Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Integrazione Visione Innovazione Trasferibilità Proposte per la stesura dell’aggiornamento 2016 Piano triennale per le attività e la formazione 2015 – 2017 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi Indice 1. Il contesto di sviluppo 2015 – 2017: la situazione aggiornata al termine del 2015 1.1. La situazione delle A.P.S.P. nel contesto trentino: la discontinuità dell’Assessore Zeni Pag. 4 1.2. Alla ricerca di una creatività nuova da rafforzare e mettere a sistema Pag. 5 Pag. 6 1.3. Costruire collaborazione, aggregazione e partecipazione 1.4. Una metafora visiva per rappresentare l’attività Upipa Pag. 7 1.5. Lo slogan per il triennio 2015 – 2017 Pag. 8 2. Aggiornamento al 2016 degli indirizzi per il piano di attività di servizio ai soci 2015 – 2017 2.1. Ampliamento e potenziamento dei servizi esistenti Pag. 8 2.2. Sviluppo di nuovi servizi per l’integrazione di sistema Pag. 11 2.3. Servizi personalizzati per i soci a domanda individuale Pag. 12 3. Indirizzi ed obiettivi per il piano della formazione 2015 – 2017 3.1. Organizzazione del servizio ricerca ‐ formazione – sviluppo – qualità 4. Organizzazione interna e budget della Cooperativa per l’anno 2016 4.1. Il contributo associativo annuale 5. Conclusioni Pag. 14 Pag. 22 Pag. 26 Il presente documento è stato costruito dallo staff dell’Upipa sulla base degli indirizzi generali del Consiglio di Amministrazione, attraverso il coinvolgimento e l’ascolto degli enti soci e dei professionisti e collaboratori degli enti stessi e per mezzo di incontri strutturati con la Consulta dei direttori e le diverse comunità professionali attive all’interno del sistema Upipa. E’ stato quindi oggetto di valutazione all’interno del Comitato Scientifico della Formazione di Upipa, che aveva preliminarmente fornito indicazioni metodologiche, e del quale si ringraziano i componenti: Giovanni Bertoldi, Alda Calliari, Julietta Moranduzzo, Rosangela Peruzzo, Alessio Pichler, Sara Pisoni, Donatella Visentin. L’attività istituzionale, di formazione e ricerca oggetto della presente pianificazione è sostenuta anche dal contributo finanziario della Regione Autonoma Trentino Alto Adige ai sensi degli articoli 23 e 24 della Legge Regionale 21.09.2005 n° 7. Pag. 2 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi 1. Il contesto di sviluppo 2015 – 2017: la situazione aggiornata al termine del 2015 Il quadro politico, dopo un avvio caratterizzato da una relativa stabilità, ha subito forti perturbazioni nella seconda metà dell’anno. A livello internazionale ed europeo, l’emergenza migranti prima e la recrudescenza terroristica poi, hanno aumentato la percezione di insicurezza dei cittadini e le preoccupazioni per il futuro e la sostenibilità della spesa pubblica, delle sue finalità e delle sue priorità, acuendo i contrasti già presenti in forma trasversale in tutta l’Unione Europea tra approcci “rigoristi” ed approcci “espansivi” della spesa e del debito pubblico, ma soprattutto tra partiti e movimenti euroscettici di natura ed origini eterogenee e posizioni politiche che ricercano in un più stretto coordinamento delle politiche europee la soluzione alle situazioni di crisi. A livello nazionale i contrasti si incentrano in particolare sulle modalità di attuazione delle politiche di contenimento della spesa e di riduzione della pressione fiscale per rilanciare l’economia e si caratterizzano costantemente per le tensioni tra le istituzioni locali (in particolare Regioni e Comuni) e nazionali, con una crescente tendenza alla centralizzazione ed alla burocratizzazione delle relazioni. A livello provinciale la tensione tra tendenze alla centralizzazione e rivendicazione delle autonomie e delle peculiarità dei territori si è manifestata con forza disgregatrice in particolare nel settore sanitario e socio sanitario, a seguito delle polemiche sorte in tema di chiusura dei punti nascita e di ridimensionamento degli ospedali di valle, che hanno determinato, nel corso dell’estate, d’iniziativa del Presidente della Provincia, anche la revoca delle deleghe all’Assessora alla Salute e Solidarietà Sociale Donata Borgonovo Re, repentinamente sostituita con il collega di partito Luca Zeni, in modo traumatico che ha lasciato strascichi sia nel PD Trentino che nella coalizione di governo, determinando tra l’altro anche contraddizioni ed incertezze rispetto al programma di legislatura ed alle modalità di aggiornamento dello stesso, con l’annuncio, inaspettato e non condiviso, di un “piano straordinario per l’accorpamento delle case di riposo”, proposto dal neo Assessore alla Salute e Solidarietà Sociale e integrato negli obiettivi di legislatura collegati alla manovra finanziaria per l’anno 2016. Questo, unitamente all’entrata in vigore a livello nazionale delle norme sul divieto di affidamento di incarichi a pensionati, ha contribuito a delegittimare pubblicamente i Consigli di Amministrazione delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona della Provincia Autonoma di Trento. Ciò ha riaperto anche un piano dialettico con le Organizzazioni Sindacali rispetto alle funzioni degli Amministratori e dei dirigenti delle A.P.S.P., portando all’emersione di posizioni di forte semplificazione e radicalizzazione, che rischiano di comprimere, nel medio periodo e nonostante le rassicurazioni del nuovo Assessore, anche i livelli occupazionali del sistema dei servizi residenziali agli anziani. E’ in questo quadro di crescente instabilità politico istituzionale che l’Upipa ha rinnovato, nel corso del 2015, i propri vertici, eleggendo un nuovo Presidente e oltre la metà di nuovi Consiglieri, con una significativa rappresentanza di genere. Nel corso del 2015 hanno trovato conferma ed amplificazione, anche in Trentino pur se Provincia Autonoma – ed in particolare a seguito del nuovo accordo con lo Stato sull’autonomia speciale ‐ le linee di tendenza già segnalate in sede di prima redazione del piano triennale lo scorso anno, con una lieve compensazione degli effetti derivante dalla scarsa inflazione e dalla riduzione dei costi energetici a livello internazionale. Le modalità di attuazione della cosiddetta “spending review” si stanno sempre più caratterizzando, oltre che come un effettivo “definanziamento” dei servizi, anche con una fortissima tendenza all’accorpamento ed alla centralizzazione degli stessi, allo scopo di perseguire sempre maggiori e più complesse economie di scala e di garantire un controllo più stringente e diretto sulla spesa, dalla sanità, alla scuola, agli enti locali, con un crescente processo di aziendalizzazione delle organizzazioni e di managerializzazione dei processi decisionali e della responsabilità gestionale, concentrate nei vertici e nelle tecnostrutture. Il già segnalato “dinamismo riformatore” ha prodotto, nel corso del 2015, la rapida diffusione delle norme di attuazione sull’armonizzazione dei sistemi contabili delle pubbliche amministrazioni (anche se mancano i modelli di classificazione dei bilanci proprio delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona all’interno del sistema SIOPE), l’introduzione della fatturazione elettronica (con i benefici e gli irrigidimenti che il sistema ha portato con sé), e del modello 730 precompilato, con l’obbligo – per i soggetti erogatori di servizi sanitari e socio sanitari ‐ di comunicazione telematica di tutte le prestazioni fatturate agli utenti e da loro pagate nell’anno fiscale, aggiungendo (nella migliore tradizione amministrativa italiana) un ulteriore adempimento rispetto a quelli già previsti in materia. Pag. 3 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi La crisi di ruolo, di riconoscimento e di legittimazione degli organismi intermedi (corpi sociali intermedi), compresi le associazioni di categoria, i sindacati ed i partiti politici, e della loro funzione di mediazione e sintesi delle istanze sociali, è stata riportata in primo piano, con tutte le contraddizioni che comporta, dalla sentenza della Corte Costituzionale n° 178/2015, che ha dichiarato incostituzionale il blocco “sine die” della contrattazione pubblica, di fatto obbligando le controparti datoriali pubbliche a riaprire la contrattazione con le parti sindacali e ad individuare le risorse per garantire i rinnovi contrattuali, riattivando una dinamica di relazione da tempo sopita e sostituita da microconflittualità interpretative del contratto che hanno favorito l’ascesa dei sindacati corporativi ed autonomi rispetto a quelli confederali. L’evoluzione verificatasi ai diversi livelli nel corso del 2015 impatta ancora più significativamente che all’inizio del triennio sui rapporti tra l’Upipa, i propri soci ed i diversi soggetti istituzionali di riferimento, in particolare la Provincia Autonoma di Trento e la Regione Trentino Alto Adige, ponendo l’intero comparto di fronte ad una grande accelerazione del processo di cambiamento già in essere. 1.1 La situazione delle A.P.S.P. nel contesto trentino: la discontinuità dell’Assessore Zeni L’intervista rilasciata all’Adige il 25 ottobre scorso dal nuovo Assessore alla Salute ed alla Solidarietà Sociale, Luca Zeni, nella quale si preannuncia, senza nessun confronto preliminare con le parti interessate rispetto ai problemi da affrontare, la “soluzione” dell’accorpamento di tutte le A.P.S.P. in una unica Azienda Provinciale per i Servizi alla Persona, ed il contestuale esaurimento del ruolo di Upipa quale soggetto rappresentativo e di raccordo, coordinamento e sviluppo del sistema delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona, sembra essere basata sull’unica motivazione esplicita, peraltro non sostenuta da adeguate e documentate simulazioni, di ridurre la spesa, spostando le risorse da spesa amministrativa (Consigli di Amministrazione e direttori) a spesa per servizi (esemplificata con il rafforzamento del personale e la riduzione dei costi a carico delle famiglie). In controluce però si possono leggere due tendenze già presenti in precedenti scelte di governo, da una parte rappresentate dall’orientamento a recuperare risorse dalla spesa improduttiva (servizi ai cittadini) per destinarle alla spesa “produttiva” (misure per il sostegno alle imprese ed ai consumi e per l’incremento del PIL), dall’altra prefiguranti una forte centralizzazione dei modelli di “governance” del sistema provinciale nel suo complesso, che si riflette anche nelle politiche di accorpamento delle scuole, dei Comuni e dei servizi locali. Da questo punto di vista la sottovalutazione sistematica dei bisogni emergenti, oltre che dalla scarsa importanza data alla lettura dei dati relativi alla tendenza della domanda di servizi, in particolare in area anziani e della non autosufficienza, è confermata anche dalla totale assenza, nel quadro della proposta di riordino del sistema, di un ripensamento – che però è sempre più necessario ed urgente – della filiera complessiva dei servizi, con la ricomposizione dei servizi professionali e di quelli informali, di quelli a finanziamento pubblico e di quelli sostenuti dalla spesa privata cosiddetta “out of pocket”, nella speranza che tali effetti possano essere prodotti automaticamente dell’introduzione dei voucher, peraltro presentati come uno strumento di creazione di mercato e di competizione tra erogatori, piuttosto che come uno strumento per trasformare in servizi effettivi i precedenti trasferimenti economici, quali ad esempio l’assegno di cura. Tutto questo avviene in forma slegata e scoordinata dal Piano per la Salute del Trentino 2015‐2025, pur recentissimamente approvato, ma soprattutto in modo incoerente con la necessità di fare leva sulle risorse del territorio e sulla responsabilizzazione e motivazione degli erogatori e degli operatori a tutti i livelli, per aumentare la capacità di risposta ai bisogni dei cittadini a parità di risorse disponibili, prefigurando modelli che aumentano, invece che ridurre, la distanza dei vertici dai bisogni e della risorse dei territori e dalla conoscenza delle competenze delle persone e che richiedono un ingente sforzo aggiuntivo in termini di coordinamento e controllo. In modo quasi populistico si accantonano le riflessioni sulla compartecipazione degli utenti e sulle forme di assicurazione per la non autosufficienza (siano esse sanità o previdenza