Maggio 2012 - n. 4 Conosci te stesso per abbracciare l’umanità Kalyan Banerjee Presidente R.I. 2011-12 R TARY2050 aLLeGato a rotary n. 4 / 2012 - reGistrazione tribunaLe di miLano n. 89 deLL’8/3/1986 - direttore responsabiLe: roberto scambeLLuri direttore editoriaLe: andrea pernice - coordinamento editoriaLe: marino caseLLa - e-maiL [email protected] una pubbLicazione per i rotariani deL distretto 2050 - pernice editori via verdi 1 - 24121 berGamo - stampa: tcp - via viGentina, 29/b - 27100 pavia In questo numero • Il Rc Sant’Antonino adotta un dipinto • Il Monteverdi “rivisita” la facciata del Duomo di Cremona • Successo del Rc Maclodio ai mondiali di sci “DROGA, STANNE FUORI!” A CREMONA SI PUNTA SULLA PREVENZIONE La Un momento dell’incontro alla presenza del Prefetto Tancredi Bruno di Clarafond e del Governatore Ivo De Lotto CREMONA – Alla presenza del Prefetto Tancredi Bruno di Clarafond e del Governatore del Distretto 2050, Ivo De Lotto, nell’ambito di una riunione con numerosi dirigenti di istituti scolastici, è stata presentata la pubblicazione “Droga, stanne fuori!”, predisposta dagli studenti dell’Istituto professionale “P. Sraffa”, con la collaborazione della Prefettura di Cremona e il finanziamento del Distretto 2050. Hanno partecipato alla presentazione dell’iniziativa, svoltasi in un clima di grande partecipazione e interesse, anche il Questore, il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, il presidente dell’Amministrazione provinciale, l’assessore alle Politiche educative e della famiglia di Cremona, il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale e il direttore sociale della locale Asl, nonché gli assistenti dei Gruppi Po e Gerundo, Alceste Bartoletti e Riccardo Reduzzi, e numerosi presidenti dei Rotary Club della provincia di Cremona. Non hanno potuto mancare all’appuntamento gli insegnanti e una rappresentanza degli studenti che hanno realizzato il progetto. Particolare soddisfazione e apprezzamento sono stati espressi dai presenti per l’iniziativa e, in particolare, per la pubblicazione che, realizzata da un gruppo di giovani per rivolgersi ai loro coetanei, intende fornire pratiche informazioni in relazione all’illecito amministrativo della detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale non terapeutico. L’opuscolo sarà distribuito nelle scuole della provincia e sarà, comunque, a disposizione presso la Prefettura. Amedeo Viciguerra Pag. 5 - Un magistrato “racconta” la camorra Pag. 7 - Storia e dramma del popolo armeno Lettera mensiLe deL G o v e r n at o r e Ivo De Lotto Pag. 2 - Vita e sviluppo di Brescia Musei AL CONGRESSO CON I POSTER DELLE INIZIATIVE REALIZZATE DAI CLUB C are Rotariane e cari Rotariani, in questo mese si terrà a Bangkok il Congresso Internazionale del Rotary. Ho provveduto a trasmetterne il programma a tutti i Club perché si vedessero i temi trattati e l’intera organizzazione dell’evento. Il congresso internazionale è l’occasione da un lato per cogliere le più recenti direttive lungo le quali il Rotary si sta muovendo a livello internazionale, dall’altro per incontrare rotariani dei più vari paesi e toccare con mano l’internazionalità della nostra associazione: paesi con tradizioni culturali e problemi sociali molto diversi l’uno dall’altro, ma rotariani uniti dallo stesso ideale del servire. Il nostro Distretto partecipa finora con una ventina di soci: si è ancora in tempo per iscriversi e prender così parte a un evento unico nel suo genere. Intanto, il nostro anno volge al termine: è stata per me un’esperienza unica e stimolante. Ho trovato un insieme di Club in genere molto attivi, per i quali la partecipazione alle iniziative è spesso più importante della semplice presenza alle conviviali. Da essi ho imparato molte cose, in particolare come il territorio con la sua cultura e il suo modo di operare incida sul comportamento e sulle scelte del Club che vi insista, quale peso possa avere la composizione dell’effettivo, età media e presenza femminile, sulla tipologia e numerosità delle iniziative del Club e sull’attenzione ai cambiamenti in corso nella società, alle direttive degli organi centrali del Rotary, alle necessità del territorio in cui il Club è incardinato, allo stabilire rapporti con le strutture pubbliche e private che vi operano. Affinché le molte iniziative avviate e portate a termine con successo non rimangano nascoste nella documentazione gestionale del Club, è fondamentale che esse siano descritte e rese note a tutti i soci del Distretto e a tutto il nostro territorio. Allo scopo servono il nuovo sito del Distretto, l’azione della Commissione comunicazione e anche il Congresso distrettuale. Permettetemi di insistere affinché tutti i Club inviino con sollecitudine la documentazione sulle iniziative fatte e in corso al gestore del sito perché siano inserite nell’apposito spazio e così rese note a tutti nel modo più efficace e generalizzato. Finora non tutti i Club hanno prestato la dovuta attenzione a questa iniziativa: sollecito i ritardatari a svolgere questo compito e a mantenere aggiornata la propria immagine sul sito nell’interesse del Club e dello stesso Distretto. Il mese prossimo terremo a Pavia (16 e 17 giugno) il congresso distrettuale del quale è stata distribuita una bozza del programma a voi tutti: è anche questa un’occasione per render noto quanto si è fatto e si fa a tutti i nostri soci e anche al mondo esterno. Allo scopo, invece di descrizioni sintetiche fatte con relazioni, che oltre a tutto per ragioni di tempo costringono sempre a limitare il numero delle iniziative presentate, quest’anno si organizza una sessione poster dove tutte le Commissioni di- strettuali e soprattutto tutti i Club sono chiamati ad esporre le proprie attività, in modo sintetico, ma esaustivo. Anna Spalla ne sta curando l’organizzazione: ma senza la vostra collaborazione e il vostro impegno sarà fatica sprecata. Vi invito quindi caldamente a dare in modo tempestivo il vostro contributo nell’interesse della vostra Commissione, del vostro Club e in generale del nostro Distretto. Il congresso avrà successo se la vostra partecipazione sarà numerosa e attiva: tenetelo presente quindi nel calendario dei vostri impegni come momento di incontro, di formazione e d’informazione da non mancare; da parte nostra c’è l’impegno di renderlo interessante e ricco di eventi. Siamo quasi alla fine dell’anno rotariano, ma rimangono ancora molte attività e iniziative da portare a termine: oltre al Congresso internazionale e a quello distrettuale, vi ricordo tra i molti eventi i corsi RELA il 19 maggio e il 9 giugno presso la sede di Piacenza, il seminario sull’Effettivo il 26 maggio sempre a Piacenza, il Premio Cardano a Pavia il 12 giugno, la consegna della carta al nuovo Club Brescia Museo Mille Miglia il 13 giugno. Un cordiale saluto DG Ivo De Lotto A MAGGIO IL SEMINARIO SULL’EFFETTIVO PIACENZA – Segnalo agli Assistenti e ai Presidenti di Club che sabato 26 maggio 2012 nella Sede del Distretto a Piacenza (via Gorra 53), con inizio alle ore 9.30, si terrà il Seminario Distrettuale dell’Effettivo ed Espansione, che toccherà i temi legati allo sviluppo dell’effettivo e alle tematiche ad esso collegate, quali formazione dei soci e immagine del Rotary sul territorio e del Rotaract. Vi prego pertanto di comunicarlo ai vostri Club e a tutti i soci. Giuseppe Scarpitta Presidente Commissione Effettivo ed Espansione L’INTERVENTO AL RC CASALMAGGIORE DI UN DIRIGENTE DELL’UFFICIO DEL MAGISTRATO DEL PO HA ILLUSTRATO AI ROTARIANI LE MODERNE POSSIBILITÀ DI SFRUTTAMENTO DEL GRANDE FIUME SOLAROLO RAINERO – “L’adeguamento della navigazione in Po agli standards europei – I progetti di AIpo” è il tema che l’ing. Luigi Mille, dirigente dell’Area Lombarda del Magistrato del Po, ha affrontato il 1° febbraio al RC Casalmaggiore Oglio Po (presidente Alfio Poli) presso il ristorante La Clochette. Il relatore, attraverso una splendida relazione, ha presentato le iniziative che consentiranno, non solo la regimazione ma, anche l’utilizzo delle acque del fiume per la produzione di energia elettrica. In modo chiaro ha spiegato che il profilo del fiume si divide in tre parti: una a monte in cui agisce principalmente la forza erosiva e una a valle in cui prevale la deposizione, entrambe sono separate da una terza zona in cui la corrente esercita principalmente una attività di trasporto. Nel tratto a monte, a causa della corrente, si verifica un progressivo allargamento dell’alveo con un aumento della profondità, nel tratto a valle dove la corrente rallenta prevale la deposizione dei materiali partendo da ghiaia e sabbia fino ad arrivare a limo e argille. Dove la pendenza è quasi nulla il fiume crea ampi meandri, erodendo la sponda e depositando il materiale asportato su quella opposta. Il progetto di regimazione (da distinguere dalla bacinizzazione che consiste nel modificare il regime idraulico) del Po riguarda il tratto da Cremona alla foce del Mincio, dal canto suo già bacinizzato grazie al Garda, prevede la creazione di quattro dighe con paratie mobili nel tratto lombardo-emiliano e, una o due più a valle. Oltre allo scopo di stabilizzare le portate, l’intervento mira a fermare l’erosione dell’alveo ed a riassettare una consistente parte del corso ripristinando, golene ed antichi rami ora secchi. In questo modo si potrà sfruttare la navigazione anche nei periodi critici ed attraverso i vari dislivelli si produrrà energia elettrica. Ulteriori benefici, aggiunge l’Ing. Mille riguarderebbero un sensibile miglioramento delle condizioni per l’irrigazione, una evidente stabilizzazione delle falde idriche ed una riqualificazione ambientale. A chi teme ripercussioni negative per l’agricoltura, l’ingegnere ha specificato che le golene coltivate non sarebbero