COMUNE DI POZZUOLO DEL FRIULI via XX Settembre 31 33050 Pozzuolo del Friuli UD - Tel. 0432/669016 Fax 0432/669343 C.F. 80010530303 - P.IVA 00581220308 - Servizio Tesoreria ccp 15192339 [email protected] www.comune.pozzuolo.udine.it Pozzuolo del Friuli, OGGETTO: 26.01.2016 ABS - Acciaierie Bertoli Safau spa – Air Liquide Italia Produzione srl - SCHEDA DI INFORMAZIONE SUI RISCHI DI INCIDENTE RILEVANTE PER I CITTADINI ED I LAVORATORI PREMESSA Lo stabilimento Acciaierie Bertoli Safau è annoverato fra le industrie “a rischio di incidente rilevante” ai sensi del Decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 e successive modifiche. La natura e quantità delle sostanze impiegate nei processi produttivi potrebbero causare, in caso di eventi improvvisi (rilascio di sostanze), danni alla popolazione e all’ambiente. Ai cittadini devono essere fornite informazioni sia sulla natura del rischio e sui danni sanitari ed ambientali che esso può indurre sia sulle misure di autoprotezione per mitigare gli effetti di un evento incidentale nonché sui sistemi di allarme da attivare in caso di emergenza al fine di favorire una tempestiva adozione di corrette norme comportamentali. È compito del Comune sviluppare e adattare al proprio territorio le informazioni comunicate dall’azienda ed elaborarle per ottenere uno strumento tecnico-operativo di supporto alla gestione dell’informazione alla popolazione sia per gli aspetti preventivi che per quelli in emergenza. Le Linee Guida, tramite la Scheda di informazione, offrono le conoscenze utili e le indicazioni necessarie a rispondere all’interrogativo di “cosa comunicare”. “Come comunicare” è il passo successivo. Al fine di raggiungere i destinatari dell’informazione in modo ampio ed efficace, devono essere utilizzati differenti canali di comunicazione. Per la divulgazione di informazioni di questo genere quindi il primo canale di comunicazione proposto è il WEB, che si affianca ad iniziative tradizionali quali assemblee pubbliche, sportello informativo comunale, esercitazioni, diffusione di opuscoli e gadget. LA GESTIONE DI UN’EMERGENZA INDUSTRIALE Il Rischio è la possibilità che, date determinate circostanze, si verifichi un danno alla salute, ai beni e alla sicurezza della popolazione nonché all'ambiente circostante. Si possono identificare due tipologie di rischio: Rischi Prevedibili: quei rischi la cui manifestazione può essere rilevata anticipatamente tramite un costante monitoraggio del territorio (es. nevicate e gelate eccezionali, nubifragi, ecc.); Rischi Imprevedibili: quei rischi che si manifestano senza alcun segno che li anticipi. Generalmente derivano dall'operato dell'uomo e in rari casi, come i sismi, sono di origine naturale (Incidente rilevante di origine industriale, incidente da trasporto di sostanze pericolose, incendi ecc.) Nelle pagine che seguono sono contenute informazioni estrapolate dalle schede di informazione trasmesse dal gestore dell’impianto nonché dal Piano di Emergenza Esterno redatto a cura della Prefettura di Udine e le norme comportamentali da seguire all’eventuale verificarsi di incidenti. Sono inoltre scaricabili dal sito web del Comune di Pozzuolo del Friuli gli ulteriori documenti resi pubblici e facenti parte del Piano di Emergenza Esterna succitato. L’ufficio di riferimento è l’Ufficio Tecnico Urbanistica - Edilizia Privata – Protezione Civile del Comune di Pozzuolo del Friuli. SEZIONE 1 Nome della società: Gestore dell’Impianto ALIP Air Liquide Italia Produzione srl Sig. Enrico De Pasquale Gestore Stabilimento ABS ABS - Acciaierie Bertoli Safau spa Sig. Giuseppe Giacomini Stabilimento/deposito di Pozzuolo del Friuli – (UD) Via Buttrio 28 - Cargnacco Portavoce della Società (se diverso dal Responsabile) Enrico De Pasquale Cell. 335-5743504 E-mail: [email protected] La Società ha presentato la notifica prescritta dall'art. 6 del. D.Lgs La Società ha presentato il Rapporto di Sicurezza prescritto dall'art. 8 del D.Lgs. Responsabile dello stabilimento si no Marcello Stoppa - Direttore stabilimento SEZIONE 2 Indicazioni e recapiti di amministrazioni, enti, istituti, uffici o altri enti pubblici, a livello nazionale e locale a cui si è comunicata l’assoggettabilità alla presente normativa, o a cui è possibile richiedere informazioni in merito – da redigere a cura del gestore. Ministero dell’Ambiente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Provincia di Udine Comune di Udine Comune di Pozzuolo del Friuli Comune di Pavia di Udine Prefetto di Udine Comitato Tecnico Regionale Vigili del Fuoco Protezione Civile della Regione Centrale Operativa 118 Via Cristoforo Colombo 44 00147 Roma Tel. Centralino: 06 57221 [email protected] Via G. Carducci 6 34133 Trieste 040 3771111 [email protected] Palazzo Belgrado Piazza Patriarcato 3 33100 Udine Tel. 0432 2791 [email protected] Via Lionello 1 33100 Udine Tel. 0432 1271111 - 0432 271 650 [email protected] Via XX settembre 31 33040 Pozzuolo del Friuli Tel. 0432-669016 [email protected] Piazza Julia 1 33050 Pavia di Udine 0432 646111 [email protected] Via della Prefettura 16 33100 Udine Tel. 0432 594111 [email protected] c/o Ispettorato Regionale Vigili del Fuoco FVG Via Teatro Romano 17 34121 Trieste Tel. 040 365667 – 040 7707511 [email protected] Via Popone 1 33100 Udine Tel. 0432-538811 [email protected] Via Natisone 43 33057 Palmanova Tel. 800500300 [email protected] Via Maria Crocifissa Di Rosa 33100 Udine Tel. 118 [email protected] ARPA AAS Via Cairoli, 14 33057 Palmanova Tel. 0432 1918111 [email protected] Via Pozzuolo n. 330 33100 Udine (UD) [email protected] Riportare le autorizzazioni e le certificazioni adottate in campo ambientale dallo stabilimento. ABS opera con un Sistema di Gestione della qualità in accordo con la UNI EN ISO 9001 sin dal 1991 - Ente di Certificazione: I.G.Q. (Istituto Italiano di Garanzia