 Bergamo
Tel. 035387565 - Fax 035387599
[email protected]
PARCO ADDA NORD
Via Padre Benigno Calvi, 3 - 20056 Trezzo sull'Adda (MI)
Tel. 029091229/029090766 - Fax 029090096
[email protected]
[email protected]
CONSORZIO PARCO DEI COLLI DI BERGAMO
Via Valmarina, 25 -24129 Bergamo
Tel. 0354530400 - Fax 035577530
[email protected]
CONSORZIO PARCO OGLIO NORD
CENTRO EDUCATIVO CULTURALE
Via Cattaneo, 1 - 26029 - Soncino (CR)
Tel. 0374837067 - Fax 0374838630
[email protected]
[email protected]
PARCO REGIONALE DELLE OROBIE BERGAMASCHE
Via Camozzi, 111 - 24121 Bergamo
Tel. 035224249 - Fax 035219333
[email protected]
[email protected]
PARCO DEL SERIO
Piazza Rocca, 1 - 24058 Romano di Lombardia (BG)
Tel. 0363901455 - Fax 0363902393
[email protected]
Pa
Parco delle Orobie Bergamasche
Pa
Parco Adda Nord
Parco
Oglio Nord
Paa
P
Parco dei Colli di Bergamo
Pa
Parco
del Serio
Pa
Pa
L’istituzione dei parchi regionali è stata uno dei principali strumenti messi
in atto dalla società civile per garantire la conservazione del patrimonio ambientale di un territorio.
La loro importanza si è dimostrata tanto più fondamentale con l’evoluzione
che il concetto di Sviluppo Sostenibile è andato acquisendo nel tempo, assegnando alle aree protette un ruolo cruciale non solo nella tutela delle specie
animali e biologiche, ma nel percorso educativo che sottende molte delle
cosiddette buone pratiche attualmente inserite nei Protocolli d’Intesa e nei
numerosi progetti di Educazione Ambientale avviati a livello locale, nazionale
e internazionale.
La funzione dei parchi regionali, infatti, grazie alla loro caratteristica di contraddistinguere la specificità di un territorio, si colloca tra gli elementi essenziali di conoscenza del territorio stesso, estendendone i confini dalla sfera
"naturalistica" alla più moderna concezione di ambiente: quella che contempla, oltre al patrimonio biologico, l’eredità di storia, arte, tradizioni e attività
antropiche che l’hanno costituito.
Questa Guida, dunque, intende proporre i cinque parchi regionali riuniti
nell’Agenzia delle Aree Protette della nostra provincia, come vere e proprie
scuole "all’aria aperta", luoghi privilegiati e, a loro modo, magici, dove condurre ricerche, apprendere divertendosi e, non ultimo, sviluppare quella sensibilità e dedizione alla cura dell’ambiente in cui viviamo indispensabili a
garantirne la sopravvivenza.
per una scuola nei parchi
I parchi regionali, nella storia recente, sono nati principalmente
per proteggere gli ambienti naturali
dall’invadenza dell’uomo. Per anni
hanno avuto come obiettivo primario quello di conservare ecosistemi preziosi e in pericolo. Questo
approccio ha permesso di salvare
specie ormai sull’orlo dell’estinzione e conservare ecosistemi che rischiavano di essere soffocati dalla
sempre più pressante antropizzazione. Non solo: i parchi hanno anche
contribuito a mantenere architetture
tipiche e usi e costumi tradizionali,
a testimonianza che non sono solo
orsi e lupi a rischiare l’estinzione,
ma anche molti aspetti del nostro
folklore e della nostra cultura.
Negli ultimi anni, oltre alla vocazione conservazionistica, si è diffusa
sempre più la tendenza a considerare il parco come una imperdibile
occasione di didattica ed educazione ambientale. Le strutture ricettive, sia museali che di accoglienza,
i percorsi tracciati e accuratamente
mappati, i mezzi e il personale qualificato hanno permesso a moltissimi
parchi di organizzare attività, eventi,
corsi e manifestazioni col fine di far
vivere il parco ad un pubblico sempre più vasto.
