Seduta consiliare 4 dicembre 2001
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 4 DICEMBRE 2001
Presiede Giovanni Marra - Presidente del Consiglio
Partecipa il Segretario Generale Dr. Giuseppe Albanese
------Il Presidente dispone si proceda all’appello nominale.
Sono presenti i Consiglieri:
ADAMO,
ALBERTINI
RICCARDO,
ANTONIAZZI,
BALDASSARRE,
BARUFFI, BASSI, BERETTA, CARLINO, CIABÒ, CICCIONI, CORMIO,
DE ALBERTIS, DE PASQUALE, DI MARTINO, FARINA, FERRARA,
FIANO, GAMBITTA, GAROCCHIO, GILARDELLI, GIOBBI, MARRA,
MASCARETTI, MATTIOLI, MOLINARO, MOLTENI, OCCHI, PALMERI,
PARLANTI, PENNISI, PILLITTERI, RICCI, RIZZI, RIZZO, RUTELLI,
SALVINI,
SANTOMAURO,
TESTORI,
TRISCARI,
UGLIANO,
VAGLIATI.
Sono assenti il Sindaco Gabriele Albertini e i consiglieri:
Bianchi di Lavagna, Bianco, Bossi Emilia Moratti, Bossi Umberto,
Caputo, Carugo, Colombo, Dalla Chiesa, Fanzago, Giudice, Liva,
Lucini, Maio, Martinelli, Massari, Masseroli, Ottolenghi, Terzi,
Tinelli, in numero di 19.
E’ presente l’assessore Goggi.
Hanno giustificato l’assenza il Sindaco e il consigliere Bossi
Umberto.
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Essendo, pertanto, presenti n. 41 Consiglieri, il Presidente
alle ore 17,55 dichiara valida la seduta.
Nomina
scrutatori
i
consiglieri
Cormio,
Mascaretti,
Santomauro.
Indi così comunica:
“Nella seduta di ieri era stata fatta richiesta da due colleghe
di intervenire per fatto personale. Dando loro la parola per fatto
personale,
voglio
aggiungere
che
se
vi
è
stato
qualche
fraintendimento dovuto alle responsabilità del Presidente, il
Presidente è disponibile a farne ammenda”.
Indi dà la parola al consigliere Molteni per fatto personale.
Il consigliere Molteni così interviene:
“Ieri
un
consigliere
dell'Opposizione
ha
espresso
in
quest'aula parole, parole molto pesanti, parole molto pesanti per
me che appartengo a una forza politica quale è la Lega Nord,
parole che a sua detta sono importanti, dicendo che tante parole
pesanti come pietre sono state usate nelle ultime ore da parte di
Consiglieri Comunali, da parte di forze che sono al governo della
Città. Ha proseguito poi dicendo: “posizione fondamentalista
sostenuta da Carla De Albertis, Presidente della Commissione
Cultura e da Laura Molteni Presidente della Commissione Servizi
Sociali”. Inoltre ha proseguito dicendo: ‘loro sostengono dall'alto
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della loro cultura e della loro sensibilità per i problemi sociali che
Islam uguale terrorismo, che la Moschea di Viale Jenner uguale
covo di terroristi, indi, per cui poscia bisogna chiudere. Siamo in
guerra non si guarda in faccia a nessuno, 70 mila musulmani di
Milano devono essere spazzati via, in particolare quelli che si
ritrovano nella moschea’. Queste sono parole testuali lette sui
giornali
e
sentite
alla
televisione.
Lascio
giudicare
a
voi,
Consiglieri, se non si tratta di fatto personale. Ha proseguito
ancora dicendo: “posizione viscerale fondamentalista perché i
fondamentalisti ci sono anche qui, non ci sono solo in Afganistan
o in giro per il mondo con Bin Laden, anche qui, e via di seguito”.
Se queste parole non sono pesanti e non sono pesanti come
pietre, lascio a voi giudicare, lascio giudicare ai cittadini milanesi.
D'altro canto, per quanto riguarda la mia posizione, mi pare
di avere ben chiarito più di una volta ed anche nello svolgimento
delle mie Commissioni che un conto è il ruolo di Presidente (si
trova anche nei verbali), ma nel momento in cui mi esprimo come
Consigliere Comunale e quindi come rappresentante della forza
politica
alla
quale
appartengo,
le
dichiarazioni
sono
ben
evidenziate, in questo caso come forza politica della Lega Nord. Il
pensiero politico della Lega lo si trova chiaramente espresso
attraverso - e non è il Molteni pensiero, ma è il pensiero politico
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
della Lega Nord - la mozione che è depositata agli atti del
Consiglio. Dove il Consigliere ieri abbia trovato parole testuali
lette sui giornali e sentite alla televisione dalla sottoscritta non
lo so, mi dica lui le date, gli articoli e quant’altro, perché tutto ciò
non mi risulta. Più avanti ricordo ancora che lo stesso Consigliere
parlava di rilanciare la forza della posizione razionale umanista,
si fa in fretta a dire Occidente, la nostra identità cattolica, la
nostra identità di Italia civile e democratica, ma per essere fedele
alla tua identità non puoi tradirla. Allora il Consigliere proseguiva
dicendo: “io chiedo che su questo discorso si rifletta un tantino di
più; si discuterà di una mozione viscerale fondamentalista in
quest'aula”.
A me sembra che l'Occidente abbia fatto le spese di tutta
una situazione che si è sviluppata sul piano internazionale. Mi
sembra che i fatti dell'11 settembre ce li ricordiamo tutti, non mi
sembra il caso di insistere altrove. Nel momento in cui ad un
certo punto scaturisce un pensiero dove si associa una posizione
viscerale fondamentalista, dicendo che i fondamentalisti ci sono
anche qui non ci sono solo in Afganistan o in giro per il mondo
con Bin Laden, queste sì che sono parole pesanti, ma molto
pesanti, perchè non riconosco io e non riconosco neanche che la
forza politica alla quale appartengo sia mai stata oggetto di atti
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terroristici, come penso nessuno dei Consiglieri qui presenti.
Queste
parole
sono
veramente
pesanti,
ma
veramente
pesanti per tutto il Consiglio, veramente pesanti anche per i
cittadini che siamo qui a rappresentare. Quanto espresso dal
consigliere Colombo ritengo quindi che sia un suo pensiero che
non sia rispondente alla realtà effettiva delle cose e dei fatti,
fatti che leggiamo tutti i giorni sui giornali, ma quando in un
luogo che può essere un qualsiasi luogo si verificano delle
situazioni che portano a tutto quello che in questi giorni si
discute relativamente a quel luogo, quel luogo, qualsiasi esso
sia, che si tratti di un bar, che si tratti di una sala da ballo,
qualsiasi esso sia, anche in via cautelare, io chiedo e ritengo che
debba essere chiuso. Non vuole essere una violazione del
principio costituzionale di cui all'articolo 19 sulla libertà di cultura
e neanche dell'articolo 3, ma io credo che dovremmo essere anche
i garanti dell’ordine della nostra città…”.
Il Presidente così interviene:
“Va benissimo così, ad altri colleghi tolgo la parola in queste
situazioni”.
Entrano in aula i consiglieri Bianco e Tinelli: i presenti
sono, pertanto, 43.
Entra altresì in aula il vicesindaco De Corato.
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Il Presidente dà la parola al consigliere De Albertis.
Il consigliere De Albertis così interviene:
“Quello che veramente mi piace di chi ha fatto l'intervento
ieri e mi affascina e la grande fantasia galoppante, sembra quasi
che abbia delle visioni ogni tanto. Una volta disse: ‘la consigliera
De Albertis è nota in tutta Milano per incitare alla guerra’. Ora
dice: ‘vuole uccidere tutti gli islamici, vuole farne piazza pulita ha
fatto l'equazione Islam uguale terrorismo’. Non so che cosa dire
veramente, se uno ha delle visioni poveretto bisogna anche
averne pietà e quindi è la pietà è il sentimento che il suo
discorso ci suscita. Sul fatto personale non entro neanche perché
se vogliamo mettere sul piatto titoli, lauree, meriti ed esami
possiamo farlo tranquillamente anche come donna contro un
uomo non temo assolutamente il confronto.
La cosa che invece mi interessa sottolineare è il principio e
la sostanza. La sostanza delle mie dichiarazioni da tutte le parti
compresa qua in Consiglio è sempre stata che io credo e come me
è nel DNA del mio partito Alleanza Nazionale l’inalienabile libertà
di culto, quello che io combatto è l’irregolarità, un’irregolarità che
nuoce anche ai regolari di tutte le razze e di tutti i generi. Questa
è la nostra battaglia La battaglia contro Viale Jenner è una
battaglia che non nasce adesso, è una battaglia che nasce da
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un’irregolarità lontana che la Sinistra ha permesso di nascere, che
la Sinistra ha tutelato e tollerato.
E’ un problema che cresce questo è un problema che cresce,
che c'è contro il quale è da tempo che combattiamo. Fatti di
terrorismo avvengono, anche oggi altri, terroristi sono stati
trovati in Viale Jenner e soprattutto i cittadini di Viale Jenner non
ne possono più per le irregolarità, quindi questa è la battaglia.
Non è una battaglia contro i culti perché altrimenti chiederemmo
di chiudere e distruggere tutte le moschee, i templi buddisti, le
chiese valdesi e pure le chiese cattoliche. E’ una battaglia
profondamente diversa e chi dice diversamente è in malafede, è
un malafedoso - se mi permettete questa espressione –. Quindi
inalienabile è la libertà di culto, ma inalienabili sono anche i
diritti dei cittadini che sono regolari e che dalle irregolarità degli
altri traggono solo una diminuzione dei loro diritti”.
Entra in aula il consigliere Lucini; ne esce il consigliere
Testori: i presenti sono, pertanto, 43.
Il Presidente così interviene:
“Possiamo adesso riprendere la seduta con gli interventi. Io
ho qui un elenco di interventi, ripeto chi erano i colleghi che
erano già iscritti a parlare, dico l'ordine che era sul tabellone, poi
se eventualmente si vuole modificare naturalmente è consentito.
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Gli iscritti sarebbero i consiglieri Antoniazzi, Cormio, Pillitteri,
Gilardelli, Fiano, Adamo, Moratti, Tinelli, Carlino, Fanzago e
Molinaro...”.
Fuori
microfono
interviene
un
Consigliere
non
meglio
identificato, le cui parole non risultano peraltro, comprensibili.
Il Presidente così prosegue:
Lei non c'era, a dire la verità. No, lei non era in aula ieri, non
poteva esserci, comunque non c'è problema a iscriverla. Lei non
era in aula ieri”.
N/52 - ATM – REVISIONE ED ADEGUAMENTO DEL SISTEMA
TARIFFARIO VIGENTE SULLA RETE DI TRASPORTO PUBBLICO
URBANO NONCHE’ DELLE CONSEGUENTI TARIFFE DEI DOCUMENTI
DI VIAGGIO CUMULATIVI SITAM.
Il Presidente invita il Consiglio a procedere alla trattazione
dell’argomento in oggetto, di cui alla proposta di deliberazione
che si allega e già notificata ai Consiglieri comunali, illustrata e
discussa nella seduta del 3 dicembre 2001.
Indi dà la parola al consigliere Fiano.
Il consigliere Fiano così interviene:
“Vorrei porle, Presidente, una questione pregiudiziale; vorrei
chiedere, se è possibile, all'assessore Goggi di rispondere, se lei
considererà questa - come dice il Regolamento - per l'appunto
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
una questione pregiudiziale. Per permettere di giudicare nella sua
complessità la delibera sulla quale stiamo dibattendo, vorrei
sapere dall'assessore Goggi se corrisponde al vero la notizia che,
nel mentre noi dibattiamo su aumenti tariffari, l'azienda ATM
avrebbe chiesto e che sia in lavorazione una delibera di Giunta
del Comune di Milano anche per l'aumento delle tariffe dei
parcheggi
di
interscambio.
Come
lei
capisce
la
pongo
a
pregiudizio perché questa questione mal si coordina con tutti quei
proclami di lotta per l'utilizzo del mezzo pubblico, per la
migrazione degli utenti verso il mezzo pubblico.
Siccome posso ritenere che questa notizia sia fondata e
questo peggiorerebbe ancora il quadro di un giudizio politico sulla
strategia aziendale che ci viene presentata e che è sedicente,
diciamo, fatta nell'indirizzo di migliorare ed aumentare l'utilizzo
del mezzo pubblico, di favorire la lotta contro l'ingresso delle
automobili nella nostra Città, se corrispondesse al vero che quantomeno nelle richieste dell’azienda, non saprei l'opinione
della Giunta, sarebbe interessante conoscerla - è esiste anche un
provvedimento di questo genere, credo che questa notizia (che,
diciamo, non è arrivata nei lavori di Commissione che abbiamo fin
qui svolto) aggiungerebbe un elemento interessante al quadro
che stiamo valutando.
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Mi permetto anche di aggiungere che vorrei sapere come mai
a questi importanti dibattiti che stiamo svolgendo - sono lieto
che sia con noi, anzi do il benvenuto al Direttore Generale
dell’azienda e non so a chi l’accompagni - non sia presente il
Presidente dell’azienda. Vorrei sapere se lei, Presidente (che
ovviamente
l'avrà
invitato),
abbia
notizia
di
come
mai
in
entrambe le occasioni non sia stato presente".
Il Presidente così risponde:
“Do subito una risposta. Primo, io ho fatto un invito alla
Presidenza ed alla Direzione dell’azienda, se poi il Presidente
invitato non viene in aula, ripeto, non mi risulta e non posso farci
nulla, nel senso che egli comunque ha mandato il Direttore
Generale, quindi il massimo responsabile dell’azienda dopo di lui.
Per
quello
che
pregiudiziale,
il
riguarda
la
questione
Regolamento
prevede
che
lei
che
ha
la
definito
questione
pregiudiziale o viene sollevata prima dell'inizio del dibattito (ma
il dibattito è cominciato ieri) oppure deve essere proposta..."
Fuori
microfono
interviene
un
Consigliere
non
meglio
identificato, le cui parole non risultano peraltro, comprensibili.
Il Presidente così prosegue:
“Io sto terminando la questione, quindi non c'è silenzio
assenso. Sto dicendo al Consigliere che cosa deve fare per poter
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porre una questione pregiudiziale e quindi per rispettare il
Regolamento, oppure questa questione dev’essere proposta da
una richiesta firmata da cinque colleghi. Quindi non avrà problemi
a porre questa richiesta pregiudiziale con cinque firme; ci sarà la
risposta dell'Assessore, un intervento a favore ed uno contro, e
poi ci sarà il voto sulla questione pregiudiziale”.
Comunica quindi al Consiglio che il consigliere Ricci
sostituisce il consigliere Mascaretti in qualità di scrutatore.
Entra in aula il consigliere Maio: i presenti sono, pertanto,
44.
Il Presidente così prosegue:
“Intanto io credo che l'Assessore possa dare la risposta sul
quesito; sta semplicemente firmando il foglio, quindi possiamo
guadagnare qualche attimo con la risposta dell'Assessore”.
Dà indi la parola all’assessore Goggi.
L'assessore Goggi così interviene:
“Posso rispondere senza problema al quesito posto dal
consigliere Fiano in quanto è vero che è stata inviata da ATM una
richiesta
di
adeguamento
dei
prezzi
dei
parcheggi
di
interscambio, anche se l'entità dell'adeguamento richiesto non è
della misura che è stata pubblicata dai giornali. Tuttavia questa
richiesta, che è a conoscenza della Giunta, non è ancora stata
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
discussa in Giunta, che ha deciso di trattarla in un secondo
tempo. Quindi non esiste alcuna delibera in preparazione circa
l'aumento dei prezzi dei parcheggi di interscambio”.
Il Presidente così interviene:
“Allora da una parte, essendo stata data la risposta che non
c'è il provvedimento in essere, credo che teoricamente la richiesta
dovrebbe decadere da sola. Consigliere Fiano, essendo già stata
data notizia che non c'è nessun provvedimento in essere né in
preparazione, non ci sarebbe motivo di procedere ad una
votazione, non essendoci questo provvedimento né in essere né
in preparazione. Quindi io non la porrei ai voti proprio per questo
motivo”.
Indi dà la parola al consigliere Fiano.
Il consigliere Fiano così replica:
“Credo che lei comprenda, diciamo, che sia una notizia che
riguarda il dibattito che stiamo facendo. Ho ascoltato la risposta
dell'Assessore con attenzione che dice che non è in essere un
provvedimento di tipo amministrativo, quindi sono - come dire lieto di avere posto questa questione, avrei gradito magari che
nei lavori che abbiamo fatto in Commissione, quanto meno, visto
che abbiamo ascoltato il Presidente, i dirigenti di questa Azienda,
nel quadro di una politica strategica sull'adeguamento delle
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tariffe dell’Azienda, questa questione venisse posta.
Credo che sia una variabile niente affatto indipendente dai
ragionamenti che stiamo facendo. Forse dovrei rallegrarmi del
fatto che fino ad oggi la Giunta ha una posizione - se ho capito
bene
le
parole
dell’adeguamento
dell'Assessore
tariffario
–
divergente
proposto.
Non
mi
sulla
quantità
pare
di
aver
ascoltato che c'è una contrarietà ad un adeguamento tariffario.
Credo che questo diventi a questo punto..., quindi non le
chiedo...
(certamente
è
la
politica
del
carciofo,
come mi
suggerisce la Presidente Adamo)… Credo però, Presidente, che sia
stato corretto, avendo avuto sentore di questa notizia, che si
sapesse che successivamente alla delibera che noi stiamo
trattando,
evidentemente,
ci
sarà
un
ritorno
alla
carica
dell'Azienda su questa questione e che la Giunta prenderà una
posizione che oggi è contraria alla richiesta quantitativa. Non mi
pare di avere sentito che ci sia una contrarietà politica assoluta
su questa questione. Io lo considero un fatto grave, ma questo
riguarda la politica e lo dirò nel mio intervento”.
Entrano in aula i consiglieri Martinelli e Giudice; ne esce il
consigliere De Albertis: i presenti sono, pertanto, 45.
Il Presidente così interviene:
“Possiamo riprendere il dibattito sulla deliberazione. Il primo
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iscritto sarebbe il consigliere Antoniazzi”.
Dà indi la parola al consigliere Antoniazzi.
Il consigliere Antoniazzi così interviene:
“Voglio dire qui che l'Opposizione non ha su questi problemi
come in genere sull'insieme dei problemi una posizione di
carattere pregiudiziale, direi anzi che al contrario noi con
pervicacia, con testardaggine cerchiamo sempre tutto quanto è
possibile per realizzare dei miglioramenti anche parziali delle
soluzioni delle delibere che ci vengono proposte. Vengo da una
lunga esperienza sindacale e ho sempre ritenuto che con non ci
fosse mai un’ultima spiaggia, che le possibilità di miglioramento
vanno sempre ricercate. Purtroppo quella che è una nostra
posizione di dialogo serio, costruttivo, positivo non trova spesso devo sottolineare – e non ha trovato anche in questo caso una
possibilità di confronto reale. Evidentemente noi esprimiamo
delle idee e le idee magari difficilmente sono mediabili, ma
facciamo
anche
delle
proposte
e
sulle
proposte
si
può
naturalmente invece confrontarsi anche concretamente.
Vengo alle idee: come sapete una prima nostra idea
certamente riguarda la valorizzazione del trasporto pubblico, e se
abbiamo dei dubbi su questa delibera è che attraverso questa
politica, esclusivamente tariffaria, si valorizzi effettivamente il
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trasporto pubblico. Per carità, non sottovalutiamo che una
azienda come l'ATM possa avere bisogno di risorse finanziarie, ci
mancherebbe altro! La riteniamo una grande azienda che ha
bisogno di investimenti, che ha bisogno di iniziativa, pensiamo
che forse si potrebbe procedere in una maniera diversa. Questa
valorizzazione del trasporto pubblico, a nostro parere, non è
avvenuta adeguatamente.
Colgo anche qui l'occasione, già che siamo in dibattito al
Consiglio
Comunale,
visto
che
recentemente
in
una
sua
conferenza stampa Albertini si poneva un problema amletico: se
Antoniazzi era per le metrotranvie o non era per le metrotranvie?
Volevo assicurare il sindaco Albertini che io non sono né pro né
contro le metrotranvia né i metro, né i bus né i tram. Di volta in
volta, si tratta di valutare che cosa è opportuno e sicuramente
nella nostra Città c'è un grande spazio, una grande esigenza di
ulteriori investimenti nel settore pubblico.
Noi
non
riteniamo
dalla
proposta
che
viene
fatta
dall’Amministrazione attraverso questo sistema che colpisce il
tipo di biglietti o il tipo di abbonamenti, di tesserini, che sono
quelli più usati oggi dalla gente, per pensare di realizzare un
diverso equilibrio, che questa sia una proposta reale. Ne ha
parlato a lungo approfonditamente il collega Basilio Rizzo. Noi
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
riteniamo che in realtà si colpiranno le fasce popolari, si
colpiranno quelli che usano effettivamente il trasporto pubblico,
in cambio di un miglioramento di abbonamenti che è del tutto
illusorio e che è esclusivamente sulla carta. Se dovessi stare alle
vostre proposte direi che si lascia il certo per l'incerto, ma so
anch'io che questo non è vero perché comunque si pensa che le
entrate maggiori verranno ancora da questi biglietti normali o dai
tesserini settimanali, cioè dalle attuali forme più usate. Proprio
per questo noi siamo preoccupati, siamo preoccupati che la gente
normale che usa in questa maniera oggi il mezzo pubblico sia la
più colpita e riteniamo che questo sia ingiusto per loro e sia
inadatto, sia inadeguato per migliorare la situazione del trasporto
pubblico.
La seconda questione che volevo porre è che noi non
pensiamo a una politica tariffaria che sia isolata da una politica
dei trasporti, noi naturalmente siamo critici di questa politica dei
trasporti. Non è che non si faccia nulla nel campo dei trasporti e
magari anche in una parte del settore pubblico, ma è troppo
contraddittoria questa politica. Se si fa qualche cosa per quanto
riguarda il servizio pubblico, nello stesso tempo però si prendono
iniziative che sono ancora per lo sviluppo del transito e del
trasporto automobilistico. La realizzazione delle gronde e la
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
realizzazione di altri interventi viabilistici e stradali nella nostra
Città porteranno ad un aumento dei veicoli che transitano nella
Città di Milano, con grande nocumento del trasporto pubblico.
Vorrei ricordare che il presidente Soresina, in un suo intervento
alla Commissione Trasporti, diceva che se si potesse aumentare
seriamente la velocità commerciale del trasporto pubblico, non ci
sarebbe stato bisogno dell'aumento del biglietto perché questo
avrebbe portato immediatamente ad una preferenza nei confronti
del trasporto pubblico. E’ la logica che noi sosteniamo. La logica
che se andiamo verso un miglioramento del trasporto pubblico
questo porterà ad un aumento dell'utenza e quindi ad una minore
necessità dell'aumento dei biglietti.
La terza questione che volevamo porre come idee è che noi
riteniamo che la maggior parte dei problemi dei trasporti a Milano
(l'abbiamo scritto anche in un opuscolo che abbiamo diffuso ieri
anche in Consiglio Comunale) nasca soprattutto dalla realtà
metropolitana,
nasca
soprattutto
all'esterno
dei
confini
del
Comune di Milano. Allora o si lavora seriamente in questa
direzione, e pensavamo che quest'occasione della politica delle
tariffe
fosse
integrazioni
un’occasione
delle
tariffe
per
parlare
extraurbane.
Se
seriamente
si
va
in
delle
questa
direzione, capisco che non dipende solo dall'ATM e dal Comune di
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Milano, ma una seria iniziativa da parte del Comune di Milano e
dell'ATM in questa direzione ci convincerebbe molto di più, ci
consentirebbe di dire che andiamo nella strada giusta. Allora
anche la politica tariffaria avrebbe un senso perché andiamo
effettivamente verso un miglioramento del trasporto pubblico. Un
aumento delle tariffe senza la prospettiva di miglioramento in
questa direzione ci sembra troppo chiusa, troppo fine a se stessa
e non amplifica le nostre possibilità.
