DELLA
ANNO XXXIV
12 DICEMBRE 2009
E 1,00
46
DIOCESI
DI
COMO
PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A.
SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV.
IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO
Verso
il Natale
Maria segna la via
nei giorni
della Novena:
è la via del dialogo
con Dio,
la cui potenza
trasse dal nulla
il creato,
ma non volle
redimerlo
senza Maria
A PAGINA 3
Madonna delle Grazie (Museo di
Arte Sacra - Cattedrale di Amalfi)
Foto AC - Il Settimanale
«
N
ulla è impossibile
a Dio». Così dice
l’angelo Gabriele
a Maria. Questa
espressione ha
qualcosa di importante da dire
al nostro mondo, che talvolta
sembra malato di onnipotenza,
salvo poi scoprirsi fragile e impaurito (basta vedere i ricorrenti allarmismi per i virus influenzali). Intanto, è tutta particolare la potenza di un Dio che
va a cercare il consenso in una
casa di Nazaret e si affida ad
una annunciazione, invece che
imporre la propria enunciazione. Questo modo di comportarsi di Dio non è una novità, e la
Bibbia in tutta la sua estensione è lì a mostrare innumerevoli esempi di questa strana tattica dell’onnipotenza divina.
Sin dal principio.
Noi non possiamo nemmeno
immaginare che cosa sia il nulla, eppure veniamo da lì. Dal
nulla ci ha tratti il Creatore.
Ebbene, questa scelta iniziale
sembrerebbe dettata da un delirio di onnipotenza simile a
quello di cui soffrono gli uomini ogni tanto, con gli esiti che
conosciamo. Non è così. Il nulla
prese forma perché passò tra le
mani dell’Amore. Fu un proget-
to d’amore a trasformare il nulla in creato. Senza amore non
c’è alcuna potenza, e Dio è onnipotente perché è onniamante.
Mentre in questi giorni a Copenaghen si sta discutendo di
clima, forse ci fa bene ricordare questo progetto che sta in
principio. Lo so bene che gli atei
pensano che tutto sia frutto del
caso, ma è pensiero talmente irragionevole che un progetto bisogna proprio postularlo. Il disordine che abbiamo creato noi
sulla terra richiede necessariamente un ordine creato da Dio.
Ora, questo progetto prevede
una gradualità di bene e di bellezza, culminante in quell’essere che porta in sé l’immagine e
la somiglianza del Creatore. Il
nulla prese forma dall’Amore e
culminò nell’essere umano, creato libero e capace di amare.
L’altra sera ho seguito in televisione la dotta disamina biblica dello scrittore Erri De Luca,
il quale cercava di parificare gli
animali all’uomo sulla base del
fatto che Dio avrebbe parlato
anche agli animali, la sera del
quinto giorno, invitandoli ad
essere fecondi e a moltiplicarsi. Un dato sicuramente interessante, ma è altrettanto certo che gli animali non parlino
con Dio. Egli si rivolge al serpente, dopo il peccato di Adamo
ed Eva, ma il serpente non rivolge nessuna parola a Dio. Solo
l’uomo e la donna possono relazionarsi tra di loro e dialogare con Dio. Egli si rivolge a loro,
ma anch’essi parlano con Lui.
Da questo dialogo con l’uomo
Dio non torna più indietro, questa relazione non cessa più, si
direbbe che essa è la cifra della
creazione.
Tanto è vero che quando Dio
vuole redimere la creazione,
non parte dal nulla come in
principio, ma da un altro dialogo. Prepara da lontano una creatura stupenda, immune da
ogni macchia di peccato, e si affida alla sua libertà, mettendo
in campo ancora una volta l’unica onnipotenza di cui è capace,
quella dell’amore. Lo ha detto
sant’Anselmo di Aosta (di cui
proprio quest’anno si celebra il
nono centenario della morte
avvenuta a Canterbury nel
1109) con un’espressione sintetica e stupenda: «Mentre Dio
aveva potuto creare tutte le
cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria». «Aveva potuto...»:
ecco la potenza della creazione.
«Non volle...»: ecco la potenza
dell’incarnazione. Potenze diverse, generate dall’unico amore.
Il Dono verso cui ci dirigiamo
anche quest’anno nel Natale,
Dio non volle farlo senza Maria. Potremmo dire - parafrasando l’Anselmo dell’argomento ontologico - che all’opera nell’Incarnazione c’è l’Amore di cui
non è possibile pensarne uno
più grande. Ma è un amore che
ha voluto aver bisogno di Maria. E la giovane donna di Nazaret entra in questa storia d’amore dalla porta di… servizio.
Il clima di paura che si respirava nel giardino dell’Eden
trascolora in quell’unica risposta che la libertà di Maria sa
partorire nella casa di Nazaret:
«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». È la libertà liberata a parlare in Maria, mentre la libertà supponente che voleva «essere come Dio» condusse Adamo
ed Eva lontano da Dio in una
schiavitù indeterminata, dai
mille padroni. La libertà autentica è tutta contenuta in quel
«fiat» che compare sulle labbra
della «serva del Signore». Maria riprende il dialogo che si era
interrotto nel giardino dell’Eden e porta a compimento quello stesso progetto che Dio ave-
va iniziato dal nulla. Maria dà
nuovamente una forma umana
all’amore che sta all’origine di
tutto. Le dà una forma che ci
assomiglia.
Entriamo nei giorni della Novena con questa icona davanti
agli occhi. La gioia del Natale
ci fa sicuramente bene, anche
perché il mondo produce noia e
nausea a quintali e ce la fa pure
pagare cara! Ma non dimentichiamoci che è la gioia suscitata dalla nascita di Gesù e non
da altro. Maria, tenendo in
braccio il Bambino benedicente, ci suggerisce la via e ci mostra la sua vita come esempio
sublime eppure umano. La via
è quella del dialogo con Dio. Se
restiamo in relazione con Lui,
ci resta sempre la possibilità di
dirgli di sì, o di cambiare un no
detto in un «avvenga per me
secondo la tua parola». La vita
di Maria è un esempio di servizio, e “servire” è un modo umilissimo di tradurre nel concreto la parola “amare”, che altrimenti resta sospesa nell’aura
dei propositi e dei sogni.
Il Natale di Gesù ci invita a
trasformare il dono immenso
della sua presenza in un compito di servizio.
don AGOSTINO CLERICI
P A G I N A
2
CD E LIBRO
RIFLESSIONI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO -12 DICEMBRE 2009
NUOVO REPERTORIO NAZIONALE
CANTI PER
LA LITURGIA
entrato in distribuzione in questi giorni il nuovo Repertorio nazionale di canti per la liturgia curato dalla Conferenza
episcopale italiana (CEI) ed edito dall’Editrice Elledici. Si tratta di una raccolta di 384 canti realizzata con l’obiettivo di rispondere a due esigenze: rendere patrimonio comune una serie di canti adatti alla liturgia, partendo dalla produzione tradizionale e da quella degli ultimi decenni, e diffondere alcuni criteri di
individuazione e selezione che aiutino a scegliere i canti a livello locale. I criteri che hanno guidato la selezione sono quattro:
1) il legame autentico dei canti con un momento liturgico;
2) la verità dei contenuti in rapporto alla fede;
3) la qualità dell’espressione linguistica e musicale;
4) la cantabilità effettiva per un’assemblea “media” come quella
della Messa domenicale.
Il Repertorio è sin da oggi disponibile con due prodotti:
• il Libretto per i fedeli (pp. 672, copertina in plastica serigrafata,
euro 9,80) con i testi dei canti e (una novità per i repertori più diffusi
nel nostro Paese) con il rigo musicale delle melodie e, dove presenti,
gli accordi di base.
• il CD-ROM (euro 69,00) con i canti registrati in formato MP3, i
testi e il rigo musicale.
Inoltre è in preparazione la Partitura dell’accompagnamento organistico (rilegato con spirale metallica, prezzo in definizione).
Prezzi di favore sono previsti per le Diocesi e le parrocchie. In queste settimane le diocesi possono ancora prenotare edizioni “personalizzate” con l’aggiunta di canti specifici e di introduzioni particolari,
ma anche realizzate con copertine ad hoc.
«Senza sostituirsi ai repertori esistenti e approvati - sottolinea mons.
Mariano Crociata, segretario generale della Cei - questo Repertorio
intende favorire la diffusione di un patrimonio nazionale, anche in
considerazione dei tempi moderni e del frequente convergere dei
fedeli in occasione di raduni, convegni e congressi».
Il nuovo Repertorio nazionale è disponibile in tutte le librerie cattoliche, presso l’Ufficio vendite dell’Editrice e sulla libreria on line di
www.elledici.org. Per informazioni e prenotazioni: tel. 011.9552111
- fax 011.9574048 - e-mail: [email protected].
È
Questo repertorio ufficiale per
la Chiesa italiana raccoglie
384 canti, mettendo a disposizione delle comunità un consistente numero di composizioni che rispondono alle esigenze liturgiche, con l’obiettivo di coniugare la dignità dei
testi e delle musiche con la
cantabilità, al fine di sostenere e promuovere la partecipazione attiva dell’assemblea.
Senza sostituirsi ai repertori
esistenti e approvati, intende
assumere un carattere di
esemplarità, favorendo la diffusione di un patrimonio ricco e unico. Oltre a questo cd
con la registrazione dei canti
in formato Mp3 è disponibile
il libro con i testi e le melodie
musicali. CONFERENZA
EPISCOPALE ITALIANA,
Repertorio nazionale canti per la liturgia, Elledici,
cd mp3 - euro 69,00; libro
di pagine 672 - euro 9,80.
Sono almeno vent’anni che papi, vescovi
e liturgisti parlano di “arte del celebrare”, eppure sembra spesso che certe liturgie siano concepite “etsi Deus non
daretur”, come se non importasse più se
Dio è presente e ci ascolta: parole
smozzicate, frasi biascicate, microfoni da
karaoke, altoparlanti la cui resa è al limite della tortura... Ma ci si può improvvisare ‘esperti’ in comunicazione sonora?
Questo manuale scava nei segreti della
comunicazione orale, parlata e cantata o
sostenuta da strumenti musicali, nel cuore della liturgia. «Vi è infatti uno spessore tecnico, che va dalla valorizzazione delle capacità di emissione vocale di cui tutti, in qualche misura, siamo dotati, fino
all’uso competente e mai facilone, dei supporti che la tecnologia attuale mette a AMELIO CIMINI, La comunostra disposizione: è uno spessore che va nicazione sonora nella cericonosciuto e messo in atto, in tutti i suoi lebrazione liturgica, EDB,
risvolti» (dalla Presentazione).
pagine 88, euro 8,90.
NOVITÀ IN LIBRERIA
a cura di AGOSTINO CLERICI
LE ANTIFONE DI NATALE
Dal 17 al 23 dicembre, ogni anno l’attesa del Natale è scandita da sette
antifone che accompagnano, nella liturgia delle ore, il canto del Magnificat.
Sono chiamate «antifone maggiori» o
«antifone “O”» (perché ciascuna di esse
comincia con una invocazione rivolta al
Signore Gesù). Sono sette antichissime
antifone per dire lo stupore, esprimere
la meraviglia, cantare la gioia dell’Attesa. Intessute di testi biblici e decorate con una musica ispirata, esprimono
lo stupore commosso della Chiesa che
contempla e invoca la venuta del
Redentore. Il libretto del gesuita belga
Gilbert è un prezioso strumento per entrare nel Mistero da queste colorate finestre. MAURICE GILBERT, Le sette note del Natale. Le antifone «O»,
Ancora, pagine 64, euro 6,00.
Nella tradizione della Chiesa, il rito
della Via Crucis è occasione di riflessione sulla passione e morte di Gesù.
Perché non immaginare di percorrere
anche una “via” che conduca alla grotta
della nascita, preludio di risurrezione?
Per le comunità parrocchiali e la preghiera personale il salesiano Franco
Galeone propone non le nove classiche
tappe della novena ma 14 tappe, ovvero itinerari spirituali in cui ripercorrere i momenti fondamentali - dall’Annunciazione al battesimo di Gesù - dell’Incarnazione del Signore. FRANCO
GALEONE, La Via della Nascita. 14
giorni di preghiera verso il Natale,
EDB, pagine 56, euro 2,50.
Questa novena di Natale è pensata per
ogni giovane (e non solo) che voglia accostarsi al mistero del Natale con semplicità, ma soprattutto con la costanza
di dedicare pochi ma significativi minuti all’Amore che viene nel mondo. La
struttura è semplice: per ogni giorno
della novena presenta un brano biblico;
un commento al brano; un segno che richiami l’attenzione al tema; un pensiero sulla tematica del giorno; un “SMS”,
breve messaggio che accompagna per
l’intera giornata. RENATO FAMENGO
- PIETRO MANCA, Aspettando l’Amore. Novena di Natale, Elledici, pagine 48, euro 3,50.
Segnaliamo da ultimo un testo per chi
voglia costruire la sua Novena di Natale con testi ricavati da omelie e discorsi
di papa Benedetto XVI, arricchiti dalle
preghiere di intercessione e dalle
orazioni appositamente scritte dalla
monaca benedettina madre Anna Maria
Canopi, in cui si sente il respiro della
Chiesa che prega. LUCIO COCO (a cura di), La novena di Natale con Benedetto XVI, Libreria Editrice Vaticana,
pagine 86, euro 3,20.
TERZA DOMENICA DI AVVENTO - ANNO C
Parola
FRA
noi
SOF 3,14-18
IS 12
FIL 4,4-7
LC 3,10-18
Dio ci incontra
qui e ora, perché
cambiamo vita
di ANGELO SCEPPACERCA
TERZA SETTIMANA
del Salterio
ABBIAMO MOTIVO PER ESSERE FELICI
D
omenica della letizia.
Sofonia spinge quanto resta di Israele fedele a dare sfogo ad
una felicità intensa e
trascinante, perché Dio ha liberato il suo popolo e in mezzo ad
esso ha fissato la sua presenza.
È un contatto che rende forti
contro ogni paura, perché Dio
risparmia e cambia il popolo col
suo amore. Anche Maria, vera
“figlia di Sion”, che rappresenta Israele e l’umanità, deve
“rallegrarsi” grazie al figlio che
porta in grembo. Perfino Paolo,
mentre si trova in prigione,
chiama alla festa perché Gesù
ci mette a parte di una felicità
che nessuna prova e dolore può
mai soffocare. Antagonista della gioia non è la sofferenza, ma
la solitudine egoistica: non si
può essere felici da soli e la gioia è contagiosa, produce unità
perché se la condividi si moltiplica, come la solitudine si dimezza. Abbiamo motivo per es-
sere felici. La gioia è il vestito
che i cristiani devono indossare
in permanenza, una luce in volto. Gioia che viene dall’amore.
Come Dio è Amore e Gioia, così
è il cristianesimo.
Che dobbiamo fare? Domanda nient’affatto scontata. Ieri
come oggi, sulla bocca di tutti,
soldati compresi. Il disorientamento è come un’epidemia
d’influenza: colpisce tutti. Soprattutto in tempi d’incertezza,
sbandamento, crisi (non solo
economica, ma anche della politica, della televisione, della
cultura). Tempo di crollo era
quello di Giovanni il battista,
presagio del Salvatore; tempo
di crisi anche il nostro, nonostante due millenni di cristianesimo. Intanto perché, ad oggi,
il Vangelo deve ancora raggiungere i due terzi dell’umanità –
che resta in attesa, in Avvento
– ma anche perché i bisognosi di
tunica, di pane, di giustizia, sono
moltitudine. Ad ogni incrocio.
Cosa fare?
Giovanni, precursore e testimone di colui che sta per venire e che battezzerà col fuoco dello Spirito, dice innanzitutto che
questo è un momento decisivo.
L’avvento ci fa consapevoli
dell’oggi. Dio ci incontra qui e
ora, perché cambiamo vita, ricominciamo a praticare solidarietà e onestà. La giustizia del
Vangelo è più che distributiva,
perché è scritta nella paternità
di Dio e nella fraternità universale.
L’unico tempo che abbiamo è
il presente. Il passato può solo
tormentare o essere rimpianto
e fuga. Il futuro non c’è, può
solo essere sperato, atteso e
preparato. Il presente è la realtà, l’unica occasione per dare risposta (responsum) alla chiamata di Dio. L’antropologia cristiana è concreta e semplice,
colloca l’uomo al punto giusto
(qui) e al momento favorevole
(ora). In attesa del Natale la cosa
giusta è porsi la domanda: che
cosa fare?
Prima di entrare nei centri
commerciali o nel chiasso dei
negozi, se abbiamo capito che
la conversione è tornare al Signore in modo molto concreto,
ci aiuta la domanda: perché
dare all’altro quello che è mio?
Perché mi è fratello e sorella.
“Non posso ferirti senza farmi
del male”, diceva Gandhi. E Chiara Lubich: “A qualcuno manca
il lavoro? Manca a me. C’è chi ha
la mamma ammalata? L’aiuto
come fosse la mia. È l’esperienza dei primi cristiani di Gerusalemme. Come ogni pianta assorbe dal terreno solo l’acqua che le
è necessaria, così anche noi cerchiamo di avere solo quello che
occorre. E, meglio se ogni tanto
ci accorgiamo che manca qualcosa; meglio essere un po’ poveri che un po’ ricchi”.
3
PRIMOPIANO
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
LA NOVENA, CAMMINO VERSO IL NATALE
DIO SI FA PICCOLO,
PER RENDERCI SUOI FIGLI
F
in dall’antichità
la Chiesa ha sempre vissuto l’Avvento coniugando insieme due
istanze: l’attesa e il ricordo. Attesa, perché la
nostra speranza è basata sul ritorno, nell’ultimo giorno, del Signore
crocefisso e risorto. Ricordo, perché la storia
mostra come questo Signore sia già giunto, una
prima volta, tra noi. Passato e futuro, quindi, si
intersecano nel nostro
presente, nel nostro oggi
per permetterci di rinnovare la nostra personale
decisione per il Cristo.
Consapevoli che Cristo
non è ancora totalmente e completamente formato in noi, l’Avvento ci
fa perfezionare la nostra
decisione di essere veri
testimoni del Risorto.
Cuore e centro di questo
percorso è il giorno del
Natale, giorno in cui
queste tre dimensioni si
rendono presenti e si
uniscono. Infatti a Natale «spunta per noi il giorno che significa la nuova redenzione, l’antica
preparazione, la felicità
eterna. In questo giorno
è giusto che noi adoriamo il divino mistero»
(san Leone Magno).
Per prepararci a vivere meglio il giorno
di Natale la tradizione ci consegna lo strumento della Novena.
È uno strumento perché il fine non può non
essere il vivere in profondità e pienezza il mistero dell’Incarnazione del
Figlio di Dio. In questi
nove giorni viviamo allora l’attesa di contemplare anche noi il volto
di Dio. In questi nove
giorni stupiamoci sempre più davanti al Figlio
di Dio che è diventato
storia per noi. In questi
nove giorni ricordiamoci come questo fatto
chiama tutti noi, qui e
ora, a rispondere alla
chiamata del Signore.
La Novena di quest’anno ci conduce in
questo cammino fin dal
titolo: “Dio si fa piccolo
per renderci suoi figli”.
Il primo passo è proprio la nostra domanda
su Dio. Chi è per noi questo Dio in cui crediamo,
viviamo e speriamo? Non
è - e non può essere - un
punto di partenza scontato e banale. Il Dio verso cui siamo incamminati è un Dio di Amore che
non esita a commuoversi per noi e con noi! È un
Dio, e passiamo al secondo momento, che
decide di svuotare tutto
se stesso, di incarnarsi
nel mondo, di farsi piccolo. Dio si fa uomo. Riusciamo a concepirlo?
Riusciamo a vedere in
un bambino che probabilmente piange e strilla il Dio della Gloria? Vediamo la Gloria di Dio
nel grido di un bambino?
Il terzo passo è capire
il perché di tutto questo
e cosa ne consegue per
noi.
Il titolo della Novena
di quest’anno lo rivela
chiaramente: scopo dell’Incarnazione è rendere tutti noi figli di Dio,
diventare figli nel Figlio,
imparare che Dio ci è
Padre. Ciò significa che,
a fianco alla consapevolezza del dono libero e
gratuito della figliolanza divina, deve crescere
in noi la volontà di conformarci sempre più all’immagine del Figlio.
Questa immagine, lo
abbiamo visto prima,
non è quella di un Dio
grande e glorioso, ma di
un Dio che si abbassa
fino a terra, di un Dio
che piange e soffre
con noi. Quando riusciremo a diventare immagine di questo Dio nella
nostra vita quotidiana,
terminerà la nostra Novena e vivremo il Natale. Solo allora saremo veramente figli nel Figlio.
ELIO PARTESANA
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
I
P A G I N A
CHIESA
D
io si fa piccolo
per renderci suoi
figli. Dentro questo titolo c’è tutta la pregnanza
del messaggio natalizio
come evento in cui il dono
di Dio (ecco il perché dei
doni!) diventa per noi motivo e compimento di salvezza. Un dono grande in
un bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia (Lc 2, 12).
Da qui l’insolito utilizzo di
un codice miniato. Pensando a Dio che si fa piccolo immediatamente abbiamo
pensato a un’opera d’arte
che fosse piccola. Forse i
nostri bimbi non hanno
mai visto un codice miniato. Il particolare ritratto quest’anno è preso da un
Libro d’Ore esposto presso
i Musei Civici di Como (pagina 24). Crediamo sia importante far notare ai nostri ragazzi la bellezza racchiusa in un codice miniato. Trasmette una traccia
della bellezza di un Dio
che sceglie di diventare
uomo, nascendo in un bambino. L’attenzione ai particolari, la scelta dei colori,
la cura nel definire i contorni, le decorazioni... perché tutto questo? Per trasmettere agli uomini il
mistero che trasforma la
vita, in un libro che canta
le lodi di Dio, santificando
il trascorrere del tempo,
nella ciclicità dell’Anno liturgico.
Riuscire a trasmettere la
bellezza del tempo e dell’atmosfera in cui quest’opera d’arte veniva realizzata, crediamo aiuti a
intravedere e a tuffarsi
nella bellezza di un Dio
che ha fatto attenzione ad
ogni piccolo particolare,
tessendo una storia che ha
le sue radici nelle alleanze con i patriarchi, nelle
promesse profetiche, su, su,
fino ad arrivare alla bellezza suprema del Figlio, nato
da donna. Un Dio che, artista supremo, si rivela a noi
nel Figlio della Vergine Maria. La Novena di Natale
accompagna i passi verso
l’incontro con la celebrazione di questo mistero. Dio si
fa piccolo per renderci suoi
figli. Ben più di una rivelazione! Un dono che trasforma in profondità la vi-
ta di ogni giorno. Buon cam
mino incontro al Signore
che viene!
UFFICIO
PASTORALE DEI GIOVANI
UFFICIO PER LA CATECHESI
UFFICIO PER LA LITURGIA
MINIATURE E CODICI MINIATI: PER SAPERNE DI PIÙ...
La parola miniatura deriva verosimilmente dal latino minium, un particolare
colore rosso, ed indica un’immagine realizzata per decorare antichi manoscritti.
Nel mondo occidentale i primi manoscritti miniati sono i documenti dell’Antico
Egitto, costituiti dai papiri, sotto forma di rotoli. Non sono rimaste che poche
testimonianze sull’antica decorazione dei papiri in età greco-romana, che avevano la forma di rotuli e poiché andavano svolti a poco a poco, le illustrazioni non
erano altro che piccole vignette o figurette che interrompevano le colonne del
testo. La nuova forma del libro e la diffusione della pergamena permisero l’uso
delle pagine intere, con illustrazioni di maggiore dimensione e pregio (Iliade
Ambrosiana, Virgilio Vaticano, Virgilio Romano). La scuola bizantina sviluppò
nuove convenzioni artistiche creando un taglio netto con la tradizione precedente. Con la diffusione del monachesimo, i centri della cultura europea divennero i
monasteri, nei cui scriptoria si copiavano le opere antiche, permettendone la trasmissione alle generazioni future. Amanuense e miniatore erano spesso due figure distinte, anche se quasi sempre, soprattutto nell’alto medioevo, appartenenti
alla medesima comunità religiosa e quindi di analoga formazione e cultura figurativa. Il Cristianesimo portò a una perdita di interesse verso la realtà percepita
dai sensi e si sviluppò uno stile figurativo dove ogni elemento acquista valore
solo in quanto metafora del mondo trascendente. Si sviluppò una relazione stretta tra testo e immagini, con iniziali figurate (da figure umane o animali) e istoriate
(con piccole scene o decori vegetali), bordi decorati, monogrammi a piena pagina
per le prime lettere del testo, tavole di canoni, immagini didattiche e menmoniche.
Questo processo venne sicuramente favorito dalla sensibilità lineare e ornamentale dei popoli barbarici.
Nei monasteri irlandesi, tra il VII e il IX secolo, si diffuse un tipo di decorazione
raffinatissima basata su intrecci di racemi e figure stilizzate, organizzati in complessi schemi geometrici. La maggior parte delle figurazioni umane, quando presenti, erano di natura antinarrativa e sacrale. La miniatura carolingia vide la
committenza degli imperatori stessi tra i committenti di opere librarie, che in
questo periodo raggiunsero un vertice per qualità e rilevanza, con una svolta
stilistica rispetto al secolo precedente. Con il risveglio artistico del XII secolo la
decorazione dei manoscritti ricevette un nuovo impulso. Gli artisti del tempo
eccellevano nella miniatura di margini ed iniziali, ma anche nelle figurazioni,
caratterizzate da un tratto vigoroso, linee spesse e uno studio attento del drappeggio. Gli artisti migliorarono la rappresentazione delle forme umane e, nonostante resistesse la tendenza a ripetere i soggetti secondo modi convenzionali, gli
sforzi individuali produssero in questo secolo numerose miniature di carattere
estremamente elegante. Lo stile del XII secolo lasciò il posto ad immagini di
dimensioni ridotte durante il periodo gotico. Le dimensioni dei libri si ridussero
notevolmente e aumentò la loro diffusione. Con l’avvento del XV secolo, sotto
l’influenza del Tardo gotico e del Rinascimento, la miniatura ricevette una spinta artistica che la ripropose alla ribalta continentale. Grandi committenti erano
ormai anche le corti e personaggi del mondo laico, che richiedevano opere di
qualità estrema. Con l’introduzione e il diffondersi della stampa la miniatura
continuò per lungo tempo ad essere presente, anche se cominciò gradualmente a
perdere d’importanza proprio all’aumentare della disponibilità di libri, diventando un aspetto sempre più marginale, certamente per via del costo aggiuntivo
della decorazione manuale.
P A G I N A
4
I
pareri degli scienziati sono
un po’ controversi, ma è di
assoluta evidenza che il fenomeno del riscaldamento
globale è uno dei grandi temi del secolo. Più strutturalmente i temi dell’ambiente sono
oggi la grande questione del
futuro. Prima di tutto perché
pongono una questione decisiva a proposito della giustizia e
della solidarietà tra le generazioni. Le previsioni catastrofiste a proposito dell’insostenibile aumento della popolazione,
correnti negli anni sessanta e
settanta, sono state smentite
dai fatti, ma a proposito dell’ambiente il rischio è evidente:
è possibile infatti accrescere le
risorse disponibili per un’umanità accresciuta nel numero e
negli standard di vita, a patto
però di non distruggere in modo
irreversibile le possibilità di
produrle, queste risorse.
Così la Conferenza dell’Onu
sui cambiamenti climatici di
Copenhagen diventa una occasione strategica. Occorre cambiare passo, occorre una presa
di coscienza collettiva e nello
stesso tempo un nuovo senso
SOCIETÀ
INTERNIESTERI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
BENEDETTO XVI PER IL VERTICE ONU SUL CLIMA
Copenaghen: questioni decisive
della comunità internazionale.
Di questa realtà si è fatto interprete Benedetto XVI, che,
alla vigilia dell’apertura della
conferenza, all’Angelus ha ribadito alcuni punti essenziali di
un magistero sui grandi temi
dell’ambiente che disegna un
percorso coerente e realistico,
quello stesso su cui da anni insiste il magistero sociale della
Chiesa.
Auspica, il Papa, “che i lavori
aiuteranno ad individuare azioni rispettose della creazione e
promotrici di uno sviluppo solidale, fondato sulla dignità della
persona umana ed orientato al
bene comune”.
E’ evidente infatti che il problema ambientale non è solo una
questione tecnica, o economica,
ma politica nel senso forte del
termine, attiene infatti a due
temi cruciali, la dignità delle
persone e il bene comune. Ovvero mette in evidenza i diritti fondamentali e i principi di coesione e di giustizia sociale. “La salvaguardia del creato – prosegue
Benedetto XVI - postula l’adozione di stili di vita sobri e responsabili, soprattutto verso i
poveri e le generazioni future”.
Certo sono necessarie la sensibilità e l’iniziativa delle principali potenze produttrici di
emissioni, Cina, India come pure
ovviamente degli Stati Uniti, che
sono ancora i maggiori consumatori di energia. Comporta però
una presa di coscienza di ciascun
uomo e di ciascuna donna sul
pianeta. Se gli Stati possono determinare gli indirizzi, poi tutto
passa attraverso i comportamenti personali e collettivi, attraverso la responsabilità personale.
Ecco allora la conclusione del
Papa, che apre ad una ulteriore
dimensione, quell’“ecologia umana” su cui ha insistito nella recente enciclica, così da invitare
“tutte le persone di buona volontà a rispettare le leggi poste da
Dio nella natura e a riscoprire
la dimensione morale della vita
umana”. Resta questo il punto
cruciale e il fondamento su cui
costruire. E questo collega il
tema dell’ambiente e del rispetto dell’ambiente a quello dello
sviluppo della democrazia, dei
suoi principi e dei suoi valori.
FRANCESCO BONINI
RAPPORTO CENSIS GLI ITALIANI VIVONO “IN APNEA MA SONO SEMPRE GLI STESSI”
Una società replicante
U
na società “testardamente replicante”,
che da quel “non saremo più come prima”, che un anno fa
dominava la psicologia collettiva è passata ad un “siamo sempre gli stessi” che “l’appiattisce
alla contingenza ma non la deprime”. Una società resistente
alla crisi perché “non ha esasperato il primato della finanza
sull’economia reale, perché le
banche hanno mantenuto un
forte aggancio al territorio, perché il sistema economico è caratterizzato da una diffusissima e molecolare presenza di
piccole aziende, perché le famiglie sono patrimonializzate (risparmi e proprietà della casa)”.
È l’immagine della società italiana che emerge dal 43° Rapporto Censis sulla situazione
sociale del Paese, presentato il
4 dicembre a Roma. Se la nostra società ha passato senza
troppi danni il 2009, afferma il
Censis, lo deve “all’intrecciarsi
quotidiano di queste componenti socioeconomiche”. Non è stata una “reazione casuale o improvvisata, ma un ricorrente riflesso condizionato”: la società
italiana ha messo in campo “il
tradizionale modello adattativo-reattivo”. Tuttavia “il
rieccolo” del Paesone italiano
non è mai “un ritorno all’eguale” in quanto, avverte il Censis,
sono in corso alcuni processi di
trasformazione che preparano
il dopo, come la ristrutturazione
del terziario e lo sfarinamento
del lungo ciclo dell’individualismo.
La ristrutturazione del
terziario. È il settore dove sono
confluiti nel tempo servizi alle
imprese sovradimensionati rispetto alle esigenze, “qualcosisti” del terziario avanzato,
precari della pubblica amministrazione alla ricerca del posto
fisso. Il rallentamento dello sviluppo, dei consumi, delle disponibilità di spesa ha oggi ridotto
queste “cavalcate espansive”
affermando nel contempo “meccanismi di selezione e razionalizzazione, con una concentrazione qualitativa della domanda che mette fuori gioco
una parte consistente di un’offerta da sempre abituata ad
una falsa facilità del mercato”.
È in atto, poi, “un ulteriore passo in avanti nel riconoscere al
sistema d’impresa un ruolo di
traino e leadership complessiva della società. Il segmento più
dinamico dell’imprenditoria
italiana ha saputo combinare le
strategie di presenza sui mercati mondiali con strategie
innovative”.
Esigenza di valori condivisi. Il protagonismo individuale che, dagli anni Settanta in
poi, si è affermato con la crescita esponenziale del lavoro autonomo e della piccola e piccolissima impresa, del soggettivismo nei comportamenti, della personalizzazione del potere
politico, dell’ideologia della
competizione e del mercato, secondo il Censis “è destinato a
sfarinarsi silenziosamente”.
L’individualismo vitale, infatti, è sempre meno capace di
risolvere i problemi della complessità che lo trascende, il
soggettivismo etico mostra la
corda rispetto all’esigenza di
valori condivisi; la spietatezza
competitiva e la carica di egoismo che derivano dal primato
della soggettività hanno creato
squilibri sociali che pesano sulla coesione collettiva”.
Famiglie, giovani e imprese. Tuttavia tali processi di trasformazione non bastano, serve stringere la cinta. Per la ripresa 2010 gli italiani chiedono più sostegno per famiglie,
giovani e piccole imprese. Il
Rapporto rivela che nel mezzo
della crisi, per il 71,5% delle
famiglie italiane il reddito mensile è sufficiente a coprire le
spese. Il dato sale al 78,9% al
Nord-Est, al 76,7% al NordOvest, al 71% al Centro, al Sud
scende al 63,5%. Il 28,5% delle
famiglie, che hanno avuto difficoltà a coprire le spese mensili
con il proprio reddito, ha fatto
ricorso a una pluralità di fonti
alternative, con una miscela
che si è dimostrata efficace.
Negli ultimi 18 mesi più
dell’83% delle famiglie ha modificato le proprie abitudini alimentari, contenendo sprechi
(40%), cercando prezzi convenienti (39,7%). Riguardo al futuro, le famiglie con figli
(49,7%) e i giovani (48,8%) sono
i soggetti che devono essere aiutati per favorire la ripresa. Nell’economia, oltre il 33% del campione ritiene importante aiutare la piccola impresa.
Mercato del lavoro. Secondo il Censis, fino a oggi il mercato del lavoro in Italia ha retto. A metà del 2009 risultavano persi, rispetto allo stesso
periodo dell’anno precedente,
378 mila posti di lavoro (-1,6%),
meglio di Spagna e Gran
Bretagna ma peggio di Francia
e Germania. Gli effetti negativi hanno riguardato solo i soggetti meno tutelati: il lavoro
autonomo, il “paralavoro” (162
mila posti in meno, -4,3%), il
lavoro a termine (-229 mila la-
voratori, -9,4%), le collaborazioni a progetto (-12,1%) e quelle
occasionali (-19,9%), mentre il
popolo delle partite Iva è aumentato, raggiungendo quasi
quota un milione (+132 mila,
+16,3%).
Cosa verrà dopo? “Nella
psicologia collettiva c’è un dolente mix di stanchezza e vergogna per i tanti fenomeni di
degrado valoriale, o almeno
comportamentale, che caratterizzano la vita del Paese. E c’è
di conseguenza la speranza di
uscirne, con una propensione a
pensare al dopo, a una società
capace di migliorarsi”. Ma le
discussioni in corso “guardano
indietro”, oppure “fuggono in
avanti, rincorrendo una fantasmatica ipotesi di nuova ontologia”, individuata talvolta nel
fondamentalismo dei valori e
della loro radice religiosa, talvolta nel fondamentalismo della scienza.
SOCIETÀ
FATTIePROBLEMI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
GIORNALISMO LE «PRECISAZIONI» DI VITTORIO FELTRI
Dopo tanto cinismo
rendiamo atto della tardiva marcia indietro del direttore de Il Giornale Vittorio Feltri che ritratta quanto da lui
scritto oltre due mesi fa nei riguardi
del direttore di Avvenire Dino Boffo.
Anche se non ci convince il fatto che Feltri si
meravigli che “il giorno dopo” la sua uscita “è
scoppiato un pandemonio – com’egli scrive –
perché i giornali e le televisioni si scatenarono
sollevando un polverone ingiustificato”.
Cosa si aspettava colpendo una delle persone più in vista della Chiesa italiana? Che tutti
facessero finta di niente? In realtà anche Feltri ha dato fiato a quel tipo di giornalismo che
sta incancrenendo il nostro Paese. Buttar benzina sul fuoco, meravigliandosi che non si spenga, ci pare poi francamente eccessivo.
Noi continuiamo a credere in un certo tipo
di giornalismo che mira al bene comune, che
affronta i temi del Paese anche con forte critica, senza tuttavia colpire le persone che meritano sempre e comunque rispetto.
Auspichiamo che il chiarimento offerto da
Feltri e la sua ammirazione per l’“atteggiamento sobrio e dignitoso”, mantenuto da Dino
Boffo nella vicenda compia un altro passo avanti e contribuisca così a svelenire i rapporti sociali e ad aprire un dialogo a tutti i livelli per
il bene e il futuro del nostro Paese.
P
Q
uanto ha scritto venerdì 4 dicembre
il direttore Feltri sul suo giornale rispondendo a una lettera sul ‘caso
Boffo’ induce ad alcune considerazioni che da un lato confortano perché
confermano che la verità trova la forza di farsi
strada vincendo la menzogna, dall’altro rilanciano con più preoccupazione gli interrogativi
che all’inizio della vicenda nacquero da più parti sul valore e sul rispetto dell’etica professionale nell’informazione. Anche se Feltri dopo tre
mesi ha voluto definire “precisazioni” la rimozione dei titoli devastanti è evidente che si tratta di “tardive ammissioni” di un gravissimo errore professionale come le ha definite mons.
Domenico Pompili, direttore dell’ufficio Cei delle comunicazioni sociali. Non si può condividere
l’idea che il cinismo possa far parte della professionalità giornalistica, non si può accettare
l’dea che seppellire una persona con il fango dell’insinuazione e della menzogna sia uno scherzo
mediatico di cui non tener troppo conto.
Si tratta ora di riportare tempestivamente e
seriamente nel confronto interno alla categoria
giornalistica le ragioni ultime di una professione che smarrisce se stessa se non si pone al servizio della verità, del bene comune e della dignità della persona: frontiere sulle quali Dino Boffo
si è sempre speso.
DON GIORGIO ZUCCHELLI
Presidente Fisc
PAOLO BUSTAFFA
Direttore Sir
CORSIVO
di AGOSTINO CLERICI
FELTRI:
TARDI
E MALE!
