Club Alpino Italiano
Sezione di Biella
Biella, 15 aprile 2013
Oggetto: verbale dell'8a ASSEMBLEA DELLE SEZIONI DEL CLUB ALPINO ITALIANO della Regione
Piemonte tenutasi a Biella nella giornata di domenica 24 marzo 2013
Su convocazione del Presidente del Club Alpino Italiano Regione Piemonte, Michele Colonna, inoltrata a
tutte le sezione del Club Alpino Italiano del Piemonte, nella giornata di domenica 24 marzo 2013 si è svolta a
Biella l'Assemblea in oggetto con il seguente ordine del giorno:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.
Nomina del Presidente e di tre scrutatori.
Saluto della Autorità
Approvazione del Verbale dell'Assemblea di Verbania del 25 marzo 2012
Data e sede dell'Assemblea dell'autunno 2013 (area LPV)
Gite Regionali GR Piemonte (Pierantonio Rotta consigliere GR)
Relazione del Presidente e CCIC
Relazione Revisore dei conti.
Approvazione Bilancio consuntivo 2012
Approvazione Bilancio preventivo 2013
Proposta contributo sezionale 2014 per GR (art.4 comma E dello Statuto GR)
Operazioni di voto per l'elezione del collegio revisori conti e Probiviro del GR Piemonte.
Mozione “eliski” (Associazione Le Alpi Del Sole)
Viabilità Alpina (Magri Federico CAI Pinerolo)
I Cammini del Piemonte del CAI 150 (De Giovanni Franco Vice Presidente del GR)
Assemblea Delegati 2013 a Torino
Varie ed eventuali
Dopo la verifica dei poteri la situazione riassuntiva dei presenti è risultata la seguente:
NUMERO SEZIONI
NUMERO DELEGATI
SEZIONI
PROVINCIA
PRE- PRESENTI TOTALE ASSEN
%
di
TI
presenti
diritto SENTI X DELEGA PRESENTI
5
2
7
1
87,5
ALESSANDRIA
8
PRE- PRESENTI TOTALE ASSEN
%
di
TI
presenti
diritto SENTI X DELEGA PRESENTI
15
7
4
11
4
73,3
ASTI
1
1
0
1
0
100,0
2
1
1
2
0
100,0
BIELLA
4
3
1
4
0
100,0
11
7
4
11
0
100,0
CUNEO
14
7
1
8
6
57,1
33
16
8
24
9
72,7
NOVARA
4
3
1
4
0
100,0
12
4
6
10
2
83,3
TORINO
35
24
2
26
9
74,3
75
41
19
60
15
80,0
VCO
13
5
2
7
6
53,8
27
7
8
15
12
55,6
VERCELLI
2
2
0
2
0
100,0
9
6
3
9
0
100,0
TOTALE
81
50
9
59
22
72,8
184
89
53
142
42
77,2
La Presidente della sezione di Biella, Daniela Tomati, dichiara aperta la 8a Assemblea delle sezioni del CAI
Regione Piemonte e ringrazia gli intervenuti, scusandosi del leggero ritardo che, essendo numerosi, il tempo
delle registrazioni e verifica poteri ha causato.
Presenta e da un benvenuto al Presidente Nazionale, Umberto Martini, al Presidente Regionale, Michele
Colonna e al Vice-Presidente CAI Nazionale, Ettore Borsetti, che condividono il tavolo della presidenza.
Presenta in sala il Sindaco ed il Commissario Prefettizio di Biella.
Ringrazia la Famiglia Sella nella persona del Dott. Lodovico Sella, Presidente della Fondazione Sella, con la
quale la sezione di Biella ha il piacere di collaborare intensamente, e Banca Sella per averci messo a
disposizione la prestigiosa Sala Auditorium dell'Università Aziendale nel complesso di archeologia industriale.
Passa direttamente al
punto 2 dell'O.d.G. - Saluto delle Autorità
dando la parola al Sindaco di Biella, Prof. Dino Gentile, il quale fa un piacevole excursus storico sulla famiglia
Sella, la realtà industriale biellese nell' '800, la vita e le esperienze del fondatore del CAI, Quintino Sella, lo
sviluppo avuto poi nel nostro territorio biellese.
Sottolinea l'importanza dell'anniversario della nascita del nostro sodalizio non solo per il CAI, ma a livello
nazionale.
Daniela Tomati ringrazia il Sindaco e passa la parola al Commissario Prefettizio, Dott. Angelo Ciuni.
Il Prefetto ringrazia per l'invito. Anche lui sottolinea l'importanza dell'associazionismo per il futuro di un territorio.
In particolare il CAI per il suo ruolo in un settore di grande costruttività quale la montagna. Molta gente
dovrebbe essere guidata alla sacralità della montagna e ai suoi valori. Perciò il nostro compito di promotori, di
amanti e di testimoni è fondamentale. Augura che ci siano sempre più persone nelle nostre fila e spera di avere
altre occasioni per incontrarci.
Daniela Tomati chiama quindi il dott. Lodovico Sella.
Si dice emozionato e lieto di accogliere tanti rappresentanti di sezioni CAI del Piemonte. Anche lui fa un
excursus storico sul suo famoso bisnonno, Quintino Sella, partendo da uno spunto del precedente intervento
sul territorio. Legge alcune righe di un diario di Quintino Sella e della di lui moglie, Clotilde.
Daniela Tomati ringrazia tutti coloro che l'hanno aiutata nella preparazione dell'assemblea, in particolare i
rappresentanti del Soccorso Alpino Biellese, sempre disponibili, sia per partecipare all'organizzazione di eventi,
sia per essere presenti negli eventi in montagna.
Invita perciò Claudio Negro, il quale porta i saluti del Presidente Regionale SNSAS, Aldo Galliano.
Sottolinea l'attualità dei valori che Quintino Sella aveva espresso alla fondazione del CAI e cioè pensare ai
giovani, a farli crescere, perché l'affrontare la montagna con tutto quello che essa comporta, non può che far
crescere la persona e l'individuo. L'augurio al CAI è di perseverare su questo percorso.
Interviene quindi Mattia Sella, nella doppia veste di rappresentante della famiglia Sella e Presidente del CSC.
Esprime il suo piacere di avere i delegati del CAI regionale nella “casa di Quintino”.
Segnala tre importanti convegni che vedono il CSC organizzatore per due di essi e ad uno, partecipante
all'organizzazione.
Il primo convegno, dal titolo “Casuentum, la rinascita dopo il terremoto. Itinerari per la valorizzazione delle
risorse ambientali e culturali tra l’Altipiano delle Rocche e la Media Valle dell’Aterno”, si terrà l'11 e 12 maggio
presso il Monastero di Santo Spirito a Ocre, vicino a L'Aquila. E' organizzato dal CSC, dalla sezione de L'Aquila
e dall'associazione Casuentum Onlus, con la partecipazione delle Università di Firenze e de L'Aquila, per
valorizzare ciò che è stato fatto in quell'area dal punto di vista paesaggistico per la rinascita dopo il terremoto.
Convegno aperto agli ONC che possono indicarlo come corso di aggiornamento.
Gli altri due sono in Piemonte.
Uno, il Congresso Nazionale "La ricerca carsologica in Italia", avrà luogo a Frabosa Soprana (CN) e presso la
Grotta di Bossea in data 22-23 giugno. Organizzato dal Laboratorio Carsologico Sotterraneo di Bossea che fa
parte del CSC. Questo congresso ha un carattere più scientifico e prevede la visita alla grotta. I temi verranno
trattati con un approccio adatto a coloro che abbiano passione sull'argomento e non solo per coloro che hanno
una specifica preparazione scientifica. E' aperto a ONC e TAM e valido quale corso di aggiornamento.
Il secondo in Piemonte è in fase di preparazione con l'Accademia delle Scienze di Torino che, in occasione dei
150 anni del CAI, ha proposto al CSC un convegno centrato sul Monviso e la scienza in Italia alla fine dell' '800
con un carattere storico divulgativo. Si stanno vagliando i progetti e sarà importante la sinergia con il GR
Piemonte, anche in funzione della decisione sulle date per evitare sovrapposizioni in questo periodo ricco di
eventi.
Prende la parola Michele Colonna riportando l'attenzione all'O.d.G. il cui punto 1 era stato bypassato per dare
spazio ai saluti delle autorità.
Punto n.1 - Nomina del Presidente e di tre scrutatori
Propone Daniela Tomati, Presidente della sezione di Biella, quale Presidente dell'Assemblea. Proposta
approvata da un caloroso applauso.
La Presidente nomina i tre scrutatori: Enrico Dal Prà, Laura Panizza e Nadia Tonella e li ringrazia per aver
accettato l'incarico.
Punto n.3 - Approvazione del Verbale dell'Assemblea di Verbania del 25 marzo 2012
La Presidente dell'Assemblea propone di dare per letto il verbale che tutti hanno ricevuto. Nessuno interviene
per domande o segnalazioni, perciò si procede all'approvazione per chiamata:
 contrari: nessuno
 astenuti: nessuno
Si considera pertanto approvato all'unanimità.
Punto n.4 - Data e sede dell'Assemblea dell'autunno 2013 (area LPV)
Michele Colonna informa che il 27 ottobre 2013 si terrà l'Assemblea LPV presso la prestigiosa sede del Forte di
Bard in Valle d'Aosta.
Punto n.5 - Gite Regionali GR Piemonte
Pierantonio Rotta, consigliere GR, relaziona sulla 4a gita regionale del GR Piemonte organizzata dal CAI
Varallo e tenutasi il 23 giugno 2012 all'Alpe Pile, Rifugio Pastore, nel comune di Alagna, dove, nella casa del
guardaparco circondata da un giardino botanico, si trova un piccolo museo montano.
Lo scopo della gita regionale è quello di portare a conoscenza dei soci CAI Piemonte nuovi luoghi e tradizioni
della nostra regione, così da accomunare sempre di più gli iscritti al nostro sodalizio.
La gita si è svolta in concomitanza della 32a edizione del tradizionale incontro delle Genti del Rosa, con due
itinerari diversi con partenza dal piazzale del Wold:
- il primo percorso più lungo da Wold, Alpe Pile, Conca di Bors, Fun d'Ekku (splendido balcone a 2100 mt. con
vista sul Monte Rosa e Capanna Regina Margherita parete valsesiana) e ritorno al rifugio Pastore.
L'interessante sentiero glaciologico è intervallato da pannelli esplicativi sull'evoluzione dei ghiacciai e le
conseguenti erosioni, che hanno dato origine a formazioni vallive.
- il secondo percorso, più comodo e breve, passava affianco la suggestiva cascata dell'Acqua Bianca a 1450
mt. e l'Orrido delle Caldaie del Sesia a 1500 mt., raggiungendo poi il rifugio Pastore, 1575 mt.
A mezzogiorno circa, al ricongiungimento degli escursionisti sull'ampio prato antistante il rifugio, Don Carlo
Elgo, Don Giuseppe Capra e Don Remo Vaudocco hanno concelebrato la Santa Messa allietata dai canti del
Coro Varade della sezione di Varallo.
(Rotta informa anche che il Coro Varade si esibirà in concerto presso la Basilica di Superga il 24 aprile alle ore
21 in occasione dell'arrivo della tappa Cammina CAI 150.)
Al termine della Santa Messa sono intervenuti il Vice Presidente Generale, Ettore Borsetti, il Presidente
Regionale, Michele Colonna, il Presidente della sezione di Varallo, Carlo Raiteri, il Sindaco di Alagna, Sandro
Bergamo. Il Presidente della sezione di Acqui Terme, Valentino Subrero, ha inoltre anticipato l'informazione
sulla gita regionale 2013 che si terrà nelle Langhe con il Giro delle 5 Torri.
Al termine degli interventi, sorpresa molto gradita e suggestiva, è arrivata la fanfara degli Alpini di Omegna, che
ha praticamente dato il via alle … libagioni con tipico pranzo montanaro: polenta, salciccia, toma e tanto vino!
La fanfara con l'allegria dei suoi brani ha allietato la valle anche nel pomeriggio.
Tutti hanno convenuto sul buon esito della manifestazione a cui hanno partecipato circa 500 persone, con
gruppi provenienti da Torino, Cuneo, Acqui, Fossano, Aosta, Alessandria, Omegna, Gressoney, Biella,
Macugnaga e sicuramente altri ancora.
Concludendo, sembra proprio che la gita del G.R. si meriti l'appellativo di “gita regionale”, di gita sociale che
unisce ed accomuna soci e non , confermando quanto recita il logo CAI 150: “La Montagna unisce”.
Rotta lascia quindi la parola a Valentino Subrero, presidente CAI Acqui Terme, che presenta la prossima gita
regionale, la quinta: domenica 21 aprile – Giro delle cinque Torri – nelle Langhe astigiane.
Nella cartellina c'è il programma della gita per cui ci sono i patrocini della Regione Piemonte, della Provincia di
Asti, dei Comuni di Monastero Bormida, San Giorgio Scarampi, Olmo Gentile e Roccaverano. I molteplici
patrocini sono stati concessi forse anche perché la 10a edizione, lo scorso anno, ha visto la partecipazione di
oltre 1200 persone e finalmente le istituzioni si sono accorte del ruolo del CAI sul territorio. In ogni caso la
direzione della manifestazione è solo ed esclusivamente del CAI, come pure l'organizzazione.
