Anno IV. — Num. 6. Domenica 9 Febbraio 1896, PISA- chiamaI Lago, ière ) e le bili conto no alle diceva pianocomsi fece mò l'a,zarono amici I comirindisi ria. La si maut schegran- Il Ponte si passa ogni domenica. — Il pedaggio costa un soldo. — Con mazza e scudo prima si contendevano il Ponte : oggi, per averlo, basta lo scudo solo. — Gli spurghi si buttano in Amo. — Alle lettere senza francobollo è vietato il libero transito. La Direzione e 1' Amministrazione : Piazza 2, Tipografia T. Nistri e C. Castelletto, del tra. $t , Volete dilettarvi istruendovi spendendo sole til 5 all'anno? AbboiI Lire natevi alla Cordelia diretta da Ida Baccini.— Si pubblica in Firenze da 15 anni in elegante fascicolo in 40 illustrato di pagine I 6 ogni domenica dall'editore Licinio Cappelli, di Rocca S. Casciano. opera corriStu- rente. ente- 111 PROBLEMA DELL'INFANZIA inalità ficitalino, • vena al Bdici o-vantu-I bis- • me i invi- naie- ie,(Tan(aida route estro, ata C i . rima. proente E Li TCIA iieri. Dopo quanto ho scritto nel numero passato Bui sembra inutile insistere sulla efficacia, pratica sopratutto, dei Ricreatori quali furono ideati ed istituiti a Roma dove fanno prova veramente ottima : credo anche di aver dissipato i pochi dubbi affacciati circa la loro influenza benefica sulla infanzia : solo desidero assicurare l'egregio sig. 31arconi che il Ricreatoti° non ha nulla delle ridicole pedanterie che siamo soliti a veder in Italia isterilire ogni geniale iniziativa e che tutto si riduce a aceglier de' maestri a di rigerlo, i quali sentano tutta la nobiltà della missione che loro ai affida, e prendano l'incarico come un vero apostolato; e di questi maestri, fortunatamente ve ne sono più che non appaia. E potrei anche deporre la penna se non fosse il desiderio di discutere brevemente ancora col signor Marconi alcuni punti del suo articolo, che meritano attenzione: tanto più che riesce cosa grata discutere con chi, come il signor Marconi, mostra di aver senno pratico e competenza rara nella materia. Egli mi sembra che per il desiderio del meglio sia quasi, quasi disposto a trascurare il bene: poiehè dalla modesta idea del Ricreatorio assorge con volo audace a tutto il problema della educazione civile. Io sono, purtroppo, digiuna di studi pedagogici e di sociologia e quelle che dico non è che Il frutto di personali osservazioni e di letture Bevente Arretrate, ma mi sembra non sia proprio il caso di mettere in ballo tutto il bagaglio farraginoso di leggi proposte o promulgate .n materia d'istruzione e d'educazione sociale: se ne sono fatte delle leggi ma quante sono applicate? e quelle che lo sono, in base a quali criterii? E poi si fa presto a far delle leggi, ma quando siamo ad applicarle il più delle volte ci accorgiamo di aver fabbricato sopra l'arena. L' istruzione obbligatoria? è una bella cosa, ma intanto l' Italia continua a dare il maggior contingente all'analfabetismo: la legge sul lavoro dei fanciulli? si sta bene, ma desse impedisce forse i carusi Perciò cerchiamo di esser pratici, di fare un passo alla volta, coordinandolo ad un fine tangibile : restiamo nei limiti del possibile e cerchiamo di starci il meglio che si può. Adoperiamoci intanto ad ottenere che i bambini dai tre ai dieci anni siano affidati alle cure dei maestri, istruiti, educati, lontani il più possibile dagli ambienti viziati, e ciò si ottiene con gli asili d'infanzia, le scuole elementari, i ricreatole. Sembra poco, ma è già molto: e se le persone di cuore, le persone colte, le persone agiate daranno opera a che queste tre istituzioni pro- ti offre modo a congetturare che la zecca pi- vale, primi, spronato i volenterosi a prendere sana dovesse anche più tardi mantenersi sem- l'iniziativa, ne siamo profondatuente soddisfatti; pre in esercizio, la qual cosa a dire il vero fu e ci auguriamo che, una volta costituito il colimpugnata da molti ed autorevoli scrittori, che legio dell'ordine dei Medici, fra le prime sePt opere figuri il suo voto a favore della istitusi compiacquero quasi nel sostenere il contrario. zione della Cassa Pensioni per i Medici Condotte A me parrebbe piuttosto, e qualche documento Ricordiamo che oggi, domenica, alle ore 11, 30 sembra confermare l'ipotesi, che nell'una e nelavrà luogo, nella Sala del Comune gentilmente l'altra delle vicine città si battesse per qualche concessa, la plenaria adunanza dei Medici della secolo moneta uniforme. In un atto di locazione dell'anno 891 il canone da pagarsi è sta- provincia pisana per la costituzione definitiva della Società. bilito infatti in tanti buoni denari (l' argento Carissimo ed egregio Mazarini, bene expendibiles in Pisa et Luca. In una 7 febbraio 1896. pergamena del 5 febbrajo 1065 il prezzo di Nel visitare la splendida sala del medagliere, vendita si vede pure stabilito in buoni denari aperta da poco tempo a cura dell'egregio Supisane vel lucensis monete. In molte carte Un telegramma alla Tribuna di oggi, sabati> pino nel nostro importantissimo Museo Civico, rogate in Pisa e nel Con tado nel secolo XI da Budapest reca: Dicesi che il professore avrai certo osservato come l'attenzione di tutti Kise, insegnante nell' Università ha rinvenuti, e nella prima metà del succssivo trovi parola si rivolga, per tacere dei sigilli, alla splendida Liti metodo secondo il quale coi raggi Roentgen di denari lucchesi, de bonis denariis expeno serie dei fiorirti, o a quella dei ducati e piastre si potrebbero ottenere fotografie nello spazio de moneta de Luca, bonorunt denariodibilis del Governo Granducale di Toscana; i quali, a di due o tre secondi » rum lucensis monete, oppure, e questo ti prego dire il vero, e per la bellezza del conio e per Polche in Italia dura, purtroppo, il malvezzo di notano, di libbra d'argento e di soldi, senza il valore intrinseco del metallo meglio attragdi non accorgersi di quanto i nostri artisti e che nell'atto sa specificato se s'intenda parlare gono lo sguardo e l'ammirazione della maggior i nostri scienziati producono di buono e anche di moneta pisana o lucchese. parte dei visitatori. di ottimo, è debito di onore far notare (e mii Un po' più tae i, e cioè verso la mete del ' Certo anche in quelle serie della raccolta secolo dodicesimo il prezzo di vendita o d' auguro che la Tribuna nella sua imparzialit?t Franceschi vi sono delle rarità pregevolissime fitto lo troviamo stabilito in monete pisana vorrà prenderne nota) che l'egregio prof. Batche basterebbero da sole a costituire l impor(an. 1155) in denari monete lucensis ve! pisane telli della nostra Università ottenne il meratanza di una collezione. Ma, te lo confesso, a (an. 1156, 1161 etc.), nostre monete (azi. 1 165), viglioso risultato, che ora avrebbe ottenuto il me piume, e di cose pisane paziente se non nostre nunc currentis monete (an. 1173 ). Di prof. ungherese, fino dal venticiniue Gennaio fortunato indagatore, fra tanti e splendidi pezzi guisa che in modo manifesto ti resulta come prima scorso, alla presenza dell' immenso uditorio che d'oro e d'argento quel che mi parve più degno ancora della convenzione interceduta fra i Pisani era accorso ad udire la sua conferenza sulla di studio si fu una piccola e modesta monee i Lucchesi (so. 1182) intorno alli coniazione scoperta del Roentgen tina, appartenente appunto alla serie di Pisa; distinta della respettive monete ed al reparto A tout segneur, tout honneur. imperocchè per la sua estrema rarità e per l'imdegli utili della zecca, anche il comune di Pisa Ch. portanza che ha in rapporto alla storia, tuttora provvedesse di fatto a batterne di propria, ciò da farsi, della nostea Zecca, mi sembra, se non che a me sembra dovesse fare in tempi anche erro, una delle cose più preziose che si