esordio
Per
la cultura
e per
la Daunia
Nel presentare questo bollettino, la Commissione Straordinaria per
l'Amministrazione de!la Provincia di Foggia gli affida anzitutto il suo cordiale
saluto, rivolto ai Collaboratori, Amici e lettori della pubblica biblioteca, che
dell'Amm.ne Provinciale di Capitanata reca il nome e il prestigio.
Anch'essa convinta della importanza fondamentale delle biblioteche,
per la diffusione della cultura, l'Amm.ne Straordinaria ha fatto del suo meglio, nei limiti consentiti dal bilancio, per contribuire in ogni direzione allo
sviluppo dell'istituto bibliografico che ha raggiunto un così alto livello da far
molto sperare che presto si adegui a tutte le esigenze dei tempi.
Accresciuto di personale e di libri, sveltito nella sua funzionalità, impegnato in nuovi compiti, prodigo di assistenza specialmente ai giovani, esso è
diventato patrimonio anche morale dei Cittadini i quali, partecipando sempre
più intensamente alla sua vita, ripagano gli Amministratori «ad abundantiam»
delle cure doverosamente prodigategli, e li incitano a non lesinare i mezzi
richiesti dalie nuove esigenze.
La limitatezza del tempo non ha consentito di risolvere integralmente
il problema della nuova sede, che s'impone con carattere di urgenza. Ma si
deve riconoscere che il dilatarsi delle -accolte bibliografiche, il moltiplicarsi
dei lettori, il completarsi della «pianta organica» sollecitano l'auspicata soluzione.
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Nel frattempo la Commissione ha voluto dotare la Biblioteca di un altro
importante servizio che, sebbene sia suggerito - diremmo quasi «imposto» dalla sua stessa funzione e auspicato darla pubblica opinione, è singolare attributo soltanto di poche tra le maggiori istituzioni del genere.
Ecco pertanto il nascere di questo periodico. Il suo sottotitolo lo definisce, mettendoci al riparo dalla tentazione di dar vita a una compiuta rivista,
che realizzi l'altro fine delle biblioteche, di suscitare intorno una più fervida,
intensa e continua attività culturale. Con la stessa aspirazione, con l'impegno,
il metodo e la dignità medesimi, che dedicheremmo a una più vasta impresa,
affidiamo al presente bollettino il compito di illustrare, la costituzione, la
struttura, la funzione dell'Istituto.
Per suo canone programmatico, il periodico bimestrale ospiterà brevi
articoli e rubriche fisse, che costituiranno la fonte sempre viva di notizie, raccolte in repertori sistematici. Essi comprenderanno anzitutto, sotto la voce
«Schedario» i fondi più notevoli, alcuni dei quali sono legati ai nomi dei loro
precedenti possessori : «Regno di Napoli - Puglia - Capitanata», «Biblioteca
Nicola Zingarelli», «Biblioteca Angelo Fraccacreta», «Fondo Domenico Fajella», «Periodici regionali pugliesi». Con questa rubrica sarà anche di grande
sussidio ai lettori quella «Nuove eccessioni» che, di volta in volta, in ordine
alfabetico corredata d'indice per autore, informerà degli incrementi bibliografici che, per donazione, cambio acquisto, vengono ad arricchire la già cospicua suppellettile libraria. Un sintetico «Notiziario» completerà ciascun fascicolo che, nella dignitosa veste tipografica, sarà illustrato in vario modo.
Siamo sicuri che i nostri propositi; così come li abbiamo innanzi enunciati e con questo numero in parte tradotti in opera; meriteranno l'adesione
della Cittadinanza dauna, alla quale dedichiamo e affidiamo l'iniziativa, per i
suoi indispensabili sviluppi. L'accolga con simpatia, che sarà conferma della
sua comprensione ed insieme premio alla buona volontà di coloro che, dal
servizio di direzione a quello più modesto hanno fatto della «Provinciale» un
istituto tipico del nuovo risorgimento meridionale.
Dott. ERMETE CERZA
Presidente della Comm.ne Straordinaria
della Amministrazione Provinciale
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La “PROVINCIALE„
di Foggia
La Biblioteca Provinciale di Foggia ripete le sue origini da quella comunale. istituita il 1833 con deliberazione del Decurionato. sindaco Angelo Siniscalco, in un
periodo di notevole arricchimento culturale della Città dauna, che fin dal 1700 era
autorevolmente riconosciuta quale «una delle più rinomate non soltanto del Regno ma
dell'Europa tutta, e per il Tribunale della Dogana, che l'adorna (va), e per jt commercio, che la rende (va) invidiosa ad altre piazze mercantili, ed anche per la principale fiera di maggio».
Dotata nel 1800 di una cattedra di Agronomia. Foggia otteneva dal Murat,
dieci anni dopo, una delle Società di agricoltura da lui decretate nel Napoletano, e che
in prosieguo, estendendo la loro competenza alle «manifatture e ai commerci», si trasformarono in Società economiche, denominazione mantenuta allorquando, dopo il
ritorno dei Borboni, che ne determinarono la crisi, nel 1817 furono ricostituite con
titolo regale.
L'orientamento galileano di uomini egregi, in parte, adusi al «travaglio» carbonico; la collaborazione di consapevoli funzionari statali e di operosi esponenti della
giovane borghesia agraria, diedero un impulso nuovo alla Città che, in gara di opere
con la Capitale, quello stesso anno inaugurava il Tribunale di Commercio, l'anno
successivo ,la Camera Consultiva di Commercio, nel 1824 la Villa e l'Orto Botanico
nel 1828 il Real Teatro Ferdinando.
L'apertura della pubblica libreria - sebbene non mancassero collezioni private, anche
cospicue - fu occasione di nuovo slancio della generosità civica, a suo tempo stimolata dall'Illuminismo, àuspici i conterranei Pietro Giannone e Celestino Galiani. Non era trascorso
un anno dalla festa inaugurale dell'istituto, allogato con una raccolta di circa duemila
volumi nella prisca sede municipale di Palazzo Arpi in Piazza Mercantile, che già si registrava il primo incremento straordinardinario il fondo bibliografico donato, raro exemplo,
come testimonia5
va una lapide, da Gaetano Varo, «gentiluomo» di. Troia. Non mancarono quindi
altri notevoli apporti, come i depositi delle case religiose soppresse e le provviste degli
avvocati Saverio e Vincenzo Celentano, Ferdinando e Carlo Villani, Scipione staffa, e del diplomatico Salvalore Tugini, alle quali si aggiunsero quelle del marchese
De Piccolellis, del senatore Emilio Perrone e di altri benemeriti.
L'entusiasmo, che qualificò l'adesione della cittadinanza, non fu deluso dalla
Municipalità presieduta da Lorenzo Scillitani, che onorevolmente gli corrispose.
Trasferit a a San Gaetano, presso il famoso Collegio delle Scuole Pie (1867), la
Biblioteca vi fu sistemata con dignità pari alle aspirazioni di quel geniale amministratore, cui si deve anche la istituzione di una biblioteca popolare, inaugurata il
1871.
Purtroppo g li anni successivi al sindacato Scillitani non sorrisero alla colt ura. Neutri i Governi, che alle biblioteche degli enti locali non pr estavano curiosità, a
nessuna delle successive amministrazioni civiche si palesò non diciamo l'esigenza di
una sede stabile e funzionale, ma almeno il danno dei traslochi ai quali - e furono
molti in un secolo! - si sottopose quell'istituto. Esso sembrò trovar pace allorquando
fu ricondotto dal dest ino nella sede di San Gaetano, restaurata dal podestà Alberto
Perrone, per accoglierlo a pianterreno con un museo e una pinacoteca. Riordinato in
sufficiente numero di sale e corridoi, con l'aggiunta di scaffalature metalliche, corredato di nuovi cataloghi a schede, in sostituzione dei vecchi registri, nonostantela deficienza numer ica degli impiegati, potè riacquistare l'antico titolo di nobiltà cittadina,
grazie anche alla passione di coloro - il pubblicista Oreste de Biase e il prof. Rodolfo Santollino - ai quali prima e dopo ne fu affidata la direzione. Pertanto allo spirare del 1939, vigilia della radiazione dai quadri comunali, come vedremo, il suo
registro d'ingresso segnava 65.000 pezzi, compresi 141 manoscritti, 4 incunaboli e
492 edizioni cinquecentine.
«Ma la nuova Foggia e il suo rapido sviluppo culturale ' meritavano ' ben
altro del vecchio e fatiscente, sebbene ricco e invidiabile deposito di libri della Comunale»: con questa autorevole patente del prof. Barberi, erudito e solerte soprintendente bibliografica del tempo, Foggia acquistava un istituto di grado superiore, fondandosi la nuova Biblioteca provinciale intitolata alla memoria del foggiano ing. Gaetano Postiglione (atto 25 febbr. 1933 del Preside di Capitanata prof. Giustiniano
Serrilli), alla quale nel 1940 (deliberazione n. 90 del 19 gennaio) era incorporata
quella civica.
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In via del lutto provvisoria. nella sede medesima dell'Amministrazione, lo
storico palazzo del Tribunale della Dogana, le erano destinati cinque locali a pianterreno e due saloni superiori, nei quali trovarono posto un primo tempo circa
10.000 volumi, trasferiti dagli uffici dell'ente Provincia, che li accrebbe sia acquistando (1938-1939) le librerie degli insigni comprovinciali estinti Nicola Zingarelli
e Romolo Caggese, sia accettando in donazione (1939) quella del consigliere nazionale, anch'egli dauno. Gabriele Canelli.
In base alla relativa «pianta organica», il complesso degli uffici risultò costituito da un direttore nella persona del dott. Arturo Marrone, tre impiegati di concetto, un distributore e due fattorini; ma fu subito ridotto, per discutibili motivi di
bilancio.
Fin dall'impianto, e con un «crescendo» sensibile, dopo la straordinaria a ccessione delle raccolte comunali, il numero dei frequentatori raggiunse un indice così
alto (circa 200 il giorno, da assicurare all'iniziativa il suggello del successo. Nè
trascurabile fu l'incitamento alla lettura, alle ricerche bibliografiche, agli, studi er uditi, e quindi alla vitalità dell'istituto, dato dal terzo Corso ministeriale di preparazione agli uffici e ai servizi. delle biblioteche popolari, svoltosi appunto nel Capoluogo.
Sopraggiunta lo guerra, per la disorganizzazione che caretterizzò il nostro
fronte interno, non furono adottate sufficienti misure cautelative a favore del patrimonio culturale. Della Biblioteca fu incassata, senza essere trasferita in luogo sicuro, soltanto una parte delle sezioni pili pregevoli, sì che durante le incursioni aeree,
che straziarono la indifesa città, due bombe cadute sul deposito centrale dell'istit uto,
distrussero tra l'altro quasi tutto il fondo storico «Caggese» e le collezioni dei periodici.
Agli effetti del bombardamento si aggiunsero i danni causati dalla occupazione alleata e dal successivo insediamento di fortuna in Biblioteca degli uffici dell'Amministrazione provinciale.
I provvedimenti eletti dal Ministero della P. I., tramite la Soprintendenza bibliografica interregionale, e quelli dell'Amministrazione provinciale di Capitanala, il favore delle
Autorità locali e della cittadinanza, la solerzia del personale, non mancarono purtuttavia
alla rinascita dell'istituto, rivolti da una parte a sanare le ferite della guerra, dall'altra a
sviluppare le iniziali premesse, in modo da assicurare alla Capitanata un centro bibliografico
moderno e funzionale.
MARIO SIMONE
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ANNOTAZIONI
Senza pretesa di sfoggiare una facile erudizione, si accolgono in questa sede i richiami e le annotazioni essenziali sull'argomento, per incitare a
nuove ricerche e sollecitare l'atteso racconto della Cultura in Terra Capitana.
1 - Il quadro più vasto della vita foggiana dall'ultimo decennio del
sec. XVIII alla fine del XIX rimane l'opera dei due cronisti locali VILLANI. La nuova Arpi (Salerno 1 8 4 6 ) di Ferdinando raccoglie le notizie più
antiche sulla Biblioteca Comunale; Cronistoria di Foggia, 1848-1840 (Napoli
1 9 1 3 ) , riapparsa col titolo Risorgimento Dauno in «nuova edizione riveduta
secondo la mente dell'A. e annotata da Mario Simone (Foggia, Studio Editoriale Dauno 1 9 6 0 , in «Raccolta di Studi Foggiani a cura del Comune»,
nuova serie 1 9 6 0 , vol. I. Presentazione del sindaco prof. Vittorio de Miro
d'Ajeta), di Carlo quelle del periodo risorgimentale. Purtuttavia, ci è possibile risalire alle loro taciute fonti bibliografiche tra le quali primiera l'opuscolo
Solenne inaugurazioni di una pubblica biblioteca in Foggia, capitale della Capitanata
(Foggia, 1834), contenente il manifesto del sindaco Siniscalco, il discorso
dell'intendente Lotti, vari componimenti poetici e note con cenni su personaggi locali.
Della Pubblica Biblioteca di Foggia diè cenno il suo primo direttore,
CASIMIRO PERIFANO, in «Poligrafo della Capitanata, giornale di scienze lettere ed arti» da lui diretto (vol. II, luglio 1834),
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quale introduzione al Discorso inaugurale. pronunciato nella cerimonia di
apertura dal colto e operoso «cav. Gaetano Lotti, intendente di Capitanata». Lo stesso anno, in «Annali civili del Regno delle due Sicilie» di Napoli
(vol. IV), apparve un altro breve scritto - Pubblica Biblioteca in Foggia - con
le sole iniziali di RAFFAELE LIBERATORE. A distanza di un trentennio
seguì la corrispondenza del NEUGEBAUR, Die stadtbibliothek zu Foggia in
Apulien (in «Serapeum», 1864). Non mancarono altri studiosi di ricordare
quella civile istituzione: GIUSEPPE GABRIELI, Biblioteche di Puglia in
«Japigia», organo della Deputazione di storia patria per la Puglia (Bari
1930) e GALLO, Biblioteche pugliesi, in «Accademie e Biblioteche d'Italia»
(Roma 1930).
Tra i giornalisti locali ORESTE DE BIASE pubblicò, rimaneggiandoli, due scritti - La Biblioteca Comunale di Foggia - in «Accademie e Biblioteche d'Italia» (1931) e in «Ospitalità Italiana» (Milano 1933). Al soprintendente bibliografico FRANCESCO BARBERI dobbiamo i contributi
più notevoli, apparsi il 1931 nel predetto archivio del Ministero della P. I.
dir. g.le Acc. e Bibl., (1931) col titolo La Biblioteca Provinciale «Gaetano Postiglione» di Foggia. e in «Japigia» (1942): Le attuali condizioni delle biblioteche
pugliesi. Anche il successore soprintendente dott. BENIAMINO
D´AMATO ebbe assidua cura della« Provinciale», che ricordò in Situazione
delle biblioteche appulo-lucane (Bari 1952). Esaurienti cenni anche in G. CECCHINI. Le biblioteche pubbliche degli enti locali (Roma 1957), e in tutti gli
annuari ufficiali. Per ultimi: AMMINISTRAZIONE PROVINCIALI DI
CAPITANATA, La Biblioteca. Provinciale di Foggia - Storia, struttura, regolamento (Foggia, Studio Editoriale Dauno 1959, in «Atti documenti e studi dauni», Serie Istituti d'arte e di cultura); Il servizio bibliografico di Puglia e Lucania a cura e con Presentazione di ANTONIO CATERINO, attuale soprintendente bibliografico interregionale (Bari, Favia 1960).
2 - Il giudizio sulla importanza di Foggia nel 1700 è rilevato da un
rapporto dell'Uditore dell'Esercito su gli spettacoli pubblici nel Regno (in
CROCE, Teatri di Napoli, IV ed., Bari 1947). Per ultimo, sull'ambiente culturale della città è ritornato MAR. SIM.: Teatro a Foggia e Il suo Paese (a
proposito di Umberto Giordano) in «Quaderni Musicali» (Foggia 19571959). Per una più larga informazione, oltre i citati VILLANI, si consultino: BENEDETTO BIAGI, Profili di scienziati, con. appendice su La Società
economica di Capitanata, e MICHELE PAPA, Economia ed economisti di Foggia
(Foggia, 1930-1933).
3 - Per gl'incunaboli, comunque acceduti alla Biblioteca oggi funzionante, si vedano l'Indice degli incunaboli posseduti dalle biblioteche di Puglia in
«Japigia» (1939) e di RAFFAELE FIORILLO, Incunaboli posseduti da alcune
biblioteche della Provincia di Capitanata (1934).
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4 - Sui mss. della «Comunale», trasferiti alla «Provinciale» o a questa
diversamente pervenuti, conosciamo l'unico elenco curato da CARLO
VILLANI, e compreso nel vol. IV di Inventari dei manoscritti delle biblioteche d'Italia a cura di MEZZATINTI, PINTOR e SORBELLI ForlìFirenze 1930...), oltre gli accenni di alcuni altri scrittori locali. Il relativo
inventario presso la nostra Biblioteca, comprende copie in lingua latina e
italiana di opere letterarie, filosofiche ed ascetiche, compiuti lavori e zibaldoni di autori dauni. Tra i loro autografi, più notevoli. Nosologia positiva,
1. (Le angionosi) di VINCENZO LANZA. Vita ed arte di SAVERIO
ALTAMURA, Istituzioni di matematica teorica e pratica, Geometria teor ica, Elementi di astronomia, Aggiunta all'aritmetica e fisica generale di
G IUSEPPE ROSATI, detto «l´Enciclopedico». Sulla famosa istituzione
della «R. Dohana menae pecudum» risultano cinque mss. con lo stesso titolo, ma con varianti nel testo; ANDREA GAUDIANI, Notizie per il buon
governo della Regia Dogana. Ancora: il carteggio del diplomatico TUGINI,
le Memor ie per la città di Foggia, attribuite dal Biagi al sacerdote GEROLAMO CALVANESE; ventisei tomi dell'avvocato SAVERIO CELENTANO, tra i quali Statali per la Città di Foggia e Istruzioni della Regia
Dogana, di cui trattano anche altre carte. Un quaderno di TEDESCHI
contiene un Diario dal 1799 al 1828 dei fatti avvenuti in Ascoli Satriano.
Delle più recenti accrezioni - oltre che di tutte le opere di ROMOLO
CAGGESE, compresi 500 articoli per la stampa quotidiana e periodica -:
gli originali di NICOLA ZINGARELLI, come il testo inedito su le rime
del Petrarca di cc. 223, e le «Rime» nell'intendimento generale, nell'ordine e
nel significato, di cc. 1021 (testo) + cc. 421 (note).
5 - Su le condizioni della «Provinciale» in seguito all'ultimo conflitto:
MINISTERO DELLA P. I., Dir. g.le Acc. e Bibl., Ufficio studi: La ricostruzione delle Biblioteche italiane dopo la guerra 1940-45. vol. I - I danni; vol. II, La ricostruzione, (Roma, s. d.), e inoltre: Gli istituti d'arte e di
cultura di Foggia danneggiati a causa della guerra, relazione alla Società
Dauna di Cultura del suo consigliere segretario generale MARIO SIM ONE nella inaugurazione del 6 febbraio 1949, presente per il Governo l'on.
Perrone-Capano, sottosegretario di Stato alla P. I. (in «Bollettino» della S.
D. C., n. 1). Il 21 marzo 1953, promosso dal medesimo ente, si tenne un
convegno su la vita e i problemi delle biblioteche di Capitanata, dal quale
partì il seguente o. d. g. accolto dall'VIII Congresso dell'Associazione Italiana per le Biblioteche (in «Accademie e Biblioteche d'Italia» 1953): (A bibliotecari e i bibliofili, esaminata la situazione delle biblioteche pubbliche in
questa provincia, danno atto al Ministero della P. I. dell'incremento dato
loro in questi ultimi anni, anche per l'interessamento della Soprintendenza
Bibliografica per la Puglia e la Lucania, e formulano il voto che: 1) siano
legislativamente meglio regolate le funzioni delle Soprintendenze bibliografiche e i loro rapporti con gli enti amministrativi cui le biblioteche appartengono; 2) sia fatto obbligo alle Provincie e ai Comuni di istituire un regolamento organico per
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le biblioteche da essi dipendenti, 3) i sussidi ministeriali e i fondi stanziati in
bilancio dagli enti predetti siano adeguati alle esigenze funzionali e culturali
degli istituti bibliografici».
6 - Alle nuove fortune della nostra «Provinciale», e di tutti gli altri istituti di cultura e bibliografici italiani, sono legati i nomi dei dottori Guido Arcamone e Carlo Frattarolo, rispettivamente direttore g.le e direttore c. d. del
Ministero della P. I., per le Accademie e biblioteche nel periodo della ricostruzione postbellica.
M. S.
ACCADEMIE E BIBLIOTECHE D'ITALIA
RIVISTA BIMESTRALE
COMITATO DI REDAZIONE:
Ettore Apollonj, Guerriera Guerrieri, Giovanni Muzzioli
Nella Santovito Vichi
DIRETTORE RESPONSABILE: Attilio Frajese
REDATTORE CAPO: Renzo Frattarolo
Abbonamento annuo (6 fascicoli e indici franco di porto)
Italia L. 5600 - Estero L. 10.000
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A N N A L I
della
Biblioteca
I - IL PRIMO DECENNIO DELLA RICOSTRUZIONE
LAVORI ALL'EDIFICIO, ALLE SCAFFALATURE, ALL'ARREDAMENTO E AGLI IMPIANTI VARI.
Nel marzo 1944 da parte dell'Amministrazione Provinciale e del Genio
Civile, fu iniziata la ricostruzione edilizia. Opportunamente, invece dei saloni,
furono assegnati alla Biblioteca 14 altri vani al piano terra, sistemati con lavori di impermeabilizzazione. In tutti i locali furono rimessi in efficienza l'impianto di riscaldamento a termosifone e quello elettrico sotto traccia; alle finestre si applicarono le grate di protezione; si murò una porta sulla Piazza
XX settembre e si provvide alla sostituzione di un muro, alla riparazione degli infissi, al rifacimento delle vetrate, alla riapertura di lunette nella sala. di
consultazione: il tutto con una spesa di L. 7.000.000 a carico dello Stato, e di
L. 1.428.986, a carico dell'Amministrazione Provinciale.
Simultaneamente si curava il ricupero dei libri, e il ripristino delle attrezzature.
Per le riparazioni eseguite dalla Ditta Lips-Vago, ritornarono in sede
40 scaffali unilaterali e 10 bilaterali. Altri di essi (38 bilaterali, 34 unilaterali e
7 armadi in ferro) si aggiunsero da parte del Ministero della P. I., che rese
possibile l'impianto di una sala di consultazione, fornendo la scaffalatura a
giorno, di olmo lucidato a spirito (m. 38), di tre grandi tavoli di lettura, 50
poltroncine, lumi, tende, ventilatori, diffusori, ecc.
Il tutto comportò una spesa di L. 350 mila a. carico della Provincia, e
di L.7.133.320 a carico del Ministero della P. I., distribuite negli esercizi finanziari 1947-1952.
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LAVORI DI ORDINAMENTO E DI CATALOGAZIONE DEI FONDI.
Nel 1948 ebbe inizio la revisione delle raccolte librarie, il riordinamento
dei vari reparti e il rifacimento dei cataloghi.
Fu curata, per prima e in modo particolare, la revisione delle opere in
continuazione e in collane, riuscendosi a colmare quasi tutti i vuoti della guerra,
meno quelli, gravissimi, aperti nelle collezioni dei periodici e nel reparto Regno
di Napoli, Puglia, Capitanata, risultati incolmabili, nonostante ogni più assidua
ricerca.
LAVORI DI CATALOGAZIONE.
Fu apportata la schedatura completa per autore e per soggetto delle opere vecchie e di nuova accessione, e si curò il riordinamento, in stretto ordine
alfabetico, e, in gran parte, il rifacimento, su quelle Staderini, di quasi centomila
schede di formato internazionale, del catalogo per soggetto.
L'INCREMENTO DEL PATRIMONIO LIBRARIO.
Dal 1° gennaio 1947 al 31 dicembre 1959, le nuove accessioni furono
8560.
Nello stesso periodo si provvide alla confezione di 750 cassette per la
custodia degli opuscoli; si rilegarono 5.000 volumi, si acquistarono 7 incunaboli
per complessive L. 300.000. Inoltre il Ministero della. P. I., Direzione Generale
delle Accademie e Biblioteche donava libri e assegnava contributi per complessive L. 3.000.000, e altri: libri faceva pervenire, tramite la Soprintendenza Bibliografica interregionale, per il valore di L. 500.000.
Tra le opere donate dal Ministero: la Enciclopedia Italiana, il Dizionario
Enciclopedico Italiano, il Grande Dizionario Enciclopedico, La Critica di Croce
completa di tutte le annate (1903-1944), l'Indice generale degli incunaboli delle
Biblioteche d'Italia, i «Classici Italiani», la collana di autori latini e greci editi a
Parigi da «Les Belles Lettres».
Nel 1959 la Biblioteca potè assicurarsi i manoscritti del prof. Nicola
Zingarelli, comprendenti anche un importante studio sul Petrarca e un commento alle sue Rime, tuttora inediti. Inoltre
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Biblioteca
Provinciale
Sala dei Cataloghi
accettò in dono dagli Eredi del prof. Angelo Fraccacreta di Sansevero le sue
notevoli raccolte di scienze economiche, giuridîche e finanziarie (5.000 voll. e
molti periodici), e per testamento i manoscritti e circa 1.000 volumi del foggiano prof. Domenico Faiella.
I nuovi acquisti, con fondi messi a disposizione dall'Amministrazione
Provinciale di Foggia furono effettuati col criterio di aggiornare specialmente
le raccolte della sala di consultazione, di completare le collane «B. C. M.», la
«Collana Storica» e quelle edite da Laterza, e di incrementare al massimo le
sezioni di agricoltura, scienze, tecnologia, comunicazioni, urbanistica, ingegneria, pur senza trascurare le altre.
Tra gli acquisti più importanti: le opere del Brunet, dello HainCopinger-Reichlin, del Graesse, del Max Sander, i repertori bibliografici del
Prezzolini, gli Annali del Renouard, la Bibliografia Storica Italiana, il Catalogo
Generale della Libreria Italiana del Pagliaini, le collane «Biblioteca Bibliografica
Italiana» e «Contributi alla Biblioteca Bibliografica Italica» dirette da Marino
Parenti, il Dizionario Letterario Bompiani (Opere, Perso15
naggi e Autori); l'Onomasticon del Ferrari, la Enciclopedia Medica Italiana, la
Enciclopedia Cattolica, la Enciclopedia Filosofica e inoltre il Glossarium del Ducange, il Dizionario d'Ingegneria, l'Enciclopedia delle Spettacolo, la Enciclopedia
Agraria, il Trattato di Diritto Civile diretto dal Vassalli; il Commentario al Codice Civile diretto da A. Scialoja e G. Brencanil, il Trattato di Diritto Civile e
Commerciale, diretto da A. Cicu e Francesco Messineo, la collana «Pedagogisti
antichi e moderni» edita da «La Nuova Italia» etc.
PUBBLICI SERVIZI DI LETTURA E PRESTITI.
Si ampliarono e perfezionarono, mano a mano che la Biblioteca potè dare adeguata e decorosa sistemazione alle varie sale di lettura.
I dati statistici, relativi al periodo in esame (1947-1961), esprimono con
tutta evidenza il progressivo aumento delle presenze e il parallelo aumento dei
prestiti a domicilio;
1947 - Lett. 1907 Prestiti 176
1948 - »
2430
»
165
1949 - »
9851
»
200
1950 - » 16409
»
215
1951 - » 21865
»
514
1952 - » 21760
»
410
1953 - » 19632
»
628
1954 - » 20005
»
862
1955 - Lett. 22121 Prestiti 512
1956 - »
21325 »
720
1957 - »
21258 »
712
1958 - »
26803 »
890
1959 - »
30844 »
1326
1960 - »
25753 »
982
1961 - »
23172 »
1568
Nello stesso periodo i prestiti con altre biblioteche, in seguito al decreto
ministeriale di ammissione, con diritto alla reciprocità,, raggiunsero il numero
di 2549.
MOSTRE ALLESTITE PRESSO LA BIBLIOTECA.
In occasione della «Settimana delle Biblioteche», (5-12 ottobre 1958), le
sale di lettura «Canelli» e «Caggese» ospitarono la prima Mostra bibliografica
dell'Istituto. Furono presentati al pubblico, circa 100 pezzi di grande interesse
documentario, storico e bibliografico scelti tra i manoscritti, gli incunaboli, le
cinquecentine e le edizioni di pregio, corredati da apposita scheda analiticoillustrativa
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UN OPUSCOLO SULLA BIBLIOTECA.
Lo Studio Editoriale Dauno, iniziando la nuova serie «Istituti d'arte e
di cultura» della sua collana ATTI DOCUMENTI E STUDI, l'apriva con un
elegante quaderno illustrato su La Biblioteca Provinciale di Foggia, allo scopo di
«diffonderne maggiormente il valore sociale». Vi comprendeva il Regolamento organico, approvato il 26 marzo 1958 con deliberazione n. 85 del Consiglio Provinciale. La pubblicazione, a cura della Direzione della nostra Biblioteca, fu distribuita a tutte le consorelle ed a molti altri istituti di cultura.
II - I PROVVEDIMENTI, DELL'AMMINISTRAZIONE
STRAORDINARIA
Dopo il primo decennio di ricostruzione, la Provinciale, pur avendo acquistato gli attributi di un organismo, per struttura e per funzione moderno,
denunciava innegabili. difficoltà di fondo.
La Commissione straordinaria dell'Amministrazione Provinciale, d'accordo con la Soprintendenza Bibliografica per la Puglia e la Lucania, attuava
pertanto nel 1961 un razionale piano d'interventi. In settembre nominava la
Giunta di Vigilanza «per una collaborazione concreta ed efficace con la Direzione dell'Istituto». Diventato esecutivo, il provvedimento di nomina con
ratifica del Ministero della P. I. (D. M. 13-9-1961), dal 1. novembre 1961 la
Giunta si è riunita quattro volte ed ha formulato proposte per il potenziamento e la funzionalità della Biblioteca.
P E R S O N A L E.
La Commissione Straordinaria, constatata la deficienza numerica del
personale in servizio (alla data del 1. marzo 1961: due funzionari direttivi, un
ordinatore e due uscieri), il 1. novembre ha assunto due giovani diplomati in
qualità di distributori e quindi due ordinatori, un applicato, e un usciere.
Pertanto la Direzione ha potuto iniziare e completare la registrazione
dei mobili e della suppellettile; iniziare la registra17
zione di tutto il patrimonio (117 manoscritti, 9 incunaboli, 450 edizioni cinquecentine, oltre centomîla volumi ed opuscoli. Dal 1. novembre sono stati
quindi registrati il fondo «Domenico Fajella» (1.000 pezzi); la biblioteca «Angelo Fraccacreta» (4.000 pezzi); gran parte dei volumi appartenenti a collezioni librarie e gli opuscoli della «Miscellanea Foggia»; organizzare e regolamentare il servizio del prestito, con la tenuta del registro, dello scadenziario a
schede e dello scadenziario delle malleverie; provvedere al restauro, e alla
rilegatura in pelle di 150 volumi del secolo XVI.
LAVORI - BIBLIOGRAFICI.
La Commissione Straordinaria, con deliberazione adottata nel mese di
ottobre dell'anno 1961, stabiliva di associare la «Provinciale» al Catalogo Unico Regionale delle Biblioteche di Puglia e di Lucania, per la ricatalogazione
retrospettiva e corrente di tutto il materiale esistente nelle Biblioteche di Puglia e di Lucania, e la stampa, in 70 volumi, dei vari cataloghi con i relativi
soggettari. A tal fine e, per la durata di un quinquennio, assumevasi la spesa
di L. 750.000 annue.
La Biblioteca Provinciale di Foggia, consapevole dell'importanza di un
simile lavoro per la moderna organizzazione culturale in Puglia, ha iniziato
con scrupolo e con impegno la ricatalogazione del materiale bibliografico
riguardante la Puglia e il Regno di Napoli, e ha già inviato a Bari presso la
«Serie del Catalogo Unico regionale» oltre 1.500 schede di formato internazionale, e le relative soggettazioni.
In pari tempo, sempre dalla data del 1. marzo 1961, sono stati schedati
e collocati nei vari reparti oltre 1.000 volumi pervenuti in Biblioteca, in buona
parte, per acquisti e in parte per diritto di stampa o per omaggio.
BIBLIOGRAFIA DI NICOLA ZINGARELLI E BIBLIOGRAFIA
TEATRALE.
E' stata iniziata e condotta a termine la bibliografia di Nicola Zingarelli, non escludendo gli spogli, per la precisione in numero di 497, di giornali e
di riviste.
Inoltre, per la prima volta si procede alla catalogazione di
18
tutte le opere teatrali possedute, ivi compresi gli spogli dei drammi e delle
commedie pubblicati in 15 annate (1947-1961) delle riviste «Il Dramma» e «Sipario».
S E R V I Z I.
In seguito ad accordi presi con il Ministero della Pubblica Istruzione e
con l'Ente Nazionale per le Biblioteche Popolari e Scolastiche, il Presidente
della Commissione Straordinaria, per migliorare il servizio di lettura in sede e
soprattutto per agevolare i lavoratori alla lettura (indirizzandola verso fini soggettivamente utili e socialmente plausibili) ha disposto il prolungamento dell'orario della Biblioteca, che pertanto dal 1. aprile rimane aperta al pubblico dieci
ore giornaliere (9-13,30 e 19-20). Il provvedimento, accolto con plauso generale, ha determinato la presenza di nuovi lettori, e quindi un'altra esperienza nel
campo d'impiego del tempo libero in provincia.
(a cura del Direttore ff. dott. ANGELO CELUZZA)
19
Daunia
Bibliografica
Premesse di un catalogo critico
della cultura in Capitanata
1
Notabili scrittori dauni! Dovrei tutti nominarvi, aggiungendo molte
linee alle vostre schede, che si accolgono in questo bollettino, se i suoi
limiti programmatici e «spaziali» non imponessero ossequio innanzitutto a
chi lo pubblica. Maturi perciò il tempo di presentare alle nuove generazioni
intellettuali gli storici, storiografi e annalisti conterranei, che sono il nostro
serbatoio sapienziale: PIETRO ROSSO e GIANNONE, MATTEO
SPINELLI ju.r, MATTEO FRACCACRETA, BLANCH, CAGGESE e gli
altri contemporanei. Alla ricerca di fonti, essi compulsarono archivi e
biblioteche, e ci somministrarono le prime citazioni dalle quali abbiamo
ricavato i prolegomeni, per orientarci e continuare. Dei loro contributi, che
arricchiscono il bilancio attivo della cultura in questa provincia, s'impone
una trattazione «in sede bibliografica», che proponiamo agli scrittori curiosi
della palingenesi meridionale.
2
Nella prima parte di «Schedario» la Biblioteca Provinciale fa conoscere
i suoi fondi più notevoli. In questa nuova rubrica si vuol segnalare con
diverso criterio sistematico tutto quel zirconio, che ci sembra idoneo a
formare il grande corpus bibliografico della Daunia-Capitanata. La sua
esigenza, come è facile intuire, sebbene non sia universalmente sentita; è
comune agli studiosi e ai pratici del nostro tempo, così denso di problemi e
di iniziative rivolte anche a
55
soluzioni estrose. La esatta cognizione delle cose e delle aspirazioni
«paesane» eleva da una parte il prestigio della Regione, abbrevia dall'altra le
vie del suo progresso. Per limitarci al campo della ricerca, della
elaborazione e della stampa, è di chiara evidenza il giovamento che dalla
Bibliografia può derivare in specie agli studiosi di cose meridionali, ai
politici, ai giovani.
3 A un rapido giro di orizzonte la prima messe documentaria tra l'Ofanto
e il Fortore si rivela nel
Teatro topografico storico-poetico della
Capitanata e degli altri luoghi più memorabili e limitrofi della Puglia
(Napoli, Angelo Coda 1828-1813), il singolare componimento lirico-erudito
di MATTEO FRACCACRETA (S. Severo 1772 - Torremaggiore 1857). Le
parafrasi, che negli editi sei tomi (non cinque, come si scrive) annotano
doviziosamente le odi, le canzoni, le rapsodie, accolgono citazioni,
recensioni, estratti di opere a stampa e di materiali scrittori inediti (alcuni,
come rare epigrafi, riprodotti integralmente, in tempo perchè ci
pervenissero prima della loro distruzione). Ritengo che l'antica Daunia
bibliographica si identifichi con Matteo, che ampollosamente potremmo
chiamare il nostro Genoino o Muratori, e che da lui muovano gli studi
storici moderni sull'alta Puglia, descritta con sì «fedel pittura».
