UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PAVIA
Divisione Personale Docente – Ufficio Concorsi
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Divisione Personale Docente
D.R. n. 1134-2004
OGGETTO: Approvazione Atti procedura di valutazione comparativa n. 1
posto di Ricercatore Universitario – ssd L-FIL-LET/12 –
Facoltà di Lettere e Filosofia.
Prot. n.: 36773
Titolo VII/I
IL RETTORE
VISTO il T.U. delle leggi sull’Istruzione Superiore, approvato con R.D. 31.08.1933, n. 1592;
VISTA la legge n. 168/89
VISTA la Legge 03.07.1998, n. 210;
VISTA la legge 26.10.1999, n. 370;
VISTO il D.P.R. 23.03.2000, n. 117;
VISTO il D.R. n. 379/conc. del 19.03.2004 il cui avviso è stato pubblicato sulla G.U. – IV^
serie speciale n. 28 del 09.04.2004 con cui sono state indette le procedure di valutazione
comparativa per la copertura di n. 23 posti di ricercatore universitario;
VISTO il D.R. n. 429-2004 del 30.07.2004 pubblicato nella G.U. – IV^ serie speciale n. 64 del
13.08.2004, con il quale è stata costituita fra le altre la Commissione giudicatrice della
procedura di valutazione comparativa per la copertura di n. 1 posto di ricercatore
universitario di ruolo per il Settore Scientifico Disciplinare L-FIL-LET/12 – LINGUISTICA
ITALIANA presso la Facoltà di Lettere e Filosofia;
ACCERTATA la regolarità formale degli atti costituiti dai verbali delle singole riunioni, dei
quali costituiscono parte integrante i giudizi individuali e collegiali espressi su ciascun
candidato, nonché dalla relazione riassuntiva dei lavori svolti;
D E C R E T A
Sono approvati gli atti della Commissione giudicatrice della procedura di valutazione
comparativa per la copertura di n. 1 posto di Ricercatore universitario di ruolo settore
scientifico-disciplinare L-FIL-LET/12 – LINGUISTICA ITALIANA presso la Facoltà di
Lettere e Filosofia di questo Ateneo.
E’ dichiarato vincitore il candidato: Dott. Giuseppe POLIMENI.
Pavia, 29/10/2004
IL RETTORE
Roberto SCHMID
F.to P. Vita Finzi
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SP/PM/sc
PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO
DI RICERCATORE UNIVERSITARIO PER IL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE LFIL-LET/12 (LINGUISTICA ITALIANA) PRESSO LA FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA
DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA INDETTA CON D.R. N. 379 del 19. III. 2004 IL CUI
AVVISO È STATO PUBBLICATO SULLA G.U. IV - N. 28 DEL 9. IV. 2004.
RELAZIONE FINALE
Il giorno 21 ottobre 2004 alle ore 14,30 si riunisce presso il Dipartimento di Scienza
della Letteratura e dell’Arte medievale e moderna, Sezione Letteratura, dell’Università
degli studi di Pavia, la Commissione giudicatrice della suddetta valutazione comparativa,
nelle persone di:
Prof. Angelo Stella
Prof. Carlachiara Perrone
Dott. Bianca Maria Marchesi
per redigere la seguente relazione finale.
La Commissione ha tenuto complessivamente n. 8 riunioni iniziando i lavori il 20
settembre 2004 e concludendoli il 21 ottobre 2004.
Nella prima riunione del 20 settembre 2004 la Commissione ha immediatamente
provveduto alla nomina del Presidente nella persona del Prof. Angelo Stella e del
Segretario nella persona del Dott. Bianca Maria Marchesi.
La Commissione ha rilevato che tra i suoi componenti non sussisteva nessuna causa di
astensione prevista dall’ art. 51 del Codice di Procedura Civile.
Ognuno dei componenti ha dichiarato di non avere relazioni di parentela ed affinità entro il
4° grado incluso con gli altri commissari (art. 5 comma 2 D.Lgs 7/5/1948, n. 1172).
La Commissione ha quindi preso visione del Bando e ha stabilito i criteri di massima per
procedere alla valutazione comparativa.
La Commissione ha inoltre proceduto, ai sensi dell’art. 9 del D.R. di indizione della
procedura di valutazione, a predeterminare i criteri di massima per procedere alla
valutazione comparativa. Tali criteri sono stati consegnati immediatamente al responsabile
del procedimento il quale ne ha assicurato la pubblicità presso la sede del Rettorato e
della Facoltà che ha richiesto il bando.
La Commissione ha stabilito di valutare in primo luogo il curriculum, i titoli e le
pubblicazioni scientifiche, presentati da ciascun candidato, per le quali è stato fissato il
limite massimo di 20 (venti).
La commissione ha deliberato altresì che nelle valutazioni dei titoli si debba tener conto
della coerenza degli stessi con gli indirizzi e le metodologie delle ricerche pertinenti al
settore scientifico disciplinare specificato dal bando.
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Pertanto, la Commissione, nel valutare il curriculum, i titoli e le pubblicazioni scientifiche
dei candidati, prenderà in considerazione i seguenti criteri:
a) originalità ed innovatività della produzione scientifica e rigore metodologico;
b) apporto individuale del candidato analiticamente determinato nei lavori in collaborazione
(per enucleare l’apporto individuale del candidato, la Commissione terrà conto dell’ordine
dei nomi: guida, estensore, coordinatore; della coerenza con il resto dell’attività scientifica;
della notorietà di cui gode il candidato nel mondo accademico);
c) congruenza dell'attività del candidato con le discipline ricomprese nel settore scientifico
disciplinare per il quale è bandita la procedura ovvero con tematiche interdisciplinari che le
comprendano;
d) rilevanza scientifica della collocazione editoriale delle pubblicazioni e loro diffusione
all’interno della comunità scientifica;
e) continuità temporale della produzione scientifica anche in relazione alla evoluzione delle
conoscenze nello specifico settore scientifico-disciplinare;
f) rinomanza nel settore scientifico-disciplinare stabilita anche sulla base di inviti ufficiali a
presentare relazioni sia su riviste che a congressi internazionali;
g) rilevanza dei premi e dei riconoscimenti conseguiti in relazione all’attività scientifica.
Per i fini di cui sopra, la Commissione, attenendosi a parametri condivisi, rivolgerà
particolare attenzione alla originalità, alla organicità interdisciplinare, al rigore
metodologico.
Costituiranno in ogni caso titoli da valutare specificatamente nella valutazione
comparativa:
a) l’attività didattica svolta anche all'estero;
b) i servizi prestati negli Atenei e negli Enti di ricerca italiani e stranieri;
c) l’attività di ricerca, comunque svolta, presso soggetti pubblici e privati italiani e stranieri;
d) i titoli di dottore di ricerca, la fruizione di borse di studio finalizzate ad attività di ricerca;
e) il servizio prestato nei periodi di distacco presso i soggetti di cui all'art. 3 comma 2, del
decreto legislativo 27/07/1999 n. 297;
f) l’organizzazione, direzione e coordinamento di gruppi di ricerca;
g) il coordinamento di iniziative in campo didattico e scientifico svolte in ambito nazionale
ed internazionale.
Per i fini di cui sopra la Commissione opererà in base a criteri e parametri condivisi,
rivolgerà particolare attenzione sia alla organizzazione e al coordinamento delle ricerche,
sia all’attività didattica svolta in proprio.
Dopo la valutazione dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche, i candidati sosterranno:
1a) una prima prova scritta consistente nella trattazione di aspetti generali del settore
scientifico disciplinare L-Fil-Let/12.
La prova sarà valutata tenendo conto dei seguenti criteri:
comprensione e approfondimento del tema assegnato, grado di aggiornamento mostrato
dal candidato in relazione all’argomento proposto, chiarezza e correttezza espositiva.
1b) una seconda prova scritta applicativa avente ad oggetto uno specifico aspetto del
settore scientifico disciplinare.
La prova, consistente in una trattazione sotto forma di elaborato scritto con relazione
scritta riguardante uno o più aspetti del settore L-Fil-Let/12, sarà valutata tenendo conto
dei seguenti criteri: precisione interpretativa del documento, grado di conoscenza
dell’argomento, impostazione della problematica, correttezza terminologica, precisione ed
eleganza espositiva.
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2) una prova orale pubblica vertente sulla discussione di aspetti generali e specifici del
settore disciplinare, tramite estrazione a sorte di quesiti individuati per ogni candidato
prima dell’inizio della prova orale, sulla discussione delle prove scritte e degli eventuali
titoli.
La prova orale sarà valutata tenendo in considerazione i seguenti criteri: padronanza e
grado di aggiornamento mostrati dal candidato a riguardo delle tematiche di ricerca
afferenti al settore, organicità, gerarchia argomentativa, chiarezza e sinteticità della
presentazione orale.
Ai sensi del bando i candidati potranno presentare, come già detto, un numero massimo
di venti pubblicazioni
Dopo aver individuato i criteri di massima, la Commissione ha preso visione dell’elenco dei
candidati compresi nell’elenco fornito dall’Amministrazione (Allegato 1 Verb. 1)
Ognuno dei componenti ha dichiarato di non avere relazioni di parentela ed affinità entro il
4° grado incluso con i candidati (Art. 5, comma 2, D.L.G.S. 07/05/1948, n. 1172) e che non
sussistevano le cause di astensione di cui all’art. 51 del Codice di Procedura Civile.
