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Somma ri o
2/3 Editoriali
4 Grandi fotografi sconosciuti
(o quasi): Luigi Barzini,
"inviato speciale"
Itala Zannier
12
Il Teleleautografo
Itala Zannier
16
Le autocromie
di Nino Springolo
Tiziana Ragusa
25 Dossier
Moda & fotografia
Itala Zannier
34
Photo by Wowe
38
Fabrica
Fashion victim
44 Un disegno di Beppe Mora
Rubriche
46 l contemporanei
conser vano
Alfredo Camisa
Antonio Biasucci
49
Il ritorno di
Giorgio Giacobbi
50
La fotografia
all'Università
54 Segnalazioni
Libri
56
Fotografia futurista - 1932
72
F.A.S.T. Notizie
Ed ito ri a l e
N
ell'editoriale pubbl icato qui a fianco, ltalo Zann ier, curatore
scientifico di " Fotostorica", denuncia la gravissima assenza nelle
L
a " c u ltura fotog rafica i n Ita l i a " , è q u e l l o c h e è , c o m u n q u e
scarsa.
Biblioteche pubbliche e private del nostro Paese d i un riscontro
A b b i a m o a n c h e p u b b l i cato u n v o l u m e c o n q u esto tito l o , i o e
"fisico" - libri , riviste, opusco l i , etc. - della pur ricca bibl iografia sulla
P a o l o C o sta n t i n i n e l 1 9 8 5 , Cultura fotografica in Italia
fotografia , dalle origini fino a oggi.
(Ange l i , M i l a n o 1 9 85 ) ; u n ' a nt o l og i a d i test i s u l l a fotografi a ,
"Ci occu piamo . . . con ' Fotostorica' d i Arch ivi fotografici, ma senza una
d a l l ' a n n o d e l l ' i nven z i o n e , con u n regesto q u a s i e s a u stivo
Biblioteca sull'argomento la ricerca si arresta o procede a stento e
d eg l i a r t i c o l i rel ativi a l " n uovo trovato", a p p a rsi n e l 1 8 3 9 i n
senza garanzie scientifiche . . . La scuola, le Università special mente,
Ita l i a , e p o i l ' e l e n c o d i saggi , m a n u a l i , vo l u m i
dove si tende ad attivare vari Corsi di Storia della Fotografia , hanno
s u l l ' a rg o m e nto , a n n o per a n n o , fi n o a l 1 9 5 0 .
necessità d i questa struttura culturale . . . ".
L ' u lti m o v o l u m e c itato i n q u e l l ' a m p i a ( u n i c a tutto ra)
È
b i b l i ografi a , è il l i b ro d i C a r l o M o l l i n o , Messaggio dalla
un richiamo forte, che colpisce anche noi editori che abbiamo
intrapreso questa i n iziativa con grande entusiasmo.
camera oscura, u n ' o pera e m b l e m at i c a p u b b l i c ata q u a s i a
Abbiamo dato corpo nei primi tre numeri della nuova gestione di
c h i u s u ra d i u n ' epoca , m entre ci si avviava a n u ove
" Fotostorica" a "dossier", i l primo dedicato all' emigrazione, i l secondo
p r o b l e m a ti c h e , spec i a l m ente n e l d i b attito tra neorea l i sti e
alla prostituzione e, nel presente numero, alla moda, con la finalità di
fo r m a l i sti .
creare un confronto fra questi fenomeni visti attraverso le fotografie
L ' ed i t o r i a " s u l l a fotografi a " , c h e c o m p re n d e ovv i a m ente l e
del passato e le i m magini del presente, con la possibil ità quindi d i
rivi ste ( s i veda Leggere l a fotografia . Le riviste specializzate in
formare un archivio tematico d i notevole interesse.
Italia ( 18 63-19 9 0 ) , N I S , R o m a 1 9 9 3 ) , è stata a s s a i a m p i a
In questo senso - recupero di fotografie archiviabili secondo una
a n c h e n e l l ' Ottoce nto , i n u n c o m pe n d i o d i saggi s u l l a tec n i ca ,
tematica anche di attual ità - la nostra iniziativa va incontro all 'appello
ma a n c h e s u l l ' estet i c a e s u l l e a p p l i c a z i o n i s c i entifi c h e ; u n a
d i Zannier, sia pur in misura parziale qual è consentita dai l i m iti della
l etterat u ra c o m petitiva a n c h e a l i ve l l o i nternazi o n a l e .
Rivista , pubblicata in queste occasioni con un vistoso aumento del
E p p u re , l e gra n d i B i b l i otec h e , pers i n o q u e l l e Naz i o n a l i , h a n n o
numero delle pagine (numeri doppi, con punte d i tre volte i l n umero
a c q u i s ito e c o n s e r vato s o ltanto u n e s i g u o n u m ero d i q u e ste
base di 48 pagine).
o r m a i q u a s i i ntrova b i l i p u b b l icaz i o n i , c o m e se si tratta s s e d i
Questo nostro sforzo sta riscuotendo un notevole riscontro presso gli
u n a d i s c i p l i n a seco n d a r i a e m e ra m e nte I u d i c a; n e l fratte m p o ,
abbonati e il pubblico di lettori , incoraggiandoci a proseguire sulla
q u i n d i , s o n o a n date d i s perse c o l l ez i o n i stra o r d i n a r i e , a d
strada dei dossier tematici e a coltivare, nel contempo, altre idee d i
esem p i o q u e l l a d e l l o stu d i oso otto centesco L u i g i G i o p p i , c h e
cui un anticipo viene oggi fornito con la pubbl icazione, da pag. 5 6 a
i o d a a n n i sto rico m p o n e n d o , l i bro c o n l i b r o , m a n u a letto c o n
pag. 71, del facsim i le del Catalogo della Mostra Nazionale di Fotografia
m a n u a l etto , a vo lte con a n n ota z i o n i e c o rrez i o n i d e l l ' a utore ,
Futurista (Trieste, 1 - 17 aprile 1932).
s i g l a t i d a l s u o " ex- l i b r i s " , in a c q u i sti c a s u a l i del p i c c o l o
Offriamo così una ghiotta opportun ità ai nostri lettori d i ven i re a
antiqua riato.
conoscenza di un eccezionale documento, pressoché introvabile, in
La storia d e l l a fotografi a , e i n p a r t i co l a re d e l l a n o stra , è
concom itanza per di più con la grande mostra in corso sino al 22
s uggerita e d i s persa a b ra n i i n i n n u m erev o l i vo l u m i e
ottobre 2001 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, " Futurismo
l i b r i cc i n i , c o m e testi m o n i a n za d i tec n i c h e ma a n c h e d i
1909 - 1944. Arte, arch itettura, spettacolo, grafica, letteratura,
rifles s i o n i estet i c h e e l i ng u i s t i c h e , offren d o o l tretutto u n
fotografia" e quella d i Rovereto (sino al 15/7) dedicata "all ' immagine
a p p a rato i n d i s p e n s a b i l e per u n o stu d i o fi l o l o g i c a m e nte
prodotta dall'obiettivo fotografico e cinematografico futurista".
c o r retto , a l tri m enti i m po s s i b i l e .
Come annunciato in precedenza , i prossimi dossier saranno dedicati
C i o c c u p i a m o , o l tretutto c o n " Fotosto r i c a " , d i Archivi
al design, fenomeno che i nveste ormai la nostra vita quotidiana, dagli
fotografi c i , m a senza una B i b l i oteca s u l l ' a rgome nto l a r i c e rca
aspetti minori della vita domestica a l l ' arredamento, per passare a uno
si a r resta o p rocede a stento e senza g a r a n z i e s c i entifi c h e .
dei vanti della creatività nazionale, i l design automobilistico; quindi
L e b i b l i oteche p u b b l i c h e d ovrebbero atti va r s i i n q u esta
allo sport, alla trasformazione del l'assetto urbano delle nostre città,
d i rez i o n e , perl o m e n o s u l conte m p o r a n e o , e n o n s o l ta nto c o n
ad alcuni momenti cruciali della nostra storia .
l e m o n ografi e a l l a m o d a , q u e l l e s u i g ra n d i fotog rafi , ecc . ,
Emanuele Candiago
Editore
Marzio Favero
Assessore alla Cultura
Provincia di Treviso
Pietro Poppi
La fontana delle Sirene (part.)
Bologna, Esposizione 1888
Collezioni d'Arte,
Cassa di Risparmio, Bologna
b e n sì su tutto i l m a teri a l e a sta m p a , a n c h e p u b b l i c ita r i o , relativo a l l a fotografia e a l l e s u e a p p l i c a z i o n i ,
p r o p r i o i n q u esto sto r i c o m o m e nto d i pas sagg i o d a l l a fotoc h i m i ca a l l a fotoel ettro n i c a . ( M a a n c h e c i ò
c h e v i e n e v e i c o l ato c o n I nternet, ecc . , a n d rebbe f i n d a oggi-ieri , " a rch i v i ato") .
La s c u o l a , le U n ivers i tà s p ec i a l m e nte, dove o r m a i s i tende ad attivare ( p u rtro ppo c o n " c o ntratti"
preca r i ) vari Cors i di Sto r i a d e l l a fotog rafi a , h a n n o necess ità di q u esta struttu ra c u l t u ra l e; g l i
stu d e nti n o n s a n n o d ove repe r i re testi e m o nografi e , e p e r m e , c o m e d ocente, è u n a fru stra nte
e s perienza q u oti d i a n a , s o p rattutto per i l a u re a n d i in q u esta d i sci p l i n a .
S e s o n o seri , c o m e s p es s o , m a c o n b u o n e p o s s i b i l i tà eco n o m i c h e , s o n o c o stretti a d a n d a re
a l l ' este r o , per rintra c c i a re la necess a ri a b i b l i og ra f i a s c i entifi c a .
A n c h e u n a r i v i sta c o m e q u esta, deve p r o p o rs i c o m e e l e m ento d i att i va z i o n e p e r l e B i b l i otec h e ,
c h e i nvit i a m o a raccog l i ere , ri ntracc i a re , a c q u i sta re vo l u m i e p u b b l i c az i o n i s u l l a fotog rafi a ,
cost r u e n d o u n "re p a r to s p e c i a l e", c o n u n b u dget pe r l o m e n o egu a l e a q u e l l o a s seg n ato a l l e
a ltre d i s c i p l i n e del l ' a r t e , c h e a l s o l ito s o n o i nvece p r i v i l eg i ate.
lta lo Zannier
GRANDI FOTOGRAFI ITALIANI
SCONOSCIUTI (O QUASI):
LUIGI BARZINI, "INVIATO SPECIALE"
lTALO ZANNIER
Anche Rodolfo Namias, autore di centinaia di
saggi sulla fotografia, soprattutto della sua
tecnica, aveva qualche pregiudizio, quando nel
1905, proponeva ai reporter le "pellicole
premio", ossia separate e non in rullo, come
quelle che, invece, produceva la Kodak, allora
modernissime, ma che a suo avviso avevano il
difetto di "arrotolarsi".
I reporter-fotografici, aggiungeva Namias,
"trascurano in generale di seguire le novità nel
campo dell'industria e della pratica
Le fotografie della
guerra russo-giapponese e i reporters-fotografi,.
fotografica" (1 - R. Namias,
in "Il Progresso Fotografico", Milano, sett.
1905, p. 166), il che però non era vero per
Luigi Barzini, che adoperava la modernissima
"Panoram Kodak".
"La novità", infatti era proprio la pellicola in
rullo, e non a settori, come le Agfa,
"confezionate una ad una"; vent'anni dopo,
infatti, fu vincente la "Leica", utilizzando il
lungo film cinematografico. Namias colse
GREAT UNKNO WN (OR NEARLY SO) ITALIAN
PHOTOGRAPHERS:
L UIGI BARZINI "SPECIAL CORRESPONDENT"
I talo Zann ie r
Rodolfo Namias, the author of hundreds of essays on photography, and on
technique in particular, must have had a few prejudices in 1 905 when he
recommended that reporters use "sheet film", that is, separate negatives not
roll-film like the extremely modern films produced by Kodak at the time
and which, in his opinion, were marred by their tendency to "roll up ".
comunque l 'occasione per esp rime re le sue
convenz iona l i rimos tranze tecnolog iche come acca de
tu tto ra , se c'è chi insis te , a d esempio , nel pre dilige re il
b ianco-ne ro , r itenu to " p iù a rtis tico " rispe tto al colo re ,
p rev is to invece nel des tino log ico della fo togra fia , oss ia
nel suo " divenire " , dopo l'avvio monoc roma tico.
Quello di Namias , è u n lungo a rticolo-recens ione
rela tivo a un repo rtage fo tog ra f ico di L uig i Barzin i
sen jo r sulla gue rra russo-g iapponese , appena pubblica to
ne "La Le ttu ra " , il mens ile cul turale de l " Corr ie re della
Se ra " , nel 1 905.
Il sagg io di Nam ias è fon damen tale nella nos tra
le tte ra tu ra fo tog rafica , ol tre tu tto pe r l' ins ieme di
r ifless ion i, in posi tivo e in nega tivo , sull'ope ra di
quell'a u ten tico maes tro del g iorna l ismo , ma anche della
fo tog raf ia , che è s ta to Ba rz in i, tu tto ra pe rò poco
conosc iu to o " riconosc iu to " come tale.
Secon do la migl iore tra diz ione fin de siécle ( s i pens i al
p ion ie re John Thomson , g io rnal is ta e fo tografo inglese ,
che pe rco rse un itine rario s imile a quello di Ma rco
Polo , negl i u l timi decenn i del XIX secolo , con block­
no tes e app a recchio fo tog ra f ico) , Lu ig i Barz in i, ol tre al
taccu ino di appun ti e di disegn i, aveva con sé , tra
l'al tro , una " Pano ram Ko dak " , appena usc ita dalla
fabb rica di Eas tman a Roches te r.