Un progetto coordinato per l’Educazione Ambientale
È in tale contesto che le attività di
Educazione Ambientale hanno sviluppato la loro ragion d’essere, collocandosi all’interno di progetti coordinati da enti e agenzie ambientali
come questo che assegna alle Aree
Protette del sistema agenziale APAP
della provincia di Bergamo il compito di offrire azioni e programmi condivisi al fine di favorire la crescita di
cittadini più consapevoli e rispettosi
dell’ambiente attraverso l’acquisizione di una visione nuova e unitaria
del territorio bergamasco.
Il progetto è stato concepito stilando una serie di azioni mirate e
condivise con i cinque Parchi regio-
nali bergamaschi e di cui questo
opuscolo è parte, che vanno dalla
stesura di un documento di Linee
Guida per l’educazione ambientale
nel sistema agenziale APAP e di un
Protocollo d’intesa sottoscritto da
Provincia di Bergamo - Settore Tutela e Risorse Naturali - e dall’Ufficio
Scolastico Provinciale, alla realiz-
zazione di progetti editoriali, alla
programmazione di un’interazione
più stretta con il mondo della scuola per inviare messaggi univoci e
concretamente realizzabili, all’ideazione e realizzazione di sussidi
didattici e di più specifiche pubblicazioni destinate alla formazione
dei docenti.
Un compito istituzionale
Rileggendo i compiti che la legge quadro nazionale (Legge n.
394/1991) attribuisce alle aree
protette (promozione di attività
educative, formative e di ricerca
scientifica anche interdisciplinare,
nonché di attività ricreative compatibili), risulta evidente che l’educazione ambientale debba essere
considerata uno dei compiti istituzionali dei parchi: essa è in grado di
determinare la creazione di nuove
prospettive di sviluppo all’interno
degli stessi parchi e, cosa assai importante, fungere da filo conduttore
fra parco, educazione ambientale,
comunità locali e mondo della scuola. Quest’ultimo, in particolare, può
trovare un alleato importantissimo
nei parchi: essi, infatti, grazie alla
natura, alle strutture ricettive e al
personale qualificato, sono in grado
di offrire quella palestra all’aperto,
quel mondo reale fatto di esperienza sul campo e di emozioni dal quale l’educazione ambientale non può
assolutamente prescindere. Ed è
sul campo, e nei parchi regionali in
particolare, che l'interdisciplinarità
può nutrirsi di un valore aggiunto: il
legame col proprio territorio.
Percorsi diversi per un obiettivo comune
Fare educazione ambientale in un
parco regionale permette a docenti
e studenti di avvicinarsi alla Storia,
alla Geografia, alla Biologia, alla Letteratura della propria terra. Ma ciò
che è più significativo, può educare
alla costruzione di questo legame
con l'ambiente non più attraverso
le pagine di un libro, ma attraverso
quelle del paesaggio: seguendo i
sentieri millenari tracciati dall’uomo,
rileggendo il rapporto tra quest’ultimo e le montagne, i fiumi, i laghi, le
pianure e le colline coltivate, i paesi
antichi e quelli coinvolti dall’urbanizzazione.
Il nostro territorio è uno scrigno di
tesori per qualsiasi docente che voglia arrivare con l’insegnamento fino
al cuore dei propri studenti.
In un parco regionale le possibilità didattiche sono innumerevoli e
l’educazione ambientale è in grado
di abbracciare tutte le discipline
scolastiche.
La provincia di Bergamo può contare ben cinque parchi regionali di
pregio, eterogenei per paesaggio,
natura e storia: il Parco Adda Nord,
il Parco dei Colli di Bergamo, il Parco Oglio Nord, il Parco delle Orobie
Bergamasche e il Parco del Serio.
