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Il percorso descritto di seguito rappresenta il lavoro che è
stato portato avanti negli ultimi 20 anni dal Comune di
Cortona in collaborazione con tutti gli altri attori del territorio
sia istituzionali (come le Istituzioni Scolastiche e la ASL) che
non istituzionali (associazione di volontariato, culturali,
sportive, cooperative, terzo settore) per costruire una
comunità coesa e solidale in grado di rispondere sempre al
meglio alle esigenze dei suoi cittadini.
Parole come integrazione, partecipazione, solidarietà sono
alla base di questo percorso che trova nella rete di rapporti
tra cittadini e istituzioni il suo legante principale. Tutto
questo con l'obiettivo di costruire una comunità e una
struttura sociale capace di intercettare i bisogni della
popolazione e di costruire insieme ai cittadini e per i cittadini
servizi, progetti e percorsi sempre più efficaci e utili per il
loro ben-essere e per la prevenzione di qualsiasi tipo di
disagio.
In questa ottica l'attenzione massima è stata data ai nostri
piccoli cittadini perché loro rappresentano il futuro ed è
nostro dovere dotarli di strumenti e opportunità per vivere e
crescere nel migliore modo possibile ma è altrettanto
doveroso renderli sensibili verso il prossimo e consapevoli
della diverse realtà che li circondano.
Crediamo che questo percorso abbia portato negli anni
risultati importanti e tangibili e che la rete costruita insieme
ai cittadini sia stata fondamentale per la tenuta sociale del
nostro territorio anche in un momento di forte crisi
economica come stiamo vivendo in questi ultimi anni. Non ci
accontentiamo e non ci fermiamo, il percorso continua...
l’Assessore alle Politiche Sociali e Sanità
Francesca Basanieri
il Sindaco
Andrea Vignini
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Nel 1993 i Comuni della Valdichiana, il Ser.T.
ASL 8 Valdichiana e le scuole primarie, ai sensi
del DPR 309/90 “Interventi per la lotta alla
droga” elaborano il progetto “Auryn”
(talismano descritto nel romanzo “La Storia
Infinita” di Ende) finanziato dal Ministero
dell'Interno.
Per la prima volta Istituzioni diverse lavorano insieme, anticipando i
contenuti delle leggi 285 /97 sull'Infanzia e adolescenza” , e legge
regionale 72/97 sui ”servizi sociali” che dettano le modalità attuative di
PIANI DI ZONA educativi e sociali.
Così a partire dagli anni 90', si costituisce sul territorio comunale, esteso
poi ai Comuni della Zona Valdichiana, un gruppo di lavoro interistituzionale che condivide una concezione della Salute in cui la
comunità locale è intesa non soltanto come destinataria degli interventi,
ma anche come depositaria delle risorse in grado di mantenerla e
svilupparla nella sua qualità di bene collettivo, e quindi nelle sue
implicazioni sociali, educative e relazionali.
Dal 1995 il Comune di Cortona collabora con il Ser.T., la ASL n.8
Valdichiana, MMG, Pediatri, le Istituzioni Scolastiche, associazioni
volontariato, giovanili, sportive, cooperative sociali, oratori, parrocchie e
con tali soggetti ha lavorato sulla prevenzione promuovendo azioni
volte allo sviluppo di:
•
•
•
•
salute
normalità
responsabilità
territorialità
Il gruppo di lavoro costituito con il coordinamento del SerT, organizza nel
1996 a Cortona il convegno “Nel Territorio insieme per il Benessere
dei Giovani”.
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Lo stesso gruppo, a Gennaio 1997, organizza un’altra giornata di studio
che dà avvio ad un percorso di formazione a vari livelli creando nei vari
organismi una forte volontà di coesione mettendo a confronto le proprie
esperienze. Nel 1997 nasce, promossa dal Ser.T., l’“Equipe Territoriale
di Prevenzione” (composta da rappresentanti della ASL n.8 Valdichiana,
Servizi Sociali del Comune, insegnanti, MMG, Pediatri, associazioni,
cooperative), organizza e facilita incontri di confronto e di conoscenze sui
bisogni del territorio e di promozione del benessere della comunità con
una coprogettazione condivisa con i diversi soggetti. Viene organizzato
un corso di formazione sulla prevenzione primaria, da qui a seguire molti
percorsi importanti, momenti di supervisione del gruppo, affiancamento a
gruppi insegnanti, genitori e territorio, per poi dare vita, a giugno 1998, al
“Centro di documentazione e formazione Itaca”. Il Centro, coordinato
dal SerT, si propone come una risorsa del territorio e dell’intera comunità
della Valdichiana aretina, come uno strumento di prevenzione che incide
ed agisce sulla normalità della vita. Ogni persona può essere una
risorsa di prevenzione come facilitatore e promotore del benessere.
Il Centro osserva la quotidianità della vita nei vari aspetti e le sue funzioni
sono:
• raccolta dati provenienti dall’intero territorio locale;
• ascolto del territorio nelle varie realtà, lavoro di rete;
• operatività con facilitazione dei processi di crescita e di formazione
personale;
• formazione e supervisione dell’ equipe di prevenzione.
Il Centro Itaca organizza:
• incontri “Il ruolo dell’insegnante e
la prevenzione” a partire dai nidi
d’infanzia fino alle superiori;
• incontri di sostegno alla genitorialità
discussione e confronto sul
rapporto genitori – figli nella fascia
0 – 18 anni;
• formazione
di giovani (peer
educator) per i CIC.
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Il Centro si organizza con strumenti di lavoro:
• gruppi operativi;
• gruppi di apprendimento;
• attività di tutoraggio;
• progetti di formazione;
• supervisione
Nel 1997, e da allora ogni due anni, Il
Comune di Cortona organizza un convegno su
“La malattia di Alzheimer e le demenze”. È
una azione insolita che un Comune prenda
iniziativa su un argomento sanitario
complesso, e soprattutto in anticipo sul resto
del territorio e sulla normativa che regolerà il
settore. Con questo convegno si riesce a
mettere attorno ad un tavolo su una tematica
così complessa ed allora certamente poco conosciuta un ampio gruppo di
interlocutori (specialisti, medici di base, servizi sociali, volontariato,
rappresentanti delle famiglie..). Questo gruppo, a distanza di sedici anni
esiste ancora e non ha mai smesso di occuparsi del problema Alzheimer.
Ciò ha reso possibile la programmazione e il coordinamento del percorso
“Valdichiana Aretina Sensibile all’Alzheimer” .
Il primo Convegno nazionale mette in luce molti aspetti sulla tipologia e
gravità sanitaria e sociale della malattia e stimolò nelle istituzioni
territoriali (Comuni-ASL) la necessità di conoscere meglio le
problematiche delle “demenze” della nostra zona, anche per strutturare
risposte adeguate.
Una prima lettura del nostro territorio viene fatta attraverso una
“Indagine conoscitiva sullo stato funzionale del malato e le
condizioni psico-sociali dei familiari” elaborata dall’Osservatorio delle
Politiche Sociali della Provincia (anni 1999-2000), in collaborazione con
l’AIMA (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer) e la ASL8
Valdichiana- Salute Mentale e si basa sulla fondamentale disponibilità dei
Medici di famiglia. L’obiettivo è quello di:
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•
•
•
fornire un quadro conoscitivo delle condizioni in cui si trova la famiglia
che assiste una persona affetta da malattia Alzheimer o altre forme di
demenza;
presentare elementi per l’adeguamento dei servizi pubblici agli
specifici bisogni legati alla patologia;
rispondere ai bisogni di informazione, formazione, orientamento,
sostegno alle famiglie e agli operatori.
Il progetto costruito con questi presupposti, si articola in un momento
“organizzativo” (offrire maggiori/migliori risorse) ed uno “conoscitivo”
(indagare sullo stato del malato e sulle condizioni psico-sociali della
famiglia). Ciò porta ad una definizione di nuovi bisogni e diverse priorità.
Ma soprattutto questa modalità di approccio e la nuova forma di
partecipazione favoriscono momenti di crescita e di maggiore
consapevolezza della malattia, tali da modificare nei familiari, almeno in
parte, la percezione della propria solitudine e distanza dai servizi pubblici.
Per gli operatori dei servizi domiciliari, per i Responsabili e operatori delle
strutture per anziani, ma anche per gli amministratori, sono organizzati
dall' AIMA corsi di formazione che consentono di accrescere le
competenze specifiche degli operatori addetti all’assistenza o
all’organizzazione dei servizi, sviluppando capacità di riflessione critica e
motivazione. L'AIMA organizza numerosi incontri informativi e di
sensibilizzazione per la cittadinanza sulla malattia.
Il Progetto è organizzato dalla Conferenza di Zona con propri
finanziamenti ed ottiene l’appoggio della Regione Toscana per la
copertura di alcune figure professionali ritenute indispensabili per l’avvio
e il coordinamento delle nuove attività. Successivamente sono realizzati
una serie di progetti, cofinanziati dalla Regione Toscana, che nel corso
degli anni, rendono possibile la continuità sperimentale e operativa delle
attività (Centro Diurno Alzheimer aperto nel 2001, Centro Ascolto
Alzheimer aperto nel 2002, Nucleo Residenziale e Giardino Alzheimer
aperti nel 2005 .
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L’AIMA coinvolge il Centro ITACA e il
1°Circolo Didattico Cortona, per
l'elaborazione del progetto “Mia
nonna e’ diversa dalle altre”. I
bambini lavorano in classe con gli
insegnanti, vengono coinvolti i
genitori e i nonni e i lavori vengono
esposti per l'inaugurazione del
Centro Ascolto Alzheimer che si e'
trasferito a Camucia nel 2005.