interessate. Nello specifico il progetto per la produzione di energia elettrica, riguarda un tratto di fiume di circa 130 chilometri e prevede la realizzazione di quattro traverse. La prima tra Motta Baluffi (Cremana) e Roccabianca (Parma); la seconda fra Viadana (MantoDa sinistra: va) e Brescello (Reggio Emilia) poco a monte delBartoletti, la confluenza con il torrente Enza; la terza fra BorMille, Poli e Ghezzi goforte (Mantova) e Motteggiana (Mantova) a valle della confluenza con il fiume Oglio; la quarta tra della foce dei fiumi Mincio e Secchia. valle a sempre (Mantova) Quigentole e Sustinente idroelettrica di Isola Serafini, realizzata negli ancentrale la integrare a andrebbero Le citate traverse, realizzato sul Po. sbarramento vero l’unico è attualmente, che, e ni settanta tra chi chiedeva approfondimenti su sinrelazione, della termine al interventi gli parecchi Ovviamente domandava quali fossero i punti sfumati, progetti di decenni da deluso chi, a progetto goli aspetti del “europeo”. più fiume un Po il rendere a volta iniziativa di forza di quest’ultima Da sottolineare, infine, nel corso della serata la proiezione di splendide diapositive sul fiume Po realizzate da Gigi Ghezzi: 50 scatti fatti nelle quattro stagioni da Cremona sino alla foce. Una qualificata testimonianza del “nostro Po” che ha consentito ai presenti, di apprezzare paesaggi e particolari che probabilmente pochi avevano visto. Giovanni Raineri 2 S oncino - In un clima di festosa amicizia, si è tenuto l’interclub (che vedeva in veste di relatore Fausto Lechi, presidente della Fondazione Brescia Musei) iniziato con i saluti dei presidenti del RC Soncino Silvano Boggian, RC Manerbio Renato Brignani e del RC Montichiari Sostene Migliorati. Il dottor Lechi, è direttore generale di Ubi Leasing, società del gruppo Ubi Banca, ed è stato dirigente del Brescia Calcio e della Brixia Leonessa Pallanuoto. Il nuovo vertice del service culturale del Comune (che alla Fondazione ha affidato con contratto di servizio Santa Giulia, la pinacoteca Tosio Martinengo, il museo delle armi Luigi Marzoli, il museo del Risorgimento e l'area archeologica del Capitolium) arriva dopo dieci mesi di gestione commissariale. Brescia Musei, nata come società per azioni nel 2003 per volontà del Comune di Brescia (socio di maggioranza), della Fondazione Cab, della Fondazione Asm e della Camera di commercio, si trasforma in fondazione di partecipazione per dare continuità di gestione alla innovativa partnership pubblico-privato che ha consentito la riapertura di Santa Giulia e la progressiva valorizzazione di Brescia come città d’arte, attraverso un articolato programma culturale ed espositivo. Per il suo obiettivo primario, la Fondazione rappresenta in Italia un progetto pilota per la gestione e la valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale. Il dottor Lechi ha fatto presente che da sabato 25 giugno 2011 il sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” è nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Per l’Italia si tratta del 46° sito iscritto nella celebre lista, confermando per il nostro paese la posizione di primato all’interno di essa. Il sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” che, oltre a Brescia, include anche Cividale del Friuli, TorbaCastelseprio, Campello sul Clitunno, Spoleto, Benevento e Monte Sant'Angelo, comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano, sparse dal nord al sud della penisola, laddove si estendevano i domini dei più importanti Ducati longobardi. I beni compre- IN UN PARTECIPATO INTERCLUB RIPRECORSE NASCITA E SVILUPPO DELLA FONDAZIONE BRESCIA MUSEI Fausto Lechi e Silvano Boggian si nel sito, frutto di una rigorosa e accurata selezione, sono ognuno per la propria tipologia specifica, il modello più significativo o meglio conservato tra le numerose testimonianze diffuse sul territorio nazionale e, nel loro insieme, rispecchiano l’universalità del- la cultura longobarda nel momento del suo apice. Essi rappresentano quindi la quintessenza del patrimonio artistico e architettonico delle gens Langobardorum che, come noto, si espressero in forme monumentali solo dopo il loro stanziamento in Italia, a seguito di un lungo periodo di migrazione che dalla Scandinavia li vide attraversare i paesi del nord-est europeo. Ad oggi, inoltre, il periodo longobardo non è presente nella Lista del Patrimonio Mondiale e questo riconoscimento risponde quindi alla necessità che la Lista sia rappresentativa di tutte le culture e di tutte le civiltà. Il fatto che non si tratti di un sito singolo, ma di una rete, costituisce infine un elemento di notevole importanza e novità. Il dottor Lechi ha descritto le iniziative avviate dal nuovo consiglio di amministrazione (denominate Il Filo di Arianna) per avvicinare i non vedenti alle bellezze museali, oltre che percorsi tematico-educativi rivolti ai bambini di diversa età. Claudia Piovani IL RC SANT’ANTONINO “ADOTTA” UN DIPINTO E LO RESTAURA PIACENZA – Ospite della conviviale del Rotary Club Sant’Antonino è stata Silvia Ottolini, restauratrice della Galleria d’arte moderna Ricci Oddi. Il presidente Mario Maestri e tutti i soci del club, hanno avuto un motivo in più per gioire di questa visita, in quanto la dottoressa Ottolini ha presentato una breve relazione sul restauro de “Il morticello” (1884), quadro di Francesco Paolo Michetti, adottato proprio dal Club Sant’Antonino attraverso una donazione che ne ha permesso la rimessa a nuovo. Particolare attenzione è stata posta sulla cornice di pregiata fattura, alla quale l’artista, con la collaborazione Il presidente Mario Maestri con Silvia Ottolini e un’ospite del figlio, dedicava particolare importanza, inserendo stelle e altre lavorazioni in rilievo, che ne fanno pezzo raro e di pregio di cui la nostra gal- leria e i piacentini tutti, devono andare fieri. Nella sua relazione la dottoressa Ottolini ha giustamente fatto presente di come lo Stato sprechi denaro per finanziare spot pubblicitari, mentre vengono trascurati molti altri siti, come sta accadendo al museo dell’Aquila, seriamente danneggiate e senza più una casa per il 2009. Durante il saluto di fine serata è arrivato dall’ospite, l’invito a non concentrarsi sempre e solo sui musei famosi, ma di provare a scoprire le piccole realtà museali di provincia, che spesso racchiudono, e con grandi sforzi proteggono, delle vere e proprie sorprese. L’ASSEMBLEA DISTRETTUALE A VILLA FENAROLI È STATA OCCASIONE DI BILANCI DI INCONTRO TRA LE SQUADRE DEL GOVERNATORE DE LOTTO L’INCOMING ANGELI BRESCIA – Li ho trovati già tutti presenti, sorridenti, gioviali... Sono i miei soci! Tutti con la voglia di partecipare all'Assemblea distrettuale, per ascoltare il Governatore Ivo De Lotto e tutto il team di lavoro del Distretto, ma anche per rivedere i vecchi amici degli altri Club. E' bello anche per questo, partecipare agli eventi distrettuali, il confronto è vitale per ogni Club. Il programma dei lavori risultava già interessante sulla carta. La giornata è iniziata con l'onore alle bandiere e il saluto del Governatore, che ha ricordato l'importanza di questa assemblea, come incontro tra Governatore e presidenti uscenti ed entranti. Non bisogna dimenticare, infatti, l'importanza della rotazione: si correrebbe il rischio di “personalizzare” troppo ogni carica. Villa Fenaroli è la sede del Rc Brescia Est e, non poteva certo mancare il saluto del presidente Francesco Gabrielli. Si è trattato di un intervento che ha reso orgogliosi i rotariani del Brescia Est per i pensieri profondi che il presidente ha saputo trasferire, ricordando, ad esempio, uno degli eventi ospitati proprio in queste sale in memoria di un grande rotariano scomparso, Lino Poisa. Il ricordo non è solo rivolto a lui ma, anche ai tanti uomini che hanno sempre lavorato in favore del Rotary. Gabrielli ha ringraziato il Governatore- pensieri di Paul Harris per ricordare cosa significhi essere rotariani soprattutto oggi. Un altro Pdg, Angelo Borgese, è intervenuto con parole altrettanto profonde e significative che, nei suoi pensieri, hanno ricordato le parole di Jeremy Rifkin relative alla capacità emIl tavolo della presidenza all’Assemblea distrettuale patica dell'uomo; l'uomo capace di compassione, di responperché, con l'approntamento del nuovo sito sabilità, di condivisione, insomma, di immededel Distretto, ciascuno ha la possibilità di co- simarsi nelle emozioni altrui, soprattutto nella noscere le attività organizzate dai singoli Club, sofferenza. favorendo lo scambio di informazioni. L'amici- Le parole non sono sempre bastano a spiegare zia, l'affetto, il dare del proprio tempo agli altri, concetti ovvi che appartengono alle nostre vite il servire al di là di ogni interesse personale, e che non dobbiamo mai dimenticare. Così, le immagini sono accorse in aiuto, accompagnaappartengono alla stessa sfera dei sentimenti. «L'amicizia, testimoniata da tanti rotariani nel te dalla musica degli Enigma e dai movimenti passato e che viene testimoniata oggi, rimane delicati di tre ragazze del Rotaract di Mantova il vero propulsore dei nostri progetti», ha con- che, con la loro danza, hanno ricordato il mucluso Gabrielli, sottolineando che il Rotary è tuo soccorso e la disponibilità a servire. veramente un'esperienza di vita unica. La presenza di autorità bresciane non poteva A seguire, è intervenuto il decano dei Governa- mancare a ricordare il nostro territorio anche tori, il Pdg Enzo Cossu che ha rammentato di se Narcisa Brassesco Pace, Prefetto della aiutare le nostre coscienze a risvegliarsi. provincia, ha preferito fare un intervento come E’ poi intervenuto il Governatore Incoming, Ar- donna rotariana, ricordando i tempi in cui venmando Angeli Duodo, che si è riallacciato ai ne costituito un