contenanteriori, senno altro per soddisfare all'esigenze gono nella superba stanza del Medagliere. del proprio commercio. La piccola moneta, se ti prende vaghezza di Profumi. Ad ogni modo il trernisse d'oro della Collevederla, è la prima della prima vetrina che trovi Nei profumi l'anima s'immerge deliziosamente, zione Fra nceschi è là a dimostrarti come fin subito a sinistra, entrando nella sala; e certo poiché dessi, al pari della musica, destano memorie, dal secolo VIII la nostra zecca al pari della più degnamente non poteva aprirsi la collezione, sogni, speranze: ognun d'essi determina una spelucchese fosse in fiere, ed a provarti eltres) ciale evocazione, lieta. melanconica, appassionata, elle dobbiamo alle cure indefesse di quel benedi qual animo gagliardo dovessero lue' nostri glaciale; nel profumo di acacia, per esempio, è il merito nostro concittadino, che fu per molti titoli padri esser f militi per velare impresa sulle loro mite sorriso di una mattina di primavera, nen' efmonsignor Angelo Franceechi. monete, durante sincera il fiero dm kW° dei Loti. euvio dei gelsomini il rimpianto di ore deliziose Forse l' petto non te lie sembrerà molto ai' i, la fatidica leggenda: Gloriosa risa! Autrascorse e che non tornano più. gol singolare, e re n varrebbe proprio di per sè solo I profumi più squisiti e più grati sono i naturali; gurandomi pertanto che tale impresa sia pur a meritarsi gli sguardi di chi passa. CIÒ nonodelle erbe, dei fiori, di una morbida chioma, di una stante quando tu pensi come sia un tremi.m quella e di noi tutti, e di quei che verranno, bocca fragrante e fresca: gli artificiali non hanno, coniato in Pisa al tempo da' Longobardi, e come, cordialmente ti strir,eo la mano e ti saluto, non possono avere sui sensi, sull'anima che un'inmentre mi confermo per quanto sappia, altra moneta pisana di quelfluenza morbosa: poiché son così poche le essenze Tuo obblmo. l'epoca non esista, fuorchè un denaro, conservato che riescono a rapire in tutta la loro purità l'ani-LUIGI SIMONESCHT. nel NItiseo Civico di Brescia, ti resulterà mame ai fiori! E nello stesso modo che ci danno ebbrezze, vonifesta l'importanza di quel piccolo cimelio, che luttà, scoranienti, visioni, carezze, i profumi ci danno per molte altre ragioni può dirsi veramente anche la morte: sicuro. Ricordato Selika prezioso. cena e l' ombra del fatal manzanillo ? (gli strappi: Prima di tutto infatti ti d mostra come anche Finalmente, senza lusso di reclanze, senza d'arpa che accompagnano la morte dell'innamorata prima del tempo di Carlo Magno esistesse in Pisa pompa di manifesti sesquipedali, colla dignità regina sernbran singulti). E Albina, la tenera amante una Zecca, e come la medesima fosse esercitata e serenità che era dell'opera, si costituisce sul della Faute de l' abbé Mouret aspirante il tossico contemporaneamente e indipendentemente da serio in Pisa l'ordine dei Medici come si è gia dolce, voluttuoso delle rose, dei giacinti, delle orquella di Lucca. Poi ti fornisce un utile crite- costituito nelle principali città, d'Italia. Pisa, tensie, delle gardenie? Il nostro Aleardi ha una rio a stabil re come la città nostra godesse fin che deve alla facoltà medica del suo Ateneo soave poesia — É morta — in cui la protagonista d'allora di una notevole prosperità e rinomanza, la maggior parte della gloria che le dà l'esser è uccisa dai fiori, per amore, per desiderio del teciò che pure ci è dimostrato anche pe' tempi culla di acienze, non poteva esser 1' ultima a nero, fragile corpo della vergine: e Freiligraht nella della dominazione longobarda dalla famosa let- compiere un sì segnalato progresso colla co- sua Vendetta dei fiori fa uccidere dai fiori una fantera del Pontefice S. Gregorio e dall'aver dato stituzione di una associazione eminentemente ciulla per vendetta di essere stati spiccati dal gambo in Pietro Diacono un maestro, e quasi direi con utile alla sua classe medica che è fra le prime natio, ancora roridi o olezzante..... „** altri un amico all'Imperatore. Infine, per pro- della Toscana per abilità, numero e cultura. Cotillons. seguire a discorrere di monete, quel tremisse Noi che modestamente abbiamo da questo giorAl nome di cotiro i le signorine e le giovani dame sperino e diano ottimi frutti avranno fatto più di qualsiasi legge dello Stato. E dopo? Qui si presenta un' altro, importantissimo lato della questione, sul quale mi riservo di tornare un'altra volta. Di ulla rara anela dIMedagliere Fralleesehi Ancora la scoperta Roenlgen ene e Tast:Z - - Collegio dell'Ordine dei Medici Mena 1•1 «Wlaet s "Me sss" • s. — lii~saarasoballiiiMigs■risideads~ - 4~~ ~•.-..saas , oodw.er 1 sono, generalmente, come tocche da una piccola corrente elettrica ; parche questo ballo lungo lungo che quasi tutti i mariti e i babbi hanno parecchio a noia, appunto parche dura troppo, ha per le danzatrici irresistibili seduzioni. Se anche, in tutta la sera, non si è ballato con la persona preferita tra quante sono adunate nel luogo, c'è il coldlon, in cui uno può rifarsi del tempo perduto con tanti esseri assolutamente indifferenti. Si sta allora seduti accanto per delle ore; e quante ciarla carine, spiritose in quelle ore; o pure quanti silenzi eloquenti, accosto accosto, con gli occhi che cercano gli occhi, e le strette di mano furtive sotto un ventaglio, una fusciacca di moerro, un piegone di dietro della gonna tirato sul fianco' Per lo più, prima di cominciare il cotillon si è cenato; e bastano due dita sole di sciampagna per animare di roseo la faccia.... ed i sogni per dare luce agli occhi ed all anima. Quell' infermo fanciul senza un parente che de' campi la fresca aria vitale sogna sul volto per le febbri ardenti ne la infetta corsia d' Uno spedale : quel poverello cui porto sovente un po' di frutta e qualche fior, che il male lungo, implacato, quasi più non sente quando accomodo io stessa il suo guanciale: tu, forte al par dei giovani puledri liberi de la tua landa di fuoco fiutanti un acre odor d'alghe e di cedri, tu che nel tempo e ne l'amore hai fede, perchè adesso mi sei lungi per poco invidii lui che muor.... ma che mi vede.' * Segue. I regali per il cotillon generalmente sono ventagli di garza o di seta dipinti a guazzo, specchietti di Murano. mazzi di fiori artificiali con essenze solidificate all' interno, parasoli di seta a manico di tartaruga o d'argento scolpito, porta-gioie, porta foglietti, piattini giapponesi antichi. In qualche casa assai doviziosa si offrono anche oggetti d'oro: braccialetti, fermagli, spilloni per capelli..... * * Segue. Due figure di cotillon tanto carine: i cerchi di .carta : un po' di legno flessibile e della carta velina colorata che s'ingomma sul cerchio: intorno, una frangia di carta tagliuzzata. Per questa figura i cavalieri formano una catena, voltando le spalle a una dama posta al centro, la quale sfonda il cerchio sulla testa di quello col quale .ella desidera ballare. I gomitoli: debbono essere di nastrino < cometa » il nastrino minuscolo; tutti d'una diversa gradazione di colore; essi vengono distribuiti alle signore, le quali ricevono in pari tempo una rosetta di nastro della medesima tinta, ch'esse si appuntano, con una spilla, al corsetto. Così decorate, lanciano dinanzi a sè i gomitoli. Allora è un parapiglia di cavalieri che corrono dietro al gomitolo da essi scelto prima, e le risate, la confusione sono al colmo. * * Ospiti illustri. La settimana scorsa fu tra noi Gabriele D'Annunzio: egli visitò il Museo Civico e riportò della visita un' impressione gradevolissima, non solo per l'importanza artistica del Museo, ma anche per il suo ordinamento che Igino Supino ha curato con -vero intelletto d'amore. • • Ai Cavalieri. La