Ci è arrivato anche lui, finalmente! Lui, Vittorio Feltri, riconosciuto come uno
dei luminari del giornalismo italico, ha scoperto la
verità sul caso del suo collega Dino Boffo. Peccato lo
abbia fatto con grave ritardo e, soprattutto, abbia cercato fino all’ultimo di mimetizzare la propria colpa con
l’escamotage della lettera
(un direttore non dice una
cosa così importante, rispondendo ad una lettrice,
soprattutto uno che è abituato a tuonare... dall’alto
dei suoi editoriali) e con
un’evidenza ridicola rispetto agli spazi dati nel momento dell’accusa vigliacca
di tre mesi fa.
Obtorto collo, Feltri riconosce dove sta la verità,
quella che avrebbe potuto
verificare subito, solo se lo
avesse voluto. E qui sta la
scorrettezza più grave, quella che nessun tardivo mea
culpa può cancellare. Si può
disquisire se la correzione
di rotta del direttore de Il
Giornale sia stata adegua-
ta. A me sembra, francamente, che non lo sia stata.
Sufficientemente chiara in
quanto a rettifica, ma cacciata in fondo alla prima pagina come risposta ad una
lettrice e con un rimando
sbagliato (che sbadataggine!) ad una pagina interna
(uno vi trovava la pubblicità e poteva non essere più
interessato a cercare il seguito dell’articolo...) e la pagina interna giusta era comunque la 48.esima del
giornale. Se pensiamo ai titoli a nove colonne di prima
pagina per un’intera settimana dedicati a infangare
Boffo, da un campione della libertà di stampa ci saremmo aspettati di più!
Comunque sia, molto più
scorretta di tale questione
formale sui tempi e gli spazi della correzione è l’imprudenza dimostrata nel momento del linciaggio a mezzo stampa di cento giorni orsono. Purtroppo, le riabilitazioni sono sempre più silenziose delle epurazioni.
Alcuni mezzi di informazione sono così distratti che si
dimenticano anche di riferire il “dietrofront” rispetto
a notizie date in precedenza. Nel caso di Boffo, la cor-
rezione di Feltri non ha trovato spazio su tanti quotidiani nazionali (su alcuni,
neanche una riga) e si sono
dimenticati di annunciarla
il Tg1 e il Tg2 e le tre testate Mediaset. Il solito assordante silenzio!
Immaginiamo che cosa
potrebbe accadere ad un cittadino meno famoso, meno
galantuomo di Boffo, magari meno forte moralmente,
meno assistito spiritualmente, più solo insomma, il quale finisse nella bufera per colpa di notizie di stampa non
verificate nella fonte e palesemente false e offerte in pasto, come odiose sentenze del
tribunale dei mass-media
(uno dei tribunali che, purtroppo, oggi funziona meglio).
E, tra l’altro, nel caso Boffo
sono state trascinate anche
famiglie che avrebbero dovuto restare nell’ombra.
L’augurio è che tale vicenda possa convincere anche
altri direttori di mezzi di
informazione a evitare incaute campagne di stampa.
Se Feltri a denti stretti ha
in parte riconosciuto il suo
errore, altri non l’hanno mai
fatto. Il gruppo dei «mezzi
di denigrazione di massa» è,
purtroppo, numeroso!
5
Oltre il proprio
orticello
«
Venerdì 4 dicembre il
direttore del quotidiano
“il Giornale”, Vittorio Feltri,
rispondendo alla lettera di
una lettrice, rendeva note le
sue “precisazioni” per quanto
a fine agosto scorso aveva
scritto di non corrispondente
alla verità sul direttore di
Avvenire, Dino Boffo.
A commento la nota del
presidente Fisc, Giorgio
Zucchelli, e del direttore Sir,
Paolo Bustaffa, unitamente al
corsivo del nostro direttore
P A G I N A
V
edi - mi diceva
poco tempo fa una
persona - sono stato per tanto tempo in parrocchia.
Quanti incontri, conferenze,
momenti formativi. Ma, tra
noi adulti, non tutti eravamo
allo stesso livello. La proposta
fatta era, invece, una proposta
standardizzata che doveva andare bene anche a chi non aveva risolto ancora certi interrogativi. Ci fossero stati tempi e
modi diversi di accostare certi contenuti, non avrei certamente lasciato la parrocchia,
non avrei abbandonato la ricerca con gli altri”. Quanti per
un motivo o per un altro, si
sono distaccati dalla struttura-parrocchia, ma non dalla
ricerca religiosa profonda?
Tocchiamo qui un punto nevralgico: come far sì che la comunità cristiana sappia far
fronte ad una proposta che
non sia standardizzata? Il
cammino verso un’adesione
motivata al Vangelo non è mai
standardizzato anche se non
è mai individualista. Come
conciliare la sana esigenza di
chi vuole essere protagonista
di ricerca e quella di chi ha già
fatto alcune fondamentali
scelte? Non è facile rispondere. Anzi, una domanda ancora
si impone: perché fanno problema ricerche diversificate?
C’è chi afferma che il problema è tale perché mancano
educatori; altri dicono che non
sono sempre chiare le proposte; altri ancora sono disposti
a sostenere che molti sono
pronti a parlare, ma pochi a
lavorare concretamente.
Queste ed altre le risposte possibili. Un interrogativo le accomuna: quale spazio hanno i
“cristiani quotidiani” per muoversi in un’ottica capace di interpellare i diversi àmbiti di
vita, le specifiche situazioni
quotidiane nelle quali tantissimi battezzati vivono e nelle
quali questi battezzati vorrebbero incontrare qualcuno capace di dare una mano? Forse
tante persone ripenserebbero
più seriamente alla proposta
cristiana se fossero accompagnate, nel loro cammino, da
persone che ogni giorno si misurano con gli stessi loro problemi. Simili figure sono assenti nelle comunità cristiane o ad esse non si dà spazio?
PRIMA LA “LIETA
NOTIZIA”!
La sensazione è che tante comunità siano più preoccupate
della propria autoconservazione che di educare se stesse
ad essere aperte ad accogliere
e a coinvolgere quanti sono in
reale ricerca. Ecco, allora, che
prende corpo una mentalità che si
esprime più
in termini
negativi che
propositivi:
il mondo va
male;
il
mondo non
capisce i cristiani... Mi
diceva amaramente
una persona
segnata dalla fatica di
vivere: “Ho
smesso di
praticare perché ad un certo
punto non ne potevo più. Vivi
una settimana piena di difficoltà e di problemi; corri sempre... Poi, finalmente, la domenica. Entri in chiesa e ti aspetti una parola di speranza, ti
attendi che qualcuno ti aiuti
a ricordarti che davvero Dio ti
ama, che ti viene incontro.
Entri con questa attesa e rimani deluso: ascolti, invece,
un elenco di cose che non vanno, una “cronaca” della miseria umana. Non ho bisogno di
andare in chiesa per sapere
quanto noi uomini siamo limitati dal peccato e dall’egoismo!
Ho invece bisogno di una parola che apra il cuore e mi dia
forza ancora per andare avanti nonostante tante cose che
non funzionano”.
FUORI
dal
CORO
OCCHI PER VEDERE!
E sono molti quelli che hanno un profondo bisogno di essere aiutati a credere che la
logica del gratuito, dell’amore
ostinato e del servizio sono
davvero le linee portanti della proposta cristiana. Ma se
sentono raccontare altro, se
avvertono che le preoccupazioni delle comunità cristiane
sono altre, come potranno
continuare a camminare e a
sperare in un “mondo diverso”,
dove gratuità, altruismo e
dono non siano solo parole che
affascinano ma realtà che illuminano la vita quotidiana?
Sono molti, vivono al fianco
dei credenti ma questi spesso non se ne accorgono. Mancano occhi per vedere!
E mancano spazi di vera ricerca, dove quanti pongono profonde domande possano, secondo tempi e modalità diversi,
camminare con le proprie gambe -passo dopo passo - verso
una risposta motivata all’interrogativo religioso. La logica del
“coltivare il proprio orticello” è
spesso una tentazione che illude le comunità cristiane e delude quanti da esse si attendono un segno di novità.
ARCANGELO BAGNI
PEDOFILIA: DON FORTUNATO DI NOTO,
“NON ABBASSARE LA GUARDIA”
Non accettate caramelle dagli sconosciuti, potrebbero essere dei
pedofili. Don Fortunato Di Noto, il sacerdote fondatore di Meter
(www.associazionemeter.org), commenta così l’operazione “Seppia”
che, a Messina, ha portato all’arresto di quattro persone, mentre
altre cinque restano indagate. Secondo gli inquirenti i soggetti coinvolti nell’inchiesta avrebbero anche utilizzato dei ragazzini per
adescare bambini più piccoli con caramelle e figurine. “Genitori,
state attenti a quello che i vostri bambini hanno in tasca, soprattutto a somme di denaro”, dichiara il sacerdote, che mette in guardia mamme e papà, ricordando loro ancora una volta che “non bisogna abbassare la guardia, pensare che ‘tanto non succederà mai,
conosco mio figlio’. Tutti i bambini possono essere avvicinati da un
pedofilo che con qualche scusa può abusare di loro. Poi tocca intervenire a danno già fatto. Ed è proprio per questo che lancio un
appello a tutti per la prevenzione, perché i numeri dell’emergenza
parlano chiaro”. “Dall’inizio dell’anno - rivela don Di Noto - siamo
già a 1.465 segnalazioni che moltiplicate per n. 7/8 indirizzi a segnalazione sono circa 11.720 siti, socialnetwork, riferimenti. Non
è solo un problema di numeri, è un fatto che deve portarci ad una
nuova strategia di informazione, prevenzione”.
CHIESA
P A G I N A
6
CHIESA LOCALE
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
A COMO SULLA CARITAS IN VERITATE
del
VESCOVO
GIOVEDÌ 10
A Como, al mattino, in Vescovado, Consiglio Episcopale.
DA VENERDÌ 11
A DOMENICA 13
Visita pastorale alla zona
Valtellina Superiore: parrocchie della Valdisotto.
LUNEDÌ 14
A Como, al mattino, in
Vescovado, Consiglio Affari economici; nel pomeriggio udienze e colloqui personali.
MARTEDÌ 15
A Como, udienze e colloqui personali; a Como,
alle ore 18.00, presso il
Centro Pastorale Card.
Ferrari, Seminario di studio sull’enciclica Caritas
in Veritate.
MERCOLEDÌ 16
A Como, al mattino, in
Vescovado, Collegio dei
consultori; a Como, alle
ore 17.00, in Cattedrale,
inizio della novena di Natale.
GIOVEDÌ 17
A Como, al mattino, in
Vescovado, Consiglio Episcopale.
Seminario di studio
È
veramente una enciclica assai ricca di contenuti e anche di sollecitazioni per tutti coloro
che, a vario titolo, sono
impegnati nel campo economico o sociale politico, e non
solo per essi, la Caritas in
Veritate è anche un’enciclica
che è stata pensata e scritta
per aiutare coloro che desiderano conoscere meglio quale
concetto di persona è sottesa
alle varie scelte che si compiono sia in economia che nel sociale che in politica e cosa può
dire il semplice cittadino per
non sentirsi un semplice ingranaggio assorbito dal complesso meccanismo economico sociale e politico e possa
essere anche lui partecipe delle progettazione e realizzazione di una società a misura
d’uomo.
Proprio per fornire elementi per una lettura corretta dell’enciclica e indicazione dei
passaggi chiave dell’enciclica
stessa l’Ufficio diocesano per
la pastorale sociale e del lavoro ha indetto per martedì
15 dicembre presso il Centro Pastorale Cardinal
Ferrari in viale Cesare
Battisti 8 a Como un seminario di studio sull’enciclica
FAMILIARI DEL CLERO
DI COMO E SONDRIO
I Familiari del Clero del gruppo di Como e di Sondrio si
ritroveranno in Seminario, giovedì 17 dicembre, dalle
ore 9.30 alle 16.00 per la loro giornata di ritiro spirituale
in preparazione del Natale.
È necessario prenotare la partecipazione rivolgendosi a Giovanna Della Monica, telefono 031-240242 entro e non
oltre domenica 13 dicembre.
IL CALENDARIO DEI
PELLEGRINAGGI DIOCESANI
IL GRANDE PELLEGRINAGGIO
DIOCESANO PER L’ANNO 2010
3-9 luglio 2010 a Lisieux
TORINO - SACRA SINDONE
4 maggio 2010
PELLEGRINAGGIO BIBLICO
Grecia, sui passi di San Paolo:
sabato 24 aprile - sabato 1 maggio 2010.
PELLEGRINAGGI STORICO-AGIOGRAFICI
• Nevers, Paray-le-Monial, Ars, Lione, Annecy:
lunedì 5 - domenica 11 aprile 2010.
• Siena per riscoprire la figura di Santa Caterina:
sabato 29 maggio - mercoledì 2 giugno 2010.
PELLEGRINAGGI MARIANI
• Fatima: venerdì 10 - martedì 14 settembre 2010
• Lourdes (in aereo):
venerdì 7 - lunedì 10 maggio 2010
• Lourdes - Nevers (in pullman):
lunedì 2 - domenica 8 agosto 2010
• Lourdes con l’Unitalsi:
sabato 9 - venerdì 15 ottobre 2010 (in treno)
domenica 10 - giovedì 14 ottobre (in aereo)
• Lourdes con l’Unitalsi (per i giovani):
martedì 27 luglio - lunedì 2 agosto 2010
• Caravaggio con l’Unitalsi: sabato 15 maggio 2010
• Dongo con l’Unitalsi:
Giornata dell’ammalato 25 settembre 2010
Caritas in Veritate, dal titolo:
Caritas in Veritate: ridare
un’anima ad economia e politica.
L’incontro, che prenderà avvio alle ore 18.00, vedrà dapprima un intervento di
monsignor Angelo Casile, direttore dell’Ufficio Nazionale
per i problemi sociali e del lavoro sul tema Una enciclica
per affrontare il futuro. Successivamente l’intervento del
vescovo, monsignor Diego
Coletti verterà sul tema: Non
c’è sviluppo sociale senza sviluppo umano integrale. Dopo
il buffet il professor Fabio
Corno, docente di economia
aziendale alla Bicocca di Milano, introdurrà il dibattito
tra i partecipanti e i relatori.
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
AGENDA
LA LUCE DI BETLEMME A COMO
Nella Chiesa della Natività a Betlemme vi è una lampada ad
olio che arde perennemente da moltissimi secoli, alimentata
dall’olio donato a turno dai cristiani di tutta la Terra. La Luce
di Betlemme arriverà a Como sabato 12 dicembre alle
ore 15.45. Nella basilica di sant’Abbondio si terrà la cerimonia di accoglienza, animata dai gruppi scouts Agesci,
Cingei e Masci.
GRUPPO INCONTRO: IL 18 DICEMBRE A COMO
Il gruppo “Punto d’incontro”, per persone separate e divorziate, con l’avvicinarsi del Natale e l’avvio della Novena, propone una serata riflessione, scambio, preghiera e amicizia il prossimo 18 dicembre. Sarà anche l’occasione per illustrare pensieri e progetti maturati negli ultimi due anni. L’incontro si
svolgerà a partire dalle ore 21.00 presso il Centro Pastorale card. Ferrari di Como. Al termine, un momento
conviviale di scambio di auguri. Info: segreteria dell’Ufficio
diocesano di pastorale familiare, al numero 331-6309783.
AVVENTO AL MONASTERO
DI GRANDATE
IL SIGNORE HA MANIFESTATO
LA SUA SALVEZZA (SL 98,2)
Nel suo Figlio Gesù Cristo ci ha mostrato il suo volto di misericordia. Questo Avvento 2009 viene a dirci che anche per noi
c’è la promessa di una vita piena, una vita redenta. Scopriamola insieme attraverso la Lettura e condivisione della
Parola di Dio. Questa è l’iniziativa proposta dalle monache
del Monastero delle Benedettine di Grandate (Co), via
Giovanni Paolo II, 1 - telefono 031-564823, con incontri, aperti a tutti, che si terranno alle ore 20.30 nei seguenti giorni: venerdì 11 dicembre e venerdì 18 dicembre. Inoltre
tutti i sabati di Avvento alle ore 21.00, si terrà una veglia con la celebrazione dell’Ufficio delle Letture.
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
La giornata
del Seminario
nella Tre Pievi
TO DOLCINI
di ALBER
ALBERTO
IL
SEMINARIO
SI
RACCONTA
D
omenica scorsa, 6 dicembre, l’intera
diocesi ha celebrato la Giornata del
Seminario: ci auguriamo che in tutte
le messe celebrate sia stato ricordato
il seminario durante le omelie e particolari
momenti siano stati riservati per la preghiera
per le vocazioni.
Di certo questa giornata è stata vissuta in
maniera particolarmente intensa nella zona pastorale Tre Pievi, in alto lago, dove le messe
sono state animate da noi seminaristi di seconda teologia, che prestiamo servizio presso il Centro Diocesano Vocazioni, e da alcuni
sacerdoti del Seminario, che hanno permesso, con le loro testimonianze, di dare uno
sguardo ad una realtà che spesso sembra lontana.
È stata una ricchezza prima di tutto per noi
che, partecipando a tutte le Messe celebrate,
incontrando tante persone, contemplando le
tante belle chiese, abbiamo potuto conoscere
questa zona, così varia nei paesaggi e caloro-
sa nell’accoglienza.
La preghiera, lo studio, la vita fraterna, tutti
elementi che contraddistinguono la nostra vita
quotidiana in Seminario, sono stati al centro
delle testimonianze offerte da noi seminaristi,
insieme alla sottolineatura di un aspetto profondo e fondamentale di tutte le vocazioni ed,
in particolare, di quella sacerdotale: quello della
grazia.
Diventare prete è una grazia: grazia per colui che, senza alcun merito, è chiamato a
diventarlo, ma grazia anche per le comunità
nelle quali i sacerdoti vengono a svolgere il
loro ministero.
Nel prete, Cristo si fa presente in mezzo alle
comunità e continua a condividerne le fatiche
della vita. Diventa allora importante sostenere, con la preghiera e con le offerte, tutti quei
giovani e quegli educatori che, abbandonandosi totalmente nelle braccia di Dio, cercano
di compiere la sua volontà e di offrire la propria vita ai fratelli nell’imitazione di Cristo.
CHIESA
P A G I N A
7
VOCAZIONI
IL SETTIMANALE DELLA DIO2CESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
IL CAMMINO POST-CRESIMA
IL RITIRO
«RICCARDINO»
CALENDARIO
DICEMBRE 2009
GENNAIO 2010
CENTRO DIOCESANO VOCAZIONI
Altre info su www.cdvcomo.it
19 DICEMBRE
PELLEGRINAGGI VOCAZIONALI
Ossuccio - Madonna del Soccorso (ore 7.00); Cavona (ore
7.00); Dongo (ore 7.30); Tirano (venerdì ore 20.45); Livigno
/ Bormio / Pradelle di Pedenosso (ore 7.00); Lezzeno (ore
8.00); Mese (ore 7.00); Olcio - S. Maria (ore 7.00); Sondrio Sassella (ore 7.00); Bassa Valtellina; Como - basilica di S.Giorgio
(ore 7.30).
I
l momento della Cresima è
molto importante nella vita
di fede dei nostri ragazzi,
non solo per il valore del
Sacramento in se stesso, ma perché coincide con uno snodo che,
purtroppo, porta molti di loro a
chiudere il proprio cammino di
fede o a ridurlo al minimo indispensabile.
È per questo che proprio con
questo momento si aprono le
proposte vocazionali del Centro
Diocesano Vocazioni, che offre
alle parrocchie, ma soprattutto
alle Zone il ritiro “Riccardino”.
Forse già tanti avranno avuto
modo di parteciparvi, o magari
hanno anche solo sentito parlare di questo particolare ritiro. Ma
che cos’è e quali novità propone a partire dal nuovo anno?
“Riccardino” è un ritiro pensato appositamente per i ragazzi della Cresima, utilizzando delle tecniche di attivazione un po’
diverse dal solito: una drammatizzazione, un’attività di gioco
guidato e, naturalmente, la riflessione riassuntiva e la preghiera.
È un ritiro quindi un po’ “particolare”. Ha come primo scopo
quello di stimolare i ragazzi a riflettere sulla propria vita, sulle
proprie scelte e su come il dono
dello Spirito Santo sia un invito
per loro a vivere da vere persone cristiane. Insieme però vuol
mostrare un volto gioioso di
Chiesa: l’incontro con Gesù è
prima di tutto festa, realizzazione di ciò che siamo. Un incontro positivo, quindi, che coinvolge anche genitori, padrini e madrine: anche per loro ci sono uno
spazio e un tempo nel ritiro.
Si parte dalla recita della vicenda di un ragazzo come tanti,
come tutti, Riccardino appunto,
che ha appena fatto la Cresima
e che, come succede a volte, si
sente finalmente libero di fare di
testa sua. Grazie a uno specchio
parlante e a un pacco dono ricevuto direttamente “da Gesù” il
giorno della Cresima, Riccardo
comincia a interrogarsi su come
gestire la propria libertà e la propria vita. E con lui anche i
cresimandi: attraverso l’attività di
gioco, sono chiamati a confrontarsi con alcune situazioni concrete della vita quotidiana di
Riccardo, a rifletterci sopra e a
fare delle scelte. Scopriranno che
senza l’uso della testa, l’aiuto di
chi ti vuole bene, l’impegno e
soprattutto l’amicizia di Gesù
non si va lontano.
Questo è un ritiro che il CDV
propone da anni e che da anni
riscuote molto successo nelle
20 DICEMBRE
GIORNATA VOCAZIONALE
Gruppi vocazionali GOV (ragazzi), SICAR (ragazze), “Strade
per scegliere” (giovani) e “Venite e vedrete” (verso il Seminario). Tutte le iniziative hanno inizio, a partire dalle ore 8.30, in
Seminario a Como.
parrocchie e nelle Zone e anche
tra i cresimandi stessi. La voglia
di renderlo fruibile da più comunità ed anche il desiderio di rendere sempre più visibile la dimensione di Chiesa viva e attraente che il ritiro propone, ha
spinto quest’anno a progettare
un “aggiornamento”. Non verranno toccati minimamente né i
contenuti, né il vincente schema
di fondo, ma si cercherà di rendere molto maggiore il coinvolgimento attivo dei catechisti, degli animatori e degli educatori
delle singole comunità. Median-
te la nuova sussidiazione, comprensiva anche di un opuscolo
per animatori ed educatori completo di spiegazioni e suggerimenti, sarà possibile anche alle
singole parrocchie o Zone gestire in autonomia il ritiro, lasciando alla presenza dei seminaristi e dei membri dell’equipe
del CDV il compito di aggiungere alla giornata la doverosa
valenza vocazionale.
L’EQUIPE CRESIMANDI
DEL CENTRO DIOCESANO
VOCAZIONI
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LA PROPOSTA DEL RITIRO
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«RICCARDINO»
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A CHI È RIVOLTO IL RITIRO “RICCARDINO”?
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È pensato apposta per i ragazzi della Cresima.
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CHE COSA COMPORTA
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IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA?
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1) La drammatizzazione in due tempi della storia di Riccardo
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2) Un’attività a gruppi basata sul gioco per riflettere sulle scelte
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che i ragazzi vivono alla loro età
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3) Una riflessione riassuntiva dei contenuti principali della pro1234567890123456789012345678901212345
posta
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4) Un momento di condivisione a gruppi
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5) La preghiera conclusiva
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6) L’incontro contemporaneo con genitori, padrini e madrine
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CHI ORGANIZZA IL RITIRO?
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Le parrocchie o le Zone che vogliono organizzare il ritiro po1234567890123456789012345678901212345
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tranno usufruire di un libretto accurato, minuzioso e facile da
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usare, riportante tutti i testi, i contenuti e le indicazioni neces1234567890123456789012345678901212345
sarie, con una semplicissima descrizione “passo-passo”.
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Il Centro Diocesano Vocazioni è a disposizione per guidare
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l’organizzazione e garantire la presenza di qualche seminarista,
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sacerdote o religioso/a per la doverosa animazione vocazionale
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del ritiro e l’eventuale incontro con i genitori.
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CHE COSA SERVE
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PER ORGANIZZARE IL RITIRO “RICCARDINO”?
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La disponibilità di un adeguato numero di animatori/catechisti
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per la realizzazione della drammatizzazione e del gioco.
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Per informazioni: Centro Diocesano Vocazioni; 031.3388
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111; [email protected].
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ISTITUTO DELLE SUORE
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MAESTRE DI SANTA DOROTEA
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Esercizi spirituali 2-5 gennaio 2010 - Asolo (TV)
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Pellegrinaggio in Terra Santa: “Sulle orme di Gesù” 123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890
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agosto 2010
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Maggiori informazioni sul sito www.smsd.it oppure scriven123456789012345678901234567890121234567890123456789012345678901212345678901234567890
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do a [email protected]
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DUE PROPOSTE VOCAZIONALI
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3-5 GENNAIO 2010
CONVEGNO NAZIONALE VOCAZIONI
A Roma, sul tema, nella “Tenda della Testimonianza: narratori della Vocazione”. Altre info su www.chiesacattolica.it alla
pagina CNV.
ALTRI ISTITUTI
GUANELLIANI
Altre info su www.guanelliani.it
DISCOTECA DEL SILENZIO
Como – Santuario S. Cuore (20.30 S. Messa, a seguire l’esposizione eucaristica fino alle ore 4.00) il 2-3 gennaio 2010
WEEK-END VOC “ITINERARIO DAMASCO”
Como – CPF S. Giuseppe il 2-3 gennaio 2010
PREGHIERA VOC
Como – Santuario S. Cuore il 16 dicembre
PELLEGRINAGGIO VOC
Bulciago (Lc) – Santuario Madonna del Carmine il 7 gennaio
2010
CENACOLO DI PREGHIERA PER I SACERDOTI
Incontro di preghiera per la santificazione dei sacerdoti, il terzo sabato del mese. Como, Santuario S. Cuore, 19 dicembre
PIME
Altre info su www.pimemilano.com
CAMMINO GIOVANI E MISSIONE 1
Sabato 12 e domenica 13 dicembre
Villa Grugana, Calco (Lc) - “La verità di sè”
Relatore: don Marco Bove, parroco a Milano
CAMMINO GIOVANI E MISSIONE 2
Sabato 12 e domenica 13 dicembre
Villa Boschetto (Monza) - “Le sfide del post-moderno”
Relatore: don Gildo Conti, docente di Filosofia nel Seminario
Diocesano di Venegono
CAMMINO BIBLICO: MAESTRO DOVE ABITI?
Il 19 e 20 dicembre, presso Villa Grugana, Calco (Lc), sul
tema “La vita nascosta di Gesù”.
Relatore: sr. Gabriella Tripani, missionaria dell’Immacolata
FIGLIE DELLA PRESENTAZIONE
LECTIO DIVINA
SUL LIBRO DEL CANTICO DEI CANTICI
Il 9 gennaio 2010: Primo canto del Diletto (4,1-7), “Quanto
sei bella, Amata mia!” Sabato pomeriggio dalle ore 15.30 alle
19.30 - Sacra Famiglia, via Dante 94 - Como
GIM (GIOVANI IMPEGNO
MISSIONARIO)
MISSIONARI COMBONIANI
Altre info su www.giovaniemissione.it
IN CAMMINO CON IL LIBRO DELL’ESODO,
CON OSTINATA SPERANZA
Domenica 20 dicembre a Venegono Superiore (Va), dalle
ore 9.00 alle ore 18.00. Porta con te la Bibbia. Tema dell’incontro: “Va’, io ti mando dal faraone - la bellezza come apertura al nuovo” (Es. 2-4).
P A G I N A
8
CHIESA
VISIT
AP
ASTORALE
VISITAP
APASTORALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
Dal 27 al 29
novembre
mons. Diego
Coletti ha
fatto visita
alla comunità
di Bormio.
Giorni intensi
di incontri e
confronti.
In queste
pagine vi
proponiamo
alcuni spunti
e riflessioni
maturate
nella
comunità
IL VESCOVO A BORMIO
CON LO SGUARDO AL CIELO
S
abato 28 novembre
giovani e giovanissimi della nostra parrocchia hanno avuto
la fortuna di passare una piacevole serata in
compagnia del Vescovo Diego
nel salone dell’oratorio. La
serata è iniziata con la partecipazione alla S. Messa, cantata dal coro dei giovani a cui
il nostro Vescovo non ha potuto non fare i complimenti
per la performance canora. È
seguita poi la cena in oratorio
e finalmente, saziata la fame,
noi giovani siamo scesi in salone dove, con non poca curiosità, abbiamo atteso per qualche minuto l‘arrivo di mons.
Diego Coletti. Accolto con una
ola da stadio, il Vescovo divertito ha ringraziato i presenti
per l’accoglienza e ha dato il
via all’incontro; questo si è
svolto alternando presentazioni a computer realizzate dai
gruppi catechistici dei giovanissimi e interventi a seguito
di ogni lavoro da parte del Vescovo, il quale ha tenuto ben
desta l’attenzione della sala alternando momenti di grande
serietà e riflessione con altri
più leggeri e spiritosi. Tra i
temi sfiorati durante la sera,
Monsignor Coletti si è
soffermato sul significato dell’essere cristiani per noi gio-
vani citando più volte il versetto “vogliatevi bene gli uni
gli altri come io ho amato voi“,
per questo ha rimarcato il fatto
che giudicare è sbagliato: nemmeno Gesù l’ha fatto con i
farisei, li ha solo richiamati
all’ordine. Simpaticamente
riferendosi a una diapositiva
che riportava un elettrocardiogramma a forma di cuore, il
vescovo ci ha invitato a cercare dentro di noi l’amore per il
Padre. Continuando, ha descritto l’innamoramento come
“una blanda forma di esaurimento nervoso” che col tempo si trasforma in amore e cristianamente in sacrificio
estremo sulle orme di Gesù.
Il dono totale di se stessi è la
vera felicità che dobbiamo ricercare. Altro punto su cui si
è concentrato il discorso del
Vescovo è la priorità di legge-
re il Vangelo poiché è l’autentico mezzo attraverso cui possiamo
ascoltare
Gesù;
Monsignor Coletti l’ha proprio
paragonato a un moderno
cellulare attraverso cui il Signore invia sms al nostro cuore. Per usarlo però dobbiamo
accenderlo e quindi aprire
quotidianamente il Vangelo;
grazie a questo canale possiamo fare il pieno come dal benzinaio (altra immagine ripresa dalle presentazioni a computer) attingendo dalla grazia
tramite i sacramenti e la preghiera. Solo in questo modo il
cristiano può diventare il
“depuratore” della società assorbendo e non rimbalzando
il male. In conclusione
Monsignor Coletti ha ribadito
la necessità di attingere tutti
i giorni dalla Parola come a
un quotidiano, indispensabile
e vitale respiro.
Al termine dell’incontro, il
Vescovo ha poi presentato tre
seminaristi che in breve hanno raccontato la loro storia e
le ragioni del percorso che
stanno intraprendendo, forse
per convincere qualcuno dei
presenti a valutare almeno la
possibilità del seminario o del
convento…chissà, chi vivrà
vedrà.
LA ZONA IN PILLOLE
La zona pastorale, Valtellina
Superiore comprende cinque
comuni, Livigno, Valdidentro,
Valdisotto, Valfurva e Bormio
per un totale di 19697 abitanti. Sono presenti dodici
parrocchie, sette parrocchie
singole e cinque parrocchie
aggregate. In zona pastorale
sono presenti dieci parroci,
due coadiutori, due sacerdoti
emeriti e due religiosi. I sacerdoti presenti sono sedici di
cui tredici diocesani, due della congregazione religiosa dei
preti del Sacro Cuore di Gesù
di Betherram e uno dell’Opera don Folci, tre congregazioni di religiose: le suore della
carità Sante Bartolomeo
Capitanio e Vicenza Gerosa
dette di Maria Bambina, le
suore delle Poverelle istituto
Beato Palazzolo, le suore
Missionarie francescane del
Verbo incarnato, e con un
complessivo di 19697 abitanti.
IL SALUTO E IL RICORDO DELLA COMUNITÀ
In un’icona russa che rappresenta Gesù che “soffia” lo Spirito Santo è racchiuso il senso della visita pastorale del Vescovo Diego: è venuto come successore degli apostoli a “soffiare” nella nostra comunità lo Spirito di Gesù affinchè risvegli e fortifichi la fede di ognuno di noi. Questo grande
dono che è la visita pastorale è stato atteso e preparato studiando il documento dei Vescovi “Il volto missionario delle
parrocchie in un mondo che cambia”.
Per superare alcune difficoltà riscontrate alla fine di questa analisi, il Vescovo ci ha suggerito di partire da un esame
di coscienza personale: siamo cristiani non per caso, ma chiamati; se l’amore di Gesù è dentro di noi, possiamo “contagiare” gli altri instaurando una profonda relazione d’amore.
“Correre verso Gesù” è il senso della vita, “Chi vuol venire
dietro di me, prenda la sua croce e mi segua”. Occorre “spendere” un po’ di noi, della nostra fede per costruire collaborazione, per servire gratuitamente. Come cristiani dobbiamo
conoscere in modo approfondito Gesù per poterlo amare e
seguire, da qui l’impegno a leggere ogni giorno un capitolo
del Nuovo Testamento. Noi cristiani, quanto tempo stiamo
con Gesù?
L’amore per Gesù si alimenta stando con Lui e per questo
ci aiutano la preghiera, i sacramenti, l’adorazione: dipende
solo da noi, dal nostro impegno, dalle nostre scelte. Grazie,
Vescovo Diego. Grazie per essere venuto con tanta gioia a
trovare la tua “famiglia” di Bormio. Grazie per l’affetto e l’attenzione per ognuno di noi. Ti ricorderemo nelle nostre preghiere perché Gesù Ti possa sempre aiutare ad essere il suo
umile servo, il testimone del Suo grande amore per ciascuno
di noi.
CHIESA
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
9
IL VESCOVO A BORMIO
ETA’
DIVERSE,
UNA
SOLA
PAROLA
27-28-29 NOVEMBRE
APPUNTI DA UNA VISITA INTENSA
Per legger gli
approfondimenti e
vedere tutte
le foto
relative alla
visita
pastorale,
basta un click
collegandosi
alla pagina
web della
parrocchia di
Bormio:
www.diocesi
dicomo.it/
bormio
N
ella mattina di sabato 28 novembre il
nostro vescovo Diego ha visitato la
Casa di Riposo “Villa del Sorriso” di Bormio: un
evento molto importante ed
atteso dagli ospiti, dagli operatori e dagli amministratori.
L’incontro si è svolto con molta semplicità, mons. Coletti ha
salutato e ringraziato ciascun
anziano ricordando la sua vicinanza in particolare a coloro che sono nella sofferenza,
nella fatica o nella malattia.
La celebrazione dell’Eucaristia è stata il cuore della visita, come ha ricordato il vescovo, “manifestazione dell’amore di Dio, fiducia consolante
per tutti”. Nell’omelia, ha ricordato l’importanza di “stare
attenti agli affanni della vita!”
La preghiera, i sacramenti e
l’ascolto della voce di Dio attraverso la sua Parola sono
momenti fondamentali per la
vita di ogni cristiano, quando
il Signore verrà accoglierà
ognuno al suo banchetto e si
metterà a servirlo. La nostra
vita è chiamata a una vittoria
totale e giungere a questo traguardo significa esercitare la
speranza cristiana. Occorre,
inoltre, coraggio per guardare al futuro con la certezza
che l’amore di Dio non delude
e niente ci può separare da
Lui. Gesù è lo sposo che viene, ci aspetta come qualcuno
che ci vuole bene, andiamogli
incontro! Anche se la vita ci
appare buia e piena di affanni
non dobbiamo scoraggiarci
perché alla fine vincerà la
Luce dell’Amore di Dio. Al termine della celebrazione è stata donata al vescovo una coperta lavorata a maglia, frutto del lavoro svolto nell’attività di animazione, simbolo
della riconoscenza, del calore
e dell’affetto reciproco. Molto
bello e ricco di carità l’incontro, nelle camere, con gli ospiti impossibilitati a partecipare alla messa: un sorriso, una
carezza, una stretta di mano,
una parola di conforto, un aiuto ad assumere qualche cucchiaio del pasto, una benedizione…gesti concreti, segni
visibili di una prossimità significativa.
L’INCONTRO CON TUTTE LE SCUOLE SUPERIORI DI BORMIO
Un giorno per la vita
S
abato 5 dicembre dalle ore 11.00 presso il
pentagono di Bormio,
mons. Coletti ha accolto l’invito degli studenti delle scuole superiori
rispondendo alle domande che
i giovani hanno preparato.
Sappiamo quanto è importante per il nostro territorio la
presenza dell’istruzione superiore e la varietà dell’offerta
ne è la conferma (vi è presente Liceo scientifico “Leib-niz”,
Ski college, ITC IGEA e ERICA, Istituto Alberghiero “D.
Zappa”). Il fatto che la Chiesa
si preoccupi dell’educazione è
scontato, anche se oggi molti
vedono in questo una interferenza nella vita sociale. Se la
Tra i bambini dell’asilo
Venerdì, 27 novembre, alle ore 15, il nostro vescovo
mons. Diego Coletti, ha fatto ufficialmente visita alla Scuola dell’Infanzia di Bormio incontrando 125 bambini riuniti
con le loro educatrici, le suore e i tanti genitori e nonni che
hanno affollato il nostro salone. Da giorni tutti aspettavano
con grande emozione e trepidazione questo incontro e i
bambini, in modo particolare, hanno fatto trasparire a casa
e a scuola un’allegra e gioiosa agitazione. Una forte emozione ha toccato grandi e piccini durante l’incontro, dalla
canzone di ringraziamento al “Dio creatore” da parte dei
bambini, all’intervento molto accorato e umano del Vescovo, alle parole e ai pensieri della sempre chiara e precisa
suor Bianca. Si poteva sentire aleggiare in questo spazio di
tempo e di luogo una grande energia che tutto unisce e che
tutto trasforma. La preghiera semplice di grandi e bambini
ha toccato il cuore e ci ha fatti sentire bene, più vicini a
Gesù. I bambini hanno spiegato dal loro viaggio intorno al
mondo e delle loro nuove scoperte: Gesù viene nel mondo
per tutti, Gesù unisce e rispetta le diversità, Gesù accorcia
le distanze. E anche noi in questo momento, seppure alla
presenza di una persona importante come il nostro Vescovo Diego, ci siamo sentiti tutti “così uguali”, seppur così
“diversi”. Per tutto questo grazie e a presto.
