COMUNE DI POZZUOLO DEL FRIULI
via XX Settembre 31 33050 Pozzuolo del Friuli UD - Tel. 0432/669016 Fax 0432/669343
C.F. 80010530303 - P.IVA 00581220308 - Servizio Tesoreria ccp 15192339
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Pozzuolo del Friuli,
OGGETTO:
26.01.2016
ABS - Acciaierie Bertoli Safau spa – Air Liquide Italia Produzione srl - SCHEDA DI
INFORMAZIONE SUI RISCHI DI INCIDENTE RILEVANTE PER I CITTADINI ED I
LAVORATORI
PREMESSA
Lo stabilimento Acciaierie Bertoli Safau è annoverato fra le industrie “a rischio di incidente rilevante”
ai sensi del Decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 e successive modifiche.
La natura e quantità delle sostanze impiegate nei processi produttivi potrebbero causare, in caso di
eventi improvvisi (rilascio di sostanze), danni alla popolazione e all’ambiente.
Ai cittadini devono essere fornite informazioni sia sulla natura del rischio e sui danni sanitari ed
ambientali che esso può indurre sia sulle misure di autoprotezione per mitigare gli effetti di un
evento incidentale nonché sui sistemi di allarme da attivare in caso di emergenza al fine di favorire
una tempestiva adozione di corrette norme comportamentali.
È compito del Comune sviluppare e adattare al proprio territorio le informazioni comunicate
dall’azienda ed elaborarle per ottenere uno strumento tecnico-operativo di supporto alla gestione
dell’informazione alla popolazione sia per gli aspetti preventivi che per quelli in emergenza.
Le Linee Guida, tramite la Scheda di informazione, offrono le conoscenze utili e le indicazioni
necessarie a rispondere all’interrogativo di “cosa comunicare”.
“Come comunicare” è il passo successivo. Al fine di raggiungere i destinatari dell’informazione in
modo ampio ed efficace, devono essere utilizzati differenti canali di comunicazione. Per la
divulgazione di informazioni di questo genere quindi il primo canale di comunicazione proposto è il
WEB, che si affianca ad iniziative tradizionali quali assemblee pubbliche, sportello informativo
comunale, esercitazioni, diffusione di opuscoli e gadget.
LA GESTIONE DI UN’EMERGENZA INDUSTRIALE
Il Rischio è la possibilità che, date determinate circostanze, si verifichi un danno alla salute, ai beni
e alla sicurezza della popolazione nonché all'ambiente circostante.
Si possono identificare due tipologie di rischio:
Rischi Prevedibili: quei rischi la cui manifestazione può essere rilevata anticipatamente tramite
un costante monitoraggio del territorio (es. nevicate e gelate eccezionali, nubifragi, ecc.);
Rischi Imprevedibili: quei rischi che si manifestano senza alcun segno che li anticipi.
Generalmente derivano dall'operato dell'uomo e in rari casi, come i sismi, sono di origine naturale
(Incidente rilevante di origine industriale, incidente da trasporto di sostanze pericolose, incendi ecc.)
Nelle pagine che seguono sono contenute informazioni estrapolate dalle schede di informazione
trasmesse dal gestore dell’impianto nonché dal Piano di Emergenza Esterno redatto a cura della
Prefettura di Udine e le norme comportamentali da seguire all’eventuale verificarsi di incidenti.
Sono inoltre scaricabili dal sito web del Comune di Pozzuolo del Friuli gli ulteriori documenti resi
pubblici e facenti parte del Piano di Emergenza Esterna succitato.
L’ufficio di riferimento è l’Ufficio Tecnico Urbanistica - Edilizia Privata – Protezione Civile del Comune
di Pozzuolo del Friuli.
SEZIONE 1
Nome della società:
Gestore dell’Impianto ALIP
Air Liquide Italia Produzione srl
Sig. Enrico De Pasquale
Gestore Stabilimento ABS
ABS - Acciaierie Bertoli Safau spa
Sig. Giuseppe Giacomini
Stabilimento/deposito di
Pozzuolo del Friuli – (UD)
Via Buttrio 28 - Cargnacco
Portavoce della Società
(se diverso dal Responsabile)
Enrico De Pasquale
Cell. 335-5743504
E-mail: [email protected]
La Società ha presentato la notifica prescritta
dall'art. 6 del. D.Lgs
La Società ha presentato il Rapporto di
Sicurezza prescritto dall'art. 8 del D.Lgs.
Responsabile dello stabilimento
si
no
Marcello Stoppa - Direttore stabilimento
SEZIONE 2
Indicazioni e recapiti di amministrazioni, enti, istituti, uffici o altri enti pubblici, a livello nazionale
e locale a cui si è comunicata l’assoggettabilità alla presente normativa, o a cui è possibile
richiedere informazioni in merito – da redigere a cura del gestore.
Ministero dell’Ambiente
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Provincia di Udine
Comune di Udine
Comune di Pozzuolo del Friuli
Comune di Pavia di Udine
Prefetto di Udine
Comitato Tecnico Regionale
Vigili del Fuoco
Protezione Civile della Regione
Centrale Operativa 118
Via Cristoforo Colombo 44
00147 Roma
Tel. Centralino: 06 57221
[email protected]
Via G. Carducci 6
34133 Trieste
040 3771111
[email protected]
Palazzo Belgrado
Piazza Patriarcato 3
33100 Udine
Tel. 0432 2791
[email protected]
Via Lionello 1
33100 Udine
Tel. 0432 1271111 - 0432 271 650
[email protected]
Via XX settembre 31
33040 Pozzuolo del Friuli
Tel. 0432-669016
[email protected]
Piazza Julia 1
33050 Pavia di Udine
0432 646111
[email protected]
Via della Prefettura 16
33100 Udine
Tel. 0432 594111
[email protected]
c/o Ispettorato Regionale
Vigili del Fuoco FVG
Via Teatro Romano 17
34121 Trieste
Tel. 040 365667 – 040 7707511
[email protected]
Via Popone 1
33100 Udine
Tel. 0432-538811
[email protected]
Via Natisone 43
33057 Palmanova
Tel. 800500300
[email protected]
Via Maria Crocifissa Di Rosa
33100 Udine
Tel. 118
[email protected]
ARPA
AAS
Via Cairoli, 14
33057 Palmanova
Tel. 0432 1918111
[email protected]
Via Pozzuolo n. 330
33100 Udine (UD)
[email protected]
Riportare le autorizzazioni e le certificazioni adottate in campo ambientale dallo stabilimento.
ABS opera con un Sistema di Gestione della qualità in accordo con la UNI EN ISO 9001 sin dal 1991
- Ente di Certificazione: I.G.Q. (Istituto Italiano di Garanzia della Qualità) facente parte
dell’International Certification Network – IQNET.
