• Ogni allenatore trascorre molto tempo in attività di insegnamento dove cerca di risolvere problemi. • Ogni allenatore escogita soluzioni, trasmette informazioni, suscita atteggiamenti. • Ogni allenatore cerca di ottimizzare le tecniche e di aumentare la consapevolezza degli allievi. • OGNI ALLENATORE E’ UN INSEGNANTE Costruzione e Direzione a) Gli atleti (obiettivi, traguardi, aspettative) b) L’allenatore (compito, successo, gruppo) c) Gli esercizi (adeguati e pertinenti) d) L’atmosfera (incoraggiante, riconosciuta, consapevole) • COMUNICAZIONE (saper entrare in relazione ) • ORGANIZZAZIONE (saper selezionare gli obiettivi ) • LEADERSHIP (riconosciuta) • MOTIVAZIONE (saper motivare l’apprendimento) • GESTIONE DEL TEMPO ( frequenza, intensità) • TECNOLOGIE (osservazione supportata ) • PSICOSOCIOLOGICO : conoscenza dell’allievo e del contesto sociale in cui vive. • DIDATTICO : conoscenza della metodologia didattica, saper valutare ed educare. • DEI CONTENUTI: conoscenza della materia sotto i suoi aspetti tecnici, tattici e organico-motori. • Nell’insegnamento , il metodo dovrebbe assistere il docente o il tecnico nel raggiungimento degli obiettivi previsti nella lezione o nell’allenamento. • I metodi d’insegnamento sono mezzi o strumenti didattici attraverso i quali l’insegnante organizza e conduce le situazioni di apprendimento- insegnamento, con l’intento di apportare modifiche e cambiamenti significativi nelle condotte e nei comportamenti dei propri allievi. Un procedimento consapevole, strutturato e organizzato di contenuti teso a stimolare l’apprendimento. Viene messo in atto per aiutare l’allievo a raggiungere obiettivi programmati (SAPER FARE) . precedentemente Globale Per parti progressivo Analitico La decisione su quale METODO impiegare va fatta considerando le caratteristiche del compito (integrazione e interazione fra le varie parti che costituiscono il gesto completo) e la complessità dell’ esercizio in relazione alle potenzialità del soggetto che apprende. (Progetto M.O.T.O. 2004) E' un modo di apprendere un “movimento come un tutto strutturalmente organizzato da non potersi frantumare in singoli elementi e interrompere in un punto senza svilire l’unità che la rende tale”. In generale il metodo globale è preferibile quando il compito presenta caratteristiche di alta organizzazione e bassa complessità. (Hylor e Briggs 1963) Globale Vantaggi a livello a) Cognitivo b) Motorio C) Motivazionale E' un modo di apprendere un “movimento come un aggregato di frazioni elementari o di elementi facili” In generale il metodo analitico è preferibile quando il compito presenta caratteristiche di bassa organizzazione e alta complessità. (Hylor e Briggs 1963) Analitico Vantaggi a) nella comprensione dei dettagli b) nella correzione dell’errore E' un insieme di comportamenti e di scelte didattiche del docente nella situazione educativa. Nel concetto di stile confluiscono diversi aspetti: - Il tipo di decisioni assunte dall'insegnante - Le strategie didattiche adottate - Il grado di responsabilità ed autonomia che viene sollecitato negli allievi - Le modalità di controllo sociale e di mantenimento della disciplina In linea generale i due stili principali di insegnamento, sono collocati all’ estremità di una qualsiasi strategia didattica e sono: - STILE DIRETTIVO (o deduttivo) - STILE NON DIRETTIVO (o induttivo) Questi due stili si contraddistinguono per l’enfasi che pongono sull’ intervento