integrativa), concentrando il dibattito sul contenimento delle rette a carico delle famiglie, peraltro artificioso ed ottenuto attraverso una sempre più pesante ingerenza del soggetto regolatore nell’autonomia di gestione dei soggetti gestori, anche in spregio dei limiti e delle modalità normative definite per l’adozione delle misure di coordinamento della finanzia locale, che prevedono l’obbligo di consultazione preventiva dell’Upipa in tale materia. Pag. 4 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi Come prefigurato in chiusura del 2014, tale tendenza si è accentuata e si conferma destinata ad accentuarsi anche nel prossimo futuro. Per questo motivo il richiamo alla necessità ed alla capacità degli enti di fare sistema in forma autonoma anche rispetto al confronto dei costi per porsi come interlocutore collettivo nei confronti della Provincia, che è stato recepito con il significativo incremento dell’adesione dei soci al Progetto Smart Point, diventa sempre più urgente ed attuale, ed investe tutti gli aspetti del fare sistema e del collaborare in via volontaria ed orizzontale. In questo contesto, l’Assemblea dei Soci dell’Upipa ha votato, con solo 4 astenuti, un indirizzo che vede nel rafforzamento delle reti di collaborazione orizzontale e territoriale tra gli enti ed all’interno dell’Upipa, la modalità privilegiata per affrontare il cambiamento e rendere sostenibili (ma anche innovare) i servizi, ponendo le basi affinché eventuali processi di accorpamento e fusione si realizzino in ambiti territoriali realmente omogenei e con effettivo vantaggio per i cittadini nel calcolo di costi e benefici, perché realizzati dal basso e come strumento per conseguire miglioramenti nella sostenibilità e nella qualità dei servizi, e non dall’alto, come fine politico piuttosto che come strumento. Va quindi confermata, rafforzata e disseminata tra i soci, a partire dalla valorizzazione delle buone pratiche e dalla ricomposizione di precedenti antagonismi, fratture ed incomprensioni, l’innovazione e la creatività dei soggetti istituzionali nella ricerca di un nuovo ruolo e di una nuova autonomia e legittimazione all’interno del sistema dei servizi, consolidando un modello di partecipazione associativa, perseguito con pazienza e determinazione dalla nuova Presidenza di Upipa anche attraverso un radicale miglioramento della comunicazione interna e del coinvolgimento nei processi decisionali, in grado di tenere conto delle differenze e delle aggregazioni variabili tra enti, ma anche di garantire sintesi effettive ed efficaci di bisogni, di prospettive e di strategie dei singoli enti soci, nella necessità di costituire non un solo “insieme”, ma una serie di “insiemi” non contraddittoria, variabile, flessibile, coerente ed integrata, che riesca a valorizzare al meglio le dimensioni della creatività individuale e della partecipazione collettiva. 1.2 Alla ricerca di una creatività nuova da rafforzare e mettere a sistema Una rafforzata capacità degli enti di produrre ed erogare servizi integrativi e diversificati, già indicata come uno degli obiettivi dell’attuale piano triennale, viene confermata come urgente e necessaria dalla carenza di proposta e di visione riguardo in particolare alla ridefinizione della filiera dei servizi per l’invecchiamento (e non solo per la non autosufficienza). Oggi più che mai serve un’alternativa creativa ed innovativa alla riproposizione della logica razionale dei modelli tradizionali, magari mutuati dai contesti aziendali di produzione di beni materiali di stampo tayloristico, piuttosto che di servizi relazionali. Occorre immaginare e creare nuove modalità di concezione dei servizi stessi, che significa individuare e sperimentare: nuove modalità di coinvolgimento degli utenti alla ricerca di meglio coniugare sostenibilità e qualità; strategie di ricostruzione dei legami di comunità e di responsabilità sociale, per connettere risorse pubbliche e private nella costruzione delle risposte ai bisogni; un concetto di appropriatezza adeguato e declinato nel contesto della cronicità e della integrazione socio‐sanitaria, che non sia il mero trasferimento di modelli sanitari settoriali in questo campo, e che tenga conto della qualità della vita nella malattia piuttosto che della lotta alla malattia degenerativa, di modelli di risk agreement piuttosto che della ossessiva ricerca della riduzione del rischio ad ogni costo; un modello di prevenzione e di accompagnamento all’invecchiamento incentrato non solo sulla posticipazione delle forme di cronicità e non autosufficienza, ma anche sullo sviluppo di strategie di adattamento e compensazione che ne riducano gli effetti invalidanti, facendo leva sui fattori di possibile resilienza, a partire dagli studi sulla riserva cognitiva. In tale prospettiva appaiono strategiche tutte le azioni finalizzate a sviluppare pensiero innovativo, scambio e confronto tra ambiti e soggetti territorialmente, organizzativamente e culturalmente differenti, costruzione di contaminazioni intersettoriali anche con settori economici ed erogativi diversi, mettendo a sistema la sperimentazione e l’implementazione di nuovi servizi e nuove tecnologie, a partire dalla disseminazione delle buone prassi già sviluppate in tal senso dai poli di eccellenza del sistema, che rischiano invece di venire azzerate dai processi di standardizzazione ed allineamento legati ad accorpamenti obbligatori. Pag. 5 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi Al contempo è necessario evidenziare sempre più e sempre meglio la capacità, attraverso l’innovazione creativa, di produrre valore e di contribuire anche all’incremento del PIL provinciale (soprattutto con il consolidamento e lo sviluppo anche commerciale delle innovazioni di servizio), anche da parte del settore dei servizi alla persona e delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona, a partire dalle esperienze del Marchio Q&B, degli Indicatori Clinici e della Musicoterapia, già oggi presenti nel sistema in uno stadio di sviluppo avanzato ed in fase di esportazione fuori dal territorio provinciale. 1.3 Costruire collaborazione, aggregazione e partecipazione Come si paventava sono andati intensificandosi ‐ nel corso del 2015 ‐ le tensioni interne al sistema, i fattori centrifughi e divergenti già presenti, i potenziali conflitti, in precedenza controllati attraverso la posticipazione delle questioni più spinose e problematiche, come ad esempio la revisione dei nuclei ad alto fabbisogno assistenziale e dei modelli di presa in carico della gravità. Ciò ha fatto emergere i sottoinsiemi collaborativi – di natura territoriale, dimensionale, tematica o per problemi ‐ in potenziale e contingente competizione tra loro e con la stessa Upipa creatisi nel tempo, che si sono manifestati in forma più esplicita ed acuta nella fase elettorale di rinnovo delle cariche. L’attuale Presidenza, rispetto a questi fenomeni, ha attivato un forte e costante impegno alla ricomposizione, ben oltre lo sforzo di sintesi e di aggregazione auspicato in fase di redazione iniziale del presente piano triennale. Ricomposizione che è stata accelerata e rafforzata dalla necessità di fronteggiare in modo fermo ma costruttivo le posizioni unilaterali espresse dall’Assessore Zeni. In questo senso si è estesa l’opera di rafforzamento della conoscenza e della relazione con i singoli soci ed i diversi territori, realizzata attraverso l’intensificazione di tutte le forme di comunicazione orizzontale, sia formale che informale, l’aumento della tempestività, l’impegno diretto dei Consiglieri nell’attivazione e nel coinvolgimento costante delle Unità Territoriali e da ultimo anche dei referenti a livello comunale, il coinvolgimento della Consulta dei direttori e la valorizzazione dell’apporto dei gruppi di lavoro. In questa fase si è inoltre avviata una forma di costante riflessione e presenza, corale e coerente, del sistema e dei soci sugli organi di stampa, ad alimentare un dibattito, pubblico e non più solo interno, sull’innovazione dei servizi ed il cambiamento del sistema stesso, in una prospettiva di costante attenzione alla qualità del servizio, alla tutela degli utenti ed ai bisogni e alle risorse delle comunità. Diventa ora ancor più strategico, in questa prospettiva di dibattito pubblico sul futuro del sistema, potenziare fin dal 2016 la capacità degli enti soci di tessere alleanze e relazioni orizzontali ed informali, anche con soggetti non “istituzionalizzati”, quali ad esempio i familiari (singoli o in gruppo), i care givers informali sul territorio (comprese le assistenti familiari o badanti che dir si voglia), i volontari ed i donatori potenziali, costruendo anche da questo punto di vista strumenti ed azioni progettuali di tipo generativo, per fare in modo di moltiplicare le risorse disponibili per il welfare e rafforzarle nel loro insieme. A questo si dovrà affiancare un rafforzamento della capacità di rendicontazione sociale e di comunicazione e valorizzazione di tali azioni, che costituiscono la peculiarità ed il carattere distintivo più difficoltoso da evidenziare derivante dal radicamento territoriale degli enti soci. Tutto ciò sarà possibile oggi a maggior ragione se da una parte gli enti soci rinunceranno a posizionamenti “difensivi” nella rete dei servizi, ponendosi invece come elemento di cerniera e connessione tra componenti formali ed informali, tra componenti sociali e sanitarie, e sostituendo un approccio sindacale‐ rivendicativo con un approccio di costruzione sociale e collaborativo, in cui alla difesa della propria autonomia si associa anche la responsabilità e l’iniziativa diretta. Ma anche se sapranno difendere unitariamente le posizioni e le prerogative del sistema, ricercando una sintesi alta – nell’attuale contrasto di idee con l’Assessorato – orientata alla ricerca di un cambiamento dei servizi capace di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, e non solo una mediazione sulle “dimensioni” dell’accorpamento, ricercandone invece il senso, nei contesti in cui questo sia effettivamente quello di migliorare e potenziare i servizi e le risorse del territorio. Anche Upipa dovrà in tal senso diventare un luogo di confronto e di collaborazione sempre più aperto, capace di lasciare convivere anime e prospettive differenti senza che esse ne vadano a minare la coesione di fondo o ne determinino fratture e schieramenti tendenzialmente alternativi e potenzialmente auto delegittimantisi e distruttivi, ricucendo i rapporti attualmente più sfilacciati tra i diversi soci come ha cercato di fare dalla seconda metà del 2015. Pag. 6 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi In questa partita giocheranno un ruolo anche le istituzioni regionali e provinciali, che ora si trovano realmente di fronte al bivio tra il perseguire lo smantellamento di Upipa in quanto soggetto che ha esaurito la sua funzione (come ha affermato l’Assessore Zeni) o promuoverne e riconoscerne la funzione di aggregazione e sintesi partecipativa di sistema, incentivando la collaborazione e l’integrazione orizzontale delle APSP in Upipa, prestando moltissima attenzione ai criteri che saranno adottati per la distribuzione delle risorse disponibili, onde evitare di creare ulteriori polarizzazioni, senza però ingerenze eccessive e pretese di controllo assoluto del sistema, che minandone la storica autonomia ne annullano anche la potenziale generatività. 