Nei primi mesi del 1999, ABS ha ottenuto la certificazione QS 9000 Ed.3 Marzo ’98
Sistema di Gestione per la Qualità alla Specifica Tecnica Automotive ISO/TS 16949:2009 e alla
norma ISO 9001:2008 (ABS Italia) - ISO 9001:2008 (ABS Croazia)
Nel 2011 ABS ha ottenuto il certificato di conformità del suo sistema di gestione della qualità.
SEZIONE 3
Descrizione della/delle attività svolta/svolte nello stabilimento
Specificare l’eventuale suddivisione in impianti/depositi
La centrale di Cargnacco (UD) della Air Liquide Italia Produzione srl (di seguito denominata per
brevità “ALIP”) è situata all’interno dello Stabilimento “Acciaierie Bertoli Safau spa” (di seguito
denominata per brevità “ABS”).
L’azienda produce acciai speciali per i più svariati impieghi: dall'automobile ai veicoli industriali,
all'industria meccanica ed alle macchine in genere, ai tubi senza saldatura per l'industria meccanica
e petrolchimica, alle bombole per alte pressioni e temperature, ai cuscinetti ed ai profili speciali per
le macchine movimento terra e per l'armamento ferroviario.
Il ciclo di produzione dell’acciaio prevede una prima fase di approvvigionamento di materia prima,
costituita da rottame e ghisa, che giunge allo stabilimento prevalentemente mediante convogli
ferroviari o trasporto su strada.
Nei processi di fonderia si originano diverse tipologie di rifiuti che sono inviati presso impianti di
smaltimento autorizzati in conformità alla normativa vigente.
In particolare, durante il processo di fusione ed affinazione nei forni EAF, DANARC,
LF1, LF2, si raggiungono temperature tali da comportare il passaggio in fase gassosa dei materiali
basso fondenti, del ferro stesso e dei metalli che sono trascinati in fase vapore dalla forza di
ebollizione della massa fusa.
Gli elementi presenti nelle emissioni sono captati e convogliati agli impianti di abbattimento dando
origine alle polveri di acciaieria che sono smaltite come rifiuto (CER 10 02 07* Rifiuti solidi prodotti
dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose).
Dagli impianti di aspirazione l’aria polverosa entra nella camera di filtraggio e passa attraverso il
materiale filtrante lasciando la polvere sul tessuto del filtro; ad intervalli regolari le maniche sono
attraversate da forti getti di aria compressa, che consentono la raccolta della polvere in tramogge.
Le polveri di tali impianti di abbattimento, tramite una coclea, sono trasportate in silos e da qui
caricate direttamente in camion cisterna.
Queste polveri sono ricche in metalli e in particolare presentano un contenuto di Zn > 15%; per
questo motivo dal silo di stoccaggio sono prelevate ed avviate presso impianti terzi per le operazioni
di recupero della frazione di zinco. Nello stabilimento sono presenti un silo da 100 m3 ed uno da
200 m3 che sono svuotati in continuo.
Altre polveri derivanti da altri tipi di abbattimento meccanico (es. raccolte per gravità in casse
polveri) sono raccolte in casse mobili o big bag, trasportate con carrello elevatore e scaricate in un
capannone per il deposito temporaneo.
Il capannone adibito a deposito temporaneo è stato realizzato nel 1994 ed è un edificio con pareti
in c.a. e copertura metallica. Da qui, mediante un nastro trasportatore collocato nel capannone
stesso, le polveri possono essere caricate in silo e quindi in camion cisterna; oppure, mediante pala
meccanica sono caricate sfuse su camion del trasportatore per il loro smaltimento. Queste polveri
presentano un contenuto in zinco di circa il 3%.
L’attività svolta dalla centrale ALIP consiste nella produzione di ossigeno gassoso destinato alle
Acciaierie ABS.
Il processo utilizzato si basa sull’adsorbimento fisico differenziato dell’ossigeno e dell’azoto su un
letto adsorbente costituito da allumina e setaccio molecolare ed avviene in un impianto del tipo VSA
(Vacuum Swing Adsorber).
Nella centrale ALIP sono installati n. 3 impianti di produzione ossigeno tipo VSA con una produzione
massima complessiva di 6000 Nm3/h.
L’aria ambiente è inviata mediante un ventilatore negli adsorbitori che funzionano a ciclo alternato:
-
Fase di adsorbimento;
Fase di rigenerazione;
Fase di ripressurizzazione;
L’ossigeno prodotto viene compresso ad una pressione massima di 20 bar ed inviato in due capacità
tampone da 150 mc cadauna di proprietà ABS; successivamente erogato all’acciaieria ABS ad una
pressione costante di 12-13 bar (quanto richiesto in pratica all’utilizzo).
Per garantire la fornitura di ossigeno ad ABS anche in caso di fuori servizio degli impianti di
autoproduzione VSA, lo stabilimento dispone di uno stoccaggio di ossigeno liquido così composto:
-
n. 7 serbatoi verticali da 52.5 mc circa cadauno;
n. 14 riscaldatori ad acqua per la rigassificazione dell’ossigeno liquido;
n. 1 riscaldatore atmosferico;
n. 2 serbatoi verticali da 32,5 mc circa per l’ossigeno dedicato alle operazioni ABS di
ossitaglio con cannelli (serbatoi di proprietà Air Liquide Service srl)
L’elemento principale dell’impianto di stoccaggio è costituito dal serbatoio criogenico che consente
lo stoccaggio dell’ossigeno in forma liquida; il serbatoio assolve anche il compito di accumulatore
pneumatico per l’alimentazione delle tubazioni, verso l’utilizzo, con gas alla pressione voluta.
Le parti essenziali dell’impianto sono le seguenti:
Contenitore: è costituito da un recipiente in acciaio Inox all’interno del quale si trova il gas
liquefatto ad una pressione di circa 12-13 bar (quanto richiesto in pratica all’utilizzo).
Tale contenitore è posto all’interno di un involucro in acciaio al carbonio a tenuta di vuoto;
nell’intercapedine tra i due recipienti si trova uno strato isolante sotto voto spinto.
Quadro di controllo: comprende le valvole di comando, le valvole di sicurezza, manometri, livelli,
regolatori di pressione e quanto altro necessita per il funzionamento automatico dell’impianto.
Vasche di vaporizzazione: le vasche di vaporizzazione provvedono a realizzare il passaggio
dell’ossigeno dalla fase liquida alla fase gassosa, per mezzo di scambio termico con acqua. Ogni
vasca è dotata di valvola pneumatica termostatica che intercetta il gas in uscita nel caso in cui
l’ossigeno gassificato sia eccessivamente freddo.
