della diocesi di como Periodico Settimanale | Poste Italiane S.P.A. | Sped. In Abbonamento Postale | D.L. 353/2003 (Conv. In L. 27/02/2004 N° 46) Art. 1, Comma 1, Dcb Como Anno XXXV - 24 settembre 2011 - € 1,20 Europa 5 Mondo 35 Como 6 16 Morbegno 31 Ventisette Paesi nella crisi: ci si salva insieme! L’iniziativa palestinese per un nuovo Stato La via della accoglienza C’è una valle: agricoltura in fiera ecisioni necessarie D che anche la cancelliera Merkel ha infine l Consiglio di SicuIdell’Onu rezza e l’Assemblea saranno chia- ue tragici episodi D verificatisi in città ripropongono con for- entisette assoV ciazioni promotrici e nove mesi di deciso di appoggiare. mati a pronunciarsi. za il tema. preparazione. Editoriale Buon compleanno, vescovo Diego! Una solitudine abitata di mons. Angelo Riva L’ affetto e la cordialità di tutta la Diocesi per il nostro vescovo Diego nel giorno in cui si accinge a varcare la soglia del 70° anno di età. Non è protocollo né piaggeria, non è consuetudine né culto della personalità, ma è semplicemente la nostra fede cattolica che ci istruisce a riconoscere nell’Uno ciò che appartiene a Tutti, e a celebrare nel Capo la dignità e la gioia che è di tutto il Corpo. Così la comunità diocesana, sparsa dal lago fino agli alti monti, dalle valli fino alla pianura, guarda al Vescovo come al segno e al sigillo vivente della sua unità, e, in questa ricorrenza festosa, ne partecipa i sentimenti di gioia e di trepidazione. Settant’anni sono un traguardo importante. Dice la Scrittura che sono gli anni del vita dell’uomo (cfr. Ps 89,10), “ottanta per i più robusti”, con il loro carico di delizia e di fatica, attraversati sempre troppo in fretta, eppure capaci di lasciare un segno impresso nella vita di molti. In questo giorno al vescovo Diego è dato, come uomo, di riprendere in mano la trama dei giorni trascorsi, di far scorrere fra le dita l’ordito di un disegno che si è venuto pazientemente intessendo. È per lui l’occasione per passare in rassegna le persone e gli eventi, per indugiare sulle parole che si sono rivelate decisive, sui volti che hanno indicato una strada, sugli incontri che hanno modellato un destino. A cominciare da quel sorriso materno, presago di ogni altro dono e tenerezza, che gli ha porto il benvenuto quaggiù, nella terra degli uomini sovrastata dal cielo di Dio. Per arrivare, al termine, al nostro sorriso, quello della comunità diocesana di Como, gli ultimi arrivati nella misteriosa cronologia della vita, e forse per questo proprio i più amati e desiderati. Come successore degli apostoli e ministro del Signore, al vescovo Diego è dato, in questo giorno, di trasalire nuovamente, sorpreso dalla gioia per una vita afferrata da Cristo, come dice l’Apostolo, sequestrata nel mistero di una dilezione senza pari, messa al servizio di Cristo maestro, capo, sposo e pastore del gregge, lanciata nella corsa del Vangelo da portare ovunque, “perché Tu – dice ancora il Salmo – hai dilatato il mio cuore”. Il clima festoso non ci fa dimenticare, però, l’inevitabile solitudine di un Vescovo. La più alta responsabilità che si può assumere nella Chiesa lo ha posto lassù, nella solitudine di non conoscere più nessuno “secondo la carne” (2 Cor 5,16), ma secondo la paternità di Dio e la fraternità in Cristo. Il ministero dei preti, la gemma della vita religiosa, la vocazione dei laici e delle famiglie, il pianto dei poveri, le scelte pastorali… quanti assilli per il cuore di un vescovo, ogni giorno davanti al suo Signore. Oggi più che mai, però, solitudine abitata: dalla consolazione che viene da Lui, dalla compagnia e dalla festa che viene da noi. Alla vigilia delle celebrazioni per il 70° compleanno ed il decimo anniversario di ordinazione episcopale mons. Diego Coletti ha invitato i fedeli che volessero esprimergli vicinanza e affetto a non inviargli doni ma a rinnovare il loro impegno a sostegno del Fondo diocesano di Solidarietà “Famiglia e Lavoro” che continua ad offrire respiro in questo grave momento di crisi economica. 3 Cultura 7 Il card. Scola a Milano: un percorso di lettura Como Cuore: la strada della prevenzione 18 Giubileo di San Girolamo: Somaschi in festa Valcuvia 28 Attivo da fine 2010 l’Ecomuseo dei Laghi Sondrio Prima edizione della Sagra di San Rocco 29 10 - 11 Idee e opinioni 2 Sabato, 24 settembre 2011 U n dato: l’aumento delle informazioni disponibili porta con sé il suo contrario, il rischio cioè della effettiva disinformazione. E mai come in questi tempi, il potere - nelle sue variegate e tentacolari forme- ha interesse a mettere le mani sulla informazione. Nessun potere è troppo schizzinoso quando si propone di raggiungere i suoi obiettivi: è pronto a confondere e a distorcere. Ci riesce spezzando il filo che permette di risalire dall’affermazione fatta alla sua smentita e dal noto all’ignoto. Ancora: il gioco della disinformazione è facilitato dal crearsi di un cerchio magico: come riflettori puntati al centro della scena, televisori e giornali delimitano i confini di ciò che si deve sapere, concentrando lì tutta l’attenzione. Il resto, tutto quanto avviene al di fuori del cono di luce, non conta, resta nell’ombra. E’ significativo il fatto che i diversi organi di informazione ripetano: cerchiamo di raccontarvi tutta ✎ FUORI DAL CORO | di Arcangelo Bagni Ma a chi sta davvero a cuore la libertà d’informazione la giornata, vi presentiamo i fatti principali. Ma dimenticano di dire che anche le loro affermazioni sono sotto i riflettori che delimitano il campo del dicibile dal campo del non dicibile. Inconsapevolmente, spesso ci abbeveriamo non all’informazione ma alla disinformazione che ci offre quiete, rassicurazione, luogo comune, spettacolo. E che propone anche buoni sentimenti: chi si sente in pace con se stesso e con il mondo non ha dubbi, è disposto a farsi guidare dalla informazione “amica” e ad essa concede l’incondizionata fiducia, senza sollevare alcun dubbio, disposto a farsi guidare e a concedere fiducia ad altri immaginati buoni come lui. Così la libera informazione diventa solamente l’informazione che lui riceve e di cui “si fida”: sono liberi solo i giornali che uno legge. Intanto la ricerca si ferma, le spiegazioni dei fatti vengono accettate a scatola chiusa, la proclamazione –più o meno gridata- prende il posto della spiegazione. Più uno grida, più uno esclama o sentenzia e più molti sono disposti ad accettare tutto ciò equiparandolo a informazione libera. Allora viene meno la critica. Si arriva al paradosso di affermare che le discussioni sono possibili solo tra persone accomunate dalle stesse concezioni fondamentali. Se c’è disponibilità, la discussione sarà tanto più fruttuosa quanto più vario è l’ambiente culturale dal quale provengono i diversi partecipanti: il valore di una discussione dipende dalla diversità delle opinioni e dei pareri che si confrontano. Senza il libero scambio di pensieri non può esserci libertà di pensiero. Abbiamo bisogno degli altri per mettere alla prova su di loro i nostri pensieri, per scoprire se sono validi, se sono argomentati o argomentabili. La discussione critica è il fondamento del libero pensiero del singolo individuo. Ed essa sa che la realtà non è mai unica, né può essere ridotta a una alternativa di bene o male, giusto o sbagliato, bianco o nero, bello o brutto: l’imprevedibilità del mondo e le conseguenze impreviste di fatti voluti tolgono a tutti la presunta patente di una innata superiorità morale. Tutti siamo in ricerca, tutti siamo fallibili, tutti siamo invitati ad ampliare sempre di più il raggio di quel cono di cui si diceva. A volte –chissà perché?- il cono sembra restringersi fino ad escludere fatti che dovrebbero creare ampia discussione. Accade così che un libro, “Falce e carrello” di Bernardo Caprotti (ed. Marsilio), per sentenza di un tribunale, deve essere bandito, gettato al macero, bloccato nella pubblicazione. Bastava chiedere che venissero corretti gli eventuali errori. Invece, no! Tutto il libro al rogo e per sempre. Mi sarei atteso una protesta di piazza in nome della libertà di pensiero. Niente. Hanno ristretto il cono fino a far scomparire il fatto. Ed evitare la discussione. I paladini della libertà di informazione erano forse ancora tutti in ferie? COLPO D’OCCHIO | di Piero Isola Un bel tacer, purtroppo, non fu mai intercettato O Un minimo di prudenza, dove i pargoli, h, bene! Ci voleva proprio! Finalmente peraltro, dovrebbero e decenza, perbacco, qualcosa di essere già in contingenze simili, interessante dalla abbastanza “istruiti”, l’avrebbe anche il lettura dei giornali! perché se poco poco babbeo più ignorante Dopo un’estate boccheggiante leggono i giornali, di notizie dal Corno d’Africa, anche quelli più e sprovveduto che usi di crisi economica mondiale, grossi, e gli annunci il telefono per la prima di manovre casalinghe e noiosi di piccola pubblicità volta... aggiornamenti quotidiani che questi non sull’andamento delle borse si peritano di internazionali, ci voleva proprio questa ventata di aria pubblicare (guadagnandoci fresca e corroborante portataci dalle ultime novità sopra), altro che intercettazioni rivelate in fatto di intercettazioni. Questo sì che è “berlusconiane”! Lì il linguaggio è giornalismo, anzi alto giornalismo! ancora più esplicito. Con ciò i giornalisti tornano all’autentico, vecchio Converrete, però, che sono comunque “istruttive” le mestiere, quello di ascoltare (beh, veramente qui lo intercettazioni in genere. O meglio, è istruttivo questo fanno attraverso le orecchie altrui!), di osservare e andazzo, ormai vecchiotto, delle intercettazioni analizzare (beh, qui veramente copiano le trascrizioni puntualmente rivelate e pubblicate, perché sta passate dalle Procure) e riferire per filo e per segno lì a dimostrare – al di là di altre considerazioni – al lettore. Al quale non resta che ringraziare per il la dabbenaggine umana, una dabbenaggine da bel servizio reso. Che delizia, che soddisfazione, catalogare in questo caso nell’autolesionismo più che gusto, che goduria (per dirla con Totò) poter spinto. Volete sapere qual è il primo commento conoscere nei minimi particolari quanto il presidente che sorge spontaneo al sottoscritto e, peccando del Consiglio e i suoi collaboratori (?) e relative di presunzione, osiamo immaginare anche ad collaboratrici (?) si dicevano al telefono! La materia è altri lettori, ogni qual volta ci viene propinata la stimolante e istruttiva, anzi, visto che si sono appena possibilità di leggere il testo di intercettazioni, quali riaperte le scuole, ne proporremmo la lettura in classe, che siano i personaggi intercettati, se faccendieri, o Aforismi ■ Gómez Dávila I professionisti della venerazione dell’uomo si sentono autorizzati a disprezzare il prossimo. La difesa della dignità umana consente loro di essere sgarbati con il vicino. Nicolás Gómez Dávila (Cajicá 1913 - Bogotá 1994) Scrittore e aforista colombiano In margine a un testo implicito, Adelphi 2001, pagina 93 “O ppure il tuo occhio è cattivo perché io sono buono?”. è un peccato che anche la nuova traduzione della Bibbia abbia rinunciato a questa stupenda letteralità del greco di Matteo, perdendo la possibilità di far capire immediatamente due cose. Primo: che il problema non è la bontà di Dio ma l’occhio con cui l’uomo la guarda. Secondo: che l’invidia - la traduzione ha preferito un più esplicito “oppure tu sei invidioso” - è proprio un modo di guardare... cattivo una realtà che in sé è buona. Domenica scorsa la pagina evangelica proposta nelle nostre comunità era quella della parabola degli operai mandati nella vigna, uno di quei testi che ci suscitano sempre qualche prurito sociale e che, per fortuna, poco si prestano a letture sociologiche o a facili quanto inopportune trasposizioni sul piano dei comportamenti pratici. è vero: ✎ Corsivo | delinquenti, o politici e uomini di governo? “Bestie! È mai possibile che a costoro, dopo anni e anni che si parla di intercettazioni, non passi neppure per l’anticamera del cervello, anche in relazione al tipo di “attività” esercitata, l’idea che possano essere – sono – intercettati?!”. Un minimo di prudenza, e decenza, perbacco, in contingenze simili, l’avrebbe anche il babbeo più ignorante e sprovveduto che usi il telefono per la prima volta. Invece costoro eccoli là, tranquilli, dagli a colloquiare e sproloquiare piacevolmente, a vantarsi delle loro “gesta”, a confessare e confessarsi come se fossero, perdonate il paragone che qui cade a proposito, nel segreto di un’alcova. Un bel tacer, purtroppo, non fu mai intercettato. di Agostino Clerici Dal greco di Matteo alla fiaba di Biancaneve... le nostre piazze rischiano di riempirsi di disoccupati, ma non vi sono in giro, purtroppo, padroni di vigne che escono così spesso a cercare braccia da salariare. La crisi è reale, i suoi versanti sembrano non finire mai e si generano preoccupazioni in un numero sempre maggiore di famiglie. Ma la parabola in questione non ha ricette praticabili in fotocopia, se non un appello ad una equità che sia qualitativamente solidale e non solo quantitativamente giusta. In fondo, al padrone interessa che tutti possano avere quanto è necessario per vivere e che la sua vigna sia lavorata e che nessuno resti inoperoso. Ma quella vigna è immagine del Regno di Dio, ed è su questo versante che la parabola va letta. Ecco, allora, entrare in scena il nostro occhio cattivo. C’è una fiaba che raccontiamo ai bambini e che mostra i danni che l’invidia può produrre nel cuore umano. È la fiaba di Biancaneve e i sette nani. La regina invidia Biancaneve per la sua bellezza che offusca la propria, ma questa valutazione è legata ad uno specchio, cioè ad un modo sbagliato, cattivo, di guardare e di guardarsi. Ora, pur di diventare la più bella, la regina è disposta a diventare di fatto brutta – a trasformarsi in strega – perché il suo unico pensiero è ormai solo quello di eliminare Biancaneve. L’invidia non è solo un occhio cattivo, ma dimostra di essere un occhio cieco, che non ci vede più e che perde di vista lo stesso obbiettivo che si era prefissato all’inizio. È un occhio che, operando continuamente paragoni, non è più in grado di vedere né se stessi né gli altri nella giusta luce. È significativo che nella fiaba stessa, Biancaneve si rifugi nella casa dei sette nani per difendersi dalla regina che vuole ucciderla. I nani non sono bambini, ma - se volessimo usare le parole di Gesù - sono “come bambini”. Quindi - anche nella fiaba, come nel Vangelo - la logica dei piccoli è quella che può custodire la vera umanità e aprire così le porte del Regno di Dio. è una ricetta sociale, questa? Forse. Ma è rivolta ad ogni singola persona, aperta sul mondo. Al suo occhio. Attualità La Diocesi in Festa. Tanti messaggi arrivati “A Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Diego Coletti. Tanti auguri vescovo Diego! E ccellenza carissima, sono davvero lieto di unirmi alla tua gioia in occasione del tuo settantesimo compleanno e del tuo decimo anniversario di episcopato. Desidero esserti accanto in questo momento prezioso di riflessione sul cammino percorso fin qui, momento che è anche opportunità di ringraziamento per i tanti doni ricevuti, per gli esempi che ti hanno ispirato, per le persone incontrate che ti hanno accompagnato in tutti questi anni. In ogni circostanza hai certo avuto modo di sentire quell’amore infinito che ti ha spinto alla sequela di Cristo. La tua vita sacerdotale è iniziata nel 1965 quando sei stato ordinato dal Cardinale Giovanni Colombo. La tua passione per lo studio ti ha portato all’insegnamento diventando poi rettore del nostro Seminario teologico. È in questo periodo che ho avuto La gioia per il 70esimo di compleanno e il decimo anniversario di ordinazione episcopale. modo, come professore nello stesso istituto, di apprezzare il tuo spirito coinvolgente e aperto nei confronti dei giovani che si stavano preparando al sacerdozio in anni complessi e difficili per la società. La tua ricerca per una spiritualità profonda e totalizzante ti ha spinto ad intraprendere molte strade, sempre pronto a servire la Chiesa in qualsiasi campo ti venisse proposto: ricordo in modo particolare il tuo impegno all’Agesci e in Azione Cattolica, la responsabilità di rettore del Pontificio Seminario Lombardo in Roma, di cui sono stato tuo predecessore. Nel 2000 ti è stata affidata la Diocesi di Livorno e il 13 gennaio 2001 il Cardinale Carlo Maria Martini ti ha consacrato Vescovo. La tua intraprendenza ti ha messo subito all’opera per conoscere appieno la comunità diocesana di Livorno iniziando le visite pastorali, così da comprendere e far comprendere come tutti siano chiamati a costruire cammini di pace e di testimonianza evangelica. Lo stesso slancio hai portato, immutato, nella Diocesi di Como anche qui pronto ad andare incontro ai fedeli e alla nuova realtà di cui sei pastore. Nel tuo saluto per l’ingresso nella bella Basilica di S. Abbondio hai voluto citare un passo della Lettera ai Romani: “Ho un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi Sabato, 24 settembre 2011 Compiendosi contemporaneamente il tuo settantesimo compleanno, che ti aiuta ad essere un Padre della Chiesa e il compimento del decimo anno di servizio reso alla Chiesa come Vescovo, ti invio le mie più affettuose benedizioni”. Tuo Carlo Maria Card. Martini qualche dono spirituale perché ne siate fortificati o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi ed io”. Ecco, penso che il tuo zelo pastorale sia proprio questo: un fortissimo spirito di condivisione e di responsabilità per un gioioso e fedele servizio al Vangelo. Ti ringrazio per questo, caro don Diego, e ti auguro gioia e pace, chiedendo al Signore di colmarti di ogni benedizione. S.E. Cardinal Dionigi Tettamanzi GLI APPUNTAMENTI Sabato 24 settembre ore 20.30 S. Messa in Duomo, al termine auguri al Vescovo sotto i portici del Broletto. Domenica 25 settembre ore 21.00 concerto nella basilica di S. Abbondio. Lunedì 26 settembre In Comune: conferimento della cittadinanza onoraria Da Livorno. La lettera di don Razzauti, vicario generale durante l’episcopato di mons. Coletti Q uando, il 9 dicembre merito di saper unire di 2000, fummo convocati nuovo in comunione il in vescovado per la clero livornese, compito comunicazione del non facile ma nel quale si nominativo del nuovo Vescovo, impegnò con tutto se stesso. dinanzi al nome dell’eletto ci E certamente per la sua trovammo perplessi: non lo esperienza, il clero è sempre conoscevamo, ma le notizie stato il suo primo interesse. provenienti dal suo curriculum Questo senza dimenticare erano ottime. di formare il laicato con i Le prime domande naturali famosi “Caminetti” incontri affiorarono in tutti noi presenti: che aiutavano a parlare sarà il Vescovo adatto per delle realtà della Città. Livorno, specialmente dopo Quindi, per terminare, il lungo episcopato di mons. una domanda: “Ma mons. Ablondi? Saprà incontrare la Coletti a Livorno ha fatto nostra gente così rude, ma tutto bene? Forse da “Santo altrettanto generosa e con un subito?” cuore enorme? Vedremo. Dopo Calma, calma: anche Lui pochi giorni mi recai da Lui ha commesso i suoi errori a Roma, perché mi era stata nella fragilità umana, assegnata l’organizzazione quindi deve continuare a per il suo ingresso. Nel viaggio camminare “per il Santo mi posi tante domande, subito”, ma certamente con ma quando entrai nel suo la sua perseveranza nella studio fui sommerso da preghiera (come era bello un abbraccio enorme che vedere il Vescovo a pregare già mi fece capire l’uomo in cattedrale o nella sua c che c’era in Lui. Parlammo, appella) sta vivendo quella organizzammo e lo trovai con santità anche attraverso il in mano una cartina della città suo percorso, non facile, di Livorno: e subito si mise a Il sacerdote ripercorre alcuni episodi del ministero episcopale in Toscana. di Vescovo. Da parte mia chiedere diverse informazioni, debbo ringraziarlo per la desideroso di conoscere la sua stima e l’affetto che mi ha “Sei anni intensi e belli” in cui è diventato “uno di noi” città. Un’altra cosa che mi ha sempre dimostrato e tutta colpito e resterà sempre nel la Diocesi livornese deve mio cuore fu la sua telefonata il giorno con Lui divenne più intensa, perché, la sua cultura. Le sue omelie erano veri ringraziarlo per essere stato capace di di Natale: si presentò come “don Diego” dopo una numerosa consultazione, trattati di catechesi, mai ripetitive, ma diventare “uno di noi”. Peccato, perché ed io feci fatica a comprendere chi fosse; mi nominò Vicario generale. All’inizio, sempre con una grande attenzione alla quando aveva conosciuto la Diocesi, quando compresi restai meravigliato che per me, fu difficile perché ero parroco dimensione divina immersa nella realtà è stato chiamato a guidare la Chiesa mi telefonasse per farmi gli auguri e per nella stessa parrocchia da venti anni umana. Nel giorno del suo saluto al clero, di Como. Ma è la legge della Chiesa e ringraziarmi per ciò che stavo facendo e negli ultimi avevo costruito il nuovo prima del trasferimento a Como, un dell’obbedienza nel servizio. Certamente per Lui. Arrivò il giorno del suo ingresso centro pastorale con la chiesa, da tempo sacerdote, sempre piuttosto critico, ma i sei anni livornesi sono stati intensi e ed una folla enorme lo accolse lungo le desiderato; ma non ho mai disobbedito di grandissima cultura (purtroppo morto belli, perché, in fondo, se oggi fa il Vescovo strade della città: il suo modo di fare, il ai miei Vescovi e così detti il mio assenso. lo scorso anno a 60 anni) si alzò e, con il molto bene è perché noi l’abbiamo suo sorriso aperto conquistarono subito Da quel giorno (era il 16 luglio) è iniziata suo tono da sapiente disse queste parole: “sopportato” quando doveva imparare e, i livornesi. Dopo pochi mesi rilasciò un’avventura meravigliosa con una “Grazie Monsignore per l’altezza della insomma, un po’ l’abbiamo aiutato anche un’intervista nella quale mise in luce persona che mi stimava e che in ogni sua catechesi; certamente a Livorno sarà noi. Nel decimo anniversario del suo alcune negatività di Livorno: scatenò incontro riusciva ad infondere fiducia difficile risentire omelie come le sue”. Episcopato, non soltanto a nome mio, ma le ire di diversi politici, ma a posteriori e serenità. Tra noi non c’erano molte Un applauso scrosciante si alzò da tutti, di tutta la Diocesi, lo saluto con il saluto dobbiamo dire che aveva ragione ed oggi carte scritte, ma c’erano soprattutto la tanto che il Vescovo con le lacrime agli che si passano i marinai “Vento in poppa, a Livorno, siamo da circa un mese senza fiducia e la stima reciproca. Con il tempo occhi ed il groppo in gola, fuggì verso la Monsignore !”. giunta comunale, proprio per quelle lo feci conoscere alla città, alle diverse sua abitazione. Questo accadde anche DON PAOLO RAZZAUTI negatività. A luglio la mia collaborazione realtà cittadine e tutti lo stimarono per perché Mons. Coletti ha avuto il grande diocesi di Livorno “Vento in poppa, monsignore” 3 4 Sabato, 24 settembre 2011 Italia Dopo il 1° Festival della dottrina sociale di Verona. Sono partiti dei segnali incoraggianti come l’annuncio di una serie di eventi simili da realizzare nei territori. Giovani e impegno politico P rima di tutto bisogna migliorare se stessi, per poi insieme, migliorare la società” ha detto il card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, dopo la “lectio magistralis” che ha tenuto a chiusura del 1° Festival della Dottrina Sociale (www. festivaldsc.it), svoltosi a Verona dal 16 al 18 settembre. Il card. Bertone, ricordando l’invito di Papa Benedetto XVI a formare una nuova generazione di uomini e donne che si impegnino nel sociale e nella politica, ha fatto notare che una “seminagione la si trova nella partecipazione dei giovani ad iniziative come queste” a dimostrazione della loro disponibilità a assumere responsabilità anche in campo sociale e politico. Il Segretario di Stato, ricordando la folta presenza di ragazzi e ragazze alla giornata mondiale della gioventù di Madrid, ha sottolineato che “in quell’occasione, tutti noi, abbiamo percepito la capacità dei giovani di fare nuove tutte le cose a cominciare dal proprio cuore”. Esserci per costruire. “È stata la presenza dei giovani a dare un valore aggiunto a questo Festival. Hanno dimostrato di avere sete di cose vere e per queste sono disposti a spendersi e a sacrificarsi. Perciò occorre dare risposte credibili e coerenti di senso e di verità alle loro domande”. È quanto ha detto mons. Adriano Vincenzi, coordinatore del Festival, tracciando il bilancio della prima edizione. “Credo inoltre che il livello di competenza e professionalità che ha caratterizzato molti interventi di imprenditori e operatori dell’economia e della finanza abbia confermato che occorre avere un’anima nell’agire ed è la qualità delle persone che incide anche C’ era una volta l’educazione civica: in verità, c’era sull’orario scolastico, ma in che cosa consistesse pochi studenti di allora lo ricordano. Avrebbe dovuto forse insegnare il funzionamento dello Stato: argomento difatti sconosciuto! Non so se “Cittadinanza e Costituzione” sia l’equivalente di quella vecchia materia, o che altro. Mi capita però tra le mani il libro adottato in una classe seconda elementare per svolgere il programma di questa disciplina: “piccole regole per crescere, vivere bene e … per diventare bambini del mondo”, promette il retro della copertina. Lo sfoglio con curiosità. L’incipit un po’ mi stupisce: “Educazione dell’affettività”, in tutto tre paginette. Si comincia con l’io: “Ogni persona è unica. Ha diverse caratteristiche che la distinguono dagli altri. L’aspetto fisico, innanzitutto: il colore degli occhi e dei capelli, la forma del viso, la corporatura … e poi frutti nati da quell’incontro per continuare a camminare nella tradizione delle settimane sociali, potenziando le reti e il protagonismo delle associazioni”. Nel territorio. “Da questa manifestazione sono partiti dei segnali incoraggianti come l’annuncio di una serie di eventi simili da realizzare nei territori tra fine 2011 ed inizio 2012”. Questo per Claudio Gentili, portavoce del Festival “è un importante risultato raggiunto da questa iniziativa”. “Si riprende un cammino di attenzione al collegamento tra pensiero e azione sociale con un forte radicamento popolare”. Inoltre, secondo Gentili “da questi tre giorni di confronto e dibattito è emerso con chiarezza il bisogno di una maggiore unità dei cattolici, soprattutto dal punto di vista della visione sulla grave crisi morale che stiamo attraversando, c’è bisogno di Lectio magistralis del card. Bertone a conclusione di un appuntamento molto frequentato. sui risultati economici”. In questo Festival non è mancata la presenza delle donne, le quali, ha sottolineato, “hanno contribuito a portare serenità, creatività e intelligenza: qualità che sono indispensabili per un impegno creativo ed efficace negli ambiti sociali, politici ed economici”. In questo modo “le risposte ai problemi che abbiamo ben chiari non si fermano ai discorsi ma diventano ‘presenza’. Il Festival non finisce, chi lo ha vissuto ne rappresenta la continuità e la sintesi di tutto questo è il dire ‘noi ci siamo’”. Partendo da questo “slogan” mons. Vincenzi ha annunciato i prossimi due impegni: la realizzazione della Scuola di formazione per l’alta dirigenza in Dottrina Sociale della Chiesa e il 2° Festival della dottrina sociale che si terrà dal 14 al 16 settembre 2012 a Verona. Nel segno della continuità. “Ho trovato interessante la voglia di declinare alcuni punti dell’agenda di Reggio Calabria, l’agenda della speranza, in un confronto più vasto e più vario. Ho notato, in particolare, un collegamento con i temi dell’intraprendere e dello slegare e del rilegare la mobilità sociale”. Così mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente del comitato scientifico ed organizzatore delle Settimane Sociali, commenta l’impressione che ✎ commento | ha tratto dal Festival di Verona. “Alcuni giovani sono venuti a dirmi che erano già stati a Reggio Calabria e per loro questa è stata un’occasione per continuare i discorsi iniziati in quella sede”. A mons. Miglio è apparso positivo il fatto che “in un tempo di disorientamento generale i giovani stanno scoprendo un po’ di più il valore della dottrina sociale della Chiesa, come un insegnamento che può aiutarli ad entrare nel mondo sociale e del lavoro con dei criteri e degli orientamenti”. “Uno degli aspetti positivi del dopo Reggio Calabria è quello che il mondo associativo, delle fondazioni e delle varie realtà cattoliche si sente più protagonista nell’elaborare una cultura impregnata di dottrina sociale, quindi oso pensare – ha detto - che questo Festival sia uno dei bei Si deve riprendere un cammino di forte radicamento popolare per ridare un’anima alla politica. di Elena Clerici “Cittadinanza e Costituzione”, nuova disciplina scolastica... asessuata! il carattere … ”. Perbacco: nella percezione fisica dell’io non esiste più la differenziazione maschio/ femmina. E infatti il testo continua così: “I tratti fisici, come quelli che riguardano il carattere, formano la tua identità”. La parola – che non è per niente neutra di questi tempi è in grassetto, ben evidenziata. Poi è la volta degli “adulti importanti”: “Sono le persone a cui vuoi bene e che ti vogliono bene. I tuoi genitori, nonni, parenti”. Non si parla esplicitamente di mamma e papà. Difatti l’esercizio proposto chiede di indicare quattro nomi di persone importanti, e la modalità è questa: “Si chiama … E’ il mio/ la mia … con lui/lei mi piace … ”. Tutto molto generico, quasi indifferenziato. Segue il capitolo di ”Educazione alla cittadinanza”. “Mamma e papà annunciano felicissimi la nascita di … ”: finalmente trovo nominati mamma e papà, e immagino una femmina e un maschio. La famiglia è poi citata in termini di “persone che ti aiutano a soddisfare i tuoi bisogni” (che tristezza questa idea di famiglia “strumentale”!). A un certo punto essa viene descritta “come una piccola comunità” in cui “ci si dividono i compiti e si collabora per il bene di tutti”, e infatti c’è un disegno con delle simpatiche api (povere api operaie, poveri fuchi, mi viene da pensare!); seguono due riquadri nei quali elencare i compiti svolti per il bene di tutti da due membri della famiglia (una mamma e un papà?). La famiglia – si legge ancora - è il “primo gruppo in cui tu sei entrato a far parte”: sarà una allusione alle “famiglie allargate”, oppure l’autore ha pensato alle “famiglie numerose”? Chissà. Meno male che qua a là sbuca qualche disegno con mamma-papà-figli: nel caso qualche bambino un tantino “strano” potesse riconoscersi in questo modello tradizionale. L’”Educazione interculturale” punta sull’accoglienza dei bambini stranieri e sullo scambio. Mi resta un po’ indigesta la sezione che segue, “Educazione alimentare e alla salute”: “Mangia tanta frutta e una ‘sinfonia’, che pur tra le diversità delle opinioni e delle posizioni politiche, promuova una maggiore unità del Paese”. Infatti “senza dirittura morale e senza comportamenti etici non si va da nessuna parte, ciò vale, prima che per la politica, per la finanza. Si è visto molto bene in questa crisi che l’aver separato l’etica dall’economia e dalla finanza è stata la fonte di molti dei nostri guai”. “Per questo – ha concluso Gentili - serve una classe politica dotata di qualità morali, perché con la faziosità e il moralismo non si va da nessuna parte”. tanta verdura, non esagerare con i dolci, mangia anche la carne e il pesce (questo testo scolastico non ha certo l’imprimatur del prof. Veronesi!), segui una dieta varia, mangia di tutto e attento alle quantità”. Mi corre un brivido lungo la schiena rammentando un fatto di cronaca degli ultimi tempi: bambini obesi allontanati dai loro genitori e affidati ai Servizi Sociali. Sarà il caso che mi metta in riga al supermercato! Mi farò ispirare dal menù ASL: “zuppa di legumi e cereali, platessa al vapore con zucchine lessate, yogurt magro”. L’”Educazione stradale” e quella “ambientale” precedono la parte finale sulla “Costituzione” italiana. Considerate le premesse sull’io a pagina 2, mi resta il sospetto che i bambini di seconda elementare non saranno in grado di capire la definizione del “Principio di uguaglianza” data a pagina 47: “Tutti i cittadini sono uguali senza distinzione di sesso … ”. Quasi quasi spero che a “Cittadinanza e Costituzione” tocchi la stessa sorte di “Educazione civica”! Europa Sabato, 24 settembre 2011 Benedetto XVI pellegrino in Germania “D ove c’è Dio, là c’è futuro”: Papa Benedetto XVI torna in Germania e per il viaggio ha scelto uno dei temi fondamentali della sua predicazione, fare di tutto perché “Dio torni nel nostro orizzonte, questo Dio così spesso totalmente assente, del quale però abbiamo tanto bisogno”. I suggestivi appuntamenti tedeschi, dai luoghi di Lutero al Bundestag, gli permetteranno di sviluppare questo dialogo con le società occidentali di antica identità cristiana, che segna il pontificato. Gli esiti non sono scontati, nel senso della vecchia deriva che presentava come inevitabile la secolarizzazione. Si tratta piuttosto di entrare nella ragione dell’agnosticismo contemporaneo, che è una condizione di tanti, in Europa, che genera una “strana penombra”, che tende a rimuovere come politicamente scorretto il tema di Dio, con tutte le sue implicazioni. Ritorniamo così all’indicazione, che Benedetto XVI ha affermato nel discorso di Ratisbona, e poi ha ripreso lungo tutto il pontificato per il “superamento della limitazione auto-decretata della ragione a ciò che è verificabile nell’esperimento”. Ne conseguono tre linee culturali e civili. La prima è la rivendicazione di una “sana” laicità, come affermazione di una sfera pubblica aperta alla dimensione religiosa. La seconda, che ne rappresenta la radice strutturale, è la necessità di una nuova alleanza tra la fede e la ragione, come sicuro presidio contro i rischi del fondamentalismo ono sempre tornanti stretti quelli che si trova ad affrontare e del laicismo. La terza ne l’Unione europea. Nata sessant’anni or sono (Comunità è la conseguenza, cioè la europea del carbone e dell’acciaio, 1951) per costruire un constatazione dell’emergenza unico mercato economico, rischia ora di infrangersi nello educativa, come impegno a sforzo di salvaguardare un’unica moneta. L’instabilità finanziaria fare ripartire il dinamismo di generatasi in America con la crisi del 2008 ha indebolito l’economia una modernità da riportare alla reale dei 27 Stati aderenti all’Ue generando forte disoccupazione; ha sua radice: non a caso è questo inoltre fatto tremare i sistemi bancari e ha influito pesantemente sui il tema degli orientamenti conti pubblici nazionali. Di fronte a questi scenari occorre riconoscere pastorali della Chiesa in Italia che le istituzioni Ue sono stati tra i primi soggetti a lanciare l’allarme per questo decennio. e a individuare una possibile via d’uscita mediante una governance Sinteticamente è la sfida di economica e finanziaria su scala sovranazionale. Il vero ostacolo su una nuova evangelizzazione, questa strada è stato però rappresentato proprio dai governi dei 27 Stati che lo stesso Benedetto XVI dell’Unione, preoccupati (comprensibilmente) di risolvere i problemi ha indicato come tema del contingenti a casa propria più che di prossimo Sinodo e impegno per individuare correttivi concreti ed efficaci le Chiese dell’Occidente: “ Vasti La Grecia sconta sul lungo periodo, percorrendo l’unica orizzonti si aprono all’annuncio strada possibile: unire le forze, muoversi