della diocesi di como
Periodico Settimanale | Poste Italiane S.P.A. | Sped. In Abbonamento Postale |
D.L. 353/2003 (Conv. In L. 27/02/2004 N° 46) Art. 1, Comma 1, Dcb Como
Anno XXXV - 24 settembre 2011 - € 1,20
Europa
5
Mondo
35
Como
6
16
Morbegno
31
Ventisette Paesi
nella crisi: ci si
salva insieme!
L’iniziativa
palestinese per
un nuovo Stato
La via
della
accoglienza
C’è una valle:
agricoltura
in fiera
ecisioni necessarie
D
che anche la cancelliera Merkel ha infine
l Consiglio di SicuIdell’Onu
rezza e l’Assemblea
saranno chia-
ue tragici episodi
D
verificatisi in città
ripropongono con for-
entisette assoV
ciazioni promotrici e nove mesi di
deciso di appoggiare.
mati a pronunciarsi.
za il tema.
preparazione.
Editoriale
Buon compleanno, vescovo Diego!
Una solitudine abitata
di mons. Angelo Riva
L’
affetto e la cordialità di
tutta la Diocesi per il
nostro vescovo Diego nel
giorno in cui si accinge
a varcare la soglia del 70° anno di
età. Non è protocollo né piaggeria,
non è consuetudine né culto della
personalità, ma è semplicemente la
nostra fede cattolica che ci istruisce
a riconoscere nell’Uno ciò che
appartiene a Tutti, e a celebrare nel
Capo la dignità e la gioia che è di tutto
il Corpo. Così la comunità diocesana,
sparsa dal lago fino agli alti monti,
dalle valli fino alla pianura, guarda
al Vescovo come al segno e al sigillo
vivente della sua unità, e, in questa
ricorrenza festosa, ne partecipa i
sentimenti di gioia e di trepidazione.
Settant’anni sono un traguardo
importante. Dice la Scrittura che
sono gli anni del vita dell’uomo (cfr.
Ps 89,10), “ottanta per i più robusti”,
con il loro carico di delizia e di fatica,
attraversati sempre troppo in fretta,
eppure capaci di lasciare un segno
impresso nella vita di molti. In questo
giorno al vescovo Diego è dato, come
uomo, di riprendere in mano la trama
dei giorni trascorsi, di far scorrere
fra le dita l’ordito di un disegno
che si è venuto pazientemente
intessendo. È per lui l’occasione per
passare in rassegna le persone e gli
eventi, per indugiare sulle parole
che si sono rivelate decisive, sui
volti che hanno indicato una strada,
sugli incontri che hanno modellato
un destino. A cominciare da quel
sorriso materno, presago di ogni altro
dono e tenerezza, che gli ha porto
il benvenuto quaggiù, nella terra
degli uomini sovrastata dal cielo
di Dio. Per arrivare, al termine, al
nostro sorriso, quello della comunità
diocesana di Como, gli ultimi arrivati
nella misteriosa cronologia della
vita, e forse per questo proprio i più
amati e desiderati. Come successore
degli apostoli e ministro del Signore,
al vescovo Diego è dato, in questo
giorno, di trasalire nuovamente,
sorpreso dalla gioia per una vita
afferrata da Cristo, come dice
l’Apostolo, sequestrata nel mistero
di una dilezione senza pari, messa
al servizio di Cristo maestro, capo,
sposo e pastore del gregge, lanciata
nella corsa del Vangelo da portare
ovunque, “perché Tu – dice ancora il
Salmo – hai dilatato il mio cuore”. Il
clima festoso non ci fa dimenticare,
però, l’inevitabile solitudine di un
Vescovo. La più alta responsabilità
che si può assumere nella Chiesa
lo ha posto lassù, nella solitudine
di non conoscere più nessuno
“secondo la carne” (2 Cor 5,16),
ma secondo la paternità di Dio e la
fraternità in Cristo. Il ministero dei
preti, la gemma della vita religiosa, la
vocazione dei laici e delle famiglie, il
pianto dei poveri, le scelte pastorali…
quanti assilli per il cuore di un
vescovo, ogni giorno davanti al suo
Signore. Oggi più che mai, però,
solitudine abitata: dalla consolazione
che viene da Lui, dalla compagnia e
dalla festa che viene da noi.
Alla vigilia delle celebrazioni
per il 70° compleanno ed
il decimo anniversario di
ordinazione episcopale mons.
Diego Coletti ha invitato i
fedeli che volessero esprimergli
vicinanza e affetto a non
inviargli doni ma a rinnovare
il loro impegno a sostegno del
Fondo diocesano di Solidarietà
“Famiglia e Lavoro” che
continua ad offrire respiro in
questo grave momento
di crisi economica.
3
Cultura
7
Il card. Scola a Milano:
un percorso di lettura
Como
Cuore: la strada
della prevenzione
18
Giubileo di
San Girolamo:
Somaschi
in festa
Valcuvia
28
Attivo da fine 2010
l’Ecomuseo dei Laghi
Sondrio
Prima edizione della
Sagra di San Rocco
29
10 - 11
Idee e opinioni
2 Sabato, 24 settembre 2011
U
n dato: l’aumento
delle informazioni
disponibili porta con
sé il suo contrario,
il rischio cioè della effettiva
disinformazione. E mai come in
questi tempi, il potere - nelle sue
variegate e tentacolari forme- ha
interesse a mettere le mani sulla
informazione. Nessun potere è
troppo schizzinoso quando si
propone di raggiungere i suoi
obiettivi: è pronto a confondere
e a distorcere. Ci riesce
spezzando il filo che permette
di risalire dall’affermazione
fatta alla sua smentita e dal noto
all’ignoto. Ancora: il gioco della
disinformazione è facilitato dal
crearsi di un cerchio magico:
come riflettori puntati al centro
della scena, televisori e giornali
delimitano i confini di ciò che si
deve sapere, concentrando lì tutta
l’attenzione. Il resto, tutto quanto
avviene al di fuori del cono di luce,
non conta, resta nell’ombra. E’
significativo il fatto che i diversi
organi di informazione ripetano:
cerchiamo di raccontarvi tutta
✎ FUORI DAL CORO |
di Arcangelo Bagni
Ma a chi sta davvero a cuore
la libertà d’informazione
la giornata, vi presentiamo i fatti
principali. Ma dimenticano di dire
che anche le loro affermazioni
sono sotto i riflettori che
delimitano il campo del dicibile
dal campo del non dicibile.
Inconsapevolmente, spesso ci
abbeveriamo non all’informazione
ma alla disinformazione che
ci offre quiete, rassicurazione,
luogo comune, spettacolo. E che
propone anche buoni sentimenti:
chi si sente in pace con se stesso
e con il mondo non ha dubbi,
è disposto a farsi guidare dalla
informazione “amica” e ad
essa concede l’incondizionata
fiducia, senza sollevare alcun
dubbio, disposto a farsi guidare
e a concedere fiducia ad altri
immaginati buoni come lui. Così
la libera informazione diventa
solamente l’informazione che
lui riceve e di cui “si fida”: sono
liberi solo i giornali che uno
legge. Intanto la ricerca si ferma,
le spiegazioni dei fatti vengono
accettate a scatola chiusa, la
proclamazione –più o meno
gridata- prende il posto della
spiegazione. Più uno grida,
più uno esclama o sentenzia
e più molti sono disposti ad
accettare tutto ciò equiparandolo
a informazione libera. Allora
viene meno la critica. Si arriva
al paradosso di affermare che le
discussioni sono possibili solo
tra persone accomunate dalle
stesse concezioni fondamentali.
Se c’è disponibilità, la discussione
sarà tanto più fruttuosa quanto
più vario è l’ambiente culturale
dal quale provengono i diversi
partecipanti: il valore di una
discussione dipende dalla
diversità delle opinioni e dei
pareri che si confrontano. Senza
il libero scambio di pensieri non
può esserci libertà di pensiero.
Abbiamo bisogno degli altri per
mettere alla prova su di loro i
nostri pensieri, per scoprire se
sono validi, se sono argomentati
o argomentabili. La discussione
critica è il fondamento del libero
pensiero del singolo individuo.
Ed essa sa che la realtà non è mai
unica, né può essere ridotta a
una alternativa di bene o male,
giusto o sbagliato, bianco o nero,
bello o brutto: l’imprevedibilità
del mondo e le conseguenze
impreviste di fatti voluti tolgono
a tutti la presunta patente di una
innata superiorità morale. Tutti
siamo in ricerca, tutti siamo
fallibili, tutti siamo invitati ad
ampliare sempre di più il raggio
di quel cono di cui si diceva. A
volte –chissà perché?- il cono
sembra restringersi fino ad
escludere fatti che dovrebbero
creare ampia discussione.
Accade così che un libro, “Falce
e carrello” di Bernardo Caprotti
(ed. Marsilio), per sentenza di un
tribunale, deve essere bandito,
gettato al macero, bloccato nella
pubblicazione. Bastava chiedere
che venissero corretti gli eventuali
errori. Invece, no! Tutto il libro al
rogo e per sempre. Mi sarei atteso
una protesta di piazza in nome
della libertà di pensiero. Niente.
Hanno ristretto il cono fino a far
scomparire il fatto. Ed evitare
la discussione. I paladini della
libertà di informazione erano forse
ancora tutti in ferie?
COLPO D’OCCHIO | di Piero Isola
Un bel tacer, purtroppo,
non fu mai intercettato
O
Un minimo di prudenza, dove i pargoli,
h, bene! Ci voleva
proprio! Finalmente
peraltro, dovrebbero
e decenza, perbacco,
qualcosa di
essere già
in
contingenze
simili,
interessante dalla
abbastanza “istruiti”,
l’avrebbe anche il
lettura dei giornali!
perché se poco poco
babbeo più ignorante
Dopo un’estate boccheggiante
leggono i giornali,
di notizie dal Corno d’Africa,
anche quelli più
e sprovveduto che usi
di crisi economica mondiale,
grossi, e gli annunci
il telefono per la prima
di manovre casalinghe e noiosi
di piccola pubblicità
volta...
aggiornamenti quotidiani
che questi non
sull’andamento delle borse
si peritano di
internazionali, ci voleva proprio questa ventata di aria
pubblicare (guadagnandoci
fresca e corroborante portataci dalle ultime novità
sopra), altro che intercettazioni
rivelate in fatto di intercettazioni. Questo sì che è
“berlusconiane”! Lì il linguaggio è
giornalismo, anzi alto giornalismo!
ancora più esplicito.
Con ciò i giornalisti tornano all’autentico, vecchio
Converrete, però, che sono comunque “istruttive” le
mestiere, quello di ascoltare (beh, veramente qui lo
intercettazioni in genere. O meglio, è istruttivo questo
fanno attraverso le orecchie altrui!), di osservare e
andazzo, ormai vecchiotto, delle intercettazioni
analizzare (beh, qui veramente copiano le trascrizioni
puntualmente rivelate e pubblicate, perché sta
passate dalle Procure) e riferire per filo e per segno
lì a dimostrare – al di là di altre considerazioni –
al lettore. Al quale non resta che ringraziare per il
la dabbenaggine umana, una dabbenaggine da
bel servizio reso. Che delizia, che soddisfazione,
catalogare in questo caso nell’autolesionismo più
che gusto, che goduria (per dirla con Totò) poter
spinto. Volete sapere qual è il primo commento
conoscere nei minimi particolari quanto il presidente
che sorge spontaneo al sottoscritto e, peccando
del Consiglio e i suoi collaboratori (?) e relative
di presunzione, osiamo immaginare anche ad
collaboratrici (?) si dicevano al telefono! La materia è
altri lettori, ogni qual volta ci viene propinata la
stimolante e istruttiva, anzi, visto che si sono appena
possibilità di leggere il testo di intercettazioni, quali
riaperte le scuole, ne proporremmo la lettura in classe, che siano i personaggi intercettati, se faccendieri, o
Aforismi
■ Gómez Dávila
I professionisti della
venerazione dell’uomo
si sentono autorizzati a
disprezzare il prossimo.
La difesa della dignità
umana consente loro
di essere sgarbati
con il vicino.
Nicolás Gómez Dávila
(Cajicá 1913 - Bogotá 1994)
Scrittore e aforista colombiano
In margine a un testo implicito,
Adelphi 2001, pagina 93
“O
ppure il tuo occhio
è cattivo perché io
sono buono?”. è
un peccato che anche la nuova
traduzione della Bibbia abbia
rinunciato a questa stupenda
letteralità del greco di Matteo,
perdendo la possibilità di far
capire immediatamente due
cose. Primo: che il problema
non è la bontà di Dio ma
l’occhio con cui l’uomo la
guarda. Secondo: che l’invidia
- la traduzione ha preferito
un più esplicito “oppure tu
sei invidioso” - è proprio un
modo di guardare... cattivo
una realtà che in sé è buona.
Domenica scorsa la pagina
evangelica proposta nelle
nostre comunità era quella
della parabola degli operai
mandati nella vigna, uno di
quei testi che ci suscitano
sempre qualche prurito sociale
e che, per fortuna, poco si
prestano a letture sociologiche
o a facili quanto inopportune
trasposizioni sul piano dei
comportamenti pratici. è vero:
✎ Corsivo |
delinquenti, o politici e uomini di governo? “Bestie!
È mai possibile che a costoro, dopo anni e anni che
si parla di intercettazioni, non passi neppure per
l’anticamera del cervello, anche in relazione al tipo di
“attività” esercitata, l’idea che possano essere – sono
– intercettati?!”. Un minimo di prudenza, e decenza,
perbacco, in contingenze simili, l’avrebbe anche il
babbeo più ignorante e sprovveduto che usi il telefono
per la prima volta. Invece costoro eccoli là, tranquilli,
dagli a colloquiare e sproloquiare piacevolmente, a
vantarsi delle loro “gesta”, a confessare e confessarsi
come se fossero, perdonate il paragone che qui cade
a proposito, nel segreto di un’alcova. Un bel tacer,
purtroppo, non fu mai intercettato.
di Agostino Clerici
Dal greco di Matteo
alla fiaba di Biancaneve...
le nostre piazze rischiano di
riempirsi di disoccupati, ma
non vi sono in giro, purtroppo,
padroni di vigne che escono
così spesso a cercare braccia
da salariare. La crisi è reale,
i suoi versanti sembrano
non finire mai e si generano
preoccupazioni in un numero
sempre maggiore di famiglie.
Ma la parabola in questione
non ha ricette praticabili
in fotocopia, se non un
appello ad una equità che sia
qualitativamente solidale e non
solo quantitativamente giusta.
In fondo, al padrone interessa
che tutti possano avere quanto
è necessario per vivere e che
la sua vigna sia lavorata e che
nessuno resti inoperoso. Ma
quella vigna è immagine del
Regno di Dio, ed è su questo
versante che la parabola va
letta. Ecco, allora, entrare in
scena il nostro occhio cattivo.
C’è una fiaba che raccontiamo
ai bambini e che mostra i danni
che l’invidia può produrre
nel cuore umano. È la fiaba di
Biancaneve e i sette nani. La
regina invidia Biancaneve per
la sua bellezza che offusca la
propria, ma questa valutazione
è legata ad uno specchio, cioè
ad un modo sbagliato, cattivo,
di guardare e di guardarsi. Ora,
pur di diventare la più bella, la
regina è disposta a diventare
di fatto brutta – a trasformarsi
in strega – perché il suo unico
pensiero è ormai solo quello
di eliminare Biancaneve.
L’invidia non è solo un occhio
cattivo, ma dimostra di essere
un occhio cieco, che non
ci vede più e che perde di
vista lo stesso obbiettivo che
si era prefissato all’inizio.
È un occhio che, operando
continuamente paragoni, non
è più in grado di vedere né se
stessi né gli altri nella giusta
luce. È significativo che nella
fiaba stessa, Biancaneve si
rifugi nella casa dei sette nani
per difendersi dalla regina
che vuole ucciderla. I nani
non sono bambini, ma - se
volessimo usare le parole di
Gesù - sono “come bambini”.
Quindi - anche nella fiaba,
come nel Vangelo - la logica
dei piccoli è quella che può
custodire la vera umanità e
aprire così le porte del Regno
di Dio. è una ricetta sociale,
questa? Forse. Ma è rivolta ad
ogni singola persona, aperta
sul mondo. Al suo occhio.
Attualità
La Diocesi in Festa. Tanti messaggi arrivati
“A Sua Eccellenza Rev.ma
Mons. Diego Coletti.
Tanti auguri
vescovo Diego!
E
ccellenza carissima,
sono davvero lieto di
unirmi alla tua gioia in
occasione del tuo settantesimo
compleanno e del tuo decimo
anniversario di episcopato.
Desidero esserti accanto in
questo momento prezioso
di riflessione sul cammino
percorso fin qui, momento
che è anche opportunità di
ringraziamento per i tanti
doni ricevuti, per gli esempi
che ti hanno ispirato, per le
persone incontrate che ti hanno
accompagnato in tutti questi
anni. In ogni circostanza hai
certo avuto modo di sentire
quell’amore infinito che ti ha
spinto alla sequela di Cristo.
La tua vita sacerdotale è
iniziata nel 1965 quando sei
stato ordinato dal Cardinale
Giovanni Colombo. La tua
passione per lo studio ti ha
portato all’insegnamento
diventando poi rettore del
nostro Seminario teologico. È
in questo periodo che ho avuto
La gioia per
il 70esimo di
compleanno
e il decimo
anniversario
di ordinazione
episcopale.
modo, come professore nello
stesso istituto, di apprezzare
il tuo spirito coinvolgente e
aperto nei confronti dei giovani
che si stavano preparando al
sacerdozio in anni complessi
e difficili per la società. La tua
ricerca per una spiritualità
profonda e totalizzante ti ha
spinto ad intraprendere molte
strade, sempre pronto a servire
la Chiesa in qualsiasi campo
ti venisse proposto: ricordo
in modo particolare il tuo
impegno all’Agesci e in Azione
Cattolica, la responsabilità di
rettore del Pontificio Seminario
Lombardo in Roma, di cui
sono stato tuo predecessore.
Nel 2000 ti è stata affidata
la Diocesi di Livorno e il 13
gennaio 2001 il Cardinale Carlo
Maria Martini ti ha consacrato
Vescovo. La tua intraprendenza
ti ha messo subito all’opera per
conoscere appieno la comunità
diocesana di Livorno iniziando
le visite pastorali, così da
comprendere e far comprendere
come tutti siano chiamati a
costruire cammini di pace e
di testimonianza evangelica.
Lo stesso slancio hai portato,
immutato, nella Diocesi di
Como anche qui pronto ad
andare incontro ai fedeli e alla
nuova realtà di cui sei pastore.
Nel tuo saluto per l’ingresso
nella bella Basilica di S.
Abbondio hai voluto citare
un passo della Lettera ai
Romani: “Ho un vivo desiderio
di vedervi per comunicarvi
Sabato, 24 settembre 2011
Compiendosi
contemporaneamente il tuo
settantesimo compleanno, che
ti aiuta ad essere un Padre della
Chiesa e il compimento del
decimo anno di servizio reso alla
Chiesa come Vescovo, ti invio le
mie più affettuose benedizioni”.
Tuo Carlo Maria
Card. Martini
qualche dono spirituale
perché ne siate fortificati o
meglio, per rinfrancarmi con
voi e tra voi mediante la fede
che abbiamo in comune, voi
ed io”. Ecco, penso che il tuo
zelo pastorale sia proprio
questo: un fortissimo spirito di
condivisione e di responsabilità
per un gioioso e fedele servizio
al Vangelo. Ti ringrazio per
questo, caro don Diego, e ti
auguro gioia e pace, chiedendo
al Signore di colmarti di ogni
benedizione.
S.E. Cardinal
Dionigi Tettamanzi
GLI APPUNTAMENTI
Sabato 24 settembre
ore 20.30 S. Messa in Duomo,
al termine auguri al Vescovo
sotto i portici del Broletto.
Domenica 25 settembre
ore 21.00 concerto nella
basilica di S. Abbondio.
Lunedì 26 settembre
In Comune: conferimento
della cittadinanza onoraria
Da Livorno. La lettera di don Razzauti, vicario generale durante l’episcopato di mons. Coletti
Q
uando, il 9 dicembre
merito di saper unire di
2000, fummo convocati
nuovo in comunione il
in vescovado per la
clero livornese, compito
comunicazione del
non facile ma nel quale si
nominativo del nuovo Vescovo,
impegnò con tutto se stesso.
dinanzi al nome dell’eletto ci
E certamente per la sua
trovammo perplessi: non lo
esperienza, il clero è sempre
conoscevamo, ma le notizie
stato il suo primo interesse.
provenienti dal suo curriculum
Questo senza dimenticare
erano ottime.
di formare il laicato con i
Le prime domande naturali
famosi “Caminetti” incontri
affiorarono in tutti noi presenti:
che aiutavano a parlare
sarà il Vescovo adatto per
delle realtà della Città.
Livorno, specialmente dopo
Quindi, per terminare,
il lungo episcopato di mons.
una domanda: “Ma mons.
Ablondi? Saprà incontrare la
Coletti a Livorno ha fatto
nostra gente così rude, ma
tutto bene? Forse da “Santo
altrettanto generosa e con un
subito?”
cuore enorme? Vedremo. Dopo
Calma, calma: anche Lui
pochi giorni mi recai da Lui
ha commesso i suoi errori
a Roma, perché mi era stata
nella fragilità umana,
assegnata l’organizzazione
quindi deve continuare a
per il suo ingresso. Nel viaggio
camminare “per il Santo
mi posi tante domande,
subito”, ma certamente con
ma quando entrai nel suo
la sua perseveranza nella
studio fui sommerso da
preghiera (come era bello
un abbraccio enorme che
vedere il Vescovo a pregare
già mi fece capire l’uomo
in cattedrale o nella sua c
che c’era in Lui. Parlammo,
appella) sta vivendo quella
organizzammo e lo trovai con
santità anche attraverso il
in mano una cartina della città
suo percorso, non facile,
di Livorno: e subito si mise a
Il sacerdote ripercorre alcuni episodi del ministero episcopale in Toscana. di Vescovo. Da parte mia
chiedere diverse informazioni,
debbo ringraziarlo per la
desideroso di conoscere la sua
stima e l’affetto che mi ha
“Sei anni intensi e belli” in cui è diventato “uno di noi”
città. Un’altra cosa che mi ha
sempre dimostrato e tutta
colpito e resterà sempre nel
la Diocesi livornese deve
mio cuore fu la sua telefonata il giorno
con Lui divenne più intensa, perché,
la sua cultura. Le sue omelie erano veri
ringraziarlo per essere stato capace di
di Natale: si presentò come “don Diego”
dopo una numerosa consultazione,
trattati di catechesi, mai ripetitive, ma
diventare “uno di noi”. Peccato, perché
ed io feci fatica a comprendere chi fosse;
mi nominò Vicario generale. All’inizio,
sempre con una grande attenzione alla
quando aveva conosciuto la Diocesi,
quando compresi restai meravigliato che
per me, fu difficile perché ero parroco
dimensione divina immersa nella realtà
è stato chiamato a guidare la Chiesa
mi telefonasse per farmi gli auguri e per
nella stessa parrocchia da venti anni
umana. Nel giorno del suo saluto al clero,
di Como. Ma è la legge della Chiesa e
ringraziarmi per ciò che stavo facendo
e negli ultimi avevo costruito il nuovo
prima del trasferimento a Como, un
dell’obbedienza nel servizio. Certamente
per Lui. Arrivò il giorno del suo ingresso
centro pastorale con la chiesa, da tempo
sacerdote, sempre piuttosto critico, ma
i sei anni livornesi sono stati intensi e
ed una folla enorme lo accolse lungo le
desiderato; ma non ho mai disobbedito
di grandissima cultura (purtroppo morto
belli, perché, in fondo, se oggi fa il Vescovo
strade della città: il suo modo di fare, il
ai miei Vescovi e così detti il mio assenso.
lo scorso anno a 60 anni) si alzò e, con il
molto bene è perché noi l’abbiamo
suo sorriso aperto conquistarono subito
Da quel giorno (era il 16 luglio) è iniziata
suo tono da sapiente disse queste parole:
“sopportato” quando doveva imparare e,
i livornesi. Dopo pochi mesi rilasciò
un’avventura meravigliosa con una
“Grazie Monsignore per l’altezza della
insomma, un po’ l’abbiamo aiutato anche
un’intervista nella quale mise in luce
persona che mi stimava e che in ogni
sua catechesi; certamente a Livorno sarà
noi. Nel decimo anniversario del suo
alcune negatività di Livorno: scatenò
incontro riusciva ad infondere fiducia
difficile risentire omelie come le sue”.
Episcopato, non soltanto a nome mio, ma
le ire di diversi politici, ma a posteriori
e serenità. Tra noi non c’erano molte
Un applauso scrosciante si alzò da tutti,
di tutta la Diocesi, lo saluto con il saluto
dobbiamo dire che aveva ragione ed oggi
carte scritte, ma c’erano soprattutto la
tanto che il Vescovo con le lacrime agli
che si passano i marinai “Vento in poppa,
a Livorno, siamo da circa un mese senza
fiducia e la stima reciproca. Con il tempo
occhi ed il groppo in gola, fuggì verso la
Monsignore !”.
giunta comunale, proprio per quelle
lo feci conoscere alla città, alle diverse
sua abitazione. Questo accadde anche
DON PAOLO RAZZAUTI
negatività. A luglio la mia collaborazione
realtà cittadine e tutti lo stimarono per
perché Mons. Coletti ha avuto il grande
diocesi di Livorno
“Vento in poppa, monsignore”
3
4 Sabato, 24 settembre 2011
Italia
Dopo il 1° Festival della dottrina sociale di Verona. Sono partiti dei segnali
incoraggianti come l’annuncio di una serie di eventi simili da realizzare nei territori.
Giovani e impegno politico
P
rima di tutto bisogna
migliorare se stessi,
per poi insieme,
migliorare la società”
ha detto il card. Tarcisio
Bertone, Segretario di Stato
Vaticano, dopo la “lectio
magistralis” che ha tenuto
a chiusura del 1° Festival
della Dottrina Sociale (www.
festivaldsc.it), svoltosi a
Verona dal 16 al 18 settembre.
Il card. Bertone, ricordando
l’invito di Papa Benedetto
XVI a formare una nuova
generazione di uomini e
donne che si impegnino nel
sociale e nella politica, ha fatto
notare che una “seminagione
la si trova nella partecipazione
dei giovani ad iniziative come
queste” a dimostrazione
della loro disponibilità a
assumere responsabilità
anche in campo sociale e
politico. Il Segretario di Stato,
ricordando la folta presenza di
ragazzi e ragazze alla giornata
mondiale della gioventù di
Madrid, ha sottolineato che
“in quell’occasione, tutti noi,
abbiamo percepito la capacità
dei giovani di fare nuove
tutte le cose a cominciare dal
proprio cuore”.
Esserci per costruire. “È
stata la presenza dei giovani
a dare un valore aggiunto
a questo Festival. Hanno
dimostrato di avere sete di
cose vere e per queste sono
disposti a spendersi e a
sacrificarsi. Perciò occorre
dare risposte credibili e
coerenti di senso e di verità
alle loro domande”. È quanto
ha detto mons. Adriano
Vincenzi, coordinatore
del Festival, tracciando il
bilancio della prima edizione.
“Credo inoltre che il livello di
competenza e professionalità
che ha caratterizzato molti
interventi di imprenditori e
operatori dell’economia e della
finanza abbia confermato
che occorre avere un’anima
nell’agire ed è la qualità delle
persone che incide anche
C’
era una volta
l’educazione
civica: in verità,
c’era sull’orario
scolastico, ma in che cosa
consistesse pochi studenti di allora
lo ricordano. Avrebbe dovuto
forse insegnare il funzionamento
dello Stato: argomento difatti
sconosciuto! Non so se
“Cittadinanza e Costituzione” sia
l’equivalente di quella vecchia
materia, o che altro. Mi capita
però tra le mani il libro adottato
in una classe seconda elementare
per svolgere il programma di
questa disciplina: “piccole
regole per crescere, vivere bene
e … per diventare bambini del
mondo”, promette il retro della
copertina. Lo sfoglio con curiosità.
L’incipit un po’ mi stupisce:
“Educazione dell’affettività”, in
tutto tre paginette. Si comincia
con l’io: “Ogni persona è unica.
Ha diverse caratteristiche che la
distinguono dagli altri. L’aspetto
fisico, innanzitutto: il colore
degli occhi e dei capelli, la forma
del viso, la corporatura … e poi
frutti nati da quell’incontro
per continuare a camminare
nella tradizione delle
settimane sociali, potenziando
le reti e il protagonismo delle
associazioni”.
Nel territorio. “Da questa
manifestazione sono partiti
dei segnali incoraggianti come
l’annuncio di una serie di
eventi simili da realizzare nei
territori tra fine 2011 ed inizio
2012”. Questo per Claudio
Gentili, portavoce del Festival
“è un importante risultato
raggiunto da questa iniziativa”.
“Si riprende un cammino di
attenzione al collegamento
tra pensiero e azione sociale
con un forte radicamento
popolare”. Inoltre, secondo
Gentili “da questi tre giorni di
confronto e dibattito è emerso
con chiarezza il bisogno
di una maggiore unità dei
cattolici, soprattutto dal punto
di vista della visione sulla
grave crisi morale che stiamo
attraversando, c’è bisogno di
Lectio magistralis
del card. Bertone
a conclusione di
un appuntamento
molto frequentato.
sui risultati economici”. In
questo Festival non è mancata
la presenza delle donne,
le quali, ha sottolineato,
“hanno contribuito a
portare serenità, creatività
e intelligenza: qualità che
sono indispensabili per un
impegno creativo ed efficace
negli ambiti sociali, politici
ed economici”. In questo
modo “le risposte ai problemi
che abbiamo ben chiari
non si fermano ai discorsi
ma diventano ‘presenza’. Il
Festival non finisce, chi lo
ha vissuto ne rappresenta la
continuità e la sintesi di tutto
questo è il dire ‘noi ci siamo’”.
Partendo da questo “slogan”
mons. Vincenzi ha annunciato
i prossimi due impegni: la
realizzazione della Scuola di
formazione per l’alta dirigenza
in Dottrina Sociale della
Chiesa e il 2° Festival della
dottrina sociale che si terrà
dal 14 al 16 settembre 2012 a
Verona.
Nel segno della
continuità. “Ho trovato
interessante la voglia di
declinare alcuni punti
dell’agenda di Reggio Calabria,
l’agenda della speranza,
in un confronto più vasto
e più vario. Ho notato, in
particolare, un collegamento
con i temi dell’intraprendere
e dello slegare e del rilegare la
mobilità sociale”. Così mons.
Arrigo Miglio, vescovo di
Ivrea e presidente del comitato
scientifico ed organizzatore
delle Settimane Sociali,
commenta l’impressione che
✎ commento |
ha tratto dal Festival di Verona.
“Alcuni giovani sono venuti
a dirmi che erano già stati a
Reggio Calabria e per loro
questa è stata un’occasione
per continuare i discorsi
iniziati in quella sede”. A mons.
Miglio è apparso positivo
il fatto che “in un tempo di
disorientamento generale
i giovani stanno scoprendo
un po’ di più il valore della
dottrina sociale della Chiesa,
come un insegnamento
che può aiutarli ad entrare
nel mondo sociale e del
lavoro con dei criteri e degli
orientamenti”. “Uno degli
aspetti positivi del dopo
Reggio Calabria è quello
che il mondo associativo,
delle fondazioni e delle varie
realtà cattoliche si sente più
protagonista nell’elaborare
una cultura impregnata di
dottrina sociale, quindi oso
pensare – ha detto - che
questo Festival sia uno dei bei
Si deve riprendere
un cammino di forte
radicamento popolare
per ridare un’anima
alla politica.
di Elena Clerici
“Cittadinanza e Costituzione”,
nuova disciplina scolastica... asessuata!
il carattere … ”. Perbacco: nella
percezione fisica dell’io non esiste
più la differenziazione maschio/
femmina. E infatti il testo continua
così: “I tratti fisici, come quelli che
riguardano il carattere, formano la
tua identità”. La parola – che non è
per niente neutra di questi tempi è in grassetto, ben evidenziata.
Poi è la volta degli “adulti
importanti”: “Sono le persone a cui
vuoi bene e che ti vogliono bene. I
tuoi genitori, nonni, parenti”. Non
si parla esplicitamente di mamma
e papà. Difatti l’esercizio proposto
chiede di indicare quattro nomi di
persone importanti, e la modalità
è questa: “Si chiama … E’ il mio/
la mia … con lui/lei mi piace …
”. Tutto molto generico, quasi
indifferenziato. Segue il capitolo di
”Educazione alla cittadinanza”.
“Mamma e papà annunciano
felicissimi la nascita di … ”:
finalmente trovo nominati
mamma e papà, e immagino
una femmina e un maschio. La
famiglia è poi citata in termini
di “persone che ti aiutano a
soddisfare i tuoi bisogni” (che
tristezza questa idea di famiglia
“strumentale”!). A un certo punto
essa viene descritta “come una
piccola comunità” in cui “ci si
dividono i compiti e si collabora
per il bene di tutti”, e infatti c’è un
disegno con delle simpatiche api
(povere api operaie, poveri fuchi,
mi viene da pensare!); seguono
due riquadri nei quali elencare i
compiti svolti per il bene di tutti
da due membri della famiglia
(una mamma e un papà?). La
famiglia – si legge ancora - è il
“primo gruppo in cui tu sei entrato
a far parte”: sarà una allusione
alle “famiglie allargate”, oppure
l’autore ha pensato alle “famiglie
numerose”? Chissà. Meno male
che qua a là sbuca qualche disegno
con mamma-papà-figli: nel caso
qualche bambino un tantino
“strano” potesse riconoscersi in
questo modello tradizionale.
L’”Educazione interculturale”
punta sull’accoglienza dei bambini
stranieri e sullo scambio. Mi resta
un po’ indigesta la sezione che
segue, “Educazione alimentare e
alla salute”: “Mangia tanta frutta e
una ‘sinfonia’, che pur tra le
diversità delle opinioni e delle
posizioni politiche, promuova
una maggiore unità del Paese”.
Infatti “senza dirittura morale
e senza comportamenti etici
non si va da nessuna parte,
ciò vale, prima che per la
politica, per la finanza. Si è
visto molto bene in questa
crisi che l’aver separato l’etica
dall’economia e dalla finanza
è stata la fonte di molti dei
nostri guai”. “Per questo – ha
concluso Gentili - serve una
classe politica dotata di qualità
morali, perché con la faziosità
e il moralismo non si va da
nessuna parte”.
tanta verdura, non esagerare con
i dolci, mangia anche la carne e
il pesce (questo testo scolastico
non ha certo l’imprimatur del
prof. Veronesi!), segui una dieta
varia, mangia di tutto e attento
alle quantità”. Mi corre un brivido
lungo la schiena rammentando un
fatto di cronaca degli ultimi tempi:
bambini obesi allontanati dai loro
genitori e affidati ai Servizi Sociali.
Sarà il caso che mi metta in riga
al supermercato! Mi farò ispirare
dal menù ASL: “zuppa di legumi
e cereali, platessa al vapore con
zucchine lessate, yogurt magro”.
L’”Educazione stradale” e quella
“ambientale” precedono la parte
finale sulla “Costituzione” italiana.
Considerate le premesse sull’io a
pagina 2, mi resta il sospetto che
i bambini di seconda elementare
non saranno in grado di capire
la definizione del “Principio di
uguaglianza” data a pagina 47:
“Tutti i cittadini sono uguali senza
distinzione di sesso … ”. Quasi
quasi spero che a “Cittadinanza e
Costituzione” tocchi la stessa sorte
di “Educazione civica”!
Europa
Sabato, 24 settembre 2011
Benedetto XVI pellegrino in Germania
“D
ove c’è Dio, là c’è futuro”: Papa Benedetto XVI
torna in Germania e per il viaggio ha scelto uno
dei temi fondamentali della sua predicazione, fare
di tutto perché “Dio torni nel nostro orizzonte,
questo Dio così spesso totalmente assente, del quale però
abbiamo tanto bisogno”. I suggestivi appuntamenti tedeschi, dai
luoghi di Lutero al Bundestag, gli permetteranno di sviluppare
questo dialogo con le società occidentali di antica identità
cristiana, che segna il pontificato. Gli esiti non sono scontati,
nel senso della vecchia deriva
che presentava come inevitabile
la secolarizzazione. Si tratta
piuttosto di entrare nella
ragione dell’agnosticismo
contemporaneo, che è una
condizione di tanti, in Europa,
che genera una “strana
penombra”, che tende a
rimuovere come politicamente
scorretto il tema di Dio, con
tutte le sue implicazioni.
Ritorniamo così all’indicazione,
che Benedetto XVI ha affermato
nel discorso di Ratisbona, e
poi ha ripreso lungo tutto il
pontificato per il “superamento
della limitazione auto-decretata
della ragione a ciò che è
verificabile nell’esperimento”.
