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~ ·· ·-~~---;------------•AU'epoca---aet a E'Irtfe era iiti_,_~a-1-zn-o-~ ...~~~ ~~·n~~··-- -.~··· ~ ..~..-."~·
obbligato, la storia ce lo insegna, r-·la dir.=------inesistente n. L'articolista
sono dunque fatti per mettersi d'accordo.
qualcosa possa mutare nella gora
fatto osservare che l' alternatica non era tra
un fatto sostanziale: l'a t- tatura.
Del nostro parere è anche il sudtirolese Claus
della vita pubblica italiana.
un esercito tedesco integrato nell'esercito euGatt~rer red~ ttore capo dell'Express, quotipeo, o unq Germania disarmata, ma bensì tra
diano austriaco, il quale elencando i motivi
tale esercito europeo e la ricostruzione della
che permettono secondo lui di sperare in una
Wehrmacht
tout court. An4ft{IG"'me
--~ .- nt~ . -fed·e·
. .
, t
- l
. ..........
~tHU .i:.lOne sòLtaiJfaceme per ' I! probfema: del- ralzstt hanno il dovere di proclamare che al
•
Con
questo articolo di Andrea Chiti-Batelli «Popolo Europeo~ inizia la publ'Alto Adige afferma esplicitamente che •uno
momento attuale il disarmo voluto 'dai pacidi que·sti è U fatto che « Raab e Segni non
blicazione di una serie di interventi che rifletteranno la dialettica del penfisti si colloca all'infuori del campo delle
trattano in quanto capi di partito, bensì di
scelte possibili. L'alternativa è la seguente: o
siero federalista sul complesso problema de.i rapporti futuri fra est e ovest.
l'Autorità ·federale europea di controllo del- governo e agiscono quindi ambedue sotto
I.
La distensione militare.
cui ciò è possibile, e tenuto conto che i èaQuesta politica dovrebbe essere, 111 due
le armi atomiche, ovvero il riarmo atomico
il controllo di un governo e di un parlapi comunisti lo sanno già - che l'Occidente
parole, la seguente.
In base agli schemi dei partiti nazionali,
dei diversi paesi" .
rpento >>. Resta da capire perchè due forze
Da un lato negoziare, negoziare sempre,
è animato da intenzioni pacifiche? Solo così
secondo cui si è abituati a pensare, chi è
In altri termini, diremo che il problema
politiche che si dicono cristiane si comporsi può sperare, alla lunga: in una certa libe- · come si è detto - ma unicamente attraverso
favorevole alla distensione è in genere anche
rimane essenzialmente politico. La saggeztano reciprocamente in modo così poco evanraliizazione interna del sistema imperiale e i normali canali diplomatici e l'O.N.U:., eviun uomo di sinistra, che vuole cioè anche
za, non m en o che la paura, l'intelligenza,
gelico? La risposta non può che essere fedetando non solo gl' « incontri del secolo l> ma
una politica economica e sociale più favore- del regime stesso sovietico - seppure quema anche questo desiderio di sopravvivere
ralista: perchè un forza politica di dimenle stesse conferenze spettacolari di tipo gista speranza ha qualche fondamento .
vole alle classi lavoratrici; e chi è ad essa
così ancorato alla specie, tutto ci grida:
nevrino, anche solo al livello 1ei ministri
sione na zionale fatalmente diventa nazionaMa questi negoziati, per loro natura lenti
contrario è un reazionario, ~he sostiene an"L'Europa, o... la morte atomica!".
degli esteri - per tutto ciò chr concerne if
e difficili, non possono fare nessun serio prO:.
lista, magari tradendo, come in questo caso,
che gli interessi economici più conservatori
disarmo, i vari problemi di pclitica internagresso in spettàcolari incontri internaz!onali,
Bernard Lesfargues
la sua ispirazione più profonda e migliore. . e meno confessabili, o i regimi più ripuzionale e,aggiungiamo ora, tutco ciò che può
e dovrebbero essere rigorosamente confinati
gnanti (per esempio quello di Franco).
portare ad una attenuazione della cortina di
nell'ambito
diplomatico,
sia
per
le
evidenti
Ma dal punto di vista - il solo che inteferro e a maggiori scambi di libri, di idee,
ressa i federalisti - di una Federazione Eu- ragioni tecniche, che abbiamo indicate, sta
e soprattutto di persone a condizioni di reper ancor più cocenti ragioni politiche.
ropea già esistente, il problema si pone seciprocità.
condo noi in termini assai diversi e meno
2.
La distension e ideologica.
Ma dall'altro condannare sempre e durasemplici.
mente, in affermazioni di principio, la illeQueste ragioni hanno a che vedere con il
l< Distensione >> è una parola estremamente
gittimità del sistema dei satelliti, e rivendisecondo significato della parola << distensioequivoca. H a essa un signH1cato essenzialcare sempre il diritto di quei popoli ad esprine n, quello che i comunisti preferiscono;
mente militare? In tal caso, sia .la benvenuta.
mersi liberamente, e a liberamente scegliere
ed è il significato ideologico, per cui assai
Certo, l'esperienza - ormai vecchia di più
iJ sistema di governo che preferiscono, e di
meglio che distensione si direbbe << confudi mezzo secolo - di discussioni e negoA Cuneo avrà luogo sabato 12 e domenigodere in ogni caso dei fondamentali dih/ematica che sta alla base del congresso di
sione >> : confusione dei princìpi democratici
ziati sul disarmo, dimostra che essi sono in
ritti di libertà: non diversamente del resto
ca 13 marzo un congresso della Resistenza
Cuneo, che dovrà emergere dai rapporti pree totahtari, che disorienti l'opinione pubgenere privi di significato e non approdano
da quanto i comunisti non man~ano di re:
.
blica
occidentale,
ma
soprattutto
dia
la
seneuropea promosso dalla locale sezione del
visti; da quello del Repaci di carattere più
a nulla di concreto. Il · disarmo è possibile
clamare,
e con ragione, per i popoli coloniasazione a quella dei Paesi orientStli, specie
MFE e del Congresso del Popolo Europeo.
storico "Posizione storica della Resistenza in
se è· controllato. Il controllo è possibile se
Ii, anzi esattamente allo stesso titolo.
europei
(la
cui
maggioranza
è
notori:..1nente
Che questa iniziativa sia stata presa dai fec'è un'autorità internazionale dotata di poEuropa" a quelli più politici del francese
Per aver la forza di condurre pazienteostile ai regimi comunisti, tutti imposti con
teri molto estesi per effettuarlo davvero. Tutderalisti cuneesi non stupisce: Cuneo è la
Lesfargues, professore all'Università di Lione
mente, tenacemente una tale politica, occorla
forza
dall'esterno),
che
anche
l'Occidente
to ciò implica a sua volta una tale limitacapitale morale della resistenza italiana ed a "Il nazionalismo causa del fenom eno fascire aver creato uno Stato che realizzi, secon
in qualche modo riconosce uffìcial.mente il
zione delle sovranità nazionali, quale magCuneo consumò il suo sacrificio per la libertà
sta" e di Alberto Cabella "Una nuova res;do una felice espressione di Paolo Maranini,.
sistema imperiale sovietico - quindi la legiore
non
si
richiederebbe
·per
creare
una
Duccio Galimberti che, a testimonianza del
« un minimo di unità popolare, oggi complestenza per gli Stati Uniti d'Europa."
gittimità
degli
attuali
governi-fantoccio
e
la
Federazione Mondiale. È assolutamente uto·
tamente inesistente negli stati nazionali eusuo pensiero federalista, ci ha lasciato un ilstessa repressione ungherese - . e rende ad
Al ·convegno è prevista una delegazione
pisti_co sperare, nelle attuali circostanze, in
rope~ >~; ~cco.rr_e cio~ ·~v~re elimmato le più
luminato progetto di costituzione europea',
ésso omaggio.
questa Federazione? E allora si cessi :in che
della_ resistenza francese guidata dal noto
gravi mgmsttzie sociali, 1 fenomeni di sottoredatto insieme al giudice Antonino Repaci,
A
tale
secondo
tipo
di
distensione
occorre
di
riporre
troppe
illusioni
nei
negoziati
sul
comandante Alban Viste! di Lione ed una
governo, i problemi dell'Algeria e il coloesser recisamente ostili (tanto, si badi, se Eipresidente della sezione cuneese del MFE dodisarmo, a qualunque livello essi abbiano
larga rappresentanza dei quadri dirigenti di
nialismo, la vergogna · dell'alleanza franchisenhower si reca a Mosca, come se si reca
po la liberazione.
luogo: saranno sempre lunghi e defatiganti,
quella italiana specie piemo~tese.
sta; occorre aver dato una base reale e uno
a
Madrid).
Invece
è
proprio
a
questo,
e
unie quasi sempre deludenti.
··
Questo con vegno di studio sul significato
spirito
nuovo alle nostre democrazie oggi
Si ritroveranno così francesi e italiani afcamente a questo, che servono siffatte visite.
Ma insomma le armi atomiche hanno condella resisten za e sulle sue responsabilità stosempre più torpide, e aver realizzato una
Nel
suo
piccolo,
anche
quella
di
MacMillan.
fiancati
come
al
periodo
della
guerra
partivinto tutti che il porro unum è evitare la
riche in questi anni del dopoguerra, responec?nomia ca~ace . di controllare i privilegi
Nel suo piccolissimo, perfino quella di
giana allorchè i maquis si incontravano con
guerra. Anche gli Americani dell'epoca di
sabilità perlopiù tradite secondo i federalisti,
e 111 grado d~ assicurare a tutti quei servizi
Granchi.
Dulles, che parlavano sempre di . roll-back,
le formazioni cuneesi di Livio Bianco, per
di sicurezza sociale che i grandi p~ogressi
sarà la più seria risposta che possa essere data
Insomma, mentre si dovrebbe semmai
hanno dimostrato di non sentirsela di correformulare .un programma nuovo di lotta denella produzione oggi consentono, e che l'ulal ritorno della svastica sui muri d'Europa,
cercare
di
far
qualcosa
per
la
distension~
re un simile rischio, quando si sono trovati
mocratica per una n'Uova Europa.
teriore espansione del mercato federale gaed alle connivenze tra democra zia e fascismo
militare, e non prestarsi in alcun modo a
di fronte alla rivoluzione ungherese (men·
rantirebbe.
La presidenza del congresso dovrebbe essetuttora esistenti. Si tratta infatti di rendersi
questo
secondo
tipo
di
distensione
ideolotre non sarebbe stato loro impossibile, al
La
federazione
offrirebbe
allora un solido
re assunta dal sen. Ferruccio Parri assistito
gica, fon te solo di confusione, oggi si fa
conto una volta per tutte. che alla base del
momento della dichiarazione di neutralità
punto d'appoggio su cui basare quelle rivenesattamente
il
contrario
(e
gli
Americani
ne
dal sindaco di Cuneo prof. Dal P~zzo, ;he
fascismo c'è il nazionalismo e che le demodel Governo rivoluzionario, proclamare che
dicazioni verso il mondo orientale: la consono ancor più responsabpi di noi).
essi l'avrebbero garantita anche con l'uso
presiede il comitato organizzatore del concrazie che si fondano su di una concezione
danna dell'illegittimità del totalitarismo, fondella
bomba
atomica
contro
chiunque:
il
vegno, e dall'avv. Dino Giacosa, 'segretario
mitologica dello stato, quale è appunto la
'3· La politica' estera della federazione eu- data sulla vigorosa affermazione del diritto
che avrebbe provocato la terza guerra · mondel comitato « Cuneo brucia ancora >> e noto
nazione, sono destinate a degenerare verso
dei popoli oppressi di esprimere liberamente
ropea : l'irredentismo ideologico.
diale
.
o,
più
probabilmente,
il
crollo
a
forme statali democratiche solo più nel noesponente locale del MFE, nonchè dal prof.
la loro volontà e di aderire o meno alla Febreve termine del sistema imperiale sovie- .
. Il fatto che i nostri uomini responsabili
d_erazione : cioè non di ritornare alle ingloNorberto Bobbio e da S. E. Peretti-'Griva, che
me . La Resistenza, universale nel suo spiritico).
siano incapaci di comprendere la politica
nose democrazie nazionali dell'anteguerra,
to come protesta per la · difesa della libertà
hanno assicurato il loro intervento. Hanno
Cosa resta, dunque, se non négocier, touche suggeriamo, e di realizzarla, non è doancora
più imbelli ed assurde ad Oriente e
già inviato la loro adesione il Comandante
dell'uom o e di un popolo, cresciuta europea
jours négocier, non per ottenere grandi risulVl!tO in Europa, soltanto a miopia. È dovuto
ad Occidente; ma di riaprirsi alla libertà trasotto il tallone nazista, si è atrofizzata . defiMartini Mauri, il generale Cadorna, l'an .
tati ma per cercare, se· non altro, di convinal fatto che solo uno stato f~rte e giusto pomite la democrazia federale, nella e attranitivamente in u.,.a ricostruzione di stati naBoldrini, il sen. Caleffi, il prof. Antonicelli
cere sempre più l'opinione pubblica dei Pae- trebbe condurla: e tali non sono i nostri
verso la Federazione.
e numerose altre personalità antifasciste.
zionali, pseudodemocratici? Questa la prosi orientali - nella debolissima misura in
Stati na zionali.
Andrea Chiti-Batelli
UE
l federalisti e la distensione
PERCHÈ LA RESISTENZA NATA EUROPEA NON MUOIA NAZIONALE
HA
EU
AH
U
E
HA
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UN CONVEGNO DI PARTIGIANI
EUROPEI A CUNEO li 37 MARZO
- - - - - - - - - - - -..
•
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UE
M~nsile del Centr6 di Informazione e di Studio_ Anno
N. 86
AH
V - DireUore responsabile: lvo Murgi'a
Direzione, r~dazio11e, amministrazione: Via del Corso ,504- Roma, t. 668.462 - 6'?5.774- C.C.P. 1/ 8824
Spedizione ab b. postale Gruppo 111 ·- A~bonamento annuo L. 500 - Una copia L. 50 - 25 MARZO 1960
HA
EU
A chescopo
le elezioni europee?
E
di squalificare· nella coscienza degli eur01pei l'id ea stessa delle
elezioni e del parlamento europeo.
Se si riflette nella natura dello
stato - e fare l'Europa .non signica nulla o significa fare uno
stato europeo, federale , con poteri 'limitati ·a certi domini della
vita pubblica, ma entro quei domini uno stato reale - si comprende senza diff;icoltà che il potere centrale dello stato è il governo, il potere esécu.t ivo ; l'assemblea ·popolare è uno strume12to con cui si j (!ena e controlla
il governo. Se.nza assemblea popolare lo stato non sarebbe de·mocrati co, ma esisterebbe.
Senza governo, . 'lo stato non
può nemmeno essere democratico, perchè .non ·esiste. Lo stato
fede r ale europ~tJ non esiste, npn
già pef chè non c'è un'assemblea
eletta, ma perch_è no.n c'è un go verno , dotato di forza propria,
ma c'è solo un :m ostro a sei teste, detto · Consiglio di ministri
nazionali, rappresentanti sei stati
sovrani.
La prima e _più urgente cosa
da fare è dunque creare un governo europeo ·autentico. Finch.è
questo passo non · sarà compiuto
l'Europa sarà un'immensa menzogna, e le elezioni dirette di
un'assemblea consultiva europea
saranno una menzogna in più.
Fare il governo europeo, stabilire
come sarà composto, quali competenze saranno sottratte ai governi .n azionali ed attribuite ad
esso, dinnanzi a chi e in che
modo sarà responsabile, di quali
mezzi finanziari disporrà,· come
organizzerà la sua burocrazia, 'le
HA
EU
AH
U
ropei aumenti ancor pzu, poichè
L'art. 138 del trattato ché istioUre a quelli attuali ci saranno
tuisce la Corriunifà Economica
tutti quelli che si faranno eìegEuropea· dice:
« L'Assemblea
gere direttamente., Ma è questo
(parlamentare della Comunità)
un rimprovero minore . .Più graelaborerà progetti . intesi a per ve è il tatto che la commissione
mettere l'elezi one a suffragio univ~rsale diretto, secondo u:na pro - . non abbia compreso che il parlamento europeo deve per . sua
cedura uniforme a tutti. gli sta,natura essere antagonista dei
ti membri. Il Consiglio (dei miparlamenti nazionali, e che non
nistri nazionali), con · deliberaziosi può perciò contemporaneane unanime, stabilirà le dispo mente essere difensore degli insizioni di cui raccomanderà l' ateressi generali europei e difendozione da · parte degli · stati
sore di quelli particolari naziomembri, conformemente aUe lo nali .
.ro risP.?tt_ive. n.orme _. costituzio La- critica ·fondamentale al pronali >> .
Per da.re . esecuzione a questo - getto_ è tuttavi a di natura divermahdato - l~Assemble!L ha .nomi- ·. sa. I.;e elezioni, ·o per meglio dire le elezioni democratiche, sa:.
nato und éommissione presieduno cosa seria con cui non si può
. ta dal senatore belga Dehousse,
giocherellare -senza rovinare la
la quale ha infine recentemente
democrazia nelle sue stesse fonpreparato un progetto 'di tratdamenta. A. che cosa dat1rebbero
·t ato per çueste elezioni .
servire le elezioni ·europee seLasciamo quì da parte le dif condo .il progetto Dehousse? Ad
ficoltà erte restano ancora da sueleggere un'Assemblea che non
perare atfìnchè questo progetfa l-eggì, non vota imposte, non
to entri in vigore ed esaminiacontro'lla il governo.
molo così come esce dalla comLe Comunità attuali hanno inmissione.
fatti come loro legge i tre tratAlcuni dettagli so.n o senz'altati e qualsiasi nuova disposiziotro positivi. Il numero dei depune si volesse aggiungere dovreb tati è portato dagli attuali 142
be essere approvata dai poteri
a 426, cioè alla dimensione norlegislativi dei paesi membri. Non
male di un'' assemblea che deve
ha imposte proprie - ad eccerappresentare 150 milioni di citzione della CECA , le cui impotadini. · Le elezioni europee non
di Altiero Spinelli
dovranno coincidere con quelle
nazionali il che permetterà una
campagna elettorale europea disti.nta da quelle nazionali.
ste stranamente no.n sono stabilit~ dall'.1.ssemblea, ma dall' Alta Autorità - ma ha solo contributi degli stati votati dai sinl\.f,......,..
'"" ............... _ ........
___ ,...,. ,...
1,...
....... ,...
- -1.: .... .:,.,
La << cr1s1 >> del governo · italiano è ris-.:lta, come . tu~ti sanno. Cioè con
un sensibile peggioramento rispetto. alla formula che era in vigore . dal
gennaio 1959. Ma non è riso.lta in nessun modo la crisi dello stato nazio·
naie, la crisi della democrazia italiana ed europea; e tra · le voci di allarme,
autorevoli e qualificatissime, che si sono levate dalle cattedre . o dalla
stampa, non è dato· di trovarne una sola che dicesse con chiareua quello
che pure molti dei responsabili e dei nota bill non possono ·non pensare !
<< questa · crisi, che è in forme diverse di ogni
Paese dell'Europa occiden·
tale, non si rise lverà mai in senso ' democratico se non con la federa·
zione degli Stati ». No, non si dic~. una cosa del genere quando non si è ancora finito
di assaporare il gusto di una. vera o apparente « leadership >> in un gruppo
politico· nazionale; quando non si è ancora disposti a rinunciare alla
ipotesi di una definitiva conquista del potere nella macchina nazionale.