A suo tempo Geninatti aveva chiesto di rendere più fruibile la manifestazione a coloro che volessero prendervi
parte provenendo da sezioni lontane da Acqui. Per cui si è deciso di gestire il giro corto con partenza da San
Giorgio Scarampi con iscrizioni a partire dalle 8,30 e partenza alle 9,30, come indicato nel programma. Nel
pomeriggio si organizzerà il recupero delle auto. Il giro lungo avrà sempre le stesse caratteristiche degli anni
precedenti. Un'altra richiesta era quella di agevolare i soci CAI per quanto concerne le quote di iscrizione. I
gruppi CAI, e sottolinea gruppi perché il desiderio sarebbe di vedere la partecipazione di gruppi di diverse
sezioni, oltre 20 persone avranno una cassa dedicata e pagheranno 12€ di quota di iscrizione anziché 15€,
oltre all'aggiunta di un ulteriore gadget oltre a quelli previsti per la manifestazione. Lunedì 25 sarà inviato a tutte
le sezioni un file PDF con la locandina, il programma e i contatti telefonici per eventuali chiarimenti.
Punto n. 6 - Relazione del Presidente e CCIC
Michele Colonna ringrazia a nome del GR e dei Presidenti riuniti, la Famiglia Sella per aver messo a
disposizione questo bellissimo Auditorium per l’Assemblea delle Sezioni del Piemonte, proprio nel 150° anno di
fondazione del sodalizio, fortemente voluto da un loro illustre progenitore Quintino Sella, che con la sua
lungimiranza ha saputo trasmettere a tutti noi, la passione per la montagna e la natura.
Quindi passa a leggere la relazione:
<< Trascorso un anno dal nostro insediamento, dobbiamo evidenziare che le condizioni incontrate dal CDR in
questo periodo, sono sostanzialmente molto diverse dal recente passato.
La situazione economica dell’Italia è molto cambiata, con effetti anche sul nostro Sodalizio. Nonostante tutte le
negatività del momento, dobbiamo e vogliamo essere positivi; pensare che, in questa situazione di crisi
generale, si possano e si debbano cercare delle opportunità nuove, che ci obblighino a pensare a delle sinergie
sino ad ora non sperimentate,
Ho avuto dei riscontri positivi in merito, con Presidenti di Sezioni che mi segnalano un incremento dei
partecipanti alle gite sociali: la crisi ha portato le persone a condividere i propri ideali con il gruppo. Questo per
noi è il momento di far conoscere tutte le potenzialità del Club Alpino Italiano.
- Colonna passa quindi ad una dettagliata esposizione dell'attività 19 giugno
In un incontro con Antonio Farina, funzionario dei Parchi del Piemonte, è emersa la possibilità di una
collaborazione, da cui nasce l’iniziativa che vede Regione Piemonte, Assessorato ai Parchi e il Club Alpino
Italiano della Regione Piemonte, collaborare nella realizzazione di una guida di itinerari escursionistici nelle 100
aree protette naturali della nostra regione. Scopo comune, quello di promuovere e valorizzare parchi e riserve
naturali, favorendo l’attività eco-sostenibile per antonomasia: il camminare.
Più in generale, i settantacinque itinerari che si trovano in questo volume hanno lo scopo di far conoscere,
soprattutto a chi si avvicina per la prima volta alla natura, le caratteristiche di un territorio esteso e di grande
varietà ambientale come il Piemonte.
Non solo itinerari di montagna quindi: l’invito della Guida è, infatti, quello di camminare anche in pianura e in
collina, per verificare come, anche nelle zone più abitate la natura abbia ancora dignità.
Si scoprirà così, con sorpresa, che nei pressi di grandi aree urbane si possano apprezzare specie vegetali e
animali tutt’altro che comuni.
Sono compresi nella Guida anche aree protette particolari come i Sacri Monti, luoghi che uniscono in modo
esemplare natura, arte e spiritualità, paesaggio e devozione.
L’impegno del CAI Piemonte è di contribuire con il vostro aiuto ad ampliare l’utilizzo informato delle aree
protette mediante gite organizzate dalle Sezioni.
L’obiettivo è di fare in modo che i nostri numerosi soci possano acquisire maggior consapevolezza delle
ricchezze naturali e paesaggistiche che i parchi offrono.
Nell’Assemblea Nazionale di Torino del 25 e 26 Maggio sarà distribuita a tutte le Sezioni partecipanti, una copia
del libro.
Per dar maggior visibilità al lavoro svolto, i volontari dell’ufficio GR Laura Zanasi, Margherita Pagliero e Franco
Stuardi stanno registrando delle puntate di presentazione, di percorsi dei parchi e non solo, per un’emittente
Radio importante il GRP in programma da Marzo, la domenica alle ore 9,30 circa. L’intervento è previsto nel
programma di musica e argomenti vari, lo spazio concesso dalla radio è di pochi minuti, ma è un inizio per dar
più visibilità al CAI. Sarà possibile risentirlo sul nostro sito e scaricare i percorsi proposti con tutti i dettagli.
Posso informarvi che le trasmissioni sono iniziate domenica 17 marzo, e proseguiranno con scadenze
settimanali.
16 Luglio
Incontro con il Dott. Bono, Responsabile del 118 del Piemonte nel quale si è stabilita la possibilità di dotare altri
10 rifugi del Piemonte di defibrillatori. Con la Commissione Rifugi si sono concordati i nomi dei rifugi ai quali
sono stati consegnati. Le spese per il corso per l’utilizzo è stato omaggiato dal GR.
24 Luglio
Convocati dai funzionari della Regione Assessorato al Turismo per un confronto sulla parte attuativa della
Legge sui Rifugi Escursionistici, presenti per il CAI il Vice Presidente Ettore Borsetti, C.C. Umberto Pallavicino
e il Presidente del GR, il nostro contributo è stato determinante per perseguire alcuni principi da noi proposti, e
che, se non accettati, avrebbero portato modifiche sostanziali ai nostri rifugi escursionistici esistenti.
31 Luglio
Conferenza stampa Film Festival di Sestriere con gli Assessori Regionali Coppola e Cirio, il Sindaco di
Sestriere Marin e il Presidente del CAI Regionale nel palazzo della Regione in Piazza Castello.
Il CAI è dalla prima edizione l’ente che ha dato il suo patrocinio alla manifestazione, rinnovandolo anche per
quest’anno.
Il festival si terrà dal 3 al 10 Agosto. Pertanto chiedo a tutti voi di partecipare, in quanto ci sarà una serata
dedicata ai 150 anni del nostro sodalizio, con la proiezione di un film della Cineteca Nazionale.
01 Agosto
Si è svolto il primo Agosto l’incontro con i Funzionari della Regione per concretizzare un progetto di ripristino
segnaletica e cartografia del Giro del Monviso, al quale collaborano ben cinque Sezioni CAI (Barge, Cavour,
Saluzzo, Savigliano, Torre Pellice) con un importante fattore tecnologico: l’utilizzo di un software innovativo
sviluppato da Silvano Damiano della Sezione di Pinasca per il rilevamento sui luoghi di posa.
In quell’occasione si è anche evidenziata la necessità, più volte sollecitata dei rilevatori, di trovare una soluzione
per rendere concreto il loro lavoro di rilevamento sentieri o con una cartina informatica o in un sito, nel quale
dovrebbero essere evidenziati tutti i sentieri rilevati. Si stanno analizzando alcune opportunità proposte, ma
dovranno essere compatibili con le esigenze sia della Regione sia delle Province. In questi giorni si è riunito un
gruppo tecnico per uniformare tal esigenza.
15 Settembre
Bardonecchia per la festa dei 40 anni della Sezione, si è organizzato un Convegno sui “Sentieri dell’alta Valle
Susa”. Presenti l’Assessore del turismo alla Provincia di Torino, Marco Balagna, Roberto Vaglio in nome
dell’Assessore Regionale, Roberto Ravello e il funzionario Paolo Caligaris, il quale ha fatto un intervento sulla
legge attuativa dei sentieri. Per il CAI erano presenti il Vice Presidente Generale, Ettore Borsetti, i C.C. Griva e
Pallavicino, il Presidente del CAI Regionale.
18 Settembre
Convocazione del Presidente del GR dal Presidente degli amici della Montagna, Michele Marinello, al Consiglio
Regionale a Palazzo Lascaris per un incontro con il 1° firmatario, Paolo Tiramani, della proposta di legge
Regionale “Disciplina delle attività di volo alpino ai fini della tutela ambientale”.
Dopo diverse riunioni, il CDR ha deciso di inviare alla Seconda Commissione del Consiglio Regionale del
Piemonte a Palazzo Lascaris, l'11 ottobre 2012 una lettera nella quale il CAI dichiarava la propria contrarietà
all’uso ludico dell’elicottero in montagna, motivandone le ragioni. La lettera si può consultare sul nostro sito.
Un ringraziamento per il contributo alla presa di posizione su questa incresciosa vicenda, va ai componenti del
CDR Pierantonio Rotta e Marcello Totolo, e al Presidente della Sezione Varallo Carlo Raiteri, soprattutto al
Presidente del CAI di Cuneo, Avv. Alberto Gianola, per la stesura della lettera da noi consegnata alla Regione.
20 Settembre
Incontro presso gli uffici della provincia di Torino sollecitato dall’Assessorato al Turismo per una collaborazione
delle Sezioni CAI della zona della Collina Torinese, per l’inaugurazione del Cammino di Don Bosco il 4
novembre 2012., percorso che coincide con una tratta della Superga- Crea – con la partecipazione di diverse
Sezioni CAI, Moncalieri, Pino Torinese, Chieri, Asti.
02 Ottobre
Un incontro con la Dirigente del Turismo della Provincia di Torino, Elena di Bella, sulle problematiche dell’uso
indiscriminato dei mezzi motorizzati sulle strade bianche, per valutare un ordinamento. Incontro al quale ne
sono seguiti molti altri, che hanno portato il CDR a mettere un punto all’OdG di quest’Assemblea data
l’importanza di questo progetto che potrebbe essere, se realizzato, un esempio anche per le altre provincie del
Piemonte.
27 Ottobre
Si è riunito presso CAI UGET, il GRAT (Gruppo Regionale di Approfondimento Tecnico).
Molte Sezioni hanno partecipato, interessate a sviluppare e approfondire singolarmente gli argomenti contenuti
nelle diverse aree tematiche e sugli argomenti proposti in questa riunione:
Modello EAS (Modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi.)
Iter procedimentale per l’iscrizione al Registro provvisorio delle persone giuridiche private presso la Regione
Piemonte e relativi requisiti statutari.
Aggiornamento su 5 per Mille.
Il 16 febbraio, 2013 si è tenuta un'altra sezione di quest’interessante incontro su punti specifici, quali attività
istituzionale- oppure – attività commerciale.
Molti partecipanti segnalano dubbi su quale sia la corretta modalità da seguire per la gestione economica e di
rendiconto per le varie attività all’interno delle nostre Sezioni, evidenziando come esista un’interpretazione,
diciamo “individuale”, di queste procedure rispetto alle leggi in vigore.
Per rimarcare l'importanza di queste tematiche, si è ripresentato l’utilizzo di un programma CAIGEST distribuito
dal GR nel 2009 e realizzato dal Dott. Caramia che ne ha personalmente presentato l’applicativo e ha ribadito
che l’intento non era tanto quello di scrivere un programma di natura contabile-fiscale (esistono in commercio
numerosissimi programmi di tale natura), bensì quello di realizzare uno strumento che aiutasse i tesorieri di
tutte le sezioni nella ‘Contabilità Istituzionale’.
Con delle voci necessarie per una tipica sezione CAI:
La Gestione del Piano dei Conti
La registrazione dei movimenti contabili
Le risultanze di un bilancio.
Ovviamente è possibile caratterizzare il programma con elementi specifici.
Vi saranno altri incontri per completare questo interessante e fondamentale argomento, qual'è la gestione
finanziaria del nostro sodalizio.
Pertanto un dovuto ringraziamento al nostro Presidente dei Revisori dei Conti, Dott. Giuseppe Chiappero, al
nostro Tesoriere, Dott.sa Laura Spagnolini e alla nostra volontaria Margherita Pagliero, che sono gli artefici di
questi incontri formativi. Spero che i risultati che emergeranno da questi incontri siano poi condivisi con gli altri
Gruppi Regionali.
Il prossimo incontro tratterà sulle tematiche che si riferiscono ai rifugi e alla loro gestione.
13 Novembre
Incontro annuale con i Gestori Rifugi con la partecipazione del Presidente dell’AGRAP (Associazione Gestori
Rifugi Alpini Piemonte) con il quale stiamo collaborando per il problema della banda larga nei rifugi, dopo che la
regione ha interrotto il collegamento. Si è concordato con la Commissione Rifugi e AGRAP una soluzione, che i
gestori e Sezioni stanno valutando.
Si è anche parlato di un argomento a me caro e cioè la certificazione di qualità nei rifugi.
La Commissione Rifugi sta analizzando le schede rilevate dagli ispettori per avere una panoramica più evidente
della situazione. Saranno organizzati a breve dei corsi per i gestori dei rifugi.
10 Gennaio
E’ stata stipulata un Convenzione con il Consorzio turistico TOURISTLAB, che ha lo scopo di promuovere
iniziative condivise dal CAI per la valorizzazione delle risorse naturalistiche del Piemonte. Il GR vuole
concretamente impegnarsi a tale scopo promuovendo degli itinerari in collaborazione con alcune Sezioni per far
conoscere i propri territori, proponendo dei trekking di più giorni:
Il primo progetto Il Cammino di San Carlo nel Novarese e Biellese con la Sezione di Mosso S. Maria, in
particolare con il Consigliere del CDR Franco Grosso.
Un secondo in preparazione dalla Sezione di Casale con la collaborazione del Presidente Antonio Bobba e il
Vice Presidente CDR Franco De Giovanni.
Il consorzio pubblicizzerà questi trekking in Italia e all’Estero nelle BIT di promozione turistica riservata ai Tour
operator. Questi itinerari sono stati individuati come progetti pilota. Il loro successo potrebbe aprire a una
maggior collaborazione con il Consorzio turistico.
15 Gennaio
Incontro con il Presidente del CAI UGET di Torino, Aldo Monegato, con il quale abbiamo condiviso la necessità
di organizzare una riunione per le Sezioni della Provincia di Torino che non siano già associate a delle
Intersezionali esistenti in Provincia.