della Qualità) facente parte dell’International Certification Network – IQNET. Nei primi mesi del 1999, ABS ha ottenuto la certificazione QS 9000 Ed.3 Marzo ’98 Sistema di Gestione per la Qualità alla Specifica Tecnica Automotive ISO/TS 16949:2009 e alla norma ISO 9001:2008 (ABS Italia) - ISO 9001:2008 (ABS Croazia) Nel 2011 ABS ha ottenuto il certificato di conformità del suo sistema di gestione della qualità. SEZIONE 3 Descrizione della/delle attività svolta/svolte nello stabilimento Specificare l’eventuale suddivisione in impianti/depositi La centrale di Cargnacco (UD) della Air Liquide Italia Produzione srl (di seguito denominata per brevità “ALIP”) è situata all’interno dello Stabilimento “Acciaierie Bertoli Safau spa” (di seguito denominata per brevità “ABS”). L’azienda produce acciai speciali per i più svariati impieghi: dall'automobile ai veicoli industriali, all'industria meccanica ed alle macchine in genere, ai tubi senza saldatura per l'industria meccanica e petrolchimica, alle bombole per alte pressioni e temperature, ai cuscinetti ed ai profili speciali per le macchine movimento terra e per l'armamento ferroviario. Il ciclo di produzione dell’acciaio prevede una prima fase di approvvigionamento di materia prima, costituita da rottame e ghisa, che giunge allo stabilimento prevalentemente mediante convogli ferroviari o trasporto su strada. Nei processi di fonderia si originano diverse tipologie di rifiuti che sono inviati presso impianti di smaltimento autorizzati in conformità alla normativa vigente. In particolare, durante il processo di fusione ed affinazione nei forni EAF, DANARC, LF1, LF2, si raggiungono temperature tali da comportare il passaggio in fase gassosa dei materiali basso fondenti, del ferro stesso e dei metalli che sono trascinati in fase vapore dalla forza di ebollizione della massa fusa. Gli elementi presenti nelle emissioni sono captati e convogliati agli impianti di abbattimento dando origine alle polveri di acciaieria che sono smaltite come rifiuto (CER 10 02 07* Rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose). Dagli impianti di aspirazione l’aria polverosa entra nella camera di filtraggio e passa attraverso il materiale filtrante lasciando la polvere sul tessuto del filtro; ad intervalli regolari le maniche sono attraversate da forti getti di aria compressa, che consentono la raccolta della polvere in tramogge. Le polveri di tali impianti di abbattimento, tramite una coclea, sono trasportate in silos e da qui caricate direttamente in camion cisterna. Queste polveri sono ricche in metalli e in particolare presentano un contenuto di Zn > 15%; per questo motivo dal silo di stoccaggio sono prelevate ed avviate presso impianti terzi per le operazioni di recupero della frazione di zinco. Nello stabilimento sono presenti un silo da 100 m3 ed uno da 200 m3 che sono svuotati in continuo. Altre polveri derivanti da altri tipi di abbattimento meccanico (es. raccolte per gravità in casse polveri) sono raccolte in casse mobili o big bag, trasportate con carrello elevatore e scaricate in un capannone per il deposito temporaneo. Il capannone adibito a deposito temporaneo è stato realizzato nel 1994 ed è un edificio con pareti in c.a. e copertura metallica. Da qui, mediante un nastro trasportatore collocato nel capannone stesso, le polveri possono essere caricate in silo e quindi in camion cisterna; oppure, mediante pala meccanica sono caricate sfuse su camion del trasportatore per il loro smaltimento. Queste polveri presentano un contenuto in zinco di circa il 3%. L’attività svolta dalla centrale ALIP consiste nella produzione di ossigeno gassoso destinato alle Acciaierie ABS. Il processo utilizzato si basa sull’adsorbimento fisico differenziato dell’ossigeno e dell’azoto su un letto adsorbente costituito da allumina e setaccio molecolare ed avviene in un impianto del tipo VSA (Vacuum Swing Adsorber). Nella centrale ALIP sono installati n. 3 impianti di produzione ossigeno tipo VSA con una produzione massima complessiva di 6000 Nm3/h. L’aria ambiente è inviata mediante un ventilatore negli adsorbitori che funzionano a ciclo alternato: - Fase di adsorbimento; Fase di rigenerazione; Fase di ripressurizzazione; L’ossigeno prodotto viene compresso ad una pressione massima di 20 bar ed inviato in due capacità tampone da 150 mc cadauna di proprietà ABS; successivamente erogato all’acciaieria ABS ad una pressione costante di 12-13 bar (quanto richiesto in pratica all’utilizzo). Per garantire la fornitura di ossigeno ad ABS anche in caso di fuori servizio degli impianti di autoproduzione VSA, lo stabilimento dispone di uno stoccaggio di ossigeno liquido così composto: - n. 7 serbatoi verticali da 52.5 mc circa cadauno; n. 14 riscaldatori ad acqua per la rigassificazione dell’ossigeno liquido; n. 1 riscaldatore atmosferico; n. 2 serbatoi verticali da 32,5 mc circa per l’ossigeno dedicato alle operazioni ABS di ossitaglio con cannelli (serbatoi di proprietà Air Liquide Service srl) L’elemento principale dell’impianto di stoccaggio è costituito dal serbatoio criogenico che consente lo stoccaggio dell’ossigeno in forma liquida; il serbatoio assolve anche il compito di accumulatore pneumatico per l’alimentazione delle tubazioni, verso l’utilizzo, con gas alla pressione voluta. Le parti essenziali dell’impianto sono le seguenti: Contenitore: è costituito da un recipiente in acciaio Inox all’interno del quale si trova il gas liquefatto ad una pressione di circa 12-13 bar (quanto richiesto in pratica all’utilizzo). Tale contenitore è posto all’interno di un involucro in acciaio al carbonio a tenuta di vuoto; nell’intercapedine tra i due recipienti si trova uno strato isolante sotto voto spinto. Quadro di controllo: comprende le valvole di comando, le valvole di sicurezza, manometri, livelli, regolatori di pressione