« Meglio essere tra i primi a Zi'garolo che tra gli ultimi a ·Ro·ma >>
pensano i difensori della democrazia italiana. E si accusano a vicenda
di tradire democrazia e libertà o di non sapere governare. Ciò che può
essere talvolt~ vero, ma non è mai la sola cosa vera, nè la più impor·
tante, giacché il guaio sta nel non poter governjlre, perché ·il compito ·
è in eccesso ed il potere è . in difetto,
,
Ma nessuno lo dice: ed intanto la maggiC?r ·parte degli uomini giuoca,
no'il si sa se a mosca cieca o a tagliasalame, con grande gioia degli
italiani. l quali rimpiangono cose che dovrebbero sempre più esecrare, ,o
trovano sufficiente la burocrazia ed - insignificante il gove·mo, o aspe t·
tano un governo da lontano, o contano su un governo alleato per gli
aiuti e per -la pace.
·
Il popolo europeo può tollerare ancora a lungo questa abusiva fin.
zione delle pditiche nazionali, da cui . sembra ignorato?
voluzione europea, poìchè . le ri-
possono eleggere . un parlamento
11 ou---•~~
· ---r-r
EU
UE
AH
U
ste stranamente no.n sono stabilit~ dall'.1.ssemblea, ma dall' Alt a Autorità - ma ha solo contributi degli stati votati dai singo'li parlamenti nazionali. Non
ha infine governo, poichè il vero potere esecutivo è il Consiglio dei ministri nazionali, che
decide la politica da fare e fa
eseguire dalle singole ammini strazioni .n azionali, essendo le
Commissioni europee organismi
che ricevono dal Consiglio le necessarie disposizìoni. L' Assem'blea parlamentare europea ha
solo poteri consultativi; dà consigli di cui i ministri nazionO:li
tengono il conto che vog liono.
Parlamento, nella termi:rwlogia
democratica è un assemblea che
dopo aver parlato e dibattuto
vota una legge che lega tutti i
cittadini, stabilisce un importo
che tutti devono pagare. Se parla e dibatte, ma alla fine non
decide nulla, non è parlamento,
ma un parlatorio.
Ora non è cosa seria chiamare
i cittadini a eleggere un'a'Ssemb'lea priva di • poteri. La libertà
di riunirsi, di parlare e di discutere, i cittadini dei paesi liberi l'hanno già per conto loro,
non vale davvero la pena di
spendere dei miliar-di per procedere a periodiche elezioni di
qualche centinaio d'uomini e pagar loro stipendi e trasferte al
solo scopo di dar loro la possibilità di riunirsi, di parlare e di
discutere. Questa sarebbe una
beffa della democrazia europea,
ed il so'lo suo risultato sarebbe
HA
dovranno coincidere con · quelle
nazionali it che permetterà una
campagna elettorale europea disti.n ta da quelle nazionali.
Altri aspetti sono assai discutibili. N el'le prime elezioni il popolo europeo dovrà eleggere solo i due terzi dell'Assemblea, restando · l'altro terzo eletto dai
parlamentari nazionali. E' questa una misura non prevista dal
trattato con cui i parlament'ari
· nazionali che fanno ora parte
della Assemblea continuerebbero
a starei ancora .per cin '{ Ue annt
senza dover correre l'alea delle.
elezioni. Se anche essi avessero
fatto cose assai grandi per l'Europa, questo privilegio non sarebbe ammissibile, ma ancor me. no lo è quando si pensa alla nullità delle attuali assemblee. Non
contenti di essersi assicurati il
pasto, i nostri bravi parlamentari euro-nazionali hanno provveduto a favorire anche i loro
colleghi dei vari parlamenti nazionali e, dopo varie esitazioni,
hanno deciso che non ci sarà in compatibilità tra la qualità di
deputato nazionale e quella di
deputato europeo. La Commis.sione stessa ha riconosciuto che
diventa sempre più difficile far
contemporaneamente il mestiere
del deputato nazionale e del deputato europeo, eà è per questo
che ha proposto di moltiplicare
per tre il numero dei parlamenta ri europei. Tuttavia strada facendo ha dimenticato questa consi"
derazione ed ha previsto che il
numero dei parlamentari nazionali destinato ariche ad usi eu-
La « cr1s1 >> del governo · italiano è ris::lta, come . tu~ti sanno. Cioè con
un sensibile peggioramento . rispetto alla formula che era in vigore dal
·· gennaio 1959. Ma non è riso.lta in nessun modo la crisi dello stato nazio·
naie, la· crisi dell a democrazia italiana ed europea i e tra · le voci di allarme,
autorevoli .e qualificatissime, che si sono levate dalle cattedre . o dalla
stampa , non è dato. di trovarne una sola che dicesse con chiarezza quello
che pure molti dei responsablli e dei notabili non possono ·non pensare ;
« questa - crisi,· che è in . forme diverse di ogni Paese dell'Europa occidentale, non si risclverà mai in senso ' democratico se non con la federa·
zione degli Stati ». No, non si dic~. una cosa del genere quando non si è ancora finito
di assaporare il gusto di una. vera o apparente « leadership >> in un gruppo
politico· nazionale i quando non si è ancora disposti a rinunciare alla
ipotesi di una definitiva conquista del potere nella macchina nazionale.
« Meglio essere tra i primi a Z,a garolo che tra gli ultimi a ·Ro·ma >>
pensano i difensori della democrazia italiana . E si, accusano a vicen~a
di tradire democrazia e libertà o di non sapere governare. Ciò che può
essere talvolt<~ vero, ma non è mai la sola cosa vera, nè la più impo_r·
tante, giacché il ·guaio sta nel non poter governare, perché ·il compito ·
è in eccesso ed il potere è ' iri difetto,
,
Ma nessuno l'o dice: ed intanto la maggior ·parte degli uomini giuoca,
non si sa se a mosca cieca o a tagliasalame, con grande gioia degli
. italiani. l quali rimpiangono cose che dovrebbero se·mpre più esecrare, ,o
trovano sufficiente · la burocrazia ed - insignificante il gove·mo, o aspettano un governo da lontano, o contano su un governo alleato per .gli
aiuti e per la pace.
·
Il popolo europeo può tollerare ancora a lungo questa abusiva fin.
zione delle pditiche. nazionali, da cui .sembra ignorato?
AH
di Altiero Spinelli
gnica nullao significa f are uno
stato eu r opeo, federale, con poteri 'limitati a certi domi ni della
v i ta pubblica, m a entro quei domini uno stato r eale - si comprende senza difficoltà che il potere centrale dello stato è il governo, il potere esecutivo ; l'assemblea ·popolare è uno strumento con cui si f r ena e controlla
il governo. Se.nza assemblea popolare lo stato ndn sarebbe democratico, ma esisterebbe.
Senza governo, . 'lo stato non
può nemmeno e$sere democratico, perchè .non esi ste. Lo stato
fe der ale europ_t: v no n esiste, nO"n
già pef chè non c'è un'assemblea
eletta, ma perch_~ no.n c'è un gpverno, dotato .di forza propria,
ma c'è solo un :m ostro a sei teste, detto · Consiglio di ministri
nazionali, rappresentanti sei stati
sovrani.
La prima e .più urgente cosa
da fare è dunque creare un governo europeo ·autentico. Finch.è
questo passo non · sarà compiuto
l' Europa sarà u.n'immensa menzogna, e le elezioni dirette di
un'assemblea consultiva europea
saranno una m enzogna in più.
Fare il governo euròpeo, stabilire
come sarà composto, quali competenze saranno sottratte ai governi .n azionali ed attribuite ad
esso, dinnanzi a chi e in che
modo sarà responsabile, di quali
mezzi finanziari disporrà, · come
organizzerà la sua burocrazia, 'le
sue forze armate, la sua polizia
- significa fare un'opera costituente.
Fare un governo europeo, ed
intorno ad esso u.n stato· europeo, implica perciò mettere in
piedi un potere costituente europeo.
Se si riflette sul'la storia umana, si scorge senza difficoltà che
gli stati sono sempre sorti da
una conquista militare di uno
stato già esistente che si estende·· .SU nuovi territori e su nuove
popolazio.n i, oppure da una rivoluzione popolare che abbatte
con la violenza uno stato esistente e ne mette al suo posto
un'altro, oppure, infine da'tla decisione di un popolo che con i
metodi della democrazia decide
di darsi uno stato. Quel che no.n
esiste è che Stati già esistenti
decidano di propria iniziativa di
spogliarsi di certe attributi per
darli ad uno stato nuovo.
Ma proprio questa inesistente
via è quella che i nostri stati
ed i governanti nazionali hanno
deciso di percorrere, e da una
dozzi.na d' anni stanno dando ~a
prova e la contro prova dell'impossi bilità di procedere. Noi - i
federalisti europei - vorremmo
uscire dalla umiliante attuale
frantumazione
dell'Europa, e
vorremmo evitarle la vergogna
di un'unificazione imposta da un
conquistatore esterno. Noi crediamo alla possibilità di una ri-
HA
EU
v,ersale dire tto, secondo u.na p r o- . non abbia compre so che i par cedura uniforme a tutti gli stalamento europeo deve per sua
ti membri. Il Consiglio (dei m i natura essere antagonista dei
nistri nazionali) , con deliberazio parlamenti nazionali, e che non
ne unanime, stabilirà le disposi può perciò contemporaneasizioni di cui raccomanderà l'a mente essere difensore degli in.dozione da parte degli stati
teressi generali europei e dijenmembri, conformemente aUe lo sore di quelli particolari ngzio.ro risP.?tt jve. norme .. costituzionali.
nali ».
La critica fondamentale al proPer do.re . esecuzione a questo
getto" è tuttavia di naturq divermaftdato .l'Assemblecz hà ;nomi - . ' sa. De . elezioni, ·o per meglio di ~
nato und éommissione presiedure le · elezioni democratiche , sa. ta dal senatore belga Dehousse,
no cosa seria con .cui non si può
la quale ha infine recentemente
giocherellare -senza rovinare la
preparato un progetto 'di tratdemocrazia nelle sue stesse toniato pet -ç-ueste elezioni .
d:amenta. A. che cosa dav rebbero
Lasciamo quì da parte le di!servire le elezioni ·europee. sejicoltà erte restano ancora da sucondo -il progetto Dehousse? Ad
pera're atfinchè questo progeteleggere un'Assemblea che ·non
to entri in vigore ed esaminiafa te'gg'i, non vota imposte, non
molo così come esce dalla comcontro'lla il governo.
missione.
Le Comunità attuali hanno inAlcuni dettagli so.no ' senz'alfatti come loro legge i . tre ~r~ttro positivi. Il numero dei deputati e qualsiasi nuova dzsposzzw.tati è portato dagli attua'ii 1'42
ne si volesse aggiungere dovreb a 426; cioè alla dimensione norbe essere approvata dai poteri
male di un'assemblea che deve
legislativi dei paesi membri. Non
rappresentare 150 milioni di citha imposte proprie - ad eccetadini. · Le elezioni europee non ·zione della CECA , le cui impo-
E
------------------------~-,j..ç-i.;a..ll;;o"~
voluzione europea, poiçhè le rivoluzioni sono conflitti violenti
fra un popolo e il suo statO già
esiste.nte, e sono capaci di sostituirne a questo un'altro, ma non
di unire con vincolo federale più
stati.
Noi siamo convinti che lo stato federa'le europeo può nascere
da una procedura democratica
europea. Ed è perché vogliamo
la democrazia europea . che cr itichiamo quella parodia della democrazia che è l'elezione di 1.tna
assemblea consultativa progettata da'lla commissionè Dehousse.
L 'agitazione che stiamo conducendo mediante le elezioni
primarie a.z Congresso del Popolo Europeo, alle qua'li hanno
già partecipato circa mezzo milione di europei, ha come scopo la creazione del potere costituente democratico europeo.
Noi chiedi amo che gli stati nazionali, con i loro governi ed i
loro
parlamenti
riconoscano :
l) che l'uni tà europea è necessaria; 2) che essi non sono capaci
di farla ; 3) che . bisogna perciò
dare al popolo europeo lo strumento democratico necessario
per farlo , cioè per redigere e
ratificare una costituzione federale degli Stati Uniti d'Europa.
Anche noi chiediamo perciò la
elezione a suffragio diretto uni versale, ma non di un'assemblea
consultiva, bensì di un'Assemblea costituente.
Le prime elezioni europee non
possono eleggere · un parlamento
poichè ma11-ca ancora il governo
da controllare, cui .prescrivere le
leggi ed a cui . conceder le imposte. Quel. · che si deve eleggere
è un'assemb'lea la quale definisca
in un testo costituzionale il governo europeo e tutti gli altri
organi dello stato europeo. Affinchè questo lavoro sia positivo è
nece$slirio che l'organo costituen ~
te sia fatto in modo da esprimere veramente la volontà comune
di tutti gli europei e non le volontà particolaristiche dei singoli
stati . E' questa la ragione per
cui 'la redazione della costituzione deve essere affidata ai rappresentanti di tutto quanto il popolo europeo, e non ad una
conferenza di diplomatici o di
parlamentari o di ministri, 'rap ..
presentanti di stati nazionali, i
quali necessariamente difenderanno quelle sovranità nazionali
che dovrebbe r o demolire.
Una volta fatta la costituzione,
affidarne la ratifica ai parlamenti e ai governi nazionali signifi cherebbe affidarla ai suoi naturali avversari. La costituzione
europea stabilirà infatti che nu·
merose fu.nzioni legislative ed esecutive saranno sottratte ai parlamenti e ai governi nazionali i
quali si ridurranno così a'l ruolo
di parlamenti e governi regionali. E' assai difficile che essi accettino questa automutì lazione.
(con ti nua a pag . 2)
pagina( 2--------------~-----------------------~·~------------------------------------------------------------------------ g1 o vane euro p a
.-'.
.Testo di prog~tto di Tr,.ttato
P-~r · la con/f?OCa~ione dell' A ·s sernblea Costituente .europea·
(" "':' --::,_.
Essa disporrà di' sei mesi· per · as(approvato dal çongresso del
,
popolo europeo nella sua secòn- solv~re il suo mandato.
da sessione· di Lione, 23-24-25 ·
~ votazioni avverranno a maf{!riogennaio 1959).
·
·
ranz;a semplice dei voti espressi.
oggetto del Trattato
Art. l. - - Le Alte Parti contraenti decidono col presente trattato di convocare un'Assemblea Costituente Europea col mandato di
elaborare la Costituzion,e def{li Stati
Uniti d'Europa.
·
l' elezione dell' Assemblea Costi. tuente
Art. 2. L'Assemblea Costituente Europea sarà e~-et_tà ·, a suffr.fJ.f{io
universale dirétto · dàlle popolazioni
degli Stati contraenti.
I requisiti per l'elettorato attivo
UE
Questo progetto, che porta il nome
di Déhousse. consiste di 2,3 artico·l i
suddivisi in 'tre capitoli: deH'Assemblea eletto (cap. I artt. 1-8); della
disciplina elettorale ( ca:p. H artt. 9Hbis); ~Jspqsiziçmi finali e_ tra,t?.sit~
rie ( ca1p. Hl artt. 18-2·3). Nel I capitolo dopo aver affermato nell'art.
l ' che: I Rappresentanti> dei p01poli
alla Assemblea Parla~mentare Euro.p ea
sono eletti. a suffragio universale
diretto il progetto stabilisce, nell'art. 2, il numero di r!IIPpresentanti
eletti in ogni stato membro, e precisamente: 42 per il Belgio; 108 rispetti·vam·e nte per Germania, Francia
ed Italia, 18 per il Lussemburgo, 42
per i Paesi Bassi.
·Gli articoli da 3 ad 8 stabiliscono
la designazione, durante un periodo
transitorio che non andrà oltre la
terza ta.p:pa del :MEC, di un terzo
dei membri del<l'Assembtlea da parte
dei •parlamenti nazionali, (art. 3), la
compatitbilità, durante tale periodo,
tra mandato eur01peo e manqato nazionale, . la durata "quinquenna~e"
della legislatura (art. · 5),-•· ed enume. rano una serie di incompatibi•l ità rper
i rappresentanti dell'A•P E (art. 8).
Il ca:pitolo Il fissa a'l cune regole
di principio sulla discip-lina elettorale. 'Stahilito (art. 9) che, fino al] a
fine del pe;io·d o transitorio, le leggi
. nazional i saranno competenti per disci-plinare la materia elettorale, H progetto dichiara :
Art. l(}. -·- Sono elettori, in ciascuno Stato membro~ con riserva di
quanto · disposto all'articolo Il, !{li
uomini · e le donne che posseggono
AH
U
il referendum
Art. 4. -· La Costituzione . def{li
Stati Untti d 'Euro/Ja sarà sottoposta
a referendum il quinto lunedì successivo alla sua approvazione da
parte dell'Assemblea Costituente Europea. Se questo giorno fosse festivo
in uno o più Stati, le elezioni ver. ranno automaticamente . rinviate al
primo ·giorno se·g uente non f~stivo.
Il giorno d'el referendu,m vzrrà consisJ,erato cf) me giorno festivo .~ s-traordinario . .
Avranno diritto a partecipare al
referendum tuÌte le persone che
posseggano i requisiti, di cui all'art. 2 çpv. del presente trattàto. ·
I risultati del referendum verranno immediatamente comunicati
al presidente dell'A,s semblea Costituente Europea. Egli promulgherà
la Costituzione negli Stati, in cui
essa sarà stata approvata con la
maggioranza dei suffragi espressi, con
riserva che questi Stati siano almeno
tre . e con~ino, · per la parte europea dei lor.o territori, una popo- ·
lazione globale d~ almeno 100 milioni di abitanti. .Essa .entrerà immediat(Jment'e in vigore.
EU
e
l deputati-- godranno -di · t~~;tte'. le
. prerogative . e immu.nità riconosciute
ai parlamentari nei loro Stati 'd'origine.. Ip.oltre :. e~si avranno diritto
di entrare - e di ,soggiornare liberamente nel territorio · di ciascuno degli Stati contraenti.
HA
Le Alte Parti contraenti, coscienti
di . · èspr~mere la volontà dei loro
popoli e decise a stabilire il fondamento della loro unione indissÒlubile,
considerando che la realizzazione
. dello ' sviluppo econo.mi~o
de{
progresso sociale della difesa . e delle
relazioni estere nOTJ- può essere -~s
siçuratà;. in modo efficace nelZ:ambiì.o , dflgli .attU(lli stati nazionali, e
eh~ è · ~rylispensabile creare istituziori~_. ·fe4tt.r(ll~ ·~c.h:e assicurino l'azione
comune in .,·q ueste materie,
considerando che l'elaborazione
della é ostit,;,zione /edera le · deve essere fatta i'n modo tale che la Fedtmiz~one resti aperta alla partecipazione o all'assoèiazione di altri
~tati, e in pcm.i éolare · dei paesi che
si trovano attualmente nell'impossibilità , di collaborqre all'o pera comune,
prÒ po.nendosi di confer'[Ttare la
solidarietà che lega l'Europa con
gli . stati e territori . d' oltr.e.1Jtaret e
desiderando assicurare lo svil!L·PPO
dell_e loro prosperità in conformità
dei principii della Carta delle NaZiC!ni Unite,
·
decise a consolidare mediante l'a
fondazione degli Stati Uniti d'~uropa
.la difesa della pace, · della libertà
e ·d el p•rogr,esso sociale,
hanno convenuto fra loro quanto
segue:
messa in opera delle Istituzioni
europee
Art. 5. L'entrata in funzione
delle istituzioni si effettuerà secondo · le modalità stabilite dall' Assemblea Costituente Europea nelle ·di: .
sposizioni fina_li della C-:Jstituzione .
le spese
Art. 6.