Un capolavoro tecnolog ico , quello s trumen to con
l'obie ttiv o ro tan te , cos tru ito a pa rtire dal 1 8 9 9 , che
consen tiva di o ttene re s u una s trisc ia di pellicola ,
c inque immagin i pano ram iche di 8 , 75 x 1 9 , 5 cm. , in
sequenza , rip ren den do un campo angola re di 1 4 2 °.
Nam ias con tes tava però ques to uso nel repo rtage , e
sc riveva: " il Ba rzin i abusa enormemen te della came ra
pano ram ica Ko dak , senza consi de ra re che in mol ti cas i,
spec ialmen te ove en trano pe rsone , un buon apparecch io
comune darebbe de i risul ta ti eno rmemen te m igl io ri ( . . . ) ;
"Photographic reporters " continued Namias, "tend to
neglect the innovations in the fie/d of the photographic
industry and practice" (l - R. Namias, "Le fotografie
della guerra russo-giapponese e i reporters-fotografi" [The
photographs of the Russian-]apanese war and the photo­
reporters} in Il Progresso fotografico, Milan, September
1 905, p. 1 66). This hardly applied to Luigi Barzini who
used the extremely modern "Panoram Kodak".
The "innovation " was in fact roll film, not segmental
film, like the "separately wrapped" Agfa films; twenty
years later Leica would enjoy great success with its use
4
Una fotografia di Luigi Barzini, in Giappone
1 9 0 1 ca.
" O ra v i sono c irca t recento ope ra i ital ian i in Sibe ria, i qual i
hanno il lo ro qua rt ie r gene rale a I rkutsk. La lo ro paga me dia è
di quatt ro rub l i al g io rno, c irca do dic i l ire ( . . . ). Con i lavo ri del
Ba ikal molt i a b il i ope ra i m inato ri, squa drato ri e m u rato ri
pot ranno t rova re lavo ro quagg iù . So anche di alcun i ingegne ri
ital ian i, ch iamat i in Sibe ria dalle ditte assunt ric i de i lavo ri
fe rrov ia ri. G raz ie a Dio - concl u deva Ba rz in i - il nost ro lavo ro,
anche senza la gu ida, la tutela e la difesa del gove rno, t rova la
sua v ia talvolta" (4, L. Ba rz in i, Dall'Impero del Mikado
all'Impero dello Zar, L ib re ria E dit rice Naz ionale, s . d. , p. 2 8 1 ) .
Ba rz in i, du rante quel v iagg io, sc risse, fotog ra fò e disegnò, con
una
tenac ia so rp ren dente, e un'ab il ità che lo po rtò a d esse re, anche
pe r la sua eleganza, un p rotagon ista di p rimo p iano del
g io rnal ismo, da M ilano a New Yo rk a Hong Kong; un maest ro,
anche di fotog ra f ia.
Qu i p resent iamo a compen dio alcun i " sch izz i fe rmat i dal ve ro " ,
c h e semb rano annotaz ion i fotog ra f iche istantanee, talmente
v ivac i e rig o rose , a l punto da insospett ire come " cop ia " di
alt rettante fotog ra f ie; ma queste, a quel tempo non av rebbe ro
potuto esse re alt rettanto " istantane e " , a causa degl i insupe rab il i
l im it i tecn ic i, che obbl igavano a una " posa " relat ivamente lunga.
Lu ig i Ba rz in i, m i sugge risce pe rò Paola Pallott ino, p rofon da
stu diosa dell "' illust raz ione " , spec ialmente degl i ann i a cavallo
t ra XIX e XX secolo -, e ra comunque noto pe r la sua a b il ità di
disegnato re ; fu Ba rz in i infatt i a illust ra re le avventu re di
" F iamm ife rino " , pubbl icate nel " Co rrie re de i P iccol i" nel 1 909,
e po i raccolte in volume da Bempo ra d nello stesso anno.
Disegn i v ivac i, t racc iat i con segn i rap idi e p rec is i; s intet ic i come i
suo i raccont i e le sue fotog raf ie.
E ra nato a O rv ieto nel l 8 74 e da ragazzo aveva lavo rato come
sa rto del Dist retto m il ita re, cont inuan do il lavo ro del pa dre ;
lavo ro che abban donò p resto, pe r t rasfe rirs i co ragg iosamente a
Roma nel 1 8 9 8 , avv ian dos i con fo rtuna al g io rnal ismo; a
vent ic inque ann i venne ch iamato da Lu ig i Albe rt in i al " Co rrie re
of the long cinematographic film. Namias nevertheless took the
opportunity to express his conventional technological protests. In
this he is like those modern photographers who prefer black and
white film, considering it "more artistic " than colour film which
was part of photography's logica/ destiny, that is, of its "future"
a{te1· its monochromatic beginnings.
Namias' was a long article-review of a picture story by Luigi
Barzini Senior on the Russian-Japanese war, which had just
appeared in La Lettura, the monthly cultura! magazine of the
daily newspaper Il Corriere della Sera in 1 905.
Namias' essay is of fundamental importance in our photographic
5
literature, above ali because of its many reflections, both negative
and positive, on the work of Barzini, who was a true master of
journalism as well as of photography, but is still little known or
"unrecognised" as such even today.
According to the bes t fin-de-siècle traditian (consider the pioneer
fohn Thomson, English journalist and photographer who
followed a route similar to the one made by Marco Polo towards
the end of the 1 9th century, with a notebook and camera) Luigi
Barzini, in addition to his notebook and sketchbook, also had a
"Panoram Kodak" fresh aut of the Eastman factory in Rochester.
Bui/t {rom 1 890 omuards, the "Panoram Kodak" was a
Due disegni di Luigi Barzini
1901
se non vi fosse la dicitura spiegativa sotto , nessuno capirebbe
cosa rappresentano parecchie fotografie del Barzini . . . " (2 , idem,
p. 1 6 8 ) .
Non a torto , suggeriva quin di a i reporter " di guerra e di
stra da " , " una camera or dinaria con ottimo obiettivo l uminoso ,
sposta bile e munita di un otturatore di lastra che pel suo
ren dimento l uminoso assai maggiore permette di raggiungere
delle rapi dità di otturazione rilevanti senza avere negativi
deficienti di posa ... (3, idem, p . 1 6 8 ) , ma in e ffetti sbagliava
invece , nel proporre , " le pellicole confezionate una a u na " , che
impe divano la ripresa di un'azione in sequenza rap i da.
Per Barzini , comunque , la "Panoram " permetteva di illustrare
"geograficamente" un'ampia zona di paesaggio e infatti
continuò a usarla qualche anno dopo , anche durante il mitico
viaggio Pechino-Parigi , a b or do dell "'Italia " , assieme a l Principe
Borghese.
Barzini era solito alternare all'uso di questo apparecchio
panoramico , una comune ko dak con ottica " normale" , come già
aveva fatto durante il viaggio " dall'Impero del Mika do
all'Impero dello Zar " , nel 1 90 1 , del quale pubblichiamo in
queste pagine qualche illustrazione.
Le fotografie di Barzini , in parte disperse (ma cre do che
moltissime siano ancora amorosamente conservate dalle nipoti
Lu dina e Bene detta) , rivelano , per quello che si conosce dalle
pubblicazioni inizio XIX secolo , un fotografo di notevole
capacità di sintesi , che si p uò affiancare ai più celebrati pionieri
di quegli anni , attivi lungo un Gran d Tour che ormai si
prolungava fino in Cina e Giappone , e che Barzini percorse fino
ai geli della Transi beriana , in un viaggio che s i conclu deva a
Vla divostok.
Mio nonno Bonaventura Zannier - piccolo impresario sul lago
Baikal negli ultimi anni dell'Ottocento , dove costru ì qualche
ponte di pietra , tuttora contrassegnato dalle sue sigle "BZ" incise
sul concio di chiave - , potrebbe aver incontrato Barzini , che
passò anche di là come egli racconta nel capitolo " Sul Baikal " .
technological masterpiece with its swinging lens that allowed five
6. 75 x 1 9. 5 panoramic images covering a 1 42 ° angle of view to
be fixed, in sequence, on a strip of film.
Namias questioned Barzini's use of the Panoram in his reportage
and wrote: "Barzini makes tremendous misuse of the Kodak
panoramic camera without considering that in many cases,
especially when people are being photographed, a good standard
camera would provide vastly superior results (...}; if it were no t
far the explanatory note below each photo, it would be
impossible to understand what many of Barzini's photos
represent . . . "(2, idem, p. 1 68).
Although he was right to suggest that "war or street" reporters
use "an ordinary camera with an excellent swing-lens and focal­
plane shutter whose greater luminous efficiency allows
considerable shutter speeds to be achieved without the risk of
underexposed negatives . . . " (3 - idem, p. 1 68) he was mistaken in
pmposing that they use "singly-wrapped films " because they did
not allow action scenes to be photographed in rapid succession.
As far as Barzini was concemed, the "Panoram" allowed him to
"geographically" illustrate a wide area of landscape and he continued
to use it far some years later, even during his legendary Peking-Paris
journey on board the "Itala " together with Prince Borghese.
Barzini was used to altemating this panoramic camera with an
6
Fotografia di Luigi Barzini, in Siberia
1 90 1
7
della se ra " , dove si impose subi to con la sua qualifican te fi rma
di " invia to speciale " ; in effe tti fu il p rimo in I talia , e comunque
emblema tico del g ran de gio rnalismo.
Nel 1 900 fu in Cina , regis tran do nei qua ttro anni successivi
va rie fasi della gue rra dei " boxe rs " ; nel 1 907 compiva il rai d
Pechino-Pa rigi; quin di in Libia e sui f ron ti della G ran de gue rra.
La sua biog rafia è ricca di avvenimen ti e di avven tu re
s trao rdina rie, regola rmen te regis tra te nelle pagine del
" Co rrie re " , con una sc ri ttu ra agile e piacevole.
Mo rì a Milano nel 1 947.
Spe ro in un recupe ro dell'ope ra di Ba rzini-fo tog rafo che , assieme
a Luca Come rio e Adolfo Po rry-Pas to rel , è un significa tivo
esempio della fo tog rafia gio rnalis tica i taliana al suo eso rdio . •
Due disegni di Luigi Barzini
1901
ordinary Kodak with a "norma!" optical system as he had dane
during the journey "from the Empire of the Mikado to the Empire
of the Tsar" in 1 901 (some illustrations of this journey appear in
these pages). The photographs in the publications from the early
1 900s (some of Barzini's photographs have been lost, although I
believe that many examples are lovingly conserved by his grand­
daughters, Ludina and Benedetta) reveal a photographer with
considerable powers of synthesis who is worthy of standing
alongside the more famous pioneers of that period whose Grand
Tour by now reached as far as China and ]apan and which
Barzini followed as far as the snows of the Tran-Siberian railway
in a journey that would end at Vladivostok.
My grandfathe1; Bonaventura Zannier - a small entrepreneur near
Lake Baikal during the 1 890s where he bui/t a number of stone
bridges which stili bear his initials "BZ" carved into the keystone
- may have met Barzini on his travels through that area (described
in the chapter "On the Baikal")
"There are now around three hundred Italian workers in Siberia
who have their headquarters in Irkutsk. Their average pay is four
roubles a day, around twelve lire ( . . . ) Thanks to the work at Lake
Baikal many skilled mine workers, stonecutters, and bricklayers
will be able to find work down here. I also know of some Italian
8
l
l
Fotografia di Luigi Barzini, in Siberia
1 90 1
9
BLLikal
Un disegno di Luigi Barzini
1 90 1
engineers ca/led to Siberia by the companies building the railroads.
Thank God" concluded Barzini, "that our work sometimes
manages to find its way even without the guidance, protection and
defence of the government" (4- L. Barzini, Dall'Impero del Mikado
all'impero dello Zar, Libreria Editrice Nazionale, n.d., p. 2 8).
During that journey Banini wrote, took photographs and
sketched with a surprising co
_ nstancy and skill that, together with
his elegance, ensured him a leading role in journalism (rom Milan
to New York to Hong Kong; a master, also of photography.
This article contains a selection of "sketches (rom nature" which
seem instant photographic notes, their liveliness and exactitude
such that we might suspect them to be "copies" of the relative
photographs; but during those times photographs were far (rom
"instantaneous " due to insuperable technical baniers which
required relatively long exposure times.
However, Paola Pallottino - an expert in "illustrations", in
particular those dating to the turn of the fast century - informed
me that Luigi Barzini was in any case famous far his drawing
skills; in fact he illustrated the adventures of "Fiammiferino"
published in Il Corriere dei Piccoli in 1 909, which were published
in volumes by Bemporad that same year.
Lively drawings sketched with swift accurate lines; as concise as
his essays and photographs.
He was horn in Orvieto in 1 874 and as a boy he worked as the
tailor far the !oca! recruiting office as his father had dane before
him. Before long he left this caree1� courageously moving to Rome
in 18 9 8 an d launching himself successfully in journalism. A t the
age of twenty-five he was called by Luigi Albertini to work far Il
Coniere della Sera where he soon left his mark with his qualifying
signature of "special correspondent"; in fact he was the first in
Italy and was emblematic in the fie/d of great journalism.
In 1 900 he was in China, recording the various phases of the
"Boxer" war during the next four years; in 1 90 7 he did the
Peking-PaTis race; he then went to Libya and to the fronts in the
Great War.
His biography is full of happenings and extraordina1'y adventures,
regulaTly J'ecoJ'ded in the pages of the Coniere with his deft,
Teadable style. He died in Milan in 1 947.
I hope far a rediscovery of the work of Barzini the photographer
who, together with Luca Comerio and Adolfo Porry-Pastorel, is
an important example of early Italian journalistic photography. •
lO
Il Friuli
è
una delle patrie della fotografia europea, sin dagli albori di quest'arte ci sono state delle persone che, con le più svariate tecniche, hanno fissato le immagini del reale, aprendo
così una ricca pagina di cultura. Con l'andar degli anni, a poco a poco, si
appassionati. E' una ricchezza che nel tempo si
pochi anni vi
è
è
è
formato un grande patrimonio costituito dai fondi sia di artisti veri e propri, sia di fotografi professionisti, sia di
andata diversificando per stili, soggetti, vicende. Valorizzare e tutelare questo patrimonio inestimabile non
è
facile, anche perché solo da
la necessaria sensibilizzazione a considerare la fotografia degna di essere considerata con tutte le cure, come una qualsiasi opera d'arte.