È stato quindi fissato il calendario delle prove come segue:
Prima prova scritta: giorno 20 ottobre 2004 ore 09,00
Seconda prova scritta: giorno 20 ottobre 2004 ore 15,00
Prova orale: giorno: 21 ottobre ore 10,00.
Nella seduta del 19 ottobre 2004 la Commissione, ha accertato che i criteri generali fissati
nella precedente riunione sono stati resi pubblici per almeno sette giorni presso l'Albo
Rettorale e l'Albo della Facoltà che ha richiesto il posto.
La Commissione, presa visione dell’elenco dei candidati al concorso trasmesso
dall’Amministrazione, delle pubblicazioni effettivamente inviate, delle esclusioni operate
dagli uffici e delle rinunce pervenute, ha deciso che i candidati da valutare ai fini del
concorso erano n. 4 (quattro), e precisamente:
1. Barbara Businaro
2. Roberto Fontanot
3. Giuseppe Polimeni
4. Roberto Vetrugno
Per la valutazione delle pubblicazioni e dei titoli di ciascun candidato la Commissione ha
tenuto conto dei criteri indicati nella seduta preliminare del 19 settembre 2004.
Al termine della disamina ciascun componente ha provveduto, caso per caso, alla
valutazione della documentazione presentata dai candidati e ha formulato il proprio
giudizio.
Verificato che i singoli membri avevano concluso le fasi attinenti alla formulazione dei
giudizi individuali, (allegato C verb. 2) la Commissione ha preso atto di questi ultimi e li ha
uniti al verbale n. 2 come parte integrante dello stesso.
Si è quindi passati alla fase successiva riguardante l’esame e la valutazione collegiale dei
titoli e delle pubblicazioni presentati da ciascun candidato (allegato D verb.2).
Nella prima seduta del 20 ottobre 2004 la Commissione, presente al completo, ha
predisposto per la prima prova scritta tre temi ed è stato sorteggiato il tema n. 2 di cui al
verbale n. 3.
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Nella seconda seduta del 20 ottobre 2004 la Commissione, presente al completo, ha
predisposto per la seconda prova scritta tre temi ed è stato sorteggiato il tema n. 3 di cui al
verbale n. 4.
Nella terza seduta del 20 ottobre 2004 la Commissione ha provveduto alla riunione degli
elaborati.
All’operazione hanno assistito i candidati Giuseppe Polimeni e Roberto Vetrugno che
hanno partecipato alle prove scritte (verbale 5).
Nella prima seduta del 21 ottobre 2004 la Commissione si è riunita per procedere alla
valutazione degli elaborati scritti.
Esaminati gli elaborati, ogni commissario ha formulato per ognuno di essi un giudizio
individuale (allegato n. 1 verb. 6) ed in seguito la Commissione ha espresso sugli stessi
un giudizio collegiale (allegato n. 2 verb. 6).
I testi di entrambe le prove sono stati allegati al verbale n. 6 e ne costituiscono parte
integrante.
Nella seconda seduta del 21 ottobre 2004 la Commissione si è riunita per l’espletamento
della prova orale pubblica.
Al termine della prova di ogni candidato ciascun commissario ha espresso il proprio
giudizio che è stato allegato al verbale n. 7 (allegato 1).
Al termine delle prove di tutti i candidati la Commissione ha espresso i giudizi collegiali che
sono stati allegati al verbale n. 7 (allegato 2).
Infine, la Commissione ha provveduto alla valutazione comparativa dei candidati,
esprimendo i seguenti giudizi complessivi, dati dalla comparazione dei giudizi individuali e
collegiali espressi sui candidati in tutte le fasi della procedura di valutazione:
Candidato Giuseppe Polimeni
Giudizio: Il candidato si presenta con una nutrita serie di pubblicazioni scientifiche, che
evidenziano una precisa linea di ricerca nell’ambito della Lingua e della storia della Lingua
italiana. Le prove d’esame confermano la sua attenzione alle proposte metodologiche e ai
risultati più innovativi in materia, capacità di analisi e sintesi, e una particolare attitudine
alla illustrazione didattica.
Candidato Roberto Vetrugno
Giudizio: Il candidato si presenta con un numero limitato di pubblicazioni. Le prove di
esame rivelano in lui attitudini di ricerca singolari, rivolte al quadro generale della
comunicazione, ai diversi livelli sociali e culturali, soprattutto nel momento contemporaneo.
Dal suo antitradizionale angolo prospettico, corretta una metodologia spiegabilmente
sussultoria, sono venuti e potranno venire contributi innovativi.
Al termine, la Commissione, dopo ponderata valutazione comparativa, sulla base dei
giudizi complessivi relativi a ciascun candidato, all’unanimità dei componenti, ha indicato il
candidato GIUSEPPE POLIMENI VINCITORE della procedura di valutazione comparativa a n.
1 posto di Ricercatore universitario per il settore scientifico disciplinare L-FIL-LET./12
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presso la Facoltà di Lettere e Filosofia indetta con D.R. N. 379 del 19 marzo 2004, il cui
avviso è stato pubblicato sulla G.U. IV - N. 28 del 19 aprile 2004.
La Commissione con la presente relazione finale dichiara conclusi i lavori e raccoglie tutti
gli atti concorsuali in un plico che viene chiuso e sigillato con l’apposizione delle firme di
tutti i commissari sui lembi di chiusura.
Il plico, contenente duplice copia dei verbali delle singole riunioni, dei quali costituiscono
parte integrante i giudizi individuali e collegiali espressi su ciascun candidato e duplice
copia della relazione finale dei lavori svolti, nonché un floppy disk contenente tutti gli atti
sopraindicati, viene consegnato dal Presidente al Responsabile del procedimento il quale
provvederà a trasmettere al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca la
relazione riassuntiva dei lavori, con annessi i giudizi individuali e collegiali, per la
pubblicazione sul “Bollettino Ufficiale”.
La seduta è tolta alle ore 15,45.
Il presente verbale viene redatto, letto e sottoscritto seduta stante.
Pavia, 21 ottobre 2004.
LA COMMISSIONE
Prof. Angelo Stella
Prof. Carlachiara Perrone
Dott. Bianca Maria Marchesi
BARBARA BUSINARO
Giudizio del commissario Angelo Stella
La dott. Businaro si è laureata il 19 marzo 2001 in Lettere Moderne (110/110 e lode)
presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale, sede di Vercelli, presentando una
tesi in Linguistica applicata dal titolo Scusarsi. Analisi di un atto convenzionale. Iscritta nel
novembre 2001 al dottorato di ricerca in Linguistica presso l’Università degli Studi di Pavia,
lo sta per concludere; grazie a un’assegnazione Progetto Giovani Ricercatori della stessa
Università ha coordinato nell’a. a. 2002-2003 l’elaborazione di un eserciziario interattivo di
Linguistica generale (EseLING2003). Grazie a un contratto mensile di prestazione d’opera
occasionale (febbraio 2003) ha etichettato i dati trascritti di italiano L2 presso il
Dipartimento di Linguistica dell’Università di Pavia; ha pure ottenuto un incarico di tutorato
per l’a. a. 2003-2004; ha partecipato a Convegni; ha insegnato materie letterarie nelle
scuole medie.
In una produzione ancora limitata, tangente ai problemi della Linguistica italiana ma solo
propedeutica alla Storia della lingua italiana, merita attenzione il saggio Lo scusarsi tra
convenzione e conversazione, apprezzabile analisi di 596 frammenti conversazionali
contenenti enunciati di scusa.
Da valutare positivamente anche il risultato didattico del sussidio informatico.
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Queste prime prove saggistiche rivelano nella dott. Businaro conoscenza dei metodi e
possesso degli strumenti, attitudine alla ricerca linguistica, soprattutto in ambito sincronico
e teoretico.
ROBERTO FONTANOT
Giudizio del commissario Angelo Stella
Il candidato si è laureato a Trieste in Glottologia nel 1992, con una tesi dal titolo Nuovi
contributi allo studio del dialetto triestino, premiata nel 1993 con la Minerva d’argento; ha
conseguito nel 1996 il titolo di dottore di ricerca in «Linguistica italiana» a Firenze con una
tesi su La toponomastica istriana: studio storico-linguistico.
Ha fruito di contratti di ricerca per indagini sulla toponomastica istriana, presso l’Università
di Trieste finalizzate alla realizzazione di un “Dizionario Toponomastico Istriano”
(novembre 1999 − novembre 2000) e presso l’Università di Siena per una ricerca parallela
su Il mutamento in toponomastica (dicembre 1999 − dicembre 2000).. E insieme (ottobre
1998 - ottobre 2000) ha ottenuto una borsa di studio biennale di post-dottorato, ancora
presso l’Università di Siena, per una ricerca su Lineamenti di storia linguistica dell’Istria
dall’antichità ai giorni nostri;
Dall’ottobre 2002 all’ottobre 2003 ha fruito di una borsa di studio CNR. presso la Facoltà di
Lettere e Filosofia dell’Università di Fiume, Croazia, sede di Pola, e ha compiuto una
ricerca su Tre anime per una città: storia linguistica di Pola fra Italiani, Slavi e Tedeschi;
Nel trimestre febbraio-aprile 2004 ha fruito presso la stessa Università di una borsa
NATO.-CNR. “Senior” per una ricerca su L’ittionimia istriana.