Le spese per le ele•
zioni, per il funzionamento dell'Assemblea Costituente Europea , compr~se le indennità dei suoi mem-
lati vi apoammissi9ne dei partiti .. po. litici · a\•l e elezioni n ei Paesi -<membri,· Stguono indic.a zioni relatiY'e alla
unièi~ à ·( n 6n . de bbdno coincidere con
nessuna altra eleziop.e su scala nazionaie o locale ; ·art. 14) · sui tenui- ·
ni di coiiv·ocJZ:one della Assemhle:.
:d~po le elezi~ni (art. l §). S~alia
i reqwsltL necessari nel detto · Stato
mo fra l'altro l'articolo 17 bis remembro per parteci~re alle elezioni
lativo alle spe~e elettorali:
a suffragio univérsale diretto per la
l candidati o le liste, che avranno
designazione del Parlamento .
ottenuto almeno il 10()/o dei suffragi
Art. l l. - · L'età par.tendo da cui
espressi nel collegio elettorale nel
può esercitarsi il diritto di voto non
quale si saranno presentati, potran·
può essere inferiore ai 21 anni né
no ottenere il rimborso di alcune
superiore ai 25 anni.
spese elettorali. A questo scopo saI cittadini di uno Stato men~bro
ranno previste nel bilancio dell' Asresidenti sul territorio di u -! altro
semblea Parlamentare Euro ;;ea le
Stato membro, hanno fac oltà di
som me necessarie per permettere
esercitare il diritto di voto nel loro
detto rimborso secondo le modalità
paese di origine, che istituisce alstabilite in precedenza dall'.,;,_lficio
l'uopo le misure appropriate.
di presiden::a dell'Assemblea stessa.
Nel caso in .cui lo Stato di · rP-sÌ·
Durante il periodo transitorio , la
denza consenta parimenti alle perlegge nazionale stabilirà le " disposisone di cui al capoverso precedente
zioni elettorali che consentano, pur
l'esercizio di .voto, le persone stesse
nel rispetto delle disposizioni di
non possono votare che una volta
cui al precedente comma, l'attribusola. Qualsiasi infrazione a questa . zione del seggio a un nuovo titonorma sarà passibile delle sanzioni
lare.
dettate dalla legge del paese d'f!!iNel caso di vacanza di un sef{gio
gine.
assegnato in conformità all'art. 3, il
Importante l'articolo 12 che diPar~amento dello Stato membro prochiara · eleggibili in ciascuno ·Stato
cede alla elez.i one o alla desi~namembro, gli uomini e le donne. che
zione del successore.
·
hanno la ci~~szdinanza, con r~~[Y(l ,
:Il capitolo III ( artt. 18-23)', prevedei casi di ineleggibilità tradiziode la istituzione di una Commissionale determinati dalla legge iwzione interinale ( artt. 18-19), la convonale, di uno degli Stati firmatari
cazione dei comizi elettorali entro
dei trattati che istituiscono le Co« la pr~ma domenica successiva allo
munità europee.
sca-dere del periodo di sei mesi sucTuttavia, l'età minima per essere
cessivi all' entrata in vigore della
eletti non può essere inferiore a
Convenziòne: Cori l'articolo 2:1 si di25 anni né superiore a 30 anni.
chiara la Convenzione sostitutiva deD'altro canto, le incompatibilità
gli artt. 21 del trattato CECA, il
previste da.ll'art. 8 non implicano
38 deil trattato CEE-, . 10-8 del trattaineleggibilit.à .
to CE!EA. L'articolo 23 stabilisce infine le procedure da ·seguire per la
L'articolo 13 dichiara applicabile
ratifica della Convenzione stessa.
al le elezioni europee i principi re-
Progetto per la ·e lesione dell' Assemblea Parl(l,rftentare e~~opea
i retto
a suffragio u~iversale d _
AH
listi, pres~ntati dal segretario
del movimento stesso, A. Spinelli, offrire ai nostri lettori un
confronto diretto tra le due
carte, animate da un unico intento e scopo, ma rispondenti a
due sensibilità e modi di affrontare il problema europeo. A
questa documentazione faremo
seguire, nel prossimo numero,
un çiibattito che vedrà per attori' Spinelli, il senatore Santero
ed il prof. Brugmans, ma su
cui auspichiarpo_ intervengano
tutti i nostri lettori.
HA
EU
Il Congresso del popolo europeo presenta ora all'opinione
pubblica il progetto per la convocazione di una , . Costituente
europea, elaborato da una commissione di giuristi presieduta
dal prof. Héraud.
Esso appare quasi contemporaneamente al progetto ufficiale
della Assemblea Parlamentare
europea, su cui èi siamo brevemente soffermati nel numero
scorso; di G. E. Ci è sembrato
quindi; àécanto ad ' una illustrazione dei motivi e dello spirito.,
che anima l'azione dei federa-
popo.l o ,europeo
per
E
Due progetti
A che scopo le elezioni europee?
.
r
(continua dalla prima pagina)
Ma non ad esif spetta decidere ,
La decisione p tii.t essere presa solo dai cittadini di ogni singolo
stato; i quali in caso di ratifica
non perdono alcun loro diritto
democratico e 11on rinunzìano ad
alcun .servizio ael potere pubblico, ma decidono solo se sia · meglio esercitare certi loro diritti
nell'ambito nazionale o in quello
europeo, e se certi ser'l)izi pubblici saranno ]oro res.i dagli stati
nazionali o ·. da quello federale.
.Perciò la ratifica della costituzione votata dall' Assem.,blea costituente europea dovrà essere
effettuata mediante un referendum popolare in ciascuno degli
stati.
Congress~ del Popolo EÙropeo
data
24
nov~mbre
))
1957
1
))
))
))
}}
))
l
30 novembre 1957
Alla primSt sessione del Congresso (Torino 7-8 dicembre '57)
località
Duesseldorf
Lyon
Ginevra
Maastricht
Milano
Strasburgo
Torino
·
Antwerpen
votanti
Genova e La Spezia
Risultati
votanti
3.432
5.100
1.522
3.057
6.368 .
27.001
16.959
6.419
71.872
34.017
Solo dopo che la costituzione
sarà così andata in vigore avrà
senso eleggere _un parl.'i'.:m_er/to__çJ!,ropeo, poichè esso avrà di fronte
a sé un governo europeo. Sono
queste le ragioni per cui non possiamo accettare il progetto della
commissione Déhousse. Gli riconosciamo il merito di aver posto
ormai dinanzi all'Assemblea della
Comunità, ai parlamenti nazionali ed ai loro governi il tema
cruciale della partecipazione de~
popolo europeo alla costruzione
dell'Furopa. Ma gli rimproveriariw di averlo posto male, lasciando in realtà ogni potere agli ·s tati
nazionali, e proponendo un'assemblea condannata all'impotenza.
Ci batteremo afjinchè non i
due terzi, ma tutta l'intera Assemblea sia eletta dal popolo europeo, ed affinchè sia stabilito
che i parlamenti nazionali eventualmente eletti ·nell'assemblea.
Art. 2. - L'Assemblea Costituente Europea sarà eletta ·, a suffi:(Lgio
universale dirétto d:àlle popolazioni
-degli Stati contraenti.
I requisiti per l'elettorato attivo
-saranno quelli stabiliti dalla legislazione nazionale di - ciascuno Stato
per l'elevazione dell'Assemblea par·lamentare più rappresentativa.
Per voler essere eletti occorrerà
aver compiuto ventitre anni.
Il sistema elettorale sarà la rappresentanza proporzionale con ripartizione dei seggi secondo il sistema
della media più forte. E ' allegato
-l' elenco dei collegi elettorali e dei
-seggi. Nei collegi uninominali sarà eletto il candidato che avrà
ottenuto la maggioranza relativa dei
voti.
Le elezioni avranno luogo simultaneamente nei diversi Stati il dodicesimo lunedì successivo all'entrata in vigore del Trattato. Se questo
giorno fosse festivo in uno o più
Stati, le elezioni verranno automaticamente rinviate al primo giorno
seguente non festivo. I l giorno delle
elezioni verrà considerato come J{ioriio festi vo straordinario.
la Sess-ione
Art. 3.
L'Assemblea si riunirà
di pieno diritto il terzo martedì
successivo alle elezioni.
Essa si riunirà nella città sorteggiata fra le capitali degli Stati che
avranno ratificato il trattato, salvo
che essi non abbiano convenuta una
~ltra sede entro i q~indici giorni
successivi all'entrata in vigore del
Trattato.
L'Assemblea procederà alla verifica dei poteri dei suoi com ponenti,
stabilirà il proprio regolamento
interno.
e·
L'entrata in funzione
delle istituzioni si 'effettuerà secondo le modalità stabilite dall' Assemblea Costituente Europea nelle ·disposizioni fina_li della C?stituzione:·
le spese
Art. 6.
Le spese per le ele•
zioni, per il f-unzionamento dell'Assemblea Costituente Europea, comprese le indennità dei suoi membri, e per il referendum , saranno
a carico dei diversi Stati in proporzione~ al nwnero dei deputati dd
eleggere nei loro rispettivi territori.
esecuzione del Trattato
Art. 7. Le Alte Parti contraenti si impegnano a prendere
tutte le misure necessarie per l'esecuzione del Trattato .
, data
disposizioni finali
Il presente Trattato sarà ratificato dallf! Alte Parti contraenti in conformità delle loro rispettive norme costituzionali. Gli
strumenti di ratifica saranno depositati presso il governo di . . . .
Esso entrerà in vigore non appena sarà stato ratificato da tutte
le Alte Parti Contraenti o, in difetto , tre mesi dopo la sua sottoscrizione, a condizione che sia stato ratificato da almeno tre Stati,
che abbiano, per la parte europea
del loro territorio , una popolazione
complessiva di almeno 100 milioni
di abitanti.
Art. 9. Il presente Trattato ,
I_ cui testi tedeséo, frances e, itahano, olandese, . . . . . .
faranno ugualmente fede · sarà depositato negli archivi del ~overno
di . . . . • . . . . , che ne
rimetterà copie conformi ai governi
degli altri Stati firmatari.
In fede di che, i sottoscritti plenipotenziari, hanno apposto le loro
firme sotto il presente trattato e vi
hanno impresso il loro sil{illo.
Art. 8. -
l
·
24 novembre 1957
>ì
l
»
1
»
»
»
»
l
30 novembre 1957
Alla primSt sessione del Congresso (Torino 7-8 dicembre '5·7)
26/28 aprile
1958
»
1958
28/ 29 giugno
1958
16/ 17, 23/24, 30/31 agosto 19·58
\ 12 O-ttobre
1958
1958
19 ottobre
UE
Art. 5. -
Congress~ del Popolo -EÙropeo
Risultati
lo~alità
))
1958
26
26/ 28 ottobre
1958
29/30 novembre, l dicembre '58
»
»
195B
Alla seconda sessione
St. lesse Ten Node
(Bruxelles)
(Lione,
1.806
23-25 gennaio 1959).
223.668
25 aprile -'59. Milano, ·Lombardia
16 ·mag. 59. Castelli romani
25 ott. 59. Capua
146.255
17.688
5.359
3.583
6.508
1.400
Feldbach (Austria)
5 comuni vicino a Darmstadt
Ocstende
Alla terza sessione del congresso
7 . aprile '60. Università di Roma.
Risultati delle ele:rioni
dei candidati al Con·
gresso del Popolo Euro·
peo nelle Università di
Bo-.a a
H 7 aprile si sono concluse le
elezioni nelle Università'; sorio risultati eletti candidati per il collegio di ·R oma-Università al
Congresso del Popolo Europeo
nell'ordine il Prof. Vincenzo
Arangio-Ruiz, il Prof. Costantino
Solo dopo che la costituzione
sarà così andata in vigore, avrà.
senso elegp~:r.-.e_un p_ar~me_nt Q....flli:.
ropeo, potche esso av a difronte
a sé un governo europeo. Sono
queste le · ragioni per cui non possiamo accettare il progetto della
commissione Déhousse. Gli riconosciamo il merito di aver posto
ormai dinanzi all' Assemblea della
Comunità, ai parlamenti nazionali ed ai loro governi il tema
cruciale della partecipazione del
popolo europeo alla costruzione
dell' Europa. Ma gli rimproveriamo di averlo posto male, lasciando in realtà ogni potere agli stati
nazionali, e propone.n do un'assemblea condannata all'impotenza.
votanti
3.432
Duesseldorf
5.100
Lyon
1.522
Ginevra
3.0.57
Maastricht
&.368 .
Milano
2'7.001
Strasburgo
Ci ·batteremo affinchè non i
16-.959
Torino
due terzi, ma tutta l'intera As6.419
Antwerpen
semblea sia eletta dal popolo europeo, ed ajfinchè sia stabilito
votanti
71.872
che i parlamenti nazionali even34.017
Genova e La Spezia
tualmente eletti nell'assemblea
3.662
Varese
europea diano immediatamente
23.378
Udine
le loro · dimi8sio,n i dal parlamento
9.600
Kerkade
nazionale. Ma sopratutto ci bat.
790
St. Ghislain
teremo affinchè al progetto di
19.318
Darmstadt
trattato della commissione De3.144
Mons ·
housse siano aggiunti un piccoBologna, Ferrara, Rovigo 42.997 lo articolo preliminare ed un.
cuneo . ·
13.084
AH
l' elezione dell' Assemblea Costi. tuente
messa in opera delle Istituzioni
europee
HA
EU
Art. l. - - Le Alte Parti contraenti decidono ·col presente tratt.ato di convocare un'Assemblea Co- ·
stituente Europea col mandato di
elaborare la Costituzione d egli Stati
Uniti d'Euro~.
'
Con venrlone: Cori l 'ar ticolo 2:1 si dichiara la Convenzione sostitutiva d egli artt. 21 d el trattato CECA, _-il
38 d el trattato CEE, 108 d el trattato CBEA. L'articolo 23 sta'b ilisc e infine le procedure da ·seguire per la
rati-fica della Convenzione stessa.
A che scopo le elezioni europee?
UE
oggetto del Trattato
a referendum iCci utnto uneClìs~ tinr-o~• e::cJurro- rrauO!'nuno, - , r.~~
• ..,
_
. __
cessivo alla sua approvazione da
nazionali sara ::m o competenti p er die lettr non puo essere inferiore a
sci·p linare la materia ele ttora-l e, H pro25 anni né superiore a 30 anni.
parte dell'Assemblea Costituente Europea. Se questo giorno fo sse festivo
ge tto dichiara:
D'altro canto , le incompatibilità
in uno o più Stati , le elezioni verArt. 10. - -- Sono elettori, in eiapreviste dall'art. 8 non implicano
ranno automaticamente rinviate al
scuno Stato membro, con riserva di
in.eleggibilità.
primo ·giorno se·guen.te non festivo.
quanto disposto all'articolo 11 , gli
L'artico·!o 13 dichiara applicabile
Il giorno d'el referendum vzrrà con·
uomini e le donne che posseggono
a] le elezioni europee i principi residerato c_o me giorno festi vo strclbrdinario . .
Avranno diritto a partecipare al
referendum tutte le persone che
posseggano i requisiti, di cui all'art. 2 çpv. del presente trattato.
{continua dalla prima pagina)
nell'a.mbito nazionale o in quello
I risultati del referendum vereuropeo, e se certi servizi pubMa non ad essi spetta decidere,
ranno immediatamente comunicati
blici saranno loro resi dagli stati
al presidente dell':,\ssemblea CostiLa dec;sione p - essere presa sonazionali o ·_da quello federale.
tuente Europea. Egli promulgherà
lo dai cittq,dinì di og,n i singolo
la Costituzione negli Stati, in cui
stato, i quali in caso di ratifica .Perciò la ratifica della costituzione votata dall'Assemblea coessa sarà stata approvata con la
non perdono alcun loro diritto
stituente europea dovrd essere
maggioranza dei suffragi espressi, COil _ democ-ratico e non rinunzìano ad
riserva che questi Stati si-ano almeno
effettuata mediante un referenalcun servizio ~el potere pubblitre .. e con!ino, - per la parte eudum popolare in ciascuno degli
co, ma decidon9 solo se sia · meropea dei lor.o territori, una popf!· · glio esercitare certi loro diritti
stati.
lazione glo~ale d i_ alme!'-o 100 milioni di ,ab,itanti. .~ssa entrerà im-mediatamente in vigore.
AH
indispensabile creare istitu_che assicurino l'azione
comune in •queste materie,
considerando che l'elaborazione
della Costituzione federale deve essere fatta in modo tale che la Federazione resti aperta alla parteci~zio;,_e o all'associazione d~ altri
stati, e in p'ilrt,iéolare - dei paesi che
;i trovano attualmente nell'impossibilità _ di collaborare · all'opera comune,
pro po,nendosi di confermare la.
solidarietà che lega l'Europa con
gli stati e territori . d'oltr.~lJlare, e
desiderando assicurare lo svil':'-PPO
deUe loro prosperf,tà in conformità
dei principii della Carta delle Nazioni Unite ,
.. ·
decise a consolidare mediante l"a
fondazione degli Stati Uniti d'~uropa
-la difesa della pace, · d~lla li_bertà
e ·d el progr_es.so sociale,
hanno convenuto fra loro quanto
segue:
EU
~~·-
è
HA
che
zi on~ fed~r(ll~
(Darmstadt,
387.429
8-10/ 12/19·5-9)
4.794
Mortati. i-l Prof. Franco Lombardi, Massimo Bonanni segretario della G. F. E. roma·ria, lo
scrittore Giovanni Battista Angioletti e A>ltiero Spinelli.
Hanno votato 4. 794 tra piTofessori e studenti: tra i professori,
il Prof. Calogero, iJ Prof. Croceo,
l'On. Prof. Amintore Fanfani, il
Prof. Felice Lppolito, il Pll'of.
Lo Ga:tto, il Prof. Monteverdi,
il ~rof. Praz; particolarmente
notevole il fatto che in parecchie
facoltà hanno votato più studenti
di quanti votino nelle elezioni
interne universitarie.
piccolo articolo firùile. Il primo
dovrà dire: « L'assemblea eletta
dal popolo_ha il mandato' di redigere ' e notare e.ntro' sei ·mesi
la. . cost~tU?ione .cl-egli Stati Uniti
d'Europa ». L'articolo finale do·vrà dire: « Tre mesi dopo l'approvazione . de l'la costituzione da
parte dell'Assemblea, essa sarà.
sottoposta per ratifica a un referendum popolare in ciascuno stato firmatario del presente trattato, ed andrà in vigore fra glistati che l'avranno così approvata ».
A coloro che ci dicono che:
questi articoli non saranno accolti, rispondo che essi non sirendono conto di quanto reverenziale paura partiti parlamentari e governi abbiano dei loro
elettori; quando questi cominciano a brontolare sul serio. IL
cOngresso del Popo'lo Europeo,
col mezzò milio.ne di voti ha
gjà fatto rizzar lçJro le orecchie .
Quando avrà _raggiunto dieci milioni di· elettori nelle sue elezioni
primarie tutte le resistenze e le
obiezioni cròllèranno.