Incontro avvenuto il 16 febbraio al Monte dei Cappuccini con l’obiettivo di valutare con i Presidenti delle
Intersezionali (Valli di Lanzo e Canavese, e Val Susa e Val Sangone) e le altre Sezioni della Provincia di Torino,
la proposta di avere un unico interlocutore Provinciale per dialogare con le istituzioni, (Provincia). Si attendono
sviluppi a breve.
19 Gennaio
Incontro con la Presidente degli Occitani, Ines Cavalcanti, in cui, condividendo gli stessi principi fondamentali
del nostro Sodalizio, si è stabilita una futura collaborazione su temi comuni quali ambiente, percorribilità alpina,
ecc. inserendo un Link nei nostri siti in modo che da facilitare la navigazione da un sito all’altro per partecipare
alle iniziative proposte.
Il CAI Piemonte è stato invitato alla presentazione di un loro libro su percorsi occitani al Monte dei Cappuccini a
Torino.
30 Gennaio
Incontro in Provincia di Torino per la sentieristica, con il Dirigente responsabile degli otto Parchi della Provincia,
Dott. Bovo, per condividere nuove strategie per un migliore utilizzo dei Parchi. Un nostro giovane socio,
Federico Elia, della Sezione Giaveno collabora come rappresentante del Sodalizio e partecipa a tutte le riunioni
tecniche convocate dalla Provincia.
13 Febbraio
Serata di promozione delle attività del GR al Panathlon di Chivasso, presenti C.C. Umberto Pallavicino e la
volontaria Margherita Pagliero e il Presidente.
27 Febbraio
Conferenza stampa presso il Monte dei Cappuccini, salone degli Stemmi, per la presentazione delle iniziative
TAM Alpi Occidentali relative al progetto 150 x 150° Montagna da tutelare, per i dettagli si possono consultare
i siti del CAI.
18 Marzo
Incontro in Provincia di Torino per APS (Associazione di Promozione Sociale) sarà inviato un resoconto sulla
situazione per la provincia di Torino. Un ringraziamento è dovuto al Presidente CAI di Ivrea, Giovanni Lenti, per
la sua professionalità e per la sua collaborazione alla stesura del verbale.
Nel pomeriggio incontro con la Dirigente Elena Di Bella (Assessorato al Turismo, provincia Torino) sulla
realizzazione di quattro cartine turistiche al 50.000 per la provincia di Torino. Si formerà un gruppo di lavoro CAI
e Provincia per presentare la bozza condivisa, da proporre ai comuni interessati.
14 Marzo
Incontro al Monte dei Cappuccini con i Presidenti dei GR Liguria e Valle d’Aosta e Presidente dell’Accademico
Alpi Occidentali per il Progetto delle 150 Cime.
Questo importante progetto, ideato e proposto dal Club Alpino Accademico Italiano, ha lo scopo di salire 150
Cime in tutta Italia in contemporanea. La data prefissata è il 6-7 luglio o il 14 nel caso di maltempo.
Nella nostra area di competenza le cime previste dal progetto sono 40.
Come tutti noi sappiamo comunicare solo ora la data di salita di una cima, quando tutte le Sezioni hanno da
tempo presentato i loro programmi, è un utopia. Spero però che le Sezioni che verranno contattate,
riconoscano quest’iniziativa come un premio per passare alla storia, visto che sarà preparato un DVD dalla
Sede Centrale Commissione Cinematografica delle 150 cime, che resterà negli annuari del nostro sodalizio.
Nella riunione si è condiviso che la scelta delle Sezioni invitate è basata in parte sul luogo del Rifugio
prospiciente la cima da raggiungere e di conseguenza alla Sezione proprietaria. Per le vette più impegnative, ci
sarà la collaborazione degli Accademici. Una precisazione: il numero degli eventuali partecipanti, sarà variabile
in funzione della difficoltà della salita.
INFORMAZIONI DELL’ATTIVITA’ DELL’ UFFICIO G.R.
Voglio comunicarvi alcune informazioni che danno una visione più reale dell’attività dell’ufficio di Presidenza.
Come sapete, si alternano molti volontari a gestire le diversificate attività del GR. I compiti sono stati suddivisi
creando figure addette a specifiche funzioni.
Lunedì mattina
(Cecilia Genisio e Arnaldo Gabutti) Tutto ciò che riguarda i Rifugi
Martedì mattina
(Margherita Pagliero) Incontri GRAT e APS, manifestazioni 150 a Torino, Montagna Terapia.
(Gioacchino Barraco) Tutto ciò che concerne i sentieri e loro problematiche, Progetto CAI 150 cime, la gestione
delle informazioni via web.
Martedì pomeriggio
(Mario Alpinisti) Tutto ciò che riguarda la gestione del sito e le attività per i 150 anni del CAI.
Mercoledì mattina
(Laura Zanasi e Rita Femia) Sezioni e Sottosezioni, comunicazioni e problematiche relative.
Giovedì Mattina
(Laura Zanasi) Progetti, nuove iniziative e rapporti con altre associazioni e quelle Istituzionali.
Giovedì pomeriggio
(Franco Stuardi) Registrazione e archiviazione dei movimenti contabili
Venerdì mattina
(Carlo Morrone) Comprensori faunistici di tutte le provincie del Piemonte.
La presenza dei volontari nell’ufficio è di circa 40 ore la settimana per un complessivo di presenza fisica annuo
di circa 1200 ore.
Il nostro impegno non si sviluppa solamente in ufficio, ma in incontri ai quali partecipano assiduamente oltre al
Presidente anche il Segretario e i volontari che di volta in volta vengono invitati e che seguono in ufficio le
pratiche relative. Questi incontri nell’anno sono stati:
46 incontri con le Istituzioni, Regioni, Provincie.
12 incontri con le Sezioni
10 incontri con le Commissioni OTTO
Oltre ai vari incontri con altre associazioni.
Per questo vorrei ringraziare pubblicamente con un applauso il loro indispensabile lavoro per il CAI
Regionale.>>
Al termine dell'esposizione del Presidente Regionale fa il suo intervento Antonio Montani, consigliere centrale.
Porta il saluto del Consiglio Centrale, che si è riunito negli scorsi due giorni a Milano e coglie l'occasione per
dare qualche informazione su ciò che si fa in Consiglio Centrale.
Nell'ultima riunione è stata approvata la bozza definitiva del “bi-decalogo” che sarà presentata all'Assemblea di
maggio a Torino. Questo documento sarà il nostro vangelo sui temi ambientalisti per i prossimi anni.
Riconoscendo in sala le “giacche” di titolati, coglie l'occasione per fare brevissimamente il punto (in realtà ci
sarebbe da parlare per ore...) sul riordino del regolamento dei OTC. Sarà senz'altro pervenuta notizia che nel
mese di dicembre è stato sospeso, “congelato”, il nuovo regolamento. Ciò potrebbe apparire un passo indietro,
ma in realtà è un tentativo di fare dei passi avanti ed in effetti nella riunione di ieri che è stata molto bella e
costruttiva, si sono poste le basi per poter poi proseguire con un rinnovato spirito di collaborazione. Invita perciò
tutti i rappresentanti degli OTTO del Piemonte, qualora ci fossero difficoltà di applicazione, di comprensione, di
non esitare a contattarlo (i numeri sono sul sito del CAI Piemonte), perché è volontà del Consiglio Centrale, dei
Consiglieri, di avere un rapporto diretto, affinché questo progetto di riordino possa essere gestito con chi sul
territorio opera, evitando che sia una cosa calata dall'alto.
Ieri è stato inoltre dato mandato al Presidente Generale di prendere contatto con i vertici della RAI per
esprimere la nostra presa di posizione sul messaggio trasmesso dalla fiction sul K2, come da noi recepito.
Logicamente non si può correggere quanto già andato in onda, ma è importante ottenere uno spazio che
permetta di sottolineare ancora una volta il valore di quell'impresa fondamentale non solo per l'alpinismo
italiano, ma anche per la storia d'Italia del dopoguerra. Poter quindi ricollocarla nella giusta ottica con la
versione ufficiale del CAI.
Informa anche sulla nuova piattaforma di tesseramento. Circolano notizie un po' contrastanti, ma Michele
Colonna ha preso la decisione di nominare tre persone competenti in materia informatica, che andranno
possibilmente già nella settimana entrante a Torino per ricevere le istruzioni, per poi organizzare delle riunioni
sul territorio allo scopo di spiegare a tutti questa nuova piattaforma che sarà il nuovo sistema con cui verranno
registrati i soci al momento del rinnovo dei bollini a partire dal 2014. Un lavoro preparatorio che può già iniziare
è quello di bonifica, perché uno degli obbiettivi di questa nuova piattaforma è quello di avere un data-base di
soci sempre aggiornato, in modo tale da permettere anche una facile comunicazione telematica. Il problema è
che oggi, a fronte di 316.000 soci ca., risultano nel data-base della vecchia piattaforma ben 650.000 nominativi.
Perciò deve essere fatto, e solo le sezioni sono in grado, questo lavoro di bonifica. I tempi si stringono ed è
necessario essere pronti prima dell'inizio del nuovo tesseramento.
Chiude con tre notizie sempre legate all'Assemblea e cioè:
- il CC ha approvato su proposta del CDC che per il 4° anno consecutivo il costo dei bollini non verrà
aumentato.
- durante la prossima Assemblea verrà nominato socio onorario, Corradino Rabbi di Torino
- e verrà anche consegnata la medaglia d'oro a Ovidio Raiteri di Varallo
La Presidente d' Assemblea invita perciò Carlo Raiteri, figlio di Ovidio a intervenire.
Pur non essendo più presidente della sezione di Varallo da poco, aveva già deciso di partecipare all'Assemblea
pur non avendone più titolo, per il piacere di incontrare degli amici.
Ieri sera ha avuto la notizia della onorificenza e l'ha comunicata a suo padre, il quale ha espresso felicità, ma
anche rammarico di non poter condividere questa felicità con tutti coloro che lo hanno seguito ed aiutato. Come
si suol dire “le cattedrali non si costruiscono mai da soli”. Questo riconoscimento è certo per l'attività di suo
padre all'interno della sezione di Varallo, ma anche per tutti quei soci che dedicano il loro tempo a questa che è
tra le più belle associazioni che abbiamo in Italia.
Termina ringraziando la Presidenza Generale ed il Consiglio Centrale per questo riconoscimento a suo padre.
Punti nn. 7-8-9 Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti e votazione per approvazione del Bilancio
Consuntivo 2012 e del Bilancio Preventivo 2013
Il presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del GR, Giuseppe Chiappero, procede con il proprio intervento
di cui si riporta qui di seguito la parte conclusiva:
“ il Collegio dei Revisori osserva che nell'esercizio 2012 l'Ente ha esercitato ad ogni livello un'azione efficace di
contenimento delle spese. Quindi noi abbiamo dato un segnale forte anche agli enti che ci hanno finora
finanziato, comunque di fare molta attenzione al nostro interno al controllo dei costi. Le spese si sono
mantenute al di sotto delle entrate, determinando un saldo attivo rispetto all'esercizio precedente. Il risultato è
frutto di un approccio conservativo ed oculato verso un futuro molto incerto, con particolare riferimento al
supporto della Regione, prima così importante ed ora venuto meno. Al fine di poter esprimere un parere sul
suddetto Bilancio, abbiamo nel corso dell'esercizio svolto attività di controllo contabile e amministrativo sia di
vigilanza, connaturate al ruolo che ci compete ai sensi dello Statuto dell’ente. In particolare, abbiamo verificato
le modalità di tenuta della contabilità sociale e, a campione, la corretta contabilizzazione e rilevazione a bilancio
dei fatti di gestione, accertando la corrispondenza delle entrate e delle spese con le relative movimentazioni
bancarie e con il dossier dei protocolli. Abbiamo altresì vigilato sull’osservanza della legge e dello Statuto
sociale, nonché sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, utilizzando nell’espletamento dell’incarico,
ove applicabili, i suggerimenti contenuti nelle “Norme di comportamento del Collegio Sindacale”. In particolare,
diamo atto del nostro operato informandovi di aver vigilato, per quanto di nostra competenza, sia
sull’adeguatezza del sistema amministrativo-contabile adottato dall’ente, sia dei sistemi di controllo gestionale,
rapportati alle sue dimensioni e caratteristiche.
A questo riguardo il Collegio apprezza lo sforzo intrapreso del Consiglio Direttivo per dotare l’ente di più
puntuali procedure e regolamenti atti a disciplinare il funzionamento delle commissioni periferiche e il controllo
dei relativi flussi finanziari, nonché per regolamentare il comportamento dei consiglieri sensibilizzandoli sui
compiti del proprio mandato.
Sulla base delle procedure svolte e documentate dai verbali di verifica, nonché delle attestazioni fornite dal
Presidente, il Collegio dei revisori dei conti esprime pertanto parere favorevole all’approvazione del
summenzionato bilancio così come presentato dal CDR.
Naturalmente sono a disposizione con il Presidente per chiarimenti prima che la Presidente di Assemblea inviti
all'approvazione dei Bilanci.”
Prima della votazione il Presidente GR, Michele Colonna, fa una premessa.
“L'elezione del nuovo CDR è coincisa con l'andamento economico globale tra i più recessivi degli ultimi
ottant'anni, incominciato con le prime avvisaglie del 2008, ma di fatto emerse nel nostro paese nel 2012.
Questa crisi ha portato profonde modifiche al sistema Italia, ma anche il CAI Regionale ne è stato contagiato.