Sono passati 16 anni dalle prime iniziative, ma il Progetto Alzheimer
Valdichiana è ancora molto forte. Tutta l’attività, così come il sistema dei
servizi, è ancora influenzata dalla particolare esperienza fatta in questo
settore che ci ha dimostrato quanto sia sempre possibile ed efficace la
partecipazione di tutte le persone interessate ( politici, operatori, medici,
familiari, volontari…) e della collettività per affrontare problematiche
socio-sanitarie complesse e trovare risposte adeguate e di solidarietà.
Per tutte le persone che hanno collaborato, il percorso nel suo insieme,
è una “avventura” particolarmente forte e spesso emozionante.
In particolare le iniziative di formazione e il rapporto con l’AIMA hanno
reso possibile una nuova consapevolezza degli operatori sulla propria
capacità, indipendentemente dal ruolo svolto. “Tutti insieme” si può
affrontare qualsiasi problema, le persone interessate lo percepiscono
subito e rispondono sempre in modo attivo. Nel 2007 il progetto
Alzheimer della Valdichiana e’ presentato su RAI TRE nella trasmissione
" Racconti di Vita", come esempio di buone prassi.
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Con la legge 285/1997 “Disposizioni
per la promozione di diritti e di
opportunità
per
l’infanzia
e
l’adolescenza”, il Comune di Cortona
avvia percorsi di prevenzione,
anticipando i fini della legge che - con
nuove risorse- può allargare ad altre
esperienze.
Così nel 1998, in attuazione della legge
285/97 elabora, con il coinvolgimento
del Centro ITACA e dei diversi soggetti del territorio, il primo Piano
Educativo, che prevede l’attuazione di progetti per i bambini delle scuole
primarie. Il “Centro Itaca” con la legge 285/97 assume un ruolo
significativo sul territorio, sia le risorse che le finalità favoriscono le
proposte degli esperti in vari livelli di formazione, e affianca la scuola e le
istituzioni offrendo a tutti una chiave di lettura e di riflessione, strumenti
indispensabili di una nuova osservazione privilegiata nel lavoro di rete.
Gli aggiornamenti di verifiche condotti costantemente con i dati rilevati,
che richiede la L.285/97, offrono un monitoraggio per il Comune e il
Centro Itaca che verifica costantemente il risultato dell’investimento
proposto, e così nuovi progetti si aggiungono ancora.
Nello stesso anno la zona Valdichiana in attuazione della legge
regionale 72/97 sui servizi socio-sanitari, elabora il Piano Sociale di
Zona che annualmente viene aggiornato con il coinvolgimento dei diversi
soggetti del territorio (ASL, famiglie, Medici, pediatri, terzo settore,
cittadini..).
Il 2000, si apre con novità che incideranno profondamente sul modo di
proporre e gestire attività per il tempo libero dei bambini. In occasione
dell’ideazione, gestione dei progetti e, soprattutto, nel corso delle
verifiche periodiche con insegnanti e incontri con i genitori, il Centro
ITACA, evidenzia con sempre maggior forza l’esigenza di un luogo che
ospiti con continuità esperienze di gioco, manualità, socializzazione,
aggregazione. Un luogo collocato nella rete dei servizi per l’infanzia
promossi dall’Ufficio Servizi Sociali con offerte inserite in un quadro
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pedagogico appropriato all’età ed alle
esigenze di diversi tipi di utenza.
L’Amministrazione comprende e condivide
l’esigenza e promuove azioni volte allo
sviluppo del benessere della cittadinanza, in
particolare, attività socio-educative, gestite
da personale qualificato delle Cooperative,
per bambini e ragazzi: Ludoteche, Spazio
Compiti, progetti sulla salvaguardia
dell’ambiente, sulla legalità, laboratori di
archeologia , attività estive da 3 a 14 anni
(Stragiocando, Chicchi di grano, Incontri
in piscina, campeggi).
La rete delle Ludoteche
La Ludoteca “La Torre Gioconda” e la
Ludoteca
Sensoriale
di
Camucia
“GiocaInsieme” offrono la possibilità di
conoscere e utilizzare una grande quantità di
giocattoli e materiali per il laboratorio,
difficilmente a disposizione di un singolo.
Rivestono una funzione educativa e
aggregativa, in quanto spazi di ritrovo con
finalità ricreative, di apprendimento e
culturali, sistemi educativi che rendono
protagonisti tutti coloro che vi partecipano,
favorendo l’opportunità di sperimentare
l’autonomia, la libertà di scegliere, di creare.
Le ludoteche contribuiscono all’accoglienza
e all’inclusione di bambini con bisogni
educativi speciali. La conduzione è affidata a
un gruppo di lavoro della Cooperativa
Sociale Athena, composto da professionalità
diverse che si alternano nella realizzazione
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del progetto educativo, redatto annualmente. I servizi sono attivi da
settembre a giugno.
Presso il Day Service
pediatrico
dell’Ospedale
“Santa Margherita”, a Fratta,
è attivo lo Spazio Gioco per i
piccoli pazienti, dove bambini
e genitori trovano giocattoli,
pupazzi, libri e l’accoglienza
di un’educatrice qualificata
della Cooperativa Sociale
Athena che propone giochi,
brevi laboratori manuali, favole animate, attività a tema.
La Casina dei Balocchi smorza l’ansia dell’attesa e crea un clima più
sereno che incoraggia bambini e genitori e facilita il lavoro dei medici.
Presso il Distretto della ASL di Camucia, ogni lunedì una educatrice
della Cooperativa Athena accoglie le bambine e i bambini che accedono
al servizio vaccinazioni.
Sul tappeto colorato del Tappeto Magico si alternano giochi, costruzioni,
libri e fumetti, disegni e piccole divertenti sfide a due… si fanno nuove
amicizie, e la noia e la paura vanno via.
NonSoloCompiti Camucia
Adiacente la scuola primaria di via Zampagni, a
Camucia, uno spazio “su misura” accoglie
bambini e ragazzi per svolgere in autonomia i
compiti assegnati per casa, con la tranquillità di
poter essere sostenuti in caso di difficoltà.
“NonSoloCompiti” offre spazi ricchi di stimoli
positivi (ambienti per differenti tipi di gioco,
laboratorio creativo, angoli per il riposo, la
musica e l’incontro, ecc.); è inserito nella sede
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CIAF che ospita anche la scuola di musica e il Laboratorio di Gioco
Sensoriale, per un insieme di esperienze utili alla formazione dell’identità
personale e a sperimentare una condizione di benessere personale e
sociale. Le attività sono improntate a stimolare nei bambini la
collaborazione costruttiva, il rispetto reciproco, la creatività e il senso di
responsabilità rispetto agli impegni assunti e ai compiti da svolgere.
Educatori e animatori della Cooperativa Sociale Athena condividono con i
bambini le attività di gioco; organizzano laboratori manuali, espressivi,
motori; accompagnano il gruppo presso la Biblioteca Comunale per
partecipare alle Letture Animate; facilitano l’attività ludica negli spazi verdi
pubblici, ecc… “NonSoloCompiti” è aperto ai bambini e ragazzi della
Scuola Primaria e Secondaria di primo grado.
Il servizio è aperto da lunedì a venerdì e il sabato mattina, in
concomitanza con il calendario scolastico.
Fuoriclasse Cortona
Spazio compiti dedicato ai ragazzi cortonesi
che frequentano le classi I-II-III media e del
biennio delle scuole superiori.
Presso
la
Biblioteca
Comunale
e
dell'Accademia Etrusca di Cortona personale
qualificato supporta sia agli alunni che hanno
qualche difficoltà di apprendimento che agli
studenti che semplicemente hanno piacere di
fare i compiti in compagnia.
Il servizio, attivo il lunedì e il venerdì, è
realizzato con il supporto di operatori qualificati
dell'associazione AION Cultura.
StraGiocando
Durante le attività estive educatrici e animatrici di Athena propongono le
più svariate attività all’insegna dell’animazione, con progetti educativi
elaborati annualmente che rivolgono particolare attenzione alle aree
relative a:
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socialità: permette di far ritrovare al bambino il piacere di stare
assieme;
• fisicità: importante nello sviluppo dell’identità di ogni singolo,
occasione di espressione, controllo del proprio corpo ed esercizio
fisico;
• espressività: per fare in modo di rendere il bambino partecipe,
protagonista, produttore, e non soltanto spettatore;
• creatività: per far scoprire al bambino che esistono diverse possibilità
di pensare e agire, sviluppando situazioni nuove in una realtà
conosciuta.
Nel programma sono inserite una o più gite e giornate in piscina: le uscite
rappresentano uno dei momenti centrali del progetto e consentono
esperienze stimolanti e coinvolgenti.
StraGiocando è in programma nelle ultime tre settimane di giugno,
presso la struttura di Pergo di Cortona, da lunedì a venerdì.
•
Chicchi di Grano
Una vera e propria vacanza, dove bambine e bambini, tra 3 anni e 5 anni,
si divertono in sicurezza, nel contesto organizzato ad hoc dalle educatrici
della Cooperativa Athena. L’offerta educativa propone, attraverso
svariate modalità ludiche, esperienze di socializzazione, gioco,
apprendimento e svago: manualità e attività pittoriche; giochi con l’acqua,
ascolto e animazione di fiabe e racconti; laboratorio psicomotorio e
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spettacoli di burattini; giochi a squadre e semplici giochi scientifici; tempo
e spazio per il gioco spontaneo, animazione in cerchio, musica e
canzoni. Il servizio estivo offre un supporto alle famiglie, là dove i genitori
si devono assentare per motivi di lavoro, e' attivo nei mesi di luglio e
agosto, con apertura giornaliera da lunedì a venerdì presso la scuola
dell’infanzia di Camucia.
Archeolab
I Laboratori di Archeologia Sperimentale, organizzati presso il MEAC il
sabato pomeriggio e nel periodo estivo, permettono di conoscere in modo
diretto i materiali e le tecniche di produzione in uso in diversi periodi
storici e di rivivere le esperienze dell’uomo antico. I laboratori, guidati da
personale specializzato di
Aion Cultura, si svolgono in
spazi
appositamente
attrezzate.
