Maggio 2012 - n. 4
Conosci te stesso
per abbracciare
l’umanità
Kalyan Banerjee
Presidente R.I. 2011-12
R TARY2050
aLLeGato a rotary n. 4 / 2012 - reGistrazione tribunaLe di miLano n. 89 deLL’8/3/1986 - direttore responsabiLe: roberto scambeLLuri
direttore editoriaLe: andrea pernice - coordinamento editoriaLe: marino caseLLa - e-maiL [email protected]
una pubbLicazione per i rotariani deL distretto 2050 - pernice editori via verdi 1 - 24121 berGamo - stampa: tcp - via viGentina, 29/b - 27100 pavia
In questo numero
• Il Rc Sant’Antonino
adotta un dipinto
• Il Monteverdi “rivisita”
la facciata del Duomo
di Cremona
• Successo del Rc Maclodio
ai mondiali di sci
“DROGA,
STANNE FUORI!”
A CREMONA SI PUNTA
SULLA PREVENZIONE
La
Un momento dell’incontro
alla presenza del Prefetto
Tancredi Bruno di Clarafond
e del Governatore Ivo De Lotto
CREMONA – Alla presenza del Prefetto Tancredi
Bruno di Clarafond e del Governatore del Distretto 2050, Ivo De Lotto, nell’ambito di una
riunione con numerosi dirigenti di istituti scolastici, è stata presentata la pubblicazione
“Droga, stanne fuori!”, predisposta dagli studenti dell’Istituto professionale “P. Sraffa”, con
la collaborazione della Prefettura di Cremona e
il finanziamento del Distretto 2050.
Hanno partecipato alla presentazione dell’iniziativa, svoltasi in un clima di grande partecipazione e interesse, anche il Questore, il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza,
il presidente dell’Amministrazione provinciale,
l’assessore alle Politiche educative e della famiglia di Cremona, il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale e il direttore sociale della locale Asl, nonché gli assistenti dei Gruppi Po e
Gerundo, Alceste Bartoletti e Riccardo Reduzzi, e numerosi presidenti dei Rotary Club della
provincia di Cremona. Non hanno potuto mancare all’appuntamento gli insegnanti e una rappresentanza degli studenti che hanno realizzato
il progetto.
Particolare soddisfazione e apprezzamento sono stati espressi dai presenti per l’iniziativa e,
in particolare, per la pubblicazione che, realizzata da un gruppo di giovani per rivolgersi ai
loro coetanei, intende fornire pratiche informazioni in relazione all’illecito amministrativo della detenzione di sostanze stupefacenti per uso
personale non terapeutico.
L’opuscolo sarà distribuito nelle scuole della
provincia e sarà, comunque, a disposizione
presso la Prefettura.
Amedeo Viciguerra
Pag. 5 - Un magistrato
“racconta” la camorra
Pag. 7 - Storia e dramma
del popolo armeno
Lettera mensiLe deL
G o v e r n at o r e
Ivo De Lotto
Pag. 2 - Vita e sviluppo
di Brescia Musei
AL CONGRESSO CON I POSTER DELLE INIZIATIVE REALIZZATE DAI CLUB
C
are Rotariane e cari Rotariani,
in questo mese si terrà a Bangkok il Congresso Internazionale del Rotary. Ho provveduto a trasmetterne il programma a tutti i Club perché si vedessero i temi trattati e l’intera organizzazione dell’evento. Il congresso internazionale è l’occasione da
un lato per cogliere le più recenti direttive lungo le
quali il Rotary si sta muovendo a livello internazionale, dall’altro per incontrare rotariani dei più vari
paesi e toccare con mano l’internazionalità della
nostra associazione: paesi con tradizioni culturali e
problemi sociali molto diversi l’uno dall’altro, ma
rotariani uniti dallo stesso ideale del servire. Il nostro Distretto partecipa finora con una ventina di
soci: si è ancora in tempo per iscriversi e prender
così parte a un evento unico nel suo genere.
Intanto, il nostro anno volge al termine: è stata per
me un’esperienza unica e stimolante. Ho trovato
un insieme di Club in genere molto attivi, per i
quali la partecipazione alle iniziative è spesso più
importante della semplice presenza alle conviviali.
Da essi ho imparato molte cose, in particolare come il territorio con la sua cultura e il suo modo di
operare incida sul comportamento e sulle scelte
del Club che vi insista, quale peso possa avere la
composizione dell’effettivo, età media e presenza
femminile, sulla tipologia e numerosità delle iniziative del Club e sull’attenzione ai cambiamenti in
corso nella società, alle direttive degli organi centrali del Rotary, alle necessità del territorio in cui il
Club è incardinato, allo stabilire rapporti con le
strutture pubbliche e private che vi operano.
Affinché le molte iniziative avviate e portate a termine con successo non rimangano nascoste nella
documentazione gestionale del Club, è fondamentale che esse siano descritte e rese note a tutti i soci del Distretto e a tutto il nostro territorio. Allo
scopo servono il nuovo sito del Distretto, l’azione
della Commissione comunicazione e anche il Congresso distrettuale. Permettetemi di insistere affinché tutti i Club inviino con sollecitudine la documentazione sulle iniziative fatte e in corso al gestore del sito perché siano inserite nell’apposito spazio e così rese note a tutti nel modo più efficace e
generalizzato. Finora non tutti i Club hanno prestato la dovuta attenzione a questa iniziativa: sollecito
i ritardatari a svolgere questo compito e a mantenere aggiornata la propria immagine sul sito nell’interesse del Club e dello stesso Distretto.
Il mese prossimo terremo a Pavia (16 e 17 giugno) il congresso distrettuale del quale è stata distribuita una bozza del programma a voi tutti: è anche questa un’occasione per render noto quanto si
è fatto e si fa a tutti i nostri soci e anche al mondo
esterno. Allo scopo, invece di descrizioni sintetiche
fatte con relazioni, che oltre a tutto per ragioni di
tempo costringono sempre a limitare il numero
delle iniziative presentate, quest’anno si organizza
una sessione poster dove tutte le Commissioni di-
strettuali e soprattutto tutti i Club sono chiamati ad
esporre le proprie attività, in modo sintetico, ma
esaustivo. Anna Spalla ne sta curando l’organizzazione: ma senza la vostra collaborazione e il vostro
impegno sarà fatica sprecata. Vi invito quindi caldamente a dare in modo tempestivo il vostro contributo nell’interesse della vostra Commissione,
del vostro Club e in generale del nostro Distretto.
Il congresso avrà successo se la vostra partecipazione sarà numerosa e attiva: tenetelo presente
quindi nel calendario dei vostri impegni come momento di incontro, di formazione e d’informazione
da non mancare; da parte nostra c’è l’impegno di
renderlo interessante e ricco di eventi.
Siamo quasi alla fine dell’anno rotariano, ma rimangono ancora molte attività e iniziative da portare a termine: oltre al Congresso internazionale e
a quello distrettuale, vi ricordo tra i molti eventi i
corsi RELA il 19 maggio e il 9 giugno presso la sede di Piacenza, il seminario sull’Effettivo il 26 maggio sempre a Piacenza, il Premio Cardano a Pavia
il 12 giugno, la consegna della carta al nuovo Club
Brescia Museo Mille Miglia il 13 giugno.
Un cordiale saluto
DG Ivo De Lotto
A MAGGIO IL SEMINARIO SULL’EFFETTIVO
PIACENZA – Segnalo agli Assistenti e ai Presidenti di Club che sabato 26 maggio 2012 nella Sede del Distretto a Piacenza (via Gorra 53), con inizio alle ore 9.30, si terrà il Seminario Distrettuale dell’Effettivo ed Espansione, che toccherà i temi legati allo sviluppo dell’effettivo e alle tematiche ad esso collegate, quali formazione dei soci e immagine del Rotary
sul territorio e del Rotaract. Vi prego pertanto di comunicarlo ai vostri Club e a tutti i soci.
Giuseppe Scarpitta
Presidente Commissione Effettivo ed Espansione
L’INTERVENTO AL RC CASALMAGGIORE DI UN DIRIGENTE DELL’UFFICIO DEL MAGISTRATO DEL PO
HA ILLUSTRATO AI ROTARIANI LE MODERNE POSSIBILITÀ DI SFRUTTAMENTO DEL GRANDE FIUME
SOLAROLO RAINERO – “L’adeguamento della navigazione in Po agli standards europei – I progetti di AIpo” è il tema che l’ing. Luigi Mille, dirigente dell’Area Lombarda del Magistrato del Po, ha affrontato
il 1° febbraio al RC Casalmaggiore Oglio Po (presidente Alfio Poli) presso il ristorante La Clochette.
Il relatore, attraverso una splendida relazione, ha presentato le iniziative che consentiranno, non solo
la regimazione ma, anche l’utilizzo delle acque del fiume per la produzione di energia elettrica. In modo chiaro ha spiegato che il profilo del fiume si divide in tre parti: una a monte in cui agisce principalmente la forza erosiva e una a valle in cui prevale la deposizione, entrambe sono separate da una
terza zona in cui la corrente esercita principalmente una attività di trasporto. Nel tratto a monte, a
causa della corrente, si verifica un progressivo allargamento dell’alveo con un aumento della profondità, nel tratto a valle dove la corrente rallenta prevale la deposizione dei materiali partendo da ghiaia
e sabbia fino ad arrivare a limo e argille. Dove la pendenza è quasi nulla il fiume crea ampi meandri,
erodendo la sponda e depositando il materiale asportato su quella opposta. Il progetto di regimazione (da distinguere dalla bacinizzazione che consiste nel modificare il regime idraulico) del Po riguarda il tratto da Cremona alla foce del Mincio, dal canto suo già bacinizzato grazie al Garda, prevede la
creazione di quattro dighe con paratie mobili nel tratto lombardo-emiliano e, una o due più a valle.