scorsa domenica pubblico numeroso e scelto accorse ad ascoltare la oonferenza, che tenne il rev. canonico Martini a beneficio degli Asili infantili. Ed è naturale, dato l'oratore scelto par la conferenza, il quale ha ormai una fama assodata di fa.condia elegante ed erudita. ** Serate liete. Ogni venerdì sera la signora Queirolo apre le sue eleganti sale ad una eletta schiera di dame e gentiluomini : non ne faccio i nomi, è inutile; dovrei sfilarvi la solita corona: solo vi dirò che nessuno è trattenuto dal pregiudizio della giornata, la quale, come sapete, è tra quelle nefaste: tutti son certi di trovare il miglior talismano contro possibili cattive influenze nel sorriso ammaliante, nella grazia squisita, nella cortesia fine, senza limiti, della gentil padrona di casa. *** Al Circolo degl' Impiegati. La Presidenza di questo Circolo ha deciso di dare in Carnevale, tre feste da ballo nelle sere del 13, 18 e 22 corrente. • • • La moda. Per balli le toilettes per signorine, si fanno generalmente in tulle od altre stoffa velate e tutta la eleganza consiste nella loro semplicità: le tinte che più si portano in questo carnevale sono il lilla ed il giallo: niente fiori, soltanto qualche ciocca di nastri; scollatura quadrata; i guanti molto lunghi : ventaglio in inadatto dipinto o in tulle Una definizione. * * Donne brulle — un terzo sesso. ** Un nome la settimana. Zaira — significa — la visitatrice. e • La massima. È di Carmen Sylva: lo scoraggiamento è come una spugna: aumenta con le lacrime. * * Dopo la scoperta di Rilentgen. In un'agenzia di matrimoni ; il direttore al cliente: — Goardi che bellezza! basta la fotografia, per innamorare! -- Eh! questo è un sistema vecchio, io vorrei la fetografia dell'invisibile! il Duchino. «I!~• _a.- • . ••■ G0,11 0.330 . Lava. ** Ho riaperto il piccolo forziere che la storia chiudea del nostro amor; i suoi biglietti, le sue ciocche nere, i suoi poveri fior. Queste reliquie ho visto sul braciere divampare con livido baglior : e mi è riiitaStO il piccolo forziere vuoto come il mio cuor. g . e4ioveli6a. Storielle e Figurice i: J r 91" Un grazioso duettino d'operetta ; ecco che cos' è quella coppia. Trilli squillanti, fuga di note, gorgheggi di passeri innamorati, e tutto questo sopra un ritmo vivace di polka. Se egli è allegro, ella lo è ancora di più: essi scoppiano dalle risa stilla bocca l' uno dell'altro, mostrandosi i denti. Parche ridono? Forse per nulla, così, pel piacere di ridere: o forse parche hanno la speranza di poter desinare anche domani; o perchè da ieri il penultimo materasso si trova al Monte di pietà. Egli è occupato al teatro degli acrobati in qualità di timpanista: ella come incantatrice di serpenti: lui in abito nero perchè aspira al posto di direttore d'orchesta, lei in maglia perché ha una figurina bella e graziosa. E tutti e due hanao un'aria così spensierata, così felice, che vieti fatto di domandare, come mai sono allegri così. L' uomo è piccolo, così piccolo da sembrare quasi un automa di Clevermann — vi ricordate? — uno di quei piccoli fantocci equilibristi, vestiti d' oro e di seta, che lavorano sulla corda distesa. Solamente in lui non vi è nè oro, nè seta. Sulle spalle egli non ha che un vestitine leggero, sottile sottile, buono forse a vagliare il grano; e in saccoccia un pezzo da due soldi, uno solo, forato nel mezzo, e che egli conserva religiosamente, parche è un porta fortuna È così magro che, chinandosi, egli sembra un giunco piegato; e quella esile canna ambulante porta in alto. come frutto, la testa più mobile che mai sia possibile immaginare. Essa si agita tanto e gira e va e viene e si torce, si piega, si rovescia e quasi saltella sulle spalle eh' io davvero non oserei assicurare se quella testa sia sì o no attaccata al tronco: e talvolta vien fatto di portare innanzi la mano per impedirle di cadere. I suoi occhietti vivaci sono due bragie nere: lucono e scintillano come due diamanti allo stato ancora di carbone: e i capelli sopra la fronte si drizzano o si sparpagliano in un fantastico disordine, con due ciuffi curiosi che gli danno l'aria di un clown. Bisogna vederlo la sera nel suo cantuccio, in orchestra. € Essere timpanista? ma comprendete voi tutto il significato di questa parola? Essere timpanista vuol dire dare dei colpi al tamburo, battere i piatti, far cantare il triangolo, chioccare le nacchere, tuonare la gran cassa: e finalmente, qualche volta, ma più raramente, suonare i timpani. Egli, l'ornino, dritto in mezzo alla folla tuinultuosa degli strumenti, si dimena con ebbrezza. Paragonato a lui, un topo in fuga è tardo e lo scoiattolo è lento. A. te, tamburo, due rulli! e di là, squilla triangolo! i; qui due colpi di nacchere! Cosa fa la gran cassa? via, russa, broutola. fannullona! E colle mani, coi piedi, coi gomiti, colla fronte, con tutta la persona, egli risveglia intorno un torrente di suoui : e pare eh' egli tocchi col mazzuolo la pelle tesa dei timpani, mentre un calcio da artista provoca l'acuto tintinnio dei piatti, da cui gronda una pioggia viva di note come la rugiada da un albero scosso. E sembra quasi che tutta quella fresca o fantastica gaiezza di suoui sgorghi naturale, come il sorriso. dalla eterna allegria di quell'uomo. Ella sulla scena, s'avviluppa intera di serpenti. Grasie al buon umore, che è la loro fortuna. — essi ai sono sposati sotto il regime della comuaità — ella si guarda bene d'aver paura di quegli animali. che, in fondo, non sono che delle grosse anguille. Essa non appartiene già alla razza dei l'adii ; — anzi generalmente canta allegre canzonette in cui porta un grazioso costuinino di — Guardia francese — nell'operetta Luigi XV. MA ciò non le impedisce di fare qualche cosa di diverso. Una mattina, tutto d'un tratto le fu detto: Ir Qiesta sera voi farete l'incantatrice dei serpenti. > El essa scoppiò in una risata : < Ed io lo farò volentieri. » El il marito esclamò: « Ma ciò riuscirà delizioso. » Ed ella infatti incanta i sarpenti, come, all'occorrenza, avrebbe dato a leccare ai leoni, in un serraglio di bestie feroci, la nudità dalle sue braccia, o avrebbe cacciato nella gola d' un orso la massa dorata dei suoi capelli. È necessario avere parecchie corde al proprio arco. Sotto ai fasci di luce elettrica, che volta volta la investono con torrenti d'oro, d'azzurro, o di carrninio, i serpenti salgono a spira lungo le sue gambe tornite, che sembrano due rami diritti d'un medesimo rosieto. Qualcuno più amoroso, le si avvolge intorno la vita, mentre la testa piatta si issa e si appoggia nell'intervallo del seno. Ls spalle ignude splendono, senza che il più piccolo brivido turbi la liscia e morbida lucentezza della sua pelle, e ridente, e incantevole, e provocante, ella avvicina in un voluto confronto alla gialla gala del rettile la sua bocca fresca, che si schiude come un bacciuolo di rosa. Una simile sconvenienza disgusta parecchi gravi parrucconi riuniti in quel luogo di piacere per procurarsi la gloria di biasimare i costumi di questi tempi; ma essa, che si preoccupa di quel pugao di moralisti brontoloni, come una biscia di un p ›nio, spinge la sua temerità fino a provocare colla punta della sua lingua il triplice dardo di un grazioso serpente a sonagli; mentre dal fondo dell'orchestra il piccolo marito, agitando in aria le mani armate di mazzuoli e di piatti, si smascella dalle risa. Tutta la loro allegrezza non si spegne col lampadario del teatro. A. mezzanotte, a sipario calato, ella ancora vestita di maglia, egli colle nacchere ancora alle dita, coi lunghi mantelli buttati in fretta sulle spalle come i saltiinbanchi fra una comparsa e l'altra, s'avviano verso casa, lungo le vie innondate di luce, sorridendosi, stuzzicandosi, fermandosi