Bambini
e
ragazzi sono coinvolti nella
pratica
di
diverse
esperienze archeologiche
privilegiando la loro diretta
partecipazione, anche sotto
forma di gioco.
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Bisogni Educativi Speciali
Nel corso degli anni i servizi per bambini si modulano e rinnovano
secondo i bisogni del territorio e costituiscono, anche, una risorsa di
fondamentale importanza per i bambini/ragazzi, con bisogni educativi
speciali, che al momento dell’interruzione dell’attività’ didattica, hanno
diritto ad accedere ad opportunità che garantiscano di riprendere il nuovo
anno scolastico con un bagaglio accresciuto di esperienze e conoscenze
(in linea con l’indicazione dichiarata dalla legge 104/97).
La partecipazione dei bambini/ragazzi, con bisogni educativi speciali alle
diverse attività (formali e informali) viene condivisa con i servizi
specialistici (ASL e/o Comune), che elaborano il progetto individualizzato.
Elemento qualificante del percorso è la continuità’ degli educatori nei
servizi di sostegno scolastico e extrascolastico , caratteristica che
garantisce stabilità nella modalità di realizzazione dei PEI e punti di
riferimento fermi e costanti per bambini, famiglie, scuola, servizi
specialistici .
Nel 2001 , in relazione ai diversi percorsi, è istituito con delibera di
Giunta Comunale il Laboratorio della città Possibile, di cui fanno parte
il Centro di Documentazione e Formazione
Itaca , ASL n.8-SerT, Istituzioni Scolastiche,
associazioni e Cooperative del territorio allo
scopo di:
• favorire le relazioni, l’integrazione e una
coscienza civica, soprattutto tra le nuove
generazioni
• proporre
e sollecitare interventi di
miglioramento nell’ambiente urbano e la
creazione di spazi di relazione e di gioco
• promuovere una nuova progettualità sul
territorio favorendo la partecipazione
sociale a tutti i livelli.
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Vengono organizzati incontri di formazione, per il gruppo del Laboratorio,
e inizia lo scambio di esperienze con il laboratorio di Torino e di Fano.
I progetti sono elaborati dalle Associazioni partecipanti e finanziati dal
Cesvot.
Nello stesso anno si presenta, nel
territorio comunale, l’emergenza di
alunni stranieri, pertanto il “Centro
ITACA“ organizza corsi di formazione
“Riconoscere l’altro e il diverso che è
in noi” per gli insegnanti, e si costituisce
una
“Equipe
Territoriale
della
multiculturalità” con la funzione di
sviluppare la ricerca, lo studio, la
documentazione inerente la promozione
della multiculturalità e legalità, come processo delle educazione nelle
scuole del territorio. L’Equipe, inoltre, elabora anche protocolli condivisi
per l’accoglienza di alunni stranieri nelle scuole e mette in rete la
bibliografia e le buone prassi delle scuole.
Il Comune organizza corsi di lingua2 per gli insegnanti, mentre la
Provincia di Arezzo mette a disposizione delle scuole mediatori
linguistici e culturali.
Presso la Biblioteca Comunale di Camucia,
viene allestito lo scaffale interculturale. In
collaborazione con le scuole e la Provincia di
Arezzo, sono stati elaborati numerosi progetti
sull'Intercultura e sulla Legalità intesa come
educazione alla cittadinanza attiva.
Nella frazione di Camucia, viene aperto dal
Comune, c/o l’URP, il “Centro per
l’Integrazione”, in collaborazione con
l’Associazione Donne Insieme. Il Centro e’ un
servizio di informazione, ascolto, accoglienza
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per le famiglie immigrate, e ha lo scopo di comprendere i bisogni e dare
informazioni per l’accesso ai servizi territoriali (scuola, sanità, servizi
sociali, attività del tempo libero, permessi di soggiorno…).
Annualmente il Comune organizza corsi di lingua per adulti stranieri.
Nell’anno 2002, con un finanziamento regionale viene organizzato dal
Centro Itaca, un corso di formazione per un gruppo di 40 giovani (gruppo
CIAF) per la realizzazione di sostegni al lavoro educativo e di
prevenzione.
Il gruppo CIAF (Centro Infanzia Adolescenza Famiglie) si occupa di
diffondere la cultura dell’individuo portatore di diritti, promuove interventi
a sostegno della genitorialità, come insieme di risorse e competenze che
vengono attivate e potenziate mediante strategie d’intervento
psicopedagogico basate sulla relazione, l’auto-valorizzazione, la
promozione dell’agio di vivere.
Nel nostro territorio questo gruppo nasce attraverso corsi di formazione
guidati dal personale del Ser.T., coordinatore del “Centro Itaca. Le
competenze messe in atto devono servire a migliorare la vita degli
individui come portatori di diritti, ecco
l’importanza di mettere insieme la
professionalità del C.I.A.F. con quella
degli insegnanti e delle altre figure
educative che sono coinvolte in questo
percorso. Il gruppo, insieme ad
associazioni del territorio, realizza una
“Ricerca Intervento” sul mondo
giovanile (14/30 anni), per conoscere in
che modo trascorrono o vorrebbero
trascorrere il tempo libero i ragazzi della
Valdichiana, in funzione della apertura
del primo Centro di Aggrazione
Giovanile a Camucia.
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Nel 2003 il Comune aderisce al progetto
nazionale “Nati per leggere” proposto
dall’Associazione Culturale Pediatri e
dall’Associazione Nazionale Biblioteche,
ed organizza letture animate e incontri
con i genitori presso la Biblioteca
Comunale di Camucia e gli ambulatori
pediatrici con lettrici / animatrici
appositamente formate e coordinate da
una pedagogista.
Nello stesso anno, il Comune di Cortona e
i Comuni della Zona Valdichiana
elaborano il “Regolamento Zonale dei
Servizi Sociali”, approvato dai Consigli
Comunali. Viene anche predisposto e
inviato alle famiglie l’opuscolo “Diritti,
servizi e benessere”, che riporta in
forma sintetica i contenuti del
Regolamento.
Il Comune di Cortona prepara e consegna
ad ogni nuovo nato il libricino “Diritti,
servizi e benessere per i più’ piccini “.
L’esperienza del Laboratorio della Città
Possibile di Cortona viene discussa nella
Conferenza dei Sindaci della Valdichiana
ed estesa a tutta la Zona come modello di
lavoro, inserita, anche, nel Piano Sociale
di Zona 2003 e nella Carta della
Cittadinanza Sociale quale esperienza di
Welfare Comunitario, promotore del benessere dei cittadini. Il gruppo di lavoro da
il proprio contributo a Novembre 2003
nella elaborazione della Carta della
Qualità Urbana.
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Nel 2003 il Comune aderisce al
progetto internazionale “La Città
dei Bambini” del Comune di
Roma, capofila, e dell’Istituto di
Scienze e Tecnologia della
Cognizione del CNR di Roma,
incentrato sulla sperimentazione di
un modello che ripensi la città dal
punto di vista dei bambini.
“La Città dei Bambini” si impegna
per la sostenibilità ambientale,
culturale e istituzionale per i
bambini e si prefigge di farli
partecipare al “governo” della vita
cittadina.
Opera
soprattutto,
attraverso
piccoli
interventi
concreti,
progettati con gli stessi bambini,
per dimostrare la fattibilità delle
proposte.
Il gruppo, appositamente formato,
elabora numerosi progetti con le
scuole, insegnanti, genitori e
cittadini:
“Camucia, una città possibile…”,
“Piccole Città a misura di…”, “A
ciascuno il suo spazio..”,
“Adotta un giardino”, “Dalla Val
di Pierle alla Val di Chio”.
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Queste
esperienze
sono
presentate anche al Campidoglio,
nell’ambito degli incontri organizzati
dal Comune di Roma e dal CNR, a
confronto con esperienze a livello
internazionale.
I progetti da realizzare vengono
condivisi con gli Uffici Comunali sui
possibili ambiti di progettazione
partecipata, così da individuare gli
spazi/servizi da ri-progettare:
• Con le scuole, indagini, ricerca e
raccolta informazioni.
• Individuazione
di
soluzioni
possibili: consegna delle “idee
progettuali” agli adulti.
• Informazione alla cittadinanza.
• Tavoli di lavoro degli adulti
Il progetto “ Camucia, una città
possibile…” si concretizza con la
realizzazione di percorsi protetti per i
bambini, nella frazione di Camucia,
con apposita segnaletica, per
favorire l’autonomia dei bambini
nell’andare a scuola, ai giardini, in
ludoteca, in biblioteca, in piscina…
da soli, non solo come conquista
d’autonomia, ma anche come
opportunità per muoversi e prevenire
problemi di salute legati alla
sedentarietà e all’uso eccessivo
della macchina.
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Per
la
progettazione
e
realizzazione del “Giardino dei
profumi e dei colori”, adottato
dalla scuola e dalla cittadinanza
della frazione di Pergo, è
costituito il “Comitato del
Giardino” con lo scopo
di
realizzare
e
gestire,
in
collaborazione
con
l’Amministrazione Comunale, i
giardini in modo che l’uso sia
conforme agli scopi per i quali
sono stati costituiti (gioco e
incontro) e che lo stato delle aree
verdi e delle attrezzature sia
sempre soddisfacente.
Nel 2003 durante gli incontri per
l’elaborazione del Piano Sociale
di Zona emerge, alcuni familiari di
persone con disabilità pongono
agli amministratori e alle
cooperative presenti al tavolo di
lavoro il tema del “Dopo di Noi”.
