DELLA ANNO XXXIV 12 DICEMBRE 2009 E 1,00 46 DIOCESI DI COMO PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO Verso il Natale Maria segna la via nei giorni della Novena: è la via del dialogo con Dio, la cui potenza trasse dal nulla il creato, ma non volle redimerlo senza Maria A PAGINA 3 Madonna delle Grazie (Museo di Arte Sacra - Cattedrale di Amalfi) Foto AC - Il Settimanale « N ulla è impossibile a Dio». Così dice l’angelo Gabriele a Maria. Questa espressione ha qualcosa di importante da dire al nostro mondo, che talvolta sembra malato di onnipotenza, salvo poi scoprirsi fragile e impaurito (basta vedere i ricorrenti allarmismi per i virus influenzali). Intanto, è tutta particolare la potenza di un Dio che va a cercare il consenso in una casa di Nazaret e si affida ad una annunciazione, invece che imporre la propria enunciazione. Questo modo di comportarsi di Dio non è una novità, e la Bibbia in tutta la sua estensione è lì a mostrare innumerevoli esempi di questa strana tattica dell’onnipotenza divina. Sin dal principio. Noi non possiamo nemmeno immaginare che cosa sia il nulla, eppure veniamo da lì. Dal nulla ci ha tratti il Creatore. Ebbene, questa scelta iniziale sembrerebbe dettata da un delirio di onnipotenza simile a quello di cui soffrono gli uomini ogni tanto, con gli esiti che conosciamo. Non è così. Il nulla prese forma perché passò tra le mani dell’Amore. Fu un proget- to d’amore a trasformare il nulla in creato. Senza amore non c’è alcuna potenza, e Dio è onnipotente perché è onniamante. Mentre in questi giorni a Copenaghen si sta discutendo di clima, forse ci fa bene ricordare questo progetto che sta in principio. Lo so bene che gli atei pensano che tutto sia frutto del caso, ma è pensiero talmente irragionevole che un progetto bisogna proprio postularlo. Il disordine che abbiamo creato noi sulla terra richiede necessariamente un ordine creato da Dio. Ora, questo progetto prevede una gradualità di bene e di bellezza, culminante in quell’essere che porta in sé l’immagine e la somiglianza del Creatore. Il nulla prese forma dall’Amore e culminò nell’essere umano, creato libero e capace di amare. L’altra sera ho seguito in televisione la dotta disamina biblica dello scrittore Erri De Luca, il quale cercava di parificare gli animali all’uomo sulla base del fatto che Dio avrebbe parlato anche agli animali, la sera del quinto giorno, invitandoli ad essere fecondi e a moltiplicarsi. Un dato sicuramente interessante, ma è altrettanto certo che gli animali non parlino con Dio. Egli si rivolge al serpente, dopo il peccato di Adamo ed Eva, ma il serpente non rivolge nessuna parola a Dio. Solo l’uomo e la donna possono relazionarsi tra di loro e dialogare con Dio. Egli si rivolge a loro, ma anch’essi parlano con Lui. Da questo dialogo con l’uomo Dio non torna più indietro, questa relazione non cessa più, si direbbe che essa è la cifra della creazione. Tanto è vero che quando Dio vuole redimere la creazione, non parte dal nulla come in principio, ma da un altro dialogo. Prepara da lontano una creatura stupenda, immune da ogni macchia di peccato, e si affida alla sua libertà, mettendo in campo ancora una volta l’unica onnipotenza di cui è capace, quella dell’amore. Lo ha detto sant’Anselmo di Aosta (di cui proprio quest’anno si celebra il nono centenario della morte avvenuta a Canterbury nel 1109) con un’espressione sintetica e stupenda: «Mentre Dio aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria». «Aveva potuto...»: ecco la potenza della creazione. «Non volle...»: ecco la potenza dell’incarnazione. Potenze diverse, generate dall’unico amore. Il Dono verso cui ci dirigiamo anche quest’anno nel Natale, Dio non volle farlo senza Maria. Potremmo dire - parafrasando l’Anselmo dell’argomento ontologico - che all’opera nell’Incarnazione c’è l’Amore di cui non è possibile pensarne uno più grande. Ma è un amore che ha voluto aver bisogno di Maria. E la giovane donna di Nazaret entra in questa storia d’amore dalla porta di… servizio. Il clima di paura che si respirava nel giardino dell’Eden trascolora in quell’unica risposta che la libertà di Maria sa partorire nella casa di Nazaret: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». È la libertà liberata a parlare in Maria, mentre la libertà supponente che voleva «essere come Dio» condusse Adamo ed Eva lontano da Dio in una schiavitù indeterminata, dai mille padroni. La libertà autentica è tutta contenuta in quel «fiat» che compare sulle labbra della «serva del Signore». Maria riprende il dialogo che si era interrotto nel giardino dell’Eden e porta a compimento quello stesso progetto che Dio ave- va iniziato dal nulla. Maria dà nuovamente una forma umana all’amore che sta all’origine di tutto. Le dà una forma che ci assomiglia. Entriamo nei giorni della Novena con questa icona davanti agli occhi. La gioia del Natale ci fa sicuramente bene, anche perché il mondo produce noia e nausea a quintali e ce la fa pure pagare cara! Ma non dimentichiamoci che è la gioia suscitata dalla nascita di Gesù e non da altro. Maria, tenendo in braccio il Bambino benedicente, ci suggerisce la via e ci mostra la sua vita come esempio sublime eppure umano. La via è quella del dialogo con Dio. Se restiamo in relazione con Lui, ci resta sempre la possibilità di dirgli di sì, o di cambiare un no detto in un «avvenga per me secondo la tua parola». La vita di Maria è un esempio di servizio, e “servire” è un modo umilissimo di tradurre nel concreto la parola “amare”, che altrimenti resta sospesa nell’aura dei propositi e dei sogni. Il Natale di Gesù ci invita a trasformare il dono immenso della sua presenza in un compito di servizio. don AGOSTINO CLERICI P A G I N A 2 CD E LIBRO RIFLESSIONI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO -12 DICEMBRE 2009 NUOVO REPERTORIO NAZIONALE CANTI PER LA LITURGIA entrato in distribuzione in questi giorni il nuovo Repertorio nazionale di canti per la liturgia curato dalla Conferenza episcopale italiana (CEI) ed edito dall’Editrice Elledici. Si tratta di una raccolta di 384 canti realizzata con l’obiettivo di rispondere a due esigenze: rendere patrimonio comune una serie di canti adatti alla liturgia, partendo dalla produzione tradizionale e da quella degli ultimi decenni, e diffondere alcuni criteri di individuazione e selezione che aiutino a scegliere i canti a livello locale. I criteri che hanno guidato la selezione sono quattro: 1) il legame autentico dei canti con un momento liturgico; 2) la verità dei contenuti in rapporto alla fede; 3) la qualità dell’espressione linguistica e musicale; 4) la cantabilità effettiva per un’assemblea “media” come quella della Messa domenicale. Il Repertorio è sin da oggi disponibile con due prodotti: • il Libretto per i fedeli (pp. 672, copertina in plastica serigrafata, euro 9,80) con i testi dei canti e (una novità per i repertori più diffusi nel nostro Paese) con il rigo musicale delle melodie e, dove presenti, gli accordi di base. • il CD-ROM (euro 69,00) con i canti registrati in formato MP3, i testi e il rigo musicale. Inoltre è in preparazione la Partitura dell’accompagnamento organistico (rilegato con spirale metallica, prezzo in definizione). Prezzi di favore sono previsti per le Diocesi e le parrocchie. In queste settimane le diocesi possono ancora prenotare edizioni “personalizzate” con l’aggiunta di canti specifici e di introduzioni particolari, ma anche realizzate con copertine ad hoc. «Senza sostituirsi ai repertori esistenti e approvati - sottolinea mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei - questo Repertorio intende favorire la diffusione di un patrimonio nazionale, anche in considerazione dei tempi moderni e del frequente convergere dei fedeli in occasione di raduni, convegni e congressi». Il nuovo Repertorio nazionale è disponibile in tutte le librerie cattoliche, presso l’Ufficio vendite dell’Editrice e sulla libreria on line di www.elledici.org. Per informazioni e prenotazioni: tel. 011.9552111 - fax 011.9574048 - e-mail: [email protected]. È Questo repertorio ufficiale per la Chiesa italiana raccoglie 384 canti, mettendo a disposizione delle comunità un consistente numero di composizioni che rispondono alle esigenze liturgiche, con l’obiettivo di coniugare la dignità dei testi e delle musiche con la cantabilità, al fine di sostenere e promuovere la partecipazione attiva dell’assemblea. Senza sostituirsi ai repertori esistenti e approvati, intende assumere un carattere di esemplarità, favorendo la diffusione di un patrimonio ricco e unico. Oltre a questo cd con la registrazione dei canti in formato Mp3 è disponibile il libro con i testi e le melodie musicali. CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Repertorio nazionale canti per la liturgia, Elledici, cd mp3 - euro 69,00; libro di pagine 672 - euro 9,80. Sono almeno vent’anni che papi, vescovi e liturgisti parlano di “arte del celebrare”, eppure sembra spesso che certe liturgie siano concepite “etsi Deus non daretur”, come se non importasse più se Dio è presente e ci ascolta: parole smozzicate, frasi biascicate, microfoni da karaoke, altoparlanti la cui resa è al limite della tortura... Ma ci si può improvvisare ‘esperti’ in comunicazione sonora? Questo manuale scava nei segreti della comunicazione orale, parlata e cantata o sostenuta da strumenti musicali, nel cuore della liturgia. «Vi è infatti uno spessore tecnico, che va dalla valorizzazione delle capacità di emissione vocale di cui tutti, in qualche misura, siamo dotati, fino all’uso competente e mai facilone, dei supporti che la tecnologia attuale mette a AMELIO CIMINI, La comunostra disposizione: è uno spessore che va nicazione sonora nella cericonosciuto e messo in atto, in tutti i suoi lebrazione liturgica, EDB, risvolti» (dalla Presentazione). pagine 88, euro 8,90. NOVITÀ IN LIBRERIA a cura di AGOSTINO CLERICI LE ANTIFONE DI NATALE Dal 17 al 23 dicembre, ogni anno l’attesa del Natale è scandita da sette antifone che accompagnano, nella liturgia delle ore, il canto del Magnificat. Sono chiamate «antifone maggiori» o «antifone “O”» (perché ciascuna di esse comincia con una invocazione rivolta al Signore Gesù). Sono sette antichissime antifone per dire lo stupore, esprimere la meraviglia, cantare la gioia dell’Attesa. Intessute di testi biblici e decorate con una musica ispirata, esprimono lo stupore commosso della Chiesa che contempla e invoca la venuta del Redentore. Il libretto del gesuita belga Gilbert è un prezioso strumento per entrare nel Mistero da queste colorate finestre. MAURICE GILBERT, Le sette note del Natale. Le antifone «O», Ancora, pagine 64, euro 6,00. Nella tradizione della Chiesa, il rito della Via Crucis è occasione di riflessione sulla passione e morte di Gesù. Perché non immaginare di percorrere anche una “via” che conduca alla grotta della nascita, preludio di risurrezione? Per le comunità parrocchiali e la preghiera personale il salesiano Franco Galeone propone non le nove classiche tappe della novena ma 14 tappe, ovvero itinerari spirituali in cui ripercorrere i momenti fondamentali - dall’Annunciazione al battesimo di Gesù - dell’Incarnazione del Signore. FRANCO GALEONE, La Via della Nascita. 14 giorni di preghiera verso il Natale, EDB, pagine 56, euro 2,50. Questa novena di Natale è pensata per ogni giovane (e non solo) che voglia accostarsi al mistero del Natale con semplicità, ma soprattutto con la costanza di dedicare pochi ma significativi minuti all’Amore che viene nel mondo. La struttura è semplice: per ogni giorno della novena presenta un brano biblico; un commento al brano; un segno che richiami l’attenzione al tema; un pensiero sulla tematica del giorno; un “SMS”, breve messaggio che accompagna per l’intera giornata. RENATO FAMENGO - PIETRO MANCA, Aspettando l’Amore. Novena di Natale, Elledici, pagine 48, euro 3,50. Segnaliamo da ultimo un testo per chi voglia costruire la sua Novena di Natale con testi ricavati da omelie e discorsi di papa Benedetto XVI, arricchiti dalle preghiere di intercessione e dalle orazioni appositamente scritte dalla monaca benedettina madre Anna Maria Canopi, in cui si sente il respiro della Chiesa che prega. LUCIO COCO (a cura di), La novena di Natale con Benedetto XVI, Libreria Editrice Vaticana, pagine 86, euro 3,20. TERZA DOMENICA DI AVVENTO - ANNO C Parola FRA noi SOF 3,14-18 IS 12 FIL 4,4-7 LC 3,10-18 Dio ci incontra qui e ora, perché cambiamo vita di ANGELO SCEPPACERCA TERZA SETTIMANA del Salterio ABBIAMO MOTIVO PER ESSERE FELICI D omenica della letizia. Sofonia spinge quanto resta di Israele fedele a dare sfogo ad una felicità intensa e trascinante, perché Dio ha liberato il suo popolo e in mezzo ad esso ha fissato la sua presenza. È un contatto che rende forti contro ogni paura, perché Dio risparmia e cambia il popolo col suo amore. Anche Maria, vera “figlia di Sion”, che rappresenta Israele e l’umanità, deve “rallegrarsi” grazie al figlio che porta in grembo. Perfino Paolo, mentre si trova in prigione, chiama alla festa perché Gesù ci mette a parte di una felicità che nessuna prova e dolore può mai soffocare. Antagonista della gioia non è la sofferenza, ma la solitudine egoistica: non si può essere felici da soli e la gioia è contagiosa, produce unità perché se la condividi si moltiplica, come la solitudine si dimezza. Abbiamo motivo per es- sere felici. La gioia è il vestito che i cristiani devono indossare in permanenza, una luce in volto. Gioia che viene dall’amore. Come Dio è Amore e Gioia, così è il cristianesimo. Che dobbiamo fare? Domanda nient’affatto scontata. Ieri come oggi, sulla bocca di tutti, soldati compresi. Il disorientamento è come un’epidemia d’influenza: colpisce tutti. Soprattutto in tempi d’incertezza, sbandamento, crisi (non solo economica, ma anche della politica, della televisione, della cultura). Tempo di crollo era quello di Giovanni il battista, presagio del Salvatore; tempo di crisi anche il nostro, nonostante due millenni di cristianesimo. Intanto perché, ad oggi, il Vangelo deve ancora raggiungere i due terzi dell’umanità – che resta in attesa, in Avvento – ma anche perché i bisognosi di tunica, di pane, di giustizia, sono moltitudine. Ad ogni incrocio. Cosa fare? Giovanni, precursore e testimone di colui che sta per venire e che battezzerà col fuoco dello Spirito, dice innanzitutto che questo è un momento decisivo. L’avvento ci fa consapevoli dell’oggi. Dio ci incontra qui e ora, perché cambiamo vita, ricominciamo a praticare solidarietà e onestà. La giustizia del Vangelo è più che distributiva, perché è scritta nella paternità di Dio e nella fraternità universale. L’unico tempo che abbiamo è il presente. Il passato può solo tormentare o essere rimpianto e fuga. Il futuro non c’è, può solo essere sperato, atteso e preparato. Il presente è la realtà, l’unica occasione per dare risposta (responsum) alla chiamata di Dio. L’antropologia cristiana è concreta e semplice, colloca l’uomo al punto giusto (qui) e al momento favorevole (ora). In attesa del Natale la cosa giusta è porsi la domanda: che cosa fare? Prima di entrare nei centri commerciali o nel chiasso dei negozi, se abbiamo capito che la conversione è tornare al Signore in modo molto concreto, ci aiuta la domanda: perché dare all’altro quello che è mio? Perché mi è fratello e sorella. “Non posso ferirti senza farmi del male”, diceva Gandhi. E Chiara Lubich: “A qualcuno manca il lavoro? Manca a me. C’è chi ha la mamma ammalata? L’aiuto come fosse la mia. È l’esperienza dei primi cristiani di Gerusalemme. Come ogni pianta assorbe dal terreno solo l’acqua che le è necessaria, così anche noi cerchiamo di avere solo quello che occorre. E, meglio se ogni tanto ci accorgiamo che manca qualcosa; meglio essere un po’ poveri che un po’ ricchi”. 3 PRIMOPIANO IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 LA NOVENA, CAMMINO VERSO IL NATALE DIO SI FA PICCOLO, PER RENDERCI SUOI FIGLI F in dall’antichità la Chiesa ha sempre vissuto l’Avvento coniugando insieme due istanze: l’attesa e il ricordo. Attesa, perché la nostra speranza è basata sul ritorno, nell’ultimo giorno, del Signore crocefisso e risorto. Ricordo, perché la storia mostra come questo Signore sia già giunto, una prima volta, tra noi. Passato e futuro, quindi, si intersecano nel nostro presente, nel nostro oggi per permetterci di rinnovare la nostra personale decisione per il Cristo. Consapevoli che Cristo non è ancora totalmente e completamente formato in noi, l’Avvento ci fa perfezionare la nostra decisione di essere veri testimoni del Risorto. Cuore e centro di questo percorso è il giorno del Natale, giorno in cui queste tre dimensioni si rendono presenti e si uniscono. Infatti a Natale «spunta per noi il giorno che significa la nuova redenzione, l’antica preparazione, la felicità eterna. In questo giorno è giusto che noi adoriamo il divino mistero» (san Leone Magno). Per prepararci a vivere meglio il giorno di Natale la tradizione ci consegna lo strumento della Novena. È uno strumento perché il fine non può non essere il vivere in profondità e pienezza il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. In questi nove giorni viviamo allora l’attesa di contemplare anche noi il volto di Dio. In questi nove giorni stupiamoci sempre più davanti al Figlio di Dio che è diventato storia per noi. In questi nove giorni ricordiamoci come questo fatto chiama tutti noi, qui e ora, a rispondere alla chiamata del Signore. La Novena di quest’anno ci conduce in questo cammino fin dal titolo: “Dio si fa piccolo per renderci suoi figli”. Il primo passo è proprio la nostra domanda su Dio. Chi è per noi questo Dio in cui crediamo, viviamo e speriamo? Non è - e non può essere - un punto di partenza scontato e banale. Il Dio verso cui siamo incamminati è un Dio di Amore che non esita a commuoversi per noi e con noi! È un Dio, e passiamo al secondo momento, che decide di svuotare tutto se stesso, di incarnarsi nel mondo, di farsi piccolo. Dio si fa uomo. Riusciamo a concepirlo? Riusciamo a vedere in un bambino che probabilmente piange e strilla il Dio della Gloria? Vediamo la Gloria di Dio nel grido di un bambino? Il terzo passo è capire il perché di tutto questo e cosa ne consegue per noi. Il titolo della Novena di quest’anno lo rivela chiaramente: scopo dell’Incarnazione è rendere tutti noi figli di Dio, diventare figli nel Figlio, imparare che Dio ci è Padre. Ciò significa che, a fianco alla consapevolezza del dono libero e gratuito della figliolanza divina, deve crescere in noi la volontà di conformarci sempre più all’immagine del Figlio. Questa immagine, lo abbiamo visto prima, non è quella di un Dio grande e glorioso, ma di un Dio che si abbassa fino a terra, di un Dio che piange e soffre con noi. Quando riusciremo a diventare immagine di questo Dio nella nostra vita quotidiana, terminerà la nostra Novena e vivremo il Natale. Solo allora saremo veramente figli nel Figlio. ELIO PARTESANA ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ I P A G I N A CHIESA D io si fa piccolo per renderci suoi figli. Dentro questo titolo c’è tutta la pregnanza del messaggio natalizio come evento in cui il dono di Dio (ecco il perché dei doni!) diventa per noi motivo e compimento di salvezza. Un dono grande in un bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia (Lc 2, 12). Da qui l’insolito utilizzo di un codice miniato. Pensando a Dio che si fa piccolo immediatamente abbiamo pensato a un’opera d’arte che fosse piccola. Forse i nostri bimbi non hanno mai visto un codice miniato. Il particolare ritratto quest’anno è preso da un Libro d’Ore esposto presso i Musei Civici di Como (pagina 24). Crediamo sia importante far notare ai nostri ragazzi la bellezza racchiusa in un codice miniato. Trasmette una traccia della bellezza di un Dio che sceglie di diventare uomo, nascendo in un bambino. L’attenzione ai particolari, la scelta dei colori, la cura nel definire i contorni, le decorazioni... perché tutto questo? Per trasmettere agli uomini il mistero che trasforma la vita, in un libro che canta le lodi di Dio, santificando il trascorrere del tempo, nella ciclicità dell’Anno liturgico. Riuscire a trasmettere la bellezza del tempo e dell’atmosfera in cui quest’opera d’arte veniva realizzata, crediamo aiuti a intravedere e a tuffarsi nella bellezza di un Dio che ha fatto attenzione ad ogni piccolo particolare, tessendo una storia che ha le sue radici nelle alleanze con i patriarchi, nelle promesse profetiche, su, su, fino ad arrivare alla bellezza suprema del Figlio, nato da donna. Un Dio che, artista supremo, si rivela a noi nel Figlio della Vergine Maria. La Novena di Natale accompagna i passi verso l’incontro con la celebrazione di questo mistero. Dio si fa piccolo per renderci suoi figli. Ben più di una rivelazione! Un dono che trasforma in profondità la vi- ta di ogni giorno. Buon cam mino incontro al Signore che viene! UFFICIO PASTORALE DEI GIOVANI UFFICIO PER LA CATECHESI UFFICIO PER LA LITURGIA MINIATURE E CODICI MINIATI: PER SAPERNE DI PIÙ... La parola miniatura deriva verosimilmente dal latino minium, un particolare colore rosso, ed indica un’immagine realizzata per decorare antichi manoscritti. Nel mondo occidentale i primi manoscritti miniati sono i documenti dell’Antico Egitto, costituiti dai papiri, sotto forma di rotoli. Non sono rimaste che poche testimonianze sull’antica decorazione dei papiri in età greco-romana, che avevano la forma di rotuli e poiché andavano svolti a poco a poco, le illustrazioni non erano altro che piccole vignette o figurette che interrompevano le colonne del testo. La nuova forma del libro e la diffusione della pergamena permisero l’uso delle pagine intere, con illustrazioni di maggiore dimensione e pregio (Iliade Ambrosiana, Virgilio Vaticano, Virgilio Romano). La scuola bizantina sviluppò nuove convenzioni artistiche creando un taglio netto con la tradizione precedente. Con la diffusione del monachesimo, i centri della cultura europea divennero i monasteri, nei cui scriptoria si copiavano le opere antiche, permettendone la trasmissione alle generazioni future. Amanuense e miniatore erano spesso due figure distinte, anche se quasi sempre, soprattutto nell’alto medioevo, appartenenti alla medesima comunità religiosa e quindi di analoga formazione e cultura figurativa. Il Cristianesimo portò a una perdita di interesse verso la realtà percepita dai sensi e si sviluppò uno stile figurativo dove ogni elemento acquista valore solo in quanto metafora del mondo trascendente. Si sviluppò una relazione stretta tra testo e immagini, con iniziali figurate (da figure umane o animali) e istoriate (con piccole scene o decori vegetali), bordi decorati, monogrammi a piena pagina per le prime lettere del testo, tavole di canoni, immagini didattiche e menmoniche. Questo processo venne sicuramente favorito dalla sensibilità lineare e ornamentale dei popoli barbarici. Nei monasteri irlandesi, tra il VII e il IX secolo, si diffuse un tipo di decorazione raffinatissima basata su intrecci di racemi e figure stilizzate, organizzati in complessi schemi geometrici. La maggior parte delle figurazioni umane, quando presenti, erano di natura antinarrativa e sacrale. La miniatura carolingia vide la committenza degli imperatori stessi tra i committenti di opere librarie, che in questo periodo raggiunsero un vertice per qualità e rilevanza, con una svolta stilistica rispetto al secolo precedente. Con il risveglio artistico del XII secolo la decorazione dei manoscritti ricevette un nuovo impulso. Gli artisti del tempo eccellevano nella miniatura di margini ed iniziali, ma anche nelle figurazioni, caratterizzate da un tratto vigoroso, linee spesse e uno studio attento del drappeggio. Gli artisti migliorarono la rappresentazione delle forme umane e, nonostante resistesse la tendenza a ripetere i soggetti secondo modi convenzionali, gli sforzi individuali produssero in questo secolo numerose miniature di carattere estremamente elegante. Lo stile del XII secolo lasciò il posto ad immagini di dimensioni ridotte durante il periodo gotico. Le dimensioni dei libri si ridussero notevolmente e aumentò la loro diffusione. Con l’avvento del XV secolo, sotto l’influenza del Tardo gotico e del Rinascimento, la miniatura ricevette una spinta artistica che la ripropose alla ribalta continentale. Grandi committenti erano ormai anche le corti e personaggi del mondo laico, che richiedevano opere di qualità estrema. Con l’introduzione e il diffondersi della stampa la miniatura continuò per lungo tempo ad essere presente, anche se cominciò gradualmente a perdere d’importanza proprio all’aumentare della disponibilità di libri, diventando un aspetto sempre più marginale, certamente per via del costo aggiuntivo della decorazione manuale. P A G I N A 4 I pareri degli scienziati sono un po’ controversi, ma è di assoluta evidenza che il fenomeno del riscaldamento globale è uno dei grandi temi del secolo. Più strutturalmente i temi dell’ambiente sono oggi la grande questione del futuro. Prima di tutto perché pongono una questione decisiva a proposito della giustizia e della solidarietà tra le generazioni. Le previsioni catastrofiste a proposito dell’insostenibile aumento della popolazione, correnti negli anni sessanta e settanta, sono state smentite dai fatti, ma a proposito dell’ambiente il rischio è evidente: è possibile infatti accrescere le risorse disponibili per un’umanità accresciuta nel numero e negli standard di vita, a patto però di non distruggere in modo irreversibile le possibilità di produrle, queste risorse. Così la Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici di Copenhagen diventa una occasione strategica. Occorre cambiare passo, occorre una presa di coscienza collettiva e nello stesso tempo un nuovo senso SOCIETÀ INTERNIESTERI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 BENEDETTO XVI PER IL VERTICE ONU SUL CLIMA Copenaghen: questioni decisive della comunità internazionale. Di questa realtà si è fatto interprete Benedetto XVI, che, alla vigilia dell’apertura della conferenza, all’Angelus ha ribadito alcuni punti essenziali di un magistero sui grandi temi dell’ambiente che disegna un percorso coerente e realistico, quello stesso su cui da anni insiste il magistero sociale della Chiesa. Auspica, il Papa, “che i lavori aiuteranno ad individuare azioni rispettose della creazione e promotrici di uno sviluppo solidale, fondato sulla dignità della persona umana ed orientato al bene comune”. E’ evidente infatti che il problema ambientale non è solo una questione tecnica, o economica, ma politica nel senso forte del termine, attiene infatti a due temi cruciali, la dignità delle persone e il bene comune. Ovvero mette in evidenza i diritti fondamentali e i principi di coesione e di giustizia sociale. “La salvaguardia del creato – prosegue Benedetto XVI - postula l’adozione di stili di vita sobri e responsabili, soprattutto verso i poveri e le generazioni future”. Certo sono necessarie la sensibilità e l’iniziativa delle principali potenze produttrici di emissioni, Cina, India come pure ovviamente degli Stati Uniti, che sono ancora i maggiori consumatori di energia. Comporta però una presa di coscienza di ciascun uomo e di ciascuna donna sul pianeta. Se gli Stati possono determinare gli indirizzi, poi tutto passa attraverso i comportamenti personali e collettivi, attraverso la responsabilità personale. Ecco allora la conclusione del Papa, che apre ad una ulteriore dimensione, quell’“ecologia umana” su cui ha insistito nella recente enciclica, così da invitare “tutte le persone di buona volontà a rispettare le leggi poste da Dio nella natura e a riscoprire la dimensione morale della vita umana”. Resta questo il punto cruciale e il fondamento su cui costruire. E questo collega il tema dell’ambiente e del rispetto dell’ambiente a quello dello sviluppo della democrazia, dei suoi principi e dei suoi valori. FRANCESCO BONINI RAPPORTO CENSIS GLI ITALIANI VIVONO “IN APNEA MA SONO SEMPRE GLI STESSI” Una società replicante U na società “testardamente replicante”, che da quel “non saremo più come prima”, che un anno fa dominava la psicologia collettiva è passata ad un “siamo sempre gli stessi” che “l’appiattisce alla contingenza ma non la deprime”. Una società resistente alla crisi perché “non ha esasperato il primato della finanza sull’economia reale, perché le banche hanno mantenuto un forte aggancio al territorio, perché il sistema economico è caratterizzato da una diffusissima e molecolare presenza di piccole aziende, perché le famiglie sono patrimonializzate (risparmi e proprietà della casa)”. È l’immagine della società italiana che emerge dal 43° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, presentato il 4 dicembre a Roma. Se la nostra società ha passato senza troppi danni il 2009, afferma il Censis, lo deve “all’intrecciarsi quotidiano di queste componenti socioeconomiche”. Non è stata una “reazione casuale o improvvisata, ma un ricorrente riflesso condizionato”: la società italiana ha messo in campo “il tradizionale modello adattativo-reattivo”. Tuttavia “il rieccolo” del Paesone italiano non è mai “un ritorno all’eguale” in quanto, avverte il Censis, sono in corso alcuni processi di trasformazione che preparano il dopo, come la ristrutturazione del terziario e lo sfarinamento del lungo ciclo dell’individualismo. La ristrutturazione del terziario. È il settore dove sono confluiti nel tempo servizi alle imprese sovradimensionati rispetto alle esigenze, “qualcosisti” del terziario avanzato, precari della pubblica amministrazione alla ricerca del posto fisso. Il rallentamento dello sviluppo, dei consumi, delle disponibilità di spesa ha oggi ridotto queste “cavalcate espansive” affermando nel contempo “meccanismi di selezione e razionalizzazione, con una concentrazione qualitativa della domanda che mette fuori gioco una parte consistente di un’offerta da sempre abituata ad una falsa facilità del mercato”. È in atto, poi, “un ulteriore passo in avanti nel riconoscere al sistema d’impresa un ruolo di traino e leadership complessiva della società. Il segmento più dinamico dell’imprenditoria italiana ha saputo combinare le strategie di presenza sui mercati mondiali con strategie innovative”. Esigenza di valori condivisi. Il protagonismo individuale che, dagli anni Settanta in poi, si è affermato con la crescita esponenziale del lavoro autonomo e della piccola e piccolissima impresa, del soggettivismo nei comportamenti, della personalizzazione del potere politico, dell’ideologia della competizione e del mercato, secondo il Censis “è destinato a sfarinarsi silenziosamente”. L’individualismo vitale, infatti, è sempre meno capace di risolvere i problemi della complessità che lo trascende, il soggettivismo etico mostra la corda rispetto all’esigenza di valori condivisi; la spietatezza competitiva e la carica di egoismo che derivano dal primato della soggettività hanno creato squilibri sociali che pesano sulla coesione collettiva”. Famiglie, giovani e imprese. Tuttavia tali processi di trasformazione non bastano, serve stringere la cinta. Per la ripresa 2010 gli italiani chiedono più sostegno per famiglie, giovani e piccole imprese. Il Rapporto rivela che nel mezzo della crisi, per il 71,5% delle famiglie italiane il reddito mensile è sufficiente a coprire le spese. Il dato sale al 78,9% al Nord-Est, al 76,7% al NordOvest, al 71% al Centro, al Sud scende al 63,5%. Il 28,5% delle famiglie, che hanno avuto difficoltà a coprire le spese mensili con il proprio reddito, ha fatto ricorso a una pluralità di fonti alternative, con una miscela che si è dimostrata efficace. Negli ultimi 18 mesi più dell’83% delle famiglie ha modificato le proprie abitudini alimentari, contenendo sprechi (40%), cercando prezzi convenienti (39,7%). Riguardo al futuro, le famiglie con figli (49,7%) e i giovani (48,8%) sono i soggetti che devono essere aiutati per favorire la ripresa. Nell’economia, oltre il 33% del campione ritiene importante aiutare la piccola impresa. Mercato del lavoro. Secondo il Censis, fino a oggi il mercato del lavoro in Italia ha retto. A metà del 2009 risultavano persi, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, 378 mila posti di lavoro (-1,6%), meglio di Spagna e Gran Bretagna ma peggio di Francia e Germania. Gli effetti negativi hanno riguardato solo i soggetti meno tutelati: il lavoro autonomo, il “paralavoro” (162 mila posti in meno, -4,3%), il lavoro a termine (-229 mila la- voratori, -9,4%), le collaborazioni a progetto (-12,1%) e quelle occasionali (-19,9%), mentre il popolo delle partite Iva è aumentato, raggiungendo quasi quota un milione (+132 mila, +16,3%). Cosa verrà dopo? “Nella psicologia collettiva c’è un dolente mix di stanchezza e vergogna per i tanti fenomeni di degrado valoriale, o almeno comportamentale, che caratterizzano la vita del Paese. E c’è di conseguenza la speranza di uscirne, con una propensione a pensare al dopo, a una società capace di migliorarsi”. Ma le discussioni in corso “guardano indietro”, oppure “fuggono in avanti, rincorrendo una fantasmatica ipotesi di nuova ontologia”, individuata talvolta nel fondamentalismo dei valori e della loro radice religiosa, talvolta nel fondamentalismo della scienza. SOCIETÀ FATTIePROBLEMI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 GIORNALISMO LE «PRECISAZIONI» DI VITTORIO FELTRI Dopo tanto cinismo rendiamo atto della tardiva marcia indietro del direttore de Il Giornale Vittorio Feltri che ritratta quanto da lui scritto oltre due mesi fa nei riguardi del direttore di Avvenire Dino Boffo. Anche se non ci convince il fatto che Feltri si meravigli che “il giorno dopo” la sua uscita “è scoppiato un pandemonio – com’egli scrive – perché i giornali e le televisioni si scatenarono sollevando un polverone ingiustificato”. Cosa si aspettava colpendo una delle persone più in vista della Chiesa italiana? Che tutti facessero finta di niente? In realtà anche Feltri ha dato fiato a quel tipo di giornalismo che sta incancrenendo il nostro Paese. Buttar benzina sul fuoco, meravigliandosi che non si spenga, ci pare poi francamente eccessivo. Noi continuiamo a credere in un certo tipo di giornalismo che mira al bene comune, che affronta i temi del Paese anche con forte critica, senza tuttavia colpire le persone che meritano sempre e comunque rispetto. Auspichiamo che il chiarimento offerto da Feltri e la sua ammirazione per l’“atteggiamento sobrio e dignitoso”, mantenuto da Dino Boffo nella vicenda compia un altro passo avanti e contribuisca così a svelenire i rapporti sociali e ad aprire un dialogo a tutti i livelli per il bene e il futuro del nostro Paese. P Q uanto ha scritto venerdì 4 dicembre il direttore Feltri sul suo giornale rispondendo a una lettera sul ‘caso Boffo’ induce ad alcune considerazioni che da un lato confortano perché confermano che la verità trova la forza di farsi strada vincendo la menzogna, dall’altro rilanciano con più preoccupazione gli interrogativi che all’inizio della vicenda nacquero da più parti sul valore e sul rispetto dell’etica professionale nell’informazione. Anche se Feltri dopo tre mesi ha voluto definire “precisazioni” la rimozione dei titoli devastanti è evidente che si tratta di “tardive ammissioni” di un gravissimo errore professionale come le ha definite mons. Domenico Pompili, direttore dell’ufficio Cei delle comunicazioni sociali. Non si può condividere l’idea che il cinismo possa far parte della professionalità giornalistica, non si può accettare l’dea che seppellire una persona con il fango dell’insinuazione e della menzogna sia uno scherzo mediatico di cui non tener troppo conto. Si tratta ora di riportare tempestivamente e seriamente nel confronto interno alla categoria giornalistica le ragioni ultime di una professione che smarrisce se stessa se non si pone al servizio della verità, del bene comune e della dignità della persona: frontiere sulle quali Dino Boffo si è sempre speso. DON GIORGIO ZUCCHELLI Presidente Fisc PAOLO BUSTAFFA Direttore Sir CORSIVO di AGOSTINO CLERICI FELTRI: TARDI E MALE! Ci è arrivato anche lui, finalmente! Lui, Vittorio Feltri, riconosciuto come uno dei luminari del giornalismo italico, ha scoperto la verità sul caso del suo collega Dino Boffo. Peccato lo abbia fatto con grave ritardo e, soprattutto, abbia cercato fino all’ultimo di mimetizzare la propria colpa con l’escamotage della lettera (un direttore non dice una cosa così importante, rispondendo ad una lettrice, soprattutto uno che è abituato a tuonare... dall’alto dei suoi editoriali) e con un’evidenza ridicola rispetto agli spazi dati nel momento dell’accusa vigliacca di tre mesi fa. Obtorto collo, Feltri riconosce dove sta la verità, quella che avrebbe potuto verificare subito, solo se lo avesse voluto. E qui sta la scorrettezza più grave, quella che nessun tardivo mea culpa può cancellare. Si può disquisire se la correzione di rotta del direttore de Il Giornale sia stata adegua- ta. A me sembra, francamente, che non lo sia stata. Sufficientemente chiara in quanto a rettifica, ma cacciata in fondo alla prima pagina come risposta ad una lettrice e con un rimando sbagliato (che sbadataggine!) ad una pagina interna (uno vi trovava la pubblicità e poteva non essere più interessato a cercare il seguito dell’articolo...) e la pagina interna giusta era comunque la 48.esima del giornale. Se pensiamo ai titoli a nove colonne di prima pagina per un’intera settimana dedicati a infangare Boffo, da un campione della libertà di stampa ci saremmo aspettati di più! Comunque sia, molto più scorretta di tale questione formale sui tempi e gli spazi della correzione è l’imprudenza dimostrata nel momento del linciaggio a mezzo stampa di cento giorni orsono. Purtroppo, le riabilitazioni sono sempre più silenziose delle epurazioni. Alcuni mezzi di informazione sono così distratti che si dimenticano anche di riferire il “dietrofront” rispetto a notizie date in precedenza. Nel caso di Boffo, la cor- rezione di Feltri non ha trovato spazio su tanti quotidiani nazionali (su alcuni, neanche una riga) e si sono dimenticati di annunciarla il Tg1 e il Tg2 e le tre testate Mediaset. Il solito assordante silenzio! Immaginiamo che cosa potrebbe accadere ad un cittadino meno famoso, meno galantuomo di Boffo, magari meno forte moralmente, meno assistito spiritualmente, più solo insomma, il quale finisse nella bufera per colpa di notizie di stampa non verificate nella fonte e palesemente false e offerte in pasto, come odiose sentenze del tribunale dei mass-media (uno dei tribunali che, purtroppo, oggi funziona meglio). E, tra l’altro, nel caso Boffo sono state trascinate anche famiglie che avrebbero dovuto restare nell’ombra. L’augurio è che tale vicenda possa convincere anche altri direttori di mezzi di informazione a evitare incaute campagne di stampa. Se Feltri a denti stretti ha in parte riconosciuto il suo errore, altri non l’hanno mai fatto. Il gruppo dei «mezzi di denigrazione di massa» è, purtroppo, numeroso! 