1.4 Una metafora visiva per rappresentare l’attività Upipa Si conferma e si ripropone, a maggior ragione alle luce dei cambiamenti intervenuti nel corso del 2015, l’associazione ‐ al presente piano dell’attività ‐ di un logo, un’immagine che accompagnerà tutti i materiali cartacei (comunicazioni e documenti) e su file (presentazioni, ecc.) che rappresenta l’orizzonte di senso nel quale si muoverà l’attività dell’Upipa nel prossimo triennio. Poiché l’immagine che è stata scelta, un insieme di oggetti geometrici simili, ma di forme e colori diversi, che si muove in forma più o meno aggregata lungo una striscia nera tratteggiata di bianco, con un andamento ondulato, ben rappresenta l’idea di integrazione orizzontale e non di accorpamento e standardizzazione che la maggioranza dei soci condivide, e che era già prefigurata nella spiegazione del logo proposta lo scorso anno. Un insieme di oggetti geometrici simili, ma di forme e colori diversi a rappresentare un contesto associativo in cui la diversità di forme, colori e aggregazioni non cancella la percezione di una comune appartenenza e di una comune direzione‐missione. Una striscia nera tratteggiata di bianco, ad andamento ondulato, su cui ci si muove in aggregazioni differenziate a simboleggiare il contesto sempre più incerto, altalenante, difficile da valutare nel suo sommarsi di fattori positivi e negativi, dove il contingente ed il presente sembrano avere troppo peso e troppo spessore, a scapito della capacità di lettura del passato e di prefigurazione del futuro, in cui tutto si muove in modo apparentemente più disordinato, ma nel quale è possibile riconoscere un’armonia dinamica di colori, forme e movimento, che però richiede uno sforzo di visione e interpretazione, quasi una intenzione che dia significato all’immagine, esattamente come il significato della dimensione associativa dipende oggi più che mai dall’intenzionalità con cui i soci glielo attribuiscono. Un andamento concavo, a richiamare il logo del triennio precedente, per mantenere l’idea della mano (la strada, il percorso, la missione associativa), aperta, capace di accogliere ed al contempo di sostenere, alla ricerca di una nuova generatività nella relazione con l’ambiente. Uno sfondo in cui domina il grigio a dare l’idea del rischio di rarefazione delle relazioni sociali e di impoverimento delle risorse comunitarie insito in questa delicata fase della crisi, e della necessità di restituire colore al contesto con la propria azione di promozione sociale. Lo slogan riportato in forma arrotondata sotto all’immagine metaforica con la parola creativi scandita dai colori dell’immagine e ripresa dalle parole chiave a pié di pagina, per richiamare la relazione tra i diversi colori del sistema, la loro complementarietà e le condizioni strategiche per una loro effettiva valorizzazione. La scelta della geometria dell’immagine nel suo complesso, per richiamare uno sfondo di razionalità e di struttura comune, immediatamente ed intuitivamente riconoscibile, garanzia rispetto al potenziale caos, ma anche la semplicità e la sobrietà dei soggetti e delle azioni. Ed ancora altro … da proporre ed inventare guardando l’immagine, in coerenza ed a rafforzamento degli obiettivi di sviluppo che il sistema si pone. Pag. 7 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi 1.5 Lo slogan per il triennio 2015 ‐ 2017 Unitamente all’immagine è stata individuata una frase, coerente con l’orizzonte di senso proposto ed in grado di sottolinearne gli aspetti salienti, facilitando la decodificazione degli elementi simbolici del logo, cui è stabilmente associata. La frase slogan per il triennio è “Insiemi CREATIVI: Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione”, che riconosce e rafforza i due grandi obiettivi del triennio, cioè aumentare la creatività e l’innovazione nei servizi e costruire forme di partecipazione comunitaria aperte all’esterno e rispettose delle differenze interne, rendendo il sistema maggiormente generativo nel suo complesso. Per questo motivo la parola “creativi” diventa anche acronimo multicolore degli elementi costitutivi necessari per garantire una creatività sociale e comunitaria e non solo fine a se stessa. Insiemi > non un solo insieme, ma tanti insiemi, per alcuni aspetti differenti, per altri sovrapposti o sovrapponibili, comunque legati dal loro comune essere “insiemi”, alla ricerca di un equilibrio dinamico; CREATIVI > non insiemi fini a se stessi, costruiti per difendersi dall’esterno, ma pensati per unire le forze, integrare le visioni, perseguire obiettivi comuni, adattarsi ai diversi contesti, per creare qualcosa di nuovo e per generare valore per la comunità, attraverso il perseguimento consapevole delle parole chiave dell’acronimo scelto come simbolo; Collaborazione > intesa nel suo senso profondo di processo cardine del lavoro sociale, quale alternativa generativa alla competizione; Responsabilizzazione > intesa come consapevolezza delle conseguenze delle proprie scelte e delle proprie azioni, ma anche come riconoscimento del proprio potere di agire e provocare cambiamento; Equità > intesa come ricerca costante dell’equilibrio e delle pari opportunità, come riconoscimento dei diritti e delle ragioni dell'altro, come bilanciamento e allineamento degli interessi, per colmare distanze e fratture; Apertura > intesa come capacità di andare oltre agli steccati di ente e di sistema, oltre agli schemi di pensiero ordinari ed abituali, per riuscire a cogliere dall’esterno gli stimoli all’apprendimento e le opportunità di collaborazione e sviluppo; Trasferibilità > intesa come tensione ad applicare, adattandoli al proprio contesto, gli apprendimenti e le innovazioni; Innovazione > intesa come capacità di pensare il diverso da ciò che già esiste, come capacità di rinunciare all’idea che “si è sempre fatto così”, come capacità di cambiare il punto di vista; Visione > intesa come capacità di coniugare e comunicare cambiamento, futuro e valori, di rendere immaginabile, presente e possibile ciò che si vuole realizzare, come direzione intenzionale di tutte le proprie azioni; Integrazione > intesa come capacità di far dialogare le diverse parti per ottenere un tutto efficace e migliore della somma delle sue componenti. 2. Aggiornamento al 2016 degli indirizzi per il piano di attività di servizio ai soci 2015‐2017 La presente sezione del piano è stata completamente rivista ed integrata in base alla necessità, emersa negli ultimi mesi del 2015, di rendere coerente la tempistica e gli obiettivi del piano stesso con l’accelerazione impressa al cambiamento dalla proposta di accorpamento delle APSP e di individuare e sostenere ulteriori forme di collaborazione orizzontale tra le APSP, sia a livello territoriale che in Upipa. Ciò anche sulla base delle prime indicazioni emerse dal gruppo di lavoro della Consulta dei direttori per la Consortilizzazione dei servizi. Vengono quindi qui di seguito aggiornati al termine del 2015 gli obiettivi già presenti nel piano, con evidenza di quanto realizzato e definizione di quanto in programma per il prossimo biennio. Pag. 8 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi 2.1 Ampliamento e potenziamento dei servizi esistenti La domanda di proattività e la fiducia manifestata dai soci rispetto all’opportunità che sia Upipa a promuovere e sviluppare servizi di interesse comune richiede, anche sulla base dei differenti esiti di soddisfazione espressi sui servizi esistenti, l’adozione di azioni di miglioramento e potenziamento di almeno alcuni dei servizi già offerti da Upipa. In particolare, nel corso del triennio, si ritiene di agire sulla base dei seguenti obiettivi, facendo leva sui servizi esistenti per rafforzarne la funzione aggregatrice e realizzare, ove possibile, economie a favore dei soci. Sportello unico di informazione e consulenza Viene confermato l’ampliamento – già realizzato per tutto il 2015 ‐ dell’orario di apertura dello sportello con personale professionalmente qualificato in area giuridica in modo da consentire ai soci l’inoltro di quesiti e di segnalazioni, anche telefoniche, durante tutto l’orario di apertura. Viene mantenuta la modalità formalizzata e cadenzata di monitoraggio di tutte le novità in materia normativa e regolativa riguardante gli ambiti di maggiore interesse dei soci, con previsione di rafforzare le modalità di segnalazione ai gruppi di lavoro di riferimento per area tematica individuati dalla Consulta dei direttori delle novità legislative e regolative per una analisi preliminare di impatto ed elaborazione successiva delle indicazioni e degli strumenti per l’eventuale recepimento da parte del sistema. E’ stata avviata la collaborazione stabile al fine di integrazione e supporto reciproco delle attività istruttorie, sia di sistema che su singoli quesiti, con l’analogo sportello dell’Associazione delle Residenze Per Anziani dell’Alto Adige, con raccordo sistematico con gli uffici della Regione e con il Comitato Consultivo delle A.P.S.P., in particolare in materia di recepimento delle norme nazionali. E’ ancora da realizzare appieno la valorizzazione dei prodotti del servizio (risposte a quesiti e strumentazione specifica per l’applicazione di nuove normative) in forma di mailing e di migliore reperibilità sul sito in area riservata, compresa la mutua accessibilità alle aree riservate dei siti delle due Associazioni trentina e alto‐atesina per una migliore collaborazione orizzontale. Si prevede di far contribuire i soci al rafforzamento dell’attività dello sportello ponendo a pagamento i quesiti e le consulenze richieste dai singoli soci attraverso il criterio del concorso ai costi in proporzione all’utilizzo (attività realizzata nel corso del 2015 con stage e con risorse derivanti da mancate sostituzioni di assenze per maternità) e mantenendo gratuiti il monitoraggio, la produzione di circolari e di modelli documentali a beneficio di tutti i soci. Si prevede di rafforzare ulteriormente le funzioni e le competenze del personale dello sportello, anche attraverso convenzioni con soggetti esterni, per attivare gradualmente in base ed una mappatura preliminare, un servizio di consulenza sulla privacy e di gestione ed aggiornamento della modulistica in materia per i soci che intenderanno avvalersene in forma onerosa, in alternativa alla attuali consulenze attivate dai singoli enti soci. Si prevede inoltre di ampliare le funzioni dello sportello, anche in questo caso in base a preliminare mappatura dell’interesse dei singoli soci, per integrare all’interno dello stesso la gestione istruttoria e consortile degli adempimenti in materia di trasparenza e anticorruzione. Servizio di rilevazione ed analisi dei dati statistici Realizzata nel corso del 2015 l’estensione delle adesioni al Progetto Smart Point, che ha visto aderire 34 soci APSP gestori di RSA, e dal momento che tale allargamento ha ridotto la tempestività di rielaborazione dei dati a causa della necessità di maggiori correzioni e verifiche, si prevede nel corso del 2016 e 2017 di assicurare ai soci un supporto diretto in fase di inserimento dei dati per una migliore completezza e correttezza del database fin dalla prima rilevazione. Si conferma l’obiettivo di trasformare il Progetto Smart Point in un osservatorio permanente del sistema, auspicabilmente raccordato ad altri osservatori regionali, anche in assenza di riconoscimento e valorizzazione da parte dalla Provincia onde favorire comunque la collaborazione tra i soci per il contenimento dei costi dei servizi, introducendo progetti di miglioramento sulle maggiori criticità rilevate, anche con interventi di consulenza e supporto mirati per singoli enti. Pag. 9 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi Si prevede inoltre un impegno maggiore all’integrazione dei dati Smart Point con i dati relativi al Progetto Indicare Salute (da integrare e unificare con il complementare progetto Indicatori Clinici realizzato dall’APSP di Cavedine) e quelli del Marchio Qualità e Benessere. Vengono inoltre confermati, per il biennio successivo, gli obiettivi non ancora raggiunti nel corso del 2016: miglioramento dei form di raccolta dei dati con privilegio delle modalità di raccolta via web in tutti i casi in cui ciò sia possibile; incremento della tempestività di restituzione delle analisi (compatibilmente con la puntualità di trasmissione dei dati), con evidenza dei tempi di lavoro per i diversi passaggi; redazione di rapporti di commento ai dati restituiti anche sulla base del confronto preliminare con i portatori di interesse. Servizio di ricerca, sviluppo e formazione Consolidamento delle metodologie di programmazione ed erogazione delle azioni formative come da indicazioni specificamente evidenziate nella sezione dedicata alla pianificazione della formazione in modo da avviare azioni che supportino maggiormente le ricadute negli enti soci. Valorizzazione costante dei progetti di sviluppo ed innovazione di sistema attraverso la previsione, già in fase progettuale, dei prodotti finali da rendere disponibili con il progetto, identificati in rapporti di ricerca di progetto e dati di analisi dell’ambito trattato, unità formative minime da utilizzare nel catalogo della formazione