e quanto altro necessita per il funzionamento automatico dell’impianto. Vasche di vaporizzazione: le vasche di vaporizzazione provvedono a realizzare il passaggio dell’ossigeno dalla fase liquida alla fase gassosa, per mezzo di scambio termico con acqua. Ogni vasca è dotata di valvola pneumatica termostatica che intercetta il gas in uscita nel caso in cui l’ossigeno gassificato sia eccessivamente freddo. Sicurezze: i serbatoi criogenici sono costruiti secondo le vigenti norme e sono sottoposti a controllo ISPELS in fase costruttiva e AAS in fase di esercizio. Il recipiente in pressione è munito di regolamentari organi di sicurezza per eventuali sovrapressioni (PSV e dischi di rottura); tali organi di sicurezza sono applicati sulla fase gassosa del contenitore in modo tale da evitare l’uscita di gas liquido. Il rifornimento di ossigeno liquido avviene mediante apporti con apposite autocisterne criogeniche equipaggiate con pompe di travaso. ALIP ha aderito al programma “Responsible Care” di Federchimica, impegnandosi a sviluppare le proprie attività nella costante attenzione ad un continuo miglioramento della sicurezza e della protezione della salute e dell’ambiente. DESCRIZIONE DEL TERRITORIO CIRCOSTANTE Descrizione del territorio circostante (ricettori sensibili - quali: scuole, ospedali, uffici pubblici, luoghi di ritrovo, ecc., altri impianti industriali presenti, ecc.) nel raggio di 5 Km. Riportare una cartografia, in formato A3 secondo una adeguata scala, che metta in rilievo i confini dello stabilimento e delle principali aree produttive, logistiche e amministrative. Lo stabilimento è ubicato nell’area del “Consorzio per lo sviluppo Industriale del Friuli centrale – Z.I.U.” L’area ricade per due terzi nel territorio comunale di Pavia di Udine mentre la restante superficie si trova nei comuni di Udine e Pozzuolo del Friuli. Ad ovest il perimetro dell’azienda confina con terreni agricoli ed a circa 500 – 1000 metri si trovano i centri abitati di Cargnacco e Lumignacco. Nelle immediate vicinanze non sono presenti ospedali, scuole, uffici pubblici, ecc. La centrale ALIP e ubicata in area industriale all'interno della denominala Acciaieria ABS spa che opera nel settore metallurgico producendo e commercializzando manufatti in acciaio realizzati mediante processi di fusione, colaggio, laminazione, forgiatura e trattamenti termici. Lo stabilimento ABS confina con attività che non rappresentano pericolo per la centrale ALIP. All’interno dell’area di censimento, quindi nelle vicinanze della centrale ALIP si trovano: - Stoccaggi dì Azoto ed Argon liquido dì proprietà Air Liquide Italia Service srl Stoccaggi di Azoto ed Argon liquido di proprietà e gestione Rivoira spa Impianto trattamento FUMI 3 di ABS Sottostazione e sala compressori aria di ABS Impiantì acque Acciaieria di ABS Linea Ferroviaria Interna lato Ovest Via Buttrio (comunale) che interseca l’area dell’azienda ABS da Ovest ad Est; Linea ferroviaria Udine-Cervignano del Friuli direz. S-N al confine Ovest delle due aziende. Distributore carburanti AGIP - via Buttrio, n. 65 Bar-ristorante Happy e Locale Discoteca Discomos - via Buttrio, n. 59 Sider Engineering S.p.A. (attiv. industriale) - via Buttrio s.n. Rizzani De Eccher S.p.A. (impresa edile) - via Buttrio, n. 36 Qualisteel S.r.l. (attiv. industriale) - via Buttrio, n. 57. Al di fuori della zona di censimento, ma nelle immediate vicinanze, vi sono: - Tracciato della tangenziale sud di Udine, SR n. 56; A Ovest, a 200 m, la SP n. 94 Lumignacco; a maggiore distanza corre l’Autostrada A23; Azienda Agricola De Sabbata - via Buttrio n. 53 (a 500 m ad Ovest dallo stabilimento). A Est, a circa 800 m dal perimetro dello stabilimento ABS, corre la SR n.352. Nel raggio di 1 km sono presenti gli abitali dei Comuni di Pozzuolo del Friuli (Cargnacco) e Pavia di Udine (Lumignacco). E’ inoltre presente un Bunker per "emergenze radioattive" che viene utilizzato con il supporto di un Esperto Qualificato ABS qualora si verifichino dei danneggiamenti alle sorgenti radioattive il (Co60) utilizzate in acciaieria da ABS. Nell’allegata planimetria sono riportale le aree produttive, logistiche ed amministrative dell’insediamento produttivo (Allegato “A”) Le zone ad alta densità di popolazione più vicine rispetto ai confini del medesimo insediamento si trovano nella frazione Cargnacco distante circa 1000 metri e nei Casali Tosolini distante circa 500 metri. SEZIONE 4 Sostanze e preparati soggetti al D.Lgs. 334/99 e s.m.i. Numero CAS o altro indice identificativo della sostanza/preparato Nome comune o generico Classificazione di pericolo (*) Principali caratteristiche di pericolosità Max quantità presente (t) Ossigeno (in forma di liquido refrigerato o gassoso) Comburente R8 - Rfb Può provocare l’accensione di materie combustibili Può provocare lesioni causate dalla bassa temperatura 505 t (494 nell’impianto di stoccaggio ossigeno liquido – 11 t presenti negli accumulatori gassosi dedicati agli impianti VSA – ALIP) (*) Riportare la classificazione di pericolo e le frasi di rischio di cui al D.Lgs. n.52 del 1997 e decreto ministeriale 28 aprile 1997 della Sanità e successive modifiche e norme di attuazione. SEZIONE 5 Natura del rischio di incidenti rilevanti Informazioni generali Incidente (*) Sostanza coinvolta Rilascio di ossigeno liquido Evento originato dalla eventuale rottura delle tubazioni di riferimento di ossigeno liquido con conseguente spandimento a terra e successiva evaporazione del liquido stesso. Rilascio di ossigeno gassoso Evento originato dalla eventuale rottura delle tubazioni di trasferimento di ossigeno gassoso con conseguente dispersione in aria (*) Incendio, esplosione, rilascio di sostanze pericolose. SEZIONE 6 Tipo di effetto per la popolazione e per l’ambiente: Es.: intossicazione; malessere irraggiamento, onde d’urto (rottura vetri), ecc. Formazione di una zona sovraossigenata di dimensioni ridotte che non interessa aree al di fuori del perimetro dell’Acciaieria ABS Misure di prevenzione e sicurezza adottate: Es.: sistemi di allarme automatico e di arresto di sicurezza; serbatoi di contenimento; barriere antincendio; ecc. Gli impianti sono costruiti in modo da rendere estremamente improbabile la perdita di ossigeno; infatti i serbatoi e le tubazioni SONO in acciaio inossidabile, con connessioni saldate. Le flangiature delie tubazioni sono state minimizzate. I serbatoi hanno una doppia parete con intercapedine isolata sottovuoto: la doppia parete assicura un'efficace barriera in caso dì perdite di liquido riducendo drasticamente la quantità della perdila e le conseguenze. Nel caso in cui i riscaldatori non riescano ad innalzare sufficientemente la temperatura del gas erogato o lascino passare ossigeno eccessivamente freddo nelle tubazioni a valle, un sistema automatico (valvola con sonda di temperatura) blocca l'afflusso di ossigeno liquido ai riscaldatori. II trasferimento dalle autocisterne avviene in apposite aree: vi sono inoltre percorsi interni stabiliti per la circolazione ed esistono norme operative per tali operazioni. Il travaso è effettuato da autisti opportunamente addestrali e che rimangono presso il punto di travaso durante tutta l'operazione. Tutti i parametri di funzionamento dell'impianto di stoccaggio sono telecontrollati dalla sala controllo situata presso l'impianto stesso. Dal punto di vista operativo, si e provveduto alla predisposizione di: - Manuali operativi; - Programmi di manutenzione periodica di routine; - Programma di manutenzione annuale per gli interventi più radicali; - Ispezione periodica agli impiantì da parte di personale specializzalo; - Sistema di gestione della sicurezza (SGS) Sistema antincendio alimentato dalla rete antincendio ABS II sistema antincendio è esterno all'area dell'impianto, in prossimità dello stesso, ed alimentato da un anello antincendio con idranti e manichette alimentale da elettropompe ed in alternativa da motopompa. Il personale è istruito e formato con appositi corsi sulla corretta gestione dell'impianto nelle normali condizioni operative ed in condizioni di emergenza. Il personale ha seguito corsi specifici per la lotta Contro gli incendi con prove pratiche di spegnimento e per interventi di primo soccorso. Il Piano di Emergenza Interno è stato approntato ed illustrato a tulio il personale; nello stesso sono riportate le sequenze a cui attenersi per affrontare l'eventuale emergenza. Il piano di emergenza interno è stato approntato ed illustrato a tutto il personale; nello stesso sono riportate le sequenze a cui attenersi per affrontare l’eventuale emergenza; vengono effettuare periodicamente prove simulate di applicazione. Le comunicazioni interne per il coordinamento delle operazioni avvengono mediante: - impianto telefonico dì rete fissa telefoni cellulari SEZIONE 7 Il PEE è stato redatto dall'Autorità competente? si Le informazioni debbono fare esplicito riferimento ai Piani di emergenza interni di cui all’articolo 11 e ai Piani di emergenza esterni di cui all’articolo 20 del presente decreto. Qualora i Piani di emergenza esterni non siano stati predisposti, il gestore dovrà riportare le informazioni desunte dal Rapporto di Sicurezza, ovvero dalla pianificazione di emergenza di cui all’allegato III, lettera c), punto v). Mezzi di segnalazione di incidenti: (Es.: sirene, altoparlanti, campane, ecc.) In caso di necessità lo stabilimento è dotato di sistemi di comunicazione che consentono di allertare il comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Evacuazione della Centrale ALIP La segnalazione a tutto il personale dello stato di evacuazione della centrate è effettuata tramite attivazione dì una sirena a suono continuo udibile da miti i punti della centrale. Comportamento da seguire (Specificare i diversi comportamenti; in generale è opportuno: non lasciare l'abitazione, fermare la ventilazione, chiudere le finestre, seguire le indicazioni date dalle autorità competenti.) Da parte del personale dipendente: Tutte le persone che si trovano all'interno della centrale ALIP seguono le direttive del Piano di Emergenza Interno. Personale esterno presente in Centrale Tutto il personale esterno presente in centrale per qualsiasi motivo (visitatori, clienti, fornitori, tecnici, personale ABS o ALIP di altri siti ecc.) è informato sui rischi presenti sul sito; in caso di emergenza deve: - sospendere ogni attività in corso; recarsi nel punto di ritrovo; Da parte della popolazione Nel caso in cui, per eventi non dipendenti dall’Azienda, fossero coinvolte aree esterne, la popolazione deve seguire le istruzioni dell’Autorità competente. Premesso che concentrazioni pericolose sono difficilmente raggiungibili all’esterno dello stabilimento ABS, nel caso, improbabile, che si manifestassero situazioni tali da provocare effetti pericolosi al di fuori dello stabilimento, le norme di comportamento di carattere generale che l'azienda ritiene opportuno suggerire atta popolazione situata entro le possibili aree a rischio, fatte salve eventuali disposizioni e/o istruzioni puntuali emanati dall'Autorità Competente sono le seguenti: - - in caso di allarme, agite subito e in modo disciplinato; la miglior difesa si trova all’interno di un edificio e in ogni caso dentro uno spazio chiuso; i bambini vanno richiamati in casa o all'interno dell'edificio scolastico in cui si trovano, in maniera da essere posti sotto controllo, onde evitare reazione sbagliate per paura od ignoranza delle norme comportamentali: porte e finestre delle abitazioni vanno chiuse ermeticamente e parimenti va interrotto istantaneamente l'eventuale condizionamento dell'aria, al fine di far sì che eventuali gas e vapori tossici rimangano