Parco Adda Nord Parco dei Colli di Bergamo Parco Oglio Nord Parco delle Orobie Bergamasche Parco del Serio Provincia di Bergamo Assessorato all'Ambiente GUIDA AI PARCHI REGIONALI DELLA PROVINCIA DI BERGAMO Coordinamento editoriale: Eugenio Ferraris Coordinamento tecnico: Vera Persico Elaborazione testi: Stefania Pendezza Stampa: Tecnostampa Si ringraziano per la preziosa collaborazione: PROVINCIA DI BERGAMO - SETTORE TUTELA RISORSE NATURALI Servizio Aree Protette Via Camozzi, 95 - 24121 Bergamo Tel. 035387565 - Fax 035387599 [email protected] PARCO ADDA NORD Via Padre Benigno Calvi, 3 - 20056 Trezzo sull'Adda (MI) Tel. 029091229/029090766 - Fax 029090096 [email protected] [email protected] CONSORZIO PARCO DEI COLLI DI BERGAMO Via Valmarina, 25 -24129 Bergamo Tel. 0354530400 - Fax 035577530 [email protected] CONSORZIO PARCO OGLIO NORD CENTRO EDUCATIVO CULTURALE Via Cattaneo, 1 - 26029 - Soncino (CR) Tel. 0374837067 - Fax 0374838630 [email protected] [email protected] PARCO REGIONALE DELLE OROBIE BERGAMASCHE Via Camozzi, 111 - 24121 Bergamo Tel. 035224249 - Fax 035219333 [email protected] [email protected] PARCO DEL SERIO Piazza Rocca, 1 - 24058 Romano di Lombardia (BG) Tel. 0363901455 - Fax 0363902393 [email protected] Pa Parco delle Orobie Bergamasche Pa Parco Adda Nord Parco Oglio Nord Paa P Parco dei Colli di Bergamo Pa Parco del Serio Pa Pa L’istituzione dei parchi regionali è stata uno dei principali strumenti messi in atto dalla società civile per garantire la conservazione del patrimonio ambientale di un territorio. La loro importanza si è dimostrata tanto più fondamentale con l’evoluzione che il concetto di Sviluppo Sostenibile è andato acquisendo nel tempo, assegnando alle aree protette un ruolo cruciale non solo nella tutela delle specie animali e biologiche, ma nel percorso educativo che sottende molte delle cosiddette buone pratiche attualmente inserite nei Protocolli d’Intesa e nei numerosi progetti di Educazione Ambientale avviati a livello locale, nazionale e internazionale. La funzione dei parchi regionali, infatti, grazie alla loro caratteristica di contraddistinguere la specificità di un territorio, si colloca tra gli elementi essenziali di conoscenza del territorio stesso, estendendone i confini dalla sfera "naturalistica" alla più moderna concezione di ambiente: quella che contempla, oltre al patrimonio biologico, l’eredità di storia, arte, tradizioni e attività antropiche che l’hanno costituito. Questa Guida, dunque, intende proporre i cinque parchi regionali riuniti nell’Agenzia delle Aree Protette della nostra provincia, come vere e proprie scuole "all’aria aperta", luoghi privilegiati e, a loro modo, magici, dove condurre ricerche, apprendere divertendosi e, non ultimo, sviluppare quella sensibilità e dedizione alla cura dell’ambiente in cui viviamo indispensabili a garantirne la sopravvivenza. per una scuola nei parchi I parchi regionali, nella storia recente, sono nati principalmente per proteggere gli ambienti naturali dall’invadenza dell’uomo. Per anni hanno avuto come obiettivo primario quello di conservare ecosistemi preziosi e in pericolo. Questo approccio ha permesso di salvare specie ormai sull’orlo dell’estinzione e conservare ecosistemi che rischiavano di essere soffocati dalla sempre più pressante antropizzazione. Non solo: i parchi hanno anche contribuito a mantenere architetture tipiche e usi e costumi tradizionali, a testimonianza che non sono solo orsi e lupi a rischiare l’estinzione, ma anche molti aspetti del nostro folklore e della nostra cultura. Negli ultimi anni, oltre alla vocazione conservazionistica, si è diffusa