dinanzi alle vetrine, raccontandosi sotto voce qualche storiella salace, ridendo d'un doppio senso d'operetta, o dell' ultima disgrazia dell'uno o dell'altro: e tutto ciò con dei motti d'arguzia, o dei sorrisi trattenuti di piccoli birichini. Essi passano così attraverso le vie, come un soffio di follia e di audacia: e un personaggio grave incontrandoli, si ferma per osservare con occhio scandalizzato quelle due canaglie, quella coppia bizzarra e impudente, che non ha più. alcun rispetto, alcuna dignità umana: e brontola fra sè: ( Ecco un triste esempio della vita del piacere»': ovvero: Ecco a che cosa conduce l'abitudine al vizio ed alle sfrenatezza. » Sempre giulivi, s'arrampicano ora sulla ripida salita d'una via oscura, fuori di città: il montare la loro scala è una impresa difficile e non senza pericolo, a cagione delle buccia di frutta, seminate qua e là., e su cui è facile sdrucciolare. L'appartamento è povero: due stanze sole e nude: in una mangiano, nell'altra dormono. Una candela fuma fra due attaccapanni, coperti di indumenti sdruciti. Quegli uccelli canori hanno un nido sinistro, tanto più sinistro perch' esso è pieno. Non avendo che l' unica consolazione del sorriso e dei baci, essi non hanno saputo misurare le loro carezze e i marmocchi si sono fatti numerosi. Di più hanno adottato una loro nipotina, divenuta orfana, e a cui hanno cominciato insegnare un po' del loro mestiere. Essi entrano portando, avvolto in una carta untuosa un po' di salame: la piccola marmaglia accorre attorno alla tavola Come si deve fare? Il teatro finisce troppo tardi, e dopo la rappresentazione ella ha fame: quei piccini poi sono così golosi! E tutto quel piccolo mondo si dispone felice attorno alla tavola; mentre da un lato, non dentro una culla, ma sopra una vecchia poltrona, avvolto fra due pannicelli, strilla un nuovo marmocchio; poichè ella, otto giorni fa, ne ha messo alla luce un altro ancora. Sicuro. nella notte di sabato passato. E quella sera vi fu un istante in cui, mentre il marito che è un piccolo genio, e chiude nella sua anitra d'artista canti e poemi che noi forse un giorno applaudimmo: mentre il marito batteva il tamburo come un buffone, ella, in maglia. sì, proprio ella, quella mamma, vi mostrava le braccia nude, o rideva sulla bocca d' un serpente, pensando che dopo pochi istanti, avrebbe dovuto allattare il suo ultimo nato. Del resto, tutti e due ridevano e di cuore, ve lo assicuro. E perché? perché essi sono buoni. Due canaglie? E sia pare : ma due eroi. CATLTLLO MENDP.S. curiosità della posta lido dei miei divertimenti più favoriti è lo spoglio della eorrispandaaza: non potete immaginare quante curiose, strane, grottesche cosa saltino fiori dalle bso chiusa basti); wiale studio arguto degli uomini e.... delle donne offra lo cercare i foglietti non sempre nitidi, sui liuti i caratteri si allungano, si adagiano, si contorcono a scemi la del temperamento di chi li ha tracciati. Generalmente sono geni incompresi che sollecitano l' ospitalità del giornale por deporv i i loro parti, quasi che c13830 fosse un museo anat)mico che rameolga e elas3ifieli i mostricciattoli e gli abarti: molti mandano bozzetti e novelle — se si dovesse giudicare da simil roba la caltura italiana, che disastri, mio Dio! — ma la classe più numerosa e petulante è rappresentata dai poeti; che colluvie, se vedeste, altro che innon lazione, il diluvio universale addirittura. E meno male se ogni tanto scappasse fuori qaalche lavorino fatto con garbo; ma invece purtroppo, i pii affliggenti, desolanti documenti della umana degenerazione. Ma ieri ebbi improvvisamente fortuna, poiché mi capitò fra mano una novellina in versi brutti, molti brutti, ma che si sente subito, a prima vista, che sono brutti .... apposta: il genere è s tato trattato magistralmerate da Verssebez e Gandolin, e l' ignoto poeta mostra di saperne seguire felicemente le trac,&e, così che mi è venuta la voglia di offrirla ai ertesi lettori del Ponte, certo che sarà cagione ai medesimi di una buona risata. Il che, in questi tempi di afflizioni africane, A mi 8 malE zon bene gito me mie. l' list dea d rni g Bell l ma la ti anednoc.laul non guasta punto. aCtr. l iaaasgG n°1i ca Veridica e commovente storia del giovirte Stronchettí. (Da cantarsi sull'aria del Bmmo Niccorsà). Li giovane Stronchetti era straordinario, non solo nel vestiario ma nelle gambe ancor: il quale col mantello pareva con piviale, e giovine fatale per le fanciulle ognor: che di seguirle sempre non si stancava mal a piedi e sul tranivai col fido candeglier. In dove che d' amore arse per la fanciulla, ma non giovava a nulla l'aspetto ardito e fier. Così verso le Piaggie teneva accampamento, volgendo il alto il mento al perfido balcon. Che la fanciulla invano; la quale aveva in mente un giovine tenente ch'era di guarnigion. Ma un giorno ebbe pietade dei sospirosi accenti, e a mezzo di servente così gli fa parlar: Il qual se la voleva in sposa o pur consorte dovea le gambe torte farsi riaddrizzar. fa la .notizia intese torcendo un poco il muso, ma dritto come un fuso la giovine lo vuol. Così che in via Vitttorio allo stabilimento si reca — ahi rio tormento! — afflitto e tutto sol. Il quale al buon Redini domanda in incere tono: — so che voi sete bono le gambe a raddrizzar: do sono a voi davanti ,per il ,più ardente amore, .però senza dolore l'affare s'ha da far. 31a ,in dove che risponde che gli dovrà dolere 'in detto o il sedere un mese e forse più. yarte per Firenze la qual gli hanno informato ohe un medico ha trovato che vai più d' un Perù. gli stringe in ferrei lacci i piè, le gambe torte. Ali la meschina sorte del giovinotto inver! E in casa resta chiuso pensando al dì beato, e sol l'ha visitato il fido Candeglier. Quando però finia la dolorosa cura, oh, triste e ria sventura che al giovin capitò! Il quale i ferri stretti in dentro avena piegato le gambe che in passato avea piegato in fuor. meri degg sia i ziati senti striAti he che vece nari efmaantlaie blici per quell —I sors( sovrI dice dp a eov tnt da A decib vg rei anr ite m di t8cti ei3 tnli qi meni vata i( pere , nato Stati E 1Pter an cedei lonn er ' i ia oo redouoci ip i esttsE( utiliu LOVITA TUVribIL1 E alla fanciulla invano narrava le sue pene, che lei non li vuol bene che storto torna ancor. Stronchetti non aveva il patto mantenuto, e non fu più voluto, e indietro ritornò! Acz es sea. e se, Da questa storia impari i giovani italiani, che raddrizzare ai cani le gambe non si puoi. Torino, 2 febbraio. Ozgetto. POLEMICHETTA UTILE Alle argomentazioni di Consueto, risponde mi sembra - l'articoletto che le segui, firmato: Un padre di famiglia Forse mi sarò spiegato male, e la fòga del dire avrà tradito la intenzione; ma un Ricreatorto e un Educatorio, come l' istituendi di Brescia, sarebbero un gran bene per Pisa! Tutto ciò non deve essere sfuggito all'acume di Consueto; le sue idee son le mie. Ma quando anche così non fosse, e parche l'Istituto sorga, io non chiedo che ai aver torto. L'essenziale - ora - è di far entrare nel desiderio della cittadinanza tutto questo buon germe. Poiehè, s t, Consueto, cosa dicono? Bello ma il denaro? - Per quanto a prima vista sembri seria, quest' obbiezione, io non la trovo tale. Piuttosto domandiamoci: in vista anche della formazione delle future masse, è o no una necessità sociale questo Istituto ? Si: ed allora il denaro deve esserci. No: ed in tal .caso non ce ne occupiamo più. Guardiamo intorno a noi; impariamo, non dirò dagli altri popoli, ma dalle altre regioni italiane. Dappertutto dov' è un centro di vita, che meriti questo nome, l' iniziativa privata grandeggia e pensa ed erige. Dopo interviene l'Ente, sia esso il Comune