Rassegna del 18/11/2013
INDICE RASSEGNA STAMPA
Rassegna del 18/11/2013
UNIVERSITÀ DI FIRENZE
Repubblica Firenze
17/11/13 P. IX
Stop ai baroni, dal monito alla delibera
Mario Neri
1
MONDO UNIVERSITARIO
Corriere Della Sera
17/11/13 P. 23
La corsa ad anticipare i test d'ingresso all'università
Federica Cavadini,
Orsola Riva
3
Il Fatto Quotidiano
18/11/13 P. 6
Sponsorizzati dalla culla alla tomba
Chiara Daina, Mario
Molinari
5
Mattino
17/11/13 P. 16
Università, patto per il Sud il governo convoca i rettori
Marco Esposito
7
Repubblica
17/11/13 P. 22
Chi ascolta la voce degli studenti in piazza
Nadia Urbinati
9
Repubblica Affari Finanza
18/11/13 P. 62
Un impiego? Agli studenti serve una bussola
Repubblica Affari Finanza
18/11/13 P. 35
Start up, la carica delle duecento E il "Politecnico" fa da chioccia
Diego Longhin
11
Repubblica Affari Finanza
18/11/13 P. 48
Il futuro della cloud econorny. passa dai Politecnico di Bari " Per formare imprese e
giovani"
Raffaele Lorusso
12
Corriere Della Sera
18/11/13 P. 31
Investire nella ricerca aerospazlale per avere un ruolo da protagonisti
Michele Nones
14
Corriere Della Sera Corriereconomia
18/11/13 P. 19
Ingegneri Uno su dieci ce la fa (ma all'estero)
Isidoro Trovato
15
Giornale
18/11/13 P. 17
Un mondo di giovani geni
Tiziana Paolocci
Italia Oggi Sette
18/11/13 P. 40
Il wine business scommette sul web
19
Italia Oggi Sette
18/11/13 P. 40
Corsi & master
20
Italia Oggi Sette
18/11/13 P. 40
Esperti per il Sud
Filippo Grossi
22
Repubblica Affari Finanza
18/11/13 P. 22
Dai biglietti anticontraffazione al software di difesa delle piante il polo campano del
nanotech
Patrizia Capua
23
Repubblica Affari Finanza
18/11/13 P. 62
Il marketing ora è digitale l'azienda sbarca sui social ma si cercano specialisti
Luigi Dell'Olio
24
Repubblica Affari Finanza
18/11/13 P. 62
Selezione con borsa di studio per il master in marketing
Repubblica Affari Finanza
18/11/13 P. 63
Quattro su dieci a spasso. L'Ue vara il piano giovani
Repubblica Affari Finanza
18/11/13 P. 63
L'innovazione giorno per giorno nascono i corsi per imparare a gestirla
28
Stampa
18/11/13 P. 24
"Non siamo né bamboccioni nè schizzinosi" Giovani che sognano un lavoro dignitoso
29
Sole 24 Ore
18/11/13 P. 20
Cultura e ricerca a braccetto per lo sviluppo
Armando
Massarenti
31
Sole 24 Ore
18/11/13 P. 20
Se il museo moltiplica i posti
Antonello Cherchi
32
Sole 24 Ore
18/11/13 P. 21
Borse di studio rosa Mba di Bologna
Sole 24 Ore
18/11/13 P. 22
Cervelli in fuga ma non per la crisi
Roberta Miraglia
35
Sole 24 Ore
18/11/13 P. 22
Its, per sei diplomati su dieci il lavoro arriva subito
Francesca Barbieri
37
Sole 24 Ore
18/11/13 P. 23
La start up trova nella Pmi l'incubatore del business
Enrico Netti
38
Sole 24 Ore - Domenica
17/11/13 P. 33
L'animalismo blocca la ricerca
Gilberto Corbellini,
Elisabetta Dejana
39
Sole 24 Ore - Domenica
17/11/13 P. 49
Investimenti lungimiranti
Silvia Bernardi
41
Sole 24 Ore - Guida
18/11/13 P. 6
Dagli avvocati ai medici Erasmus non perde appeal
Francesco Nariello,
Serena Riselli
42
Sole 24 Ore - Guida
18/11/13 P. 5
Una marcia in più per il lavoro
Francesca Barbieri
45
Sole 24 Ore - Guida
18/11/13 P. 5
Lasciapassare per l'ingresso
Maria Chiara Voci
47
Sole 24 Ore - Guida
18/11/13 P. 5
«Una tesi sperimentale con l'obiettivo di tornare»
Francesco Nariello
48
Sole 24 Ore - Guida
18/11/13 P. 7
Tra chi sogna di partire vince chi gioca d'anticipo
Andrea Curiat
49
Sole 24 Ore - Guida
18/11/13 P. 8
Uno slalom tra tasse da pagare ed esenzioni
Luciano De Vico
52
Sole 24 Ore - Guida
18/11/13 P. 8
Globetrotter della ricerca dal Qatar a Israele
Eleonora Della Ratta
53
Indice Rassegna Stampa
10
16
26
Bettina Bush
27
34
Pagina I
INDICE RASSEGNA STAMPA
Rassegna del 18/11/2013
Sole 24 Ore - Nova
17/11/13 P. 11
La matematica delle reti
Peter M. Higgins
58
Sole 24 Ore - Nova
17/11/13 P. 11
La superficie dinamica per toccare la realtà digitale
Marco Passarello
59
Sole 24 Ore - Nova
17/11/13 P. 12
Il valore dei dati aperti
Luca Tremolada
60
Sole 24 Ore - Nova
17/11/13 P. 12
Nasce domani il primo Data institute
62
Sole 24 Ore - Nova
17/11/13 P. 13
Tre milioni all'Italia per studiare i neutrini
63
Unita`
17/11/13 P. 1
Rai Scienza, un coro di sì
Corriere Della Sera
17/11/13 P. 53
Come ricevere cure in sicurezza
68
Corriere Della Sera
17/11/13 P. 55
Cadute e febbre sono collegate?
69
Corriere Della Sera
17/11/13 P. 55
Tono muscolare ridotto, che fare?
70
Luca Del Fra
64
SANITÀ
Indice Rassegna Stampa
Pagina II
Stop ai baroni, dal monito alla delibera
Clientelismo in ateneo: Tesivuole una nonna adhocsulreclutamento docenti
MARIO NERI
UNA stretta sul reclutamento dei
docenti, una norma che integri il
regolamento interno dell'ateneo
sulle assunzioni e scongiuri procedure poco trasparenti offerte
dai meccanismi introdotti dalla
riforma Gelmini. Non è stato solo
un monito quello pronunciato
venerdì mattina da Alberto Tesi
durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico. Il
messaggio indirizzato dal rettore
ai direttori dei dipartimenti - richiamati ad evitare «comportamenti opportunistici, estempo-
ranei e mai virtuosi» e ad operare
«scelte trasparenti e oculate» conteneva l'annuncio di una
svolta.
L'idea diTesi è quella di arginare potenziali dinamiche clientelari facendo approvare a Senato
accademico e Cda una delibera
che corregga le distorsioni della
riforma. Secondo la legge Gelmini gli atenei hanno tre canali direclutamento: il 20% del personale
va cooptato con concorso pescan do fra studiosi esterni, ilresto
si può arruolare anche pescando
Università di Firenze
all'interno, ma il 50% può trovare
un posto per "chiamata diretta"
decisa proprio dai direttori e ratificata dal Cda. «La regola del 50%
- dice un ricercatore che siede in
Senato - si applica sul totale delle assunzioni concesse all'ateneo.
Quindi se uno o più dipartimenti
particolarmente attenti alla trasparenza infoltissero i loro organici solo con componenti selezionati per concorso, ad altri verrebbe regalata l'opportunità di sfruttare in misura maggiore la chiamata diretta». In pratica, si aprirebbe un varco per farvalere posizioni di forza.
Uno scenario che a Tesi non
piace per niente. «Per essere sicuri - ha suggerito ai suoi collaboratori - dovremmo applicare la quota del 50% ad ognuno dei 24 dipartimenti». «Per ora - conferma
Giovanni Tarli Barbieri, direttore
di Scienze Giuridiche - è solo un
orientamento, ma c' è l' idea di approvare un delibera nelle prossime sedute in modo da rendere il
limite vincolante». Nessuno dei
direttori però si dice sorpreso dal
discorso di Tesi. «Una tirata di
orecchi alle baronie? Ma se non
mi danno nemmeno le chiavi del
palazzo - scherza Anna Benvenuti, direttrice del dipartimento di
Storia - Suvvia, non mi è sembrato un monito ma un invito a perseverare sulla stradagiàpresa. Del
resto, è nostro interesse avere le
persone più brave perché solo così le università rimarranno attrattive». «Nessuna strigliata - dice
Paolo Bechi, direttore di Chirurgia e medicina - sono direttore da
pochi mesi e non ho mai assunto
nessuno. Se però era una critica a
quanto successo in passato allora
sono pienamente d'accordo con
Tesi». «Certo, ci sono casi in Italia
oggetto di inchieste giudiziarie,
ma oggi i criteri per l'allocazione
delle risorse sono chiari, non si
scappa - dice Gaetano Aiello, direttore di Economia - e da tempo
Unifi attua il metodo elaborato
dal prorettore Poggi, che premia il
merito». «Ogni selezione poi - ricorda Tarli Barbieri - è soggetta a
una commissione composta per
maggioranza da esterni. Poi, certo, si sono visti casi in cui è valsala
logica dello scambio di favori. Per
questo la sfida è lavorare sulla
qualità delle commissioni, e su
questo il rettore vuole un monitoraggio». «Quella diTesi è unalinea
condivisa da tempo», minimizza
Franca Alacevich, direttrice di
Scienze Politiche. Ma allora perché un richiamo all'ordine adesso? «Sta per aprirsi una fase di assunzioni con il piano straordinario associati». E il rischio di commissioni teleguidate? «Dalle mie
parti non ci sono mai state irregolarità, altrove non so».
Pagina 1
TESI
Nel discorso
di apertura
dell'anno
accademico, il
rettore ha
richiamato i
direttori di
dipartimento a
procedure
"trasparenti'
///
ALACEVICH
L'ex preside e
oggi direttrice
di Scienze
Politiche è
netta: "Dalle
mie parti non
sono mai
avvenute
irregolarità nel
reclutamento'
02 2
/
w
Basta al clientelismo dei baroni: pronta una nuova stretta all'università
BENVENUTI
Anna
Benvenuti,
direttrice di
Storia: Io un
barone?
Macché, non
mi danno
nemmeno le
chiavi del
palazzo...'
Università di Firenze
Pagina 2
, Perle facoltà statali a numero chiuso dovrebbero essere ad aprile
La corsa ad anticipa re
i test d'ingresso all'università
In Bocco ni a Febbrai o. E i'è chi li preve de l'anno p
MILANO - L'università Bocconi anticipa ancora il test di
ammissione: l'appuntamento
per le aspiranti matricole di eco nomia è spostato a febbraio, la
seconda data diventa quella di
maggio ed è cancellata la sessione di settembre . «Perché bisogna allinearsi alle altre università sulla scena internazionale».
L'ateneo milanese ha corretto il
calendario sulla linea del Politecnico, che per i futuri ingegneri già dal 2005 ha introdotto il
test per gli studenti al quarto anno delle superiori. Per la prima
volta, sessione invernale in via
Sarfatti. Perché gli aspiranti bocconiani sono ragazzi che valutano magari anche la London
School o l'Essec Business School
o la Hec di Parigi. Ma non soltanto. «La tendenza per tutti gli
studenti è muoversi il prima
possibile per pianificare il futuro. Le iscrizioni al nostro test di
settembre erano in calo mentre
aumentavano a maggio», dice il
prorettore della Bocconi Antonella Cari. «E anche alle giornate di orientamento arrivano tanti
liceali del quarto anno».
Test il prossimo 7 febbraio, allora (per l'anno in corso i posti
disponibili erano 2.675 e le domande d'iscrizione, fra economia e giurisprudenza, sono state
7.700). Il dato di partenza per
l'ateneo è comunque «l'interesse
crescente verso le scuole internazionali e quello degli studenti
di altri Paesi per la nostra università». Spiega Cari: «All'estero
tante università ricevono le domande nel primo semestre e gli
studenti conoscono l'esito all'inizio dell'anno: era necessario
adeguarsi. Noi siamo fra i primi,
ma altri ci seguiranno».
E infatti anche la Luiss di Roma ha scelto di anticipare (anche
se di poco) le date nel 2014. La
prima sessione dei test si svolgerà il 27 marzo (anziché il 12
maggio), con una seconda sessione a settembre . Il risultato
della prova d'esame diventa
Mondo Universitario
l'unico criterio di valutazione (il
curriculum scolastico che finora
pesava per il 40% non inciderà
più). Ma l'Università Guido Carli
prevede anche la possibilità di
affrontare il test fin dalla fine del
quarto anno delle superiori. Basta partecipare alla Summer
School di luglio per sostenere
l'esame. «Il tasso di successo è
molto alto, perché i ragazzi affrontano la prova con più serenità che se fossero all'ultimo anno, impegnati con la maturità»,
spiega il direttore generale Giovanni Lo Storto.
Quanto alla Cattolica di Milano, altra università privata d'eccellenza, dipende dalle facoltà.
Economia - che ha introdotto i
test dal 2012 - prevede tre sessioni: aprile, giugno e luglio.
Spiega il rettore Franco Anelli:
«Forse quest'anno potremmo
partire già a marzo. Se i concorrenti anticipano, impongono
anche agli altri la stessa tabella
di marcia: uno studente che ha
già passato il test in un altro ateneo, non ci prova nemmeno da
noi. Forse dovremmo coordinarci di più». E a Medicina
(campus di Roma) da tre anni il
test, di tipo logico e psicoattitudinale, non nozionistico, si svolge ad aprile, con orale a luglio.
In linea con quanto dovrebbe
succedere dall'anno prossimo
anche nelle università statali per
tutte le facoltà a numero chiuso
(oltre a Medicina, Odontoiatria,
Veterinaria e Architettura). A
partire dal 2014le prove d'esame
dovrebbero svolgersi ad aprile
(anziché a settembre), come del
resto era già previsto dal decreto
Profumo. Dal Miur arriva la conferma che non ci sono stati ripensamenti da parte del ministro Maria Chiara Carrozza: con
l'annullamento del bonus di
maturità, del resto, non ci sono
più ostacoli a svolgere i test in
corso d'anno. Male date non sono ancora state fissate. «Se il ministero manterrà la scadenza di
aprile, ma non lo do affatto per
scontato, ci allineeremo anche
nob>, spiega il professor Sergio
Morini dell'Università Campus
Bio-Medico di Roma.
«L'importante - fa notare il
professor Stefano Paleari, presi-
La Ilinea
La strategia degli atenei
è quella di allinearsi
ai calendari delle scuole
internazionali
I
dente della Crui (la Conferenza
dei rettori delle università italiane) - è che il calendario
venga reso noto entro la fine
dell'anno per dare il tempo agli
atenei di organizzare i test. An-
Il prorettore
Carù: «La tendenza
di tutti gli studenti
è muoversi il prima
possibile per pianificare»
I
ticipare è un bene, perché permette un inizio regolare dell'anno accademico. Ma richiede
anche di coordinarsi con le
scuole, che in quell'epoca dell'anno sono ancora aperte». «Se
posso fare una battuta - chiude Paleari - va bene allinearsi
al calendario europeo. Ma bisognerebbe essere europei a tutto
tondo: anche sul numero dei ricercatori e sui fondi».
Federica Cavadini
Orsola Riva
Pagina 3
Le, domande
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di
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che's-_nnc , ostenu` : 'tr
d'ingressi per aggiuuiLarsi
uno dei 2.675 posti disponibili
Mila
iplomati che hanno deciso
<<ì' st'anno di iscriversi ai corsi
aurea a numero chiuso
c,n test d'ingresso. II gruppo
più numeroso è stato quello
degli aspiranti medici: 84.165
iscritti per 10.157 posti
Mondo Universitario
Pagina 4
S
d
di Chiara Daina
e Mario Molinari
eni della lampada
di Aladino in ute1, ro, superman senza carriera in ufficio, semidei nell'oltretomba:
in Italia raccomandati si nasce, si diventa o si muore. A
Napoli Filippo F., prima di
uscire dalla pancia di sua
madre, aveva già un posto
assicurato dove conservare il
suo cordone ombelicale. Il
padre, allergico alle pratiche
burocratiche, ha fatto uno
squillo a un medico che aveva un amico che lavorava in
una delle banche del cordone in Lombardia. Si tratta di
un caso di spintarella ereditaria. Il nonno di Filippo, sospettoso della sanità pubblica, aveva approfittato dell'amicizia con il primario dell'ospedale Cardarelli per
chiedergli di essere presente
alla nascita del figlio.
A MILANO Michele M., due
anni, dalla culla all'asilo ci è
finito con un'acrobazia. Le
liste d'attesa per il nido sono
infinite: "Allora - racconta la
mamma - mi sono rivolta a
una compagna di pilates, dirigente del Comune, e le ho
chiesto di entrare in graduatoria. Io non posso contare
sui nonni, ho tre figli e l'asilo
Mondo Universitario
1
privato costa troppo". E pensare che Michele a quel posto
aveva diritto. Il raccomandato, più avanza il ciclo della
vita più cresce come i funghi
dopo un temporale estivo.
l'Università di Perugia sfrutta l'amicizia con Maria Rita
Lorenzetti, ex presidente
della Regione Umbria, per
fargli prendere un 30 in Patologia.
DI CILINDRI e bacchette magiche sono piene le università, da nord a sud. Ogni anno rettori, professori e assistenti si esibiscono in salti
mortali con avvitamenti
quadrupli, anche sincronizzati: preconfezionano eserciti di studenti da raccomandare prima di esami, lauree e
dottorati. Spesso è una questione di albero genealogico
da salvaguardare. Lo sussurrano i muri e le inchieste di
Report quel che successe alla
Sapienza quando regnava
Luigi Frati. Nell'ateneo ad
agosto è scoppiato pure lo
scandalo del concorso in
Cardiologia: un mese prima
erano già noti i sei vincitori.
Meno eclatante il santo in
paradiso di un neolaureato
in Veterinaria in Emilia Romagna, che decide di partecipare alle selezioni per il
dottorato. Peccato che suo
padre sia professore e che a
lui e agli amichetti siano spifferate le domande della prova. Altre volte c'è la zampa
del politico. A settembre salta fuori che il padre di uno
studente di Odontoiatria al-
PERCHÉ tutto vada liscio come l'olio ci si accontenta anche della proprietà transitiva
dei legami.
Basta perdere la pazienza un
attimo e la gaffe è fatta. Un
professore della Cattolica di
Milano durante la lezione risponde al cellulare e davanti
alla classe si lascia scappare:
"È bloccato in autostrada, oh
per fortuna! Un raccomandato in meno da promuovere".
NON MANCANO i pentiti del
vizio. Il Comune di Tricase si
è costituito al Tar per revocare la delibera con cui affida
senza gara al Politecnico di
Bari la consulenza per il piano urbanistico generale (in
ballo ci sono 40 mila curo più
iva). A denunciarlo è stato
l'Ordine degli ingegneri e
quello degli architetti di Lecce.
Nella sanità avere i contatti
giusti conta come la pillola di
viagra per gli impotenti. Laura G. ha un tumore. Le dicono che a 1 3lilano per farsi
operare dev e aspettare un
paio di mesi . Ma che se suo
figlio, medic a, parla coi colleghi può acc :orciare i tempi.
Lei però si m ette in coda. Rischia pur ( e non cedere.
Adele P. de` e subire un intervento alla spalla a giugno.
È il suo turn o ma dopo cinque mesi dal] 'ospedale non si
fanno sentii -e. Ritorna dal
medico di ba se. La segretaria
afferra il tele] tono e va a colpo
sicuro: nel ] ,iro di qualche
giorno Adele viene operata.
_Per non parlare degli sconti
riservati ai nostrani. Attilio
F. questa estate entra in una
gelateria di Cefalù. Compra
gelato e cannoli: 27 euro.
Torna il giorno dopo con un
amico e il proprietario basito: "Ma perché ieri non mi
hai detto che ha amici cefaludesi?". Risultato: stesso
menu a 15 euro. I raccomandati in eterno sono al cimitero. Come è successo al monumentale del Verano, a Roma: nonostante il divieto di
nuove tumulazioni, tra il
1999 e il 2001 sono arrivati
93 funerali raccomandati.
yon. ciaia i
rluflu <i:l lai
Pagina 5
QUEL VIZIO CHE
CI SEGUE SEMPRE
NASCIAMO GIÀ
"SEGNALATI":
PARTO, AS I LO,
SCUOLA,
UNIVERSITÀ,
LAVORO. PERFINO
UN GELATO
E UN POSTO
AL CIMITERO
Il rettore Frati e Rita
Lorenzetti LaPresse/Ansa
Mondo Universitario
Pagina 6
Università, patto per il Sud
il governo convoca i rettori
Garanzia per il 2014: turnover minimo
Marco Esposito
L'appuntamento è in calendario per giovedì 28 novembre, a
Napoli. Il ministro dell'Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, ha convocato i rettori degli atenei del Mezzogiorno per provare a uscire insieme
dalla secca nella quale sono finite le Università del Sud, danneggiate da regole che frenano l'arrivo di risorse e tagliano ai minimi termini (in molti casi al 7%)
il turnover con un impoverimento dell'offerta formativa e se il trend non sarà interrotto della capacità del Sud Italia di
formare giovani di qualità. Ma
gli atenei meridionali sono danneggiati anche, sosterrà il ministro, da livelli dimensionali e sovrapposizioni di corsi che ne riducono la produttività, soprattutto nel campo della ricerca.
Il ministero metterà sul tavolo alcune garanzie. La prima è
la possibilità di programmare
da subito, per il 2014, un turnover minimo del 20% per tutti.
Può apparire poco, ma se tale
regola fosse stata applicata anche nel 2013 si sarebbe tradotta
in 19 nuovi docenti in più alla
Federico II, 14 a Catania, 11 a
Bari, 10 a Palermo, 8 a
Messina, 5 alCarrozza
la Sun e così
II ministro
via. La seconda è l'impeassicura:
gno aun mecpuntiamo
canismo di
alla piena
valutazione
autonomia
che
tenga
conto del codei singoli
siddetto
atenei
«sforzo fiscale». Un con-
sione del rapporto con il finanziamento pubblico e la definizione di limiti ai contributi e alla possibilità di aumento degli
stessi, anche in rapporto alle
condizioni economiche dello
studente e della famiglia».
C'è poi un tema, che riguarda tutti gli atenei e non soltanto
il Mezzogiorno, legato alla «piena responsabilità dei singoli atenei per la gestione delle risorse
finanziarie», con meccanismi
che sostituiscano «i vincoli sulle relative voci di spesa » con «incentivi e sanzioni basati sui risultati della gestione». Tali innovazioni saranno contenute nel
«disegno di legge collegato alla
legge di stabilità 2014» mediante una «delega al governo in materia di Istruzione , Università e
farvalere i propri effetti dal prossimo anno scolastico e universitario.
Novità in vista anche per
l'abilitazione scientifica nazionale, ovvero il «patentino» che
consente agli aspiranti professori di partecipare ai concorsi
per le cattedre. La Carrozza punta a una stretta mediante la «revisione delle regole di funzionamento delle commissioni e dei
criteri di valutazione e l'introduzione di meccanismi volti a contenere il numero dei partecipanti e degli abilitati». Lo schema di disegno di legge delega lascia, al momento, margini molto ampi al governo ma è prevedibile che il passaggio parlamentare renda meno vaghi gli
obiettivi e gli strumenti per rag-
20%
giungerli.
Per la Federico 11, infine, c'è
il riconoscimento da parte del
ministero di un errato conteggio delle spese per il personale,
il cui livello nel calcolo riportato nel decreto 2013 aveva sforato il tetto dell'80% di un decimale. Tale disallineamento dei dati ha penalizzato l'ateneo federiciano nella definizione del turnover e di ciò si terrà conto con
un recupero nel decreto del
2014, che in ogni caso sarà profondamente rivisto nei criteri e
non renderà più possibili divari
come il 7-212% verificatosi nel
2013 e che tante polemiche ha
sollevato. La Federico II ovviamente valuterà ilritiro dei ricorso.
© RIPRODUZIONE RISERVA fA
Ricerca». Una delega che dà nove mesi di tempo per l'emanazione dei cosiddetti decretilegislativi e che quindi dovrebbe
to, infatti, è chiedere e incassare quote di iscrizione in un'area
ricca come la Lombardia, un altro è raggiungere il medesimo
gettito per studente in Campania o in Calabria, le due regioni
d'Italia con il Pil più modesto.
In pratica si punta a una «revi-
Mondo Universitario
Pagina 7
120 atenei piú penalizzati
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P.O.
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SIcn0-------------Le Università del
Sud si sono viste
tagliare 78 docenti
rispetto al turnover
previsto del 20%.1
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---- --- -----Ogni "punto
organico " vale un
diritto di spesa di
i 18.489 euro, che
può essere ripartito
su più persone,
assumendo nuovi
ricercatori
Vapoi 1 'or;ent 2
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13,16
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odeoa r en,, io r r;i!i? 13 9 72
Firerze
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Nel 2014 il vincolo al
turnover per il
sistema Università
salirà dal 20%
medio (senza
minimo) al 50% (con
un minimo del20%)
Mondo Universitario
Pagina 8
CHI ASC LTA LA V CE
DEGLI STUDENTI PIAZZA
NADIA URBINATI
li studenti universitari venerdì hanno manifestato nelle maggiori città italiane. Come molte altre volte in passato, mettono in
campo il diritto di disobbedire e manifestare perché le altre armi della politica sono spuntate e
n onraggiungono l'obiettivo difar sentire lavoce a chi
della politica vive, a chi la pratica dentro le istituzioni. Le quali sembrano essere diventate un muro di
gomma su cui quel che succede fuori rimbalza, senza produrre effetti. E l'argomento è il solito da anni,
ormai: "Non possiamo fare diversamente" . La ragione oggi sta dalla parte dei ragazzi che, stando fuori
dalle istituzioni, rivendicano la decisione di scendere in piazzaperché mancal'ascolto daparte di chivive dentro la politica praticata. Le due parti hanno
quasi smesso di comunicare: ormai sono due mondi
che marciano nell'indifferenza reciproca o, quando
cercano di interloquire, si scontrano.
Le forze dell'ordine contro i giovani dimostranti:
questi sono i protagonisti di unapoliticacheha smesso di svolgere la suafunzione di raccordo trale istituzioni e l'esterno, che ha smobilitato programmi e deciso di immolarsi al linguaggio della necessità. E, interrotto il dialogo, resta la violenza e la criminalizzazione da parte di chi ha il monopolio della violenza
stessa. Dicevauno studente: «Nonvogliono ascoltarci. Vogliono dire che siamo dei criminali, mentre noi
lottiamo solo per il nostro futuro, che non c'è. Io cerco lavoro da sei mesi e non lo trovo. Frequento l'università e faccio fatica a pagarla». Questa è la ragione
delle manifestazioni e questi i contenuti che non vogliono essere ascoltati-o l'ascolto nonproduce altro
che la stessa risposta: abbiamo le mani legate dall'Europa, dalle banche, dal mercato. Da tutti. Ma chi
ha le mani legate non è sovrano. Se la politica dichiara di non riuscire a farcela porta il peso di una responsabilità, quella di scatenare altre risposte. No.
Non è questalavia maestra.
Da diversi anni ascoltiamola favola della ristrutturazione dell'università e della razionalizzazione della scuola, della costruzione dell'autonomia scolastica, della "funzionalizzazione" dei programmi disciplinari alle esigenze del mercato del lavoro. L'esito è
sotto gli occhi di tutti: inpochianni più del 10 per cento in meno di risorse pubbliche all'istruzione e alla
formazione e, insieme, la ridefinizione del significato del "pubblico" per comprendere in esso il privato
parificato e, quindi, giustificare l'emorragia dei finanziamenti dalla scuola statale.