Sicurezze: i serbatoi criogenici sono costruiti secondo le vigenti norme e sono sottoposti a controllo
ISPELS in fase costruttiva e AAS in fase di esercizio.
Il recipiente in pressione è munito di regolamentari organi di sicurezza per eventuali sovrapressioni
(PSV e dischi di rottura); tali organi di sicurezza sono applicati sulla fase gassosa del contenitore in
modo tale da evitare l’uscita di gas liquido.
Il rifornimento di ossigeno liquido avviene mediante apporti con apposite autocisterne criogeniche
equipaggiate con pompe di travaso.
ALIP ha aderito al programma “Responsible Care” di Federchimica, impegnandosi a sviluppare le
proprie attività nella costante attenzione ad un continuo miglioramento della sicurezza e della
protezione della salute e dell’ambiente.
DESCRIZIONE DEL TERRITORIO CIRCOSTANTE
Descrizione del territorio circostante (ricettori sensibili - quali: scuole, ospedali, uffici pubblici, luoghi
di ritrovo, ecc., altri impianti industriali presenti, ecc.) nel raggio di 5 Km.
Riportare una cartografia, in formato A3 secondo una adeguata scala, che metta in rilievo i confini
dello stabilimento e delle principali aree produttive, logistiche e amministrative.
Lo stabilimento è ubicato nell’area del “Consorzio per lo sviluppo Industriale del Friuli centrale –
Z.I.U.”
L’area ricade per due terzi nel territorio comunale di Pavia di Udine mentre la restante superficie si
trova nei comuni di Udine e Pozzuolo del Friuli.
Ad ovest il perimetro dell’azienda confina con terreni agricoli ed a circa 500 – 1000 metri si trovano
i centri abitati di Cargnacco e Lumignacco.
Nelle immediate vicinanze non sono presenti ospedali, scuole, uffici pubblici, ecc.
La centrale ALIP e ubicata in area industriale all'interno della denominala Acciaieria ABS spa che
opera nel settore metallurgico producendo e commercializzando manufatti in acciaio realizzati
mediante processi di fusione, colaggio, laminazione, forgiatura e trattamenti termici.
Lo stabilimento ABS confina con attività che non rappresentano pericolo per la centrale ALIP.
All’interno dell’area di censimento, quindi nelle vicinanze della centrale ALIP si trovano:
-
Stoccaggi dì Azoto ed Argon liquido dì proprietà Air Liquide Italia Service srl
Stoccaggi di Azoto ed Argon liquido di proprietà e gestione Rivoira spa
Impianto trattamento FUMI 3 di ABS
Sottostazione e sala compressori aria di ABS
Impiantì acque Acciaieria di ABS
Linea Ferroviaria Interna lato Ovest
Via Buttrio (comunale) che interseca l’area dell’azienda ABS da Ovest ad Est;
Linea ferroviaria Udine-Cervignano del Friuli direz. S-N al confine Ovest delle due aziende.
Distributore carburanti AGIP - via Buttrio, n. 65
Bar-ristorante Happy e Locale Discoteca Discomos - via Buttrio, n. 59
Sider Engineering S.p.A. (attiv. industriale) - via Buttrio s.n.
Rizzani De Eccher S.p.A. (impresa edile) - via Buttrio, n. 36
Qualisteel S.r.l. (attiv. industriale) - via Buttrio, n. 57.
Al di fuori della zona di censimento, ma nelle immediate vicinanze, vi sono:
-
Tracciato della tangenziale sud di Udine, SR n. 56;
A Ovest, a 200 m, la SP n. 94 Lumignacco; a maggiore distanza corre l’Autostrada A23;
Azienda Agricola De Sabbata - via Buttrio n. 53 (a 500 m ad Ovest dallo stabilimento).
A Est, a circa 800 m dal perimetro dello stabilimento ABS, corre la SR n.352.
Nel raggio di 1 km sono presenti gli abitali dei Comuni di Pozzuolo del Friuli (Cargnacco) e
Pavia di Udine (Lumignacco).
E’ inoltre presente un Bunker per "emergenze radioattive" che viene utilizzato con il supporto di un
Esperto Qualificato ABS qualora si verifichino dei danneggiamenti alle sorgenti radioattive il (Co60)
utilizzate in acciaieria da ABS.
Nell’allegata planimetria sono riportale le aree produttive, logistiche ed amministrative
dell’insediamento produttivo (Allegato “A”)
Le zone ad alta densità di popolazione più vicine rispetto ai confini del medesimo insediamento si
trovano nella frazione Cargnacco distante circa 1000 metri e nei Casali Tosolini distante circa 500
metri.
SEZIONE 4
Sostanze e preparati soggetti al D.Lgs. 334/99 e s.m.i.
Numero CAS o altro indice identificativo della sostanza/preparato
Nome comune o generico
Classificazione di pericolo (*)
Principali caratteristiche di pericolosità
Max quantità presente (t)
Ossigeno
(in forma di liquido refrigerato o gassoso)
Comburente R8 - Rfb
Può provocare l’accensione di materie
combustibili
Può provocare lesioni causate dalla bassa
temperatura
505 t
(494 nell’impianto di stoccaggio ossigeno
liquido – 11 t presenti negli accumulatori
gassosi dedicati agli impianti VSA – ALIP)
(*) Riportare la classificazione di pericolo e le frasi di rischio di cui al D.Lgs. n.52 del 1997 e decreto
ministeriale 28 aprile 1997 della Sanità e successive modifiche e norme di attuazione.
SEZIONE 5
Natura del rischio di incidenti rilevanti
Informazioni generali
Incidente (*) Sostanza coinvolta
Rilascio di ossigeno liquido
Evento originato dalla eventuale rottura delle
tubazioni di riferimento di ossigeno liquido con
conseguente spandimento a terra e successiva
evaporazione del liquido stesso.
Rilascio di ossigeno gassoso
Evento originato dalla eventuale rottura delle
tubazioni di trasferimento di ossigeno gassoso
con conseguente dispersione in aria
(*) Incendio, esplosione, rilascio di sostanze pericolose.
SEZIONE 6
Tipo di effetto per la popolazione e per l’ambiente:
Es.: intossicazione; malessere irraggiamento, onde d’urto (rottura vetri), ecc.
Formazione di una zona sovraossigenata di dimensioni ridotte che non interessa aree al di fuori del
perimetro dell’Acciaieria ABS
Misure di prevenzione e sicurezza adottate:
Es.: sistemi di allarme automatico e di arresto di sicurezza; serbatoi di contenimento; barriere
antincendio; ecc.