In quarto luogo tutti sappiamo che il Sindaco ha chiesto i
poteri
speciali
definitivamente
che
dovrebbero
attraverso
un
fra
decreto
breve
del
essere
Ministro.
stabiliti
Vorrei
ricordare che questo decreto e questi poteri speciali non saranno
gratis, non saranno gratuiti. I poteri speciali vengono dati in base
alla legge della Protezione Civile che prevede che possono essere
assegnati in caso di catastrofe, di calamità o di gravi situazioni
permanenti che nuocciono all'ambiente. Quindi sono strettamente
legati ad un problema di carattere ambientale. Saranno dati dei
poteri al Sindaco per quanto riguarda i trasporti, ma la finalità
sarà il miglioramento dell'ambiente. Quindi bisognerà che nei due
anni in cui saranno attribuiti i poteri speciali si realizzi un
miglioramento serio dei dati ambientali della città di Milano.
Io leggo sul giornale di Milano che l'assessore Zampaglione
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
invita la popolazione - tra le altre cose, vista la situazione tragica
dell'ambiente in questi giorni - di ricorrere preferibilmente ai
mezzi di trasporto pubblico, quei mezzi di trasporto pubblico che
nel giro di qualche giorno vedranno l'aumento delle tariffe. Io
credo che non sarà facile che i cittadini milanesi accolgano questo
invito. Zampaglione però ha ragione, se vogliamo veramente
raggiungere quel risultato per cui Albertini ha chiesto i poteri
speciali, bisognerà aumentare decisamente il trasporto pubblico
rispetto al trasporto privato. Io ricordo che Zampaglione ha detto
anche in un'altra occasione che non si era in grado seriamente di
modificare
questi
dati.
Ricordo
che
nelle
stesse
relazioni
presentate dall'assessore Goggi (il piano urbano del traffico e
l'altra relazione sui trasporti) si dice che sì dovremmo adeguarci
alle famose deliberazioni di Kyoto, ma non saremo in grado di
raggiungere in questi anni quei risultati che pure dovremo
raggiungere. Pongo come interrogativo il rischio che la richiesta di
questi poteri speciali sia un boomerang perché tra due anni, se i
dati
ambientali
saranno
peggiorati,
io
vorrei
sapere
cosa
risponderà Albertini alla Città e come risponderà alla delega che
gli è stata affidata. Allora mi sembra che il problema del
trasporto pubblico sia una questione essenziale che dovremmo
affrontare.
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Vengo all'ultimo punto, abbiamo fatto delle proposte, le
nostre proposte naturalmente sono fatte nella direzione di
limitare gli aumenti per quanto possibile e sono volte piuttosto a
ricercare un aumento dell'utenza. Io direi che in questa direzione
andrebbe fatto un lavoro più accurato. Vedo dei numeri dell’ATM e
mi
sembrano
dei
numeri
all’ingrosso,
sono
dei
numeri
spannometrici. Ho sentito delle valutazioni che non so quale
attendibilità abbiano. Direi che forse si potrebbe spendere
qualche soldo per fare delle indagini più precise, sarebbe
importante sapere zona per zona, realtà per realtà quali sono le
esigenze reali, come si fa a spostare in una certa realtà il
trasporto, gli atteggiamenti degli abitanti dal trasporto privato al
trasporto
pubblico,
quali
sono
le
loro
eventuali
richieste.
Facciamo delle indagini. So che si è deciso di spendere una
determinata cifra, mi sembra mezzo miliardo, se ricordo bene, per
studiare il famoso ticket di ingresso. Ma perché non le spendiamo
anche nelle zone per capire se gli abitanti di Quarto Oggiaro, del
nord, del sud o dell'altro quartiere sono effettivamente nelle
condizioni di modificare il loro atteggiamento nei confronti dei
trasporti? Se vanno bene così le linee o no?
Ieri
il
consigliere
Baruffi
citava
una
questione
molto
importante, che è quella dei mobility manager. Perché, per
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
esempio, non parlare con loro per vedere soluzioni alternative,
come possiamo migliorare l'intervento dei trasporti pubblici? Io
non penso che sia solamente attraverso aumenti generali delle
tariffe,
ma
è
anche
attraverso
una
ricerca
molto
attenta,
particolare ed analitica che possiamo migliorare passo per passo
la situazione e la realtà dei nostri trasporti pubblici.
Dico l'ultima parola sulle vostre ipotesi e sulle nostre, anche
leggendo i dati datici dall'ATM, l'ATM prevede nel caso più ampio,
più ottimista, un aumento del 4,8% degli utenti ed un aumento
dell'8% degli introiti, per un totale del 12,8%. Nel caso minore, si
tratterebbe del 3,1 aumento degli utenti e del 6,7 aumento degli
introiti. In sostanza l'aumento delle entrate sarebbe dato per un
terzo dall'aumento degli utenti e per due terzi dagli aumenti delle
tariffe. La nostra opinione, il nostro lavoro, che credo abbia una
plausibilità, è sostanzialmente un’inversione di queste cifre.
Perché non puntare maggiormente sull'aumento degli utenti ed in
una parte minore sull'aumento delle cifre? Abbiamo fatto delle
proposte a questo riguardo. E’ chiaro che noi abbiamo tante
critiche a questa delibera, ma pensiamo che almeno alcune delle
proposte
che
considerazione
abbiamo
da
parte
fatto
della
meriterebbero
Maggioranza
un’attenta
perché
almeno
creerebbero tra la popolazione una possibilità di un utilizzo del
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
mezzo pubblico anche all'interno di queste condizioni. Parlo, per
esempio, della proposta di portare l'uso del biglietto da 75 a 90
minuti. Nei giorni scorsi ho letto dichiarazioni che venivano da
esponenti della Maggioranza che sembravano essere d'accordo, di
esprimere un consenso su questa proposta. Spero di vedere in
aula oggi e nella giornata di domani nel corso della presentazione
degli emendamenti una disponibilità da parte della Maggioranza
ad affrontare questo problema.
Presidente, ho finito. Anche la valutazione dell'estensione
delle
linee
delle
metropolitane
(almeno
nel
circondario
immediato, Sesto San Giovanni, Vimodrone, Cernusco) mi sembra
un’esigenza
reale,
se
vogliamo
dar
vita
a
quella
realtà
extraurbana che ci sembra una realtà molto importante. Vorrebbe
dire avere una concezione diversa della città, incominciare ad
affermarla per queste linee. C’è tutto il problema dell’uso dei
mezzi pubblici alla sera, che ci sembra un grande problema che
andrebbe affrontato coraggiosamente sia con le tariffe, sia con
l'estensione del servizio almeno a fine settimana; mi sembra una
cosa civile e molto importante per la città di Milano che tutti si
attendono.
Spero che la Maggioranza comprenda l'interesse, comprenda
la validità delle nostre proposte ed intervenga seriamente per un
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
confronto reale che possa trovare delle intese”.
Assume la presidenza della seduta il consigliere designato
Riccardo Albertini.
Il Presidente dà la parola al consigliere Cormio.
Il consigliere Cormio così interviene:
“Cercherò di non addentrarmi in ragionamenti molto analitici
e molto approfonditi, come hanno fatto i miei colleghi; cercherò di
porre due ragionamenti molto semplici che forse stanno anche a
margine della delibera di questa sera. Il primo nasce tra l'altro da
due angoli di osservazione, nasce dal fatto di essere un cittadino
abbonato dell'ATM dal 1976, visto che c'è il Direttore Generale, se
questo fa sì che sia un titolo di merito. Da un lato invece il fatto
di avere, nei decenni in cui ho fatto attività politica nelle zone,
più volte interloquito con ATM per problemi legati evidentemente
ai collegamenti e trasporti.
Il ragionamento che faccio è legato alla percezione. So bene
che probabilmente la delibera di stasera è legata ad altri motivi,
però dal punto di vista del cittadino la percezione del servizio che
viene erogato, benché io condivida il fatto che degli sforzi siano
stati fatti in questi anni, non c'è ancora un livello di efficienza e
puntualità che la Città meriterebbe. Io sono certamente convinto
che - per esempio - la nostra Città è molto coperta dal punto di
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
vista della rete, però dal punto di vista dell’efficienza e della
puntualità dei mezzi, negli anni si sono evidenziate molte lacune,
anche legate alla manutenzione, alla sporcizia che ancora c’è in
alcune situazioni.
Credo che questa percezione comunque, di fronte ad un
aumento del biglietto, evidentemente al cittadino rimanga, cioè
la sensazione che paga un servizio per il quale non ha di fatto un
servizio
ottimo
corrisposto.
Probabilmente
la
considerazione
grande che faccio è che se ATM vuole recuperare efficienza,
evidentemente la Amministrazione deve ridurre il traffico. Questo
è il primo obiettivo evidentemente. Noi possiamo pensare tutti i
ragionamenti per fare girare le linee in qualsiasi modo, possiamo
anche cercare di potenziare le vetture, potenziare il servizio, però
se non riusciamo a ridurre il traffico, evidentemente diventa
difficile poter rispondere a questo tipo di esigenza. Quello che
non ho visto in questi anni è la sinergia tra l’Azienda e
l’Amministrazione in questa lotta alla riduzione del traffico e
quindi evidentemente ad un ulteriore sviluppo in efficienza e
puntualità del servizio pubblico.
Dicevo prima, per introdurre il secondo aspetto sempre di
carattere generale, è vero che anche da questo punto di vista
ATM negli ultimi anni ha fatto una serie di investimenti, però
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
ricordando quello che diceva ieri la consigliera Adamo, visto che
ieri era la giornata europea dei disabili, sebbene ATM abbia fatto
dei passi avanti, non possiamo ancora dire che la nostra Città
offra la massima e totale accessibilità ai portatori di handicap su
tutti i mezzi pubblici e su tutte le stazioni della metropolitana.
Credo
che
questo
sia
significativo,
perché
comunque
una
metropoli europea come Milano, da questo punto di vista,
dovrebbe cercare di essere all'avanguardia e poter soddisfare
totalmente
tutte
le
esigenze
che,
seppure
riguardano
una
minoranza di cittadini, comunque sono legittime ad essere
soddisfatte.
Questo aspetto mi serve per introdurre il ragionamento della
socialità. Io credo che le trasformazioni che abbiamo visto nel
corso degli anni, che l’azienda tranviaria ha subìto, abbiano forse
fatto venire sempre meno in evidenza la missione sociale del
servizio, perché chiaramente si è più vincolati ad esigenze di
bilancio, eccetera, sempre più ad un ragionamento di carattere
economico; quindi anche questa è una lettura che in questi anni
mi pare si percepisca.
Allora, da questo punto di vista esprimo due preoccupazioni:
la prima è che per quanto riguarda le fasce più deboli, tra
virgolette, io credo che anche qui emerga che la nostra Città sta
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
sempre più razionalizzando i servizi socio-sanitari, costringendo
molto spesso i cittadini a doversi spostare e quindi a doversi
muovere dai propri quartieri per poter usufruire di una serie di
servizi socio-sanitari. Già questo è un primo disagio ed una prima
difficoltà.
A maggior ragione se poi il servizio che ATM non riesce a
dare in termini di efficienza si accumula ulteriormente. Noi
facciamo pagare a queste fasce di utenza un ulteriore disagio che
è quello di doversi spostare per forza e di doversi spostare con
fatica. Se poi abbiamo anche un aumento della tariffa, è evidente
che io non so se nelle previsioni tutte queste persone saranno poi
intenzionate per questa necessità a fare gli abbonamenti che
sono magari a condizioni più agevoli. Però questo mi sembra un
aspetto
da
mettere
sul
piatto
e
da
considerare
molto
attentamente. Negli anni mi è capitato di allacciare dialoghi
arrivati a buon fine, come ad esempio i servizi cimiteriali che
abbiamo ottenuto in alcuni quartieri, che hanno più una valenza
sociale
che
un
effettivo
ritorno
economico
del
servizio.
Probabilmente oggi diventano molto più difficili questi servizi da
ottenere, per quelle ragioni di bilancio che dicevo prima.
La seconda preoccupazione nasce dal fatto che - se non ho
colto male dalle informazioni che c'erano sulla stampa, fino ad un
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
po' di tempo fa - non si sa se dal 2003, per esempio, verrà
mantenuta tutta quella fascia di abbonamenti legata agli invalidi,
ai pensionati con la minima. Anche questo è un ulteriore motivo
di riflessione perché, evidentemente, non fa altro che appesantire
quella situazione di carattere sociale che sottolineavo prima.
Nel concludere il mio breve intervento, sottolineo la mia forte
perplessità sul provvedimento, proprio su questi due aspetti di
carattere generale, non vedo una strategia che porta ad una
efficienza e ad una puntualità del servizio e soprattutto sono
preoccupato perché vedo meno la missione sociale di ATM sul
fatto di fornire dei servizi che comunque devono essere il più
possibile accessibili a tutte le fasce di popolazione”.
Durante l’intervento del consigliere Cormio è entrato in
aula il consigliere Fanzago; ne sono usciti i consiglieri Occhi e
Salvini: i presenti sono, pertanto, 44.
Il Presidente dà la parola al consigliere Pillitteri.
Il consigliere Pillitteri così interviene:
“Il dibattito di questa sera è un dibattito che riveste una
importanza che trovo tutta particolare, non soltanto per l'impatto
che, a noi per primi, è più che chiaro che questa manovra che
stiamo varando ha sulla nostra Città. Ha una importanza
particolare per altri due diversi motivi, ovvero per due sue
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
peculiarità intrinseche. La prima è che un dibattito, probabilmente
il primo in questa Città, che interviene nell'ambito di un quadro
normativo che ormai non è più soltanto tale, è un quadro che
ormai ha plasmato il nostro modello di Amministrazione. Un
tempo il dibattito sul rincaro di una tariffa relativa ad un servizio
pubblico, segnatamente al trasporto pubblico, sarebbe stato un
dibattito caratterizzato da ben altre asperità di quelle che
abbiamo ascoltato nella prima parte e che verosimilmente
ascolteremo anche nella seconda, perché erano dibattiti che si
svolgevano in un epoca in cui l'assetto amministrativo era
profondamente diverso, in cui il ripianamento di un deficit relativo
ad un servizio pubblico era un fattore accettato, normale.
Oggi noi ci confrontiamo con un modello amministrativo, ma
direi quasi un modello di società che è profondamente cambiato,
è una opzione che è già stata fatta. È un’opzione che ha radici
lontane, ha radici evidentemente che derivano da un livello
europeo
comunitario
e,
pertanto,
concetti
come
equilibrio
finanziario, apertura al mercato fanno parte oramai del nostro
bagaglio culturale, del nostro bagaglio politico. Pertanto una
contrapposizione che vedesse queste due possibilità di opzioni:
una più attenta ad un aspetto, ovvero l'equilibrio finanziario, il
mercato, e l’altra invece una visione più - tra virgolette - politica,
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
sarebbe stato un dibattito fuori dal tempo.
Devo dire che, come accennavo, il tono diverso, questa
mancanza di asperità dà il segno che effettivamente in tutti noi
in un certo senso questo concetto oramai è penetrato, il concetto
che ci troviamo in un modello di società ed anche in un modello di
città, non è il Modello Milano, è un modello che investe tutta la
nostra società.
In questo senso si sono registrati evidentemente ancora
alcuni interventi, devo dire la verità, ancora prima che poco
convincenti, mi è sembrato anche un po' poco convinti, un po' di
stile in cui si faceva riferimento ad una prospettiva in cui fosse
giusto porre a carico della collettività, perché così sarebbe se ATM
non potendo beneficiare di queste nuove risorse dovesse andare
in
deficit,
pertanto
questo
deficit
dovesse
essere
risanato
andando a trovare le risorse nel nostro bilancio.
Dicevo, a parte questi cenni che mi sono sembrati ancor
prima che poco convincenti, poco convinti, ci siamo mossi in un
alveo di consapevolezza. Peraltro per inciso faccio osservare che
comunque
il
trasporto
pubblico,
per
sua
grande
parte,
è
comunque un costo che viene assunto a livello collettivo, perché
soltanto il 35% delle risorse deriva dai ricavi del trasporto. Quindi
già esiste comunque questa dimensione, che c'è e deve esistere.
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
In questo modello evidentemente la sfida è diversa, perché a noi
per primi è chiaro che il pareggio di bilancio non è un tabù fine a
se stesso, non può essere un tabù fine a se stesso, è un modello
che ci impone delle sfide e ce le impone seriamente, che è quello
di coniugare efficienza finanziaria con un beneficio per l'utenza in
termini di miglioramento di servizio, di convenienza del servizio.
Ed è questa la sfida su cui ci dobbiamo confrontare questa sera.
Arrivo a quella che è la seconda peculiarità che dà un
significato particolare a questo dibattito. Particolarità che è una
novità,
perché
per
la
prima
volta
viene
proposto
un
provvedimento che vuole avere una sua dimensione strategica su
cui
poi
tornerò,
comunque
un
provvedimento
caratterizzato
fondamentalmente da una simmetria degli aumenti. Questa è una
novità perché l'abitudine, la norma per così dire, era una
spalmatura più o meno proporzionale degli aumenti su tutte le
tipologie di titoli di trasporto, titoli singoli o gli abbonamenti.
Oggi invece abbiamo questa grande novità e, devo dire la verità,
in alcuni interventi ho avvertito, al di là di quelle che sono le
esigenze evidenti e di contrapposizione dialettica, l’Opposizione
fa la sua parte, la politica ha i suoi riti anche dialettici, però ho
avvertito un surplus di banalizzazione. Direi che trovo abbastanza
discutibile, se non ingeneroso, perché è evidente che comunque
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
noi
oggi
varando
questo
provvedimento
ci
assumiamo
la
responsabilità davanti ai nostri cittadini. E’ in questa simmetria
che si gioca la questione ed è questa simmetria che va
interpretata, che va analizzata, che va criticata, però criticata
tenendo conto di quello che poi è lo spirito fondamentale
informante di questa simmetria. Si è parlato di salasso, di
drenaggio
di
risorse,
di
fare
cassa
ed
è
evidente
che
è
l’armamentario retorico, dialettico primario quando si tratta di
aumenti. Questo è evidente.
Però credo che un aspetto non possa essere revocato in
dubbio, ovvero che con questa manovra si abbia avuto la
preoccupazione,
e
da
parte
nostra
primariamente,
di
non
penalizzare le fasce più deboli. Questo è un punto, ripeto, che io
non credo possa essere messo ragionevolmente in dubbio. Su
questo punto ho ascoltato delle argomentazioni abbastanza
singolari. Sullo sfondo l'argomento per cui aumentando il costo
del
biglietto
singolo
è
verosimile
ipotizzare
una
caduta
dell'utilizzo del mezzo pubblico a favore dell'automobile, ovvero
portando il biglietto a 1900 lire, l'utenza si rende conto che le
conviene di più utilizzare l’automobile e pertanto la usa.
Un argomento che si è ripetuto molto in quest'aula, ma
nemmeno voi ci credete che le cose sono così. Io ribalto la
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
domanda: ma ci crediamo veramente che sia così? Possiamo
semplificare il ragionamento a questo schema? Ad uno schema di
valutazione della convenienza o meno in termini economici tra
utilizzo del mezzo pubblico e l'automobile? Io sono sicuro che non
ci credete neanche voi. Io personalmente non ci credo. Però
l'aspetto
singolare
che
ho
avvertito
nell'ambito
di
questo
ragionamento, del ragionamento che partiva da questo assunto
sostanzialmente un argomento che postula non la prerogativa,
ma addirittura il diritto dell'utente che utilizza il biglietto singolo
e se lo vede aumentare in maniera significativa, perché così è,
perché questa è una scelta, il diritto a che questo sacrificio che
gli viene richiesto andasse in qualche maniera ridistribuito sulle
altre fasce.
Io francamente trovo questo ragionamento sbagliato, lo
trovo sbagliato, sinceramente mi stupisce che questo argomento
provenga dall’Opposizione, perché tutto si potrà dire se non che
questa simmetria sia stata calibrata in maniera tale per andare a
pesare su una certa tipologia di utenza. Il ragionamento che
implica una sorta quasi di ricatto morale: “o mi fai pagare il
biglietto poco o vado in automobile”, non soltanto è impropria e
non vera, ma soprattutto è ingiusta. La nostra preoccupazione è
tutelare innanzitutto quanti una scelta sull’utilizzo del mezzo
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
privato e mezzo pubblico non possono farla, questo è l'argomento
importante. E’ questo lo spirito di fondo, poi si potrà dibattere,
potremo essere incerti fino a domani se le cifre che ci sono state
fornite circa la trasmigrazione da un titolo all’altro siano reali,
verosimili, esagerate. Però quello che è lo spirito di fondo io trovo
che quello sia innegabile, nella sua essenza non sia irrevocabile e
indubbio, comunque ha una sua dimensione importante, sociale.
Un altro argomento che, a dire la verità, ho sentito meno in
quest'aula e più all'esterno, più sul dibattito sui quotidiani, è che
una metodologia per aumentare gli introiti, per aumentare le
risorse a favore dell'ATM sia quella invece di tenere basso il
biglietto, tutti i biglietti tenerli a questo livello ed aumentare
l'utenza in maniera tale che questo aumento progressivo di
utenza comporti un maggiore afflusso di risorse. Ma anche su
questo ragionamento io ribalto la domanda di prima: “Ma ci
credete veramente? Ma ci possiamo veramente credere? E’
soltanto un problema di convenienza sul biglietto singolo”? Ora
noi non spostiamo l'utenza dal mezzo privato al mezzo pubblico
che è il nostro obiettivo attraverso lo strumento principe che così
viene teorizzato della convenienza del biglietto singolo. L'utente
che
dobbiamo
trasferire
dall’automobile
al
tram,
autobus,
metropolitana, lo trasferiamo se gli facciamo capire, se può
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
credere, se può ritenere, se può convincersi e se è vero che
utilizzare il mezzo pubblico è meno stressante che utilizzare
l'autovettura,
confortevole
se
non
altrettanto,
comunque
abbastanza, ha una sua confortevolezza pari quasi a quella
dell’autovettura. E’ più sicuro andare sul mezzo pubblico che
circolare con la propria autovettura.
E’ questa la strategia, è questo l'aspetto per cui noi
possiamo immaginare di spostarli da una parte all'altra; non è
solo questo evidentemente, ma nello specifico mezzo pubblico
ATM io sono convinto che sia questo lo strumento. A questo
punto però si pone una questione evidentemente, perché per
avere mezzi pubblici più confortevoli, più sicuri e che eroghino un
servizio più puntuale, più rapido, l'azienda ha bisogno di queste
risorse.
Ciò detto, io voglio fare una precisazione molto chiara,
ovvero che noi che ci apprestiamo a varare questa manovra, noi
per primi ci aspettiamo, non dico esigiamo, ci aspettiamo che
queste risorse siano investite o comunque utilizzate in un
effettivo miglioramento del servizio dell'azienda. Questo è un
punto
fondamentale.
Detta
così
sembrerebbe
anche
una
affermazione velleitaria. Però c'è un altro fatto che ha rimarcato
nella scorsa seduta il collega Masseroli, ovvero che noi ci
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
aspettiamo in un certo senso, possiamo dire ragionevolmente di
esserne sicuri, che l’ATM con queste fonti investirà in se stessa,
che è imperativo categorico per ATM investire su se stessa, non
perché saremo noi un domani ad andare a tirare le orecchie al
Presidente piuttosto che al Direttore Generale della azienda, non
è questo il problema. È un imperativo categorico per un altro
motivo, ossia che di qui a due anni se ATM non avrà investito su
se stessa, se ATM non avrà investito in qualità, se ATM non avrà
investito in servizi, a punirla non saremo noi, ma sarà un
meccanismo che è molto ma molto più spietato e rigoroso. Sarà il
mercato perché l'apertura al mercato che incombe, che avverrà di
qui a poco, potrà premiare e noi ci auguriamo che premi una
realtà importante come ATM, una realtà importante e complessa
come tutte le realtà importanti e complesse con luci, ombre,
prospettive di miglioramento, però noi ci aspettiamo e ci teniamo
che ATM possa arrivare ed arrivi ad un confronto sul mercato nelle
sue migliori condizioni”.
Durante l’intervento del consigliere Pillitteri sono entrati in
aula i consiglieri Bossi Emilia Moratti e Colombo: i presenti
sono, pertanto, 46.
Il Presidente dà la parola al consigliere Gilardelli.