Si è anche congegnato di mettere una realtà pubblica contro un'altra: meno soldi alle università per
creare pochi e prestigiosi centri di eccellenza. Buona
Mondo Universitario
idea se non fosse che quando le risorse sono già poche questa diventa una lotta tra poveri n ella quale alcuni pagano di più e altri di meno, e il sistema intero
ne soffre. E a pagare tanto è la formazione di base:
scuole, primarie e secondarie, e poi l'università (declassata a ` liceificazione" rispetto ai centri d'eccellenza). Difficile capire da dove la selezione degli studenti per i centri d'eccellenza peschi, se la formazione di base e universitaria viene penalizzata. Il fatto è
che, cornellvo Di amantihapiùvolte sottolineato con
dovizia di dati su questo giornale, l'attuale mercato
dellavoro italiano oggi premiapiù chinonhaunalaurea che chi ce l'ha. E quindi, se questo mercato del lavoro dettale regole, è prevedibile che ristrutturare la
formazione possa significare tagliare le risorse, non
usarle in maniera più ordinata e razionale.
Gli studenti non si fanno piìi ingannare - non credono più alle narrazioni edulcorate di ministri che,
da un governo all'altro, stanno, come per un patto
scellerato, picconando una delle più importanti ricchezze del paese: lacultura, la scuolapubblicadi ogni
ordine e grado, l'università e la ricerca. Ai vizi, agli
scandali, agli illeciti che hanno gravato sui concorsi e
la selezione (segno di una condizione che dilaga in
tutti i settori dellavita sociale) i ministri, apartire dallaGelmini, hanno scelto due armi: laburocraziae itagli. E l'esito è sotto gli occhi di tutti: risorse impiegate
per aumentare le pratiche burocratiche, una scuola
pubblica meno qualificata e soprattutto diversamentetrattatainragione dei quartieri, delle città, delle aree del paese, e infine di alcune fasce disciplinari
a discapito di altre. Insomma, discriminazione tra
cittadini, aree del paese e discipline.
E a questo punto entrano in azione coloro che non credono più nella favola della ripresa dietro l'angolo e dell'impegno del governo perridareprestigio alla scuola, per
investire sulla scuola. "Invertire la marcia" chiedono gli
studenti. Che significa impegnare le risorse pubbliche
per il futuro del paese e farlo con equità affinché il destino dei giovani non sia predeterminato dal quartiere, dalla famiglia e dalla ragione nella quale sono nati o vivono.
La scuola ha la funzione di liberare le energie, non di riconfermare privilegi, magari eliminando preventivamente dalla competizione i molti, così da poter rendere
più agevole la corsa al successo di chi dispone di più mezzi. Se la scuola di un paese democratico non riesce a fare
questo, chi governa ha fallito. E fallisce anche quando ci
trasmette la narrazione dei vincoli europei che bloccano
la ripresa, che impediscono le scelte dei governi. Hanno
ragioneiragazzi: se la politica rivendica, giustamente, un
ruolo guida, deve saper dimostrare di essere capace di coprirlo.
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[IL CASO]
Un impiego? Agli studenti serve una bussola
L'UNIVERSITÀ FABBRICA
DISOCCUPATI INALCUNI SETTORI
MENTRE MANCANO TIPOLOGIE
DI PROFESSIONISTI. TUTTO CIO
AVVIENE PERLA MANCANZA
DI ORIENTAMENTO SCOLASTICO
Milano
università italiana' fabbrica
disoccupati in alcuni settori.
In altri servono invece professionisti
che non si trovano. «Tutto ciò avviene per la mancanza di orientamento
scolastico». Domenico Pontrandolfo direttore generale dell'Associazione Nazionale Orientatori
(Asnor) spiega che nel nostro Paese
spesso questa figura esiste solo formalmente nelle scuole e negli atenei.
Chi ricopre il ruolo in genere non ha
una formazione specifica e si limita a
dare generiche informazioni sui corsi di studio. «In una parola in Italia
non si orienta- assicura il direttore
- Ma qualcosa sta cambiando e in
questi anni quella ¿ell'orientatore
sta diventando una vera e propria
professione».
Giàdal2008 èstatacreatalaAsnor,
unico ente in ambito dell'orientamento ad essere stato accreditato lo
scorso luglio dal Ministero dell'Istruzione perlaformazione del personalescolastico.L'associazionehacome
missione quella di promuovere la
cultura dell'orientamento e di sostenere iprofessionisti affinché siariconosciuto il loro ruolo. «Ora ci auguriamo - afferma Pontrandolfo che il legislatore metta presto dei paletti e consenta solo a chi i iscritto al
registro nazionale di esercitare». Il
registro in questo momento conta
2mila professionisti che hanno varie
competenze. Sette in tutto i settori
nei quali indirizzare e supportare i
cittadini. Si parte dalla scuola dove
spesso gli studenti non hanno punti
di riferimento in grado di guidarli
nelle scelte. «Nel passaggio tra superiori e università - racconta il direttore-non c'è per esempio nessuno
chevalutile attitudini dello studente,
il suo percorso scolastico e soprattutto nessuno che gli spieghi quali-sono
L'
Mondo Universitario
i corsi di studio che offrono maggiori
sbocchi professionali e quali invece
quelli che ne offrono meno».
Il liceale dell'ultimo anno, nella
scelta della facoltà, si muove in autonomia. Magari siiscrive seguendo gli
amici, oppure prende un corso di
studio a caso. Scelte sbagliate portano spesso afallimenti. Silasciano dopo qualchetempo glistudi. Oppure si
cambia corso, perdendo nel mentre
anni preziosi. ì<L' orientatore cerca di
prevenire l'abbandono scolastico
con opportuni consigli e suggerimenti» spiegano daAsnor, che di recente ha aiutato ad aprire 230 centri
orientativi nellè scuole in tutta Italia,
la maggior parte dei quali nel sud del
Paese, e in particolare, grazie ai fondi
Pon, in Puglia, Campania, Calabria,
Basilicata e Sicilia.
Ma non esiste solo il professionista in ambito educativo. Sono diver=
sele specializzazioni.Sivadall'ambi-
to sportivo: qui l'orientatore indirizza il ragazzo su un'attività piuttosto
che su un'altra in base alle attitudini.
C'èpoila specializzazionenel campo
del benessere sociale. Ma anche
quella nelle istituzioni. E nel lavoro:
l'orientatore con questa specializzazione illustra ad esempio ai neo laureati le varie possibilità per trovare
più velocemente un'occupazione.
«Gli iscritti al Registro nazionale spiega il direttore - hanno il dovere
di rispettare il codice deontologico e
di conformarsi al regolamento». E
dunque devono mantenersi aggiornati con appositi corsi professionali,
che l'associazione fornisce oggi in
parternariato con l'università telematicaPegaso. «Conlaregolamentazione dì questa professione - conclude Pontrandolfo - si va nella direzione indicata dall'Europa».
(st.a.)
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L'Associazione Nazionale Orientatori
(Asnor) di recente ha aiutato
ad aprire 230 centri orientativi nelle
scuole in tutta Italia, la maggior parte dei
quali nel sud dei Paese
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Startúp, la carica delle duecento
E il "Politecnico" fa da chioccia
IL PIEMONTE È QUARTO TRA
LE REGIONI PER NUMERO
DI IMPRESE IN ERBA, MA TORINO
HAILPRIMATO TRALE CITTA'
CANTAMESSA (I3P): "QUI
PREVALGONO LEAZIENDE
LEGATEALMANIFATTURIERO
PERCHE' SONO COMPLEMENTARI
AL TESSUTO INDUSTRIALE
DELL'AREA"
Diego Longhin
Torino
Il Piemonte è nel gruppo
di
testa, staccata dalla prima,
la Lombardia, che guida la graduatoria nazionale con quasi
230 start up innovative, ma se la
gioca con le altre regioni del
Nord, che sono poco sopra o poco sotto. Una classifica che fluttuadímeseinmese. L'ultimafotografiascattata dalle Camere di
Commercio indica, allarigáPiemonte, 111 società innovative,
almeno secondo i parametri indicati dal governo Monti e che
possono essere iscritte alla sezione speciale. Sono un decimo
del totale nazionale, pari a
1.172, e garantisce oggi alla regione il quarto posto, a sole due
imprese di distanza dal Làzio,
che è terzo, e a una dal Veneto,
che è quinto. Una classifica che
può variare daunmese all'altro.
La Lombardia, che guida la graduatoria, resta comunque distante, con le sue 227 start up.
Spulciando i registri il Piemonte si caratterizza per due
aspetti, come sottolinea Marco
Cantamessa, presidente di 13p,
l'incubatore del Politecnico.
«Torino fa la parte del leone in
quelle non Ict. Si tratta di start
up legate aimanifatturiero, perché sono complementari al nostro-tessuto industriale», spiega. «Si nota come i130 per cento
delle startup innovative italiane
abbiano comebase Milano, Roma e Torino».Le aree metropolitane la fanno da padrone. La
forza di Torino sta nella tradizione degli incubatori, a partire
da quello dei Poli, come riconosce la stessa indagine di Infocamere: « Ilfatto che Torino si confermi ai primi posti indica il fatto che esiste un eccellente sistema universitario a cominciare
Mondo Universitario
dalPolitecnico diTorino che si è
saputo coordinare con le istituzioni, dal Comune alla Regione». In particolare Torino è terza nella top ten delle province
con 86. aziende, contro le 129 di
Milano e le 101 di Roma.
S e condo le statistiché 40 sono
le start up sfomate da 13p, 14 del
2i3t dell'Università di Torino e
sei dall'Enne3 dell'Università
del Piemonte orientale, guidato
da Lorenzo Lener: «Siamo aperti da tre anni e finora abbiamo
contribuito allanascitadi 16 imprese. Non tutte però potevano
essere riconosciute come "start
up innovative", spesso per meri
motivi fiscali». Non esistono solovantaggiperchisííscrive alregistro previsto da Monti, ma
oneri a livello fiscale che non
tutte le società innovative in erba se la sentono di affrontare.
Passando da valutazioni
quantitative a quelle qualitative, la sostanza non cambia. Il
Piemonte è sempre nel gruppo
di testa, anzi, è da medaglia d'oro, ottenendo punti e premi a livello internazionale. Il Politecnico ha vinto l'ultima "coppa
dei campioni" delle start up a
Genova. Al Festival della Scienza quattro dei cinque progetti
vincitori della Start Cup del Piemonte sono stati selezionati tra
i finalisti. Il Poli si è aggiudicato
il premio nazionale dell'innovazione e la start up "incubata"
da I3p, Ecolumiere, ha vinto il
primo premio nella categoria
Cleantec. Ma non si tratta dell'unico risultato: al Webit Congress la Intoino ha superato la
concorrenza di oltre 800 startup
provenienti da tutto il mondo.
Nata nel 2012 e ora incubata
presso ilTreataBit, l'incubatore
di imprese pensato dal Politecnico di. Torino peri prodotti digitali pensati perii mercato consumer, Intoino è una giovane
realtà basata sull'innovazione
fai da te o "maker movement".
La Intoino ha sviluppato un kit
"tipo Lego" con il quale si pos-
sono costruire dispositivi elettronici intelligenti e connessi a
Intemet, senza conoscere l'e.lettronica o l'informatica. Ad
esempio? E' possibile costruire
un sistema che irriga automaticamente le piante mentre si è in
vacanza o un dispositivo che avvisa sullo smartphone se una
porta si apre.
In 14 anni di attività I3p ha avviato oltre 150 start up in diversi
settori-cleantech, medtech, IT,
elettronica e automazione,
energia, meccanicae altri settori industriali - che nel 2012 hanno raggiunto oltre 750 postidi
lavoro e creato un giro d'affari di
oltre 50 milioni di euro. Che il
Piemonte sia un terreno fertile
per le nuove idee lo si capisce
anchedalleproposte: il Poli ogni
anno riceve oltre 200 idee imprenditoriali, valuta più di 60
business plan e avvia tra 10 e15
nuove start up. E nel rapporto
Ubi, realizzato in collaborazione con le Università svedesi di
Chalmers e di Linkoping, l' incu-
batore I3p si è piazzato al primo
posto a livello nazionale, al
quarto posto nella classifica dei
migliori in.cubatori universitari
europei e all'undicesimo alivello mondiale, su 150 realtà in 22
Paesi.
LA RACCOLTA.BANCARIA
Dati semestrali famigie'consumatrici;
indici di'díffusiQpe, r:
.O,.Ti
."
-0,5
11'11
-
1'12
_ DEPOSl71
OBBLIGAZ.
BANCARIE
._ w
1'13
Il
Fonle: Baakilalia
Secondo le'statistiche
sono 40 le start up
sfornate dal Politecnico
Pagina 11
ILPROGETTO "DIGITALI PER
CERESCERE" MESSOAPUNTO
DA MICROSOFT. PARLA IL
RETTORE DI SCIASCIO: "IL
LABORATORIO FORNISCE UN
LUOGO IN CUI FARE
ESPERIENZE DIINNOVAZIONE
E NUOVA CONOSCENZA"
Raffaele Lorusso
Bari
Crescere e internazionaliz-
zarsi con la cloud economy. La digitalizzazione delle
imprese diventa strategica per
incrementare ricavi e occupazione. Al nord come al sud. In
questo percorso assume un ruolo strategico il progetto "Digitali
per crescere", messo a punto da
Microsoft con il sostegno dei ministeri dell 'Università e della R1
cerca e dello Sviluppo economico. L'obiettivo è ambizioso: raggiungere in modo capillare sul,
territorio italiano un milione di
piccole e medie imprese e 200mila giovani per avviare un circolo
virtuoso che faccia leva sulle potenzialità delle nuove tecnologie. Il .primo passo è l'apertura in
tutta Italia di laboratori di esperienza digitale, in partenership
con le più importanti università
del Paese. L 'iniziativa coinvolgeanche il Politecnico di Bari, che
l'ha tenuta a battesimo ospitando il convegno "Digitali per crescere. Esperienze e tecnologie
per cambiare iltuo business", rivolto a pini, professionisti e studenti pugliesi per aiutarli ad acquisire consapevolezza delle opportunità offerte dalle nuove tecnolggie e aintraprendereunpercorso di innovazione basato sul
cloud computing.
«Un adeguato livello di innovazione è indispensabile per rispondere alle sfide del mercato e
puntare alla crescita», spiega
Vincenzo Esposito, direttore della divisione piccola e media impresa di Microsoft Italia, illustrando le finalità del progetto alla platea pugliese. Le previsioni
di crescita del settore della cloud
economy sono incoraggianti La
crescita dell'occupazione, soltanto in Italia, sarà del 125 per
cento, con la creazione di oltre
80mila nuovi' posti di lavoro.
«Con "Digitali per crescere" -insiste Vincenzo Esposito - intendiamo promuovere in Puglia
e in tutta la Penisola una cultura
dell'innovazione funzionale a un
vera ripresa dell'economia. Il
nuovo laboratorio di esperienza
digitale di Bari si propone come
luogo d'incontro e di condivisione per far decollare l'innovazione sul territorio pugliese, consentendo a piccole e medie imprese e giovani di,,toccare con
mano il valore strategico delle
nuove tecnologie e del cloud
computing, strumenti di crescita
democraticaper qualsiasitipo di
azienda». Esposito nonhadubbi:
«Nel difficile contesto attuale, le
Pini pugliesi devono affrontare
sfide quali la scarsità di risorse e il
ritardo infrastrutturale e i giovani della regione lottano contro la
disoccupazione. Per questo è
fondamentale un cambio di rotta che deve essere responsabilità
condivisa di tutti i protagonisti
del tessuto socio-economico.
"Digitali per crescere" e il nuovo
laboratorio di esperienza digitale-.inténdono essere strumenti
concreti al servizio delle aziende
e degli studenti, per aiutarli a cogliere le opportunità offerte dall'innovazione tecnologica. Siamo entusiasti di collaborare a
questo progetto con il Politecnico e la Camera di Commercio di
Bari».
come elemento di competitività
a supporto degli obiettivi dibusiness della singola realtà produttiva. Un ruolo fondamentale, da
questo punto di vista, assume la
partenership con ilPolitecnico di
Bari. «Illaboratorio di esperienza
digitale è un'iniziativa rilevante
- sottolinea Eugenio Di Sciascio, rettore del Politecnico -.
Microsoft investe nelle università e nelle piccole e medie imprese, fornendo un luogo in cui
fare esperienze di innovazione e
nuova conoscenza. PerilPolitecnico di Bari c'è la possibilità di
rendere impattantelatecnologia
e di interagire con il mondo del
lavoro. Questa esperienza sarà
fondamentale anche per le imprese locali, che potranno accedere al know how e a una piattaforma di sviluppo. In un momento di crisi, come quello che
stiamo vivendo, non è una cosa
di poco conto. Questo tipo di interazione virtuosa è fondamentalepergestire conoscenze. Senza innovazione l'Italia e il Sud
non possono ripartire».
Il Politecnico di Bari ha anche
l'occasione per creare un circuito ancorapiùvirtuoso frapercorsi di studio, ricerca e mondo imprenditoriale. La scelta di Microsoft, daquestopunto divista, non
'è stata casuale. 11 Politecnico barese è una delle eccellenze italiane per qualità della formazione.
La crisi economica strutturale
che ha colpito il Paese e il Sud in
particolare non haprecluso l'accesso al mondo del lavoro dei
neolaureati formatisi nelle facoltà del Politecnico barese. I datifino a12012 sono eloquenti: pienaoccupazione entrododicimesi e per il 70 per cento entro i primi sei mesi dalla laurea. Illab oratono di esperienza digitale diMicrosoft lascia intravedere nuovi
orizzonti. «Da tempo sia a livello
di ricerca sia a livello di curricula
degli ingegneri informatici e del-
Qui sopra,
Giovanni
Stifano,
direttore
della Divisione
Partner e
Dynamics
di Microsoft
Italia
Qui sopra
Vincenzo
Esposito (1)
di Microsoft
Italia;
Eugenio
Di Sciascio
(2) rettore dei
Politecnico
di Bari
Le imprese pugliesi devono
acquisire consapevolezzadelvalore strategico dell'innovazione
Mondo Universitario
Pagina 12
le telecomunicazioni - osserva
il professor Di Sciascio- ci sono
elementi di ass oluta sintonia con
il laboratorio voluto da Microsoft. Adesso c'è la-possibilità di
rendere più semplice e più fattiva la collaborazione fra percorsi
di studio e impresa. Il fatto che
Microsoft abbia puntato sul Sud
è un ulteriore fattore di stimolo».
Per agganciare il treno della
crescita e dello sviluppo del settore sarà necessario recuperare
il ritardo ché l'Italia ha accumulato nel corso degli anni. «È necessario - dice l'economista
Francesco Sacco, componente
dello Steering Board del com-
missario per l'attuazione dell'Agenda digitale presso il governo
italiano, intervenuto alla presentazione del progetto di MicrosoftinPuglia-che ogni attore faccia la sua parte. Anche le
imprese devono avere una propria agenda digitale per competere meglio sia in Italia sia sui
mercati internazionali». Il laboratorio di esperienza digitale
creato daMicrosoft aBari servirà
a supportare le piccole e medie
imprese proprio in questa logica, in un'ottica comune di collaborazione, mobilità, semplificazione ed efficienza.
® RIPRODUZIONE RISERVATA
La quota degli
occupati e il
livello dei
ricavi nel
confronto fra
aziende in
base al tasso
di tecnologia.
Schiacciante la
superiorità
dei risultati
dell'High-tech
SLOW E HIGH TECH
Variazioni
%
Crescita occupazione
,
Low-tech
Med-tech
Mondo Universitario
Crescita ricavi
,
High-tech
Alta tecnología
e prospettive
di crescita nel
futuro delle
piccole e
medie aziende
Low-tech
Med-tech
High-tech
Pagina 13
IN-VESTIRE, NELLA CERCA AEROSPAZL&LE
PER AVERE, UN RUOLO DA PROTAGONISTI
Al vertice europeo dei Capi di Stato e di Governo di dicembre si affronterà il tema della difesa europea e, al
suo interno, quello del rafforzamento della base tecnologica e industriale europea
della difesa e del suo contributo per ïl rilancio dell'economia europea.
Aerospazio, sicurezza e difesa sono un
laboratorio privilegiato per lo sviluppo
tecnologico. Tecnologie di
prodotto e di processo sono trainate dalle esigenze
legate agli «ambienti ostili» in cui devono essere
utilizzate. Miniaturizzazione, alleggerimento, risparmio energetico, autonomia, resistenza, durata,
manutenibilità, disponibilità sono tutte prestazioni
richieste in termini esasperati nell'aerospazio, sicurezza e difesa.
Per questo nel nuovo Programma Quadro
per la ricerca europea Horizon 2020 vi dovranno essere adeguate risorse per le tecnologie duali utilizzabili anche nel campo
della sicurezza, come avviene nella sorveglianza dei confini, del territorio e delle
infrastrutture, nella prevenzione e nella
gestione delle crisi e dei disastri naturali e
degli incidenti industriali, ecc. Per questo
Mondo Universitario
stesso motivo è importante che vengano
varati nuovi programmi di collaborazione
europea di sviluppo tecnologico nel campo della difesa, a partire da quelli su cui si
giocherà il futuro, come i velivoli a pilotaggio remoto e le applicazioni spaziali.
Il Governo è fortemente impegnato per
partecipare alla definizione di queste
scelte, ma dobbiamo fare in modo che la
nostra industria arrivi preparata a questi appuntamenti. Questo significa assicurare la continuità dei
finanziamenti nazionali
alle attività di ricerca tecnologica: con poche decine di milioni annui su base
pluriennale si possono alimentare progetti in grado
di generare attività da dieci a venti volte più grandi.
Senza il rifinanziamento della legge 8o8,
lo strumento che in questi ultimi ventotto
anni ha consentito all'Italia di diventare
un player internazionale nell'aerospazio e
nell'elettronica, rischiamo di perdere l'ennesima, e forse, ultima occasione, interrompendo i programmi in corso ed impedendo ogni nuova iniziativa.
Michele Nones
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Pagina 14
Cervelli in
esano la crisi e la carenza di grandi opere
Uno su
ce, l
a a( a
f
ri
A cinque anni dalla laurea il 10% lavora oltrefrontiera
La categoria tenta di conquistare le Pmi, finora restie
DI ISIDORO TROVATO
enza un piano per le infra
strutture non si avvia la ripresa di un paese e si ri
schia la migrazione di gio
vani talenti. È questo l'allarme lanciato dagli ingegneri durante la lo
ro assembla nazionale della setti
mana scorsa. «Noi ingegneri siamo pronti a lavorare per rilancia
re il Paese - dichiara il presiden
te del Consiglio Nazionale, Armando Zambrano -. Vogliamo contri
buire alla necessaria revisione del
le norme, alla valutazione della
priorità effettiva di ogni singola
infrastruttura e alla riqualificazio
ne del territorio. Insieme alle altre
professioni tecniche e a tutti gli in
terlocutori economici e politici faremo la nostra parte».
Sulla base dei dati Istat, la spe
sa per investimenti in infrastrutture nel 2012 è stata pari a 29,2 miliardi di curo con una diminuzio
ne del 60/. rispetto al 2011, quando
era a quota 31,1 miliardi. «Non
possiamo più permetterci di paga
re 810 miliardi l'anno di spese dello Stato - ha dichiarato Fabio
Bonfà il vice presidente del Consi
glio -. Sei e la dismi ione del
patriim ún nnhhlivn rho vale 500
miliardi solo di immobili e di partecipazioni. Ci vogliono interventi
choc per riavviare la crescita e ere
are nuovi posti di lavoro».
Il parade
sta nel fatto che
proprio in un f : se in cui cala l'at
tenzione dello Stato per le grandi
opere infrastrutturali, cresce l'interesse dei giovani per l'ingegne
ria. Nell'anno accademico 2011/12
gli studenti immatricolati nei corsi di laurea in ingegneria sono stati 38.446 contro i 38.161 dei l'anno
accademico precedente: su 100 im
matricolati, circa 14 hanno scelto
la facoltà di ingegneria (seconda
solo a economia). A fronte di que
sta «rivoluzione», il sistema produttivo italiano si dimostra inca
pace di assorbire una forza lavoro
ad elevata qualificazione.
Dagli studi condotti dagli inge
gneri, l'anello debole sarebbe rap
presentato dal mondo delle picco -
le e medie imprese. 1 dati Excel
sior relativi al 2013 restituiscono
un quadro in cui la popolazione
dei laureati in ingegneria vede nel
la media o grande impresa il prin
cipale sbocco occupazionale: oltre
due terzi dei posti di lavoro dispo
nibili nel 2013 sono infatti all'inter
no di imprese con più di 30 dipendenti. Quelle con meno di 10 ad
detti, che complessivamente as
sorbono il 34,90/. delle assunzioni,
non vanno oltre il 17,1% nel dare
un impiego ai giovani ingegneri.
«;
carenza di domanda complessi i di laureati in discipline
tecnico scientifiche è dovuta so
prattutto alla crisi del settore industriale e alla composizione produttiva polverizzata - spiega il Con
siglio nazionale degli ingegneri
-. Uno scenario che produce un
fenomeno diffuso di inoccupazio
ne e la fuga di capitale umano qualificato verso l'estero. Nel 2012 sono circa 16 mila i laureati in inge
gneria che il sistema produttivo
italiano non è riuscito ad assorbire; per la prima volta tale incapaci
là è propria di tutte le aree territo
riali anche quelle del Centro Nord che avevano sempre ga
rantito la piena occupazione».
Fuori dall'Italia trovano maggiori opportunità occupazionali e
livelli retributivi più alti. E chiaro
che a queste condizioni diventa arduo frenare la fuga: infatti nel
2012 quasi il 1011/o dei laureati in in
gegneria del 2007 risultava occupato all'estero. Dal 2006 in avanti.
il paese ha visto progressivamente prevalere il numero di ingegneri trasferiti all'estero su quelli che
hanno compiuto il percorso opposto, tanto che si stima che negli ultimi 7 anni si siano trasferiti ali'
estero senza fare ritorno in Italia
circa 3mila ingegneri. Non è una
migrazione di massa ma certo il
segnale di un disagio.
5 RIPRODUZIONE RISERVALA
Mondo Universitario
Pagina 15
A leggere le cronache di questi giorni,
piene di storie di «baby prostituzione», si
rischia di finire col pensare che i giovani
di oggi siano una generazione perduta tra
ricerca dei s oldi facili e disavventure su internet. Oppure una generazione di «figli
di», come parrebbe indicare la recente
classifica degli adolescenti più potenti
storie a cura di Tiziana Paolocci
delmondo stilata daTime, in cuispiccano
Malia, la figlia di Obama, e Dante, il figlio
delnuovo sindaco di NewYorkBillDeBlasio, il cui unico merito è esser nati nella famiglia giusta. Ma non è così: ci sono an-
che ragazzi che si battono contro le avversità e colgono successi straordinari. Noi
ve ne presentiamo quattro: ragazzi normali ma straordinari, proprio come Giuseppe Sciacca, il giovane architetto prematuramente scomparso alcuinome èintitolato il premio internazionale assegnato ieri a questi quattro adolescenti.
L'AMCATO DEI DISABILI
Francesco, il sordocieco con lode che supera se stesso
CATR
Francesco Mercurio, 32 anni
Mondo Universitario
Eccezionali risultati nello studio, nel lavoro e nel sociale. Francesco Mercurio, giovane avvocato sordocieco, originario di Villa Literno, nel casertano, ha combattuto per
realizzarsi con caparbietàe coraggio, riuscendo alaurearsiconlode ingiurisprudenza nonostante il suo handicap e
ora si batteper difenderei diritti dei disabili. Ricopre, infatti, il ruolo dipresidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d'Oro e nel 2011 ha vinto il Premio «Giuseppe Sciacca» nella categoria Giovani.