Altiero Spi_'JelU
fJ_
HO NbO
22
lL MONDO - 22 marzo l 960 - Pag. 11
' l. -
LA MENSA
DEGLI ANARCHICI
A cena terminava .sotto la luce '
~tPrnn r hP -rnrri~nontlt>-SSI'
:rl loro
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luce elettriot.
n capo-mensa versò ancora una
•volta da ;bere, tutt,i levatono il bicchiere tenendo l'indi<:e staccato dal
:vetro. e sollevato in alto, come si
Ifa nelle · osterie. Poi si parlò della guerra; dalla quale tutti si attendevano la litberazione, dei comunisti, che costituiva.nQ la maggioranza dei- confinati, e nei quali
gli anarchici non si stanca<Vano mai
di scoprire a1bissi di nequizie, delle
corn~ che ·1a moglie di •Un uffi·ciale
della milwa mettéva al marìto,
delle forme appetitose di questo o
quel bel pezzo di ragazza dell'isola,
e ·di altro ancora. iNon ero più molto capace .di ·conversare in queila
smozzicata maniera popolana che
consiste nel commentare · :Pèr ore
intere un aV'veniment.o o un pensiero mediante luoghi comUtti o pas- ,
sionaJi associazioni -di idee. Se non
~assero passati su di me una quindicina d'anni di -vita meditativa, sarei stato completamente a mio a1gio,
come qu~ndo nel '25 e nel :26, do. po a•ver terminato di studiare 'sulle
dispense di diritto, andavo la sera .
nelle osterie di Traste<Ver'e o di S.
Lorenzo a :fare propaga·rtda politica clandestina. Ma mi era rimasto
ancora lr •gusto di sedere intorno ad
un tavolo cosparso di bicchieri di
vino, ·ora pieni ora vuoti, as-coltando, .se non più parlando.
'
1Prova.vo a-n-che una strana simpatia •per questo •g r•uppetto di anarchici, che mi invitavano spes-so a
cena .nella loro mensa. Non a<Vevano voluto tfa·rsi, come tutti .gli altri confinati ·politici, una -mensa per
:bene ed incolore. Ne avevano messa
- su una piuttosto lurida, in un oscuro antro, rtd quale ci si 1poteva ritrovare come iri un'osteria di uno
di quei ·vecc}:li quartieri di ·g randi
dt~à che sono insieme popolari e
di malavita. Che questa mensa .non
potesse tenere il confronto con quelle ordinate e •pulite dei comunisti e
· dei . gielli.sti, si poteva attdbuire a.l
fatto che i loro comrrtens~li arvevano sistematicame-nte preferito spendere per acquistare <Vino piuttosto
éhe per .ahelli-re il loc;tle. C'era ahchè una .g rande e tumultuosa men. sa che raggruppava)a maggior par~e 'd egli anarchici. Ma anch'essa poneva troppe e troppo -complicate 'esigenze di disciplina e di contabilit!. all'irrequi •.to ,; rupfctto di refrattari che avevano preferito riunirsi .a parte ;in quel piccolo locale,
mossi da una in-con5a,pevole nostalgia a ·riprodurre un amlbiente e-
UE
di una lampada ad acetilene,
L
poiché nella loro mensa non c'era
(
MEMORIE DI UN CONFINATO POLITI~O )
z.ato. Essendo abituato a· considerare Dio -come amico del duce, .nQn'
avrebbe mai imma•ginato . che ·~ra i
due padroni potessero songere diverg·enze d'opinione. Non concludeva forse il prete tutte le sue messe e le sue ·.prediche -con omaggi al
regime? Ed .i con,finati non sottolineavano 1for,se la loro .riottosità,
r-i1fiutando in-sieme di .fare il saluto
fascista e di andare alla messa·? Ora,
in questo sovv~rtimento di tutti i
valori che andavano verificandosi
in , modo così preoccupante nel cor·so della guerral gli doveva toccare
a.n-c>he di imbattersi in que·sto nuovo genere _d i confinati, cJ:le non si
occupavano di •politica, ma parlavano solo e ~ontinuamente di Dio e
dell'iniziato •g iudizio uni•versale.
Non sapeva dav·vero come co•mpor/ tarsi di f.ronte a loro.
•Maria as·coltava . assorta e felice
da Siuoni -come egli a-vesse ridotto
al siJ,-nzio il funzionario dell'Anticristo . .Maria era ·una florida contadina di mez-za età, la cui voce fresca e puerile ·contrastava stranamen- ·
te col corpo pesante di mucca da '
lavoro, e la cui parlata abruzzese non faceva so~petra·re che ella
fosse ",forte in istruzione hihlica-" ,
come dioevano orgogliosamente di
lei i suoi compagni di fede. Insieme· ad un ·g ruppetto di altri contadini del suo paese eni incappata
nei r~gori del :fascismo, perché la
loro predicazione, concernente la fine del mondo, la necessità di convertirsi e l'ohbli•go di non obbedire
ad altra legge ,fuorché a quella di.
Geoya, implica;va fra l'altro il ridluto di fare il ·g iuramento militare
e · d.i comlba ttere per i si.gnori · di
questo mondo che--erano l'incarnazione dell'Anticristo. Come era accaduto ai c-r istiani prìmitivi, anche
costoro si erano scontr.ati con le
autorità umane non per intolleranza reli·giosa di ~ueste, ma perché
la parola di Cr.isto, presa nel-la .sua
as,solutezza, mette quelli che l'accettano fuori della legge umana. La
polizia mandava da qualche tempo .
i -testimoni di Geava; al con,fino
ed al ·cercere per propaga-nda antimilita·rista.
Come ·numerose altre sette pul.luJanti in quel 1g ran calderone di
espe~ien~e religiose popolari che
5ono gl.i Stati iUniti, anche questa
era stata importa-ta dagli emigranti
reduci da oltre oceano. Insieme al
gruz.zolo con -cui acquistare ·il so·spirato ·p ezzo di tb;ra, mofti -porta·
vano in patria la ·sifilide che corrodeva ·le ossa e la mente, e quakuno .
portava còn sé una strana religiosità, sconosciuta a-1 ' popolo · · ' ·11"
f::~tta tutt2. d~ trn'sinm: e d i.:--.----~-..C~J
Il reduce da-ll'America convertivà
allora ad essa i suoi ·familiari ed
una stret-ta cerchia ·di amici. Qua e
là, con una :frequenza magg.iore di
Quel ·che comunemente si sospetti,
che una .grande e rumultuo~;n.
, sa che ra.ggruppava la maggior parte 'degli anarchici. Ma anch'essa poneva troppe e troppo complicate esigenze di disciplina e di contabiiità all'irreqni ~to ···ruppctto di refrattari che avevano pr'eferito riunirsi a parte .in quel piccolo locale,
mossi da una incon5atpevole nostalgia a ·riprodurre un amlbiente esterno che ·corrispondesse al loro
modo di essere.
na di·etro il hicchi·ere li contemplavo con un tal quale distaccato
senso di pietà storica, come una
strana razza di animali sopravvis·suti alla loro epoca geologica, ed
ora in via di sparizione. IDurante i miei anni di carcere aiVevo in- ,
contrati 1ben Ì>ochi anarchici, poiché
costoro ·sapeiVano sì preparare qualche raro attentato, ma non glà cospirare, e perciò èadevano assai di
rado nelle reti del Tri:bunale Spe. ciald ·Invece nell'isola erano piutto- perché esso ~vova, •per così dire, CO· le. solo perché era mancata loro la ·ne .umana si sareljbero spngtonate ché questo gruppetto aveva ricostigrazia di scoprire un motivo spi- spontan~amente dalla imminente e tuito involontariamente l'ambiente
sto numerosi, assommando ad un perto l'avversario tVero.
Comprendere in che cosa consi- rituale più tprOifondo da aggiungere . necessaria· rivoluzione. Gli anarchi- delle osterie in cui una o due genecentinaio e mezzo di persone.
!In tparte erano •fuggiti dall'Italia stesse la rivolta anarchica non era .a quello della disperazione materia- ci avevano impegnato tutto il loro razioni prima i loro padri aveva,no
essere nell'attesa dd .rnoniento glo- as·coltato ,e scoperto la 'buona no·
agli inizi del fascismo; avevano, •stato tfacile per me. A · differenza le dei miser.abili.
Essere anarchico non implicava rioso in cui i reìetti , si sarebbero vdla della rivoluzione imminente
dopo ·Varie peregrinazioni, rovato di qud che accadeva fra gli ah:r.i
[a 1oro .patria d'elezione nella Spa- gruppi 1politici, mancavano fra gli . una •volontà di tfare quakosa; signi- levati a distruggere senza pietà le e della ,necessità di prepararsi spi- gna ,dove l'anarchia prospera.va an- anarchici gli intellettuali. La stirpe ficava e&senzialmente una volontà malefiche is·tituzioni esistenti) e, co· ritualmente ad es~a, sciogliendosi
cora in tutte le sue ifonrie; avevano dei iKropotkin, dei Redus, dei Ma- di essere ·qualcosa, di non essere me in un'apocalissi, il ;bene si sa- da ogni altro 'Vincolo di rispetto
anarchkamente combattuto contro hitesta, dei Gori, tgiù giù .fino ai quella informe ed ahietta cosa cui tebbe levato ed a·vrebbe regnato. verso le leggi esistenti. Era come
un disperato tentativo magico di
, F·ranco; si erano poi ri.fugiati in Berneri, si era estinta; ed era .que· la società con i suoi ricchi e con Ciò che rendeva elegiaca la loro
· Francia dove erano stati internati sto •Un segno as.sai •grave di deca· i suoi potenti condanna 'i poyeri. situazione, ·'che essi credevano inve- rievocare ancora la •prospetti'Va pain. campi di concentramento; .fin- denza, poiché significava che I'at· Gli anarchici spuntavano fuorj nor- ce altamente drammatica, era i•l lingenetica, ormai . svanit~:
ché erano .g iunti i tedeschi e li ave- teg.giamento anat:chico non era più malmente in quelle zone della ·so· fatto . che la cavalleria cui erano
vano riconsegnati a Mussolini, il capace ,di riempire di sé .uno spi- cietà dove si trapassa insensi:bilmen- corsi innanzi non era i.n ritardo,
l TESTIMONI
quale li aiVeva mandati al confino. rito e di Jarlo .frutti:ficare. Gli anar· te dal proletatriato a.Ua malavita, ma addirittur<_l non esisteva pìù. · ~
Jn tpa•rte erano anarchici rimasti chici erano ormai solo •popolani, ar- daUa vita onesta al delitto. E sen· Vivevano inifine nell'epoca sospira·
DI GEOVA
· sempre in IJ.talia. La polizia li ave· tigiani .e operai, che ripetevano, sen- tivano una solida·rietà immediata e ta, ·in cui 1e rivoluzioni erano alva arrestati e .mandati al ' confino za sa•perlo . .svolgere, il pensiero dei profonda cÒn la •gente della mala- l'ordine del giorno. Ma non erano
E sue lettere, hn:dicanti di citaverso la dine del '26, è periodica- Joro maestri delle generazioni pre· vita, con questi loro fratelli disgra- a·ffatto quelle •sma.glianti e rìobili
zioni biblich~, pa1:1lava·n o troppo
ziati che si erano anche essi ribella- esplosioni popolari èreatrici, da lo- spess6 ed incomprensibilmente demente d tornavano, perché quan· cedenti. Era perciò inutil·e tentare
ti, in un modo meno nobile e idea- ro sognate. Erano tetre mobi·lita- gli ebrei . . iEra questa la ragione
do erano. liberi non sapevano ·né ta· di comprenderli soffermandosi sulcere, né .parlare con prudenza, e, le loro idee e propositi politici; che . ·le, ·ma non meno 'Vigoroso, contro zioni . di masse, costituite da indi- per cui ~l poliziotto censore si era
nelle osterie del loro quartiere si erano sempre di una estrema inge· Ia società e le sUe leggi. Nelle loro vidui giunti a non sentirç più il allarmato. n direttore della colonia
lasciavano andare a discorsi che nuità e supelificialità. ,Bisognava ar· file, a·cca•nto a chi si era ·fatto anar- bisogno di una personalità, orga- lo aveva fatto chiamare nel suo uffigiungevano regolarmente all'orec· rivare a ·scoprire il motivo più pro- chico per non diventare ubriacone, niz~te e manovrate. da partiti auto. cio per tentare di •far.g li comprendechio della polizia e che regolar- fondo della loro rivolta, e si scor· ladro e rapinatore, si trovavano ritari o da stati maggiori, a secon- re che gli ebrei erano ormai, per
mente Ii porta'Vano per q akhe al- .geva allora che era di·ventato an·ar- perciò anche, con .trapassi lenti e da che ·si trattas'se di rivolte contro
volontà del duce, nemici del reg:im~, .
tro anno a J'onza, a Tremiti, a chico chi, a vendo sentito in sé o molteplici, l'uhriacone, il ladro, il un apparato .statale: o di quelle e c}:le non çra perciò lecito pa-rla~.'
assai vicino a sé l'inesorabile de- rapinatore che si procl~avano modernissime 1forme di rivoluzio- ne così liberamente nella corrisponVentotene.
Il confino era .un r.icettacolo· di gradazione cui è ondannato il po· anarchici per giusti:.ficare di onte ne che erano ormai le guer·re tota- denza, :L'ammonizione non era fatagli altri ed a se stessi la pr, ria 1li. Una .volta messe in moto, queste -ta per zelo, ma con la hud:>era boribelli che la polizia italiana pa- · 'Vero, pr·eso dagli ingr·ana.ggi . della
zientemente individuava e toglieva società e spinto sempre più in basso, vita.
ma·sse schiacciavano, e distrug;geva- nomia del funzionario che non voSapevo che tra. coloro che se e.. no le istituzioni e le leggi esistenti, leva grane. Parlasse •pu.re il Sitto·
dalla drcolazionè. :Più o meno nu- aveva reàgito riaffermando la promerosi, i ta<ppresentanti di tutte le 'pria assoluta indiv.iduale dignità, , IVano al tavolo intorno a me, chio.l.c- ma •nessuna nuova libertà' sorgeva
ni delle sue apocal.ittiche profezie,
sfumature dd non-conformismo ita- contro le leggi, contro i costumi, chierando e bevendo -a-1 Lume 0.i da · tali ~ivoluzioni. Dopo la loro ma non .. adoperasse questa •pArola
liano era•n o presenti, purché in rontro lo Stato, contro ·la Chiesa, una lanterna, ce -n't!rano dell'una . ·Vittoria restava solo il ferreo e mec· che, sia 'pure per motivi imprOIVviqualche modo la loro caratteristi· contro le ·s truttu·re economiche, c.on- e dell'altra specie, ed 1 altri ancorJ canico ordine stalbilito (:iatgli ·orga- si ed incom<prens~bili, era senza al- .
ca di irregolari avesse attinenza con tro. le formazioni politiche, contro che non aiVrebbero saputo dire con nizzatori dell'orda, il q·uale si indu. cun d'uhbio diventata comprometla politica ·fascista. Ma sar-ebbe sta· tutto, perché tutto co~pir·ava a get- franchezza nemmeno a se stessi a 'fiNa rapidamente ed irrevocabil- tente in Italia. La risposta. del teto un er·rore credere che normal- tare giù l'individuo. L'umanitari- quale delle due appartenessero.
mente. Non era la rivolta dogli in- stimone di Geova lo aiVeva fatto
Contemplandoli con la loro me· dividui desiderosi di H&ertà; era la trasecolare: «Non comprendo, simente la l~ro rivolta fosse diretta smo, l'ateismo, l'ottimismo, in stra·
contro il tasçis.mò. ·For.se solò i de- · ne mescolanze con il pessimismo scola-nza di virtù eroiche e di delin- riiVolta d'elle masse ansiose di ser- gnor direttore, come Lei osi trovaitù.
. mocratici di Gi<ustiZJia e Ubertà nietz-schiano erano . venuti ad ador- quenza, mi; veniva in mente l'im·
re .da ridire a.Ue parole di tDio. Io
erano diretti avversari del fa~cismo. nare variament.e questa pura spin- méllgine dell:a·r-aldo nietzschiano che
Consapevoli nel fondo del Jor~ non •posso non parla·rne, perché ho .
Tutti gJi altri si r1bel.lavano contro ta di ribellione, ma ciò non modi- è corso ava\lti, e non -sa più con .e_himo, anche se non · se lo confes- .iJ dor\rere di ,far conoscere la .parola
un altro . nemico •più misterioso e ficava i·l ·fatto che ·gli ana·rchici era- precisione se ' la cavalleria lo segue,
ano, di non rappresentare più
che Dio !Vuole ascoltata da tutti gli
più lontano del reg.imè poliziesco no soguad _di una rozza religione se essa ancora esiste. La ri·volta in· n lla, di essere senza av.venire, gli uomini, ma che ha tuttavia ritvolta,
allora imperante in.. Italia, il quale di sàlvazione individuale, come! di'V'iduale degli anarchici era avvol- a archici si contenta.vano ormai di fra, tutti i popoli del mo,ndo, solo
nÒ'n era che l'aV'VersarJo occasionate qu.eHa del Cristo, e ·che si erano ri· ta nel mito, diffusosi dopo il 1789, c<. ntinua·re ad esistere ed era que- agli ebrei :. .
contro cui si erano scontra ti ·solo versati ·nell'azione politica e socia- secondo cui la Hbertà, e l'elevazio- st; . la spiegazione ultima del perIl direttore era rimasto imbaraz-
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DI ALTIERO SPINELLI
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Il reduce da-ll'America convertivà
allora ad essa i suoi .familiari ed
una stretta cerchia ·di amici. Qua e
là, con una frequenza magg;iore di
quel ·che comunemente si sospetti,
sorgeva una •piccola comunità di
tr~molariti, di pentecostali, di testimoni di Geova, i quali accettavarì.o
tran1quiH.amente di .far parte a , sé
e di costituire uno ·scandalo nella
uniforme pa·gana cattolicità del loro paese.
1Avevo incontrato qualche anno
pr~ma a Ponza uno di queste piccole. comunità di •protestanti di origine americana. Un 'paio · di volte
alla settimana sce·hde.va in paese
una ragzza bella ed austera a fare
acquisti, .e nessuno degli intrapren·
denti isolani :l'Vvicinava la "protestante", •poi·ché sapevano che le frequenti :processioni organizzate dal
parroco 'Verso la parte opposta deltl'.isola a'vevano lo scopo di esorcizzare .gli spiriti diaho1ki alloggiati
nelle anime dello sparuto gruppetto ·di eretici malauguratamente sorto i·n quella contrada.
tUna lotta tena-ce e silenziosa si
svolgeva inçorno a quelle anime, fra
la locale chiesa cattolica che voleva
riconquistar1e e l:J lontana . chiesa
madre protestante d' Amerka, da
cui certamente · i ribelli ri-cevevano
as·siduo conforto a •perseverare nella fede . .Poi, ·secondo · ogni proba- ·
bilità, la tensione si sarebbe lenta·
mente attutita; i figli e le figli.e,
spinti da bi.sogno di socievolezza
ed agitati dalJa potenza rimescolatrice dell'amore nort sarebbero stati più capad di tener alto il non· '
conformismo dei padri; si sarebberò di nuovo ·confusi con tutti gli
altri isolani nelle ptocessioni in ·o·
nore dello strano ·santo che in vita
era stato papa e che ora era div:enuto la massima divinità del luogo; la piccola eresia locale sarebbe
scomparsa.