Il consigliere Gilardelli così interviene:
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
“Parlava
il
Presidente
della
Commissione
Trasporti
di
banalizzazioni. Io penso che sarò molto molto banale. Per prima
cosa ritengo che sia una grave scorrettezza che l'assessore Goggi
questa sera venga lasciato solo sui banchi della Giunta. Ritengo
che da qualche tempo a questa parte il Sindaco, che fa i capricci
per i poteri speciali sui trasporti, sia il mio unico interlocutore e
quindi, così come è capriccioso, deve avere coraggio di venire in
quest'aula a proporre la poco popolare manovra che si sta
facendo, avere il coraggio di difenderla insieme al Presidente di
ATM. Mi sembra veramente vergognoso che l'assessore Goggi sia
l'Assessore che entra in ballo da solo quando ci sono le questioni
spinose: le vicende della SEA, gli incidenti di Linate, mentre,
invece, tutta la Giunta è presente quando si presenta il Sindaco,
che dev'essere solo a commemorare - mi viene in mente un
esempio, Indro Montanelli - perché lui è il principe dell'aula e
dev'essere l'unico con tutti gli Assessori intorno a fare le cose che
gli portano consenso.
Certo che questa manovra non porterà consenso a questa
Amministrazione, ma è dovuta solo al Sindaco e allo stesso
Sindaco. Io sono andata a rivedere il programma per Milano,
'Milano riparte' del '97 del Sindaco Albertini. Al capitolo Traffico e
Mobilità dice il Sindaco: “Il nostro obiettivo è rendere più
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
scorrevole
il
traffico
automobilistico
privato,
per
questo
consideriamo fondamentale da un lato abbandonare la politica del
divieto e dall'altro incentivare i cittadini a utilizzare i mezzi
pubblici, attraverso l'offerta effettivamente concorrenziale sul
piano dei tempi di percorrenza e della qualità'.
Milano ripart e, e con questo Milano si è fermata, con queste
dichiarazioni, perché da una parte c'è la liberalizzazione, altra
cosa, invece, è l'anarchia. Il sindaco Albertini con queste
dichiarazioni, per quattro anni, ha fatto sì che la città si
intasasse, ci fosse l'anarchia per i mezzi privati, che sono quelli
che poi bloccano i mezzi pubblici, perché Milano ha pochissime
corsie
preferenziali.
In
questa
totale
anarchia
sulle
corsie
preferenziali circolano tutti, tranne che i mezzi pubblici che
dovrebbero essere agevolati nella loro percorribilità, e il mezzo
pubblico è assolutamente penalizzato. Non c'è assolutamente
possibilità di aumentare la percorribilità del mezzo pubblico.
Oltretutto, il Sindaco, con i poteri speciali che dovrebbe
avere, dovrebbe venire in aula a dirci come vuole esercitare
questi
suoi
poteri,
se
ha
determinati
progetti
che
vuole
realizzare: bloccare i mezzi privati in determinate giornate? Lei,
dottor Massetti, non c'era ancora, non era ancora Direttore
Generale, ma quando io ero Assessore ai Trasporti ('92 - '93), le
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
macchine circolavano in città a targhe alterne un giorno sì e un
giorno no, perché regolarmente (le centraline allora funzionavano)
la città era inquinata ed io ero nelle condizioni di essere
praticamente
una
volta
alla
settimana
insultata
perché
si
bloccava il traffico privato. Oggi non viene messo in atto nessun
provvedimento per bloccare il traffico privato e la città è il caos
che noi troviamo. E, come è stato detto più volte, non ci sono i
periodi, le fiere particolari, il Macef piuttosto che non so che cosa
o il Natale, ormai Milano è così durante tutto il periodo dell'anno.
Le mamme portano i bambini a scuola tutte le mattine lasciando
le macchine in seconda fila, i lavoratori vanno a lavorare tutti alla
stessa ora e tutti in macchina, perché?
Primo, perché esiste l'impunità, perché troppo poche sono checché ne dica il Sindaco - le multe che vengono date per il
divieto di sosta e peraltro non dev'essere solo il divieto di sosta
il lavoro dei nuovi Vigili Urbani, perché sembra che l'unico modo
per sollevare il bilancio del Comune di Milano oggi sia quello di
dare le multe. Lei, Assessore, non ha la delega della Vigilanza
Urbana, io avevo ampia possibilità per manovrare i Vigili Urbani e
io dico che i Vigili Urbani di allora che tra poco, purtroppo,
andranno
in
pensione,
erano
molto
validi.
L'allora
sindaco
Borghini aveva avuto l'opportunità di assumere con procedura
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
d'urgenza 550 Vigili Urbani, ma tutti avevano fatto una dura
scuola al Corpo di Polizia Municipale ed erano tutti preparati. Il
sindaco Albertini ha assunto molti nuovi Vigili che non conoscono
assolutamente il Codice della Strada, e questo è per un grave
demerito del Comandante Chirivì che non è senz'altro in grado di
dirigere il Corpo di Polizia Municipale.
Per tornare alla manovra, oggi, il presidente Pillitteri, non c'è
un adeguamento tariffario; questo non è adeguamento tariffario.
Sarebbe stato un adeguamento portarlo nel '98, ed allora
l'assessore Goggi era d'accordo, a 1700 lire, quello poteva essere
un adeguamento, ed oggi altre 200 lire sarebbero state digerite
forse meglio. Qui si tratta di una vera e propria stangata sotto
Natale ai cittadini milanesi.
Il consigliere Masseroli, che è Presidente della Commissione
Bilancio, si stupiva di come tanta gente sia obbligata ad usare il
mezzo pubblico. Io non so dove viva il consigliere Masseroli, ma
tutti quanti i lavoratori del Comune di Milano vengono la mattina
a lavorare al Comune di Milano, molti da Buccinasco, da Novate
Milanese, da Cernusco sul Naviglio, lasciando forse le auto ai
parcheggi di corrispondenza per poi usare il mezzo pubblico.
Ebbene, io ho fatto un'indagine tra i lavoratori del Comune di
Milano, nessuno si ricorda, questa è la frase demagogica ma ci
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
vuole, quando mai sia stato l'ultimo aumento dei dipendenti
comunali? Nessuno si ricorda, tutti però si ricordano che nel '95 è
stato aumentato il prezzo del biglietto dell'ATM ed oggi siamo di
nuovo ad un fortissimo aumento del prezzo del biglietto del tram.
A questo aggiungo un altro difetto che c'è sempre stato (allora
c'era il dottor Gambini, oggi c'è lei, ingegner Massetti), l'evasione
nel pagamento del biglietto; i dati dell'ATM, anche allora, non
erano credibili e non lo sono nemmeno oggi. Ma non sono solo gli
extracomunitari, come dicono tutti, a non pagare il biglietto, c'è
tantissima gente: avvocati, ingegneri, architetti, professionisti
che per tratte brevi tengono il biglietto in tasca e lo timbrano
solo se vedono un controllore. E se su dieci corse ogni cittadino
ne paga una sola, non si potrà mai ottenere nessun risultato da
qualsiasi aumento del biglietto del tram. I controllori si vedono
quando salgono; metteteli in borghese, non so cosa dire, ma il
controllore ci vuole; sarebbe anche meglio, l'abbiamo detto più
volte, anche per motivi di sicurezza (altro tema tanto amato dal
sindaco Albertini) tornare al bigliettaio che controlla, che vede chi
paga; è comunque una presenza fissa, lo so che è un ritorno al
passato, però è una presenza fissa sul tram che dà comunque la
sicurezza dell'introito, perché da un lato non potete pagare
personale, è vero, ma dall'altro voi non incasserete mai. Cioè,
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
nessuno sale con il biglietto a 1950 lire e lo timbra se non c'è
qualcun che lo controlla, questo lo do per scontato.
Un'altra cosa che io imputo al Sindaco, per cui dico che non
ha coraggio di venire qua a parlare, e fa male, è che ho sentito
una sua intervista in cui diceva ai giornalisti: 'Fatemi un regalo
per Natale, non dite che aumento il biglietto, ma voglio
fidelizzare l'utente milanese'. Prima cosa: il verbo fidelizzare sullo
Zingarelli non esiste, c'è fidelini vedi fedelini, pasta piccola e
sottile che mangiavamo da piccoli, per cui di che cosa parli
Albertini lo sa il cielo. E comunque se lui ritiene con questa
manovra di fidelizzare - come dice lui - gli utenti milanesi, fa
falsa comunicazione sociale o se qualcuno glielo fa dire è una
falsa comunicazione sociale perché l'ha dimostrato Rizzo con tutti
i suoi conti, Professore di matematica, calcolatrice alla mano, che
l'ATM potrà tirare fuori 40 miliardi solo coi biglietti a 1950 lire.
Questa è l'unica vera manovra. Diceva anche Pillitteri che non
dobbiamo uccidere le fasce deboli, ma, in realtà, saranno proprio i
deboli quelli che verranno a pagare maggiormente. I deboli e voglio aggiungere - anche gli onesti e cioè quelli che, malgrado
non ci sia il controllore, oblitereranno ugualmente il biglietto pur
non essendo controllati, penso che sarò tra questi.
Si dice che non ci sono alternative, qua purtroppo il bilancio -
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
è stato detto più volte dal sindaco Albertini - io devo dire che ho
visto tanti bilanci di previsione e non ne ho visto uno realistico.
Per anni ho visto bilanci dove venivano introdotte le entrate per
la privatizzazione della AEM, che è stata privatizzata solo di
recente, il 49%, poi ho visto i bilanci con la privatizzazione della
SEA, o per lo meno il programma elettorale ultimo di Albertini con
la privatizzazione della SEA, che non ci sarà, per cui tutti bilanci
fasulli e poi ad un certo punto bisogna cercare i soldi per le
municipalizzate che non riescono ad essere in attivo. Il Sindaco
non vuole venir qui a dirci che l'ATM non sarà in attivo, perché
tutte le sue municipalizzate da quando lui è qua sono sempre in
attivo; non importa se poi la SEA per essere in attivo di 120
miliardi si dimentica della sicurezza e non mette il radar, questa
è un'altra cosa, l'importante è che la SEA porti tanti soldi. Non
importa se l'ATM portava tanti soldi ma oggi vi fa pagare 50
miliardi invece che 25, l'importante è poter dire ai cittadini che lui
è stato quello, e non Formentini come è stato scritto qui, quello
che ha venduto il 49% delle azioni dell'ATM.
E così come ha il coraggio di dire in giro tutte queste
frottole, il Sindaco deve avere il coraggio di dire oggi che non è
vero che questa Amministrazione non aumenta tasse e tariffe.
Oggi questa Amministrazione va a massacrare tanti cittadini
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
milanesi che vengono a lavorare a Milano; sono già fidelizzati,
non si sa che cosa voglia dire, ma sono fidelizzati all'uso del
mezzo pubblico, ma saranno disincentivati con questi prezzi,
disincentivati perché il mezzo privato continuerà a circolare,
intralcerà il mezzo pubblico. Il vicesindaco De Corato invece ci
attenziona su altre cose, altro verbo assolutamente inesistente
sul mio Zingarelli del '71, ci attenziona sui Lavori Pubblici,
continuerà
ad
aprire
cantieri
così
la
circolazione
a
Milano
diventerà impossibile perché da un lato nessuno vieta alle auto di
circolare (ed è stato detto da Colombo, da Rizzo e da tutti quanti
che non c'è più posto per una sola auto); dall'altra, il mezzo
pubblico non potrà funzionare.
Io credo che l'unica soluzione sia veramente quella che sia il
Comune di Milano, così come ha sempre fatto (con le farmacie
municipali
quando
erano
in
difficoltà,
con
MilanoSport),
a
ripianare il deficit dell'ATM. Una manovra, sotto Natale, che non è
adeguamento ma una stangata, in questo momento e soprattutto
contro i lavoratori, la trovo una manovra veramente scorretta, pur
non essendo - come ha detto Antoniazzi all'inizio del suo
intervento - pregiudizialmente contraria all'aumento delle tariffe.
Si è parlato più volte di ICI, si è detto di differenziare l'ICI, che
non è giusto che il Palazzo delle Generali di Piazza Cordusio
- 43 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
paghi l'ICI come l'ultimo cittadino di Quarto Oggiaro. Queste
potevano essere manovre accettabili, l'aumento del biglietto del
tram in questo modo è assolutamente inaccettabile".
Riassume la presidenza della seduta il Presidente del
Consiglio Giovanni Marra.
Il Presidente dà la parola al consigliere Molinaro.
Il consigliere Molinaro così interviene:
"Vorrei aprire questo intervento cercando di collocare la
nostra discussione in uno sfondo più generale, perché credo che
sia giusto che il Consiglio Comunale di Milano e i Consiglieri che
sono chiamati a discutere un adeguamento tariffario dell'ATM non
perdano
di
vista
ciò
che
sta
intorno
a
questa
richiesta
dell'azienda. Innanzitutto noi abbiamo almeno tre grandi ordini di
problemi: l'attuale situazione difficile del traffico e della mobilità
nella nostra città; su questo tema da tempo si discute, il Sindaco
ha chiesto poteri straordinari, speciali, anche se con i poteri che
ha già attualmente molte cose avrebbe potuto fare. Su questa
discussione dei poteri speciali nulla sappiamo, per quali ragioni,
se non per realizzare nuovi parcheggi ed accelerare i tempi di
realizzazione di nuove infrastrutture, svincoli, nuove strade etc.,
che hanno come unico vantaggio quello di aumentare il richiamo
delle auto verso Milano, non certo quello di favorire il trasporto
- 44 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
pubblico.
Un altro elemento di scenario intorno al quale noi dobbiamo
assolutamente collocare la nostra discussione, alcuni Consiglieri
l'hanno richiamato, è il processo di riforma del trasporto pubblico
locale che è in corso di discussione nella Regione Lombardia, che
da anni è in corso di discussione nel nostro Paese e che ha già
prodotto interventi legislativi molto significativi nel '97 e nel '99
che regolano sostanzialmente il processo di riforma del trasporto
pubblico locale.
La terza questione importante è il futuro dell'ATM, perché
non c'è dubbio che il futuro dell'azienda si colloca dentro la
questione più generale di come andremo a rafforzare il trasporto
pubblico nella nostra città e nell'area metropolitana, ma anche
come
si
rapporta
il
futuro
dell'azienda
ai
processi
di
trasformazione del sistema del trasporto pubblico locale.
Ora, sulla riforma del trasporto pubblico locale poco si è
discusso, ma la Regione Lombardia ha licenziato nella sua
Commissione Trasporti, il 29 novembre, il progetto di legge
numero 139 che fa riferimento esplicito agli interventi per lo
sviluppo
del
provvedimento
trasporto
pubblico
legislativo
della
regionale
Regione
e
locale.
Lombardia
Questo
colloca,
diciamo così, il ragionamento della trasformazione necessaria
- 45 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
dentro - ad esempio - un parametro: che nessuna azienda possa
gestire più di 50 milioni di chilometri/vettura. Sulla base di
questa impostazione, l'assessore Goggi ha previsto - mi pare - o,
comunque,
possiamo
prevedere
che
l'azienda
stessa
sarà
suddivisa in numerose parti perché la Regione, appunto, obbliga
le aziende a non superare una certa dimensione.
Il progetto di legge, che è stato licenziato dalla Quinta
Commissione, recepisce sia la dimensione della rete per fare le
gare,
che
non
può
essere
superiore
ai
50
milioni
di
chilometri/vettura, sia che gli enti affidanti le gare devono
provvedere alla suddivisione della medesima in più sotto-reti,
ciascuna delle quali non può superare il 30% dell'ammontare
complessivo di chilometri/vettura dell'intera rete.
Quindi, siamo di fronte ad un provvedimento che avrà delle
conseguenze rilevanti sull'ATM, avrà delle conseguenze rilevanti
sul sistema economico, organizzativo, produttivo e di qualità
dell'azienda stessa. Proposte, queste, che sono ben lontane dalle
stesse indicazioni della Comunità Europea. Infatti in ambito
europeo,
per
andare
incontro
alle
esigenze
delle
grandi
aggregazioni metropolitane, si stanno predisponendo atti volti a
derogare dal ricorso delle procedure concorsuali, ad esempio, in
modo che gli organismi delegati ad assegnare la gestione del
- 46 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
trasporto
pubblico
locale
nelle
grandi
metropoli
possano
procedere per affidamento diretto.
Ma non è tutto. Questa facoltà è stata fatta proprio dalla
Regione Parigina e dalla Municipalità Marsigliese, ma anche le
Municipalità di Berlino, Barcellona, Madrid e Lisbona si avvarranno
delle procedure di affidamento in luogo del concorso, ferma
restando la definizione delle regole contrattuali nell'apposito
contratto di servizio; cosa che noi abbiamo stabilito nel momento
in cui l'ATM è diventata SPA. Non è invece richiesto nelle direttive
europee né in quelle nazionali, di spartire tra piccoli gestori una
rete di trasporto pubblico locale, già detenuta da un solo
esercente
in
nome
di
una
presunta
propensione
verso
la
concorrenzialità. Non risulta che tale stravaganza sia stata
adottata da altre autorità organizzatrici, ad esempio a Roma.
Roma
ha
introdotto
la
pluralità
nell'affidamento
nella
gestione attribuendo le nuove linee ai nuovi gestori, ma anziché
frazionare la rete esistente ha potenziato il gestore pubblico
unificandolo nell'attuale Trambus. Una volta a Roma avevamo la
Cotral e l'Atac, oggi abbiamo un'unica società sostanzialmente
denominata Trambus.
Allora collochiamo la nostra discussione ad un livello più
alto,
vediamo
che
cosa
sta
- 47 -
succedendo.
Gli
effetti
della
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
discussione
della
legge
regionale
saranno
pesantissimi
sull'azienda, sul suo assetto organizzativo, ma anche sulla
qualità economica dei risultati, perché la dimensione di scala e di
scopo della azienda, in questo modo, viene decisamente a
modificarsi. Ed allora probabilmente una delle ipotesi che stanno
dietro a questa richiesta di aumento delle tariffe è quella di
incrementarle notevolmente per rispondere ad una modifica
strutturale che verrà imposta all'azienda stessa.
Credo che questa sia una ragione, magari non è questa,
perché le modifiche tariffarie - tra l'altro - se confrontate alle
realtà di altre città del nostro Paese e non solo a realtà
metropolitane europee, se proviamo a confrontare con una tabella
le diverse modalità tariffarie presenti nelle grandi città italiane
(ho provato a farlo a Milano, Torino, Genova, Bologna, Verona,
Firenze, Brescia, Roma e Napoli) vediamo che, ad esempio,
l'aumento tariffario proposto dall'ATM colloca Milano tra le città
più care d'Italia, insieme a Firenze. Però sicuramente, al di là di
Firenze, Milano è la città più cara d'Italia, ma è la più cara d'Italia
non solo nell'ordinario urbano, è la più cara d'Italia anche in altre
diciamo modalità tariffarie. Ad esempio: sulla modalità dei dieci
biglietti ordinari, la proposta di Milano è superiore a tutte le città
italiane. Così come per il mensile degli studenti, anche qui c'è
- 48 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
una articolazione delle tariffe che colloca Milano sicuramente al
limite più alto. Sull'abbonamento annuale, Milano è la più cara in
assoluto di Italia, è la più cara in assoluto battendo di molto
Firenze, Brescia, eccetera; mentre invece Torino, Genova, Bologna
collocano ad esempio l'abbonamento annuale a 500 mila lire.
Oppure come a Firenze, che ha il biglietto ordinario più caro, a
Firenze si realizza un abbonamento annuale di 450 mila lire che è
decisamente più basso di quello proposto a Milano, così come ad
esempio
a
Genova
tutta
l'articolazione
tariffaria
è
legata
strettamente tra il trasporto pubblico locale integrato con le F.S.,
integrato quindi con il sistema ferroviario.
Allora, di questi problemi forse noi dovremmo discutere. Per
quali
ragioni
queste
modifiche
tariffarie
incidono
così
pesantemente e fanno di Milano la città più cara d'Italia? Questa
ragione
non
dovrebbe
esserci,
visto
che
Milano
potrebbe
effettivamente offrire una strumentazione molto articolata che
comunque garantisca il migliore accesso possibile al trasporto
pubblico senza penalizzare l'utenza. In questo modo, per le
modalità con le quali la proposta è stata avanzata, sicuramente
noi abbiamo una penalizzazione dell'utenza. Non sto a ribadire il
ragionamento fatto dal consigliere Rizzo, molto interessante, che
oltretutto
sviluppato
sulla
- 49 -
tabella
rende
ancora
più
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
impressionante quel ragionamento. Credo, insomma, che la
nostra discussione debba misurarsi con queste questioni, non
possa limitarsi soltanto a ragionare se il biglietto a corsa
semplice è a un Euro o è più o meno caro. E se questo
adeguamento
tariffario
è
necessario
per
rispondere
alla
inflazione. Non è vero, non è vero né parametrando il costo del
trasporto pubblico ad altre città né, tanto meno, provando a
misurare effettivamente le performance della azienda con la
realtà urbana di Milano.
Ci sono scelte necessarie che, invece, dovevano essere fatte
e che il Sindaco e la Giunta, insieme all'Assessore, dovevano fare
molto prima di questa discussione, perché il potenziamento del
trasporto pubblico è una necessità assoluta per la nostra città. E’
il potenziamento inteso in termini di quantità di utenti, che badate bene - anche se sono cresciuti nel corso dell'ultimo anno,
sono ben lontani gli utenti di oggi dai dati degli anni Settanta e
dei primi anni Ottanta, c'è stata una caduta verticale nell'uso del
trasporto
pubblico
e
questa
caduta
verticale
ha
inciso
sicuramente anche sulla qualità più complessiva del trasporto
pubblico e sulla qualità più complessiva della nostra città, molto
penalizzata in termini ambientali e della mobilità dalla invasione
quotidiana del traffico privato.
- 50 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
C'è un provvedimento che renderebbe molto competitivo il
trasporto pubblico, è quello della velocità commerciale. Mi sono
permesso di chiedere all'Assessore in Commissione: che cosa
potrebbe significare aumentare di qualche chilometro all'ora la
velocità commerciale del trasporto pubblico di superficie? Perché
quello della metropolitana ha i suoi limiti tecnici ed oltre non può
andare, ma il trasporto pubblico di superficie paga prezzi molto
pesanti in termini di velocità commerciale perché si incaglia
costantemente con il traffico privato. Ed, allora, che cosa bisogna
fare per incrementare la velocità commerciale, che è l'azione più
efficace per aumentare gli utenti ma anche per rendere più
frequente e più certa la presenza del trasporto pubblico, perché
oggi gli incagli non solo ritardano alla fine la durata della corsa,
ma rendono incerta la presenza del mezzo pubblico allora che
l'utente si aspetta.
Bisogna necessariamente lavorare perché le sedi riservate e
le priorità semaforiche siano uno degli elementi fondamentali
intorno ai quali lavorare, ma bisogna anche proteggere i mezzi
lungo le tratte e lungo gli incroci più soggetti a incagli. Anche qui,
per quali ragioni questo studio, che è stato fatto dai dipendenti
dall'ATM e fornito al Presidente dell'ATM, non è stato utilizzato?
Addirittura gli autisti dell'ATM, attraverso un questionario, hanno
- 51 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
segnalato un centinaio di incagli quotidiani ai quali purtroppo
sono sottoposti e quello studio può essere molto utile per
risolvere alcuni problemi della mobilità del trasporto pubblico.
Bisogna aumentare l'accessibilità del trasporto pubblico,
bisogna realizzare interscambi più funzionali ed organizzati
perché gli utenti siano favoriti e non attendano delle mezz’ore tra
un cambio di modalità e l'altro. Riducendo insomma i tempi di
attesa, si migliora anche l'efficienza più complessiva e la qualità
del sistema del trasporto pubblico. Bisogna fare interventi
viabilistici quindi sui nodi del traffico, bisogna avere una strategia
e una politica che va molto al di là dell'idea della fluidificazione
che riguarda il trasporto privato.
La prima fluidificazione che bisogna fare in questa città è
quella del trasporto pubblico. Se su questo non siamo d'accordo e
se su questo non troviamo le modalità per intervenire, sarà molto
difficile che in questa città il trasporto pubblico possa aumentare
le sue potenzialità e l'utenza.