Giò
Chiesa (intesa come insieme
di persone e non come gerarchia) non intervenisse in ambito educativo verrebbe meno
al suo ministero, essere al
sevizio dell’uomo. Il Vescovo
ha ricordato la missione dei
cristiani rivolta soprattutto
agli ultimi, ricordando in particolare la figura di Madre
Teresa che, spinta dall’amore
per il prossimo, ha speso tutta la sua vita al servizio degli
emarginati e ci ha esortato a
riconoscere la presenza della
Chiesa che si fa prossima anche nella nostra quotidianità.
Per quanto riguarda problemi
come l’eutanasia o la
fecondazione assistita la posizione della Chiesa vuole esse-
re quella di promuovere il dialogo con l’uomo attraverso
l’utilizzo della comune ragione. Fine dei cristiani nel mondo è quello di cercare quel
bene che è comune a tutte le
sensibilità che vivono all’interno della società. Il crocifisso? Non è strumento di
proselitismo! Piuttosto ci ricorda e tiene vive le nostre
radici storiche, culturali cristiane, che sarebbe inopportuno negare. L’incontro con il
nostro Pastore ha risvegliato
non solo la nostra fede, ma
soprattutto la nostra umanità invitando a porci delle domande essenziali per la nostra
vita da uomini!
Don Romeo e C.
SERVIZIO E FRATELLANZA
Il vescovo Diego ha incontrato anche alcuni rappresentanti degli amministratori, delle Associazioni, degli Enti e dei
Gruppi sportivi che operano sul territorio della parrocchia
di Bormio. Dopo aver ascoltato attentamente i rappresentanti dei gruppi convenuti, per meglio comprendere il ruolo rivestito da ciascuno di essi, il Vescovo ha invitato i presenti a riflettere sull’importanza di due parole che, al giorno d’oggi, vanno riscoperte: il servizio e la fratellanza. Tutti
siamo chiamati ad essere al servizio di qualcuno: che sia il
cittadino, lo sportivo, il malato o l’alunno. Ed è proprio la
dimensione del servizio che ci aiuta a mettere l’altro al
primo posto, dimenticandoci un po’ di noi stessi. La fratellanza, invece, ci consente di collaborare all’interno delle
differenti prospettive e sensibilità, che vanno vissute come
una ricchezza e non come un limite alla collaborazione. Il
vescovo ha inoltre invitato i convenuti ad affrontare la lettura dell’ultima enciclica di Benedetto XVI Caritas in
Veritate, sottolineando come il Santo Padre abbia voluto
mettere al centro della sua riflessione lo sviluppo umano
integrale nella carità e nella verità. Al termine dell’incontro il presule ha omaggiato i presenti con la consegna del
Messaggio del Vescovo nella solennità di sant’Abbondio
2009, valido come traccia e introduzione alla lettura dell’enciclica papale.
ormio
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10
Con la
Valdisotto si
conclude la
visita
pastorale alla
Valtellina
Superiore.
Dall’11 al 13
dicembre Il
Vescovo
incontrerà le
comunità della
Valle che
negli ultimi
anni sta
vivendo una
importante
crescita
demografica
CHIESA
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ASTORALE
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APASTORALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
Valdisotto, una comunità
che cresce...
Venerdì 11
11.00 Piatta incontro con il
parroco don Serafino Barberi e
visita all’asilo
12.30 incontro al CDD a
Valfurva
15.30 Visita all’asilo a Cepina
16.00 incontro con la Comunità alloggio “La Sorgente”
17.00 incontro con gli Amministratori della Valdisotto
18.00 Messa a Santa Maria
Maddalena (Cepina)
19.30 Cena
20.30 incontro con le comunità
apostoliche della Valdisotto
Sabato 12 dicembre
9.00 incontro con don Claudio
Rosatti parroco di Cepina
In mattinata visita agli ammalati e incontro con don Umberto
Lumina parroco di Oga
15.30 incontro con la comunità
di Sant’Antonio Morignone
16.00 inaugurazione restauro
battistero di Cepina
18.00 Cresime a Cepina
Cepina
Domenica 13
D
all’11 al 13 dicembre
il Vescovo concluderà la visita pastorale in Valtellina Superiore incontrando
le tre parrocchie della Valdisotto. Il nucleo più consistente è la parrocchia di Santa
Maria Assunta (1800 abitanti),
divisa a sua volta in diverse
frazioni ( Cepina, Piazza, Tola,
San Rocco), che hanno tutte
una loro chiesa e si distinguono per caratteristiche e tradizioni proprie. La seconda parrocchia è quella di Santa Maria Maddalena (100 abitanti),
anche questa divisa in diverse frazioni ( Monte, Tiola,
S.Maria Maddalena, Massaniga, Presure e Fontane). La
terza parrocchia è quella di
Sant’Antonio Morignone, il
cui nucleo abitativo è andato
distrutto il 28 luglio 1987 a
seguito di una grossa frana
staccatasi dal Monte Coppetto.
Morirono 29 persone tra le
quali molti bambini. E’ rimasta miracolosamente intatta
la chiesa di San Bartolomeo.
Del paese rimane una parte
della frazione di Aquilone (35
abitanti), dove in occasione del
ventesimo anniversario della
frana è stata edificata una cappella a ricordo dei morti e del
triste evento, benedetta dal
Vescovo il 28 luglio 2007. Quei
tragici giorni sono ancora vivi
soprattutto nella memoria
delle famiglie che hanno visto
morire i loro cari; rimangono
ancora delle cicatrici molto
profonde. Quella di S. Antonio
Morignone è una comunità
distribuita in altre frazioni,
ma che mantiene vivo il suo
legame di appartenenza alla
parrocchia originaria: “Senza
bait emò plu paes”. Si era
avanzata l’ipotesi di poter creare una sola parrocchia con
quella di Cepina… Pensandoci bene credo che ciò sia ancora prematuro e che richieda ulteriore tempo, lavoro e
preghiera; è meglio prima creare con pazienza una unità di
cuori e di intenti e successivamente quella esclusivamente burocratica fatta sulla
carta. Come è facile intendere la comunità cristiana delle
tre parrocchie è distribuita su
un ampio territorio non sempre facile da raggiungere specie nel periodo invernale, che
da queste parti è abbastanza
lungo. La comunità è in forte
sviluppo demografico grazie
alla costruzione del “nuovo
nucleo abitativo S. Antonio”
entro i confini della parrocchia di Cepina che ha consentito il ritorno di molte famiglie, collocate provvisoriamente in altre parrocchie del
bormiese e di Sondalo. Il nuovo complesso residenziale ha
inoltre accolto numerose famiglie giovani provenienti soprattutto da Bormio, dove i
costi delle abitazioni sono più
alti rispetto alla Valdisotto. La
crescita è dovuta anche al consistente numero di nascite:
sono pochissime le famiglie
con un unico figlio e numerose quelle con tre figli e oltre.
A fronte di 8 morti in questo
2009 i battesimi sono già 23 e
altri sono in attesa di essere
amministrati. Come per gli
altri comuni della zona, inoltre, la permanenza dei proprietari di seconda casa che
qui passano il loro periodo di
riposo e di ferie determina nel
periodo invernale e soprattutto estivo, quasi un raddoppio
delle presenze. In questi ultimi anni l’impegno e l’obiettivo importanti sono stati quelli di unificare in una pastorale integrata (così si dice oggi)
le tre parrocchie con la preoccupazione di conservare la
loro originalità e diversità.
Occasione provvidenziale è
stata la realizzazione del nuovo “Centro parrocchiale”, denominato appunto “Centro
parrocchiale di Cepina, S. Antonio Morignone, Santa Maria
Maddalena”. L’opera era davvero necessaria, la Comunità
(che si sta ingrandendo continuamente) aveva bisogno di
avere uno spazio adeguato per
la catechesi, per l’oratorio e
per le diverse attività parrocchiali. La ristrutturazione del
vecchio asilo, ormai non più
utilizzabile, ha visto la collaborazione e l’impegno economico di tutte e tre le parrocchie. La creazione di uno spazio comune ha così permesso
di unificare alcune importanti attività soprattutto nel settore giovanile: la catechesi, le
attività ricreative dell’oratorio
(estive e invernali), i diversi
incontri formativi, la celebrazione dei Sacramenti del Battesimo, della Cresima e della
prima Comunione.
La comunità di Piatta si racconta...
Il primo riscontro della chiesa di Piatta si trova nel 1402 quando faceva parte della collegiata di
Bormio. La chiesa di Santa Maria fu consacrata il 22 settembre 1469 e da allora le è stato conferito
il patronato di Piatta e Gotrosio. La chiesa fu ricostruita nel 1797. Dopo la costruzione dell’attuale
chiesa parrocchiale “S. Anna” (1936), la vecchia chiesa, ubicata nell’attuale piazza, fu abbattuta.
Nel 1675 Piatta non aveva ancora un sacerdote residente ed era servita da un canonico del capitolo
di Bormio. Divenne vicecura nel 1718 e nel 1794 è attestata come vice parrocchia nella pieve e
vicariato di Bormio e retta da un vicecurato. È stata eretta in parrocchia, con proprio parroco, nel
1886 quando il territorio fu smembrato da Bormio. Dal 1718 al 2007 (289 anni) la parrocchia è stata
retta da 30 sacerdoti, l’attuale è il trentunesimo. Oggi la parrocchia, che è una frazione del comune di
Valdisotto, conta 245 famiglie con 657 abitanti. Nell’ambito della comunità parrocchiale esistono
due confraternite del SS. Sacramento: confratelli e consorelle, che durante l’anno hanno alcuni momenti formativi. Esiste un gruppo culturale tradizionale che, facendo conoscere gli usi, i costumi, la
vita dei tempi passati, si propone di mettere in evidenza come allora tutta la vita era permeata
dalla fede. Vengono organizzate varie manifestazioni, al di fuori dell’ambito strettamente liturgico,
che hanno lo scopo di proporre sempre un messaggio cristiano. Esiste un gruppo missionario, nato
all’inizio degli anni 60 in concomitanza con l’arrivo delle “Suore delle Poverelle”. Si cerca di condividere l’impegno con i missionari operando per essere validi costruttori di una rete di solidarietà a
favore dei più poveri come il Vangelo invita a fare. Ci si sente fortificati dalla testimonianza che
deriva dall’operato di un nostro compaesano, fratel Giosuè Dei Cas, missionario Comboniano, che
nel primo trentennio del ’900 ha dato la sua vita per i lebbrosi del Sudan, morto in concetto di
santità. A Piatta ha sede il magazzino per la raccolta e la distribuzione di capi di vestiario, in
collegamento con il Centro zonale di ascolto e aiuto di Bormio. Si occupano del funzionamento alcuni
membri del gruppo missionario. Guardando in prospettiva, ci si rende conto che non è prevedibile in
futuro la presenza di un parroco residente. Allora ciò che sembra più urgente è la crescita e l’assunzione di responsabilità da parte dei laici. Il Consiglio pastorale parrocchiale, sorto da poco, dovrà
essere il motore trainante perché le risorse della parrocchia, varie e numerose, si armonizzino e
mantengano viva questa piccola comunità.
C’è ancora molto da fare e soprattutto da migliorare ma è
stato davvero un buon inizio.
Grazie al coinvolgimento dei
ragazzi si è potuto arrivare
alle famiglie. Molte di queste
collaborano con passione all’attività educativa dell’oratorio.
La comunità si è certamente
vivacizzata di più e si è aperta
a una corresponsabilità maggiormente condivisa nelle attività dei ragazzi. Lavorare
sull’oratorio, sui ragazzi, sulle famiglie è la strada intrapresa dalla comunità in questi anni per poter creare uno
spazio importante per l’annuncio del Vangelo e la crescita cristiana della stessa comunità.
8.30 S.Messa a Oga
10.30 Cresime a S.Lucia
15.00 Visita a ragazzi e ammalati a Piatta
17.00 Cresime a Piatta
Il Vescovo in chat
Lunedì 14 dicembre dalle
21 alle 22, il Vescovo sarà in
chat per per rispondere a domande relative alla visita pastorale appena conclusa nella
Zona Valtellina Superiore.
L’iniziativa organizzata dall’Ufficio Comunicazioni Sociali si ripete dopo la positiva esperieza al termine della visita in Valle d’Intelvi e si ripeterà per le prossime zone. Per
mandare le proprie domande
o riflessioni basta collegarsi al
sito internet diocesano www.di
diocesidicomo.it/
ilvescovorisponde.
Il Parroco e la Comunità Apostolica
Oga e le sue chiese
La parrocchia dei SS. Lorenzo e Colombano di Oga occupa la porzione del territorio comunale sul versante occidentale della
Valdisotto dove da una quota di circa 1500 metri domina la conca
del bormiese. Dal 1999 vi è stata aggregata anche la frazione di S.
Lucia posta più a valle. Nonostante “antiche diatribe campanilistiche”, il servizio religioso del parroco don Umberto Lumina vuole accompagnare le due comunità lungo la strada del Vangelo. La
popolazione dei due paesi, compresi piccoli nuclei sparsi, è di circa
850 persone: Oga con circa 350 residenti ha un negozio di alimentari, un bar e il piccolo asilo parrocchiale intitolato a don Luigi
Acquistapace (parroco per oltre 55 anni dal 1943 al 1998) che per
l’anno 2009-2010 vede la partecipazione di 10 bambini. I servizi
della parrocchia fanno capo al capoluogo comunale di Cepina, sia
per la presenza del municipio che delle scuole di primo e secondo
grado e di un asilo parrocchiale a cui fanno riferimento i bambini
della frazione di S. Lucia. A Bormio – posto a circa 6 chilometri da
Oga e a circa 1 chilometro da S. Lucia – troviamo scuole superiori,
servizi del presidio sanitario, uffici della Comunità Montana Alta
Valtellina e ambiti lavorativi dei settori artigianale e turistico.
La chiesa parrocchiale di S. Lorenzo, collocata all’inizio del paese
fu costruita nel 1904 in stile neogotico, in sostituzione di una più
antica risalente al 1532. Storicamente la chiesa è citata per la
prima volta nel 1347, mentre la vicinanza di Oga fu eretta in
parrocchia il 16 dicembre 1632. Al compatrono S. Colombano è
dedicata l’omonima chiesetta posta 2484 metri di quota lungo il
crinale che divide la Valdisotto dalla Valdidentro.
Il santo, seppure ricordato il 23 novembre, per ragioni meteorologiche viene festeggiato ogni anno il 16 agosto con un semplice
pellegrinaggio in quota. A S. Colombano è intitolata anche la zona
Pastorale Valtellina Superiore. A circa un chilometro dal paese
su di un poggio da cui la vista spazia su Bormio e le valli limitrofe,
sorge il Santuario dedicato alla Beata Vergine di Caravaggio, dai
parrocchiani più semplicemente conosciuta come la “Madonina”.
Realizzata nel 1725 in sostituzione di una piccola cappella, accoglie un pregevole gruppo scultoreo di legno raffigurante l’Apparizione della Madonna di Caravaggio.Ogni domenica sera vi si svolge la messa ed il 26 maggio la statua con la Madonna che appare
a Giovannetta viene portata in processione.
La frazione di S. Lucia è raccolta attorno alla sua antichissima
chiesa a due navate, di cui quella di sinistra – più piccola – doveva
costituire la primitiva chiesa del XII secolo.
L’abside della navata più piccola è coperta di affreschi del 1545,
attribuiti al pittore bresciano De Barberis. Sotto uno di questi
alcuni anni fa fu ritrovato un frammento del XII° secolo raffigurante S. Cecilia, rarissima testimonianza della pittura romanica
in Valtellina. Sarà qui che il prossimo 13 dicembre (proprio nel
giorno dedicato a S. Lucia!) il nostro vescovo Diego celebrerà per i
nostri ragazzi il sacramento della Confermazione, in una giornata che ci si augura possa essere di stimolo e di incoraggiamento
per il nostro cammino di fede.
P A G I N A
12
Como
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
DOPO LA PROPOSTA DI ISTITUIRE UNA “GUIDA NAZIONALE”
Le guide turistiche
alzano la voce
Le ragioni
della protesta
nei confronti
di un
provvedimento
che, secondo
molti operatori
del settore,
sembrerebbe
stravolgere
la professione
di GIGLIOLA FOGLIA
C
i vogliono far
fuori”: è il grido di dolore
che si leva
unanime in
tutta Italia dalla categoria delle guide turistiche
abilitate, di fronte al progetto portato avanti a testa bassa dalla ministra
Brambilla di istituire una
“guida nazionale”. A ciò si
aggiunge una recente
sentenza della Corte Costituzionale (n. 271/2009)
che censura la Regione
Emilia Romagna perché
pone limiti territoriali all’esercizio dell’attività
delle guide, invocando invece il principio della libera prestazione di servizi
e di fatto confondendo la
figura professionale della
guida con quella dell’accompagnatore turistico.
Opportuno ricordare
dunque che vi è una distinzione precisa tra guida turistica, accompagnatore turistico, direttore
tecnico di agenzia di viaggi (per cui esistono appositi e distinti esami di
abilitazione), nonché guida alpina e guida di mezza montagna; niente a che
vedere con le cosiddette
hostess che presentano
nuovi prodotti in fiere e
supermarket, e niente che
vedere neppure con le famigerate escort ora al centro dell’interesse dei media.
L’accompagnatore turistico è una figura tecnica,
la guida turistica è un operatore culturale. Così la
definizione da parte dell’Unione Europea: “La
Guida Turistica guida i
visitatori nella lingua da
loro scelta ed interpreta
il patrimonio culturale e
naturale di un territorio.
Possiede normalmente
una qualificazione specifica per un determinato territorio (areaspecific qualification)…
L’accompagnatore turistico conduce e supervisiona lo svolgimento del
viaggio per conto del tour
operator, assicurando il
compimento del programma, e fornisce informazioni pratiche sui luoghi visitati”. Viene dunque ribadita la territorialità
della professionalità della guida, individuando
come fondamentale la co-
“
noscenza approfondita delle materie relative
al territorio di esercizio.
Le guide professioniste
già avevano storto il naso
al Decreto Bersani che apriva le porte della professione a persone già in
possesso di una formazione specifica, come i docenti di storia dell’arte, purché previa integrazione
delle loro conoscenze in
materie essenziali quali
la legislazione turistica e
la tecnica turistica. Ma
l’innovazione Bersani non
era nulla a confronto di
quanto ora si prospetta.
Con l’istituzione della
‘guida nazionale’ si rischia di immettere sul
mercato del lavoro figure
assolutamente impreparate alle richieste del turista attuale, sempre più
esigente e in cerca di esperienze uniche e non omologate; figure in grado
solo di illustrare gli itinerari più scontati e commerciali, dotate di un’infarinatura di dati come si
può ottenere da un “bigino” di geografia, ma del
tutto ignare delle ricchezze nascoste nelle cosiddette ‘realtà minori’.
La Provincia di Como,
ci piaccia o no, è una realtà ‘minore’ (a confronto
ad esempio di Roma o Firenze) possedendo ‘solo’
sei luoghi riconosciuti come artisticamente fondamentali dalla Comunità
Europea: e che dire ad esempio delle meraviglie di
storia, arte, tradizione,
nascoste nei nostri ‘musei
minori’ quali il Museo della Val Cavargna, il Museo
della Stampa a Carlazzo,
o Casa Pagani a Valsolda,
tanto per fare qualche esempio?
Non è concepibile presupporre che la nuova
guida nazionale possa conoscere in modo approfondito tutto il patrimonio del nostro Paese che,
com’è noto, vanta il 60 per
cento dei beni culturali e
artistici mondiali, tanto
che per l’Italia si parla di
‘Museo diffuso’! Verrebbero necessariamente escluse dai circuiti turistici realtà pregiate, me-no
note al grande pubblico
ma essenziali alla conoscenza del nostro Paese.
La guida nazionale esiste
in Francia, e le stesse guide francesi hanno dichiarato al Dipartimento del
Turismo che la stessa cosa sarebbe impensabile in
Italia, che vanta ben
198.000 beni artistici catalogati, contro i 40.000
della Francia.
Sarebbe come permettere a un farmacista di
praticare anche come chirurgo, o a un ragioniere di
fare il geometra…
Pochi giorni fa ben 250
guide della Toscana si
sono presentate per illustrare la propria posizione a un incontro con i dirigenti regionali a cui
avrebbe dovuto partecipare anche la ministra
Brambilla, e si sono sentite beffate (sono parole
loro) quando non si è fatta vedere, rilasciando soltanto in teleconferenza
un discorso ‘di circostanza’. A parte il TG3 Toscana, i media non sembrano prestare molta attenzione a un progetto che
porterebbe a un enorme
scadimento culturale dei
servizi turistici e, di conseguenza, a una perdita
di competitività con conseguenze immaginabili
sul mercato del turismo
italiano.
Per questo anche molte
guide comasche hanno
previsto di prendere parte alla manifestazione in
calendario per il 10 dicembre a Roma: non per
un’ottusa difesa ‘del proprio orticello’, ma per rivendicare la dignità professionale di una figura
ad alta specializzazione.
IL COMUNICATO DELLE GUIDE COMASCHE
Le GUIDE e di Como e provincia comunicano a tutti quelli che, come
loro, amano profondamente il proprio territorio e l’Italia, che a breve sarà
presentata in Parlamento una legge che istituisce la figura della guida nazionale al posto della guida provinciale.
Il mestiere di guida è antico ed illustre: se nel Medioevo brevi descrizioni
aiutavano a raggiungere le basiliche della Roma cristiana, oppure guidavano i pellegrini diretti a Santiago de Compostela o a Gerusalemme, col passare dei secoli sono nate figure disposte ad accompagnare gli stranieri del
Grand Tour. Oggi la guida è diventata una figura professionale socialmente
e culturalmente tra le più utili, per il prezioso e delicatissimo ruolo di mediazione che svolge e per la sua opera di divulgazione del sapere.
Presenti ed operanti sul territorio dai primi anni’80, le guide si sono successivamente unite in associazioni per realizzare meglio i loro progetti.
Primo fra tutti, quello di regalare ore felici alle persone che accompagnano alla scoperta dell’enorme patrimonio paesaggistico, storico ed artistico
della provincia di Como e di dar loro la voglia di tornare. E’ un progetto ambizioso. Richiede sincera passione, studio serio, profonda conoscenza del
territorio, impegno costante nell’aggiornamento, capacità di rinnovarsi continuamente, disponibilità di tempo e flessibilità di orario, fantasia e adattabilità nell’approccio col turista. Incoraggiano la risposta positiva che incontrano, la meraviglia e l’entusiasmo di fronte alla scoperta dei luoghi e
dei tesori che illustrano, la richiesta d’itinerari sempre nuovi ed insoliti.
Abilitate all’esercizio della professione in concorsi indetti dalla Provincia
di Como, su delega della Regione Lombardia, esse effettuano servizi di guida in italiano ed in lingua straniera, su richiesta di agenzie e di privati;
offrono assistenza turistica presso gli hotel, hospitality-desk durante fiere
e convegni, supporto didattico per uscite d’istruzione scolastiche e organizzazione di cacce al tesoro culturali sul territorio. In quanto membri di associazioni, partecipano all’organizzazione di corsi d’aggiornamento e di cicli
di conferenze, anche in lingua straniera, allo scopo di far conoscere e valorizzare la realtà del turismo e il ricco patrimonio ambientale ed artistico
della provincia di Como.
Come recita in una sua parte il testo della Mozione presentata
dall’ANGT, Associazione Nazionale Guide Turistiche, al Dipartimento Politiche Comunitarie nella persona del Ministro Ronchi e al Dipartimento Turismo nella persona della Ministra Brambilla, “è impossibile, dal
punto di vista tecnico e culturale, che in Italia una guida turistica possa
condurre visite guidate su tutto il territorio nazionale, che possiede centinaia di migliaia di beni censiti. Le visite sarebbero generiche e superficiali
e priverebbero il visitatore del diritto ad una corretta divulgazione del patrimonio culturale italiano”. L’ANGT e le associazioni di categoria congiunte chiedono, dunque, “che qualsiasi estensione territoriale dell’abilitazione
di Guida Turistica sia conseguente ad un esame di abilitazione che verifichi accuratamente il possesso dei “requisiti professionali” e della “formazione specifica” che sono indissolubilmente legati al territorio” ed è contraria
“a qualsiasi acquiescenza alle richieste di modifica delle modalità di esercizio della professione di guida turistica.
Si sta dunque organizzando una manifestazione nazionale di protesta a Roma per il giorno giovedì 10 dicembre 2009 (www.angt.it).
CRONACA
P A G I N A
Como
13
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
APPRONTATA LA MACCHINA ORGANIZZATIVA
Piano neve:
la città di Como
è pronta
a come per
questo inverno tutto
il territorio
comasco
sembra essere pronto in
caso di nevicate. Il 15 novembre scorso è entrata
in vigore l’ordinanza provinciale che obbliga tutti
i veicoli di essere dotati di
pneumatici invernali, oppure di catene a bordo,
mentre il Comune di Como ha presentato il suo
“piano antineve”. Certo è,
però, che le prime avvisaglie non fanno ben sperare visto che la scorsa settimana le nevicate in Valle Intelvi hanno provocato non pochi disagi perché
le ordinanze ci sono, ma
molti cittadini preferiscono continuare a fare di testa loro. Comunque, come
hanno sottolineato tutte
le autorità finora, si spera che, in caso di emergenza, tutti ricorrano al
loro buon senso. Per quanto riguarda il piano neve del Comune di Como,
ha ribadito, per bocca del
suo neo-assessore Stefano
Molinari, che le gomme
da neve e le catene saranno obbligatorie solo in
presenza di precipitazioni nevose; la caratteristica principale sarà l’introduzione di un controllo
sperimentale sui mezzi
che effettueranno servizio
di spazzaneve e di spargimento sale nelle frazioni di Monte Olimpino e
Sagnino. Ma andiamo con
M
Catene o gomme
obbligatorie solo
in caso
di nevicate.
Definiti ruoli,
modalità
e tempi
d’intervento
in caso
di emergenza
di LUIGI CLERICI
ordine. Il piano neve del
Comune di Como prevede
che l’Ufficio Protezione
Civile, in collaborazione
con l’Ufficio Tecnico, in
seguito alle informazioni
della Prefettura e utilizzando anche il proprio sistema meteo, provveda ad
allertare quattro comparti: ASF, il dirigente del
Settore Politiche Educative del Comune di Como,
il Comando di Polizia locale e le imprese appaltatrici del servizio. Queste
imprese appaltatrici sono
pronte ad intervenire nelle vie di grande percorribilità, nonché in quelle
dove hanno sede istituti
scolastici cittadini, mentre, con l’utilizzo dei lavoratori socialmente utili, si
sta predisponendo anche
la pulizia dei marciapiedi con priorità a quelli vicini agli istituti scolastici. In caso di nevicate,
inoltre, è stato stabilito
che le forze di Polizia locale bloccheranno l’ingresso in città dei mezzi
pesanti sprovvisti di cate-
ne o pneumatici invernali al fine di evitare le pesanti ripercussioni sul
traffico riscontrate lo
scorso anno in via Oltrecolle o in via Statale per
Lecco dove i mezzi, ruotando su se stessi e finendo in mezzo alla strada,
hanno provocato blocchi e
ingorghi. Le risorse per il
piano antineve ammontano a 200mila euro. Come
annunciato, la novità di
quest’anno riguarda il
controllo dei 16 mezzi, di
proprietà della ditta Foti,
che si occupano di intervenire per spargere il sale
o per rimuovere la neve
dalle strade nelle frazioni di Sagnino e Monte
Olimpino. Su questi mezzi verranno installati dei
sistemi GPS che monitoreranno, se questi saranno in attività, i loro spostamenti. In questo modo
sarà possibile disporre di
una serie di informazioni
inerenti il servizio, nonché quali vie sono state
pulite, ed in quanto tem-
po, grazie ad un software
predisposto dalla ditta
Telematic Solutions. Il sistema, i cui dati saranno
disponibili per un anno da
parte degli uffici, ha comportato un investimento
di 12.000 euro per il Comune di Como, ovvero il
costo degli apparecchi
GPS.
L’occasione della presentazione del Piano neve
comunale ha permesso di
fare anche il punto su
quanto ASF ha predisposto in caso di emergenza
precipitazioni. Il 70% degli autobus urbani sono
già dotati di pneumatici
“per uso invernale”, cioè
particolarmente adatti in
caso di pioggia, neve sciolta e fango e basse temperature. Tutti gli autobus
sono dotati di catene. Da
circa metà novembre l’Azienda di trasporto pubblico ha predisposto una
serie di interventi preliminari per facilitare le operazioni durante l’“emergenza neve”: tutti i
depositi ASF Autolinee
sono stati riforniti delle
quantità di sale necessarie in caso di ghiaccio, delle attrezzature e dell’abbigliamento da utilizzare
in caso di neve; sono stati contattati e pre-allertati i fornitori che dovranno intervenire per rimuovere la neve nei depositi.
In caso di “allarme neve”,
comunicato dalla sera
precedente, una ventina
di autobus saranno preventivamente pronti a iniziare il servizio con le
catene montate. In caso di
lievi nevicate non verranno utilizzati gli autobus
autosnodati da 18 metri,
mentre per eventi più intensi, sulle alture intorno
a Como, rispetto al centro
città, si valuterà la possibilità di utilizzare navette per servire soltanto le
seguenti tratte con interscambio a Garzola per la
linea n. 5 Como-Civiglio,
e in viale G. Cesare (tratta v. G. Cesare-Lora) per
la linea 7. In questo modo
ASF Autolinee garantirà
il trasporto di veicoli con
catene sui tratti extraurbani e veicoli con soli pneumatici da neve per i tratti urbani. In caso di forti
nevicate, con presenza di
ghiaccio, si valuterà, in
accordo con il Comune di
Como, la limitazione di
alcune linee, laddove il
numero di passeggeri è
particolarmente ridotto.
Terminata la fase di emergenza, gli autobus,
che non potranno tornare in deposito, si posizioneranno presso i Portici
Plinio, la Stazione FS,
piazza Matteotti e piazza
Camerlata, dove apposite
squadre si occuperanno di
smontare le catene affinché il servizio torni ad essere regolare. Per aggiornamenti in tempo reale,
gli utenti avranno inoltre
la possibilità di consultare il sito www.asfautoli
nee.it; telefonare allo 031247111, o recarsi alla Stazione Autolinee di piazza
Matteotti.
LA CIVICA BENEMERENZA COMASCA
Abbondino d’oro a Stefano Borgonovo
S
arà l’ex attaccante del Calcio Como, Stefano Borgonovo, a ricevere
l’Abbondino d’oro. La decisione è stata
presa all’unanimità dalla Commissione consiliare I su proposta del sindaco Stefano Bruni. Si
tratta dell’unica benemerenza civica che verrà
consegnata quest’anno
dall’Amministrazione comunale. Questo, per dare
maggiore rilievo all’Abbondino d’oro e per placare le polemiche che si sono
create negli ultimi anni di
fronte ai possibili premiati. Stefano Borgonovo, nato a Giussano, in provincia di Milano, è stato però
una “bandiera” del Calcio
Como nei bellissimi anni
‘80, prima di avere una
dignitosa carriera che lo
ha portato a vestire le
prestigiose maglie del Milan (con il quale ha vinto
la Coppa dei Campioni
nel 1990, mettendo, inoltre, a segno un gol decisivo contro il Bayern di Monaco nelle semifinali), della Fiorentina (in coppia
con Roberto Baggio), dell’Udinese, del Pescara e
del Brescia. Entrato, dalla Vis Nova Giussano,
nelle giovanili del Como,
a 12 anni esordisce in prima squadra nel campionato cadetto 1982/83,
mettendosi subito in mostra dopo l’ottimo comportamento e i tanti gol che,
nel frattempo, permettevano alla formazione “Primavera” azzurra di entrare nel “gotha” del calcio
italiano. L’anno successivo l’allenatore Burgnich
lo promuove attaccante di
riferimento e mette a segno i primi gol con la maglia azzurra ai danni di
Padova e Pistoiese, contribuendo così alla promozione in serie A del Como.
La serie A, però, può aspettare. Il Como decide
di prestarlo un anno alla
Sambenedettese in serie
B insieme al terzino Maccoppi, e Stefano, a suon di
gol, diventa un idolo, mai
dimenticato nelle Marche, portando la squadra
alla salvezza. Nel 1985
torna a Como e regala,
nell’anno del famoso cambio di tecnico Marchesi al
posto di Clagluna con gli
azzurri disperati all’ultimo posto, una sensazionale salvezza raggiunta
in tranquillità, una semifinale di Coppa Italia che avrebbe potuto essere anche qualcosa di più
senza il famoso “accendino” - e ben 13 gol in coppia con la “superstar” Dan
Corneliusson. Ceduto al
Milan nell’estate del
1986, lo parcheggia però
ancora a Como per due
anni; incominciano per lui
guai fisici che lo portano
a dare un contributo limitato alla causa azzurra.
Peccato che, proprio qu-
ando il fisico torna a posto, il Milan decide di
mandarlo a Firenze a fare
coppia con Baggio. Per il
Como un mesto saluto, in
quando la squadra incomincia quella repentina
discesa che lo porterà in
due anni in serie C1. A
Como ritorna dopo la conclusione dell’attività agonistica dedicandosi ai più
giovani e creando una
scuola calcio, la Extra
Sport, nonché allenando
le giovanili del Como. Nel
2008 gli viene diagnosticata la Sclerosi laterale
miotrofica (SLA) e nel mese di settembre dichiara
pubblicamente le sue condizioni al mondo dello
sport e, insieme alla moglie Chantal, decide di istituire una Fondazione
dedicata alla raccolta fondi per la ricerca su questa terribile malattia. Da
allora, condizioni fisiche
permettendo, Stefano si
impegna con entusiasmo
in questo suo nuovo obiettivo, accompagnato da
tanti ex compagni di squadra e dall’affetto dei tifosi, non solo comaschi,
ma di tutta Italia che non
hanno mai dimenticato le
sue gesta e il suo impegno
di calciatore serio e corretto.
«Ho proposto personalmente questo nominativo
nonostante non fosse tra
quelli presentati ufficialmente, in quanto ritengo
abbia una forte va-lenza
simbolica e morale - ha
affermato il sindaco Stefano Bruni -. Ho con piacere raccolto la piena
condivisione dei commissari, che hanno appoggiato all’unanimità questa
candidatura».
«Si tratta di una scelta
di eccellenza - ha sottolineato la presidente di
commissione, Veronica
Airoldi -. Vista la rilevanza del profilo del candidato premiato e l’importan-
za della lotta che lo stesso sta combattendo contro
la Sclerosi laterale miotrofica, credo di poter dire
che quest’anno l’assegnazione dell’Abbondino avvenga nel segno della profonda comprensione per
la vicenda umana e in nome della stima per il coraggio e la forza che quest’uomo dimostra nel condurre la propria personale battaglia contro la malattia».
La cerimonia per la consegna dell’Abbondino
d’oro 2009 si terrà sabato
19 dicembre a Villa Olmo
presumibilmente alle ore
15.00. Maestri di cerimonia saranno il sindaco,
Stefano Bruni, il presidente del Consiglio comunale, Mario Pastore e il
presidente della Commissione preposta all’assegnazione della civica
benemerenza, Veronica
Airoldi.
L.CL.
CRONACA
P A G I N A
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Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
LA GUIDA 2010
Che fare
dopo
la terza
media?
LA RIFORMA GELMINI
La riforma Gelmini prevede una semplificazione
dell’offerta didattica fissando quattro macro-indirizzi: istruzione liceale, tecnica, istruzione professionale e formazione professionale (corsi regionali). All’interno di questi vi saranno, poi, differenti
indirizzi il cui numero sarà tuttavia fortemente ridotto. Sul fronte dei licei i 396 indirizzi sperimentali, esistenti oggi, verranno ridotti a 6 licei: classico, scientifico, linguistico, delle scienze umane,
musicale e coreutico, artistico. Gli istituti tecnici,
attualmente suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi,
verranno ridotti a due settori (economico e tecnologico) e 11 indirizzi. Anche l’istruzione professionale è stata rivista: da 5 settori con 27 indirizzi si è
passati a 2 settori (industria-artigianato e servizi)
e 6 indirizzi. La riorganizzazione riguarderà anche
il monte ore settimanale che porterà complessivamente ad una diminuzione degli orari: licei (27 ore
nel biennio e 30 nel triennio), tecnici e professionali (32 ore contro le 36 del vecchio ordinamento). Le
ore di lezione saranno tassativamente da 60 minuti mentre in precedenza molte scuole le riducevano
a 50 o 55 minuti. La riforma prevede anche una
maggior autonomia scolastica per gli istituti che
potranno gestire dal 20% delle ore di lezione nel biennio dei licei al 40% dell’ultimo anno degli istituti
professionali per consentire la differenziazione dei
percorsi formativi. Tra le altre novità vi è anche la
reintroduzione del voto in condotta come elemento
che concorrerà alla determinazione della media scolastica e porterà alla bocciatura d’ufficio nel caso
sia inferiore al 6. La guida è consultabile anche sul
sito della Provincia nella sezione istruzione
(www.provincia.como.it).
Una carrellata approfondita
dell’offerta formativa provinciale
per il prossimo anno
di MICHELE LUPPI
U
na svolta “epocale”. E’ così che
l’assessore all’istruzione della Provincia di
Como, Achielle Mojoli, definisce la riforma della
scuola che entrerà in vigore con l’anno scolastico
2010/2011. Un intervento che prevede la riorganizzazione degli Istituti
Superiori con la soppressione di alcuni corsi e la
generale ridefinizione
dell’offerta formativa, ridotta a quattro macro-indirizzi: istruzione liceale,
tecnica, istruzione professionale e formazione professionale (corsi regionali). Per aiutare i ragazzi
che usciranno dalla scuola media ad orientarsi in
questa fase di cambiamento, la Provincia ha realizzato la guida “Dopo la
terza media” in distribuzione nelle prossime settimane ai quasi seimila
alunni delle classi terze
della provincia di Como.
Il tutto in vista della chiusura delle iscrizioni prevista per il 27 febbraio
2010. “A differenza dello
scorso anno - ha spiegato
l’assessore Mojoli, presentando la nuova guida - abbiamo puntato su uno
strumento che fosse il più
UNO SPORTELLO DI ORIENTAMENTO
La dispersione e l’abbandono scolastico rappresentano ancora un problema
per molti ragazzi che affrontano i primi anni della scuola superiore e per le loro famiglie. Già nel mese di ottobre e novembre ci sono nelle scuole studenti
che hanno capito di aver fatto la scelta sbagliata e rischiano di perdere l’anno.