diretto dell’ insegnante o sull’ assunzione da parte degli allievi di molti aspetti della funzione docente. (A.Madella) carta.gif Vengono fornite esplicitamente informazioni dettagliate su come affrontare un compito. La spiegazione diretta, pertanto, include tutte le informazioni riguardanti sia il compito specifico sia la procedura per risolverlo. L'insegnante guida tutte le fasi della lezione. VANTAGGI • Rapidità nella presa di decisioni • Rapidità nell’effettuazione • Elevata prestazione immediata SVANTAGGI • Sviluppo di dipendenza dall’insegnante • Basso coinvolgimento cognitivo e motivazionale dell’allievo • Bassa prestazione a lungo termine Vantaggi • Sviluppo dell’autonomia • Coinvolgimento cognitivo e motivazionale • Apprendimento migliore • Transfer migliore Svantaggi • Tempi lunghi per presa di decisioni • Tempi lunghi per effettuazione Si prevede che l’allievo risolva individualmente e liberamente un problema con l’obbligo di rispettare alcune restrizioni stabilite dall’insegnante nel quadro di una serie di obiettivi che intende perseguire . Con le mani, come si può lanciare o colpire la palla e farla cadere nell’altro campo facendola passare sopra la rete? Vantaggi -sollecita gli alunni alla spontaneità e alla creatività - ognuno partecipa secondo le proprie possibilità e scopre continuamente cose nuove - favorisce l’interiorizzazione delle esperienze comparandole con quelle già vissute - in ogni momento si sa non solo ciò che si fa, ma anche come e perché si fa Svantaggi -rischio di rallentamenti nell’apprendimento delle abilità motorie - difficoltà di controllo del carico di lavoro - necessità di formulare in modo chiaro e sintetico la richiesta di lavoro L'insegnante assegna agli alunni, singolarmente o in piccoli gruppi, determinati compiti che vengono poi eseguiti autonomamente. Il lavoro a stazioni rappresenta un esempio di questa strategia didattica. Vantaggi: • autonomia esecutiva • possibilità di usare più compiti all'interno dell'attività • stimolo all'auto-correzione Svantaggi: • difficoltà di controllo dell'intensità del lavoro • rischio di approssimazione esecutiva • limitati gli interventi di feedback Gli alunni ricercano esperienze motorie in relazione agli attrezzi, ai contenuti e ai mezzi a disposizione. E’ L’ALUNNO IL GRANDE PROTAGONISTA DI QUESTO METODO Ognuno di voi ha una palla. Giocateci liberamente. Vantaggi -notevoli collegamenti tra le attività motorie e le altre attività - spontaneità degli alunni con sviluppo della creatività e fantasia - Interventi non direttivi Svantaggi -rischio di trasformazione in “anarchia motoria e comportamentale” - ritardi negli apprendimenti delle abilità previste Si propone agli allievi un problema affinché essi lo risolvano in modo personale e creativo. Senza dare dimostrazioni si presentano situazioni poco dettagliate e si lascia agli allievi la possibilità di creare da soli le risposte Si basa su 4 domande: chi può? – chi sa? – chi vuole? - come si può? Come si può lanciare o colpire la palla per inviarla nell’altro campo? Vantaggi - sollecita gli alunni alla spontaneità e alla creatività, dove ognuno partecipa secondo le proprie possibilità. - favorisce l’interiorizzazione delle esperienze. - in ogni momento si sa non solo ciò che si fa, ma anche come e perché si fa. -molto adatto all’azione educativa scolastica. Svantaggi - rischio di rallentamenti nell’apprendimento delle abilità motorie - difficoltà di controllo del