Uniti nel progetto a cui si è sopra
accennato, ora questi parchi sono in
grado di offrire alle scuole percorsi
di educazione ambientale omogenei
nella finalità e unici per le peculiarità naturalistiche, paesaggistiche
e storiche che ciascuno di loro conserva e promuove.
educazione ambientale e scuola
La centralità della questione ambientale è ormai un dato acquisito
in qualunque ambito. Dalla politica
all’economia, fino all’aggregazione
di comuni cittadini in reti no-profit
impegnate in campagne di sensibilizzazione, la sostenibilità e la tutela
dell’ambiente acquisiscono sempre
più spesso carattere di priorità, correggendo la rotta fin qui tenuta da
governi, istituzioni politiche e corporative, che oggi orientano le potenzialità di crescita delle società industriali, e di quelle in via di sviluppo,
secondo una visione meno miope e
antropocentrica.
Poteva forse un tale cambiamento
restare escluso dall’ambito educativo, inteso come processo atto
a educare le nuove generazioni e
formarle a una nuova consapevolezza? Ad oltre quarant’anni dal suo
primo incedere nell’allora nascente
mentalità ecologica, l’Educazione
Ambientale è diventata un elemento
fondamentale di questo processo e
il dialogo con il suo principale referente, la scuola, un iter obbligato.
Bisogni e vantaggi di un dialogo necessario
L’Educazione Ambientale mira a
sviluppare negli individui una coscienza ecologica profonda, ossia
un atteggiamento consapevole e
rispettoso nei confronti dell’ambiente. L’Educazione Ambientale si
pone, infatti, come elemento basilare nella formazione del cittadino il
quale, non solo è parte costitutiva
dell’ambiente stesso, ma ne è un
elemento attivo che ne determina
e condiziona l’evoluzione attraverso
le proprie scelte.
Considerato che la scuola ha un
ruolo fondamentale per la formazione della cultura del rispetto ambientale e per la promozione dei
comportamenti corrispondenti e
che i Parchi offrono la possibilità di
confrontarsi con elementi culturali,
naturali e antropici unici, spesso caratteristiche proprie di realtà locali,
la cui conoscenza può fungere da
efficace veicolo per comprendere a
fondo il territorio e riscoprire valori
e tradizioni, il dialogo tra Scuola e
Parchi contribuisce a promuovere
l'educazione ambientale e la diffusione di comportamenti sostenibili.
A tal fine la “Guida ai Parchi Regionali della provincia di Bergamo”
raccoglie le proposte di Educazione
Ambientale di ogni Parco, rivolte alle
scolaresche di ogni ordine e grado e
progettate coerentemente con i programmi scolastici, con particolare
attenzione all’aspetto interdisciplinare.
Parco Adda Nord
I numeri del parco
Superficie: 5.580 ha
Altimetria: h min 100 m s.l.m. - h max 260 m s.l.m.
Province: Bergamo, Lecco, Milano
Istituzione: 1983
Dove & cosa
Alcune informazioni sul Parco
Il Parco comprende i territori rivieraschi del fiume Adda* lungo il tratto che va
dal lago di Como nei pressi di Lecco fino a Truccazzano. All’interno del Parco
sono presenti numerosi luoghi di interesse naturalistico, come la Palude di Brivio, e storico (le chiuse leonardesche, il Villaggio Operaio di Crespi d’Adda).
Il parco e l’educazione ambientale
Alcuni degli obiettivi che il programma di educazione ambientale si propone
sono rivolti a far conoscere il parco sotto tutti gli aspetti: biologico, sociale,
storico, culturale, ecc., favorendo la partecipazione dei ragazzi alle attività
del parco stesso.