per la disseminazione dei risultati (comprensive di materiali didattici di base), strumenti operativi (protocolli, flussi di lavoro, vademecum, modulistica) per l’implementazione nelle organizzazioni delle innovazioni prodotte. Introduzione di una attività editoriale e di pubblicazione dei più significativi materiali e risultati, anche in collaborazione con case editrici specializzate. Servizio di comunicazione e networking Obiettivo del servizio è di promuovere la disseminazione delle migliori esperienze ed ampliare il dibattito culturale sul cambiamento positivo del sistema di welfare nel suo complesso. A tal fine si progetteranno nuove modalità di partecipazione civica in forma coordinata e sistemica, attraverso la promozione di momenti di confronto interno, dibattito e sintesi delle diverse posizioni del sistema, anche in collegamento con i gruppi di lavoro che verranno costituiti a livello istituzionale per accompagnare i cambiamenti nel sistema socio‐sanitario integrato. Ricerca di nuove modalità di comunicazione tempestiva ed appropriata delle attività istituzionali svolte da Upipa, in continuità con quanto realizzato nella seconda metà del 2015 attraverso un rafforzamento ed un miglioramento nella tempestività di trasmissione dei verbali di tutti gli organi istituzionali di Upipa. Introduzione di una modalità strutturata di monitoraggio della comunicazione e della relazione con gli organi di informazione, in particolare locali, per la valorizzazione e la conoscenza delle attività dell’Upipa e del sistema e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica in materia di invecchiamento e di servizi agli anziani, ma anche di welfare in generale e di servizi alla persona. Revisione del sito di Upipa con l’obiettivo di ottenere maggiore semplificazione, accessibilità e fruibilità delle informazioni e maggiore integrazione con i siti ed i portali di gestione delle attività e con i siti istituzionali dei soci. Marchio Qualità e Benessere A seguito della compiuta cessione del Marchio Qualità e Benessere alla società Qu.Be. srl, di cui Upipa detiene il 34%, Kairòs il 33% e Coopselios il 33%, gli obiettivi relativi allo sviluppo del Marchio saranno perseguiti per il tramite di Qu.Be., mentre Upipa curerà la sua integrazione con altre attività a favore dei soci ed eventualmente fornirà supporto tecnico professionale a Qu.Be. per lo svolgimento di attività di gestione del Marchio stesso, quali ad esempio l’organizzazione e la gestione delle visite di audit, dietro rimborso degli oneri sostenuti. Pag. 10 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi Vengono comunque confermati gli obiettivi del triennio: integrazione dei dati del marchio con i dati del Progetto Smart Point per un migliore affinamento della valutazione costi‐efficacia dei servizi, essendo già stata realizzata nel 2015 una scheda struttura per comparare strutture con caratteristiche e dimensioni simili integrazione strategica con il Marchio Family, in modo da meglio sviluppare tutta la sezione relativa al benessere dei collaboratori ed alla questioni di conciliazione vita lavoro e di dialogo intergenerazionale, nella cui prospettiva Upipa nel 2015 ha partecipato ad un bando pubblico ed è stata inclusa nelle 51 aziende che parteciperanno alla sperimentazione nazionale per l’acquisizione della certificazione family audit; ricerca di una possibile collaborazione con A.R.P.A. e Con.Solida per la diffusione del Marchio all’interno del contesto regionale; valorizzazione del Marchio nel contesto di autorizzazione, accreditamento e vigilanza tecnico sanitaria sulle R.S.A., a partire dai richiami al Marchio introdotti nelle direttive per l’anno 2015 per le RSA e dalla ridefinizione dei modelli di visita di vigilanza, che hanno tenuto conto di molti elementi del Marchio stesso; sviluppo di un modello specifico per la valutazione della qualità della vita delle persone con demenza all’interno dei nuclei demenze delle strutture residenziali in collaborazione con la società Qu.Be. srl, di cui Upipa è comproprietaria. 2.2 Sviluppo di nuovi servizi per l’integrazione di sistema Sulla base delle indicazioni offerte dai soci nei diversi momenti di ascolto effettuati al termine del 2014 e della crescente convergenza di consensi su alcune priorità strategiche rispetto allo sviluppo di nuovi servizi, anche in relazione alle effettive disponibilità dei soci a sostenerne l’implementazione dal punto di vista del concorso ai costi ed alle reali possibilità di costruire forme di collaborazione ed integrazione interistituzionale che consentano una legittimazione ed un riconoscimento dei servizi stessi, si prevede di integrare ed aggiornare gli obiettivi del precedente piano triennale in tale settore, con la realizzazione di una mappatura sistematica tra i soci nel primo bimestre 2016 relativa ai servizi che Upipa potrà attivare fin da subito in forma consortile e con finanziamento a carico dei soci aderenti, sostitutivi di servizi oggi acquisiti dai soci dall’esterno oppure non ancora direttamente realizzati dai soci stessi in nessuna forma. A seguito di tale mappatura verrà realizzato un programma di dettaglio, che andrà ad integrare il presente piano triennale e che potrà estendersi anche al 2018. Restano comunque confermati, oltre ai servizi che si prevede di realizzare attraverso il rafforzamento dello sportello unico di informazione e consulenza, anche i seguenti ampliamenti strategici di servizi. Pag. 11 Costituzione di una centrale di committenza del sistema Upipa che possa anche funzionare come centrale acquisti sul modello organizzativo della sperimentazione attuata attraverso Emporium, da attivare e portare a regime contestualmente al recepimento delle nuove direttive europee in materia di appalti e contratti che dovranno essere recepite entro l’aprile del 2016 e che aprono nuove possibilità di valorizzazione delle specificità dei settori dei servizi alla persona. Nel 2015 è stato attivato un gruppo di lavoro interno ad Upipa coordinato da Michele Cozzio sul tema, è stata inoltre attivata una sperimentazione con APAC per la gestione di una gara per l’acquisto di pannoloni, realizzata attraverso un gruppo di lavoro individuato dalla Consulta dei direttori, mentre sono ad oggi accantonate, stante la proposta di accorpamento delle APSP da parte della Provincia, le ipotesi di inserimento della questione della consortilizzazione degli acquisti nella delibera della Provincia sui piani di miglioramento 2016‐2018 per le APSP, e la trattativa attivata con la Regione per la modifica della LR 7/2005 in materia di appalti e contratti pare volgere, per la determinazione della Provincia di Bolzano in tal senso, all’abrogazione della specifica sezione della disciplina regionale con rinvio alla normativa delle rispettive Province Autonome. Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi 2.3 Richiesta di attivazione e di assegnazione in gestione ad Upipa di un fondo per le assenze e le maternità del sistema delle A.P.S.P., sul modello del già operante strumento attivato dalla Provincia di Bolzano e gestito da A.R.P.A. a favore dei propri soci, con ipotesi di supporto della Regione in fase di avvio ed estensione a tutto il personale delle aziende e non solamente a quello finanziato dalla Provincia. Nonostante le perplessità di alcuni soci si ritiene necessario proseguire la verifica della sostenibilità della proposta, con estensione anche a lavoratori con limitazioni, coinvolgendo in tal senso la Consulta dei direttori, anche alla luce dell’abrogazione, per effetto dell’armonizzazione dei sistemi contabili, del fondo integrazione rette a partire dal 2016. Istituzione di una onlus Upipa di sistema, sul modello di Trentino Solidale, con l’obiettivo di raccogliere fondi, donazioni e destinazione del 5 per mille da destinare a finanziamento dei progetti dei soci per l’estensione dei servizi e la realizzazione di servizi integrativi rispetto a quelli già previsti, anche in forma di sperimentazione ed innovazione. Nel 2015 è stata effettuata istruttoria interna. Appare ragionevole e importante procedere all’attivazione nel corso del 2016, attraverso la costituzione e la raccolta dei diversi progetti di ente, da proporre a raccolta fondi per la fine del 2016 e per il 5 per mille dell’anno 2017. Ciò anche in coordinamento con il progetto di valorizzazione delle attività di volontariato previsto dal piano della formazione e con un rafforzamento della modalità di rendicontazione sociale complessiva delle attività di sistema. Strutturazione, all’interno del servizio di ricerca, sviluppo ed innovazione, anche in collaborazione con A.R.P.A. e G.E.C.T., di un processo di ricerca costante dei finanziamenti internazionali disponibili e di progettazione europea e costruzione dei partenariati necessari per accedere a tali finanziamenti a supporto delle azioni di ricerca ed innovazione del sistema e dei singoli soci. Attivazione di un servizio di consulenza dietologica a favore di tutti i soci mettendo a disposizione le risorse qualificate già presenti nel sistema, con estensione della funzione alle verifiche HACCP ed al supporto al miglioramento dei menù ed ai controlli sulle attività delle società di ristorazione in appalto. Verifica e mappatura per l’eventuale attivazione a livello consortile del servizio di medico competente, oggi acquistato dall’esterno con costi a carico della singola APSP. Al contempo verifica della possibilità di consortilizzazione, a diversi livelli, della funzione di RSPP e della consulenza in materia di sicurezza sul lavoro. Verifica della possibilità di estensione ad altri soci, anche alla luce della maggiore complessità del nuovo sistema di accreditamento sanitario approvato a livello nazionale ed in fase di recepimento a livello locale, del Servizio di Responsabile Qualità e Responsabile Formazione consortile, con specifico rafforzamento delle competenze e della produzione di documentazione per l’accreditamento. Servizi personalizzati per i soci a domanda individuale La maggiore parte dei soci si sta orientando verso uno “spacchettamento” ed una segmentazione dei servizi acquistati all’esterno, compreso il servizio di Responsabile Qualità e Formazione, oggi offerto da Upipa a 12 enti soci diversi in forme e con intensità differenziate. Questo determina la tendenza a richiedere non il servizio completo in convezione con Upipa, ma piuttosto interventi personalizzati di supporto tecnico ai propri servizi interni. Posto che dall’analisi comparativa dei dati dei diversi servizi offerti da Upipa e dal confronto con il Comitato Scientifico della Formazione emerge la grande utilità di un raccordo di sistema dei servizi Qualità e Formazione interni degli enti, ed al fine di meglio raggiungere gli enti fornendo loro un supporto personalizzato e modulare, più adeguato alle singole esigenze di risultato e di investimento, sono state individuate delle unità di prodotto/servizio che caratterizzano nel loro insieme il know how sviluppato da Upipa in questi anni, e che saranno proposte ai soci in forma di pacchetto di servizio integrabile con altri, ad un costo base pari al costo di produzione e realizzazione dello stesso presso le sedi dei soci richiedenti. Ciascun servizio sarà presentato da schede illustrative, pubblicate anche sul sito di Upipa, che ne evidenzieranno gli obiettivi, i prodotti, le modalità di attivazione e di realizzazione ed i costi unitari e che saranno progressivamente integrate da altre nel corso del triennio, in coerenza con lo sviluppo di nuove competenze derivanti dall’implementazione e realizzazione dei progetti di sistema. Pag. 12 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi I servizi ad oggi disponibili sono i seguenti: Analisi dei fabbisogni formativi e redazione del piano della formazione d’ente. Supporto alla progettazione e alla stesura di progetti formativi d’ente (dal fabbisogno formativo alla valutazione del trasferimento in ente). Supporto alla realizzazione di analisi di customer satisfaction. Supporto alla realizzazione delle analisi di benessere organizzativo. Supporto alla revisione delle carte dei servizi ed alla redazione di bilanci sociali ed opuscoli informativi sulle attività. Supporto alla revisione, semplificazione ed ottimizzazione degli standard definiti dagli enti nei diversi