Per cercare di aiutarli l’Ufficio Scolastico Provinciale ha attivato uno “sportello di orientamento” rivolto proprio a chi frequenta il biennio delle superiori. “Fino allo scorso anno - spiegano dall’Ufficio Scolastico - l’opportunità di
cambiare scuola durante l’anno era lasciata alla libera iniziativa dei singoli e
degli insegnanti. Oggi vogliamo creare, invece, uno sportello che sia al servizio di tutti”. All’interno di cinque istituti della provincia sono stati attivati
alcuni sportelli a cui gli alunni e i loro genitori possono, con l’aiuto di esperti,
cercare di capire quale scuola risponda meglio alle attitudini e alle aspettative dei ragazzi. Per informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio Scolastico
Provinciale (031-237243). La scadenza per cambiare scuola senza perdere l’anno scolastico è fissata al 31 dicembre.
possibile chiaro e di facile consultazione. Da qui
la scelta di presentare i
quattro grandi ambiti di
insegnamento previsti
dalla riforma offrendo una sintesi dei diversi percorsi offerti e delle materie previste. L’obiettivo è
quello di dare ai ragazzi
e alle famiglie le informazioni per un primo discernimento, consigliando,
prima della decisione definitiva, di visitare gli Istituti approfittando degli
Open Day previsti in tutte le scuole della provincia nei mesi di gennaio e
febbraio. Per questo abbiamo inserito il calendario completo degli appuntamenti previsti nelle
singole scuole nell’appendice della guida”. Sono
previste anche serate di orientamento per i genitori. Le prime a Como ed
Erba si sono svolte questa settimana mentre altre si svolgeranno in questi giorni: Cantù (11 dicembre - Istituto comprensivo Cantù 3); Olgiate Comasco (giovedì 17 Liceo Terragni); Menaggio (18 dicembre - Istituto Vanoni). Alla descrizio-
ne dell’offerta formativa
con l’elenco di tutte le scuole presenti in provincia,
pubbliche e paritarie, si
affiancano alcune mappe
che evidenziano la distribuzione degli Istituti sul
territorio. “E’ importante
- ha spiegato l’assessore
Mojoli - che i ragazzi
prendano la loro decisione, consci della loro collocazione sul territorio e dei
mezzi pubblici a disposizione per raggiungerli”.
Nella provincia di Como
verranno attivati tutti i
percorsi previsti dalla nuova riforma ad eccezione
del liceo coreutico (per lo
studio della danza), mentre per il liceo musicale si
sta lavorando ad una sua
possibile attivazione. “Per
il prossimo anno scolastico - ha annunciato Alessandro Fermi, assessore
alla formazione professionale - verranno introdotti, inoltre, quattro indirizzi nati dalle richieste arrivate dal territorio”. Si
tratta di un indirizzo di
formazione professionale
per tecnici motoristi, con
possibili implicazione nel
campo nautico, di un corso per lavoratori del legno, che verrà introdotto
a Cantù e Mariano, di una
specializzazione in addetto alle coltivazioni erbacee nell’Istituto San Vincenzo ad Albese con Cassano e di un corso in zootecnia che andrà a completare l’offerta formativa
della scuola di Vertemate
con Minoprio. “Per questi indirizzi - ha precisato Fermi - abbiamo avuto
la copertura finanziaria
da parte della Regione
Lombardia, ma la loro effettiva attivazione dipenderà dal numero di studenti che faranno richiesta di iscrizione. Per avviare i corsi di formazione professionale la Regione richiede, infatti, un minimo di 10 iscritti. Siamo
comunque ottimisti considerando che nell’ultimo
biennio gli istituti di formazione professionale
hanno avuto un aumento
di iscrizioni del 25-30%”.
Complessivamente, secondo i dati degli ultimi
due anni, la maggior parte degli studenti continua
a preferire i licei (41%),
segue l’istruzione tecnica
(32%), l’istruzione professionale (22%) e l’istruzione artistica (5%).
S. FEDELE
CAMNAGO VOLTA E LA CITTÀ DEI BALOCCHI
Anche quest’anno la Città dei Balocchi ha deciso di ampliare il suo raggio d’azione oltre il centro cittadino…
Infatti, come già accaduto in passato, la manifestazione ha stretto una proficua e vivace collaborazione con la
Circoscrizione 4 di Camnago Volta. Gli appuntamenti che si svilupperanno tra Camnago Volta e Como cominceranno sabato 12 dicembre, alle ore 17.00, presso il Tempio Voltiano di Como con “Cantiamo una... Volta”,
un’esibizione del Coro Voltiano per ricordare il 210 anni dell’invenzione della pila; ad ingresso libero. Questo coro, che ha sede a Camnago Volta, presieduto da Giorgio Camporini, può vantare una storia lunga trent’anni: nato nel novembre 1978, muove i suoi primi passi sotto la direzione del compianto Maestro Angelo Marelli di Capiago, iniziando ad interpretare brani del classico repertorio di montagna. Nel 1982 la direzione del Coro passa
alla prof.ssa Adriana Casartelli di Como ed il repertorio si amplia notevolmente, andando a comprendere anche
brani di musica sacra, lirica, popolare, ecc. Durante questo periodo prende vita anche il progetto teso a dare ai
coristi una preparazione musicale di base. Dal 1989 subentra nella direzione del coro il giovane Maestro Emilio
Tettamanti di Como, diplomato in pianoforte al Conservatorio di Mantova.
Alla sera, alle ore 20.30, i riflettori si sposteranno su Camnago Volta con una “Serata Medioevale di celebrazioni per 210° dell’invenzione della pila”, organizzata dal Palio del Baradello in collaborazione con la
Circoscrizione 4 e l’oratorio di S. Cecilia. Si tratterà di una sfilata in notturna per le vie di Camnago Volta (con
partenza da piazza Martignoni) in abiti medioevali, accompagnati dalla suggestiva illuminazione con fiaccole
che daranno luce al corteo proiettato verso il monumento dove riposa Alessandro Volta. La sfilata si chiuderà in
Auditorium con l’inizio di un inedito concerto medioevale, a cura delle “Celtic harp Orchestral”. In caso di
pioggia la manifestazione si svolgerà per intero presso l’Auditorium “A. Volta” di via Clerici a Camnago.
Domenica 13 dicembre, alle ore 14.30, sempre presso l’Auditorium “A. Volta” si terrà “Aspettando il
Natale...tombola e magia”, con una tombola natalizia a cura dell’oratorio di S. Cecilia di Camnago Volta e,
alle 16.30, uno spettacolo del mago Valery.
Infine, domenica 19 dicembre, alle ore 15.00, con ritrovo in piazza Martignoni, “Babbo Natale ti scrivo”:
Babbo Natale giungerà dalla passeggiata Voltiana con la slitta e, accompagnato dai pastori, raggiungerà i bambini che potranno incontrarlo e salutarlo, aiutandoli a legare ai palloncini la letterina dei desideri che avranno
portato da casa.
Per informazioni: tel. 347.8452378; e-mail: [email protected].
S.F.
Proseguono
gli eventi musicali
per l’Avvento
e Natale 2009
Proseguono, presso la basilica di S. Fedele di Como, gli eventi musicali programmati, come da tradizione per l’Avvento e
il Natale 2009.
Ecco i prossimi in calendario:
sabato 12 dicembre, ore 17.30, musiche d’organo. Organista: Mattia Marelli;
sabato 19 dicembre ore 17.30, musiche per organo. Organista: Bruno Mazzola;
giovedì 24 dicembre ore 23.00, musiche per coro, organo e strumenti. Direttore: Oscar Taietti. Organista: Raffaele
Bellotti;
sabato 26 dicembre ore 16.30: musiche organistiche. Organista: maestro Alessandro Milesi.
L’organizzazione degli eventi è a cura della Cappella Musicale della Basilica di S.
Fedele, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Organisti di Chiesa.
CRONACA
P A G I N A
Como
15
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
LA CISL IN CAMPO “PER UNA RIPRESA GIUSTA”
Per un fisco
più equo
I
n campo per difendere il potere d’acquisto
di lavoratori dipendenti e pensionati.
Passa anche da Como
la campagna nazionale
lanciata dalla Cisl per richiedere al Governo la
promozione di un nuovo
“patto fiscale” per ridurre le tasse.
“Aiutare la famiglia:
meno tasse per lavoratori e pensionati” lo slogan
che accompagna l’iniziativa.
Alti gli obiettivi della
campagna, come ben si evince dal materiale distribuito nei banchetti attivati sul territorio:
- ridurre l’imposta sul
reddito personale per incrementare salario e pensioni e rilanciare i consumi, con la diminuzione
delle aliquote e l’aumento delle detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati;
- sostenere la famiglia
con il “Nuovo Assegno Familiare”, uno strumento
universale, più semplice,
trasparente, anche a favore degli incapienti;
- rendere strutturale e
migliorare la detassazione dei premi erogati tramite contratti collettivi
aziendali o territoriali;
- attuare un’incisiva lotta all’evasione fiscale ripristinando la tracciabilità dei pagamenti ed introducendo un sistema di
Anche a Como
la campagna
nazionale.
L’obiettivo:
richiamare
l’attenzione
delle tasse
gravanti su
lavoratori
dipendenti
e pensionati
di MARCO GATTI
contrasto di interessi che
riduca la convenienza ad
accordi collusivi tra venditori e compratori;
- alleviare il peso del fisco sulle imprese più meritevoli che investono e
che non riducono la base
occupazionale;
- spostare il peso del fisco sui patrimoni e sulle
rendite finanziarie.
«Oggi - spiega Fausto
Tagliabue, segretario generale della Cisl di Como
- le famiglie di lavoratori
e pensionati subiscono una pressione fiscale esagerata. Al Governo chiediamo decisioni e interventi chiari per alleviare
questo peso. Come? Esigiamo una lotta più decisa in contrasto all’evasione fiscale, fenomeno che
si ingoia somme enormi.
Le stime parlano di circa
100 miliardi annui di imposte evase… Un importante aiuto in questo sen-
so potrebbe essere la reintroduzione della tracciabilità di tutti i pagamenti, compresi i compensi
professionali, attraverso
l’obbligo di riscossione dei
compensi mediante strumenti finanziari tracciabili (a sostegno di questa
iniziativa Cisl Lombardia
ha avviato una raccolta di
firme). E poi ancora: stop
agli sprechi e ai costi inutili (se penso a quanti
cda...) Confidavamo nel
fatto che il federalismo, in
questo senso, ci potesse
dare una mano. Invece
non è stato ancora così.
Occorrerà una sua più
corretta applicazione…».
A supportare le posizioni del sindacato, che denuncia una pressione fiscale ormai arrivata a livelli insostenibili, anche i
numeri elaborati da Cisl
Lombardia. Dati, predisposti sulla base delle denunce dei redditi presentate presso i Caaf Cisl (ai
quali si rivolge circa il
30% del totale degli utenti, 50mila in media all’anno in provincia di Como).
Cifre che confermano
come l’incremento della
tassazione eroda, progressivamente, l’aumento
del reddito.
Uno sguardo, per maggiore chiarezza, ai numeri relativi alla provincia
di Como. Il reddito dei lavoratori dipendenti rivoltisi ai Caaf Cisl è cresciuto, dal 2007 al 2008 del
2,8% (passando, in media,
da 22.886 a 23.517 euro),
di rimando l’imposta netta sul lavoro dipendente
è passata da 4.213 euro
del 2007 a 4.418 del 2008,
con un + 4,9%. Più o meno
equivalenti le variazioni
per quanto riguarda i
pensionati.
La pressioni fiscale media (imposta netta) per i
lavoratori dipendenti della provincia di Como rivoltisi ai CAAF Cisl è passata dal 18,41% del 2007
al 18,78 del 2008 e dal
CAMPAGNA CONTRO L’ALZHEIMER
Al fianco dei pazienti, vicini alle loro famiglie: Como si mobilita contro la malattia di Alzheimer ospitando la campagna nazionale Una città per l’Alzheimer, promossa da Novartis con l’obiettivo di favorire informazione e conoscenza e offrire un supporto ai malati di Alzheimer e alle persone che li assistono. Migliorare la qualità di vita, rallentare il decorso della malattia, ottimizzare gli spazi di autonomia
dei pazienti sono obiettivi possibili, con il contributo di tutte le figure coinvolte nella malattia: medici,
specialisti, care-giver, operatori sanitari.
La campagna si è aperta sabato 5 dicembre alla “Città dei Balocchi” con un punto informativo dedicato alla malattia di Alzheimer e che resterà attivo fino all’8 dicembre. Un gazebo sarà poi allestito sabato 12 e domenica 13 dicembre in piazza Cavour dove saranno fornite informazioni e verrà distribuito materiale esplicativo sulla malattia.
Clou della campagna l’incontro pubblico che si svolgerà martedì 15 dicembre alle ore 17.30 nel Salone Bosisio della Fondazione Cà d’Industria, in via Brambilla 61, al quale parteciperanno, tra gli
altri, Mario Guidotti, direttore U.O. Neurologia, Ospedale Valduce di Como, Marco Arnaboldi, direttore U.O. Neurologia, Ospedale Sant’Anna di Como e Domenico Pellegrino, direttore Dipartimento di
Medicina, Ospedale Sant’Anna di Como.
“LE STANZE DI CARLA” DI CARLO POZZONI
Da qualche giorno è disponibile, nelle principali librerie comasche,
il volume “Le stanze di Carla” di Carlo Pozzoni.
Il libro, realizzato in edizione limitata in 500 esemplari numerati e autografati a mano dall’autore, contiene 21 fotografie a colori
della casa di Carla Porta Musa con i commenti della scrittrice, un
saggio di Sergio Marzorati e una poesia inedita di Carla Porta
Musa.
Il libro fa seguito alla omonima mostra fotografica organizzata
in biblioteca nell’ambito di Parolario 2009.
“Sono entrato per la prima volta nella casa di via Pessina nel
1994 - scrive Pozzoni - invitato da Arturo Della Torre, enogastronomo e giornalista, che stava preparando il libro a tavola con Carla Porta Musa. Ricordo di essere stato colpito, fin da allora, dall’aspetto della sua casa. Luogo capace di sconfiggere il tempo. Era
una sensazione che si percepiva bene, con gli ambienti e gli oggetti
che raccontavano, e che raccontano, la vita incredibile di questa
donna che ha attraversato oltre un secolo della nostra storia. Da
allora, in via Pessina sono tornato più volte. Il fatto di avere visitato le stanze di Carla tanto spesso ha alimentato in me il desiderio
di mostrare ad altri questo suo piccolo mondo antico. Spero di essere riuscito a farlo con queste immagini, che sono anche omaggio
a una donna a mio giudizio eccezionale”.
15,35% per i pensionati al
15,67%.
«Ricordiamo che il problema delle tasse - prosegue Tagliabue - non rappresenta solo una questione individuale, ma
grava, pesantemente, sulla famiglia. Un fisco più
equo non può, dunque,
non tenere conto di un
adeguato quoziente familiare. Ridurre le tasse
deve significare l’attuazione, certo, di adeguate
forme di detrazione, ma
anche l’erogazione di assegni familiari che sostengano chi ha più figli
a carico. Che si inizi, pertanto, a sgravare chi è alle
prese con maggiori carichi familiari…».
Travolti da questo sistema sono anche i numerosi incapienti (cioè quei
contribuenti che, in virtù
del basso reddito, non pagano le tasse, ma non possono, parimenti, beneficiare di deduzioni o detrazioni (ad es. per spese
mediche improvvise). Nel
2008 i Caaf Cisl di Como
ne hanno intercettati
1784, erano 1306 nel
2007.
In questo quadro di generale malessere non
stanno certo bene i Comuni, per i quali l’abolizione
dell’Ici ha certo rappresentato la sottrazione di
un po’ di ossigeno. «Pensiamo al Comune di Como
- prosegue Tagliabue -, le
stime ci dicono che con l’abolizione dell’Ici abbia
perso qualcosa come 2,5
milioni di euro… Per far
fronte a questa situazione molti Comuni hanno
ritoccato, al rialzo, le addizionali. Ma anche questo non va bene. Il nostro
impegno è stato ed è quello di mantenere i rapporti con i Comuni, attraverso lo strumento della contrattazione, rinnovando
la richiesta di non rivedere al rialzo le addizionali.
Parimenti alla Regione
chiediamo di sostenere gli
enti locali, cercando di andare oltre il patto di stabilità voluto dallo Stato.
Alle Amministrazioni diciamo: tenete a freno gli
aumenti. Riconosciamo le
difficoltà e il problema politico, la vostra battaglia
è anche la nostra, ma non
è ritoccando le tariffe,
dunque gravando sui cittadini, che andremo alla
radice del problema».
Per queste ragioni la
Cisl è scesa in piazza a
Como martedì scorso, a
Erba giovedì 10 dicembre
(piazza mercato, dalle 9
alle 12) e lo farà a Cantù,
sempre in zona mercato,
sabato 12 dicembre (912). Una sfida per informare, sensibilizzare, e
portare i temi all’attenzione del Governo prima
della chiusura della partita-Finanziaria.
FONDO MONDO DEL LAVORO
NUOVO INGRESSO
La Fondazione Provinciale della Comunità Comasca ha annunciato l’adesione all’iniziativa del
microcredito di un altro Istituto bancario, la Banca di Legnano, che si affianca alle BCC di Alzate
e di Cantù per dare un aiuto concreto ai lavoratori che si trovano in difficoltà anche a causa della recente crisi economica.
Il Fondo Mondo del Lavoro è stato istituito presso la Fondazione nel 2005 tramite una capillare
campagna di raccolta fondi che ha coinvolto tutti
i lavoratori della provincia. Fondo che ha, ogni
anno, la finalità di finanziare, con i suoi frutti,
interventi da realizzarsi a favore della realtà lavorativa.
Per il 2009 si è scelto di concedere il microcredito a lavoratori dipendenti di aziende operanti
nella provincia di Como, al fine di aiutarli a far
fronte, ad esempio, a: spese sanitarie eccezionali
e non coperte dal Servizio Sanitario Nazionale,
sostituzione improvvisa di attrezzature di sostegno alla disabilità, versamento di anticipo mensilità per l’ottenimento di un contratto di locazione di immobile ad uso abitativo, interventi
straordinari ed indifferibili di riparazione dell’immobile ad uso abitativo, acquisto di un mezzo di
locomozione per l’attività lavorativa o sua sostituzione/riparazione a seguito di guasto meccanico o incidente non coperto da assicurazione, spese scolastiche di istituti superiori e università.
Questa iniziativa di solidarietà è stata subito
accolta favorevolmente da tanti Enti che operano nella nostra provincia: alle associazioni datoriali e sindacali, che a suo tempo, hanno dato
vita al Fondo Mondo del Lavoro, si sono aggiunti
la Camera di Commercio, le Banche di Credito
Cooperativo di Alzate e di Cantù ed ora anche la
Banca di Legnano, che oggi firma la convenzione
con la Fondazione Provinciale. Tutti insieme quindi per far fronte con maggiore efficacia al difficile
momento che vivono molti dei nostri lavoratori.
CRONACA
P A G I N A
Como
17
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 DICEMBRE 2009
UN PROGETTO FINANZIATO DALLA FONDAZIONE CARIPLO
Il Sociale...
“residenza”
teatrale
U
na “residenza”
per la cooperativa sociale “AttivaMente”. Un
luogo fisico per
respirare, masticare, produrre teatro. Quale luogo
migliore per la concreta
realizzazione di questo
progetto se non lo stesso
Teatro Sociale di Como?
Proprio gli spazi del Sociale saranno uno dei 22
luoghi, a livello lombardo,
in cui altrettante compagnie hanno trovato “residenza” grazie al progetto
“Être” (Esperienze teatrale di residenza) finanziato dalla Fondazione Cariplo (tre milioni di euro assegnati per contributi triennali).
La “casa” di “AttivaMente” per il prossimo
triennio sarà dunque il
“Sociale”.
Tre anni per farsi conoscere attraverso il progetto “Torre Rotonda”. L’occasione è lo spunto per
Protagonista sarà
la cooperativa
“AttivaMente”,
un percorso che
abbraccerà
i prossimi tre anni
a cura di MARCO GATTI
ripartire dalle radici della produzione teatrale comasca.
Una denominazione
non scelta a caso per questo viaggio: “Il Sociale di
Como - spiega Jacopo Boschi, di “AttivaMente” nasce nel 1813, sulle rovine dell’antico castello della Torre Rotonda. Promotore dell’iniziativa è il
conte Giampietro Porro,
presidente della commissione per il nuovo teatro
e podestà di Como. La cessione di ogni diritto sull’area del castello viene
firmata nella riunione del
Consiglio comunale del
31 gennaio 1809. Presidente della seduta e firmatario dell’atto è Alessandro Volta. Ancora oggi
le fondamenta del castello “Torre Rotonda” sono
visibili nel sottopalco del
teatro… E queste sono
anche le fondamenta della nostra Residenza…”.
Tre anni per avviare un
processo di collaborazione
tra le varie realtà teatrali del territorio, consolidare la sinergia tra i diversi
artisti e avviare corsi di
formazione, scoprire e formare nuove e giovani figure professionali, produrre spettacoli significativi per il territorio in cui
si lavora, in collaborazione con artisti delle altre
compagnie teatrali di
Como.
Un cammino articolato
e denso di contenuti che
mira ad elevare ancora di
più la proposta teatrale
comasca.
IL PROGETTO ÊTRE - ESPERIENZE TEATRALI
DI RESIDENZA
Ispirato all’esempio di altri Paesi europei e di alcune regioni italiane, il progetto è nato con l’obiettivo di “dare spazio” alle compagnie lombarde specializzate nella produzione teatrale, con particolare attenzione ai nuovi linguaggi
del teatro contemporaneo. Être intende sfruttare il meccanismo della residenza teatrale, caratterizzato da modalità e forme diverse. Nel nostro Paese, il
modello che si è più diffuso - anche perché suggerito dalla normativa ministeriale - è quello basato sull’accordo pluriennale tra una compagnia e un ente pubblico, generalmente un’amministrazione o un teatro comunale: l’ente
proprietario affida in gestione totale o parziale, a condizioni vantaggiose e con
una dote finanziaria, uno spazio alla compagnia e quest’ultima si impegna a
sviluppare una serie di attività, tra cui in particolare quella di produzione
teatrale, garantendo così la valorizzazione dello spazio in questione. Dal sito
www.progettoetre.it.
DA “ANELLO DI MOEBIUS” A “ATTIVAMENTE”
La cooperativa sociale AttivaMente nasce una decina di anni fa. Per la precisione “Correva l’anno 1997
- ricordano i protagonisti di questa avventura -. Non
avevamo spazi a disposizione, né risorse economiche
per produrre uno spettacolo… L’idea di portare uno
spettacolo in casa nasce quasi per caso, sentendo un
racconto di Grabriele Vacis. È come una folgorazione:
il teatro nelle case rappresentava la soluzione ai nostri problemi. Zero costi di produzione, nessuna esigenza di spazi, possibilità di replicare. Ecco quale fu
la nostra prima Residenza”. Come sala prove una
camera da letto.
Tutto inizia da lì.
“Poi ci fu la sala consiliare di Parè… potevamo usare la sala consiliare il martedì e il giovedì sera dalle
21 in poi, e la domenica pomeriggio dalle 15 alle 20…
e il nostro gruppo cresce. Non siamo più in due ma
in otto. Tre attori, un arpatore, un chitarrista, due
drammaturghi, un regista. Ci diamo anche un nome:
compagnia teatrale “Anello di Moebius”. Lavoriamo
sodo. Se c’è un testo da mettere in scena si prova, in
caso contrario si passano ore e ore a fare training attorale… E dal lavoro nasce ora sesta. La nostra pri-
ma vera produzione”…
Correva l’anno 1988. Lo spettacolo piace e dopo le
repliche comasche inizia a girare anche per le province di Como e Milano, fino a raggiungere Santa
Maria Rezzonico. Qui l’incontro con un assessore di
Villa Guardia apre le porte di questo paese. La compagnia ottiene la disponibilità dell’aula vuota di una
ex scuola elementare ristrutturata. “L’accordo è semplice - ricordano i componenti della compagnia -: lo
spazio in cambio di una serie di attività culturali del
territorio”.
Un luogo fisico in cui “Anello di Moebius” cresce e
si consolida. Poi gli spazi diventano stretti. Ed ecco
prospettarsi un nuovo spazio: l’interno di una vecchia cartiere in Maslianico: la Burgo. “Quelli alla Burgo sono anni febbrili, creativi, il lavoro aumenta, si
decide di trasformare l’associazione culturale in cooperativa, nasce, così AttivaMente”. Nel cuore della
Burgo nasce 130 giorni di carta, il primo spettacolo
rappresentato dalla cooperativa al Teatro Sociale di
Como, in sala Bianca… non è ancora il tempo del
palco. Ma manca poco…
Dopo la Burgo arriva Villa Bellingardi, a Tavernola.
Qui la “AttivaMente” trova un piccolo ufficio e una
sala prove e si specializza sempre più nella didattica attraverso la promozione di corsi mirati.
Lo spirito nomade della compagnia li porta, però,
a cambiare ancora. Ed ecco prospettarsi un nuovo
spazio, questa volta messo a disposizione dal Comune di Como, in via del Doss. Matura Dopo di me il
nulla.
Ed ecco il tempo del primo debutto, proprio sull’ambito palcoscenico del Teatro Sociale di Como.
Poi un nuovo trasferimento, l’ultimo. “Anche questa volta - ricordano i protagonisti - per un progetto
ben preciso: condividere gli spazi con la Ong “il Sole”.
Con “il Sole” abbiamo lavorato intensamente in Etiopia, abbiamo provato in mezzo al fango di Addis Abeba, abbiamo calcato improbabili palcoscenici montati alla bene e meglio sotto un tendone da campo.
Ma questa è un’altra storia…”.
È l’ultima tappa di un percorso, alla ricerca di un
luogo “dove poter produrre spettacoli, tenere corsi,
organizzare eventi… Lo spazio di lavoro è l’identità
stessa di una compagnia teatrale…”.
Una Residenza, insomma.
13 DICEMBRE UN CONCERTO AL COLLEGIO GALLIO PROMOSSO DA NUOVI ORIZZONTI E ALTRE REALTÀ
Uniti per un “ Natale x davvero”
a vita di
ognuno
è
un’attesa. Il
presente non
basta a nessuno. In un primo momento, pare che ci manchi qualcosa. Più tardi ci
si accorge che ci manca
Qualcuno. E Lo attendiamo”. (don Primo Mazzolari).
Siamo in attesa. E’ un’attesa carica di speranza. Cosa stai attendendo
cuore, cosa stai cercando?
Di cosa hai fame e sete
veramente? C’è un Dio
che sta arrivando, ne senti i passi? Arriva perché
vuole posare gli occhi proprio su di te, farti sentire
uno Sguardo diverso da
L
“
quelli che ben conosci,
uno Sguardo avvolto di
Mistero, uno Sguardo carico di calore, pace, abbraccio infinito d’Amore.
Viene per incontrare ogni cuore, quello piccolo di
chi soffre per la Sua mancanza, quello straziato
dal dolore di una vita piena di sofferenza, quello
povero perché senza più
speranza; ma anche il tuo
cuore, di te che sei già riuscito a trovarLo e vivi la
meraviglia della Gioia
piena.
Questo Gesù che viene,
viene per abitare per sempre in te, in noi, affinché
anche noi possiamo abitare per sempre in Lui e lì,
proprio lì, scoprire che
Lui ci ama pazzamente e
ci chiede di amare con la
stessa follia. Amare Lui e
ogni “altro” con la Sua
stessa misura d’Amore.
“Amatevi gli uni gli altri
come Io vi ho amati” e
“Siate tra voi perfetti nell’Unità, perché il mondo
creda”.
13 dicembre 2009 ore
21 teatro del Collegio Gallio. Concerto di Natale:
perché un ennesimo appuntamento natalizio?
Perché partecipare?
Per cercare di amare come Lui ci ha amato nasce
la serata “Natale x davvero” . Tenuto da un gruppo
di consacrati dell’Associazione Nuovi Orizzonti “I
giullari dell’Amore” , pro-
fessionisti nel campo
dell’arte, della musica e
dello spettacolo, l’evento
vuole rispondere proprio
a quel Gesù che viene e ci
chiede di dare e di andare, di non risparmiarsi, di
camminare in Lui con i
fratelli. Ci chiede di mettere a frutto i nostri talenti per portarLo a tutti
e testimoniare la pienezza della gioia di una vita
con Lui. E già questo sarebbe un buon motivo per
esserci.
Ma siccome Dio è Unità e l’Amore per sua natura si comunica, questo
evento è organizzato da
Nuovi Orizzonti con Azione Cattolica, Caritas Diocesana, Centro Aiuto alla
Vita, Comunione e Liberazione, Opera Don
Guanella, Movimento dei Focolari, Agesci, Rinnovamento nello
Spirito, Stella
del Mattino e
TLC.
E questo per
dire ad ognuno
che possiamo guardarci gli uni gli
altri con lo stesso
Sguardo di Gesù e
sentire nel cuore
che avere gli stessi occhi di Dio non
può che non creare
Unità, portare Luce, dimenticare limiti o
misure.
Ed è Natale per davvero.
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SPECIALE
NA
TALE2009
NAT
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
UN VIAGGIO TRA GLI SCAFFALI DELLE LIBRERIE - 2
PAGINE
A CURA DI
AGOSTINO
CLERICI
Ecco...
ti regalo
I vangeli dell’infanzia sono un
ritratto luminoso del Cristo,
tracciato già con i colori della
Pasqua. Monsignor Gianfranco Ravasi li rilegge, con un linguaggio semplice e affascinante, in quattordici meditazioni
ricche di teologia e di spiritualità. Una piccola mappa – resa
ancora più preziosa da raffinate riproduzioni d’arte – per raggiungere il cuore del mistero
dell’Incarnazione. Il testo di
questo volume riprende sostanzialmente la quarta edizione di un'opera che mons.
Ravasi pubblicò nel 1984 e che
da allora ha avuto diverse ristampe. Si tratta, quindi, di un
classico della spiritualità in
una pregevole edizione interamente illustrata a colori, e riveduta dall’autore.
Suoni e colori, terre di Palestina e profumi d’oriente, angeli e
bestie intrecciano le trame
quotidiane di uomini e donne
alla ricerca di una buona notizia, per sé e per il mondo. La
troveranno più vicino di quanto non credano. Nascosta in un
bimbo. Tra drammi e speranze.
Perché, in fondo, Betlemme
non è lontana. E così, per ogni
cercatore di Dio c’è una stella
appesa al cielo, pronta a sganciarsi e ad illuminare il suo
cammino, per ricordargli come
è vicina Betlemme. Il volume
di don Bortolo Uberti raccoglie
nove racconti che ripercorrono
tutte le pagine dei Vangeli dell’infanzia dall’annunciazione
sino al ritrovamento di Gesù
dodicenne tra i dottori del tempio di Gerusalemme.
Ancora - euro 29,50
Ancora - euro 13,50
Il volume presenta il salterio
mettendo a confronto, in sinossi su colonne, le versioni sulle
quali la Sinagoga e la Chiesa
hanno pregato per secoli sia in
Oriente sia in Occidente, assumendo un valore perenne: l’ebraico, il greco dei LXX, il latino della Vulgata. A queste si affiancano l’italiano secondo la
nuova traduzione della CEI e,
a margine, per chi non conosce
le lingue bibliche, le traduzioni
del testo ebraico (nuova Diodati, 1991) e del testo greco
(suor Maria Maddalena Mortari, 1983). Un’opera davvero
bella curata dalla Piccola Famiglia dell’Annunziata.
Questo volume costituisce una
sorta di breviario, impastato di
cronaca e di eternità: 365 brevi
ma intense riflessioni, una per
ogni giorno dell’anno, sui temi
più impegnativi e decisivi per il
cristiano. Dalla vita alla morte,
dalla preghiera al servizio, dalla parola alla testimonianza,
dalla Croce alla Pasqua: chi ci
accompagna è il servo di Dio
don Tonino Bello, un testimone
che ha incarnato la fede nell’impegno feriale, con lo sguardo costantemente rivolto agli
ampi orizzonti del Regno di
Dio. Un elegante libro cartonato, regalo ideale per ogni occasione.
EDB - euro 25,00
Elledici - euro 22,00
La stella, i Magi, gli angeli, i
pastori, la mangiatoia. Parole
evocative per la memoria di
ogni credente, parole sepolte
dal frastuono natalizio. Don
Mauro Orsatti guida il lettore
ad accostarsi, con l’intelligenza
del cuore, ai Vangeli dell’infanzia, per sentire risuonare in
quei testi, semplici all’apparenza ma teologicamente densi, la Bella notizia della salvezza. Pagine scritte con competenza e leggerezza. Pagine da
leggere, da meditare, da vivere.
Per celebrare ancora una volta
il Natale. Da credenti. Si tratta
di una seconda edizione, riveduta e ampliata, di un’opera
già pubblicata nel 1999.
Ancora - euro 13,50
Alma Mater è il primo album di
Geffen Record di musica classica moderna eseguita dal coro
dell’Accademia filarmonica di
Roma e dalla Royal Philharmonic Orchestra, con preghiere recitate e cantate da papa
Benedetto XVI, registrate per
la maggior parte da Radio
Vaticana durante i suoi pellegrinaggi mariani. In occasione
del lancio del CD Alma Mater
San Paolo e Libreria Editrice
Vaticana propongono un’antologia di testi di papa Benedetto
XVI relativi alla musica e al
canto, verso cui ha sempre mostrato inclinazione e interesse.
San Paolo - CD euro
19,90 - libro euro 10,00
Ogni anno ci troviamo a celebrare a livello collettivo il Natale, un rito antico oggi sfigurato dal consumismo. Questo libro della psicologa Anna Maria
Finotti propone una lettura in
chiave simbolica della festa,
grazie alla quale il messaggio
del Natale può trasformarsi in
un’avventura psicologica assolutamente personale e diventare “viaggio dell’anima e nell’anima”. Pagine scritte con
competenza e passione. Per ritrovare il senso del Mistero e la
gioia della festa. Il libro nasce
da una serie di conferenze e di
seminari tenuti dall'autrice ed
è corredato da appendici con
glossario, laboratori e commento delle immagini. È la seconda edizione di un’opera
pubblicata nel 2004.
Siamo onesti: il Natale ci è stato scippato e noi cattolici non ce
ne siamo neppure accorti, o forse sì, e allora eccoci complici,
consenzienti o semplicemente
distratti. Comunque sia Natale rischia di essere una festa di
compleanno in cui ci si è scordati di invitare il festeggiato, e
sempre più credenti provano
disagio all’avvicinarsi del 25
dicembre. La provocazione di
Dio fattosi uomo si è trasformata nella festa dei buoni sentimenti: Dio viene, e l’uomo non
c’è. È l’uomo il grande assente
della storia, non Dio. Curtaz,
col suo consueto stile diretto, ci
aiuta a rileggere i racconti dei
vangeli con lo sguardo della verità e della conversione: il suo è
un vero e proprio manuale di
sopravvivenza al Natale.
Ancora - euro 14,00
San Paolo - euro 12,00
Per la prima volta in italiano,
direttamente dalla lingua bengali, sono presentate 31 meditazioni tenute dal Premio Nobel bengalese Rabindranath
Tagore agli alunni e agli insegnanti di Santiniketon, tra il
1911 e il 1914. Poeta, pedagogo, musicista, filosofo, compositore, drammaturgo, promotore
sociale, pittore, in Tagore la
crescita umana, religiosa e letteraria seguirono un percorso
parallelo e molto personale.
Questo volume è intitolato Il
tremendo gioco della gioia in riferimento ai passaggi conclusivi della meditazione tagoriana
sul Bello.
Il volume accompagna il lettore alla scoperta della speranza
che si nasconde nelle pieghe
degli «stracci» della vita. Prendendo le mosse dalla nota
espressione di Charles Péguy
secondo cui la speranza è una
«piccola bambina» che «vede
quello che non è ancora e che
sarà», che «ama quello che non
è ancora e che sarà», padre
Ermes Ronchi svela, con la
scrittura poetica che gli è propria, la forza seduttiva di quella virtù cristiana che manca
proprio nel tempo in cui l’umanità ne è più assetata, bisognosa: «Il miracolo è avanzare senza miracoli, con pane e acqua».
EMI - euro 12,00
Paoline - euro 13,00
P A G I N A
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SPECIALE
NA
TALE2009
NAT
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
Bambini
Un cubo di Natale per i più
piccoli, bambini da 1 a 4
anni! Un gioco per imparare la storia della nascita di
Gesù e conoscere i vari personaggi coinvolti. Il prodotto confezionato si presenta come una scatola a
forma di cubo; i 10 cubi ivi
contenuti sovrapposti nell’ordine previsto (raggiungono l’altezza di un metro),
consentono di realizzare
un originale «albero di Natale».
Essere padre di fronte al senso
del Natale. 24 filastrocche per
aspettare e vivere il Natale tra
padre e figli, creando l’atmosfera giusta e carica di significato.
Con pagine attive che permettono di “usare” il libro insieme,
padri e figli.
Paoline - euro 15,00
San Paolo - euro 14,00
Un bellissimo libro cartonato, dal formato innovativo, per raccontare ai piccolissimi la storia del Natale, attraverso immagini molto colorate e dai tratti morbidi e rotondi, che catturano lo sguardo dei
piccolini.
Paoline - euro 11,00
Di Marie a Nazaret ce ne sono
tante. Una decina. L’Arcangelo Gabriele va da tutte, ma per
trovare la Maria giusta... Ottimo regalo per Natale.
Paoline - euro 14,00
DVD
Topino Blu è il protagonista di questo racconto per i più piccoli, il quale riceve una lettera
da un’amica che lo invita a passare da lei il
Natale. Topino Blu le prepara una bambola
costruita con degli oggetti che i suoi amici del
bosco scovano in giro e intraprende un lungo
viaggio per andare a trovare la sua amica.
Non sa che lo attenderà una dolcissima sorpresa. Infatti, quando ormai è nei paraggi
della capanna dell’amica, Topino Blu...
Paoline - euro 12,00
LUCI DELLA
RIBALTA
Limelight
CHAPLIN COLLECTION
Con:
Charles
Chaplin,
Sydney
Chaplin,
Claire
Bloom, Buster Keaton, Nigel
Bruce, Norman Lloyd.