sempre più la tendenza a considerare il parco come una imperdibile occasione di didattica ed educazione ambientale. Le strutture ricettive, sia museali che di accoglienza, i percorsi tracciati e accuratamente mappati, i mezzi e il personale qualificato hanno permesso a moltissimi parchi di organizzare attività, eventi, corsi e manifestazioni col fine di far vivere il parco ad un pubblico sempre più vasto. Un progetto coordinato per l’Educazione Ambientale È in tale contesto che le attività di Educazione Ambientale hanno sviluppato la loro ragion d’essere, collocandosi all’interno di progetti coordinati da enti e agenzie ambientali come questo che assegna alle Aree Protette del sistema agenziale APAP della provincia di Bergamo il compito di offrire azioni e programmi condivisi al fine di favorire la crescita di cittadini più consapevoli e rispettosi dell’ambiente attraverso l’acquisizione di una visione nuova e unitaria del territorio bergamasco. Il progetto è stato concepito stilando una serie di azioni mirate e condivise con i cinque Parchi regio- nali bergamaschi e di cui questo opuscolo è parte, che vanno dalla stesura di un documento di Linee Guida per l’educazione ambientale nel sistema agenziale APAP e di un Protocollo d’intesa sottoscritto da Provincia di Bergamo - Settore Tutela e Risorse Naturali - e dall’Ufficio Scolastico Provinciale, alla realiz- zazione di progetti editoriali, alla programmazione di un’interazione più stretta con il mondo della scuola per inviare messaggi univoci e concretamente realizzabili, all’ideazione e realizzazione di sussidi didattici e di più specifiche pubblicazioni destinate alla formazione dei docenti. Un compito istituzionale Rileggendo i compiti che la legge quadro nazionale (Legge n. 394/1991) attribuisce alle aree protette (promozione di attività educative, formative e di ricerca scientifica anche interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili), risulta evidente che l’educazione ambientale debba essere considerata uno dei compiti istituzionali dei parchi: essa è in grado di determinare la creazione di nuove prospettive di sviluppo all’interno degli stessi parchi e, cosa assai importante, fungere da filo conduttore fra parco, educazione ambientale, comunità locali e mondo della scuola. Quest’ultimo, in particolare, può trovare un alleato importantissimo nei parchi: essi, infatti, grazie alla natura, alle strutture ricettive e al personale qualificato, sono in grado di offrire quella palestra all’aperto, quel mondo reale fatto di esperienza sul campo e di emozioni dal quale l’educazione ambientale non può assolutamente prescindere. Ed è sul campo, e nei parchi regionali in particolare, che l'interdisciplinarità può nutrirsi di un valore aggiunto: il legame col proprio territorio. Percorsi diversi per un obiettivo comune Fare educazione ambientale in un parco regionale permette a docenti e studenti di avvicinarsi alla Storia, alla Geografia, alla Biologia, alla Letteratura della propria terra. Ma ciò che è più significativo, può educare alla costruzione di questo legame con l'ambiente non più attraverso le pagine di un libro, ma attraverso quelle del paesaggio: seguendo i sentieri millenari tracciati dall’uomo, rileggendo il rapporto tra quest’ultimo e le montagne, i fiumi, i laghi, le pianure e le colline coltivate, i paesi antichi e quelli coinvolti dall’urbanizzazione. Il nostro territorio è uno scrigno di tesori per qualsiasi docente che voglia arrivare con l’insegnamento fino al cuore dei propri studenti. In un parco regionale le possibilità didattiche sono innumerevoli e l’educazione ambientale è in