Oltre allo scopo di stabilizzare le portate, l’intervento mira a fermare l’erosione dell’alveo ed a riassettare una consistente parte del corso ripristinando, golene ed antichi rami ora secchi. In questo modo
si potrà sfruttare la navigazione anche nei periodi critici ed attraverso i vari dislivelli si produrrà energia elettrica. Ulteriori benefici, aggiunge l’Ing. Mille riguarderebbero un sensibile miglioramento delle
condizioni per l’irrigazione, una evidente stabilizzazione delle falde idriche ed una riqualificazione ambientale. A chi teme ripercussioni negative per l’agricoltura, l’ingegnere ha specificato che le golene
coltivate non sarebbero interessate. Nello specifico il progetto per la produzione di energia elettrica, riguarda un tratto di fiume di circa 130 chilometri e prevede la realizzazione di quattro traverse. La prima tra Motta Baluffi (Cremana) e Roccabianca (Parma); la seconda fra Viadana (MantoDa sinistra: va) e Brescello (Reggio Emilia) poco a monte delBartoletti,
la confluenza con il torrente Enza; la terza fra BorMille, Poli
e Ghezzi goforte (Mantova) e Motteggiana (Mantova) a valle della confluenza con il fiume Oglio; la quarta tra
della foce dei fiumi Mincio e Secchia.
valle
a
sempre
(Mantova)
Quigentole
e
Sustinente
idroelettrica di Isola Serafini, realizzata negli ancentrale
la
integrare
a
andrebbero
Le citate traverse,
realizzato sul Po.
sbarramento
vero
l’unico
è
attualmente,
che,
e
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tra chi chiedeva approfondimenti su sinrelazione,
della
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al
interventi
gli
parecchi
Ovviamente
domandava quali fossero i punti
sfumati,
progetti
di
decenni
da
deluso
chi,
a
progetto
goli aspetti del
“europeo”.
più
fiume
un
Po
il
rendere
a
volta
iniziativa
di forza di quest’ultima
Da sottolineare, infine, nel corso della serata la proiezione di splendide diapositive sul fiume Po realizzate da Gigi Ghezzi: 50 scatti fatti nelle quattro stagioni da Cremona sino alla foce. Una qualificata
testimonianza del “nostro Po” che ha consentito ai presenti, di apprezzare paesaggi e particolari che
probabilmente pochi avevano visto.
Giovanni Raineri
2
S
oncino - In un clima di festosa amicizia, si è tenuto l’interclub (che vedeva
in veste di relatore Fausto Lechi, presidente della Fondazione Brescia Musei) iniziato con i saluti dei presidenti del RC Soncino Silvano Boggian, RC Manerbio Renato
Brignani e del RC Montichiari Sostene Migliorati. Il dottor Lechi, è direttore generale
di Ubi Leasing, società del gruppo Ubi Banca, ed è stato dirigente del Brescia Calcio e
della Brixia Leonessa Pallanuoto. Il nuovo
vertice del service culturale del Comune
(che alla Fondazione ha affidato con contratto di servizio Santa Giulia, la pinacoteca Tosio Martinengo, il museo delle armi Luigi
Marzoli, il museo del Risorgimento e l'area
archeologica del Capitolium) arriva dopo
dieci mesi di gestione commissariale.
Brescia Musei, nata come società per azioni
nel 2003 per volontà del Comune di Brescia
(socio di maggioranza), della Fondazione
Cab, della Fondazione Asm e della Camera di
commercio, si trasforma in fondazione di
partecipazione per dare continuità di gestione alla innovativa partnership pubblico-privato che ha consentito la riapertura di Santa
Giulia e la progressiva valorizzazione di Brescia come città d’arte, attraverso un articolato programma culturale ed espositivo.
Per il suo obiettivo primario, la Fondazione
rappresenta in Italia un progetto pilota per la
gestione e la valorizzazione del patrimonio
artistico e monumentale. Il dottor Lechi ha
fatto presente che da sabato 25 giugno 2011
il sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi
del potere (568-774 d.C.)” è nella Lista del
Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Per l’Italia
si tratta del 46° sito iscritto nella celebre lista, confermando per il nostro paese la posizione di primato all’interno di essa.
Il sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi
del potere (568-774 d.C.)” che, oltre a Brescia, include anche Cividale del Friuli, TorbaCastelseprio, Campello sul Clitunno, Spoleto, Benevento e Monte Sant'Angelo, comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio
italiano, sparse dal nord al sud della penisola, laddove si estendevano i domini dei più
importanti Ducati longobardi. I beni compre-
IN UN PARTECIPATO INTERCLUB
RIPRECORSE NASCITA E SVILUPPO
DELLA FONDAZIONE BRESCIA MUSEI
Fausto Lechi e Silvano Boggian
si nel sito, frutto di una rigorosa e accurata
selezione, sono ognuno per la propria tipologia specifica, il modello più significativo o
meglio conservato tra le numerose testimonianze diffuse sul territorio nazionale e, nel
loro insieme, rispecchiano l’universalità del-
la cultura longobarda nel momento del suo
apice. Essi rappresentano quindi la quintessenza del patrimonio artistico e architettonico delle gens Langobardorum che, come
noto, si espressero in forme monumentali
solo dopo il loro stanziamento in Italia, a seguito di un lungo periodo di migrazione che
dalla Scandinavia li vide attraversare i paesi
del nord-est europeo. Ad oggi, inoltre, il periodo longobardo non è presente nella Lista
del Patrimonio Mondiale e questo riconoscimento risponde quindi alla necessità che la
Lista sia rappresentativa di tutte le culture e
di tutte le civiltà. Il fatto che non si tratti di
un sito singolo, ma di una rete, costituisce
infine un elemento di notevole importanza e
novità. Il dottor Lechi ha descritto le iniziative avviate dal nuovo consiglio di amministrazione (denominate Il Filo di Arianna) per
avvicinare i non vedenti alle bellezze museali, oltre che percorsi tematico-educativi rivolti ai bambini di diversa età.
Claudia Piovani
IL RC SANT’ANTONINO “ADOTTA” UN DIPINTO E LO RESTAURA
PIACENZA – Ospite della conviviale del Rotary
Club Sant’Antonino è stata Silvia Ottolini, restauratrice della Galleria d’arte moderna Ricci
Oddi. Il presidente Mario Maestri e tutti i soci
del club, hanno avuto un motivo in più per gioire di questa visita, in quanto la dottoressa Ottolini ha presentato una breve relazione sul restauro de “Il morticello” (1884), quadro di Francesco Paolo Michetti, adottato proprio dal Club
Sant’Antonino attraverso una donazione che ne
ha permesso la rimessa a nuovo. Particolare attenzione è stata posta sulla cornice di pregiata
fattura, alla quale l’artista, con la collaborazione
Il presidente
Mario Maestri
con Silvia Ottolini
e un’ospite
del figlio, dedicava particolare importanza, inserendo stelle e altre lavorazioni in rilievo, che ne
fanno pezzo raro e di pregio di cui la nostra gal-
leria e i piacentini tutti, devono andare fieri.
Nella sua relazione la dottoressa Ottolini ha giustamente fatto presente di come lo Stato sprechi denaro per finanziare spot pubblicitari, mentre vengono trascurati molti altri siti, come sta
accadendo al museo dell’Aquila, seriamente
danneggiate e senza più una casa per il 2009.
Durante il saluto di fine serata è arrivato dall’ospite, l’invito a non concentrarsi sempre e solo
sui musei famosi, ma di provare a scoprire le
piccole realtà museali di provincia, che spesso
racchiudono, e con grandi sforzi proteggono,
delle vere e proprie sorprese.
L’ASSEMBLEA DISTRETTUALE A VILLA FENAROLI È STATA OCCASIONE DI BILANCI
DI INCONTRO TRA LE SQUADRE DEL GOVERNATORE DE LOTTO L’INCOMING ANGELI
BRESCIA – Li ho trovati già tutti presenti, sorridenti, gioviali... Sono i miei soci! Tutti con la
voglia di partecipare all'Assemblea distrettuale,
per ascoltare il Governatore Ivo De Lotto e tutto il team di lavoro del Distretto, ma anche per
rivedere i vecchi amici degli altri Club. E' bello
anche per questo, partecipare agli eventi distrettuali, il confronto è vitale per ogni Club.
Il programma dei lavori risultava già interessante sulla carta. La giornata è iniziata con l'onore alle bandiere e il saluto del Governatore,
che ha ricordato l'importanza di questa assemblea, come incontro tra Governatore e presidenti uscenti ed entranti. Non bisogna dimenticare, infatti, l'importanza della rotazione: si
correrebbe il rischio di “personalizzare” troppo
ogni carica. Villa Fenaroli è la sede del Rc Brescia Est e, non poteva certo mancare il saluto
del presidente Francesco Gabrielli. Si è trattato di un intervento che ha reso orgogliosi i rotariani del Brescia Est per i pensieri profondi
che il presidente ha saputo trasferire, ricordando, ad esempio, uno degli eventi ospitati proprio in queste sale in memoria di un grande
rotariano scomparso, Lino Poisa. Il ricordo
non è solo rivolto a lui ma, anche ai tanti uomini che hanno sempre lavorato in favore del
Rotary. Gabrielli ha ringraziato il Governatore-
pensieri di Paul Harris per ricordare cosa significhi essere
rotariani soprattutto oggi.
Un altro Pdg, Angelo Borgese,
è intervenuto con parole altrettanto profonde e significative
che, nei suoi pensieri, hanno ricordato le parole di Jeremy
Rifkin relative alla capacità emIl tavolo della presidenza all’Assemblea distrettuale
patica dell'uomo; l'uomo capace di compassione, di responperché, con l'approntamento del nuovo sito sabilità, di condivisione, insomma, di immededel Distretto, ciascuno ha la possibilità di co- simarsi nelle emozioni altrui, soprattutto nella
noscere le attività organizzate dai singoli Club, sofferenza.
favorendo lo scambio di informazioni. L'amici- Le parole non sono sempre bastano a spiegare
zia, l'affetto, il dare del proprio tempo agli altri, concetti ovvi che appartengono alle nostre vite
il servire al di là di ogni interesse personale, e che non dobbiamo mai dimenticare. Così, le
immagini sono accorse in aiuto, accompagnaappartengono alla stessa sfera dei sentimenti.
«L'amicizia, testimoniata da tanti rotariani nel te dalla musica degli Enigma e dai movimenti
passato e che viene testimoniata oggi, rimane delicati di tre ragazze del Rotaract di Mantova
il vero propulsore dei nostri progetti», ha con- che, con la loro danza, hanno ricordato il mucluso Gabrielli, sottolineando che il Rotary è tuo soccorso e la disponibilità a servire.
veramente un'esperienza di vita unica.
La presenza di autorità bresciane non poteva
A seguire, è intervenuto il decano dei Governa- mancare a ricordare il nostro territorio anche
tori, il Pdg Enzo Cossu che ha rammentato di se Narcisa Brassesco Pace, Prefetto della
aiutare le nostre coscienze a risvegliarsi.
provincia, ha preferito fare un intervento come
E’ poi intervenuto il Governatore Incoming, Ar- donna rotariana, ricordando i tempi in cui venmando Angeli Duodo, che si è riallacciato ai ne costituito un Club a Genova per consentirne
l'ingresso anche alle donne. Paul Harris aveva
già considerato peccato che i Club abbiano capito con difficoltà quanto fosse importante anche la presenza femminile all'interno di un
Club rotariano.
Dopo questi ricordi, il prefetto ha chiuso il suo
intervento augurando ai rotariani di riuscire
sempre a guardare fuori da noi stessi, a guardare gli altri.