DISCO UNO - Il film: L’incontro tra un vecchio clown alcolizzato e una giovane ballerina...
DISCO DUE - Gli extra: Introduzione al film di David Robinson, biografo di Chaplin;
Chaplin Today: Luci della ribalta, documentario di Edgardo Cozarinsky con il regista
Bernardo Bertolucci; Scene eliminate; Footlights; The Professor (1919); Homes Movies;
Gallery fotografica; Trailers
del film.
Mk2 - San Paolo Multimedia
Undici capolavori di Charles Chaplin completamente
restaurati con tanti extra
(interviste, introduzioni,
scene eliminate, documentari sui film, trailers e gallerie fotografiche), in vendita nelle videoteche, librerie
San Paolo e Paoline. Già disponibili sei cofanetti (cadauno a 23 euro). Gli altri
cinque a febbraio 2010.
IL MONELLO
The Kid
IL CIRCO
Con: Charlie Chaplin, Edna
Purviance Jackie Coogan
DISCO UNO - Il film: L’amicizia tra il vagabondo e un
bambino abbandonato ...
DISCO DUE - Gli extra: Introduzione al film di David
Robinson, biografo di Chaplin;
Chaplin Today: Il monello - documentario con Abbas Kiarostami; Scene tagliate da Chaplin nel 1971 How to Make
Movies; Jackie Coogan balla
(1920); Registrazione della
nuova musica 1971; Nice and
Friendly; Gallery fotografica;
Trailers del film.
Regia: Charles Chaplin - Interpreti: Charles Chaplin, Allan
Garcia, Merna Kennedy, B.
Morissey
DISCO UNO - Il film: Charlot, inserviente in un circo, suscita con i suoi gesti maldestri,
l’ilarità del pubblico...
DISCO DUE - Gli extra: Introduzione al film di David Robinson, biografo di Chaplin;
Chaplin Today: Il circo - documentario con Emir Kusturica;
Scene eliminate; Diario delle
riprese dal 7 al 13 ottobre 1926
Camera A, Camera B; Gallery
fotografica; Trailers del film.
TEMPI MODERNI
Modern Times
Con: Charlie Chaplin Paulette
Goddard, Henry Bergman
DISCO UNO - Il film: Charlot, operaio in un grande complesso industriale, estenuato
dal ritmo frenetico di lavoro...
DISCO DUE - Gli extra: Introduzione al film di David
Robinson, biografo di Chaplin;
Chaplin Today: Tempi Moderni
documentario con Luc e JeanPierre Dardenne; Scene eliminate; Gallery fotografica; Trailers del film.
Un originale libro interattivo:
presenta la storia di Natale per
i piccoli, con illustrazioni vivaci
e accattivanti. Con la parte destra del sussidio, i bambini dovranno “creare” e trasformare i
personaggi di cui parlano gli
episodi, mescolando e componendo le “tessere”. Un sussidio
che educa i bambini alla creatività e li interessa alla Bibbia.
Un magnifico regalo per la lettura interattiva, da “giocare”
insieme adulti e bambini, in famiglia e a scuola.
Le storie di questo libro illustrato, una per ogni giorno a
partire dal primo dicembre,
servono per donare ai bambini,
e a coloro che lo sono rimasti
dentro, la gioia e il mistero che
circondano l’evento più grande
e importante della storia. Non
hanno bisogno di spiegazioni:
molte di esse meritano soltanto il silenzio e il rispetto del segreto che ciascuno degli ascoltatori sente dentro di sé.
Elledici - euro 16,00
Elledici - euro 16,00
Il volume illustrato presenta 43 storie di santi, dai
più noti ai meno conosciuti.
La diversità e varietà delle
loro esperienze di vita insegnano che la santità è fatta
di piccoli passi e impegno
quotidiano, e il santo non è
una persona perfetta, ma
un amico di Dio e delle sue
creature. «Conoscere la
loro vita è un po’ come fare
amicizia con loro, per potere chiedere aiuto e soccorso
nel bisogno, e per farci
prendere per mano quando
vogliamo avvicinarci un
po’ di più a Dio» (dall’Introduzione). Per ogni santo, oltre al nome e alla data in
cui è festeggiato, si ricordano brevemente la vita e alcuni aneddoti o tradizioni. La presenza di santi antichi e moderni, laici e
religiosi, europei e di altri continenti favorisce nei bambini la
conoscenza di varie epoche, culture e tradizioni, dato sempre
più importante nel contesto multiculturale di oggi.
EDB - euro 9,90
IL GRANDE
DITTATORE
The Great Dictator
Con: Jack Oakie, Charles Chaplin, Paulette Goddard, Henry
Daniell
DISCO UNO - Il film: forte
satira di Adolf Hitler e del movimento nazista tedesco.
DISCO DUE - Gli extra:
Chaplin Today: Il grande dittatore documentario di Serge
Toubiana con il regista CostaGavras; Documentario a colori
di Sidney Chaplin sul film;
Charlot Barbiere del 1919;
Gallery fotografica - Trailers
del film.
LUCI DELLA CITTÀ
City lights
Con: Charlie Chaplin, Virginia
Cherril, Harry Myers, Florence Lee.
DISCO UNO - Il film: Charlot, innamorato di una ragazza
cieca, salva un milionario...
DISCO DUE - Gli extra: Introduzione al film di David
Robinson, biografo di Chaplin;
Chaplin Today: Luci della città, documentario di S. Bromberg con Peter Lord; Outtakes;
Chaplin boxa con le stars; The
Dream Prince; La visita agli
studios di Wiston Churchill;
Viaggio a Bali; Gallery fotografica; Trailers del film.
CRONACA
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ComoLibri
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
UN LIBRO DI ATTILIO SAMPIETRO EDITORE
I presepi
del lago di Como
e dintorni
“
I
presepi del lago
di Como e dintorni”, di Cristina Fontana.
Quale periodo
migliore per lanciare un
libro del genere se non la
stagione invernale. Quando il fascino della Natività si rivela nella sua straordinaria bellezza e quando la corsa a rappresentarla è un gioco di inimitabile fantasia.
“I presepi del lago di
Como e dintorni” è un regalo agli amanti della tradizione. Un viaggio tra le
pieghe della storia e della cultura lariana, ma anche una risposta alle tante domande che ciascuno
di noi da sempre si è posto guardando questo o
quel presepe. “A tutti noi,
nati nella tradizione del
presepe - scrive nella prefazione il prof. Piercarlo
Valtorta, presidente del
Centro Europeo Risorse
Umane di Bruxelles -, è
senza dubbio sorta in
qualche occasione natalizia la curiosità e forse
anche il desiderio di conoscere e comprendere più
Il testo, curato
da Cristina
Fontana,
ripercorre
la storia della
rappresentazione
della Natività
sin dalle origini.
Offrendone anche
un interessante
“spaccato”
comasco
di MARCO GATTI
a fondo il senso di questa
fortunata rappresentazione della nascita di Gesù.
Capire il perché della presenza di alcuni personaggi, l’universalità e canonicità di alcuni ruoli anche
non fondamentali al racconto evangelico, o la precarietà e mutabilità di altri. Il lavoro svolto dall’autrice con queste pagine
ci offre la risposta a molti
dei nostri quesiti e ci regala, inoltre, spunti di ap-
profondimento rari a trovarsi”.
Ad introdurre le pagine
di questo libro anche la
benedizione di mons. Diego Coletti, vescovo di Como. Presepi che ci raccontano della capacità ingegnosa dell’uomo e che irradiano un profondo senso di umanità e fraternità. “Pensato, da san Francesco, l’infinitamente piccolo - scrive mons. Coletti
-, per far capire ai piccoli
la grandezza del Dio fatto uomo, il presepe, ancora oggi, è tutto questo. È
espressione di fede e di
tradizione da conservare,
custodire, valorizzare”.
È una storia che inizia
da lontano, quella che ci
viene raccontata da Cristina Fontana. Dal significato della parola presepio (dal latino praesepae,
mangiatoia), alla Natività viva di Greccio di quella notte di Natale del
1223, voluta e messa in
scena da san Francesco,
al primo presepe in senso
proprio, scolpito da Arnolfo di Cambio tra il 1285
ed il 1291.
Il libro ripercorre
e attraversa il presepe nelle sue differenti espressioni
storiche lungo secoli. Ci riporta alla
Natività descritta
nei Vangeli, e poi si
immerge nella realtà comasca regalandoci immagini
di grande effetto.
Sfogliandolo
scopriamo i presepi permanenti
della Casa del
presepio di Bulciago, la rassegna
ospitata nella
parrocchia di S.
Agostino. Ma anche il fascino della mostra
dei presepi allestita in
San Giacomo, i presepi viventi di Argegno, Bellano,
Lipomo, Mezzegra, San
Bartolomeo in Val Cavargna. Una lunga carrellata
di immagini è dedicata
anche alla Natività rappresentata sul Lario attraverso molteplici dipinti e sculture.
Per chiudere non poteva mancare uno sguardo
al più classico dei prese-
ALESSANDRO DOMINIONI EDITORE
T
La ristampa
di un importante
successo comasco
del giornlista
e scrittore
Giuseppe Guin
d’evasione, quella cava
abbandonata di Faggeto
Lario, ma anche, e soprattutto un prezioso osservatorio, un punto d’incontro
con l’ambiente circostante, con la sua gente.
Ed ecco che proprio lì,
dove all’apparenza nulla
dovrebbe accadere, si svela pian piano un mondo
ricco di storie di vita vissuta e… da vivere. Sono
le storie dell’Erasmo “uno
dei più esperti pescatori
di Faggeto”; del Vito e della sua scomparsa misteriosa; della bella Armanda “vent’anni, un viso
asciutto e la pelle delicata”; della contessa Annagiulia; dell’Alfio, maestro
del legno, ma pescatore
per passione… e di tante
altre ancora. Storie vere
e di fantasia, note sparse
che s’intrecciano e si fondono regalando al lettore
un’unica melodia.
La penna di Guin scorre veloce, quasi scalfendo
la pietra dura di Faggeto,
per riportarne alla luce
vecchi e nuovi ricordi…
“racconti infilati e appesi
alle pagine come agoni
messi ad essiccare” scrive Davide Bernasconi
Van De Sfroos. Racconti
che, dietro il nulla apparente, traboccano, invece,
umanità. “Se il ‘nulla’ fosse veramente il contenuto principale di questo libro - scrive Giorgio Gandola -, potremmo al massimo utilizzarlo per rad-
ancora Dongo, Gravedona, Bellagio… per un
elenco interminabile che,
ogni anno, si rinnova con
creatività e, indiscussa
fantasia.
“I presepi del lago di
Como e dintorni”, Cristina Fontana, Attilio
Sam-pietro Editore,
2009, pp. 135, ill., 34
euro.
I DONI DI
TOMMASO
Qui non succede niente
orna in libreria,
dopo il successo
riscosso con la
prima edizione
dell’agosto 2006:
“Qui non succede niente”
di Giuseppe Guin, stampato questa volta da Alessandro Dominioni Editore.
Un romanzo che si dipana sul sottile filo che
separa la realtà dalla leggenda.
Un percorso autobiografico che racconta di un
incontro casuale. Un luogo che svela il senso e le
ragioni di una vita. “Alfredo - scrive Guin -, ancora
qualche anno meno dei
cinquanta, una vita in città e un lavoro da giornalista che da qualche tempo gli andavano stretti,
aveva scovato quella vecchia cava abbandonata
quasi per caso, navigando sotto costa, una mattina d’inizio primavera…”.
In questo spazio, all’apparenza angusto e abbandonato da Dio e dagli uomini, l’Alfredo scova un
vecchio rudere: “… una
sola finestra sul lago, muri spessi e porte sbarrate
con dei grossi chiavistelli
di ferro”, trasformandolo
in suo rifugio. Una spazio
in cui riscoprirsi e, perché
no, rinascere un po’.
Non soltanto un luogo
pi, la cui originalità si misura proprio dalla breve
durata. Ecco dunque l’autrice soffermarsi sui presepi temporanei del nostro territorio che meritano menzione per le particolare ambientazioni in
cui sono nati: dal presepe
di Domaso, allestito all’interno di una tradizionale
“Lucia”; alla Natività di
Colonno, approntata tra
le case del paese. E poi,
drizzare un tavolo molto
storto. E invece il ‘niente’
di Guin è un mondo che
si muove, si agita, urla…”. Personaggi che portano con sé, tutti, il dono
di una storia che merita
di essere ascoltata.
“Qui non succede
niente”, Giuseppe
Guin, Alessandro Dominioni Editore, 2009,
pp 285, 15 euro.
M. Ga.
La notte di Natale, un
giovane pastore partecipa alla prima rappresentazione del presepe
realizzata ad Assisi da
un giovane frate, di
nome Francesco. E’
questa l’atmosfera in
cui matura il racconto
“I doni di Tommaso” di
Enrico Ferioli, 10 euro.
“Un racconto spirituale e solidale”, edito da edizioni New Press (78 pagine), arricchito dalle illustrazioni di Giada Negri, che racchiude tutti gli elementi di una favola natalizia. Un libro che nella
sua semplicità invita a guardare al tempo di Avvento e al Natale nella sua essenzialità, come i
pastori e le paesane in fila di fronte alla grotta dove
san Francesco ha messo in scena la natività. “Nell’epoca in cui gli uomini e le donne spesso giocano
il ruolo di consumatori e spettatori a discapito dell’essere cittadini attivi e protagonisti della propria
esistenza - scrive nell’introduzione padre Ottavio,
presidente di Amses, associazione missionaria di
solidarietà - è bello sorprendersi del desiderio crescente di sobrietà, che può tradursi in uno stile di
vita innovativo, non solo necessario per la preservazione del pianeta, ma indispensabile per l’ecologia della mente e dell’anima. Ringrazio per questo l’autore che con leggerezza ci invita a riscoprire
la modernità del messaggio di Francesco, ricco di
spiritualità e pre-gnante per il suo forte rapporto
con la natura. Egli, con spirito cristiano ci invita a
ricordare l’origine del presepe come occasione per
vivere il Natale nella sua vera e genuina essenzialità”. Il ricavato della vendita sarà destinato ai progetti di solidarietà rivolti ai bambini e ai ragazzi
delle isole di Capoverde promossi da diverse associazioni di volontariato: Amses (Associazione missionaria di solidarietà), cooperativa sociale Prospettive, associazione Stringhe Colorate, associazione
culturale Baule di Suoni. Per informazioni Amses
(0172-634881; [email protected]), Stringhe Colorate (031-303366; [email protected]).
MICHELE LUPPI
CRONACA
P A G I N A
21
Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
LA FESTA DEL CIECO 13 DICEMBRE
Mario Mazzoleni
Unione Ciechi:
tutto pronto
per S. Lucia
Si rinnova il tradizionale momento
di festa voluto dall’Uici di Como.
Occasione propizia per lo scambio
degli auguri natalizi e per la consegna
dei riconoscimenti agli amici
del sodalizio. Sarà l’ultimo Natale,
da presidente, per Mario Mazzoleni
Unione italiana
ciechi e ipovedenti di Como si
prepara all’appuntamento con
la 51a Giornata del cieco,
abitualmente celebrata in
occasione della festa di S.
Lucia, patrona dei non vedenti, il 13 dicembre, che
quest’anno cadrà di domenica. Un appuntamento molto atteso da soci e
volontari dell’“Unione”.
Sarà una giornata “speciale” sotto molti punti di
vista. Tra gli altri anche
perché rappresenterà l’ultima “Giornata del cieco”
da presidente per l’ormai
“storico” Mario Mazzoleni. Mazzoleni, infatti, non
si presenterà come candidato per il rinnovo del
Consiglio direttivo alle
prossime votazioni che si
terranno in occasione dell’assemblea dei soci prevista per il 17 aprile. “Le
motivazioni sono molteplici - spiega Mazzoleni non ultima, ovviamente,
il fatto che la mia presidenza abbia ormai raggiunto ben tre lustri: tanti, è vero! La nostra 51a
L
’
Giornata del cieco, quindi, deve essere celebrata
degnamente. Sollecito soci ed amici a non mancare e a far festa con tutti
gli ospiti e gli attuali dirigenti che, non vi è dubbio alcuno, in questi quasi cinque anni di mandato, hanno operato con impegno e dedizione, tenendo sempre presente come
via maestra da seguire, ve
l’assicuro, il bene, i diritti e gli interessi di tutti i
soci e di altri soggetti non
iscritti all’associazione;
con lacune, certo, con errori, con qualche delusione ed insuccesso, ma con
lo spirito giusto, con tanta buona volontà e impegno personale, anche con
risultati positivi e inaspettati successi”.
“Durante la nostra festa - prosegue Mazzoleni
- saranno premiati con la
medaglia d’oro della sede
centrale i nostri soci con
50 anni di iscrizione continuativa al sodalizio e
saranno consegnati dei
“riconoscimenti-omaggi”
ai nostri collaboratori e
amici volontari di lunga
IL PROGRAMMA
La 51a Giornata nazionale del cieco, festa di S. Lucia si celebrerà a Como presso l’Hotel Continental
di viale Innocenzo 15, a Como, con il seguente programma:
ore 10: Santa Messa celebrata da mons. Giorgio
Pusterla con gli amici del Mac;
ore 10.45: saluti del presidente sezionale e interventi delle autorità e degli ospiti presenti;
ore 11.15: consegna delle medaglie d’oro ai 9 nostri
soci con 50 anni di iscrizione continuativa al sodalizio e di un omaggio-riconoscimento ai nostri amici volontari di vecchia data che da molti anni ci offrono preziosa solidarietà ed amicizia;
ore 11.45: poesie, racconti e tanto altro con gli amici attori della Famiglia Comasca;
ore 13: pranzo sociale e chiusura della manifestazione con i saluti e gli auguri di Buon Natale e Buon
Anno.
Le iscrizioni alla festa di S. Lucia di domenica 13
dicembre devono essere effettuate presso l’Unione
Ciechi e Ipovedenti, telefono 031-570565, entro e
non oltre giovedì 10 dicembre: la quota di partecipazione al pranzo è fissata in euro 15 procapite
per socio e un accompagnatore e in euro 20 per familiari o amici accompagnatori in esubero.
data; a tutti coloro che da
anni ci donano solidarietà, concretezza, servizi,
tempo e amicizia. In questi ultimi mesi siamo anche riusciti a realizzare la
versione Braille e la registrazione su cd del nostro
volume “Nella notte ci
sono anche le stelle” con
il concreto supporto dell’assessore, dott. Sergio
Gaddi, dell’amica Cristina Solazzi e del nostro
rag. Daniele Rigoldi. A S.
Lucia saranno distribuiti
gratuitamente a tutti i soci presenti, fermo restando che comunque il cd audio sarà a disposizione
presso il nostro ufficio per
tutti coloro che lo richiederanno”. “Nei primi mesi
del 2010 - spiega ancora
Mazzoleni - saranno organizzati in sede incontri
aperti a tutti sulle tematiche legate alle candidature per il rinnovo del
Consiglio direttivo e sull’approfondimento degli
articoli dello statuto vigente dell’associazione:
tramite annunci sulla circolare di gennaio e sulla
nostra segreteria telefonica saranno comunicate le
date di svolgimento e gli
orari. Per concludere, richiamo alla memoria di
tutti noi il nostro sacrosanto dovere morale di
rinnovare la tessera associativa: dobbiamo, come
ho detto e scritto tante
volte, ricordarci che se
siamo quelli che siamo, se
siamo riusciti a conquistare negli anni diritti e
traguardi significativi, lo
dobbiamo assolutamente
all’impegno di tanti nostri
personaggi che hanno
guidato la nostra gloriosa associazione a livello
nazionale, regionale e
provinciale. Grande riconoscenza, quindi, all’ Uici.
Un affettuoso arrivederci
presto a S. Lucia e, sia
pure con un po’ di anticipo, carissimi auguri di
Buon Natale e Buon
anno”.
IL 15 DICEMBRE IN BIBLIOTECA LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO CORSO
I 40 anni della Scuola di Sci Alpinismo del Cai
I
l Club Alpino Italiano, sezioni di Como,
Arosio, Barzanò, Caslino d’Erba, Derio,
Erba, Inverigo e Moltrasio, propone l’edizione
2010 della Scuola Nazionale di Sci Alpinismo “Pietro Gilardoni”. Scuola
che festeggia, quest’anno,
il 40° anniversario di attività.
La Scuola di Sci-Alpinismo “Pietro Gilardoni”
nasce nel lontano 1969 ad
opera di un gruppo di istruttori di sci-alpinismo,
molti dei quali operano
tuttora all’interno della
scuola stessa. Dal 1975 è
intitolata al suo fondatore, che fu tra i maggiori
esponenti dell’alpinismo
lombardo e nazionale, fatalmente scomparso sul
Monte Bianco.
“La Scuola - si legge
nell’opuscoletto informativo - ha avviato alla meravigliosa pratica dello
sci-alpinismo centinaia di
appassionati, insegnando
a valutare e prevedere i
rischi dell’alta montagna.
Gli allievi hanno così potuto godere del fascino
della natura incontaminata e delle discese mozzafiato in neve fresca senza i rischi legati all’inesperienza e all’imprudenza”.
“La formazione - prosegue l’opuscolo - è articolata su due corsi: uno di
avviamento, che prevede
sei gite pratiche in ambiente medio-facile con
lunghezze e dislivelli progressivamente crescenti;
un altro di perfezionamento, riservato a chi ha
già ottenuto l’idoneità alla fine del corso di avviamento, che prevede sei gite in ambiente impegnativo, con un carattere
sempre più alpinistico e
con l’acquisizione delle
tecniche di progressione
in conserva su ghiaccio e
misto, l’uso della corda
nonché di ramponi e piccozza. Per tutti i corsi sono in programma numerose lezioni teoriche in
sede, durante le quali verranno trattati e approfonditi argomenti indispensabili per svolgere l’attività in sicurezza”.
La serata di presentazione delle attività della
scuola per l’anno 2010 è
prevista per martedì 15
dicembre alle ore 21 presso la sala della Biblioteca
comunale.
I corsi, base e avanzato, si svolgeranno tra i
mesi di gennaio e aprile.
Direttore del corso base
sarà Sergio Introzzi, vicedirettore Marco Rigamonti, segreteria Paolo Munzone.
Direttore del corso avanzato sarà Edorado
Martinoli, vicedirettore
Luca Rosica, segreteria
Mauro Frigerio.
Per il corso base le iscrizioni andranno effettuate
entro il 22 gennaio (quota 150 euro); per il corso
avanzato entro il 9 marzo (quota 170 euro).
La quota di ammissione al corso è comprensi-
va di una dispensa sullo
sci-alpinismo. Le iscrizioni si accettano presso la
segreteria della sezione
Cai di Como, in via Volta
56.
Per celebrare degnamente il 40° anniversario
della Scuola è previsto
anche un apposito programma di manifestazioni.
Alla presentazione delle attività del 15 dicembre faranno seguito:
17 gennaio 2010: rally
di sci-alpinismo, in Val
d’Intelvi;
maggio 2010: mostra fotografica sui 40 anni di
sci-alpinismo;
maggio 2010: raduno
sci-alpinistico;
8-9 maggio 2010: traversata sci-alpinistica
delle Alpi retiche Lombarde;
ottobre 2010: presentazione del libro sulla storia dei 40 anni della Scuola nazionale di sci-alpinismo “Pietro Gilardoni”.
CRONACA
P A G I N A
22
Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
UN PREMIO PER ASPIRANTI GIORNALISTI
Osservare, amare
descrivere
’
L
organizzazione
di volontariato
culturale Iubilantes, e Insubria Media Point, associazione per l’etica nella comunicazione
promuovono il “Premio
Severo Ghioldi per
aspiranti giornalisti.
Osservare, amare, descrivere” con lo scopo di
incoraggiare la formazione e riconoscere l’attività
di giovani che vorrebbero
cimentarsi nella realtà
dei media. È riservato a
opere inedite di giovani
delle scuole secondarie di
primo e secondo grado ed
alle realtà sociali dedicate ai diversamente abili
del territorio delle province di Como, Varese e del
Canton Ticino. L’iniziativa vede il patrocinio della Provincia di Como - Assessorato Cultura e Assessorato Istruzione, della Provincia di Varese, del
Comune di Como - Assessorato Scuola e Universi-
A promuoverlo
l’organizzazione
di volontariato
culturale
Iubilantes,
e Insubria
Media Point,
associazione
per l’etica nella
comunicazione
di SILVIA FASANA
tà, del Comune di Malnate - Assessorato Istruzione, del Comune di Guanzate - Assessorato Istruzione, del Comune di Appiano Gentile, del Comune di Cairate e degli Uffici Scolastici Provinciali di
Como e di Varese.
Due sono le sezioni previste: “Articolo” e “Pubblicazione”. Alla Sezione “Articolo” si partecipa inviando in formato cartaceo e
digitale un articolo relativo ad un personaggio (an-
che come intervista), un
problema, un evento della realtà culturale, sociale e sportiva dell’Insubria
come terra in cui riconoscersi, e quindi da conoscere, tutelare e amare. I
testi dovranno essere originali e inediti, in lingua
italiana, per un massimo
di 3000 battute (spazi
bianchi inclusi). Sarà anche possibile formulare i
testi come se fossero destinati alla pubblicazione
di un giornale on line;
quindi con una prima versione e una seconda aggiornata, aggiungendo
foto, video e sondaggi (ciò
servirà a dimostrare la
comprensione della dinamicità di un articolo on
line); in questo caso il limite è di 1500-2000 battute. Alla Sezione “Pubblicazione” si partecipa
invece inviando copia di
un giornale redatto dagli
alunni di una scuola secondaria di primo o secondo grado, oppure dagli
ospiti di una realtà sociale dedicata ai diversamente abili, che sia stato
pubblicato durante l’anno
2009 oppure nei primi
mesi del 2010. Gli elaborati di entrambe le Sezioni (corredati dall’apposita scheda di adesione
compilata) dovranno pervenire sia in formato cartaceo A4 che digitale su
CD entro e non oltre il 1
marzo 2010 (farà fede il
timbro postale) a: Premio
Severo Ghioldi, presso A.
Ghioldi, Via Madonna 3,
22070 Guanzate (CO). Il
materiale inviato non verrà restituito. Ogni concorrente potrà partecipare
con l’invio di un solo articolo o di una sola pubblicazione, che dovranno essere corredati a piè di pagina del nominativo, indirizzo e recapito telefonico
dell’autore.
Saranno premiati i primi classificati per le sezioni “Articolo” e “Pubblicazione” sia per gli alun-
ni delle scuole secondarie
di primo grado che per
quelli delle scuole secondarie di secondo grado,
che per le realtà sociali
dedicate ai diversamente
abili. Per informazioni
sull’iniziativa: tel. 031279684 oppure 3498515561 oppure 3286838919; e-mail: sarmau
[email protected].
COMITATO SETTEMBRE CAPIAGHESE
LA COMPAGNIA TEATRALE
“QUELLI DEL XXVI LUGLIO”
E IL COMITATO MARIA LETIZIA VERGA
La compagnia teatrale “Quelli del XXVI luglio”
propone, sabato 12 dicembre, il quinto e penultimo spettacolo della rassegna teatrale 2009-2010
“Dalla corsia al palcoscenico”. Lo spettacolo, che
avrà luogo presso il teatro “Don Guanella” di Como
(ore 21), si intitola: “La chiave del faraone”. Il ricavato andrà a favore della Associazione Comitato Maria Letizia Verga per i bambini leucemici.
Il Comitato Maria Letizia Verga Onlus per lo
studio e la cura della leucemia del bambino, fondato nel 1979, riunisce genitori, parenti, amici ed
operatori sanitari con l’ obiettivo di offrire a tutti i
bambini ammalati di leucemia ed assistiti presso
la Clinica Pediatrica dell’ Università di Milano
Bicocca diretta dal prof. Giuseppe Masera, l’ assistenza medica e psico-sociale più qualificata al fine
di garantire loro la migliore qualità di vita e le più
elevate possibilità di guarigione. La guarigione dei
bambini leucemici è un’ impresa complessa che non
solo vede unite conoscenze mediche molto avanzate, attrezzature sanitarie sofisticate ed una prestazione professionale estremamente qualificata,
ma necessita del supporto di strutture edilizie che
siano in grado di consentire, nelle situazioni più
favorevoli, lo svolgimento di ricerca, diagnostica e
terapia.
In questi anni il Comitato si è impegnato in diverse attività, sulla base di un’alleanza terapeutica
nata dal comune sentire che lavorando insieme,
genitori ed operatori sanitari possono più efficacemente far fronte alla malattia superando difficoltà strutturali, economiche ed organizzative.
Costruiamo l’ospedale
a Touloum: una mano
tesa all’Africa
ncora una volta il Comitato “Settembre
Capiaghese” ha deciso di dare vita ad un’importante iniziativa di solidarietà.
“Costruiamo l’ospedale a Touloum”. È questo l’impegno dell’associazione capiaghese
per il Natale 2009: la realizzazione di un ospedale nel
nord del Cameroun, nella parrocchia di Yagoua.
Con questa iniziativa il comitato “Settembre Capiaghese” conferma la propria vocazione alla solidarietà. Dopo
il positivo risultato ottenuto, grazie all’aiuto di molti,
nella raccolta fondi per aiutare un giovane concittadino affetto da SLA, il Comitato, giunto all’undicesimo
anno di attività, ha deciso di offrire il suo appoggio
per un’altra importante iniziativa.
Il progetto è già stato approvato dal Presidente della
Repubblica del Paese africano e, a breve, inizieranno i
lavori di costruzione dell’edificio, grazie alla donazione di alcuni sponsor. Il comitato “Settembre Capiaghese” si impegnerà, in particolare, per dotare l’ospedale
di moderne attrezzature: dall’arredamento necessario
per i 20 posti letto della sala degenza agli apparecchi
per la diagnostica di base (ecografo, elettrocardiografo…), ai mobili e strumenti per laboratorio e fisioterapia, agli ausili ortopedici e materiali per il centro disabili. I beneficiari di questo progetto saranno 100 utenti, che potranno disporre giornalmente dell’ambulato-
A
“PUNTO FAMIGLIA”: DA COMO A CHIAVENNA
Domenica 13 dicembre, a partire dalle ore 9.00, presso “Il Deserto” (via
al Deserto 2) a Chiavenna, si terrà “Punto Famiglia”, l’interessante occasione di riflessione e condivisione per le famiglie accompagnati dall’equipe
del Centro guanelliano di Pastorale Giovanile di Como. Il tema sarà “Vogliamo vedere Gesù”. Durante la giornata sono previsti spazi e attività
dedicate specificamente ai genitori e ai figli, nelle diverse fasce d’età. I momenti comuni di condivisione e di scambio saranno quelli della preghiera
iniziale, del pranzo al sacco e della S. Messa conclusiva alle ore 15.00.
Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere ai numeri 331-7492468,
328-4453441, 031-296783 o inviare una mail a [email protected] o
[email protected].
rio; 500 utenti al mese, che potranno usufruire del reparto pediatrico e ostetrico; 15 disabili fisici, che saranno accompagnati nelle attività di rieducazione.
Il Comitato sta organizzando alcune serate gastronomiche a tema per sensibilizzare la popolazione a questa iniziativa.
Non mancherà la tradizionale lotteria in occasione dei
mercatini di Natale, che si svolgeranno nelle vie del
centro il 13 dicembre. Per l’occasione sarà possibile
girare tra le bancarelle allestite nel centro storico sin
dalle ore 9.30 ove si potranno trovare prodotti tipici
dell’artigianato e hobbistica con tante idee regalo originali per il Natale. Non mancheranno giochi, giostre
e divertimenti per bambini.
Le iniziative per la raccolta fondi continueranno fino
al raggiungimento della quota necessaria di 90.000
euro.
Il Comitato “Settembre Capiaghese” chiede l’aiuto di
tutti: attraverso la partecipazione alle serate gastronomiche e mediante l’acquisto di un biglietto della lotteria di Natale, o, ancora, versando direttamente il proprio contributo sul conto corrente intestato a:
Comitato Settembre Capiaghese - Costruiamo l’Ospedale a Touloum, Presso: Cassa Rurale ed Artigiana di
Cantù - Filiale di Olmeda
IBAN: IT68B0843051080000000054335
CRONACA
Bassa&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
P A G I N A
23
ROVELLASCA IL PRESEPE È VISITABILE, IN S. MARTA, DALL’8 DICEMBRE
“Maria, madre di Dio”
I
l traguardo è stato
raggiunto. A Rovellasca la macchina per
la realizzazione dell’ottava edizione dell’artistico presepe nella
chiesa dì S. Marta, situata nel parco Burghé, ha
portato alla realizzazione
della sacra rappresentazione, visitabile dall’8 dicembre.
Questo viaggio è iniziato nel 2002 quasi per gioco, recuperando materiali ovunque pur di ridurre
al minimo la spesa per la
sua realizzazione. Un’iniziativa che ha riscosso,
sin da subito, grande attenzione.
Visto il successo e il numero di visitatori i promotori hanno pensato di proseguire anche negli anni
successivi con temi diversi anno per anno:
- 2002 Gesù la nostra
salvezza;
- 2003 Gesù luce nel
mondo, con introduzioni
di giochi di luce;
- 2004 Gesù fonte di acqua viva, introducendo
cascate e torrenti di acqua vera e proiettando diapositive inerenti al tema;
- 2005 Gesù pane di vita
(“chi mangia di questo pane vivrà in eterno”), mostrando come il chicco di
grano diventa pane e successivamente pane di vita; le diapositive dimostravano la fatica dell’uomo per procurarsi il pane
sia in Italia (nel parco del
Pollino) e in Africa (nel
Benin);
- 2006 l’amore di Dio
Padre donatoci in Gesù
Bambino rappresentato
nell’icona di Gesù maestro e dal volto misterioso di Dio, padre di tutti gli
Per l’ottavo
anno si ripropone
una tradizione
artistica del tutto
particolare
nel rappresentare
il momento
della Natività
insegnamenti dateci mediante la Bibbia dalla Genesi all’Apocalisse e fu introdotta la prima composizione biblica;
- 2007 la preghiera “Il
presepe è preghiera”, rappresentato attraverso
il deserto con il monte
delle tentazioni e il monastero di Quarantal, in origine formato da grotte dove Gesù pregò per quaranta giorni; il tutto, meglio raccontato nell’elevazione biblica curata con le
voci recitanti a cura del
Cimas e video filmati di
Marco Cattaneo;
- 2008 Cristo Re della
Terra e dell’Universo con
la forza dello Spirito Santo. Cristo è Re perché eredita dal Padre, lui che è
Figlio, la Terra e l’Universo creato dal nulla, pertanto abbiamo nel presepio il Paradiso terrestre
con l’albero del bene e del
male, lo Spirito Santo
simboleggiato dal fuoco
che arde, la corona reale
sopra la nascita a simboleggiare che Gesù è nato
Re.
Il perché di questo storico racconto? È per arrivare al tema del presepio
di quest’anno “Maria Madre di Dio”.
Perché Gesù è Figlio di
Dio e con lo Spirito Santo
ORARI E GIORNI DI VISITA
Il presepe in S. Marta è visitabile secondo il seguente calendario:
da martedì 8 dicembre a mercoledì 23 dicembre e
da sabato 26 dicembre a lunedì 11 gennaio 2010
visite al presepe nei seguenti orari:
- festivi dalle ore 10.00 alle 12.15 e dalle ore 15.00
alle 19.00;
- feriali dalle ore 15.00 alle 18.00;
- 24 dicembre apertura presepe solo dopo S. Messa di mezzanotte;
- 25 dicembre, giorno di Natale, apertura presepe
solo dalle ore 10.00 alle 12.15;
- domenica 10 gennaio 2010 premiazione presepi
- domenica 17 e 24 gennaio saranno ancora possibili visite al presepio secondo l’orario festivo.
sono tre persone in un solo Dio, e senza di lei tutto
quanto detto negli anni
non si sarebbe realizzato.
Dio nella Genesi, dopo che
Adamo ed Eva commettono il peccato originale, lo
dice esplicitamente al demonio, nel corpo del serpente: una donna ti schiaccerà la testa.
Ecco che Maria entra
nel disegno progettato da
Dio.
Per Isaia, il grande profeta, disse: “Ecco la vergine partorirà un figlio e lo
chiamerà Emanuele, che
significa il Dio con noi”.
Tutto questo avveniva
molto tempo prima del
suo concepimento che avvenne senza la macchia
del peccato originale e si
realizza con l’Annuncia-
zione dell’Angelo Gabriele, la visita alla cugina Elisabetta e, poi, ancora
l’angelo appare a Giuseppe, sposo di Maria, e con
la nascita di Gesù.
Torniamo al presepio di
quest’anno con i simbolismi che sono stati utilizzati per fare conoscere il
tema: vi sono due scene
che rappresentano l’Annunciazione e la visita
alla cugina Elisabetta.
La città di Nazareth è
stata realizzata con un
gruppo di edifici, con il
fiume Giordano poco distante e il lago di Tiberiade, il percorso da Nazareth a Betlemme dove nasce Gesù e gli angeli protagonisti del mistero
divino. Vi sono anche i video filmati mostrati da
VENEGONO SUPERIORE
CONCERTI DI NATALE
A CASNATE CON BERNATE
Sabato 12 dicembre, alle ore 21.00,
presso la scuola materna “Filomena
Saldarini Catelli” di via Verdi a Casnate con Bernate, si terrà il tradizionale
concerto di Natale del nuovo Corpo
musicale “G. Verdi”. Al concerto parteciperà anche il coro della parrocchia
di San Bernardo di Bernate, come già
avviene da vari anni.
Domenica 13 dicembre, alle ore
21.00, presso la chiesa di San Bernardo a Bernate si terrà il concerto di Natale. In questa serata si potranno ascoltare il Circolo mandolinistico Città di Como, diretto da Sergio Capogna
e il coro della parrocchia ospitante, diretto da Ida Cassina.
I suddetti concerti sono ad ingresso
gratuito.
Domenica 20 dicembre si terrà la
Giornata di solidarietà con i ragazzi
disabili dell’“Isola che non c’è”; alle ore
15.30, presso il Centro parrocchiale:
prima rappresentazione dello spettacolo teatrale “Cyrano” interpretato dai
ragazzi dell’“Isola”.
Giovedì 24 dicembre, alle ore 17.30:
ritrovo e canti natalizi sul sagrato della chiesa; a seguire - ore 18.00 - S. Messa con tutti i gruppi di catechismo.
Marco Cattaneo nella elevazione biblica e durante
le visite al presepio.