Gli impianti sono costruiti in modo da rendere estremamente improbabile la perdita di ossigeno;
infatti i serbatoi e le tubazioni SONO in acciaio inossidabile, con connessioni saldate.
Le flangiature delie tubazioni sono state minimizzate.
I serbatoi hanno una doppia parete con intercapedine isolata sottovuoto: la doppia parete assicura
un'efficace barriera in caso dì perdite di liquido riducendo drasticamente la quantità della perdila
e le conseguenze.
Nel caso in cui i riscaldatori non riescano ad innalzare sufficientemente la temperatura del gas
erogato o lascino passare ossigeno eccessivamente freddo nelle tubazioni a valle, un sistema
automatico (valvola con sonda di temperatura) blocca l'afflusso di ossigeno liquido ai riscaldatori.
II trasferimento dalle autocisterne avviene in apposite aree: vi sono inoltre percorsi interni stabiliti
per la circolazione ed esistono norme operative per tali operazioni.
Il travaso è effettuato da autisti opportunamente addestrali e che rimangono presso il punto di
travaso durante tutta l'operazione.
Tutti i parametri di funzionamento dell'impianto di stoccaggio sono telecontrollati dalla sala controllo
situata presso l'impianto stesso.
Dal punto di vista operativo, si e provveduto alla predisposizione di:
- Manuali operativi;
- Programmi di manutenzione periodica di routine;
- Programma di manutenzione annuale per gli interventi più radicali;
- Ispezione periodica agli impiantì da parte di personale specializzalo;
- Sistema di gestione della sicurezza (SGS)
Sistema antincendio alimentato dalla rete antincendio ABS
II sistema antincendio è esterno all'area dell'impianto, in prossimità dello stesso, ed alimentato da
un anello antincendio con idranti e manichette alimentale da elettropompe ed in alternativa da
motopompa.
Il personale è istruito e formato con appositi corsi sulla corretta gestione dell'impianto nelle normali
condizioni operative ed in condizioni di emergenza.
Il personale ha seguito corsi specifici per la lotta Contro gli incendi con prove pratiche di
spegnimento e per interventi di primo soccorso.
Il Piano di Emergenza Interno è stato approntato ed illustrato a tulio il personale; nello stesso sono
riportate le sequenze a cui attenersi per affrontare l'eventuale emergenza.
Il piano di emergenza interno è stato approntato ed illustrato a tutto il personale; nello stesso sono
riportate le sequenze a cui attenersi per affrontare l’eventuale emergenza; vengono effettuare
periodicamente prove simulate di applicazione.
Le comunicazioni interne per il coordinamento delle operazioni avvengono mediante:
-
impianto telefonico dì rete fissa
telefoni cellulari
SEZIONE 7
Il PEE è stato redatto dall'Autorità
competente?
si
Le informazioni debbono fare esplicito riferimento ai Piani di emergenza interni di cui all’articolo 11
e ai Piani di emergenza esterni di cui all’articolo 20 del presente decreto. Qualora i Piani di
emergenza esterni non siano stati predisposti, il gestore dovrà riportare le informazioni desunte dal
Rapporto di Sicurezza, ovvero dalla pianificazione di emergenza di cui all’allegato III, lettera c),
punto v).
Mezzi di segnalazione di incidenti:
(Es.: sirene, altoparlanti, campane, ecc.)
In caso di necessità lo stabilimento è dotato di sistemi di comunicazione che consentono di allertare
il comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.
Evacuazione della Centrale ALIP
La segnalazione a tutto il personale dello stato di evacuazione della centrate è effettuata tramite
attivazione dì una sirena a suono continuo udibile da miti i punti della centrale.
Comportamento da seguire
(Specificare i diversi comportamenti; in generale è opportuno: non lasciare l'abitazione, fermare la
ventilazione, chiudere le finestre, seguire le indicazioni date dalle autorità competenti.)
Da parte del personale dipendente:
Tutte le persone che si trovano all'interno della centrale ALIP seguono le direttive del Piano di
Emergenza Interno.
Personale esterno presente in Centrale
Tutto il personale esterno presente in centrale per qualsiasi motivo (visitatori, clienti, fornitori,
tecnici, personale ABS o ALIP di altri siti ecc.) è informato sui rischi presenti sul sito; in caso di
emergenza deve:
-
sospendere ogni attività in corso;
recarsi nel punto di ritrovo;
Da parte della popolazione
Nel caso in cui, per eventi non dipendenti dall’Azienda, fossero coinvolte aree esterne, la popolazione
deve seguire le istruzioni dell’Autorità competente.
Premesso che concentrazioni pericolose sono difficilmente raggiungibili all’esterno dello stabilimento
ABS, nel caso, improbabile, che si manifestassero situazioni tali da provocare effetti pericolosi al di
fuori dello stabilimento, le norme di comportamento di carattere generale che l'azienda ritiene
opportuno suggerire atta popolazione situata entro le possibili aree a rischio, fatte salve eventuali
disposizioni e/o istruzioni puntuali emanati dall'Autorità Competente sono le seguenti:
-
-
in caso di allarme, agite subito e in modo disciplinato;
la miglior difesa si trova all’interno di un edificio e in ogni caso dentro uno spazio chiuso;
i bambini vanno richiamati in casa o all'interno dell'edificio scolastico in cui si trovano, in
maniera da essere posti sotto controllo, onde evitare reazione sbagliate per paura od
ignoranza delle norme comportamentali:
porte e finestre delle abitazioni vanno chiuse ermeticamente e parimenti va interrotto
istantaneamente l'eventuale condizionamento dell'aria, al fine di far sì che eventuali gas e
vapori tossici rimangano all'esterno degli edifici;
-
per la ragione sopra esposta, se si è in auto o in autobus, vanno chiusi i finestrini;
non tenere occupate le linee telefoniche della polizia dei vigili del fuoco, ospedali;
evitare l’uso degli ascensori e ascoltare radio e televisione;
spegnere i sistemi di riscaldamento e le fiamme libere;
fermare i sistemi di ventilazione o condizionamento siano essi centralizzati o locali;
ricordarsi che la soluzione migliore non è la fuga;
eseguire le istruzioni impartite dalle Autorità competenti facendo fede ai canali di
comunicazione ritenuti più adeguati alla situazione;
La prima e più efficace misura da adottare nella zona in prossimità dell’evento, qualora non fosse
possibile adottare misure alternative (tipo allontanamento delle persone a piedi o con i mezzi a
disposizione), in relazione alle caratteristiche di diffusione e di persistenza della sostanza in oggetto,
sarà quella del riparo al chiuso.