Maria atVeva difeso con coraggio
la sua lfède dinnanzi alla commis~ione del con•fino, e quando gli U<j>·
mi·ni dell'Anticristo, riuniti intorno
ad un ta'Volo della prefettura, le
ave/Vano fatto osservare che la sua
propaganda antimilitarista era rovinosa anche •per lei, perché se non
ci fossero stati ·i ·Soldati a di.fen·
dere Ja patria i nemici le ·av.rebbero
tolto il. suo •pezzetto di terra, aveva
risposto 'che anch'essi con tutti ·i loro solda·ti le ·toglievano ora la terra, a-rrestan.dola ed a:cdng·endosi a
ma·ndarla a.I con.fino. « Io ho già
la mia corona di gloria • aveva annunziato candidamente ·ai condinati
miscredenti, concludendo il .raQ:on·
IL MONDO - 22 marzo 1960 • Pag. 12
ria,;,, · 5ovra·sta . un portone sbar.rato. «Fa dei magri a.flfari ~. mi dice
H mio accompa•g.natore. E' un uomo tarchiato, col volto arrossatO'
da:l vino e dalla tramontana; si lamenta: delle · tasse, (« tutto il rebus :è
dice che con tre ettari
si ·vi·ve minuto per minuto, ma ciò
che l'offende di più :è vivere in un
luogo dove .gli abitanti -sono degli
italiani di seconda classe.
iLa scuola ne è J'esempio più
probante. Mentre ci avviciniamo,
una MHlecento si ferma da.v anti a•l
misero edificio. La. macchina è
stra-carica di ragazze con -le labbra
truccate, dall'a•ria cittadina: sono
· le maestre -dei .paesi vicini, che
vengono a· prendere. la loro collega. ·«Ogni mattina:.,- •rtli spiegano,
« ifacciamo questo 'Viaggio: RomaLadispoli in treno, Ladispoli~scuo
la e ,ri.torho, in automobile. Spen·
diamo tutto lo stipendio, ma guadagniamo quattro punti ... :.. Naturadmente, a-ppena può cia·scuna di
lo.ro si fa ·trasferire; e l'attuale maestra di Ceri è -la quarta, dall'inizio dell'anno. ·«Sa), mi dice, «che
cosa mi hanno chiesto i :ra•gazzi
il ·giorno in cui sono a.rri'Vata?
&usi, signorina, !~i q·uando se
ne va?:..
!Entro e ,fa-ccio un rapido inventario: due stanzette, riscaldate dal
fiato di una trentina di bambini
un lume a gas inutiHz~hile, al:
cuni rametti ·di pungitopo alle pareti, e dei moccoli di candela. Sono
i resti delle candele utilizzate per
i com·piti in . classe, una per banco,
· nei giorni di ndbbia. Mezz'ora più
tardi, quando rientro a· !Roma, la
prima immagine: della città clìe mi
co1pisce è q.uella. di .·un pullman,
foderato di cuoio Tosso, c.he riporta a casa, eleganti e ·stirate come
manichini, le a-llieve di un celebre
collegio ·religioso.
STELIO MARTIN!
AH
U
E
HA
EU
AH
UE
n)),
EU
< ·Da allora non ho .più peregrinato per èonoscere il mondo, ma per
porta•re testimonia-n za deUe parole
di Geova. Mia moglie non ha voluto seguirmi su q •uesta via, e mi
ha abbandonato. Ora sta allevando
· il tfì•glio mio nell'idolatria cattolica,
e quantunque io ,gli scriva sempre,
temo che anche Jui sarà dannato:..
1Non v'era traccia d'amore umano in Sittoni, ma. solo una fede
, dura, litigiosa, irreducilbile. Non
era suo compito .penetrare nelle /ani-"
me per convertir.le. Suo compito era .
d:a·re testimonia-n za · · a tutti della
promessa di vita e di morte conte·
nuta in Cristo. Poi, chi a'Veva orecchio pèr ascoltare ascoltasse.
Disprezzava un altro vecchio protestante evangelic~, •tutto latte e
. miele, che si trovava al confino
per aver scritto a Mussolini raccomandandogli di pregare .prima di
· prendere quadsiasi decisione. H vecchio ave~Va rammentato al fanatico trentino -c he lo stesso S. Paolo
avev~ mes-so l'amore al di sopra .
della semplice .fede. ·c Non è ·un cri~
stiano - mi aveva però spiegato
Sittoni - è un Ì•pocri.ta. Non vuole ammettere che i~ Papa e ·la chiesa .oauolica sono l'Anticristo. Pretende di . trovare in es.si qualcosa -di
b.uono e li considera come cristiani
fuorviati. Cristo ha invece detto
.che il nostro linguaggio deve essere
semplice e schietto: «Sì, sl, no, no.
Tutto quel che è. in più è del diavolo:. .
· A causa della sua grave età i·l
vecchio era sta-to ad un certo mo·
mento trasferito dall'i5ola in un comune deU'~ltalia meridionale. Mi è
sempre ·rimasta impressa nella memoria la ·scena. dell'ud.two incontro
ddl'evangelico con il .te~timone di
Geòva. Con i polsi già amman,ettati, unito in catçna con . altri; sol'le·
vando mestamente gli ocèhi ceJe·
sti che avevano avuto frequ~n~i visioni - poiché egli aveva •pe.rsino
vi.sto in gioventù Marx che lo chia. mava a sé e poi Cristo che cacciava via il profeta del socialismo . :. i-1 vecchio dalla grande ba.nba. candida si era rivolto al gf!uppetto di
testimoni di Geova :r iuniti intorno
a Sittoni ed aveva gridato loro sen·
za sa·per trattenere ·le lacrime: « Ricordatevi che vi .h o chiamati e vi
chiamo fra·telH •. Ma questi lo avevano guardato imm'01bili, come se i
loro sguardi non incontrassero il
vecchio, ma il vuoto.
. I testimoni di Geova erano gli
ultimi r~gidi seguaci del cristianesimo di S. Paolo. La loro teodicea
non andava al d·i là di quella possente e semplice del fariseo convertito di T arso, e tutto quel che il
cristianesimo era venùto aggiun~
ge~do al quadro di questo suo secondo fondatore, era rifiutato CO·
me superfetazione diabolica. Non
v'era per loro _distinzione fra a_I_li-
HA
to delle sue peripezie; e sembrava
proprio una di . quelle diaconesse
che S. Paolo nelle sue lettere non
dimen.tkaiVa mai di salutare "in ·
osc:Ulo s~ricto".
. Sittoni, che era H più autorevole
di loro, mi aveva -spiegato più volte,
diffusamente e . cori accompagnamento di citazioni lbiblkhe, come H·
Giudizio Universale fosse ormai
iniziato. Hitler, Mussolini e soprat·
tutto il Papa erano l'Anticristo che
Dio aveva 0 scatenato, poiché · nd
programma · della fine del mondo
stava scritto che la prima parte
della distruzione .sarebbe spettata all'Anticristo. Poi ·sarebbero venuti
gli angeli che · l'avrebbero spazzato
via in tutte le sue molteplici forme.
Sorrideva sprezzante quando sentiva
i confinati riporre le loro speranze
nella resisrenza inglese, tgiacc-hé aveva letto nella Bihbia che n•ulla, salvo· da venuta degli angeli., avrebbe
potuto .spezzare la potenza , demoniaca, ma pur ·sempre provvidenziale, .di Hitkr. E quando il go·
verno italiano avev dichiarato la
sua non belligeranza, mentre tutti
discutevano se sarebbe o no entrato
in ~guerra, Sittoni non aveva dubbi.. Passeggiando su e giù nella
piazza di Ventotene, mi spiegava
come tMussolini si dibattesse per
sc:ktrar·si :alla· · necessità di ·cadere
nell'a~bi-sso, ma da qualunque parte
si volgesse trovava la via s-barrata
da. un angelo. Immedes1mandos-i
.qel ruolo del messa.g-gero divino,
Sittoni si arrestava, sollevava minacciosamente le braccia, e con le
di·ta adunche, il naso adunco, gli
occhi a-rdenti e stravolti, ·c·he lo facevano rassomi•gliare più ad' un dial'Volo che ad un angelo, gridava a
Mussolini che tentava di .sottrarsi
al suo &estino: « tl ndietro! Anche
tu de-vi cadere nella, vora~g~ne. A•nche -tu devi .far perire ed in.fine
perire:..
'Dive·r:t.ito nel vedere questa reincarnazione del cri..stiano primitivo,
ma tenendomi impa~sihile, perché
.non condi'V:idevo H diffuso atteggia.
mento ·di tScherno che nel con·fino
circondava questi invasa·ti di Cristo, .gli a!Vevo chiesto come fosse
diventato studente bi1blico.
:Sittoni era stato uno di quegli
operai trentini che vagano .per l'Eu.
ropa, per curiosità dd mondo ancor
più che pe·r bisogno. Era stato cattolico, ma -·sospc;ttoso, 1come molti
C3Jttolici, dei preti. Si era trovato
a lfar contVersazioni an-ticleri-cali con
compagni di lavoro .francesi e italiani, ed era rimasto una volta colpito da un'osser-vazione secondo cui
.i r : non servivano .Oio, perché
'eva comaftdato di non fare
·~~:l;;JK~ n adorare idoli, mentre i
'pì'UICl~oltivavano la più grandiosa
idolatria che fosse mai esistita.
: c In tre o quauro ci mettemmo
a sfogliare la Bibbia, ma non riu-
(ATLANTE)
Vendite
"Vendesi mostro di Loch Ness,
nuovo, dodicimila". "Sputnik vendesi, quindicimila" (J:?a l'lnterforain).
Accademia
"L'Accademia, che .tristezza: ci siamo J~Ìmes"si a . morire molto". {Francois, Mauriac).
CALOGERO CASCIO
l
c
'
Mi sforzavo di immaginare la
delusione che inevitabilmente Sittoni ed 1 ·suoi seguaci a vreb'*io
dovuto un giorno provare e che sarebbe stata ana•loga a quella di Ge·
sù, il quale era convinto di essere
il Messia, e trovandosi infine sulla
, ITALIA MINOR,E
IT
D
Le dolci mani
· "Una .giovane, graziosi-ssima donna
soll~ta il -singolare onore di pren-
dere l•l posto del carnefice di Vienna.
DilV~~
La gentile creatura dice: come sarà
c~:msolan.te per un condan.nato, pr·irna
dt passa·re nell'eternità, di essere toccato
·dalle dolci mani di Wla donna" •
/ r-. -
c
m o .r.imessi a morire molto". (Francois Ma:_uriac).
C LO GERO C ASCIO
MINORE
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IL PAESE
DELL'ORLANDO
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DI .STELlO MARTIN/ ,
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ultimi ri-gidi seguaci del cristianes1mo di ·S. Paolo. La loro teodicea
qon andava al d·i là di queUa pos. f
d' .
. i 1\ sente e semplice del fariseo converM1 s orzavo 1 1mmagma.re a
ITALIA
tito di Tarso, e tutto quel che il delusione che inevitabilmente Sitcristianesimo era venuto a•g giun-- toni ed i suoi seguaci avrebbèfò""' ·
ge~do al quadro di questo suo sedovuto un giorno provare e che sacondo fondatore, era rifiutato co- rebb: stata ana,loga a quella di Geme superfetazione diabolica. Non sù, il quale era convinto di essere
v'era per loro distinzione fra ani- il Messia, e trovandosi infine sulla
ma e corpo, né immortalità dell'a- croce gridò « Eloi, eloi, lamma sanima. L'uomo, immagine di Dio, :bactani? il che. interpretàto vuol
era per propria colpa d~aduto e dire: 'Dio mio, Oio mio, perché mi
condan·n ato al peccato, cioè alla
hai abbandonato?:.. Luca e Giomorte. Solo credendo aUa promessa vanni non hanno già .più osato met.
di Cristo si poteva vincere la mor- tere sulle labbra di Gesù morente
te, e risorgerè dopo morti. Ma poi- queste parole, e .gli i31n dire frasi
ché il .g iudizio di Dio era ormai liturgiche come: c ·P adre, io rimetin corso, a molti sarebbe accaduto to lo spirito mio rielle tue mani :.
di trasfigurarsi in esseri immorta- oppu.re «Ogni cosa è compiuta:. .
. li, prima ancora di morire. Jl te- Ma Marco e Matteo, più vicini al
USSO!JINI voleva co·
stimone di Geova, avendo creduto,
vero Gesù,. non esitano e gli fanlonizzare l' A1frica :., mi
era già detto e salvo. Il suo compi- no pronunziare le terribili parole
dice Giulio P., un conto era di annunziare a tutti la buò- . di scollifìtta. Tutto quanto il crilèadino con una giacca
na novella, •giacché il mondo pec- stianesimo deve termina·re ogni suo
da lavoro piena di bucaminoso, il mondo · della morte a- slancio vers-o Dio con un fallimenvrebbe definitivamente cessato di to, perché Dio è irraggiungibile ed chi e di strappi1 «ma bastava che
esist·ere il giorno in cui tutti a·ves- incomprens~bile. La grandezza del mettesse ii piede fuori di Roma e
sero ~4ito la parola di Dio cd cristianesimo è nella stia capacità di venisse a Ceri. Il nostro paese :.,
avessero ·scelto - non si capiva rinnova-re perpetuamente questa a- aggiunge con ironia, c è rimasto cobene se p'erché liberi o perché pre- . spirazione inappagabile. Questi te· me ce l'hanno consegnato gli andestina.ti - gli eletti la vita eterna stimoni di Geova erano una mani- tichi romani: tale e qua1e ... :.. E
e i roprobi la morte eterna.
festazione P.urissmna e disperata- scuote la testa con l'aria sfiduciata di chi ha ripetuto troppe volte
Intorno a questo mito si era con- mente scarna di ta•le tensione.
le
stesse cose. Giulio P. è la pridensata nei secoli tutta una civiltà,
1L a rdigiosità che ero venuto lene 1ben pochi sarebbero stati dispo- tamente maturando in me era di- ma persona che ho .i ncontrato ai pie5ti a riconos-cere nd pensiero dei te- rettamente opposta a questa. Come di del paese; ma :ben presto, attirastimoni di Geova il coppo eu cui o:r le religioni Qrientali, come per ta dalla presenza qui inconsueta
avevano fiorito le filosofie, le mo- l'umanesimo europeo, come per O- di una macchina, si ra·ccoglie intorrali, le politiche; le istituzioni cri- mero, per me la ditVinità non era no a noi altra gente: una donna
stiane. Ma H cristianesimo era pur l'alto, perfetto e immobile, verso uscita da una grotta-cantina. il .pasorto ed aveva conq.uistato le prime
cui occorresse tendere, ma il bas- drone dell'osteria, calzato cOJt stianime cos~ come lo predica'Vano
s-o, possente, eterno e caotico, da lVali di gomma, un a.Jtro contadino
Maria e Sittoni, come una rivolta cui occorreva ·Sa·per emel'lgere, come con un passamontaogna in testa, e il
piena di un .totale risentimento, · di daHe tenebre per crearsi un fra- coro d~He :lamentele diventa fitto e
fronte al quale impaUidiva quello gile mondo luminos-o. Questa divi- monotono.
Improvvisamente, mi sembra di
degli anarchici; come l'accettazio- nità non è .la quieta innocua sone di una condanna spietata ed as- stanza di Spinoza. E' un abiss-o cbe trovarmi non a ' trenta chilometri
soluta di tutto il mondo, e come inghiotte senza pietà e genera con; da Roma, ma in qualche dimentiuna sicurezza assoluta di essere sal- tinuamente tra ,gli uomini un senso cato paese, lontano mille miglia
.vi, Hbet.i da ogni leg.g e umana, figli di umiliazione e di impotenza, da daUa capitale. « Sem:bra un paese
eletti di Dio, perché si era creduto cui normalmente costoro non rie- deU'Orlando ·F urioso :.; mi aveva
in lui, si era accettata Ja sua con- s-cono a sottra.rsi f~cendo solo ap- detto .un amico; e ora la sua depella aUe proprie forze, ma metten- finizi)ne mi torna in mente, rivedanna del mondo, e ci si era schierati daJla sua parte. Ben potente dosi innanzi con un ·possente sfo.r- land!:si esatta al .di là delle sue
doveva essere questo appello alla zo di fantasia •Un di.vino salvatore, stesse intenzioni. Costruito in cima
suprema <rivd1ta, se dopo due, mil- cui aspira.re, cui chiedere aiuto, e ad un blocco altissimo & tufo
lenni di saggezza ecdesia·stica ess-o da cui riceverne. Tutte e tr.e Ie · Ceri è asserragliato dentro una cer:
poteva ancora divampare ed affa- ·g.randi religioni semitiche e soprat- chia qua•si intatta di mura, dalla
tutto quella cristiana, hanno questo quale si staccano, come una capiscinare qua·lche anima.
La setta dei testimoni di Geova carattere·: e ascoltando Si.ttoni, rico- gliatura scarmigliata, alberi e arbunon aveva avvenire, perché il mon- noscevo che c'è tra gli uomini un sti in.vernaH.
Dalla via Aurelia si ragg.i unge
do non ·finiva, perché la lotta con· grado di .reiezione dinnanzi al qua~
tro il peccato e la morte non poteva · le la mia religione poteva essere, con .due stra.de. La diretta, che atessere ris-olta . una volta per tutte, misericordiosa, ma restatVa fredda ' . trav.ersa ·u na rada· e malinconica
ma risorgeva sempre di nuovo. Co- • ed estranea, mentre non c'era r!- pineta - .residuo dell'antico iatime le antiche comunità di S. Pao- probo cui non si aprisse tutta e fondo, è piena di buche, colme . di
lo, così anche questa sua nuova sen.,za ·ri.serbo la religione del testl- acqua piova.na. L 'altra, costruita
mone di Geova, ed al suo se•g\lito: dall'Ente Maremma, · <SÌ .snoda . a tprogenie a·vrebbe dOtVuto ad un
certo momento prendere atto di ta- con maggior esperienza e ricchtz- traverso un paesaggio ondulato, in
le perpetuità, e trasformarsi in una za, ma forse con minor vigore e cui .pullulano le casette nuove delchiesa 1 militante, o, più prdbahil- coerenza, la religione delle chi ·se. l'Ente, e il colore rosso cupo del
ALTIERO SPINF1t.LI tufo si mescola al tVerde delle colmente, esser~ riasrorhita in una
tivazioni. Queste terre apparten(Continua)
delle chiese militanti esistenti .
EU
.
, -a-n-vuon-r.-------1 testimoni di Geova erano gli
HA
catto -·l cl, -e1 •pre 1. 1 era trO\Ia: o
a tfar conversazioni anticlericali con
compa•g ni di lavoro .francesi e italiani, ed era rimasto una volta colpito da un'osservazione ·secondo cui
i ·r --·; non servivano .Oio, perché
· "';)les
.
~eva comal'ldato di non fare
;~1:.~.0:: Y.n. adorare id~li, ment~e i
'Jni!Ie:uoluvavano la p1ù grand1osa
idolatria che fosse mai esistita.
. « In tre o quarttro d mettemmo
a 9fogliare la ·Bibbia, ma non riuscivamo a tr.ovare ques-to comandamento, perché la 1Bibbia è un libro
misterios-o che non svela .facilmente il suo contenuto. Non osando
c6n.fessare che era·v amp incapaci di
trovare i · comandamenti del Signore, tornammo · a interrogare colui
che ci a-veva parlato dell'empietà dci
preti, ed avemmo da lui opuscoli
· e giornaletti, i quali, mostrandoci
la sorte che ci attendeva, ci misero
in •g rave inquietudine. Ed infine
un gior·no - era.vamo riuniti nella .nostra casa comune in Franciaq·uasi p:r una rivelazione che non
ci era voluta apparire prima perché eravamo ancora acc·ecati, trovammo in tutte lettere nella Bibbia il comandamento di Dio:
c Non farti scultura alcuna; né immagine alcuna :. e « Non adorar,
quelle cose, e non servir loro; perciocché io, il Signore Iddio tuo,
6on ID io ·geloso, che visito l'iniquità dei padri sopra i fi·glioli, fino alla terza e alla quarta .generazione dicoloro che m'odiano - Esodo 20,
4-S • dtò Sittoni a memoria, ma
con s-colastica precisiooe, .n on omett.e ndo nemmeno la numerazione
dci versetti.