Una decisione della Regione ha congelato tutti i fondi destinati alle convenzioni sottoscritte da enti ed
associazioni. Ci viene così a mancare un introito rilevante nel nostro budget, pari a 50.000€. La probabile
prolungata stagnazione della crisi nazionale ci fa prevedere a livello regionale, che l'Ente Regione non sarà più
in grado di rispettare gli impegni presi negli anni a venire. La situazione ha pertanto richiesto di rivedere le
nostre previsioni di spesa e di attuare anche noi una riduzione delle spese, concentrandoci sull'organizzazione
interna del GR. Una revisione complessa in particolare sul fronte della gestione economica delle commissioni,
fornendo loro degli strumenti per l'adeguata allocazione delle risorse. Sono state così redatte linee guida
operative ed è stato introdotto un sistema contabile specifico con la possibilità di rendicontazione separata per
ogni commissione. Il CAI Piemonte si è impegnato a riorganizzare il gruppo coinvolgendo una decina di
volontari con compiti e funzioni specifiche anche nel piano amministrativo e finanziario. E' stato inoltre elaborato
un regolamento contabile per la responsabilizzazione diretta dei componenti del GR sulle spese effettuate. Si è
inoltre sensibilizzato ogni consigliere sui compiti del proprio mandato. All'inizio della mia presidenza erano
previsti numerosi progetti, ma nel corso dell'anno questi hanno dovuto essere rivisti e ridimensionati, oltreché
alcuni accantonati in attesa di tempi migliori. Abbiamo dovuto procrastinare i corsi per i presidenti e dirigenti del
sodalizio, anche perché il CAI Centrale sta elaborando un programma con questo fine, da estendere poi a tutte
le regioni italiane per una uniformità dei corsi. Pertanto restiamo in attesa dalla sede centrale delle direttive
attuative in merito.”
La Presidente di Assemblea procede con l'accordo di tutti a richiedere l'approvazione dei bilanci non per alzata
di numero, ma partendo dai contrari e astenuti, ottenendo per differenza il numero di chi approva.
La votazione da i seguenti risultati:
Bilancio consuntivo 2012 ( punto 8 dell O.d.G. )
Votanti:
142
Contrari :
0
Astenuti:
0
Favorevoli: 142
Il bilancio consuntivo 2012 viene approvato
Bilancio preventivo 2013 ( punto 9 dell O.d.G. )
Votanti:
142
Contrari :
1
Astenuti:
0
Favorevoli: 141
Il bilancio preventivo 2013 viene approvato
CLUB ALPINO ITALIANO - Regione Piemonte
Capitolo
75% 2012
25% 2011
Contributo Sede Centrale
30
40
50
60
70
85
90
95
98
Contributo Sede Centrale per OTTO
Contributo Sede Centrale differenza
Contributo Sede Centrale (Museo Alpetto)
Contributo quote sezioni
contributo sede centrale x progetti (da otc)
Altri contributi
Interessi bancari/postali
Vendita Libri
Contributo Giunta Regione Piemonte
Contributo Giunta Regione Piemonte
Contributo Giunta Regione Piemonte
varie (storni)
Capitolo
10
€ 18.996,72
€ 6.393,11
€ 15.075,00
€ 41,70
€ 1.000,00
€ 15.183,30
Totale entrate
€ 10.700,00
€ 155,66
€ 365,00
€ 25.000,00
€ 40.000,00
€ 10.000,00
€ 92,80
€ 143.003,29
Totale uscite
Risultato di Gestione
spese liquidate
nel 2012
€ 3.464,02
€ 17.288,88
€ 2.619,22
€ 2.875,85
€ 1.267,65
€ 128,10
€ 1.431,55
€ 8.621,86
€ 331,93
€ 2.609,12
€ 4.806,00
€ 26.725,00
€ 1.215,50
€ 13.922,77
€ 3.675,00
€ 90.982,45
€ 52.020,84
saldo 2010
acconto 2011
saldo 2011
Uscite
Organizzazione corsi, convegni, raduni
Spese di trasferta e ispezione rifugi
Spese di rappresentanza
Materiale promozionale - attività istituzionale
Telefono e fax
Spese postali
Cancelleria (buste, carta intestata, ecc.)
Editoria
Spese bancarie
Rimborso spese a volontari segreteria GR
Contributi straordinari a sezioni
Contributi ad OTTO
Dotazione ufficio
Spese per progetti
Restituzioni per inutilizzo (sede centrale)
Disponibilita iniziali
Disponibilita finali
Consuntivo 2012
Consuntivo 2012
Entrate
20
15
20
25
30
35
40
50
55
60
65
70
75
80
85
90
Bilancio
€ 55.894,90
€ 107.915,74
CLUB ALPINO ITALIANO - Regione Piemonte
Capitolo
Bilancio
Preventivo 2013
Entrate
75% 2012
25% 2011
20
Contributo Sede Centrale
30
40
50
60
70
85
90
95
98
Contributo Sede Centrale per OTTO
Contributo Sede Centrale differenza
Contributo Sede Centrale (Museo Alpetto)
Contributo quote sezioni
contributo sede centrale x progetti (da otc)
Altri contributi
Interessi bancari/postali
Vendita Libri
Contributo Giunta Regione Piemonte
Contributo Giunta Regione Piemonte
Contributo Giunta Regione Piemonte
varie (storni)
15
20
25
30
35
40
50
55
60
65
70
75
80
85
90
€ 100,00
saldo 2010
acconto 2011
saldo 2011
€€€€€ 40.100,00
Preventivo 2013
Uscite
Organizzazione corsi, convegni, raduni
Spese di trasferta e ispezione rifugi
Spese di rappresentanza
Materiale promozionale - attività istituzionale
Telefono e fax
Spese postali
Cancelleria (buste, carta intestata, ecc.)
Editoria
Spese bancarie
Rimborso spese a volontari segreteria GR
Contributi straordinari a sezioni
Contributi ad OTTO
Dotazione ufficio
Spese per progetti
Restituzioni per inutilizzo (sede centrale)
Totale uscite
Risultato di Gestione
€ 20.000,00
€ 5.000,00
€ 15.000,00
Totale entrate
Capitolo
Preventivo 2013
€ 4.000,00
€ 13.000,00
€ 2.000,00
€ 2.000,00
€ 1.300,00
€ 200,00
€ 1.200,00
€€ 400,00
€ 2.700,00
€€ 6.000,00
€ 1.000,00
€ 6.300,00
€€ 40.100,00
€-
Dopo l'approvazione dei bilanci consuntivo e preventivo, Michele Colonna fa riferimento all'attuale disponibilità
finanziaria che è abbastanza elevata. Il CDR ha deciso di proporre la definizione della posizione cartine Alpi
Senza Frontiere (trattasi della quota di 56 €/cent a socio) con il pagamento da parte del GR dell'ultima tranche
ancora da versare.
Colonna chiede l'accordo e dalla platea parte un caloroso applauso.
Per correttezza la Presidente dell'Assemblea provvede alla verifica di eventuali contrari e/o astenuti. Si esprime
un solo contrario, la sezione di Pinasca con la motivazione che la posizione è stata trascinata troppo a lungo.
Punto n. 10 - Proposta contributo sezionale 2014 per GR (art.4 comma E dello Statuto GR)
Luigi Grossi è stato incaricato della comunicazione relativa al contributo regionale richiesto alle sezioni.
Come da art.4.5 comma E dello Statuto Regionale, il CDR propone all'Assemblea la quota annuale che deve
essere versata. Anche in questo caso una buona notizia: dopo quattro anni si mantiene ancora la quota a
30€/cent per ogni socio per il 2014.
La Presidente d'Assemblea mette ai voti la proposta:
contrari – 0
astenuti – 0
approvato all'unanimità.
Punto n. 11 - Operazioni di voto per l'elezione del collegio revisori conti e Probiviro del GR Piemonte.
La Presidente d'Assemblea invita i delegati a provvedere alla votazione, recandosi al banco registrazioni, dove
sono a disposizione ulteriori schede nel caso qualcuno non ne fosse in possesso, in quanto è necessario
registrarsi e non solo inserire le schede nelle rispettive urne.
Nel frattempo si sospende l' Assemblea per una pausa caffè.
Alle ore 11,35 riprendono i lavori.
La Presidente di Assemblea procede, dopo la pausa, a riaprire i lavori con il
Punto n.12 - Mozione “eliski” (Associazione Le Alpi Del Sole)
Interviene Michele Colonna con una premessa.
La mozione era già stata presentata alcuni anni fa alla Sede Centrale, seguita poi da una mozione del GR
Piemonte che chiedeva una presa di posizione sulle mozioni presentate dall'Assemblea Regionale. Per questo
motivo si è deciso di ripresentarla per sollecitare una risposta dalla Sede Centrale.
Il Presidente Regionale invita il rappresentante dell'Associazione Alpi del Sole, il quale informa che la mozione
è stata ancora discussa a Mondovì nella riunione della scorsa settimana. Invita Alberto Gianola, Presidente
sezione Cuneo, che ne è l'estensore e che la presentò anche all'Assemblea autunnale del Gruppo LPV di Acqui
Terme, a illustrare la mozione e precisa che è stata detta impropriamente “eliski”, ma si tratta piuttosto di un
codice di autoregolamentazione interno al CAI, anche se si tocca l'argomento l'eliski.
Gianola prende la parola:
<< Nel dicembre 2011 proposi questa mozione tesa a limitare fortemente e a vietare l'uso ludico di mezzi
motorizzati, quindi non solo l'elicottero, ma quad, fuoristrada e moto al di fuori delle strade sterrate. E' una
mozione tesa ad introdurre nel regolamento generale un divieto generalizzato per la nostra Associazione di
partecipare all'organizzazione di eventi che prevedano l'utilizzo di mezzi motorizzati al di fuori delle strade
sterrate/carrabili. A mio parere questa è una scelta imposta dagli ideali del CAI. Il CAI si propone la tutela
dell'ambiente, lo ha ricordato Ludovico Sella nel suo intervento, c'è scritto nel nostro statuto, quindi la mozione
è una semplice esplicitazione, considerato il progresso dal punto di vista tecnologico e il cambiamento dei
tempi, un modo di adeguare la nostra regola interna ai nuovi tempi e alle sfide che ci attendono nel terzo
millennio. E' anche una scelta imposta dalla coerenza: abbiamo un ideale, dobbiamo rispettarlo. Una scelta che
ci rende forti e trasparenti verso l'esterno, perché di fronte ad iniziative come quella della legge regionale
piemontese sulla “liberalizzazione” dell'eliski in montagna, possiamo maggiormente far valere la nostra voce.
Io credo che una presa di posizione tesa a limitare fortemente l'uso dei mezzi motorizzati in montagna per
finalità di tipo ludico, cioè diverse dal soccorso, dall'approvvigionamento dei rifugi e da finalità lavorative che
sono naturalmente accettate al nostro interno, sia una di quelle sfide che attendono il CAI nel terzo millennio. Il
progresso tecnologico, e mi riferisco in particolare all'elicottero, ci esclude sempre di più in quanto non è più
una questione di condivisione. Una volta i nostri padri fondatori quando andavano in montagna, incontravano
persone che la frequentavano con finalità diverse da quella sportiva o culturale: cacciatori, raccoglitori di
cristalli. Allora era possibile condividere il territorio alpino. Oggi con il mezzo motorizzato questa possibilità
viene sempre meno. Il mezzo motorizzato esclude. Esclude perché dove c'è la moto il sentiero è stretto e non
si passa entrambi. Là dove c'è l'elicottero, la cima, il punto sommitale dove atterra, può essere talmente ridotto
per cui lo sci-alpinista viene escluso. Quindi il tentativo di porsi in una posizione di contrasto verso questo tipo
di tendenze è anche nel nostro interesse perché significa in un modo o nell'altro, difendere la nostra
frequentazione della montagna. Il rischio è un domani che vengano vietate alcune zone agli sci-alpinisti perché
deve atterrare l'elicottero. Da appassionato sci-alpinista vi confesso che l'elicottero che mi vola sulla testa non
mi piace! >>
La Presidente di assemblea chiede se ci sono interventi.
Dalla platea ci sono richieste a cui sia Colonna che Tomati rispondono confermando che la mozione si trova
nella cartellina consegnata prima dell'inizio lavori, ma sarebbe meglio sentirla leggere dall'estensore.
Gianola legge i termini della richiesta, bypassando le motivazioni già dettagliatamente espresse in precedenza.
La proposta di modifica è la seguente:
“Oggetto: modifiche dell’art.I.I. 1 del regolamento generale CAI relative alla limitazione dell’uso di veicoli
motorizzati e velivoli.
1. una modifica dell’art. I.I.1 del regolamento generale con l’introduzione di un comma 2 siffatto:
Nello svolgimento delle sue attività il Club Alpino Italiano opera sempre secondo modalità eco-sostenibili e
limitando al massimo l’impatto ambientale, evitando di organizzare e/o realizzare, direttamente o
indirettamente, autonomamente o in collaborazione o compartecipazione con altri soggetti pubblici o privati,
iniziative che implichino o promuovano l’uso di veicoli motorizzati (auto, motocicli, quad, motoslitte) fuoristrada,
su sentieri, mulattiere o tratturi e di velivoli a motore (elicotteri ed aeroplani) per finalità diverse da quelle di
soccorso e protezione civile, approvvigionamento e manutenzione dei rifugi, ricerca scientifica.
2. Una modifica nel modello di statuto sezionale, nei regolamenti sezionali e/o negli statuti sezionali,
prevedendo l’inserimento di un comma .3 art.1 o di un art.3 a seconda di come organizzato lo statuto sezionale,
siffatto:
Nello svolgimento delle sue attività l’Associazione opera sempre secondo modalità eco-sostenibili e limitando al
massimo l’impatto ambientale, evitando di organizzare e/o realizzare, direttamente o indirettamente,
autonomamente o in collaborazione o compartecipazione con altri soggetti pubblici o privati, iniziative che
implichino l’uso di veicoli motorizzati (auto, motocicli, quad, motoslitte) fuoristrada, su sentieri, mulattiere, tratturi
o di velivoli a motore (elicotteri ed aeroplani) per finalità diverse da quelle di soccorso e protezione civile,
approvvigionamento e manutenzione dei rifugi, ricerca scientifica.”