Allora, di questo mi piacerebbe discutere, al di là delle tariffe
singole, parametrare queste tariffe con le altre città, vedere che
cosa stanno facendo in Europa, pensare al futuro della ATM
misurato con i provvedimenti regionali che minano, scardinano
profondamente la tenuta organizzativa dell'azienda e, quindi,
- 52 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
generando di fatto nuovi costi ed anche conseguenze sulla
qualità.
Ecco, io ho finito. Molti degli emendamenti che sono stati
presentati cercano di raddrizzare la manovra in termini tariffari;
queste questioni più generali io credo debbano diventare anche
nella
Conferenza
fondamentali
Generale
attorno
ai
del
quali
Traffico
il
nostro
uno
dei
lavoro
aspetti
si
deve
concentrare".
Entra in aula il consigliere Masseroli; ne escono i consiglieri
Ciabò e Albertini Riccardo: i presenti sono, pertanto, 45.
Entra altresì in aula l’assessore Gallera.
Il Presidente dà la parola al consigliere Tinelli.
Il consigliere Tinelli così interviene:
"Oltre a condividere totalmente l'intervento del consigliere
Rizzo, che - come al solito - con arguzia e precisione è riuscito a
mettere il re a nudo, spiegandoci quale sia la reale politica di
ATM in occasione di questo aumento delle tariffe; oltre a
condividere le preoccupazioni espresse dai vari consiglieri di
Centro Sinistra e di Rifondazione che mi hanno preceduto, vorrei
anch'io aggiungere qualche constatazione e qualche dubbio sulla
manovra che stiamo discutendo.
Tra
le
tante
giustificazioni
- 53 -
che
si
danno
per
avallare
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
l'aumento del costo dei biglietti, si ricorre spesso alle imposizioni
del Decreto Burlando che fissa per le aziende di trasporto
pubblico che il 35% degli introiti provenga dalla vendita dei
biglietti. Questo argomento viene utilizzato, in un certo qual
senso, quasi per scaricare le colpe degli aumenti su qualcun altro:
è una imposizione di legge, quindi siamo costretti a procedere.
Ma se anche il Decreto Burlando fissa queste percentuali, non
sono certo, non credo che queste obblighino ATM ad aumentare i
costi dei biglietti per rientrare nell'ambito del proprio bilancio a
norma di legge.
Anzitutto se questa Giunta avesse ragionato o meglio
ragionasse cercando una reale pianificazione tra provvedimenti ed
esigenze della Città, guardando leggermente tanto così un po' più
in là della mera approvazione di una qualsivoglia delibera, di una
nuova costruzione, forse non saremmo costretti a distanza di
qualche tempo a dover poi adottare nuovi provvedimenti per
rincorrere
i
problemi
sollevati,
creati,
concatenati
ai
provvedimenti precedentemente presi.
Nella decisione di ampliare l'Università Cattolica in centro, di
ridisegnare il Policlinico in centro, di mantenere il Tribunale in
centro, di permettere l'espandersi della Bocconi in centro e mille
altri provvedimenti similari, si possono trovare - per carità -
- 54 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
tantissime ragioni sia di carattere, storico, tradizionale etc. etc.,
ma sicuramente - per chi conosce la topografia cittadina - i
problemi di traffico, di mobilità, di smog di questa Città, si
trovano centomila ragioni in più per soprassedere o comunque
cercare soluzioni più adeguate, più funzionali e che soprattutto
non ci creino problemi maggiori di quelli che già stiamo vivendo.
Questi esempi valgano per tutto quello che generalmente
trattiamo in quest'aula, dal più piccolo provvedimento al più
grande, dalle nuove residenze per famiglie prive di parchi o aree
verdi per i futuri bambini che nasceranno, ai grandi interventi di
riqualificazione urbana nati già compressi tra il traffico che li
assalta, per raggiungere il mega centro commerciale che in
delibera ha occupato lo spazio che forse sarebbe stato più utile
pensare per l'asilo nido, l'RSA per gli anziani, un centro sociale,
una biblioteca o qualsiasi altro servizio più utile ad un nuovo
insediamento.
Con la medesima filosofia abbiamo, peraltro mancando
enormi introiti, buttato sul mercato AEM, trasformandola in SPA e
privatizzandola, per accorgerci in realtà (da questi banchi peraltro
l'abbiamo sempre saputo e fatto notare) che una azienda
privatizzata, per quanto in mano al Comune con una quota del
51%, non offre più i suoi prodotti agli stessi prezzi di quando era
- 55 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
in toto di proprietà comunale, quindi dei cittadini milanesi, e tutti
i servizi di cui tra l'altro la AEM detiene il monopolio, tutti i
servizi più essenziali per fare funzionare la macchina Comune
automaticamente cambiano costi e lievitano talmente tanto da
costringerci ad assumere nuovi provvedimenti, a tamponare
questa emorragia di denari pubblici che è stata aperta con la
privatizzazione dell'AEM.
E via, un taglietto al bilancio di qui, un altro taglietto di là,
trasforma i Vigili Urbani in azienda ed apposta a bilancio 50
miliardi in più, che ce li facciamo entrare tartassando i cittadini di
multe, tanto se le meritano perché sono loro indisciplinati e non
vogliono
sfruttare
i
milioni
di
posti
di
parcheggio
che
l'Amministrazione ha creato in questi anni, e lo fanno apposta
perché gli piace trasgredire parcheggiando in seconda, terza e
quarta fila. Fino ad accorgersi che l'emorragia di pubblico denaro
aumenta sempre più, quindi servono altri tamponi. L'illuminazione
pubblica, la metropolitana, i tram, l'illuminazione delle scuole,
degli asili e degli uffici comunali funziona ad energia elettrica
privatizzata, così il riscaldamento per le case popolari e per tutti i
luoghi
di
proprietà
pubblica
funzionano
a
gas
metano
privatizzato, ed i costi dei due servizi lievitano sempre di più.
Così ATM deve tirar fuori 30, 35 miliardi l'anno in più solo per
- 56 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
pagare l'energia che le è vitale per il proprio funzionamento. Ed
ecco la manovra per recuperare al proprio bilancio, ci viene detto
35 miliardi nell'ipotesi considerata la più bassa, 45 miliardi
nell'ipotesi considerata più alta, con l'aumento del costo del
biglietto. Detto in parole veramente povere: “Non ti aumento le
tasse, caro cittadino, perché potreste avertene a male, ma ti
spremo lo stesso come un limone raccontandoti più comode
storielle”.
Qui alla giustificazione del Decreto Burlando se ne possono
aggiungere tantissime altre e si aggiungono altre trovate da gran
fragore: “Abbiamo speso per rinnovare il 50% dei mezzi di
superficie, abbiamo comprato gli eurotram, metteremo l'aria
condizionata, etc. etc.”. Scartiamo subito, lo dico, quella dell'aria
condizionata che sarà, forse perchè sono un po' fatto così io, ma
mi
sembra
un
surplus
con
tantissime,
tantissime
controindicazioni, soprattutto se si pensa che condizioniamo le
polveri sottili, il benzene, etc. etc., ed aumentiamo sicuramente
lo spreco energetico.
Il rinnovamento dei mezzi di superficie, gli eurotram, Signori,
non è stata una cosa dell'ATM che dice: “ah, spendiamo i
soldi...”. Sono stati pagati e votati da questo consesso e pagati
dai cittadini milanesi. E credo che sia normale, forse qualcuno
- 57 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
però che se ne intende più di me di bilanci e di mercati e
d'aziende, credo che sia normale per qualsiasi azienda dover
rinnovare prima o poi i propri mezzi, credo che lo impongano
l'usura, il tempo e (la cosa più cara alla Maggioranza, credo)
anche il mercato. Ma anche qui le cose non risplendono di tutta la
luce delle quali vorremmo farle risplendere.
Abbiamo parificato il bilancio con enormi sforzi. Io dico,
abbiamo fatto una serie di cose che sono andate contro una
buona gestione dell'ATM. Gli eurotram sono lunghi, non girano,
bisogna rifare tutta la rete laddove vogliamo inserirli, bisogna
rimettere le traversine, bisogna armare con solette la strada,
perché se no la sfondano, e abbiamo a breve in bilancio da dover
approvare, Signori, 22 miliardi e 500 milioni per mettere a posto
una serie di traversine.
E via... Gli eurotram non vanno bene, fanno rumore, non
funzionano, non si chiudono, etc., ed altri soldi per sistemarli.
Facciamo i nuovi tragitti e ci accorgiamo che lì non possono girare
ed allora, visto che incrociano altri mezzi, dobbiamo chiudere
obbligatoriamente i finestrini in modo che nessun utente per caso
metta fuori la mano perché rischierebbe di vedersela portare via.
Eh, ma allora dobbiamo mettere l'aria condizionata, mi sembra
logico, se teniamo su finestrini! E tutta una serie di altre cose.
- 58 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Gli eurotram funzionano attualmente, dagli anni che li abbiamo
votati, dall'epoca Formentini a quando sono arrivati, funzionano
attualmente su un solo tragitto.
Dopo di che, altra furbata, che poi sia l'Assessore che i
dirigenti di ATM hanno sempre rivendicato come mezzo per
diminuire i costi ed aumentare il trasporto di utenti, è quella di
prendere tutto lungo, enorme. Quindi abbiamo i bus snodabili da
18 metri e li piazziamo in tutta la città, come se la Città di
Milano fosse una città che non soffre di traffico e fosse una città
dove questi bus possono tranquillamente svincolarsi e girare. In
Piazzale Loreto, e non mi stancherò mai di dirlo, ne arrivano tre
di queste linee e in Piazzale Loreto non c'è orario di punta, è
sempre orario di punta ed ogni volta che queste tre si incrociano,
vi lascio immaginare.
Però la pensata è: “io metto l'autobus lungo, ha più posti,
faccio una corsa e tiro su 120 passeggeri invece che 40 ed elimino
tre corse, tre corse e tre autisti”. Cioè, questa è la genialità del
modello ATM Milano, come quella di far correre tutti i jumbo e di
farli andare in centro uno in fila all'altro, snodandosi per le vie del
centro, che si intruppano e bloccano qualsiasi altro tipo di
mobilità. Questa è la concezione del risparmio che, secondo me,
non ha fatto nient'altro che danneggiare la velocità commerciale
- 59 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
dell'azienda, andando totalmente in controtendenza con tutte le
altre città. E che me ne vengano a raccontare, perché ogni volta
che si portano gli esempi c'è sempre qualcuno che ha girato una
città in più, no? Solo che poi quando ti fanno gli esempi che tu
conosci perfettamente come funziona quella città, gli dici: guarda
che forse ti stai sbagliando perché non si può paragonare Milano
a Barcellona, anche solo per la sua geografia, per come è
strutturata a rete, mentre qua siamo strutturati a cerchi, no?
Tutte le altre capitali d'Europa e d'Italia, perché citiamo sempre
Europa, ma pensiamo anche all'Italia, le quali anche loro hanno
dei centri storici, le quali anche loro hanno dei problemi di
penetrazione della città di traffico e quindi di riuscire a muovere
in mezzo a questo traffico i propri mezzi carichi di persone che
devono raggiungere altre località.
Ebbene, tutte queste città si dotano di minibus: quelli che li
prendono a diesel, quelli che li prendono elettrici, però il
minibus..., lasciamo perdere, non lo facessero neanche in Italia,
lo facessero solo gli altri che sono più intelligenti, ma come viene
dimostrato da tutte le marche automobilistiche che ti vendono le
famose city-car e stanno facendo tutti le macchine piccoline
proprio per svicolare, per poter parcheggiare, per poter girare nei
centri storici della città. No, noi che siamo belli e ribelli e in
- 60 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
controtendenza, noi prendiamo tutto grandissimo, tutto enorme,
ci impantaniamo nel traffico più incredibile, facciamo diminuire
nell'utenza la voglia di utilizzare i mezzi pubblici perché quelli di
superficie non hanno modo di andare in giro per la città, a parte
in quei pochi tratti di corsia privilegiata preferenziale che hanno.
Ecco, tutto questo ci viene detto, ci viene raccontato per
cercare di indorare la pillola e per cercare di spiegarci la
questione dell'aumento delle tariffe. Dai conti che ci vengono
presentati e ci vengono presentate delle cose che non sono tutte
le prove e tutti i conti che sicuramente l'azienda ha fatto perché
non ce li hanno voluti dare, però da come si prospetta questa
manovra, io credo che sia intenzione di ATM non quella di
raggiungere i 35 o i 45 miliardi di cui ci parlano, ma di andare ben
oltre. Perché in realtà l'aumento è spropositato, l'aumento gioca
sul biglietto che noi tutti utilizziamo saltuariamente ed è quello
che fa entrare i maggiori introiti in assoluto ad ATM.
Tra l'altro in uno dei tanti fascicoli che ci avete consegnato,
perché poi si parla della paura di perdere evidentemente, per i
primi
tempi
e
subito
dopo
l'aumento,
così
diceva
anche
l'Assessore, di perdere una parte di utenza che però con l'andare
del tempo verrebbe in qualche maniera recuperata. Beh, dalle
carte che ci avete dato voi, dove si evince quanti passeggeri,
- 61 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
secondo le statistiche e le stime che fate voi, abbiamo avuto sui
nostri mezzi pubblici dal '94 al 2000 e c'è anche la previsione per
il 2001, ebbene dal '95, che è l'ultimo aumento che l'azienda ha
fatto sui biglietti, ad esattamente il 2000, ci sono voluti
esattamente 5 anni per recuperare statisticamente lo stesso
numero di passeggeri. Quindi, non è che adesso con un aumento
perdiamo quei pochi passeggeri, quel 3% di passeggeri che in 6
mesi ci dicono tric, trac, ritornano.
Qua ci abbiamo messo 5 anni, secondo quanto ci ha
consegnato ATM, va bene? Mettiamocelo in testa che in questa
città andremo sempre di più a morire di malattie dovute a quello
che respiriamo e del traffico in cui viviamo".
Assume la presidenza della seduta il consigliere designato
Maria Rosaria Parlanti.
Il Presidente dà la parola al consigliere Bossi Emilia Moratti.
Il consigliere Bossi Emilia Moratti così interviene:
"Mi sembra che qui non siamo di fronte alla discussione di un
grande
progetto
coraggioso
di
riorganizzazione,
ma
semplicemente ad un tentativo di riaggiustamento del bilancio
oltre tutto interno a una sola azienda. Lo testimonia il fatto che
non abbiamo il piacere di vedere la persona che dovrebbe essere
interessata alla riorganizzazione della gestione dell'ATM, cioè chi
- 62 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
ha chiesto i poteri speciali per poter riorganizzare il traffico in
questa città.
Evidentemente il trasporto pubblico è uno dei protagonisti
dell'operazione
di
riorganizzazione
del
traffico,
quindi
non
riusciamo a capire come potrà fare il nostro Sindaco, che ha
richiesto i poteri speciali, a decidere tutto da solo, senza
ascoltare quello che è alla base di questi provvedimenti. Perché è
chiaro
che
anche
un
progetto
meramente
economico
di
riorganizzazione, come quello che si presenta oggi, ha possibilità
di successo o meno dipendentemente da diverse variabili che si
prendono in considerazione.
Facendo un passo indietro, però, io credo che già il
riaggiustamento del bilancio non dovrebbe essere discusso solo
all'interno di un’azienda, ma bisognerebbe avere il coraggio di
portarlo sul sistema Comune. Quindi Comune - Amministrazione
intesa come un sistema di aziende, in cui il passivo del bilancio
di una può essere travasato in un'altra, perché sicuramente ci
sono altri comparti del Comune che possono trarre beneficio da
un risanamento del traffico in senso pubblico. Pensiamo al
comparto dell'Ambiente, ma anche a quello dell'Urbanistica, della
Sanità, della Cultura, della Sicurezza, dello Sport, del Commercio,
ovviamente. Perché questi non devono assolutamente entrare in
- 63 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
una gestione unitaria?
Io credo che il Comune non debba essere fatto da un
grappolo di aziende, preoccupata ognuna di essere in attivo.
L'ideale sarebbe un bilancio in pareggio, perché se veramente
fossero in attivo non avrebbero fatto il compito che sono chiamati
a svolgere. Penso che il Comune dovrebbe addirittura pensare al
profitto privato che può innescare più che al proprio profitto,
quando fa queste operazioni. Quindi, il ragionamento dovrebbe
essere fatto su un livello molto più ampio. Ma credo che, da
com'è presentata la delibera, gli obiettivi siano proprio presentati
nell'ordine inverso in sequenza a quello che preme alla nostra
Amministrazione. Infatti, l'incremento delle risorse è messo per
ultimo, l'aumento della comunità diciamo degli utenti è messo
per primo, ma io credo, appunto, per i motivi che ci siamo detti,
che a torto sia solo l'incremento del profitto quello che interessa.
Oltretutto non sappiamo bene su quali basi sia stato
valutato
questo
incremento
del
profitto,
non
sappiamo
ad
esempio - come già ricordava il consigliere Farina ieri - come
siano state analizzate le varie variabili che devono essere prese
in considerazione per fare un modello comportamentale che possa
portare a decidere se questi tipi di aumenti e diminuzioni,
aumenti sul prezzo dei biglietti singoli e diminuzioni sul prezzo
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
degli abbonamenti, portino veramente ad un cambiamento di
abitudini tali da portare un gettito economico.
Non sappiamo se siano state prese in considerazione tutte le
variabili che devono essere prese in considerazione in questo
caso. Ad esempio, quello che pensiamo si appresti a fare il
Sindaco con i suoi poteri speciali, cioè i parcheggi, ma non quelli
di interscambio, quelli nella zona centro, noi crediamo che portino
ad un peggioramento della qualità del servizio pubblico, ad una
diminuzione della velocità commerciale del servizio pubblico.
Quindi, non invogliano sicuramente l'utenza.
Invoglieranno
piuttosto,
come
aveva
già
ricordato
il
consigliere Rizzo ieri, le persone che sono abituate ad acquistare
il biglietto, il carnet di biglietti, a quel punto a prendere
definitivamente l'automobile come mezzo. Perché se gli si dà il
modo in qualche modo di ricoverarla, magari avendo fatto prima
dei giri ed essendosi tormentati con lo scadimento della loro
qualità di vita, però alla fine riescono a parcheggiarla e... Io
credo che il modello comportamentale che è stato tenuto in
considerazione, sia ben difficile che possa dire che a quel punto i
cittadini scelgano di passare da un carnet di biglietti che dava
una grande libertà di utilizzo e quindi permetteva, anche se ad un
certo punto uno cambiava abitudini e magari ripiegava anche sul
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
mezzo privato, di non aver perso troppo, che invece questi stessi
siano portati a impegnarsi per un abbonamento settimanale,
mensile o addirittura annuale.
Abbiamo sentito ieri il consigliere Occhi ricordare l'assurdo di
una proposta di un abbonamento annuale per gli anziani, perché
un gettito di 350 - non mi ricordo più quanto sia - mila lire
annuale, sicuramente per un anziano è una decisione che pesa,
presa tutta di colpo. Quindi non credo che chi si affidava al
biglietto per, appunto, come diceva ieri Occhi, raggiungere il
cimitero o quanto altro, ma comunque per purtroppo attività di
allontanamento
dalla
propria
residenza
che
vengono
svolte
sempre meno dai nostri anziani, non credo proprio che questo
genere di utenza si convertirebbe all'abbonamento mensile.
Quindi,
vorremmo
sapere
con
che
grado
di
efficienza
possiamo valutare le previsioni, che poi sono molto delicate,
perché se avessero troppo successo, paradossalmente, l'introito
per viaggio medio calerebbe talmente tanto che non sarebbe più
vantaggioso. Quindi, è un momento di equilibrio critico proprio,
quello in cui tutta questa proposta diventa vantaggiosa, che
veramente mi sembra difficile valutare e quindi ci sarebbe
piaciuta anche maggiore trasparenza per farci capire questo
sistema di valutazione.
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Io credo poi che si debba fare un ragionamento più alto,
pensare che una Amministrazione Comunale debba garantire un
diritto di spostamento su un terreno metropolitano. Il diritto di
spostamento è un diritto che in caduta ne porta altri, il diritto al
lavoro, il diritto alla vita di relazione, il diritto alla cultura; negare
questo o renderlo sempre più difficile, veramente mi sembra una
importantissima inversione di tendenza a quella che dovrebbe
essere la concezione stessa di Amministrazione Comunale, di
Amministrazione Pubblica. Invece, piuttosto, io credo anche dalle
risposte che abbiamo avuto dai cittadini andando un po' in mezzo
a loro a chiedere cosa ne pensavano di questo aumento, ci si
muove sul fatto che è una necessità inderogabile spostarsi sul
terreno metropolitano. Quindi la risposta rassegnata dei cittadini
è: ma che cosa vuol fare, io devo pure lavorare? Quindi è vero,
ricattualmente è vero, ce la faremo a fare ingurgitare qualunque
tipo di aumento ai cittadini, ma non credo che di questo
dovremmo gloriarci.
Andando avanti poi nell'inversione dell’ordine degli obiettivi,
si trova che queste sono le premesse per un efficiente impiego
della biglietteria magnetico-elettronica. A parte il fatto che mi é
venuto
in
mente
quante
volte
dovremmo
riaggiustare
le
macchinette erogatrici? Perché c'è un periodo transitorio, se ce la
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
facciamo a fare questo regalo di Natale ai cittadini, in cui valgono
le Lire soltanto, poi valgono le Lire e l'Euro, poi vale solo l'Euro,
poi si passerà alla biglietteria elettronica. Tutto questo ha dei
costi, mi piacerebbe capire se sono stati valutati questi costi,
soprattutto poi il passaggio alla biglietteria elettronica ha un
costo molto grosso. Quindi forse valeva la pena aspettare quello,
semmai, per fare tutto insieme.
Ed il passaggio alla biglietteria elettronica è interessante
perché può portare altri tipi di fonti di ricavo. Nella relazione che
è annessa alla delibera si dice che l'ATM ha deliberato anche di
studiare situazioni di ricavo diverse da quella che viene dal
gettito della biglietteria. Infatti, io spero che ci si renda conto di
quanto preziosa può essere una azienda come l'ATM, è una
azienda che fa veramente gola a qualunque presenza nella
economia nuova, perché è una di quelle aziende a grandissimo
numero di utenti, una grande ricchezza nella nuova economia.
Nella nuova economia valgono le aziende che incrociano in
qualche modo, che sono nodo di grandissimo numero di utenti ed
aziende che hanno grandissimi contenuti. Pensiamo, ad esempio,
alla Scala che può diventare ricca per i suoi contenuti di Scala
estesa, non certo per il gettito dei biglietti che essendo limitato
è quello che non permette di sostenere i grossi costi di gestione
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
della Scala. Ma diventa interessante, il suo pareggio è che può
diventare inattivo nel modello della nuova economia per i suoi
contenuti. Così invece l'azienda dell'ATM può diventare, con un
pareggio
portato
in
maniera
diversa
che
dal
gettito
della
erogazione dei biglietti, perché può affiancare altri tipi di servizi.
Ad esempio: una biglietteria elettronica è fatta anche di file
aggiuntivi sui biglietti o più che altro sugli abbonamenti. Poi ci
sono file che possono intersecare altri tipi di attività, possono
intersecare presenze ad eventi culturali, ad eventi sportivi, ad
attività di vario tipo.
Vorrei scendere in un esempio concreto: l'ATM potrebbe
offrire, anche perché in qualche modo ha già avuto richieste in tal
senso, dei lotti di biglietti per la domenica alle società che
gestiscono lo stadio, assicurandosi quindi sicuramente un gettito
assicurato per un certo insieme di giorni, perché queste società,
che anche loro stanno convertendosi alla biglietteria elettronica,
hanno l'interesse ad interfacciare questi tipi di biglietterie con dei
file che si intersecano, quindi dei biglietti che agiscono su più
fronti.
È
chiaro
che
questo
non
è
assolutamente
preso
in
considerazione adesso, si accenna solo a degli extra-ricavi, ma
questi saranno i ricavi su cui si giocherà la partita del futuro.
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Quindi, credo che sia un peccato chiedere in questo momento un
sacrificio così grosso, perché poi arriverà in mezzo ad altre
stangate di aggiustamento, perché si sa che in Italia si è sempre
capaci di arrotondare in eccesso quando arriva una spinta
inflazionistica oppure, come in questo caso, un cambiamento di
moneta. Be', io farei una specie di premio per una grande società
di commercio che diminuisse in occasione dell'Euro e arrotondasse
per difetto i suoi costi, veramente, sarebbe encomiabile e da
premiare. Ma non succederà così. Quindi i cittadini saranno
bombardati
da
tanti
arrotondamenti
in
eccesso
e
noi
ci
affrettiamo ancora prima ad offrirgliene un altro.