Questa richiesta fa riflettere gli
operatori e si costituisce un
gruppo di lavoro, per analizzare i
bisogni, costituito da familiari di
disabili, operatori dei Comuni,
della ASL n.8 Valdichiana, della
Cooperativa Koinè di Arezzo, che
da anni lavora nella Zona.
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A conclusione del percorso partecipato, la Cooperativa Koinè si fa carico
della progettazione di una struttura polifunzionale (Casa di Pinocchio)
che comprende un Centro Diurno per Disabili, una Comunità Alloggio
Protetta e Laboratorio per le Autonomie. Il progetto viene approvato nella
Conferenza dei Sindaci della Valdichiana e inviato alla Regione per la
richiesta di co-finanziamenti. La struttura è in bio-architettura, con ampio
spazio esterno e offre numerosi laboratori interni e in Rete con altre Reti
in un dialogo aperto per la piena integrazione e inclusione. La struttura
attualmente funziona a pieno regime e costituisce una delle più
innovative progettazioni a livello provinciale e regionale nel campo
dell’organizzazione dei servizi educativi e assistenziali per disabili.
Nel 2004 , su sollecitazione del
“Centro ITACA”, e dopo i risultati
della ricerca-intervento del gruppo
CIAF, apre a Camucia il Centro
di Aggregazione Giovanile ZAK
(Zona Alta Kreatività).
La sede è nella frazione più
popolata del territorio comunale.
E’ il luogo d’incontro dei giovani,
dove confluiscono idee, progetti,
corsi di teatro, musica… in
collaborazione con i gruppi della”
Casina della Musica”.
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Nel 2005-2008 in collaborazione
con la ASL n.8 Salute Mentale,
neuropsichiatria
infantile,
Associazione culturali e di
volontariato del territorio e
sopratutto le Associazioni delle
famiglie
(“L'Accoglienza”
e
“Ragazzi Speciali”), vengono
elaborati diversi progetti, finanziati
dalla Regione Toscana, su
“Come superare lo stigma
sociale”. Con questi progetti si
sensibilizza la cittadinanza sulla
disabilità psichica, cognitiva e
relazionale, e si costruiscono strategie ampie e articolate, per la
promozione dei diritti di cittadinanza. Sono attivate diverse attività sul
territorio, in piscina, nelle scuole calcio, nel gioco delle bocce, corsi
di teatro nelle scuole.
Con i giovani/adulti del Centro Diurno della Salute Mentale di Camucia
sono organizzati, per diversi anni, corsi di teatro “ Contaminiamoci”,
presso l'Istituto d’Istruzione Superiore “Severini” di Cortona .
Obiettivo dei progetti, sopratutto per i minori, è quello di aumentare
l'amicizia e il senso di autoefficacia nell'imparare nuove forme espressive
e nuove potenzialità del proprio corpo. Tutti i progetti sono seguiti dagli
specialisti della ASL Salute Mentale.
Nel 2006 il Presidente nazionale dell’UNICEF nomina “Cortona amica
delle bambine e dei bambini “ e conseguentemente il Sindaco e’
designato “Difensore delle bambine e dei bambini”.
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In relazione a tale nomina il
Comune si impegna con le scuole,
le Cooperative e le Associazioni del
territorio, ad attuare, nei diversi
contesti, i Nove Passi previsti
dall’Unicef,
attraverso
la
progettazione partecipata dei
bambini e ragazzi , all’interno del
LaBRUC (Laboratorio bambini
ragazzi Unicef Cortona) .
Sia La Città dei bambini che
l’Unicef
prevedevano
la
costituzione del Consiglio Comunale
dei Ragazzi ma Cortona, in accordo
con le scuole, sceglie di organizzare
il “Laboratorio dei bambini e degli
adolescenti” LaBRUC e un Forum.
Negli anni scolastici 2006- 2010, tre
volte l’anno e in orario scolastico,
bambini e ragazzi delle classi IV e V,
eletti dai compagni di classe, e i
ragazzi delle medie partecipano ai
lavori del Laboratorio, presso il
Centro di Aggregazione Giovanile
ZAK di Camucia.
Annualmente il Laboratorio si
insedia il 20 novembre, Giornata
internazionale
per
i
Diritti
dell’Infanzia, e si conclude il 27
maggio, Giornata internazionale del
Diritto al gioco.
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Il Laboratorio vuole proporre uno spazio non strutturato in cui far
confrontare i ragazzi su tematiche a loro vicine anche e soprattutto in
relazione alla qualità della vita nel contesto urbano in cui vivono.
Temi discussi con i bambini:
• I nostri luoghi d’incontro per giocare, parlare, confrontarci e…crescere
insieme: come e quali sono?
• I nostri luoghi di incontro quotidiano: servono davvero? Ci aiutano a fare
amicizia e a condividere esperienze o sono palestre per bulli e
prepotenti?
• Tempi e luoghi di incontro per il tempo libero: li abbiamo davvero? …e
se potessimo modificarli, come li vorremmo?
Temi discussi con i ragazzi :
• Vivere in famiglia.
• Vivere nella comunità: partecipazione, democrazia, politica.
• Vivere tra amici: fiducia, esclusione, affetto.
Nel 2006 il Comune aderisce al progetto della Regione Toscana
“L’angolo della salute @lla tua biblioteca” e organ in Biblioteca , dopo
le letture di NPL, incontri con i genitori, su alimentazione, movimento,
regole e capricci, piccoli incidenti domestici….
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Dal 2007, dopo una giornata di formazione sul
bullismo con la prof.ssa Menesini dell’Università’
di Firenze - Dipartimento di Psicologia dell’età
Evolutiva-, il Comune, in collaborazione con i
Dirigenti Scolastici della scuola dell’Infanzia e
della Scuola primaria di primo grado e
l’Associazione
Centro Studi di Psicologia
Sistemica di Cortona, promuove
corsi di
formazione triennali 2007-2010 e 2011-2013,
stipulando il PATTO PER LO SVILUPPO DI
POLITICHE SCOLASTICHE PER LA PROMOZIONE
DI COMPORTAMENTI PRO-SOCIALI con i soggetti
coinvolti.
Nel primo triennio l’Università effettua una ricerca
sperimentale sugli interventi, facendo rilevazioni
sui bambini delle classi le cui insegnanti
seguono il percorso di formazione e su classi di
controllo, nelle quali le insegnanti non sono
coinvolte nella formazione. Per la formazione è
utilizzata la metodologia della ricerca-intervento
con gli obiettivi di :
• Acquisire maggiori conoscenze sulle
dinamiche dei gruppi;
• Lavorare sugli atteggiamenti di prevaricazione,
favorendo lo sviluppo di competenze di
mediazione e di problem solving;
• Acquisire maggiore autoconsapevolezza in
relazione al gruppo ed alle proprie
competenze;
• Comunicazione efficace;
• Riconoscimento e gestione delle emozioni;
• Sviluppo dell’empatia e della coscienza
morale.
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La metodologia utilizzata nel progetto è di tipo interattivo ed esperienziale
(Brainstorming, simulate, drammatizzazioni, sculture, uso di immagini,
brani letterari e film) .
Gli insegnanti durante il percorso formativo
lavorano in classe sul riconoscimento delle
emozioni sociali e sulla loro espressione
e fanno creare ai bambini un disegno
comune che per loro esprima il significato
della solidarietà e del modo collaborativo di
affrontare i conflitti. Il disegno, chiamato
“Patto anti-prepotenza”, rimane in classe
come simbolo e punto di riferimento nei
momenti critici della vita di classe e come
stimolo a promuovere comportamenti pro sociali. Questa attività segna il passaggio
del lavoro dal livello emotivo alla
attivazione del cambiamento nei
comportamenti.
Parallelamente sono organizzati anche
incontri con i genitori sulle tematiche
“Genitori efficaci: come instaurare una
buona
relazione
genitori-figli.
Parliamone insieme”.
Scuole amiche dei bambini e ragazzi
Anche in relazione a questi percorsi
formativi, le Direzioni Didattiche del 1° e 2°
Circolo e la Scuola Secondaria di 1°grado
“Berrettini-Pancrazi”
sono
nominate
“Scuola amica dei bambini e dei ragazzi”
dal Ministero dell’Istruzione e dal
Comitato
Italiano
per
l’UNICEF,
valorizzando così il lavoro di rete.
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Nel 2007, la pediatra del territorio e
referente UNICEF Comunale,
propone al Comune di Cortona e
alla Dirigente del 1°Circolo di
Cortona, di introdurre il gioco delle
bocce nella Scuola Elementare. La
valenza e la ricaduta di questo
sport praticato in età evolutiva, sia
sul piano fisico che psicologico, è
molto importante e supportata da
osservazioni scientifiche. Il tema
generale della salute psicofisica
acquisibile mediante lo sport può
essere declinato come un fattore
determinante di salute, la cui
caratteristica è di non essere a
partenza e pregnanza sanitaria. La
stessa proposta è condivisa e
monitorata dalla Neurospichiatra
infantile della ASL n.8, che
ribadisce come l'attività sportiva in gruppi rappresenti un altro
determinante di salute non sanitario, poiché il gruppo determina
nell'individuo uno stato di benessere sociale ed emotivo non riproducibile
in contesti solitari o quasi solitari.
Nell'attività del gioco delle bocce, in atto nella scuola elementare, si
ravvisa anche un terzo fattore di salute che è l'intergenerazionalità, il
contatto tra generazioni diverse realizzato da un "insegnamento"di adulti
a bambini e da una condivisione di adulti che non vedono nello sport una
occasione di competitività ma di crescita personale.
Inoltre il gioco delle bocce, ha delle particolare caratteristiche :
• la
possibilità di offrire ai bambini modelli positivi (istruttori
pazientemente alla ricerca dei modi per incoraggiare);
• Il potenziamento di competenze di concentrazione attentiva e di
coordinazione gestuale;
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•
•
•
•
•
Il potenziamento di comportamenti autoregolati;
Il senso di autoefficacia nei bambini;
Il potenziamento di attitudini pro sociali;
La proposta di un gioco-sport non strettamente maschile o femminile;
La proposta di un gioco-sport non costoso, ideale per ridurre le
disuguaglianze sociali nell'accesso all' attività.