Ne conseguono tre linee
culturali e civili. La prima è la
rivendicazione di una “sana”
laicità, come affermazione
di una sfera pubblica aperta
alla dimensione religiosa. La
seconda, che ne rappresenta
la radice strutturale, è la
necessità di una nuova alleanza
tra la fede e la ragione, come
sicuro presidio contro i
rischi del fondamentalismo
ono sempre tornanti stretti quelli che si trova ad affrontare
e del laicismo. La terza ne
l’Unione europea. Nata sessant’anni or sono (Comunità
è la conseguenza, cioè la
europea del carbone e dell’acciaio, 1951) per costruire un
constatazione dell’emergenza
unico mercato economico, rischia ora di infrangersi nello
educativa, come impegno a
sforzo di salvaguardare un’unica moneta. L’instabilità finanziaria
fare ripartire il dinamismo di
generatasi in America con la crisi del 2008 ha indebolito l’economia
una modernità da riportare alla
reale dei 27 Stati aderenti all’Ue generando forte disoccupazione; ha
sua radice: non a caso è questo
inoltre fatto tremare i sistemi bancari e ha influito pesantemente sui
il tema degli orientamenti
conti pubblici nazionali. Di fronte a questi scenari occorre riconoscere
pastorali della Chiesa in Italia
che le istituzioni Ue sono stati tra i primi soggetti a lanciare l’allarme
per questo decennio.
e a individuare una possibile via d’uscita mediante una governance
Sinteticamente è la sfida di
economica e finanziaria su scala sovranazionale. Il vero ostacolo su
una nuova evangelizzazione,
questa strada è stato però rappresentato proprio dai governi dei 27 Stati
che lo stesso Benedetto XVI
dell’Unione, preoccupati (comprensibilmente) di risolvere i problemi
ha indicato come tema del
contingenti a casa propria più che di
prossimo Sinodo e impegno per
individuare correttivi concreti ed efficaci
le Chiese dell’Occidente: “ Vasti
La Grecia sconta
sul lungo periodo, percorrendo l’unica
orizzonti si aprono all’annuncio
strada possibile: unire le forze, muoversi
del Vangelo, mentre regioni
colpe nazionali
insieme. È stato detto e scritto mille e
di antica tradizione cristiana
ma porta anche
una volta, anche in sede di Consiglio
sono chiamate a riscoprire la
pesi insostenibili
europeo (dove siedono i capi di Stato e
bellezza della fede”, ha ripetuto
di governo Ue, il massimo organismo
all’Angelus a pochi giorni dalla
che derivano da
decisionale a Bruxelles): nessun paese
partenza per la Germania.
quanto accaduto
europeo è in grado di rispondere da
In concreto, per quanto
negli ultimi anni a
solo alle sfide globali, dall’economia
riguarda in particolare la
livello planetario.
alle migrazioni, dal terrorismo fino alla
situazione italiana, si possono
sicurezza energetica. Ma alle parole non
indicare alcuni indirizzi per
Ma a rischio ci
sono seguiti fatti coerenti. La questioneun impegno di lunga lena da
sono anche Irlanda
greca è emblematica in tal senso. Atene
rilanciare all’inizio del nuovo
e Portogallo.
sconta colpe nazionali ma porta anche
anno pastorale:
la cancelliera tedesca angela merkel
pesi insostenibili che derivano da quanto
- mantenere una molteplice
accaduto negli ultimi anni a livello
capacità di interlocuzione, cioè
Financial Stability Facility), che dev’essere di creare la moneta unica. In questo
planetario. Fardelli eccessivi gravano
l’articolata pluralità dei soggetti
sottoposto a ratifica nei 17 Stati che
frangente si evidenziano tre corollari che
peraltro su altri paesi europei, come
che caratterizza la Chiesa in
adottano la valuta unica (il parlamento
non andrebbero sottovalutati. Sembra
Portogallo e Irlanda. Nemmeno Italia
Italia, con il vincolo di una
tedesco voterà a fine settembre, ed è
imporsi, in primo luogo, la necessità di
e Spagna possono stare tranquille. E
convergenza di ispirazione e
un passaggio fondamentale in questa
una politica europea forte al suo interno e
fasi minacciose stanno turbando solide
di operatività, definitivamente
direzione). Si dovrà poi procedere
in grado di ritagliarsi uno spazio credibile
nazioni e solidi sistemi economici, dalla
archiviando la conflittualità
con l’individuazione di misure per
sul palcoscenico mondiale. Solo così
Francia al Regno Unito, dalla Danimarca
interna e superando quella
l’Ue può diventare un soggetto capace
ai Paesi Bassi, con ricadute occupazionali, sostenere la crescita: su questo punto è
contrapposizione clero/
convocato il Consiglio europeo del 17-18
di dialogare “da pari” con Usa, Cina,
bilanci statali in rosso, instabilità politica
laicato che, questa sì, provoca
ottobre, anche in relazione al successivo
India e gli altri giganti che emergono in
e ribaltoni elettorali. Se dunque la
quell’“afasia” di cui si parla non
appuntamento del G20 (3-4 novembre).
questa fase storica. In secondo luogo
parola d’ordine è, attualmente, salvare
sempre a proposito;
Sono passaggi non indolori, da una parte
si richiede anche agli Stati Uniti – e in
la Grecia per salvare l’euro (e con esso la
- riaffermare la rilevanza
(l’Ue che solidalmente deve pagare i
particolare al presidente Obama – la virtù
stessa Ue), domani il problema potrebbe
esistenziale della fede, come
conti della Grecia) e dall’altra (i cittadini
di guardare oltre i propri confini, oltre
riguardare Lisbona o Madrid e chissà chi
risposta positiva (vita buona)
greci chiamati a sacrifici veramente
i propri interessi: la crisi mondiale si è
altri. I passaggi istituzionali per portare
ad una diffusa domanda di
pesanti). Ma si tratta di decisioni
generata negli States, e questo impone
aiuto alla Grecia non sono mancati e
senso e correlativamente la
necessarie, che anche la cancelliera
un surplus di responsabilità a stelle e
già l’Ue (mediante la Banca centrale di
sua dimensione pubblica non
strisce. Infine, per quanto riguarda le
Francoforte, la Commissione e in accordo tedesca Angela Merkel ha infine deciso
rinunciabile, che diventa
di appoggiare (“se crolla l’euro, crolla
minacce che la Turchia sta rivolgendo a
col Fondo monetario internazionale)
fondamento di una autentica
l’Europa”), benché ciò le porterà quasi
Cipro, Grecia e Ue: Ankara deve decidere
ha stanziato parecchi capitali. Adesso
laicità ;
sicuramente conseguenze negative sul
da che parte stare. Il governo di Tayyp
servono urgentemente altri 8 miliardi di
- non dimenticare il carattere
piano politico interno, dove il suo partito,
Erdogan ambisce a collocarsi tra i paesi
euro per pagare stipendi e assicurare i
competitivo del dibattito
la Cdu, e la coalizione che guida assieme
di levatura mondiale, contribuendo
servizi pubblici nel paese mediterraneo,
pubblico contemporaneo,
ai Liberali, rimediano da mesi solo
alla stabilità politica e alla pace
al quale si chiedono in contropartita
nel duplice, connesso e
internazionale (proseguendo fra l’altro
ulteriori misure volte a tagliate le spese e a batoste elettorali. Del resto la caratura
contraddittorio segno della
il cammino verso l’Ue), oppure vuole
rimettere in sesto i conti pubblici. Occorre degli statisti sta nel guardare lontano,
globalizzazione e della
così come fece il predecessore Helmut
rinchiudersi in un pericoloso recinto
inoltre procedere rapidamente con il
frammentazione.
Kohl, difendendo a spada tratta la scelta
nazionalista?
varo del fondo salva-Stati (Efsf, European
FRANCESCO BONINI
Il viaggio si
svolge dal 22 al 25
settembre e tocca
Berlino, Erfurt e
Friburgo, con un
motto: “Dove c’è
Dio, la c’è futuro”.
Unione Europea e crisi economica
CI SI SALVA INSIEME
L’instabilità finanziaria generatasi in America con la crisi del 2008 ha indebolito
l’economia reale dei 27 Stati aderenti all’Ue generando forte disoccupazione.
S
5
6
Mondo
Sabato, 24 settembre 2011
Notizie flash
■ India
PC portatili per quasi
7 milioni di studenti
Le autorità dello Stato indiano del
Tamil Nadu hanno lanciato una
campagna per la distribuzione di
circa 6,8 milioni di computer portatili
gratuiti. Il bando – il primo di questo
tipo in India - è aperto a tutti gli
studenti delle scuole secondarie
statali e dei college. Il programma
della durata di cinque anni costerà
alle casse governative circa 2 miliardi
di dollari. Il progetto ha sollevato
pareri contrastanti: c’è chi accusa
il governo di aver investito troppo
risorse a fronte di altri problemi e chi,
invece, lo ritiene utile per sostenere
quelle famiglie che non sono in grado
di fornire strumenti tecnologici ai
propri figli. Il Tamil Nadu è uno degli
Stati indiani leader nell’information
tecnology, tra i protagonisti della
crescita indiana, Paese ormai leader
mondiale nel campo informatico.
■ Sudan
Un accordo per il
monitoraggio dei confini
Il Sudan e il Sud Sudan hanno siglato
un accordo per controllare la frontiera
tra i due Paesi. Si tratta del primo
accordo tra Khartoum e Juba dopo la
proclamazione di indipendenza del
Sud Sudan nel luglio scorso. Il piano
prevede la creazione di 10 valichi e la
formazione lungo il confine di venti
pattuglie miste formate da uomini
del Sudan e del Sud Sudan, a cui si
aggiungono i soldati etiopi della
missione di monitoraggio dell’ONU.
Emergenze dimenticate
Stop alla malaria
“Anche questa notte può accadere.
Quando il sole tramonta, la malaria
colpisce, soprattutto nei paesi più
poveri”. Questo lo slogan del progetto
europeo “Stop malaria now!”, di cui
“Medici con l’Africa Cuamm” è partner
insieme ad altre 9 organizzazioni
non governative di Germania, Italia,
Kenya, Polonia e Spagna. La malaria
è una realtà che uccide fino a 3
milioni di persone all’anno, il 90%
delle quali nell’Africa subsahariana.
Info: www.stopmalarianow.org
■ Himalaya
Un pesante sisma tra
India, Nepal e Tibet
Si aggrava di ora in ora il bilancio
del sisma che ha colpito la zona
dell’Himalaya.
La situazione in India, Nepal e Tibet
è ancora molto grave. Piogge e frane
ostacolano la ricerca di superstiti
del terremoto mentre il bilancio
delle vittime, provvisorio, è di oltre
cinquanta persone. Le nubi pesanti
hanno impedito per ore agli elicotteri
di levarsi per raggiungere la regione
più colpita, lo Stato nord-orientale
indiano del Sikkim. Le scosse sono
state sentite fino a 1.000 chilometri di
distanza, a New Delhi verso ovest e in
Bangladesh, ad est.
Nazioni Unite
L’iniziativa
palestinese per
un nuovo Stato
Il Consiglio di Sicurezza e
l’Assemblea saranno chiamati a
pronunciarsi sul riconoscimento
di uno Stato entro i confini del ‘67
“A
ndremo alle Nazioni Unite
con 3 obiettivi: chiedere alla
comunità internazionale
di riconoscere lo Stato
che è stato dichiarato nel 1988, aiutarlo
a ristabilire un processo di pace
significativo e spingere la comunità
internazionale a guardare alle continue
violazioni della legge internazionale
da parte di Israele”. Così Ghassan AlKhatib, portavoce dell’Autorità nazionale
palestinese (Anp), spiega i motivi che
hanno spinto il presidente Abu Mazen
a chiedere all’Onu il riconoscimento
dello Stato palestinese, all’interno dei
confini del 1967. Una risoluzione che, se
approvata, porterebbe al riconoscimento
di uno Stato palestinese comprendente
Gaza, l’intera Cisgiordania (dove,
invece, vi sono ancora numerosi
insediamenti israeliani) e Gerusalemme
est che diverrebbe la nuova capitale. Alla
richiesta scritta da parte del presidente
Abu Abbas (Abu Mazen) seguirà da parte
del segretario generale dell’ONU, Ban Ki
Moon, l’invio della richiesta al Consiglio
di Sicurezza che dovrà esprimersi per
l’approvazione. Perché la richiesta sia
accolta sono necessari 9 voti sui 15
membri del Consiglio, ma soprattutto è
necessario che nessuno di Paesi membri
permanenti del Consiglio (USA, Francia,
Cina, Regno Unito e Russia) opponga
il proprio veto. Cosa che gli Stati Uniti
hanno già annunciato.
Tramontata la possibilità di
un’approvazione del Consiglio l’Anp
potrebbe richiedere all’Assemblea che
gli venga garantito, almeno, lo status di
‘osservatore permanente non membro’.
Per questo passo è necessario il voto
favorevole dei due terzi dei Paesi membri
dell’Assemblea, una soglia che molto
probabilmente sarà raggiunta. Uno
status che, però, in effetti i palestinesi già
possiedono essendo l’Organizzazione
per la liberazione della Palestina (Olp),
già presente con quella qualifica. La
differenza è che, per la prima volta,
questa qualifica non si assocerà
genericamente ad un popolo, ma ad
uno Stato palestinese secondo i confini
del 1967. Inoltre, un voto favorevole
dell’Assemblea e l’approvazione di
una risoluzione a favore di uno Stato
palestinese rappresenterebbe, da un
punto di vista prettamente politico,
un grande successo per la diplomazia
palestinese e per il presidente Abbas,
anche se la situazione sul terreno rimarrà
probabilmente invariata.
Alla vigilia dell’apertura dell’Assemblea
Jamal Khader, docente all’Università di
Betlemme, ha spiegato all’agenzia SIR:
“Ciò che vogliamo dalla famiglia delle
Nazioni è che ci riconosca come un
popolo che merita uno Stato, come una
nazione tra le nazioni. Stiamo vivendo
la più lunga occupazione militare dei
tempi moderni, ed è giunto il momento
di essere riconosciuti. Siamo uno Stato
sotto occupazione, e non viviamo in
una ‘terra contesa’. Questi sono territori
palestinesi, il mondo deve riconoscerlo.
Non chiediamo lo status di osservatore
permanente. Come abbiamo già lo
status di osservatore, vogliamo un
pieno riconoscimento. Allora avremo
qualcosa da negoziare: siamo un popolo,
questa è la nostra terra, la presenza
israeliana è occupazione. Dopo questo
riconoscimento, i negoziati potranno
concentrarsi su come applicarlo al
terreno”. La scelta palestinese è stata
fortemente criticata dal premier
israeliano Netanyahu che fino all’ultimo
ha cercato di convincere Abbas a ritirare
la richiesta offrendo la possibilità di
“avviare negoziati diretti con Israele
invece di perdere tempo con azioni
unilaterali”.
Sulla questione è intervenuto anche il
patriarca latino di Gerusalemme, Fouad
Twal, che alla vigilia dell’iniziativa ha
ricordato come “abbiamo bisogno di
questa fiducia per garantire l’obiettivo di
due Stati indipendenti”, una fiducia che
presuppone “più democrazia, più libertà
di movimento, più fiducia nell’altro”.
“È sempre più difficile – ha continuato
il presule - ma è un obiettivo avere due
stati e quindi raggiungere la pace per
tutti e quando dico pace voglio dire pace
per tutti gli abitanti perché nessuno può
gioire della pace senza l’altro”.
L’impegno della rete Caritas
Gli interventi
in Somalia
È
la Somalia il Paese con il più alto
tasso al mondo di mortalità infantile,
a causa di un conflitto cronico e
della carestia: 180 decessi ogni 1.000 nati
vivi, mentre in tutto il mondo le morti
evitabili di bambini sono scese del 35%
dal 1990 ad oggi. Lo denuncia l’Unicef,
citando il rapporto “Livelli e tendenze
della mortalità infantile” dell’Igme, il
Gruppo delle interagenzie delle Nazioni
Unite per la stima della mortalità
infantile. “Anche prima dell’attuale crisi
nel Corno d’Africa – osserva Rozanne
Chorlton, rappresentante Unicef in
Somalia -, un bambino su 6 moriva
prima del quinto compleanno. Ora ci
aspettiamo un numero di morti ancora
maggiore. Per essere sicuri di salvare la
vita dei bambini abbiamo bisogno di
un serio investimento nel futuro della
Somalia, per fare in modo che una
crisi come quella attuale non si ripeta
mai più”. Se la situazione in Somalia
continua ad essere estremamente critica,
secondo l’Alto Commissariato ONU
per i rifugiati (UNHCR), invece, alcuni
segnali di miglioramento si vedono nei
campi dell’area di Dollo Ado, in Etiopia.
Dopo la colletta nelle
parrocchie di domenica
18 settembre continua
in diocesi la raccolta
fondi a favore
del Corno d’Africa
“Nel campo di Kobe si è registrata
una progressiva riduzione del tasso di
mortalità, che attualmente viene stimato
in 2,1 decessi al giorno ogni 10.000
persone, mentre solo poche settimane fa
era compreso tra 4 e 5 decessi giornalieri
ogni 10.000 persone. I nuovi arrivati
riferiscono però come le condizioni in
Somalia siano ancora precarie: la maggior
parte del bestiame è morto e il cibo è
difficile da reperire. Sono in fuga dal
conflitto e dalla violenza che continuano
a imperversare. A preoccupare l’agenzia
Onu è l’incidenza di diarrea e morbillo tra
gli sfollati a Mogadiscio. Allarmanti i tassi
di mortalità tra i bambini con meno di 5
anni: 15,43 decessi al giorno ogni 10.000
persone in agosto e 14,09 in luglio. Anche
il tasso di malnutrizione è aumentato.
COME CONTRIBUIRE
E’ possibile sostenere le attività della
Caritas in Somalia inviando contributi
e donazioni ai seguenti conti correnti:
C/C POSTALE in caso di versamento con
bollettino postale nr. 20064226 intestato
a Caritas Diocesana di Como - Piazza
Grimoldi 5 - 22100 Como; C/C POSTALE
in caso di bonifico su c/c postale IBAN:
IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226
intestato a Caritas Diocesana di Como
- Piazza Grimoldi 5 - 22100 Como; C/C
BANCARIO c/o Credito Valtellinese IBAN: IT 95 F 05216 10900 000000005000
- intestato a Caritas Diocesana di Como Piazza Grimoldi 5 - 22100 Como.
Cultura
Libreria dei ragazzi
Il cardinal Scola giunge a Milano
Il futuro
e la speranza
D
omenica 25 settembre il
cardinal Angelo Scola entra
ufficialmente nell’arcidiocesi
di Milano, succedendo al card.
Dionigi Tettamanzi che l’ha guidata
negli ultimi nove anni. Una scelta,
quella di Benedetto XVI, annunciata e
ugualmente sorprendente. Sembrava
improbabile che a quasi settantanni
il patriarca di Venezia diventasse
arcivescovo di Milano, la diocesi più
grande del mondo. Proprio nei giorni
scorsi, quasi un instant book, è apparso
un libro del vaticanista Andrea
Tornielli, Il futuro e la speranza.
Vita e magistero del cardinale
Angelo Scola (Piemme, pagine 190,
euro 14,50) che ci aiuta a conoscere
meglio la vicenda umana, la parabola
ecclesiale ed i fondamenti culturali
del nuovo arcivescovo di Milano. Una
conoscenza che ci può indirizzare
nello scorgere quali potranno essere i
capisaldi della missione del cardinal
Scola nella metropoli lombarda.
Ripercorrendo i capitoli salienti della
biografia, da Malgrate a Milano e poi
Grosseto, Roma e Venezia, il libro
Politica: che cosa
dice il Vangelo
alla Chiesa?
Nell’ultimo libro di mons. Bruno Maggioni,
edito da Ancora in questi giorni, viene
affrontato un tema di grande attualità.
L
■ Clayre Pyatt
Il lupo cattivo
e la sorellastra di
Cenerentola (San Paolo)
Un breve percorso
bibliografico per
conoscere alcuni
capisaldi del pensiero
del nuovo arcivescovo
di Milano.
dà spazio ad ampi stralci di omelie,
lettere pastorali, discorsi, interviste
che ci regalano uno spaccato della
preparazione culturale, della capacità
organizzativa e della grande carica
umana del cardinale Scola. Difficile
fare scelte nella ricca bibliografia. Ci
sentiamo, però, di consigliare un breve
percorso che prende avvio proprio
da un volume (che, stranamente, nel
libro di Tornielli è stato dimenticato)
pubblicato nel 1999 e che intende
essere una sorta di sintetico percorso di
vita cristiana attorno alla figura di Gesù,
destino dell’uomo (San Paolo). Altra
sintesi magistrale che ha come perno
l’amore umano è il volume pubblicato
nel 2002, Uomo-donna. Il “caso serio”
a tematica affrontata da don Bruno
Maggioni è più che mai attuale e
stimolante. Ci soffermiamo sulle
premesse metodologiche che sono più
che mai attuali. L’Autore, nella Introduzione,
propone alcune linee per un corretto
riferimento alla Parola. La prospettiva:
“Dobbiamo cercare nella Parola di Dio
di Arcangelo Bagni
l’ispirazione di fondo, senza la pretesa
di trovare una risposta a tutti i problemi:
abbiamo anche altre strade per rispondere a determinati problemi […]
Sono convinto che una lettura corretta del Nuovo Testamento magari non
offre ciò che immediatamente si voleva trovare (e potrebbe così nascere
una specie di delusione), però, in realtà, finisce con l’offrirci indicazioni
ancora più importanti e utili per gli stessi problemi che ci assillano”. Una
constatazione: i passi biblici che hanno un diretto riferimento al tema
sociopolitico sono poco numerosi, non omogenei fra loro, e comunque
fortemente condizionati dal tempo. Per questo “se non si vuole cadere
nell’equivoco di abbandonare il riferimento biblico perché inconcludente
o –all’opposto- di sovraccaricare alcuni passi di un senso che in realtà non
hanno, si impone una lettura diversa, globale. Cioè una lettura che non si
rivolga elusivamente ai passi che trattano esplicitamente il tema, ma che
Sabato, 24 settembre 2011
dell’amore (Marietti), la cui lettura
non può che fare bene a coppie di sposi
o a giovani che si affacciano alla scelta
vocazionale. Affiancherei a questo testo
anche il commento di Scola all’enciclica
di Benedetto XVI Deus caritas est
(Cantagalli 2006). A chi ama una
riflessione più intensa, consigliamo
invece il dibattito con Flores d’Arcais su
Dio? Ateismo della ragione e ragioni
della fede (Marsilio 2008) o il più
recente Buone ragioni per la vita in
comune (Mondadori 2010) che prende
spunto dalla recente crisi economica e
dalla “società plurale” in cui si situano
le dinamiche della libertà religiosa e
del nuovo ordine sociale.
AGOSTINO CLERICI
raggiunga il centro del messaggio biblico,
cioè la concezione di Dio, la sua offerta
di salvezza, la concezione dell’uomo”.
Occorre dunque praticare una lettura
che, dietro i singoli passi e le diverse
formulazioni, raggiunge la radice, o il
progetto di fondo, che i singoli passi e le
diverse formulazioni a modo loro e per il
loro tempo hanno cercato di esprimere.
Le giuste domande: “Quale liberazione?
Quale salvezza? Quale fraternità? E’
qui che entra in scena la storia della
salvezza quale indispensabile criterio
ermeneutico. E’ riferendoci ad una storia
(e in particolare alla storia concreta di
Gesù e alla sua prassi) che troviamo il vero
e concreto contenuto della rivelazione,
della salvezza, della solidarietà. Un
rischio: strappare il centro della fede
dal suo contenuto di storia, facendone
un principio astratto e formale (come
quando si dice, ad esempio, che la legge
del cristiano è l’amore), finendo quindi
con il riempirlo di un contenuto deciso di
volta in volta da noi. Tanto è vero che tutti
i cristiani affermano che la fede impegna
in direzione dell’amore e del servizio,
ma non tutti intendono allo stesso modo
questi due termini. Per ritrovare l’unità
occorre rifarsi non ai principi astratti, ma
al concreto comportamento di Gesù, ciò
che le prime comunità cristiane hanno
ben capito conservando come punto
di riferimento morale la “sequela”. Una
convinzione profonda: “La Bibbia, prima
e più che un’etica sociale e politica, offre
un’antropologia: l’uomo nel mondo,
l’uomo di fronte a Dio, l’uomo e gli
altri uomini. Il discorso biblico ha una
direzione costante: dall’uomo alla prassi
sociopolitica. Non è un limite, ma una
scelta precisa e suggestiva, causa non
ultima della sorprendente attualità di
molte indicazioni bibliche, nonostante la
loro antichità e il loro condizionamento
culturale”. Alla luce di queste premesse
metodologiche, l’Autore rilegge alcune
pagine dell’Antico Testamento (Creazione,
Esodo, il profeta Amos), poi la storia di
Gesù di Nazaret colta nella sua dimensione
di annuncio e di prassi, le prime comunità
cristiane, Paolo, l’Apocalisse. L’ultimo
capitolo delinea puntuali e provocatorie
indicazioni per leggere il presente.
Bruno Maggioni, Vangelo, chiesa e
politica, Ancora, Milano 2011, pagine
104, euro 13,00.
Che cosa succede dopo il lieto fine delle
fiabe? Può accadere ad esempio che il
Lupo cattivo, dopo tutte le malefatte che
ha combinato, diventi buono e compia
un’impresa eroica e pericolosa? O che la
sorellastra di Cenerentola scopra di non
essere poi così brutta e nemmeno tanto
malvagia, e cominci a fare il bucato e a
lavare i piatti? Forse grazie al suo aiuto
potrebbe essere sventato un malvagio
complotto! Se volete saperne di più,
provate a sbirciare nei diari segreti di
questi personaggi da fiaba! (euro 11,00
ogni volume).
■ B. Tamborini
Aiuto! Mi sono perso
a Londra (San Paolo)
Filippo atterra a Londra
con la mamma e le sue
pestifere sorelle di tre
anni Lisy e Stella, ma si
perde nella calca dei
viaggiatori. Tutto solo in
una città sconosciuta, a
bordo del treno sbagliato
… panico! Ma Pippo,
forte del suo inglese delle elementari,
decide su due piedi di raccogliere tutte le
forze per riuscire a cavarsela: e il suo
viaggio alla scoperta della città di Mr.
Bean attraverso metropolitane, ostelli,
strani personaggi, difficoltà ed equivoci e
situazioni divertenti, diventa
un’iniziazione alla vita “da grande”.
L’autrice di questa avventura nella capitale
del Regno Unito, e nel “regno” della
preadolescenza, è una giovane esordiente,
vincitrice con questo suo primo romanzo
del Premio letterario Inediti Giovanni
Arpino 2010. Al libro, pubblicato
nella Narrativa San Paolo Ragazzi, è
allegato un utile opuscolo (indirizzato
in particolar modo agli insegnanti, ma
anche ai genitori) con alcune attività per
un percorso di educazione emotiva per
preadolescenti (euro 10,00).
■ Xavier-L. Petit
Picolo stupido cuore
(San Paolo)
Tremilaquattrocentodiciotto
giorni di vita, e un piccolo
stupido cuore che batte
faticosamente il suo tutum
… tutum … là, in una
capanna della savana: è la
piccola Sisanda. Ama i
numeri, perchè passa molto
tempo a contare i giorni e
i battiti del suo cuore, o
forse perchè i numeri vanno avanti
all’infinito: e lei è determinata a vedere il
suo futuro. Come farà la sua Mammantilope,
che corre leggera sulle colline per ore e ore,
a pagare l’intervento chirurgico all’estero di
un milione di kel? A 500 kel alla settimana ci
vorrebbero – conta Sisanda – trentotto anni
di lavoro! A meno che Maswala, la mamma
veloce come un’antilope, non riesca a
vincere il primo premio della maratona di
Kamjuni. L’autore di questo bel romanzo per
ragazzi, che è una storia di donne (la nonna,
la figlia e la nipote), trova ispirazione per i
suoi libri dovunque: in una frase che sente,
in qualcosa che vede per la strada, in un
incontro, in un articolo … poi si documenta
un po’ per arricchire la storia, e aggiunge
particolari di fantasia. Maswala ad esempio
si ispira ad un personaggio reale, Chemokil
Chilapong, che volle gareggiare alla
maratona di Nairobi del 2004 per pagare gli
studi ai suoi figli (euro 12,50).
a cura di Elena Clerici
7
Economia
8 Sabato, 24 settembre 2011
Giovani e lavoro:
precarietà o vocazione?
In alcuni Paesi esperienze che riescono ad
integrare studio e lavoro, facilitano la transizione.
I
n tempi di crisi sono spesso, e purtroppo, i
più deboli a pagare. Uno studio dell’Ocse,
“Employment out look”, suona l’allarme
per l’Italia. Nel nostro mercato del lavoro le
conseguenze maggiori ricadono sui giovani:
il 46,7% tra i 15 e i 24 anni risulta avere
un contratto precario, 9 punti percentuali
in più rispetto al 2007, cioè prima della
crisi. Nella stessa fascia d’età i disoccupati
risultano oggi il 27,9%, prima erano al
20%. Ma lo scandalo è un altro.Ormai le
segnalazioni delle difficoltà dei giovani
rispetto al mondo del lavoro non sono quasi
più una notizia. Così la questione giovanilavoro non è quasi tenuta in considerazione.
Anzi qualcuno tra politici ed esperti, anche
sindacalisti, afferma che essere precari è
naturale. É scontato vivere durante il periodo
d’inserimento lavorativo (che però non si sa
più quanto tempo duri) l’esperienza di una
disoccupazione prolungata. Che ci si può
fare? Bisogna adattarsi. Si svaluta l’importanza
del lavoro per le persone. Si perde di vista
quanto sia significativo per un giovane
costruire un proprio percorso professionale
che diventa anche presupposto alle sue scelte
di vita: sposarsi, vivere autonomamente,
comprendere come concretamente con il suo
lavoro quotidiano potrà contribuire al bene
comune del Paese. Suonano estremamente
significative le parole del cardinale Tarcisio
Bertone, che ha sottolineato la dimensione
vocazionale del lavoro, durante il 1° Festival
della dottrina sociale della Chiesa. Il
porporato ha spiegato che “la dottrina sociale
della Chiesa coglie questa dimensione
teologica del lavoro là dove indica la sua
realtà collettiva e sociale e là dove afferma
che il lavoro umano contribuisce, certo
in modo misterioso ma reale, alla nuova
creazione, ai cieli nuovi e alle terre nuove.
Il lavoro vissuto come vocazione è mezzo
ordinario di santificazione, perché vissuto
come attuazione laica e concreta della
volontà di Dio”. La precarietà allora è uno
scandalo perché non permette ai giovani
di esprimersi, lasciando intravedere solo
in modo intermittente la loro possibilità di
essere capaci d’incidere nell’opera creatrice.
Sarebbero molte le iniziative possibili
per iniziare a cambiare rotta. Se ne può
qui evidenziare una, avanzata dal Cnel,
cogliendo il periodo di riapertura delle
scuole. È stato segnalato, infatti, come in
alcuni Paesi (Germania, Olanda) esperienze
che riescono ad integrare studio e lavoro,
facilitano la transizione dal mondo della
scuola al mondo della produzione. Sarebbe
forse il caso di iniziare a prevedere anche
in Italia percorsi simili che fossero capaci di
accompagnare i più giovani a trovare la loro
strada all’interno del mondo lavorativo che
spesso invece risulta pieno di insidie e poco
trasparente.
Debolezza,
immaturità
politica ed
economica...
Emblematica al riguardo è la vicenda
dell’approvazione della manovra,
la quale ha lo spessore di un pannicello caldo
su una ferita in cancrena.
H
o recentemente posto l’attenzione
a uno scritto, di Cosma di
Gerusalemme: “Nel paradiso un
tempo un albero mi ha spogliato,
perché facendomene gustare il frutto, il
nemico ha introdotto la morte; ma l’albero
della croce, che porta agli uomini l’abito della
vita, è stato piantato sulla terra… Adorate,
popoli, la croce di Cristo, per la quale è data
al mondo la risurrezione”. La riflessione,
dedicata allo scritto, mi ha ricordato una
frase di Benedetto XVI: “è importante col
nostro impegno dare un contributo affinché
il mondo diventi un po’ più luminoso e
umano e così si aprono anche le porte verso
il futuro” (Spe Salvi 35). I cattolici dovrebbero
essere cittadini che marciano, con coraggio
e fiducia, verso il futuro. Mi addentro nelle
vicende economico/finanziarie e politiche
del Paese, sorretto pertanto dalla speranza,
virtù tipicamente cristiana. La situazione
del Paese è di piena crisi e i temi economici
sono oggetto di dibattiti, valutazioni e giudizi
saccenti. Il mondo dell’economia e della
finanza pubblica è complesso, articolato
e variegato, quindi per non perdermi nel
generico, mi concentro su un solo aspetto
del tema: quello previdenziale, che consuma
oltre un terzo della spesa dello Stato. Il
bilancio previdenziale pone in evidenza
come l’ideologia dei soli diritti distorca
e oscuri la realtà. Detto bilancio pone in
evidenzia un deficit crescente, dovuto al
fatto che le prestazioni erogate hanno un
costo superiore ai contributi effettivamente
incassati. Troppi italiani non si rendono conto
che, i cosiddetti diritti comportano costi per
la comunità, quindi il loro esercizio richiede
disponibilità finanziarie. Per conseguenza
diviene inevitabile ricorrere alla fiscalità
generale. Consuetudine che fa lievitare
l’imposizione fiscale e il debito pubblico.
Nel 2009, il sistema pensionistico ha esposto
un deficit di circa 9 miliardi, ai quali vanno
Il bilancio previdenziale
pone in evidenza come
l’ideologia dei soli
diritti distorca e oscuri
la realtà. Il deficit
crescente è dovuto al
fatto che le prestazioni
erogate hanno un costo
superiore ai contributi
effettivamente incassati.
Troppi italiani non si
rendono conto che,
i cosiddetti diritti
comportano costi per
la comunità, quindi il
loro esercizio richiede
disponibilità finanziarie.
Per conseguenza diviene
inevitabile ricorrere alla
fiscalità generale che fa
lievitare il debito pubblico.
di Gianni Munarini
sommati i trasferimenti
all’Inps a carico dello
Stato, per la “Gestione
Interventi Assistenziali”,
che ammontano
complessivamente a 33,48
miliardi. A carico dei
lavoratori e dei datori di
lavoro privati e pubblici
gravano aliquote pari al
33% della retribuzione
annua. Per avere il bilancio
in pareggio necessiterebbe
elevarle al 46,6% per i
privati e il 45,1% per i
pubblici: follia. A questo
punto sarebbe opportuno aprire il discorso sui
cosiddetti diritti acquisiti e sulla cultura statica
e demagogica della sinistra, cattolica compresa,
che hanno portato ad un divario, non più
sostenibile, fra età effettiva di pensionamento
(molto bassa) e aspettative di vita (sempre più
elevate). Quindici anni fa sostenevo, incurante
delle critiche aspre che mi piovevano sul capo,
che il godimento della pensione di vecchiaia
andava elevato a 63 anni e le pensioni di
anzianità cassate con effetto immediato. I
fatti hanno dimostrato che non solo avevo
ragione, ma che la sinistra, quella vera, non si
trovava fra le formazioni marxiste e fra quelle
dei cattolici populisti. Per evitare equivoci
sottolineo che ritengo le organizzazioni
sindacali indispensabili alla tutela della
dignità e della libertà dei lavoratori ed è per
questo che dico: sindacato sveglia, è urgente
rinnovare cultura, tecniche, ambiti e finalità
della contrattazione. Alla signora Camusso e
ai dirigenti della Fiom, ricordo che il mondo è
cambiato, ovvero il padrone delle Ferriere non
esiste più. Al riguardo basti pensare al ruolo e
ai contributi che la Cina intende dare a favore
della soluzione della crisi europea. In parole
semplici, il premier cinese Wen Jiabao ha detto
che la Cina è interessata ad aumentare gli
investimenti nel Vecchio Continente, quindi
anche in Italia.. Non solo, ha confermato
che nell’agenda del vertice delle economie
emergenti (Brasile, Russia, India, Sud Africa,
Cina), è stato posto all’ordine del giorno la
possibilità di aiutare l’euro nell’affrontare
la crisi del debito. L’Europa e l’Italia delle
colonie, l’Europa e l’Italia come grandi
potenze industriali non esistono più. L’Italia
in questo nuovo quadro ha posto in evidenza
tutta la sua debolezza, le sue contraddizioni,
la sua immaturità politica e democratica.
Emblematica al riguardo la vicenda
del’approvazione della manovra, la quale ha lo
spessore di un pannicello caldo su una ferita
in cancrena, quindi è lecito dubitare della
volontà dell’Italia di conseguire il pareggio
di bilancio nel 2013. In realtà il governo ha
agito nello spirito delle manovre precedenti,
compresa quella varata dal governo di Giuliano
Amato, ovvero nel rispetto della paradossale
regola tanto cara alla vecchia nobiltà sicula:
“Se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna
che tutto cambi” nelle apparenze e nelle
dichiarazioni dei potenti. Esemplare la vicenda
dell’abolizione delle Province. Il Ministro
Calderoli in data 15 agosto ha comunicato
agli italiani che sarebbero scomparse dalle 29
alle 35 Province. L’8 settembre annunciava,
smentendosi, una vergognosa retromarcia,
contrabbandata come una “evoluzione
federalista dell’ordinamento”. Infine non si
dimentichi che, il Decreto sul federalismo
fiscale ha concesso alle Province di elevare
fino al 16% l’imposta del 12,5% sulle Rc auto
e una trentina di essa ne ha già approfittato.
Solo col rientro in gioco della parte sana del
Paese,l’Italia settima potenza economica
mondiale e seconda industria manifatturiera
europea, potrebbe riavviare la ripresa e
uscire dalla crisi. Nel secondo dopoguerra, in
condizioni molto più disastrate, un disegno
politico ed economico/finanziario, simile
ebbe successo.
Giubileo somasco
10 Sabato, 24 settembre 2011
Uno speciale anno giubilare
per ricordare il 500°
anniversario della miracolosa
liberazione di Girolamo
Emiliani dal carcere
I Somaschi in festa per
il Giubileo di San Girolamo
In Diocesi di Como
L’inaugurazione
al SS. Crocifisso
il 27 settembre
A Como l’inaugurazione del
centenario è fissata per martedì
27 settembre 2011 (data della
liberazione prodigiosa di S.
Girolamo) alle ore 20.30 nella
basilica del SS. Crocifisso, con
la solenne concelebrazione di
tutti i religiosi delle comunità
somasche di Como, Albate,
Maccio. La messa sarà
presieduta dal Vescovo di Como,
mons. Diego Coletti.
S
ono passati 500° anni dalla
miracolosa liberazione dal
carcere di San Girolamo Emiliani,
fondatore della Congregazione dei
Padri Somaschi. Le celebrazioni
inizieranno domenica 25 settembre a
Treviso nel santuario della Madonna
Grande dove sono custodite le reliquie
delle catene della prigionia, per
continuare a Venezia il 6 e il 7 ottobre
con la solenne concelebrazione nella
basilica della Salute e il convegno di
studi presso l’Istituto Veneto di Scienze,
Lettere ed Arti. Lungo l’anno 2012 sono
previste numerose manifestazioni e
pellegrinaggi. Particolare solennità
sarà riservata al giorno della morte del
santo (8 febbraio) e alla ricorrenza della
proclamazione del Miani a patrono
universale della gioventù abbandonata
(14 marzo).
Una ricorrenza che la Famiglia somasca
ricorderà con uno speciale anno
giubilare in cui sarà possibile lucrare
l’indulgenza plenaria. Il santo padre
Benedetto XVI nella lettera indirizzata
al Preposito Generale ha scritto: “La
Madonna come sciolse il vincolo
delle catene che tenevano prigioniero
San Girolamo, Ella voglia, con la sua
materna bontà, continuare a liberare
gli uomini dai lacci del peccato e dalla
prigionia di una vita priva dell’amore
per Dio e per i fratelli, offrendo le chiavi
che aprono il cuore di Dio a noi e il
cuore nostro a Dio”.
La madre delle grazie ottenga
abbondanza di frutti spirituali a tutti
noi.