Gianola aggiunge che venerdì 29 marzo, in occasione dell'Assemblea generale di primavera per l'approvazione
del consuntivo, quale presidente della sezione di Cuneo, proporrà di inserire questa modifica nello statuto
sezionale.
Inoltre sottolinea che la forza della nostra Associazione è stata fondamentale nel tentativo riuscito di
contrastare il progetto di legge regionale piemontese, che avrebbe permesso ai comuni, tramite delle
convenzioni, di organizzare il servizio di eliski. In quel caso il tassello fondamentale è stato anche il lato
giuridico, perché l'eliski solleva problemi per via dei rischi che questo tipo di attività comporta. Lo sciatore sale e
non sa che neve trova, se non ipoteticamente, fino a quando scende. In quella proposta di legge, il comune
nell'organizzare il servizio eliski, indica l'itinerario ovvero la rotta, la discesa e il punto di atterraggio,
assumendosi in pieno tutte le responsabilità. In Valle D'Aosta dove vige una legislazione sull'eliski, il legislatore
prevede che l'itinerario sia deciso in concertazione con il Corpo Forestale dello Stato, che ha le competenze
ambientali e di volo perché usa gli elicotteri, con l'Associazione delle Guide Alpine per la competenza massima
sotto il profilo tecnico, nonché il Comune, ovvero la competenza amministrativa. La proposta di legge
piemontese accentrando il potere sul Comune, automaticamente lo rende responsabile e tale responsabilità
può costare molto se dovesse succedere qualcosa, come pure in queste condizioni assicurarsi può costare
moltissimo.
La Presidente di Assemblea riceve alcune richieste di intervento e invita ad esporre i commenti su quanto detto.
1. CAI UGET Torino – Aldo Munegato
Nulla da commentare sui contenuti che sono assolutamente condivisibili, ma espone le sue perplessità relative
all'inserimento delle modifiche nello statuto sezionale. Nulla da obbiettare nell'inserire la modifica nel modello di
statuto, che sarà utilizzabile dalle sezioni che se ne doteranno ex-novo oppure per rifare completamente il
proprio non più conforme. Quando invece parliamo di statuti sezionali, si apre un piccolo problema. Ci sono
sezioni che hanno lo statuto regolarmente registrato, quindi inserire questa modifica comporta un atto notarile
con le conseguenti spese. Propone perciò l'inserimento solo nel regolamento sezionale, modifica che può
essere decisa dal Consiglio Direttivo.
La Presidente di Assemblea interviene sottolineando che si tratta di un problema prettamente di tipo
economico, visto che dobbiamo attuare queste procedure.
2. CAI Saluzzo – Paola Bonavia
In linea di massima d'accordo con quanto esposto da Gianola. A suo parere però questa modifica dovrebbe
essere limata. E' chiaro che sia eliski che motoslitte non sono da usare come taxi, però ritiene che in occasioni
particolari quali eventi culturali, si dovrebbe ammettere l'eccezione per consentire ai soci anziani o anche a
disabili, non più in grado di andare in montagna, di raggiungere luoghi altrimenti a loro inaccessibili, ridando loro
la gioia di riassaporare quei luoghi. Naturalmente il costo dell'elicottero è alto e per ripagarlo almeno in parte si
potrebbe organizzare con un volo di approvvigionamento a rifugio e facendo pagare quelle persone, che pur
abili, vogliano provare il volo o che altrimenti non parteciperebbero all'evento.
3. CAI Casale – Enrico Bruschi
Interviene sulla proposta di eccezione di Bonavia, dichiarandosi contrario, perché le eccezioni portano ad un
liberalismo incontrollato. In platea Giovanni Tassi, CAI Vercelli, commentava con lui, che loro hanno un rifugio
dove il Vescovo va a dire messa e questi non sale a piedi... Lui ribatte che se loro organizzano un evento con
messa in quota, sale un frate cappuccino alpinista.
L'uso dei mezzi motorizzati in montagna non deve essere ammesso se non per i casi ben esposti da Gianola.
E' tassativo per un'Associazione che mette la tutela dell'ambiente montano al primo punto del proprio statuto.
4. CAI Chivasso – Carla Nicola
Ribadisce quanto esposto da Bruschi, cioè che le eccezioni diventino poi la regola. E' vero che ci sono persone
a cui si deve riconoscenza, ma ritiene che riconoscere i propri limiti sia fondamentale.
Se in quota per le messe non c'è nessun prete in grado di salire, chi vuole può alzare gli occhi al cielo e
rivolgere una preghiera anche senza intermediario.
5. CAI Pinasca – Luigi Barus
Gli argomenti emersi riguardo all'elicottero sono giustissimi. Vuole però segnalare un punto importante dalla
sua esperienza di appartenente al Soccorso Alpino: l'elicottero in fase di atterraggio spinge l'aria verso il basso,
quindi sulla neve, con sci-alpinisti che salgono, diventa molto pericoloso.
Non nasconde il suo piacere di volare, ma sottolinea che bisogna lasciarlo fare all'elisoccorso e non a
disposizione di coloro che con il denaro possono comprare tutto.
La Presidente d'Assemblea, Daniela Tomati, chiude gli interventi con una richiesta di chiarimento all'avv.
Gianola. Visto che aggiungere un punto al nostro statuto comporta comunque dei costi per il notaio, effettuare
la modifica solo sul regolamento ha lo stesso valore giuridico?
Gianola risponde che le modifiche allo statuto sono decise dagli associati e pertanto sono un vincolo per
l'Associazione, mentre il regolamento è fatto dal Consiglio Direttivo e pertanto può essere variato.
Fondamentalmente non è importante per i costi, ma per democrazia. Ribadisce che rivolgersi all'Associazione è
una scelta molto forte, anche per l'esterno. Se debbo confrontarmi con forze politiche ho un valore maggiore se
mi presento nel ruolo di rappresentante di Associazione. Sottolinea ancora la pericolosità dell'elicottero e porta
ad esempio una gita in cui in vetta c'erano più di 100 persone alle 10,30: se quello fosse stato luogo di
atterraggio di elicotteri, non ci sarebbero stati gli sci-alpinisti.
Si palesa un altro intervento: CAI Chivasso – Alessandro Carrero
Chiede chiarimento a Gianola sulle motivazioni che portano a proporre la modifica del regolamento a livello CAI
Centrale, mentre per le sezioni la modifica è richiesta sullo statuto.
Risponde il Presidente Generale, Umberto Martini. A livello centrale, nel caso di modifica di statuto si debbono
indire due Assemblee Straordinarie, pertanto si impegna l'Assemblea generale per due anni.
Ribatte Carrero che lo stesso accade per le sezioni. Martini controbatte che l'Assemblea in un'unica sezione
può modificare lo statuto. Quindi prosegue:
Il problema grave è che la libertà di accesso alla montagna è messa in pericolo da questo tipo di
frequentazione. E' giusto normarlo con un regolamento o statuto, che però resta del Club Alpino Italiano.
E' indispensabile far legiferare in tal senso le regioni che hanno delega per quanto riguarda la parte turistica, e
partecipare ai tavoli dove si discutono proposte di legge su questo spinoso argomento e dove si scontrano
interessi di non poco conto. Non è facile, ma dobbiamo provarci.
Suggerisce pertanto di partire dal regolamento e poi in seconda fase lo statuto per le modifiche richieste dalla
mozione . Ricorda anche che gli statuti modificati, oltre alla necessaria presenza del notaio, debbono essere
inviati per l'approvazione alla sede centrale a Milano, che è già intasata. Infatti non hanno ancora completato,
secondo il nuovo (che ormai è diventato vecchio) modello, la correzione di tutti gli statuti. Ci sono ancora
sezioni che non sono in regola. Non vorrebbe che si ingolfasse ulteriormente la sede centrale, allontanando il
risultato finale, perché come sempre l'ottimo è nemico del buono.
Concluso l'intervento di Martini, la Presidente di Assemblea ringrazia chi è intervenuto per il contributo alla
discussione di questo argomento molto sentito da tutti.
Mette quindi la mozione ai voti per votazione numerica, chiedendo allo staff di mettersi in posizione per il
conteggio.
Si chiede a Gianola, estensore della mozione, di proporre la votazione per l'inserimento delle modifiche
richieste come segue:
 regolamento nazionale: modifica dell’art. I.I.1 con l’introduzione di un comma 2
 in parallelo modifica nel modello di statuto sezionale in prospettiva futura
 regolamenti sezionali e/o statuti sezionali: inserimento di un comma .3 art.1 o di un art.3 a seconda di
come organizzato lo statuto sezionale
La Presidente invita i delegati ad alzare il cartellino numerico per l'approvazione della mozione come da
proposta dell'Avv. Gianola sopra riportata.
La votazione da i seguenti risultati:
punto 12 dell O.d.G.
Votanti:
142
Contrari :
0
Astenuti:
3
Favorevoli: 139
Punto n. 13 - Viabilità Alpina (Magri Federico CAI Pinerolo)
La Presidente di Assemblea invita Magrì al tavolo relatori. Nel frattempo Michele Colonna precisa che questo
intervento è stato deciso in seno al CDR proprio a proposito di quanto espresso dalla Provincia di Torino per le
problematiche dell'uso indiscriminato di mezzi motorizzati sulle strade bianche. Ovviamente gli eventuali
commenti a questo argomento da altre sezioni e province saranno portati in Provincia a Torino per supportare
la nostra posizione.
Magrì ringrazia per l'invito. Il documento che è stato da loro presentato e che per un disguido non è stato
inserito nella cartellina, è nato da un'iniziativa promossa da un organismo esterno al CAI, il gruppo di lavoro
“Noi delle Alpi”. E' un gruppo non costituito in forma di associazione, ma è un gruppo che lavora cercando di
mettere insieme le idee, le opinioni e i punti di vista di tutti coloro che hanno a cuore la montagna o che ne
hanno degli interessi. Non poteva esserci introduzione migliore di quella della mozione appena votata. In effetti
il problema lo conosciamo tutti. I mezzi a motore sono sempre più invasivi, vuoi anche per le loro dimensioni.
Infatti al massimo una volta si incontrava nei boschi qualcuno con la moto da trial, mentre oggi ci sono i quad,
decisamente più ingombranti, oltre che impattanti sul territorio. Una volta l'inverno in montagna era la stagione
della tranquillità, adesso tra motoslitte ed eliski il problema c'è ed è pesantemente sentito. A molti che
frequentano la montagna è capitato di scontrarsi con questa realtà. Alcune zone stanno vivendo aspetti
decisamente critici su questo aspetto. Ad esempio, e Luigi Barus prima forse si riferiva a questo, nella zona del
Pragelatese, grazie all'apertura di un nuovo resort, arrivano a frotte turisti russi pieni di soldi che pretendono di
andare dappertutto scorrazzando come gli pare. Infatti i voli degli elicotteri hanno avuto un aumento
esponenziale proprio in quest'ultima stagione. Ciò accade sicuramente anche altrove.
La proposta di “Noi delle Alpi” è ispirata ad un certo pragmatismo, in quanto sappiamo benissimo che non ha
senso un ambientalismo da salotto fatto di divieti, di prese di posizione integraliste. Si propone invece di
utilizzare le strade alpine presenti nel Pinerolese quale laboratorio per sperimentare delle soluzioni.
Naturalmente il documento si basa su alcuni aspetti che hanno una valenza generale, che possano incontrare
una piena condivisione. Due per tutti: stop a qualunque ulteriore progetto di asfaltatura di strade in quota (si può
anche decidere di stabilire da quale quota), ma in linea di massima ci si riferisce alle ex strade militari, di cui chi
frequenta in bicicletta certe zone del Cuneese mantiene il ricordo di strade bianche, che ora in buona parte
sono asfaltate, e poi una posizione chiara e netta sul fatto che i sentieri escursionistici non possono e non
potranno mai essere percorsi da veicoli a motore, se non per necessità di soccorso od affini e da chi è titolare
di attività agricole in montagna. Se un pastore raggiunge i luoghi di pascolo in moto, non può che far piacere!
Ciò significa che c'è ancora il pastore e questo è un bene. Che ci vadano i ragazzotti scatenati, locali o stranieri
che siano, non è invece accettabile. Purtroppo in Regione c'è chi sta lavorando per liberalizzare il transito alle
moto ed equiparare i sentieri alla viabilità ordinaria. E' un pericolo concreto e sul quale è indispensabile che
associazioni che abbiano un peso in termini di visibilità, storia e rappresentanza, devono prendere posizione.
Questo è anche ben testimoniato dal GR, ancora con la presidenza di Geninatti, che aveva avviato la petizione
con la raccolta di firme su questo argomento.
Questo documento prende in esempio la strada dell'Assietta, che è strada provinciale e sulla cui viabilità esiste
già una regolamentazione emanata dalla Provincia che prevede due giorni settimanali di chiusura, e propone di
estendere il discorso e avviare un coordinamento per cui a rotazione tutte le strade bianche per ogni vallata
siano chiuse ai veicoli a motore e per contro, sempre a rotazione siano accessibili. Ciò permetterebbe ai gruppi
motorizzati che giungono nel territorio, di trovare sempre un percorso fruibile. Altrettanto gli escursionisti
avranno la possibilità di scegliere percorsi liberi da traffico che disturba o al limite crea anche pericolo.
Si tratta di un tentativo di giusto compromesso salvaguardando i diritti di tutti e anche di distribuire su più strade
il carico derivante dall'usura di un passaggio ripetuto di mezzi.