Io non credo che questo sia corretto e che comunque non sia
compito
proprio
nostro.
Io
credo,
invece,
che
quello
che
sembrerebbe il primo obiettivo di questa delibera, cioè stimolare
la cosiddetta fidelizzazione, questa parola ormai abusata, quindi
cercare di portare gli utenti ad essere più costanti nell'uso del
mezzo pubblico, si ottenga in altri modi: sicuramente offrendo un
servizio di serie A, il che vuol dire anche con un'immagine di serie
A. Guardate, è una cosa strana, ma mi hanno spiegato le imprese
che gestiscono la pubblicità sulle vetture di superficie, che
nessuno vuole fare la pubblicità all'interno delle vetture. Come
vedete si fa solo all'esterno sulle pellicole che avvolgono le
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vetture, perché? Perché sono considerati come dei muri, dei muri
in movimento, quindi ancora più fruttuosi dal punto di vista della
pubblicità. Quindi è considerato utente di quella pubblicità il
cittadino che sta non sul tram o sull'autobus, il cittadino che sta
giù. Non è considerata appetibile l'utenza del servizio invece
delle vetture, quella che sta dentro, perché? Perché c'è una
strana falsa immagine, sia per chi paga la pubblicità sia per chi
sale sul tram. Ci si sente sempre un po' di serie B quando si
prende il mezzo pubblico, e questo è un peccato perché in altre
città anche europee e di grande tradizione e di grande civiltà
come Londra, che citiamo sempre, si può trovare sul mezzo
pubblico il Presidente della grandissima società che va nella City,
nel più grande Consiglio di Amministrazione, e non si vergogna
per niente di essere arrivato dall'Hinterland londinese attraverso
una metropolitana esterna che poi, man mano si interra e diventa
interna, e poi aver cambiato ed aver preso il suo autobus per
andare alla City".
Entra in aula il consigliere Caputo; ne esce il consigliere
Bassi: i presenti sono, pertanto, 45.
Entrano
altresì
in
aula
gli
assessori
Zampaglione.
Il Presidente dà la parola al consigliere Carlino.
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Martella
e
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Il consigliere Carlino così interviene:
"In questi giorni i cittadini si chiedono: viaggiare con i mezzi
pubblici costerà di più nel 2002? E` così che la Giunta del sindaco
Albertini intende incentivare l'uso dei mezzi pubblici? In questo
modo il problema del traffico e dell'inquinamento non avrà certo
soluzione, anzi, visti i futuri aumenti proposti, sembra si voglia
incentivare il traffico privato e non se ne comprende la ragione.
Il prezzo del biglietto urbano in altre città, per esempio a
Roma, è di 0.77 Euro, cioè 1500 Lire, mentre a Milano costerà
secondo la nuova proposta 1 Euro, 1950 Lire; il biglietto singolo
aumenterà di circa il 30%, il carnet del 27%, il biglietto
giornaliero del 16%, il settimanale 2 per 6 del 18%. Quindi, i
biglietti più venduti rincareranno al di là del giusto buon senso.
Questi aumenti penalizzano il cittadino e avranno ripercussioni
economiche sulle famiglie milanesi. In un momento di difficile
congiuntura economica, non si può penalizzare il cittadino che,
oltre a non avere un servizio soddisfacente, deve coprire le
inefficienze della Amministrazione. La Città è diventata invivibile.
E’ già faticoso andare a lavorare con i mezzi perché a causa del
traffico, la sosta selvaggia e le strade dissestaste per lavori, che
avrebbero dovuto terminare all'inizio dell'autunno e sono tuttora
in corso, si impiegano tempi assurdi, ma sarà anche oneroso
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
pagare per questo servizio un aumento ingiustificato, al di là
dell'inflazione.
Gli aumenti proposti sono una beffa per coloro che vogliono,
utilizzando i mezzi pubblici, contribuire al miglioramento dell'aria
che è sempre più inquinata, e tali aumenti non sono inoltre
economicamente sopportabili dalle famiglie milanesi. L'Europa
vara l'Euro e tutti gli Stati dovrebbero mantenere i prezzi o
arrotondare per difetto, invece con questa manovra diamo il la ad
una tendenza che farà sì che tutti i prezzi della città aumentino,
ad eccezione degli stipendi e delle pensioni. Non è un caso che
da due giorni, zitto zitto, il Corriere della Sera abbia aumentato il
costo da 1500 lire a 1700 lire.
Noi dell'Italia dei Valori proponiamo, per andare incontro ai
cittadini, di introdurre nel tariffario ordinario due nuovi tipi di
biglietto: uno ridotto da 0,50 Euro, cioè circa 1000 Lire, con
validità 30 minuti. Questo nuovo biglietto potrà favorire le
persone che dovranno percorrere brevi tratti e che non hanno la
necessità di un ampio arco di tempo.
Il secondo, un biglietto speciale per sabato e domenica con
durata tutto il giorno, a 2 Euro, circa 3,950 Lire, per incentivare
l'uso dei mezzi pubblici durante il week-end per lo shopping.
Queste le nostre proposte, perché vogliamo ciò che vogliono i
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
cittadini: una città più vivibile. Perché Milano si deve distinguere
dal resto dell'Italia per la negatività?".
Il Presidente dà la parola al consigliere Fanzago.
Il consigliere Fanzago così interviene:
"Alcune
dibattito
mi
frasi
ascoltate
hanno
negli
interventi
particolarmente
sorpreso.
durante
In
questo
particolare
l'Assessore durante il suo intervento, sia qui in aula sia in
Commissione,
nell'unica
seduta
cui
ho
partecipato
perché
sostituivo un mio collega, ha pronunciato frasi come queste:
“Questo aumento è stato imposto…, il guadagno con questo
provvedimento imposto… il guadagno sull'aumento del biglietto
singolo speriamo sia sufficiente per rientrare nei parametri, etc.
etc.”.
Mi hanno fatto pensare queste frasi come può essere
imposto
un
provvedimento
quando qualche settimana fa il
Sindaco della mia Città, Milano, ha ottenuto i poteri straordinari, i
poteri
speciali,
grazie,
o
meglio
a
causa
dell'emergenza
ambientale a cui la mia Città è quotidianamente sottoposta e con
lei anche i suoi cittadini, naturalmente. Ad un Sindaco con i poteri
straordinari sul traffico non può essere imposto un provvedimento
che non aiuta certo a risolvere quello che il Sindaco della mia
Città, giustamente, anche senza approfondire troppo l'argomento,
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
ha individuato essere il problema principale di Milano. Dai
giornali: in città ci sono troppe automobili.
Allora il Sindaco e la sua Giunta, che si sono accorti che in
Città sono presenti un numero sempre più elevato di auto, che
inquinano naturalmente, non solo loro però, che cosa decidono
per diminuire il numero di auto e convincere i loro cittadini ad
abbandonare questo mezzo, a disincentivarne l'uso per utilizzare i
mezzi di trasporto pubblici? Aumentano il biglietto dei mezzi di
trasporto pubblico; aumenta quindi la diffidenza all'uso dei mezzi
pubblici; aumenta ulteriormente la distanza che separa l'uso sano
e preventivo del mezzo di trasporto pubblico dall'uso inquinante e
stressante, come ricordava il mio collega Pillitteri, del mezzo
proprio. E con questo certamente allontana l'obiettivo che si era
dato per risolvere il problema rilevato, cioè quello di diminuire il
numero di auto presenti in Città.
L'Assessore ha poi detto: “Non è storicamente provato che
all'aumento del prezzo del biglietto, diminuiranno gli utenti dei
mezzi”. Ed è verissimo, condivido quest'affermazione. Però io
pensavo, come del resto anche il Sindaco della mia Città, credo,
che l'obiettivo prioritario fosse quello di aumentare il numero di
coloro che scelgono il mezzo pubblico per i propri trasferimenti
nella Città, e non quello di mantenere il numero dei clienti
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
abituali.
Io pensavo che bisognasse intervenire per guarire Milano, e
non per accompagnare la nostra Città verso l'inevitabile danno
ambientale dell'inquinamento. Guarire Milano, vuol dire far sì che
aumentino i clienti dei mezzi pubblici. E per raggiungere questo
obiettivo, io pensavo che degli esperti del marketing, dei
sostenitori del mercato, quali i nostri colleghi della Maggioranza,
utilizzassero la strategia più semplice per vendere un prodotto,
cioè quella di contenerne i prezzi, se non di abbassarli per
renderlo più appetibile! Quindi far crescere la domanda ed
aumentare così l'utenza.
Quali altri provvedimenti? Abbiamo sentito parlare di velocità
commerciale. I mezzi pubblici più viaggi fanno, più migliora la
loro velocità commerciale, meno costano. Il deficit, causato da
questo problema, con l'aumento del biglietto verrebbe pagato
solo ed esclusivamente dall'utenza, se non si provvede a
migliorare la velocità commerciale.
Altro problema è quello della qualità. Interventi su questo
aspetto, cioè quello della qualità del servizio, che potrebbe
concorrere favorevolmente al raggiungimento del primo obiettivo,
cioè aumentare i clienti dei mezzi pubblici, non è che in questi
anni i cittadini di Milano che usano i mezzi pubblici ne abbiano
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
visti poi tanti; basta girare in metropolitana e sentire i commenti.
Del resto, questo tipo di ragionamento è usato per le tasse
dal leader della Casa delle Libertà, il nostro Presidente del
Consiglio. Semplicisticamente, lui sostiene: “Abbasso le tasse,
così tutti sono invogliati a pagarle ed allargo la base dei
contribuenti”.
Quindi, per concludere questa prima parte, credo che questa
sia una scelta grave, contraddittoria nella strategia complessiva,
che non risolve né cura Milano dalla sua malattia, l'inquinamento,
né migliora la qualità della vita dei suoi abitanti, perché il traffico
non diminuirà di certo. Anzi, leggo il dubbio anche negli interventi
della Maggioranza. Stefano Pillitteri, mio collega, che da domani
potrò
così
simpaticamente
chiamare
uomo
ragno,
visto
l’intervento che ha fatto, anche perché questo provvedimento non
è accompagnato da interventi di sostegno, come dicevo prima,
corsie preferenziali per i mezzi, mezzi più leggeri, di piccole
dimensioni, elettrici, più diffusi capillarmente e per tratte medio e
brevi, mezzi facilmente accessibili anche dalle fasce deboli della
nostra Città.
E qui introduco la seconda parte del mio intervento. Mi è
stato
detto
che
ultrasessantenni
sono
circa
donne,
40
mila
le
persone
ultrasessantacinquenni
- 77 -
anziane,
uomini,
che
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
usano l'abbonamento che l'ATM ha predisposto per questa
tipologia di utenza. Milano è una Città che invecchia, lo dicono le
cifre e gli indici demografici, è forse la città con la presenza
maggiore di persone ultrasessantacinquenni in Europa. A Milano ci
sono
226.700
donne
ultrasessantenni
e
106.618
uomini
ultrasessantacinquenni; prendo questi due dati perché sono quelli
di riferimento per gli abbonamenti mensili che l'ATM predispone
per questa fascia di utenza. Sommando i due dati, abbiamo una
presenza totale in Città di 333.318 persone di questa età.
Allora, solo il 12% di queste hanno l'abbonamento mensile,
se 40 mila è il dato che mi è stato riferito; il restante, una parte
almeno, è quella parte di utenza su cui inciderà in maniera
significativa l'aumento del prezzo del biglietto perché pagheranno
di tasca propria la quota parte dei 40, 50 miliardi che sono
l'obiettivo (giustamente Basilio Rizzo ha scoperto le carte) più
meno dichiarato di questa manovra, quindi, quelli maggiormente
penalizzati dall'effetto di questa manovra. Perché una città
abitata per un terzo da persone anziane, deve prestare una
particolare attenzione alle modalità di spostamento individuale.
Negli anni che seguiranno, le caratteristiche medie degli utenti
dei servizi di trasporto pubblico sono inevitabilmente destinate a
modificarsi. La tradizionale utenza giovane ed adulta, destinata
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
ai luoghi di studio e di lavoro, sarà via via affiancata da persone
anziane o molto anziane, potenziali portatrici di limitazioni più o
meno elevate.
Queste persone sono quegli utenti che useranno, ma già lo
fanno, il mezzo pubblico per raggiungere i luoghi di tutela della
salute. Consideriamo anche il piano socio-sanitario della Regione
Lombardia che, con le precise e determinate indicazioni di
razionalizzazione dei servizi sul territorio, creerà non pochi
problemi
a
queste
persone.
Usano
il
mezzo
pubblico
per
raggiungere, abbiamo detto, i luoghi di tutela della salute ed
anche della propria posizione previdenziale, di erogazione dei
servizi, di luoghi utili al mantenimento delle relazioni, alla ricerca
di aggregazione, al proprio sostentamento logistico. Non a caso,
la chiusura progressiva dei piccoli esercizi commerciali rende più
complesso questo aspetto importante della vita quotidiana.
Questa utenza sarà, è anche maggiormente dipendente dalla
qualità e dalla capillarità dei mezzi di trasporto per aspetti
determinanti della propria vita.
Una ricerca dell'ISTAT, abbastanza recente, indica come in
Lombardia rispettivamente il 55,7% e il 52,5% delle persone
ultrasessantacinquenni ritengano come più urgenti i problemi
legati al traffico e all'inquinamento. Anche per le persone anziane
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
questi due nodi sono aspetti diversi dello stesso problema ed è
per questo motivo che, insieme ad altri colleghi, ho presentato
degli Ordini del Giorno che verranno discussi allegati, appunto,
alla delibera proprio su questi argomenti, e sono certo che
verranno presi in considerazione anche dai colleghi".
Il Presidente dà la parola al consigliere Adamo.
Il consigliere Adamo così interviene:
"Prima
di
tutto,
Presidente,
Colleghi,
voglio
anch'io
associarmi a chi si dichiarava sorpreso ed anche in qualche modo
dispiaciuto per non vedere presente il Sindaco. Non perché,
Assessore - ovviamente non è che lei non sia autorevole, questo
è escluso - ...io sia tra quei Consiglieri che pensano che il
Sindaco
debba
essere
sempre
presente,
etc.
etc.,
ci
mancherebbe! Però credo che questa sia una delibera di rilievo
notevole per il forte impatto sociale che ha e perché, come è
stato qui ampiamente richiamato, il Sindaco ha appena avuto
(leggiamo, sappiamo, crediamo) questi poteri speciali per il
traffico a Milano.
Quindi, noi riteniamo, riterremmo utile ed indispensabile
conoscere il suo punto di vista sul raccordo tra questa manovra
tariffaria e la politica sul traffico e la mobilità che si vuole portare
avanti in questa Città. Permettetemi una piccola digressione sui
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
poteri speciali, di cui io devo dire..., sapete che non è la mia
materia, per cui chiedo scusa se dico delle cose imprecise dal
punto di vista tecnico, vi prego anzi di correggermi, io non riesco
a capire in che cosa si possono configurare questi poteri speciali,
cioè che cosa farà il Sindaco per il traffico e la mobilità di Milano
che non avrebbe già potuto fare questa Amministrazione?
L'unica cosa che mi pare di avere intuito è che può modificare
un po' di normativa, forse, nelle gare di appalto per realizzare i
parcheggi; parcheggi che - se non ho capito male - sono
parcheggi
urbani
e
non
parcheggi
esterni
alla
Città
nell'interscambio Milano - Hinterland, che sarebbero quelli... Però,
come dico, io confesso la mia incompetenza tecnica, Assessore,
lei mi spiegherà a che cosa servono questi poteri speciali, perché
ormai serpeggia il dubbio, le devo dire, che questa Maggioranza,
questa Amministrazione non sappia amministrare. Perché di
fronte a 4 anni di rodaggio, ormai un anno di qua, quasi sei mesi,
etc. etc., noi ci troviamo di fronte ad una Amministrazione che
tutte le volte che fa una gara d'appalto, perde, gli viene annullata
dal TAR, gli viene annullata in Consiglio di Stato; l'ultima vicenda
(non è oggetto del dibattito di questa sera) è quella della
Bonifica
di
Bovisa,
richiamata
anche
dai
Consiglieri
di
Maggioranza. Di nuovo, Milano ha sbagliato a fare il bando e si
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
vede annullare una gara.
Allora di fronte a questo ripetersi di episodi..., non parliamo
poi
naturalmente
di
tutta
la
vicenda
depuratore,
è
un'Amministrazione che di fronte alla difficile arte di amministrare
una città, la affronta come? Consulenti esterni e poteri speciali,
speciali poteri e consulenti esterni e non si cimenta con la
normalità dell'amministrare. Non si capisce come facciano le altre
città italiane e europee ad amministrare le loro città, senza
ricorrere a questi due strumenti in maniera sempre più viziosa e
in maniera sempre più fallimentare. Ma chiudo la parentesi
perché, come dicevo, non è all'Ordine del Giorno.
Però volevo dire che la connessione tra il sistema tariffario e
le politiche del traffico e della mobilità, come hanno messo in
evidenza tutti i colleghi, è il nesso che rileva in questo dibattito.
Rileva perché prima di tutto, come sempre, come per tutti i
servizi alla persona, la strategia tariffaria è induttore, regolatore
della domanda di servizio; questo non è che vale solo per l'ATM,
vale per qualsiasi altro servizio rivolto alla persona della nostra
Città.
Le
tariffe
determinano
la
domanda,
determinano
i
comportamenti degli utenti. Quindi, da questo punto di vista il
quesito è: quale modificazione della domanda è prevedibile? E' il
quesito che hanno già posto i colleghi e che io mi sento di
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
ripetere.
Si prevede una diminuzione del 3% recuperabile in sei mesi,
ci è stato detto; vedremo. Ma anche così, come dire, questa
ipotesi si scontra con la seconda questione del rapporto che
citavo prima, cioè del fatto che il traffico e l'inquinamento nella
nostra Città sono la priorità rispetto alle altre considerazioni,
perfino rispetto al Bilancio dell’ATM. Se è vero, come è vero (io
credo abbia ragione Rizzo che ha usato quest'espressione) che
questa Città neanche per sei mesi può sopportare di avere
un'auto in più in circolazione o un'auto in più in entrata
soprattutto dall'Hinterland, a causa di un 3% in meno di utenza
sui mezzi ATM. Anche perché, tutta l'operazione che richiamavo
prima della richiesta di poteri speciali, Assessore, è stata
motivata - per amor di decenza ma anche per amor di realtà dalla dichiarazione dell'emergenza ambientale a Milano. Cioè, si è
dichiarato
ambientale.
da
Di
parte
del
fronte
a
Governo
che
c'è
quest'emergenza
quest'emergenza
ambientale,
che
giustifica un provvedimento così anomalo e per alcuni versi così
incomprensibile, per cui la situazione milanese ha una valenza
nazionale per quello che rappresenta il nodo traffico a Milano
rispetto alla Regione Lombardia e, quindi, alla mobilità di tutto il
Nord del nostro Paese, di fronte a questa cosa, la prima politica
- 83 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
che viene in aula e che ci permette di fare delle riflessioni in
questo senso è una politica di aumento del biglietto del tram.
Su
quest'ultimo
punto,
sempre
da
incompetente,
però
comunque da immodesta rappresentante di una parte di cittadini
milanesi, io vorrei chiedere perché questa fretta? Perché il 36%
dell'attuale copertura delle tariffe, persino a me risulta un punto
percentuale in più del 35%. Cioè, non siamo arrivati con una
situazione, siamo al limite, siamo agli sgoccioli, stiamo per
affrontare una stagione di possibile deficit di bilancio, anche se
non siamo ancora in grado di avere un piano di un certo tipo, non
siamo ancora in grado di garantire un miglioramento del servizio,
non siamo ancora in grado di garantire un aumento degli utenti:
dobbiamo chiedervi un piccolo intervento perché, se no, rischiamo
il tracollo finanziario.
Non siamo a questo punto, quindi questo provvedimento più
giustamente,
avrebbe
dovuto
essere
inserito
in
una
programmazione più generale. Allora, la domanda che io mi pongo
è: perché questa fretta in un momento come questo, in cui tutto
avrebbe consigliato di procedere prima a dare qualcosa in cambio
agli utenti, prima di chiedergli un aumento tariffario.
Le ipotesi che mi faccio sono le ipotesi normali, cioè può
esserci la solita ipotesi: dovendo guardare in prospettiva e
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
pensare che prima o poi un aumento sarebbe stato necessario,
meglio farlo adesso che siamo lontani da un periodo elettorale
che farlo dopo. Diciamo, la più squallida delle ipotesi. Portiamoci
avanti, facciamo una previsione del 38 e mezzo per cento, per cui
pigliamo una boccata d'ossigeno e sul medio periodo siamo
tranquilli. Anche così, se così fosse, si sarebbe potuto attendere
di poter presentare alla Città questo provvedimento con un
progetto un pochino più decoroso.
Allora mi chiedo se non ha ragione il collega Molinaro quando
richiama la nostra attenzione su quello che si sta discutendo in
Regione Lombardia, e che i colleghi di Maggioranza qui hanno
appena così accennato, vagamente. C'è questa liberalizzazione
che rotola come un sasso verso di noi e noi non possiamo opporci
a questo fenomeno naturale che si scatena...,
“o terremoto”
dicono, no? C'è la liberalizzazione che avanza. In realtà, c'è un
testo di legge regionale che si sta discutendo, Assessore, nei
confronti del quale questo Consiglio dovrebbe sapere che cosa
pensa la Giunta. Cioè, in Regione Lombardia si discute un testo
di legge che dice non solo che il servizio dev'essere privatizzato,
ma che per una serie di cose, che vi ha spiegato molto meglio di
me
Molinaro,
sostanzialmente
le
aziende
private
che
interverranno dovranno in qualche modo dividersi il servizio
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
attualmente svolto dall'ATM in otto aziende, se ho capito Molinaro, correggimi se sbaglio - se ho capito giusto. Sbaglio, va
be', lì c'è un testo di legge, si vede che Molinaro non sa leggere;
gli faremo un corso di lettura.
Allora, penso che prima della votazione finale l'Assessore ci
vorrà dire qual è la sua posizione, ci vorrà dire come intende
spendere la forza di Milano, della sua azienda dei trasporti, del
ruolo che svolge anche rispetto a una grande area come quella
milanese,
rispetto
ad
un
Consiglio
Regionale,
con
una
Maggioranza omologa a questa, che va a pigliare una decisione
che a me - come profana - sembra un delirio, pensare di perdere
l'unità gestionale dell’Azienda dei Trasporti Milanesi. Però magari
sbaglio e lei mi spiegherà che, invece, otto aziende che lavorano
sugli stessi obiettivi porteranno una ventata di efficienza e di
efficacia nel servizio che io non vedo.
Mi avvio alla conclusione. Sono note le proposte che noi
abbiamo fatto, quella di aumentare la validità... Ah no, scusi,
Assessore, l'altra questione è - come dire - il parere su questa
legge, ma anche riuscire a capire, nell'insieme, quante altre
delibere dobbiamo aspettarci? Cioè, l'Amministrazione ci sta
facendo una politica del carciofo, per cui adesso ci sono le tariffe
dell'ATM,
poi
c'è
l'aumento
- 86 -
dei
parcheggi
nelle
zone
di
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
interscambio, poi viene la legge regionale: che quando viene
fuori, alla fine, di tutto questo e che cosa andremo noi poi a
privatizzare? Cioè quale sarà il tipo di azienda, di servizio che
andremo a mettere sul mercato?
E va bene. Noi diciamo che, allo stato dell'arte, si dovrebbe
invece lavorare per migliorare il servizio: aumentare e puntare
decisamente sull'aumento dell'utenza. Le nostre proposte sono
già state espresse e illustrate da molti colleghi, e non ci voglio
tornare sopra: dall'aumento della validità del biglietto fino ai 90
minuti, ai biglietti cumulativi per famiglie, cioè a tutti gli incentivi
e la diversificazione di tariffe e strumenti che colgano tutti i
segmenti di possibile utenza per incoraggiare...