Quando è tornato in Campania è stato accolto con grande orgoglio e so ddisfazione dai suoi compaesani. Oggi l' avvocato vive a Osimo, in provincia di Ancona, dove lavora
come consulente legale per l'associazione non profit e ha
unavita impegnatissima. Ultimamente è stato promotore
di un opuscolo chemira a spiegare a chi convive conle sue
stesse difficoltà dalla nascita, quali sono le prospettive di
vita «ideale». E gira per l'Italia partecipando e organizzando convegni per invitare i sordociechi a ricercare e trovare
lavoro identità, anon sentirsi diversi, e apro seguire con tenaciailpercorso scolastico per arrivare un domani a trovare il proprio ruolo nel mondo del lavoro, arrivando a una
gestione autonoma del patrimonio e a una vita indipendente, che permetta loro anche diviaggiare e conoscere il
mondo.
Pagina 16
LO SCIENZIATO IN ERBA
Jack, scopritore di un test anti tumore a 15 anni
Dopo la sua scoperta il ragazzo hatenuto conferenze e lezioni presso importanti istituzioni scientifiche di fama internazionale come la Royal Society of
Medicine Medical Innovations.
MARYLAND
]ack
Andraka,
15 anni,
frequenta
il secondo
anno delle
superiori
in Maryland
(Stati Uniti)
IL PICCOLO
a Si chiama JackAndraka e ha 15 anni
il vincitore del Premio Internazionale
«Giuseppe Sciacca», sezione Ricerca e
Sviluppo. Lo studente, che frequenta il
secondo annodi liceo aCrownville, nel
Maryland, hainventato unnuovo metodo diagnostico che potrebbe rappresentare un avanti nella lotta ai tumori,
soprattutto per quel che riguardala determinazione precoce della malattia.
Andraka all'International Science
and Engineering Fair (ISEF), che si è tenuta a Pittsburg nel Maggio 2012, ha ricevuto anche il primo premio di 75.000
dollari, perquellache è stataconsiderata una ricerca rivoluzionaria. Secondo
quanto riportato anche dalla rivista
americana Forbes «il progetto di jack è
160volte piùveloce, 100voltemeno costoso,e400voltepiùsensibiledeiprecedentitestper la diagnosi del cancro». Si
tratta di untestcartaceo cheriesce amisurarei livelli dimesotelina, unbiomarcatore del cancro al pancreas, che è nel
sangue. La striscia cartacea viene immersa in una soluzione e il tutto viene
analizzato da un dispositivo inventato
daAndraka. Piccole lesioni possono essere rilevate anche prima che il cancro
diventimaligno. «Questo significherebbe - dice Andraka - far salire di molto il
tasso di sopravvivenza, portandolo vicino al 100 per cento».
I STORIA
Vitaliy, a 9 anni ha la memoria lunga di un prof
VitaliyNechaev, ucraino di nove anni, è un talento accademico precoce,
anziprecocissimo, e quest'anno è stato
scelto come vincitore assoluto del Premio Internazionale «Giuseppe Sciacca». Duegiorni fa ha ricevuto unaborsa
di studio in denaro, che sicuramente saprà far fruttare e nella sua madrepatria
recentemente ha ottenuto riconoscimenti di prestigio come «Orgoglio del
Paese».
Ha l'aria di un bambino, un bel bambino con i suoi penetranti occhi azzurri,
ma non certo un bambino comune, viste le straordinarie capacità cognitive e
grazie alla suaprodigiosamemoria e alla naturale predisposizione espositiva
grazie a cui da mesi tiene lezioni di storia, sostenendo impegnativi dibattiti,
presso
l'Università
Nazionale
«Bohdan Khmelnytskyy» di Cherkasy.
Non ha abbandonato lo sport, i giochi e
gli amichetti, ma quello che è accaduto
nel passato lo affascina molto di più.
Vitaliy conosce alla perfezione la storia
della sua regione, ma anche quella delle altre nazioni. Satutto, date, nomi, dettagli e quando ditrova davanti aunpub-
Mondo Universitario
buco che lo ascolta, racconta tutto con
passione, quasi recitando, come se fosse lui lo straordinario protagonista di
quanto è accaduto nei secoli. I «colleghi» più grandi lo trattano con massimo rispetto e i professori lo considerano un esempio pertutti. Una cosa è certa: sarà un promettente accademico. Il
suo sogno? Diventare un giorno presidente della Repubblica Ucraina.
UCRAINA
Vitaliy
Nechaev, a
soli nove
anni, tiene
lezioni di
storia di
livello
universita rio
Pagina 17
VATLETA ADOLESCENTE CHE INSEGNA A VIVERE
Cody, il bi mbo con le protesi che fa sorridere i veterani
TE,
Cody McCasland, 21 anni
Mondo Universitario
Se la tenacia avesse un nome si chiamerebbe Cody McCasland. Undici anni, con due piccole protesi al posto delle gambe e tanta voglia di vivere, il bambino texano riesce
a dar coraggio perfino ai veterani di guerra, curandole ferite del cuore provocate dall'aver perso una gamba o un
braccio nei combattimenti. Nato prematuro e con unarara sindrome, l' agenesia sacrale, i medici lo avevano dato
per spacciato. A 15 mesi gli sono state amputate entrambe
le gambe per scelta deigenitori, chenonvolevano vederlo
in carrozzina. Oggi corre e salta, partecipa al triathlon per
bambini, va in bici (l'handbike, quella con pedali a mano), fa sci d'acqua, baseball e ice sledge hockey (l'hockey
su ghiaccio con slittino). Ha più di venti paia di «gambe»,
una per ogni occasione, e la disabilità non è mai stato un
ostacolo per lui. Il bambino qualche tempo fa è stato notato dal Ministero della difesa Statunitense che gli ha chiesto di andare nei VeteransAdmnistration Hospital dove ci
sono soldati rimasti paraplegici, non vedenti, amputati e
la suavittoriapiùgrande è quella di riuscire aridarloro coraggio. Nel 2012 è stato vincitore assoluto del Premio
Sciacca, come esempio positivo perle sue straordinarie capacità umane e atletiche. Cody oggi è anche portavoce del
Caf, Challenge Athletes Foundation, organizzazione che
raccoglie fondi per aiutare i disabili a praticare sport.
Pagina 18
Corso della Fondazione Cuoa
Il Wine busioness
scommette sul Web
._________. :
estire un'azienda vitivinicola necessita
di un'adeguata formazione. Per questa
ragione, il 29 novembre parte
la terza edizione del corso di
alta formazione in Gestione
delle aziende vitivinicole promosso da Fondazione Cuoa
di Altavilla Vicentina (Vi) e
Accademia italiana della vite
e del vino, in partnership con
Veronafiere e Unione italiana
vini. Un corso, della durata di
otto mesi, che da quest'anno
costituisce la formazione base
per poter conseguire il diploma
di executive master in wine business management, un nuovo
progetto formativo che offre ai
professionisti del settore del
vino gli strumenti per interpre-
Mondo Universitario
tare e operare in uno scenario
internazionale e web oriented.
Il corso nello specifico affronta
temi quali strategia e marketing per il settore vitivinicolo,
sistema contabile e controllo
di gestione, efficientamento dei
processi produttivi, logistica,
legislazione vitivinicola, caratteristiche colturali ed enologiche dei principali vitigni italici
e internazionali. Sono previste
anche testimonianze d'imprenditori, studio di casi aziendali
e visite in azienda (come per
esempio il caso della storica
cantina toscana del marchese
Antinori, esempio di dinamicità sui mercati internazionali).
Per iscriversi e per avere ulteriori informazioni, consultare il
sito web: www.cuoa.it.
Pagina 19
C'è tempo fino al 30 novembre
per iscriversi al master in Marketing digitale e new media communication organizzato da Quec a
Firenze. Il corso, che durerà dal 30
novembre 2013 al 20 aprile 2014
per un totale di tredici incontri
il sabato, ha l'obiettivo di fornire
risorse teoriche e strumenti pratici, tali da garantire un utilizzo
completo e consapevole
degli strumenti della comunicazione digitale. In
particolare, il master fornisce tutti gli strumenti
per: definire un'adeguata
strategia di posizionamento in rete per l 'azienda,
progettare una presenza
Internet adatta alle esigenze di business aziendali, utilizzare correttamente le leve del marketing
digitale 1 .0 e le leve 2.0 dei
Social Media, interagire con i
social network per rafforzare la
presenza del brand avviando un
dialogo con i propri clienti , gestire
la web communication creando un
traffico di utenti significativo e
facendo della corretta diffusione
dell'informazione un vantaggio
competitivo per l'azienda e, infine,
monitorare e misurare i ritorni
di comunicazione aumentando
il Roi. Per iscriversi e per avere
maggiori informazioni, visitare il
sito internet : www.quec.net.
Mondo Universitario
Fino al 30 novembre è possibile
iscriversi al master in Gestione
della fascia costiera e delle risorse
acquatiche organizzato dall'università degli studi di
Camerino. Il master,
della durata di un
anno e che si svolgerà
nella sede di San Benedetto del Tronto, ha
lo scopo di preparare
una figura professionale che possa essere di supporto
nel management delle risorse acquatiche, in particolare delle aree
marine protette, acquisendo conoscenze specifiche delle tecniche
di maricoltura nel rispetto delle
normative
nazionali
e internazionali. Il
laureato, in
particolare,
acquisirà
competenze
nel settore
della gestione degli
ambient i
marini protetti e delle
attività compatibili coni vincoli
di protezione. V erranno inoltre fornite
conoscenze su aspetti di estrema
attualità quali l'acquacoltura e
la maricoltura, l'ittiopatologia,
alla tossicologia dei residui ed
alla biochimica applicata all'ambiente marino e agli alimenti di
origine acquatica. Per iscriversi
e per avere maggiori informazioni, consultare il sito web: www.
unicam. it.
Pagina 20
Entro i l 29 novembre è possibile iscriversi
al master in
Integratori
alimentari e
nutraceutici:
salute, sicurezza e marketing organiz z ato da
A lma Materuniversità degli
studi di Bologna.
Il master, di primo
livello, partirà il 31
gennaio 2014 per la durata di un
anno, e si propone di formare professionisti specializzati nel settore
degli integratori alimentari e dei
nutraceutici, in grado di utilizzare
conoscenze scientifiche nel campo
della nutrizione e nutraceutica finalizzate alla produzione, analisi e corretta commercializzazione del prodotto
integratore. Il master è
indirizzato a laureati,
triennali, specialistici o magistrali nelle
facoltà di chimica
e tecnologia farmaceutiche, farmacia,
medicina e chirurgia, biologia della
salute, scienze e tecnologie alimentari e
biotecnologie mediche,
veterinarie e farmaceutiche interessati ad approfondire le potenzialità del
settore. Per iscriversi e per avere
maggiori informazioni, visitare il
web: www. unibo. it.
Scadono il 2 dicembre i termini
Mondo Universitario
per iscriversi al master in
Oleodinamica -Fluid power o hydraulics organizzato dall 'università
degli studi di Modena
e Reggio Emilia in
collaborazione con
Imamoter-Cnr e DemoCenterSipe. Il master si rivolge a laureati in ingegneria e
intende formare esperti
nella progettazione e
simulazione di macchine,
componenti, sistemi oleodinamici e di circuiti elettroidraulicí per la trasmissione di potenza
via fluido con particolare attenzione all'utilizzo dell 'elettronica. Fin
dalla prima edizione il master ha
raccolto il sostegno dell'Associazione italiana dei costruttori ed
operatori del settore oleoidraulico e pneumatico e
dell 'Unione nazionale costruttori di macchine agricole
e macchine
movimento
terra poiché, quella
in uscita,
rappresenta una figura professionale molto
ricercata dalle
imprese. Infine,
sono messe a disposizione borse di
studio di 2000 euro ciascuna per i partecipanti. Per iscriversi
e per avere ulteriori informazioni,
consultare il sito web : www.masterfluidpower. unimore. it.
Pagina 21
V ia al progetto Esperi@ della Funzione pubblica
Esperti per il Sud
Professionisti in programmazione
programmazione strategica, zione di un master di II livello
nel governo e nella regolazio- per formare 120 giovani sulle
ne territoriale. Un obiettivo da politiche di coesione e sviluppo
elezionare e formare
attuare seguendo alcune linee e, infine, una serie di visite di
una nuova classe di d'azione entro il 2015: dall'indi- studio e scambi internazionali
iesperti in progettazio- viduazione di profili professio- per accrescere l'apertura delle
ne europea attraverso nali specifici, al reclutamento amministrazioni. Un progetto,
la valorizzazione del capitale e alla formazione di giovani quello di Esperi@, che mira a
umano in otto regioni del Mez- laureati attraverso concorsi un forte ammodernamento
zogiorno. E questo l'obiettivo di pubblici fino alla creazione di delle pubbliche amministrazioni progettando
Esperi@, un progetto
-----in modo efficiente
da 3,4 milioni di euro
a,i fondi comunitari
che verrà realizzato
da Formez P.A. su inper azionare lo svicarico del dipartimenluppo del Mezzoto della funzione pubgiorno e del paese e
blica e che coinvolgerà
proponendosi come
Abruzzo , Campania,
fucina di nuove
professionalità caMolise, Basilicata, Ca
labria, Puglia, Sicilia e f,
paci di affrontare
la sfida della nuova
Sardegna. Il progetto
ii ú
''programmazione
si pone come obiettidei fondi Ue 2013vo generale quello di
2020. L'obiettivo fiaffiancare le ammi nistrazioni regionali ------------------------------------------------------------------------------------------ naie è quello di eroshort list di «super esperti» muovere l'ingresso dei giovani
e locali del Mezzogiorno nel
potenziamento della capacità da impegnare sul campo. A migliori nella p.a., da troppo
istituzionale e amministrativa questi obiettivi si affiancano, tempo penalizzata dal blocco
in linea con la strategia Europa inoltre, quello di una riqualifidel turnover e, in particolare
2020 selezionando e formando cazione del personale interno
per le regioni del Mezzogiorno,
alle amministrazioni al fine di di avere nuovi tecnici preparati
esperti di politiche di coesione
da impegnare nella gestione rispondere al fabbisogni di nuo- oltre a riqualificare e valorizzadei fondi comunitari e nella ve personalità, oltre alla crea- re il capitale umano esistente.
Pagina a cura
Di FILIPPO GROSSI
Mondo Universitario
Pagina 22
-. Dai biglietti anticontraffazione
al software di difesa delle piante
il polo çampano dei nanotech
IN RASSEGNAAD ARZANO SU
INIZIATIVA DI STM E MICRON I PIÙ
RECENTI BREVETTI INDUSTRIALI
REALIZZATI NEL SETTORE
DELL'INFINITAMENTE PICCOLO DA
UNA SERIE DI IMPRESE DELIA
REGIONE, INNOVATIVE EAGGUERRITE
PatriziaCapua .
Napoli
iecistandperunafiera hi-tech aperta alle piccole e medie imprese della
Campania, nel settore delle nanotecnologie. E poi laboràtori e seminari su sistemi
nelle più svariate
applicazioni dell'industria come
LE NANOTECNOLOGIE IN ITALIA
monitoraggío di
ambiente, salute,
Ripartizione per dimensioni delle imprese
trasporti e aerospazio. Due granGRANDI
di aziende leader
31%
nella microelettronica, StMicroelectronics e
Micron hanno
ospitato il 7 noMICRO.
vembre nella loro
28%
sede di Arzano
una giornata di
Alessandro
Neapolis InnovaMessi, capo
tion, il programma di ricerca e formazione
delle vendite
in collaborazione con Confindustria Camper il Sud
paniae cinque atenei della regione. Un'ocEuropa
casione di confronto sullo stato della ricerdella Stm
ca ele possibili collaborazioni tra le multinazionali e la rete delle piccole e medieimprese che in Campania hanno una solida
base di formazione universitaria. «Lo scopo è aiutare le piccole e piccolissime imprese arafforzarsi e moltiplicarsi, per favorire la crescita di ecosistemi produttivi dell'innovazione», spiega Alessandro Messi,
responsabile pe; StMicroelectronics delle
vendite7nel Sud ed Est Europa e nei mercati emergenti. «Noi possiamo finanziare
D
Mondo Universitario
progetti di ricerca, perchéleideecisono ma
non gli strumenti per realizzarle».
Prendiamo Fos, una delle aziende che
hanno partecipato alla fiera delle tecnologie.Hamesso apunto unsistemaelettronico, Agriwise, per difendere senza tratta
menti chimici lepiantagioni diulivo biologiche dagli attacchi della moscabactrocea
che in 24 ore può distruggere il raccolto. Un
software preveddil rischio attraverso unsistenia di sensori in grado di valutame la
portata e dà l'allarme alle trappole elettroniche. Ci sono campi test in Liguria e in
Campania. Lasocietànata a Genova, ha sede a San Giorgio del Sannio e aBattipaglia.
Gep spa, partecipata StM, nata in Campania 10 anni fa, è specialista dei biglietti
elettronici anti contraffazione per i grandi
eventisportívi. L'azíendafirmailpassaporto elettronico, la tessera del tifoso, i ticket
per gli Internazionali di tennis, perla finale
di Champions League a Roma, per la Confederation Cup in Brasile e nel 2014 anche
quello per i Mondiali di calcio in Brasile.
T&T, nata a Napoli nel 2008, fa consulenza ingegneristica per Ansaldo, Rfi, Fiat:
treni diagnostici per il controllo della linea
aerea e dei binari, algoritmi in grado diprevedere il degrado dell'infrastruttura ferroviaria e dei sistemi di sicurezza. Oggi sono
al lavoro 70 ingegneri elettronici e prevedono di arrivare a 100 nel2015. Ci sono poi
Aeromechs, conilsistemadigestioneintelligente dell'energia abordo di aerei, Bit4id,
con la carta per la connessione sicura alla
banca, firma digitale, utilizzata da notai e
Banco Posta, AirgNet orks,aziendadidomotica avanzata che opera nel comprensorio Olivetti dì Pozzuoli. Nella giornata di
Arzano c'è stata anche la presentazione di
nuove tecnologie svilupp ate da St e Micron
per la conversione di potenza e soluzioni
avanzate dimemoriaindiverse applicazioni. Sí è anche discus so delle opp ortunità offerte dai fondi europei in materia di ricerca
e innovazione dal 2014 al 2020.
0 RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 23
Il marketing ora è digitale
l'azienda sbarca sui social
ma si cercano specialisti
TRA LE IMPRESE CRESCE
LA PRESENZA SULLA RETE
ANCHE SE LE MODALITÀ
DI UTILIZZO DI QUESTI CANALI
RISULTANO SPESSO
IMPROVVISATE PERCHÈ
SONO GESTITI INMANIERA
ANCORA POCO CONSAPEVOLE
RISPETTO Al LINGUAGGI '
Luigi Dell'Olio
Milano
ra le aziende italiane cresce
T
sensibilmente la presenza sui
social media, anche se le modalità di
gestione di questi canali risultano
spesso improvvisate. E' un quadro tra
hici e ombre quello che emerge dalla
terzaedizione dell'Osservatorio curato dallo Iulm dal titolo "Il SocialMediAbility delleAziende Italiane ". L'indagine, promossa dall'executive masterin Social Media Marketing &Web
Communication, ha preso in esame
lo stesso panel di 720 società monitorato nelle precedenti edizioni (segmentate al loro interno p er dimensioni), appartenenti a sei settori : alimentare, arredamento , banche, hospitalty, moda e pubblica amministrazione. Di positivo emerge che ormai il
63,8% delle aziende utilizza almeno
un social media per le attività di comunicazione e marketing, con un
balzo notevole rispetto al 49,9% registrato nel 2012, che avvicina il dato
verso una condizione di maturità. Infatti, rilevano gli esperti, non è ipotizzabile arrivare inprossimitàdel 100%,
considerato che molte piccole aziende difficilmente accetteranno - anche negli anni avenire- di percorrere questa strada. Vi sarà sempre qualcuno poco interessato allo strumento
o per resistenze culturali (non tutte le
imprese sono aperte al dialogo con il
mercato) o per tipologia di business
(ad esempio , alcuni settori del BtoB
hanno poco da guadagnare dal ricorso a questi canali).
quota è salita all'81,1%. Il successo di
'alcune iniziative lanciate negli anni
scorsievidentementehaconvinto anche ipiù diffidenti afare il grande passo. Non è escluso, poi, che una spinta
sia arrivata dalla stessa crisi economica, che impone di cercare nuovi canali di comunicazione abasso costo con
la clientela potenziale.
La crescita degli ultimi dodicì mesi
allarga il divario già registrato negli
anni precedenti nell'uso dei social
media tra le grandi é le Pmi: in particolare, l'utilizzo dei canali delWeb 2.0
passa dal 47 al53% trale medie aziende e dal 43 al 50% tra le piccole. Tornando al dato generale, colpisce che
solo 1141%delle aziende (malo scorso
anno le cose andavano ancora peggio, con il 25%) abbia sul sito un link
per rimandare alla propria pagina
Web. Dunque, in molti casi si investe
su questi canali di comunicazione,
senza tuttavia inserirli in una logica
integrata con tutti i processi aziendali. Così il rischio è di portare a casa risultati deludenti. Quanto ai social
netwotk più utilizzati, i risultati sono
in linea coni canali più diffusi tra gli
utenti. Così Facebook stacca tutti, visto che viene scelto dal 75% delle
aziende che hanno attivato almeno
un social media (rispetto al 71,1% di
un anno fa, un dato più che doppio se
si estende il confronto a tre anni). Al
secondo posto si piazzaYoutube, utilizzato dal 51% delle aziende presenti
sui social media contro il 40% rilevato
due anni fa: è difficile ipotizzare che il
gap tra i primi due possa essere colmato nel tempo, considerato che il sito di video sharingsirivelaperforzadi
cose adatto a una platea più, ristretta
rispetto a quella raggiungibile con
brevi messaggi anche solo testuali. Il
terzo posto spetta aTwitter (45%), che
è anche il canale a maggior tasso di
crescita. Molto staccati gli altri strumenti di comunicazione social: da
Pinterest (18% di utilizzatori) a Google Plus /17%), passando per Flickr
(15%) e i blog (9%). Colpisce soprattutto quest'ultimo dato: fino a qualche anno fa i diari online erano ritenuti trai canali di comunicazione più
promettenti non solo a livello individuale, ma anche per le aziende. Oggi,
invece, risultano uno strumento marginale.
Le note dolenti arrivano soprattutto quando si passa dai dati sintetici a
un'analisi più approfondita delle risultanze. Infatti, lamaggiore diffusione dei canali social a livello aziendale
non è accompagnato da un altrettanto significativo aumento dell'indice
medio di SocialMediAbility, utilizzato dagli autori della ricerca pervalutare aspetti sia quantitativi, che qualitativi della presenza aziendale sui canali social, relativamente a tre macrocategorie: l'orientamento 2.0, la gestione/cura dei diversi canali social, e
l'efficacia delle azioni adottate. Questo indicatore si ferma a quota 1,91
punti su unascalada0 a 10: un dato in
crescita rispetto a 1,16 di dodici mesi
fa, ma comunque ampiamente deludente. Anche su questo fronte, al crescere delle dimensioni aziendali, sale
la qualità delle pratiche d'uso di tali
canali.
Per Guido Di Fraia, direttore scientifico del master, questi risultati evidenziano da una parte la crescente
importanzaperle aziende di presidiare questi canali, ma dall'altro questi
«sono. molto spesso gestiti in maniera
ancora poco consapevole rispetto allelpgiche comunicative e ai linguaggi
specifici di ciascun canale. L'utilizzo
strategico ed efficace dei social media
per attività di comunicazione e .
marketing appare ancora appannaggio di un numero limitato di aziende».
L'incremento registrato nel corso
di quest'anno è frutto soprattutto della spinta proveniente dalle realtà più
strutturate , per le quali i social media
costituiscono ormai ambienti "imprescindibili", a riportare un termine
impiegato dagli stessi ricercatori.
Mentre nella precedente rilevazione
erail 57,3% delle stesse a gestire almeno un social media, quest'anno la
Mondo Universitario
Pagina 24
L'ATTIVITA [II SOCIAL MEDIA MARKETING
Uso di almeno un socia) media per settore, in %
ALIMENTARI
47
MODA
PPAA
HOSPITALITY
BAÑCHE
ARREDAMENTO
fonte III Ediaiaoe Ussetvamda 11.E11 e SotifiediAhillgdelle a>iendeilafane
Mondo Universitario
Pagina 25
EA BOLOGNA]
Selezione con borsa di stadio per II master in marketing
Una borsa di studio da 14mila e 800 euró per frequentare il
Master in Marketing, Communication e New Media di Alma
Graduate School , la Business School dell 'Università di Bologna.
La borsa, a copertura totale della quota di iscrizione al corso, è
messa a disposizione dalla A .Manzoni& C., concessionaria di
pubblicità del gruppo editoriale L'Espresso. ü Master in
Marketing, Communication e New Media di Alma Graduate
School , 12 mesi di formazione in lingua inglese , è giunto alla
sua undicesima edizione. Il Master si rivolge a laureati in tutte
le discipline che abbiano un'approfondita conoscenza della
lingua inglese. La borsa sarà assegnata al miglior studente in
graduatoria nel le selezioni che si terranno il 28 novembre
prossimo , con termine,di iscrizione ultimo li 22 novembre.
Mondo Universitario
Pagina 26
Quattro su dieci a spasso
I' Uevarailpiano giovan
I DATI ISTAT SUI RAGAZZI
TRAI 15 E 24ANNI SONO
ALLARMANTI. L'EUROPA SI STA
MUOVENDO CON
UN PROGRAMMA
DI SOSTEGNO. TUTTE
LE NOVITÀ SARANNO
ILLUSTRATE A JOB&ORIENTA
2013 DAL 21 AL 23 ALLA FIERA
DI VERONA
BettinaBUSh
Milano
icono i dati Istat che il
tasso di disoccupazione
giovanile, cioè dei ragazzi tra i
15 e 24 anni, è arrivato ormai al
40%. Un tema, quello dei lavoro, che sta cambiando per trasformarsi da esigenza ad emergenza, e un problema non solo
del nostro Paese. Secondo il
Youth Reportdella Commissio ne Europea, infatti, nel 2013 in
Europa è arrivato al 24%, con
dati disomogenei: in Germania,
Austria, e Paesi Bassi è inferiore
al10%; inGreciaeSpagnahasuperato il 50%. Per questo il Consiglio europeo havaratounprogramma di sostegno all'occupazione giovanile, che ha preso
forma nella Raccomandazione
del Consiglio dell'UnioneEurope a del22 aprile del2013, per offrire garanzie ai giovaniin cerca
di lavoro; ogni stato membro
dovrà assicurare ad ognipersona under 25 un'offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio, entro
un periodo di 4 mesi dall'inizio
della disoccupazione o dall'uscita dall'istruzione formale.
Èfondamentale, oggi,,svilup
pare attività di orientamento,
tirocinio e formazione, un stra-
dapossibileperpassarevelocemente dalla scuola al mondo
del lavoro, e anche i temi di
Job&Orienta2013 dal21 a123 allaFiera di Verona, il salone promosso da Veronafiere e Regione Veneto, in collaborazione
con i1 Ministero dell'Istruzione
dell'UniversitàedellaRicerca, e
il Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali. Unire mondo
del lavoro e istruzione è anche
una necessità avvertita dalla
quasi totalità degli studenti, infattis econdol'indagine delp ortale Skuola.net su 2.200 ragazzi,
ben il 96% degli intervistati ritiene utile svolgere uno stage
durante gli studi, e 1 su 4 ritiene
proprio l'introduzione di percorsiinaziendaunaprioritàper
la scuola del futuro. Allora diventa fondamentale pensare a
trovare lavoro già durante la
scuola, e sarà tra gli argomenti
centrali della 23a edizione del
salone. Intanto si esamineranno insultati deiprogetti di alternanza scuola-lavoro, sperimentati con successo in molte
scuole italiane; dal monitoraggio realizzato dall'Indire per il
Miur, sono stati attivatinell'anno 2012/13 nel 45,6% delle
scuole secondarie di secondo
grado, soprattutto istituti professionali, per un totale di
11.600 percorsi per più di 227
mila studenti. Poi nell'appuntamento con gli Istituti Tecnici
Superiori, dove i percorsi attivati sono stati 139 seguiti da
quasi 3 mila studenti, si farà un
bilancio sugli sbocchi professionali dei giovani che hanno
concluso il triennio.