Molto di quanto
è
stato realizzato nel passato, non solo remoto, ma anche recente, purtroppo,
è
andato perduto non di rado per disattenzione ed incuria. Oggi, viceversa, tutte le memorie
fotografiche sono ritenute almeno valutabili per la loro catalogazione e per una destinazione sia espositiva sia documentaria.
La Provincia di Udine soltanto da poco più di un decennio ha intrapreso una azione di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio fotografico locale, in collaborazione con i Civici Musei
udinesi. Per realizzare una galleria fotografica, infatti, la Provincia ha contribuito all'acquisto dei fondi dell'archivio Pignat e dell'archivio Brisighelli. Questa fruttuosa collaborazione
è
destinata a continuare al fine di recuperare alcuni tra i fondi più interessanti, a cominciare con il vasto repertorio lasciato da Tino da Udine, recentemente scomparso.
Dal canto suo la Provincia ha acquistato negli anni scorsi l'archivio Innocenti che attende di essere catalogato e che contiene una vasta documentazione, soprattutto sulle tradizioni popolari
e paesane. Per il momento sono state edite solo alcune pubblicazioni, ma la finalità
è
quella di costruire una struttura autonoma, che garantisca non solo una fruizione archivistica e
documentata, ma anche la cura e il restauro delle pellicole e possa diventare il riferimento per mostre e operazioni editoriali di vasto interesse e per ultimo anche per il mondo della scuola.
La possibilità di creare tale struttura di servizio naturalmente, ma e soprattutto tecnici esperti.
In attesa di ciò, oltre allo stretto contatto con i Civili Musei che in questo senso stanno positivamente programmando, vi
è in
prospettiva un ingresso nel C.r.a.f. di Spilimbergo affiancando
la Provincia di Pordenone per un rilancio regionale dell'arte fotografica. La Provincia di Udine, però intende, comunque, proseguire nella ricognizione dei fondi costituiti dai cosiddetti
"Fotografi di paese", che non a caso, suscitano l'interesse di altri a cominciare da organizzazioni culturali d'oltralpe. Conservare in coro tale patrimonio di immagini ed evitare la sua
dispersione
è
lo scopo di un censimento che prossimamente la u.o.c. cultura della Provincia effettuerà al fine di avviare negli anni una acquisizione sistematica o comunque la fruizione in
comodato di un insieme di preziose testimonianze. Nel quadro dei suoi interventi annuali affidando sia i fondi propri, sia le leggi regionali per la cultura, la Provincia di Udine ha promosso
associazioni e Comuni numerose mostre fotografiche con i più diversi soggetti ed autori. Nel
2000 è
stato compiuto un salto di qualità con l'organizzazione diretta di una mostra dedicata
al Paesaggio friulano, intesa come omaggio ad uno dei maestri della fotografia In Friuli, anche se Spilimbergo dal
1968 è
Provincia di Pordenone: il prof. ltalo Zannier.
E' stato raccolto e pubblicato in un esauriente catalogo la storia del paesaggio fotografico friulano. Ciò ha posto le premesse per l'interesse dell'Ente in questo particolare settore delle
arti visive. Ecco perché la storia della fotografia in Friuli e le opere dei fotografi friulani di ieri e di oggi interessano la Provincia di Udine e per il futuro certamente si svilupperanno nuove
opportunità per cui appassionati ed artisti, ma anche quanti credono che l'obiettivo del fotografo sia una visione del mondo con tutti i suoi valori.
IL TELEAUTOGRAFO
lTALO ZANNIER
Dopo l'invenzione del telefono e del telegrafo,
sembrò tutto possibile, anche trasmettere le
immagini a distanza, che oggi i bambini e i
giovincelli credono sia sempre esistita, nel
ricordo, forse anche prenatale, della televisione
accesa accanto alla culla.
Il primo risultato accettabile- dopo vari
tentativi falliti e mentre altri indirizzavano le
ricerche sulla fotografia del movimento, come
Edison, Marey, e infine i Lumiére, vincenti con il
Cinématographe nel1895-, risale al1894, con
il "Teleautografo" del professore inglese Elisha
Gray, che in precedenza s'era applicato anche
all'invenzione del telefono, al punto che in
Inghilterra si volle addirittura attribuirgliela.
«Chi si immaginava di poterei collegare tra di
noi- osservava un cronista di "Luz y sombra",
una rivistina di fotografia, edita a New York in
lingua spagnola, nell'agosto del1894-,
mediante un apparato che permette di inviare,
con la medesima velocità del telegrafo, non
soltanto un numero limitato di parole ma un
THE TELEAUTOGRAPH
Itala Zanniet
Aftet the invention of the telephone and the telegraph, it seemed that
anything was possible, even the long-distance transmission of images which
children and young people today believe have always existed, in their
memories (maybe even prenatal) of the television by their cradles.
The first acceptable tesult - after various fai/ed attempts, and while othets,
like Edison, Marey, and finally the Lumière brothers concentrated on
photographing movement, the latter achieving success with their
disegn o, un ritra tto, anche tracc ia to di p rop rio pugn o?
Ques ta c osa, pe r inc re dib ile e s op ranna ru rale che semb ri, è
s ta ta real izza ta dal P rofess or G ray >>.
li meccan ism o del "Teleau tog raf o", s omma riamen te,
c ons isteva nel de te rm ina re un ce rt o nu me ro di c on ta tti
ele tt ric i me diante una penna nel traccia re il disegn o,
causan do qu in di, nel me desim o temp o, w1 sal to di c orren te
all'es trem o opp os to, quell o riceven te, dove un 'al tra penna
c oe rentemen te disegna il messaggi o, su una ca rta spec iale, e
(pe r me) mis te riosa.
Qualc osa di s im ile al fax !
Da all ora trasc orse c omunque del temp o p rima di ottene re
risulta ti s oddisfacen ti; in Ital ia , c on il "Pan teleg raf o", il
"Tip o- teleg raf o", il "Telesc ritt ore ", il "Faxs inlile- teleg raf o",
quest'ul tim o in ven ta to da un sace rdote, m ons ign or
Ce reb otan i.
In w1a scala in te rnaz ionale, invece, s i ric orda la t rasm iss ione
di una f ot og rafia (qu in di un nume ro eccez ionale di impuls i,
pe r ot tene re una acce ttab ile "n itidezza "), nel 1904, da
M onac o a N orimbe rga, c on il metodo di Artu r K orn ;
acc orse ro qua ran ta m inut i. Anc ora K orn, nel 1907 spe dì da
Ly one a Pa rig i una f otog raf ia a 'Tillus tra ti on ", men tre
E doua rd Bel in, set te ann i dop o, ripe tè la p rova da Ly one a
Pa rigi, inv ian do a "Le Jou rnal " un 'immag ine del P res idente
P oinca ré. Ma in I talia, due ann i p rima, Umbe rto Elle ro,
ecle ttic o s tu dios o eli f otog raf ia e Dire ttore della Scu ola di
P ol iz ia Sc ien tif ica a R oma, aveva trasmess o da M ilan o a
R oma Lma f otog raf ia assa i de ttaglia ta del Re V itt orio
Emanuele III, c on il me todo della Tele ic on otipia, che rich iese
pe rò c irca se i ore e l' ope ra di sei "man ov ra tori ".
Elle ro, tra l 'a l tro, c ollab orò c on Camill o Ol ive tti nel p roge tto
di una macchina da sc rive re alla quale ven iv a appl icata w1a
tastie ra a ca ra tte ri punt if orm i, p rop ri o pe r la t rasmiss ione di
messagg i a dis tanza, ma n on se ne fece nulla. P oi venne la
telev is ione e tu tto il rest o; ma, " on ore e gl oria " va a tu tti
questi tenac i e n on semp re f ortunati rice rca tori e inven tori. •
Cinématographe in 1 895 - dates to 1 894 with the
invention of the "Teleautograph " by the English
professar, Elisha Gray, who had previously dedicated
himself to the invention of the telephone, so much so
that the English even wished to attribute it to him.
" Who would evet have imagined that we would be ab/e
to link up with each other," observed a reporter (or Luz
y sombra, a photographic magazine published in Spanish
in New Yotk, in August 1 894, "by means of an
apparatus that can not only send an unlimited number of
words at the same speed as the telegraph, but also a
Una pagina di "Luz y sombra"
settembre 1894
12
EL TELEAUTOGRAFO.
���'l
rN
NOT:\ 13J.E.
ul tclégm!o de Morse. •l posc s iomr se <le l" ideaa ùcl uerebro
hnmf\,110
===!IJ
INVEN'fO
}lHl'fL
tmsmitirln.s
ÌHCOmparnb}e v c] oci clacl a
COll
110
importa que d i sta n c i a., y el fonografo y ki n et o ·copio de Ed iso n�
l'
tenie n do en ingeui o ·os meca.ni;·mos el soni <.l o y el movimiento
para reproclucirlos luogo 0011 esc ru p ulosa iìdoli.tlud, causa han iclo
rle granclisi.ma sorpresa._.
s
1ìrtlanCI.o
con
,·ns apariciones é p oeas notnbles eu la
hi.stori.a d.el _progrcso ci ' nti fi c o , no meno' extruorclinario. no meno. dign o 1le
despertar igua.l a.dmiraci(m en cl munù.o entero,
es cl nn cvo y 1n·odigiot<o
aparato conorido por telenntogmfo . cuyo invento e clebe al P ro fesor Elishn
·liECE/)lor.-
Gray_. y que (1, esta
pùbli c o inglés.
honts est{t
llama,nCI.o
poderosamente la a tenc i 6 n del
El Profesor Gray es el i.nventor del t eléfono .
Satisfechos con los gr::mdes servicios que nos p restan el telé grafo y el
teléfono, creiamos te11erlo todo:
e] primero para. la rap i da trasmissi6n de 1n
palabra esc rita. y el segmt do como vehl culo de la vivn voz;
pobres ignoran te
:figuranclonos.
iuc;1paces de concebir lo que la ciencia puede y nos reserva
todavia, que ern ya lmmanamenta imposi b l e realizar un nuovo paso eu ht
senda fle esos descubrimientos qne t iende n
i perfeccionor los meclios de
Un disegno trasmesso con il "Teleautografo"
1894
drawing, a portrait or a sketch we have drawn ourselves? This
thing, as incredible and supernatural as it may seem, has been
invented by Professar Gray".
In brief, the mechanism of the "Teleautograph " consisted of
determining a certain number of electric contacts by means of a
pen tracing the drawing, thus sending an electric signal to the
apposite end, the receiving end, where another pen drew the
message on a special (and far me, mysterious) paper.
Something rather like a fax!
Some time was to pass before satisfying results were achieved in
Italy with the "Pantèlègraphe", the "Tipo-Telegrafo ", the
"Telescrittore " the "Faxsimile-telegrafo ", the latter invented by a
priest, Monsignor Cerebotani.
In an international context, in 1 904, a photograph was
transmitted (involving therefore an exceptional number of pulses
to ensure acceptable sharpness) (rom Munich to Nuremberg using
Arthur Korn 's method; the process took 40 minutes.
In 1 907, Korn sent a photograph fmm Lyons to L'Illustration in
Paris, while seven years later, Edouard Belin repeated the Lyons­
Paris attempt, sending a picture of President Poincaré to Le
]ournal.
But in Italy, two years earlier, Umberto Ellero, an eclectic
photographic scholar and Director of the Scientific Palice School
in Rome, transmitted a rather detailed photograph of King
Vittorio Emanuele III (rom Milan to Rome using the
telephotography method, which took six hours to complete and
the co-operation of six "operators ".
Ellero, also worked with Camillo Olivetti in the design of a
typewriter to which a keyboard with punctiform characters could
be fixed far the long-distance transmission of messages, but
nothing came of it.
Then television arrived and all the rest, but "honour and glory "
to those tenacious and not always lucky researchers and
inventors. •
14
Dopo 25 anni dall'ultima edizione e nel ventennale della morte dell'Autore
ritorna il libreria il libro-evento di Giuseppe Mazzotti
Ville Venete
edito da Canova
con la collaborazione della Provincia di Treviso/Assessorato alla Cultura
e Foto Archivio Storico Trevigiano
promosso dall'Istituto Regionale Ville Venete
a cura di Lionello Puppi e Ruggero Rugolo
Formato 24 x 32 cm su carta patinata
664 pagine, 890 illustrazioni in nero e a colori
Rilegato con impressioni in oro e sovracoperta
Nelle
migliori librerie
Distribuzione: Cierre Distribuzione Editoriale
Via Ciro Ferrari, 5 - 37060 Caselle di Sommacampagna - Verona
tel. 045/8581820 fax 045/8589609
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www.cierrenet.it
E mail: [email protected]
Per informazioni: Canova Edizioni, tel e fax 0422/382383
e-mail: [email protected]
riguar dano gli interni: essa anima di riflessi decisi gli oggetti,
come la brocca sul tavolo della sala da pranzo. Tutto ciò non
può che essere il risultato delle osservazioni e delle
impressioni tratte da Nino Springolo in occasione delle sue
frequenti visite alla Alte Pinakothek di Monaco, al tempo del
suo soggiorno di stu dio avvenuto a cavallo tra il 1 909 e il
1 9 1 0; pare infatti che più degli insegnamenti dei maestri di
cui seguiva i corsi, egli abbia tratto lezione dalla visione dei
qua dri dei pittori fiamminghi e olan desi, dal fascino intimista
di nature morte come quelle di Claesz e Kalf. Ne sono l'esito
la serie di opere denominate del "perio do scuro" che egli
realizzò tra il 1 910 e il 1 9 14, La cuccuma col barattolino del
19 12, Il vaso di pesci vuoto del 1 913 e altri, di cui troviamo
interessanti assonanze nelle autocro rnie. Di quest'epoca sono
anche le sue opere appartenenti alla corrente del
Divisionismo e non esclu derei che proprio l'esperimento
fotografico con il colore abbia contribuito a d avvicinare
Springolo a tale movimento'.