5 Oltre il proprio orticello « Venerdì 4 dicembre il direttore del quotidiano “il Giornale”, Vittorio Feltri, rispondendo alla lettera di una lettrice, rendeva note le sue “precisazioni” per quanto a fine agosto scorso aveva scritto di non corrispondente alla verità sul direttore di Avvenire, Dino Boffo. A commento la nota del presidente Fisc, Giorgio Zucchelli, e del direttore Sir, Paolo Bustaffa, unitamente al corsivo del nostro direttore P A G I N A V edi - mi diceva poco tempo fa una persona - sono stato per tanto tempo in parrocchia. Quanti incontri, conferenze, momenti formativi. Ma, tra noi adulti, non tutti eravamo allo stesso livello. La proposta fatta era, invece, una proposta standardizzata che doveva andare bene anche a chi non aveva risolto ancora certi interrogativi. Ci fossero stati tempi e modi diversi di accostare certi contenuti, non avrei certamente lasciato la parrocchia, non avrei abbandonato la ricerca con gli altri”. Quanti per un motivo o per un altro, si sono distaccati dalla struttura-parrocchia, ma non dalla ricerca religiosa profonda? Tocchiamo qui un punto nevralgico: come far sì che la comunità cristiana sappia far fronte ad una proposta che non sia standardizzata? Il cammino verso un’adesione motivata al Vangelo non è mai standardizzato anche se non è mai individualista. Come conciliare la sana esigenza di chi vuole essere protagonista di ricerca e quella di chi ha già fatto alcune fondamentali scelte? Non è facile rispondere. Anzi, una domanda ancora si impone: perché fanno problema ricerche diversificate? C’è chi afferma che il problema è tale perché mancano educatori; altri dicono che non sono sempre chiare le proposte; altri ancora sono disposti a sostenere che molti sono pronti a parlare, ma pochi a lavorare concretamente. Queste ed altre le risposte possibili. Un interrogativo le accomuna: quale spazio hanno i “cristiani quotidiani” per muoversi in un’ottica capace di interpellare i diversi àmbiti di vita, le specifiche situazioni quotidiane nelle quali tantissimi battezzati vivono e nelle quali questi battezzati vorrebbero incontrare qualcuno capace di dare una mano? Forse tante persone ripenserebbero più seriamente alla proposta cristiana se fossero accompagnate, nel loro cammino, da persone che ogni giorno si misurano con gli stessi loro problemi. Simili figure sono assenti nelle comunità cristiane o ad esse non si dà spazio? PRIMA LA “LIETA NOTIZIA”! La sensazione è che tante comunità siano più preoccupate della propria autoconservazione che di educare se stesse ad essere aperte ad accogliere e a coinvolgere quanti sono in reale ricerca. Ecco, allora, che prende corpo una mentalità che si esprime più in termini negativi che propositivi: il mondo va male; il mondo non capisce i cristiani... Mi diceva amaramente una persona segnata dalla fatica di vivere: “Ho smesso di praticare perché ad un certo punto non ne potevo più. Vivi una settimana piena di difficoltà e di problemi; corri sempre... Poi, finalmente, la domenica. Entri in chiesa e ti aspetti una parola di speranza, ti attendi che qualcuno ti aiuti a ricordarti che davvero Dio ti ama, che ti viene incontro. Entri con questa attesa e rimani deluso: ascolti, invece, un elenco di cose che non vanno, una “cronaca” della miseria umana. Non ho bisogno di andare in chiesa per sapere quanto noi uomini siamo limitati dal peccato e dall’egoismo! Ho invece bisogno di una parola che apra il cuore e mi dia forza ancora per andare avanti nonostante tante cose che non funzionano”. FUORI dal CORO OCCHI PER VEDERE! E sono molti quelli che hanno un profondo bisogno di essere aiutati a credere che la logica del gratuito, dell’amore ostinato e del servizio sono davvero le linee portanti della proposta cristiana. Ma se sentono raccontare altro, se avvertono che le preoccupazioni delle comunità cristiane sono altre, come potranno continuare a camminare e a sperare in un “mondo diverso”, dove gratuità, altruismo e dono non siano solo parole che affascinano ma realtà che illuminano la vita quotidiana? Sono molti, vivono al fianco dei credenti ma questi spesso non se ne accorgono. Mancano occhi per vedere! E mancano spazi di vera ricerca, dove quanti pongono profonde domande possano, secondo tempi e modalità diversi, camminare con le proprie gambe -passo dopo passo - verso una risposta motivata all’interrogativo religioso. La logica del “coltivare il proprio orticello” è spesso una tentazione che illude le comunità cristiane e delude quanti da esse si attendono un segno di novità. ARCANGELO BAGNI PEDOFILIA: DON FORTUNATO DI NOTO, “NON ABBASSARE LA GUARDIA” Non accettate caramelle dagli sconosciuti, potrebbero essere dei pedofili. Don Fortunato Di Noto, il sacerdote fondatore di Meter (www.associazionemeter.org), commenta così l’operazione “Seppia” che, a Messina, ha portato all’arresto di quattro persone, mentre altre cinque restano indagate. Secondo gli inquirenti i soggetti coinvolti nell’inchiesta avrebbero anche utilizzato dei ragazzini per adescare bambini più piccoli con caramelle e figurine. “Genitori, state attenti a quello che i vostri bambini hanno in tasca, soprattutto a somme di denaro”, dichiara il sacerdote, che mette in guardia mamme e papà, ricordando loro ancora una volta che “non bisogna abbassare la guardia, pensare che ‘tanto non succederà mai, conosco mio figlio’. Tutti i bambini possono essere avvicinati da un pedofilo che con qualche scusa può abusare di loro. Poi tocca intervenire a danno già fatto. Ed è proprio per questo che lancio un appello a tutti per la prevenzione, perché i numeri dell’emergenza parlano chiaro”. “Dall’inizio dell’anno - rivela don Di Noto - siamo già a 1.465 segnalazioni che moltiplicate per n. 7/8 indirizzi a segnalazione sono circa 11.720 siti, socialnetwork, riferimenti. Non è solo un problema di numeri, è un fatto che deve portarci ad una nuova strategia di informazione, prevenzione”. CHIESA P A G I N A 6 CHIESA LOCALE ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 A COMO SULLA CARITAS IN VERITATE del VESCOVO GIOVEDÌ 10 A Como, al mattino, in Vescovado, Consiglio Episcopale. DA VENERDÌ 11 A DOMENICA 13 Visita pastorale alla zona Valtellina Superiore: parrocchie della Valdisotto. LUNEDÌ 14 A Como, al mattino, in Vescovado, Consiglio Affari economici; nel pomeriggio udienze e colloqui personali. MARTEDÌ 15 A Como, udienze e colloqui personali; a Como, alle ore 18.00, presso il Centro Pastorale Card. Ferrari, Seminario di studio sull’enciclica Caritas in Veritate. MERCOLEDÌ 16 A Como, al mattino, in Vescovado, Collegio dei consultori; a Como, alle ore 17.00, in Cattedrale, inizio della novena di Natale. GIOVEDÌ 17 A Como, al mattino, in Vescovado, Consiglio Episcopale. Seminario di studio È veramente una enciclica assai ricca di contenuti e anche di sollecitazioni per tutti coloro che, a vario titolo, sono impegnati nel campo economico o sociale politico, e non solo per essi, la Caritas in Veritate è anche un’enciclica che è stata pensata e scritta per aiutare coloro che desiderano conoscere meglio quale concetto di persona è sottesa alle varie scelte che si compiono sia in economia che nel sociale che in politica e cosa può dire il semplice cittadino per non sentirsi un semplice ingranaggio assorbito dal complesso meccanismo economico sociale e politico e possa essere anche lui partecipe delle progettazione e realizzazione di una società a misura d’uomo. Proprio per fornire elementi per una lettura corretta dell’enciclica e indicazione dei passaggi chiave dell’enciclica stessa l’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro ha indetto per martedì 15 dicembre presso il Centro Pastorale Cardinal Ferrari in viale Cesare Battisti 8 a Como un seminario di studio sull’enciclica FAMILIARI DEL CLERO DI COMO E SONDRIO I Familiari del Clero del gruppo di Como e di Sondrio si ritroveranno in Seminario, giovedì 17 dicembre, dalle ore 9.30 alle 16.00 per la loro giornata di ritiro spirituale in preparazione del Natale. È necessario prenotare la partecipazione rivolgendosi a Giovanna Della Monica, telefono 031-240242 entro e non oltre domenica 13 dicembre. IL CALENDARIO DEI PELLEGRINAGGI DIOCESANI IL GRANDE PELLEGRINAGGIO DIOCESANO PER L’ANNO 2010 3-9 luglio 2010 a Lisieux TORINO - SACRA SINDONE 4 maggio 2010 PELLEGRINAGGIO BIBLICO Grecia, sui passi di San Paolo: sabato 24 aprile - sabato 1 maggio 2010. PELLEGRINAGGI STORICO-AGIOGRAFICI • Nevers, Paray-le-Monial, Ars, Lione, Annecy: lunedì 5 - domenica 11 aprile 2010. • Siena per riscoprire la figura di Santa Caterina: sabato 29 maggio - mercoledì 2 giugno 2010. PELLEGRINAGGI MARIANI • Fatima: venerdì 10 - martedì 14 settembre 2010 • Lourdes (in aereo): venerdì 7 - lunedì 10 maggio 2010 • Lourdes - Nevers (in pullman): lunedì 2 - domenica 8 agosto 2010 • Lourdes con l’Unitalsi: sabato 9 - venerdì 15 ottobre 2010 (in treno) domenica 10 - giovedì 14 ottobre (in aereo) • Lourdes con l’Unitalsi (per i giovani): martedì 27 luglio - lunedì 2 agosto 2010 • Caravaggio con l’Unitalsi: sabato 15 maggio 2010 • Dongo con l’Unitalsi: Giornata dell’ammalato 25 settembre 2010 Caritas in Veritate, dal titolo: Caritas in Veritate: ridare un’anima ad economia e politica. L’incontro, che prenderà avvio alle ore 18.00, vedrà dapprima un intervento di monsignor Angelo Casile, direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e del lavoro sul tema Una enciclica per affrontare il futuro. Successivamente l’intervento del vescovo, monsignor Diego Coletti verterà sul tema: Non c’è sviluppo sociale senza sviluppo umano integrale. Dopo il buffet il professor Fabio Corno, docente di economia aziendale alla Bicocca di Milano, introdurrà il dibattito tra i partecipanti e i relatori. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ AGENDA LA LUCE DI BETLEMME A COMO Nella Chiesa della Natività a Betlemme vi è una lampada ad olio che arde perennemente da moltissimi secoli, alimentata dall’olio donato a turno dai cristiani di tutta la Terra. La Luce di Betlemme arriverà a Como sabato 12 dicembre alle ore 15.45. Nella basilica di sant’Abbondio si terrà la cerimonia di accoglienza, animata dai gruppi scouts Agesci, Cingei e Masci. GRUPPO INCONTRO: IL 18 DICEMBRE A COMO Il gruppo “Punto d’incontro”, per persone separate e divorziate, con l’avvicinarsi del Natale e l’avvio della Novena, propone una serata riflessione, scambio, preghiera e amicizia il prossimo 18 dicembre. Sarà anche l’occasione per illustrare pensieri e progetti maturati negli ultimi due anni. L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 21.00 presso il Centro Pastorale card. Ferrari di Como. Al termine, un momento conviviale di scambio di auguri. Info: segreteria dell’Ufficio diocesano di pastorale familiare, al numero 331-6309783. AVVENTO AL MONASTERO DI GRANDATE IL SIGNORE HA MANIFESTATO LA SUA SALVEZZA (SL 98,2) Nel suo Figlio Gesù Cristo ci ha mostrato il suo volto di misericordia. Questo Avvento 2009 viene a dirci che anche per noi c’è la promessa di una vita piena, una vita redenta. Scopriamola insieme attraverso la Lettura e condivisione della Parola di Dio. Questa è l’iniziativa proposta dalle monache del Monastero delle Benedettine di Grandate (Co), via Giovanni Paolo II, 1 - telefono 031-564823, con incontri, aperti a tutti, che si terranno alle ore 20.30 nei seguenti giorni: venerdì 11 dicembre e venerdì 18 dicembre. Inoltre tutti i sabati di Avvento alle ore 21.00, si terrà una veglia con la celebrazione dell’Ufficio delle Letture. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ La giornata del Seminario nella Tre Pievi TO DOLCINI di ALBER ALBERTO IL SEMINARIO SI RACCONTA D omenica scorsa, 6 dicembre, l’intera diocesi ha celebrato la Giornata del Seminario: ci auguriamo che in tutte le messe celebrate sia stato ricordato il seminario durante le omelie e particolari momenti siano stati riservati per la preghiera per le vocazioni. Di certo questa giornata è stata vissuta in maniera particolarmente intensa nella zona pastorale Tre Pievi, in alto lago, dove le messe sono state animate da noi seminaristi di seconda teologia, che prestiamo servizio presso il Centro Diocesano Vocazioni, e da alcuni sacerdoti del Seminario, che hanno permesso, con le loro testimonianze, di dare uno sguardo ad una realtà che spesso sembra lontana. È stata una ricchezza prima di tutto per noi che, partecipando a tutte le Messe celebrate, incontrando tante persone, contemplando le tante belle chiese, abbiamo potuto conoscere questa zona, così varia nei paesaggi e caloro- sa nell’accoglienza. La preghiera, lo studio, la vita fraterna, tutti elementi che contraddistinguono la nostra vita quotidiana in Seminario, sono stati al centro delle testimonianze offerte da noi seminaristi, insieme alla sottolineatura di un aspetto profondo e fondamentale di tutte le vocazioni ed, in particolare, di quella sacerdotale: quello della grazia. Diventare prete è una grazia: grazia per colui che, senza alcun merito, è chiamato a diventarlo, ma grazia anche per le comunità nelle quali i sacerdoti vengono a svolgere il loro ministero. Nel prete, Cristo si fa presente in mezzo alle comunità e continua a condividerne le fatiche della vita. Diventa allora importante sostenere, con la preghiera e con le offerte, tutti quei giovani e quegli educatori che, abbandonandosi totalmente nelle braccia di Dio, cercano di compiere la sua volontà e di offrire la propria vita ai fratelli nell’imitazione di Cristo. CHIESA P A G I N A 7 VOCAZIONI IL SETTIMANALE DELLA DIO2CESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 IL CAMMINO POST-CRESIMA IL RITIRO «RICCARDINO» CALENDARIO DICEMBRE 2009 GENNAIO 2010 CENTRO DIOCESANO VOCAZIONI Altre info su www.cdvcomo.it 19 DICEMBRE PELLEGRINAGGI VOCAZIONALI Ossuccio - Madonna del Soccorso (ore 7.00); Cavona (ore 7.00); Dongo (ore 7.30); Tirano (venerdì ore 20.45); Livigno / Bormio / Pradelle di Pedenosso (ore 7.00); Lezzeno (ore 8.00); Mese (ore 7.00); Olcio - S. Maria (ore 7.00); Sondrio Sassella (ore 7.00); Bassa Valtellina; Como - basilica di S.Giorgio (ore 7.30). I l momento della Cresima è molto importante nella vita di fede dei nostri ragazzi, non solo per il valore del Sacramento in se stesso, ma perché coincide con uno snodo che, purtroppo, porta molti di loro a chiudere il proprio cammino di fede o a ridurlo al minimo indispensabile. È per questo che proprio con questo momento si aprono le proposte vocazionali del Centro Diocesano Vocazioni, che offre alle parrocchie, ma soprattutto alle Zone il ritiro “Riccardino”. Forse già tanti avranno avuto modo di parteciparvi, o magari hanno anche solo sentito parlare di questo particolare ritiro. Ma che cos’è e quali novità propone a partire dal nuovo anno? “Riccardino” è un ritiro pensato appositamente per i ragazzi della Cresima, utilizzando delle tecniche di attivazione un po’ diverse dal solito: una drammatizzazione, un’attività di gioco guidato e, naturalmente, la riflessione riassuntiva e la preghiera. È un ritiro quindi un po’ “particolare”. Ha come primo scopo quello di stimolare i ragazzi a riflettere sulla propria vita, sulle proprie scelte e su come il dono dello Spirito Santo sia un invito per loro a vivere da vere persone cristiane. Insieme però vuol mostrare un volto gioioso di Chiesa: l’incontro con Gesù è prima di tutto festa, realizzazione di ciò che siamo. Un incontro positivo, quindi, che coinvolge anche genitori, padrini e madrine: anche per loro ci sono uno spazio e un tempo nel ritiro. Si parte dalla recita della vicenda di un ragazzo come tanti, come tutti, Riccardino appunto, che ha appena fatto la Cresima e che, come succede a volte, si sente finalmente libero di fare di testa sua. Grazie a uno specchio parlante e a un pacco dono ricevuto direttamente “da Gesù” il giorno della Cresima, Riccardo comincia a interrogarsi su come gestire la propria libertà e la propria vita. E con lui anche i cresimandi: attraverso l’attività di gioco, sono chiamati a confrontarsi con alcune situazioni concrete della vita quotidiana di Riccardo, a rifletterci sopra e a fare delle scelte. Scopriranno che senza l’uso della testa, l’aiuto di chi ti vuole bene, l’impegno e soprattutto l’amicizia di Gesù non si va lontano. Questo è un ritiro che il CDV propone da anni e che da anni riscuote molto successo nelle 20 DICEMBRE GIORNATA VOCAZIONALE Gruppi vocazionali GOV (ragazzi), SICAR (ragazze), “Strade per scegliere” (giovani) e “Venite e vedrete” (verso il Seminario). Tutte le iniziative hanno inizio, a partire dalle ore 8.30, in Seminario a Como. parrocchie e nelle Zone e anche tra i cresimandi stessi. La voglia di renderlo fruibile da più comunità ed anche il desiderio di rendere sempre più visibile la dimensione di Chiesa viva e attraente che il ritiro propone, ha spinto quest’anno a progettare un “aggiornamento”. Non verranno toccati minimamente né i contenuti, né il vincente schema di fondo, ma si cercherà di rendere molto maggiore il coinvolgimento attivo dei catechisti, degli animatori e degli educatori delle singole comunità. Median- te la nuova sussidiazione, comprensiva anche di un opuscolo per animatori ed educatori completo di spiegazioni e suggerimenti, sarà possibile anche alle singole parrocchie o Zone gestire in autonomia il ritiro, lasciando alla presenza dei seminaristi e dei membri dell’equipe del CDV il compito di aggiungere alla giornata la doverosa valenza vocazionale. L’EQUIPE CRESIMANDI DEL CENTRO DIOCESANO VOCAZIONI 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 LA PROPOSTA DEL RITIRO 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 «RICCARDINO» 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 A CHI È RIVOLTO IL RITIRO “RICCARDINO”? 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 È pensato apposta per i ragazzi della Cresima. 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 CHE COSA COMPORTA 1234567890123456789012345678901212345 IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA? 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 1) La drammatizzazione in due tempi della storia di Riccardo 1234567890123456789012345678901212345 2) Un’attività a gruppi basata sul gioco per riflettere sulle scelte 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 che i ragazzi vivono alla loro età 1234567890123456789012345678901212345 3) Una riflessione riassuntiva dei contenuti principali della pro1234567890123456789012345678901212345 posta 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 4) Un momento di condivisione a gruppi 1234567890123456789012345678901212345 5) La preghiera conclusiva 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 6) L’incontro contemporaneo con genitori, padrini e madrine 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 CHI ORGANIZZA IL RITIRO? 1234567890123456789012345678901212345 Le parrocchie o le Zone che vogliono organizzare il ritiro po1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 tranno usufruire di un libretto accurato, minuzioso e facile da 1234567890123456789012345678901212345 usare, riportante tutti i testi, i contenuti e le indicazioni neces1234567890123456789012345678901212345 sarie, con una semplicissima descrizione “passo-passo”. 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 Il Centro Diocesano Vocazioni è a disposizione per guidare 1234567890123456789012345678901212345 l’organizzazione e garantire la presenza di qualche seminarista, 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 sacerdote o religioso/a per la doverosa animazione vocazionale 1234567890123456789012345678901212345 del ritiro e l’eventuale incontro con i genitori. 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 CHE COSA SERVE 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 PER ORGANIZZARE IL RITIRO “RICCARDINO”? 1234567890123456789012345678901212345 La disponibilità di un adeguato numero di animatori/catechisti 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 per la realizzazione della drammatizzazione e del gioco. 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 Per informazioni: Centro Diocesano Vocazioni; 031.3388 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 111; [email protected]. 1234567890123456789012345678901212345 1234567890123456789012345678901212345 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 ISTITUTO DELLE SUORE 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 MAESTRE DI SANTA DOROTEA 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 Esercizi spirituali 2-5 gennaio 2010 - Asolo (TV) 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 Pellegrinaggio in Terra Santa: “Sulle orme di Gesù” 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 agosto 2010 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 Maggiori informazioni sul sito www.smsd.it oppure scriven123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 do a [email protected] 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890 DUE PROPOSTE VOCAZIONALI • • 3-5 GENNAIO 2010 CONVEGNO NAZIONALE VOCAZIONI A Roma, sul tema, nella “Tenda della Testimonianza: narratori della Vocazione”. Altre info su www.chiesacattolica.it alla pagina CNV. ALTRI ISTITUTI GUANELLIANI Altre info su www.guanelliani.it DISCOTECA DEL SILENZIO Como – Santuario S. Cuore (20.30 S. Messa, a seguire l’esposizione eucaristica fino alle ore 4.00) il 2-3 gennaio 2010 WEEK-END VOC “ITINERARIO DAMASCO” Como – CPF S. Giuseppe il 2-3 gennaio 2010 PREGHIERA VOC Como – Santuario S. Cuore il 16 dicembre PELLEGRINAGGIO VOC Bulciago (Lc) – Santuario Madonna del Carmine il 7 gennaio 2010 CENACOLO DI PREGHIERA PER I SACERDOTI Incontro di preghiera per la santificazione dei sacerdoti, il terzo sabato del mese. Como, Santuario S. Cuore, 19 dicembre PIME Altre info su www.pimemilano.com CAMMINO GIOVANI E MISSIONE 1 Sabato 12 e domenica 13 dicembre Villa Grugana, Calco (Lc) - “La verità di sè” Relatore: don Marco Bove, parroco a Milano CAMMINO GIOVANI E MISSIONE 2 Sabato 12 e domenica 13 dicembre Villa Boschetto (Monza) - “Le sfide del post-moderno” Relatore: don Gildo Conti, docente di Filosofia nel Seminario Diocesano di Venegono CAMMINO BIBLICO: MAESTRO DOVE ABITI? Il 19 e 20 dicembre, presso Villa Grugana, Calco (Lc), sul tema “La vita nascosta di Gesù”. Relatore: sr. Gabriella Tripani, missionaria dell’Immacolata FIGLIE DELLA PRESENTAZIONE LECTIO DIVINA SUL LIBRO DEL CANTICO DEI CANTICI Il 9 gennaio 2010: Primo canto del Diletto (4,1-7), “Quanto sei bella, Amata mia!” Sabato pomeriggio dalle ore 15.30 alle 19.30 - Sacra Famiglia, via Dante 94 - Como GIM (GIOVANI IMPEGNO MISSIONARIO) MISSIONARI COMBONIANI Altre info su www.giovaniemissione.it IN CAMMINO CON IL LIBRO DELL’ESODO, CON OSTINATA SPERANZA Domenica 20 dicembre a Venegono Superiore (Va), dalle ore 9.00 alle ore 18.00. Porta con te la Bibbia. Tema dell’incontro: “Va’, io ti mando dal faraone - la bellezza come apertura al nuovo” (Es. 2-4). P A G I N A 8 CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 Dal 27 al 29 novembre mons. Diego Coletti ha fatto visita alla comunità di Bormio. Giorni intensi di incontri e confronti. In queste pagine vi proponiamo alcuni spunti e riflessioni maturate nella comunità IL VESCOVO A BORMIO CON LO SGUARDO AL CIELO S abato 28 novembre giovani e giovanissimi della nostra parrocchia hanno avuto la fortuna di passare una piacevole serata in compagnia del Vescovo Diego nel salone dell’oratorio. La serata è iniziata con la partecipazione alla S. Messa, cantata dal coro dei giovani a cui il nostro Vescovo non ha potuto non fare i complimenti per la performance canora. È seguita poi la cena in oratorio e finalmente, saziata la fame, noi giovani siamo scesi in salone dove, con non poca curiosità, abbiamo atteso per qualche minuto l‘arrivo di mons. Diego Coletti. Accolto con una ola da stadio, il Vescovo divertito ha ringraziato i presenti per l’accoglienza e ha dato il via all’incontro; questo si è svolto alternando presentazioni a computer realizzate dai gruppi catechistici dei giovanissimi e interventi a seguito di ogni lavoro da parte del Vescovo, il quale ha tenuto ben desta l’attenzione della sala alternando momenti di grande serietà e riflessione con altri più leggeri e spiritosi. Tra i temi sfiorati durante la sera, Monsignor Coletti si è soffermato sul significato dell’essere cristiani per noi gio- vani citando più volte il versetto “vogliatevi bene gli uni gli altri come io ho amato voi“, per questo ha rimarcato il fatto che giudicare è sbagliato: nemmeno Gesù l’ha fatto con i farisei, li ha solo richiamati all’ordine. Simpaticamente riferendosi a una diapositiva che riportava un elettrocardiogramma a forma di cuore, il vescovo ci ha invitato a cercare dentro di noi l’amore per il Padre. Continuando, ha descritto l’innamoramento come “una blanda forma di esaurimento nervoso” che col tempo si trasforma in amore e cristianamente in sacrificio estremo sulle orme di Gesù. Il dono totale di se stessi è la vera felicità che dobbiamo ricercare. Altro punto su cui si è concentrato il discorso del Vescovo è la priorità di legge- re il Vangelo poiché è l’autentico mezzo attraverso cui possiamo ascoltare Gesù; Monsignor Coletti l’ha proprio paragonato a un moderno cellulare attraverso cui il Signore invia sms al nostro cuore. Per usarlo però dobbiamo accenderlo e quindi aprire quotidianamente il Vangelo; grazie a questo canale possiamo fare il pieno come dal benzinaio (altra immagine ripresa dalle presentazioni a computer) attingendo dalla grazia tramite i sacramenti e la preghiera. Solo in questo modo il cristiano può diventare il “depuratore” della società assorbendo e non rimbalzando il male. In conclusione Monsignor Coletti ha ribadito la necessità di attingere tutti i giorni dalla Parola come a un quotidiano, indispensabile e vitale respiro. Al termine dell’incontro, il Vescovo ha poi presentato tre seminaristi che in breve hanno raccontato la loro storia e le ragioni del percorso che stanno intraprendendo, forse per convincere qualcuno dei presenti a valutare almeno la possibilità del seminario o del convento…chissà, chi vivrà vedrà. LA ZONA IN PILLOLE La zona pastorale, Valtellina Superiore comprende cinque comuni, Livigno, Valdidentro, Valdisotto, Valfurva e Bormio per un totale di 19697 abitanti. Sono presenti dodici parrocchie, sette parrocchie singole e cinque parrocchie aggregate. In zona pastorale sono presenti dieci parroci, due coadiutori, due sacerdoti emeriti e due religiosi. I sacerdoti presenti sono sedici di cui tredici diocesani, due della congregazione religiosa dei preti del Sacro Cuore di Gesù di Betherram e uno dell’Opera don Folci, tre congregazioni di religiose: le suore della carità Sante Bartolomeo Capitanio e Vicenza Gerosa dette di Maria Bambina, le suore delle Poverelle istituto Beato Palazzolo, le suore Missionarie francescane del Verbo incarnato, e con un complessivo di 19697 abitanti. IL SALUTO E IL RICORDO DELLA COMUNITÀ In un’icona russa che rappresenta Gesù che “soffia” lo Spirito Santo è racchiuso il senso della visita pastorale del Vescovo Diego: è venuto come successore degli apostoli a “soffiare” nella nostra comunità lo Spirito di Gesù affinchè risvegli e fortifichi la fede di ognuno di noi. Questo grande dono che è la visita pastorale è stato atteso e preparato studiando il documento dei Vescovi “Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia”. Per superare alcune difficoltà riscontrate alla fine di questa analisi, il Vescovo ci ha suggerito di partire da un esame di coscienza personale: siamo cristiani non per caso, ma chiamati; se l’amore di Gesù è dentro di noi, possiamo “contagiare” gli altri instaurando una profonda relazione d’amore. “Correre verso Gesù” è il senso della vita, “Chi vuol venire dietro di me, prenda la sua croce e mi segua”. Occorre “spendere” un po’ di noi, della nostra fede per costruire collaborazione, per servire gratuitamente. Come cristiani dobbiamo conoscere in modo approfondito Gesù per poterlo amare e seguire, da qui l’impegno a leggere ogni giorno un capitolo del Nuovo Testamento. Noi cristiani, quanto tempo stiamo con Gesù? L’amore per Gesù si alimenta stando con Lui e per questo ci aiutano la preghiera, i sacramenti, l’adorazione: dipende solo da noi, dal nostro impegno, dalle nostre scelte. Grazie, Vescovo Diego. Grazie per essere venuto con tanta gioia a trovare la tua “famiglia” di Bormio. Grazie per l’affetto e l’attenzione per ognuno di noi. Ti ricorderemo nelle nostre preghiere perché Gesù Ti possa sempre aiutare ad essere il suo umile servo, il testimone del Suo grande amore per ciascuno di noi. CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE P A G I N A IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 9 IL VESCOVO A BORMIO ETA’ DIVERSE, UNA SOLA PAROLA 27-28-29 NOVEMBRE APPUNTI DA UNA VISITA INTENSA Per legger gli approfondimenti e vedere tutte le foto relative alla visita pastorale, basta un click collegandosi alla pagina web della parrocchia di Bormio: www.diocesi dicomo.it/ bormio N ella mattina di sabato 28 novembre il nostro vescovo Diego ha visitato la Casa di Riposo “Villa del Sorriso” di Bormio: un evento molto importante ed atteso dagli ospiti, dagli operatori e dagli amministratori. L’incontro si è svolto con molta semplicità, mons. Coletti ha salutato e ringraziato ciascun anziano ricordando la sua vicinanza in particolare a coloro che sono nella sofferenza, nella fatica o nella malattia. La celebrazione dell’Eucaristia è stata il cuore della visita, come ha ricordato il vescovo, “manifestazione dell’amore di Dio, fiducia consolante per tutti”. Nell’omelia, ha ricordato l’importanza di “stare attenti agli affanni della vita!” La preghiera, i sacramenti e l’ascolto della voce di Dio attraverso la sua Parola sono momenti fondamentali per la vita di ogni cristiano, quando il Signore verrà accoglierà ognuno al suo banchetto e si metterà a servirlo. La nostra vita è chiamata a una vittoria totale e giungere a questo traguardo significa esercitare la speranza cristiana. Occorre, inoltre, coraggio per guardare al futuro con la certezza che l’amore di Dio non delude e niente ci può separare da Lui. Gesù è lo sposo che viene, ci aspetta come qualcuno che ci vuole bene, andiamogli incontro! Anche se la vita ci appare buia e piena di affanni non dobbiamo scoraggiarci perché alla fine vincerà la Luce dell’Amore di Dio. Al termine della celebrazione è stata donata al vescovo una coperta lavorata a maglia, frutto del lavoro svolto nell’attività di animazione, simbolo della riconoscenza, del calore e dell’affetto reciproco. Molto bello e ricco di carità l’incontro, nelle camere, con gli ospiti impossibilitati a partecipare alla messa: un sorriso, una carezza, una stretta di mano, una parola di conforto, un aiuto ad assumere qualche cucchiaio del pasto, una benedizione…gesti concreti, segni visibili di una prossimità significativa. L’INCONTRO CON TUTTE LE SCUOLE SUPERIORI DI BORMIO Un giorno per la vita S abato 5 dicembre dalle ore 11.00 presso il pentagono di Bormio, mons. Coletti ha accolto l’invito degli studenti delle scuole superiori rispondendo alle domande che i giovani hanno preparato. Sappiamo quanto è importante per il nostro territorio la presenza dell’istruzione superiore e la varietà dell’offerta ne è la conferma (vi è presente Liceo scientifico “Leib-niz”, Ski college, ITC IGEA e ERICA, Istituto Alberghiero “D. Zappa”). Il fatto che la Chiesa si preoccupi dell’educazione è scontato, anche se oggi molti vedono in questo una interferenza nella vita sociale. Se la Tra i bambini dell’asilo Venerdì, 27 novembre, alle ore 15, il nostro vescovo mons. Diego Coletti, ha fatto ufficialmente visita alla Scuola dell’Infanzia di Bormio incontrando 125 bambini riuniti con le loro educatrici, le suore e i tanti genitori e nonni che hanno affollato il nostro salone. Da giorni tutti aspettavano con grande emozione e trepidazione questo incontro e i bambini, in modo particolare, hanno fatto trasparire a casa e a scuola un’allegra e gioiosa agitazione. Una forte emozione ha toccato grandi e piccini durante l’incontro, dalla canzone di ringraziamento al “Dio creatore” da parte dei bambini, all’intervento molto accorato e umano del Vescovo, alle parole e ai pensieri della sempre chiara e precisa suor Bianca. Si poteva sentire aleggiare in questo spazio di tempo e di luogo una grande energia che tutto unisce e che tutto trasforma. La preghiera semplice di grandi e bambini ha toccato il cuore e ci ha fatti sentire bene, più vicini a Gesù. I bambini hanno spiegato dal loro viaggio intorno al mondo e delle loro nuove scoperte: Gesù viene nel mondo per tutti, Gesù unisce e rispetta le diversità, Gesù accorcia le distanze. E anche noi in questo momento, seppure alla presenza di una persona importante come il nostro Vescovo Diego, ci siamo sentiti tutti “così uguali”, seppur così “diversi”. Per tutto questo grazie e a presto. Giò Chiesa (intesa come insieme di persone e non come gerarchia) non intervenisse in ambito educativo verrebbe meno al suo ministero, essere al sevizio dell’uomo. Il Vescovo ha ricordato la missione dei cristiani rivolta soprattutto agli ultimi, ricordando in particolare la figura di Madre Teresa che, spinta dall’amore per il prossimo, ha speso tutta la sua vita al servizio degli