(presente anche il Ministero*
dell'Istruzione con esperienze
eccellenti), e l'altra su università, formazione e lavoro. I percorsi formativi delle scuole secondarie di primo e secondo
grado saranno descritti in JobScuola; poi anche Multimediajob; JobEducational; Jobltinere, ExpoLingue. Fanno parte
della seconda areaPianetaUniversità, con oltre 70 atenei, oltre
a istituti e accademie anche
stranieri. Poi anche Arti, Mestieri e Professioni, dove non
mancheranno laboratori e simulazioni su mestieri vecchi e
nuovi. A TopJob ci saranno incrocitraaziende, enti, istituzioni, agenzie per il lavoro e centri
per l'impiego, con università e
scuole di specializzazione, per
illustrare le opportunità di stage e tirocini, oltre apercorsipost laurea e percorsi di alta formazione, anche il posto adatto
per imparare a scrivere il curriculumvitae perfetto, e come af-
frontare al meglio un colloquio
di lavoro; i giovani potranno
confrontarsi direttamente con
imprenditori e aziende. Invece
a Jobintemational, si potranno
scegliere stage, tirocini, occasioni di lavoro, da fare nei paesi
stranieri.
Negli approfondimenti del
salone saranno trattatele figure
professionali più richieste dal
mercato del lavoro, molte riguardano lagreen economy, come confermato da una ricerca
di Unioncamere. Tra le novità
di quest'anno, uno stand
networkdelMinistero delLavoro e delle Politiche Sociali, laCasa del Welfare, il luogo dove il
pubblico potrà conoscere tuttii
servizi di welfare illustrati in
quattro aree tematiche: orientarsi per lavorare, mercato del
lavoro, tutele.eprevidenza, altri
aspetti da non sottovalutare.
B RIPRODUZION E RISERVATA
Tutti argomenti che saranno
sviluppati nel salone seguendo
due aree tematiche, una sull'istruzione in tutti i suoi aspetti
Secondo il Youth Report della Commissione Europea il numero
dei disoccupati giovani nel 2013 in Europa è arrivato al 24%
Mondo Universitario
Pagina 27
[ L'INIZIATIVA l
L'innovazione
giorno per giorno
nascono i corsi
per iparare
a gestirla
«Troppo spesso si ritiene
che l'innovazione di
prodotto sia figlia dei colpo
di genio dell ' imprenditore,
questa deve invece essere
sistematica, una pratica
quotidiana. Come la
qualità e la leadership,
traguardi su cui lavorare
costantemente».
Mariacristina Galgano è
amministratore delegato
dell'azienda di consulenza
milanese che porta Il suo
cognome. Una realtà nata
cinquant 'anni fa, un
centinaio di clienti, un
fatturato pari a 5 milioni dl
curo, che per sensibilizzare
le aziende su questi temi
ha organizzato un ciclo dl
incontri che arrivano dopo
la chiusura della settimana
europea della Qualità.
Il primo è un convegno dal
titolo " Leadership Etica,
l'Etica della
Responsabilità " nel quale.
si affronterà il tema della
leadership, della capacità
di motivare i dipendenti
anche in periodi di
difficoltà dell'azienda. Si
terrà il 19 novembre a
Milano e il 29 a Roma e un
magistrato interverrà
come relatore. «Molti
manager e direttori di
azienda - afferma l'ad si trovano a farei conti con
il bisogno di generare
motivazione, avendo a
disposizione risorse molto
limitate. Questa situazione
richiede di fare leva sulla
capacità di creare
passione all'interno dei
proprio team».
1121 novembre a Milano si
discuterà invece di
"Innovazione sistematica,
approccio Triz. Casi di
eccellenza italiani" e il
relatore sarà Sergeì
ikovenko, docente
dell'istituto di Tecnologia
del Massachusetts, che
parlerà di teoria
dell'invenzione e dì
processo creativo in
ambito tecnico , di come
codificarlo e renderlo
ripetibile e applicabile. Se
l'impresa italiana ha
margini di miglioramento
su alcuni aspetti legati alla
gestione dei personale,
all'innovazione , non è da
meno la pubblica
amministrazione.
Unterzo incontro, "Qualità
e lotta agli sprechi nella
Sanità", si terrà sempre a
Milano il 10 dicembre ed è
prevista la partecipazione
di John Black, esperto
internazionale di Toyota
Production System, un
metodo applicato perla
prima volta dalla Toyota
nell'immediato dopo
guerra, che prevede
l'utilizzo delle poche
risorse disponibili nel modo
più produttivo. E che può
essere usato sia nelle
aziende private sia
pubbliche. «Di recente il
nostro gruppo ha lavorato
nel campo della sanità
dove si possono ridurre gli
sprechi anche di un 20 per
cento - conclude l'ad Molto si può fare ad
esempio nelle mense
ospedaliere, evitando di
cucinare per pazienti che
devono essere operati o
dimessi».
(st.a.)
® RIPRODUZIONE RISERVATA
Mondo Universitario
Pagina 28
on siamo ne'bamboccioni
* * ne` senizzinosi
'* *
Gíovanì che sognano un lavoro díg-nítoso
Le nuove generazioni: disposti a bassi stipendi e a impieghi non adeguati
è bamboccioni né schizzinosi.
Semmai, preoccupati . I giovani
si riconoscono nello slogan: fare
esperienze nel presente è più
importante che pianificare il futuro. Del resto la scritta che
compare ancora sulle loro tshirt non lascia dubbi : «Avevo
vent'anni ; non permetterò a
nessuno di dire che è la migliore
età della vita».
MILANO
Decontestualizzata, la frase
di Paul Nizan del 1940 si attaglia perfettamente anche oggi a
quella che chiamiamo generazione perduta, a rischio fallimento se i padri si ostinano nello stesso gioco del presente.
L'indagine sulla condizione giovanile realizzata dall'Istituto
Toniolo con Ipsos su 9mila giovani tra i 18 e i 29 anni, presentata stamattina a Milano, è una
porta-finestra per gli adulti che
si affacciano su 8 milioni di giovani e sulle nuove generazioni:
li si può guardare con sufficien-
le, che mantiene chi non sa o
non può spiccare il volo e riaccoglie chi ha difficoltà a farcela da solo.
L'adattabilità giovanile la si
vede nel lavoro : anche se non
sono soddisfatti, uno su due è
egualmente disponibile a rinunciare a una parte di uno
stipendio che non considera
adeguato pur di lavorare; mentre troppo alta resta la quota
di chi si dedica a un'attività
non coerente con il percorso di
studi (47%), un valore più basso nel caso dei laureati (30%).
Non stupisce che quasi un giovane su due sia ammaliato dalla sirena dell 'andare all'estero
per andare a caccia di esperienze ed opportunità. L'identità da lavoro che ha caratterizzato le generazioni precedenti è probabilmente lontana,
ma la crisi non riesce a deprimere il valore del lavoro . Infatti, se per il 90% il lavoro è lo
strumento per procurarsi un
reddito, valori simili vengono
assegnati al suo essere luogo
di impegno personale, un modo per affrontare il futuro e
per costruirsi una vita familiare. Per circa l'85% il lavoro è
una modalità per autorealizzarsi. Per sei su dieci è una fonte di prestigio sociale ma anche di fatica e di stress.
Totale è la sfiducia verso
partiti, parlamento e governo,
mentre i vertici della fiducia
sono conquistati insieme dalle
forze dell'ordine e da scuola e
università . Anche il mondo
dei volontariato deve ancora
fare molto per riconquistare
l'attenzione dei giovani. Due
su tre non ne hanno mai fatto
esperienza e solo il 6% vi si dedica attualmente e abitualmente. L'attività tende a scendere con l'età : dal 6,7% dei
ventenni al 5,7% dei quasi
trentenni.
1w. P]
za da lontano, rimescolando
critiche a rancore, oppure li si
può intercettare varcando la
soglia dell'incontro e della
comprensione.
L'unica certezza è quella
della fine delle pure diagnosi,
che va sostituita dalle ipotesi
di soluzione. L'indagine del Toniolo sui "Millenials ", cioè su
chi è diventato maggiorenne
dopo il 2000, raccoglie idealmente il testimone lasciato
dallo Iard qualche anno fa e si
propone come osservatorio
sul futuro della condizione dei
giovani. Tanti i temi trattati:
dal lavoro alla famiglia, dalla
partecipazione ai valori. E' la
famiglia a raccogliere il punteggio massimo : è il luogo dove
esprimere se stessi (88%), socializzare i valori (89%); non è
affatto una prigione ( 91,5%9),
semmai un rifugio verso il
mondo ( 67%). La famiglia è il
primo ammortizzatore socia-
Mondo Universitario
Pagina 29
I n urneri
TRA REDDITO E FATICA - 96aErafazlrsnl positive sui diversi aspetti dei lavoro
OCCUPATI& DISOCCUPATI
15-64 a n r, ì
5-24 mini
111z-l\, ( )1 ) I( %
e pw
Mondo Universitario
Fon:e: 12t 1c1_2ri1,re
Pagina 30
L
T
Cultura e ricerca
a braccetto
per lo sviluppo
di Armando Massarenti
li Stati generali della cultura
quest'anno avranno come interlocutore d'eccezione il primo ministro Enrico Letta, così come
quelli del 2012 avevano avuto il presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano. Se
al contrario del Governo precedente, quello di Monti, l'attuale ha mostrato fin
dall'inizio una maggiore attenzione per la
cultura quale strategia complessiva per rimettere il Paese su un giusto binario - per
esempio attraverso un decreto, non privo
di difetti, poi trasformato in legge, denominato Valore cultura - è anche perché ha saputo cogliere almeno in parte le indicazioni che vennero dal presidente proprio durante il nostro incontro dell'anno scorso.
«Difendo l'articolo 9 come uno dei princìpi fondamentali della Repubblica e della
Costituzione, come scelta meditata, lungimirante e di sorprendente attualità, anche
per come ha saputo abbracciare in due righe tutti gli aspetti essenziali del tema che
ancor oggi dibattiamo», disse allora Napolitano. «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica», recita quell'articolo, dal cui spirito
muoveva il Manifesto perla cultura pubblicato sulla Domenica del Sole 24 Ore del i9
febbraio 2012, «e già questo - commentava
il presidente - è un accoppiamento che
non dovremmo mai trascurare nei nostri
discorsi: cultura e ricerca scientifica e tecnica». Nell'incontro di giovedì si dovrà
partire proprio da questo accostamento,
cioè dalla consapevolezza, da affermare
in maniera ancora più netta, che scienza e
cultura sono la stessa identica cosa. La
strategia di cui abbiamo bisogno è una strategia culturale complessiva al cui cuore
non può stare - in controtendenza rispet-
Mondo Universitario
to a ciò che si è fatto finora - proprio ciò
che chiamiamo scienza. Dobbiamo riappropriarci, al di là delle false contrapposizioni tra dottrine scientifiche e umanistiche, della capacità di produrre conoscenza, una conoscenza al passo del nostro
tempo e che faccia risalire la popolazione,
giovanile e adulta, nelle drammatiche classifiche internazionali che ci vedono all'ultimo e al penultimo posto tra i paesi Ocse rispettivamente per "literacy" e "numeracy", cioè per capacità di manovrare propriamente il linguaggio e far di conto.
Per far ciò occorre una consapevolezza
nuova, accompagnata da scelte incisive da
parte del Governo e della classe dirigente.
La più concreta di tutte, in ambito politico,
è stata finora quella del presidente dellaRepubblica quando ha nominato senatori avita quattro personalità della cultura: il maestro Claudio Abbado, l'architetto Renzo
Piano, il Nobel per la fisica Carlo Rubbia, e
la grande staminologa Elena Cattaneo, che
ha suscitato qualche perplessità per la sua
giovane età. E invece è proprio per questo
che a nostro parere rappresenta la risorsa
più preziosa entro la strategia assai chiara
del presidente, che è quella di immettere
in un Parlamento sempre più scadente e
che ha dimenticato da tempo la regola aurea del «conoscere per deliberare», un
elemento solido e duraturo, capace di
orientare nella maniera più appropriata
la possibile rinascita che abbiamo auspicato con il nostro Manifesto. Ciò che conta è ridare all'alta cultura, scientifica e
umanistica, la dignità che troppo spesso,
insieme al principio fondamentale della
libertà della ricerca, è stata calpestata. È
questo il passo più importante perreinnescare, dal punto di vista economico, il «circolo virtuoso tra conoscenza, ricerca, arte,
tutela e occupazione».
Giovedì 21 novembre, la sede del Sole 24
Ore a Milano (in viale Monte Rosa 91)
ospiterà la seconda edizione degli Stati
generali della cultura, promossi dal Sole
24 Ore in collaborazione con Fondazione
Roma.
La seconda edizione degli Stati generali è
intitolata «Realizzare l'articolo 9 della
Costituzione» e prevede gli interventi del
presidente del Consiglio, Enrico Letta, e
del presidente di Confindustria, Giorgio
Squinzi.
I lavori prenderanno il via alle 14.30, con
il saluto del presidente del Gruppo 24
Ore, Benito Benedini , e l'introduzione del
direttore Roberto Napoletano. Al
dibattito parteciperanno la senatrice a
vita Elena Cattaneo , Patrizio Bertelli (ad
Gruppo Prada), Giuseppe De Rita
(presidente Censis), Emmanuele
Emanuele (presidente Fondazione
Roma) e Armando Massarenti
(responsabile de ll Sole 24 Ore
Domenica).
Pagina 31
BENI CULTURAL I/1
Se il museo moltiplica i posti
Fort
is
quilib ri n ella
di Antonello Cherchi
a regione più appetibile per chi
sceglie di lavorare nel campo dei
beni culturali? La Calabria. Là, infatti, ci sono in media 68 dipendenti per museo o area archeologica,
nelle biblioteche ogni addetto ha da badare a poco più di mille volumi e negli
archivi deve tenere sotto controllo 83
metri quadri di locali pieni di scaffali o,
per dirla in altra maniera, non perdere
di vista 1.453 reperti cartacei. Forse sono i rapporti ottimali per un lavoro accurato e per essere ben disposti nei confronti di visitatori e studiosi.
Di certo c'è che se quelli sono i parametri ideali per i custodi della storia e
del bello, non sono gli stessi lungo tutta
la Penisola. Il Lazio, per esempio, può
contare (in media) su 17 dipendenti per
monumento, nelle biblioteche toscane
ciascun addetto deve sobbarcarsi il carico di più di 23mila volumi, negli archivi
piemontesi sono 144 i metri quadrati a
cui deve prestare attenzione ogni archivista, che si traducono in 8.986 pezzi da
custodire e tramandare ai posteri.
C'è poco dafare. Al di là di quali siano i
carichi di lavoro ideali - ma nessuno, in
questi tempi di spendingreview e tagli al
personale, può dirlo -, resta il fatto che la
distribuzione regionale della nutrita pattuglia dei quasi 19milalavoratori che fanno capo al ministero dei Beni culturali è
irrazionale: in tanti dove c'è meno da fare. Questo almeno dicono i numeri. E
questo dice anche la relazione messa a
punto dalla commissione a cui il mini-
Mondo Universitario
distribuzio ne
re gion al e d e i di p e nd enti
stro Massimo Brayha chiesto di studiare
una nuova organizzazione del dicastero
di via del Collegio Rormano alla luce del
ridimensionamento degli uffici dirigenziali generali e non generali e del trasferimento daPalazzo Chigi delle competenze sul turismo. «Emerge la necessità di
una migliore dislocazione territoriale»
del personale, perché non c'è dubbio che
quello che c'è «è mal distribuito». È il
verdetto del pool di tecnici guidati da
Marco D'Alberti, professore di diritto
amministrativo alla Sapienza di Roma.
La relazione - consegnata nei giorni
scorsi a Bray, che ora dovrà valutare il da
farsi - è articolata e tocca diversi punti
nodali del possibile riassetto delministero. La questione del personale e della sua
distribuzione assume, però, un carattere
peculiare, perché la riorganizzazione
dei Beni culturali è dettata soprattutto
dalla necessità di allinearsi ai nuovi standard imposti dalla spending review, che
vuol dire anche migliore distribuzione
dei dipendenti. Se poi si considera che,
per effetto della revisione della spesa e
del conseguente blocco delle assunzioni, il numero deilavoratori del ministero
si è progressivamente ridotto nel corso
di questi ultimi anni - passando dai
20.367 del ton ai 19.545 dell'anno scorso
fino ai 18.732 attuali - diventa difficile
continuare a sostenere squilibri così evidenti, palesi soprattutto nel settore degli
archivi e delle biblioteche, dove i tagli
agli addetti (e alle risorse) sono stati ancora più drastici.
Può, infatti, la Calabria - per citare il
caso più eclatante - avere 204 tra archivi-
sti e altri dipendenti, 70 in più della Lombardia, che ha quattro volte più pezzi da
custodire (1,2 milioni contro i 3oomila degli archivi calabresi) e 77 in più del Piemonte, che ha 7omila metri quadri di archivi rispetto ai 17mila della Calabria? E
così accade perle biblioteche, dove la Calabria schiera 89 addetti, 5 in più
dell'Emilia Romagna, che però ha a che
fare, tra monoscritti e stampati, con 1,5
milioni di volumi, contro i 127mila delle
biblioteche calabresi.
Anche nelle fila delle direzioni regionali, la distribuzione del personale, per
quanto con scarti meno evidenti, è disomogenea. In questo caso c'è anche un altro dato che - come evidenzia la relazione della commissione di esperti - salta
agli occhi: quello delle risorse finanziarie. Viene rilevato come i finanziamenti
siano distribuiti fra le direzioni regionali
«non trovando tuttavia in molti casi riscontro nell'attività di tutela svolta nelle
diverse aree territoriali, misurata in termini di provvedimenti adottati». Anche
in questo caso la Calabria serve da esempio: la direzione regionale ha ricevuto
nel 2o12 quasi4milioni di curo e ha emesso 3.500 provvedimenti di tutela. É chiaro che quei 4 milioni hanno finalità più
ampie che isoli interventi di tutela. Ma il
discorso vale anche, per esempio, perle
Marche, che hanno avuto 5,5 milioni e
hanno emesso più di 7mila atti o per la
Lombardia, che ha incassato 8 milioni e
di provvedimentine ha adottati 45mila.
Anche a vederla da questo punto di vista, i conti non tornano.
ID AIPRODUZIONE RISEAVATA
Pagina 32
Gli squilibri
La media di addetti per museo e sito
archeologico e quella dei metri quadri di archivio per ciascun dipendente
Musei e aree',
archeologo'
Archivi
Dipendenti''
Mq per
per'', dipendente
monumento
bruzzo
34
162
Basilicata
42
98
--------- ----------- ----------Calabria
68
83
Campania
34
202
Emilia
Romagna
26
314
Friuli V.G.
26
236
Lazio
17
169
Liguria
58
156
Lombardia
33
376
Marche
26
219
Molise
23
65
Piemonte
36
544
Puglia
43
107
Toscana
19
290
Umbria
45
115
Veneto
46
315
Fonte: elaborazioni Il Sole 24 Oresu dati
ministero Beni culturali (dati 2011)
Mondo Universitario
Pagina 33
Borse di studio rosa
Mba di Bologna
Alma Graduate School, la
business school
dell'Università di Bologna,
mette a disposizione cinque
borse di studio di 5mila euro
perle iscritte all'Executive
Mba in partenza a dicembre.
Il master, giunto alla
dodicesima edizione, si
rivolge a manager aziendali e
utilizza una modalità
didattica che alterna sessioni
di aula e utilizzo di una
piattaforma di formazione
online (blended learning).
ww w.almaweb.unibo.it
Mondo Universitario
Pagina 34
Cervelli in fuga ma non per la crisi
Gli italiani emigrano soprattutto per arricchire curriculum e carriera
Roberta Miraglia
Hanno meno di quarantacinque anni, una laurea o anche un
master, sono soprattutto ingegneri e ricercatori. Scelgono Gran
Bretagna, Germania e Belgio come principali destinazioni e soltanto il 13% parte perché qui, in
Italia, non ha un lavoro. Contro il
30% degli spagnoli e il 20% dei
portoghesi costretti dalla disoccupazione a lasciare il loro Paese.
L'identikit dell'emigrazione
qualificata ai tempi della recessione è tratteggiato da un'indagine a campione condotta dal Global Governance Programme
dell'Istituto universitario europeo di Fiesole, in collaborazione
con altre università europee, su
7mila persone che hanno lasciato i cinque Paesi Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spa-
Mondo Universitario
gna). Rimanda un quadro per
certi versi inatteso: la fuga dei
cervelli italiani è frutto in gran
parte dell'aspirazione ad arricchire il curriculum (37%); trovare opportunità migliori (36%); fare nuove esperienze (31 per cento). Tra gli spagnoli il 29,6°Á dichiara invece di essere partito
perché non aveva un lavoro.
«L'Italia tiene meglio davanti
alla crisi - commenta Anna Triandafyllidou del Global Governance Programme che con Ruby Gropas ha curato la ricerca - il flusso
in uscita dei lavoratori qualificati
si mantiene abbastanza costante
con un aumento, tuttavia, negli ultimi due anni. Andare via però è
più un desiderio che una necessità». Al contrario di quanto si èverificato in Spagna, Portogallo e
Grecia dove un terzo di chi è emigrato con una laurea nel curriculum lo ha fatto nel solo 2012. Un
dato che potrebbe spiegare la differenza nella composizione dei
due campioni sul fronte dei redditi: soltanto 1117% degli spagnoli dice di guadagnare oltre 4mila euro
lordi al mese contro il 3o% degli
italiani. Chi lascia per miglorare
la sua posizione lo fa per lavori
meglio pagati.
Il campione conferma la vocazione tutta italiana, accentuata
dalla crisi ma preesistente, a cercare altrove fortuna professionale. Colpisce tra le motivazioni
(gli intervistati ne potevano scegliere più d'una) che il 36°Á non
«vedeva futuro per sé». Aspetto
sottolineato da Triandafyllidou:
«Il 20% di chi ha risposto aveva
lasciato l'Italia prima del 2007, segno che la crisi non ha influito sulla decisione.IlPaese è trai grandi
dell'Ocse, ma a un flusso di lavoratori altamente specializzati in
uscita non fa da contraltare un
analogo flusso in entrata, come
avviene in altri Paesi dello stesso
livello».
Più simile agli altri Stati della
sponda Sud sono età e livello di
istruzione del campione italiano (90o persone che hanno risposto al questionario pubblicato da vari siti compreso quello
dell'associazione
residenti
all'estero). L'87% ha una laurea
o una formazione post-universitaria contro l'n che non ce l'ha.
Oltre l'85%, inoltre, ha meno di
quarantacinque anni e il 35%io è
sotto i trenta. Tra quarantacin-
que e sessantacinque anni è il
12% di chi ha risposto.
Gli italiani preferiscono la
Gran Bretagna (prima destinazione con il 13%) seguita dalla Germania al 9 per cento che è diventata il Paese di elezione degli spagnoli in cerca di lavoro. Berlino
svetta infatti con il 35% del campione iberico che lo ha scelto. Pesano, probabilmente, gli accordi
bilaterali conclusi di recente per
incentivare lo spostamento di lavoratori specializzati dalla Spagna alla Germania, lo Stato Ue
che più ne ha bisogno e sempre
più ne avrà a causa del declino demografico.
La battaglia per attrarre manodopera qualificata è una delle
grandi sfide che il Governo tedesco ha davanti e incrocia i programmi europei diretti a favorire
la mobilità dei lavoratori ancora
bassa, a13 per cento. Un vero mercato del lavoro continentale è solo in embrione e deve fare i conti
con le tradizionali barriere
all'emigrazione, prima fra tutte la
lingua. Mala crisi, non ancora superata, potrebbe contribuire a
un'inversione di tendenza.
V7 RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 35
Paesi a confronto
IN ITALIA 51 «SCAPPA» MENO PER LA RECESSIONE
Frequenza dell'emigrazione del campione italiano. Numeri assoluti
2009
2010
2011
2012
2013
2009
2010
2011
2012
PARTONO I PIÙ GIOVANI
Età degli emigrati italiani. In %
2013
120,
1° scia 2° serti 1° sein 2° sem 1° sem 2° scia 1° sem 2° sein 1° sem
300 :
100
250
80
200
60
150
40
100
1° seni 2° sem 1° seni 2° seni 1° seni 2° seni 1° seni 2° seni 1° seni
f
IN SPAGNA PICCO NEL 2012
Frequenza dell'emigrazione dei campione spagnolo. Numeri assoluti
20 '
50 '
t)
t)
31-45
Sotto i 30
35,52°,0
50,28%
Non ha risposto Over 66
- 46-65
12,32%
1,10%
0,78°o
Fonte. G1ona1 Governanee Programma Istituto universitario europeo
Indagine dell'Istituto universitario europeo sui lavoratori qualificati usciti dai Paesi Piigs
Mondo Universitario
Pagina 36
_!. Oltre 5mila iscritti alle super-scuole di tecnologia
Its, per sei diplomati su dieci
il lavoro arriva subito
Francesca Barbieri
Sei su dieci trovano subito
lavoro al termine degli studi.
Una performance record in tempi di disoccupazione giovanile
oltre il 40 per cento. Ad assicurarla sono gli Its, le 62 superscuole di tecnologia (più due in
fase di start up) che stanno ultimando 139 corsi post-diploma e
al 31 ottobre, con la partenza del
secondo ciclo, ne risultano attivati 252, con oltre 5.200 iscritti.
Un canale parallelo alla laurea triennale che punta ad arginare il mismatch tra domanda e
offerta di lavoro per creare occupazione giovanile, valorizzando le peculiarità del territorio e
le richieste delle imprese, attraverso la messa apunto dipercorsi che prevedono stage obbligatori per almeno il 3o% dell'orario - su quattro semestri di lezioni che possono arrivare a sei - e
la metà dei docenti proveniente
dal mondo produttivo.
E i risultati in termini di placement sono incoraggianti: in
base alle statistiche del Miur
(riferite ai primi 825 diplomati,
mentre 250 raggiungeranno il
titolo entro fine anno), gli occupati sono 470, il 57% del totale
(si veda anche Il Sole 24 Ore
dell'u novembre). Con punte
d'eccellenza, come l'Its Accademia marina mercantile di Genova, dove tutti i 65 diplomati
hanno trovato un lavoro. Sfiora
illoo% pure l'Its della meccanica diVicenza (21 dei 22 diplomati sono occupati).
Performance record anche
nei sette Its che gravitan o attorno all'universo diFinmeccanica
- in Lombardia, Piemonte, Campania, Puglia, Toscana, Friuli
Venezia Giulia e Liguria-, dove
i giovani imparano mestieri ad
alta tecnologia e di forte appeal,
trovando sbocchi non solo nelle aziende del gruppo, ma anche
nella filiera, grazie agli ottimi risultati degli esami che superano, in media, i 9o punti su cento.
E pure all'Its Mida di Scandicci,
in Toscana, dove si formano
Mondo Universitario
tecnici specializzati nello sviluppo del prodotto dell'alta moda, i ragazzi studiano in stretto
legame con le imprese del territorio: degli iscritti due anni fa
che concluderanno il percorso
a febbraio oltre il 5o% ha già un
contratto con l'azienda dove ha
svolto lo stage.