La Neuropsichiatra infantile della ASL n.8 propone alla Direzione
Didattica di usare a scuola un breve questionario di ricerca che permetta
agli insegnanti di registrare l'osservazione degli alunni, sia in classe che
nell'attività sportiva di gruppo. Tale questionario (Scheda di registrazione
delle interazioni di gruppo, di R.F. BALES) si propone di osservare,
utilizzando una tabella predisposta, i comportamenti interattivi più
frequenti dei bambini nei due tipi di gruppo, intrascolastico e ludicosportivo, evidenziando le differenze che nel tempo si possono instaurare.
II risultato atteso dell'indagine è un
miglioramento
del
comportamento
interpersonale, che dovrebbe farsi più
cooperativo e del comportamento
attentivo generale, che dovrebbe essere
più aderente al compito richiesto.
Il bocciodromo di Tavarnelle di Cortona è
accreditato dalla RT come Struttura Sport
Habile.
Nel 2008 il progetto “Terontola rOAD” si pone in continuità con le attività
promosse dalla Zona Socio Sanitaria Valdichiana e Ser.T Valdichiana in
collaborazione con l’Associazione “D.O.G. Operatori di Strada” di Arezzo.
Si da un forte e sostanziale impulso nel riconoscere e valorizzare la
creatività, la cultura e l'aggregazione spontanea dei giovani e degli
adolescenti nei loro luoghi naturali di frequentazione. Dai progetti
realizzati quali: Caterpillar, Le vie della Valdichiana ed il Corso per Peer
Educator emerge un quadro molto chiaro; “i giovani non vogliono solo
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essere protagonisti, ma hanno anche bisogno di conoscere e interagire
con la realtà che li circonda e di stabilire relazioni interpersonali con adulti
di riferimento”.
Le attività di lavoro di strada
realizzate
e
consolidate
assieme al corso sulla Peer
Education,
evidenziano
l’importanza
di
estendere
suddette attività anche in
contesti minori ed in località
periferiche del Comune di
Cortona,
quali
appunto
Terontola,
ipotesi
questa
condivisa
sia
a
livello
istituzionale che informale. In particolare il sottogruppo dei ragazzi
provenienti dal Comune di Cortona che avevano preso parte al corso per
operatori pari, manifesta interesse ed aspettativa affinché siano attivate
azioni di mappatura del mondo adolescenziale di Terontola. Il verificarsi
in paese di episodi vandalici ad opera di alcuni adolescenti rafforza l’idea
da parte dei soggetti promotori di un intervento tempestivo volto
all’ascolto dei bisogni espressi/inespressi ed alla promozione delle
potenzialità creative dei ragazzi; accompagnandoli in un percorso di
sviluppo, crescita ed autonomia verso l’acquisizione di capacità
relazionali, di partecipazione e di microprogettazione, sostenendoli ed
orientandoli nel dialogo con il mondo adulto, con le istituzioni e tra loro.
Il progetto si avvale di un Gruppo di Coordinamento composto da
esponenti dell’Amministrazione Comunale di Cortona, Ser.T Valdichiana,
Associazione “D.O.G. Operatori di Strada” di Arezzo, Cooperativa Athena
e Centro di aggregazione giovanile ZAK.
Nello stesso anno è attivato, con diversi soggetti ,il SerT –ASL n.8,
l’Associazione DOG, la Prefettura e la Provincia di Arezzo, il progettoindagine “Cittadinanza attiva ed educazione alla legalità” per tentare
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di fare emergere la percezione, o
meglio la rappresentazione sociale,
dei ragazzi sui problemi della legalità e
della responsabilità individuale e
comunitaria. Temi quali legalità,
responsabilità, etica sono strettamente
connessi all’esperienza normativa
individuale, confrontarsi con le norme
di condotta, elaborare regole di
interazione, orientarsi tra i vincoli del
contesto, relazionarsi con le istituzioni
è una capacità che si apprende nel
tempo.
Il progetto mira a educare alla
convivenza civile e alla cultura della
legalità, promuovere la partecipazione
attiva
e
responsabile
degli
studenti/studentesse
alla
vita
scolastica e sociale, riflettere sulle
regole come fattore fondamentale per
la convivenza civile quotidiana,
percepire il valore delle regole come
strumento di sicurezza e protezione,
cogliere il rapporto tra regole e realtà.
I diversi gruppi classe coinvolti, senza
discutere prima cosa intendano per
legalità – illegalità, sono chiamati ad
esplicitare le loro esperienze reali o le
proiezioni del loro immaginario in un
repertorio di casi, che possono rappresentare un utile specchio della
realtà e/o delle fantasie della loro generazione, attraverso la
rappresentazione di quattro parole “stimolo”: giusto - ingiusto - legale illegale. Il progetto si rivolge ai ragazzi/ragazze delle scuole medie
superiori.
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Nel 2008 si avvia il Progetto Mnemoteca,
in seguito alla partecipazione del Comune
al Festival della Libera Università
dell’Autobiografia di Anghiari. Il Progetto è
il risultato di un lavoro di ricerca con il
metodo narrativo rivolto alla popolazione
– una popolazione che si racconta, un
laboratorio territoriale sulla memoria che
si racconta e racconta del suo essere, la
sua storia attraverso le relazioni che ha
tessuto e luoghi vissuti. Dal 2008/2010,
questo percorso vede l'adesione di
operatori e cittadini che partecipano al
percorso della memoria collettiva come
“bene pubblico” da salvaguardare e trasformare. Le autobiografie
raccontate dagli abitanti del territorio sono pubblicate, nel 2010, con il
titolo di “Ieri,Oggi e Domani “ a cura di C.Ferrari.
E' organizzato un laboratorio di
scrittura e narrazione autobiografica
con alcuni ragazzi della scuola
Media “Berrettini-Pancrazi” di
Terontola e con cittadini immigrati,
l'Associazione Islamica e la Libera
Università dell'Autobiografia di
Anghiari. Le narrazioni-interviste
raccolte dai ragazzi sono pubblicate
nel volume “ Racconti di Migrazioni”, e presentati alla cittadinanza.
A queste iniziative si affiancano incontri aperti al territorio su tematiche
legate all’integrazione e alla cultura della legalità, e formazione degli
insegnanti della Direzione Didattica 1° Circolo di Cortona e con esperti
della Provincia di Arezzo sui temi della sicurezza e legalità.
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Dopo l’elaborazione del
Profilo di Salute della
zona Valdichiana, analisi
quantitativa del territorio,
realizzato dai Comuni e
dalla ASL n. 8, viene avviato
un nuovo percorso per
elaborare l’Immagine di
Salute,
documento
partecipato e condiviso
che rappresenta il secondo step operativo del processo di redazione del
Piano Integrato di Salute della Zona Sociosanitaria Valdichiana per il
triennio 2008-2010.
La stesura dell’Immagine non rappresenta solamente il prodotto della
collaborazione di tutti gli attori istituzionali coinvolti, Provincia di Arezzo,
ASL8 e Amministrazioni comunali; un ruolo attivo è stato ricoperto dalle
Istituzioni scolastiche, dalla cittadinanza tutta e dagli organismi che
quotidianamente agiscono sul territorio e organizzano attività sanitarie o
socio-assistenziali: Associazioni di volontariato, Cooperative sociali,
Sindacati, Medici di medicina generale, Pediatri. Ogni tavolo è dedicato
ad un tema specifico (minori e famiglie, giovani,
anziani, disagio psichico e pari opportunità) e
produce un breve documento che illustra, per
ogni area, risorse e criticità percepite dai diversi
attori coinvolti.
Dal 2009-2013 vengono elaborati progetti
finanziati dalla Regione Toscana “ Il Lavoro a
valenza etica” , presentati da Cortona capofila,
in collaborazione con i Comuni della Zona, la
ASL n.8 Salute Mentale e Ser.T, il Centro per
l'Impiego e il Consorzio delle Cooperative di
tipo B per l'avvio a percorsi lavorativi di soggetti
svantaggiati, con tutor appositamente formati.
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Attualmente sono stati avviati, su bando regionale, n. 11 percorsi
lavorativi di “Agricoltura Sociale”, grazie alla collaborazione di
Coldiretti-Epaca.
Proprio nel contesto di questa pre-esistente realtà di intenti e di azioni
condivise nel campo della prevenzione, nel 2010 prende avvio, con il
nome di “Reti in Rete integrazione delle risorse per il benessere della
comunità”, un percorso per dare occasione d'incontro e di scambio
costruttivo e soprattutto per dare continuità ed incremento alla cultura del
lavoro di rete nella comunità.
Le giornate-convegno per la formazione comune, organizzate sono:
2010: “L’integrazione delle risorse per il benessere della Comunità”;
2011: “La Città Possibile: Comunità e Persona”
2012: ”L'ascolto attivo e la mediazione umanistica come strumenti di
lavoro di gruppo”
2013 : “ Riflessi sociali della crisi “ (in programma a novembre 2013)
Gli incontri vedono una ampia partecipazione da parte di operatori del
Comune, della ASL n.8 Valdichiana, insegnanti, MMG, pediatri,
associazioni di volontariato, sportive, giovanili, cooperative, associazioni
islamiche e cittadini impegnati nell’area della solidarietà e
dell’integrazione sociale. L'impegno co-formativo degli operatori a livello
inter-istituzionale costituisce il primo passaggio di un piano allargato di
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prevenzione, che può risultare incisivo nel tessuto sociale solo se è
permeato all’origine da una condivisione di intenti e di metodologie che
non deve essere data per scontata. La capacità di progettazione e di
intervento di questo nucleo di operatori può allora efficacemente essere
fatta fruttare nel territorio attraverso una attivazione capillare di percorsi
condivisi.