Il gruppo “Noi delle Alpi” ha intenzione di preporre questo provvedimento alla Provincia. Ovviamente più sono le
associazioni, locali e non, che aderiscono a questo progetto, maggiore sarà l'importanza che gli amministratori
dovranno dare alle richieste fatte. Altra richiesta che sarà presentata, è quella di continuare la sperimentazione
di regolamento che è stato approvato dal comune di Bobbio Pellice per la pista del Prà. Regolamento che è
un'esperienza interessante in quanto l'amministrazione ha coinvolto anche la sezione CAI di Torre Pellice nella
sua stesura. Un altro argomento contenuto nel documento è la proposta di iniziare a distinguere tra i vari mezzi
motorizzati. Restando nell'ambito motociclistico, diverso è l'impatto sul terreno di una moto da trial rispetto ad
una moto da enduro, per esempio, come anche è diverso lo stile di chi conduce questi mezzi. Quindi non è
affatto detto che una mulattiera, una strada grossivo-forestale, che siano aperte alle moto da trial lo debbano
essere anche per le moto da enduro. Lo stesso vale per le strade in quota.
Non essendo stato inserito nella cartellina, questo documento non può essere messo in votazione. In ogni caso
Michele Colonna informa che sarà inviato a mezzo e-mail a tutte le sezioni, in modo da permetterne un
approfondito esame. Sarà anche indicato un contatto e-mail a cui indirizzare eventuali annotazioni per Magrì
che possano aiutare eventualmente anche a migliorarne il contenuto.
Ricorda che questo è un progetto sperimentale, circoscritto in una zona specifica della Provincia di Torino.
Questo progetto è importantissimo, come segnalato prima, perché se dalla sperimentazione si passerà
all'applicazione, potrà essere esteso ad altre province. Ovviamente, come d'accordo con la dott.ssa Elena Di
Bella, attendiamo le osservazioni delle varie sezioni per portarle negli incontri con le istituzioni. Le difficoltà che
si potrebbero incontrare, ha detto la Di Bella, non sono tra le varie associazioni che hanno interessi
ambientalistici comuni, ma tra i sindaci dei vari comuni interessati dai provvedimenti, che vedono più l'attrattiva
turistica da un utilizzo ludico. D'altro canto però, i sindaci debbono anche metter in conto i costi di ripristino delle
strade bianche anche al fine della sicurezza e della responsabilità civile. La Provincia è molto sensibile, al
contrario dei sindaci. Infatti c'è il sindaco di Sestriere che sta spingendo diversamente, avendo una forte
affluenza di turisti. Logicamente gli interessi sono diversi e il CAI sta cercando proposte che trovino l'accordo di
tutti. Non sarà facile, ma occorre provarci.
Magrì ringrazia per la precisazione di Colonna e conclude sottolineando che il valore del documento sta nel
percorso nel quale diverse sezioni CAI e altre associazioni affini nel mondo ambientalista e della montagna
(l'Associazione delle ciaspole, la Giovane Montagna sezione di Pinerolo) si sono più volte incontrate,
sviscerando problemi ed opinioni e pervenendo al termine alla stesura di questo documento. Il tutto è poi
sfociato in un convegno tenutosi a maggio 2012 a cui aveva presenziato l'ex-presidente del GR, Geninatti. A
quel convegno si erano incontrate tutte le parti, comprese anche le associazioni dei motociclisti, proprio perché
non è nella filosofia del gruppo di cercare lo scontro, ma la condivisione in quanto è bene chiarire che gli spazi
siano suddivisi e delimitati e non lasciati liberi a tutti.
Magrì fa una ulteriore proposta: il convegno di cui sopra era organizzato sui mezzi a motore. Potrebbe essere
interessante che il GR organizzasse un convegno sui sentieri.
Colonna risponde che è sicuramente un argomento interessante che sarà proposto dalla Regione Piemonte,
forse in ottobre. Ha parlato con Calligaris che ha intenzione di fare un incontro non soltanto per il Piemonte, ma
a cui verranno invitate le altre regioni delle Alpi (Liguria, Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino Alto-Adige e Friuli
Venezia Giulia) con la presenza istituzionale degli addetti ai lavori, allargando pertanto la discussione.
Magrì ringrazia dello spazio concessogli.
Prima di proseguire con i successivi punti all'O.d.G, la Presidente di Assemblea legge il risultato delle votazioni
dallo scrutinio delle schede:




votanti 134
Revisori dei conti: Avagnina Davide132 voti, Chiappero Giuseppe 128 voti, Tempo Paolo120 voti
Probiviro: Brizio Carlo 133 voti
1 scheda nulla
Punto n. 14 - I Cammini del Piemonte del CAI 150 (De Giovanni Franco Vice Presidente del GR)
La Presidente invita quindi De Giovanni, il quale chiama al tavolo dei relatori anche Enrico Bruschi e Franco
Grosso. Sono state preparate delle diapositive per accompagnare la spiegazione.
La premessa: quando è partito il progetto dei festeggiamenti del CAI 150, un socio della sezione di Casale,
Enrico Bruschi, ha proposto di percorrere la Via Francigena. Il progetto è stato accolto dal CAI Centrale e di
conseguenza inserito nel Cammina CAI 150. Proiettano lo schema che ha inglobato diversi cammini, più che
altro con l'obbiettivo di far camminar l'Italia, un po' come si era già fatto negli anni '95 e '99 con il
CamminaItalia. Su questo filone principale, nella zona del Piemonte si è fatta un'altra valutazione, recependo il
non interesse della Valle D'Aosta a degli eventi, e cioè si è deciso di inserire anche la Valle D'Aosta nel
cammino classico della Via Francigena, quello che passa dal Gran San Bernardo. Dopodiché c'è stata un'altra
bellissima idea di Franco Grosso ( a lui dopo i dettagli ) di un altro cammino che si può far confluire a quello che
scende dal G.S. Bernardo partendo dalla casa natale di Quintino Sella. Certamente un bel messaggio da
portare in tutta Italia dalla casa del fondatore e dalle nostre montagne. Quindi sono stati organizzati tre
cammini. Oltre a questi ci sono una serie di incontri e di confluenze fatti da altre sezioni. Lo spirito con cui è
stato realizzato l'insieme del progetto con i dettami della sede Centrale e del Gruppo Centrale (piccola
annotazione polemica sulla sua non perfetta efficienza in quanto ad immediatezza) è stato di grandissima
collaborazione delle varie sezioni, quelle della Valle Susa, Ivrea, Biella, Vercelli, Asti, ecc., con lo scopo di far
camminare le persone per festeggiare i 150 anni del CAI, ma in particolare di far conoscere l'evento al di fuori
dell'Associazione. I Cammini saranno punteggiati da eventi. I tre principali sono: il coro Varade del CAI Varallo
che terrà un concerto a Superga il 24 aprile alle 21. Il CAI di Asti organizzerà un concerto corale al Sacro Monte
di Crea. Nella giornata del 24 aprile in cui la tappa va da Alpignano a Superga, il punto forte sarà fermarsi al
Monte dei Cappuccini, dove ci sarà anche la visita al museo. Durante questi cammini, al di là che è stato
chiesto di portare la bandiera della Pace, possiamo eventualmente avere l'opportunità di avere un tavolo per la
raccolta firme di adesione per le mozioni di cui abbiamo parlato prima, aprendo il CAI all'esterno cercando di
ottenere le firme di adesione da tutte le persone, soci e non, interessati all'ambiente
Accenna brevemente al tracciato del percorso:
il 20 aprile è la data generale di inizio fissata dal CAI Centrale per i Cammini.
La prima tratta sarà Moncenisio – Casale, chiamata Francigena – variante Terre Alte. Il 20 aprile partirà non
proprio dal Colle a causa della neve, ma da St. Rhemy-en-Bosses e il 28 raggiunge Vercelli.
Il 23 aprile partirà il cammino dalla casa natale di Quintino Sella a Mosso, passerà da Oropa dove riposa la
salma, e confluirà su Ivrea.
Per aderire a queste iniziative le informazioni sono sia sul sito del GR, che sul sito del CAI Centrale / Lo
Scarpone, sia su molti siti delle sezioni. Nella cartellina inoltre ci sono i contatti e-mail per le iscrizioni,
indispensabili per l'organizzazione logistica. Inoltre i Cammini porteranno un quaderno, che vuole essere un
“quaderno testimone”, dove si raccolgono tutti i dati e i timbri delle sezioni e dei comuni attraversati e anche dei
partecipanti. Questo progetto è il contributo del CAI Regionale per i festeggiamenti del CAI 150.
Lascia poi la parola ai due ideatori dei percorsi a cui poter rivolgere poi eventuali domande.
Franco Grosso presenta la “variante Selliana” del Cammino. Da Mosso Santa Maria, Biellese orientale, il 23
aprile si arriva ad Oropa lungo il percorso dei classici cammini di pellegrinaggio verso il famoso Santuario
Mariano, nel cui cimitero monumentale c'è la tomba di Quintino Sella. Il giorno successivo si raggiunge Graglia,
altro importante Santuario biellese, per poi confluire il giorno 25 ad Ivrea, facendo l'ultima parte di cammino in
contemporanea assieme a quelli che provengono da Pont St.Martin. Ricorda che ci sarà un momento comune
domenica 28 alla fine delle tappe a Vercelli. E' importante fare notare, che la variante Selliana percorre quello
che è stato chiamato il Cammino di San Carlo, un percorso turistico devozionale che da Arona arriva ad Ivrea,
congiungendosi poi a Viverone alla via Francigena. Questo percorso è entrato in un progetto internazionale,
finanziato dall'Unione Europea attraverso Interreg, un lavoro attualmente in corso per i prossimi due anni a cui
partecipa anche il CAI di Biella come partner.
Chiude facendo gli auguri al neo-eletto presidente della sua sezione del CAI di Mosso, Fabrizio Franco, e
invitando a Mosso il Presidente Generale, Martini, magari ad ottobre in occasione del CDC e dell'Assemblea
dei Presidenti Regionali che si terrà nuovamente nel Biellese.
Enrico Bruschi parla della Via Francigena come un cammino che attraversa l'Italia. In realtà la Via Francigena
era un fascio di vie che arrivavano dal Nord-Europa e andavano verso Roma, per poi proseguire verso San
Michele Arcangelo. In questa manifestazione di Cammina CAI saranno seguiti tre cammini Francigeni
principali. Quello della Val di Susa, che è stato leggermente modificato, evitando tutto il tratto di pianura da
Vercelli a Fidenza – apparteniamo al CAI e ci piace valorizzare le Terre Alte – e seguendo le dorsali collinari,
quella di Torino, dell'Astigiano e Monferrato, risalendo le valli del Tortonese per arrivare sull'Appennino.
Come diceva De Giovanni, tutti i Cammini inizieranno il 20 aprile ed arriveranno il 28 settembre. Questi
Cammini hanno durata diversa e si è dovuto trovare un escamotage per rispettare queste due scadenze.
Pertanto non si effettuerà un cammino da Moncenisio a Roma (40 tappe) in un unico tratto, ma suddiviso in
quattro tratti in quanto ci saranno a Sarzana e Siena degli incontri con altri cammini, ci saranno festeggiamenti
a livello nazionale che sono importanti. Ribadisce che lo scopo non solo far camminare, ma far conoscere il
CAI e sicuramente camminando attraverso borghi e città lo si fa conoscere con un'immagine diversa da quella
normalmente percepita e cioè un'associazione di persone che vanno in cima alle montagne. La nostra volontà
è anche il valorizzare tutte le Terre Alte, non solo le montagne anche se l'alpinismo è l'attività di punta del
nostro sodalizio. In tutti questi borghi o città si terranno degli eventi, alcuni già citati come quello a Torino con il
concerto del Coro Varade del Cai Varallo, coro molto importante. In tutti i punti tappa però si vorranno fare degli
eventi invitando le amministrazioni locali per far conoscere la nostra associazione. Sarà una camminata-evento
che dal Nord e contemporaneamente dal Sud, da San Michele Arcangelo andrà verso Roma. Oltre a questi
cammini francigeni, il CAI di Ascoli ha proposto il recupero di un'antica strada romana, la via Salaria. E tutti si
ritroveranno il 28 settembre a Roma, dove si spera di riuscire ad organizzare una grande festa che servirà a far
conoscere il CAI a livello nazionale.
La Presidente da la parola a Renato Boschi, Presidente CAI Villa d'Ossola.
Interviene quale rappresentante delle 17 sezioni CAI dell'est Monterosa, perché in occasione dei 150 anni del
CAI si è voluto mettere in calendario usa serie di escursioni che uniscono tutti i rifugi della zona del VerbanoCusio-Ossola. Questo non solo come evento legato ai festeggiamenti dei 150 anni, ma come manifestazione
che possa durare nel tempo. C'è la necessità di far conoscere la potenzialità dei rifugi di questa zona. Ci si è
accorti che tutta la zona è servita da rifugi nell'ambito di gruppi montuosi. Pertanto sotto questo aspetto, le varie
escursioni sono state divise mettendo in luce questa particolarità. C'è il Mottarone che ha un'attività di tipo
appenninico per poi passare alla sua cima in territorio Alpi, poi ci sono altre zone che dalla quota di 200m
salgono fino ad una quota di 3000m alla vista dei 4000m del Monte Rosa. E' un'iniziativa che resterà stabile e la
“scusa” dei festeggiamenti sarà una sorta di collaudo di questi percorsi. Una particolarità è che tutti i punti di
partenza delle escursioni sono raggiungibili con i mezzi pubblici, perciò con l'ottimo abbinamento di andare a
conoscere il territorio utilizzando i mezzi pubblici. In effetti l'Ossola è vicina alla Svizzera, la cui visione
dell'attività escursionistica è legata all'uso dei mezzi pubblici. In effetti la disponibilità di mezzi in Svizzera è
dovuta alla domanda e da lì la domanda se sia possibile far succedere lo stesso in Italia. Il solo modo è quello
di creare un tipo di escursionismo che richieda il mezzo pubblico. Inoltre in Ossola ci sono due stazioni, di cui
una anche internazionale dove tutti i treni si fermano, Domodossola, e molti dei punti di partenza delle
escursioni convergono lì e questo è un messaggio molto importante da trasmettere anche all'estero. Sappiamo
infatti che chi cammina in Europa non sono gli italiani, ma gli altri, gli stranieri che amano la natura più di noi.