4
Un altro alacre ricercatore di fonti e «saccomanno in ogni terra» fu il
poligrafo CARLO VILLANI: (Foggia 1855 - Napoli 1931). compilatore del
primo e più fornito dizionario bio-bibliografico regionale, che sia apparso
in Italia dopo l'Unità: Scrittori ed artisti pugliesi, antichi moderni e contemporanei
(vol. I) Trani, Vecchi 1904, 8., pp. 1137; (vo1.II) Idem. Nuove addizioni.
Napoli, Morano 1920, 8., pp. 256. Come l'indole dell'opera e il tempo
consentivano, integrando i complementi bibliografici di M. Fraccacreta con
gli studi successivi, egli aggiunge la notizia di molti scritti di conterranei,
pur se non tutti riguardano la Regione, compresi quelli inediti, che ha
potuto e saputo scovare con abilità e costanza pari al suo amore per la
cultura e per la terra nativa. Come il Sanseverese, signore per censo e per
educazione morale, C. V. ci ha dato uno strumento che, sebbene
imperfetto,, rimane l'unico del genere, nonostante i tentativi, apprezzabili
ma sterili, di emendarlo e aumentarlo, da parte del Bellucci (rimasto
inedito), del Giusto e, in ultimo, del Sorrento.
56
5 Gli autori posteriori al Fraccacreta e al Villani spigolano, più o meno
diligentemente, nel vasto campo delle opere a stampa. Alcuni, che palesano
interessi e fini meramente divulgativi, tacciono SE qualsiasi fonte; altri, se
adempiono il dovere della citazione generica, di rado concedono ai lettori
essenziali bibliografie, che atte. :stino, con quello morale, un impegno
metodologico, e aiutino sia a riscontrare le citazioni, sia ad approfondire e
svolgere più distesa
mente i temi assunti. Ne troviamo, non tutte esaurienti e nessuna
sistematica, in opere sul Gargano e i Garganici di CIRO ANGELILLIS,
MICHELANTONIO
FINI,
DOROTEO
FORTE,
ALFREDO
PETRIICCI, NICOLA QUITADAMO, NICOLA SERENA di LAPIGIO,
GIOVANNI TANCREDI e MICHELE VOCINO; di GIAMBATTISTA
GIFUNI su Lucera, di LUIGI PASCALE su Manfredonia, di MICHELE
PAPA sulla Capitanatacon riguardo particolare alla sua storia economica.
6 Tra il 1930 e il 1934 appare in «Japigia» (Bari, Deputazione di storia
patria per la Puglia, voll. 1-4) la rigorosa «Bibliografia di Puglia» di
Giuseppe Gabrieli (tanto nomini), che mi volle suo informatore. Vi
furono comprese molte schede daune, originali o tratte da repertori,
distribuite nelle distinte sezioni: Biblioteche ed archivi,
57
Musei, Fondi archivisticí fuori di Puglia; Folklore pugliese, Colonie e lingue di
Albania e di Grecia di Puglia, Accadentie, Apulia sacra biblio;raphica. I
contributi di « Japigia» alla bibliografia dauna non si limitarono a quelle
rassegne, che furono interrotte dallo inopinato ritiro del G. dalla direzione
romana della rivista. Nelle rubriche Recensioni e Notiziario la presenza della
Capitanata fu costante, per l'amicizia che mi legò a Gennaro Maria Monti e
a Giuseppe Petraglione, presidenti della Deputazione di storia patria per la
Puglia, elle incoraggiarono e segnalarono le imprese culturali-editoriali «proPatria», da me promosse e curate.
7 La collaborazione continuò nelle pagine nuove dello «Archivio storico
pugliese», succeduto il 19,18 a «Japigia». Nel secondo fascicolo di quell'anno
apparve il primo saggio di bibliografia storica della Capitanata, condotto
con la dichiarata presunzione (al suo compilatore sia consentito il cauterio)
di applicare con una formula composita i canoni della metodologia alla
pratica consueta. In Bibliografia del 1848 dauno (Bari, Graf. Cressati 1949, 8.,
pp. 16) infatti, la «catalogazione» alfabetica per soggetti, per autori e per
luogo è fusa sotto la parola d'ordine geografica e personale. Questo
«apporto» non fu improvvisato perchè si connetteva a una bibliografia dei
vecchi scrittori dauni, iniziata col Giureconsulto di Castelnuovo (M. S., Le
opere di Luigi Zuppetta, in «Bollettino dell'U.P.F.P.A. di Foggia»., 1940, n. 78, pp. 7-9).
8 Il 1933, riunendosi la Società italiana per il progresso delle, scienze, fu
ordinata in Bari una «Mostra del pensiero pugliese nella storia delle scienze»
(catalogo con lo stesso titolo presentata dal prof. G. Gallerani: Bari, Tip.
Laterza & Polo 1933). Per la sciatteria della organizzazione e della edizione,
alla Capitanata non poteva capitare peggiore trattamento. Diversa fortuna le
fu riservata in occasione del primo «Maggio di Bari» (1951), come si evince
dal Catalogo della «Mostra documentaria del pensiero economico-politico
pugliese dei sete. XVI-XX» a cura della Soprintendenza bibliografica per la
Puglia e la Lucania, vivificata dallo spirito garibaldino di Beniamino
d'Amato. Nonostante le lacune, inevitabili in simili rassegne - e peraltro
considerate dal Soprintendente quali presupposto e stimolo di altre più
esaurienti iniziative, -- l'opera dei Dauni, editori e scrittori, spicca con tutti
gli attributi della rigorosa descrizione scientifica.
58
9 In seguito si dischiuse una nuova giornata agli interessi bibliografici locali.
Ne furono stimolatori lo Studio Editoriale Dauno e sua figlia, la Società Dauna
di Cultura. Nella collezione di quest'ultima «Nuovi Scrittori Dauni» apparve
una rassegna storica dell'opera di Umberto Fraccacreta, e della letteratura
apologetica e critica intorno ad essa
(CARLO GENTILE. Poesia di U. F.
---- prefazione e bibliografia di
MARIO SIMONE con documenti
inediti e ritratto. Foggia, S. D. C.,
1956). Questo contributo, che servì
di base olle manifestazioni nazionali
per celebrare il Poeta del Tavoliere,
con diverso titolo (L'opera di U. F.
nel saggio di un giovane e nella critica
contemporanea) è riapparso in
«Itinerari bibliografici», la nuova
collana di quel medesimo sodalizio
nella quale dal 1960, forse
intempestivamente, si è annunziata
una mia guida alla lette. ratura sul
Risorgimento e il movimento proletario e
di liberazione in Capitanata.
10 In «Biblioteca Dauna», collana di monografie regionali, i
volumi
(SILVESTRO MASTROBUONI, S. Leonardo di Siponto; FRANCESCO
DELLI MUTI, Le Isole Tremiti, 2. ed.; CARLO VILLANI. Cronistoria di
Foggia 1848-1870, 2. ed. Foggia, Studio Editoriale Datino 1958-60) sono
corredati di bibliografie essenziali a cura del sottoscritto, che ha compilato
anche quelle dei primi «Quaderni di Risorgimento Meridionale»
(CRISTANZIANO SERRICCHIO, Gian Tommaso Giordani e il liberalismo
dauno nel 1820; DOMENICO PACE, Vincenzo Lanza e la vita universitaria e
ospedaliera a Napoli nel pruno Ottocento. Napoli, C. E. S. P. 1961-62). Quale
editore, infine, gli ha potuto dare incrementi nuovi alla bibliografia delle arti
belle con il «quaderno musicale» dedicato a Umberto Giordano dieci anni dopo
la sua morte (Foggia 1959) ospitando due originali rassegne di CLAUDIO
ALLORI (Composizioni di Giordano per il teatro) e di MARIO BELLUCCI
(La letteratur a su Giordano).
59
11 Dai materiali., raccolti per la Società Dauna di Cultura con l'aiuto dei
compianti consoci e colleghi pubblicisti dott. Pietro, d'Errico e prof.
Giovanni Tancredi, ha avuto origine l'opuscolo di GIUSEPPE
D'ADDETTA su Giornali e giornalisti garganici («Quaderni del Gargano»,
n. 1, pref. di MICHELE VOCINO. Foggia, s. d.,. ma 1952, in 32., pp. 44).
Alle schede, sapientemente «sviluppate» e - aumentate dall'A., se. Ne
possono aggiungere oltre duecento sulla intera Capitanata negli ultimi due
secoli, che ho potuto raccogliere anche per la cortese collaborazione del
dott. Franco della Peruta, intento presso l'Istituto G. G. Feltrinelli di
Milano, a pubblicare i repertori bibliografici della stampa democratica
dall'Unità. Elementi alla formazione di uno schedario della stampa dauna ha
pubblicato , anche il sig. Mario Menduni, già bibliotecario nel Museo civico
di Foggia.
12 Questi piccoli sussidi, rampollati dalla mia esperienza di «curioson, i
primi che sia dato registrare con alcun carattere di organicità, sono ancora
lontani da quella «Bibliografia generale di Capitanata» annunziata da
Michele Bellucci, del quale diremo prossimamente. Pur tuttavia, oltre la
buona volontà e il rispetto dei canoni scientifici elementari, essi dicono che
la disgregazione degli studi dauni è ormai superata. Un concetto di cultura,
di certo più fruttuosa della erudizione fino a ieri dominante, presiede le
nuove imprese alle quali finalmente partecipa anche un editore, non meno
responsabile e impegnato degli autori e degli enti nella rinascita dauna.
Pertanto il voto di Antonio Salandra del 1879, per un «catalogo critico»
delle fonti della nostra storia, essendo parte viva della nuova coscienza
civica, patrocinata dall'istituto repubblicano, non potrà non trovare anche
qui lo strumento idoneo a tradurlo in realtà.
MARIO SIMONE
ILLUSTRAZIONI:
1 La Cultura (inc. da «Giornale degli
Atti della R. Società Economica di
Capitanata»); 2. Matteo Fraccacreta
(inc. dal Teatro topografico eco.); 3.
Carlo Villani. (dis. col. di Solatium).
60
ANNALI
della
Biblioteca
La Mostra storica
Della Casa editrice Laterza
Dal 17 al 24 giugno la «Provinciale» ha convenevolmente accolta la
Mostra storica della Casa editrice Laterza. Dopo Milano, Firenze e Roma, il
Capoluogo dauno è stato l'unica tappa meridionale della manifestazione.
Com'era facile prevedere, essa ha suscitato curiosità e stimolato interessi
nuovi, per la eccezionale personalità del putignanese, Fondatore, per la
collaborazione di Benedetto Croce e per i risultati morali e culturali, sortiti da
un lavoro comune a due sapienti onesti e operosi, dilatatosi in colloquio con
gli intellettuali liberi di tutto il mondo.
Per questi motivi anche Foggia ha salutato con adesione non platonica
la Mostra che, per iniziativa del. Lyons Club, l'Amministrazione provinciale è
stata sollecita ad accogliere nel suo Istituto bibliografico, ove sono raccolte
tutte le collane della, famosa Editrice. Ma non è sfuggito agli studiosi nostri il
significato particolare della sosta foggiana di un documentario così
importante per la storia non soltanto letteraria d'Italia. Come :fu ricordato
dalla Società Dauna di Cultura nella commemorazione di Don Benedetto al
tempo del suo decesso, il grande Figlio d'Abruzzo, che per la Dogana delle
pecore ha secolare comunanza col Tavoliere, quale congiunto dei Sipari
(famiglia di armamentari della Locazione di Salpi) scese idealmente tra noi
lungo il tratturo di Pescasseroli, per portare al rinnovamento degli studi il
contributo dei suoi primi saggi, apparsi nella «Rassegna pugliese» del Vecchi
in Trani.
Preceduta da una conferenza del preside della Facoltà di lettere di Bari,
prof. Mario Sansone, che la stampa periodica ha largamente registrata, la
inaugurazione della Mostra è stata
62
MOSTRA LATERZA.
Da sinistra in primo
piano: on le De Meo,
dott.
Cerza,
dott.
Franco Laterza, dott.
Celuzza.
fatta dall'on. Gustavo de Meo, sottosegretario di Stato alla «Difesa», ricevuto
dal vice prefetto dott. Cerza, presidente della Commissione
all'Amministrazione straordinaria della «Provincia», col quale si è vivamente
compiaciuto.
Ordinata nelle sale dei cataloghi e di lettura dell'Istituto dal suo
direttore ff. dott. Celuzza con la collaborazione della dott. Olivieri-Masi del
Lyons, la esposizione ha mantenuto l'ordine predisposto all'inizio e
documentato dal catalogo, distribuito ai visitatori: Antifascismo e censura;
Sezione prima: Gli inizi - L'incontro con Francesco Saverio Nitti - L'incontro
con
62
Benedetto Croce. Sezione seconda: Sviluppo della Casa editrice - Nuovo
impulso della «Biblioteca di cultura moderna» - Due nuove collane: i «Classici della
filosofia Moderna»... - ...e gli «Srittori d'Italia». Sezione terza: Le opere di
Benedetto Croce. Sezione quarta: Giustino Fortunato - Luigi Einaudi - Guido De
Ruggiero - Adolfo Omodeo - Luigi Russo. Sezione quinta: Fra idealismo e
antifascismo - Il dopoguerra: i «Libri del tempo».
63
Schedario
Fondo "Regno di Napoli - Puglia - Capitanata„
posseduto dalla Biblioteca Provinciale di Foggia
(Continuazione del n.ro precedente)
52
ARRIGHI DE CASANOVA, Jean.
Organizzazione dell'esercizio irriguo in
grandi comprensori. Sta in Consorzio
generale
per
la
bonifica
e
la
trasformazione
fondiaria
della
Capitanata. Foggia. Convegno internazionale sui problemi dell'irrigazione nel
bacino del Mediterraneo, Foggia, 4-5
Maggio 1960.
(Foggia), 1960, pp. 57-68.
53
ARRIGHI, G. M. Saggio storico per servire
di studio alle Rivoluzioni politiche e civili
del Regno di Napoli.
Napoli, Stamperia del Corriere,
Stamperia del Monitore, 1809-1913, 16.,
tomi 3.
54
ARTEAGA, Stefano.
Vedi: BORSA, Matteo. Del gusto presente
in letteratura Italiana. Dissertazione ecc.
Data in luce e accompagnata da copiose
osservazioni relative al medesimo
argomento da Stefano Arteaga.
(Napoli), 1786.
55
ASSEMANI, Giuseppe Simone.
Italieae Historiae Scriptores... Tomi I, II,
III, IV: De Rebus Neapolitanis et Siculis
ab anno Christi quingentesimo ad
annum lrillesimum ducentesimum.
Roma, Tipografia Komarek (Angelo Rotilio 1751-1753, voll. 4.
56
ASSOCIAZIONE AMICI DELL'ARTE DI
STORIA BARLETTANA.
Annuario
dell'Associazione
Amici
dell'Arte e della Storia Barlettana.
Anno 1923. Barletta, Tipografia B.
Francesconi, 1925, 8., pp. 133.
57
AUGUSTO, Bernardino.
Istituzioni di Diritto Penale sulle leggi del
Regno delle Due Sicilie dell'Avvocato, Lettore di Legge Ufficiale delle triplice distinzioni della Polizia Bernardino Augusto,
Seconda edizione accresciuta di note di
Reali Decreti Rescritti Ministeriali e Regolamenti. Libro unico.
Napoli, C. Cataneo, 1848, 16., pp. 301.
58
AUTOMOBILE CLUB. FOGGIA.
Vedi: Foggia. Carta stradale e turistica della
Provincia di Foggia.
(Foggia), 1961.
59
AVITTO, Emanuele.
Saggio su la cultura e le lettere in Puglia nei
secoli XI-XII e XIII.
Bari-Roma, Arti Grafiche Favia, 1959, 8., pp.
145.
60
BABUDRI, Francesco.
Di un graffito paleoslavo all'esterno dalla
Basilica di S. Nicola a Bari. Sta in SOCIETA' D I STORIA PATRIA PER LA PUGLIA.
«Atti del I. Congresso Storico Pugliese. Sta
in SOCIETA' DI STORIA PA
65
Schedar io
ria Patria». (Terra di Bari, 4 -8 Settembre 1951).
(Bari), 1955, pp. 117-132.
61
BABUDRI, Francesco.
La poesia nella diplomatica medievale pugliese . Sta in SOCIETA' DI STORIA PATRIA PER LA PUGLIA. «Atti del III Con gresso Storico Pugliese e del Convegno internazionale di studi Garganici».
(Bari), 1955, pp. 50-84.
62
BACILE, Gennaro.
,Scritti vari.
Roma, Edizione Standard, 1924, 16., pp.229.
66
BALDONI, Remigio.
Contributo degli erbai all'alimentazione del
Bestiame nel .Mezzogiorno. Sta in ENTE
AÚTONOMO FIERA DI FOGGIA. «Atti del
Convegno di Studi Zootecnici...».
(Foggia, s. d.), pp. III-125.
67
BALDONI, Remigio.
Le colture erbacee nell'ambiente meridionale.
Sta in ENTE AUTONOMO FIERA DI FOGGIA
«Atti del Convegno di studio sui problemi della
trasformazione agraria del mezzogiorno d'Italia».
(Foggia), 1958, pp. 78.
63
68
BACULO, Luigi Vincenzo.
BANCA DEL TAVOLIERE DI PUGLIA.
O sservazioni su quanto hanno esposto i portatori delle obbligazioni della voluta Banca
del Tavoliere di Puglia.
Le quattro parti del giorno . A Stanislao Falcone, dotto e saggio Magistrato della Italiana
gioventùte amantissimo Luigi Vincenzo
Baculo questo poemetto consacrava.
S. n. t., 16., pp. 15,
S. l., s. e., s. 1. s,
Tipografia Gaetano Nobiley 1842, 8., pp. 66-126.
64
BALDASSARRE, Ida.
pittuSta in UNIVERSITA'
DEGLI STUDI. BARI. «Annali della Facoltà
di Lettere e Filosofia». Vol. V.
(Bari), 1959, pp. 215-238.
.La rappresentazione dello spazio nella
ra cristiana primitiva.
69
BARBAROSSA, Maria Imma.
Appunti per gli studi sulle origini dell'edificio culturale cristiano. Sta in UNIVERSITA'
DEGLI STUDI. BARI. «Annali della Facoltà
di Lettere e Filosofia». Vol. V.
(Bari, 1959), pp. 241-254.
65
BALDINI, Filippo.
Ricerche fisico- mediche sulla costituzione
del clima dellla Città di Napoli del
Dottor Filippo Baldini, medico della
Real Famiglia di Sua _Maestà Siciliana,
e membro di varie accademie Italiane,
e d o l t r e m o n t a n e . Napoli, presso i Fratelli
Raimondi, 1787, 16., pp. 224.
BARBIERI, Gino.
L ' i d e a d i ricchezza e le premesse concettuali
del pensiero economico greco . Sta in
ACCADEMIA
PUGLIESE
DELLE
SCIENZE. Classe di scienze morali .
Anni 1951-1952_ «Atti e relazioni».
Nuova serie. Voll. III. e IV.
(Bari, 1953), pp. 500-514.
66
Schedario
71
76
BARBARI, R. L.
BASILE, Gaetano.
I Demani Comunali del Mezzogiorno. Studi
di Legislazione e di Giurisprudenza sulla
giurisdizione speciale per Ripartitori.
Napoli, Stab. Tipografico Librario A. e Festa S., 1902, 8., pp. 91.
72
BARIOLA. Giovanni.
Discorso letto dal teologo Gaetano Basile
nella piazzetta Cotugno dopo scoperta la
lapide. Sta in ONORANZE.
--- Cittadine rese a Domenico Cotugno..
Ruvo di Puglia, 1893, pp. 47-54.
77
BATTAGLIA, Raffaello.
Coppa Cardone: resti di un villaggio di capannicoli nel Gargano. Sta in SOCIETA' DI
STORIA PATRIA PER LA PUGLIA. «Atti del
III Congresso Storico Pugliese e del
Convegno internazionale di Studi Gar ganici».
(Bari), 1955, pp. 295-305.
Epitoma delli successi del Regno di Sicilia di
Joanne Bariola. Sta in RACCOLTA
-- di varie croniche, diari, ed altri opuscoli, appartenenti alla Storia del Regno di
Napoli.
(Napoli, 1780), Tomo I, pp. 301-324.
73
78
BECCIA, Nicola.
BARONE, Francesco Paolo.
La Stella della Daunia. Memorie storiche del
Santuario Mariano di Valleverde, raccolte
documentate e illustrate da Monsignor
Francesco P. Barone.
Lacera, Tipografia S. Scepi, 1910, 8., pp.
386.
Cronistoria di Troia (dal 1584 al 1900). Lacera.
Tipografia S. Scepi, 1917, 8., pp. 381,
79
BECCIA, Nicola.
Divagazioni numismatiche. Troja,
Tipografia Catea, 1940. 8., pp. 132.
80
BELLEZZA, Ettore.
74
Foggia e la questione edilizia.
BARONE, Vitangelo.
Foggia, Tipografia Francesco Paolo De Nido, 1906, 8., pp. VII, 185 fig.
Analisi sulla risposta del Dottor Raho alla
«Lettera patologico-clinica del Dottor Lanza
sulla natura dell'infiammazione e della febbre.
81
75
Forges Davanzati, i Mss. Vincenzo Manfredi e Filippo Festa.
Napoli, Luigi Nobili, 1825, 16., pp. 162.
BELTRANI, Giovanni.
Trani, V. Vecchi Tipografo-Editore,
1901, 8., pp. 187.
BARTOLOMEO DI NEOCASTRO.
Istoria Siciliana di Bartolomeo di Neocastro
(1250-1293). Versione di B. Fabbricatore.
Sta in CRONISTI
----------e scrittori sincroni della dominazione Normanna del Regno di Puglia e Sicilia.
(Napoli, 1845), Vol. II, pp. 413-628.
82
BELTRANI, Giovanni.
I documenti Storici di Corato. (1046-1347).
Sta in CODICE.
67
Schedario
-- Diplomatico Barese- VoI. IX - Parte I.
(Bari), 1923.
88
83
BIAGI, Benedetto.
BELTRANI, Giovanni.
Ottavio Serena. Sta in PER ------Ottavio Serena.
I viaggi nel Mediterraneo di Lazzaro Spallanzani. Sta in ISTITUTO (R.) TECNICO «PIETRO
GIANNONE». FOGGIA. Annuario 1926-27.
Lucera 1915. pp. 307-314.
Lucera, 1928 pp. 109-124.
84
BERARDUCCI, Gian Carlo.
Diario. Sta in CRONACHE
--- dei Fatti del 1799 di Berarducci Gian
Carlo e Vitangelo Bisceglia.
(Bari, 1900), pp. 1-279.
85
EERNARDINI, Mario.
La, Rudiae Salentina. Sta in SOCIETA' DI
STORIA PATRIA PER LA PUGLIA. «Atti del I
Congresso Storico Pugliese e del Convegno
delle Società di Storia Patria». (Terra di Bari,
4-8 Settembre 1951).
(Bari, 1952), pp. 22-27.
89
BIANCARDI, Sebastiano pseudo Domenico
Lallí.
LeVite de' Re di Napoli raccolte succintamente con ogni accuratezza e distese per
ordin cronologico da Bastian Biancardi
napolitano
e
chiamato Domenico Lalli. Venezia,
presso Francesco Pitteri, 1937, 8.,. VIII-475
fig.
90
BIANCHI, Michele Achille.
La Lucciola. Strenna foggiana per la primavera dell'anno 1846.
Bari, per Sante Cannone e Figli, 1846,
16., pp. 120.
86
BIAGI, Benedetto.
Foggia Imperiale.
Foggia, Tipografia Fiammata, 1933, 8., pp.
271 e 18 tavole.
«Raccolta di Studi foggiani a cura del Comune», vol. VII.
87
BIAGI, Benedetto.
Profili di scienziati. In appendice: La Reale
Società Economica di Capitanata - La specola meteorosismica «V. Nigri».
Foggia, Tipografia R. FrattaroIo, 1930, 8.,
pp. 273 e 10 tavole.
tt
«Raccolta di Studi foggiani a cura del Comune», vol. II.
91
BIANCHI, Michele Achille.
Vedi CIPRESSI (1).
---------Strenna pel giorno de' Morti. Compilata in Foggia per Michele Achille Bian -chi.
(Napoli, 1839).
92
BICCARI, M. - LOCO, M.
Guida di Foggia.
Bari, Tipografia G. & C. Resta, 1952, 16.,pp. 374, una planimetria, una- carta stradale.
(Continua)
68
Schedario
Nuove accessioni
223.
(Continuazione del n.ro precedente)
I
-- Bibliografia
Enciclopedia.
-
Biblioteconomia
219.
BIGNAMI, Antonietta.
L'economia dell'impresa editoriale nel suo
divenire storico.
Milano, Eub. (Vimodrone, L. B.) 1957, 8.,
pp. 327.
220.
ENCICLOPEDIA.
----------dell'arte antica classica e orientale.
Vol. I:A-Bar. Vol. II: Bas -Dam. Vol, III:
Dan-Herc. Vol. IV: Herm-Mik.
Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana
Istituto Poligrafico dello Stato) 1958-1961,
4., voll. 4.
221.
FUSCO, Enrico, M.
Scrittori e idee. Dizionario critico della letteratura italiana.
Torino. Società Editrice Internazionale,
1956, 8., pp. 626.
222.
«CAMERINI, Paolo.
Annali dei Giunti. Vol.I. Venezia. Parte
prima.
Firenze, Sansoni Antiquariato, (Stab. Tip.
già Civelli) 1962, 8., pp. 445 con un
ritratto e fac-simili.
«Biblioteca bibliografica italiana» diretta
da Marino Parenti. 26.
LECLERA, Jean.
Recueil d'études sur saint Bernard et ses
écrits. Vol. I.
Roma, Edizioni di Storia e letteratura (A.
B.E.T.E.) 1962, pp. VIII-380.
I I -- Religione - Storia delle Religioni - Storia della Chiesa Mitologia - Teologia - Agiografia
- Testi .
224.
KLUNIUS, Julko Uzidar.
La dottrina segreta nell'antico Egitto. Vol.
III: Teosofia - Teogonia - Cosmogonia.
Venezia, Franco (Tipografia Veneta) 1961,
8., pp. 149-267 [118]
Bibioteca Scientifica Filosofica «Sfinge»
Collana
ricerche
di
exsegesi
archeologica.
225.
BONAIUTI, Ernesto.
Saggi di Storia del Cristianesimo. A cura di
.Ambrogio Domini e Mario Niccoli. Prefazione di Luigi Salvatorelli.
Venezia, N. Pozza (Vicenza, Arti Grafiche
Venezie) 1957, 8., pp. XV-413.
«Biblioteca di Cultura» 17.
226.
VARVARO, Paolo.
Dio.
Palermo, G. Mori & Figli, 1961, 8., pp. 199.
227.
RELIGIONE (LA)
--- dell'Antico Egitto. Testi raccolti e tra
[Esemplari N. 167]
69
Schedario
dotti da Sergio Donadoni.
Bari, G. Laterza, 1959, 8., XVI - 626.
«Testi Religiosi».
III - Pedagogia (Scuola - Didattica Educazione fisica - Sport).
228.
GIANNARELLI, Roberto - PACE, Gaetano
Il preside di scuola secondaria. Funzioni amministrative e didattiche.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e «L'Arte
della Stampa») 1961, 9., pp. 301. Collana
«Insegnare» 1.
229.
BATTAGLIA, Felice.
Il pensiero pedagogico del Rinascimento.
Firenze, Coedizioni Giuntine Sansoni (Città di Castello, «Società Poligrafica Editoriale») 1966, 8., p. XVII-698 e 8 tavv. f. t «I
Classici della Pedagogia Italiana» direttori
dell'opera: Ernesto Lama - Luigi Volpicelli.
230.
BORGHI, Lamberto.
li pensiero pedagogico del Risorgimento.
Firenze, Coedizioni Giuntine Sansoni,
(Città di Castello, «Soc. Poligrafica Editoriale») 1958; 8.,- pp. XLVII-606 e 8 tavv.f.t
«I Classici della Pedagogia Italiana» direttori dell'opera: Ernesto Lama - Luigi Volpicelli-.,
231.
GARIN, Eugenio.
Il
pensiero pedagogico dell'Umanesimo.
Firenze., Coedizioni Giuntine Sansont
(Città di Castello, «Società Poligrafica Edi toriale 1958, 8., pp. XXVIII - 747 e 8 tavv.
f. t.
«I Classici della Pedagogia Italiana» direttori dell'opera: Ernesto Lama - Luigi Volpicelli.
70
IV - Filosofia (Storia - Critica - Te sti) - Psicologia.
232.
LAMANNA, E. Paolo.
Storia della Filosofia. Vol. III. Da Cartesio
a Kant.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e «L'Arte della Stampa») 1962, 8., pp. 565.
233.
ROSMINI, Antonio.
Il pensiero giuridico e politico. A cura di M.
F. Sciacca e sotto gli auspici del Comitato
nazionale per le onoranze centenarie.
Firenze, Sansoni, (Bologna, Steb) 1962,
8., pp. XIX-600.
234.
JAMES, Henry Leuba.
La psicologia del misticismo religioso. Prefazione di Ernesto De Martino.
Milano, G. G. Feltrinelli (Varese, «La Tipografica») 1960, 8., pp. XII-400.
«I fatti e le idee» 23.
235.
JUVALTA, Erminio.
I limiti del razionalismo etico. A cura di Ludovico Geymonat.
Torino, E. Einaudi (SATET) 1945, 8., pp.
XVI-445.
«Biblioteca di cultura filosofica». I.
236.
LABRIOLA, Antonio.
Scritti e appunti su Zeller e su Spinoza.
(1862-1868). A cura di Luigi Dal Pane.
Milano, G. G. Feltrinelli, (Archetipografia)
1959, 8., pp. XII-408 e un ritratto.
«Istituto Giangiacomo Feltrinelli».
«Opere Complete di Arturo Labriola» a cura
di Luigi Dal Pane. I.
Sc h e d a r i o
V - Storia e Scienze ausiliarie - Biografia.
237.
CASTRONUOVO, Valerio:
«La Stampa» di Torino e la politica interna
italiana. (1867-1903). Prefazione di Arturo
Codignola.
Modena, Società Tipografica Editrice Modenese Mucchi, 1962 8., pp. 275.
«Collezione storica del risorgimemto e dell'unità d'Italia, fondata da G. Cavenazzi e
diretta da Arturo Codignola. Serie IV, Vol.
LVIII.
238.
CRIVELLI - VISCONTI, Vittorio Urbano.
Le. casate nobili d'Italia.
Roma, s. e. (Eliograf) 1955, 4., pp. 503 con
20 tavv. in bianco e nero e 2 a colori.
[Esemplare n. 126]
VI -- Geografia - Viaggi . Turismo Tradizioni popolari - Etnografia - Annuari - Almanacchi.
242.
BELLOTTI, Felice.
Alaou Haiti.
Bari, Leonardo da Vinci, (Firenze, Zincografica) 1961, 16., pp. 154 con 28 tavv. in
bianco e nero e 11 a colori.
«Piccolo orizzonte».
243.
BELLOTTI, Felice.
Prodigioso Congo.
Bari, Edizioni «Leonardo da Vinci» (Città;.
di Castello, Leonardo da Vinci) 1952, 8., pp.
272 e 40 tavv.
«All'insegna dell'orizzonte» III.
244.
239.
ISTITUTO PER LO SVILUPPO ECONOMICO DELL'APPENNINO TOSCO-EMILIANO. BOLOGNA.
DE FELICE, Renzo.
Primo convegno per il turismo appenninico..
Bologna, 14 Maggio 1962. Atti ufficiali.
Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo.
Prefazione di Delio Cantimori.
Torino, G. Einaudi (s. t.) 1961, 8., pp,
XXXIX-697 e 8 tavv.
240.
KHRUSTCIOV, Nikita, S.
Rapporti e discorso conclusivo al XXII Congresso del PCUS.
Roma, Editori Riuniti (Novara, «Stella Alpina») 1962, 8., pp. 282.
Bologna, (Calderoni) 1961, 4., pp. 142
fig.
245.
MARAINI Fosco.
Ore giapponesi.
Bari, «Leonardo da Vinci», (Bologna, Luigi
Parma) 1958, 8., pp. 574 fig. con 24 tavvin, bianco e nero e 8 a colori, 2 carte geografiche.
«All'insegna dell'orizzonte» XVI.
«Documenti».
241.
LAFUE, Pierre.
Storia della Germania. Traduzione e prefazione di Ivo Luzzatti.
Bologna, Cappelli (Rocca S. Casciana, F.
246.
MERITO (IL). Annuario dei premi e dei premiati d'Italia. A cura di. Giuseppe Puglisi.
Sarzana, Editoriale Costruire (Livorno,
S.E.I.D.) 1961, 8., pp, XXII-929,
Cappelli) 1958, 8., pp. 626 con 11 tavv. f. t.
71
Schedario
VII - Letteratura antica e moderna
(Filologia - Testi - Critica - Storia fino
al 1900).
247.
ALFIERI, Vittorio.
Filippo. Introduzione e commento a cura di
Michele dell'Aquila.
Roma, Casa Editrice Oreste Barjes (Torino, V. Bona) 1962, 8., pp. XXXVI - 123
con un ritratto.
«Classici Italiani».
248.
ANGELINI, Cesare.
Il canto XIII dell'inferno.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e «L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 28.
«Lettura Dantis Scaligera».
249.
APOLLONIO, Mario.
Il canto XIV dell'inferno.
Firenze , F. Le Monnier (E. Ariani e «L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 34.
«Lettura Dantis Scaligera».
250.
BOSCO, Umberto.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e «L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 36.
«Lettura Dantis Scaligera».
VIII --- Letteratura contemporanea Poesia - Letteratura narrativa - Critica - Testi del secolo XX.
253.
ANDRIC, Ivo.
La cronaca di Travnik. Traduzione dal serbo-croato di Luigi Salvini.
Milano, Bompiani (Varese, «La Tipografica») 1962, III, 16., pp. 483.
254.
BRECHT, Bertolt.
Teatro. A cura di Emilio Castellani e Cesare
Cases. Vol. III: Baal-Tamburi nella notte Nella giungla delle città - L'accordo - Santa Giovanna dei Macelli - Il consenziente e
il dissenziente - Gli Orazi e i Curazi. Vol.
IV: Teste tonde e teste a punta - I fucili di
madre Carrara - La resistibile ascesa di
Arturo Ui - Le visioni di Simone MacharSchweyk nella seconda guerra mondiale I giorni della Comune.
Torino, Einaudi 1961, 8., voll. 2, pp.
1180 compless.
Il canto XV dell'inferno.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e «L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 31.
«Lettura Dantis Scaligera».
251.
CACCIA, Ettore.
255.
CASSIERI, Giuseppe.
Il calcinaccio
Milano, Bompiani (S. A. M. E. 1962, II,
16., pp. ;267.
Il canto XX dell'inferno.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e «L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 54.
«Lettura Dantis Scaligera».
252.
CARRETTI, Lanfranco.
Il canto XVIII dell'inferno.
72
256.
CONTINI, Gianfranco.
Esercizi di lettura sopra autori contemporanei con un'appendice su testi non
contemporanei.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani) 1947,
16., pp. 386.
Schedario
IX -- Belle arti (Archeologia - Pittura - Scultura - Architettura Musica- Cinema - Teatro).
257.
ALOI, Roberto.
Musei. Architettura. e tecnica. Con un saggio di Carlo Bassi. - Testo e didascalie in
italiano e inglese.
Milano, U. Hoepli, (Stucchi) 1962, 8., pp.
XX-544 fig. e 20 tavv. a colori.
258.
BROSIO Valentino.
Porcellane e maioliche italiane dell'Ottocento. Prefazione di Aldo Palazzeschi.
Milano, A. Vallardi, 1962, II, 8., pp. 143
ill. e 8 tavv. a colori.
«Le arti nella casa italiana» collana
ideata e diretta da Giovanni Nariacher e
Francesco Vallardi.
259.
MERAVIGLIE (LE)
- -- del passato. A cura di Fausto Franco e
Ferdinando Reggiori. Introduzione di Guglielmo De Angelis D'Ossat.
Milano, A. Mondadori (Verona, Off. Grafiche)
1958, V, 8., voll. 3 con 1850 illustrazioni nel
testo e 120 tavv. a colori f. t.
260.
PIGNATTI, Terisio.
Mobili italiani del Rinascimento.
Milano, A. Vallardi, 1961, 8., pp. 110 ill. e
6 tavv. a colori f. t.