I numeri sono ancora piccoli,
in valore assoluto, ma dimostrano labontà dell a formula per creare link tra scuola e mondo del
lavoro. Dati che trovano conferma anche nelle esperienze di alcuni giovani che verranno rac-
un canale parallelo
con stage obbligatori
per almeno i130% dell'orario
e la metà dei docenti
proveniente dalle imprese
Appuntamento a Verona
a Un fitto calendario di
appuntamenti da giovedì 21
novembre fino a sabato 23
novembre. Orientamento,
scuola, formazione e lavoro
saranno al centro di
Job&Orienta, il salone giunto
all'edizione numero 23, che si
svolgerà alla Fiera di Verona.
z Venerdì 22 novembre si terrà
la terza convention nazionale
sugli Its, «alla scoperta del
futuro della tecnica e della
formazione avanzata in
Italia», a cura di Miur, Regioni,
Fondazioni Its e Fondazione
Toniolo. Saranno presentate
testimonianze di giovani
neodiplomati e di imprenditori
e alcuni video realizzati dagli
Its. Nell'ambito della
convention sarà consegnato il
"diploma n. 1" di tecnico
superiore a una giovane
allieva dell'Its per l'enologia e
la viticoltura di Conegliano
(Treviso). Per informazioni
fair. veronafiere.it/joborienta
contate nel corso diJob &Orienta, il salone dedicato a orientamento, scuola, formazione, lavoro in programma questa settimana allaFiera di Verona, dagiovedì a sabato.
t il caso di Filippo Meneghello, 24 anni, diplomato come tecnico superiore per la progettazione e il montaggio nelle costruzioni aeronautiche. «Ho
scelto l'Its Ponti Gallarate - Mobilità sostenibile, dopo aver concluso l'istituto tecnico elettronico e averfrequentato per due mni il Politecnico di Milano
nell'indirizzo di ingegneriameccanica, con scarso successo.
Nei due anni di Its abbiamo affrontato argomenti che spaziano in diversi ambiti, partendo
da una base teorica fino ad approfondire vari temi più specifici». Decisivi per il lavoro i due
periodi di stage all 'interno
dell'aziendaAgustaWestland, il
primo nella linea di montaggio
nello stabilimento di Vergiate e
il secondo nell'ufficio Programmazione della produzione. Dopo l'esame finale di luglio, a ottobre per Filippo è scattata l'assunzione a tempo indeterminato.
Anche Carlo Tasca, 21 anni,
dopo aver frequentato l'Its Rossi di Vicenza, indirizzo meccatronico,
lavora
full-time
nell'azienda in cui hafatto il tirocinio, laMevis, specializzata nella produzione di molle . «La mia
esperienza all'Its - racconta Tasca - è iniziata per caso, in quanto dopo la scuola superiore
(Itis) ero indeciso se andare
all'università o direttamente a
lavorare. Avevo già fatto i primi
colloqui di lavoro in aziende vicino a casa e valutato l'opzione
di iniziare l'università a settembre, ma grazie a un mio docente
di tecnologia ho scoperto questa alternativa. Nei due periodi
estivi, finita la scuola sono stato
assunto a tempo determinato
(peri tre mesi estivi) e concluso
il corso sono stato inserito come apprendista».
RI PRO O UZIO NE RrERVArA
Pagina 37
. Il progetto di Piccola Industria e IntesaSanpaolo
La start up trova nella Pmi
l'incubatore del business
Enrico Netti
Finora sono state poco più di
i6o le start up che si sono candidate per fare parte del progetto
AdottUp, percorso di crescita
che prevede l'inserimento delle
migliori idee nel perimetro delle
Pmi nelruolo diincubatori. Delle
candidate 65 sono state contattate e, di queste, una trentina di team hanno superato la selezione e
sono state ammesse a partecipare a un pacchetto di formazione
dedicata. Una decina di start up
sono considerate mature. Un riconoscimento che è valso l'inserimento nella «vetrina delle idee»
pubblicizzata all'interno delsistemaconfmdustriale, pronte per essere "scelte" da una Pmi. Altre 13
verranno inserite a breve.
Sono i risultati ottenuti nei primi sei mesi conAdottUp, iniziativa promossa da Piccola Industria
Confindustria in partnership con
IntesaSanpaolo. Labanca mette a
disposizione un programma di
formazione dedicato aglistartupper. Il percorso culmina con la
messa a punto, in chiave business, dell'idea. Un passo propedeutico prima dell'incontro con
gli imprenditori che potrebbero
accogliere e adottare, diventandone i tutor, il tearn nella loro impresa. L'azienda può scegliere
l'idea innovativa più vicina alla
propria attività oppure scommettere sulla diversificazione.
«Le Pini si devono aprire a questi giovani preparati che spesso
non riescono a fare quell'ultimo
miglio che li separa dal mondo
del business» sottolinea Roberto
Battaglia, responsabile del servi-
Mondo Universitario
zio formazione di IntesaSanpaolo alla guida di "Officine formative", la scuola d'impresa e laboratorio dell'imprenditorialità che
fornisce agli startupper le basi
per entrare nel mondo degli affari. Inoltre Intesa, attraverso un accordo siglato con Piccola Industria, ha previsto un plafond di
200 milioni per finanziare i progetti innovativi delle imprese.
Sono molte le idee a caccia di
La «vetrina delle idee»
Ci sono già una decina di start up
e a breve si aggiungeranno altre 13
una azienda che le supporti. Giulio Pedrollo, amministratore unico della Linz electric, una pmi
che fa parte del Gruppo Pedrollo,
ha puntato su due start up.
L'azienda era interessata a entrare nel business delle microturbine eoliche e quando DoraBiondani, giovane ingegnere alla suaprima esperienza in azienda, hapropostoFreeTree «ho accettato subito». L'altra start up è quella di
Andrea Manni, creatore di Myledesign, che «si è presentato con il
prototipo di una lampada a led
con cover intercambiabili» ricorda Pedrollo. Una volta accolto in
azienda, dopo sei mesi si è arrivati all'ingegnerizzazione inlaboratorio e, poi, al via della produzione. «Oltre alla condivisione di
spazi come uffici e laboratori -
continua- c'era una grande sinergia tra i manager dell'azienda che
hanno dato consigli e consulenza». Finora senza pubblicità sono
state vendute un migliaio di lampade. «Ora spero diventi uno
spin off».
Un lavoro di crescita da fare in
squadra che porta ottimi risultati. E quanto stanno vivendo Maurizio Del Corno e Alberto De Gaspari, due giovani soci che hanno
dato vita a i8months, start up su
cui hanno puntato Alvise Biffi e
Stefano Zanero, rispettivamente
Ceo e presidente di Secure
Network. Insieme hanno lavorato al progetto i8tickets, applicazione sul cloud che unisce lavendita dei biglietti del cinema e di
altre forme di intrattenimento ai
social network, oggi nel vivo della fase commerciale. «È già stata
venduta a un cinema di Mendrisio, in Svizzera, a Bologna e lunedì prossimo sarà installato aTreviglio - dice soddisfatto Alvide
Biffi -,mentre a gennaio sono già
previste altre due installazioni».
Per il2or4il traguardo è di arrivare aungiro d'affari di5oomilaeuro. L'idea nasce dall'unione tra
la voglia di andare al cinema e i
soci al network. Via smartphone
si acquistano i biglietti, snack e
contemporanemente si informano gli amici dei social, innescando un fenomeno virale. «È un business booster, gestisce tutte le
carte di pagamento, quelle di fedeltà dei multisala e permette la
profilazione di quei clienti che
danno il consenso».
enrico.igetti@ ilsole24ore.com
n RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 38
ITALIA AN I
NA
L'animalismo blocca la ricerca
di Gilberto Corbellini
ed Elisabetta Dejana
E
inutile che il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio vadano in giro per il mondo o
parlino con le élite politiche ed
economiche internazionali per rassicurare
sull'affidabilità del sistema dell'Italia. Perché all'estero si legge e ci si documenta più
che in Italia, e si sa che i parlamentari italiani hanno votato una legge sulla sperimentazione animale che taglia fuori la nostra ricerca biomedica dalla competizione internazionale. Ergo, chi ascolta i nostri rappresentanti e governanti non li può prendere
più sul serio. E fa due più due: con la nuova
legge sulla sperimentazione animale si è
fatto un favore ai gruppi di ricerca e alle imprese straniere, penalizzando e quindi tradendo gli interessi del Paese. Perché gli
scienziati italiani sono temibili competitori, dato che nonostante le penalizzazioni finanziarie e legislative piazzano regolarmente lavori, basati sulla sperimentazione
animale, su «Nature», «Science», «Cell» eccetera. E, comunque, non è vero che siamo
un Paese affidabile. Perché invece di recepire la direttiva europea sulla sperimentazione animale così come era stata approvata
per tutelare sia il benessere animale sia la
competitività internazionale dei nostri laboratori, oggi abbiamo una legge che impedisce di fare ricerche indispensabili per
contribuire alla crescita delle conoscenze
scientifiche e trovare nuove cure e prevenzioni di gravi malattie.
È tragico e incomprensibile che il mondo politico abbia creduto alle menzogne
che poche persone esaltate, e in alcuni casi
violente, hanno sistematicamente divulga-
o trattamenti la cui efficacia non sia stata
prima provata sugli animali. Quando in
passato non è stato fatto, sono accadute tragedie come le migliaia di casi di bambini
focomelici per gli effetti della talidomide.
Per inciso, gli stessi animali che sono curati dai veterinari godono di trattamenti efficaci in quanto sono stati messi a punto sperimentalmente.
E le tecniche alternative? Si usano già
estesamente. Per esempio, la ricerca in oncologia si serve di lieviti, cellule in cultura,
strumenti biochimici e bioinformatici. Basta documentarsi per capire come sia
nell'interesse di tutti, quando possibile,
usare mezzi alternativi. Anche solo peri costi. Ma è non meno elementare il concetto
che non si può riprodurre artificialmente,
in vitro o in silico e allo scopo di controllare
le variabili implicate, il processo complesso della proliferazione tumorale o delle metastasi. Come non si potrebbe riprodurre
in una coltura cellulare un infarto del miocardio. O un diabete, un Parkinson eccetera. Sono malattie d'organo a cui concorrono diverse cellule e processi biochimici che
si possono studiare solo in un animale. Vogliono gli animalisti studiarle nell'uomo?
Lo dicano. Se ne può anche discutere. O,
piuttosto, non gli importa niente dei malati e delle sofferenze umane?
Anche alcuni medici e scienziati si sono
espressi contro la sperimentazione animale e si ostinano, come chi è contro la scien-
za generale, a usare la parola "vivisezione°.
Gli scienziati non fanno vivisezione. La vivisezione si praticava fino a circa mezzo secolo fa. Oggi non esiste più. Meglio, esiste
solo nei Paesi incivili e dove la ricerca non è
libera. Sono stati inglesi e statunitensi, che
peraltro fanno la miglior ricerca biomedica, a istruire una regolamentazione severa
a tutela degli animali, che è stata infine
adottata anche a livello europeo, e che prevede per esempio che negli interventi che
richiedono chirurgia, gli animali vengano
trattati sempre e solo sotto anestesia. Ed è
una bugia sostenere che si usano normalmente cani, gatti o primati. 1198% degli animali usati nella ricerca sono roditori, insetti, pesci e rane. L'uso dei primati è molto
ridotto, limitato ai casi come la ricerca
sull'Aids, in cui il virus infetta solo l'uomo e
le scimmie. È disonesta e terroristica propaganda mostrare a scopi pubblicitari foto
di cani o gatti o scimmie sotto chirurgia
che magari risalgono ai primi del novecento solo per muovere a compassione.
Gli emendamenti alla direttiva europea,
votati a maggioranza dai parlamentari italiani, sono insensati. Per esempio si vietano «gli esperimenti e le procedure che non
prevedono anestesia o analgesia, qualora
esse comportino dolore all'animale, a eccezione dei casi di sperimentazione di anestetici odi analgesici». Si tratta di una modifica ambigua e contraddittoria, che avrà
come conseguenza di dover anestetizzare
l'animale per un prelievo di sangue: procedura che non prevediamo per noi stessi,
inclusi i bambini. Poi si «vieta l'utilizzo di
animali per gli xenotrapianti e per le ricerche su sostanze d'abuso, negli ambiti sperimentali e di esercitazioni didattiche a eccezione della formazione universitaria in
Con gli emendamenti insensati
votati dai nostri parlamentari
non si potranno più fare ricerche
con staminali, xenotrapianti,
né creare nuovi antitumorali
to con l'aiuto dei mezzi di informazione.
Vediamone qualcuna.
Si è fatto credere che l'uso degli animali
sia inutile perché le informazioni raccolte
sull'animale non sarebbero valide per l'uomo, oppure perché esisterebbero procedure alternative. Falso. Praticamente tutti i
trattamenti in grado di curare o di lenire le
principali malattie dell'uomo come i tumori, le malattie cardiovascolari, infettive o
genetiche derivano dalla ricerca sugli animali. E nessuno di noi, inclusi gli animalisti che usano vere medicine, somministrerebbe al proprio figlio o a se stesso farmaci
Mondo Universitario
Pagina 39
medicina veterinaria e dell'alta formazione dei medici e dei veterinari». A parte l'assurdità di consentire l'uso didattico degli
animali per curare gli stessi animali ma
non l'uomo, vietare gli xenotrapianti (ossia il trapianto di organi o cellule da una
specie all'altra) è grave e avrà conseguenze tragiche per la ricerca e per la possibilità di migliorare molte patologie umane. Infatti, sarà impossibile sviluppare in Italia i
trattamenti antitumorali personalizzati cioè la medicina del futuro - o animali
transgenici per disporre di più sicure valvole cardiache e cellule per la produzione
di insulina che si possono ottenere da maiali e bovini. Nessuno dei parlamentari ha
pensato che avrebbe potuto trovarsi tra i
7oomila pazienti che vivono con valvole
cardiache di origine suina (3oomila) o bovina (40omila). Inoltre sarà cancellata la
ricerca con cellule staminali che sulla base
di prove visibili, verificabili e riproducibili
- invece che di movimenti di piazza e inganni come nel caso Stamina - ha già curato le lesioni alla cornea e alcune malattie
della pelle e, speriamo , un domani possa
aiutare a recuperare il tessuto cardiaco dopo infarto o le malattie nervose degenerative come il Parkinson o muscolari come la
distrofia di Duchenne.
Alla luce di questi emendamenti numerosi gruppi di ricerca che godono di finanziamenti europei sulla base di una ferrea
competizione per le idee e le progettualità
migliori dovranno probabilmente restituire i soldi perché non potranno fare gli esperimenti previsti nel progetto che è stato finanziato. Quanti altri giovani lasceranno
l'Italia e quanti non torneranno? E tra le
conseguenze degli emendamenti ci saranno anche le sanzioni da parte dell 'Unione
europea, che esplicitamente vieta di adottare norme più restrittive dopo il 9 novembre 201 ®. Ma la legge che in Italia snatura la
direttiva europea sulla sperimentazione
animale va comunque prima di tutto a danneggiare milioni di malati esistenti e futuri. Mentre non stupisce che fanatici animalisti siano contro la sperimentazione animale, lascia esterrefatti che il mondo politico si assuma la gravissima responsabilità
di minare la qualità della vita futura per chi
sfortunatamente dovrà continuare a vivere in questo Paese.
Elisabetta Dejana,1fom e Università di Milano,
Gilberto Corbellini, Sapienza Università di Roma
RIPRODUZIONE RISERVATA
Mondo Universitario
Pagina 40
IL FO NDO AXA E LA RICERCA
Investimenti lungimiranti
di Silvia Bernardi
C
.
ento milioni di euro per la ricerca
scientifica già investiti, di cui 3,5 per
progetti made in Italy, e altri cento
milioni appena stanziati per i prossimi cinque anni. Non è un sogno e sì, succede
anche in tempi di crisi con i rubinetti delle risorse asciutti. C'è un fondo, l'Axa Research Fund
(Axa Rf) sostenuto dalgruppo assicurativo Axa,
che dal 2008 promuove la ricerca accademica
indipendente sulla comprensione e prevenzione dei rischi che minacciano l'ambiente, la vita
umana e la società. In cinque anni sono stati finanziati367 progetti in 27 Paesi con ricercatori
di 49 nazionalità e, complessivamente, è stata
coinvolta una comunità scientifica di duemila
persone.
Ora sono disponibili nuove risorse, 7 milioni
andranno a sostegno di 9 nuove iniziative di ri cerca targate Italia. Con questa cifra, il nostro
Paese diventa il maggiore beneficiario della Regione Mediterranea e America Latina di Axa.
Numeri che fanno sgranare gli occhi abituati a
leggere più la parola "taglio" al seguito di università e istituti di ricerca che "finanziamento".
Al contrario di quanto fatto da vari governi (italiani), convinti che più i soldi scarseggiano più
vanno tagliate le spese per l'istruzione, lacultura, le intelligenze, i privati giocano un ruolo fondamentale nel finanziamento della ricerca di
base e applicatache ha come obiettivo la crescitadi lungo periodo e il miglioramento della qualitàdellavita. Lacompagniaassicurativafrancese Axa, una delle principali a livello mondiale
(16omila collaboratori per 102 milioni di clienti
nel mondo, un giro d'affari di oltre 9o miliardi
di euro e una raccolta premi in Italia di 5,6 miliardi) ha fatto della filantropia scientifica una
mission aziendale.
«Il settore privato - dice Frédéric de Courtois, amministratore delegato di Axa in Italia deve giocare un ruolo importante nel favorire il
progresso della conoscenza, promuovendo la
ricerca come investimento per il futuro, in linea con l'impegno di responsabilità d'impresa.
L'Axa Research Fùnd sostiene ambiziosi progetti di ricerca con l'obiettivo di alimentare il dibattito pubblico su temi chiave per affrontare i
rischi del futuro. Oggi l'Italia, la patriadel mecenatismo, ha pochi fondi per la ricerca, ma è ricca di talenti la cui promozione è fondamentale
per il futuro del Paese». Buona parte dei Fondi
Axa (il 5o% in più rispetto al 2012) sarà quindi
usato per finanziare progetti italiani in ambito
di rischi finanziari, ambientali e sociali. Denari
veri che non andranno nel calderone senza fondo dove sguazzano i laureati di "facciata" o i "parenti di", ma ri cercatori in carne e ossa che presentano progetti veri (3.430 quelli esaminati a
oggi) che vengono valutati da una commissione internazionale di esperti. Il camet dei progetti finanziati raccoglie il top degli istituti di ricer-
Mondo Universitario
cae delle università di tutto il mondo che possono quindi avviare nuove cattedre e tenere in vidi ricerca. Il progetto per una nuova
cattedra in Teoria del Rischio dell'Università
Bocconi è stato valutato come il più in linea con
il core business del gruppo assicurativo, che ha
stanziato 2 milioni di euro. La cattedra presieduta da Massimo Marinacci, permanente, mette a punto i perfezionamenti e la diffusione delle tecniche di modellazione per catturare e gestire le nuove e diverse categorie di rischio. Una
partnership che ha arricchito la strategia di internazionalizzazione della didattica e della ricerca dell'università che, nella classifica internazionale dei migliori progetti in economia, finanzae management è al primo posto insieme
alla Toulouse School ofEconomics e davanti alla University College London.
La nuova cattedra, come tutte le altre sostenute dal fondo Axa, permetterà ai ricercatori di
presidiare campi di ricerca strategicie diimpatto molto significativo. La teoria delle decisioni
è infatti una di queste: un'area dell'economia
all'intersezione tra psicologia e statistica che
studiale scelte economiche in condizioni di incertezza. «Non forniamo né soluzioni né percentuali - spiega il professor Marinacci - ma formalizziamo modelli che chiariscono quali sono le alternative a disposizione dei decisori e
come potrebbero gestirle. Poi devono essere loro a scegliere». Alcuni di questi modelli sono
stati utilizzati in diversi campi: da quello ambientale (dove sono state utilizzate per formalizzare il tanto citato, ma concettualmente elusivo, principio di precauzione) allafinanzae assicurazioni (dove, in questo periodo di grande incertezza, possono contribuire alla spiegazione
delle scelte di scambio degli intermediari finanziari, altrimenti difficili da spiegare con le tradizionali teorie del rischio), al risk management
nelle istituzioni finanziarie e nelle banche centrali. «L'incertezza è divenuta lavera protagonista dei nostri tempi: ha impattato con forza il
mondo incuiviviamo, generando un forte bisogno di soluzioni ai dubbi che affliggono la società» conclude Frédéric de Courtois. «Abbiamo
bisogno di risposte efficaci e autorevoli che ci
aiutino a interpretare e capire che cosa sta succedendo, e a prevedere a che cosa andiamo incontro». E quale migliore garanzia per il futuro
che tutelare la ricerca di base e applicata senza
la quale rischiamo di non essere più competitivi con le maggiori istituzioni del mondo?
O RTRODIILIONE RIS'E'RVATA
Per notizie sui fondi , si veda il sito
http://www.axa- research.org/how-toobtain-funding
Pagina 41
Dagli avvocati ai medici
Erasmus non perde appeal
La Spagn a re sta
PAGINA AC Il RA DI
Francesco Nariello
Serena Riselli
snow, Una partecipazione in continua crescita, sia sul fronte delle esperienze di studio, che - in
modo ancora più accentuato su quello di stage e tirocini presso enti e imprese. Con un aumento, in prospettiva, delle risorse a disposizione e, quindi,
della possibilità di sostenere
sempre più "partenze", in particolare per il placement. È questa la fotografia del programma
Erasmus, lo strumento più utilizzato dagli studenti per svolgere
all'estero un tratto della propria
carriera universitaria e, magari,
avere il primo approccio con il
mercato del lavoro fuori dai confini nazionali.
A mostrare il crescente successo del programma - che lo
scorso anno ha compiuto 25 anni - è il monitoraggio sull'anno
accademico 2012-2013 dell'Agenzia Llp (Lifelong learning programme), secondo cui gli studenti italiani partiti per l'Erasmus sono stati 24.862, di cui
Mondo Universitario
to p , se gu it a
21.744per studio e 3.118 per placement, con un incremento del
6,3% rispetto all'annualità precedente (che a sua volta aveva
registrato una crescita di pari livello). Nell'ultimo quinquennio
l'Italia ha rappresentato circa il
1o% della mobilità europea (oltre 23omila studenti l'anno), raggiungendo il quarto posto tra i
Paesi Ue per studenti coinvolti.
da Fr ancia e Ge rmania
tion), il 9,1% da lingue straniere
e l'8,10A, da giurisprudenza.
Il trend positivo riguarda anche gli istituti italiani- Università ma anche Accademie di Belle
arti, Conservatori, scuole per
mediatori linguistici -: se nel
2000 hanno partecipato in cento, oggi sono 189 ad avere attivato scambi. L'Italia è presente
con 17 atenei nel ranking dei migliori cento performer 2011-2012
in termini di studenti in mobilità, di cui tre nella top ten: Bologna (al terzo posto con 1.713 studenti), La Sapienza di Roma (8')
e Padova (9').
Discorso diverso per chi parte per stage o tirocini. Un tipo di
attività che ha registrato, nell'ultimo anno (2011-2012), un incremento del31,7°A, dei partecipanti
italiani - rispetto a una media europea del +18% -, che hanno sfiorato quota 3mila, di cui circa un
terzo ha fatto esperienza in grandi aziende e il resto in Pini. Gli
sbocchi più gettonati sono stati
nei settori «attività professionali, scientifiche e tecniche» (dagli
studi professionali alle ricerche
di mercato), educazione (sistema educativo) e «attività amministrative e di servizio» (dalle risorse umane alle agenzie diviaggio). Meta prediletta la Spagna
(stessa destinazione privilegiata
per Erasmus studio), con il
26,6% dei tirocinanti, mentre al
secondo posto ci sono le imprese britanniche (19,3%).
Interessante lo spaccato sulle
aree disciplinari più coinvolte:
circa il 10,2% degli studenti italiani si è attivato dall'ambito economico (business and administra-
«Un'esperienza all'estero
nel corso del proprio percorso
universitario rappresenta una
carta in più per il curriculum di
un neolaureato - spiega Clau-
dia Peritore, capo unità Erasmus dell'Agenzia Llp Italia -,
sia perle competenze che per le
soft skills acquisite». Gli aspetti di maggiore criticità, invece,
restano il budget e il riconoscimento crediti al ritorno: «Il sostegno finanziario per gli studenti - ammette Peritore - rimane basso per l'esiguità dei fondi
rispetto alle domande. Mentre
sul fronte dei crediti acquisiti
all'estero, per evitare sorprese,
è fondamentale puntare su
un'attenta preparazione del piano di studi».
Dopo aver rischiato il taglio
fondi, lo scorso anno, e nonostante il calo della dotazione
2013-2014 (39,1 milioni contro i
41,5 dell'annualità precedente),
il programma Erasmus sembra
poter contare in prospettiva su
nuove certezze: a breve il Parlamento europeo sarà chiamato a
votare il pacchetto "Erasmus+",
che prevede lo stanziamento di
14 miliardi nel periodo
2014-2020, il 40% in più dei sette
anni precedenti.
® RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 42
Corsi di
.Le
. . . . . .preferenze
...................................................
IL TREND
Studenti Erasmus negli ultimi sei anni accademici
a.a
07/08
a.a
08/09
a.a
09/10
a.a
10/11
a.a
11/12
a.a
12/13
TOP TEN DELLE DESTINAZIONI
Le dieci università più richieste dagli italiani
LE METE PIÙ RICHIESTE
Paesi di destinazione degli italiani
Studenti
Erasmus italiani
N. studenti
Erasmus
italiani
-- ---- 6.91.2
N.
Università ospitante
1)
Universidad de Sevilla
466
N.
Paese di
destinazione'i
2)
3)
Universidad de Granada
Universidad Complutense
4 56
1
Spagna
398
2
Francia
3
Germania
4
Regno Unito
5
Portogallo
6
Belgio
7
Paesi Bassi
667
8
Svezia
569
d91-1
4)
5)
6)
7)
8)
d e Ma dnd
Universitat de Valencia
uveg
Universitat de Barcelona
Universitat Autonoma de
Ba rce lo n a
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X86
52
Universidad Politécnica
2 'E'
3
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. -- ----------------------Universidad dde Salamanca
214
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Madrid
10) Universidad de Alicante
9)
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10 ¡ Polonia
3,088
2.
048
1,46 4
1.06-1
------------------764
i
49.6
i Fonte: Agenzia Llp
Una valanga di iscrizioni
per gli studenti delle superiori
Erasmus, anche alle
superiori si può. Sono diverse le
associazioni che offrono la
possibilità di partire per un
periodo di studio all'estero ai
ragazzi iscritti al terzo o al
quarto anno (dai tre mesi
all'intero anno). Anche le
destinazioni sono le più varie:
abbracciano tutti e cinque i
continenti e vanno dai Paesi
europei a quelli asiatici, dagli
Stati Uniti ai principali Paesi
dell'America Latina.
E il numero di chi decide, già
da giovanissimo, di trascorrere
un periodo di studio all'estero è
in continua crescita. Secondo i
dati forniti da Intercultura, una
delle associazioni leader in
questo campo, «nel giro di
pochi anni le domande per
partecipare a uno dei nostri
programmi di studio all'estero
sono passate da 3mila alle oltre
Mondo Universitario
6mila registrate lo scorso anno spiega Raffaele Pirola,
responsabile comunicazione e
sviluppo di Intercultura -.
Un'altra novità è che le richieste
peri Paesi asiatici e
latinoamericani hanno superato
quelle per i Paesi anglofoni».
Quest'anno, infatti, sono
aumentati gli adolescenti in
partenza per l'America Latina
(23% del totale, +4%i, rispetto al
2012) e per l'Asia (13%, tre punti
in più dello scorso anno).
Cresce anche il numero di
ragazzi verso l'Est Europa e la
zona dei Balcani. Più spazio
anche ai Paesi del
Centroamerica e dell'Oriente,
con la Cina che ospiterà oltre
cento studenti italiani. Il
processo di selezione delle
candidature consiste in alcune
prove di idoneità ai programmi
condotte da esperti
dell'associazione, cui fa seguito
un incontro con la famiglia dello
studente.
Mandare un figlio a studiare
all'estero può rappresentare un
impegno economico non
indifferente per una famiglia
media. Per questo Intercultura
mette a disposizione dei ragazzi
circa mille borse di studio per i
1.800 posti banditi ogni anno.