Nel contenuto della borsa si trova il piccolo opuscolo che raccoglie tutti i dettagli dell'organizzazione di questo
collaudo nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola.
Punto n. 15 - Assemblea Delegati 2013 a Torino
La Presidente d'Assemblea invita Osvaldo Marengo ad intervenire per illustrare l'evento.
150 anni e non sentirli! Quest'anno è un onore che l'Assemblea dei Delegati si tenga a Torino.
Espone quindi le indicazioni di massima, precisando che il programma dettagliato sarà consultabile sui siti CAI
Torino, CAI Regionale e Centrale.
I festeggiamenti cominciano il 25 maggio 2013 con l'emissione del francobollo CAI 150 con l'annullo del primo
giorno dalle ore 8,30 fino alle 24 presso il Museo della Montagna al Monte dei Cappuccini.
L'Assemblea dei Delegati avrà luogo presso il Centro Congressi dell'Unione Industriale di Torino, in via
Vincenzo Vela 17. La struttura è stata scelta perché altamente adatta a questo genere di attività, ma anche
perché in quel periodo, fortunatamente, Torino è piena di eventi e non ci sono altre sale disponibili.
Ci sarà tutto il programma dell'Assemblea, poi al Museo della Montagna si terranno una serie di eventi:
 il primo alle 19 con l'inaugurazione della mostra “CAI 150”
 una cena riservata ai delegati del CAI e agli ospiti nel cortile olimpico della sede Centro Incontri dei
Cappuccini
 alle 21,30 uno spettacolo “Dance escalade” di Antoine Le Menestrel sulle facciate della Chiesa e del
Monastero, quindi una scalata in notturna.
 Alle 24 chiusura del Museo e dell'area espositiva. Durante tutto questo periodo il Museo rimarrà aperto
con ingresso gratuito per gli ospiti
La domenica 26 maggio si ritorna al Centro Congressi, dove alle ore 8 riprenderanno i lavori dell'Assemblea,
con probabile interruzione verso le ore 14 e successiva ripresa.
Alle ore 21 nuovamente presso il Museo della Montagna ci sarà la replica dello spettacolo di Antoine le
Menestrel e alle 24 la chiusura del Museo e di tutte le attività.
La macchina organizzativa è già in stato avanzato, grazie anche all'aiuto di tutte le sottosezioni, scuole e la
sezione del CAI Uget, che affianca ed aiuta il CAI Torino in questo evento, che vogliono resti indimenticabile.
Sono i primi 150 anni... per i prossimi si vedrà!
Punto n. 16 - Varie ed eventuali
La Presidente d'Assemblea invita Albino Scarinzi, coordinatore da circa un anno delle sezioni Cai “Est Monte
Rosa”.
Da informazione sull'opuscolo contenuto all'interno della borsa. Si tratta di un opuscolo che riassume le quasi
400 escursioni che le sezioni Est Monte Rosa intendono realizzare nel corso dell'anno ed alcune già effettuate.
L'invito che porta all'Assemblea è di andare a visitare queste zone, anche perché quest'anno oltre ad essere il
150° anniversario del CAI è anche il 50° dalla nascita di questo gruppo intersezionale che raccoglie oggi ca.
10mila soci delle 17 sezioni della provincia di Novara e Verbano-Cusio-Ossola e che da allora collaborano in
modo molto soddisfacente. Questo è il risultato che va avanti da parecchio tempo, ma che solo quest'anno
cerchiamo di far conoscere meglio. Nell'opuscolo ci sono tutti i contatti dei rifugi, degli accompagnatori, gli orari,
ecc., cioè tutto ciò che permette a ciascuno di trovare le informazioni per raggiungere le località di partenza,
con la possibilità di appoggiarsi al CAI intersezionale Est Monte Rosa per essere accompagnati in luoghi non
conosciuti. Il clou delle manifestazioni sarà il 7 luglio presso il Rifugio Andolla in valle Antrona: da quota 1500m
ca. a Cheggio si raggiunge il rifugio dove c'è una targa su cui sono indicate le sezioni che una volta si trovavano
in quel luogo per poi dar vita all'intersezionale Est Monte Rosa. Invita tutti a partecipare e conferma che
informazioni dettagliate verranno veicolate tramite e-mail e non solo.
La Presidente d'Assemblea informa di un ulteriore intervento “Legge Regionale sci – utilizzo piste di risalita
per sci-alpinismo”. Intervengono Francesco Dardanello e Alberto Gianola.
Si tratta di una richiesta delle “Alpi del Sole” al GR sul tema della Legge Regionale degli sci, una particolarità
tutta piemontese, e cioè per i prossimi appuntamenti a livello LPV o specialmente GR, di riprendere il discorso
iniziato a Vercelli dal tema di veder perquisiti gli zaini alle soste in osteria per verifica se siamo in regola con
l'attrezzatura per la sicurezza, a quello molto sentito nel Cuneese e forse anche da altre parti relativo alla
risalita che alcuni gestori di impianti vietano sulle piste e che in casi di forte innevamento gli sci-alpinisti
percorrono. Questa legge norma dei comportamenti irrazionali e forse illegali. Ribadisce la necessità di
discuterne e chiede a Colonna l'impegno a non lasciar cadere questo argomento.
Interviene anche Gianola che sente l'esigenza di fare una puntualizzazione sulla base di un quesito che gli è
stato posto e che lo riguarda personalmente. La fruizione delle piste battute da parte di sci-alpinisti: il quesito è
<<può il gestore imporre allo sci-alpinista che scende a conclusione della gita, imporre l'acquisto del biglietto,
ovvero in assenza, può essere applicata una sanzione? Può lo sci-alpinista risalire la pista battuta?>>
Ora, da buon giurista, prima di tutto è andato a leggersi le regole e in particolare la legge regionale, su cui non
vuole scendere in dettaglio per non diventare noiosissimo, però un piccolo inquadramento dal punto tecnicogiuridico è necessario. La Legge Regionale prevede una sorta di servitù sui terreni a favore del gestore degli
impianti sciistici, dandogli tutta una serie di possibilità. A suo giudizio, posto che si tratta di una legge regionale,
che nel quadro di una gerarchia delle fonti del diritto non può andare contro la legge statale. Probabilmente il
gestore può arrivare in qualche modo a regolamentare la fruizione della pista sicuramente là dove esistano
possibili pericoli, vietandone ad esempio l'utilizzo durante la notte quando ci sono i mezzi battipista al lavoro.
Può probabilmente arrivare anche ad imporre entro certi limiti il divieto di risalita delle piste con le pelli laddove
zone strette o con poca visibilità possano creare un pericolo o possibilità di scontro per lo sciatore che scende.
Ciò che sicuramente non si può fare a suo parere è il vietare la discesa, posto che i terreni demaniali sono di
tutti. Nella Legge Regionale non sussiste un diritto del gestore di imporre su chi scende sulle piste battute
comunque il pagamento del corrispettivo. Le piste battute possono passare sui terreni più diversi, da quelli
privati ai cui proprietari il gestore non può impedire di accedere per il motivo di aver lui battuto la pista. D'altro
canto molto spesso si transita su piste piuttosto che strade, innevate d'inverno, che sono demaniali o
comunque di fruizione generalizzata, ma da centinaia di anni. Pertanto per una legge regionale generica un
gestore non può andare contro a usi e consuetudini piuttosto che diritti garantiti da leggi statali.
Per questi motivi si sente di affermare che non si può vietare il transito su pista battuta agli sci-alpinisti anche
se non ha pagato il corrispettivo.
Gianola porta l'esempio di una zona del Cuneese, San Bernolfo dove il gestore magari fa un tracciato per
fondisti, uno per i ciaspolatori o piuttosto per gli sci-alpinisti. In quel caso si tratta di una regolamentazione e
non ha senso per uno sci-alpinista “invadere” altre zone. Però impedire il passaggio o imporre il pagamento non
ci sta.
Dalla sala viene un intervento che racconta di un caso accaduto ad un amico con un verbale dei Carabinieri per
aver fatto poche curve in pista nella discesa a valle dopo essere salito dal bosco. Il problema non è venuto dal
gestore, ma dall'interpretazione della legge da parte di un carabiniere.
Gianola risponde che in questo caso il gestore può chiedere nel quadro di un rapporto contrattuale il
corrispettivo. L'autorità pubblica, il carabiniere piuttosto che la guardia forestale o il vigile urbano, eleva invece
la sanzione pecuniaria per aver violato questa pretesa regola. Però secondo lui la regola non c'è e si offre di
difendere nella sua qualità di avvocato chi dovesse trovarsi in una situazione simile.
Da questa discussione si evince che il CAI è sempre più chiamato ad interagire con una società complessa,
dove bisogna “scendere dalla montagna” occupandosi anche di regole, altrimenti si perde la battaglia.
Sarebbe pertanto interessante per il CAI, farsi fautore di studi: andare a vedere cosa succede negli altri stati
che si affacciano sulle Alpi ad esempio con riferimento all'elicottero; valutare tutti questi argomenti
approfondendoli in modo tecnico per essere in grado di offrire delle soluzioni. Tutto ciò sarebbe di suo grande
interesse.
La Presidente d'Assemblea conferma che siamo arrivati al termine e lascia la parola al Presidente Generale,
Umberto Martini, che saluta tutti e ringrazia dell'occasione, in particolare Michele Colonna di aver organizzato
l'Assemblea in questa splendida location e gestita da una sezione che è guidata molto bene, come ha potuto
intuire dalla chiacchierata di ieri con Daniela Tomati che ieri è andata a prenderlo alla stazione di Santhià.
Ringrazia tutte le sezioni che in un modo o nell'altro operano per le centocinquantennali attività.
Ringrazia oltre il padrone di casa Lodovico Sella anche Mattia Sella, rappresentante della famiglia, entrambi
impegnati nel CAI Centrale, Lodovico nella commissione per il 150° mentre Mattia è presidente del CSC ed è
stato anche rappresentante del Club Alpino nella pari commissione UIA, le associazioni internazionali.
Ma ringrazia anche il suo collaboratore in primis, il vice-presidente Ettore Borsetti, che avete sentito dalla
relazione di Michele Colonna, come ha ben rappresentato la presidenza generale agli incontri, perché l'Italia è
grande, i gruppi 20 e le manifestazioni tante ed è perciò necessario spartirci il lavoro per un fatto logistico di
ridurre gli spostamenti, ma anche per una questione di risparmio che non guasta. Estende i ringraziamenti oltre
che ai consiglieri centrali in servizio, manca Ugo Riva a cui manda gli auguri di pronta guarigione, anche a
Umberto Pallavicino e Antonio Montani e gli ex consiglieri centrali, l'ex presidente regionale Gino Geninatti, con
il quale c'è una lunga amicizia nata a Milano quando entrambi erano consiglieri centrali, che con la sua lunga
militanza nel gruppo regionale ha fatto molto. Ma i lavori non si fanno da soli, si fanno in squadra e le squadre
funzionano anche sulle esperienze fatte. Gli fa piacere quindi constatare la continuità con la presenza degli ex
consiglieri centrali (Cecilia Genisio, Luigi Grossi, Albino Scarinzi, Elio Protto) e che la loro esperienza resti nella
struttura, nel corpo sociale, è un valore, un investimento che ha trovato una valorizzazione che serve. Serve
perché non occorre avere i gradi o cariche particolari al CAI per fare. Le sezioni sono tantissime dove operano
persone anche senza cariche ma con la voglia del fare, con le motivazioni di cui Quintino Sella, sceso dal
Monviso, scrisse in quella bella lettera indirizzata a Gastaldi, che Martini indicherebbe quale testo obbligatorio
nei corsi di formazione dei dirigenti. In quella lettera ci sono i principi validi ancora oggi non solo per andare in
montagna, anche per altre cose. Gli ha fatto molto piacere ricevere la copia anastatica dei pensieri di Quintino
da Lodovico Sella, perché una mente grande, e Quintino Sella lo è stata, non è attuale solo ai propri tempi,
pensiamo ai filosofi greci che sono ancora attualissimi nei concetti che in una democrazia, in un vivere nella
società avrebbero ancora il dovere essere applicati e rispettati. Il CAI di questa società negli ultimi 150 anni è
un pezzo, un campione importante, perché un sondaggio fatto su 315.000 e oltre soci sarebbe un campione
enorme, soprattutto sarebbe un campione diversificato per situazioni, età, ceto sociale e condizioni
estremamente diverse per qualsiasi società commerciale che dovesse lanciare sul mercato un prodotto.
Pertanto il CAI è a pieno titolo uno spaccato della società. Gli ha fatto piacere che sia il Sindaco che il
Commissario Prefetto abbiano confermato quanto la nostra associazione sia riconosciuta, il suo ruolo nella
società. Sottolinea che anche in uno degli ultimi interventi sono stati menzionati i nostri obblighi ed adempimenti
in un senso più largo ed è questo che facciamo e siamo riusciti a fare in questi 150 anni educando quante
centinaia di migliaia di italiani, forse qualche milione, perché se nell'anagrafica degli ultimi sei anni sono
registrati oltre 600mila soci, chissà quanti sono stati dagli anni passati gli iscritti al Club Alpino Italiano. Sempre
più ci troviamo, specialmente negli incontri anche ad alto livello, a parlare con ministri o altro che ci dicono di
essere stati soci del CAI. Racconta del direttore generale di Unicredit che, incontrato per una richiesta di fondi,
gli ha detto di essere stato socio CAI. Purtroppo non gli ha concesso i fondi, ma si è nuovamente iscritto alla
sezione di Milano!