Nell’a. a. 2001-2002 ha svolto con un contratto integrativo Esercitazioni di Linguistica
generale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste.
Il dottor Fontanot presenta una omogenea serie di saggi a stampa che si dispongono in tre
direzioni: ricerche sul dialetto triestino.
Anzitutto sul lessico a integrazione lemmatica e storico-etimologica (Noterelle etimologiche
triestine) dell’opera del maestro Mario Doria: con i saggi sulla formazione delle parole (Sui
suffissi del dialetto triestino) e sugli influssi lessicali (Gli elementi turchi nel dialetto
triestino), si segnalano i due articoli lessicografici derivati dalla tesi di laurea: Nuovo
supplemento al Dizionario del dialetto triestino, in cui sono esaminati più di ottocento voci
assenti nel Grande Dizionario del Dialetto Triestino di Mario Doria; e Integrazioni
semantiche ed idiomatiche al GDDT, che aggiungono significati non attestati, illustrano
proverbi e locuzioni.,
In secondo luogo si hanno puntuali indagini toponomastiche in area istriana, che rivelano,
nella loro sistematicità, profonda conoscenza della storia, competenza dialettale,
padronanza dei meccanismi dell’evoluzione linguistica e dell’etimologia: I nomi di Muggia,
Pucinum − Opčina − Opicina e Sulla patria di S. Nazario.
Sempre alla privilegiata area istriana si rivolgono, ma con oggetto l’italiano regionale,
Retrodatazioni italiane in Istria e La lingua italiana in Istria.
Continua l’attenzione critica alla bibliografia sempre all’interno dello spazio culturale che
quasi monopolizza le sue indagini (Bibliografia di Mario Doria (1983-1997); coerenti a
questo insieme la rassegna bibliografica.
Nell’insieme la produzione scientifica del candidato rivela attitudine e capacità collaudata
alla ricerca, i cui risultati, anche se prevalenteenete dialettologici e geolinguisticamente
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concentrati e intesi alle decodifica degli eventi e del vocabolario più che dei testi, lo
rendono meritevole di attenzione nella presente procedura comparativa.
GIUSEPPE POLIMENI
Giudizio del commissario Angelo Stella
Ancor prima della laurea ha fruito di una borsa di studio dell’Istituto “Luigi Sturzo” di Roma
per ricerche sulla storia lombarda, poi confluite nel volume a cura di C. Barberis, Le
campagne italiane. Dal Medioevo al Settecento, 1997:
Si è laureato in Lettere il 28 settembre 1995 con 110/110 e lode presso l’Università degli
Studi di Pavia, discutendo una tesi in Storia della lingua italiana dedicata all’opera dello
scrittore calabrese Saverio Strati. Dall’ottobre successivo al giugno 1998 ha fruito di un
assegno per collaborare alle catalogazioni e ai regesti nell’ambito della attività del Centro
di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei. Ha poi ottenuto
una borsa di ricerca nell’ambito del progetto di ricerca CIBIT su “Problemi di uniformazione
grafica e paragrafematica relativi a testi di diversa età e base testimoniale”.
Nel 2000 ottiene l’abilitazione all’insegnamento d’italiano, storia e geografia nella scuola
media e negli istituti tecnici (classe 43a e 50a), e quella d’italiano e latino nei licei (classe
51a); − nell’a. s. 2001-2002 sarà titolare di materie letterarie nella scuola media statale «E.
Fermi» di Magherno (PV); superate le prove concorsuali, dall’a. s. 2003-2004 è docente di
ruolo nel liceo classico di Voghera (PV).
Consegue nel 2002 il titolo di dottore di ricerca in Filologia moderna presso l’Università di
Pavia, discutendo una tesi su Gli scartafacci di Mangiafuoco. I copioni per marionette della
famiglia Rame; tesi che ha ottenuto a pari merito il premio Natalino Sapegno;
Nell’a. a. 2001-2002 ha un contratto per il Laboratorio di didattica della cultura e della
civiltà letteraria italiana (20 ore, classe 43a) presso la Scuola di specializzazione per
l’insegnamento (SILSIS.) di Pavia; nell’a. a. 2003-2004 ha un altro contratto per
l’insegnamento di Storia della lingua italiana (30 ore) nel corso di laurea in lettere presso la
Facoltà di Lettere di Pavia; e di un contratto per Didattica della lingua italiana (30 ore
complessive) per le classi d’insegnamento 51a/52a presso la SILSIS. di Pavia;
Nell’a. a. 2002-2003 era stato titolare di un assegno di studio annuale presso l’Università
di Pavia e aveva avviato una ricerca sul volgarizzamento De proprietatibus rerum di
Bartolomeo Anglico dovuto a Vivaldo Belcazer;
Ha partecipato a seminari e tenuto lezioni ed esercitazioni, oltre che presso l’Università di
Pavia, in istituzioni di promozione culturale.
Le ricerche del candidato hanno affrontato anzitutto tematiche sostanzialmente letterarie,
sia pure con l’indispensabile corredo di strumenti linguistico-stilistici e critici (dalla critica
semantica alla sociologia della letteratura), applicati con sicura consapevolezza. In questo
ambito di ricerca si fanno apprezzare, in una pur breve distanza cronologica che però
scandisce la maturazione del giovane studioso, la cura di Anna e Bruno.Rami di un
romanzo inedito di R.Bilenchi, e soprattutto l’esemplare catalogo dell’epistolario tra E.
Montale e M.L.Spaziani, strumento certo di servizio ma ricco, senza ostentazione, di
preziose notizie e di puntuali rilievi critici.
Rilevato l’interesse per la cultura calabrese tra Corrado Alvaro e Saverio Strati, si
sottolineano le informate e acute indagini su minori e maggiori del nostro Novecento , dalle
lettere di Cesare Angelini ai “vuoti della biblioteca” di C.E.Gadda, dove sono, con più
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attenzione alle strutture linguistiche, analizzate le annotazioni gaddiane all’antologia Canti
alpini di Ballarati-Serra del 1924, con verifica delle presenze nella produzione letteraria del
grande milanese, e a conferma prospettica della sua acrobatica costituzione espressiva.
La conversione verso una più vasta e organica prospettiva storico-linguistica è segnata
dalla tesi di dottorato, Gli scartafacci di Mangiafuoco, dove il candidato propone in
edizione critica nove copioni del teatro delle marionette, databili intorno alla fine del sec.
XIX, e rappresentati in ambito lombardo-piemontese. La nota linguistica illustra la
fisionomia troppo colta e semicolta di questi testi, per il gioco (nella scrittura e forse più
nella recitazione) dei dialetti (uno di base, uno occasionale, specifico dei luoghi delle varie
rappresentazioni), di italiano e di forestierismi, in funzione anche della caratterizzazione di
maschere, personaggi e coinvolgimento del pubblico. La Nota ai testi non si limita a una
descrizione grammaticale, ma gradua e misura le varietà repertoriali.
Capacità di indagine documentaria e di ricostruzione storico-linguistica, oltre che critica,
sono documentate dalle ricerche sulla cultura e la letteratura a Pavia, ma anche in Italia e
in Europa, nello scorcio del secolo XVIII, confluite nei due interventi sul Bertola, «De la
risorta Atene i chiari ingegni» e Dal carteggio (dedicato alla sua corrispondenza con Luigi
Malaspina).
Da apprezzare, in ambito specificatamente storico-linguistico, le Note testuali e linguistiche
e il ricco Glossario dei termini volgari collocati nel volume Herbe pincte (pp. 101-108 e
145-63) dove viene edito il volgarizzamento del Macer (ms. MA 592 della Bibl. Civica “A.
Mai” di Bergamo), localizzato con indizi inconfutabili in area padovana. Questo lavoro può
essere considerato una sicura prova di analisi storico-grammaticale di una scripta
medievale.
Infine, con il recente saggio dedicato a Pietro da Barsegapè, al di là del riferimento a dati
acquisiti sulla coinè lombarda trecentesca, il candidato suggerisce degli interventi testuali
innovativi anche rispetto al Salvioni e a saggi più recenti, suggerendo una ricostruzione
virtuale della lingua del poeta-soldato milanese, compromessa dal tardo copista,
leggendovi la mano e la mente militare.
La produzione scientifica intensa, puntuale e puntualizzante, la partecipazione a progetti di
ricerca promossi da noti Centri di studio, l’attività didattica svolta in corsi universitari o di
specializzazione per insegnanti, rendono il dottor Polimeni meritevole di alta
considerazione ai fini della presente procedura di valutazione comparativa.
ROBERTO VETRUGNO
Giudizio del commissario Angelo Stella
Laureato il 22 marzo 2000 (110/110 e lode) in Lettere Moderne presso l’Università di
Pavia, con una tesi su La formazione delle parole, la formazione dell’uomo di corte: analisi
di parole-tema del “Cortegiano” di Baldesar Castiglione;
Nel 2000 ha fruito di una borsa di studio dell’Università di Pavia per seguire un corso di
formazione per collaboratori del Lessico Etimologico Italiano (LEI) presso la Facoltà di
Romanistica dell’Università di Saarbrücken.
Ha poi frequentato il dottorato in Linguistica e Stilistica italiana presso l’Università di
Bologna, dove ha conseguito il 5 maggio 2003 il titolo di dottore di ricerca; presso questa
Università ha coordinato l’attività dell’équipe dell’Osservatorio linguistico sull’italiano
contemporaneo.