o lo Stato; e dove l'iniziativa rispose a una necessità sociale vivamente sentita, Comune o Stato non ostacolò, non distrusse; ma consolidò l'opera facendola propria. La supposta mancanza del denaro sarà opposizione larvata, sarà indolenza, sarà tutto ciò -che si vuole.... ma non è un ostacolo. Ho parlato d' esempi regionali: eccovene, invece, uno provinciale: Livorno. Anche là - anni sono - mancavano i denari (dicevano), per provvedere la città di lo' -cali scolastici che ne meritassero il nome. Ma una società magistrale alzò la voce e disse : late dei debiti. Ne fate per altri servizi pubblici di questo meno importanti? Fatene anche per la Scuola, che deve istruire ed educare quelli appunto che questi debiti pagheranno! - E i locali delle Scuole, belli e magnifici, sorsero logico: quando una cittadinanza vuole è sovrana. Si principii con poco: il seguito verrà... dice la canzoncina. E basta, per oggi, come dice Consueto; e credo di chiuder bene queste mie povere parole - dall' affetto che ho per Pisa dettate - con una notizia che mi giunge ora da Milano. Quella associazione magistrale ha 'deciso: « di venire in aiuto agli alunni poveri delle prime tre classi, con una refezione gratuita, fosse pure di una modesta scodella di minestra. » Tra i considerandi, questo : « .... la Scuola così com' è oggi non è compenetrata e non può compenetrarsi con la vita, col co- e -stnme, coi bisogni del popolo ha, perciò, d'uopo di qualche impulso esterno che corregga la lamentata diserzione. » Fin qui la iniziativa privata; ed ecco il Comune che interviene nella persona dell'assessore della P. I. avvocatoGreppi « il quale instituità presso le Scuole un patronato per i fanciulli bisognosi. » E qui vorrei riportare alcuni articoli dello Statuto della Societd cantonale di Neuchdtel per le zuppe scolastiche.... ma temo d'avere stancato i miei pochi lettori e poso la penna, cedendo la parola alla sceltissima e ben composta Commissione, nominata dalla Società del Bene, per riferire sulla proposta per il ricovero dell' infanzia abbandonata. • p, L' avtitvo olzawoni. Come l'egregio Marconi vedrà, Consueto, prenden. do occasione dal di lui primo articolo, continua a trattare tutto il problema dell infanzia, così complesso ed importante: in fondo entrambi sono d'accordo, per dissentendo in qualche dettaglio. Auguriamoci che la discussione sia feconda di utili risultati. N. della D. Con quali intendimenti e con quali speranze Giovanni Verga abbia tratto dal suo mirabile libro La vita cici Campi il dramma che egli ha intitolato La Lupa e che poche sere or sono, in mezzo alla grande, alla enorme aspettativa generale, è andato in scena al (Serbino, io, a dire il vero, non so : ma contesso che la mia prima impressione, aupressione condivisa da gran parte del pubblico, è stata quella di sentir recitare un libretto per melodramma in due alte un libretto uso Cavalleria Busticana, al quale non mancano nemmeno i cori d'ambo i sessi, ne lo stornello siciliano, né la scena di gelosia fra le donne, ne il tragico finale che fa intravedere dietro le quinte qualche morto ammazzato. Capisco che, parlando com di Giovanni Verga, di una delle glorie più pure della nostra odierna letteratura, io sono più che slacciato, incoerente; per cui mi affretto ad aggiungere che, ben lungi dal non riconoscere nella Lupa pregi singolari di concezione e di stile, trovo anzi un po' troppo severa 1' accoglienza del pubblico, che fu cortese e nulla più. Certo dovè influire sfavorevohnente il genere melodraunmatico di questi bozzetti campestri, ormai venuto tremendamente a noia; e certo la soverchia densità del lavoro, la brusca rapidità del dialogo e dell'azione impedirono agli spettatori di afferrare parecchie bellezze psicologiche e artistiche. Bellezze psicologiche: giacche tutto lo studio intimo di quel singolare tipo di donna, di quella Lupa,divoratriee di uomini, tremenda nell'odio come nella pazza sensualità, è semplicemente mirabile. Ed anche bellezze artistiche: giacché accade raramente di udire una scena come, per esempio, l' ultima del l° atto, nella quale la Glna Pina la Lupa, circuisce con tutte le sue arti, ammalia con tutte le sue seduzioni il povero Nanni Luca,' mentre nella calda notte siciliana i grilli trillano incessantemente tra fieno e sulle biade mature passa l'alito pesante dello scirocco. Nonostante tutto questo, la commedia, come ho già detto, piacque mediocremente: nè dissertazioni di critici o resoconti artifiziosi di cronisti valgono a cambiare il supremo verdetto del pubblico. Ci Di un' altra »evita ( disgraziatamente importazione estera) mette forse il conto di parlare: ed è delle famose Tenaille.s, l'ultima commedia di P. Hervien che ha costituito senza dubbio uno dei più grandi successi parigini del 189. La commedia di Paolo Hervien, ehe la compagnia drammatica Andè-Leigheb ha teste rappresentata per la prima volta in Italia, mon è di quelle che il pubblko applaudisce con entusiasmo, ma non è nemmeno di quelle che la critica può passare sotto silenzio. Paolo Herviea (che del resto è già noto come autore di un'altra opera drammatica, Les parole. restent ) è troppo aristocratico, è troppo fine per acquistare quello che si dice la popolarità: e d' altra parte c'è nell'arte sua troppa sincerità e troppa coscienza per non destare dentro di noi un senso vago di simpatia e d'interesse. Derivano di qui, da questa finezza e da questa giacerai" di sentimento, tutti i suoi difetti e tutti i suoi pregi: da un lato la rigidità cattedratica del dialogo e dell'azione che scuopre un po' troppo la continua preoccupazione della tesi prefissa; dall' altro la solidità strutturale, organica, senza fronzoli e senza artifizii, e la parola calda di sentimento e di convinzione, alla quale, per lo meno bisogna levarsi il cappello. Il soggetto che egli ha prescelto questa volta, è uno dei casi più tristi della vita, il caso in cui il matrimonio, che dovrebbe essere il vincolo benedetto di due anime amanti, donate una catena da galeotto, e le leggi morali e sociali, che dovrebbero essere la continua salvaguardia del bene comune, si trasformano in tenaglie dolorose dalle cui morse ineeorabili non è dato sfuggire. Le vittime di queste tristi necessità umane sono, nel dramma di Paolo Hervien, Roberto ed freno Fergan, un marito ed una moglie fra i quali l'enorme diversità di carattere scava lentamente ma continuamente un abisso. Un giorno, Irene, la donna intellettualmente fine, squisitamente passionale nei sentimenti e nelle aspirazioni, si decide a finirla: ed al marito, perpetatimente affogato nelle meschinità della vita comune, chiede a viso aperto il divorzio, E poichè il marito, più che altro per paura dei commenti e delle malignità della gente, oppone un rifiuto inesorabile, essa, la moglie esemplare, che proprio allora aveva voluto e saputo soffocare la fiamma di una grande passione, chiama l'amante e odi' esaltazione suprema del momento. gli grida: Prendimi; sono tua; fa di me quello che vuoi Passano dieci anni. L'amante, Michele Lavenier, è morto vittima della tisi ereditmia: i Fergan vivono con un figlio, un raaaezo, in una casa di campagna. Il tempo sembra avere smussato gli antichi rancori e aver portato nella famiglia, se non la felicità, una certa pace domestica. Me c'è sull' oriz- zonte, e s'ingrandisce ogni giorno, un punto nero : l'educazione del bambino. Del bambino, che la madre circonda di cure pazzamente esagerate, o che il padre invece, per desiderio di farne un uomo dalla tempra sana e virile, ha deciso di mandare in collegio. E il giorno della partenza pel collegio, la tempesta scoppia. Dopo aver tentato ogni mezzo, dopo avere implorato a mani giunte, dopo aver pianto