Club a Genova per consentirne l'ingresso anche alle donne. Paul Harris aveva già considerato peccato che i Club abbiano capito con difficoltà quanto fosse importante anche la presenza femminile all'interno di un Club rotariano. Dopo questi ricordi, il prefetto ha chiuso il suo intervento augurando ai rotariani di riuscire sempre a guardare fuori da noi stessi, a guardare gli altri. Il Dge Armando Angeli Duodo, ha quindi presentato tutta la squadra distrettuale che diventerà operativa dal primo luglio prossimo. A seguire è intervenuto il Rappresentante distrettuale del Rotaract Andrea Morandi, il quale espone tutti i progetti futuri dei Club Rotarct ma, soprattutto, l'intento di una collaborazione più intensa con i Club Rotary. In seguito i soci hanno potuto ascoltare Alberto Monti che ha parlato della gestione finanziaria dei Club; Patrizia Zanotti invece, ha parlato di come migliorare l'immagine pubblica del Rotary; Roberto Bondavalli di volontariato ed Aldo Adami insieme ad Angelo Fiorentini, hanno parlato del Progetto Amico Campus. Il Governatore ha chiuso i lavori per consentire il pranzo tra i soci presenti e continuare a parlare di Rotary... a parlare di noi! Elena Soldini S abbioneta – Consapevolezza, indignazione, pretendere dei cambiamenti... Ciò che proviamo ogniqualvolta ci vengono elencati ruberie e misfatti della nostra classe dirigente ha un suo peso: «Lo sanno “loro” che la gente è arrabbiata. E se la gente è consapevole di quello che succede, prima o poi le cose cambiano. Il ruolo dei cittadini è determinante». Hanno dato un po' di conforto, queste parole, ai tanti presenti alla serata conviviale organizzata in interclub dei RC Casalmaggiore Viadana Sabbioneta, presieduto da Mauro Acquaroni, e Casalmaggiore Oglio Po (presidente Alfio Poli). A pronunciarle è stato Gian Antonio Stella, autore (con Sergio Rizzo) nel 2007 de "La Casta" (1 milione e 300 mila copie vendute), nonché editorialista del Corriere della Sera. Con tutte le contraddizioni, i marciumi, le nefandezze che scova ogni giorno, Stella viene a dirci che la nostra indignazione la "sentono anche loro". Non possiamo che credergli, e vedere magari uno spiraglio. Stella ha ampiamente trattato i dati, citando fonti e numeri ufficiali, navigando nelle vergogne di nord e sud Italia, confrontando stipendi e pensioni, in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. La vicepresidente dell'assemblea provinciale trentina, ad esem- GIAN ANTONIO STELLA CONTRO LA “CASTA” FA IL PIENO DI APPLAUSI Il giornalista Gian Antonio Stella tra i presidenti Mauro Acquaroni e Alfio Poli pio, risulta avere uno stipendio mensile di 6 mila euro superiore a quello di Hillary Clinton nella sua mansione di segretario di Stato americano; il presidente della giunta provinciale trentina guadagna più di Angela Merkel e uno stenografo di Palazzo Madama può arrivare a guadagnare quasi quanto il re di Spagna. Nel 2010 la retribuzione media dei 1.737 dipendenti di Montecitorio era di 131.585 euro: 3,6 volte la paga media di uno statale e 3,4 quella di un collega della britannica House of Commons; un parlamentare di 45 anni con una so- NUOVA SALA ALL’OSPEDALE DI CREMONA GRAZIE ALLA RF CREMONA - Alla serata del 12 aprile L’ospedale di Cremona ha partecipato anche il presidente del Rotary Club Brescia Franciacorta Oglio Guido Facchetti, capofila del matchig-grant a favore dell’ospedale di Cremona per il reparto di oncologia mammaria. I Club Brescia Franciacorta, Cremona Po e Soncino, infatti, si stanno impegnando per l’allestimento di una sala del reparto con una spesa totale di circa 60 mila euro. Il grant è stato approvato dalla Fondazione Rotary che, in tal modo, contribuirà con il Distretto 2050 per il 50 per cento della spesa. L’AZIENDA FRATELLI BUGATTI GIOIELLO DI TECNOLOGIA AVANZATA BIONE - I fratelli Damiano e Virgilio Bugatti con i figli Claudio, Gabriele e Graziano hanno accolto i rotariani nel nuovo stabilimento di Bione della Aignep, uno dei quattro produttori nazionali di raccorderie pneumatiche e una delle principali realtà internazionali del settore che conta non più di una quindicina di player. Lo stabilimento è imponente nelle dimensioni e realizzato a "cascata" sul fianco della collina con un primo plesso di tre piani a cui segue un secondo plesso sottostante di altri tre piani che consentono ampi spazi dove vengono prodotti e immagazzinati ben 18 mila diversi articoli. Sì perché la Aignep non lavora conto terzi ma producendo articoli propri che vengono poi assemblati dai produttori dei più diversi impianti industriali e civili. Anche il magazzino automatizzato è dunque uno spettacolo, un qualcosa che per dimensioni e automazione ricorda certe immagini di film di fantascienza. Le macchine transfer al lavoro sono moltissime e tutte impegnate instancabilmente e rifornite da 80mila strumenti differenti. Veramente un patrimonio tecnico, di studio e di esperienza, di incalcolabile valore. Il gruppo industriale dei fratelli Bugatti, oltre a questa importante realtà valsabbina, conta anche altre tre belle aziende nella terra di origine, Lumezzane: la Picchi Bugatti che produce appunto macchine transfer (l'ultima è un bestione con 150 assi e 72 teste di lavoro), la Landa (corpi illuminanti per esterno) e la Casa Bugatti, con i tradizionali casalinghi. Dopo la visita duranta circa due ore, proprio per l'interesse ad assistere a tante diverse lavorazioni, ci siamo spostati per la cena alla trattoria Rock di San Faustino per una prelibata cenetta al termine della quale il Presidente Donati ha offerto alcuni omaggi ai nostri ospiti che ci hanno con molta umiltà raccontato alcuni momenti della loro storia aziendale e offerto molti spunti di riflessione sulla dicotomia tra tradizione del lavoro industriale e attualità della speculazione finanziaria. Il dottor Bottini, responsabile del reparto, accompagnato dal dottor Allevi, ha ringraziato per la generosa iniziativa che aiuta in modo considerevole lo sviluppo di un reparto che sta ottenendo risultati molto positivi nell’ocologia mammaria. Questo è il primo matchig-grant per un service locale che viene approvato nel Distretto 2050 e realizzato attraverso l’amicizia con il Rotary Club Bellinzona (Svizzera), che è stato il referente “estero” del progetto si e, duqnue, è potuto avere il contributo della Fondazione Rotary. 3 la legislatura riceverà di pensione in media il 533% di quello che ha versato; in rapporto alla popolazione, ogni americano spende per il suo Parlamento 5,10 euro l'anno, ogni italiano 27,40; lo stipendio del "Trota" Bossi è pari a quello percepito da tre governatori americani messi insieme... La reazione, dicevamo, è sempre la stessa: schifati, pronti a dar battaglia, pieni di vergogna, di sdegno, di rabbia, ma anche... impotenti. Del tutto, impotenti. E di questo sentimento ha parlato il sindaco di Rivarolo del Re Marco Vezzoni, intervenuto dopo la reazione di Stella, interpretando i sentimenti di tanti. Stella, ha ricordato che non tocca a lui risolvere il problema, il suo mestiere è scrivere, raccogliere e raccontare storie, inchieste, non sostituirsi a politici o politologi, «Occorre davvero fare qualcosa. Dovremmo utilizzare di più internet: in alcuni Paesi del mondo con internet butti giù un governo... Dovremmo quotidianamente esigere di vedere i conti, pretendere una riforma che uniformi i parametri nelle voci dei bilanci pubblici, così da poterli davvero confrontare...». Informarsi, prendere coscienza del problema, chiedere trasparenza, nella consapevolezza che «ciò che conta è quello che si respira nel paese: se il pero è marcio, prima o poi cade...». Brillante, preciso e schietto Stella ha condotto la sua relazione puntando l'indice sui tagli scriteriati che sono stati compiuti: -74% di contributi ai paesi poveri, -84% sui fondi per i rischi idrogeologici, -50% alla cultura ..., sugli assurdi canoni d'affitto che vengono pagati per palazzi e sedi amministrative, sulla mancanza di credibilità di tutta la nostra classe politica. Il titolo del suo ultimo libro, "Licenziare i padreterni. L'Italia tradita dalla Casta", ha preso spunto dal discorso di Luigi Einaudi del 1919. «Bisogna licenziare questi padreterni orgogliosi (...) persuasi di avere il dono divino di guidare i popoli nel procacciarsi il pane quotidiano. Troppo a lungo li abbiamo sopportati». Al dibattito hanno partecipato vari rappresentanti della stampa locale e numerosi soci. Alla serata erano presenti, anche il presidente del RC Oglio Chiese Emanuele Orsi, il capitano dei carabinieri Luigi Regni e l'assessore del comune di Casalmaggiore Tiziano Ronda. Letizia Frigerio IL JAZZISTA KLAUS BELLAVITIS INCANTA IL CLUB CREMASCO SAN MARCO CREMA - Ospite durante l’ultima conviviale del Rotary Club Cremasco San Marco, presieduto da Luca Bandirali, è stato il jazzista Klaus Bellavitis. Dopo una breve presentazione dell’attività dell’Istituto musicale “Folcioni”, fatta dal suo direttore e socio Alessandro Il Governatore Ivo De Lotto e il Pdg Tommaso Caizzi Lupo Pasini, l’assistente del con Klaus Bellavitis e il presidente Luca Bandirali Governatore Riccardo Reduzzi ha presentato il musicista Klaus Bellavitis che nel 1988 è stato il che nel porgere un saluto ai convenuti si è primo italiano a laurearsi alla Berklee College of complimentato con il presidente e il Club per Music di Boston in “Composizione di musica l’avvenimento, organizzato per rafforzare l’imda film”; ha collaborato con case produttrici di magine dei services che i rotariani hanno in film e con vari musicisti a livello mondiale, oltre atto anche in città. Complimenti arrivati anche che aver insegnato al Conservatorio Verdi di dal socio e past presidente Tommaso Caizzi, Milano. Per sette anni ha vissuto e suonato che, pur nella sua veneranda