La chiusura è fissata a Somasca il 30
settembre 2012.
pagina a cura
di P. GIOVANNI BONACINA - CRS
La vita del Santo. Il patrizio veneziano, dalla prigionia alle vette della santità
I
l patrizio veneziano Girolamo Miani (o
Emiliani), fondatore dei Padri Somaschi,
non è un sacerdote, ma un laico che,
dopo una gioventù trascorsa dandosi
buon tempo e partecipando alle crudeli
violenze della guerra, si è convertito a Cristo,
seguendolo in radicale povertà nel servizio
ai poveri. Durante gli ultimi cinque anni
di vita il suo esempio trascinò altri a unirsi
con lui a Dio nelle opere di misericordia.
Nacque così la “compagnia dei servi dei
poveri”, i cui aderenti rinunciavano a tutti
i beni - i suoi discepoli erano chiamati i
poveri del Miani – e tendevano alla santità
con l’assistere ed educare cristianamente gli
orfani. Il cammino di conversione del Miani
in risposta alla grazia divina, che gli mosse
il cuore, è stato lungo una vita. Per questo lo
sentiamo vicino ai nostri tentativi personali
di riforma cristiana che spesso non hanno
successo.
La famiglia
Girolamo rimase tragicamente orfano a 10
anni. Il papà Angelo fu trovato il 18 agosto
1496 impiccato in una bottega di Rialto.
Uno schock per l’ultimo di quattro fratelli
e per la madre Leonora Morosini, rimasta
vedova dopo quasi 25 anni di matrimonio.
Il suo primo biografo, un amico fraterno,
lo descrive piccolo di statura, di colore
un poco nero, di corpo forte e nervoso, di
carattere irascibile e violento, capace di
lacerare con i denti chiunque lo offendesse,
dedito ai piaceri, ma nello stesso tempo
affettuoso, allegro, cortese, forte d’animo,
capace di stringere e conservare amicizie:
in lui l’amore superava l’ingegno.
La guerra
Nella guerra della lega di Cambrai, (1508 –
1516) Girolamo offrì il suo contributo alla
salvezza di Venezia, invasa dagli eserciti
di tutta Europa. Quando nel 1511 accettò
la castellania di Quero, in sostituzione del
fratello Luca, al quale era stata concessa
come ricompensa del grave ferimento
al braccio destro e della prigionia in
Alemagna dimostrò una generosità non
comune. Una clausola della concessione
ingiungeva che il governatore del castello
non potesse rivestire altre cariche
politiche. Per l’amore fraterno rinunciò
provvisoriamente alla carriera. Alla fine di
agosto il castello di Quero fu assalito dagli
stradiotti del capitano di ventura Mercurio
Bua, che andavano incontro all’imperatore
Massimiliano per scortarlo all’impresa
di Treviso. La fortezza fu conquistata, i
difensori massacrati, Girolamo catturato e
lasciato in vita per ottenerne il riscatto.
La liberazione miracolosa
La prigionia si protrasse per un mese.
Maltrattato, incatenato, oppresso e
angosciato per il costante pericolo di
vita, si raccomandò con cuore umile
alla Madonna venerata nel santuario di
Treviso, promettendo di andarvi in veste
di pellegrino, discalzo, in camisa et far dir
messe. Si verificò immediatamente un
Hai spezzato
le mie catene
evento insperato e prodigioso. Subito gli
apparve la Vergine vestita di bianco, come
nell’affresco che la ritrae in santuario, gli
consegnò le chiavi dei ceppi e della torre
dove era rinchiuso e gli ordinò di fuggire
e riparare a Treviso. Erano le due dopo la
mezzanotte del 28 settembre 1511. Nel
buio della notte senza luna doveva però
attraversare l’accampamento dei nemici.
Disorientato e smarrito, pregò ancora la
Madonna. Nella sua bontà materna gli
apparve una seconda volta e per mano lo
accompagnò fin sotto le mura della città.
Le relazioni del ritorno del Miani, inviate
a Venezia non fanno alcuna allusione
all’intervento prodigioso della Madonna,
ma semplicemente riferiscono di una fuga.
Una versione dell’accaduto straordinario,
narrata dallo stesso Girolamo, è descritta
nel libro dei miracoli, conservato nella
Biblioteca Civica di Treviso.
Non gli fu possibile adempiere subito il voto,
perché nel mese di agosto, per fortificare le
mura, si pensò di abbattere il campanile, la
chiesa e la cappella grande di nostra Donna.
Solo il deciso intervento del provveditore
Gradenigo impedì la distruzione della
cappella, perché la nostra Donna ajuterà
contro l’inimico. Il fatto strepitoso non
modificò tuttavia i sogni del giovane, né si
realizzò una folgorazione spirituale. Pochi
giorni dopo pregò la mamma di presentarsi
in Avogaria e giurare che aveva compiuto il
venticinquesimo compleanno per accedere
al Gran Consiglio. Si fermò alla difesa di
Treviso, poi a quella di Padova, e praticò la
milizia equestre.
Nel luglio del 1519 morì in pochi giorni Luca
suo fratello. Lasciava in povertà la moglie
Cecilia e tre figli. I fratelli si attivarono
e ottennero che Girolamo continuasse
nell’ufficio di castellano a Quero per circa
5 anni, alle condizioni precedenti con la
clausola che prevedeva la rinuncia alla
carriera politica e il versamento degli utili
alla cognata e ai nipoti, di cui aveva assunto
la tutela. Nella solitudine di Quero iniziò
quasi sicuramente il ripensamento della
vita precedente, ma nulla di più. Alla morte
del doge Grimani, lo ritroviamo a Venezia,
il giorno dell’Ascensione (14 maggio) del
1523, sorteggiato tra i trenta elezionari
del doge. Dopo questa data si registra un
profondo, concreto orientamento a Dio:
rinuncia ad andare in Collegio, si ritira a vita
privata, sceglie un padre spirituale, dà inizio
ad un serio ravvedimento con l’abituale
ascolto della Parola, la frequenza assidua ai
sacramenti, la preghiera a Gesù crocifisso,
la pratica di una rigorosa ascesi afflittiva.
La carestia
Fu la carestia e lo spettacolo dei morti
per fame a cambiare la vita del Miani.
Con radicalismo evangelico si dedicò
all’attività caritativa verso i poveri di
Venezia, spendendo tutti i suoi beni.
Questo comportamento sembrò alla
cognata Cecilia più prossimo alla pazzia
che alla stranezza. Come volontario servì
Gesù Cristo nei poveri ammassati nel
capannone del Bersaglio, allestito dal
governo. Terminata l’emergenza, diede
vita ad un’opera originale, che riformava
il sistema di carità vigente, coniugandolo
con uno straordinario progetto ecclesiale.
Seppe intrecciare l’ispirazione religiosa
di riforma della Chiesa alla affermazione
cristiana del lavoro, con il divieto assoluto
della “mendicità”, animato dalla devozione e
dalla carità. Cambiò il sistema della attività
assistenziale, avviando al lavoro gli orfani
sotto la guida di artigiani specializzati. Aprì
una bottega in contrada San Basilio. Ciò che
stupiva non era solo il recupero dei ragazzi
di strada, ma il fatto che cercava di realizzare
la Chiesa dei tempi apostolici, all’insegna
della povertà, della preghiera e della vita
comune. Il fervore delle opere nasceva
dalla frequentazione della confraternita
del Divino Amore, che istillava le virtù della
carità, resa visibile nella cura dei sifilitici,
degli orfani e delle prostitute convertite, e
dei Teatini giunti a Venezia dopo il sacco di
Roma del 1527. Influenza ebbe su di lui la
guida del vescovo teatino Gio. Pietro Carafa,
futuro papa Paolo IV. Nel febbraio del 1531
compì l’atto estremo di amore a Cristo: si
spogliò di tutti i beni con una donazione
alla cognata, uscì di casa e andò a vivere e a
lavorare povero con i suoi poveri.
Dagli incurabili a Bergamo
Dalla sua bottega passò all’ospedale degli
Incurabili, dove visse una breve esperienza.
Nella primavera del 1532 il Carafa lo mandò
a Bergamo per realizzare anche in questa
città la riforma della Chiesa istituendo
opere per orfani, orfane vergini e prostitute
convertite. Qui fondò la “compagnia dei
servi dei poveri derelitti”, costituendo con
gli orfani che andava raccogliendo e con
la collaborazione di cittadini amanti delle
opere pie, una comunità che seguisse
Cristo come al tempo degli apostoli, in
radicale povertà. I primi seguaci del Miani
segnarono una stagione di santità: “Il Miani
fatto come una lucerna posta sul candeliere,
mandò fuori tanta luce di bon esempio
che invitò molti a correr dietro all’odore
delle sue virtù e ad accompagnarsi a lui”.
Parallelamente alla confraternita maschile
istituì una confraternita femminile. In meno
di cinque anni creò congregazioni di orfani
congregati a Brescia, Milano, Pavia, Como
e Somasca, un piccolo villaggio della Val
di S. Martino, la terra promessa, il luogo di
pace e di solitudine, scelto per ritemprare
lo spirito suo e dei suoi discepoli. Qui morì
l’8 febbraio 1537: sprigionava solo amore
a Cristo ed esortava tutti a seguir la via del
crocifisso, disprezzar il mondo, amarsi l’un
l’altro, aver cura dei poveri e diceva che chi
faceva tali opere non era mai abbandonato
da Dio.
Giubileo somasco
Sabato, 24 settembre 2011
11
La testimonianza
continua a vivere
anche a Como
San Girolamo arrivò in città nel 1535 e fondò un
orfanotrofio. Da allora la presenza somasca è
cresciuta portando alle tante realtà presenti oggi
N
ei primi mesi del 1535 arrivò
a Como Girolamo Emiliani,
un patrizio veneziano laico
che, abbandonata la carriera
politica e gli agi della vita nobiliare,
stava spendendo la propria esistenza,
convertita radicalmente a Dio, in
favore dei ragazzi derelitti.
Con un gruppo di orfani Girolamo
arrivò in città dove si presentò al
nobile Primo de Conti, eccellente
umanista, versatissimo nelle lettere
greche ed ebraiche, filosofo e
retore di santa vita che insegnava
in Como con grande successo. In
● San Girolamo era
profondamento
devoto a Maria
particolare, poi, furono i nobili
Bernardino Odescalchi e Giorgio
de Retegnis che appoggiarono il
santo nell’istituzione della sua
opera. Essi,rispettando la norma
del santo di vivere sotto l’ospitalità,
ottennero in affitto dall’ospedale
sant’Anna l’antico ospedale di san
Leonardo, situato nella città murata
in contrada di Porta Nuova che
consisteva in una casa, un portico e
la chiesa dedicata a san Leonardo.
Nell’autunno del 1536 gli orfani
traslocarono a san Gottardo, un
ospedale situato fuori del Portello, la
● Un legame custodito
nell’intimità della
preghiera quotidiana
porta del castello, tra il monastero di san
Giuliano e il monastero delle Benedettina
di san Lorenzo. L’Emiliani, dopo aver
fondato l’orfanotrofio maschile, nello
stesso anno 1535 istituì un’opera per le
ragazze presso la Maddalena, detta “de la
Colombeta”, in parrocchia di sant’Eusebio.
L’8 Febbraio 1537 Girolamo Emiliani
moriva in Somasca. Chiuso l’orfanotrofio
di san Gottardo, si spense anche l’opera
delle orfane. I Somaschi ritornarono a
Como a seguito della bolla “Immensa
Dei providentia” del papa Gregorio XIII
che nel 1583 affidava loro la prepositura
di santa Maria in Rondineto, ex convento
degli Umiliati, per farne una scuola,
tuttora esistente: il Collegio che porta
il nome del cardinal Gallio, al tempo
commendatario di Rondineto. Nel 1893
l’allora vescovo di Como, il beato Andrea
Carlo Ferrari, affidò ai Padri Somaschi la
parrocchia della santissima Annunciata,
Santuario del santissimo Crocifisso. Al
ministero parrocchiale ed alla animazione
del santuario i Somaschi aggiunsero la
cura degli orfani secondo il loro carisma e
l’istituzione di una scuola professionale.
L’istituto per orfani si è evoluto nell’opera
assistenziale denominata “Comunità
Educativa Annunciata”, adiacente
all’Oratorio parrocchiale, mentre la scuola
professionale dal 1974 ha sede in Albate.
Attualmente al Collegio Gallio sono
presenti dieci religiosi e seicento alunni
dalla scuola dell’infanzia ai licei.
La Parrocchia Ss. Annunciata – Santuario
ss. Crocifisso conta circa 2600 anime, è
animata da sei religiosi e gestisce anche
la scuola dell’infanzia “Padre Giovanni
Ceriani”. L’istituto professionale di Albate
vede la presenza di tre religiosi, impegnati
nella formazione umana, cristiana e
professionale di 270 alunni.
In città il carisma somasco opera inoltre,
dall’anno 2000 per desiderio di mons.
Alessandro Maggiolini, nella Casa alloggio
“La Sorgente”, luogo di accoglienza per
venti persone sieropositive e in AIDS.
In diocesi la presenza somasca è operativa
inoltre nell’Istituto san Girolamo di
Ponzate, comunità terapeutica che
accoglie 18 ospiti e nella scuola Santa
Maria Assunta in Maccio con la presenza
di tre religiosi che seguono la formazione
di 440 alunni dalla scuola primaria alla
secondaria di primo grado.
● L’umiltà era una
delle caratteristiche
del suo carisma
La Madonna delle grazie,
una guida per la vita
C
he parte ha avuto la vergine
Maria nella trasformazione
di un violento prepotente
tra i violenti, durante l’orrenda
guerra di Cambrai, impuro e
scellerato latrocinio, in un uomo
adorno di virtù, di misericordia, di
compassione, di amore per i poveri
che meglio gli rappresentavano
Cristo e padre tanto amato e caro
dei suoi discepoli? Il ricordo delle
catene spezzate e la salvezza
ottenuta miracolosamente per
l’intervento della Madonna lo hanno
certamente segnato per sempre,
accompagnandolo passo passo nella
difficile strada della conversione.
Non parlò mai esplicitamente del
miracolo, tuttavia gli indizi della
devozione mariana di Girolamo
sono molteplici. La gloriosa Vergine
Maria, madre delle grazie, è invocata
nella preghiera da lui composta
immediatamente accanto alla SS.
Trinità. A lei ricorre come mediatrice
delle grazie: Preghiamo ancora la
Madonna la si degni pregar el suo
dilettissimo figliolo per tutti quanti
noi, affinchè si degni di concedere che
abbiamo ad essere umili e mansueti
di cuore, amare sua divina Maestà
sopra ogni cosa, il prossimo nostro
come noi stessi; e che estirpi i vizi,
accresca le virtù e ci doni la sua santa
pace.
L’Ave Maria è frequentemente
recitata per vivi e defunti, soprattutto
per i membri della compagnia e i
fratelli a loro consegnati da servire,
affinchè il Signore dia loro carità
perfetta, umiltà profonda e pazienza
per amore di sua Maestà.
Negli orfanotrofi si recitava l’ufficio
della Madonna e il rosario.
La virtù dell’umiltà
Una caratteristica della vita rinnovata
del Emiliani è la sottolineatura
dell’umiltà. La conversione è
considerata innanzitutto un dono
gratuito della misericordia divina.
Nelle poche lettere giunte fino
a noi traspare ripetutamente
l’esortazione a questa virtù. Girolamo
è consapevole di essere un peccatore
pentito, un niente, un figlio prodigo
che ha dissipato ogni bene spirituale
e temporale, vivendo malamente.
Per questo insistentemente chiede
misericordia: O Dio, sii propizio a
me peccatore. Solo in Dio bisogna
confidare e non in altri. Noi, come il
seme seminato nelle pietre, veniamo
meno nel tempo della tentazione;
solo Dio è buono e Cristo opera
in quelli strumenti che vogliono
lasciarsi guidare dallo Spirito Santo.
Non si sente indispensabile: se
la compagnia starà con Cristo si
raggiungerà l’intento, altrimenti
tutto è perduto. Ad un collaboratore
di Bergamo che si lamentava dei
suoi discepoli, scrive implorando
preghiere per dare miglior esempio
di quanto aveva fatto, per essere
miglior maestro e avere in dono
dal Signore migliori cooperatori.
Addirittura considera lettere morte
i suoi scritti. Ad un signor Giovanni
di Bergamo, scrive al padre Barili,
non bisogna parlare con lettere
morte come le sue, ma pregare per
lui e parlargli a viva voce le parole
di vita. Il punto di riferimento
Nella pagina alcune
immagini delle
realta’ somasche
a como: dall’alto,
IL SANTUARIO
del crocefisso,
la scuola
professionale di
albate, la casa
annunciata e il
collegio gallio
è la Vergine Maria, modello
insuperabile di fede, di carità e
di speranza. Le espressioni del
canto del Magnificat gli erano
così familiari, da citarle in una
lettera due volte di seguito: in
chi sta gran fede e speranza Dio
li ha riempiti di carità e ha fatto
cose grandi in loro. Sicchè, non
mancando voi di fede e speranza,
Egli farà di voi cose grandi,
esaltando gli umili.
Vita diocesana
12 Sabato, 24 settembre 2011
DALLA CANCELLERIA
Consiglio episcopale:
Feroldi mons. Flavio:
- nominato vicario episcopale per la
visita pastorale.
- convisitatore per i vicariati di Como
città, Rebbio, Lipomo, Monteolimpino
e Cernobbio.
- referente per l’agenda del Vescovo.
Mazzoni mons. Italo:
- mantiene l’incarico di vicario
territoriale per Como-Lecco-Varese e
di convisitatore
- nominato vicario episcopale per la
pastorale
- coordinatore degli uffici pastorali
diocesani e dei consigli diocesani di
partecipazione
Ufficio diocesano
per l’arte sacra e i beni
culturali ecclesiastici:
direttore: Straffi don Andrea
responsabili di sezione
- edilizia di culto: Salvioni don
Maurizio
- inventariazione beni culturali
ecclesiastici: Straffi don Andrea
Commissione per l’arte sacra e i beni
culturali ecclesiastici:
presidente: Calvi mons. Guido
segretario: Straffi don Andrea
Ufficio diocesano per la
pastorale della famiglia
Sei nuovi diaconi
al servizio della
Chiesa di Como
Lo scorso sabato 17 settembre le
ordinazioni diaconali in cattedrale a Como
“I
n questa chiamata universale
della Chiesa voi sei siete
chiamati ad un titolo speciale,
non esclusivo perché tutti
siamo a servizio del Vangelo e
della pienezza della vita del mondo, ma
ad un titolo speciale sì ed è questo che
la comunità cristiana a buon diritto si
attende da voi”. Sono queste le parole
che il Vescovo di Como, mons. Diego
Coletti ha rivolto, sabato 17 settembre, ai
sei seminaristi ordinati diaconi: Michele
Gini, Andrea Mombelli, Luca Trainini,
Davide Veronelli, Pietro Benzoni e
Giuseppe Maria Zoccola. Ragionando
a partire dalla comunità apostolica di
Gerusalemme il Vescovo identifica i
tre elementi che caratterizzavano e,
tutt’oggi, caratterizzano il servizio nella
Chiesa: catechesi, liturgia e carità.
“La comunità cristiana – ha spiegato
mons. Coletti - si impegna in queste
tre direzioni, ma si accorge che sono
possibili degli sbilanciamenti. Fare una
cosa e non un’altra, fare troppo una e
fare toppo poco un’altra. Questa è la
prima caratteristica davanti alla quale
si trova la coscienza degli apostoli e
dei discepoli del Signore. La seconda
Il Vescovo ha ordinato:
Michele Gini, Andrea
Mombelli, Luca Trainini,
Davide Veronelli,
Pietro Benzoni e
Giuseppe Maria Zoccola
caratteristica - non proprio esclusiva della
prima comunità di Gerusalemme - è che
essendo composta da persone diverse,
dove alcuni addirittura parlano un’altra
lingua, questa diversità diventa fonte di
mormorazione, di divisione, di polemica, di
contrapposizione”.
Due realtà a cui la Chiesa di Gerusalemme
reagisce interrogandosi sulla “diaconia”,
decidendo di differenziare le responsabilità
all’interno della comunità cristiana.
“Non bisogna dimenticare – ha precisato
mons. Coletti – che sebbene siamo qui
davanti a sei giovani che stanno per
diventare diaconi , la diaconia è una
dimensione della Chiesa come tale. E’ la
Chiesa che è serva, e il ministero che viene
consegnato a loro sei è soltanto un rendere
più evidente e specifico nella loro vita ciò
che è di tutti. Un dovere della Chiesa nei
confronti della realtà in cui vive, il popolo
di Dio nei confronti della storia nella quale
cammina”.
Rivolgendosi ai nuovi “don” il Vescovo ha
elencato le caratteristiche che San Paolo
attribuiva ai diaconi: semplicità, diligenza
e gioia. “Queste – ha spiegato mons. Coletti
– sono caratteristiche che accompagnano
le varie modalità del ministero, ma che
devono portarvi ad essere uomini solidali
e fraterni, capaci di condivisione, capaci
di rappresentare questa unica Chiesa del
Signore nella quale siamo tutti membra
gli uni degli altri. Se viviamo con questa
convinzione profonda, assumiamo
necessariamente stili di vita, docilità
genialità, sveltezza nelle cose che altrimenti
sono assolutamente impossibili”.
In conclusione, riferendosi al brano
evangelico della moltiplicazione dei
pani e dei pesci, il Vescovo ha concluso:
“Io vi auguro cari fratelli che questo
miracolo succeda anche nella vostra vita
perché nei piccoli gesti quotidiani, nella
piccola fedeltà dentro le cose di ogni
giorno, il Signore farà il miracolo della
moltiplicazione di un cibo sovrabbondante
di cui avanzeremo addirittura delle ceste
per tutto il mondo”.
direttori: Frizzi Mirco e Mariangela
vicedirettore: Fornera don Fabio
commissione operativa:
coordinatore: Savoldelli don Luigi
■ Ucid
Lunedì 26 settembre
“Il futuro dell’energia nucleare dopo
Fukushima”. E’ questo il titolo della
prossima conviviale dell’UCID che si terrà
lunedì 26 settembre, alle 19.30, all’Hotel
Palace di Como. All’incontro interverrà
il prof. Maurizio Martellini, professore di
fisica e segretario generale del Landau
Network.
FOTOSERVIZIO WILLIAM
Nel pomeriggio di sabato 17 settembre nella basilica di S. Abbondio il conferimento da parte del Vescovo
Accoliti sulla strada del diaconato permanente
T
re nuovi operai nella vigna del
Signore, con un’attenzione particolare
all’Eucarestia. E’ questo l’invito
che il vescovo Diego Coletti ha rivolto a
Bruno, Salvatore e Alberto a cui sabato 17
settembre, nella Basilica di Sant’Abbondio,
ha conferito l’Accolitato, la seconda tappa
verso il cammino di ordinazione diaconale
permanente. Si tratta di Bruno Pravato della
parrocchia di San Zenone a Monteolimpino,
Salvatore La Sala di San Pietro a Gemonio,
e Alberto Conti della parrocchia di Santo
Stefano di Fino Mornasco. “L’Eucarestia
di cui diventate ministri - ha spiegato il
Vescovo nell’omelia - dovrebbe essere la
fonte di una vita nuova e beata non soltanto
vostra, ma di tutti. Il segno di questa
radicale novità della vita cristiana”. “Lasciate
- ha continua il Vescovo - che vi dica e lo
dica ai miei fratelli accoliti che in questo
dovranno aiutarci tutti a trovare la strada
possibile. Lasciate che vi dica che qualche
dubbio ogni tanto mi viene, sul cosa
facciamo la domenica quando andiamo a
Messa: mi viene il sospetto che magari la
gente venga a messa semplicemente perché
è una tradizione, perché è un dovere,
perché almeno paghiamo le tasse a Dio e
così siamo a posto in coscienza. Gli accoliti
dovrebbero occuparsi, prima di ogni altra
cosa, soprattutto di questo, cioè del fatto
che mettendoci a disposizione del mistero
dell’Eucarestia noi facciamo la comunione
con la convinzione di smetterla di pensare
ai nostri personali interessi, imparando la
gratuità, imparando la gioia del dare sudore
e sangue se è necessario per le persone che
amiamo”.
Vita diocesana
L
scuola
di musica
“luigi picchi”
a scuola diocesana di Musica
e sacra liturgia “Luigi Picchi”
si appresta ad avviare i nuovi
corsi e rivolge un rinnovato invito
alle comunità ecclesiali e ai loro
più diretti responsabili, i parroci,
perché tra i problemi pastorali che
si dibattono non venga dimenticato
il tema di un servizio liturgico
qualificato anche dalla presenza
di organisti e animatori musicali
interiormente motivati e tecnicamente
competenti. La scuola ha sede a
Como, presso l’istituto Canossa in via
Balestra 10, ma si sta lavorando per la
riapertura di una sezione in Valtellina.
Le lezioni si tengono tutti i sabati
dall’8 ottobre a fine maggio. Le
attività di programma che impegnano
in lezioni di gruppo gli alunni dei
tre bienni hanno luogo dalle ore
14.15 alle 15; l’esercitazione corale,
in cui convergono tutti, si svolge
regolarmente dalle 15 alle 15.45 circa.
La quota di iscrizione, suddivisibile
in 2 rate, ammonta a € 300. Ci
si congratula con i parroci che si
impegnano a versare la cifra completa
Sabato, 24 settembre 2011
o parziale a sostegno dei parrocchiani
inviati per lo studio. Le proposte
per il nuovo anno sono due: il corso
completo per gli organisti articolato
in tre bienni. Nel primo biennio
l’alunno apprende le sufficienti
nozioni di teoria, di solfeggio e
di educazione ritmica, mentre si
avvia allo studio della tastiera. Il
secondo biennio, durante il quale si
completa lo studio della tastiera, è
caratterizzato dall’insegnamento della
Liturgia. Per coloro che non intendono
frequentare l’itinerario completo,
13
si offre la possibilità di partecipare
a due esperienze della scuola:
liturgia - la celebrazione eucaristica
domenicale; Esercizi di padronanza
della voce e apprendimento di canti
per arricchire il repertorio. Nell’arco
di tempo dalle ore 14.15 alle 16.00.
Il costo di questa seconda proposta
ammonta a € 80 pagabili in due rate.
Le iscrizioni si raccolgono presso
l’Ufficio Diocesano per la Liturgia
nei giorni dal Lunedì al Venerdì
dalle ore 10.00 alle ore 12.30, tel.
031.3312.216 (oppure 031.3312.252).
Appuntamenti diocesani. I soci si sono radunati domenica 18 settembre a Talamona
L’Azione Cattolica
in assemblea
Presentato il piano
associativo per il triennio
che fa perno su quattro
pilastri: formazione,
rilancio associativo,
spiritualità e attenzione
alle realtà extra-ecclesiali
I
l raduno dei responsabili in
assemblea all’inizio di ogni
nuovo anno pastorale comporta
il rinnovo delle promesse per un
impegno più costante e saldo, più
fedele all’unico Maestro, più carico
di slancio creativo e propositivo. La
presenza di oltre 150 soci di ogni età,
dall’ACR ai giovanissimi, agli adulti, ha
confermato la prontezza della risposta
e la volontà di rinnovare i propositi
d’impegno. Innanzitutto è stato bello e
significativo radunarci subito intorno
alla mensa eucaristica, presieduta
da don Battista Galli che ci ha fatto
riflettere sul Vangelo della domenica:
noi siamo gli operai della prima ora, ma
non orgogliosi e invidiosi, come quelli
della parabola, bensì quelli riconoscenti
e miti, che non mormorano contro la
retribuzione del padrone, ritenendo il
lavoro non un peso da portare ma un
privilegio di cui ringraziare: è una fede
sostanziata di mitezza e riconoscenza,
non di orgoglio quella che deve dare
gusto e pregnanza alla nostra adesione.
Con tale stato d’animo abbiamo poi
ascoltato, e ammirato per la chiarezza
argomentativa e lessicale, il discorso
introduttivo del Presidente diocesano,
Francesco Mazza, che ha condotto
un’ampia riflessione sul momento
storico-politico che stiamo vivendo,
partendo da un versetto di S. Paolo (2
ai Corinzi 6,2): “Questo è il momento
favorevole”. Viviamo un tempo di crisi,
che chiama in causa la questione
antropologica, come ebbe a dire il
cardinal Scola in un suo intervento
sul Sole 24 Ore, il quale accenna a
una sorta di paralisi culturale, cioè
scarsa tendenza a progettare il futuro.
Preoccupante è la crisi del debito
pubblico in alcuni stati dell’euro.
L’Italia in particolare soffre di questo
squilibrio di proporzioni consistenti,
aggravato dall’economia stagnante; tale
squilibrio pregiudica il benessere delle
nuove generazioni, per cui la nostra
responsabilità si accentua. La reazione
dell’Europa come istituzione politica
è lenta, ma l’Europa non è ancora un
progetto compiuto, non è ancora una
comunità che condivide un destino
liberamente scelto: per questo occorre
la responsabilità di tutti membri.
Occorre il coraggio della speranza,
della volontà, dell’impegno:”questo è il
momento favorevole”!
La seconda riflessione è stata di
natura biblico-esegetica, condotta
dall’assistente generale, don Ivan
Salvadori. Si tratta della pagina
Parola fra noi Domenica 25 settembre
U
na parabola per i capi, sacerdoti
padre, il suo amore per tutti i suoi figli.
Ez 18,25 -28; del
e anziani. La vigna è il popolo
“Due ragazzi. Uno irreprensibile, rispettoso,
d’Israele e l’invito ai due figli
cerimonioso. L’altro bizzarro, ribelle, capriccioso.
Fil 2,1-11;
manifesta l’amore del padre per la
Il primo dice sì, ed è un no. Il secondo sembra dire
vigna. All’inizio c’è quasi un’affettuosa
no, ma è un sì. Il primo si fa sempre avanti; in fondo,
Mt 21,28-32
implorazione ad andare nella vigna;
però, è uno scansafatiche. Il secondo ha la testa
al termine Gesù dichiara l’infinita
sbagliata, ma un cuore d’oro. Chi ha il sì facile sovente
misericordia del Padre che chiama i pubblicani e le
ha l’impegno difficile. Trova un’insormontabile difficoltà
prostitute a convertirsi, due categorie la cui conversione era a piegare la schiena quando si tratta di afferrare la zappa
ritenuta quasi impossibile. Invece proprio i capi spirituali,
e lavorare sul serio. L’importante è fare la volontà del
che avevano accettato di eseguire la volontà di Dio, in
Padre che non si lascia ingannare dai nostri sì. Va’ a dare
realtà non l’avevano compiuta, persi in cose secondarie e
un’occhiata alla vigna. Per vedere cosa abbiamo combinato
dimenticando i comandamenti di Dio.
di buono”. (Pronzato)
Il tempio, la vigna, Gerusalemme, Israele e, infine, tutte
“Tutte le parabole sono belle, ragazzo mio, tutte le
le genti sono il luogo in cui il Signore entra per le nozze. I
parabole sono grandi, soprattutto le tre parabole della
due figli sono l’antico popolo e l’intera umanità. Il primo,
speranza. Ma su questa centinaia e migliaia di uomini
che aveva promesso di entrare nella vigna di Dio, alla fine
hanno pianto: Un uomo aveva due figli… Di tutte le parole
non ci va. Le genti, all’ultima ora, ci entrano. Quelli che
di Dio è quella che ha destato l’eco più profonda. È l’unica
sembrano più lontani si rivelano più disponibili, forse
che il peccatore non è mai riuscito a far tacere nel proprio
perché si riconoscono più bisognosi. Per questo il secondo
cuore” (Charles Peguy). E il filosofo ebreo Abraham
figlio ricorda quello “prodigo” che, dopo aver lasciato la
Heschel, scrive: “La Bibbia non è un libro, ma un dramma
casa del padre, si pente e ritorna; anche il primo figlio, che
da vivere; non il racconto di un avvenimento, ma essa stessa
prima dice sì e poi non va nella vigna, somiglia al fratello
un avvenimento; essa è il grido di Dio all’uomo”.
Angelo Sceppacerca
maggiore della parabola, che non conosceva la misericordia
che narra la guarigione del cieco
Bartimeo. Il fatto narrato è inserito
dall’evangelista Marco nel contesto del
cammino di Gesù verso Gerusalemme,
la città dove troverà la morte. Il fatto
avviene a Gerico, la città che per gli
Israeliti è il luogo della salvezza,è la
porta della Terra Promessa; Gerico
è dunque la città che apre le porte a
Gerusalemme. Bartimeo sta seduto
ai margini della strada, ma quando
Gesù lo chiama si alza prontamente
e getta a terra il mantello per seguire
il Signore, abbandona tutto ciò che
possiede. La fede gli ha consentito di
passare dall’immobilità alla visione.
L’espressione con cui Bartimeo
interpella Gesù:”rabbunì” –maestro
mio-dice intimità, amicizia. Il racconto
innanzitutto ci dà un’immagine di Gesù
che con umiltà e mitezza va incontro
all’uomo bisognoso. Anche i giovani a
Madrid hanno incontrato Cristo vicino
all’uomo, che si ferma a condividerne
lo smarrimento. In secondo luogo il
racconto ci parla della qualità della
nostra testimonianza: la fede nasce
dall’ascolto. Ancora oggi c’è bisogno di
uomini e donne che invitano: “Alzati,
il Signore ti chiama”! La Chiesa deve
avere a cuore l’incontro con il Dio
della vita, il quale supera sempre le
nostre richieste: infatti Gesù non solo
ridona la vista a Bartimeo, ma anche
la salvezza. La cecità dell’uomo può
essere vinta. Anche noi siamo inquieti,
come Bartimeo e a tale inquietudine
dobbiamo dare risposta. “Questo è il
tempo favorevole”!
Il pomeriggio è stato dedicato alla
presentazione del piano associativo
per il triennio che fa perno su
quattro pilastri: la formazione, il
rilancio associativo, la spiritualità,
l’attenzione alle realtà extra ecclesiali.
La presentazione del sussidio per gli
adulti, curata da Lucia Angelini, che
è tra gli collaboratori della stesura del
volume, e l’illustrazione della attività
del Movimento Studenti (MSAC)
hanno chiuso la giornata, insieme alla
proposta giocosa di alcuni giovanissimi
che hanno coinvolto tutte le età in un
intrattenimento pieno di allegria.
GIULIA GALFETTI
Ufficio catecumenato
Il primo incontro il 1° ottobre
Sono molteplici le circostanze in cui una persona
può percepire o manifestare il desiderio di diventare
cristiana: è molto importante che tale sentimento sia
accolto con gioia, delicatezza e venga sostenuto e
orientato in modo costruttivo. Alcuni incontri iniziali
con il Parroco (e con qualche cristiano della Parrocchia)
siano presto seguiti dalla tempestiva segnalazione
all’Ufficio per il catecumenato della presenza del
“simpatizzante”, così che si possa aprire il periodo del
pre-catecumenato (RICA, 9-11), di durata variabile, in
cui l’interessato è condotto a verificare le motivazioni
della sua richiesta e a dare ad essa la giusta direzione.
In tale periodo il “simpatizzante” sarà guidato ad
iscriversi al catecumenato con cognizione di causa.
A livello diocesano, già per questa fase introduttiva,
sono stati predisposti e sperimentati 2 incontri per
favorire un primo accostamento. Perciò si chiede
ai Parroci dei “simpatizzanti” di prendere contatto
al più presto con l’Ufficio per il catecumenato (tel.
031/33.12.216), così che gli aspiranti presenti sul
loro territorio possano essere inseriti nei prossimi
appuntamenti. Il primo avrà luogo a Como sabato 1
ottobre dalle ore 15 alle ore 18.30.
Caritas
14 Sabato, 24 settembre 2011
Al servizio della carità. Oltre le differenze
Due proposte
di lettura
■ G. Nervo
Ha un futuro
il volontariato?
Donare tempo,
competenza e amicizia
L’
invito che la Caritas diocesana
C’è un’ altra dimensione che ritengo
L’invito della Caritas
fa per cercare dei nuovi
importante per chi vuole incominciare
volontari da inserire nei
questo cammino di volontariato: la
diocesana
a
nuovi
servizi di volontariato esistenti
proposta che la Caritas fa è quella di
in città, non è solo funzionale alla
vivere una dimensione di carità cristiana,
volontari
da
porre
vita dei servizi, ma vuole essere una
che non vuol dire compiere delle azioni
occasione che la Caritas stessa dà a
diverse da chi vive una qualsiasi azione di
a
servizio
del
territorio.
tutte le persone di buona volontà di
volontariato, ma di riempirle del contenuto
poter donare a chi ha bisogno tempo,
proprio della nostra fede.
Ingredienti
necessari:
competenza, ma soprattutto amicizia.
Cerchiamo allora di capire qual è il proprio
La caratteristica iniziale che si chiede
della nostra fede e come poi lo possiamo
curiosità
e
voglia
per poter iniziare un percorso di
tradurre in carità.
volontariato è quella della curiosità
Mi piace paragonare la carità a una
di
mettersi
in
gioco
che ti attira dove c’è la gente, dove
sinfonia musicale che è composta da
sta succedendo qualcosa di diverso
vari movimenti ed è eseguita da diversi
dal solito quotidiano, curiosità che fa
strumenti ognuno dei quali ha il suo
approcciare alle persone, alle situazioni, senza pregiudizi,
timbro.
senza preconcetti ansiosi solo di capire di conoscere.
Questo assieme di suoni e di movimenti diversi può diventare
Dopo questa conoscenza è importante compiere un ulteriore
sinfonia solo se ha la capacità di sviluppare un tema preciso
passo, quello del farsi carico e questo passaggio non è sempre che dà un senso compiuto e rende armonici tutti questi tempi
così immediato, così spontaneo, perché la povertà puzza,
e suoni diversi.