carico di lavoro - necessità di formulare in modo chiaro e sintetico la richiesta di lavoro • Saper comunicare (relazionare) • Saper motivare (stimolare) • Saper osservare (analizzare) • Saper programmare (selezionare) • Saper valutare (verificare) La maggior parte degli ALLENATORI è convinta che il rapporto tra se stessi e gli ATLETI sia mediato esclusivamente dalla propria “competenza disciplinare”. SAPER COMUNICARE • Abilità riconosciuta decisiva e fondamentale in ogni professione didattica. • Un’ arma a doppio taglio, un possibile elemento di rottura. • La strategia del silenzio…non comunicare comunica. • L’articolazione della comunicazione verbale- non verbale attraverso il linguaggio del corpo. La comunicazione risulta essere il maggior limite all'efficacia dell'intero sistema dell'insegnamento. Il rapporto ALLIEVO – ALLENATORE è basato sulla comunicazione: quanto più l'insegnante saprà comunicare in maniera efficace tanto più efficace sarà nello svolgimento della sua funzione. SAPER COMUNICARE • Ogni comunicazione ha un aspetto di relazione e una di contenuto. • Fornisce agli allievi istruzioni e indicazioni precise entrando in relazione con loro. • Richiede intenzionalità e controllo comunicativo (la metafora del tecnico attore). • La comunicazione proposta come manifestazione del proprio ruolo e potere. • AD ATLETI DI ETA’ E LIVELLO DIVERSO • NELLE FASCIE DI ETA’ PIU’ BASSE SARA’ NORMALE TROVARE ATTEGGIAMENTI CONFLITTUALI. • VALUTARE ATTEGGIAMENTI E FINTE SICUREZZE. • LA GUIDA VERSO FATTORI TECNICI RAZIONALI PUO’ STABILIRE RAPPORTI POSITIVI DI EMPATIA. • VALUTARE LA POSSIBILITA’ DI COMUNICARE CON STRATEGIE DIVERSE ORIENTANDOSI SEMPRE VERSO L’ALLIEVO. LA COESIONE E’ DEFINIBILE COME IL GRADO CON IL QUALE I MEMBRI DEL GRUPPO DESIDERANO STARE NEL GRUPPO STESSO • OBIETTIVI COMUNI E PERTINENTI • SUDDIVISIONE DEI RUOLI E DEI COMPITI (PRECISA IDENTITA’ TECNICA) • IN OGNI GRUPPO COME IN OGNI SQUADRA CI SONO DELLE REGOLE ESPLICITE ED IMPLICITE • LO STIMOLO GIUSTO; UNA PAROLA, UNA PACCA SULLA SPALLA, GUARDARE, VEDERE…COMUNICARE . Motivare significa indurre qualcuno ad attuare un comportamento. La motivazione spinge i giovani atleti a muoversi e ad agire ed è determinata dalle componenti emozionali, cognitive e sociali della nostra personalità. Bisogno di stimolazione SAPER MOTIVARE Bisogno di competenza Bisogno di affiliazione SAPERE MOTIVARE • Impiegare con frequenza incoraggiamenti per aumentare la motivazione, innalzare l’interesse e rinforzare l’azione corretta. • Dimostrare fiducia nelle capacità degli allievi anche nei momenti di difficoltà. • Riconoscere i miglioramenti e l’impegno sottolineando l’evoluzione individuale. • Insegnare all’allievo a fornire informazioni, (feedback di rinforzo) ai compagni. SAPERE MOTIVARE Pertanto possiamo concentrare il pensiero motivante fondamentalmente nella: - Valorizzazione delle capacità degli allievi, in un clima motivante e sereno indipendentemente dal loro livello di abilità. - Riuscita nella realizzazione del compito. - Perseguimento dell’obiettivo desiderato. SAPERE MOTIVARE Privilegiando una didattica basata sull’esperienza di situazioni motorie “globali reali” e non sulla parcellizzazione del “gesto complesso analitico”. SAPERE MOTIVARE E’ fondamentale acquisire il concetto che la motivazione al movimento non è qualcosa di astratto, difficilmente definibile ed osservabile, ma viceversa è direttamente correlata con i vissuti e le emozioni da essi evocati. Il piacere, la soddisfazione, percepite con chiarezza a livello biologico consentono di sostenere le motivazioni e il desiderio di proseguire nella direzione intrapresa. SAPER OSSERVARE Saper registrare informazioni per mezzo di una interpretazione attiva e selettiva della realtà. 