età, partecipa attiall’estero con ripetuti ingaggi in jazz d’oltrema- vamente alla vita del Club. re a Boston, New York, Salt Lake City, Las Terminato il fenomenale concerto tenuto in Vegas, ottenendo molti riconoscimenti artistici. esclusiva per Rotary Club Cremasco San Alla presenza di numerosissimi soci e ospiti, Marco, la serata si é conclusa piacevolmente l’artista si è esibito nella sala “Bottesini” del con la conviviale presso il Ridottino del Teatro, Folcioni, mettendo in mostra le proprie caratte- dove il grande jazzista ha risposto a domande e ristiche salienti, quali l’originalità interpretativa, ha raccontato simpatici aneddoti della sua vita l’elegante timbro vocale e il pianismo virtuoso. artistica negli incontri con i più grandi persoHa dato ancora più lustro alla serata la presen- naggi del mondo musicale internazionale. za del Governatore distrettuale Ivo De Lotto, R.R. 4 C remona – La conversazione su Cristina Trivulzio di Belgioioso (18081871), aristocratica lombarda tra cultura e politica, ha suggellato la conclusione delle celebrazioni del 150° dello Stato nazionale unitario al RC Cremona (presidente Giuseppe Bufano). La relatrice Maria Luisa Betri ha presentato questa importante figura femminile del Risorgimento unendo la preparazione della studiosa alla capacità di docente nel catturare l’attenzione degli ascoltatori. Cristina Trivulzio è stata biografata più volte, dalla sua morte agli anni più recenti. Eppure è rimasta meno nota di altre donne lombarde divenute ‘icone’ del patriottismo ottocentesco (come Teresa Casati Confalonieri, Clara Maffei, Laura Mantegazza, Adelaide Bono Cairoli). Forse ciò è dovuto alla condizione di “irregolare”. Il filosofo Victor Cousin, uno dei suoi ammiratori (ne ebbe molti, ed ebbe altrettanti amanti), la definiva una donna “per intelligenza uomo”. Probabilmente questa “virilità” intellettuale le ha impedito di entrare a pieno titolo tra le “madri della Patria”. LA CASA DI LORENZA Antonio Gaggianesi nel ruolo di banditore VIGEVANO – Solidarietà, amicizia e gusto della buona tavola: tre ingredienti che hanno reso perfetta la serata (19 aprile) al ristorante Villa Sant’Espedito di Mortara, dove il RC Cairoli, insieme con il RC della Lomellina e il RC Mede Aureum, ha organizzato un’asta di vini e di golose specialità a favore del Progetto “Casa di Lorenza”, la casa-famiglia per diversamente abili che vede coinvolti tutti i Club del Gruppo Lomellina, inaugurata il 5 giugno 2011 a Vigevano (corso Genova). L’evento ha visto la partecipazione di Mauro Facchini, assessore allo sviluppo del territorio del Comune di Vigevano, e dell’Azienda agricola Carmen Rodolfo, produttrice di un cibo della tradizione lomellina, il “figadel”, uno dei fiori all’occhiello della cultura gastronomica locale, che viene preparato con un impasto speciale, tenuto gelosamente segreto. Il “figadel” offerto dall’Azienda è stato servito tiepido su un letto di polenta, primo tra gli antipasti del menu. Subito dopo la cena è partita l’asta, in cui sono stati offerti quarantuno lotti tra cui spiccavano bottiglie importanti e rare, come l’introvabile “Boehmi” 2005 Magnum dell’azienda Le Fracce, vincitore di numerosi premi, alcuni “Buttafuoco” storici, dei “Super Tuscan” (Ornellaia, Lupicaia, Tassinaia e Chianti riserva Frescobaldi), molte delle quali offerte dalla Trattoria “Da Carla” di Molino d’Isella e dall’Antico Caffè Ducale di Vigevano. I soci dei tre Club presenti hanno ingaggiato un’autentica gara di solidarietà. E per l’occasione, è stato messo al lavoro il banditore Antonio Gaggianesi, che ha saputo movimentare l’asta da par suo. Il risultato: una considerevole somma che permetterà di contribuire all’arredo della “Casa di Lorenza”. CRISTINA TRIVOLZIO BELGIOJOSO, LA SUA VITA AVVENTUROSA SUGGELLA LA CHIUSURA DEL 150° DELL’UNITÀ educarla nei In occasione del centosentimenti cinquantesimo, ha osserpatriottici. Il vato la relatrice, si è rivaloro era un lilutato anche il Risorgiberalismo mento al femminile. Nel 1848 e in altri momenti progressista cruciali del percorso unioltre che antiaustriaco. tario molte donne comuCristina stuni condivisero l’angoscia diò in particoper gli esiti delle guerre, lare pittura la mancanza di notizie; si avendo come interessarono alle scelte maestra Ernepolitiche e alle trattative La relatrice Maria Luisa Betri sta Bisi, affidiplomatiche. Pensavano con il presidente Giuseppe Bufano liata alla Cargià in termini di “Italia”, boneria. Nel 1824 sposò il principe Emilio desideravano partecipare alla storia, andando Barbiano di Belgioioso d’Este, “charmant” e oltre la dimensione della domesticità nella libertino: il matrimonio sfociò ben presto in quale la mentalità prevalente le confinava. una separazione di fatto. Negli anni Trenta Anche la Trivulzio, che pure non era una doncominciò ad interessarsi e a scrivere di polina sconosciuta, è stata ripresa e rivisitata datica, partendo da posizioni mazziniane, apgli storici: la sua coerenza e le sue contraddiprese durante i suoi soggiorni in Liguria. Dozioni rappresentano un compendio esistenziale delle vicende risorgimentali. Era una po i moti del 1830-31 e la confisca dei suoi donna enigmatica: un celebre ritratto delbeni fuggì in Svizzera. Si dice abbia finanzial’Hayez ce la consegna come una “gran dato la fallita insurrezione repubblicana in Sama”; un ritratto più tardo, di altro pittore tevoia del 1834, ma l’ipotesi (ripresa nel recendesco, la presenta come una figura eterea. te film “Noi credevamo”) non è storicamente Fu descritta nei modi più diversi: dagli “occhi comprovata. Si trasferì a Parigi e qui aprì un terrificanti come quelli di una tigre”; “princisalotto frequentato da nomi illustri della cultura e della politica (Hugo, Chopin, Liszt, pessa romantica”; “principessa del Nord”, “dama misteriosa del Risorgimento”. Il limite Thiers, Guizot) e da esuli italiani (Mariani, dell’approccio più comune è la tendenza a Massari, Gioberti, Ferrari). cristallizzare le molte sfaccettature della sua Studiò teologia, filosofia, storia. Pubblicò personalità. Fu certamente una donna eccenquattro tomi sull’evoluzione dei dogmi cattotrica, dalla biografia avventurosa. E’ stata, inlici, tradusse in francese la “Scienza nova” di sieme, tante persone – ha detto la relatrice – Giambattista Vico. Si dedicò soprattutto al negli studi, nel salotto, nelle amicizie, nei giornalismo politico su “La Gazzetta italiana”. viaggi, nella politica, nella maternità. Nacque Molti, soprattutto a Milano, la consideravano velleitaria e pericolosa. Così Federico Confain piena età napoleonica; il padre Gerolamo lonieri, così soprattutto Alessandro Manzoni era un ciambellano dell’Impero, la madre Vittoria Gherardini era una bella donna, pratica che ne disprezzò anche le iniziative filantropidi affari; la nonna era una Litta. che allorquando, rientrata in Lombardia, si riLa madre, rimasta vedova, si risposò con tirò temporaneamente a Locate “con Dio, Alessandro Visconti d’Aragona. L’ambiente mia figlia Maria e i miei libri”. A Parigi aveva familiare, di cultura liberale, fu decisivo per frequentato ambienti saintsimoniani e cattoli- co-riformatori e ne aveva tratto l’istanza di una palingenesi sociale che, a Locate, aveva cercato di attuare aprendo per i contadini e i poveri uno scaldatoio, una cucina, una scuola femminile, una scuola di canto, un luogo di assistenza per i malati, un asilo per i bambini. Iniziativa, quest’ultima, che incontrò l’apprezzamento di Ferrante Aporti che definì la Trivulzio “donna di ottimo cuore e mentesaggia” e del futuro ministro cremonese Stefano Jacini. Come pubblicista, fondò e diffuse a partire dal 1846 il periodico “Ausonio”. Nel 1848 si trovava a Napoli e, allo scoppio delle Cinque giornate di Milano, rientrò in Lombardia alla testa di duecento volontari da lei reclutati. Cominciò ad abbandonare le pregiudiziali mazziniane e a mediare con i moderati favorevoli all’unione col Piemonte sabaudo. Nel 1849 fu a Roma impegnata nell’assistenza ai feriti durante la difesa della Repubblica romana. Conclusa quell’esperienza, viaggiò in Grecia e in Turchia, tornando poi per qualche anno a Parigi. Rientrò a Milano nel 1859-60 avvicinandosi a Cavour e sostenendo la soluzione monarchica del Risorgimento e continuò nell’attività pubblicistica. Il primo numero (1866) della celebre rivista “Nuova Antologia” reca anche un suo articolo intitolato “Della presente condizione delle donne e del loro avvenire”. Un saggio, ha commentato la relatrice, che sorprende per il “realismo prudente e pieno di cautele” da parte di una donna fino ad allora considerata spregiudicata. Si rendeva conto che l’emancipazione femminile avrebbe richiesto tempi lunghi. Il suo consiglio alle donne era infine quello di comportarsi da “buone mogli e buone madri di famiglia”. Cristina Trivulzio di Belgioioso appare, conclusivamente, come una “personalità bifronte”. Il giudizio più lusinghiero su di lei è forse quello di Carlo Cattaneo, insieme amico e avversario politico, che la definì «la prima dama d’Italia». G.G. QUEL LINGUAGGIO SEGRETO DEL CORPO SORESINA - Se un uomo, mentre vi sta parlando, allarga meccanicamente il colletto della camicia con le dita o si gratta dietro l’orecchio, manifesta insofferenza e vorrebbe evadere da una situazione che gli va stretta; se si tocca la cravatta o il bordo della giacca, vi rivela un atteggiamento seduttivo, ma contemporaneamente una certa insicurezza nelle proprie capacità. Se una donna giocherella con l’anello, significa che è in imbarazzo; chi vi guarda di sbieco, segnala un atteggiamento di difesa, mentre i frequenti battiti delle ciglia comunicano paura e nervosismo. Se le pupille si dilatano, vuol dire che l’interlocutore sta seguendo il nostro ragionamento, se si restringono, è segno che