lagrime di sangue. Irene si raddrizza in tutta la violenea del suo istinto di madre: Renato non partirà, non deve partire, non può partire perché il solo che avrebbe dei diritti sopra di lui non è più di questa terra..... E non solo non partirà poi collegio, 1n 3. non uscirà nemmeno da quella casa, non cambierà vita, non cambierà nome, entrerà nel mondo senza il marchio dell' adulterio materno: perchè la legga, l'eterna legge invocata contiimaniente dal marito a proposito della separazione, ora è la moglie che la invoca Ed il marito stordito, annientato, non può far altro che chinare dolorosamente la testa; perchà le tenaglie inesorabili hanno afferrato anche lui .... Questa la tela, melanconicamente umana della commedia di Paolo Hervien. Certo essa non scioglie nessun problema, non porta neppure ad una conclusione concreta: ma fa pensare E francamente, oggigiorno, non accade troppo speaso. ffit et.C. ' turo 0,t30, Vischi Antonio 0,39, Bruner Giovanni 0, 30, Ghelardoni Loopoldo O, 20, C doli Gaetanas 1, 20, Ulivieri Eagenio O, 23, Ulivieri (bmeeppe 0,21), Sbrana 111eria 0, 10, Scenici Monica 0. Da Lanzi Pie lippo, 0, 50 Basti :eludo) O, 50, Ctistoferetti C@stentino 0, 30, Ceviorelli ltizzieri 0, 2 e C iprera Angioia O, 20, Captata Teodoro O, 20, NE ineeti Domenico 0, 20, Menini Giuseppe 0, 20, Colotamiroli Angioie 0, 20, Furiol Ferdinando O. 50, R. inati Luigi O, 3 Sequard Francesco 0, 50, Buttero Clemente O, 50, Bottero Pietro 0, 51. Schilen O. rii0, Tacchi Egieto O, 20, Paci Oreste 0, 20, Saviui Vittorio 0, 50. Atta Giorgio O, 40. Atta Ernesto O, 40, Botta° Giuseppe O, 50 Bottero Semplici° 0. 50 , Orsini Eeisto 0. 30 , Orsini Ranieri 0, 3 i, Carpitelli Giuseppe O, 50, Bellagamba Pietro 0, 20.. Donati Luigi 0,20 Conti Antonio 0,20 Favati Gime 0,30 Bollagotti Massimo 0,40 Scatena Virglio 0,20' Giacchini Alberto 0. 29 Guidi Ferruccio 0,20 Gambini 20 Fauci Varese 0,59 Gafforio Pancette 0,50 Gedlorio Ebano 0,50 Guiner Valeriano 0,59 Cristoferetti Costantino 0, 25. Nota n. 95. Arata Vincenzo, L. 33,03. Ciut (elli Augusto. 4,00. Boitani Luigi, 2,09, Salvadori Alessandro, 1,0). Taddei Paolo, 1,00 Relini Ettore, 1,00. D. Lutrario, 2,09. Rubino, 1.00. Totale della presente pubblicazione L. 665, 23 Pubblicazioni antecedenti . . . » 717, 65 , - L. 1382, 85 La Croce Rossa e l'Africa A cura di un comitato cittadino di beneficente si daranno, come già annunzialume, a proatto della Croce Rossa, per le spese di soccorso ai feriti d'Affrica, tre feste da ballo al R. Teatro Ernesto Remi E il Comitato, del quale fanno parte pereoae elette, attivissime e laboriose, si adopro, con instancabile zelo psr rendere queste foste elogiati ed attraenti. Sappiamo che per la circostanza si prepara me addobbo splendido. Vi concorrono il prof. Battelli del gabinetto di fisica ponende a disposizione del Comitato la forza motrice, la dinamo e gli accainulatori necessarii per illuminare a luce elettrica fontane e vasche con artistico gisto disposte in quella parte del teatro che è stata gaiamente trasformata in giardino; la Direziene della spettabile fabbrica di specchi Saint Gobain che a tale *coma ha concesso i fili per la trasmissione della corrente' elettrica, gli isolatoti, i cristalli p n. gli effetti luminosi ecc; la impresa telefonica che esibì i suoi uomini per il servizio d'impianto; il geniale artista signor Torricini per alcnni lavori di pennello, tanti altri che cederono piante, attrezzi, oggetti varii, e perfino offrirono l'opera loro. Per quanto ci abbiano pregato il silenzio, voglia« ruo essere un po' indiscreti ed anauaziare elio sai* adottata anche l'iacadescenza, che verranno irupiantate graziosissime serre di fiori, che alcuni studenti universitarii faranno in teetro delle sorprcsea ecc. ecc. Ma, deserivelde, non finiremmo più. Il lettore vedrà da se. Le feste hanno luogo nelle sere 16, 18 e 23 febbraio; e sono riservate ai Sali azionisti - il che vuoi dire che non si vendono biglietti alla porta. Le azioni che danno diritto a tutte tre le feste sona state messe in vendita al prezzo di lire cinque a si possono acquistare al Camerino del teatro ed int vani locali pubblici designati dal manifesto. " Il Comitato dickiiara nell'avviso ehe ha pubblicato di riservarsi il diritto di aumentare in seguito prezzo delle azioni. È dunque il caso di affrettarsi ad acquietarle:: tanto più cke esse sono ricercatissime. Noi auguriamo alla Croce Rossa, la nobile istituzione, sotto gli auspieii della quale si organizzano feste così brillanti, di raggiungere fortunatamente l'alto suo scopo : raggranellare cioè quanti più denari è possibile per soccorrere i feriti della guerra in Africa.. . SocielA Assicurazioui "DANUBIO Autorizzata con R. D.Treto 22 Maggio 1868 La Rappresentanza Generale per r Italia, avente sede ifl Milano, Corso Vittorio Emanuele, n. 23, palazzo proprio, rende noto che he nominato ad Agente Principale della Società in PISA il Signor Cele RAG. GIORGIO Molti, con Ufficio in via del Museo, n. 3. Situazione della Societa al I.° Gennaio 1395 Capitale sociale versato per intero L. 2,500,000, 00 Fondi di garanzia » 31,409,945, 87 Capitali assicurati: Ramo incendi e trasporti. . . L. 2,225,470,720 Ramo vita » 67.199,745 Danni pagati in totale . . . » 110,891,340 La Società « Danubio » assume as-acurazioai contro i danni del!' inceadio, scoppio del gas, del fulmine e degli apparecchi a vapore, trasporti ; e I assicurazioni sulla vita dell'uomo e rendite vitalizie. PIÈ DEL PONTE Sottascriz. a favora dalla Care. di arit di h Nota n. 54. - Cuppari Giovanni e famiglia L. 50, 00, Supino Vittorio e famiglia 50. 00, P. Farinola 50,00, prof. Cesare Finzi 20,00, A. Gioli 10.00, D. Supino 10,00, senatore R. Morosoli 10, 00, D'Ancona prof. Alessandro 10, 09, F.11i Pietromani 10, 00, ing. Papasogli 1. 00, Carina Paolo 5, 00, ing. Vittorio Tognetti 3, 00, Sestini prof. Fausto 5, 00, D'Acchiardi prof. Antonio 5, 00, Frediani Perfetto 2, 00, Modigliano Alberto 5, 00, Mecherini Leopold° 5, 0a. Nota n. 56. Giuseppe Gabbrielli priore 5, 00, Raffaelli Giuseppe l, 00, Niccolai Giovanni I, O i, Bertolini Teresa 1, 00, Controzzi Iginia l, 00, Pellegrini Vittorio 1, 00, Bertuceelli O. 50, Frosini Maria 1, 00, Palla Alessandro 2, 00, Regini Giuseppe 1, 00, Angelini Giuseppe 2, O 1, Gucci Adele L 00, Papasogli Carolina 1, 00, Giorgi Giorgio L 0J, Bertellotti Pio 0, :a0, Neri Pahnira I 00, Lancioni N. t, 00, Peretti Aogiolo 1, 0 1, Calcinai Averardo l, 00, Frosiui Pasquale l, 00, Giorgi Cesira O, 50, Cristiani Adolfo 2, 00, Torri Lorenzo l, 00, Agonigi 2, 00. Nota n. 64. Santini Niccolò IO, 03. Codecasa Luigi 2, 00, Sala Battista 5, 00, P Giacomini 1, 00, W. Garbrecht 2, 00. Di Cocco Amos 2, 00 Padreddii Temistocle 1, u0, Ferruccio Fontana 2, 00, prcL B. Sadun 3, 04), prof. L. Lombardini 3. ■(), prof. G. Fogliata 2, 00, Sbrana Eugenio 3, 00, Martinelli Carlo l, 00, Tasselli Emilio 1,00, Aghib Carlo I, 00, sala Giuseppe 5, 00, Toscanelli Nello 10, 00, prof. G. Carueo 2, 00. Nota n. 70. -Emanuele ed Anna Perdo Roqiiez 15J, 0J. Nota n. 74. Dal Borgo contessa Marianna 10, 00 <seconda offerta). Nota n. 78. Colonello 7 0 Artiglieria 1, 50. Nota n.79. Alcuui ()blateri 2, 09, Colonnello Piccinini 1-1, 00. Nota n. 81. Leonardo e Clotilde Nissins 59,00. Nota n. 83.- Tiezzi Ferruccio 5, 00. Nota n. 87. F.11i Gerard 20,00, Burrini Federigo 0, 5.), Bini Giovanni O, 20, Borgogaini Alfredo 0, 30, Bini Bartolomrneo 0, 20, Chiericoni Pilade O, 20, Ghelardi Pilade O, 30, Giuliani Adamo 0, 2J, Giuliani Secondo 0,2 1, Galli Serafino 0, 20, Del Corso Pompilio 0, 3,), Caselli Carlo 0, 40, Sbrana Dante 0, 15, Tessieri Agide 0.10, Reniorini Ferruccio O, 20, Ordini Giuseppe 0, 50, Signorini Eugenio O, 10, Garzella Alberto 0, 20, Gadducci Ferdinando 0. 