all'esterno degli edifici; - per la ragione sopra esposta, se si è in auto o in autobus, vanno chiusi i finestrini; non tenere occupate le linee telefoniche della polizia dei vigili del fuoco, ospedali; evitare l’uso degli ascensori e ascoltare radio e televisione; spegnere i sistemi di riscaldamento e le fiamme libere; fermare i sistemi di ventilazione o condizionamento siano essi centralizzati o locali; ricordarsi che la soluzione migliore non è la fuga; eseguire le istruzioni impartite dalle Autorità competenti facendo fede ai canali di comunicazione ritenuti più adeguati alla situazione; La prima e più efficace misura da adottare nella zona in prossimità dell’evento, qualora non fosse possibile adottare misure alternative (tipo allontanamento delle persone a piedi o con i mezzi a disposizione), in relazione alle caratteristiche di diffusione e di persistenza della sostanza in oggetto, sarà quella del riparo al chiuso. Il riparo al chiuso sarà ordinato dal Sindaco sulla base delle indicazioni ricevute dagli Organi Sanitari e dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco circa la gravità e l’estensione dell’inquinamento, nonché dal responsabile dello stabilimento. Il riparo al chiuso è una misura di auto protezione che interessa le aree di emergenza e consiste nel rimanere temporaneamente al chiuso con porte e finestre chiuse, provvedendo altresì allo spegnimento di apparecchi condizionatori d’aria ed alla chiusura delle persiane avvolgibili, tende ed ogni eventuale sorgente d’aria esterna. Mezzi di comunicazione previsti: (Specificare quali. Es.: radio locale, Tv locale, altoparlanti, ecc.) In caso di emergenza sono disponibili le attrezzature di comunicazione mobile (altoparlante) in dotazione alla squadra comunale di Protezione Civile di Pozzuolo del Friuli. Presidi di pronto soccorso: (Es.: interventi VV.FF., Protezione Civile e forze dell'ordine, allerta di autoambulanze ed ospedali; blocco e incanalamento del traffico, ecc.) Dal punto di vista operativo. ALIP si avvale del supporto dell'organizzazione dello Stabilimento ABS che dispone di una squadra antincendio e di primo soccorso adeguatamente formata. Qualora le circostanze lo richiedano, tutto il personale è formato sulla base dei contenuti del Piano dì Emergenza Interno con particolare riferimento alla richiesta di intervento di: VVF. Forze dell'Ordine. 118 e soccorsi in genere. La viabilità interna garantisce in caso di emergenza, l'entrata e l'uscita dallo stabilimento da parte di mezzi esterni in modo snello ed efficace. Rivolti alla popolazione Da definire da parte delle Autorità competenti. Informazioni per le autorità competenti sulle sostanze elencate nella Sezione 4 SEZIONE 8 Sostanza: 1 IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA O DELLA MISCELA E DELLA SOCIETÀ/IMPRESA Identificatore del prodotto Nome commerciale Scheda Nr Identificazione chimica Formula chimica Numero di registrazione Usi della sostanze o miscela Informazioni sul fornitore della scheda di dati di sicurezza Indirizzo e-mail persona competente Numero telefonico di emergenza Ossigeno liquido refrigerato AL.097B LI Ossigeno liquido refrigerato N. CAS: 007782-44-7 N. EC: 231-956-9 N. della sostanza: 008-001-00-8 O2 Indicato nella lista di sostanza dell’Allegato IVV del Reach; esente dall’obbligo di registrazione Impiego industriale e professionale. Fare un’analisi del rischio prima dell’uso. Vedi intestazione a pié di pagina [email protected] 0432 986241 2 IDENTIFICAZIONE DEI PERICOLI Classificazione della sostanza o della miscela Classe di pericolo e codice di categoria dal Regolamento CE 1272/ 2008 (CLP) Pericoli Tossici Classificazione 67/548/CE o 1999/45 CE Gas comburenti - Categoria 1 Pericolo (H270) Gas sotto pressione Gas liquefatti refrigerati Attenzione (H281) O; R8 Elementi dell'etichetta Etichettatura del Regolamento CE 1272/2008 (CLP) Pittogrammi di pericolo Codici pittogrammi di pericolo Avvertenza Indicazioni di pericolo GHS03 – GHS04 Pericolo H270: Può provocare o aggravare un incendio; H281: Contiene gas refrigerato: può provocare ustioni o lesioni criogeniche Consigli di prudenza Prevenzione Reazione Conservazione Altri pericoli P244: Mantenere le valvole e i raccordi liberi da olio e grasso P244: Mantenere le valvole e i raccordi liberi da olio e grasso P220: Tenere/conservare lontano da indumenti/.../ materiali combustibili P282: Utilizzare guanti termici/schermo facciate/Proteggere gli occhi P338+P315: Sgelare le parti congelate usando acqua tiepida. Non sfregare parte interessata. Consultare immediatamente un medico. P370+P376: In caso d’incendio: bloccare la perdita se non c’è pericolo. P403 Conservare in luogo ben ventilato Nessuno/a. 3 COMPOSIZIONE/INFORMAZIONI SUGLI INGREDIENTI Sostanza/Miscela Ossigeno liquido refrigerato Sostanza Componenti N. CAS: 007782-44-7 N. EC: 231-956-9 N. della sostanza: 008-001-00-8 Non contiene altri prodotti e/o impurezze che influenzano la classificazione del prodotto Nota 1: Indicate nella lista delle sostanze dell'Allegato IVA/ del Reach; esente dall'obbligo di registrazione. Nota 2: Scadenza di registrazione non superata Testo completo delle Frasi R: vedere sezione 16. 4 MISURE DI PRIMO SOCCORSO Inalazione Contatto con la pelle e con gli occhi Ingestione Principali sintomi ed effetti, sia acuti che ritardati Trasportare la vittima verso una zona non Lavare immediatamente gli occhi con acqua per almeno 15 minuti. In caso di ustioni da congelamento spruzzare con acqua per almeno 15 minuti. Applicare una garza sterile. Procurarsi assistenza medica Via di esposizione poco probabile L'inalazione continua di concentrazioni superiori al 75%, può causare nausea vertigini, difficoltà respiratorie e convulsioni. Gas liquefatto refrigerato il contatto con il prodotto può provocare ustioni da freddo. 