grado di abbracciare tutte le discipline scolastiche. La provincia di Bergamo può contare ben cinque parchi regionali di pregio, eterogenei per paesaggio, natura e storia: il Parco Adda Nord, il Parco dei Colli di Bergamo, il Parco Oglio Nord, il Parco delle Orobie Bergamasche e il Parco del Serio. Uniti nel progetto a cui si è sopra accennato, ora questi parchi sono in grado di offrire alle scuole percorsi di educazione ambientale omogenei nella finalità e unici per le peculiarità naturalistiche, paesaggistiche e storiche che ciascuno di loro conserva e promuove. educazione ambientale e scuola La centralità della questione ambientale è ormai un dato acquisito in qualunque ambito. Dalla politica all’economia, fino all’aggregazione di comuni cittadini in reti no-profit impegnate in campagne di sensibilizzazione, la sostenibilità e la tutela dell’ambiente acquisiscono sempre più spesso carattere di priorità, correggendo la rotta fin qui tenuta da governi, istituzioni politiche e corporative, che oggi orientano le potenzialità di crescita delle società industriali, e di quelle in via di sviluppo, secondo una visione meno miope e antropocentrica. Poteva forse un tale cambiamento restare escluso dall’ambito educativo, inteso come processo atto a educare le nuove generazioni e formarle a una nuova consapevolezza? Ad oltre quarant’anni dal suo primo incedere nell’allora nascente mentalità ecologica, l’Educazione Ambientale è diventata un elemento fondamentale di questo processo e il dialogo con il suo principale referente, la scuola, un iter obbligato. Bisogni e vantaggi di un dialogo necessario L’Educazione Ambientale mira a sviluppare negli individui una coscienza ecologica profonda, ossia un atteggiamento consapevole e rispettoso nei confronti dell’ambiente. L’Educazione Ambientale si pone, infatti, come elemento basilare nella formazione del cittadino il quale, non solo è parte costitutiva dell’ambiente stesso, ma ne è un elemento attivo che ne determina e condiziona l’evoluzione attraverso le proprie scelte. Considerato che la scuola ha un ruolo fondamentale per la formazione della cultura del rispetto ambientale e per la promozione dei comportamenti corrispondenti e che i Parchi offrono la possibilità di confrontarsi con elementi culturali, naturali e antropici unici, spesso caratteristiche proprie di realtà locali, la cui conoscenza può fungere da efficace veicolo per comprendere a fondo il territorio e riscoprire valori e tradizioni, il dialogo tra Scuola e Parchi contribuisce a promuovere l'educazione ambientale e la diffusione di comportamenti sostenibili. A tal fine la “Guida ai Parchi Regionali della provincia di Bergamo” raccoglie le proposte di Educazione Ambientale di ogni Parco, rivolte alle scolaresche di ogni ordine e grado e progettate coerentemente con i programmi scolastici, con particolare attenzione all’aspetto interdisciplinare. Parco Adda Nord I numeri del parco Superficie: 5.580 ha Altimetria: h min 100 m s.l.m. - h max 260 m s.l.m. Province: Bergamo, Lecco, Milano Istituzione: 1983 Dove & cosa Alcune informazioni sul Parco Il Parco comprende i territori rivieraschi del fiume Adda* lungo il tratto che va dal lago di Como nei pressi di Lecco fino a Truccazzano. All’interno del Parco sono presenti numerosi luoghi di interesse naturalistico, come la Palude di Brivio, e storico (le chiuse leonardesche, il Villaggio Operaio di Crespi d’Adda). Il parco e l’educazione ambientale Alcuni degli obiettivi che il programma di educazione ambientale si propone sono rivolti a far conoscere il parco sotto tutti gli aspetti: biologico, sociale, storico, culturale, ecc., favorendo