del Vangelo, mentre regioni colpe nazionali insieme. È stato detto e scritto mille e di antica tradizione cristiana ma porta anche una volta, anche in sede di Consiglio sono chiamate a riscoprire la pesi insostenibili europeo (dove siedono i capi di Stato e bellezza della fede”, ha ripetuto di governo Ue, il massimo organismo all’Angelus a pochi giorni dalla che derivano da decisionale a Bruxelles): nessun paese partenza per la Germania. quanto accaduto europeo è in grado di rispondere da In concreto, per quanto negli ultimi anni a solo alle sfide globali, dall’economia riguarda in particolare la livello planetario. alle migrazioni, dal terrorismo fino alla situazione italiana, si possono sicurezza energetica. Ma alle parole non indicare alcuni indirizzi per Ma a rischio ci sono seguiti fatti coerenti. La questioneun impegno di lunga lena da sono anche Irlanda greca è emblematica in tal senso. Atene rilanciare all’inizio del nuovo e Portogallo. sconta colpe nazionali ma porta anche anno pastorale: la cancelliera tedesca angela merkel pesi insostenibili che derivano da quanto - mantenere una molteplice accaduto negli ultimi anni a livello capacità di interlocuzione, cioè Financial Stability Facility), che dev’essere di creare la moneta unica. In questo planetario. Fardelli eccessivi gravano l’articolata pluralità dei soggetti sottoposto a ratifica nei 17 Stati che frangente si evidenziano tre corollari che peraltro su altri paesi europei, come che caratterizza la Chiesa in adottano la valuta unica (il parlamento non andrebbero sottovalutati. Sembra Portogallo e Irlanda. Nemmeno Italia Italia, con il vincolo di una tedesco voterà a fine settembre, ed è imporsi, in primo luogo, la necessità di e Spagna possono stare tranquille. E convergenza di ispirazione e un passaggio fondamentale in questa una politica europea forte al suo interno e fasi minacciose stanno turbando solide di operatività, definitivamente direzione). Si dovrà poi procedere in grado di ritagliarsi uno spazio credibile nazioni e solidi sistemi economici, dalla archiviando la conflittualità con l’individuazione di misure per sul palcoscenico mondiale. Solo così Francia al Regno Unito, dalla Danimarca interna e superando quella l’Ue può diventare un soggetto capace ai Paesi Bassi, con ricadute occupazionali, sostenere la crescita: su questo punto è contrapposizione clero/ convocato il Consiglio europeo del 17-18 di dialogare “da pari” con Usa, Cina, bilanci statali in rosso, instabilità politica laicato che, questa sì, provoca ottobre, anche in relazione al successivo India e gli altri giganti che emergono in e ribaltoni elettorali. Se dunque la quell’“afasia” di cui si parla non appuntamento del G20 (3-4 novembre). questa fase storica. In secondo luogo parola d’ordine è, attualmente, salvare sempre a proposito; Sono passaggi non indolori, da una parte si richiede anche agli Stati Uniti – e in la Grecia per salvare l’euro (e con esso la - riaffermare la rilevanza (l’Ue che solidalmente deve pagare i particolare al presidente Obama – la virtù stessa Ue), domani il problema potrebbe esistenziale della fede, come conti della Grecia) e dall’altra (i cittadini di guardare oltre i propri confini, oltre riguardare Lisbona o Madrid e chissà chi risposta positiva (vita buona) greci chiamati a sacrifici veramente i propri interessi: la crisi mondiale si è altri. I passaggi istituzionali per portare ad una diffusa domanda di pesanti). Ma si tratta di decisioni generata negli States, e questo impone aiuto alla Grecia non sono mancati e senso e correlativamente la necessarie, che anche la cancelliera un surplus di responsabilità a stelle e già l’Ue (mediante la Banca centrale di sua dimensione pubblica non strisce. Infine, per quanto riguarda le Francoforte, la Commissione e in accordo tedesca Angela Merkel ha infine deciso rinunciabile, che diventa di appoggiare (“se crolla l’euro, crolla minacce che la Turchia sta rivolgendo a col Fondo monetario internazionale) fondamento di una autentica l’Europa”), benché ciò le porterà quasi Cipro, Grecia e Ue: Ankara deve decidere ha stanziato parecchi capitali. Adesso laicità ; sicuramente conseguenze negative sul da che parte stare. Il governo di Tayyp servono urgentemente altri 8 miliardi di - non dimenticare il carattere piano politico interno, dove il suo partito, Erdogan ambisce a collocarsi tra i paesi euro per pagare stipendi e assicurare i competitivo del dibattito la Cdu, e la coalizione che guida assieme di levatura mondiale, contribuendo servizi pubblici nel paese mediterraneo, pubblico contemporaneo, ai Liberali, rimediano da mesi solo alla stabilità politica e alla pace al quale si chiedono in contropartita nel duplice, connesso e internazionale (proseguendo fra l’altro ulteriori misure volte a tagliate le spese e a batoste elettorali. Del resto la caratura contraddittorio segno della il cammino verso l’Ue), oppure vuole rimettere in sesto i conti pubblici. Occorre degli statisti sta nel guardare lontano, globalizzazione e della così come fece il predecessore Helmut rinchiudersi in un pericoloso recinto inoltre procedere rapidamente con il frammentazione. Kohl, difendendo a spada tratta la scelta nazionalista? varo del fondo salva-Stati (Efsf, European FRANCESCO BONINI Il viaggio si svolge dal 22 al 25 settembre e tocca Berlino, Erfurt e Friburgo, con un motto: “Dove c’è Dio, la c’è futuro”. Unione Europea e crisi economica CI SI SALVA INSIEME L’instabilità finanziaria generatasi in America con la crisi del 2008 ha indebolito l’economia reale dei 27 Stati aderenti all’Ue generando forte disoccupazione. S 5 6 Mondo Sabato, 24 settembre 2011 Notizie flash ■ India PC portatili per quasi 7 milioni di studenti Le autorità dello Stato indiano del Tamil Nadu hanno lanciato una campagna per la distribuzione di circa 6,8 milioni di computer portatili gratuiti. Il bando – il primo di questo tipo in India - è aperto a tutti gli studenti delle scuole secondarie statali e dei college. Il programma della durata di cinque anni costerà alle casse governative circa 2 miliardi di dollari. Il progetto ha sollevato pareri contrastanti: c’è chi accusa il governo di aver investito troppo risorse a fronte di altri problemi e chi, invece, lo ritiene utile per sostenere quelle famiglie che non sono in grado di fornire strumenti tecnologici ai propri figli. Il Tamil Nadu è uno degli Stati indiani leader nell’information tecnology, tra i protagonisti della crescita indiana, Paese ormai leader mondiale nel campo informatico. ■ Sudan Un accordo per il monitoraggio dei confini Il Sudan e il Sud Sudan hanno siglato un accordo per controllare la frontiera tra i due Paesi. Si tratta del primo accordo tra Khartoum e Juba dopo la proclamazione di indipendenza del Sud Sudan nel luglio scorso. Il piano prevede la creazione di 10 valichi e la formazione lungo il confine di venti pattuglie miste formate da uomini del Sudan e del Sud Sudan, a cui si aggiungono i soldati etiopi della missione di monitoraggio dell’ONU. Emergenze dimenticate Stop alla malaria “Anche questa notte può accadere. Quando il sole tramonta, la malaria colpisce, soprattutto nei paesi più poveri”. Questo lo slogan del progetto europeo “Stop malaria now!”, di cui “Medici con l’Africa Cuamm” è partner insieme ad altre 9 organizzazioni non governative di Germania, Italia, Kenya, Polonia e Spagna. La malaria è una realtà che uccide fino a 3 milioni di persone all’anno, il 90% delle quali nell’Africa subsahariana. Info: www.stopmalarianow.org ■ Himalaya Un pesante sisma tra India, Nepal e Tibet Si aggrava di ora in ora il bilancio del sisma che ha colpito la zona dell’Himalaya. La situazione in India, Nepal e Tibet è ancora molto grave. Piogge e frane ostacolano la ricerca di superstiti del terremoto mentre il bilancio delle vittime, provvisorio, è di oltre cinquanta persone. Le nubi pesanti hanno impedito per ore agli elicotteri di levarsi per raggiungere la regione più colpita, lo Stato nord-orientale indiano del Sikkim. Le scosse sono state sentite fino a 1.000 chilometri di distanza, a New Delhi verso ovest e in Bangladesh, ad est. Nazioni Unite L’iniziativa palestinese per un nuovo Stato Il Consiglio di Sicurezza e l’Assemblea saranno chiamati a pronunciarsi sul riconoscimento di uno Stato entro i confini del ‘67 “A ndremo alle Nazioni Unite con 3 obiettivi: chiedere alla comunità internazionale di riconoscere lo Stato che è stato dichiarato nel 1988, aiutarlo a ristabilire un processo di pace significativo e spingere la comunità internazionale a guardare alle continue violazioni della legge internazionale da parte di Israele”. Così Ghassan AlKhatib, portavoce dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), spiega i motivi che hanno spinto il presidente Abu Mazen a chiedere all’Onu il riconoscimento dello Stato palestinese, all’interno dei confini del 1967. Una risoluzione che, se approvata, porterebbe al riconoscimento di uno Stato palestinese comprendente Gaza, l’intera Cisgiordania (dove, invece, vi sono ancora numerosi insediamenti israeliani) e Gerusalemme est che diverrebbe la nuova capitale. Alla richiesta scritta da parte del presidente Abu Abbas (Abu Mazen) seguirà da parte del segretario generale dell’ONU, Ban Ki Moon, l’invio della richiesta al Consiglio di Sicurezza che dovrà esprimersi per l’approvazione. Perché la richiesta sia accolta sono necessari 9 voti sui 15 membri del Consiglio, ma soprattutto è necessario che nessuno di Paesi membri permanenti del Consiglio (USA, Francia, Cina, Regno Unito e Russia) opponga il proprio veto. Cosa che gli Stati Uniti hanno già annunciato. Tramontata la possibilità di un’approvazione del Consiglio l’Anp potrebbe richiedere all’Assemblea che gli venga garantito, almeno, lo status di ‘osservatore permanente non membro’. Per questo passo è necessario il voto favorevole dei due terzi dei Paesi membri dell’Assemblea, una soglia che molto probabilmente sarà raggiunta. Uno status che, però, in effetti i palestinesi già possiedono essendo l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), già presente con quella qualifica. La differenza è che, per la prima volta, questa qualifica non si assocerà genericamente ad un popolo, ma ad uno Stato palestinese secondo i confini del 1967. Inoltre, un voto favorevole dell’Assemblea e l’approvazione di una risoluzione a favore di uno Stato palestinese rappresenterebbe, da un punto di vista prettamente politico, un grande successo per la diplomazia palestinese e per il presidente Abbas, anche se la situazione sul terreno rimarrà probabilmente invariata. Alla vigilia dell’apertura dell’Assemblea Jamal Khader, docente all’Università di Betlemme, ha spiegato all’agenzia SIR: “Ciò che vogliamo dalla famiglia delle Nazioni è che ci riconosca come un popolo che merita uno Stato, come una nazione tra le nazioni. Stiamo vivendo la più lunga occupazione militare dei tempi moderni, ed è giunto il momento di essere riconosciuti. Siamo uno Stato sotto occupazione, e non viviamo in una ‘terra contesa’. Questi sono territori palestinesi, il mondo deve riconoscerlo. Non chiediamo lo status di osservatore permanente. Come abbiamo già lo status di osservatore, vogliamo un pieno riconoscimento. Allora avremo qualcosa da negoziare: siamo un popolo, questa è la nostra terra, la presenza israeliana è occupazione. Dopo questo riconoscimento, i negoziati potranno concentrarsi su come applicarlo al terreno”. La scelta palestinese è stata fortemente criticata dal premier israeliano Netanyahu che fino all’ultimo ha cercato di convincere Abbas a ritirare la richiesta offrendo la possibilità di “avviare negoziati diretti con Israele invece di perdere tempo con azioni unilaterali”. Sulla questione è intervenuto anche il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, che alla vigilia dell’iniziativa ha ricordato come “abbiamo bisogno di questa fiducia per garantire l’obiettivo di due Stati indipendenti”, una fiducia che presuppone “più democrazia, più libertà di movimento, più fiducia nell’altro”. “È sempre più difficile – ha continuato il presule - ma è un obiettivo avere due stati e quindi raggiungere la pace per tutti e quando dico pace voglio dire pace per tutti gli abitanti perché nessuno può gioire della pace senza l’altro”. L’impegno della rete Caritas Gli interventi in Somalia È la Somalia il Paese con il più alto tasso al mondo di mortalità infantile, a causa di un conflitto cronico e della carestia: 180 decessi ogni 1.000 nati vivi, mentre in tutto il mondo le morti evitabili di bambini sono scese del 35% dal 1990 ad oggi. Lo denuncia l’Unicef, citando il rapporto “Livelli e tendenze della mortalità infantile” dell’Igme, il Gruppo delle interagenzie delle Nazioni Unite per la stima della mortalità infantile. “Anche prima dell’attuale crisi nel Corno d’Africa – osserva Rozanne Chorlton, rappresentante Unicef in Somalia -, un bambino su 6 moriva prima del quinto compleanno. Ora ci aspettiamo un numero di morti ancora maggiore. Per essere sicuri di salvare la vita dei bambini abbiamo bisogno di un serio investimento nel futuro della Somalia, per fare in modo che una crisi come quella attuale non si ripeta mai più”. Se la situazione in Somalia continua ad essere estremamente critica, secondo l’Alto Commissariato ONU per i rifugiati (UNHCR), invece, alcuni segnali di miglioramento si vedono nei campi dell’area di Dollo Ado, in Etiopia. Dopo la colletta nelle parrocchie di domenica 18 settembre continua in diocesi la raccolta fondi a favore del Corno d’Africa “Nel campo di Kobe si è registrata una progressiva riduzione del tasso di mortalità, che attualmente viene stimato in 2,1 decessi al giorno ogni 10.000 persone, mentre solo poche settimane fa era compreso tra 4 e 5 decessi giornalieri ogni 10.000 persone. I nuovi arrivati riferiscono però come le condizioni in Somalia siano ancora precarie: la maggior parte del bestiame è morto e il cibo è difficile da reperire. Sono in fuga dal conflitto e dalla violenza che continuano a imperversare. A preoccupare l’agenzia Onu è l’incidenza di diarrea e morbillo tra gli sfollati a Mogadiscio. Allarmanti i tassi di mortalità tra i bambini con meno di 5 anni: 15,43 decessi al giorno ogni 10.000 persone in agosto e 14,09 in luglio. Anche il tasso di malnutrizione è aumentato. COME CONTRIBUIRE E’ possibile sostenere le attività della Caritas in Somalia inviando contributi e donazioni ai seguenti conti correnti: C/C POSTALE in caso di versamento con bollettino postale nr. 20064226 intestato a Caritas Diocesana di Como - Piazza Grimoldi 5 - 22100 Como; C/C POSTALE in caso di bonifico su c/c postale IBAN: IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226 intestato a Caritas Diocesana di Como - Piazza Grimoldi 5 - 22100 Como; C/C BANCARIO c/o Credito Valtellinese IBAN: IT 95 F 05216 10900 000000005000 - intestato a Caritas Diocesana di Como Piazza Grimoldi 5 - 22100 Como. Cultura Libreria dei ragazzi Il cardinal Scola giunge a Milano Il futuro e la speranza D omenica 25 settembre il cardinal Angelo Scola entra ufficialmente nell’arcidiocesi di Milano, succedendo al card. Dionigi Tettamanzi che l’ha guidata negli ultimi nove anni. Una scelta, quella di Benedetto XVI, annunciata e ugualmente sorprendente. Sembrava improbabile che a quasi settantanni il patriarca di Venezia diventasse arcivescovo di Milano, la diocesi più grande del mondo. Proprio nei giorni scorsi, quasi un instant book, è apparso un libro del vaticanista Andrea Tornielli, Il futuro e la speranza. Vita e magistero del cardinale Angelo Scola (Piemme, pagine 190, euro 14,50) che ci aiuta a conoscere meglio la vicenda umana, la parabola ecclesiale ed i fondamenti culturali del nuovo arcivescovo di Milano. Una conoscenza che ci può indirizzare nello scorgere quali potranno essere i capisaldi della missione del cardinal Scola nella metropoli lombarda. Ripercorrendo i capitoli salienti della biografia, da Malgrate a Milano e poi Grosseto, Roma e Venezia, il libro Politica: che cosa dice il Vangelo alla Chiesa? Nell’ultimo libro di mons. Bruno Maggioni, edito da Ancora in questi giorni, viene affrontato un tema di grande attualità. L ■ Clayre Pyatt Il lupo cattivo e la sorellastra di Cenerentola (San Paolo) Un breve percorso bibliografico per conoscere alcuni capisaldi del pensiero del nuovo arcivescovo di Milano. dà spazio ad ampi stralci di omelie, lettere pastorali, discorsi, interviste che ci regalano uno spaccato della preparazione culturale, della capacità organizzativa e della grande carica umana del cardinale Scola. Difficile fare scelte nella ricca bibliografia. Ci sentiamo, però, di consigliare un breve percorso che prende avvio proprio da un volume (che, stranamente, nel libro di Tornielli è stato dimenticato) pubblicato nel 1999 e che intende essere una sorta di sintetico percorso di vita cristiana attorno alla figura di Gesù, destino dell’uomo (San Paolo). Altra sintesi magistrale che ha come perno l’amore umano è il volume pubblicato nel 2002, Uomo-donna. Il “caso serio” a tematica affrontata da don Bruno Maggioni è più che mai attuale e stimolante. Ci soffermiamo sulle premesse metodologiche che sono più che mai attuali. L’Autore, nella Introduzione, propone alcune linee per un corretto riferimento alla Parola. La prospettiva: “Dobbiamo cercare nella Parola di Dio di Arcangelo Bagni l’ispirazione di fondo, senza la pretesa di trovare una risposta a tutti i problemi: abbiamo anche altre strade per rispondere a determinati problemi […] Sono convinto che una lettura corretta del Nuovo Testamento magari non offre ciò che immediatamente si voleva trovare (e potrebbe così nascere una specie di delusione), però, in realtà, finisce con l’offrirci indicazioni ancora più importanti e utili per gli stessi problemi che ci assillano”. Una constatazione: i passi biblici che hanno un diretto riferimento al tema sociopolitico sono poco numerosi, non omogenei fra loro, e comunque fortemente condizionati dal tempo. Per questo “se non si vuole cadere nell’equivoco di abbandonare il riferimento biblico perché inconcludente o –all’opposto- di sovraccaricare alcuni passi di un senso che in realtà non hanno, si impone una lettura diversa, globale. Cioè una lettura che non si rivolga elusivamente ai passi che trattano esplicitamente il tema, ma che Sabato, 24 settembre 2011 dell’amore (Marietti), la cui lettura non può che fare bene a coppie di sposi o a giovani che si affacciano alla scelta vocazionale. Affiancherei a questo testo anche il commento di Scola all’enciclica di Benedetto XVI Deus caritas est (Cantagalli 2006). A chi ama una riflessione più intensa, consigliamo invece il dibattito con Flores d’Arcais su Dio? Ateismo della ragione e ragioni della fede (Marsilio 2008) o il più recente Buone ragioni per la vita in comune (Mondadori 2010) che prende spunto dalla recente crisi economica e dalla “società plurale” in cui si situano le dinamiche della libertà religiosa e del nuovo ordine sociale. AGOSTINO CLERICI raggiunga il centro del messaggio biblico, cioè la concezione di Dio, la sua offerta di salvezza, la concezione dell’uomo”. Occorre dunque praticare una lettura che, dietro i singoli passi e le diverse formulazioni, raggiunge la radice, o il progetto di fondo, che i singoli passi e le diverse formulazioni a modo loro e per il loro tempo hanno cercato di esprimere. Le giuste domande: “Quale liberazione? Quale salvezza? Quale fraternità? E’ qui che entra in scena la storia della salvezza quale indispensabile criterio ermeneutico. E’ riferendoci ad una storia (e in particolare alla storia concreta di Gesù e alla sua prassi) che troviamo il vero e concreto contenuto della rivelazione, della salvezza, della solidarietà. Un rischio: strappare il centro della fede dal suo contenuto di storia, facendone un principio astratto e formale (come quando si dice, ad esempio, che la legge del cristiano è l’amore), finendo quindi con il riempirlo di un contenuto deciso di volta in volta da noi. Tanto è vero che tutti i cristiani affermano che la fede impegna in direzione dell’amore e del servizio, ma non tutti intendono allo stesso modo questi due termini. Per ritrovare l’unità occorre rifarsi non ai principi astratti, ma al concreto comportamento di Gesù, ciò che le prime comunità cristiane hanno ben capito conservando come punto di riferimento morale la “sequela”. Una convinzione profonda: “La Bibbia, prima e più che un’etica sociale e politica, offre un’antropologia: l’uomo nel mondo, l’uomo di fronte a Dio, l’uomo e gli altri uomini. Il discorso biblico ha una direzione costante: dall’uomo alla prassi sociopolitica. Non è un limite, ma una scelta precisa e suggestiva, causa non ultima della sorprendente attualità di molte indicazioni bibliche, nonostante la loro antichità e il loro condizionamento culturale”. Alla luce di queste premesse metodologiche, l’Autore rilegge alcune pagine dell’Antico Testamento (Creazione, Esodo, il profeta Amos), poi la storia di Gesù di Nazaret colta nella sua dimensione di annuncio e di prassi, le prime comunità cristiane, Paolo, l’Apocalisse. L’ultimo capitolo delinea puntuali e provocatorie indicazioni per leggere il presente. Bruno Maggioni, Vangelo, chiesa e politica, Ancora, Milano 2011, pagine 104, euro 13,00. Che cosa succede dopo il lieto fine delle fiabe? Può accadere ad esempio che il Lupo cattivo, dopo tutte le malefatte che ha combinato, diventi buono e compia un’impresa eroica e pericolosa? O che la sorellastra di Cenerentola scopra di non essere poi così brutta e nemmeno tanto malvagia, e cominci a fare il bucato e a lavare i piatti? Forse grazie al suo aiuto potrebbe essere sventato un malvagio complotto! Se volete saperne di più, provate a sbirciare nei diari segreti di questi personaggi da fiaba! (euro 11,00 ogni volume). ■ B. Tamborini Aiuto! Mi sono perso a Londra (San Paolo) Filippo atterra a Londra con la mamma e le sue pestifere sorelle di tre anni Lisy e Stella, ma si perde nella calca dei viaggiatori. Tutto solo in una città sconosciuta, a bordo del treno sbagliato … panico! Ma Pippo, forte del suo inglese delle elementari, decide su due piedi di raccogliere tutte le forze per riuscire a cavarsela: e il suo viaggio alla scoperta della città di Mr. Bean attraverso metropolitane, ostelli, strani personaggi, difficoltà ed equivoci e situazioni divertenti, diventa un’iniziazione alla vita “da grande”. L’autrice di questa avventura nella capitale del Regno Unito, e nel “regno” della preadolescenza, è una giovane esordiente, vincitrice con questo suo primo romanzo del Premio letterario Inediti Giovanni Arpino 2010. Al libro, pubblicato nella Narrativa San Paolo Ragazzi, è allegato un utile opuscolo (indirizzato in particolar modo agli insegnanti, ma anche ai genitori) con alcune attività per un percorso di educazione emotiva per preadolescenti (euro 10,00). ■ Xavier-L. Petit Picolo stupido cuore (San Paolo) Tremilaquattrocentodiciotto giorni di vita, e un piccolo stupido cuore che batte faticosamente il suo tutum … tutum … là, in una capanna della savana: è la piccola Sisanda. Ama i numeri, perchè passa molto tempo a contare i giorni e i battiti del suo cuore, o forse perchè i numeri vanno avanti all’infinito: e lei è determinata a vedere il suo futuro. Come farà la sua Mammantilope, che corre leggera sulle colline per ore e ore, a pagare l’intervento chirurgico all’estero di un milione di kel? A 500 kel alla settimana ci vorrebbero – conta Sisanda – trentotto anni di lavoro! A meno che Maswala, la mamma veloce come un’antilope, non riesca a vincere il primo premio della maratona di Kamjuni. L’autore di questo bel romanzo per ragazzi, che è una storia di donne (la nonna, la figlia e la nipote), trova ispirazione per i suoi libri dovunque: in una frase che sente, in qualcosa che vede per la strada, in un incontro, in un articolo … poi si documenta un po’ per arricchire la storia, e aggiunge particolari di fantasia. Maswala ad esempio si ispira ad un personaggio reale, Chemokil Chilapong, che volle gareggiare alla maratona di Nairobi del 2004 per pagare gli studi ai suoi figli (euro 12,50). a cura di Elena Clerici 7 Economia 8 Sabato, 24 settembre 2011 Giovani e lavoro: precarietà o vocazione? In alcuni Paesi esperienze che riescono ad integrare studio e lavoro, facilitano la transizione. I n tempi di crisi sono spesso, e purtroppo, i più deboli a pagare. Uno studio dell’Ocse, “Employment out look”, suona l’allarme per l’Italia. Nel nostro mercato del lavoro le conseguenze maggiori ricadono sui giovani: il 46,7% tra i 15 e i 24 anni risulta avere un contratto precario, 9 punti percentuali in più rispetto al 2007, cioè prima della crisi. Nella stessa fascia d’età i disoccupati risultano oggi il 27,9%, prima erano al 20%. Ma lo scandalo è un altro.Ormai le segnalazioni delle difficoltà dei giovani rispetto al mondo del lavoro non sono quasi più una notizia. Così la questione giovanilavoro non è quasi tenuta in considerazione. Anzi qualcuno tra politici ed esperti, anche sindacalisti, afferma che essere precari è naturale. É scontato vivere durante il periodo d’inserimento lavorativo (che però non si sa più quanto tempo duri) l’esperienza di una disoccupazione prolungata. Che ci si può fare? Bisogna adattarsi. Si svaluta l’importanza del lavoro per le persone. Si perde di vista quanto sia significativo per un giovane costruire un proprio percorso professionale che diventa anche presupposto alle sue scelte di vita: sposarsi, vivere autonomamente, comprendere come concretamente con il suo lavoro quotidiano potrà contribuire al bene comune del Paese. Suonano estremamente significative le parole del cardinale Tarcisio Bertone, che ha sottolineato la dimensione vocazionale del lavoro, durante il 1° Festival della dottrina sociale della Chiesa. Il porporato ha spiegato che “la dottrina sociale della Chiesa coglie questa dimensione teologica del lavoro là dove indica la sua realtà collettiva e sociale e là dove afferma che il lavoro umano contribuisce, certo in modo misterioso ma reale, alla nuova creazione, ai cieli nuovi e alle terre nuove. Il lavoro vissuto come vocazione è mezzo ordinario di santificazione, perché vissuto come attuazione laica e concreta della volontà di Dio”. La precarietà allora è uno scandalo perché non permette ai giovani di esprimersi, lasciando intravedere solo in modo intermittente la loro possibilità di essere capaci d’incidere nell’opera creatrice. Sarebbero molte le iniziative possibili per iniziare a cambiare rotta. Se ne può qui evidenziare una, avanzata dal Cnel, cogliendo il periodo di riapertura delle scuole. È stato segnalato, infatti, come in alcuni Paesi (Germania, Olanda) esperienze che riescono ad integrare studio e lavoro, facilitano la transizione dal mondo della scuola al mondo della produzione. Sarebbe forse il caso di iniziare a prevedere anche in Italia percorsi simili che fossero capaci di accompagnare i più giovani a trovare la loro strada all’interno del mondo lavorativo che spesso invece risulta pieno di insidie e poco trasparente. Debolezza, immaturità politica ed economica... Emblematica al riguardo è la vicenda dell’approvazione della manovra, la quale ha lo spessore di un pannicello caldo su una ferita in cancrena. H o recentemente posto l’attenzione a uno scritto, di Cosma di Gerusalemme: “Nel paradiso un tempo un albero mi ha spogliato, perché facendomene gustare il frutto, il nemico ha introdotto la morte; ma l’albero della croce, che porta agli uomini l’abito della vita, è stato piantato sulla terra… Adorate, popoli, la croce di Cristo, per la quale è data al mondo la risurrezione”. La riflessione, dedicata allo scritto, mi ha ricordato una frase di Benedetto XVI: “è importante col nostro impegno dare un contributo affinché il mondo diventi un po’ più luminoso e umano e così si aprono anche le porte verso il futuro” (Spe Salvi 35). I cattolici dovrebbero essere cittadini che marciano, con coraggio e fiducia, verso il futuro. Mi addentro nelle vicende economico/finanziarie e politiche del Paese, sorretto pertanto dalla speranza, virtù tipicamente cristiana. La situazione del Paese è di piena crisi e i temi economici sono oggetto di dibattiti, valutazioni e giudizi saccenti. Il mondo dell’economia e della finanza pubblica è complesso, articolato e variegato, quindi per non perdermi nel generico, mi concentro su un solo aspetto del tema: quello previdenziale, che consuma oltre un terzo della spesa dello Stato. Il bilancio previdenziale pone in evidenza come l’ideologia dei soli diritti distorca e oscuri la realtà. Detto bilancio pone in evidenzia un deficit crescente, dovuto al fatto che le prestazioni erogate hanno un costo superiore ai contributi effettivamente incassati. Troppi italiani non si rendono conto che, i cosiddetti diritti comportano costi per la comunità, quindi il loro esercizio richiede disponibilità finanziarie. Per conseguenza diviene inevitabile ricorrere alla fiscalità generale. Consuetudine che fa lievitare l’imposizione fiscale e il debito pubblico. Nel 2009, il sistema pensionistico ha esposto un deficit di circa 9 miliardi, ai quali vanno Il bilancio previdenziale pone in evidenza come l’ideologia dei soli diritti distorca e oscuri la realtà. Il deficit crescente è dovuto al fatto che le prestazioni erogate hanno un costo superiore ai contributi effettivamente incassati. Troppi italiani non si rendono conto che, i cosiddetti diritti comportano costi per la comunità, quindi il loro esercizio richiede disponibilità finanziarie. Per conseguenza diviene inevitabile ricorrere alla fiscalità generale che fa lievitare il debito pubblico. di Gianni Munarini sommati i trasferimenti all’Inps a carico dello Stato, per la “Gestione Interventi Assistenziali”, che ammontano complessivamente a 33,48 miliardi. A carico dei lavoratori e dei datori di lavoro privati e pubblici gravano aliquote pari al 33% della retribuzione annua. Per avere il bilancio in pareggio necessiterebbe elevarle al 46,6% per i privati e il 45,1% per i pubblici: follia. A questo punto sarebbe opportuno aprire il discorso sui cosiddetti diritti acquisiti e sulla cultura statica e demagogica della sinistra, cattolica compresa, che hanno portato ad un divario, non più sostenibile, fra età effettiva di pensionamento (molto bassa) e aspettative di vita (sempre più elevate). Quindici anni fa sostenevo, incurante delle critiche aspre che mi piovevano sul capo, che il godimento della pensione di vecchiaia andava elevato a 63 anni e le pensioni di anzianità cassate con effetto immediato. I fatti hanno dimostrato che non solo avevo ragione, ma che la sinistra, quella vera, non si trovava fra le formazioni marxiste e fra quelle dei cattolici populisti. Per evitare equivoci sottolineo che ritengo le organizzazioni sindacali indispensabili alla tutela della dignità e della libertà dei lavoratori ed è per questo che dico: sindacato sveglia, è urgente rinnovare cultura, tecniche, ambiti e finalità della contrattazione. Alla signora Camusso e ai dirigenti della Fiom, ricordo che il mondo è cambiato, ovvero il padrone delle Ferriere non esiste più. Al riguardo basti pensare al ruolo e ai contributi che la Cina intende dare a favore della soluzione della crisi europea. In parole semplici, il premier cinese Wen Jiabao ha detto che la Cina è interessata ad aumentare gli investimenti nel Vecchio Continente, quindi anche in Italia.. Non solo, ha confermato che nell’agenda del vertice delle economie emergenti (Brasile, Russia, India, Sud Africa, Cina), è stato posto all’ordine del giorno la possibilità di aiutare l’euro nell’affrontare la crisi del debito. L’Europa e l’Italia delle colonie, l’Europa e l’Italia come grandi potenze industriali non esistono più. L’Italia in questo nuovo quadro ha posto in evidenza tutta la sua debolezza, le sue contraddizioni, la sua immaturità politica e democratica. Emblematica al riguardo la vicenda del’approvazione della manovra, la quale ha lo spessore di un pannicello caldo su una ferita in cancrena, quindi è lecito dubitare della volontà dell’Italia di conseguire il pareggio di bilancio nel 2013. In realtà il governo ha agito nello spirito delle manovre precedenti, compresa quella varata dal governo di Giuliano Amato, ovvero nel rispetto della paradossale regola tanto cara alla vecchia nobiltà sicula: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi” nelle apparenze e nelle dichiarazioni dei potenti. Esemplare la vicenda dell’abolizione delle Province. Il Ministro Calderoli in data 15 agosto ha comunicato agli italiani che sarebbero scomparse dalle 29 alle 35 Province. L’8 settembre annunciava, smentendosi, una vergognosa retromarcia, contrabbandata come una “evoluzione federalista dell’ordinamento”. Infine non si dimentichi che, il Decreto sul federalismo fiscale ha concesso alle Province di elevare fino al 16% l’imposta del 12,5% sulle Rc auto e una trentina di essa ne ha già approfittato. Solo col rientro in gioco della parte sana del Paese,l’Italia settima potenza economica mondiale e seconda industria manifatturiera europea, potrebbe riavviare la ripresa e uscire dalla crisi. Nel secondo dopoguerra, in condizioni molto più disastrate, un disegno politico ed economico/finanziario, simile ebbe successo. Giubileo somasco 10 Sabato, 24 settembre 2011 Uno speciale anno giubilare per ricordare il 500° anniversario della miracolosa liberazione di Girolamo Emiliani dal carcere I Somaschi in festa per il Giubileo di San Girolamo In Diocesi di Como L’inaugurazione al SS. Crocifisso il 27 settembre A Como l’inaugurazione del centenario è fissata per martedì 27 settembre 2011 (data della liberazione prodigiosa di S. Girolamo) alle ore 20.30 nella basilica del SS. Crocifisso, con la solenne concelebrazione di tutti i religiosi delle comunità somasche di Como, Albate, Maccio. La messa sarà presieduta dal Vescovo di Como, mons. Diego Coletti. S ono passati 500° anni dalla miracolosa liberazione dal carcere di San Girolamo Emiliani, fondatore della Congregazione dei Padri Somaschi. Le celebrazioni inizieranno domenica 25 settembre a Treviso nel santuario della Madonna Grande dove sono custodite le reliquie delle catene della prigionia, per continuare a Venezia il 6 e il 7 ottobre con la solenne concelebrazione nella basilica della Salute e il convegno di studi presso l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. Lungo l’anno 2012 sono previste numerose manifestazioni e pellegrinaggi. Particolare solennità sarà riservata al giorno della morte del santo (8 febbraio) e alla ricorrenza della proclamazione del Miani a patrono universale della gioventù abbandonata (14 marzo). Una ricorrenza che la Famiglia somasca ricorderà con uno speciale anno giubilare in cui sarà possibile lucrare l’indulgenza plenaria. Il santo padre Benedetto XVI nella lettera indirizzata al Preposito Generale ha scritto: “La Madonna come sciolse il vincolo delle catene che tenevano prigioniero San Girolamo, Ella voglia, con la sua materna bontà, continuare a liberare gli uomini dai lacci del peccato e dalla prigionia di una vita priva dell’amore per Dio e per i fratelli, offrendo le chiavi che aprono il cuore di Dio a noi e il cuore nostro a Dio”. La madre delle grazie ottenga abbondanza di frutti spirituali a tutti noi. La chiusura è fissata a Somasca il 30 settembre 2012. pagina a cura di P. GIOVANNI BONACINA - CRS La vita del Santo. Il patrizio veneziano, dalla prigionia alle vette della santità I l patrizio veneziano Girolamo Miani (o Emiliani), fondatore dei Padri Somaschi, non è un sacerdote, ma un laico che, dopo una