contesti (carte dei servizi, sistemi di monitoraggio interno per l’accreditamento, alla luce degli obiettivi e dei monitoraggi già effettuati e del loro esito). Gestione informatizzata a richiesta delle rilevazioni dell’ente (dalla raccolta dati alla rielaborazione attraverso il servizio statistica di Upipa). Supporto ai processi di acquisizione dell’autorizzazione e dell’accreditamento. Supporto alla gestione dei progetti di miglioramento interno degli enti. Supporto alla gestione dei contenziosi e della contrattazione decentrata, compresa la definizione degli obiettivi aziendali ai fini del Fo.r.e.g. Supporto all’autovalutazione del marchio Q&B e all’acquisizione della certificazione Family Audit. Gestione informatizzata della formazione obbligatoria, comprensiva degli scadenziari individuali e di ente. 3. Indirizzi e obiettivi per il piano della formazione 2015 – 2017 La presente sezione del piano generale delle attività di Upipa rappresenta l’offerta di servizi formativi che la cooperativa intende proporre nel triennio. Da un punto di vista degli indirizzi e degli obiettivi generali della formazione per il triennio, i punti chiave individuati come prioritari sono i seguenti: promuovere delle attività formative che siano sempre più attente alla dimensione dell’effettiva trasferibilità degli apprendimenti nella pratica quotidiana; sviluppare delle forme di diffusione delle conoscenze e delle innovazioni scientifiche, in modo che venga favorito anche l’autoapprendimento; sperimentare dei percorsi formativi innovativi che vedano l’integrazione delle differenti metodologie di formazione esistenti (residenziale + formazione sul campo + formazione a distanza); promuovere l’incontro di specifici fabbisogni formativi espressi da enti diversi e supportarne la realizzazione tramite un supporto progettuale specifico al fine di consolidare la metodologia della formazione sul campo quale leva operativa per attuare il transfer delle formazione; avviare laboratori di riflessione e sperimentazione sulla valutazione della formazione e della sua trasferibilità nelle organizzazioni; promuovere incontri, scambi ed esperienze che permettano il confronto e la riflessione su temi di interesse per gli enti soci (sia a livello provinciale, che nazionale che verso l’estero); sviluppare progetti di ricerca su temi di interesse dei soci, curarne la pubblicazione e la diffusione all’interno del sistema; rendere maggiormente fruibile per tutti l’accesso alle informazioni sui percorsi formativi e sulla formazione organizzata da Upipa, garantendo l’integrazione, la valorizzazione ed il consolidamento del portale della formazione www.ecmtrento.it, delle piattaforme e‐learning per la formazione a distanza e la consultazione del sito nazionale del Cogeaps per la certificazione dei crediti formativi; offrire un servizio di monitoraggio della formazione obbligatoria; supportare gli enti nella diffusione del dossier formativo quale strumento per la manutenzione delle competenze dei singoli professionisti; Pag. 13 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi programmare attività formative per la fornitura di un’offerta formativa ECM pari a 50 crediti per persona con costo medio tra € 15 ed € 16 per ora, di cui mediamente il 50% coperto da contributo regionale, con la previsione di realizzare almeno 200 edizioni distinte di corsi formativi di breve durata onde non pregiudicare il conseguimento dei crediti per difficoltà di frequenza; realizzare le attività formative con livelli di soddisfazione media dei partecipanti superiori a 8,5 su 10, percezione di efficacia formativa superiore al 95% dei partecipanti, valutazione media del corpo docente complessivamente superiore a 3,8 su 4, valore medio del credito ECM pari a 1 credito per ora di formazione, numerosità media dell’aula formativa di 20 partecipanti, durata media dei corsi pari a 14 ore per corso formativo, decentramento e territorializzazione dei corsi formativi per almeno il 40%; destinare almeno € 5.000,00 del budget annuale della formazione alla valorizzazione dell’apporto del volontariato all’interno delle strutture associate nelle sue diverse forme, sia attraverso la formazione diretta dei volontari, che attraverso l’attivazione di iniziative di formazione culturale congiunta per operatori, volontari e familiari, sia attraverso la formazione specifica delle figure interne agli enti che svolgono attività di coordinamento dei volontari; riservare una quota di budget per la realizzazione di attività formative congiunte con l’Associazione delle Residenze Per Anziani dell’Alto Adige, dando priorità allo scambio di esperienze tra operatori ed alla formazione di tipo pratico ed esperienziale; prevedere azioni di formazione specificamente finalizzate al rafforzamento (empowerment) degli utenti dei servizi, degli anziani residenti e dei loro cari, favorendone la partecipazione alla vita delle strutture, anche con l’introduzione e la programmazione di moduli specifici nei corsi di formazione su tali argomenti già previsti per le diverse figure professionali operanti negli enti. 3.1 Organizzazione del servizio ricerca – formazione – sviluppo ‐ qualità Lo scheda di riferimento per l’organizzazione dell’attività di formazione, ricerca e sviluppo è il seguente: Produrreconoscenza Promuovere cambiamento Supportareil trasferimento Implementareil cambiamento Daunaformazionedafare aunaformazioneperfare Al fine di realizzare l’aggiornamento annuale del piano triennale, nel periodo fine ottobre – inizio novembre 2015 sono stati svolti dei focus group con i referenti degli enti (responsabili formazione, coordinatori e alcuni direttori) per raccogliere le osservazioni sulle attività formative ed i progetti realizzati nel 2015 e condividere le linee di sviluppo per il 2016. Gli enti che hanno partecipato sono stati 31 (di cui 11 rappresentati solo dal responsabile Upipa in convenzione per il servizio). Pag. 14 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi Nella seguente tabella sono riportati i punti di forza, le criticità, le opportunità di sviluppo e gli aspetti più delicati da tenere in considerazione per la nuova programmazione. PUNTI DI FORZA CRITICITA’ Formazione per amministrativi Progetti ad ampia prospettiva (in particolare quelli che attivano partnership istituzionali) Possibilità di scambio di esperienze con realtà geografiche differenti Condivisione di Know‐How Arricchimento delle competenze Opportunità di creare raccordo di comparto Offerta di tematiche specialistiche (sicurezza, ambito sanitario, amministrativo) e sulla formazione obbligatoria Formazione dei medici in accordo con APSS Formazione sul campo Professionalità dello staff U.P.I.P.A Apprezzamento per i progetti di sistema (Muoviamoci assieme per fisioterapisti, il progetto Validation e quello sul Dolore). Ripetitività dei temi dei corsi per infermieri Progetto indicatori clinici: necessità di un raccordo con il progetto attivato dalla APSP di Cavedine programmare ancor di più percorsi formativi territoriali supporto formativo per le attività di accreditamento istituzionale (eventi avversi, fattori sentinella, incident report, fattori di rischio, errore di terapia, ecc…) Formazione per fkt renderla più varia; no offerta formativa per assistente sociale ….sostegno per procedura di accreditamento all’ordine Sicurezza: potenziare offerta per alcuni rischi specifici (per es. videoterminale aggiornamento antincendio basso per amministrativi, più sessioni per RLS..) Sperimentare tecniche per la formazione d’aula più innovative Corsi on demand, risultano problematici per la programmazione della turnistica Annullamento corsi: problema per riprogrammare i crediti Proposta di corsi da parte delle comunità, ai quali poi mancano iscritti della stessa comunità (es: coordinatori); troppi corsi/iniziative interessanti concentrati in un lasso di tempo breve (es: autunno 2015); visite di scambio andate nulle; rivedere il ruolo delle comunità professionali; corsi per personale che ricopre più ruoli (Es: coordinatore + RF/RQ)… difficile portali avanti tutti; corsi per operatori: difficile mandare personale garantendo la turnistica OPPORTUNITA’ MINACCE Proporre corsi taylor made collegati ed in Alcuni progetti di sistema UPIPA (quadrante 2) possono continuità con il modello qualità e benessere e ai portare a corti circuiti organizzativi, come nei casi: progetti di miglioramento previsti dagli enti; contenzione fisica/farmacologica; implementare sistemi per valorizzare nel sistema appropriatezza prescrittiva; le buone prassi degli enti; dolore (misurazione e sedazione terminale). garantire un orizzonte valoriale condiviso; Accorpamento ( proposta Zeni) condivisione di percorsi sulle Competenze; alcuni casi particolari… corso manutentori rischio servizi e progetti a supporto del cambiamento; elettrico che dopo il corso non volevano fare più nulla; trasferimento e disseminazione di progetti ed rischio di sovrapposizione con l’offerta formativa di altri esperienze in ente; provider; indicatori ed accreditamento: diffondere e divulgazione di documenti creati in collaborazione con aumentare la cultura degli enti su alcuni aspetti; altri enti (es Apss): c’è il rischio che vengano male proporre corsi all’interno degli enti rivolti a tutti gli interpretati se manca un accompagnamento all’ente operatori rispetto a tematiche trasversali (anche sulla loro interpretazione/utilizzo; tra più strutture). Es: comunicazione/relazione; rischio insostenibilità delle attività proposte sul quadrante 3 se troppi enti risultano essere interessati. proporre visite di scambio tra operatori fra diverse Apsp per un periodo di tempo; utilizzare anche l’estate per promuove corsi di formazione breve. Pag. 15 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi Di seguito si riporta l’organizzazione delle attività formative, di ricerca e di supporto al transfer che si svilupperanno nel corso del 2016 (e 2017) seguendo l’organizzazione per quadranti. 1) Quadrante 1 ‐ Catalogo dell’offerta formativa per la qualità delle professioni ‐ manutenzione delle competenze professionali Ambito tradizionalmente presidiato da Upipa e rappresentato dal catalogo dell’offerta formativa per la qualità delle professioni, contiene le proposte formative per l’aggiornamento continuo per singola figura professionale e le proposte per adempiere gli obblighi collegati alla formazione obbligatoria, proposto attraverso una pianificazione annuale. Per ciascun corso sarà predisposta una scheda corso che sarà pubblicizzata anche tramite il sito Upipa. La rilevazione dei fabbisogni formativi è stata effettuata nella sua struttura base a fine 2014 per la creazione del piano triennale 2015‐2017, attraverso la somministrazione di questionari specifici per categoria professionale. Sulla base di tale rilevazione e delle attività già svolte da Upipa nel corso del 2015, delle indicazioni emerse dal comitato scientifico della formazione e dagli incontri nei focus territoriali, per il 2016 si è deciso di attivarsi sui temi sotto riportati per figura professionale. Rimangono comunque validi gli esiti riportati nel piano approvato per il 2015, quale base di riferimento dell’analisi proposta; così come l’attivazione su temi straordinari dettati dall’evoluzione dei servizi delle APSP – RSA in corso d’anno. AMBITO DIREZIONALE e STAFF di DIREZIONE 1. Percorsi formativi sulla leadership, sul management e sulla gestione delle emozioni nel luogo di lavoro. 2. Letture manageriali che stimolino la riflessione e la discussione con gli autori dei libri stessi. 3. Supporto al ruolo di coordinamento e di gestione degli istituti contrattuali legati al CCPL. AMBITO AMMINISTRATIVO 1. L’amministrazione digitale, procedure e percorsi per l’attuazione in A.P.S.P. (di cui un primo tassello si è avviato a fine 2015). 2. Aggiornamenti sulla normativa sul personale: reclutamento, gestione (applicazione CCPL e istituti per la tutela della paternità e maternità), e requisiti per l’accesso al trattamento pensionistico. 3. Trasparenza e diritto di accesso agli atti: percorso di approfondimento di tipo laboratoriale (avvio a gennaio 2016). 4. Gestione delle informazioni sensibili: gestione di casi problematici di assenza di consenso o conflitto. Il consenso informato nel caso di persone disorientate. 