emarginati e ci ha esortato a riconoscere la presenza della Chiesa che si fa prossima anche nella nostra quotidianità. Per quanto riguarda problemi come l’eutanasia o la fecondazione assistita la posizione della Chiesa vuole esse- re quella di promuovere il dialogo con l’uomo attraverso l’utilizzo della comune ragione. Fine dei cristiani nel mondo è quello di cercare quel bene che è comune a tutte le sensibilità che vivono all’interno della società. Il crocifisso? Non è strumento di proselitismo! Piuttosto ci ricorda e tiene vive le nostre radici storiche, culturali cristiane, che sarebbe inopportuno negare. L’incontro con il nostro Pastore ha risvegliato non solo la nostra fede, ma soprattutto la nostra umanità invitando a porci delle domande essenziali per la nostra vita da uomini! Don Romeo e C. SERVIZIO E FRATELLANZA Il vescovo Diego ha incontrato anche alcuni rappresentanti degli amministratori, delle Associazioni, degli Enti e dei Gruppi sportivi che operano sul territorio della parrocchia di Bormio. Dopo aver ascoltato attentamente i rappresentanti dei gruppi convenuti, per meglio comprendere il ruolo rivestito da ciascuno di essi, il Vescovo ha invitato i presenti a riflettere sull’importanza di due parole che, al giorno d’oggi, vanno riscoperte: il servizio e la fratellanza. Tutti siamo chiamati ad essere al servizio di qualcuno: che sia il cittadino, lo sportivo, il malato o l’alunno. Ed è proprio la dimensione del servizio che ci aiuta a mettere l’altro al primo posto, dimenticandoci un po’ di noi stessi. La fratellanza, invece, ci consente di collaborare all’interno delle differenti prospettive e sensibilità, che vanno vissute come una ricchezza e non come un limite alla collaborazione. Il vescovo ha inoltre invitato i convenuti ad affrontare la lettura dell’ultima enciclica di Benedetto XVI Caritas in Veritate, sottolineando come il Santo Padre abbia voluto mettere al centro della sua riflessione lo sviluppo umano integrale nella carità e nella verità. Al termine dell’incontro il presule ha omaggiato i presenti con la consegna del Messaggio del Vescovo nella solennità di sant’Abbondio 2009, valido come traccia e introduzione alla lettura dell’enciclica papale. ormio P A G I N A 10 Con la Valdisotto si conclude la visita pastorale alla Valtellina Superiore. Dall’11 al 13 dicembre Il Vescovo incontrerà le comunità della Valle che negli ultimi anni sta vivendo una importante crescita demografica CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 Valdisotto, una comunità che cresce... Venerdì 11 11.00 Piatta incontro con il parroco don Serafino Barberi e visita all’asilo 12.30 incontro al CDD a Valfurva 15.30 Visita all’asilo a Cepina 16.00 incontro con la Comunità alloggio “La Sorgente” 17.00 incontro con gli Amministratori della Valdisotto 18.00 Messa a Santa Maria Maddalena (Cepina) 19.30 Cena 20.30 incontro con le comunità apostoliche della Valdisotto Sabato 12 dicembre 9.00 incontro con don Claudio Rosatti parroco di Cepina In mattinata visita agli ammalati e incontro con don Umberto Lumina parroco di Oga 15.30 incontro con la comunità di Sant’Antonio Morignone 16.00 inaugurazione restauro battistero di Cepina 18.00 Cresime a Cepina Cepina Domenica 13 D all’11 al 13 dicembre il Vescovo concluderà la visita pastorale in Valtellina Superiore incontrando le tre parrocchie della Valdisotto. Il nucleo più consistente è la parrocchia di Santa Maria Assunta (1800 abitanti), divisa a sua volta in diverse frazioni ( Cepina, Piazza, Tola, San Rocco), che hanno tutte una loro chiesa e si distinguono per caratteristiche e tradizioni proprie. La seconda parrocchia è quella di Santa Maria Maddalena (100 abitanti), anche questa divisa in diverse frazioni ( Monte, Tiola, S.Maria Maddalena, Massaniga, Presure e Fontane). La terza parrocchia è quella di Sant’Antonio Morignone, il cui nucleo abitativo è andato distrutto il 28 luglio 1987 a seguito di una grossa frana staccatasi dal Monte Coppetto. Morirono 29 persone tra le quali molti bambini. E’ rimasta miracolosamente intatta la chiesa di San Bartolomeo. Del paese rimane una parte della frazione di Aquilone (35 abitanti), dove in occasione del ventesimo anniversario della frana è stata edificata una cappella a ricordo dei morti e del triste evento, benedetta dal Vescovo il 28 luglio 2007. Quei tragici giorni sono ancora vivi soprattutto nella memoria delle famiglie che hanno visto morire i loro cari; rimangono ancora delle cicatrici molto profonde. Quella di S. Antonio Morignone è una comunità distribuita in altre frazioni, ma che mantiene vivo il suo legame di appartenenza alla parrocchia originaria: “Senza bait emò plu paes”. Si era avanzata l’ipotesi di poter creare una sola parrocchia con quella di Cepina… Pensandoci bene credo che ciò sia ancora prematuro e che richieda ulteriore tempo, lavoro e preghiera; è meglio prima creare con pazienza una unità di cuori e di intenti e successivamente quella esclusivamente burocratica fatta sulla carta. Come è facile intendere la comunità cristiana delle tre parrocchie è distribuita su un ampio territorio non sempre facile da raggiungere specie nel periodo invernale, che da queste parti è abbastanza lungo. La comunità è in forte sviluppo demografico grazie alla costruzione del “nuovo nucleo abitativo S. Antonio” entro i confini della parrocchia di Cepina che ha consentito il ritorno di molte famiglie, collocate provvisoriamente in altre parrocchie del bormiese e di Sondalo. Il nuovo complesso residenziale ha inoltre accolto numerose famiglie giovani provenienti soprattutto da Bormio, dove i costi delle abitazioni sono più alti rispetto alla Valdisotto. La crescita è dovuta anche al consistente numero di nascite: sono pochissime le famiglie con un unico figlio e numerose quelle con tre figli e oltre. A fronte di 8 morti in questo 2009 i battesimi sono già 23 e altri sono in attesa di essere amministrati. Come per gli altri comuni della zona, inoltre, la permanenza dei proprietari di seconda casa che qui passano il loro periodo di riposo e di ferie determina nel periodo invernale e soprattutto estivo, quasi un raddoppio delle presenze. In questi ultimi anni l’impegno e l’obiettivo importanti sono stati quelli di unificare in una pastorale integrata (così si dice oggi) le tre parrocchie con la preoccupazione di conservare la loro originalità e diversità. Occasione provvidenziale è stata la realizzazione del nuovo “Centro parrocchiale”, denominato appunto “Centro parrocchiale di Cepina, S. Antonio Morignone, Santa Maria Maddalena”. L’opera era davvero necessaria, la Comunità (che si sta ingrandendo continuamente) aveva bisogno di avere uno spazio adeguato per la catechesi, per l’oratorio e per le diverse attività parrocchiali. La ristrutturazione del vecchio asilo, ormai non più utilizzabile, ha visto la collaborazione e l’impegno economico di tutte e tre le parrocchie. La creazione di uno spazio comune ha così permesso di unificare alcune importanti attività soprattutto nel settore giovanile: la catechesi, le attività ricreative dell’oratorio (estive e invernali), i diversi incontri formativi, la celebrazione dei Sacramenti del Battesimo, della Cresima e della prima Comunione. La comunità di Piatta si racconta... Il primo riscontro della chiesa di Piatta si trova nel 1402 quando faceva parte della collegiata di Bormio. La chiesa di Santa Maria fu consacrata il 22 settembre 1469 e da allora le è stato conferito il patronato di Piatta e Gotrosio. La chiesa fu ricostruita nel 1797. Dopo la costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale “S. Anna” (1936), la vecchia chiesa, ubicata nell’attuale piazza, fu abbattuta. Nel 1675 Piatta non aveva ancora un sacerdote residente ed era servita da un canonico del capitolo di Bormio. Divenne vicecura nel 1718 e nel 1794 è attestata come vice parrocchia nella pieve e vicariato di Bormio e retta da un vicecurato. È stata eretta in parrocchia, con proprio parroco, nel 1886 quando il territorio fu smembrato da Bormio. Dal 1718 al 2007 (289 anni) la parrocchia è stata retta da 30 sacerdoti, l’attuale è il trentunesimo. Oggi la parrocchia, che è una frazione del comune di Valdisotto, conta 245 famiglie con 657 abitanti. Nell’ambito della comunità parrocchiale esistono due confraternite del SS. Sacramento: confratelli e consorelle, che durante l’anno hanno alcuni momenti formativi. Esiste un gruppo culturale tradizionale che, facendo conoscere gli usi, i costumi, la vita dei tempi passati, si propone di mettere in evidenza come allora tutta la vita era permeata dalla fede. Vengono organizzate varie manifestazioni, al di fuori dell’ambito strettamente liturgico, che hanno lo scopo di proporre sempre un messaggio cristiano. Esiste un gruppo missionario, nato all’inizio degli anni 60 in concomitanza con l’arrivo delle “Suore delle Poverelle”. Si cerca di condividere l’impegno con i missionari operando per essere validi costruttori di una rete di solidarietà a favore dei più poveri come il Vangelo invita a fare. Ci si sente fortificati dalla testimonianza che deriva dall’operato di un nostro compaesano, fratel Giosuè Dei Cas, missionario Comboniano, che nel primo trentennio del ’900 ha dato la sua vita per i lebbrosi del Sudan, morto in concetto di santità. A Piatta ha sede il magazzino per la raccolta e la distribuzione di capi di vestiario, in collegamento con il Centro zonale di ascolto e aiuto di Bormio. Si occupano del funzionamento alcuni membri del gruppo missionario. Guardando in prospettiva, ci si rende conto che non è prevedibile in futuro la presenza di un parroco residente. Allora ciò che sembra più urgente è la crescita e l’assunzione di responsabilità da parte dei laici. Il Consiglio pastorale parrocchiale, sorto da poco, dovrà essere il motore trainante perché le risorse della parrocchia, varie e numerose, si armonizzino e mantengano viva questa piccola comunità. C’è ancora molto da fare e soprattutto da migliorare ma è stato davvero un buon inizio. Grazie al coinvolgimento dei ragazzi si è potuto arrivare alle famiglie. Molte di queste collaborano con passione all’attività educativa dell’oratorio. La comunità si è certamente vivacizzata di più e si è aperta a una corresponsabilità maggiormente condivisa nelle attività dei ragazzi. Lavorare sull’oratorio, sui ragazzi, sulle famiglie è la strada intrapresa dalla comunità in questi anni per poter creare uno spazio importante per l’annuncio del Vangelo e la crescita cristiana della stessa comunità. 8.30 S.Messa a Oga 10.30 Cresime a S.Lucia 15.00 Visita a ragazzi e ammalati a Piatta 17.00 Cresime a Piatta Il Vescovo in chat Lunedì 14 dicembre dalle 21 alle 22, il Vescovo sarà in chat per per rispondere a domande relative alla visita pastorale appena conclusa nella Zona Valtellina Superiore. L’iniziativa organizzata dall’Ufficio Comunicazioni Sociali si ripete dopo la positiva esperieza al termine della visita in Valle d’Intelvi e si ripeterà per le prossime zone. Per mandare le proprie domande o riflessioni basta collegarsi al sito internet diocesano www.di diocesidicomo.it/ ilvescovorisponde. Il Parroco e la Comunità Apostolica Oga e le sue chiese La parrocchia dei SS. Lorenzo e Colombano di Oga occupa la porzione del territorio comunale sul versante occidentale della Valdisotto dove da una quota di circa 1500 metri domina la conca del bormiese. Dal 1999 vi è stata aggregata anche la frazione di S. Lucia posta più a valle. Nonostante “antiche diatribe campanilistiche”, il servizio religioso del parroco don Umberto Lumina vuole accompagnare le due comunità lungo la strada del Vangelo. La popolazione dei due paesi, compresi piccoli nuclei sparsi, è di circa 850 persone: Oga con circa 350 residenti ha un negozio di alimentari, un bar e il piccolo asilo parrocchiale intitolato a don Luigi Acquistapace (parroco per oltre 55 anni dal 1943 al 1998) che per l’anno 2009-2010 vede la partecipazione di 10 bambini. I servizi della parrocchia fanno capo al capoluogo comunale di Cepina, sia per la presenza del municipio che delle scuole di primo e secondo grado e di un asilo parrocchiale a cui fanno riferimento i bambini della frazione di S. Lucia. A Bormio – posto a circa 6 chilometri da Oga e a circa 1 chilometro da S. Lucia – troviamo scuole superiori, servizi del presidio sanitario, uffici della Comunità Montana Alta Valtellina e ambiti lavorativi dei settori artigianale e turistico. La chiesa parrocchiale di S. Lorenzo, collocata all’inizio del paese fu costruita nel 1904 in stile neogotico, in sostituzione di una più antica risalente al 1532. Storicamente la chiesa è citata per la prima volta nel 1347, mentre la vicinanza di Oga fu eretta in parrocchia il 16 dicembre 1632. Al compatrono S. Colombano è dedicata l’omonima chiesetta posta 2484 metri di quota lungo il crinale che divide la Valdisotto dalla Valdidentro. Il santo, seppure ricordato il 23 novembre, per ragioni meteorologiche viene festeggiato ogni anno il 16 agosto con un semplice pellegrinaggio in quota. A S. Colombano è intitolata anche la zona Pastorale Valtellina Superiore. A circa un chilometro dal paese su di un poggio da cui la vista spazia su Bormio e le valli limitrofe, sorge il Santuario dedicato alla Beata Vergine di Caravaggio, dai parrocchiani più semplicemente conosciuta come la “Madonina”. Realizzata nel 1725 in sostituzione di una piccola cappella, accoglie un pregevole gruppo scultoreo di legno raffigurante l’Apparizione della Madonna di Caravaggio.Ogni domenica sera vi si svolge la messa ed il 26 maggio la statua con la Madonna che appare a Giovannetta viene portata in processione. La frazione di S. Lucia è raccolta attorno alla sua antichissima chiesa a due navate, di cui quella di sinistra – più piccola – doveva costituire la primitiva chiesa del XII secolo. L’abside della navata più piccola è coperta di affreschi del 1545, attribuiti al pittore bresciano De Barberis. Sotto uno di questi alcuni anni fa fu ritrovato un frammento del XII° secolo raffigurante S. Cecilia, rarissima testimonianza della pittura romanica in Valtellina. Sarà qui che il prossimo 13 dicembre (proprio nel giorno dedicato a S. Lucia!) il nostro vescovo Diego celebrerà per i nostri ragazzi il sacramento della Confermazione, in una giornata che ci si augura possa essere di stimolo e di incoraggiamento per il nostro cammino di fede. P A G I N A 12 Como CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 DOPO LA PROPOSTA DI ISTITUIRE UNA “GUIDA NAZIONALE” Le guide turistiche alzano la voce Le ragioni della protesta nei confronti di un provvedimento che, secondo molti operatori del settore, sembrerebbe stravolgere la professione di GIGLIOLA FOGLIA C i vogliono far fuori”: è il grido di dolore che si leva unanime in tutta Italia dalla categoria delle guide turistiche abilitate, di fronte al progetto portato avanti a testa bassa dalla ministra Brambilla di istituire una “guida nazionale”. A ciò si aggiunge una recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 271/2009) che censura la Regione Emilia Romagna perché pone limiti territoriali all’esercizio dell’attività delle guide, invocando invece il principio della libera prestazione di servizi e di fatto confondendo la figura professionale della guida con quella dell’accompagnatore turistico. Opportuno ricordare dunque che vi è una distinzione precisa tra guida turistica, accompagnatore turistico, direttore tecnico di agenzia di viaggi (per cui esistono appositi e distinti esami di abilitazione), nonché guida alpina e guida di mezza montagna; niente a che vedere con le cosiddette hostess che presentano nuovi prodotti in fiere e supermarket, e niente che vedere neppure con le famigerate escort ora al centro dell’interesse dei media. L’accompagnatore turistico è una figura tecnica, la guida turistica è un operatore culturale. Così la definizione da parte dell’Unione Europea: “La Guida Turistica guida i visitatori nella lingua da loro scelta ed interpreta il patrimonio culturale e naturale di un territorio. Possiede normalmente una qualificazione specifica per un determinato territorio (areaspecific qualification)… L’accompagnatore turistico conduce e supervisiona lo svolgimento del viaggio per conto del tour operator, assicurando il compimento del programma, e fornisce informazioni pratiche sui luoghi visitati”. Viene dunque ribadita la territorialità della professionalità della guida, individuando come fondamentale la co- “ noscenza approfondita delle materie relative al territorio di esercizio. Le guide professioniste già avevano storto il naso al Decreto Bersani che apriva le porte della professione a persone già in possesso di una formazione specifica, come i docenti di storia dell’arte, purché previa integrazione delle loro conoscenze in materie essenziali quali la legislazione turistica e la tecnica turistica. Ma l’innovazione Bersani non era nulla a confronto di quanto ora si prospetta. Con l’istituzione della ‘guida nazionale’ si rischia di immettere sul mercato del lavoro figure assolutamente impreparate alle richieste del turista attuale, sempre più esigente e in cerca di esperienze uniche e non omologate; figure in grado solo di illustrare gli itinerari più scontati e commerciali, dotate di un’infarinatura di dati come si può ottenere da un “bigino” di geografia, ma del tutto ignare delle ricchezze nascoste nelle cosiddette ‘realtà minori’. La Provincia di Como, ci piaccia o no, è una realtà ‘minore’ (a confronto ad esempio di Roma o Firenze) possedendo ‘solo’ sei luoghi riconosciuti come artisticamente fondamentali dalla Comunità Europea: e che dire ad esempio delle meraviglie di storia, arte, tradizione, nascoste nei nostri ‘musei minori’ quali il Museo della Val Cavargna, il Museo della Stampa a Carlazzo, o Casa Pagani a Valsolda, tanto per fare qualche esempio? Non è concepibile presupporre che la nuova guida nazionale possa conoscere in modo approfondito tutto il patrimonio del nostro Paese che, com’è noto, vanta il 60 per cento dei beni culturali e artistici mondiali, tanto che per l’Italia si parla di ‘Museo diffuso’! Verrebbero necessariamente escluse dai circuiti turistici realtà pregiate, me-no note al grande pubblico ma essenziali alla conoscenza del nostro Paese. La guida nazionale esiste in Francia, e le stesse guide francesi hanno dichiarato al Dipartimento del Turismo che la stessa cosa sarebbe impensabile in Italia, che vanta ben 198.000 beni artistici catalogati, contro i 40.000 della Francia. Sarebbe come permettere a un farmacista di praticare anche come chirurgo, o a un ragioniere di fare il geometra… Pochi giorni fa ben 250 guide della Toscana si sono presentate per illustrare la propria posizione a un incontro con i dirigenti regionali a cui avrebbe dovuto partecipare anche la ministra Brambilla, e si sono sentite beffate (sono parole loro) quando non si è fatta vedere, rilasciando soltanto in teleconferenza un discorso ‘di circostanza’. A parte il TG3 Toscana, i media non sembrano prestare molta attenzione a un progetto che porterebbe a un enorme scadimento culturale dei servizi turistici e, di conseguenza, a una perdita di competitività con conseguenze immaginabili sul mercato del turismo italiano. Per questo anche molte guide comasche hanno previsto di prendere parte alla manifestazione in calendario per il 10 dicembre a Roma: non per un’ottusa difesa ‘del proprio orticello’, ma per rivendicare la dignità professionale di una figura ad alta specializzazione. IL COMUNICATO DELLE GUIDE COMASCHE Le GUIDE e di Como e provincia comunicano a tutti quelli che, come loro, amano profondamente il proprio territorio e l’Italia, che a breve sarà presentata in Parlamento una legge che istituisce la figura della guida nazionale al posto della guida provinciale. Il mestiere di guida è antico ed illustre: se nel Medioevo brevi descrizioni aiutavano a raggiungere le basiliche della Roma cristiana, oppure guidavano i pellegrini diretti a Santiago de Compostela o a Gerusalemme, col passare dei secoli sono nate figure disposte ad accompagnare gli stranieri del Grand Tour. Oggi la guida è diventata una figura professionale socialmente e culturalmente tra le più utili, per il prezioso e delicatissimo ruolo di mediazione che svolge e per la sua opera di divulgazione del sapere. Presenti ed operanti sul territorio dai primi anni’80, le guide si sono successivamente unite in associazioni per realizzare meglio i loro progetti. Primo fra tutti, quello di regalare ore felici alle persone che accompagnano alla scoperta dell’enorme patrimonio paesaggistico, storico ed artistico della provincia di Como e di dar loro la voglia di tornare. E’ un progetto ambizioso. Richiede sincera passione, studio serio, profonda conoscenza del territorio, impegno costante nell’aggiornamento, capacità di rinnovarsi continuamente, disponibilità di tempo e flessibilità di orario, fantasia e adattabilità nell’approccio col turista. Incoraggiano la risposta positiva che incontrano, la meraviglia e l’entusiasmo di fronte alla scoperta dei luoghi e dei tesori che illustrano, la richiesta d’itinerari sempre nuovi ed insoliti. Abilitate all’esercizio della professione in concorsi indetti dalla Provincia di Como, su delega della Regione Lombardia, esse effettuano servizi di guida in italiano ed in lingua straniera, su richiesta di agenzie e di privati; offrono assistenza turistica presso gli hotel, hospitality-desk durante fiere e convegni, supporto didattico per uscite d’istruzione scolastiche e organizzazione di cacce al tesoro culturali sul territorio. In quanto membri di associazioni, partecipano all’organizzazione di corsi d’aggiornamento e di cicli di conferenze, anche in lingua straniera, allo scopo di far conoscere e valorizzare la realtà del turismo e il ricco patrimonio ambientale ed artistico della provincia di Como. Come recita in una sua parte il testo della Mozione presentata dall’ANGT, Associazione Nazionale Guide Turistiche, al Dipartimento Politiche Comunitarie nella persona del Ministro Ronchi e al Dipartimento Turismo nella persona della Ministra Brambilla, “è impossibile, dal punto di vista tecnico e culturale, che in Italia una guida turistica possa condurre visite guidate su tutto il territorio nazionale, che possiede centinaia di migliaia di beni censiti. Le visite sarebbero generiche e superficiali e priverebbero il visitatore del diritto ad una corretta divulgazione del patrimonio culturale italiano”. L’ANGT e le associazioni di categoria congiunte chiedono, dunque, “che qualsiasi estensione territoriale dell’abilitazione di Guida Turistica sia conseguente ad un esame di abilitazione che verifichi accuratamente il possesso dei “requisiti professionali” e della “formazione specifica” che sono indissolubilmente legati al territorio” ed è contraria “a qualsiasi acquiescenza alle richieste di modifica delle modalità di esercizio della professione di guida turistica. Si sta dunque organizzando una manifestazione nazionale di protesta a Roma per il giorno giovedì 10 dicembre 2009 (www.angt.it). CRONACA P A G I N A Como 13 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 APPRONTATA LA MACCHINA ORGANIZZATIVA Piano neve: la città di Como è pronta a come per questo inverno tutto il territorio comasco sembra essere pronto in caso di nevicate. Il 15 novembre scorso è entrata in vigore l’ordinanza provinciale che obbliga tutti i veicoli di essere dotati di pneumatici invernali, oppure di catene a bordo, mentre il Comune di Como ha presentato il suo “piano antineve”. Certo è, però, che le prime avvisaglie non fanno ben sperare visto che la scorsa settimana le nevicate in Valle Intelvi hanno provocato non pochi disagi perché le ordinanze ci sono, ma molti cittadini preferiscono continuare a fare di testa loro. Comunque, come hanno sottolineato tutte le autorità finora, si spera che, in caso di emergenza, tutti ricorrano al loro buon senso. Per quanto riguarda il piano neve del Comune di Como, ha ribadito, per bocca del suo neo-assessore Stefano Molinari, che le gomme da neve e le catene saranno obbligatorie solo in presenza di precipitazioni nevose; la caratteristica principale sarà l’introduzione di un controllo sperimentale sui mezzi che effettueranno servizio di spazzaneve e di spargimento sale nelle frazioni di Monte Olimpino e Sagnino. Ma andiamo con M Catene o gomme obbligatorie solo in caso di nevicate. Definiti ruoli, modalità e tempi d’intervento in caso di emergenza di LUIGI CLERICI ordine. Il piano neve del Comune di Como prevede che l’Ufficio Protezione Civile, in collaborazione con l’Ufficio Tecnico, in seguito alle informazioni della Prefettura e utilizzando anche il proprio sistema meteo, provveda ad allertare quattro comparti: ASF, il dirigente del Settore Politiche Educative del Comune di Como, il Comando di Polizia locale e le imprese appaltatrici del servizio. Queste imprese appaltatrici sono pronte ad intervenire nelle vie di grande percorribilità, nonché in quelle dove hanno sede istituti scolastici cittadini, mentre, con l’utilizzo dei lavoratori socialmente utili, si sta predisponendo anche la pulizia dei marciapiedi con priorità a quelli vicini agli istituti scolastici. In caso di nevicate, inoltre, è stato stabilito che le forze di Polizia locale bloccheranno l’ingresso in città dei mezzi pesanti sprovvisti di cate- ne o pneumatici invernali al fine di evitare le pesanti ripercussioni sul traffico riscontrate lo scorso anno in via Oltrecolle o in via Statale per Lecco dove i mezzi, ruotando su se stessi e finendo in mezzo alla strada, hanno provocato blocchi e ingorghi. Le risorse per il piano antineve ammontano a 200mila euro. Come annunciato, la novità di quest’anno riguarda il controllo dei 16 mezzi, di proprietà della ditta Foti, che si occupano di intervenire per spargere il sale o per rimuovere la neve dalle strade nelle frazioni di Sagnino e Monte Olimpino. Su questi mezzi verranno installati dei sistemi GPS che monitoreranno, se questi saranno in attività, i loro spostamenti. In questo modo sarà possibile disporre di una serie di informazioni inerenti il servizio, nonché quali vie sono state pulite, ed in quanto tem- po, grazie ad un software predisposto dalla ditta Telematic Solutions. Il sistema, i cui dati saranno disponibili per un anno da parte degli uffici, ha comportato un investimento di 12.000 euro per il Comune di Como, ovvero il costo degli apparecchi GPS. L’occasione della presentazione del Piano neve comunale ha permesso di fare anche il punto su quanto ASF ha predisposto in caso di emergenza precipitazioni. Il 70% degli autobus urbani sono già dotati di pneumatici “per uso invernale”, cioè particolarmente adatti in caso di pioggia, neve sciolta e fango e basse temperature. Tutti gli autobus sono dotati di catene. Da circa metà novembre l’Azienda di trasporto pubblico ha predisposto una serie di interventi preliminari per facilitare le operazioni durante l’“emergenza neve”: tutti i depositi ASF Autolinee sono stati riforniti delle quantità di sale necessarie in caso di ghiaccio, delle attrezzature e dell’abbigliamento da utilizzare in caso di neve; sono stati contattati e pre-allertati i fornitori che dovranno intervenire per rimuovere la neve nei depositi. In caso di “allarme neve”, comunicato dalla sera precedente, una ventina di autobus saranno preventivamente pronti a iniziare il servizio con le catene montate. In caso di lievi nevicate non verranno utilizzati gli autobus autosnodati da 18 metri, mentre per eventi più intensi, sulle alture intorno a Como, rispetto al centro città, si valuterà la possibilità di utilizzare navette per servire soltanto le seguenti tratte con interscambio a Garzola per la linea n. 5 Como-Civiglio, e in viale G. Cesare (tratta v. G. Cesare-Lora) per la linea 7. In questo modo ASF Autolinee garantirà il trasporto di veicoli con catene sui tratti extraurbani e veicoli con soli pneumatici da neve per i tratti urbani. In caso di forti nevicate, con presenza di ghiaccio, si valuterà, in accordo con il Comune di Como, la limitazione di alcune linee, laddove il numero di passeggeri è particolarmente ridotto. Terminata la fase di emergenza, gli autobus, che non potranno tornare in deposito, si posizioneranno presso i Portici Plinio, la Stazione FS, piazza Matteotti e piazza Camerlata, dove apposite squadre si occuperanno di smontare le catene affinché il servizio torni ad essere regolare. Per aggiornamenti in tempo reale, gli utenti avranno inoltre la possibilità di consultare il sito www.asfautoli nee.it; telefonare allo 031247111, o recarsi alla Stazione Autolinee di piazza Matteotti. LA CIVICA BENEMERENZA COMASCA Abbondino d’oro a Stefano Borgonovo S arà l’ex attaccante del Calcio Como, Stefano Borgonovo, a ricevere l’Abbondino d’oro. La decisione è stata presa all’unanimità dalla Commissione consiliare I su proposta del sindaco Stefano Bruni. Si tratta dell’unica benemerenza civica che verrà consegnata quest’anno dall’Amministrazione comunale. Questo, per dare maggiore rilievo all’Abbondino d’oro e per placare le polemiche che si sono create negli ultimi anni di fronte ai possibili premiati. Stefano Borgonovo, nato a Giussano, in provincia di Milano, è stato però una “bandiera” del Calcio Como nei bellissimi anni ‘80, prima di avere una dignitosa carriera che lo ha portato a vestire le prestigiose maglie del Milan (con il quale ha vinto la Coppa dei Campioni nel 1990, mettendo, inoltre, a segno un gol decisivo contro il Bayern di Monaco nelle semifinali), della Fiorentina (in coppia con Roberto Baggio), dell’Udinese, del Pescara e del Brescia. Entrato, dalla Vis Nova Giussano, nelle giovanili del Como, a 12 anni esordisce in prima squadra nel campionato cadetto 1982/83, mettendosi subito in mostra dopo l’ottimo comportamento e i tanti gol che, nel frattempo, permettevano alla formazione “Primavera” azzurra di entrare nel “gotha” del calcio italiano. L’anno successivo l’allenatore Burgnich lo promuove attaccante di riferimento e mette a segno i primi gol con la maglia azzurra ai danni di Padova e Pistoiese, contribuendo così alla promozione in serie A del Como. La serie A, però, può aspettare. Il Como decide di prestarlo un anno alla Sambenedettese in serie B insieme al terzino Maccoppi, e Stefano, a suon di gol, diventa un idolo, mai dimenticato nelle Marche, portando la squadra alla salvezza. Nel 1985 torna a Como e regala, nell’anno del famoso cambio di tecnico Marchesi al posto di Clagluna con gli azzurri disperati all’ultimo posto, una sensazionale salvezza raggiunta in tranquillità, una semifinale di Coppa Italia che avrebbe potuto essere anche qualcosa di più senza il famoso “accendino” - e ben 13 gol in coppia con la “superstar” Dan Corneliusson. Ceduto al Milan nell’estate del 1986, lo parcheggia però ancora a Como per due anni; incominciano per lui guai fisici che lo portano a dare un contributo limitato alla causa azzurra. Peccato che, proprio qu- ando il fisico torna a posto, il Milan decide di mandarlo a Firenze a fare coppia con Baggio. Per il Como un mesto saluto, in quando la squadra incomincia quella repentina discesa che lo porterà in due anni in serie C1. A Como ritorna dopo la conclusione dell’attività agonistica dedicandosi ai più giovani e creando una scuola calcio, la Extra Sport, nonché allenando le giovanili del Como. Nel 2008 gli viene diagnosticata la Sclerosi laterale miotrofica (SLA) e nel mese di settembre dichiara pubblicamente le sue condizioni al mondo dello sport e, insieme alla moglie Chantal, decide di istituire una Fondazione dedicata alla raccolta fondi per la ricerca su questa terribile malattia. Da allora, condizioni fisiche permettendo, Stefano si impegna con entusiasmo in questo suo nuovo obiettivo, accompagnato da tanti ex compagni di squadra e dall’affetto dei tifosi, non solo comaschi, ma di tutta Italia che non hanno mai dimenticato le sue gesta e il suo impegno di calciatore serio e corretto. «Ho proposto personalmente questo nominativo nonostante non fosse tra quelli presentati ufficialmente, in quanto ritengo abbia una forte va-lenza simbolica e morale - ha affermato il sindaco Stefano Bruni -. Ho con piacere raccolto la piena condivisione dei commissari, che hanno appoggiato all’unanimità questa candidatura». «Si tratta di una scelta di eccellenza - ha sottolineato la presidente di commissione, Veronica Airoldi -. Vista la rilevanza del profilo del candidato premiato e l’importan- za della lotta che lo stesso sta combattendo contro la Sclerosi laterale miotrofica, credo di poter dire che quest’anno l’assegnazione dell’Abbondino avvenga nel segno della profonda comprensione per la vicenda umana e in nome della stima per il coraggio e la forza che quest’uomo dimostra nel condurre la propria personale battaglia contro la malattia». La cerimonia per la consegna dell’Abbondino d’oro 2009 si terrà sabato 19 dicembre a Villa Olmo presumibilmente alle ore 15.00. Maestri di cerimonia saranno il sindaco, Stefano Bruni, il presidente del Consiglio comunale, Mario Pastore e il presidente della Commissione preposta all’assegnazione della civica benemerenza, Veronica Airoldi. L.CL. CRONACA P A G I N A 14 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 LA GUIDA 2010 Che fare dopo la terza media? LA RIFORMA GELMINI La riforma Gelmini prevede una semplificazione dell’offerta didattica fissando quattro macro-indirizzi: istruzione liceale, tecnica, istruzione professionale e formazione professionale (corsi regionali). All’interno di questi vi saranno, poi, differenti indirizzi il cui numero sarà tuttavia fortemente ridotto. Sul fronte dei licei i 396 indirizzi sperimentali, esistenti oggi, verranno ridotti a 6 licei: classico, scientifico, linguistico, delle scienze umane, musicale e coreutico, artistico. Gli istituti tecnici, attualmente suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi, verranno ridotti a due settori (economico e tecnologico) e 11 indirizzi. Anche l’istruzione professionale è stata rivista: da 5 settori con 27 indirizzi si è passati a 2 settori (industria-artigianato e servizi) e 6 indirizzi. La riorganizzazione riguarderà anche il monte ore settimanale che porterà complessivamente ad una diminuzione degli orari: licei (27 ore nel biennio e 30 nel triennio), tecnici e professionali (32 ore contro le 36 del vecchio ordinamento). Le ore di lezione saranno tassativamente da 60 minuti mentre in precedenza molte scuole le riducevano a 50 o 55 minuti. La riforma prevede anche una maggior autonomia scolastica per gli istituti che potranno gestire dal 20% delle ore di lezione nel biennio dei licei al 40% dell’ultimo anno degli istituti professionali per consentire la differenziazione dei percorsi formativi. Tra le altre novità vi è anche la reintroduzione del voto in condotta come elemento che concorrerà alla determinazione della media scolastica e porterà alla bocciatura d’ufficio nel caso sia inferiore al 6. La guida è consultabile anche sul sito della Provincia nella sezione istruzione (www.provincia.como.it). Una carrellata approfondita dell’offerta formativa provinciale per il prossimo anno di MICHELE LUPPI U na svolta “epocale”. E’ così che l’assessore all’istruzione della Provincia di Como, Achielle Mojoli, definisce la riforma della scuola che entrerà in vigore con l’anno scolastico 2010/2011. Un intervento che prevede la riorganizzazione degli Istituti Superiori con la soppressione di alcuni corsi e la generale ridefinizione dell’offerta formativa, ridotta a quattro macro-indirizzi: istruzione liceale, tecnica, istruzione professionale e formazione professionale (corsi regionali). Per aiutare i ragazzi che usciranno dalla scuola media ad orientarsi in questa fase di cambiamento, la Provincia ha realizzato la guida “Dopo la terza media” in distribuzione nelle prossime settimane ai quasi seimila alunni delle classi terze della provincia di Como. Il tutto in vista della chiusura delle iscrizioni prevista per il 27 febbraio 2010. “A differenza dello scorso anno - ha spiegato l’assessore Mojoli, presentando la nuova guida - abbiamo puntato su uno strumento che fosse il più UNO SPORTELLO DI ORIENTAMENTO La dispersione