Il riparo al chiuso sarà ordinato dal Sindaco sulla base delle indicazioni ricevute dagli Organi Sanitari
e dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco circa la gravità e l’estensione dell’inquinamento,
nonché dal responsabile dello stabilimento.
Il riparo al chiuso è una misura di auto protezione che interessa le aree di emergenza e consiste nel
rimanere temporaneamente al chiuso con porte e finestre chiuse, provvedendo altresì allo
spegnimento di apparecchi condizionatori d’aria ed alla chiusura delle persiane avvolgibili, tende ed
ogni eventuale sorgente d’aria esterna.
Mezzi di comunicazione previsti:
(Specificare quali. Es.: radio locale, Tv locale, altoparlanti, ecc.)
In caso di emergenza sono disponibili le attrezzature di comunicazione mobile (altoparlante) in
dotazione alla squadra comunale di Protezione Civile di Pozzuolo del Friuli.
Presidi di pronto soccorso:
(Es.: interventi VV.FF., Protezione Civile e forze dell'ordine, allerta di autoambulanze ed ospedali;
blocco e incanalamento del traffico, ecc.)
Dal punto di vista operativo. ALIP si avvale del supporto dell'organizzazione dello Stabilimento ABS
che dispone di una squadra antincendio e di primo soccorso adeguatamente formata.
Qualora le circostanze lo richiedano, tutto il personale è formato sulla base dei contenuti del Piano
dì Emergenza Interno con particolare riferimento alla richiesta di intervento di: VVF. Forze
dell'Ordine. 118 e soccorsi in genere.
La viabilità interna garantisce in caso di emergenza, l'entrata e l'uscita dallo stabilimento da parte
di mezzi esterni in modo snello ed efficace.
Rivolti alla popolazione
Da definire da parte delle Autorità competenti.
Informazioni per le autorità competenti sulle sostanze elencate nella Sezione 4
SEZIONE 8
Sostanza:
1
IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA O DELLA MISCELA E DELLA SOCIETÀ/IMPRESA
Identificatore del prodotto
Nome commerciale
Scheda Nr
Identificazione chimica
Formula chimica
Numero di registrazione
Usi della sostanze o miscela
Informazioni sul fornitore della scheda di dati
di sicurezza
Indirizzo e-mail persona competente
Numero telefonico di emergenza
Ossigeno liquido refrigerato
AL.097B LI
Ossigeno liquido refrigerato
N. CAS: 007782-44-7
N. EC: 231-956-9
N. della sostanza: 008-001-00-8
O2
Indicato nella lista di sostanza dell’Allegato IVV del Reach; esente dall’obbligo di
registrazione
Impiego industriale e professionale. Fare
un’analisi del rischio prima dell’uso.
Vedi intestazione a pié di pagina
[email protected]
0432 986241
2 IDENTIFICAZIONE DEI PERICOLI
Classificazione della sostanza o della miscela
Classe di pericolo e codice di categoria dal Regolamento CE 1272/ 2008 (CLP)
Pericoli Tossici
Classificazione 67/548/CE o 1999/45 CE
Gas comburenti - Categoria 1
Pericolo (H270)
Gas sotto pressione
Gas liquefatti refrigerati
Attenzione (H281)
O; R8
Elementi dell'etichetta
Etichettatura del Regolamento
CE 1272/2008 (CLP)
Pittogrammi di pericolo
Codici pittogrammi di pericolo
Avvertenza
Indicazioni di pericolo
GHS03 – GHS04
Pericolo
H270: Può provocare o aggravare un incendio;
H281: Contiene gas refrigerato: può provocare
ustioni o lesioni criogeniche
Consigli di prudenza
Prevenzione
Reazione
Conservazione
Altri pericoli
P244: Mantenere le valvole e i raccordi liberi
da olio e grasso
P244: Mantenere le valvole e i raccordi liberi
da olio e grasso
P220: Tenere/conservare lontano da
indumenti/.../ materiali combustibili
P282: Utilizzare guanti termici/schermo
facciate/Proteggere gli occhi
P338+P315: Sgelare le parti congelate usando
acqua tiepida.
Non sfregare parte interessata. Consultare
immediatamente un medico.
P370+P376: In caso d’incendio: bloccare la
perdita se non c’è pericolo.
P403 Conservare in luogo ben ventilato
Nessuno/a.
3 COMPOSIZIONE/INFORMAZIONI SUGLI INGREDIENTI
Sostanza/Miscela
Ossigeno liquido refrigerato
Sostanza
Componenti
N. CAS: 007782-44-7
N. EC: 231-956-9
N. della sostanza: 008-001-00-8
Non contiene altri prodotti e/o impurezze che influenzano la classificazione del prodotto
Nota 1: Indicate nella lista delle sostanze dell'Allegato IVA/ del Reach; esente dall'obbligo di
registrazione.
Nota 2: Scadenza di registrazione non superata
Testo completo delle Frasi R: vedere sezione 16.
4 MISURE DI PRIMO SOCCORSO
Inalazione
Contatto con la pelle e con gli occhi
Ingestione
Principali sintomi ed effetti, sia acuti che
ritardati
Trasportare la vittima verso una zona non
Lavare immediatamente gli occhi con acqua
per almeno 15 minuti.
In caso di ustioni da congelamento spruzzare
con acqua per almeno 15 minuti.
Applicare una garza sterile.
Procurarsi assistenza medica
Via di esposizione poco probabile
L'inalazione continua di concentrazioni
superiori al 75%, può causare nausea
vertigini, difficoltà respiratorie e convulsioni.
Gas liquefatto refrigerato il contatto con il
prodotto può provocare ustioni da freddo.
5 MISURE ANTINCENDIO
Mezzi di estinzione
Mezzi di estinzione idonei
Mezzi di estinzione non idonei
Si possono usare tutti i mezzi estinguenti
conosciuti
Nessuno/a
Pericoli speciali derivanti dalla sostanza o dalla miscela
Pericoli specifici
Prodotti di combustione pericolosi
L'esposizione alto fiamme può causare la
rottura o l’esplosione del recipiente
Alimenta la combustione
Nessuno/a
Raccomandazioni per gli addetti all'estinzione degli incendi
Metodi specifici
Dispositivi di protezione speciali per addetti
unità antincendio
Se possibile arrestare la fuoriuscita di
prodotto.
Allontanarsi dal recipiente e raffreddarlo con
acqua da posizione protetta
In caso di perdita non irrorare il contenitore
con acqua. Raffreddare con acqua la zona
circostante (da posizione protetta) per
contenere l’incendio.
Nessuno/a
6. MISURE IN CASO DI RILASCIO ACCIDENTALE
Precauzioni personali, dispositivi di protezione
e procedure in caso di emergenza:
Precauzioni ambientali
Metodi e materiali per il contenimento e per la
bonifica
Allontanare il personale non necessario.