Anche nelle autocro rnie raffiguranti paesaggi è possibile
rintracciare un nesso con la pro duzione pittorica di Nino
Springolo: il tramonto sul fiume ripete nell'inqua dratura
prospettica il dipinto Il Sile d�l 1 905, e richiama nel colore i
viola e i grigi dei cieli sopra le barene della laguna che
troviamo nei suoi dipinti della fine degli anni '10.
Oltre all'importanza derivante dalla loro attribuzione al
pittore, va sottolineata la bellezza di queste autocro rnie e,
negli scorci paesaggistici, la singolarità di una Treviso a
colori del primo Novecento, di cui cre do esistano veramente
pochi esempi. •
•
NOTE
' I prodotti per la fotografia erano contenuti per lo più nelle confezioni
originali fornite di etichetta:
- "Pastiglie coloranti 'Satrap' per colorire le carte alla gelatina bromuro
d'argento e 'Gaslicht', come pure le diapositive"
- "carta e colori espressamente fabbricati per la Resinopigmentipia
(nuovo procedimento di stampa fotografica artistica studiato dal
Prof. R. Namias)"
- una scatola di "Autochromes Lumières 4 plaques"
- "Ècran compensateur pour l 'usage cles Plaques et Filrres Dioptichromes Dufay"
- carta al bromuro adatta per il procedimento al bromolio
- un pennello per applicare l'inchiostro nella stampa alla gomma, due
torchietti alternatori per negative stereoscopiche, un rullo inchiostratore,
cornici per fotografie, una serie di filtri e anelli estensori Rectaflex.
Jnnanzitutto in una delle lastre Domenico è ritratto all'età di circa 1 5
anni, l a qual cosa testimonia che i n famiglia qualcun altro prima d i lui si
era accostato alla fotografia.
2
L'autocromia è stato il primo procedimento fotografico a colori diffuso
commercialmente, messo a punto dai fratelli Lumière fin dal 1 9 04.
3
Treviso. Il Sile in prossimità della città
1 910-14
• li colore nelle autocromie è ottenuto, per sintesi additiva, dal passaggio
della luce attraverso migliaia di particelle di amido trasparente e colorate
nei tre colori primari, mescolate rra loro e stese sulla lastra; tale mosaico
colorato è visibile anche semplicemente per mezzo di lente.
Treviso. La facciata e il campanile di S. Nicolò
e sulla sinistra il campanile di S. Teonisto
1 91 0-14
19
Interno
1 9 1 0- 1 4
20
lnterno
1910-14
21
Ritratto di signora in veranda
1 910-14
22
Ritratto di giovane signora in un salotto
191 0-14
23
S
"
ull'impor tanza
nel costume moderno
del fotografo di moda siamo ormai
tutti d'accordo - scriveva Giuseppe
Turroni nel 1959, analizzando alcuni
aspetti della fotografia italiana del do­
poguerra -; siamo tutti d'accordo, data
la grande rivoluzione formale appor tata
nelle società
progredite dall'imperante
matriarcato ... ".
Ma
la
"fotografia
di
moda" s'era awiata spontaneamente,
ben prima dell"'imperante matriarcato",
con Dagu_erre persino, e poi decisamente
con
Disderi,
nel
cui
guardaroba
si
trovavano vestiti e suppellettili per tutte
le ambizioni oltre che per tutte le taglie.
Nadar
badava
all'espressione
del
viso, alla vivacità degli occhi, mentre
Disderi s'abbandonava al rito lu­
singh iero del ritratto nar­
c isistico e, piuttosto
che sul volto,
puntava s u l l ' effetto fotoge n i co del vestito e degl i
" orna menti " , ossia deg l i " a ccessori che ornano il ritratto
e d i straggono il conte m p l atore d a l l a persona raffigurata " ,
come h a osservato G i sèle Fre u n d .
L a " mo d a " serve i nfatti a d attri b u i re u n ruolo soc i a l e
a l l ' i nd iv i d u o , a " d i stinguerl o " , oggi n e l l a m a s s a e p e r
gra n d i categorie, pi uttosto che s i ngola rmente, non ostante
i tentativi stravaga nti, di " d iversificazione " , che spesso
fa nno però si a n n u l l a n o proprio nel fare scuo l a , e
d iventano n u ovi stereot i p i , in un ciclo senza fi n e , che però
a l i menta u n gratificante b u s i ness globa l e gigantesco.
Con q uesto dossier, dedicato a l l a fotografia della moda,
non s i intende fa rne l a stori a , ma sugge rire u n breve
iti nerario in q u esto settore de l l ' i m magi n e , che
attua l m e nte occupa uno spazio rilevante del
fotogiorna l i s m o , con u n a ed itoria e una p u b b l i c i stica , che
è a nche giustificata d a l grande mercato della moda , in
tutti i suoi as petti i ndotti , per tutti i gust i , se non pro prio
per tutte l e tasche.
Anche l e ca rtes-de-visite d i D i sderi ( d a l 1854 i n poi) sono
"fotografie d i mod a " , come i n seguito q u e l l e del rito
domenica l e , con l a fa m ig l i o l a vestita a festa , i n
processione d a l fotografo p e r i l souvenir. D i n a nzi a l
fotografo con l ' abito b u o n o , i l cappe l l o a l a rghe tese, i l
g i o i e l l o , l ' o m b re l l o , la siga retta tra l e d ita , c h e fu a sua
volta status symbo/, n e l l ' e ra conta d i n a , ris petto a l l a p i pa o
al sigaro popolare.
l Grandi Magazz i n i , già negli anni Venti si dedicano a
q uesto nuovo commerc i o , che s ' a m p l i a e deco l l a i n
coerenza c o n la società piccolo borghese, me ntre nascono
giorna l i che offrono i n ru briche o i n toto " la moda " , non
soltanto quella i r raggi ungibile d i " Vogue " , ma già i l pret à
porter magari con i "figuri n i " in carta da ritagl i a re , per la
sarta del q uartiere; purché fossero " a l la moda " .
I l barone d e Mayer, con Steichen e poi Man Ray, i n Ita l ia
Luxardo o G h itta Care l l , sono stati tra i pri m i a offrire
esempi di moda media nte u n a grande fotografia , moda
per se stessa, che occupa u n capito lo significativo d e l l a
storia d i q uesto genere d ' i m m agi n e .
I n effetti , s o n o autori c o m e Cec i l Beaton o R i c h a rd
Avedon che hanno creato, con la loro i m m aginazione
estetica , "la moda " , offrendo fondamenta l i model l i di
bellezza fotografic a , quella che i nfi ne ve icola ed esa lta
ogni creazi o n e ; lo sti l ista ha necess ità del fotografo ,
come della matita e d e l l e fo rb i c i , e se il fotografo è
gra n d e , anche il prodotto sarà s u b l i m e (o perlomeno ta le
sembrerà).
Claudia Garrone con una amica
primo '900
ltalo Zannier
Collezione fam. Scarpis-Conegliano
Gruppo familiare in posa
anni
'10
FAST - Fondo Va l m a reno
27
Ghitta Care/l
La comtesse Franca Visconti di Modrone
in
··vogue"
settembre 1930
Baron Gayne de Meyer
Daisy
1910 ca
Edward Steichen
Moda al Grand Prix di Longchamp
1907
Edward Steichen
Fotografia di moda
1933
28
.-----_;;_---�' -----
Due pagine di pubblicità
in un catalogo della "Rinascente"
Cappelli per signora
e per giovanette
1923
Una pagina di pubblicità
in
"Vogue"
settembre 1930
Laura Miré
Progetto di una maglia
1992
la plus
belle Gaim:
de Paris
...
s-p�o. �--­
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t
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u... --.r.... s. w.u. -.... -- ..
,. M:;ID. !.. _....,
....._ !'WI
,_ r__..
ss
-. t:. ....r � - -· -"J"' - -·
,.._ T_ .,,,. .,.,.... _ ,... � ­
Mare Rea/
Una pagina di pubblicità
per Lucien Lelong
in
"Vogue"
settembre 1930
31
M"l'C& nTor..
J. Lu�l
Pon.
83.1l'!l'toles-
P h oto by Wowe
I n q u este pagine p u b b l i c h i a m o alcune i m magi n i rea l i zzate da Wolfga ng Wesener, u n eccezionale
fotografo della moda , d i origine tedesca, che d a a l c u n i anni s i è sta b i l ito nel Ve neto. I l suo
archivio com prende oltretutto una serie d i inte n s i ritratti dei maggiori sti l i sti contempora n e i , dei
quali presentiamo u n a emb lematica selezi one.
•
Renzo Rosso
Valentino
34
Gianni Versace
36
Pierre Cardin
37
FAS H I O N V I CT I M
by Fa brica
In G i a p p o n e le scarpe c o n la z e p p a sono a ll' u lt i m o g ri d o , s p i e g a Aya ko l z u m i , 1 9 a n n i . di To kyo . Come le s u e a m i c h e a n c h e lei i n d ossa ogni g i o r n o
stiva li con l a s u o la d i 1 5 c m . Aya ko sost i e n e c h e così l e g a m b e sem b ra n o p i ù l u n g h e , p u r a m mette n d o c h e q u e sto t i po d i ca lzat u re n o n è a p rova d i
stress . " I n c i a m p e r ò c i n q u e o s e i volte a l g i o r n o " , confessa. M a a l m e n o h a evitato f i n o a d o ra l' o s p e d a le . I n u n ' u n ivers i t à n i p po n i c a , u n a s t u d e n tessa
s u otto h a r i p o rtato frattu re o g ravi slogature i n s e g u i t o a un c a p i t o m b o lo d a tra m p o l i . [ C o lo rs n. 38/39 - Extra - o rd i n a ry fa s h i o n )
F
A
B
R
C
A
Fa b r i ca è i l ce ntro d i r i c e rca e svi l u p p o su lla c o m u n i c a z i o n e d e lla B e n etto n , n a to n e l 1 994 d a l patri m o n i o c u l t u ra le d e l G r u p p o . C o n i l c o m p leta m e n to
d e l s u o vasto c o m p lesso a rc h itett o n i c o n e i p ressi di Treviso, resta u rato e a m p liato da Tad a o A n d o , vive o g g i u n a n u ova fase p ro p u ls iva , p ro p o n e n d o s i
c o m e u n p o lo m u lt i c u lt u ra le i nternazio n a le . Fa brica h a scelto d i sco m m ettere s u lla c reatività s o m m e rsa p o rtata d a i g i ova n i e d a g l i a rtisti­
s p e r i m e n tatori p rove n i e n t i d a t u tto il m o n d o . Fa b rica l i i nvita , dopo u n ' i m p e g n a t iva s e le z i o n e , a svi lu p p a re p rog etti c o n c reti d i c o m u n i c a z i o n e in
settori c h e s p a z i a n o dal c i n e m a a lla g ra f i c a , d a l l ' i n dustrial design a lla m u s i c a , d a lla p rod u z i o n e e d i t o r i a le [ c o n la rivista C o lo rs e a lt re p u b b li c a z i o n i )
a i n e w m ed i a , a lla foto g ra f i a . C o m e l a b o ratorio d i c reatività a p p l i cata [ i l s u o n o m e d e riva d a l s i g n ificato lat i n o d i offi c i n a ] . Fa b r i ca s i p ro p o n e d i
s p e r i m e n ta re n u ove fo rme d i c o m u n i c a z i o n e s e g u e n d o d u e l i n e e - g u i d a p a ra lle le : l a c o n c retezza d e l l ' a p p ro c c i o formativo, p o i c h é i g i ova n i ricercatori
sono i nvitati a " i m pa ra re fa c e n d o " ; la trasversa lità e l ' i n te ra z i o n e , a live llo s i a d i p ro g etta z i o n e [ i p rog etti si svi l u p p a n o c o n un g ioco di s q u a d ra
c o m b i n a n d o r u o li e d i s c i p l i n e d i ffere n t i atto rno a u n ' i d e a b a s e ) , c h e d i i d e ntità c u lt u ra le , la c u i p l u ra lità è g a ra ntita d a lla mescola nza n e l g r u p p o
c reativo d i g i ova n i p rove n i e n t i d a P a e s i d i li n g u a , c u lt u ra e s e n s i b i lità d iverse. l p rogetti rea lizzati d a Fa b r i ca i n c i n q u e a n n i d i attività h a n n o coi nvo lto
p a r t n e r di n a t u ra d iversa . L'attività nei m e d i a t ra d i z i o n a li c o m e l ' e d itoria ha p rod otto u n a i m p o rtante serie di p u b b l i caz i o n i , p e r le q u a l i i l
d i p a rt i m e nto d i Fotog rafia d i Fa brica h a rea lizzato l e i m m a g i n i , c o m e P regh i e ra [ u na ra cco lta d i p reg h i e re c o n t e m p o r a n e e p e r la S a n Pa o lo E d i zi o n i ] .
1 000 extra/o rd i n a ry o bjects [ g li o g g etti p i ù folli d e l Ve ntesi m o secolo racco lti in d i e c i a n n i di attività di C o larsi. Lavo ratori [ re p orta ge in b i a n co e n e ro
s u i lavo ratori extra com u n itari n elle fa b b r i c h e d e l N o rd estl e Kosovars [ ri t ratti d i p rofu g h i kosova ri n e i ca m p i d e ll'Alba n i a ! . A n c h e la p u b blicazi o n e
d i C olo rs, l a rivista c h e pa rla d e l resto d e l m o n d o , rientra n e l q u a d ro d elle attività editori a li d i Fa b rica, c h e n e ospita l a redazione. Fa brica. via Ferra rezza.