. ·« Ci gua·r dammo in viso - proseguì - che fare? Potevamo disdbbedire aHa parola di Dio?
Sprangammo il portone della casa,
profittando eh: le nostre donne
era·no nel tpaese, strappammo dai
muri dagli armadi tutti i quadri
e ,le statuette di santi, di madonne,
di crocefissi, e pronunciando ad
al.ta tVoce i •versetti deUa ·1Bihbia or
ora scoperti, lacerammo e spezzammo quegli idoli, li gettammo dalla finestra. Voltici di nuovo vers-o
l'interno della casa, scorgemmo le
.effigi fotografate dei nostri gen~tori
e parenti. .Ed .anche ciò ci parve
empio, poiché erano stati loro a
portarci quasi sull'orlo della perdizione. Anche le loro .i mrpagini $C·
gukono ·perciò quelle dei santi attrav.erso la finestra. Frattanto erano tornate le nostre donne che,
sentcndoci salmodiarc, vedendo i
foro idolet~ti infranti, e trovando
la portà· di casa sprangata, cominciarono a piangere e ad urlare per
istrada, a chiamare. i·n aiuto i vicini,
dicendo loro che eravamo diventati
pazzi. Quando · molta gente si fu
radunata sotto le nostre finestre,
noi ci mostrammo e testimoniammo
per la I"fÌma volta, 'invitando t·utti
.a convertirsi.
gono al "Centro riforma " di Cerveteri, di cui anche Ce.ri fa parte;
ma a un certo punto i pali della
luce s'interrompono.
«Questa è la nostra luce:., mi
dice con un ·pallido s-orriso il propri·etario del negozio di alimentari,
~n uomo dall'aria esangue e apauca, comune un po' a tutti i suoi
compaesa.ni, accennando ad un lume che pende sul bancone. E' un
lume a gas, alimentato da una
homhola posata in. un cantone.
Que5to tipo di lume, che ritrovo
in quasi tutte te case, è il se•g no
che a. Ceri la civiltà, due anni fa
è ar.riva-ta all'anno 1860. Tre volt;
i trecento contadini di Ceri si sono riuniti e hanno .s-ottos-critto una
petizione al prefetto; ma finora la
luce non si è vista. «E quando il
si~da~o di Cer-veteri l'ha saputo ~.
m1 d1cono, ·« ci ha tolto il saluto :..
Fino a dieci anni ·fa, qui tutto
era dei Torlonia: la terra, il palazzo, le case; la •gente. Dopo la
riforma, i Torlonia traslocarono il
loro prezioso mobiHo, inchiodarono le finestre del pa•lazzo, svendettero le ca.se a•gli a·ssegnata·ri c
lasciarono loro in eredità tutti i
problemi, insoluti, di .u na vita civile. L'unica rfontana di Ceri si
trova .fuori del paese, e d'inverno
1butta un.'acqua color calffellattc.
Anche quando piove, le donne
s-cendono a far proVtVista; e .sotto
ai loro piedi, mentre con i secchi ·
di plastica· in testa percorrono la
ripida stradina di accesso, s-corre
l'acqua piovana, che non trova
.9fogo nelle ifognature ed è trascinata. dalla .p endenza ·Ver5o la campagna.
Giro per il paese, che è quasi
tutto schierato intorno ad una
piazzetta circolare. Al centro, al
posto del monumento ai caduti, c'è
una statuetta in bronzo della Madonna; intorno alla Madonna, su
una .ri111ghiera di .ferro, dei panni
stesi ad asciugare. La · piazza è
des-c·r ta;' J'unica insegna, "Macelle-
Le dolci mani
· "Una .giovane, graziosissima donna
soll~ta il\ -si·ngware onore di ()Cendere 1·l posto del carnefice di Vienna.
La gentile creatura dice: come sarà
consolante per un condannato, pr·ima
di passa·re nell'eternità, di essere tOccato dalle dolci mani di IUlla dcnna".
(Da un numero de Le quotidien illustré dd 1895).
L'eccezione
In UIJl ba·r ginevrino: c Abbiamo
molta fiducia in Dio: ma .si :tra.tta di
una eccezione; non si .fà cr~jto :..
Illusione
. "·~~ maggior parte degli aui d'un ·
md1v1duo sono i'J)irati da una illusione: l'~gine · che egli si fa di ~
stess-o". {Dà lA Gazette de l.Ausanne}
Africa vivente
Dalla Semaine radiophonique, .programma di- ·Paris-Inter: "L'A&ique vivante .. Tomboctoo, ville morte".
Verso il giudice
"Il W. C. si ~trova. proprio sotto
l'ufficio del .giudice di <pace, al quale
si può accedere mediante una scala
con cinque scalini" . .(Dal Journal de
Génètle).
La vittima
"Credete .a me, 1prima di torturarvi
o di assassinarvi, l'adolescente ucoide
se stess-o: egli è la 'sua ìprima 'Vittima.
Se lo sapeste, sareste molto più pazienti". (Da un discorso di monsignor
Feltin, a:rdveséovo di Parigi).
Ricetta
Dopo la nascita del roya<l baby, cioè
il figlioletto della 'regina Eli<sabetta
d'ln·ghilterra, . aH'hotd Savoy, <a Londra, è. ~tato lam:iato il cocktail Royal
Arri11al: metà gin, un ottavo di panna,
un ottavo di kummd, H wcco d'un
limone, un'ombra di bianco d'uovo,
Jagrim.e di estratto di a.spara1go.
No
Domanda: , « L'autore di ~m romanzo o di un ra.cconto il oui soggetto •sia •stato ipOftato in tea~ro da u~
drammatur.go è co-autore deUa commedia rkavata dal suo -scritto? :.. Risposta: c No •· (Da un :resoconto
·giudizia•rio, in France.Soir}.
Fino alla morte
« Se ci si dovesse a.nrest<are davwti agli ostacoli creati dall'immaginazione dei grandi, tanto varrebbe rinunziare a tutto quello che fa la gioia
della vita e andare a scuola fino alla morte:.. {Dichiaraz.igne dell'ex ministro francese Christian P.inea:u).
(L
IL MO DO - 29 marzo 1960 - Pag. 11
•
2. ·
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AH
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EU
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'·
IMi è rimasto impresso lo. strano
racconto in cui si narrava di Girola.mo, il quale, avendo assa.ssinato
un'intera famiglia, era· stato c·on.
da·ilna•to aHa ghigliottina.
Per un paio di giorni, prima del·la ese.cuzio.ne, ~l .frate, confessore
. del ca1r·cere, .t·enta invano di offri,rgli
gli ultimi confo·rti. ·
« Dio non <!ov:rehbe perdona·rmi
ed ammettermi in ~Paradiso, ribatte
il condanna.to, neanche .se glielo
chiedessi. Pensi, padre, che ~n Patradiso sono oggi cer·tamente coloro
che i() ho uccisi. Era una famiglia
d'i !brava gente che mi conosceva
da tempo. tSpinto dalla mia mala
sor·te s-ono entra-to di •notte i,n casa
loro con la complici-tà ddla dome-stita per derubarli. Dopo aver fatto
con lei l'ani'():re mi sono alzato, . e
·StaNo per _. av·v.iarmi 'n elb camera
ove avevo saputo da ld che si trovavano i r~s.par-mi ed i gioielli della famiglia. All'ultimo momento ia
ngazza ha avuto paura, ha chiesto perdono a-Ha Madoona e mi ha
scon,g iurato ~i tr1fl.un.zia·re· ahl'impre·
sa; Ho tentato di calmarla, ma poiché piangeva ed i suoi singhiozzi
diven•tavano sempre più for·ti, ho
avuto anch'io paura . Un'onda·ta di
follia si è sollevata in me.
·«iLei~ sa, padre, comé si diventa
pazzi? Ad .un certo momento semhra che tutto il mondo intorno mi
-si precipiti · a-ddosso, e che stia. lì lì
UE
SAVO ·le stesse cautele
di ·tu-tti ·gli altri confi.na.ti
:politici. Avendo ooa mia
vita illegale ' che dovevo
proteggere dalle indi•screte attenzioni della· polizia, tenevo
a debi•ta distanza .i manciuriani, poiché tutto quel che costoro niusci:v ano a sapere andava a finire 1n un
modo o nell'altro .nelle orecchie di ·
quakhe · poliziot·to. Ma non provavo lè repulsioni della maggioranza deg:li al.tlri· <:on!finati, e mi rifiutavo di considerare un manòuriano come un essere impuro con· cui
fosse ~~nwncepihile qualsiasi rap·porto.
. .
•
Uno d:i costoro era Bertoni,: dedito aH'ubria·chezza, solitario, con
due . duffi. di capelli .grigi che glii
pi:ov·evano lun.g o Je t:empie e con
gli occhi spauriti. Si aggi·mva sempre con oo quaderno sotto i·l brac·
cio, con una boccetta d'.inchiostro e
con un'.l .penna. Quando gli veniva l'estro si accoc-colava all'angolo
di una st:rada, su uno scalino o su
un sasso e scriveva. Avevo sentito
parla•re in termini beffardi deHe sue
tllovd,le e glide ....avevo chieste in
lettura. Dopo a•ver esitato per mol•to tempo, perché ver~mente scriveva solo per soddisfazione sua, i11
manduria.no mi aveva indine letto
q.uakun·a dd:le sue st:ram.be fantasie. ·
che con parlata da ter·rone mi ordinò di seguir'lo in camera di sicurezza. Nel ·g iro di una diecina
d.i giomì fui deferito alla commissione per confino, giudicato ed inviato ad Ustica.
·c Era veramen.te il luogo che mi
avevano descritto. C'era.no tutti i
rilfiu.ti della .socie-tà, die dopo una
l.unga serie di conda.nne la polizia
., a.veva inifine i1nv.iati nell'isola·. Cia\Scuno di noi riceveva cinque lire e
non dieci come voi atl confino poli:tico. Non avevamo mense ges·tite
da noi stessi, come voi qui. L'amm~n-istra.zione tratteneva due lire e
cinquanta delLe çÌ1nque che ci ~pet
•tava.no e ci da.va un buono per una
pasta a•sciutta da andare a riti·rare
tbelil'e cotta presso un fornitore .
Sposso vendono i·l tbuono a metà
prezzo per ,poter ·bere Utn bicchiere
di più.
·« La nostra vita si svolgeva sotto
gl.i occhi di poliziotti che si preoccupavano solo che nessuno fuggisse e non ci .fossero ·risse, ma che per
tutto 1·1 ·resto lasciavano fa·re. Qualcuno metteva -su una hotteguz.za da "
ciahauino o d 'altro mestiere simile:
e guadagnava quakosa. Ma non
c'era lavoro per -tutti, anche ammeS<So . che .tut·ti volessero lavorare.
La giornata si passava giocando a
carte, e conversando tnelle oster~e.
'L'u:bria.chezza era tol•lerata. E ben .
p1u ·dell'uhriachez~a.. C'era chi
r.iuscitva ·a fare lo strozzino, prestando -picco'le somme a. chi desiderava darsi a qualche stravizio, e
·riscuotendo, ad una lira. al giorno,
due o tre c più volte il denaro prestato. Erano numerosi quelH che
and-avano .in gi·ro con i capelli inaneltlà.ti, le labbra .tinte e .iJl bi~tlro sotto gli occhi. Il medico ddla cdlonia
li sottom·etteva una volta alla settimana ad .una visi,ta, come si fa
in dttà con le prostitute.
cii <:onfino comune è il più infet·
:to :ritrovo di umanità che si possa
. immagina•re, e faceva un po' schifo persino a. rrie che sono a.bituato
a.lla degradazione. M.a ci stavo be·
!lle, gia.c.ché mai avevo potuto in vita m'ia ubriacarmi così ~pensierata
mente. Soffrivo solo un po' perché
non potevo più vagabondare.
·« Disgraziatamente un giorno,
negli uffi-ci dei commi:ssa·riato, chissà
chi, .g ettando uno sgua'l'do sul mio
incar;tamento si accorse che .ero sta·
.to conifina·to per motivi poJitici e
che non potevo perciò restare ad
Ustica. Qu31ndo sc;ppi .che ero tra·
.~fer~to qui ~on voi, provai piacere.
Un cambiamento di posto si con1faceva a'l mio umore r.a-ndagìo; e,
s9prattutto. s~ pe'l!o eh~ da Vt;.," 1 •
mazzetta era di dieci Hre, il che -si
traduceva, per m.e nella poss~bilità
d'i ber~ di ;più.
«Sba·rcato qui, 'feci conoscenza co.n
- -*- 1- . .
-
L
.l~
__ _ .... _ "__..,
-L -
__ _ :
........ !
4.-~ti-oti"bafiO"""'C'
-,,..-.--n •r---
SCOOigiuratO di 1ri.nunziare a1l'impresa: Ho tentato di ~almarla, ma poiché piangeva ed i suoi singhiozzi
diventavano sempre più forti, ho
aV'uto anch'io pa_u ra. Un'ondata di
follia si è sollevata in me.
-« iLet sa, padre, come si diventa
paz:ti? Ad u.n certo momento semhra che tutto il mondo intorno mi
si -precipiti · addosso, e che stia lì lì
per .p a·r alizza:r mi e soffocarmi. De.nt·ro di me s'innalza un'onda-ta mo' struosa di enor.g ia .imensata che si
sente capacé di sormontare quaJ.sia·si -resistenza, di spezza!l'e tuUo. Ca- pisco che la _:p azzia avanza e la
sola cosa . che posso fare iè restarmene immdbile, sentirla crescere ed
avanzare. Forse passerà, come pas·
·sa pet1Sino la- più potente onda del
maTe, la quale, se 1110n si spezza,
ti sollev-a in alto con .sé e ti la·scia
·r idiscendere tra-pidamente senza .fa:rti ~l minimo danno. Ma se i1 mare .ilfi quel punto non ha. più pro. ·fond1tà sufficiente per contenere
l'oscillazione dell 'onda, questa - si
spezza- e •t ravolge tutto. Io non so
ma·i ~e, qua,n do l'onda della ,pazzia
mi a;Vrà -r aggiunto, ·l'anima mia sa'r à ahba.s tanza profonda· da contenerla .e lascia-d a pa,ssa,re senza che
si infranga. Non ho altro da fare
che .a~tendere, tremando, che la mia
so-rte si compia. Già conoscevo que·
~to stato d'angoscia indicibile. Al- ue voke avevo superaw la crisi che
dura pochi secondi e sembra durare .un 'ete-r-n ità. Ma questa volta :l'a·
.nima mia non fu abbastanza profonda, l'onda mi si è spezzata aados.so, e non sono più stato padrone
di me. Ho -getta-to la donna sul
'letto e l'ho s-trozza-ta. La mia ira
non e·ra d-iretta ·c ontro la povere·t ta,
ma in genere contro tutto. Perciò
ho. continuato. Ho trov ato una scure, so.no entrato silenziosamente
111eHe camere, ed . ho ucciso i _genitori ed i ·figli.
~Ora non avrei mai più il corag·
1g io di gua!I'da.re i,n faccia queste mie
vit-time. Non posso tollerare l'i·dea
di doverm-i a·ncora in-contrare con
·loro ndl'.aJtro mondo._ E' questo 11
mcti·v·o per cui non voglio wnfes· ·
sarmi e pentirmi. Se ne vada, pa·
dre, io ho -bisogno di aJnda·re all 'infumo per esse-re tranquiHo ».
!H ~ta>te -tomò _a.nco.ra più volte
1per !Sa-lvare quell'anima, tna Giro·
[amo era irremovibile. Durante la
:notte éhe precedette l'esecuzione, il
~acerdote . fu però . svegliato nella
·sua camera, che era nella pri·g ione
IStes•sa. Il condannato aveva chiesto
di lui perché voleva conlfessa:rsi. Il
:fra-te .accorse. Fece ~ngmocchiàre il
co.ndannato; raccolse nel buio de-Ha
cdla la sua e·s trem a çonfeS'sione, la
dìchia.raZ'ione di _pentimento, e l'im.
ploraZlione a Dio di ·essere perdoilla•to.
,«Sa, padre? :. spje~ con- lin cer-
fit
.,
HA
EU
AH
l
DI ALTlERO SPINELLI
lo bicchiere mi :riduce. come un
maiale. Ma io son6 pronto a digiuna·re ed a •r-ubare per' po-termi
comprare quel bicchier di vino.
«.Fin dalla nascita le cose mi sono
andate male. Mia madre voleva
a.vere wna .bambina, ed ~nvece sono
venuto fuori io, maschio. Essendo
rimasta vedova poco do,po la mia
nascita, poté d~sporre di me a suo
.piacere; e fino al momento in cui la
voce -mi si ruppe non voHe ammettere di aver avuto questo smac-«La condusion~ di questa illo- <:O. Portavo le gonne ed i ca·pelli
'lunghi. La mamma mi fece insevella :» mi spiegò Ber-toni « se·lJlbra
una sp~ritosaggine messa lì per
gnare a legger:e e a scrivere in casa,
pe·r non dovermi ma·nda·re .alla scuospez~re la tensione del racconto.
.Ma pasta rìfl.ettere un ,poco per ren- la masc.hile. Ero chiama•to col mfo
der-s i conto che essa è fin da prin- 111ome, vrolto al femminile. Apprencipio l' u-nica cond usione possibile. devo lavo•ri do.n,neschi. ·
« Quan•do infine l'ingan.n-() non
Ce un pu,nto a<l di Jà del q:u~le una
possi'bilità di sal·vezza esis·te solo r poteva più durar-e, ho messo i cal- zon•i e scorciato 1f11 poj i capelli, ma
in quanto si è disposti a -ri-nùnzia·re
a Ha propria persona-li-tà, · ed a chie- non mi sono ma-i fatto la testa
dere compassione solo per il proprio -tonda come quella dei maschi.
questi ciuffi grigi che mi ,p endono
·c~rpo umano senza testa. Per la
testa, che con i suoi tra~ti esprime, dai lat-i del capo &oho le ultime
e,ssa sola, l'anima i'n<;i.ividuale, non •t·ra>ece della zazzerett:t- che mi piaceva ,porta-re nn sotto le orecchie.
c'è pi~ salvdza poss~bi1-e ».
«E tù credi di poterla salvare Dopo la mor-te dj mia ma-dre, :on-sumati i quattro sol'di deU'eredità,
la tua testa-? ».
-«iNo, non lo credo, perché non mi unii ad 1,1na ba-~.da di zing.u·i,
che mi accettarono come .loro inho più nessuna -r esistenza con~ro il
serviente, conducendomi con .i loro
male, -q uantunque esso mi si precarrozzoni su e giù -per l'Jta1lia. Era
senti ormai •solo ndla igu10bi,le fi.
una dolce vita senza preocc-upaz.iogura di un bicchier di vino. Sono
10~ e senza eccessivo lavoro.
ormai così debole che l'odore de'l
« Ad un certo momento il govervino ha-sta ad inebr~a-rtni, ed un so-to imbarazzo l'assassino a-l frate do·
AH
U
E
po aver.n·e ricevuta l'assoluzione,
-<< poco
fa, -111d sogno, ho sentito
'Una voce che diceva: confessa i
tuoi peccati Gi·r olamo. Non aver
_ paura. Tu sa·r ai a1ss-unto 1n Paradi·so, ma poiché fira poco sarai · ghigl-iot-tinato entrerai nella v,ita bea•
ta senza -testa, e le tue vittime non
·ti potranno mai più riconoscé-re. E '
1per _questo che ho deciso dì con·fessarmi »:
no ha cominciato ad ·impedi-re agli
zingar,i di girovagare, ed io, che
.non potevo più accomodarmi alla
vita ,sedenta·r.ia, ho preso a vaga·
bondar:e per · conto mio, elemosinando, rubacchia111do, lavof:i,ndo in
quelle fattorie in cui mi si offrisse
un lavoro leggero. Bisog10-ava rivolgersi •SOprattutto a•lle do111ne, che
sono più di buon cuore, e che mi
affidava.no ·q ualche lavorucéio da
niente, come spiuma-re un'oca o
s·pazzaife la corte, .un lavoro ·che
serviva solo per giootificare in
q-ualche modo ai loro s-tessi occh~
'la minestra calda di cui mi riem,piva·no poi la scoddla.
