agricoltura 3 parte
prof.ssa Stefania Luchetti
Il terreno agrario
Strato attivo:
ricco di humus, in
esso vivono le
radici delle piante
Strato inerte:
formato dalla
roccia madre, in
esso penetrano
solo le radici più
profonde, povero
di humus
COMPOSIZIONE DEL TERRENO AGRARIO
Le sostanze principali che si trovano nel terreno sono:
ARGILLA: dà al terreno una buona compattezza e conserva l'umidità
necessaria allo sviluppo delle piante;
CALCARE: entro certi limiti utile perché contribuisce alla
decomposizione delle sostanze organiche;
SABBIA: rende il terreno permeabile, perché l'acqua lo attraversa
rapidamente filtrando nel sottosuolo evitando così dannosi ristagni;
SOSTANZE ORGANICHE: animali e vegetali in decomposizione
costituiscono l'humus;
SALI MINERALI: azoto, fosforo e potassio;
ARIA E ACQUA.
Un terreno fertile deve essere composto da una proporzionata miscela
delle sostanze prima elencate.
Ogni specie di pianta predilige un certo tipo di terreno (argilloso,
sabbioso, calcareo) ma può adattarsi anche a terreni di diversa natura
quando interviene l'opera dell'uomo a correggere la composizione
chimica per mezzo di fertilizzanti, con appropriate rotazioni nelle
coltivazioni, con opere di bonifica e di irrigazione.
Esiste il terreno ideale per coltivare le
piante? sì esiste, è detto franco (o di medio
impasto) ed è composto da circa il 40% di
sabbia, dal 25% di limo, dal 25% d’argilla e
dal 10% di scheletro.
sabbia
limo
argilla
scheletro
Classificazione dei terreni in base al pH
Il pH ci dice se un terreno è acido o alcalino. I suoi valori possono variare da 0 a 14.
In base al valore del ph è bene variare il tipo di piante da coltivare
ph
terreni
osservazioni
< 5,5
Fortemente
acidi
Sterili o quasi
Da 5,5 a
6,0
acidi
Poveri
Da 6,1 a
6,6
Sub acidi
Non adatti ad alcuna coltura
Da 6,7 a
7,3
neutri
I migliori
Da 7,4 a
7,9
Sub alcalini
Adatti a quasi tutte le colture
Da 8,0 a
8,5
alcalini
Non adatti ad alcuna coltura
> 8,5
Fortemente
alcalini
poveri
Sistemazioni dei terreni
Servono ad impedire il ristagno dell’acqua
piovana o l’erosione del terreno
Baulatura in pianura
Girapoggio, terrazzamenti e
rittochino in collina
Riproduzione delle piante
Asessuata o agamica
Sessuata o gamica
Per parti vive
Per seme
margotta
talea
propaggine
innesto
Riproduzione sessuata o gamica
Il polline, trasportato dal vento o dagli
insetti, penetra nel pistillo e feconda
l’uovo, dal quale si formerà un nuovo
seme.
Dopo la fecondazione i petali cadono e
l’ovario si ingrossa dando origine al
frutto.
Ogni seme ha un corredo genetico
proprio, diverso da quello degli altri
semi, perciò le piante che si
riproducono per seme hanno
caratteristiche genetiche diverse l’una
dall’altra.
Riproduzione asessuata o agamica
Si effettua prelevando parti
vive (gemme, talee, ecc.)
dalle piante madri, scelte
per la propagazione.
talee
Le cellule che formano queste
porzioni di piante hanno lo
stesso patrimonio genetico
della pianta madre, perciò le
piante-figlie saranno tutte
identiche alla pianta madre e
ne conservano le
caratteristiche.
margotta
propaggine
L’innesto viene fatto per migliorare
piante che danno frutti scadenti o per
adattare il nesto a condizioni nuove,
usando un portinnesto del luogo, o a
terreni non adatti.
Nesto e portinnesto, una volta uniti, si
saldano fra loro e formano un’unica
pianta.
nesto
portinnesto
innesto
MACCHINE AGRICOLE
Mietitrebbia
SEMOVENTI Motozappa
Scavabietole
MOTRICI
trattore
OPERATRICI
Aratro
Seminatrice
Irroratrice
Erpice
Sarchiatrice
Spandiconcime
Ecc.
spandiconcime
scavabietole
motozappa
Parti dell’aratro
bure
versoio
vomere
coltro
Operazioni colturali
aratura
erpicatura
sarchiatura
o diserbo
trattamenti antiparassitari
Semina o trapianto
irrigazione
raccolta
concimazioni
SISTEMI DI IRRIGAZIONE
Marcita
A pioggia
A goccia
Per infiltrazione
Fertilizzanti o concimi
naturali
chimici
Letame
Pollina
Sangue secco
Cornunghia
Farina di pesce
compost
semplici
composti
binari
sovescio
Rotazione delle colture
ternari
Contengono 2 o 3
macroelementi
Contengono solo uno dei
3 macroelementi: azoto, fosforo,
potassio
N, P e K sono detti macroelementi perché le piante ne richiedono grandi quantità.