«Le arti nella casa italiana» collana ideata
e diretta da Giovanni Mariacher e Francesco Vallardi.
261.
PRAZ, Mario.
La casa della vita.
Milano, A. Mondadori (Verona, Off. Grafiche) 1958, 8., pp. 395 con 16 tavv. in
bianco e nero e 8 a colori.
X - Scienze giuridiche – Legislazione.
262.
CARUSO, Emanuele.
La disciplina dell'edilizia scolastica.
Raccolta completa delle disposizioni coordinate e commentate.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e «L'Arte
della Stampa») 1959, 8., pp. 182.
«Collana
di
Legislazione
Scolastica»
diretta da Roberto Giannarelli.
263.
CASANOVA, Mario.
Le imprese commerciali.
Torino. Unione Tipografico- Editrice Torinese (Cane & Durando) 1955, 8., pp.
XXVII-768.
264.
COIRO, Giovanni - MAUTINO, Franco.
Ordinamento della pubblica istruzione.
Firenze, E. Le Monnier (E. Ariani e «L'Arte
della Stampa») 1962, 8., pp. 245. «Collana di
Legislazione Scolastica» diretta da Roberto
Giannarelli.
265.
MISTRELLO, Giuseppe.
Diritto amministrativo ecclesiastico. Norme
pratiche tratte dal codice canonico, dalle
léggi concordatarie e civili ad uso delle
scuole di teologia, del clero e dei religiosi.
Seconda edizione aumentata e fornita di vari
formulari.
Padova, Gregoriana Editrice (Tip. del Se minario) 1960, II, 8., pp. 632.
266.
TESAURO, Alfonso.
Istituzioni di diritto pubblico. Vol. II: Il diritto amministrativo.
Torino, Unione Tipografico- Editrice Torinese (Cane & Durando) 1961, 8., pp. XII800.
73
S c h e d a r i o
XI - Scienze economiche - Politiche c
Sociali.
XII - Scienze (Fisiche - Chimiche -Naturali - Matematiche - Merceolo gia - Statistica).
267.
271.
BANDINI, Mario.
AMADUZZI, Aldo.
Economia Agraria.
Torino, Unione Tipografico- Editrice Torinese (Cane & Durando) 1959, 8., pp. X75.6 «Trattato Italiano di Economia» diretto
da Gustavo Del Vecchio e Celestino Arena.
VI.
268.
CENTRO DI STUDI E RICERCHE SUL
MEZZOGIORNO E LA SICILIA.
Istituto
di
Storia
economica
dell'Università di Catania.
Annali del Mezzogiorno. Scrittt di: L. Arcuri Di Marco - L. Dal P ane - A. D'Arrigo
- M. De Luca - D. Demarco - V. FrosiniG. Giarrizzo - A. Graziani - Fr. Parrillo A. Petino - A. Tomaselli - Fr. Vito - N.
Zizzo. Direttore Antonio Petino.
Catania, Cemesi, (Tip. dell'Università)
1961, 8., pp. 2614.
269.
FANFANI, Amintore.
Storia Economica. Parte Prima: Antichità Medioevo - Età Moderna.
Torino, Unione Tipografico-Editrice Tori nese (Sociale Torinese) 1961, 8., pp. XX606.
«Trattato Italiano di Economia» diretto da
Gustavo Del Vecchio e Celestino Arena.
VOI. I., tomo 1.
270.
PASTORE, Giulio.
Relazione sulla attività di coordinamento
presentata al Parlamento dall'on. Gíulio
Pastore presidente del Comitato dei Ministri del Mezzogiorno il 20 aprile 1962.
Roma, s. e. (Istituto Poligrafico dello Stato)
1962, 4., pp. XVI-427.
74
L'Azienda nel suo sistema e. nell'ordine
dette sue rivelazioni.
Torino, Unione Tipografico-Editrice Tori nese (Icardi) 1961, II, 8., pp. XX-644.
«Trattato di ragioneria», diretto da Aldo Amaduzzi. I.
272.
AMADUZZI, Aldo.
Le Gestioni comuni. (Gestioni societarie
Associazioni in partecipazione - Aziende divise - Gestioni speciali).
Torino, Unione Tipografico-Editrice Tori nese (Cane & Durando) 1961, 8., pp.
«Trattato di ragioneria», diretto da Aldo Amaduzzi. Il.
273.
AMODEO, Domenico.
Le gestioni industriali produttrici di beni.
Torino, Unione Tipografico-Editrice Tori nese (Cane & Durando) 1960, II, 8., pp.
XII-948 fig. con 10 allegati.
«Trattato di Ragioneria» diretto da Aldo Amaduzzi. IV.
274.
CASSANDRO, Paolo
Emilio. Le gestioni agrarie.
Torino, Unione Tipografieo-Editrice Tori nese (F.llil Pozzo-Salvati - Gros Monti &
C.), 1962, II, 8., pp. XVI-660.
«Trattato di Ragioneria» diretto da Aldo Amaduzzi. VII.
275.
CHISINI, O. - MASOTTI BIGGIOGERO, G.
Lezioni di geometria descrittiva.
Milano, Libreria Politecnica C. Tamburi ni, 1959, VII, 8., pp. 341 fig.
S c h e dario
XIV - Scienze applicate (Ingegneria Urbanistica - Tecnologie varie - Comunicazioni).
276.
BAGGI, Vittorio.
Costruzioni stradali.
Torino, Unione Tipografico-Editrice Tori nese (Temporelli & C.) 1960, III, 4., pp. 555
fig. con 45 tavv. t. t.
277.
BAGGI, Vittorio.
Topografia.
Torino, V. Giorgio (Vogliotti) 1951, III, 8., pp,
447 fig.
278.
CORBELLINI, Guido.
Lezioni di tecnica ed economia dei trasporti.
Anno Accademico 1951-1952.
Milano. Libreria Politecnica C. Tamburi ni, 1952, 8., pp. 939 complessive e 27
alleg.
280.
RUBBO, Vincenzo.
Turbine a gas e turboreattori.
Milano, Bignani, 1961, 8., pp. 572 fig.
281.
IRON, Ernesto.
La patente di guida per auto-moto-veicoli
delle categorie B - C - D - F.
Norme di circoiazione - nozioni tecniche.
Milano, U. Hoepli (Stucchi) 1962, X ed.,
16., pp. XIV-370 e 14 tavv. a colori.
XV - Regno di Napoli - Puglia - Capitanata.
282.
CASTELLANO, Mimmo.
La valle dei trulli. Con testi di Leonardo Si nisgalli, Giuseppe Cocchiara, Enzo Minchilli.
Bari, Leonardo da Vinci (Firenze. Zincografica) 1960, 16., pp. 116 fig. con 42 tavv.
«Piccolo orizzonte».
279.
MANUALE
--- enciclopedico della ingegneria moderna. Compilato da sessanta ingegneri
specialisti per cura della Società
Accademica «Hutte». Seconda edizione
autorizzata compilata sull'ultima (25.)
edizione originale. Traduzione ed
adattamento dell'ing. Carlo Rossi.
Milano, U. Hoepli (Firenze, «L'arte della
Stampa») 1926, 11, 16, voll. 4, tomi 6
fig.
283.
MOSCATI, Ruggero.
La fine del Regno di Napoli. Documenti borbonici del 1859-60.
Firenze, F. Le Mónnier (E. Ariani e «L'Arte
della Stampa») 1960, 16., pp. 287 «Studi e
documenti di storia del Risorgimento».
Nuova serie diretta da Luigi Salvatorelli e
Nino Valeri XL.
(Continua)
75
ALFIERI, V. 72.
ALOI, R. 73
AMADULZI, A. 94
AMODEO, D. 74
ANDRIC, I. 72
ANGELINI, C. 72
APOLLONIO, M. 72
BANDINI, M. 74
BATTAGLIA, F. 70
BELLOTTI, F. 71
BIGNAMI, A. 69
BONAIUTI, E. 69
BORGHI, L. 70
BOSCO, N. 72
BRECHT, B. 72
BROSIO, V. 73
CACCIA, E. 72
CAMERINI, P. 69
CARETTI, L. 72
CARUSO, E. 73
CASANOVA, M. 73
CASSANDRO, P. E. 74
CASSIERI, G. 72
CASTELLANO. M. 75
CASTRONUOVO, S. 71
CENTRO
-- di studi e ricerche sul
Mezzogiorno e la Sicilia, 74
CHISINI, O. 74
COIRO, G. 73
CONTINI, G. 72
CORBELLINI, G. 75
CRIVELLI VISCONTI, V. U.
71
DE FELICE R., 71
ENCICLOPEDIA
dell'arte antica, classica e orientale, 69
FANFANI, A. 74
FUSCO, E., 69
GARIN, E. 70
GIANNARELLI, R. 70
76
Indice alfabetico
degli Autori
ISTITUTO
per lo sviluppo economico
dell'Appennino tosco emiliano, 71
JAMES, H. L. 70
JUVALTA, E. 70
KHRUSTEROV, N. 71
KLUNIUS, J. U. 69
LABRIOLA, A. 70
LAFUE, P. 71
LAMANNA, E. P. 70
LECLERA, J. 69
MANUALI
enciclopedico della ingegneria moderna, 45
MARAINI, F. 71
MASOTTI BIGGIOGGERO
G , 74
MAUTINO, F. 73
MERAVIGLIE (Le)
-------del passato, 73
MERITO (11)
Annuario dei premi e
dei premiati d'Italia, 71
MISTRELLO, G. 73
MOSCATI, R. 75
PACE, G. 70
PASTORE, G. 74
PIGNATTI, T. 73
PRANZ, M. 73
RELIGIONE (La)
dell'antico Egitto, 69
ROSMINI, A. 70
RUBBO, V. 75
TESAURO, A. 73
TRON, E. 75
VARVARO, P. 69
la Biblioteca provinciale di Foggia
Bollettino bimestrale d'informazione
A cura dell'Amministrazione Provinciale
Direttore responsabile: dott. Angelo Celuzza
direttore ff. della Biblioteca Provinciale Direzione
tecnica dello Studio Editoriale Dauno Tipografia
del Sacro Cuore di Gesù Sant'Agata di Puglia (Fg.)
Autorizzato dal Tribunale di Foggia il 6
giugno 1962 e in pari data registrato
presso quella Cancelleria al n. 150
l'Ente Regione
e le biblioteche
degli enti locali
La legislazione vigente relativa alle Biblioteche degli Enti locali non è
molto ampia: a questo indubbio pratico vantaggio non corrisponde sempre,
però, una desiderabile chiarezza: a cominciare proprio dalla obbligatorietà della
spesa alla cui «indiscutibilità» si arriva attraverso un dedalo di leggi, di decreti,
di circolari (ed anche di buona volontà) non certo ideali per confortare i
discorsi di chi vuole convincere il Sindaco di un Comune, deficitario o no, ad
affrontare la spesa necessaria ad istituire o ad incrementare una biblioteca per i
suoi amministrati.
Le Biblioteche Comunali e Provinciali.
L'obbligatorietà della spesa per le Biblioteche Comunali e Provinciali
dovrebbe emergere dall'obbligatorietà prevista per le «istituzioni comunali» e le
«istituzioni provinciali» giusta l'Art. 91 lettera B n. 2 e l'Art. 144 lettera B n. 3
della Legge Comunale e Provinciale del 1934. Articoli che dovrebbero
accogliere quegli «istituti e stabilimenti municipali» e quegli «istituti e
stabilimenti provinciali» citati all'Art. 5 lettera B n. 2 e all'Art. 7 lettera B n. 3
del Testo Unico per la Finanza Locale del 1931. Questi ultimi articoli saranno
abrogati dall'art. 427 della citata Legge Comunale e Provinciale del 1934 ma
serviranno a sostenere, per volenterosa analogia, l'obbligatorietà della spesa per
le Biblioteche Comunali e Provinciali in quanto il Decreto del Capo del
Governo, Ministro dell'Interno e del Ministro delle Finanze 19 settembre 1931,
pubblicato nel supplemento ordinario alla «Gazzetta Ufficiale» n. 218 del 21
settembre 1931 e contenente l'approvazione delle norme provvisorie per
l'applicazione del Testo Unico per la Finanza Locale, al Titolo II -- spese
comunali e
79
provinciali -- con una ul nga elencazione intesa ad indicare esattamente quali
siano gli «istituti e stabilimenti municipali» e gli «istituti e stabilimenti
provinciali» cita, appena dopo i bagni e lavatoi pubblici, appunto, le
biblioteche.
Sempre in tema di obbligatorietà della spesa, a parte la Legge 24 aprile
1941 n. 393 che tratteremo in seguito, è giusto ricordare la Circolare 9 gennaio
1954, n. 15.400 B/AG/1.030 sulle pubbliche Biblioteche nei Comuni
capoluoghi di Provincia a firma del Ministro degli interni e la circolare 15
maggio 1956 n. 22 sulle Biblioteche Comunali a firma del Ministro alla
Pubblica Istruzione.
Circolari indubbiamente impegnate e che fanno onore ai Ministri
firmatari ma che ci lasciano piuttosto perplessi quando, a sostegno della
obbligatorietà della spesa, accanto al noto Art. 91 lettera B n. 2 della Legge
Comunale e Provinciale del 11934 viene citato, in ambedue le circolari, si noti
bene, l'Art. 144 lettera E n. 2 che riporto integralmente e senza facili
commenti:
«Sono obbligatorie le spese concernenti gli oggetti ed i servizi appresso
indicati:
(Omissis).
2) Stipendi agli assistenti e al personale di segreteria e di servizio addetto
agli istituti nautici, acquisto e manutenzione delle suppellettili scientifiche e
tecniche, biblioteche, ed altre spese attinenti agli istituti stessi:».
Citazione distratta o refuso nella circolare del 1951 e pigrizia palese
nell'estensore di quello del 1957? Può darsi, ma non importa, importa il fatto,
invece, che la tesi della obbligatorietà -- almeno per le Provincie -- anche in
questo caso non ne esce rafforzata.
Come si può constatare, dunque, sono gracili gli appigli che la legge
offre in favore della obbligatorietà della spesa, ma i soli che hanno
acconsentito, e a tutt'oggi acconsentono, una vita, anche se troppe volte «assai
grama e stentata», a tutti quei nostri istituti che svolgono la loro attività in
Comuni che non siano capoluoghi di Provincia o dove esista una Biblioteca
pubblica Statale.
Per le Biblioteche dei Comuni capoluoghi di Provincia ove non esista
una Biblioteca pubblica Statale, la Legge 24 aprile 1941 n. 393 rappresenta
invece quanto di più completo e di più accettabile abbia finora espresso il
legislatore in materia.
Anche qui una considerazione sul principio generale della obbligatorietà
della spesa. L'ambiguità dell'Art. 1 è evidente ed è rilevata con garbo da una
noticina a piè pagina in quel volumetto Le Bi80
blioteche degli Enti Locali nella Legislazione vigente preciso ed intelligenti come del
resto, intelligente e preciso è il suo autore, il collega Giuseppe Piersantelli.
II Piersantelli annota: «La disposizione è ambigua perchè, essendo la
Biblioteca compresa nelle spese obbligatorie, ogni Comune è tenuto ad aprirla
al pubblico, esista o meno nella sua circoscrizione una Biblioteca Statale;
perciò, ragionando per assurdo, potrebbe dedursi che i Comuni capoluogo sede
di Biblioteca Statale -- e di regola sono i maggiori tra i Comuni stessi -avrebbero anche la facoltà di sottrarsi all'obbligo».
Comunque, se convenientemente applicata, questa Legge avrebbe
potuto determinare la formazione, a livello provinciale, di quella solida
organizzazione bibliotecaria che ancora oggi desideriamo.
I tempi della sua emanazione (allora, nel 1941,) anche le biblioteche
funzionanti e vive erano in clima di smobilitazione ed i loro responsabili erano
naturalmente più preoccupati della salvezza del patrimonio esistente che del
suo incremento), il dopoguerra di rovine e di Bilanci pubblici paurosamente
dissestati, un'affannosa ricostruzione di case e di industrie e l'assenza di una
politica culturale di massa, l'acuta crisi scolastica e lo stesso «boom» economico
che sta deformando i valori dell'uomo, stanno forse alla base del mancato
successo di questa Legge a noi. tutti nota anche nei particolari.
Sullo specifico soggetto dell'obbligatorietà c'è infine da considerare la
proposta di Legge n. 618, annunciata il 18 febbraio 1954 e mai discussa,
d'iniziativa dei deputati Bernieri, Sciorilli-Borrelli, Marchesi ed altri e dal titolo
«Istituzione delle Biblioteche Comunali».
Nella relazione di premessa alla Proposta di Legge che si dichiara essersi
ispirata ai voti formulati all'VIII Congresso dell'Associazione Italiana delle
Biblioteche e dall'Associazione Italiana degli Editori, dopo aver spezzato una
lancia in favore dell'obbligatorietà della spesa giusta la legislazione vigente, gli
onorevoli proponenti affermano, magari con ardita generalizzazione:
«Senonchè in maniera sistematica gli organi tutori hanno negato l'approvazione
di tali spese, pur obbligatorie, nei Bilanci Comunali, adducendo a motivo il loro
carattere straordinario e non ordinario, per il quale esse possono essere
consentite soltanto quando abbiano corrispondenti entrate a fronte. Una simile
interpretazione non poteva non rendere del tutto imperanti le norme relative
alle biblioteche, disposte dalle leggi citate. Sicchè quando mai opportuno
appare la presentazione
81
di nuove disposizioni che, integrando le precedenti, ne affermino chiaramente
e definitivamente il carattere imperativo».
E più avanti: « Del resto la frammentaria e dispersa legislazione sulle
Biblioteche di ogni ordine, dalle Statali a quelle degli Enti locali e Scolastiche,
che non ha trovato poi un reale correttivo e un'integrazione adeguata
nell'indirizzo e nelle iniziative; degli organismi ministeriali ad esse preposti, è lo
specchio di una situazione di confusione, di contraddizioni, e anche di
dispersione di energia che converrà al Parlamento rivedere in maniera
organica».
La relazione citata si conclude con proposte che rendono inequivocabile
l'obbligatorietà sia dell'istituzione che del mantenimento della Biblioteca da
parte dei Comuni aventi oltre 10.000 abitanti, pur lasciando ai Comuni minori
la facoltà di iscrivere in Bilancio le spese relative.
Se accanto alle considerazioni fino ad ora accennate si pone poi la
norma di diritto amministrativo che, pur dettando l'obbligatorietà della spesa,
lascia nel momento della sua fase esecutiva all'Amministratore, nel nostro caso
all'Assessore alla Pubblica Istruzione, una sfera di potestà discrezionale che è
stata fino ad oggi fonte di rimandi e di impegni di spesa non assunti, l'excursus
sull'argomento sembra sufficientemente completo o, comunque, tale da porre il
problema dell'obbligatorietà nell'ambito di un indilazionabile intervento
legislativo.
Le Biblioteche Popolari e Scolastiche.
Il Decreto Legge Luogotenenziale del 2 settembre 1917 n. 1521 (sembra
proprio che le tappe fondamentali dell'ordinamento delle Biblioteche debbano
essere legate ai momenti più difficili della nostra storia), la Legge Comunale e
Provinciale, il Testo Unico per la Finanza Locale ed una serie di Circolari
ministeriali regolano l'intervento dei Comuni e delle Province nei confronti
delle Biblioteche popolari» e di quelle «scolastiche».
Quantunque i citati testi accomunino sempre i due aggettivi «popolari» e
«scolastiche» in omaggio alla comune matrice originaria, la scuola elementare o
i corsi popolari, in aderenza ad una realtà che si è verificata dal 1917 ad oggi,
qualche cosa mi pare sia pure accaduto da allora, io tratterò distintamente le
due istituzioni.
L'obbligatorietà della spesa per le Biblioteche popolari, sia per la loro
istituzione (Art. 1 D. L. cit.), sia per il loro arredamento (art. 3 D. L. cit.) sia per
il loro mantenimento ed incremento (art. 4 D. L. cit.)
82
CHIESA a CUPOLA di SAN LEONARDO LE MATINE
dell'omonima Badia in Siponto (agro di Manfredonia), che fu importante
centro scrittorio nell'alto Medio evo. Porta laterale decorata, raro monumento
della superstite arte originale garganica del sec. XI.
sembra indiscutibile per i Comuni. Per quanto riguarda le Province, invece,
l'obbligatorietà si riferisce ai soli sussidi per il mantenimento e l'incremento
(Art. 4 D. L. cit.).
Questi impegni dovrebbero rimanere confermati, sia pure attraverso una
generica «fornitura di mobili e contributi per le Biblioteche popolari
scolastiche», dall'Art. 5 lettera F n. 5 del Titolo II (successivamente abrogato)
del R. D. 14, settembre 1931 n. 1175 e dall'Art. 91 lettera F n. 5 della Legge
Comunale e Provinciale del 1934. Due punti, a mio parere, in questo
particolare settore necessiterebbero di un ulteriore chiarimento: il rapporto
biblioteca-numero abitanti e la entità del contributo.
Negli intendimenti del legislatore (Art. 1 comma 2 del citato Decreto
Legge del 1917) la Biblioteca popolare dovrebbe soddisfare agli interessi
culturali a livello elementare -- oggi naturalmente il livello è stato praticamente
elevato o, almeno, avrebbe dovuto esserlo, a quello della scuola d'obbligo -- del
nucleo di abitanti compreso nell'area assegnata ad una scuola elementare o
popolare e pertanto, naturalmente per i Comuni superiori ai 5.000 abitanti, su
un ordine numerico che si aggira dai 4 ai 5.000 abitanti.
Se questo principio fosse stato osservato, oggi, nel nostro Paese
potremmo disporre di oltre 45.000 biblioteche di questo tipo quante appunto
sono le scuole elementari italiane.
L'entità del contributo, indiscutibilmente obbligatorio (Art. 4 comma b)
del D. L. cit.) sia per i Comuni, che per le Province, che per lo Stato, non è
assolutamente stabilito e pertanto lasciato alla discrezionalità dei singoli Enti,
con risultati difformi e non certamente proporzionati alle necessità culturali
locali.
Lo stesso D. L. 2 settembre 1917 n. 1521 regola L'ordinamento delle
Biblioteche scolastiche o, meglio. delle Biblioteche di classe.
L'obbligatorietà della spesa da parte del Comune è, qui, semplicemente
prevista per l'arredamento (Art. 3 D. L. cit.) in quanto l'istituzione, il
mantenimento e l'incremento (Art. 2 D. L. cit.) sono affidati agli alunni stessi che contribuiscono nella misura di «10 centesimi per ogni mese di scuola nei
comuni urbani e di 5 centesimi nei comuni rurali». Ignoro se ancora oggi, in
qualche scuola, sia in atto questa formula, affatto disprezzabile del resto,
magari ad integrazione dea contributo comunale divenuto obbligatorio in
ossequio al già citato Art. 91 lettera F n. 5 della Legge Comunale e Provinciale,
ma desidero rilevarla perchè è l'unico caso, nella legislazione relativa alle
biblioteche, in cui di fronte all'imposizione di una spesa
84
si indicano chiaramente i mezzi necessari per fronteggiarla: vuole il destino che
i mezzi necessari siano stati proprio richiesti ai figlioli dei combattenti del 1917!
Non ripeterò che anche per le Biblioteche scolastiche, con l'entità del
contributo lasciato alla discrezione degli Enti, il servizio risulta non
proporzionato alle necessità locali.
A solo titolo di giusto riconoscimento ricorderò qui l'opera meritoria
dell'Ente Nazionale Biblioteche Popolari e Scolastiche che in questi settori
opera con l'intento di smussare almeno le più vistose insufficienze.
Gli organi di tutela e di controllo.
Il terzo ed ultimo punto della legislazione vigente relativa alle
Biblioteche degli Enti locali che, desidero trattare si riferisce agli organi di
tutela e di controllo: Sopraintendenze bibliografiche (D. L. 2 ottobre 1919 n.
2074); Ispettorati bibliografici onorari e Giunte di vigilanza (R. D. 27 settembre
1923 n. 2320); Comitati provinciali di vigilanza (R. D. 13 agosto 1926 n. 1613).
Tutti questi organi sono o statali o di nomina statale. Oggi sono attivi
soltanto le Sopraintendenze bibliografiche e gli Ispettorati bibliografici onorari.
Sia le Giunte che i Comitati provinciali di vigilanza, l'ufficio dei cui componenti
era previsto gratuito, non hanno mai avuto pratica attuazione.
Nei confronti delle Biblioteche degli Enti locali oggi le Sopraintendenze,
organi periferici dello Stato, esercitano per conto del Ministero della Pubblica
Istruzione - Direzione Generale Accademie e Biblioteche, due compiti ben
distinti.
Il primo,previsto dall'Art. 2 nn. 1-9 del citato D. L. istitutivo, riguarda la
sorveglianza sull'applicazione delle disposizioni di legge relative alla tutela del
patrimonio bibliografico di importante interesse ed il secondo, previsto dallo
stesso Art. 2 nn. 10-11 riguarda invece la potestà di proporre «aiuti da
concedersi, sul bilancio del Ministero, alle Biblioteche dei Comuni e degli Enti
per l'ordinamento e l'incremento delle collezioni» e dare «parere sulle domande
di sovvenzione presentate dagli Enti medesimi», di proporre l'istituzione di
nuove Biblioteche e di vigilare in generale sul funzionamento delle Biblioteche,
riferendo in proposito al Ministero.
Accanto a questi due compiti specifici le Sopraintendenze vigilano sui
corsi di preparazione per il personale addetto alle Biblioteche popolari -(R. D. 3
giugno 1935 n. 120) ed assolvono a tutte
85
quelle disposizioni che la Legge 24 aprile 1941 n. 393 prevede nei confronti
delle Biblioteche dei Comuni capoluoghi di Provincia ove non esista una
Biblioteca Statale.
Un solo rilievo: la scarsità di mezzi finanziari che lo Stato mette a
disposizione di questi benemeriti dell'organizzazione bibliotecaria italiana
limita, quando non mortifica, non dico brillanti iniziative personali, ma
addirittura lo svolgimento di quei compiti che le stesse leggi prevedono.
Concludo questa parte ricordando l'opera degli Ispettori bibliografici
onorari, validi e generosi cooperatori al conseguimento dei fini assegnati alle
Sopraintendenze.
Le Biblioteche degli Enti, locali e l'Art. 117 della Costituzione.
Sia dai lavori preparatori che dalle discussioni avvenute in sede di
approvazione della Costituzione, non possiamo certamente affermare che il
problema di attribuire o meno la competenza in materia di biblioteche alla
Regione sia stato ampiamente discusso. Le biblioteche compaiono e
scompaiono, senza giustificazioni di sorta, dalle numerose proposte esaminate
dalla Sottocommissione «Problema della Regione» presieduta dal prof. Arturo
Carlo Jemolo. La materia «biblioteche» non compare nemmeno nello «Schema
relativo all'istituzione della Regione» presentato dalla citata Sottocommissione
all'Assemblea Costituente. Infatti non sembra evidentemente sufficiente il
dettato che figura al Titolo III, Attribuzioni della Regione, Art. 25 n. 12 che
conferisce, appunto alla Regione, «tutte le attribuzioni che le attuali disposizioni
di legge conferiscono alla Provincia».
Anche all'Assemblea Costituente le biblioteche compaiono e
scompaiono nei numerosi emendamenti presentati all'Art. 109 del progetto
della Costituzione (l'attuale Art. 117) senza una giustificazione specifica se
escludiamo un accenno negativo dell'On. Nobile ed uno positivo dell'On.
Caronia.
Nella seduta del 4 luglio 1917 l'On. Nobile, lamentando l'affrettata
discussione in atto sulle singole «materie» attribuite alla Regione, vorrebbe
abolirne gran parte e tra queste le «Biblioteche degli Enti locali». Afferma l'On.
Nobile «Anche qui, giudicando da persona che non conosce bene l'argomento,
non avevo fatto obiezioni; ma un collega che si intende della questione, l'On.
Bellusci mi diceva testualmente l'altro ieri: -- Dare alla Regione la facoltà di
legiferare in questa materia sarebbe un'enorme bestialità: non si deve
86
farlo --. L'On. Bellusci appartiene, badate bene, a quel Gruppo repubblicano
che è il più intransigente assertore dell'ordinamento regionale».
Pure nella stessa seduta l'On. Caronia, commentando un
emendamento, a firma anche degli Onorevoli Dominedò, Aldisio, Cappi,
Codacci Pisanelli ed altri, tendente a sostituire i commi 7. e 8. con il
seguente: «l'Istruzione pubblica di tutti gli ordini e gradi, Accademie e
Biblioteche, belle arti, antichità e Musei», afferma: «Sento delle esclamazioni
di meraviglia che non credo siano giustificate. Perchè (deve essere vietato
alla Regione di legiferare sulle proprie Accademie, sulle Biblioteche, sui
propri Musei, sulle belle arti, sulle antichità; Perchè non deve regolare le
proprie scuole? Quando abbiamo approvato il 1 comma dell'Art. 109, il
quale stabilisce che la Regione può emanare norme legislative entro i
principi generali stabiliti dalle leggi dello Stato è più oltre giustificata la
preoccupazione dell'indirizzo seguito sui problemi della scuola dalla
Regione possa essere in contrasto con quello seguito dallo Stato?».
Infine, nella seduta dell'8 luglio 1947, viene approvato senza
commenti specifici l'alinea che ci riguarda: «Musei e Biblioteche di Enti
locali» la cui premessa è la seguente: «La Regione emana per le seguenti
materie norme legislative nei limiti dei principi fondamentali dalle leggi
dello Stato, semprechè le norme stesse non siano in contrasto con
l'interesse nazionale e con quello di altre Regioni».
La storia della fino ad oggi mancata attuazione della Regione. del
mancato ossequio ad un dettato costituzionale è storia a tutti nota. Ma pure
in questo clima di perplessità, di ondeggiamenti e di rimandi, e che oggi
vorrei giudicare più sereno, sono stati tuttavia espressi due documenti.
fondamentali: la Legge 10 febbraio 1953 n. 62 sulla «Costituzione e
funzionamento degli organi regionali» e la «Relazione» (1961) della
«Commissione di studio per l'attuazione delle Regioni a statuto normale» la
cosiddetta Commissione Tupini dal nome del suo Presidente. Legge e
Relazione che contengono, accanto evidentemente agli articoli del Titolo V
della Costituzione, gli elementi di base per la formulazione della Legge
istitutiva dell'Ente Regione.
Esaminiamo ora quali saranno nel nostro settore le conseguenze
certe di questa riforma veramente fondamentale dell'ordinamento politico e
amministrativo del nostro Paese; cercheremo poi di stabilire se. e in quale
modo in questa nuova realtà sia possibile formulare un organico piano
Perchè le Biblioteche degli Enti Locali possano
87
adempiere compiutamente a quel mandato culturale che tutti noi, alle nostre
biblioteche, crediamo di dover assegnare.
Primo fatto certo: dopo la costituzione della regione sarà di spettanza
del Consiglio Regionale, e non più del Parlamento, emanare le leggi che
regolano la vita delle nostre Biblioteche Comunali o Provinciali, Popolari o per
tutti, Scolastiche o di Classe. Le Leggi, per evidenti ragioni, dovranno essere
emanate «nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato» che, con l'attuazione delle
Regioni, diverrà così veramente il supremo moderatore della vita nazionale
impegnato a correggere gli squilibri esistenti attraverso una politica di
programmazioni di sviluppo economico e non attraverso una politica ‹il
contributi paternalistici o assistenziali.
Secondo fatto certo: trasferimento alla Regione di quelle funzioni di
tutela e di vigilanza, di integrazione finanziaria, di iniziative di sviluppo, di
rappresentanza e di controllo, sempre si intende solo nei confronti delle
Biblioteche degli Enti Locali, che lo Stato oggi esercita direttamente o
attraverso le Sopraintendenze bibliografiche.
Terzo fatto certo: rimarrà all'Ente proprietario il compito di provvedere
alla conservazione, al funzionamento e alla gestione delle singole biblioteche.
Cerchiamo di stabilire ora, di fronte a queste nuove realtà, le possibili
soluzioni ai nostri problemi.
La potestà legislativa della Regione, e per l'Art. 117 della Costituzione e
per la Legge 10 febbraio 1953 n. 63 e per le osservazioni contenute in
proposito nella Relazione Tupini, ha carattere integrativo, agisce cioè entro un
ambito di principi fondamentali stabiliti (la un'apposita legge della Repubblica,
la famosa Legge-quadro, che dovrà essere emanata per ogni materia e senza la
quale la Regione non potrà iniziare la sua attività legislativa.
Per la nostra materia invece esige una deroga, prevista dall'Art. 9 della
citata Legge del 1953; ma la deroga non esclude la necessità della Leggequadro, offre semplicemente la possibilità alla Regione di legiferare in materia
in quanto si stima che principi fondamentali siano già enunciati
sufficientemente nella legislazione vigente.
Mi sembra giusto pensare che i punti fondamentali della Legge-quadro
debbano essere i seguenti:
1) Obbligo per ogni Comune di istituire e gestire una Biblioteca capace
di soddisfare alle esigenze culturali dei propri ammi88
nistrati e comunque a livello non inferiore a quelle previste per i licenziati degli
istituti scolastici locali.
2) Conferma dei principi contenuti nella Legge 24 aprile 1941 n. 393
relativa ai Comuni capoluoghi di Provincia ove non esista una Biblioteca di
Stato.
3) Obbligo, per i Comuni con una popolazione superiore ai 20.000
abitanti, di istituire e gestire, accanto alla Biblioteca Comunale centrale,
Biblioteche popolari con rapporto di almeno una ogni 10.000 abitanti.
4) Obbligo per i Comuni di fornire, per ogni classe della scuola
d'obbligo almeno 10 volumi per ogni anno scolastico.
5) Attribuzione alla Regione di tutti quei compiti di tutela e di controllo,
di integrazione finanziaria e di rappresentanza, nei confronti delle Biblioteche
degli Enti Locali, oggi esercitati dallo Stato sia direttamente che attraverso le
Sopraintendenze.
Entro questi limiti la Regione potrà legiferare con assoluta autonomia.
delegare o attribuire ai Comuni e alle Province compiti e funzioni per realizzare
nei modi che riterrà più opportuni, quei fini che la propria politica culturale si
sarà fissati.
Ogni Regione potrà adottare quegli schemi programmatici che riterrà
più consoni alle caratteristiche culturali della Regione ed è a questo punto che
le sezioni regionali dell'A.I.B. potranno intervenire, e questa volta con efficacia
senz'altro maggiore di quanto non sia avvenuto presso gli uffici dello Stato. e
mettersi a disposizione dell'Assessorato all'Istruzione della Regione perchè ogni
iniziativa sia veramente frutto di viva esperienza e di meditate soluzioni.
Numerosi e pregevoli sono stati, in questi anni, gli schemi di sviluppo
delle nostre biblioteche presentati dai soci dell'A.I.B. sia in congressi nazionali
che in convegni regionali. Bellini e Cecchini, Dalla Pozza e Carini, il compianto
Serrazanetti e Piersantelli, Papò ed altri altrettanto egregi soci Hanno scritto
cose degne della più alta considerazione; ma qui vorrei segnalare, per i suoi
caratteri di adattabilità alle più disparate esigenze locali, lo studio di Bellini,
Carrara e Dalla Pozza «Sviluppo delle biblioteche degli Enti Locali e di Servizi
provinciali di lettura» presentato al II Convegno dei bibliotecari lombardi
tenutosi a Milano nella scorsa primavera. In particolare i rapporti finanziari
Comune-Provincia-Stato (sostituiremo lo Stato con l'Ente Regione) sono stati
esaminati a fondo e potrebbero davvero assumere, in quasi tutte le Regioni, un
carattere di esemplarità.
89
E dopo l'aspetto legislativo l'aspetto esecutivo nel nuovo ordinamento
regionale.
Abbiamo già detto che tutte le funzioni che oggi svolge il Ministero della
Pubblica Istruzione in questa materia passeranno all'assessorato della Pubblica
istruzione della Regione. Ma di quali uffici, di quale personale potrà valersi
l'Assessorato per esercitare quelle funzioni esecutive che oggi sono proprie
delle Sopraintendenze, organo periferico dello Stato? Il problema, nel nostro
settore, non è molto semplice.