5 MISURE ANTINCENDIO Mezzi di estinzione Mezzi di estinzione idonei Mezzi di estinzione non idonei Si possono usare tutti i mezzi estinguenti conosciuti Nessuno/a Pericoli speciali derivanti dalla sostanza o dalla miscela Pericoli specifici Prodotti di combustione pericolosi L'esposizione alto fiamme può causare la rottura o l’esplosione del recipiente Alimenta la combustione Nessuno/a Raccomandazioni per gli addetti all'estinzione degli incendi Metodi specifici Dispositivi di protezione speciali per addetti unità antincendio Se possibile arrestare la fuoriuscita di prodotto. Allontanarsi dal recipiente e raffreddarlo con acqua da posizione protetta In caso di perdita non irrorare il contenitore con acqua. Raffreddare con acqua la zona circostante (da posizione protetta) per contenere l’incendio. Nessuno/a 6. MISURE IN CASO DI RILASCIO ACCIDENTALE Precauzioni personali, dispositivi di protezione e procedure in caso di emergenza: Precauzioni ambientali Metodi e materiali per il contenimento e per la bonifica Allontanare il personale non necessario. Assicurare una adeguata ventilazione. Eliminare le fonti di ignizione Usare indumenti protettivi Evitare che gli abiti si impregnino di prodotto Tentare di arrestare la fuoriuscita Evitare l’ingresso in fognature, scantinati o scavi in cui l’accumulo può risultare pericoloso. Ventilare la zona Mantenere la zona sgombra ed evitare ogni fonte di ignizione finché tutto il liquido sia evaporato ed il terreno completamente sbrinato. 7. MANIPOLAZIONE E IMMAGAZZINAMENTO Precauzioni per la manipolazione sicura Condizioni par l’immagazzinamento sicuro, comprese eventuali incompatibilità Usi finali specifici Non usare olio o grasso. Tenere lontano da fonti di ignizione, comprese le cariche elettrostatiche. Aprire lentamente la valvola per evitare colpi di pressione. Evitare il risucchio d’acqua nel contenitore Non permettere il riflusso del gas nel contenitore Utilizzare solo apparecchiature specifiche adatte per il prodotto, la pressione e la temperatura d’impiego. In caso di dubbi contattare il fornitore del gas. Non immagazzinare con gas o materiali infiammabili Mantenere il contenitore sotto i 50° C in zona ben ventilata Ove presente, fare riferimento agli scenari specifici elencati nella documentazione allegata alla scheda di dati di sicurezza 8 CONTROLLO DELL'ESPOSIZIONE, PROTEZIONE INDIVIDUALE Parametri di controllo Procedure di monitoraggio raccomandate Da manipolare conformandosi alla buona igiene industriale e alte procedure di sicurezza. Valutare se sia opportuno il contrito del contenuto di ossigeno nell'ambiente. Controlli dell’esposizione Generali Protezione per le vie respiratorie Protezione per le mani Protezione per la pelle Protezione per gli occhi Non fumare mentre si manipola il prodotto Assicurare una adeguata ventilazione. Proteggere gli occhi, il viso e la pelle da spruzzi di liquido. Evitare atmosfere ricche di ossigeno (>21%) Assicurarsi che i dispositivi di protezione individuate siano compatibili con il prodotto da utilizzare. Non si raccomanda l'uso di attrezzatura speciale di protezione respiratoria normali condizioni d'uso previste con adeguala ventilazione. Indossare guanti criogenici È necessario provvedere a una protezione cutanea adeguata alle condizioni d'uso Utilizzare occhiali di protezione antispruzzo quando si ritiene possibile il contano oculare a causa di spruzzi di prodotto. 9 PROPRIETÀ FISICHE E CHIMICHE Informazioni sulle proprietà fisiche e chimiche fondamentali Stato fisico Colore Odore Peso molecolare Punto di fusione (°C) Punto di ebollizione (°C) Temperatura di decomposizione Temperatura critica (°C) Tensione di vapore (20° C) Densità relativa, gas (aria = 1) Densità relativa, liquido (acqua=1) Solubilità in acqua (mg/l) Punto di infiammabilità Limiti di Infiammabilità (vol % in aria) Temperatura di autoignizione [C] Altre informazioni Altri dati Gas liquefatto refrigerato Liquido bluastro Non avvertibile dall'odore 32 -218 -183 Dati non disponibili -118 Non applicabile 1.1 1.1 39 Non applicabile Ossidante. Non applicabile, Gas/Vapore più pesante dell’aria. Può accumularsi in spazi chiusi particolarmente al livello del suolo o al di sotto di esso. 10 STABILITA E REATTIVITÀ Reattività Stabilità chimica Possibilità di reazioni pericolose Condizioni da evitare Materiali incompatibili Prodotti di decomposizione pericolosi L'ossigeno accelera la combustione di materiali combustibili. Stabile in condizioni normali. Rischio di esplosione in caso di fuga su materiali organici (es. legno o asfalto) Ossida violentemente i materiali organici. Può reagire violentemente con agenti riducenti. Può reagire violentemente con gli infiammabili. Tenere lontano da fonti di calore/scintille fiamme/superfici riscaldate - Non fumare. Evitare l’accumulo di prodotto in luoghi chiusi. Evitare fuoriuscite e perdite. Prendere m considerazione il pericolo potenziale di tossicità dovuto alla presenza di polimeri clorurati o fluorurati in tubazioni con ossigeno in alta pressione (> 30 bar) nel caso di combustione Fughe di liquido possono causare l’infragilimento delle strutture. Agenti riducenti. Evitare olii, grasso e tutti gli alti materiali combustibili. Nessuno/a. 11 INFORMAZIONI TOSSICOLOGICHE Informazioni sugli effetti tossicologici Inalazione Contatto con la palla Contano con gli occhi Ingestione Nessun effetto tossicologico conosciuto. Nessun effetto tossicologico conosciuto. Gas liquefano refrigerato, ti contano con il prodotto può provocare ustioni da freddo. Gas liquefatto refrigerato. Il contatto con il prodotto può provocare ustioni da freddo. Via di esposizione poco probabile. 12 INFORMAZIONI ECOLOGICHE Tossicità Persistenza e degradabilità Potenziale di bioaccumuto Mobilità nel suolo Risultati della valutazione PBT e vPvB Altri effetti avversi Informazioni sugli effetti ecologici Non si conoscono danni all'ambiente provocali da questo prodotto. Non applicabile. Non applicabile. Non applicabile. Non applicabile. Può causare danni alla vegetazione per congelamento. 