5. Atti amministrativi e semplificazione. 6. La gestione degli appalti (pianificata una seconda edizione per il 2016). 7. Costruzione dell’albo fornitori aziendale. 8. Aggiornamento fiscale e novità della finanziaria. 9. La privacy e la riservatezza dei dati in ambito sociosanitario. AMBITO FISIOTERAPICO 1. 2. 3. 4. 5. 6. Mobilizzazione del sistema nervoso. Corsi monotematici su temi quali la riabilitazione lombare e sacro iliaca. Taping neuromuscolare. Allenamento allo sforzo. KT3. Corso formatori collegato al progetto “Muoviamoci”. Pag. 16 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi AMBITO INFERMIERISTICO 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. Gestione clinica, assistenziale e relazione delle persone affette da SLA. Presa in carico della persona con patologia psichiatrica accolta in RSA. Prevenzione e trattamento delle lesioni da pressione. Ruolo e responsabilità dell’infermiere in RSA. Farmacologica e classi di farmaci: assorbimento e metabolismo dei farmaci nell'anziano; interazioni; farmaci LASA. Insufficienza renale. BPCO nell’anziano e complicanze. Alimentazione, nutrizione e disfagia. AMBITO SOCIO‐ASSISTENZIALE – RELAZIONALE e delle EQUIPE (trasversali alle diverse figure professionali) 1. Approcci e strategie per relazionarsi e assistere la persona affetta da demenza/alzheimer 2. L'insorgenza dei disturbi del comportamento e strategie/attività di gestione nella quotidianità 3. Accompagnare le ultime fasi delle vita: aspetti assistenziali e relazionali. Collegamento con il servizio cure palliative. 4. Formazione sul tema della Kinaesthetics (corso base, avanzato e peer tutor). AMBITO MEDICO Demenze: farmaci per il trattamento, terapie farmacologiche e non per i disturbi comportamentali. Malnutrizione in RSA: come identificare i soggetti a rischio, quali criteri per la diagnosi, possibili strategie da adottare. Rischio clinico in RSA, eventi sentinella, eventi avversi, incident reporting. Infezioni delle vie urinarie in RSA: dati sulle resistenze batteriche, terapie empiriche principali, prevenzione. Le piaghe da decubito: novità e ultime linee guida sui trattamenti e materiali di medicazione. Dolore: trattamento farmacologico. Infezioni polmonari in RSA: semiotica delle infezioni e prevenzione. Diabete: terapia farmacologica (insuline/antidiabetici orali e apporto nutrizionale). FORMAZIONE OBBLIGATORIA Corsi base ed aggiornamento antincendio. Corsi relativi al decreto legislativo T.U. 81/2008 (neoassunti, preposti, rischi specifici, aggiornamento RLS, RSPP…). Corsi HACCP. Formazione sulla trasparenza e l’anticorruzione. 2) Quadrante 2 ‐ Progetti per l’innovazione di sistema – di ricerca e promozione dell’innovazione (volti a promuovere il cambiamento e ad alimentare la promozione di percorsi formativi ad hoc da inserire nel catalogo dell’offerta formativa); l’idea sottesa a questo ambito è quella di “Produrre cambiamento in termini di miglioramento complessivo del sistema”. Questo secondo ambito è rappresentato da grandi progetti per l’innovazione di servizio attivati d’iniziativa di Upipa e potenzialmente in grado di coinvolgere fin da subito un numero significativo di enti (indicativamente almeno il 20% del sistema). Pag. 17 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi Questi progetti hanno tra l’altro la finalità di: aumentare complessivamente il livello di conoscenza/competenza e di produrre importanti riflessioni di sistema su temi significativi; produrre rapporti finali di progetto diffondibili nel sistema; generare delle unità formative puntali (validate dai percorsi di innovazione realizzati) che possono essere fruite da tutti i professionisti (che andrebbero successivamente ad alimentare una parte di percorsi a catalogo); migliorare i processi interni agli enti in modo tale da garantire e supportare l’innovazione di ente tramite l’implementazione di specifici piani di miglioramento collegati ai progetti anche come moduli formativi. Per il biennio 2016‐2017 i progetti di sistema previsti su questo quadrante sono: Progetto Smart – Point con l’obiettivo di arrivare alla strutturazione di un osservatorio permanente di sistema e alla costruzione di un cruscotto manageriale per l’attività di controllo di gestione nelle APSP. Il progetto è sviluppato in collaborazione con il professor Andrea Francesconi dell’Università Bocconi di Milano e si auspica possa costituire elemento base per un confronto paritetico con la Provincia sul miglioramento della spesa pubblica e dei costi di gestione dei servizi, anche in relazione alla effettiva adesione della maggioranza degli enti soci; gli enti aderenti sono attualmente 35. Ad integrazione del progetto verranno attivate delle azioni formative volte al miglioramento dei diversi ambiti di gestione a partire dal gruppo di studio sugli acquisti già attivato nel 2015. Progetto INDICARE salute; con l’obiettivo di costruire un set minimo di indicatori clinici di monitoraggio della salute e dell’efficacia dei servizi di R.S.A. e di fornire competenze metodologiche per la costruzione di ulteriori indicatori complementari interni ai singoli enti, sviluppato in collaborazione con la Provincia di Trento e l’APSS e con la collaborazione scientifica del dott. Marco Pagani, medico geriatra che collabora anche con la LIUC. In stretto collegamento ed in evidente continuità con il progetto “Indicare Salute”, si svilupperà un’azione progettuale volta al “Supporto per lo sviluppo di metodologie cliniche e di valutazione della qualità secondo i processi di accreditamento istituzionale”. I processi di valutazione della qualità del servizio offerto e lo sviluppo di metodologie cliniche che permettano di monitorare l’andamento delle prestazioni clinico‐assistenziali erogate ponendo attenzione alla conciliazione tra qualità della vita e qualità della cura, ha fatto nascere l’esigenza di creare un progetto nel quale inserire un serie di iniziative parallele, ma strettamente interconnesse, che aumentino le competenze dei responsabili qualità e dei responsabili dei servizi, sulla gestione delle metodologie qualitative che stanno alla base del monitoraggio dei servizi erogati sia in termini di processo che di esito. Nel concreto si prevedono attività di supporto alla gestione dell’accreditamento istituzionale così come approfondimenti su alcuni temi chiave della valutazione dell’attività quali eventi avversi, fattori sentinella, incident reporting, così come sperimentazioni operative per apprendere metodologie di verifica (quali l’audit clinico). Progetto “Strategie di coinvolgimento e valorizzazione dei volontari in RSA”: alla luce dell’esperienza fatta dal servizio formazione di Upipa nella formazione per volontari, da quanto emerso attraverso le visite Q&B (buone prassi già in essere in alcune RSA) e facendo tesoro del lavoro di ricerca svolto in parallelo dall’Arpa di Bolzano, si è deciso di attivare un progetto di formazione, ricerca e scambio che metta al centro la riflessione sul ruolo del volontariato in RSA. In particolare si affronterà il tema di chi sono i volontari, quali competenze hanno, come possono essere valorizzati nelle RSA oltre che il ruolo che le APSP‐RSA giocano nella valorizzazione e accompagnamento dei volontari nelle strutture. Pag. 18 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi Il percorso ha preso avvio da un workshop realizzato a novembre 2015 con i referenti dei servizi sociali e animazione e si svilupperà nel 2016 con azioni che prevedono laboratori di aula per lo sviluppo degli strumenti operativi da utilizzare in RSA, azioni di check up organizzativo sull’attuale gestione del volontariato negli enti aderenti e supporto all’implementazione di azioni di coinvolgimento e valorizzazione dei volontari progettate sul singolo ente. Progetto Consenso informato: il progetto, nell’intento di valorizzare il protagonismo delle persone nei processi di cura e di rispettarne le indicazioni e le volontà, è stato impostato con la finalità di consentire di affinare e migliorare la concezione culturale ed organizzativa e le prassi operative con cui viene gestito l’obbligo di acquisizione del consenso informato all’interno delle strutture, a partire dal coinvolgimento diretto dei medici interessati (attraverso le équipe assistenziali), per arrivare ad una disseminazione verticale della capacità e della propensione a valorizzare la relazione con la persona anziana assistita e l’attenzione costante ad informarla e coinvolgerla in tutte le pratiche, sia sanitarie che assistenziali, ricercandone la comprensione, il consenso e l’alleanza. Formazione congiunta con l’Associazione Residenze per Anziani Alto Adige (ARPA): in accordo con l’ARPA verranno individuati e definiti nel tempo dei percorsi formativi sperimentali, principalmente finalizzati a favorire il confronto e lo scambio strutturato e supervisionato di esperienze pratiche e di buon prassi da parte degli operatori delle diverse strutture del Trentino e dell’Alto Adige, da svolgersi preferibilmente presso le sedi delle strutture stesse a rotazione, anche per favorire una maggiore conoscenza reciproca. Progetto “Demenze e disturbi del comportamento” – in attuazione del piano provinciale per le demenze saranno attivate una serie di iniziative (anche in collaborazione con Consolida e le Associazioni Alzheimer) finalizzate alla promozione di una cultura di conoscenza e di presa in carico della persona affetta da demenza da un lato (per i caregiver) e di miglioramento della pratica assistenziale (per i professionisti operanti nelle RSA) progettate con l’intento di supportare le équipe nella gestione della quotidianità e finalizzate al miglioramento della qualità di vita delle persone affette da demenza e dei loro cari. Questo progetto è in stretto collegamento con il gruppo di studio sulla revisione dei nuclei ad alto fabbisogno sanitario e per persone affette da demenza. Progetto “Coinvolgimento e partecipazione dei familiari”: l’idea progettuale (sulla base della quale sarà costruito il progetto) consiste nell’attivare, promuovere, sostenere, diffondere forme di coinvolgimento dei familiari e dei cari significativi alla partecipazione alla vita della struttura ed alla valutazione dei servizi, attraverso la creazione di occasioni e strumenti condivisi. Obiettivo è creare alleanze assistenziali attive e presenti che abbiano come fondamento il rispetto delle volontà del residente, della sua biografia e della dignità della persona. 3) Quadrante 3 ‐ Supporto integrato all’innovazione di ente ‐ In questo ambito l’obiettivo è di accompagnare gli enti in un percorso che consenta loro di avere un supporto per l’integrazione ed il cambiamento organizzativo, attraverso un impegno che passi attraverso l’idea “Da una formazione da fare a una formazione per fare”. Il punto di partenza è rappresentato dall’ambito di miglioramento o dagli obiettivi strategici individuati da ogni singolo ente, indipendentemente dalle azioni di sistema promosse da Upipa, o anche ad ulteriore implementazione delle stesse azioni da parte di enti inizialmente non coinvolti nel progetto. Ciò attraverso una fase iniziale di progettazione partecipata con in soggetti interessati impostata come formazione di formatori, lo sviluppo successivo di azioni formative integrate (dall’aula tradizionale, alla formazione sul campo, ai follow up di verifica a distanza delle riuscita dei progetti) realizzate anche all’interno dei singoli enti partecipanti con i soggetti coinvolti nella formazione formatori, con lo scopo di promuovere realmente e concretamente il cambiamento che si è pianificato, fornendo anche un tutoraggio ed un accompagnamento formativo. Pag. 19 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi Queste azioni possono discendere sia da progetti di sistema che s’intendono trasferire con maggiore efficacia negli enti come derivare da fabbisogni di contesto che avviano una formazione formatori che può essere a sua volta lo stimolo per avviare una progettazione più ampia di ricerca che interessi l’intero sistema delle APSP – RSA. In questo secondo caso il punto di partenza è l’incontro di almeno due o tre enti che vogliano lavorare per raggiungere un risultato similare in un determinato ambito, e con loro sviluppare una cornice di innovazione dentro la quale prevedere un monitoraggio congiunto di alcune attività e individualizzato per altre. Il percorso diventa quindi un processo partecipato fatto di tutoraggio e accompagnamento progettuale, progettazione formativa di ente, formazione formatori, formazione residenziale e sul campo, monitoraggio, sviluppo integrato nei piani di miglioramento di ente. L’azione di cambiamento è un’azione di cambiamento diffusa. Per passi, l’idea sottesa è di supportare gli enti nell’intero processo di trasferimento delle innovazioni nel seguente modo: 1. 