L'art. 65 della Legge del 1953 afferma: «Le Regioni provvederanno alla
prima costituzione dei propri uffici esclusivamente con personale comandato
dagli Enti Locali, dagli uffici periferici dell'Amministrazione dello Stato
nell'ambito della Regione e, in quanto sia necessario, degli altri uffici statali,
centrali o periferici». E l'Art. 70 della stessa Legge afferma: «il trasferimento
dallo Stato alla Regione di uffici che attendono a compiti riflettenti le materie di
cui all'Art. 117 della Costituzione dovrà venire entro quattro mesi dall'entrata in
vigore delle rispettive leggi previste dal 2° comma della disposizione transitoria
VIII della Costituzione. Il trasferimento sarà disposto con Decreto del
Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro competente, sentito il
Consiglio Regionale interessato e previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri».
Se le Sopraintendenze svolgessero oggi i loro compiti esclusivamente nel
campo degli Enti Locali, dopo un adeguamento numerico e territoriale con le
Regioni, potrebbero tranquillamente divenire organi regionali, magari
assumendo una denominazione che meno ricordi l'organizzazione
amministrativa del secolo scorso. Ma la Costituzione non ha affidato alla
Regione quei compiti che le Sopraintendenze svolgono nei confronti di Enti
non locali e di privati e pertanto, allo stato dei fatti, il passaggio «tranquillo»
non è possibile.
Allora, non considerando la possibilità di creare un ufficio regionale
parallelo che finanziariamente sarebbe gravoso e fatalmente determinerebbe
degli squilibri nei criteri di valutazione sia nell'opera di tutela che di controllo
nell'ambito della stessa Regione, due sembrano le possibili soluzioni, dopo aver
comunque attuato l'adeguamento numerico e territoriale delle Sopraintendenze:
le funzioni che attualmente svolgono le Sopraintendenze e che non sono
previste nei limiti stabiliti dall'Art. 117 della Costituzione oppure che sono
comprese, appunto, nei limiti del citato Art. 117.
90
I citali Artt. 65 e 70 della Legge del 1953, accanto naturalmente ai
comuni II e III dell'Art. 118 della Costituzione, ammettono le due soluzioni:
magari con un po' di buona volontà per la seconda, quantunque sia la formula
che più si avvicina a quella attualmente adottata dalle Regioni a Statuto speciale.
Personalmente penso che la soluzione della delega (la parte dello Stato
alla Regione, e per essere chiaramente prevista dalla Legge e dalla Costituzione
e per lo spirito che ha animato la creazione dell'Ente Regione, sia decisamente
da preferirsi.
Concludo queste mie modeste considerazioni con l'esame dell'aspetto
finanziario della questione.
Aspetto di importanza fondamentale: se si vuole veramente che la
Regione nasca viva e vitale, che sia in grado di assolvere con dignità a tutti quei
compiti che i Costituenti hanno voluto assegnarle, è necessario che possa agire
in modo veramente autonomo pur nei limiti, ancora una volta lo ripeto, dei
principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato. E autonomia. vera, di
fatto, e che nemmeno lontanamente possa ricordare quella che le leggi
attribuiscono ai nostri Comuni e alle nostre Province, nella stragrande
maggioranza in perenne attesa del contributo statale per fare in qualche modo
quadrare il proprio Bilancio, per far fronte in qualche modo alle responsabilità
che all'Amministrazione dei Comuni e delle Province sono pure connesse. E
ricordiamo che non c'è autonomia se non c'è responsabilità, non c'è
responsabilità se non c'è autonomia finanziaria e non c'è autonomia finanziaria
se non c'è autonomia tributaria.
Sul problema dell'autonomia finanziaria della Regione, voluta dall'Art.
119 della Costituzione ed i cui criteri di massima ivi contenuti sono soprattutto
opera dell'On. Ruini, ricordo qui gli studi contenuti nella Relazione Tupini e in
particolare quelli dovuti all'avv. Ferdinando Carbone, a prof. Celestino Arena e
all'Istituto Nazionale per lo Studio della Congiuntura.
Il citato Art. 119 assicura l'autonomia finanziaria della Regione
attraverso l'attribuzione di «tributi propri o quote di tributi erariali». Nella
Relazione Tupini viene indicata la possibilità di impianto di una finanza
regionale autonoma mercè la trasformazione in tributi propri della Regione dei
due tributi fondiari: imposta sui terreni e imposta sui fabbricati; e la
impostazione di una finanza di partecipazione mercè attribuzioni di quote
notevoli su due tra i più importanti tributi erariali: l'imposta generale
sull'entrata e l'imposta del consumo sui tabacchi.
91
Le conclusioni della Relazione sono note, come pure è nota la
metodologia adottata per addivenire al calcolo approssimativo del famoso
costo delle Regioni. Costo che contiene sia il trasferimento alle Regioni di
spese già di competenza statale, giusta l'Art. 117 della Costituzione, sia quei
coefficienti di nuove spese determinati dall'Organizzazione stessa e per
l'«insorgere di bisogni latenti, per la sensibilizzazione di bisogni e interessi
regionalmente soddisfatti, anche per effetto di irritazione ed emulazione».
Non na scondo la delusione che ebbe a subire la mia curiosità
quando andai a ricercare i costi previsti, sia per il trasferimento delle
spese già di competenza statale sia per i «bisogni latenti» e «per la
sensibilizzazione di bisogni» relativi alla nostra materia.
La nostra materia è assente in quanto, riflettente «spese proprie
delle Amministrazioni Locali», non trova «considerazioni nel Bilancio
dello Stato». Io penso che i pur modesti 230 milioni a disposizione della
Direzione Generale per le Biblioteche non statali avrebbero dovuto
figurare. Non importa se il dato non sia stato richiesto o non sia stato
comunicato, dobbiamo dire semplicemente che, allo stato dei fatti, la
nostra materia è esclusa dai costi previsti per l'attuazione della Regione.
Nella Relazio ne Tupini la ricerca dei mezzi per garantire
l'autonomia finanziaria è stata condotta sulla base dei costi già calcolati:
le nostre esigenze sono relativamente modeste e quindi, probabilmente,
potranno essere contenute nell'ambito dei tributi fondiari ed erariali
previsti. Se questo non fosse possibile suggerirei l'attribuzione alla
Regione di una quota di quanto lo Stato percepisce attraverso il gioco
del lotto.
Concludo con la certezza che la Regione, se attuata con quello
spirito che ha animato i Costituenti che l'hanno voluta, e cioè come
mezzo per attuare una più larga partecipazione del popolo alla vita
politica e amministrativa del nostro Paese e come più idoneo strumento
per l'organizzazione generale dello Stato, sarà un gran bene: e sono certo
che g ran bene riceveranno anche le nostre Biblioteche se i bibliotecari ad ogni livello - non si lasceranno sorprendere, come non si stanno
lasciando sorprendere gli interessati agli altri settori, da fatti compiuti e
magari irrimediabili.
RENATO PAGETTI
Vice Direttore della Biblioteca Comunale di Milano
92
ANNALI
della
Biblioteca
Il contributo della «Provinciale»
alle onoranze in memoria di Nicola Zingarelli
Nella Bibliografia degli scritti di Nicola Zingarelli, che l'editore Ulrico
Hoepli pubblicò, auspice l'università degli Studi di Milano, nell'anno 1933, sono
descritti due inediti: 1) Le Rime di Francesco Petrarca esposte nell'intendimento
generale dell'Ordine e nel significato; 2) Studio Critico sul «Morgante Maggiore» di
Luigi Pulci.
L'inedito petrarchesco, composto di 233 carte di prefazione, 107 di note
alla prefazione, di 1444 fogli costituenti il testo, distinto in parte prima (ff.1023)
e parte II° (ff. 421), nel dicembre 1958 fu donato dagli Eredi del compianto
Studioso alla nostra Biblioteca insieme con tutti gli altri manoscritti autografi,
tra i quali: La vita, i tempi e le opere di Dante - parte I e parte II; Dei romanzi di
cavalleria, dei poemi cavallereschi del medio-evo (I stesura di fogli 102 con
correzioni e postille); una cartella contenente telegrammi e corrispondenza,
ricevuti in occasione del cinquantenario della laurea (1933), corrispondenza
varia e una miscellanea di autografi con studi, relazioni, lezioni e discorsi. La
generosa donazione fu determinata dal «desiderio di sapere raccolti in un sol
luogo tutta l'eredità spirituale paterna» (sono parole tratte dalla corrispondenza
intercorsa tra il dott. Italo Zingarelli e la Direzione della Biblioteca) e dalla
certezza che l'Istituto avrebbe usato con quei chirografi le stesse amorose cure
con cui custodisce la ricca biblioteca del Maestro, com93
plesso di 9239 pezzi - e tra questi duemila costituenti la «Collana Dantesca» assicurati a Foggia nel 1938, mercè l'opera fervida e appassionata del professore
Giustiniano Serrilli.
Fu proprio la direzione di questa Biblioteca a proporre, con relazione
motivata alla Presidenza dell'Ente, che il manoscritto inedito petrarchesco
fosse pubblicato in occasione della ricorrenza del centenario della nascita
dell'illustre Studioso che cadeva il giorno 31 agosto 1960. E il Consiglio
Provinciale, nella seduta del 10 marzo 1959, deliberava di chiedere a varie case
editrici i preventivi di stampa. Ma prima che l'Amministrazione potesse mettere
ad esecuzione il suo deliberato, l'idea era accolta dal Comitato che nel
frattempo si era costituito a Cerignola, per onorare degnamente la memoria del
grande Concittadino. Perciò il presidente pro-tempore, al quale si era rivolta
anche la signorina Bice Zingarelli, il 6 febbraio 1960 affidava il prezioso
manoscritto all'avv. Luigi Borrelli, perchè fosse consegnato alla Casa editrice
Nicola Zanichelli di Bologna, già legata. da affettuosi vincoli di amicizia con
l'Autore.
Apprendiamo adesso dalla ;stampa quotidiana che, per difficoltà di
ordine finanziario l'opera potrà vedere la luce soltanto nella primavera del
1963; e che nella stessa data sarà pubblicato, per i tipi di una ditta barese, un
volume di «Scritti in onore di Nicola Zingarelli», al quale hanno contribuito
illustri studiosi, italiani e stranieri, quali i professori Francesco Flora, Maurice
Migno di Nizza, e J. Terlingen di Nimega.
Chiudiamo questa breve nota augurandoci che si possa finalmente, con
le attese pubblicazioni, e con lo scoprimento dell'annunziato busto in bronzo,
ricordare solennemente l'illustre Dauno, cui tanto devono la scuola e la cultura
italiane, per l'alto valore scientifico e letterario delle sue opere, per la serena
dignità del suo lungo magistero e per la modesta, esemplare probità della sua
vita.
(A cura della Direzione)
94
LORENZO SCILLITANI
primo sindaco di Foggia dopo l'Unità
e fondatore della omonima biblioteca popolare
nello stesso Capoluogo.
96
Schedario
Fondo “Regno di Napoli - Puglia - Capitanata„
posseduto dalla Biblioteca Provinciale di Foggia
97
(Continuazione del n.ro precedente)
93
BLANDAMURA, Giuseppe.
BICCARI, M. - LOCO, M.
1l Duomo di Taranto. Nella storia e nell'arte.
Guida di Foggia e della Provincia.
Taranto. Stab. Tipografico Arcivescovile,
1923, 8., pp. XI, 212 - III e 19 tavole.
Bari, Tipografia G. & C. Resta, 1957, 16.,
pp. 346, ill. 26, una planimetria di Foggia,
una carta stradale territoriale dei comuni
della Provincia.
98
BOFFI, Ferruccio E.
Uomini in camicia.
Firenze, Editore Vallecchi, 1921, 16., pp. 158.
94
BIOGRAFIA
------ d e g l i u o m i n i
99
illustri del Regno di
Napoli ornata de' loro rispettivi ritratti
compilata da diversi letterati
BONGHI, Onofrio.
Napoli, presso Nicola Gervasi
calcografo, 1814-1826, 8., Voll. 11.
nazionali...
Discorso pronunziato dal Segretario Generale
dell'Intendenza di Bari D. Onofrio Bonghi,
nell'apertura del Consiglio Provinciale
95
dell'anno 1842.
BISCEGLIA, Michele.
Bari, Stabilimento Poligrafico di T. Pansini,
1842, 16, pp. 22.
Ricordi di un
ANGELILLIS, Ciro. Il
In memoria di Ciro Angelillis.
Amico.
Sta
in
Santuario del Gargano e
Michele. nel mondo. Vol. II.
il
culto
di
(Foggia, 1957), pp. 426-429.
96
S.
100
BONUCCI, Carlo.
Vedi NAPOLI
-----e i l u o g h i c e l e b r i
(Napoli, 1845).
delle sue vicinanze.
BISCEGLIA, Vitangelo.
Memorie storiche contenenti la serie degli
avvenimenti che hanno avuto luogo nella
città di Altamura... dal principio di
Gennaio 1799 per tutto il mese di
Sta in
CRONACHE
Maggio...
BORDIGA, Oreste.
L'Agricoltura
e
l'economia
provincia di Bari.
agraria
nella
Sta in PROVINCIA DI
BARI.
La terra di Bari sotto l'aspetto storico.
--- d e i f a t t i d e 1 7 9 9 . . .
Bari, 1900, pp. 283-399.
economico e naturale.
Trani, 1900, Vol. III, pp. 339-466.
97
Schedario
102
BORRELLI, Nicolò.
Memoria Patria di P. Nicolò Borrelli delle
scuole Pie.
Foggia, Tipografia Pasquale Russo, 1838,
16., pp. 17+8.
103
DI FOGGIA. «Atti del Convegno di
Studio
sui
problemi
della
trasformazione agraria del Mezzogiorno
d'Italia».
(Foggia, 1958), pp. 127-128.
107
BOURGET, Paul.
(Toscane-OmbrieGrande - Grèce).
Paris, Alphonse Lemerre Editeur (Tipografia
E. Colin) 1891, 16., pp. 342.
Sensationes d'Italie.
BORRELLI, Pasquale.
Memorie legali di Pasquale Borrelli avvocato
napolitano.
Napoli, Tipografia Angelo Trani, 1818, 8.,
pp. 490.
108
BOZZINI, Umberto.
104
BORSA, Matteo.
Del gusto presente in Letteratura Italiana.
Dissertazione del Sig. Dott. Matteo Borsa
regio professore nella Università di
Mantova. Data in luce e accompagnata
da copiose osservazioni relative al
medesimo argomento da Stefano Arteaga.
Sta con: ACCADEMIA (REAL) DELLE
SCIENZE E DELLE LETTERE. Napoli.
Napoli, «Statuti della Real Accademia
delle scienze e delle Belle Lettere eretta in
Napoli dalia Sovrana Munificenza».
Napoli, 1780.
105
BOTTARI, S.
Sta in
SOCIETA' SICILIANA DI STORIA PATRIA PALERMO. VIII Centenario della morte di
Ruggero
i7.
«Atti
del
Convegno
internazionale di Studi ruggeriani».
Note
sul
Duomo
di
Monreale.
(Palermo 1955), pp. 269-275.
106
BOTTINI, Ottavio.
Rilievi tec nic i e d ec o nom i ci sul l e
c o n c i m a z i o n i . Sta in ENTE AUTONOMO
FIERA
98
Tragedia in quattro atti di
Umberto Bozzini.
Rocca San Casciano, Licinio Cappelli.
Arti Grafiche (F. Cappelli), 1959, 16.,
pagine 123,
Fedra -
109
BREVE
- cronica di un monaco cassinese
a n o n i m o . Versione di Michelangelo Naldi...
sta in
CRONISTI
-----e s c r i t t o r i
normanna
nel
sincroni della dcminazione
Regno di Puglia e Sicilia.
Napoli, 1845; Vol. I, pp. 457-488.
110
BREVE
--- R a g g u a g l i o d e l l ' a g r i c o l t u r a e p a s t o r i z i e
del Regno di Napoli di qua del Faro.
Napoli, s. e. (Tipografia del FiliatreSebezio) 1845, 8., pp. IV-148.
BRIGANTI, Francesco.
Vedi COSTA, Oronzo G. e BRIGANTI
Francesco.
Schedario
Relazioni intorno alla malattia dominata
116
ne' bachi da seta nell'està del 1858.
FRUZZONI, Bernardo.
Napoli, 1859.
Abusi dalla Giurisdizione ecclesiastica nel
Regno di Napoli.
Venezia, s. t., 1769, 8., pp. XII-229.
112
BRIGANTI, Tommaso.
Pratica Criminale delle Corti Regie e
Baronali del Regno di Napoli raccolta dal
Dottor D. Tommaso Briganti.
Napoli. Tipografia Vincenzo Mazzola, 1755,
4., pp. VIII-376.
117
BUONAJUTO, Mario.
Note
sul
pensiero
giovanile
Cartesiano
(16181620). Sta in UNIVERSITA' DEGLI
STUDI. BARI. «Annali della Facoltà di
Lettere e Filosofia». Vol. II.
(Bari, 1956) pp. 47-60.
113
118
BROGLIA, Carlo Antonio.
BUONSANTO, Vito.
Trattato de' tributi, delle monete, e del
governo politico della Sanità. Opera di
Introduzione
alla
geografia
antica
e
moderna
del
Regno
di
Napoli
pe'
Stato
e
di
commercio,
di
Polizia
e
di
F in a n z a : m o l t o , a l l a f e l i c i t à d e ' p o p o l i , a l l a
robustezza. degli Stati, ed alla gloria e
possanza maggiore de' Principi, conferente
e necessaria.
Napoli, presso Pietro Palombo, 1743, 16., pp.
XII, XVIII-576.
114
BRUNI, Achille.
Dell'agricoltura e pastorizia di qua del Faro.
Breve notizia distesa secondo le relazioni
delle Società Economiche da A. Bruni di
Barletta. Sta in B R E V E r a g g u a g l i o
dell'agricoltura e pastorizia del Regno di
Napoli di qua del Faro.
Napoli, 1845, pp. 61-148.
115
BRUNO, Carlo.
Vedi VOCINO, Michele. Il p r o t e z i o n i s m o
m a r i t t i m o d a l l e o r i g i n i n e i v a r i s t a t i con
prefazione di Carlo Bruno.
(Napoli, 1912).
da Vito Buonsanto.
Napoli, Tipografia Domenico Sangiacomo,
1814, 16., pp. 148 e 1 tavola.
giovanetti
119
BUONSOLLAZZI, Giuseppe.
P e r l a s t o r i a . Raccolta di cenni biografici, di
articoli, di giudizi e di notizie intorno
all'Avvocato Carlo Villani.
Napoli, Tipografia Ed. Tocco e Salvietta,
1903, 8., pp. V-354.
120
BUONTEMPO, Michele.
Ragionamento intorno alla controversia tra
l'Amministrazione
dell'Ospizio
Maria
Cristina
in
Foggia
e
la
Deputazione
Provinciale di Capitanata.
Foggia, Tipografia del R. Orfanotrofio
diretto da G. Quaglierini, 1870, 8., pp. 25.
121
BUONTEMPO, Michele.
Ultime note in difesa della Cappella dei
99
Schedario
Sette Veli contro il Demanio dello Stato.
Trani, Tipografia Fratelli Laghezza, 1894, 8.,
pp. 15.
122
BUONTEMPO, Michele.
Vedi COMUNE DI FOGGIA. Relazione sul
bilancio 1877 della Giunta Municipale di
Foggia. Relatore Avv. Michele Buontempo.
(Foggia, 1876).
123
BUONTEMPO, Michele.
Vedi MONGELLI, Attilio e Buontempo
Michele.
Istituto Pio- Conservatorio dell'Addolorata
contro Rosa.
(Foggia, 1889).
127
BUONTEMPO, Michele.
Vedi OLIVIERI, Pietro e Buontempo
Michele.
Pel Municipio di Foggia contro il Demanio
dello Stato.
Trani, 1894.
128
BUONTEMPO, Michele.
Vedi OLIVIERI, Pietro e Buontempo
Michele.
Per gli eredi Cucci contro la «Fondazione
Scillitani».
Foggia, Tipografia Cardone, 1888, 8.,
pp. 48.
129
CAFARO, Pasquale.
124
Vedi MONGELLI, Attilio e Buontempo
Michele.
L'Arciconfraternità del SS. Sacramento di
Foggia contro il Capitolo della Cattedrale.
(Napoli, 1888).
125
BUONTEMPO, Michele.
Vedi MONGELLI, Attilio e Buontempo
Michele.
Per i Signori germani Gaetano, Grazia e
Francesca De Mita contro la Pia
Fondazione Scillitani e la Signora Rosa
Nannarone eredi del fu. Lorenzo Scillitani.
(Foggia, 1890).
Sta
in
CELLAMARE,
Daniele.
Un
cinquantenario glorioso. Mascagni e la
«Cavalleria» visti da Cerignola.
(Roma, 1941), pp. 13-16.
130
CAFARO, Pasquale.
Federico II fu mai a Castel del Monte?
Sta in SOCIETA' DI STORIA PATRIA
PER LA PUGLIA. «Atti del I. Congresso
Storico Pugliese e del Convegno delle
Società di Storia Patria». (Terra di Bari,
4-8 Settembre 1951). (Bari, 1952), pp.
96-101.
131
126
CAFARO, Pasquale.
LUONTEMPO, Michele.
I Figli di Manfredi. Sta in SOCIETA' DI
STORIA PATRIA PER LA PUGLIA. «Atti
del III Congresso Storico Pugliese e del
Convegno internazionale di Studi
Garganici».
(Bari, 1955), pp. 85-93.
Vedi OLIVIERI, Pietro e Buontempo
Michele.
Pel Capitolo Cattedrale di Foggia contro
Elisa De Chiara.
Trani, 1893.
100
(Continua)
S c h e d a -r i o
Nuove accessioni
(Continuazione dal n.ro precedente)
I - Bibliografia - Biblioteconomia
Enciclopedia.
284.
SERRA-ZANETTI, Alberto.
III - Pedagogia (Scuola - Didattica Educazione Fisica - Sport).
287.
LAMA, Ernesto.
Il pensiero pedagogico dell'Illuminismo.
L'arte della stampa in Bologna nel primo
ventennio del Cinquecento. Prefazione di
Lamberto Donati.
Bologna, s. e. (Coop. Tipografica Azzoguidi )
1959, 8., pp. XVI-478.
serie - N. I.
«Biblioteca de " L'Archiginnasio,, ». Nuova
serie, N. l.
II - Religione - Storia delle Religioni - Storia
della Chiesa - Mitologia - Teologia Agiografia - Testi.
285.
TALMUD.
---- Babilonese. Trattato delle benedizioni. A
cura di Eugenio Zolli. Con uno studio
introduttivo di Sofia Cavalletti.
Bari, G. Laterza, 1958, 8., pp. III 440. «Testi Religiosi».
286.
WATTS, Alan W.
Lo Zen. Un modo di vita, lavoro e arte in
Estremo Oriente. A cura di Umberto Eco.
Milano, V. Bompiani (Stab. Tip. Toffaloni)
1959, Il, 8., pp. 172.
«Portico» Critica e Saggi.
Firenze, Coedizioni Giuntine
Sansoni (Città di Castello, «Società
Poligrafica Editoriale») 1958, 8., pp.
XLVII-593 e E tavv. f. t.
«I Classici della Pedagogia Italiana»
direttori dell'opera: Ernesto Lama Luigi Volpicelli.
288.
SARDI, Bruno.
Il pensiero pedagogico del Medioevo.
Firenze, Coedizioni Giuntine
Sansoni (Città di Castello, «Società
Poligrafica Editoriale») 1956, 8.,
pp. XI-510 e 8 tavv. f. t, «I Classici
della Pedagogia Italiana» direttori
dell'opera: Ernesto Lama - Luigi.
Volpicelli.
IV - Filosofia (Storia - Critica - Testi) Psicologia.
289.
SCHAFF, Adam.
La teoria della verità nel materialismo e
nell'idealismo.
Questioni
generali.
Traduduzione dal tedesco e prefazione di
Alessandra Mazzone.
Milano, G. G. Feltrinelli (Off. Graf. I.E,I,)
1959, S., pp. XXXII-411.
101
S c h e d a r i o
V - Storia e Scienze ausiliarie Biografia.
VI - Geografia - Viaggi - Turismo Tradizioni popolari Annuari - Almanacchi.
Etnografia
-
290.
295.
PAOLI, Ugo Enrico.
QUILICI, FOLCO.
U ltimo paradiso
Bari, «Leonardo da Vinci», (Firenze,
Zincografica ) 1962, III, 16., pp. 90 fig. 36
tavv. in bianco e nero e 6 a colori.
Avventure e segreti del mondo greco e
romano.
Firenze, F. Le Monnier, (E. Ariani e «L'Arte
della Stampa») 1960, III, 8., pp. 644. fig. e
70 tavv.
291.
PAOLI, UgoEnrico.
Vita romana.
Firenze, F. Le Monnier, (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1958, VIII, 8.,
pagine XVI-473 fig. e 128 tavv.
292.
«Piccolo orizzonte».
296.
ZARBO, Angelo.
Redditi e culture in Sicilia.
Napoli, G. Carribba, 1961, 8., pp. 128.
VII- Letteratura antica e moderna (Filologia
- Testi - Critica - Storia fino al 1900).
297.
PROVINCIA DI MANTOVA.
CHIARI, Alberto.
Giornale degli. amici della libertà italiana
(1797-1799). A cura di Gilberto Finzi.
Mantova, s. e. (Alce) 1962, 8., pp. XXIV198. «Mantova nel Risorgimento».
Indagini e letture. Seconda serie.
293.
TODESCO, Luigi - DANIELE, Ireneo.
Manuale di Cronologia. Vol. I: tavole
cronologiche e genalogiche.
Padova, Gregoriana Editrice (Tip. del
Seminario) 1957, III, 8., pp. 174.
294.
WELTER, Gustave.
Moria della Russia dalle origini ai giorni
nostri. Traduzione di Ivo Luzzatti. Bologna,
Cappelli (Rocca S. Casciano, .b'. Cappelli)
1961, 8., pp. 610 con 12 tavv. f. t. e 4
cartine geografiche.
«Storia e Vita» collana diretta da Amedeo
Tosti. XXIII.
102
te della Stampa») 1954, 16., pp. 298.
298.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e «L'Ar
CHIARI, Alberto.
Indagini e letture. Terza Serie.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1961, 16, pp. 366.
299.
CICERO, (Marcus Tullius).
Lettere ai familiari. Testo 1àtino e versione
di Carlo Vitali.
Bologna, N. Zanichelli( S. p. A. Poligrafici il
Resto del Carlino) 1962, 16., voll. 2.,
pagine 865 compless.
Schedario
300.
CUPAIUOLO, Fabio.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 88.
«Lettura Dantis Scaligera».
Breve teoria dello stile. Con appendice di
consigli pratici per la traduzione e la
composizione.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e «L'Arte
della Stampa») 1959, 16., pp. 102.
MONTANARI, Fausto.
301.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 58.
«Lettura Dantis Scaligera».
DEVOTO, Giacomo.
Origini indoeuropee.
Firenze, Sansoni («L'Impronta») 1962, 8.,
pp. 521 fig. con 20 tavv. f- t.
«Origines». Studi e materiali pubblicati a
cura dell'Istituto italiano di preistoria e
protostoria.
306.
Il canto XI dell'inferno.
307.
PAGLIARO, Antonino.
Il canto XIX dell'inferno.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 26.
302.
«Lettura Dantis Scaligera».
FALLANI, Giovanni.
308.
Il canto II dell'inferno.
PAOLI, Ugo Enrico.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1960, 8., pp. 28.
«Lettura Dantis Scaligera».
303.
Il Latino maccheronico.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1959, 16., pp.
VIII-258.
Bibliotechina
del
Saggiatore»
diretta
da
Bruno
Migliorini. XIII.
GALBIATI, Giovanni.
Silloge epigrafica. Iscrizioni latine e
italiane.
Milano, U. Hoepli, Ciampi, (Tip. U.
Allegretti). 1960, 4., voll. 3 con indici.
304.
LIMITE, Eugenio L.
Il libertino. Antologia a cura di Eugenio
Limite.
Milano, Sugar (Archetipografia) 1961, 8., pp.
373.
309.
PARLANGELI, Oronzo.
Storia linguistica e storia politica
nell'Italia. meridionale.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa)) 1960, 16., pp.
204. «Biblioteca Letteraria».
Pubblicazioni a cura dell'Istituto di
Filologia moderna dell'Università di
Messina. IV.
310.
PASCAL, Carlo.
305.
MARCAZZAN, Mario.
Il canto V dell'inferno.
Graecia capta. Saggi sopra alcune fonti
greche di scrittori latini.
Firenze, Successori Le Monnier (Catania,: N.
Giannotta) 1905, 8., pp. 177.
103
Schedario
311.
PASQUAZI, Silvio.
SAPEGNO, Natalino.
1l canto XVI dell'inferno.
Il canto III dell'Inferno.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp.
38. «Lettura Dantis Scaligera».
312.
PIROMALLI, Antonio.
Il canto VI dell'inferno.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1960, 8., pp. 36.
«Lettura Dantis Scaligera».
313.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1960, 8., pp. 28.
«Lettura Dantis Scaligera».
318.
SCOLARI. Antonio.
Il canto XXI dell'inferno.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 38.
«Lettura Dantis Scaligera».
POMPEATI, Arturo.
319.
Il canto IV dell'inferno.
SOLDATI Paolo.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1960, 8., pp. 26.
«Lettura Dantis Scaligera».
314.
Il canto XVII dell'inferno.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 22.
«Lettura Dantis Scaligera».
RONCONI, Alessandro.
320.
Il verbo latino.
SOZZI, B. Tommaso.
Problemi di sintassi storica. Edizione
rinnovata e ampliata.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
Il canto XXII dell'inferno.
«L'Arte della Stampa») 1959, 8., pp. 250.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 40.
«Lettura Dantis Scaligera».
315.
SACCHETTO, Aleardo.
Il canto XXIII dell'inferno.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 34.
«Lettura Dantis Scaligera».
316.
321.
TERRACINI, Benvenuto.
Pagine e appunti di linguistica storica.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1957, 8., pp. XX303.
322.
SANSONE, Mario.
Il canto X dell'inferno.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 64.
«Lettura Dantis Scaligera».
TOFFANIN, Giuseppe.
Il canto VIII dell'inferno.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1960, 8., pp. 28.
«Lettura Dantis Scaligera».
104
Schedario
328.
323.
VALLONE, Aldo.
Il canto VII dell'inferno.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1960, 8., pp. 30.
«Lettura Dantis Scaligera».
324.
329.
ZOLLA, Elemire.
Volgarità e dolore
. Milano, Bompiani (Varese, «La
Tipografifica») 1962, 8., pp. 142.
«Portico». Critica e saggi, 36.
LOIODICE. Ester.
U ' c a n t è d ' u t a v u l i j e r è . Poemetto in dialetto
foggiano.
Milano, Editrice «Convivio Letterario», 1961,
8., pp. 29.
325.
330.
ZANNONI, Ugo.
Il canto IX dell'inferno.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
«L'Arte della Stampa») 1961, 8., pp. 32.
«Lettura Dantis Scaligera».
VIII – Letteratura - contemporanea -
Poesia - Letteratura narrativa
Critica - T e s t i d e l s e c o l o X X .
GUTIA, Ioan.
Linguaggio di Ungaretti.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e «L'Ar
te della Stampa») 1959, 16., pp. IV-148.
«Bibliotechina del Saggiatore» diretta da
Bruno Migliorini XIV.
-
MALLARDI, Antonio.
Levantazzo.
Bari, Editrice «Leonardo da Vinci» (Firenze,
Zincografica) 1961, 16., pp. 138, tavv. 18
in bianco e nero e 8 a colori.
«Piccolo Orizzonte».
331.
MOCCHINO, Alberto.
L’arte di Pascoli nei Carmi Latini.
326.
FEIFFER, Jules.
I l c o m p l e s s o facile. Guida alla coscienza
inquieta. A cura di Umberto Eco e Caty
Berberian.
Milano, Bompiani (Granata) 1962, 8., 118,
c. n. n.
327.
GARGIULO, Alfredo.
Letteratura Italiana del Novecento. Nuova
edizione ampliata.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani e
L'Arte della Stampa») 1958, 16., pp. XI709.
Firenze, F. Le Monnier (Bologna,
Mareggiani) 1924, 16., pp. 71.
332.
RUARK, Roberto.
N o n p i ù p o v e r o . Traduzione dall'inglese di
Bruno Oddera.
Milano, Bompiani (S. A. M. E.) 1962, III, 16.,
pp. 992.
333.
RUSCA, Luigi.
Il b r e v i a r i o d e i l a i c i a cura di Luigi Rusca.
Milano, Rizzoli, 1960, IV, 16., pp. 1207.
105
Schedario
334.
RUSCA, Luigi.
Il secondo breviario dei laici a cura di Luigi
Rusca.
Milano, Rizzoli, 1961, 16., pp. 1162.
IX - Belle arti (Archeologia Pittura - Scultura - Architettura
- Musica - Cinema - T eatro).
XII - Scienze (Fisiche - Chimiche Naturali
Matematiche
Merceologia - Statistica).
-
338.
CHISINI. O. - MASOTTI BIGGIOGERO, G.
Esercizi di geometria descrittiva.
Milano, Libreria Politecnica C.
Tamburini 1956, III, pp. 152 f g.
339.
335.
VIALE FERRERO, Mercedes.
Arazzi italiani del Cinquecento.
Milano, A. Vallardi, 1961, 8., pp. 95 ill. e
7 tavv. a colori. f. t.
«Le arti nella casa italiana» collana ideata
e diretta da Giovanni Mariacher e
Francesco Vallardi.
X ---- Scienze giuridiche Legislazione.
PIVATO, Giorgio.
Le gestioni industriali produttrici di servizi.
Torino,
Unione
Tipografico-Editrice
Torinese (Adua-Damonte) 1962, 8., pp.
XXIV964 con 4 allegati.
«Trattato di Ragioneria» diretto da Aldo
Amaduzzi. V.
340.
RANZI, Silvio.
Istituzioni di zoologia.
336.
RIZZI, LUIGI.
Le tabelle dei millesimi per la ripartizione delle
spese negli stabili in condominio. Guida.
pratica per il calcolo con numerosi esempi.
Bari, «Leonardo da Vinci», (Bologna, L.
Parma) 1961, 8., II, pp. 242 fig.
337.
VASCO, Giuseppe.
Smarrimento, distruzione o sottrazione di
titoli - Ammortamento e rilascio di
duplicati con formulario. Svincolo di
indennità di espropriazione per causa di
pubblica utilità con formulario. Assegni
bancari
privi
di
copertura
Regolarizzazione fiscale e azione di
regresso.
Foggia., s. e. («La Tipografica») 1962, pp.
48.
106
Milano, Casa Editrice Ambrosiana, (Tip.
Ubezzi & Dones) 1961, III, 8., pp. 356 fig.
341.
RIEGEL, Emil Raymond.
Chimica industriale. Traduzione a cura del
Prof. Angelo Mangini con la collaborazione
del Prof. Riccardo Passerini e dell'ing.
Lorenzo Merlin per la parte relativa al
macchinario e all'apparecchiatura chimica;
con 294 figure nel testo.
Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese
(Varetto) 1952, 8., pp. XX-1228 fig.
342.
SOLAINI, Luigi.
Lezioni di topografia e di geodesia.
Milano, Libreria Politecnica C. Tamburini,
1958, 8., pp. 990 fig.
(Continua)
Schedario
CHIARI, A. 102
CHISINI, O. 106
Indice alfabetico
degli Autori
SCHAFF, A. 101
SCOLARI, A. 104
CICERO, (M. T.) 102
SERRA-ZANETTI, A. 101
CUPAIUOLO, F. 102
SOLAINI, L. 106
DANIELE, I. 102
SOLDATI, P. 104
DEVOTO, G. 103
POMPEATI, A. 104
SOZZI, B. T. 104
FALLANI, G. 103
PROVINCIA di Mantova. 102
TERRACINI, B. 104
FEJFFER, J. 105
QUILICI, F. 102
TODESCO, L. 102
GALBIATI, G. 103
RANZI, S. 106
TOFFANIN, R. 104
GARGIULO, A. 103
RIEGEL, E. R. 106
VALLONE, A. 104
GUTTA, I. 105
RIZZI, L. 106
VASCO, G. 106
LAMA, E. 101
RONCONI, A. 104
VIALE FERRERO, M. 105
LIMITE, E. L. 103
RUARK, R. 105
WATTS, A. W. 101
LOJODICE, E. 105
RUSCA, L. 105
WELTER, G. 102
MALLARDI, A. 105
SACCHETTO, A. 104
ZANNONI, U. 104
MARCAZZAN, M. 103
SANSONE, M. 104
ZARBO, A. 102
MASCOTTI BIGGIOGERO, G.