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c o n te m p o ra n e i
Un ritratto d i Alfredo Camisa
fotografia di Alberto Calcinai
conservano
Alfredo Camisa
L ' a m ico Za n n i e r m i ch iede u n flash sul m i o a rch ivio fotografico.
soggetto ( i n piccola parte parenti , ma soprattutto ignoti a m i c i ,
M a quale a rc h ivio? U n o è quello delle vecc h i e foto d i fa miglia con
com m i l ito n i , c o l l egh i , m i l itari riconoscenti , com paesa n i , vecc h i e
immagini (cartes visite, formato ga b i n etto , ecc . ) a m m ucchiate in
zie). La suddivisione per studi fotografici sarebbe d ' a ltra parte
scato l o n i tipo scarpe con l a sola i n d icazione " be l l e " o " br utte " .
d i s perata : è ra p presentato u n cam pionario estremamente
Diffi c i l e d ' a ltra parte classificare foto d e l l e q u a l i n o n s i conosce i l
frazi onato di stud i , da Oderzo a Palermo, m o ltiss i m i di c ittà
minori.
Tutti c o m u n q u e fregiati d i benemerenze e medagl i e , a l c u n i c o n
titolare pittore e fotografo " .
M a d a q uesto a m m asso i n d ifferenziato spuntano q ualche volta
piacevo l i sorprese, come questo Gariba l d i , con tanto di ded ica
a utografa (ed ortografia gariba l d i n a mente errata ) : Camicia sta
per Cam isa . L ' a rc h ivio relativo a l l a m i a attività fotografica è
i nvece - come i n d i spensa b i l e - u n a cosa più seria , sia p u r
sempre a l ive l l o " a rtigi a n a l e " e n e l l a q u a l e ho l a civetteria d i
credere c h e solo i o so mettere l e m a n i ( m a i n realtà soffrirei
m o lto se q u a l c u n altro cercasse di mettercel e).
È
- d ' a ltra parte - u n m i ni-arc h ivio: sono stato attivo, come
fotografo " i m pegnato " , per soli sette; otto anni (a quei tem p i
però si scriveva tanto, forse tro ppo: le lettere d i Cava l l i s u l
" Be l l o i n fotografi a " e r a n o mediamente d i 3 / 4 pagine . . . ) .
È
però r i pa rtito i n d iversi settori ( i l i bri non s o n o a rch iviati, e
stava no negl i scaffa l i d e l l a l i b reria d i stri b u iti solo in base a l le
loro d i m e n s i o n i ed a l l a m i a memoria. Finché regge) :
Negativi - i n bu ste portanegativi numerate progressiva mente i n
base alla data d i ripresa. All'esterno di ogni busta sono riportati
data di ripresa e - molto si nteticamente - soggetto.
Provini - eseguiti su fogli di 6 fotogrammi form. 6x6 (inizialmente) e d i
12 fotogrammi form. 6x6 o 3 6 fotogrammi 24x36
(successivamente). Ogni fogl io riporta sul retro il n umero del
corrispondente negativo. Il tutto conservato in raccoglitori , in ordine
progressivo d i numero (e quindi anche d i data) .
Fotografie - c o n s e r vate i n scato l e s u d d i v i s e p e r a rgomenti e
rel ativo a n n o d i r i p resa ( '' S i c i l i a 1 9 5 5 " - " P i e d igrotta
1 9 5 6 " - " U . S . A . 1958 " , ecc . ) . Fo r m ati d i versi ( 3 0x40 o
24x30) co nte n uti i n scato l e s e p a rate .
Corrispondenza - conservata in classificatori tutta insieme in
ordine progressivo di data . Solo quella di particolare interesse od
i mportanza (storica) conservata, sempre in ordine di data , i n
cartelle singole (es. "Corrispondenza con G . Cava l l i " ,
"Corrispondenza con « I l Mondo» " , "Corrispondenza con . . . . " ecc . ) .
Cataloghi e depliants Mostre - archiviati in scatole in ordine d i data.
Articoli di riviste di particolare interesse. estratti, ecc. - a rchiviati i n
classificatori i n ordine d i data.
Noioso? Senz'altro sì , ma necessario.
Invidio quelli che, premendo il pulsante di un com puter, si trovano
scodellati tutti i dati riguardanti una foto. Ma sarebbe per me una
cosa troppo burocratica e professionale: è bello, i nvece, d i tanto in
tanto non riuscire a trovare qua lcosa . . .
46
•
Alfredo Camisa
/
Fotografo non professionista, ma
notevolmente impegnato negli anni
1954-61. Appartenente prima al "M/SA"
e successivamente a "La Bussola", ma
di fatto indipendente sia come
carattere che come fotografo. Le sue
immagini - in larga parte scene di vita
o ritratti ambientati - sono riprese
preferenzialmente nel Sud Italia o
nell'Africa Settentrionale. Da ricordare
anche una sua lunga serie di foto
"Dietro le quinte" del Piccolo Teatro di
Milano. Partecipa, negli anni iniziali di
attività, a numerose mostre e concorsi
nazionali ed internazionali, ottenendo
importanti premi e segna/azioni. Sue
foto appaiono per vari anni, in forma
continuativa, sul settimanale "Il Mondo".
Cessa la sua attività fotografica nel
1961, dopo la pubblicazione del volume
Lo Stretto di Messina e le Eolie.
"Etichettato", negli anni successivi alla
sua presenza attiva nel mondo
fotografico, come fotografo "neo­
realista, è stato, insieme a Branzi,
Giacomelli, Gardin, Casiraghi, Colombo,
uno dei protagonisti della "svolta " della
fotografia italiana degli anni '50 dal
sa/onismo alla fotografia di forme e
contenuti più impegnati. •
Elezioni in Sicilia
1955
47
Anto n i o B i a s u c c i
N a p o l i 7 g i ugno 2 0 0 1
C a r o lta l o Z a n n i e r,
n o n so b e n e , m a s o n o a b ba stanza c o nv i nto di a v e re u n a
m e m o ri a n o n p r o p r i o b r i l l a nte .
S p e s s o n o n r i c o r d o i fatti e a d d i ritt u ra le p e r s o n e e p e n s o d i
avere u n a c a p a c ità d i r i m uove re , relativa m e nte , l e b r utte
e s p e r i e n z e , mette n d o l e lì , c h i a ra m ente i r r i s o lte i n u n
c a n t u c c i o d e ntro d i m e , p e r p o i fa r l e r i a p p a r i re i n m a n i e ra
d i ro m pe nte a p pe n a l e sfiori n e l r i c o r d o .
Tutto q u e sto a c c u m u l o è atte n u ato d a l l a p ratica d e l fa re , n e l
m i o c a s o d e l fa re fotografi a .
È
i n i z i ato c o sì i l m i o r a p p o rto c o n l a fotografia e s p e r o d i
r i u s c i re n e g l i a n n i a s a pe r c u stod i re q u e sta fragi l e e forte
m otiva z i o n e che mi ha s p i nto in tutto q u e sto te m p o con
testa rd aggi n e a re a l i zz a re i m mag i n i .
Q u a n d o m i a d d e ntro n e i m e a n d ri d e l m i o d i s o r d i n ato
a rc h i v i o , p e r cerca re q u a lcosa c h e p u ntua l m e nte non trovo , è
c o m e fa re u n p e r c o rs o a ritro s o , l e n t o , z e p p o d i r i c o rd i ,
s ituazi o n i e p e r s o n e c h e pre n d o n o vita e r i affi o r a n o m a n
mano.
B u o n a pa rte d e l l a m i a vita è tutta lì .
Antonio Biasucci
nasce a Dragoni (Caserta) nel 1961. l suoi primi interessi vanno
alla fotografia antropologica e al mondo contadino campano, al
quale dedica numerose ricerche. Si trasferisce a Napoli nel 1980
dove comincia un lavoro s ugli spazi delle periferie urbane. Nel
1984 inizia a collaborare con l'Osservatore Vesuviano, svolgendo
un ampio lavoro di documentazione sui vulcani attivi in Italia. Nel
198 7 conosce Antonio Neiwiller, attore e regista di teatro: con lui
nasce un rapporto di collaborazione che durerà fino al 1993,
anno della sua scomparsa. Nel 1992 vince ad Arles il premio
"European Kodak Panorama". Fin dagli inizi della sua attività,
lavora a una ricerca che si radica nei temi della cultura del sud e
dell'Italia e si trasforma, in anni recenti, in un viaggio dentro gli
elementi primari dell'esistenza e della memoria personale.
Molte sue opere fanno parte della collezione permanente di musei
e istituzioni tra cui la Bibliothèque Nationale di Parigi, il
Departamento de de documentaci6n de la cultura audiovisual di
Puebla, in Messico, il Centre de la Photographie di Ginevra, lo
Chateau d'Eau di Tolosa, La Maison Européenne de la
Photographie di Parigi, il Musée de I'Eiysée di Losanna, la Galleria
Civica di Modena, la Fondazione Sandretto Rebaudengo per l'Arte
Contemporanea di Guarane (CN) e la Galerie Freihausgasse di
Villach, Austria.
B i b l iografia
Dove non è mai sera , testi di G i u seppe Alario, Cesare d e Seta ,
Atti l i o Colombo, Mazzotta , M i l a n o , 1984
Cenere, testo di Giuseppe Luongo, L'Alfabeto Urbano, Napo l i , 1988
Vapori, i nterventi di Cesare Acc etta , Patrizio Esposito , Anto n i o
N e iwi l l er, Oreste Zevo l a , Cuen/ L'Aifabeto U rb a n o , N a po l i , 1989
Stazioni, testi d i Fa brizia Ramon d i n o , Roberta Va ltorta , Electa
N a po l i , N a po l i , 1991
Il filo di Arianna, testo d i C l a u d i o Cajan i , d i segn i d i G iacomo R i cc i ,
E lecta N a po l i , N a po l i , 1993
Corpus, testi d i Cha rles-Henri Favrod , Goffredo Fofi , Art&, U d i n e ,
1995
Magma , testi d i Ch isti a n Caujo l l e , G i useppe Luo ngo , G i orgio
Conti , Federico Motta , M i l ano - Actes S u d , Arles , 1998
Vacche, testi di Anto n i o Neiwi l l e r, G offredo Fofi , Contrasto, Rom a ,
2000
Dargoni
1985
48
I l rito r n o
d i G i o rgi o G i a c o b b i
A Ve nezi a , nel S a l o n e d e l l a Cassa d i R i s pa r m i o i n C a m p o S a n
Luca , è stata i n a u g u rata i l 18 maggio u n ' a m p i a rassegna
antologica di G i orgio G i acobbi , avvocato , ma straord i n a ri o
fotografo e tra i p ri m i a n i m atori d e l C i rc o l o " La Gond o l a " .
G l i s i d e b b o n o , o ltretutto, l e gra n d i e s p o s i z i o n i i nternazi o n a l i d i
fotografi a , prese ntate a Ve nezia negli a n n i C i n q u a nta , con la
regia d i Romeo M a rt i n ez .
Ecco u n a sua breve b i ografi a , tratta d a l C o m u n icato sta m p a
d e l l a mostra " La stagione d e l l a s p e ra nza " .
Giorgio Giacobbi
nasce a Venezia il 21 ottobre del 1921 da genitori di lontane
ascendenze cadorine; vive l'infanzia lontano dalla famiglia e ciò
influenzerà notevolmente il suo carattere, melanconico e solitario.
Conseguita la maturità classica deve interrompere gli studi universitari
a causa dell'esplodere del conflitto mondiale; ufficiale di artiglieria nei
Balcani, soprawive alla ritirata di Russia e ai lager nazisti.
Nel dopoguerra, tornato indenne a Venezia, si mantiene agli studi
universitari, facoltà di giurisprudenza, suonando come pianista in vari
complessi di musica leggera; conseguita la laurea nel 1949, inizia la
professione di awocato che eserciterà per oltre quarant'anni.
Nello stesso periodo dà spazio alla passione per la fotografia coltivata
sin dal 1936, iscrivendosi alla "Gondola" di cui nel 1956 diviene
presidente. Sotto la sua direzione il circolo realizza alcune fra le sue più
importanti manifestazioni fra cui la 1• e la 2" Biennale di Fotografia che
fanno conoscere per la prima volta in Italia i fotografi di Vogue, della
Magnum, di LIFE, della Condé Nast, i migliori autori di Francia,
Giappone, Germania ecc. Accanto all'intensa attività fotografica
(innumerevoli i premi conseguiti e le pubblicazioni sulle principali riviste
dell'epoca, persino sul "Mondo" di Pannunzio) Giacobbi si cimenta
anche nella critica comparendo spesso su "Ferrania", "Photorama" ecc.
Insanabili divergenze con Libero Dell'Agnese, succedutogli nella
presidenza della "Gondola", lo decideranno ad allontanarsi dal sodalizio
e con lui quasi tutti i soci degli anni '50, concludendo di fatto l'epoca
d'oro del circolo. Successivamente, Giorgio Giacobbi continuerà con
minore intensità l'applicazione fotografica alternandola con la poesia,
narrativa e musica; vive tuttora a Venezia, nel sestiere di Cannaregio,
ed è socio onorario e decano dei presidenti del circolo.
Nel 1997 ha donato alla "Gondola" tutto il suo archivio: questa mostra
ne vuole essere significativa testimonianza.
49
Palle di neve a S. Marco
1954
La fotografi a
a l l ' U n ivers ità
P ro i ez i o n i fi sse pe r la d i d att i ca .