è fastidiosa nelle sue richieste e se affrontata ci fa correre il
Il tema che ci permette di eseguire la sinfonia della carità è
rischio di mettere in forse le nostre presunte certezze che a
quello dell’amore che viene da Dio, perché Dio è amore e
fatica pensiamo di avere conquistato.
la sua esecuzione è compito dell’uomo con le sue diverse
Per vivere bene questi due atteggiamenti, quello della
caratteristiche, con le sue diversità che diventano unità nella
curiosità e quello del farsi carico, ci può aiutare un brano del
misura in cui ognuno di noi si sveste dei propri protagonismi
Vangelo di Luca (Lc 23,26).
e attraverso il proprio servizio, la propria vita ha la capacità
Questo brano di Vangelo ci dice che Simone di Cirene era
di trasmettere e di rendere visibile quell’amore che Dio ha
un uomo curioso e per curiosità si è avvicinato al tumulto
donato a tutti gli uomini ma in modo speciale agli ultimi, a
della folla che accompagnava al patibolo un condannato a
chi ha più bisogno.
morte, questo suo avvicinarsi ha fatto sì che i soldati romani
La carità allora non può essere solo teoria, non si può
lo obbligassero a prendere la croce che il condannato non era
limitare solo a cose che si danno, la Carità è realizzare, è
più in grado di portare; Simone suo malgrado si è trovato al
rendere visibile l’amore di Dio per tutti gli uomini attraverso
centro di quella vicenda, ha avuto la possibilità di riconoscere la nostra vita vissuta in un cammino comunitario di fede
Cristo e la sua storia.
e di approfondimento della Parola, e attraverso un nostro
Penso che la conversione di Simone sia passata veramente
inserimento pieno nella storia degli uomini.
attraverso questa presa in carico di una responsabilità non
Auspico che davvero chi vuole intraprendere un cammino di
sua che ha vissuto suo malgrado non in modo passivo, ma da
volontariato tenga conto di queste caratteristiche e viva il suo
protagonista.
servizio agli uomini in difficoltà come momento alto della
Anche ai giorni nostri se vogliamo vivere seriamente un
vita della Chiesa, dove attraverso la carità vissuta si incarna
servizio di volontariato dobbiamo prendere esempio da
l’insegnamento del Vangelo e ci si educa reciprocamente a
Simone, deve crescere in noi la curiosità, perché nella nostra
viverlo e a condividerlo con gli altri.
città c’è tanto da scoprire, c’è tanto da accogliere, ci sono
il direttore della Caritas diocesana
tante situazioni da prendere in carico.
diacono Roberto Bernasconi
◆ Il percorso formativo
Il volontariato
tra potenzialità
e limiti
“I
l volontariato tra potenzialità e limiti”
è il titolo del percorso formativo promosso nei mesi di settembre e ottobre
2011 in continuità con l’iniziativa proposta
con successo negli scorsi mesi di febbraio e
marzo dal Coordinamento delle Mense di Solidarietà InMENSAmente e dalla Caritas diocesana, in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato. L’iniziativa si propone
un ciclo di tre incontri volto ad approfondire
le tematiche legate al ruolo del volontariato
che opera nell’ambito della grande emarginazione. Utilizzando una modalità partecipativa e coinvolgente, attraverso scambi,
confronti
ed esperienze dirette portate dai partecipanti, verranno approfondite e analizzate situazioni che vengono
affrontate dagli operatori volontari nel
loro lavoro quotidiano. Gli incontri, che
si svolgeranno appunto al venerdì, dalle 21 alle 23 al Centro Cardinal Ferrari,
in viale Battisti 8 a Como, saranno condotti dal dottor Giuliano Arrigoni. Ecco
il programma nel dettaglio. Venerdì 23
settembre: “Io volontario-L’identità del
volontario: senso e significati del ruolo nella relazione d’aiuto”; venerdì 30 settembre:
“Io e l’altro, io e l’ospite-La relazione d’aiuto tra onnipotenza e impotenza”; venerdì 7
ottobre: “Io, l’altro, gli altri-La mia relazione
d’aiuto nella rete del territorio”. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi al Centro Servizi
per il Volontariato, via Col di Lana 5, a Como; telefono: 031-301800, fax: 031-2759727;
www.csv.como.it.
«Tempo fa
sono stato
invitato a
una tavola
rotonda sul
volontariato
nell’ambito
di una grande
manifestazione
a carattere
nazionale.
Mi avevano
chiesto di trattare questo tema:
“Il volontariato no profit”. Io sono
balzato sulla sedia e ho chiesto: “Ma
c’è anche un volontariato profit?”».
Questa domanda-provocazione è il filo
conduttore del libro “Ha un futuro il
volontariato?” (edizioni EDB, pp. 138,
euro 12), scritto da Giovanni Nervo,
sacerdote della diocesi di Padova,
presidente per oltre 30anni della
Fondazione “E. Zancan”, responsabile
della Caritas italiana dal 1971 al 1986
e dei rapporti Chiesa-Istituzioni alla
Conferenza episcopale italiana dal
1986 al 1991. “La sfida che si presenta
al volontariato oggi – si legge nella
presentazione del volume - è aiutare
il no profit a conservare l’anima di
solidarietà, di servizio, di scelta degli
ultimi, di giustizia sociale da cui è
nato. Il volontariato potrà vincere
questa sfida e avere un futuro soltanto
se saprà mantenere e difendere la sua
identità, che è la gratuità”. Ecco allora
la chiave di lettura per comprendere
nella sua essenza il problema. L’identità
specifica del volontariato è, quindi, la
gratuità. “La sfida che si presenta ora
al volontariato – questo in estrema
sintesi il tema del libro – è quella
di aiutare il non profit a conservare
l’anima di servizio, scelta degli ultimi,
giustizia sociale da cui è nato. Le
riflessioni proposte dal volume si
offrono in particolare ai volontari e a
chi ha il compito e la responsabilità di
guidarli e orientarli”.
■ E. Bianchi
L’altro siamo noi
Poche parole,
ma significative,
presentano il libro
di Enzo Bianchi
“L’altro siamo
noi”, edito da
Einaudi (pp. 82;
10 euro), in cui il
fondatore e priore
della Comunità
monastica di
Bose - autore di
numerosi testi di spiritualità cristiana
e sulla tradizione di dialogo della
Chiesa nel mondo contemporaneo
– mette in evidenza l’importanza
“strategica” di promuovere il dialogo
tra le persone, soprattutto in relazione
al problema dell’immigrazione e
dell’accoglienza nelle nostre comunità.
Un dialogo – evidenzia Bianchi «che consente di passare non solo
attraverso l’espressione di identità e
differenze, ma anche attraverso una
condivisione dei valori dell’altro, non
per farli propri, bensì per comprenderli.
Dialogare non è annullare le differenze
e accettare le convergenze, ma è far
vivere le differenze allo stesso titolo
delle convergenze: il dialogo non ha
come fine il consenso, ma un reciproco
progresso, un avanzare insieme».
“L’altro siamo noi” è quindi una
riflessione sul rapporto tra noi e gli
altri, una proposta di incontro, l’inizio
di un cammino, da compiere nella
propria interiorità e da estendere alla
società nel suo complesso, per sottrarsi
a facili generalizzazioni e iniziare ad
abbattere il muro della paura.
In Missione
Sabato, 24 settembre 2011 15
Una
panoramica
di Carabayllo
alla periferia
di Lima
Perù. E’ passato quasi un anno dall’arrivo dei nostri fidei
donum a Carabayllo. Il racconto di chi li ha incontrati
Camminando tra la gente
L
a parrocchia di Carabayllo a
Lima, dove attualmente vivono e
operano i nostri preti fidei donum
don Savio e don Umberto, è abitata
da circa 60 mila persone ed il numero
degli abitanti è in continua crescita.
Questo a causa di un’ immigrazione
costante di due tipi: la prima dalle
Ande e dalla selva, che occupa le
zone più degradate con un sistema
di invasione delle terre nelle quali in
seguito vengono portati
dei servizi primari quali
acqua ed energia elettrica.
L’altro tipo, si può definire
di seconda immigrazione,
cioè da zone di invasione
o dal centro di Lima verso
zone più residenziali, con
case costruite da agenzie
immobiliari.
Questo continuo flusso fa
prevedere che nel giro di
pochi anni la popolazione
della parrocchia possa
arrivare vicino ai 100 mila
abitanti.
La parrocchia si
sta organizzando
secondo il progetto di
nuova immagine di
parrocchia (NIP) con
un coordinamento dalla
chiesa centrale e con delle cappelle
in ogni zona, gestite da coordinatori
laici che si formano alla luce della
Parola e che hanno contatti con tutta la
popolazione.
I nostri sacerdoti stanno cominciando
a conoscere le persone, la cultura e il
territorio, cercando in primo luogo di
voler bene a chi incontrano e poi di
soddisfare le richieste che vengono
loro poste, sempre cercando di
coinvolgere attivamente ogni membro
della comunità. Ad oggi le maggiori
richieste sono legate ai sacramenti
dell’iniziazione cristiana (molte
persone non sono battezzate) da qui
derivano gruppi di catechesi familiare,
catechismi per i bambini e gruppi di
condivisione della Parola; ma anche
richieste di intervento sul piano sociale
e formativo che hanno portato don
Umberto e don Savio ad incontrare
le autorità comunali per
sensibilizzarle ai bisogni
della popolazione come
la necessità di corrente
elettrica e di acqua in
interi quartieri e a pensare
progetti di promozione
umana attivando corsi di
formazione in diverse zone.
I preti sono ben inseriti
ed è proprio evidente che
stanno creando rapporti
di fiducia e collaborazione
reciproci con le persone
che stanno incontrando
e stanno aspettando
qualcuno con cui poter
condividere un pezzo di
vita peruviana.
don IVAN
LAURA
La lettera
Tanti progetti,
una sola missione
C
Dalle sale della comunità
ari amici, vi ringraziamo
a progetti di microcredito,
tantissimo per l’appoggio che
avete dato e date alla nuova
dalle cappelle alle consulenze
missione comasca di Carabayllo
legali. Sono tante le proposte
in Perù: una zona molto vasta
in cantiere, tutte decise
della periferia di Lima, con tutti i
problemi delle periferie delle grandi
con la collaborazione della
città dell’America Latina. Stiamo
popolazione locale
cominciando, conoscendo persone
e situazioni, soprattutto cercando
donne, preparazione e distribuzione di latte per bambini.
di voler bene alla gente. Il vostro aiuto ci stimola e
Virgen de la Mercad: costruzione di una cappella
sostiene nel condividere con loro concretamente
che serva anche come luogo per incontri di catechesi,
bisogni e necessità, soprattutto con i più poveri. Anche
laboratorio di taglio e cucito.
se solo da pochi mesi siamo a Carabayllo, insieme
Chavin: laboratorio di maglia, laboratorio di
con la gente abbiamo elaborato alcune linee di lavoro
taglio e cucito, cooperativa di micro-credito per la
e alcuni progetti, che speriamo possano svilupparsi
ristrutturazione di case precarie e per altri obiettivi
positivamente. Sono azioni ancora piccole che, oltre ad
ritenuti importanti dai gruppi di persone che fanno parte
offrire un aiuto immediato e la possibilità di una certa
della cooperativa.
capacitazione, hanno l’obiettivo di unire e motivare i
Hurangal: costruzione di un centro comunitario per
gruppi nel lavoro comune. In questi giorni, abbiamo
celebrazioni, riunioni, catechesi per bambini, attività
condiviso con don Ivan e Laura, conoscenze, lavoro e
comunitarie.
idee. Loro vi potranno raccontare a viva voce e presentare San Juan de Vilca: laboratorio di lavoro a maglia,
le possibilità e le prospettive future, di cui si sono viste le
laboratorio di taglio e cucito.
necessità e di cui si è parlato insieme.
San Juan y Sauce: costruzione di un locale per mensa
I progetti che stiamo mettendo in atto nelle diverse zone
comunitaria per bambini e adulti, laboratorio di taglio e
della comunità a noi affidata:
cucito e maglia.
La Moruta: costruzione di un centro comunitario per
Bella Vista: laboratorio taglio e cucito, attività di un
incontri comunitari, laboratorio di taglio e cucino per
centro comunitario.
Sede Centrale: costruzione aule per la catechesi,
appoggio a corsi di formazione per catechesi e gruppi
parrocchiali. Servizio giuridico: un obiettivo importante
visto che la gente spesso non ha la possibilità di usufruire
di un’assistenza giuridica di fronte a problemi importanti
come il possesso terreno, problemi famigliari e sociali
ecc. Un luogo di attenzione ed educazione per i bambini
per permettere alle mamme di lavorare.
In tutti questi posti si sta anche cercando una
collaborazione con il Municipio per una presenza più
attiva e responsabile delle istituzioni sul territorio.
I progetti sono il tentativo di risposta ai bisogni che le
diverse comunità manifestano o che individuano; gli
stessi vengono sempre realizzati con la partecipazione
attiva delle diverse comunità e con il nostro appoggio.
Sentiamo tutto questo come un impegno comune,
insieme con voi.
Vi ringraziamo con affetto.
Don Savio e don Umberto
ComoCronaca
16 Sabato, 24 settembre 2011
Uno squarcio alla solitudine. Il dovere di un impegno quotidiano
Q
uando ci troviamo nel
vita diversi da quello che la
giro di pochi giorni a
società attuale ci impone,
dover registrare due
basati non sull’avere ma
morti tragiche di nostri
sull’essere; dobbiamo sentirci
fratelli profughi veniamo
parte attiva della società e
assaliti da un sentimento di
non vivere esclusivamente
scoramento, di impotenza.
una situazione di delega
Personalmente mi sento
pensando che tanto ci sarà
corresponsabile per quello che
qualcuno che ci risolve i
è successo, mi chiedo se ho fatto
problemi.
tutto quello che era possibile
Dobbiamo imparare
per poterle evitare e questa
a vivere uno stile di
impotenza è ancora più grande
condivisione basata sul
di fronte alla reazione della
dialogo, che deve ripartire
gente comune che incontri per
innanzitutto nelle nostre
strada o al supermercato, ma
famiglie, nelle nostre
anche in chiesa.
comunità: se saremo capaci
Tra le righe la morale che ricavi
di accettarci tra di noi, con
parlando con la gente è che in
le nostre fatiche, ci verrà più
questo caso sono due in meno
facile aprirci anche agli altri.
da dover sopportare.
Dobbiamo recuperare la
So che quella che sto facendo
dimensione dell’impegno
è una affermazione forte e
sociale e politico che da
che può dar fastidio, ma se
troppo abbiamo lasciato in
vogliamo affrontare in modo
delega a dei “ mestieranti”.
coraggioso questa situazione,
Dobbiamo saperci
dobbiamo superare quella
impegnare per la
realtà virtuale che ci siamo
costruzione di cammini
creati per il nostro quieto vivere
di recupero della dignità
e dobbiamo avere il coraggio di
della persona nei paesi del
guardare in faccia alla realtà
terzo mondo in modo da
che il nostro tempo ci fa vivere.
permettere alle persone che
La realtà è che anche il nostro
vi abitano di trovare una
territorio è meta di persone che
possibilità di vita dignitosa
sperano di trovare da noi quelle
lì dove sono nati.
minime possibilità di vita
Questa è una strada
Alcune riflessioni a margine di due tragici episodi che nelle ultime
dignitosa che ogni uomo ha il
sicuramente faticosa perché
diritto di avere.
ci obbligherà a perdere
settimane hanno coinvolto, nel comasco, giovani stranieri
Questo “esodo biblico” noi non
durante il cammino tutta
lo possiamo fermare. Non serve
quella zavorra che in questi
alzare barricate o appellarci
regolamenti; in questi anni abbiamo visto
da creare condizioni di vita che siano
anni abbiamo aggiunto
alla difesa di una cultura cristiana che per
che tutto questo sia spesso inutile se non
dignitose per tutti, che sappiano trovare
alle nostre esistenze, zavorra che ha
la maggior parte di noi è un alibi, perché
dannoso. Sono convinto che ognuno di noi
la strada della collaborazione e non della
reso il nostro fiato corto, la nostra vista
oramai non ne condividiamo i valori
si debba impegnare nella sua quotidianità
contrapposizione, del dialogo e non della
appannata, il nostro udito debole a tutto
di fondo. Queste consistenti migrazioni
ad affrontare in modo positivo quello che
chiusura, che impediscano che fatti come
quello che nel frattempo stava succedendo
porteranno nei prossimi anni ad un
ci capita di vivere, avendo come condizione quelli successi in questi giorni possano
accanto a noi impegnati a salvaguardare
cambio radicale della composizione delle
principale la convinzione della centralità
diventare non casuali ma continuativi?
questa nostra esistenza sempre più piena di
nostre comunità che sempre più saranno
della dignità di ogni uomo anche se diverso Certamente non ho la ricetta per questo,
cose e sempre più vuota di relazioni.
multirazziali e multireligiose.
da noi per razza o per convincimento
ma posso ipotizzare alcuni percorsi che
Perché queste morti non siano successe
Penso che per affrontare questa situazione
religioso.
se condivisi possono aiutarci in questo
invano iniziamo la nostra conversione.
sia inutile invocare delle soluzioni che
Come possiamo allora vivere in modo
cammino.
diacono
arrivino dall’alto o siano imposte da leggi o positivo questo nostro tempo in modo
Dobbiamo saper recuperare degli stili di
Roberto Bernasconi
La via dell’accoglienza
I
Il benessere
della persona
malata.
Nasce il
premio Carcano
n ricordo di Adriana Carcano,
architetto e socia del Soroptimist
International Club di Como
prematuramente scomparsa, nasce un
progetto che trae spunto dall’esperienza
da lei vissuta nei luoghi di cura dei
quali evidenziava, con attenta e critica
osservazione, la carenza di soluzioni
idonee al benessere della persona malata.
Con l’indizione di un premio a lei dedicato,
il Club di Como intende promuovere studi
e ricerche in ambito universitario con
l’obiettivo di portare contributi scientifici
al miglioramento dello stato emotivo
della persona ospedalizzata in condizioni
di disagio e sofferenza. Le ricerche – in
forma di tesi di laurea inedite – dovranno
indagare il rapporto tra spazio della
mente e spazio fisico, in riferimento al
paziente adulto nel luogo di cura in una
prospettiva interdisciplinare. Questa
operazione potrà coinvolge le discipline
di Architettura e Ingegneria, competenti
per gli aspetti tecnici (spazio, materiali,
tecnologia) che dovranno relazionarsi con
le discipline di Medicina per gli aspetti
scientifici della cura e di Psicologia per
l’attenzione alla gestione della sofferenza,
momento delicato e spesso inevitabile
nella vita delle persone. Il premio, di 3000
euro, è rivolto agli studenti delle sedi
universitarie attive sul territorio regionale
lombardo e nel Canton Ticino, e riguarderà
la migliore Tesi di Laurea Magistrale o
Specialistica discussa o presentata dal 1°
gennaio 2010 al 30 giugno 2013.
Il 2 ottobre ai giardini a lago di Como. A promuoverla il Forum delle associazioni familiari
Festa regionale della Famiglia
2
ottobre 2011: annotiamo bene questa
data, perché non mancano molti giorni.
Si svolgerà a Como, nella zona dei
giardini a lago, (viale Corridoni, trasversale
tra viale Rosselli e lo stadio Sinigaglia) la
Festa Regionale della Famiglia, promossa
dal “Forum delle associazioni familiari”.
Nel 2010 si è svolta a Limbiate, nel
Milanese, la prima festa regionale mentre
quest’anno il compito di organizzarla è
stato assegnato al “Forum” di Como, a
cui aderiscono ventidue associazioni
che si occupano dei diversi aspetti della
famiglia sempre considerata quale soggetto
sociale e cellula fondamentale della società. Non è stato facile mettere insieme
i tasselli della manifestazione la cui organizzazione ha rivestito problematiche
sufficientemente complesse tanto che abbiamo dovuto spostare la data originaria
del 18 settembre che fino ad agosto risultava annotata sui taccuini delle
associazioni.
Il programma del 2 ottobre, interessante
ed articolato, prevede anzitutto due
aspetti qualificanti della manifestazione.
1) dalle 10.00 alle 18.00, in una serie
di gazebo o stands un buon numero di
associazioni proporranno la propria
immagine, presentando le loro iniziative
che riguardano la famiglia, e offrendo
informazioni e materiale pubblicitario:
non ci sarà che di approfittarne per
conoscere la ricca realtà del territorio e ci
auguriamo che qualcuno magari si senta
stimolato nel mettersi in gioco. 2) dalle
16.15 alle 18.15 in una tavola rotonda,
sui temi delle politiche familliari regionali
e locali si confronteranno, coordinati da
Giovanni Giambattista, presidente del
“Forum” di Como, alcuni rappresentanti
delle associazioni e delle istituzioni;
interverranno, in particolare, Ernesto
Mainardi per il Forum regionale delle
associazioni familiari, Cesare Palombi
responsabile regionale per l’Associazione
Nazionale Famiglie Numerose e il Sindaco,
o suo assessore delegato, del Comune di
Como. è assicurata la presenza della C.R.I.
per il pronto intervento, ed è previsto un
punto di ristoro sempre gestito dalla
C.R.I. di Como. Non mancherà poi l’aspetto
ludico, che piace ai bambini e ai giovani, ma
non solo. I bambini saranno coinvolti, nel
corso della giornata, a cura dell’associazione
“Asso di mamme”. Un divertente spettacolo
dei burattini sarà proposto alle 11.00 dalla
compagnia Pigliapupazzi, mentre il Gruppo
Agorà, dalle 14.00 alle 16.00, si esibirà in
un concerto musicale, che è un pezzo forte
di ogni manifestazione all’aperto.
ComoCronaca
Fai il pieno
di cultura
edizione 2011
è giunta alla quarta edizione l’importante
manifestazione promossa dalla Regione
Lombardia e coordinata dalle Province
Appuntamento dal
23 al 25 settembre.
Nel Comasco sono una
sessantina le istituzioni
culturali coinvolte
nell’iniziativa
S
i preannuncia davvero un week
end molto intenso per la cultura:
in contemporanea alle “Giornate
Europee del Patrimonio”, nei
giorni di venerdì 23, sabato 24 e
domenica 25 settembre si terrà anche la
quarta edizione di “Fai il pieno di cultura
2011”, l’importante manifestazione
promossa dall’Assessorato alle Culture,
Identità e Autonomie della Regione
Lombardia e coordinata a livello locale dalle singole Province.
Dal 2008 la manifestazione ha sempre riscosso un grande successo e si propone
anche quest’anno come evento speciale, coniugando cultura e svago in una
tre giorni particolarmente ricca di proposte. Aperture straordinarie di musei,
biblioteche, parchi, ville storiche e importanti istituzioni culturali del territorio,
con visite guidate e laboratori didattici, ma anche momenti di intrattenimento
Sabato, 24 settembre 2011 17
con spettacoli di musica, danza, teatro,
incontri con autori, animazioni per bambini
e molto altro ancora: una straordinaria
opportunità per conoscere ed apprezzare
il patrimonio culturale ed artistico del
nostro territorio, ma anche una singolare
occasione di incontro e di divertimento, in
grado di coinvolgere e avvicinare al nostro
patrimonio culturale diversi tipi di pubblico,
oltre agli abituali frequentatori.
Nella nostra provincia le istituzioni culturali
coinvolte nell’iniziativa sono 60, e sono
rappresentative dell’intero territorio
provinciale: dal capoluogo, al centro e alto
Lario, dalla Brianza all’Olgiatese, senza
trascurare la Valle Intelvi, la Valsolda e la Val
Cavargna. Alla già ricca programmazione
culturale (oltre 100 le iniziative),
promossa dai musei, dalle biblioteche
e dalle associazioni culturali, si affianca
un ricco calendario di attività promosse
direttamente dalla Provincia di Como.
L’edizione 2011 vede l’Assessorato alla
Cultura quale diretto organizzatore
di un concerto di musica tradizionale
dell’arco alpino, del gruppo Baraban,
che si terrà venerdì 23 settembre, alle
ore 21.00, presso la splendida cornice
di Villa Gallia, sede della Provincia. Lo
spettacolo sarà preceduto, alle ore 18.30,
dalla presentazione del volume “Vestiario
popolare lariano” di Giulia Caminada
Lattuada e da un momento di degustazione
di prodotti tipici locali a cura del Consorzio
“Sapori di Terra, Sapori di Lago”. Sempre nel
capoluogo, sabato 24 settembre, presso il
salone “Enrico Musa” dell’Istituto Carducci,
avrà luogo l’originalissima performance
del coro di voci a cappella “Chorus Band”.
Domenica 25 settembre la Provincia di
Como andrà invece in Val Cavargna: alle
ore 15.00 il Museo della Valle di Cavargna
ospiterà la presentazione del documentario
sulle tradizioni locali “Parole e cose della
Val Cavargna”, curato dall’Assessorato alla
Cultura in collaborazione con il Gruppo
Folclorico e il Museo della Valle. A seguire,
lo spettacolo teatrale “La leggenda
dell’uomo selvatico” e visite guidate al
Museo della Valle con dimostrazioni di
lavori tradizionali della Val Cavargna e
degustazione di prodotti tipici locali, a cura
del Gruppo Folclorico e dell’Associazione
“Amici di Cavargna”. Il programma completo
e dettagliato dei diversi eventi è disponibile
sul sito internet della Provincia di Como
www.provincia.como.it e sul sito www.
failpienodicultura.it.
Notizie flash
■ Cadorago
Educazione ambientale
con il Parco del Lura
Un articolato programma di
‘Educazione Ambientale’, rivolto
agli studenti dell’area percorsa dal
Torrente Lura e di tutti i comuni
consorziati, è promosso dal Consorzio
Parco del Lura di Cadorago che, tra
i suoi obiettivi, ha anche quello
di organizzare offerte educative e
di comunicazione ambientale. Per
l’anno scolastico appena iniziato il
Consorzio si è fatto promotore di
molteplici iniziative che spaziano
da laboratori tematici a convegni,
da giornate all’aria aperta ad
esperienze naturalistiche, da momenti
di educazione stradale a campus
ecologici: tutti appuntamenti che
saranno sviluppati in collaborazione
con il corpo docenti di ogni singola
scuola interessata all’iniziativa.
Unitamente all’attività svolta nelle
scuole primarie e secondarie di
primo e secondo grado, il percorso
educativo promosso dal Consorzio
Parco del Lura si estende alla
formazione dei tecnici comunali,
ai progetti di valorizzazione della
biodiversità, alla partecipazione a
diversificati eventi organizzati dai
singoli Comuni e alle manifestazioni a
tema naturalistico, all’organizzazione
di convegni, escursioni e
valorizzazioni del notevole patrimonio
naturalistico dell’area. Data
l’importanza di tutti i temi relativi
alla conoscenza e alla salvaguardia
dell’ambiente naturale, il Consorzio
Parco del Lura invita il corpo docente
di tutte le scuole dei comuni
consorziati a prendere contatto per
avere ulteriori informazioni sulle
numerose e variegate proposte
formative in quanto le attività svolte
nelle scuole sono completamente
gratuite ma fino ad esaurimento del
monte opere messo a disposizione dal
Consorzio. (l.cl.)
Molte le tematiche in discussione
Ticino e comasco:
caldo autunno
Q
Dalla dibattuta e sempre
uello alle porte si prospetta
essere un autunno molto
attuale questione frontalieri
intenso nei rapporti tra
al tema dell’Alp Transit,
comasco e Canton Ticino.
38,8% odierno si passerebbe al 28,8%).
al risanamento del tunnel Una decisione che potrebbe creare un
Sono infatti diverse le questioni
“sul piatto” che dovranno per
inasprimento dei rapporti
del San Gottardo. Questioni ulteriore
forza evolversi e le avvisaglie non
sul confine tra Italia, e comasco in
che animeranno il dibattito particolare visto l’elevato numero
sono certo favorevoli per il nostro
territorio. Dal progetto Alptransit ai
nei prossimi mesi
di amministrazioni, già in difficoltà
lavori che interesseranno il tunnel
economiche, interessate, e Svizzera.
del San Gottardo (e che potrebbero portare o alla paralisi
Questa decisione inoltre potrebbe essere nuovo terreno
per il troppo traffico i valichi comaschi, oppure al loro
di uno scontro politico tutto italiano che si animerebbe
completo inutilizzo), alla questione frontalieri/ristorni.
nel nostro territorio provinciale tra coloro che in questi
In questa fase sono le autorità del Canton Ticino a fare
mesi hanno attaccato l’atteggiamento promosso dalle
la cosiddetta voce “grossa” lanciando le loro proposte
forze dell’UDC, della Lega dei Ticinesi e del PPD con
su tutte queste tematiche al Governo federale di Berna.
le loro campagne contro i lavoratori frontalieri, e chi
Iniziamo dal tema più scottante e che ha tenuto banco
invece ha difeso le posizioni elvetiche per una più o
per tutta l’estate ovvero la revisione degli accordi tra
meno simile identità di vedute. Però la proposta fatta a
Svizzera e Italia in materia di ristorno ai Comuni di
Berna rischia di creare tensioni anche a livello di governi
confine delle imposte pagate dai lavoratori frontalieri,
nazionali in quanto non è mistero che gli esponenti del
accordi risalenti al 1974. Il blocco di metà delle quote
Consiglio di Stato ticinese hanno detto ai responsabili
attuato dal Consiglio di Stato ticinese il 30 giugno scorso
economici federali che non tutte le somme destinate
è stato seguito alla promessa, a livello nazionale elvetico,
ai Comuni di frontiera vengono poi dirottate da Roma
di una revisione di tutta la materia. La settimana scorsa
alle casse di questi ultimi. Ora toccherà alla diplomazia
gli stessi rappresentanti del Consiglio di Stato ticinese
ufficiale della Svizzera fare i passi necessari per vedere
hanno formulato le loro proposte che possono essere
se queste “indiscrezioni” corrispondono alla realtà del
sintetizzate nell’abbassamento della quota di ristorno
fatti. Nello stesso incontro i rappresentanti di Bellinzona
a favore dei Comuni italiani del 10% (praticamente dal
hanno proposto che le autorità bernesi incontrino quelle
italiane per fare il punto sull’applicazione di un nuovo
sistema di doppia imposizione. Per quanto riguarda
il progetto Alptransit i rappresentanti ticinesi, dopo le
polemiche seguite dall’incontro con l’Assessore regionale
ai trasporti, Raffaele Cattaneo della scorsa settimana a
Pollegio, hanno ribadito la necessità della pianificazione
e del finanziamento dell’intero tracciato della trasversale
ferroviaria alpina a sud delle Alpi, in particolare a sud
di Lugano. I tentennamenti elvetici in materia, è stato
sottolineato da parte del Consigliere di Stato leghista
Marco Borradori, finiscono per legittimare lo scarso
interesse italiano per il necessario quadruplicamento
della tratta Como-Seregno. Infine il risanamento del
tunnel del San Gottardo che, se venissero confermate
le tempistiche ufficiali con chiusure quantificate in 365
giorni per due e mezzo di lavori, non solo rischierebbe
di isolare il cantone italofono ma potrebbe avere
ripercussioni molto pesanti per ciò che concerne
l’attività doganale nel comasco, da sempre il valico più
frequentato dai mezzi pesanti nei loro collegamenti
tra nord e sud Europa. Contrariamente agli altri due
argomenti, in questo caso però, il comasco non può
ricoprire alcun ruolo attivo ma semplicemente attendere
le decisioni altrui con trepidante attesa.
L.Cl.
ComoCronaca
18 Sabato, 24 settembre 2011
giornata mondiale
Dal 25 settembre
al via una settimana
di iniziative per ribadire
l’importanza della
prevenzione contro le
malattie cardiovascolari
Il nostro
cuore,
sempre.
Prevenire!
“
O
ne World One
Home One Heart
- Il nostro cuore
sempre”. Domenica
25 settembre si celebra, in tutto il
mondo, la “Giornata mondiale del
cuore”, appuntamento per riaffermare
l’importanza della prevenzione nella
lotta alle malattie cardiovascolari.
Evento che la Fondazione Italiana per
il Cuore organizza in Italia da oltre
dieci anni, in collaborazione con
Conacuore e la Federazione Italiana
di Cardiologia (FIC). La Giornata,
quest’anno, viene a coincidere con
un evento unico e irripetibile: la
discussione, durante l’Assemblea delle
Nazioni Unite a New York, dal 20 al 22
settembre, sull’importanza e l’urgenza
sanitaria, politica ed economica di dare
priorità all’emergenza cardiovascolare
nell’ambito della comune lotta alle
malattie croniche non comunicabili
(NCD). La “Giornata” che ha il suo avvio
domenica ma viene, tradizionalmente
celebrata con svariate iniziative,
l’ultima settimana di settembre, vedrà
anche Comocuore come protagonista
nella promozione di svariati eventi sul
territorio comasco.
dopo aver salito i 140 gradini che dalla
cripta conducono all’ultima terrazza,
potrà anche godere di un impareggiabile
panorama sulla città, da 33 metri di
altezza.
Sabato 24 settembre verrà dato il via
ufficiale alla settimana di prevenzione
delle malattie cardiovascolari con
l’iniziativa “Il cuore in salita”, dalle 15 alle
18, che prevede la salita all’interno del
Monumento ai Caduti e la valutazione
dell’efficienza del cuore con la
misurazione della frequenza cardiaca
in partenza e all’arrivo della salita. Il
Monumento ai Caduti fu costruito
nel 1933 dai fratelli Giuseppe e Attilio
Terragni su disegno dell’architetto
futurista Antonio Sant’Elia. Il visitatore,
Domenica 25 settembre appuntamento
con la bicicletta con il “Memorial Gino
Ricci”. Pedalare tutti insieme perché fa
bene al cuore: è con questo presupposto
che andrà in scena la XVII edizione
di “Comocuore in bicicletta”, pedalata
amatoriale per le vie della città di Como
avente lo scopo di raccogliere fondi a
sostegno de “Il Cuore a scuola”, ricerca
cardiologico-genetica delle sindromi
“QT Lungo” e “Brugada” nelle scuole
elementari di Como. L’obiettivo di
Comocuore è quello di “fotografare”
Creatività
femminile
e impresa.
Al via il 4°
bando
L
a Camera di Commercio di
Como, in collaborazione con
il Comitato per la Promozione
dell’Imprenditoria Femminile e la
propria Azienda Speciale Sviluppo
Impresa, promuove la nascita e lo
sviluppo delle imprese femminili
attraverso il bando “Creatività
femminile - 4° edizione”.
Il bando prevede la concessione
di premi economici a aspiranti
imprenditrici e a micro e piccole
l’attività cardiaca dei bambini
iscritti alla classe III delle scuole
elementari, rilevando possibili
anomalie cardiache altrimenti non
identificabili. La manifestazione è
diventata un appuntamento fisso
di inizio autunno e una ricorrenza
cara a molti comaschi. L’iniziativa è
organizzata in collaborazione con il
gruppo sportivo ASD Asso. Albese,
il Museo del Ciclismo-Madonna del
Ghisallo e, da quest’anno, con RCS
Sport e CentoCantù. Comocuore
in bicicletta sarà anche l’occasione
per ricordare Gino Ricci, un amico
dell’associazione e appassionato
ciclista. Per l’occasione il ritrovo è
previsto in piazza Cavour alle ore 9,
partenza alle ore 10. Arrivo previsto,
sempre in piazza Cavour, dopo un
percorso di 16 km (fino a Cernobbio
e ritorno, lungo tragitti differenti) alle
ore 11.30. Tra le novità di quest’anno
anche un percorso di 3 chilometri
per bambini all’interno della città
murata.
Al termine del percorso verranno
consegnati premi al: gruppo
più numeroso, alla famiglia più
numerosa, alla bicicletta più
fantasiosa, alla tenuta più originale,
al partecipante più giovane, alla
bicicletta più tricolore, alla tenuta
storica.
Quota di partecipazione: 10 euro per
gli adulti, i bambini fino a 6 anni non
pagano, dai 7 ai 12 anni 5 euro. A
tutti gli iscritti verrà consegnata una
maglietta e altri gadget. Iscrizioni:
Comocuore (Como, via Rovelli 8) e
Bottiglieria da Gigi (Como, via Luini
48). Consigliato l’uso del casco.
Da martedì 27 a giovedì 29
settembre: porte aperte presso la
sede di Comocuore (via Rovelli
8) dove si valuterà il rischio
cardiovascolare globale con il
controllo di colesterolo, pressione
arteriosa, indice di massa corporea,
valutazione dell’intima carotidea
(Eco-Doppler alla carotide), A.A.A.
Cercasi-Screening dell’Aneurisma
dell’Aorta Addominale.
Dal 30 settembre al 2 ottobre
Comocuore sarà a Orticolario,
manifestazione dedicata al
giardinaggio evoluto che
si tiene a Villa Erba di Cernobbio.
imprese femminili. Ad ogni
categoria saranno assegnati tre
premi: primo euro 4.000, secondo
euro 2.500, terzo euro 1.000.
Verrà, inoltre, attribuito il premio
speciale “Marchio d’impresa”, con
il quale saranno erogati 3.000
euro per il marchio d’impresa
maggiormente distintivo depositato
presso la Camera di Commercio di
Como.
Le domande per il concorso
dovranno essere presentate entro il
15 dicembre 2011.
Il bando verrà presentato:
- venerdì 30 settembre ore 9.30
- 12,00
- giovedì 20 ottobre ore 14.30
- 17.00
presso la Camera di Commercio
di Como, Via Parini 16 (Sala 015
“Formazione”).
Il bando di concorso è disponibile
sul sito camerale
Conferenza in Biblioteca comunale a Como, martedì 27 settembre
Sud Sudan: nuovo Stato. Quale futuro?
S
“
ud Sudan, nuovo stato
nell’orizzonte africano. Vecchi
problemi. Testimonianze”. Si
presenta con questo titolo la serata, in
programma martedì 27 settembre, in
Biblioteca comunale, a Como, alle ore
21, promossa dall’associazione “Ascolto”
gruppo di cultura, da Medici con l’Africa
di Como e da gli “Amici di Luigina Barella”.
All’appuntamento interverranno il dott.
Agostino Zambelli, dell’Ovci “La Nostra
Famiglia” e Angelo Chemello logista di
Medici con l’Africa CUAMM.
L’incontro sarà l’occasione per
approfondire la storia e le prospettive
future del nuovo Stato, nato il 9 luglio
scorso: il 193° del mondo e il 54° dell’Africa.
Quale futuro si prospetta per questa
nuova realtà? Ombre e luci, come scrive
Pietro Veronese, giornalista di Repubblica,
su “È Africa”, bimestrale di informazione
di Medici con l’Africa CUAMM. “… il Sud
Sudan – scrive Veronese – si affaccia alla
vita sotto i peggiori auspici. Ci sono fondati
timori di una guerra imminente, sia con il
Sudan dal quale si separa, che all’interno
dei suoi confini. La sua collocazione
geografica, lontana dal mare, costituisce
un fortissimo ostacolo allo sviluppo
di un’economia capace di crescere. La
presenza nel sottosuolo di petrolio in
grande quantità (da esso proviene il 98%
delle entrate del nuovo paese) è più un
handicap che un vantaggio sulla strada
dell’auto-sostenibilità”.
Quali i rischi maggiori? Riferendosi al
libro di Paul Collier “L’ultimo miliardo”
Veronse riprende e rilancia quattro
trappole che rischiano impedire lo sviluppo
di questo nuovo Stato: la trappola del
conflitto; la trappola delle risorse naturali,
l’assenza di sbocchi al mare (e vicini poco
raccomandabili), il malgoverno. “Ebbene
– prosegue Veronese – il Sud Sudan è
certamente invischiato nelle prime tre
e abbiamo fondati motivi di temere che
sarà presto vittima anche delle quarta. Ci
sono insomma tutte le premesse affinche
il nuovo Paese diventi l’ennesimo “Stato
fallimentare” dell’Africa del quale la
cosiddetta comunità internazionale, o
più prosaicamente l’Organizzazione delle
Nazioni Unite dovrà occuparsi, al costo
di infiniti milioni di euro in aiuti di varia
natura, a cominciare da quelli alimentari…”
Di questo ed altro si dibatterà il 27
settembre. L’incontro è aperto a tutti.