Sono detti microelementi i Sali minerali richiesti in piccole quantità come: ferro, calcio,
zinco, magnesio, manganese, ecc.
Principi fondamentali della concimazione
Legge della restituzione: bisogna restituire al terreno le
sostanze nutritive asportate dalle colture.
Legge del minimo o di Liebig: ogni pianta viene limitata nel
suo sviluppo dall’elemento nutritivo più scarso nel terreno.
Legge del massimo: la quantità dei concimi somministrata non
deve essere eccessiva, ma adeguata alle necessità delle singole
colture.
Se usati in maniera eccessiva, i concimi possono causare danni
all’ambiente, per es. inquinare le acque potabili.
Funzioni dei concimi
L'azoto è l'elemento quantitativamente più importante per le piante;
infatti influisce sullo sviluppo totale, da alle foglie un bel colore verde
intenso, prepara la fioritura ed irrobustisce la pianta.
II fosforo è l'elemento che aiuta la pianta nella fioritura e
durante la maturazione del frutto.
Il potassio fra le altre
sue proprietà possiede
quella di accentuare il
colore ai fiori ed il
sapore ai frutti;
Lotta alle erbe infestanti
chimica
meccanica
Con la sarchiatrice
Con i diserbanti
Disseccanti
Distruggono tutte
le piante
Selettivi
Distruggono solo certe piante, lasciando
Intatte le altre
Molto dannosi per l’ambiente
FITOFARMACI O PESTICIDI
Servono a proteggere le piante
dai loro parassiti: insetti, funghi
e batteri.
Gli insetti mangiano foglie, frutti,
ecc. o succhiano la linfa; i
funghi e i batteri fanno
ammuffire, marcire, ingiallire
foglie, frutti, rami, radici, ecc.
Contro ogni parassita esistono
prodotti specifici, che, diluiti in
acqua si irrorano sulle piante.
I trattamenti con queste sostanze
chimiche vanno sospesi un
certo periodo prima della
raccolta, perché possono
lasciare residui dannosi per la
salute sui prodotti.
Agricoltura e ambiente
L’agricoltura può inquinare il suolo e le acque con fertilizzanti, diserbanti, pesticidi
e liquami degli allevamenti suini. Per questo da alcuni anni si sta diffondendo l’agricoltura
biologica, che usa solo metodi naturali per combattere i nemici delle piante e per
concimarle e l’agricoltura integrata, meno radicale della precedente, che “integra” i mezzi
biologici con l’uso, quando necessario, dei mezzi chimici.
INQUINAMENTO DA SOSTANZE CHIMICHE
I fertilizzanti, se usati in dosi eccessive, possono:
•Inquinare le falde acquifere
•Provocare l’eutrofizzazione
•Indebolire le piante e impoverire i terreni,
costringendo a usare fertilizzanti in dosi sempre
maggiori
I pesticidi possono:
•Inquinare l’acqua potabile e il cibo
•Gli insetti e le piante possono adattarsi ad essi,
costringendo gli agricoltori a usarli in dosi sempre
più elevate.
Lotta biologica
La lotta biologica è utile per limitare gli interventi chimici sempre più costosi e
dannosi per l'ambiente.
Si attiva contro i parassiti animali e comprende la protezione dell'equilibrio
naturale, lo sfruttamento diretto di parassiti predatori degli animali dannosi, il
mantenimento delle siepi e di aree non coltivate dove, soprattutto uccelli e
mammiferi, possono nidificare e riprodursi.
La vera lotta biologica diretta consiste nel diffondere insetti predatori (es. la
coccinella) e parassiti di altri insetti o nell'utilizzare preparati a base di
microrganismi che risultano efficaci e non danneggiano insetti utili.
Visto che con questa lotta non può sostituire completamente le normali forme di
lotta per il numero limitato di specie controllabili, si sta diffondendo l'uso di
sostanze di natura biologica.
Le più note sono: i feromoni, sostanza emessa da particolari ghiandole e captate
da organi, generalmente posti sulle antenne degli insetti, che servono a loro
stessi per comunicare fra loro.
I feromoni più importanti sono quelli sessuali emessi dalle femmine per
richiamare il maschio della stessa specie.
In commercio sono disponibili trappole a feromoni per numerose specie
fiotofaghe.
Questi mezzi di lotta si collegano ad un sistema integrato di controllo degli insetti
dannosi.
Insetti dannosi:
afidi, acari e cocciniglia
Insetti utili:
varie specie di coccinelle
Trappola a ferormoni
Esempio di lotta biologica alla processionaria
parassita dannoso per molte specie arboree