la partecipazione dei ragazzi alle attività del parco stesso. Percorsi didattici Da Villa d’Adda a Cisano Dalla palude di Brivio al traghetto di Imbersago Paderno - Porto: nucleo centrale dell’Ecomuseo Adda di Leonardo Trezzo sull’Adda, un borgo antico Il villaggio di Crespi d’Adda e il fiume In volo sull’Adda: un viaggio virtuale dalla sorgente alla foce attraverso il Parco Adda Nord Il cambiamento climatico globale e gli effetti sulla risorsa acqua Antiche vie d’acqua di nuovo attuali: muoversi in modo sostenibile Ecoacquisti: buone pratiche scolastiche e quotidiane Il fiume: acqua, uomo ed altri esseri viventi Il mondo verde: le piante, organismi viventi Archeologia industriale: fabbriche e villaggi operai nella foto d’epoca Il cotone: l’uomo e le fibre tessili Legislazione del lavoro: il lavoro minorile e delle donne, ieri e oggi E tornati a scuola… Dai percorsi, spunti didattici interdisciplinari da sviluppare in classe. Lungo i percorsi proposti dal Parco, le attrazioni naturalistiche, storiche e artistiche *Jolly Geografia: il fiume Adda scorre interamente in territorio lombardo. Con i suoi 313 km di percorso è il quarto fiume italiano per lunghezza dopo Po, Adige e Tevere. suggeriscono spunti e curiosità utilizzabili per acquisire altre conoscenze. Sul fiume Adda, le tracce di un genio: Leonardo da Vinci Il fiume Adda ha segnato per lunghissimo tempo il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia e ha rappresentato un’importante via di comunicazione. Tanto che Ludovico il Moro, duca di Milano, nel 1482 affidò nientemeno che a Leonardo da Vinci il compito di studiare un sistema di chiuse e conche, ancora oggi esistenti a Porto d’Adda, per permettere la navigazione lungo l’Adda e il naviglio Martesana dal lago di Como fino a Milano. Leonardo lasciò sul fiume Adda anche un’altra testimonianza del suo genio: il traghetto leonardesco, di cui una copia recente realizzata da un suo disegno permette ancora oggi il passaggio di persone e mezzi attraverso il fiume, in località Villa d’Adda. Qui soggiornò… Carlo Magno! Lungo il corso dell'Adda sono numerose le opere di fortificazione: molto antico è il castello di Trezzo, di cui oggi resta la primitiva rocca longobarda che la tradizione vuole edificata dalla regina Teodolinda. Nel castello di Cassano, teatro di numerose battaglie, secondo la storia soggiornò anche Carlo Magno. Il fiume e la fabbrica: il Villaggio operaio di Crespi d’Adda Crespi è il nome della famiglia di industriali cotonieri lombardi che a fine Ottocento realizzò un moderno "Villaggio ideale del lavoro’ accanto al proprio opificio tessile, lungo la riva bergamasca del fiume Adda. Il Villaggio Crespi d'Adda è una vera e propria cittadina completa che il padrone della fabbrica costruì dal nulla per i suoi dipendenti e le loro famiglie. Ai lavoratori venivano messi a disposizione una casa con orto e giardino e tutti i servizi necessari. In questo piccolo "mondo perfetto’ il padrone provvedeva a tutti i bisogni dei dipendenti: dentro e fuori la fabbrica e "dalla culla alla tomba’, come si usava dire. L'Unesco ha accolto Crespi d'Adda nella Lista del Patrimonio Mondiale Protetto in quanto "Esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa". Recapiti Parco Adda Nord Via Padre Benigno Calvi, 3 - 20056 Trezzo sull'Adda (MI) Tel. 029091229/029090766 - Fax 029090096 [email protected] [email protected] www.parcoaddanord.it Parco dei Colli di Bergamo I numeri del parco Superficie: 4700 ha Altimetria: min 240 m s.l.m. - max 1.148 m s.l.m. Province: Bergamo Istituzione: 1977 Dove & cosa Alcune informazioni sul Parco Il