e l’abbandono scolastico rappresentano ancora un problema per molti ragazzi che affrontano i primi anni della scuola superiore e per le loro famiglie. Già nel mese di ottobre e novembre ci sono nelle scuole studenti che hanno capito di aver fatto la scelta sbagliata e rischiano di perdere l’anno. Per cercare di aiutarli l’Ufficio Scolastico Provinciale ha attivato uno “sportello di orientamento” rivolto proprio a chi frequenta il biennio delle superiori. “Fino allo scorso anno - spiegano dall’Ufficio Scolastico - l’opportunità di cambiare scuola durante l’anno era lasciata alla libera iniziativa dei singoli e degli insegnanti. Oggi vogliamo creare, invece, uno sportello che sia al servizio di tutti”. All’interno di cinque istituti della provincia sono stati attivati alcuni sportelli a cui gli alunni e i loro genitori possono, con l’aiuto di esperti, cercare di capire quale scuola risponda meglio alle attitudini e alle aspettative dei ragazzi. Per informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio Scolastico Provinciale (031-237243). La scadenza per cambiare scuola senza perdere l’anno scolastico è fissata al 31 dicembre. possibile chiaro e di facile consultazione. Da qui la scelta di presentare i quattro grandi ambiti di insegnamento previsti dalla riforma offrendo una sintesi dei diversi percorsi offerti e delle materie previste. L’obiettivo è quello di dare ai ragazzi e alle famiglie le informazioni per un primo discernimento, consigliando, prima della decisione definitiva, di visitare gli Istituti approfittando degli Open Day previsti in tutte le scuole della provincia nei mesi di gennaio e febbraio. Per questo abbiamo inserito il calendario completo degli appuntamenti previsti nelle singole scuole nell’appendice della guida”. Sono previste anche serate di orientamento per i genitori. Le prime a Como ed Erba si sono svolte questa settimana mentre altre si svolgeranno in questi giorni: Cantù (11 dicembre - Istituto comprensivo Cantù 3); Olgiate Comasco (giovedì 17 Liceo Terragni); Menaggio (18 dicembre - Istituto Vanoni). Alla descrizio- ne dell’offerta formativa con l’elenco di tutte le scuole presenti in provincia, pubbliche e paritarie, si affiancano alcune mappe che evidenziano la distribuzione degli Istituti sul territorio. “E’ importante - ha spiegato l’assessore Mojoli - che i ragazzi prendano la loro decisione, consci della loro collocazione sul territorio e dei mezzi pubblici a disposizione per raggiungerli”. Nella provincia di Como verranno attivati tutti i percorsi previsti dalla nuova riforma ad eccezione del liceo coreutico (per lo studio della danza), mentre per il liceo musicale si sta lavorando ad una sua possibile attivazione. “Per il prossimo anno scolastico - ha annunciato Alessandro Fermi, assessore alla formazione professionale - verranno introdotti, inoltre, quattro indirizzi nati dalle richieste arrivate dal territorio”. Si tratta di un indirizzo di formazione professionale per tecnici motoristi, con possibili implicazione nel campo nautico, di un corso per lavoratori del legno, che verrà introdotto a Cantù e Mariano, di una specializzazione in addetto alle coltivazioni erbacee nell’Istituto San Vincenzo ad Albese con Cassano e di un corso in zootecnia che andrà a completare l’offerta formativa della scuola di Vertemate con Minoprio. “Per questi indirizzi - ha precisato Fermi - abbiamo avuto la copertura finanziaria da parte della Regione Lombardia, ma la loro effettiva attivazione dipenderà dal numero di studenti che faranno richiesta di iscrizione. Per avviare i corsi di formazione professionale la Regione richiede, infatti, un minimo di 10 iscritti. Siamo comunque ottimisti considerando che nell’ultimo biennio gli istituti di formazione professionale hanno avuto un aumento di iscrizioni del 25-30%”. Complessivamente, secondo i dati degli ultimi due anni, la maggior parte degli studenti continua a preferire i licei (41%), segue l’istruzione tecnica (32%), l’istruzione professionale (22%) e l’istruzione artistica (5%). S. FEDELE CAMNAGO VOLTA E LA CITTÀ DEI BALOCCHI Anche quest’anno la Città dei Balocchi ha deciso di ampliare il suo raggio d’azione oltre il centro cittadino… Infatti, come già accaduto in passato, la manifestazione ha stretto una proficua e vivace collaborazione con la Circoscrizione 4 di Camnago Volta. Gli appuntamenti che si svilupperanno tra Camnago Volta e Como cominceranno sabato 12 dicembre, alle ore 17.00, presso il Tempio Voltiano di Como con “Cantiamo una... Volta”, un’esibizione del Coro Voltiano per ricordare il 210 anni dell’invenzione della pila; ad ingresso libero. Questo coro, che ha sede a Camnago Volta, presieduto da Giorgio Camporini, può vantare una storia lunga trent’anni: nato nel novembre 1978, muove i suoi primi passi sotto la direzione del compianto Maestro Angelo Marelli di Capiago, iniziando ad interpretare brani del classico repertorio di montagna. Nel 1982 la direzione del Coro passa alla prof.ssa Adriana Casartelli di Como ed il repertorio si amplia notevolmente, andando a comprendere anche brani di musica sacra, lirica, popolare, ecc. Durante questo periodo prende vita anche il progetto teso a dare ai coristi una preparazione musicale di base. Dal 1989 subentra nella direzione del coro il giovane Maestro Emilio Tettamanti di Como, diplomato in pianoforte al Conservatorio di Mantova. Alla sera, alle ore 20.30, i riflettori si sposteranno su Camnago Volta con una “Serata Medioevale di celebrazioni per 210° dell’invenzione della pila”, organizzata dal Palio del Baradello in collaborazione con la Circoscrizione 4 e l’oratorio di S. Cecilia. Si tratterà di una sfilata in notturna per le vie di Camnago Volta (con partenza da piazza Martignoni) in abiti medioevali, accompagnati dalla suggestiva illuminazione con fiaccole che daranno luce al corteo proiettato verso il monumento dove riposa Alessandro Volta. La sfilata si chiuderà in Auditorium con l’inizio di un inedito concerto medioevale, a cura delle “Celtic harp Orchestral”. In caso di pioggia la manifestazione si svolgerà per intero presso l’Auditorium “A. Volta” di via Clerici a Camnago. Domenica 13 dicembre, alle ore 14.30, sempre presso l’Auditorium “A. Volta” si terrà “Aspettando il Natale...tombola e magia”, con una tombola natalizia a cura dell’oratorio di S. Cecilia di Camnago Volta e, alle 16.30, uno spettacolo del mago Valery. Infine, domenica 19 dicembre, alle ore 15.00, con ritrovo in piazza Martignoni, “Babbo Natale ti scrivo”: Babbo Natale giungerà dalla passeggiata Voltiana con la slitta e, accompagnato dai pastori, raggiungerà i bambini che potranno incontrarlo e salutarlo, aiutandoli a legare ai palloncini la letterina dei desideri che avranno portato da casa. Per informazioni: tel. 347.8452378; e-mail: [email protected]. S.F. Proseguono gli eventi musicali per l’Avvento e Natale 2009 Proseguono, presso la basilica di S. Fedele di Como, gli eventi musicali programmati, come da tradizione per l’Avvento e il Natale 2009. Ecco i prossimi in calendario: sabato 12 dicembre, ore 17.30, musiche d’organo. Organista: Mattia Marelli; sabato 19 dicembre ore 17.30, musiche per organo. Organista: Bruno Mazzola; giovedì 24 dicembre ore 23.00, musiche per coro, organo e strumenti. Direttore: Oscar Taietti. Organista: Raffaele Bellotti; sabato 26 dicembre ore 16.30: musiche organistiche. Organista: maestro Alessandro Milesi. L’organizzazione degli eventi è a cura della Cappella Musicale della Basilica di S. Fedele, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Organisti di Chiesa. CRONACA P A G I N A Como 15 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 LA CISL IN CAMPO “PER UNA RIPRESA GIUSTA” Per un fisco più equo I n campo per difendere il potere d’acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati. Passa anche da Como la campagna nazionale lanciata dalla Cisl per richiedere al Governo la promozione di un nuovo “patto fiscale” per ridurre le tasse. “Aiutare la famiglia: meno tasse per lavoratori e pensionati” lo slogan che accompagna l’iniziativa. Alti gli obiettivi della campagna, come ben si evince dal materiale distribuito nei banchetti attivati sul territorio: - ridurre l’imposta sul reddito personale per incrementare salario e pensioni e rilanciare i consumi, con la diminuzione delle aliquote e l’aumento delle detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati; - sostenere la famiglia con il “Nuovo Assegno Familiare”, uno strumento universale, più semplice, trasparente, anche a favore degli incapienti; - rendere strutturale e migliorare la detassazione dei premi erogati tramite contratti collettivi aziendali o territoriali; - attuare un’incisiva lotta all’evasione fiscale ripristinando la tracciabilità dei pagamenti ed introducendo un sistema di Anche a Como la campagna nazionale. L’obiettivo: richiamare l’attenzione delle tasse gravanti su lavoratori dipendenti e pensionati di MARCO GATTI contrasto di interessi che riduca la convenienza ad accordi collusivi tra venditori e compratori; - alleviare il peso del fisco sulle imprese più meritevoli che investono e che non riducono la base occupazionale; - spostare il peso del fisco sui patrimoni e sulle rendite finanziarie. «Oggi - spiega Fausto Tagliabue, segretario generale della Cisl di Como - le famiglie di lavoratori e pensionati subiscono una pressione fiscale esagerata. Al Governo chiediamo decisioni e interventi chiari per alleviare questo peso. Come? Esigiamo una lotta più decisa in contrasto all’evasione fiscale, fenomeno che si ingoia somme enormi. Le stime parlano di circa 100 miliardi annui di imposte evase… Un importante aiuto in questo sen- so potrebbe essere la reintroduzione della tracciabilità di tutti i pagamenti, compresi i compensi professionali, attraverso l’obbligo di riscossione dei compensi mediante strumenti finanziari tracciabili (a sostegno di questa iniziativa Cisl Lombardia ha avviato una raccolta di firme). E poi ancora: stop agli sprechi e ai costi inutili (se penso a quanti cda...) Confidavamo nel fatto che il federalismo, in questo senso, ci potesse dare una mano. Invece non è stato ancora così. Occorrerà una sua più corretta applicazione…». A supportare le posizioni del sindacato, che denuncia una pressione fiscale ormai arrivata a livelli insostenibili, anche i numeri elaborati da Cisl Lombardia. Dati, predisposti sulla base delle denunce dei redditi presentate presso i Caaf Cisl (ai quali si rivolge circa il 30% del totale degli utenti, 50mila in media all’anno in provincia di Como). Cifre che confermano come l’incremento della tassazione eroda, progressivamente, l’aumento del reddito. Uno sguardo, per maggiore chiarezza, ai numeri relativi alla provincia di Como. Il reddito dei lavoratori dipendenti rivoltisi ai Caaf Cisl è cresciuto, dal 2007 al 2008 del 2,8% (passando, in media, da 22.886 a 23.517 euro), di rimando l’imposta netta sul lavoro dipendente è passata da 4.213 euro del 2007 a 4.418 del 2008, con un + 4,9%. Più o meno equivalenti le variazioni per quanto riguarda i pensionati. La pressioni fiscale media (imposta netta) per i lavoratori dipendenti della provincia di Como rivoltisi ai CAAF Cisl è passata dal 18,41% del 2007 al 18,78 del 2008 e dal CAMPAGNA CONTRO L’ALZHEIMER Al fianco dei pazienti, vicini alle loro famiglie: Como si mobilita contro la malattia di Alzheimer ospitando la campagna nazionale Una città per l’Alzheimer, promossa da Novartis con l’obiettivo di favorire informazione e conoscenza e offrire un supporto ai malati di Alzheimer e alle persone che li assistono. Migliorare la qualità di vita, rallentare il decorso della malattia, ottimizzare gli spazi di autonomia dei pazienti sono obiettivi possibili, con il contributo di tutte le figure coinvolte nella malattia: medici, specialisti, care-giver, operatori sanitari. La campagna si è aperta sabato 5 dicembre alla “Città dei Balocchi” con un punto informativo dedicato alla malattia di Alzheimer e che resterà attivo fino all’8 dicembre. Un gazebo sarà poi allestito sabato 12 e domenica 13 dicembre in piazza Cavour dove saranno fornite informazioni e verrà distribuito materiale esplicativo sulla malattia. Clou della campagna l’incontro pubblico che si svolgerà martedì 15 dicembre alle ore 17.30 nel Salone Bosisio della Fondazione Cà d’Industria, in via Brambilla 61, al quale parteciperanno, tra gli altri, Mario Guidotti, direttore U.O. Neurologia, Ospedale Valduce di Como, Marco Arnaboldi, direttore U.O. Neurologia, Ospedale Sant’Anna di Como e Domenico Pellegrino, direttore Dipartimento di Medicina, Ospedale Sant’Anna di Como. “LE STANZE DI CARLA” DI CARLO POZZONI Da qualche giorno è disponibile, nelle principali librerie comasche, il volume “Le stanze di Carla” di Carlo Pozzoni. Il libro, realizzato in edizione limitata in 500 esemplari numerati e autografati a mano dall’autore, contiene 21 fotografie a colori della casa di Carla Porta Musa con i commenti della scrittrice, un saggio di Sergio Marzorati e una poesia inedita di Carla Porta Musa. Il libro fa seguito alla omonima mostra fotografica organizzata in biblioteca nell’ambito di Parolario 2009. “Sono entrato per la prima volta nella casa di via Pessina nel 1994 - scrive Pozzoni - invitato da Arturo Della Torre, enogastronomo e giornalista, che stava preparando il libro a tavola con Carla Porta Musa. Ricordo di essere stato colpito, fin da allora, dall’aspetto della sua casa. Luogo capace di sconfiggere il tempo. Era una sensazione che si percepiva bene, con gli ambienti e gli oggetti che raccontavano, e che raccontano, la vita incredibile di questa donna che ha attraversato oltre un secolo della nostra storia. Da allora, in via Pessina sono tornato più volte. Il fatto di avere visitato le stanze di Carla tanto spesso ha alimentato in me il desiderio di mostrare ad altri questo suo piccolo mondo antico. Spero di essere riuscito a farlo con queste immagini, che sono anche omaggio a una donna a mio giudizio eccezionale”. 15,35% per i pensionati al 15,67%. «Ricordiamo che il problema delle tasse - prosegue Tagliabue - non rappresenta solo una questione individuale, ma grava, pesantemente, sulla famiglia. Un fisco più equo non può, dunque, non tenere conto di un adeguato quoziente familiare. Ridurre le tasse deve significare l’attuazione, certo, di adeguate forme di detrazione, ma anche l’erogazione di assegni familiari che sostengano chi ha più figli a carico. Che si inizi, pertanto, a sgravare chi è alle prese con maggiori carichi familiari…». Travolti da questo sistema sono anche i numerosi incapienti (cioè quei contribuenti che, in virtù del basso reddito, non pagano le tasse, ma non possono, parimenti, beneficiare di deduzioni o detrazioni (ad es. per spese mediche improvvise). Nel 2008 i Caaf Cisl di Como ne hanno intercettati 1784, erano 1306 nel 2007. In questo quadro di generale malessere non stanno certo bene i Comuni, per i quali l’abolizione dell’Ici ha certo rappresentato la sottrazione di un po’ di ossigeno. «Pensiamo al Comune di Como - prosegue Tagliabue -, le stime ci dicono che con l’abolizione dell’Ici abbia perso qualcosa come 2,5 milioni di euro… Per far fronte a questa situazione molti Comuni hanno ritoccato, al rialzo, le addizionali. Ma anche questo non va bene. Il nostro impegno è stato ed è quello di mantenere i rapporti con i Comuni, attraverso lo strumento della contrattazione, rinnovando la richiesta di non rivedere al rialzo le addizionali. Parimenti alla Regione chiediamo di sostenere gli enti locali, cercando di andare oltre il patto di stabilità voluto dallo Stato. Alle Amministrazioni diciamo: tenete a freno gli aumenti. Riconosciamo le difficoltà e il problema politico, la vostra battaglia è anche la nostra, ma non è ritoccando le tariffe, dunque gravando sui cittadini, che andremo alla radice del problema». Per queste ragioni la Cisl è scesa in piazza a Como martedì scorso, a Erba giovedì 10 dicembre (piazza mercato, dalle 9 alle 12) e lo farà a Cantù, sempre in zona mercato, sabato 12 dicembre (912). Una sfida per informare, sensibilizzare, e portare i temi all’attenzione del Governo prima della chiusura della partita-Finanziaria. FONDO MONDO DEL LAVORO NUOVO INGRESSO La Fondazione Provinciale della Comunità Comasca ha annunciato l’adesione all’iniziativa del microcredito di un altro Istituto bancario, la Banca di Legnano, che si affianca alle BCC di Alzate e di Cantù per dare un aiuto concreto ai lavoratori che si trovano in difficoltà anche a causa della recente crisi economica. Il Fondo Mondo del Lavoro è stato istituito presso la Fondazione nel 2005 tramite una capillare campagna di raccolta fondi che ha coinvolto tutti i lavoratori della provincia. Fondo che ha, ogni anno, la finalità di finanziare, con i suoi frutti, interventi da realizzarsi a favore della realtà lavorativa. Per il 2009 si è scelto di concedere il microcredito a lavoratori dipendenti di aziende operanti nella provincia di Como, al fine di aiutarli a far fronte, ad esempio, a: spese sanitarie eccezionali e non coperte dal Servizio Sanitario Nazionale, sostituzione improvvisa di attrezzature di sostegno alla disabilità, versamento di anticipo mensilità per l’ottenimento di un contratto di locazione di immobile ad uso abitativo, interventi straordinari ed indifferibili di riparazione dell’immobile ad uso abitativo, acquisto di un mezzo di locomozione per l’attività lavorativa o sua sostituzione/riparazione a seguito di guasto meccanico o incidente non coperto da assicurazione, spese scolastiche di istituti superiori e università. Questa iniziativa di solidarietà è stata subito accolta favorevolmente da tanti Enti che operano nella nostra provincia: alle associazioni datoriali e sindacali, che a suo tempo, hanno dato vita al Fondo Mondo del Lavoro, si sono aggiunti la Camera di Commercio, le Banche di Credito Cooperativo di Alzate e di Cantù ed ora anche la Banca di Legnano, che oggi firma la convenzione con la Fondazione Provinciale. Tutti insieme quindi per far fronte con maggiore efficacia al difficile momento che vivono molti dei nostri lavoratori. CRONACA P A G I N A Como 17 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 DICEMBRE 2009 UN PROGETTO FINANZIATO DALLA FONDAZIONE CARIPLO Il Sociale... “residenza” teatrale U na “residenza” per la cooperativa sociale “AttivaMente”. Un luogo fisico per respirare, masticare, produrre teatro. Quale luogo migliore per la concreta realizzazione di questo progetto se non lo stesso Teatro Sociale di Como? Proprio gli spazi del Sociale saranno uno dei 22 luoghi, a livello lombardo, in cui altrettante compagnie hanno trovato “residenza” grazie al progetto “Être” (Esperienze teatrale di residenza) finanziato dalla Fondazione Cariplo (tre milioni di euro assegnati per contributi triennali). La “casa” di “AttivaMente” per il prossimo triennio sarà dunque il “Sociale”. Tre anni per farsi conoscere attraverso il progetto “Torre Rotonda”. L’occasione è lo spunto per Protagonista sarà la cooperativa “AttivaMente”, un percorso che abbraccerà i prossimi tre anni a cura di MARCO GATTI ripartire dalle radici della produzione teatrale comasca. Una denominazione non scelta a caso per questo viaggio: “Il Sociale di Como - spiega Jacopo Boschi, di “AttivaMente” nasce nel 1813, sulle rovine dell’antico castello della Torre Rotonda. Promotore dell’iniziativa è il conte Giampietro Porro, presidente della commissione per il nuovo teatro e podestà di Como. La cessione di ogni diritto sull’area del castello viene firmata nella riunione del Consiglio comunale del 31 gennaio 1809. Presidente della seduta e firmatario dell’atto è Alessandro Volta. Ancora oggi le fondamenta del castello “Torre Rotonda” sono visibili nel sottopalco del teatro… E queste sono anche le fondamenta della nostra Residenza…”. Tre anni per avviare un processo di collaborazione tra le varie realtà teatrali del territorio, consolidare la sinergia tra i diversi artisti e avviare corsi di formazione, scoprire e formare nuove e giovani figure professionali, produrre spettacoli significativi per il territorio in cui si lavora, in collaborazione con artisti delle altre compagnie teatrali di Como. Un cammino articolato e denso di contenuti che mira ad elevare ancora di più la proposta teatrale comasca. IL PROGETTO ÊTRE - ESPERIENZE TEATRALI DI RESIDENZA Ispirato all’esempio di altri Paesi europei e di alcune regioni italiane, il progetto è nato con l’obiettivo di “dare spazio” alle compagnie lombarde specializzate nella produzione teatrale, con particolare attenzione ai nuovi linguaggi del teatro contemporaneo. Être intende sfruttare il meccanismo della residenza teatrale, caratterizzato da modalità e forme diverse. Nel nostro Paese, il modello che si è più diffuso - anche perché suggerito dalla normativa ministeriale - è quello basato sull’accordo pluriennale tra una compagnia e un ente pubblico, generalmente un’amministrazione o un teatro comunale: l’ente proprietario affida in gestione totale o parziale, a condizioni vantaggiose e con una dote finanziaria, uno spazio alla compagnia e quest’ultima si impegna a sviluppare una serie di attività, tra cui in particolare quella di produzione teatrale, garantendo così la valorizzazione dello spazio in questione. Dal sito www.progettoetre.it. DA “ANELLO DI MOEBIUS” A “ATTIVAMENTE” La cooperativa sociale AttivaMente nasce una decina di anni fa. Per la precisione “Correva l’anno 1997 - ricordano i protagonisti di questa avventura -. Non avevamo spazi a disposizione, né risorse economiche per produrre uno spettacolo… L’idea di portare uno spettacolo in casa nasce quasi per caso, sentendo un racconto di Grabriele Vacis. È come una folgorazione: il teatro nelle case rappresentava la soluzione ai nostri problemi. Zero costi di produzione, nessuna esigenza di spazi, possibilità di replicare. Ecco quale fu la nostra prima Residenza”. Come sala prove una camera da letto. Tutto inizia da lì. “Poi ci fu la sala consiliare di Parè… potevamo usare la sala consiliare il martedì e il giovedì sera dalle 21 in poi, e la domenica pomeriggio dalle 15 alle 20… e il nostro gruppo cresce. Non siamo più in due ma in otto. Tre attori, un arpatore, un chitarrista, due drammaturghi, un regista. Ci diamo anche un nome: compagnia teatrale “Anello di Moebius”. Lavoriamo sodo. Se c’è un testo da mettere in scena si prova, in caso contrario si passano ore e ore a fare training attorale… E dal lavoro nasce ora sesta. La nostra pri- ma vera produzione”… Correva l’anno 1988. Lo spettacolo piace e dopo le repliche comasche inizia a girare anche per le province di Como e Milano, fino a raggiungere Santa Maria Rezzonico. Qui l’incontro con un assessore di Villa Guardia apre le porte di questo paese. La compagnia ottiene la disponibilità dell’aula vuota di una ex scuola elementare ristrutturata. “L’accordo è semplice - ricordano i componenti della compagnia -: lo spazio in cambio di una serie di attività culturali del territorio”. Un luogo fisico in cui “Anello di Moebius” cresce e si consolida. Poi gli spazi diventano stretti. Ed ecco prospettarsi un nuovo spazio: l’interno di una vecchia cartiere in Maslianico: la Burgo. “Quelli alla Burgo sono anni febbrili, creativi, il lavoro aumenta, si decide di trasformare l’associazione culturale in cooperativa, nasce, così AttivaMente”. Nel cuore della Burgo nasce 130 giorni di carta, il primo spettacolo rappresentato dalla cooperativa al Teatro Sociale di Como, in sala Bianca… non è ancora il tempo del palco. Ma manca poco… Dopo la Burgo arriva Villa Bellingardi, a Tavernola. Qui la “AttivaMente” trova un piccolo ufficio e una sala prove e si specializza sempre più nella didattica attraverso la promozione di corsi mirati. Lo spirito nomade della compagnia li porta, però, a cambiare ancora. Ed ecco prospettarsi un nuovo spazio, questa volta messo a disposizione dal Comune di Como, in via del Doss. Matura Dopo di me il nulla. Ed ecco il tempo del primo debutto, proprio sull’ambito palcoscenico del Teatro Sociale di Como. Poi un nuovo trasferimento, l’ultimo. “Anche questa volta - ricordano i protagonisti - per un progetto ben preciso: condividere gli spazi con la Ong “il Sole”. Con “il Sole” abbiamo lavorato intensamente in Etiopia, abbiamo provato in mezzo al fango di Addis Abeba, abbiamo calcato improbabili palcoscenici montati alla bene e meglio sotto un tendone da campo. Ma questa è un’altra storia…”. È l’ultima tappa di un percorso, alla ricerca di un luogo “dove poter produrre spettacoli, tenere corsi, organizzare eventi… Lo spazio di lavoro è l’identità stessa di una compagnia teatrale…”. Una Residenza, insomma. 13 DICEMBRE UN CONCERTO AL COLLEGIO GALLIO PROMOSSO DA NUOVI ORIZZONTI E ALTRE REALTÀ Uniti per un “ Natale x davvero” a vita di ognuno è un’attesa. Il presente non basta a nessuno. In un primo momento, pare che ci manchi qualcosa. Più tardi ci si accorge che ci manca Qualcuno. E Lo attendiamo”. (don Primo Mazzolari). Siamo in attesa. E’ un’attesa carica di speranza. Cosa stai attendendo cuore, cosa stai cercando? Di cosa hai fame e sete veramente? C’è un Dio che sta arrivando, ne senti i passi? Arriva perché vuole posare gli occhi proprio su di te, farti sentire uno Sguardo diverso da L “ quelli che ben conosci, uno Sguardo avvolto di Mistero, uno Sguardo carico di calore, pace, abbraccio infinito d’Amore. Viene per incontrare ogni cuore, quello piccolo di chi soffre per la Sua mancanza, quello straziato dal dolore di una vita piena di sofferenza, quello povero perché senza più speranza; ma anche il tuo cuore, di te che sei già riuscito a trovarLo e vivi la meraviglia della Gioia piena. Questo Gesù che viene, viene per abitare per sempre in te, in noi, affinché anche noi possiamo abitare per sempre in Lui e lì, proprio lì, scoprire che Lui ci ama pazzamente e ci chiede di amare con la stessa follia. Amare Lui e ogni “altro” con la Sua stessa misura d’Amore. “Amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amati” e “Siate tra voi perfetti nell’Unità, perché il mondo creda”. 13 dicembre 2009 ore 21 teatro del Collegio Gallio. Concerto di Natale: perché un ennesimo appuntamento natalizio? Perché partecipare? Per cercare di amare come Lui ci ha amato nasce la serata “Natale x davvero” . Tenuto da un gruppo di consacrati dell’Associazione Nuovi Orizzonti “I giullari dell’Amore” , pro- fessionisti nel campo dell’arte, della musica e dello spettacolo, l’evento vuole rispondere proprio a quel Gesù che viene e ci chiede di dare e di andare, di non risparmiarsi, di camminare in Lui con i fratelli. Ci chiede di mettere a frutto i nostri talenti per portarLo a tutti e testimoniare la pienezza della gioia di una vita con Lui. E già questo sarebbe un buon motivo per esserci. Ma siccome Dio è Unità e l’Amore per sua natura si comunica, questo evento è organizzato da Nuovi Orizzonti con Azione Cattolica, Caritas Diocesana, Centro Aiuto alla Vita, Comunione e Liberazione, Opera Don Guanella, Movimento dei Focolari, Agesci, Rinnovamento nello Spirito, Stella del Mattino e TLC. E questo per dire ad ognuno che possiamo guardarci gli uni gli altri con lo stesso Sguardo di Gesù e sentire nel cuore che avere gli stessi occhi di Dio non può che non creare Unità, portare Luce, dimenticare limiti o misure. Ed è Natale per davvero. P A G I N A 18 SPECIALE NA TALE2009 NAT IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 UN VIAGGIO TRA GLI SCAFFALI DELLE LIBRERIE - 2 PAGINE A CURA DI AGOSTINO CLERICI Ecco... ti regalo I vangeli dell’infanzia sono un ritratto luminoso del Cristo, tracciato già con i colori della Pasqua. Monsignor Gianfranco Ravasi li rilegge, con un linguaggio semplice e affascinante, in quattordici meditazioni ricche di teologia e di spiritualità. Una piccola mappa – resa ancora più preziosa da raffinate riproduzioni d’arte – per raggiungere il cuore del mistero dell’Incarnazione. Il testo di questo volume riprende sostanzialmente la quarta edizione di un'opera che mons. Ravasi pubblicò nel 1984 e che da allora ha avuto diverse ristampe. Si tratta, quindi, di un classico della spiritualità in una pregevole edizione interamente illustrata a colori, e riveduta dall’autore. Suoni e colori, terre di Palestina e profumi d’oriente, angeli e bestie intrecciano le trame quotidiane di uomini e donne alla ricerca di una buona notizia, per sé e per il mondo. La troveranno più vicino di quanto non credano. Nascosta in un bimbo. Tra drammi e speranze. Perché, in fondo, Betlemme non è lontana. E così, per ogni cercatore di Dio c’è una stella appesa al cielo, pronta a sganciarsi e ad illuminare il suo cammino, per ricordargli come è vicina Betlemme. Il volume di don Bortolo Uberti raccoglie nove racconti che ripercorrono tutte le pagine dei Vangeli dell’infanzia dall’annunciazione sino al ritrovamento di Gesù dodicenne tra i dottori del tempio di Gerusalemme. Ancora - euro 29,50 Ancora - euro 13,50 Il volume presenta il salterio mettendo a confronto, in sinossi su colonne, le versioni sulle quali la Sinagoga e la Chiesa hanno pregato per secoli sia in Oriente sia in Occidente, assumendo un valore perenne: l’ebraico, il greco dei LXX, il latino della Vulgata. A queste si affiancano l’italiano secondo la nuova traduzione della CEI e, a margine, per chi non conosce le lingue bibliche, le traduzioni del testo ebraico (nuova Diodati, 1991) e del testo greco (suor Maria Maddalena Mortari, 1983). Un’opera davvero bella curata dalla Piccola Famiglia dell’Annunziata. Questo volume costituisce una sorta di breviario, impastato di cronaca e di eternità: 365 brevi ma intense riflessioni, una per ogni giorno dell’anno, sui temi più impegnativi e decisivi per il cristiano. Dalla vita alla morte, dalla preghiera al servizio, dalla parola alla testimonianza, dalla Croce alla Pasqua: chi ci accompagna è il servo di Dio don Tonino Bello, un testimone che ha incarnato la fede nell’impegno feriale, con lo sguardo costantemente rivolto agli ampi orizzonti del Regno di Dio. Un elegante libro cartonato, regalo ideale per ogni occasione. EDB - euro 25,00 Elledici - euro 22,00 La stella, i Magi, gli angeli, i pastori, la mangiatoia. Parole evocative per la memoria di ogni credente, parole sepolte dal frastuono natalizio. Don Mauro Orsatti guida il lettore ad accostarsi, con l’intelligenza del cuore, ai Vangeli dell’infanzia, per sentire risuonare in quei testi, semplici all’apparenza ma teologicamente densi, la Bella notizia della salvezza. Pagine scritte con competenza e leggerezza. Pagine da leggere, da meditare, da vivere. Per celebrare ancora una volta il Natale. Da credenti. Si tratta di una seconda edizione, riveduta e ampliata, di un’opera già pubblicata nel 1999. Ancora - euro 13,50 Alma Mater è il primo album di Geffen Record di musica classica moderna eseguita dal coro dell’Accademia filarmonica di Roma e dalla Royal Philharmonic Orchestra, con preghiere recitate e cantate da papa Benedetto XVI, registrate per la maggior parte da Radio Vaticana durante i suoi pellegrinaggi mariani. In occasione del lancio del CD Alma Mater San Paolo e Libreria Editrice Vaticana propongono un’antologia di testi di papa Benedetto XVI relativi alla musica e al canto, verso cui ha sempre mostrato inclinazione e interesse. San Paolo - CD euro 19,90 - libro euro 10,00 Ogni anno ci troviamo a celebrare a livello collettivo il Natale, un rito antico oggi sfigurato dal consumismo. Questo libro della psicologa Anna Maria Finotti propone una lettura in chiave simbolica della festa, grazie alla quale il messaggio del Natale può trasformarsi in un’avventura psicologica assolutamente personale e diventare “viaggio dell’anima e nell’anima”. Pagine scritte con competenza e passione. Per ritrovare il senso del Mistero e la gioia della festa. Il libro nasce da una serie di conferenze e di seminari tenuti dall'autrice ed è corredato da appendici con glossario, laboratori e commento delle immagini. È la seconda edizione di un’opera pubblicata nel 2004. Siamo onesti: il Natale ci è stato scippato e noi cattolici non ce ne siamo neppure accorti, o forse sì, e allora eccoci complici, consenzienti o semplicemente distratti. Comunque sia Natale rischia di essere una festa di compleanno in cui ci si è scordati di invitare il festeggiato, e sempre più credenti provano disagio all’avvicinarsi del 25 dicembre. La provocazione di Dio fattosi uomo si è trasformata nella festa dei buoni sentimenti: Dio viene, e l’uomo non c’è. È l’uomo il grande assente della storia, non Dio. Curtaz, col suo consueto stile diretto, ci aiuta a rileggere i racconti dei vangeli con lo sguardo della verità e della conversione: il suo è un vero e proprio manuale di sopravvivenza al Natale. Ancora - euro 14,00 San Paolo - euro 12,00 Per la prima volta in italiano, direttamente dalla lingua bengali, sono presentate 31 meditazioni tenute dal Premio Nobel bengalese Rabindranath Tagore agli alunni e agli insegnanti di Santiniketon, tra il 1911 e il 1914. Poeta, pedagogo, musicista, filosofo, compositore, drammaturgo, promotore sociale, pittore, in Tagore la crescita umana, religiosa e letteraria seguirono un percorso parallelo e molto personale. Questo volume è intitolato Il tremendo gioco della gioia in riferimento ai passaggi conclusivi della meditazione tagoriana sul Bello. Il volume accompagna il lettore alla scoperta della speranza che si nasconde nelle pieghe degli «stracci» della vita. Prendendo le mosse dalla nota espressione di Charles Péguy secondo cui la speranza è una «piccola bambina» che «vede quello che non è ancora e che sarà», che «ama quello che non è ancora e che sarà», padre Ermes Ronchi svela, con la scrittura poetica che gli è propria, la forza seduttiva di quella virtù cristiana che manca proprio nel tempo in cui l’umanità ne è più assetata, bisognosa: «Il miracolo è avanzare senza miracoli, con pane e acqua». EMI - euro 12,00 Paoline - euro 13,00 P A G I N A 19 SPECIALE NA TALE2009 NAT IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 Bambini Un cubo di Natale per i più piccoli, bambini da 1 a 4 anni! Un gioco per imparare la storia della nascita di Gesù e conoscere i vari personaggi coinvolti. Il prodotto confezionato si presenta come una scatola a forma di cubo; i 10 cubi ivi contenuti sovrapposti nell’ordine previsto (raggiungono l’altezza di un metro), consentono di realizzare un originale «albero di Natale». Essere padre di fronte al senso del Natale. 