Distruzione meccanica dei nidi
La lotta meccanica consiste nel togliere
manualmente dalla pianta infestata i nidi di
processionaria.
Tale metodo di intervento si rivela efficace, ma
piuttosto costoso in termini economici e di tempo:
Lotta microbiologica
La lotta microbiologica è attualmente il metodo di
intervento più utilizzato e consiste nell'impiego di
Bacillus thuringiensis è un batterio che, colpita una
processionaria, paralizza la larva danneggiandone i
centri nervosi.

Trappole ai feromoni (o ferormoni)
I ferormoni sono sostanze chimiche rilasciate dalla
femmina per attirare il maschio durante il periodo
dell'accoppiamento.
Evitando l’incontro tra i sessi si evita la
fecondazione e quindi la formazione di una nuova
generazione di insetti defogliatori.
I feromoni sono sostanze innocue nei confronti
dell’uomo e degli animali ed il loro impiego non ha
alcun effetto sull’ambiente.
Lotta integrata

è una pratica di difesa delle colture che prevede una drastica riduzione
dell'uso di fitofarmaci mettendo in atto diversi accorgimenti:

l'uso di fitofarmaci poco o per niente tossici per l'uomo e per gli insetti utili;

la lotta agli insetti dannosi tramite uso di diffusori di ferormoni;

fitofarmaci selettivi (che eleminano solo alcuni insetti);



fitofarmaci che possono essere facilmente denaturati dall'azione biochimica
del terreno e dall'aria;
la previsione del verificarsi delle condizioni utili allo sviluppo dei parassiti, in
modo da irrorare con fitofarmaci specifici solo in caso di effettivo pericolo di
infezione e non ad intervalli fissi a scopo preventivo.
la lotta agli insetti dannosi tramite l’inserimento di altri che siano loro
predatori naturali e che non siano dannosi alle coltivazioni (lotta biologica);

l’uso di varietà colturali maggiormente resistenti;

l’uso della rotazione colturale;