Parco si costituisce del comprensorio collinare e prealpino limitrofo alla città di Bergamo: un’area molto eterogenea e variegata per i paesaggi e le realtà in esso racchiuse, dalle colline, ricche di boschi e terrazzamenti, che fanno da scenario a Città Alta, alla fascia prealpina che culmina nella vetta del Canto Alto*, fino agli ambienti fluviali di pianura lungo i fiumi Serio e Brembo. Il parco e l’educazione ambientale Il parco offre percorsi didattici a scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado finalizzati a conoscere e scoprire l’importanza dei diversi habitat (come si evolvono e a quali rischi sono esposti) e della biodiversità, colori e suoni del parco nelle diverse stagioni, l’osservazione degli uccelli e l’affascinante fenomeno delle migrazioni. l percorsi didattici Il Bosco e il Prato L’importanza del bosco e delle sue reti alimentari, le voci del bosco: i canti degli uccelli, le tracce degli animali selvatici La biodiversità del prato, l’evoluzione da prato a bosco, le radure e l’intervento dell’uomo Stagni e Ruscelli Il ruolo delle aree umide del parco: stagni e ruscelli. L'ecosistema stagno: la fauna (vertebrati e invertebrati) e la vegetazione acquatica Alla scoperta delle sorgenti: quattro passi a ritroso lungo il ruscello come il gambero di acqua dolce Gli Uccelli del Parco Osservazione dei principali gruppi di uccelli nel loro habitat, il volo degli uccelli, le migrazioni: da dove vengono, dove vanno. Tecniche di censimento La stazione ornitologica: presso il Centro Parco, dove gli uccelli vengono inanellati a scopo scientifico *Jolly Storia: per la sua posizione strategica, durante il Medioevo la cima del Canto Alto fu utilizzata come punto di osservazione sulle vie di comunicazione fra Valle Brembana e Valle Seriana. Percorso didattico sensoriale Una passeggiata in una delle zone più significative dal punto di vista naturalistico del territorio del parco: la Valle del Giongo. Un’oasi naturale da conoscere con i cinque sensi E tornati a scuola… Spunti didattici interdisciplinari da sviluppare in classe In mezzo alla natura, tracce medievali La nuova sede del Consorzio Parco dei Colli di Bergamo si trova nell'antico monastero benedettino di Valmarina, recentemente restaurato. La presenza di un monastero benedettino femminile nell'area è testimoniata sin dal 1150. Un documento del 1367, che fa riferimento alla struttura fortificata del monastero, descrive minuziosamente il terreno che lo circonda e trova riscontro in "cabrei" tardo cinquecenteschi. Tradizioni antiche. Le lavandaie di Paladina… Fiumi, ruscelli e canali, oltre che habitat naturali per piante e animali, sono luoghi legati alle attività antropiche e cari alla tradizione popolare. Come testimoniano i lavatoi. A Paladina, il recente restauro del Lavatoio delle Ghiaie ne è un esempio significativo. e antiche leggende Le epidemie di peste che colpirono la Lombardia nel XVII secolo, come quella raccontata da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi, non risparmiarono la popolazione che abitava i territori ora compresi nella Riserva della Valle del Giongo. Ne è una testimonianza la chiesa conosciuta come la Cesina dei Morcc de la Scalba (Chiesa dei Morti della Peste) eretta nel 1700. Recapiti Consorzio Parco dei Colli di Bergamo Via Valmarina, 25 -24129 Bergamo Tel. 0354530400 - Fax 035577530 [email protected] www.parcocollibergamo.it Parco Oglio Nord I numeri del parco Superficie: 14.170 ha Altimetria: min 31 m s.l.m. - max 186 m s.l.m. Province: Bergamo, Brescia, Cremona Istituzione: 1988 Dove & cosa Alcune informazioni sul Parco Il territorio del Parco interessa