I l Fo n d o R i ccati d e l F. A . S . T. d i Trevi s o
Sara Filippin
Tra i materiali custoditi dal F.A.S.T., i l fondo Riccati è probabilmente il
Rispetto a l l ' insieme, emerge i l particolare valore e significato di alcuni
fondo fotografico a destinazione didattica più im portante del Veneto .
nucle i . I l gruppo d i storia mostra un uso dell'i mmagine, spesso non
Costitu ito a partire dal 1911 presso l ' omonimo Istituto Tecnico
fotografica , con caratteristiche e funzioni d iverse nei vari casi:
trevigiano da cui proviene, e i ncrementato costantemente durante gli
immagin i-documento , i n genere fotografie, ded icate soprattutto a l le
anni venti e trenta, è attualmente formato da 4152 vetri fotografici da
testimon ianze a rcheologiche della storia antica; fotografie con forte
proiezione, owero "diapositive " ; sono i n gran parte nel formato
valenza propagandistica: quelle sul periodo fascista , ma anche le a ltre
francese di 8,5x10, con un certo numero di vetri 6x9 e alcuni 8x8. Ad
dedicate alla presenza ita l iana in Libia, dalle quali è difficile estrarre
essi vanno aggiunti 276 doppioni, 380 negativi e 60 vetri a disegno
un valore documentario; a ltre immagini dal semplice valore illustrativo
manuale, per un totale di 4868 pezzi. Per l ' uso era stato acquistato i n
ed esornativo, che nulla aggiungono di informazione, proprio come nei
quello stesso a n n o un proiettore Tri/by della H utting di Dresda (con
racconti i l lustrati; e infine riproduzioni di dipinti d i ogni epoca, con
obiettivo Ideai e lampada ad arco Nertz) ; la stessa ditta aveva fornito
ritratti o rievocazioni dei grandi awenimenti. I l notevole ricorso alla
un primo gruppo di vetri che, uniti al migliaio messo a disposizione dal
pittura di storia e ai monumenti commemorativi anche per il periodo
prof. Adriano Augusto Michieli (Venezia 20.8.1875 - Treviso
risorgimentale, che pure la fotografia aveva ben documentato , lascia
5.9.1959), insegnante al R iccati e vivo sostenitore delle proiezioni
intuire una visione agiografica e forse mistificante d i quel periodo
nelle aule scolastiche, costituirono i l nucleo iniziale della raccolta ; nel
allora così vicino, che andrebbe indagata in dettaglio in sede
1914 Michieli riferisce la presenza d i 2407 pezzi. Successivamente si
opportu na. Notevole anche la serie di 25 vetri ded icata alla Mostra
acquisirono materiali d a l l ' I stituto Ita liano per le Proiezioni Luminose
della Rivoluzione Fascista (28.10.1932 - 28.10.1934), evento
(poi Cifit), dal fiorentino Istituto Micrografico Italiano, per la geografia e
a utocelebrativo del regime tra i più im porta nti , cui tutti furono
le scienze natura l i (80 vetri), dai i ' I . D . E.A. F. l l i Alinari di Firenze per la
chiamati a pagare un tributo. E infine le dia positive sulla Mostra
storia del l ' a rte (80 vetri), dalla Bonne Presse d i Parigi per la serie
geografica sulla Francia (26 vetri); altre riproduzioni furono esegu ite da
due studi fotografici trevigian i , la Prem iata Fotografia Fontana e la
d itta G. Rinaldis.
L'im portanza della raccolta è essenzialmente storica (ha valore
iconografico più che fotografico); molte immagini sono riproduzioni da
libri. I n un elenco redatto nel 1932, i titoli sono raggruppati per
materia e articolati in 69 serie, secondo il programma didattico, per
argomenti o periodi storici specifici. Questo, grazie alla sua
sostanziale integrità , è un documento im portantissimo della didattica
e della vita dell' istituto Riccati e un punto di partenza privilegiato per
un'indagine a più ampio raggio sull'argomento, che nelle opportune
sedi istituzionali meriterebbe di essere fatta .
La Storia, è i l l ustrata secondo il tradizionale percorso, dalla preistoria
e dalle antiche civi ltà elleniche fino all'attual ità del fascismo. La Storia
dell'arte, invece, è presente in modo frammentario e non prosegue
oltre i secoli XV e XVI. La Storia Letteraria può solo impropriamente
defi nirsi tale, in quanto ill ustra unicamente il Pari n i , tre odi
carducciane, i Promessi Sposi. La Geografia è la materia trattata più
d iffusamente e ricca d ' immagini di a lto interesse scientifico:
Astronom ia, Dinamismo endogeno ed esogeno, Storia della
navigazione (con particolare cura per i viaggi di esplorazione),
Geografia economica, Geografia descrittiva (con immagini da tutti i
continenti). Si nota l ' impronta del ventennio fascista con la serie 43
dedicata alla bon ifica integrale. Per le Scienze natura l i , l'unica materia
a subire un decremento già in rapporto alla situazione del 1914, sono
ill ustrate botanica e zoologia, con una cospicua raccolta ded icata ai
mamm iferi (oggi 274 vetri) e altre immagini di anatomia e fisiologia
animale. Perd ute i nvece le pur poche diapositive conservate
originaria mente nel Gabinetto di Fisica.
v. 58/008
Peli stellati
50
Augustea della Romanità (23.9.1937 - 23.9.1938): evento di più
marcato valore scientifico, ma nelle i ntenzioni del regime quasi una
conti nuazione della precedente.
Tra le d iapositive di storia letteraria spicca la serie intitolata a i
Sara
Filippin s i è laureata in Conservazione dei Beni Culturali,
nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Ca ' Foscari di
Venezia, nel/'a.a. 1999-2000, con il Prof. Itala Zannier (correlatore il
Prof. Fabrizio Borin), con il massimo dei voti e la lode.
Promessi Sposi, c h e i n 43 fotogrammi ricostruisce la vicenda d e l
romanzo manzoniano. Esclusa l ' i potesi c h e si tratti di /ife models o
tableaux vivants, tradizioni narrative non presenti in Italia, sembra
tratta rsi piuttosto d i una trasposizione - da cartolina - dell'omonimo
film d i Mario Bonnard, prodotto dai i ' U . C . I . nel 1922. Solo il
ritrovamento della pellicola originaria consentirebbe una verifica. Ciò
NOTE
aggiunge interesse a l le dia positive, che vanno studiate sia come
' Edoardo Tischer aveva donato le fotografie nel 1923, i n memoria del padre
fenomeno didattico, sia come strumento d i d iffusione parallelo - ma
Alessandro, morto il 15 ottobre di q u e l l ' a n n o ; questi, dal 1882 e per lunghi a n n i ,
con autonomia narrativa - rispetto alla pellicola da cui derivano e di
insegnante di chimica a l Riccati, dal 1 9 1 1 f u anche preside d e l l ' Istituto. Edoardo
Tischer aveva partecipato nel 1929 a l l a spedizione esplorativa del Duca degli
cui sono comunque testimonianza.
Abruzzi verso l'alto corso d e i i ' Uebi Scebeli, che portò tra l ' altro ad una migliore
Nel gruppo d i geografia spiccano alcune serie real izzate con
conoscenza geografica di quella zona, fino ad allora imprecisamente documentata.
documenti provenienti dai più importanti osservatori astronomici
' La loro pur l i eve ma costante diminuzione nel tempo potrebbe essere dovuta ad
italiani - vi troviamo studiosi celebri: Giovanni Celoria, Giovanni
un incremento delle dotazioni del gabinetto scientifico.
Giovannozzi, Johannes Georg Hagen, Luigi Gabba - e da a ltre primarie
fonti quali la Pirelli, la direzione dell'Acquedotto Pugliese, ecc. Molto
' Relazione del 2 2 . 3.1999, presso i l Palazzo del Bo, in occasione della IX
Settimana della Cu ltura Scientifica; Padova, 21-28 marzo 1999.
i nteressante la serie 47 i ntitolata alla Somalia, preparata con
fotografie donate al R iccati dall'agronomo Edoardo Tischer1
dipendente della S.A. I .S . , la Società Agricola lta lo-Somala fondata nel
1920 da Luigi Amedeo d i Savoia Aosta, duca degli Abruzzi, assieme a
Giovanni Treccan i e altri industriali. La Società aveva awiato alcune
aziende d i produzione e trasformazione di prodotti agricoli nella zona
di Jowhar, a nord di Mogadiscio, su un'area di circa 25.000 ettari
avuti in concessione dal governo ita l iano. Le 130 diapositive
documentano piantagion i , lavori agricoli e idraulici, realizzazione d i
infrastrutture e industrie, c o n u n o sguardo a l la vita d e l paese:
l ' insieme un isce a l l ' i nteresse storico e antropologico anche quello
fotografico, considerata la vivacità e spontaneità d i molte immagi n i .
Quanto al gruppo di scienze naturali, esso va col legato a l ricco e
prezioso Gabinetto omonimo di cui l ' istituto disponeva ; le diapositive si
mostrano i nfatti complementari2 a quei materiali, poiché trattano
a rgomenti non coperti dagli altri sussidi quali modelli, vetrini e
preparati biologici, esemplari di fauna e flora, ecc. Il valore primario del
gruppo riguarda la storia della divulgazione scientifica e didattica: gli si
dovrebbe riconoscere lo status di " bene culturale di i nteresse storico­
scientifico" come awiene per i materiali e gli strumenti di molti licei e
istituti tecnici . Visto che, come ha affermato il prof. Renato G.
Mazzolini dell'Università di Trento3, gli studiosi di filosofia della scienza
stanno da qualche anno riflettendo sui metodi di trasmissione delle
conoscenze scientifiche, ed hanno rivolto un interesse nuovo ai sussidi
d idattici, uno studio del gabinetto scientifico del Riccati non potrebbe
prescindere da queste diapositive. Lo smembramento del l ' i nsieme, per
motivi di conservazione affidato per una parte al Foto Archivio Storico
di Treviso e per l ' a ltra al Museo di Storia Naturale di Montebelluna,
dovrebbe tuttavia non separarlo completamente: ognuno dei due Enti
preposti dovrebbe tenerne conto.
•
IV. 47/052
Gli indigeni attingono acqua dal pozzo
con recipienti di palma affumicata oppure con anfore di terracotta
l. 18/B-286 - Vodice: quota 952
51
U n e s e rc i z i o d i vi s u a l i zzaz i o n e .
Giulia Berizzi
U n esercizio di visual izzazione del
tema relativo a l degrado o
a l l ' e m a rginazio n e , rea l izzato da
G i u l i a Berizz i , nel l ' a m b ito del Corso
d i Storia della fotografi a , tenuto da
Ita l a Z a n n i e r, presso l ' I stituto
U n iversitario di Arch itettura d i
Venezi a , nel l ' a n n o accadem ico
1999-2000.
Segn a l a z i o n i
Libri
Pino Guido/a tti, Andrea Palladio, Atlante delle architetture,
AA. VV. , Storia d'Italia - Le Regioni dall'Unità d ' Italia a oggi - La
I stituto R eg i o n a l e V i l l e Venete e M a r s i l i o Ed itori , Ve nezia
Lombardia, Einaud i , Tor i n o 2001.
2000.
U n capitolo a m p io è ded icato alla fotografia (fi n a l m e nte non se
La p u b b l i c a z i o n e ( a c u ra d i G u i d o Beltra m i n i e Anto n i o P a d o a n
ne può fare a meno, d i q u esta " ben edetta fotografia " ; così la
c o n I nt r o d u z i o n e d i H oward B u r n s ) è p r o m o s s a d a l l a Regi o n e
defi niva Yorich , nel 1898 ! ) ; ewiva!
d e l Veneto e rea l i zzata d a l l ' I stituto Regi o n a l e V i l l e Venete i n
Soprattutto perché, q uesta volta, ad occu parsene è stata una
c o l l a bo ra zi o n e c o n i l Centro I nternaz i o n a l e d i Studi d i
storica de l l ' a rte come G iova n n a G i nex, raro esempio i n Ita l i a , di
Arch itettura " A n d re a Pa l l a d i o " .
studioso i m pegnato s u l versante della fotografi a ; l a sua
O ltre 2 50 fotografie a c o l o ri c e n s i s c o n o 6 6 o pe re a utografe d i
b i b l iografia contiene saggi fondamenta l i , soprattutto s u l l a
A n d re a Pa l l a d i o e fo r n i s c o n o u n e s a u r i e nte " At l a nte d e l l e
fotografia ita l i a n a del X I X seco l o . I n q u esto ponderoso vo l u m e
a rc h itetture " m e sse a fu oco d a l m i ri n o d i P i n o G u i d o l ott i . N ato
d e l l a " Storia d ' Ita l i a " , G i ovanna G i nex esplora , c o n u n a esa ustiva
a Ve r o n a nel 194 7, G u i d o l otti fu a s s i stente di P a o l o M o nti ; i
a n a l i si fi lo logica, l e " origi n i d e l l a fotografia in Lo mbardia :
s u o i l avori s pazi a n o d a l l a m o d a al ritratto , d a l l a s c u l t u ra
percorsi di ricerca, fonti e metod o l ogie ( 1839-1911)" . Ci rca
a l l ' a rc h itett u r a . I n precede nza , ha i l l u strato le m o nografi e
q u a ra nta pagi n e , con gli ate l i er, le esposizio n i , le i n d u strie, i
Dona tello. L'opera completa di A. R o s e n a u e r ( M i l a n o 1993) e
" casi " s i ngo l a ri d e l l a fotografia in Lom b a rd i a ; u n a nuova
Bernini e Lo scultore del barocco rom a n o di R . Wittkover
sign ificativa aggiunta a l puzzle della nostra sto r i a .
( M i l a n o 1 9 9 0 , L o n d o n 1997 ) .