24 filastrocche per aspettare e vivere il Natale tra padre e figli, creando l’atmosfera giusta e carica di significato. Con pagine attive che permettono di “usare” il libro insieme, padri e figli. Paoline - euro 15,00 San Paolo - euro 14,00 Un bellissimo libro cartonato, dal formato innovativo, per raccontare ai piccolissimi la storia del Natale, attraverso immagini molto colorate e dai tratti morbidi e rotondi, che catturano lo sguardo dei piccolini. Paoline - euro 11,00 Di Marie a Nazaret ce ne sono tante. Una decina. L’Arcangelo Gabriele va da tutte, ma per trovare la Maria giusta... Ottimo regalo per Natale. Paoline - euro 14,00 DVD Topino Blu è il protagonista di questo racconto per i più piccoli, il quale riceve una lettera da un’amica che lo invita a passare da lei il Natale. Topino Blu le prepara una bambola costruita con degli oggetti che i suoi amici del bosco scovano in giro e intraprende un lungo viaggio per andare a trovare la sua amica. Non sa che lo attenderà una dolcissima sorpresa. Infatti, quando ormai è nei paraggi della capanna dell’amica, Topino Blu... Paoline - euro 12,00 LUCI DELLA RIBALTA Limelight CHAPLIN COLLECTION Con: Charles Chaplin, Sydney Chaplin, Claire Bloom, Buster Keaton, Nigel Bruce, Norman Lloyd. DISCO UNO - Il film: L’incontro tra un vecchio clown alcolizzato e una giovane ballerina... DISCO DUE - Gli extra: Introduzione al film di David Robinson, biografo di Chaplin; Chaplin Today: Luci della ribalta, documentario di Edgardo Cozarinsky con il regista Bernardo Bertolucci; Scene eliminate; Footlights; The Professor (1919); Homes Movies; Gallery fotografica; Trailers del film. Mk2 - San Paolo Multimedia Undici capolavori di Charles Chaplin completamente restaurati con tanti extra (interviste, introduzioni, scene eliminate, documentari sui film, trailers e gallerie fotografiche), in vendita nelle videoteche, librerie San Paolo e Paoline. Già disponibili sei cofanetti (cadauno a 23 euro). Gli altri cinque a febbraio 2010. IL MONELLO The Kid IL CIRCO Con: Charlie Chaplin, Edna Purviance Jackie Coogan DISCO UNO - Il film: L’amicizia tra il vagabondo e un bambino abbandonato ... DISCO DUE - Gli extra: Introduzione al film di David Robinson, biografo di Chaplin; Chaplin Today: Il monello - documentario con Abbas Kiarostami; Scene tagliate da Chaplin nel 1971 How to Make Movies; Jackie Coogan balla (1920); Registrazione della nuova musica 1971; Nice and Friendly; Gallery fotografica; Trailers del film. Regia: Charles Chaplin - Interpreti: Charles Chaplin, Allan Garcia, Merna Kennedy, B. Morissey DISCO UNO - Il film: Charlot, inserviente in un circo, suscita con i suoi gesti maldestri, l’ilarità del pubblico... DISCO DUE - Gli extra: Introduzione al film di David Robinson, biografo di Chaplin; Chaplin Today: Il circo - documentario con Emir Kusturica; Scene eliminate; Diario delle riprese dal 7 al 13 ottobre 1926 Camera A, Camera B; Gallery fotografica; Trailers del film. TEMPI MODERNI Modern Times Con: Charlie Chaplin Paulette Goddard, Henry Bergman DISCO UNO - Il film: Charlot, operaio in un grande complesso industriale, estenuato dal ritmo frenetico di lavoro... DISCO DUE - Gli extra: Introduzione al film di David Robinson, biografo di Chaplin; Chaplin Today: Tempi Moderni documentario con Luc e JeanPierre Dardenne; Scene eliminate; Gallery fotografica; Trailers del film. Un originale libro interattivo: presenta la storia di Natale per i piccoli, con illustrazioni vivaci e accattivanti. Con la parte destra del sussidio, i bambini dovranno “creare” e trasformare i personaggi di cui parlano gli episodi, mescolando e componendo le “tessere”. Un sussidio che educa i bambini alla creatività e li interessa alla Bibbia. Un magnifico regalo per la lettura interattiva, da “giocare” insieme adulti e bambini, in famiglia e a scuola. Le storie di questo libro illustrato, una per ogni giorno a partire dal primo dicembre, servono per donare ai bambini, e a coloro che lo sono rimasti dentro, la gioia e il mistero che circondano l’evento più grande e importante della storia. Non hanno bisogno di spiegazioni: molte di esse meritano soltanto il silenzio e il rispetto del segreto che ciascuno degli ascoltatori sente dentro di sé. Elledici - euro 16,00 Elledici - euro 16,00 Il volume illustrato presenta 43 storie di santi, dai più noti ai meno conosciuti. La diversità e varietà delle loro esperienze di vita insegnano che la santità è fatta di piccoli passi e impegno quotidiano, e il santo non è una persona perfetta, ma un amico di Dio e delle sue creature. «Conoscere la loro vita è un po’ come fare amicizia con loro, per potere chiedere aiuto e soccorso nel bisogno, e per farci prendere per mano quando vogliamo avvicinarci un po’ di più a Dio» (dall’Introduzione). Per ogni santo, oltre al nome e alla data in cui è festeggiato, si ricordano brevemente la vita e alcuni aneddoti o tradizioni. La presenza di santi antichi e moderni, laici e religiosi, europei e di altri continenti favorisce nei bambini la conoscenza di varie epoche, culture e tradizioni, dato sempre più importante nel contesto multiculturale di oggi. EDB - euro 9,90 IL GRANDE DITTATORE The Great Dictator Con: Jack Oakie, Charles Chaplin, Paulette Goddard, Henry Daniell DISCO UNO - Il film: forte satira di Adolf Hitler e del movimento nazista tedesco. DISCO DUE - Gli extra: Chaplin Today: Il grande dittatore documentario di Serge Toubiana con il regista CostaGavras; Documentario a colori di Sidney Chaplin sul film; Charlot Barbiere del 1919; Gallery fotografica - Trailers del film. LUCI DELLA CITTÀ City lights Con: Charlie Chaplin, Virginia Cherril, Harry Myers, Florence Lee. DISCO UNO - Il film: Charlot, innamorato di una ragazza cieca, salva un milionario... DISCO DUE - Gli extra: Introduzione al film di David Robinson, biografo di Chaplin; Chaplin Today: Luci della città, documentario di S. Bromberg con Peter Lord; Outtakes; Chaplin boxa con le stars; The Dream Prince; La visita agli studios di Wiston Churchill; Viaggio a Bali; Gallery fotografica; Trailers del film. CRONACA P A G I N A 20 ComoLibri IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 UN LIBRO DI ATTILIO SAMPIETRO EDITORE I presepi del lago di Como e dintorni “ I presepi del lago di Como e dintorni”, di Cristina Fontana. Quale periodo migliore per lanciare un libro del genere se non la stagione invernale. Quando il fascino della Natività si rivela nella sua straordinaria bellezza e quando la corsa a rappresentarla è un gioco di inimitabile fantasia. “I presepi del lago di Como e dintorni” è un regalo agli amanti della tradizione. Un viaggio tra le pieghe della storia e della cultura lariana, ma anche una risposta alle tante domande che ciascuno di noi da sempre si è posto guardando questo o quel presepe. “A tutti noi, nati nella tradizione del presepe - scrive nella prefazione il prof. Piercarlo Valtorta, presidente del Centro Europeo Risorse Umane di Bruxelles -, è senza dubbio sorta in qualche occasione natalizia la curiosità e forse anche il desiderio di conoscere e comprendere più Il testo, curato da Cristina Fontana, ripercorre la storia della rappresentazione della Natività sin dalle origini. Offrendone anche un interessante “spaccato” comasco di MARCO GATTI a fondo il senso di questa fortunata rappresentazione della nascita di Gesù. Capire il perché della presenza di alcuni personaggi, l’universalità e canonicità di alcuni ruoli anche non fondamentali al racconto evangelico, o la precarietà e mutabilità di altri. Il lavoro svolto dall’autrice con queste pagine ci offre la risposta a molti dei nostri quesiti e ci regala, inoltre, spunti di ap- profondimento rari a trovarsi”. Ad introdurre le pagine di questo libro anche la benedizione di mons. Diego Coletti, vescovo di Como. Presepi che ci raccontano della capacità ingegnosa dell’uomo e che irradiano un profondo senso di umanità e fraternità. “Pensato, da san Francesco, l’infinitamente piccolo - scrive mons. Coletti -, per far capire ai piccoli la grandezza del Dio fatto uomo, il presepe, ancora oggi, è tutto questo. È espressione di fede e di tradizione da conservare, custodire, valorizzare”. È una storia che inizia da lontano, quella che ci viene raccontata da Cristina Fontana. Dal significato della parola presepio (dal latino praesepae, mangiatoia), alla Natività viva di Greccio di quella notte di Natale del 1223, voluta e messa in scena da san Francesco, al primo presepe in senso proprio, scolpito da Arnolfo di Cambio tra il 1285 ed il 1291. Il libro ripercorre e attraversa il presepe nelle sue differenti espressioni storiche lungo secoli. Ci riporta alla Natività descritta nei Vangeli, e poi si immerge nella realtà comasca regalandoci immagini di grande effetto. Sfogliandolo scopriamo i presepi permanenti della Casa del presepio di Bulciago, la rassegna ospitata nella parrocchia di S. Agostino. Ma anche il fascino della mostra dei presepi allestita in San Giacomo, i presepi viventi di Argegno, Bellano, Lipomo, Mezzegra, San Bartolomeo in Val Cavargna. Una lunga carrellata di immagini è dedicata anche alla Natività rappresentata sul Lario attraverso molteplici dipinti e sculture. Per chiudere non poteva mancare uno sguardo al più classico dei prese- ALESSANDRO DOMINIONI EDITORE T La ristampa di un importante successo comasco del giornlista e scrittore Giuseppe Guin d’evasione, quella cava abbandonata di Faggeto Lario, ma anche, e soprattutto un prezioso osservatorio, un punto d’incontro con l’ambiente circostante, con la sua gente. Ed ecco che proprio lì, dove all’apparenza nulla dovrebbe accadere, si svela pian piano un mondo ricco di storie di vita vissuta e… da vivere. Sono le storie dell’Erasmo “uno dei più esperti pescatori di Faggeto”; del Vito e della sua scomparsa misteriosa; della bella Armanda “vent’anni, un viso asciutto e la pelle delicata”; della contessa Annagiulia; dell’Alfio, maestro del legno, ma pescatore per passione… e di tante altre ancora. Storie vere e di fantasia, note sparse che s’intrecciano e si fondono regalando al lettore un’unica melodia. La penna di Guin scorre veloce, quasi scalfendo la pietra dura di Faggeto, per riportarne alla luce vecchi e nuovi ricordi… “racconti infilati e appesi alle pagine come agoni messi ad essiccare” scrive Davide Bernasconi Van De Sfroos. Racconti che, dietro il nulla apparente, traboccano, invece, umanità. “Se il ‘nulla’ fosse veramente il contenuto principale di questo libro - scrive Giorgio Gandola -, potremmo al massimo utilizzarlo per rad- ancora Dongo, Gravedona, Bellagio… per un elenco interminabile che, ogni anno, si rinnova con creatività e, indiscussa fantasia. “I presepi del lago di Como e dintorni”, Cristina Fontana, Attilio Sam-pietro Editore, 2009, pp. 135, ill., 34 euro. I DONI DI TOMMASO Qui non succede niente orna in libreria, dopo il successo riscosso con la prima edizione dell’agosto 2006: “Qui non succede niente” di Giuseppe Guin, stampato questa volta da Alessandro Dominioni Editore. Un romanzo che si dipana sul sottile filo che separa la realtà dalla leggenda. Un percorso autobiografico che racconta di un incontro casuale. Un luogo che svela il senso e le ragioni di una vita. “Alfredo - scrive Guin -, ancora qualche anno meno dei cinquanta, una vita in città e un lavoro da giornalista che da qualche tempo gli andavano stretti, aveva scovato quella vecchia cava abbandonata quasi per caso, navigando sotto costa, una mattina d’inizio primavera…”. In questo spazio, all’apparenza angusto e abbandonato da Dio e dagli uomini, l’Alfredo scova un vecchio rudere: “… una sola finestra sul lago, muri spessi e porte sbarrate con dei grossi chiavistelli di ferro”, trasformandolo in suo rifugio. Una spazio in cui riscoprirsi e, perché no, rinascere un po’. Non soltanto un luogo pi, la cui originalità si misura proprio dalla breve durata. Ecco dunque l’autrice soffermarsi sui presepi temporanei del nostro territorio che meritano menzione per le particolare ambientazioni in cui sono nati: dal presepe di Domaso, allestito all’interno di una tradizionale “Lucia”; alla Natività di Colonno, approntata tra le case del paese. E poi, drizzare un tavolo molto storto. E invece il ‘niente’ di Guin è un mondo che si muove, si agita, urla…”. Personaggi che portano con sé, tutti, il dono di una storia che merita di essere ascoltata. “Qui non succede niente”, Giuseppe Guin, Alessandro Dominioni Editore, 2009, pp 285, 15 euro. M. Ga. La notte di Natale, un giovane pastore partecipa alla prima rappresentazione del presepe realizzata ad Assisi da un giovane frate, di nome Francesco. E’ questa l’atmosfera in cui matura il racconto “I doni di Tommaso” di Enrico Ferioli, 10 euro. “Un racconto spirituale e solidale”, edito da edizioni New Press (78 pagine), arricchito dalle illustrazioni di Giada Negri, che racchiude tutti gli elementi di una favola natalizia. Un libro che nella sua semplicità invita a guardare al tempo di Avvento e al Natale nella sua essenzialità, come i pastori e le paesane in fila di fronte alla grotta dove san Francesco ha messo in scena la natività. “Nell’epoca in cui gli uomini e le donne spesso giocano il ruolo di consumatori e spettatori a discapito dell’essere cittadini attivi e protagonisti della propria esistenza - scrive nell’introduzione padre Ottavio, presidente di Amses, associazione missionaria di solidarietà - è bello sorprendersi del desiderio crescente di sobrietà, che può tradursi in uno stile di vita innovativo, non solo necessario per la preservazione del pianeta, ma indispensabile per l’ecologia della mente e dell’anima. Ringrazio per questo l’autore che con leggerezza ci invita a riscoprire la modernità del messaggio di Francesco, ricco di spiritualità e pre-gnante per il suo forte rapporto con la natura. Egli, con spirito cristiano ci invita a ricordare l’origine del presepe come occasione per vivere il Natale nella sua vera e genuina essenzialità”. Il ricavato della vendita sarà destinato ai progetti di solidarietà rivolti ai bambini e ai ragazzi delle isole di Capoverde promossi da diverse associazioni di volontariato: Amses (Associazione missionaria di solidarietà), cooperativa sociale Prospettive, associazione Stringhe Colorate, associazione culturale Baule di Suoni. Per informazioni Amses (0172-634881; [email protected]), Stringhe Colorate (031-303366; [email protected]). MICHELE LUPPI CRONACA P A G I N A 21 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 LA FESTA DEL CIECO 13 DICEMBRE Mario Mazzoleni Unione Ciechi: tutto pronto per S. Lucia Si rinnova il tradizionale momento di festa voluto dall’Uici di Como. Occasione propizia per lo scambio degli auguri natalizi e per la consegna dei riconoscimenti agli amici del sodalizio. Sarà l’ultimo Natale, da presidente, per Mario Mazzoleni Unione italiana ciechi e ipovedenti di Como si prepara all’appuntamento con la 51a Giornata del cieco, abitualmente celebrata in occasione della festa di S. Lucia, patrona dei non vedenti, il 13 dicembre, che quest’anno cadrà di domenica. Un appuntamento molto atteso da soci e volontari dell’“Unione”. Sarà una giornata “speciale” sotto molti punti di vista. Tra gli altri anche perché rappresenterà l’ultima “Giornata del cieco” da presidente per l’ormai “storico” Mario Mazzoleni. Mazzoleni, infatti, non si presenterà come candidato per il rinnovo del Consiglio direttivo alle prossime votazioni che si terranno in occasione dell’assemblea dei soci prevista per il 17 aprile. “Le motivazioni sono molteplici - spiega Mazzoleni non ultima, ovviamente, il fatto che la mia presidenza abbia ormai raggiunto ben tre lustri: tanti, è vero! La nostra 51a L ’ Giornata del cieco, quindi, deve essere celebrata degnamente. Sollecito soci ed amici a non mancare e a far festa con tutti gli ospiti e gli attuali dirigenti che, non vi è dubbio alcuno, in questi quasi cinque anni di mandato, hanno operato con impegno e dedizione, tenendo sempre presente come via maestra da seguire, ve l’assicuro, il bene, i diritti e gli interessi di tutti i soci e di altri soggetti non iscritti all’associazione; con lacune, certo, con errori, con qualche delusione ed insuccesso, ma con lo spirito giusto, con tanta buona volontà e impegno personale, anche con risultati positivi e inaspettati successi”. “Durante la nostra festa - prosegue Mazzoleni - saranno premiati con la medaglia d’oro della sede centrale i nostri soci con 50 anni di iscrizione continuativa al sodalizio e saranno consegnati dei “riconoscimenti-omaggi” ai nostri collaboratori e amici volontari di lunga IL PROGRAMMA La 51a Giornata nazionale del cieco, festa di S. Lucia si celebrerà a Como presso l’Hotel Continental di viale Innocenzo 15, a Como, con il seguente programma: ore 10: Santa Messa celebrata da mons. Giorgio Pusterla con gli amici del Mac; ore 10.45: saluti del presidente sezionale e interventi delle autorità e degli ospiti presenti; ore 11.15: consegna delle medaglie d’oro ai 9 nostri soci con 50 anni di iscrizione continuativa al sodalizio e di un omaggio-riconoscimento ai nostri amici volontari di vecchia data che da molti anni ci offrono preziosa solidarietà ed amicizia; ore 11.45: poesie, racconti e tanto altro con gli amici attori della Famiglia Comasca; ore 13: pranzo sociale e chiusura della manifestazione con i saluti e gli auguri di Buon Natale e Buon Anno. Le iscrizioni alla festa di S. Lucia di domenica 13 dicembre devono essere effettuate presso l’Unione Ciechi e Ipovedenti, telefono 031-570565, entro e non oltre giovedì 10 dicembre: la quota di partecipazione al pranzo è fissata in euro 15 procapite per socio e un accompagnatore e in euro 20 per familiari o amici accompagnatori in esubero. data; a tutti coloro che da anni ci donano solidarietà, concretezza, servizi, tempo e amicizia. In questi ultimi mesi siamo anche riusciti a realizzare la versione Braille e la registrazione su cd del nostro volume “Nella notte ci sono anche le stelle” con il concreto supporto dell’assessore, dott. Sergio Gaddi, dell’amica Cristina Solazzi e del nostro rag. Daniele Rigoldi. A S. Lucia saranno distribuiti gratuitamente a tutti i soci presenti, fermo restando che comunque il cd audio sarà a disposizione presso il nostro ufficio per tutti coloro che lo richiederanno”. “Nei primi mesi del 2010 - spiega ancora Mazzoleni - saranno organizzati in sede incontri aperti a tutti sulle tematiche legate alle candidature per il rinnovo del Consiglio direttivo e sull’approfondimento degli articoli dello statuto vigente dell’associazione: tramite annunci sulla circolare di gennaio e sulla nostra segreteria telefonica saranno comunicate le date di svolgimento e gli orari. Per concludere, richiamo alla memoria di tutti noi il nostro sacrosanto dovere morale di rinnovare la tessera associativa: dobbiamo, come ho detto e scritto tante volte, ricordarci che se siamo quelli che siamo, se siamo riusciti a conquistare negli anni diritti e traguardi significativi, lo dobbiamo assolutamente all’impegno di tanti nostri personaggi che hanno guidato la nostra gloriosa associazione a livello nazionale, regionale e provinciale. Grande riconoscenza, quindi, all’ Uici. Un affettuoso arrivederci presto a S. Lucia e, sia pure con un po’ di anticipo, carissimi auguri di Buon Natale e Buon anno”. IL 15 DICEMBRE IN BIBLIOTECA LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO CORSO I 40 anni della Scuola di Sci Alpinismo del Cai I l Club Alpino Italiano, sezioni di Como, Arosio, Barzanò, Caslino d’Erba, Derio, Erba, Inverigo e Moltrasio, propone l’edizione 2010 della Scuola Nazionale di Sci Alpinismo “Pietro Gilardoni”. Scuola che festeggia, quest’anno, il 40° anniversario di attività. La Scuola di Sci-Alpinismo “Pietro Gilardoni” nasce nel lontano 1969 ad opera di un gruppo di istruttori di sci-alpinismo, molti dei quali operano tuttora all’interno della scuola stessa. Dal 1975 è intitolata al suo fondatore, che fu tra i maggiori esponenti dell’alpinismo lombardo e nazionale, fatalmente scomparso sul Monte Bianco. “La Scuola - si legge nell’opuscoletto informativo - ha avviato alla meravigliosa pratica dello sci-alpinismo centinaia di appassionati, insegnando a valutare e prevedere i rischi dell’alta montagna. Gli allievi hanno così potuto godere del fascino della natura incontaminata e delle discese mozzafiato in neve fresca senza i rischi legati all’inesperienza e all’imprudenza”. “La formazione - prosegue l’opuscolo - è articolata su due corsi: uno di avviamento, che prevede sei gite pratiche in ambiente medio-facile con lunghezze e dislivelli progressivamente crescenti; un altro di perfezionamento, riservato a chi ha già ottenuto l’idoneità alla fine del corso di avviamento, che prevede sei gite in ambiente impegnativo, con un carattere sempre più alpinistico e con l’acquisizione delle tecniche di progressione in conserva su ghiaccio e misto, l’uso della corda nonché di ramponi e piccozza. Per tutti i corsi sono in programma numerose lezioni teoriche in sede, durante le quali verranno trattati e approfonditi argomenti indispensabili per svolgere l’attività in sicurezza”. La serata di presentazione delle attività della scuola per l’anno 2010 è prevista per martedì 15 dicembre alle ore 21 presso la sala della Biblioteca comunale. I corsi, base e avanzato, si svolgeranno tra i mesi di gennaio e aprile. Direttore del corso base sarà Sergio Introzzi, vicedirettore Marco Rigamonti, segreteria Paolo Munzone. Direttore del corso avanzato sarà Edorado Martinoli, vicedirettore Luca Rosica, segreteria Mauro Frigerio. Per il corso base le iscrizioni andranno effettuate entro il 22 gennaio (quota 150 euro); per il corso avanzato entro il 9 marzo (quota 170 euro). La quota di ammissione al corso è comprensi- va di una dispensa sullo sci-alpinismo. Le iscrizioni si accettano presso la segreteria della sezione Cai di Como, in via Volta 56. Per celebrare degnamente il 40° anniversario della Scuola è previsto anche un apposito programma di manifestazioni. Alla presentazione delle attività del 15 dicembre faranno seguito: 17 gennaio 2010: rally di sci-alpinismo, in Val d’Intelvi; maggio 2010: mostra fotografica sui 40 anni di sci-alpinismo; maggio 2010: raduno sci-alpinistico; 8-9 maggio 2010: traversata sci-alpinistica delle Alpi retiche Lombarde; ottobre 2010: presentazione del libro sulla storia dei 40 anni della Scuola nazionale di sci-alpinismo “Pietro Gilardoni”. CRONACA P A G I N A 22 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 UN PREMIO PER ASPIRANTI GIORNALISTI Osservare, amare descrivere ’ L organizzazione di volontariato culturale Iubilantes, e Insubria Media Point, associazione per l’etica nella comunicazione promuovono il “Premio Severo Ghioldi per aspiranti giornalisti. Osservare, amare, descrivere” con lo scopo di incoraggiare la formazione e riconoscere l’attività di giovani che vorrebbero cimentarsi nella realtà dei media. È riservato a opere inedite di giovani delle scuole secondarie di primo e secondo grado ed alle realtà sociali dedicate ai diversamente abili del territorio delle province di Como, Varese e del Canton Ticino. L’iniziativa vede il patrocinio della Provincia di Como - Assessorato Cultura e Assessorato Istruzione, della Provincia di Varese, del Comune di Como - Assessorato Scuola e Universi- A promuoverlo l’organizzazione di volontariato culturale Iubilantes, e Insubria Media Point, associazione per l’etica nella comunicazione di SILVIA FASANA tà, del Comune di Malnate - Assessorato Istruzione, del Comune di Guanzate - Assessorato Istruzione, del Comune di Appiano Gentile, del Comune di Cairate e degli Uffici Scolastici Provinciali di Como e di Varese. Due sono le sezioni previste: “Articolo” e “Pubblicazione”. Alla Sezione “Articolo” si partecipa inviando in formato cartaceo e digitale un articolo relativo ad un personaggio (an- che come intervista), un problema, un evento della realtà culturale, sociale e sportiva dell’Insubria come terra in cui riconoscersi, e quindi da conoscere, tutelare e amare. I testi dovranno essere originali e inediti, in lingua italiana, per un massimo di 3000 battute (spazi bianchi inclusi). Sarà anche possibile formulare i testi come se fossero destinati alla pubblicazione di un giornale on line; quindi con una prima versione e una seconda aggiornata, aggiungendo foto, video e sondaggi (ciò servirà a dimostrare la comprensione della dinamicità di un articolo on line); in questo caso il limite è di 1500-2000 battute. Alla Sezione “Pubblicazione” si partecipa invece inviando copia di un giornale redatto dagli alunni di una scuola secondaria di primo o secondo grado, oppure dagli ospiti di una realtà sociale dedicata ai diversamente abili, che sia stato pubblicato durante l’anno 2009 oppure nei primi mesi del 2010. Gli elaborati di entrambe le Sezioni (corredati dall’apposita scheda di adesione compilata) dovranno pervenire sia in formato cartaceo A4 che digitale su CD entro e non oltre il 1 marzo 2010 (farà fede il timbro postale) a: Premio Severo Ghioldi, presso A. Ghioldi, Via Madonna 3, 22070 Guanzate (CO). Il materiale inviato non verrà restituito. Ogni concorrente potrà partecipare con l’invio di un solo articolo o di una sola pubblicazione, che dovranno essere corredati a piè di pagina del nominativo, indirizzo e recapito telefonico dell’autore. Saranno premiati i primi classificati per le sezioni “Articolo” e “Pubblicazione” sia per gli alun- ni delle scuole secondarie di primo grado che per quelli delle scuole secondarie di secondo grado, che per le realtà sociali dedicate ai diversamente abili. Per informazioni sull’iniziativa: tel. 031279684 oppure 3498515561 oppure 3286838919; e-mail: sarmau [email protected]. COMITATO SETTEMBRE CAPIAGHESE LA COMPAGNIA TEATRALE “QUELLI DEL XXVI LUGLIO” E IL COMITATO MARIA LETIZIA VERGA La compagnia teatrale “Quelli del XXVI luglio” propone, sabato 12 dicembre, il quinto e penultimo spettacolo della rassegna teatrale 2009-2010 “Dalla corsia al palcoscenico”. Lo spettacolo, che avrà luogo presso il teatro “Don Guanella” di Como (ore 21), si intitola: “La chiave del faraone”. Il ricavato andrà a favore della Associazione Comitato Maria Letizia Verga per i bambini leucemici. Il Comitato Maria Letizia Verga Onlus per lo studio e la cura della leucemia del bambino, fondato nel 1979, riunisce genitori, parenti, amici ed operatori sanitari con l’ obiettivo di offrire a tutti i bambini ammalati di leucemia ed assistiti presso la Clinica Pediatrica dell’ Università di Milano Bicocca diretta dal prof. Giuseppe Masera, l’ assistenza medica e psico-sociale più qualificata al fine di garantire loro la migliore qualità di vita e le più elevate possibilità di guarigione. La guarigione dei bambini leucemici è un’ impresa complessa che non solo vede unite conoscenze mediche molto avanzate, attrezzature sanitarie sofisticate ed una prestazione professionale estremamente qualificata, ma necessita del supporto di strutture edilizie che siano in grado di consentire, nelle situazioni più favorevoli, lo svolgimento di ricerca, diagnostica e terapia. In questi anni il Comitato si è impegnato in diverse attività, sulla base di un’alleanza terapeutica nata dal comune sentire che lavorando insieme, genitori ed operatori sanitari possono più efficacemente far fronte alla malattia superando difficoltà strutturali, economiche ed organizzative. Costruiamo l’ospedale a Touloum: una mano tesa all’Africa ncora una volta il Comitato “Settembre Capiaghese” ha deciso di dare vita ad un’importante iniziativa di solidarietà. “Costruiamo l’ospedale a Touloum”. È questo l’impegno dell’associazione capiaghese per il Natale 2009: la realizzazione di un ospedale nel nord del Cameroun, nella parrocchia di Yagoua. Con questa iniziativa il comitato “Settembre Capiaghese” conferma la propria vocazione alla solidarietà. Dopo il positivo risultato ottenuto, grazie all’aiuto di molti, nella raccolta fondi per aiutare un giovane concittadino affetto da SLA, il Comitato, giunto all’undicesimo anno di attività, ha deciso di offrire il suo appoggio per un’altra importante iniziativa. Il progetto è già stato approvato dal Presidente della Repubblica del Paese africano e, a breve, inizieranno i lavori di costruzione dell’edificio, grazie alla donazione di alcuni sponsor. Il comitato “Settembre Capiaghese” si impegnerà, in particolare, per dotare l’ospedale di moderne attrezzature: dall’arredamento necessario per i 20 posti letto della sala degenza agli apparecchi per la diagnostica di base (ecografo, elettrocardiografo…), ai mobili e strumenti per laboratorio e fisioterapia, agli ausili ortopedici e materiali per il centro disabili. I beneficiari di questo progetto saranno 100 utenti, che potranno disporre giornalmente dell’ambulato- A “PUNTO FAMIGLIA”: DA COMO A CHIAVENNA Domenica 13 dicembre, a partire dalle ore 9.00, presso “Il Deserto” (via al Deserto 2) a Chiavenna, si terrà “Punto Famiglia”, l’interessante occasione di riflessione e condivisione per le famiglie accompagnati dall’equipe del Centro guanelliano di Pastorale Giovanile di Como. Il tema sarà “Vogliamo vedere Gesù”. Durante la giornata sono previsti spazi e attività dedicate specificamente ai genitori e ai figli, nelle diverse fasce d’età. I momenti comuni di condivisione e di scambio saranno quelli della preghiera iniziale, del pranzo al sacco e della S. Messa conclusiva alle ore 15.00. Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere ai numeri 331-7492468, 328-4453441, 031-296783 o inviare una mail a [email protected] o [email protected]. rio; 500 utenti al mese, che potranno usufruire del reparto pediatrico e ostetrico; 15 disabili fisici, che saranno accompagnati nelle attività di rieducazione. Il Comitato sta organizzando alcune serate gastronomiche a tema per sensibilizzare la popolazione a questa iniziativa. Non mancherà la tradizionale lotteria in occasione dei mercatini di Natale, che si svolgeranno nelle vie del centro il 13 dicembre. Per l’occasione sarà possibile girare tra le bancarelle allestite nel centro storico sin dalle ore 9.30 ove si potranno trovare prodotti tipici dell’artigianato e hobbistica con tante idee regalo originali per il Natale. Non mancheranno giochi, giostre e divertimenti per bambini. Le iniziative per la raccolta fondi continueranno fino al raggiungimento della quota necessaria di 90.000 euro. Il Comitato “Settembre Capiaghese” chiede l’aiuto di tutti: attraverso la partecipazione alle serate gastronomiche e mediante l’acquisto di un biglietto della lotteria di Natale, o, ancora, versando direttamente il proprio contributo sul conto corrente intestato a: Comitato Settembre Capiaghese - Costruiamo l’Ospedale a Touloum, Presso: Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù - Filiale di Olmeda IBAN: IT68B0843051080000000054335 CRONACA Bassa&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 P A G I N A 23 ROVELLASCA IL PRESEPE È VISITABILE, IN S. MARTA, DALL’8 DICEMBRE “Maria, madre di Dio” I l traguardo è stato raggiunto. A Rovellasca la macchina per la realizzazione dell’ottava edizione dell’artistico presepe nella chiesa dì S. Marta, situata nel parco Burghé, ha portato alla realizzazione della sacra rappresentazione, visitabile dall’8 dicembre. Questo viaggio è iniziato nel 2002 quasi per gioco, recuperando materiali ovunque pur di ridurre al minimo la spesa per la sua realizzazione. Un’iniziativa che ha riscosso, sin da subito, grande attenzione. Visto il successo e il numero di visitatori i promotori hanno pensato di proseguire anche negli anni successivi con temi diversi anno per anno: - 2002 Gesù la nostra salvezza; - 2003 Gesù luce nel mondo, con introduzioni di giochi di luce; - 2004 Gesù fonte di acqua viva, introducendo cascate e torrenti di acqua vera e proiettando diapositive inerenti al tema; - 2005 Gesù pane di vita (“chi mangia di questo pane vivrà in eterno”), mostrando come il chicco di grano diventa pane e successivamente pane di vita; le diapositive dimostravano la fatica dell’uomo per procurarsi il pane sia in Italia (nel parco del Pollino) e in Africa (nel Benin); - 2006 l’amore di Dio Padre donatoci in Gesù Bambino rappresentato nell’icona di Gesù maestro e dal volto misterioso di Dio, padre di tutti gli Per l’ottavo anno si ripropone una tradizione artistica del tutto particolare nel rappresentare il momento della Natività insegnamenti dateci mediante la Bibbia dalla Genesi all’Apocalisse e fu introdotta la prima composizione biblica; - 2007 la preghiera “Il presepe è preghiera”, rappresentato attraverso il deserto con il monte delle tentazioni e il monastero di Quarantal, in origine formato da grotte dove Gesù pregò per quaranta giorni; il tutto, meglio raccontato nell’elevazione biblica curata con le voci recitanti a cura del Cimas e video filmati di Marco Cattaneo; - 2008 Cristo Re della Terra e dell’Universo con la forza dello Spirito Santo. Cristo è Re perché eredita dal Padre, lui che è Figlio, la Terra e l’Universo creato dal nulla, pertanto abbiamo nel presepio il Paradiso terrestre con l’albero del bene e del male, lo Spirito Santo simboleggiato dal fuoco che arde, la corona reale sopra la nascita a simboleggiare che Gesù è nato Re. Il perché di questo storico racconto? È per arrivare al tema del presepio di quest’anno “Maria Madre di Dio”. Perché Gesù è Figlio di Dio e con lo Spirito Santo ORARI E GIORNI DI VISITA Il presepe in S. Marta è visitabile secondo il seguente calendario: da martedì 8 dicembre a mercoledì 23 dicembre e da sabato 26 dicembre a lunedì 11 gennaio 2010 visite al presepe nei seguenti orari: - festivi dalle ore 10.00 alle 12.15 e dalle ore 15.00 alle 19.00; - feriali dalle ore 15.00 alle 18.00; - 24 dicembre apertura presepe solo dopo S. Messa di mezzanotte; - 25 dicembre, giorno di Natale, apertura presepe solo dalle ore 10.00 alle 12.15; - domenica 10 gennaio 2010 premiazione presepi - domenica 17 e 24 gennaio saranno ancora possibili visite al presepio secondo l’orario festivo. sono tre persone in un solo Dio, e senza di lei tutto quanto detto negli anni non si sarebbe realizzato. Dio nella Genesi, dopo che Adamo ed Eva commettono il peccato originale, lo dice esplicitamente al demonio, nel corpo del serpente: una donna ti schiaccerà la testa. Ecco che Maria entra nel disegno progettato da Dio. Per Isaia, il grande profeta, disse: “Ecco la vergine partorirà un figlio e lo chiamerà Emanuele, che significa il Dio con noi”. Tutto questo avveniva molto tempo prima del suo concepimento che avvenne senza la macchia del peccato originale e si realizza con l’Annuncia- zione dell’Angelo Gabriele, la visita alla cugina Elisabetta e, poi, ancora l’angelo appare a Giuseppe, sposo di Maria, e con la nascita di Gesù. Torniamo al presepio di quest’anno con i simbolismi che sono stati utilizzati per fare conoscere il tema: vi sono due scene che rappresentano l’Annunciazione e la visita alla cugina Elisabetta. La città di Nazareth è stata realizzata con un gruppo di edifici, con il fiume Giordano poco distante e il lago di Tiberiade, il percorso da Nazareth a Betlemme dove nasce Gesù e gli angeli protagonisti del mistero divino. Vi sono anche i video filmati mostrati da VENEGONO SUPERIORE CONCERTI DI NATALE A CASNATE CON BERNATE Sabato 12 dicembre, alle ore 21.00, presso la scuola materna “Filomena Saldarini Catelli” di via Verdi a Casnate con Bernate, si terrà il tradizionale concerto di Natale del nuovo Corpo musicale “G. Verdi”. Al concerto parteciperà anche il coro della parrocchia di San Bernardo di Bernate, come già avviene da vari anni. Domenica 13 dicembre, alle ore 21.00, presso la chiesa di San Bernardo a Bernate si terrà il concerto di Natale. In questa serata si potranno ascoltare il Circolo mandolinistico Città di Como, diretto da Sergio Capogna e il coro della parrocchia ospitante, diretto da Ida Cassina. I suddetti concerti sono ad ingresso gratuito. Domenica 20 dicembre si terrà la Giornata di solidarietà con i ragazzi disabili dell’“Isola che non c’è”; alle ore 15.30, presso il Centro parrocchiale: prima rappresentazione dello spettacolo teatrale “Cyrano” interpretato dai ragazzi dell’“Isola”. Giovedì 24 dicembre, alle ore 17.30: ritrovo e canti natalizi sul sagrato della chiesa; a seguire - ore 18.00 - S. Messa con tutti i gruppi di catechismo. Marco Cattaneo nella elevazione biblica e durante le visite al presepio. Presenti pure i magnifici manufatti di Luigi Carugo con delle novità che ogni anno non finiscono di stupire. Rinnovata anche tutta la scenografia, il gioco delle luci con nuove statuine in movimento. Negli anni scorsi il presepio della chiesa di S. Marta ha avuto una presenza annuale di oltre 3.000 visitatori. “L’apprezzamento di tante persone - spiegano gli organizzatori - è comunque uno stimolo importante per l’impegno e i sacrifici per la realizzazione di un’opera che richiede due mesi di lavoro e studi accurati con lo scopo di dare un messaggio di approfondimento cristiano unito ad una visione artistica per il visitatore. Anche quest’anno è continuata per i ragazzi delle elementari e medie la scuola di presepio con delle lezioni che illustra- no, anche attraverso la pratica, le tecniche e le fantasie per la realizzazione di un presepio significativo. Visto il grande successo dello scorso anno di partecipanti e di visitatori chiamati a dare il loro giudizio l’8 e il 15 novembre sono state distribuite dalla parrocchia tavole in legno cm 60x60 numerate su cui ognuno, solo o in gruppo, potrà realizzare, in base alla sua creatività, un presepe solo con materiale realizzato in proprio e non acquistato. Le tavole così realizzate dovranno essere riconsegnate entro il 12 dicembre e saranno esposte nella chiesa di S. Marta dove verranno giudicate da una giuria “qualificata” e da una popolare. Il giorno 10 gennaio, giorno del Battesimo di Gesù e ultimo giorno del tempo di Natale, vi sarà la premiazione. Siete tutti invitati