Il Dge Armando Angeli Duodo, ha quindi presentato tutta la squadra distrettuale che diventerà operativa dal primo luglio prossimo.
A seguire è intervenuto il Rappresentante distrettuale del Rotaract Andrea Morandi, il quale espone tutti i progetti futuri dei Club Rotarct
ma, soprattutto, l'intento di una collaborazione
più intensa con i Club Rotary.
In seguito i soci hanno potuto ascoltare Alberto Monti che ha parlato della gestione finanziaria dei Club; Patrizia Zanotti invece, ha parlato
di come migliorare l'immagine pubblica del
Rotary; Roberto Bondavalli di volontariato ed
Aldo Adami insieme ad Angelo Fiorentini,
hanno parlato del Progetto Amico Campus.
Il Governatore ha chiuso i lavori per consentire
il pranzo tra i soci presenti e continuare a parlare di Rotary... a parlare di noi!
Elena Soldini
S
abbioneta – Consapevolezza, indignazione, pretendere dei cambiamenti... Ciò
che proviamo ogniqualvolta ci vengono
elencati ruberie e misfatti della nostra classe
dirigente ha un suo peso: «Lo sanno “loro”
che la gente è arrabbiata. E se la gente è consapevole di quello che succede, prima o poi le
cose cambiano. Il ruolo dei cittadini è determinante». Hanno dato un po' di conforto, queste
parole, ai tanti presenti alla serata conviviale organizzata in interclub dei RC
Casalmaggiore Viadana Sabbioneta, presieduto da Mauro Acquaroni, e Casalmaggiore
Oglio Po (presidente Alfio Poli). A pronunciarle è stato Gian Antonio Stella, autore (con
Sergio Rizzo) nel 2007 de "La Casta" (1 milione e 300 mila copie vendute), nonché editorialista del Corriere della Sera.
Con tutte le contraddizioni, i marciumi, le nefandezze che scova ogni giorno, Stella viene a
dirci che la nostra indignazione la "sentono anche loro". Non possiamo che credergli, e vedere magari uno spiraglio. Stella ha ampiamente
trattato i dati, citando fonti e numeri ufficiali,
navigando nelle vergogne di nord e sud Italia,
confrontando stipendi e pensioni, in Italia, in
Europa e negli Stati Uniti. La vicepresidente
dell'assemblea provinciale trentina, ad esem-
GIAN ANTONIO STELLA
CONTRO LA “CASTA”
FA IL PIENO DI APPLAUSI
Il giornalista Gian Antonio Stella tra i presidenti Mauro Acquaroni e Alfio Poli
pio, risulta avere uno stipendio mensile di 6
mila euro superiore a quello di Hillary Clinton
nella sua mansione di segretario di Stato americano; il presidente della giunta provinciale
trentina guadagna più di Angela Merkel e uno
stenografo di Palazzo Madama può arrivare a
guadagnare quasi quanto il re di Spagna. Nel
2010 la retribuzione media dei 1.737 dipendenti di Montecitorio era di 131.585 euro: 3,6
volte la paga media di uno statale e 3,4 quella
di un collega della britannica House of Commons; un parlamentare di 45 anni con una so-
NUOVA SALA ALL’OSPEDALE DI CREMONA GRAZIE ALLA RF
CREMONA - Alla serata del 12 aprile L’ospedale di Cremona
ha partecipato anche il presidente
del Rotary Club Brescia Franciacorta
Oglio Guido Facchetti, capofila del
matchig-grant a favore dell’ospedale
di Cremona per il reparto di oncologia mammaria. I Club Brescia Franciacorta, Cremona Po e Soncino, infatti, si stanno impegnando per l’allestimento di una sala del reparto
con una spesa totale di circa 60 mila
euro. Il grant è stato approvato dalla
Fondazione Rotary che, in tal modo,
contribuirà con il Distretto 2050 per
il 50 per cento della spesa.
L’AZIENDA FRATELLI BUGATTI
GIOIELLO DI TECNOLOGIA AVANZATA
BIONE - I fratelli Damiano e Virgilio
Bugatti con i figli Claudio, Gabriele e
Graziano hanno accolto i rotariani nel
nuovo stabilimento di Bione della Aignep, uno dei quattro produttori nazionali di raccorderie pneumatiche e
una delle principali realtà internazionali del settore che conta non più di
una quindicina di player. Lo stabilimento è imponente nelle dimensioni e realizzato a "cascata" sul fianco della collina con un
primo plesso di tre piani a cui segue un secondo plesso sottostante di altri tre piani che consentono ampi spazi dove vengono prodotti e immagazzinati ben 18 mila diversi articoli. Sì
perché la Aignep non lavora conto terzi ma producendo articoli propri che vengono poi assemblati dai produttori dei più diversi impianti industriali e civili. Anche il magazzino automatizzato è dunque uno spettacolo, un qualcosa che per dimensioni e automazione ricorda certe
immagini di film di fantascienza. Le macchine transfer al lavoro sono moltissime e tutte impegnate instancabilmente e rifornite da 80mila strumenti differenti. Veramente un patrimonio
tecnico, di studio e di esperienza, di incalcolabile valore. Il gruppo industriale dei fratelli Bugatti, oltre a questa importante realtà valsabbina, conta anche altre tre belle aziende nella terra di origine, Lumezzane: la Picchi Bugatti che produce appunto macchine transfer (l'ultima è
un bestione con 150 assi e 72 teste di lavoro), la Landa (corpi illuminanti per esterno) e la
Casa Bugatti, con i tradizionali casalinghi. Dopo la visita duranta circa due ore, proprio per
l'interesse ad assistere a tante diverse lavorazioni, ci siamo spostati per la cena alla trattoria
Rock di San Faustino per una prelibata cenetta al termine della quale il Presidente Donati ha
offerto alcuni omaggi ai nostri ospiti che ci hanno con molta umiltà raccontato alcuni momenti della loro storia aziendale e offerto molti spunti di riflessione sulla dicotomia tra tradizione del lavoro industriale e attualità della speculazione finanziaria.
Il dottor Bottini, responsabile del
reparto, accompagnato dal dottor
Allevi, ha ringraziato per la generosa iniziativa che aiuta in modo considerevole lo sviluppo di un reparto
che sta ottenendo risultati molto
positivi nell’ocologia mammaria.
Questo è il primo matchig-grant per
un service locale che viene approvato nel Distretto 2050 e realizzato
attraverso l’amicizia con il Rotary
Club Bellinzona (Svizzera), che è
stato il referente “estero” del progetto si e, duqnue, è potuto avere il
contributo della Fondazione Rotary.
3
la legislatura riceverà di pensione in media il
533% di quello che ha versato; in rapporto alla
popolazione, ogni americano spende per il suo
Parlamento 5,10 euro l'anno, ogni italiano
27,40; lo stipendio del "Trota" Bossi è pari a
quello percepito da tre governatori americani
messi insieme... La reazione, dicevamo, è
sempre la stessa: schifati, pronti a dar battaglia, pieni di vergogna, di sdegno, di rabbia,
ma anche... impotenti. Del tutto, impotenti.
E di questo sentimento ha parlato il sindaco di
Rivarolo del Re Marco Vezzoni, intervenuto
dopo la reazione di Stella, interpretando i sentimenti di tanti. Stella, ha ricordato che non
tocca a lui risolvere il problema, il suo mestiere è scrivere, raccogliere e raccontare storie,
inchieste, non sostituirsi a politici o politologi,
«Occorre davvero fare qualcosa. Dovremmo
utilizzare di più internet: in alcuni Paesi del
mondo con internet butti giù un governo... Dovremmo quotidianamente esigere di vedere i
conti, pretendere una riforma che uniformi i
parametri nelle voci dei bilanci pubblici, così
da poterli davvero confrontare...». Informarsi,
prendere coscienza del problema, chiedere trasparenza, nella consapevolezza che «ciò che
conta è quello che si respira nel paese: se il
pero è marcio, prima o poi cade...».
Brillante, preciso e schietto Stella ha condotto
la sua relazione puntando l'indice sui tagli scriteriati che sono stati compiuti: -74% di contributi ai paesi poveri, -84% sui fondi per i rischi
idrogeologici, -50% alla cultura ..., sugli assurdi canoni d'affitto che vengono pagati per palazzi e sedi amministrative, sulla mancanza di
credibilità di tutta la nostra classe politica. Il titolo del suo ultimo libro, "Licenziare i padreterni. L'Italia tradita dalla Casta", ha preso spunto
dal discorso di Luigi Einaudi del 1919. «Bisogna licenziare questi padreterni orgogliosi (...)
persuasi di avere il dono divino di guidare i popoli nel procacciarsi il pane quotidiano. Troppo
a lungo li abbiamo sopportati».
Al dibattito hanno partecipato vari rappresentanti della stampa locale e numerosi soci. Alla
serata erano presenti, anche il presidente del
RC Oglio Chiese Emanuele Orsi, il capitano
dei carabinieri Luigi Regni e l'assessore del
comune di Casalmaggiore Tiziano Ronda.
Letizia Frigerio
IL JAZZISTA KLAUS BELLAVITIS INCANTA
IL CLUB CREMASCO SAN MARCO
CREMA - Ospite durante l’ultima
conviviale del Rotary Club
Cremasco San Marco, presieduto da Luca Bandirali, è
stato il jazzista Klaus Bellavitis.
Dopo una breve presentazione
dell’attività dell’Istituto musicale “Folcioni”, fatta dal suo
direttore e socio Alessandro
Il Governatore Ivo De Lotto e il Pdg Tommaso Caizzi
Lupo Pasini, l’assistente del
con Klaus Bellavitis e il presidente Luca Bandirali
Governatore Riccardo Reduzzi ha presentato il musicista Klaus Bellavitis che nel 1988 è stato il che nel porgere un saluto ai convenuti si è
primo italiano a laurearsi alla Berklee College of complimentato con il presidente e il Club per
Music di Boston in “Composizione di musica l’avvenimento, organizzato per rafforzare l’imda film”; ha collaborato con case produttrici di magine dei services che i rotariani hanno in
film e con vari musicisti a livello mondiale, oltre atto anche in città. Complimenti arrivati anche
che aver insegnato al Conservatorio Verdi di dal socio e past presidente Tommaso Caizzi,
Milano. Per sette anni ha vissuto e suonato che, pur nella sua veneranda età, partecipa attiall’estero con ripetuti ingaggi in jazz d’oltrema- vamente alla vita del Club.
re a Boston, New York, Salt Lake City, Las Terminato il fenomenale concerto tenuto in
Vegas, ottenendo molti riconoscimenti artistici. esclusiva per Rotary Club Cremasco San
Alla presenza di numerosissimi soci e ospiti, Marco, la serata si é conclusa piacevolmente
l’artista si è esibito nella sala “Bottesini” del con la conviviale presso il Ridottino del Teatro,
Folcioni, mettendo in mostra le proprie caratte- dove il grande jazzista ha risposto a domande e
ristiche salienti, quali l’originalità interpretativa, ha raccontato simpatici aneddoti della sua vita
l’elegante timbro vocale e il pianismo virtuoso. artistica negli incontri con i più grandi persoHa dato ancora più lustro alla serata la presen- naggi del mondo musicale internazionale.
za del Governatore distrettuale Ivo De Lotto,
R.R.