il corso del fiume Oglio, dal punto in cui lascia il Lago d’Iseo*, nei pressi di Sarnico, fino al comune di Gabbioneta-Binanuova, nel Cremonese. Di grande rilevanza naturalistica, il parco conserva testimonianze di antichissime foreste (i cosiddetti "boschi relitti’) e ben sette Riserve Naturali istituite a tutela di specie botaniche e faunistiche di grande interesse e pregio. Il parco e l’educazione ambientale Il Parco Oglio Nord propone alle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di I° e II° grado, progetti ed escursioni con l’accompagnamento di educatori ambientali qualificati. I percorsi didattici Il fiume fonte di energia Storia e storie di uccelli e migrazioni Il bosco e il sottobosco Una gocciolina in cerca di… Il fiume magico Il bosco magico Il fiume e gli ambienti acquatici L’inquinamento delle acque dolci Percorso Orzinuovi-Soncino Percorso Villachiara Percorso Rudiano Percorso delle stagioni E tornati a scuola… Spunti didattici interdisciplinari da sviluppare in classe Il fiume nella storia. Fortificazioni, rocche e castelli Nel territorio del Parco Oglio Nord ci sono importanti testimonianze storico*Jolly Geografia: il Lago d’Iseo, o Sebino, ospita la più grande isola lacustre dell’Europa centro-meridionale: Monte Isola. Il ritrovamento di tracce di palafitte nei pressi di Sarnico, conferma che le sponde del lago erano abitate fin dall’epoca preistoirca. architettoniche attraverso cui ricostruire le vicende che si alternarono lungo le sue sponde fin dai tempi più antichi, come dimostra la recente scoperta di una necropoli del periodo gallico tra Cividino e Pontoglio. Costituendo spesso un confine territoriale e politico, nei secoli la storia del fiume si è legata a quella dell’uomo proprio attraverso l’opera di quest’ultimo, di cui fortificazioni e castelli sono l’esempio più ricorrente. Come il bellissimo Castello di Pumenengo o i resti di quelli di Paratico e Roccafranca. Commerci e mestieri lungo l’acqua Il ritrovamento di piroghe risalenti all’Età del Ferro conferma che il fiume Oglio era una via fluviale utilizzata fin dall’antichità per traffici e attività commerciali. Di tutto ciò restano qua e là testimonianze interessanti e curiose, come i mulini natanti: barconi a bordo dei quali venivano macinate le granaglie sfruttando il flusso della corrente e rimasti in uso fino agli anni ’30 del secolo scorso. Geografia e leggenda: il Lago Gerundio e il Drago Tarànto Tra Adda, Serio e Oglio, un tempo c’era un lago molto vasto di epoca geologica post glaciale: il Gerundo, o Gerundio, o Girondo. Da questo lago emergevano isole e isolette molto allungate. La più grande era l’isola Fulcheria su cui si sviluppò la città di Crema. Il lago era probabilmente alimentato dagli straripamenti dei tre fiumi Adda, Serio e Oglio e dalle risorgive sotterranee. Il lago scomparve per mano dei monaci benedettini, cluniacensi e cistercensi che lo drenarono a partire dall’anno mille. Del lago Gerundo oggi sono rimasti solo ricordi e leggende dove storia e fantasia sono difficilmente separabili. Curiosa è la presenza nelle leggende del drago Tarànto, che terrorizzò per secoli le campagne tra Lodi e Crema. Recapiti Consorzio Parco Oglio Nord CENTRO EDUCATIVO CULTURALE Via Cattaneo, 1 - 26029 - Soncino (CR) Tel. 0374837067 - Fax 0374838630 [email protected] [email protected] www.parcooglionord.it Parco delle Orobie Bergamasche I numeri del parco Superficie: 68.878 ha Altimetria: min 260 m s.l.m. - max 3.050 m s.l.m. Province: Bergamo Istituzione: 1989 Dove & cosa Alcune informazioni sul Parco Per le sue caratteristiche, il Parco si può dividere geograficamente