13 CONSIDERAZIONI SULLO SMALTIMENTO Metodi di trattamento dei rifiuti Generali Metodi di smaltimento Scaricare all'atmosfera in zona ben ventilata. Non scaricare dove l'accumulo può essere pericoloso. Contattare il fornitore se si ritengono necessarie istruzioni. Adeguarsi alle normative locali vigenti per quanto riguarda lo smaltimento. 14 INFORMAZIONI SUL TRASPORTO Numero ONU Etichetta ADR, IMDG, IATA 1073 5.1 Materia comburente 2.2 Gas non infiammabile non tossico Trasporto terra ADR/RID n. H.I. Noma di spedizione appropriato ONU Classi di pericolo connesso al trasporto Codice classificazione ADR/RID Istruzione di imballaggio - Generale 225 2 3O P203 Codice di restrizione in galleria C/E: Passaggio vietato nelle gallerie di calegona C e D per il trasporto in cisterna. Passaggio vietato nelle gallerìe di categoria E Trasporto marittimo Codice IMO-IMDG Designazione per il trasporto OSSIGENO LIQUIDO REFRIGERATO Classe 2.2 Gruppo di imballaggio IMO P203 Scheda di Emergenza (EmS) - Fuoco F-C Scheda di Emergenza (EmS) S-W Perdita Istruzioni di imballaggio P203 Trasporto aereo Codice ICAO/IATA Designazione per il trasporto OXYGEN, REFRIGERATED LIQUID Classe 2.2 lATA-Passenger and Cargo Aircraft DO NOI LOAD IN PASSENGER AIRCRAFT Cargo Aircraft only FORBIDDEN Evitare il trasporto su veicoli dove la zona di canco non e separata dail'abitacolo. Assicurarsi che il conducente sia informato del rischio potenziale del carico e sappia cosa fare in caso di incidente o di emergenza. Prima di iniziare il trasporto Accertarsi che il carico sia ben assicurato. Assicurarsi che vi sia adeguata ventilazione Assicurare l'osservanza delle vigenti disposizioni. 15 INFORMAZIONI SULLA REGOLAMENTAZIONE Norme e legislazione su salute, sicurezza e ambiente specifiche per la sostanza o la miscela Direttiva Seveso 96/82/CE Assicurare l'osservanza di tutti i regolamenti nazionali e regionali Indicata nella lista 16 ALTRE INFORMAZIONI Può causare ustioni da congelamento Assicurarsi che gli operatori capiscano i pericoli delle atmosfere arricchite in ossigeno. Usare indumenti protettivi adatti. Lista dal testo completo delle Frasi R nella Può provocare l'accensione di materie sezione 3 combustibili. La presente Scheda Dati di Sicurezza è stata compilata in conformità alle vigenti normative europee ed è applicabile a tutti i Paesi che hanno tradotto tali normative nell'ambito della propria legislazione nazionale. Fonti dei dati principali utilizzati Banca dati EIGA RINUNCIA ALLA RESPONSABILITÀ La società non e responsabile di eventuali danni provocati dall’uso del prodotto in applicazioni non corrette e/o in condizioni diverse da quelle previste. Le informazioni contenute in questo documento sono da ritenersi valide al momento della stampa. Prima di utilizzare questo prodotto in qualsiasi nuovo processo o esperimento deve essere condotto uno studio approfondito sulla Dati supplementari sicurezza e sulla compatibilità del prodotto stesso con i materiali. Scheda di Dati di Sicurezza redatta ai sensi del Regolamento CE n. 1907/2006 (REACh). INFORMAZIONI PER LE AUTORITÀ COMPETENTI SUGLI SCENARI INCIDENTALI CON IMPATTO ALL'ESTERNO DELLO STABILIMENTO ABS Sezione 9 Indicare le coordinate dello stabilimento (rif. Greenwich) - Latitudine 45° 53' 44" - Longitudine 13° 12' 25” - DATUM W6584 EVENTO CONDIZIONI INIZIALE Incendio Si No Localizzato in aria Confinata Si Si Non confinata Transizione rapida di fase In fase In acqua liquida □ Sul suolo No III ZONA (m) In fase Getto di fuoco (Jet fire) gas/vapore ad alta velocità Incendio di nube (Flash fire) In fase gas/vapore Rilascio II ZONA (m) Incendio da pozza (Pool fire) □ □ No □ I ZONA (m) In fase liquida Incendio da recipiente (Tank fire) □ Esplosione MODELLO SORGENTE □ Sfera di fuoco (Fireball) Reazione sfuggente (run-away reaction) Miscela gas/vapori infiammabili Polveri infiammabili Miscela gas/vapori infiammabili (U.V.C.E.) Esplosione fisica Dispersioni liquido/liquido (fluidi solubili) Emulsioni liquido/liquido (fluidi solubili) Evaporazioni da liquido (fluidi insolubili) Dispersione da liquido (fluidi insolubili) Dispersione Ossigeno Aree di ridotte dimensioni in prossimità del punto di rilascio Evaporazione da pozza In fase gas/vapore Ad alta o Dispersione per turbolenza bassa velocità (densità della nube inferiore a quella dell’aria) Dispersione per gravità (densità della nube superiore a quella dell’aria) Ossigeno Poco significativo Le distanze di danno calcolate coinvolgono solo aree interne al perimetro dell’Acciaieria ABS RISCHIO INDUSTRIALE VADEMECUM PER IL CITTADINO (Estratto della pubblicazione del Dipartimento della Protezione Civile) CHE COS’È IL RISCHIO INDUSTRIALE La presenza sul territorio di stabilimenti industriali espone la popolazione e l’ambiente ad un rischio determinato dalle attività produttive che si svolgono all’interno di essi con l’utilizzo o lo stoccaggio di sostanze pericolose. Queste sostanze, nel caso di incidente, contribuiscono a provocare incendi, esplosioni, emissioni di nubi tossiche o sversamenti di sostanze pericolose per l’ambiente. Gli effetti di tali eventi possono arrecare danni alla popolazione o all’ambiente. Gli effetti che si possono verificare sull’ambiente sono legati alla contaminazione del suolo, dell’acqua e dell’atmosfera da parte delle sostanze rilasciate. Gli effetti che possono verificarsi sulle cose riguardano i danni alle strutture (crollo di edifici o parti di edifici, rottura di vetri, danneggiamento degli impianti, ecc.). Gli effetti sulla salute umana in caso di esposizione a sostanze tossiche rilasciate nell’atmosfera durante l’incidente variano a seconda delle caratteristiche delle