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Presso l’Università di Pavia negli a. a. 2001-2002 e 2002-2003 è stato titolare di due
contratti di collaborazione scientifica all’interno del progetto di cofinanziamento nazionale
CIBIT − Biblioteca italiana; e ha svolto nell’a. a. 2002-2003 attività di tutorato per studenti
tunisini interessati a conseguire il diploma di biennio specialistico per stranieri;
È cultore di Storia della lingua italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università di Pavia, dove attualmente fruisce di un assegno di ricerca di Linguistica
italiana.
Nell’a. s. 2003-2004 ha avuto incarichi di insegnamento delle materie letterarie per
supplenza presso istituti di scuola media inferiore e superiore.
Le pubblicazioni di rilievo del dottor Vetrugno si limitano a un interessante articolo La
critica letteraria, dove si analizzano la grammatica, lo stile, le componenti retoriche delle
recensioni pubblicate nel 2002 in sei settimanali a diffusione nazionale; e alla curatela
editoriale del romanzo Gina di Luigi Romani, chiuso da una postfazione che penetra nella
dicitura narrativa, anticipatamente d’appendice, e ne scopre le tessere espressive
melodrammatiche
La tesi di dottorato, Testualità e lingua nelle lettere di Baldassar Castiglione, costituisce un
contributo importante sia perché, attraverso la successione della scrittura epistolare si
verificano le diverse redazioni del Cortegiano, sia per la penetrante analisi dei registri
comunicativi, nelle missive “diplomatiche” e in quelle “private”, dove sono messe in
sfumature espressive che sono sfumature di un animo.
Anche la sorpresa delle dodici scritte da Ippolita Torelli al marito Baldassare, edite per la
prima volta in Appendice e sottoposte anch’esse ad analisi linguistica, che le riconduce a
testimoniare la (semi)cultura ma anche il ruolo esemplarmente subalterno ma alto di
questa giovane donna protagonista sconosciuta di un angolo di Rinascimento.
Di altri quattro contributi annunciati in corso di stampa non si è tenuto conto. Quelli
proposti e considerati comunque indicano, insieme all’intenso curriculum, singolare
intelligenza testuale e originalità interpretativa.
DR. BARBARA BUSINARO
Giudizio del commissario Carlachiara Perrone
La dr. Businaro il 19. 03. 2001 si è laureata in Lettere Moderne con voti 110/110 e lode
presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, sede di Vercelli,
discutendo una tesi in Linguistica applicata dal titolo Scusarsi. Analisi di un atto
convenzionale; nel novembre 2001 è stata ammessa al dottorato di ricerca in Linguistica
presso l’Università degli Studi di Pavia; lo 05. 09.2002 ha ottenuto dalla medesima
Università un’assegnazione Progetto Giovani Ricercatori, in seguito alla quale nell’a. a.
2002-2003 ha coordinato il progetto relativo all’elaborazione di un eserciziario interattivo di
Linguistica (EseLING2003). Inoltre la candidata ha ottenuto un contratto di prestazione
d’opera occasionale (29. 01. 2003-28. 02. 2003) per l’etichettatura di dati trascritti di
italiano L2 presso il Dipartimento di Linguistica dell’Università di Pavia; è stata Visiting
Student presso l’Human Communication Research Centre dell’Università di Edimburgo dal
settembre 2003 al gennaio 2004; il 24. 11. 2003 ha ottenuto un incarico di collaborazione
a programmi di tutorato per l’a. a. 2003-2004; infine ha partecipato a diversi Convegni con
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comunicazioni e tra l’ottobre 2001 e l’aprile 2004 ha svolto alcune supplenze mensili di
materie letterarie in scuole medie soprattutto inferiori.
Presenta un articolo e un paragrafo di un volume in collaborazione, di cui ho considerato
solo la parte chiaramente attribuita alla candidata nella stampa (vd. par. 6. 3. 2), oltre
all’eserciziario in CD-Rom.
L’art. Lo scusarsi s’inserisce nel filone degli studi di linguistica pragmatica con l’analisi di
596 frammenti conversazionali contenenti espressioni di scusa opportunamente
classificate; nel paragrafo 6. 3. 2, invece, vengono esaminate con accuratezza gli ordini
sintattici marcati in italiano L2. Buono il risultato del coordinamento per la realizzazione
dell’eserciziario in CD-Rom.
In conclusione, la produzione esaminata denota impegno e attitudine alla ricerca, di cui
si attendono conferme in un àmbito di ricerca più vasto. La mancanza di esperienza
didattica va messa in relazione con l’iter di dottorato non ancora concluso.
DR. ROBERTO FONTANOT
Giudizio del Commissario Carlachiara Perrone
− Il 02. 07. 1992 si è laureato in Lettere moderne con 110/110 e lode presso l’Università di
Trieste, discutendo una tesi in Glottologia intitolata Nuovi contributi allo studio del
dialetto triestino;
− nel 1993, per la sua tesi di laurea gli è stato assegnato il Premio “Minerva d’Argento”,
bandito dalla Società di Minerva di Trieste, con dignità di stampa (vd. Integrazioni
semantiche ed idiomatiche al GDDT);
− il 24. 10.1996 ha conseguito il dottorato di ricerca in Linguistica italiana (L’Italia
linguistica: diacronia e sincronia) presso l’Università di Firenze, discutendo una tesi su
La toponomastica istriana: studio storico-linguistico;
− dall’ottobre 1998 all’ottobre 2000 ha fruito di una borsa di studio biennale di postdottorato presso l’Università di Siena per una ricerca su Lineamenti di storia linguistica
dell’Istria dall’antichità ai giorni nostri;
− nell’ambito del Progetto Giovani Ricercatori, è stato titolare di due ricerche, e
precisamente:
a) presso l’Università di Trieste: Realizzazione del “Dizionario Toponomastico Istriano”
(novembre 1999 − novembre 2000);
b) presso l’Università di Siena: Il mutamento in toponomastica (dicembre 1999 −
dicembre 2000);
− per l’a. a. 2001-2002 ha ottenuto un contratto integrativo per Esercitazioni di
Linguistica generale presso la cattedra di Linguistica generale della Facoltà di Lettere e
Filosofia dell’Università di Trieste;
-- dall’ottobre 2002 all’ottobre 2003 ha fruito di una borsa di studio annuale erogata dal C.
N. R. presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Fiume, Croazia, sede di
Pola, svolgendo una ricerca su Tre anime per una città: storia linguistica di Pola fra Italiani,
Slavi e Tedeschi;
dal febbraio all’aprile 2004 ha fruito presso la medesima Università di una borsa di studio
N. A. T. O.-C. N. R. “Senior” per una ricerca su L’ittionimia istriana.
La produzione scientifica del candidato consta di sette articoli, tre saggi, due
comunicazioni a Convegni, sei puntate del Bollettino bibliografico. Linguistica, due
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recensioni, oltre alla sezione Bibliografia di Mario Doria (1983-1997) nel volume Scritti di
Mario Doria a cura di U. CARDINALE, e alla tesi di dottorato (non a stampa).
Il dr. Fontanot ha compiuto puntuali indagini anzitutto sul dialetto triestino in ordine alla
formazione delle parole (Sui suffissi del dialetto triestino) e al lessico (Gli elementi turchi
nel dialetto triestino), riservando speciale attenzione alla lessicografia in due articoli che
sviluppano la tesi di laurea: Nuovo supplemento al Dizionario del dialetto triestino, in cui
sono esaminati circa ottocentoquaranta termini desunti dallo spoglio di giornali, riviste
specializzate, pubblicazioni della e sulla Venezia Giulia e assenti nel GDDT (Grande
Dizionario del Dialetto Triestino) di Mario Doria; Integrazioni semantiche ed idiomatiche al
GDDT, dove sono registrati significati non attestati, o solo in parte specificati, di termini già
compresi nel GDDT, oltre a proverbi e locuzioni illustrativi degli ambiti d’uso del lessema di
volta in volta considerato. Una puntuale bibliografia sostiene tutti i contributi, che si
segnalano in particolare per le ottime ricerche nel campo dell’etimologia, come
confermano, da un lato, le succose Noterelle etimologiche triestine, dall’altro i documentati
articoli I nomi di Muggia, Pucinum − Opčina − Opicina, Sulla patria di S. Nazario e il saggio
Le denominazioni, incentrati sulla toponomastica istriana. Allo stesso àmbito d’indagine
pertiene anche l’ottima tesi di dottorato, mentre all’italiano regionale sono dedicati
Retrodatazioni italiane in Istria e La lingua italiana in Istria.
Sempre all’area giuliana rimandano l’interessante comunicaz. Fra confini doc e la
recensione a I. STENER, Reliquie dialettali, oltre a quella al volume Scritti di Mario Doria,
volume in cui il candidato ha curato con attenzione la Bibliografia di Mario Doria (19831997). Attenta appare anche la rassegna bibliografica nel Bollettino bibliografico.
Linguistica.
La produzione scientifica del candidato − di grande rigore metodologico, continuativa e
apprezzabile soprattutto per quanto concerne le ricerche etimologiche − è connotata dalla
collocazione editoriale quasi sempre locale, benché scientificamente nota, e dal
convergere di quasi tutte le competenze sull’area giuliana.