4
C
remona – La conversazione su Cristina Trivulzio di Belgioioso (18081871), aristocratica lombarda tra cultura e politica, ha suggellato la conclusione
delle celebrazioni del 150° dello Stato nazionale unitario al RC Cremona (presidente Giuseppe Bufano). La relatrice Maria Luisa Betri ha presentato questa importante figura
femminile del Risorgimento unendo la preparazione della studiosa alla capacità di docente nel catturare l’attenzione degli ascoltatori.
Cristina Trivulzio è stata biografata più volte,
dalla sua morte agli anni più recenti. Eppure
è rimasta meno nota di altre donne lombarde
divenute ‘icone’ del patriottismo ottocentesco (come Teresa Casati Confalonieri, Clara
Maffei, Laura Mantegazza, Adelaide Bono
Cairoli). Forse ciò è dovuto alla condizione di
“irregolare”. Il filosofo Victor Cousin, uno dei
suoi ammiratori (ne ebbe molti, ed ebbe altrettanti amanti), la definiva una donna “per
intelligenza uomo”. Probabilmente questa
“virilità” intellettuale le ha impedito di entrare
a pieno titolo tra le “madri della Patria”.
LA CASA
DI LORENZA
Antonio Gaggianesi
nel ruolo di banditore
VIGEVANO – Solidarietà, amicizia e gusto
della buona tavola: tre ingredienti che hanno reso perfetta la serata (19 aprile) al ristorante Villa Sant’Espedito di Mortara, dove il RC Cairoli, insieme con il RC della Lomellina e il RC Mede Aureum, ha organizzato un’asta di vini e di golose specialità a
favore del Progetto “Casa di Lorenza”, la
casa-famiglia per diversamente abili che
vede coinvolti tutti i Club del Gruppo Lomellina, inaugurata il 5 giugno 2011 a Vigevano (corso Genova).
L’evento ha visto la partecipazione di Mauro Facchini, assessore allo sviluppo del
territorio del Comune di Vigevano, e dell’Azienda agricola Carmen Rodolfo, produttrice di un cibo della tradizione lomellina, il
“figadel”, uno dei fiori all’occhiello della
cultura gastronomica locale, che viene preparato con un impasto speciale, tenuto gelosamente segreto. Il “figadel” offerto dall’Azienda è stato servito tiepido su un letto
di polenta, primo tra gli antipasti del menu.
Subito dopo la cena è partita l’asta, in cui
sono stati offerti quarantuno lotti tra cui
spiccavano bottiglie importanti e rare, come l’introvabile “Boehmi” 2005 Magnum
dell’azienda Le Fracce, vincitore di numerosi premi, alcuni “Buttafuoco” storici, dei
“Super Tuscan” (Ornellaia, Lupicaia, Tassinaia e Chianti riserva Frescobaldi), molte
delle quali offerte dalla Trattoria “Da Carla”
di Molino d’Isella e dall’Antico Caffè Ducale
di Vigevano. I soci dei tre Club presenti
hanno ingaggiato un’autentica gara di solidarietà. E per l’occasione, è stato messo al
lavoro il banditore Antonio Gaggianesi,
che ha saputo movimentare l’asta da par
suo. Il risultato: una considerevole somma
che permetterà di contribuire all’arredo
della “Casa di Lorenza”.
CRISTINA TRIVOLZIO BELGIOJOSO,
LA SUA VITA AVVENTUROSA SUGGELLA
LA CHIUSURA DEL 150° DELL’UNITÀ
educarla nei
In occasione del centosentimenti
cinquantesimo, ha osserpatriottici. Il
vato la relatrice, si è rivaloro era un lilutato anche il Risorgiberalismo
mento al femminile. Nel
1848 e in altri momenti
progressista
cruciali del percorso unioltre che antiaustriaco.
tario molte donne comuCristina stuni condivisero l’angoscia
diò in particoper gli esiti delle guerre,
lare pittura
la mancanza di notizie; si
avendo come
interessarono alle scelte
maestra Ernepolitiche e alle trattative
La relatrice Maria Luisa Betri
sta Bisi, affidiplomatiche. Pensavano
con il presidente Giuseppe Bufano
liata alla Cargià in termini di “Italia”,
boneria. Nel 1824 sposò il principe Emilio
desideravano partecipare alla storia, andando
Barbiano di Belgioioso d’Este, “charmant” e
oltre la dimensione della domesticità nella
libertino: il matrimonio sfociò ben presto in
quale la mentalità prevalente le confinava.
una separazione di fatto. Negli anni Trenta
Anche la Trivulzio, che pure non era una doncominciò ad interessarsi e a scrivere di polina sconosciuta, è stata ripresa e rivisitata datica, partendo da posizioni mazziniane, apgli storici: la sua coerenza e le sue contraddiprese durante i suoi soggiorni in Liguria. Dozioni rappresentano un compendio esistenziale delle vicende risorgimentali. Era una
po i moti del 1830-31 e la confisca dei suoi
donna enigmatica: un celebre ritratto delbeni fuggì in Svizzera. Si dice abbia finanzial’Hayez ce la consegna come una “gran dato la fallita insurrezione repubblicana in Sama”; un ritratto più tardo, di altro pittore tevoia del 1834, ma l’ipotesi (ripresa nel recendesco, la presenta come una figura eterea.
te film “Noi credevamo”) non è storicamente
Fu descritta nei modi più diversi: dagli “occhi
comprovata. Si trasferì a Parigi e qui aprì un
terrificanti come quelli di una tigre”; “princisalotto frequentato da nomi illustri della cultura e della politica (Hugo, Chopin, Liszt,
pessa romantica”; “principessa del Nord”,
“dama misteriosa del Risorgimento”. Il limite
Thiers, Guizot) e da esuli italiani (Mariani,
dell’approccio più comune è la tendenza a
Massari, Gioberti, Ferrari).
cristallizzare le molte sfaccettature della sua
Studiò teologia, filosofia, storia. Pubblicò
personalità. Fu certamente una donna eccenquattro tomi sull’evoluzione dei dogmi cattotrica, dalla biografia avventurosa. E’ stata, inlici, tradusse in francese la “Scienza nova” di
sieme, tante persone – ha detto la relatrice –
Giambattista Vico. Si dedicò soprattutto al
negli studi, nel salotto, nelle amicizie, nei
giornalismo politico su “La Gazzetta italiana”.
viaggi, nella politica, nella maternità. Nacque
Molti, soprattutto a Milano, la consideravano
velleitaria e pericolosa. Così Federico Confain piena età napoleonica; il padre Gerolamo
lonieri, così soprattutto Alessandro Manzoni
era un ciambellano dell’Impero, la madre Vittoria Gherardini era una bella donna, pratica
che ne disprezzò anche le iniziative filantropidi affari; la nonna era una Litta.
che allorquando, rientrata in Lombardia, si riLa madre, rimasta vedova, si risposò con
tirò temporaneamente a Locate “con Dio,
Alessandro Visconti d’Aragona. L’ambiente
mia figlia Maria e i miei libri”. A Parigi aveva
familiare, di cultura liberale, fu decisivo per
frequentato ambienti saintsimoniani e cattoli-
co-riformatori e ne aveva tratto l’istanza di
una palingenesi sociale che, a Locate, aveva
cercato di attuare aprendo per i contadini e i
poveri uno scaldatoio, una cucina, una scuola femminile, una scuola di canto, un luogo
di assistenza per i malati, un asilo per i bambini. Iniziativa, quest’ultima, che incontrò
l’apprezzamento di Ferrante Aporti che definì
la Trivulzio “donna di ottimo cuore e mentesaggia” e del futuro ministro cremonese Stefano Jacini. Come pubblicista, fondò e diffuse a partire dal 1846 il periodico “Ausonio”.
Nel 1848 si trovava a Napoli e, allo scoppio
delle Cinque giornate di Milano, rientrò in
Lombardia alla testa di duecento volontari da
lei reclutati. Cominciò ad abbandonare le
pregiudiziali mazziniane e a mediare con i
moderati favorevoli all’unione col Piemonte
sabaudo. Nel 1849 fu a Roma impegnata nell’assistenza ai feriti durante la difesa della
Repubblica romana. Conclusa quell’esperienza, viaggiò in Grecia e in Turchia, tornando
poi per qualche anno a Parigi.
Rientrò a Milano nel 1859-60 avvicinandosi a
Cavour e sostenendo la soluzione monarchica del Risorgimento e continuò nell’attività
pubblicistica. Il primo numero (1866) della
celebre rivista “Nuova Antologia” reca anche
un suo articolo intitolato “Della presente condizione delle donne e del loro avvenire”. Un
saggio, ha commentato la relatrice, che sorprende per il “realismo prudente e pieno di
cautele” da parte di una donna fino ad allora
considerata spregiudicata. Si rendeva conto
che l’emancipazione femminile avrebbe richiesto tempi lunghi. Il suo consiglio alle
donne era infine quello di comportarsi da
“buone mogli e buone madri di famiglia”.
Cristina Trivulzio di Belgioioso appare, conclusivamente, come una “personalità bifronte”. Il giudizio più lusinghiero su di lei è forse
quello di Carlo Cattaneo, insieme amico e avversario politico, che la definì «la prima dama d’Italia».
G.G.
QUEL LINGUAGGIO SEGRETO DEL CORPO
SORESINA - Se un uomo, mentre vi sta parlando, allarga meccanicamente il colletto della
camicia con le dita o si gratta dietro l’orecchio, manifesta insofferenza e vorrebbe evadere da una situazione che gli va stretta; se si
tocca la cravatta o il bordo della giacca, vi rivela un atteggiamento seduttivo, ma contemporaneamente una certa insicurezza nelle proprie capacità. Se una donna giocherella con
l’anello, significa che è in imbarazzo; chi vi
guarda di sbieco, segnala un atteggiamento di
difesa, mentre i frequenti battiti delle ciglia comunicano paura e nervosismo. Se le pupille si
dilatano, vuol dire che l’interlocutore sta seguendo il nostro ragionamento, se si restringono, è segno che si distrae.
