IL COORDINAMENTO DEI CLUB DEGLI ALCOLISTI IN TRATTAMENTO IN UN’OTTICA DI SERVIZIO Guido Guidoni, Angela Tilli Brescia 5 febbario 2011 “All’inizio esse [le Associazioni] si pongono al servizio dei club, 2 aiutandoli in svariate maniere, ma poi può accadere che vadano ad impelagarsi in programmi estranei ai compiti essenziali per il funzionamento dei club: non si deve dimenticare che sono sorte in funzione solo di aiuto e assistenza dei club. Invece, alcune tra le Associazioni hanno proposto e introdotto statuti sempre più complicati, conservanti ben pochi obblighi dell’associazione verso il club e sempre più obblighi del club verso l’associazione, ed inoltre può accadere che in essi si ponga l’accento su programmi estranei alle immediate necessità delle famiglie nei club…. Le elezioni per il direttivo talora somigliano a elezioni politiche, con candidati che fanno promesse su attività da svolgersi in caso di vittoria, senza far caso al bisogno che hanno i club di conoscersi quanto meglio possibile e di cooperare tra di loro. Il club e l’associazione non dovrebbero attivarsi nei programmi all’infuori del programma ecologico e degli interessi delle famiglie inserite. Sia l’Associazione che gli operatori [servitori-insegnanti] nel sistema servono le famiglie e i club… Una delle forme dell’attività delle Associazioni su vari livelli consiste nell’organizzazione dei convegni delle famiglie e dei club, fra i quali un posto a parte ha l’interclub.” (Hudolin, 1994) 3 Il Coordinamento del lavoro fra i club è un problema delicato…… (Hudolin, 1994) Bisognerebbe rivolgere un’attenta considerazione alla qualità organizzativa del Club, delle Associazioni dei Club e di tutte le altre attività che ne discendono. L’organizzazione deve rispettare le idee ecologico-sociali, etiche e antropologicospirituali che sono alla base della teoria ecologico-sociale. In base a quanto detto e anche in base all’esperienza passata, ci chiediamo se ha senso mantenere delle forme associative così come le conosciamo. O se piuttosto non sia da preferire una modalità di funzionamento non strutturata, una sorta di coordinamento funzionale dei Club che abbia il semplice scopo di creare le condizioni per le quali i Club possano incontrarsi e comunicare liberamente… come oggi. Niente di più, niente di meno. (Guidoni e Tilli, 2009) 4 Il sistema ecologico-sociale è costituito da tutti coloro che operano secondo il modello ecologico sociale (club, corsi di formazione, associazioni, ecc.) e che le associazioni rappresentano solamente una delle istanze, peraltro mai definita come necessaria dal Prof. Hudolin, mentre la centralità del sistema appartiene sicuramente al club L’appartenenza al sistema ecologicosociale discende solamente dall’essere membro di un club (nessuno ha titolo di conferirla o toglierla) 5 6 VERSO UN MODELLO DI COORDINAMENTO DEI CLUB DEGLI ALCOLISTI IN TRATTAMENTO (in dodici passi …) 7 1. Ogni club è autonomo ed indipentente da qualsiasi istituzione pubblica o privata e con il suo funzionamento rappresenta l’”organizzazione di base” del sistema ecologico-sociale” Non è necessaria una formalizzazione attraverso statuti regolamenti, iscrizioni a albi, ecc. Ogni club ha un suo recapito telefonico (e anche un indirizzo mail) 8 2. Ogni Club collabora con i Club dello stesso territorio e con i servizi per la protezione e promozione della salute della comunità per lo sviluppo dei programmi alcologici territoriali. Autonomia nelle iniziative territoriali e nelle relazioni istituzionali Impegno per l’aumento del numero dei club Scuole Alcologiche Territoriali di III livello 9 3. Il coordinamento tra club non costituisce un livello organizzativo necessario: laddove se ne ravvisa la necessità questa ha solo funzioni di servizio al fine di garantire un miglioramento delle attività dei singoli Club di un determinato territorio. Ogni Club è libero di decidere se aderire o meno ai coordinamenti di vario livello Non è necessaria una formalizzazione attraverso statuti, regolamenti, ecc. 10 4. Ogni coordinamento locale, al fine di servire adeguatamente le necessità dei Club che vi aderiscono, non raggruppa più di 12 Club. Livelli più ampi di coordinamento possono essere previsti ogni 50 Club (livello sovrazonale), ogni 500 Club, fino al livello nazionale. Non è vincolante il criterio geografico ma prevale quello funzionale 5. Per ogni livello di coordinamento vengono individuate i compiti ordinari che rappresentano quelli di gran lunga più importanti cui dedicare la gran parte delle risorse Coordinamento locale – aumento del numero dei club – scuole alcologiche territoriali I e II livello – interclub – aggiornamento per