SAPEGNO, N. 104
ZOLLA, E. 104
106
MOCCHINO, A. 105
MONTANARI, F. 103
NARDI, B. 101
PAGLIARO, A. 103
PROLI, U. E. 102-103
PARLANGELI, O. 103
PASCAL, C. 103
PASQUAZI, S. 103
PIROMALLI, A. 103
PIVATO, G. 106
Edizioni Dell'Ente «PROVINCIA DI CAPITANATA»
Atti del Consiglio Provinciale e della Gestione
Straordinaria (in - 40, sopraccoperta figurata)
Anni 1952-1961; volumi 12.
Istituti d'arte e di cultura (in - 80, copertina
figurata) - Ila Biblioteca Provinciale di Foggia.
Pp. 34, 6 tavole fuori testo.
Monografie della Biblioteca Provinciale (in - 80,
coperta figurata) - Tedeschi, Ascoli Satriano nel
Risorgimento nazionale (Diario 1799-1828).
STUDIO EDITORIALE DAUNO
Foggia
107
I l nuovo Consiglio
Prov.le.
Il Consiglio Provinciale di
Foggia, risultato eletto nella
consultazione popolare del 6
novembre 1960, non avendo
provveduto ad esprimere il suo
presidente e la giunta, era
sospeso con decreto prefettizio
del 4 marzo 1961 e quindi
sciolto dal Presidente della
Repubblica, con suo decreto
del 21 aprile.
Iniziatasi
col
primo
provvedimento la gestione
commissariale, intervenivano
le elezioni del 2 giugno 1962
ed erano proclamati i nuovi
amministratori
provinciali,
così politicamente qualificati
D.
C.
1)Avv.
Stanislao
Capobianco
(Roseto
Valfortore), 2) Sig. Salvatore
Comitangelo (Margherita di
Savoia), 3) Avv. Gabriele
Consiglio (Foggia), 4) Prof.
Vittorio De Miro (Foggia), 5)
Sig. Alberto De Santis (Troia),
6) Sig. Luigi Fiordelisi (Foggia),
7) dott. F. Paolo Galasso
(Foggia), 8) Prof. Primiano
Magnocavallo (Serracapriola),
9) Avv. Matteo Renzulli (Monte
S. Angelo), 10) Dott Luigi
Rubino (Foggia), 11) Avv.
Bernardino
Tizzani
(Manfredonia); P. C. 1. 1) Prof.
Emilio Amoroso (S. Severo), 2)
Sig.
Michele Berardi (S.
Nicandro Garganico ), 3) Sig.
Gaetano
D'Alessandro
(Cerignola), 4) Sig. Nicola
D'Andrea (Manfredonia), 5)
Sig.
Lorenzo
Dell'Osso
(Lucera), 6) On.le Michele
Magno (Manfredonia), 7) Sig.
Matteo Merla
108
Notiziario
(S. G. Rotondo), 8) Sig. Antonio
Nardella (S. Marco in Lamis ),
9)
Sig.
Pasquale
Panico
(Foggia), 10) Prof. Pasquale
Ricciardell,i
(Torremaggiore),
11) Sig. Savino Vania (Foggia);
P. S. 1. 1) Sig. Filippo Di
Venosa (Ortanova), 2) Per. ind.
Michele Lattanzio (Margherita
di Savoia), 3) Dott. Teodoro
Moretti (Rodi Garganico); C. N.
1) Avv. Giuseppe Pepe (Foggia),
2) Avv. Giovanni Scillitani
(Foggia); P. S. D. I. Dott.
Michele Protano (Peschici); P. L.
Ins. Fran-
cesco Della Vella (Vico del
Gargano) ; P. D. I. U. M. I ns.
Vincenzo
Bafunno
(S.
Ferdinando di Puglia).
Ai componenti del nuovo
Consiglio, che si è insediato il
14 luglio, la Direzione e i
Collaboratori
di
questo
bollettino porgono il più fervido
saluto augurale. Essi sono
convinti che l'amministrazione
ordinaria del massimo ente di
Capitanata,
sviluppando
l'iniziativa culturale della
Commissione
straordinaria
fino
agli
estremi
limiti
consentiti
dal
Bilancio,
esaudirà le esigenze della
Cultura in generale e quelle
particolari, che si riferiscono ai
massimi
problemi
della
Biblioteca
provinciale:
trasferimento in sede più
idonea, incremento della
suppellettile
libraria
e
pubblicazione
dei
suoi
rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrirrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
la Biblioteca provinciale di Foggia
Bollettino bimestrale d'i nformazione a
cura dell'Amministrazione Provinciale
Direttore responsabile: dott. Angelo Celuzza
direttore ff. della Biblioteca Provinciale 'Direzione
tecnica dello Studio Editoriale Datino Tipografia
del Sacro Cuore di Gesù Sant'Agata di Puglia
(Fg.)
Autorizzato dal Tribunale di Foggia il 6
giugno 1962 e in pari data registrato
presso quella Cancelleria al n. 150
conferma
la
Provincia:
ente pilota
Dalle «dichiarazioni programmatiche» rese innanzi il nuovo
Consiglio provinciale dal suo Presidente all'atto dell'insediamento (v.
qui nel «Notiziario»), stralciamo alcuni passi che, senza alterare l'unità
concettuale del testo, convalidano il criterio informatore che presiede
alla vita di questo bollettino.
«... Vi è altro punto che merita di essere sottolineato, perchè
rappresenta e costituisce un momento essenziale, I'atteggiamento più
nuovo ed aperto del nostro impegno amministrativo...
«Si tratta di espandere l'interesse del nostro Ente oltre i settori di
propria competenza, oltre i limiti istituzionalmente rappresentati
dall'assolvimento dei propri compiti; si tratta di inserire il nostro Ente in
tutti i processi di sviluppo che impegnano ed impegneranno sempre di
più la vita della Provincia , di Foggia ; si tratta di sensibilizzare il nostro
Ente a tutti i problemi economici, sociali, amministrativi, a tutte le
manifestazioni scientifiche, artistiche, c ulturali e sportive della
Provincia di Foggia.
«Si è detto che il nostro deve essere l'Ente-primario della
comunità provinciale, e che dovrà divenire, poichè ne ha la capacità e
la struttura, l'«Ente pilota» di ogni seria attività provinciale.
111
«In verità, noi desideriamo vivamente che l'Ente Provincia non sia
considerato come un distretto territoriale dello Stato, ma come un
organismo che serva al coordinamento ed alla soddisfazione di interessi
che, se sono diversi da quelli più generali dello Stato, trascendono
certamente quelli dei Comuni. Occorre, pertanto, che il nostro Ente
s'inserisca validamente ed autorevolmente nel più ampio circuito di quegli
interessi preminenti che sollecitano l'evoluzione dell'economia della nostra
terra ed il progresso delle condizioni sociali della nostra gente.
«Laddove si tratta di creare iniziative, là occorre promuoverle con
indicazioni serie e senza demagogia ; laddove si tratta di prendere atto di
iniziative suggerite da altri Enti economici o amministrativi della provincia, là
occorre seguirle ed incoraggiarle: in ogni caso sollecitando e favorendo
collaborazioni, aiuti e solidarietà.
«... Tutto ciò non significherà dispersione di energie per la nostra
Amministrazione, nè fuga di propositi, nè eversione di compiti, nè sperpero
di contributi. Se da una parte ci impegnamo a concentrare i nostri sforzi nei
l'assolvimento dei compiti propri di istituto, dall'altra io credo che si debba
perseguire questa meritoria opera di accostamento della Provincia a quelle
tematiche e a quelle realtà che sono otre i suoi limiti istituzionali.
«Vi sono delle chiare tracce di orientamento, che segnano la necessità
di concentrare i nostri sforzi nel momento stesso in cui indicano le realtà da
affrontare nella loro più naturale prospettiva. Sono direttrici che rinvengono
profondamente dalla storia e dalla geografia della nostra Capitanata...
«... Gargano, Tavoliere e Subappennino : altopiano, pianura e collina;
tre processi diversi nel formarsi; di epoche e di civiltà; tre modi diversi nel
divenire della storia; tre atteggiamenti distinti nel formarsi delle comunità
verso 'unità morale della Nazione e verso lo Stato; ma tre vivissime realtà
che oggi hanno un'anima sola ed un comune destino».
Avv. GABRIELE CONSIGLIO
Presidente
dell'Amm.ne Prov.le di Capitanata
112
Biblioteca
e
C
democrazia
irca due anni fa apparve nei giornali la notizia d'un fatto,
crediamo, senza precedenti: in una cittadina della Puglia un ragazzo, tolto dal
padre agli studi, sfogò il proprio risentimento dando fuoco alla biblioteca
comunale. L'insano gesto, di schietta marca meridionale, mirava giusto nel
senso che il ragazzo, appena tredicenne, seppe vedere nella biblioteca pubblica
quel che non riescono ancor oggi a vedere tanti educatori e sociologi italiani: lo
strumento principale, quasi il simbolo della liberazione attraverso il libro --una liberazione alla quale ogni individuo desideroso e capace ha diritto in una
società democratica. Questa liberazione va intesa nel senso più ampio, come
affermazione della personalità. E' naturale che là dove, come in America, le
biblioteche assolvono degnamente questa missione sociale, esse ricevano
tangibili testimonianze di riconoscenza, sotto forma di lasciti, da parte di
coloro i quali, grazie alla biblioteca, sono arrivati a essere qualcuno: il che
permette alla biblioteca di sviluppare ancor meglio l'efficacia della propria
azione. L'importanza di questa azione viene riconosciuta anche dagli. uomini di
Stato americani. Nel 1959 John Kennedy, l'attuale Presidente, così si esprimeva
in proposito: «Se questa Nazione vuol essere saggia quanto forte, se vogliamo
che il nostro destino si adempia, allora avremo bisogno di un maggior numero
di idee nuove per un maggior numero di uomini savi che leggano un maggior
numero di buoni libri in un maggior numero di, biblioteche pubbliche. Queste
devono essere aperte a tutti, tranne al censore. Noi dobbiamo conoscere tutti i
fatti, udire tutte le alternative, porgere ascolto a tutte le critiche...». Vent'anni
prima il Presidente Roosevelt aveva affermalo: «le biblioteche sono essenziali
al funzionamento di una società democratica» (1)
113
Biblioteca e democrazia sono due belle parole greche non aventi tra loro,
in apparenza, alcun rapporto diretto: ma a farcelo subito intuire basterà
l'aforisma baconiano: knowledge is power .
Decadenza di una tradizione.
Quando si parla del diritto fondamentale di tutti i cittadini in un
paese: democratico, all'istruzione, della «produttività» per l'intera naz ione
dell'istruzione estesa a ogni ceto di persone, dell'educazione degli adulti
quale mezzo di valorizzazione della personalità umana, della necessaria
iniziativa dello Stato in questi settori e dei pericoli delle statizzazioni, dei
problemi relativi all' impiego del tempo libero dei lavoratori, dei prodigiosi
mezzi audiovisivi, potenziali veicoli di redenzione e di perdizione, della
politica del libro e così via, si dimentica che di là da tutti questi problemi,
ma in stretto rapporto con essi, ve n'è uno che in Italia siamo lontani
dall'avere, non dico affrontato e risolto, ma perfino impostato in modo
razionale ed organico. com'è stato nella maggior parte dei paesi civili: il
problema della biblioteca. E spiacevole dover constatare questo in un
paese. che duemila anni or sono vantava nella capitale dell'impero romano
il migliore servizio bibliotecario che l'antichità avesse conosciuto, in un
paese. che insieme a due o tre altri d'Europa salvò nelle biblioteche
monastiche del Medioevo quanto era sopravvissuto della eredità letteraria
greco -romana e dove, prima e meglio che in ogni altro, l'industria
umanistica attinse dalle biblioteche, pubblicò e divulgò i testi di quella
eccelsa eredità di pensiero, così da partorire addirittura una civiltà nuova;
dove, inf ine, nel Settecento le biblioteche universitarie, palatine ed
ecclesiastiche rispecchiarono efficacemente la cultura enciclopedica del
secolo facendosi strumenti di progresso civile. Nell'Ottocento una così
nobile tradizione decadde; le biblioteche italiane cominciarono a non stare
più al passo delle esigenze, cresciute a dismisura, della specializzazione e
della divulgazione del sapere. La parte della popolazione che veniva
faticosamente guadagnata all'istruzione non trovò -- causa la mancanza d'un
servizio pubblico di lettura - di che alimentarla, cosicchè la giungla
rinasceva subito negli scarsi terreni bonificati e la civiltà contadina -- la
civiltà degli analfabeti - sopravvisse indisturbata fino ai giorni nostri.
D'altra parte lo spirito illuministico ed enciclopedico dell’aristocratica
cultura settecentesca, rispecchiata nelle biblioteche
114
principesche e conventuali; troppo spesso s'inaridì in erudizione senz'anima, in
vacua bibliofilia.
Come risultato di tutto questo, si verifica oggi in Italia una situazione
paradossale: generale disinteresse per il servizio e l'organizzazione
bibliotecaria, diffusa tendenza al collezionismo librario; scarso amore della
lettura. La circostanza che le biblioteche settecentesche sopravvivessero e
fossero rese pubbliche nell'Ottocento e che numerose altre, anche in centri
modesti, se ne costituissero per lasciti privati o iniziativa di Comuni, significò,
infatti, ben poco per la diffusione della cultura. La penetrazione del libro nelle
masse avviene nella misura in cui la biblioteca raggiunge anche gli agglomerati
più piccoli e riesce ad aggiornarsi di continuo, studiando insieme quegli
accorgimenti atti a valorizzarne le più latenti risorse. Si discute tanto delle
deficienze della scuola italiana; ma esse non sono neanche paragonabili a quelle
del servizio di pubblica lettura, se si pensa che là dove esiste un edificio
scolastico dovrebbe sorgere anche quello della biblioteca: così è, infatti, nei
paesi di moderna democrazia. Una società democratica che voglia sul serio (e
non è democratica se non lo vuole) offrire a tutti i cittadini i mezzi per elevarsi
intellettualmente, (deve creare non solo le scuole, ma anche le biblioteche
pubbliche.
Entriamo, con questo, nel vivo dell'argomento. Di quale natura è il
rapporto tra biblioteca e democrazia ? Un'analoga domanda può porsi, è ovvio,
per la scuola e per qualsiasi altro istituto o strumento di educazione. La triste
esperienza di popoli «istruiti», che subirono e tentarono d'imporre ad altri
popoli le più rovinose dittature, non incoraggia all'ottimismo. Ma in tali casi,
che chiameremo patologici, non è soltanto l'istruzione a dover essere chiamata
in causa, bensì l'intera tradizione spirituale di quei popoli. Accantoneremo
pertanto la grossa questione limitandoci -- per dimostrare in quale direzione
intenda muoversi un regime profondamente antidemocratico -- a citare
l'affermazione hitleriana: «L'istruzione universale è il veleno più corrosivo e
disintegrante che il liberalismo abbia mai inventato per la sua propria
distruzione. ...Non ci dovrà essere che un certo grado d’istruzione consentito a
ciascuna classe ed a ciascuna suddivisione di classi. La completa libertà di
scelta nell'istruzione sarà privilegio di coloro che appartengono alla élite e di
quelli che essa ammette individualmente nei suoi ranghi. Tutta la scienza deve
essere sottoposta a controlli e selezioni continue. La scienza è un aiuto nella
vita, e non il suo scopo principale. Noi dobbiamo perciò essere logici e dare il
beneficio dell'analfabetismo alle grandi masse sociali più basse». (2)
115
Ricreazione e cultura.
Democrazia è partecipazione sentita di tutti i cittadini alla cosa pubblica.
La coscienza, da parte dei cittadini, della complessa realtà in cui si è calati e dei
problemi che interessano la convivenza umana non è un punto di partenza ma
una conquista graduale, che la società stessa organizzata ha il dovere di
promuovere favorendo l'istruzione e la comunicazione. L'ignoranza è
isolamento; nell'ignoranza delle masse -- fu detto giustamente -- è la fine della
democrazia. L'istruzione è anch'essa, evidentemente, un processo ad infinitum;
mentre le conoscenze strumentali si apprendono nella scuola in una più meno
lunga (ma sempre limitata agli anni giovanili) stagione dell'esistenza, l'educazione
degli adulti ha carattere permanente. Essa mira «:a permettere all'uomo ed alla
donna di vivere una vita più, piena e più interessante, ed a formare i cittadini più
informati e più coscienti». (3) Nate con scopi di sana ricreazione, di giuoco e
modestamente culturali per i lavoratori, le iniziative concernenti l'impiego del
tempo libero stanno mettendo a nudo il problema dei problemi; l'educazione
dell'uomo, la formazione e lo sviluppo della personalità.
Le esigenze di comunicazione e di educazione si pongono per tutte le
categorie di individui; ma anzitutto per coloro che sono stati, e in parte sono
tuttora isolatati rispetto al mondo circostante. «Il contadino ha oggi delle
esigenze specifiche di educazione ancora più pressanti di quelle delle altre
categorie di lavoratori». (4) Le condizioni obiettive della tradizionale civiltà
contadina, legata a un'economia chiusa, matrice di un ricco folclore e artigianato,
vengono meno ogni giorno. Il mondo contadino non è più chiuso in se stesso; la
modernità lo assale disordinatamente, lo penetra irrispettosamente da ogni lato,
provocando stridenti contrasti. sovrapposizioni assurde. La radio sempre aperta,
i giornalucoli letti da cima a fondo stanno a indicare nei giovani un'avidità
insaziata di conoscenza, un apprezzamento inesperto dei nuovi potenti mass
media, un bisogno di comunicazione non illuminato ancora, purtroppo, da
capacità di giudizio e di scelta. Chi aiuterà le masse rurali a formarsi la necessaria
base di discernimento e di gusto, per effettuare scelte personali ed elevarsi più in
alto? Senza lo sviluppo di tale facoltà discriminante e l'affinamento del gusto, il
contadino rischia di cadere più in basso di quanto prima si trovasse; la volgarità,
la vera «massificazione», il più piatto conformismo sono davanti a lui. non alle
sue spalle. Soltanto il libro, con gli stimoli che offre alla riflessione e con le
aperture ver116
BIBLIOTECA PROVINCIALE
Sala «Gabriele Canelli»
117
so conoscenze più vaste. sistematiche, funzionali, può salvarlo da tale
pericolo. Il libro può esprimere e soddisfare meglio di ogni altro mezzo,
compresa la scuola, quelle confuse, latenti curiosità intellettuali, che
proprio il travolgente contatto con un mondo fino a ieri ignoto, o
sentito come estraneo e addirittura ostile, semina nelle intelligenze
semplici, spesso vivaci, il libro, con l'autorità della parola scritta, libera il
contadino dal complesso d'inferiorità, nel quale è sempre vissuto. Una
donna di paese mi diceva del suo figlio agli studi: «almeno lui potrà
capire tante cose meglio di noi. Noi poveretti, con la terza elementare
siamo andati avanti alla cieca...». Il libro, infine, può offrire le necessarie
conoscenze strumentali per un lavoro e per condizioni di lavoro che un
poco alla volta si vanno assimilando a quelle dell'operaio. La scuola
elementare queste conoscenze non gliele ha fornite; la scuola popolare
per gli adulti, i corsi d'istruzione professionale, l'azione di enti
particolari, di riforma o di altro, non sono sufficienti allo scopo. Il Rossi
Doria, che constata tale insufficienza, non nomina poi la biblioteca.
forse perchè la vede in questo caso incorporata nell'attività degli enti
suddetti, priva di personalità autonoma. E' evi dente che mai -- tanto
meno negli ambienti rurali - l'azione della biblioteca può concepirsi
dissociata da quella di altri istituti ed enti di educazione: senonchè
sappiamo, purtroppo, per esperienza che appunto l'istituto della
biblioteca -- il più capace, in senso soggettivo e oggettivo. di fecondi
sviluppi -- è quasi sempre considerato un'appendice, e la meno vitale,
del sistema educativo, là dove esista.
Assai più che per il contadino, almeno fino ad oggi, il libro è per
l'operaio il necessario mediatore tra lavoro e cultura. «Il lavoro...
presuppone una sempre maggiore efficienza culturale, una
partecipazione dell'intelligenza dell'individuo al suo migliore
rendimento, ed è esso stesso, nelle sue fasi evolutive, il prodotto
dell’intelligenza umana, che arricchendosi vieppiù, ne perfeziona i
procedimenti e i mezzi, moltiplicandone gli effetti». ( 5) Quando ciò non
avvenga per la natura parcellare, ripetitiva e meccanica del lavoro nella
grande industria, il libro conserva sempre, ed anzi accresce di valore, la
propria funzione quale mezzo di riscatto della personalità mortificata,
che redime dalla solitudine angosciosa, conseguenza di quel genere di
lavoro e dello stesso squallore delle metropoli: una particolare
solitudine, sulla quale va sorgendo tutta una letteratura.
Se ai bisogni elementari, piuttosto indifferenziati, della ricreazione
intesa nel senso volgare della parola, sport e rotocalco, cine118
ma, radio e televisione rispondono abbondantemente non solo per l'operaio
e il contadino, ma per lo studente, l'impiegato, la massaia; tali mezzi solo in
parte favoriscono un allargamento degli orizzonti mentali, un elevamento
degli interessi intellettuali, un'apertura verso i campi della cultura e dell'arte.
Stampa, cinema e radiotelevisione, abbiamo detto, possono essere veicoli di
redenzione e di perdizione. Benchè la radiotelevisione (per limitarci a essa)
offra buoni spettacoli di prosa, concerti, dibattiti politici, documentari
scientifici, notiziari, servizi di cultura, abbiamo tuttavia talvolta
l'impressione di trovarci di fronte a un perpetuo carnevale di festivals e
musicals, di quiz e jazz, di canzoni e canzonissime.
Anche a prescindere da tante stucchevoli volgarità, ingoiate
soprattutto da coloro che più avrebbero bisogno di autoeducarsi, le critiche
che possono muoversi ai programmi radiotelevisivi, perfino ai più seri (in
un sottinteso raffronto con il libro messo a disposizione di tutti nella
biblioteca), riguardano appunto il loro essere programmi, che offrono ben
scarse possibilità di scelta, e rappresentazioni effimere, sulle quali non è
consentito tornare per approfondire il dialogo: l'insostituibile privilegio del
libro. Se è vero, come è stato detto, che l'educazione degli adulti non parte
da un programma prestabilito né dalla divisione del sapere in materie
separate..., ma da situazioni concrete, da problemi attuali, (6) cioè personali,
è facile concludere che più che i mezzi audiovisivi, i libri nella biblioteca
favoriscono l'autentica educazione, ossia l'autoeducazione, dell'adulto.
Certe popolari rubriche televisive, come certe manifestazioni
sportive, con l'interesse appassionato che suscitano in milioni di spettatori
appartenenti a differenti classi e categorie sociali -- laureati e donne di
servizio, operai e distinte signore, studenti e alti ufficiali --, sembreranno a
un osservatore superficiale fattori di democrazia, il cui compito è appunto
di creare un legame, un consenso tra i differenti membri e ceti sociali; sono
invece soltanto fattori di conformismo. La democrazia è assai meglio servita
dal libro, che stimolando il pensiero suscita negl'individui il momento della
«distinzione» «Where all think alike, no one thinks very much» (W.
Lipmpann).
Fondamento della civiltà scritta, nella quale tuttora viviamo, il libro,
secondo l'opportuna distinzione di Silvio Pasquazi, può essere considerato
come oggetto di economia, come strumento di lavoro o, infine, come fattore di
cultura, attraverso il quale il cittadino, l'uomo aumenta di valore, diventa
meglio e più uomo, meglio e più cit119
tadino. (7) Nonostante le diffidenze espresse da alcuni filosofi verso la
lettura, diffidenze che riguardano piuttosto il suo cattivo uso, il libro resta
sempre il più ricco e potente veicolo d'idee, il mezzo più autentico e più
atto a nutrire l'intelligenza. E' ovvio che non possa parlarsi di libro al
singolare, ma solo di libri, e che talvolta articoli di giornali o films sono
espressioni di pensiero e d'arte più serie di ponderosi volumi. Ma a questo
riguardo bisogna tenere presente che il libro visto, come va visto, nella
biblioteca è già un libro selezionato.
Risalgono a vecchia data, e sono state di recente riprese con vivacità,
amare constatazioni e riflessioni su «questa Italia che non legge». Non
intendiamo tornare qui su un fenomeno, che ci trova del resto tutti
d'accordo, anche nel rilevarne le varie cause economiche, strumentali
(persistente diffusione dell'analfabetismo e del semianalfabetismo) e
letterarie (difficile leggibilità per le masse di tanta parte della nostra
letteratura). Ben pochi aggiungono però un'altra causa, fondamentale, della
scarsa abitudine alla lettura: l'assoluta deficienza di un capillare, adeguato
servizio di lettura pubblica. La verità è che constatazioni e riflessioni del
genere si fanno soprattutto in relazione al libro considerato come oggetto
di economia, cioè in relazione agli interessi degli scrittori di mestiere,
dell'industria editoriale e del commercio librario. Abbiamo altra volta
espresso l'opinione che certe inchieste sulla crisi del libro e certe rubriche
televisive su «Chi legge?» potrebbero più propriamente intitolarsi «Chi
compra libri?», tanto si trascura in esse il libro portato a tutti nella
biblioteca. Solo in apparenza erano giustificati i timori, manifestati in altri
tempi dai produttori del libro, che lo sviluppo delle biblioteche pubbliche
danneggerebbe i loro interessi. Non è necessario ricorrere all'esempio
offerto dal mondo anglosassone per convincersi che l'incremento delle
biblioteche rappresenta una via indiretta, ma più efficace di ogni altra, per
risolvere anche la cosiddetta crisi del libro.
La biblioteca popolare.
Soprattutto allo scopo di venire in aiuto agli autori e a una nobile
industria è nato in questo dopoguerra, presso la Presidenza del Consiglio
dei ministri, l'Ufficio del libro, fattosi promotore di varie lodevoli iniziative:
premi della cultura, incontri col libro, facilitazioni alla sua esportazione,
contributi alle spese di riviste culturali. Recentemente
120
l'Ufficio del libro (il quale ha il suo organo consultivo nella Commissione
nazionale del libro) ha esteso la propria azione donando nuclei di libri scelti
a famiglie rurali residenti in zone di riforme agrarie. Ciò rappresenta un
passo avanti verso la biblioteca; restiamo però sempre nell'ambito, o forse
addirittura al di qua, di quella chiusa, povera istituzione ottocentesca che è
la biblioteca «popolare»: istituzione, se ben si guardi, antidemocratica, pur
se si debba riconoscerle il merito non solo delle buone intenzioni, ma anche
di positivi risultati ottenuti in tempi e in ambienti dove non esisteva, o non
esiste, altro. La biblioteca popolare a sè stante, confinata in una stanzuccia
dell'edificio scolastico o della sede comunale, vivente di elemosina, è da
tempo superata nei paesi democratici, dov'è stata sostituita dalla bi-blioteca
pubblica, considerata una istituzione autonoma, un vero e proprio servizio
sociale.
Abbiamo celebrato con bei discorsi, l'anno passato, il centenario della
istituzione della prima biblioteca popolare italiana a Prato, ad opera di
Antonio Bruni. Ebbene, a un secolo da quell'avvenimento, ricco di
promesse e di auspici non fosse altro per la coincidenza con il grande
evento della raggiunta unità nazionale, si deve riconoscere che né lo
sviluppo organico della biblioteca popolare verso la biblioteca pubblica
comunale, nè l'apertura delle vecchie, storiche biblioteche governative o
civiche ai nuovi compiti di pubblica lettura (due movimenti convergenti,
che un giorno si sarebbero necessariamente incontrati) sono stati quali ci si
poteva aspettare in un Paese di antica civiltà e quali, invece, si sono potuti
realizzare in altri di moderna civiltà industriale. Soltanto oggi comincia a
farsi strada in Italia una più moderna concezione della biblioteca pubblica, e
non c'è da sorprendersi che ciò avvenga in città quali Torino, Milano,
Cremona, Genova, Verona, Bologna, Firenze, Trieste, dove più vivo circola
lo spirito democratico.
Promettenti sviluppi.
Altre due utili iniziative sono state sviluppate, pur esse nell'ultîmo
decennio, dalle Direzioni Generali delle Accademie e Biblioteche e della
Educazione popolare del Ministero della Pubblica Istruzione -- le Reti dei
posti di prestito e i Centri di lettura --, con caratteristiche diverse. I Centri
di lettura hanno il vantaggio, rispetto alla biblioteca tradizionale, di
presentarsi come centri di cultura,
121
cioè come luoghi e convegni permanenti di studio, di conversazione e di
discussione (Mazzetti); ma estranei, necessariamente, al sistema
bibliotecario, non sono in grado di offrire alla curiosità intellettuale dei
loro frequentatori le risorse dell'intero sistema e perciò una illimitata
possibilità di, comunicazione e d'informazione. Di tali possibilità
godono invece le Reti di posti di prestito, emanazione di biblioteche
maggiori o delle soprintendenze bibliografiche. C'è da augurarsi che le
due diverse, benemerite istituzioni possano in futuro integrarsi a
vicenda, mettendo in comune le proprie risorse. Un'assicurazione in
questo senso l'ha data del resto l'attuale Ministro della Pubblica
Istruzione on. Luigi Gui. Nell'insediare il nuovo Consiglio Superiore
delle Accademie e Biblioteche egli ha infatti preso l'occasione per
annunziare, tra l'altro, la ferma intenzione del Ministero di iniziare, a
titolo di esperimento, in una o due province e di estendere poi su scala
nazionale un Piano di diffusione della lettura e del libro (Piano «L»),
destinato a costruire «un sistema bibliotecario capace di assicurare a tutti
i cittadini e a tutti i gruppi della comunità i libri moderni di cui hanno
bisogno per l'informazione, per la formazione civica e professionale,
infine per il buon impiego del tempo libero».
Sembra che la coscienza di una politica de!la biblioteca vada, sia
pur lentamente, maturando in Italia dopo quella di una politica del libro.
Degli studiosi che hanno preso parte alla recente inchiesta
promossa dagli «Annali della Pubblica Istruzione» sul tema: « Lo Stato
per una vita culturale», uno, Umberto Bosco, ha dimostrato di vedere
più giusto degli altri scrivendo: « In effetti non pare che lo S tato possa
ricorrere a mezzi diversi dai tradizionali: soprattutto biblioteche,
biblioteche e biblioteche, scuole e poi ancora scuole... Nel campo delle
biblioteche, si dovrebbe tendere a questa meta: una biblioteca in ogni
comune. Essenziale è proporsi questa meta con fermezza e serietà,
anche se essa sembra lontana, ma forse non è poi così lontana». (8)
La biblioteca nel mondo moderno.
I libri che esistono fuori delle biblioteche pubbliche sono
paragonabili alla scienza nelle teste dei dotti, i quali non insegnino e non
scrivano, o insegnino e scrivano soltanto per pochi. Poichè nessuno, in
senso assoluto, dispone di mezzi sufficienti per comprarsi tutti
122
i libri necessari ai propri studi (quand'anche ne disponesse, gli sarebbe
ugualmente impossibile comprarli), poichè solo un'esigua minoranza di
persone può permettersi il lusso di acquistar quelli capaci di soddisfare le
esigenze di una non volgare ricreazione, ne consegue che la società ha
l'obbligo di soccorrere gli uni e gli altri. Una società democratica, come ha il
dovere di promuovere una più equa distribuzione dei beni materiali, così
deve offrire a tutti i cittadini il libero accesso ai beni spirituali e alle fonti
della cultura, che rappresentano anche degli strumenti per migliorare la
propria posizione materiale. «...Altre volte i libri adatti esistono ma sono
ignoti all'adulto e non sono facilmente accessibili al volenteroso. E qui
appare un caratteristico stato nel quale si trovano molti adulti isolati, che è
quello del disorientamento, così vicino spesso alla rinuncia ad istruirsi Che
il disorientamento possa scomparire dipende dalle biblioteche, dalla loro
diffusione, dalla loro organizzazione e infine principalmente dai
bibliotecari, guide e consiglieri preziosi e insostituibili». (9)
La biblioteca moderna non va concepita infatti come semplice
deposito, per quanto ricco e accessibile, di libri. Il diritto di chi studia o ha un
qualsiasi hobby intellettuale è che, dovunque risieda, egli possa venire
informato rapidamente ed esaurientemente di quanto è stato pubblicato,
magari agli antipodi, sull'argomento che lo interessa e venirne a disporre nel
minor tempo possibile. A questo diritto di chi legge fa riscontro un diritto,
altrettanto legittimo, di chi scrive: ed è che il prodotto del suo ingegno, il
proprio contributo alla comune civiltà venga conosciuto, apprezzato per
quel che merita, oggi e domani e, come condizione indispensabile di questo,
che esso compaia su bibliografie a stampa compilate tempestivamente e
convenientemente, diffuse in tutto il paese, perfino all'estero; sia
materialmente depositato in qualche biblioteca pubblica, dove venga
custodito, ordinato, catalogato a dovere e messo a disposizione di chi lo
ricerchi, da qualsiasi parte.
Una società democratica ha il dovere di soddisfare le due opposte
richieste, di chi scrive e di chi legge, di farle per così dire incontrare,
facilitando la comunicazione: il che significa, in concreto, che ha il dovere
di creare gli istituti e gli strumenti idonei allo scopo, di addestrare forze
qualificate, a cui affidare i delicati compiti di catalogazione, di
indicizzazione, di sommarizzazione, e perfino di valutazione critica di tanta
valanga di libri, articoli e documenti, che ogni giorno esce dalle tipografie:
cosicchè l'umanità leggente possa orientarvisi, economizzare
123
il proprio tempo, trovare aiuti nell'ardua bisogna dell'informarsi, del
selezionare, del giudicare. In quale vasto, ben congegnato apparato di
biblioteche generali e speciali, d'imprese bibliografiche, di scuole
professionali debba tradursi questa responsabilità sociale, è facile
immaginare.
Più ancora della scuola la biblioteca e la bibliografia sono oggi al
centro dell'organizzazione culturale. Virtualmente la rivoluzione avvenne
non meno di cinque secoli. fa, con l'invenzione della tipografia. Il Carlyle ha
efficacemente delineato l'evento: «Se v'abbisognava sapere ciò che Abelardo
sapeva, dovevate andare ad ascoltare Abelardo... Una volta inventata la
stampa, le università venivano trasformate, o soppiantate! Il maestro non
aveva ora più bisogno di raccogliere personalmente intorno a sé gli uomini,
a fine di parlare ad essi di ciò che sapeva: bastava lo stampasse in un libro,
perchè da un capo all'altro del mondo ogni studioso, per un nonnulla,
potesse averlo nel canto del fuoco, ed impararlo quindi più efficacemente!
Senza dubbio, rimane ancora nella parola una peculiare virtù... Se ben
pensiamo, tutto quanto può fare per noi l'università, è ancora soltanto
quanto incominciò la prima scuola, insegnarci a leggere... La vera università
dei giorni nostri è una collezione di libri». (10)
Di fatto, appunto in seguito al rapido, universale diffondersi della
stampa, l'efficacia di questa è condizionata dalla effettiva disponibilità dei
suoi prodotti. Solo dando per scontata tale disponibilità, il Carlyle poteva
concludere: «La stampa, che deriva necessariamente dalla scrittura, equivale
alla democrazia: inventata la scrittura, la democrazia è inevitabile». Ciò
appare tanto più evidente ove si consideri che la tipografia, la prima grande
invenzione tecnica dell'evo moderno, accelerò il prodursi a catena di quelle
successive, sicché -- la storia del libro è sempre più strettamente legata non
soltanto all’evolversi del pensiero speculativo, ma al progresso scientifico e
tecnico; e non c'è davvero bisogno di dimostrare quanto questo lo sia
all'umano benessere e quindi alle sorti della democrazia.
Usciamo con ciò, almeno in parte, dal tema della biblioteca pubblica,
pure restando in quello, più generale, dei rapporti tra biblioteca e
democrazia. Dalla efficienza di un articolato, ben organizzato servizio di
biblioteca dipende insomma il ritmo, inseparabile dal processo democratico,
dello sviluppo economico, tecnico, produttivo di un paese. Ha scritto il
prof. Beonio-Brocchieri: «Grattacieli, automobili, vestiti, alberghi,
aeroporti, trattori e reattori nascono in biblioteca. Tutta la civiltà ha radici
di carta e germoglia da microcellule
124
di laboratorio o di istituto». (11) Si pensi, per limitarci a un esempio, alle aree
depresse. Il Direttore della Biblioteca Nazionale di Vienna, il dott.
Stummvoll, ha potuto articolare in ben 27 punti l'importanza della
biblioteca per l'assistenza tecnica ai paesi sottosviluppati e, quindi, per la
loro redenzione. (12) Se è vero che scienziati e tecnici lavorano, in definitiva,
per il comune benessere, l'infinita varietà delle biblioteche speciali e dei
centri di documentazione rientrano a buon diritto nell'area democratica,
sono strumenti di progresso democratico.