Percorsi didattici
Da Villa d’Adda a Cisano
Dalla palude di Brivio al traghetto di Imbersago
Paderno - Porto: nucleo centrale dell’Ecomuseo Adda di Leonardo
Trezzo sull’Adda, un borgo antico
Il villaggio di Crespi d’Adda e il fiume
In volo sull’Adda: un viaggio virtuale dalla sorgente alla foce
attraverso il Parco Adda Nord
Il cambiamento climatico globale e gli effetti sulla risorsa acqua
Antiche vie d’acqua di nuovo attuali: muoversi in modo sostenibile
Ecoacquisti: buone pratiche scolastiche e quotidiane
Il fiume: acqua, uomo ed altri esseri viventi
Il mondo verde: le piante, organismi viventi
Archeologia industriale: fabbriche e villaggi operai nella foto d’epoca
Il cotone: l’uomo e le fibre tessili
Legislazione del lavoro: il lavoro minorile e delle donne, ieri e oggi
E tornati a scuola…
Dai percorsi, spunti didattici interdisciplinari da sviluppare in classe. Lungo i
percorsi proposti dal Parco, le attrazioni naturalistiche, storiche e artistiche
*Jolly Geografia: il fiume Adda scorre interamente in territorio lombardo. Con i suoi 313 km
di percorso è il quarto fiume italiano per lunghezza dopo Po, Adige e Tevere.
suggeriscono spunti e curiosità utilizzabili per acquisire altre conoscenze.
Sul fiume Adda, le tracce di un genio: Leonardo da Vinci
Il fiume Adda ha segnato per lunghissimo tempo il confine tra il Ducato di
Milano e la Repubblica di Venezia e ha rappresentato un’importante via di comunicazione. Tanto che Ludovico il Moro, duca di Milano, nel 1482 affidò nientemeno che a Leonardo da Vinci il compito di studiare un sistema di chiuse e
conche, ancora oggi esistenti a Porto d’Adda, per permettere la navigazione
lungo l’Adda e il naviglio Martesana dal lago di Como fino a Milano.
Leonardo lasciò sul fiume Adda anche un’altra testimonianza del suo genio:
il traghetto leonardesco, di cui una copia recente realizzata da un suo disegno permette ancora oggi il passaggio di persone e mezzi attraverso il fiume,
in località Villa d’Adda.
Qui soggiornò… Carlo Magno!
Lungo il corso dell'Adda sono numerose le opere di fortificazione: molto antico
è il castello di Trezzo, di cui oggi resta la primitiva rocca longobarda che la tradizione vuole edificata dalla regina Teodolinda. Nel castello di Cassano, teatro di
numerose battaglie, secondo la storia soggiornò anche Carlo Magno.
Il fiume e la fabbrica: il Villaggio operaio di Crespi d’Adda
Crespi è il nome della famiglia di industriali cotonieri lombardi che a fine Ottocento realizzò un moderno "Villaggio ideale del lavoro’ accanto al proprio
opificio tessile, lungo la riva bergamasca del fiume Adda. Il Villaggio Crespi
d'Adda è una vera e propria cittadina completa che il padrone della fabbrica
costruì dal nulla per i suoi dipendenti e le loro famiglie. Ai lavoratori venivano
messi a disposizione una casa con orto e giardino e tutti i servizi necessari.
In questo piccolo "mondo perfetto’ il padrone provvedeva a tutti i bisogni
dei dipendenti: dentro e fuori la fabbrica e "dalla culla alla tomba’, come
si usava dire. L'Unesco ha accolto Crespi d'Adda nella Lista del Patrimonio
Mondiale Protetto in quanto "Esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi
operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa".
Recapiti Parco Adda Nord
Via Padre Benigno Calvi, 3 - 20056 Trezzo sull'Adda (MI)
Tel. 029091229/029090766 - Fax 029090096
[email protected]
[email protected]
www.parcoaddanord.it
Parco dei Colli
di Bergamo
I numeri del parco
Superficie: 4700 ha
Altimetria: min 240 m s.l.m. - max 1.148 m s.l.m.
Province: Bergamo
Istituzione: 1977
Dove & cosa
Alcune informazioni sul Parco
Il Parco si costituisce del comprensorio collinare e prealpino limitrofo alla città
di Bergamo: un’area molto eterogenea e variegata per i paesaggi e le realtà in
esso racchiuse, dalle colline, ricche di boschi e terrazzamenti, che fanno da
scenario a Città Alta, alla fascia prealpina che culmina nella vetta del Canto
Alto*, fino agli ambienti fluviali di pianura lungo i fiumi Serio e Brembo.