Per quanto concerne l’attività didattica, si nota che il contratto integrativo per
Esercitazioni di Linguistica generale relativo all’a. a. 2001-2002 riguarda una disciplina
compresa nel settore scientifico-disciplinare L-LIN/01 (Glottologia e linguistica), diverso da
quello cui si riferisce la presente procedura di valutazione comparativa.
DR. GIUSEPPE POLIMENI
Giudizio del Commissario Carlachiara Perrone
− Nel 1993 ha fruito di una borsa di studio dell’Ist. “L. Sturzo” di Roma per ricerche sulla
storia lombarda, confluite nel vol. C. Barberis, Le campagne italiane. Dal Medioevo al
Settecento, 1997:
− il 28. 09. 1995 si è laureato in Lettere con 110/110 e lode presso l’Università degli Studi
di Pavia, discutendo una tesi in Storia della lingua italiana;
− dall’ottobre 1995 al giugno 1998 ha collaborato con il Centro di ricerca sulla tradizione
manoscritta di autori moderni e contemporanei con catalogazioni di materiale
documentario, registrazioni di materiale librario e redazioni di regesti;
− dal luglio 1998, in seguito al conseguimento di una borsa di studio, si è occupato del
ms. MA 592 della Bibl. Civica “A. Mai” di Bergamo nell’ambito del progetto di ricerca CIBIT
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su “Problemi di uniformazione grafica e paragrafematica relativi a testi di diversa età e
base testimoniale”;
− nell’ottobre 1998 ha partecipato al Corso di aggiornamento per insegnanti organizzato
dal Provveditorato agli Studi di Pavia e dalla Provincia di Pavia con la relazione La lingua
in frantumi. Sperimentazione e modelli in “A casa tua ridono” di L. Mastronardi;
− nel concorso del gennaio-ottobre 2000 ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento
d’italiano, storia e geografia nella scuola media e negli istituti tecnici (rispettivamente
classe 43a e 50a), nonché quella d’italiano e latino nei licei (classe 51a);
− nell’a. a. 2000-2001 ha conseguito il dottorato di ricerca in Filologia moderna presso
l’Università di Pavia, discutendo una tesi su Gli scartafacci di Mangiafuoco. I copioni per
marionette della famiglia Rame;
− nell’a. s. 2001-2002 ha insegnato materie letterarie nella scuola media statale di
Magherno (PV);
− nell’a. a. 2001-2002 ha tenuto il Laboratorio di didattica della cultura e della civiltà
letteraria italiana (20 ore, classe 43a) presso la Scuola di specializzazione per
l’insegnamento (S. I. L. S. I. S.) di Pavia;
− nell’a. a. 2002-2003 ha fruito di un assegno di studio annuale presso l’Università di
Pavia per una ricerca sul volgarizzamento mantovano del De proprietatibus rerum di
Bartolomeo Anglico ad opera di Vivaldo Belcazer;
− nell’a. a. 2003-2004 ha tenuto per contratto l’insegnamento di Storia della lingua
italiana (30 ore) presso la medesima Università;
− in entrambi i semestri dell’a. a. 2003-2004 ha svolto corsi di Didattica della lingua
italiana (30 ore complessive) per le classi d’insegnamento 51a/52a presso la S. I. L. S. I.
S. di Pavia;
− dall’a. s. 2003-2004 è docente di ruolo d’italiano e latino nel liceo classico di Voghera
(PV).
Inoltre il candidato ha partecipato a vari Convegni nazionali e internazionali anche con
comunicazioni.
Oltre che di un saggio, di due comunicazioni, di due opuscoli e della tesi di dottorato
(non a stampa), la produzione scientifica del dr. Polimeni consta di due volumi, dei quali,
essi contenendo anche contributi di altri studiosi, sono state da me considerate solo le
parti evidenziate nella stampa come di esclusiva pertinenza del candidato.
I contributi presentati sono riconducibili a varie direttrici di ricerca. La prima − da
collegare con il servizio prestato dal candidato presso il Centro di ricerca sulla tradizione
manoscritta di autori moderni e contemporanei − verte sulla letteratura italiana del
Novecento e comprende un volumetto, un opuscolo e un saggio, che offrono
all’attenzione degli studiosi preziosi materiali conservati nel Fondo mss. dell’Università
pavese. Nel volumetto, Anna e Bruno. Rami di un romanzo inedito, il dr. Polimeni ha
pubblicato quattro capitoli del romanzo inedito Anna e Bruno di R. Bilenchi, costituenti «un
ampliamento degli episodi in nuce nel racconto del 1937-38 da cui discendono attraverso
redazioni intermedie» (Il ramo non finito della verità, in Anna e Bruno. Rami, p. 9). Apre il
libro un agile saggio introduttivo − Il ramo non finito della verità (pp. 7-22) −, apprezzabile,
tra l’altro, per l’acuto rilievo di alcuni accorgimenti stilistici sintomatici della tensione di
Bilenchi verso l’equilibrio tra piano della memoria e piano della verità; seguono il testo del
frammento di romanzo, le Note, che fungono da apparato genetico, e una puntuale Nota
al testo. Accurato è anche il Catalogo delle 315 lettere di Montale alla Spaziani, che,
allestito dal candidato nel decennio successivo alla morte del poeta, in cui è stata vietata
la pubblicazione del carteggio, ha offerto e offre agli studiosi nuovi spunti interpretativi. Il
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regesto è opportunamente corredato della Nota di lettura, che illustra i criteri di
catalogazione adottati e fornisce la bibliografia essenziale per ulteriori approfondimenti
sull’attività letteraria dei due corrispondenti, di un’Appendice dei testi poetici non
riconducibili con sicurezza a una determinata lettera, nonché di due utili Indici: delle
persone e dei luoghi; dei quotidiani e dei periodici citati. Infine, nel saggio I “vuoti” della
Biblioteca, il dr. Polimeni si sofferma su alcune delle ricche annotazioni gaddiane
all’antologia Canti alpini, edita da Ballarati-Serra nel 1924, non solo seguendone gli echi
nella produzione letteraria dello scrittore, ma anche evidenziandone l’importanza come
documenti della sua sensibilità linguistica, che «rompe la patina “grammaticale”
dell’italiano […] per svelare il dialetto che le sta accanto e spesso sotto […] almeno nella
genesi del testo» (p. 189).
Le comunicazioni «De la risorta Atene i chiari ingegni» e Dal carteggio s’inquadrano in
un secondo filone di ricerca, inteso ad approfondire la conoscenza dei rapporti culturali
tra Pavia e l’Italia settentrionale alla fine del sec. XVIII, da un lato ricostruendo amicizie
e frequentazioni del Bertola durante il suo impegno di professore di Storia universale
nell’Ateneo lombardo (vd. «De la risorta Atene i chiari ingegni»), dall’altro utilizzandone la
corrispondenza con Luigi Malaspina per chiarire la posizione di quest’ultimo nei confronti
della cultura latomistica, trait d’union con il gusto d’Oltralpe (cfr. Dal carteggio).
Una terza direttrice di ricerca riguarda la letteratura in volgare fra Due e
Quattrocento, con interessanti contributi. Nello specifico, si tratta anzitutto delle
documentate Note testuali e linguistiche e del puntuale Glossario dei termini volgari stilati
dal candidato nel vol. Herbe pincte (vd. pp. 101-108 e 145-63) e relativi al volgarizzamento
dell’erbario latino di Macer, tramandato dal ms. MA 592 della Bibl. Civica “A. Mai” di
Bergamo: volgarizzamento che, grazie alle convincenti prove testuali e linguistiche addotte
dal dr. Polimeni, è ascrivibile all’area padovana e alla cultura carrarese, benché il codice
sia stato assemblato e illustrato a Feltre circa un quarantennio piú tardi. Alla poesia
didascalica del Duecento rinvia, invece, l’opuscolo Pietro da Barsegapè, in cui il candidato
si sofferma sul poeta-soldato milanese vissuto nella seconda metà del sec. XIII e sul suo
lungo Sermone che, pervenuto in un codice miniato trecentesco della Biblioteca
Braidense, «offre in una patina linguistica “illustre” il piú antico documento di poesia in
volgare milanese» (p. 9), benché l’intervento del copista produca «l’effetto di falsare la
lingua originaria e di compromettere la metrica » (p. 25). Apprezzabile risulta in particolare
la sensibilità con cui il dr. Polimeni ricostruisce la personalità dell’autore e ne individua il
pubblico ideale sulla base di precisi elementi linguistico-stilistici, a cominciare
dall’importanza “indiziaria” dello status di Pietro giustamente attribuita al suo frequente e
puntuale ricorso al lessico militare (cfr. p. 10).