Passando a un campo diverso, quello degli studi letterari e umanistici,
è facile constatare come i materiali, le risorse, le agevolazioni che moderne,
ben dotate, ordinate biblioteche offrono a giovani volenterosi, siano spesso
determinanti per la loro vocazione di studiosi e, quindi, per el sorti degli
studi medesimi, oggi purtroppo in ribasso anche in Italia, dove hanno una
tradizione gloriosa. Anche a questo riguardo Umberto Bosco è dei pochi
che hanno visto giusto, quando ha auspicato la creazione d'un corpo di
ricercatori (cioè di persone stipendiate per studiare) presso le accademie e le
biblioteche, distinti dagli insegnanti.
Nessuna ricerca, per quanto ardua e sottile, è fine a se stessa: tutte
alla fine, se pubblicate, contribuiranno alla fertilizzazione reciproca delle
idee e confluiranno in larghe sintesi. Ma pur prescindendo da queste, le
nostre ricche biblioteche di conservazione, statali e comunali, non possono
ignorare una loro potenziale missione divulgativa ed educativa per larghi
strati della popolazione. Le biblioteche di conservazione, o musei del libro,
hanno non solo il compito di custodire e proteggere i loro tesori, perchè
siano un giorno offerti al godimento anche delle categorie di persone che
oggi ne sono di fatto escluse; ma altresì quello di adoperarsi fin d'ora per
divulgare, non fosse altro che per mezzo di mostre ben organizzate -- come
avviene nel British Museum, nella Biblioteca Pubblica di New York e in
tante altre biblioteche straniere --, anche i più rari cimeli della miniatura,
della tipografia e della incisione, autografi, documenti storici e letterari,
affinchè parlino alla sensibilità e all'intelligenza anche dei meno colti.
Per concludere, nessun tipo di biblioteca -- da quella pubblica nel
senso anglosassone a quella scientifica e a quella di conservazione -- è
insignificante per lo sviluppo della vita democratica di un popolo. E' ovvio
poi che, di fatto, una biblioteca è strumento di vita democratica solo se uno
spirito democratico presieda a essa.
125
Finchè prevarranno in Italia biblioteche, le quali anzichè offrirsi si
difendono (com'ebbe a scrivere Luigi de Gregori), non potremo certo
riconoscervi degli istituti di educazione democratica.
La biblioteca pubblica.
Già nella sua struttura la biblioteca pubblica moderna è immagine
simbolica della democrazia. Esaminiamo in breve questa immagine, che
colpisce il visitatore delle biblioteche inglesi, americane, scandinave.
La biblioteca si apre a tutti perchè appartiene a tutti. L'esteso orario di
apertura, il decoro della sede, il ricco assortimento dei libri, l'abbondanza dei
conforti, degli strumenti necessari alla ricerca e alla rapida informazione, del
personale qualificato, rivelano già di per sè l'importanza della sua missione
sociale. In biblioteca i lettori hanno uguali diritti e doveri; la coscienza della
proprietà collettiva, fortemente sentita, rende il pubblico esigente circa
l'efficienza dei servizi e insieme rispettoso del libro, del silenzio, dell'ordine,
della puntualità e così via. Il maggior numero possibile di opere è messo alla
libera consultazione dei lettori nei cosiddetti «scaffali aperti», dove esse sono
ordinate per materie: la stessa classificazione -- ha detto un grande bibliotecario
indiano -- assolve una funzione sociale. «La democrazia esigeva che i libri
fossero ordinati ed esposti negli scaffali e nel catalogo secondo la gamma del
loro contenuto ideale». (13)
Non è solo in tal modo che la biblioteca va, come soleva dirsi,
incontro al popolo; ci va anche in senso più letterale raggiungendolo per
mezzo di numerose succursali site nei quartieri periferici e collegate con la
centrale. Nelle sale di lettura non vi sono discriminazioni o distinzioni di
lettori secondo la classe sociale cui appartengono; negli scaffali e nei
cataloghi non quelle degli autori, a seconda delle loro idee. Ciò avviene
perchè i lettori, considerati i proprietari della biblioteca, hanno il diritto di
trovarvi rappresentate le proprie; mentre al bibliotecario spetta il diritto
(che è piuttosto dovere) di scegliere delle differenti opinioni le espressioni
più valide, oltre a quello, assai delicato, di «filtrare» i lettori che a lui
ricorrano per consiglio personalizzandone, per così dire, le richieste. Come
ai cittadini in una società democratica, così ai libri negli scaffali e nei
cataloghi spetta un posto, che non può tener conto del loro valore in126
trinseco: quello si rivelerà e si affermerà da sè nel silenzioso rito della
lettura.
Ma oggi la biblioteca non è fatta solo di libri: i più svariati materiali,
documenti, mezzi d'informazione e di educazione -- dischi, films,
fotografie, conferenze, dibattiti, concerti ecc. -- sono stati da tempo
incorporati nella biblioteca «attiva» di tipo americano, stimolano il pensiero,
educano il gusto, favoriscono la comunicazione e la comprensione tra
differenti individui, gruppi, popoli. Secondo tale evoluta concezione, « la
biblioteca servirà come elemento catalizzatore per l'azione democratica
procurando le informazioni e conoscenze fondamentali richieste dalla
comunità, integrandole con altre fonti di conoscenza così da diventare un
arsenale intellettuale della democrazia». (14) Questa, in breve, è l'immagine
della biblioteca che ancora manca in Italia e di cui abbiamo urgente
bisogno.
Quando il ventunenne Leopardi ammoniva: «Secondo me non è cosa
che l'Italia possa sperare finattanto ch'ella non abbia libri adatti al tempo,
letti ed intesi dal comune dei lettori, e che corrano dall'un capo all'altro di
lei; cosa tanto frequente fra gli stranieri quanto inaudita in Italia», (15) egli
non solo aveva in mente l'ideale dell'unità nazionale, ma mirava più in là.
Proprio in quegli anni la prima generazione degli editori del Risorgimento,
gl'intraprendenti milanesi Bettoni e Silvestri, si adoperavano nello spirito
leopardiano -- per quanto lo consentivano divisioni politiche, censure,
scarsezza di biblioteche pubbliche, analfabetismo -- a diffondere tra gli
italiani numerose Biblioteche e Raccolte d'ispirazione nazionale. A un secolo
dalla raggiunta unità il monito del Recanatese è tuttora valido e va
interpretato in modo conforme alla mutata situazione storica del Paese, alle
sue esigenze attuali e a quelle del progresso in generale i libri «adatti al
tempo, letti ed intesi dal comune dei lettori» (della qualcosa sono
responsabili editori e soprattutto autori) debbono correre dall'un capo
all'altro d'Italia non solo per raggiungere chi è in grado di comprarli, ma,
ancor più, per essere offerti liberalmente nelle biblioteche a tutti i cittadini,
dovunque li ricerchino per desiderio di svago o di studio. La speranza, anzi
la certezza, d'Italia sarà così di promuovere, attraverso il prodigioso
strumento del libro, una sempre più illuminata e perciò solida democrazia.
FRANCESCO BARBERI
127
( 1) cit. da V. CAMERANI in «La Bibliofilia», LXIII (1961), dispensa
2a, p. 208.
(2) H. RAUSCHNING, Così parlò Hitler (Hitler m'a dit). Roma,
1944, pp. 40-41.
( 3) cit. da G. GOZZER, L'educazione popolare. In «Ricreazione», a.
II (1950), numeri 8-10, p. 23.
(4) M. ROSSI DORIA, L'educazione dei contadini. In «L'educazione
dei lavoratori. 3° Congresso nazionale dell'Unione italiana della cultura
popolare, Bari. 7-10 aprile 1955». Milano, s. a., p. 100.
(5) G. GABRIELLI, Istruzione e lavoro. In «Ricreazione», a. I
(1949), n. 4, p. 1.8.
(6) Conferenza internazionale sull'educazione degli adulti, Elsinore
(Danimarca), 16-25 giugno 1949, UNESCO. In «Ricreazione», a. II (1950),
n. 8.10, pp. 87-88.
(7) Lo Stato per una vita culturale. Inchiesta a cura di Silvio
Pasquazi. IV. In «Annali della Pubblica Istruzione», a. VI (1960), p. 131.
(8) Lo Stato per una vita culturale cit., III. Ivi, pp. 610-11.
(9) M . PONZO, Ciò che può dire lo psicologo in tema di educazione
degli adulti. In «Ricreazione», a. II (1950), n. 8-10, p. 46.
( 10)T. CARLYLE, Gli eroi, trad. M. Pezzé Pascolato. Firenze, 1918,
p. 208-209.
( 11) in Corriere della Sera, 9 sett. 1960.
( 12) J, STUMMVOLL, The importance of libraries for technical
assistance in underdeveloped countries. In: Fédération Internationale des
Associations de bibliothécaires. Actes du Conseil de la FIAB, I9e Session,
Vienne, 10-13 juin 1953. La Haye, 1953, pp. 20-36.
( 13) S. R. RANGANATHAN, Philosophy of library classification.
Copenhagen, 1951, p. 81.
( 14) E. L. BERNAYS, How to make the library a dynamic force, for
social action. In «Wilson Library Bulletin (1950), p. 491.
( 15) G. LEOPARDI, Epistolarlio, ed. Moroncini, I, pp. 271-72.
128
Fonti
per la storia
meridionale
I «Gesta Roberti Wiscardi»
di Guglielmo di Puglia
1. E' ben noto che il poema di Guglielmo di Puglia sulle imprese di
Roberto il Guiscardo costituisce una delle principali fonti per la storia della
conquista normanna dell'Italia meridionale.
Il poeta tuttavia tratta più particolarmente degli avvenimenti, che
riguardano la Puglia, e dà ampie informazioni sui tentativi di Roberto il
Guiscardo di penetrare in Albania e nell'Epiro, allora sotto la sovranità
dell'imperatore di Bisanzio.
Il poema fu edito la prima volta dal Tiremois nel 1582. All'editto
princeps -- ed esemplate direttamente od indirettamente su di essa -seguirono altre edizioni, fra le quali furono particolarmente notevoli quelle
del Leibnitz e del Muratori. Poco più di un secolo fa si ebbe, per i
Monumenta Germaniae Historica (Scriptores, IX), l'edizione del Wilmans: e
parve, nella presunzione dell'editore e nell'opinione degli studiosi, che
questa fosse senza dubbio migliore delle precedenti, anche perché il
Wilmans aveva dichiarato di aver usato, oltre l'edizione del Tiremois, un
manoscritto della biblioteca municipale di Avranches.
Questa dichiarazione invece era -- a voler essere benevoli - inesatta.
Si dovette però attendere fino al 1952 perché un altro studioso tedesco,
Wilhelm Smidt (1), esprimesse le prime gravi riserve sui criteri seguiti dal
Wilmans nella sua edizione del poema del Pugliese. Per questo motivo era
divenuta più che legittima l'attesa per una nuova edizione dei Gesta Roberti
Wiscardi. Essa ci è stata data finalmente da Marguerite Mathieu che l'ha
integrata con la traduzione del poema in francese e l'ha corredata di un
dotto commento. (2)
129
E' un lavoro serio e accurato. In alcuni studi particolari l'autrice
aveva però già sviscerato gran parte della materia, che ora ha trovato una
veste definitiva nell'introduzione.
La Mathieu ha cercato di ricostruire l'archetipo, servendosi
essenzialmente dell'edizione princeps e del ms. 162 della Biblioteca
municipale di Avranches, ma non trascurando le lezioni degli altri
manoscritti, che dipendono sostanzialmente dalla predetta edizione del
Tiremois, e delle altre edizioni, che si rifanno più o meno direttamente
anche a questa.
La sua edizione rappresenta davvero un notevole progresso sulle
precedenti e specialmente su quella del Wilmans, che è anche la più nota.
Anche se non abbiamo la certezza che il testo da essa ricostruito
corrisponda pienamente all'archetipo, possiamo fondatamente supporre che
vi è abbastanza vicino.
2. Ma la studiosa belga non si è limitata a darci una nuova edizione
critica del poema. Ella ha ripreso in esame i problemi della nazionalità e
della condizione di Guglielmo di Puglia (se laico o chierico), della data di
composizione del poema, delle fonti e del particolare ambiente, che in esso
è rispecchiato.
Mentre non esprime un'opinione definitiva sullo stato del poeta, pur
sembrando incline a ritenerlo chierico, ella non ha alcuna esitazione sulla
sua nazionalità: «Je penche cependant en définitive -- ella afferma -- à le
croire Normand» (p. 22). Ella tuttavia non precisa se si tratti di un
normanno venuto in Puglia dalla terra dei suoi avi o se sia semplicemente di
sangue normanno: ed è, questa, una sfumatura, che non è priva d'interesse.
Nel primo caso -- infatti -- è ovvio pensare che la cultura, che
informa di sè il poema, rifletta in un certo senso quella della regione di
origine. Nella seconda ipotesi (che è quella che noi, seguendo l’Amari,
anche se con altre considerazioni, abbiamo affacciato nel nostro studio
dedicato al Pugliese(3), è naturale scorgere nell'opera il prodotto di un
ambiente culturale sostanzialmente indigeno, anche se non scevro d'influssi
letterari franco-normanni.
Sulla data di composizione del poema la Mathieu concorda con me
nel fissare come termine ad quem (soprattutto per la composizione del 3°
libro) il periodo compreso fra il 1096 e il 1099.
3. L'esame delle fonti del poema ha richiesto naturalmente maggiore
impegno. In esso non si può logicamente prescindere da uno
130
sguardo prospettico al suo sostrato culturale. La Mathieu, bizantinista
valente e allieva del prof. Henri Grégoire, appare particolarmente incline ad
accentuare un filone d'ispirazione bizantineggiante e un nucleo emotivo e
poetico, che si ricongiunge idealmente alle Chansons de Gestes e, in
particolare, alla Chanson de Roland.
Per quest'ultimo, ella si ricollega alle ipotesi avanzate più di venti
anni fa dal Grégoire e le approfondisce nella stessa direzione. E’ indubbio
che le ragioni addotte in sostegno del particolare punto di vista siano
piuttosto considerevoli, ma è anche noto che le opinioni del dotto
professore belga non hanno trovato accoglienza favorevole presso tutti gli
studiosi. Senza entrare nel merito di una polemica, per la quale non ci
sentiamo preparati, noi riteniamo che si possa dare per acquisita nel poema
la presenza per lo meno generica di elementi, che risentono l'influsso di
quella particolare spiritualità, che è così vividamente rappresentata nei
poemi del ciclo carolingio (4).
Circa l'influsso di motivi e di idee inerenti alla civiltà bizantina, è
opportuno esaminare -- per avere -- un'idea anche dei suoi limiti -- il rilievo
dato dalla Mathieu alla pretesa, particolare concezione dell'impero in
Guglielmo di Puglia, che ben si armonizzerebbe con l'unilaterale visione di
Bisanzio (p. 16).
In verità è difficile seguire la Mathieu in questa considerazione, che
s'inserisce in un'altra di carattere più generale: «C'est qu'il (Guglielmo di
Puglia contrapposto ed Amato di Montecassino e al Malaterra) écrivait en
Pouille, où l'influence spirituelle et même politique de Byzance se prolongea
bien après la fin de sa domination séculaire» (p. 16).
L'antitesi da lei notata nel confronto più o meno implicito fra
l'imperatore di Bisanzio, Alessio Commeno, «massimo reggitore dell'Impero
Romano», ed Enrico IV, «re di Allemagna» ( rex alemannicus), non esprime
necessariamente un'antitesi fra l'unico impero romano, rappresentato
dall'impero di Bisanzio, e il sacro romano impero d'Occidente, che il poeta
abbasserebbe alla dignità di un regno germanico.
Ricordiamo innanzi tutto che Enrico IV è un imperatore deposto, al
quale quindi a mala pena si può ancora attribuire il titolo di re tedesco, e in
secondo luogo che il sacro romano impero d'Occidente è più
appropriatamente indicato dal poeta col nome di «Romanum regnum» (5).
Ma questa è l'espressione con la quale l'impero per antonomasia (che per lui
però era l'impero di Bisanzio) era stato
131
denominato un secolo prima dall'anonimo autore del Chronicon Salernitanum, il
quale appunto si lamentava del fatto che essa era stata usurpata per significare
il loro regno dai «reges Gallorum» (6).
Se si ammette, per converso, che Guglielmo di Puglia., pur avendo lo
spirito aperto ad alcuni aspetti della civiltà e della storia di Bisanzio, ha una
preparazione culturale e ideologica mutuata essenzialmente dall'Occidente, se
ne può anzi arguire che per il poeta, considerando come essenziale per l'idea
d'impero il concetto di romanità, il vero impero non è quello di Bisanzio,
bensì quello che è consacrato tale dalla santa romana Chiesa!
D'altra parte, anche ammesso -- ma non concesso -- che il nostro
poeta abbia voluto significare l'antitesi notata dalla Mathieu, non per ciò si
può affermare che il suo pensiero affondi le radici nel particolare ambiente
pugliese, nel quale più ampiamente e profondamente si sarebbe riverberata
l'influenza politica e culturale di Bisanzio. Come abbiamo già rilevato altrove
(7), un'idea d'impero, incentrata essenzialmente nell'impero di Bisanzio, è
comune sia al ricordato autore del Chronicon Salernitanurn, che scriveva verso
la fine del secolo X, sia ad Alessandro di Telese, che componeva la sua opera
nella prima metà del secolo XII. Essi vissero pertanto proprio nella regione
campana, nella quale, nella seconda metà del secolo XI, trascorse i suoi giorni
Amato di Montecassino: quell'Amato, cioè, nel quale effettivamente non si
riscontra una concezione del genere, ma per motivi ben diversi da quelli
congetturati dalla Mathieu. Più che di lontananza dalla Puglia, deve parlarsi,
anche in questo caso, di una mentalità fortemente e polemicamente
impregnata della cultura e della spiritualità dell'Occidente.
E' in ogni modo pacifico che le testimonianze su indicate - comunque
si voglia interpretarle --, ampliandosi l'ambito regionale nei quale persistettero
tenacemente alcune concezioni risalenti direttamente a Bisanzio,
diminuiscono considerevolmente il significato particolare, che si è voluto
dare alla concezione del Pugliese.
Non bisogna d'altra parte dimenticare le espressioni di dispregio usate
più di una volta dal poeta nei riguardi dei Greci. Esse, comuni in larga misura
anche ad Amato di Montecassino, ci richiamano inevitabilmente ad una vis
polemica singolarmente efficace e duratura. Se consideriamo debitamente
questo elemento, restiamo un po' dubbiosi sulla congettura della Mathieu
circa l'adesione di Guglielmo di Puglia alla politica distensiva di Urbano II nei
confronti dell'impero d’Oriente. Se è vero che egli accetta pienamente i
motivi informatori
132
della riforma gregoriana e si allinea in ciò alle direttive religiose di Urbano,
è anche opportuno ricordare la sua amicizia per il duca Ruggero e
soprattutto lo spirito animatore del poema: uno spirito, che viene esaltato
specialmente in funzione antibizantina nel periodo duro dei primordi e
nell'epica lotta per la conquista -- non riuscita -- dell'impero di Bisanzio.
Se questa impostazione è più esatta, si dissipa quel senso di
sbandamento e di frammentarietà che si manifesta in noi di fronte alle varie
ipotesi della Mathieu, che non ci portano davvero ad una visione unitaria.
La figura del poeta, vista in una prospettiva più raccolta e certamente meno
dispersiva, guadagna -- noi riteniamo -- in concretezza e soprattutto in
vigore rappresentativo. L'artista e lo storico non possono evidentemente
essere misurati con lo stesso metro. Ma se è indubbio che il nostro poeta si
scalda solo alla luce delle idee e al calore delle passioni, rimanendo
saldamente attaccato al terriccio dei fatti, è anche vero che in questi egli
infonde il palpito unitario della sua vigorosa personalità.
4. La Mathieu è stata molto diligente nell'analisi esterna. Con
particolare competenza ella ha esaminato le fonti relative alla storia
dell'impero di Bisanzio, sia che queste abbiano trattato di avvenimenti
riferentisi all'Italia, sia che abbiano indugiato nel racconto di fatti
particolarmente connessi con le vicende dell'impero in Oriente. Il risultato
più notevole di questo lavoro è stato senza dubbio la scoperta
dell'importanza del racconto del Pugliese per la storia delle vicende del
regno di Romano Diogene e della battaglia di Mantzikert. Di un certo
interesse sono anche le osservazioni relative alla pretesa, mediata
interferenza di un episodio del poema di Guglielmo (concernente
l'ancoraggio delle navi al fiume Gliceo) nelle Storie di Anna Comnena e alla
comunanza di notizie, per i primi tempi della conquista normanna dell'Italia
meridionale, nel poema e in alcune cronache bizantine.
Per queste ultime la Mathieu ha escluso l'uso di fonti comuni. Non si
è liberata invece completamente dalla suggestione esercitata per più di un
secolo dal Wilmans sugli studiosi. Ella infatti ha accolto in gran parte i
risultati della mia critica all'ipotesi dello studioso tedesco sulla presunta
fonte comune al Pugliese e ad Anna Comnena, ma ha ricostruito in maniera
altrettanto arbitraria un legame --- limitato quanto si voglia --- fra i due
scrittori.
133
E' un'ipotesi, quest'ultima, che riflette un criterio sondata
essenzialmente sull'accostamento, in guisa di tessere di un mosaico, di
elementi eterogenei. Nel confronto alcuni di essi si assomigliano, altri
no. Dice molto la somiglianza, significa poco la diversità. Prevale, nel
giudizio, il ricordo del centone. Ma bisogna innanzi tutto vedere se
Anna Comnena e Guglielmo di Puglia hanno un temperamento da
centonisti o sono invece dotati di un'intelligenza alacre, che permetta
loro di rielaborare una materia attinta -- non importa per che vie -- a
fonti diverse, di infonderle il palpito della propria anima e di imprimervi
il suggello della propria arte.
Chi ha letto attentamente le opere dei due scrittori non può negar
loro, nella diversa veste letteraria che assumono i loro scritti, la capacità
di svolgere organicamente il loro racconto. In questo naturalmente
posso no esservi delle inesattezze, dipendenti dalla maggiore o minore
accuratezza delle fonti d'informazione, ed anche un certo slegamento,
che si osserva più ampiamente in una narrazione distesa, com'è quella di
Anna Comnena, nella quale le vicende raccontate, vanno inserite e
raccordate nella più vasta scena della storia di un impero. Ma è proprio
qui che meglio si manifesta una varietà di fonti nei racconti dei due
scrittori, che certamente non si sono messi a modificare di proposito la
trama degli avvenimenti. Se non sappiamo nulla -- o ben poco - delle
fonti del poema, siamo invece informati che Anna Comnena ha fondato
la sua narrazione specialmente sui suoi ricordi personali e sul racconto
di persone, con le quali era venuta in contatto. Perchè non crederle e
dimenticare -- per esempio --, a proposito di annotazioni erudite, la sua
cultura letteraria e naturalmente classicheggiante? Perchè non tener
presente l'immancabile trasfigurazione che assume un avvenimento più o
meno lontano nel ricordo dei protagonisti od anche dei testimoni e che
finisce spesso per inserirsi nelle notazioni dello scrittore?
Nel caso specifico della descrizione dell'ancoraggio delle navi e
della successiva pestilenza presso il fiume Gliceo, anche ammesso (ma
non ne siamo davvero sicuri!) che Anna Comnena abbia appresa tutti i
particolari di quell'episodio dal barese «Latino», è proprio necessario
supporre che quest'ultimo li abbia attinti al poema di Guglielmo, che egli
quindi avrebbe dovuto ben conoscere? Non si trattava invece di fatti,
che dovevano essere ben noti, attraverso il racconto dei reduci, nella
regione pugliese, dove egli era nato ed era vissuto per parecchi anni? E
come mai - se così non fosse -- non si sarebbe ricordato di altri episodi
narrati da Guglielmo? E' vero che un rac134
conto si snoda -- non di rado -- in maniera frammentaria. Ma si può
ammettere che il relatore, che non era certamente l'ultimo venuto e che non
era, per di più, nello stato d'animo di chi fosse fortemente impressionato
ancora da un unico ricordo agghiacciante (se era fuggito da Bari, ben altri
ricordi gli si dovevano accavallare nel l'animo!), che, tra l'altro, trattandosi
di semplice reminiscenza letteraria, non poteva non essere piuttosto
sbiadito: si può ammettere, dunque, che non sia stato capace d'inserire quel
racconto in un più ampio tessuto narrativo, dedotto sempre dal poema?
In verità la Mathieu, attenta ai fatti, che potremmo definire esterni,
come non si è preoccupata d'intendere nella sua ammaliante semplicità la
narrazione della Comnena, che si appaga tante volte del raccontare per il
raccontare e non cerne -- appunto per ciò -- col rigore necessario le sue
fonti, così non ha neppure tentato di seguire il poeta nel processo creativo
dell'opera e di delinearne la figura in una prospettiva che, prima di essere
storica, è essenzialmente poetica, almeno nella tecnica della composizione.
Non si vuol dire --- naturalmente -- che, a considerarla innanzi tutto
da questo punto di vista, si debba concludere con un giudizio positivo. E'
certo però che per questa via riusciamo a comprendere meglio la sua
personalità e i particolari criteri, che lo hanno guidata nel corso della
composizione dell'opera. Questi possono essere anche erronei, ma
indubbiamente esistono; come, d'altronde, esiste una realtà politico -sociale,
che informa di sè il pensiero del poeta.
Se noi ammettiamo, per esempio. che in Guglielmo di Puglia si
ripercuotono con una certa passionalità le vicende del tempo e che egli
possiede vigore rappresentativo e capacità di visione sintetica degli
avvenimenti (anche se questa ovviamente tenda a ridursi per i fatti più
vicini nel tempo o per quelli che sono stati meno rielaborati), non possiamo
non considerare con particolare criterio molti degli avvenimenti narrati
specialmente nel primo libro del poema, nel quale l'analisi notomizzatrice
della Mathieu si dispiega nei suoi motivi frammentari. Più che considerarli
quindi una serie di fatti giustapposti, bisogna osservarli nel tentativo del
poeta di delineare quel periodo storico negli elementi, che egli ritiene
essenziali.
5. E' evidente che questa critica, se tocca direttamente la Mathieu. è
rivolta più generalmente ad un sistema, che s'impernia nel culto eccessivo
della filologia. Di questa non si disconoscono i meriti: tutt'altro!
135
Solo si desidererebbe che il metodo filologico fosse vivificato (o
completato) da una più amorevole ed attenta analisi interna.
E' anche chiaro che questi motivi di dissenso non tolgono alcun merito
al lavoro della Mathieu, del quale abbiamo già rilevato i pregi essenziali. Ma
riconosciamo anche volentieri il contributo da lei arrecato alla soluzione o al
chiarimento di alcune questioni particolari: per esempio, alla questione di
quegli eretici che, per suggestione anche di un passo degli Annales Barenses,
erano ritenuti finora pauliciani. La dottrina esposta da Guglielmo in un passo
del libro (G. R. W., I, 334-339) induce invece a credere -- come sostiene
ragionevolmente la studiosa belga -- che si tratti della credenza monofisita.
Non sappiamo naturalmente se sia più esatta la testimonianza degli Annales
Barenses o quella del nostro poeta, che potrebbe anche aver attribuito
erroneamente ai pauliciani una dottrina, che non era la loro. E' ovvio che, se
fosse così, resterebbe aperta la questione da noi prospettata a proposito della
testimonianza della presenza di soldati pauliciani nell'Italia meridionale nella
prima metà del secolo XI (8).
6. Un'attenzione particolare merita il tentativo d'identificazione della
località, denominata «Arenula» dal Pugliese e da Leone Marsicano, con la
masseria «Arenella», situata presso la foce del Fortore o con «Colle d'Arena»,
che si trova un po' più lontano.
E' probabile che l'identificazione fatta dalla Mathieu sia esatta.
Avrebbe così, implicitamente, ragione Carlo Guido Mor, che per primo
avrebbe felicemente intuito la posizione di «Arenula, (9). Senonchè proprio lo
studio del Mor, dedicato alla difesa militare della Capitanata al tempo del
catapano Boioanni, dove é avanzata questa ipotesi, c'induce a fare qualche
osservazione.
Ricordiamo in primo luogo che gli storici e i cronisti del tempo sono
concordi nell'affermare che i contingenti normanni, che si unirono con Melo,
s'incontrarono con l'esule pugliese in Campania ed anzi, con maggiore
approssimazione, a Capua (10). Di qui essi si diressero verso la Puglia
seguendo la via del Biferno o dell'alta valle del Fortore. Possiamo convenire
col Mor che essi, sapendo efficacemente controllate le vie più a sud dalle
fortezze bizantine di Lucera, Bovino ed Ascoli Satriano, che costituivano
allora le punte avanzate verso Occidente della dominazione bizantina in
Italia, non abbiano avuto altra alternativa che di tentare di penetrare
profondamente in territorio pugliese, sfondando «verso S. Severo e la piana,
isolando la
136
fortezza di Lucera e successivamente quelle di Bovino ed Ascoli» (11).
Il Mor è anche del parere che in quel tempo tutta la fascia compresa
fra Lesina e il Gargano fosse sotto l'influenza beneventana. Non conoscendo
bene la natura del terreno, egli non si è chiesto però quale necessità avessero
Melo e i Normanni di «sfondare» verso l’attuale San Severo, se per loro,
partendo dalla foce del Fortore, costeggiando Lesina e seguendo la fascia
lievemente ondulata, che di là s'irradia verso il Tavoliere, era possibile
sboccare in quest'ultimo, evitando il terreno collinoso e certamente più
difficile della regione di Civitate: senza dire che, passando di qui, essi si
trovavano più facilmente esposti alle offese della guarnigione bizantina di
Lucera.
In verità, contrariamente a quanto opina il Mor (12), tutta la zona del
Gargano, anche se abitata prevalentemente da gente di origine longobarba e
comunque seguente il rito latino (13), era in quel tempo controllata dai
bizantini. Lesina, per esempio, lo era certamente nel 1011 (14). La via perciò
scelta da Melo e dai suoi compagni era in qualche modo una via obbligata
perchè essa, pur non sfuggendo al controllo bizantino, trovandosi a distanza
pressochè uguale da Lucera e da Lesina, era una via relativamente impervia e,
sostanzialmente, più facile.
Melo e i Normanni tuttavia non riuscirono a «sfondare». E' probabile
che nei vari scontri, che si ebbero in questa regione, essi non solo
combatterono con esito incerto, ma furono addirittura vinti: se vogliamo
prestar fede, almeno, a Lupo Protospatario e a Guglielmo di Puglia,
dissociando però nel loro racconto relativo alla seconda battaglia alcuni
elementi che, attribuibili anche alla battaglia combattuta presso Vaccareccia,
sarebbero in essi piuttosto confusi.
In sostanza noi riteniamo che mentre la seconda battaglia fu
combattuta nella zona del Fortore, più o meno vicino a Civitate, e fu vinta
dai bizantini (come sostenne Lupo Protospatario e come ritiene il Mor), la
terza battaglia, cui si riferirebbe invece Guglielmo di Puglia, avvenne presso
Vaccareccia: e qui Melo e i Normanni travolsero la resistenza bizantina.
Che le cose andassero così, argomentò bene il Mor 15
( ). Infatti se Melo
e i Normanni fossero riusciti vincitori sia nella prima che nella seconda
battaglia, essi non avrebbero avuto alcun bisogno di piegare ad ovest, verso
una regione più impervia e dalla quale si erano tenuti lontani nel primo
tentativo di avanzata.
Detto ciò, ci chiediamo se «Arenula» era situata effettivamente presso
la foce del Fortore. In Guglielmo di Puglia si parla di un luogo
137
di tal nome, che si trovava «iuxta fluminis undam Nomine Fertorii». Se
si ammette però che la preposizione «iuxta» possa avere un significato
più lato e non indicare a rigori una vicinanza di poche centinaia di metri,
si può anche ricordare, con la Mathieu, che di località richiamanti a quel
nome se ne trovano parecchi nella regione del basso Fortore.
Non ci sembra del tutto a sproposito, tuttavia, aggiungere un altro
nome a quelli indicati dalla Mathieu. Una decina di km a sud del Fortore
(considerando il corso del fiume nel tratto che va dal castello di
Dragonara alla masseria «La Marchesa»), presso Torremaggiore, dove in
quell'epoca già sorgeva la badia benedettina di «Terra Maggiore» ( 16), si
erge una collina dal terreno in verità eminentemente argilloso (nelle
immediate adiacenze si trovano tutt'oggi varie fornaci per la fabbrica di
laterizi), chiamata «La reinella» (in dialetto «lariinell») il cui nome deriva
forse da «Arenella», «Arenula».
Ora questa collina, che oggi appare in posizione eminente anche
rispetto alla non lontana San Severo (che in quel tempo forse non era
ancora il «castrum», che sarà soggetto alla predetta badia di Terra
Maggiore), dominava innegabilmente la strada, che da Lucera portava a
Lesina.
L a «via lucerina», com'è chiamata nelle fonti (17 ), era la via del
pesce. Essa delimitava ad est il territorio della badia, ma metteva
soprattutto in comunicazione Lucera con la regione dei laghi, che si
trovano ai piedi del Gargano, e con le non lontane isole di Tremiti,
separate da Lesina dal lago omonimo e da un braccio di mare
relativamente stretto.
Con un pizzico di fantasia, si potrebbe anche pensare che la
guarnigione di Lucera e le forze dislocate presumibilmente a Lesina
esercitassero la loro sorveglianza specialmente su questa strada, lungo la
quale esse si potevano muovere più agevolmente. Uno scontro nella
località «La reinella», conclusosi con un nulla di fatto, non sarebbe
peraltro da escludere. E' indubbio, in ogni modo, che le forze bizantine,
partendo da Lucera, loro base più salda in questa zona, avrebbero
potuto operare con maggiore efficacia nel raggio di una trentina di km.
che non in una località distante una cinquantina di km.
Siamo tuttavia ben lungi dal voler identificare l'« Arenula» dei
nostri cronisti o poeti con la masseria «La reinella», sita presso
Torremaggiore, anche se abbiamo ritenuto opportuno far vedere a quali
illazioni si potrebbe giungere, partendo da osservazioni, che pure hanno
un certo peso.
138
Noi in verità, tenendo per fermo che Melo e i Normanni furono
fermati dai Bizantini nella regione del basso Fortore (senza precisa
indicazione di località) e su di essi riuscirono vincitori solo nella battaglia di
Vaccareccia, in territorio di Troia (18), riteniamo che le incertezze relative
all'indicazione di questa o di altre scaramucce, che sarebbero avvenute in
questa zona, possano essere meglio spiegate, più che dal termine «Arenula»,
così diffuso praticamente nella regione e di così incerta identificazione,
dalla bistrattata espressione di Amato di Montecassino: «par li camp
arenouz de Pouille» (19). Si tratta davvero di «uno svarione grossolano del
traduttore», come affermò il De Bartholomaeis (20), o non allude
quell'espressione, pur con le inesattezze che accompagnano il racconto, ad
una più generica determinazione territoriale, con la serie di scaramucce, che
vi sarebbero avvenute, senza che si giungesse a risultati definitivi?
Comunque si voglia giudicare, noi siamo grati alla Mathieu, che con
la sua congettura ha un po' mosso le acque e ci ha praticamente indotto a
formulare quest'altra ipotesi.
MICHELE FUIANO
N0TE
1) Recensendo uno dei miei articoli su Guglielmo di Puglia, poi raccolti
in un unico saggio nel vol. Studi di storiografia medioevale (Napoli, 1960), nel
«Deutsches Archiv für Erforschung des Mittelalters», IX 2 (1952), pp. 559560.
2) GUILLAUME DE POUILLE, La geste de Robert Guiseard. Édition,
traduction, commentaire et introduction par Marguerite Mathieu -- avec
une préface de M. Henri Grégoire --, «Istituto Siciliano di Studi Bizantini e
Neoellenici. Testi.» (Palermo, 1961), pp. 421, con 5 ill. e 6 cc.
3) Studi di storiografia medioevale, cit., pp. 15-17.
139
4) Cfr. H. GREGOIRE, La chanson de Roland de l'an 1085, in
«Bull, de la Classe des Lettres et des Sciences Morales et Politiques
de l'Académie Royale de Belgique» 5. Sér., XXV (1939) 10-12; L.
OLSHKI, Tervagant, in «Atti dell'Accademia Nazionale dei Lincei.