Il parco e l’educazione ambientale
Il parco offre percorsi didattici a scuole primarie e secondarie di primo e
secondo grado finalizzati a conoscere e scoprire l’importanza dei diversi habitat (come si evolvono e a quali rischi sono esposti) e della biodiversità,
colori e suoni del parco nelle diverse stagioni, l’osservazione degli uccelli e
l’affascinante fenomeno delle migrazioni.
l percorsi didattici
Il Bosco e il Prato
L’importanza del bosco e delle sue reti alimentari, le voci del bosco:
i canti degli uccelli, le tracce degli animali selvatici
La biodiversità del prato, l’evoluzione da prato a bosco, le radure
e l’intervento dell’uomo
Stagni e Ruscelli
Il ruolo delle aree umide del parco: stagni e ruscelli. L'ecosistema stagno:
la fauna (vertebrati e invertebrati) e la vegetazione acquatica
Alla scoperta delle sorgenti: quattro passi a ritroso lungo il ruscello
come il gambero di acqua dolce
Gli Uccelli del Parco
Osservazione dei principali gruppi di uccelli nel loro habitat, il volo degli
uccelli, le migrazioni: da dove vengono, dove vanno. Tecniche di censimento
La stazione ornitologica: presso il Centro Parco, dove gli uccelli vengono
inanellati a scopo scientifico
*Jolly Storia: per la sua posizione strategica, durante il Medioevo la cima del Canto Alto
fu utilizzata come punto di osservazione sulle vie di comunicazione fra Valle Brembana e
Valle Seriana.
Percorso didattico sensoriale
Una passeggiata in una delle zone più significative dal punto di vista naturalistico del territorio del parco: la Valle del Giongo. Un’oasi naturale da
conoscere con i cinque sensi
E tornati a scuola…
Spunti didattici interdisciplinari da sviluppare in classe
In mezzo alla natura, tracce medievali
La nuova sede del Consorzio Parco dei Colli di Bergamo si trova nell'antico
monastero benedettino di Valmarina, recentemente restaurato. La presenza di un monastero benedettino femminile nell'area è testimoniata sin dal
1150. Un documento del 1367, che fa riferimento alla struttura fortificata
del monastero, descrive minuziosamente il terreno che lo circonda e trova
riscontro in "cabrei" tardo cinquecenteschi.
Tradizioni antiche. Le lavandaie di Paladina…
Fiumi, ruscelli e canali, oltre che habitat naturali per piante e animali, sono
luoghi legati alle attività antropiche e cari alla tradizione popolare. Come testimoniano i lavatoi. A Paladina, il recente restauro del Lavatoio delle Ghiaie
ne è un esempio significativo.
e antiche leggende
Le epidemie di peste che colpirono la Lombardia nel XVII secolo, come quella
raccontata da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi, non risparmiarono
la popolazione che abitava i territori ora compresi nella Riserva della Valle
del Giongo. Ne è una testimonianza la chiesa conosciuta come la Cesina dei
Morcc de la Scalba (Chiesa dei Morti della Peste) eretta nel 1700.
Recapiti Consorzio Parco dei Colli di Bergamo
Via Valmarina, 25 -24129 Bergamo
Tel. 0354530400 - Fax 035577530
[email protected]
www.parcocollibergamo.it
Parco Oglio Nord
I numeri del parco
Superficie: 14.170 ha
Altimetria: min 31 m s.l.m. - max 186 m s.l.m.
Province: Bergamo, Brescia, Cremona
Istituzione: 1988
Dove & cosa
Alcune informazioni sul Parco
Il territorio del Parco interessa il corso del fiume Oglio, dal punto in cui lascia
il Lago d’Iseo*, nei pressi di Sarnico, fino al comune di Gabbioneta-Binanuova, nel Cremonese. Di grande rilevanza naturalistica, il parco conserva testimonianze di antichissime foreste (i cosiddetti "boschi relitti’) e ben sette
Riserve Naturali istituite a tutela di specie botaniche e faunistiche di grande
interesse e pregio.