a partecipare! Ricordiamo che da qualche anno la chiesa viene riscaldata”. Per un Natale senza confini N el solco del messaggio di Papa Benedetto XVI per la Giornata missionaria mondiale di quest’anno i missionari Comboniani hanno scelto di dare al loro presepio il titolo di “Natale senza confini”. Il Papa dice che la missione della Chiesa è quella di chiamare tutti i popoli alla salvezza operata da Dio tramite il Figlio suo incarnato. È necessario pertanto rinnovare l’impegno di annunciare il Vangelo, che è fermento di libertà e di progresso, di fraternità, di unità e di pace. Le Chiese antiche come quelle di recente fondazione, ricorda il Papa, sono poste dal Signore come sale della terra e luce del mondo, chiamate a diffondere Cristo, Luce delle genti, fino agli estremi confini della terra. Fare Natale, vivere il Natale vuol dire allora per noi cristiani riflettere sulla nostra missionarietà che è radicata nel battesimo che abbiamo ricevuto e darci da fare per essere annunciatori del Vangelo che è per tutti. Annessa al presepio ci sarà una mostra dedicata a S. Daniele Comboni, vari libri di carattere missionario, riviste e oggetti provenienti dalle Missioni. Il presepe è stato allestito presso i missionari Comboniani, in via della Missione, 12, a Venegono Superiore (Va). Sarà visitabile dal 25 dicembre al 6 gennaio (tutti i giorni dalle 14 alle 18), e dal 7 al 24 gennaio (venerdì 9-12 e 14-18), sabato e domenica (14-18). Dal 7 gennaio si accoglieranno gruppi e scuole solo su prenotazione. Per informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0331865010. CRONACA P A G I N A 24 Lago&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 IL SACRESTANO STORIE D’IMPEGNO UMILE E PREZIOSO Con semplicità al servizio della Chiesa R ecentemente è stato ricordato il prezioso servizio svolto come sacrestano della parrocchia di Santo Stefano di Dongo, e che dura da oltre 70 anni, da parte del sig. Antonio Pasetti, da tutti complimentato per un traguardo così ben raggiunto. A questo punto però è doveroso ricordare anche gli altri colleghi del ‘Toni Pasett’ che svolgono tale servizio nelle altre chiese suffraganee di Dongo e che formano un ‘sestetto’ ben amalgamato dimostrando soprattutto che amano la ‘loro’ chiesa come la propria casa. Ripartendo da Santo Stefano, va sottolineato che se il Toni Pasett ha resistito così a lungo, il merito va anche a Carlo Donato Cittoni, suo fedele braccio destro da oltre 50 anni il quale, a sua volta, ha imparato questo umile, ma importante servizio, dallo zio Stefano, già attivo confratello della Confraternita parrocchiale del S.S. Sacramento, sempre presente nelle feste patronali, processioni, funerali, vespri, Quarantore, quaresimali, ricorrenze liturgiche varie e che i più anziani ricordano ancora con simpatia. BASILICA DI SANTA MARIA IN MARTINICO Bisogna risalire a tanti anni fa quando tale servizio lo svolgeva Archimede Ciapponi (il Medi), su- Il traguardo raggiunto dal sig. Antonio Pasetti, per oltre 70 anni al servizio della parrocchia di S. Stefano di Dongo, ci offre lo spunto per ricordare alcuni suoi “colleghi” vicini e lontani di GIANNI MORALLI bentrato a Fiordoro Beltracchini al termine del 2° conflitto mondiale (con l’amaro epilogo a Dongo nel 1945), e che ha svolto fino al 1980, anno del suo decesso, con oltre 30 anni di presenza quotidiana. Il figlio Riccardo, specie per volontà di mamma Palmira, ha continuato questo impegno, che svolge ancora attualmente, superando così l’anzianità di papà Medi. La festa principale è il 15 agosto. SAN LORENZO IN MOSSANZONICO/ COMPATRONO Andando indietro negli anni ricordiamo Abele Rumi, Rina Speranzetti (mamma di padre Giuseppe), Piera Matteri, Carlo Buttera, per arrivare ora a Giuseppe Ciapponi (il Bepi) che già collaborava con il papà ed il fratello a Martinico. La festa principale è il 10 agosto. NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE IN BARBIGNANO Qui il servizio di Silvio Granzella durava già dagli anni ‘30 quando era ancora in vita il beato padre Enrico Rebuschini, il quale qui celebrava ogni anno quando, giungendo da Cremona, trascorreva i suoi giorni di riposo nella avita casa di famiglia. Ricordiamo inoltre Giovanna Rumi e la nipote Mariangela per arrivare ora ad Adele Granzella, nipote del Silvio, scomparso il 14 novembre 1996. La festa principale è il 30 settembre ed ora anche il 10 maggio, festa votiva del beato padre Enrico. SAN GOTTARDO I più anziani, quelli oltre gli 80!, ricordano ancora la figura carismatica del sig. Lombardo Cariboni quando, al termine della festa di San Gottardo, lo si vedeva scendere con estrema cautela dalla vecchia mulattiera in compagnia dell’arciprete don Prospero Bellesini, di venerata memoria, con sulle spalle la caratteristica ‘gerla’ con nei sacchetti le tante monete di metallo, donate in quella circostanza dalle migliaia di devoti che erano saliti al Santuario per venerare il santo vescovo e taumaturgo Gottardo. E dopo il fabbriciere Lombardo Cariboni ricordiamo CON “SCACCIAPENSIERI” VISITA A BRESCIA L’associazione culturale “Scacciapensieri” propone per domenica 24 gennaio una visita guidata alla mostra “Origine e misteri delle Civiltà dell’oro” presso il Museo di Santa Giulia a Brescia, dello stesso Museo e del centro storico di Brescia. La visita alla straordinaria mostra sulla civiltà Inca permetterà di osservare materiali provenienti da collezioni peruviane: splendide maschere funebri, reperti in legno e ceramica, mummie, le sagome dei sacerdoti con le vesti tipiche. Verranno inoltre ricostruiti i rituali e le celebrazioni religiose, dando ampio spazio alle danze coreografiche, con musica, canti e suoni. Il tour del Museo di Santa Giulia prevede invece la visita della sezione romana con la Vittoria alata, uno dei simboli di Brescia e le Domus dell’Ortaglia, raro esempio di architettura urbana di età romana. Seguirà la visita della basilica di San Salvatore, edificio religioso di età altomedievale per cui è stato richiesto il riconoscimento dell’Unesco e quindi la vista alla suggestiva chiesa di Santa Maria in Solario e dei suoi interessanti affreschi rinascimentali. Dopo il pranzo, si passerà alla visita del centro storico: il maestoso Tempio Capitolino di età romana, il Duomo Vecchio, gioiello medievale, l’austero Duomo Nuovo di età barocca. Il giro si concluderà in piazza della Loggia, il luogo che più di ogni altro testimonia il secolare dominio veneto sulla città: l’impronta veneziana è ravvisabile in particolare nel Palazzo della Loggia e nel Palazzo del Monte di Pietà. Il contributo di partecipazione è di euro 60 euro comprensivo di viaggio in pullman GT, di assicurazione, delle entrate alla mostra e al Museo, del servizio guida e del pranzo tipico tutto compreso. Per maggiori informazioni e iscrizioni (obbligatorie entro il 19 dicembre): Associazione Culturale Scacciapensieri, cell. 345-3302077; e-mail: [email protected]; sito internet: http://scacciapensieri-isa.blogspot.com Una foto di Antonio Pasetti, sacrestano di Dongo ancora il Silvio, già responsabile a Barbignano, coadiuvato da Luigi Granzella e Stefano Mancini (lo Stefenin, nipote di Lombardo Cariboni) e quando salivano lassù non li vedevamo indaffarati dentro e fuori la chiesa, sembrava che qualcosa mancasse alla festa, vera sagra di popolo. Va anche ricordato che per Dongo e le Tre Pievi il santuario è sempre stato come il loro “Sacro Monte” perchè fino agli anni ‘50 del secolo scorso, per arrivarci bisognava affrontare una delle due ripide mulattiere, ora quasi abbandonate, e tanti pellegrini lo raggiungevano in ginocchio sgranando il Rosario. La festa principale è il 4 maggio. Rimarrà fortemente impressa la data del 4 maggio 1997, quando al termine della processione, tanto la banda quanto le campane hanno “inneggiato” a lungo in concomitanza con piazza San Pietro a Roma dove in quel momento il nostro concittadino padre Enrico Rebuschini veniva solennemente proclamato beato da papa Giovanni Paolo II. E sul sacro colle è salito più volte p. Enrico da ragazzo con mamma Sofia e zia Lena e da sacerdote poi per celebrare la S. Messa. La custodia è ora affidata a Sergio Borsoni che svolge questo servizio da ben 5 anni e se quando raggiungiamo il Santuario troviamo sempre tutto in ordine è suo il merito, mentre i fedeli attendono il momento della processione con la statua del santo vescovo e taumaturgo Gottardo per la benedizione su Dongo, su tutto il territorio altolariano, sulla Ferriera che lo ha voluto come ‘patrono’. CAPPELLA DELL’IMMACOLATA AL VILLAGGIO FALCK Realizzata negli anni ‘50-‘60 del secolo scorso con la costruzione degli appartamenti assegnati ai dipendenti della Ferriera che lasciavano lo stabilimento con una anzianità di 40 anni, ubicata in località ‘Carate’, già proprietà Manzi, ribattezzata in ‘Villaggio Falck’, oggi rappresenta un altro ‘fiore all’occhiello’ di quanto la Spa A.F.L. Falck CON MONDO TURISTICO VISITA AI GIOIELLI DEL RAZIONALISMO COMASCO L’associazione culturale “Mondo Turistico” organizza per sabato 19 dicembre una visita guidata ai gioielli del razionalismo a Como. Il ritrovo con la guida è previsto per le ore 14.15 a Como davanti al Monumento ai Caduti, in fondo a via Vittorio Veneto (giardini pubblici). Grazie all’Assessorato al Turismo del Comune di Como, da qualche mese è stato reso accessibile il Monumento ai Caduti, uno degli esempi più interessanti dell’arte razionalista comasca, dalla cui sommità si può ammirare uno straordinario panorama sulla città. La visita inizierà da questo monumento per continuare attraverso il quartiere razionalista ed ammirare da vicino l’architettura e la decorazione di monumenti ed edifici abitativi realizzati con questo stile e che, a Como, ha avuto una grandissima importanza, grazie all’attività di un gruppo di artisti che facevano capo all’architetto Terragni. La quota di partecipazione è di 7 euro per i soci, di 8 euro per i non soci. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339.4163108; e-mail: [email protected]. ha lasciato nel periodo aureo della sua centenaria presenza sul nostro territorio. Inizialmente vi si celebravano due S. Messe all’anno, nelle feste votive di sant’Enrico e di san Giorgio per ricordare i due illustri capostipiti della siderurgia privata italiana, donghesi doc di adozione e di nascita: Enrico e Giorgio Falck, poi con una consultazione diretta delle famiglie dedicata alla Madonna Immacolata per ricordare il centenario delle apparizioni di Lourdes, l’8 dicembre. Il ‘Toni Pelia’ (Antonio Rumi), gestore del Cral con la moglie Adriana, custodiva le chiavi della cappella per poi passarle a Maria Pizzagalli e successivamente alla ‘Mariulin’ (Rosalia Aggio Mattone) il cui servizio dura da ben 35 anni... La comunità tutta deve molto a questi suoi stupendi collaboratori e che vanno tutti giustamente ricordati per quanto hanno profuso e continuano a dare, per cui a questo punto diventa quanto mai obbligatorio dire: “Unicuique suum: a ciascuno il suo!” Grazie. A CAVALLASCA SALUTE E MOVIMENTO L’11 DICEMBRE Nuovo appuntamento, a Cavallasca, nell’ambito del percorso “Per una salute senza età” promosso dall’Amministrazione comunale d’intesa con l’associazione Meno Giovani. Il prossimo incontro è previsto per Venerdì 11 dicembre, ore 15.30, sempre in Villa Imbonati. Titolo dell’evento: “Non fermiamoci mai. Come difendere il nostro corpo dall’incedere del tempo: tra sport e riabilitazione” Interviene il dott. Francesco Floris, medico specialista in ortopedia e medicina dello sport CRONACA P A G I N A 26 ValliVaresine IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 INCONTRO ZONALE CON IL RESPONSABILE DIOCESANO DON RINALDI Iniziazione cristiana: i catechisti riflettono M artedì 2 dicembre i membri del consiglio pastorale zonale, tanti catechisti provenienti dalle varie parrocchie delle due valli e praticamente tutti i preti della Zona si sono incontrati a Cuveglio con il responsabile della catechesi diocesana, don Battista Rinaldi. È stato un incontro molto partecipato tanto che la Sala Berti, in cui si è svolto l’incontro, era piena di gente, incuriosita dalle nuove direttive sulla catechesi ed interessata all’argomento. Attenzione massima, quindi, per seguire le parole di don Battista che, partito dall’espressione “Iniziazione cristiana” ha spiegato le problematiche legate alla catechesi e all’amministrazione dei Sacramenti. Si è parlato approfonditamente di Comunità Cristiana come luogo in cui vivere l’esperienza cristiana, l’ascolto e la celebrazione della Parola di Dio, luogo in cui vivere la testimonianza della carità. Da qui don Battista ha affermato che anche il catechismo dovrebbe recuperare la celebrazione, la preghiera, l’ascolto e la valorizzazione della testimonianza cristiana. Un passaggio, poi, anche sulla figura del catechista, che ha il compito di accompagnare ed introdurre i ragazzi alla vita cristiana, per questo il catechista – ha sostenuto don Battista – deve essere persona legata attivamente alla comunità ed essere un testimone della vita cristiana. Prima di concludere l’intervento accennando alla “mistagogia”, don Battista ha voluto anche ricor- dare che l’iniziazione cristiana inizia fin dalla domanda del Battesimo e, partendo da questa affermazione, don Rinaldi, ha parlato dell’opportuno (e raccomandato) contatto con le famiglie e si è soffermato sulle tappe in cui è possibile suddividere il cammino della catechesi. Si sono susseguiti, poi, interessanti interventi da parte del pubblico presente che ha rivolto domande di chiarimento, ma an- che ha fatto osservazioni basate sull’esperienza individuale e sulla realtà locale. Al termine la soddisfazione per un incontro riuscito, ma anche il desiderio di continuare l’approfondimento del tema trattato, in considerazione della sua importanza e delle domande che la meditazione (e/o la sperimentazione) di quanto udito, farà sorgere in tanti. ANTONIO CELLINA Inaugurata la tangenziale nord-est È A fine ottobre a Palazzo Verbania di Luino e a fin novembre a Cunardo, si è tenuta la presentazione del libro “Il deserto di fiori”, opera prima di Davide Di Giuseppe. L’autore, nato a Varese il 21novembre 1975 e laureato in lettere moderne all’Università Cattolica di Milano, risiede con la moglie Morena e il figlio Riccardo di 3 anni a Cunardo. Dopo aver insegnato in varie scuole medie della zona, oggi è docente presso l’istituto “Maria Ausiliatrice” di Luino, istituto nel quale è anche preside. “Il deserto di fiori” racconta la storia di un’amicizia, nata per caso, tra tre bambini che, poco alla volta, grazie proprio a questa loro amicizia riusciranno a diventare adulti attraverso momenti drammatici e toccanti. “Gli adulti – spiega l’autore – restano sullo sfondo di questa storia, come figure incorporee e inconsistenti, la domanda che serpeggia lungo tutto il romanzo, infatti, è proprio questa: dove sono i grandi? D’altra parte – dice ancora l’autore – se facessimo passare davanti agli occhi la nostra vita, ci potremmo accorgere che spesse volte le persone che per noi sono state importanti talvolta sono state il frutto di incontri casuali assolutamente imprevedibili. Da queste circostanze improbabili si dipana la storia di ognuno di noi, così come accade ai protagonisti de “Il deserto di fiori”. Nel libro – conclude Di Giuseppe – si va alla scoperta di un mondo tanto familiare quanto inimmaginabile. Il libro è edito da Simonelli, mentre per acquistare il libro in formato elettronico o cartaceo è necessario collegarsi al sito internet www.ebo oksitalia.com. RINNOVO CARICHE DEL DISTRETTO SOCIO SANITARIO E DI I.S.P.E. VARESE MENTRE SI PARLA DEL COLLEGAMENTO CON COMO E LECCO stata inaugurata sabato 5 dicembre la Tangenziale Nord Est di Varese che costituisce il collegamento stradale tra L’OPERA PRIMA DI UN GIOVANE AUTORE VARESINO la SS 342 “Briantea” e la SS 233 “Varesina”, con interconnessione alla SS 334 di “Porto Ceresio”. «Con la realizzazione di 100 ANNI DI SCUOLA DELL’INFANZIA A PONTE TRESA Viaggio intorno ai bimbi. Scuola Materna Asilo infantile di Ponte Tresa. 1908-2008: Cento anni nel cuore del paese. Questo è il libro di Donatella Mariani, presentato venerdì 27 novembre, nell’aula della Biblioteca Comunale, assiepata da tanta gente. È stato bello vedere lo scorrere di questa istituzione nelle persone, dagli ultra ottantenni, ai bimbi che ora frequentano questo asilo. È il percorso di una vita, di tante vite. È un libro, che pur percorrendo tutte le date, non è un libro di storia, ma la storia di questo asilo. Una storia che si snoda con maestre laiche, religiose per un tempo, anche nell’edificio parrocchiale, sempre nell’impronta della serenità della vita, di un insegnamento e di esempio di fede cristiana. «Questa pubblicazione ricorda a tutti i fortunati lettori che Lavena Ponte Tresa ha radici profonde ed una storia ricca e interessante, quella di una comunità che nel tempo, nonostante i grandissimi cambiamenti, ha saputo sostenere gli ambienti di crescita protetta per i propri piccoli abitanti e lo ha fatto per merito di persone splendide che hanno saputo dare continuità alla loro opera, permettendo a noi oggi, di raccogliere i dorati frutti». Così termina la presentazione del libro del nostro sindaco Pietro Roncoroni. Un grazie da noi anziani all’autrice e a chi ha collaborato alla realizzazione di questa opera, perché ci ha fatto rivivere il nostro passato, e per i giovani sia uno sprone per continuare nel futuro con questi esempi. RITA GHIRIMOLDI questa tangenziale – ha dichiarato il presidente della Provincia di Varese Dario Galli – facciamo un passo molto importante verso il completamento dello snodo stradale tra Varese, Como, Lecco. Quest’opera è stata realizzata rispettando tempi e costi previsti. Il collegamento pedemontano a nord di Milano è necessario. Detto questo l’opera dovrà essere progettata e realizzata nel massimo rispetto dell’ambiente in cui è contestualizzata». Anche il sindaco di Varese Attilio Fontana ha espresso «grande soddisfazione per il completamento della tangenziale NordEst, un’opera pensata tre anni fa, in previsione dell’arrivo dei Mondiali di ciclismo. Quando siamo partiti, abbiamo avuto coraggio, poiché non c’erano tutti i finanziamenti. Però tutte le istituzioni coinvolte, attraverso un grande lavoro di collaborazione, sono riuscite a completare l’opera in tempi brevi: questa è un’infrastruttura importante per tutto il territorio». Rilevanza dell’opera, metodi di lavoro e nuovi obiettivi sono stati i pun- ti toccati dall’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo: «La tangenziale è un successo che ha molti padri e se oggi siamo riusciti a inaugurarla nei tempi previsti è grazie al lavoro di tutti. Ora ci sono altre tre importanti sfide: tra poche settimane, ovvero il 6 febbraio prossimo, inaugureremo i cantieri della Pedemontana a Cassano Magnago e a Morazzone; sempre nel 2010 inizieremo i lavori di prosecuzione della tangenziale della Valceresio e infine, l’obiettivo più ambizioso, quello della Varese, Como, Lecco, sulla quale stiamo lavorando in sinergia tra istituzioni e associazioni di categoria». Dopo le elezioni comunali del giugno scorso l’Assemblea dei sindaci del Distretto Socio Sanitario di Cittiglio si è ritrovata per rinnovare le cariche di questo ente, tenendo conto dei nuovi amministratori appena eletti. Alla guida del Distretto è stato, comunque, riconfermato Felice Paronelli (sindaco di Gavirate), mentre nell’esecutivo sono stati scelti il sindaco di Biandronno Antonio Calabretta e di Monvalle Franco Oregioni, che si affiancheranno ai due rappresentanti rimasti in carica: il sindaco di Brenta, Silvio Borgese e Maria Rosa Arioli, assessore di Laveno Mombello. Presidente ed esecutivo hanno il compito importante di dare un indirizzo al Piano di Zona, lo strumento che garantisce organicità e progettualità ai servizi alla persona per il Distretto Socio Sanitario, per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, ai sensi della Legge quadro 328/2000. In parallelo con l’assemblea dei sindaci sono state rinnovate le cariche anche nel Consiglio di Amministrazione dell’I.S.PE. l’organismo tecnico istituito per realizzare concretamente le politiche sociali per conto della Comunità Montana, ex Valcuvia e ora Valli del Verbano. Anche per l’ISPE una riconferma: Guido Calori rimane alla presidenza dell’Istituzione Servizi alla Persona, mentre il c.d.a. sarà composto da Rossella Barboni sindaco di Brebbia, Vincenzo Maffei sindaco di Masciago Primo, Pier Antonio Bianchi del Comune di Cuveglio e Maristella Schirano del Comune Brissago Valtravaglia. Anche il presidente della Comunità Montana Valli del Verbano, Marco Magrini, si è detto molto soddisfatto delle riconferme: “Dimostrano l’efficacia degli interventi nel campo sociale e sono un segno dell’ottimo lavoro fin qui svolto dall’I.S.PE. sia nella progettazione degli interventi del Piano di Zona sia nella gestione del servizio sociale associato”. La prima sfida che il nuovo c.d.a. dell’I.S.PE. dovrà affrontare sarà il taglio dei trasferimenti verso le Comunità Montane, risorse che in precedenza assicuravano il mantenimento della struttura dell’Istituzione Servizi alla Persona, coprendo una parte dei costi di gestione. A.C. PELLEGRINAGGIO VOCAZIONALE CAVONA Sabato 19 dicembre, terzo appuntamento col pellegrinaggio vocazionale di zona. Ritrovo al mattino, alle ore 7.00, presso la cappelletta di santa Teresa per la recita del Rosario. Alle 7.30 Messa in Santa Casa a Cavona. Animerà l’incontro la parrocchia di Ponte Tresa. CONCERTO PER ORGANO A GEMONIO Si terrà sabato 19 dicembre con inizio alle ore 21.00 nella chiesa parrocchiale di San Rocco a Gemonio, il concerto per organo In principio. Sarà un itinerario emozionale e spirituale per il Natale con musiche di Mozart, Bach, Haendel, Franck, suonate a quattro mani dal Kammer Klavier Duo, formato dagli organisti Andrea Gottardello e Nicola Bisotti. Ad intercalare la musica la lettura di brani tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento proposti dalla voce di Antonio Zanoletti. L’organizzazione è dell’associazione culturale “Attivamente” di Casalzuigno. Sondrio CRONACA DI E P R O V I N C I A P A G I N A 27 ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 ISTITUTI SUPERIORI LE INDICAZIONI PER INDIRIZZI E CORSI DI STUDIO E la scuola guarda al «domani» C ome era già stato anticipato dall’assessore all’istruzione Costantino Tornadù e confermato con delibera di Giunta, la Provincia non effettuerà alcun taglio rispetto al piano di dimensionamento previsto dalla Riforma Gelmini. «La decisione è stata condivisa – ha precisato l’assessore – con i dirigenti scolastici, con il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Nicola Montrone e con i referenti dell’Associazione scuole autonome di Sondrio (Asas). Ci siamo appellati ai decreti in deroga che danno la possibilità ai territori montani – ha ribadito Tornadù – di poter mantenere anche la situazione esistente e così è stato deciso». La Giunta si è, inoltre, espressa rispetto all’attuazione dei nuovi indirizzi per le scuole secondarie di secondo grado per l’anno 2010/2011. Dopo un attento confronto con il mondo della scuola, sono state recepite le richieste avanzate deliberando l’assegnazione del Liceo delle Scienze Umane all’Istituto “G.W. Leibniz” di Bormio, dell’Istituto Tecnico per il Turismo all’Istituto “De Simoni” di Sondrio e dell’Istituto Tecnico indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologie nell’ambito territoriale di Morbegno. «Anche in questo caso – ha commentato l’assessore all’Istruzione –si cer- cato di non impoverire l’offerta scolastica di alcun mandamento. Sia al “Leibniz” di Bormio sia al “De Simoni” di Sondrio (titolari dei nuovi corsi) erano già stati soppressi degli indirizzi, in questo modo, dunque si va a compensare quella che avrebbe potuto rappresentare una perdita per la scuola della provincia di Sondrio. La soddisfazione per il raggiungimento di questo risultato – ha concluso Tonandù – è maggiore se si considera che è stata concordata con i vertici scolastici con i quali ci sono state diverse occasioni di confronto e di dialogo». Queste, dunque, le confluenze per il prossimo anno scolastico. L’Amministrazione Provinciale monitorerà attentamente la situazione: la volontà è quella di valutare nuove e possibili modifiche per il futuro che, anche in questo caso, saranno attentamente analizzate e valutate con il mondo della scuola. IL FORUM DELLE FAMIGLIE IN PROVINCIA DI SONDRIO Creare il Forum delle Famiglie anche in provincia di Sondrio. Con questo intento una coppia valtellinese lancia un appello alle associazioni di Valtellina e Valchiavenna: chi fosse interessato all’iniziativa, è pregato di mettersi in contatto per telefono o per email entro e non oltre il 15 dicembre. Info: Riccardo Mora, telefono 380-7389234, email: [email protected]. NUOVO VERTICE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE Cambio al vertice dell’Azienda Speciale per la Formazione della provincia di Sondrio “Centro di formazione professionale”. Il direttore Renato Ciaponi dal 1 gennaio prossimo andrà in pensione. Il Consiglio di Amministrazione dell’Azienda nel ringraziare Ciaponi per il lavoro svolto ha deciso di procedere con un avviso pubblico per consentire a chiunque abbia i requisiti la partecipazione (scadenza domande: le ore 12.00 del 21 dicembre). L’azienda è costituita dalle sedi di Sondrio e Sondalo. NOYFIL DI ANDALO: AL VIA IL TAVOLO ISTITUZIONALE L’assessore provinciale alle Formazione e al Lavoro Alberto Boletta ha presieduto nei giorni scorsi il primo incontro del tavolo istituzionale sul caso Noyfil. All’appuntamento hanno preso parte oltre ai referenti dell’Azienda, anche i rappresentanti sindacali della Cgil e della Cisl, il Prefetto Chiara Marolla, l’Unione Industriali, il presidente della Comunità Montana di Morbegno Silvano Passamonti e i sindaci di Andalo e Morbegno Alan De Rossi e Alba Rapella. Nella prima parte dell’incontro è stato fatto il punto della situazione rispetto agli sviluppi previsti dal piano industriale dell’Azienda e alle perdite che quest’ultima ha subito in questo periodo di crisi. «Alla luce delle problematiche attuali - spiega l’assessore Boletta - l’azienda non si è detta disposta a rivedere i propri progetti e procederà a breve al trasferimento dell’attività a Bergamo. La situazione appare delicata e di non facile soluzione». L’assessore registra tuttavia un’apertura dei rappresentanti dell’azienda a rivedere il piano con la prospettiva di mitigarne gli effetti per i lavoratori dell’unità produttiva di Andalo. A fronte della situazione analizzata ed esposta dai referenti della Noyfil, la Provincia, competente in materia di formazione e lavoro, attiverà tutti gli strumenti in suo possesso per sostenere i dipendenti che presto resteranno senza lavoro. «Dagli ammortizzatori sociali all’organizzazione di corsi di formazione e orientamento - dichiara Boletta - sfrutteremo al meglio tutti gli strumenti che l’Ente ha a disposizione. Benché la decisione della proprietà dello stabilimento Noyfil sembra non concedere alcun appello, il tavolo istituzionale è riuscito a strappare la timida promessa che entro il 2011, in considerazione di un’eventuale ripresa, la Noyfil potrebbe rivedere il proprio piano occupazionale». È stata, quindi, concordata una prossima riunione del tavolo istituzionale. Nel frattempo si sta lavorando per capire se vi siano altre strade da percorrere per ridimensionare l’esito finale di questa difficile situazione, che dovrebbe portare al licenziamento di una sessantina di dipendenti. CARTOGRAFIA DIGITALE DELLA PROVINCIA DI SONDRIO Il lavoro iniziato nel 2007 con l’adesione al progetto di tutti i comuni della provincia di Sondrio, delle Comunità Montane e del Bim sta già dando i primi risultati confermandosi uno strumento fondamentale per la redazione dei nuovi Piani di Governo del Territorio. Si tratta della nuova cartografia digitale di Valtellina e Valchiavenna che sostituisce uno strumento ormai vecchio di 20 anni e per di più statico. Il volo fotogrammetrico effettuato nel corso del 2007 ha prodotto un’enorme quantità di fotogrammi necessari per la restituzione cartografica. Il database topografico - dinamico e costantemente aggiornabile rispetto allo sviluppo stesso del territorio - costituirà un elemento fondamentale per la redazione della nuova Carta Tecnica Regionale (CTR) al 10.000. Tutti i fotogrammi in formato digitale sono a disposizione degli enti che hanno aderito al progetto. Il livello dettagliato della risoluzione e l’elevata qualità tecnica consentono di effettuare un’approfondita analisi del territorio e in base a questa di pianificare eventuali interventi e/o controlli. Il materiale digitale sarà presto distribuito secondo modalità condivise e approfondite nei prossimi incontri istituzionali. Nel corso di questo mese di dicembre sono in programma una serie di incontri presso le comunità montane cui prenderanno parte tutti i sindaci interessati al progetto, per un aggiornamento sullo stato dell’arte, sul prosieguo del lavoro e per mettere loro a disposizione il materiale sin qui raccolto. I comuni avranno la possibilità di utilizzare i fotogrammi per la predisposizione dei loro Piani di Governo del Territorio. È stato anche pubblicato il bando per la restituzione cartografica delle foto aeree: tutta l’operazione dovrebbe concludersi entro la fine del 2010. LAVORI PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLA STRADA VALERIANA Sono in fase di esecuzione e saranno terminate entro Natale le opere di difesa da caduta massi lungo la Strada Provinciale n 4 (Valeriana) ex Strada Statale. Il finanziamento appostato per l’intervento è di 150mila euro. Nello specifico i lavori previsti riguardano il versante sovrastante la provinciale n. 4 (Valeriana) nel comune di Traona e nel comune di Civo e consistono nella posa di una rete metallica rinforzata aderente alla parete rocciosa e nel ripristino delle barriere paramassi in acciaio. DALLA PROVINCIA DI SONDRIO UNO STANZIAMENTO DI 125MILA EURO PER LA PRO VALTELLINA La Giunta provinciale di Palazzo Muzio ha approvato l’atto di costituzione del fondo “Provincia di Sondrio” stanziando un contributo di 125 mila euro. «Con il coinvolgimento dell’Amministrazione Provinciale come Pro Valtellina realizziamo l’aspirazione di una fondazione che intende essere realmente rappresentativa del territorio – sottolinea il presidente della Pro Valtellina Marco Dell’Acqua –. Ringrazio il presidente Massimo Sertori e l’intera Giunta che hanno accolto la nostra richiesta e fatto proprio l’obiettivo di vincere la sfida lanciata da Fondazione Cariplo. Per raggiungere il traguardo dei 5 milioni di euro di raccolta entro il marzo del 2012 contiamo su tutti i valtellinesi e i valchiavennaschi, perché la fondazione è del territorio, è espressione dei suoi bisogni e opera per soddisfarli. E con un patrimonio di 15 milioni di euro sarà ancora più forte». Aderendo al progetto delle fondazioni comunitarie di Fondazione Cariplo, nel 2002, per la Pro Valtellina è iniziata la sfida: raccogliere sul territorio 5 milioni di euro in donazioni entro dieci anni. Una somma ingente per le piccole dimensioni della provincia ma non per il suo grande cuore: a poco più di due anni dalla scadenza, è già stata superata quota 4 milioni. Vincendo la sfida, Pro Valtellina otterrà altri 5 milioni di euro dall’organismo filantropico lombardo che, aggiungendosi ai 5 milioni di dotazione iniziale e a quelli raccolti farebbero triplicare il suo patrimonio fino a 15 milioni di euro. Un risultato eccezionale se si considera che soltanto il 15% delle fondazioni italiane ha un patrimonio superiore ai 5 milioni di euro. La Provincia ha aderito alla sfida e ha deciso lo stanziamento di 125 mila euro. Un “fondo con diritto di indirizzo”, così come viene connotato nell’atto di costituzione sottoscritto dai presidenti Sertori e Dell’Acqua. Il reddito annuale prodotto dal fondo verrà destinato a favore di iniziative per lo sviluppo di servizi e attività culturali. «Come Provincia dovevamo e volevamo esserci – sottolinea l’assessore al Bilancio Costantino Tornadù che ha presentato la delibera ai colleghi di Giunta –: il raggiungimento del traguardo dei 5 milioni di raccolta è di fondamentale importanza per la nostra fondazione e porterà benefici a tutto il territorio. Crediamo nel ruolo propulsivo della Pro Valtellina e abbiamo voluto fornire il nostro contributo per renderla ancora più pronta a soddisfare i bisogni della comunità locale. Le necessità aumentano e vi sono nuove emergenze che soltanto una fondazione forte e rappresentativa del territorio è in grado di percepire e affrontare in maniera efficace: noi contiamo sulla Pro Valtellina e siamo grati al presidente per tutto quanto sta facendo». Il sostegno dell’Amministrazione Provinciale si unisce a quelli più recenti del Comune di Sondrio, attraverso la Teatro Pedretti Srl, e dell’Aler, che hanno contribuito con 50mila euro ciascuno. Tante donazioni che moltiplicano le chance della Pro Valtellina di raggiungere il traguardo dei 5 milioni di euro, ormai sempre più vicino. «Il supporto e la fiducia di questi enti che operano in favore del territorio, che hanno dimostrato di credere nella nostra fondazione, ci gratifica e ci inorgoglisce – conclude il presidente Dell’Acqua –. Il loro sostegno ci rende ancora più determinati nell’opera di raccolta fondi che è rivolta anche alla comunità locale, perché ogni singolo cittadino, per quanto è nei suoi desideri e nelle sue possibilità, può contribuire individuando la Pro Valtellina quale destinataria delle sue donazioni che andranno a sostenere i progetti che verranno ritenuti prioritari per il nostro territorio. Conosciamo la propensione alla beneficenza dei nostri convalligiani: grazie a loro la Pro Valtellina è nata oltre sessant’anni fa ed è arrivata sin qui. Ora l’impegno deve continuare perché la sfida unisce tutti e a vincerla sarà la provincia intera». P A G I N A 28 CRONACA Valchiavenna IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 FRA LA VALLE DEL LIRO E QUELLA DI MADESIMO UN SISTEMA DI FORTE IMPATTO AMBIENTALE Riflessione sul progetto eolico G li Andossi a Madesimo sono un luogo particolare, una zona ampia, grandi pascoli che si alternano a dossi dolci, un luogo quasi a cavallo delle due Valli: quella del Liro e la valle di Madesimo, un luogo ampio e aperto, visibile da tutte le vette della Valle Spluga, da tutte le piste di sci, da San Sisto, da Motta, da Montespluga e Madesimo. Ebbene questo luogo fa gola, fa gola a chi vorrebbe metterci delle pale eoliche altissime con pali alti più di due campanili uno sull’altro per intenderci. Degli enormi mulini a vento che servono ad… arricchire qualcuno, a compromettere in modo definitivo il paesaggio della nostra Valle e produrre una quantità modesta di energia se confrontata a quanto producono le “nostre” centrali idroelettriche che già sfruttano il 95% delle “nostre” acque e che hanno disseminato di tralicci la Valle e i paesi. Ecco in sintesi quanto succede. L’allarme è determinato dalla posa, da poco più di un mese, di enormi antenne per la misurazione del vento sull’Alpe da parte della società (un nome, una beffa) “Energia-Ambiente” che ha sede a Ravenna, ma che ha un referente locale in Valtellina. È vero che un palo alto e sottile c’era già almeno da tre anni in un luogo incantevole degli Andossi: il laghetto detto “degli Ann” con vista su Montespluga. Non che il palo stesse bene, anzi, ma poi sembrava che non se ne facesse più nulla… e invece… I pali impiantati adesso non sono alti come le torri eoliche, ma danno già una idea della sproporzione, della offesa che potrebbe venire inferta al territorio. Interessata agli Andossi “eolici” era stata prima la società svizzera Reinvest, una società i cui responsabili avevano visitato la zona ma poi aveva rinunciato a monitorare le possibilità di sfruttamento eolico per ipotizzate difficoltà tecniche di re- alizzazione. Poi era spuntata la nuova società Energia-Ambiente con sede a Ravenna, aveva impiantato il palo al lago degli Ann, e poi sembrava