gioventù trascorsa dandosi buon tempo e partecipando alle crudeli violenze della guerra, si è convertito a Cristo, seguendolo in radicale povertà nel servizio ai poveri. Durante gli ultimi cinque anni di vita il suo esempio trascinò altri a unirsi con lui a Dio nelle opere di misericordia. Nacque così la “compagnia dei servi dei poveri”, i cui aderenti rinunciavano a tutti i beni - i suoi discepoli erano chiamati i poveri del Miani – e tendevano alla santità con l’assistere ed educare cristianamente gli orfani. Il cammino di conversione del Miani in risposta alla grazia divina, che gli mosse il cuore, è stato lungo una vita. Per questo lo sentiamo vicino ai nostri tentativi personali di riforma cristiana che spesso non hanno successo. La famiglia Girolamo rimase tragicamente orfano a 10 anni. Il papà Angelo fu trovato il 18 agosto 1496 impiccato in una bottega di Rialto. Uno schock per l’ultimo di quattro fratelli e per la madre Leonora Morosini, rimasta vedova dopo quasi 25 anni di matrimonio. Il suo primo biografo, un amico fraterno, lo descrive piccolo di statura, di colore un poco nero, di corpo forte e nervoso, di carattere irascibile e violento, capace di lacerare con i denti chiunque lo offendesse, dedito ai piaceri, ma nello stesso tempo affettuoso, allegro, cortese, forte d’animo, capace di stringere e conservare amicizie: in lui l’amore superava l’ingegno. La guerra Nella guerra della lega di Cambrai, (1508 – 1516) Girolamo offrì il suo contributo alla salvezza di Venezia, invasa dagli eserciti di tutta Europa. Quando nel 1511 accettò la castellania di Quero, in sostituzione del fratello Luca, al quale era stata concessa come ricompensa del grave ferimento al braccio destro e della prigionia in Alemagna dimostrò una generosità non comune. Una clausola della concessione ingiungeva che il governatore del castello non potesse rivestire altre cariche politiche. Per l’amore fraterno rinunciò provvisoriamente alla carriera. Alla fine di agosto il castello di Quero fu assalito dagli stradiotti del capitano di ventura Mercurio Bua, che andavano incontro all’imperatore Massimiliano per scortarlo all’impresa di Treviso. La fortezza fu conquistata, i difensori massacrati, Girolamo catturato e lasciato in vita per ottenerne il riscatto. La liberazione miracolosa La prigionia si protrasse per un mese. Maltrattato, incatenato, oppresso e angosciato per il costante pericolo di vita, si raccomandò con cuore umile alla Madonna venerata nel santuario di Treviso, promettendo di andarvi in veste di pellegrino, discalzo, in camisa et far dir messe. Si verificò immediatamente un Hai spezzato le mie catene evento insperato e prodigioso. Subito gli apparve la Vergine vestita di bianco, come nell’affresco che la ritrae in santuario, gli consegnò le chiavi dei ceppi e della torre dove era rinchiuso e gli ordinò di fuggire e riparare a Treviso. Erano le due dopo la mezzanotte del 28 settembre 1511. Nel buio della notte senza luna doveva però attraversare l’accampamento dei nemici. Disorientato e smarrito, pregò ancora la Madonna. Nella sua bontà materna gli apparve una seconda volta e per mano lo accompagnò fin sotto le mura della città. Le relazioni del ritorno del Miani, inviate a Venezia non fanno alcuna allusione all’intervento prodigioso della Madonna, ma semplicemente riferiscono di una fuga. Una versione dell’accaduto straordinario, narrata dallo stesso Girolamo, è descritta nel libro dei miracoli, conservato nella Biblioteca Civica di Treviso. Non gli fu possibile adempiere subito il voto, perché nel mese di agosto, per fortificare le mura, si pensò di abbattere il campanile, la chiesa e la cappella grande di nostra Donna. Solo il deciso intervento del provveditore Gradenigo impedì la distruzione della cappella, perché la nostra Donna ajuterà contro l’inimico. Il fatto strepitoso non modificò tuttavia i sogni del giovane, né si realizzò una folgorazione spirituale. Pochi giorni dopo pregò la mamma di presentarsi in Avogaria e giurare che aveva compiuto il venticinquesimo compleanno per accedere al Gran Consiglio. Si fermò alla difesa di Treviso, poi a quella di Padova, e praticò la milizia equestre. Nel luglio del 1519 morì in pochi giorni Luca suo fratello. Lasciava in povertà la moglie Cecilia e tre figli. I fratelli si attivarono e ottennero che Girolamo continuasse nell’ufficio di castellano a Quero per circa 5 anni, alle condizioni precedenti con la clausola che prevedeva la rinuncia alla carriera politica e il versamento degli utili alla cognata e ai nipoti, di cui aveva assunto la tutela. Nella solitudine di Quero iniziò quasi sicuramente il ripensamento della vita precedente, ma nulla di più. Alla morte del doge Grimani, lo ritroviamo a Venezia, il giorno dell’Ascensione (14 maggio) del 1523, sorteggiato tra i trenta elezionari del doge. Dopo questa data si registra un profondo, concreto orientamento a Dio: rinuncia ad andare in Collegio, si ritira a vita privata, sceglie un padre spirituale, dà inizio ad un serio ravvedimento con l’abituale ascolto della Parola, la frequenza assidua ai sacramenti, la preghiera a Gesù crocifisso, la pratica di una rigorosa ascesi afflittiva. La carestia Fu la carestia e lo spettacolo dei morti per fame a cambiare la vita del Miani. Con radicalismo evangelico si dedicò all’attività caritativa verso i poveri di Venezia, spendendo tutti i suoi beni. Questo comportamento sembrò alla cognata Cecilia più prossimo alla pazzia che alla stranezza. Come volontario servì Gesù Cristo nei poveri ammassati nel capannone del Bersaglio, allestito dal governo. Terminata l’emergenza, diede vita ad un’opera originale, che riformava il sistema di carità vigente, coniugandolo con uno straordinario progetto ecclesiale. Seppe intrecciare l’ispirazione religiosa di riforma della Chiesa alla affermazione cristiana del lavoro, con il divieto assoluto della “mendicità”, animato dalla devozione e dalla carità. Cambiò il sistema della attività assistenziale, avviando al lavoro gli orfani sotto la guida di artigiani specializzati. Aprì una bottega in contrada San Basilio. Ciò che stupiva non era solo il recupero dei ragazzi di strada, ma il fatto che cercava di realizzare la Chiesa dei tempi apostolici, all’insegna della povertà, della preghiera e della vita comune. Il fervore delle opere nasceva dalla frequentazione della confraternita del Divino Amore, che istillava le virtù della carità, resa visibile nella cura dei sifilitici, degli orfani e delle prostitute convertite, e dei Teatini giunti a Venezia dopo il sacco di Roma del 1527. Influenza ebbe su di lui la guida del vescovo teatino Gio. Pietro Carafa, futuro papa Paolo IV. Nel febbraio del 1531 compì l’atto estremo di amore a Cristo: si spogliò di tutti i beni con una donazione alla cognata, uscì di casa e andò a vivere e a lavorare povero con i suoi poveri. Dagli incurabili a Bergamo Dalla sua bottega passò all’ospedale degli Incurabili, dove visse una breve esperienza. Nella primavera del 1532 il Carafa lo mandò a Bergamo per realizzare anche in questa città la riforma della Chiesa istituendo opere per orfani, orfane vergini e prostitute convertite. Qui fondò la “compagnia dei servi dei poveri derelitti”, costituendo con gli orfani che andava raccogliendo e con la collaborazione di cittadini amanti delle opere pie, una comunità che seguisse Cristo come al tempo degli apostoli, in radicale povertà. I primi seguaci del Miani segnarono una stagione di santità: “Il Miani fatto come una lucerna posta sul candeliere, mandò fuori tanta luce di bon esempio che invitò molti a correr dietro all’odore delle sue virtù e ad accompagnarsi a lui”. Parallelamente alla confraternita maschile istituì una confraternita femminile. In meno di cinque anni creò congregazioni di orfani congregati a Brescia, Milano, Pavia, Como e Somasca, un piccolo villaggio della Val di S. Martino, la terra promessa, il luogo di pace e di solitudine, scelto per ritemprare lo spirito suo e dei suoi discepoli. Qui morì l’8 febbraio 1537: sprigionava solo amore a Cristo ed esortava tutti a seguir la via del crocifisso, disprezzar il mondo, amarsi l’un l’altro, aver cura dei poveri e diceva che chi faceva tali opere non era mai abbandonato da Dio. Giubileo somasco Sabato, 24 settembre 2011 11 La testimonianza continua a vivere anche a Como San Girolamo arrivò in città nel 1535 e fondò un orfanotrofio. Da allora la presenza somasca è cresciuta portando alle tante realtà presenti oggi N ei primi mesi del 1535 arrivò a Como Girolamo Emiliani, un patrizio veneziano laico che, abbandonata la carriera politica e gli agi della vita nobiliare, stava spendendo la propria esistenza, convertita radicalmente a Dio, in favore dei ragazzi derelitti. Con un gruppo di orfani Girolamo arrivò in città dove si presentò al nobile Primo de Conti, eccellente umanista, versatissimo nelle lettere greche ed ebraiche, filosofo e retore di santa vita che insegnava in Como con grande successo. In ● San Girolamo era profondamento devoto a Maria particolare, poi, furono i nobili Bernardino Odescalchi e Giorgio de Retegnis che appoggiarono il santo nell’istituzione della sua opera. Essi,rispettando la norma del santo di vivere sotto l’ospitalità, ottennero in affitto dall’ospedale sant’Anna l’antico ospedale di san Leonardo, situato nella città murata in contrada di Porta Nuova che consisteva in una casa, un portico e la chiesa dedicata a san Leonardo. Nell’autunno del 1536 gli orfani traslocarono a san Gottardo, un ospedale situato fuori del Portello, la ● Un legame custodito nell’intimità della preghiera quotidiana porta del castello, tra il monastero di san Giuliano e il monastero delle Benedettina di san Lorenzo. L’Emiliani, dopo aver fondato l’orfanotrofio maschile, nello stesso anno 1535 istituì un’opera per le ragazze presso la Maddalena, detta “de la Colombeta”, in parrocchia di sant’Eusebio. L’8 Febbraio 1537 Girolamo Emiliani moriva in Somasca. Chiuso l’orfanotrofio di san Gottardo, si spense anche l’opera delle orfane. I Somaschi ritornarono a Como a seguito della bolla “Immensa Dei providentia” del papa Gregorio XIII che nel 1583 affidava loro la prepositura di santa Maria in Rondineto, ex convento degli Umiliati, per farne una scuola, tuttora esistente: il Collegio che porta il nome del cardinal Gallio, al tempo commendatario di Rondineto. Nel 1893 l’allora vescovo di Como, il beato Andrea Carlo Ferrari, affidò ai Padri Somaschi la parrocchia della santissima Annunciata, Santuario del santissimo Crocifisso. Al ministero parrocchiale ed alla animazione del santuario i Somaschi aggiunsero la cura degli orfani secondo il loro carisma e l’istituzione di una scuola professionale. L’istituto per orfani si è evoluto nell’opera assistenziale denominata “Comunità Educativa Annunciata”, adiacente all’Oratorio parrocchiale, mentre la scuola professionale dal 1974 ha sede in Albate. Attualmente al Collegio Gallio sono presenti dieci religiosi e seicento alunni dalla scuola dell’infanzia ai licei. La Parrocchia Ss. Annunciata – Santuario ss. Crocifisso conta circa 2600 anime, è animata da sei religiosi e gestisce anche la scuola dell’infanzia “Padre Giovanni Ceriani”. L’istituto professionale di Albate vede la presenza di tre religiosi, impegnati nella formazione umana, cristiana e professionale di 270 alunni. In città il carisma somasco opera inoltre, dall’anno 2000 per desiderio di mons. Alessandro Maggiolini, nella Casa alloggio “La Sorgente”, luogo di accoglienza per venti persone sieropositive e in AIDS. In diocesi la presenza somasca è operativa inoltre nell’Istituto san Girolamo di Ponzate, comunità terapeutica che accoglie 18 ospiti e nella scuola Santa Maria Assunta in Maccio con la presenza di tre religiosi che seguono la formazione di 440 alunni dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado. ● L’umiltà era una delle caratteristiche del suo carisma La Madonna delle grazie, una guida per la vita C he parte ha avuto la vergine Maria nella trasformazione di un violento prepotente tra i violenti, durante l’orrenda guerra di Cambrai, impuro e scellerato latrocinio, in un uomo adorno di virtù, di misericordia, di compassione, di amore per i poveri che meglio gli rappresentavano Cristo e padre tanto amato e caro dei suoi discepoli? Il ricordo delle catene spezzate e la salvezza ottenuta miracolosamente per l’intervento della Madonna lo hanno certamente segnato per sempre, accompagnandolo passo passo nella difficile strada della conversione. Non parlò mai esplicitamente del miracolo, tuttavia gli indizi della devozione mariana di Girolamo sono molteplici. La gloriosa Vergine Maria, madre delle grazie, è invocata nella preghiera da lui composta immediatamente accanto alla SS. Trinità. A lei ricorre come mediatrice delle grazie: Preghiamo ancora la Madonna la si degni pregar el suo dilettissimo figliolo per tutti quanti noi, affinchè si degni di concedere che abbiamo ad essere umili e mansueti di cuore, amare sua divina Maestà sopra ogni cosa, il prossimo nostro come noi stessi; e che estirpi i vizi, accresca le virtù e ci doni la sua santa pace. L’Ave Maria è frequentemente recitata per vivi e defunti, soprattutto per i membri della compagnia e i fratelli a loro consegnati da servire, affinchè il Signore dia loro carità perfetta, umiltà profonda e pazienza per amore di sua Maestà. Negli orfanotrofi si recitava l’ufficio della Madonna e il rosario. La virtù dell’umiltà Una caratteristica della vita rinnovata del Emiliani è la sottolineatura dell’umiltà. La conversione è considerata innanzitutto un dono gratuito della misericordia divina. Nelle poche lettere giunte fino a noi traspare ripetutamente l’esortazione a questa virtù. Girolamo è consapevole di essere un peccatore pentito, un niente, un figlio prodigo che ha dissipato ogni bene spirituale e temporale, vivendo malamente. Per questo insistentemente chiede misericordia: O Dio, sii propizio a me peccatore. Solo in Dio bisogna confidare e non in altri. Noi, come il seme seminato nelle pietre, veniamo meno nel tempo della tentazione; solo Dio è buono e Cristo opera in quelli strumenti che vogliono lasciarsi guidare dallo Spirito Santo. Non si sente indispensabile: se la compagnia starà con Cristo si raggiungerà l’intento, altrimenti tutto è perduto. Ad un collaboratore di Bergamo che si lamentava dei suoi discepoli, scrive implorando preghiere per dare miglior esempio di quanto aveva fatto, per essere miglior maestro e avere in dono dal Signore migliori cooperatori. Addirittura considera lettere morte i suoi scritti. Ad un signor Giovanni di Bergamo, scrive al padre Barili, non bisogna parlare con lettere morte come le sue, ma pregare per lui e parlargli a viva voce le parole di vita. Il punto di riferimento Nella pagina alcune immagini delle realta’ somasche a como: dall’alto, IL SANTUARIO del crocefisso, la scuola professionale di albate, la casa annunciata e il collegio gallio è la Vergine Maria, modello insuperabile di fede, di carità e di speranza. Le espressioni del canto del Magnificat gli erano così familiari, da citarle in una lettera due volte di seguito: in chi sta gran fede e speranza Dio li ha riempiti di carità e ha fatto cose grandi in loro. Sicchè, non mancando voi di fede e speranza, Egli farà di voi cose grandi, esaltando gli umili. Vita diocesana 12 Sabato, 24 settembre 2011 DALLA CANCELLERIA Consiglio episcopale: Feroldi mons. Flavio: - nominato vicario episcopale per la visita pastorale. - convisitatore per i vicariati di Como città, Rebbio, Lipomo, Monteolimpino e Cernobbio. - referente per l’agenda del Vescovo. Mazzoni mons. Italo: - mantiene l’incarico di vicario territoriale per Como-Lecco-Varese e di convisitatore - nominato vicario episcopale per la pastorale - coordinatore degli uffici pastorali diocesani e dei consigli diocesani di partecipazione Ufficio diocesano per l’arte sacra e i beni culturali ecclesiastici: direttore: Straffi don Andrea responsabili di sezione - edilizia di culto: Salvioni don Maurizio - inventariazione beni culturali ecclesiastici: Straffi don Andrea Commissione per l’arte sacra e i beni culturali ecclesiastici: presidente: Calvi mons. Guido segretario: Straffi don Andrea Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia Sei nuovi diaconi al servizio della Chiesa di Como Lo scorso sabato 17 settembre le ordinazioni diaconali in cattedrale a Como “I n questa chiamata universale della Chiesa voi sei siete chiamati ad un titolo speciale, non esclusivo perché tutti siamo a servizio del Vangelo e della pienezza della vita del mondo, ma ad un titolo speciale sì ed è questo che la comunità cristiana a buon diritto si attende da voi”. Sono queste le parole che il Vescovo di Como, mons. Diego Coletti ha rivolto, sabato 17 settembre, ai sei seminaristi ordinati diaconi: Michele Gini, Andrea Mombelli, Luca Trainini, Davide Veronelli, Pietro Benzoni e Giuseppe Maria Zoccola. Ragionando a partire dalla comunità apostolica di Gerusalemme il Vescovo identifica i tre elementi che caratterizzavano e, tutt’oggi, caratterizzano il servizio nella Chiesa: catechesi, liturgia e carità. “La comunità cristiana – ha spiegato mons. Coletti - si impegna in queste tre direzioni, ma si accorge che sono possibili degli sbilanciamenti. Fare una cosa e non un’altra, fare troppo una e fare toppo poco un’altra. Questa è la prima caratteristica davanti alla quale si trova la coscienza degli apostoli e dei discepoli del Signore. La seconda Il Vescovo ha ordinato: Michele Gini, Andrea Mombelli, Luca Trainini, Davide Veronelli, Pietro Benzoni e Giuseppe Maria Zoccola caratteristica - non proprio esclusiva della prima comunità di Gerusalemme - è che essendo composta da persone diverse, dove alcuni addirittura parlano un’altra lingua, questa diversità diventa fonte di mormorazione, di divisione, di polemica, di contrapposizione”. Due realtà a cui la Chiesa di Gerusalemme reagisce interrogandosi sulla “diaconia”, decidendo di differenziare le responsabilità all’interno della comunità cristiana. “Non bisogna dimenticare – ha precisato mons. Coletti – che sebbene siamo qui davanti a sei giovani che stanno per diventare diaconi , la diaconia è una dimensione della Chiesa come tale. E’ la Chiesa che è serva, e il ministero che viene consegnato a loro sei è soltanto un rendere più evidente e specifico nella loro vita ciò che è di tutti. Un dovere della Chiesa nei confronti della realtà in cui vive, il popolo di Dio nei confronti della storia nella quale cammina”. Rivolgendosi ai nuovi “don” il Vescovo ha elencato le caratteristiche che San Paolo attribuiva ai diaconi: semplicità, diligenza e gioia. “Queste – ha spiegato mons. Coletti – sono caratteristiche che accompagnano le varie modalità del ministero, ma che devono portarvi ad essere uomini solidali e fraterni, capaci di condivisione, capaci di rappresentare questa unica Chiesa del Signore nella quale siamo tutti membra gli uni degli altri. Se viviamo con questa convinzione profonda, assumiamo necessariamente stili di vita, docilità genialità, sveltezza nelle cose che altrimenti sono assolutamente impossibili”. In conclusione, riferendosi al brano evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci, il Vescovo ha concluso: “Io vi auguro cari fratelli che questo miracolo succeda anche nella vostra vita perché nei piccoli gesti quotidiani, nella piccola fedeltà dentro le cose di ogni giorno, il Signore farà il miracolo della moltiplicazione di un cibo sovrabbondante di cui avanzeremo addirittura delle ceste per tutto il mondo”. direttori: Frizzi Mirco e Mariangela vicedirettore: Fornera don Fabio commissione operativa: coordinatore: Savoldelli don Luigi ■ Ucid Lunedì 26 settembre “Il futuro dell’energia nucleare dopo Fukushima”. E’ questo il titolo della prossima conviviale dell’UCID che si terrà lunedì 26 settembre, alle 19.30, all’Hotel Palace di Como. All’incontro interverrà il prof. Maurizio Martellini, professore di fisica e segretario generale del Landau Network. FOTOSERVIZIO WILLIAM Nel pomeriggio di sabato 17 settembre nella basilica di S. Abbondio il conferimento da parte del Vescovo Accoliti sulla strada del diaconato permanente T re nuovi operai nella vigna del Signore, con un’attenzione particolare all’Eucarestia. E’ questo l’invito che il vescovo Diego Coletti ha rivolto a Bruno, Salvatore e Alberto a cui sabato 17 settembre, nella Basilica di Sant’Abbondio, ha conferito l’Accolitato, la seconda tappa verso il cammino di ordinazione diaconale permanente. Si tratta di Bruno Pravato della parrocchia di San Zenone a Monteolimpino, Salvatore La Sala di San Pietro a Gemonio, e Alberto Conti della parrocchia di Santo Stefano di Fino Mornasco. “L’Eucarestia di cui diventate ministri - ha spiegato il Vescovo nell’omelia - dovrebbe essere la fonte di una vita nuova e beata non soltanto vostra, ma di tutti. Il segno di questa radicale novità della vita cristiana”. “Lasciate - ha continua il Vescovo - che vi dica e lo dica ai miei fratelli accoliti che in questo dovranno aiutarci tutti a trovare la strada possibile. Lasciate che vi dica che qualche dubbio ogni tanto mi viene, sul cosa facciamo la domenica quando andiamo a Messa: mi viene il sospetto che magari la gente venga a messa semplicemente perché è una tradizione, perché è un dovere, perché almeno paghiamo le tasse a Dio e così siamo a posto in coscienza. Gli accoliti dovrebbero occuparsi, prima di ogni altra cosa, soprattutto di questo, cioè del fatto che mettendoci a disposizione del mistero dell’Eucarestia noi facciamo la comunione con la convinzione di smetterla di pensare ai nostri personali interessi, imparando la gratuità, imparando la gioia del dare sudore e sangue se è necessario per le persone che amiamo”. Vita diocesana L scuola di musica “luigi picchi” a scuola diocesana di Musica e sacra liturgia “Luigi Picchi” si appresta ad avviare i nuovi corsi e rivolge un rinnovato invito alle comunità ecclesiali e ai loro più diretti responsabili, i parroci, perché tra i problemi pastorali che si dibattono non venga dimenticato il tema di un servizio liturgico qualificato anche dalla presenza di organisti e animatori musicali interiormente motivati e tecnicamente competenti. La scuola ha sede a Como, presso l’istituto Canossa in via Balestra 10, ma si sta lavorando per la riapertura di una sezione in Valtellina. Le lezioni si tengono tutti i sabati dall’8 ottobre a fine maggio. Le attività di programma che impegnano in lezioni di gruppo gli alunni dei tre bienni hanno luogo dalle ore 14.15 alle 15; l’esercitazione corale, in cui convergono tutti, si svolge regolarmente dalle 15 alle 15.45 circa. La quota di iscrizione, suddivisibile in 2 rate, ammonta a € 300. Ci si congratula con i parroci che si impegnano a versare la cifra completa Sabato, 24 settembre 2011 o parziale a sostegno dei parrocchiani inviati per lo studio. Le proposte per il nuovo anno sono due: il corso completo per gli organisti articolato in tre bienni. Nel primo biennio l’alunno apprende le sufficienti nozioni di teoria, di solfeggio e di educazione ritmica, mentre si avvia allo studio della tastiera. Il secondo biennio, durante il quale si completa lo studio della tastiera, è caratterizzato dall’insegnamento della Liturgia. Per coloro che non intendono frequentare l’itinerario completo, 13 si offre la possibilità di partecipare a due esperienze della scuola: liturgia - la celebrazione eucaristica domenicale; Esercizi di padronanza della voce e apprendimento di canti per arricchire il repertorio. Nell’arco di tempo dalle ore 14.15 alle 16.00. Il costo di questa seconda proposta ammonta a € 80 pagabili in due rate. Le iscrizioni si raccolgono presso l’Ufficio Diocesano per la Liturgia nei giorni dal Lunedì al Venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.30, tel. 031.3312.216 (oppure 031.3312.252). Appuntamenti diocesani. I soci si sono radunati domenica 18 settembre a Talamona L’Azione Cattolica in assemblea Presentato il piano associativo per il triennio che fa perno su quattro pilastri: formazione, rilancio associativo, spiritualità e attenzione alle realtà extra-ecclesiali I l raduno dei responsabili in assemblea all’inizio di ogni nuovo anno pastorale comporta il rinnovo delle promesse per un impegno più costante e saldo, più fedele all’unico Maestro, più carico di slancio creativo e propositivo. La presenza di oltre 150 soci di ogni età, dall’ACR ai giovanissimi, agli adulti, ha confermato la prontezza della risposta e la volontà di rinnovare i propositi d’impegno. Innanzitutto è stato bello e significativo radunarci subito intorno alla mensa eucaristica, presieduta da don Battista Galli che ci ha fatto riflettere sul Vangelo della domenica: noi siamo gli operai della prima ora, ma non orgogliosi e invidiosi, come quelli della parabola, bensì quelli riconoscenti e miti, che non mormorano contro la retribuzione del padrone, ritenendo il lavoro non un peso da portare ma un privilegio di cui ringraziare: è una fede sostanziata di mitezza e riconoscenza, non di orgoglio quella che deve dare gusto e pregnanza alla nostra adesione. Con tale stato d’animo abbiamo poi ascoltato, e ammirato per la chiarezza argomentativa e lessicale, il discorso introduttivo del Presidente diocesano, Francesco Mazza, che ha condotto un’ampia riflessione sul momento storico-politico che stiamo vivendo, partendo da un versetto di S. Paolo (2 ai Corinzi 6,2): “Questo è il momento favorevole”. Viviamo un tempo di crisi, che chiama in causa la questione antropologica, come ebbe a dire il cardinal Scola in un suo intervento sul Sole 24 Ore, il quale accenna a una sorta di paralisi culturale, cioè scarsa tendenza a progettare il futuro. Preoccupante è la crisi del debito pubblico in alcuni stati dell’euro. L’Italia in particolare soffre di questo squilibrio di proporzioni consistenti, aggravato dall’economia stagnante; tale squilibrio pregiudica il benessere delle nuove generazioni, per cui la nostra responsabilità si accentua. La reazione dell’Europa come istituzione politica è lenta, ma l’Europa non è ancora un progetto compiuto, non è ancora una comunità che condivide un destino liberamente scelto: per questo occorre la responsabilità di tutti membri. Occorre il coraggio della speranza, della volontà, dell’impegno:”questo è il momento favorevole”! La seconda riflessione è stata di natura biblico-esegetica, condotta dall’assistente generale, don Ivan Salvadori. Si tratta della pagina Parola fra noi Domenica 25 settembre U na parabola per i capi, sacerdoti padre, il suo amore per tutti i suoi figli. Ez 18,25 -28; del e anziani. La vigna è il popolo “Due ragazzi. Uno irreprensibile, rispettoso, d’Israele e l’invito ai due figli cerimonioso. L’altro bizzarro, ribelle, capriccioso. Fil 2,1-11; manifesta l’amore del padre per la Il primo dice sì, ed è un no. Il secondo sembra dire vigna. All’inizio c’è quasi un’affettuosa no, ma è un sì. Il primo si fa sempre avanti; in fondo, Mt 21,28-32 implorazione ad andare nella vigna; però, è uno scansafatiche. Il secondo ha la testa al termine Gesù dichiara l’infinita sbagliata, ma un cuore d’oro. Chi ha il sì facile sovente misericordia del Padre che chiama i pubblicani e le ha l’impegno difficile. Trova un’insormontabile difficoltà prostitute a convertirsi, due categorie la cui conversione era a piegare la schiena quando si tratta di afferrare la zappa ritenuta quasi impossibile. Invece proprio i capi spirituali, e lavorare sul serio. L’importante è fare la volontà del che avevano accettato di eseguire la volontà di Dio, in Padre che non si lascia ingannare dai nostri sì. Va’ a dare realtà non l’avevano compiuta, persi in cose secondarie e un’occhiata alla vigna. Per vedere cosa abbiamo combinato dimenticando i comandamenti di Dio. di buono”. (Pronzato) Il tempio, la vigna, Gerusalemme, Israele e, infine, tutte “Tutte le parabole sono belle, ragazzo mio, tutte le le genti sono il luogo in cui il Signore entra per le nozze. I parabole sono grandi, soprattutto le tre parabole della due figli sono l’antico popolo e l’intera umanità. Il primo, speranza. Ma su questa centinaia e migliaia di uomini che aveva promesso di entrare nella vigna di Dio, alla fine hanno pianto: Un uomo aveva due figli… Di tutte le parole non ci va. Le genti, all’ultima ora, ci entrano. Quelli che di Dio è quella che ha destato l’eco più profonda. È l’unica sembrano più lontani si rivelano più disponibili, forse che il peccatore non è mai riuscito a far tacere nel proprio perché si riconoscono più bisognosi. Per questo il secondo cuore” (Charles Peguy). E il filosofo ebreo Abraham figlio ricorda quello “prodigo” che, dopo aver lasciato la Heschel, scrive: “La Bibbia non è un libro, ma un dramma casa del padre, si pente e ritorna; anche il primo figlio, che da vivere; non il racconto di un avvenimento, ma essa stessa prima dice sì e poi non va nella vigna, somiglia al fratello un avvenimento; essa è il grido di Dio all’uomo”. Angelo Sceppacerca maggiore della parabola, che non conosceva la misericordia che narra la guarigione del cieco Bartimeo. Il fatto narrato è inserito dall’evangelista Marco nel contesto del cammino di Gesù verso Gerusalemme, la città dove troverà la morte. Il fatto avviene a Gerico, la città che per gli Israeliti è il luogo della salvezza,è la porta della Terra Promessa; Gerico è dunque la città che apre le porte a Gerusalemme. Bartimeo sta seduto ai margini della strada, ma quando Gesù lo chiama si alza prontamente e getta a terra il mantello per seguire il Signore, abbandona tutto ciò che possiede. La fede gli ha consentito di passare dall’immobilità alla visione. L’espressione con cui Bartimeo interpella Gesù:”rabbunì” –maestro mio-dice intimità, amicizia. Il racconto innanzitutto ci dà un’immagine di Gesù che con umiltà e mitezza va incontro all’uomo bisognoso. Anche i giovani a Madrid hanno incontrato Cristo vicino all’uomo, che si ferma a condividerne lo smarrimento. In secondo luogo il racconto ci parla della qualità della nostra testimonianza: la fede nasce dall’ascolto. Ancora oggi c’è bisogno di uomini e donne che invitano: “Alzati, il Signore ti chiama”! La Chiesa deve avere a cuore l’incontro con il Dio della vita, il quale supera sempre le nostre richieste: infatti Gesù non solo ridona la vista a Bartimeo, ma anche la salvezza. La cecità dell’uomo può essere vinta. Anche noi siamo inquieti, come Bartimeo e a tale inquietudine dobbiamo dare risposta. “Questo è il tempo favorevole”! Il pomeriggio è stato dedicato alla presentazione del piano associativo per il triennio che fa perno su quattro pilastri: la formazione, il rilancio associativo, la spiritualità, l’attenzione alle realtà extra ecclesiali. La presentazione del sussidio per gli adulti, curata da Lucia Angelini, che è tra gli collaboratori della stesura del volume, e l’illustrazione della attività del Movimento Studenti (MSAC) hanno chiuso la giornata, insieme alla proposta giocosa di alcuni giovanissimi che hanno coinvolto tutte le età in un intrattenimento pieno di allegria. GIULIA GALFETTI Ufficio catecumenato Il primo incontro il 1° ottobre Sono molteplici le circostanze in cui una persona può percepire o manifestare il desiderio di diventare cristiana: è molto importante che tale sentimento sia accolto con gioia, delicatezza e venga sostenuto e orientato in modo costruttivo. Alcuni incontri iniziali con il Parroco (e con qualche cristiano della Parrocchia) siano presto seguiti dalla tempestiva segnalazione all’Ufficio per il catecumenato della presenza del “simpatizzante”, così che si possa aprire il periodo del pre-catecumenato (RICA, 9-11), di durata variabile, in cui l’interessato è condotto a verificare le motivazioni della sua richiesta e a dare ad essa la giusta direzione. In tale periodo il “simpatizzante” sarà guidato ad iscriversi al catecumenato con cognizione di causa. A livello diocesano, già per questa fase introduttiva, sono stati predisposti e sperimentati 2 incontri per favorire un primo accostamento. Perciò si chiede ai Parroci dei “simpatizzanti” di prendere contatto al più presto con l’Ufficio per il catecumenato (tel. 031/33.12.216), così che gli aspiranti presenti sul loro territorio possano essere inseriti nei prossimi appuntamenti. Il primo avrà luogo a Como sabato 1 ottobre dalle ore 15 alle ore 18.30. Caritas 14 Sabato, 24 settembre 2011 Al servizio della carità. Oltre le differenze Due proposte di lettura ■ G. Nervo Ha un futuro il volontariato? Donare tempo, competenza e amicizia L’ invito che la Caritas diocesana C’è un’ altra dimensione che ritengo L’invito della Caritas fa per cercare dei nuovi importante per chi vuole incominciare volontari da inserire nei questo cammino di volontariato: la diocesana a nuovi servizi di volontariato esistenti proposta che la Caritas fa è quella di in città, non è solo funzionale alla vivere una dimensione di carità cristiana, volontari da porre vita dei servizi, ma vuole essere una che non vuol dire compiere delle azioni occasione che la Caritas stessa dà a diverse da chi vive una qualsiasi azione di a servizio del territorio. tutte le persone di buona volontà di volontariato, ma di riempirle del contenuto poter donare a chi ha bisogno tempo, proprio della nostra fede. Ingredienti necessari: competenza, ma soprattutto amicizia. Cerchiamo allora di capire qual è il proprio La caratteristica iniziale che si chiede della nostra fede e come poi lo possiamo curiosità e voglia per poter iniziare un percorso di tradurre in carità. volontariato è quella della curiosità Mi piace paragonare la carità a una di mettersi in gioco che ti attira dove c’è la gente, dove sinfonia musicale che è composta da sta succedendo qualcosa di diverso vari movimenti ed è eseguita da diversi dal solito quotidiano, curiosità che fa strumenti ognuno dei quali ha il suo approcciare alle persone, alle situazioni, senza pregiudizi, timbro. senza preconcetti ansiosi solo di capire di conoscere. Questo assieme di suoni e di movimenti diversi può diventare Dopo questa conoscenza è importante compiere un ulteriore sinfonia solo se ha la capacità di sviluppare un tema preciso passo, quello del farsi carico e questo passaggio non è sempre che dà un senso compiuto e rende armonici tutti questi tempi così immediato, così spontaneo, perché la povertà puzza, e suoni diversi. è fastidiosa nelle sue richieste e se affrontata ci fa correre il Il tema che ci permette di eseguire la sinfonia della carità è rischio di mettere in forse le nostre presunte certezze che a quello dell’amore che viene da Dio, perché Dio è amore e fatica pensiamo di avere conquistato. la sua esecuzione è compito dell’uomo con le sue diverse Per vivere bene questi due atteggiamenti, quello della caratteristiche, con le sue diversità che diventano unità nella curiosità e quello del farsi carico, ci può aiutare un brano del misura in cui ognuno di noi si sveste dei propri protagonismi Vangelo di Luca (Lc 23,26). e attraverso il proprio servizio, la propria vita ha la capacità Questo brano di Vangelo ci dice che Simone di Cirene era di trasmettere e di rendere visibile quell’amore che Dio ha un uomo curioso e per curiosità si è avvicinato al tumulto donato a tutti gli uomini ma in modo speciale agli ultimi, a della folla che accompagnava al patibolo un condannato a chi ha più bisogno. morte, questo suo avvicinarsi ha fatto sì che i soldati romani La carità allora non può essere solo teoria, non si può lo obbligassero a prendere la croce che il condannato non era limitare solo a cose che si danno, la Carità è realizzare, è più in grado di portare; Simone suo malgrado si è trovato al rendere visibile l’amore di Dio per tutti gli uomini attraverso centro di quella vicenda, ha avuto la possibilità di riconoscere la nostra vita vissuta in un cammino comunitario di fede Cristo e la sua storia. e di approfondimento della Parola, e attraverso un nostro Penso che la conversione di Simone sia passata veramente inserimento pieno nella storia degli uomini. attraverso questa presa in carico di una responsabilità non Auspico che davvero chi vuole intraprendere un cammino di sua che ha vissuto suo malgrado non in modo passivo, ma da volontariato tenga conto di queste caratteristiche e viva il suo protagonista. servizio agli uomini in difficoltà come momento alto della Anche ai giorni nostri se vogliamo vivere seriamente un vita della Chiesa, dove attraverso la carità vissuta si incarna servizio di volontariato dobbiamo prendere esempio da l’insegnamento del Vangelo e ci si educa reciprocamente a Simone, deve crescere in noi la curiosità, perché nella nostra viverlo e a condividerlo con gli altri. città c’è tanto da scoprire, c’è tanto da accogliere, ci sono il direttore della Caritas diocesana tante situazioni da prendere in carico. diacono Roberto Bernasconi ◆ Il percorso formativo Il volontariato tra potenzialità e limiti “I l volontariato tra potenzialità e limiti” è il titolo del percorso formativo promosso nei mesi di settembre e ottobre 2011 in continuità con l’iniziativa proposta con successo negli scorsi mesi di febbraio e marzo dal Coordinamento delle Mense di Solidarietà InMENSAmente e dalla Caritas diocesana, in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato. L’iniziativa si propone un ciclo di tre incontri volto ad approfondire le tematiche legate al ruolo del volontariato che opera nell’ambito della grande emarginazione. Utilizzando una modalità partecipativa e coinvolgente, attraverso scambi, confronti ed esperienze dirette portate dai partecipanti, verranno approfondite e analizzate situazioni che vengono affrontate dagli operatori volontari nel loro lavoro quotidiano. Gli incontri, che si svolgeranno appunto al venerdì, dalle 21 alle 23 al Centro Cardinal Ferrari, in viale Battisti 8 a Como, saranno condotti dal dottor Giuliano Arrigoni. Ecco il programma nel dettaglio. Venerdì 23 settembre: “Io volontario-L’identità del volontario: senso e significati del ruolo nella relazione d’aiuto”; venerdì 30 settembre: “Io e l’altro, io e l’ospite-La relazione d’aiuto tra onnipotenza e impotenza”; venerdì 7 ottobre: “Io, l’altro, gli altri-La mia relazione d’aiuto nella rete del territorio”. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi al Centro Servizi per il Volontariato, via Col di Lana 5, a Como; telefono: 031-301800, fax: 031-2759727; www.csv.como.it. «Tempo fa sono stato invitato a una tavola rotonda sul volontariato nell’ambito di una grande manifestazione a carattere nazionale. Mi avevano chiesto di trattare questo tema: “Il volontariato no profit”. Io sono balzato sulla sedia e ho chiesto: “Ma c’è anche un volontariato profit?”». Questa domanda-provocazione è il filo conduttore del libro “Ha un futuro il volontariato?” (edizioni EDB, pp. 138, euro 12), scritto da Giovanni Nervo, sacerdote della diocesi di Padova, presidente per oltre 30anni della Fondazione “E. Zancan”, responsabile della Caritas italiana dal 1971 al 1986 e dei rapporti Chiesa-Istituzioni alla Conferenza episcopale italiana dal 1986 al 1991. “La sfida che si presenta al volontariato oggi – si legge nella presentazione del volume - è aiutare il no profit a conservare l’anima di solidarietà, di servizio, di scelta degli ultimi, di giustizia sociale da cui è nato. Il volontariato potrà vincere questa sfida e avere un futuro soltanto se saprà mantenere e difendere la sua identità, che è la gratuità”. Ecco allora la chiave di lettura per comprendere nella sua essenza il problema. L’identità specifica del volontariato è, quindi, la gratuità. “La sfida che si presenta ora al volontariato – questo in estrema sintesi il tema del libro – è quella di aiutare il non profit a conservare l’anima di servizio, scelta degli ultimi, giustizia sociale da cui è nato. Le riflessioni proposte dal volume si offrono in particolare ai volontari e a chi ha il compito e la responsabilità di guidarli e orientarli”. ■ E. Bianchi L’altro siamo noi Poche parole, ma significative, presentano il libro di Enzo Bianchi “L’altro siamo noi”, edito da Einaudi (pp. 82; 10 euro), in cui il fondatore e priore della Comunità monastica di Bose - autore di numerosi testi di spiritualità cristiana e sulla tradizione di dialogo della Chiesa nel mondo contemporaneo – mette in evidenza l’importanza “strategica” di promuovere il dialogo tra le persone, soprattutto in relazione al problema dell’immigrazione e dell’accoglienza nelle nostre comunità. Un dialogo – evidenzia Bianchi «che consente di passare non solo attraverso l’espressione di identità e differenze, ma anche attraverso una condivisione dei valori dell’altro, non per farli propri, bensì per comprenderli. Dialogare non è annullare le differenze e accettare le convergenze, ma è far vivere le differenze allo stesso titolo delle convergenze: il dialogo non ha come fine il consenso, ma un reciproco progresso, un avanzare insieme». “L’altro siamo noi” è quindi una riflessione sul rapporto tra noi e gli altri, una proposta di incontro, l’inizio di un cammino, da compiere nella propria interiorità e da estendere alla società nel suo complesso, per sottrarsi a facili generalizzazioni e iniziare ad abbattere il muro della paura. In Missione Sabato, 24 settembre 2011 15 Una panoramica di Carabayllo alla periferia di Lima Perù. E’ passato quasi un anno dall’arrivo dei nostri fidei donum a Carabayllo. Il racconto di chi li ha incontrati Camminando tra la gente L a parrocchia di Carabayllo a Lima, dove attualmente vivono e operano i nostri preti fidei donum don Savio e don Umberto, è abitata da circa 60 mila persone ed il numero degli abitanti è in continua crescita. Questo a causa di un’ immigrazione costante di due tipi: la prima dalle Ande e dalla selva, che occupa le zone più degradate con un sistema di invasione delle terre nelle quali in seguito vengono portati dei servizi primari quali acqua ed energia elettrica. L’altro tipo, si può definire di seconda immigrazione, cioè da zone di invasione o dal centro di Lima verso zone più residenziali, con case costruite da agenzie immobiliari. Questo continuo flusso fa prevedere che nel giro di pochi anni la popolazione della parrocchia possa arrivare vicino ai 100 mila abitanti. La parrocchia si sta organizzando secondo il progetto di nuova immagine di parrocchia (NIP) con un coordinamento dalla chiesa centrale e con delle cappelle in ogni zona, gestite da coordinatori laici che si formano alla luce della Parola e che hanno contatti con tutta la popolazione. I nostri sacerdoti stanno cominciando a conoscere le persone, la cultura e il territorio, cercando in primo luogo di voler bene a chi incontrano e poi di soddisfare le richieste che vengono loro poste, sempre cercando di coinvolgere attivamente ogni membro della comunità. Ad oggi le maggiori richieste sono legate ai sacramenti dell’iniziazione cristiana (molte persone non sono battezzate) da qui derivano gruppi di catechesi familiare, catechismi per i bambini e gruppi di condivisione della Parola; ma anche richieste di intervento sul piano sociale e formativo che hanno portato don Umberto e don Savio ad incontrare le autorità comunali per sensibilizzarle ai bisogni della popolazione come la necessità di corrente elettrica e di acqua in interi quartieri e a pensare progetti di promozione umana attivando corsi di formazione in diverse zone. I preti sono ben inseriti ed è proprio evidente che stanno creando rapporti di fiducia e collaborazione reciproci con le persone che stanno incontrando e stanno aspettando qualcuno con cui poter condividere un pezzo di vita peruviana. don IVAN LAURA La lettera Tanti progetti, una sola missione C Dalle sale della comunità ari amici, vi ringraziamo a progetti di microcredito, tantissimo per l’appoggio che avete dato e date alla nuova dalle cappelle alle consulenze missione comasca di Carabayllo legali. Sono tante le proposte in Perù: una zona molto vasta in cantiere, tutte decise della periferia di Lima, con tutti i problemi delle periferie delle grandi con la collaborazione della città dell’America Latina. Stiamo popolazione locale cominciando, conoscendo persone e situazioni, soprattutto cercando donne, preparazione e distribuzione di latte per bambini. di voler bene alla gente. Il vostro aiuto ci stimola e Virgen de la Mercad: costruzione di una cappella sostiene nel condividere con loro concretamente che serva anche come luogo per incontri di catechesi, bisogni e necessità, soprattutto con i più poveri. Anche laboratorio di taglio e cucito. se solo da pochi mesi siamo a Carabayllo, insieme Chavin: laboratorio di maglia, laboratorio di con la gente abbiamo elaborato alcune linee di lavoro taglio e cucito, cooperativa di micro-credito per la e alcuni progetti, che speriamo possano svilupparsi ristrutturazione di case precarie e per altri obiettivi positivamente. Sono azioni ancora piccole che, oltre ad ritenuti importanti dai gruppi di persone che fanno parte offrire un aiuto immediato e la possibilità di una certa della cooperativa. capacitazione, hanno l’obiettivo di unire e motivare i Hurangal: costruzione di un centro comunitario per gruppi nel lavoro comune. In questi giorni, abbiamo celebrazioni, riunioni, catechesi per bambini, attività condiviso con don Ivan e Laura, conoscenze, lavoro e comunitarie. idee. Loro vi potranno raccontare a viva voce e presentare San Juan de Vilca: laboratorio di lavoro a maglia, le possibilità e le prospettive future, di cui si sono viste le laboratorio di taglio e cucito. necessità e di cui si è parlato insieme. San Juan y Sauce: costruzione di un locale per mensa I progetti che stiamo mettendo in atto nelle diverse zone comunitaria per bambini e adulti, laboratorio di taglio e della comunità a noi affidata: cucito e maglia. La Moruta: costruzione di un centro comunitario per Bella Vista: laboratorio taglio e cucito, attività di un incontri comunitari, laboratorio di taglio e cucino per centro comunitario. Sede Centrale: costruzione aule per la catechesi, appoggio a corsi di formazione per catechesi e gruppi parrocchiali. Servizio giuridico: un obiettivo importante visto che la gente spesso non ha la possibilità di usufruire di un’assistenza giuridica di fronte a problemi importanti come il possesso terreno, problemi famigliari e sociali ecc. Un luogo di attenzione ed educazione per i bambini per permettere alle mamme di lavorare. In tutti questi posti si sta anche cercando una collaborazione con il Municipio per una presenza più attiva e responsabile delle istituzioni sul territorio. I progetti sono il tentativo di risposta ai bisogni che le diverse comunità manifestano o che individuano; gli stessi vengono sempre realizzati con la partecipazione attiva delle diverse comunità e con il nostro appoggio. Sentiamo tutto questo come un impegno comune, insieme con voi. Vi ringraziamo con affetto. Don Savio e don Umberto ComoCronaca 16 Sabato, 24 settembre 2011 Uno squarcio alla solitudine. Il dovere di un impegno quotidiano Q uando ci troviamo nel vita diversi da quello che la giro di pochi giorni a società attuale ci impone, dover registrare due basati non sull’avere ma morti tragiche di nostri sull’essere; dobbiamo sentirci fratelli profughi veniamo parte attiva della società e assaliti da un sentimento di non vivere esclusivamente scoramento, di impotenza. una situazione di delega Personalmente mi sento pensando che tanto ci sarà corresponsabile per quello che qualcuno che ci risolve i è successo, mi chiedo se ho fatto problemi. tutto quello che era possibile Dobbiamo imparare per poterle evitare e questa a vivere uno stile di impotenza è ancora più grande condivisione basata sul di fronte alla reazione della dialogo, che deve ripartire gente comune che incontri per innanzitutto nelle nostre strada o al supermercato, ma famiglie, nelle nostre anche in chiesa. comunità: se saremo capaci Tra le righe la morale che ricavi di accettarci tra di noi, con parlando con la gente è che in le nostre fatiche, ci verrà più questo caso sono due in meno facile aprirci anche agli altri. da dover sopportare. Dobbiamo recuperare la So che quella che sto facendo dimensione dell’impegno è una affermazione forte e sociale e politico che da che può dar fastidio, ma se troppo abbiamo lasciato in vogliamo affrontare in modo delega a dei “ mestieranti”. coraggioso questa situazione, Dobbiamo saperci dobbiamo superare quella impegnare per la realtà virtuale che ci siamo costruzione di cammini creati per il nostro quieto vivere di recupero della dignità e dobbiamo avere il coraggio di della persona nei paesi del guardare in faccia alla realtà terzo mondo in modo da che il nostro tempo ci fa vivere. permettere alle persone che La realtà è che anche il nostro vi abitano di trovare una territorio è meta di persone che possibilità di vita dignitosa sperano di trovare da noi quelle lì dove sono nati. minime possibilità di vita Questa è una strada Alcune riflessioni a margine di due tragici episodi che nelle ultime dignitosa che ogni uomo ha il sicuramente faticosa perché diritto di avere. ci obbligherà a perdere settimane hanno coinvolto, nel comasco, giovani stranieri Questo “esodo biblico” noi non durante il cammino tutta lo possiamo fermare. Non serve quella zavorra che in questi alzare barricate o appellarci regolamenti; in questi anni abbiamo visto da creare condizioni di vita che siano anni abbiamo aggiunto alla difesa di una cultura cristiana che per che tutto questo sia spesso inutile se non dignitose per tutti, che sappiano trovare alle nostre esistenze, zavorra che ha la maggior parte di noi è un alibi, perché dannoso. Sono convinto che ognuno di noi la strada della collaborazione e non della reso il nostro fiato corto, la nostra vista oramai non ne condividiamo i valori si debba impegnare nella sua quotidianità contrapposizione, del dialogo e non della appannata, il nostro udito debole a tutto di fondo. Queste consistenti migrazioni ad affrontare in modo positivo quello che chiusura, che impediscano che fatti come quello che nel frattempo stava succedendo porteranno nei prossimi anni ad un ci capita di vivere, avendo come condizione quelli successi in questi giorni possano accanto a noi impegnati a salvaguardare cambio radicale della composizione delle principale la convinzione della centralità diventare non casuali ma continuativi? questa nostra esistenza sempre più piena di nostre comunità che sempre più saranno della dignità di ogni uomo anche se diverso Certamente non ho la ricetta per questo, cose e sempre più vuota di relazioni. multirazziali e multireligiose. da noi per razza o per convincimento ma posso ipotizzare alcuni percorsi che Perché queste morti non siano successe Penso che per affrontare questa situazione religioso. se condivisi possono aiutarci in questo invano iniziamo la nostra conversione. sia inutile invocare delle soluzioni che Come possiamo allora vivere in modo cammino. diacono arrivino dall’alto o siano imposte da leggi o positivo questo nostro tempo in modo Dobbiamo saper recuperare degli stili di Roberto Bernasconi La via dell’accoglienza I Il benessere della persona malata. Nasce il premio Carcano n ricordo di Adriana Carcano, architetto e socia del Soroptimist International Club di Como prematuramente scomparsa, nasce un progetto che trae spunto dall’esperienza da lei vissuta nei luoghi di cura dei quali evidenziava, con attenta e critica osservazione, la carenza di soluzioni idonee al benessere della persona malata. Con l’indizione di un premio a lei dedicato, il Club di Como intende promuovere studi e ricerche in ambito universitario con l’obiettivo di portare contributi scientifici al miglioramento dello stato emotivo della persona ospedalizzata in condizioni di disagio e sofferenza. Le ricerche – in forma di tesi di laurea inedite – dovranno indagare il rapporto tra spazio della mente e spazio fisico, in riferimento al paziente adulto nel luogo di cura in una prospettiva interdisciplinare. Questa operazione potrà coinvolge le discipline di Architettura e Ingegneria, competenti per gli aspetti tecnici (spazio, materiali, tecnologia) che dovranno relazionarsi con le discipline di Medicina per gli aspetti scientifici della cura e di Psicologia per l’attenzione alla gestione della sofferenza, momento delicato e spesso inevitabile nella vita delle persone. Il premio, di 3000 euro, è rivolto agli studenti delle sedi universitarie attive sul territorio regionale lombardo e nel Canton Ticino, e riguarderà la migliore Tesi di Laurea Magistrale o Specialistica discussa o presentata dal 1° gennaio 2010 al 30 giugno 2013. Il 2 ottobre ai giardini a lago di Como. A promuoverla il Forum delle associazioni familiari Festa regionale della Famiglia 2 ottobre 2011: annotiamo bene questa data, perché non mancano molti giorni. Si svolgerà a Como, nella zona dei giardini a lago, (viale Corridoni, trasversale tra viale Rosselli e lo stadio Sinigaglia) la Festa Regionale della Famiglia, promossa dal “Forum delle associazioni familiari”. Nel 2010 si è svolta a Limbiate, nel Milanese, la prima festa regionale mentre quest’anno il compito di organizzarla è stato assegnato al “Forum” di Como, a cui aderiscono ventidue associazioni che si occupano dei diversi aspetti della famiglia sempre considerata quale soggetto sociale e cellula fondamentale della società. Non è stato facile mettere insieme i tasselli della manifestazione la cui organizzazione ha rivestito problematiche sufficientemente complesse tanto che abbiamo dovuto spostare la data originaria del 18 settembre che fino ad agosto risultava annotata sui taccuini delle associazioni. Il programma del 2 ottobre, interessante ed articolato, prevede anzitutto due aspetti qualificanti della manifestazione. 1) dalle 10.00 alle 18.00, in una serie di gazebo o stands un buon numero di associazioni proporranno la propria immagine, presentando le loro iniziative che riguardano la famiglia, e offrendo informazioni e materiale pubblicitario: non ci sarà che di approfittarne per conoscere la ricca realtà del territorio e ci auguriamo che qualcuno magari si senta stimolato nel mettersi in gioco. 2) dalle 16.15 alle 18.15 in una tavola rotonda, sui temi delle politiche familliari regionali e locali si confronteranno, coordinati da Giovanni Giambattista, presidente del “Forum” di Como, alcuni rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni; interverranno, in particolare, Ernesto Mainardi per il Forum regionale delle associazioni familiari, Cesare Palombi responsabile regionale per l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose e il Sindaco, o suo assessore delegato, del Comune di Como. è assicurata la presenza della C.R.I. per il pronto intervento, ed è previsto un punto di ristoro sempre gestito dalla C.R.I. di Como. Non mancherà poi l’aspetto ludico, che piace ai bambini e ai giovani, ma non solo. I bambini saranno coinvolti, nel corso della giornata, a cura dell’associazione “Asso di mamme”. Un divertente spettacolo dei burattini sarà proposto alle 11.00 dalla compagnia Pigliapupazzi, mentre il Gruppo Agorà, dalle 14.00 alle 16.00, si esibirà in un concerto musicale, che è un pezzo forte di ogni manifestazione all’aperto. ComoCronaca Fai il pieno di cultura edizione 2011 è giunta alla quarta edizione l’importante manifestazione promossa dalla Regione Lombardia e coordinata dalle Province Appuntamento dal 23 al 25 settembre. Nel Comasco sono una sessantina le istituzioni culturali coinvolte nell’iniziativa S i preannuncia davvero un week end molto intenso per la cultura: in contemporanea alle “Giornate Europee del Patrimonio”, nei giorni di venerdì 23, sabato 24 e domenica 25 settembre si terrà anche la quarta edizione di “Fai il pieno di cultura 2011”, l’importante manifestazione promossa dall’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia e coordinata a livello locale dalle singole Province. Dal 2008 la manifestazione ha sempre riscosso un grande successo e si propone anche quest’anno come evento speciale, coniugando cultura e svago in una tre giorni particolarmente ricca di proposte. Aperture straordinarie di musei, biblioteche, parchi, ville storiche e importanti istituzioni culturali del territorio, con visite guidate e laboratori didattici, ma anche momenti di intrattenimento Sabato, 24 settembre 2011 17 con spettacoli di musica, danza, teatro, incontri con autori, animazioni per bambini e molto altro ancora: una straordinaria opportunità per conoscere ed apprezzare il patrimonio culturale ed artistico del nostro territorio, ma anche una singolare occasione di incontro e di divertimento, in grado di coinvolgere e avvicinare al nostro patrimonio culturale diversi tipi di pubblico, oltre agli abituali frequentatori. Nella nostra provincia le istituzioni culturali coinvolte nell’iniziativa sono 60, e sono rappresentative dell’intero territorio provinciale: dal capoluogo, al centro e alto Lario, dalla Brianza all’Olgiatese, senza trascurare la Valle Intelvi, la Valsolda e la Val Cavargna. Alla già ricca programmazione culturale (oltre 100 le iniziative), promossa dai musei, dalle biblioteche e dalle associazioni culturali, si affianca un ricco calendario di attività promosse direttamente dalla Provincia di Como. L’edizione 2011 vede l’Assessorato alla Cultura quale diretto organizzatore di un concerto di musica tradizionale dell’arco alpino, del gruppo Baraban, che si terrà venerdì 23 settembre, alle ore 21.00, presso la splendida cornice di Villa Gallia, sede della Provincia. Lo spettacolo sarà preceduto, alle ore 18.30, dalla presentazione del volume “Vestiario popolare lariano” di Giulia Caminada Lattuada e da un momento di degustazione di prodotti tipici locali a cura del Consorzio “Sapori di Terra, Sapori di Lago”. Sempre nel capoluogo, sabato 24 settembre, presso il salone “Enrico Musa” dell’Istituto Carducci, avrà luogo l’originalissima performance del coro di voci a cappella “Chorus Band”. Domenica 25 settembre la Provincia di Como andrà invece in Val Cavargna: alle ore 15.00 il Museo della Valle di Cavargna ospiterà la presentazione del documentario sulle tradizioni locali “Parole e cose della Val Cavargna”, curato dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Gruppo Folclorico e il Museo della Valle. A seguire, lo spettacolo teatrale “La leggenda dell’uomo selvatico” e visite guidate al Museo della Valle con dimostrazioni di lavori tradizionali della Val Cavargna e degustazione di prodotti tipici locali, a cura del Gruppo Folclorico e dell’Associazione “Amici di Cavargna”. Il programma completo e dettagliato dei diversi eventi è disponibile sul sito internet della Provincia di Como www.provincia.como.it e sul sito www. failpienodicultura.it. Notizie flash ■ Cadorago Educazione ambientale con il Parco del Lura Un articolato programma di ‘Educazione Ambientale’, rivolto agli studenti dell’area percorsa dal Torrente Lura e di tutti i comuni consorziati, è promosso dal Consorzio Parco del Lura di Cadorago che, tra i suoi obiettivi, ha anche quello di organizzare offerte educative e di comunicazione ambientale. Per l’anno scolastico appena iniziato il Consorzio si è fatto promotore di molteplici iniziative che spaziano da laboratori tematici a convegni, da giornate all’aria aperta ad esperienze naturalistiche, da momenti di educazione stradale a campus ecologici: tutti appuntamenti che saranno sviluppati in collaborazione con il corpo docenti di ogni singola scuola interessata all’iniziativa. Unitamente all’attività svolta nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, il percorso educativo promosso dal Consorzio Parco del Lura si estende alla formazione dei tecnici comunali, ai progetti di valorizzazione della biodiversità, alla partecipazione a diversificati eventi organizzati dai singoli Comuni e alle manifestazioni a tema naturalistico, all’organizzazione di convegni, escursioni e valorizzazioni del notevole patrimonio naturalistico dell’area. Data l’importanza di tutti i temi relativi alla conoscenza e alla salvaguardia dell’ambiente naturale, il Consorzio Parco del Lura invita il corpo docente di tutte le scuole dei comuni consorziati a prendere contatto per avere ulteriori informazioni sulle numerose e variegate proposte formative in quanto le attività svolte nelle scuole sono completamente gratuite ma fino ad esaurimento del monte opere messo a disposizione dal Consorzio. (l.cl.) Molte le tematiche in discussione Ticino e comasco: caldo autunno Q Dalla dibattuta e sempre uello alle porte si prospetta essere un autunno molto attuale questione frontalieri intenso nei rapporti tra al tema dell’Alp Transit, comasco e Canton Ticino. 38,8% odierno si passerebbe al 28,8%). al risanamento del tunnel Una decisione che potrebbe creare un Sono infatti diverse le questioni “sul piatto” che dovranno per inasprimento dei rapporti del San Gottardo. Questioni ulteriore forza evolversi e le avvisaglie non sul confine tra Italia, e comasco in che animeranno il dibattito particolare visto l’elevato numero sono certo favorevoli per il nostro territorio. Dal progetto Alptransit ai nei prossimi mesi di amministrazioni, già in difficoltà lavori che interesseranno il tunnel economiche, interessate, e Svizzera. del San Gottardo (e che potrebbero portare o alla paralisi Questa decisione inoltre potrebbe essere nuovo terreno per il troppo traffico i valichi comaschi, oppure al loro di uno scontro politico tutto italiano che si animerebbe completo inutilizzo), alla questione frontalieri/ristorni. nel nostro territorio provinciale tra coloro che in questi In questa fase sono le autorità del Canton Ticino a fare mesi hanno attaccato l’atteggiamento promosso dalle la cosiddetta voce “grossa” lanciando le loro proposte forze dell’UDC, della Lega dei Ticinesi e del PPD con su tutte queste tematiche al Governo federale di Berna. le loro campagne contro i lavoratori frontalieri, e chi Iniziamo dal tema più scottante e che ha tenuto banco invece ha difeso le posizioni elvetiche per una più o per tutta l’estate ovvero la revisione degli accordi tra meno simile identità di vedute. Però la proposta fatta a Svizzera e Italia in materia di ristorno ai Comuni di Berna rischia di creare tensioni anche a livello di governi confine delle imposte pagate dai lavoratori frontalieri, nazionali in quanto non è mistero che gli esponenti del accordi risalenti al 1974. Il blocco di metà delle quote Consiglio di Stato ticinese hanno detto ai responsabili attuato dal Consiglio di Stato ticinese il 30 giugno scorso economici federali che non tutte le somme destinate è stato seguito alla promessa, a livello nazionale elvetico, ai Comuni di frontiera vengono poi dirottate da Roma di una revisione di tutta la materia. La settimana scorsa alle casse di questi ultimi. Ora toccherà alla diplomazia gli stessi rappresentanti del Consiglio di Stato ticinese ufficiale della Svizzera fare i passi necessari per vedere hanno formulato le loro proposte che possono essere se queste “indiscrezioni” corrispondono alla realtà del sintetizzate nell’abbassamento della quota di ristorno fatti. Nello stesso incontro i rappresentanti di Bellinzona a favore dei Comuni italiani del 10% (praticamente dal hanno proposto che le autorità bernesi incontrino quelle italiane per fare il punto sull’applicazione di un nuovo sistema di doppia imposizione. Per quanto riguarda il progetto Alptransit i rappresentanti ticinesi, dopo le polemiche seguite dall’incontro con l’Assessore regionale ai trasporti, Raffaele Cattaneo della scorsa settimana a Pollegio, hanno ribadito la necessità della pianificazione e del finanziamento dell’intero tracciato della trasversale ferroviaria alpina a sud delle Alpi, in particolare a sud di Lugano. I tentennamenti elvetici in materia, è stato sottolineato da parte del Consigliere di Stato leghista Marco Borradori, finiscono per legittimare lo scarso interesse italiano per il necessario quadruplicamento della tratta Como-Seregno. Infine il risanamento del tunnel del San Gottardo che, se venissero confermate le tempistiche ufficiali con chiusure quantificate in 365 giorni per due e mezzo di lavori, non solo rischierebbe di isolare il cantone italofono ma potrebbe avere ripercussioni molto pesanti per ciò che concerne l’attività doganale nel comasco, da sempre il valico più frequentato dai mezzi pesanti nei loro collegamenti tra nord e sud Europa. Contrariamente agli altri due argomenti, in questo caso però, il comasco non può ricoprire alcun ruolo attivo ma semplicemente attendere le decisioni altrui con trepidante attesa. L.Cl. ComoCronaca 18 Sabato, 24 settembre 2011 giornata mondiale Dal 25 settembre al via una settimana di iniziative per ribadire l’importanza della prevenzione contro le malattie cardiovascolari Il nostro cuore, sempre. Prevenire! “ O ne World One Home One Heart - Il nostro cuore sempre”. Domenica 25 settembre si celebra, in tutto il mondo, la “Giornata mondiale del cuore”, appuntamento per riaffermare l’importanza della prevenzione nella lotta alle malattie cardiovascolari. Evento che la Fondazione Italiana per il Cuore organizza in Italia da oltre dieci anni, in collaborazione con Conacuore e la Federazione Italiana di Cardiologia (FIC). La Giornata, quest’anno, viene a coincidere con un evento unico e irripetibile: la discussione, durante l’Assemblea delle Nazioni Unite a New York, dal 20 al 22 settembre, sull’importanza e l’urgenza sanitaria, politica ed economica di dare priorità all’emergenza cardiovascolare nell’ambito della comune lotta alle malattie croniche non comunicabili (NCD). La “Giornata” che ha il suo avvio domenica ma viene, tradizionalmente celebrata con svariate iniziative, l’ultima settimana di settembre, vedrà anche Comocuore come protagonista nella promozione di svariati eventi sul territorio comasco. dopo aver salito i 140 gradini che dalla cripta conducono all’ultima terrazza, potrà anche godere di un impareggiabile panorama sulla città, da 33 metri di altezza. Sabato 24 settembre verrà dato il via ufficiale alla settimana di prevenzione delle malattie cardiovascolari con l’iniziativa “Il cuore in salita”, dalle 15 alle 18, che prevede la salita all’interno del Monumento ai Caduti e la valutazione dell’efficienza del cuore con la misurazione della frequenza cardiaca in partenza e all’arrivo della salita. Il Monumento ai Caduti fu costruito nel 1933 dai fratelli Giuseppe e Attilio Terragni su disegno dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia. Il visitatore, Domenica 25 settembre appuntamento con la bicicletta con il “Memorial Gino Ricci”. Pedalare tutti insieme perché fa bene al cuore: è con questo presupposto che andrà in scena la XVII edizione di “Comocuore in bicicletta”, pedalata amatoriale per le vie della città di Como avente lo scopo di raccogliere fondi a sostegno de “Il Cuore a scuola”, ricerca cardiologico-genetica delle sindromi “QT Lungo” e “Brugada” nelle scuole elementari di Como. L’obiettivo di Comocuore è quello di “fotografare” Creatività femminile e impresa. Al via il 4° bando L a Camera di Commercio di Como, in collaborazione con il Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria Femminile e la propria Azienda Speciale Sviluppo Impresa, promuove la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili attraverso il bando “Creatività femminile - 4° edizione”. Il bando prevede la concessione di premi economici a aspiranti imprenditrici e a micro e piccole l’attività cardiaca dei bambini iscritti alla classe III delle scuole elementari, rilevando possibili anomalie cardiache altrimenti non identificabili. La manifestazione è diventata un appuntamento fisso di inizio autunno e una ricorrenza cara a molti comaschi. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il gruppo sportivo ASD Asso. Albese, il Museo del Ciclismo-Madonna del Ghisallo e, da quest’anno, con RCS Sport e CentoCantù. Comocuore in bicicletta sarà anche l’occasione per ricordare Gino Ricci, un amico dell’associazione e appassionato ciclista. Per l’occasione il ritrovo è previsto in piazza Cavour alle ore 9, partenza alle ore 10. Arrivo previsto, sempre in piazza Cavour, dopo un percorso di 16 km (fino a Cernobbio e ritorno, lungo tragitti differenti) alle ore 11.30. Tra le novità di quest’anno anche un percorso di 3 chilometri per bambini all’interno della città murata. Al termine del percorso verranno consegnati premi al: gruppo più numeroso, alla famiglia più numerosa, alla bicicletta più fantasiosa, alla tenuta più originale, al partecipante più giovane, alla bicicletta più tricolore, alla tenuta storica. Quota di partecipazione: 10 euro per gli adulti, i bambini fino a 6 anni non pagano, dai 7 ai 12 anni 5 euro. A tutti gli iscritti verrà consegnata una maglietta e altri gadget. Iscrizioni: Comocuore (Como, via Rovelli 8) e Bottiglieria da Gigi (Como, via Luini 48). Consigliato l’uso del casco. Da martedì 27 a giovedì 29 settembre: porte aperte presso la sede di Comocuore (via Rovelli 8) dove si valuterà il rischio cardiovascolare globale con il controllo di colesterolo, pressione arteriosa, indice di massa corporea, valutazione dell’intima carotidea (Eco-Doppler alla carotide), A.A.A. Cercasi-Screening dell’Aneurisma dell’Aorta Addominale. Dal 30 settembre al 2 ottobre Comocuore sarà a Orticolario, manifestazione dedicata al giardinaggio evoluto che si tiene a Villa Erba di Cernobbio. imprese femminili. Ad ogni categoria saranno assegnati tre premi: primo euro 4.000, secondo euro 2.500, terzo euro 1.000. Verrà, inoltre, attribuito il premio speciale “Marchio d’impresa”, con il quale saranno erogati 3.000 euro per il marchio d’impresa maggiormente distintivo depositato presso la Camera di Commercio di Como. Le domande per il concorso dovranno essere presentate entro il 15 dicembre 2011. Il bando verrà presentato: - venerdì 30 settembre ore 9.30 - 12,00 - giovedì 20 ottobre ore 14.30 - 17.00 presso la Camera di Commercio di Como, Via Parini 16 (Sala 015 “Formazione”). Il bando di concorso è disponibile sul sito camerale Conferenza in Biblioteca comunale a Como, martedì 27 settembre Sud Sudan: nuovo Stato. Quale futuro? S “ ud Sudan, nuovo stato nell’orizzonte africano. Vecchi problemi. Testimonianze”. Si presenta con questo titolo la serata, in programma martedì 27 settembre, in Biblioteca comunale, a Como, alle ore 21, promossa dall’associazione “Ascolto” gruppo di cultura, da Medici con l’Africa di Como e da gli “Amici di Luigina Barella”. All’appuntamento interverranno il dott. Agostino Zambelli, dell’Ovci “La Nostra Famiglia” e Angelo Chemello logista di Medici con l’Africa CUAMM. L’incontro sarà l’occasione per approfondire la storia e le prospettive future del nuovo Stato, nato il 9 luglio scorso: il 193° del mondo e il 54° dell’Africa. Quale futuro si prospetta per questa nuova realtà? Ombre e luci, come scrive Pietro Veronese, giornalista di Repubblica, su “È Africa”, bimestrale di informazione di Medici con l’Africa CUAMM. “… il Sud Sudan – scrive Veronese – si affaccia alla vita sotto i peggiori auspici. Ci sono fondati timori di una guerra imminente, sia con il Sudan dal quale si separa, che all’interno dei suoi confini. La sua collocazione geografica, lontana dal mare, costituisce un fortissimo ostacolo allo sviluppo di un’economia capace di crescere. La presenza nel sottosuolo di petrolio in grande quantità (da esso proviene il 98% delle entrate del nuovo paese) è più un handicap che un vantaggio sulla strada dell’auto-sostenibilità”. Quali i rischi maggiori? Riferendosi al libro di Paul Collier “L’ultimo miliardo” Veronse riprende e rilancia quattro trappole che rischiano impedire lo sviluppo di questo nuovo Stato: la trappola del conflitto; la trappola delle risorse naturali, l’assenza di sbocchi al mare (e vicini poco raccomandabili), il malgoverno. “Ebbene – prosegue Veronese – il Sud Sudan è certamente invischiato nelle prime tre e abbiamo fondati motivi di temere che sarà presto vittima anche delle quarta. Ci sono insomma tutte le premesse affinche il nuovo Paese diventi l’ennesimo “Stato fallimentare” dell’Africa del quale la cosiddetta comunità internazionale, o più prosaicamente l’Organizzazione delle Nazioni Unite dovrà occuparsi, al costo di infiniti milioni di euro in aiuti di varia natura, a cominciare da quelli alimentari…” Di questo ed altro si dibatterà il 27 settembre. L’incontro è aperto a tutti. ComoCronaca Sabato, 24 settembre 2011 19 Domenica 25 settembre Virtuosismi d’organo a Ponzate A Appuntamento ad un anno distanza di un anno dall’inaugurazione, dopo dal restauro del prezioso il paziente restauro, organo realizzato da dell’organo – realizzato Francesco Carnisi nel 1858. da Francesco Carnisi di Luino nel 1858 – la parrocchia Santa L’iniziativa è promossa da Brigida di Ponzate vivrà domenica Agimus Lombardia, con le 25 settembre un’altra giornata all’insegna della musica, inserita Province di Como e Lecco nella terza edizione di “Virtuosismi parrocchiale diretta da Paolo Dal d’organo”, iniziativa promossa da Agimus Lombardia Negro. Sarà l’occasione per sentire l’organo Carnisi con la Provincia di Como e quella di Lecco e tesa a suonare nella sua veste usuale, cioè come nobile valorizzare gli organi storici del territorio lariano. accompagnamento delle celebrazioni liturgiche della Direttore artistico dell’iniziativa è il maestro Ennio parrocchia. Alcuni mesi fa, la sera della Domenica Cominetti, che sarà anche protagonista di uno delle Palme, la stessa corale aveva, insieme al maestro dei due concerti previsti a Ponzate. Il programma Cominetti e a sei valenti solisti, proposto alla comunità prevede alle ore 16 l’apertura della mostra fotografica la Via Crucis di Franz Lizst (nel bicentenario della sull’organo intitolata “Da macchina sonora a re degli nascita del compositore ungherese). È stato un strumenti”. Alle ore 16.30 sarà la volta del maestro momento di spiritualità e di musica assai importante tedesco Roland Muhr (organista titolare dell’Abbazia per questa piccola comunità che va orgogliosa del di Fürstenfeldbruck, vicino a Monaco di Baviera suo strumento, ora riportato così come lo aveva e concertista apprezzato in Europa e in America) realizzato il Carnisi a metà del diciannovesimo secolo. esibirsi nel concerto d’organo che prevede musiche di Gli organizzatori di “Virtuosismi d’organo” hanno Guillaume Lasceux, Giuseppe Gherardeschi, Theodor voluto che nella giornata ponzatese ci fosse anche la Grünberger, padre Davide da Bergamo, Giovanni Messa cantata dalla corale con l’accompagnamento Quirici, Vincenzo Petrali. Alle ore 18 nella chiesa dell’organo: anche questo sarà un momento parrocchiale dedicata a santa Brigida d’Irlanda verrà concertistico sui generis. Dopo una pausa per la celebrata la Santa Messa solenne, animata dalla corale degustazione di alcuni prodotti tipici e un aperitivo insieme, a suggello della domenica musicale ci sarà il concerto serale – alle ore 21 – del duo composto dal maestro Ennio Cominetti all’organo e dalla soprano Clara Bertella. Verranno proposti brani di Giuseppe Giordani, Giovanni Paisiello, Leonardo Leo, Pietro Morandi, Gian Francesco de Majo, Giovanni Morandi, Pietro Terziani. L’intonazione del programma serale sarà prettamente mariana, così da indirizzare la comunità di Ponzate verso la celebrazione della festa patronale della Madonna del Rosario prevista per domenica 2 ottobre. C’è da segnalare che a completare il restauro dell’organo (realizzato dalla bottega organara di Sergio Castegnaro) è avvenuto il recupero del registro dei campanelli che ha riportato l’organo Carnisi all’integralità delle sue originarie potenzialità sonore. Anche la balconata dell’organo è ritornata nel frattempo al suo primitivo splendore grazie al lavoro paziente del restauratore Gabriele Chinellato, che già aveva realizzato il restauro della cassa dell’organo. ❚❚ Domenica 2 ottobre Notizie flash ■ Rebbio Con Iubilantes all’abbazia di Chiaravalle D omenica 2 ottobre l’associazione culturale Iubilantes propone un’interessante occasione per la riscoperta dell’abbazia di Chiaravalle milanese e delle sue grange. Il ritrovo è previsto alle ore 11.30-12.00 alla Cascina Corte S. Giacomo / Nocetum (Via San Dionigi 77, Milano, raggiungibile con mezzi pubblici dal centro di Milano: MM3 - linea gialla - fermata Corvetto; autobus 77 o 93) e pranzo al sacco. Il nucleo del Nocetum, già antico borgo romano, punto di snodo viario, nel Medioevo fu un nucleo rurale che accolse milanesi esiliati da Federico Barbarossa; divenne poi grangia dell’Abbazia cisterciense di Chiaravalle. Attualmente Nocetum è Punto Info del Parco Agricolo Sud Milano e sede di una associazione e di una comunità impegnate nell’accoglienza di giovani famiglie in difficoltà e nella tutela, bonifica e riqualificazione della zona. Alle ore 13.00 seguirà la visita guidata alla Corte (inizio sec. XII), alla cascina, alle sue aie, al giardino benessere; quindi visita all’antica chiesetta dedicata ai Ss. Giacomo e Filippo, e, se si vuole, alla Bottega Nocetum (prodotti a Km 0 e del commercio equo-solidale). Si procederà poi con un percorso guidato nella Valle dei Monaci, lungo la pista ciclopedale che “Vitanuova. Appunti sulla paternità” al Teatro Nuovo di Rebbio collega la Corte al borgo di Chiaravalle attraverso un paesaggio agrario e naturale caratterizzato da una fitta rete di rogge e fontanili e adibito a parco. Alle ore 15.15 arrivo all’Abbazia di Chiaravalle, con visita guidata dell’Abbazia e del suo antico mulino, recentemente restituito al pubblico dopo un restauro decennale. Al termine rientro con mezzi propri. Il contributo di partecipazione (comprensivo di tutte le visite guidate e dell’assicurazione) è di 22 euro per persona. Info e iscrizioni (entro il 27 settembre): Iubilantes, via G. Ferrari 2, Como; tel. 031.279684; e-mail: iubilantes@iubilantes. it; sito internet: www.iubilantes.eu. (s.fa.) Il Collegio interprovinciale delle Ostetriche delle province di Como e Lecco propone, in collaborazione con la compagnia teatrale “La Pulce”, lo spettacolo: “Vitanuova. Appunti sulla paternità” di e con Enzo Valeri Peruta, con musiche originali dal vivo di Pierangelo Frugnoli e la regia di Silvia Briozzo. L’appuntamento è a Como, presso il Teatro nuovo di Rebbio, in via Lissi 9, alle ore 21, giovedì 28 settembre. L’ingresso è libero. ■ Como “700 in Villa. Maschere veneziane dal lago di Como” ❚❚ Dall’inizio di ottobre Università Popolare: corsi al via L ’Università Popolare di Como inizierà i corsi e le lezioni dell’anno accademico 2011-12 con anticipo rispetto agli anni precedenti. Ciò per esaudire la forte richiesta di partecipazione e per offrire un calendario più ampio e ancora più numerosi argomenti. I corsi e le lezioni – come di consueto – chiuderanno ai primi di giugno 2012. Da subito, dopo il successo dei quindici incontri pomeridiani alla Fiera del Libro intitolati “Buon compleanno Italia”, l’Università Popolare organizza gli incontri di ottobre intitolati “Tre settimane per l’Unità d’Italia” che saranno dedicati a “Espressioni artistiche e cultura del tempo” per riflettere su quanto la cultura italiana sia stata determinante per la conquista dell’indipendenza e dell’unità del nostro paese. Il programma di ottobre è inserito nella serie delle celebrazioni per l’Unità d’Italia coordinate dalla Prefettura di Como, con la collabo- razione dell’Assessorato ai Servizi sociali del Comune di Como e con il sostegno della BCC Banca dell’Alta Brianza - Alzate Brianza. Gli incontri si tengono alle ore 15.30 presso il Centro Diurno Comunale di Como, in via Volta 83, da martedì 4 con “Il libro”: Cuore” a cura di Maria Rita Molteni; mercoledì 5: “Donne e Risorgimento“ a cura di Maria Teresa Benincasa; “La figura di CristinaTrivulzio di Belgioioso“ a cura di Gaetano Foccillo; giovedì 6: “La pittura italiana all’alba dell’Unità d’Italia” a cura di Rosa De Rosa; martedì 11: “Tra libertà e conformazione: Pinocchio” a cura di Maria Rita Molteni; mercoledì 12: “Viva l’Italia“ di Roberto Rossellini (al cinema Gloria) a cura di Maria Ambrosoli, Rosa De Rosa Santina Pitrone; giovedì 13: “Luoghi e memorie del Risorgimento a Como” a cura di Fabio Cani; martedì 18: “Manzoni e la lingua italiana” a cura di Santina Pitrone; mercoledì 19: “Piccolo Mondo Antico di Mario Soldati” (al cinema Gloria) a cura di Maria Ambrosoli, Rosa De Rosa, Santina Pitrone; giovedì 20: “Musica e Risorgimento” a cura di Alessio Brunialti. Sono aperte le iscrizione ai corsi annuali di lingue straniere e arte per l’anno 2011-2012; l’inizio dei corsi sarà lunedì 10 ottobre 2011. Le iscrizioni si ricevono al Centro Diurno Comunale di via Volta 83 nei seguenti giorni di settembre ai seguenti orari: lunedì 19 e 26 mercoledì 21 e 28 - venerdì 30 settembre dalle 17.00 alle 19.00; e nei giorni di martedì 20 e 27 - giovedì 22 e 29 - venerdì 23 settembre dalle 10.00 alle 12.00. Poiché i corsi di lingue prevedono un numero chiuso di corsisti è necessario iscriversi prima dell’avvio delle lezioni per avere la garanzia di essere inseriti nel corso prescelto. Per informazioni: Auser 031-275038. Sabato 24 settembre,dalle ore 17, nel parco e negli interni di Villa Olmo, avrà luogo l’iniziativa: “‘700 in Villa. Maschere veneziane dal lago di Como”, con ingresso gratuito. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Como, assessorato al Turismo. Il programma prevede la presentazione di 30 maschere veneziane dal lago di Como con altre 40 maschere e costumi d’epoca provenienti da altre città d’Italia. L’intento è di ricreare, in un pomeriggio, i fasti della villa ai tempi del ‘700, avvicinando le due città d’acqua: Venezia e Como, il mare e il lago, due luoghi, una stessa magia. 20 Sabato, 24 settembre 2011 ComoCronaca Inaugurazione. Sabato 24 settembre, sulla collina di Lora U n “regalo” per don Luigi Guanella in occasione della sua canonizzazione: sabato 24 settembre si terrà la solenne inaugurazione della “Casa di Gino”, sulla collina di Lora, dopo i lavori di ristrutturazione e ampliamento di cui è stata oggetto negli ultimi anni. Una bella storia, quella della “Casa di Gino”, che merita di essere ricostruita e raccontata grazie alle ricerche fatte da Gianni Magni, Coordinatore generale della Casa. Nel 1946 il superiore della Casa Divina Provvidenza di Como, in accordo con il Vescovo di Como mons. Alessandro Macchi, intendeva procedere all’acquisto di un terreno per coltivare frutta e verdura da utilizzare per le proprie necessità interne. Il parroco di Lora, don Giuseppe Majocchi, volle contattare i ricchi coniugi Carlo e Nedda Grassi che nel 1937 avevano acquistato la proprietà Salterio a Lora (villa padronale, innumerevoli case coloniche e 45 ettari di terreno), mettendoli al corrente delle necessità della Casa Divina Provvidenza. Carlo Grassi «uomo di non comune attività, si era creata con le sue mani la propria fortuna, della quale faceva largamente parte a tutti coloro che a lui avessero anche semplicemente espresso necessità di aiuto». Nato a Salonicco da padre siciliano e da madre belga, si stabilì da giovane al Cairo, dove riuscì a creare un vero e proprio impero commerciale, fondato principalmente sul tabacc o, di cui era uno dei più importanti produttori esportatori in tutta Europa; fu anche appassionato collezionista di opere d’arte e archeologiche e frequentatore di artisti e letterati. I Grassi dunque risposero con grande generosità, decidendo di donare alla Congregazione dei Servi della Carità – Opera Don Guanella, le loro proprietà di Lora, per ricordare il figlio Gino, morto nel 1941 durante la battaglia di El Alamein. Già il 4 settembre 1946, dalla Casa Divina Provvidenza di Como, salirono a Lora i primi religiosi con alcuni ragazzi disabili e il 16 febbraio dell’anno seguente si arrivò Nuova luce per la Casa di Gino Un “regalo” per don Guanella. La presentazione dei lavori di restauro ed ampiamento effettuati negli ultimi anni al formale atto di donazione con l’impegno per l’Opera Don Guanella di «gestire con carattere permanente una scuola o colonia agricola od altra sua istituzione benefica da intitolarsi Casa di Gino», che potesse consentire ad altri giovani, più sfortunati, di crescere e inserirsi nella società attraverso l’istruzione e l’apprendimento di un mestiere. Ebbe così inizio l’attività della “Casa di Gino”, che si strutturò prevalentemente con attività agricola (orti, frutteti) e zootecnica (allevamento dei bovini, del pollame, dei conigli). Nel 1947 Carlo Grassi, per onorare le spoglie del figlio riportate in patria ampliò la cappella, che venne abbellita con due dipinti della scuola di Raffaello e con lampade in stile moresco del XIII secolo. Nel decennio successivo alla morte di Grassi (1950), con l’attento e affettuoso sostegno della moglie Nedda, vennero potenziate le attività dell’azienda agricola, con i primi investimenti in macchinari agricoli: trattori apparecchi falcianti, aratri foto william ed autocarri, tanto che il comune di Como offrì alla Casa il servizio di raccolta rifiuti del quartiere. Venne dato un notevole impulso anche al settore zootecnico, con l’ammodernamento delle stalle nel 1958. Mentre i coloni si allontanavano dalle loro case, grazie ad un finanziamento erogato nel 1953 dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, si avviarono i lavori di ristrutturazione degli alloggi per accogliere sempre più numerosi giovani. Inizialmente potevano «essere ammessi tra i 14 e i 16 anni, quegli adolescenti che non presentavano malformazioni fisiche o sensoriali da pregiudicare ogni tentativo sul piano del lavoro»; nel 1965 con l’istituzione dell’obbligo di frequenza scolastica fino ai 14 anni, venne innalzata l’età di ammissione ai 15 anni. Soprattutto negli anni Sessanta e Settanta dello scorso secolo la Casa, indicata da tutti come la “Casa del Sorriso”, assunse un ruolo di carattere nazionale ed internazionale per il valore della proposta riabilitativa e la visione antropologica della persona disabile, mutuata dalla geniale intuizione di don Guanella. Ci spiega Gianni Magni: «Nell’ultimo decennio, nel quadro generale delle mutate necessità del territorio e del cambiamento delle politiche sociosanitarie, sono nate le scelte strategiche che hanno visto il rilancio progettuale e strutturale della “Casa di Gino”. Si è approfondita la collaborazione con i Servizi Sociali per interventi in favore di persone portatrici di disabilità psichica o con manifestazioni a carattere psicotico, al termine dell’obbligo scolastico o all’insorgere dell’impossibilità di permanenza continuata nella propria famiglia. Con un imponente investimento è stato ristrutturato il corpo principale della casa di Gino, che nel solco della propria tradizione ospita in regime di residenzialità disabili adulti in piccole comunità sociosanitarie. Lo stile di famiglia e l’attenzione ai bisogni della persona consentono alla Casa di offrire percorsi personalizzati per favorire processi di realizzazione del sé mediante attività legate al lavoro in spazi e tempi a misura della persona disabile». Gli fa eco il Superiore, don Remigio Oprandi: «Filo conduttore di oltre sessant’anni di attività rimane l’attenzione e la promozione integrale della persona svantaggiata, il vero padrone di casa, secondo quanto ci ha insegnato il nostro Fondatore, che il prossimo 23 ottobre sarà canonizzato. Il nostro impegno educativo nel campo della disabilità ha la sua ragione in una chiamata di Dio, che ci rende partecipi del carisma di don Guanella e ci chiede di continuare la sua opera in favore delle persone in difficoltà. Pertanto, il nostro servizio educativo, riabilitativo e assistenziale è via di evangelizzazione e costituisce il nostro contributo specifico alla missione della Chiesa nella comunità locale». pagina a cura di SILVIA FASANA Lora: programma dei festeggiamenti I l programma dei festeggiamenti: 24 settembre, inaugurazione ore 9.30 saluti del superiore senerale p. Alfonso Crippa, e del superiore provinciale don Remigio Oprandi. Saluti delle Autorità; ore 10.00 “La disabilità e la proposta dell’Opera Don L’inaugurazione ufficiale Guanella” (prof. Vittore Mariani, docente di Pedagogia sabato 24 settembre. all’Università Cattolica di Il 25 settembre la festa Milano); della Famiglia ore 10.45 presentazione della Casa di Gino: cenni ore 11.30 Preghiera e Benedizione della nuova storici, situazione attuale e struttura; prospettive (sig. Gianni Magni, ore 11.45 Inaugurazione, apertura della mostra coordinatore generale della e visita della Casa; Casa di Gino); ore 12.30 pranzo a buffet; ore 11.15 presentazione Opuscolo/Carta dei Servizi 25 settembre – Festa della Famiglia (don John Joseph Xavierraj, ore 9.30 saluti del superiore provinciale, del Vicedirettore della Casa di vicedirettore e del coordinatore (nel Salone) Gino); ore 10.30 S. Messa presieduta dal Superiore Generale P. Alfonso Crippa ore 11.30 Visita della Casa e della mostra ore 12.30 Pranzo a buffet con tutti i partecipanti ore 15.00 Concerto del Corpo Musicale Da sabato 25 settembre sono allestite una mostra fotografica delle attività occupazionali e residenziali realizzata dagli ospiti della Casa e un’esposizione degli attrezzi e degli utensili della colonia agricola. Dal 1° ottobre sarà possibile visitare la mostra e l’esposizione tutti i martedì e giovedì dalle ore 9.00 alle 12.00. Per i gruppi (scuole, associazioni, ecc…) sarà possibile concordare visite oltre gli orari indicati. Per informazioni: “Casa di Gino”, via Oltrecolle 36, Como-Lora; tel 031.282175; fax 031.282579; e-mail: [email protected]; sito internet: www.casadigino.com. ComoCronaca Fondo affitti: una mano alle famiglie in difficoltà A disposizione ci sono 40,8 milioni di euro (fondi regionali e statali) ai quali andranno aggiunti gli stanziamenti dei singoli Comuni Quadruplicate, lo scorso anno, le richieste avanzate nel capoluogo. Tempo per inoltrare la domanda fino all’11 novembre. I n un contesto sociale, anche nel nostro territorio, caratterizzato da preoccupazioni e difficoltà di tipo economico da una settimana, anche per le nostre famiglie, è possibile fare richiesta per accedere ai contributi previsti dal Fondo sostegno affitto. A disposizione ci sono 40,8 milioni di euro (fondi Regione e Stato), ai quali andranno aggiunti gli stanziamenti dei di Luigi Clerici singoli Comuni del territorio. Il piatto, però, non è particolarmente ricco e basta qualche dato per dare una fotografia più precisa della situazione. Se è pur vero che dalla introduzione del Fondo Affitto nel 2000 sono stati 712,5 i milioni di euro erogati come contributo al pagamento dei canoni di locazione (ne hanno beneficiato indicativamente 500 mila famiglie), le domande ammesse a contributo nel 2009 sono state in Lombardia complessivamente 59.340 per un fabbisogno totale teorico di oltre 156.726 euro. L’anno scorso invece le domande ammesse a contributo sono state 69.267 per un fabbisogno complessivo teorico di oltre 187.773 euro, superiori alle risorse finanziarie disponibili visto che sono stati erogati 56.076.014,39 euro. Calcolatrice alla mano l’abbattimento del contributo teorico offerto tra 2008 e 2009 è stato del 50% e tra il 2009 ed il 2010 del 56%. Quest’anno, a disposizione, ci sono 40,8 milioni di euro, cioè quasi 16 milioni in meno e quindi è probabile che si assista ad un ulteriore “taglio” nei contributi. Per quanto riguarda la realtà comasca l’anno scorso i fondi complessivi furono pari a 2.736.459,04 euro, pari ad un contributo di 607.715,25 per il Comune di Como dove, sul fronte delle domande, si è assistito ad un incremento notevole: dalle 660 accolte nel 2009 si è passati alle oltre 3.000 presentate complessivamente lo scorso anno. Potranno richiedere l’aiuto economico i nuclei familiari con un reddito Isee fino a 12.911 euro, che abitano in alloggi in affitto sul libero mercato. “Questo significa - spiega l’assessore regionale alla Casa, Domenico Zambetti - che, per ottenere il contributo, il reddito lordo di una famiglia di 4 persone sarà circa di 32mila euro, quello di un nucleo di 5 di 37/38mila e così via”. Le domande potranno essere presentate sino all’11 novembre. Gli enti preposti al loro ricevimento sono i Comuni o i Centri autorizzati di assistenza fiscale (Caaf ) e altri soggetti convenzionati con la Regione. “Da anni il Fondo affitti vede crescere in modo esponenziale le richieste a fronte della continua diminuzione dei fondi disponibili che, a tutt’oggi, arrivano anche a non coprire nemmeno una mensilità per i richiedenti. E quest’anno, con le evidenti difficoltà economiche sotto gli occhi di tutti, la situazione è destinata ad assumere toni ancora più gravi” è stato il commento sull’argomento del consigliere regionale Luca Gaffuri. Le domande dovranno essere presentate al Comune di residenza dove è attivo lo Sportello Affitto oppure presso i Centri Autorizzati di Assistenza Fiscale (CAAF) convenzionati. Sarà possibile presentare la domanda fino all’11 novembre 2011. Sabato, 24 settembre 2011 21 Notizie flash ■ Como S’inaugura la 21° edizione di Miniartextil Ideata e organizzata dall’Associazione culturale Arte&Arte di Como e curata dal prof. Luciano Caramel, torna, dal 24 settembre al 20 novembre, Miniartextil, la mostra internazionale di arte tessile e contemporanea giunta alla sua 21° edizione. Ideata e organizzata all’Associazione culturale Arte&Arte di Como, curata da Luciano Caramel, la mostra si sviluppa attorno ad un unico tema centrale: “Energheia”. L’inaugurazione ufficiale è prevista sabato 24 settembre alle ore 11 presso l’ex chiesa di S. Francesco e alla ore 13 .30 presso la Fondazione Antonio Ratti, in via per Cernobbio. Attestatasi come un evento peculiare dell’arte contemporanea italiana, la mostra conferma il suo apprezzamento da parte di artisti e operatori internazionali con la presenza di ben 43 paesi diversi dai cinque continenti, il numero più alto raggiunto nei 21 anni di storia della manifestazione. Ritorna quest’anno dopo diverse edizioni la Grecia, un paese in difficoltà, ma che mantiene “energie” creative interessanti. 352 sono i progetti pervenuti da 43 paesi dei cinque continenti per il tradizionale concorso. In mostra saranno i 54 minitessili (misure max 20 cm. per lato) finalisti selezionati da una giuria internazionale composta dal critico d’arte Luciano Caramel (presidente), Françoise de Loisy direttrice dei Musées d’Angers (F) e Virginija Vitkiene Direttrice della Kaunas Biennial (LT). Per le informazioni sul concorso www. miniartextil.it I vincitori dei tre riconoscimenti: il premio Antonio Ratti, confermato per volontà dell’associazione Arte&Arte; il premio Arte&Arte individuato dall’associazione omonima e il premio Mountrouge, scelto dal Comune parigino, verranno proclamati durante l’inaugurazione. Assemblea. Il 24 settembre una mozione contro il rischio di nuovi tagli al welfare C’ era una volta il Welfare. Poi vennero gli anni della “flessibilità” e del precariato, che portarono in auge i teorici del liberismo selvaggio, del mercato che si autoregolamenterebbe da solo, della speculazione finanziaria e della delocalizzazione delle imprese in regime di concorrenzialità integralista. E dell’antico strumento di attenuazione del disagio delle famiglie italiane svantaggiate rimase in piedi solo la facciata esteriore, poco più di un ectoplasma sempre più evanescente e gelatinoso. Nostalgia dei bei tempi che furono, quando il debito pubblico si dilatò sino a raggiungere proporzioni assolutamente parossistiche, come puntualmente accusano i fautori della dissoluzione del sistema di protezione sociale? Tutt’altro. Ma uno Stato che voglia ancora proporsi come tale ai propri cittadini deve compiere, e con la massima celerità, una brusca inversione di rotta. La dura politica nei confronti delle fasce più deboli alla fine non potrà pagare, e se poi questa affila le proprie armi ai danni del già martoriato universo della disabilità e della grave emarginazione, come si è pensato di fare con il disegno di legge n. 4566 attualmente in discussione alla Camera, i cui articoli 9 e 10 mirano appunto alla soppressione delle indennità di accompagnamento a tutela di soggetti già duramente bersagliati dall’avverso destino, sono ben pochi gli alibi che la demagogia al potere può essere in grado di accampare. «Ci prepariamo a vivere La protesta dell’Unione Ciechi un autunno caldo – spiega Daniele Rigoldi, presidente dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Como - anche in conseguenza del delinearsi, dopo continue modifiche della manovra finanziaria appena approvata, delle proposte normative contenute negli articoli 9 e 10 del disegno di legge n. 4456 per la riforma fiscale e assistenziale, in particolare concernente interventi di riqualificazione e riordino della spesa in materia sociale. I primi segnali destano profonda preoccupazione e lo dimostrano le forti prese di posizione assunte sia dal Consiglio nazionale UICI straordinario del primo settembre insieme al Comitato esecutivo FAND del 2 settembre e la successiva lettera aperta ai soci del 12 settembre firmata dal Presidente regionale UICI della Lombardia Nicola Stilla e dai 12 presidenti provinciali. Ci prepariamo a difendere le nostre conquiste con intelligenza e passione, pronti a rispondere alle sollecitazioni dei nostri rappresentanti nazionali». E il primo passo sarà compiuto proprio sabato. «Il nostro prossimo incontro assembleare – prosegue Rigoldi - con invito agli oltre 260 soci iscritti, è programmato per sabato 24 settembre alle ore 15.00 presso la sede di via Raschi n. 6 a Como, per approvare, oltre al Bilancio di previsione e la relazione previsionale e programmatica per l’anno 2012, anche una mozione. Mozione in cui i Soci dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (O.N.L.U.S.) della Sezione Provinciale di Como, esortano: “- il Presidente della Repubblica, per quanto di competenza, ad intervenire presso il Governo ed il Parlamento affinché venga rifiutato con forza qualsiasi intervento attuato senza il coinvolgimento diretto dei rappresentanti delle persone disabili, in spregio ai principi ispiratori della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dallo Stato italiano con legge 3 marzo 2009, n. 18; - il Governo a ritirare il disegno di legge n. 4566, almeno per quanto concerne il capo II contenente le misure di riforma assistenziale; - i Parlamentari del territorio a farsi interpreti, sia all’interno del Parlamento che presso il Governo, delle preoccupazione e delle richieste enunciate nel presente ordine del giorno; - la Presidenza Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (O.N.L.U.S.): a promuovere tutte le iniziative ritenute più idonee per la salvaguardia e la tutela delle indennità di accompagnamento e speciale concesse al solo titolo della minorazione, compresa la mobilitazione della categoria a tempo indeterminato, ad adoperarsi affinché vengano definite delle linee guida per un riordino normativo dell’attuale disciplina socio-assistenziale”. S. C. ComoCronaca 22 Sabato, 24 settembre 2011 Villa Olmo. Dal 26 settembre i delegati di oltre cinquecento paesi si sono dati appuntamento per la Conferenza mondiale dell’International Scout and Guide Fellowship. A proporre la candidatura comasca, tre anni fa, il Masci Scout adulti a convegno G li scout adulti si sono dati convegno a Como per una settimana. Nell’incantevole scenario di Villa Olmo, lunedì prossimo 26 settembre si apriranno i lavori della Confernza Mondiale dell’ISGF (International Scout and Guide Fellowship, ma anche Amitiè Internationale Scoute et Guide) che si concluderanno nella serata di sabato 1 ottobre. La candidatura del capoluogo lariano ad ospitare la Conference fu avanzata tre anni fa dal MASCI, il Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, ad oggi l’unica realtà italiana rappresentata all’interno dell’ISGF. Il termine “scout” rimanda immediatamente ad una realtà giovanile, a ragazze e ragazzi. Lo scautismo, nato su iniziativa di Lord Robert Baden-Powell nel 1907, si è, infatti, diffuso in tutto il mondo come movimento di educazione, ancorato a solidi valori positivi e ha trovato modo di “incarnarsi” nelle diverse culture e religioni. Gli strumenti e i metodi dello scautismo si caratterizzano in modo diverso per bambini, ragazzi e giovani. Gli adulti, che sono presenti nello scautismo giovanile come “capi” (educatori), in movimenti come il MASCI sono, invece, promotori e al tempo stesso destinatari di percorsi e progetti di “educazione permanente”. In questo modo lo scautismo si scopre strada e strumento efficace in ogni “stagione” della vita. Accogliere il cabiamento, che sempre più rapidamente modifica i nostri orizzonti relazionali, costruire l’incontro con culture e fedi diverse, un tempo realtà lontane, affrontare la fatica del quotidiano, approfondire la riflessione sui grandi temi ambientali ed etici, abitare un mondo sempre più complesso, continuare la ricerca nel campo della fede sono solo alcune delle tematiche che continuamente interpellano ciascuno di noi e che nelle comunità di adulti scaut, con stile fraterno e in amicizia, costituiscono il cammino percorso insieme. Il termine scout, in inglese, significa esploratore: ai ragazzi lo scautismo non vuole insegnare ricette, ma suggerisce di percorrere piste che potranno sostenerli nella costruzione di una personalità equilibrata e solida, imparando a mettere nel proprio zaino gli strumenti davvero essenziali per poter “andare per il mondo senza perdersi”. Le comunità di adulti scout si propongo come uno spazio rivolto agli adulti, anche a quelli che non hanno vissuto in prima prsona l’esperienza ❚❚ Svariati eventi Albate: una intensa settimana M ani… quante cose facciamo con le nostre mani? Basta un secondo per riflettere e rendersi conto di come da esse passi ogni nostro gesto. Diventano così uno strumento importante, uno strumento complesso e dai duplici aspetti e significati. Pensiamo a quanto male e a quanto bene possiamo fare o trasmettere usando le nostre mani! Alla comunità albatese piace vederle come uno splendido strumento d’amore, come una pendice importante del cuore, come una sua continuazione. Liberando, quindi, le nostre mani, possiamo andare incontro all’altro pronti ad accoglierlo a braccia aperte! Ed è proprio questo il tema e lo spirito che accompagnerà la parrocchia di Albate nei prossimi giorni. Con domenica 25 settembre si apre una settimana intensa segnata da diversi avvenimenti… Si parte con la festa in oratorio (“Anche tu così”), festa che porta con sè diversi significati: l’apertura di un nuovo anno di attività e di catechesi in parrocchia ed in oratorio e, secondo ma non meno importante, l’arrivo in comunità del nuovo vicario, don Alessandro, che tutti abbiamo atteso e che siamo ora pronti ad accogliere con entusiasmo. Il secondo avvenimento sarà la domenica successiva, con la festa della Madonna (“Con Maria, segno di speranza… cammina, cammina!”). Da segnalare è che, in questa occasione, potremo ringraziare e festeggiare il nostro parroco, Don Antonio, che celebrerà 20 anni di presenza ad Albate e 45 di ordinazione sacerdotale. A lui gridiamo con gioia un grande “GRAZIE”, a lui che delle sue mani ha fatto strumento di amore; a lui che ha sempre avuto mani libere per stringere le nostre, accompagnandoci e guidandoci come un padre affettuoso fa con i propri bambini. dello scautismo giovanile, ma che ne condividono metodi e obiettivi, nel quale sperimentare insieme progetti e percorsi formativi, Nelle comunità del MASCI si alimenta e si rafforza il bisogno di “fare strada”, viene stimolata la consapevolezza che ciascuno è chiamato a fare “del proprio meglio” là dov’è presente (famiglia, lavoro, società) e, soprattutto, si è sostenuti e accompagnati a fuggire il rischio di essere risucchiati dall’individualismo, dalle paure e dalle nostre fragilità. Ma torniamo alla Conferenza Mondiale dell’ISGF. Accanto alle attività propriamente destinate ai delegati provenienti da oltre cinquanta paesi che hanno assicurato la loro presenza, una serie di eventi coinvolgerà i molti accompagnatori e ospiti e saranno sicuramente oggetto di curiosità e attenzioni. Alle ore 18 del 26 settembre, alla presenza delle autorità politiche e religiose, ma anche di molti ospiti che hanno in comune la loro esperienza nello scautismo, la cerimonia dell’alzabandiera segnerà l’avvio delle attività, unite dal tema di fondo che è quello dei “beni comuni” (aria, acqua e terra). I “beni comuni” costituiranno, infatti, l’argomento dello spettacolo in programma per la serata di martedì , dell’approfondimento che sarà sviluppato nella mattina di mercoledì a cura del prof. Simone Morandini, fisico e teologo, e dell’incontro interreligioso, evento che si svolgerà nell’avvolgente scenario di piazza S, Fedele. Allo scautismo giovanile sarà dedicato il pomeriggio di mercoledì, cui farà seguito una serata di festa con una cena in stile lombardo. La comunità MASCI di Como, in coordinamento con la segreteria regionale e con il Comitato organizzatore, ha inteso promuovere, quali icone dei tre beni comuni, altettante figure di grandi comaschi (Plinio, per l’acqua; Volta, per l’aria; e Terragni per la terra). L’amministrazione comunale, accogliendo la richiesta di mettere a disposizione la Villa Olmo e il Parco attiguo, ha voluto riconoscere in questo evento un’occasione per esprimere, insieme con tutti gli scout che in quella settimana saranno nostri concittadini, la vocazione della nostra Como ad essere luogo aperto all’incontro e città “messaggera di pace”. Bruno Magatti Consigliere nazionale del MASCI, membro del Comitato Organizzatore Notizie flash ■ S. Antonio Ottobre missionario La parrocchia S. Antonio di Padova di Como, in via Kolbe 3, propone il programma dell’ottobre missionario con quattro incontri in chiesa, alle ore 21, sul tema: “S. Francesco e lo spirito di Assisi”. Giovedì 6: “Conoscere Francesco e la sua spiritualità. Il signore mi rivelò che dicessimo questo saluto: ‘Il Signore ti dia la pace’, con padre Andrea Vaona; venerdì 14: “Francesco d’Assisi, un giovane irrequieto”, veglia di preghiera animata dai giovanissimi e adolescenti; Venerdì 21: “Francesco e lo spirito di Assisi”, con padre Danilo Salezze; Giovedì 27: veglia di preghiera in comunione col papa che nello stesso giorno ha convocato ad Assisi una giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo ComoCronaca Pietro Lingeri, Giuseppe Terragni, Cesare Cattaneo... E cco l’elenco dei progetti che saranno analizzati ed illustrati nel corso di questo “viaggio”: Pietro Lingeri Monumento ai caduti di Ossuccio, 1924 Tomba Surdo a Bolvedro, 1968. Sabato, 24 settembre 2011 23 Giuseppe Terragni Cappella Funeraria per Domenico Ortelli, Cimitero di Cernobbio, 1929; Edicola funeraria per Leonardo Pirovano, Cimitero Monumentale di Como, 1928-1930-31; Edicola funeraria per Gianni Stecchini, Cimitero Monumentale di Como, 1928-1930-31 Progetto di Cattedrale in cemento armato, 1932 Basamento e Cripta del Monumento ai caduti di Como, 1931-33 Monumento a Roberto Sarfatti, Col d’Echele, 1934-35 Cesare Cattaneo Progetto di Chiesa a settore circolare, 1939-1943 Architettura. L’originale progetto di Giuseppe Terragni realizzato nel 1932. Un raptus creativo o la reinterpretazione di antichi schemi? Cattedrale in cemento armato I l progetto della Cattedrale in cemento armato è il frutto della libera invenzione del raptus creativo del Grande Uomo oppure la progettazione architettonica è la ripresa e la reinterpretazione di antichi schemi, che permangono rinnovandosi? è una domanda cui bisogna dare una risposta prima di analizzare e giudicare ogni singolo progetto. Nella Cattedrale si possono facilmente rintracciare ed enumerare quelle antiche parole architettoniche che costituiscono gli schemimatrice del progetto di Giuseppe Terragni. Ad un prima lettura sintetica constatiamo che l’edificio è costituito da una pianta basilicale ad aula unica alla quale sono anteposte due torri. Approfondendo l’indagine, le figure del progetto sono: il sagrato, le due torri, l’atrio e la grande aula della basilica nella quale sono riconoscibili il nartece, la sala e l’abside. La Cattedrale non si inserisce nella tradizione prospettica rinascimentale alla quale siamo ben abituati: qui è sviluppata la tradizione medievale dei fuochi multipli. Leggere il disporsi delle figure architettoniche nello spazio ci consente il confronto con le grandi basiliche romaniche del Nord Europa. Prendiamo ogni singolo elemento del progetto della Cattedrale e proviamo a discuterlo. (foto1) Il sagrato, costituito da un basamento rialzato raggiungibile da una scala, costituisce l’inizio del percorso sacro. Sul sagrato appoggiano le due torri: diretto richiamo del Westwerk, letteralmente fabbrica ad Ovest, la più imponente costruzione figurativa romanica del Nord Europa. Il portico è il vestibolo dell’intero organismo architettonico, è il luogo di affissione degli editti e dei documenti “pubblici”, per questo motivo è l’antecedente del broletto. I piani superiori sono invece destinati a cappella privata dell’imperatore ed ai luoghi di amministrazione e rappresentazione del potere. Troviamo lo stesso schema nella chiesa di Santa Maria del Tiglio (foto2) di Gravedona che costituisce la più importante testimonianza del destino centro europeo dell’architettura comacina. Nelle torri, costituite da nuclei funzionali autonomi assemblati verticalmente, possiamo riconoscere la memoria della tomba torre a collettiva per la consumazione del pasto rituale che segue al sacrificio e tomba “eroica” epicentro di una piccola necropoli . Facilmente si possono riconoscere gli elementi che dopo millenni permangono in entrambi gli edifici. Riprendiamo una precisa descrizione archeologica di Lefkandi che ben si adatta al progetto di Terragni: “Dalla corte esterna si passa attraverso un portico di accesso ad un vestibolo per poi raggiungere un’ampia sala (9 x 9 metri ca.), che almeno in una prima fase, sembra essere il megaron, di rappresentanza destinato al ricevimento; alle sue spalle, uno spazio ancora maggiore e con caratteristiche diverse corrisponde all’area domestica più propria, mentre in fondo tre vani, due affrontati e uno ricavato nello spazio terminale absidato, potrebbero connettersi ai tre thalamoi.” Nella grande casa di Lefkandi la falda inclinata della copertura appoggia sui pilastri perimetrali esterni e avvolge l’intera costruzione. Nella Cattedrale la copertura è costituita da cinque file di tegoli giganti leggibili sul fronte delle torri.