si distrae. Del linguaggio segreto del corpo, al RC Soresina (presidente da Ivan Bruneri) ha parlato, in maniera brillante e spiritosa, Nia Guaita, esperta di comunicazione, autrice del libro “Quello che le parole non dicono”, un volume che aiuta a comprendere i segnali del corpo, ovvero gli stati d’animo: dalla gioia alla rabbia, dallo stupore alla paura, dall’insicurezza alla fermezza. E poi la menzogna. «Diverse ricerche hanno dimostrato – ha spiegato Guaita – che il dialogo è formato per il 7 per cento dal- Nia Guaita con il presidente Ivan Bruneri le parole, per il 38 per cento dal tono della voce e per il 55 per cento dalla gestualità. Il linguaggio del corpo fa riferimento all’espressione spontanea dell’emozione ed è un sistema in gran parte inconscio. Consiste in un complesso di regole riflesse e automatiche del tono muscolare, dell’atteggiamento posturale, della mimica facciale e gesticolatoria, della distanza personale e dell’uso dello spazio circostante». Insomma, «ciò che arriva tramite il “canale verbale” sono i cosiddetti fatti salienti, mentre attraverso il “canale non verbale” è trasmesso ciò che in definitiva “lascia traccia”»: il piegare la testa è gesto prevalentemente femminile; mordicchiarsi le labbra è una tipica espressione d’intenso desiderio. Spiega l’esperta che «leccarsi le labbra ripetutamente è in genere segno di gradimento fisico o intellettuale rispetto a un argomento di particolare interesse»; l’apertura o la chiusura della bocca «è il segnale di desiderio o repulsione per qualcosa». La mano aperta, invece, è segnale di onestà, ma anche di forza e potere. E poi la postura. Dondolarsi «è il movimento di chi ha impazienza di intervenire e dare il proprio parere», incrociare le braccia dietro alla testa «è un evidente gesto che indica superiorità e la superbia nei confronti degli altri». La menzogna. «Il sorriso genuino è contraddistinto da una contrazione spontanea di un muscolo dell’occhio noto come pars lateralis. Il sorriso falso è spesso asimmetrico e può scomparire in modo troppo improvviso o a singhiozzo». Morale: «Dobbiamo essere percettivi: ciò significa saper interpretare il gesto con tutte le sue sfumature compreso il contesto. Capire i meccanismi che regolano la comunicazione non verbale significa entrare nel cuore del comunicare, aprire la strada al mondo sconosciuto di messaggi che sono di là dalla sfera di conoscenze consapevoli». Francesca Morandi IL MAGISTRATO FRANCESCO NUZZO C asalmaggiore - Il magistrato Francesco Nuzzo è stato l’atteso protagonista di un interclub tra RC Casalmaggiore Oglio Po, presieduto da Alfio Poli, e il RC Piadena Oglio Chiese, presieduto da Emanuele Orsi, avente per tema “Il male della Camorra Uomini d’onore e uomini senza onore", che è anche il titolo del suo recente libro. Serata assai interessante e seguita con grande attenzione dai tanti presenti, grazie alla capacità oratoria del dottor Nuzzo e della possibilità da parte sua di leggere il fenomeno della criminalità organizzata da due differenti angolazioni. Francesco Nuzzo è nativo di Castel Volturno, zona dei temibili “clan camorristici casalesi”, anche se ormai si sente pienamente cremonese, per aver svolto per tantissimi anni la sua attività di magistrato a Cremona, nonché per l’essere tifosissimo della squadra grigiorossa. Ma Nuzzo è che anche colui che non ha esitato a lasciare la prestigiosa carica di sostituto procuratore generale, presso la Corte d'Appello di Brescia, per rispondere al richiamo della sua Castel Volturno, dove ha ricoperto la carica di RACCONTA LA SUA ESPERIENZA CON IL “MALE DELLA CAMORRA” Francesco Nuzzo, Alfio Poli ed Emanuele Orsi sindaco dal 2005 al 2010. La lotta alla camorra, per rinfrancare la terra di origine, è stata la sua missione, almeno finché gli è stato consentito farlo. «Non parlo della vicenda personale, per rispetto nella giustizia, in cui credo profonda- mente», ha esordito, poi ha fatto una lucida analisi, come ha rivelato il processo Spartacus, sulle responsabilità anche da parte dello Stato, in passato assente o complice della distruzione del territorio magnifico di Castel Volturno, da IL SUCCESSO DEL PROGETTO “PANE QUOTIDIANO” BRONI – Sabato 17 marzo al centro commerciale Esselunga di Broni si è svolta una raccolta di generi alimentari organizzata dal Rotary per supportare la Caritas di Stradella, con particolare riferimento al progetto “Pane Quotidiano”, che sostiene le famiglie bisognose. Gli sforzi combinati del RC Oltrepò e dei meravigliosi ragazzi della Caritas hanno raggiunto un traguardo importante: vedere tanta gente, di tutte le estrazioni sociali e di provenienza diversa, partecipare in modo tanto massiccio alla raccolta rotariana ha aperto veramente i cuori. Non ce lo aspettavamo! Tuttavia, aldilà della riuscita materiale della giornata, quello che ha colpito i partecipanti è stata la risposta. Molti cittadini non sapevano cosa fosse il Rotary e chiedevano informazioni in merito. L’accostamento alla Caritas ha effettivamente facilitato il nostro compito dal punto di vista della riconoscibilità. Qualcun altro sapeva più o meno cosa fosse il Rotary ma talvolta ne aveva un’idea distorta, come spesso abbiamo avuto modi di parlarne du- I rotariani impegnati nella raccolta rante vari incontri. Veramente pochi quelli che non hanno neanche voluto ascoltare la proposta probabilmente infastiditi dalla effettiva quasi ossessiva presenza di manifestazioni benefiche a tutti gli angoli delle strade. Infatti molte persone, e la cosa dovrebbe mettere in allarme, hanno voluto spiegato la propria impossibilità a partecipare all’iniziativa per motivi economici legati alla situazione contingente. Significa che la situazione generale è arrivata a livelli di guardia. E allora il Rotary, che pur non ha alcuna finalità politica, deve in qualche modo far sentire il peso delle proprie professionalità per contribuire al miglioramento economico del Paese. Un segno significativo è stato anche vedere non poche famiglie di chiara origine extracomunitaria partecipare all’iniziativa con il sorriso. Un insegnamento che può fare molto unito alla constatazione che molti giovani sono pronti a darsi da fare personalmente per dare una svolta a ciò che sta succedendo intorno a tutti noi. Dar corso, sostenere e portare a compimento manifestazioni come quella di Broni e parteciparvi attivamente assieme alle forze migliori della comunità ha rappresentato un’attività esemplare per le finalità del Club Oltrepò, coincidenti con quelle della comunità locale. I risultati ottenuti parlano da soli: i nostri concittadini hanno donato in otto ore più di 50 quintali di generi alimentari di prima necessità (pasta, farina, latte a lunga conservazione, scatolame) che consentiranno al Progetto “Pane Quotidiano” della Caritas stradellina di far fronte alle necessità dei bisognosi per almeno quattro mesi. Riccardo Magnaghi parte del clan dei casalesi. Ha proseguito parlando del mare, che si è mangiato oltre un chilometro di territorio, fenomeno dovuto allo scarso apporto, alla foce del fiume Volturno, del materiale sabbioso che a monte veniva abbondantemente prelevato da ladri di sabbia. Quindi il vero attacco, quello all’uso del pentitismo: «L’aspetto più inquietante nell’Italia meridionale di oggi è la presenza di una metastasi sociale gravissima. Il pentitismo è uno degli aspetti più pericolosi. Io ho dedicato la vita a combattere la criminalità e ho dovuto avvertire come ergastolani privi di dignità abbiano potuto costruire un complotto di cui sono emerse le strutture portanti. Come può un cittadino comune che cade nelle grinfie di costoro ricostruire la propria dignità?». Parole che suonano come un grido d’allarme sofferto e sentito, proprio per quanto affrontato nell’esperienza personale. «La legge sui pentiti va cambiata, non possiamo più accontentarci di questi signori che possono, con il presunto pentimento, ottenere vantaggi sanzionatori senza rischiare nulla e mettendo a rischio la vita altrui. Lo Stato non può non farsi carico di questo problema gravissimo: la legge è da rivedere». Nuzzo si è poi soffermato sul momento in cui, dopo la strage del 2008 in cui morirono un pregiudicato e sei immigrati africani, fece un discorso durissimo contro i camorristi. «Temevano per la mia incolumità, ma non accettai mai scorte, perché non avrei potuto chiedere ad altri meno protetti, di sollevarsi contro la criminalità. Non si sono vendicati di me uccidendomi, ma in un diverso modo, però non ci sono riusciti, poiché ci sono altri che come me credono nella giustizia». Il sindaco-magistrato ha poi ricordato i terribili momenti della perquisizione a casa sua da parte dei Carabinieri, dopo le accuse che gli furono indirizzate. «Pensai ad Enzo Tortora, ma ho sempre creduto nella giustizia». E con questa esortazione ha terminato la sua relazione, dando il via alle domande e agli applausi della sala. Giovanni Raineri LE MALATTIE DEL CERVELLO E LE FRONTIERE DELLE CELLULE STAMINALI VIGEVANO – “Malattie del cervello e cellule staminali: nuove frontiere per la scienza”. E’ stato questo l’affascinante tema dell’intervento (giovedì 12 aprile) al Rotary Club della Lomellina (presidente Michele Cantella) della professoressa Elena Cattaneo, docente di prima fascia all’Università di Milano con un curriculum di assoluto rispetto. Bastano, infatti, pochi elementi per far esaltare lo spessore della preparazione accademica di questa ricercatrice milanese. Dopo la laurea (con lode) in farmacia all’Ateneo milanese, nel 1986 Elena Cattaneo ha ottenuto il dottorato in Biotecnologie applicate alla farmacologia e, nel 1989 fino al ’92, ha avviato una collaborazione post-dottorato con prof. R. McKay (Department of brain and cognitive sciences M.I.T.) di Boston. Nel 1993, lavorando