Del linguaggio segreto del corpo, al RC Soresina (presidente da Ivan Bruneri) ha parlato,
in maniera brillante e spiritosa, Nia Guaita,
esperta di comunicazione, autrice del libro
“Quello che le parole non dicono”, un volume
che aiuta a comprendere i segnali del corpo,
ovvero gli stati d’animo: dalla gioia alla rabbia,
dallo stupore alla paura, dall’insicurezza alla
fermezza. E poi la menzogna. «Diverse ricerche hanno dimostrato – ha spiegato Guaita –
che il dialogo è formato per il 7 per cento dal-
Nia Guaita
con il presidente
Ivan Bruneri
le parole, per il 38 per cento dal tono della voce e per il 55 per cento dalla gestualità. Il linguaggio del corpo fa riferimento all’espressione spontanea dell’emozione ed è un sistema
in gran parte inconscio. Consiste in un complesso di regole riflesse e automatiche del tono muscolare, dell’atteggiamento posturale,
della mimica facciale e gesticolatoria, della distanza personale e dell’uso dello spazio circostante». Insomma, «ciò che arriva tramite il
“canale verbale” sono i cosiddetti fatti salienti,
mentre attraverso il “canale non verbale” è
trasmesso ciò che in definitiva “lascia traccia”»: il piegare la testa è gesto prevalentemente femminile; mordicchiarsi le labbra è
una tipica espressione d’intenso desiderio.
Spiega l’esperta che «leccarsi le labbra ripetutamente è in genere segno di gradimento fisico o intellettuale rispetto a un argomento di
particolare interesse»; l’apertura o la chiusura
della bocca «è il segnale di desiderio o repulsione per qualcosa». La mano aperta, invece,
è segnale di onestà, ma anche di forza e potere. E poi la postura. Dondolarsi «è il movimento di chi ha impazienza di intervenire e
dare il proprio parere», incrociare le braccia
dietro alla testa «è un evidente gesto che indica superiorità e la superbia nei confronti degli
altri». La menzogna. «Il sorriso genuino è
contraddistinto da una contrazione spontanea
di un muscolo dell’occhio noto come pars lateralis. Il sorriso falso è spesso asimmetrico e
può scomparire in modo troppo improvviso o
a singhiozzo». Morale: «Dobbiamo essere
percettivi: ciò significa saper interpretare il gesto con tutte le sue sfumature compreso il
contesto. Capire i meccanismi che regolano la
comunicazione non verbale significa entrare
nel cuore del comunicare, aprire la strada al
mondo sconosciuto di messaggi che sono di
là dalla sfera di conoscenze consapevoli».
Francesca Morandi
IL MAGISTRATO FRANCESCO NUZZO
C
asalmaggiore - Il magistrato Francesco Nuzzo è stato l’atteso protagonista
di un interclub tra RC Casalmaggiore
Oglio Po, presieduto da Alfio Poli, e il RC Piadena Oglio Chiese, presieduto da Emanuele
Orsi, avente per tema “Il male della Camorra Uomini d’onore e uomini senza onore", che è
anche il titolo del suo recente libro. Serata assai interessante e seguita con grande attenzione dai tanti presenti, grazie alla capacità oratoria del dottor Nuzzo e della possibilità da parte
sua di leggere il fenomeno della criminalità organizzata da due differenti angolazioni.
Francesco Nuzzo è nativo di Castel Volturno,
zona dei temibili “clan camorristici casalesi”,
anche se ormai si sente pienamente cremonese, per aver svolto per tantissimi anni la sua attività di magistrato a Cremona, nonché per l’essere tifosissimo della squadra grigiorossa. Ma
Nuzzo è che anche colui che non ha esitato a
lasciare la prestigiosa carica di sostituto procuratore generale, presso la Corte d'Appello di
Brescia, per rispondere al richiamo della sua
Castel Volturno, dove ha ricoperto la carica di
RACCONTA LA SUA ESPERIENZA
CON IL “MALE DELLA CAMORRA”
Francesco Nuzzo, Alfio Poli ed Emanuele Orsi
sindaco dal 2005 al 2010. La lotta alla camorra,
per rinfrancare la terra di origine, è stata la sua
missione, almeno finché gli è stato consentito
farlo. «Non parlo della vicenda personale, per
rispetto nella giustizia, in cui credo profonda-
mente», ha esordito, poi ha fatto una lucida
analisi, come ha rivelato il processo Spartacus,
sulle responsabilità anche da parte dello Stato,
in passato assente o complice della distruzione
del territorio magnifico di Castel Volturno, da
IL SUCCESSO DEL PROGETTO “PANE QUOTIDIANO”
BRONI – Sabato 17 marzo al centro commerciale
Esselunga di Broni si è svolta una raccolta di
generi alimentari organizzata dal Rotary per
supportare la Caritas di Stradella, con particolare riferimento al progetto “Pane Quotidiano”,
che sostiene le famiglie bisognose. Gli sforzi
combinati del RC Oltrepò e dei meravigliosi ragazzi della Caritas hanno raggiunto un traguardo importante: vedere tanta gente, di tutte le
estrazioni sociali e di provenienza diversa, partecipare in modo tanto massiccio alla raccolta
rotariana ha aperto veramente i cuori.
Non ce lo aspettavamo! Tuttavia, aldilà della riuscita materiale della giornata, quello che ha colpito i partecipanti è stata la risposta. Molti cittadini non sapevano cosa fosse il Rotary e chiedevano informazioni in merito. L’accostamento
alla Caritas ha effettivamente facilitato il nostro
compito dal punto di vista della riconoscibilità.
Qualcun altro sapeva più o meno cosa fosse il
Rotary ma talvolta ne aveva un’idea distorta, come spesso abbiamo avuto modi di parlarne du-
I rotariani impegnati nella raccolta
rante vari incontri. Veramente pochi quelli che
non hanno neanche voluto ascoltare la proposta
probabilmente infastiditi dalla effettiva quasi ossessiva presenza di manifestazioni benefiche a
tutti gli angoli delle strade. Infatti molte persone, e la cosa dovrebbe mettere in allarme, hanno voluto spiegato la propria impossibilità a
partecipare all’iniziativa per motivi economici legati alla situazione contingente. Significa che la
situazione generale è arrivata a livelli di guardia.
E allora il Rotary, che pur non ha alcuna finalità
politica, deve in qualche modo far sentire il peso delle proprie professionalità per contribuire
al miglioramento economico del Paese. Un segno significativo è stato anche vedere non poche famiglie di chiara origine extracomunitaria
partecipare all’iniziativa con il sorriso. Un insegnamento che può fare molto unito alla constatazione che molti giovani sono pronti a darsi da
fare personalmente per dare una svolta a ciò
che sta succedendo intorno a tutti noi.
Dar corso, sostenere e portare a compimento
manifestazioni come quella di Broni e parteciparvi attivamente assieme alle forze migliori
della comunità ha rappresentato un’attività
esemplare per le finalità del Club Oltrepò, coincidenti con quelle della comunità locale.
I risultati ottenuti parlano da soli: i nostri concittadini hanno donato in otto ore più di 50 quintali
di generi alimentari di prima necessità (pasta,
farina, latte a lunga conservazione, scatolame)
che consentiranno al Progetto “Pane Quotidiano” della Caritas stradellina di far fronte alle necessità dei bisognosi per almeno quattro mesi.
Riccardo Magnaghi
parte del clan dei casalesi. Ha proseguito parlando del mare, che si è mangiato oltre un chilometro di territorio, fenomeno dovuto allo
scarso apporto, alla foce del fiume Volturno,
del materiale sabbioso che a monte veniva abbondantemente prelevato da ladri di sabbia.
Quindi il vero attacco, quello all’uso del pentitismo: «L’aspetto più inquietante nell’Italia meridionale di oggi è la presenza di una metastasi
sociale gravissima. Il pentitismo è uno degli
aspetti più pericolosi. Io ho dedicato la vita a
combattere la criminalità e ho dovuto avvertire
come ergastolani privi di dignità abbiano potuto costruire un complotto di cui sono emerse
le strutture portanti. Come può un cittadino comune che cade nelle grinfie di costoro ricostruire la propria dignità?». Parole che suonano come un grido d’allarme sofferto e sentito,
proprio per quanto affrontato nell’esperienza
personale. «La legge sui pentiti va cambiata,
non possiamo più accontentarci di questi signori che possono, con il presunto pentimento, ottenere vantaggi sanzionatori senza rischiare nulla e mettendo a rischio la vita altrui.
Lo Stato non può non farsi carico di questo
problema gravissimo: la legge è da rivedere».
Nuzzo si è poi soffermato sul momento in cui,
dopo la strage del 2008 in cui morirono un
pregiudicato e sei immigrati africani, fece un
discorso durissimo contro i camorristi. «Temevano per la mia incolumità, ma non accettai
mai scorte, perché non avrei potuto chiedere
ad altri meno protetti, di sollevarsi contro la
criminalità. Non si sono vendicati di me uccidendomi, ma in un diverso modo, però non ci
sono riusciti, poiché ci sono altri che come me
credono nella giustizia». Il sindaco-magistrato
ha poi ricordato i terribili momenti della perquisizione a casa sua da parte dei Carabinieri, dopo le accuse che gli furono indirizzate. «Pensai
ad Enzo Tortora, ma ho sempre creduto nella
giustizia». E con questa esortazione ha terminato la sua relazione, dando il via alle domande
e agli applausi della sala.
Giovanni Raineri
LE MALATTIE DEL CERVELLO E LE FRONTIERE DELLE CELLULE STAMINALI
VIGEVANO – “Malattie del cervello e cellule staminali: nuove
frontiere per la scienza”. E’ stato questo l’affascinante tema
dell’intervento (giovedì 12 aprile) al Rotary Club della Lomellina (presidente Michele Cantella) della professoressa Elena
Cattaneo, docente di prima fascia all’Università di Milano con
un curriculum di assoluto rispetto. Bastano, infatti, pochi elementi per far esaltare lo spessore della preparazione accademica di questa ricercatrice milanese.