ComoCronaca
Sabato, 24 settembre 2011 19
Domenica 25 settembre
Virtuosismi
d’organo a Ponzate
A
Appuntamento ad un anno
distanza di un anno
dall’inaugurazione, dopo
dal restauro del prezioso
il paziente restauro,
organo realizzato da
dell’organo – realizzato
Francesco Carnisi nel 1858.
da Francesco Carnisi di Luino
nel 1858 – la parrocchia Santa
L’iniziativa è promossa da
Brigida di Ponzate vivrà domenica
Agimus Lombardia, con le
25 settembre un’altra giornata
all’insegna della musica, inserita
Province di Como e Lecco
nella terza edizione di “Virtuosismi
parrocchiale diretta da Paolo Dal
d’organo”, iniziativa promossa da Agimus Lombardia
Negro. Sarà l’occasione per sentire l’organo Carnisi
con la Provincia di Como e quella di Lecco e tesa a
suonare nella sua veste usuale, cioè come nobile
valorizzare gli organi storici del territorio lariano.
accompagnamento delle celebrazioni liturgiche della
Direttore artistico dell’iniziativa è il maestro Ennio
parrocchia. Alcuni mesi fa, la sera della Domenica
Cominetti, che sarà anche protagonista di uno
delle Palme, la stessa corale aveva, insieme al maestro
dei due concerti previsti a Ponzate. Il programma
Cominetti e a sei valenti solisti, proposto alla comunità
prevede alle ore 16 l’apertura della mostra fotografica
la Via Crucis di Franz Lizst (nel bicentenario della
sull’organo intitolata “Da macchina sonora a re degli
nascita del compositore ungherese). È stato un
strumenti”. Alle ore 16.30 sarà la volta del maestro
momento di spiritualità e di musica assai importante
tedesco Roland Muhr (organista titolare dell’Abbazia
per questa piccola comunità che va orgogliosa del
di Fürstenfeldbruck, vicino a Monaco di Baviera
suo strumento, ora riportato così come lo aveva
e concertista apprezzato in Europa e in America)
realizzato il Carnisi a metà del diciannovesimo secolo.
esibirsi nel concerto d’organo che prevede musiche di
Gli organizzatori di “Virtuosismi d’organo” hanno
Guillaume Lasceux, Giuseppe Gherardeschi, Theodor
voluto che nella giornata ponzatese ci fosse anche la
Grünberger, padre Davide da Bergamo, Giovanni
Messa cantata dalla corale con l’accompagnamento
Quirici, Vincenzo Petrali. Alle ore 18 nella chiesa
dell’organo: anche questo sarà un momento
parrocchiale dedicata a santa Brigida d’Irlanda verrà
concertistico sui generis. Dopo una pausa per la
celebrata la Santa Messa solenne, animata dalla corale
degustazione di alcuni prodotti tipici e un aperitivo
insieme, a suggello della domenica musicale ci sarà
il concerto serale – alle ore 21 – del duo composto dal
maestro Ennio Cominetti all’organo e dalla soprano
Clara Bertella. Verranno proposti brani di Giuseppe
Giordani, Giovanni Paisiello, Leonardo Leo, Pietro
Morandi, Gian Francesco de Majo, Giovanni Morandi,
Pietro Terziani. L’intonazione del programma serale
sarà prettamente mariana, così da indirizzare la
comunità di Ponzate verso la celebrazione della festa
patronale della Madonna del Rosario prevista per
domenica 2 ottobre. C’è da segnalare che a completare
il restauro dell’organo (realizzato dalla bottega
organara di Sergio Castegnaro) è avvenuto il recupero
del registro dei campanelli che ha riportato l’organo
Carnisi all’integralità delle sue originarie potenzialità
sonore. Anche la balconata dell’organo è ritornata nel
frattempo al suo primitivo splendore grazie al lavoro
paziente del restauratore Gabriele Chinellato, che già
aveva realizzato il restauro della cassa dell’organo.
❚❚ Domenica 2 ottobre
Notizie flash
■ Rebbio
Con Iubilantes
all’abbazia
di Chiaravalle
D
omenica 2 ottobre l’associazione culturale Iubilantes propone un’interessante
occasione per la riscoperta dell’abbazia
di Chiaravalle milanese e delle sue grange.
Il ritrovo è previsto alle ore 11.30-12.00 alla Cascina Corte S. Giacomo / Nocetum (Via San
Dionigi 77, Milano, raggiungibile con mezzi pubblici dal centro di Milano: MM3 - linea
gialla - fermata Corvetto; autobus 77 o 93) e
pranzo al sacco. Il nucleo del Nocetum, già
antico borgo romano, punto di snodo viario,
nel Medioevo fu un nucleo rurale che accolse
milanesi esiliati da Federico Barbarossa; divenne poi grangia dell’Abbazia cisterciense di
Chiaravalle. Attualmente Nocetum è Punto
Info del Parco Agricolo Sud Milano e sede
di una associazione e di una comunità impegnate nell’accoglienza di giovani famiglie
in difficoltà e nella tutela, bonifica e riqualificazione della zona. Alle ore 13.00 seguirà
la visita guidata alla Corte (inizio sec. XII),
alla cascina, alle sue aie, al giardino benessere; quindi visita all’antica chiesetta dedicata ai Ss. Giacomo e Filippo, e, se si vuole,
alla Bottega Nocetum (prodotti a Km 0 e
del commercio equo-solidale). Si procederà poi con un percorso guidato nella Valle
dei Monaci, lungo la pista ciclopedale che
“Vitanuova. Appunti
sulla paternità” al
Teatro Nuovo di Rebbio
collega la Corte al borgo di Chiaravalle attraverso un paesaggio agrario e naturale caratterizzato da una fitta rete di rogge e fontanili e
adibito a parco. Alle ore 15.15 arrivo all’Abbazia di Chiaravalle, con visita guidata dell’Abbazia e del suo antico mulino, recentemente restituito al pubblico dopo un restauro decennale.
Al termine rientro con mezzi propri. Il contributo di partecipazione (comprensivo di tutte le visite guidate e dell’assicurazione) è di 22
euro per persona. Info e iscrizioni (entro il 27
settembre): Iubilantes, via G. Ferrari 2, Como;
tel. 031.279684; e-mail: iubilantes@iubilantes.
it; sito internet: www.iubilantes.eu. (s.fa.)
Il Collegio interprovinciale delle
Ostetriche delle province di Como e
Lecco propone, in collaborazione con
la compagnia teatrale “La Pulce”, lo
spettacolo: “Vitanuova. Appunti sulla
paternità” di e con Enzo Valeri Peruta,
con musiche originali dal vivo di
Pierangelo Frugnoli e la regia di Silvia
Briozzo. L’appuntamento è a Como,
presso il Teatro nuovo di Rebbio, in
via Lissi 9, alle ore 21, giovedì 28
settembre. L’ingresso è libero.
■ Como
“700 in Villa. Maschere
veneziane dal lago
di Como”
❚❚ Dall’inizio di ottobre
Università Popolare: corsi al via
L
’Università Popolare di Como inizierà i
corsi e le lezioni dell’anno accademico
2011-12 con anticipo rispetto agli anni
precedenti. Ciò per esaudire la forte richiesta
di partecipazione e per offrire un calendario
più ampio e ancora più numerosi argomenti.
I corsi e le lezioni – come di consueto – chiuderanno ai primi di giugno 2012.
Da subito, dopo il successo dei quindici incontri pomeridiani alla Fiera del Libro intitolati “Buon compleanno Italia”, l’Università
Popolare organizza gli incontri di ottobre intitolati “Tre settimane per l’Unità d’Italia” che
saranno dedicati a “Espressioni artistiche e
cultura del tempo” per riflettere su quanto la
cultura italiana sia stata determinante per la
conquista dell’indipendenza e dell’unità del
nostro paese.
Il programma di ottobre è inserito nella serie
delle celebrazioni per l’Unità d’Italia coordinate dalla Prefettura di Como, con la collabo-
razione dell’Assessorato ai Servizi sociali del Comune di Como e con il sostegno
della BCC Banca dell’Alta Brianza - Alzate
Brianza.
Gli incontri si tengono alle ore 15.30 presso il Centro Diurno Comunale di Como, in
via Volta 83, da martedì 4 con “Il libro”:
Cuore” a cura di Maria Rita Molteni; mercoledì 5: “Donne e Risorgimento“ a cura
di Maria Teresa Benincasa; “La figura di
CristinaTrivulzio di Belgioioso“ a cura di
Gaetano Foccillo; giovedì 6: “La pittura
italiana all’alba dell’Unità d’Italia” a cura
di Rosa De Rosa; martedì 11: “Tra libertà e conformazione: Pinocchio” a cura di
Maria Rita Molteni; mercoledì 12: “Viva
l’Italia“ di Roberto Rossellini (al cinema
Gloria) a cura di Maria Ambrosoli, Rosa De
Rosa Santina Pitrone; giovedì 13: “Luoghi
e memorie del Risorgimento a Como” a
cura di Fabio Cani; martedì 18: “Manzoni
e la lingua italiana” a cura di Santina Pitrone;
mercoledì 19: “Piccolo Mondo Antico di Mario Soldati” (al cinema Gloria) a cura di Maria Ambrosoli, Rosa De Rosa, Santina Pitrone;
giovedì 20: “Musica e Risorgimento” a cura di
Alessio Brunialti.
Sono aperte le iscrizione ai corsi annuali di
lingue straniere e arte per l’anno 2011-2012;
l’inizio dei corsi sarà lunedì 10 ottobre 2011.
Le iscrizioni si ricevono al Centro Diurno Comunale di via Volta 83 nei seguenti giorni di
settembre ai seguenti orari: lunedì 19 e 26 mercoledì 21 e 28 - venerdì 30 settembre dalle
17.00 alle 19.00; e nei giorni di martedì 20 e 27
- giovedì 22 e 29 - venerdì 23 settembre dalle
10.00 alle 12.00.
Poiché i corsi di lingue prevedono un numero
chiuso di corsisti è necessario iscriversi prima
dell’avvio delle lezioni per avere la garanzia di
essere inseriti nel corso prescelto.
Per informazioni: Auser 031-275038.
Sabato 24 settembre,dalle ore 17, nel
parco e negli interni di Villa Olmo,
avrà luogo l’iniziativa: “‘700 in Villa.
Maschere veneziane dal lago di Como”,
con ingresso gratuito. L’iniziativa
gode del patrocinio del Comune di
Como, assessorato al Turismo. Il
programma prevede la presentazione
di 30 maschere veneziane dal lago di
Como con altre 40 maschere e costumi
d’epoca provenienti da altre città
d’Italia. L’intento è di ricreare, in un
pomeriggio, i fasti della villa ai tempi
del ‘700, avvicinando le due città
d’acqua: Venezia e Como, il mare e il
lago, due luoghi, una stessa magia.
20 Sabato, 24 settembre 2011
ComoCronaca
Inaugurazione. Sabato 24 settembre, sulla collina di Lora
U
n “regalo” per don
Luigi Guanella in
occasione della sua
canonizzazione:
sabato 24 settembre si terrà
la solenne inaugurazione
della “Casa di Gino”, sulla
collina di Lora, dopo i
lavori di ristrutturazione e
ampliamento di cui è stata
oggetto negli ultimi anni.
Una bella storia, quella della
“Casa di Gino”, che merita di
essere ricostruita e raccontata
grazie alle ricerche fatte da
Gianni Magni, Coordinatore
generale della Casa.
Nel 1946 il superiore della
Casa Divina Provvidenza
di Como, in accordo con
il Vescovo di Como mons.
Alessandro Macchi, intendeva
procedere all’acquisto di un
terreno per coltivare frutta e
verdura da utilizzare per le
proprie necessità interne. Il
parroco di Lora, don Giuseppe
Majocchi, volle contattare i
ricchi coniugi Carlo e Nedda
Grassi che nel 1937 avevano
acquistato la proprietà Salterio
a Lora (villa padronale,
innumerevoli case coloniche
e 45 ettari di terreno),
mettendoli al corrente delle
necessità della Casa Divina
Provvidenza. Carlo Grassi
«uomo di non comune attività,
si era creata con le sue mani
la propria fortuna, della quale
faceva largamente parte a tutti
coloro che a lui avessero anche
semplicemente espresso
necessità di aiuto». Nato a
Salonicco da padre siciliano
e da madre belga, si stabilì da
giovane al Cairo, dove riuscì
a creare un vero e proprio
impero commerciale, fondato
principalmente sul tabacc o, di
cui era uno dei più importanti
produttori esportatori in tutta
Europa; fu anche appassionato
collezionista di opere d’arte e
archeologiche e frequentatore
di artisti e letterati.
I Grassi dunque risposero
con grande generosità,
decidendo di donare alla
Congregazione dei Servi della
Carità – Opera Don Guanella,
le loro proprietà di Lora, per
ricordare il figlio Gino, morto
nel 1941 durante la battaglia di
El Alamein.
Già il 4 settembre 1946, dalla
Casa Divina Provvidenza
di Como, salirono a Lora i
primi religiosi con alcuni
ragazzi disabili e il 16 febbraio
dell’anno seguente si arrivò
Nuova
luce per
la Casa
di Gino
Un “regalo” per
don Guanella.
La presentazione
dei lavori
di restauro
ed ampiamento
effettuati negli
ultimi anni
al formale atto di donazione
con l’impegno per l’Opera
Don Guanella di «gestire con
carattere permanente una
scuola o colonia agricola od
altra sua istituzione benefica
da intitolarsi Casa di Gino»,
che potesse consentire ad
altri giovani, più sfortunati,
di crescere e inserirsi nella
società attraverso l’istruzione
e l’apprendimento di un
mestiere. Ebbe così inizio
l’attività della “Casa di
Gino”, che si strutturò
prevalentemente con attività
agricola (orti, frutteti) e
zootecnica (allevamento
dei bovini, del pollame, dei
conigli).
Nel 1947 Carlo Grassi, per
onorare le spoglie del figlio
riportate in patria ampliò la
cappella, che venne abbellita
con due dipinti della scuola
di Raffaello e con lampade in
stile moresco del XIII secolo.
Nel decennio successivo
alla morte di Grassi (1950),
con l’attento e affettuoso
sostegno della moglie Nedda,
vennero potenziate le attività
dell’azienda agricola, con
i primi investimenti in
macchinari agricoli: trattori
apparecchi falcianti, aratri
foto william
ed autocarri, tanto che il
comune di Como offrì alla
Casa il servizio di raccolta
rifiuti del quartiere. Venne
dato un notevole impulso
anche al settore zootecnico,
con l’ammodernamento
delle stalle nel 1958. Mentre
i coloni si allontanavano
dalle loro case, grazie ad
un finanziamento erogato
nel 1953 dalla Cassa di
Risparmio delle Province
Lombarde, si avviarono i
lavori di ristrutturazione
degli alloggi per accogliere
sempre più numerosi giovani.
Inizialmente potevano «essere
ammessi tra i 14 e i 16 anni,
quegli adolescenti che non
presentavano malformazioni
fisiche o sensoriali da
pregiudicare ogni tentativo
sul piano del lavoro»; nel 1965
con l’istituzione dell’obbligo
di frequenza scolastica fino
ai 14 anni, venne innalzata
l’età di ammissione ai 15 anni.
Soprattutto negli anni Sessanta
e Settanta dello scorso secolo la
Casa, indicata da tutti come la
“Casa del Sorriso”, assunse un
ruolo di carattere nazionale ed
internazionale per il valore della
proposta riabilitativa e la visione
antropologica della persona
disabile, mutuata dalla geniale
intuizione di don Guanella.
Ci spiega Gianni Magni:
«Nell’ultimo decennio, nel
quadro generale delle mutate
necessità del territorio e del
cambiamento delle politiche
sociosanitarie, sono nate le
scelte strategiche che hanno
visto il rilancio progettuale
e strutturale della “Casa di
Gino”. Si è approfondita la
collaborazione con i Servizi
Sociali per interventi in favore di
persone portatrici di disabilità
psichica o con manifestazioni a
carattere psicotico, al termine
dell’obbligo scolastico o
all’insorgere dell’impossibilità
di permanenza continuata
nella propria famiglia. Con un
imponente investimento è stato
ristrutturato il corpo principale
della casa di Gino, che nel solco
della propria tradizione ospita in
regime di residenzialità disabili
adulti in piccole comunità sociosanitarie. Lo stile di famiglia
e l’attenzione ai bisogni della
persona consentono alla Casa di
offrire percorsi personalizzati per
favorire processi di realizzazione
del sé mediante attività legate al
lavoro in spazi e tempi a misura
della persona disabile».
Gli fa eco il Superiore, don
Remigio Oprandi: «Filo
conduttore di oltre sessant’anni
di attività rimane l’attenzione
e la promozione integrale
della persona svantaggiata, il
vero padrone di casa, secondo
quanto ci ha insegnato il nostro
Fondatore, che il prossimo 23
ottobre sarà canonizzato. Il
nostro impegno educativo nel
campo della disabilità ha la
sua ragione in una chiamata
di Dio, che ci rende partecipi
del carisma di don Guanella
e ci chiede di continuare
la sua opera in favore delle
persone in difficoltà. Pertanto,
il nostro servizio educativo,
riabilitativo e assistenziale è via
di evangelizzazione e costituisce
il nostro contributo specifico
alla missione della Chiesa nella
comunità locale».
pagina a cura di
SILVIA FASANA
Lora: programma
dei festeggiamenti
I
l programma dei festeggiamenti:
24 settembre, inaugurazione
ore 9.30 saluti del superiore senerale p. Alfonso Crippa, e del
superiore provinciale don Remigio Oprandi.
Saluti delle Autorità;
ore 10.00 “La disabilità e la
proposta dell’Opera Don
L’inaugurazione ufficiale
Guanella” (prof. Vittore
Mariani, docente di Pedagogia
sabato 24 settembre.
all’Università Cattolica di
Il 25 settembre la festa
Milano);
della Famiglia
ore 10.45 presentazione
della Casa di Gino: cenni
ore 11.30 Preghiera e Benedizione della nuova
storici, situazione attuale e
struttura;
prospettive (sig. Gianni Magni,
ore 11.45 Inaugurazione, apertura della mostra
coordinatore generale della
e visita della Casa;
Casa di Gino);
ore 12.30 pranzo a buffet;
ore 11.15 presentazione
Opuscolo/Carta dei Servizi
25 settembre – Festa della Famiglia
(don John Joseph Xavierraj,
ore 9.30 saluti del superiore provinciale, del
Vicedirettore della Casa di
vicedirettore e del coordinatore (nel Salone)
Gino);
ore 10.30 S. Messa presieduta dal Superiore
Generale P. Alfonso Crippa
ore 11.30 Visita della Casa e della mostra
ore 12.30 Pranzo a buffet con tutti i partecipanti
ore 15.00 Concerto del Corpo Musicale
Da sabato 25 settembre sono allestite una
mostra fotografica delle attività occupazionali
e residenziali realizzata dagli ospiti della Casa
e un’esposizione degli attrezzi e degli utensili
della colonia agricola. Dal 1° ottobre sarà
possibile visitare la mostra e l’esposizione
tutti i martedì e giovedì dalle ore 9.00 alle
12.00. Per i gruppi (scuole, associazioni, ecc…)
sarà possibile concordare visite oltre gli orari
indicati.
Per informazioni: “Casa di Gino”, via Oltrecolle
36, Como-Lora; tel 031.282175; fax 031.282579;
e-mail: [email protected]; sito
internet: www.casadigino.com.
ComoCronaca
Fondo affitti: una
mano alle famiglie
in difficoltà
A disposizione ci sono 40,8 milioni di euro
(fondi regionali e statali) ai quali andranno
aggiunti gli stanziamenti dei singoli Comuni
Quadruplicate, lo
scorso anno, le richieste
avanzate nel capoluogo.
Tempo per inoltrare
la domanda fino
all’11 novembre.
I
n un contesto sociale, anche nel
nostro territorio, caratterizzato da
preoccupazioni e difficoltà di tipo
economico da una settimana, anche
per le nostre famiglie, è possibile fare
richiesta per accedere ai contributi
previsti dal Fondo sostegno affitto. A
disposizione ci sono 40,8 milioni di
euro (fondi Regione e Stato), ai quali
andranno aggiunti gli stanziamenti dei
di Luigi Clerici
singoli Comuni del territorio. Il piatto,
però, non è particolarmente ricco e
basta qualche dato per dare una fotografia più precisa della situazione.
Se è pur vero che dalla introduzione del Fondo Affitto nel 2000 sono stati
712,5 i milioni di euro erogati come contributo al pagamento dei canoni
di locazione (ne hanno beneficiato
indicativamente 500 mila famiglie), le
domande ammesse a contributo nel 2009
sono state in Lombardia complessivamente
59.340 per un fabbisogno totale teorico di
oltre 156.726 euro. L’anno scorso invece
le domande ammesse a contributo sono
state 69.267 per un fabbisogno complessivo
teorico di oltre 187.773 euro, superiori
alle risorse finanziarie disponibili visto
che sono stati erogati 56.076.014,39 euro.
Calcolatrice alla mano l’abbattimento del
contributo teorico offerto tra 2008 e 2009
è stato del 50% e tra il 2009 ed il 2010 del
56%. Quest’anno, a disposizione, ci sono
40,8 milioni di euro, cioè quasi 16 milioni in
meno e quindi è probabile che si assista ad
un ulteriore “taglio” nei contributi.
Per quanto riguarda la realtà comasca
l’anno scorso i fondi complessivi furono
pari a 2.736.459,04 euro, pari ad un
contributo di 607.715,25 per il Comune
di Como dove, sul fronte delle domande,
si è assistito ad un incremento notevole:
dalle 660 accolte nel 2009 si è passati alle
oltre 3.000 presentate complessivamente lo
scorso anno.
Potranno richiedere l’aiuto economico i
nuclei familiari con un reddito Isee fino
a 12.911 euro, che abitano in alloggi in
affitto sul libero mercato. “Questo significa
- spiega l’assessore regionale alla Casa,
Domenico Zambetti - che, per ottenere il
contributo, il reddito lordo di una famiglia
di 4 persone sarà circa di 32mila euro,
quello di un nucleo di 5 di 37/38mila e
così via”. Le domande potranno essere
presentate sino all’11 novembre. Gli enti
preposti al loro ricevimento sono i Comuni
o i Centri autorizzati di assistenza fiscale
(Caaf ) e altri soggetti convenzionati con
la Regione. “Da anni il Fondo affitti vede
crescere in modo esponenziale le richieste
a fronte della continua diminuzione dei
fondi disponibili che, a tutt’oggi, arrivano
anche a non coprire nemmeno una
mensilità per i richiedenti. E quest’anno,
con le evidenti difficoltà economiche sotto
gli occhi di tutti, la situazione è destinata
ad assumere toni ancora più gravi” è stato
il commento sull’argomento del consigliere
regionale Luca Gaffuri. Le domande
dovranno essere presentate al Comune
di residenza dove è attivo lo Sportello
Affitto oppure presso i Centri Autorizzati di
Assistenza Fiscale (CAAF) convenzionati.
Sarà possibile presentare la domanda fino
all’11 novembre 2011.
Sabato, 24 settembre 2011 21
Notizie flash
■ Como
S’inaugura la 21°
edizione di Miniartextil
Ideata e organizzata dall’Associazione
culturale Arte&Arte di Como e curata
dal prof. Luciano Caramel, torna, dal 24
settembre al 20 novembre, Miniartextil,
la mostra internazionale di arte tessile
e contemporanea giunta alla sua
21° edizione. Ideata e organizzata
all’Associazione culturale Arte&Arte di
Como, curata da Luciano Caramel, la
mostra si sviluppa attorno ad un unico
tema centrale: “Energheia”.
L’inaugurazione ufficiale è prevista
sabato 24 settembre alle ore 11 presso
l’ex chiesa di S. Francesco e alla ore
13 .30 presso la Fondazione Antonio
Ratti, in via per Cernobbio. Attestatasi
come un evento peculiare dell’arte
contemporanea italiana, la mostra
conferma il suo apprezzamento da parte
di artisti e operatori internazionali con
la presenza di ben 43 paesi diversi dai
cinque continenti, il numero più alto
raggiunto nei 21 anni di storia della
manifestazione. Ritorna quest’anno
dopo diverse edizioni la Grecia, un
paese in difficoltà, ma che mantiene
“energie” creative interessanti. 352
sono i progetti pervenuti da 43 paesi
dei cinque continenti per il tradizionale
concorso. In mostra saranno i 54
minitessili (misure max 20 cm. per
lato) finalisti selezionati da una giuria
internazionale composta dal critico
d’arte Luciano Caramel
(presidente), Françoise de Loisy
direttrice dei Musées d’Angers (F) e
Virginija Vitkiene Direttrice della
Kaunas Biennial (LT). Per le
informazioni sul concorso www.
miniartextil.it I vincitori dei tre
riconoscimenti: il premio
Antonio Ratti, confermato per volontà
dell’associazione Arte&Arte; il premio
Arte&Arte individuato dall’associazione
omonima e il premio Mountrouge,
scelto dal Comune parigino, verranno
proclamati durante l’inaugurazione.
Assemblea. Il 24 settembre una mozione contro il rischio di nuovi tagli al welfare
C’
era una volta il Welfare.
Poi vennero gli anni della
“flessibilità” e del precariato,
che portarono in auge i teorici
del liberismo selvaggio, del mercato
che si autoregolamenterebbe da solo,
della speculazione finanziaria e della
delocalizzazione delle imprese in
regime di concorrenzialità integralista.
E dell’antico strumento di attenuazione
del disagio delle famiglie italiane
svantaggiate rimase in piedi solo
la facciata esteriore, poco più di un
ectoplasma sempre più evanescente e
gelatinoso. Nostalgia dei bei tempi che
furono, quando il debito pubblico si
dilatò sino a raggiungere proporzioni
assolutamente parossistiche, come
puntualmente accusano i fautori della
dissoluzione del sistema di protezione
sociale? Tutt’altro. Ma uno Stato che
voglia ancora proporsi come tale ai
propri cittadini deve compiere, e con la
massima celerità, una brusca inversione
di rotta. La dura politica nei confronti
delle fasce più deboli alla fine non
potrà pagare, e se poi questa affila le
proprie armi ai danni del già martoriato
universo della disabilità e della grave
emarginazione, come si è pensato di
fare con il disegno di legge n. 4566
attualmente in discussione alla Camera,
i cui articoli 9 e 10 mirano appunto
alla soppressione delle indennità di
accompagnamento a tutela di soggetti
già duramente bersagliati dall’avverso
destino, sono ben pochi gli alibi che la
demagogia al potere può essere in grado
di accampare. «Ci prepariamo a vivere
La protesta
dell’Unione
Ciechi
un autunno caldo – spiega Daniele Rigoldi,
presidente dell’Unione italiana ciechi e
ipovedenti di Como - anche in conseguenza
del delinearsi, dopo continue modifiche
della manovra finanziaria appena
approvata, delle proposte normative
contenute negli articoli 9 e 10 del disegno
di legge n. 4456 per la riforma fiscale e
assistenziale, in particolare concernente
interventi di riqualificazione e riordino
della spesa in materia sociale. I primi
segnali destano profonda preoccupazione
e lo dimostrano le forti prese di posizione
assunte sia dal Consiglio nazionale UICI
straordinario del primo settembre insieme
al Comitato esecutivo FAND del 2 settembre
e la successiva lettera aperta ai soci del 12
settembre firmata dal Presidente regionale
UICI della Lombardia Nicola Stilla e dai
12 presidenti provinciali. Ci prepariamo
a difendere le nostre conquiste con
intelligenza e passione, pronti a rispondere
alle sollecitazioni dei nostri rappresentanti
nazionali». E il primo passo sarà compiuto
proprio sabato. «Il nostro prossimo incontro
assembleare – prosegue Rigoldi - con invito
agli oltre 260 soci iscritti, è programmato per
sabato 24 settembre alle ore 15.00 presso la
sede di via Raschi n. 6 a Como, per approvare,
oltre al Bilancio di previsione e la relazione
previsionale e programmatica per l’anno
2012, anche una mozione. Mozione in
cui i Soci dell’Unione Italiana dei Ciechi
e degli Ipovedenti (O.N.L.U.S.) della
Sezione Provinciale di Como, esortano:
“- il Presidente della Repubblica,
per quanto di competenza, ad
intervenire presso il Governo ed il
Parlamento affinché venga rifiutato
con forza qualsiasi intervento attuato
senza il coinvolgimento diretto dei
rappresentanti delle persone disabili,
in spregio ai principi ispiratori della
Convenzione ONU sui diritti delle
persone con disabilità, ratificata dallo
Stato italiano con legge 3 marzo 2009, n.
18;
- il Governo a ritirare il disegno di legge
n. 4566, almeno per quanto concerne il
capo II contenente le misure di riforma
assistenziale;
- i Parlamentari del territorio a
farsi interpreti, sia all’interno del
Parlamento che presso il Governo,
delle preoccupazione e delle richieste
enunciate nel presente ordine del giorno;
- la Presidenza Nazionale dell’Unione
Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
(O.N.L.U.S.): a promuovere tutte le
iniziative ritenute più idonee per la
salvaguardia e la tutela delle indennità di
accompagnamento e speciale concesse al
solo titolo della minorazione, compresa
la mobilitazione della categoria a tempo
indeterminato, ad adoperarsi affinché
vengano definite delle linee guida per un
riordino normativo dell’attuale disciplina
socio-assistenziale”.
S. C.
ComoCronaca
22 Sabato, 24 settembre 2011
Villa Olmo. Dal 26 settembre i delegati di oltre cinquecento paesi si sono
dati appuntamento per la Conferenza mondiale dell’International Scout and Guide
Fellowship. A proporre la candidatura comasca, tre anni fa, il Masci
Scout adulti a convegno
G
li scout adulti si sono dati
convegno a Como per una
settimana.
Nell’incantevole scenario di Villa
Olmo, lunedì prossimo 26 settembre
si apriranno i lavori della Confernza
Mondiale dell’ISGF (International Scout
and Guide Fellowship, ma anche Amitiè
Internationale Scoute et Guide) che si
concluderanno nella serata di sabato 1
ottobre. La candidatura del capoluogo
lariano ad ospitare la Conference
fu avanzata tre anni fa dal MASCI,
il Movimento Adulti Scout Cattolici
Italiani, ad oggi l’unica realtà italiana
rappresentata all’interno dell’ISGF.
Il termine “scout” rimanda
immediatamente ad una realtà giovanile,
a ragazze e ragazzi. Lo scautismo, nato su
iniziativa di Lord Robert Baden-Powell
nel 1907, si è, infatti, diffuso in tutto il
mondo come movimento di educazione,
ancorato a solidi valori positivi e ha
trovato modo di “incarnarsi” nelle
diverse culture e religioni.
Gli strumenti e i metodi dello scautismo
si caratterizzano in modo diverso per
bambini, ragazzi e giovani. Gli adulti,
che sono presenti nello scautismo
giovanile come “capi” (educatori),
in movimenti come il MASCI sono,
invece, promotori e al tempo stesso
destinatari di percorsi e progetti di
“educazione permanente”. In questo
modo lo scautismo si scopre strada e
strumento efficace in ogni “stagione”
della vita. Accogliere il cabiamento,
che sempre più rapidamente modifica
i nostri orizzonti relazionali, costruire
l’incontro con culture e fedi diverse,
un tempo realtà lontane, affrontare la
fatica del quotidiano, approfondire la
riflessione sui grandi temi ambientali
ed etici, abitare un mondo sempre più
complesso, continuare la ricerca nel
campo della fede sono solo alcune
delle tematiche che continuamente
interpellano ciascuno di noi e che
nelle comunità di adulti scaut, con stile
fraterno e in amicizia, costituiscono il
cammino percorso insieme. Il termine
scout, in inglese, significa esploratore:
ai ragazzi lo scautismo non vuole
insegnare ricette, ma suggerisce di
percorrere piste che potranno sostenerli
nella costruzione di una personalità
equilibrata e solida, imparando a
mettere nel proprio zaino gli strumenti
davvero essenziali per poter “andare per
il mondo senza perdersi”.
Le comunità di adulti scout si propongo
come uno spazio rivolto agli adulti,
anche a quelli che non hanno
vissuto in prima prsona l’esperienza
❚❚ Svariati eventi
Albate:
una intensa
settimana
M
ani… quante cose facciamo con le nostre mani? Basta un secondo per riflettere e rendersi conto di come da esse
passi ogni nostro gesto. Diventano così uno
strumento importante, uno strumento complesso e dai duplici aspetti e significati. Pensiamo a quanto male e a quanto bene possiamo
fare o trasmettere usando le nostre mani! Alla comunità albatese piace vederle come uno
splendido strumento d’amore, come una pendice importante del cuore, come una sua continuazione. Liberando, quindi, le nostre mani, possiamo andare incontro all’altro pronti
ad accoglierlo a braccia aperte! Ed è proprio
questo il tema e lo spirito che accompagnerà la parrocchia di Albate nei prossimi
giorni. Con domenica 25 settembre si apre
una settimana intensa segnata da diversi
avvenimenti… Si parte con la festa in oratorio (“Anche tu così”), festa che porta con
sè diversi significati: l’apertura di un nuovo
anno di attività e di catechesi in parrocchia
ed in oratorio e, secondo
ma non meno importante, l’arrivo in comunità
del nuovo vicario, don
Alessandro, che tutti abbiamo atteso e che siamo
ora pronti ad accogliere con entusiasmo. Il secondo avvenimento sarà
la domenica successiva,
con la festa della Madonna (“Con Maria, segno
di speranza… cammina,
cammina!”). Da segnalare è che, in questa occasione, potremo ringraziare e festeggiare il nostro
parroco, Don Antonio,
che celebrerà 20 anni di
presenza ad Albate e 45 di ordinazione sacerdotale. A lui gridiamo con gioia un grande “GRAZIE”, a lui che delle sue mani ha fatto
strumento di amore; a lui che ha sempre avuto
mani libere per stringere le nostre, accompagnandoci e guidandoci come un padre affettuoso fa con i propri bambini.
dello scautismo giovanile, ma che ne
condividono metodi e obiettivi, nel quale
sperimentare insieme progetti e percorsi
formativi, Nelle comunità del MASCI si
alimenta e si rafforza il bisogno di “fare
strada”, viene stimolata la consapevolezza
che ciascuno è chiamato a fare “del proprio
meglio” là dov’è presente (famiglia, lavoro,
società) e, soprattutto, si è sostenuti e
accompagnati a fuggire il rischio di essere
risucchiati dall’individualismo, dalle paure
e dalle nostre fragilità.
Ma torniamo alla Conferenza Mondiale
dell’ISGF.
Accanto alle attività propriamente
destinate ai delegati provenienti da oltre
cinquanta paesi che hanno assicurato
la loro presenza, una serie di eventi
coinvolgerà i molti accompagnatori e ospiti
e saranno sicuramente oggetto di curiosità
e attenzioni.
Alle ore 18 del 26 settembre, alla presenza
delle autorità politiche e religiose, ma anche
di molti ospiti che hanno in comune la loro
esperienza nello scautismo, la cerimonia
dell’alzabandiera segnerà l’avvio delle
attività, unite dal tema di fondo che è quello
dei “beni comuni” (aria, acqua e terra).
I “beni comuni” costituiranno, infatti,
l’argomento dello spettacolo in
programma per la serata di martedì ,
dell’approfondimento che sarà sviluppato
nella mattina di mercoledì a cura del prof.
Simone Morandini, fisico e teologo, e
dell’incontro interreligioso, evento che si
svolgerà nell’avvolgente scenario di piazza
S, Fedele.
Allo scautismo giovanile sarà dedicato il
pomeriggio di mercoledì, cui farà seguito
una serata di festa con una cena in stile
lombardo.
La comunità MASCI di Como, in
coordinamento con la segreteria regionale
e con il Comitato organizzatore, ha
inteso promuovere, quali icone dei
tre beni comuni, altettante figure di
grandi comaschi (Plinio, per l’acqua;
Volta, per l’aria; e Terragni per la terra).
L’amministrazione comunale, accogliendo
la richiesta di mettere a disposizione la
Villa Olmo e il Parco attiguo, ha voluto
riconoscere in questo evento un’occasione
per esprimere, insieme con tutti gli scout
che in quella settimana saranno nostri
concittadini, la vocazione della nostra
Como ad essere luogo aperto all’incontro e
città “messaggera di pace”.
Bruno Magatti
Consigliere nazionale del MASCI,
membro del Comitato Organizzatore
Notizie flash
■ S. Antonio
Ottobre missionario
La parrocchia S. Antonio di Padova
di Como, in via Kolbe 3, propone il
programma dell’ottobre missionario
con quattro incontri in chiesa, alle
ore 21, sul tema: “S. Francesco e lo
spirito di Assisi”. Giovedì 6: “Conoscere
Francesco e la sua spiritualità. Il
signore mi rivelò che dicessimo questo
saluto: ‘Il Signore ti dia la pace’,
con padre Andrea Vaona; venerdì
14: “Francesco d’Assisi, un giovane
irrequieto”, veglia di preghiera animata
dai giovanissimi e adolescenti; Venerdì
21: “Francesco e lo spirito di Assisi”,
con padre Danilo Salezze; Giovedì
27: veglia di preghiera in comunione
col papa che nello stesso giorno ha
convocato ad Assisi una giornata di
riflessione, dialogo e preghiera per la
pace e la giustizia nel mondo
ComoCronaca
Pietro Lingeri,
Giuseppe
Terragni,
Cesare
Cattaneo...
E
cco l’elenco dei
progetti che saranno
analizzati ed illustrati
nel corso di questo
“viaggio”:
Pietro Lingeri
Monumento ai caduti di
Ossuccio, 1924
Tomba Surdo a Bolvedro,
1968.
Sabato, 24 settembre 2011 23
Giuseppe Terragni
Cappella Funeraria per
Domenico Ortelli, Cimitero
di Cernobbio, 1929;
Edicola funeraria per
Leonardo Pirovano, Cimitero
Monumentale di Como,
1928-1930-31;
Edicola funeraria per
Gianni Stecchini, Cimitero
Monumentale di Como,
1928-1930-31
Progetto di Cattedrale in
cemento armato, 1932
Basamento e Cripta del
Monumento ai caduti di
Como, 1931-33
Monumento a Roberto
Sarfatti, Col d’Echele,
1934-35
Cesare Cattaneo
Progetto di Chiesa a settore
circolare, 1939-1943
Architettura. L’originale progetto di Giuseppe Terragni realizzato nel 1932.