20, Disperati Ranieri O, 20, Toletti Emilio 0, 2 ), Ciainpi Marsine 0,20, Favati Ranieri 0, 20, Gofforio Alfonso 0, Si, Bartoli Ugo 0. 40, Rovini Giovanni O, 30, Taceini Giovanni O, 20, Barsetti Giuseppe O, 40, Tacchi Ferdinando O, 20, Minanti Venanzio 0, 20. Zunchella Giuseppe O. 50, Mannaioni Demetrio O. 50, Pasorelli Luigi. l, 50, Gianoli Girolamo 0, 40 Gianoli Romano 0, 40 Stella Luigi 0, 10, Mancini Ferdinando 0, IO, Searainelli Francesco 0,10, Guiner Luigi 0,10, Gianoli Luigi, 0, 40, Rsiz Ar, - , - - - - - - * * Pro Pisa. - Sotto questa rubrica raccoglie- remo d'ora innanzi i reclami del pubblico, dei quali abbiamo ogni settimana ripieni i cassetti. - Nel Isting'Areo Galileo trovarsi da lungo tempo un lastrone sporgente in modo da fermare un perieelo permanente agli stinchi dei passanti. Ci vorrebbe ci'sei poco a saraeseeeeo. al posto. - L' iscrizione delta lapide a Niccola risane Ken si legge pià: Si chiede un po' di vertice nera che non farebbe certo una brec ci a n ei bilancio comunale. - Ieri alle dee pera. notate bene l' ora ) funzionava in Birgo una macchina inodora -. per ( mostrarsi degna del nome essa non mandava profumi, tutt'altro: non si potrebbe impedire un simile sconcio nella via più frequentata della città, e in ora in cui il transito è rilevantissimo? In ogni città si usa al Dazio una tara speciale per la birra: ed é giusto poiché i recipienti sono viva° pesarvi: il Dazio di Pisa. invece concede una tara irrisoria: perchè? nomc'è una legge che la deterinioa ? - .411MMaisalareamaissine • — GontinD il giuoco di scarica-'rarili tra il dirnoistra i buoni risultati che comincia a dare un più ordinato e più conveniente assetto universitario. Ringraziamenti — I presidenti dei 'vani Istituti di beneficenza ai quali è stata fatta la elargizione dalla rispettabile famiglia Cerrai nella circostanza dolorosa della morte della povera bambina Lino C'errai e ai quali è stata fatta in questi giorni l'annuale offerta dalla Onorevole Banca Pisana, ci pregano di rendere pubbliche grazie sia alla distintissima famiglia Cerrai sia all'illustrissimo signor Direttore della Banca Pisana per le generose oblazioni così degnamente inspirate all' esercizio più santo della carità. Comune e la Società delle ferrovie circa d' illuminare il piazzale della atazione, e intanto il piazzale rimane al buio! — Di fronte al Deposito Cavalli stalloni, leulgo le Stallette, si sono fortnate delle poz- zanghere dovute al fatto che il muricciolo d'Arno vien convertito in orinatoio: e le guardie maaiicipali ? Mali! speriamo bene quando avran la lucerna e le falde. — Parecchi palazzi anche sormontati da blapone, lasciano cadere a pezzi il caleinaccio della facciata e i cornicioni: dicono che non ai possa provvedere sino a che non sia in vigore il regolamento edilizio: io credo il contrario, trattandosi della pubblica incolumità più the dell'estetica; ad ogni modo i regolamenti in Italia non si fanno per i blasonati; a Pisa Congedo — L'amico e collega signor Ugo Giorgi partendo da Pisa per fissare a Torino la sua dimora, ci prega di salutare gli amici e i conoscenti che si fece in venti anni di vita pisana. Egli parte da Pisa, dolente di lasciare qui affetti e amicizie care e indimenticabili; e del lungo e delizioso soggiorno nella nostra città serberà sempre dolce memoria. Al saluto cortese e affettuoso rispondono certesemente e affettuosamente gli amici augurando a lui così buono e cosi mite ogni maggior fortuna nella vita. - poi Una prelezione.— Il prof. avv. Vittorio Tiranti fece ieri alle ore 14, in un'aala della Sapienza, la sua prelezione al corso di procedura civile, nel quale prenderà a trattare spe- Concerti gratuiti-- Oggi dalle ore 12,30 alle 14,1a musica militare del 23* Reggimento, eseguire na Piazza S. Nicola il seguente programma. 1. SELLENICH Indiana, marcia. 2. G OLSOD — MI2C,St1 atto 1.G. 3. GOUNOD Pause, atto l°. . . — Sieba, ballo. 4. TrIARENco . 5. SCHLTBERT Serenata. cialmente la parte che riguarda la esecuzione forzata. L'egregio professore si intrattenne dottamente sulle funzioni della valori:à. interessando il numeroso uditorio con eleganti e sapienti . argomentazioní. ,Elargizioni. Il Consiglio di amministraziene MiaBaW1 Pisana ha elargito la somma ...di INquattromila, distribuendola fra li IatiAnti di beneficenza più importanti deIIh nostra . . — — — . . — . * „ Programma musicale che, eseguirà la Banda Bisogna augurarsi che sì amor. e gentile interessamento alle asnociazioni filantropiche da parte della rispettabilissima Banca Pisana trovi molti altri imitatori e fautori di benefi- del R. Istituto di correzione paterna oggi 9 corrente dalle 16 alle 17,30, in Piazza San Niccola. I. STRENTA Il Conte Rosso, marcia. Gran Via, pot-pourry. 2. Vara ERDE — Aida. fantasia. 3. VERDI Il Diluvio, sinfonia. 4. DONIZZETTI. 5. STRENTA La Stella, ruazurka . cenza. . Regia Opera dei Bagni di S. Giuliano. Con decreto del 23 Gennaio p. p. il Comm. Prefetto di Pisa ha nominato membro effettivo della Deputazione Amministratrice quest'Opera Pia il sig. Carina Paolo fu Dine. Ci congratuliamo colregregio amico, sicuri the ben volentieri presterà l'opera sua a vantaggio delle antichissime Terme Sanginlianesi, come ha dato sempre prova di zelo e di operosità in altre amministrazioni. Errata-corrige. — Nel Ponte di domenica scorsa si corregga: nella lettera della signora Emma Perugia Terni dove è scratto Asili Principe Amedeo deva leggersi Asili Infantili di Carità e nella ne«01°0 dove è scritto indlmenticatiti deve leggersi dirn C72 . . - . . . — — — — k aattC2--C.Cat.12.0--. 1?ra arrucalla a Lohengrin al Nuovo. Fra la Direzione del R. Teatro Nuovo e Triste Natale! — Studio psichiatrico d2.11'avvocato GIULIO &NEW.. È un breve interessante studio scritto con intelligenza e cuore dal. cav. Benelli, noto per i suoi studi sulla delinquenza e per l' affetto con cui si occupa dei deboli. Cesare Sperani, già geniale pubblicista, imputato e diretto al manicomio giudiziario di Montelupo, dove deve rimanere in esperimento, racconta la storia dolorosa che lo trasse al mal passo. 11 racconto è fatto con fine intuito artistico e con coscienza di osservatore profondo abituato a guardare negli spiriti malati per analizzarli e per trarre da essi la parola, la frase rivelante il proprio stato. E uno studio psichiatrico pregevole avente tutto le attrattive dello scritto d'arte. Leggendo la narrazione dei casi del povero Sperami, un sentimento di melanconia pietosa ci conquista; e pel povero essere si sente, non il ribrezzo che ispira l'omicida, ma la compassione dovuta alle sciagure umane. Quando poi Cesare chiude il ano racconto dicendo: « Come era bella la povera morta! come era bella! L'ho coperta di rose, sapete, tutta tutta di rose. Ve ne erano tante nella sala! Coprii anche la boccuccia divina. anche la fronte candida come una particola e perda odorassero di più, le ho irrorate delle rnie lagrime. Com' era bella, Dio mio, la povera morta! Datemi delle rose, signore, che io possa risognarla viva la povera raorta_ Datemi delle rose, tante tante rose.... s quando si leggono queste bellissime affettuose frasi, la commozione assale anche l' individuo abituato a guardare in faccia i dolori della vita. L'opuscolo, elegantemente pubblicato dallo Stab. tipografico E. Levi di Livorno, è adonio da due incisioni e si vende per ceni_ 50 a Urlaci° dell'Albero di Natale. g. Una cara esistenza si è spenta, in mezzo al cordoglio più vivo di parenti e di amici, alle 8 del 4 corrente nel paese delle Fornacette colla morte del Dott. Modesto Fabbrird medico comunale di Vicopi. sano, in età giovanissima tratto al sepolcro dopo brevi giorni di fiero