Dopo la laurea (con lode) in farmacia all’Ateneo milanese, nel
1986 Elena Cattaneo ha ottenuto il dottorato in Biotecnologie
applicate alla farmacologia e, nel 1989 fino al ’92, ha avviato
una collaborazione post-dottorato con prof. R. McKay (Department of brain and cognitive sciences M.I.T.) di Boston. Nel
1993, lavorando con il prof. A. Bjorklund, ha ottenuto la specializzazione in trapianto intracerebrale di cellule staminali all’Università di Lund. Attualmente è direttore del Laboratorio di
Biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie
neurodegenerative del Dipartimento di Scienze farmacologiche (Università di Milano); recentemente ha co-fondato ed è
stata nominata direttore del “Centro di ricerche sulle Cellule
staminali” (UniStem), sempre dell’Università di Milano. E’ autrice di oltre 100 articoli scientifici, tra cui pubblicazioni su riviste quali Science, Nature, Nature Genetics, Nature Neuroscience. Da diversi anni guida un gruppo di ricerca composto
da oltre venti ricercatori dedicati allo studio di una malattia del
Il presidente
Michele Cantella
con Elena Cattaneo
cervello, la Corea di Huntington, e alla comprensione della
biologia e del potenziale applicativo delle cellule staminali, con
particolare riferimento alle cellule staminali cerebrali. L’obiettivo finale comprende l’identificazione di molecole, cellule e
meccanismi utilizzabili per scopi terapeutici nelle malattie neurologiche umane.Dal 2007, inoltre, riceve finanziamenti dalla
Tavola Valdese per la ricerca sulle cellule staminali embrionali
umane. Ha vinto il Premio Ippocrate, attribuito a giovani e
promettenti ricercatori, e il presidente Carlo A. Ciampi le ha
conferito il cavalierato al merito della Repubblica.
Ebbene, Elena Cattaneo ha aperto la sua relazione al Rotary
proiettando un’immagine di dune sabbiose con tracce lasciate
dalle ruote delle jeep. Ed ha spiegato che quella foto rende
perfettamente la realtà di un laboratorio di ricerca. «Questo
deserto – ha spiegato – è come il mio laboratorio. E’ uno spazio aperto in cui tutti possono entrare perché non ci sono barriere, ma solo le tracce di chi vi è già passato. Però non sai
dove portano le tracce che osservi…». «Dunque, fuor di metafora, tu ricercatore devi cercare di capire verso quale direzione indirizzare le tue ricerche: a volte – ha continuato Elena
Cattaneo – ti ritrovi nel deserto; altre volte, se hai l’intuizione
giusta, incontri un percorso interessante. Certo, se sbagli strada, ti porti dietro tutto il tuo gruppo. E questa è la cosa peggiore, tuttavia i giovani ricercatori difficilmente fuggono, anzi
affrontano l’ignoto con rinnovato entusiasmo. Del resto, la ricerca ci abitua all’autocritica». «Quando hai un’idea – ha dettagliato la ricercatrice – prima la strutturi e poi cerchi di distruggerla con tutte le obiezioni possibili. E se trovi un segnale
positivo, allora ti rendi conto di aver fatto un passo in più verso una possibile cura. Tuttavia è esenziale che anche gli altri
laboratori sappiano ciò che hai fatto: il fine è di continuare a
costruire anche se le basi della costruzione le hanno poste altri».Con queste premesse, la relatrice ha quindi spostato l’attenzione dei rotariani sulle speranze di cure di patologie complesse, come la Còrea di Huntington o altre malattie genetiche,
e sulle possibilità offerte dall’impiego delle cellule staminali
non nascondendo, però, le molte difficoltà e i problemi ancora
irrisolti. Il messaggio, in definitiva, è stato di grande speranza.
A.V.
5
6
C
remona - Al RC Cremona Monteverdi, presieduto da Mario Oradini,
l’architetto Fausto Ghisolfi, supportato dalla figlia Francesca Romana, ha raccontato con dovizia di particolari la storia
della facciata del duomo di Cremona, descrivendone gli aspetti più interessanti, senza risparmiare particolari curiosi, sconosciuti ai
più. La Cattedrale di Cremona è un edificio
romanico di grandi dimensioni, forse il più
grande esempio del romanico lombardo, si
presenta con una pianta insolita, poiché i
bracci dei transetti sono molto più accentuati (81 metri) rispetto alla sua lunghezza, di
72 metri. L’edificio ha una lunga storia, come testimonia l’evoluzione della sua facciata
attraverso i secoli. A differenza della maggior parte degli edifici romanici, l’inizio dei
lavori della Cattedrale di Cremona è documentato: all’interno della sacrestia è presente una lapide che indica la data di posa della
prima pietra il 26 agosto 1107. Il 3 gennaio
1117 un grande terremoto, ricordato in oltre
200 cronache di tutta Europa, danneggiò
fortemente la struttura e costrinse a una interruzione dei lavori, che ripresero soltanto
nel 1129. La consacrazione del tempio avvenne nel 1190 e fu presieduta dal vescovo
Sicardo. Ma i lavori proseguirono anche negli anni successivi e la facciata originaria appare oggi nascosta dalle lavorazioni successive: il protiro venne aggiunto nel XIII secolo, come pure il rosone centrale datato 1274.
Tracce sulla storia del duomo di Cremona
emergono anche dai sigilli utilizzati dal Comune di Cremona per i documenti ufficiali:
dalla facciata originaria sui sigilli del XII e
XIII secolo, si passa alle riproduzioni con
elementi architettonici aggiunti successivamente, come appunto il protiro e il rosone.
Il portale centrale è caratterizzato da decorazioni con diverse lavorazioni e materiali, probabilmente marmi di varie provenienze, prelevati dalle rovine romane di cui la città di
Cremona era ricca e riutilizzati. Il protiro attuale venne realizzato nel XIII secolo durante
il processo di rinnovamento della facciata ed
in particolare nella seconda metà del secolo
CREMONA, LA FACCIATA DEL DUOMO
“RIVISITATA” IN UN’INTERESSANTE
SERATA AL RC MONTEVERDI
Il Pdg Mario Oradini
tra Francesca Romana
e Fausto Ghisolfi
Giacomo Porrata realizzò il grande rosone
centrale (1274) che ha una struttura autoportante con un diametro di metri 6,80 e una
lavorazione molto accurata. Negli stessi anni
venne elevato anche il protiro e arricchito da
tre statue e dal fregio dei mesi realizzato da
scultori della scuola dell’Antelami. Nei secoli
XIV e XV la cattedrale subì interventi radicali
che ci riportano all’immagine attuale; in particolare nel 1491 fu commissionato il rinnovamento della parte superiore della facciata
ad Alberto Maffiolo di Carrara e avviati i lavori della Bertazzola.
M. Cristina Coppola
CIBO & SACRO IN AIUTO A “OLTRE L’AUTISMO”
PIACENZA - Il cibo nella sua dimensione
sedute Giuseppina Tixi e Valeria Palmas, ripettivamente presidentessa e
sacra diventa collante tra le religioni. E’
fondatrice dell’Accademia “Maria Luistato un indimenticabile viaggio culturale
gia”. Alle signore è toccato il compito
e gastronomico l’evento “Cibo & Sacro”
di illustrare la ricerca delle ricette, le
organizzato dal Rotary Valli del Nure e
tecniche e il contenuto dei piatti predella Trebbia in collaborazione con l’Acparati con maestria nel corso delle ulcademia Gastronomica “Maria Luigia”,
time settimane. Poi la parola è stata...
tenutosi lo scorso 11 marzo nella cornice
gustata. Dalla Sala degli Arazzi i predel Collegio Alberoni di Piacenza.
senti si sono spostati nel refettorio del
L’iniziativa benefica a favore dell’Associazione piacentina “Oltre l’autismo”, ha Letiziadfdfdfdfd xx
Un momento dell’affollato evento collegio Alberoni per assaporare le
pietanze cucinate dalle luigine.
condotto i numerosi partecipanti alla
A servire ai tavoli sono stati alcuni
scoperta della relazione tra il cibo e le tre
nella summa “L’uomo incontra Dio nella storia
studenti dell’isitituto alberghiero “Raineri-Marprincipali religioni monoteiste: ebraismo, cri- attraverso il cibo”.
stianesimo ed Islam. Relatore principale della Ad introdurre il relatore è stato l’ingegner An- cora”. Piatti dolci e salati, composizioni ricerserata è stato il prof. Mura, filosofo e profes- tonio Donadoni, presidente del Rotary Club cate e sapori raffinatamente inusuali e tutti da
sore della Pontificia università Urbaniana e Valli del Nure e della Trebbia, rimarcando l’at- scoprire, hanno allietato il palato dei commenpresidente dell’Accademia di Scienze umane e tualità delle questioni trattate e le numerose sali, dimostrando come il cibo continui ad essociali, che ha offerto un’interpretazione del iniziative dei Rotary Club sia a livello locale che sere un forte collettore tra le culture e un rito
valore simbolico degli alimenti condensabile globale. Sul palco dei relatori si sono inoltre indispensabile per l’intera civiltà umana.
I LONGOBARDI A MONTICHIARI, UNA STORIA CHE RIVIVE
BRESCIA – Non è un caso che, appena trascorso l’8 Marzo,
Festa della Donna, “l’altra metà del cielo”, come definita da
Mao e ricordata dal Pdg Adriano Lecci, il presidente del RC
Brescia Sud Est Montichiari, Sostene Migliorati, abbia organizzato un Interclub con l’Inner Wheel, unitamente alla partecipazione del RC Brescia Est guidato dal presidente Francesco Gabrielli.
A sottolineare l’importanza dell’evento, la presenza del Governatore Ivo De Lotto con Gabriella, il Pdg Enzo Cossu, e
per l’Inner Wheel la Governatrice Fiorenza Marini, la segretaria nazionale Mirella Ceni, e la past Board Director Beatrice Guerrini. La relazione è stata tenuta da Luisa Vinciguerra, past president nazionale Inner Wheel, con Francesca
Morandini, sul tema “I Longobardi”. Dopo un breve saluto di
Renate Scalmana, presidente dell’Inner Wheel Brescia Sud,
introduce il tema la dottoressa Morandini, con uno sguardo
al passato. Infatti, proprio 4 anni fa, quasi inconsapevolmente, durante una conviviale, partiva l’iter per la candidatura di
Brescia a entrare nella lista dei luoghi del circuito longobardo
proposti all’Unesco, divenuta con l’area monumentale di San
Salvatore-Santa Giulia, patrimonio mondiale dell’Unesco nell’ambito del progetto “Italia Langobardorum”. Questo popolo, che iniziò la sua migrazione nel II secolo d.C., dopo aver
attraversato l’Europa intera, nel VI secolo, si stanziò in Italia,
promuovendo cultura e lasciando ovunque splendide vestigia, sempre senza violenze o furti. Luisa Vinciguerra, ha iniziato con una frase di Seneca «Le idee migliori sono patrimonio di tutti» e le orme dei Longobardi, attraverso un progetto quinquennale, teso a creare una mappatura che coinvolga tutti gli Inner Club, a partire dalla Finlandia, lungo tutto
I presidenti
del Rotary Club
Brescia Sud Est Montichiari,
Sostene Migliorati,
e del RC Brescia Est,
Francesco Gabrielli,
e la Governatrice
Inner Wheel,
Fiorenza Marini,
al taglio della torta
che ha chiuso l’incontro
il percorso dei Longobardi, fino a noi. Progetto ciclopico portato a compimento dall’Inner Wheel Brescia Sud con l’attiva
partecipazione delle socie, soprattutto Anna Cotta e Mirella
Ceni.