con il prof. A. Bjorklund, ha ottenuto la specializzazione in trapianto intracerebrale di cellule staminali all’Università di Lund. Attualmente è direttore del Laboratorio di Biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie neurodegenerative del Dipartimento di Scienze farmacologiche (Università di Milano); recentemente ha co-fondato ed è stata nominata direttore del “Centro di ricerche sulle Cellule staminali” (UniStem), sempre dell’Università di Milano. E’ autrice di oltre 100 articoli scientifici, tra cui pubblicazioni su riviste quali Science, Nature, Nature Genetics, Nature Neuroscience. Da diversi anni guida un gruppo di ricerca composto da oltre venti ricercatori dedicati allo studio di una malattia del Il presidente Michele Cantella con Elena Cattaneo cervello, la Corea di Huntington, e alla comprensione della biologia e del potenziale applicativo delle cellule staminali, con particolare riferimento alle cellule staminali cerebrali. L’obiettivo finale comprende l’identificazione di molecole, cellule e meccanismi utilizzabili per scopi terapeutici nelle malattie neurologiche umane.Dal 2007, inoltre, riceve finanziamenti dalla Tavola Valdese per la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane. Ha vinto il Premio Ippocrate, attribuito a giovani e promettenti ricercatori, e il presidente Carlo A. Ciampi le ha conferito il cavalierato al merito della Repubblica. Ebbene, Elena Cattaneo ha aperto la sua relazione al Rotary proiettando un’immagine di dune sabbiose con tracce lasciate dalle ruote delle jeep. Ed ha spiegato che quella foto rende perfettamente la realtà di un laboratorio di ricerca. «Questo deserto – ha spiegato – è come il mio laboratorio. E’ uno spazio aperto in cui tutti possono entrare perché non ci sono barriere, ma solo le tracce di chi vi è già passato. Però non sai dove portano le tracce che osservi…». «Dunque, fuor di metafora, tu ricercatore devi cercare di capire verso quale direzione indirizzare le tue ricerche: a volte – ha continuato Elena Cattaneo – ti ritrovi nel deserto; altre volte, se hai l’intuizione giusta, incontri un percorso interessante. Certo, se sbagli strada, ti porti dietro tutto il tuo gruppo. E questa è la cosa peggiore, tuttavia i giovani ricercatori difficilmente fuggono, anzi affrontano l’ignoto con rinnovato entusiasmo. Del resto, la ricerca ci abitua all’autocritica». «Quando hai un’idea – ha dettagliato la ricercatrice – prima la strutturi e poi cerchi di distruggerla con tutte le obiezioni possibili. E se trovi un segnale positivo, allora ti rendi conto di aver fatto un passo in più verso una possibile cura. Tuttavia è esenziale che anche gli altri laboratori sappiano ciò che hai fatto: il fine è di continuare a costruire anche se le basi della costruzione le hanno poste altri».Con queste premesse, la relatrice ha quindi spostato l’attenzione dei rotariani sulle speranze di cure di patologie complesse, come la Còrea di Huntington o altre malattie genetiche, e sulle possibilità offerte dall’impiego delle cellule staminali non nascondendo, però, le molte difficoltà e i problemi ancora irrisolti. Il messaggio, in definitiva, è stato di grande speranza. A.V. 5 6 C remona - Al RC Cremona Monteverdi, presieduto da Mario Oradini, l’architetto Fausto Ghisolfi, supportato dalla figlia Francesca Romana, ha raccontato con dovizia di particolari la storia della facciata del duomo di Cremona, descrivendone gli aspetti più interessanti, senza risparmiare particolari curiosi, sconosciuti ai più. La Cattedrale di Cremona è un edificio romanico di grandi dimensioni, forse il più grande esempio del romanico lombardo, si presenta con una pianta insolita, poiché i bracci dei transetti sono molto più accentuati (81 metri) rispetto alla sua lunghezza, di 72 metri. L’edificio ha una lunga storia, come testimonia l’evoluzione della sua facciata attraverso i secoli. A differenza della maggior parte degli edifici romanici, l’inizio dei lavori della Cattedrale di Cremona è documentato: all’interno della sacrestia è presente una lapide che indica la data di posa della prima pietra il 26 agosto 1107. Il 3 gennaio 1117 un grande terremoto, ricordato in oltre 200 cronache di tutta Europa, danneggiò fortemente la struttura e costrinse a una interruzione dei lavori, che ripresero soltanto nel 1129. La consacrazione del tempio avvenne nel 1190 e fu presieduta dal vescovo Sicardo. Ma i lavori proseguirono anche negli anni successivi e la facciata originaria appare oggi nascosta dalle lavorazioni successive: il protiro venne aggiunto nel XIII secolo, come pure il rosone centrale datato 1274. Tracce sulla storia del duomo di Cremona emergono anche dai sigilli utilizzati dal Comune di Cremona per i documenti ufficiali: dalla facciata originaria sui sigilli del XII e XIII secolo, si passa alle riproduzioni con elementi architettonici aggiunti successivamente, come appunto il protiro e il rosone. Il portale centrale è caratterizzato da decorazioni con diverse lavorazioni e materiali, probabilmente marmi di varie provenienze, prelevati dalle rovine romane di cui la città di Cremona era ricca e riutilizzati. Il protiro attuale venne realizzato nel XIII secolo durante il processo di rinnovamento della facciata ed in particolare nella seconda metà del secolo CREMONA, LA FACCIATA DEL DUOMO “RIVISITATA” IN UN’INTERESSANTE SERATA AL RC MONTEVERDI Il Pdg Mario Oradini tra Francesca Romana e Fausto Ghisolfi Giacomo Porrata realizzò il grande rosone centrale (1274) che ha una struttura autoportante con un diametro di metri 6,80 e una lavorazione molto accurata. Negli stessi anni venne elevato anche il protiro e arricchito da tre statue e dal fregio dei mesi realizzato da scultori della scuola dell’Antelami. Nei secoli XIV e XV la cattedrale subì interventi radicali che ci riportano all’immagine attuale; in particolare nel 1491 fu commissionato il rinnovamento della parte superiore della facciata ad Alberto Maffiolo di Carrara e avviati i lavori della Bertazzola. M. Cristina Coppola CIBO & SACRO IN AIUTO A “OLTRE L’AUTISMO” PIACENZA - Il cibo nella sua dimensione sedute Giuseppina Tixi e Valeria Palmas, ripettivamente presidentessa e sacra diventa collante tra le religioni. E’ fondatrice dell’Accademia “Maria Luistato un indimenticabile viaggio culturale gia”. Alle signore è toccato il compito e gastronomico l’evento “Cibo & Sacro” di illustrare la ricerca delle ricette, le organizzato dal Rotary Valli del Nure e tecniche e il contenuto dei piatti predella Trebbia in collaborazione con l’Acparati con maestria nel corso delle ulcademia Gastronomica “Maria Luigia”, time settimane. Poi la parola è stata... tenutosi lo scorso 11 marzo nella cornice gustata. Dalla Sala degli Arazzi i predel Collegio Alberoni di Piacenza. senti si sono spostati nel refettorio del L’iniziativa benefica a favore dell’Associazione piacentina “Oltre l’autismo”, ha Letiziadfdfdfdfd xx Un momento dell’affollato evento collegio Alberoni per assaporare le pietanze cucinate dalle luigine. condotto i numerosi partecipanti alla A servire ai tavoli sono stati alcuni scoperta della relazione tra il cibo e le tre nella summa “L’uomo incontra Dio nella storia studenti dell’isitituto alberghiero “Raineri-Marprincipali religioni monoteiste: ebraismo, cri- attraverso il cibo”. stianesimo ed Islam. Relatore principale della Ad introdurre il relatore è stato l’ingegner An- cora”. Piatti dolci e salati, composizioni ricerserata è stato il prof. Mura, filosofo e profes- tonio Donadoni, presidente del Rotary Club cate e sapori raffinatamente inusuali e tutti da sore della Pontificia università Urbaniana e Valli del Nure e della Trebbia, rimarcando l’at- scoprire, hanno allietato il palato dei commenpresidente dell’Accademia di Scienze umane e tualità delle questioni trattate e le numerose sali, dimostrando come il cibo continui ad essociali, che ha offerto un’interpretazione del iniziative dei Rotary Club sia a livello locale che sere un forte collettore tra le culture e un rito valore simbolico degli alimenti condensabile globale. Sul palco dei relatori si sono inoltre indispensabile per l’intera civiltà umana. I LONGOBARDI A MONTICHIARI, UNA STORIA CHE RIVIVE BRESCIA – Non è un caso che, appena trascorso l’8 Marzo, Festa della Donna, “l’altra metà del cielo”, come definita da Mao e ricordata dal Pdg Adriano Lecci, il presidente del RC Brescia Sud Est Montichiari, Sostene Migliorati, abbia organizzato un Interclub con l’Inner Wheel, unitamente alla partecipazione del RC Brescia Est guidato dal presidente Francesco Gabrielli. A sottolineare l’importanza dell’evento, la presenza del Governatore Ivo De Lotto con Gabriella, il Pdg Enzo Cossu, e per l’Inner Wheel la Governatrice Fiorenza Marini, la segretaria nazionale Mirella Ceni, e la past Board Director Beatrice Guerrini. La relazione è stata tenuta da Luisa Vinciguerra, past president nazionale Inner Wheel, con Francesca Morandini, sul tema “I Longobardi”. Dopo un breve saluto di Renate Scalmana, presidente dell’Inner Wheel Brescia Sud, introduce il tema la dottoressa Morandini, con uno sguardo al passato. Infatti, proprio 4 anni fa, quasi inconsapevolmente, durante una conviviale, partiva l’iter per la candidatura di Brescia a entrare nella lista dei luoghi del circuito longobardo proposti all’Unesco, divenuta con l’area monumentale di San Salvatore-Santa Giulia, patrimonio mondiale dell’Unesco nell’ambito del progetto “Italia Langobardorum”. Questo popolo, che iniziò la sua migrazione nel II secolo d.C., dopo aver attraversato l’Europa intera, nel VI secolo, si stanziò in Italia, promuovendo cultura e lasciando ovunque splendide vestigia, sempre senza violenze o furti. Luisa Vinciguerra, ha iniziato con una frase di Seneca «Le idee migliori sono patrimonio