Presenti pure i magnifici manufatti di Luigi Carugo con delle novità che
ogni anno non finiscono di
stupire.
Rinnovata anche tutta
la scenografia, il gioco delle luci con nuove statuine
in movimento.
Negli anni scorsi il presepio della chiesa di S.
Marta ha avuto una presenza annuale di oltre
3.000 visitatori.
“L’apprezzamento di
tante persone - spiegano
gli organizzatori - è comunque uno stimolo importante per l’impegno e
i sacrifici per la realizzazione di un’opera che richiede due mesi di lavoro
e studi accurati con lo scopo di dare un messaggio
di approfondimento cristiano unito ad una visione artistica per il visitatore. Anche quest’anno è
continuata per i ragazzi
delle elementari e medie
la scuola di presepio con
delle lezioni che illustra-
no, anche attraverso la
pratica, le tecniche e le
fantasie per la realizzazione di un presepio significativo. Visto il grande
successo dello scorso anno
di partecipanti e di visitatori chiamati a dare il
loro giudizio l’8 e il 15 novembre sono state distribuite dalla parrocchia tavole in legno cm 60x60
numerate su cui ognuno,
solo o in gruppo, potrà realizzare, in base alla sua
creatività, un presepe solo con materiale realizzato in proprio e non acquistato. Le tavole così realizzate dovranno essere
riconsegnate entro il 12
dicembre e saranno esposte nella chiesa di S. Marta dove verranno giudicate da una giuria “qualificata” e da una popolare.
Il giorno 10 gennaio, giorno del Battesimo di Gesù
e ultimo giorno del tempo
di Natale, vi sarà la premiazione. Siete tutti invitati a partecipare! Ricordiamo che da qualche anno la chiesa viene riscaldata”.
Per un Natale senza confini
N
el solco del messaggio di Papa Benedetto XVI
per la Giornata missionaria mondiale di quest’anno i missionari Comboniani hanno scelto
di dare al loro presepio il titolo di “Natale
senza confini”.
Il Papa dice che la missione della Chiesa è quella di
chiamare tutti i popoli alla salvezza operata da Dio
tramite il Figlio suo incarnato. È necessario pertanto
rinnovare l’impegno di annunciare il Vangelo, che è
fermento di libertà e di progresso, di fraternità, di unità e di pace.
Le Chiese antiche come quelle di recente fondazione, ricorda il Papa, sono poste dal Signore come sale
della terra e luce del mondo, chiamate a diffondere Cristo, Luce delle genti, fino agli estremi confini della terra.
Fare Natale, vivere il Natale vuol dire allora per noi
cristiani riflettere sulla nostra missionarietà che è radicata nel battesimo che abbiamo ricevuto e darci da
fare per essere annunciatori del Vangelo che è per tutti.
Annessa al presepio ci sarà una mostra dedicata a
S. Daniele Comboni, vari libri di carattere missionario, riviste e oggetti provenienti dalle Missioni.
Il presepe è stato allestito presso i missionari Comboniani, in via della Missione, 12, a Venegono Superiore (Va). Sarà visitabile dal 25 dicembre al 6 gennaio
(tutti i giorni dalle 14 alle 18), e dal 7 al 24 gennaio
(venerdì 9-12 e 14-18), sabato e domenica (14-18).
Dal 7 gennaio si accoglieranno gruppi e scuole solo
su prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0331865010.
CRONACA
P A G I N A
24
Lago&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
IL SACRESTANO STORIE D’IMPEGNO UMILE E PREZIOSO
Con semplicità
al servizio
della Chiesa
R
ecentemente è
stato ricordato il
prezioso servizio svolto come
sacrestano della
parrocchia di Santo Stefano di Dongo, e che dura
da oltre 70 anni, da parte
del sig. Antonio Pasetti,
da tutti complimentato
per un traguardo così ben
raggiunto.
A questo punto però è
doveroso ricordare anche
gli altri colleghi del ‘Toni
Pasett’ che svolgono tale
servizio nelle altre chiese
suffraganee di Dongo e
che formano un ‘sestetto’
ben amalgamato dimostrando soprattutto che amano la ‘loro’ chiesa come
la propria casa.
Ripartendo da Santo
Stefano, va sottolineato
che se il Toni Pasett ha resistito così a lungo, il merito va anche a Carlo Donato Cittoni, suo fedele
braccio destro da oltre 50
anni il quale, a sua volta,
ha imparato questo umile, ma importante servizio, dallo zio Stefano, già
attivo confratello della
Confraternita parrocchiale del S.S. Sacramento,
sempre presente nelle feste patronali, processioni,
funerali, vespri, Quarantore, quaresimali, ricorrenze liturgiche varie e
che i più anziani ricordano ancora con simpatia.
BASILICA DI SANTA
MARIA IN
MARTINICO
Bisogna risalire a tanti
anni fa quando tale servizio lo svolgeva Archimede Ciapponi (il Medi), su-
Il traguardo
raggiunto
dal sig. Antonio
Pasetti,
per oltre 70 anni
al servizio
della parrocchia
di S. Stefano
di Dongo,
ci offre lo spunto
per ricordare
alcuni suoi
“colleghi” vicini
e lontani
di GIANNI MORALLI
bentrato a Fiordoro Beltracchini al termine del 2°
conflitto mondiale (con
l’amaro epilogo a Dongo
nel 1945), e che ha svolto
fino al 1980, anno del suo
decesso, con oltre 30 anni
di presenza quotidiana. Il
figlio Riccardo, specie per
volontà di mamma Palmira, ha continuato questo
impegno, che svolge ancora attualmente, superando così l’anzianità di papà
Medi. La festa principale
è il 15 agosto.
SAN LORENZO IN
MOSSANZONICO/
COMPATRONO
Andando indietro negli
anni ricordiamo Abele
Rumi, Rina Speranzetti
(mamma di padre Giuseppe), Piera Matteri,
Carlo Buttera, per arrivare ora a Giuseppe Ciapponi (il Bepi) che già collaborava con il papà ed
il fratello a Martinico. La
festa principale è il 10
agosto.
NOSTRA SIGNORA
DEL SACRO CUORE
IN BARBIGNANO
Qui il servizio di Silvio
Granzella durava già dagli anni ‘30 quando era
ancora in vita il beato padre Enrico Rebuschini, il
quale qui celebrava ogni
anno quando, giungendo
da Cremona, trascorreva
i suoi giorni di riposo nella avita casa di famiglia.
Ricordiamo inoltre Giovanna Rumi e la nipote
Mariangela per arrivare
ora ad Adele Granzella,
nipote del Silvio, scomparso il 14 novembre
1996. La festa principale
è il 30 settembre ed ora
anche il 10 maggio, festa
votiva del beato padre
Enrico.
SAN GOTTARDO
I più anziani, quelli oltre gli 80!, ricordano ancora la figura carismatica del sig. Lombardo Cariboni quando, al termine
della festa di San Gottardo, lo si vedeva scendere
con estrema cautela dalla vecchia mulattiera in
compagnia dell’arciprete
don Prospero Bellesini, di
venerata memoria, con
sulle spalle la caratteristica ‘gerla’ con nei sacchetti le tante monete di
metallo, donate in quella
circostanza dalle migliaia di devoti che erano saliti al Santuario per venerare il santo vescovo e taumaturgo Gottardo. E dopo il fabbriciere Lombardo Cariboni ricordiamo
CON “SCACCIAPENSIERI” VISITA A BRESCIA
L’associazione culturale “Scacciapensieri” propone per domenica 24 gennaio
una visita guidata alla mostra “Origine e misteri delle Civiltà dell’oro” presso il
Museo di Santa Giulia a Brescia, dello stesso Museo e del centro storico di Brescia.
La visita alla straordinaria mostra sulla civiltà Inca permetterà di osservare
materiali provenienti da collezioni peruviane: splendide maschere funebri, reperti in legno e ceramica, mummie, le sagome dei sacerdoti con le vesti tipiche.
Verranno inoltre ricostruiti i rituali e le celebrazioni religiose, dando ampio
spazio alle danze coreografiche, con musica, canti e suoni. Il tour del Museo di
Santa Giulia prevede invece la visita della sezione romana con la Vittoria alata, uno dei simboli di Brescia e le Domus dell’Ortaglia, raro esempio di architettura urbana di età romana. Seguirà la visita della basilica di San Salvatore,
edificio religioso di età altomedievale per cui è stato richiesto il riconoscimento
dell’Unesco e quindi la vista alla suggestiva chiesa di Santa Maria in Solario e
dei suoi interessanti affreschi rinascimentali. Dopo il pranzo, si passerà alla
visita del centro storico: il maestoso Tempio Capitolino di età romana, il Duomo
Vecchio, gioiello medievale, l’austero Duomo Nuovo di età barocca. Il giro si
concluderà in piazza della Loggia, il luogo che più di ogni altro testimonia il
secolare dominio veneto sulla città: l’impronta veneziana è ravvisabile in particolare nel Palazzo della Loggia e nel Palazzo del Monte di Pietà.
Il contributo di partecipazione è di euro 60 euro comprensivo di viaggio in
pullman GT, di assicurazione, delle entrate alla mostra e al Museo, del servizio
guida e del pranzo tipico tutto compreso.
Per maggiori informazioni e iscrizioni (obbligatorie entro il 19 dicembre): Associazione Culturale Scacciapensieri, cell. 345-3302077; e-mail: [email protected]; sito internet: http://scacciapensieri-isa.blogspot.com
Una foto
di Antonio
Pasetti,
sacrestano
di Dongo
ancora il Silvio, già responsabile a Barbignano,
coadiuvato da Luigi
Granzella e Stefano Mancini (lo Stefenin, nipote di
Lombardo Cariboni) e quando salivano lassù non
li vedevamo indaffarati
dentro e fuori la chiesa,
sembrava che qualcosa
mancasse alla festa, vera
sagra di popolo. Va anche
ricordato che per Dongo e
le Tre Pievi il santuario è
sempre stato come il loro
“Sacro Monte” perchè fino
agli anni ‘50 del secolo
scorso, per arrivarci bisognava affrontare una delle due ripide mulattiere,
ora quasi abbandonate, e
tanti pellegrini lo raggiungevano in ginocchio
sgranando il Rosario. La
festa principale è il 4
maggio. Rimarrà fortemente impressa la data
del 4 maggio 1997, quando al termine della processione, tanto la banda
quanto le campane hanno “inneggiato” a lungo in
concomitanza con piazza
San Pietro a Roma dove
in quel momento il nostro
concittadino padre Enrico Rebuschini veniva solennemente proclamato
beato da papa Giovanni
Paolo II. E sul sacro colle
è salito più volte p. Enrico da ragazzo con mamma Sofia e zia Lena e da
sacerdote poi per celebrare la S. Messa. La custodia è ora affidata a Sergio Borsoni che svolge questo servizio da ben 5 anni e se quando raggiungiamo il Santuario troviamo sempre tutto in ordine è suo il merito, mentre
i fedeli attendono il momento della processione
con la statua del santo vescovo e taumaturgo Gottardo per la benedizione
su Dongo, su tutto il territorio altolariano, sulla
Ferriera che lo ha voluto
come ‘patrono’.
CAPPELLA
DELL’IMMACOLATA
AL VILLAGGIO
FALCK
Realizzata negli anni
‘50-‘60 del secolo scorso
con la costruzione degli
appartamenti assegnati
ai dipendenti della Ferriera che lasciavano lo stabilimento con una anzianità di 40 anni, ubicata
in località ‘Carate’, già
proprietà Manzi, ribattezzata in ‘Villaggio Falck’,
oggi rappresenta un altro
‘fiore all’occhiello’ di quanto la Spa A.F.L. Falck
CON MONDO TURISTICO
VISITA AI GIOIELLI
DEL RAZIONALISMO COMASCO
L’associazione culturale “Mondo Turistico” organizza per sabato 19 dicembre una visita guidata ai gioielli del razionalismo a Como.
Il ritrovo con la guida è previsto per le ore
14.15 a Como davanti al Monumento ai Caduti,
in fondo a via Vittorio Veneto (giardini pubblici). Grazie all’Assessorato al Turismo del Comune di Como, da qualche mese è stato reso
accessibile il Monumento ai Caduti, uno degli
esempi più interessanti dell’arte razionalista
comasca, dalla cui sommità si può ammirare
uno straordinario panorama sulla città. La visita inizierà da questo monumento per continuare attraverso il quartiere razionalista ed
ammirare da vicino l’architettura e la decorazione di monumenti ed edifici abitativi realizzati con questo stile e che, a Como, ha avuto
una grandissima importanza, grazie all’attività di un gruppo di artisti che facevano capo all’architetto Terragni.
La quota di partecipazione è di 7 euro per i
soci, di 8 euro per i non soci. Per informazioni e
prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel.
339.4163108; e-mail: [email protected].
ha lasciato nel periodo
aureo della sua centenaria presenza sul nostro
territorio. Inizialmente vi
si celebravano due S.
Messe all’anno, nelle feste
votive di sant’Enrico e di
san Giorgio per ricordare
i due illustri capostipiti
della siderurgia privata
italiana, donghesi doc di
adozione e di nascita: Enrico e Giorgio Falck, poi
con una consultazione diretta delle famiglie dedicata alla Madonna Immacolata per ricordare il centenario delle apparizioni
di Lourdes, l’8 dicembre.
Il ‘Toni Pelia’ (Antonio
Rumi), gestore del Cral
con la moglie Adriana, custodiva le chiavi della
cappella per poi passarle
a Maria Pizzagalli e successivamente alla ‘Mariulin’ (Rosalia Aggio Mattone) il cui servizio dura da
ben 35 anni...
La comunità tutta deve molto a questi suoi stupendi collaboratori e che
vanno tutti giustamente
ricordati per quanto hanno profuso e continuano a
dare, per cui a questo
punto diventa quanto mai
obbligatorio dire: “Unicuique suum: a ciascuno il
suo!” Grazie.
A CAVALLASCA
SALUTE
E MOVIMENTO
L’11 DICEMBRE
Nuovo appuntamento, a Cavallasca, nell’ambito del percorso
“Per una salute senza
età” promosso dall’Amministrazione comunale d’intesa con l’associazione Meno Giovani.
Il prossimo incontro è
previsto per Venerdì
11 dicembre, ore
15.30, sempre in Villa
Imbonati.
Titolo dell’evento:
“Non fermiamoci
mai. Come difendere il
nostro corpo dall’incedere del tempo: tra
sport e riabilitazione”
Interviene il dott.
Francesco Floris, medico specialista in ortopedia e medicina dello
sport
CRONACA
P A G I N A
26
ValliVaresine
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
INCONTRO ZONALE CON IL RESPONSABILE DIOCESANO DON RINALDI
Iniziazione cristiana:
i catechisti riflettono
M
artedì 2 dicembre
i
membri del
consiglio pastorale zonale, tanti catechisti provenienti dalle varie parrocchie delle due valli e praticamente tutti i preti della Zona si sono incontrati
a Cuveglio con il responsabile della catechesi
diocesana, don Battista
Rinaldi. È stato un incontro molto partecipato tanto che la Sala Berti, in cui
si è svolto l’incontro, era
piena di gente, incuriosita dalle nuove direttive
sulla catechesi ed interessata all’argomento. Attenzione massima, quindi,
per seguire le parole di
don Battista che, partito
dall’espressione “Iniziazione cristiana” ha spiegato le problematiche legate alla catechesi e all’amministrazione dei Sacramenti. Si è parlato approfonditamente di Comunità Cristiana come
luogo in cui vivere l’esperienza cristiana, l’ascolto
e la celebrazione della Parola di Dio, luogo in cui vivere la testimonianza della carità. Da qui don Battista ha affermato che
anche il catechismo dovrebbe recuperare la celebrazione, la preghiera,
l’ascolto e la valorizzazione della testimonianza
cristiana. Un passaggio,
poi, anche sulla figura del
catechista, che ha il compito di accompagnare ed
introdurre i ragazzi alla
vita cristiana, per questo
il catechista – ha sostenuto don Battista – deve essere persona legata attivamente alla comunità ed
essere un testimone della vita cristiana.
Prima di concludere l’intervento accennando alla
“mistagogia”, don Battista ha voluto anche ricor-
dare che l’iniziazione cristiana inizia fin dalla domanda del Battesimo e,
partendo da questa affermazione, don Rinaldi, ha
parlato dell’opportuno (e
raccomandato) contatto
con le famiglie e si è soffermato sulle tappe in cui
è possibile suddividere il
cammino della catechesi.
Si sono susseguiti, poi, interessanti interventi da
parte del pubblico presente che ha rivolto domande di chiarimento, ma an-
che ha fatto osservazioni
basate sull’esperienza individuale e sulla realtà locale. Al termine la soddisfazione per un incontro
riuscito, ma anche il desiderio di continuare l’approfondimento del tema
trattato, in considerazione della sua importanza
e delle domande che la
meditazione (e/o la sperimentazione) di quanto
udito, farà sorgere in tanti.
ANTONIO CELLINA
Inaugurata la tangenziale nord-est
È
A fine ottobre a Palazzo Verbania di Luino e a
fin novembre a Cunardo, si è tenuta la presentazione del libro “Il deserto di fiori”, opera prima di Davide Di Giuseppe. L’autore, nato a
Varese il 21novembre 1975 e laureato in lettere
moderne all’Università Cattolica di Milano, risiede con la moglie Morena e il figlio Riccardo
di 3 anni a Cunardo. Dopo aver insegnato in
varie scuole medie della zona, oggi è docente
presso l’istituto “Maria Ausiliatrice” di Luino,
istituto nel quale è anche preside. “Il deserto di
fiori” racconta la storia di un’amicizia, nata per
caso, tra tre bambini che, poco alla volta, grazie
proprio a questa loro amicizia riusciranno a diventare adulti attraverso momenti drammatici
e toccanti. “Gli adulti – spiega l’autore – restano sullo sfondo di questa storia, come figure incorporee e inconsistenti, la domanda che serpeggia lungo tutto il romanzo, infatti, è proprio
questa: dove sono i grandi? D’altra parte – dice
ancora l’autore – se facessimo passare davanti
agli occhi la nostra vita, ci potremmo accorgere
che spesse volte le persone che per noi sono state importanti talvolta sono state il frutto di incontri casuali assolutamente imprevedibili. Da
queste circostanze improbabili si dipana la storia di ognuno di noi, così come accade ai protagonisti de “Il deserto di fiori”. Nel libro – conclude Di Giuseppe – si va alla scoperta di un
mondo tanto familiare quanto inimmaginabile.
Il libro è edito da Simonelli, mentre per acquistare il libro in formato elettronico o cartaceo è
necessario collegarsi al sito internet www.ebo
oksitalia.com.
RINNOVO CARICHE DEL DISTRETTO
SOCIO SANITARIO E DI I.S.P.E.
VARESE MENTRE SI PARLA DEL COLLEGAMENTO CON COMO E LECCO
stata inaugurata
sabato 5 dicembre
la Tangenziale
Nord Est di Varese
che costituisce il
collegamento stradale tra
L’OPERA PRIMA
DI UN GIOVANE AUTORE VARESINO
la SS 342 “Briantea” e la
SS 233 “Varesina”, con
interconnessione alla SS
334 di “Porto Ceresio”.
«Con la realizzazione di
100 ANNI DI SCUOLA
DELL’INFANZIA A PONTE TRESA
Viaggio intorno ai bimbi. Scuola Materna
Asilo infantile di Ponte Tresa. 1908-2008: Cento anni nel cuore del paese. Questo è il libro di
Donatella Mariani, presentato venerdì 27 novembre, nell’aula della Biblioteca Comunale, assiepata
da tanta gente. È stato bello vedere lo scorrere di
questa istituzione nelle persone, dagli ultra
ottantenni, ai bimbi che ora frequentano questo
asilo. È il percorso di una vita, di tante vite. È un
libro, che pur percorrendo tutte le date, non è un
libro di storia, ma la storia di questo asilo. Una
storia che si snoda con maestre laiche, religiose
per un tempo, anche nell’edificio parrocchiale, sempre nell’impronta della serenità della vita, di un
insegnamento e di esempio di fede cristiana. «Questa pubblicazione ricorda a tutti i fortunati lettori che Lavena Ponte Tresa ha radici profonde ed
una storia ricca e interessante, quella di una comunità che nel tempo, nonostante i grandissimi
cambiamenti, ha saputo sostenere gli ambienti di
crescita protetta per i propri piccoli abitanti e lo
ha fatto per merito di persone splendide che hanno saputo dare continuità alla loro opera, permettendo a noi oggi, di raccogliere i dorati frutti». Così
termina la presentazione del libro del nostro sindaco Pietro Roncoroni. Un grazie da noi anziani
all’autrice e a chi ha collaborato alla realizzazione di questa opera, perché ci ha fatto rivivere il
nostro passato, e per i giovani sia uno sprone per
continuare nel futuro con questi esempi.
RITA GHIRIMOLDI
questa tangenziale – ha
dichiarato il presidente
della Provincia di Varese
Dario Galli – facciamo
un passo molto importante verso il completamento
dello snodo stradale tra
Varese, Como, Lecco. Quest’opera è stata realizzata rispettando tempi e
costi previsti. Il collegamento pedemontano a
nord di Milano è necessario. Detto questo l’opera
dovrà essere progettata e
realizzata nel massimo rispetto dell’ambiente in
cui è contestualizzata».
Anche il sindaco di Varese
Attilio Fontana ha espresso «grande soddisfazione per il completamento della tangenziale NordEst, un’opera pensata tre
anni fa, in previsione dell’arrivo dei Mondiali di ciclismo. Quando siamo
partiti, abbiamo avuto
coraggio, poiché non c’erano tutti i finanziamenti.
Però tutte le istituzioni
coinvolte, attraverso un
grande lavoro di collaborazione, sono riuscite a
completare l’opera in tempi brevi: questa è un’infrastruttura importante
per tutto il territorio».
Rilevanza dell’opera, metodi di lavoro e nuovi
obiettivi sono stati i pun-
ti toccati dall’assessore
regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo:
«La tangenziale è un successo che ha molti padri
e se oggi siamo riusciti a
inaugurarla nei tempi
previsti è grazie al lavoro
di tutti. Ora ci sono altre
tre importanti sfide: tra
poche settimane, ovvero il
6 febbraio prossimo, inaugureremo i cantieri della
Pedemontana a Cassano
Magnago e a Morazzone;
sempre nel 2010 inizieremo i lavori di prosecuzione della tangenziale della Valceresio e infine,
l’obiettivo più ambizioso,
quello della Varese, Como,
Lecco, sulla quale stiamo
lavorando in sinergia tra
istituzioni e associazioni
di categoria».
Dopo le elezioni comunali del giugno scorso l’Assemblea dei sindaci del Distretto Socio Sanitario di Cittiglio si è ritrovata per rinnovare le
cariche di questo ente, tenendo conto dei nuovi
amministratori appena eletti. Alla guida del
Distretto è stato, comunque, riconfermato Felice Paronelli (sindaco di Gavirate), mentre nell’esecutivo sono stati scelti il sindaco di
Biandronno Antonio Calabretta e di Monvalle
Franco Oregioni, che si affiancheranno ai due
rappresentanti rimasti in carica: il sindaco di
Brenta, Silvio Borgese e Maria Rosa Arioli, assessore di Laveno Mombello. Presidente ed esecutivo hanno il compito importante di dare un
indirizzo al Piano di Zona, lo strumento che
garantisce organicità e progettualità ai servizi
alla persona per il Distretto Socio Sanitario, per
la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, ai sensi della Legge quadro 328/2000. In parallelo con l’assemblea dei
sindaci sono state rinnovate le cariche anche
nel Consiglio di Amministrazione dell’I.S.PE.
l’organismo tecnico istituito per realizzare concretamente le politiche sociali per conto della
Comunità Montana, ex Valcuvia e ora Valli del
Verbano. Anche per l’ISPE una riconferma:
Guido Calori rimane alla presidenza dell’Istituzione Servizi alla Persona, mentre il c.d.a.
sarà composto da Rossella Barboni sindaco di
Brebbia, Vincenzo Maffei sindaco di Masciago
Primo, Pier Antonio Bianchi del Comune di
Cuveglio e Maristella Schirano del Comune
Brissago Valtravaglia. Anche il presidente della Comunità Montana Valli del Verbano, Marco
Magrini, si è detto molto soddisfatto delle
riconferme: “Dimostrano l’efficacia degli interventi nel campo sociale e sono un segno dell’ottimo lavoro fin qui svolto dall’I.S.PE. sia nella
progettazione degli interventi del Piano di Zona
sia nella gestione del servizio sociale associato”. La prima sfida che il nuovo c.d.a. dell’I.S.PE.
dovrà affrontare sarà il taglio dei trasferimenti
verso le Comunità Montane, risorse che in precedenza assicuravano il mantenimento della
struttura dell’Istituzione Servizi alla Persona,
coprendo una parte dei costi di gestione.
A.C.
PELLEGRINAGGIO VOCAZIONALE CAVONA
Sabato 19 dicembre, terzo appuntamento col pellegrinaggio vocazionale di
zona. Ritrovo al mattino, alle ore 7.00, presso la cappelletta di santa Teresa
per la recita del Rosario. Alle 7.30 Messa in Santa Casa a Cavona. Animerà
l’incontro la parrocchia di Ponte Tresa.
CONCERTO PER ORGANO A GEMONIO
Si terrà sabato 19 dicembre con inizio alle ore 21.00 nella chiesa parrocchiale di San Rocco a Gemonio, il concerto per organo In principio.
Sarà un itinerario emozionale e spirituale per il Natale con musiche di Mozart,
Bach, Haendel, Franck, suonate a quattro mani dal Kammer Klavier Duo,
formato dagli organisti Andrea Gottardello e Nicola Bisotti. Ad intercalare la
musica la lettura di brani tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento proposti
dalla voce di Antonio Zanoletti. L’organizzazione è dell’associazione culturale
“Attivamente” di Casalzuigno.
Sondrio
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
P A G I N A
27
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
ISTITUTI SUPERIORI LE INDICAZIONI PER INDIRIZZI E CORSI DI STUDIO
E la scuola guarda al «domani»
C
ome era già stato
anticipato dall’assessore all’istruzione Costantino Tornadù e confermato con delibera di Giunta, la Provincia non effettuerà alcun taglio rispetto al piano di dimensionamento
previsto dalla Riforma
Gelmini. «La decisione è
stata condivisa – ha precisato l’assessore – con i
dirigenti scolastici, con il
dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Nicola Montrone e con i referenti dell’Associazione scuole autonome di
Sondrio (Asas). Ci siamo appellati ai decreti in
deroga che danno la possibilità ai territori montani – ha ribadito
Tornadù – di poter mantenere anche la situazione esistente e così è stato deciso». La Giunta si è,
inoltre, espressa rispetto
all’attuazione dei nuovi
indirizzi per le scuole secondarie di secondo grado per l’anno 2010/2011.
Dopo un attento confronto con il mondo della
scuola, sono state recepite le richieste avanzate
deliberando l’assegnazione del Liceo delle Scienze Umane all’Istituto
“G.W. Leibniz” di Bormio,
dell’Istituto Tecnico per il
Turismo all’Istituto “De
Simoni” di Sondrio e dell’Istituto Tecnico indirizzo Chimica, Materiali e
Biotecnologie nell’ambito
territoriale di Morbegno.
«Anche in questo caso –
ha commentato l’assessore all’Istruzione –si cer-
cato di non impoverire
l’offerta scolastica di alcun mandamento. Sia al
“Leibniz” di Bormio sia al
“De Simoni” di Sondrio
(titolari dei nuovi corsi)
erano già stati soppressi
degli indirizzi, in questo
modo, dunque si va a
compensare quella che
avrebbe potuto rappresentare una perdita per
la scuola della provincia
di Sondrio. La soddisfazione per il raggiungimento di questo risultato – ha concluso Tonandù
– è maggiore se si considera che è stata concordata con i vertici scolastici
con i quali ci sono state
diverse occasioni di confronto e di dialogo». Queste, dunque, le confluenze per il prossimo anno
scolastico.
L’Amministrazione Provinciale monitorerà attentamente la situazione:
la volontà è quella di valutare nuove e possibili
modifiche per il futuro
che, anche in questo caso,
saranno attentamente
analizzate e valutate con
il mondo della scuola.
IL FORUM DELLE FAMIGLIE IN PROVINCIA DI SONDRIO
Creare il Forum delle Famiglie anche in provincia di Sondrio. Con questo intento
una coppia valtellinese lancia un appello alle associazioni di Valtellina e
Valchiavenna: chi fosse interessato all’iniziativa, è pregato di mettersi in contatto
per telefono o per email entro e non oltre il 15 dicembre. Info: Riccardo Mora,
telefono 380-7389234, email: [email protected].
NUOVO VERTICE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
Cambio al vertice dell’Azienda Speciale per la Formazione della provincia di Sondrio
“Centro di formazione professionale”. Il direttore Renato Ciaponi dal 1 gennaio
prossimo andrà in pensione. Il Consiglio di Amministrazione dell’Azienda nel ringraziare Ciaponi per il lavoro svolto ha deciso di procedere con un avviso pubblico
per consentire a chiunque abbia i requisiti la partecipazione (scadenza domande: le
ore 12.00 del 21 dicembre). L’azienda è costituita dalle sedi di Sondrio e Sondalo.
NOYFIL DI ANDALO:
AL VIA IL TAVOLO ISTITUZIONALE
L’assessore provinciale alle Formazione e al Lavoro Alberto Boletta ha presieduto nei giorni scorsi il primo incontro del tavolo istituzionale sul
caso Noyfil. All’appuntamento hanno preso parte
oltre ai referenti dell’Azienda, anche i rappresentanti sindacali della Cgil e della Cisl, il Prefetto
Chiara Marolla, l’Unione Industriali, il presidente della Comunità Montana di Morbegno Silvano
Passamonti e i sindaci di Andalo e Morbegno Alan
De Rossi e Alba Rapella. Nella prima parte dell’incontro è stato fatto il punto della situazione
rispetto agli sviluppi previsti dal piano industriale
dell’Azienda e alle perdite che quest’ultima ha
subito in questo periodo di crisi. «Alla luce delle
problematiche attuali - spiega l’assessore Boletta
- l’azienda non si è detta disposta a rivedere i
propri progetti e procederà a breve al trasferimento dell’attività a Bergamo. La situazione appare
delicata e di non facile soluzione». L’assessore registra tuttavia un’apertura dei rappresentanti
dell’azienda a rivedere il piano con la prospettiva di mitigarne gli effetti per i lavoratori dell’unità produttiva di Andalo. A fronte della situazione
analizzata ed esposta dai referenti della Noyfil,
la Provincia, competente in materia di formazione e lavoro, attiverà tutti gli strumenti in suo possesso per sostenere i dipendenti che presto resteranno senza lavoro. «Dagli ammortizzatori sociali all’organizzazione di corsi di formazione e orientamento - dichiara Boletta - sfrutteremo al meglio tutti gli strumenti che l’Ente ha a disposizione. Benché la decisione della proprietà dello stabilimento Noyfil sembra non concedere alcun appello, il tavolo istituzionale è riuscito a strappare
la timida promessa che entro il 2011, in considerazione di un’eventuale ripresa, la Noyfil potrebbe rivedere il proprio piano occupazionale». È stata, quindi, concordata una prossima riunione del
tavolo istituzionale. Nel frattempo si sta lavorando per capire se vi siano altre strade da percorrere per ridimensionare l’esito finale di questa difficile situazione, che dovrebbe portare al licenziamento di una sessantina di dipendenti.
CARTOGRAFIA DIGITALE
DELLA PROVINCIA DI SONDRIO
Il lavoro iniziato nel 2007 con l’adesione al progetto
di tutti i comuni della provincia di Sondrio, delle
Comunità Montane e del Bim sta già dando i primi
risultati confermandosi uno strumento fondamentale per la redazione dei nuovi Piani di Governo del
Territorio. Si tratta della nuova cartografia digitale
di Valtellina e Valchiavenna che sostituisce uno strumento ormai vecchio di 20 anni e per di più statico.
Il volo fotogrammetrico effettuato nel corso del 2007
ha prodotto un’enorme quantità di fotogrammi necessari per la restituzione cartografica. Il database
topografico - dinamico e costantemente aggiornabile
rispetto allo sviluppo stesso del territorio - costituirà un elemento fondamentale per la redazione della
nuova Carta Tecnica Regionale (CTR) al 10.000. Tutti
i fotogrammi in formato digitale sono a disposizione
degli enti che hanno aderito al progetto. Il livello
dettagliato della risoluzione e l’elevata qualità tecnica consentono di effettuare un’approfondita analisi del territorio e in base a questa di pianificare eventuali interventi e/o controlli. Il materiale digitale
sarà presto distribuito secondo modalità condivise e
approfondite nei prossimi incontri istituzionali. Nel
corso di questo mese di dicembre sono in programma una serie di incontri presso le comunità montane cui prenderanno parte tutti i sindaci interessati
al progetto, per un aggiornamento sullo stato dell’arte, sul prosieguo del lavoro e per mettere loro a
disposizione il materiale sin qui raccolto. I comuni
avranno la possibilità di utilizzare i fotogrammi per
la predisposizione dei loro Piani di Governo del Territorio. È stato anche pubblicato il bando per la restituzione cartografica delle foto aeree: tutta l’operazione dovrebbe concludersi entro la fine del 2010.
LAVORI PER LA MESSA IN SICUREZZA
DELLA STRADA VALERIANA
Sono in fase di esecuzione e saranno terminate entro Natale le opere di difesa da caduta massi lungo
la Strada Provinciale n 4 (Valeriana) ex Strada Statale. Il finanziamento appostato per l’intervento è di 150mila euro. Nello specifico i lavori previsti riguardano il versante sovrastante la provinciale n. 4 (Valeriana) nel comune di Traona e nel comune di Civo e consistono nella posa di una rete metallica rinforzata aderente alla parete rocciosa e nel
ripristino delle barriere paramassi in acciaio.
DALLA PROVINCIA DI SONDRIO
UNO STANZIAMENTO DI 125MILA
EURO PER LA PRO VALTELLINA
La Giunta provinciale di Palazzo Muzio ha
approvato l’atto di costituzione del fondo “Provincia di Sondrio” stanziando un contributo di
125 mila euro. «Con il coinvolgimento dell’Amministrazione Provinciale come Pro Valtellina
realizziamo l’aspirazione di una fondazione che
intende essere realmente rappresentativa del
territorio – sottolinea il presidente della Pro Valtellina Marco Dell’Acqua –. Ringrazio il presidente Massimo Sertori e l’intera Giunta che
hanno accolto la nostra richiesta e fatto proprio
l’obiettivo di vincere la sfida lanciata da Fondazione Cariplo. Per raggiungere il traguardo dei
5 milioni di euro di raccolta entro il marzo del
2012 contiamo su tutti i valtellinesi e i valchiavennaschi, perché la fondazione è del territorio,
è espressione dei suoi bisogni e opera per soddisfarli. E con un patrimonio di 15 milioni di euro
sarà ancora più forte».
Aderendo al progetto delle fondazioni comunitarie di Fondazione Cariplo, nel 2002, per la
Pro Valtellina è iniziata la sfida: raccogliere sul
territorio 5 milioni di euro in donazioni entro
dieci anni. Una somma ingente per le piccole dimensioni della provincia ma non per il suo grande cuore: a poco più di due anni dalla scadenza,
è già stata superata quota 4 milioni. Vincendo
la sfida, Pro Valtellina otterrà altri 5 milioni di
euro dall’organismo filantropico lombardo che,
aggiungendosi ai 5 milioni di dotazione iniziale
e a quelli raccolti farebbero triplicare il suo patrimonio fino a 15 milioni di euro. Un risultato
eccezionale se si considera che soltanto il 15%
delle fondazioni italiane ha un patrimonio superiore ai 5 milioni di euro.
La Provincia ha aderito alla sfida e ha deciso
lo stanziamento di 125 mila euro. Un “fondo con
diritto di indirizzo”, così come viene connotato
nell’atto di costituzione sottoscritto dai presidenti Sertori e Dell’Acqua. Il reddito annuale prodotto dal fondo verrà destinato a favore di iniziative per lo sviluppo di servizi e attività culturali.
«Come Provincia dovevamo e volevamo esserci
– sottolinea l’assessore al Bilancio Costantino
Tornadù che ha presentato la delibera ai colleghi di Giunta –: il raggiungimento del traguardo dei 5 milioni di raccolta è di fondamentale
importanza per la nostra fondazione e porterà
benefici a tutto il territorio. Crediamo nel ruolo
propulsivo della Pro Valtellina e abbiamo voluto fornire il nostro contributo per renderla ancora più pronta a soddisfare i bisogni della comunità locale. Le necessità aumentano e vi sono
nuove emergenze che soltanto una fondazione
forte e rappresentativa del territorio è in grado
di percepire e affrontare in maniera efficace: noi
contiamo sulla Pro Valtellina e siamo grati al
presidente per tutto quanto sta facendo».
Il sostegno dell’Amministrazione Provinciale si unisce a quelli più recenti del Comune di Sondrio, attraverso la Teatro
Pedretti Srl, e dell’Aler, che hanno contribuito con 50mila euro ciascuno. Tante donazioni che moltiplicano le chance della
Pro Valtellina di raggiungere il traguardo
dei 5 milioni di euro, ormai sempre più vicino. «Il supporto e la fiducia di questi enti che
operano in favore del territorio, che hanno dimostrato di credere nella nostra fondazione, ci
gratifica e ci inorgoglisce – conclude il presidente Dell’Acqua –. Il loro sostegno ci rende ancora
più determinati nell’opera di raccolta fondi che
è rivolta anche alla comunità locale, perché ogni
singolo cittadino, per quanto è nei suoi desideri
e nelle sue possibilità, può contribuire individuando la Pro Valtellina quale destinataria delle sue donazioni che andranno a sostenere i progetti che verranno ritenuti prioritari per il nostro territorio. Conosciamo la propensione alla
beneficenza dei nostri convalligiani: grazie a loro
la Pro Valtellina è nata oltre sessant’anni fa ed
è arrivata sin qui. Ora l’impegno deve continuare perché la sfida unisce tutti e a vincerla sarà
la provincia intera».