Perché anche qui, Assessore, noi ci troviamo una delibera che
non ci spiega perché una strategia è stata scelta rispetto a
un'altra, cioè perché è stato scelto di puntare sul biglietto unico a
quelle cifre lì oppure l'abbonamento all'altra cifra? Cioè, qual è il
grado di flessibilità dei segmenti di domanda, nei confronti dei
quali noi andiamo a fare una proposta? Che cosa succederà, non
sul complessivo, ma rispetto ai segmenti di domanda, riusciremo
in qualche modo? Perché il consigliere Rizzo sostiene di no, le
fasce di utenza su cui si lavora con gli incentivi sono quelle
assolutamente non flessibili, se ho capito bene, Rizzo, quindi da
- 87 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
lì non si riuscirà ad avere un utente in più per l'ATM. Mentre su
altre fasce su cui si potrebbe lavorare, noi proponiamo di
intervenire.
Ora mi si dice, ed io, Assessore, spero nella sua replica di
essere smentita... (Scusi, perché voglio sapere che cosa mi dirà
l'assessore nella replica), dico spero di essere smentita, mi si
dice che la Giunta ha blindato il provvedimento e non sarebbe
disponibile ad accogliere gli emendamenti. Tra l'altro, qui tutti
parlano di ostruzionismo irresponsabile, ma stiamo svolgendo tre
normali sedute per un provvedimento molto importante, se non
sono male informata, sono 80 emendamenti, non 8000, 80
emendamenti, alcuni concatenati, per cui fanno perno su alcuni
emendamenti
forti
di
merito,
che
sono
quelli
che
fanno
riferimento alle nostre proposte. Quindi ci sono tutti i termini
politici e di tempo per prendere in considerazione, Assessore, il
punto di vista delle Opposizioni, che è pur sempre il punto di
vista di buona parte dei cittadini milanesi.
Mi si dice anche che la Giunta ha blindato il provvedimento,
però che la Maggioranza, almeno ci raccontano gli amici della
stampa, la Maggioranza, qualche Consigliere di Forza Italia
avrebbe buttato lì qualche emendamento che magari per alcune
cose può anche avvicinarsi a qualche proposta nostra..., che
- 88 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
quelli la Giunta sarebbe disponibile ad accoglierli. Questo non è
un bel modo di tenere i rapporti istituzionali in quest'aula e di
lavorare alla volontà di licenziare un provvedimento equo, in un
clima istituzionale buono. Io le chiedo, Assessore, di valutare e di
non dare questo segnale, che gli unici emendamenti che vengono
presi in considerazione sono quelli concordati tra Giunta e
Maggioranza,
per
emendamenti
della
il
gioco
delle
Opposizione
Parti,
non
invece
c'è
che
ascolto
e
per
gli
c'è
la
blindatura.
Questo è un brutto segnale, che crea un clima negativo per
la Città e vale per questa delibera e vale anche per il futuro".
Durante l’intervento del consigliere Adamo sono usciti
dall’aula i consiglieri Cormio e Di Martino: i presenti sono,
pertanto, 43.
Il Presidente dà la parola al consigliere Triscari.
Il consigliere Triscari così interviene:
"Signor Presidente, Signor Assessore e colleghi Consiglieri,
quando si aumentano le tariffe, un'Amministrazione non lo fa mai
a cuor leggero e certamente l'aumento ha sempre dietro delle
motivazioni che noi non possiamo far finta di non vedere.
Innanzitutto, non possiamo dimenticare che da 5 anni non c'è
stato alcun ritocco delle tariffe. E questo va ricordato, perché in
- 89 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
altre
città
italiane
ci
sono
stati
continui
ritocchi.
Quindi,
ovviamente, se per 5 anni non ci sono stati aumenti, pur con
tutta
l'azione
amministratori
amministrativa
dell'ATM
nel
e
la
cercare
bravura
di
risanare
dei
i
nostri
bilanci,
certamente i miracoli non possono essere fatti. Perché un tasso
di inflazione comunque c'è, ridotto per fortuna rispetto agli altri
anni, i contratti di lavoro dei dipendenti prevedono giustamente
degli aumenti e le spese per l'ordinaria amministrazione, per la
manutenzione dei mezzi, per un minimo di investimento ci sono
sempre. E noi sappiamo bene che se il parco degli automezzi non
viene rinnovato costantemente, i costi della manutenzione poi
aumentano sempre di più.
Quindi, il primo elemento che va tenuto presente è questo
ritardo nell'adeguamento delle tariffe. Ma poi, siccome qui spesso
viene chiamata in causa l'Europa, ma l'Europa bisogna chiamarla
in causa anche quando si parla di tariffe ed in Europa, anche a
parità di potere di acquisto, le tariffe sono nettamente superiori,
soprattutto in alcune Città. Non solo, ma in alcune città d'Europa
vige ancora il biglietto per corsa singola, cosa che invece qui a
Milano - per fortuna - con il buonsenso è stata già ormai da
decenni superata.
Quindi anche guardando il confronto con l'Europa, ci rendiamo
- 90 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
conto che effettivamente anche considerando il valore d'acquisto,
quindi il potere d'acquisto degli stipendi, effettivamente le nostre
tariffe erano indietro. Certo, il confronto con l'Europa va fatto
anche sulla qualità del servizio, questo è vero. Ma non bisogna
dimenticare che qualche elemento migliorativo in questi anni
della qualità del servizio c'è già stato: sono stati acquistati i
jumbotram, che hanno fortunatamente l'aria condizionata; è stata
migliorata anche l'informazione che viene data ai passeggeri ed
agli utenti, in alcuni tragitti ovviamente, attraverso queste
comunicazioni;
certo,
comunicazioni
che
qualche
volta
non
possono corrispondere al vero perché se c'è un blocco improvviso
del traffico, questo non può essere previsto. Quindi, si è fatto
comunque uno sforzo nei confronti degli utenti.
Certamente resta molto da fare, e qui io invito i nostri
dirigenti dell'ATM a rendersi ancora più diligenti ed attenti alla
qualità del servizio, perché sulla qualità del servizio noi ci
giochiamo una parte importante della possibilità di aumentare
l'utenza.
E
qui
è
una
cosa
che
non
necessita
di
alcuna
spiegazione, perché è chiaro a tutti che quando i servizi sono
fatti con puntualità, con dei mezzi adeguati e con un comfort
ragionevole, in ambienti sufficientemente sicuri, è chiaro che
l'utente prende volentieri il mezzo pubblico.
- 91 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Faccio alcuni esempi… Io invito, se gentilmente il signor
Direttore Generale che è qui e l'Assessore hanno la bontà di
ascoltarmi, magari sono suggerimenti che possono non avere un
peso
notevole,
però
di
solito
io
ascolto
sempre
qualsiasi
suggerimento mi viene dato... Ad esempio: i mezzi con la pedana
ribassata, sembra un piccolo accorgimento ma, di fatto, è una
cosa che viene apprezzata soprattutto dalla popolazione anziana.
La
possibilità
di
avere
l'aria
condizionata
nelle
linee
metropolitane, almeno incominciare su qualche linea. Certo,
capisco che ci possano essere delle difficoltà tecniche, capisco
che l'investimento è notevole, ma qui, con questo aumento, c'è
certamente la possibilità non soltanto di migliorare l'ordinaria
amministrazione, ma di fare anche degli investimenti consistenti
per migliorare la qualità del servizio.
Ci sono anche altre piccole migliorie che possono essere
fatte, come nella metropolitana, così come avviene per altre
metropolitane d'Europa; ne ricordo una a caso, Madrid, l'annuncio
delle fermate, l'annuncio delle coincidenze. Si potrebbe fare, così
come è stato proposto da qualche altro collega e come viene
fatto - e porto qui degli esempi, ma immagino che i nostri
amministratori e i nostri dirigenti dell'ATM girino per l'Europa ed
osservino
quello
che
c'è
- così
- 92 -
come
viene
fatto
per
la
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
metropolitana di Berlino dove in alcune ore critiche, in alcune
tratte critiche, faccio l'esempio della linea che va dall'Expo in
centro, ci sono due poliziotti su ogni banchina con un cane lupo al
guinzaglio.
Certamente,
il
cittadino
non
ha
nessuna
preoccupazione a questo punto di prendere la metropolitana; la
stessa cosa avviene, ad esempio, anche a Madrid e a Londra.
Certo, questo comporta delle spese, comporta un coordinamento
ed una collaborazione con le forze di polizia, però, siccome noi
sappiamo che uno dei motivi per cui in certe ore il cittadino non
prende più il mezzo pubblico, soprattutto se si tratta della
metropolitana è proprio della sicurezza. Allora noi dobbiamo fare
di tutto per aumentare il grado di sicurezza di questo mezzo di
trasporto, che è quello più apprezzato dai cittadini perché dà la
certezza in tempi sicuri di raggiungere, di arrivare a destinazione;
ci può essere la nebbia, ci può essere la pioggia, ci può essere la
neve, il ghiaccio, la metropolitana certamente in un tempo certo
arriva. Se però questo mezzo arriva, per così dire, handicappato
da questi inconvenienti, è chiaro che noi facciamo delle spese
enormi per nuove linee di metropolitana e per il mantenimento di
quelle attuali, poi vediamo l'uso di queste metropolitane non al
massimo proprio per questi inconvenienti.
Un'altra questione riguarda anche il rinnovo degli automezzi.
- 93 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Mi rendo conto che soprattutto se da tanti anni non c'è un rinnovo
degli automezzi, è chiaro che poi ci vogliono risorse finanziarie
notevoli per andare incontro a questo rinnovo, ma d'altro canto è
una strada obbligata, non ci sono alternative. Posso capire che
vanno bene ancora i vecchi tram degli anni Trenta, perché sono
quelli che si guastano meno, ma certamente non sono un
esempio di comfort. Non per niente, durante le domeniche mi
pare che siano quelli più utilizzati proprio perché si corre meno
rischio, però certamente dal punto di vista del comfort non sono
quanto di meglio ci possa essere. Quindi io chiedo un impegno
all'ATM in questa direzione: miglioramento della qualità, sia per
quanto riguarda il servizio sia per quanto riguarda i mezzi.
Ripeto, parecchi passi avanti sono stati fatti, ma con
l'opportunità di queste maggiori risorse finanziarie bisogna far
vedere al cittadino e dimostrarglielo con i fatti che questo
aumento serve anche e soprattutto per migliorare l'efficienza e la
qualità
del
servizio.
Questo
è
quello
che
vuole
questa
Amministrazione e questo è quello che vuole questa Maggioranza,
questo
aumento
non
può
servire
soltanto
per
l'ordinaria
amministrazione. Di questo noi ne siamo convinti, mi auguro che i
dirigenti dell'ATM ne siano consapevoli e se intraprenderanno,
come sono convinto, questa strada, avranno sempre tutto il
- 94 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
nostro sostegno".
Entrano in aula i consiglieri Massari e Occhi; ne escono i
consiglieri Martinelli, Ugliano, Rutelli, Antoniazzi: i presenti
sono, pertanto, 41.
Escono altresì dall’aula il vicesindaco De Corato e gli
assessori Martella, Zampaglione e Gallera.
Il Presidente dà la parola al consigliere Fiano.
Il consigliere Fiano così interviene:
"Non è semplice, diciamo, aggiungere elementi di giudizio
tecnico, aritmetico alle molte cose giuste dette da tutti i colleghi
dell'Opposizione, alcuni dei quali non ho potuto ascoltare perché
impegnato fuori dall'aula. Io vorrei iniziare il ragionamento da
una ottica diversa da quella utilizzata, perlomeno negli interventi
che io ho ascoltato, cioè significare - come si dice - che noi
abbiamo per le mani un argomento che riguarda un aspetto molto
cospicuo della vita degli abitanti di una città.
Io penso che in una città nella quale l'Urbanistica non riesce,
non solo durante queste Amministrazioni, ma da molto tempo ad
investire sulla qualità dello spazio pubblico, i mezzi pubblici siano
- ci sono delle statistiche anche su quante siano le ore
cumulative annuali che la cittadinanza spende a bordo dei mezzi
pubblici - i mezzi pubblici siano sostanzialmente una parte
- 95 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
importante dello spazio pubblico di questa Città che si muove.
Quindi, la qualità della vita a bordo dello spazio pubblico che si
muove, che sono i mezzi pubblici, è fondamentale. E qualità della
vita non vuol dire solo, anche alcune delle cose che ha appena
detto il collega di Forza Italia, cioè la qualità del servizio, la
qualità dello spazio sul mezzo pubblico, dell'aria, della comodità,
vuol dire anche, secondo me, come una politica strategica
dell'azienda ATM influisce sulla qualità generale della vita in
questa Città.
Io penso che le persone che sono in quest'aula debbano
occuparsi di una strategia per migliorare la vita collettiva di
questa Città e, in questo, la qualità del mezzo pubblico, la
qualità dell'uso del mezzo pubblico, il rapporto che c'è tra il
mezzo pubblico e le politiche per far sì che le persone utilizzino
questi mezzi, sono cardini - secondo me - della qualità della vita
in questa Città. Basti pensare a quanto è stato già detto, come i
mezzi pubblici siano legati alla qualità ambientale della vita,
inquinamento chimico, fisico, da rumore, estetico, a quanto i
mezzi pubblici siano legati a quel tema classico della congestione
del traffico, a quanto i mezzi pubblici siano una leva sociale della
Città; se qualcuno ha studiato, a me è capitato in sorte di farlo
per questioni universitarie, la storia del mezzo pubblico, il mezzo
- 96 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
pubblico è un elemento rivoluzionario - diciamo - nella vita
sociale di una città.
Oggi noi ci troviamo di fronte, secondo me, ad un conflitto
molto evidente tra mezzo pubblico e mezzo privato. C'è un
aspetto dal quale partirei che è quello del rapporto, appunto, tra
il mezzo pubblico e lo spazio della Città. Prima questione, che
precipita poi in una serie di emendamenti: qual è il confine di
questa Città? Oggi i confini delle città metropolitane, si chiamino
megalopoli, conurbazioni, città diffuse, non sono più quelle
amministrative. In Città entrano un milione di persone e rotti
ogni giorno, non sono abitanti di questa Città, molti di loro
utilizzano il mezzo privato per arrivarci, noi abbiamo Comuni che
sono da un punto di vista del tessuto edilizio fusi con questa
Città.
Abbiamo
Comuni
dove
arrivano
le
nostre
linee
metropolitane, nostre nel senso di gestione ATM, che pagano un
biglietto diversificato. E’ stato fatto l'esempio di Sesto San
Giovanni, ma sono molti altri comuni, anche Gessate, tutti quelli
dove ci sono i capolinea delle nostre metropolitane o dove ci sono
i capolinea di servizi automobilistici, che sono di fatto gravitanti
sulla nostra Città, che vengono nella nostra Città per lavorare,
magari non solo per lavorare, vengono anche per comprare, per
entrare nel mondo del commercio milanese, vengono per attività
- 97 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
di tipo ricreativo, per i cinema e quant'altro, e diciamo però da un
punto di vista dei prezzi e delle tariffe sono considerati cittadini
di seconda categoria.
C'è quella espressione felice che usa Martinotti “city users”,
cioè coloro che usano la Città durante il giorno sono ormai uguali
in numero quasi ai residenti. A quella categoria noi dovremmo
rivolgerci per risolvere in parte alcuni dei nostri problemi di
congestione. A questo proposito sono stati presentati, appunto,
alcuni emendamenti. C'è poi anche una questione che riguarda gli
spostamenti interni alla Città per lavoro, penso a quelle categorie
in particolare che utilizzano gli abbonamenti o i settimanali, cioè
a quelle categorie che hanno un uso giornaliero particolare e per i
quali spostamenti, appunto, l'ATM da tempo ha studiato categorie
particolari di abbonamenti. Su quelle particolari categorie, penso
ad esempio a chi utilizza il biglietto ordinario o il carnet o il
settimanale 2 per 6, parlo praticamente del 70% degli utenti, su
queste categorie si abbatte - diciamo così - un aumento medio
che è intorno al 25%. Non credo che questo sia un intervento che
lavora su quelle categorie che, in particolare per il carnet ed il
settimanale, più hanno un rapporto consuetudinario, legato al
proprio ritmo di lavoro, alla propria vita. Quindi, di nuovo,
secondo
me,
viene
interpretato
- 98 -
in
maniera
insufficiente
il
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
rapporto e l'apporto che l'analisi e la qualità del mezzo pubblico
ha proprio con il ritmo della vita della nostra Città.
In fondo, tutti sanno quanto Milano sia una città segnata dal
ritmo degli orari del lavoro, quanto ci sia ingorgo la mattina
quando si arriva a Milano, quante persone si trovano a Milano in
giro quand'è l'orario della sosta del lavoro, quante meno ce ne
siano nell'orario del lavoro, quindi nella parte centrale della
mattina e del pomeriggio. Cioè, Milano ha proprio il ritmo di una
Città
legata
al
lavoro
dipendente,
poi
anche
al
lavoro
indipendente che ha dei ritmi abbastanza analoghi. A queste
categorie, secondo me, bisogna pensare pensando alla azienda
del mezzo pubblico come una leva di regolazione della nostra vita
e come si dovrebbero incentivare questo tipo di categorie
all'utilizzo del mezzo pubblico; non, ovviamente, aumentando il
costo di questo tipo di tariffe.
C'è un altro aspetto, secondo me, particolare della nostra
Città, non solo della nostra Città, analogo a molte metropoli
europee, cioè che negli ultimi 50 anni, le ore del giorno utilizzate
nella vita delle metropoli sono aumentate quasi del 30%: la vita
notturna va molto avanti, ci sono anche lavori che iniziano molto
presto la mattina, ma mi interessa in particolare la questione del
tempo notturno e più in generale la questione del tempo legata
- 99 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
alla tariffa. Da un lato c'è quella nostra ipotesi di allungamento
dell'utilizzo del biglietto da 75 minuti a un'ora e mezzo, proprio
perché crediamo che Milano sia una città che ha un uso articolato
molteplice dello spazio, per cui si prende un mezzo, si fa una
commissione, si ritorna indietro e magari se ne fa un'altra, anche
perché nella nostra Città il policentrismo delle funzioni pregiate è
di là da venire, quindi gli spostamenti da un ufficio all'altro non
sono certo semplici. Per esempio, se uno dovesse nella nostra
Città ricavare un documento prima dall'Anagrafe e poi recarsi ai
Servizi Sociali, poi infine per lo stesso motivo protocollare la
pratica agli Uffici Tecnici, dovrebbe probabilmente prendere 4 o 5
mezzi nell'arco di un tempo superiore a 75 minuti. Una volta
avevamo fatto un esercizio di ragionamento sulle sedi della
Amministrazione centrale, non quelle decentrate, centrale, gli
assessorati e la loro distanza. A questo si rifà la nostra proposta
di allungare i tempi di utilizzo del biglietto.
E c'è la questione serale, dove mi pare sia arrivata comunque
una proposta. Io parlo tra l'altro di cose che da molti anni, Walter
Molinaro ne è testimone, le Opposizioni, i DS hanno proposto
sulle tariffe, sull'allungamento dei tempi, sui biglietti notturni.
Dico cose che noi stiamo dicendo da moltissimi anni, forse c'è un
piccolo movimento per quello che riguarda lo sconto del biglietto
- 100 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
serale; non crediamo che sia abbastanza. A prescindere poi dal
prezzo delle tariffe serali, noi da molto tempo spingiamo per un
allungamento degli orali dei mezzi pubblici, nella notte e nella
sera, proprio perché Milano è una Città che ha..., tra l'altro devo
dire che Forza Italia ed anche Alleanza Nazionale nella scorsa
legislatura sono stati molte volte paladini di un ragionamento
sulla vita notturna giovanile, le discoteche e quant'altro.
Vedere che i nostri mezzi pubblici si fermano prima che - per
esempio - l'uscita dai cinema o dai teatri sia completata, vuol
dire dimenticare una parte molto vitale e dinamica della vita nelle
nostra Città.
C'è devo dire poi, tra l'altro, la notizia sulla quale ho chiesto
chiarimenti
dell'aumento
all'Assessore,
richiesto
dei
in
apertura
parcheggi
di
di
serata,
quella
interscambio.
Lei,
Assessore, se posso interpretare le sue parole, ha risposto, io
penso che lei abbia risposto che lei non concorda, diciamo così,
con questa iniziativa. Non sono tanto fiducioso che prima o poi
non arrivi. Devo dire, a parte come diceva giustamente la
consigliera, la collega Adamo, che questa è un po' la politica del
carciofo,
perché
io
credo
che
le
tariffe
dei
parcheggi
di
interscambio abbiano lo stesso peso del ragionamento politico
sulle tariffe, dell'utilizzo dei mezzi. Anzi, si dovrebbe fare un
- 101 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
ragionamento integrato perché io penso che dovrebbe essere
premiato chi lascia la macchina nei parcheggi di interscambio e
sale su un mezzo pubblico, e dovrebbe essere disincentivato
invece chi arriva con la propria vettura privata, entra in città con
la propria vettura privata; sicuramente non trovando parcheggio
permesso perché, come l'assessore Goggi sa, mancano a Milano
circa 180 mila parcheggi in sosta permessa. Quindi, questa
questione di una proposta tariffaria che non riguarda da subito, in
maniera integrata, anche la questione di dove possano lasciare e
a che prezzo la propria vettura privata gli eventuali utenti
dell'ATM, che, arrivando dall'Hinterland, siano invogliati a lasciare
il mezzo privato lì..., e guardate che non costa poco lasciare tutti
i giorni la macchina nei parcheggi di interscambio. Quindi se ne
va, come dire, a pallino l'idea che è proprio quella che dice di
considerare il confine della città come un luogo dal quale verso
l'interno...
(NdS, breve interruzione per problemi microfono)
Il consigliere Fiano così prosegue:
"Io, concludendo, penso sostanzialmente che ci sia un
grande deficit. Sono state dette molto cose che poi ripeteremo
nella discussione degli emendamenti. Questa proposta non pensa
che
Milano
sia
una
città
- 102 -
più
grande
dei
propri
confini
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
amministrativi, non pensa alla dimensione metropolitana; ho
avuto modo di dire in Commissione, e mi pare di ricordare che il
Direttore Generale di ATM annuisse ed anche il Presidente, che
l'espansione di Milano fuori dai suoi confini, l'espansione della
città diffusa è ormai molto superiore alla nostra capacità di
immaginazione, e che sarà sempre maggiore la richiesta di
collegamenti tra Milano e l'Hinterland, ma anche interni alla
corona appena circostante la città.
Questa delibera non tiene conto di questi fattori, non
invoglia ad utilizzare il mezzo pubblico come risoluzione di quegli
squilibri territoriali che vediamo al di fuori dei nostri confini. Non
mi pare che sia una delibera che abbraccia e che interpreta, come
dicevo prima, anche le questioni del tempo e di come viene
utilizzato il tempo della vita nella nostra città, e quelle altre
questioni che ho citato. Non mi pare che questa manovra, che
questa strategia, al di là delle dichiarazioni, poi ho visto i calcoli
che ha fatto Basilio Rizzo, immagino che ne parlerà lui, ho qui
una bellissima tabella che dimostra - diciamo così - come la
questione che è stata posta, diciamo che ha avuto la copertina
(?) di dire che questa manovra serve a far migrare utenti e a
fidelizzarli
sull'uso
saltuario
all'uso
consuetudinario
e
convenzionato, diciamo, tra gli utenti e l'azienda, sia invece una
- 103 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
manovra che nasconde una necessità di tipo economico, di
quadratura di bilancio, sulle spalle - noi diciamo e diremo negli
emendamenti - di un peggioramento del rapporto con gli utenti,
in specie di quelle categorie che citavo all'inizio.
Credo infine, è già stato detto, che questo tipo di manovra si
sarebbe dovuta inserire in un piano più generale di ragionamento
sul traffico. Sono state di queste settimane alcune scelte della
Giunta, che noi abbiamo da sempre condiviso. Penso alle isole
ambientali, alle isole pedonali, ma che proprio questo problema
centrale
della
politica
amministrativa
milanese,
che
nella
risoluzione poi della congestione del traffico avrebbe dovuto
trovare una risposta politica più forte in questa manovra, che
risulta ai nostri occhi essere rimasta solo come una manovra
contabile e in più, come diranno i numeri di chi meglio di me li ha
studiati, anche sbagliata".
Riassume la presidenza della seduta il Presidente del
Consiglio Giovanni Marra.