Nella tesi di dottorato, Gli scartafacci di Mangiafuoco, il candidato presenta in edizione
critica nove copioni del teatro delle marionette, di argomento vario (religioso, storico,
risorgimentale, leggendario, ecc.) e appartenenti alla famiglia marionettistica Rame,
operante tra Piemonte, Lombardia ed Emilia alla fine del sec. XIX. Prendendo le mosse da
considerazioni di lessicografia storico-etimologica e dialettale sui termini magattell e
bagattella attribuiti al burattino nell’Italia settentrionale, il dr. Polimeni mette debitamente in
luce la caratteristica fisionomia linguistica del teatro delle marionette, mescidata di dialetti,
italiano e forestierismi funzionalmente alla caratterizzazione di maschere e personaggi,
non senza sottolineare il carattere dinamico delle partiture, soggette ad essere adattate
alla tipologia e alle esigenze variabili dell’uditorio. La presentazione della famiglia Rame e
del suo repertorio precede l’esposizione dei criteri di trascrizione, il piú possibile
conservativi, e i testi, corredati da una fascia di apparato genetico a piè di pagina, seguiti
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da una puntuale Nota ai testi e sottoposti a un’accurata analisi linguistica non solo dei
fenomeni grafici, fonetici e morfologici, ma anche dei diversi livelli diafasici della lingua
“parlata” dagli attori di legno. Sorretto da un’esauriente bibliografia, il lavoro attira
meritatamente l’attenzione su una forma “sommersa” di teatro, da cui prendono spessore
sia la figura del marionettista quale efficiente mediatore di cultura linguistica, sia la
concezione dello spettacolo di marionette come «occasione» preziosa per il pubblico
illetterato «di sperimentare […] i registri [linguistici] piú diversi e lontani dal quotidiano» (p.
8).
La produzione scientifica del dr. Polimeni, continuativa e per lo piú accolta in sedi
editoriali note o presentata in Convegni nazionali e internazionali, delinea il ritratto di uno
studioso capace di affrontare problematiche linguistiche varie in secoli disparati con rigore
metodologico, coniugando con padronanza gli strumenti d’indagine della filologia e quelli,
anche informatici, della ricerca linguistica. Agli aspetti originali e innovativi dei contributi
scientifici del candidato − si pensi in particolare agli studi sul ms. MA 592 della Bibl. Civica
di Bergamo e all’edizione dei copioni marionettistici con la rigorosa analisi linguistica che
la correda − fa riscontro la collaborazione a progetti di ricerca promossi da noti Centri di
studio; apprezzabili sono, inoltre, gli incarichi di docenza di Storia della lingua italiana e di
Didattica della lingua italiana svolti in corsi universitari o di specializzazione per insegnanti.
Pertanto, il dr. Polimeni appare meritevole di alta considerazione ai fini della presente
procedura di valutazione comparativa.
DR. ROBERTO VETRUGNO
Giudizio del Commissario Carlachiara Perrone
− Il 22. 03. 2000 ha conseguito la laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Pavia,
discutendo una tesi su La formazione delle parole, la formazione dell’uomo di corte: analisi
di parole-tema del “Cortegiano” di Baldesar Castiglione;
− nel 2000 ha fruito di una borsa di studio dell’Università di Pavia per un corso di
formazione per collaboratori del Lessico Etimologico Italiano (LEI) presso la Facoltà di
Romanistica dell’Università di Saarbrücken;
− nel 2001 è stato incaricato di coordinare l’attività dell’équipe dell’Osservatorio
linguistico sull’italiano contemporaneo presso l’Università di Bologna;
− ha svolto attività di tutorato presso l’Università di Pavia per studenti tunisini
interessati a conseguire il diploma di biennio specialistico per stranieri;
− negli a. a. 2001-2002 e 2002-2003, presso la medesima Università, è stato titolare di
due contratti di collaborazione scientifica per l’edizione telematica di testi quattrocinquecenteschi all’interno del progetto di cofinanziamento nazionale CIBIT − Biblioteca
italiana;
− lo 05. 05. 2003 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Linguistica e Stilistica
italiana presso l’Università di Bologna;
− nell’a. s. 2003-2004 ha svolto supplenze mensili presso istituti di scuola media inferiore
e superiore;
− è stato nominato cultore di Storia della lingua italiana dalla Facoltà di Lettere e
Filosofia dell’Università di Pavia;
− fruisce di un assegno di ricerca di Linguistica italiana presso la medesima Università.
Oltre alla tesi di dottorato (non a stampa), il dr. Vetrugno presenta l’art. La critica
letteraria, la recensione a Commencement du roman e il vol. L. ROMANI, Gina con
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Prefazione di altro studioso. Del volume sono state da me considerate solo le parti
evidenziate nella stampa come di esclusiva pertinenza del candidato.
Nell’interessante art. La critica letteraria il dr. Vetrugno si sofferma su un tipo di scrittura
finora poco o nulla indagato dagli studiosi, analizzando sui piani della morfologia, della
morfosintassi, della sintassi, del lessico, della retorica e degli usi grafematici la lingua
delle recensioni pubblicate nel 2002 in sei settimanali a diffusione nazionale. Invece,
nella tesi di dottorato, Testualità e lingua, l’obiettivo si sposta sulle lettere di B.
Castiglione, le quali, come scrive il candidato nella sua ben strutturata Introduzione, da
un lato, costituiscono «una entusiasmante documentazione di storia del costume, della
politica, della finanza, del diritto, insomma della visione del mondo di un uomo del
Rinascimento» (p. 10), dall’altro, rappresentano un importante strumento di verifica della
cronologia di stesura del Cortegiano, delle cui diverse redazioni ripropongono la composita
fisionomia scrittoria. Prescindendo dalla scripta dei vari cancellieri cui venivano spesso
dettate le missive, il dr. Vetrugno ferma l’attenzione sulle lettere autografe di Castiglione,
debitamente distinguendole in “diplomatiche” e “private” e procedendo, dopo la messa a
fuoco dei principali costrutti sintattici, a una puntuale analisi linguistica ai livelli della grafia,
della fonetica e della morfologia flessiva, al dichiarato scopo di «cercare di rivelare la
pragmatica di una consuetudine che si propose come esempio di lingua d’uso del potere,
utile anche per la produzione letteraria». A fare da contraltare alle lettere di Castiglione
sono le dodici scritte da sua moglie Ippolita Torelli, pubblicate dal candidato in Appendice
e sottoposte anch’esse ad analisi linguistica: un corpus epistolare ridotto, ma bastante a
mettere in luce e a far brillare nel contrasto con quella del «Caro Consorte» (lett. 8, p. 104)
la condizione, anche a livello di uso della lingua, subalterna della donna − di rango, ma
non poetessa − del Rinascimento.
Agile e articolato, inoltre, è il saggio che funge da Postfazione all’edizione, curata dal
candidato, di Gina. Novella italiana del critico e giornalista Luigi Romani, mantovano, ma
attivo a Milano in pieno Ottocento. Nell’opera, che, pubblicata nel 1840, s’inserisce nel
filone «tra storia e fantasticherie goticheggianti» (p. 236) caro all’Italia del ventennio 18201840, il candidato ravvisa «uno dei primi esempi di romanzo d’appendice al
giornalismo» (p. 244), evidenziandone i modelli (dal romanzo gotico a Manzoni a Hugo) e
mettendo nel debito risalto i riflessi che l’attività di giornalista teatrale dell’autore, esperto
di melodrammi, ebbe sul suo tessuto linguistico-stilistico, non a caso intriso di moduli tipici
della lingua del melodramma.
La recensione, per quanto ben strutturata, affronta tematiche non del tutto attinenti al
settore scientifico-disciplinare cui si riferisce la presente procedura di valutazione
comparativa.
I contributi esaminati e il curriculum esibito denotano impegno e buone capacità di
ricerca. La mancanza di titoli didattici è correlata, invece, alla recente conclusione del
triennio di Dottorato.
BARBARA BUSINARO
Giudizio del commissario Bianca Maria Marchesi
La candidata si è laureata in Lettere Moderne (110/110 e lode) presso l’Università degli
Studi del Piemonte Orientale di Vercelli con una tesi in Linguistica applicata dal titolo
Scusarsi. Analisi di un atto convenzionale. Dal novembre 2001 si è iscritta al dottorato di
ricerca in Linguistica presso l’Università degli Studi di Pavia. Nell’a. a. 2002-2003
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PAVIA
Divisione Personale Docente – Ufficio Concorsi
Via Mentana, 4 - 27100 PAVIA - tel.(0382)504934/5/6 - fax n.(0382)504933
nell’ambito del Progetto Giovani Ricercatori dell’Università di Pavia le è stato assegnato
l’incarico di elaborare un eserciziario interattivo di Linguistica generale (EseLING2003).
Nell'’.a. a 2003-04 ha ottenuto un incarico di tutorato presso il Dipartimento di Linguistica
della stessa Università, inoltre ha partecipato a convegni e ha insegnato saltuariamente
materie letterarie nelle scuole medie.
Della sua limitata produzione meritano considerazione per i risultati linguistici-pragmatici
l’articolo Lo scusarsi tra convenzione e conversazione e il rusultato didattico del sussidio
informatico.
La dott. Businaro rivela in queste prime prove attitudine alla ricerca linguistica e buona
conoscenza di metodi e di strumenti.
ROBERTO FONTANOT
Giudizio del commissario Bianca Maria Marchesi
Il dott. Roberto Fontanot nel 1992 si è laureato in Glottologia presso l’Università di Trieste
con una tesi dal titolo Nuovi contributi allo Studio del dialetto triestino che ha ottenuto nel
1993 la Minerva d’argento.
Nel 1996 ha conseguito il dottorato di ricerca in Linguistica Italiana a Firenza con una tesi
intitolata La toponomastica istriana: studio storico-linguistico. Presso l’Università di Trieste
ha ottenuto contratti di ricerca che gli hanno permesso di approfondire le sue ricerche per
la realizzazione di un Dizionario toponomastico Istriano (novembre 1998-ottobre 2000).