che tutto fosse finito. Invece improvvisamente i nuovi pali di misurazione dotati di anemometri e altri strumenti. Secondo il presidente del Consorzio Alpe Andossi che meritoriamente si sta dando da fare per il rilancio della agricoltura di montagna sull’Alpe, nel momento in cui la società avesse i permessi regionali, i timbri sull’impatto ambientale e quant’altro non la fermerebbe più nessuno, nemmeno il Consorzio proprietario dell’area, che nelle ristrettezze economiche ha pure accettato il modesto contributo per mettere i pali di rilevazione. L’energia eolica nutre grandi simpatie, ricorre come immagine finale di uno spot, ma in molti luoghi dove sono sorti i parchi eolici i problemi si sono fatti sentire eccome, perfino in zone di pregio ambientale e paesaggistico molto più modesto rispetto alle nostre. Se poi qualcuno considera una selva di torri di acciaio da 50-60 metri di altezza e rotori da 25 metri una attrazione tu- ristica, benissimo. Per fare un esempio, la statua della Madonna di Motta, visibile da molti punti della Valle, misura 13 metri e mezzo di altezza. Certo, la tesi di impianti “belli, puliti e ecologici” fa molto gioco a chi vuole speculare sulle “quote verdi” per guadagnare da una modesta e intermittente produzione di energia elettrica (la ventosità italiana non è quella del- la Scozia e della Danimarca). Vogliamo provare ad ipotizzare cosa resterebbe ai locali? Qualche briciola ed elemosina (abbiamo l’esempio dell’idroelettrico!). Però potrebbero darci anche qualche perlina di vetro come agli indios in cambio dell’oro. L’oro del nostro paesaggio già offeso da parecchi tralicci ed impianti. G.Z. VOLONTARIATO BILANCIO DELLE ASSOCIAZIONI L’ARCA HA 199 AMICI E LI VORREBBE RINGRAZIARE DI CUORE UNO PER UNO Duecento «grazie» dall’Arca ai valchiavennaschi. Ammonta a oltre cinquemila euro la somma proveniente dai contribuenti che hanno scelto di destinare il cinque per mille del proprio reddito del 2007 alla cooperativa sociale L’Arca di Chia-venna. «Vogliamo esprimere un ringraziamento sincero a tutti i nostri 199 sostenitori per il loro aiuto e la loro fiducia - spiega il presidente Alfredo Ravasio -. Si tratta di un riconoscimento lusinghiero che contribuisce a portare avanti i progetti a favore degli anziani». Il contributo verrà utilizzato per acquistare attrezzature e arredi. «Abbiamo ancora tanti progetti e miglioramenti da realizzare, a cominciare dalle iniziative a favore delle persone anziane con demenze. Le risorse sono limitate e rischiano di fare naufragare i nostri sogni. Il cinque per mille è una grande possibilità per dare un futuro ai nostri progetti». Intanto, L’Arca va in rete con il nuovo sito web. Si tratta di un’opportunità per conoscere i servizi e le iniziative di una realtà che ha dimostrato di essere strettamente legata al territorio. L’indirizzo è www.arcasociale.com. Il sito prevede anche uno spazio specifico per le famiglie sulla non autosufficienza e la demenza. L’Arca nella casa di Bette ospita ventidue utenti nella struttura residenziale, due negli alloggi protetti e dodici persone nel centro diurno integrato. Sono significativi anche i dati relativi all’occupazione: sono una quarantina gli addetti qualificati, tra cui operatori sociali, socio assistenziali, sanitari ed animatori, sempre aggiornati al fine di garantire la qualità dei servizi offerti agli utenti della struttura. UNA GIORNATA DEDICATA AGLI ANZIANI A CHIAVENNA TRA FESTA E RIFLESSIONE Una domenica di allegria per duecento pensionati, ma anche un momento di informazione su temi d’attualità. È decisamente positivo il bilancio della domenica di festa promossa da Auser-Cgil, Anteas-Cisl e Ada-Uil insieme al Centro anziani e all’Ovva nelle sale dell’Hotel Aurora di Campedello. Nel corso dell’iniziativa ci sono stati il pranzo e gli immancabili balli, che hanno visto impegnati i partecipanti fino al tardo pomeriggio, ma non è mancata la riflessione su alcune tematiche d’attualità. Adelino Tralli, presidente dell’Associazione per la difesa dei consumatori della Uil, ha illustrato la legislazione che si occupa dei diritti dei consumatori. Pietro Biavaschi, operatore dello sportello dei consumatori della Cisl, si è soffermato sui contratti delle compagnie telefoniche e in particolare del diritto di recesso. Renato Cipriani, segretario dello Spi-Cgil, ha illustrato il recente accordo dei sindacati dei pensionati con la Regione Lombardia. Dal Pirellone è in arrivo uno stanziamento di cinquanta milioni di euro in più per i capitoli socio-assistenziali. Queste risorse saranno utilizzate per i servizi domiciliari, per i posti letti dei malati cronici e per la costituzione di centri dedicati alla non autosufficienza. «Le nostre attività rappresentano un’occasione di svago e di incontro fra le persone e di conoscenza del territorio», hanno spiegato con soddisfazione gli organizzatori. Il prossimo appuntamento è in programma per lunedì 14 dicembre: ci sarà la tombolata con gli auguri di Natale nella sala dei Cappuccini di Chiavenna. S.BAR. Giornata dei pensionati C on la “giornata dei pensionati e degli anziani” che si è svolta agli inizi di dicembre, con una larga partecipazione, si può anche cogliere l’occasione per fare un breve bilancio dell’anno che si sta per concludere. Ogni lunedì, esclusi i mesi più caldi, sono state organizzate le camminate che hanno essenzialmente due scopi precisi: incentivare l’attività motoria delle persone anziane e offrire momenti di socializzazione, di svago e di incontro fra persone, di conoscenza del territorio. Anche quest’anno, si può senz’altro affermare che questa attività, vista la numerosa partecipazione, è gradita ai soci, tanto da essere praticata anche individualmente o in piccoli gruppi, oltre la programmazione che viene curata dai volontari delle associazioni. Nella piccola sede delle associazioni, ubicata nel locale messo a disposizione dal Comune nella vecchia scuola materna di via Cappuccini, aperta ogni giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.00, i responsabili si dedicano alla programmazione delle attività, a piccoli lavori manuali, all’organiz- zazione di iniziative per l’autofinanziamento, si discutono tematiche che interessano gli anziani, per rendere più consapevoli le persone, per sostenerle nelle affermazioni dei loro diritti, per chiarire dubbi, per far conoscere i servizi sociali e sanitari del territorio e della provincia. Vengono organizzate attività di svago e momenti conviviali, gite culturali e brevi viaggi, tutte opportunità che hanno lo scopo di offrire occasioni atte a combattere la solitudine e l’isolamento di cui soffrono diverse categorie di persone, in particolare quelle che vivono da sole. La collaborazione con le altre associazioni del territorio è al centro dell’attenzione: si lavora con U-nicef per l’attività delle “Pigotte”, si prepara la “Giornata delle persone anziane” in collaborazione con il Centro Anziani di Chiavenna e il gruppo dei volontari dell’Ovva, sì collabora con la Società democratica operaia in diversi momenti dell’anno, un bel numero dei nostri iscritti svolge volontariato attivo presso le case di riposo così come altri praticano attività di buon vicinato in favore di anziani soli. Un altro gruppo di volontari è impegnato a coprire i servizi di trasporto da casa ai luoghi di cura per anziani e disabili in convenzione con la Comunità Montana Valchiavenna e rispondono positivamente alle richieste dirette del “Filo d’argento”: Per questi volontari non c’è stata nemmeno la parentesi estiva. A loro va un ringraziamento speciale perché, con grande senso di responsabilità, sono sempre disponibili a rispondere ai bisogni dei più deboli. Va tutto bene dunque? Potrebbe anche andare meglio per dire una frase scontata. Le associazioni dovrebbero avere più collegamenti nei paesi della valle, dovrebbero aumentare gli iscritti, vorrebbero essere ancora più presenti. Piace anche ricordare che le associazioni citate hanno dato il via e continuano a seguire Scuola Aperta Valchiavenna che ha conosciuto, soprattutto negli anni più recenti, una vasta crescita di adesioni, a testimonianza del bisogno di cultura della popolazione residente, svolgendo un grande lavoro organizzativo e di programmazione totalmente volontario. CRONACA P A G I N A 29 Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 SONDRIO TANTE LE INIZIATIVE DEL COMITATO CIVICO IN DIFESA DELL’ALBERO DI PIAZZA CAMPELLO Acceso il confronto sul... cedro P roseguono le vicende legate al cedro di piazza Campello che, secondo il progetto di riqualificazione della zona, redatto dalla società Stelline, dovrebbe essere abbattuto. Il gruppo di cittadini, che da alcune settimane si è mobilitato per raccogliere firme contro la rimozione di uno degli storici simboli del Natale sondriese, ha consegnato nei giorni scorsi, presso l’ufficio di protocollo del Comune, la richiesta di autorizzazione a eseguire una perizia fitosanitaria sulla pianta, per avere un ulteriore parere rispetto a quello espresso dalla relazione – che darebbe il cedro per instabile – stilata lo scorso anno dalla naturalista Maria Grazia Ciccardi. La richiesta, sostenuta da 414 firme e accompagnata da restanti 210 firme della precedente petizione che aveva superato le mille adesione, avrebbe dovuto essere presentata con una mozione urgente nel consiglio comunale di venerdì scorso, ma così non è stato. Bisognerà quindi attendere che la richiesta venga discussa in seno alla giunta comunale, la qua- le dovrà decidere il da farsi. Sempre nei giorni scorsi, con un lungo scritto, è intervenuto a difesa del cedro anche Pietro Pizzini, noto cittadino già premiato col Ligari d’argento nel 2004. «La città di Sondrio, nelle sue strutture – ha scritto Pizzini –, era uscita pressoché indenne dalle disastrose distruzioni del secondo conflitto mondiale che, per esemplificare, avevano invece ferito anche gravemente gli altri capoluoghi lombardi. Aveva tuttavia pagato un gravoso tributo, sacrificando uomini in prima linea e vedendosene restituire altri con menomazioni o resi inabili. Durante la guerra la fiancata della chiesa par- A SONDRIO INAUGURATI IL PARCHEGGIO INTERRATO DI PIAZZA GARIBALDI E LA PISTA DI PATTINAGGIO Sono stati i bambini ad inaugurare il nuovo parcheggio interrato di piazza Garibaldi. Lo scorso sabato, alle ore 14.00, i piccoli sondriesi si sono radunati ai piedi del monumento a Garibaldi per poi spostarsi in corteo, seguendo il sindaco, Alcide Molteni, verso l’ingresso del parcheggio in via Colonnello Alessi, dov’era collocato il classico nastro tricolore, tagliato con un paio di forbici rosse giganti proprio dai più piccoli. Dopo il rito di benedizione, guidato dall’arciprete monsignor Valerio Modenesi, hanno preso la parola Giovanni De Censi, presidente di Credito Valtellinese, e il sindaco Molteni, per ricordare le tappe del Piano integrato di intervento che ha portato alla riqualificazione della piazza con la collaborazione della società Stelline, controllata dal Credito, e delle imprese Quadrio Gaetano e Cossi Costruzioni, riunite nella società Sondrio Città Centro. Dopo l’iniziale momento ufficiale, i bambini hanno avuto la possibilità di scorrazzare a piacimento con macchine elettriche o a pedali, monopattini e biciclette nella grande pista che, a partire dalle ore 16.00, è stata aperta agli autoveicoli. Alle ore 17.00 è stata inaugurata anche la pista di pattinaggio su ghiaccio in piazza, nella zona antistante palazzo Lambertenghi. Sono stati molti gli adolescenti, i giovani e le famiglie con bambini che, nella prima serata di apertura della pista, hanno animato il sabato sera di insolita vivacità e di movimento, con la presenza di pattinatori e curiosi che hanno affollato fino a tarda ora la piazza. Non c’è stato un attimo di sosta per i gestori della struttura, che hanno continuato ad emettere scontrini (l’ingresso costa 2 euro per i bambini fino ai 10 anni di età e 4 euro per ragazzi e adulti) e distribuire i pattini, noleggiabili ad un euro. «È davvero numerosa l’affluenza – ha rilevato Giuseppe Della Rodolfa, responsabile della struttura per conto del Consorzio turistico Sondrio e Valmalenco – e siamo piacevolmente sorpresi soprattutto per la grande presenza di giovani». La pista non si è svuotata fino alla mezzanotte, grazie alla disponibilità di 300 paia di pattini noleggiabili. «Forse bisognerebbe limitare gli ingressi, perché la pista non è poi così grande quando è affollata – ha commentato Luca –, ma l’iniziativa è davvero bella. Finalmente a Sondrio c’è un’iniziativa interessante per l’inverno». «I giovani molto spesso non hanno un luogo di ritrovo – ha sottolineato Maurizio –, piazza Garibaldi può ora esserlo con quest’iniziativa che permette di sfruttare anche il clima della nostra città alpina». Giudizi favorevoli anche da parte dei genitori che hanno trovato un nuovo luogo dove far divertire i propri figli: «bisogna ringraziare il Comune per questa bella iniziativa – ha affermato una mamma – che ha portato allegria e divertimento. Bisognerà poi vedere quali saranno gli sviluppi: sarebbe bello avere, ad esempio, un maestro che insegni a pattinare ai bambini più piccoli». L’apertura della pista, larga 15 metri e lunga 30, proseguirà sino al termine del mese di gennaio. Nei giorni feriali sarà possibile pattinare dalle ore 14.00 alle ore 18.00 e dalle ore 20.30 alle ore 23.00, mentre nei festivi e nel periodo natalizio l’apertura pomeridiana viene prolungata fino alle ore 19.00 il pomeriggio e fino a mezzanotte. rocchiale che dà sulla piazza Campello era parzialmente occupata da un grande pannello che raffigurava i teatri dello scontro bellico, aggiornati di continuo con i movimenti su tutti i fronti delle ostilità in cui erano impegnati i nostri combattenti. I giardinetti della piazza, ricavati sul finire degli anni ’30 dall’abbattimento della chiesa sconsacrata detta “del Suffragio”, erano stati trasformati in orti di guerra, al pari di tutte le aree verdi destinate al decoro della città. Per il vero, anche della prima guerra mondiale, come danneggiamento materiale, si ricordava solo la bomba austriaca destinata ai fedeli che sostavano in piazza Campello dopo la messa e caduta invece nell’orto dell’arcipretura, mentre nel giardino di Villa Quadrio si ergono tuttora gli alberi piantati a memoria del termine di quel conflitto. La nostra gente non poteva però dimenticare le sofferenze e la miseria patite negli anni della recente guerra e, all’epoca della ricostruzione, sul finire degli anni ’40 e nei seguenti anni ’50, germogliarono e fiorirono varie iniziative di solidarietà, specie in aiuto dei più bisognosi. Su iniziativa della locale “San Vincenzo”, nei giardinetti di piazza Campello ogni anno a Natale veniva allestito un presepe vivente - alcuni dei figuranti sono tuttora in vita - con una capanna di legno posta ai piedi d’un grande albero che veniva tagliato dai monti e lì innalzato. Accanto alla capanna venivano raccolti doni (anche in denaro) che poi erano consegnati a chi ancora pativa la miseria, specie se vittima di precarie situazioni famigliari. A questa iniziativa si aggregò successivamente il locale Circolo Acli, che si adoperò per organizzare, per alcuni anni, un “nostrano” corteo dei Re magi: a cavallo, in assenza di cammelli, ma con l’aggiunta di un gregge di pecore. Tagliare però ogni anno un grosso albero da un bosco e rizzarlo nei giardinetti di piazza Campello non era impresa da ripetere all’infinito, senza trascurare inoltre il danno arrecato alla natura. Fu così che nei primi anni ’60 si convenne per la posa in opera, “in pianta stabile”, dell’albero che ora fa bella mostra di sé, per quanto l’azione dell’uomo lo co- stringa a impensabili servizi e lo sminuisca non ritenendolo di pregio. “Tanto è malato e dobbiamo sacrificarlo” si sente dire: ma chi l’ha mai detto e sentenziato? All’estensore di queste note e sicuramente agli artefici delle iniziative sopra descritte, ma anche a tante persone che vivono o lavorano a Sondrio, piace vedere quella pianta com’è e dov’è, anche a ricordo del tempo che fu. E se poi è ammalata, basta curarla! Si sopprimono forse le persone ammalate, gli animali ammalati? Senza la pretesa di essere compreso». Sabato scorso poi, mentre l’attenzione della città era catalizzata dall’attesa inaugurazione del parcheggio interrato e della pista di pattinaggio su ghiaccio di piazza Ga-ribaldi, è comparso un anonimo messaggio ai piedi del cedro. «A tutte le persone che chiedono di non abbattere quest’albero – si leggeva sul cartello, scritto a mano, appeso sulla recinzione dell’area di cantiere nei pressi del cedro – si risponde trasformando la sua piccola area verde in un deposito di materiale da cementificazione: la mancanza di rispetto è l’arma (a doppio taglio) di chi non ha argomenti più validi!». Gli autori del messaggio sono, molto probabilmente, gli stessi membri del gruppo che da giorni si esprimono contro quella che viene definita «politica di cementificazione». L’Amministrazione, intanto, non ha ancora preso decisioni definitive in merito all’abbattimento della pianta. ALBERTO GIANOLI PRESENTAZIONE DI UN CARTEGGIO VALTELLINESE Venerdì 11 dicembre alle ore 17.15 presso la sala delle Acque del Bim a Palazzo Guicciardi a Sondrio il Centro culturale Don Minzoni propone la presentazione del volume di Paola Rainoldi, “Il tempo volge al bello – Un carteggio valtellinese tra Otto e Novecento: la lunga vita di Pietro Feliciano Rainoldi di Chiuro”. L’incontro sarà introdotto dallo storico Gianluigi Garbellini e, a seguire, ci sarà la proiezione commentata di alcune fotografie storiche che illustrano il volume. VOLONTARI PER LA FONDAZIONE ALBERO DELLA VITA La fondazione L’Albero della Vita sta cercando volontari per un evento nazionale che si svolgerà il 12 e 13 dicembre nelle principali città italiane. Nelle piazze coinvolte sarà distribuito materiale informativo e, a fronte di una donazione, un prodotto di bellezza creato in esclusiva per L’Albero della Vita. Il ricavato verrà devoluto al programma alimentare sanitario, che sostiene 5000 bambini in India fornendo pasti quotidiani e visite mediche periodiche. Chi ha voglia di partecipare ed è disponibile anche solo per una parte delle due giornate, può telefonare o mandare una e-mail, indicando nel testo: nome, cognome, indirizzo di posta elettronica, città, telefono e disponibilità. È possibile coinvolgere anche i tuoi amici: è un modo divertente per stare insieme e fare qualcosa di utile per chi è meno fortunato. Per saperne di più telefonare allo 02-92276212 o scrivere a portavo ce.fondazione@albero dellavita.org. La fondazione L’Albero della Vita di Milano si occupa di infanzia in difficoltà, con case di accoglienza per bambini. I volontari lavorano inoltre in India e Perù con progetti di cooperazione internazionale sempre rivolti all’infanzia. A SONDRIO LAVORI IN VIA PARIBELLI Sono in corso i lavori di realizzazione della nuova pavimentazione dei vialetti del giardino di via Paribellia Sondrio, per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Gli attuali camminamenti, realizzati in materiale sciolto (ghiaietto), presentano numerosi avvallamenti, che ne rendono difficoltosa la percorribilità, in particolare in caso di pioggia e soprattutto per le persone diversamente abili. Le nuove pavimentazioni, in masselli autobloccanti consentiranno, quindi, una migliore fruizione dei giardini, creando altresì una nota di rinnovamento nel colore degli stessi, che pensiamo possa risultare gradita agli utenti. Il costo per la realizzazione dei lavori è di circa 10mila euro. Le opere saranno completate entro metà dicembre. CRONACA P A G I N A 30 SondrioCultura IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 L’ULTIMA OPERA DI DON REMO BRACCHI I VOLTI E I NOMI DELLA PAURA NELLE VALLI DI ADDA E MERA La paura e l’esistenza dell’uomo « S forte sensibilità poetica», che si manifesta già nella scelta dei titoli e poi conferisce a tutta la trattazione uno stile fortemente suggestivo. Lo si vede bene nell’introduzione, con la quale l’autore, consapevole della complessità del lavoro, agevola il lettore con un’intelligente sintesi di quanto andrà poi esponendo. Ecco l’incipit: «Nell’impressione di profondo sbigottimento, quando ci si trova soli di fronte all’immensità della natura come un minuscolo granello dotato di pensiero, si coglie il nucleo più compatto del timore reverenziale, frammisto al tempo stesso di fascino e di smarrimento. Si avverte la presenza di qualcuno infinitamente ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ iamo in presenza di un libro eccezionale… La paura è un fenomeno esistenziale dell’uomo… Studiare questo fenomeno astratto nelle sue manifestazioni concrete, captare la realtà nascosta sotto mille volti che compaiono come ricoperti di tante maschere, ecco lo scopo di questo studio. È una sfida che esige il possesso di qualità eccezionali da parte dell’autore: cognizioni etnografiche, storiche, linguistiche, religiose innestate su un vasto sfondo di conoscenze culturali in generale». Chi scrive è Max Pfister, uno dei massimi studiosi di linguistica a livello mondiale, che ha voluto pubblicare nella prestigiosa rivista di romanistica Zeitschrift Romanische Philologie di Tübingen, in Germania, con il determinante apporto dell’Idevv (Istituto di Dialettologia ed Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca), l’ultimo lavoro di don Remo Bracchi Nomi e volti della paura nelle valli dell’Adda e della Mera. L’opera raccoglie in una trattazione organica un’ampia indagine condotta per vari anni dall’illustre linguista di Bormio, docente presso la Pontificia Università Salesiana di Roma. Le fonti alle quali don Remo attinge sono vastissime: anzitutto i vocabolari, gli studi sul dialetto e gli inventari dei toponimi già pubblicati o in corso di elaborazione, le ricerche etnografiche, gli antichi documenti storici, gli studi linguistici, naturalmente non solo della Provincia di Sondrio, ma estesi a largo raggio al territorio nazionale e all’Europa intera. Vi sono poi numerosi riferimenti alle opere letterarie antiche e moderne e ai testi biblici. Per approfondire ulteriormente l’indagine, don Remo ha poi voluto proporre la lettura delle bozze del suo lavoro a vari collaboratori distribuiti in modo organico in diverse località del territorio, per avere da loro suggerimenti, conferme e aggiunte agli argomenti trattati. Ne risulta quindi «un libro di una ricchezza e di una varietà straordinaria», molto curato, con una veste tipografica impeccabile, costituito da 470 pagine fitte fitte, seguite da quasi 30 pagine di bibliografia e da un utile «indice delle voci e dei concetti», curato da Gabriele Antonioli. Le opere dei linguisti, di solito, si rivelano molto tecniche e risultano di una aridità desolante: sono degli autentici mattoni di difficile lettura. Niente di tutto questo, perché don Remo non è soltanto un linguistaetnologo, «ma anche uno scrittore dotato di una più grande di noi, al di sopra di noi, nascosto dalla sua trascendenza, inconoscibile se non come il totalmente altro… Egli si rivela indirettamente attraverso i più grandi e misteriosi fenomeni della natura». L’autore prende le mosse proprio da un sentimento tipico dell’uomo di montagna, quindi del Valtellinese: lo sgomento di sentirsi solo di fronte all’immensità del creato, espresso con i termini solàstro o sulénch (e le loro numerose varianti), che non hanno equivalenti nella lingua italiana, ma possono essere tradotti solo con una lunga circonlocuzione. Egli svolge poi una dettagliata ricerca di tutti gli elementi che hanno creato paura negli uomini: le forze della natura e gli agenti atmosferici, come il vento, il tuono, il fulmine, la pioggia e la grandine, l’arcobaleno, le nuvole; l’aria popolata di spiriti; i corpi celesti; gli animali; le divinità temute come il demonio, gli spiriti, i folletti, le anime dei trapassati e, naturalmente, le streghe; le malattie; le piante; l’inizio o la fine di ogni operazione; oggetti considerati intoccabili e così via. Di ogni elemento l’autore presenta i termini dialettali, nelle loro molteplici varianti, le espressioni più curiose o caratteristiche, alcune usanze particolari, poi ne illustra l’etimologia e l’origine. Gli schemi interpretativi, in definitiva, si riducono a pochissimi: la credenza, SONDRIO L’ISTITUTO PIO XII E LA MEDIA TURCHI A scuola: mostre e teatro i è chiusa la mostra dedicata al tema della salvaguardia dell’ambiente curata dagli studenti del Liceo Pio XII e dagli alunni della secondaria di primo grado Maria Cecilia Turchi. Poco meno di 1500 i visitatori. Una ventina gli studenti del Pio XII e del Donegani coinvolti come guide. A testimonianza del gradimento della mostra moltissime le frasi di felicitazione lasciate dai visitatori e i complimenti alle guide per la loro preparazione. I ragazzi sono stati preparati a questo compito da un corso tenuto dai docenti di area scientifica del Pio XII, in particolare le professoresse Maddalena Forni, Francesca Rogantini e il professor Gaetano Conforto. Gli esperimenti invece hanno visto il coinvolgimento di molti altri docenti sempre del Pio XII e della media Turchi. I più contenti di tutti sono proprio loro, i ragaz- S zi che hanno svolto questo ruolo e che hanno lasciato scritto sul registro dei visitatori a mostra ormai conclusa: «Oggi è l’ultimo giorno che è aperta la nostra amatissima mostra sull’Atmosphera, penso che da oggi non avremo più niente da fare. Eravamo convinti di annoiarci tantissimo invece fare le guide qui è stato fantastico!». Quando un lavoro proposto dai docenti viene chiamato “nostro” dagli alunni la scuola ha adempiuto alla propria promessa. I ragazzi della secondaria di primo grado “Maria Cecilia Turchi” insieme con i ragazzi della quinta classe della primaria “Don Primo Lucchinetti” portano in scena: Ce n’è troppo di Natale spettacolo liberamente tratto dall’omonimo racconto di Dino Buzzati. Lo spettacolo è stato elaborato nel corso di un laboratorio. L’idea di Buzzati, il bue e l’asino che lasciano il Paradiso degli animali per fare un salto sulla Terra nei giorni delle festività natalizie, ha dato luogo a una profonda riflessione su quello che rimane oggi, nel mondo occidentale troppo ricco e inutilmente pieno, del vero significato del Natale. Si è voluto costruire un testo ironico, a tratti esilarante, ma profondamente amaro, nel rispetto dello stile di Buzzati. Le situazioni e i dialoghi non dell’autore sono stati suggeriti dagli alunni stessi, elaborati in classe con le insegnanti e poi formalizzati nel corso del laboratorio. Ne è risultato uno sguardo piuttosto severo sul mondo degli adulti ai quali i ragazzi non hanno fatto sconti. Ma sarà un messaggio di speranza a mettere la parola fine allo spettacolo. Appuntamento, presso l’Auditorium Torelli di Sondrio, alle ore 20.30 venerdì 11 dicembre. Sceneggiatura e regia: Roberta De Devitiis molto diffusa presso gli antichi, che le varie realtà naturali fossero popolate di spiriti, buoni o cattivi, che dovevano essere invocati o allontanati con riti e formule magiche; la diffusa concezione terimorfa, cioè che alcune divinità o figure mitologiche avessero forma di animali; la credenza, molto diffusa in passato, che la parola avesse la forza creatrice (o evocatrice) del proprio contenuto. «La sua emissione era considerata senza ritorno, come una freccia scoccata al bersaglio, destinata a colpire comunque». Da qui tutte le forme più fantasiose per indicare le realtà innominabili, soprattutto quelle portatrici del male, prima fra tutte il demonio. Il ricercatore non tralascia nulla, nemmeno quegli aspetti che ci appaiono banalissimi e insignificanti, come le strampalate filastrocche che i bambini usano per fare la conta. Al loro interno possono infatti nascondere elementi che ci rinviano ad antichi miti. Qualche esempio? Quella che inizia con ambarabà cicci coccò indica tre civette (o sorelle) delle quali una fila, una taglia, una fa qualcos’altro… sono le tre Parche della mitologia, che sovrintendono alla vita stessa! Quel particolarissimo fenomeno che si manifesta quando piove e contemporaneamente ci sono sprazzi di sole ha poi creato una filastrocca che è presente (con mille varianti) praticamente in tutto il mondo. «C’è un’universalità di rappresentazione che è comune a culture lontane, quasi che i popoli diversi si siano incontrati casualmente sulle stesse vie dell’immaginario». C’è poi quell’inquietante immagine della vecchia, ricorrente in molte credenze, espressioni ed anche toponimi della nostra provincia, che costituisce una «proiezione in sconfinata lontananza della preistorica signora del tempo e degli elementi» (la dea madre). Uno degli aspetti più sorprendenti dell’opera di don Remo, quindi, è proprio questo. La realtà culturale e linguistica dei nostri paesi, ci appare spesso sfilacciata, per la presenza di tanti termini e gesti incomprensibili e con i dialetti differenti fra loro a pochi passi di distanza. Se però viene indagata con la capacità di prendere i fili che giungono fino a noi e risalirli a ritroso, questi ci riportano ad un grande tessuto che è comune non solo alle genti alpine, ma ad una più vasta civiltà europea. A questo punto sembra persino superfluo aggiungere che il libro costituisce un regalo di sicuro valore in occasione delle prossime festività natalizie. Siccome è stato pubblicato in Germania, da noi ha una rete distributiva piuttosto limitata. È reperibile presso la libreria Della Cagnoletta di Sondrio e nelle sedi di Tirano e Grosio dell’Idevv. La presentazione ufficiale sarà fatta nell’assemblea annuale dell’Idevv, sabato 2 gennaio, a Sondrio. CIRILLO RUFFONI CON L’ASSOCIAZIONE AD FONTES, PUBBLICAZIONI E VISITE GUIDATE Mercoledì 9 dicembre, presso la sede di Sondrio del Centro servizi al volontariato, l’associazione culturale Ad Fontes, ha presentato le sue pubblicazioni cartacee: Passeggiate a Morbegno (Evangelina Laini) e Il santuario della Madonna della neve e di San Carlo in Chiuro (mons. Felice Rainoldi) e delle importanti novità che interessano il sodalizio: il rinnovo del sito con nuove sezioni (gli “Strumenti” nella voce ricerca) e nuovi contenuti (tra i numerosi di recente pubblicati, la novità degli utilissimi indici a corredo della pubblicazione di mons. Rainoldi su Chiuro). I volontari hanno inoltre annunciato la visita guidata alla sacrestia di San Giovanni Battista di Morbegno, di recente valorizzata con uno studio curato dallo stesso monsignor Rainoldi, in programma domenica 20 dicembre alle ore 14.30. Il motto Ad fontes bene sintetizza le finalità di questa Associazione culturale che promuove una avventurosa risalita. Le fontes ricercate e studiate sono le vestigia che vengono da lontano, iscritte nella storia delle terre della diocesi di Como. L’associazione promuove progetti di ricerca e di sperimentazione a supporto della conservazione e della valorizzazione delle fonti storiche locali, nelle loro diverse forme e contestualizzazioni. Mira ad una divulgazione scientifica della storia locale, promuovendo le occasioni di cultura presenti sul territorio e diffondendo la conoscenza di nuove proposte editoriali. In questa prospettiva, numerose iniziative dell’associazione si rivolgono all’ambito della scuola. CRONACA P A G I N A 31 SondrioIncontri IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 SONDRIO L’ESPERIENZA DELLA FONDAZIONE COMETA, INIZIATIVA NATA A COMO VENT’ANNI FA La storia di una città nella città R ecentemente, il Centro culturale “Don Minzoni” ha invitato a Sondrio presso la sala Vitali del Credito Valtellinese Innocente Figini, presidente dell’Associazione “Cometa” di Como, perché presentasse, nel corso dell’incontro pubblico intitolato La città nella città, la realtà e il senso di quell’esperienza educativa. «”Cometa” nasce dapprima da due famiglie che scelgono di mettersi insieme per offrire un’accoglienza così vera che un ragazzo ha descritto questo come il luogo dove già dalla prima volta ci si saluta come se ci si conoscesse da sempre - ha detto introducendo la serata il presidente del “Don Minzoni”, Aurelio Benetti. Subito dopo si è entrati nel vivo dell’esperienza con la visione del filmato con cui “Cometa” si era presentata nel 2007 al Meeting di Rimini. A parlare sono i protagonisti, ragazzi e adulti, figli naturali e affidatari, genitori e operatori, e da quello che dicono traspare il fascino della bellezza della proposta e dell’accoglienza. È come una linfa che dall’uno si trasmette all’altro, dal più piccolo al più grande: dalla bambina, figlia naturale, che, quando sono arrivati in casa alcuni ragazzi in affido, ha avuto paura che le portassero via l’affetto dei genitori, ma poi, quando ha visto una ragazza piangere per non aver potuto visitare la mamma, ha capito che anche loro avevano bisogno di quell’affetto che lei già riceveva nella sua famiglia; o la ragazza che, venuta per un tirocinio universitario, è stata presa per mano da un bambino che l’ha condotta nella propria stanza per mostrarle le foto dei suoi tanti, tantissimi fratelli; o la psicologa che, appena arrivata, ha visto sbucare figli da ogni parte, ma poi, giorno dopo giorno, ha imparato a riconoscerli e hanno iniziato a volerle bene. «Noi abbiamo visto le interviste, quando il filmato era già montato - ha spiegato Figini e siamo rimasti sorpresi e commossi a sentire quello che dicevano i nostri figli naturali e abbiamo capito come i sacrifici, che a volte chiediamo loro, sono la strada, perché scoprano i desideri più veri che hanno per la loro vita». L’esperienza di “Cometa” ha avuto origine vent’anni fa da un incontro di Innocente Figini con don Luigi Giussani. «È stato uno di quegli incontri che cambiano totalmente le prospettive e ha portato me e mia moglie a cominciare a camminare nella vita pieni di gioia per quello che avevamo ricevuto». Gli eventi incalza- no: suo fratello Erasmo riceve la richiesta di affido di un bambino sieropositivo e gli chiede aiuto. Quell’esperienza che dura un anno e gli permette di scoprire che la comunione nata fra le due famiglie, è un dono preziosissimo che aiuta a fare memoria di ciò che ha cambiato le loro vite. «Così nacque il desiderio di rivivere un’esperienza del genere - ha proseguito Figini - Siamo tornati da don Giussani, che ci ha detto che dovevamo vivere la comunione tra di noi. La storia di “Cometa” è nata da qui e potrebbe finire domani, però ciò che resta è l’esperienza di famiglie che, vivendo la comunione, si sono aperte all’accoglienza. Don Giussani invitava a non dar vita a un’opera di carità, ma di comunione, perché questa è la verità della vita e ci insegnava a non misurarne la fatica, ma a viverne la gioia. Il passo successivo e naturale è stato l’accoglienza e così adesso siamo quattro famiglie, le nostre e altre due. Viviamo in quattro appartamenti separati, ciascuna famiglia ha sei figli in affido, perché la legge non permette di averne di più, i figli naturali sono quattordici e con quelli in affido siamo una cinquantina di persone. I momenti in comune sono la cena alla sera e nella cappellina davanti al Santissimo, che mons. Maggiolini ci ha lasciato, la preghiera e la discussione dei problemi della giornata». Venendo, quindi, a parlare dell’educazione, Figini ha detto che consiste nella lotta continua per sradicare la mentalità moderna che vuole distruggere i desideri più veri del cuore dei nostri ragazzi. Poi ha ricordato che l’educazione non è un discorso, ma un’esperienza che testimonia ai figli che gli adulti vivono perché hanno un senso della vita da proporre. «A un Il circolo culturale “Don Minzoni” ha invitato il presidente Innocente Figini a illustrare i contenuti di questo progetto che sta assumendo contorni e caratteristiche sempre più ampie di PIERANGELO MELGARA certo momento, come in tutte le famiglie, un figlio (il maggiore) ha cominciato a contestare, proprio quella forma di vita. Diceva di non capirla. Proprio in quel momento è arrivata la richiesta di affido residenziale per tre fratelli, che già frequentavano “Cometa” da qualche anno. Il maggiore di loro era un amico del mio maggiore. Come sempre, davanti a una richiesta