Il parco e l’educazione ambientale
Il Parco Oglio Nord propone alle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie
di I° e II° grado, progetti ed escursioni con l’accompagnamento di educatori
ambientali qualificati.
I percorsi didattici
Il fiume fonte di energia
Storia e storie di uccelli e migrazioni
Il bosco e il sottobosco
Una gocciolina in cerca di…
Il fiume magico
Il bosco magico
Il fiume e gli ambienti acquatici
L’inquinamento delle acque dolci
Percorso Orzinuovi-Soncino
Percorso Villachiara
Percorso Rudiano
Percorso delle stagioni
E tornati a scuola…
Spunti didattici interdisciplinari da sviluppare in classe
Il fiume nella storia. Fortificazioni, rocche e castelli
Nel territorio del Parco Oglio Nord ci sono importanti testimonianze storico*Jolly Geografia: il Lago d’Iseo, o Sebino, ospita la più grande isola lacustre dell’Europa
centro-meridionale: Monte Isola. Il ritrovamento di tracce di palafitte nei pressi di Sarnico,
conferma che le sponde del lago erano abitate fin dall’epoca preistoirca.
architettoniche attraverso cui ricostruire le vicende che si alternarono lungo
le sue sponde fin dai tempi più antichi, come dimostra la recente scoperta di
una necropoli del periodo gallico tra Cividino e Pontoglio.
Costituendo spesso un confine territoriale e politico, nei secoli la storia del
fiume si è legata a quella dell’uomo proprio attraverso l’opera di quest’ultimo, di cui fortificazioni e castelli sono l’esempio più ricorrente. Come il bellissimo Castello di Pumenengo o i resti di quelli di Paratico e Roccafranca.
Commerci e mestieri lungo l’acqua
Il ritrovamento di piroghe risalenti all’Età del Ferro conferma che il fiume
Oglio era una via fluviale utilizzata fin dall’antichità per traffici e attività commerciali. Di tutto ciò restano qua e là testimonianze interessanti e curiose,
come i mulini natanti: barconi a bordo dei quali venivano macinate le granaglie sfruttando il flusso della corrente e rimasti in uso fino agli anni ’30 del
secolo scorso.
Geografia e leggenda: il Lago Gerundio e il Drago Tarànto
Tra Adda, Serio e Oglio, un tempo c’era un lago molto vasto di epoca geologica post glaciale: il Gerundo, o Gerundio, o Girondo. Da questo lago emergevano isole e isolette molto allungate.
La più grande era l’isola Fulcheria su cui si sviluppò la città di Crema. Il lago
era probabilmente alimentato dagli straripamenti dei tre fiumi Adda, Serio e
Oglio e dalle risorgive sotterranee.
Il lago scomparve per mano dei monaci benedettini, cluniacensi e cistercensi
che lo drenarono a partire dall’anno mille.
Del lago Gerundo oggi sono rimasti solo ricordi e leggende dove storia e fantasia sono difficilmente separabili. Curiosa è la presenza nelle leggende del
drago Tarànto, che terrorizzò per secoli le campagne tra Lodi e Crema.
Recapiti Consorzio Parco Oglio Nord
CENTRO EDUCATIVO CULTURALE
Via Cattaneo, 1 - 26029 - Soncino (CR)
Tel. 0374837067 - Fax 0374838630
[email protected]
[email protected]
www.parcooglionord.it
Parco delle Orobie
Bergamasche
I numeri del parco
Superficie: 68.878 ha
Altimetria: min 260 m s.l.m. - max 3.050 m s.l.m.
Province: Bergamo
Istituzione: 1989
Dove & cosa
Alcune informazioni sul Parco
Per le sue caratteristiche, il Parco si può dividere geograficamente in due
zone: una settentrionale, costituita dalle Alpi Orobie, con la cima del Pizzo
Coca (3.050 m), e una meridionale con le Prealpi Orobie: gruppi montuosi
costituiti da rocce in prevalenza calcaree e dolomitiche, alcuni di notevole
altitudine, come il gruppo della Presolana*.