Serie VIII - Rendiconti - CI. di Scienze Mor., stor. e Filol.», (1959)
5-6. V. inoltre FUIANO, op. cit., pp. 79-80.
5) Gesta Roberti Wiscardi, IV, 31-34: La Mathieu, che non ha ben
inteso il significato di «Romanum regnum», pensa invece che questa
espressione significhi «regno» e non «impero» (pp. 15,312). Le
siamo grati per la correzione che ci fa a p. 312; noi tuttavia
citavamo il Di Meo. Il che, naturalmente, non diminuisce la nostra
colpa, perchè avremmo ben potuto controllare i passi, cui egli si
riferiva!
6) Chronicon Salernitanum, a cura di Ulla Westerbergh, in «Acta
Universitatis Stockolmiensis, Studia Latina Stockolmiensis, III»
(Lund, 1956), p. 17: «Imperator quippe omnimodis non dici potest.
nisi qui regnum Romanum preest., hoc est Costantinopolitanum.
Reges Gallorum nune usurparunt sibi talem (sic!) nomen».
7) M. FUIANO, La cultura a Napoli nell'alto medioevo (Napoli,
1961), pp. 164-165.
8) FUIANO Studi di storiografia medioevale, cit. pp. 33-34, 83, 95100.
9) C. G.MOR, La difesa militare della Capitanata ed i confini della
regione al principio del secolo XI, nel vol. Studies in Italian medieval
history presented to Missy E. M. Jamison («Papers of the British School
at Rome». XXIV) (1956), p. 35.
10) Cfr., tra gli storici moderni, E. PONTIERI, La dinamica
interna della storia del principato longobardo di Salerno, estr. dagli Atti
dell'Accademia Pontaniana», N. S., XI, (1962), p. 12.
11) MOR, op. cit.. p. 34.
12) Op. cit., pp. 32-33.
13) Cfr., sia pure in generale, W. HOLTZMANN, Der Katepan
Boioannes und die kirchliche Organisation der Capitanata, in
«Nachrichten der Akademie der Wissenschaften in Göttingen. I.
Philol. - Histor. Klasse», Jahrg. 1960 Nr. 2, p. 25.
14) Cfr. T. LECCISOTTI, Le colonie cassinesi in Capitanata. I,
Lesina (saec. VIII-IX), (Montecassino, 1937), doc. n. XXI, pp. 68-69
v., inoltre, A. PETRUCCI, Codice diplomatico del monastero benedet
tino di S. Maria di. Tremiti (1005-1237), I (Roma, 1960), pp.
XXIXXXIV; Id., Il, docc. n. 1 (1005), pp. 3-4, e n. 3 (1014), pp. 7 -9
15) Op. cit., pp. 31-35.
16) T. LECCISOTTI, Il «Monasterium Terrae Maioris»
(Montecassino, 1942), p. 18.
17) LECCISOTTI, Il «Monasterium Terrae Maioris», cit., doc. n.
21, pp. 79-82.
18) Per l'identificazione di questa località, cfr. A. CARUSO, il
sito della terza battaglia fra Melo e i Bizantini del 1017 e il diploma del
catapano Boioannés per Troia del 1019, in «Byzantion», XXVIII (1958),
pp. 421-431, e MATHIEU, pp. 343-344.
140
Non è forse inutile accennare che ben tre masserie chiamate «Reina»,
dal terreno eminentemente argilloso e sabbioso, si trovano nei pressi del
fortore, tra i ruderi del castello di Dragonara e la masseria «La Marchesa»,
quasi di fronte alla valle dell'Avena. Anche di qui era facile sboccare nel
Tavoliere, presso l'odierna San Severo, passando attraverso o in prossimità
delle terre appartenenti fin d'allora al ricordato monastero benedettino di
«Terra Maggiore».
19) AMATO DI MONTECASSINO, Storia dei Normanni, a cura di V.
De Bartholomaeis (Roma, 1955), pp. 27-28.
20) AMATO DI MONTECASSINO, Storia dei Normanni, cit., p. 28
n. l.
PUBBLICAZIONI DEL PROF. FUIANO DELL'UNIVERSITA' DI NAPOLI
1) Napoli dalla fine dello Stato autonomo alla sua elevazione a capitale del «Regnum
Siciliae», pp. 300, estr. dall'«Archivio Storico per le Province Napoletane», Nuova serie,
voll. XXXV - XXXVII (1955-1957).
2) La penetrazione e il consolidamento della dominazione angioina in Italia. Parte
prima: in Piemonte, Napoli, Società Napoletana di Storia Patria, 1959, pp. 184.
3) La città di Napoli nelle lotte fra Innocenzo IV e Manfredi, in «Studi in onore di
Riccardo Filangieri», I, Napoli, L'arte tipografica, 1959, pp. 259-282.
4) Il cordovano di Costantinopoli a Napoli nella prima metà del Quattrocento, in «Atti
dell'Accademia Pontaniana», Nuova serie, vol. VIII (1958-59), pp. 137-151.
5) Studi di storiografia medioevale, Napoli, Casa editrice Giannini, 1960, pp. 346.
6) La cultura a Napoli nell'alto medioevo, Napoli, Casa editrice Giannim, 1961, pp.
220.
7) Il fiero dominio di Roffredo (Avellino e l'Irpinia: storia e cultura), in «tuttitalia», n.
56 (28 febbraio 1962), pp. 477-485.
8) Aspre contese fra u niversità e signori feudali (Monti Picentini: storia e cultura), in
«tuttitalia», n. 57 (7 marmo 1962), pp. 503-507.
9) Echi di tempi moderni, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1962, pp. 111.
10) La politica monetaria di Carlo I d'Angiò, in «Atti dell'Accademia Pontoniana»,
«Nuova serie, vol. XI (1961-1962), pp. 81-101.
CORSI UNIVERSITARI:
1) L'età degli incunabuli, 2. ediz., Napoli, Libreria Scientifica Ed., 1962, pp. 81. 2)
Lineamenti di storia del Regno normanno di Sicilia, Napoli, Casa editrice Giannini,
1960, pp. 230.
3)Bibliografia e biblioteconomia, Napoli, Casa ed . Giannini, 1960, pp. 184.
141
ANNALI
della
Biblioteca
Doni ultimamente pervenuti
Nel primo bollettino non si omise di segnalare i più cospicui
incrementi pervenuti alla Biblioteca fin da quando era comunale, per atti di
eccezionale liberalità. Ai nomi dei donatori, dai più lontani ai più vicini, tra i
quali, tuttora fervido, il cav. Oreste A. Bucci, decano dei giornalisti foggiani,
si è lieti di aggiungere altri, con la certezza che essi non chiuderanno la serie
degli amici benemeriti dell'Istituto.
Comm. prof. dott. VITTORIO DE MIRO D'AJETA, assessore al
bilancio presso l'Amministrazione Provinciale di Foggia:
Volume di formato 36 x 24, rilegato in pergamena, raccoglie una serie di bandi, di
dispacci e di altri provvedimenti, emessi nel periodo 1755-1760, stampati tutti presso la
Regal Stamperia di S. M., in Napoli, con fregi, capilettera e stemmi, incisi con nitidezza e
notevole gusto artistico.
Il primo bando, di notevole interesse storico per la Capitanata, è emesso in data 8 luglio
1755 in nome di Carlo III di Borbone e firmato dal marchese Vincenzo Natoli,
consultore nel Supremo Consiglio della Sicilia, presidente della Regia Camera della
Sommaria, delegato particolare del Reale Ufficio del Cacciatore Maggiore e
amministratore generale. In esso si fa divieto di cacciare, «dalli 14 di luglio in poi.. in
nessuna parte del Regno sottoposta alla nostra giurisdizione e con niuna sorte
d'istromento, cioè: schioppo a. miccio o a grillo, e a rota, balestre, laccio, rete, viscate,
archetti, conocchie...». Sono previste gravi pene per i contravventori. E' compreso nel
divieto esplicitamente il territorio del Bosco dell'Incoronata, dove è fatto pure divieto di
«farvi sparaci, finocchi, fiori, ne portarvi animali a pascere, o tagliar legna ne verdi nè
secche...» «sotto pena di ducati venticinque per ciascheduno ogni volta, oltre la perdita
degli animali che porteranno, e di pagare il danno che facessero».
Seguono datato 1759 un indulto per i disertori; una legge datata 1759 sugli abusi dei diritti
feudali e baronali, a salvaguardia della libertà di com mercio;
143
dispacci vari, oltre ad alcuni provvedimenti adottati dal Consiglio di reggenza, per il Re
Pupillo, circa la proibizione di alcuni giochi; il Regolamento dell'assistenza che devono
avere le truppe marciando per il Regno di Napoli; la legge 29 settembre 1759, che
assegna, per le varie autorità dello Stato, salario per «un bastante mantenimento e
proporzionato al rango della rispettiva sua classe», e infine la nota legge del 6 ottobre
1759, che esprime le preoccupazionî dinastiche del re Carlo III e stabilisce il passaggio
dei poteri sovrani al terzogenito Ferdinando di Borbone, stante, purtroppo, la «notoria
imbecillità della mente del.. real primogenito ».
Dott. IGNAZIO DI PACE, medico-chirurgo in S. Marco in Lamis
(Foggia) -- Contributi scientifici personali, estratti da periodici specializzati
(in ordine cronologico):
1) La lotta antimalarica nel Comune di Chieuti (Foggia) nel 1912. (da «Bollettino della
Stazione Agricolo - Antimalarica» dell'Istituto di Batteriologia Agraria della Scuola
Superiore di Agricoltura di Portici. VIII, 7, 8, 9 - IX, 1, Portici, 1939); 2) Orchite da
malaria. Comunicazione al XXX Congresso di Medicina Interna, Milano, 1924 (da
«Folia Medica», bimensile di Patologia e Clinica Medica, n. 13, Napoli, 1925); 3) La cura
della sifilide congenita (da «Rivista Sanitaria», XXV, 5-6. Napoli, 1926); 4) La cura delle
influenze e delle sue più frequenti complicazioni (da «Rivista Sanitaria», XXVI, 6. Napoli,
1936); 5) Il pneumotorace artificiale «Ambulatorio» (da «Rinnovamento Medico», gazzetta
internazionale di Medicina e Chirurgia, XLIII, 7, e da «Rivista Sanitaria», 4. Foligno,
1933) ; 6) Il liquido cefalo rachidiano in terapia (da «Rinnovamento Medico, XLIV.
Foligno, 1934) ; 7) Inconvenienti immediati delle iniezioni endovenose. Profilassi e cura. (da
«Rivista Sanitaria» 1936, 9, Napoli, 1926); 8) A proposito della cura dei legumi verdi nel
diabete. Priorità italiana (da «Nuova Medicina Italica», XII, 5, Napoli, 1939); 9) Il bagno
di mare. Indicazioni, controindicazioni, tecnica. In appendice: Il possibile danno del bagno
di mare (da «Nuova Medicina Italica», XIII, 7, Napoli 1940).
Comm. dott. PAOLO TELESFORO, presidente dell'Ordine de'
Farmacisti di Capitanata e già sindaco di Foggia:
Ventidue annate del quotidiano «Corriere della sera» di Milano, pubblicate nel periodo
1914-1942. La raccolta, completa negli anni 1914-'18 e con qualche lacuna negli anni
successivi, costituisce un prezioso strumento di consultazione soprattutto per i
ricercatori di notizie sulle guerre mondiali, così dense di eventi storici.
Avvocato GIOVANNI LEONE, già vice segretario generale del
Comune di Foggia:
1) «Lex» - annate dal 1917 al 1933, tutte rilegate; 2) GALLUPPI, PASQUALE. Elementi
di. Filosofia, vol. I e II; 3) Manuale degli Amministratori Comunali e Provinciali e delle Opere
Pie», («Manuale Astengo»). Fondato e diretto dal Senatore Carlo Astengo. Annate dal
1916 al 1935 (dal 1916 al 1927
144
rilegate); 4) «La Giurisprudenza Italiana», Annate dal 1915 al 1920; 5) GENTILE,
FRANCESCO - «Profili di Artisti», Foggia, Tip. R. Frattarolo, 1929: 6)
ASTENGO, CARLO - SERVI, ORESTE. Dizionario Amministrativo. Repertorio
generale degli atti ufficiali, degli studi teorici-pratici e della giurisprudenza
amministrativa pubblicati nel Manuale degli amministratori comunali e provinciali
delle Opere Pie dal 1. gennaio 1905 al 31 dicembre 1914; 7) Supplemento
legislativo a «La Giurisprudenza Italiana». Annate 1915 - 1916; 8) «Cronaca
Legislativa». Supplemento al Monitore dei Tribunali. Annata 1913.
Al professore De Miro, ai dottori Di Pace e Telesforo, all'avvocato
Leone il presidente dell'Amministrazione Provinciale e il direttore ff. della
Biblioteca hanno inviato lettere di ringraziamento.
A PROPOSITO DELLE ONORANZE
a NICOLA ZINGARELLI
In merito alla nota pubblicata, in questa rubrica, nel fascicolo n. 4, sul
contributo della Biblioteca Provinciale di Foggia alle onoranze in memoria dl
Nicola Zingarelli, ci è pervenuta da parte dell'avvocato Luigi Borrelli, Presidente
del Comitato per le onoranze all'illustre maestro, una cortese lettera.
In essa si precisa che «non difficoltà di ordine finanziario, assolutamente
inesistenti, hanno ritardato di un anno la pubblicazione dell'attesissima opera (1),
bensì alcune battute di arresto, di fronte alle quali si è trovato il comitato
redazionale della Casa Editrice Zanichelli, quando ha notato che, in parecchi punti,
il manoscritto era lacunoso per quanto riguardava i riferimenti, le citazioni e i
rimandi, che hanno imposto un lungo lavoro di revisione e di aggiornamento».
La lettera conclude: «abbiamo avuto comunicazione che l'opera sarà pronta
fra la fine di maggio e i primi di giugno 1963».
Tanto dovevamo per amore della verità e per debito di cortesia.
(1) Zingarelli, Nicola. Le Rime di Francesco Petrarca esposte nell'intendim e n t o
generale dell'ordine e del significato.
145
146
Schedario
Fondo "Regno di Napoli - Puglia - Capitanata"
posseduto dalla Biblioteca Provinciale di Foggia
Continuazione del n.ro precedente)
132
Foggia, Comune di Foggia, (Tip. Fiammata) 1931, 8., p. 212 e 15 tavv.
«Raccolta di Studi Foggiani» vol. V.
CAGGESE, Romolo.
Foggia e la Capitanata.
Bergamo, Istituto Italiano d'Arti Grafiche,
1910, 8., pp. 144 fig. e 24 tavv. doppie.
133
CAGNAZZI, Luca Samuele.
La mia vita. Memorie inedite a cura di Alessandro Cutolo.
Milano, Editore Ulrico Hoepli (Archetipografia), 1944, 16., pp. XIX; 356, ritr. 13, III.
9.
137
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA E
AGRICOLTURA. BARI.
Relazione del Presidente prof. dott. comm.
Salvatore Tramonte alla Consulta Economica Provinciale sull'attività svolta dalla
Camera di Commercio Industria e Agricoltura di Bari dal 7 Maggio 1945 al 7 Mag gio 1951.
Bari, Grafiche Alfredo Cressati, s. d., 8, pp.
150 fig. e 14 tavv. doppie.
134
138
CALANI, Enzo.
Vedi WILLEMSEN, Carl Arnold e ODEN THAL, Dagmar. PUGLIA. Terra dei Normanni e degli Svevi. Traduzione italiana
di Enzo Calani.
(Bari, 1959).
135
CALO', Giovanni
Pietro Siciliani.
Sta in CELEBRAZIONI (LE) SALENTINE.
1. ciclo (Ottobre 1952).
(Bari, 1953), pp. 45-71.
136
CALVANESE, Gerolamo.
Memorie per la Città di Foggia.
Manoscritto esistente nella Biblioteca Comunale di Foggia illustrato da B. Biagi.
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA E
AGRICOLTURA. FOGGIA.
Progetto per il nucleo di industrializzazione
di Foggia.
Relazione preliminare per il Comitato dei Ministri
per il Mezzogiorno.
Foggia, Stab. Tip. Cav. L. Cappetta& F., 1961, 4.,
pp 24.
139
CAMPANALE, Domenico.
L'Ambivalenza gnoseologica ed epistemologi
ca dell'empirismo critico di Hume.
Sta in UNIVERSITA' DEGLI STUDI. BARI.
Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia, vol.
V.
(Bari, 1959) pp. 15-45.
149
Schedario
140
CAMPOBASSO, Francesco.
La situazione contabile e quella di fatto del
magazzino nelle aziende mercantili all'ingrosso e la scomparsa di una
consuetudine. Sta in ISTITUTO (R.)
Tecnico «Pietro Giannone». Foggia.
Annuario 1926-27. (Lucera, 1928), pp.
125-131.
141
CANARD, M.
Une littre du Calife fatimite Al-Hafiz (524544 / 1130-1149) à Roger II.
Sta in SOCIETA' SICILIANA DI STORIA
PATRIA - PALERMO. «VIII Centenario della
morte di Ruggero II».
(Palermo, 1955) pp. 125-146.
agricoltura Meridionale.
Sta in ENTE AUTONOMO FIERA DI FOGGIA. «Atti del Convegno di Studio sui problemi della trasformazione agraria del Mezzogiorno d'Italia».
(Foggia, 1958) pp. 105 125.
145
CANNAROZZI, Ciro.
Ischitella.
Candela, Tip. Ciliberti, s. d., 8., pp. 204 e 1
ritr.
146
CANNAVIELLO, Enrico Franco.
La laguna di Varano.
Lucera, Stamperia Editrice Frattarolo, 1914,
4., pp. 156 e 12 tav.
142
CANCELLARA, Eduardo.
II problema della trasformazione dei terreni
meridionali.
Sta in ENTE AUTONOMO FIERA DI FOGGIA. «Atti del Convegno di Studio sui problemi della trasformazione agraria del
Mezzogiorno d'Italia».
(Foggia, 1958) pp. 99-104.
143
CANDURA, Giovanni.
Aspetti meccanici dell'irrigazione.
Sta in CONSORZIO GENERALE PER LA
BONIFICA E LA TRASFORMAZIONE
FONDIARIA DELLA CAPITANATA. FOGGIA. «Convegno internazionale sui
problemi dell'irrigazione nel bacino del
Mediterraneo. Foggia, 4 -5 Maggio 1960».
(Foggia, 1960) pp. 153-156.
144
CANDURA, Giovanni.
La meccanizzazione nella trasformazione della
150
147
CANNAVIELLO, Enrico Franco.
L'Anguilla - Anguilla anguilla (Thunberg. L.)
Sta in ISTITUTO (R.) TECNICO «PIETRO
GIANNONE». FOGGIA. «Annuario del R.
Istituto Tecnico «Pietro Giannone» in Foggia»
Anno II (1913-14; 1914-15).
(Città di Castello, 1916) pp. 71-180.
148
CANTALICIO, Giovanni Battista.
Le Istorie di Monsignor Gio. Battista Cantalicio vescovo d'Atri e di civiltà di Penna...
Sta in RACCOLTA di tutti i più rinomati
scrittori dell'Istoria generale del Regno di
Napoli.
(Napoli, 1867) pp. 1-128, voll. VI.
149
CANTARELLI, Luigi.
Vedi JACOBONE, Nunzio. Un'antica e grande città dell'Apulia: Canusium. Ricerche
di storia e di topografia. Con prefazione di
Schedario
Luigi Cantarelli.
(Lecce, 1925).
150
CANZONERI, Francesco.
Le materie prime e le industrie della provincia di Bari.
Sta in PROVINCIA DI BARI. La Terra di
Bari sotto l'aspetto storico, economico e naturale...
(Trani, 1900) pp. 171-240, vol. II.
151
CAPASSO, Bartolomeo.
Catalogo ragionato dei libri registri e scritture esistenti nella sezione antica e prima
serie dell'Archivio Municipale di Napoli
(1387-1806).
Napoli, Stab. Tip. Francesco Giannini,
1876, 8., pp. LVIII, 156; VIII, 355.
152
CAPECELATRO, Francesco.
Istoria della città e Regno di Napoli detto di
Sicilia..
Tomo I... Da Ruggiero I alla morte di Federico II; Tomo II... Da Corrado alla morte di Carlo D'Angiò. Sta in RACCOLTA di
tutti i più rinomati scrittori dell'istoria generale del Regno di Napoli...
(Napoli, 1769) vol. II tomo I e II.
153
CAPECELATRO, Francesco.
Origine della città e delle Famiglie nobili di
Napoli.
Sta in RACCOLTA di tutti i più rinomati
scrittori dell'istoria generale del Regno di
Napoli...
(Napoli, 1769) vol. II, tomo II, pp. 1-181.
154
CAPECELATRO, Francesco.
Storia del Regno di Napoli di Francesco Capecelatro Napolitano.
Napoli, Borel e Bompard, 1840, 8., pp. 411.
155
CAPEZZUTO Saverio.
Canti de l'Umanità.
Teramo, Casa Editrice «La Fiorita», 1914,
8., pp. 127. ,
156
CAPITULA
--- Regni Utriusque Siciliae Ritus Magnae
Curiae Vicariae et pragmaticae doctissimis
Andreae de Isernia, Bartholomei de Capua
et aliorum illustrium Jurisconsultorum commentariis illustrata...
Napoli, Tip. Antonio Cervone, 1773, 4., pp.
XX, 384.
157
CAPOBIANCO, Cono.
Descrizione di tutti i luoghi che compongono
le dodici Provincie del Regno di Napoli colla giunta di tutti i fuochi secondo l'ultima
numerazione fatta dalla Regia Camera nel
1737, e di tutte le Fiere del Regno. Fatta
dal dott. D. Cono Capobianco, Segretario
del S. R. C.
Napoli, Salvatore Palermo, 1794, 16., pp.
3, 48.
158
CAPONI, Unico.
La trasformazione fondiaria in Lucania.
Sta in ENTE AUTONOMO FIERA DI FOGGIA. Atti del Convegno di Studio sui problemi della trasformazione agraria del Mezzogiorno d'Italia».
(Foggia, 1958) pp. 21-49.
151
Schedario
159
CAPOZZI, Vincenzo.
Per la solenne inaugurazione della Basilica di
Foggia a Basilica Cattedrale . Canto di Vincenzo Capozzi.
Napoli. Stamperia A. Miccione, 1856, 8., pp 15.
160
CAPUANO, Michele.
Canti e tradizioni popolari di S. Giovanni
Rotondo.
V o l . I I . Le Laude . Presentazione di Raffaele
Corso dell'Istituto Universitario Orientale di
Napoli.
Milano, Edit. Tip. «Convivio Letterario»,
1959,8., pp. 241.
161.
CAPUANO, Michele.
Canti popolari della mia terra. Presentazione di Saverio La Sorsa dell'Università di Bari.
Foggia, Edit. Tip. Cav. Luigi Cappetta & F.,
1954, 8., pp 230.
162
CARABELLESE, Francesco.
Carlo D'Angiò nei rapporti politici e commerciali con Venezia e l'Oriente.
Bari, s. e. (Trani, Tip. Edit. Vecchi & C.) 1911, 8.,
pp. XLIII, 179.
«Documenti e monografie per la storia di
terra di Bari», vol. X.
dela Commissione Provinciale di Arcreologia e Storia Patria», vol III.
164
CARABELLESE, Francesco.
Il Comune Pugliese durante la Monarchia
Normanno- Svevo.
Avvertenza di Francesco Nitti di Vito. Bari, s.
e.
(Trani,Tip. Edit. Vecchi & C.) 1924, 8., pp.
XIV; 235.
165
CARABELLESE, Francesco.
La Puglia nel secolo XV da fonti inedite per
cura del dott. Francesco Carab ellese .
Bari, s. e. (Trani, Vecchi & C) 1901, 8., pp. XV,
363.
«Documenti e monografie per la storia di
terra di Bari», vol, III.
166
CARABELLESE, Francesco.
La Puglia nel secolo XV. Parte II: Documenti di Bari, Giovinazzo, Trani.
Bari, s. e. (Trani, Tip. Edit. Vecchi & C.)
1907,8., pp. XVIII, 357.
167
CARABELLESE, Francesco.
L'Apulia e il suo Comune nell'Alto Medio E vo
per
cura
del
dott. F r a n c e s c o
Carabellese. Bari, s. e. (Trani, Vecchi & C.)
1905, 8., pp. XVII, 607.
«Documenti e monografie per la storia di
terra di Bari», vol. VII.
163
CARABELLESE, Francesco.
Le pergamene della Cattedrale di Terlizzi
( 9 7 1 - 1300).
Bari, (Trani, V e c c h i ) 1899, 4., pp. LX, 399.
«Codice Diplomatico Barese edito a cura
152
168
CARABELLESE, Francesco.
Della storia dell'arte in Puglia e più particolarme nte della Terra di Bari.
Sta in PROVINCIA DI BARI. La Terra
Schedario
di Bari sotto l'aspetto storico, economico
e naturale...
(Trani, 1900) pp. 67, 121, vol. I.
del Cav. Ignazio Carabelli.
Italia (?), s. n. t., 1826, 16., pp. 168.
169
CARABELLESE, Francesco.
Le carte di Molfett (1076- 1309).
Sta in
CODICE
--- Diplomatico barese, v o l . V I I .
(Bari, 1912).
170
CARABELLESE, Francesco.
Saggi di storia del commercio della Puglia e
più particolarmente della Terra di Bari.
Sta in PROVINCIA DI BARI. La Terra di Bari
sotto l'aspetto storico, economico e
naturale...
172
CARACCIOLO, Tristano.
Tristani Caracciolo Patricii Neapolitani Opuscula Historica...
Sta, in RACCOLTA di tutti i più rinomati
scrittori dell'istoria generale del Regno di
Napoli.
(Napoli, 1769) pp. 1-165, vol. VI.
173
CARANO-DONVITO, Giovanni.
Carlo De Cesare da Spinazzola.
Sta in CARANO DONVITO, Giovanni.
Economisti di Puglia.
(Firenze, 1956) pp, 370-381.
(Trani, 1900) pp. 3-66, vol. I.
171
CARABELLI, Ignazio.
I calunniatori smascheratai ossia confutazione de' libelli pubblicati dall'ex Generale
Colletta e dal sedicente General Franceschetti sulla catastrofe di Murat nel 1815,
174
CARANO-DONVITO, Giovanni.
Economisti di Puglia.
Firenze, «La Nuova Italia» (L'impronta),
1956, 8., pp. 458,
(Continua)
153
I
Schedario
Nuove accessioni
(Continuazione del n.ro precedente)
I -- Bibliografia - Biblioteconomia Enciclopedia.
343
BALSAMO, Luigi.
Contributo alla storia dei «Cataloghi di periodici» esistenti nelle biblioteche
italiane. (1859- 1959).
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stab. Tip. già
G. Civelli) 1960, I ed. num., 8., p. 31.
Biblioteca degli eruditi e dei bibliofili».
Scritti di bibliografia e di erudizione raccolti
da Marino Parenti. LIII.
[Esemplare N. 275.]
344
BERSANO BEGEY, Marina.
Le Cinquecentine piemontesi: Torino.
Notizie su tipografi e editori. Indici dei
tipografi cronologico e dei nomi a cura di
Giuseppe Dondi.
Torino, Tipografica Torinese Editrice, 1961.
4., p. 549 fig. con facsimili e 75 tavv.
[Esemplare N. 531].
345
CARINI DAINOT TI, Virginia.
La Biblioteca nazionale «Vittorio Emanuele» al Collegio romano.
Firenze, L. S. Olschi (Tipografia Giuntina)
1956, 8., vol. I, p. VIII, 209 con 8 tavv. f. t.
«Collana di monografie delle biblioteche
d'Italia». - I I .
154
346
CECI, Giuseppe.
Bibliograf ia per la storia delle arti figurative
nell'Italia Meridionale.
Pubblicata sotto gli auspici del Banco di Napoli.
Parte prima e seconda.
Napoli, presso la R. Deputazione (Stab. Tip.
I.T.E.A.) 1937, 8., vol 2, p. VII, 763 compless.
«Regia Deputazione napoletana di storia
pataria».
347
CIONI, Alfredo.
Giunte e correzioni all'Indice generale degli
incunabili.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stab. Tip. già
Civelli) 1960, I ed. num., p. 29.
«Biblioteca degli eruditi e dei bibliofili».
Scritti di bibliografia e d i erudizione raccolti da
Marino Parenti. LII.
[ Esemplare N. 97.]
348
DAREMBERG, Ch. [arles-Victor] - SAGLIO, Ed.
[mond.].
Dictionnaire des Antiquités Grecques et
Romaines.
Tome premier. Première Partie: A-B. Deuxième Partie: C.
Graz, Akademische Druck-u. Verlagsanstalt,
1962, 8., voll. 2, p. VII, 1703 compless.
349
FLDMANN, Bona.
Italia Bibliographica 1957.
Schedario
Repertorio delle opere di bibliografia e delle
notizie bibliografiche apparse in opere o in
periodici stampati in Italia. Secon da
edizione migliorata e con indici analitici per
autori e per soggetto.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stab. Tip.
già Civelli) 1958, II ed. num., 16., p. 120.
«Amor di libro». Piccole monografie bibliografiche raccolte a cura di Marino Parenti.
XXVIII.
(Esemplare N. 155.]
350
ELDMANN, Bona.
Italia Bibliographica 1958.
Repertorio delle opere di bibliografia e delle
notizie bibliografiche apparse in opere o in
periodici stampati in Italia. Seconda
edizione migliorata con indici analitici per
autori e per soggetto.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stab. Tip. già
G. Civelli) 1959, II ed. num., 16., p. 116.
«Amor di libro». Piccole monografie bibliografiche raccolte a cura di Marino Parenti.
XXXI.
[Esemplare N. 137.]
351
ELDMANN, Bona.
Italia Bibliographica 1959.
Repertorio delle opere di bibliografia e delle
notizie bibliografiche apparse in opere o in
periodici stampati in Italia. Seconda edi zione migliorata con indici analitici per
autori e per soggetto.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stab. Tip.
già G. Civelli) 1960, II ed. num., 16., p. 124.
«Amor di libro». Piccole monografie bibliografiche raccolte a cura di Marino Parenti.
XXXIV.
[Esemplare N. 138.]
352
ELDMANN, Bona.
Italia Bibliographica 1960
Repertorio delle opere di bibliografia e delle
notizie bibliografiche apparse in opere o in
periodici stampati in Italia. Seconda edi zione migliorata con indici analitici per
autori e per soggetto.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stab. Tip. già
G. Civelli) 1961, II ed. num. 16., p. 94.
«Amor di libro». Piccole monografie bibliografiche raccolte a cura di Marino Parenti.
XXXVI.
[Esemplare N. 134.]
353
ELDMANN, Bona.
Italia Bibliographica 1961.
Repertorio delle opere di bibliografia e delle
notizie bibliografiche apparse in opere o in
periodici stampati in Italia. Seconda edizione migliorata con indici analitici per
autori e per soggetto.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stab. Tip.
già G. Civelli) 1962, II ed. num., 16., p. 84.
«Amor di libro». Piccole monografie bibliografiche raccolte a cura di Marino Parenti.
XXXVII
[Esemplare N. 95.]
354
FRATTAROLO, Renzo.
Delle confraternite romane d'arte tipografica.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stab. Tip. già G.
Civelli) 1957. I ed. num., 8., p. 16 e 5 facsimili.
Biblioteca degli- eruditi e dei Biblofili».
Scritti di bibliografia e di erudizione raccolti da
Marino Parenti. XXVIII.
[Esemplare N. 199.]
155
S c h e d a r i o
355
358
FRATTAROLO, Renzo.
Tipografi e librai, ebrei e non, nel Napoletano, alla fine del XV secolo.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stati. Tip. già
G. Civelli) 1956, I ed. num, 8., p. 24 e 10
facsimili.
«Biblioteca degli eruditi e dei bibliofili».
Scritti di bibliografia e di erudizione raccolti
da Mario Parenti. XXIII.
[Esemplare, N. 203.]
356
MARTINI, Giuseppe Sergio.
Italia Bibliographica 1952.
Repertorio delle opere di bibliografia e delle
notizie bibliografiche apparse in opere o in
periodici stampati in Italia. Seconda edi zione migliorata con indici analitici per
autori e per soggetto.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stab. Tip.
già G. Civelli) 1953, I ed. num., 16., p. 128.
«Amor di libro». Piccole monografie bibliografiche raccolte a cura di Marino Parenti.
XII.
[Esemplare N. 190.]
MARTINI, Giuseppe Sergio.
Italia Bibliographica 1954.
Repertorio delle opere di bibliografia e delle
notizie bibliografiche apparse in opere o in
periodici stampati in Italia. Seconda edi zione migliorata con indici analitici per
autore a per soggetto,
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stab. Tip.
già G. Civelli) 1954, II ed. num., 16., p.94.
«Amor di libro». Piccole monografie bibliografiche raccolte a cura di Marino Parenti,
XVIII.
[Esemplare N. 157.]
355
N'ARTINI, Giuseppe Sergio.
Italia Bibliographica 1955.
Repertorio delle opere di bibliografia e delle
notizie bibliografiche apparse in opere o in
periodici stampati in Italia. Seconda edi zione migliorata con indici analitici per
autori e per soggetto.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Statb. Tip.
già G. Civelli) 1955, II ed. num., 16., p. 123.
«Amor di libro». Piccole monografie bibiografiche raccolte a cura di Marino Parenti.
XX.
[.Esemplare N. 161.]
357
MARTINI, Giuseppe Sergio.
Italia Bibliographica 1953.
Repertorio delle opere di bibliografia e delle
notizie bibliografiche apparse in opere o in
periodici stampati in Italia. Seconda edi zione migliorata con indici analitici per
autori e per soggetto.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stab. Tip.
già G. Civelli) 1954, II ed. num., 16., p.96.
«Amor di libro». Piccole monografie bibliografiche raccolte a cura di Marino Parenti.
XV.
[ Esemplare N. 170.]
156
360
MARTINI, Giuseppe Sergio.
Italia Bibliographica 1956.
Repertorio delle opere di bibliografia e delle
notizie bibliografiche apparse in opere o in
periodici stampati in Italia. Seconda edi zione migliorata con indici analitici per
autori e per soggetto.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Statb. Tip
già G. Civelli) 1957, II ed num., 16., p. 100.
«Amor di libro». Piccole monografie biblio-
Schedario
grafiche raccolte a cura di Marino Parenti. XXIV.
[Esemplare N. 160.]
365
MOSCARELLA, Gabriele.
Quel calunniato pomo.
Napoli, «Fede e Pensiero» (Agar) s. d.
(1958), 16., p. 72.
MARTINI, Giuseppe Sergio.
Italia Bibliographica, Indici quinquennali
1 9 5 2 - 1956.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stab. Tip.
già G. Civelli) 1957, II ed. num., 16., p. 118.
«Amor di libro». P i c c o l e monografie bibliografiche raccolte a cura di Marino Parenti.
XXVII.
[Esemplare N. 148.]
366
MOSCARELLA, Gabriele.
Quis ut Deus?
Napoli, «Fede e Pensiero» (Agar) s. d.
(1961); 16., p. 64.
III - Pedagogia (Scuola - Didattica Educazione Fisica - Sport).
367
162
IARUSSI SAVINI, Alba.
RIDOLFI, Roberto.
Elementi di legislazione scolastica.
La Stampa a Firenze nel secolo XV.
Firenze, Leo S. Olschki (Tip. Giuntina)
1958, I ed. num., 4., p. 156 ill.
[Esemplare N. 393.]
361
3
SEMERARO, Giovanni.
Editoria eroica e Risorgimento.
Firenze, Sansoni Antiquariato (Stab. Tip.
già G. Civelli) 1960, I ed. num., 8., p. 24.
«Biblioteca degli eruditi e dei bibliofili».
Scritti di bibliografia e di erudizione rac colti da Marino Parenti. L.
[Esemplare N. 82.]
II -- Religione - Storia delle Religioni Storia della Chiesa - Mitologia Teologia - Agiografia - Testi.
364
GIORDANI, Igino.
Napoli, Istituto Editoriale del Mezzogiorno, (Arti Grafiche SAV) 1960, 8., p. 303.
368
ISTITUTO UNIVERSITARIO DI SCIENZE
SOCIALI - TRENTO.
Piano degli studi e norme varie.
Trento, s. e. (Manfrini) 1962, 8., 8 c. n. n.
fig.
369
PIERMANI, Coraldo - D'ANTONIO, Mario.
Educazione civica,
Milano, Garzanti (Torino, F.lli Pozzo - Salvati - Gros Monti & C.) 1962, 8., p. 84 fig.