Assicurare una adeguata ventilazione.
Eliminare le fonti di ignizione
Usare indumenti protettivi
Evitare che gli abiti si impregnino di prodotto
Tentare di arrestare la fuoriuscita
Evitare l’ingresso in fognature, scantinati o
scavi in cui l’accumulo può risultare pericoloso.
Ventilare la zona
Mantenere la zona sgombra ed evitare ogni
fonte di ignizione finché tutto il liquido sia
evaporato ed il terreno completamente
sbrinato.
7. MANIPOLAZIONE E IMMAGAZZINAMENTO
Precauzioni per la manipolazione sicura
Condizioni par l’immagazzinamento sicuro,
comprese eventuali incompatibilità
Usi finali specifici
Non usare olio o grasso.
Tenere lontano da fonti di ignizione, comprese
le cariche elettrostatiche.
Aprire lentamente la valvola per evitare colpi
di pressione.
Evitare il risucchio d’acqua nel contenitore
Non permettere il riflusso del gas nel
contenitore
Utilizzare solo apparecchiature specifiche
adatte per il prodotto, la pressione e la
temperatura d’impiego. In caso di dubbi
contattare il fornitore del gas.
Non immagazzinare con gas o materiali
infiammabili
Mantenere il contenitore sotto i 50° C in zona
ben ventilata
Ove presente, fare riferimento agli scenari
specifici elencati nella documentazione allegata
alla scheda di dati di sicurezza
8 CONTROLLO DELL'ESPOSIZIONE, PROTEZIONE INDIVIDUALE
Parametri di controllo
Procedure di monitoraggio raccomandate
Da manipolare conformandosi alla buona
igiene industriale e alte procedure di sicurezza.
Valutare se sia opportuno il contrito del
contenuto di ossigeno nell'ambiente.
Controlli dell’esposizione
Generali
Protezione per le vie respiratorie
Protezione per le mani
Protezione per la pelle
Protezione per gli occhi
Non fumare mentre si manipola il prodotto
Assicurare una adeguata ventilazione.
Proteggere gli occhi, il viso e la pelle da spruzzi
di liquido.
Evitare atmosfere ricche di ossigeno (>21%)
Assicurarsi che i dispositivi di protezione
individuate siano compatibili con il prodotto da
utilizzare.
Non si raccomanda l'uso di attrezzatura
speciale di protezione respiratoria normali
condizioni d'uso previste con adeguala
ventilazione.
Indossare guanti criogenici
È necessario provvedere a una protezione
cutanea adeguata alle condizioni d'uso
Utilizzare occhiali di protezione antispruzzo
quando si ritiene possibile il contano oculare a
causa di spruzzi di prodotto.
9 PROPRIETÀ FISICHE E CHIMICHE
Informazioni sulle proprietà fisiche e chimiche fondamentali
Stato fisico
Colore
Odore
Peso molecolare
Punto di fusione (°C)
Punto di ebollizione (°C)
Temperatura di decomposizione
Temperatura critica (°C)
Tensione di vapore (20° C)
Densità relativa, gas (aria = 1)
Densità relativa, liquido (acqua=1)
Solubilità in acqua (mg/l)
Punto di infiammabilità
Limiti di Infiammabilità (vol % in aria)
Temperatura di autoignizione [C]
Altre informazioni
Altri dati
Gas liquefatto refrigerato
Liquido bluastro
Non avvertibile dall'odore
32
-218
-183
Dati non disponibili
-118
Non applicabile
1.1
1.1
39
Non applicabile
Ossidante. Non applicabile,
Gas/Vapore più pesante dell’aria. Può
accumularsi in spazi chiusi particolarmente al
livello del suolo o al di sotto di esso.
10 STABILITA E REATTIVITÀ
Reattività
Stabilità chimica
Possibilità di reazioni pericolose
Condizioni da evitare
Materiali incompatibili
Prodotti di decomposizione pericolosi
L'ossigeno accelera la combustione di materiali
combustibili.
Stabile in condizioni normali.
Rischio di esplosione in caso di fuga su
materiali organici (es. legno o asfalto)
Ossida violentemente i materiali organici.
Può reagire violentemente con agenti riducenti.
Può reagire violentemente con gli infiammabili.
Tenere lontano da fonti di calore/scintille
fiamme/superfici riscaldate - Non fumare.
Evitare l’accumulo di prodotto in luoghi chiusi.
Evitare fuoriuscite e perdite.
Prendere m considerazione il pericolo
potenziale di tossicità dovuto alla presenza
di polimeri clorurati o fluorurati in tubazioni
con ossigeno in alta pressione (> 30 bar) nel
caso di combustione
Fughe di liquido possono causare
l’infragilimento delle strutture.
Agenti riducenti.
Evitare olii, grasso e tutti gli alti materiali
combustibili.
Nessuno/a.
11 INFORMAZIONI TOSSICOLOGICHE
Informazioni sugli effetti tossicologici
Inalazione
Contatto con la palla
Contano con gli occhi
Ingestione
Nessun effetto tossicologico conosciuto.
Nessun effetto tossicologico conosciuto.
Gas liquefano refrigerato, ti contano con il
prodotto può provocare ustioni da freddo.
Gas liquefatto refrigerato. Il contatto con il
prodotto può provocare ustioni da freddo.
Via di esposizione poco probabile.
12 INFORMAZIONI ECOLOGICHE
Tossicità
Persistenza e degradabilità
Potenziale di bioaccumuto
Mobilità nel suolo
Risultati della valutazione PBT e vPvB
Altri effetti avversi
Informazioni sugli effetti ecologici
Non si conoscono danni all'ambiente provocali
da questo prodotto.
Non applicabile.
Non applicabile.
Non applicabile.
Non applicabile.
Può causare danni alla vegetazione per
congelamento.
13 CONSIDERAZIONI SULLO SMALTIMENTO
Metodi di trattamento dei rifiuti
Generali
Metodi di smaltimento
Scaricare all'atmosfera in zona ben ventilata.
Non scaricare dove l'accumulo può essere
pericoloso.
Contattare il fornitore se si ritengono
necessarie istruzioni.
Adeguarsi alle normative locali vigenti per
quanto riguarda lo smaltimento.
14 INFORMAZIONI SUL TRASPORTO
Numero ONU
Etichetta ADR, IMDG, IATA
1073
5.1 Materia comburente
2.2 Gas non infiammabile non tossico
Trasporto terra
ADR/RID
n. H.I.