.
«11 vagabonda-g gio è una vita magnidlca quando 1110n si ha~nno troppe esigenze, ma si paga caro. Continuamente mi arrestav·a no e mi
manda,v aoo al paese natio COn \Jin
.foglio di via obbliga-torio. Cercavo
d:i farmi fi~Ssa:re sempre a-bbastanza lootana la da·ta cfi presentazione de1 foglio al commÌiss-a•r.iato di
-poliz.:ia del paese, Ìill modo da potermid ·recare con comodo, un RO'
a piedi, un po' con mezzi di fortuna. Arrivato, consegnavo 11 fogl-io, e poiché 'nel -paese non a-vevo
ormai pi,ù relazioni, partiv~ di :nuovo ran~agio .p er le st·r ade ·d'Italia .
«Qualche volta mi ~ono lasciato
sedurre da quakhe località più
reddi-tizia- per- I vag.:l'bondi, ho do-rmito ~troppo a lung-o nei fieniil, . ho
av.uto delle avventure, e sono arri-
fiUJ.I~
~Y.O
~ o-- -~i•<'Cafiifi'..--~,..._.,._
Us·tica. QuaJndo seppi .che ero tra,s'ferJto qui con voi, provai pi•acere.
Un -cambiamento di posto si confaceva a'l mio umore randagìo; e,
s<lprattutto. s~ pe'IZo_ che da ve:-uh'i.><fmazzctta era di dieci lilre, il che si
t .r aduceva· per me nella possibilità
di bere di più.
«Sba·rcato qui, 'feci conoscenza con
qualcuno di costoro che voi qui
chiamate ma.nduriani, e mi feci ac>eompa:gnare subito per le t·re o
qua-ttro vostre osterie. Mi dissero di
sta•re in :g ua:rdia, perché a·l conlfino
;POl,itic.o la polizia· era più seve-ra,
arrestava gli ubriachi che lascia·s&ero a!'parire i'l loro sta•t o e :li face-va conda.nnare. I più a:bili avevano impa•rato, quando le gambe
venivano men-o, a camminar-e lenti e rig-idi, ed a resta-re silenziosi
fino al momonto in .cui chiusi in
camemne avrebbero potuto gettarsi sulla branda, cantare, urla•re, ruttare e vomita~re ~ volontà sul mondo che roteava loro intorno. Mi
· avevano de~to di farç soprattutto
attenzione a quel maledetto gradino che sta a.U'Jngresso 'del camerone, e che -bisogna saper sorpassare
senza . traba.lla•r·e troppo, sotto gli
occhi soo.pettosi dei militi e dei poliziotti, nel momento in cui costoro fa-nno l'appello.
«Non volli dar·e ascolto a questi
vato a des-t inazione ttbppo ta-rdi ,
oppure ho ' addirittura· dimenticato >eonsigJi, così contra~Stanti con ciò
di arr.ivare .
-che l'esperienza mi aveva insegna«Ho così cominciato a comparire to circa quell'oasi dì quiete per gl.i
dinnanzi a'l pretore. Era uno stiUiubriaconi che è il conifìno. Pas·sai
cidio di piccole condanne pèr conin devoto pelJegrinaggio per tutte
trav'VenZlioni :tl foglio di via, per le osterie. Poi ila memoria mi vien
vagah<;mda:g giq, per •ubria-chezza. meno, perché non r~cordo come nel
•S contata la pena, ero accompagna-to
cuore del·la nottr. mi ritrovaJ steso
da~ ca•rabin-ierJ nel ,paese, mi ci agsu un tavolaccio ih un luogo scuro.
giravo qualche :g iorno, e poi s·pariMi a.lza.i ba·r collando nel buio cervo di nuovo.
«La polizia ha infine perso la pa· cando lungo le pa-reti una via d'uzienz.:a .e mi ha da-to due a111ni di ;scita. Ero convinto di 'essere S·t aw
i.:nghiottito dal-la terra, e chi·a mai
ammon.izione. Mi t·r ovavo in una
ISÌ'tuazio,ne veramente infernale, disperatamente ed mutilmente aiupoi-ché mi era proibito, tauno di to, per ore ed ore. Solo a·l ma-ttino
mi accorsi di essere chiuso in una ·
allontana-rmi dal paese, quanto di
intra·ntenermi neUe osteriè, <Salvo che cdla nel sotterraneo della caserma
por bere in piedi al bahco un bic- della milizia. Quakhe giorno dopo
chiere di vino ·e fiia,re.
·seppi dal pretore; prima che mi
« Un giorno ~eppi -con_ sorpresa
appioppasse i r_ituali -tre
· si di
che -c'era in lta:lia- un ~uogo dove
carcere, che ero s-tato ·raccattato nellci si poteva ubriacare i.ndisturhati, la piazza- incapace di camminare
i.n cui s.i era a.nZii paga·ti per stard e mentre proferivo a fiotti parole
e .per ubriaca-rvisi. Era il confino.
sconnesse.
Mi infòrma,ì come fosse possibil::
-cOra mi hanno anche detto che il
andar.vi. Era· di una semplicità etempo
trascorso ·irt carcere per constrema. Entrai ooa ;Ser<t in un'oste·ria e ment-re bevevo H mio vino, danna non >eonta a·gli effetti del concomindai a dire ad al•t a voce che lfino, e sono preso datl terrore di
i rossi in hpa-gn-a av-r ebbero vinto non usòre mai più da questo ma·
ledetto luogo in cui sono-venuto vomalgrado tutte le s.pa-cconate di
lontariamente ed in>eautamen!U: a
F:ra.n-co, e ma'Lg:r ado ·g li aiuti di
quegli sporcaccioni in camicia ne- cacciarmi. Sto terhpestaJndo di letta che Mussolini mandava Gon-tro .tere la poliZiia di qui, al mio paese
di loro. Da oo angolo dell' òsteria ed a Roma, per tenta;re di fa.r casi sol,l hò un individuo tarch-iato, pire che io ·sono un comune e non
c MEMORIE DI UN CONFINATO POLITICO
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7"""'"...,......--3titT-lcJeT'O•ova.av--ttrJd.
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II, MONDO • 29 marzo 1960 • Pag. 12
•
l
anni? Come · sta suo marito?>.
Mrs. Jackson mi guardava con un
languore ·s orridente da cui él'ffiorarono a ,fattica le risposte: c Oh Dio
la solita ·vita, le solite seccature, mio
. marito lè sempre più importante,
chi~sà che non andia-mo a stare a
Tok·i o... :.. c Come mai questa visita a Roma? :. . c Ah, una delle mie
solite stupidaggini; ho deciso di
cambiare le tappezzerie del salotto,
non voglio stoffe normali ma tes~
suti ricamati a piccQlo ·p unto con
legramma, l'arri·vo improvviso di
faunetti, -motivi lflorea.Ji, trombe e
una •visita. Ma Mrs. Jackson non si
così via. A sentire un mio amico
muoveva. c Che richiamino, che rii
migliori pittori-tessitori si trovano
tornino, che se ne vadano > diceva
Roma ... >. c E · i . ra·g azzi com_e .
a
lenta, e poi rivolta a me, col viso
stanno?
) la interruppi. c Credo che
incantato, sazio, esclamava: «Dio
stiano bene. Jack è ·Un giovanotto
che .noia, tutta la mia vita è una
noia, se sapesse ... :.. Mrs. Jackson ·e non ne vuole più sapere di noi,
Ric.hard impa.ra a cavalcare ... >. Il
non ·parlava volentieri di .sé, i rad
suo 'Viso si girò verso di me faccJ'l·
spiragli che apriva sulla sua vita
.richiamavano sul suo viso, irri,gidì- do due occhi tondi e un ·p o' buffi:
to dai cosmetici, url'e,pressione bwf. «A proposito, ho anche una bamfamcnte 'blasée, come di inevitabile bina :.. «Una bambinai?>. «Sì, un
abbandono alle assurdità dell'esi- affarino di cinque chili: l'impresa
stenza. Jn passato («molti, molti
ardimentosa di una donna di cinanni ,fa, centinaia d'a·nni fa quando
quant'anni. Credevo che ,fosse la
avevo trent'anni>, diceva sorriden· 'menopausa e invece ero incinta di
do) s'era stabHita a Città del Mcs·
sette mesi :.. Stavo quasi per ahsico, sola, in ·un'immensa viHa col
bracciarla, ma il suo ·viso era così
patio dove aspetta·va il divorzio mononcurante e immc>bilizzato dai co·
rendo ogni giorno di solitudine, poi
che tutt'a un tratto ebbi una
smetici
aveva viaggia.to un · poco attorno al
intuizione.
Mrs. Ja.ckson non era
mondo trascinando dietro il 6glio
del primo ma·rito, una nurse sviz- una donna infelice, né frustrata, né
zera; e molte valige di coccodrillo; .felice, né misteriosa, .era soltanto
conosceva .t utti, in America e in . una donna così saziata dalla vita,
così colma, da trascendere il piano
Europa, Eisenhower, André · Maurois, Salvador Dali, Khatcrine Hep- delle .n ormali sensazipni. Tutto or·
burn, e tutta dipinta e incantata · mai c'era stato nella sua esistenza: ·
partecipava ai parties, con le sue
ùn marito, il secondo marito, -l'a·
pelliccette di visone, gli smeraldi
more, la solitudine dopo il divor!
all'orecchio e la bocca rossa che dizio, un figlio a~ tempo 'g iusto, una .
ceva cose vaghe, 'ritirandosi <Verso ham:bina in gran ritardo, la ricçhez. ·
la finestra con un ospite attempato.
za, il prestigio sociale, le grandi
E poi, chissà come, in un viaggio amicizie, il maggiordomo, i,l pappadi piacere, era ca·pitata a Londra.
gallo ; la sua piccola anima di e.re:
·E qui !Mister •Jackson HDS, RIMT, ditiera americana era stata sof{<xaKOQ (o qualcosa del genere) · am- ta per tempo da tutte .le possihilità
hizioso, .ricco, diplomatico, aveva
che irrimediabilmente divenivano
post~ l'occhio su di lei c alla fine
certezze · e dalle certezze che genesi erano sposati. Ma com'era quera-va n'O di colpo altr~ possibilità, ·cd ·
sto Mister ,J ackson? ·Lei, ormai, gli
ora vagava alla ricerca· di nuovi ap· era moglie da dieci anni, e ne par. pigli che le dessero l'illusione di
lava con un sorrisino di negligenessere desta. ·Le poesie, .fare una fi-.
za chiamandolo ( .My -Destiny :..
glia a cinquant'anni,, i tessuti ricaA'Veva av·uto un altro ,figlio, un ramati coi fauni: tutto dò non era
'g azzino esan·g ue, con i calzettoni
che pretesto, effimera ricetta per
bianchi e la 'bocca disgustata, che,
.fuggire dal limbo delle proprie sen.ogni volta che entrava nel salotto,
sazioni e ritrovare una ragione di
. aveva il grande occhio del precet- ·
vita.
tore . che lo sorvegliava fuori dalla
4: Come si chiama la 'bambina, è
·porta; Mrs. Jackson era frettolosa
bellina, com'è? > e mentre le facenel
trattarlo · e cedevolissima .
vo queste domande, mi ricordai.
« Mummy voglio quel ceiiVo a tre
con pa.ura_, che uno psichiatra mi
. code c~ ho visto ieri al circo :..
aveva parlato d'un .male modernis« Yes darling, lo avrai, ma ora torsimo che si chiama "nevrosi da apna da Mister Bob». La porta . si tipagamento". Guardai il viso conchiudeva .sul ronzio lussuoso del
dannato, astratto e dipinto coi co~orridoio pieno di vaUetti, di prelori dell' ultima moda di Mrs. Jackcettori, di fattorini ed io riprendevo
. sori, e il mio orecchio pietoso colse
a legg:re. mentre il viso della sidistrattamente la risoosta: « Mah.
lA BJUIBOLll
« Soh forse strana, poiohé ·mi seggo
sempre nella stessa d~rczione, di fron•te aHa 1por.ta, qua;ndo JSOOo in ba.gno?
Lo tal:cio perché :voglio sorvegliare
che nòn entr.i nessuno •· (Le~tera, nel
Sun~ay Pictorial).
Di GRAZIA LIVI
1
Sviluppo maggiore
« Uno svHu1ppo maggiore delle ohie..
se metptcUste, la d'&sione deLla marniera 'di \•ivere dei metoclisti, accurati
programmi di .la-voro, <maggiori OCCU·
pazioni 1per la ·gente, JSOno state auspicate durante l'trl·timo conv.egno .dei
metodisti, ·facendo segui,to alla notizia deill'acorescersi dei lavori di mi'ssi!.istica •· (Da The Methodist Ret"ot<du).
UE
HA
EU
[!]
F
1
(ATLANT'f}
INGLESI)
AH
gli
E
Benoni costituiva un esemplare ecceziona·l mente . consapevdle della
!prO.pria degradazione e perc.iò eccez,ionalmente . nobide. Mancihdani
era.no g:lì uhriaconi, i malviventi,
i povcracci, che per caso si erano
:lasciati andare in escandescenze
contro il duce o ii regime, e che
perciò erano stati a.ffer•r ati. dall meccanismo della ;polizia. politica, cla•S·
sificati come sospetti .di a\wersione
a·l regime, e s-pediti al con:fino insictne ai pol.itid ver·i c propri. Ad
essi si aggiungevano coloro in cui
.la mol1l.a· della re&istenza antifascista JSi era spezzata e che nell'rl·nsia d.i .riacquis-tare 'la liber.t à perduta avevatno at:cetta.t o di incarognirsi, ·s ottomettendosi a tutte ie esigenze . della polizia, :fino a divent:ame a.g enti provoca.tori' e spie.
:La storia del termine "mamòu•.tÌ<Mlo" mi era stata raccon.t ata dai
veteran·i dd confino. Quando a
Pi$nza C'ra stata. impiantata una CO·
lonia· di confinati pol1tici, l'allog··gio comune .offerto loro da.l goverho ~r-a stato l'antico carcere bor'bo- ·
thico, quedlo da cui Pisacane aveva
liberato gJ.i er.gastoléllni per tiratsdi
dietto ndl;. sua · avventura. Questo vecchio ergastolo con<Sisùwa Ìh
due immensi c·a meroni comunka,n,t i tra loro, e •l ungo le cui J)areti
si aprivano le porte di camerette,
da.scuna poco più gr3lllde di una
cella di segregazìone. I due cameroni er3lllo tetri ed umidi. Da alcune sc-a<rse e .piccole fi1nestre c:on in- ·
. ferriate, che s.i a·privano vicino al·
l'alto soffitto! scendeva poea luce,
durante ~l giorno, molta acqua nei
giorni di · .t empora·le, e d'inverno
per·petue corren.t i d 'a-ria che facev·ano .tremare i confitnati nelle loro
bra.nde allineate contro le pa·reti.
.Per quesu> loro ~roddo i i:lue antri
erano sta.t i battezzati Siberia e Manduria, e quest'ultimo era il · peg·
' ,... Ì conhnati che verso la fihe
,· 1i '26 er.aoo stati amma:ssati a
Ponz.a, stavano attentissimi per riuscire a· tta5ferirsi, a.ppona un posto
restasse v'uoto, in una doJ.le camerette che offrivano ìl vantaggio di
una fi.nestta e di 'll:na. oorta - una
in
AH
U
C'erano nell'isola un centirla·io
e forse più di ma·nduriani, di cui
:p olizia si rendeva conto di ·tutta
·questa vita sotterranea chi= frustrava lo scopo stesso del confino, poi·
ché lo cambiava da lazzaretto in
.cui tenere
antifascisti separati
dal paese
centro ' di h:tfezione antifascista. Poliziotti e militi erano
perciò con•t inuamente sgui.n zagliati
fra i confinati, tendevano le orecchie, perquÌisivanot arcava·n o di repdmer..e . questa atti~ità senza riuKkvi. I mandurian[ ed i semimanciuria·ni, essendo i soli confi:nati docili ai voleri della polizia, costi.tuiUI io la prima, per caso,
a rispondere all'av.viso
:v.a.no ili ·naturale V•ivaio da cui que·
1
·sta poteva attingerne le ~ spie. Non
della si•g norà Jackson:
tutti era.n o spie, ma in .netsuno di
·
« Sl.gnora americana, deossi si poteva supporre una forza
siderosa perfezionare !ind'animo talle da farlo resistere a gua cerca ltttrice 'Poesia italiana,
pressioni o minQJCCÌe poliziesche. prega si telefonare SLO 4468 :. .
.!Era perciò .norma di elementare
La casa, irl -Etort squarc, era suprudenza. non avere rappbr·ti con pcrba, con i colonnati ritorti che
•loro.
·
reggevano H balcone, e un portale
Ma c'era a·n che una ~econda ra·
massiccio dove s'i·mmaginava che
gione che imponeva queHa divisio· soltanto dame in guanti azzu.r ri ed
ne in caste. I politici restavano in esprits ritti kulla testa, entrassero
ultima i~·tanza al confino per lihe- dopo aver congedato lo chauffeur.
ra elezione, per fornire al paese Dentro al po~tale ·un vaUt~to vestifesempio di gente che sa tener du- todi rosso mi guidò verso un altro
i-o. Il prov·v-cdimento di polizia che valletto in scarpe di vernke, e queera stato preso a ·loro carico, non sti a sua volta mi irttrodUsse nel saora una sentenza. di tribuna·le, dif· lotto. Il salotto era rotondo, agghinifidlmente modÌifica!bile; era una mi- datissimo, coi tendaggi tbarbcchi che
s·u ra amministrativa clic poteva es- ·s'à>PrÌivano ~u'Ll~ vegetazione giallosere ·re,vocata ad ogni . momento.
rossa del g1ardmo filtrando la 1u~c
Chi avesse tenuto "buona· cond.ot·t a" grigia e palpitante dei pomeriggi
· agli occh.i del1la polizia, poteva ~esautunnali. In un angolo, 5opra un
sare di essere sospetto, e veh'ì·re re· piedistallo d'oro, luccicava una gab·~tituito alla v-ita Hbera. Tenere buo- bia con dentro un . pappa,gallo. «Cona con-d otta significava · pratica- me on, come on :. g.r idò il pappa·
· mente essere prono a.Ua volontà del- gallo, e in . quel preciso tnom~n'to
·l a polizia. Occorreva rompete i rap- una piccola si,gnora si sol1evò pigraponti con gli akii confinati politi- mente dal rf.orldo di una poltrona
d, fare ia saluto fa.~cista, dare in- . e mi venne incontro stehdendomi
[ormazioni JSui propri corrtpaghi, ' la ma·no·. Jl suo visò era ine9presimbra.ncani c~n i ma:nduriani. A sivo, tondo e incipriatis·simo; doveq·ucs.to. ~uo ~1 pote~a spera~e . che va aver .passatd da un pezzo i qual;lna d:tch1araz1_one d1 sottomtssJonc rant'anni, mà tutto il suo piccolo
a'l re~1me e ~~. Jode della grandezcorpo era agghindato con · frange
za d~ !Mussohm sa·rebbe stata presa di lustrini dfre d'oro sulle ,bafbbucin co?s·i~erazione. A chi a.ve~a ,~o- ce di vell~to, gonna e sottoQ;onnamentt dt de.bolezza, a ch1 s1 chte· inamidata conie una !bambola andeva c~sa mai potesse signilfica.re ~l ziana che' si piegasse docilmente ai
suo os~tt?·a·to no aH~ potehte ;ea.Ita capricci della rhoda.
d~l f~s~umo~ la vta . deLla ltber~·
Mi - invitò ad ac~tomodarmi e
ztone s1 dehnea.v,a come una vta quando tutt'e dbe fummo affondate
che doveva passare .attraverso ll fan- t.