malore insidioso! Per l'ingegno non comune, per l'indole mite, per la bontà, traboccante quasi come una dolcezza dall'animo, per il disinteresse e l' abnegazione che svelò sempre nell'esercizio dell'arte sua. fu dagli amici stimato, dai conoscenti adorato, dalla popolazione intera di Vicopisano benedetto e salutato come un angiolo consolatore di miserie e di dolori! Povero Modesto! Da mali anni laureato in medicina. mentre stavi coglimi-10 il frutto di fatiche, di stndii e di battaglie, ed eri il grande sollievo della famiglia, lieta. orgogliosa e innamorata di te, la morte ti ha colpito improvvisamente, furiosamente, troncando per sempre affetti, sorrisi e speranza! Chi può dire ai tuoi diletti una parola di conforto? Oh com' è triste, com' è iniquo il destino che non risparmia neppure i giovani, neppure i buoni come Modesto Fabbrini E. L. Alla famiglia Fabbrini mandiamo le noste sincere condoglianze. All'angosciata famiglia, provata così crudelmente dalla sventura, non sappiamo dire parole di conforto perché non vi ha adito al conforto, mai, in simili sciagure. Con essa piangono i numerosi amici del povero Modesto ai quali è arrivata come un grido di dolore la notizia inattesa della morte. Il trasporto della salma del povero Fabbrini ebbe luogo mercoledì 5 corr. a ore 5 pom. Riuscì imponentissimo. Vi presero parte il municipio di Vicopisano col sindaco, gli assessori e molti consiglieri, con la filarmonica municipale, tutti i medici dei paesi circonvicini, molti amici di S. Maria a Monte con la filarmonica. Vi erano pure rappresentati i comuni di Enti, Bientina e Calcinala, ed un innumerevole stuolo di amici e conoscenti di tutte le parti seguivano il mesto corteo. Sul feretro furono pronunziati bellissimi discorsi dal Piovano di Vioopisano, dall' ing. Birga e dal presidente della filarmonica di S. Maria a Monte, signor Gonnelli. '1 Pregiatissimo Signor Direttore del Ponte di Pisa. PC Approfitto della sua gentilezza per fare una. dichiarazione a proposito d'una polemica, in cui, contro mia volontà, mi si vorrebbe trascinare sul giornale il CorriPre dell'Era. Non ch'io rifugga da una seria polemica ; ma considerato che in un articolo che mi riguarda, pubblicato nel numero 5 del detto giornale, si tenta di far degenerare la polemica in un attacco volgare a base d'insulti banali, tengo a dichiarare ch'io non scenderò mai tanto in basso, non permettendomi il mio decoro di entrare troppo addentro in un genere di polemica, della quale certamente non mi terrei tropo onorato. Frattanto ringrazio lei, signor Direttore, della sua cortesla e mi sottoscrivo Pi tir cli di Cr ne n gi 132 P' vi ta tic tic vc rn m in: fri Suo Denot.mo OLIVIER° PINI. Pisa, 8 febbraio 1896. ENRICO MAllARINI, Direttore respons. Tipografia T. Nistri e C. pulato il contratto per le rappresentazioni del Lohengrin nella stagione di Quaresima Le parti principali saranno affidate alla signora D'Arneiro e i al tenore sig. Coppola: l'orchestra sarà diretta dal maestro Poniè. Le masse orchestrali e corali saranno rinforzate di valorosi elementi forestieri. NOSTRE INFORMAZIONI ~ Inserzione a pagamento &Impresari signoi i Belletti e Romei è stato sti- — E Pimf. Luigi Ferrarle. Direttore della nostra Scuola Industriale, èmtateinsigaito della croce di Cavaliere dell'ordine della corona d'Italia. Il Prof. Ferraris è versatile, operoso, iatelligentee la ouorificenza è come un attestato di pubblica lode. Noi gli mandiamo congratulazioni eincese. Per l' asgstenia. ai feritt kr Africa. — E Consiglio C intinnano al Politeama Nazionale le cap• comunale del Bagni di San Giulano„ nelradetainza presentazioni della Obrnpagnia equestre Guildi giovedì u. s., sa proposte, accolta alla unanimità, dell'egregio signor Paolo Carina, stanzia lire cin- liume, richiamando numeroso pubblico con eserquanta a vantaggio della Croce Rame Sezione di cizi svariati ed attraentissiini. San (iiuliano) per l'assistenza ai feriti in Affica. Oggi due rappresentazioni. Cortesie. — Da Napoli, i tenenti sigeori Cateriei e Locatelli, in procinto dì imbarcarsi per l'Africa, hanno -indirizzato un affettuoso telegramma al nostro Sindaco per ringraziare in lai la cittadinanza pisana che a loro e ai generosi soldati foce festa Sappiamo che il Consiglio di Stato alla stazione ferroviaria con una imponente dimoha accolto il ricorso presentato dal• trazione di simpatia. l'elettore signor Rovini contro la Evviva, evviva ai bravi ufficiali gentili e valorosi sempre! proposta di un mutuo di L. 266,336 Peisetto che non si possa come a loro dire evviva da contrarsi colla Cassa di Risparmii, al Governo che abbassa fino allo nebulosità della proposta presentata dal cav. Vittorio critt. rara la dolorosa questione africana'.... Supino assessore per la finanza ed apMusica sacra — Nei tre giorni di solenne esposizione delle Quarant'ore al Duerno, furono eseguite provata oltre che dal Consiglio Cole Litanie della D Vergine, opera postuma del Chemunale anche dalla Giunta Provinciale rubini per coro a quattro parti. A mininistrati va. Questa collana di brevi, ma pregevolissime composizioni del sommo compositore fiorentino contiene Ci auguriamo che alla Giunta, così peregrino bellezze che il chiarissimo maestro Guioculata coni' è, non mancheranno i dotti fece maggiormente risaltare nella riduzione mezzi per uscire da questa critica poda lui fatta per istrumenti ad organo dalla partitura, con semplice accompagnamento di pianoforte. sizione finanziaria la quale porterebbe L'esecuzione delle Litanie fu eccellente; le masse il nostro Comune a sicura rovina. corali e orchestrali della Cappella musicale erano *• • male sufficientemente rafforzato e come tenore di concerto intervenne l'egregio sig. Ernesto Menai di Il Consiglio Comunale sarà convoLucca, appositamente scritturato. cati in adunanza giovedì o venerdì Alla Sapienza — Il numero totale degli studenti prossimo per discutere affari impor_inscritti é di 1065 ripartiti fra le diverse facoltà. tanti. Il numero superiore a quello dell' anno passata • NOTA BIBLIOGRAFICA il sti un si es: di 1' I Pe m Una chioma folta e fluente è degna corona della bellezza de sa nc PC La barba e i capelli aggiungono all' uomo aspetto di bellezza, di forza e di senno. asera1131 Gra tu fi ha va re PC ch ag da al; PROFUMATA E INODORA L'ACQUA l'H ININA MICFON E preparata con sistema speciale e con materiedi primissima qualità, possiede le migliori virtù terapeutiche, le quali soltanto sono un posseute e tenace rigeneratore del sistema minare. Essa è un liquido rinfrescante e limpido ed interamente composto di sostanze vegetali. Non cambia il colore dei capelli e ne impedisce la caduta preinatura. Essa ha dato risultati immediati e soddisfacentissimi anche quando la caduta giornaliera dei capelli era fortissima. 1■', 'ci, o madri di famiglia, usate &li' ACQUA pei vostri l'Ai durante l'adolescenza, fatene sempre continuare l'uso e loro assicurerete un'abbondante capigliatura. '1"11' ESTA l' O Signori ANGELO MIGONE e C. Profumieri — Milano. La loro Acqua Chiaiaa-Migoae sperimentata già più volte la trovo la migliore acqua da toletta per la testa perchè igienica nel vero senso, e di grato profumo e veramente adatta agli usi attribuitele dall'inventore. Un bravo e buon parrucchiere ne dovrebbe essere sempre fornito. Tanti rallegramenti e salutandoli mi rtrofesso di Loro devetissimo Dottor Giorgio Giovannini Ufficiale Sanitario LATERA (Roma) L ACQUA CHININA-MIGONE tanto profumata che inodora, non si vende a peso, ma solo in fiale da L. I, SO e L. 2, e in bottiglie grandi per l' uso delle famiglie a L. 8, SO la bottiglia da rudi, Farmacisti, Profumieri e Dre9hier: del Regno. 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