Gli esperti assumono in questo percorso il ruolo di facilitatori dei processi
di empowerment nei confronti della cittadinanza, con l’obiettivo di fondare
nel tessuto profondo della comunità le capacità e le competenze sociali
che l’OMS indica come protettrici e promotrici della Salute delle
popolazioni.
Da Reti in Rete si sviluppano gruppi di lavoro specifici sul mondo delle
politiche giovanili, dello sport della scuola ed extrascuola.
Dal 2010, con i finanziamenti regionali delle
Politiche Giovanili, viene realizzato il progetto
SAFARI, che vede un approccio diverso alle
politiche giovanili, in quanto mette tutti i
partecipanti sullo stesso piano per progettare
insieme, scambiarsi esperienze, essere artefici
e nello stesso tempo soggetti dello stesso
progetto. Il mondo giovanile è in continua
trasformazione, “instabile”, legato ad un
periodo della vita veloce che dura pochi anni,
anni
in
cui
avvengono
importanti
trasformazioni, si prendono decisioni che poi influenzeranno tutto il resto
della vita, sopratutto si cresce. Il compito delle istituzioni è proprio quello
di aiutare a crescere, a formare una coscienza critica, semplicemente a
ragionare con la propria testa. Il progetto SAFARI è scelto dalla
Regione Toscana come uno dei progetti pilota. Alla progettazione
partecipano Associazioni Giovanili, Centro di Aggregazione Giovanile
ZAK, Oratori, Cooperative, oltre al Comune e Ser.T. della ASL n.8Valdichiana.
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I partecipanti seguono degli incontri di formazione organizzati dal
Comune e dal Ser.T. della ASL N.8 Valdichiana.
Nel 2010-2011 è organizzato il corso di formazione
Sport&Sociale&Salute formato da diversi operatori dello sport e
insegnanti di attività motoria, allo scopo di:
• Prevenire l’abbandono scolastico;
• Vivere di sport come forma di soddisfazione personale e di inclusione
sociale per l’integrazione tra atleti provenienti da Paesi diversi, lontani
o vicini, che praticano lo stesso sport o sport diversi;
• Promuovere la divulgazione di luoghi per gli sport per tutti, persone
abili e disabili, e ampliare l’offerta di sport nel territorio comunale per
promuovere corretti stili di vita.
Dal 2011, è costituito un gruppo di lavoro stabile, “Scuole&Territorio in
rete” per discutere su diverse tematiche relative ai bisogni dei ragazzi,
nei contesti scolastici e nell’extrascuola, ai bisogni delle famiglie, ai
bisogni formativi degli insegnanti. Il gruppo si incontra, almeno due volte
l’anno, ed é costituito da insegnanti referenti delle scuole, a partire dalle
materne fino alle superiori (n.7), pedagogista coordinatrice di NPL,
referente UNICEF comunale, pediatra ASL n.8, coordinatrice attività’
extrascolastiche cooperativa Athena, Ser.T ASL n.8 Valdichiana per i
progetti “educare alla responsabilità”, Associazione “Pronto Donna” per i
progetti sulla “cittadinanza di genere”, Cooperativa Aion Cultura sulla
“progettazione partecipata”.
Nel 2011 il Comune partecipa al bando della
Regione Toscana “Parole di Salute @lla
tua biblioteca” che prevede la costituzione
del gruppo “Promotori di salute - Pandora”
e la stipula a marzo 2012 del “Patto
Territoriale per la promozione della
salute” allo scopo di coinvolgere tutti gli
attori che a livello locale, nelle loro diverse
forme di volontariato e di organismi, lavorano
per la comunità, attraverso lo sviluppo di
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pratiche e stili di vita che procurano benessere e salute. Il gruppo
Pandora, partecipa a incontri di formazione organizzato dai Medici di
Medicina Generale, ed è costituito da rappresentanti del Comune, della
ASL n.8 Valdichiana, diverse Associazioni di volontariato e associazioni
islamiche.
Nell’anno scolastico 2011-2012, il LaBruc
modifica il percorso, a favore della
costituzione di un gruppo di lavoro,
denominato “Osservatorio dei diritti dei
bambine,
delle
bambine,
degli
adolescenti”, e viene stipulato un
Protocollo triennale tra Comune, ASL8,
scuole primarie, secondarie di primo grado,
secondarie di secondo grado, UNICEF Italia,
Università degli Studi di Firenze Dipartimento
di Scienze dell’Educazione e Psicologia,
Cooperativa Athena, al fine di:
• Fornire agli amministratori elementi che orientino la riqualificazione del
territorio partendo dalle ricerche e dalle proposte di bambini, bambine
e adolescenti;
• Favorire iniziative per realizzare una città sostenibile, una città vivibile
di cui i bambini siano “gli indicatori di qualità”, con una politica che sia
inclusiva di tutti;
• Promuovere la partecipazione della cittadinanza e in particolare di
bambini e di adolescenti all’attuazione della Convenzione sui Diritti
dell'Infanzia e dell'Adolescenza.
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•
•
•
•
Negli anni scolastici 2011-2013 sono
organizzati incontri di approfondimento sulla
lettura richiesti dagli insegnanti delle scuole
materne e delle scuole primarie che
partecipano ai corsi di formazione
“Giochiamo a narrare” e “Un libro e’ un
tetto”, tenuti dalla pedagogista coordinatrice
di NPL, dalla pediatra del territorio e dalla
neuropsichiatra infantile della ASL n.8, sui
temi:
• valore e ruolo della lettura ad alta voce da
parte di un adulto (genitore o insegnante)
nello sviluppo dei bambini nella capacità
d’ascolto,
di
concentrazione,
di
linguaggio, nell’ideazione delle soluzioni, nei comportamenti sociali più
adeguati;
relazione e affettività attraverso il libro ;
facile o difficile: condizioni per imparare a leggere per tutti i bambini, in
ogni condizione fisica o psichica;
quali libri per quali contesti: maschile e femminile, leader e sottomessi,
amicizia ed emarginazione, autoctoni ed immigrati, lingua italiana e
tante altre;
tempi e modi della lettura, libri per ogni occasione, per ogni età, libri e
animazione della storia, libri e genitori.
Nel 2012 il Comune, in coprogettazione con la ASL n.8-Neuropschiatria
Infantile e la Cooperativa Athena, apre il Laboratorio “Giocainsieme”,
una proposta educativa che aiuta i bambini con disturbi della
modulazione sensoriale a sviluppare le capacità motorie e relazionali che
sono spesso ostacolate da disturbi della modulazione della senso
percezione
visiva,
uditiva,
olfattiva,
tattile,
vestibolare.
Tali alterazioni, accompagnano in modo particolare, ma non solo, quella
tipologia di disturbi di sviluppo infantile definiti come disturbi dello spettro
autistico, caratterizzati da deficit socio comunicativo, interessi ristretti e
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difficoltà di vario grado a carico della sensorialità, che causano nei
bambini percezioni frammentate, distorte o ritardate con ricaduta negativa
sulla conoscenza coerente dell'ambiente e sulla socializzazione. Il gioco,
esperienza vitale per ogni bambino, può aiutare a migliorare
l'adattamento del bambino all'ambiente e a liberare energia emotiva da
utilizzare nella relazione coi coetanei.
Il progetto è sperimentale, e rappresenta solo l'inizio di un percorso che
l'Amministrazione intende fare per i bambini e adolescenti con questi tipi
di disturbi dello spettro autistico. Di grande importanza è stato il lavoro di
rete tra Comune di Cortona, l’Unità funzionale Salute mentale Infanzia
Adolescenza ASL 8, la Cooperativa Athena ed il mondo della scuola.
La finalità che il progetto intende perseguire è la scelta e la applicazione
nell'esperienza di vita del bambino con "disturbi dello spettro autistico",
da 3 a 10/11 anni, di metodologie di gioco che in modo personalizzato lo
aiutino sia ad elaborare le informazioni sensoriali che a sviluppare
competenze relazionali e sociali. Il laboratorio è ospitato nel complesso
della ludoteca e scuola di musica, a Camucia, in uno spazio
appositamente attrezzato con materiali e arredi dedicati. Il progetto
prevede incontri mensili con i genitori dei bambini partecipanti, nonché
incontri con i dirigenti scolastici, insegnanti e pediatri del territorio.
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Nei primi mesi del 2013, sono
organizzati quattro incontri formativi
per gli educatori degli Asili Nido
(pubblici e privati) e insegnanti delle
Scuole
Materne
su
come
Osservare,
Riconoscere,
Affrontare, Prevenire (RAP) con
maggiori conoscenze e sicurezze,
situazioni nelle quali i bambini manifestano alcune carenze cognitive o
particolarità comportamentali che preoccupano le insegnanti, poiché non
corrispondenti a ciò che i bambini generalmente fanno in quel momento
dell’età evolutiva, di fronte a quello stimolo, in quella situazione, di fronte
a quel problema.
Gli incontri sono coordinati dalla pedagogista/coordinatrice dei Nidi, dalle
pediatre, dalla neuropsichiatra infantile e dalla educatrice prof.le della
ASL n.8, dalla Assistente Sociale, dall’Associazione Centro Studi
Psicologia Sistemica di Cortona/Centro CO.ME.TE.
Sempre nel 2013, su sollecitazione e con la collaborazione dei Dirigenti
Scolastici delle Direzioni didattiche 1° e 2° Circolo e Istituto Secondario
di primo Grado, sono organizzati cinque corsi di formazione “Alunni
con D.S.A.: dalla teoria alla pratica” sui disturbi specifici
dell’apprendimento per gli insegnanti delle scuole dell’infanzia, delle
scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado per un
totale di oltre 100 insegnanti, tenuti da psicologhe e logopedista
dell’Associazione Centro Studi Psicologia Sistemica di Cortona/Centro
CO.ME.TE.