Dall’Università di Siena ha ottenuto una borsa di studio biennale di post-dottorato per una
ricerca su Lineamenti di storia linguistica dell’Istria dall’antichità ai giorni nostri. Presso la
Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste nell’a. a. 2001-02 ha svolto come
contrattista esercitazioni di Linguistica generale.
Il candidato presenta numerosi articoli a stampa rivolti esclusivamente a ricerche sul
dialetto triestino in cui rivela un’approfondita conoscenza lessico-semantica ed etimologica
(Notarelle etimologiche triestine, Sui suffissi del dialetto triestino e Gli elementi turchi nel
dialetto triestino).
Un altro campo di indagine del dott. Fontanot è la toponomastica sempre in area istriana
da cui si evince una profonda conoscenza dell’evoluzione linguistica ed etimologica del
dialetto (I nomi di Muggia, Pucinum – Opčina – Opicina e Sulla patria di S. Nazario).
Anche le Retrodatazioni italiane in Istria così come la Bibliografia di Mario Doria (19831997) rivolgono il loro interessa all’area istriana.
La produzione scientifica del candidato consente di evincere non solo attitudine ma anche
una solida capacità di ricerca.
GIUSEPPE POLIMENI
Giudizio del commissario Bianca Maria Marchesi
Si è laureato in Lettere con 110/110 e lode presso l’Università degli studi di Pavia con una
tesi sullo scrittore calabrese Saverio Strati. Prima di laurearsi ha ottenuto una borsa di
studio dell’Istituto “Luigi Sturzo” di Roma che gli ha permesso di svolgere delle ricerche
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Via Mentana, 4 - 27100 PAVIA - tel.(0382)504934/5/6 - fax n.(0382)504933
sulla storia lombarda confluite nel volume Le campagne italiane. Dal Medioevo al
Settecento
(1997).Dall’ottobre 1995 al giugno 1998 ha collaborato alle catalogazioni e ai regesti
nell’ambito delle attività del centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni
e contemporanei. In seguito ha ottenuto una borsa di ricerca che gli ha consentito di
collaborare al progetto di ricerca CIBIT su «Problemi di uniformazione grafica e
paragrafematica relativi a testi di diversa età e base testimoniale».
Dopo l’abilitazione all’insegnamento d’italiano, storia e geografia nella scuola media e
negli istituti tecnici (anno 2000) e dopo quella d’italiano e latino nel licei (classe 51 a)
insegna come titolare nell’a. s. 2001-2002 nella scuola media statale “E. Fermi” di
Magherno. Dall’a. s. 2003-2004 è docente di ruolo nel liceo classico di Voghera.
Nel 2002 diventa dottore di ricerca in Filogia moderna presso l’Università di Pavia con la
tesi intitolata Gli scartafacci di Mangiafuoco. I copioni per marionette della famiglia Rame,
per la quale ha ottenuto il premio letterario Natalino Sapegno.
Nell’a. a. 2001-2002 è contrattista (20 ore, classe 43 a) per il Laboratorio di didattica della
cultura e della civiltà letteraria italiana presso la Scuola di specializzazione per
l’insegnamento (SILSIS) di Pavia.
Nell’ a. a. 2003-04 ottiene due contratti, uno per l’insegnamento di Storia della lingua
italiana (30 ore) nel corso di laurea in lettere presso la Facoltà di Lettere di Pavia, l’altro
per l’insegnamento di Didattica della lingua italiana (classi di insegnamento 51 a / 52 a per
30 ore) presso la SILSIS di Pavia. E’ tutolare presso l’Università di Pavia nell’a . a. 20022003 di un assegno di studio annuale che gli permette di avviare una ricerca sul
volgarizzamento De proprietatibus rerum di Bartolomeo Anglico.
L’attività di ricerca del dott. Polimeni rivela sicura e matura consapevolezza nell’affrontare
con idonei strumenti di indagine non solo temi a carattere letterario (Anna e Bruno. Rami
di un romanzo inedito di R. Bilenchi, il prezioso catalogo dell’epistolario tra E. Montale e
M.L. Spaziani, le accurate indagini su minori e maggiori autori del ‘900, le lettere di Cesare
Angelini, i «vuoti della biblioteca» di Gadda) ma anche approfondite analisi storicolinguistiche come si evince dalla tesi di dottorato Gli scartafacci di Mangiafuoco. Nella tesi
il candidato infatti mette in rilievo la componente colta e semicolta dei testi esaminati in cui
confluiscono espressioni in dialetto, in lingua e forestierismi.
La capacità di indagine storico-linguistica non si limita solo all’ambito regionale, ma anche
a quello nazionale ed europeo come dimostrano i lavori sul Bertola (« De la risorta Atene i
chiari ingegni» e il Glossario dei termini volgari collocati nel volume Herbe pincte (pp. 101108 e 145 –163).
Di notevole interesse il saggio Pietro da Barsegabè in quanto rileva innotavi interventi
testuali.
La ricca e approfondita produzione scientifica del candidato, l’attività didattica in corsi
universitari e di specializzazioni, la partecipazione a progetti di ricerca lo rendono
meritevole di ottima considerazione nella presente procedura comparativa.
ROBERTO VETRUGNO
Giudizio del commissario Bianca Maria Marchesi
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Il dott. Vetrugno si è laureato in Lettere Moderne (110/110 e lode) presso l’Università di
Pavia con una tesi dal titolo La formazione delle parole, la formazione dell’uomo di corte:
analisi di parole- tema del «Cortegiano» di Baldesar Castiglione.
Nel 2000 ha ottenuto una borsa di studio dell’Università di Pavia che gli ha permesso di
seguire un corso di formazione per collaboratori al Lessico Etimologico Italiano ( LEI )
presso la Facoltà di Romanistica dell’Università di Saarbrücken.
Presso l’Università di Bologna ha conseguito il titolo di dottore di ricerca il 5 maggio 2003.
Sempre presso la sopracitata Università ha coordinato l’attività dell’équipe
dell’Osservatorio linguistico sull’italiano contemporaneo.
Negli anni accademici 2001-2002 e 2002-2003 ha avuto dall’Università di Pavia due
contratti di collaborazione scientifica all’interno del progetto di cofinanziamento nazionale
CIBIT- biblioteca italiana. Nell’anno accademico 2002-2003 ha svolto attività di tutorato per
studenti tunisini che desideravano conseguire il diploma di biennio specialistico per
stranieri. Presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Pavia è cultore di Storia della lingua
italiana e fruisce presso la stessa facoltà di un assegno di ricerca di Linguistica italiana.
Ha avuto come supplente incarichi di insegnamento delle materie letterarie presso istituti
di scuola media inferiore e superiore.
Il candidato presenta alcune pubblicazioni fra le quali risaltano un pregevole articolo La
critica letteraria in cui vengono esaminati aspetti morfosintattici, retorici e stilistici delle
recensioni critiche pubblicate nel 2002 in sei settimanali a diffusione nazionale e la
curatela editoriale del romanzo Gina di Luigi Romani.
Nella tesi di dottorato Testualità e lingua nelle lettere di Baldassar Castiglione Vetrugno
sa penetrare con una puntuale analisi dei registri comunicativi nelle lettere “diplomatiche”
e “private” del Castiglione. Per le dodici lettere scritte da Ippolita Torello al marito
Baldassare Castiglione, che sono state pubblicate per la prima volta in Appendice alla tesi
di dottorato, il candidato procede a una precisa disamina linguistica che pone in luce la
semicultura della scrivente e anche il ruolo femminile subalterno nell’età rinascimentale.
GIUDIZI DEL COMMISSARIO BIANCA MARIA MARCHESI
A1.
In questa prima prova scritta il candidato mette in luce un’ampia e approfondita
conoscenza del tema proposto, illustrato attraverso una analisi stilistica della Scuola
siciliana, con attenzioni alle più recenti indicazioni filologiche e critiche.
A2
In questa seconda prova scritta il candidato dimostra di saper utilizzare il testo proposto a
fini didattici, procedendo a uno spoglio grammaticale articolato, a parte alcune incertezze,
e chiaramente esposto.
GIUDIZI DEL COMMISSARIO CARLACHIARA PERRONE
A1
L’elaborato denota ricchezza d’informazione e buona capacità critica, oltre a essere
sostenuto da una puntuale bibliografia. La forma è agile e piana.
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A2
L’utilizzazione didattica del testo proposto è bene articolata. Il candidato dimostra di saper
ben applicare gli strumenti dialettologici, nonostante qualche imprecisione nell’analisi di
esiti caratterizzanti l’area ligure.
GIUDIZI DEL COMMISSARIO ANGELO STELLA
A1
Il candidato esemplifica il tema proposto con riferimento alla Scuola siciliana, la cui coinè
poetica è analizzata con precisi parametri storici e conoscenza dei più importanti contributi
filologici e storico linguistici. In particolare il candidato mette a fuoco come una patina
linguistica diventi marca stilistica, e come l’influenza della grammatica e della ideologica
occitanica non impedisca l’emergenza di una diversa referenza antropologica. Analisi
veramente apprezzabile, nella lettura delle forme linguistiche in funzione della storia
culturale.