Nel suo territorio scorrono i fiumi Brembo, Serio e Dezzo, e parecchi altri loro
affluenti, che conferiscono al paesaggio una grande ricchezza d’acqua.
Il parco e l’educazione ambientale
Il Parco propone un programma per le scuole primarie, secondarie di primo e
secondo grado finalizzato a far comprendere ai ragazzi la ricchezza del territorio e a capire come viene valorizzato e gestito attraverso le aree protette.
I percorsi didattici
Alla scoperta di tradizioni, mestieri e sapori
Acqua, antica fonte di via
Viaggi TraMonti
"Ma guarda cosa fanno gli animali!"
Autunno tempo di migrazioni: alla scoperta degli uccelli migratori
In montagna con i mezzi pubblici
Arte in natura
Montagna Incantata
E tornati a scuola…
Spunti didattici interdisciplinari da sviluppare in classe
L’alpeggio e l’arte casearia
Tra giugno e settembre, ancora oggi, si ripete sulle Alpi Orobiche una tradizione antichissima: l’accompagnamento o il ritorno del bestiame (pecore e
mucche) dai pascoli alpini.
*Jolly Storia: sull’origine del nome di questa montagna si rincorrono numerose versioni, spesso
ammantate di leggenda. Come quella che lo farebbe derivare dall’espressione latina "presa-alana"
con riferimento ad una cruenta battaglia che vide i Romani avere la meglio sul popolo degli Alani.
La maggiore concentrazione di alpeggi si ha nella Valle Brembana a Carona,
Foppolo e Mezzoldo; in Valle Seriana ad Ardesio, Gandellino e Valbondione;
in Valle di Scalve a Schilpario e Vilminore.
Legata all’attività degli alpeggi vi è la produzione di ottimi formaggi locali,
tra i quali i più tipici e rinomati sono il formaggio Branzi, il Formai de Mut e
il Taleggio.
Attività mineraria, fra tradizione e curiosità
L’attività mineraria nelle valli bergamasche risale a epoche remote: argento,
rame e ferro furono sempre estratti, in passato. Plinio scrisse che nel territorio di Bergamo esistevano miniere di calamina, minerale che serviva a
preparare l’aurichalcum.
Allo sviluppo dell’estrazione e della lavorazione dei minerali nelle nostre valli,
intorno alla metà dell’800 concorsero anche i fratelli Isacco, Alberto e Flaminio Modigliani, rispettivamente zii e padre del famoso artista livornese Amedeo Modigliani, che nel 1874 ottennero la concessione per lo sfruttamento
della miniera di calamina di Trevasco, in Valle Seriana.
Camerata Cornello. Corrieri espresso ante litteram
Il piccolo borgo medievale di Camerata Cornello, in alta Val Brembana, vanta
tra le sue attrattive quella di essere stata la culla del sistema postale. È da
qui, infatti, che nel XIII secolo la famiglia Tasso diede vita al servizio che li
rese potenti e famosi per molti secoli: il trasporto della corrispondenza.
Alla famiglia bergamasca appartiene anche Torquato Tasso, poeta autore
della Gerusalemme Liberata.
Recapiti Parco Regionale delle Orobie Bergamasche
Via Camozzi, 111 - 24121 Bergamo
Tel. 035224249 - Fax 035219333
[email protected]
[email protected]
www.parcorobie.it
Parco del Serio
I numeri del parco
Superficie: 7.517 ha
Altimetria: min 54 m s.l.m. - max 240 m s.l.m.
Province: Bergamo, Cremona
Istituzione: 1985
Dove & cosa
Alcune informazioni sul Parco
Il territorio del parco segue il percorso del fiume Serio* (da cui prende il
nome), dal suo sbocco presso il centro abitato di Seriate, sino all’immissione nel fiume Adda.