Noma di spedizione appropriato ONU
Classi di pericolo connesso al trasporto
Codice classificazione ADR/RID
Istruzione di imballaggio - Generale
225
2
3O
P203
Codice di restrizione in galleria
C/E: Passaggio vietato nelle gallerie di
calegona C e D per il trasporto in cisterna.
Passaggio vietato nelle gallerìe di categoria E
Trasporto marittimo
Codice IMO-IMDG
Designazione per il trasporto
OSSIGENO LIQUIDO REFRIGERATO
Classe
2.2
Gruppo di imballaggio IMO
P203
Scheda di Emergenza (EmS) - Fuoco
F-C
Scheda di Emergenza (EmS)
S-W
Perdita
Istruzioni di imballaggio
P203
Trasporto aereo
Codice ICAO/IATA
Designazione per il trasporto
OXYGEN, REFRIGERATED LIQUID
Classe
2.2
lATA-Passenger and Cargo Aircraft
DO NOI LOAD IN PASSENGER AIRCRAFT
Cargo Aircraft only
FORBIDDEN
Evitare il trasporto su veicoli dove la zona di canco non e separata dail'abitacolo.
Assicurarsi che il conducente sia informato del rischio potenziale del carico e sappia cosa fare in
caso di incidente o di emergenza.
Prima di iniziare il trasporto
Accertarsi che il carico sia ben assicurato.
Assicurarsi che vi sia adeguata ventilazione
Assicurare l'osservanza delle vigenti
disposizioni.
15 INFORMAZIONI SULLA REGOLAMENTAZIONE
Norme e legislazione su salute, sicurezza e
ambiente specifiche per la sostanza o la
miscela
Direttiva Seveso 96/82/CE
Assicurare l'osservanza di tutti i regolamenti
nazionali e regionali
Indicata nella lista
16 ALTRE INFORMAZIONI
Può causare ustioni da congelamento
Assicurarsi che gli operatori capiscano i pericoli delle atmosfere arricchite in ossigeno.
Usare indumenti protettivi adatti.
Lista dal testo completo delle Frasi R nella
Può provocare l'accensione di materie
sezione 3
combustibili.
La presente Scheda Dati di Sicurezza è stata compilata in conformità alle vigenti normative
europee ed è applicabile a tutti i Paesi che hanno tradotto tali normative nell'ambito della
propria legislazione nazionale.
Fonti dei dati principali utilizzati
Banca dati EIGA
RINUNCIA ALLA RESPONSABILITÀ
La società non e responsabile di eventuali
danni provocati dall’uso del prodotto in
applicazioni non corrette e/o in condizioni
diverse da quelle previste. Le informazioni
contenute in questo documento sono da
ritenersi valide al momento della stampa.
Prima di utilizzare questo prodotto in qualsiasi
nuovo processo o esperimento deve essere
condotto uno studio approfondito sulla
Dati supplementari
sicurezza e sulla compatibilità del prodotto
stesso con i materiali.
Scheda di Dati di Sicurezza redatta ai sensi del
Regolamento CE n. 1907/2006
(REACh).
INFORMAZIONI PER LE AUTORITÀ COMPETENTI SUGLI SCENARI INCIDENTALI CON IMPATTO
ALL'ESTERNO DELLO STABILIMENTO ABS
Sezione 9
Indicare le coordinate dello stabilimento (rif. Greenwich) - Latitudine 45° 53' 44" - Longitudine 13° 12' 25” - DATUM W6584
EVENTO
CONDIZIONI
INIZIALE
Incendio
Si
No
Localizzato
in aria
Confinata
Si
Si
Non confinata
Transizione rapida di fase
In fase
In acqua
liquida
□
Sul suolo
No
III ZONA (m)
In fase
Getto di fuoco (Jet fire)
gas/vapore ad
alta velocità
Incendio di nube (Flash fire)
In fase
gas/vapore
Rilascio
II ZONA (m)
Incendio da pozza (Pool fire)
□
□
No □
I ZONA (m)
In fase liquida Incendio da recipiente (Tank fire)
□
Esplosione
MODELLO SORGENTE
□
Sfera di fuoco (Fireball)
Reazione sfuggente (run-away reaction)
Miscela gas/vapori infiammabili
Polveri infiammabili
Miscela gas/vapori infiammabili (U.V.C.E.)
Esplosione fisica
Dispersioni liquido/liquido (fluidi solubili)
Emulsioni liquido/liquido (fluidi solubili)
Evaporazioni da liquido (fluidi insolubili)
Dispersione da liquido (fluidi insolubili)
Dispersione
Ossigeno
Aree di ridotte dimensioni in prossimità del
punto di rilascio
Evaporazione da pozza
In fase
gas/vapore
Ad alta o
Dispersione per turbolenza
bassa velocità (densità della nube inferiore a quella dell’aria)
Dispersione per gravità (densità della nube
superiore a quella dell’aria)
Ossigeno
Poco
significativo
Le distanze di danno calcolate coinvolgono solo aree interne al perimetro dell’Acciaieria ABS
RISCHIO INDUSTRIALE
VADEMECUM PER IL CITTADINO
(Estratto della pubblicazione del Dipartimento della Protezione Civile)
CHE COS’È IL RISCHIO INDUSTRIALE
La presenza sul territorio di stabilimenti industriali espone la popolazione e l’ambiente ad un rischio
determinato dalle attività produttive che si svolgono all’interno di essi con l’utilizzo o lo stoccaggio
di sostanze pericolose.
Queste sostanze, nel caso di incidente, contribuiscono a provocare incendi, esplosioni, emissioni di
nubi tossiche o sversamenti di sostanze pericolose per l’ambiente.
Gli effetti di tali eventi possono arrecare danni alla popolazione o all’ambiente.
Gli effetti che si possono verificare sull’ambiente sono legati alla contaminazione del suolo,
dell’acqua e dell’atmosfera da parte delle sostanze rilasciate.
Gli effetti che possono verificarsi sulle cose riguardano i danni alle strutture (crollo di edifici o parti
di edifici, rottura di vetri, danneggiamento degli impianti, ecc.).
Gli effetti sulla salute umana in caso di esposizione a sostanze tossiche rilasciate nell’atmosfera
durante l’incidente variano a seconda delle caratteristiche delle sostanze, della loro concentrazione,
della durata d’esposizione e della dose assorbita.
Conoscere tali aspetti è la premessa indispensabile per ridurre il rischio mitigando i danni alla salute.
EFFETTI SULLA SALUTE...
IN CASO DI INCENDIO
Effetti dovuti al calore e ai fumi della combustione (ustioni, danni alle vie respiratorie,
intossicazione).
IN CASO DI ESPLOSIONE
Effetti dovuti alle onde d’urto provocate da un’esplosione o dal lancio a distanza di materiale
(traumatismi).