(foto 6) Il rettilineo “coppo gigante” centrale è circondato, su Foto 1 Foto 2 Foto 3 Ad una prima lettura sintetica l’edificio appare costituito da una pianta basilicale camere sovrapposte di origine semitica. Ancora una volta, le torri-westwerk sono il motivo iniziale, l’ouverture di una Cattedrale. (foto3) L’atrio: lo spazio è sempre presente nei diversi luoghi del vivere umano; ad esempio si pensi all’atrio della casa. Riteniamo che l’atrio più vicino a quello proposto da Terragni sia quello della chiesa di San Giorgio,a Reichenau-Oberzell sul lago di Costanza. Atrio piccolo, coperto e compatto ma capace di essere un preciso e concreto luogo di passaggio. Se tutto l’apparato di ingresso è immediatamente riferibile al Romanico, l’aula basilicale (foto 4) è riconducibile, per la forma e per la successione degli elementi che la compongono, all’antico edificio protogeometrico di Lefkandi (foto 5), contemporaneamente grande casa del Basileus, casa Un progetto che non si inserisce nella tradizione prospettica rinascimentale Foto 4 Foto 5 Foto 6 tre lati, da un doppio anello di tegoli, collegati a una facciata inclinata che avvolge l’intera aula absidata. Questa inclinazione permette la lettura dei setti portanti collocati in ragione dei diversi “luoghi abitati” e illuminati da numerosi tagli verticali che misurano lo spazio.(foto 8) Così scrive lo storico dell’arte Henry Focillon: “A volte, infine, la sopravvivenza si manifesta, dopo un lungo sonno, mediante risvegli bruschi e apparentemente fortuiti o lenti e progressivi. (...) La sopravvivenza di una forma non procede sempre per tradizione passiva o per metamorfosi continua. Capita che la forma scompaia o sembri scomparire per risvegliarsi un giorno, con tutte le sue caratteristiche, in tutta la sua pienezza.” Alberto Novati Luca Novati Confcooperative 24 Sabato, 24 settembre 2011 Teatro. Arte e creatività per esplorare se stessi S e qualcuno ci chiedesse. Se qualcuno ci costringesse. Se qualcuno ci provasse a definire la Cooperativa AttivaMente, potrebbe trovare una sola parola per contenere tutto il calderone in fermento che la caratterizza: il teatro. Questo è infatti il perno attorno al quale ruotano vorticosamente tutti i suoi componenti e collaboratori. E da dove partono gli innumerevoli raggi delle attività che compongono l’offerta di questa giovane, ma attivissima realtà comasca? Teatro, quindi, in tutti i significati possibili che vi vengono in mente. Sia per quanto riguarda l’aspetto più scenico e rappresentativo, ma anche per tutte le potenzialità educative e formative che quest’arte ha sempre avuto e continua ad avere. Parlando con chi ci lavora dentro, potrete trovare un altro filo conduttore per legare insieme tutte le identità della cooperativa (che - non a caso - ha deciso di utilizzare come immagine identificativa una serie intricata ed allo stesso tempo molto lineare di fili gialli e blu); una sorta di “motto” che definisce l’obiettivo di ogni singola azione: fare cultura vuol dire fare società. Punto fermo del lavoro di tutti i suoi collaboratori, infatti, è la convinzione che arte e creatività siano degli efficaci strumenti per esplorare se stessi ed il contesto sociale in cui si vive. E, conseguentemente, per imparare a stare bene dentro e fuori di sé. Per questo, niente viene lasciato a velleità artistiche o formative fini a loro stesse, ma tutto è realizzato, concentrando l’attenzione su ogni singola persona, al fine di comprendere le emozioni che si provano e, da lì, imparare a gestirle fino a trasformarle in una propria specifica potenzialità. Il tutto, ovviamente, senza perdere di vista il contesto sociale e le varie dimensioni “gruppo” da cui ognuno di noi entra ed esce quotidianamente. Per iniziare così a guardare davvero se stessi e gli altri; a comprendere chi siamo, ma anche a capire la diversità degli altri per definire - tra similitudini e differenze - la nostra identità. nell’Associazione Etre: una realtà nata per mettere in rete le 22 residenze teatrali lombarde coinvolte nel progetto di finanziamento Cariplo ed è diventata, nel tempo, un importante momento di incontro tra realtà artistiche profondamente differenti che trovano qui, un momento unico di scambio, confronto e progettazione comune. Un progetto dinamico ed interessante che avrete modo di conoscere nei primissimi giorni di novembre, quando in città sbarcherà “Luoghi Comuni 2011”: il festival organizzato dalle residenze che vi porterà nell’originale e misconosciuto mondo del “teatro nelle case”. Portare gli spettacoli nei salotti della gente: un’idea che sembra voler combattere una situazione difficile di oggi, ma che invece ha caratterizzato i primi lavori della Cooperativa, e che ancora oggi si diverte a portarvi in casa clandestini tormentati e strani personaggi incastrati nelle parole con i suoi “spettacoli ristretti”: Clandestino (in casa) e L’Ospite. In tutta la sua attività di produzione teatrale, sia che si tratti di spettacoli per adulti o per ragazzi, AttivaMente | Torre Rotonda racconta storie che hanno una fortissima connessione con le tematiche d’attualità, al fine di presentare e cercare di comprendere vari aspetti della società contemporanea. Una ricerca su quanto accade oggi che parte dal teatro per arrivare a tutti gli aspetti della vita, grazie ai vari corsi che ogni anno la Cooperativa propone: si tratta di laboratori nelle scuole, di interventi di teatro terapia in comunità e centri per disabili, di formazione per le aziende, ma anche proposte per semplici interessati che vogliono scoprire le potenzialità delle tecniche teatrali applicate alla vita di tutti i giorni. pagina a cura di confcooperative unione provinciale di como www.eurekacomo.it La realtà di AttivaMente Da associazione culturale a residenza teatrale. Una cooperativa da conoscere Una realtà molto giovane, quindi, ma che ha le idee ben chiare su chi è e su dove vuole andare, probabilmente anche grazie alla lunga esperienza sul campo che ha ereditato dall’Associazione Culturale Anello di Moebius (nata nel 1999), dalla quale deriva in modo quasi necessario e naturale. Un’esperienza teatrale così ricca e significativa, unita al personale percorso che alcuni soci hanno fatto nel campo delle problematiche sociali, hanno portato alla nascita di una realtà più professionale, in grado di affiancare all’aspetto della produzione teatrale anche interventi più specialistici di teatro e musico terapia. Ed è così che, nell’aprile del 2005, viene costituita la Cooperativa Sociale AttivaMente. In questi anni primi anni di vita, AttivaMente ha saputo costruire una serie di importanti collaborazioni con numerosi enti e associazioni del territorio comasco, dimostrando non solo di saper lavorare in modo sinergico, ma di aver fatto della collaborazione con altre realtà un valore aggiunto che la distingue in quanto a progettualità e capacità realizzativa. Tra le collaborazioni con enti pubblici e privati, comunità, istituti scolastici ed associazioni del territorio, è sicuramente da sottolineare la forte sinergia con il Teatro Sociale di Como - As.Li.Co. che nel 2010 ha portato alla nascita della residenza teatrale Torre Rotonda, grazie al riconoscimento del progetto Etre - Esperienze Teatrali di Residenza di Fondazione Cariplo. Al raggiungimento di questo importante risultato è seguito l’ingresso Primo appuntamento il 28 settembre Chi siamo I l primo appuntamento per tutti coloro che corrispondono alla descrizione sopra indicata è il 28 settembre, giorno in cui lo staff della Cooperativa vi aspetta per inaugurare i nuovi Per-Corsi di Teatro non è se non una forma d’arte. ImprovvisaMente. Si tratta dei corsi di A novembre è invece il turno di teatro annuali proposti da Jacopo Boschini MY WAY | Formazione e teatro d’Impresa, un e Stefano Dragone, volti soprattutto innovativo corso di formazione con l’obiettivo del al raggiungimento del benessere ed all’espressione della creatività dei partecipanti, raggiungimento di una forma di comunicazione più efficace e completa, sia in ambito piuttosto che all’apprendimento vero e professionale che in quello personale. Si tratta proprio di aspetti teatrali quali dizione, della nuovissima proposta della Cooperativa respirazione,impostazione della voce, e Attivamente - realizzata in collaborazione e molto altro. Si continua quindi ad ottobre con la supervisione scientifica della famosa con il Laboratorio di Lettura Espressiva, psicologa e psicopedagogista Valerie Moretti dove l’obiettivo diventa quello di fornire che vedrà organizzata la sua “edizione zero” nelle gli strumenti necessari a padroneggiare prestigiose sale del Teatro Sociale di Como il fine l’arte della lettura, in qualsiasi contesto settimana del 12 e 13 novembre. Sarà questo un essa possa essere inserita. Un percorso incontro prevalentemente rivolto alle aziende, coinvolgente e divertente rivolto a tutti mentre tutti gli interessati a livello privato coloro che vogliono sviluppare questa dovranno aspettare gennaio 2012, quando inizierà forma espressiva e comunicativa che altro il corso serale. Potremmo stare qui ancora per molto a parlarvi di quello che c’è in AttivaMente, ma probabilmente non finiremmo mai, visto il costante lavorio delle menti che operano al suo interno, sempre in grado di sfornare nuove idee tutte - nella loro follia - ugualmente possibili. Per saperne di più, vi invitiamo quindi a consultare i siti internet www.coopattivamente.it e www.torrerotonda. it, dove potrete trovare gli approfondimenti di tutto quello che vi abbiamo accennato. Se invece volete provare a farvi spiegare da loro cosa stanno facendo e cosa possono fare per voi, potete scrivere a [email protected], oppure chiamare a questo numero: 392 9816744. La Cooperativa AttivaMente è composta da: Jacopo Boschini presidente: scrive, dirige e riesce anche ad insegnare; Raoul Moretti, vice presidente: tutto quello che riguarda la musica è compito suo; Stefano Dragone, attore: vi sfido a trovare un nostro spettacolo in cui non sia presente; Alice Asinari, scenografa e grafica: altrimenti detta “la perfezionista”; Simona Rusconi, promozione e organizzazione: conosciuta anche come “l’Ufficio”. ComoCronaca mbro a L e t n Po La scorsa settimana l’inaugurazione di nuovi spazi e nuovi arredi dopo importanti opere di ristrutturazione Cresce la Nostra Famiglia I l centro di riabilitazione “don Luigi Monza” de “La Nostra Famiglia” di Ponte Lambro ha inaugurato la scorsa settimana nuovi spazi e nuovi arredi grazie ad importanti lavori di ristrutturazione: i festeggiamenti si sono svolti il 17 settembre la palestra del Centro alla presenza di Alda Pellegri, presidente dell’Associazione La Nostra Famiglia; Mariella Enoc, vicepresidente Fondazione Cariplo; Giulio Boscagli, assessore Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale Regione Lombardia; Roberto Bollina, direttore Generale ASL di Como; Simona Saladini, assessore Il Centro è il primo istituto di riabilitazione convenzionato con lo Stato italiano, oltre 50 anni fa della Provincia di Como; Andrea Cattaneo, sindaco di Ponte Lambro. Da più di 60 anni La Nostra Famiglia contribuisce a far crescere nel Paese l’attenzione verso le persone con disabilità, in particolare i minori e le loro famiglie. Oggi continua il suo impegno per migliorare i servizi offerti dai propri Centri di Riabilitazione attraverso l’innovazione tecnica e scientifica, la collaborazione con le Istituzioni pubbliche e private e l’adeguamento funzionale delle strutture. Il Centro “don Luigi Monza” di Ponte Lambro è il primo istituto di riabilitazione convenzionato con lo Stato italiano (1954) ed eroga prestazioni diagnosticovalutative e riabilitative sia in regime ambulatoriale sia in regime diurno continuo. Il servizio ambulatoriale fornisce la visita specialistica iniziale, fisiatrica o neuropsichiatrica, a cui può far seguito una serie di valutazioni funzionali all’interno del percorso riabilitativo. La presa in carico in ciclo diurno continuo si rivolge a soggetti in età evolutiva, tra i 18 mesi e i 15 anni, con problemi neuropsichiatrici complessi per i quali è necessario un intervento riabilitativo intensivo e globale. Vengono accolti soggetti minori con disabilità neuromotorie e neuropsichiche per encefalopatie non evolutive (PCI, malformazioni cerebrali, ritardo mentale) ed evolutive (encefalopatie geneticometaboliche), congenite ed acquisite; disturbi del linguaggio; disturbi dell’apprendimento; Breve storia della comunicazione a Tavernerio presso il Centro Livatino disturbi emozionali e di relazione; disturbi sensoriali e neurosensoriali complessi. Ora l’Associazione, grazie a questo importante intervento di ristrutturazione sul Centro “don Luigi Monza” di Ponte Lambro, potrà offrire un ambiente più adeguato e confortevole ai 190 bambini che frequentano questo Centro ogni giorno. La ristrutturazione ha avuto un importante aiuto economico da parte della Fondazione Cariplo e della Provincia di Como, a questo si sono aggiunti altri contributi istituzionali e di tanti privati che hanno voluto sostenere l’impegno della struttura. V enerdì 23 settembre, dalle ore 21.15, presso il Centro Civico “Rosario Livatino” di Tavernerio, in via Risorgimento 21, il Gruppo Astrofili Lariani organizza un incontro dal titolo “Breve storia delle telecomunicazioni”, a cura di Marco Papi. Dal Fuoco alle nuove vie dello Spazio, per comprendere e ricordare le storie di necessità, intuizione e genio che si nascondono dietro i nostri gesti quotidiani. L’ingresso è libero. Per informazioni, la sede del Gruppo Astrofili Lariani si trova in via Risorgimento 21 a Tavernerio, presso il Centro Civico “Rosario Livatino”; tel. 328.0976491 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21); e-mail: info@ astrofililariani.org; sito web: www.astrofililariani.org. ❚❚ 24 e 25 settembre Iubilantes e Immagimondo D edicato a tutti coloro a cui davvero stanno a cuore i Cammini storici italiani ed europei: il 24 e 25 settembre, nei prestigiosi antichi spazi del Monastero di Santa Maria del Lavello a Calolziocorte (LC), visitabili per l’occasione, tornano “I viaggi dell’anima”, l’appuntamento speciale di Immagimondo, il 14° festival lecchese dei viaggi, dei luoghi e delle culture organizzato dall’Associazione Les Cultures ONLUS. In questo suggestivo contesto le associazioni Rete dei Cammini e Iubilantes (dopo il successo di JOSPFest che le ha viste impegnate a Roma, in Via della Conciliazione, nella promozione delle vie di pellegrinaggio) daranno vita, insieme alle altre consociate, oltre a stand informativi, a numerosi eventi dedicati non solo a tutti i “viandanti dell’anima” ma anche a tutti quanti condividono l’interesse per un turismo inteso non come industria e consumo, ma come educazione alla consapevolezza della cittadinanza globale. A par- tire dalle mostre “Da Canterbury a Roma. 1800 km attraverso l’Europa”, realizzata da Iubilantes, Associazione Europea delle Vie Francigene, Associazione Civita e “La Via Francigena”, a cura dell’Associazione del Gemellaggio Lallio-Schongeising. Sabato 24 settembre, alle ore 15.00, presso la Sala Conferenze, si terrà la presentazione della mostra “Da Canterbury a Roma. 1800 km attraverso l’Europa” e del Festival “Via Francigena Collective project”, a cura di Iubilantes, Associazione Europea delle Vie Francigene e Associazione Civita; alle ore 16.00, sempre presso la Sala Conferenze, verrà presentato il volume “Con le ali ai piedi. Nei luoghi di San Francesco e dell’arcangelo Michele. 500 km dal Lazio fino alla Puglia”, di Angela Maria Seracchioli in dialogo con Alessandro Cannavò (giornalista e pellegrino) e Ambra Garancini (presidente della Rete dei Cammini). Alle ore 17.00, spazio ai Cammini d’Italia, con la presentazione di cammini, materiale ed esperienze di pellegrinaggio, in particolare sulla “Via degli Abati” e sul cammino “Sui passi di Don Guanella”. Domenica 25 settembre, presso la Sala Conferenze, alle ore 10.30 si ritorna a parlare dei Cammini d’Italia, con la Via Francigena, la Via Spluga e il suo Museo, il Cammino di san Pietro e i Cammini di San Francesco; alle ore 15.00 il dibattito “C’è ancora un futuro per il Cammino di Santiago?” con Luciano Callegari (www.pellegrinando.it), l’associazione Iubilantes e la Rete dei Cammini. Alle ore 21.00, nel Chiostro Maggiore, sarà proposta “Di qui passò Francesco. In cammino per sfuggire alle tenebre....”, azione scenica a due voci a cura di “Peregrinae de Canturio” - Iubilantes. Tutte le manifestazioni sono ad ingresso libero. Per tutti gli appuntamenti si può consultare il sito www.immagimondo.it. Informazioni: tel. 031279684 (s.fa.). Sabato, 24 settembre 2011 25 Notizie flash ■ Lenno “Su carta”: mostra pittorica di Giuliano Collina Lo scorso 17 settembre è stata inaugurata, presso Casa Brenna Tosatto, a Campo di Lenno (CO), la mostra “Su carta” di Giuliano Collina. Cinquanta carte, alcune piccole, altre piuttosto grandi, quattro grandissime. Qualcuna solo disegnata: a carboncino, a penna e inchiostro di china, a matita, a matita e gomma (che non è la stessa cosa), altre un po’ a colori (a tempera, ad acquerello o con gli smalti industriali), altre ancora dipinte del tutto come su tela. Infine c’è anche qualche “tecnica mista”, nata dalla commistione, dalla mescolanza di un po’ di tutto, materiali della pittura tradizionale e non solo. «Cinquanta carte realizzate secondo tecniche diverse, proprie e improprie – spiega Collina -. Impossibile identificarle tutte con il termine “disegno”, perché solo poche mostrano la traccia del segno e pochissime sono in bianco e nero. Due Teste, due impronte del volto di Cristo sono state realizzate con la terra del mio giardino mescolata a un po’ di colla e nient’altro. Allora, quando cercavo quella forma, non volevo né il colore né la materia del sangue, mi sembrava melodrammatico così come ogni tentativo con il colore della pittura finiva per essere illustrativo. Provai quindi con qualcuna di quelle sostanze, magari non usuali, ma che hanno una consistenza e un colore precisi e predeterminati: la cenere, la sabbia, il catrame erano ormai già troppo usati, la terra non ancora. Terra come il colore e la natura del mondo, come il fango che sta all’origine dei nostri corpi…» «Quando il supporto è di carta – prosegue l’artista - non ho bisogno di cavalletti, di tela e di telai, sto su un angolo del tavolo e lavoro in orizzontale. No, in realtà, non è più facile sulla carta piuttosto che sulla tela, in entrambi i casi, almeno per me, è sempre complicato, ma quando pasticcio sui fogli, mi sento più a mio agio, anche perché, se dipingo su tela, ci insisto sopra fino all’esasperazione: il quadro deve riuscire, oppure non ha altro destino che la sua completa distruzione, mentre per le immagini su carta mi sono inventato una scappatoia, qualcosa di simile a una specie di limbo. Nel mio studio, da anni, anzi da decenni, conservo una grande cassa di legno che contiene gli avanzi dei miei lavori su carta, quelli non del tutto riusciti, quelli per così dire indegni, per ragioni opposte, tanto delle pareti dei collezionisti quanto della spazzatura. Lì, loro stanno al buio, un po’ dimenticati, mai ci ho rovistato dentro quella cassa, non ricordo quasi più nulla di quello che contiene, un po’ ne ho timore, ma so che quel luogo quasi segreto è pieno di pezzetti di me, dei miei desideri, le tracce di quanto avrei voluto realizzare. Cinquanta fogli scelti da me e dall’amico Longatti alla ricerca di una cronologia, un percorso che parte da due Tovaglie del 1986 e si conclude con un’altra Tovaglia del 2011. Un gruppo di opere finite nel bene e… nel male, non certo come i frammenti della cassa segreta». La mostra sarà aperta fino a domenica 16 ottobre, 2011 con i seguenti orari: martedì – domenica, ore 10.00 – 19.00. ComoCronaca 26 Sabato, 24 settembre 2011 Gli auguri al vescovo. Domenica 25 con la Corale S. Nicola di Cernobbio In S. Abbondio programma d’eccezione U n appuntamento d’eccezione quello proposto domenica sera, 25 settembre, alle ore 21, in S. Abbondio, dalla Famiglia Comasca, per celebrare i 70 anni del vescovo di Como, mons. Diego Coletti e per “restituire” alla città un altro pezzetto dei dipinti della basilica, riportati a nuova luce, grazie all’Accademia Aldo Galli di Como. La spesa del restauro, costato circa 30 mila euro, è stata coperta dalla Famiglia Comasca, con il sostegno della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, dell’Ance, della Cna e dell’UPCTS. Ad allietare la serata la corale S. Nicola di Cernobbio con un programma di altissimo livello, con l’organista Stefano Venturini, il baritono Giuseppe Cattaneo e il soprano Ilaria Taroni. A dirigere l’orchestra il maestro Marco Monti. Di seguito il nutrito programma delle esecuzioni previste. Felix Mendelsson Bartholdy (1809-1847) Op.73 Lauda Sion salvatorerm - Andante ma- Notizie flash ■ Pianello Guanella: in cammino verso la canonizzazione estoso. Allegro maestoso e vivace per coro, tromba e organo; John Rutter (1945) Galic Blessing Deep Peace per soprano e organo; Cantabile n° 2 (far you) per tromba e organo; Hans-André Stamm (1958) Rondò alla latina per organo; Domenico Cimarosa (1749-1801) Magnificat per coro e organo; Patrick Doyle (1953) Non nobis Domine per solo, coro, tromba e organo (colonna sonora del film Enrico V); Pietro Mascagni (1863-1945) “Gratias agimus tibi” dal Gloria della Messa di Gloria per basso e organo; Luigi Carlo Zanobi Salvatore Maria Cherubini (1760-1842) Ave Maria per soprano e organo; Calixa Lavalée (1842-1891) Tu es Petrus per coro e organo; Luigi Picchi (1899-1970) Lodiamo gli uomini illustri cantata biblica per baritono, coro e organo Enrico Pasini (1935) Cavallasca ■ Grande festa per don Teresio In preparazione al grande evento della canonizzazione di don Luigi Guanella, il Vicariato “Tre Pievi – Madonna delle Lacrime”, in collaborazione con le suore juniores guanelliane della Congregazione delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza, organizza a Pianello del Lario un ciclo di due incontri dal titolo “Don Guanella: un Santo per i nostri giorni”. L’obiettivo è quello di far conoscere meglio il prossimo Santo e la grande attualità del suo messaggio e di preparare i pellegrini che parteciperanno con la Diocesi alla cerimonia di canonizzazione che si terrà a Roma il 23 ottobre prossimo. Il programma degli incontri prevede: Venerdì 23 settembre, ore 20.45, presso la Casa del Giovane, “Un uomo della nostra terra”. Venerdì 7 ottobre, ore 20.45, presso la Parrocchiale di S. Martino, “La Santità salverà il mondo”. L’ingresso è libero. Gabriei Faurè (184 5-1924) Cantique de Jean Racine per coro e organo; Marco Enrico Bossi (1861-1925) WestminsterAbbey - Hymn of Glory op. 76 (Cantate Domino) per coro a 6 v. tromba e organo. Notizie flash ■ Menaggio Concerto in parrocchiale per la Madonna del Rosario nella foto william l’ingresso di don teresio barbaro a cavallasca, la scorsa settimana Cantù De Sfroos per “Briantea 84” I l cauboi lariano Davide Van De Sfroos chiude il suo Yanez tour al Pianella di Cantù e chissà che non sia l’occasione per dedicare proprio al basket la prossima canzone. Il 2 ottobre infatti il menestrello lariano si esibirà “sotto canestro” e l’intero incasso della serata sarà devoluto all’Associazione Briantea84. Promotori dell’evento la neonata Associazione Tradizione Canturina, il cui presidente, Andrea Mauri, ha voluto come manifestazione di start up, un grande della musica italiana, conosciuto ormai in tutta Europa e dalla paternità fortemente comasca. «Davide Van De Sfroos è un inno alla larianità – spiega Andrea Mauri – tutti hanno un po’ di lui nel sangue e rappresenta la storia, il mito dell’uomo del lago. Al di là dell’evento di per sé, la serata ha un nobile scopo: raccogliere i fondi per un’Associazione che in questi anni si è impegnata per promuovere lo sport dei diversamente abili a tutti i livelli» A partire dalle 21, domenica 2 ottobre, Davide Van De Sfroos, riscalderà gli Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) Ave Maria, trascrizione di A. Perosa per soprano, baritono e organo; Concerto il 2 ottobre del menestrello lariano al Pianella. Il ricavato sarà devoluto all’associazionew animi dei fan, non mancheranno i pezzi del nuovo CD e ripercorrerà la sua storia con gli indimenticabili brani, dagli antipodi agli ultimi successi. Chissà chi delle migliaia di appassionati si ricorderà i pezzi dei tempi di Ciulandari, oppure del singolo La Curiera, o dell’album Viif. Qualsiasi siano le ballate del menestrello, Davide Van De Sfroos, che è ormai un inno alla cultura dialettale lariana e del sistema mondo, saprà congedare (solo per quest’anno) i suoi più seguaci facendoli divertire e soprattutto facendoci divertire. Oltre al divertimento anche la solidarietà, infatti il progetto di Andrea e amici non è fine a se stesso, ma sosterrà il mondo dei disabili attraverso la Briantea84 che, in questi anni, ha seguito parecchi giovani alle prime armi con lo sport. L’associazione sportiva ha lo scopo di promuovere e sviluppare lo sport tra i giovani, con particolare riguardo a persone con disabilità. «Crediamo nello sport – conclude Mauri – e nei suoi valori, nelle associazioni che lo sostengono e incoraggiano i giovani, soprattutto quelli con particolari difficoltà. Sono tutti piccoli aspetti che ci hanno portati a sostenere proprio la Briantea84 in occasione della prima uscita ufficiale. Siamo convinti che solo con la solidarietà si possano compiere grandi passi. La voglia e la grinta non mancano, adesso bisogna solo lavorare». A.A. La chiesa parrocchiale S. Stefano di Menaggio propone, sabato 1 ottobre, alle 20.45, un concerto in occasione della festività della Madonna del Rosario. Per l’occasione sarà presente l’ensemble femminile “Cum corde”, gruppo nato nell’ottobre 2006 dalla iniziativa di Anna Fruet e del suo maestro Francesco Sacchi. Soprani: Barbara Manzoni, Nadia Vitali, Marta Maggi, Annarita Carboni. Mezzi soprani: Anna Segala, Cristina Zuffellato, Franca Mangili, Betty Torrielli. Contralti: Nicoletta Fruet, Sara Carera, Claudia Corti, Raffaella Marelli. Il programma della serata prevede: Il Cantico Anonimo francese XV sec Realizzazione Francesco Sacchi; Ave o gloriosa Anonimo XIV sec Realizzazione Francesco Sacchi; Come again John Dowland Realizzazione Francesco Sacchi; In convertendo Francesco Rusca Realizzazione Francesco Sacchi; Angelus ad virginem Carola inglese XIII sec Realizzazione Francesco Sacchi; God rest you merry Tradizionale inglese Realizzazione Francesco Sacchi; Amor merçe no sia Melodia trovadorica Realizzazione Francesco Sacchi; Fammi cantar l‘amor di la beata Laudario di Cortona, 91 Realizzazione Francesco Sacchi “Genti tutte” (salmo 47) M. Pratesi - F. Sacchi; Nada te turbe Comunità di Taizè Realizzazione Francesco Sacchi; Dindirindin Anonimo del Cancionero de Palacio Realizzazione Francesco Sacchi; La ballata di Tam Lin Melodia irlandese Realizzazione Francesco Sacchi Scarborough fair Ballata inglese Realizzazione Francesco Sacchi; Moon river H. Mancini Realizzazione Francesco Sacchi; Il cielo in una stanza G. Paoli Realizzazione Francesco Sacchi; An irisch blessing Tradizionale irlandese Realizzazione Francesco Sacchi. Raccontando la GMG Gmg. Testimonianze da Chiavenna Soffia ancora il vento di Madrid 2 .000.000 di giovani, 14.000 sacerdoti, 800 vescovi, 1 evento unico al mondo… numeri, solo numeri, ma un evento unico nel suo genere non può passare inosservato. E’ così che anche alcuni giovani della nostra parrocchia (Chiavenna), hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid dal 16 al 21 Agosto 2011. L’esperienza, vissuta in modo unanime con milioni di persone provenienti da ogni parte del mondo, è di quelle che rimangono impresse per sempre. Vedere tantissimi giovani che hanno alle spalle storie e vicissitudini completamente diverse, uniti a cantare, parlare e pregare, ognuno nella propria lingua e con le proprie tradizioni, è qualcosa di inimmaginabile se confrontato con la nostra quotidianità, spesso condizionata da ideologie e comportamenti che la società ci impone costantemente. Vedere il sorriso della gente, la gioia dei cuori e le fatiche che giorno dopo giorno si accumulano è un qualcosa che riempie l’animo di una felicità incredibilmente contagiosa. Una delle cose più belle è che questa gioia, manifestata in giro per le strade, con canti e cori, nelle occasioni di preghiera e di catechesi si tramuta in un silenzio e in un raccoglimento che testimoniano una ancora più profonda partecipazione. Lasciarsi trasportare dal silenzio di quasi due milioni di giovani in ascolto del Santo Padre o lasciarsi coinvolgere dalla coralità delle celebrazioni eucaristiche sono stati d’animo che difficilmente potremo dimenticare. Come pronunciato da Sua Santità Benedetto XVI, durante l’omelia della celebrazione eucaristica conclusiva, lo stare insieme è fondamentale nella nostra vita e nemmeno si può seguire Gesù da soli: chi cede alla tentazione di andare per conto suo o di vivere la fede secondo una mentalità individualista, corre il rischio di non incontrare mai Gesù Cristo, o di finire seguendo un’immagine falsa di Lui. Questo messaggio è fondamentale, a nostro modesto parere, per vivere al meglio la nostra vita ma, soprattutto, per affrontare la realtà della parrocchia e d’oratorio, dove lo stare insieme, senza distinzione di persona, è il modo migliore per crescere nella fede e nell’amicizia. A. & N. Sabato, 24 settembre 2011 27 ✎ Universitari da Como a Madrid “F irmes en la Fe”, saldi nella fede. Questa è la provocazione lanciata da Benedetto XVI in occasione della GMG di Madrid: una sfida non semplice, viste le difficoltà che la vita ci pone dinnanzi ogni giorno. Nonostante i dubbi e le perplessità della vigilia, abbiamo deciso di esserci. Una settimana ricca di sorprese e di imprevisti, in cui abbiamo avuto occasione di incontrare diversi tipi di carismi accomunati dal desiderio di accostarsi a Cristo. Durante le lunghe ore di attesa all’aeroporto Cuatro Vientos, si è potuto intravedere dietro i visi stanchi e provati dal caldo l’attesa per un incontro che avrebbe raggiunto il suo culmine con l’arrivo del Santo Padre. Ed ecco che, giunti al momento tanto atteso, i nostri piani sono cambiati: improvvisamente arrivano dei nuvoloni neri carichi di pioggia. Al posto di una veglia altisonante, abbiamo assistito alla grande testimonianza di Benedetto XVI, il quale, con la sua umanità e con i suoi semplici gesti, ha testimoniato la possibilità di essere saldi nella fede. Un avvenimento che sconvolge ogni schema; al posto di tante parole, il Papa, in ginocchio sotto la pioggia di Cuatro Vientos, ha mostrato il suo abbandonarsi incondizionato a Cristo. Noi, come Pietro sulla barca in tempesta, quella sera, seguendo il Santo Padre, siamo stati pervasi da un profondo senso di pace (Mc 4,35-41). Il mattino seguente, dopo un saluto paterno, il Papa con il volto preoccupato per le condizioni in cui avevamo trascorso la notte, durante la Santa Messa conclusiva, ha messo in guardia dal pericolo del cadere nella trappola dell’individualismo e in una conseguente fuga in una religione “fai da te”, richiamandoci al valore della Chiesa, composta da uomini che camminano con Gesù e nella quale Egli si fa presente ogni giorno. E’ stata una settimana intensa che rimarrà sempre con noi, il cui valore si potrà comprendere a fondo con il tempo e con la verifica nell’esperienza quotidiana. Torniamo nelle nostre case sorpresi perché arricchiti soprattutto dagli avvenimenti imprevisti che hanno caratterizzato questa GMG speciale, perché essi hanno reso evidente e urgente la provocazione lanciata da Benedetto XVI. Ivano e Andrea Valli Varesine 28 Sabato, 24 settembre 2011 Il vescovo a cabiaglio M artedì scorso, 13 settembre alle 20.30 mons. Diego Coletti è stato a Cabiaglio – su invito del parroco don Giorgio Molteni – per celebrare una S. Messa con la comunità parrocchiale. È stata una