I corsi affrontano le seguenti aree:
• le modalità per sviluppare autostima e senso di adeguatezza degli
alunni
• le conoscenze per un’individuazione precoce dei D.S.A.
• gli strumenti di osservazione e di potenziamento
• le modalità di comunicazione efficace con le famiglie
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•
le modalità per mantenere la motivazione all’apprendimento negli
alunni con D.S.A.
Per gli insegnanti della scuola dell’infanzia sono approfondite le
competenze metafonologiche ed i pre-requisiti della letto-scrittura.
E' in corso di realizzazione, per gli anni scolastici 2013-2014, uno
“Spazio di supervisione di gruppo” rivolto a tutti gli insegnanti che
hanno già effettuato il percorso formativo per la promozione di
comportamenti pro sociali e/o per i D.S.A. sul tema de “L’importanza
della relazione e delle risorse del gruppo classe come sviluppo del
benessere degli alunni e la promozione della motivazione allo
studio” con l’obiettivo di rendere gli insegnanti formati sempre più
autonomi nelle varie attività di inclusione e creazione di un clima
collaborativo nel gruppo classe (in linea con le Linee Guida per
l’integrazione scolastica degli alunni con B.E.S.). A conclusione
dovranno essere individuati uno/due “insegnanti antenne” referenti per
ogni plesso scolastico che continueranno ad effettuare incontri di
supervisione, divenendo punti di riferimento per gli altri insegnanti , così
da condividere una metodologia per affrontare situazioni difficili del
gruppo classe .
Nel 2013 il Comune ha avviato
anche un progetto sperimentale di
mediazione
familiare
con
l’Associazione Centro Studi di
Psicologia- Centro CO.ME.TE. di
Camucia e la supervisione del dott.
G. Francini. La tutela del minore appartiene a quegli interventi in cui una
efficiente rete di servizi diventa determinante per la rivelazione, la
valutazione, ed il trattamento delle problematiche proprie della tutela
minorile. Al contempo la possibilità di non limitarsi all’intervento sui minori
ma allargare il punto di vista del Servizio sulla famiglia del minore stesso
e sul suo ambiente di vita, sono oggi riconosciuti come approccio
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essenziale alla buona riuscita dell’intervento. Intendiamo
proporre,
anche in collaborazione con l’Associazione “Famiglie per l’Accoglienza
Regione Toscana”, incontri di:
• Sensibilizzazione dell’Affido familiare;
• Incontri di auto mutuo aiuto con famiglie adottive;
• Incontri di auto mutuo aiuto con famiglie affidatarie;
• Incontri di sostegno per famiglie “in difficoltà”;
• Incontri di sensibilizzazione per l’inserimento e l’accoglienza di bambini
adottati e in affido nella scuola.
Nei mesi marzo-maggio del 2013 il Comune promuove incontri per
analizzare alcuni fenomeni di disagio giovanile, segnalati da cittadini. Il
gruppo interdisciplinare sul disagio è costituito da operatori dei Servizi
Sociali del Comune, del Ser.T., insegnanti della Scuola Secondaria di
primo grado, educatori delle Cooperative Athena e Aion, animatori dei
Centri di Aggregazione Giovanile ZAK e Oratori, Centro Studi Psicologia
Sistemica di Cortona e referente UNICEF comunale.
La “messa a fuoco” multidisciplinare effettuata permette di analizzare
nella specificità territoriale alcuni fenomeni , tra loro correlati:
• diffusione dell'uso di sostanze stupefacenti e di altri comportamenti a
rischio di dipendenza da parte di gruppi di età differenziate, anche in
aree del nostro territorio che sembravano finora esenti.
• forme diversificate di aggressività e di “bullismo” che sono da leggere,
anche quando si presentano in chiave individuale, come emergenti di
fenomeni gruppali sottostanti.
• una tendenza al disimpegno e alla superficialità nei rapporti
interpersonali osservata diffusamente nei diversi contesti (scolastici,
sportivi, associativi ), correlata all'aumento di atteggiamenti conformisti
che inibiscono l'espressione della “differenza” e dunque la vitalità dello
scambio relazionale.
• nei rapporti tra generazioni emerge come criticità la divergenza tra
modelli di genitorialità “occidentale”, fortemente segnati da una crisi
dell'autorevolezza dell'adulto, e modelli normativi propri di altre culture,
42
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•
con cui si trovano ad interagire insegnanti ed educatori rispetto ad uno
stesso gruppo scolastico o di aggregazione.
come dato trasversale e sensibile a tutti gli ambiti, si registra la
percezione di una sempre più pressante richiesta di prestazioni e di
esibizione di simboli di condizione sociale (status symbol) che
producono ansia e competitività e si definiscono come soglie di
inclusione/esclusione per i soggetti più deboli della comunità.
Alla luce di questa analisi, e in sintonia con altre esperienze nazionali, il
gruppo inter-istituzionale ritiene utile promuovere una sensibilizzazione
comunitaria al tema della “lentezza” per rompere lo stereotipo della
ricerca esasperata di prestazione e di status, in favore di modelli più
solidali di convivenza sociale.
La proposta è quella di far passare il filo rosso
della lentezza (assunto a sinonimo di una
diversa qualità della relazione) attraverso i
principali snodi del lavoro educativo e sociale del
territorio nel prossimo anno di attività comuni.
Il 12-13 aprile 2013, l’Associazione Autismo
Toscana in collaborazione con la ASL8 Arezzo
ed il Comune di Cortona organizza il convegno
“Autismo: conoscere, cooperare, crescere”.
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L'autismo è un disturbo neurobiologico dello sviluppo, ad esordio nei
primi tre anni di vita, che si presenta nei bambini con caratteristiche
anomalie della comunicazione verbale e non verbale, della interazione
sociale, del comportamento e degli interessi, anomalie che oggi sono
identificate sempre più precocemente. E' un disturbo che permane in età
adulta, anche se col tempo i sintomi si modificano e diventano più sfumati
o comunque meno caratteristici e chiari. Le maggiori modifiche positive
del quadro clinico sono state
registrate con interventi precoci ed
intensivi,
che
richiamano
l'importanza di una tempestiva
diagnosi.
Nel convegno di Cortona è
dedicata una speciale attenzione
allo stato attuale della ricerca e alle
recenti linee guida dell' Istituto
Superiore di Sanità sui trattamenti .
Organizzato in due sessioni
plenarie, quattro workshop e due
tavole rotonde, il convegno
permettere a genitori e operatori
scolastici e socio sanitari, un
aggiornamento e un confronto sugli
strumenti e sugli interventi
accreditati della riabilitazione ed
educazione, e sulle strategie più
adatte a favorire l'inclusione sociale
per tutto l'arco della vita.
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Premio Nazionale NATI PER LEGGERE (NPL)
Il 20 maggio 2013 il programma “ Nati per
Leggere” di CORTONA, riceve a Torino il
premio nazionale, per la sezione “Reti di
libri” con la seguente motivazione “per la
completezza, la continuità’ e la
capillarità degli interventi proposti
nell’ambito del progetto e per la
particolare attenzione verso coloro che,
grandi o piccoli che siano, ancora non
padroneggiano la lingua italiana”.
Le letture animate di NPL , sono diffuse sul territorio comunale da dieci
anni: al Punto Vaccini presso Distretto Camucia, Day Service Pediatrico
Ospedale di Fratta, presso due ambulatori pediatrici e soprattutto presso
la Biblioteca Comunale di Camucia.
Nella Biblioteca Comunale, ogni lunedì mattina le sezioni della scuola
materna e scuole primarie potranno prenotare lo scuolabus e la lettura
animata in biblioteca, mentre per i bambini accompagnati dai
genitori/nonni/tate il mercoledì pomeriggio due volte al mese. Alcune
letture pomeridiane si concludono con le conversazioni delle pediatre
e della pedagogista con i genitori e i nonni dei bambini presenti. La lettura
fin dai primi mesi di vita, stimola la memoria, la creatività, la
comprensione, il linguaggio e rappresenta quindi un impulso fortissimo
per le cellule nervose e inoltre migliora la relazione tra bambini e genitori.
Nei mesi di aprile e maggio 2013, all’interno del percorso “Osservatorio
dei Diritti delle bambini e dei ragazzi UNICEF”, gli alunni delle classi
seconde della Scuola Secondaria di 1° grado di Terontola, per
valorizzare la biblioteca scolastica aperta nel 2012, proposto di “andare a
leggere ai bambini più piccoli del Nido”. La richiesta e’ arrivata alla
referente del progetto NPL del Comune che ha organizzato, per ogni
sezione, due incontri di formazione con la pedagogista coordinatrice del
progetto NPL. Dopo un breve, intenso e partecipato, corso di formazione
sui libri e sulla lettura per e insieme ai bambini più piccoli, svolto nella
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nuova biblioteca scolastica, ogni
classe , accompagnata dalla
propria insegnante, con in mano
libri per i piccoli, qualche
palloncino forgiato a cane, una
tartaruga fatta coi sassi e
l’immancabile
lupo
con
cappuccetto rosso (costruiti dagli
alunni per animare la lettura e poi
donati ai bambini) sono entrati al
Nido Aquilone di Terontola per
leggere i libri con i bambini che,
seduti su un tappeto insieme alle
loro educatrici, li stavano
aspettando. Al termine di ciascun
incontro hanno scritto le loro
impressioni: “… E’ stata
un’esperienza
divertente
e
emozionante. E’ sorprendente il
modo in cui si affezionano a te,
anche dopo avergli letto
solamente una storia …..”