Un raptus creativo o la reinterpretazione di antichi schemi?
Cattedrale in cemento armato
I
l progetto della Cattedrale
in cemento armato è
il frutto della libera
invenzione del raptus
creativo del Grande Uomo
oppure la progettazione
architettonica è la ripresa e la
reinterpretazione di antichi
schemi, che permangono
rinnovandosi? è una domanda
cui bisogna dare una risposta
prima di analizzare e giudicare
ogni singolo progetto.
Nella Cattedrale si possono
facilmente rintracciare ed
enumerare quelle antiche
parole architettoniche che
costituiscono gli schemimatrice del progetto di
Giuseppe Terragni.
Ad un prima lettura sintetica
constatiamo che l’edificio
è costituito da una pianta
basilicale ad aula unica alla
quale sono anteposte due torri.
Approfondendo l’indagine,
le figure del progetto sono: il
sagrato, le due torri, l’atrio e
la grande aula della basilica
nella quale sono riconoscibili il
nartece, la sala e l’abside.
La Cattedrale non si inserisce
nella tradizione prospettica
rinascimentale alla quale
siamo ben abituati: qui è
sviluppata la tradizione
medievale dei fuochi multipli.
Leggere il disporsi delle figure
architettoniche nello spazio
ci consente il confronto con le
grandi basiliche romaniche del
Nord Europa.
Prendiamo ogni singolo
elemento del progetto della
Cattedrale e proviamo a
discuterlo. (foto1)
Il sagrato, costituito da
un basamento rialzato
raggiungibile da una scala,
costituisce l’inizio del percorso
sacro. Sul sagrato appoggiano
le due torri: diretto richiamo
del Westwerk, letteralmente
fabbrica ad Ovest, la più
imponente costruzione
figurativa romanica del
Nord Europa. Il portico è il
vestibolo dell’intero organismo
architettonico, è il luogo di
affissione degli editti e dei
documenti “pubblici”, per
questo motivo è l’antecedente
del broletto. I piani superiori
sono invece destinati a cappella
privata dell’imperatore ed ai
luoghi di amministrazione e
rappresentazione del potere.
Troviamo lo stesso schema
nella chiesa di Santa Maria del
Tiglio (foto2) di Gravedona che
costituisce la più importante
testimonianza del destino
centro europeo dell’architettura
comacina. Nelle torri, costituite
da nuclei funzionali autonomi
assemblati verticalmente,
possiamo riconoscere la
memoria della tomba torre a
collettiva per la consumazione
del pasto rituale che segue
al sacrificio e tomba “eroica”
epicentro di una piccola
necropoli . Facilmente si
possono riconoscere gli
elementi che dopo millenni
permangono in entrambi
gli edifici. Riprendiamo
una precisa descrizione
archeologica di Lefkandi che
ben si adatta al progetto di
Terragni: “Dalla corte esterna
si passa attraverso un portico
di accesso ad un vestibolo per
poi raggiungere un’ampia sala
(9 x 9 metri ca.), che almeno in
una prima fase, sembra essere
il megaron, di rappresentanza
destinato al ricevimento; alle
sue spalle, uno spazio ancora
maggiore e con caratteristiche
diverse corrisponde all’area
domestica più propria, mentre
in fondo tre vani, due affrontati
e uno ricavato nello spazio
terminale absidato, potrebbero
connettersi ai tre thalamoi.”
Nella grande casa di Lefkandi
la falda inclinata della
copertura appoggia sui
pilastri perimetrali esterni e
avvolge l’intera costruzione.
Nella Cattedrale la copertura
è costituita da cinque file di
tegoli giganti leggibili sul fronte
delle torri.(foto 6)
Il rettilineo “coppo gigante”
centrale è circondato, su
Foto 1
Foto 2
Foto 3
Ad una prima
lettura sintetica
l’edificio appare
costituito da una
pianta basilicale
camere sovrapposte di origine
semitica. Ancora una volta, le
torri-westwerk sono il motivo
iniziale, l’ouverture di una
Cattedrale. (foto3)
L’atrio: lo spazio è sempre
presente nei diversi luoghi del
vivere umano; ad esempio si
pensi all’atrio della casa.
Riteniamo che l’atrio più vicino
a quello proposto da Terragni
sia quello della chiesa di San
Giorgio,a Reichenau-Oberzell
sul lago di Costanza.
Atrio piccolo, coperto e
compatto ma capace di
essere un preciso e concreto
luogo di passaggio. Se tutto
l’apparato di ingresso è
immediatamente riferibile al
Romanico, l’aula basilicale
(foto 4) è riconducibile, per
la forma e per la successione
degli elementi che la
compongono, all’antico edificio
protogeometrico di Lefkandi
(foto 5), contemporaneamente
grande casa del Basileus, casa
Un progetto che
non si inserisce
nella tradizione
prospettica
rinascimentale
Foto 4
Foto 5
Foto 6
tre lati, da un doppio anello
di tegoli, collegati a una
facciata inclinata che avvolge
l’intera aula absidata. Questa
inclinazione permette la
lettura dei setti portanti
collocati in ragione dei diversi
“luoghi abitati” e illuminati da
numerosi tagli verticali che
misurano lo spazio.(foto 8)
Così scrive lo storico dell’arte
Henry Focillon: “A volte,
infine, la sopravvivenza si
manifesta, dopo un lungo
sonno, mediante risvegli
bruschi e apparentemente
fortuiti o lenti e progressivi.
(...) La sopravvivenza di una
forma non procede sempre
per tradizione passiva o
per metamorfosi continua.
Capita che la forma scompaia
o sembri scomparire per
risvegliarsi un giorno, con tutte
le sue caratteristiche, in tutta la
sua pienezza.”
Alberto Novati
Luca Novati
Confcooperative
24 Sabato, 24 settembre 2011
Teatro. Arte e creatività per esplorare se stessi
S
e qualcuno ci
chiedesse. Se
qualcuno ci
costringesse. Se
qualcuno ci provasse a
definire la Cooperativa
AttivaMente, potrebbe
trovare una sola parola
per contenere tutto il
calderone in fermento che
la caratterizza: il teatro.
Questo è infatti il perno
attorno al quale ruotano
vorticosamente tutti i suoi
componenti e collaboratori.
E da dove partono gli
innumerevoli raggi delle
attività che compongono
l’offerta di questa giovane,
ma attivissima realtà
comasca? Teatro, quindi,
in tutti i significati possibili
che vi vengono in mente.
Sia per quanto riguarda
l’aspetto più scenico e
rappresentativo, ma anche
per tutte le potenzialità
educative e formative che
quest’arte ha sempre avuto
e continua ad avere.
Parlando con chi ci lavora
dentro, potrete trovare
un altro filo conduttore
per legare insieme tutte le
identità della cooperativa
(che - non a caso - ha
deciso di utilizzare come
immagine identificativa
una serie intricata ed
allo stesso tempo molto
lineare di fili gialli e blu);
una sorta di “motto” che
definisce l’obiettivo di ogni
singola azione: fare cultura
vuol dire fare società. Punto
fermo del lavoro di tutti i
suoi collaboratori, infatti,
è la convinzione che arte e
creatività siano degli efficaci strumenti per
esplorare se stessi ed il contesto sociale
in cui si vive. E, conseguentemente, per
imparare a stare bene dentro e fuori di
sé. Per questo, niente viene lasciato a
velleità artistiche o formative fini a loro
stesse, ma tutto è realizzato, concentrando
l’attenzione su ogni singola persona, al
fine di comprendere le emozioni che si
provano e, da lì, imparare a gestirle fino
a trasformarle in una propria specifica
potenzialità. Il tutto, ovviamente, senza
perdere di vista il contesto sociale e le varie
dimensioni “gruppo” da cui ognuno di noi
entra ed esce quotidianamente. Per iniziare
così a guardare davvero se stessi e gli altri; a
comprendere chi siamo, ma anche a capire
la diversità degli altri per definire - tra
similitudini e differenze - la nostra identità.
nell’Associazione
Etre: una realtà nata
per mettere in rete le
22 residenze teatrali
lombarde coinvolte
nel progetto di
finanziamento Cariplo
ed è diventata, nel
tempo, un importante
momento di incontro
tra realtà artistiche
profondamente
differenti che trovano
qui, un momento unico
di scambio, confronto e
progettazione comune.
Un progetto dinamico
ed interessante
che avrete modo
di conoscere nei
primissimi giorni di
novembre, quando
in città sbarcherà
“Luoghi Comuni 2011”:
il festival organizzato
dalle residenze che vi
porterà nell’originale e
misconosciuto mondo
del “teatro nelle case”.
Portare gli spettacoli
nei salotti della gente:
un’idea che sembra
voler combattere una
situazione difficile di
oggi, ma che invece
ha caratterizzato i
primi lavori della
Cooperativa, e che
ancora oggi si diverte
a portarvi in casa clandestini
tormentati e strani personaggi
incastrati nelle parole con
i suoi “spettacoli ristretti”:
Clandestino (in casa) e
L’Ospite. In tutta la sua attività
di produzione teatrale, sia che
si tratti di spettacoli per adulti o
per ragazzi, AttivaMente | Torre
Rotonda racconta storie che hanno una
fortissima connessione con le tematiche
d’attualità, al fine di presentare e cercare
di comprendere vari aspetti della società
contemporanea. Una ricerca su quanto
accade oggi che parte dal teatro per
arrivare a tutti gli aspetti della vita, grazie
ai vari corsi che ogni anno la Cooperativa
propone: si tratta di laboratori nelle scuole,
di interventi di teatro terapia in comunità
e centri per disabili, di formazione per le
aziende, ma anche proposte per semplici
interessati che vogliono scoprire le
potenzialità delle tecniche teatrali applicate
alla vita di tutti i giorni.
pagina a cura
di confcooperative
unione provinciale di como
www.eurekacomo.it
La realtà di AttivaMente
Da associazione culturale a residenza teatrale.
Una cooperativa da conoscere
Una realtà molto giovane, quindi, ma che
ha le idee ben chiare su chi è e su dove
vuole andare, probabilmente anche grazie
alla lunga esperienza sul campo che ha
ereditato dall’Associazione Culturale Anello
di Moebius (nata nel 1999), dalla quale
deriva in modo quasi necessario e naturale.
Un’esperienza teatrale così ricca e
significativa, unita al personale percorso
che alcuni soci hanno fatto nel campo delle
problematiche sociali, hanno portato alla
nascita di una realtà più professionale,
in grado di affiancare all’aspetto della
produzione teatrale anche interventi più
specialistici di teatro e musico terapia.
Ed è così che, nell’aprile del 2005,
viene costituita la Cooperativa Sociale
AttivaMente.
In questi anni primi anni di vita,
AttivaMente ha saputo costruire una serie
di importanti collaborazioni con numerosi
enti e associazioni del territorio comasco,
dimostrando non solo di saper lavorare
in modo sinergico, ma di aver fatto della
collaborazione con altre realtà un valore
aggiunto che la distingue in quanto a
progettualità e capacità realizzativa.
Tra le collaborazioni con enti pubblici
e privati, comunità, istituti scolastici ed
associazioni del territorio, è sicuramente da
sottolineare la forte sinergia con il Teatro
Sociale di Como - As.Li.Co. che nel 2010 ha
portato alla nascita della residenza teatrale
Torre Rotonda, grazie al riconoscimento
del progetto Etre - Esperienze
Teatrali di Residenza di Fondazione
Cariplo. Al raggiungimento di questo
importante risultato è seguito l’ingresso
Primo appuntamento
il 28 settembre
Chi siamo
I
l primo appuntamento per tutti coloro che corrispondono alla
descrizione sopra indicata è il 28 settembre, giorno in cui lo
staff della Cooperativa vi aspetta per
inaugurare i nuovi Per-Corsi di Teatro
non è se non una forma d’arte.
ImprovvisaMente. Si tratta dei corsi di
A novembre è invece il turno di
teatro annuali proposti da Jacopo Boschini
MY WAY | Formazione e teatro d’Impresa, un
e Stefano Dragone, volti soprattutto
innovativo corso di formazione con l’obiettivo del
al raggiungimento del benessere ed
all’espressione della creatività dei partecipanti, raggiungimento di una forma di comunicazione
più efficace e completa, sia in ambito
piuttosto che all’apprendimento vero e
professionale che in quello personale. Si tratta
proprio di aspetti teatrali quali dizione,
della nuovissima proposta della Cooperativa
respirazione,impostazione della voce, e
Attivamente - realizzata in collaborazione e
molto altro. Si continua quindi ad ottobre
con la supervisione scientifica della famosa
con il Laboratorio di Lettura Espressiva,
psicologa e psicopedagogista Valerie Moretti dove l’obiettivo diventa quello di fornire
che vedrà organizzata la sua “edizione zero” nelle
gli strumenti necessari a padroneggiare
prestigiose sale del Teatro Sociale di Como il fine
l’arte della lettura, in qualsiasi contesto
settimana del 12 e 13 novembre. Sarà questo un
essa possa essere inserita. Un percorso
incontro prevalentemente rivolto alle aziende,
coinvolgente e divertente rivolto a tutti
mentre tutti gli interessati a livello privato
coloro che vogliono sviluppare questa
dovranno aspettare gennaio 2012, quando inizierà
forma espressiva e comunicativa che altro
il corso serale.
Potremmo stare qui ancora per molto a parlarvi di
quello che c’è in AttivaMente, ma probabilmente
non finiremmo mai, visto il costante lavorio
delle menti che operano al suo interno, sempre
in grado di sfornare nuove idee tutte - nella loro
follia - ugualmente possibili. Per saperne di più,
vi invitiamo quindi a consultare i siti internet
www.coopattivamente.it e www.torrerotonda.
it, dove potrete trovare gli approfondimenti di
tutto quello che vi abbiamo accennato. Se invece
volete provare a farvi spiegare da loro cosa stanno
facendo e cosa possono fare per voi, potete
scrivere a [email protected],
oppure chiamare a questo numero: 392 9816744.
La Cooperativa
AttivaMente è
composta da:
Jacopo Boschini
presidente: scrive,
dirige e riesce
anche ad insegnare;
Raoul Moretti, vice
presidente: tutto quello
che riguarda la musica
è compito suo; Stefano
Dragone, attore: vi
sfido a trovare un
nostro spettacolo in
cui non sia presente;
Alice Asinari,
scenografa e grafica:
altrimenti detta “la
perfezionista”; Simona
Rusconi, promozione
e organizzazione:
conosciuta anche come
“l’Ufficio”.
ComoCronaca
mbro
a
L
e
t
n
Po
La scorsa settimana l’inaugurazione di nuovi spazi e
nuovi arredi dopo importanti opere di ristrutturazione
Cresce la Nostra Famiglia
I
l centro di riabilitazione
“don Luigi Monza” de “La
Nostra Famiglia” di Ponte
Lambro ha inaugurato
la scorsa settimana nuovi
spazi e nuovi arredi
grazie ad importanti
lavori di ristrutturazione:
i festeggiamenti si sono
svolti il 17 settembre la
palestra del Centro alla
presenza di Alda Pellegri,
presidente dell’Associazione
La Nostra Famiglia; Mariella
Enoc, vicepresidente
Fondazione Cariplo;
Giulio Boscagli, assessore
Famiglia, Conciliazione,
Integrazione e Solidarietà
Sociale Regione Lombardia;
Roberto Bollina, direttore
Generale ASL di Como;
Simona Saladini, assessore
Il Centro è il primo
istituto di riabilitazione
convenzionato
con lo Stato italiano,
oltre 50 anni fa
della Provincia di Como;
Andrea Cattaneo, sindaco di
Ponte Lambro.
Da più di 60 anni La Nostra
Famiglia contribuisce
a far crescere nel Paese
l’attenzione verso le
persone con disabilità, in
particolare i minori e le loro
famiglie. Oggi continua il
suo impegno per migliorare
i servizi offerti dai propri
Centri di Riabilitazione
attraverso l’innovazione
tecnica e scientifica, la
collaborazione con le
Istituzioni pubbliche e
private e l’adeguamento
funzionale delle strutture. Il
Centro “don Luigi Monza”
di Ponte Lambro è il primo
istituto di riabilitazione
convenzionato con lo Stato
italiano (1954) ed eroga
prestazioni diagnosticovalutative e riabilitative sia
in regime ambulatoriale sia
in regime diurno continuo.
Il servizio
ambulatoriale fornisce
la visita specialistica
iniziale, fisiatrica o
neuropsichiatrica, a cui
può far seguito una serie
di valutazioni funzionali
all’interno del percorso
riabilitativo. La presa in
carico in ciclo diurno
continuo si rivolge a
soggetti in età evolutiva, tra
i 18 mesi e i 15 anni, con
problemi neuropsichiatrici
complessi per i quali è
necessario un intervento
riabilitativo intensivo e
globale. Vengono accolti
soggetti minori con
disabilità neuromotorie
e neuropsichiche per
encefalopatie non evolutive
(PCI, malformazioni
cerebrali, ritardo
mentale) ed evolutive
(encefalopatie geneticometaboliche), congenite
ed acquisite; disturbi
del linguaggio; disturbi
dell’apprendimento;
Breve
storia della
comunicazione
a Tavernerio
presso il Centro
Livatino
disturbi emozionali e di
relazione; disturbi sensoriali
e neurosensoriali complessi.
Ora l’Associazione,
grazie a questo
importante intervento di
ristrutturazione sul Centro
“don Luigi Monza” di Ponte
Lambro, potrà offrire un
ambiente più adeguato
e confortevole ai 190
bambini che frequentano
questo Centro ogni giorno.
La ristrutturazione ha
avuto un importante aiuto
economico da parte della
Fondazione Cariplo e
della Provincia di Como,
a questo si sono aggiunti
altri contributi istituzionali
e di tanti privati che hanno
voluto sostenere l’impegno
della struttura.
V
enerdì 23 settembre, dalle ore 21.15, presso il
Centro Civico “Rosario Livatino” di Tavernerio, in
via Risorgimento 21, il Gruppo Astrofili Lariani
organizza un incontro dal titolo “Breve storia delle
telecomunicazioni”, a cura di Marco Papi. Dal Fuoco alle
nuove vie dello Spazio, per comprendere e ricordare le
storie di necessità, intuizione e genio che si nascondono
dietro i nostri gesti quotidiani. L’ingresso è libero.
Per informazioni, la sede del Gruppo Astrofili Lariani
si trova in via Risorgimento 21 a Tavernerio, presso
il Centro Civico “Rosario Livatino”; tel. 328.0976491
(dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21); e-mail: info@
astrofililariani.org; sito web: www.astrofililariani.org.
❚❚ 24 e 25 settembre
Iubilantes e Immagimondo
D
edicato a tutti coloro a cui davvero stanno a cuore i Cammini storici italiani ed
europei: il 24 e 25 settembre, nei prestigiosi antichi spazi del Monastero di Santa Maria del Lavello a Calolziocorte (LC), visitabili
per l’occasione, tornano “I viaggi dell’anima”,
l’appuntamento speciale di Immagimondo,
il 14° festival lecchese dei viaggi, dei luoghi e
delle culture organizzato dall’Associazione Les
Cultures ONLUS. In questo suggestivo contesto
le associazioni Rete dei Cammini e Iubilantes
(dopo il successo di JOSPFest che le ha viste
impegnate a Roma, in Via della Conciliazione,
nella promozione delle vie di pellegrinaggio)
daranno vita, insieme alle altre consociate, oltre a stand informativi, a numerosi eventi dedicati non solo a tutti i “viandanti dell’anima”
ma anche a tutti quanti condividono l’interesse per un turismo inteso non come industria
e consumo, ma come educazione alla consapevolezza della cittadinanza globale. A par-
tire dalle mostre “Da Canterbury a Roma.
1800 km attraverso l’Europa”, realizzata da
Iubilantes, Associazione Europea delle Vie
Francigene, Associazione Civita e “La Via
Francigena”, a cura dell’Associazione del
Gemellaggio Lallio-Schongeising. Sabato 24 settembre, alle ore 15.00, presso la
Sala Conferenze, si terrà la presentazione della mostra “Da Canterbury a Roma.
1800 km attraverso l’Europa” e del Festival
“Via Francigena Collective project”, a cura
di Iubilantes, Associazione Europea delle
Vie Francigene e Associazione Civita; alle
ore 16.00, sempre presso la Sala Conferenze, verrà presentato il volume “Con le ali ai
piedi. Nei luoghi di San Francesco e dell’arcangelo Michele. 500 km dal Lazio fino alla
Puglia”, di Angela Maria Seracchioli in dialogo con Alessandro Cannavò (giornalista
e pellegrino) e Ambra Garancini (presidente della Rete dei Cammini). Alle ore 17.00,
spazio ai Cammini d’Italia, con la presentazione di cammini, materiale ed esperienze di
pellegrinaggio, in particolare sulla “Via degli
Abati” e sul cammino “Sui passi di Don Guanella”. Domenica 25 settembre, presso la Sala
Conferenze, alle ore 10.30 si ritorna a parlare
dei Cammini d’Italia, con la Via Francigena,
la Via Spluga e il suo Museo, il Cammino di
san Pietro e i Cammini di San Francesco; alle
ore 15.00 il dibattito “C’è ancora un futuro per
il Cammino di Santiago?” con Luciano Callegari (www.pellegrinando.it), l’associazione Iubilantes e la Rete dei Cammini. Alle ore 21.00,
nel Chiostro Maggiore, sarà proposta “Di qui
passò Francesco. In cammino per sfuggire alle tenebre....”, azione scenica a due voci a cura
di “Peregrinae de Canturio” - Iubilantes. Tutte
le manifestazioni sono ad ingresso libero. Per
tutti gli appuntamenti si può consultare il sito
www.immagimondo.it. Informazioni: tel. 031279684 (s.fa.).
Sabato, 24 settembre 2011 25
Notizie flash
■ Lenno
“Su carta”: mostra
pittorica di Giuliano
Collina
Lo scorso 17 settembre è stata
inaugurata, presso Casa Brenna
Tosatto, a Campo di Lenno (CO), la
mostra “Su carta” di Giuliano Collina.
Cinquanta carte, alcune piccole, altre
piuttosto grandi, quattro grandissime.
Qualcuna solo disegnata: a carboncino,
a penna e inchiostro di china, a
matita, a matita e gomma (che non è
la stessa cosa), altre un po’ a colori (a
tempera, ad acquerello o con gli smalti
industriali), altre ancora dipinte del
tutto come su tela. Infine c’è anche
qualche “tecnica mista”, nata dalla
commistione, dalla mescolanza di un
po’ di tutto, materiali della pittura
tradizionale e non solo. «Cinquanta
carte realizzate secondo tecniche
diverse, proprie e improprie – spiega
Collina -. Impossibile identificarle tutte
con il termine “disegno”, perché solo
poche mostrano la traccia del segno
e pochissime sono in bianco e nero.
Due Teste, due impronte del volto di
Cristo sono state realizzate con la terra
del mio giardino mescolata a un po’
di colla e nient’altro. Allora, quando
cercavo quella forma, non volevo né
il colore né la materia del sangue, mi
sembrava melodrammatico così come
ogni tentativo con il colore della
pittura finiva per essere illustrativo.
Provai quindi con qualcuna di quelle
sostanze, magari non usuali, ma che
hanno una consistenza e un colore
precisi e predeterminati: la cenere,
la sabbia, il catrame erano ormai già
troppo usati, la terra non ancora. Terra
come il colore e la natura del mondo,
come il fango che sta all’origine dei
nostri corpi…» «Quando il supporto è
di carta – prosegue l’artista - non ho
bisogno di cavalletti, di tela e di telai,
sto su un angolo del tavolo e lavoro
in orizzontale. No, in realtà, non è più
facile sulla carta piuttosto che sulla
tela, in entrambi i casi, almeno per
me, è sempre complicato, ma quando
pasticcio sui fogli, mi sento più a mio
agio, anche perché, se dipingo su tela,
ci insisto sopra fino all’esasperazione:
il quadro deve riuscire, oppure non
ha altro destino che la sua completa
distruzione, mentre per le immagini
su carta mi sono inventato una
scappatoia, qualcosa di simile a una
specie di limbo. Nel mio studio, da
anni, anzi da decenni, conservo una
grande cassa di legno che contiene gli
avanzi dei miei lavori su carta, quelli
non del tutto riusciti, quelli per così
dire indegni, per ragioni opposte, tanto
delle pareti dei collezionisti quanto
della spazzatura. Lì, loro stanno al
buio, un po’ dimenticati, mai ci ho
rovistato dentro quella cassa, non
ricordo quasi più nulla di quello che
contiene, un po’ ne ho timore, ma so
che quel luogo quasi segreto è pieno
di pezzetti di me, dei miei desideri,
le tracce di quanto avrei voluto
realizzare. Cinquanta fogli scelti da me
e dall’amico Longatti alla ricerca di una
cronologia, un percorso che parte da
due Tovaglie del 1986 e si conclude con
un’altra Tovaglia del 2011. Un gruppo
di opere finite nel bene e… nel male,
non certo come i frammenti della cassa
segreta».
La mostra sarà aperta fino a domenica
16 ottobre, 2011 con i seguenti orari:
martedì – domenica, ore 10.00 – 19.00.
ComoCronaca
26 Sabato, 24 settembre 2011
Gli auguri al vescovo. Domenica 25 con la Corale S. Nicola di Cernobbio
In S. Abbondio programma d’eccezione
U
n appuntamento d’eccezione quello
proposto domenica sera, 25 settembre, alle ore 21, in S. Abbondio, dalla
Famiglia Comasca, per celebrare i 70
anni del vescovo di Como, mons. Diego Coletti e per “restituire” alla città un altro pezzetto
dei dipinti della basilica, riportati a nuova luce,
grazie all’Accademia Aldo Galli di Como. La
spesa del restauro, costato circa 30 mila euro,
è stata coperta dalla Famiglia Comasca, con
il sostegno della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, dell’Ance, della Cna e
dell’UPCTS.
Ad allietare la serata la corale S. Nicola di Cernobbio con un programma di altissimo livello,
con l’organista Stefano Venturini, il baritono
Giuseppe Cattaneo e il soprano Ilaria Taroni.
A dirigere l’orchestra il maestro Marco Monti.
Di seguito il nutrito programma delle esecuzioni previste.
Felix Mendelsson Bartholdy (1809-1847)
Op.73 Lauda Sion salvatorerm - Andante ma-
Notizie flash
■ Pianello
Guanella: in cammino verso
la canonizzazione
estoso. Allegro maestoso e vivace per coro,
tromba e organo;
John Rutter (1945)
Galic Blessing Deep Peace per soprano e
organo;
Cantabile n° 2 (far you) per tromba e organo;
Hans-André Stamm (1958)
Rondò alla latina per organo;
Domenico Cimarosa (1749-1801)
Magnificat per coro e organo;
Patrick Doyle (1953)
Non nobis Domine per solo, coro, tromba e organo (colonna sonora del film Enrico V);
Pietro Mascagni (1863-1945)
“Gratias agimus tibi” dal Gloria della Messa di
Gloria per basso e organo;
Luigi Carlo Zanobi Salvatore Maria
Cherubini (1760-1842)
Ave Maria per soprano e organo;
Calixa Lavalée (1842-1891)
Tu es Petrus per coro e organo;
Luigi Picchi (1899-1970)
Lodiamo gli uomini illustri cantata biblica per
baritono, coro e organo
Enrico Pasini (1935)
Cavallasca
■ Grande festa per don Teresio
In preparazione al grande evento della
canonizzazione di don Luigi Guanella, il
Vicariato “Tre Pievi – Madonna delle Lacrime”,
in collaborazione con le suore juniores
guanelliane della Congregazione delle Figlie
di Santa Maria della Provvidenza, organizza a
Pianello del Lario un ciclo di due incontri dal
titolo “Don Guanella: un Santo per i nostri
giorni”. L’obiettivo è quello di far conoscere
meglio il prossimo Santo e la grande attualità
del suo messaggio e di preparare i pellegrini che
parteciperanno con la Diocesi alla cerimonia di
canonizzazione che si terrà a Roma il 23 ottobre
prossimo. Il programma degli incontri prevede:
Venerdì 23 settembre, ore 20.45, presso la Casa
del Giovane, “Un uomo della nostra terra”.
Venerdì 7 ottobre, ore 20.45, presso la
Parrocchiale di S. Martino, “La Santità salverà il
mondo”. L’ingresso è libero.
Gabriei Faurè (184 5-1924)
Cantique de Jean Racine per coro e organo;
Marco Enrico Bossi (1861-1925)
WestminsterAbbey - Hymn of Glory op. 76 (Cantate Domino) per coro a 6 v. tromba e organo.
Notizie flash
■ Menaggio
Concerto in
parrocchiale per la
Madonna del Rosario
nella foto william
l’ingresso di don teresio
barbaro a cavallasca,
la scorsa settimana
Cantù
De Sfroos per
“Briantea 84”
I
l cauboi lariano Davide Van De
Sfroos chiude il suo Yanez tour
al Pianella di Cantù e chissà che
non sia l’occasione per dedicare
proprio al basket la prossima canzone.
Il 2 ottobre infatti il menestrello lariano
si esibirà “sotto canestro” e l’intero
incasso della serata sarà devoluto
all’Associazione Briantea84. Promotori
dell’evento la neonata Associazione
Tradizione Canturina, il cui presidente,
Andrea Mauri, ha voluto come
manifestazione di start up, un grande
della musica italiana, conosciuto
ormai in tutta Europa e dalla paternità
fortemente comasca.
«Davide Van De Sfroos è un inno alla
larianità – spiega Andrea Mauri –
tutti hanno un po’ di lui nel sangue e
rappresenta la storia, il mito dell’uomo
del lago. Al di là dell’evento di per sé, la
serata ha un nobile scopo: raccogliere i
fondi per un’Associazione che in questi
anni si è impegnata per promuovere
lo sport dei diversamente abili a tutti i
livelli»
A partire dalle 21, domenica 2 ottobre,
Davide Van De Sfroos, riscalderà gli
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Ave Maria, trascrizione di A. Perosa per soprano, baritono e organo;
Concerto il 2 ottobre
del menestrello
lariano al Pianella.
Il ricavato
sarà devoluto
all’associazionew
animi dei fan, non mancheranno i pezzi
del nuovo CD e ripercorrerà la sua storia
con gli indimenticabili brani, dagli
antipodi agli ultimi successi. Chissà chi
delle migliaia di appassionati si ricorderà
i pezzi dei tempi di Ciulandari, oppure
del singolo La Curiera, o dell’album Viif.
Qualsiasi siano le ballate del
menestrello, Davide Van De Sfroos, che
è ormai un inno alla cultura dialettale
lariana e del sistema mondo, saprà
congedare (solo per quest’anno) i
suoi più seguaci facendoli divertire e
soprattutto facendoci divertire.
Oltre al divertimento anche la
solidarietà, infatti il progetto di Andrea e
amici non è fine a se stesso, ma sosterrà
il mondo dei disabili attraverso la
Briantea84 che, in questi anni, ha seguito
parecchi giovani alle prime armi con lo
sport. L’associazione sportiva ha lo scopo
di promuovere e sviluppare lo sport
tra i giovani, con particolare riguardo a
persone con disabilità.
«Crediamo nello sport – conclude Mauri
– e nei suoi valori, nelle associazioni
che lo sostengono e incoraggiano i
giovani, soprattutto quelli con particolari
difficoltà. Sono tutti piccoli aspetti che
ci hanno portati a sostenere proprio la
Briantea84 in occasione della prima
uscita ufficiale. Siamo convinti che solo
con la solidarietà si possano compiere
grandi passi. La voglia e la grinta non
mancano, adesso bisogna solo lavorare».
A.A.
La chiesa parrocchiale S. Stefano di
Menaggio propone, sabato 1 ottobre,
alle 20.45, un concerto in occasione
della festività della Madonna del
Rosario. Per l’occasione sarà presente
l’ensemble femminile “Cum corde”,
gruppo nato nell’ottobre 2006 dalla
iniziativa di Anna Fruet e del suo
maestro Francesco Sacchi.
Soprani: Barbara Manzoni, Nadia Vitali,
Marta Maggi, Annarita Carboni.
Mezzi soprani: Anna Segala, Cristina
Zuffellato, Franca Mangili, Betty
Torrielli. Contralti: Nicoletta Fruet, Sara
Carera, Claudia Corti, Raffaella Marelli.
Il programma della serata prevede:
Il Cantico
Anonimo francese XV sec
Realizzazione Francesco Sacchi;
Ave o gloriosa
Anonimo XIV sec
Realizzazione Francesco Sacchi;
Come again
John Dowland
Realizzazione Francesco Sacchi;
In convertendo
Francesco Rusca
Realizzazione Francesco Sacchi;
Angelus ad virginem
Carola inglese XIII sec
Realizzazione Francesco Sacchi;
God rest you merry
Tradizionale inglese
Realizzazione Francesco Sacchi;
Amor merçe no sia
Melodia trovadorica
Realizzazione Francesco Sacchi;
Fammi cantar l‘amor di la beata
Laudario di Cortona, 91
Realizzazione Francesco Sacchi “Genti
tutte” (salmo 47)
M. Pratesi - F. Sacchi;
Nada te turbe
Comunità di Taizè
Realizzazione Francesco Sacchi;
Dindirindin
Anonimo del Cancionero de Palacio
Realizzazione Francesco Sacchi;
La ballata di Tam Lin
Melodia irlandese
Realizzazione Francesco Sacchi
Scarborough fair
Ballata inglese
Realizzazione Francesco Sacchi;
Moon river
H. Mancini
Realizzazione Francesco Sacchi;
Il cielo in una stanza
G. Paoli
Realizzazione Francesco Sacchi;
An irisch blessing
Tradizionale irlandese
Realizzazione Francesco Sacchi.
Raccontando la GMG
Gmg. Testimonianze da Chiavenna
Soffia ancora
il vento di Madrid
2
.000.000 di giovani, 14.000 sacerdoti,
800 vescovi, 1 evento unico al mondo…
numeri, solo numeri, ma un evento
unico nel suo genere non può passare
inosservato. E’ così che anche alcuni giovani della
nostra parrocchia (Chiavenna), hanno partecipato
alla Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid
dal 16 al 21 Agosto 2011. L’esperienza, vissuta in
modo unanime con milioni di persone provenienti
da ogni parte del mondo, è di quelle che
rimangono impresse per sempre. Vedere tantissimi
giovani che hanno alle spalle storie e vicissitudini
completamente diverse, uniti a cantare, parlare
e pregare, ognuno nella propria lingua e con le
proprie tradizioni, è qualcosa di inimmaginabile
se confrontato con la nostra quotidianità, spesso
condizionata da ideologie e comportamenti che
la società ci impone costantemente. Vedere il
sorriso della gente, la gioia dei cuori e le fatiche
che giorno dopo giorno si accumulano è un
qualcosa che riempie l’animo di una felicità
incredibilmente contagiosa. Una delle cose più
belle è che questa gioia, manifestata in giro per le
strade, con canti e cori, nelle occasioni di preghiera
e di catechesi si tramuta in un silenzio e in un
raccoglimento che testimoniano una ancora più
profonda partecipazione. Lasciarsi trasportare dal
silenzio di quasi due milioni di giovani in ascolto
del Santo Padre o lasciarsi coinvolgere dalla
coralità delle celebrazioni eucaristiche sono stati
d’animo che difficilmente potremo dimenticare.
Come pronunciato da Sua Santità Benedetto XVI,
durante l’omelia della celebrazione eucaristica
conclusiva, lo stare insieme è fondamentale nella
nostra vita e nemmeno si può seguire Gesù da
soli: chi cede alla tentazione di andare per conto
suo o di vivere la fede secondo una mentalità
individualista, corre il rischio di non incontrare
mai Gesù Cristo, o di finire seguendo un’immagine
falsa di Lui. Questo messaggio è fondamentale,
a nostro modesto parere, per vivere al meglio la
nostra vita ma, soprattutto, per affrontare la realtà
della parrocchia e d’oratorio, dove lo stare insieme,
senza distinzione di persona, è il modo migliore
per crescere nella fede e nell’amicizia.
A. & N.
Sabato, 24 settembre 2011 27
✎ Universitari
da Como a Madrid
“F
irmes en la Fe”, saldi nella fede. Questa è la
provocazione lanciata da Benedetto XVI in
occasione della GMG di Madrid: una sfida non
semplice, viste le difficoltà che la vita ci pone
dinnanzi ogni giorno. Nonostante i dubbi e le perplessità della
vigilia, abbiamo deciso di esserci. Una settimana ricca di sorprese
e di imprevisti, in cui abbiamo avuto occasione di incontrare
diversi tipi di carismi accomunati dal desiderio di accostarsi
a Cristo. Durante le lunghe ore di attesa all’aeroporto Cuatro
Vientos, si è potuto intravedere dietro i visi stanchi e provati
dal caldo l’attesa per un incontro che avrebbe raggiunto
il suo culmine con l’arrivo del Santo Padre. Ed ecco che,
giunti al momento tanto atteso, i nostri piani sono cambiati:
improvvisamente arrivano dei nuvoloni neri carichi di pioggia.
Al posto di una veglia altisonante, abbiamo assistito alla grande
testimonianza di Benedetto XVI, il quale, con la sua umanità e con
i suoi semplici gesti, ha testimoniato la possibilità di essere saldi
nella fede. Un avvenimento che sconvolge ogni schema; al posto
di tante parole, il Papa, in ginocchio sotto la pioggia di Cuatro
Vientos, ha mostrato il suo abbandonarsi incondizionato a Cristo.
Noi, come Pietro sulla barca in tempesta, quella sera, seguendo il
Santo Padre, siamo stati pervasi da un profondo senso di pace (Mc
4,35-41). Il mattino seguente, dopo un saluto paterno, il Papa con
il volto preoccupato per le condizioni in cui avevamo trascorso la
notte, durante la Santa Messa conclusiva, ha messo in guardia
dal pericolo del cadere nella trappola dell’individualismo e in
una conseguente fuga in una religione “fai da te”, richiamandoci
al valore della Chiesa, composta da uomini che camminano con
Gesù e nella quale Egli si fa presente ogni giorno.
E’ stata una settimana intensa che rimarrà sempre con noi, il cui
valore si potrà comprendere a fondo con il tempo e con la verifica
nell’esperienza quotidiana. Torniamo nelle nostre case sorpresi
perché arricchiti soprattutto dagli avvenimenti imprevisti che
hanno caratterizzato questa GMG speciale, perché essi hanno reso
evidente e urgente la provocazione lanciata da Benedetto XVI.