Siamo perciò portatori di valori importanti, ma come dice ancora il suo predecessore, Umberto De Martini,
siamo molto bravi a fare, ma molto meno bravi a farlo sapere. Nonostante questo, la Fondazione Goria ha
scelto quest'anno il CAI e il 31 maggio consegnerà il premio Gianni Aimar sulla comunicazione. Ciò significa
che forse qualcosa si è imparato a fare... o sono ridotti così male da considerare noi come i più bravi! Spera
proprio non sia questa la conclusione a cui addivenire. Se la Fondazione piemontese legge questo merito,
passatemi il termine, significa che in Piemonte la comunicazione è stata curata ed è visibile e lo si sente. Non
c'è stato intervento oggi che non abbia fatto riferimento al sito, alla comunicazione ecc. Da ultimo, ma non
ultimo, quando Osvaldo Marengo parlava del programma del 150° per quanto riguarda gli eventi di maggio e
l'Assemblea dei Delegati che sarà sul sito la prossima settimana. Ancora ieri sono state apportate alcune
ulteriori correzioni, non diventa sicuramente vangelo, in quanto gli eventi nel corso di svolgimento potranno
avere dei ritocchi, ma fondamentalmente le date degli eventi saranno quelle indicate. Saranno indicati non solo
gli interventi di maggio, ma fino alla fine di ottobre, quando nella settimana del giorno fatidico 23 a Torino sarà
celebrata la conclusione dell'anno celebrativo iniziato obbligatoriamente per scelta a Roma il 26 ottobre dello
scorso anno, perché c'era la necessità di far partire l'evento a livello nazionale e l'aula di Montecitorio ci dava
visibilità. Ciò detto, come da relazione di Antonio Montano abbiamo sentito ciò che si sta facendo, le
problematiche del CAI che risente della situazione di crisi, tanto quanto ne risente il paese, essendo il CAI uno
spaccato della società e la crisi, lo si sa, non sta scritta sui giornali, ma la si vive giorno per giorno. Qui siamo
ospiti di una struttura di proprietà di una fondazione bancaria, menziona il proprio piccolo incarico in una banca
e assicura che la crisi si sente anche nelle banche e aggiunge che con ciò non vuole difendere le banche...
Crisi ha significato la perdita dell'1,1% degli associati che può essere fisiologico, ma il segnale grave è che la
perdita di iscritti tra i giovani è del 5,9%. Perciò, visto che è il futuro ciò a cui noi dobbiamo pensare, questo
dato è preoccupante.
Domenica 17 marzo al congresso degli accompagnatori di Alpinismo Giovanile a Firenze è stato risottolineato
questo per capire al nostro interno se c'è qualcosa da rivedere e da perfezionare. Allora, siccome siamo tutti
volontari e che questo essere volontari assorbe la crisi in quota parte. Se noi fossimo un'associazione qualsiasi
non avremmo perso l'1,1%, ma avremmo perso quello che altre associazioni, come il Touring Club o la Fisi per
esempio, ma non sono le sole, hanno perso in questi anni. Non dobbiamo però compiacerci perché siamo
meno sfortunati degli altri, ma dobbiamo pensare a casa nostra, se ci riusciamo, apportando quei correttivi e
non basta non alzare il costo del bollino, ma dobbiamo aumentare il valore del bollino, alla tessera, perché le
motivazioni scritte nello statuto vanno bene quando non ci sono problemi. Se invece ci sono problemi che
impongono scelte su dove tagliare, può essere che chi non da un valore al bollino, rinunci alla tessera.
Facile a dirsi, difficile a farsi! Stiamo provando, proprio approfittando di questo 150°, di creare un appeal
maggiore all'iscrizione non perché vogliamo dare un valore alla venalità del prodotto che consegniamo, ma
perché intorno a quei nobili principi si possa trovare anche un conforto, perché, come si suol dire, si fa poca
filosofia se la pancia è vuota.
Non vuole essere brutale, non c'è intenzione di “svendersi”, ma quella di guardarsi intorno e “copiare”. Valutare
le realtà all'estero, cosa viene fatto, apprendere cose che non sappiamo fare.
Anche Gianola nel suo ultimo intervento ha parlato di un argomento che lo interessa molto e sicuramente si
metterà in contatto. Dobbiamo guardare fuori dal nostro mondo! Il CAI ha come particolarità, per non dire
difetto, il non guardare fuori dal “mercato” di 320.000 soci e c'è l'abitudine a parlare a questi.
Si deve sempre di più rivolgersi all'esterno. Ritorna all'Alpinismo Giovanile e sottolinea l'importanza di riuscire
ad entrare in quei mondi, anche organizzati, dove il contatto con i giovani è più naturale che non all'interno del
CAI. Ma questo non vale solo per i giovani! C'è un discorso di seniores che sono diventati anche questi un polo
di interesse, ma anche in questo settore dobbiamo uscire dalle nostre sedi e parlare. Cosa che viene già fatta,
ma deve esserlo in maniera più sistematica e non solo perché uno ha la buona volontà o la sensibilità. Deve
essere impostato qualcosa che faciliti ciò. Cioè, dove si può creare delle connessioni, delle convenzioni che
portino ad occasioni di incontro dove poter parlarsi.
Tornando all'estero ci sono degli esempi emblematici. Nell' “estero” (passandogli il termine) italiano, leggi Alto
Adige, l'AVS (Alpenverein Suedtyrol) associazione alpinistica sud-tirolese di lingua tedesca raggiunge oltre i
60.000 iscritti, mentre il CAI arriva a 6300 e rotti. Ora gli abitanti di lingua italiana non sono solo il 10%. Non
vuole fare qui una predica che dovrebbe essere eventualmente rivolta al CAI Alto Adige, ma prende lo spunto
per dire “gli altri cosa fanno o l'esterno cosa fa”. E' chiaro che l'adesione all'AVS in Alto Adige per i cittadini di
lingua tedesca è una fede, una certificazione, un'auto-adesione per mantenere determinati principi, però si nota
che alcuni giovani, di lingua italiana o bilingue che hanno superato questo tipo di divisioni, si iscrivono all'AVS e
non al CAI, perché evidentemente trovano un ambiente che soddisfa di più. Allora dice all'Assemblea ma in
primis a se stesso, visto che le responsabilità sono suddivise su ciascuno in proporzione al ruolo che ricopre, è
necessario capire cosa può farci uscire da un circuito che ci vede invischiati nel percorso. E' vero che ci sono
associazioni storiche come il Club Alpino francese che non è in posizione felice, ma il Club Alpino tedesco
(AVD) ha oltre 970mila soci. Gli Austriaci da un po' ci hanno superato con una popolazione decisamente
inferiore a quella italiana., anche se hanno dalla loro un territorio prettamente montano. Le attenuanti ci sono,
ma le differenze sono tante. Allora dobbiamo uscire.
Queste celebrazioni per il 150° devono essere sì un'auto-celebrazione, e non può essere che così. Non si può
dire “rinasciamo adesso” o “viviamo adesso il CAI”, perché abbiamo una storia di 150 anni alle spalle.
Bui diceva “ricordatevi che camminate sulle spalle di chi vi ha preceduto” e aveva ragione.
Dobbiamo però ripartire perché il CAI del 2013 non è quello di ieri e quello del 2014 lo sarà ancora meno.
Sta leggendo gli appunti da un blocco di un convegno di tutt'altra natura che menziona “il bello del futuro è che
arriva un giorno dopo l'altro” ed è vero: il futuro lo costruiamo un giorno dopo l'altro, non con date epiche ecc.,
ma proprio con il lavoro che tutti noi facciamo nelle nostre sezioni, commissioni ecc.
Pertanto se ci ponessimo il problema, non tutti i giorni, ma frequentemente, se ciò che facciamo si potrebbe
fare in maniera diversa, ottimizzando le risorse, mettendo in linea il lavoro degli organi tecnici, Montani lo ha
menzionato nel suo intervento. E' un percorso non semplice, perché la stratificazione delle abitudini è difficile
da sradicare. Ieri si è fatta la cronistoria che l'uniformità didattica è nata in maniera scritta nel 1987 e non siamo
ancora riusciti a realizzarla, Non è un problema che viene da fuori, è un problema nostro. Quello di riconoscere
la necessità di fare un passo indietro e non beatificare quello che abbiamo sempre fatto, ma sapere quello che
si può fare insieme agli altri.
Si scusa per la “predica”, ma dice di non poter parlare di 150°, di dire che siamo stati bravissimi, di ripetere che
tutto va bene ecc. Siamo bravi, ma bisogna essere consapevoli che il difficile viene adesso.
Se quest'anno abbiamo perso l'1,1% di iscritti, le crisi nell'economia non hanno gradualità, le crisi possono
avere delle discese vertiginose. Questi presupposti non ci sono ma non fermiamoci.
Ringrazia per quello che le sezioni fanno ed hanno fatto. Sa che la sede centrale viene vista come un olimpo
lontano, difficile, che non risponde. E' difficile far convivere un collegamento tra volontari e una struttura che
volontaria non è. Non bastano le frequentazioni dei dirigenti anche di alto livello, e ringrazia nuovamente
Borsetti per la presenza non solo in occasione dei canonici consigli.
Anche lì è necessaria un po' di fantasia per rendere più fluido il rapporto e serve anche al nostro sodalizio
sburocratizzarsi. Però ha una opinione ben precisa sul fatto che tutti ne abbiamo una parte di responsabilità. In
Italia è un classico parlar male della burocrazia, perché è gestita in maniera sbagliata. La burocrazia sarebbe lo
strumento per far funzionare le cose, se fatta bene. Quando ci mettiamo a parlare di questo però, siamo
propensi a fare un nuovo regolamento perché secondo noi andrà meglio di quello che c'era prima, creando così
naturalmente un altro pezzo di burocrazia. Allora è venuta l'ora di dare il via ad una sregolamentazione perché
le società più avanzate hanno un minor numero di leggi in confronto a noi e noi che abbiamo un monte di leggi
non sappiamo più qual'è il riferimento giusto.
Termina ringraziando tutti. Dice che forse non ha espresso ciò che aveva in mente di dire e gli sovviene ancora
una cosa e dice:
<<Le quote rosa non vanno imposte per legge, ma vanno facilitate, se serve facilitare, le scelte per qualità e voi
ci siete riusciti>>
Ultimo adempimento: consegna il distintivo della sede Centrale alla sezione di Biella.
Riprende la parola Daniela Tomati per la chiusura dell'Assemblea.
<<Chiudere la seduta dopo la disamina del passato e del presente non è così facile. Io direi che abbiamo
ricevuto dal Presidente parecchi messaggi molto importanti. Conoscere la storia passata è importante perché
non riusciremmo ad affrontare il presente e programmare il futuro. L'apertura pensiamo e speriamo di poterla
portare avanti con le associazioni che parlano di montagna e direi che questo è anche importante, perché poi si
finisce di restare tra le proprie mura pensando che le cose che si fanno sono esaustive. Solo quando si esce
all'esterno e si ha la difficoltà a reggere il confronto, allora si creano sinergie ed amicizie con le quali poi si può
lavorare. Come cittadina prima di essere presidente CAI, ho sempre pensato che vivere felicemente nel nostro
territorio sia una cosa molto importante. Ultimamente non siano così sereni nell'ambiente sia politico che
finanziario e dobbiamo prendere atto di questa realtà e cercare di migliorare. Abbiamo capito che il volontariato
da molte opportunità e allora forse se riusciamo ad esser diversi e riusciamo a proporci in maniera diversa ai
nostri amici, alle persone che ci sono vicine, riusciremmo probabilmente a raccogliere dei consensi.
Il lavoro con i giovani cerchiamo di poterlo fare. Condividere, interagire con altre sezioni è anche molto
importante. Riuscire quindi a ottenere quei risultati che sono nel nostro statuto, ma nello stesso tempo ci
riempiono l'animo nel momento in cui riusciamo a fare, perché lavorare insieme, io penso, che, come
camminare insieme in montagna sia una bella opportunità, perché quando si arriva in cima, non importa quante
persone abbiamo trovato lungo la strada o chi sono però siamo diventati amici perché abbiamo cercato un
colloquio e quando siamo arrivati in cima abbiamo comunque raggiunto un obbiettivo.
Ringrazio per essere intervenuti e permettetemi di ringraziare tutti i collaboratori che hanno lavorato per la
riuscita di questa manifestazione, che per noi è stato importante. Quando l'anno scorso abbiamo chiesto la
candidatura, sapevamo che lavorare qui e per i 150 anni sarebbe stato bello e importante per proporlo a voi,
ma soprattutto per noi stessi, per continuare a essere insieme e a lavorare con gioia. Quando ci si trova per
programmare è sempre una gioia, perché le idee di qualcuno diventano le idee di tutti e quindi diventano idee
vincenti>>
Termina ringraziando ancora la Fondazione Sella e la Banca Sella per l'ospitalità e augurandosi che sia stata
per tutti una bella giornata come lo è stata per il CAI Biella.
Interviene ancora Umberto Martini per informare che, durante lo svolgimento dei lavori, ha ricevuto un
messaggio dal giornalista Filippini, che ha curato la pag. 35 della Gazzetta dello Sport giovedì. Lo ha richiamato
e Filippini gli ha richiesto la controreplica del Club Alpino Italiano in riferimento alla fiction sul K2 di cui si è
parlato durante i lavori. Non è il caso di comprare la Gazzetta tutti i giorni per leggerla. Verrà data informazione
quando ne sarà prevista l'uscita.
L'8a Assemblea del Gruppo Regionale del Piemonte si chiude alle ore 13,45
La Presidente dell'Assemblea
Daniela Tomati
CAI sezione di Biella
per la trascrizione dalla registrazione
Manuela Piana
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