Il Presidente così interviene:
"E' terminato il dibattito generale, quindi possiamo passare
alla replica dell'assessore Goggi".
Dà indi la parola all’assessore Goggi.
L'assessore Goggi così interviene:
- 104 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
"Questa sera ho anche provveduto a non impietosire... Be',
una breve replica a quanto è stato detto nel dibattito, soprattutto
sottolineando il fatto che molti Consiglieri, forse tutti, hanno
puntato soprattutto sui problemi di qualità del servizio. Si è
detto: aumenti sì, ma bisogna migliorare la qualità. Si è detto
che i problemi di qualità del servizio sono i più importanti per
garantire un maggiore utilizzo del mezzo pubblico, si è detto che
la qualità e la sicurezza del servizio sono momenti discriminanti,
si è detto che questo va offerto ai cittadini a fronte di una
maggiore onerosità del trasporto pubblico.
Ora
però,
Consiglieri,
vi
invito
a
riflettere
su
quale
miglioramento di qualità del servizio può essere data, quando su
1200 miliardi di bilancio, nemmeno il 35% viene fornito dai
prodotti del traffico. Questo è un problema. L'aumento del costo
del biglietto è anche garanzia della continuazione della qualità
del servizio, è anche garanzia della continuazione della sicurezza
del
servizio,
è
anche
garanzia
della
continuazione
del
miglioramento delle frequenze del servizio, che voi tutti sapete
essere
fatto
discriminante
dell'utilizzo
del
mezzo
pubblico.
L'aumento della dotazione finanziaria è anche garanzia della
estensione della rete. Teniamo presente una cosa: che dal
momento che da tempo ormai è decaduto il sistema dei rimborsi
- 105 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
chilometrici, quindi non c'è più il Fondo Nazionale dei Trasporti
che dà tot Lire a chilometro percorso tutte le volte che noi
aumentiamo la rete, ci troviamo in condizioni di maggiore
onerosità
perché
i
chilometri
non
assistiti
di
contributo
aumentano in continuazione. Oggi il contributo è un dato, è una
cifra fissa, anzi nemmeno fissa, decrescente perché la Regione ha
creduto di rideterminare i contributi diminuendo la quantità che
va all'ATM di Milano; i contributi statali sono una cifra fissa
tendenzialmente decrescente, i chilometri sono continuamente in
aumento.
Ricordavo prima che solo il fatto che nel 2002 verranno
aperte due nuove stazioni di metropolitane, aumentano di
qualche milione di chilometri le percorrenze. Quando verranno
messe in funzione le metrotranvie, anche lì ci saranno parecchie
centinaia di migliaia di chilometri di percorrenze in più; tutte
queste, non assistite da contributo perché i contributi sono una
cifra fissa, richiedono la dotazione di risorse economiche. Questo
è il motivo per cui è necessario aumentare il costo del biglietto,
per via del decorrere dell'inflazione che voi tutti sapete che negli
anni che vanno dal '95 ad oggi è cresciuta parecchio, per via
dell'aumento dei costi di cui si è parlato, per via della necessità
di mantenere la qualità del servizio e di mantenere la qualità del
- 106 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
servizio e l'efficacia economica della gestione, non per un anno,
perché non ci ritroveremo qui tra un anno ad aumentare di nuovo
il costo del trasporto, ma spero tra, tre, quattro anni, come
minimo, in modo da poter garantire una sufficiente quantità di
tempo senza ulteriori rincari del servizio.
Questo è il fatto fondamentale. Poi si è detto che si punta
tutto sul biglietto unico. Be', questo, scusate, mi sembra banale.
È evidente che la manovra è basata sul biglietto unico, visto che
è l'unico, insieme ai biglietti a questo strettamente collegati,
visto che è l'unico che aumenta, è evidente che si vuole ricavare
la gran parte dei proventi dal biglietto unico. Ora, anch'io ho letto
la tabella molto interessante che ha diffuso il consigliere Rizzo,
però il fatto stesso che si postuli come invariante in valore la
parte percentuale di ogni tipo di documento di viaggio, vuol dire
che questa è una situazione che non si verificherà, perché
comunque in qualche misura l'utenza cambierà documento di
viaggio scegliendo la migliore offerta economica. Quindi, chi vorrà
sfuggire dal costo del biglietto unico, se è giudicato troppo
oneroso, avrà la possibilità di utilizzare documenti di viaggio vari
che consentono, addirittura, un onere inferiore a quello oggi
sopportato.
Due parole infine su un punto importante sollevato dal
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
consigliere Molinaro ed anche dalla consigliera Adamo. Be',
stiamo parlando di cose non ancora ufficialmente esistenti come
leggi. La legge della Regione Lombardia è un disegno di legge
approvato in Commissione, non ancora approdato all'aula, che
quindi...”.
Fuori
microfono
interviene
un
Consigliere
non
meglio
identificato, le cui parole non risultano peraltro, comprensibili.
L’assessore Goggi prosegue l’intervento:
“Certo, Consigliere, è il momento di far sentire la propria
voce… Non ancora approdato all'aula e quindi non possiamo fare
conto di queste norme finché non saranno approvate. In ogni
caso, quello che dice il consigliere Molinaro sulla divisione della
rete, non è vero. La legge prevede solo che siano messe a gara
con procedimenti separati, cioè con gare separate varie parti della
rete; non impedisce che la stessa azienda possa partecipare a
tutte le gare. Quindi noi non abbiamo nessun obbligo di
spezzettare le aziende in tanti tronconi, semplicemente la legge
dice, se passerà questa formulazione, dice che i chilometri messi
a gara hanno un tetto al di là dei quali bisogna fare più gare.
Dal momento che le regole delle messe a gare le facciamo
noi, questo non impedirà certo alla nostra azienda di partecipare
a tutte le gare. Anche il Regolamento europeo che ha citato il
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
consigliere Molinaro, che è ben diverso da quello che lui ha
sommariamente esposto, visto che lo conosciamo e l'abbiamo
letto con attenzione, anche il Regolamento europeo è stato
approvato in Commissione e non è ancora stato approvato dal
Parlamento Europeo, quindi nemmeno di questa legge possiamo
fare conto. Regolamento che, peraltro, può venire superato da
norme nazionali più restrittive. Faccio notare ai Consiglieri che
hanno
citato
questo
aspetto,
che
le
norme
nazionali
più
restrittive sono il Decreto Burlando e il Decreto D'Alema, non
sono norme che siano state elaborate da Parti politiche a loro
fondamentalmente avverse. Ci sarà, quindi, una motivazione se
sono
state
previste
alcune
norme
di
modernizzazione
e
liberalizzazione dei servizi di trasporto pubblico.
In
ogni
caso,
la
questione
delle
tariffe
è
totalmente
indipendente dalla questione della liberalizzazione del trasporto
pubblico. Se all'anno 2003, così come prevede la legge regionale,
il servizio sarà erogato da aziende che avranno vinto una gara per
il trasporto pubblico, l'Amministrazione Comunale potrà, sulla
base delle tariffe esistenti, molto probabilmente avere più risorse
per gli investimenti, più risorse per migliorare la qualità del
servizio, più risorse per migliorare la sicurezza, dal momento che
proprio a questo è deputata la messa a gara del servizio che con
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
il sistema dei ribassi di gara può consentire una migliore
utilizzazione delle risorse economiche. Questo vuol dire che i
nostri cittadini potranno avere un servizio migliore e che potranno
rimanere più anni senza avere aumenti di costi".
Escono dall’aula i consiglieri Fanzago e Bossi Emilia
Moratti: i presenti sono, pertanto, 39.
Il Presidente così interviene:
"Possiamo quindi iniziare l'esame degli emendamenti. Volevo
dire che gli emendamenti sono stati messi in un ordine, diciamo,
logico dal Presidente. E’ però possibile, trattando tutti la stessa
materia, quindi a volte essendo anche difficile distinguere con
quale articolo accorpare per la trattazione o meno, che vi sia
qualche incongruità. Ripeto, ciò è dovuto semplicemente alla
difficoltà di dover raggruppare per temi e per materie una delibera
che ha un unico tema e un'unica materia.
Quindi,
passiamo
adesso
all'esame
degli emendamenti.
Emendamento numero 1, presentato dal consigliere Carlino”.
Entra in aula il consigliere De Albertis; ne escono i
consiglieri Molinaro e Mascaretti: i presenti sono, pertanto, 38.
Il Presidente dà la parola al consigliere Rizzo per mozione
d’ordine.
Il consigliere Rizzo così interviene:
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
"Non è proponibile questo come primo emendamento, perché
quando gli emendamenti trattano una analoga materia, bisogna
partire da quello che è più distante, quindi questo non è
presentabile. Dovreste rivederli un po' tutti perché sono tutti in
questa condizione, bisogna metterli in un ordine che consenta di
votare dal più estensivo e progressivamente...
Faccio un esempio: siccome io ho previsto 45 minuti e 0.50
€uro, se venisse bocciato questo tu mi diresti che è preclusivo di
quell'altro. Invece non si può fare perché bisogna partire dal più
lontano e poi, progressivamente, ridurre la cosa".
Il Presidente così risponde:
Non vedo la differenza, obiettivamente".
Il consigliere Rizzo così prosegue:
"Eh no, però conta. Se sono tutti ordinati così, non ce ne
tiriamo
più
fuori,
perdiamo
mezzora
andare
a
trovare
gli
emendamenti".
Il Presidente così precisa:
"No, ordinati così consentono una migliore razionalità".
Il consigliere Rizzo così obietta:
"No, no, scusami, non è possibile per Regolamento, perché
votando questo 30, supponi che venga bocciato, mi risponderesti
che il primo - che è quello che è 45 minuti - è decaduto".
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Il Presidente così replica:
"Ma
allora
sarebbe
la
stessa
cosa
approvando
il
tuo
decadrebbe quello successivo".
Il consigliere Rizzo così ribatte:
"Sì, ma questo è più estensivo, il Regolamento comunque lo
dice".
Il Presidente così ribadisce:
"Adesso lo guardo, comunque di fatto uno esclude l'altro.
Cioè votare uno ed approvarlo o respingerlo, di fatto, preclude,
cioè
non
è
che
non
sia
così.
Comunque,
guardiamo
il
Regolamento, ma non c'è nessuna differenza”.
Sottopone indi all’esame del Consiglio l’emendamento, a
firma del consigliere Rizzo ed altri, contrassegnato con il n. 5, che
si allega.
Quindi dà la parola al consigliere Rizzo.
Il consigliere Rizzo così interviene:
"Io
ho
illustrato
nel
corso
del
mio
intervento
questo
emendamento, inquadrandolo in una prospettiva, che credo debba
essere quella sulla quale dobbiamo riflettere, di proporre delle
soluzioni che stimolino la conquista di nuovi utenti... Ho capito
che ne manca uno, però cosa ci posso fare?".
Il Presidente così interviene:
- 112 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
"Consigliere Rizzo, proseguiamo in questo modo; comunque
è più estensivo l'altro rispetto al suo; comunque andiamo avanti".
Il consigliere Rizzo così prosegue:
"Il
ragionamento
che
intendo
proporre
è
che
tutto
il
provvedimento non ragiona sull'ipotesi di conquistare nuovi
utenti. Non ce n'è uno di provvedimento che vada alla conquista
di nuovi utenti; d'altra parte voi stessi nella discussione che
abbiamo fatto, anche esponenti della Maggioranza ed anche
l'azienda hanno detto che con la nuova tariffazione elettronica si
introdurrà questo tipo di provvedimento. Allora non si capisce
perché non si possa, a titolo anche sperimentale, introdurre un
documento che non scoraggi gli attuali utenti dall'utilizzare il
mezzo pubblico, se mai il fatto di dover spendere 2 mila Lire
rischierebbe di scoraggiarli. Mantiene la possibilità di utilizzare il
mezzo pubblico anche per tratte brevi e conquista potenziali
nuovi utenti all'ATM.
Quindi mi sembra che questa è la logica che sottende questo
emendamento, del quale io ho avuto in termini di Commissione
quando si trattava di discutere solo apprezzamenti, adesso
invece pare che non si possa fare e non capisco perché".
Il Presidente così precisa:
"Comunque voglio ricordare al consigliere Rizzo, non per
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
polemizzare perché non fa parte del mio carattere, che l'articolo
61 prevede che l'ordine logico lo reputa opportuno il Presidente.
Ripeto, non è un problema, cioè non voglio polemizzare, sto
semplicemente richiamando il Regolamento".
Entrano in aula i consiglieri Testori e Bassi: i presenti sono,
pertanto, 40.
Il Presidente dà la parola al consigliere Occhi.
Il consigliere Occhi così interviene:
"Presidente, Assessore, lei nella sua replica ci ha detto in
maniera molto chiara che noi avevamo scoperto l'acqua calda,
affermando
che
ATM
vuole
recuperare
i
40
miliardi
sostanzialmente dal biglietto e da tutte le misure al biglietto
collegato come 6 per 2 e dal carnet. Noi questa cosa l'abbiamo
detta perché nei giorni passati ed anche nel dibattito che
abbiamo ascoltato in Consiglio, si tendeva a dire invece che le
cose non stavano così e che anzi questa manovra quasi quasi era
a favore, appunto, degli abbonamenti e che quindi il 50% dei
cittadini di questa Città potevano stare tranquilli ché erano
tutelati da questa iniziativa.
Lei invece ha semplicemente confermato quello che abbiamo
sempre pensato. Siccome appunto i dati peraltro forniti dall'ATM
non ci hanno dimostrato niente, lei ci ha confermato che la
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
manovra sostanzialmente del recupero di questi miliardi avviene
attraverso il biglietto. Quindi, non facciamo fatica a comprendere
come probabilmente lei sarà contrario a questo emendamento, in
quanto è evidente che oltre a conquistare - secondo noi - una
parte di nuova clientela, mettiamola in questo modo, sicuramente
va a favorire coloro che già usano il mezzo pubblico, anche se in
maniera saltuaria, ma che lo usano per un tempo molto ridotto.
Io ho fatto degli esempi l'altro giorno relativi a persone
anziane che si recano al cimitero piuttosto che all'ospedale a
trovare qualche parente etc. In questo modo uno se la potrebbe
cavare probabilmente con due viaggi da mezzo Euro l'uno, se
invece mantenete inalterata la tariffa è evidente che il vostro
pensiero va immediatamente a due viaggi da 2 Euro l'uno. Però,
appunto, dovete capire che colpite duro insomma con questa
manovra e credo che sia assolutamente sbagliato nei confronti di
coloro
che
usano
il
mezzo
pubblico.
Perché
ho
sentito
l'affermazione, poi lo ripeteremo anche nei prossimi interventi,
che tutto sommato questa manovra è corretta perché va a
penalizzare quelli che usano in maniera saltuaria il mezzo
pubblico, cioè quelli che comprano i biglietti, e non penalizza,
anzi premia in qualche modo chi ha l'abbonamento e che quindi è
una manovra equa.
- 115 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Non è così che funziona. Io conosco migliaia di persone,
centinaia di persone che per il bisogno che hanno usano
regolarmente il mezzo pubblico prendendo il biglietto, perché è
quello il loro bisogno. Pare che, appunto, l'esempio fatto dal
consigliere Rizzo nel suo intervento dell'altro giorno fosse chiaro,
insomma. Un cittadino non è che prende l'abbonamento mensile
per il gusto di girare a vuoto, cioè prende l'abbonamento mensile
se gli serve, altrimenti anche se non ha l'automobile e usa
regolarmente il mezzo pubblico per i bisogni che ha prende il
biglietto, o prende al massimo il carnet. Quindi, è evidente che
voi invece state colpendo chi usa il mezzo pubblico a tutto favore
di chi usa il mezzo privato.
Ora
siccome
questa
questione
del
mezzo
biglietto,
mettiamola in questo modo, io credo che sarebbero soprattutto
gli anziani ad usarlo, perché magari anche per tratti brevi appunto
vanno a fare la spesa al supermercato più vicino, magari appunto
siccome non hanno l'automobile usano il mezzo pubblico, credo
che appunto l'idea di avere un biglietto a tempo limitato però a
prezzo ridotto, dovrebbe essere una preoccupazione che ci
assumiamo in maniera collettiva, se vogliamo appunto rispondere
ad un bisogno che secondo me è reale".
Il Presidente dà la parola al consigliere Baruffi.
- 116 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Il consigliere Baruffi così interviene:
"Questo
primo
emendamento
che
esaminiamo
ha
una
particolare valenza perché è uno di quegli emendamenti che cerca
di venire incontro a quelle che sono le abitudini principali
dell'utenza dei mezzi ATM. Abbiamo letto oggi sui giornali alcune
dichiarazioni
del
Capogruppo
di
Forza
Italia,
Giudice,
che
ricordava, citando immagino dei dati di provenienza ATM, come il
tempo medio di percorrenza degli utenti sul servizio pubblico sia
di 28 minuti circa, quindi come questo rientri ampiamente
all'interno
della
fascia
oraria
indicata
dall'emendamento
presentato dal consigliere Rizzo per, diciamo così, quel genere di
spostamenti che sono i più frequenti.
Questo dato, cioè 28 minuti di percorrenza che riguarda sempre secondo le dichiarazioni di Giudice - il 39% degli utenti,
significa che quello che si vuole ottenere con questa misura
tariffaria di incremento del costo del biglietto è proprio quello di
andare a colpire quelli che sono i comportamenti più diffusi
all'interno dell'utenza dei mezzi ATM e della cittadinanza.
Io mi chiedo se questo debba essere in qualche modo
l'oggetto, la missione e il comportamento dal punto di vista
societario dell'ATM o se, invece, essendo l'ATM una azienda
pubblica di trasporto che offre e garantisce un servizio a tutti i
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
cittadini, non si debba trovare il modo per venire incontro al
massimo a quelli che sono i comportamenti dell'utenza.
Aggiungo che le considerazioni che faceva il consigliere Occhi
pochi istanti fa, relative al fatto che è una utenza probabilmente
particolarmente debole quella che utilizza il mezzo pubblico solo
per spostarsi di alcune fermate, quindi per un tempo molto breve,
magari appunto per andare a fare la spesa piuttosto che per altri
spostamenti di breve percorrenza, ebbene, cercare di incontrare
quel tipo di utenza, ancora una volta, rivestirebbe una funzione di
carattere sociale che l'ATM dovrebbe sicuramente avere. In più,
ritengo che ci sia anche un numero notevole di persone che
proprio per questa ragione, cioè quella di dover acquistare un
biglietto a prezzo pieno, non sceglie di acquistare il biglietto
oppure sceglie di utilizzare comunque il mezzo pubblico senza
utilizzare il biglietto e pensando di farla franca, in qualche modo;
mentre
venire
incontro
a
queste
esigenze,
a
queste
caratteristiche dell'utenza con un biglietto dalla validità oraria
limitata e con un prezzo a sua volta limitato, potrebbe essere
assolutamente positivo.
Questo prezzo che si è voluto introdurre con questo biglietto,
poi mi pare adeguato anche ad una logica più generale: noi
chiediamo che il biglietto unitario, quello che dovrebbe avere
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
prezzo 1 Euro, valga 90 minuti, lo chiediamo con degli altri
emendamenti che abbiamo presentato; quindi abbiamo ritenuto di
dimezzare in modo esattamente proporzionale sia la durata sia il
costo di questo biglietto, anche per venire incontro a quelle che
sono
state
presentate
da
alcuni
come
delle
esigenze
di
razionalizzazione nel sistema di pagamento, proprio in seguito
all'introduzione dell'Euro, quindi anche per evitare quel fastidioso
problema con i resti e con le monetine di cui molti possono
lamentarsi o si lamenteranno.
Credo anche che potrebbe servirci da spunto una riflessione
di questo tipo per pensare perché non si possano ipotizzare
invece che l'acquisto dei biglietti, la timbratura sulle macchinette
direttamente sulle vetture, sistemi come sono in voga in molti
altri Paesi, cioè quelli per cui si paga direttamente al conducente
quando si sale sulla vettura, con un sistema così semplice:
mezzo Euro o 1 Euro, non c'è neanche il problema del resto;
questo potrebbe contribuire notevolmente a diminuire il fenomeno
delle
persone
che
salgono
senza
pagare
ed
aiuterebbe
indubbiamente i bilanci della ATM.
Quindi per queste ragioni, esprimo voto favorevole per
questo emendamento".
Esce dall’aula il consigliere Gilardelli: i presenti sono,
- 119 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
pertanto, 39.
Il Presidente dà la parola al consigliere Colombo.
Il consigliere Colombo così interviene:
"Nella replica dell'Assessore e più in generale negli interventi
della Maggioranza in quest'aula, a me non pare che sia stato
impostato l'argomento, la questione, la delibera nella maniera più
giusta. Ripeto, non si può parlare oggi di aumenti tariffari senza
parlare dell'emergenza ambientale e sanitaria che riguarda la
nostra Città....
Fuori
microfono
interviene
un
Consigliere
non
meglio
identificato, le cui parole non risultano peraltro, comprensibili.
Il consigliere Colombo così prosegue:
“Già me la sono presa con il Presidente della Commissione
Cultura e col Presidente della Commissione Servizi Sociali, non
vorrei adesso prendermela con il Presidente della Commissione
Pari Opportunità, no? Riprendiamo.
Io credo che c'è stata poca sensibilità sulla questione
principale. Noi siamo qui a parlare di aumenti non come se si
trattasse del solito aumento, ma dell'aumento oggi nel 2001
quando questa Città è stata dichiarata in emergenza ambientale
e sanitaria, quindi quando la Città non solo ha bisogno dei poteri
straordinari del Sindaco, su cui torneremo a discutere, ma ha
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
bisogno che tutta l'impostazione amministrativa tenga conto di
questa spia rossa che si è accesa e che rende pericoloso entrare
dentro la città. Dico questo perché allora tutte le nostre azioni
dovrebbero andare nella direzione di diminuire la circolazione
delle macchine in Città e, di converso, tutte le nostre azioni
dovrebbero puntare ad aumentare l'uso del mezzo pubblico.
Allora, aumento sì o aumento no? Noi abbiamo già detto che
questo aumento comporterà un aumento delle macchine private,
la tentazione di usare il mezzo pubblico sarà più forte dopo la
approvazione di questa delibera. Ma a prescindere in questo
istante dal discorso aumento sì aumento no, noi dobbiamo
cogliere l'opportunità di questa delibera per articolare la proposta
di biglietti alla cittadinanza. Allora, l'esperienza insegna che il
biglietto intero è eccessivo quando si tratta di tragitti brevi, parlo
per esperienza personale. A me capita, per ragioni familiari, di
fare dei tragitti il sabato e la domenica di tre fermate del metro e
il biglietto intero è una tentazione; perché è una tentazione?
Perché tu vai, porti una cosa, tre fermate di metro, dopo 5 minuti
sei già lì a riprendere il mezzo e se devi prendere un altro
biglietto ritiene eccessiva la spesa complessiva, tanto che
preferisce andarci in macchina. Altro smog che non dobbiamo
permettere. Quindi, mi pare che questo biglietto corto è un
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
biglietto che risponde, comunque sia il discorso dell'aumento
tariffario ad un Euro, risponde ad una esigenza dell'utente della
collettività milanese".
Il Presidente dà la parola all'assessore Goggi.
L'assessore Goggi così interviene:
"Questa proposta del biglietto breve è piuttosto singolare,
Consiglieri, perché penso che a nessuno di voi sfugga il fatto che
su tutta la rete di superficie dei trasporti pubblici milanese non
esiste nessuna determinazione della stazione di salita dei
passeggeri. Pertanto, il fatto che non ci sia la possibilità di
sapere dove sono saliti i passeggeri, vuol dire che chiunque può
utilizzare
questo
famigerato
biglietto
breve
per
qualsiasi
lunghezza di tragitto, perché non appena intercettato da un
controllore
può
dire
di
essere
salito
nella
stazione
immediatamente precedente".
Fuori
microfono
interviene
un
Consigliere
non
meglio
identificato, le cui parole non risultano peraltro, comprensibili.