di tutti» e le orme dei Longobardi, attraverso un progetto quinquennale, teso a creare una mappatura che coinvolga tutti gli Inner Club, a partire dalla Finlandia, lungo tutto I presidenti del Rotary Club Brescia Sud Est Montichiari, Sostene Migliorati, e del RC Brescia Est, Francesco Gabrielli, e la Governatrice Inner Wheel, Fiorenza Marini, al taglio della torta che ha chiuso l’incontro il percorso dei Longobardi, fino a noi. Progetto ciclopico portato a compimento dall’Inner Wheel Brescia Sud con l’attiva partecipazione delle socie, soprattutto Anna Cotta e Mirella Ceni. Dal canto suo, Adriano Lecci ha ricordato, con ammirazione, come l'Inner Wheel fu fondato nei difficili tempi della seconda guerra mondiale dalle mogli dei rotariani affinché rimanesse vivo lo spirito di Club malgrado gli uomini si trovassero al fronte. Infine, ha elogiato i progetti intrapresi con determinazione dalle componenti dell'Inner Wheel che, con spirito tipicamente femminile, riescono a unire sogni e concretezza, portando a realizzazione importanti imprese. In chiusura, il Governatore Ivo De Lotto si è congratulato per l'importante successo ottenuto dalla dirompente iniziativa delle Innerine e si è detto subito interessato ad approfondire l'iniziativa sul proprio territorio pavese. Ha anche ricordato come nell'area del Cadore di cui è originario si mantengano alcune tradizioni di derivazione longobarda tra cui la modalità di divisione delle proprietà terriere. A dimostrazione che lo spirito europeo era una caratteristica che già secoli fa caratterizzava l'intera popolazione Longobarda. Daniela Piovani C remona - Il professor Giuseppe Taraschi “colonna della psichiatria cremonese” – come ha rimarcato, presentandolo, il presidente del RC Cremona Pino Bufano – e appassionato studioso non solo nel campo della medicina, ne ha proposto la storia complessa e dolorosa. Coadiuvato dalla proiezione di slides, Taraschi ha premesso che l’odierna Repubblica d’Armenia con capitale Yerevan, nata dal dissolvimento dell’Urss, rappresenta solo un quinto dell’antico territorio armeno. Fonti greche e assire testimoniano fin dal 3000 a.C. la presenza degli armeni in Anatolia. Dall’VIII secolo al ’600 si costituirono nel Regno di Urartu (citato anche nella Bibbia); dal 600 al 200 a.C. regnò la dinastia degli Orontidi, ai quali subentrarono gli Artassidi che segnarono il periodo di maggiore potenza politica dell’Armenia. Nel 95 a.C. fu fondato il primo Impero armeno sotto Tigrane il Grande. Nel 63 l’Armenia divenne pro- LE SPLENDIDE 96 PRIMAVERE DELL’INOSSIDABILE ROTARIANO CAMILLO GENZINI Camillo Genzini CREMONA - Durante la serata del 12 aprile è stato festeggiato il 96° compleanno di Camillo Genzini, che non si aspettava la sorpresa di una simpatica torta, scovata dalla funambolica Emanuela, con un numero strano di candeline. Grande applauso dei presenti, ma anche i sinceri auguri di tutti. Camillo è il “papà” di tutti i soci che gli portano grande affetto: è una persona che ha arricchito spiritualmente, nei 25 anni dalla nascita, il Club da lui voluto e che ha presieduto per primo. E sempre al Cremona Po è stato presentato il nuovo romanzo (“Il sapore della verità”) di mons. Vincenzo Rini. L’opera narra una vicenda accaduta negli anni Settanta e testimonia il dramma di un prete accusato ingiustamente di una grave colpa. Sofferenza, dubbi, ribellione, poi la rinascita della speranza. Il sacerdote ritrova la serenità nel momento in cui la verità viene a galla, scoprendo che anche nei momenti difficili della “croce” non si è mai lontani dall’amore del Signore. La vicenda de “Il sapore della verità” non è di fantasia. Si rifà ad avvenimenti realmente accaduti, narrati con attenzione ai sentimenti e al dramma interiore. Ne emerge un affresco della vita delle parrocchie nel secolo appena trascorso. Il titolo del libro è tratto da un’espressione di Sant’Agostino ne “Le Confessioni”. E il tema fondamentale è, infatti, quello della verità. STORIA E DRAMMI DEL POPOLO ARMENO RIVISSUTI A CREMONA Giuseppe Taraschi con il presidente Pino Bufano tettorato romano, pur conservando una dinastia nazionale, quella degli Arsacidi. La tradizione vuole che in Armenia abbiano predicato gli apostoli Giuda Taddeo e Bartolomeo. Ma il vero fondatore del cristianesimo armeno fu San Gregorio l’Illuminatore (257-337 d.C.) che convertì il re Tiridate III e la sua corte. Ancor prima che in Occidente fosse emanato l’editto di Costantino (313) che riconosceva la libertà religiosa ai cristiani, in Armenia il cristianesimo diventava religione di Stato. Oggi la maggior parte dei cristiani armeni appartiene alla Chiesa apostolica che fa capo al “katholicos” (patriarca supremo) di Etchmiadzin; esistono anche comunità cattoliche e protestanti. Il V secolo vede l’invenzione dell’alfabeto armeno (di 36 lettere, oggi 38) ma anche la battaglia di Avaray (451) tra armeni e persiani (che volevano imporre la loro religione zoroastriana) e, nel 485, il riconoscimento agli armeni della libertà di culto. Il passaggio alla dinastia francese dei Lusignani di Cipro ne segnò la decadenza, fino alla resa ai Mamelucchi d’Egitto. Nel XV secolo, dopo la conqui- sta di Costantinopoli da parte di Mehmed II, anche l’Armenia fu invasa ed entrò a far parte dell’Impero ottomano. La parte orientale fu però ceduta alla Persia nel 1502. Gli ultimi due secoli hanno accompagnato il travaglio del popolo armeno. Nel 1821, con l’indipendenza della Grecia, incominciano la decadenza e lo smembramento dell’Impero ottomano, che proseguirà con le guerre balcaniche. Nel 1828 l’Armenia orientale, fino ad allora persiana, è occupata dai russi. Il sultano Abdul Hamid, ordinò nel 1894-96 il primo massacro degli armeni (ne furono uccisi fra i 200 e i 300mila). Andò peggio con l’arrivo al potere dei “Giovani Turchi” che, presentandosi come laici e liberali, avevano inizialmente ottenuto il favore degli armeni. In realtà la loro ideologia era il panturchismo che al nazionalismo univa elementi di origine socialista e marxista. In nome dell’eguaglianza tutti dovevano essere turchi e musulmani. La minoranza curda era abbastanza facilmente assimilabile, non così gli armeni, fieri difensori della propria identità cristiana. Nel 1915 iniziò il genocidio, ricor- 7 dato dagli armeni come il “Metz Yeghern” (“Il Grande male”). Per primi furono eliminati gli intellettuali; poi, con lo scoppio della prima guerra mondiale furono arruolati e mandati a morte gli uomini armeni fra i 18 e i 60 anni; infine vennero sterminati donne, bambini e vecchi. Tutta l’operazione venne mascherata come spostamento di persone da zone di guerra. Furono circa due milioni le persone barbaramente uccise. Nel 1918, al ritiro della Russia (divenuta sovietica) dalla guerra, l’Armenia russa dichiarò la propria indipendenza. Nel 1920 il trattato di Sevres riconobbe la Repubblica armena, ma poco dopo turchi e sovietici la attaccarono e se la divisero. Per il ritorno dell’indipendenza bisognerà arrivare al crollo dell’Unione sovietica (con il conflitto Armenia-Azerbaigian per il controllo del Nagorno-Karabakh). Il professor Taraschi si è anche soffermato sulle diverse iniziative contro il negazionismo del genocidio armeno (alle quali la Turchia continua a reagire con minacce di ritorsioni economiche) e sulla presenza degli armeni, a seguito della diaspora, anche in Italia. Celebre il monastero degli armeni mechitaristi sull’isola di San Lazzaro a Venezia; o la chiesa di S. Gregorio Armeno a Napoli. La cultura armena è presente in Italia anche con cattedre universitarie a Bologna e a Venezia, e un lettore a Milano. Diversi armeni sono divenuti famosi in Italia: tra gli altri il chimico e senatore Ciamician, il cardinale Pietro Gregorio Agagianian, il pittore Gregorio Sciltian; medici illustri come gli Arslan e la scrittrice e docente universitaria Antonia Arslan; l’attrice Laura Efrikian. Il relatore ha ricordato in conclusione quello che disse Hitler ai suoi ufficiali annunciando l’avvio dello sterminio degli ebrei: «Chi parla ancora del massacro degli armeni?». Se ci fosse stata una risposta a questa domanda, all’inizio del XX secolo, probabilmente non avremmo dovuto assistere, a metà secolo, a un altro crimine contro l’umanità. Con questo monito Taraschi ha concluso la sua relazione vivamente apprezzata da tutti i soci. Gianpiero Goffi MEZZO SECOLO DI ALBANIA COMUNISTA NARRATA A MANTOVA DA UN SOPRAVVISSUTO ALLE CARCERI DI ENVER HOXHA MANTOVA - Albania prima e dopo: un cinquantennio di storia (1946-1991) svelato ai rotariani da due relatori in tandem, don Alberto Formigoni e Zenel Kolonja. Commentando le immagini in scorrimento, il parroco di S. Maria del Gradaro ha illustrato le benemerite opere di ricostruzione sostenute dalla Caritas diocesana, nell’ultimo ventennio, in campo specie sanitario e culturale. Albanese, sopravvissuto a 40 anni di prigionia, il secondo ha testimoniato le crudeltà del regime comunista di Enver Hoxha. Strade sterrate, edifici pubblici fatiscenti, misere baracche in legno e lamiera per abitazione, giacigli condivisi con gli animali domestici, muli e cavalli per il trasporto, un’agricoltura povera e improduttiva, un’economia fragile e di sussistenza: ovunque aleggia un senso di desolante abbandono e, tra crolli e distruzione, la vita sembra essersi fermata. L’esistenza scorre sonnolenta e sempre uguale, come paralizzata. È un lasciarsi vivere. Ora, dopo la generosa dedizione e i pazienti interventi della Caritas diocesana, si respira un’aria di rinascita. Quattro suore carmelitane di varia provenienza (due indiane, una italiana, una spagnola) tengono in piedi la missione di Fushe Mamurras, a testimoniare la stretta relazione di amicizia e reciproco sostegno tra le due chiese, facendo riemergere una tradizione