Quelle erogate direttamente
dall'associazione sono oltre
400, mentre le altre sono messe
a disposizione da aziende,
banche, fondazioni ed enti locali
che, in questo modo, vogliono
investire sui giovani. Le borse di
studio possono essere totali o
parziali(dal2o0io al 6o°0 delle
spese di partecipazione).
«Crescono i ragazzi che
intendono lo studio all'estero,
già in giovanissima età, come un
passo importante per la propria
vita professionale- racconta
Elena Maddalena, responsabile
comunicazione dell'Agenzia
Llp : dai primi 157 alunni italiani
partiti nel 2010 da 44 scuole si è
arrivati nel 2013 a 398 alunni da
78 scuole, con un incremento
del 24% sull'anno precedente».
La mobilità individuale degli
alunni è organizzata tra scuole
che sono coinvolte in un
partenariato scolastico
Comenius. Attraverso la
partecipazione della scuola a
questo progetto, i singoli alunni
possono chiedere di studiare
per un periodo all'estero,
presentandola propria
candidatura. Inoltre, da11°
gennaio 2014, il programma
Llp-Comenius sarà integrato in
un nuovo progetto chiamato
"Erasmus+": sarà ancora
possibile organizzare questo
tipo di mobilità per le scuole, ma
all'interno di partenariati
strategici, cioè di progetti con
un raggio d'azione più ampio,
volti a coinvolgere anche settori
diversi, come l'università, il
mondo del lavoro e il settore
della formazione professionale.
RIFF0171JIl0 NE RISERVA FA
Pagina 43
21
All'estero ma solo online
Si chiamano Mooc, Mass
open online courses, sono
comparsi da oltre un anno e
sono nati da una proposta di
corsi telematici
dell'Università americana di
Stanford. Si tratta di corsi
online aperti e totalmente
gratuiti, pensati per una
formazione a distanza che
coinvolga un numero elevato
di utenti. I partecipanti
arrivano davarie aree
geografiche e accedono ai
contenuti unicamente via
web.
La piattaforma che si
occupa di erogare questi corsi,
che è anche la prima società
attiva nel settore, si chiama
Coursera. L stata fondata da
due professori di Stanford,
Daphne Koller e Andrew Ng, e
si occupa di produrre ed
Quali sono i requisiti
necessari per ottenere una
borsa di mobilità Erasmus a
fini studio odi placement?
Per candidarsi a svolgere
un'esperienza Erasmus bisogna
essere iscritti al secondo anno
del corso degli studi (mentre per
il placement si può partire già dal
primo); avere una conoscenza
erogare corsi, sfruttando le
possibilità offerte dai social
media (gli studenti possono
interagire tra di loro su forum
specifici oppure su gruppi
facebook), con l'obiettivo di
distribuire pacchetti formativi
gratuiti in ogni angolo del
mondo.
A partire dal 2013, anche
l'università La Sapienza di
Roma è entrata a far parte
della piattaforma, erogando
alcuni corsi (in questa prima
fase ne sono previsti tre: due in
lingua inglese su materie
umanistiche e uno in italiano
sulla fisica) in modo del tutto
gratuito e rilasciando, alla fine
del percorso formativo, un
semplice attestato di
frequenza. Infatti, come
sottolinea il professor
Maurizio Lenzerini,
adeguata della lingua del Paese
ospitante (per le lingue meno
insegnate e parlate sono previsti i
corsi intensivi) in base ai
requisiti fissati dal bando; non
aver già ottenuto, in anni
precedenti, lo status di studente
Erasmus per motivi di studio; non
beneficiare nello stesso periodo
di un altro contributo
comunitario per altri programmi
di mobilità. Gli istituti possono
stabilire requisiti particolari,
relativi al meritooalpianodi
studi, oltre a quelli fissati a livello
comunitario.
coordinatore del progetto,
«questi corsi, per quanto
molto utili e completamente
gratuiti, non sono
paragonabili ai corsi
universitari tradizionali,
poiché non prevedono una
frequenza stabilita, né
un'interazione con il
professore o un esame finale".
Secondo Lenzerini, però, i
Mooc possono essere molto
utili per coloro che vogliono
approfondire una materia o
specializzarsi. Oppure
possono servire come step di
preparazione per gli studenti
che vogliono trascorrere un
periodo di studio all'estero:
«Credo che questo utilizzo dei
corsi online sia sicuramente
tra i più utili e innovativi. Uno
studente liceale che vuole
studiare all'estero può
Quanto dura il periodo di
studio all'estero? E previsto il
pagamento di una tassa
d'iscrizione per partecipare?
Il programma Erasmus consente
agli studenti universitari di
trascorrere un periodo di studio,
presso un istituto di istruzione
superiore di uno dei Paesi europei
partecipanti al progetto.
iscriversi a uno dei corsi della
piattaforma per prepararsi su
una specifica materia o per
migliorare la conoscenza di
una lingua».
Gli oltre tre milioni di utenti
registrati in Coursera hanno la
possibilità non solo di seguire i
corsi, ma anche di mettersi alla
prova con esercizi e di
partecipare a dei forum per
confrontarsi con docenti e
altri studenti. Si tratta di un
bacino di utenti proveniente
da tutto il mondo, in
particolare dai Brics (Brasile,
Russia, India e Cina), cioè dai
Paesi che sono in questo
momento tra le maggiori
fucine di innovazione e
imprenditorialità.
Proprio per questo la
piattaforma ha deciso di
andare oltre i confini che le
garantisce l'uso dell'inglese,
aprendo ad altre lingue come
il cinese, il francese, lo
spagnolo e l'italiano.
© RIPR.ODU=IONE RISERVATA
Il periodo all'estero può variare
dai tre ai dodici mesi, offrendo
l'opportunità di seguire corsi,
usufruire delle strutture
universitarie e ottenere il
riconoscimento degli esami
sostenuti senza pagare ulteriori
tasse d'iscrizione, oltre a quelle
già pagate per iscriversi
all'università italiana di
provenienza.
Ogni università coinvolta
pubblica, tra gennaio e aprile, il
proprio bando con la data di
scadenza entro cui presentare le
candidature.
a cura di Serena Riselli
che sigla ta le a ccordo è i l
Learningagreement(La). Il
risultato delle attività
Come funziona il sistema di
riconoscimento dei crediti
degli esami sostenuti durante
il periodo di studio all'estero?
Lo studente deve pia nifica re
prima della partenza le attività
formative che svolgerà
all'estero, accordandosi con
l'istituto di appartenenza e
quel lo ospitante: ildocumento
Mondo Universitario
effettiva mente svolte all'estero è
poi riportato nelTrascriptof
Records (ToR), rilasciato
dall'istituto ospitante, che
certifica il lavoro svolto, i crediti
attribuiti e i voti ottenuti.
L'ultima indagine condotta
(anno accademico 2010-2011)
riporta che i l risultato finale in
termini di crediti riconosciuti è
solitamente più basso - circa il
94%-rispetto a quelli rilasciati
dall'istituto ospita nte.
Come si può partecipare
a un periodo di studio
all'estero se si è studenti
delle superiori?
Gli studenti delle scuole medie
superiori che vogliono partecipare
a un periodo di studio all'estero
possono farlo durante il terzo o il
quarto anno scolastico,
partecipando ad esempio a uno
dei programmi Intercultura,
oppure aderendo al programma
Comenius,se la scuola ha acceso
un partenariato con
l'associazione.
In entrambi i casi bisogna
presentare una candidatura
individuale. Per Intercultura il
processo di selezione consiste in
alcune prove di idoneità ai
programmi, condotte da esperti
dell'associazione, cui fa seguito un
incontro con la famiglia dello
studente.
I periodi di studio all'estero vanno
dai tre ai dodici mesi.
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Una marcia in più per il lavoro
Dal liceo fino al master, corsi e borse per arricchire il curriculum oltreconfine
Francesca Barbieri
Piccoli studenti giramondo
crescono. Dal liceo fino al master, le statistiche certificano che
ilnumero digiovaniitalianiimpegnatiinpercorsi di studio all'estero sono in aumento. l giovanissimi, che già a 1,5 anni puntano sulla
mobilità internazionale sonoraddoppiati nel giro di un anno (da
3mila a oltre 6mila registrati
dall'associazione Intercultura),
con unaforte richiesta peri Paesi
asiatici e latinoamericani che
hanno superato quelli anglofoni.
All'università cresce lapartecipazione allo storico programma
Erasmus - che da qualche anno
ha arricchito l'offerta con il canale placement, che permette di fare stage in aziende estere -: 25mila gli studenti partiti lo scorso anno accademico (+6°c rispetto al
precedente) e con l'Italia che
nell'ultimo quinquennio ha rag-
Generazione Erasmus
Sono gli italiani che nel 2013
hanno partecipato al piano europeo
giunto il quarto posto tra i Paesi
Ue per studenti coinvolti (oltre
loomila). Un programma che dopo aver rischiato il taglio fondi, lo
scorso anno, e nonostante il calo
della dote 2013-2014 (39,1 milioni
contro i 41,5 dell'annualità precedente), sembra poter contare in
prospettiva su nuove certezze: a
breve il Parlamento europeo sarà chiamato a votare il pacchetto
"Erasmus+", che prevede lo stanziamento di 14 miliardi nel periodo 2014-2020J140% in più dei sette anni addietro.
E poi le tante borse di studio
messe in palio da università e governi stranieri. Dall'inizio dell'anno sono stati quasi2milagliitaliani che hanno presentato la propria candidatura attraverso il ministero degli Affari esteri. Studenti, neolaureati, dottorandi,
ma anche professionisti intenzionati afrequentare un corso di specializzazione all'estero approfittando dell'opportunità di fare
un'esperienza in un altro Paese
praticamente a costo zero.
Che si voglia partecipare al
progetto Erasmus, frequentare
un master all'estero o iscriversi a
un'università straniera sin dal liceo, la regola d'oro è sempre la
Mondo Universitario
stessa: prepararsi con unbuonanticipo rispetto alla partenza. Anche perché la selezione è durissima e i posti a disposizione non sono molti.
All'interno di questa guida si
potranno approfondire le strategie, i consigli e le indicazioni fornite dagli operatori delle università e dai consulenti delle società
specializzate nellamessa a punto
dei dossier di candidatura per
scuole e università straniere. Fondamentale pianificare la strategia almeno un anno prima, mettendo a fuoco i propri interessi
per valorizzare al massimo la propria esperienza all'estero, tenendo conto che le regole spesso variano da Paese a Paese.
Restando sulle destinazioni
classiche, gli atenei americani e
bri tannici hanno criteri di ammissione radicalmente diversi.1 college U savalutano non solo i risultati scolastici, ma anche le esperienze extracurricolari, con le domande che vanno presentate entro il3r dicembre. Il sistemainglese, invece, è molto meno flessibile e il criterio di selezione è quasi
esclusivamente accademico. Si
fa domanda di ammissione non a
una specifica università, ma a un
corso di laurea preciso, il che obbliga lo studente ad avere idee
molto chiare fin dall'inizio. Nel
Regno Unito, come in Usa, è indispensabile il superamento di un
test di lingua (Ielts) e la messa a
punto di un personal statement
(presentazione di sé). Oltre la
Manica le domande vanno presentate entro il 15 gennaio attraverso Ucas (www.ucas.com). Le
risposte arrivano entro maggio,
ma nella maggior parte dei casi
sono "condizionate" all'effettivo
conseguimento del voto di maturità stimato in anticipo dal liceo
(predictedgrade) e inserito nella
domanda.
Un aspetto da non trascurare
nella scelta delle destinazioni è
quello economico: per un corso
di quattro anni negli Stati Uniti
vamesso in preventivo un esborso annuo da33mila a48mila curo,
mentre in Canada si scende a
2omila euro, compresa la retta
d'iscrizione e l'accomodation
(vitto e alloggio). Restringendo il
raggio d'azione all'Europa, in
Gran Bretagna tre anni di studio
costano in media, di sole tasse
universitarie, 10.500 euro l'anno,
quota che scende a 1.8oo curo in
un ateneo pubblico in Olanda e a
mille curo in Spagna.
©RIPRODIJZ]ONE RISERVATA
Pagina 45
Informazioni in evidenza
LA SCELTA IN QUATTRO TAPPE
Valutazione
L'invio della
domanda
Piano
d'azione
La domanda va compitata
rispettando gli aspetti
burocratici e te procedure
online(condizioni
necessarie per
l'accettazione
dette
domande)
• Eutileil
coaching
madrelingua perla
stesura del personal
statement e la preparazione
di eventuali interviste
• Scelta dell'indirizzo di studio
e definizione degli obiettivi
scolastici e di test
• Valutazione
borsedistudio
r• Traduzione
certificazione
dei documenti
scolastici
• Messa a fuoco dei propri
interessi e di come
valorizzare i propri talenti
attraverso
un'esperienza all'estero
• Preparazione ai test di
ingresso alle
università e ai
• Selezione di
possibili università
• Messaapuntodiun
curriculum ad hoc perogni
domanda di ammissione
test di valutazione dette
competenze linguistiche
(Sat, Act, Toeft, ielts, Dele,
Delf, Dalf, eccetera)
La scelta
finale
Dopo aver presentatole
domande e ricevutole
offerte, la scelta tra più
possibilità va fatta
bilanciando i
proprio
•
obiettivi
personali e
professionali
e te
caratteristiche
accademichee
socio-culturali di ogni
contesto universitario
ILTIMING DELLE DOMANDE
1
1s
SET
OTT
1/15
NOV
31
15
24
31
DIC
GEN
MAR
MAR
Scadenza
STATI UNITI
meCOIv MON
APPLICATION
Periodo pri presentare
la domanda di ammissione
APRILE
Risposta
/ %%%%%%%%%%%/
0\
1
MAG
30
GíU
is
AGO
Conferma
/ur
i%%%%G/,;,
`C,
Scadenza
Peric,lr, p,-r presentare
ladow,w i, dammissione
ínii/íro/r„o,.
REGNO UNITO
UCAS
Conferma
CANADA
Periodo per presentare
ladonianda di ammissione
procedura che si apre per chi non ha ricevuto offerte. F• Af massimo entro iì 30 se emBre
L'INVESTIMENTO
Stati Uniti
Canada
Gran Bretagna
Spagna
Per un corsodi 4 anni va messo in
preventivo un esborso annuo da
33mila a 48mita euro.
Alcuni esempi: Università del
Michigan, 33.500 euro; University
detta Virginia, 34mita euro;
Harvard University: 44mila euro
Per un corso di 3/4 anni, il costo
annuo è di 2Omita euro,
compresa la retta d'iscrizione e
l'accomodation (vitto e alloggio).
Es: McGill University: 25mila
euro; University di Toronto:
16.500 euro
Tre annidi studio costano, di sole
tasse universitarie, 31.500 €.Tra
i requisiti, a seconda dei corsi, il
King's College di Londra richiede
85/100 come voto all'esame di
stato e 7.0 di Ielts, l'imperial
College 95/100 e 6,5 di Ietts.
Le tasse universitarie annue
sono di circa mille euro in un
ateneo pubblico e variano dai
15mila ai 18mila euro all'anno
per un Bachelor in un'università
privata, come l'Esade di
Barcellona o l'Ie di Segovia.
Mondo Universitario
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M ingua.Costievantaggi
Lasciapassare per l'ingresso
Maria Chiara Voci
È il primo requisito da "mettere in valigia" quando si sceglie
di volare all'estero per motivi di
studio: per frequentare le lezioni in un ateneo straniero bisogna dimostrare di saper comprendere e parlare correttamente la lingua di base in cui saranno
tenuti i corsi.
In genere, per attestare la propria conoscenza bisogna superare un test riconosciuto a livello
internazionale. Test che cambia
a seconda dell'idioma e che viene rilasciato da organizzazioni,
istituzioni e scuole, riconosciuti
universalmente e presenti con
proprie sedi sui diversi territori
nazionali. Prima di scegliere alla
cieca quale esame affrontare e
per evitare brutte sorprese è tuttavia una buona prassi verificare nei moduli di iscrizione
dell'università i requisiti per dimostrare la propria dimestichezza linguistica.
Perl'inglese le strade percorribili sono più di una. In genere, se
si rimane nel Vecchio continente o addirittura si va nel Regno
Unito, il test più diffuso è lo lelts
(www.ielts.org), esame con due
gradi di formazione, che si può effettuare presso uno dei 31 British
Council presenti in Italia. La certificazione Cl o C2 in inglese (il
livello minimo di preparazione
richiesto nel sistema di classificazione fissato dalla Ue) si può ottenere, però, anche superando i
test Esol della Cambridge University (www.cambridgeenglish.
org/it/), come il Cae o il Cpe.
Per chi varca, invece, i confini
del continente (ma anche in Europa è riconosciuto) c'è il Toefl
(www.ets.org/toefl), di origine
statunitense, ma accettato in
ben 130 Paesi. Mette alla prova la
capacità di ascolto, lettura e lingua, parlata e scritta, e può essere sostenuto anche via internet
in uno dei4.500 centri autorizzati, sparsi in 165 Stati. Il costo varia
fra 16o e 25o dollari: numerose le
offerte di corsi specifici per la
preparazione alla prova.
Cambiando idioma, per il francese è richiesto il Dalf (www.alliancefr.it):l'esame si può sostenere presso i centri di promozione della lingua francese in Italia
(Centre culturel français e Alliance française). In Spagna è richiesto ilDele (diplomas.cervantes.es), rilasciato dall'Istituto
Cervantes, mentre in Germania
tutte le università riconoscono il
TestDaf (www.testdafde), rilasciato dal Goethe Institute. E infine necessario ricordare che per
alcuni master viene richiesta oltre a una prova di lingua, anche
una specifica prova di padronanza dell'idioma, come il Gmat
(Graduate management admission test) o il Gre (Graduate record examination).
0 RIPRODUZIONE RISERVATA
.Gli
. . . . . . step
..............................
1.Verificare l'idioma di base
in cui sono tenute le lezioni
2. Verificare sul sito
dell'ateneo prescelto o nei
moduli di iscrizione se sono
espresse preferenze
specifiche sul test da
superare per certificare la
propria dimestichezza
linguistica
3. Superare un test
riconosciuto a livello
internazionale. In genere, per
l'Europa, il livello di
conoscenza richiesto è
almeno un C1o C2 nel sistema
di classificazione fissato dal
Quadro comune europeo
Mondo Universitario
Pagina 47
Gli esperti
«Una tesi
sperimentale
con l'obie 'vo
di tornare»
Francesco Nariello
Un periodo di studio
all'estero è ormai un tassello
sempre più importante di un percorso universitario. Ma come
sfruttare al meglio l'esperienza
fuori dai confini nazionali? Prima di partire è utile capire quali
siano le scelte giuste per arricchire al massimo il proprio bagaglio di competenze e garantirsi
un curriculum più appetibile in
ottica lavorativa.
Aindividuare alcuni elementi
chiave è Dario Braga, prorettore
alla ricerca dell'Università diBologna: «Prima di tutto occorre
scegliere una destinazione prestigiosa nel settore d'interesse.
Su questo è opportuno confrontarsi con i docenti dell'ateneo di
partenza e non affidarsi a luoghi
comuni». Altro elemento è la lingua. «Bisogna preferire un Paese dove imparare la lingua che
serve, non solo inglese, ma anche tedesco, spagnolo o, fuori
Europa, il cinese». Fondamentale, poi, è decidere quando partire. «Non bisogna andare via
troppo presto- raccomanda Braga -. Perle lauree tecnico-scientifiche è preferibile farlo il più tardi possibile. La cosa migliore,
spesso, è andare per la tesi speri-
Mondo Universitario
mentale. Per materie come biologia, chimica, fisica, ingegneria
è possibile apprendere tecniche
nuove, usare strumenti avanzati, accedere a laboratori con attrezzature particolari». Ultima
cosa: in ottica ritorno, «meglio
non tagliare i ponti con l'università di provenienza».
A sottolineare l'importanza
di avere trascorso un periodo
fuori dall'Italia è Barbara Poggiali, vice presidente Luiss. «La
competitività, oggi, è tale che
non basta ilvoto di laurea, contano le esperienze fatte». E aver
studiato all'estero è un valore aggiunto. «La prima cosa sembra
banale, ma va ribadita: meglio
non abitare con italiani, né frequentare solo gruppi di connazionali. Si parte, infatti, per perfezionare una lingua straniera ed
entrare in contatto con altre culture». Per le lauree umanistiche,
economiche o giuridiche, poi, il
consiglio è: «Prima si va, meglio
è - conclude Poggiali -. Andare
all'estero apre la mente e permette di focalizzare ipropriinteressi. Partire tra secondo anno
della triennale e primo della magistrale è la scelta migliore».
C'I R IPRO DI17J0 NE RISERVATA
Pagina 48
40
40
Tra chi sogna di partire
vince chi gioca d'anticipo
L a scelta va p i an ificata alm e no un an no p r í m a
PAGINAA CURA DI
Andrea Curiat
Che si voglia partecipare al
progetto Erasmus, frequentare
un master all'estero o iscriversi a
un'università straniera sin dal liceo, la regola d'oro è sempre la
stessa: prepararsi conun buon anticipo rispetto alla partenza.
Luisa Negri, partner fondatrice dell'agenzia U4You, che offre
consulenza agli studenti, focalizza l'attenzione su chi intende proseguire gli studi all'estero dopo
aver ottenuto la laurea triennale
inltalia: «Bisognadecidere con almeno un anno di anticipo. Ad
esempio, chi conta di laurearsi in
estate dovrebbe cominciare a decidere la meta, l'ateneo e il corso
di studi già in autunno». Solo così
si può essere certi di rispettare le
scadenze per la presentazione
delle domande.
«Sipuò anche mettere in conto
un intervallo tra la fine degli studi
in Italia e la ripresa in un Paese
straniero, ad esempio per fare
uno stage, del volontariato, o per
approfondire la conoscenza della
lingua di destinazione», precisa
Negri.
Anna Maria Padula, co-founder con MarcellaTurazza di Omni Admissions, si rivolge invece
agli studenti che stanno terminando gli studi al liceo e vogliono
iscriversi a un'università straniera: «Le mete principali degliitaliani sono Stati Uniti e Inghilterra.
Nel primo caso, l'orientamento e
lapreparazione verso l'ammissione inizia già dal terzo anno di liceo; nel secondo, sipuò attendere
il quarto anno».
Gli atenei americani e britan nicihanno criteri di ammissione radicalmente diversi. «I college
Mondo Universitario
Usa - spiega Padula - cercano
"persone" e non solo risultati accademici. Gliadmission officerselezionano curriculum molto
completi, che includano hobby,
sport, attività divolontariato, corsi e stage estivi. In tal caso i criteri
accademici, seppur importanti,
sono valutati in un quadro complessivo più ampio. Due ulteriori
elementi importanti sono il superamento dei test d'ingresso
(Sat/Act) e di lingua (Toefl/Iel-
T TI UNITI
Nelle selezioni dei college
contano non solo
i risultati accademici
ma anche hobby, sport
e attività di volontariato
...........................................................................
REGNO UNITO
Le domande di ammissione
devono essere presentate
entro il 15 gennaio:
le risposte verranno
recapitate a maggio
...........................................................................
ts) e la redazione di saggi personali e in molti casi introspettivi
(essay). Si può indicare l'indirizzo di studi preferito, che può essere anche cambiato nei primi due
annidi college. La domanda per i
college americani può essere presentata entro il 31 dicembre, nel
caso di regular decision, oppure
entro il n° novembre nel caso di
early decision odi indirizzi specifici come le medical school. La
common application è il sistema
centralizzato online di gestione
delle domande della maggior par-
te dei college americani (www.
commonapp.org). Le risposte, in
caso di regular decision si ricevono entro aprile e si conferma
l'adesione amaggio».
Il sistema inglese è molto meno flessibile: «Il criterio di selezione è quasi esclusivamente accademico. Gli studenti italiani possono in questo senso essere svantaggiati perché i voti dall'8 al no non
sono dati con generosità nei nostri licei. Si fa domanda di ammissione nona una specifica università ma a uno specifico corso dilaurea, il che obbliga lo studente ad
avere idee molto chiare fin
dall'inizio. Anche in Uk è indispensabile il superamento di un
test di lingua (Ielts) e laredazione
di un personal statement. Le doman de di ammissione vanno presentate entro il 15 gennaio attraverso Ucas (www.ucas.com). Le
risposte arrivano entro maggio,
manella maggior parte dei casi sono "condizionate" all'effettivo
conseguimento del voto di maturità stimato in anticipo dal liceo
(predictedgrade) edinseritonella
domanda», conclude Padula.
E sul tempo di permanenza oltreconfine? «Consiglio un periodo sufficientemente lungo - risponde Giancarlo Spinelli, delegato perle relazioni internazionali del Politecnico di Milano - e poi
è bene non cercare dei corsi simili
a quelliitaliani. Al contrario, bisognerebbe cogliere l'occasione
per frequentare lezioni il più possibile inedite in Italia».
Ma andare a studiare all'estero
(con tutte le spese del caso), conviene davvero? «Sono convinto
di sì. Le aziende cercano persone
con un mentalità internazionale,
capaci di muoversi all'estero. I be-
nefici per il curriculum sono tangibili, a prescindere dall'ambito
disciplinare in cui ci si muove».
Luigi Verolino, direttore del
centro di orientamento Softel della Federico II di Napoli, suggerisce agli studenti alle prime armi
un approccio cauto: «Ai ragazzi
consiglio sempre di conseguire la
laurea triennale, e solo in seguito
di fare un master o un Erasmus
all'estero. Nei primi annidi formazione, meglio dare la priorità
all'acquisizione di un metodo di
studio consolidato». Nonostante
questa premessa, Verolin è convinto che «in unsecondo momento,fare un'esperienza all'estero diventa fondamentale. Purtroppo
lepercentualidi studenti che scelgono lamobilità sono ancorabasse. Però c'è stato un trend al rialzo: negli ultimi anni siamo saliti
dal 2,5%io all'8,5°io».
Luciano Saso, delegato per la
mobilità del rettore della Sapienza di Roma, è di simile avviso:
«Chi va all'estero troppo presto
può disperdere le proprie energie: meglio aspettare almeno il secondo anno». Secondo Saso, «la
mobilità va pianificata con attenzione. L'importante è nonprecipitarsi a fare domanda solo perché
ci si è accorti che il bando sta per
scadere». Per raccogliere informazioni utili prima della partenza, il docente consiglia ai ragazzi
di affidarsi alle stesse università
di appartenenza «Molti atenei organizzano giornate informative
in cui spiegano i meccanismi della mobilità e illustrano le borse di
studio. Anche attraverso il web si
possono raccogliere informazioni sui programmi e la qualità delle
università straniere».
0 RIP ROOIJZ]ONE RISERVATA
Pagina 49
Una bussola dai r
La scelta più importante
quando si decide di studiare
all'estero riguardala
destinazione. Europa, Stati
Uniti o un Paese un po' più
esotico? I fattori da prendere in
considerazione per una scelta
oculata sono numerosi, e vanno
valutati con largo anticipo
rispetto alla partenza effettiva.
Il primo, più ovvio e più
importante, riguarda la
conoscenza della lingua, che
deve essere tale da permettere
di seguire con facilità le lezioni
e di vivere in maniera integrata
nel Paese di riferimento. Quasi
tutti gli atenei richiedono agli
studenti stranieri di dimostrare
le competenze linguistiche con
un certificato riconosciuto a
livello internazionale (si veda
l'articolo a pagina 5 in basso).
Ebene ricordare che anche al
di fuori dell'area anglofona ci
sono molte università straniere
che offrono corsi in inglese.I
giovani italiani possono così
studiare in località diverse
dall'Inghilterra o dagli Stati
Mondo Universitario
Uniti, cogliendo magari
l'opportunità per apprendere
una terza lingua.
Il secondo fattore da
prendere in considerazione
I PUNTI CHIAVE
......................................................................