1) Analisi iniziale finalizzata agli interventi 2) Controllo dell’efficacia e delle reazioni dell’atleta 3) Analisi di un’azione per valutarne la correttezza 1) DEFINIRE LE RAGIONI E LE MODALITA’ DI UTILIZZO 2) DEFINIRE E DELIMITARE GLI OBIETTIVI E IL CAMPO DI OSSERVAZIONE, il cosa in termini riconoscibili. 3) EVITARE IL RICORSO ALLA MEMORIA, registrare subito i dati qualitativi e quantitativi dell’osservazione 1) COSA VOGLIO OSSERVARE ? 2) COSA POSSO O NON POSSO OSSERVARE? 3) QUALI SONO I MEZZI DEI QUALI DISPONGO PER OSSERVARE IN MODO OTTIMALE? L’insegnante deve concentrarsi sulla condotta motoria dell’allievo e non solo sull’osservazione dello svolgimento dei movimenti. •Come realizza, controlla i movimenti e come li adatta al compito specifico. •Come risponde, con i suoi movimenti, ad una determinata situazione motoria. OSSERVARE E’ PIU’ CHE GUARDARE IN MODO PRECISO L’allievo sa passare la palla con precisione ad un compagno posto frontalmente. L’allievo è in grado di correre per 20 m. L’allievo è in grado di mantenere l’equilibrio in appoggio su un piede per 5 secondi. L’allievo è in grado di relazionarsi fisicamente con un compagno. 41 OBIETTIVO Saper CORRERE per almeno 10 secondi COMPORTAMENTO OSSERVABILE Corsa appoggio completo del piede Appoggio rumoroso- silenzioso CONDIZIONI Sulle righe del campo CRITERI DI ACCETTABILITA’ Correre per almeno 10 secondi Seguendo le direzioni delle linee Modulando il rumore dei piedi 42 OBIETTIVO COMPORTAMENTO OSSERVABILE CONDIZIONI CRITERI DI ACCETTABILITA’ 43 Programmare In particolare identifica il saper selezionare gli obiettivi e costruire situazioni didattiche capaci di favorire effettivamente l’apprendimento. 44 SAPER PROGRAMMARE La caratteristica fondamentale di una buona programmazione non è la rigidità della logica che lo ispira, ma piuttosto la chiarezza degli obiettivi specifici che si vogliono raggiungere e la capacità d’individuare i mezzi di allenamento più opportuni. PROGRAMMARE: UNA SERIE DI PROBLEMI • Ha senso programmare? • Non è meglio risolvere i problemi giorno per giorno? • Come si fa a programmare se non si è mai sicuri del domani (es. n. atleti, abbandono, infortuni)? • Perché programmare se si tratta di un’attività standardizzata e demotivante? • Si può davvero programmare l’apprendimento tecnico? PRIMA DURANTE DOPO (Fase preattiva) (Fase interattiva) (Fase valutativa) della Analisi della situazione Conduzione seduta Decisioni su: Decisioni su: • Obiettivi • Presentazione • Attività • Assegnazione • Mezzi • Correzione • Metodi • Feedback Valutazione efficacia Decisioni su: • Forme e tempi del controllo • Analisi e uso dei risultati • Riprogettazione SAPER VALUTARE La valutazione è un momento importante nell’attività di un insegnante, e certo sarebbe un errore considerarla come una fase conclusiva. Il processo didattico non va infatti verificato solo alla sua conclusione, ma via via durante la sua realizzazione , utilizzando strumenti e procedure differenti. L'elaborazione pedagogica e didattica più attuale esprime una concezione che la intende come un processo aperto e continuo di raccolta e trattamento delle informazioni, rivolto