I n o ltre , C e s a re C o l o m b o - ra ro e com petente " ri c e rcatore "
I l vol u m e è l ' e s ito d i d u e a n n i d i lavoro d i q u esta cam pagna
i c o n ografi c o e stu d i o s o p u n t u a l e d e l l a fotografia ita l i a n a - ,
fotografica c h e h a s c a n dagl i ato il territorio veneto e fri u l a n o
p rese nta u n a s e q u enza d i i l l u straz i o n i fotografi c h e , con u n a
a l l a ricerca d e l l a magia d e l l ' a rc h itett u ra d e l l e a rc h itetture .
p re m e s s a d i poc h e (forse troppo poche) pagi n e s u i fotogra fi ,
I l vol u m e è s u d d iv i s o i n q u attro sezi o n i - V icenza , Le V i l l e , La
s p ec i a l m e n te d e l l ' u l t i m o d o pogu e r ra : d a g l i ottocente s c h i
Te rrafe r m a , Ve nezia - e l a s c i a a m p i o s pa z i o p r o p r i o a l l e
Sacc h i , R o s s i , B osett i , ecc . , a i C ri m � l l a , Aragozz i n i ,
i m m agi n i sta m pate i n gra n d e formato.
G a l i m be r t i , M o nti , M u l a s , C a m isa , Ve n d e r , D o n ze l l i , M e r i s i o ,
Ogni o p e ra , q u i , è bella per se stessa e m e rita l u nga
C e rati , ecc . , fi n o a Ba l l o , B a s i l i c o , N i co l i n i . U n vo l u m e
osse rvaz i o n e .
i n d i s pe n s a b i l e .
U n a s u tutte , l a B a s i l ica p a l l a d i a n a . La B a s i l i ca - con l a
Roto n d a forse l ' o pe ra p i ù fotoge n i ca d e l l ' a rc h itetto, d a
F. Maggia (a cura), Minor Whitejlife is Like a Cinema of Stills,
s e m p r e i m magi n e stereotipata d i Vice nza " C ittà d e l Pa l l a d i o "
B a l d i n i e Castal d i , M i la n o 2001.
e s oggetto fotografi co s u l q u a l e s i s o n o sco ntrati e co nfrontati
Fi n a l m e nte M i no r Wh ite (gran maestro i n Ita l i a , spec i a l me nte di
tutti i fotografi - s i offre sem pre genero s a a l l ' o b i ettivo ,
Paolo M o nti - e d i M a rio Giacom e l l i ? -, nel secondo dopoguerra ) ,
p o rge n d o fi a n c h i c o l o n nati e b a l a u stre in prospettiva .
c o n u n a bella mostra e u n catal ogo d i i m magi n i , u n testo d i
Le foto d i G u i d o lotti a p rono un repe rto rio d i c h i o stri e c u p o l e ,
Fi l i p po Maggia e u n a introduzione di Walter Gua dagn i n i , della
c a p i te l l i e c o l o n n e , c h iavi d i volta e c o r n i c i o n i , statue e
Gal leri a Civica d i Modena , istituzione che d a parecchio s i è bene
b a s a m e n t i , sca l i nate e a r c h i e a i uta n o a r i c ostr u i re , i n
i m pegnata nel settore d e l l a fotografi a , con rassegne e l i bri
s u cce s s i o n e , l ' a baco a rc h itetto n i co d i P a l l a d i o .
i m porta nti .
A l c u n e d i q u este fotografie servono a mettere i n l u c e l a s u a
forza e d ificato r i a , a ltre l a s u a leggerezza c o m p o s itiva , a l tre ,
A. Guatti, Fugitdigit, e&c edizi o n i , Udine 2000.
a nc o ra , la m a estosa sobrietà c h e i m po n e la s u a a rc h itettu ra
Albano G u atti , fri u l a n o c h e a lterna U d i n e a New Yo rk, dove p i ù
n e l l o s p a z i o c i rcostante e nel territo r i o . E d è pro p r i o
i n s i stenteme nte (e ragionevo l m ente) vive q u e l l a cu ltura
attraverso l a fotografi a , grazie a l l a fotografi a , c h e a l l ' o pe ra
i nte rnaz i o n a l e , h a p u b b l i cato il suo e n n e s i m o foto l i b ro ;
p a l l a d i a n a è dato di essere letta n e l s u o a m b i ente natu ra l e :
l a c ittà ( n egozi i n c l u s i ) o l a cam pagna ( c a m p i c o m p re s i ) .
u n ' o pe ra " d ' a utore " , come si s u o i d i re : "tante i m magi n i e poco
testo " , come suggeriva Pate l l a n i nel 1943 . M a le i m magi n i
E se i Q u attro L i b ri c i permetto n o d i 'visitare' l ' a rc h itett u ra d i
s o n o state i m pagi n ate c o n scrupolo s e m i o l ogico d a l l o stesso
P a l l a d i o i n d u e d i m e n s io n i , q u esto atl a nte l a c a l a n e l l a natu ra
fotografo , pagi n a d o po pagi n a ; ed è q u e l l o che conta , i brevi
c i rcosta nte , c h e d iventa per i l fotografo s u p po rto sce n i c o ,
testi , di Agnes Kohl meyer e d e l l o ste sso G uatt i , non
e l e m e nto d i rott u ra d e l le s i m metr i e , sfo n d o paesaggi st i c o . E
aggi u ngono gra n c h è . Le i m magi n i va n n o l ette per quello c h e
q u esto rende l ' a rc h itettura di P a l l a d i o , a n c h e q u a n d o o r m a i
s o n o e d i c o n o , n e l l a l o ro i nevita b i l e " a m biguità " , e q u i n e l l a
r u d e r e , a n c o ra p i ù viva . D o p o o ltre c i n q u e cento a n n i . E c c o l a
d i a l ettica d e l l ' a s s e m b l aggi o , denso d i r u m ori , pers i n o
forza d e l l ' i c o n ografia pa l l a d i a n a .
straz i a nti .
54
In
"Luz y sombra", vol.
Il
.
N. 5
Mayo de 1895, New Yo rk
L. Leonotti, Liguria dentro il Paradiso - l nside Paradise,
G . E. Noga ro , Il Pri ncipe l ri s , Editrice G rafica Bierre, M i l a n o
To r m e n a , G e n ova 2 0 0 0 .
2000.
L u c i a n o Leonotti è , tra i fotografi ita l i a n i c o nte m p o ra n e i
Testo e fotografie d i G i ova n n i E d o a r d o N oga r o , con u n a
(e g i ova n i ) , u n a utore tra i p i ù se n s i b i l i e atte nti a l n u ovo
i ntrod u z i o n e d i D a v i d S c h re i n e r e M a retta C o l a s a nte .
c o rs o d e l l a c u ltu ra v i s iva , m a s a m e d i a re come p o c h i
p o n d e r o s o v o l u m e d e d icato a l fiore l r i s , con i m m ag i n i d i rara
È
un
( R a d i n o ? ) a l l e e s i ge nze reto riche d e l l a " ri cerca " , c o n q u e l l e
b e l lezza , esegu ite d a Noga r o , c h e è u n fotografo d ' a nt i c a
d e l l "' i n d u stri a " e d itori a l e , s e n za l a q u a l e n o n c i s a rebbe
fa m a , negl i a n n i Sessa nta i n Fri u l i , d ove h a d o c u m e ntato con
n e p p u re l a fotografi a .
pass i o n e il te r ritori o , l e c a s e , l a gente della C a rn i a , s u a
È
patria d ' o rigi n e . N e r i p a r l e r e m o presto , i n occ a s i o n e d i u n a
u n o s p l e n d i d o l i b ro , p e r u n t u r i s m o v i s ivo inte l l igente.
gra n d e rassegna a nto l ogica d e l s u o e p igono n e o rea l i sta .
/. Zannier ( a c u ra ) , Franco Fontana. Fotografie 1960-2000,
GAM , To r i n o 2 0 0 1 .
P. Mittica , Balcani, dalla Bosnia al Kosovo, l nterattiva ,
C e n t o fotografie d e l c l a s s i c o Fonta n a , o s p itate n e l l a sede
S p i l i m be rgo 2000.
pe rife r i c a d i C i ri è , v i c i n o Tori n o , per i n i z iativa d e l l a G a l l e ri a
O c ' è o n o n c ' è , i l ta l ento , q u a l s i a s i ta l e nto, a n c h e q u e l l o d e i
C i vica d ' Arte M o d e r n a e C o n te m po ra n e a , c h e avv i a così u n
fotografi . P i e r p a o l o M ittica è u n o d i q u e sti fotografi c o n i l
p rogetto a n c h e d i a r c h i v i a z i o n e m u s e a l e d e l l a fotografia
ta l e nto, c h e s a n poc h i . Q u esto l i b ro s u i B a l ca n i , sta m pato e
conte m p o ra n e a , v o l uto in p a r t i c o l a re dal d i rettore P i e rgiova n n i
i m pagi nato c o n notevole c u r a , prese nta l ' o pe ra d i un giova n e
C a stagn o l i . Q u este i m m a gi n i , ri prod otte i n u n a m p i o vo l u m e ,
fotografo d i S p i l i m be rgo , " l u ogo d i fotografi " s i d i ce ; e q u esto
r i m a r ra n n o a To r i n o , " c o m e d o c u m e n t i c a p a c i d i d a re
m ito s e m bra poter cont i n u a re c o n M itti c a , s e m bra a n c h e
testi m o n i a nza d e l l e p r i n c i p a l i l i n ee di ricerca e s p l o rate d a i
tenace e co raggi o s o .
magg i o r i fotografi ita l i a n i d e l s e c o n d o d o pogu e r ra e d e i l o r o
a p porti es pres s i v i " . Seg[J i rà u n ' a n a l oga i n izi ativa d e d i cata a
AA. VV. , Madame Yevonde, M azzotta , M i l a n o 2 0 0 1 .
R i c c a r d o M o n c a l v o , " figl i o d ' a rte" ed eme rgente fotografo
U n l i b ro ( e u n a m ostra ) entu s i a s m a nte; u n a fotografa i nglese
to r i n e s e , f i n o dagl i a n n i Trenta . La Fotografia h a c o l pito
a l l e prese c o n il c o l o re , q u a n d o q u esta tec n i c a e ra , se n o n
a nc o r a !
p r o p r i o a g l i i n i z i , a n cora p ro b l e m at i c a . Uti l i zzava i l
G. Giannini, D i e c i foto p e r " I l M o n d o " , E d i zi o n i i l C h iostro,
sta m pa a i p i g m e nti ( q u i n d i ricca d i " m ateri a " ) , b e n s i è
B e n evento 2000.
c o l l egata a un a p p a recc h i o fotografico s peci a l e con u n
Il tito l o d e l cata l ogo d i ce tutto! Ancora , g i u stame nte, l e
o b i ettivo tri p l i ce fi ltrato p e r i c o l o r i d e l l a t r i c ro m i a ,
p roced i m e nto " V i vex " , c h e n o n è s o ltanto u n a tec n i ca d i
fotografie p u b b l i cate setti m a n a l m ente d a P a n n u n z i o su " I l
d i afra m m ato p e r i r i s pettivi a s s o r b i m e nti d e l l a l u ce, dovuti a i
M o n d o " ; s i r i s c o p r o n o a utori d i m e nti cati o m a i " ri c o n o s c i uti " ,
fi ltri . D a l b i a n co-n e ro d e l l e tre i m m agi n i otte n ute
s p e c i a l m e nte q u e l l i c h e p u b b l i c a r o n o negli a n n i p recedenti a l
s i m u lta n e a m e nte, ven iva n o ri cavate le tre m at r i c i da
1 9 5 9 , q u a n d o n e s s u n o s i preoccu pava , n e m m e n o Pan n u nzi o ,
i n c h i ostra re c o n i c o e renti c o l o ri d e l l a tricrom i a . I n effetti u n
d i i n d i c a re l ' Auto re . l o , p e r q u esto m otivo , n o n s o n o a n c o ra
perfez i o n a mento d e l proced i m e nto ottocentesco d i D u c o s d u
" ri c o n o s c i uto " , tra i " Fotografi d e l M o n d o " , e p p u re i n i z i a i tra i
Hauron.
p r i m i . La rice rca " fi l o l og i c a " avviata da a l c u n i , a n d rebbe
L e i m magi n i d e l l a Yevond s o n o partico l a r m e nte accattiva n t i ,
rivo lta s o p rattutto a l p e r i o d o precede nte il 1959 , d o po d i c h è ,
per u n ' atmo sfera c h e d a " l i berty " s i s p i nge a l su r re a l e .
a n c h e p e r l e n o stre p roteste , s i aggi u n s e a l l e i m m agin i , m a
( U n a p re c i s a z i o n e : q u este i m m a g i n i n o n s o n o state espo ste
t i m i d a me nte i n grigi o , a n c h e i l n o m e d e l l ' Autore , c o pyright
q u i - G a l l e r i a C o n te m po ra n e o d i Mestre - " pe r la p r i m a volta "
e s i ge n d o . E r m a n n o R e a h a presentato con entu s i a s m o l e
i n Ita l i a ; u n a n n o fa m o lte d i q u este fu rono i n serite i n u n a
b e l l e fotografie d i G i a n n i n i .
rassegna d i fotografe i ng l es i , con J u l i a M a rga ret C a m e r o n e
a ltre , a l C RAF d i S p i l i m b e rgo , n e l l a V i l l a Savorgn a n ) .
G . Puddu , Sulle tracce dell 'orso, e x pose verlag H a nsgert
La m b e rs , 2 0 0 1 .
U n cata l ogo es i l e , m a i m pagi nato con e l ega nza , i n ti ratura
A. Moretti, l luoghi d e l d ialogo, E d i z i o n i d e l C o n fi n e , U d i n e
2000.
l i m itata . Ma ciò che c o nta s o n o l e i m magi n i : tra c c e , segno
U n p i c c o l o m a i ntenso vol u m e d i fotografie te ndenz i a l m e nte
n e l l a n atura , oss e r vati e d e sc r itti in un b i a nco-n e ro di
e m b l e m a t i c h e , acco state e i n sequ enza q u a s i
struggente m a l i n co n i a , da G i n o P u d d i , giovane ( 1 9 5 7 )
c i n e m atografi c a ; u n racconto l u ngo , d a leggere c o n l e ntezza e
fotografo d i origi n e s a rd a .
rifl e s s i o n e .