cristiana repressa da secoli di dominazione turca e imba- Don Alberto Formigoni con Zenel Kolonja vagliata da un cinquantennio di regime poliziesco, ben rappresentato dai 900 mila bunker che punteggiavano colline e litorali. Un’economia risanata, con incremento delle attività produttive, un maggior reddito pro capite, uno status socio-economico più elevato, un’autostrada asfaltata con auto sfreccianti, interi quartieri ricostruiti, con palazzi ristrutturati o innalzati ex novo, chiese, scuole, ospedali, spazi pubblici con ampie aree adibite al gioco. E’ la ricostruzione del Paese, dopo le crudeli negligenze di un regime miope e corrotto: amalgama di etnie e fedi divise, una cultura orgogliosa, una comunità ospitale e anche intraprendente e laboriosa, dal radicato senso d’identità nazionale. Zenel, denunciato da un compagno di liceo co- me «non comunista», internato senza processo appena diciottenne in un’ex fortezza illirica riadattata, ne è uscito sulla soglia dei sessant’anni: una vita intera scippata, divisa tra carcere duro e lavoro coatto, sevizie e ogni genere di brutalità. E’ mantovano d’adozione dal 1991 ed attuale custode della Casa della Beata Osanna Andreasi. Dalla figura esile, mite e amabile nel tratto, il volto scavato e lo sguardo spento dai traumi del devastante vissuto, non ha smarrito il coraggio di sorridere ancora, rimanendo aggrappato alla vita, in un indefesso volontariato abbracciato con caparbietà. L’incontro è stato promosso dal RC “Mantova Castelli”, presieduto da Gianni Bombonati. Luciana Astolfi 8 S estriére - Entusiasmo, adrenalina, sana competizione e amicizia: questi i presupposti ritrovati dalla folta rappresentanza del Rotary Club Brescia Sud Ovest Maclodio, che ha partecipato ai Campionati Mondiali di Sci dei Rotariani “ISFR – International Skiing Fellowship of Rotarians”, tenutisi per la prima volta a Sestriere, sulle piste olimpiche dei Giochi Invernali di Torino 2006. Il programma prevedeva gare di sci nordico, sci in salita, snowboard e sci alpino, organizzate con il contributo del comprensorio sciistico della “Via Lattea”. Grandi sono stati i risultati ottenuti dagli atleti del Club Brescia Sud Ovest Maclodio, che hanno egregiamente onorato tutto il Distretto 2050. Nella specialità Snowboard, i soci Andrea Venturelli, Marco Paterlini ed Edoardo Ferrari hanno conquistato rispettivamente le medaglie d’Oro, d’Argento e di Bronzo, senza lasciare spazio ad alcun altro pretendente. Nella specialità Slalom Gigante, i risultati non sono mancati: nella categoria 1970-1980, Marco Paterlini ha guadagnato un altro podio, conquistando la medaglia d’Argento, con uno stacco infinitesimale dal primo classificato. Nella categoria Master 1960-1970, Edoardo Ferrari ha ottenuto un brillante 6° posto, Luigi Cosciani 11°, Antonio La Marca 12° e Andrea Venturelli 15°. Un encomio speciale al socio Nicola Guardo, uscito di gara a causa di un problema tecnico ad un attacco del suo snowboard nel momento di massima intensità della discesa, fortunatamente senza conseguenze. Ecco la squadra dei partecipanti del Club Brescia Sud Ovest Maclodio: Andrea Venturelli, Marco Paterlini, Edoardo Ferrari, Nicola Guardo, Marco Barabanti, Luigi Cosciani Cunico, Antonio La Marca, Simone Foresti. Forse il Club più rappresentato del Distretto 2050. «Un bell’esempio di amicizia rotariana e di apertura alle iniziative organizzate dal Rotary International, per il Rotary e per la collettività. – spiega Marco Mattei, presidente Club Brescia Sud Ovest Maclodio – Un’esperienza uni- AI MONDIALI DI SCI DEI ROTARIANI GLI ATLETI DEL RC MACLODIO HANNO FATTO LA PARTE DEL LEONE ca che ha affascinato e coinvolto diverse centinaia di atleti rotariani in una manifestazione divertente e, allo stesso tempo, ispirata ai principi rotariani del servizio». La finalità di questo evento, infatti, è stata quella di raccogliere fondi, che a conti fatti ammontano a 70 mila euro, da destinare all’acquisto di speciali attrezzature per atleti con disabilità, per poter consentire loro di praticare gli sport invernali. Le attrezzature saranno gestite dalla Fondazio- Flash sui campioni rotariani del Sestriére ne Paideia onlus (ente che si occupa di infanzia e disabilità presieduto da Guido Giubergia), da Freewhite Sport Disabled onlus (associazione animata da Gianfranco Martin, medaglia d’argento olimpica, che promuove la disciplina dello sci per persone con disabilità) e dalla Federazione italiana sporti invernali paraolimpici (Fisip, presieduta da Tiziana Nasi). SE LO STALKING DIVENTA INSOPPORTABILE CREMONA - Dal fan sfegatato che cerca di Stefania Cammino avvicinarsi al proprio idolo, come è acca- con il presidente duto a Michelle Hunziker; a chi ritiene di Maurizio D’Apolito aver subìto un torto e per ripicca colpisce nell'affetto più caro, come il padre che il 4 marzo scorso ha gettato nel Tevere il suo bimbo di sedici mesi. In mezzo, la «persona inadeguata, incompetente dal punto di vista relazionale», «il predatore» e «il rifiutato all'interno di una relazione». Sono i cinque profili dello stalker delineati da Stefania Cammino, medico, psicoterapeuta, sessuologa, psichiatra presso il dipartita spiegando chi sono gli stalkers: «Essendo mento di Neuroscienze dell'ospedale San Rafcosì varie le categorie, gli studiosi hanno cerfaele di Milano, relatrice alla conviviale del cato di indicare i comportamenti. La chiave Rotary Cremona Po, presieduto da Maurizio centrale è prevaricare l'altro». I comportaD'Apolito. Stefania Cammino ha scritto “Lamenti: fare continue telefonate sgradite, sepsciami lasciarti”, libro dal titolo quanto mai pellire la vittima sotto una valanga di sms o di azzeccato, perché sintetizza, in due parole, il mail; nell'era dei social network (Facebook, dramma di chi è vittima di stalking, donne per Twitter) «si parla di cyberstalking». Ancora, lo più che hanno lasciato il compagno o il «diffondere bugie per ledere la reputazione marito. Tradotto dall'inglese, stalking sta per dell'altro, appostarsi, pedinare, importunare «appostarsi per la caccia», lo stalker è il precon visite sgradite». datore. E chi lo subisce «si sente braccato». Lo stalking «è la violazione del proprio spaIntrodotto nel nostro ordinamento come reato zio», ma lo stalker non se ne rende conto: dal 2009 («Atti persecutori»), lo stalking è di«Ero innamorato, in fin dei conti che faccio di ventato materia non solo per magistrati e avmale?». Così, «molte persone si sono dovute vocati, ma anche per sociologi e psichiatri. Ne trasferire, altre finiscono a Chi l'ha visto?, ha incontrate molte di vittime, Stefania Camperché decidono di allontanarsi, ma alcune di mino, che nella sua puntuale relazione è parti- loro si allontanano con l'elastico». Gli stalker sono «i rifiutati in una relazione sentimentale, che non accettano di essere lasciati e il loro atteggiamento è possessivo e violento all'interno della relazione. – ha spiegato l'esperta – Scindere un matrimonio per noi è recente (il divorzio è arrivato negli anni Settanta), quindi in Italia c'è tutto un retaggio culturale. I sociologi dicono che lo stalking è figlio di questo cambiamento». Lo stalker è il «rancoroso: quelli dei condomìni, quelli che fanno causa al medico o all'avvocato, perché ritengono di aver ricevuto un torto e vogliono il risarcimento. Sono ossessionati: o è bianco o è nero. Vedono il mondo come una scacchiera». Rancorosi come quel padre che, come Medea, ritenendo di aver subìto un torto, ha gettato nel Tevere il suo bimbo «perché è guerra e in guerra tutto è permesso». Stefania Cammino ha citato i dati Istat: «La violenza sessuale almeno nel 96% dei casi avviene all’interno delle relazioni sentimentali; il 4% all’esterno». E ha chiuso con una riflessione: «Bisogna considerare il matrimonio non come una sfida, ma come una squadra, una collaborazione, una cooperazione. Bisogna scegliere con cura le persone che vengono a far parte della nostra intimità». Francesca Morandi BOBBIO, PRESENTATO A BOBBIO L’ULTIMO LAVORO DI BARUFFI SU S. COLOMBANO Gian Carlo Baruffi, Giorgio Croci e Mons. Domenico Ponzini BOBBIO - Martedì 10 aprile: incontro con il socio Gian Carlo Baruffi, autore di una ricerca storica. Il presidente Giorgio Croci nella presentazione ha dato «il benvenuto ai soci, a Mons. Domenico Ponzini e al Direttore del Nuovo Giornale Don Davide Maloberti, menre ha pregato di giustificare le assenza di chi ha avuto improvvisi impegni, come il presidente e il vice presidente della Provincia di Piacenza e il sindaco di Bobbio. Ha poi rivolgo un ringraziamento particolare al socio Giancarlo Baruffi, che ha accettato di presentare al Club il suo volume “Via Sancti Columbani”. E’ un progetto editoriale articolato su più volumi che saranno editi entro il 2013 per ricostruire il più probabile percorso da Bobbio a Pavia effettuato dai monaci che, guidati dall’abate Gerlanno, nell’estate del 929 lasciarono l’abbazia di Bobbio, fondata da S. Colombano nel 612 su un terreno donato dal re bizantino Agilulfo, portando con sé in un’urna le sacre spoglie del fondatore. Il viaggio era verso la capitale Pavia per cercare di ottenere giustizia dal re Ugo di Provenza in merito a usurpazioni territoriali subite dal monastero. Questo primo volume, pubblicato in occasione dei 1400 anni della venuta in Italia di San Colombano è un approfondito studio che abbraccia l’arco cronologico di riferimento dalle più antiche testimonianze archeologiche fino al 1208, anno al monastero di S. Colombano sarà tolta l’indipendenza per sancirne la sottomissione all’episcopato di Bobbio. Il progetto, una volta completato dal collegamento a Milano, città da cui partì S. Colombano, è finalizzato a registrare la via Sancti Columbani tra i percorsi della Fede, interagendo con la strada Romea e la via Francigena.