particolare attenzione ed eliminazione di piante infette.
I concimi naturali
La concimazione è una pratica compiuta dall'uomo da tempo immemore; probabilmente scoperto casualmente, ha fondamento scientifico
documentato: Per una questione ecologica e per un puro aspetto di efficacia, andrebbero sempre preferiti concimi di origine naturale rispetto
a quelli chimici
CONCIMI NATURALI
II letame è formato dagli escrementi di animali allevati in stalla, mescolati con paglia o altri materiali usati per la lettiera. Deve subire un
certo periodo di maturazione prima di essere utilizzato come concime: si tratta di un periodo di permanenza di almeno 6 mesi in concimaia,
dove verrà periodicamente bagnato con il liquido che sgronda dalla massa accumulata. Questo processo di maturazione del letame è operato
da enzimi e da numerosi gruppi di microrganismi.
Per ottenere dal letame fresco un composto pienamente trasformato e adatto a essere impiegato per colture di ortaggi o fiori, è necessaria
una stagionatura di circa un anno.
LETAME BOVINO
Molto apprezzato per la concimazione dei giardini ed è adatto per terreni sabbiosi; matura in circa sei mesi e contiene mediamente il 35 per
mille di azoto, l'1,5 per mille di acido fosforico e il 3,5 per mille di potassio, oltre, naturalmente, a moltissime altre sostanze utili alla crescita
delle piante.
LETAME DI CAVALLO
Particolarmente indicato per i terreni argillosi. Contiene gli elementi fertilizzanti principali in quantità doppia rispetto a quello bovino e non
dovrebbe mai essere utilizzato fresco. È maturo in 68 mesi.
LETAME DI POLLI o POLLINA
È formato dagli escrementi degli animali da pollaio insieme alla lettiera costituita da segatura o piccoli trucioli di legno. L'utilizzo di sabbia
come lettiera è da evitare per la sua scarsa capacità di fissare gli elementi nutritivi contenuti nei prodotti di rifiuto. Il letame dei polli e di
tutti i volatili in genere è molto ricco di elementi fertilizzanti. La pollina non va mai utilizzata fresca e deve essere aggiunta al terreno ben
sminuzzata e asciutta, dopo 34 mesi di maturazione.
LETAME DI CONIGLIO o CONIGLINA
È un po' meno ricco in elementi nutritivi rispetto alla pollina. Va impiegato e trattato allo stesso modo della pollina, mescolandolo con torba
durante la maturazione.
CORNUNGHIA
È costituita da frammenti finemente sminuzzati di corna e unghie di animali; è un buon concime ricco di azoto organi o e anidride fosforica.
La sua capacità di cedere lentamente gli elementi nutritivi contenuti la rende particolarmente adatta a sostenere, da un punto di vista
nutritivo, le colture per un lungo periodo.
SANGUE SECCO
Come la cornunghia è un sottoprodotto della macellazione degli animali allevati per uso alimentare. Si presenta sotto forma di polvere e
viene impiegato come concime organico ricco di azoto. Contiene azoto in percentuale variabile dal 5% al 10% ed è utilizzato dalle piante
abbastanza prontamente.
FARINA DI PESCE
È il residuo della lavorazione del pesce conservato. Opportunamente essiccato e ridotto in polvere diventa un discreto concime azotato,
meno ricco del sangue secco, ma provvisto anche di una certa quantità di fosforo.
Il compost, detto anche terricciato o
composta, è il risultato della decomposizione
e dell'umificazione di un misto di materie
organiche (come ad esempio residui di
potatura, scarti di cucina, letame, liquame o i
rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba
sfalciata) da parte di macro e microrganismi in
condizioni particolari: presenza di ossigeno ed
equilibrio tra gli elementi chimici della materia
coinvolta nella trasformazione.
Il compostaggio tecnicamente è un processo
biologico aerobico e controllato dall'uomo che
porta alla produzione di una miscela sostanze
umificate (il compost) a partire da residui
vegetali sia verdi che legnosi o anche animali
mediante l'azione di batteri e funghi.
Il compost può essere utilizzato come
fertilizzante su prati o prima dell'aratura. Il suo