IV -- Filosofia (Storia - Critica - Testi) - Psicologia.
370
Pio XII. Un grande Papa.
Torino, Società Editrice Internazionale,
1961, 8., p. 748 e 28 tavv.
BURNETT, Whit.
Questa è la mia filosofia
A cura di Whit Burnett. Traduzione dall'in
157
Schedario
glese di Lionello Torossi, Gianni Di Benedetto, Roberto Sanesi e Giulio Gnoli.
Milano, V. Bompiani (Varese, La Tipografica) 1961, II ed., 8., p. 462.
«Idee Nuove» XXIX.
371
VARVARO, Paolo.
Pensiero e vita. Lineamenti di una Fisiologia dello Spirito.
Palermo, G. Mori & Figli, 1960, 8., pp. 387.
372
WHITEHEAD, Alfred North.
Avventure d'idee.
Traduzione dall'inglese di Giulio Gnoli.
Milano, V. Bompiani (Cremona, Tip. «Cremona Nuova») 1961, 8., p. 377.
«Idee Nuove» X X X I I I .
V-- Storia e Scienze ausiliarie -- Biografia.
375
SALVATORELLI, Lui gi.
Storia del Novecento.
Milano, A. Mondadori (Verona, Off. Grafiche Veronesi) 1960, III ed., 8., p. 917.
«I diamanti»
376
TRUMAN, Harry S.
Presidente a riposo.
Traduzione dall'inglese di Henry Furst.
Milano, Edizioni de «Il Borghese» (Archetipografia) 1961, 8., p. 384.
377
WEBB, Walter Prescott.
Le grandi pianure.
Traduzione di Luciano Serra.
Bologna, «Il Mulino» (Tip. II Resto del
Carlino) 1961, 8., p. XI-472.
«Storia Americana». Collezione a cura di
Mauro Calamandrei, Vittorio De Caprariis,
Nicola Matteucci e Rosario Romeo. VIII.
373
BIANCARDI, Luciano.
Da Quarto a Tortino. Breve storia della spedizione dei Mille.
Milano, G. G. Feltrinelli (Arti Grafiche E. Milli)
1960, 8, p. 204.
«I fatti e le idee». V o l . X X I V .
374
COMITATO NAZIONALE PER LA CELEBRAZIONE DEL I. CENTENARIO DELL'UNITA' D'ITALIA.
La celebrazione del I. Centenario
dell’unità d’Italia
Torino, Ufficio Stampa e Propaganda Italia '61 (Stamperia Artistica Nazionale)
1961, 4., p. XL 686 fig. e 64 tavole a
colori.
158
VI - Geografia - Viaggi - Turismo Tradizioni popolari - Etnografia - Annuari - Almanacchi.
378
DE MARTINO, Ernesto.
Sud e Magia.
Milano, G. G. Feltrinelli (La Tecnografica)
1960, II ed., 8., p 209 e 8 tavv.
«I fatti e le idee» X I I I .
379
ORBIS.
--- Tutta la geografia generale e regionale.
Riassunta dai professori: O. Baldacci, L.
Gambi, E. Migliorini, B. Nice.
Schedario
Napoli, istituto Editoriale del Mezzogiorno
(Stabilimento Arti Varie) 1956. 8., p. VIII610.
V I I -- Letteratura antica e moderna
Filologia - Testi - Critica - Storia ( f i no al 1900).
382
380
ALIGHIERI, Dante.
SOCCIO, Pasquale - NARDELLA, Tommaso.
Stignano.
Foggia, Studio Editoriale Dauno (Tip. Sacro
Cuore) 1962, 16., p. 681 + 8 n. n., 10 tavv.
«La fortunata terra di Puglia» - Bibliote-
La Divina Commedia.
ca del turista, 2 .
Commento di Attilio Momigliano. Vol. 1:
I n f e r n o . V o l . I I : Purgatorio. Vol. III: Paradiso.
Firenze, G. C. Sansoni, (Stab. Tip. già G.
Civelli) 1962, 16., voll. 3.
381
383
VOCINO, Michele.
CICERO (Marcus Tullius).
Alla scoperta della Daunia con viaggiatori
Lettere al fratello Quinto e a M. G. Bruto.
Testo latino e versione di Carlo Vitali.
Bologna, N. Zanichelli (S. p. a. Poligrafici Il
Resto del Carlino) 1962, 16., p. XII, 279.
«Prosatori di Roma».
di ogni tempo.
384
CICERO (Marcus Tullius).
Lettere ai familiari.
Testo latino e versione di Carlo Vitali. Vol.
III.
Bologna, N. Zanichelli (S. p. A. Poligrafici
Il Resto del Carlino) 1962, 16., p. 353.
«Prosatori di Roma».
385
CLEMENS, Samuel Longhorne pseud. Mark
Twain.
Vita dura.
Traduzione di Stefania Piccinato.
Foggia, Studio Editoriale Dauno (Tip. Sacro
Cuore) 1957, 16., p. 144, 10 tavv.
«La fortunata terra di Puglia». - Biblioteca del turista 1 .
Roma, Editori Riuniti (Bologna, STEB.)
1959, 16., p. 195.
«I narratori del realismo».
386
GHISELLI, A. - CHIARI, Aroldo.
L'espressione.
159
Schedario
GLIRETTI e CHIARI.
Elementi di grammatica, metrica, retorica
e critica letteraria, ad uso del primo biennio delle scuole secondarie superiori.
Firenze, G. C. Sansoni, (Bologna, STEB.)
1961, 8., p. VI, 585.
391
MANCINI, Guido.
Storia della Letteratura spagnola.
Milano, G. Feltrinelli (Varese, «La Tipografica Varese») 1961, 8., p. 698.
Università degli Studi di Pisa - Studi di Filologia Moderna» diretti da G. Mancini - A.
387
LOMBARDO, Agostino.
La ricerca del vero.
Saggio sulla tradizione letteraria americana.
Roma. Edizioni di Storia e Letteratura
(A.BE.TE.) 1961, 8., p. 421.
«Biblioteca di studi americani» A cura di
Agostino Lombardo. 6.
388
LEOPARDI, Giacomo.
I Canti.
A cura di Luigi Russo.
Firenze, G. C. Sansoni (Stab. Tip. già G.
Civelli) 1962, 8., p. 398.
389
LANZISERA, Francesco.
Corso di lingua inglese.
Con aggiunte per scuole commerciali e nautiche.
Bari, s. e. (F. Milillo)) 1962, 8., p. 400.
Pizzorusso. VIII.
392
PIVANO, Fernanda..
La Balena bianca e altri miti
Milano, A. Mondadori (Verona, Off. Grat.
Mondadori) 1961, 8., p. 493.
393
SPILLER, Robert E.
Storia della Letteratura Americana.
Traduzione di Persio Nesti.
Firenze, Sansoni (Bologna, STEB.) 1962,
16., p. 349 e 8 tavv.
VIII - Letteratura contemporanea Poesia - Letteratura narrativa - Critica - Testi del set. XX.
394
ALCOTT, Luisa.
390
MAESTRO
---- Dante.
A cura di Vittofio Vettori. Saggi e testimonianze di Erich Auebach-Josè BergaminGianni Grana-Romano Guardini-Leo Magnino
- Carlo Pellegrini - Mircea Popescu - Mario
Praz - Aleardo Sacchetto - Bino Sanminatelli Giani Stuparich - Vittorio Vettori.
Milano, Marzorati, 1962, 8., p. 307.
«Lecttura Dantis Internazionale».
160
Una ragazza fuori moda.
Traduzione di Liliana Toni. Illustrazioni e
coperta di F. Faorzi.
Firenze, Marzocco, 1956, I, ristampa. 16.,
p. 303.
395
BASSING, Eileen.
Prima che annotti.
Romanzo. Traduzione dall'americano dì
Paolo Gaiani.
Milano, A. Mondadori (Verona, Off. Graf.
Schedario
Veronesi) 1959, 16., p. 350.
«Romanzi e racconti d'oggi» 24.
396
BROMFIELD. Louis.
Il destino di Anna Bolton.
Traduzione dall'americano di Celestino
Terzi.
Milano, A. Mondadori (Off. Graf. Veronesi) 1957, 16., p. 239.
«I libri del Pavone», 135.
397
FAULKNER, William. La
Città,
Romanzo. Traduzione di Giorgio Monicelli e
Bruno Tasso.
«Medusa». C o l l e z i o n e diretta da Elio Vitto-
400
FITZERALD, John D.
Sposiamoci anche noi.
Romanzo. Traduzione di Maria Gallone.
Milano, Rizzoli, 1959,8., p. 311.
«Siderea».
401
FROST, Robert.
Poesie scelte di Robert Frost con testo a
fronte.
V e r s i o n e e introduzione di Franco De
Paoli. Parma, Guanda (Bologna, Arti Graf.
Tamari) 1961, p. 132 e 3 tavv.
«Piccola Fenice». 7.
402
rini. 454.
398
FAULKNER, William.
I Piantatori e i poveri bianchi. Le donne del
sud.
Traduzioni di Glauco Gambon, Alberto
Marmaont, Giorgio Monicelli. Fernanda
Pivano.
Milano, A. Mondadori, (Verona, Off. Graf.
V e r o n e s i ) 1961, 16., p. 890.
«I Classici Stranieri Contemporanei». Collezione diretta da Giansiro Ferrata.
Tutte le O p e r e di Willim Faulkner - A cura di
Fernanda Pivano. Vol. 3-4.
399
FITZGERALD, Francis Scott.
Basil e Cleopatra. Due racconti.
Traduzioni di Domenico Tarizzo e Cesare
Salmaggi.
Milano, «Il Saggiatore», (Arti Graf. E. Milli) 1960, 16., p. 71.
«Biblioteca delle Silerchie». XXXVI.
LO PRESTI, Giacomo.
Lampeggiano gli occhi della Rivoluzione.
Caltanisetta, «Sicilia Mediterranea» (Palermo. I.R.E S.) 1961, 8., p. 172 e 18 tavv
«Stesicoro» Collana. I.
403
MASTRONARDI, Lucio.
Il maestro di Vigevano.
Torino, G. Einaudi, (U. Panelli) 1962, 16,.
p. 220.
«I coralli». 150.
404
PIRANDELLO, Luigi.
Tutti i romanzi.
A cura di Corrado Alvaro.
Milano, A. Mondadori (Verona, Off. Graf.
V e r o n e s i ) 1959, II ed., 8., p. 1418, e una
tav.
«I classici contemporanei italiani». Opere
di Luigi Pirandello. III.
161
Schedario
405
410
PIRANDELLO. Luigi.
Saggi, poesie e scritti varii.
A cura di Manlio Lo Vecchio-Musti.
Milano, A, Mondadori (Verona, Off. Graf.
Veronesi) 1960, 8., p. 1357 e una tav.
«I classici contemporanei italiani». Opere di
TECCHI,
Bonaventura.
Giovani amici.
Romanzo.
Milano, V. Bompiani (Varese, «La Tipografica Varese») 1962, 16., p. 208.
Luigi Pirandello, VI.
406
POUND Ezra.
Conti pisani con testo a fronte.
Traduzione, introduzione e note di Alfredo
Rizzardi.
Parma, Guanda (Bologna, Arti Graf. Tamari) 1960, 8., p. 261.
«Fenice». Collezione diretta da Attilio Bertolucci. 22.
411
THOMPSON, Morton.
Nessuno resta solo.
Romanzo. Traduzione dall'inglese di Sergio Varini.
Milano, Dall'Oglio (Varese, «La Tipografica Varese») 1956, V ed., 8., p. 765.
412
VITI, Gorizio.
407
RUSSO, Luigi.
Compendio storico della Letteratura Italiana.
Firenze, Casa Editrice G. D'Anna (Sancasciano Val di Pesa, F.lli Stianti). 1961, 8., pp.
834.
408
SALINGER, Jerome David.
Il giovane Holden.
Traduzione di Adriana Motti.
Torino, Einaudi (Off. Graf. Panelli) 1961, II
ed., 8., p. 252.
409
SMITH, Betty.
Maggie di Brooklyn.
Romanzo. Traduzione di Augusta Mattioli.
Milano, A. Mondadori (Verona, Off. Graf.
Veronesi) 1961, 8., p. 550.
«Omnibus».
162
Verga verista. Guida a «I Malavoglia» a Mastro Don Gesualdo e alle maggiori
novelle veriste. Con introduzione sul
verismo e sul Verga e con storia e
antologia della critica verghiana.
Firenze, F. Le Monnier (Tipografie «E. Ariani e «L'Arte della Stampa») 1961, 8.,
pp. 326, 2 tavv. f. t.
IX -- Belle arti (Archeologia - Pittura
- Scultura - Architettura - Musica - Teatro).
413
GROHMANN, Will.
L'arte dopo il 1945. La Pittura
Traduzioni di Maria Attardo Magrini, Inisero Cremaschi, Roberto Fertonani, Ferruccio Foelel e Cesare Salmaggi. Edizione
italiana curata da Angelica Comello.
Milano, «Ili Saggiatore» (Colonia, M. Dumont Schauberg) 1959, 8., p. 380 e 180
tavv.
Schedario
414
FARROT, André.
Gli Assiri.
Traduzione dal francese di Danilo Lontaldi.
Milano, G. G. Feltrinelli (Cromotipia Sormani) 1961, 8., p. XVI-385 fig. e 82 tavv.
«Il Mondo della figura» Collezione diretta
da Andrè Malraux e Georges Salles.
415
PICASSO, Pablo.
L'Opera Grafica.
Introduzione di Maurice Jardot. Traduzione di Stefania Morganti Scalabrini. Edi zione curata da Angelica Comello. Milano,
«Il Saggiatore», (Lucerna, C. A. Burcher)
1959, 4., p. XVI-160 e 154 tavv.
X -- Scienze giuridiche - Legislazione.
416
GRECO, Paolo - COTTIMO, Gastone.
Della Vendita (art. 1470- 1547).
Bologna - Roma, N. Zanichelli e Società
Editrice del Foro Italiano (Città di Castello, Unione Arti G rafiche) 1962, 8., p.
XXII-455.
«Commentario del Codice Civile». A
cura di Antonio Scialoia e Giuseppe
Bran ,;a - Libro IV: Delle obbligazioni.
Milano, G. G. Feltrinelli (Varese, «La Tipografica Varese») 1959, 8., p. 285.
418
COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E
DELL'ACCIAIO - ALTA AUTORITA'.
Decima relazione sull'attività della
Comunità. I. febbraio 1961 - 3 1
gennaio 1962. Lussemburgo, s. n. t.,
1962, 8., p. 672. «Servizi
Pubblicazioni delle Comunità
Europee»
419
CONCORRENZA
- - - - - - - e monopolio nell'«Economia Italiana».
A cura di F. Vito, S. Lombardini. F. Feroldi, G.
Mazzocchi, L. Frey, O. Gavarello. Milano, Soc.
Ed. «Vita e Pensiero» (Stab. Graf. R. Scotti)
1960, 8., p, 130.
«Problemi Economici d'Oggi». I .
420
HUNT, R. N. Carew.
Breve Guida al gergo comunista.
Traduzione di Arturo Baldoni. Roma,
Editoriale Opere Nuove (Spoleto, Arti
Grafiche Panetto & Petrelli) 1961, 16., p.
187.
«Cultura e Società». X I X .
421
NEL
LXX Anniversario della «Rerum Novarum».
Milano, Soc, Ed. «Vita e Pensiero» (Stab. Graf.
R. Scotti) 1961, 8., p. 158.
XI - Scienze economiche - Politiche e Sociali.
422
417
SVILUPPO (LO)
BEARD, Charles.
- - Economico Regionale.
Interpretazione economica della Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Traduzione di Pina Sergi.
A cura di F. Vito, F. Feroldi, G. Mazzocchi, M. R. Manfra, F. Alberoni, G. Galizzi, S. Vaccà, L. Frey, O. Garavello, G.
Corna, Pellegrini, F. Duchini.
163
Milano, Soc. Ed. «Vita e Pensiero» (Stab.
Tip. R. Scotti) 1961, 8., p. 200.
«Problemi Economici d'Oggi». I I I .
Napoli, Istituto Editoriale del Mezzogiorno, s. d., 8., p. 224.
XII - Scienze (Fisiche - Chimiche Naturali - Matematiche - Merceologia - Statistica).
428
423
Frontiere dell'astronomia.
ANDREOLI, Giulio.
Analisi algebrica.
Napoli, ' Istituto Editoriale del Mezzogiorno, s. d., 8., p. 356.
424
ANDREOLI, Giulio.
Lezioni di analisi infinitesimale.
Edizione ridotta per gli studenti di architettura.
Napoli, Istituto Editoriale del Mezzogiorno, s. d, 8., p. 316.
425
ANDREOLI, Giulio.
H0YLE, Fred.
Traduzione dall'Inglese di Bruno Oddera.
Milano, V. Bompiani (Tip. L. Faliva) 1958,
p. 48:f e 25 tavv.
«Avventure del Pensiero». C I I .
429
SEBASTIANELLI, Luigi.
Elettrotecnica generale . Con esercitazioni.
Torino, S. Lattes & C., 1961, III ed., 8 , p XVI,
504.
430
SEBASTIANELLI, Luigi.
Funzionamento delle macchine elettriche.
Con esercitazioni
Torino, S. Lattes & C., 1956, 8., p. XV I, 480.
Lezioni di geometria analitica.
Napoli, Istituto Editoriale del Mezzogiorno, s. d., 8., p. 256.
426
BUCHSBAUM, Ralph - MILNE, Lorus J.
Il libro degli invertebrati
Milano, A. Mondadori (Verona, O.. Graf.
Veronesi) 1961, 4., p. 321. fig.
«Il mondo della natura». V .
427
FADINI, Angelo.
431
TONZIG, Sergio.
Elementi di botanica. Per gli studiosi di
biologia, scienze agrarie e scienze naturali.
Vol. II.
Milano, Casa Editrice Ambrosiana (R.
Scotti) 1956, 8., pp. XV-1402 fig.
432
WHITEHEAD, Alfred North.
I n t roduzione alla matematica.
Corso di complementi di matematica per gli
Traduzione di Gian Mario Crespi.
studenti della Facoltà di Architettura. Fase.
Firenze, Sansoni (Bologna, STEB ) 1961,
III ed., 16., p. 225.
I: Elementi di calcolo numerico.
«Le piccole storie illustrate». LXIV.
164
Schedario
XIV - Scienze applicate (Ingegneria Urbanistica - Tecnologie varie - Comunicazioni).
433
BARNES, Hugh.
The AASHO Road Test (Strada sperimentale AASHO).
Conferenza tenuta a Roma il 7 giugno
1962.
A
cura
dell'«Associazione
Permanente dei Congressi delta Strada Comitato Nazionale Italiano».
Roma, s. e. (Variprint) 1962, 4, p. 20.
431
FINCH, James Kip.
Storia dell'ingegneria.
Traduzione di Giorgio Raboeno.
Firenze, Sansoni (Bologna, STEB.) 1962, 16.,
p. 633 e 16 tavv. doppie.
«Le piccole storie illustrate» 86 - 87.
431
TESORIERE, Giuseppe.
Calcolo rapido delle aree delle sezioni stradali.
Genova, Vitali & Ghianda (Barabino Aipa)
1955; 8., p. 73 fig.
XV - Regno di Napoli - Puglia - Capitanata.
439
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER GLI INTERESSI DEL MEZZOGIORNO D'ITALIA.
L'Associazione Nazionale per gli interessi
del Mezzogiorno d'Italia nei suoi primi cinquant'anni di vita.
Roma, «Collezione Meridionale» (Arte della
Stampa) 1960, 8., p. 330 e 34 tavv.
«Collezione di Studi Meridionali» diretta da
Umberto Zanotti-Bianco.
435
PUPPO, Ernesto.
440
Il disegno del progetto architettonico.
Genova, Vitali & Ghianda (Arti Poligrafiche Editoriale) 1961, 4., p. 131 e 5
allegati.
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA E
AGRICOLTURA - FOGGIA.
Medie mensili e annuali dei prezzi all'ingrosso praticati in provincia di Foggia durante l'anno 1961.
436
RADIO HANDBOOK.
Trasmettitori e ricevitori per radiodilettanti.
Radio Handbook. Secondo aggiornamento.
XV edizione americana.
Traduzione di Romano Rosati.
Bologna, Ed. C.E.L I. (STEB.) 1961, 8., p.
471, fig.
Foggia, s. e. (Leone) 1962, 4., p. 36.
441
CILIBRIZZI Saverio.
Il pensiero l'azione e il martirio della città
di Napoli nel Risorgimento italiano e nelle
due guerre mondiali. Vol. I.
Napoli, Conte (Stab. Tip. G. Genovese)
1961, 8,, p. 483 e 33 tavv.
437
STABILINI, Luigi.
412
Costruzioni stradali e ferroviarie. Voll II e
III.
Milano, Politecnica C. Tamburini, 1949,
voll.
CONVEGNO (I) MEDICO SOCIALE DEL
GARGANO. S. Giovanni Rotondo, 1962.
ATTI del I. Convegno medico-sociale del
165
S c h e d a r i o
Gargano, organizzato dalla «Rinascita Garganica» e dalla Casa Sollievo della Sofferenza.
S. Giovanni Rotondo, s. e., (Foggia, L. Cappetta & b`.) 1962, 8., p. 47.
Napoli, Libreria Editrice Treves (Arti
Graf. «Adriana») 1961, 8., p. 464 fig.
449
4 ,4 3
COSMAI, Mario. Storia di Bisceglie. Con un
profilo di vita amministrativa di Giovanni Bruni.
Bisceglie, «Il Palazzuolo», (Molfetta, Mezzina)
1960, 8., p. 218 con 22 tavv f. t.
444
CURATO. Giulio. Autobiografia. Foggia, Tip.
Sordomuti, s. d., 8., p. 16.
445
ENTE AUTONOMO FIERA DI FOGGIA.
Fiera Nazionale dell'Agricoltura. Catalogo
Ufficiale. 1962.
Foggia, E. A. Fiera di Foggia (Leone) 1962;
8., p. 37 ili. a colori.
446
ENTE AUTONOMO FIERA DI FOGGIA.
Bilancio preventivo 1962.
Foggia, s. n. t., 1962, 8., 22 c. n. n.
447
GIOVINE, Alfredo.
Bibbia barese. Proverbi popolari dialettale
baresi.
Presentazione di Saverio La Sorsa.
Bari, A. Giovine (Arti Graf. A. Ragusa 1962,
8., p. 148 e 14 tavv.
METER VITALE, Giuliana.
Bollettino bibliografico per la storia del Mezzogiorno d'Italia. (1951-1960).
Napoli, Soc. Napol. di Storia Patria
(«L'Arte Tipografica») 1961, 8., p. 423.
«Archivio storico per le Provincie Napoletane». Nuova serie - Anno XL-LXXIX
dell'intera collezione. Appendice.
450
PACE, Domenico.
L"incenzo Lanza e la vita universitaria e
ospedaliera a Napoli nel primo ottocento.
Presentazione di R. Chiarolanza. Contri buto documentario di A. Zazo.
Napoli - Foggia - Bari. C.E.S.P. (Tip. Laurenziana), s. d. (1961). 8., p. 78, 1 tav.
«Quaderni di Risorgimento Meridionale»
diretti da Mario Simone.
451
REGALDI, Giuseppe.
Le Puglie. Trani (1845) dal «Poliorama Pittoresco»,
1847-1848,
anno
XII.
Prefazione di Raffaello Piracci. Studio
introduttivo di Guido Malcangi.
Trani, «Il Tranesiere» (Tip. ed. Vecchi)
1962, 8., p. 24.
452
RICCIARDELLI, Pasquale.
448
MAROCCO, Dante.
Piedimonte. Storia - Attualità.
166
Nicola Fiani di Torremaggiore e la rivoluzione napoletana del 1799.
Serracapriola, Tip. F.lli Borrelli, 1961,
p. 200 con una tav.
455
453
RODOLICO, Niccolò.
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BARI.
Il popolo agli inizi del Risorgimento nell'I talia Meridionale. 1798 - 1801.
Firenze, F. Le Monnier (E. Ariani) 1926,
8., pp. 312.
Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia
Vol 1.
Bari, A. Cressati 1955, 8., p. IV, 300 e 13
tavv.
«Pubblicazioni della Università di Bari».
454
456
SERRICCHIO, Cristanziano.
Gian Tommaso Giordani e il liberalismo
dauno nel 1820 .
Napoli - Foggia - Bari, C.E S.P. (Tip. Laurenziana), s. d. (1960), 8., p. 129. 1 tav.
«Quaderni di Risorgimento Meridionale»
VITERBO, Michele (pseud. Peucezio).
Gente del Sud. Vol. II. Da Masaniello
alla Carboneria
Con prefazione di Raffaele Ciasca.
Bari, Laterza, 1962, 8., p. 400 fig. e 19
tavv. f.t.
diretti da Mario Simone.
(Continua)
Fregio borbonico nella raccolta d i
documenti descritta a pag. 143
167
Schedario
ALCOT, L. 160
ALIGHIERI, D. 159
ANDREOLI, G. 164
ASSOCIAZIONE
Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d'Ita
lia, 165.
BALSAMO, L. 154
BARNES, H. 165
BASSING, E. 100
BEARD, Ch. 163
BERSANO BEGEY, M. 154
BIANCARDI, L. 158
BRONFIELD, L, 161
BUCHSBANN, R. 164
BURNETT, W. 157
CAMERA
di Commercio Industria e
Agricoltura - Foggia 165
CARINI DAINOTTI, V. 154
CECI. G. 154
CICERO, (W. T.) 159
CILIBRIZZI, S. 165
CIONI, A. 154
CHIARI, A. 159
CLEMENS, S. L.
pseud. M. Twain 159
COMITATO
Nazionale per la Celebra
zione del, I Centenario
dell'Unità d'Italia 158
COMUNITA'
Europea del Carbone .,
dell'Acciaio - Alta Autori
tà 163
CONCORRENZA 163
CONVEGNO (14)
Medico Sociale del Garga
no. S. Giovanni Rotondo
1962 165
COSMAI, M. 166
COTTIMO, G. 163
CURATO, G. 166
DAREMBERG, Ch. 154
168
Indice alfabetico
degli Autori
DE MARTINO, E. 158
ELDMANN, B. 154-155
ENTE
Autonomo; Fiera di Fog
gia 166
FADINI, A. 164
FAULKNER. W. 161
FINCH, J. K. 165
FITZERALD, J. D. 161
FITZGERALD, F. S. 161
FRATTAROLO, R. 155-156
FROST, R. 161
GIORDANI, I 157
GIOVINE, A. 166
GHISELLI, A. 159
GRECO, P. 163
GROHMANN, W. 162
HOYLE, F. 164
HUNT, R. N. C. 163
IARUSSI SAVINI, A. 157
ISTITUTO
Universitario di Scienze SoSociali. - Trento 157
LANZISERA, F. 160
LEOPARDI, G. 160
LOMBARDO, A. 160
LO PRESTI, G. 161
MAESTRO
Dante 160
MANCINI, G. 160
MAROCCO, D. 166
MARTINI, G. S. 156 - 157
MASTRONARDI, L. 161
METER VITALE, G. 166
MILNE, L. J. 164
MOSCARELLA, G. 157
NARDELLA, T. 159
NEL LXX ANNIVERSARIO
della «Rerum Novarum»
163
ORBIS 158
PACE, D. 166
PARROT, A. 163
PIERMANI, C. 157
PICASSO, P. 163
PIRANDELLO, L. 161 - 162
PIVANO, F. 160
POUND, E. 162
PUPPO, E. 165
RADIO HANDBOOK 165
REGALDI, G. 166
RICCIARDELLI, P. 166
RIDOLFI, R. 157
RODOLICO, M. 167
RUSSO L. 162
SALINGER, J. D. 162
SALVATORELLI, L. 158
SEBASTIANELLI, L. 164
SEMERARO, G. 157
SERRICCHIO, C. 167
SOCCIO, F. 159
SUNTH, B. 146
SMITH B. 162
SPILLER, R. E. 160
STABILINI, L. 164
SVILUPPO (Lo) 163
TECCHI, B. 162
TESORIERE, G. 164
THOMPSON, M. 162
TONZIG, S. 164
TRUMAN, H. S. 158
UNIVERSITA'
degli Studi di Bari 167
VARVARO, P. 158
VITERBO, M.
pseud. Peucezio 167
VITI, G. 162
VOCINO, M. 159
WEBB, W. P. 158 ,
WHITEHEAD, A. N. 158-164
Insediamento
del Consiglio Prov.le
Nel
sperare
Notiziario
le
tembre u. s, con l'intervento di
presidenza del membro anzia-
rese dal Presidente al Consi-
no prof. Emilio Amoroso.
glio Provinciale il 13 settembre 1962 (in 8., pp. 24 1 t. ill.
dalla
f. t.). Alla discussione seguita
coalizione del Centro-Sinistra,
hanno partecipato i consiglieri
fatta dal cons. dott. Galasso, si
Della
è proceduto alla elezione del
Bafunno,
presidente,
Panico,
dell'avv.
concordato
nella
persona
Gabriele
Consiglio
osiamo
momentaneo,
dalle
quali
ha
onorevolmente
percorsa la prima parte della
tutti i Consiglieri, sotto la
programma,
che
Accademie e Biblioteche, tra
Ha avuto luogo il 13 set-
Dopo la comunicazione del
distacco,
Vella,
Protano,
Moretti,
Magno,
Vania,
Tizzani,
Berardi
e
carriera, al prof. Mazzaracchio giunga gradita da queste
colonne, che la raccolgono da
ogni parte d'Italia, e specialmente della sua Puglia, l'eco
della
soddisfazione
e
degli
auguri di quanti di lui apprezzano
il
sentimento,
la
preparazione e il costume.
Galasso.
(D. C.) e quindi della Giunta,
I loro interventi, col testo del
risultata
processo
ha
Due collane
dirette da R. Frattarolo.
nel
«Edizioni dell'Ateneo» (Ro-
Vittorio de Miro d'Ajeta (D.
volume degli Atti del Consi-
ma, via A. Musa, 15) annun-
C.), sig. Alberto de Santis (D.
glio 1962, che sarà pubblicato
ziano due nuove collane, di-
C.), sig. Filippo di Venosa (P.
a chiusura dei lavori del cor-
rette da Renzo Frattarolo,
S.I.),
rente anno.
della Università di Roma: 1)
assessori
così
effettivi
prof.
composta:
prof.
Primiano
Magnocavallo (D. C.), dott..
Teodoro Moretti (P. S. I.),
verbale
consacrati,
che
appariranno
li
Studi
Nuovo incarico
al prof. Mazzaracchio.
di
letteratura
italiana , che raccoglieranno
l'opera
dott. Michele Protano (P. L.
dei
nostri
scrittori
I.), e assessori supplenti avv.
L'ispettore g.le prof. Nicola
attraverso i risultati critici di
Stanislao Capobianco (D. C.).
Mazzaracchio, chiamato a di-
questo secolo, e ugualmente
e sig. Salvatore Comitangelo
rigere la segreteria particolare
forniranno
(D. C.).
dell'On.
storico-critico
I.'avv. Consiglio ha pronun-
diamento alla P. I., col nuovo
conoscenza
ciato il rituale discorso, ap-
anno
alla
problemi letterari, di generi e
parso in opuscolo col titolo:
direzione della Scuola Clas-
correnti di riviste e periodici,
Amministrazione
sica presso il medesimo Mi-
come della nostra storia del
provinciale di Capitanata -
nistero.
gusto e delle idee, in volumi
Dichiarazioni
Gui
sarà
al
suo
destinato
inse-
un
contributo
alla
di
fatti
e
che senza cadere ne
169
gli eccessi dell'erudizione sia-
ca, la Società Dauna di Cul-
no agili strumenti di intelli-
tura, che si appresta a com-
genza e di chiarificazione; 2)
memorarlo.
ti istituti comunali, che in
parte aveva salvato dal saccheggio, fece donazione dei
suoi beni immobili all'opera
Quaderni di bibliografia , che
Maria Grazia Barone, di al-
daranno una informazione di
cune raccolte di libri ed
larga comprensione bibliogra-
opuscoli all'Archivio di Sta-
fica su autori e correnti della
to, al Dopolavoro, alle Car-
nostra storia letteraria, su
ceri di Foggia, e versò due
commenti umanistici, storici e
milioni, per il monumento
filologici, su testi e edizioni
al maestro e suo amico Um-
critiche,
berto Giordano.
su
ogni
ricerca
culturale e indagine docu-
Nel compianto per la per-
mentaria che aiuti a conosce-
L'ultima guerra gli deva-
re la personalità e la umanità
stò la casa, ma gli accrebbe
dei nostri scrittori classici e
moderni.
La morte
del prof. Santollino.
lo conoscemmo, se n'è andato il
prof. Rodolfo Santollino, oriundo
Lucera,
gran
cuore
di
foggiano antico. Ha lasciato il
suo ricordo, se non anche il
nome, legato a molte opere di
cultura e di beneficenza del
Capoluogo
dauno.
Tra
esse:
l'antica Lega degli Educatori, la
prima Università Popolare, il
Liceo Musicale «U. Giordano», i
civici
Bibliote
Museo,
esemplare, auguriamo molti
lo zelo filantropico. Ritirato-
amici come Lui a i libri e al
si dalla direzione dei su det
nostro Paese.
Edizioni Dell'Ente «PROVINCIA DI CAPITANATA»
In settembre, discreto come
di
dita di un cotal cittadino
Pinacoteca
e
Atti del Consiglio Provinciale e della
Gestione Straordinaria (in - 40, sopraccoperta
figurata)
Anni 1952-1961; volumi 12.
Istituti d'arte e di cultura (in – 8°, copertina
figurata) - La Biblioteca Provinciale di
Foggia. Pp. 34, 6 tavole fuori testo.
La Biblioteca Provinciale di Foggia - Bollettino d'informazioni diretto dal doti. Celuzza (in –
8°, ill.to).
Quaderni amministrativi (in – 8°, i l l . t i ) Dichiarazioni al Consiglio Provinciale del
suo presidente, avv. Gabriele Consiglio
nella .seduta del 13 sett. 1962.
Monografie della Biblioteca Provinciale (in 8°
ill.le) - Tedeschi, Diario 1799-1829.
STUDIO EDITORIALE DAUNO
Foggia
170
Una lieta novella:
LACAPITANATA
Rassegna bimestrale di vita e di studi della
Provincia di Foggia
Contiene il Bollettino della Biblioteca Provinciale
Col nuovo anno (1963) il «,bollettino» della Biblioteca Provinciale si trasforma in
questa rassegna col programma di: 1) rievocare la nobiltà storica dell'antica Daunia e della
Capitanata, com'essa fu chiamata nel sec. XII, e illustrare i suoi aspetti paesistici, artistici e
monumentali con le testimonianze archeologiche; 2) rilevarne le risorse, le esigenze e le
possibilità; 3) stimolarne il progresso nel quadro della rinascita repubblicana; 4) documentare
l'attività della Pubblica Amministrazione; 5) allargarne e approfondirne il dialogo con le
popolazioni; 6) sviluppare di queste il patrimonio culturale, ai fini del buon governo locale e
nazionale.
Il nuovo periodico - che bandisce ogni e qualsiasi tendenziosità politica, letteraria,
scientifica, e rifiuta collaborazioni esibizionistiche e partigiane -, si pubblicherà ogni due mesi
in fascicoli di pp. 64, oltre gli inserti figurati, con la medesima veste tipografica del
«bollettino», che vi sarà incorporata quale seconda parte, accogliendo la prima scritti di varia
cultura e notazioni su le opere e i giorni dell'Amministrazione Provinciale e degli altri enti
pubblici della Capitanata.
Lo Studio Editoriale Dauno, che si compiace di darne partecipazione, farà tutto
quanto gli sarà possibile perchè non siano delusi i voti della Cittadinanza, interpretati e
realizzati dall'Amministrazione Provinciale con questa nuova iniziativa
Per informazioni e richieste di numeri di saggio, ci si può rivolgere alla
Direzione della rassegna, presso la Biblioteca Provinciale di Foggia (Palazzo
Dogana, P. XX set.)
la Biblioteca provinciale di Foggia
Bollettino bimestrale d'informazione a
cura dell'Amministrazione Provinciale
Direttore responsabile: dott. Angelo Celuzza
direttore ff. della Biblioteca Provinciale
Direzione tecnica dello Studio Editoriale Dauno
Tipografia del Sacro Cuore di Gesù
Sant'Agata di Puglia (Fg.)
Autorizzato dal Tribunale di Foggia
il 6 giugno 1962 e in pari data registrato
presso quella Cancelleria al n. 150
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Per la cultura e per la Daunia - Biblioteca Provinciale di Foggia La