sostanze, della loro concentrazione, della durata d’esposizione e della dose assorbita. Conoscere tali aspetti è la premessa indispensabile per ridurre il rischio mitigando i danni alla salute. EFFETTI SULLA SALUTE... IN CASO DI INCENDIO Effetti dovuti al calore e ai fumi della combustione (ustioni, danni alle vie respiratorie, intossicazione). IN CASO DI ESPLOSIONE Effetti dovuti alle onde d’urto provocate da un’esplosione o dal lancio a distanza di materiale (traumatismi). IN CASO DI NUBE TOSSICA Effetti dovuti ad intossicazione acuta procurati da inalazione, ingestione o contatto con la sostanza (malessere, lacrimazione, nausea, difficoltà respiratorie, perdita di conoscenza e, a seconda della gravità dell’esposizione, anche effetti letali). EFFETTI SULL’AMBIENTE... Contaminazione del suolo, dell’acqua, dell’atmosfera e degli alimenti da parte delle sostanze rilasciate sul terreno nelle acque superficiali e/o nell’atmosfera. EFFETTI SULLE COSE... Danni alle strutture: crollo di edifici o loro parti, rottura di vetri, danneggiamento degli impianti, esplosione, incendio, ecc. Tali effetti sono mitigati dall’attuazione di adeguati piani di emergenza, sia interni (redatti dal gestore dello stabilimento per fronteggiare immediatamente l’evento incidentale) sia esterni (redatti dall’Autorità competente per ridurre i possibili effetti sul territorio circostante); questi ultimi prevedono adeguate misure di autoprotezione e comportamenti da fare adottare alla popolazione. COME SI RIDUCONO GLI EFFETTI DI UN INCIDENTE INDUSTRIALE? Il Decreto Legislativo n. 334/99 prevede la predisposizione di un Piano di Emergenza Interno ed uno Esterno allo stabilimento per garantire una risposta tempestiva ed efficace volta a fronteggiare l’evento e a salvaguardare la salute pubblica e l’ambiente. • Piano di Emergenza Interna – PEI È redatto dal gestore e organizza gli interventi necessari per fronteggiare l’incidente con le proprie squadre e con la collaborazione dei Vigili del Fuoco. • Piano di Emergenza Esterna - PEE È redatto dall’Autorità pubblica competente e organizza la risposta di protezione civile per ridurre gli effetti dell’evento sulla salute pubblica e sull’ambiente. Il PEE può prevedere il rifugio al chiuso o l’evacuazione. Nel PEE sono indicate le zone a rischio, gli allarmi e le misure comportamentali che dovranno essere assunte dalla popolazione in caso di incidente. LA MAPPATURA DEL TERRITORIO Il Piano di Emergenza Esterna (PEE) in funzione del tipo di incidente prevede una suddivisione del territorio comunale in zone differenziate, in base all’intensità del danno che la popolazione potrebbe subire nel caso di un evento incidentale. Le zone del territorio che potrebbero essere interessate, si distinguono in: ZONA DIMASSIMA ESPOSIZIONE (DI SICURO IMPATTO) Rappresenta la zona nelle immediate vicinanze dello stabilimento ed è generalmente esposta in caso di incidente ad effetti sanitari gravi e irreversibili. ZONA DI DANNO Rappresenta una zona dove le conseguenze in caso di incidente potrebbero essere ancora gravi, in particolare per alcune categorie di persone (bambini, anziani, malati, donne in gravidanza, ecc.). ZONA DI ATTENZIONE Rappresenta la zona più esterna all’incidente e potrebbe essere interessata da effetti generalmente non gravi. IL SISTEMA DI ALLARME IN CASO DI INCIDENTE INDUSTRIALE Nel Piano di Emergenza Esterna sono riportate le modalità di attivazione dei sistemi di allarme, con le diverse modulazioni che indicano il RIFUGIO AL CHIUSO o l’EVACUAZIONE. Le modalità sono stabilite dall’Autorità competente in materia, dal gestore dello stabilimento e dal Comune. In caso di emissione di sostanze tossiche dallo stabilimento i soggetti responsabili dell’emergenza possono ordinare il segnale di rifugio al chiuso o in relazione al livello di rischio ipotizzabile possono lanciare il segnale di evacuazione prestabilito, che fornisce anche indicazioni circa le modalità di allontanamento e i luoghi di raccolta. Il segnale di allarme indica l’inizio e la fine di un’emergenza. COSA FARE... IN CASO DI EMERGENZA CON SEGNALE DI RIFUGIO AL CHIUSO SE SI È ALL’APERTO ripararsi in un luogo chiuso CHIUDERE PORTE, FINESTRE, FESSURE E PRESE D’ARIA occludendo gli spiragli con nastro isolante o panni bagnati. CHIUDERE GLI IMPIANTI termico, elettrico e del gas. FERMARE GLI IMPIANTI di ventilazione, di condizionamento e di climatizzazione dell’aria. QUANDO IL RISCHIO DI CONTAMINAZIONE È ELEVATO le Autorità responsabili dell’emergenza possono ordinare l’evacuazione secondo il Piano di Emergenza Esterna - PEE prestabilito, che fornisce altresì indicazioni circa le modalità di allontanamento e i luoghi di raccolta. SE SI AVVERTE LA PRESENZA di odori pungenti o senso di irritazione, proteggere bocca e naso con un panno bagnato e lavarsi gli occhi. SPEGNERE OGNI TIPO DI FIAMMA ACCENDERE UNA RADIO a batteria per avere notizie sull’andamento dell’emergenza. PRESTARE ATTENZIONE al segnale del cessato allarme. COSA NON FARE... IN CASO DI EMERGENZA CON SEGNALE DI RIFUGIO AL CHIUSO NON USARE IL TELEFONO se non per casi di soccorso sanitario urgente. NON FUMARE NON ANDARE A PRENDERE I BAMBINI A SCUOLA NON RECARSI SUL LUOGO DELL’INCIDENTE COSA FARE... IN CASO DI EMERGENZA CON SEGNALE DI EVACUAZIONE SEGUIRE LE VIE DI ALLONTANAMENTO INDICATE SEGUIRE LE INDICAZIONI DEGLI ADDETTI ALL’EMERGENZA PRELEVARE DALLA PROPRIA ABITAZIONE o dal luogo che si deve abbandonare soltanto lo stretto necessario come medicine, denaro e preziosi. COSA NON FARE… IN CASO DI EMERGENZA CON SEGNALE DI EVACUAZIONE NON PRENDERE LA PROPRIA AUTO se è a disposizione un mezzo predisposto dalle Autorità per l’evacuazione. NON ALLONTANARSI DALLA PROPRIA ABITAZIONE o dal luogo che si deve abbandonare se non si sono ricevute precise indicazioni in merito. NON PRENDERE SUPPELLETTILI O ALTRE COSE INUTILI