L) N,,-,n ci sc,r osc,folr ghilterra e
Sta t ì i-: ì Riti, Si possono se'; u Ire
ct?rîi1ri 1r!r,Eese in Paesi
cii,.-ei -siealtempostesse,
in;parare una terza lingua
2) il budget a ciìspos31- orìe
ûrienta la scelta. l.a vita i n
C,enraER ia, S pagna o ne.i
paesi perifeiir.i dell'area
euroè decisamente più
economica cher-on rrFrarìcia,I3ighilterEaoStati
Uniti
3) Meglioseguire all'estero
coi-Si che non sono offerti in
ltalia, o peri quali gli atenei
st anierisonoall`a nguardia.
Utili pi la scelta i raril.ing
i1ìter1,1aJonali
g internazionali
prima di partire è di natura
economica.Inbase albudget a
propria disposizione, alcune
mete possono risultare più
attraenti di altre. La vita in
Germania, in Spagna o nei Paesi
periferici dell'area curo è
decisamente più economica
che non in Francia, in
Inghilterra o negli Stati Uniti.
Un periodo di studio nelle città
estere meno expensive può
addirittura risultare più
conveniente che non in alcune
città italiane, almeno per gli
studenti fuorisede. Anche la
qualità della vita è importante,
soprattutto se si pianifica una
permanenza di lunga durata:
trascorrere uno o due anni nei
Paesi scandinavi, con inverni
rigidi e bui e una minore facilità
di approccio sociale, non è forse
un'esperienza adatta a tutti.
Quando si sceglie la meta,
inoltre, non si può prescindere
da un'analisi delle facoltà
internazionali. L'ideale è
approfittare del periodo
all'estero per frequentare corsi
che non sono offerti in Italia, o
per i quali alcuni atenei
stranieri sono particolarmente
rinomati. Una guida utile arriva
dai diversi ranking
internazionali che classificano
le Università per qualità
dell'offerta formativa. Si può
anche arrivare a cambiare il
Paese di destinazione pur di
essere ammessi a un corso
molto specifico, o per avere
accesso a un ateneo prestigioso
che faccia davvero spiccare il
curriculum.
Un ultimo criterio che
andrebbe preso in
considerazione riguarda
proprio gli sbocchi
professionali. Chi ama
viaggiare, e guarda con favore
alla possibilità di una carriera
internazionale, dovrebbe
scegliere un Paese che abbia un
buon potenziale occupazionale
per l'arca disciplinare di
riferimento, cosicchè sia più
facile intessere una rete di
contatti professionali utili.
© RI PRO D OZIO NE RISERVATA
Pagina 50
21
Parte dal. c
Quando si studia
all'estero per un periodo di
tempo prolungato, bisogna
mettere in conto tutte le
difficoltà della vita quotidiana
di un fuorisede. Il quadro di
scenari possibili è ampio e
variegato, almeno quanto il
numero di Paesi e di città che
possono ospitare gli
universitari. Ci sono però
alcuni consigli di base che
possono essere applicati a
ogni situazione, e che
possono aiutare a vivere la
transizione con maggiore
serenità.
Il primo problema che ci si
trova ad affrontare è quello
dell'alloggio. Prima di tutto, ci
si può informare se
l'università di destinazione
abbia a disposizione
studentati e strutture per
ospitare i giovani. La
disponibilità di posti letto in
case per studenti è
particolarmente comune nei
Paesi anglosassoni e nordici,
pus la caccia all'allo
dove i campus universitari
sono più diffusi (e
mediamente meglio
attrezzati) che in Italia. Molto
spesso l'offerta degli atenei è
QUESTIONI LEGALI
Anche quando si vive
all'estero ci si può trovare nei
guai, e le barriere cu itura li
non aiutano.
Per le d ifficoltà di natura
le.gaieci si può rivolgere al
consolato o all'a3nbasciata
italiana nel Paese; per
evirare invece esborsi
imprevisti in caso di
problemi di salute e
ospedalizzazioni meglio
conoscere il funzionamento
dei sìsterria san tarlo deii
Paese in cu i ci si reca ed.
eventualmente,
Sottoscrii ere una polizza
assicurativa prima di partire.
COLLEGE AMERICANI
La Common application è il
sistema centralizzato online di
gestione delle domande della
paggior parte dei college
americani. Le risposte si ricevono
entro aprile, esi conferma
l'adesione entro maggio
www.commonapp.org
Mondo Universitario
conveniente sia per vicinanza
alle sedi delle facoltà, sia per
la presenza di strutture
accessorie come segreterie,
centri di informazione, mense
convenzionate, lavanderie a
gettone e altri servizi utili;
non sempre però si risparmia
rispetto all'affitto di un locale
autonomo, ameno che non vi
siano sconti basati sul reddito
e sul merito.
Chi preferisce cercare da sè
un posto letto dovrebbe
arrivare a destinazione, se
possibile, con almeno qualche
giorno di anticipo rispetto
all'inizio delle lezioni. Così
facendo si spende un po' di
più in alberghi e sistemazioni
provvisorie, ma almeno si ha
tutto il tempo per cercare con
calma e serenità un alloggio
comodo senza doversi
barcamenare tra lezioni e
spostamenti in città.
Come sempre, la
preparazione preliminare
aiuta: tra forum, mappe e
UNIVERSITÀ INGLESI
In Inghilterra si fa domanda di
ammissione non a una specifica
università ma a un corso di laurea.
Ledomandevanno presentate
entro il 15 gennaio, o anticipate al
15 ottobre per le medialschool e
per Oxford e Cambridge
attraverso Ucas (www.ucas.com).
consigli di amici si può
almeno restringere il campo
delle ricerche di una stanza
prima ancora della partenza.
Meglio tenersi alla larga dagli
appartamenti in condivisione
con altri italiani, per evitare di
vanificare i vantaggi
linguistici e culturali del
viaggio e della vicinanza con i
ragazzi del posto. Attenzione
agli affitti "alla cieca": quella
che sembrava l'offerta ideale
sul portale web di affitti per
studenti, può rivelarsi una
bufala una volta arrivati a
destinazione.
Alcuni Paesi possono avere
poi pratiche diverse sugli
affitti, come ad esempio la
necessità di presentare lettere
di referenze al padrone di
casa o di versare un deposito
cauzionale particolarmente
salato. Meglio informarsi
prima di partire per evitare
brutte sorprese o problemi
dell'ultimo momento.
O RIP RO D OZION E RIS I RV.4T.4
I CENTRI IN ITALIA
Oltre agli uffici dedicati che si
trovano direttamente in
università, si stanno diffondendo
società di consulenza, come Omni
Admissions
(www. omniadmissions. come
U 4You, U niversity for you
(www. a4yoa. it)
Pagina 51
Uno slalom
tra tasse
da pagare
ed esenzioni
Luciano De vico
Peri soggetti che risiedono
fiscalmente in Italia, qualunque
somma erogata a titolo di borsa
di studio odi assegno, premio o
sussidio per fini di studio e di addestramento professionale costituisce reddito tassabile. Rientrano in questo ambito tutte le
somme percepite per sostenere l'attività di istruzione, diricerca scientifica odi specializzazione, Ai fini Irpef, le borse di studio costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.I soggetti che li erogano, serisiedono in Italia, devono calcolare l'Irpef a scaglioni e prelevarla sotto forma di ritenuta
d'acconto, nonché a rilasciare
entro il 28 febbraio dell'anno
successivo il modello Cud. Non
sono tassate, invece, le borse di
studio corrisposte dalle Università e dagli istituti di istruzione
universitaria per la frequenza
di corsi di perfezionamento e
delle scuole di specializzazione, i corsi di dottorato di ricerca, lo svolgimento di attività di
ricercapost lauream e post dottorato e la frequenza di corsi di
perfezionamento all'estero,
nonché le borse di studio erogate dalle regioni perla frequenza
di corsi universitari, quelle corrisposte per la frequenza delle
scuole universitarie di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia e quelle erogate a
vittime del terrorismo e della
criminalità organizzata. Per le
borse di studio percepite
all'estero è prevista l'imponibilità esclusiva nel paese di residenza del percettore, se l'erogazione avviene daparte di un soggetto residente nel medesimo stato. Così, ad esempio, se uno stu-
Mondo Universitario
dente italiano si reca a studiare
in Francia o negli Usa, la borsa
di studio erogata da parte di un
residente in Italia sarà tassata
solo nel nostro Paese. Le somme pagate allo stesso titolo da
parte di un soggetto residente
all'estero, invece, devono essere tassate in Italia anche se hanno scontato l'imposta estera. In
questo caso, nella dichiarazione dei redditi si ha diritto a
scomputare dall'Irpefun credito per l'imposta pagata all'estero a titolo definitivo.
Gli sconti fiscali previsti per
l'istruzione valgono, con qualche limitazione, anche se si decide di andare a studiare all'estero. La detrazione dall'Irpef del
i9% infatti è prevista pure per i
pagamenti effettuati ad istituti
stranieri. L'importo su cui calcolarla, però, non può eccedere
quello stabilito per tasse e contributi previsti per la frequenza
di corsi similari tenuti presso
l'università statale italiana più
vicina al domicilio fiscale del
contribuente. Per i costi relativi
alla sistemazione, inoltre, si ha
diritto allo sconto irpef del 19%
su un importo massimo di 2.633
euro in relazione al pagamento
di canoni derivanti da contratti
di locazione e di ospitalità o da
atti di assegnazione in godimento, sempre che i contratti siano
stipulati ai sensi della normativavigente nello statoin cuil'immobile è situato ed esclusivamente da parte degli studenti
iscritti ad un corso di laurea
presso un'università ubicata
nel territorio di uno stato membro della Ue o in uno degli stati
aderenti all'accordo sullo spazio economico europeo.
Pagina 52
Globetrotter della ricerca dal Qatar a Israele
Letteratura, medicina e filosofia: ecco le chance offerte dal ministero degli Affari esteri
PAGINA ACURA DI
Eleonora Della Ratta
Dall'inizio dell'anno sono
stati 1.612 gli italiani che hanno
presentato la propria candidatura per ottenere una delle borse
di studio messe a disposizione
da università e governi stranieri
attraverso il nostro ministero
degli Affari esteri: studenti, neolaureati, dottorandi, ma anche
professionisti che vogliono frequentare un corso di specializzazione all'estero approfittando
dell'opportunità di fare un'esperienza in un altro Paese praticamente a costo zero. Un dato ancora parziale (molti bandi sono
ancora aperti) e destinato a crescere, visto che lo scorso anno
sono state inoltrate oltre duemila domande, 50o in più rispetto
al 2011. La selezione è durissima
perché i posti a disposizione
non sono molti e variano di anno in anno in base agli stanziamenti: nella maggior parte dei
casi le borse di studio coprono
le tasse di iscrizione, i costi di
viaggio e l'assicurazione sanitaria, ma talvolta è previsto anche
un fisso mensile per coprire le
spese correnti.
Le mete tra cui è possibile scegliere sono le più disparate: dagli atenei europei agli Stati Uniti
(dove si accede con le borse di
studio Fullbright, vedi sotto),
dai Paesi arabi all'estremo oriente. Per il prossimo anno accademico c'è ancora qualche opportunità: i prossimi bandi in scadenza sono le borse di studio
per corsi di specializzazione in
lingua araba o matematica nelle
università del Qatar (le domande devono essere presentate en-
Mondo Universitario
tro ila dicembre) e per quattro
borse di ricerca e perfezionamento in Israele (il bando chiude il 12 dicembre). Entro il 20 dicembre si possono presentare
le domande per ottenere 1o borse di studio per corsi di specializzazione in medicina e due in ingegneria in Svizzera. Chiudono
nel 2014, ma sono già aperti ibandi per studiare in Islanda, Norvegia, Portogallo e Nuova Zelanda. Apertura dei bandi e scadenze sono in continuo aggiornamento e spesso le candidature
devono essere inoltrate anche
un anno prima rispetto all'avvio
dei corsi: per questo è importante monitorare costantemente il
sito del ministero (www.esteri.
it) nella sezione Opportunità Borse di studio, dove vengono
aggiornati i bandi a disposizione e fornite indicazioni per accedere direttamente ai portali dei
ministeri dei Paesi offerenti (è
sempre bene controllare i bandi
originali perché talvolta non
vengono comunicate tempestivamente eventuali variazioni al
nostro ministero degli Esteri).
Irequisiti per partecipare alla
selezione cambiano in base ai
corsi a cui si vuole accedere, ma
tutti i bandi hanno dei punti in
comune: in genere è previsto un
limite di età che va dai 29 ai 35
anni (per le summer school e i
corsi di formazione il limite è
spesso alzato fino ai4o anni) e la
laurea o almeno l'iscrizione
all'ultimo anno dell'università.
Nel curriculum non deve mancare un'ottima conoscenza della lingua inglese che, nella maggior parte dei casi, deve essere
certificata (Toefl o Ielts). Per
chi studia lingua o letteratura è
ovviamente necessario saper
parlare anche la lingua locale, in
particolare l'ebraico per gli studi di letteratura in Israele e l'araho per chi vuole accedere alle
borse di studio del Qatar. Per i
master e i dottorati di ricerca
una buona lettera di presentazione rilasciata da un docente
universitario da allegare al curriculum può fare la differenza (in
alcuni casi è addirittura obbligatoria), soprattutto se ci si candida per accedere a posti altamente specialistici nell'ambito della
ricerca accademica.
Diverse anche le tipologie di
borse di studio a disposizione:
alcune servono per frequentare
Ph. D. biennali o annuali, ma anche fino a brevi corsi estivi di tre
mesi. Tra le opportunità più generose ci sono quelle offerte dalla Nuova Zelanda, dove oltre a
coprire tutti i costi si ha uno stipendio mensile di oltre 1.200 euro e dagli Stati Uniti dove i costosi master sono interamente pagati grazie a borse di oltre 2omila cure. Il sistema più veloce per
presentare una o più domande è
quello di seguire la procedura
ori line attraverso il modulo presente sul sito del ministero degli
Esteri: dopo aver compilato il
form presente sul sito è comunque necessario stampare tutta
la documentazione e inviare la
candidatura all'ambasciata del
Paese offerente, verificando se
viene richiesta copia dei documenti (certificato di laurea, attestato di conoscenza della lingua
straniera, curriculum, lettera di
presentazione).
0 RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 53
In bacheca
Borse Fulbright
Scadono i16 dicembre le borse di
studio Self-Placed (contributo di
28.300 euro più 1.500 euro per
le spese di viaggio),
Finmeccanica (29.800 euro +
1.500 euro spese di viaggio per
discipline scientifiche e
tecnologiche) e Santoro (22.300
euro +1.500 euro spese di
viaggio per scienze politiche e
relazioni internazionali) con
inizio dei corsi fissati a settembre
2014
www.fulbright.it
Dottorati
È attualmente in corso la raccolta
di candidature per assegnare
borse di studio per svolgere
programmi di dottorato di ricerca
in qualsiasi disciplina.
La scadenza per presentare le
domande èfissata a luglio 2014
con inizio dei corsi a febbraio 2015
Ai vincitori della selezione sarà
assegnato un contributo per
coprire tasse universitarie, spese
di vitto e alloggio e spese mediche
www. newzeol an deducated.
com/nzidrs
Specializzazioni
Borse per studio ricerche in
teologia, lettere efilosofia,
psicologia, giurisprudenza,
scienze economiche, scienze
fisiche e naturali. Previsto un
contributo da 1.200 euro al mese
per nove mesi. Scadenza delle
domande: 17 gennaio 2014
www.uniba.ch
Per specializzazioni in medicina e
ingegneria un annodi corso e 230
euro al mese, con scadenza delle
domande fissata al20 dicembre
www.eda.admin.ch
È aperto un bando per chi è
interessato a specializzarsi in
lingua e letteratura portoghese.
La durata èvariabile da 3 a 9 mesi,
con un contributo da 500 euro al
mese.I destinatari sono laureati,
ricercatori, specialisti e professori
universitari. Iltermine per
candidarsi scade a febbraio 2014
con inizio dei corsi fissato per il
prossimo settembre. Trai requisiti
richiesti, oltre altitolo di laurea,
c'è la conoscenza della lingua
portoghese
www.instituto-camoes.pt
1
È aperto il bando per«Economia e
scienze politiche». Il corso, tenuto
in inglese, dura dai tre agli otto
mesi ed è rivolto a laureati e
specializzati. È prevista la
copertura delle tasse
universitarie, viaggio di andata e
ritorno più alcuni contributi
forfettari. L'importo verrà nei
prossimi mesi determinato in
base ai fondi a disposizione.
Scadenza perle domande:
febbraio 2014. Inizio dei corsi:
settembre 2014
www.rcn.no/is
Mondo Universitario
Sono disponibili nuove borse di
studio per chi è intenzionato a
seguire corsi di lingua e
matematica in Qatar. Il corso, di
durata annuale, verrà tenuto in
inglese e arabo.
Il termine per candidarsi è il
prossimo 3 dicembre.
Ai vincitori della selezione sarà
assicurata la copertura delle tasse
universitarie e del biglietto aereo
di andata e ritorno.
Le lezioni inizieranno nel marzo
del prossimo anno.
www.qu.edu.ga
Sono disponibili 15 borse di studio
per perfezionare gli studi di
lingua, letteratura e storia
islandese.
Candidature entro il l' febbraio
2014, con inizio delle lezioni a
settembre del prossimo anno.
Ai vincitori sarà assicurato, per gli
otto mesi di corso, un contributo di
791 euro al mese.
Ulteriori informazioni sono
disponibili sul sito internet
www. arnastofnun. is/page/studentastyrkir menntamalara
duneytis en
Disponibili quattro borse di
ricerca e perfezionamento per un
progetto di ricerca o
perfezionamento. Argomenti vari:
dagli studi umanistici e sociologici
a quelli di scienze politiche.
Destinatari sono laureati e
laureandi in qualsiasi disciplina
con conoscenza della lingua
ebraica e inglese.
Scadenza per presentare i dossier
di candidatura: 12 dicembre 2013.
Inizio dei corsi: novembre 2014.
Borse da 597 euro al mese (8 mesi)
overseas.haifa. oc
Pagina 54
1
Master brevi e corsi di lingue:
la via estiva della formazione
Le summer school sono
corsi di formazione e
specializzazione di breve
durata (si va da qualche
settimana a massimo tre
mesi) incentrati su
tematiche specifiche, ideali
per chi ha a disposizione
solo qualche settimana.
Destinati sia a studenti sia a
professionisti che vogliono
approfondire le proprie
conoscenze sfruttando il
periodo estivo, le summer
school sono organizzate
dalle università che offrono
master e dagli istituti di
formazione che si occupano
in particolare dei corsi di
lingua. Anche per questo
tipo di specializzazione i
ministeri degli Esteri
mettono a disposizione
borse di studio specifiche,
perle quali arrivano gran
parte delle richieste: non a
caso in vetta alla classifica
per numero di candidature
si pone Malta, la meta più
vicina per gli italiani che
vogliono approfondire la
conoscenza dell'inglese. Il
bando per le borse di studio
messe a disposizione da
Malta si chiude a febbraio di
Mondo Universitario
opzioni
'
Le ...............................................................:
Borsa
' Sra erzn
Master in varie
discipline
aprile
Corsi lingua
francese
31
gennnaio
14
Master in varie
discipline
Scienze
dell'ambiente,
matematica
14
ottobre
Corsi lingua
inglese
14
febbraio
Master
14
aprile
ogni anno ed è aperto anche
agli studenti universitari sin
dal primo anno. sono
coperti i costi di iscrizione,
vitto e alloggio per tre
settimane. Per chi vuole
approfondire il francese,
€invece, può frequentare
corsi di tre settimane in
Belgio: la borsa copre tutte
le spese tranne quelle di
viaggio, ma per essere
ammessi è necessario aver
conseguito la laurea
specialistica.
Ma le summer school
sono appetibili soprattutto
per i master. Le domande di
ammissioni devono essere
in genere presentate tra
marzo e aprile, ma è bene
tenersi aggiornati sulla
pubblicazione dei bandi
attraverso il sito del
ministero degli Affari esteri
(www.mae.it). Tra i Paesi
più attivi per corsi di breve
durata nel periodo estivo c'è
l'Australia, con il
programma "Endeavour
Awards" che finanzia corsi
di formazione e master con
una copertura dei costi di
iscrizione e la copertura
sanitaria: le domande
devono essere presentate
entro aprile. Scadono ad
aprile anche i termini per
presentare la domanda di
una borsa di studio per i
master estivi in Polonia,
Per i dottorandi
un'opportunità è data dalle
borse di ricerca di tre mesi
offerte dal ministero degli
esteri francesi: l'importo è
di 767 curo al mese destinati
a specializzazioni in scienze
dell'ambiente, matematica e
tecnologie dell'innovazione.
Il bando per il 2014 è ormai
chiuso ma a ottobre di ogni
anno vengono messe a
disposizione le borse di
studio per l'estate
successiva.
Per i candidati ammessi è
sempre prevista la
copertura dei costi di
iscrizione, ma spesso è
possibile vedersi spesate
anche vitto e alloggio o con
soluzioni offerte dalle stesse
università o con un
rimborso spese (come nel
caso dei bandi di Malta e del
Belgio). Per essere ammessi
è necessario essere laureati
e avere una buona
conoscenza dell'inglese. Per
i corsi di lingua, invece,
possono presentare la
propria candidatura anche
gli studenti universitari
purché dimostrino una
conoscenza di base della
lingua scelta.
CRI PRO DOZI ONE RISERVATA
Pagina 55
21
Con Fulbright è più facile
studiare negli Stati Uniti
Per chi vuole studiare
negli Stati Uniti un'ottima
opportunità è costituita dalle
borse di studio Fulbright,
messe a disposizione
dall'omonima commissione
per gli scambi culturali
presieduta dal ministero degli
Affari esteri italiano e
l'ambasciatore Usa. Ogni
anno, sin dal 1948, vengono
messe a disposizione 14o borse
di studio per progetti di studio,
ricerca e insegnamento nelle
migliori università. Le borse
sono riservate ai laureati e ai
ricercatori che vogliono
frequentare corsi universitari
post-laurea (master o Ph.D.) di
varie discipline: per il
prossimo anno accademico
sono disponibili otto borse di
studio in diverse discipline,
dalle scienze politiche e
relazioni internazionali al
business administration. In
particolare le borse cosiddette
"self-placed" andranno a
coprire i costi di iscrizione e
viaggio per gli studenti che,
autonomamente, si sono già
iscritti a un master in
un'università americana.
L'importo delle borse di studio
per i master biennali è di quasi
Qual è l'iter seguito per
attribuire le borse di studio
offerte tramite il ministero
degli Affari Esteri?
I bandi hannotempi escadenze
diverse che dipendono dal Paese
ospitante. Le domande, che
vengono inviate tramite modulo
on line e in forma cartacea
all'ambasciata, vengono
Mondo Universitario
3omila euro, dei quali 1.500
euro per la copertura del
viaggio andata e ritorno. Le
candidature devono essere
presentate entro il 6 dicembre.
Accanto a queste, per l'anno
accademico 2015/2016, sono
previste cinque borse di studio
IIE-Placed, destinate invece a
finanziare il percorso di studi
per master presso una delle
università proposte
LE ALTERNATIVE
.......................
Gltreglie uibrighiginatei ei
livoffronoagi i studentiiiaiani
pr aitisicperpercor._i
uni. ersitari che oost-laurea.
Questi idisti;n uono i
scholarshipngrant,ovvero
iborsedistL!dÏ oermeriti
accaderìíici e reaseraclì
assistanislíip, perassísteiìh aPa
ricerca. Entro il 10 íía,ggio si
p uò pre en tare ia dornancla per
l'italien student ioan fund per il
ronseguuirnentodi un mistero
un mì.D.in un'u1ni,:ersita
americarìa: finarì ia ííerìti che
pr(-, edono un piano di
restìlut:onein seia ìni.
esaminate da Commissioni miste
composte da rappresentanti del
ministero degli Affari Esteri, da
rappresentanti degli Stati
offerenti e, quando necessario, da
esperti nelle varie discipline. A
conclusione dei lavori il ministero
italiano, tramite una mail,
comunica agli interessati l'esito
della selezione. Le ambasciate dei
Paesi offerenti informano poi i
candidati "proposti vincitori"
dell'eventuale ulteriore
documentazione da inviare e
dell'esito definitivo della loro
candidatura.
dall'Institute ofInternational
Education.
Ai ricercatori sono riservate
le il borse di studio Fulbright
Scholar e le borse dello
Schuman Program (il cui
numero deve essere ancora
determinato in base agli
stanziamenti totali) riservate
ad assegnisti di ricerca che
abbiano conseguito il
dottorato da almeno due anni e
vogliano seguire progetti di
ricerca in qualsiasi disciplina
(a eccezione di medicina,
odontoiatria e veterinaria).
Requisiti ancora più stringenti
per accedere allo Schuman
Program, destinato a studi
comparati tra Europa e Stati
Uniti: i candidati devono aver
maturato almeno tre anni di
esperienza lavorativa (o di
ricerca), dei quali tre mesi in
almeno due diversi Paesi
stranieri.
Qualunque sia la borsa di
studio che si voglia ottenere
per candidarsi è necessaria
un'ottima conoscenza
dell'inglese comprovata da un
certificato Toefl o Ielts. La
selezione avviene in base il
curriculum.
C) RIPRODUZIONE RISERVATA
Quali sono i criteri di
valutazione nella selezione
dei candidati che hanno
diritto a una borsa di studio?
I requisiti richiesti variano
in base al tipo di borsa di studio
offerta e per quale corso è
destinata.
A parità di requisiti di base (limite
di età, titolo di studio, conoscenza
certificata della lingua) la
selezione awiene in base ai
curriculum e all'esperienza
maturata.
In particolare in alcuni casi sono
richieste una o due lettere di
presentazione da parte
di docenti universitario, peri
Ph.D. e i dottorati, eventuali
pubblicazioni. Solo per i corsi di
lingua delle summer school non è
necessaria nessuna
documentazione aggiuntiva,
ma èsufficiente il titolo
di laurea o il certificato di
iscrizione all'università.
Pagina 56
a cura di Eleonora Delta Ratta
Per ottenere la borsa di
studio è necessario
conoscere la lingua del Paese
ospitante e a quale livello?
Tutti i bandi prevedono che il
candidato abbia un'ottima
conoscenza almeno della lingua
inglese, da dimostrare con
certificato lelts o Toefl
in corso di validità:
Mondo Universitario
si deve ricordare infatti
che ilToefl ha validità biennale,
ma anche le università che
accettano lo Ielts vogliono che il
titolo sia stato conseguito da non
oltre due anni.
Se però si intende frequentare
un corso in ambiti specifici come
letteratura, storia o lingua è
richiesta una buona conoscenza
anche della lingua locale.
Diverso è il discorso
perlesummerschool che
propongono corsi di lingua: in
questo caso è sufficiente averne
una conoscenza di base.
É possibile rinunciare o
chiedere di spostare il
periodo di attivazione a un
semestre successivo?
Dopo aver vinto la selezione il
candidato può rinunciare alla
borsa di studio già assegnata per
gravi cause di forza maggiore, ma
deve darne tempestiva
comunicazione scritta
all'ambasciata del Paese o
all'organizzazione Internazionale
offerente e al ministero degli Affari
esteri in modo che si possa
procedere alla nomina del
candidato di riserva.
Il vincitore che non comunica la
propria rinuncia non può
ripresentare domanda di borsa di
studio l'anno successivo.
Il periodo dello svolgimento
della borsa e la sua durata
sono stabiliti dalle autorità
straniere e non è possibile
richiedere spostamenti della
decorrenza della borsa ottenuta.
Pagina 57
La matematica delle reti
Dalle infrastrutture
fisiche ai social network,
gli algoritmi restano
spesso nascosti.
Ma quando emergono,
cambiano le nostre vite
di Peter M. Higgins
e reti si formano in presenza di
una collezione di oggetti collegati in qualche modo tra loro.