in due zone: una settentrionale, costituita dalle Alpi Orobie, con la cima del Pizzo Coca (3.050 m), e una meridionale con le Prealpi Orobie: gruppi montuosi costituiti da rocce in prevalenza calcaree e dolomitiche, alcuni di notevole altitudine, come il gruppo della Presolana*. Nel suo territorio scorrono i fiumi Brembo, Serio e Dezzo, e parecchi altri loro affluenti, che conferiscono al paesaggio una grande ricchezza d’acqua. Il parco e l’educazione ambientale Il Parco propone un programma per le scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado finalizzato a far comprendere ai ragazzi la ricchezza del territorio e a capire come viene valorizzato e gestito attraverso le aree protette. I percorsi didattici Alla scoperta di tradizioni, mestieri e sapori Acqua, antica fonte di via Viaggi TraMonti "Ma guarda cosa fanno gli animali!" Autunno tempo di migrazioni: alla scoperta degli uccelli migratori In montagna con i mezzi pubblici Arte in natura Montagna Incantata E tornati a scuola… Spunti didattici interdisciplinari da sviluppare in classe L’alpeggio e l’arte casearia Tra giugno e settembre, ancora oggi, si ripete sulle Alpi Orobiche una tradizione antichissima: l’accompagnamento o il ritorno del bestiame (pecore e mucche) dai pascoli alpini. *Jolly Storia: sull’origine del nome di questa montagna si rincorrono numerose versioni, spesso ammantate di leggenda. Come quella che lo farebbe derivare dall’espressione latina "presa-alana" con riferimento ad una cruenta battaglia che vide i Romani avere la meglio sul popolo degli Alani. La maggiore concentrazione di alpeggi si ha nella Valle Brembana a Carona, Foppolo e Mezzoldo; in Valle Seriana ad Ardesio, Gandellino e Valbondione; in Valle di Scalve a Schilpario e Vilminore. Legata all’attività degli alpeggi vi è la produzione di ottimi formaggi locali, tra i quali i più tipici e rinomati sono il formaggio Branzi, il Formai de Mut e il Taleggio. Attività mineraria, fra tradizione e curiosità L’attività mineraria nelle valli bergamasche risale a epoche remote: argento, rame e ferro furono sempre estratti, in passato. Plinio scrisse che nel territorio di Bergamo esistevano miniere di calamina, minerale che serviva a preparare l’aurichalcum. Allo sviluppo dell’estrazione e della lavorazione dei minerali nelle nostre valli, intorno alla metà dell’800 concorsero anche i fratelli Isacco, Alberto e Flaminio Modigliani, rispettivamente zii e padre del famoso artista livornese Amedeo Modigliani, che nel 1874 ottennero la concessione per lo sfruttamento della miniera di calamina di Trevasco, in Valle Seriana. Camerata Cornello. Corrieri espresso ante litteram Il piccolo borgo medievale di Camerata Cornello, in alta Val Brembana, vanta tra le sue attrattive quella di essere stata la culla del sistema postale. È da qui, infatti, che nel XIII secolo la famiglia Tasso diede vita al servizio che li rese potenti e famosi per molti secoli: il trasporto della corrispondenza. Alla famiglia bergamasca appartiene anche Torquato Tasso, poeta autore della Gerusalemme Liberata. Recapiti Parco Regionale delle Orobie Bergamasche Via Camozzi, 111 - 24121 Bergamo Tel. 035224249 - Fax 035219333 [email protected] [email protected] www.parcorobie.it Parco del Serio I numeri del parco Superficie: 7.517 ha Altimetria: min 54 m s.l.m. - max 240 m s.l.m. Province: Bergamo, Cremona Istituzione: 1985 Dove & cosa Alcune informazioni sul Parco Il territorio del parco segue il percorso del fiume Serio* (da cui prende il nome), dal suo sbocco presso il centro abitato di Seriate, sino all’immissione nel fiume Adda. A dominare il paesaggio è la