Ivano e Andrea
Valli Varesine
28 Sabato, 24 settembre 2011
Il vescovo a cabiaglio
M
artedì scorso, 13 settembre alle
20.30 mons. Diego Coletti è stato
a Cabiaglio – su invito del parroco don
Giorgio Molteni – per celebrare una S.
Messa con la comunità parrocchiale. È
stata una celebrazione semplice, ma
partecipata, raccolta e sentita, un
momento di condivisione e di preghiera
che ha uniti intorno all’Eucaristia la
popolazione di Cabiaglio (e anche un
Notizie flash
■ Arcumeggia
Favole e sogni in mostra
Sabato scorso, 17 settembre è stata
inaugurata presso la Sangalleria in vicolo
Malcotti ad Arcumeggia la mostra “Favole
e sogni” che presenta una trentina di
opere del pittore e disegnatore Franco
Rognoni (Milano 1913-1999).
La mostra sarà visitabile sino al 30 ottobre
nei seguenti orari: domenica dalle 9.00
alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00; giovedì
e sabato dalle 14.00 alle 18.00.
■ Cittiglio
Una messa per Padre Pio
Venerdì 23 settembre, ricorrenza liturgica
di S. Pio da Pietrelcina la parrocchia di
Cittiglio si ritroverà per una S. Messa
celebrata davanti all’edicola dedicata al
santo, edificata nel rione S. Giulio.
Il nuovo libro di Cassani
Sabato 24 settembre, alle ore 18,
nella sede della Biblioteca di Cittiglio il
giornalista Mario Chiodetti presenterà
l’ultimo romanzo (il terzo) dello scrittore
cittigliese Massimo Cassani dal titolo
“Un po’ più lontano”. La presentazione
del volume rientra tra le iniziative della
manifestazione regionale “Fai il pieno
di cultura” la tre giorni di letteratura,
spettacoli, arte e musica promossa dalla
Regione Lombardia in collaborazione con
le Province lombarde che si svolge proprio
in questo fine settimana. La Biblioteca
di Cittiglio ha voluto coinvolgere il
giornalista e scrittore Massimo Cassani nato a Cittiglio nel 1966, oggi residente
a Milano dove è Direttore responsabile
della rivista Ambiente&Sicurezza del
Gruppo 24 ORE - che, intervistato dal
giornalista Mario Chiodetti, racconterà i
temi principali su cui si fonda il romanzo,
pubblicato da Laurana Editore: la
solitudine, la memoria e il rapporto con il
passato. A.C.
Cultura
po’ di Brinzio) col proprio Vescovo. Al
termine, dopo i ringraziamenti di mons.
Coletti al coro e ai chierichetti presenti
sull’altare, tutti sul sagrato dove era stato
preparato un piccolo rinfresco, occasione
per impegnare il Vescovo in una simpatica
gara con alcuni dei bambini presenti e
per condividere ancora alcuni momenti
insieme.
A.C.
In un incontro in Valcuvia la presentazione del progetto
attivo dalla fine del 2010 per valorizzare storia e tradizioni
L’Ecomuseo dei Laghi
I
n Italia il termine
Ecomuseo è ancora
poco utilizzato, ma in
Francia questo termine
è in uso fin dal 1971 e di
ecomusei ormai ve ne sono
a centinaia in tutto il Paese.
L’ecomuseo è inteso come
uno strumento importante
per la valorizzazione di un
territorio e dei suoi abitanti
che fanno tesoro delle
testimonianze del passato
(paesaggio, architettura,
archeologia, tecnologia,
cultura, tradizioni, ecc.) per
mantenerne la memoria
e nel contempo costruire,
partendo da essi, un futuro
che avrà sbocchi economici
e sociali. Anche la Regione
Lombardia – al pari di altre
regioni – ha predisposto
E’ realizzato dalla
Fondazione Realini che
si stende tra il Medio
Verbano, i Laghi di
Varese, Canobbio, Monate
e la bassa Valcuvia
una legge specifica per
l’istituzione e la diffusione
degli ecomusei la quale
prevede il coinvolgimento
e la partecipazione attiva
della popolazione locale e
delle istituzioni (culturali,
scientifiche e scolastiche,
delle attività economiche,
degli enti ed associazioni),
per la conservazione ed il
restauro di ambienti di vita
tradizionali, per tramandare
le testimonianze e le
trasformazioni della cultura
materiale ed immateriale
e ricostruire l’evoluzione
delle abitudini di vita e di
lavoro delle popolazioni
locali, delle tradizioni
religiose, culturali,
ricreative e agricole,
dell’utilizzo delle risorse
naturali, delle tecnologie,
delle fonti energetiche e
delle materie impiegate
nelle attività produttive.
Tutto ciò con il fine ultimo
della valorizzazione dei
territori e dei loro patrimoni
di immobili caratteristici
e storici, mobili ed
attrezzi, strumenti di
lavoro e ogni altro oggetto
utile alla ricostruzione
Nuclei antincendio,
da Varese alla Liguria
M
artedì 27 settembre 2011 alle ore 21.00 presso la nuova sede
della Comunità Montana Valli del Verbano a Cassano Valcuvia (via Provinciale n. 1140) è convocata l’assemblea delle
squadre COAV (COordinamento Antincendioboschivo Valli del Verbano) per parlare della nuova sede, per definire insieme la preparazione della stagione A.I.B. (Anti Incendio Boschivo); e per parlare
del nuovo Statuto e del Regolamento
A.I.B. La serata sarà anche occasione
per ritornare sull’esperienza maturata cendio boschivo locale. La coldai tanti volontari valcuviani che nel laborazione si è rivelata preziosa
mese d’agosto scorso sono stati impe- per domare i 43 incendi che nel
gnati in Liguria – Provincia di La Spe- periodo estivo hanno intereszia – nel gemellaggio antincendio tra sato la provincia spezzina e per
regione Lombardia e regione Liguria. far sì che la superficie bruciata in
Un contingente di 60 volontari dotati ogni incendio venisse contenudi attrezzature specifiche e automezzi ta in poco più di un ettaro, risulantincendio sono giunti in riviera dalla tato questo, considerato eccelLombardia e sono stati ospitati presso lente per chi conosce gli incenil Nucleo operativo speciale del Corpo di che abitualmente interessano
Forestale dello Stato di Borghetto Vara la Liguria. Durante la loro per(SP), alternandosi in turni settimanali manenza nell’area delle Cinque
ed operando con il volontariato antin- Terre i volontari lombardi sono
fedele di ambienti di vita
tradizionali, consentendone
la salvaguardia e la buona
manutenzione in modo da
permettere la ricostruzione
di ambienti di vita e di
lavoro tradizionali per la
produzione di beni o servizi
da offrire ai visitatori,
creando così, occasioni
di impiego e di vendita di
prodotti locali, ma anche
per favorire la didattica
e il turismo. In questo
contesto è stato istituito
a fine 2010 “l’Ecomuseo
dei Laghi Varesini”,
proposto e sostenuto dalla
“Fondazione Gianfranco
Realini per la valorizzazione
ecosostenibile del
territorio” che si estende tra
il Medio Verbano, i Laghi
Il 25 settembre:
Arte e natura
alla Rocca di Orino
iornata tra arte, natura
“G
e passato alla Rocca
di Orino”, organizzata dal
stati impegnati anche nell’importante opera di monitoraggio del territorio, totalizzando,
nelle cinque settimane di missione, una percorrenza di più di
8.000 i chilometri. Dalle autorità
spezine il grazie ai volontari per
l’impegno dimostrato e il riconoscimento di come lo scambio
di esperienze nella lotta agli incendi boschivi possa essere determinante per ridurne il numero e per migliorare la tecnica e la
capacità di intervento operativo.
Parco Campo dei fiori in
collaborazione con il Comune
valcuviano dalle 10.00 alle 17.00
di domenica 25 settembre.
Sarà una giornata di giochi,
laboratori e attività d’altri tempi
per sperimentare la natura
come fonte d’ispirazione
per la creazione artistica
e gastronomica. Durante
la giornata: Le castagne in
cucina, a cura del Consorzio
Castanicoltori di Orino, Brinzio
e Cabiaglio; Incontro con gli
autori: scorci e suggestioni lungo
alcuni sentieri del parco. Letture
di testi dal volume “Sentieri”
(Salviati, 2011) realizzato dagli
allievi dell’Istituto Superiore
di Varese, di Comabbio e di
Monate e la bassa Valcuvia.
Per meglio capire, però,
questa realtà in costruzione
e spiegarne lo scopo ed
il funzionamento il dott.
Realini sta percorrendo il
territorio per incontrare
le amministrazioni, le
associazioni di volontariato,
gli Istituti Culturali ed
Educativi e, più in generale
i soggetti del settore
economico, produttivo e
turistico. Il prossimo di
questi incontri esplicativi
di presentazione si terrà in
Valcuvia, a Cittiglio, presso
la sala consiliare di via
Provinciale, alle ore 21,00 di
venerdì 23 Settembre.
A.C.
“A. Manzoni” di Varese e degli
Istituti Comprensivi di Luino
e Besozzo; Accademia dei
giochi dimenticati, a cura del
Teatro del Sole; Laboratorio
con musica di percussionisti,
pittura, manualità e movimento
per bambini e ragazzi; Ex libris
liberty, libellula in libertà e
colazione da tiffany a cura
dell’Atelier del Capricorno).
Laboratori artistici e creativi
per tutte le età; Falconeria
storica con i Falconieri del
Grifone (BG) ed esposizione
di rapaci diurni e notturni,
con esibizione in volo libero.
Durante la giornata sarà
attivo un punto ristoro. In
caso di pioggia le attività
si svolgeranno a Caldana
di Cocquio (Piazza Società
Operaia). La partecipazione
agli eventi è gratuita e non
occorre iscrizione. Per info:
0332/435386 o liberty@
parcocampodeifiori.it.
Sondro Cronaca
Fine settimana di festa per l’oratorio salesiano di Sondrio
foto di GIOVANNI BERTALLI
Prima edizione della
Sagra di San Rocco
S
abato 17 e domenica 18
settembre: Sagra di San Rocco.
Giorni un po’ insoliti per
festeggiare un Santo la cui
memoria ricorre il 16 agosto, ma un
mese di ritardo ha trasformato la sagra
in un vero e proprio successo. La festa
voleva essere un ricordo delle tipiche
fiere di paese, per coinvolgere l’intero
quartiere all’insegna dello spirito
salesiano. Nel pomeriggio di sabato 17
si è svolta la processione dall’ospedale,
terminata poi in chiesa con la S. Messa.
E tra canti, balli popolari, salsicce,
polenta e gonfiabili per i più piccoli, la
serata è stata un unico grido di gioia che
nemmeno la pioggia fitta e il mal tempo
sono riusciti a soffocare.
Lorenzo Baruffaldi, noto musicista,
ha riportato i più sognatori ai tempi
in cui si ballavano le canzoni popolari
sulle note della fisarmonica e suor
Maria ha organizzato un vero e proprio
corpo di ballo a ritmo di twist, valzer
e cha-cha-cha. Domenica la pioggia
è diventata ancora più insistente, ma
nulla si è fermato. Dopo la S. Messa e
un gustoso pranzo a base di prodotti
tipici della Valtellina come i taroz, a
cura degli animatori sono stati allestiti
una serie di divertenti stand ai quali
hanno partecipato adulti e bambini
e la lotteria gestita dalla mitica suor
Morena. In palio c’erano i premi
più svariati, giocattoli, gadget, una
bicicletta e, cosa di cui i più piccoli si
sono innamorati e forse un po’ meno
i genitori, cinquanta pesciolini rossi.
Come gran finale, sul tardo pomeriggio,
ha fatto il suo ingresso in oratorio un
favoloso toro meccanico che ha subito
attirato l’attenzione dei ragazzi. In
pochi minuti erano già stati banditi
gare e tornei. La sagra è stata ciò
che si definisce un’ottima iniziativa,
un’ottima occasione per stare tutti
insieme all’interno di quelle quattro
mura che possiamo chiamare casa.
Ha stupito chiunque non si aspettasse
niente di tutto questo. Confidando nel
fatto che l’anno prossimo verrà ancora
riproposta, ringraziamo don Franco
Rustighini per l’ideazione, don Stefano
D’Aprile, gli animatori e tutti quelli che
hanno partecipato all’organizzazione.
ILARIA QUADRIO
Sabato, 24 settembre 2011 29
Notizie flash
■ Sondrio
“Albatri” in scena con
“Fai il pieno di cultura”
La sera di venerdì 23, tempo
permettendo, dalle ore 20.30 in
avanti, le piazze e le vie del centro di
Sondrio diventeranno il palcoscenico
dell’anteprima della nuova Stagione
teatrale 2011-2012. L’iniziativa
s’inserisce nella manifestazione Fai il
pieno di cultura che ormai da quattro
anni la Regione Lombardia promuove
in collaborazione con le Province
lombarde e, in questo caso, anche
con l’accordo delle amministrazioni
comunali di Sondrio, di Tirano e di
Morbegno, dove si terranno tre eventi
con ingresso libero per valorizzare il
patrimonio storico, artistico e culturale
del territorio.
Nel capoluogo la compagnia del
Teatro Tascabile di Bergamo porterà
lo “spettacolo di strada” Albatri. Si
tratta di una rappresentazione che di
volta in volta si adatta alla scenografia
in cui è recitata: si inizia con suoni
di trombe e tamburi dai tetti o da
luoghi elevati e con l’inseguimento
dell’Albatro fanciulla; ben presto, però,
il tutto si trasforma in una parata
con musiche popolari italiane, scene
giocose, fino a concludersi con una
serie di giochi di destrezza e acrobatici
con e senza trampoli. L’improvvisa
riapparizione della fanciulla Albatro
pone fine all’intermezzo e riprende
l’inseguimento. Le successive scene
d’amore e di tradimento dei personaggi
sui trampoli continuano finché l’Albatro
è trafitto - seguendo le suggestioni di
Baudelaire e Coleridge - da un arciere
malvagio. Alla sua morte, dai tetti
o da altri luoghi elevati, numerosi
Albatri distenderanno le loro grandi ali,
annunciando di averne preso il posto.
Lo spettacolo si svolgerà nel centro
della città, tra piazza Garibaldi, corso
Italia, piazza Campello, via Cavallotti e
via Dante.
■ Sondrio
Museo in mostra per
il 60° di fondazione
Sondrio. Lo scorso mercoledì 14 con don Marco Cairoli
Invito alla lettura
della “Verbum Domini”
S
iamo al secondo anno del
triennio pastorale 2010-13 della
nostra Diocesi, dedicato alla
Parola di Dio. In questo contesto
si è inserito, lo scorso mercoledì 14
settembre, l’incontro di invito alla
lettura dell’esortazione apostolica postsinodale di Benedetto XVI “Verbum
Domini” con don Marco Cairoli,
docente presso il seminario vescovile
di Como, presso la facoltà teologia per
l’Italia settentrionale e presso l’ISSR di
Milano.
Organizzata dal Vicariato di Sondrio, la
serata è stata introdotta dall’arciprete
di Sondrio, don Marco Zubiani, il
quale ha presentato don Cairoli e lo
ha invitato ad aprire la serata con una
preghiera. Con tanta semplicità ci è
stato proposto il brano di Isaia 55, 1011: «Come la pioggia e la neve…».
Le domande proposte per capire cos’è
Parola di Dio sono state sinteticamente
tre: cosa intendiamo per Parola di Dio;
come ci poniamo di fronte alla Parola
di Dio (ascolto – fede – ascolto) quale
rapporto tra Parola di Dio e Chiesa.
Ci è stato offerto di assimilare, come
concetto, che la Parola di Dio non è
solo la Sacra Scrittura, di accogliere la
riflessione del Santo Padre che ci invita
ad utilizzare l’espressione Parola di Dio
non in senso univoco ma analogico.
Parola di Dio, sotto questo aspetto, è il
Verbo eterno che si “fece carne”. Quindi
è un incontro con Cristo.
Poi, riprendendo l’antica tradizione
medievale dei secoli decimo e
undicesimo (il concetto di liber
naturae), la creazione stessa e quindi
l’Uomo sono Parola di Dio; anzi Dio
parla attraverso l’uomo per opera
dello Spirito santo, come intuito da
Don Bosco (Storia sacra per uso delle
scuole – 1847). Parola di Dio è la Parola
predicata dagli apostoli prima ancora
che venisse scritta (dai “formidabili
quattro”, come dice Don Cairoli) e che
è stata trasmessa nella Tradizione viva
della Chiesa che viene poi, nel tempi,
“attestata” e ispirata divinamente: ecco
la Sacra Scrittura.
Da queste tre osservazioni deduciamo
i criteri di “lettura” della Parola di Dio:
la centralità di Cristo (incontro con
Cristo); la risposta dell’Uomo a Dio
(fede – ascolto); il tutto all’interno della
Chiesa valorizzando dovutamente
la liturgia, specie quella eucaristica
ove troviamo la Parola di Dio ed il
Sacramento.
In conclusione, don Marco Cairoli
ci ha fatto riflettere sul valore della
“lectio divina” indicandoci i noti (ma
a volte poco comprensibili) passi
fondamentali: che cosa dice il testo
bilblico in sé (lectio); che cosa dice
il testo a noi (meditatio); che cosa
diciamo noi al Signore in risposta alla
sua Parola (oratio); assumere lo stesso
sguardo di Dio nel giudicare la realtà
e quindi chiederci quale conversione
ci chiede il Signore (comtemplatio);
infine la lectio si conclude con l’azione
che ci dovrebbe portare ad essere dono
per gli altri (actio).
Il tutto intervallato da qualche
simpatica battutina di don Cairoli sulle
“gaffes liturgiche”.
ROSARIA ZHARA BUDA
Venerdì 23 alle ore 16, presso la
sala dei Balli di palazzo Sertoli a
Sondrio, si terrà una conferenza con
video delle iniziative in corso per la
celebrazione del 60° di fondazione
del Museo Valtellinese di Storia e
Arte. Al termine e nel weekend del 24
e 25, il Museo sarà visitabile gratis e
si potranno incontrare gli operatori
e approfondire i progetti attraverso
video e brevi comunicazioni, riguardo il
Castello Masegra, il restauro del gruppo
ligneo del Compianto di Caspano e
i frammenti di affresco della chiesa
della Sassella. Per bambini e famiglie
ci sarà la visita guidata Ti racconto
un’opera, mentre, durante la settimana,
gli insegnanti avranno un punto di
informazione; inoltre, un fund raising,
mostrerà l’insieme delle strategie che
il Museo mette in atto per sostenere i
suoi progetti e per crescere.
■ Morbegno
Mostra micologica nel
chiostro di Sant’Antonio
Sabato 24 e domenica 25 settembre,
il Chiostro di Sant’Antonio a Morbegno
ospiterà una mostra micologica grazie
alla collaborazione tra l’associazione
Martino Anzi e il Museo Civico di
Storia Naturale. Oltre all’esposizione di
piccoli diorami con funghi ed esemplari
freschi, saranno proiettati filmati ed
i funghi verranno classificati con la
consulenza di esperti micologi pronti a
rispondere alle domande del pubblico.
La mostra resterà aperta sabato dalle
15 alle 19, domenica dalle 9.30 alle
12.30.
a cura di Pi.Me.
30 Sabato, 24 settembre 2011
Valchiavenna
Prosto, una nuova
scuola intitolata
a Ugo del Curto
Per gli studenti e gli insegnanti della scuola
primaria di Piuro l’anno scolastico si è aperto nel
nuovo edificio scolastico realizzato nella frazione
I
naugurata e subito dedicata alla
medaglia d’oro della Seconda
Guerra Mondiale Ugo Del Curto,
insegnante, ma anche combattente
per la patria. Per gli studenti e gli
insegnanti della scuola primaria di
Piuro l’anno scolastico si è aperto nel
nuovo edificio scolastico realizzato
nella frazione di Prosto. Una cerimonia
partecipatissima quella tenutasi nel
piazzale antistante la nuova scuola. Il
sindaco Paolo Lisignoli ha ricordato
le motivazioni e lo sforzo economico
importante dell’amministrazione per
realizzare il complesso: «La decisione
di avere nel nostro comune un unico
plesso scolastico è nata a fine 2007,
quando la continua diminuzione del
numero degli alunni prospettava a
Borgonuovo una scuola con pluriclassi,
che di certo non andava a vantaggio
dell’insegnamento. Fu così che, dopo
■ Iubilantes
Sul orme di don Guanella
Domenica 25 settembre, in occasione
delle “Giornate Europee del Patrimonio
2011”, l’associazione culturale Iubilantes, in
collaborazione con la Provincia “Sacro Cuore”
dei Servi della Carità-Opera Don Guanella e le
Parrocchie di Chiavenna e Prosto, organizza
un percorso di visita sulle orme di don Luigi
Guanella, prossimo Santo. Il ritrovo è alle ore
14.00 alla Collegiata di Chiavenna, con visita
guidata gratuita al complesso monumentale
di S. Lorenzo. Si procederà quindi a piedi
verso Prosto, con visita alla Parrocchiale
della Beata Vergine Assunta di Prosto, dove
don Guanella celebrò la sua Prima Messa. Al
termine, breve concerto di canti gregoriani
a cura della Corale Parrocchiale di Prosto,
diretta da Leonardo Del Barba. Visite a cura
di Marino Balatti e Guido Scaramellini.
La manifestazione è libera; per informazioni:
031.279684; www.iubilantes.eu.
■ Chiavenna
Mercoledì 28 settembre
Ritornano le “LettureInPrimaSerata” alla
Biblioteca della Valchiavenna. Il primo
incontro si terrà mercoledì 28 alle ore
20.30, quando l’associazione brianzola “La
Manifattura di Macherio”, presenterà Homo
Turisticus: “Il tema riguarda le vacanze e il
viaggio, letti attraverso le pagine di scrittori
e giornalisti di costume che si sono dilettati
nel racconto di manie, usi e costumi, buffe
avventure, sui vacanzieri e i luoghi da
loro frequentati”. Per info 0343.32831 o
[email protected].
qualche consultazione con i genitori
dei ragazzi, si decise di affidare allo
studio Sarp l’incarico di progettazione
per la ristrutturazione e l’ampliamento
dell’edificio scolastico di Prosto.
L’obiettivo era quello di dotare il nostro
comune di una struttura scolastica
moderna e funzionale, all’avanguardia
direi, ed ecosostenibile per quanto
riguarda le soluzioni tecniche, dotata
di un complesso sistema antisismico,
autonoma per l’energia elettrica
grazie all’installazione dei pannelli
fotovoltaici e capace di offrire ai nostri
studenti tecnologie didattiche di ultima
generazione che permetteranno loro
di affrontare le sfide che il futuro ci
offre». Il sindaco ha ricordato anche
i costi dell’operazione: «Il costo
totale a bilancio dell’opera è stato di
1.340.000 euro equamente ripartito tra
ristrutturazione ed edificazione della
nuova ala. Di questi, 400.000 euro ci
sono pervenuti dal Fondo Statale per
l’Edilizia Scolastica, 40.000 euro dalla
Regione Lombardia ed il Comune ha
acceso un mutuo per 550.000 euro, oltre
a circa 300.000 euro di fondi nostri. Per
gli arredamenti e l’installazione delle
nuove tecnologie multimediali un
cospicuo aiuto ci è stato fornito dalla
KHR, la società svizzera per l’energia
elettrica operante in Valle di lei, e dalla
Fondazione Pro Valtellinna. Dobbiamo
però ringraziare anche la sensibilità
delle aziende presenti sul nostro
territorio, che, con spirito civico, hanno
contribuito a questa realizzazione.
E’ stato un lavoro lungo e difficile,
ma ora possiamo dire ‘finalmente’
si è conclusa». La nuova scuola è un
complesso di 5 aule per capienza media
di 25 alunni ciascuna, un’aula biblioteca
e laboratorio, un’aula informatica dotata
di undici postazioni computer, una
adibita a laboratorio d’Inglese ed una
grande sala multifunzionale. Tutte sono
attrezzate con lavagne multimediali
interattive. Anche il dirigente scolastico
Maria Antonia Triaca ha voluto
sottolineare il coraggio dell’operazione:
“L’idea del plesso scolastico unico non
è soltanto una scelta dettata dai numeri,
ma risponde anche a coraggiose scelte
di razionalizzazione ed è orientata al
futuro. Non tutti in Valchiavernna hanno
avuto il coraggio di compiere questo
passo”. Dopo i saluti del vicepresidente
della Comunità Montana Davide
Trussoni, del provveditore Nicola
Montrone e del capo di Gabinetto della
Prefettura Sabatina Antonelli, l’arciprete
di Chiavenna don Ambrogio Balatti,
affiancato dai due parroci di Piuro,
padre Agostino e don Francesco, ha
benedetto la struttura e i ragazzi. Dopo
il canto dell’Inno di Mameli da parte
dei bambini, è stata scoperta la targa
dedicata a Ugo Del Curto da parte degli
Alpini.
S.B.
● Sabato 17 settembre la
visita organizzata del
Centro di studi storici
✎ Insegnante-eroe
Ugo Del Curto nacque a Piuro il 6 novembre1915.
A diciotto anni rimase orfano di padre, con dieci
fratelli a cui provvedere. Ottenuto il diploma di
maestro elementare, esercitò l’insegnamento a
Mese e a Novate Mezzola, ma poi scelse la carriera
militare. Partecipò alla campagna d’Albania,
poi entrò nell’aeronautica e divenne aviatore,
più precisamente Tenente osservatore. Nel 1941 si
trovava in Africa, in Libia, allora colonia italiana.
Il 28 marzo scriveva per l’ultima volta alla
mamma. Era il 2 aprile quando il suo apparecchio
si alzava in volo per una ricognizione. Accanto
a lui c’erano il motorista e l’armiere. Il compito
di Ugo era quello di rilevare e fotografare i
movimenti del nemico intorno alla città di
Bengasi. La missione sembrava conclusa quando,
improvvisamente tre aerei inglesi attaccarono. Il
compagno addetto alla mitragliatrice fu subito
colpito a morte. Il tenente Del Curto prese il suo
posto e centrò un “Hurricane” che precipitò in
mare, ma venne a sua volta colpito a morte. Gli
altri due aerei si allontanarono ed il ricognitore
italiano, crivellato di colpi, rientrò al campo con
a bordo due salme. Grazie alle foto scattate dal
tenente Del Curto il Comando italiano fissò il
piano che portò alla ritirata degli inglesi.
Il suo gesto eroico fu premiato con la medaglia
d’oro al valor militare.
Le sue spoglie, ritornate in patria nel 1972,
riposano nel cimitero di Borgonuovo.
● La visita ha toccato
i borghi storici e le case
dei nobili Salis
● Il 24 settembre si
continua con la visita
alla Via Spluga
Alla scoperta della Bregaglia
S
i sono ritrovati in un centinaio i
soci e simpatizzanti del Centro
di studi storici valchiavennaschi
a Soglio, lo splendido terrazzo della
Bregaglia svizzera, nel pomeriggio di
sabato 17 settembre. L’appuntamento
rientra nelle visite guidate, che da anni
sono proposte dall’ultracinquantenaria
associazione valchiavennasca. Nella
chiesa di San Lorenzo, nominata fin da
metà Trecento, ma probabilmente di
origini più antiche, Patrick Giovanoli,
coordinatore del Punto Bregaglia, ha
porto il saluto e ha dato la situazione
attuale del borgo, mentre il presidente
Guido Scaramellini ha illustrato la storia
della chiesa, dove nel Cinquecento,
una volta passata alla confessione
riformata, è stato pastore anche
Guglielmo Florio, padre di John, che è
considerato la principale personalità
letteraria rinascimentale. Un tramite tra
la cultura inglese e quella spagnola e
che, secondo alcuni, sarebbe addirittura
da identificare con William Shakespeare.
La visita è proseguita allo storico abitato
e alle case dei nobili Salis, che da qui si
sparsero in tutta Europa, facendo fortuna
nei commerci: dai palazzi di Rodolfo,
di Antonio e soprattutto di Battista,
che dal 1873 è albergo, dotato a nord
di un ampio giardino, dove tra l’altro
vivono due maestose sequoie, vecchie
di tre secoli. Questo palazzo, grazie alla
collaborazione dei gestori e alla guida
Cristian Copes e dello stesso Giovanoli,
è stato visitato a gruppi da tutti i
partecipanti all’iniziativa.
A lato è la grande scuderia dei cavalli,
sulla cui facciata sono murati sei
curiosi mascheroni e relativo anello per
assicurare gli animali e sopra il portale
centrale una statua raffigurante una testa
di cavallo. Vuole una leggenda che essi
siano la testimonianze di sette briganti
della famiglia Giovanoli che avevano
catturato un Salis sulla via del Settimo,
il passo tra Casaccia e Bivio. Il Salis,
tuttavia, fasciando gli zoccoli del cavallo
per non far rumore, riuscì a fuggire, a far
catturare i briganti e giustiziarli.
Il prossimo appuntamento è per
sabato prossimo, 24 settembre, sulla
Via Spluga, con ritrovo alle ore 14.30
al ponte di Postaiolo, raggiungibile
da Mese. Si percorrerà a piedi un
tratto dello storico itinerario, di cui è
stato appena celebrato il decennale
dell’inaugurazione, fino al santuario
seicentesco di San Guglielmo, poco oltre
l’abitato di San Giacomo Filippo. Qui si
potranno ammirare varie opere d’arte, a
cominciare dalla imponente cancellata
in ferro battuto realizzata nel 1642
dal fabbro chiavennasco Bartolomeo
Casanova, per passare agli affreschi
seicenteschi di Giovan Battista Macolino,
padre e figlio, e a quello settecentesco di
Antonio Caracciolo. La partecipazione è
gratuita e aperta a tutti, senza necessità
di prenotazione. Basta ritrovarsi alle
14.30 presso il ponte sul Liro a Postaiolo.
Per avere ulteriori informazioni si può
telefonare allo 0343 35382, visitare il
sito internet www.clavena.it o recarsi
direttamente nella sede del Centro di
studi storici valchiavennaschi, al primo
piano del palazzo Pestalozzi-Luna in via
Carlo Pedretti 2 a Chiavenna, aperta il
venerdì pomeriggio dalle ore 15 alle 18.
Bassa Valle
NO
G
E
B
R
MO
Sabato, 24 settembre 2011 31
Ventisette associazioni promotrici e nove mesi di preparazione
“C’è una valle”: due giorni
di fiera dell’agricoltura
C
ome ha ricordato in una
recente conferenza il gesuita
padre Bartolomeo Sorge,
viviamo un tempo difficile, un
tempo di transizione che assiste al
crollo dei pilastri culturali e sociali
su cui si è retta finora la società
occidentale. Questo tempo richiede
dei consapevoli traghettatori,
uomini e donne di buona volontà
e di buon senso che si facciano
operai nel processo difficile della
trasformazione.
Pensiamo sia un segno di questa
volontà di costruire tempi nuovi la
nascita a Sondrio di una grande fiera
provinciale, dal significativo titolo
“C’è una valle”, che avrà luogo sabato
24 e domenica 25 settembre nell’area
della Colonia fluviale di Morbegno.
L’evento è stato presentato con una
conferenza stampa che si è svolta alla
Lavops di Sondrio, presieduta dalla
presidente Gabriella Bertazzini e con
la partecipazione dei rappresentanti
di alcune delle ventisette associazioni
promotrici, impossibili da nominare
in questa sede, che scorrono in un
elenco che va dalla A di Acli al W di
WWF Valtellina e Valchiavenna.
Ci sono voluti ben nove mesi per
organizzare questa manifestazione
– festa che conta oltre settanta
espositori, tra associazioni culturali
e sociali, cooperative agricole,
produttori locali, rivenditori di
prodotti biologici. In totale una
settantina provenienti da tutto
il territorio valtellinese saranno
presenti con i loro stand per divulgare
il loro operato.
Non c’è dubbio che si tratti di un
evento particolare, soprattutto nella
sua concezione fondante. Ogni
la convivenza tra gli uomini come la
fiducia, la trasparenza, l’onestà, la
legalità, che forse oggi più che mai
appaiono così pericolosamente fuori
corso.
In sintesi, come recita l’introduzione
al programma della manifestazione,
“C’è una valle” vuol fare conoscere
le «iniziative che già sperimentano
e utilizzano modelli di relazione e
di integrazione, oltre a promuovere
reti sociali di governo, di consumo,
di produzione, di finanza e di
commercio sostenibili».
Nelle due giornate si affiancano
momenti di dibattito su vari
argomenti, in particolare tre convegni
su temi cruciali come i giovani e il
lavoro, le pratiche e i progetti per
una agricoltura locale sostenibile e
le esperienze di giustizia riparativa.
Numerosissimi i laboratori per gli
studenti, le attività sportive per tutti
e quelle di gioco e di animazione per
i bambini. Quindi,
tre momenti da
non trascurare
nella ristorazione:
“un pranzo a km
zero” e “una cena
Nell’ambito della manifestazione “C’è una valle”, si svolgerà
della legalità” nella
il convegno “C’è una prigione in valle”. Nel pomeriggio di
giornata di sabato; il
domenica 25, dalle 14.30 alle 16.30, in zona Polo Fieristico
pranzo “due culture
– Colonia Fluviale (via Merizzi), interverrà padre Marco
a confronto in
Passerini che ha una lunga ed approfondita esperienza in
tavola” la domenica.
quanto coordinatore della pastorale carceraria per lo stato
Il nome pensato
del Cearà, in Brasile. Inoltre terrà un intervento anche
per la fiera è
Francesco Racchetti, garante dei diritti dei detenuti del
utile spunto
Comune di Sondrio.
per ricordare
una massima
fondamentale: ciò
Al centro, le persone, ognuno e
che conta davvero
tutti chiamati a un collettivo senso
nella vita è “esserci”. Per combattere,
di responsabilità reciproca, per
dentro e fuori di noi, la diffusa
trasformare i concetti in realtà di vita
mancanza di solidarietà, l’egoismo, la
condivisa attraverso l’impegnativa
mancanza di sensibilità che fa sì che
arte della relazione e del dialogo.
anche in Valtellina ci siano, a triste
Con la convinzione che la crescita
esempio, anziani abbandonati a se
di un paese non si misura solo
stessi, che muoiono da soli, come
nel fantomatico Pil che oggi fa
hanno riportato le cronache di questi
tremare il mondo, ma nella crescita
giorni. (L’ingresso alla manifestazione
della qualità umana della vita. Nel
è gratuito).
recupero di valori fondamentali per
MILLY GUALTERONI
Convegno sul carcere
organizzazione e persona che ha
aderito alla manifestazione si è,
infatti, impegnata, a firmare una
Carta dei principi e degli impegni,
un vero e proprio codice etico,
costruito sulla base di sette concetti
chiave: sostenibilità, integrazione,
comunità solidale, cittadinanza
attiva, economia solidale, qualità
della vita. Impossibile riassumere
il testo di questa carta, che
andrebbe conservata come cruciale
promemoria di quell’ideale vivere
collettivo cui tutti possiamo e
dobbiamo aspirare. Nel «rispetto dei
diritti umani, civili, sociali e sindacali
di quanti partecipano a tutto il ciclo
economico», nella «valorizzazione
e tutela dell’ambiente»,
nell’integrazione delle diverse culture
che oggi abitano anche il nostro
territorio.
Bema. Un paese piccolo, ma con grande spirito di iniziativa. Ecco le numerose proposte
D
urante l’estate che si sta per
concludere la comunità
di Bema, uno dei piccoli
comuni abbarbicati sulle
nostre montagne (sorge sulla destra
idrografica della val Gerola e nel 2010
contava 132 abitanti) che nella presente
crisi economica l’idea di possibili
risparmi vorrebbe sopprimere, è stata
protagonista di una serie di proposte
culturali di livello.
Anzitutto, la sera di martedì 9 agosto la
bella parrocchiale di San Bartolomeo
ha ospitato Fiori musicali, ormai un
classico dell’estate bemina. Protagonisti
ne sono stati i bravi e generosi ex-allievi
della “Scuola di Musica Luigi Picchi di
Como”, cantori e musicisti, diretti dal
loro maestro don Felice Rainoldi, il
quale ora svolge anche le funzioni di
parroco del paese. L’iniziativa, promossa
e organizzata dall’associazione Ad Fontes
in collaborazione con la parrocchia e
la Pro Loco, per l’occasione ha visto la
chiesa gremita di gente del posto, ma
anche venuta da fuori.
Il canto iniziale del Veni Sancte
Spiritus ha creato subito l’atmosfera di
raccoglimento e di apertura del cuore e
della mente a Dio. L’elevazione spirituale
è proseguita con l’esecuzione di tre
brani per organo: il solenne inizio e la
delicata pagina dedicata alla Madonna
della Suite Gothique, Corale e Prière,
inizio del terzo movimento dell’Op. 25 di
Léon Boëllmann; la Corale e variazioni
Io non lascio il mio Gesù di Gottfried
Walther; il brano Dialogo su Domine Jesu
di François Couperin, dalla suggestiva
Si chiude una
ricca estate
melodia cantabile. Di seguito, gli stessi
giovani hanno cantato due brani: la
breve melodia di supplica al Signore,
Fonte della pace (Coro a canone),
creata dallo stesso maestro Rainoldi; In
ConvertendoDominus, salmo 125, coro
a quattro voci del comasco Francesco
Rusca, che esprime la gioia del popolo
eletto per la liberazione. Sono stati poi
eseguiti altri brani strumentali: la Sonata
tripartita per due flauti e organo di
autore anonimo del XVIII sec., un genere
di composizione che poteva essere sia
di intrattenimento che di devozione;
di J. S. Bach la Cantata 147, nella
trascrizione per organo e violino; di Felix
Mendelhsson la dolce melodia romantica
dell’Andante VI sonata e il pezzo
virtuosistico e brillante della Toccata
di Théodore Dubois. A concludere
la meditazione il coro ha intonato O
gloriosa Foemina, brano monodico
tramandato da un antichissimo
frammento di codice liturgico della
nostra diocesi (XI sec.), Vergine del
silenzio di Domenico Machetta e, da
ultimo, insieme a tutti i presenti, la Salve
Regina, il dolcissimo canto in onore
della Madonna. Alla fine, scroscianti e
meritati gli applausi a riconoscimento
della bravura e professionalità davvero
eccellenti di questo gruppo, frutto
delle qualità personali e dell’alto livello
dell’insegnamento ricevuto.