servitori insegnati – ricerca – pubblicazioni/indirizzari club – rapporti con comunità locale/istituzioni 11 12 Coordinamento sovrazonale (provinciale/regionale) – corso di sensibilizzazione – interclub – corsi monotematici – pubblicazioni/opuscoli/indirizzari – rapporti con istituzioni Coordinamento nazionale – interclub – Pubblicazioni/opuscoli/indirizzari/sito web – rapporti con istituzioni 13 6. In generale più ci si allontana dal Club e meno sono le attività sviluppate direttamente dal livello di coordinamento che si propone esclusivamente come un riferimento di coordinamento organizzativo, conoscenza, scambio di esperienze. Meno adempimenti formali e burocratici ci sono meglio è. 14 7. Il coordinamento si comporta nei confronti dei singoli Club così come il servitore-insegnante si comporta con le famiglie del Club di cui è membro. intervenire solo laddove c’è qualche problema che possa richiede un intervento e comunque si dovrebbe sempre stimolare i Club, come fa il servitore con le famiglie, ad attivarsi nella comunità locale, senza mai sostituirsi ad essi facilita la piena responsabilità dei membri nelle scelte e nella gestione di queste meno fa meglio è! 15 8. Il funzionamento del coordinamento viene garantito attraverso un gruppo di coordinamento funzionale con incarichi (non cariche) e gruppi di lavoro a tempo fra i membri di Club che aderiscono al coordinamento; i gruppi di lavoro vengono organizzati per la realizzazione delle attività ordinarie non ci sono mai votazioni e elezioni!!! solo i Club hanno i Presidenti 16 9. Il numero delle riunioni del coordinamento è contenuto: non oltre una ogni due mesi a livello locale e sempre meno per i livelli di coordinamento più ampi Far sì che siano sempre più i club a lavorare (p.e. interclub) Favorive la partecipazione Liberare energie 17 10. All’interno delle riunioni e delle altre attività del coordimanntole questioni si affrontano “come al club”: gli eventuali problemi si discutono di persona e non per scritto, si decide senza votare, si affrontano i problemi partendo dal cambiamento personale (formazione) Anche a livello dei vari coordinamenti ci si impegna per la promozione della pace, della solidarietà, dell’amicizia, dell’amore e per il cambiamento della cultura generale (compresa quella delle logighe di potere che sottondono p.e. le definizioni di maggioranze e minoranze) 18 Un tendenza attuale è quella di fare prevalere l’aspetto associativo all’interno del lavoro. Ciò implica l’introdurre un metodo “politico” di procedere, secondo il quale le scelte vengono fatte “a maggioranza” come se questo criterio possa legittimare qualcuno a dire ad altri cosa dovrebbero fare. Secondo l’approccio ecologico sociale le ragioni che dovrebbero prevalere non sono quelle della maggioranza ma, al contrario, quelle delle minoranze, e l’attenzione che intendiamo promuovere è verso gli ultimi, anche all’interno del nostro sistema: ciò si può sintetizzare nel fatto che l’obiettivo del lavoro, a tutti i livelli, non è quello di dare indicazioni sui comportamenti da seguire ma piuttosto quello di creare le condizioni nelle quali ognuno abbia la possibilità di fare le proprie scelte personali, familiari, comunitarie. (Guidoni, 2008) Gli inevitabili conflitti e contraddizioni presenti all’interno di una comunità secondo il principio di flessibilità e diversità andrebbero risolti non per mezzo di decisioni rigide ma stabilendo un equilibrio dinamico poiché entrambe le posizioni di un conflitto sono importanti in quanto contribuiscono alla diversità. Inoltre poiché la causalità nei sistemi è circolare non si può stabilire chi ha torto o chi ha ragione ma come sia possibile migliorare l’interazione con vantaggio reciproco. 19 Questo significa che ciò che è importante è la comunicazione, la discussione, lo scambio, e non il trovare la soluzione perfetta. (Angela Tilli, 2006) 20 Quindi la diversità non solo non è un valore negativo ma è una necesita’ per la sopravvivenza! 21 11. Come nei club, così nei vari livelli di coordinamento e nelle attività da questi promosse, si favorisce una sempre maggiore equità di presenze tra servitoriinsegnati e membri di famiglie dei club ma anche tra giovani, adulti ed anziani ed anche in modo particolare tra uomini e donne 22 12. Come nel club ogni livello di coordinamento si dota di modalità di autovalutazione del proprio operato (schede, incontro di verifica, ecc) ricordandosi che in ogni caso l’obbiettivo finale è sempre l’aumento del numero dei club e delle famiglie che partecipano ai club 23 Autonomia L’equilibrio per il futuro dei Club Comunicazione e Cooperazione www.alcoholnet.net Grazie per l’attenzione!