2. 3. 4. 5. identificazione degli obiettivi di cambiamento e dei fabbisogni formativi di ente; progettazione partecipata con i referenti degli enti (associando 2‐3 enti che manifestano un simile fabbisogno) e contestuale formazione dei formatori; attivazione della formazione: residenziale in forma congiunta e formazione sul campo (FSC) come sottomodulo formativo di progetto da realizzarsi nei singoli enti; monitoraggio, tutoraggio e accompagnamento dell’applicazione dei contenuti innovativi in ente; follow up congiunto tra gli enti e rielaborazione finale di esiti e materiali. Temi sui quali è previsto di lavorare secondo questa modalità formativa: Progetto “Accompagnamento nel fine vita e cure palliative” Il progetto prevede, sulla base della segnalazione di interesse per questo ambito da parte degli enti soci, di effettuare una ricognizione iniziale sullo specifico fabbisogno del singolo socio e dei suoi obiettivi in termini di risultato e cambiamento che vuole ottenere con la formazione. Si attiverà quindi l’erogazione della formazione d’aula per le équipe interessate a livello territoriale, e si realizzeranno degli interventi mirati di supporto, formazione in ente per implementare le azioni condivise. Progetto “Gestione del dolore in RSA” Il progetto prevede il supporto formativo e consulenziale per raggiungere l’obiettivo di considerare la rilevazione del dolore quale quinto parametro. Si prevedono azioni di formazione d’aula sul dolore e sui principali trattamenti farmacologici e non farmacologici, il supporto alla predisposizione di procedure e protocolli e azioni di monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi fissati. Il progetto è in stretto collegamento alla rilevazione degli indicatori clinici sul dolore e gli audit clinici sul tema stesso. Progetto “Benessere Organizzativo” Il tema del benessere organizzativo e professionale delle persone che lavorano nelle organizzazioni è centrale per la qualità dei risultati conseguiti e per la qualità dello stare negli enti stessi. Il tema, in stretto collegamento con il welfare organizzativo, è diventato centrale nella riflessione delle organizzazioni in questi ultimi anni ed anche le APSP‐RSA hanno cominciato ad interrogarsi su come promuoverlo, attraverso azioni positive, ma anche cercando di eliminare i fattori di malessere. Questo progetto prevede di supportare con azioni formative mirate (sia a livello di formazione sul campo che di formazione individualizzata) gli obiettivi che i diversi enti soci si pongono al fine di favorire il benessere. Pag. 20 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi 4) Quadrante quattro ‐ Servizi per il transfer – “Per una formazione che vale e non una formazione che costa”. Si tratta di supportare il trasferimento in termini più generali, attraverso l’attivazione di una progettazione personalizzata di ente che permetta all’ente di collegare il proprio piano della formazione alle ricadute che si vogliono ottenere e sviluppare nell’ente. Tali azioni di formazione interna all’ente possono anche essere collegate a percorsi di partecipazione dei singoli professionisti ai corsi a catalogo proposti da Upipa per la manutenzione delle competenze che poi trovano un riflesso nella pratica professionale, configurandosi come moduli monotematici di trasferimento in ente e di formazione sul campo rispetto agli apprendimenti della formazione residenziale tradizionale, con il supporto ed il tutoraggio per l’effettivo trasferimento all’interno dell’ente delle conoscenze acquisite ed il supporto nella realizzazione di materiali didattici di sintesi per favorire tale trasferimento. Le iniziative che saranno attivate sono le seguenti: 1) Il metodo Validation dalla teoria alla pratica: progettare il trasferimento degli apprendimenti. 2) Accompagnamento alla gestione nella quotidianità di principi della Kinaesthetics. Sono inoltre previste sul piano delle visite di scambio in Italia e all’estero: viene confermata la promozione e la programmazione delle visite di scambio secondo la metodologia del Learning Tour, che prevede la consulenza agli enti per la progettazione di viaggi di studio, la proposta di viaggi di studio periodici per piccoli gruppi sui più importanti temi professionali, l’organizzazione di momenti di scambio con strutture di eccellenza italiane ed europee, anche all’interno del circuito degli aderenti al modello Qualità & Benessere, l’organizzazione di momenti di restituzione e socializzazione all’interno del sistema delle esperienze realizzate. Per il triennio si ipotizza l’organizzazione di visite di scambio, oltre che con il Tirolo e l’Austria, con la Germania ed eventualmente con la Norvegia e la Danimarca, che sono gli stati non ancora coinvolti in scambi con Upipa. 4. Organizzazione interna e budget della Cooperativa per l’anno 2016 Il budget per l’anno 2016 è stato costruito sulla falsariga del budget 2015, in base degli indirizzi del Consiglio di Amministrazione che ha indicato allo staff di programmare l’ampliamento ed il miglioramento dei servizi di Upipa nel loro complesso, aumentandone il valore per i soci, ad invarianza della quota associativa fissata per l’anno precedente, prevedendo di porre i nuovi servizi, per la parte necessaria alla loro copertura finanziaria, a contributo individuale dei soci correlato all’utilizzo dei servizi stessi. Per questo motivo, tutti i nuovi servizi da attivarsi a seguito di mappatura dell’intenzione dei soci di utilizzarli in forma consortile non sono previsti a budget, se non per la parte di start up che sarà realizzata con risorse interne all’Upipa nel quadro delle attuali disponibilità. Per lo sportello unico di informazione e consulenza, il suo rafforzamento è previsto a carico dei soci utilizzatori, con una stima di contribuzione complessiva di circa € 30.000,00 annui, derivanti dal pagamento dei singoli quesiti. Per la sua definizione si è quindi tenuto conto dei seguenti scenari: conferma degli importi 2015 del finanziamento regionale per l’attività formativa e l’attività istituzionale, invarianza delle entrate correnti dal Marchio Qualità & Benessere. E’ stata prevista la conferma del servizio Responsabile Formazione per i Soci attualmente aderenti della zona Valsugana, Tesino e Primiero, del Servizio Responsabile Formazione e Qualità nelle zone delle Giudicarie e Rendena e dell’ Alto Garda e Ledro e della Vallagarina, il servizio ridotto di supporto al responsabile qualità e formazione interno in zona Rotaliana, per un totale complessivo di 12 enti seguiti dal servizio integrale e 1 ente seguito con servizio ridotto, con conseguente previsione delle entrate e delle uscite necessarie alla realizzazione del servizio e della contribuzione ai costi generali di Upipa. Le altre entrate ed uscite sono state riparametrate (in riduzione o incremento) sulla base delle effettive risultanze del consuntivo 2013 e 2014 e del monitoraggio del budget del 2015 (con riproporzionamento ai nuovi volumi di attività se del caso). Non è invece stato applicato il tasso tendenziale annuo di inflazione in quanto l’inflazione rilavata da ISTAT è vicina allo zero ed il monitoraggio dell’andamento dei costi 2015 non ha evidenziato criticità in tal senso. Le quote di contribuzione dei soci restano invariate non essendo al momento previsti aumenti della quota base, né nuove adesioni, né significativi incrementi dell’attività di singoli soci tali da determinare incrementi di fascia di contribuzione. Pag. 21 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi Al fine di garantire la copertura dei costi ad invarianza di contributo associativo è stato confermato il già previsto aumento del costo orario medio obiettivo delle quote di partecipazione ai corsi di formazione di 1€ per ora formativa (da 15 € a 16 € all’ora), costo cui va applicata la riduzione derivante dall’applicazione del contributo regionale in caso di formazione finanziata all’interno del programma di formazione annuale approvato dalla Regione. Onde assorbire le minori entrate stimate si è inoltre confermato l’obiettivo di un risparmio medio del 14% sugli oneri relativi alle attività di docenza, da realizzarsi in parte attraverso una ridefinizione delle tariffe orarie dei docenti, in parte con la riduzione da 7 a 6 ore delle docenze giornaliere, eliminando la compresenza del docente nelle fasi di avvio e di chiusura dell’aula, che vengono affidate, come presidio formativo, al personale interno del servizio formazione di Upipa, in coerenza con la riorganizzazione complessiva del servizio formazione, con l’obiettivo di meglio presidiare e garantire l’effettiva trasferibilità dei contenuti appresi, favorendo la focalizzazione iniziale e la sintesi finale degli apprendimenti e delle modalità di trasferimento. Viene confermato, nel complesso, il dimensionamento del personale dei diversi settori sperimentato nel 2015, comprensivo della leggera diminuzione del monte ore complessivo destinato alla formazione e del rafforzamento del monte ore destinato agli altri servizi, per effetto della non completa sostituzione del monte ore del personale del settore formazione che fruisce di riduzioni temporanee dell’orario di lavoro o di aspettative estive per motivi di conciliazione. Viene stabilizzata a tempo determinato per l’anno 2016 la presenza di una figura professionale a tempo pieno con formazione giuridica a rafforzamento dello sportello unico di informazione e consulenza come da descrizione nella specifica sezione del piano. Viene reintrodotta la proposizione a budget del premio di produttività per l’anno 2016, in considerazione dell’importante impegno di produttività richiesto al personale nei prossimi mesi. Per effetto della temporanea sospensione dell’ipotesi di acquisto della nuova sede dell’Upipa nel budget sono stati mantenuti i costi relativi alla manutenzione minima della sede attuale, mentre sono stati sterilizzati gli effetti della gestione finanziaria, nella convinzione che l’eventuale completamento della procedura di acquisto in corso d’anno della nuova sede individuata comporterà un impegno finanziario di Upipa in via diretta incompatibile con la previsione di entrate finanziare a supporto del risultato di budget, ma comunque commisurato alla capacità di Upipa di sostenere gli oneri finanziari conseguenti ad eventuali anticipazioni di cassa. Come già previsto per gli scorsi anni, le forme di potenziale consortilizzazione di servizi attraverso diretta responsabilità di Upipa saranno eventualmente introdotte con studio di fattibilità economica distinto dal budget annuale ed incrementale rispetto a questo e con finanziamento diretto a carico dei soci beneficiari delle sperimentazioni. 