P A G I N A
28
CRONACA
Valchiavenna
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
FRA LA VALLE DEL LIRO E QUELLA DI MADESIMO UN SISTEMA DI FORTE IMPATTO AMBIENTALE
Riflessione sul progetto eolico
G
li Andossi a
Madesimo sono un luogo
particolare,
una zona ampia, grandi pascoli che si
alternano a dossi dolci, un
luogo quasi a cavallo delle due Valli: quella del
Liro e la valle di Madesimo, un luogo ampio e aperto, visibile da tutte le
vette della Valle Spluga,
da tutte le piste di sci, da
San Sisto, da Motta, da
Montespluga e Madesimo. Ebbene questo luogo
fa gola, fa gola a chi vorrebbe metterci delle pale
eoliche altissime con pali
alti più di due campanili
uno sull’altro per intenderci. Degli enormi mulini a vento che servono
ad… arricchire qualcuno,
a compromettere in modo
definitivo il paesaggio
della nostra Valle e produrre una quantità modesta di energia se confrontata a quanto producono
le “nostre” centrali idroelettriche che già sfruttano il 95% delle “nostre”
acque e che hanno disseminato di tralicci la Valle
e i paesi. Ecco in sintesi
quanto succede. L’allarme
è determinato dalla posa,
da poco più di un mese, di
enormi antenne per la misurazione del vento sull’Alpe da parte della società (un nome, una beffa)
“Energia-Ambiente” che
ha sede a Ravenna, ma
che ha un referente locale in Valtellina. È vero che
un palo alto e sottile c’era
già almeno da tre anni in
un luogo incantevole degli Andossi: il laghetto
detto “degli Ann” con vista su Montespluga. Non
che il palo stesse bene,
anzi, ma poi sembrava
che non se ne facesse più
nulla… e invece… I pali
impiantati adesso non sono alti come le torri eoliche, ma danno già una
idea della sproporzione,
della offesa che potrebbe
venire inferta al territorio. Interessata agli
Andossi “eolici” era stata
prima la società svizzera
Reinvest, una società i cui
responsabili avevano visitato la zona ma poi aveva
rinunciato a monitorare
le possibilità di sfruttamento eolico per ipotizzate difficoltà tecniche di re-
alizzazione. Poi era spuntata la nuova società
Energia-Ambiente con
sede a Ravenna, aveva
impiantato il palo al lago
degli Ann, e poi sembrava che tutto fosse finito.
Invece improvvisamente i
nuovi pali di misurazione
dotati di anemometri e
altri strumenti. Secondo
il presidente del Consorzio Alpe Andossi che
meritoriamente si sta
dando da fare per il rilancio della agricoltura di
montagna sull’Alpe, nel
momento in cui la società
avesse i permessi regionali, i timbri sull’impatto
ambientale e quant’altro
non la fermerebbe più
nessuno, nemmeno il
Consorzio proprietario
dell’area, che nelle ristrettezze economiche ha pure
accettato il modesto contributo per mettere i pali
di rilevazione. L’energia
eolica nutre grandi simpatie, ricorre come immagine finale di uno spot, ma
in molti luoghi dove sono
sorti i parchi eolici i problemi si sono fatti sentire eccome, perfino in zone
di pregio ambientale e
paesaggistico molto più
modesto rispetto alle nostre. Se poi qualcuno considera una selva di torri
di acciaio da 50-60 metri
di altezza e rotori da 25
metri una attrazione tu-
ristica, benissimo. Per
fare un esempio, la statua
della Madonna di Motta,
visibile da molti punti
della Valle, misura 13
metri e mezzo di altezza.
Certo, la tesi di impianti
“belli, puliti e ecologici” fa
molto gioco a chi vuole
speculare sulle “quote
verdi” per guadagnare da
una modesta e intermittente produzione di energia elettrica (la ventosità
italiana non è quella del-
la Scozia e della Danimarca). Vogliamo provare
ad ipotizzare cosa resterebbe ai locali? Qualche
briciola ed elemosina (abbiamo l’esempio dell’idroelettrico!). Però potrebbero darci anche qualche
perlina di vetro come agli
indios in cambio dell’oro.
L’oro del nostro paesaggio
già offeso da parecchi tralicci ed impianti.
G.Z.
VOLONTARIATO BILANCIO DELLE ASSOCIAZIONI
L’ARCA HA 199 AMICI
E LI VORREBBE RINGRAZIARE DI CUORE UNO PER UNO
Duecento «grazie» dall’Arca ai valchiavennaschi. Ammonta a oltre cinquemila euro
la somma proveniente dai contribuenti che hanno scelto di destinare il cinque per
mille del proprio reddito del 2007 alla cooperativa sociale L’Arca di Chia-venna.
«Vogliamo esprimere un ringraziamento sincero a tutti i nostri 199 sostenitori per
il loro aiuto e la loro fiducia - spiega il presidente Alfredo Ravasio -. Si tratta di un
riconoscimento lusinghiero che contribuisce a portare avanti i progetti a favore
degli anziani». Il contributo verrà utilizzato per acquistare attrezzature e arredi.
«Abbiamo ancora tanti progetti e miglioramenti da realizzare, a cominciare dalle
iniziative a favore delle persone anziane con demenze. Le risorse sono limitate e
rischiano di fare naufragare i nostri sogni. Il cinque per mille è una grande possibilità per dare un futuro ai nostri progetti». Intanto, L’Arca va in rete con il nuovo
sito web. Si tratta di un’opportunità per conoscere i servizi e le iniziative di una
realtà che ha dimostrato di essere strettamente legata al territorio. L’indirizzo è
www.arcasociale.com. Il sito prevede anche uno spazio specifico per le famiglie
sulla non autosufficienza e la demenza. L’Arca nella casa di Bette ospita ventidue
utenti nella struttura residenziale, due negli alloggi protetti e dodici persone nel
centro diurno integrato. Sono significativi anche i dati relativi all’occupazione:
sono una quarantina gli addetti qualificati, tra cui operatori sociali, socio assistenziali, sanitari ed animatori, sempre aggiornati al fine di garantire la qualità
dei servizi offerti agli utenti della struttura.
UNA GIORNATA DEDICATA
AGLI ANZIANI A CHIAVENNA TRA FESTA E RIFLESSIONE
Una domenica di allegria per duecento pensionati, ma anche un momento di informazione su temi d’attualità. È decisamente positivo il bilancio della domenica di
festa promossa da Auser-Cgil, Anteas-Cisl e Ada-Uil insieme al Centro anziani e
all’Ovva nelle sale dell’Hotel Aurora di Campedello. Nel corso dell’iniziativa ci
sono stati il pranzo e gli immancabili balli, che hanno visto impegnati i partecipanti fino al tardo pomeriggio, ma non è mancata la riflessione su alcune tematiche
d’attualità. Adelino Tralli, presidente dell’Associazione per la difesa dei consumatori della Uil, ha illustrato la legislazione che si occupa dei diritti dei consumatori.
Pietro Biavaschi, operatore dello sportello dei consumatori della Cisl, si è soffermato
sui contratti delle compagnie telefoniche e in particolare del diritto di recesso.
Renato Cipriani, segretario dello Spi-Cgil, ha illustrato il recente accordo dei sindacati dei pensionati con la Regione Lombardia. Dal Pirellone è in arrivo uno
stanziamento di cinquanta milioni di euro in più per i capitoli socio-assistenziali.
Queste risorse saranno utilizzate per i servizi domiciliari, per i posti letti dei malati cronici e per la costituzione di centri dedicati alla non autosufficienza. «Le
nostre attività rappresentano un’occasione di svago e di incontro fra le persone e
di conoscenza del territorio», hanno spiegato con soddisfazione gli organizzatori. Il
prossimo appuntamento è in programma per lunedì 14 dicembre: ci sarà la tombolata con gli auguri di Natale nella sala dei Cappuccini di Chiavenna.
S.BAR.
Giornata dei pensionati
C
on la “giornata dei
pensionati e degli
anziani” che si è
svolta agli inizi di
dicembre, con una
larga partecipazione, si
può anche cogliere l’occasione per fare un breve bilancio dell’anno che si sta
per concludere. Ogni lunedì, esclusi i mesi più caldi,
sono state organizzate le
camminate che hanno essenzialmente due scopi
precisi: incentivare l’attività motoria delle persone
anziane e offrire momenti
di socializzazione, di svago
e di incontro fra persone, di
conoscenza del territorio.
Anche quest’anno, si può
senz’altro affermare che
questa attività, vista la
numerosa partecipazione,
è gradita ai soci, tanto da
essere praticata anche individualmente o in piccoli
gruppi, oltre la programmazione che viene curata
dai volontari delle associazioni.
Nella piccola sede delle associazioni, ubicata nel locale messo a disposizione dal
Comune nella vecchia
scuola materna di via Cappuccini, aperta ogni giovedì dalle ore 15.00 alle ore
17.00, i responsabili si dedicano alla programmazione delle attività, a piccoli
lavori manuali, all’organiz-
zazione di iniziative per
l’autofinanziamento, si discutono tematiche che interessano gli anziani, per
rendere più consapevoli le
persone, per sostenerle nelle affermazioni dei loro diritti, per chiarire dubbi, per
far conoscere i servizi sociali e sanitari del territorio e della provincia.
Vengono organizzate attività di svago e momenti
conviviali, gite culturali e
brevi viaggi, tutte opportunità che hanno lo scopo di
offrire occasioni atte a combattere la solitudine e l’isolamento di cui soffrono diverse categorie di persone,
in particolare quelle che vivono da sole.
La collaborazione con le
altre associazioni del territorio è al centro dell’attenzione: si lavora con U-nicef
per l’attività delle “Pigotte”, si prepara la “Giornata delle persone anziane”
in collaborazione con il
Centro Anziani di Chiavenna e il gruppo dei volontari dell’Ovva, sì collabora
con la Società democratica
operaia in diversi momenti dell’anno, un bel numero dei nostri iscritti svolge
volontariato attivo presso
le case di riposo così come
altri praticano attività di
buon vicinato in favore di
anziani soli.
Un altro gruppo di volontari è impegnato a coprire
i servizi di trasporto da
casa ai luoghi di cura per
anziani e disabili in convenzione con la Comunità
Montana Valchiavenna e
rispondono positivamente
alle richieste dirette del
“Filo d’argento”: Per questi
volontari non c’è stata
nemmeno la parentesi estiva. A loro va un ringraziamento speciale perché, con
grande senso di responsabilità, sono sempre disponibili a rispondere ai bisogni dei più deboli.
Va tutto bene dunque? Potrebbe anche andare meglio per dire una frase
scontata. Le associazioni
dovrebbero avere più collegamenti nei paesi della
valle, dovrebbero aumentare gli iscritti, vorrebbero
essere ancora più presenti. Piace anche ricordare
che le associazioni citate
hanno dato il via e continuano a seguire Scuola
Aperta Valchiavenna che
ha conosciuto, soprattutto
negli anni più recenti, una
vasta crescita di adesioni,
a testimonianza del bisogno di cultura della popolazione residente, svolgendo un grande lavoro organizzativo e di programmazione totalmente volontario.
CRONACA
P A G I N A
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Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
SONDRIO TANTE LE INIZIATIVE DEL COMITATO CIVICO IN DIFESA DELL’ALBERO DI PIAZZA CAMPELLO
Acceso il confronto sul... cedro
P
roseguono le vicende legate al
cedro di piazza
Campello che, secondo il progetto
di riqualificazione della
zona, redatto dalla società Stelline, dovrebbe essere abbattuto. Il gruppo
di cittadini, che da alcune settimane si è mobilitato per raccogliere firme
contro la rimozione di
uno degli storici simboli
del Natale sondriese, ha
consegnato nei giorni
scorsi, presso l’ufficio di
protocollo del Comune, la
richiesta di autorizzazione a eseguire una perizia
fitosanitaria sulla pianta, per avere un ulteriore
parere rispetto a quello
espresso dalla relazione
– che darebbe il cedro per
instabile – stilata lo scorso anno dalla naturalista
Maria Grazia Ciccardi.
La richiesta, sostenuta
da 414 firme e accompagnata da restanti 210 firme della precedente petizione che aveva superato le mille adesione, avrebbe dovuto essere presentata con una mozione
urgente nel consiglio comunale di venerdì scorso,
ma così non è stato. Bisognerà quindi attendere che la richiesta venga
discussa in seno alla
giunta comunale, la qua-
le dovrà decidere il da farsi. Sempre nei giorni scorsi, con un lungo scritto, è
intervenuto a difesa del
cedro anche Pietro Pizzini, noto cittadino già premiato col Ligari d’argento nel 2004. «La città di
Sondrio, nelle sue strutture – ha scritto Pizzini
–, era uscita pressoché
indenne dalle disastrose
distruzioni del secondo
conflitto mondiale che,
per esemplificare, avevano invece ferito anche
gravemente gli altri capoluoghi lombardi. Aveva
tuttavia pagato un gravoso tributo, sacrificando
uomini in prima linea e
vedendosene restituire
altri con menomazioni o
resi inabili.
Durante la guerra la
fiancata della chiesa par-
A SONDRIO INAUGURATI IL PARCHEGGIO INTERRATO
DI PIAZZA GARIBALDI E LA PISTA DI PATTINAGGIO
Sono stati i bambini ad inaugurare il nuovo parcheggio interrato di piazza Garibaldi. Lo scorso sabato, alle ore 14.00, i piccoli sondriesi si sono radunati ai piedi del monumento a Garibaldi per poi spostarsi in corteo, seguendo il sindaco, Alcide Molteni, verso l’ingresso del parcheggio in via Colonnello Alessi, dov’era collocato il classico nastro tricolore, tagliato con un
paio di forbici rosse giganti proprio dai più piccoli. Dopo il rito di benedizione, guidato dall’arciprete monsignor Valerio Modenesi, hanno preso la parola Giovanni De Censi, presidente di Credito Valtellinese, e il sindaco
Molteni, per ricordare le tappe del Piano integrato di intervento che ha portato alla riqualificazione della piazza con la collaborazione della società
Stelline, controllata dal Credito, e delle imprese Quadrio Gaetano e Cossi
Costruzioni, riunite nella società Sondrio Città Centro. Dopo l’iniziale momento ufficiale, i bambini hanno avuto la possibilità di scorrazzare a
piacimento con macchine elettriche o a pedali, monopattini e biciclette nella
grande pista che, a partire dalle ore 16.00, è stata aperta agli autoveicoli.
Alle ore 17.00 è stata inaugurata anche la pista di pattinaggio su ghiaccio
in piazza, nella zona antistante palazzo Lambertenghi. Sono stati molti gli
adolescenti, i giovani e le famiglie con bambini che, nella prima serata di
apertura della pista, hanno animato il sabato sera di insolita vivacità e di
movimento, con la presenza di pattinatori e curiosi che hanno affollato fino
a tarda ora la piazza. Non c’è stato un attimo di sosta per i gestori della
struttura, che hanno continuato ad emettere scontrini (l’ingresso costa 2
euro per i bambini fino ai 10 anni di età e 4 euro per ragazzi e adulti) e
distribuire i pattini, noleggiabili ad un euro. «È davvero numerosa l’affluenza – ha rilevato Giuseppe Della Rodolfa, responsabile della struttura per
conto del Consorzio turistico Sondrio e Valmalenco – e siamo piacevolmente
sorpresi soprattutto per la grande presenza di giovani».
La pista non si è svuotata fino alla mezzanotte, grazie alla disponibilità
di 300 paia di pattini noleggiabili. «Forse bisognerebbe limitare gli ingressi,
perché la pista non è poi così grande quando è affollata – ha commentato
Luca –, ma l’iniziativa è davvero bella. Finalmente a Sondrio c’è un’iniziativa interessante per l’inverno». «I giovani molto spesso non hanno un luogo
di ritrovo – ha sottolineato Maurizio –, piazza Garibaldi può ora esserlo con
quest’iniziativa che permette di sfruttare anche il clima della nostra città
alpina». Giudizi favorevoli anche da parte dei genitori che hanno trovato un
nuovo luogo dove far divertire i propri figli: «bisogna ringraziare il Comune
per questa bella iniziativa – ha affermato una mamma – che ha portato
allegria e divertimento. Bisognerà poi vedere quali saranno gli sviluppi:
sarebbe bello avere, ad esempio, un maestro che insegni a pattinare ai bambini più piccoli».
L’apertura della pista, larga 15 metri e lunga 30, proseguirà sino
al termine del mese di gennaio. Nei giorni feriali sarà possibile pattinare dalle ore 14.00 alle ore 18.00 e dalle ore 20.30 alle ore 23.00,
mentre nei festivi e nel periodo natalizio l’apertura pomeridiana
viene prolungata fino alle ore 19.00 il pomeriggio e fino a mezzanotte.
rocchiale che dà sulla
piazza Campello era parzialmente occupata da
un grande pannello che
raffigurava i teatri dello
scontro bellico, aggiornati di continuo con i movimenti su tutti i fronti delle ostilità in cui erano
impegnati i nostri combattenti. I giardinetti della piazza, ricavati sul finire degli anni ’30 dall’abbattimento della chiesa sconsacrata detta “del
Suffragio”, erano stati trasformati in orti di guerra,
al pari di tutte le aree
verdi destinate al decoro
della città. Per il vero, anche della prima guerra
mondiale, come danneggiamento materiale, si ricordava solo la bomba
austriaca destinata ai fedeli che sostavano in
piazza Campello dopo la
messa e caduta invece
nell’orto dell’arcipretura,
mentre nel giardino di
Villa Quadrio si ergono
tuttora gli alberi piantati a memoria del termine
di quel conflitto.
La nostra gente non
poteva però dimenticare
le sofferenze e la miseria
patite negli anni della
recente guerra e, all’epoca della ricostruzione, sul
finire degli anni ’40 e nei
seguenti anni ’50, germogliarono e fiorirono varie
iniziative di solidarietà,
specie in aiuto dei più bisognosi. Su iniziativa della locale “San Vincenzo”,
nei giardinetti di piazza
Campello ogni anno a
Natale veniva allestito
un presepe vivente - alcuni dei figuranti sono
tuttora in vita - con una
capanna di legno posta ai
piedi d’un grande albero
che veniva tagliato dai
monti e lì innalzato. Accanto alla capanna venivano raccolti doni (anche
in denaro) che poi erano
consegnati a chi ancora
pativa la miseria, specie
se vittima di precarie situazioni famigliari. A
questa iniziativa si aggregò successivamente il
locale Circolo Acli, che si
adoperò per organizzare,
per alcuni anni, un “nostrano” corteo dei Re magi: a cavallo, in assenza
di cammelli, ma con l’aggiunta di un gregge di
pecore. Tagliare però ogni
anno un grosso albero da
un bosco e rizzarlo nei
giardinetti di piazza
Campello non era impresa da ripetere all’infinito,
senza trascurare inoltre
il danno arrecato alla
natura. Fu così che nei
primi anni ’60 si convenne per la posa in opera,
“in pianta stabile”, dell’albero che ora fa bella
mostra di sé, per quanto
l’azione dell’uomo lo co-
stringa a impensabili
servizi e lo sminuisca non
ritenendolo di pregio.
“Tanto è malato e dobbiamo sacrificarlo” si sente dire: ma chi l’ha mai
detto e sentenziato? All’estensore di queste note e
sicuramente agli artefici
delle iniziative sopra descritte, ma anche a tante
persone che vivono o lavorano a Sondrio, piace
vedere quella pianta com’è e dov’è, anche a ricordo del tempo che fu. E se
poi è ammalata, basta
curarla! Si sopprimono
forse le persone ammalate, gli animali ammalati?
Senza la pretesa di essere compreso». Sabato scorso poi, mentre l’attenzione della città era catalizzata dall’attesa inaugurazione del parcheggio
interrato e della pista di
pattinaggio su ghiaccio di
piazza Ga-ribaldi, è comparso un anonimo messaggio ai piedi del cedro.
«A tutte le persone che
chiedono di non abbattere quest’albero – si leggeva sul cartello, scritto a
mano, appeso sulla recinzione dell’area di cantiere nei pressi del cedro –
si risponde trasformando
la sua piccola area verde
in un deposito di materiale da cementificazione:
la mancanza di rispetto è
l’arma (a doppio taglio) di
chi non ha argomenti più
validi!». Gli autori del
messaggio sono, molto
probabilmente, gli stessi
membri del gruppo che
da giorni si esprimono
contro quella che viene
definita «politica di cementificazione». L’Amministrazione, intanto, non
ha ancora preso decisioni definitive in merito all’abbattimento della pianta.
ALBERTO GIANOLI
PRESENTAZIONE DI UN CARTEGGIO VALTELLINESE
Venerdì 11 dicembre alle ore 17.15 presso la sala delle Acque del Bim a Palazzo
Guicciardi a Sondrio il Centro culturale Don Minzoni propone la presentazione
del volume di Paola Rainoldi, “Il tempo volge al bello – Un carteggio
valtellinese tra Otto e Novecento: la lunga vita di Pietro Feliciano Rainoldi
di Chiuro”. L’incontro sarà introdotto dallo storico Gianluigi Garbellini e, a
seguire, ci sarà la proiezione commentata di alcune fotografie storiche che illustrano il volume.
VOLONTARI PER LA FONDAZIONE ALBERO DELLA VITA
La fondazione L’Albero della Vita sta cercando volontari per un evento nazionale che si svolgerà il 12 e 13 dicembre nelle principali città italiane. Nelle piazze
coinvolte sarà distribuito materiale informativo e, a fronte di una donazione, un
prodotto di bellezza creato in esclusiva per L’Albero della Vita. Il ricavato verrà
devoluto al programma alimentare sanitario, che sostiene 5000 bambini in India
fornendo pasti quotidiani e visite mediche periodiche. Chi ha voglia di partecipare ed è disponibile anche solo per una parte delle due giornate, può telefonare o
mandare una e-mail, indicando nel testo: nome, cognome, indirizzo di posta elettronica, città, telefono e disponibilità. È possibile coinvolgere anche i tuoi amici: è
un modo divertente per stare insieme e fare qualcosa di utile per chi è meno
fortunato. Per saperne di più telefonare allo 02-92276212 o scrivere a portavo
ce.fondazione@albero dellavita.org. La fondazione L’Albero della Vita di Milano si occupa di infanzia in difficoltà, con case di accoglienza per bambini. I volontari lavorano inoltre in India e Perù con progetti di cooperazione internazionale
sempre rivolti all’infanzia.
A SONDRIO LAVORI IN VIA PARIBELLI
Sono in corso i lavori di realizzazione della nuova pavimentazione dei vialetti del
giardino di via Paribellia Sondrio, per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Gli attuali camminamenti, realizzati in materiale sciolto (ghiaietto), presentano
numerosi avvallamenti, che ne rendono difficoltosa la percorribilità, in particolare in caso di pioggia e soprattutto per le persone diversamente abili. Le nuove
pavimentazioni, in masselli autobloccanti consentiranno, quindi, una migliore
fruizione dei giardini, creando altresì una nota di rinnovamento nel colore degli
stessi, che pensiamo possa risultare gradita agli utenti. Il costo per la realizzazione dei lavori è di circa 10mila euro. Le opere saranno completate entro
metà dicembre.
CRONACA
P A G I N A
30
SondrioCultura
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
L’ULTIMA OPERA DI DON REMO BRACCHI I VOLTI E I NOMI DELLA PAURA NELLE VALLI DI ADDA E MERA
La paura e l’esistenza dell’uomo
«
S
forte sensibilità poetica»,
che si manifesta già nella scelta dei titoli e poi
conferisce a tutta la trattazione uno stile fortemente suggestivo. Lo si
vede bene nell’introduzione, con la quale l’autore, consapevole della
complessità del lavoro,
agevola il lettore con
un’intelligente sintesi di
quanto andrà poi esponendo. Ecco l’incipit:
«Nell’impressione di profondo sbigottimento,
quando ci si trova soli di
fronte all’immensità della natura come un minuscolo granello dotato di
pensiero, si coglie il nucleo più compatto del timore reverenziale, frammisto al tempo stesso di
fascino e di smarrimento.
Si avverte la presenza di
qualcuno infinitamente
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
iamo in presenza di un libro eccezionale… La paura
è un fenomeno esistenziale dell’uomo… Studiare questo fenomeno astratto nelle
sue manifestazioni concrete, captare la realtà
nascosta sotto mille volti
che compaiono come ricoperti di tante maschere,
ecco lo scopo di questo
studio. È una sfida che
esige il possesso di qualità eccezionali da parte
dell’autore: cognizioni
etnografiche, storiche,
linguistiche, religiose innestate su un vasto sfondo di conoscenze culturali in generale». Chi scrive è Max Pfister, uno dei
massimi studiosi di linguistica a livello mondiale, che ha voluto pubblicare nella prestigiosa rivista di romanistica Zeitschrift Romanische Philologie di Tübingen, in
Germania, con il determinante apporto dell’Idevv (Istituto di Dialettologia ed Etnografia
Valtellinese e Valchiavennasca), l’ultimo lavoro di don Remo Bracchi
Nomi e volti della paura
nelle valli dell’Adda e della Mera. L’opera raccoglie
in una trattazione organica un’ampia indagine
condotta per vari anni
dall’illustre linguista di
Bormio, docente presso la
Pontificia Università Salesiana di Roma. Le fonti alle quali don Remo
attinge sono vastissime:
anzitutto i vocabolari, gli
studi sul dialetto e gli inventari dei toponimi già
pubblicati o in corso di
elaborazione, le ricerche
etnografiche, gli antichi
documenti storici, gli studi linguistici, naturalmente non solo della Provincia di Sondrio, ma
estesi a largo raggio al
territorio nazionale e all’Europa intera. Vi sono
poi numerosi riferimenti
alle opere letterarie antiche e moderne e ai testi
biblici. Per approfondire
ulteriormente l’indagine,
don Remo ha poi voluto
proporre la lettura delle
bozze del suo lavoro a
vari collaboratori distribuiti in modo organico in
diverse località del territorio, per avere da loro
suggerimenti, conferme e
aggiunte agli argomenti
trattati. Ne risulta quindi «un libro di una ricchezza e di una varietà
straordinaria», molto curato, con una veste tipografica impeccabile, costituito da 470 pagine fitte
fitte, seguite da quasi 30
pagine di bibliografia e
da un utile «indice delle
voci e dei concetti», curato da Gabriele Antonioli.
Le opere dei linguisti, di
solito, si rivelano molto
tecniche e risultano di
una aridità desolante:
sono degli autentici mattoni di difficile lettura.
Niente di tutto questo,
perché don Remo non è
soltanto un linguistaetnologo, «ma anche uno
scrittore dotato di una
più grande di noi, al di sopra di noi, nascosto dalla
sua trascendenza, inconoscibile se non come il
totalmente altro… Egli si
rivela indirettamente attraverso i più grandi e misteriosi fenomeni della
natura». L’autore prende
le mosse proprio da un
sentimento tipico dell’uomo di montagna, quindi
del Valtellinese: lo sgomento di sentirsi solo di
fronte all’immensità del
creato, espresso con i termini solàstro o sulénch (e
le loro numerose varianti), che non hanno equivalenti nella lingua italiana, ma possono essere
tradotti solo con una lunga circonlocuzione. Egli
svolge poi una dettagliata ricerca di tutti gli elementi che hanno creato
paura negli uomini: le
forze della natura e gli
agenti atmosferici, come
il vento, il tuono, il fulmine, la pioggia e la grandine, l’arcobaleno, le nuvole; l’aria popolata di
spiriti; i corpi celesti; gli
animali; le divinità temute come il demonio, gli
spiriti, i folletti, le anime
dei trapassati e, naturalmente, le streghe; le malattie; le piante; l’inizio o
la fine di ogni operazione; oggetti considerati
intoccabili e così via. Di
ogni elemento l’autore
presenta i termini dialettali, nelle loro molteplici
varianti, le espressioni
più curiose o caratteristiche, alcune usanze particolari, poi ne illustra l’etimologia e l’origine. Gli
schemi interpretativi, in
definitiva, si riducono a
pochissimi: la credenza,
SONDRIO L’ISTITUTO PIO XII E LA MEDIA TURCHI
A scuola: mostre e teatro
i è chiusa la mostra dedicata al
tema della salvaguardia dell’ambiente curata dagli studenti del Liceo Pio
XII e dagli alunni della
secondaria di primo grado Maria Cecilia Turchi.
Poco meno di 1500 i visitatori. Una ventina gli
studenti del Pio XII e del
Donegani coinvolti come
guide. A testimonianza
del gradimento della mostra moltissime le frasi di
felicitazione lasciate dai
visitatori e i complimenti alle guide per la loro
preparazione. I ragazzi
sono stati preparati a
questo compito da un corso tenuto dai docenti di
area scientifica del Pio
XII, in particolare le professoresse Maddalena
Forni, Francesca Rogantini e il professor Gaetano Conforto. Gli esperimenti invece hanno visto
il coinvolgimento di molti altri docenti sempre del
Pio XII e della media
Turchi.
I più contenti di tutti
sono proprio loro, i ragaz-
S
zi che hanno svolto questo ruolo e che hanno lasciato scritto sul registro
dei visitatori a mostra
ormai conclusa: «Oggi è
l’ultimo giorno che è
aperta la nostra amatissima mostra sull’Atmosphera, penso che da oggi
non avremo più niente da
fare. Eravamo convinti di
annoiarci tantissimo invece fare le guide qui è
stato fantastico!».
Quando un lavoro proposto dai docenti viene
chiamato “nostro” dagli
alunni la scuola ha adempiuto alla propria
promessa.
I ragazzi della secondaria di primo grado “Maria Cecilia Turchi” insieme con i ragazzi della
quinta classe della primaria “Don Primo Lucchinetti” portano in scena: Ce n’è troppo di Natale spettacolo liberamente tratto dall’omonimo racconto di Dino Buzzati. Lo spettacolo è stato elaborato nel corso di
un laboratorio. L’idea di
Buzzati, il bue e l’asino
che lasciano il Paradiso
degli animali per fare un
salto sulla Terra nei giorni delle festività natalizie,
ha dato luogo a una profonda riflessione su quello che rimane oggi, nel
mondo occidentale troppo ricco e inutilmente pieno, del vero significato
del Natale. Si è voluto costruire un testo ironico, a
tratti esilarante, ma profondamente amaro, nel
rispetto dello stile di Buzzati. Le situazioni e i dialoghi non dell’autore sono stati suggeriti dagli
alunni stessi, elaborati in
classe con le insegnanti
e poi formalizzati nel corso del laboratorio. Ne è risultato uno sguardo piuttosto severo sul mondo
degli adulti ai quali i ragazzi non hanno fatto
sconti. Ma sarà un messaggio di speranza a mettere la parola fine allo
spettacolo. Appuntamento, presso l’Auditorium Torelli di Sondrio, alle ore 20.30 venerdì 11 dicembre. Sceneggiatura e regia: Roberta De Devitiis
molto diffusa presso gli
antichi, che le varie realtà naturali fossero popolate di spiriti, buoni o cattivi, che dovevano essere
invocati o allontanati con
riti e formule magiche; la
diffusa concezione terimorfa, cioè che alcune divinità o figure mitologiche avessero forma di
animali; la credenza,
molto diffusa in passato,
che la parola avesse la
forza creatrice (o evocatrice) del proprio contenuto. «La sua emissione era
considerata senza ritorno, come una freccia scoccata al bersaglio, destinata a colpire comunque».
Da qui tutte le forme più
fantasiose per indicare le
realtà innominabili, soprattutto quelle portatrici del male, prima fra tutte il demonio. Il ricercatore non tralascia nulla,
nemmeno quegli aspetti
che ci appaiono banalissimi e insignificanti, come
le strampalate filastrocche che i bambini usano
per fare la conta. Al loro
interno possono infatti
nascondere elementi che
ci rinviano ad antichi
miti. Qualche esempio?
Quella che inizia con ambarabà cicci coccò indica
tre civette (o sorelle) delle quali una fila, una taglia, una fa qualcos’altro… sono le tre Parche
della mitologia, che sovrintendono alla vita
stessa! Quel particolarissimo fenomeno che si
manifesta quando piove
e contemporaneamente
ci sono sprazzi di sole ha
poi creato una filastrocca
che è presente (con mille
varianti) praticamente in
tutto il mondo. «C’è un’universalità di rappresentazione che è comune a
culture lontane, quasi
che i popoli diversi si siano incontrati casualmente sulle stesse vie dell’immaginario». C’è poi quell’inquietante immagine
della vecchia, ricorrente
in molte credenze, espressioni ed anche toponimi
della nostra provincia,
che costituisce una «proiezione in sconfinata lontananza della preistorica
signora del tempo e degli
elementi» (la dea madre).
Uno degli aspetti più sorprendenti dell’opera di
don Remo, quindi, è proprio questo. La realtà culturale e linguistica dei
nostri paesi, ci appare
spesso sfilacciata, per la
presenza di tanti termini e gesti incomprensibili e con i dialetti differenti fra loro a pochi passi di
distanza. Se però viene
indagata con la capacità
di prendere i fili che giungono fino a noi e risalirli
a ritroso, questi ci riportano ad un grande tessuto che è comune non solo
alle genti alpine, ma ad
una più vasta civiltà europea.
A questo punto sembra
persino superfluo aggiungere che il libro costituisce un regalo di sicuro
valore in occasione delle
prossime festività natalizie. Siccome è stato pubblicato in Germania, da
noi ha una rete distributiva piuttosto limitata. È
reperibile presso la libreria Della Cagnoletta di
Sondrio e nelle sedi di Tirano e Grosio dell’Idevv.
La presentazione ufficiale sarà fatta nell’assemblea annuale dell’Idevv, sabato 2 gennaio, a Sondrio.
CIRILLO RUFFONI
CON L’ASSOCIAZIONE AD FONTES,
PUBBLICAZIONI E VISITE GUIDATE
Mercoledì 9 dicembre, presso la sede di Sondrio del Centro servizi al volontariato, l’associazione culturale Ad Fontes, ha presentato
le sue pubblicazioni cartacee: Passeggiate a
Morbegno (Evangelina Laini) e Il santuario della Madonna della neve e di San Carlo in Chiuro
(mons. Felice Rainoldi) e delle importanti novità che interessano il sodalizio: il rinnovo del sito
con nuove sezioni (gli “Strumenti” nella voce ricerca) e nuovi contenuti (tra i numerosi di recente pubblicati, la novità degli utilissimi indici
a corredo della pubblicazione di mons. Rainoldi
su Chiuro). I volontari hanno inoltre annunciato la visita guidata alla sacrestia di San Giovanni Battista di Morbegno, di recente valorizzata con uno studio curato dallo stesso monsignor Rainoldi, in programma domenica 20 dicembre alle ore 14.30.
Il motto Ad fontes bene sintetizza le finalità di
questa Associazione culturale che promuove
una avventurosa risalita. Le fontes ricercate
e studiate sono le vestigia che vengono da lontano, iscritte nella storia delle terre della diocesi di Como. L’associazione promuove progetti di ricerca e di sperimentazione a supporto
della conservazione e della valorizzazione
delle fonti storiche locali, nelle loro diverse
forme e contestualizzazioni. Mira ad una divulgazione scientifica della storia locale, promuovendo le occasioni di cultura presenti sul
territorio e diffondendo la conoscenza di nuove
proposte editoriali. In questa prospettiva, numerose iniziative dell’associazione si rivolgono all’ambito della scuola.
CRONACA
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SondrioIncontri
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
SONDRIO L’ESPERIENZA DELLA FONDAZIONE COMETA, INIZIATIVA NATA A COMO VENT’ANNI FA
La storia di una città nella città
R
ecentemente, il
Centro culturale
“Don Minzoni”
ha invitato a
Sondrio presso
la sala Vitali del Credito
Valtellinese Innocente
Figini, presidente dell’Associazione “Cometa”
di Como, perché presentasse, nel corso dell’incontro pubblico intitolato La
città nella città, la realtà e il senso di quell’esperienza educativa.
«”Cometa” nasce dapprima da due famiglie che
scelgono di mettersi insieme per offrire un’accoglienza così vera che un
ragazzo ha descritto questo come il luogo dove già
dalla prima volta ci si saluta come se ci si conoscesse da sempre - ha
detto introducendo la serata il presidente del
“Don Minzoni”, Aurelio
Benetti. Subito dopo si è
entrati nel vivo dell’esperienza con la visione del
filmato con cui “Cometa”
si era presentata nel
2007 al Meeting di Rimini. A parlare sono i protagonisti, ragazzi e adulti, figli naturali e affidatari, genitori e operatori,
e da quello che dicono
traspare il fascino della
bellezza della proposta e
dell’accoglienza. È come
una linfa che dall’uno si
trasmette all’altro, dal
più piccolo al più grande:
dalla bambina, figlia naturale, che, quando sono
arrivati in casa alcuni ragazzi in affido, ha avuto
paura che le portassero
via l’affetto dei genitori,
ma poi, quando ha visto
una ragazza piangere per
non aver potuto visitare
la mamma, ha capito che
anche loro avevano bisogno di quell’affetto che lei
già riceveva nella sua famiglia; o la ragazza che,
venuta per un tirocinio
universitario, è stata presa per mano da un bambino che l’ha condotta
nella propria stanza per
mostrarle le foto dei suoi
tanti, tantissimi fratelli; o
la psicologa che, appena
arrivata, ha visto sbucare figli da ogni parte, ma
poi, giorno dopo giorno,
ha imparato a riconoscerli e hanno iniziato a volerle bene. «Noi abbiamo
visto le interviste, quando il filmato era già montato - ha spiegato Figini e siamo rimasti sorpresi
e commossi a sentire
quello che dicevano i nostri figli naturali e abbiamo capito come i sacrifici, che a volte chiediamo
loro, sono la strada, perché scoprano i desideri
più veri che hanno per la
loro vita».
L’esperienza di “Cometa”
ha avuto origine vent’anni fa da un incontro di
Innocente Figini con don
Luigi Giussani. «È stato
uno di quegli incontri che
cambiano totalmente le
prospettive e ha portato
me e mia moglie a cominciare a camminare nella
vita pieni di gioia per
quello che avevamo ricevuto». Gli eventi incalza-
no: suo fratello Erasmo
riceve la richiesta di affido di un bambino sieropositivo e gli chiede aiuto. Quell’esperienza che
dura un anno e gli permette di scoprire che la
comunione nata fra le
due famiglie, è un dono
preziosissimo che aiuta a
fare memoria di ciò che
ha cambiato le loro vite.
«Così nacque il desiderio
di rivivere un’esperienza
del genere - ha proseguito Figini - Siamo tornati
da don Giussani, che ci ha
detto che dovevamo vivere la comunione tra di
noi. La storia di “Cometa” è nata da qui e potrebbe finire domani, però ciò
che resta è l’esperienza
di famiglie che, vivendo la
comunione, si sono aperte all’accoglienza. Don
Giussani invitava a non
dar vita a un’opera di carità, ma di comunione,
perché questa è la verità
della vita e ci insegnava
a non misurarne la fatica, ma a viverne la gioia.