IN CASO DI NUBE TOSSICA
Effetti dovuti ad intossicazione acuta procurati da inalazione, ingestione o contatto con la sostanza
(malessere, lacrimazione, nausea, difficoltà respiratorie, perdita di conoscenza e, a seconda della
gravità dell’esposizione, anche effetti letali).
EFFETTI SULL’AMBIENTE...
Contaminazione del suolo, dell’acqua, dell’atmosfera e degli alimenti da parte delle sostanze
rilasciate sul terreno nelle acque superficiali e/o nell’atmosfera.
EFFETTI SULLE COSE...
Danni alle strutture: crollo di edifici o loro parti, rottura di vetri, danneggiamento degli impianti,
esplosione, incendio, ecc.
Tali effetti sono mitigati dall’attuazione di adeguati piani di emergenza, sia interni (redatti dal
gestore dello stabilimento per fronteggiare immediatamente l’evento incidentale) sia esterni (redatti
dall’Autorità competente per ridurre i possibili effetti sul territorio circostante); questi ultimi
prevedono adeguate misure di autoprotezione e comportamenti da fare adottare alla popolazione.
COME SI RIDUCONO GLI EFFETTI DI UN INCIDENTE INDUSTRIALE?
Il Decreto Legislativo n. 334/99 prevede la predisposizione di un Piano di Emergenza Interno ed
uno Esterno allo stabilimento per garantire una risposta tempestiva ed efficace volta a fronteggiare
l’evento e a salvaguardare la salute pubblica e l’ambiente.
• Piano di Emergenza Interna – PEI
È redatto dal gestore e organizza gli interventi necessari per fronteggiare l’incidente con le proprie
squadre e con la collaborazione dei Vigili del Fuoco.
• Piano di Emergenza Esterna - PEE
È redatto dall’Autorità pubblica competente e organizza la risposta di protezione civile per ridurre
gli effetti dell’evento sulla salute pubblica e sull’ambiente.
Il PEE può prevedere il rifugio al chiuso o l’evacuazione.
Nel PEE sono indicate le zone a rischio, gli allarmi e le misure comportamentali che dovranno essere
assunte dalla popolazione in caso di incidente.
LA MAPPATURA DEL TERRITORIO
Il Piano di Emergenza Esterna (PEE) in funzione del tipo di incidente prevede una suddivisione del
territorio comunale in zone differenziate, in base all’intensità del danno che la popolazione potrebbe
subire nel caso di un evento incidentale. Le zone del territorio che potrebbero essere interessate, si
distinguono in:
ZONA DIMASSIMA ESPOSIZIONE (DI SICURO IMPATTO)
Rappresenta la zona nelle immediate vicinanze dello stabilimento ed è generalmente esposta in caso
di incidente ad effetti sanitari gravi e irreversibili.
ZONA DI DANNO
Rappresenta una zona dove le conseguenze in caso di incidente potrebbero essere ancora gravi, in
particolare per alcune categorie di persone (bambini, anziani, malati, donne in gravidanza, ecc.).
ZONA DI ATTENZIONE
Rappresenta la zona più esterna all’incidente e potrebbe essere interessata da effetti generalmente
non gravi.
IL SISTEMA DI ALLARME
IN CASO DI INCIDENTE INDUSTRIALE
Nel Piano di Emergenza Esterna sono riportate le modalità di attivazione dei sistemi di allarme, con
le diverse modulazioni che indicano il RIFUGIO AL CHIUSO o l’EVACUAZIONE.
Le modalità sono stabilite dall’Autorità competente in materia, dal gestore dello stabilimento e dal
Comune.
In caso di emissione di sostanze tossiche dallo stabilimento i soggetti responsabili dell’emergenza
possono ordinare il segnale di rifugio al chiuso o in relazione al livello di rischio ipotizzabile possono
lanciare il segnale di evacuazione prestabilito, che fornisce anche indicazioni circa le modalità di
allontanamento e i luoghi di raccolta.
Il segnale di allarme indica l’inizio e la fine di un’emergenza.
COSA FARE...
IN CASO DI EMERGENZA CON SEGNALE DI RIFUGIO AL CHIUSO
SE SI È ALL’APERTO
ripararsi in un luogo chiuso
CHIUDERE PORTE, FINESTRE, FESSURE
E PRESE D’ARIA
occludendo gli spiragli con nastro isolante o
panni bagnati.
CHIUDERE GLI IMPIANTI
termico, elettrico e del gas.
FERMARE GLI IMPIANTI
di ventilazione, di condizionamento e di
climatizzazione dell’aria.
QUANDO IL RISCHIO DI CONTAMINAZIONE È ELEVATO
le Autorità responsabili dell’emergenza possono ordinare l’evacuazione secondo il Piano di
Emergenza Esterna - PEE prestabilito, che fornisce altresì indicazioni circa le modalità di
allontanamento e i luoghi di raccolta.
SE SI AVVERTE LA PRESENZA
di odori pungenti o senso di irritazione,
proteggere bocca e naso con un panno
bagnato e lavarsi gli occhi.
SPEGNERE OGNI TIPO DI FIAMMA
ACCENDERE UNA RADIO
a batteria per avere notizie sull’andamento
dell’emergenza.
PRESTARE ATTENZIONE
al segnale del cessato allarme.
COSA NON FARE...
IN CASO DI EMERGENZA CON SEGNALE DI RIFUGIO AL CHIUSO
NON USARE IL TELEFONO
se non per casi di soccorso sanitario urgente.
NON FUMARE
NON ANDARE A PRENDERE I BAMBINI A
SCUOLA
NON RECARSI SUL LUOGO
DELL’INCIDENTE
COSA FARE...
IN CASO DI EMERGENZA CON SEGNALE DI EVACUAZIONE
SEGUIRE LE VIE DI ALLONTANAMENTO
INDICATE
SEGUIRE LE INDICAZIONI DEGLI
ADDETTI ALL’EMERGENZA
PRELEVARE DALLA PROPRIA ABITAZIONE
o dal luogo che si deve abbandonare soltanto
lo stretto necessario come medicine, denaro e
preziosi.
COSA NON FARE…
IN CASO DI EMERGENZA CON SEGNALE DI EVACUAZIONE
NON PRENDERE LA PROPRIA AUTO
se è a disposizione un mezzo predisposto dalle
Autorità per l’evacuazione.
NON ALLONTANARSI DALLA PROPRIA
ABITAZIONE
o dal luogo che si deve abbandonare se non si
sono ricevute precise indicazioni in merito.
NON PRENDERE SUPPELLETTILI O ALTRE
COSE INUTILI
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