Dal canto suo, Adriano Lecci ha ricordato, con ammirazione,
come l'Inner Wheel fu fondato nei difficili tempi della seconda guerra mondiale dalle mogli dei rotariani affinché rimanesse vivo lo spirito di Club malgrado gli uomini si trovassero al fronte. Infine, ha elogiato i progetti intrapresi con determinazione dalle componenti dell'Inner Wheel che, con spirito
tipicamente femminile, riescono a unire sogni e concretezza,
portando a realizzazione importanti imprese.
In chiusura, il Governatore Ivo De Lotto si è congratulato per
l'importante successo ottenuto dalla dirompente iniziativa
delle Innerine e si è detto subito interessato ad approfondire
l'iniziativa sul proprio territorio pavese. Ha anche ricordato
come nell'area del Cadore di cui è originario si mantengano
alcune tradizioni di derivazione longobarda tra cui la modalità
di divisione delle proprietà terriere. A dimostrazione che lo
spirito europeo era una caratteristica che già secoli fa caratterizzava l'intera popolazione Longobarda.
Daniela Piovani
C
remona - Il professor Giuseppe Taraschi “colonna della psichiatria
cremonese” – come ha rimarcato,
presentandolo, il presidente del RC Cremona Pino Bufano – e appassionato studioso
non solo nel campo della medicina, ne ha
proposto la storia complessa e dolorosa.
Coadiuvato dalla proiezione di slides, Taraschi ha premesso che l’odierna Repubblica
d’Armenia con capitale Yerevan, nata dal
dissolvimento dell’Urss, rappresenta solo
un quinto dell’antico territorio armeno. Fonti
greche e assire testimoniano fin dal 3000
a.C. la presenza degli armeni in Anatolia.
Dall’VIII secolo al ’600 si costituirono nel
Regno di Urartu (citato anche nella Bibbia);
dal 600 al 200 a.C. regnò la dinastia degli
Orontidi, ai quali subentrarono gli Artassidi
che segnarono il periodo di maggiore potenza politica dell’Armenia. Nel 95 a.C. fu
fondato il primo Impero armeno sotto Tigrane il Grande. Nel 63 l’Armenia divenne pro-
LE SPLENDIDE
96 PRIMAVERE
DELL’INOSSIDABILE
ROTARIANO
CAMILLO GENZINI
Camillo
Genzini
CREMONA - Durante la serata del 12 aprile è
stato festeggiato il 96° compleanno di Camillo Genzini, che non si aspettava la
sorpresa di una simpatica torta, scovata
dalla funambolica Emanuela, con un numero strano di candeline. Grande applauso dei presenti, ma anche i sinceri auguri
di tutti. Camillo è il “papà” di tutti i soci
che gli portano grande affetto: è una persona che ha arricchito spiritualmente, nei
25 anni dalla nascita, il Club da lui voluto
e che ha presieduto per primo.
E sempre al Cremona Po è stato presentato il nuovo romanzo (“Il sapore della
verità”) di mons. Vincenzo Rini. L’opera
narra una vicenda accaduta negli anni
Settanta e testimonia il dramma di un
prete accusato ingiustamente di una
grave colpa. Sofferenza, dubbi, ribellione, poi la rinascita della speranza. Il sacerdote ritrova la serenità nel momento
in cui la verità viene a galla, scoprendo
che anche nei momenti difficili della
“croce” non si è mai lontani dall’amore
del Signore. La vicenda de “Il sapore
della verità” non è di fantasia. Si rifà ad
avvenimenti realmente accaduti, narrati
con attenzione ai sentimenti e al dramma interiore. Ne emerge un affresco della vita delle parrocchie nel secolo appena trascorso. Il titolo del libro è tratto da
un’espressione di Sant’Agostino ne “Le
Confessioni”. E il tema fondamentale è,
infatti, quello della verità.
STORIA E DRAMMI
DEL POPOLO ARMENO
RIVISSUTI A CREMONA
Giuseppe Taraschi con il presidente Pino Bufano
tettorato romano, pur conservando una dinastia nazionale, quella degli Arsacidi.
La tradizione vuole che in Armenia abbiano
predicato gli apostoli Giuda Taddeo e Bartolomeo. Ma il vero fondatore del cristianesimo armeno fu San Gregorio l’Illuminatore
(257-337 d.C.) che convertì il re Tiridate III
e la sua corte. Ancor prima che in Occidente
fosse emanato l’editto di Costantino (313)
che riconosceva la libertà religiosa ai cristiani, in Armenia il cristianesimo diventava religione di Stato. Oggi la maggior parte dei cristiani armeni appartiene alla Chiesa apostolica che fa capo al “katholicos” (patriarca
supremo) di Etchmiadzin; esistono anche
comunità cattoliche e protestanti. Il V secolo
vede l’invenzione dell’alfabeto armeno (di 36
lettere, oggi 38) ma anche la battaglia di
Avaray (451) tra armeni e persiani (che volevano imporre la loro religione zoroastriana) e, nel 485, il riconoscimento agli armeni
della libertà di culto. Il passaggio alla dinastia francese dei Lusignani di Cipro ne segnò la decadenza, fino alla resa ai Mamelucchi d’Egitto. Nel XV secolo, dopo la conqui-
sta di Costantinopoli da parte di Mehmed II,
anche l’Armenia fu invasa ed entrò a far parte dell’Impero ottomano. La parte orientale
fu però ceduta alla Persia nel 1502.
Gli ultimi due secoli hanno accompagnato il
travaglio del popolo armeno. Nel 1821, con
l’indipendenza della Grecia, incominciano la
decadenza e lo smembramento dell’Impero
ottomano, che proseguirà con le guerre balcaniche. Nel 1828 l’Armenia orientale, fino
ad allora persiana, è occupata dai russi. Il
sultano Abdul Hamid, ordinò nel 1894-96 il
primo massacro degli armeni (ne furono uccisi fra i 200 e i 300mila). Andò peggio con
l’arrivo al potere dei “Giovani Turchi” che,
presentandosi come laici e liberali, avevano
inizialmente ottenuto il favore degli armeni.
In realtà la loro ideologia era il panturchismo che al nazionalismo univa elementi di
origine socialista e marxista. In nome dell’eguaglianza tutti dovevano essere turchi e
musulmani. La minoranza curda era abbastanza facilmente assimilabile, non così gli
armeni, fieri difensori della propria identità
cristiana. Nel 1915 iniziò il genocidio, ricor-
7
dato dagli armeni come il “Metz Yeghern”
(“Il Grande male”). Per primi furono eliminati gli intellettuali; poi, con lo scoppio della
prima guerra mondiale furono arruolati e
mandati a morte gli uomini armeni fra i 18 e
i 60 anni; infine vennero sterminati donne,
bambini e vecchi. Tutta l’operazione venne
mascherata come spostamento di persone
da zone di guerra. Furono circa due milioni
le persone barbaramente uccise. Nel 1918,
al ritiro della Russia (divenuta sovietica)
dalla guerra, l’Armenia russa dichiarò la
propria indipendenza. Nel 1920 il trattato di
Sevres riconobbe la Repubblica armena, ma
poco dopo turchi e sovietici la attaccarono e
se la divisero. Per il ritorno dell’indipendenza bisognerà arrivare al crollo dell’Unione
sovietica (con il conflitto Armenia-Azerbaigian per il controllo del Nagorno-Karabakh).
Il professor Taraschi si è anche soffermato
sulle diverse iniziative contro il negazionismo del genocidio armeno (alle quali la Turchia continua a reagire con minacce di ritorsioni economiche) e sulla presenza degli armeni, a seguito della diaspora, anche in Italia. Celebre il monastero degli armeni mechitaristi sull’isola di San Lazzaro a Venezia;
o la chiesa di S. Gregorio Armeno a Napoli.
La cultura armena è presente in Italia anche
con cattedre universitarie a Bologna e a Venezia, e un lettore a Milano. Diversi armeni
sono divenuti famosi in Italia: tra gli altri il
chimico e senatore Ciamician, il cardinale
Pietro Gregorio Agagianian, il pittore Gregorio Sciltian; medici illustri come gli Arslan e
la scrittrice e docente universitaria Antonia
Arslan; l’attrice Laura Efrikian.
Il relatore ha ricordato in conclusione quello
che disse Hitler ai suoi ufficiali annunciando
l’avvio dello sterminio degli ebrei: «Chi parla
ancora del massacro degli armeni?». Se ci
fosse stata una risposta a questa domanda,
all’inizio del XX secolo, probabilmente non
avremmo dovuto assistere, a metà secolo, a
un altro crimine contro l’umanità. Con questo monito Taraschi ha concluso la sua relazione vivamente apprezzata da tutti i soci.
Gianpiero Goffi
MEZZO SECOLO DI ALBANIA COMUNISTA NARRATA A MANTOVA
DA UN SOPRAVVISSUTO ALLE CARCERI DI ENVER HOXHA
MANTOVA - Albania prima e dopo: un cinquantennio di storia (1946-1991) svelato ai rotariani
da due relatori in tandem, don Alberto Formigoni e Zenel Kolonja.
Commentando le immagini in scorrimento, il
parroco di S. Maria del Gradaro ha illustrato le
benemerite opere di ricostruzione sostenute
dalla Caritas diocesana, nell’ultimo ventennio,
in campo specie sanitario e culturale.
Albanese, sopravvissuto a 40 anni di prigionia,
il secondo ha testimoniato le crudeltà del regime comunista di Enver Hoxha.
Strade sterrate, edifici pubblici fatiscenti, misere baracche in legno e lamiera per abitazione,
giacigli condivisi con gli animali domestici, muli
e cavalli per il trasporto, un’agricoltura povera e
improduttiva, un’economia fragile e di sussistenza: ovunque aleggia un senso di desolante
abbandono e, tra crolli e distruzione, la vita
sembra essersi fermata. L’esistenza scorre sonnolenta e sempre uguale, come paralizzata. È
un lasciarsi vivere.
Ora, dopo la generosa dedizione e i pazienti interventi della Caritas diocesana, si respira un’aria di rinascita. Quattro suore carmelitane di varia provenienza (due indiane, una italiana, una
spagnola) tengono in piedi la missione di Fushe
Mamurras, a testimoniare la stretta relazione di
amicizia e reciproco sostegno tra le due chiese,
facendo riemergere una tradizione cristiana repressa da secoli di dominazione turca e imba-
Don Alberto Formigoni
con Zenel Kolonja
vagliata da un cinquantennio di regime poliziesco, ben rappresentato dai 900 mila bunker che
punteggiavano colline e litorali. Un’economia risanata, con incremento delle attività produttive,
un maggior reddito pro capite, uno status socio-economico più elevato, un’autostrada asfaltata con auto sfreccianti, interi quartieri ricostruiti, con palazzi ristrutturati o innalzati ex novo, chiese, scuole, ospedali, spazi pubblici con
ampie aree adibite al gioco.