4.1 Il contributo associativo annuale Per la determinazione del contributo associativo annuale a carico dei soci vengono riconfermate le modalità previste negli anni precedenti. La quota standard uguale per tutti su cui vengono calcolate le singole quote per classe dimensionale di appartenenza, come si può vedere dalla tabella allegata, come per l’anno precedente, non è stata aumentata (percentuale di variazione = 0,0%), per specifico indirizzo del Consiglio di Amministrazione, basato sull’ipotesi che lo sviluppo ulteriore di Upipa debba avvenire attraverso il concorso individuale dei soci alla copertura dei costi dei nuovi servizi in base al loro effettivo utilizzo. Rimane quindi fissata in € 5.650,88 al netto dell’IVA (e quindi invariata dall’anno 2011), con ciò confermando una distribuzione delle quote che va da € 4.746,74 IVA inclusa per la classe dimensionale più piccola ad € 10.171,59 IVA inclusa per la classe più grande. A queste quote vanno applicati gli sconti previsti per gli enti che usufruiscono solo parzialmente dei servizi della cooperativa, per il fatto di essere APSP ma non RSA o per il fatto di essere RSA ma non APSP, pari al 10%, e gli sconti previsti per i soci che per sospensione temporanea dell’attività come APSP e come RSA per l’intera durata dell’esercizio non possono fruire di nessun servizio dell’associazione, pari al 50%. Si ritiene che la quota sia congrua rispetto ai servizi erogati ed ai risultati ottenuti anche nel corso del 2015 e che il segnale di attenzione dato con la rinuncia all’incremento sia pur minimo della quota in questa fase di crisi possa essere apprezzato dai soci e ancora meglio valorizzato sulla base dei risultati che ci si propone di ottenere nel 2015, si sottolinea che ciò è reso possibile anche per il 2015 per effetto della forte riorganizzazione del servizio Ricerca, Sviluppo e Formazione e che la sostenibilità di tale prospettiva dipenderà anche dal favore dei soci rispetto a tale ipotesi riorganizzativa e dalla capacità di Upipa di incrementare il proprio fatturato all’esterno del sistema, Pag. 22 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi sia con la crescita del Marchio Qualità e Benessere, per la quale si richiede un supporto da parte di tutti i soci, sia con la diffusione degli altri servizi. MODALITA' DI RIPARTIZIONE DEL CONTRIBUTO IN CONTO GESTIONE DEI SOCI PER L'ESERCIZIO 2016 5.085,79 Quota uguale per tutti 2016 - standard € 5.650,88 Quota standard 2015 € 5.650,88 quota standard scontata % di variazione Classi Numerosità delle classi Parametri di ripartizione quota Quota singola per classe T otale teorico delle quote per classe 1 3 0,7 € 3.955,62 € 11.866,85 € 4.825,85 2 5 0,9 € 5.085,79 € 25.428,96 € 6.204,67 3 20 1,1 € 6.215,97 € 124.319,38 € 7.583,48 4 17 1,3 € 7.346,15 € 124.884,47 € 8.962,30 5 5 1,5 € 8.476,32 € T otale 50 42.381,61 Quota singola con iva € 10.341,11 328.881,27 Enti Soci con particolari attività o forme giuridiche Denominazione Forma giuridica attività Classe di appartenza Fondazione Crosina Sartori Cloch APSP - gestione immobili per finalità benefiche 1 € 3.955,62 € Cooperativa Sociale Stella Montis - sc cooperativa - RSA 2 € 5.085,79 Sacra Famiglia (Rovereto) ente morale - RSA 3 € Casa Mia APSP - assistenza minori 3 Opera "Armida Barelli" APSP - ente di formazione Centro don Ziglio Cooperativa Sociale Villa Maria s.c. S.P.E.S. Trento Servizi Pastorali Educativi Sociali s.c.s. Quota scontata del 10% Quota scontata con IVA 395,56 € 3.560,06 € 4.343,27 € 508,58 € 4.577,21 € 5.584,20 6.215,97 € 621,60 € 5.594,37 € 6.825,13 € 6.215,97 € 621,60 € 5.594,37 € 6.825,13 4 € 7.346,15 € 734,61 € 6.611,53 € 8.066,07 APSP - assistenza disabili 4 € 7.346,15 € 734,61 € 6.611,53 € 8.066,07 cooperativa assistenza disabili 4 € 7.346,15 € 734,61 € 6.611,53 € 8.066,07 cooperativa - RSA 5 € 8.476,32 € 847,63 € 7.628,69 € 9.307,00 € 2.412,93 Quota piena Sconto 10% Sconto 50% Cooperativa Sociale Assistenza - s.c. cooperativa assistenza non residenziale 1 Classi € 3.955,62 € 1.977,81 € 1.977,81 € 55.943,72 € 7.176,62 € 48.767,10 T otale quote piene per classe 1 € 2 3 T otale quote scontate per classe 3.955,62 € € 20.343,17 € 111.887,44 4 € 5 € TOTALI Quota scontata del 50% T otale quote effettive per classe 5.537,87 € € 4.577,21 € 24.920,38 € 11.188,74 € 123.076,18 102.846,03 € 19.834,59 € 122.680,62 33.905,29 € 7.628,69 € 41.533,98 € 48.767,10 € 321.704,65 € 272.937,55 9.493,49 Pag. 23 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi Importi CONTO ECONOM ICO Parziali Totali A). VALORE DELLA PRODUZIONE 1). Ricavi delle vendite e delle prestazioni Incremento sulla quota associativa 2015 € 0,00 31114 QUOTE ASSOCIATIVE ANNUALI DEI SOCI € 321.704,65 31110 RICAVI DA SERVIZI PERSONALIZZATI € 267.414,14 31527 CONTR. C/ES. REG. FORM. ANNO CORR. € 200.000,00 31118 RICAVI DA CORSI AUTOFINANZIATI € 200.000,00 Totale 1). Ricavi delle vendite e delle prestazioni Prevalenza #RIF! #RIF! € 989.118,79 € 126.000,00 5). Altri ricavi e proventi 31306 Affitti attivi aule e attrezzature € 1.000,00 31522 CONTRIBUTI IN C/ ESERCIZIO REGIONALI A.I. € 125.000,00 Totale 5). Altri ricavi e proventi Totale A). VALORE DELLA PRODUZIONE € 1.115.118,79 B) COSTO DELLA PRODUZIONE 6). Per materie prime, sussidiarie, di consumo per Attività formative: € 7.350,00 72% per l'ufficio: € 2.000,00 28% Totale 6). Per materie prime, sussidiarie, di consumo e m € 9.350,00 € 320.723,96 € 39.000,00 7). Per servizi Costi per Attività Formative: € 206.400,00 Costi per consulenzie istituzionali: € 49.223,96 Costi per utenze e servizi ordinari: € 65.100,00 Totale 7). Per servizi 8). Per godimento beni di terzi 32302 AFFITTI PASSIVI AULE UPIPA € 33.000,00 32304 AFFITTI PASSIVI ALTRE STRUTTURE € 3.500,00 32306 AFFITTI PASSIVI SEDE UPIPA € 1.000,00 32310 Noleggio Fotocopiatore € 1.500,00 Totale 8). Per godimento beni di terzi 9). Per il personale aumento % Costo economico del personale dipendente € 594.235,98 Premio produttività € 10.000,00 324508 Rimborsi chilometrici € 27.000,00 324506 Rimborsi a piè di lista € 1.500,00 Totale 9). Per il personale € 632.735,98 Pag. 24 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi CONTO ECONOM ICO Importi Parziali Totali 10). Ammortamenti e svalutazioni Quote ammortamenti anni precedenti € 9.000,00 Quote ammortamenti nuovi cespiti € 1.000,00 Totale 10). Ammortamenti e svalutazioni € 10.000,00 € 90.157,19 14). Oneri diversi di gestione 32920 SPESE ASSEMBLEARI, AMMINISTRATORI € 58.734,05 32997 IVA Indetraibile (stima) € 22.763,14 32922 ABBONAMENTI PERIODICI E PUBBLICAZIONI € 3.000,00 CONTRIBUTI ASSOCIATIVI: € 2.600,00 SPESE PER ASSEMBLEE E DI RAPPRESENZANZA: € 2.000,00 IMPOSTE E TASSE NON SUL REDDITO: € 1.060,00 Totale 14). Oneri diversi di gestione Totale B) COSTO DELLA PRODUZIONE RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA (A - B) € 1.101.967,14 € 13.151,65 C). PROVENTI E ONERI FINANZIARI 16). Altri proventi finanziari c). da titoli iscritti nell'attivo circolante 332304 INTERESSI SU TITOLI DI STATO d). proventi diversi dai precedenti 3324302 INTERESSI ATTIVI SU DEPOSITI BANCARI Totale 16). Altri proventi finanziari € - € - INTERESSI PASSIVI E ALTRI ONERI BANCARI Totale 17). Interessi ed altri oneri finanziari Totale C). PROVENTI E ONERI FINANZIARI € - Totale E). PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI € - RISULTATO DI ESERCIZIO ANTE IMPOSTE € 13.151,65 € 11.287,91 € 1.863,74 E). PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI 20). Proventi, con separata indicazione delle plus a). Plusvalenze da alienazioni 351114 PLUSVALENZA DA ALIENAZIONE LICENZE, MARCHI E ... b). Proventi diversi 351202 SOPRAVVENIENZE ATTIVE E INSUSSISTENZE ATTIVE Totale b). Proventi diversi Totale 20). Proventi, con separata indicazione delle plus € - Totale 21). Oneri, con separata indicazione delle minusva 22). Imposte sul reddito € 11.287,91 Totale 22). Imposte sul reddito (stima) RISULTATO DI ESERCIZIO NETTO Pag. 25 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi 4.2 Conclusioni Nel presentare l’aggiornamento 2016 degli indirizzi generali per la programmazione delle attività e della formazione del triennio 2015 ‐ 2017, prima all’approvazione dell’Assemblea dei Soci e poi all’attenzione delle istituzioni regionali e provinciali per l’erogazione dei finanziamenti di competenza e l’individuazione delle auspicabili sinergie operative, desidero riportare alcune riflessioni personali. Apro il mio mandato come Presidente dell’Upipa in un momento molto difficile della vita dell’Associazione e del sistema nel suo complesso, consapevole dell’impegno che i tempi richiedono e che solo parzialmente si rispecchia in questa prima programmazione, rivista ed approfondita con un’impostazione totalmente diversa dal novembre scorso. Essa sarà oggetto, io spero, di una grande evoluzione e di un significativo rafforzamento nel corso del 2016, per meglio affrontare il 2017 ed il 2018, con l’obiettivo di arrivare alla conclusione della legislatura provinciale con un Upipa rafforzata nel suo ruolo e più capace di essere strumento di integrazione orizzontale, coordinamento e supporto delle attività dei soci, ed un sistema più coeso, riconosciuto, capace di collaborare e cooperare a beneficio delle comunità e delle persone nei diversi territori, in base ad aggregazioni coerenti con i bacini di utenza ed i sistemi di relazione di comunità dei territori stessi. Nel ringraziare tutti i soci, i dipendenti ed i collaboratori del sistema, che in questi ultimi mesi hanno speso moltissime energie per ricostruire la fiducia nell’Upipa e la sua autorevolezza, nonostante l’atteggiamento adottato dalla Provincia nei nostri confronti, credo che la scommessa per la sopravvivenza dell’Upipa e dell’intero sistema delle APSP, senza che venga snaturato da un accorpamento ed una aziendalizzazione comparabile a quella dell’APSS, sta nella sua capacità di innovare i servizi in relazione al cambiamento dei bisogni, restare ancorati al territorio e valorizzarne le peculiarità in un’ottica generativa e costruire forme di collaborazione orizzontale, anche a livello di Consigli di Amministrazione oltre che di enti, che permettano in prospettiva la riduzione degli amministratori e l’eventuale fusione di enti solo su territori omogenei e con una costruzione condivisa e dal basso. Vorrei sottolineare e ricordare a tutti che, se solo si varcano i confini del Trentino, ci si rende immediatamente conto del patrimonio costituito dalla presenza di un’Associazione attiva e riconosciuta come Upipa e della rete che ha già saputo creare. Talvolta però si tende a far prevalere le legittime aspettative di ulteriore miglioramento e le critiche rispetto all’apprezzamento ed alla condivisione dei risultati raggiunti. E’ venuto il tempo di mettere da parte tale atteggiamento e di collaborare, investendo, in tutti i contesti in cui ciò risulta opportuno o vantaggioso, nello sviluppo dell’Upipa. E’ confermato anche dal presente budget il fatto che – nonostante il continuo miglioramento dell’organizzazione interna, rappresentato negli anni dalla gestione degli attestati della formazione in formato digitale, dall’introduzione della dematerializzazione del materiale didattico per lo svolgimento delle attività formative e dalla riorganizzazione complessiva del servizio formazione con contenimento ed ottimizzazione dei costi di docenza – i margini sia economici che organizzativi si sono pressoché esauriti ed il risultato di esercizio si presenta sempre più risicato e ridotto e potrà essere rafforzato soltanto da azioni di estensione del fatturato al di fuori dell’ambito strettamente mutualistico, che ad oggi ‐ stante il perdurare della crisi – appaiono sempre meno risolutive per il rafforzamento dell’autonomia economica di Upipa, o dall’investimento dei soci sullo sviluppo dei servizi consortili e delle attività mutualistiche anche ad utilizzo individuale, consentendo all’Upipa di avviare fin dal 2016 i nuovi servizi ipotizzati nel presente aggiornamento del piano. Rispetto a tale situazione, la scelta dell’acquisizione in proprietà di una sede istituzionale idonea, pur sospesa a seguito della prioritaria ricerca di risposte di sistema alla proposta di accorpamento dell’Assessore Zeni, resta comunque una necessità, soprattutto nell’ipotesi in cui si dovessero ulteriormente rafforzare i servizi forniti centralmente ai soci in forma consortile da parte di Upipa. Pag. 26 Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi Voglio infine ringraziare tutti gli enti soci, nelle persone di tutti i loro collaboratori, dei direttori e degli amministratori, per la qualità dei servizi realizzata in questi anni e la presenza di eccellenze diffuse in tutti gli ambiti territoriali, che fanno di noi un sistema che ha saputo crescere e migliorare attraverso lo stimolo interno e la collaborazione reciproca, e voglio ringraziare tutto il personale di Upipa, che a questa crescita ha contribuito con impegno e dedizione, nonostante le notevoli tensioni vissute in questo periodo. Auspico che però, da questa situazione di grande criticità, possa emergere un’occasione di rafforzamento e di crescita dell’Upipa e di tutto il sistema e chiedo a tutti un impegno straordinario in tal senso per l’anno 2016. Trento, 14 dicembre 2015 Pag. 27 Il Presidente Moreno Broggi Collaborazione Responsabilizzazione Equità Apertura Trasferibilità Innovazione Visione Integrazione Il Presidente Moreno Broggi