Come molte altre cose al monL che siano naturali odi fattura umana, le reti hanno aspetti matematici che se studiati possono rivelare molte
loro caratteristiche, non sempre evidenti
a un primo sguardo. (...) Le reti però non
rientrano né tra i numeri né tra gli oggetti
geometrici in senso stretto, anche se possono essere disegnate. (...)
Lo studio delle reti è un campo che ci ha
sorpreso per la sua ricchezza. Le ricerche
si sono differenziate in tre ambiti che potremmo etichettare per comodità come
"fisico", "sociale" e "matematico".
Esempi pratici di reti fisiche sono le reti
stradali e ferroviarie e forse le reti di comunicazione, tra cui anche internet, che è
una struttura materiale composta da una
serie di server e router. Questo tipo di reti
sono percorse da oggetti in moto e da segnali, dunque non sorprende che presentino problemi pratici di natura matematica e computazionale. (...)
Le reti sociali sono nate molto prima di
quelle stradali o ferroviarie, anzi esistevano già nel mondo animale prima che gli
esseri umani le scoprissero. (...)
La struttura delle reti sociali, per quanto non particolarmente strana, è comunque diversa da quella delle reti costruite
da ingegneri e matematici. Una delle caratteristiche delle grandi reti sociali è la
presenza di hub. Un hub è un membro di
una rete collegato a un gran numero di altri membri, con migliaia e a volte milioni
di connessioni. (...)
La presenza di tante connessioni rende
una rete allo stesso tempo forte e debole.
Mondo Universitario
La vulnerabilità a volte è evidente solo
quando qualcosa non funziona, ad esempio dopo la perdita di un hub. In quel caso
può scatenarsi il caos che porta al collasso
del sistema, come è successo alle reti finanziarie.
Come sempre, la matematica non conosce confini e risponde solo alle sue leggi.
Il fatto che idee provenienti da alcuni settori di ricerca abbiano applicazioni in altri non deve sorprenderci, anche se a volte i collegamenti sono davvero inaspettati. Per esempio, dallo studio della massima capacità di una rete di oleodotti possiamo ricavare risultati che si applicano al cosiddetto "quadrato latino", ovvero una
scacchiera quadrata con un simbolo su
ogni casella, tale che ognuno compaia
una e una sola volta in ogni riga e in ogni
colonna (pensiamo al sudoku). Un altro
ambito di applicazione di questi risultati
è, ad esempio, nel campo della sperimentazione medica. Collegamenti come questi sono frequenti, ma spesso per accorgersene bisogna studiare il fenomeno dal
punto di vista strettamente matematico e
ignorare le applicazioni particolari.
Capita anche che la teoria delle reti "invada" ambiti che a un primo sguardo sembrerebbero del tutto fuori della sua portata. Per dimostrare l'esistenza di una certa
stranezza matematica, uno dei miei trucchi preferiti consiste nel verificare grazie
alle reti che il numero delle stranezze in
questione presenti in un sistema è dispari, dunque maggiore o uguale a uno, dunque ne deve esistere almeno un esemplare da qualche parte. La matematica sa essere infida. Esempi e metafore stimolano
l'interesse e possono aiutare a capire iconcetti generali, ma per progredire nelle conoscenze è necessario studiarla in modo
rigoroso e approfondito.
del software che governa la nostra vita
quotidiana, lavorando in modo instancabile e senza fallo per noi tutti. Di tanto in
tanto, però, qualcosa emerge in superficie. Ad esempio nel film «The Social
Network», che narra la nascita di Facebook, c'è una scena in cui Mark Zuckerberg chiede a un collega di spiegargli il
trucco matematico su cui si basa l'algoritmo di ranking, quello che ordina le pagine di internet secondo una certa gerarchia. La matematica è più di un semplice
linguaggio, perché rende possibile scoprire ed elaborare importanti concetti che
non si potrebbero esprimere in altro modo. Per esempio, la chiave del successo di
Google non è legata alla sua capacità di
calcolo, e certamente non solo al marketing, ma al suo Page Ranking Algorithm,
cioè proprio all'algoritmo che attribuisce
un valore gerarchico alle pagine. Questo
algoritmo è un esempio di matematica
delle reti che ha permesso all'azienda che
l'ha inventato di sbaragliare la concorrenza. A fare la differenza non è stata labravura nell'uso dei computer o nel marketing,
ma l'impiego dei migliori matematici. La
matematica è fatta così. Le cose che scopre a volte rimangono a lungo dietro le
quinte, ma quando arriva il loro momento possono trasformare il mondo, radicalmente e per sempre.
Peter M. Higgins è professore
di matematica all'Università di Essex.
Pubblichiamo qui uno stralcio dell'intervento
che terrà il 21 novembre a Torino, nell'ambito
della 28" edizione di GiovedìScienza
O RIPRCh. ZIONE RISERVATA
Gran parte della matematica delle reti è
nascosta. Se ne sta al sicuro tra le pieghe
Dallo studio degli oleodotti
i risultati che si applicano
al «quadrato latino»
Pagina 58
Gli «atomi radicali» del Mit
s upe rfici e
d nam ca
occa e
r eal tà d i g it ale
i
i
t
di Marco Passarello
r
1 Tangible Media Group del Mit ha
presentato inForm, un display
dinamico in grado di rappresentare in
modo fisico contenuti digitali 3D, per
permettere agli utenti di esperire in
maniera tangibile con l'informazione
digitale. InForm può anche interagire con
il mondo reale, per esempio spostando
oggetti sulla superficie di un tavolo.
Oppure, consentire al partecipante a una
videoconferenza di essere rappresentato
fisicamente, aumentando il senso di
presenza e consentendogli di agire a
distanza. Il progetto è espressione di
Radical Atoms (derivata da Tangible Bits),
una visione che si propone di studiare i
possibili usi di una futura generazione di
materiali in grado di cambiare
dinamicamente forma e aspetto con la
stessa versatilità dei pixel di uno schermo:
il materiale stesso diventa l'interfaccia.
Tra i possibili usi di inForm ci sono la
visualizzazione di mappe e modelli
architettonici, la rappresentazione di
prototipi senza bisogno di stamparli in 3D
e le simulazioni medico-chirurgiche.
O-ROD --RISERVATA
INTERAGIRE A DISTANZA
II video di come gli utenti a distanza possono
interagire fisicamente con gli oggetti
Nuoveinterazioni .Il sistema messoa puntodal Mít ha un display a rigidità variabile che si modifica in tempo reale sulla base degli input dell'utente
sia attraverso il contatto di retto sia in remoto.
Mondo Universitario
Pagina 59
I1 valore dei date aperti
Per McKinsey l'adozione
delle informazioni libere
genererebbe benefici a
livello globale per 3mila
miliardi di dollari.
Ma il nodo è la privacy
di Luca Tremolada
limate Corporation è una startup acquisita qualche settimana fa dalla
C multinazionale biotech Monsanto
per la bellezza di 930 milioni di dollari, quasi un miliardo per fare cifra tonda. Di mestiere, quelli della Climate Corporation (alle spalle hanno un ex di Google e uno dei
fondatori di PayPall) combinano 30 annidi
dati sul raccolto e sulle condizioni climatiche degli Stati Uniti con 14 terabyte di informazioni dettagliatissime sulle tipologie di
terreno agricolo (lo zoom raggiunge quadrati di due miglia per lato). L'analisi di queste informazioni e quindi le previsioni che
si possono effettuare hanno evidentemente un grandissimo valore per la Monsanto.
Ma più interessante è l'orgine di questi dati. Tutte (o quasi) queste informazioni provengono dal dipartimento dell'Agricoltura
americano che ha da tempo "liberato" il proprio archivio di dati. Dalla presentazione
Mondo Universitario
del presidente Barack Obama della direttiva sull'Open government nel dicembre
2009 a oggi moltissime Pa, istituti privati e
organizzazioni hanno iniziato a pubblicare
dati in formato open. Anche l'Italia garantisce dal 2009 l'accesso totale ai dati delle amministrazioni ma non ha una norma ampia
e analitica come il Freedom of Information
Act (Foia) britannico o statunitense. Anzi,
nella realtà le barriere per cittadini e giornalisti del nostro Paese a guardare dentro i
cassetti pubblici della Pa restano altissime
(si legga http://www.dirittodisapere.it/).
Eppure, gli open data generano valore, e anche parecchio. Per la prima volta un rapporto di McKinsey - che Nòva24 ha potuto consultare in anteprima - ha misurato i vantaggi che gli open data potrebbero portare
all'economia. Già oggi, si legge nel report,
gli open data stanno originando centinaia
di attività imprenditoriali e stanno supportando le aziende già affermate a definire
nuovi prodotti e servizi. In particolare, gli
analisti di McKinsey hanno studiato una vasta gamma di esempi di come gli open data
possano creare valore nelle organizzazioni
pubbliche e private, nei mercati e nei prodotti e servizi in sette settori dell'economia
mondiale : istruzione, trasporti, prodotti di
consumo, energia elettrica, gas e petrolio,
assistenza sanitaria, credito al consumo. I
modi in cui il valore economico può essere
realizzato attraverso l'uso di open data va
da una migliore istruzione scolastica, che
offre ai lavoratori le competenze necessarie ad aumentare la produttività e guadagnare salari più alti, alla possibilità per gli
analisti di mercato di suddividere con maggiore successo le popolazioni in micro-segmenti per migliorare le prestazioni delle
imprese attraverso la condivisione di dati e
informazioni. I benefici per i cittadini, hanno calcolato a Mc Kinsey, vanno da 400 miliardi di dollari a i.ooo miliardi di dollari
all'anno. Gli Stati Uniti potrebbero guadagnare un potenziale di i.ooo miliardi di dollari all'anno; l'Europa 9oomila milioni dollari e il resto dei paesi 1.700 miliardi dollari.
Numeri da big data e forse un po' troppo
ottimisti. Il valore potenziale dell'utilizzo
degli open data, avvertono infatti, si realizzerà solo se le imprese, i consumatori, e i
politici si accorderanno sul tema della privacy e la protezione dei dati riservati, e
sull'effettuare i necessari investimenti in
tecnologia e funzionalità. «Il vero problema - spiega Oreste Pollicino, docente di Diritto dei media all'Università Bocconi e tra i
promotori del convegno "E-privacy Big Data 2.0" che si è tenuto ieri a Milano - è armonizzare la normativa europea con quella
statunitense. Senza accordi il rischio che
corriamo è quello di erigere in Europa un
muro molto alto con una riforma della privacy più rigida rispetto agli altri paesi e per
questo inapplicabile a servizi e soggetti con
sede fuori dal nostro territorio». Non solo.
Una strada per democratizzare i big data e
sfruttare il valore degli open data è inserire
la privacy all'interno della progettazione
dei servizi (privacy-by-design).
Pagina 60
Le nazioni open . I paesi che
attualmente hanno una
piattaforma perla
Data .gov.' dataset che la
pubblica amministrazione
americana ha reso
I dataset liberati nel
mondo . Dagli anni settanta a
oggi i dataset pubblicati
Risparmi di Cot . In metri
cubi quanto potremmo
risparmiare in emissioni dagli
I dati Gps. Il libero accesso ai
database Gps delle
istituzioni potreboegenerare
I dataset in India.
Sull'agricoltura i dataset
distribuiti
distribuzione di dati open
disponibile
nel mondo
edifici con gli open data 1
90 miliardi di dollari all'anno
dall'amministrazione
I BENEFICI DELL'OPEN DATA
(Dalla scuola alla finanza) secondo la ricerca McKinsey gli open data sarebbero in grado di generare
3.000 miliardi di dollari in sette settori dell'economia
Scuola
1.180
- -
920
Trasporti - -- --
-------- 1.470
Consumer product ------Elettricità- -- -- -- - - -
580
Petrolio e gas
510
Health care* ----- -- -- --
1 valori rappresentati sono esemplificativi del potenziale
450
Finanza - - - -
economico degli open data, non della dimensione
complessiva del valore potenziale tra tutti i settori
280
Totale
(*)include so lodati Usa
Mondo Universitario
-
5.390
Font r K sey global instituteanalysis
Pagina 61
Nasce domani
il primo
Data institute
Su iniziativa di Nuvolaverde di Enzo Argante nasce in Italia il primo Data Institute
collegato ad altre entità gemelle a livello internazionale. Ideato e diretto da Euro Beinat
dell'Università di Salisburgo sarà presentato domani mattina - in collaborazione con
Comune di Milano e Camera di commercio
di Milano - a un gruppo ristretto di portatori
di interesse, aziende pubbliche e private alcune delle quali hanno già dichiarato l'interesse alla partnership. «Stiamo mettendo a
punto il progetto del City Data Institute - ha
Mondo Universitario
spiegato Beinat - un think thank innovation center dedicato alle città e ai big data».
L'idea, spiega Beinat, «è di strutturare l'istituto lungo tre linee: una struttura di dati e
competenze sulla gestione dei nuovi dati; lo
sviluppo di conoscenza, modelli di interazione e di management per stimolare politiche
e azioni basate sui dati, ed anche per introdurre concetti come "data currency", o "data
shareholdership": coaching e training per i
nuovi data scientists, leader e manager delle
città perché possano sfruttare al massimo
l'opportunità fornita dai dati». Il network di
partenza si basa su sette città: Amsterdam,
Milano, Atene, Casablanca, Vancouver, San
Francisco e Shanghai. Per ogni città identifichiamo un progetto che sarà sviluppato tenendo conto delle esigenze specifiche della
città. Il data institute fornisce l'infrastruttura peri dati, una serie di dati di partenza, personale con conoscenze specifiche per big data nelle cittàe ilnetwork di istituzioni e i partner internazionali del City Data Institute.
© RLP RODllZ1O N E RLS ERV ATA
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Tre milioni all'Italia per studiare i neutrini
Il Consiglio europeo della ricerca finanzia con 3 milioni di euro il progetto
Holmes, coordinato dall'Infn e dall'Università di Milano-Bicocca, per lo
studio della massa del neutrino. Conoscerla aggiunge un tassello
fondamentale nella ricerca dell'evoluzione dell'Universo.
Mondo Universitario
Pagina 63
LUCA DEL FRA
L_e dclnne scendonc! in canlE3ll 3-er Kai
cien..a, nn canale della tv pubblica
dedicato alla rice ca: il minisirc3
dell'E.tit uií!?3ze íVlari:ì Chiara Carr 3; ra.l,2 net, senatrice;3 vita 'ierx! C; -tta
nell e Li deputata ]ki-ria Capua, c°he
<_,raiie aüe h?rr? ricerche so x? divenrE
1e ':1lilose nt^l ìnando, aL;¡x?,<;,<;iana la
í'inlll?3,;nt!
ßcrlusconi decaduto in basso
Mondo Universitario
Pagina 64
per R ai Scienza
II ministro Carrozza favorevole
al canale: «Aiuterebbe i più giovani»
LUCA DEL FRA
SEGUE DALLA PRIMA
Scienziate prestate alla politica che spiegano dal
punto di vista di chi ogni giorno è in prima linea
l'utilità di un canale televisivo del servizio pubblico dedicato alla scienza , agli scienziati, alle loro
Storia e alle loro storie . Accanto a loro Rossella
Panarese , ideatrice e curatrice di Radio 3 Scienza, dà lo sguardo di chi da anni porta questi argomenti in onda ogni giorno.
«Sarei molto felice di assistere alla nascita di
un canale Rai dedicato interamente alla Scienzaesordisce senza mezze misure Carrozza -, perché
sono certa che potrebbe aiutare soprattutto le giovani generazioni a conoscere meglio il mondo
che le circonda , a scoprire quanto l ' Italia ha dato
in passato e continua a dare in termini di scoperte
scientifiche fondamentali».
L'EMOZIONE DEL MICROSCOPIO
L'immagine italiana infatti non è particolarmente
lusinghiera da questo punto di vista: «Lo testimoniano anche diversi studi internazionali -non nasconde il ministro-: nel nostro Paese la cultura scientifica non è molto diffusa e spesso i nostri ragazzi registrano deficit in scienza e matematica rispetto ai
loro coetanei europei. Invece, e il canale Rai Scienza potrebbe dimostrarlo, la scienza e la tecnologia
possono ancora far sognare i giovani e i meno giovani».
Alle parole del ministro fa eco con entusiasmo
Cattaneo, figura di punta nelle ricerche sulle cellule
staminali: «Sarebbe una cosa straordinaria - spiega
- ma se deve nascere un canale dedicato dovrà avere connotati alti e non rifugiarsi in quelle trasmissioni sui misteri, le magie, i miracoli e le stranezze. E
non bisogna avere paura dell'audience, la scienza è
divertente: datemi un teatro con 10mila posti e poi
vediamo!» In che senso è divertente? «Potrei citare
come mi tremavano le mani quando depositavo i
vetrini sotto il microscopio quando era alle prove
finali della mia ricerca sulle staminali e la malattia
di Huntington, oppure la ricerca di Shinya Yamanaka sulla riprogrammazione cellulare che nessuno credeva possibile e lui l'ha dimostrata, o il nostro
Giovanni Bignami che per anni ha studiato una stella che si giurava non ci fosse e invece c'era davvero
e l'ha chiamata Geminga (che si pronuncia come in
lombardo «Gh' è minga», cioè non c'è mica Ndr) ,
ma forse il caso più bello è quello di Giacomo Rizzolatti, che a 72 anni non ha mai smesso di studiare e
ha presentato un progetto di ricerca allo European
Mondo Universitario
Reserch Council sui neuroni a specchio che è stato
finanziato con 2 milioni di euro. Nella scoperta c'è
sempre qualcosa di avventuroso, lo scienziato è come nel deserto e pensa: sono fuori strada oppure al
confine del nuovo».
Cattaneo ha pubblicato vari articoli sul rapporto
non esaltante tra politica e scienza nel nostro paese, come garantire indipendenza a un canale scientifico: «Senza indipendenza e libertà di pensiero non
c'è scienza. Al contrario gli scienziati potranno spiegare le loro ricerche, per esempio perché non è vero che le staminali embrionali sono inutili come
qualcuno dice, oppure chiarire perché la sperimentazione sugli animali è necessaria e quanto facciamo per ridurla al minimo e alleviare le loro sofferenze».
Che vantaggio trarrebbero i cittadini da un canale tematico di questo tipo? «Lo spirito critico e la
tolleranza: pochi sanno quanto il metodo scientifico obblighi a ragionare su se stessi e sul proprio
operato: ogni volta che fai una ipotesi, tu per primo
cerchi di smontarla in ogni modo, andando contro
le tue idee. Quando pubblichi i risultati, qualsiasi
scienziato nel mondo è autorizzato a smontarli e
mostrare l'errore. Niente opinioni o supposizioni,
ma dati, fatti e attenzione alle critiche: tutte cose
che in Italia spesso mancano e mi permetto di dire
che questa mancanza è parte importante nei problemi che il Paese si trova ad affrontare. La scienza è
soprattutto un modo di vita che insegna a essere più
tolleranti e autocritici: porta a una crescita civile».
Vicepresidente della VII Commissione cultura alla Camera, Ilaria Capua è una biologa virologa che
ha raggiunto importanti risultati scientifici, ma soprattutto ha sfidato il sistema con la decisione di
depositare la sequenza genetica di un ceppo africano di influenza su un sito open source a disposizione dell'intera comunità scientifica: «Occorre una rivoluzione culturale e la televisione ne può essere
parte -spiega-: uno dei problemi che l'Unione Europea ci pone è proprio sui modelli culturali che trasmettiamo. Lo scienziato da noi piace ai bambini,
ma già nell'adolescenza assume la figura dello sfigato, che non trova lavoro né soldi per le sue ricerche,
quando al contrario proprio gli scienziati italiani
stanno dando un forte contributo al progresso
scientifico». E la televisione può essere utile in questo senso: «L'italiano si informa con la televisione,
Pagina 65
libri e internet sono ancora minoritari, e dunque
ecco perché sono favorevole a un canale dedicato
alla scienza. Le nuove generazioni devo imparare a
essere all 'altezza di quello che succede nel mondo,
ad accettarne le sfide: ricordiamoci che nei Paesi
dove l'economia è arretrata o sta arretrando c'è
scarso interesse nella scienza . L'importante è essere divertenti e considerare la grande bellezza della
scienza, la suggestione che può trasmettere». E lei
come lo immaginerebbe un programma scientifico? «Partirei dalle immagini: ci sono foto di corpi
celesti lontani milioni di anni luce che assomigliano
agli ingrandimenti di lieviti, microbi , esseri unicellulari. L'infinitamente grande e l 'infinitamente piccolo si toccano nella visione e magari anche nella televisione».
Tutto il potere agli scienziati a Rai Scienza? Affidare direttamente a loro l'ideazione dei programmi, assistendoli da un punto di vista tecnico , potrebbe essere un modo per colmare l'enorme ritardo
accumulato dal nostro paese nel settore scienza e
televisione . Quest' anno Rossella Panarese festeggia i dieci anni di Radio 3 Scienza, un traguardo
importante per una trasmissione quotidiana. Gli
chiediamo , è possibile fare scienza e audience? «Assolutamente sì, la nostra trasmissione è tra le prime
5 a essere scaricata in pod cast di tutto il sito di
Radio 3, una ammiraglia della Rai. Questo ci onora
e unitamente alle mail e agli sms che arrivano ci
dice anche che il pubblico delle trasmissioni scientifiche è fedele, attento e visto che spesso ti corregge
se ti sfugge qualcosa, dunque è anche esigente. Ma
ci sono altri segnali positivi sul pubblico interessato
alla scienza, come i Festival che riscuotono sempre
un notevole successo ». Voi che spesso li seguite, come è il contatto diretto con il pubblico ? «Molto utile
e interessante , spinge a creare un linguaggio che sa
raccontare , ma con rigore , e anche a creare un dialogo». E gli scienziati, soprattutto quelli italiani, sono pronti a questo dialogo sui mezzi di comunicazione di massa? «Prima di Radio 3 Scienza già mi occupavo degli stessi argomenti ma senza cadenza quotidiana: gli scienziati in questi 20 anni sono molto
cambiati, hanno capito l'importanza della comunicazione, ci tengono e ci sono molti esempi di veri
comunicatori».
Mondo Universitario
Pagina 66
a
La campagna de «PUMà»
che trova così tarttí consens i
lì 17 ottobre l'Unità ha iniziato una campagna
perla creazione di un canale tv dedicato a temi
scientifici nel servizio pubblico: Rai Scienza. La
nuova campagna faceva seguito a un'analoga
niziativa presa questa estate e che partiva da
una idea di Franco Scaglia, presidente dei
Teatro di Roma, n favore di Rai Teatro, una
rete dedicata allo spettacolo da vivo nata lo
scorso settembre, a coronamento della nostra
campagna. A spingerci in queste iniziative è
'idea di una tv che sia soprattutto servizio
pubblico. come di statuto dovrebbe essere la
Rai, li momento e favorevole poiché la Rai,
nvestita da una crisi di risorse, deve
ridisegnare i suoi canali sateilitari: la scienza e il
teatro spesso sono assai meno onerosi delle
star dei piccolo schermo e molto più
mportanti. In questi giorni la campagna per
Rai Scienza è stata ripresa anche dal Sole 24
ore (senza però citarci). ma e comunque
positivo perché dimostra l'importanza
dell'iniziativa, e perché siamo convinti che
'attenzione per a cultura. la scienza, lo
spettacolo dovrebbero essere di tutti. Sono
già intervenuti l'astrofisico Giovanni B ignarni che ci ha scritto incoraggiandoci e suggerendo
per il canale il nome molto efficace di Rai
Conoscenza -, lo storico della scienza Giulio
Giorelio 3e il matematico di fama
internazionale Ciro Ciliberto.
Mondo Universitario
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Pazienti «sentinelle»
Come
.
c--
-
-
Y
isure per prevenire
le ulcere da pressione e per evitare
le infezioni da cateteri venosi o urinari, o da ventilazione meccanica;
igiene delle mani; check list prima
di un intervento chirurgico. E ancora: non usare abbreviazioni
quando si prescrivono farmaci o
esami, profilassi tromboembolica
in chirurgia per scongiurare la
comparsa di emboli o trombosi,
uso di "barriere" per la sicurezza
(come, per esempio, guanti sterili
o l'ecografia per posizionare correttamente un catetere ). Tutte
"strategie" da mettere in atto per
evitare danni prevenibili o ridurne
l'impatto negativo, raccomandate
da uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine,
che ha passato in rassegna ricerche internazionali sul tema.
«Si tratta di pratiche cliniche,
basate sull'evidenza scientifica,
che tutti gli ospedali dovrebbero
seguire - sottolinea Riccardo Tartaglia, coordinatore nazionale del
Comitato tecnico delle Regioni per
la sicurezza delle cure -. Se correttamente applicate, queste strategie servono a evitare incidenti
ed eventi avversi, e a salvare vite
umane». Secondo lo studio, per
garantire la sicurezza dei pazienti
Sanità
vanno poi adottati interventi per
prevenire le cadute in ospedale e
eventi avversi da farmaci, va prevista la formazione non solo del
singolo medico ma del gruppo di
professionisti, va introdotto in
ospedale un team "a risposta rapida" in caso di arresto cardiaco, e va
utilizzata la cartella clinica elettronica.
«Molte di queste strategie sono
già contenute in Raccomandazioni
ministeriali e Linee guida - ricorda Tartaglia-. E necessario, però,
che anche gli assistiti le conoscano
e pretendano la loro applicazione». Suggerimenti su come pazienti possano esercitare un ruolo
attivo per incrementare la sicurezza delle cure sono contenuti anche
nel libro "Prevenire gli eventi avversi nella pratica clinica", che sarà presentato a fine mese al "Forum risk management in sanità"
di Arezzo. La pubblicazione, curata da Tartaglia e Andrea Vannucci
dell'Agenzia regionale di sanità
della Toscana, ha coinvolto alcuni
dei maggiori esperti nazionali e
internazionali in materia. «Occorre innanzitutto fornire ai medici
informazioni complete sul proprio
stato di salute: a volte si trascurano particolari che sembrano irrilevanti - consiglia Tartaglia -. Va
controllato anche il rispetto di
precauzioni come il lavaggio delle
mani o l'uso dei guanti e, se bisogna sottoporsi a un intervento chirurgico, va chiesto se è utilizzata la
check list in sala operatoria». E poi
agli operatori sanitari vanno chieste spiegazioni esaurienti e, se necessario, bisogna farsi ripetere ciò
che non si è ben compreso: è un
diritto del paziente.
M. G. F.
C RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 68
Gerïaria
Cadute e febbre
sono collegate?
Mio padre, 79 anni,
quando ha la febbre perde
l'equilibrio e ha difficoltà
a trattenere l'urina.
Risponde
N. Marchionni
Dir. Dip . di Geriatria
Osp. Un. Careggi, Fi.
Suo padre potrebbe avere
tendenza all'ipotensione
ortostatica: caduta della
pressione massima di oltre 20
mmHg ejo della minima di oltre
io mmHg passando da sdraiati
a in piedi. Questa condizione è
più probabile quando c'è febbre
e disidratazione. Si diagnostica
rilevando la pressione sdraiati
e, dopo 1, 3 e 5 minuti, in piedi.
Nel caso, oltre a una revisione
delle terapie (alcuni farmaci
favoriscono il fenomeno) sono
utili misure comportamentali
(alzarsi lentamente, curare
l'idratazione) e le calze
elastiche (gamba e coscia).
Sanità
Pagina 69
teopori
Tono muscolare
ridotto, che fare?
Ho osteoporosi grave
e forte riduzione del tono
muscolare alle gambe.
Devo fare attività fisica?
Risponde
Maria L. Brandi
Prof. di Endocrinologia
Università di Firenze
Purtroppo con gli anni si
assiste ad una riduzione
non solo della massa ossea,
ma anche della massa
muscolare. E importante
innanzitutto assumere
vitamina D e seguire una
dieta che contenga una
giusta quantità di proteine
(almeno r grammo per chilo
di peso al giorno). E, infine,
anche indispensabile
praticare una regolare
attività fisica. La ginnastica
posturale e la marcia sono
ideali a questo scopo,
soprattutto se vengono
abbinate.
Sanità
Pagina 70