A dominare il paesaggio è la pianura che il fiume attraversa (prima bergamasca e poi cremonese) dove si raccolgono gli ambienti più interessanti del
parco: nel tratto bergamasco le praterie magre e più a sud le cosiddette aree
umide.
Il parco e l’educazione ambientale
Per il Parco del Serio l’educazione ambientale consiste nel far vivere ai ragazzi esperienze nell’ambito delle quali alunni e insegnanti diventano protagonisti e il territorio del Parco rappresenta quindi il laboratorio all’aperto nel
quale sperimentare, conoscersi e crescere insieme.
I percorsi didattici
Visite naturalistiche alla Riserva Naturale della Palata Menasciutto
e alle praterie magre di Malpaga
L’orto Botanico a Romano di Lombardia
Costruiamo la filloteca
Riconosciamo i funghi
I colori del Parco
A tu per tu con i nostri amici alati
A spasso con mappe e bussola
L’archeologia nel Parco
Un'industria nel parco (l’impatto ambientale di un’attività produttiva)
L’analisi delle acque
Il fiume tra paesaggio e architettura
*Jolly Geografia: poco dopo la loro nascita, nelle Alpi Orobie, le acque del fiume Serio, danno origine
alle più alte cascate di’Italia. Con un salto di 423 metri, sono le seconde in Europa e danno vita
ad uno spettacolo di rara bellezza, visibile al pubblico solo in occasione dell’apertura della diga del
E tornati a scuola…
Spunti didattici interdisciplinari da sviluppare in classe
Tracce umane dell’Età del Bronzo
Oggetti e cimeli dell’Età del Bronzo rinvenuti in alcune proprietà agricole,
come l’urna cineraria scoperta nel fondo di "Pianelonghe" a Cologno al Serio,
confermano che i territori nell’area del Parco furono abitati fin dalla preistoria.
Il fiume tra paesaggio e architettura
Il fiume Serio, soprattutto nella suo tratto meridionale, ha una lunga storia
di convivenza con l’uomo: fin dal Medioevo esso è stato intensamente sfruttato con la costruzione di numerosi canali e rogge per l’irrigazione e per lo
sviluppo di varie attività produttive, in particolare quelle tessili legate alla
lavorazione della lana, del cotone e della seta. Al giorno d’oggi un importante uso dell’acqua del Serio è rappresentato dalla produzione di energia
idroelettrica.
Gli insediamenti più comuni sono quelli rurali, con cascine a corte chiusa
o aperta, alternati a centri abitati densamente popolati all’interno di cinte
murarie (come Cologno al Serio). Numerose sono anche i baluardi difensivi
ereditati dal Medioevo, come il Castello di Cavernago, la Rocca di Romano
e il castello di Malpaga, che fu la residenza del condottiero bergamasco
Bartolomeo Colleoni.
Dal gelso alla filanda
A partire dalla metà del 1800, la coltura del baco da seta e il lavoro nelle filande, hanno lasciato segni profondi nella civiltà contadina delle bassa
bergamasca: in tutte le case veniva allevato il baco da seta, la cui attività
coinvolgeva tutti i membri della famiglia. Le ragazze, soprattutto quelle più
giovani, lavoravano alla filanda, impegnate nel malsano lavoro di trattura e
filatura della seta.
Recapiti Parco del Serio
Piazza Rocca, 1 - 24058 Romano di Lombardia (BG)
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Barbellino che dal 1932 ne imprigiona le acque. Una leggenda popolare fa risalire l’origine delle
cascate al pianto disperato di una fanciulla che una nobildonna gelosa fece rapire e rinchiudere
nelle prigioni di un castello sulle alture del Barbellino.
Indice
Premessa
1
Per una scuola nei parchi
2
Educazione Ambientale e scuola
5
I parchi regionali della provincia di Bergamo
Parco Adda Nord
6
Parco dei Colli di Bergamo
8
Parco Oglio Nord
10
Parco delle Orobie Bergamasche
12
Parco del Serio
14
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guida ai parchi regionali