allo scopo di prendere le decisioni adatte a regolare e migliorare l'attività didattica e funzionale all’apprendimento motorio. Osservazione e correzione SAPER VALUTARE Test di valutazione Autovalutazione Il processo di verifica e valutazione rinvia all'analisi disciplinare e ad ogni fase della programmazione didattica. Cosa verificare in ambito motorio? Quali abilità e capacità motorie verificare e valutare nelle diverse fasce d'età? Cos'è una verifica descrittiva? Perché compiere una verifica in situazione? Come rilevare i dati e misurare un risultato per predisporre un'azione didattica individualizzata? Le risposte a tali domande dipendono dall'individuazione dei fattori costitutivi della motricità educativa e dalle scelte didattiche ed organizzative di ogni docente. Gli obiettivi essenziali dell'educazione al movimento nelle diverse fasce d'età riguardano : gli schemi motori, le capacità motorie, le abilità motorie, tecnico-sportive e mimicogestuali. Le abilità motorie costituiscono il lessico specifico, la struttura sintattica e semantica attraverso cui ogni persona si esprime, comunica e apprende. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. Test antropometrici Salto in lungo da fermo Mobilità rachide Funicella 30 secondi Corsa veloce 20 metri Corsa a spola Lancio palla avanti da seduto Emergono le seguenti caratteristiche: Il carattere processuale della verifica e della valutazione, cioè perché e quando verificare. Il riferimento agli obiettivi didattici predefiniti ed individualizzati, cioè cosa verificare e valutare. L'esigenza di utilizzare metodi diversi e complementari, cioè come verificare e valutare. SAPER VALUTARE Valutare continuamente fornendo informazioni verbali e visive inizialmente in modo frequente, correggendo gli errori uno alla volta. Fornirsi di schede di valutazione inserendo da subito (test d’ingresso) e con frequenza test o verifiche che siano semplici e attendibili SAPER VALUTARE Coinvolgere l’allievo con domande generali e specifiche volte ad autovalutarsi per discuterne la prestazione personale. Incoraggiare l’allievo a stabilire periodicamente obiettivi significativi e realistici sulla base dei test effettuati. I BAMBINI SONO PERSONE UNITE E COMPLESSE, DINAMICHE E IN EVOLUZIONE…. IN EDUCAZIONE, NIENTE E’ MAI GUADAGNATO UNA VOLTA PER TUTTE, NIENTE E’ MAI PERDUTO PER SEMPRE. A.A.V.V. : L’Educazione motoria di base - Programma Multimediale - C.O.N.I. - IEI 1994. P. Bellotti: Alcune riflessioni sullo sport e sull’olimpismo oggi - Roma 2003 L. Bortoli, C. Robazza: Apprendimento motorio concetti e applicazioni - Ed. L.Pozzi - Roma 1990. INDIRE : Progetto Mo.T.O. Moduli trasversali orientati MIUR - Firenze 2001. A. Madella, A. Cei: Le tecniche della comunicazione didattica Scuola dello Sport - Roma 1992 A. Madella, A. Cei, M. Londoni, N. Aquili: Metodologia dell’insegnamento sportivo – C.O.N.I – SdS – Roma 1994. C. Robazza: Abilità e prodotti - Ricerca Mo.T.O - Firenze 1999. R.A. Schmidt, C. A. Wrisberg : Apprendimento motorio e prestazione - Società Stampa Sportiva - Roma 2000. Massimo Oliveri: Progetto ATLETI DOMANI – Cuneo 2010-2011 • A.CEI, S.DINI, COACHING ALLE NUOVE SFIDE, GUERINI e ASSOCIATI, 2004. • C.BECCARINI, A.MADELLA, L’ALLENAMENTO SPORTIVO, S.d.S, 1998. PROGETTARE • C.ROBAZZA, G.GRAMACCIONI, L.BORTOLI, LA PREPARAZIONE MENTALE NELLO SPORT , ED. LUIGI POZZI 1994. • LEGRENZI (a cura di), GENERALE, IL MULINO, 1994. MANUALE DI PSICOLOGIA