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Dalla emanazione della Legge 285/97 “Disposizioni per la promozione
di diritti e di opportunità per l’ infanzia e l’adolescenza”, nonostante
le scarse risorse, nel corso degli anni azioni e servizi si sono mantenuti
nel team, ma soprattutto le Politiche Sociali del Comune hanno favorito il
rafforzamento del sistema di governance locale basato sull’integrazione,
condivisione, concertazione e responsabilità diffusa, e le motivazioni della
premiazione di Nati per Leggere ne sono testimonianza con ricaduta su
tutto il percorso.
Continuità, capillarità, completezza
Convegno “Nati per Leggere”
Cortona, 19 ottobre 2013
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Diversamente Uguali il paese di tutti… per tutti…
Iniziativa
pubblica,
a
carattere sociale, che vede il
suo apice nella giornata di
festa e chiusura al traffico di
una parte di Camucia, le cui
strade si aprono a spettacoli
di musica, danza, giochi,
animazione,
sport,
laboratori, esposizioni e
stand sulle varie attività che
gruppi diversi - dalle
associazioni, al volontariato,
dalle
cooperative
alle
strutture sociosanitarie, dalle
scuole alla ASLn.8, con
pediatre e MMG,
dai
sindacati alle istituzioni, alle
aziende - offrono agli
abitanti del territorio di
Cortona.
"Il principio che guida questa
festa
su
strada
è
l’inclusione: appartenere al
luogo in cui si vive è anche
poter esserci con le proprie
diversità, uscire dal guscio
protettivo dell’isolamento e
portare in piazza, nel luogo
di tutti, il proprio modo di
partecipare alla comunità.“
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considerazioni
Il 27 dicembre 2012 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
ha emanato l’unità Direttiva recante Strumenti d’intervento per alunni con
bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione
scolastica, che delinea e precisa la strategia inclusiva della scuola italiana al
fine di realizzare appieno il diritto all’apprendimento per tutti gli alunni e gli
studenti in situazione di difficoltà, dove per difficoltà si intendono “svantaggio
sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi
specifici” e anche “ difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e
della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”. La Direttiva del
MIUR indica sia azioni a livello di singola istituzione scolastica che azioni a
livello territoriale, individuando nei Centri Territoriali per l’Inclusione la
struttura per l’implementazione di azioni di sistema, ivi inclusi progetti di
formazione, prevenzione, ecc.
La Direttiva MIUR ha offerto l’occasione all’Assessorato alle Politiche Sociali
e Sanità del Comune, di rileggere e di riflettere sul percorso realizzato tra il
1993 e il 2013. Questa direttiva contiene tutte le azioni di sistema che nel
corso degli anni sono state intraprese nel Comune di Cortona, offrendoci ora
l’opportunità di condividere un’elaborazione collegiale, corresponsabile e
partecipata, con il Dirigente scolastico del I Circolo di Cortona e per
l’individuazione delle strategie di intervento e delle sinergie più idonee alla
realizzazione di un Centro Territoriale per l’Inclusione, da realizzarsi con i
diversi soggetti del territorio che fanno parte della Rete.
Nella pubblicazione “ I progetti nel 2009 – lo stato di attuazione della
legge 278/97 nelle città riservatarie “ pubblicato dall’Istituto degli Innocenti
sono riportati analisi e commenti che avvalorano il percorso ventennale
della comunità di Cortona, e qui si riporta un paragrafo, particolarmente
interessante :
“…… Innovativi: la grande maggioranza delle progettualità sono innovative
nel senso che, dal momento dell’ideazione originaria , si sono mantenute
adattandosi di volta in volta alle modificazioni del contesto nel quale sono
nate e si sono sviluppate, nonché alla diversa disponibilità di risorse
(complessivamente intese).
Questo elemento è importante perché racchiude alcune caratteristiche
essenziali di un “progetto di sistema” la continuità e la solidità, appunto.
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La “continuità” infatti aiuta a consolidare e migliorare l’integrazione fra i vari
attori coinvolti a vari livelli (decisionali, operativi). Gli attori cambiano e si sa
quanto incidono questi cambiamenti in un progetto ad alto livello di
integrazione: si pensi solo alle conseguenze dell’avvicendamento degli
amministratori locali o dei dirigenti di un Comune, ad esempio per la
realizzazione di servizi e interventi. E come si è visto , molti dei progetti
considerati hanno “attraversato”più di un mandato amministrativo. Quali
elementi favoriscono continuità allora? In sintesi si può dire che un impianto
organizzativo solido consente al progetto non solo di sopravvivere, ma di
continuare ad esistere migliorando rispetto al raggiungimento dei suoi
obiettivi. Un buon modello organizzativo vede un coordinamento efficace
visibile che assolve ad alcune importanti funzioni (manutenzione delle
relazioni, messe a sistema di criticità e punti di forza per riorientare il lavoro
…). Ora, tutto ciò non si improvvisa ma richiede competenze professionali e
umane di non poco conto, conoscenze e capacità di orientamento nella rete,
consenso e riconoscimento istituzionale. La manutenzione della rete è un’
operazione che richiede corresponsabilità di tutti i soggetti coinvolti nel
conseguimento del fine comune che è appunto rappresentato dalla mission
del progetto.
Sistematici: un progetto integrato e in rete è di sistema in quanto inserito in
una cornice più ampia di riferimento, quale il Piano territoriale dell’infanzia e
adolescenza e il Piano sociale di zona e, per questa ragione, sfrutta
economie di scala, crea sinergie. L’appartenenza di un progetto ha una
pianificazione di medio lungo termine crea valore aggiunto in termini di
consolidamento e messa a regime nel sistema complessivo dei servizi,
maggiore capacità di centrare gli obiettivi, anche perché cresce così la
possibilità di consenso fra gli attori locali.
Replicabili: tutte le esperienze esaminate hanno saputo cogliere, in un primo
luogo, le caratteristiche specifiche del contesto locale valutando i bisogni e
soprattutto le potenzialità in termine di risorse organizzate presenti (soggetti
di associazionismo e terzo settore) nella comunità locale, risorse da attivare
in risposta a quei bisogni. La genesi dei progetti è interessante: spesso l’idea
progettuale è nata da una proficua sinergia fra persone/tecnici del pubblico
del privato sociale, dalla combinazione fruttuosa di competenze e idee
diverse che poi hanno trovato un terreno fertile in cui la creatività iniziale ha
potuto trasformarsi in progetto prima in servizio poi ....”
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La Rete
”Tutta la nostra vita, quindi anche il percorso di creazione di una rete
solida ed efficiente al servizio della gente,
deve essere trainata da due cavalli:
il sogno, che ci consente di fissare obiettivi,
il senso della realtà, che traduce il sogno
in percorsi di realizzazione delle nostre agognate mete.
Quando il sogno di uno diventa il sogno di tanti
nascono le rivoluzioni, crollano i muri
e al loro posto s’intrecciano legami
e una rete d' infinite reti”.
I.Venturi
(relatrice al 1° Incontro di Formazione di Reti in Rete)
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Sindaci 1993-2013
I. Pasqui, M. Rachini, A. Vignini
Assessori alle Politiche Sociali e Sanità 1993-2013
R. Mezzetti Panozzi, L. Bianchi, M. Zucchini, F. Basanieri
Dirigente Area Servizi al Cittadino
A. Gnerucci
Ufficio Servizi Sociali
Resp. Servizi Sociali G. Stellitano
Assistenti Sociali M. Civitelli e R. Caprini
Amministrative A. Gallorini, F. Lacciarini
Gruppo di coordinamento :
G. Stellitano (Servizi Sociali Comune di Cortona ), R. Borghesi (psichiatra ASL
n.8 ), R. Cocchi (Ser.T. ASL n.8-Valdichiana), L. Cottini (pedagogista,
coordinatrice NPL), L. Fedeli (pediatra del territorio e referente UNICEf comunale
), C. Ferrari (pedagogista-intercultura -Libera Università dell’Autobiografia di
Anghiari G. Matracchi e G. Lacrimini (psicologhe-psicoterapeute Centro Studi
Psicologia Cortona e Centro CO.ME.TE ), M.Ostili e C.Tribbioli (Cooperativa
Athena Cortona), M.Matera (AIMA), M. Petrillo (neuropsichiatra infantile ASL n.8),
M. A. Prandi (pediatra - intercultura ASL n.8 Valdichiana), E. Sandrelli
(Cooperativa Aion Cultura Cortona).
Questo percorso è stato possibile grazie a tutte le persone che con impegno,
volontà e passione si sono messe in gioco, superando anche difficoltà e
conflitti, per tener fede all’idea della realizzazione di una “Città Possibile”.
Si ringrazia la Cooperativa Athena per aver raccolto e tenuto aggiornata in
tutti questi anni la documentazione di questa esperienza.
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Perché la chiocciola,
per significare il percorso
del Comune di Cortona
“verso la città possibile”?
La chiocciola rappresenta
tre metafore:
La prima riguarda l’ascolto, per via della “forma” delle chiocciole
che ricorda l’orecchio umano;
La seconda l’abitare, perché questo animale porta con sé la propria
casa;
La terza concerne l’attualità tecnologica del segno grafico, che
rimanda alle comunicazioni in Rete.
Documento aggiornato al 30 settembre 2013
Per informazioni:
G. Stellitano Responsabile Servizi Sociali Comune di Cortona tel 0575-605125
([email protected])
Sul sito Comune di Cortona http://www.comunedicortona.it/il-comune/servizisociali/laboratorio-per-la-citt-possibile sono disponibili i documenti:
“Centro di documentazione e formazione Itaca, concetto di prevenzione”;
“Un territorio che si osserva” Tre anni di attività del centro Itaca 2000 – 2003;
“Percorsi di progettazione partecipata ed educazione alla legalità nel Comune di
Cortona 1996 - 2009”.
“Cortona, una citta’ possibile. Percorso di una comunità tra desideri e realizzazioni
1993 – 2013”.
il percorso continua……
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2013 - Comune di Cortona