pianura che il fiume attraversa (prima bergamasca e poi cremonese) dove si raccolgono gli ambienti più interessanti del parco: nel tratto bergamasco le praterie magre e più a sud le cosiddette aree umide. Il parco e l’educazione ambientale Per il Parco del Serio l’educazione ambientale consiste nel far vivere ai ragazzi esperienze nell’ambito delle quali alunni e insegnanti diventano protagonisti e il territorio del Parco rappresenta quindi il laboratorio all’aperto nel quale sperimentare, conoscersi e crescere insieme. I percorsi didattici Visite naturalistiche alla Riserva Naturale della Palata Menasciutto e alle praterie magre di Malpaga L’orto Botanico a Romano di Lombardia Costruiamo la filloteca Riconosciamo i funghi I colori del Parco A tu per tu con i nostri amici alati A spasso con mappe e bussola L’archeologia nel Parco Un'industria nel parco (l’impatto ambientale di un’attività produttiva) L’analisi delle acque Il fiume tra paesaggio e architettura *Jolly Geografia: poco dopo la loro nascita, nelle Alpi Orobie, le acque del fiume Serio, danno origine alle più alte cascate di’Italia. Con un salto di 423 metri, sono le seconde in Europa e danno vita ad uno spettacolo di rara bellezza, visibile al pubblico solo in occasione dell’apertura della diga del E tornati a scuola… Spunti didattici interdisciplinari da sviluppare in classe Tracce umane dell’Età del Bronzo Oggetti e cimeli dell’Età del Bronzo rinvenuti in alcune proprietà agricole, come l’urna cineraria scoperta nel fondo di "Pianelonghe" a Cologno al Serio, confermano che i territori nell’area del Parco furono abitati fin dalla preistoria. Il fiume tra paesaggio e architettura Il fiume Serio, soprattutto nella suo tratto meridionale, ha una lunga storia di convivenza con l’uomo: fin dal Medioevo esso è stato intensamente sfruttato con la costruzione di numerosi canali e rogge per l’irrigazione e per lo sviluppo di varie attività produttive, in particolare quelle tessili legate alla lavorazione della lana, del cotone e della seta. Al giorno d’oggi un importante uso dell’acqua del Serio è rappresentato dalla produzione di energia idroelettrica. Gli insediamenti più comuni sono quelli rurali, con cascine a corte chiusa o aperta, alternati a centri abitati densamente popolati all’interno di cinte murarie (come Cologno al Serio). Numerose sono anche i baluardi difensivi ereditati dal Medioevo, come il Castello di Cavernago, la Rocca di Romano e il castello di Malpaga, che fu la residenza del condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni. Dal gelso alla filanda A partire dalla metà del 1800, la coltura del baco da seta e il lavoro nelle filande, hanno lasciato segni profondi nella civiltà contadina delle bassa bergamasca: in tutte le case veniva allevato il baco da seta, la cui attività coinvolgeva tutti i membri della famiglia. Le ragazze, soprattutto quelle più giovani, lavoravano alla filanda, impegnate nel malsano lavoro di trattura e filatura della seta. Recapiti Parco del Serio Piazza Rocca, 1 - 24058 Romano di Lombardia (BG) Tel. 0363901455 - Fax 0363902393 [email protected] www.parcodelserio.it Barbellino che dal 1932 ne imprigiona le acque. Una leggenda popolare fa risalire l’origine delle cascate al pianto disperato di una fanciulla che una nobildonna gelosa fece rapire e rinchiudere nelle prigioni di un castello sulle alture del Barbellino. Indice Premessa 1 Per una scuola nei parchi 2 Educazione Ambientale e scuola 5 I parchi regionali della provincia di Bergamo Parco Adda Nord 6 Parco dei Colli di Bergamo 8 Parco Oglio Nord 10 Parco delle Orobie Bergamasche 12 Parco del Serio 14