di affido ne parliamo con i figli. Quella volta, tenendo conto del disagio del maggiore, abbiamo detto chissà dove andranno, se dallo zio Erasmo, da Paolo, o da Lorenzo. Però, quando tutti sono stati a letto, mio figlio mi ha chiamato - accade di rado, perché i figli adolescenti non parlano coi genitori - per dirmi: “Papà, devo chiederti una cosa impossibile, perché non so come si fa a passare da nove a dodici, ma quei tre devono restare da noi, hanno già sofferto troppo nella vita”. Da quel momento la vita di mio figlio è cambiata, è nata in lui una paternità un po’ acerba che lo ha riaperto alla vita, perché la comunione è la forma di vita che più aiuta ad educare i nostri figli: invece di essere loro il centro del mondo, vedono la realtà della vita nella sua interezza». E ancora, ecco che il suo secondo figlio (Innocente ha sette figli naturali) a quindici anni cade nella crisi più totale. «Era il figlio che ritenevo più geniale nel rapporto con la realtà e da lui proprio non me l’aspettavo. Ebbene, in quei giorni passa da casa don Giorgio Pontiggia. Gli chiedo di parlargli perché non sapevo più come prenderlo: don Giorgio gli propone non solo di andare a scuola a Milano, ma anche di abitare presso la famiglia che lui gli avrebbe trovato. Un mese dopo, nostro figlio ha accettato la proposta. A Pasqua, don Giorgio mi ha chiamato e annunciato: tuo figlio è risorto! Potete immaginare come ci siamo sentiti: noi curiamo i figli degli altri e per ripartire nella vita nostro figlio ha dovuto allontanarsi da noi! Questo mi ha fatto capire che noi non pensiamo di aver davanti un “mistero”, ma un meccanismo. Invece, se non sono loro a darsi una risposta che trovano adeguata, anche se è uguale alla nostra, per loro rimane inadeguata e non ragionevole. Ma per amare la loro libertà fino a lasciarli andare dobbiamo proprio essere certi di aver incontrato nella vita il bene più grande che risponde al nostro desiderio. Allora cominciamo a volere che ciò accada anche per i figli, anche se questo significa lasciarli andare». Riguardo alle famiglie Figini osserva che oggi da sole non ce la fanno più a educare, perché è come se non avessero più certezze da proporre. «Oppure abbiamo delle certezze e vorremmo far incontrare ai nostri figli quello che noi abbiamo incontrato, facendo la strada che noi abbiamo in testa, attraverso le persone che pensiamo noi e, soprattutto, attraverso di noi. Però le cose non stanno così, perché ognuno è un “mistero” e più andiamo avanti, più è chiaro a tutti noi, che siamo lì a servire l’opera di un Altro. Tanti, vedendo nel filmato la confusione a tavola, chiedono come facciamo a vivere così, ma è proprio la comunione l’aiuto più grande ad avvertire la presenza del Mistero nella nostra vita, perché o è una rottura di scatole tutti i giorni e allora la vita è impossibile, oppure c’è una tensione continua a riconoscere che il Mistero entra nella vita attraverso quelle facce che anche voi avete visto. La comunione con Lui passa attraverso di loro e questo rende la vita più piena e più felice». Figini tiene a riaffermare ancora una volta che la storia di “Cometa” non è nata da un progetto, ma da una vita che si è dilatata nel dinamismo delle richieste di aiuto, delle nuove leggi, dei benefattori, dei volontari, oggi cresciuti a duecento. L’Associazione “Cometa” è nata nel 2000 ed è diventata proprietaria dell’immobile; più tardi è subentrata la Fondazione “Cometa”, con lo scopo di ampliare gli spazi, di permettere ad altre famiglie di arrivare e di dare la maggiore visibilità possibile all’esperienza. «Infine, è arrivata “La Città nella Città”, che don Giussani ci diceva che doveva essere un luogo che testimoniava la certezza di un bene comune nell’incontro tra uomini e, poiché presto gli uomini non sapranno più comunicare tra loro, devono sorgere dei luoghi vedendo i quali il desiderio possa rinascere nell’uomo. Ci diceva che si doveva costruire una realtà sociale con le famiglie, la scuola, le botteghe e anche i vecchi, che non vanno lasciati soli nelle case di riposo ad attendere la morte. Quegli spunti hanno avuto uno sviluppo, quando tre anni fa è stata resa edificabile l’area più vicina. L’incontro con la Fondazione Oliver Twist ha fatto il resto: noi abbiamo proposto il progetto per la scuola, loro l’hanno approvato e ne hanno finanziato la costruzione». «La scuola è nata per alcuni ragazzi che avevano abbandonato ogni percorso di istruzione - ha spiegato il dirigente Alessandro Mele -, perché alcune famiglie ci avevano chiesto di aiutare i loro ragazzi a costruirsi un futuro. Così abbiamo proposto un’educazione attraverso il lavoro, per aiutarli a diventare uomini». Emblematica di questa esperienza è la storia di un centinaio di scocche di sedie donate da una fabbrica di mobili. Da queste sono venute cento sedie, pezzi unici decorati e tappezzati con tessuti di tendenza, messi in mostra e venduti all’asta con un successo straordinario. «La stampa internazionale ha ripreso la storia e dei ragazzi, senza prospettive, sono diventati degli eroi. Adesso, quello del decoratore è diventato un mestiere per loro e abbiamo aperto un’attività con una falegnameria e un laboratorio di restauro. A settembre i ragazzi sono andati a Parigi e hanno esposto altre quaranta sedie nel negozio di tessuti d’arredo più importante della città. Stiamo scoprendo che quanto più si investe con questi ragazzi, tanto più rispondono in modo sorprendente. Questo accade perché nel cuore di ognuno c’è un desiderio di bellezza e di verità e perciò la bellezza educa, proprio perché il cuore dell’uomo è fatto per la bellezza». P A G I N A 32 CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 SONDRIO SUCCESSO PER LA MOSTRA PROMOSSA DALLA REGIONE LOMBARDIA Se imparare è un’esperienza S PROTOCOLLO DI SICUREZZA URBANA PER TIRANO Il 3 dicembre il Prefetto di Sondrio e il sindaco di Tirano hanno firmato in Prefettura il Protocollo di intesa sulla sicurezza urbana. Il protocollo risponde all’esigenza di garantire un più elevato livello di sicurezza urbana, individuando preventivamente i fattori di insicurezza e disagio sociale attraverso l’interazione tra le forze di Polizia locale e statale, che già hanno efficacemente collaborato per rispondere all’aumentata sensibilità in tale ambito. E’ stata, pertanto, avviata un’intesa che ha portato alla realizzazione di un progetto di videosorveglianza di alcune aree cittadine per una più stretta cooperazione tra i diversi organi di Polizia diretta a raggiungere la massima integrazione dei servizi e realizzare un più efficace sistema di prevenzione del crimine e degli atti di inciviltà e disordine. Il Protocollo prevede la realizzazione delle derivazioni idonee per l’operatività del sistema di videosorveglianza con attestazioni di terminali nella sala operativa del Comando Compagnia Carabinieri di Tirano, nonché ogni utile misura per migliorare ulteriormente il rapporto di collaborazione, ivi incluso, un progetto didattico di educazione alla legalità, rivolto al mondo scolastico. Alla cerimonia erano presenti i rappresentanti delle Forze dell’Ordine provinciali e il Comandante della Polizia locale di Tirano. A BORMIO LA MOSTRA UN SORRISO PER L’ARCA Dal 23 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010, a Bormio si svolgerà la mostra fotografica dal titolo “Un sorriso per l’Arca”. Gli scatti di Fulvio Zubiani di Sondalo comporranno l’esposizione che sarà allestita nelle sale dell’ex Ginnasio di Bormio. Sono in tutto una quarantina di immagini in bianco e nero, che l’autore specializzato da molti anni in fotografia sociale - ha realizzato in Kazakistan nell’aprile 2009, nella missione dove lavora padre Guido Trezzani, di Bormio. Oltre alla valenza artistica, l’esposizione si propone anche di raccogliere fondi da destinare ai progetti e alle attività promosse svolte nel villaggi rivolte ai bambini. UNA LETTERA PER IL MORELLI Nei giorni scorsi il sindaco di Sondalo, Luigi Grassi, e l’assessore alla sanità Luigi Mescia, hanno scritto una lettera alle autorità regionali sollecitando la convocazione di un tavolo istituzionale e l’approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare per l’autonomia dell’Ospedale Morelli di Sondalo. «Dopo l’impegno - si legge nella lettera -, in ambito locale, per il riassetto e il rilancio della struttura, è auspicabile l’attivazione delle autorità competenti in materia». L’invito a prendere in esame la proposta di restituire l’autonomia al nosocomio sondalino nasce dalla necessità di stringere i tempi, in considerazione della scadenza ormai prossima della legislatura regionale. LA POLIZIA DI PROSSIMITÀ SULLE PISTE DA SCI Anche quest’anno, nelle principali stazioni sciistiche della provincia di Sondrio, è operativo il “servizio di sicurezza e soccorso in montagna” svolto da personale della Polizia di Stato. Il servizio, predisposto dal Questore di Sondrio, Michelangelo Barbato, ed ispirato al concetto della “Polizia di Prossimità”, è finalizzato alla vigilanza delle piste sci al fine di prevenire comportamenti in contrasto con la normativa in vigore o comunque pericolosi ed a prestare soccorso in caso di incidenti. Gli operatori sono preparati presso il Centro Addestramento Alpino della Polizia di Stato di Moena, ove conseguono una specializzazione che consente loro di far fronte a qualsiasi emergenza. Nella passata stagione invernale, gli agenti della Polizia impiegati nel settore hanno effettuato, in totale, 1725 interventi fra Chiesa Valmalenco, Aprica, Livigno, Bormio e Madesimo. Si è trattato, soprattutto, di attività conseguenti a cadute o a collisioni tra sciatori. Complessivamente sono state accertate 204 violazioni di carattere amministrativo, in prevalenza per inosservanza della legge sulla segnaletica; sono state denunciate alla Prefettura 19 persone, per l’assunzione di sostanze stupefacenti; sono state segnalate all’autorità giudiziaria 2 persone, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti; sono stati sequestrati circa 39 grammi di hashish e cocaina. i è chiusa lo scorso sabato “Imparare è un’esperienza”, l’esposizione inaugurata il precedente lunedì nell’auditorium della sede territoriale della Regione in via del Gesù e allestita per far conoscere l’impegno della Regione nell’ambito dell’istruzione, della formazione e del lavoro. Fotografie, filmati, numeri, grafici e interviste hanno accompagnato, durante questa settimana, i visitatori alla scoperta del sistema Dote, insieme di risorse e servizi destinati ai cittadini in formazione e ai lavoratori. La mostra ha raggiunto Sondrio dopo essere già stata presentata in nove capoluoghi lombardi, oltre che a Verona. Dopo la tappa sondriese, Cremona sarà l’ultima città ospitante. “La persona al centro”, “Il bisogno che muove” e “Le relazioni che fanno crescere” sono le tre sezioni in cui l’esposizione è stata divisa. Ciascuna di esse è stata introdotta da tre fotografie in bianco e nero realizzate da Elio Ciol, uno dei fotografi italiani più noti al mondo. Le immagini esposte, scattate in Lombardia negli anni ’50, rappresentano, con forte carica simbolica, i valori da cui partono le riforme. La mostra presenta poi tre filmati, dedicati alla scuola, alla formazione e al lavoro, per raccontare gli esiti delle politiche lombarde attraverso interviste ad alunni, professori e genitori. Completa la sezione audiovisiva un’intervista del governatore Roberto Formi- goni che riassume i collegamenti tra le politiche regionali, dalla legge sul lavoro alla legge sull’educazione, dagli strumenti del Buono Scuola alla Dote. Sono stati esposti in mostra anche alcuni lavori particolarmente significativi, realizzati dagli allievi di tre diversi centri di formazione della Regione, che contribuiscono a rendere concreta e visibile la rappresentazione dei risultati del lavoro fatto in Lombardia. Si tratta della Sedia di Cometa, costruita dai ragazzi del CFP di Como insieme ai maestri artigiani del legno e del tessile, del violino modello Andrea Amati, costruito dalla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona, e del disegno della “caffettiera” presentato all’esame da uno studente del CFP di Lodi. All’inaugurazione, dopo gli onori di casa, svolti dal dirigente dello Ster, Felice Mandelli, ha preso la parola il consigliere regionale Gianmaria Bordoni che ha sottolineato come la formazione professionale sia un elemento fondamentale dell’azione politico-amministrativa. «Chi si dedica con passione alla formazione per un mestiere – ha affermato Bordoni – otterrà certamente grandi soddisfazioni. Viviamo in una provincia montana con difficoltà di collegamenti e i giovani non possono quindi affrontare lunghi viaggi per la loro formazione: per questo sul nostro territorio sono presenti numerosi centri rivolti alla formazione turistica o a quella di arti e mestieri. Il mio augurio – ha poi proseguito, rivolgendosi agli alunni della quarta A dell’istituto Besta presenti all’inaugurazione – è che possiate diventare così bravi come i ragazzi che hanno realizzato le opere esposte nella mostra e che i vostri insegnanti siano in grado di trasmettervi le giuste conoscenze affinché possia- te inserirvi nella tradizione operosa dei valtellinesi». La parola è poi andata a Francesco Pratola, rappresentante della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione, che ha spiegato come i curatori della mostra siano stati capaci di tradurre in immagini e testi il linguaggio giuridico e amministrativo delle azione messe in atto dalla Regione con il sistema Dote. «L’idea della mostra – ha aggiunto uno dei curatori, Flavio Viganò – è quella di raccontare come si sono sviluppate le riforme in ambito di istruzione, formazione e lavoro e far vedere come essere siano entrate nella vita dei cittadini coinvolti in questi ambiti». «Protagonista assoluto della mostra – si legge infatti nella presentazione – è la persona, fine ultimo, motore e soggetto di ogni politica di Regione Lombardia. Il progetto espositivo si sviluppa proprio attraverso la creatività della gente lombarda e la ricchezza umana del territorio in cui vive. Racconta di studenti che oggi, grazie alle tante proposte educative, possono scegliere il percorso più adeguato alle loro esigenze; illustra un sistema integrato di leggi dedicate all’istruzione, alla formazione e al lavoro, che sostiene la persona nella sua crescita professionale e umana, favorendola nei momenti di crisi; descrive i segni del cambiamento in atto nella società lombarda: le opportunità, gli strumenti e le nuove occasioni». A.GIA. CON SAO MATEUS PROSEGUE IL GEMELLAGGIO SOLIDALE Sondrio, calendario di solidarietà on 20 euro al mese ognuno di noi può aiutare a ricostruire la vita dei bambini di strada di São Mateus, città brasiliana gemellata con Sondrio. La nuova amministrazione comunale di São Mateus ha riconosciuto ufficialmente e ratificato la relazione di cooperazione, amicizia e scambio nata nel 2004 con l’associazione A dança da Vida per dare concretezza, efficacia e continuità al rapporto di gemellaggio e attuare progetti di solidarietà in grado di promuovere lo sviluppo della parte più povera ed emarginata della popolazione brasiliana. Il Comune di Sondrio, da parte sua, in aggiunta ad un contributo economico di 4mila euro sui 31mila necessari ogni anno a portare avanti le attività formative ed educative dell’associazione, si è impegnato ad operare affinché la città di Sondrio riconosca C il gemellaggio e adotti a distanza il progetto “Ricostruire la vita”, per dare un futuro, con 20 euro mensili, ai bambini e alle bambine di strada di São Mateus permettendo loro di studiare e apprendere una professione. «Il nostro obiettivo – ha spiegato Francesco Racchetti, presidente dell’associazione A dança da Vida – è quello di raggiungere i 200 sottoscrittori per poter dare continuità e finanziare nel tempo questi progetti. Il calendario ricorda ogni giorno dell’anno la relazione di fraternità che sta alla base del gemellaggio, è significativo ed importante che sia presente nelle case, nelle scuole, negli ambienti sociali». Il calendario 2010 “educar para vencer” è dedicato ai lavori svolti dalla gente più povera del Brasile: la lavandaia che va a prendere i panni sporchi delle famiglie borghesi per lavarli all’aperto e poi riconsegnarli (costa meno rispetto al consumo di una lavatrice), lo “schiavo” che lavora il carbone, i pescatori, gli scaricatori al porto, le persone che riciclano bottiglie di plastica, lavorano la manioca o quant’altro… Come sempre, le immagini sono affidate agli occhi e al cuore del noto fotografo valtellinese Franco Garlaschelli che è stato in Brasile e ha conosciuto le persone che sono poi diventate protagoniste del calendario, per regalarci ogni mese le loro storie di povertà, dignità e speranza. I proventi della vendita (con un’offerta minima a partire da 10 euro a copia) andranno a finanziare progetti educativi rivolti ai figli delle persone che sono ritratte da gennaio a dicembre dell’anno che verrà. Il calendario si può trovare presso lo Sportello del cittadino di palazzo Pretorio, la Bottega della Solidarietà e il Centro Servizi per volontariato. «Il gemellaggio è importante per noi prima ancora che per gli abitanti di São Mateus – ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali del Comune capoluogo Carlo Ruina – è necessario che una città come Sondrio si apra per contrastare i meccanismi della crisi economica che stiamo attraversando. Il gemellaggio è un obiettivo e una scelta politica importante di questa amministrazione». MASSMEDIA P A G I N A 33 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 L’ASILO DEGLI ORRORI: IMMAGINI CHE LASCIANO SENZA PAROLE COME UN PUGNO NELLO STOMACO P ietà,commozione, compassione, tenerezza, risentimento, desiderio di giustizia… Le immagini dei maltrattamenti riservati a un gruppo di sfortunati bambini ospiti (se così si può dire) di un asilo infantile da parte di due “maestre” dai metodi poco ortodossi, diffuse nei giorni scorsi, hanno suscitato emozioni e sentimenti contrastanti. Appena avuto a disposizione il video utilizzato dagli inquirenti per incastrare le colpevoli, i telegiornali nazionali non hanno esitato a mandarlo in onda nelle fasce di maggiore ascolto quelle in cui – oltre agli adulti – moltissimi bambini assistono ai notiziari televisivi. Erano le prove che gli inquirenti volevano avere quando, a seguito delle ripetute segnalazioni di alcuni genitori e di altri operatori, hanno piazzato nell’asilo alcune telecamere nascoste. E quando i militari sono intervenuti con un blitz, hanno sorpreso una delle due aguzzine in flagranza di reato. Il video, dunque è agli atti giudiziari come dimostrazione di un crimine. Ma agli atti mediatici a che cosa serve? Era indispensabile mostrarlo al vasto pubblico, renderlo disponibile on line all’interno delle testate giornalistiche, riprodurne ampiamente i fotogrammi sulle pagine dei quotidiani? Probabilmente no. Ma nell’epoca dell’informazione sensazionalistica e della comunicazione shock, i mezzi di comunicazione non potevano certamente lasciarsi sfuggire l’occasione. Il fattaccio, d’altronde, è di quelli che suscitano emozioni anche nei cuori meno teneri, dato che ci sono di mezzo dei bambini piccoli, addirittura piccolissimi. E non c’è dubbio che le protagoniste in negativo di questa storia avranno la loro punizione, sia per via giudiziaria che quando sconteranno la loro pena in carcere. Fra i detenuti, quelli che si rendono colpevoli di violenze sui bambini sono considerati tra i più “infami” e per questo vengono normalmente tenuti in regime speciale (a tutela della loro stessa incolumità fisica contro le ferree regole delle “leggi non scritte” della prigione). Ma la persuasione che diffondere pubblicamente le immagini sia un’ulteriore violenza verso le piccole vittime non muore. Anche se i volti dei bimbi percossi, strattonati, rinchiusi al buio o costretti a forza a mangiare sono stati oscurati, il nostro sguardo spione sulle sevizie subite non fa altro che esporli a una violenza ulteriore. Quella dei nostri occhi spalancati e dei nostri sguardi attenti che registrano la loro tenera impotenza, l’innocenza violata e la fiducia tradita. E la nostra pur comprensibile curiosità, ancora una volta, rischia di trasformarsi in voyeurismo. La deontologia dei giornalisti impone di non mostrare immagini di violenza o contenuti particolarmente im- pressionanti, a meno che ciò non sia strettamente necessario ai fini della completezza dell’informazione. Il nostro desiderio di sapere tutto e di “vedere per credere” è la spinta che induce i media a trasgredire anche le re- gole più elementari, sapendo che in questo modo catalizzeranno la nostra attenzione. Anche e soprattutto, come sempre, a spese dei più deboli. Nonostante tutto, le immagini girate nell’asilo dei maltrattamenti non erano da mostrare al vasto pubblico mediatico. Ora che questo è successo, teniamo presente il caso per essere ancora più dolci, teneri e amorevoli con i nostri bambini. Non meritano altro. Marco Deriu Contro ogni barriera “Internet for Peace” è il nome del progetto con il quale l’edizione italiana della celebre rivista Wired ha ufficialmente candidato la Rete al prossimo Premio Nobel per la Pace 2010. L’idea è di Riccardo Luna, direttore di Wired Italia appunto, che in occasione delle manifestazioni di Science For Peace Live, a fine novembre scorso, ha lanciato la scommessa di una candidatura della Rete che nasca e sia promossa dalla Rete stessa. Wired, nata a San Francisco in California nel marzo del 1993, è anche nota come “la Bibbia di Internet”; fondata dall’italo-americano Louis Rossetto, è ben presto diventata la rivista di riferimento per le tematiche di carattere tecnologico, un punto privilegiato di osservazione per capire come la tecnologia sia in grado di influenzare la cultura, l’economia e la politica. Secondo Riccardo Luna “dobbiamo guardare ad Internet come ad una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet può essere considerato per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l’odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni e il ruolo giocato dalla Rete nella diffusione delle informazioni altrimenti prigioniere della censura sono solo l’ultimo esempio di come Internet possa divenire un’arma di speranza globale”. L’iniziativa, che vedrà coinvolti numerosi ambasciatori e supporters (fra tutti il Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi, il Professor Umberto Veronesi, lo stilista Giorgio Armani), ha già riscosso numerose adesioni, non soltanto tra il popolo delle Rete, ma anche da grandi aziende come Sony Ericsson, Tiscali, Fineco, Fastweb, Microsoft Italia, Telecom Italia, Unendo Energia, Vodafone Italia, Citroën e H3G. Per sostenere la candidatura sono stati realizzati un sito internet (www.internetforpeace.org) ed un canale speciale su YouTube. Il progetto è stato lanciato, non a caso, a pochi giorni dal viaggio del Presidente Obama, premio nobel per la pace del 2009, in Cina; un viaggio che ha avuto come protagonista, da un lato, proprio la Rete ed il suo potere democratico e, dall’altro, la “Grande Muraglia di Fuoco” (il complesso ed efficiente apparato di censura di Internet di Pechino). In quella occasione Obama, davanti ad un nutrito gruppo di studenti, si era detto “contrario alla censura, anche quella che colpisce Internet”, creando non pochi imbarazzi tra le fila del regime cinese. Antonio Rita LUGANO UNA SERIE DI CONCERTI PER RICORDARE L’ARTISTA POLACCO I GIOVANI SUONANO CHOPIN Schumann Konzertstuck in fa maggiore op. 86 per quattro corni e orchestra O ltre ai tre concerti per pianoforte, per violino e per violoncello, Robert Schumann (1810-1856) scrisse alcuni lavori ispirati al principio concertante, come questo Konsertstück composto nel 1849. La prima esecuzione ebbe luogo il 25 febbraio dell’anno successivo al Gewandhaus di Lipsia. Si ritiene, anche se la notizia è dubbia, che in quell’occasione il virtuoso Eduard Pohle eseguisse l’ardua prima parte su un corno naturale, mentre solo due dei quattro solisti utilizzassero i nuovi corni a chiavi. Nella produzione schumanniana il Konzertstück (pezzo da concerto) per quattro corni e orchestra in fa maggiore, op. 86 costituisce un “unicum”, legato all’organico del tutto particolare. Il fatto che Schumann nello stesso anno (1849) abbia scritto anche l’Adagio e Allegro op. 70 per corno e pianoforte fa pensare a un certo suo interesse verso questo strumento a fiato e forse anche verso un determinato solista. Schumann scrisse all’amico Ferdinand Hiller che considerava il Konzertstück “uno dei miei migliori lavori”. Il movimento iniziale, Lebhaft (Vivo), è concepito secondo la tra- n pubblico attento ed entusiasta ha accolto con calorosi applausi la coinvolgente performance del celebre pianista cinese Fou Ts’ong che si è tenuta a fine novembre a Lugano presso l’auditorium Stelio Molo della Radio Svizzera Italiana. Un’affascinante viaggio musicale alla scoperta delle ultime opere di Fryderyk Chopin, il “poeta del pianoforte” polacco, del quale si ricordano in tutto il mondo, tra il 2009 e il 2010 l’anniversario della morte (Parigi, 1849) e della nascita (Zelazowa Wola, 1810). Proprio in occasione di quest a ricorrenza la “International Piano Association” e ReteDue hanno organizzato una serie di otto recital pianistici dal titolo “Celebrating Chopin – Le forme e gli amici” che si terranno da gennaio a novembre presso l’auditorium della Radio Svizzera: un’interessante iniziativa volta non solo a conoscere in modo approfondito l’arte del compositore polacco, ma anche tutto il mondo culturale che ha frequentato e influenzato la sua esperienza umana ed artistica e alcune opere di compositori dell’Ottocento e Novecento che ne hanno rielaborato lo stile o riutilizzato le forme compositive da lui prescelte . Protagonisti di questo interessante e ben strutturato evento saranno alcune giovani promesse del concertismo facenti parte del selezionato gruppo di studenti della prestigiosa International Piano Academy Lake Como che da più di cinque anni ha sede presso il palazzo del Vescovo di Dongo (CO). Ad affrontare l’intenso e complesso repertorio chopiniano U GUIDA ALL'OPERA PEN TA dizionale “Forma-Sonata”, con un primo tema bril- GRAMMA lante e squillante e un secondo tema più interiore. Notevole, in questo tempo, la contrapposizione fra l’orchestra e il quartetto di corni, nonché il rapporto di inseguimento fra le varie voci dei quattro solisti. Nella Romanze: Ziemlich langsam, doch nicht schieppend (Piuttosto lentamente, ma senza trascinare) si individuano due sezioni liriche animate da imitazioni dei corni, che incorniciano una sezione centrale poco più accesa, ma resa densa dalla compattezza dei solisti. Un richiamo delle trombe introduce direttamente al finale, Sehr lebhaft (Molto vivo), pure in “Forma-Sonata”, intensamente percorso da un materiale tematico di brillante fanfara. Numerosi, specialmente nello “Sviluppo” e nella “Coda”, i passaggi che impegnano cromaticamente i solisti, quasi a voler dimostrare le potenzialità timbriche del corno. a cura di ALBERTO CIMA IL CALENDARIO DEI CONCERTI Ecco, nel dettaglio, il calendario dei concerti domenicali: e non sono stati chiamati alcuni degli allievi ed ex allievi che stanno raccogliendo numerosi ed importanti riconoscimenti artistici in ambito internazionale. Tutti i concerti avranno inizio alle ore 17 e saranno seguiti da un colloquio con l’interprete a cura di una giornalista di ReteDue. Per chi volesse, invece, iniziare a conoscere in un’unica serata lo stile di questi artisti sarà possibile incontrarli in occasione del tradizionale “Concerto di Natale” che ogni anno l’Accademia offre in occasione delle festività di fine anno: sabato 12 Dicembre alle ore 21, presso la Sala Schnabel del Palazzo del Vescovo di Dongo, si terrà un concerto pianistico dove si esibiranno con un programma variegato e di immediata fruizione i sette allievi effettivi frequentanti il corrente anno accademico. L’ingresso è libero e seguirà un rinfresco aperto a tutti. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito: w w w. p i a n o a s s o c i a t i o n . c h ELENA OREGGIONI 24 gennaio: “Ricordi colorati” con musiche di F. Couperin, F. Chopin e R.Schumann, pianista: Cedric Pescia (Svizzera); 28 febbraio: “Il grande virtuoso” con brani di H. Herz, F. Chopin, G. Ligeti e F. Liszt, pianista: Alessandro Deljavan (Italia); 28 marzo: “La Diva Romantica” con brani di F. Chopin, F. Liszt, G. Donizetti e V. Herbert, François Dumont – pianoforte (Francia) e Helen Kearns – soprano (Irlanda), 25 aprile: “Sera, notte e alba” con brani di J. Field, G. Fauré, F. Chopin e R. Schumann, pianista: Hong-Chun Youn (Corea); 30 maggio: “Sonate” con musiche di F. Chopin e R.Schumann, pianista: Iulianna Avdeeva (Russia); 26 settembre: “Polacche” con brani di W. F. Bach, A. Skrjabin, S. Corbett, J. Zarebski e F. Chopin, pianista: Severin von Ekardstein (Germania); 31 ottobre: “Ballate” con pezzi di J. Brahms, F. Chopin e F. Liszt, pianista: Martina Filjak (Croazia); 28 novembre: “Preludi” con musiche di C. Debussy e F. Chopin, al pianoforte Denis Kozhukin (Russia). P A G I N A 34 Il LETTEREeCONTRIBUTI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 punto di DOMANDA Chi dona la gioia? a cura di MONS. FRANCO FESTORAZZI, arcivescovo emerito di Ancona-Osimo (GV 15,11) La risposta a questo interrogativo è fondamentale per capire che dobbiamo vivere con gioia tutta la nostra esistenza. Il Signore Gesù ne ha parlato in modo particolare nell’ultima cena ai suoi discepoli, mentre si stava preparando alla sua passione, alla sua morte in croce, che ebbe come seguito la sua risurrezione. Riportiamo un primo testo del vangelo di Giovanni: “Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15,9-11). Allora è Gesù il Salvatore che dona la gioia, sempre in unità con il Padre e, come abbiamo già detto nella riflessione precedente, con l’amore dello Spirito Santo (cfr Gal 5,22 e Gv 14,15 ss.). Ma come possiamo ottenere il dono della gioia? Ecco il secondo testo del vangelo di Giovanni: “In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, Egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16, 23-24). Il fondamento di una vita cristiana gioiosa è una grande fede, dono straordinario di Dio, a cui consegue la carità e la speranza, come abbiamo già meditato negli articoli precedenti. Questa fede degli apostoli nel Signore Gesù ha due momenti: quello della passione e quello della risurrezione. Infatti nell’ultima cena gli apostoli sono “tristi” per l’attesa della morte di Gesù, che perciò Egli li incoraggia dicendo: “Ora siete nel dolore, ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia” (Gv 16,22). Questa gioia si verifica nell’apparizione di Gesù risorto: “I discepoli gioirono nel vedere il Signore” (Gv 20,20). Il Vangelo di Luca termina con una duplice sottolineatura della gioia degli apostoli all’incontro con il Signore risorto: la prima è una gioia perplessa quando appare Gesù (“per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore” Lc 24,41: è molto interessante notare l’unione della gioia al turbamento, al dubbio e alla difficoltà del credere nel Signore risorto che possono albergare anche in noi); poi c’è una grande gioia nel momento in cui Gesù risorto ascende al cielo, dopo averli mandati ad annunciare il vangelo (“Essi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio”: Lc 24, 52-53). Luca continua la storia di Gesù con quella della Chiesa, negli Atti degli Apostoli. Ne citiamo solo un testo, ove si descrive la comunità primitiva nella gioia malgrado le persecuzioni e gli oltraggi per il nome di Cristo: “ I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo” (At 13,52: si tratta del primo viaggio di S. Paolo, nella città di Antiochia in Pisidia At 13, 14 ss.; cfr anche At 5, 41). Abbiamo già toccato una realtà, quella della gioia nella sofferenza, che riprenderemo nella prossima domanda. Per ora concludiamo la nostra risposta all’interrogativo di oggi: Dio è colui che dona a tutti gli uomini la gioia. Con un’espressione molto significativa dobbiamo affermare che “Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1 Gv 4,16); con fede diciamo che Dio “ci ha amati per primo” (1 Gv 4,19; cfr. anche l’enciclica del papa Benedetto XVI: Deus caritas est, n1, del S. Natale, 25 dicembre 2005). Questa rivelazione della Parola di Dio (e del Magistero della Santa Chiesa) ci riempie di grande gioia, dono della sua grazia, e apre il nostro cuore a sentimenti di ringraziamento e di amore senza limiti verso di Lui, così che la nostra vita terrena deve diventare un’esistenza di comunione con Dio e verso tutta l’umanità, aperti alla speranza della beatitudine eterna con il Signore, uniti alla beata Vergine Maria e a tutti i Santi del paradiso. PAROLE, PAROLE, PAROLE (50) Bene - male Abbiamo già visto alcune coppie di parole contrarie,come bravo – cattivo oppure concreto – astratto. Oggi affronto la coppia più ardua,fondamentale quanto al significato: bene – male,intesi come sostantivi: il bene, il male. Dal latino bonum - malum, che sono contemporaneamente sostantivi ed aggettivi al neutro. Bonus nel latino classico deriva dall’arcaico “duonos”, che significa “colui che porge doni”. Per Platone l’idea del Bene è al vertice delle idee che si trovano allo stato puro nell’iperuranio, cioè “nel più alto dei cieli”. Ovvero nel posto di Dio, Verbo creatore per i credenti monoteisti. Corrispondente, ma non del tutto, al “Primo Motore” di Aristotele. A lungo i pensatori del passato si sono domandati se il male esiste, cioè se ha una sua propria consistenza. I Manichei credevano di sì. Alla realtà del bene contrapponevano la realtà del male, dominate da opposte divinità. Religioni pagane contemplavano anche divinità malvage, da placare con sacrifici umani. Ma il pensiero filosofico che si è imposto successivamente nega una consistenza al male. Questo non è che il “venire meno”, l’affievolirsi del bene, fino alla morte, fino all’azzeramento dell’esistenza. Non esiste una realtà “sottozero”, come sarebbero, in matematica, i numeri negativi. Cessato il bene, non c’è una realtà negativa, non c’è il male: c’è il nulla assoluto. Questo pensiero si accorda con il cristianesimo. Dio è il “sommo bene”. Non può fare il male, perché non può volerlo (catechismo di S. Pio X) perché il male non esiste. Ma allora, quando si dice che una persona “fa il male”, che cosa si vuole dire? Significa che fa venire meno, in tutto o in parte, il bene; che lo danneggia o lo distrugge. Tale è il peccato, che oscura o fa perdere il bene sommo per l’uomo: la amicizia con Dio. ATTILIO SANGIANI LETTERE AL DIRETTORE FAX: 031.3109325 POSTA: V.le Cesare Battisti 8 22100 COMO E-MAIL: [email protected] ✉ P A G I N A 35 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009 Maria Verso il Natale... Una vita secondo la Parola Dieci meditazioni che ripercorrono in Maria, donna secondo la Parola, altrettanti misteri di salvezza: dall’Immacolata Concezione all’Assunzione, passando per l’Annunciazione, la gravidanza e la nascita, la visitazione, la croce. Donna divenuta madre, Maria continua ad essere segnavia di speranza! RACCOGLIE LA PREDICAZIONE AL SANTUARIO DELLA MADONNA DEI MIRACOLI DI MORBIO - LUGLIO 2009 UN LIBRO PREZIOSO DI 80 PAGINE FORMATO 11 X 18 CM. ADATTO PER FARE UN REGALO AI TUOI AMICI, AI CATECHISTI DELLA PARROCCHIA, ALLE PERSONE CARE... 1 COPIA: EURO 5,00 OGNI 5 COPIE, UNA IN OMAGGIO! ancora disponibili altri volumi della collana... LE OFFERTE 2010 ABBONAMENTI NUOVI Eccezionale promozione! 40 euro invece che 50 NUOVO + RINNOVO 80 euro al posto di 90 RINNOVI A CHI RINNOVA, UN GENTILE OMAGGIO DA RITIRARE PRESSO LA SEDE DE “IL SETTIMANALE”: IL VOLUME RESPIRI DELL’ANIMA IN ESCLUSIVA PER I FEDELI LETTORI DEL NOSTRO GIORNALE DELLA DIOCESI DI COMO il settimanale Direttore responsabile: AGOSTINO CLERICI Editrice de Il Settimanale della Diocesi Coop.r .l. Coop.r.l. • Sede (direzione, redazione e amministrazione): V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como. 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