Il passo successivo e naturale è stato l’accoglienza e così adesso siamo
quattro famiglie, le nostre e altre due. Viviamo
in quattro appartamenti
separati, ciascuna famiglia ha sei figli in affido,
perché la legge non permette di averne di più, i
figli naturali sono quattordici e con quelli in affido siamo una cinquantina di persone. I momenti in comune sono la cena
alla sera e nella cappellina davanti al Santissimo, che mons. Maggiolini
ci ha lasciato, la preghiera e la discussione dei
problemi della giornata».
Venendo, quindi, a parlare dell’educazione, Figini
ha detto che consiste nella lotta continua per sradicare la mentalità moderna che vuole distruggere i desideri più veri del
cuore dei nostri ragazzi.
Poi ha ricordato che
l’educazione non è un discorso, ma un’esperienza
che testimonia ai figli che
gli adulti vivono perché
hanno un senso della
vita da proporre. «A un
Il circolo culturale “Don Minzoni”
ha invitato il presidente Innocente
Figini a illustrare i contenuti di questo
progetto che sta assumendo contorni
e caratteristiche sempre più ampie
di PIERANGELO MELGARA
certo momento, come in
tutte le famiglie, un figlio
(il maggiore) ha cominciato a contestare, proprio quella forma di vita.
Diceva di non capirla.
Proprio in quel momento è arrivata la richiesta
di affido residenziale per
tre fratelli, che già frequentavano “Cometa” da
qualche anno. Il maggiore di loro era un amico del
mio maggiore. Come
sempre, davanti a una richiesta di affido ne parliamo con i figli. Quella
volta, tenendo conto del
disagio del maggiore, abbiamo detto chissà dove
andranno, se dallo zio
Erasmo, da Paolo, o da
Lorenzo. Però, quando
tutti sono stati a letto,
mio figlio mi ha chiamato - accade di rado, perché
i figli adolescenti non
parlano coi genitori - per
dirmi: “Papà, devo chiederti una cosa impossibile, perché non so come si
fa a passare da nove a
dodici, ma quei tre devono restare da noi, hanno
già sofferto troppo nella
vita”. Da quel momento
la vita di mio figlio è cambiata, è nata in lui una
paternità un po’ acerba
che lo ha riaperto alla
vita, perché la comunione è la forma di vita che
più aiuta ad educare i
nostri figli: invece di essere loro il centro del
mondo, vedono la realtà
della vita nella sua interezza». E ancora, ecco che
il suo secondo figlio (Innocente ha sette figli naturali) a quindici anni
cade nella crisi più totale. «Era il figlio che ritenevo più geniale nel rapporto con la realtà e da
lui proprio non me l’aspettavo. Ebbene, in quei
giorni passa da casa don
Giorgio Pontiggia. Gli
chiedo di parlargli perché
non sapevo più come
prenderlo: don Giorgio gli
propone non solo di andare a scuola a Milano,
ma anche di abitare presso la famiglia che lui gli
avrebbe trovato. Un mese
dopo, nostro figlio ha accettato la proposta. A Pasqua, don Giorgio mi ha
chiamato e annunciato:
tuo figlio è risorto! Potete immaginare come ci
siamo sentiti: noi curiamo i figli degli altri e per
ripartire nella vita nostro
figlio ha dovuto allontanarsi da noi! Questo mi
ha fatto capire che noi
non pensiamo di aver davanti un “mistero”, ma un
meccanismo. Invece, se
non sono loro a darsi una
risposta che trovano adeguata, anche se è uguale
alla nostra, per loro rimane inadeguata e non ragionevole. Ma per amare
la loro libertà fino a lasciarli andare dobbiamo
proprio essere certi di
aver incontrato nella vita
il bene più grande che risponde al nostro desiderio. Allora cominciamo a
volere che ciò accada anche per i figli, anche se
questo significa lasciarli
andare». Riguardo alle
famiglie Figini osserva
che oggi da sole non ce la
fanno più a educare, perché è come se non avessero più certezze da proporre. «Oppure abbiamo
delle certezze e vorremmo far incontrare ai nostri figli quello che noi
abbiamo incontrato, facendo la strada che noi
abbiamo in testa, attraverso le persone che pensiamo noi e, soprattutto,
attraverso di noi. Però le
cose non stanno così, perché ognuno è un “mistero” e più andiamo avanti, più è chiaro a tutti noi,
che siamo lì a servire
l’opera di un Altro. Tanti,
vedendo nel filmato la
confusione a tavola, chiedono come facciamo a vivere così, ma è proprio la
comunione l’aiuto più
grande ad avvertire la
presenza del Mistero nella nostra vita, perché o è
una rottura di scatole tutti i giorni e allora la vita
è impossibile, oppure c’è
una tensione continua a
riconoscere che il Mistero entra nella vita attraverso quelle facce che
anche voi avete visto. La
comunione con Lui passa attraverso di loro e
questo rende la vita più
piena e più felice». Figini
tiene a riaffermare ancora una volta che la storia
di “Cometa” non è nata
da un progetto, ma da
una vita che si è dilatata
nel dinamismo delle richieste di aiuto, delle
nuove leggi, dei benefattori, dei volontari, oggi
cresciuti a duecento.
L’Associazione “Cometa”
è nata nel 2000 ed è diventata proprietaria dell’immobile; più tardi è
subentrata la Fondazione “Cometa”, con lo scopo di ampliare gli spazi,
di permettere ad altre famiglie di arrivare e di
dare la maggiore visibilità possibile all’esperienza. «Infine, è arrivata “La
Città nella Città”, che
don Giussani ci diceva
che doveva essere un luogo che testimoniava la
certezza di un bene comune nell’incontro tra
uomini e, poiché presto
gli uomini non sapranno
più comunicare tra loro,
devono sorgere dei luoghi
vedendo i quali il desiderio possa rinascere nell’uomo. Ci diceva che si
doveva costruire una realtà sociale con le famiglie, la scuola, le botteghe
e anche i vecchi, che non
vanno lasciati soli nelle
case di riposo ad attendere la morte. Quegli spunti hanno avuto uno sviluppo, quando tre anni fa
è stata resa edificabile
l’area più vicina. L’incontro con la Fondazione
Oliver Twist ha fatto il
resto: noi abbiamo proposto il progetto per la scuola, loro l’hanno approvato e ne hanno finanziato
la costruzione». «La scuola è nata per alcuni ragazzi che avevano abbandonato ogni percorso
di istruzione - ha spiegato il dirigente Alessandro Mele -, perché alcune famiglie ci avevano
chiesto di aiutare i loro
ragazzi a costruirsi un
futuro. Così abbiamo proposto un’educazione attraverso il lavoro, per aiutarli a diventare uomini».
Emblematica di questa
esperienza è la storia di
un centinaio di scocche di
sedie donate da una fabbrica di mobili. Da queste sono venute cento sedie, pezzi unici decorati e
tappezzati con tessuti di
tendenza, messi in mostra e venduti all’asta con
un successo straordinario. «La stampa internazionale ha ripreso la storia e dei ragazzi, senza
prospettive, sono diventati degli eroi. Adesso,
quello del decoratore è
diventato un mestiere
per loro e abbiamo aperto un’attività con una
falegnameria e un laboratorio di restauro. A settembre i ragazzi sono andati a Parigi e hanno esposto altre quaranta sedie nel negozio di tessuti
d’arredo più importante
della città. Stiamo scoprendo che quanto più si
investe con questi ragazzi, tanto più rispondono
in modo sorprendente.
Questo accade perché nel
cuore di ognuno c’è un
desiderio di bellezza e di
verità e perciò la bellezza educa, proprio perché
il cuore dell’uomo è fatto
per la bellezza».
P A G I N A
32
CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
SONDRIO SUCCESSO PER LA MOSTRA PROMOSSA DALLA REGIONE LOMBARDIA
Se imparare è un’esperienza
S
PROTOCOLLO DI SICUREZZA
URBANA PER TIRANO
Il 3 dicembre il Prefetto di Sondrio e il sindaco
di Tirano hanno firmato in Prefettura il Protocollo di intesa sulla sicurezza urbana. Il protocollo risponde all’esigenza di garantire un più
elevato livello di sicurezza urbana, individuando preventivamente i fattori di insicurezza e disagio sociale attraverso l’interazione tra le forze
di Polizia locale e statale, che già hanno efficacemente collaborato per rispondere all’aumentata sensibilità in tale ambito. E’ stata, pertanto, avviata un’intesa che ha portato alla realizzazione di un progetto di videosorveglianza di
alcune aree cittadine per una più stretta cooperazione tra i diversi organi di Polizia diretta a
raggiungere la massima integrazione dei servizi e realizzare un più efficace sistema di prevenzione del crimine e degli atti di inciviltà e disordine. Il Protocollo prevede la realizzazione delle
derivazioni idonee per l’operatività del sistema
di videosorveglianza con attestazioni di terminali nella sala operativa del Comando Compagnia Carabinieri di Tirano, nonché ogni utile
misura per migliorare ulteriormente il rapporto
di collaborazione, ivi incluso, un progetto didattico di educazione alla legalità, rivolto al mondo
scolastico. Alla cerimonia erano presenti i rappresentanti delle Forze dell’Ordine provinciali
e il Comandante della Polizia locale di Tirano.
A BORMIO LA MOSTRA
UN SORRISO PER L’ARCA
Dal 23 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010, a
Bormio si svolgerà la mostra fotografica
dal titolo “Un sorriso per l’Arca”. Gli scatti
di Fulvio Zubiani di Sondalo comporranno l’esposizione che sarà allestita nelle sale dell’ex
Ginnasio di Bormio. Sono in tutto una quarantina di immagini in bianco e nero, che l’autore specializzato da molti anni in fotografia sociale
- ha realizzato in Kazakistan nell’aprile 2009,
nella missione dove lavora padre Guido Trezzani,
di Bormio. Oltre alla valenza artistica, l’esposizione si propone anche di raccogliere fondi da
destinare ai progetti e alle attività promosse
svolte nel villaggi rivolte ai bambini.
UNA LETTERA PER IL MORELLI
Nei giorni scorsi il sindaco di Sondalo, Luigi
Grassi, e l’assessore alla sanità Luigi Mescia,
hanno scritto una lettera alle autorità regionali
sollecitando la convocazione di un tavolo istituzionale e l’approvazione della proposta di legge
di iniziativa popolare per l’autonomia dell’Ospedale Morelli di Sondalo. «Dopo l’impegno - si legge nella lettera -, in ambito locale, per il riassetto e il rilancio della struttura, è auspicabile l’attivazione delle autorità competenti in materia».
L’invito a prendere in esame la proposta di restituire l’autonomia al nosocomio sondalino nasce dalla necessità di stringere i tempi, in considerazione della scadenza ormai prossima della
legislatura regionale.
LA POLIZIA DI PROSSIMITÀ
SULLE PISTE DA SCI
Anche quest’anno, nelle principali stazioni
sciistiche della provincia di Sondrio, è operativo
il “servizio di sicurezza e soccorso in montagna”
svolto da personale della Polizia di Stato. Il servizio, predisposto dal Questore di Sondrio,
Michelangelo Barbato, ed ispirato al concetto della “Polizia di Prossimità”, è finalizzato alla
vigilanza delle piste sci al fine di prevenire comportamenti in contrasto con la normativa in vigore o comunque pericolosi ed a prestare soccorso in caso di incidenti. Gli operatori sono preparati presso il Centro Addestramento Alpino della Polizia di Stato di Moena, ove conseguono una
specializzazione che consente loro di far fronte
a qualsiasi emergenza. Nella passata stagione
invernale, gli agenti della Polizia impiegati nel
settore hanno effettuato, in totale, 1725 interventi fra Chiesa Valmalenco, Aprica, Livigno, Bormio e Madesimo. Si è trattato, soprattutto, di attività conseguenti a cadute o a collisioni tra sciatori. Complessivamente sono state
accertate 204 violazioni di carattere amministrativo, in prevalenza per inosservanza della legge
sulla segnaletica; sono state denunciate alla Prefettura 19 persone, per l’assunzione di sostanze
stupefacenti; sono state segnalate all’autorità
giudiziaria 2 persone, per detenzione e spaccio
di sostanze stupefacenti; sono stati sequestrati
circa 39 grammi di hashish e cocaina.
i è chiusa lo scorso sabato “Imparare è un’esperienza”, l’esposizione inaugurata
il precedente lunedì nell’auditorium della sede
territoriale della Regione
in via del Gesù e allestita per far conoscere l’impegno della Regione nell’ambito dell’istruzione,
della formazione e del lavoro. Fotografie, filmati,
numeri, grafici e interviste hanno accompagnato,
durante questa settimana, i visitatori alla scoperta del sistema Dote, insieme di risorse e servizi destinati ai cittadini in formazione e ai lavoratori.
La mostra ha raggiunto Sondrio dopo essere già
stata presentata in nove
capoluoghi lombardi, oltre che a Verona. Dopo la
tappa sondriese, Cremona sarà l’ultima città ospitante. “La persona al
centro”, “Il bisogno che
muove” e “Le relazioni
che fanno crescere” sono
le tre sezioni in cui l’esposizione è stata divisa.
Ciascuna di esse è stata
introdotta da tre fotografie in bianco e nero realizzate da Elio Ciol, uno
dei fotografi italiani più
noti al mondo. Le immagini esposte, scattate in
Lombardia negli anni
’50, rappresentano, con
forte carica simbolica, i
valori da cui partono le
riforme.
La mostra presenta poi
tre filmati, dedicati alla
scuola, alla formazione e
al lavoro, per raccontare
gli esiti delle politiche
lombarde attraverso interviste ad alunni, professori e genitori. Completa
la sezione audiovisiva
un’intervista del governatore Roberto Formi-
goni che riassume i collegamenti tra le politiche
regionali, dalla legge sul
lavoro alla legge sull’educazione, dagli strumenti
del Buono Scuola alla
Dote.
Sono stati esposti in
mostra anche alcuni lavori particolarmente significativi, realizzati dagli allievi di tre diversi
centri di formazione della Regione, che contribuiscono a rendere concreta e visibile la rappresentazione dei risultati del
lavoro fatto in Lombardia. Si tratta della Sedia
di Cometa, costruita dai
ragazzi del CFP di Como
insieme ai maestri artigiani del legno e del tessile, del violino modello
Andrea Amati, costruito
dalla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona, e del disegno della “caffettiera” presentato all’esame da uno studente del CFP di Lodi.
All’inaugurazione, dopo gli onori di casa, svolti
dal dirigente dello Ster,
Felice Mandelli, ha preso la parola il consigliere
regionale Gianmaria
Bordoni che ha sottolineato come la formazione
professionale sia un elemento fondamentale dell’azione politico-amministrativa. «Chi si dedica
con passione alla formazione per un mestiere –
ha affermato Bordoni –
otterrà certamente grandi soddisfazioni. Viviamo
in una provincia montana con difficoltà di collegamenti e i giovani non
possono quindi affrontare lunghi viaggi per la
loro formazione: per questo sul nostro territorio
sono presenti numerosi
centri rivolti alla formazione turistica o a quella
di arti e mestieri. Il mio
augurio – ha poi proseguito, rivolgendosi agli
alunni della quarta A
dell’istituto Besta presenti all’inaugurazione –
è che possiate diventare
così bravi come i ragazzi
che hanno realizzato le
opere esposte nella mostra e che i vostri insegnanti siano in grado di
trasmettervi le giuste conoscenze affinché possia-
te inserirvi nella tradizione operosa dei valtellinesi». La parola è poi andata a Francesco Pratola,
rappresentante della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione, che
ha spiegato come i curatori della mostra siano
stati capaci di tradurre in
immagini e testi il linguaggio giuridico e amministrativo delle azione
messe in atto dalla Regione con il sistema Dote.
«L’idea della mostra – ha
aggiunto uno dei curatori, Flavio Viganò – è quella di raccontare come si
sono sviluppate le riforme in ambito di istruzione, formazione e lavoro e
far vedere come essere
siano entrate nella vita
dei cittadini coinvolti in
questi ambiti». «Protagonista assoluto della mostra – si legge infatti nella presentazione – è la
persona, fine ultimo, motore e soggetto di ogni
politica di Regione Lombardia. Il progetto espositivo si sviluppa proprio
attraverso la creatività
della gente lombarda e la
ricchezza umana del territorio in cui vive. Racconta di studenti che oggi,
grazie alle tante proposte
educative, possono scegliere il percorso più adeguato alle loro esigenze;
illustra un sistema integrato di leggi dedicate all’istruzione, alla formazione e al lavoro, che sostiene la persona nella
sua crescita professionale e umana, favorendola
nei momenti di crisi; descrive i segni del cambiamento in atto nella società lombarda: le opportunità, gli strumenti e le
nuove occasioni».
A.GIA.
CON SAO MATEUS PROSEGUE IL GEMELLAGGIO SOLIDALE
Sondrio, calendario di solidarietà
on 20 euro al mese ognuno di noi
può aiutare a ricostruire la vita
dei bambini di
strada di São Mateus, città brasiliana gemellata
con Sondrio. La nuova
amministrazione comunale di São Mateus
ha riconosciuto ufficialmente e ratificato la relazione di cooperazione,
amicizia e scambio nata
nel 2004 con l’associazione A dança da Vida per
dare concretezza, efficacia e continuità al rapporto di gemellaggio e attuare progetti di solidarietà
in grado di promuovere lo
sviluppo della parte più
povera ed emarginata
della popolazione brasiliana. Il Comune di
Sondrio, da parte sua, in
aggiunta ad un contributo economico di 4mila
euro sui 31mila necessari ogni anno a portare
avanti le attività formative ed educative dell’associazione, si è impegnato ad operare affinché la
città di Sondrio riconosca
C
il gemellaggio e adotti a
distanza il progetto “Ricostruire la vita”, per dare
un futuro, con 20 euro
mensili, ai bambini e alle
bambine di strada di São
Mateus permettendo loro
di studiare e apprendere
una professione. «Il nostro obiettivo – ha spiegato Francesco Racchetti, presidente dell’associazione A dança da
Vida – è quello di raggiungere i 200 sottoscrittori per poter dare continuità e finanziare nel
tempo questi progetti. Il
calendario ricorda ogni
giorno dell’anno la relazione di fraternità che sta
alla base del gemellaggio, è significativo ed importante che sia presente nelle case, nelle scuole, negli ambienti sociali». Il calendario 2010
“educar para vencer”
è dedicato ai lavori svolti
dalla gente più povera
del Brasile: la lavandaia
che va a prendere i panni sporchi delle famiglie
borghesi per lavarli all’aperto e poi riconsegnarli (costa meno rispetto al consumo di una lavatrice), lo “schiavo” che
lavora il carbone, i pescatori, gli scaricatori al porto, le persone che riciclano bottiglie di plastica,
lavorano la manioca o
quant’altro… Come sempre, le immagini sono affidate agli occhi e al cuore del noto fotografo valtellinese Franco Garlaschelli che è stato in
Brasile e ha conosciuto le
persone che sono poi diventate protagoniste del
calendario, per regalarci
ogni mese le loro storie di
povertà, dignità e speranza. I proventi della vendita (con un’offerta minima a partire da 10 euro
a copia) andranno a finanziare progetti educativi rivolti ai figli delle
persone che sono ritratte
da gennaio a dicembre
dell’anno che verrà. Il calendario si può trovare
presso lo Sportello del cittadino di palazzo Pretorio, la Bottega della Solidarietà e il Centro Servizi per volontariato. «Il
gemellaggio è importante per noi prima ancora
che per gli abitanti di São
Mateus – ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali del Comune
capoluogo Carlo Ruina
– è necessario che una
città come Sondrio si
apra per contrastare i
meccanismi della crisi
economica che stiamo attraversando. Il gemellaggio è un obiettivo e una
scelta politica importante di questa amministrazione».
MASSMEDIA
P A G I N A
33
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
L’ASILO DEGLI ORRORI: IMMAGINI CHE LASCIANO SENZA PAROLE
COME UN PUGNO NELLO STOMACO
P
ietà,commozione,
compassione, tenerezza, risentimento, desiderio di giustizia… Le
immagini dei maltrattamenti riservati a un gruppo di
sfortunati bambini ospiti (se così
si può dire) di un asilo infantile
da parte di due “maestre” dai
metodi poco ortodossi, diffuse nei
giorni scorsi, hanno suscitato
emozioni e sentimenti contrastanti. Appena avuto a disposizione il video utilizzato dagli
inquirenti per incastrare le colpevoli, i telegiornali nazionali
non hanno esitato a mandarlo in
onda nelle fasce di maggiore
ascolto quelle in cui – oltre agli
adulti – moltissimi bambini assistono ai notiziari televisivi.
Erano le prove che gli inquirenti volevano avere quando, a
seguito delle ripetute segnalazioni di alcuni genitori e di altri
operatori, hanno piazzato nell’asilo alcune telecamere nascoste. E quando i militari sono intervenuti con un blitz, hanno sorpreso una delle due aguzzine in
flagranza di reato. Il video, dunque è agli atti giudiziari come dimostrazione di un crimine. Ma
agli atti mediatici a che cosa serve? Era indispensabile mostrarlo al vasto pubblico, renderlo disponibile on line all’interno delle testate giornalistiche, riprodurne ampiamente i fotogrammi
sulle pagine dei quotidiani? Probabilmente no. Ma nell’epoca
dell’informazione sensazionalistica e della comunicazione
shock, i mezzi di comunicazione
non potevano certamente lasciarsi sfuggire l’occasione. Il
fattaccio, d’altronde, è di quelli
che suscitano emozioni anche nei
cuori meno teneri, dato che ci
sono di mezzo dei bambini piccoli, addirittura piccolissimi. E non
c’è dubbio che le protagoniste in
negativo di questa storia avranno la loro punizione, sia per via
giudiziaria che quando sconteranno la loro pena in carcere. Fra
i detenuti, quelli che si rendono
colpevoli di violenze sui bambini
sono considerati tra i più “infami” e per questo vengono normalmente tenuti in regime speciale (a tutela della loro stessa
incolumità fisica contro le ferree
regole delle “leggi non scritte”
della prigione). Ma la persuasione che diffondere pubblicamente
le immagini sia un’ulteriore violenza verso le piccole vittime non
muore. Anche se i volti dei bimbi
percossi, strattonati, rinchiusi al
buio o costretti a forza a mangiare sono stati oscurati, il nostro
sguardo spione sulle sevizie subite non fa altro che esporli a una
violenza ulteriore. Quella dei
nostri occhi spalancati e dei nostri sguardi attenti che registrano la loro tenera impotenza, l’innocenza violata e la fiducia tradita. E la nostra pur comprensibile curiosità, ancora una volta, rischia di trasformarsi in
voyeurismo. La deontologia dei
giornalisti impone di non mostrare immagini di violenza o
contenuti particolarmente im-
pressionanti, a meno che ciò non
sia strettamente necessario ai
fini della completezza dell’informazione. Il nostro desiderio di
sapere tutto e di “vedere per credere” è la spinta che induce i
media a trasgredire anche le re-
gole più elementari, sapendo che
in questo modo catalizzeranno la
nostra attenzione. Anche e soprattutto, come sempre, a spese
dei più deboli. Nonostante tutto,
le immagini girate nell’asilo dei
maltrattamenti non erano da
mostrare al vasto pubblico
mediatico. Ora che questo è successo, teniamo presente il caso
per essere ancora più dolci, teneri e amorevoli con i nostri bambini. Non meritano altro.
Marco Deriu
Contro ogni barriera
“Internet for Peace” è il nome del progetto con il quale l’edizione italiana della celebre rivista Wired
ha ufficialmente candidato la Rete al prossimo Premio Nobel per la Pace 2010. L’idea è di Riccardo
Luna, direttore di Wired Italia appunto, che in occasione delle manifestazioni di Science For Peace
Live, a fine novembre scorso, ha lanciato la scommessa di una candidatura della Rete che nasca e sia
promossa dalla Rete stessa.
Wired, nata a San Francisco in California nel marzo del 1993, è anche nota come “la Bibbia di Internet”;
fondata dall’italo-americano Louis Rossetto, è ben presto diventata la rivista di riferimento per le
tematiche di carattere tecnologico, un punto privilegiato di osservazione per capire come la tecnologia sia in grado di influenzare la cultura, l’economia e la politica.
Secondo Riccardo Luna “dobbiamo guardare ad Internet come ad una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a
diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet può essere considerato per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di
abbattere l’odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le
ultime elezioni e il ruolo giocato dalla Rete nella diffusione delle informazioni altrimenti prigioniere
della censura sono solo l’ultimo esempio di come Internet possa divenire un’arma di speranza globale”. L’iniziativa, che vedrà coinvolti numerosi ambasciatori e supporters (fra tutti il Premio Nobel per
la Pace Shirin Ebadi, il Professor Umberto Veronesi, lo stilista Giorgio Armani), ha già riscosso numerose adesioni, non soltanto tra il popolo delle Rete, ma anche da grandi aziende come Sony Ericsson,
Tiscali, Fineco, Fastweb, Microsoft Italia, Telecom Italia, Unendo Energia, Vodafone Italia, Citroën e
H3G. Per sostenere la candidatura sono stati realizzati un sito internet (www.internetforpeace.org)
ed un canale speciale su YouTube. Il progetto è stato lanciato, non a caso, a pochi giorni dal viaggio
del Presidente Obama, premio nobel per la pace del 2009, in Cina; un viaggio che ha avuto come protagonista, da un lato, proprio la Rete ed il suo potere democratico e, dall’altro, la “Grande Muraglia
di Fuoco” (il complesso ed efficiente apparato di censura di Internet di Pechino). In quella occasione
Obama, davanti ad un nutrito gruppo di studenti, si era detto “contrario alla censura, anche quella
che colpisce Internet”, creando non pochi imbarazzi tra le fila del regime cinese.
Antonio Rita
LUGANO UNA SERIE DI CONCERTI PER RICORDARE L’ARTISTA POLACCO
I GIOVANI SUONANO CHOPIN
Schumann
Konzertstuck in fa
maggiore op. 86
per quattro corni
e orchestra
O
ltre ai tre concerti per
pianoforte, per violino e per violoncello,
Robert Schumann
(1810-1856) scrisse
alcuni lavori ispirati al principio
concertante, come questo Konsertstück composto nel 1849. La
prima esecuzione ebbe luogo il
25 febbraio dell’anno successivo
al Gewandhaus di Lipsia. Si ritiene, anche se la notizia è dubbia, che in quell’occasione il virtuoso Eduard Pohle eseguisse
l’ardua prima parte su un corno
naturale, mentre solo due dei
quattro solisti utilizzassero i
nuovi corni a chiavi.
Nella
produzione
schumanniana il Konzertstück
(pezzo da concerto) per quattro
corni e orchestra in fa maggiore,
op. 86 costituisce un “unicum”,
legato all’organico del tutto particolare. Il fatto che Schumann
nello stesso anno (1849) abbia
scritto anche l’Adagio e Allegro
op. 70 per corno e pianoforte fa
pensare a un certo suo interesse
verso questo strumento a fiato e
forse anche verso un determinato solista. Schumann scrisse all’amico Ferdinand Hiller che
considerava il Konzertstück “uno
dei miei migliori lavori”.
Il movimento iniziale, Lebhaft
(Vivo), è concepito secondo la tra-
n pubblico attento ed
entusiasta ha accolto
con calorosi applausi
la coinvolgente performance del celebre pianista cinese Fou Ts’ong che si è
tenuta a fine novembre a Lugano
presso l’auditorium Stelio Molo
della Radio Svizzera Italiana.
Un’affascinante viaggio musicale alla scoperta delle ultime opere di Fryderyk Chopin, il “poeta
del pianoforte” polacco, del quale si ricordano in tutto il mondo,
tra il 2009 e il 2010 l’anniversario della morte (Parigi, 1849) e
della nascita (Zelazowa Wola,
1810). Proprio in occasione di
quest a ricorrenza la “International Piano Association” e ReteDue hanno organizzato una serie
di otto recital pianistici dal titolo “Celebrating Chopin – Le forme e gli amici” che si terranno da
gennaio a novembre presso
l’auditorium della Radio Svizzera: un’interessante iniziativa
volta non solo a conoscere in
modo approfondito l’arte del
compositore polacco, ma anche
tutto il mondo culturale che ha
frequentato e influenzato la sua
esperienza umana ed artistica e
alcune opere di compositori dell’Ottocento e Novecento che ne
hanno rielaborato lo stile o
riutilizzato le forme compositive
da lui prescelte . Protagonisti di
questo interessante e ben strutturato evento saranno alcune
giovani
promesse
del
concertismo facenti parte del selezionato gruppo di studenti della prestigiosa International Piano Academy Lake Como che da
più di cinque anni ha sede presso il palazzo del Vescovo di Dongo
(CO). Ad affrontare l’intenso e
complesso repertorio chopiniano
U
GUIDA
ALL'OPERA
PEN
TA
dizionale
“Forma-Sonata”, con
un primo
tema bril- GRAMMA
lante
e
squillante e
un secondo
tema più interiore. Notevole, in
questo
tempo,
la
contrapposizione fra l’orchestra
e il quartetto di corni, nonché il
rapporto di inseguimento fra le
varie voci dei quattro solisti.
Nella Romanze: Ziemlich
langsam, doch nicht schieppend
(Piuttosto lentamente, ma senza
trascinare) si individuano due
sezioni liriche animate da imitazioni dei corni, che incorniciano una sezione centrale poco
più accesa, ma resa densa dalla
compattezza dei solisti.
Un richiamo delle trombe introduce direttamente al finale,
Sehr lebhaft (Molto vivo), pure
in “Forma-Sonata”, intensamente percorso da un materiale tematico di brillante fanfara.
Numerosi, specialmente nello
“Sviluppo” e nella “Coda”, i passaggi
che
impegnano
cromaticamente i solisti, quasi
a
voler
dimostrare
le
potenzialità timbriche del corno.
a cura di
ALBERTO CIMA
IL CALENDARIO
DEI CONCERTI
Ecco, nel dettaglio, il calendario dei concerti domenicali:
e non sono stati chiamati alcuni
degli allievi ed ex allievi che
stanno raccogliendo numerosi ed
importanti riconoscimenti artistici in ambito internazionale.
Tutti i concerti avranno inizio
alle ore 17 e saranno seguiti da
un colloquio con l’interprete a
cura di una giornalista di ReteDue.
Per chi volesse, invece, iniziare a
conoscere in un’unica serata lo
stile di questi artisti sarà possibile incontrarli in occasione del
tradizionale “Concerto di Natale”
che ogni anno l’Accademia offre
in occasione delle festività di fine
anno: sabato 12 Dicembre alle
ore 21, presso la Sala Schnabel
del Palazzo del Vescovo di Dongo,
si terrà un concerto pianistico
dove si esibiranno con un programma variegato e di immediata fruizione i sette allievi effettivi frequentanti il corrente anno
accademico. L’ingresso è libero e
seguirà un rinfresco aperto a tutti. Per ulteriori informazioni è
possibile visitare il sito:
w w w. p i a n o a s s o c i a t i o n . c h
ELENA OREGGIONI
24 gennaio: “Ricordi colorati” con musiche di F.
Couperin, F. Chopin e
R.Schumann, pianista: Cedric Pescia (Svizzera);
28 febbraio: “Il grande virtuoso” con brani di H. Herz, F.
Chopin, G. Ligeti e F. Liszt,
pianista: Alessandro Deljavan (Italia);
28 marzo: “La Diva Romantica” con brani di F.
Chopin, F. Liszt, G. Donizetti
e V. Herbert, François Dumont – pianoforte (Francia) e
Helen Kearns – soprano (Irlanda),
25 aprile: “Sera, notte e
alba” con brani di J. Field, G.
Fauré, F. Chopin e R. Schumann, pianista: Hong-Chun
Youn (Corea);
30 maggio: “Sonate” con
musiche di F. Chopin e
R.Schumann, pianista: Iulianna Avdeeva (Russia);
26 settembre: “Polacche”
con brani di W. F. Bach, A.
Skrjabin, S. Corbett, J.
Zarebski e F. Chopin, pianista: Severin von Ekardstein
(Germania);
31 ottobre: “Ballate” con
pezzi di J. Brahms, F. Chopin
e F. Liszt, pianista: Martina
Filjak (Croazia);
28 novembre: “Preludi”
con musiche di C. Debussy e F.
Chopin, al pianoforte Denis
Kozhukin (Russia).
P A G I N A
34
Il
LETTEREeCONTRIBUTI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
punto di DOMANDA Chi dona
la gioia?
a cura di MONS. FRANCO FESTORAZZI,
arcivescovo emerito di Ancona-Osimo
(GV 15,11)
La risposta a questo interrogativo è fondamentale per capire che dobbiamo vivere con gioia tutta la nostra
esistenza. Il Signore Gesù ne ha parlato in modo particolare nell’ultima cena ai suoi discepoli, mentre si
stava preparando alla sua passione, alla sua morte in croce, che ebbe come seguito la sua risurrezione.
Riportiamo un primo testo del vangelo di Giovanni: “Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia
in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15,9-11).
Allora è Gesù il Salvatore che dona la gioia, sempre in unità con il Padre e, come abbiamo già detto nella
riflessione precedente, con l’amore dello Spirito Santo (cfr Gal 5,22 e Gv 14,15 ss.).
Ma come possiamo ottenere il dono della gioia? Ecco il secondo testo del vangelo di Giovanni: “In verità, in
verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, Egli ve la darà. Finora non avete chiesto
nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16, 23-24).
Il fondamento di una vita cristiana gioiosa è una grande fede, dono straordinario di Dio, a cui consegue la
carità e la speranza, come abbiamo già meditato negli articoli precedenti. Questa fede degli apostoli nel Signore Gesù ha due momenti: quello della passione e quello della risurrezione. Infatti nell’ultima cena gli
apostoli sono “tristi” per l’attesa della morte di Gesù, che perciò Egli li incoraggia dicendo: “Ora siete nel
dolore, ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia” (Gv 16,22).
Questa gioia si verifica nell’apparizione di Gesù risorto: “I discepoli gioirono nel vedere il Signore” (Gv 20,20).
Il Vangelo di Luca termina con una duplice sottolineatura della gioia degli apostoli all’incontro con il Signore
risorto: la prima è una gioia perplessa quando appare Gesù (“per la gioia non credevano ancora ed erano
pieni di stupore” Lc 24,41: è molto interessante notare l’unione della gioia al turbamento, al dubbio e alla
difficoltà del credere nel Signore risorto che possono albergare anche in noi); poi c’è una grande gioia nel
momento in cui Gesù risorto ascende al cielo, dopo averli mandati ad annunciare il vangelo (“Essi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio”: Lc 24, 52-53). Luca continua la storia di Gesù con quella della Chiesa, negli Atti degli Apostoli. Ne citiamo solo un testo, ove si descrive la comunità primitiva nella gioia malgrado le persecuzioni e gli oltraggi per il nome di Cristo: “ I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo” (At 13,52: si tratta del primo viaggio di S. Paolo, nella città di
Antiochia in Pisidia At 13, 14 ss.; cfr anche At 5, 41).
Abbiamo già toccato una realtà, quella della gioia nella sofferenza, che riprenderemo nella prossima domanda. Per ora concludiamo la nostra risposta all’interrogativo di oggi: Dio è colui che dona a tutti gli uomini la
gioia. Con un’espressione molto significativa dobbiamo affermare che “Dio è amore; chi rimane nell’amore
rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1 Gv 4,16); con fede diciamo che Dio “ci ha amati per primo” (1 Gv 4,19;
cfr. anche l’enciclica del papa Benedetto XVI: Deus caritas est, n1, del S. Natale, 25 dicembre 2005).
Questa rivelazione della Parola di Dio (e del Magistero della Santa Chiesa) ci riempie di grande gioia, dono
della sua grazia, e apre il nostro cuore a sentimenti di ringraziamento e di amore senza limiti verso di Lui,
così che la nostra vita terrena deve diventare un’esistenza di comunione con Dio e verso tutta l’umanità,
aperti alla speranza della beatitudine eterna con il Signore, uniti alla beata Vergine Maria e a tutti i Santi
del paradiso.
PAROLE, PAROLE, PAROLE (50)
Bene - male
Abbiamo già visto alcune coppie di parole contrarie,come
bravo – cattivo oppure concreto – astratto. Oggi affronto la
coppia più ardua,fondamentale quanto al significato: bene
– male,intesi come sostantivi: il bene, il male.
Dal latino bonum - malum, che sono contemporaneamente
sostantivi ed aggettivi al neutro. Bonus nel latino classico
deriva dall’arcaico “duonos”, che significa “colui che porge
doni”.
Per Platone l’idea del Bene è al vertice delle idee che si
trovano allo stato puro nell’iperuranio, cioè “nel più alto
dei cieli”. Ovvero nel posto di Dio, Verbo creatore per i credenti monoteisti. Corrispondente, ma non del tutto, al “Primo Motore” di Aristotele.
A lungo i pensatori del passato si sono domandati se il male
esiste, cioè se ha una sua propria consistenza. I Manichei
credevano di sì. Alla realtà del bene contrapponevano la
realtà del male, dominate da opposte divinità. Religioni pagane contemplavano anche divinità malvage, da placare con
sacrifici umani. Ma il pensiero filosofico che si è imposto
successivamente nega una consistenza al male. Questo non
è che il “venire meno”, l’affievolirsi del bene, fino alla morte, fino all’azzeramento dell’esistenza. Non esiste una realtà “sottozero”, come sarebbero, in matematica, i numeri negativi. Cessato il bene, non c’è una realtà negativa, non c’è
il male: c’è il nulla assoluto.
Questo pensiero si accorda con il cristianesimo. Dio è il “sommo bene”. Non può fare il male, perché non può volerlo (catechismo di S. Pio X) perché il male non esiste.
Ma allora, quando si dice che una persona “fa il male”, che
cosa si vuole dire?
Significa che fa venire meno, in tutto o in parte, il bene; che
lo danneggia o lo distrugge. Tale è il peccato, che oscura o fa
perdere il bene sommo per l’uomo: la amicizia con Dio.
ATTILIO SANGIANI
LETTERE
AL DIRETTORE
FAX:
031.3109325
POSTA:
V.le Cesare Battisti 8
22100 COMO
E-MAIL:
[email protected]
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 12 DICEMBRE 2009
Maria
Verso il Natale...
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Numero Completo - Diocesi di Como