A2
Il testo è esattamente localizzato in area ligure. La strutturazione didattica dello spoglio
grammaticale e dell’illustrazione storico-linguistica è lineare e progressiva; poteva per altro
essere meglio gerarchizzata, con un più esatto rilievo di due esiti fonetici specifici
dell’area.
GIUDIZI COLLEGIALI
A1
Il candidato esemplifica il tema proposto con riferimento alla Scuola siciliana, la cui
tradizione poetica, come testimoniata dai codici dugenteschi, è analizzata con precisi
parametri storici e l’ausilio dei più importanti contributi filologici e storico-linguistici. In
particolare il candidato mette a fuoco come fenomeni grammaticali siciliani diventino nella
tradizione, dallo Stil nuovo in poi, marca stilistica, nel mutare del contesto antropologico.
Analisi veramente apprezzabile, nella lettura delle forme linguistiche in funzione della
storia culturale
A2
In questa seconda prova scritta il candidato dimostra di saper utilizzare il testo proposto a
fini didattici, procedendo gradualmente a una analisi illustrativa del testo ben articolata. La
strutturazione didattica dello spoglio grammaticale e dell’illustrazione storico-linguistica è
lineare e progressiva; poteva per altro essere meglio gerarchizzata, con un più esatto
rilievo di due esiti fonetici specifici dell’area.
GIUDIZI DEL COMMISSARIO BIANCA MARIA MARCHESI
B1.
L’elaborato verte sull’affermazione della lingua della poesia del Petrarca nel Cinquecento,
e dimostra da parte del candidato una buona conoscenza di questo momento essenziale
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nella storia della forma lirica italiana, per quanto i riferimenti critici e bibliografici sul
periodo esaminato siano limitati.
B2
In questa seconda prova scritta il candidato dimostra di riconoscere come ligure il testo
proposto, e ne evidenzia esemplificandole alcune caratteristiche, ma si limita alla loro
semplice elencazione, trascurando l’impostazione didattica. Anche in questo elaborato si
nota la mancanza di opportuni riferimenti bibliografici.
GIUDIZI DEL COMMISSARIO CARLACHIARA PERRONE
B1
Nella prima prova scritta il candidato dimostra padronanza dell’argomento, mettendo,
inoltre, nell’opportuno risalto il ruolo della stampa nella diffusione del modello
petrarchesco. Sarebbe stato auspicabile, tuttavia, un più robusto sostegno sul piano
critico-bibliografico. La forma risulta a volte farraginosa.
B2
L’elaborato, oltre a non essere “costruito” nella prospettiva didattica richiesta, denota
qualche incertezza nell’analisi dei fenomeni fonetici tipici dell’area ligure. Manca il
supporto critico-bibliografico e l’esposizione presenta alcuna sbavature.
GIUDIZI DEL COMMISSARIO ANGELO STELLA
B1
Il candidato rivela sensibilità per l’argomento, e conoscenza del particolare contesto
‘tipografico-editoriale’ che accompagna e sollecita il trionfo del modello petrarchesco.
Sarebbe stata opportuna una più ampia e diffusa esemplificazione. Alcune personali
letture necessitano del soccorso di una esposizione più ordinata e lineare.
B2
Il testo è esattamente localizzato in area ligure, con qualche approsimazione indiziaria.
L’articolazione didattica poteva essere meglio strutturata, e integrata da opportuni
riferimenti alla bibliografia storico-linguistica ligure.
Giudizi collettivi
B1
Nella prima prova scritta il candidato dimostra buona conoscenza del Petrarchismo
cinquecentesco, e mette ben in luce il ruolo della stampa nella diffusione del modello lirico
dei RVF. Sarebbe stata auspicabile una più attenta ricognizione del contributo della più
recente bibliografia storico-linguistica. La forma risulta a volte tormentata.
B2
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PAVIA
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L’elaborato, oltre a non essere disposto e gerarchizzato nella prospettiva didattica
richiesta, denota qualche approssimazione nell’analisi dei fenomeni grammaticali tipici
dell’area ligure. Carente il supporto critico-bibliografico.
Giudizio di Bianca Maria Marchesi sulla Prova orale del candidato Giuseppe Polimeni
IL DOTTOR GIUSEPPE POLIMENI SA ESPORRE CON SICURA PADRONANZA E ORGANICITÀ GLI
ARGOMENTI. RIVELA INOLTRE BUONE CAPACITÀ DI SINTESI E DI SISTEMATIZZAZIONE DEI VARI TEMI
PROPOSTI.
Giudizio di Carlachiara Perrone sulla prova orale del candidato Giuseppe Polimeni
IL
DOTTOR GIUSEPPE POLIMENI DIMOSTRA PIENA PADRONANZA DEI TEMI PROPOSTI DURANTE LA
PROVA ORALE E CAPACITÀ DI ELABORARE UN DISCORSO BEN GERARCHIZZATO E ORGANICO,
ESPOSTO CON GRANDE CHIAREZZA E SOSTENUTO DA RIFERIMENTI PUNTUALI A CAMPI E
METODOLOGIE DI RICERCA AGGIORNATI.
Giudizio di Angelo Stella sulla prova orale del candidato Giuseppe Polimeni
IL DOTTOR GIUSEPPE POLIMENI ILLUSTRA CON CHIAREZZA E ORGANICITÀ I TEMI PROPOSTI PER LA
PROVA ORALE, DIMOSTRA SICUREZZA DI INFORMAZIONE STORICO-GRAMMATICALE E ATTENZIONE
ALLA VARIABILITÀ SOCIOCULTURALE DEI TESTI E DEI DOCUMENTI ORALI E SCRITTI DI AREA ITALIANA,
INTELLIGENZA E MISURA CRITICA NEI SELETTIVI RIFERIMENTI AI PIÙ SIGNIFICATIVI CONTRIBUTI DELLA
RICERCA LINGUISTICA E STORICO-LINGUISTICA.
Giudizio di Bianca Maria Marchesi sulla Prova orale del candidato Roberto Vetrugno
IL DOTTOR ROBERTO VETRUGNO DIMOSTRA BUONE CAPACITÀ NELL’ORGANIZZARE E
NELL’ESPORRE I DIFFERENTI ARGOMENTI OGGETTO DELLA PROVA. SI RILEVA PER ALTRO QUALCHE
INCERTEZZA NEL PRODURRE RIFERIMENTI AGGIORNATI RELATIVI AI TEMI PROPOSTI.
Giudizio di Carlachiara Perrone sulla prova orale del candidato Roberto Vetrugno
IL
DOTTOR ROBERTO VETRUGNO NELLA PROVA ORALE DIMOSTRA UN BUON LIVELLO SIA DI
CONOSCENZA DELLE TEMATICHE PROPOSTE, SIA DI STRUTTURAZIONE ED ESPOSIZIONE DEL
DISCORSO. DA MIGLIORARE, INVECE, IL RELATIVO GRADO DI AGGIORNAMENTO CRITICOMETODOLOGICO.
Giudizio di Angelo Stella sulla prova orale del candidato Roberto Vetrugno
IL DOTTOR ROBERTO VETRUGNO NELLA PROVA ORALE RIVELA UNA BUONA CONOSCENZA DELLE
TEMATICHE PROPOSTE, CAPACITÀ DI PROBLEMATIZZARLE CRITICAMENTE, SELEZIONANDONE, PIÙ
CHE I DATI GRAMMATICALI, LA FENOMENOLOGIA ANTROPOLOGICA. DI CONSEGUENZA, PARZIALE
ANCHE LA SUA ATTENZIONE ALLA BIBLIOGRAFIA STORICO-LINGUISTICA.
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Giudizio collegiale sulla prova orale del candidato Giuseppe Polimeni
IL DOTTOR GIUSEPPE POLIMENI ILLUSTRA CON CHIAREZZA E ORGANICITÀ I TEMI PROPOSTI PER
PROVA ORALE, DIMOSTRA SICUREZZA NELLA INFORMAZIONE STORICO-GRAMMATICALE E
LA
PARTICOLARE ATTENZIONE ALLA VARIABILITÀ SOCIOCULTURALE DEI TESTI E DEI DOCUMENTI ORALI E
SCRITTI DI AREA ITALIANA. GRADUA E MISURA CON INTELLIGENZA CRITICA I SELETTIVI RIFERIMENTI
AI PIÙ SIGNIFICATIVI E AGGIORNATI CONTRIBUTI DELLA RICERCA LINGUISTICA E STORICOLINGUISTICA.
Giudizio collegiale sulla prova orale del candidato Roberto Vetrugno
IL DOTTOR ROBERTO VETRUGNO NELLA PROVA ORALE RIVELA UNA BUONA CONOSCENZA DELLE
TEMATICHE PROPOSTE, CAPACITÀ DI PROBLEMATIZZARLE CRITICAMENTE, COMPUTANDONE, PIÙ
CHE I DATI GRAMMATICALI, LA FENOMENOLOGIA ANTROPOLOGICA. IL SUO APPROCCIO AL TESTO
LINGUISTICO APPARE CONDIZIONATO DA UNA DOMANDA DI ALTRI SEGNALI, DAL DESIDERIO DI UNA
RISPOSTA PIÙ SEMIOLOGICAMENTE ESAUSTIVA. E QUESTO DETERMINA UNA ATTENZIONE ‘DI PARTE’
ALLA BIBLIOGRAFIA STORICO-LINGUISTICA.
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