•
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· d 0~l M
· · 1Il h d d
Ha 1 guancta 1, a sua vo... e mo e,
·dgo. · ~ .• a~mna: . ~n heo ·a.to fra le labbra di carminio, mi spiegò
a.t po 1ttc1 at manciUrtam, c
ave·
.
,. .
.
·
d'
va. tutte \e ca:ratteristiche di uri vero la rag.JOne dell_ 1,ncon~ro. « ~~ro . 1
e proprio ta:bù, si fondava sulla co• tornare presto m ·lt~ha che. e tl, m1o
mune decisione di non cedere, scr paese dt sogno; m1o manto e un
•p r·a-t-tutto di non far cedere j com- ~unz.ionario del Foreign Office e
pagni dalla volon.t à meno sa·ldn.
chissà che l'anrlo prdssimo -:- da
Un contegno più complesso, più atnhasciatore - non sia mandato
~·fumato, più generoso verso quei
proptio a 1Roma1 .Jo l'italiano lo so ·
reprobi, .ne av·rebbe forse S'3'l:vato
un po', mi piaçt sopra·t tutto il suoqualcuno, e non a.v·rebbc certo i.n- no, la cadenz.a dolce - huon•gio~no
taccato il nucleo centrale dell'anti· signora, buo.n~nòtte si•g nqriha
e
·fa~ismo confinato, .ma avrcbb.e :eso vorrei impar~rld un po' me5lio,
!~bilie e proh.lema~1ca· l~ _postz.Ione senza far .fatica però, perché sòno
d1 u~a q~a.nt~tà. d1 uotmn.t che era· pigrissima e ignorante (rise, tocno st anufasc~st1, ma che potev~·no candosi la front~). Mi piacèrebbe
ced~re .alla ptetà verso se stess1 e che lei m1 legges~e delle poesie, t os} io .pot.rei ahithare il mio orec•l asctam an-dare.
EU
e che debbo .perciò. tornà·re a Usllica. Ma capiral!ino? DalJ'i,n cartamento risulta che ho fauo
propa.gand.a per i rossi d'i Spagna.
«Per passatempo scrivo qualche.
novdla, .pe~ché da giovane ho letto
molto e mi piaceva raccon•t are stode. Ma ci r~nuncierei per poter tornare in .quello stato dì, beatitudine
che dà i;l vino, una hea:titudine an'n ebbiata e intdsa di una leggera
nausea.
«Come vedi- concluse con un
leggero 'gi1g no B.er·t oni .:.._. a·nch.'ìo
'Posso salvarmi solo a pauo di ri·
nunziare a·hla. mia testa., cosl come
è accaduto al mio Girolamo:..
HA
un politico,
Cambiamento
« Ross Parker, autore di "Thère'll
Alwa~s Be A-n En:gtand", è diventato
cittadino americano •· (Dal Daily
Worker).
Domanda
«Cani e può ·essere che nei film il
1prota;gorlii.sta non ha mai ~racce di
_rossetto anche dopo 1lllnghi ed appa:s- ;
.siona.ti. baci, e il mio boy-friend, inve.
ce, ne è ;sempre coper•to? Poiché questa domanda non mi è mai venuta
in mente ..prima d'ora, con gli oà4tri
miei amichetti, devo ora lasciare il
m~o ra.gllzzo? •· (Domanda, .in Ùloman's Ot~m).
Astenersi
c Poten•te Cll"ganizzazione offre oc.
casione a ;redat tore di .talento :j>elr
piazzarsi nella notorietà. A:bitudinaf\Ì,
a~nant:i dei :luoghi comuni, 'Sipiriti di.f·ficili, erniotici, astenef\sÌ •· {Da l'Etho
de la Pt·esse et dc la Publicité).
Aria fresca
« Miss .A•nn.ie Whitcombe, di Kateshill, Bewd ley, Wo;rcester.shire, ~he ha
compiuto ·ieri centodue anni, attr·ihuÌlsce h\ 9Ua lunga vita a~la "·semplicità" e "a.ll'abirudiine all'aria . aper.ta". Ella segue rogola,rmenlte, aJla te~
levisione ,te ,par,bite di cricket •· (Dal
Manchcster Guardian).
Inglesi e faraoni
«Apprendo che :l'Unesco ha l'in-tenzione di spendere 'UIJla .grossa cifra
:per salvare ceflte ll"ov•ine della vaUe
del Nilo, minacci:tte da inon-dazione
1per la costr;uzione della diga di As.
-suan. I membri dell'Unesco {di dù .!a
Gran Rretagna fa •par.te) devono pa-
gare. Che cosa ha,nno Ifatlto per l'I.nghi:lter·ra i fa·raoni e i 1loro successOri? ) . (Lettera, nel Sunday Tim~s). ·
Formiche matrimoniali
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Gatootna, nella Rodesia del sud,
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con paura c e uno sJc mtra mt
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aveva parato d ' un ma 1e mo d ermsSÌmo che si chiama "nevrosi da ap•
pagamento". Guardai il viso condannato, astratto e dipinto coi co!ori dell'ultima moda di Mrs. ~ack.
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son, e 11 mto orecc 10 .ptetoso co se
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dicono. che sia bellina ... io è un pezzo che non la vedo. L'ho mandata
a stare, insieme alla nurse, nella
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nostra v1 11 a 1 campagna • ·
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gare. Che cosa hanno fatto per l'Inmhi.lterra Ì fa.raon1 e Ì doro successOri ? ). (Lettera, nel Sunday Tim(s).
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Formiche matrimoniali
« A Gatootna, .nella Rodesia del sud,
.formiche han divorato p:t'r ctthie
'Pagine del .registro dei matr-imoni : •
quamn:ta coppie JSOno state dunque· in.
\1ita.te a prosenta.rsi 1por fa.re nJUovamente 'fegistra.re 'la 'loro unione. Non
5e :n'è presen.tata :nessuna:.. (Da La
GRAZIA UV l · Gazette de Lausatme).
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erano sta.ti battezzati Siber-ia e Man.....
•·•• 0 ....
~L~t~a~c~~~t~o~il2n~u~c~~~~c!ffi2t~r!a~kWd~c~ll~~~n~u~·-~~M~~~~~~~~~~~~~~~~t~~
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ciuria, e que~t' ultimo era. il e_eg·
un po .me to,
« Ycs darling,
lo avrai, ma ora tor-'t.~: . ,z6 erat o stati amma,SISa.tt' a .!abiae e prohlematica la posizione senza :f· ar .fattca
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' pere h,e no
pero,
na da Mister Bob li) . La por·ta si ritPOn""'
stavano
''mt' per rL'u
· · ·
·
·
~.
· attentt'sst
·
. · di una. quantità di uotmni che ·era· p)gnsstma
e tgnorante
(r1se,
roe- chiudeva sul ronzio ·lussuoso del
scire a trasferirsi, appena un posto !Ilo sì a.nti.fasdsti, ma che potevano candosi la fronte). Mi piacerebbe corridoio pieno di valletti, d'i pre- ,
restasse V•Uoto, in una doMe carne- cedere alla pietà verso se stessi e che lei mt; legges~e delle ,potsl'•, .,. ...._
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.. .,..,.. cètton, 1 attonm e 10 rtpren evo
·ret•te c he o J'llvano t' v-antaggto 1
sl- io ~potrei abithai-e il mio orecl
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ù·na fì.hestra .e di u:na. nhr,ta - una
a eggere mentre t VIso e a str-·
chio alla musica e farmi · un po' di
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fi.nestra a.d altezza d'uotno, .con
Nel '42 e nd '43, man m'<l!no che
g ora ac son, come una ·una esausba.rre, che las-ciava entrare <iria e la Rotta italiana. se ne andava a cultura letteraria :.. c Quali poeti sta, ripiom:bava tra i cuscini:
luce, e che si poteva !Serrare con- ~fondo nel Mediterraneo, il battello prèferisce? •· «Oh ,fa lo stesso, an ti- ,
L'unica· persona c.he ancora non
tro Ja, pioggia e il vento - una che mantenev·a le oomunkazioni fra chi, moderni, purché siano poeti,, a'Vevo incontrato, era Mister Jackporta che, chiudendosi, .poteva sot- l'isola e i'l continente, si trovò db- que 11 i che 'VUOle •·
son. Fi.nché un mattino, mentre
Il ·giorno dopo incominciammo. leggevo addolcita dall' "·In!llnito" di
trarre le tre o quawro persone che hJ.igato a. disimpegna·re sempre rtuovi aUoggiavano dall'eccessiva pro- vi serVJizi di .picc.ola navigazio.ne Mrs. Jackson . stava sdraiata sul diLeopardi e dalla luce di un sole'
misouità dei cameioni.
costiera.. Le sue visite 2ll'isola di- vano, con un plaid che le av volgeva
stanco, .boreale, la porta si a.prì e
•Raopidamen.te &i era formata una ventarono più rare e più aleatorie, le ginocchia; sul tavolino, accanto un ·bell',uomo alto, vestito di scuro,
t~cita congiura tra i politki, gra·
ed ogni volta .portava meno viveri. a lei, c-'era ·un vasSdio d'argento con entrò con passo agile e si . fermò
zie aJ.la quale quelli di loro che si Ù fame si riversò sull'li<So}a., smun- l'yogourth, l'aperitivo, Je mà·ndorle dàvami a Mrs. Jackson . ..: Allora
:trovavano in Sj,beria e soprattutto gendo i corpi dei confinati prima; salate, le sìgarette, l'accendino d'oro siamo intesi. Stasera alle nove c'è
in Ma,nduria, erano · a:vvisati tem· dei militi e degli isolani dopo, e con le df.re. Un m inuscolo cahe gri- il. ·p ranzo dell'Amhasciatore brasipestivamente .d ai compa;gni dei po- Ìa:sciando ·gr~si e · .Iuc.idi so1o i J>o· gio, sopr~nnomintlto "Zanzarina~', liaho. Per ~favore clie non si rìp.eta~ti che si facevano man mano li- liziO.~ti. 1 politici · si strinsero fr-a scampaneHava saltando su e <Hù ·p·er
l
d Il' l
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~beri :ne.Iie camere a causa di .mala.t- 'lorO.. ih 1legame di solidar.iétà 4t:ncor
,.,.
no . e scene . e a tra sera:.. ' n ga·
· di
. .
·ma.06
rofano rosso ·gli ornava l'occhiello
.
d'
f
011fiore che nel passato; ·Tutti :i· · il sàlott~. Oltre i vetri. la caligine di
ue,
prosctog1·tmentt 0 1 tras !·
mezzogior·no appannaya l'intrico e nel . viso esan.aue, tfreCldo e gio·
r~mentj., e vi giungevano .con la lo- •pacchi · di viveri · the ile ·famiglie
d
e
·
d et· fa1.st· po l'J:ttct.
· ·
•pt'u'· ben.est"'"•
" d"·
~; lor<J - · ci rami azzurri,_
·r o ro ba pnma
..... tt' m"'·
......
..,va,n o ....
· gial 1ogno1i, mar- vattile luccicavano due <>echi di criN el giro di alcuni mesi costoro era· congiunti, erano messi ~n comune roni, e . un uccellò ·9e.ro calava len- stallo. « Va bene ~John, come· vuoi,
.no rimasti raggruppa.ti ~n maggio- .nelle mense. I più Tobusti ottennero tamente dalle nuvole. · lo tenevo in
sarà fatto> disse languidamente
.ran~ ìh Manduria. Col passa•re
il permesso di uscire dai limite del mano un'antologia di poeti, t con
Mrs. Jackson, e ·q uando .Joh'n eh9e
del tempo il ·termi.ne finì per ind4- . conlfino, cioè daNe quattro strade un certo disa•gio comincia_i a dedarichiuso la porta, .fece una piccola
care non più il luogo, ma j,} tipo che, diramando dalila piazza, costi- mare "Chiare, <fresche, dolci ac- smorfia. « Era My Destiny :. sospidi ge•n·te che vi abita.va.
:tuivano il paese; affittarono te·rre que" ... Bastò questo verso perché .rò comicamente annoiata « con
iLi chiamavano anche "pa·Kolo -sQJbbiose e sterpaie che nessuno avt- attorno ;tlla mia ·vol:e tremolante si quèlla sua benedetta professio,ne, mi
a busivo", ·pèrché non esse.ndo veri v·a · mai .prima colftivate, e vi pian- faceSse il silenzio. 11 p appagallo dal- trascina sempre a dei ·pranzi noio·politici, si trova.vano abusiv•aménte brono patate, cal"Cidfi, fave, fagio- l'alto della .~a.bbia mi fissava irrigi· sissimi ,,
in un pascolo ·riservato ad ahri; ma li .e pomidori per conto d elle ri- dito nel ma.nto ddle sue ali chiuse:
Passarono altri mesi. Due volte
hl itehni-ne di man.ciuriano, nato spettive mense.
.
la s)gnoroQ Jackson, im'ece, teneva la settimana an·da·vo a Eton Square
casualmente e difiusosi da u.n'isola
il manciuriani che non ·riceveva- le ;palpebre abbassate, e col capo ri- e mi in·trattenevo con Mrs. JackaWaltTa, ca,ra.tterizzava . moLto meno .pacchi, che non aveva:no denaro verso sui guanciali lascia·va filtrare son: ormai ero entrata a far parte
glio lo sprezzante dista'Cco che i per affi.tta·re terre, che non sa·pev~- tra le lahbra un sorh sino trasogna- delle sue consuetudini, lei ·mi con· ettev an o t·ra •se' e 10 ro. Es · no cooperare fra loro, restarono ah- to. Arrivai ali , ultim 0 ·verso, e ql.lan- side.i'ava· addirittura un'amica. Epp·olt·' u'c·1 m
'
era c"handonati in ouesta
cruda lotta per.
s•,._.re ·mancl'urJ'ano
· ' " al'· co-c.no
nn
,
··
l ne1··1a mta
·
C v-1· la sopravvivenza.
Si aggiravano co· do alzai ·gli occhi, pront<i a . darle pure per · la pnma
vota
1J d'
.tne essere parta t.n n ta. on
s.pieg·azioni, lei mosse mollemente vita mi acca'deva di non saper dare
me can.i ·randa.gi, piÙ Srnl•
ruti .degli ·Una mano: • un·altra, !per .f.-.,vore
tn a n cl.U"'t'ànt'
•. ' ln"'n SI' pa."'l, a va ' no n s·1'
r. d' .
Il
h
scambiava il saluto, non si man· altri, spes:so frugando in mezzo all
un gtu 'tzto su a persona c e conogìiaJVa insieme. Chi non rispettava \e immondizie per cercarv·i un bue· un'altra.,. ». Gliene. lessi un'a tra, scevo cosl bene, di non "Capi·re ·la :sua
qll.este regole diventava lui stesso d a, un tozzo di pane, un qualcosa un'altra ancora, salt:ii da l Petrarca
moUa segreta, di essere incapace a
.impuro, finiva per eSJsere conside- da mettere fra j denti. ~Hn ché, à al Manzoni, dal Pascoli a Montale, classificarla sotto !'·etichetta di una
pochi gior.ni di di,stanza. tuno dal- e sempre H suo 'V iso rimase languido categbria umana o per l.o meno so· .
1rato ma.nciuriano, e .per vedere ridotte a niente tutte te sue relazio- l'altro, due manduriani svennero e infantile, e solo di tanto in tanto dale. Chi amava, dlti od.iava, come
ni con i poHtici, cioè con le uhiche 1per inrada, f.urono ricovera·ti in in- .i s.uoi occhi stupefatti chiesero si sentiva, cosa voleva tMrs. Jackson?
·persone per bene del con.fino.
.fermeria, e vi morirono per Tame. chiarimenti •sul .senso di una frase.
.Una risposta dovetti trovarla solQuesta .feroce volontà' di separa- Solo ,a_Hora i poli.ftid ammisero ta- <Questa sì che è vera poesia • dict- tahto più ta.rdi, e non più a Lonz.ione, che' già Oostojevski aveva dtamente che ~l muro di separazio- va nel silenzio ·« questa :sì che è una dra · ma a Roma. Mrs. Jackson mi
r.Ìsconttato nei prigionieri polit·i'Ci ne dov~sse essere abbattuto, e, ri- lingua •· Più tardi, a lettuta firlita
aveva scritto che sarebbe passata da
del 'suo ·tempo, era anzitutto una dotte ancor più le Ioro razioni, pre· (ormai mi ero impegnata a farle Rom:i soltanto .per tre •giorni, in
dtura :regola di sicurezza cospira,. pararono a loro spese, nelle loro lettura dùe volte la settimana) ri~ prima'Vera, e io andai a trovarla alt i-va. Sotto gli occhi della polizia mense, minestre che distribuivano manevo un po' con· lei a chiacchie- l'altbergo, come :si era convenuto.
e ddla milizi~ i confinati politici grat uitame.òte una volta o due alla rare di cose futili.
«Come sta, come sta? ,, Sprofonavevano tutti una complessa.. vita :settimana ai manciuriani senza più
Al di là delle .porte sbarrate, 1n- data in ·poltrona, con una veletta
i·l•lega.Jé. EraiJlo riuniti 1n gruppi, di- guardare in . .faccia nessuno, senza tanto, si aggiravano sospettosi i per- nera ~t gli smerald'i agli orecchi,
scutevano di pol,itica, facevano dr· <:urani se fossero spie, se atVe·ssero sonag•gi della sua casn di l·usso: i Mrs. Jackson emerse . pigramente
coi-are scritti loro c pubbl.icazioni fatto atto di sottomissione 0 se fos· camerieri, · il maggiordomo! la se- come !se ci fossìmQ ·viste solo . ieri,
,ri~ute di stra>foro, ave.vano ct>lk· ·sero uhriaconi - qua:si come se ef. gretarià personale, l'istitutore per e mi porse le guance fredde e inci·ga,rhenti dan·destini con i cospira·tO- fetti-vamente essi si presentassero lo- il fi·glio; qualcuno si spinrgeva per-· priate da . baciare . .Jl .piacere di riri del conti.nente, educavano.ai loro ro senza •una testa, solo con i loro fino a !ficcare la testa nella porta:
vederla, l'assalto improvviso dei ri.ideali e -alla tecnica del lavoro me- corpi aHama.t>i..
,
« -Mrs. Jackson, c'è Lotd .Oavenport cordi, attizzarono di colpo la mia
·gaJe i novizi che la polizia metteva
ALTIEBO SPINELLI al telefono,, oppure 14 dava la no· curiosità. c Quali novità mi racconinca,utamente ·aUa ·loro scuola. La . (La fine al pronimo numero)
tizia secca di un pacchetto, un te- ta? COs'~ •successo in tutti questi
buona
Pasqua
con
regali
assortimento
da
lire 1.000
/
a
lire 118.000
,)e