La domenica successiva, ancora con
l’organizzazione della Pro Loco, Bema
ha vissuto la sua sagra, nel cui ambito,
oltre alla fiera, è stata messa in scena
la prima rappresentazione del nuovo
originale lavoro in dialetto bemino,
L’eredità dul zio Beniamin. Una settimana
più tardi, sabato 20, con il supporto
della sempre presente Pro Loco, si è
svolta la visita guidata alle Immagini di
devozione sulle case di Bema, iniziativa
organizzata dall’associazione culturale
Ad Fontes e inserita nel programma
intercomunale Morbegno: la sera è
viva. Infine, domenica 11 settembre,
come ormai da ben 27 anni, la Pro
Loco di Bema ha rinnovato il suo più
celebre appuntamento, organizzando
l’edizione annuale della Sagra dei
Funghi, con mostre micologiche,
di pittura e di artigianato locale, di
degustazione e vendita dei prodotti
tipici. Evidentemente, un tale fervore di
iniziative non nasce dal nulla, ma trova
il suo fondamento nell’attaccamento
alla propria terra e nell’affiatamento che
unisce gli abitanti di questa piccola, ma
vivace comunità alpina.
ANGELO REPI
Alta Valle
32 Sabato, 24 settembre 2011
Parrocchia di Livigno in festa per il cambio del vicario
Salutato don Romano,
accolto don Alberto
«
R
ovellasca consegna ed affida
don Alberto a Livigno». Così
chiudeva il suo articolo
Elena Clerici sul numero
33 de “Il Settimanale” e Livigno ha
accolto con calore don Alberto Erba
domenica 11 settembre nella piazza
della chiesa parrocchiale. A soli 3 giorni
di distanza dal saluto a don Romano
Trabucchi la comunità livignasca si è
ritrovata nuovamente in festa per dare il
benvenuto al nuovo vicario parrocchiale.
Giovedì 8 settembre, festività di
santa Maria Nascente, patrona della
parrocchia di Livigno, dopo 4 anni
esatti dal suo ingresso don Romano ha
presieduto la celebrazione della Santa
Messa durante la quale ha salutato la
comunità del Piccolo Tibet, essendo
ora destinato ad assumere l’incarico di
parroco delle comunità della Valgerola.
Durante l’omelia il vicario ha ringraziato
in particolar modo il Signore per i
numerosi doni ricevuti. Un crocefisso
di legno realizzato dall’artista locale
Ernesto Cantoni è stato regalato a don
Romano al termine della celebrazione
eucaristica: le parole di ringraziamento
e saluto a nome di tutta la comunità
sono state scritte e lette dalla commossa
“maestra” Rina. Al termine della
celebrazione la comunità si è ritrovata
in Plaza Placheda per la tradizionale
serata organizzata dal Comitato per
la festa patronale. Dopo la cena,
basata sul menu di piatti tipici della
vecchia tradizione culinaria livignasca
(menèsctra da lècc coi menadégl,
scfrìgol, mösa, quagliéda, sarón, poìna
co zùcar, rosuméda, solo per citarne
alcuni), la festa è proseguita con i saluti
che vari gruppi hanno voluto rivolgere
a don Romano. Sul palco sono saliti
gli educatori del Grest, le animatrici
e i ragazzi dell’Acr, i componenti
dell’Associazione Amici Anziani di
Livigno e Trepalle, i rappresentanti
dell’Associazione Noi “Benefizi”, i
coscritti del 1968 e il gruppo delle
catechiste. Previsto, ma non realizzato
un collegamento Skype con il vescovo
Diego Coletti che però era già impegnato
a Milano per un altro saluto, quello al
Cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi.
Ognuno ha potuto rivolgere il proprio
grazie, donare un piccolo regalo,
trasmettere un filmato, proiettare
delle fotografie. Al sindaco Damiano
Bormolini ed al parroco monsignor
Giuseppe Longhini è toccato il compito
di chiudere la serata con i saluti e i
ringraziamenti dell’intera comunità.
Poche ore più tardi, in sella ad una
fiammante Harley Davinson, don
Alberto Erba è giunto nella sua nuova
parrocchia. Si precisa che il bolide
non è di proprietà del nuovo vicario di
Livigno e nemmeno è stato donatogli
dalla parrocchia ma appartiene ad un
coscritto del 1972 che, in compagnia
degli altri coetanei, ha accolto don
Alberto al Passo del Foscagno dove
sono state espletate tutte le formalità
doganali necessarie per l’introduzione
di “merce” in territorio extra doganale. A
fianco di don Alberto c’era don Natalino
Pedrana nella duplice veste di parroco
di Rovellasca e di coscritto livignasco
del 1972. Tutti assieme, in corteo, i
coscritti hanno poi accompagnato
don Alberto lungo le strade del paese
fino alla chiesa parrocchiale dove ad
accoglierlo erano presenti molti fedeli
di Livigno ma anche molti rovellaschesi
con una nutrita delegazione di alpini.
Strettamente legate al Vangelo («Quante
volte dovrò perdonare?»), le prime
parole di don Alberto rivolte alla sua
nuova comunità durante l’omelia hanno
saputo trasmettere ai presenti la voglia
di costruire insieme una comunità
capace di amare e di porre attenzione a
tutti i suoi componenti.
La bella giornata di sole e le note della
banda di Livigno sono stati cornice
bella del buffet allestito dai coscritti
sulla piazza della chiesa. Presso Plaza
Placheda, poi, il pranzo di don Alberto
con i suoi ormai ex parrocchiani di
Rovellasca. Don Alberto risiederà,
almeno provvisoriamente, negli
appartamenti lasciati liberi a giugno
dalle suore delle Poverelle presso l’asilo
di Santa Maria così da poter lavorare
più a stretto contatto con il parroco don
Giuseppe e in modo tale da poter essere
più vicino alla sede delle scuole medie
presso la quale da lunedì 12 settembre
ha cominciato ad insegnare religione.
QUINTO BORMOLINI
Il 9 settembre a Grosotto
Meeting dei Grest:
più di 400
I
L’incontro è stato il
vicariati di Tirano e di Grosio
si sono ritrovati il 9 Settembre
primo frutto della recente
2011 per concludere le attività
Commissione Giovanile
estive con l’atteso Meeting dei
intervicariale, rinata dopo
Grest. Nella bellissima cornice di
Grosotto, coordinati dall’infaticabile
anni grazie al desiderio
don Romano e dalla sua équipe, si
dei giovani e all’entusiasmo
sono ritrovati più di 400 ragazzi con i
loro animatori, i sacerdoti ed alcune
di don Roberto Seregni
famiglie.
stand, svoltisi nel campo sportivo.
La giornata ha avuto inizio con l’accoglienza dei vari
Per contrastare gli effetti del caldo sole settembrino i
Oratori che, contrassegnati da diversi colori, hanno
ragazzi si sono divertiti a scorrazzare sotto gli spruzzi di
attraversato le vie di Grosotto, lungo le quali erano
un irrigatore posto da don Romano in mezzo al campo.
appostati animatori a proporre giochi ideati dalle
Bagnati e contenti si sono poi assaporati la merenda:
diverse realtà. A conclusione di questo percorso, l’allegra gelato per tutti! La giornata, infine, si è conclusa con un
comitiva si è diretta al Santuario della Madonna delle
momento di preghiera guidato da don Roberto. I ragazzi
Grazie per la celebrazione della Santa Messa.
si sono lasciati cantando e ballando l’inno del Grest.
Il celebrante don Roberto Seregni, vicario di Tirano,
Il Meeting è stato il primo frutto della recente
durante l’omelia ha invitato i ragazzi a fare tesoro
Commissione Giovanile Intervicariale, rinata dopo anni
dell’esperienza del Grest e della fortuna di condividere
di latenza quando il desiderio dei ragazzi della zona
settimane di preghiera e di gioco nei loro Oratori.
ha incontrato l’entusiasmo di don Roberto. Riunioni,
Durante la celebrazione è stato rivolto un sentito grazie a chiacchiere e condivisioni hanno permesso di realizzare
tutti gli animatori e ai coordinatori che hanno permesso
un incontro tra Grest all’insegna del divertimento e
la realizzazione dei Grest nei vari paesi.
della fraternità, ingredienti necessari per l’ideazione
Al termine della Messa i ragazzi hanno gustato il pranzo
e il coordinamento di un evento in cui ad ogni realtà
offerto dalla Parrocchia ospitante per poi dare avvio
è richiesta una partecipazione attiva. La volontà è di
ai giochi pomeridiani. Ogni Oratorio ha partecipato
proseguire con lo stesso passo!
all’animazione del pomeriggio proponendo giochi a
LUCIA SCALCO
Notizie flash
■ Bormio
Al via la 26a edizione
delle Bormiadi
Ha preso avvio la 26^ edizione delle
Bormiadi, manifestazione unica nel
suo genere che impegnerà per cinque
settimane centinaia di sportivi e
mobiliterà altrettanti tifosi di tutte le
età. Non mancano le novità in questa
edizione; qualche specialità nuova e
qualcuna che viene provvisoriamente
accantonata per dare interesse, smalto
e idee nuove ad una kermesse che in
molti hanno provato ad imitare senza
riuscirvi. Le specialità ed i regolamenti
sono stati presentati ai capisquadra
nell’incontro a loro riservato lo scorso
mercoledì. La presentazione ufficiale,
priva di sorteggi ed abbinamenti, è
avvenuta nella serata della scorsa
domenica davanti a tutte le squadre.
L’evento - avviene dal 1996 - sarà
seguito in diretta dal sito ufficiale
dell’Unione Sportiva Bormiese (www.
usbormiese.com) nelle pagine
dedicate alle Bormiadi. Ma l’edizione
di quest’anno avrà qualcosa in più,
qualcosa di davvero speciale. Lanciata
due anni fa all’interno dell’happy
winter bormino, ripresa lo scorso anno
subito dopo le Bormiadi, quest’anno
sarà proposta nel bel mezzo della
oktoberfest sportiva dell’alta Valtellina.
Le Bormiadi, infatti, concederanno
una settimana alla “mille x mille”,
la grande corsa di Bormio, che si
presenta ai nastri di partenza con
un’altra novità. Se nella prima edizione
erano mille i concorrenti a correre
ciascuno per mille metri dando vita
ad una gigantesca staffetta capace di
correre in tre giorni mille kilometri, se
nella seconda edizione - accanto agli
adulti - mille bambini hanno dato vita
alla staffetta delle scuole correndo
ciascuno per 100 metri, quest’anno
vi sarà una terza staffetta con altri
mille concorrenti, ovvero i ragazzi
delle scuole medie. Quattro giorni,
tremila persone in gara, centinaia
impegnate nell’organizzazione, decine
di personaggi famosi e di sportivi di
grido.
ARMANDO TRABUCCHI
Sondro Cronaca
Semogo. Padre Mirco Sosio ha celebrato la sua prima Messa
L
odiamo il Signore che
continuamente opera meraviglie
nel suo popolo: un altro anello
prezioso si è aggiunto e ha
arricchito per il suo particolare carisma,
la catena di vocazioni sacerdotali che
caratterizza la Comunità di Semogo.
Questa volta si tratta di padre Mirco
Sosio, Apostolo della Vita Interiore,
ordinato sacerdote il 18 giugno scorso
in America a Kansas City. Nato nel 1985
e cresciuto in una famiglia dalle solide
radici cristiane, terminata la scuola
superiore e dopo aver pure intrapreso la
facoltà di Ingegneria Edile, ha seguito la
chiamata del Signore.
Sabato 17 settembre, alle 20.30 il
novello prete è stato accolto con gioia
dai suoi compaesani, dal parroco
don Giacomo, da altri confratelli e
da padre Salvatore Scorza, fondatore
nel 2007 di questa nuova realtà della
Chiesa. Presenti anche cinque Apostole
della Vita Interiore (la Comunità di
recente fondazione contempla infatti
la presenza del ramo maschile e di
quello femminile) che per l’occasione
hanno animato un intenso momento di
adorazione: silenzio, canto, preghiera,
riflessione e testimonianza si fondono
insieme per una bella atmosfera di lode
e di fede. Gli occhi e il cuore vagano dal
Santissimo alla figura di padre Mirco,
raggio luminoso dell’Amore del Padre.
Questo momento ha evidenziato da
subito la peculiarità della Comunità
degli Apostoli e delle Apostole della
vita interiore: la cura dell’anima e della
spiritualità. Immersi in una società che
esalta il materialismo, l’apparenza e
l’esteriorità, non dobbiamo dimenticare
di coltivare la vita interiore per far
germogliare e crescere i frutti dello
Spirito.
Domenica 18 settembre, alle ore 10.00,
padre Mirco ha celebrato la sua prima
santa Messa a Semogo. Unanime è
salito il grazie a Dio per il dono del
sacerdozio. Contagiosa la gioia che arde
nel cuore del novello sacerdote che
sull’immagine-ricordo dell’evento ha
fatto stampare una frase di S. Gemma
Galgani: «Ho una vita sola ma se mille
ne avessi tutte te le darei».
Nell’omelia padre Mirco ha sottolineato
come la sua vocazione sia anche
maturata nel contesto vivo di una
comunità che gli ha offerto molte
opportunità di formazione: Azione
Cattolica, oratorio, Gioventù. In tali
associazioni ha imparato la gratuità
del servizio, la gioia di stare insieme e
per questo ha pregato, perché Semogo
continui a conservare e coltivare
la capacità di donare agli altri il
proprio tempo in modo totalmente
disinteressato.
Dopo un pranzo animato e gustoso,
Quando e dove è nata la comunità
degli Apostoli della Vita Interiore?
La comunità degli Apostoli della
Vita Interiore è nata ufficialmente
solo nel 2007! É il frutto
dell’apostolato delle Apostole della
Vita Interiore, nate agli inizi degli
anni ’90 a Roma. Nel loro ministero
hanno incontrato dei ragazzi che,
attratti dalla vita religiosa, hanno
scoperto la loro vocazione e deciso
di cominciare il ramo maschile della
comunità, vivendo e studiando per
diventare sacerdoti.
Perchè una nuova comunità?
Padre Salvatore Scorza, il fondatore
di ambedue le comunità, quella
femminile prima e quella maschile
dopo, ha avuto fin da giovane
questa ispirazione dallo Spirito
Santo: nella Chiesa c’è bisogno
di donne consacrate e sacerdoti
che a tempo pieno si occupino di
guidare persone e gruppi nella
vita spirituale, nella crescita e
maturazione della vita interiore,
nel trovare il vero senso della vita
e scoprire la vera felicità. Questo
attraverso soprattutto il dialogo
personale e la direzione spirituale.
Apostolo della
Vita Interiore
preparato dal gruppo Alpini, la festa
è continuata con la presentazione
del Musical “Don Bosco”, preparato
dai giovani e giovanissimi
dell’oratorio, con il supporto di
mamme per le scenografie e i
costumi. Spettacolo coinvolgente
e ben interpretato sia nei canti, sia
nella scioltezza dei balletti, sia nel
ruolo dei protagonisti: Don Bosco e
mamma Margherita. Sicuramente
al di là dell’ottima prestazione, il
musical è stato un valido strumento
per far incontrare tante persone
di diverse età e competenze,
testimoniando la bellezza di lavorare
insieme per la realizzazione di un
unico scopo.
Il sorriso luminoso di padre Mirco ha
accompagnato ogni espressione di
festa della Comunità, trasmettendo
la gioia e la verità della sua scelta,
diventando esempio coraggioso in
una società in cui il “per sempre”
sembra essere allontanato a favore
di scelte meno impegnative e meno
durature.
LA COMUNITà DI SEMOGO
Sabato, 24 settembre 2011 33
Notizie flash
■ Valle di Colorina
Assemblea annuale
di amici ed ex alunni
dell’Opera Don Folci
Si svolgerà domenica 25 settembre,
l’assemblea annuale dell’Associazione
amici ed ex alunni dell’Opera don
Giovanni Folci. Alle ore 9.30, alla
casa di Valle di Colorina, sono in
programma l’accoglienza e i saluti.
Alle ore 10.00 la Santa Messa solenne
sarà concelebrata nel Santuario
del Divin Prigioniero dai sacerdoti
che festeggiano gli anniversari di
sacerdozio. Quest’anno, infatti, ricorre
il 25° di ordinazione di don Giampiero
Franzi 20° di don Giampaolo Cozzi. A
loro si unirà il novello diacono Luigi
Portarulo.
Alle ore 11.15 si terrà il momento
assembleare vero e proprio con la
conferenza della dottoressa Francesca
Consolini, postulatrice della causa di
beatificazione di don Giovanni Folci.
“Spunti di riflessione sul ruolo del
laico nell’Opera Divin Prigioniero” sarà
il tema della relazione arricchita da
interventi e testimonianze di membri
dell’Opera.
Dopo il pranzo, alle 14.30 si svolgerà
un ncontro di preghiera conclusivo
presso la tomba di don Folci.
Gli organizzatori segnalano che
sarà possibile raggiungere Valle già
sabato 24 (con cena, pernottamento
e colazione a € 35). In tal caso è
necessario prenotarsi entro giovedì
22, contattando Villa dei Tigli allo
0342.590400, oppure al 348.4799011.
■ Sondrio
Catechesi degli adulti:
le nuove schede
“Le radici della Chiesa nell’annuncio
della Parola” è il tema dell’incontro
che si svolgerà martedì 27 settembre,
quando don Battista Rinaldi
presentarà le schede per la catechesi
degli adulti 2011-2012 alle ore 21
presso l’oratorio Sacro Cuore di
Sondrio.
■ Sondrio
Incontro delle comunità
apostoliche del vicariato
Le comunità apostoliche del Vicariato
di Sondrio si incontreranno sabato 8
ottobre, all’oratorio Sacro Cuore di
Sondrio alle ore 20.30.
✎ L’INTERVISTA |
Padre Mirco Sosio
Impegnato a tempo pieno
per guidare persone e gruppi nella vita spirituale
Purtroppo sono pochi i sacerdoti
disponibili per questo, cosí pieni di
impegni nelle loro parrocchie e in
modo analogo le suore, indaffarate
spesso in asili, scuole e ospedali...
Ecco allora la nascita delle Apostole
e degli Apostoli della Vita Interiore,
come risposta a questa esigenza!
Che tipo di preti sono gli Apostoli?
Alcuni semoghini in passato mi
hanno fatto questa domanda: “Ma
tu sarai un prete come tutti gli altri?
Potrai celebrare Messa?”. La risposta
è semplice: sí! Sono un prete come
tutti gli altri! Noi Apostoli non siamo
preti diocesani, ma siamo religiosi,
cioè legati alla nostra comunità
religiosa. Posso celebrare la Messa e
tutti i Sacramenti. Siamo missionari,
non andremo in Africa o India, ma
in giro per l’Italia e gli Stati Uniti,
per missioni parrocchiali, ritiri,
conferenze, momenti di preghiera...
Che apostolato? Quale lo scopo e
identità?
Il nostro è un apostolato spirituale.
Non gestiamo strutture, ma
andiamo dove ci chiamano,
disponibili per tenere meditazioni,
incontri di preghiera, incontri per
giovani e adulti, bambini, dialoghi
a tu per tu, condivisioni, ritiri,
campiscuola... e ovviamente tutta la
parte liturgica: Messa, Confessioni e
adorazioni eucaristiche. L’Apostolo
della Vita Interiore, lo dice la
parola stessa, prega lui stesso per
poi andare incontro alla gente. La
nostra giornata è scandita da vari
momenti di preghiera che ci donano
la forza per essere missionari e uscire
ad accogliere i bisogni spirituali delle
persone.
Perchè Roma e non Como?
Un’altra domanda che mi hanno
fatto spesso a Semogo: “Perchè sei
dovuto andare fino a Roma e non ti
sei fermato Como?” Ho già risposto,
perchè la casa madre della mia
comunità è a Roma e il percorso di
studi lo portiamo a termine in una
delle pontificie università romane.
Perchè l’ordinazione in Kansas,
negli USA?
L’ordinazione il 18 giugno scorso è
stata a Kansas City, ad ordinarci è
stato l’arcivescovo Joseph Naumann,
della diocesi di Kansas City. è la
diocesi in cui sono presenti due case
delle Apostole della Vita Interiore,
fra cui la loro casa provinciale per
l’America. è un vescovo molto amico
della comunità, ha sperimentato
personalmente il valore del nostro
carisma e apostolato e quindi
ha deciso di ordinarci sacerdoti.
Ogni realtà nuova nella Chiesa ha
bisogno di qualcuno che la sostenga
e guidi nei primi passi prima di
essere totalmente autonoma.
Essendo una piccola comunità
religiosa, nuova, avevamo bisogno
di un vescovo amico che ci potesse
ordinare sacerdoti e riconoscere cosí
la comunità, la Provvidenza ci ha
fatto incontrare questo vescovo.
Quale il futuro?
Per il prossimo anno sarò
certamente a Roma, per finire gli
studi. Per le prossime estati saremo
sempre in Kansas ad aiutare la
diocesi di Kansas City. Dato che
per ora siamo solamente cinque
confratelli, dobbiamo pregare
per nuove vocazioni, cosí che in
un futuro non molto lontano, la
comunità possa dividersi in due
case: una a Roma, casa madre e di
formazione per i nuovi membri. E
una in Kansas, per l’apostolato.
Spettacoli
34 Sabato, 24 settembre 2011
✎ il telecomando |
Scelti per voi
Un pesce
di nome Wanda
Domenica 25 settembre. S. Messa,
Rai1, 9,55. Il Papa in visita in
Germania a Freiburg in Breisgau.
Gran Bretagna 1988.
Vatel, Rai movie. 15,40. Ottimo film
Un film di Charles Crichton. Con
con G. Depardieu. Che tempo che
Jamie Lee Curtis, John Cleese,
fa, Rai3, 20,10. Talk. Presadiretta,
Kevin Kline. durata 108 min
Rai3, 21,30. Popolo. Confronto tra
Campania e Germania. Gli stati del
“Una commedia british
welfare, Tv2000, 21,00. Finlandia.
praticamente perfetta.
Silverado, La7,21,30. Film Western
“Un pesce di nome Wanda” è
di classe di L. Kasdan. Il segreto
uno di quei film che ti rendono
dell’acqua, Rai1. 21,30. Fiction
davvero felici, che riescono a farti passare un’ora e mezza di
poliziesca con R. Scamarcio. Io
puro divertimento...tra dialoghi brillantissimi, personaggi
loro e Laura, C5, 21,10. Un film
strambi e fuori di testa (Otto è un mito..), situazioni paradossali
commedia di Verdone che racconta
e grottesche (come dimenticare i tentativi del balbuziente di
l’Italia contemporanea. Speciale
uccidere la vecchietta con i barboncini...) e una storia costruita a
su Italo Moretti. Rai storia 21,00.
meraviglia. Se poi ci aggiungiamo anche un cast straordinario, il
Doc. Salvate la tigre, Rai movie,
gioco è fatto.”
22,50. Un J. Lemmon da Oscar (e lo
Un commento azzeccato e condivisibile pienamente, preso dalla
prese) in questa commedia sagace
rete. Buon divertimento.
e “impegnata”.
Lunedì 26. Tiberio Mitri-il
campione e la miss, Rai1, 21,00.
Mercoledì 28, Raimovie 21,05
Fiction. Storia del grande pugile,
T.F.
1° parte. Voyager, Rai2, 21,05.
Scienza, storia e misteri. L’infedele,
di Tiziano Raffaini
La7, 21,10. Lerner e i suoi ospiti.
Le stragi, misteri d’Italia, Rai storia
21,00. Doc. 13 a tavola, C5, 23,30.
Film commedia di Oldoini. Viaggio
nostalgico nell’Italia degli anni ’60.
Martedì 27. Tiberio Mitriil campione e la miss, Rai1,
21,00. Fiction. Ultima parte.
Star Accademy, Rai2, 21,05.
Nuovo talent show condotto da
Facchinetti. SOS tata, La7, 21,10.
Tanti suggerimenti preziosi. Chiedi
alla polvere, Rai movie. 21,00.
Trasposizione del romanzo di J.
Fante con ottimi attori. Un dramma
dolente e suggestivo.
Mercoledì 28. Me lo dicono tutti,
Rai1, 21,10. Varietà. Chi l’ha
visto? Rai3, 21,05. Programma di
servizio. Uomini che odiano le
donne, La7, 21,10. Fiction con gli
stessi attori del film, 2° puntata. Un
pesce di nome Wanda, Rai movie,
21,05. Commedia eccezionale.
Quiz show, Rai4, 21,10. Film
caustico di Redford sulla tv. Il lupo
in calzoncini corti, Rai3, 23,15.
Doc. Che cosa sono le famiglie
arcobaleno?
Giovedì 29. Don Matteo 8, Rai1,
21,10. Nuova serie. Omicidio in
diretta, Rai movie, 21,00. Thriller
perfetto di De Palma. Piazzapulita,
La7, 21,10. Attualità. Blu notte, Rai3,
21,05. Doc. Il clan dei casalesiSoldi silenzio e sangue.
Venerdì 30. Complici del silenzio,
Rai3,21,05. Bel film dedicato
all’Argentina dei desaparecidos
vista attraverso gli occhi di un
giornalista che segue i mondiali. I
migliori anni, Rai1, 21,10. Varietà.
Tv7, Rai1, 23,35. Attualità. Le
pagine della nostra vita, Rai movie
21,00. Commovente storia d’amore.
Sabato 1. Sulla via di Damasco,
Rai2, 10,15. Rubrica religiosa.
Superquark, Rai3, 21,05; 3 uomini,
3 sfide; Antonio Meucci. Tata
Matilda, It1, 21,10. Film fantastico
per grandi e piccini. Blaise Pascal,
Tv2000, 21,20. Fiction 1° parte.
Riflessioni. Quando le intercettazioni battono i problemi
D
a qualche giorno, ancora
una volta, gli spazi delle
testate giornalistiche e
dei principali programmi
televisivi di approfondimento sono
largamente occupati dai contenuti
delle intercettazioni e dagli sviluppi
delle inchieste giudiziarie che
coinvolgerebbero direttamente il
residente del Consiglio. Le trascrizioni
delle telefonate fra quest’ultimo e
Giampaolo Tarantini, il trafficone che
procurava le ragazze per le feste private
del premier, rimbalzano da una testata
all’altra e in internet si può ascoltare
anche l’audio integrale di alcuni dialoghi
nel mirino degli inquirenti. La mole
di intercettazioni depositate è tale per
cui le cronache si arricchiscono di
nuovi particolari di giorno in giorno,
addirittura di ora in ora.
Da sempre, il binomio “sesso e potere”
è un elemento capace di attrarre
l’attenzione e la curiosità morbosa
del pubblico. I media lo sanno bene
e certamente non si tirano indietro se
possono sfruttarlo per aumentare le
vendite, l’audience o i contatti. Non
si tratta di un fenomeno prettamente
italiano; basti considerare la copertura
riservata al presunto stupro di cui è
stato accusato l’ex direttore generale
del Fondo monetario internazionale,
Dominique Strauss-Kahn, le cui vicende
sono tornate alla ribalta proprio in questi
giorni. Ma è netta la sensazione che in
Italia certi argomenti suscitino una certa
dose di “pruderie” molto più che altrove.
Il moltiplicarsi delle progressive
Il prurito
e la crisi
rivelazioni ha rinfocolato il dibattito politico
sull’uso delle intercettazioni telefoniche
e sulla loro pubblicazione da parte delle
testate giornalistiche, che spesso si sono
prestate più o meno consapevolmente
al gioco dell’una o dell’altra parte
amplificando proclami e dichiarazioni ma
anche riportando cifre sui presunti costi che
questo metodo di indagine comporterebbe.
Al di là della polemica politica e dei
differenti interessi in campo, catalizzati in
questa fase dallo scontro fra maggioranza
e opposizioni sul futuro del governo,
resta il fatto che altri argomenti molto
importanti in questi ultimi tempi sembrano
essere passati in secondo piano o sono
addirittura scomparsi dall’agenda del
pubblico interesse. È il caso, per esempio,
della manovra finanziaria che per alcune
settimane, dalla metà di agosto in poi,
ha occupato molte pagine delle testate
giornalistiche e che adesso viene ripresa
soltanto a sprazzi in alcuni dei suoi
elementi specifici (per esempio, l’aumento
dell’Iva e le imposizioni fiscali). Anche
la preoccupante altalena delle Borse
mondiali viene ripresa con titoli a effetto
ma è scarso lo spazio per le spiegazioni,
le analisi e le interpretazioni di quanto
succede a Wall Street o a Piazza Affari.
La crisi in Libia, che due settimane fa
sembrava vicina a un epilogo e adesso
viene trattata soltanto incidentalmente.
Del resto, l’insolita attenzione alle
vicende estere che nei mesi scorsi aveva
accompagnato il ribollire di tensioni in
Africa e Medio Oriente, è evidentemente
calata, tornando ai suoi livelli consueti,
piuttosto bassi. Ancora una volta
emerge la spiccata autoreferenzialità e la
tendenza a parlare agli italiani soltanto
dei fatti di casa nostra (e non sempre di
quelli più rilevanti per il vivere sociale),
che costituisce uno dei principali difetti
dell’informazione nazionale.
Se giornali, tv e siti internet dedicano
tanto spazio alle vicende private e ai
contenuti scandalistici, fatto salvo il
diritto-dovere di cronaca su fatti che
possono avere dirette ripercussioni
sociali e pubbliche, è anche perché
sanno far breccia facilmente nel loro
pubblico con questi argomenti. Sta a
noi destinatari, prima ancora che alle
autorità o alle istituzioni preposte,
mettere un limite alla curiosità morbosa,
selezionando le notizie che davvero
c’interessa approfondire e lasciando
perdere quelle di cui la nostra sete di
conoscenza e la nostra curiosità possono
tranquillamente fare a meno.
MARCO DERIU
drammatico
Drammatico
Drammatico
animazione
cineforum
Carnage
Tutti per uno
Terraferma
Kung fu panda 2
The tree of life
L’intento iniziale di due coppie di
coniugi di risolvere la questione di una
rissa tra i rispettivi figli si trasforma in
una lite furiosa.
Quando i compagni di Milana vengono
a sapere che la loro amica rischia di
essere rimpatriata in Romania dal
governo francese, mettono in atto un
piano per salvarla.
Il regista italiano Crialese torna a
raccontare una storia di migrazioni,
reali e dell’anima, attraverso le quali
i personaggi riscoprono se stessi e
trovano il coraggio di cambiare.
Il secondo episodio di una fortunata
serie. Appuntamento con le nuove
avventure dell’imbranato panda gigante
intento ad imparare le arti marziali.
Continua al cinema Astra di Como la
rassegna “Prologo al CINEFORUM”.Il
27 e 28 andrà in scena “The tree
of life”, film vincitore all’ultimo
Festival di Cannes.
Il film nelle sale della Comunità.
A Livigno il 24 al 25 settembre.
Il film nelle sale della comunità
Sondrio: dal 23 al 29 settembre.
Il film è in programma all’Astra di
Como dal 23 al 25 settembre e dal
28 al 29 settembre.
Il film è in programma nella sala
della comunità di Menaggio dal 23
al 27 e il 29 settembre.
La stagione del Cineforum si aprirà il 3
ottobre con il film “Un gelido inverno”.
Lettere e Rubriche
PAROLE
PAROLE / 101
Pancrazio
Nel greco antico non era un nome di
persona, bensì di una lotta, la più
violenta e barbara mai esistita. Al
suo confronto il moderno pugilato
appare come uno scambio di carezze
tra due innamorati. “Pan”, in greco,
significa “tutto”, mentre “crateia”
vuol dire “forza fisica”. Cioè:
confrontarsi con tutta la energia dei
lottatori e senza limiti di sorta. I
lottatori potevano anche mordere,
graffiare, cavare gli occhi, dare calci
Sabato, 24 settembre 2011 35
e pugni in ogni parte del corpo,
strappare le orecchie… Gli spettatori,
come nella lotta tra gladiatori, si
esaltavano allo spettacolo di tanta
scatenata violenza. Questo metodo di
lotta era stato ammesso anche alle
olimpiadi, finchè gli stessi giochi
non vennero soppressi nel 393 d.C.
per auspicio di S. Ambrogio, già
alto funzionario dell’impero con
capitale Milano. Poi, come è noto a
tutti, fu eletto dalla Chiesa locale a
vescovo quando ancora non era stato
battezzato. I giochi olimpici erano
ormai degenerati nella immoralità e
nella violenza estrema, come era il
“pancrazio”. Tuttavia il nome della
lotta era ormai diventato proprio di
persona, tanto che si annovera anche
un santo con questo nome. In Alto
Adige c’è un piccolo Comune che si
onora di nominarsi San Pancrazio.
ATTILIO SANGIANI
Elevazione
spirituale
per ricordare
don Enrico
Si è svolta giovedì 1 settembre nella basilica
di San Fedele su iniziativa dell’associazione
albatese “Agorà”: all’organo c’era Lorenzo
Pestuggia con la bella voce di Nikolina Pinko.
U
na chiesa stracolma, un silenzio
assorto, una partecipazione
intensa e commossa: queste
le immagini e le suggestioni
che sono rimaste impresse in chi ha
partecipato, giovedì 1 settembre, in
san Fedele a Como alla elevazione
spirituale che Agorà ha voluto proporre
per ricordare don Enrico Malinverno
(dovremmo dire monsignor Enrico
Malinverno, ma lui era per tutti don
Enrico).
A chi gli avesse proposto un concerto
in suo onore, don Enrico, da persona
schiva da tutto ciò che si riferiva alla
sua persona, avrebbe risposto con una
risata, una scrollata di spalle, magari
avrebbe aggiunto una delle sue efficaci,
talvolta provocatorie, battute ironiche.
Ma un momento spirituale di
meditazione e di elevazione a quel Dio
per il Quale ha sempre operato con
passione, questo sì, avrebbe riscosso la
sua incondizionata approvazione.
Da qui si è mossa l’Associazione
Agorà, incontri culturali albatesi, nel
promuovere la serata: un momento che
ci unisse nella Fede, attraverso la Storia
della Chiesa e dell’arte (e la Basilica di
S. Fedele ce ne dà testimonianza piena),
nel canto e nella musica sacra come
espressione autentica di preghiera.
Ma ci muoveva anche la consapevolezza
che quei doni che don Enrico aveva
profuso nel nativo territorio albatese,
con grande generosità li ha testimoniati
in tutte quelle realtà in cui aveva
avuto modo di operare: la famiglia,
il Seminario, le parrocchie in cui ha
svolto il ministero o a cui ha dato sino
all’ultimo collaborazione, la Curia,
l’ufficio diocesano Cinema, i monasteri,
le case di cura e per gli anziani, le
associazioni, e tante altre realtà piccole e
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della Diocesi Soc. Coop. a r.l.
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Ricordare don
Enrico Malinverno scomparso nel luglio
scorso - ha significato
in una serata così
spiritualmente e
musicalmente bella,
e non solo per
etimologia, portarlo
al cuore, portarlo nel
cuore: don Enrico
che ci ha preceduto
nell’aldilà ci lascia
una testimonianza
che diventa per
ciascuno impegno a
proseguire con tenacia
e a vivere il messaggio
evangelico.
di Franca Aiani
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A. G. Bellavite S.r.l.
Missaglia (Lc)
Registrazione Tribunale di Como
numero 24/76 del 23.12.1976
Pubblicità:
grandi.
Ci ha mosso la
consapevolezza che i
doni ricevuti da lui ci
inserivano in un circolo
virtuoso di tantissime
persone che sentivano,
sentono il privilegio di
aver potuto essere per
un pezzo del proprio
cammino con don
Enrico, di aver vissuto
con lui momenti di
preghiera, di azione,
di ricreazione con lo
sguardo rivolto ad un
orizzonte più grande.
L’iscrizione nel cortile di una casa in via
Rusconi, a pochi passi dalla chiesa di S.
Fedele, ci dice il senso umano della vita:
nelle cose umane non si potrebbe dare
migliore prova di sé che presentare alle
generazioni future una testimonianza
splendida di essere un giorno vissuto
lodevolmente.
Don Enrico ha dato alla sua esistenza,
umanamente lodevole, un’impronta
operosamente cristiana: a Dio ha
portato una vita vissuta nella pienezza
evangelica.
Per questo l’essere stati in tanti lì, quella
sera, ha dato umanamente il segno di
quanto ci manca (e tanto ci manca!), ma
anche, cristianamente, la dimensione
comunitaria della Fede, la gioia di essere
popolo in cammino verso la Casa del
Padre nella storia della Salvezza.
Ricordare don Enrico ha significato
allora, e non solo per etimologia,
portarlo al cuore, portarlo nel cuore: don
Enrico che ci ha preceduto nell’aldilà
ci lascia una testimonianza che diventa
per ciascuno impegno a proseguire
con tenacia e a vivere il messaggio
Direttore responsabile: Agostino Clerici
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all’USPI (Unione Stampa
Periodica Italiana)
evangelico.
L’elevazione spirituale ha potuto contare
sulla bella voce di Nikolina Pinko: amica di
Agorà, ormai proiettata verso una carriera
di successi importanti, (a Zagabria ha
cantato da solista alla Messa con il Papa,
sarà sempre da solista alla cerimonia per i
Nobel nel prossimo novembre) da qualche
anno viene a trascorrere ad Albate le sue
vacanze.
Vacanze un po’ speciali, perché accetta
di far dono della sua dote canora con una
serie di incontri musicali particolarmente
graditi. Oltre alla serata in S. Fedele, infatti,
si è esibita ad Albate in un repertorio lirico
accompagnata dall’abile ed esperto maestro
Paolo Sala, e in due matinéé nelle case
per anziani “S. Marcellina” e delle suore
Giuseppine di via Borgovico: momenti di
grande emozione e coinvolgimento.
In S. Fedele era accompagnata da Lorenzo
Pestuggia, bravo organista e compositore,
musicista di chiesa come ama definirsi,
attento studioso dei maestri di cappella
del Duomo di Como. Il repertorio
comprendeva brani suggestivi di musica
sacra, con una particolare predilezione
per i canti alla Madonna, a cui don Enrico
era devotissimo, e ai Salmi: dal salmo 27
il titolo dell’elevazione: “Il Signore è mia
luce e mia salvezza”. La voce limpidissima
di Nikolina ha offerto davvero momenti di
grande intensità spirituale in un percorso
meditativo ben coadiuvato dalla lettura
personale dei testi preparati da Agorà..
Pochi mesi prima di morire don Enrico
consegnava ad Agorà le bozze di un suo
contributo sulla storia della chiesa che è in
Albate e lo concludeva con un augurale ad
multos annos. A Lui commossi diciamo ora
con convinzione in aeternum per l’Eternità.
E sicuramente dal Paradiso ci accompagna
con la simpatia di sempre nel nostro
pellegrinaggio terreno.
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36 Sabato, 24 settembre 2011
Grande festa, in diocesi,
per i 70 anni di mons.
Diego Coletti, vescovo di Como,
e per i 10 anni di ordinazione
episcopale. In questa pagina alcuni
fermo immagine del suo cammino
nella diocesi comense
Auguri!
Fotografie
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