celebrazione semplice, ma partecipata, raccolta e sentita, un momento di condivisione e di preghiera che ha uniti intorno all’Eucaristia la popolazione di Cabiaglio (e anche un Notizie flash ■ Arcumeggia Favole e sogni in mostra Sabato scorso, 17 settembre è stata inaugurata presso la Sangalleria in vicolo Malcotti ad Arcumeggia la mostra “Favole e sogni” che presenta una trentina di opere del pittore e disegnatore Franco Rognoni (Milano 1913-1999). La mostra sarà visitabile sino al 30 ottobre nei seguenti orari: domenica dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00; giovedì e sabato dalle 14.00 alle 18.00. ■ Cittiglio Una messa per Padre Pio Venerdì 23 settembre, ricorrenza liturgica di S. Pio da Pietrelcina la parrocchia di Cittiglio si ritroverà per una S. Messa celebrata davanti all’edicola dedicata al santo, edificata nel rione S. Giulio. Il nuovo libro di Cassani Sabato 24 settembre, alle ore 18, nella sede della Biblioteca di Cittiglio il giornalista Mario Chiodetti presenterà l’ultimo romanzo (il terzo) dello scrittore cittigliese Massimo Cassani dal titolo “Un po’ più lontano”. La presentazione del volume rientra tra le iniziative della manifestazione regionale “Fai il pieno di cultura” la tre giorni di letteratura, spettacoli, arte e musica promossa dalla Regione Lombardia in collaborazione con le Province lombarde che si svolge proprio in questo fine settimana. La Biblioteca di Cittiglio ha voluto coinvolgere il giornalista e scrittore Massimo Cassani nato a Cittiglio nel 1966, oggi residente a Milano dove è Direttore responsabile della rivista Ambiente&Sicurezza del Gruppo 24 ORE - che, intervistato dal giornalista Mario Chiodetti, racconterà i temi principali su cui si fonda il romanzo, pubblicato da Laurana Editore: la solitudine, la memoria e il rapporto con il passato. A.C. Cultura po’ di Brinzio) col proprio Vescovo. Al termine, dopo i ringraziamenti di mons. Coletti al coro e ai chierichetti presenti sull’altare, tutti sul sagrato dove era stato preparato un piccolo rinfresco, occasione per impegnare il Vescovo in una simpatica gara con alcuni dei bambini presenti e per condividere ancora alcuni momenti insieme. A.C. In un incontro in Valcuvia la presentazione del progetto attivo dalla fine del 2010 per valorizzare storia e tradizioni L’Ecomuseo dei Laghi I n Italia il termine Ecomuseo è ancora poco utilizzato, ma in Francia questo termine è in uso fin dal 1971 e di ecomusei ormai ve ne sono a centinaia in tutto il Paese. L’ecomuseo è inteso come uno strumento importante per la valorizzazione di un territorio e dei suoi abitanti che fanno tesoro delle testimonianze del passato (paesaggio, architettura, archeologia, tecnologia, cultura, tradizioni, ecc.) per mantenerne la memoria e nel contempo costruire, partendo da essi, un futuro che avrà sbocchi economici e sociali. Anche la Regione Lombardia – al pari di altre regioni – ha predisposto E’ realizzato dalla Fondazione Realini che si stende tra il Medio Verbano, i Laghi di Varese, Canobbio, Monate e la bassa Valcuvia una legge specifica per l’istituzione e la diffusione degli ecomusei la quale prevede il coinvolgimento e la partecipazione attiva della popolazione locale e delle istituzioni (culturali, scientifiche e scolastiche, delle attività economiche, degli enti ed associazioni), per la conservazione ed il restauro di ambienti di vita tradizionali, per tramandare le testimonianze e le trasformazioni della cultura materiale ed immateriale e ricostruire l’evoluzione delle abitudini di vita e di lavoro delle popolazioni locali, delle tradizioni religiose, culturali, ricreative e agricole, dell’utilizzo delle risorse naturali, delle tecnologie, delle fonti energetiche e delle materie impiegate nelle attività produttive. Tutto ciò con il fine ultimo della valorizzazione dei territori e dei loro patrimoni di immobili caratteristici e storici, mobili ed attrezzi, strumenti di lavoro e ogni altro oggetto utile alla ricostruzione Nuclei antincendio, da Varese alla Liguria M artedì 27 settembre 2011 alle ore 21.00 presso la nuova sede della Comunità Montana Valli del Verbano a Cassano Valcuvia (via Provinciale n. 1140) è convocata l’assemblea delle squadre COAV (COordinamento Antincendioboschivo Valli del Verbano) per parlare della nuova sede, per definire insieme la preparazione della stagione A.I.B. (Anti Incendio Boschivo); e per parlare del nuovo Statuto e del Regolamento A.I.B. La serata sarà anche occasione per ritornare sull’esperienza maturata cendio boschivo locale. La coldai tanti volontari valcuviani che nel laborazione si è rivelata preziosa mese d’agosto scorso sono stati impe- per domare i 43 incendi che nel gnati in Liguria – Provincia di La Spe- periodo estivo hanno intereszia – nel gemellaggio antincendio tra sato la provincia spezzina e per regione Lombardia e regione Liguria. far sì che la superficie bruciata in Un contingente di 60 volontari dotati ogni incendio venisse contenudi attrezzature specifiche e automezzi ta in poco più di un ettaro, risulantincendio sono giunti in riviera dalla tato questo, considerato eccelLombardia e sono stati ospitati presso lente per chi conosce gli incenil Nucleo operativo speciale del Corpo di che abitualmente interessano Forestale dello Stato di Borghetto Vara la Liguria. Durante la loro per(SP), alternandosi in turni settimanali manenza nell’area delle Cinque ed operando con il volontariato antin- Terre i volontari lombardi sono fedele di ambienti di vita tradizionali, consentendone la salvaguardia e la buona manutenzione in modo da permettere la ricostruzione di ambienti di vita e di lavoro tradizionali per la produzione di beni o servizi da offrire ai visitatori, creando così, occasioni di impiego e di vendita di prodotti locali, ma anche per favorire la didattica e il turismo. In questo contesto è stato istituito a fine 2010 “l’Ecomuseo dei Laghi Varesini”, proposto e sostenuto dalla “Fondazione Gianfranco Realini per la valorizzazione ecosostenibile del territorio” che si estende tra il Medio Verbano, i Laghi Il 25 settembre: Arte e natura alla Rocca di Orino iornata tra arte, natura “G e passato alla Rocca di Orino”, organizzata dal stati impegnati anche nell’importante opera di monitoraggio del territorio, totalizzando, nelle cinque settimane di missione, una percorrenza di più di 8.000 i chilometri. Dalle autorità spezine il grazie ai volontari per l’impegno dimostrato e il riconoscimento di come lo scambio di esperienze nella lotta agli incendi boschivi possa essere determinante per ridurne il numero e per migliorare la tecnica e la capacità di intervento operativo. Parco Campo dei fiori in collaborazione con il Comune valcuviano dalle 10.00 alle 17.00 di domenica 25 settembre. Sarà una giornata di giochi, laboratori e attività d’altri tempi per sperimentare la natura come fonte d’ispirazione per la creazione artistica e gastronomica. Durante la giornata: Le castagne in cucina, a cura del Consorzio Castanicoltori di Orino, Brinzio e Cabiaglio; Incontro con gli autori: scorci e suggestioni lungo alcuni sentieri del parco. Letture di testi dal volume “Sentieri” (Salviati, 2011) realizzato dagli allievi dell’Istituto Superiore di Varese, di Comabbio e di Monate e la bassa Valcuvia. Per meglio capire, però, questa realtà in costruzione e spiegarne lo scopo ed il funzionamento il dott. Realini sta percorrendo il territorio per incontrare le amministrazioni, le associazioni di volontariato, gli Istituti Culturali ed Educativi e, più in generale i soggetti del settore economico, produttivo e turistico. Il prossimo di questi incontri esplicativi di presentazione si terrà in Valcuvia, a Cittiglio, presso la sala consiliare di via Provinciale, alle ore 21,00 di venerdì 23 Settembre. A.C. “A. Manzoni” di Varese e degli Istituti Comprensivi di Luino e Besozzo; Accademia dei giochi dimenticati, a cura del Teatro del Sole; Laboratorio con musica di percussionisti, pittura, manualità e movimento per bambini e ragazzi; Ex libris liberty, libellula in libertà e colazione da tiffany a cura dell’Atelier del Capricorno). Laboratori artistici e creativi per tutte le età; Falconeria storica con i Falconieri del Grifone (BG) ed esposizione di rapaci diurni e notturni, con esibizione in volo libero. Durante la giornata sarà attivo un punto ristoro. In caso di pioggia le attività si svolgeranno a Caldana di Cocquio (Piazza Società Operaia). La partecipazione agli eventi è gratuita e non occorre iscrizione. Per info: 0332/435386 o liberty@ parcocampodeifiori.it. Sondro Cronaca Fine settimana di festa per l’oratorio salesiano di Sondrio foto di GIOVANNI BERTALLI Prima edizione della Sagra di San Rocco S abato 17 e domenica 18 settembre: Sagra di San Rocco. Giorni un po’ insoliti per festeggiare un Santo la cui memoria ricorre il 16 agosto, ma un mese di ritardo ha trasformato la sagra in un vero e proprio successo. La festa voleva essere un ricordo delle tipiche fiere di paese, per coinvolgere l’intero quartiere all’insegna dello spirito salesiano. Nel pomeriggio di sabato 17 si è svolta la processione dall’ospedale, terminata poi in chiesa con la S. Messa. E tra canti, balli popolari, salsicce, polenta e gonfiabili per i più piccoli, la serata è stata un unico grido di gioia che nemmeno la pioggia fitta e il mal tempo sono riusciti a soffocare. Lorenzo Baruffaldi, noto musicista, ha riportato i più sognatori ai tempi in cui si ballavano le canzoni popolari sulle note della fisarmonica e suor Maria ha organizzato un vero e proprio corpo di ballo a ritmo di twist, valzer e cha-cha-cha. Domenica la pioggia è diventata ancora più insistente, ma nulla si è fermato. Dopo la S. Messa e un gustoso pranzo a base di prodotti tipici della Valtellina come i taroz, a cura degli animatori sono stati allestiti una serie di divertenti stand ai quali hanno partecipato adulti e bambini e la lotteria gestita dalla mitica suor Morena. In palio c’erano i premi più svariati, giocattoli, gadget, una bicicletta e, cosa di cui i più piccoli si sono innamorati e forse un po’ meno i genitori, cinquanta pesciolini rossi. Come gran finale, sul tardo pomeriggio, ha fatto il suo ingresso in oratorio un favoloso toro meccanico che ha subito attirato l’attenzione dei ragazzi. In pochi minuti erano già stati banditi gare e tornei. La sagra è stata ciò che si definisce un’ottima iniziativa, un’ottima occasione per stare tutti insieme all’interno di quelle quattro mura che possiamo chiamare casa. Ha stupito chiunque non si aspettasse niente di tutto questo. Confidando nel fatto che l’anno prossimo verrà ancora riproposta, ringraziamo don Franco Rustighini per l’ideazione, don Stefano D’Aprile, gli animatori e tutti quelli che hanno partecipato all’organizzazione. ILARIA QUADRIO Sabato, 24 settembre 2011 29 Notizie flash ■ Sondrio “Albatri” in scena con “Fai il pieno di cultura” La sera di venerdì 23, tempo permettendo, dalle ore 20.30 in avanti, le piazze e le vie del centro di Sondrio diventeranno il palcoscenico dell’anteprima della nuova Stagione teatrale 2011-2012. L’iniziativa s’inserisce nella manifestazione Fai il pieno di cultura che ormai da quattro anni la Regione Lombardia promuove in collaborazione con le Province lombarde e, in questo caso, anche con l’accordo delle amministrazioni comunali di Sondrio, di Tirano e di Morbegno, dove si terranno tre eventi con ingresso libero per valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale del territorio. Nel capoluogo la compagnia del Teatro Tascabile di Bergamo porterà lo “spettacolo di strada” Albatri. Si tratta di una rappresentazione che di volta in volta si adatta alla scenografia in cui è recitata: si inizia con suoni di trombe e tamburi dai tetti o da luoghi elevati e con l’inseguimento dell’Albatro fanciulla; ben presto, però, il tutto si trasforma in una parata con musiche popolari italiane, scene giocose, fino a concludersi con una serie di giochi di destrezza e acrobatici con e senza trampoli. L’improvvisa riapparizione della fanciulla Albatro pone fine all’intermezzo e riprende l’inseguimento. Le successive scene d’amore e di tradimento dei personaggi sui trampoli continuano finché l’Albatro è trafitto - seguendo le suggestioni di Baudelaire e Coleridge - da un arciere malvagio. Alla sua morte, dai tetti o da altri luoghi elevati, numerosi Albatri distenderanno le loro grandi ali, annunciando di averne preso il posto. Lo spettacolo si svolgerà nel centro della città, tra piazza Garibaldi, corso Italia, piazza Campello, via Cavallotti e via Dante. ■ Sondrio Museo in mostra per il 60° di fondazione Sondrio. Lo scorso mercoledì 14 con don Marco Cairoli Invito alla lettura della “Verbum Domini” S iamo al secondo anno del triennio pastorale 2010-13 della nostra Diocesi, dedicato alla Parola di Dio. In questo contesto si è inserito, lo scorso mercoledì 14 settembre, l’incontro di invito alla lettura dell’esortazione apostolica postsinodale di Benedetto XVI “Verbum Domini” con don Marco Cairoli, docente presso il seminario vescovile di Como, presso la facoltà teologia per l’Italia settentrionale e presso l’ISSR di Milano. Organizzata dal Vicariato di Sondrio, la serata è stata introdotta dall’arciprete di Sondrio, don Marco Zubiani, il quale ha presentato don Cairoli e lo ha invitato ad aprire la serata con una preghiera. Con tanta semplicità ci è stato proposto il brano di Isaia 55, 1011: «Come la pioggia e la neve…». Le domande proposte per capire cos’è Parola di Dio sono state sinteticamente tre: cosa intendiamo per Parola di Dio; come ci poniamo di fronte alla Parola di Dio (ascolto – fede – ascolto) quale rapporto tra Parola di Dio e Chiesa. Ci è stato offerto di assimilare, come concetto, che la Parola di Dio non è solo la Sacra Scrittura, di accogliere la riflessione del Santo Padre che ci invita ad utilizzare l’espressione Parola di Dio non in senso univoco ma analogico. Parola di Dio, sotto questo aspetto, è il Verbo eterno che si “fece carne”. Quindi è un incontro con Cristo. Poi, riprendendo l’antica tradizione medievale dei secoli decimo e undicesimo (il concetto di liber naturae), la creazione stessa e quindi l’Uomo sono Parola di Dio; anzi Dio parla attraverso l’uomo per opera dello Spirito santo, come intuito da Don Bosco (Storia sacra per uso delle scuole – 1847). Parola di Dio è la Parola predicata dagli apostoli prima ancora che venisse scritta (dai “formidabili quattro”, come dice Don Cairoli) e che è stata trasmessa nella Tradizione viva della Chiesa che viene poi, nel tempi, “attestata” e ispirata divinamente: ecco la Sacra Scrittura. Da queste tre osservazioni deduciamo i criteri di “lettura” della Parola di Dio: la centralità di Cristo (incontro con Cristo); la risposta dell’Uomo a Dio (fede – ascolto); il tutto all’interno della Chiesa valorizzando dovutamente la liturgia, specie quella eucaristica ove troviamo la Parola di Dio ed il Sacramento. In conclusione, don Marco Cairoli ci ha fatto riflettere sul valore della “lectio divina” indicandoci i noti (ma a volte poco comprensibili) passi fondamentali: che cosa dice il testo bilblico in sé (lectio); che cosa dice il testo a noi (meditatio); che cosa diciamo noi al Signore in risposta alla sua Parola (oratio); assumere lo stesso sguardo di Dio nel giudicare la realtà e quindi chiederci quale conversione ci chiede il Signore (comtemplatio); infine la lectio si conclude con l’azione che ci dovrebbe portare ad essere dono per gli altri (actio). Il tutto intervallato da qualche simpatica battutina di don Cairoli sulle “gaffes liturgiche”. ROSARIA ZHARA BUDA Venerdì 23 alle ore 16, presso la sala dei Balli di palazzo Sertoli a Sondrio, si terrà una conferenza con video delle iniziative in corso per la celebrazione del 60° di fondazione del Museo Valtellinese di Storia e Arte. Al termine e nel weekend del 24 e 25, il Museo sarà visitabile gratis e si potranno incontrare gli operatori e approfondire i progetti attraverso video e brevi comunicazioni, riguardo il Castello Masegra, il restauro del gruppo ligneo del Compianto di Caspano e i frammenti di affresco della chiesa della Sassella. Per bambini e famiglie ci sarà la visita guidata Ti racconto un’opera, mentre, durante la settimana, gli insegnanti avranno un punto di informazione; inoltre, un fund raising, mostrerà l’insieme delle strategie che il Museo mette in atto per sostenere i suoi progetti e per crescere. ■ Morbegno Mostra micologica nel chiostro di Sant’Antonio Sabato 24 e domenica 25 settembre, il Chiostro di Sant’Antonio a Morbegno ospiterà una mostra micologica grazie alla collaborazione tra l’associazione Martino Anzi e il Museo Civico di Storia Naturale. Oltre all’esposizione di piccoli diorami con funghi ed esemplari freschi, saranno proiettati filmati ed i funghi verranno classificati con la consulenza di esperti micologi pronti a rispondere alle domande del pubblico. La mostra resterà aperta sabato dalle 15 alle 19, domenica dalle 9.30 alle 12.30. a cura di Pi.Me. 30 Sabato, 24 settembre 2011 Valchiavenna Prosto, una nuova scuola intitolata a Ugo del Curto Per gli studenti e gli insegnanti della scuola primaria di Piuro l’anno scolastico si è aperto nel nuovo edificio scolastico realizzato nella frazione I naugurata e subito dedicata alla medaglia d’oro della Seconda Guerra Mondiale Ugo Del Curto, insegnante, ma anche combattente per la patria. Per gli studenti e gli insegnanti della scuola primaria di Piuro l’anno scolastico si è aperto nel nuovo edificio scolastico realizzato nella frazione di Prosto. Una cerimonia partecipatissima quella tenutasi nel piazzale antistante la nuova scuola. Il sindaco Paolo Lisignoli ha ricordato le motivazioni e lo sforzo economico importante dell’amministrazione per realizzare il complesso: «La decisione di avere nel nostro comune un unico plesso scolastico è nata a fine 2007, quando la continua diminuzione del numero degli alunni prospettava a Borgonuovo una scuola con pluriclassi, che di certo non andava a vantaggio dell’insegnamento. Fu così che, dopo ■ Iubilantes Sul orme di don Guanella Domenica 25 settembre, in occasione delle “Giornate Europee del Patrimonio 2011”, l’associazione culturale Iubilantes, in collaborazione con la Provincia “Sacro Cuore” dei Servi della Carità-Opera Don Guanella e le Parrocchie di Chiavenna e Prosto, organizza un percorso di visita sulle orme di don Luigi Guanella, prossimo Santo. Il ritrovo è alle ore 14.00 alla Collegiata di Chiavenna, con visita guidata gratuita al complesso monumentale di S. Lorenzo. Si procederà quindi a piedi verso Prosto, con visita alla Parrocchiale della Beata Vergine Assunta di Prosto, dove don Guanella celebrò la sua Prima Messa. Al termine, breve concerto di canti gregoriani a cura della Corale Parrocchiale di Prosto, diretta da Leonardo Del Barba. Visite a cura di Marino Balatti e Guido Scaramellini. La manifestazione è libera; per informazioni: 031.279684; www.iubilantes.eu. ■ Chiavenna Mercoledì 28 settembre Ritornano le “LettureInPrimaSerata” alla Biblioteca della Valchiavenna. Il primo incontro si terrà mercoledì 28 alle ore 20.30, quando l’associazione brianzola “La Manifattura di Macherio”, presenterà Homo Turisticus: “Il tema riguarda le vacanze e il viaggio, letti attraverso le pagine di scrittori e giornalisti di costume che si sono dilettati nel racconto di manie, usi e costumi, buffe avventure, sui vacanzieri e i luoghi da loro frequentati”. Per info 0343.32831 o [email protected]. qualche consultazione con i genitori dei ragazzi, si decise di affidare allo studio Sarp l’incarico di progettazione per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’edificio scolastico di Prosto. L’obiettivo era quello di dotare il nostro comune di una struttura scolastica moderna e funzionale, all’avanguardia direi, ed ecosostenibile per quanto riguarda le soluzioni tecniche, dotata di un complesso sistema antisismico, autonoma per l’energia elettrica grazie all’installazione dei pannelli fotovoltaici e capace di offrire ai nostri studenti tecnologie didattiche di ultima generazione che permetteranno loro di affrontare le sfide che il futuro ci offre». Il sindaco ha ricordato anche i costi dell’operazione: «Il costo totale a bilancio dell’opera è stato di 1.340.000 euro equamente ripartito tra ristrutturazione ed edificazione della nuova ala. Di questi, 400.000 euro ci sono pervenuti dal Fondo Statale per l’Edilizia Scolastica, 40.000 euro dalla Regione Lombardia ed il Comune ha acceso un mutuo per 550.000 euro, oltre a circa 300.000 euro di fondi nostri. Per gli arredamenti e l’installazione delle nuove tecnologie multimediali un cospicuo aiuto ci è stato fornito dalla KHR, la società svizzera per l’energia elettrica operante in Valle di lei, e dalla Fondazione Pro Valtellinna. Dobbiamo però ringraziare anche la sensibilità delle aziende presenti sul nostro territorio, che, con spirito civico, hanno contribuito a questa realizzazione. E’ stato un lavoro lungo e difficile, ma ora possiamo dire ‘finalmente’ si è conclusa». La nuova scuola è un complesso di 5 aule per capienza media di 25 alunni ciascuna, un’aula biblioteca e laboratorio, un’aula informatica dotata di undici postazioni computer, una adibita a laboratorio d’Inglese ed una grande sala multifunzionale. Tutte sono attrezzate con lavagne multimediali interattive. Anche il dirigente scolastico Maria Antonia Triaca ha voluto sottolineare il coraggio dell’operazione: “L’idea del plesso scolastico unico non è soltanto una scelta dettata dai numeri, ma risponde anche a coraggiose scelte di razionalizzazione ed è orientata al futuro. Non tutti in Valchiavernna hanno avuto il coraggio di compiere questo passo”. Dopo i saluti del vicepresidente della Comunità Montana Davide Trussoni, del provveditore Nicola Montrone e del capo di Gabinetto della Prefettura Sabatina Antonelli, l’arciprete di Chiavenna don Ambrogio Balatti, affiancato dai due parroci di Piuro, padre Agostino e don Francesco, ha benedetto la struttura e i ragazzi. Dopo il canto dell’Inno di Mameli da parte dei bambini, è stata scoperta la targa dedicata a Ugo Del Curto da parte degli Alpini. S.B. ● Sabato 17 settembre la visita organizzata del Centro di studi storici ✎ Insegnante-eroe Ugo Del Curto nacque a Piuro il 6 novembre1915. A diciotto anni rimase orfano di padre, con dieci fratelli a cui provvedere. Ottenuto il diploma di maestro elementare, esercitò l’insegnamento a Mese e a Novate Mezzola, ma poi scelse la carriera militare. Partecipò alla campagna d’Albania, poi entrò nell’aeronautica e divenne aviatore, più precisamente Tenente osservatore. Nel 1941 si trovava in Africa, in Libia, allora colonia italiana. Il 28 marzo scriveva per l’ultima volta alla mamma. Era il 2 aprile quando il suo apparecchio si alzava in volo per una ricognizione. Accanto a lui c’erano il motorista e l’armiere. Il compito di Ugo era quello di rilevare e fotografare i movimenti del nemico intorno alla città di Bengasi. La missione sembrava conclusa quando, improvvisamente tre aerei inglesi attaccarono. Il compagno addetto alla mitragliatrice fu subito colpito a morte. Il tenente Del Curto prese il suo posto e centrò un “Hurricane” che precipitò in mare, ma venne a sua volta colpito a morte. Gli altri due aerei si allontanarono ed il ricognitore italiano, crivellato di colpi, rientrò al campo con a bordo due salme. Grazie alle foto scattate dal tenente Del Curto il Comando italiano fissò il piano che portò alla ritirata degli inglesi. Il suo gesto eroico fu premiato con la medaglia d’oro al valor militare. Le sue spoglie, ritornate in patria nel 1972, riposano nel cimitero di Borgonuovo. ● La visita ha toccato i borghi storici e le case dei nobili Salis ● Il 24 settembre si continua con la visita alla Via Spluga Alla scoperta della Bregaglia S i sono ritrovati in un centinaio i soci e simpatizzanti del Centro di studi storici valchiavennaschi a Soglio, lo splendido terrazzo della Bregaglia svizzera, nel pomeriggio di sabato 17 settembre. L’appuntamento rientra nelle visite guidate, che da anni sono proposte dall’ultracinquantenaria associazione valchiavennasca. Nella chiesa di San Lorenzo, nominata fin da metà Trecento, ma probabilmente di origini più antiche, Patrick Giovanoli, coordinatore del Punto Bregaglia, ha porto il saluto e ha dato la situazione attuale del borgo, mentre il presidente Guido Scaramellini ha illustrato la storia della chiesa, dove nel Cinquecento, una volta passata alla confessione riformata, è stato pastore anche Guglielmo Florio, padre di John, che è considerato la principale personalità letteraria rinascimentale. Un tramite tra la cultura inglese e quella spagnola e che, secondo alcuni, sarebbe addirittura da identificare con William Shakespeare. La visita è proseguita allo storico abitato e alle case dei nobili Salis, che da qui si sparsero in tutta Europa, facendo fortuna nei commerci: dai palazzi di Rodolfo, di Antonio e soprattutto di Battista, che dal 1873 è albergo, dotato a nord di un ampio giardino, dove tra l’altro vivono due maestose sequoie, vecchie di tre secoli. Questo palazzo, grazie alla collaborazione dei gestori e alla guida Cristian Copes e dello stesso Giovanoli, è stato visitato a gruppi da tutti i partecipanti all’iniziativa. A lato è la grande scuderia dei cavalli, sulla cui facciata sono murati sei curiosi mascheroni e relativo anello per assicurare gli animali e sopra il portale centrale una statua raffigurante una testa di cavallo. Vuole una leggenda che essi siano la testimonianze di sette briganti della famiglia Giovanoli che avevano catturato un Salis sulla via del Settimo, il passo tra Casaccia e Bivio. Il Salis, tuttavia, fasciando gli zoccoli del cavallo per non far rumore, riuscì a fuggire, a far catturare i briganti e giustiziarli. Il prossimo appuntamento è per sabato prossimo, 24 settembre, sulla Via Spluga, con ritrovo alle ore 14.30 al ponte di Postaiolo, raggiungibile da Mese. Si percorrerà a piedi un tratto dello storico itinerario, di cui è stato appena celebrato il decennale dell’inaugurazione, fino al santuario seicentesco di San Guglielmo, poco oltre l’abitato di San Giacomo Filippo. Qui si potranno ammirare varie opere d’arte, a cominciare dalla imponente cancellata in ferro battuto realizzata nel 1642 dal fabbro chiavennasco Bartolomeo Casanova, per passare agli affreschi seicenteschi di Giovan Battista Macolino, padre e figlio, e a quello settecentesco di Antonio Caracciolo. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, senza necessità di prenotazione. Basta ritrovarsi alle 14.30 presso il ponte sul Liro a Postaiolo. Per avere ulteriori informazioni si può telefonare allo 0343 35382, visitare il sito internet www.clavena.it o recarsi direttamente nella sede del Centro di studi storici valchiavennaschi, al primo piano del palazzo Pestalozzi-Luna in via Carlo Pedretti 2 a Chiavenna, aperta il venerdì pomeriggio dalle ore 15 alle 18. Bassa Valle NO G E B R MO Sabato, 24 settembre 2011 31 Ventisette associazioni promotrici e nove mesi di preparazione “C’è una valle”: due giorni di fiera dell’agricoltura C ome ha ricordato in una recente conferenza il gesuita padre Bartolomeo Sorge, viviamo un tempo difficile, un tempo di transizione che assiste al crollo dei pilastri culturali e sociali su cui si è retta finora la società occidentale. Questo tempo richiede dei consapevoli traghettatori, uomini e donne di buona volontà e di buon senso che si facciano operai nel processo difficile della trasformazione. Pensiamo sia un segno di questa volontà di costruire tempi nuovi la nascita a Sondrio di una grande fiera provinciale, dal significativo titolo “C’è una valle”, che avrà luogo sabato 24 e domenica 25 settembre nell’area della Colonia fluviale di Morbegno. L’evento è stato presentato con una conferenza stampa che si è svolta alla Lavops di Sondrio, presieduta dalla presidente Gabriella Bertazzini e con la partecipazione dei rappresentanti di alcune delle ventisette associazioni promotrici, impossibili da nominare in questa sede, che scorrono in un elenco che va dalla A di Acli al W di WWF Valtellina e Valchiavenna. Ci sono voluti ben nove mesi per organizzare questa manifestazione – festa che conta oltre settanta espositori, tra associazioni culturali e sociali, cooperative agricole, produttori locali, rivenditori di prodotti biologici. In totale una settantina provenienti da tutto il territorio valtellinese saranno presenti con i loro stand per divulgare il loro operato. Non c’è dubbio che si tratti di un evento particolare, soprattutto nella sua concezione fondante. Ogni la convivenza tra gli uomini come la fiducia, la trasparenza, l’onestà, la legalità, che forse oggi più che mai appaiono così pericolosamente fuori corso. In sintesi, come recita l’introduzione al programma della manifestazione, “C’è una valle” vuol fare conoscere le «iniziative che già sperimentano e utilizzano modelli di relazione e di integrazione, oltre a promuovere reti sociali di governo, di consumo, di produzione, di finanza e di commercio sostenibili». Nelle due giornate si affiancano momenti di dibattito su vari argomenti, in particolare tre convegni su temi cruciali come i giovani e il lavoro, le pratiche e i progetti per una agricoltura locale sostenibile e le esperienze di giustizia riparativa. Numerosissimi i laboratori per gli studenti, le attività sportive per tutti e quelle di gioco e di animazione per i bambini. Quindi, tre momenti da non trascurare nella ristorazione: “un pranzo a km zero” e “una cena Nell’ambito della manifestazione “C’è una valle”, si svolgerà della legalità” nella il convegno “C’è una prigione in valle”. Nel pomeriggio di giornata di sabato; il domenica 25, dalle 14.30 alle 16.30, in zona Polo Fieristico pranzo “due culture – Colonia Fluviale (via Merizzi), interverrà padre Marco a confronto in Passerini che ha una lunga ed approfondita esperienza in tavola” la domenica. quanto coordinatore della pastorale carceraria per lo stato Il nome pensato del Cearà, in Brasile. Inoltre terrà un intervento anche per la fiera è Francesco Racchetti, garante dei diritti dei detenuti del utile spunto Comune di Sondrio. per ricordare una massima fondamentale: ciò Al centro, le persone, ognuno e che conta davvero tutti chiamati a un collettivo senso nella vita è “esserci”. Per combattere, di responsabilità reciproca, per dentro e fuori di noi, la diffusa trasformare i concetti in realtà di vita mancanza di solidarietà, l’egoismo, la condivisa attraverso l’impegnativa mancanza di sensibilità che fa sì che arte della relazione e del dialogo. anche in Valtellina ci siano, a triste Con la convinzione che la crescita esempio, anziani abbandonati a se di un paese non si misura solo stessi, che muoiono da soli, come nel fantomatico Pil che oggi fa hanno riportato le cronache di questi tremare il mondo, ma nella crescita giorni. (L’ingresso alla manifestazione della qualità umana della vita. Nel è gratuito). recupero di valori fondamentali per MILLY GUALTERONI Convegno sul carcere organizzazione e persona che ha aderito alla manifestazione si è, infatti, impegnata, a firmare una Carta dei principi e degli impegni, un vero e proprio codice etico, costruito sulla base di sette concetti chiave: sostenibilità, integrazione, comunità solidale, cittadinanza attiva, economia solidale, qualità della vita. Impossibile riassumere il testo di questa carta, che andrebbe conservata come cruciale promemoria di quell’ideale vivere collettivo cui tutti possiamo e dobbiamo aspirare. Nel «rispetto dei diritti umani, civili, sociali e sindacali di quanti partecipano a tutto il ciclo economico», nella «valorizzazione e tutela dell’ambiente», nell’integrazione delle diverse culture che oggi abitano anche il nostro territorio. Bema. Un paese piccolo, ma con grande spirito di iniziativa. Ecco le numerose proposte D urante l’estate che si sta per concludere la comunità di Bema, uno dei piccoli comuni abbarbicati sulle nostre montagne (sorge sulla destra idrografica della val Gerola e nel 2010 contava 132 abitanti) che nella presente crisi economica l’idea di possibili risparmi vorrebbe sopprimere, è stata protagonista di una serie di proposte culturali di livello. Anzitutto, la sera di martedì 9 agosto la bella parrocchiale di San Bartolomeo ha ospitato Fiori musicali, ormai un classico dell’estate bemina. Protagonisti ne sono stati i bravi e generosi ex-allievi della “Scuola di Musica Luigi Picchi di Como”, cantori e musicisti, diretti dal loro maestro don Felice Rainoldi, il quale ora svolge anche le funzioni di parroco del paese. L’iniziativa, promossa e organizzata dall’associazione Ad Fontes in collaborazione con la parrocchia e la Pro Loco, per l’occasione ha visto la chiesa gremita di gente del posto, ma anche venuta da fuori. Il canto iniziale del Veni Sancte Spiritus ha creato subito l’atmosfera di raccoglimento e di apertura del cuore e della mente a Dio. L’elevazione spirituale è proseguita con l’esecuzione di tre brani per organo: il solenne inizio e la delicata pagina dedicata alla Madonna della Suite Gothique, Corale e Prière, inizio del terzo movimento dell’Op. 25 di Léon Boëllmann; la Corale e variazioni Io non lascio il mio Gesù di Gottfried Walther; il brano Dialogo su Domine Jesu di François Couperin, dalla suggestiva Si chiude una ricca estate melodia cantabile. Di seguito, gli stessi giovani hanno cantato due brani: la breve melodia di supplica al Signore, Fonte della pace (Coro a canone), creata dallo stesso maestro Rainoldi; In ConvertendoDominus, salmo 125, coro a quattro voci del comasco Francesco Rusca, che esprime la gioia del popolo eletto per la liberazione. Sono stati poi eseguiti altri brani strumentali: la Sonata tripartita per due flauti e organo di autore anonimo del XVIII sec., un genere di composizione che poteva essere sia di intrattenimento che di devozione; di J. S. Bach la Cantata 147, nella trascrizione per organo e violino; di Felix Mendelhsson la dolce melodia romantica dell’Andante VI sonata e il pezzo virtuosistico e brillante della Toccata di Théodore Dubois. A concludere la meditazione il coro ha intonato O gloriosa Foemina, brano monodico tramandato da un antichissimo frammento di codice liturgico della nostra diocesi (XI sec.), Vergine del silenzio di Domenico Machetta e, da ultimo, insieme a tutti i presenti, la Salve Regina, il dolcissimo canto in onore della Madonna. Alla fine, scroscianti e meritati gli applausi a riconoscimento della bravura e professionalità davvero eccellenti di questo gruppo, frutto delle qualità personali e dell’alto livello dell’insegnamento ricevuto. La domenica successiva, ancora con l’organizzazione della Pro Loco, Bema ha vissuto la sua sagra, nel cui ambito, oltre alla fiera, è stata messa in scena la prima rappresentazione del nuovo originale lavoro in dialetto bemino, L’eredità dul zio Beniamin. Una settimana più tardi, sabato 20, con il supporto della sempre presente Pro Loco, si è svolta la visita guidata alle Immagini di devozione sulle case di Bema, iniziativa organizzata dall’associazione culturale Ad Fontes e inserita nel programma intercomunale Morbegno: la sera è viva. Infine, domenica 11 settembre, come ormai da ben 27 anni, la Pro Loco di Bema ha rinnovato il suo più celebre appuntamento, organizzando l’edizione annuale della Sagra dei Funghi, con mostre micologiche, di pittura e di artigianato locale, di degustazione e vendita dei prodotti tipici. Evidentemente, un tale fervore di iniziative non nasce dal nulla, ma trova il suo fondamento nell’attaccamento alla propria terra e nell’affiatamento che unisce