E’ la ricostruzione del Paese, dopo le crudeli negligenze di un regime miope e corrotto: amalgama di etnie e fedi divise, una cultura orgogliosa, una comunità ospitale e anche intraprendente e laboriosa, dal radicato senso d’identità nazionale.
Zenel, denunciato da un compagno di liceo co-
me «non comunista», internato senza processo
appena diciottenne in un’ex fortezza illirica riadattata, ne è uscito sulla soglia dei sessant’anni:
una vita intera scippata, divisa tra carcere duro
e lavoro coatto, sevizie e ogni genere di brutalità. E’ mantovano d’adozione dal 1991 ed attuale custode della Casa della Beata Osanna Andreasi.
Dalla figura esile, mite e amabile nel tratto, il
volto scavato e lo sguardo spento dai traumi
del devastante vissuto, non ha smarrito il coraggio di sorridere ancora, rimanendo aggrappato alla vita, in un indefesso volontariato abbracciato con caparbietà.
L’incontro è stato promosso dal RC “Mantova
Castelli”, presieduto da Gianni Bombonati.
Luciana Astolfi
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S
estriére - Entusiasmo, adrenalina, sana
competizione e amicizia: questi i presupposti ritrovati dalla folta rappresentanza del Rotary Club Brescia Sud Ovest Maclodio, che ha partecipato ai Campionati Mondiali di Sci dei Rotariani “ISFR – International
Skiing Fellowship of Rotarians”, tenutisi per la
prima volta a Sestriere, sulle piste olimpiche
dei Giochi Invernali di Torino 2006.
Il programma prevedeva gare di sci nordico,
sci in salita, snowboard e sci alpino, organizzate con il contributo del comprensorio sciistico della “Via Lattea”.
Grandi sono stati i risultati ottenuti dagli atleti
del Club Brescia Sud Ovest Maclodio, che
hanno egregiamente onorato tutto il Distretto
2050.
Nella specialità Snowboard, i soci Andrea
Venturelli, Marco Paterlini ed Edoardo Ferrari hanno conquistato rispettivamente le medaglie d’Oro, d’Argento e di Bronzo, senza lasciare spazio ad alcun altro pretendente.
Nella specialità Slalom Gigante, i risultati non
sono mancati: nella categoria 1970-1980,
Marco Paterlini ha guadagnato un altro podio,
conquistando la medaglia d’Argento, con uno
stacco infinitesimale dal primo classificato.
Nella categoria Master 1960-1970, Edoardo
Ferrari ha ottenuto un brillante 6° posto, Luigi
Cosciani 11°, Antonio La Marca 12° e Andrea Venturelli 15°.
Un encomio speciale al socio Nicola Guardo,
uscito di gara a causa di un problema tecnico
ad un attacco del suo snowboard nel momento di massima intensità della discesa, fortunatamente senza conseguenze.
Ecco la squadra dei partecipanti del Club Brescia Sud Ovest Maclodio: Andrea Venturelli,
Marco Paterlini, Edoardo Ferrari, Nicola Guardo, Marco Barabanti, Luigi Cosciani Cunico,
Antonio La Marca, Simone Foresti. Forse il
Club più rappresentato del Distretto 2050.
«Un bell’esempio di amicizia rotariana e di
apertura alle iniziative organizzate dal Rotary
International, per il Rotary e per la collettività.
– spiega Marco Mattei, presidente Club Brescia Sud Ovest Maclodio – Un’esperienza uni-
AI MONDIALI DI SCI DEI ROTARIANI
GLI ATLETI DEL RC MACLODIO
HANNO FATTO LA PARTE DEL LEONE
ca che ha affascinato e coinvolto diverse
centinaia di atleti
rotariani in una
manifestazione
divertente e, allo
stesso tempo,
ispirata ai principi rotariani del
servizio».
La finalità di questo evento, infatti, è stata quella
di raccogliere
fondi, che a conti
fatti ammontano a 70 mila euro, da destinare
all’acquisto di speciali attrezzature per atleti
con disabilità, per poter consentire loro di
praticare gli sport invernali.
Le attrezzature saranno gestite dalla Fondazio-
Flash
sui campioni
rotariani
del Sestriére
ne Paideia onlus
(ente che si occupa di infanzia e disabilità presieduto
da Guido Giubergia), da Freewhite
Sport Disabled onlus (associazione
animata da Gianfranco Martin, medaglia d’argento olimpica,
che promuove la disciplina dello sci per persone con disabilità) e dalla Federazione italiana sporti invernali paraolimpici (Fisip, presieduta da Tiziana Nasi).
SE LO STALKING DIVENTA INSOPPORTABILE
CREMONA - Dal fan sfegatato che cerca di
Stefania Cammino
avvicinarsi al proprio idolo, come è acca- con il presidente
duto a Michelle Hunziker; a chi ritiene di Maurizio D’Apolito
aver subìto un torto e per ripicca colpisce
nell'affetto più caro, come il padre che il 4
marzo scorso ha gettato nel Tevere il suo
bimbo di sedici mesi. In mezzo, la «persona inadeguata, incompetente dal punto di
vista relazionale», «il predatore» e «il rifiutato all'interno di una relazione». Sono i
cinque profili dello stalker delineati da Stefania Cammino, medico, psicoterapeuta,
sessuologa, psichiatra presso il dipartita spiegando chi sono gli stalkers: «Essendo
mento di Neuroscienze dell'ospedale San Rafcosì varie le categorie, gli studiosi hanno cerfaele di Milano, relatrice alla conviviale del
cato di indicare i comportamenti. La chiave
Rotary Cremona Po, presieduto da Maurizio
centrale è prevaricare l'altro». I comportaD'Apolito. Stefania Cammino ha scritto “Lamenti: fare continue telefonate sgradite, sepsciami lasciarti”, libro dal titolo quanto mai
pellire la vittima sotto una valanga di sms o di
azzeccato, perché sintetizza, in due parole, il
mail; nell'era dei social network (Facebook,
dramma di chi è vittima di stalking, donne per
Twitter)
«si parla di cyberstalking». Ancora,
lo più che hanno lasciato il compagno o il
«diffondere bugie per ledere la reputazione
marito. Tradotto dall'inglese, stalking sta per
dell'altro, appostarsi, pedinare, importunare
«appostarsi per la caccia», lo stalker è il precon visite sgradite».
datore. E chi lo subisce «si sente braccato».
Lo stalking «è la violazione del proprio spaIntrodotto nel nostro ordinamento come reato
zio», ma lo stalker non se ne rende conto:
dal 2009 («Atti persecutori»), lo stalking è di«Ero innamorato, in fin dei conti che faccio di
ventato materia non solo per magistrati e avmale?». Così, «molte persone si sono dovute
vocati, ma anche per sociologi e psichiatri. Ne
trasferire, altre finiscono a Chi l'ha visto?,
ha incontrate molte di vittime, Stefania Camperché decidono di allontanarsi, ma alcune di
mino, che nella sua puntuale relazione è parti-
loro si allontanano con l'elastico». Gli
stalker sono «i rifiutati in una relazione
sentimentale, che non accettano di essere
lasciati e il loro atteggiamento è possessivo e violento all'interno della relazione. –
ha spiegato l'esperta – Scindere un matrimonio per noi è recente (il divorzio è arrivato negli anni Settanta), quindi in Italia c'è
tutto un retaggio culturale. I sociologi dicono che lo stalking è figlio di questo cambiamento». Lo stalker è il «rancoroso:
quelli dei condomìni, quelli che fanno causa al medico o all'avvocato, perché ritengono di aver ricevuto un torto e vogliono il risarcimento. Sono ossessionati: o è bianco o è
nero. Vedono il mondo come una scacchiera». Rancorosi come quel padre che, come
Medea, ritenendo di aver subìto un torto, ha
gettato nel Tevere il suo bimbo «perché è
guerra e in guerra tutto è permesso». Stefania
Cammino ha citato i dati Istat: «La violenza
sessuale almeno nel 96% dei casi avviene all’interno delle relazioni sentimentali; il 4% all’esterno». E ha chiuso con una riflessione:
«Bisogna considerare il matrimonio non come una sfida, ma come una squadra, una collaborazione, una cooperazione. Bisogna scegliere con cura le persone che vengono a far
parte della nostra intimità».
Francesca Morandi
BOBBIO, PRESENTATO
A BOBBIO L’ULTIMO
LAVORO DI BARUFFI
SU S. COLOMBANO
Gian Carlo Baruffi, Giorgio Croci
e Mons. Domenico Ponzini
BOBBIO - Martedì 10 aprile: incontro con il
socio Gian Carlo Baruffi, autore di una ricerca storica. Il presidente Giorgio Croci
nella presentazione ha dato «il benvenuto
ai soci, a Mons. Domenico Ponzini e al Direttore del Nuovo Giornale Don Davide
Maloberti, menre ha pregato di giustificare
le assenza di chi ha avuto improvvisi impegni, come il presidente e il vice presidente
della Provincia di Piacenza e il sindaco di
Bobbio. Ha poi rivolgo un ringraziamento
particolare al socio Giancarlo Baruffi, che
ha accettato di presentare al Club il suo volume “Via Sancti Columbani”. E’ un progetto editoriale articolato su più volumi che
saranno editi entro il 2013 per ricostruire il
più probabile percorso da Bobbio a Pavia
effettuato dai monaci che, guidati dall’abate
Gerlanno, nell’estate del 929 lasciarono
l’abbazia di Bobbio, fondata da S. Colombano nel 612 su un terreno donato dal re
bizantino Agilulfo, portando con sé in
un’urna le sacre spoglie del fondatore.
Il viaggio era verso la capitale Pavia per
cercare di ottenere giustizia dal re Ugo di
Provenza in merito a usurpazioni territoriali
subite dal monastero. Questo primo volume, pubblicato in occasione dei 1400 anni
della venuta in Italia di San Colombano è
un approfondito studio che abbraccia l’arco
cronologico di riferimento dalle più antiche
testimonianze archeologiche fino al 1208,
anno al monastero di S. Colombano sarà
tolta l’indipendenza per sancirne la sottomissione all’episcopato di Bobbio.
Il progetto, una volta completato dal collegamento a Milano, città da cui partì S. Colombano, è finalizzato a registrare la via
Sancti Columbani tra i percorsi della Fede,
interagendo con la strada Romea e la via
Francigena.
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Maggio - Distretto 2050