utilizzo, con l'apporto di sostanza organica
migliora la struttura del suolo e la
biodisponibilità di elementi nutritivi (azoto).
Come attivatore biologico aumenta inoltre la
biodiversità della microflora nel suolo.
IL COMPOST
IL SOVESCIO
Il sovescio è una pratica agronomica
consistente nell'interramento di apposite colture
allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità
del terreno. I risultati che si possono ottenere
sono di vario tipo:
aumento della materia organica al terreno ;
rallentamento di fenomeni erosivi;
mantenimento del contenuto di azoto nitrico;
Particolarmente importante è il sovescio di
leguminose in quanto queste sono tra le poche
specie vegetali in grado di fissare direttamente
l'azoto atmosferico. Con tale sovescio si
trasferisce, tramite l'azotofissazione, azoto
dall’atmosfera al terreno.
Il sovescio, quindi, rappresenta un mezzo per
concimare i terreni, anche nei paesi caldo-aridi,
indipendentemente dalla disponibilità di letame
ed è quindi una pratica molto utilizzata
nell'agricoltura biologica.
Tubercoli contenenti azoto
nelle radici delle leguminose
Rotazione o avvicendamento delle colture
E’ una tecnica che deriva dalla cultura contadina, e consiste
nell’alternare, stagione dopo stagione, le coltivazioni nei diversi
appezzamenti. In questo modo :
1.il terreno non è sottoposto a stress,
2.si ostacola l’ambientamento di piante infestanti e parassiti,
3.si riduce , in certi casi, il fabbisogno di concimi,
4.si contrasta la crescita dei parassiti specifici di ciascuna coltura.
Esempio di rotazione per aumentare la fertilità del terreno e diminuire le
erbe infestanti e i parassiti.
Il primo anno si mettono piante depauperanti che sfruttano
molto il terreno (i cereali, le solanacee: pomodori, peperoni,
melanzane e le cucurbitacee: zucchine, meloni, zucche).
Il secondo anno vengono messe le colture miglioratrici come
le leguminose che arricchiscono il terreno di azoto.
Il terzo anno si mettono le colture da rinnovo (mais,
barbabietole da zucchero, ecc.) che richiedono lavorazioni
profonde, perciò lasciano il terreno in condizioni migliori di come
l’hanno trovato.
EUTROFIZZAZIONE
Il termine eutrofizzazione deriva dal greco eutrophia (eu = buono,
trophòs = nutrimento), indica quindi una condizione di
ricchezza di sostanze nutritive: nitrati e fosfati in un ambiente
acquatico. Conseguentemente a tale arricchimento si verifica
l’ accrescimento degli organismi vegetali acquatici per effetto
della presenza nell'ecosistema acquatico di dosi troppo elevate
di sostanze nutritive come azoto, fosforo o zolfo, provenienti
da: fertilizzanti, alcuni tipi di detersivo, scarichi civili o
industriali. L'accumulo di elementi come l'azoto e il fosforo
causa la proliferazione di alghe microscopiche che, a loro volta,
non essendo smaltite dai consumatori primari, determinano una
maggiore attività batterica; aumenta così il consumo globale di
ossigeno, e la mancanza di quest'ultimo provoca ambiente
asfittico e morte dei pesci.
Questo fenomeno è stato riconosciuto come un problema di
inquinamento in Europa e in America del Nord verso la metà
del XX secolo e da allora si è andato sviluppando.
Negli ambienti acquatici si nota un notevole sviluppo della
vegetazione e del fitoplancton.
Il loro aumento numerico presso la superficie dello specchio
d'acqua comporta una limitazione degli scambi gassosi (e
quindi anche del passaggio in soluzione dell'ossigeno
atmosferico O2). Inoltre, quando le alghe muoiono vi è una
conseguente forte diminuzione di ossigeno a causa della loro
decomposizione ed i processi di putrefazione e fermentazione
associati liberano grandi quantità di ammoniaca, metano e
acido solfidrico, rendendo l'ambiente inospitale anche per altre
forme di vita. Al posto dei microrganismi aerobici (che hanno
bisogno di ossigeno) subentrano quelli anaerobici (che non
hanno bisogno di ossigeno) che sviluppano sostanze tossiche
e maleodoranti.
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L`AGRICOLTURA