gli abitanti di questa piccola, ma vivace comunità alpina. ANGELO REPI Alta Valle 32 Sabato, 24 settembre 2011 Parrocchia di Livigno in festa per il cambio del vicario Salutato don Romano, accolto don Alberto « R ovellasca consegna ed affida don Alberto a Livigno». Così chiudeva il suo articolo Elena Clerici sul numero 33 de “Il Settimanale” e Livigno ha accolto con calore don Alberto Erba domenica 11 settembre nella piazza della chiesa parrocchiale. A soli 3 giorni di distanza dal saluto a don Romano Trabucchi la comunità livignasca si è ritrovata nuovamente in festa per dare il benvenuto al nuovo vicario parrocchiale. Giovedì 8 settembre, festività di santa Maria Nascente, patrona della parrocchia di Livigno, dopo 4 anni esatti dal suo ingresso don Romano ha presieduto la celebrazione della Santa Messa durante la quale ha salutato la comunità del Piccolo Tibet, essendo ora destinato ad assumere l’incarico di parroco delle comunità della Valgerola. Durante l’omelia il vicario ha ringraziato in particolar modo il Signore per i numerosi doni ricevuti. Un crocefisso di legno realizzato dall’artista locale Ernesto Cantoni è stato regalato a don Romano al termine della celebrazione eucaristica: le parole di ringraziamento e saluto a nome di tutta la comunità sono state scritte e lette dalla commossa “maestra” Rina. Al termine della celebrazione la comunità si è ritrovata in Plaza Placheda per la tradizionale serata organizzata dal Comitato per la festa patronale. Dopo la cena, basata sul menu di piatti tipici della vecchia tradizione culinaria livignasca (menèsctra da lècc coi menadégl, scfrìgol, mösa, quagliéda, sarón, poìna co zùcar, rosuméda, solo per citarne alcuni), la festa è proseguita con i saluti che vari gruppi hanno voluto rivolgere a don Romano. Sul palco sono saliti gli educatori del Grest, le animatrici e i ragazzi dell’Acr, i componenti dell’Associazione Amici Anziani di Livigno e Trepalle, i rappresentanti dell’Associazione Noi “Benefizi”, i coscritti del 1968 e il gruppo delle catechiste. Previsto, ma non realizzato un collegamento Skype con il vescovo Diego Coletti che però era già impegnato a Milano per un altro saluto, quello al Cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi. Ognuno ha potuto rivolgere il proprio grazie, donare un piccolo regalo, trasmettere un filmato, proiettare delle fotografie. Al sindaco Damiano Bormolini ed al parroco monsignor Giuseppe Longhini è toccato il compito di chiudere la serata con i saluti e i ringraziamenti dell’intera comunità. Poche ore più tardi, in sella ad una fiammante Harley Davinson, don Alberto Erba è giunto nella sua nuova parrocchia. Si precisa che il bolide non è di proprietà del nuovo vicario di Livigno e nemmeno è stato donatogli dalla parrocchia ma appartiene ad un coscritto del 1972 che, in compagnia degli altri coetanei, ha accolto don Alberto al Passo del Foscagno dove sono state espletate tutte le formalità doganali necessarie per l’introduzione di “merce” in territorio extra doganale. A fianco di don Alberto c’era don Natalino Pedrana nella duplice veste di parroco di Rovellasca e di coscritto livignasco del 1972. Tutti assieme, in corteo, i coscritti hanno poi accompagnato don Alberto lungo le strade del paese fino alla chiesa parrocchiale dove ad accoglierlo erano presenti molti fedeli di Livigno ma anche molti rovellaschesi con una nutrita delegazione di alpini. Strettamente legate al Vangelo («Quante volte dovrò perdonare?»), le prime parole di don Alberto rivolte alla sua nuova comunità durante l’omelia hanno saputo trasmettere ai presenti la voglia di costruire insieme una comunità capace di amare e di porre attenzione a tutti i suoi componenti. La bella giornata di sole e le note della banda di Livigno sono stati cornice bella del buffet allestito dai coscritti sulla piazza della chiesa. Presso Plaza Placheda, poi, il pranzo di don Alberto con i suoi ormai ex parrocchiani di Rovellasca. Don Alberto risiederà, almeno provvisoriamente, negli appartamenti lasciati liberi a giugno dalle suore delle Poverelle presso l’asilo di Santa Maria così da poter lavorare più a stretto contatto con il parroco don Giuseppe e in modo tale da poter essere più vicino alla sede delle scuole medie presso la quale da lunedì 12 settembre ha cominciato ad insegnare religione. QUINTO BORMOLINI Il 9 settembre a Grosotto Meeting dei Grest: più di 400 I L’incontro è stato il vicariati di Tirano e di Grosio si sono ritrovati il 9 Settembre primo frutto della recente 2011 per concludere le attività Commissione Giovanile estive con l’atteso Meeting dei intervicariale, rinata dopo Grest. Nella bellissima cornice di Grosotto, coordinati dall’infaticabile anni grazie al desiderio don Romano e dalla sua équipe, si dei giovani e all’entusiasmo sono ritrovati più di 400 ragazzi con i loro animatori, i sacerdoti ed alcune di don Roberto Seregni famiglie. stand, svoltisi nel campo sportivo. La giornata ha avuto inizio con l’accoglienza dei vari Per contrastare gli effetti del caldo sole settembrino i Oratori che, contrassegnati da diversi colori, hanno ragazzi si sono divertiti a scorrazzare sotto gli spruzzi di attraversato le vie di Grosotto, lungo le quali erano un irrigatore posto da don Romano in mezzo al campo. appostati animatori a proporre giochi ideati dalle Bagnati e contenti si sono poi assaporati la merenda: diverse realtà. A conclusione di questo percorso, l’allegra gelato per tutti! La giornata, infine, si è conclusa con un comitiva si è diretta al Santuario della Madonna delle momento di preghiera guidato da don Roberto. I ragazzi Grazie per la celebrazione della Santa Messa. si sono lasciati cantando e ballando l’inno del Grest. Il celebrante don Roberto Seregni, vicario di Tirano, Il Meeting è stato il primo frutto della recente durante l’omelia ha invitato i ragazzi a fare tesoro Commissione Giovanile Intervicariale, rinata dopo anni dell’esperienza del Grest e della fortuna di condividere di latenza quando il desiderio dei ragazzi della zona settimane di preghiera e di gioco nei loro Oratori. ha incontrato l’entusiasmo di don Roberto. Riunioni, Durante la celebrazione è stato rivolto un sentito grazie a chiacchiere e condivisioni hanno permesso di realizzare tutti gli animatori e ai coordinatori che hanno permesso un incontro tra Grest all’insegna del divertimento e la realizzazione dei Grest nei vari paesi. della fraternità, ingredienti necessari per l’ideazione Al termine della Messa i ragazzi hanno gustato il pranzo e il coordinamento di un evento in cui ad ogni realtà offerto dalla Parrocchia ospitante per poi dare avvio è richiesta una partecipazione attiva. La volontà è di ai giochi pomeridiani. Ogni Oratorio ha partecipato proseguire con lo stesso passo! all’animazione del pomeriggio proponendo giochi a LUCIA SCALCO Notizie flash ■ Bormio Al via la 26a edizione delle Bormiadi Ha preso avvio la 26^ edizione delle Bormiadi, manifestazione unica nel suo genere che impegnerà per cinque settimane centinaia di sportivi e mobiliterà altrettanti tifosi di tutte le età. Non mancano le novità in questa edizione; qualche specialità nuova e qualcuna che viene provvisoriamente accantonata per dare interesse, smalto e idee nuove ad una kermesse che in molti hanno provato ad imitare senza riuscirvi. Le specialità ed i regolamenti sono stati presentati ai capisquadra nell’incontro a loro riservato lo scorso mercoledì. La presentazione ufficiale, priva di sorteggi ed abbinamenti, è avvenuta nella serata della scorsa domenica davanti a tutte le squadre. L’evento - avviene dal 1996 - sarà seguito in diretta dal sito ufficiale dell’Unione Sportiva Bormiese (www. usbormiese.com) nelle pagine dedicate alle Bormiadi. Ma l’edizione di quest’anno avrà qualcosa in più, qualcosa di davvero speciale. Lanciata due anni fa all’interno dell’happy winter bormino, ripresa lo scorso anno subito dopo le Bormiadi, quest’anno sarà proposta nel bel mezzo della oktoberfest sportiva dell’alta Valtellina. Le Bormiadi, infatti, concederanno una settimana alla “mille x mille”, la grande corsa di Bormio, che si presenta ai nastri di partenza con un’altra novità. Se nella prima edizione erano mille i concorrenti a correre ciascuno per mille metri dando vita ad una gigantesca staffetta capace di correre in tre giorni mille kilometri, se nella seconda edizione - accanto agli adulti - mille bambini hanno dato vita alla staffetta delle scuole correndo ciascuno per 100 metri, quest’anno vi sarà una terza staffetta con altri mille concorrenti, ovvero i ragazzi delle scuole medie. Quattro giorni, tremila persone in gara, centinaia impegnate nell’organizzazione, decine di personaggi famosi e di sportivi di grido. ARMANDO TRABUCCHI Sondro Cronaca Semogo. Padre Mirco Sosio ha celebrato la sua prima Messa L odiamo il Signore che continuamente opera meraviglie nel suo popolo: un altro anello prezioso si è aggiunto e ha arricchito per il suo particolare carisma, la catena di vocazioni sacerdotali che caratterizza la Comunità di Semogo. Questa volta si tratta di padre Mirco Sosio, Apostolo della Vita Interiore, ordinato sacerdote il 18 giugno scorso in America a Kansas City. Nato nel 1985 e cresciuto in una famiglia dalle solide radici cristiane, terminata la scuola superiore e dopo aver pure intrapreso la facoltà di Ingegneria Edile, ha seguito la chiamata del Signore. Sabato 17 settembre, alle 20.30 il novello prete è stato accolto con gioia dai suoi compaesani, dal parroco don Giacomo, da altri confratelli e da padre Salvatore Scorza, fondatore nel 2007 di questa nuova realtà della Chiesa. Presenti anche cinque Apostole della Vita Interiore (la Comunità di recente fondazione contempla infatti la presenza del ramo maschile e di quello femminile) che per l’occasione hanno animato un intenso momento di adorazione: silenzio, canto, preghiera, riflessione e testimonianza si fondono insieme per una bella atmosfera di lode e di fede. Gli occhi e il cuore vagano dal Santissimo alla figura di padre Mirco, raggio luminoso dell’Amore del Padre. Questo momento ha evidenziato da subito la peculiarità della Comunità degli Apostoli e delle Apostole della vita interiore: la cura dell’anima e della spiritualità. Immersi in una società che esalta il materialismo, l’apparenza e l’esteriorità, non dobbiamo dimenticare di coltivare la vita interiore per far germogliare e crescere i frutti dello Spirito. Domenica 18 settembre, alle ore 10.00, padre Mirco ha celebrato la sua prima santa Messa a Semogo. Unanime è salito il grazie a Dio per il dono del sacerdozio. Contagiosa la gioia che arde nel cuore del novello sacerdote che sull’immagine-ricordo dell’evento ha fatto stampare una frase di S. Gemma Galgani: «Ho una vita sola ma se mille ne avessi tutte te le darei». Nell’omelia padre Mirco ha sottolineato come la sua vocazione sia anche maturata nel contesto vivo di una comunità che gli ha offerto molte opportunità di formazione: Azione Cattolica, oratorio, Gioventù. In tali associazioni ha imparato la gratuità del servizio, la gioia di stare insieme e per questo ha pregato, perché Semogo continui a conservare e coltivare la capacità di donare agli altri il proprio tempo in modo totalmente disinteressato. Dopo un pranzo animato e gustoso, Quando e dove è nata la comunità degli Apostoli della Vita Interiore? La comunità degli Apostoli della Vita Interiore è nata ufficialmente solo nel 2007! É il frutto dell’apostolato delle Apostole della Vita Interiore, nate agli inizi degli anni ’90 a Roma. Nel loro ministero hanno incontrato dei ragazzi che, attratti dalla vita religiosa, hanno scoperto la loro vocazione e deciso di cominciare il ramo maschile della comunità, vivendo e studiando per diventare sacerdoti. Perchè una nuova comunità? Padre Salvatore Scorza, il fondatore di ambedue le comunità, quella femminile prima e quella maschile dopo, ha avuto fin da giovane questa ispirazione dallo Spirito Santo: nella Chiesa c’è bisogno di donne consacrate e sacerdoti che a tempo pieno si occupino di guidare persone e gruppi nella vita spirituale, nella crescita e maturazione della vita interiore, nel trovare il vero senso della vita e scoprire la vera felicità. Questo attraverso soprattutto il dialogo personale e la direzione spirituale. Apostolo della Vita Interiore preparato dal gruppo Alpini, la festa è continuata con la presentazione del Musical “Don Bosco”, preparato dai giovani e giovanissimi dell’oratorio, con il supporto di mamme per le scenografie e i costumi. Spettacolo coinvolgente e ben interpretato sia nei canti, sia nella scioltezza dei balletti, sia nel ruolo dei protagonisti: Don Bosco e mamma Margherita. Sicuramente al di là dell’ottima prestazione, il musical è stato un valido strumento per far incontrare tante persone di diverse età e competenze, testimoniando la bellezza di lavorare insieme per la realizzazione di un unico scopo. Il sorriso luminoso di padre Mirco ha accompagnato ogni espressione di festa della Comunità, trasmettendo la gioia e la verità della sua scelta, diventando esempio coraggioso in una società in cui il “per sempre” sembra essere allontanato a favore di scelte meno impegnative e meno durature. LA COMUNITà DI SEMOGO Sabato, 24 settembre 2011 33 Notizie flash ■ Valle di Colorina Assemblea annuale di amici ed ex alunni dell’Opera Don Folci Si svolgerà domenica 25 settembre, l’assemblea annuale dell’Associazione amici ed ex alunni dell’Opera don Giovanni Folci. Alle ore 9.30, alla casa di Valle di Colorina, sono in programma l’accoglienza e i saluti. Alle ore 10.00 la Santa Messa solenne sarà concelebrata nel Santuario del Divin Prigioniero dai sacerdoti che festeggiano gli anniversari di sacerdozio. Quest’anno, infatti, ricorre il 25° di ordinazione di don Giampiero Franzi 20° di don Giampaolo Cozzi. A loro si unirà il novello diacono Luigi Portarulo. Alle ore 11.15 si terrà il momento assembleare vero e proprio con la conferenza della dottoressa Francesca Consolini, postulatrice della causa di beatificazione di don Giovanni Folci. “Spunti di riflessione sul ruolo del laico nell’Opera Divin Prigioniero” sarà il tema della relazione arricchita da interventi e testimonianze di membri dell’Opera. Dopo il pranzo, alle 14.30 si svolgerà un ncontro di preghiera conclusivo presso la tomba di don Folci. Gli organizzatori segnalano che sarà possibile raggiungere Valle già sabato 24 (con cena, pernottamento e colazione a € 35). In tal caso è necessario prenotarsi entro giovedì 22, contattando Villa dei Tigli allo 0342.590400, oppure al 348.4799011. ■ Sondrio Catechesi degli adulti: le nuove schede “Le radici della Chiesa nell’annuncio della Parola” è il tema dell’incontro che si svolgerà martedì 27 settembre, quando don Battista Rinaldi presentarà le schede per la catechesi degli adulti 2011-2012 alle ore 21 presso l’oratorio Sacro Cuore di Sondrio. ■ Sondrio Incontro delle comunità apostoliche del vicariato Le comunità apostoliche del Vicariato di Sondrio si incontreranno sabato 8 ottobre, all’oratorio Sacro Cuore di Sondrio alle ore 20.30. ✎ L’INTERVISTA | Padre Mirco Sosio Impegnato a tempo pieno per guidare persone e gruppi nella vita spirituale Purtroppo sono pochi i sacerdoti disponibili per questo, cosí pieni di impegni nelle loro parrocchie e in modo analogo le suore, indaffarate spesso in asili, scuole e ospedali... Ecco allora la nascita delle Apostole e degli Apostoli della Vita Interiore, come risposta a questa esigenza! Che tipo di preti sono gli Apostoli? Alcuni semoghini in passato mi hanno fatto questa domanda: “Ma tu sarai un prete come tutti gli altri? Potrai celebrare Messa?”. La risposta è semplice: sí! Sono un prete come tutti gli altri! Noi Apostoli non siamo preti diocesani, ma siamo religiosi, cioè legati alla nostra comunità religiosa. Posso celebrare la Messa e tutti i Sacramenti. Siamo missionari, non andremo in Africa o India, ma in giro per l’Italia e gli Stati Uniti, per missioni parrocchiali, ritiri, conferenze, momenti di preghiera... Che apostolato? Quale lo scopo e identità? Il nostro è un apostolato spirituale. Non gestiamo strutture, ma andiamo dove ci chiamano, disponibili per tenere meditazioni, incontri di preghiera, incontri per giovani e adulti, bambini, dialoghi a tu per tu, condivisioni, ritiri, campiscuola... e ovviamente tutta la parte liturgica: Messa, Confessioni e adorazioni eucaristiche. L’Apostolo della Vita Interiore, lo dice la parola stessa, prega lui stesso per poi andare incontro alla gente. La nostra giornata è scandita da vari momenti di preghiera che ci donano la forza per essere missionari e uscire ad accogliere i bisogni spirituali delle persone. Perchè Roma e non Como? Un’altra domanda che mi hanno fatto spesso a Semogo: “Perchè sei dovuto andare fino a Roma e non ti sei fermato Como?” Ho già risposto, perchè la casa madre della mia comunità è a Roma e il percorso di studi lo portiamo a termine in una delle pontificie università romane. Perchè l’ordinazione in Kansas, negli USA? L’ordinazione il 18 giugno scorso è stata a Kansas City, ad ordinarci è stato l’arcivescovo Joseph Naumann, della diocesi di Kansas City. è la diocesi in cui sono presenti due case delle Apostole della Vita Interiore, fra cui la loro casa provinciale per l’America. è un vescovo molto amico della comunità, ha sperimentato personalmente il valore del nostro carisma e apostolato e quindi ha deciso di ordinarci sacerdoti. Ogni realtà nuova nella Chiesa ha bisogno di qualcuno che la sostenga e guidi nei primi passi prima di essere totalmente autonoma. Essendo una piccola comunità religiosa, nuova, avevamo bisogno di un vescovo amico che ci potesse ordinare sacerdoti e riconoscere cosí la comunità, la Provvidenza ci ha fatto incontrare questo vescovo. Quale il futuro? Per il prossimo anno sarò certamente a Roma, per finire gli studi. Per le prossime estati saremo sempre in Kansas ad aiutare la diocesi di Kansas City. Dato che per ora siamo solamente cinque confratelli, dobbiamo pregare per nuove vocazioni, cosí che in un futuro non molto lontano, la comunità possa dividersi in due case: una a Roma, casa madre e di formazione per i nuovi membri. E una in Kansas, per l’apostolato. Spettacoli 34 Sabato, 24 settembre 2011 ✎ il telecomando | Scelti per voi Un pesce di nome Wanda Domenica 25 settembre. S. Messa, Rai1, 9,55. Il Papa in visita in Germania a Freiburg in Breisgau. Gran Bretagna 1988. Vatel, Rai movie. 15,40. Ottimo film Un film di Charles Crichton. Con con G. Depardieu. Che tempo che Jamie Lee Curtis, John Cleese, fa, Rai3, 20,10. Talk. Presadiretta, Kevin Kline. durata 108 min Rai3, 21,30. Popolo. Confronto tra Campania e Germania. Gli stati del “Una commedia british welfare, Tv2000, 21,00. Finlandia. praticamente perfetta. Silverado, La7,21,30. Film Western “Un pesce di nome Wanda” è di classe di L. Kasdan. Il segreto uno di quei film che ti rendono dell’acqua, Rai1. 21,30. Fiction davvero felici, che riescono a farti passare un’ora e mezza di poliziesca con R. Scamarcio. Io puro divertimento...tra dialoghi brillantissimi, personaggi loro e Laura, C5, 21,10. Un film strambi e fuori di testa (Otto è un mito..), situazioni paradossali commedia di Verdone che racconta e grottesche (come dimenticare i tentativi del balbuziente di l’Italia contemporanea. Speciale uccidere la vecchietta con i barboncini...) e una storia costruita a su Italo Moretti. Rai storia 21,00. meraviglia. Se poi ci aggiungiamo anche un cast straordinario, il Doc. Salvate la tigre, Rai movie, gioco è fatto.” 22,50. Un J. Lemmon da Oscar (e lo Un commento azzeccato e condivisibile pienamente, preso dalla prese) in questa commedia sagace rete. Buon divertimento. e “impegnata”. Lunedì 26. Tiberio Mitri-il campione e la miss, Rai1, 21,00. Mercoledì 28, Raimovie 21,05 Fiction. Storia del grande pugile, T.F. 1° parte. Voyager, Rai2, 21,05. Scienza, storia e misteri. L’infedele, di Tiziano Raffaini La7, 21,10. Lerner e i suoi ospiti. Le stragi, misteri d’Italia, Rai storia 21,00. Doc. 13 a tavola, C5, 23,30. Film commedia di Oldoini. Viaggio nostalgico nell’Italia degli anni ’60. Martedì 27. Tiberio Mitriil campione e la miss, Rai1, 21,00. Fiction. Ultima parte. Star Accademy, Rai2, 21,05. Nuovo talent show condotto da Facchinetti. SOS tata, La7, 21,10. Tanti suggerimenti preziosi. Chiedi alla polvere, Rai movie. 21,00. Trasposizione del romanzo di J. Fante con ottimi attori. Un dramma dolente e suggestivo. Mercoledì 28. Me lo dicono tutti, Rai1, 21,10. Varietà. Chi l’ha visto? Rai3, 21,05. Programma di servizio. Uomini che odiano le donne, La7, 21,10. Fiction con gli stessi attori del film, 2° puntata. Un pesce di nome Wanda, Rai movie, 21,05. Commedia eccezionale. Quiz show, Rai4, 21,10. Film caustico di Redford sulla tv. Il lupo in calzoncini corti, Rai3, 23,15. Doc. Che cosa sono le famiglie arcobaleno? Giovedì 29. Don Matteo 8, Rai1, 21,10. Nuova serie. Omicidio in diretta, Rai movie, 21,00. Thriller perfetto di De Palma. Piazzapulita, La7, 21,10. Attualità. Blu notte, Rai3, 21,05. Doc. Il clan dei casalesiSoldi silenzio e sangue. Venerdì 30. Complici del silenzio, Rai3,21,05. Bel film dedicato all’Argentina dei desaparecidos vista attraverso gli occhi di un giornalista che segue i mondiali. I migliori anni, Rai1, 21,10. Varietà. Tv7, Rai1, 23,35. Attualità. Le pagine della nostra vita, Rai movie 21,00. Commovente storia d’amore. Sabato 1. Sulla via di Damasco, Rai2, 10,15. Rubrica religiosa. Superquark, Rai3, 21,05; 3 uomini, 3 sfide; Antonio Meucci. Tata Matilda, It1, 21,10. Film fantastico per grandi e piccini. Blaise Pascal, Tv2000, 21,20. Fiction 1° parte. Riflessioni. Quando le intercettazioni battono i problemi D a qualche giorno, ancora una volta, gli spazi delle testate giornalistiche e dei principali programmi televisivi di approfondimento sono largamente occupati dai contenuti delle intercettazioni e dagli sviluppi delle inchieste giudiziarie che coinvolgerebbero direttamente il residente del Consiglio. Le trascrizioni delle telefonate fra quest’ultimo e Giampaolo Tarantini, il trafficone che procurava le ragazze per le feste private del premier, rimbalzano da una testata all’altra e in internet si può ascoltare anche l’audio integrale di alcuni dialoghi nel mirino degli inquirenti. La mole di intercettazioni depositate è tale per cui le cronache si arricchiscono di nuovi particolari di giorno in giorno, addirittura di ora in ora. Da sempre, il binomio “sesso e potere” è un elemento capace di attrarre l’attenzione e la curiosità morbosa del pubblico. I media lo sanno bene e certamente non si tirano indietro se possono sfruttarlo per aumentare le vendite, l’audience o i contatti. Non si tratta di un fenomeno prettamente italiano; basti considerare la copertura riservata al presunto stupro di cui è stato accusato l’ex direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, le cui vicende sono tornate alla ribalta proprio in questi giorni. Ma è netta la sensazione che in Italia certi argomenti suscitino una certa dose di “pruderie” molto più che altrove. Il moltiplicarsi delle progressive Il prurito e la crisi rivelazioni ha rinfocolato il dibattito politico sull’uso delle intercettazioni telefoniche e sulla loro pubblicazione da parte delle testate giornalistiche, che spesso si sono prestate più o meno consapevolmente al gioco dell’una o dell’altra parte amplificando proclami e dichiarazioni ma anche riportando cifre sui presunti costi che questo metodo di indagine comporterebbe. Al di là della polemica politica e dei differenti interessi in campo, catalizzati in questa fase dallo scontro fra maggioranza e opposizioni sul futuro del governo, resta il fatto che altri argomenti molto importanti in questi ultimi tempi sembrano essere passati in secondo piano o sono addirittura scomparsi dall’agenda del pubblico interesse. È il caso, per esempio, della manovra finanziaria che per alcune settimane, dalla metà di agosto in poi, ha occupato molte pagine delle testate giornalistiche e che adesso viene ripresa soltanto a sprazzi in alcuni dei suoi elementi specifici (per esempio, l’aumento dell’Iva e le imposizioni fiscali). Anche la preoccupante altalena delle Borse mondiali viene ripresa con titoli a effetto ma è scarso lo spazio per le spiegazioni, le analisi e le interpretazioni di quanto succede a Wall Street o a Piazza Affari. La crisi in Libia, che due settimane fa sembrava vicina a un epilogo e adesso viene trattata soltanto incidentalmente. Del resto, l’insolita attenzione alle vicende estere che nei mesi scorsi aveva accompagnato il ribollire di tensioni in Africa e Medio Oriente, è evidentemente calata, tornando ai suoi livelli consueti, piuttosto bassi. Ancora una volta emerge la spiccata autoreferenzialità e la tendenza a parlare agli italiani soltanto dei fatti di casa nostra (e non sempre di quelli più rilevanti per il vivere sociale), che costituisce uno dei principali difetti dell’informazione nazionale. Se giornali, tv e siti internet dedicano tanto spazio alle vicende private e ai contenuti scandalistici, fatto salvo il diritto-dovere di cronaca su fatti che possono avere dirette ripercussioni sociali e pubbliche, è anche perché sanno far breccia facilmente nel loro pubblico con questi argomenti. Sta a noi destinatari, prima ancora che alle autorità o alle istituzioni preposte, mettere un limite alla curiosità morbosa, selezionando le notizie che davvero c’interessa approfondire e lasciando perdere quelle di cui la nostra sete di conoscenza e la nostra curiosità possono tranquillamente fare a meno. MARCO DERIU drammatico Drammatico Drammatico animazione cineforum Carnage Tutti per uno Terraferma Kung fu panda 2 The tree of life L’intento iniziale di due coppie di coniugi di risolvere la questione di una rissa tra i rispettivi figli si trasforma in una lite furiosa. Quando i compagni di Milana vengono a sapere che la loro amica rischia di essere rimpatriata in Romania dal governo francese, mettono in atto un piano per salvarla. Il regista italiano Crialese torna a raccontare una storia di migrazioni, reali e dell’anima, attraverso le quali i personaggi riscoprono se stessi e trovano il coraggio di cambiare. Il secondo episodio di una fortunata serie. Appuntamento con le nuove avventure dell’imbranato panda gigante intento ad imparare le arti marziali. Continua al cinema Astra di Como la rassegna “Prologo al CINEFORUM”.Il 27 e 28 andrà in scena “The tree of life”, film vincitore all’ultimo Festival di Cannes. Il film nelle sale della Comunità. A Livigno il 24 al 25 settembre. Il film nelle sale della comunità Sondrio: dal 23 al 29 settembre. Il film è in programma all’Astra di Como dal 23 al 25 settembre e dal 28 al 29 settembre. Il film è in programma nella sala della comunità di Menaggio dal 23 al 27 e il 29 settembre. La stagione del Cineforum si aprirà il 3 ottobre con il film “Un gelido inverno”. Lettere e Rubriche PAROLE PAROLE / 101 Pancrazio Nel greco antico non era un nome di persona, bensì di una lotta, la più violenta e barbara mai esistita. Al suo confronto il moderno pugilato appare come uno scambio di carezze tra due innamorati. “Pan”, in greco, significa “tutto”, mentre “crateia” vuol dire “forza fisica”. Cioè: confrontarsi con tutta la energia dei lottatori e senza limiti di sorta. I lottatori potevano anche mordere, graffiare, cavare gli occhi, dare calci Sabato, 24 settembre 2011 35 e pugni in ogni parte del corpo, strappare le orecchie… Gli spettatori, come nella lotta tra gladiatori, si esaltavano allo spettacolo di tanta scatenata violenza. Questo metodo di lotta era stato ammesso anche alle olimpiadi, finchè gli stessi giochi non vennero soppressi nel 393 d.C. per auspicio di S. Ambrogio, già alto funzionario dell’impero con capitale Milano. Poi, come è noto a tutti, fu eletto dalla Chiesa locale a vescovo quando ancora non era stato battezzato. I giochi olimpici erano ormai degenerati nella immoralità e nella violenza estrema, come era il “pancrazio”. Tuttavia il nome della lotta era ormai diventato proprio di persona, tanto che si annovera anche un santo con questo nome. In Alto Adige c’è un piccolo Comune che si onora di nominarsi San Pancrazio. ATTILIO SANGIANI Elevazione spirituale per ricordare don Enrico Si è svolta giovedì 1 settembre nella basilica di San Fedele su iniziativa dell’associazione albatese “Agorà”: all’organo c’era Lorenzo Pestuggia con la bella voce di Nikolina Pinko. U na chiesa stracolma, un silenzio assorto, una partecipazione intensa e commossa: queste le immagini e le suggestioni che sono rimaste impresse in chi ha partecipato, giovedì 1 settembre, in san Fedele a Como alla elevazione spirituale che Agorà ha voluto proporre per ricordare don Enrico Malinverno (dovremmo dire monsignor Enrico Malinverno, ma lui era per tutti don Enrico). A chi gli avesse proposto un concerto in suo onore, don Enrico, da persona schiva da tutto ciò che si riferiva alla sua persona, avrebbe risposto con una risata, una scrollata di spalle, magari avrebbe aggiunto una delle sue efficaci, talvolta provocatorie, battute ironiche. Ma un momento spirituale di meditazione e di elevazione a quel Dio per il Quale ha sempre operato con passione, questo sì, avrebbe riscosso la sua incondizionata approvazione. Da qui si è mossa l’Associazione Agorà, incontri culturali albatesi, nel promuovere la serata: un momento che ci unisse nella Fede, attraverso la Storia della Chiesa e dell’arte (e la Basilica di S. Fedele ce ne dà testimonianza piena), nel canto e nella musica sacra come espressione autentica di preghiera. Ma ci muoveva anche la consapevolezza che quei doni che don Enrico aveva profuso nel nativo territorio albatese, con grande generosità li ha testimoniati in tutte quelle realtà in cui aveva avuto modo di operare: la famiglia, il Seminario, le parrocchie in cui ha svolto il ministero o a cui ha dato sino all’ultimo collaborazione, la Curia, l’ufficio diocesano Cinema, i monasteri, le case di cura e per gli anziani, le associazioni, e tante altre realtà piccole e Editrice de Il Settimanale della Diocesi Soc. Coop. a r.l. Sede (direzione, redazione e amministrazione): V.le Cesare Battisti, 8 - 22100 Como Telefono 031-26.35.33 Fax Redazione 031-30.00.33 E-mail Redazione [email protected] Fax Segreteria 031-31.09.325 E-mail Segreteria [email protected] conto corrente postale Ricordare don Enrico Malinverno scomparso nel luglio scorso - ha significato in una serata così spiritualmente e musicalmente bella, e non solo per etimologia, portarlo al cuore, portarlo nel cuore: don Enrico che ci ha preceduto nell’aldilà ci lascia una testimonianza che diventa per ciascuno impegno a proseguire con tenacia e a vivere il messaggio evangelico. di Franca Aiani n. 20059226 intestato a: Il Settimanale della Diocesi di Como Redazione di Sondrio: Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio Telefono e Fax 0342-21.00.43 E-mail [email protected] Stampa: A. G. Bellavite S.r.l. Missaglia (Lc) Registrazione Tribunale di Como numero 24/76 del 23.12.1976 Pubblicità: grandi. Ci ha mosso la consapevolezza che i doni ricevuti da lui ci inserivano in un circolo virtuoso di tantissime persone che sentivano, sentono il privilegio di aver potuto essere per un pezzo del proprio cammino con don Enrico, di aver vissuto con lui momenti di preghiera, di azione, di ricreazione con lo sguardo rivolto ad un orizzonte più grande. L’iscrizione nel cortile di una casa in via Rusconi, a pochi passi dalla chiesa di S. Fedele, ci dice il senso umano della vita: nelle cose umane non si potrebbe dare migliore prova di sé che presentare alle generazioni future una testimonianza splendida di essere un giorno vissuto lodevolmente. Don Enrico ha dato alla sua esistenza, umanamente lodevole, un’impronta operosamente cristiana: a Dio ha portato una vita vissuta nella pienezza evangelica. Per questo l’essere stati in tanti lì, quella sera, ha dato umanamente il segno di quanto ci manca (e tanto ci manca!), ma anche, cristianamente, la dimensione comunitaria della Fede, la gioia di essere popolo in cammino verso la Casa del Padre nella storia della Salvezza. Ricordare don Enrico ha significato allora, e non solo per etimologia, portarlo al cuore, portarlo nel cuore: don Enrico che ci ha preceduto nell’aldilà ci lascia una testimonianza che diventa per ciascuno impegno a proseguire con tenacia e a vivere il messaggio Direttore responsabile: Agostino Clerici La Provincia Essepiemme Pubblicità Via Pasquale Paoli, 21 - 22100 Como Telefono 031-58.22.11 Fax 031-52.64.50 Tariffe: euro 31 a modulo commerciale Prezzo abbonamenti 2011: Annuale euro 50 Europeo ed extraeuropeo euro 50 più spese postali La testata Il settimanale della diocesi di Como fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250. Questo giornale è associato alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) e all’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) evangelico. L’elevazione spirituale ha potuto contare sulla bella voce di Nikolina Pinko: amica di Agorà, ormai proiettata verso una carriera di successi importanti, (a Zagabria ha cantato da solista alla Messa con il Papa, sarà sempre da solista alla cerimonia per i Nobel nel prossimo novembre) da qualche anno viene a trascorrere ad Albate le sue vacanze. Vacanze un po’ speciali, perché accetta di far dono della sua dote canora con una serie di incontri musicali particolarmente graditi. Oltre alla serata in S. Fedele, infatti, si è esibita ad Albate in un repertorio lirico accompagnata dall’abile ed esperto maestro Paolo Sala, e in due matinéé nelle case per anziani “S. Marcellina” e delle suore Giuseppine di via Borgovico: momenti di grande emozione e coinvolgimento. In S. Fedele era accompagnata da Lorenzo Pestuggia, bravo organista e compositore, musicista di chiesa come ama definirsi, attento studioso dei maestri di cappella del Duomo di Como. Il repertorio comprendeva brani suggestivi di musica sacra, con una particolare predilezione per i canti alla Madonna, a cui don Enrico era devotissimo, e ai Salmi: dal salmo 27 il titolo dell’elevazione: “Il Signore è mia luce e mia salvezza”. La voce limpidissima di Nikolina ha offerto davvero momenti di grande intensità spirituale in un percorso meditativo ben coadiuvato dalla lettura personale dei testi preparati da Agorà.. Pochi mesi prima di morire don Enrico consegnava ad Agorà le bozze di un suo contributo sulla storia della chiesa che è in Albate e lo concludeva con un augurale ad multos annos. A Lui commossi diciamo ora con convinzione in aeternum per l’Eternità. E sicuramente dal Paradiso ci accompagna con la simpatia di sempre nel nostro pellegrinaggio terreno. Informativa per gli abbonati: La società Editrice de Il Settimanale della Diocesi di Como, titolare del trattamento, tratta i dati, liberamente conferiti per ricevere il ns. periodico in abbonamento, in ottemperanza al D.Lgs. 196/2003. Per i diritti di cui all’art. 7 (aggiornamento, cancellazione, ecc.) e per l’elenco di tutti i responsabili del trattamento, rivolgersi al Titolare del Trattamento presso la sede di viale Cesare Battisti 8, 22100 Como, tel. 031-263533. I dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli abbonamenti, al marketing, all’amministrazione e potranno essere comunicati a società esterne per la spedizione del periodico e per l’invio di materiale promozionale. 36 Sabato, 24 settembre 2011 Grande festa, in diocesi, per i 70 anni di mons. Diego Coletti, vescovo di Como, e per i 10 anni di ordinazione episcopale. In questa pagina alcuni fermo immagine del suo cammino nella diocesi comense Auguri! Fotografie