L'assessore Goggi così prosegue:
"No, Signori, il timbro c'è solo in metropolitana. C'è il timbro
ma non c'è la stazione di salita, c'è semplicemente l'ora, c'è il
tempo... Anche dal punto di vista temporale, perché c'è un altro
aspetto: la quantità di controlli che possono essere effettuati su
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
500 milioni di viaggi all'anno, è assolutamente esigua. In ogni
caso, questo biglietto equivarrebbe ad un surrettizio sconto del
50% del costo del biglietto. Sapendo di avere una possibilità su
100 mila di essere intercettato da un controllore che vada a
vedere l'ora, che faccia il conto, eccetera, chi può pensare di
prendere il biglietto a lunga durata? Infatti molti fanno questo,
quindi da una parte c'è una difficoltà di determinazione del
tempo, perché questo vuol dire andare a vedere la timbratura,
andare a riscontrare la differenza di tempo, operazione che
sappiamo tutti essere non così semplice. Dall'altra tutti i
cittadini, sapendo che hanno a disposizione il biglietto breve,
prenderanno il biglietto breve, tranne una esigua minoranza. Non
avviene nelle metropolitane, come non è ancora quella di Milano,
che hanno i tornelli in uscita, che quindi rifiutano l'uscita al
passeggero che ha superato il tempo o la lunghezza del tragitto,
come la metropolitana di Berlino, la metropolitana di Hong Kong,
eccetera, ma non è il caso per ora della metropolitana di Milano.
Su nessun sistema di trasporto che non sia organizzato con
tornelli in uscita, in nessuna parte del mondo esiste il biglietto
breve per le semplici ragioni che ho detto prima. Quindi per
questo motivo, perché si tratta di un surrettizio sistema per
introdurre uno sconto del 50% sul biglietto, il parere della Giunta
- 123 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
è contrario".
Il Presidente dà la parola al consigliere Pillitteri.
Il consigliere Pillitteri così interviene:
"Io intervengo a nome anche di Forza Italia per esprimere la
nostra contrarietà a questo emendamento. In questo voglio
riportarmi a quelle che sono le argomentazioni che ha svolto
l'Assessore, rispetto alle quali io non credo che un atteggiamento
scandalizzato possa essere - per così dire - ritenuto ragionevole o
comunque un sincero scandalo. Perché, parliamoci chiaro, stiamo
parlando di tariffe.
Ora, il discorso svolto dall'Assessore per cui in sostanza
questo
biglietto
si
trasformerebbe
sostanzialmente
in
un
succedaneo del biglietto pieno, è un discorso che ha una logica
rispetto alla quale - ripeto - uno scandalo o una considerazione
scandalizzata..., anche perché, ripeto, dobbiamo confrontarci con
quelle che sono delle prospettive comportamentali che noi
evidentemente osserviamo senza l'occhio del censore, cioè non è
che
possiamo
sistematicamente
censurare
il
biglietto
il
cittadino
da
30
che
minuti
magari
ed
il
usa
biglietto
diminuito, potendo contare sostanzialmente su una impunità
percentualmente ampia, una impunità di fatto legata a fattori
evidentemente contingenti.
- 124 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Quindi, ripeto, da un lato l'atteggiamento scandalizzato
rispetto a considerazioni di questo tipo io lo trovo sinceramente
improprio, perché io ritengo che al di là di quelle che sono
appunto le argomentazioni e la dialettica in quest'aula, al di là
anche di quello che è uno sforzo di fantasia, che comunque io
ritengo di per sé apprezzabile, andiamo a confrontarci con una
prospettiva di comportamenti, non soltanto ci confrontiamo
rispetto a questa prospettiva, ma ci confrontiamo anche rispetto
a quella che è la manovra. E in questa manovra, in questa
architettura complessiva, noi dobbiamo evitare quanto mai di
introdurre fattori distorsivi perché non se ne esce. Se così può
reggere, se così regge. Introducendo fattori che comunque hanno
una loro componente a rischio di distorsione, verosimilmente
potremmo ritrovarci di qui a poco tempo di fronte a prospettive di
rincari. Perché se viene vanificato, non dico avverrebbe, ma
potrebbe
verosimilmente
verificarsi
quello
che
è
il
grosso
dell'introito, che è effettivamente, al di là di ogni forma di
ipocrisia che è stata bandita da questo dibattito ed anche e
soprattutto nella risposta dell'Assessore. Ripeto, se noi andiamo
ad
obliterare
appropriato),
(parlando
andando
di
ad
biglietti
obliterare
è
termine
quelle
che
quanto
mai
sono
delle
prospettive di introiti di risorse, ci ritroviamo domani col problema
- 125 -
Seduta consiliare 4 dicembre 2001
uguale di dover far fronte a dei rincari.
Pertanto, esprimo anche a nome del Gruppo di Forza Italia la
nostra contrarietà a questo emendamento".
Il Presidente comunica che il consigliere Carlino sostituisce
il consigliere Cormio in qualità di scrutatore.
Il Presidente dà la parola al consigliere Testori.
Il consigliere Testori così interviene:
"Anch'io
sono
contrario
all'accoglimento
di
questo
emendamento, perché non fa che stravolgere tutto il sistema
tariffario, frutto di un lungo studio dell'azienda dell'ATM, che ha
predisposto lo studio di un sistema tariffario che possa da una
parte consentire il recupero di risorse e d'altra parte consentire un
nuovo sistema tariffario.
Io capisco che la revisione e l'adeguamento delle tariffe e del
sistema tariffario dell'ATM, come in ogni caso qualsiasi aumento
tariffario, da quello della luce a quello del gas, della benzina, è
un qualcosa di sgradito, di sgradito al pubblico, di sgradito ai
cittadini. Direi che un provvedimento di revisione e di aumento
delle tariffe è sgradito anche ai Consiglieri Comunali che devono
votarlo, ovviamente, però un conto è questo, un conto è
considerare che un amministratore corretto della cosa pubblica
non può pensare di dimenticare certe cose che sono di carattere
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
essenziale.
E sono i bilanci, il bilancio del Comune, i bilanci delle società
partecipate che devono pareggiare i conti. Bisogna far quadrare i
bilanci di una società di trasporti pubblici come l'ATM che vorrei
ricordare, non solo ai consiglieri comunali che lo sanno, ma vorrei
ricordarlo ai milanesi: l'ATM percepisce un contributo regionale
che è maggiore rispetto alle entrate che percepisce con l'incasso
di biglietti.
Quindi, i milanesi devono rendersi conto che il biglietto che
pagano attualmente che pagheranno prossimamente rappresenta,
praticamente, la metà del costo effettivo del trasporto pubblico.
Questa
direi
che
è
una
valutazione
che
non
dev'essere
sottovalutata, è uno dei princìpi per cui, come dicevo prima, il
pubblico amministratore deve rendersi conto di questo e deve
cercare di correre ai ripari, anche se - come dicevo prima - è un
provvedimento sgradito. Sgradito al pubblico, sgradito anche ai
Consiglieri che devono votarlo…. L'orologio va avanti, io sono
indietro perché non riesco a parlare. I motivi di questa revisione
quindi sono - come è indicato nella relazione – triplici: sono di
carattere funzionale, sono di carattere economico, sono di
carattere normativo.
Per quanto riguarda l'aspetto economico, vorrei ricordare che
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
la legge regionale prescrive che le entrate per il trasporto devono
coprire almeno il 35% dei costi, e questa è una norma imposta
dalla legge per tutti i Comuni di Italia, in particolare per il
Comune di Milano, che consente comunque di recuperare la metà
del biglietto. Come dicevo prima, quindi, i cittadini milanesi
devono rendersi conto di questo e devono rendersi conto che il
biglietto che pagano, 1500 adesso, forse 1 Euro tra poco,
rappresenta - ripeto - la metà del costo effettivo.
Vi sono poi altre motivazioni che sono indicate in relazione,
che sono quelle del sistema tariffario nuovo, più moderno, che ci
consentirà poi di recuperare maggiori entrate, ma ci consentirà
anche attraverso le modifiche apportate di recuperare anche
maggior trasporto, maggiore clientela. E questo è di carattere
essenziale ai fini di recuperare il tempo che è stato finora
occupato".
Il Presidente dà la parola al consigliere Ricci.
Il consigliere Ricci così interviene:
"Per
quanto
riguarda
l'emendamento
5,
presentato
il
31.12.2001, alla delibera sulla revisione delle tabelle dell'ATM, il
gruppo di Alleanza Nazionale è contrario. E' contrario anche
perché crede, Signor Presidente, che se questo emendamento
passasse, quindi fosse istituito un biglietto corto, dico corto, non
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
medio, dico proprio corto, evidentemente nessuno farebbe più il
biglietto normale, che non è quello lungo!
Ora, immaginiamoci una delibera che prevede un aumento di
450 lire, un aumento che - per carità - non fa piacere a nessuno,
però nella considerazione del fatto che sono 6 anni che l'ATM non
aumenta le tariffe del biglietto, be', tutto sommato, non risulta
essere una cosa eclatante, come dire, straordinaria, anche in
considerazione di quanto illustri miei colleghi che mi hanno
preceduto hanno detto. Sono stati cambiati numerosi mezzi
pubblici, ATM ha in questi anni migliorato un servizio, ATM ha
scelto insieme a questa Amministrazione, insieme al sindaco
Albertini di non alzare i biglietti dei mezzi pubblici, finché tutto
questo non fosse effettivamente necessario.
Bene, dopo 6 anni di amministrazione di una società che non
navigava in grandi acque, oggi si ravvisa la necessità di
aumentare il biglietto di 450 lire. Consideriamo inoltre che gli
abbonamenti delle persone che utilizzano quotidianamente i
mezzi pubblici verranno diminuiti.
Ecco,
quindi
possiamo
tranquillamente
affermare
che
i
fiduciari di questi mezzi pubblici: le persone che si recano al
lavoro, gli anziani che utilizzano il mezzo pubblico per andare ai
centri a svolgere attività ludiche, ai giardini, a spasso, i giovani
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
che vanno a scuola, be', insomma i fiduciari dei mezzi pubblici del
Comune di Milano ne trarranno comunque un vantaggio.
Allora alla luce di quanto detto da me adesso, di quanto
detto da illustri colleghi che mi hanno preceduto, be', allora, 450
lire di aumento, ripeto, non fa piacere a nessuno, non è una di
quelle manovre popolari, ma è una di quelle cose - come dire necessarie, senza fare grandi polemiche o quanto altro, insomma,
si
può
sostenere...
C'è
Fiano,
Presidente,
che
continua
a
disturbarmi e mi chiama, adesso io non vorrei dire, ma non è che
posso essere continuamente interrotto".
Il Presidente così interviene:
"E' il consigliere Fiano che la chiama?".
Il consigliere Ricci così risponde:
"Certo, Presidente".
Il Presidente così interviene:
Perché
lui
vuole
essere
sicuro,
la
vuole
ascoltare
in
stereofonia".
Il consigliere Ricci così replica:
"Se vuole, io apro la comunicazione telefonica. Adesso, vede,
mi ha fatto perdere il filo e devo cominciare daccapo".
Il Presidente così risponde:
"Eh, infatti, deve fare i recuperi".
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Il consigliere Ricci così prosegue:
"Comunque, dicevo, Presidente, alla luce di quanto detto
ecco fatto, si può anche cercare..., anche perché abbiamo detto
che corrisponde ad un servizio di qualità migliorato un aumento
del biglietto. Allora alla luce di quanto esposto, mi chiedo come
si fa a poter accettare e votare a favore di un biglietto che di
fatto dice: “dimezziamo il prezzo di un trasporto, dimezziamo il
prezzo del trasporto pubblico”.
Abbiamo giustificato una manovra che sì può essere anche
impopolare, ma doverosa nei panni di chi amministra e fa politica
seriamente e in maniera coscienziosa; non ci sentiamo di fare
utopia dicendo che abbiamo un biglietto che dura la metà del
tempo e che vendiamo per la metà. Anche perché lei mi deve
dire, Assessore, chi pagherebbe a questo punto il biglietto
normale?
Ecco, Presidente, alla luce di quanto esposto voteremo
contro".
Il Presidente dà la parola al consigliere Molteni.
Il consigliere Molteni così interviene:
"Andiamo a rivedere, appunto, le tariffe per l'utilizzo dei
mezzi pubblici. Qui ho visto, in questi emendamenti, una volontà
anche di proposta alternativa a quello che è stato presentato in
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Giunta, in Commissione e viene oggi sottoposto alla attenzione
del Consiglio.
Queste
proposte
mi
sarebbe
piaciuto
vederle
in
Commissione. Io ero interessata ad alcuni punti...”
Fuori
microfono
interviene
un
Consigliere
non
meglio
identificato, le cui parole non risultano peraltro, comprensibili.
Il consigliere Molteni così prosegue:
“Io non sono membro della Commissione Traffico Trasporti e
Viabilità. Sono venuta nell'ultima Commissione Traffico Trasporti
e
Viabilità,
quella
di
venerdì,
dove
sono
state
illustrate
determinate cose, ma non mi risulta che siano stati illustrati gli
emendamenti.
C'è da dire che questo emendamento, come magari altri
emendamenti, visti così di primo acchito possono risultare
appunto emendamenti interessanti; però ritengo che dovessero
essere visti in un certo modo, all'interno del piano tariffario
nuovo, vedere se potevano essere inclusi nel piano tariffario
nuovo. Ripeto, però, non sono né un tecnico delle tariffe ATM, né
sono in Commissione Trasporti Traffico e Viabilità, ma spero e mi
auguro che questi emendamenti siano stati visti rispetto anche
all'impianto tariffario proposto, per vedere se gli stessi potevano
in qualche modo starci.
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Perché, ad esempio, in questo emendamento si parla del
nuovo biglietto, del biglietto corto, la cui validità è limitata a 45
minuti, al prezzo di 0,50 Euro. Il biglietto corto è sicuramente una
cosa innovativa, che non c'era prima, a parte che penso che sia
un po' difficile, rispetto al biglietto singolo e basta, quello dei 75
minuti, penso che possa essere un po' difficile poi da controllare
il discorso di chi ha acquistato il biglietto corto rispetto a quello
che ha preso il biglietto da 75 minuti. Quindi penso che possa
venire fuori magari qualche problemino in tal senso.
Però ho visto più avanti altri emendamenti. Io mi chiedo se
tutti questi emendamenti siano stati visti con la volontà,
appunto, di voler offrire il massimo ai cittadini milanesi sotto
l'aspetto di una poliofferta intesa come grande diversificazione,
grande possibilità di utilizzo dei mezzi pubblici, sia sotto
l'aspetto tempo, sia sotto l'aspetto delle categorie sociali più
disagiate. Ecco, se siano stati valutati in quell'ottica oltre che
rispetto a un piano economico-finanziario, al quale è riconducibile
il piano tariffario che ci è stato proposto.
Perché per me, appunto, i cittadini milanesi devono avere il
meglio, indipendentemente da chi provenga la proposta, quando
questa proposta possa essere ritenuta accoglibile nell'ottica
appunto di poter dare il meglio ai propri cittadini".
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Il Presidente così interviene:
"Allora, io vedo diversi Consiglieri iscritti del Gruppo di Forza
Italia, ritengo che siano tutti in dissenso dal Gruppo, quindi per
ciascun consigliere c'è un minuto di intervento".
Indi dà la parola al consigliere De Pasquale.
Il consigliere De Pasquale così interviene:
"Come solo un minuto? Io ho assunto questa posizione con
un grosso travaglio, perché non è facile per me votare contro,
andare in dissenso con la decisione della Giunta, tanto più su un
punto che ha impegnato fortemente anche i miei colleghi che
hanno discusso a lungo di questo punto.
Siamo di fronte a due istanze contrapposte: da una parte c'è
sicuramente la giusta esigenza di dare la possibilità anche a
coloro che usano i biglietti per dei piccoli percorsi; dall'altra c'è
una cosa che secondo me è una certezza, cioè il fatto che se i
cittadini fossero posti di fronte alla possibilità di acquistare un
biglietto breve, molti utilizzerebbero questa tariffa e quindi
potrebbe esserci una diminuzione dell'introito per l'ATM.
Quindi
volevo
spiegare,
Presidente,
il
motivo
del
mio
dissenso dal Gruppo. Siccome da sempre sono un utilizzatore di
tratte brevi, mi sono reso conto che forse bisognerebbe fare
questa modifica, non so se a partire da quest'anno, perché mi
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
rendo conto che nel bilancio dell'ATM questo potrebbe trovare al
momento dei grossi pericoli. Quindi, la mia dichiarazione di voto
su questo emendamento è in dubbio tra l'astensione e il dovere
della disciplina di partito: deciderò all'ultimo istante".
Il Presidente dà la parola al consigliere Ferrara, in dissenso dal
Gruppo.
Il consigliere Ferrara così interviene:
"Francamente, dopo questa vivace discussione, io ho qualche
perplessità, che può rasentare il dissenso da quanto ha affermato
il consigliere De Pasquale. Quindi non so ancora, ancora non ho
deciso se voterò a favore o voterò contro. Come si può pensare,
caro Presidente, che si possa dimezzare il biglietto dell'ATM? E in
questo caso come si fa? Se fora una ruota del tram, come si fa a
riparare, con quali prezzi, con quali mezzi? Voi comprendete il
grave disagio che può nascere da una simile affermazione.
Quindi, caro consigliere De Pasquale, lei effettivamente mi
ha posto un dubbio, un dilemma: se sia lecito votare contro o
votare a favore. Tra breve scioglieremo la riserva, caro consigliere
Tinelli, detto Atomo".
Il Presidente dà la parola al consigliere Massari, in dissenso dal
Gruppo.
Il consigliere Massari così interviene:
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"Io mi trovo veramente in difficoltà, Presidente, perché io ero
pienamente convinto che questa delibera valesse molto. Però ho
avuto dei dubbi non tanto in dissenso dal Gruppo, no. Ho tremato
davanti a delle affermazioni dell'Assessore, che mi è sembrato
non avesse mai preso il tram.
Allora, davanti a questo dubbio atroce, perché siamo sicuri
che la metropolitana l'ha presa timbrando il biglietto, però: o non
ha mai timbrato il biglietto sul tram, e allora qua è punibile, se è
retroattiva la colpa..., non ci sono ancora le fotografie come ai
caselli, però io lo seguirei una giornata mentre scorrazza sui tram
milanesi, perché siamo rimasti ai tempi in cui andava a scuola
che c'era ancora il bigliettaio, mentre adesso con le cabinette mi
sa che qualche volta anche il nostro Assessore...
Questo mi mette in difficoltà: la disciplina di partito o i dubbi
personali? Spero di riuscire a sciogliere la mia tensione in
un'astensione, soprattutto per rispetto agli altri colleghi che come
me stanno qua. Posso anche pensare che l'assessore Goggi,
essendo da due giorni chiuso qua e nel suo ufficio tutti i giorni,
possa avere avuto una svista e più che non essere passato a
timbrare il bigliettino, abbia detto una cosa non pienamente
vera".
Il Presidente dà la parola al consigliere Vagliati, in dissenso dal
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
Gruppo.
Il consigliere Vagliati così interviene:
"Io devo dire invece che, parlando anche molto seriamente,
questo emendamento l'abbiamo molto dibattuto al Gruppo. Già
allora ero forse l'unico che era rimasto un po’ perplesso, perché
obiettivamente fare un biglietto corto io penso che poteva dare
un grosso vantaggio ai consumatori, anche per fare piccole tratte,
piccoli utilizzi.
Diciamo che la discussione è stata ampiamente fatta nel
Gruppo; non sono stato convinto fino in fondo della risoluzione
che era stata poi portata e, proprio perché abbiamo una certa
disponibilità di poter esprimere il nostro dissenso anche in aula,
mi sono riservato in caso di astenermi su questo emendamento.
Anche perché l'ho vissuto in prima persona nel mandato passato;
obiettivamente se ne era già parlato che si poteva già entrare in
questo tipo di...".
Entra in aula il consigliere Mascaretti: i presenti sono,
pertanto, 40.
Il Presidente comunica che è stata presentata una richiesta di
sospensione della seduta, a firma del consigliere Tinelli ed altri,
che si allega.
Indi dà la parola al consigliere Tinelli.
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Il consigliere Tinelli così interviene:
“Sì, chiediamo la sospensiva, Presidente, grazie".
Il Presidente così interviene:
Allora, c'è qual qualche Consigliere che vuole intervenire
contro la richiesta di sospensiva?”
Indi dà la parola al consigliere Vagliati.
Il consigliere Vagliati così interviene:
"Stiamo trattando una delibera fondamentale per la Città,
stiamo lavorando, siamo qua che stiamo lavorando, siamo sul
primo... Sta arrivando, però non mi potete interrompere, eh?".
Il Presidente così interviene:
Chiedo scusa, fate intervenire il Consigliere, altrimenti devo
applicare il tempo di recupero".
Il consigliere Vagliati così prosegue:
"Però
obiettivamente
è
una
intimidazione,
no?
Io
mi
domandavo qual era il senso di una sospensiva? Se si volesse
fare una sospensiva, non so, di mezzora? Ecco, non ho capito,
una sospensiva di mezz'ora? Volevo sapere sospensiva di quanto?
No, ma la sospensiva di quanto volevo chiedere...? No no, se
volevamo
fare
una
sospensiva
per
ragionare
su
questo
emendamento, magari mezz'ora, per rientrare su questo fatto,
però io penso che in un momento così delicato per la Città,
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
pensare di dire che siamo alle dieci e dobbiamo tornare a casa, io
ritengo che non sia assolutamente fattibile, giusto e moralmente
accettabile.
Per cui io penso, anche a nome di tutto il Gruppo di Forza
Italia, che è qui oggi riunito, di dire che obiettivamente noi
dobbiamo rimanere in aula, fare il nostro dovere, raggiungere il
numero legale, chiaramente, anche se obiettivamente io qui devo
sempre sottolineare che non è che siamo solo noi a dover
mantenere
il
numero
legale,
il
numero
legale
dev'essere
mantenuto di comune accordo. Quindi obiettivamente, dovendolo
mantenere insieme, non ci sarebbero tutte queste - diciamo manfrine
di
dover
cercare
cavilli
interpretativi,
si
poteva
progressivamente fare molto lavoro, chiaramente.
A questo punto io vorrei sottolineare che ci sono quasi
ottanta emendamenti e quindi penso che si poteva fare un buon
lavoro: arrivare a mezzanotte, fare magari trenta, quaranta
emendamenti e farli sempre con un numero importante di
Consiglieri.
Perché
far
passare
questa
delibera
in
seconda
convocazione, magari con pochi Consiglieri, non è neanche molto
bello per la Città, perché obiettivamente la Città ha votato 60
Consiglieri, 60 Consiglieri devono essere presenti e votare gli
emendamenti. Vorrei sentire anche il mio Capogruppo, io direi che
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Seduta consiliare 4 dicembre 2001
dobbiamo mantenere forte l'impegno, quindi sono a favore.
A questo punto, mi sta suggerendo il Capogruppo, che
vogliamo venire incontro alla maggioranza, per cui mi sta dicendo
che siamo a favore di questa sospensiva ed obiettivamente a
questo punto facciamo la sospensiva”.
Il Presidente così interviene:
"Il potere della dialettica convince a volte, sicuramente le
motivazioni addotte...".
Il consigliere Vagliati così conclude:
"Io vorrei sottolineare, Presidente, se però domani siamo
tutti presenti e compatti, a questo punto sento anche il nostro
Capogruppo ed allora siamo favorevoli per non creare dissenso
nel dissenso. Quindi siamo tutti insieme e quindi...".
Il Presidente pone in votazione la richiesta di sospensione della
seduta, a firma del consigliere Tinelli ed altri, che si allega.
Dal sistema di votazione elettronico risulta che hanno
partecipato alla votazione n. 29 Consiglieri, come da documento
n. 1, che si allega.
Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito:
Presenti
n. 29
Votanti
n. 29
Voti contrari
n. 29
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Il Presidente dichiara la votazione infruttuosa.
--Indi dispone si proceda all’appello per la verifica del numero
legale.
Rispondono all’appello i seguenti Consiglieri in numero di 29.
Baldassarre, Bassi, Beretta, Bianco, Caputo, De Albertis, De
Pasquale, Ferrara, Gambitta, Garocchio, Giobbi, Giudice, Lucini,
Maio, Marra, Mascaretti, Massari, Masseroli, Molteni, Palmeri,
Parlanti, Pennisi, Pillitteri, Ricci, Rizzi, Santomauro, Testori,
Triscari, Vagliati.
Il Presidente, non essendo stato raggiunto il quorum per poter
validamente deliberare, dichiara chiusa la seduta.
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