55
Fotografi a futu ri sta 1 9 3 2
Offriamo a i l etto ri d i " Fotostorica " u n eccezionale
docum ento s u l l a c u ltura fotografica i n Ita l i a tra le
due guerre : i l facs i m i l e del catal ogo della Mostra
Nazionale di Fotografia Futurista, tenutasi a
Trieste tra 1 ' 1 e il 17 a prile 193 2 .
I l ra rissimo catalogo fa parte della B i b l i oteca d i
lta lo Zann ier, c h e ne ha concessa l a
pubbl icazione, ed è q u i riprodotto i ntegra l mente
per la prima volta .
MOSTRA N A Z I O NALE
FOTOGRAFIA
F U T U R I S TA
56
M OV I M E N T O F U T U R I S T A - T R I E S T E
M OST R A
FOTOG RA F I CA
.F U T U R I S T A
(CE RAM ICH E)
ESPOSIZ I O N E PERMAN ENTE
D E L S I N D A C AT O B E L L E A R T I
1 · 1 7
57
A P R I L E
1 9 3 2 - X
Q
d i F etografia
f u l u r i � ta
u t> s t a
Mostra , 'azio n a l e
d a m e organizzata
onora d e l battesimo i n a u �ural e d i
f. T.
·
eh
si
MarÌnt> t l i
dell' Accademia d ' I t a l i a - raccogl i e i p i ù s i g n if ì a ­
t i v i tra i lavori esposti l' anno sco rso a Rom a , To r i n o
e
R -f � A L I
ì\li lano, c o n
l' :l g � i u n t a
d e l l e rea l i zzazioni effet­
t u a t,. in q u e�ti ul i m i s s i m i mesi dai p i ù i n t l l ig e n t i
f o t grafi i ta l i a n i , ad i n co mi n ciare d a
T alo eh<'
B ra ga g l ia
c
rappresentano i n o m i più ve · c h i e glo­
riosi del rin novnme nlo fotografico.
•
Il
f o tog r a fo , cosi
•
•
com· è in t es o nbìtunlmPnl ,
non p u ò esser consi dera t o artista, q u a n do tutta la
sua bravura
o n. i s t e
nel far
s · a ltare a t e m p o e
l uoqo
l' obietti\' o ;
tuì
fatto a rli.· t ico il colpire a SP�no
ce
n ello sle so modo
La sce lta di un pae:>aggìo, l '
gl iore p e r l a nuscitn di u n
posa d i ogni per�ona a
58
che n o n costi­
di un t i rntor .
rienlnm t>nto
mi­
m b iente, la me<;sa i n
econda d e l l e cara tteristi che
fotoge n i c h , son qualità Ìn,;Ìte all' esper ìen:z;n pro­
s i t u a z io n i c he
fes'<io n a l e e t a l i d a preludere ad •ma fotografia
ptrf ·tt<�. id en t i c i:\ a l ' origi n a l e , che le sotti gliezze
d t· l m es t i t• r e "• pr<�nno acqui sire ; ma non ma i i
rist d t·a t i pos«o n o cos t ttuire crea;ione <H i " t ic a . per
b . e m p l ice ra gione che i n
acco r " inw n t i
�
i
ass u n z i o n i
simili
cora
s u o contnbuto,
un
n to cco
Fotografia p u ra.
Con l e rea 1 i aa z i o n i futuri:;te la fotografia ,
su rgt· al ru ol o
rJ,.J
ca
m po
l a voro
più
B R U N O G. SA N Z I N
ti! te rmi ne va
del l ' <�Ssu nzione d e l vero coqt com ' è.
di
p,.. rfezio n e
che d' m t d l igenza.
d e l l ' es trinsecanone e s c l u s iv a m e nt e docu men tana.
L' a rt e ne i.. ben lontan<�. ed è portarla :� d u n
li­
v el l o urivert> nte i l · r e d t• r l a conge-nita a n che a l l e
p r o d u z io n i fotograficht• cht• ,-an pa l a mag-gtore
tra esecutori e amatori.
•
•
•
Il probl t·ma dt> I l ' arte {tl/ografica
la foto�:: r afia fulurisln,
e
r i s o l t o con
he nel l e varie composrzroni,
nelle rappresentazioni dina m iche,
::;­
..; rte, poichè ,; aspirozione, emo­
zione e c reaz tOIH:'.
preso con •H· c o r t a re':' t ri . òone d i tempo) siamo ·em­
p r e n•'l
di
r a ggi u n ge
c er t o gra d o di t•mo t i v i til.
o n l a fotogra fia t ra diLional�
che orientano la fotografia ad
Fotografia orit>nta t :� vt>rso il suo asso l u t o .
pe-r u n ' esecuzl<Jne accurata, metJcolos<�. Rarisstme
a p p ro p riato
nel dov e re d i porra
nggi u n t a ed assoluta mente i n a liena bile a l l ' a,:;sun­
si defi n isce "arti,.tica .. q u e l la fotografia
e n e rgico
arteftci
zione fotog-r<� fica.
ri ve! n n ...l suo , rt,·fi e u n a d ose di b u o n gusto :
ma buon f<ll ·to n o n ,·u ol d i re ar c .
Lo s v d u ppo d e l l a fotogrc1 fia è e sclu s ivn m e n t e
lavoro di p r a t i c :� : il rit occo e:;igc u na m a n o sicura
un
gli
l i altre an·
portare i l
nna f u n.t.ione precisa d i t-m otivitù esc l u , i vament
che
volte
mett�>
r i (' e rche creatrici.
gli
wg!.(Ì t n� i nwn t o dt•l!.l perfezione d oc u m e n taria. Co­
m u n;·m e n t
e
le loro cogn i z i o n i tecn iche a completo servizio delle
sono esc l u siv;. mente r i >· o l t i al
t ec n c i
i l mani fe�to chin risce
m aga ri. p <> r l e quali ogn u n o p u ò
nelle m ol t ep lici
59
M A N I F ESTO
La
fotografia di u n pa es a �r g i o , q u e l l a d i u n a penona o di u n �rruppo d i
con u n J a r m o n i a , una
n1i n u z i a
di
quadro", è coaa pu noi auolut a m e n t c
vimento
c r ea t a da
Anton
oen t a t a da M ar i n e t t i nd
a�a.nguardiati
del
mondo.
r ed una h p u : i t À tale d a far
a u p e r a t a Dopu i l f o t o d i n a m i omo o
p ar t i co l a i
persone,
o t t e nuta
d i r e : u•embra un
fotografia del mo­
Giulio B r ag ag l i a in collaboraziOne con ouo fra t e l lo A rt uro, p r e ·
1 91 2 u l l .. !lat .. Pic h e t t i di R o m a , e i m a t a ta poi da t u t t i i fotografi
occorre rt: � l 1 zz a r � q u e a t c. n u o v t" poaa • b i lità fotoy:rafi che :
1 . I l dramma di oggetti i m mobili e mobili, e la mesco l a n z a drammatic a
d i ogget t i m o b i l i e immobili.
2 . Il dramma delle ombre degli ogget t i , contra s t a n t i e isolate dagli og­
getti stessi.
3. Il dramma di ogget t i u m a n i n a t i , piet rific a t i, crist a l lizzat i o vegeta­
l i zz a t ì , mediante c a m u f famenti e luci speciali.
4 . La
s pett ralìzzazìo n e
di
alcune
p a rt ì
del corpo u m a n o o a n i male,
isol a t e o ricong iunte a logicamente.
5.
La fusione d ì proipettive aeree, marine, terres t r i .
6 . La f u a i o n e di visioni d a l b a s s o i n a l to con v i s i o n i d a l l ' a l t o i n b asso.
7 . Le i nclina zioni i m • . 10bili e mobili
degli o g g et t i o
ed a ni m a l i .
dei
corpi
uma n i
.
8. La mobile o i m mobile sospenaione degli oggetti ed il loro atare
m
equilibrio.
9. Le drammatiche s p ro porzioni degli ogget t i mobili ed immobili.
0"\
o
1 O. Le amorose o violente compenetrazioni d i oggetti mobili o
immobi l i .
1 1 . L a sovrapposiz ione t rasparente e aemitraaparente d i persone e og­
getti concre t i e
dei
loro fantaami aemiaatra t t i , con aimultaneità d i
ricordo s o g n o .
1 2 . L ' ingiga n t imento s t r a r i p a n t e di una cosa m i n uscola q u asi i nvisibile
i n u n p a eaaggio.
1 3 . L' i nterpretazione t ragica o s a t irica della vita mediante u n simboli­
smo di ogge t t i c a m u f fa t i .
aatrali
1 4 . L a composizione d i p aesaggi a11olutamente ext raterrest ri ,
medianici, m ediante a p essori, elaat icit à , p rofondità
o
torbide, limpide
t raspa renze, va lori a l gebrici o geometrici aenza n u l l a d i u m a n o nè
di veget ale, n è di geologico.
1 5 . La c o m posizione orga n ica dei diversi atati d ' a n i m o d i una peraona, me­
d ia n t e l ' esp ressione i n tenaificata delle più t ip iche p a r t i del auo corpo.
1 6 . L' art e fot ografica deg l i ogget t i c a m u f fati, i nteaa a avilupp a re l ' a r t e
d e i c a m u f fa m e n t i di guerra , c h e h a lo scopo d ' i l ludere gli ouerva­
tori a erei.
Tut t e q u e o te r i cerche h a n n o l o ocopo d ì f a r o e m p r e p i ù o c: o n f i nare la
nell' arte
chimica
pura
e
d ella
e
favorirne
auerr a.
automaticame n t e
lo
o v i luppo
nel
c a m po
ocienza
d d la
fotografica
lìoi ca,
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FOTO ARCHIVIO S TORICO
TREVIGIANO
NOTIZIE
a cura di Adriano Favara
QUALE FUTURO PER LA
FOTOGRAFIA STORICA DEL
VENETO ?
Pochi anni or sono l'anziano fotografo
Gambirasi di Mogliano Veneto, che aveva
documentato decenni e decenni di vita delle
campagne e paesi posti tra Mestre e
Mogliano Veneto, sistema all'aperto le casse
contenenti le lastre fotografiche del suo
personale archivio, frutto di una vita di
attività di fotografo: il garage di casa serve
alla famiglia e pertanto le lastre fotografiche
sono sloggiate.
Il caso vuole, ma era facilmente prevedibile,
che un acquazzone estivo dilavi irrepara­
bilmente questo patrimonio culturale ve­
neto nelle cui immagini erano impresse le
vendemmie, le mietiture, i lavori d'artigia­
nato, i lenti traffici sul Terraglio, i volti
bruciati dal sole dei nostri contadini, i
" filò" nelle stalle della zona.
Un delitto " inconsapevole" , che non è l'uni­
co se uno studio fotografico di Piazza Fer­
retto a Mestre, terminata l'attività e cam­
biata la destinazione d'uso del locale, poco
dopo vede ingloriosamente finire nella
discarica di San Giuliano il vasto archivio di
pellicole e lastre fotografiche che documen­
tavano la vita della città dagli inizi del
secolo scorso fino agli anni settanta.
Le segnalazioni di casi analoghi, a cura dei
tanti amici ed appassionati veneti, giungono
sempre più spesso, ma quasi sempre ap­
punto a cose fatte, a distruzione o disper­
sione avvenuta.
I vecchi studi fotografici hanno visto,
infatti, una massiccio cambio di guardia in
questi ultimi quindici anni: il cambio delle
modalità di gestione, il rapido evolversi
delle tecnologie, l'avvento dei mini-lab,
hanno stravolto quasi del tutto questo
mestiere.
Così, al cambio di gestione, vecchi archivi
della memoria, che per affetto familiare e
professionale venivano ancora custoditi, se
non in negozio almeno in qualche magaz­
zino, vengono eliminati, ma senza clamori,
senza titoli sui giornali: è sufficiente un
cassonetto dell'immondizia e cent'anni di
storia della nostra terra cessano di creare
problemi, al fotografo, agli eredi, al nuovo
locatario, anche all'amministrazione di
turno.
I decenni trascorrono presto e quella che
fino agli anni '80 era l'emergenza degli
archivi fotografici dell'800 e del primo '900
( la battaglia per la conservazione di quegli
archivi purtroppo il Veneto l'ha proprio
persa) oggi è divenuta l'emergenza della fo­
tografia contemporanea, di questi ultimissi­
mi decenni di fotografia tradizionale, nei
quali la generazione dei fotografi, ora ultra­
cinquantenni, ha prodotto una massa di
immagini di fotografia d'arte e documenta­
ria sul declivio della fine millennio, che do­
cumentano quei cambiamenti culturali,
territoriali, tecnologici che sotto ai nostri
occhi hanno finito per stravolgere il Veneto.
Spesso non ci sono proprio risposte da dare
ai tanti fotografi che pongono il quesito del
destino del loro archivio, delle loro decine
di migliaia di negativi prodotti, perché no­
nostante tutta la buona volontà nessun
intervento pubblico potrà ora dare risposte
immediate a questa situazione, di fronte ad
una emergenza che sconta cinquant'anni di
ritardi (ma c'è anche chi sostiene che forse
vale la pena di buttare tutto) : il recente ed
apprezzabilissimo intervento della Regione
Veneto su questo terreno, assieme a pochi
altri interventi di realtà locali come quella
del Centro di Fotografia Scavi Scaligeri di
Verona, il Centro Internazionale d i Fotogra­
fia del Comune di Padova, l'ex-Fornace Ca­
rotta, il F.A.S.T. della Provincia di Treviso,
non potrà né rimediare a quanto è stato
distrutto, o si sta disperdendo ancora in
questi mesi, né alla mancanza di appositi
centri di conservazione che richiedono anni,
se non decenni, per far lievitare le necessarie
strutture e competenze.
Si sono moltiplicate in questi ultimi anni, e
si fanno sempre più diffuse, comunicazioni
e richieste dirette al FAST, che non solo
informano dello stato della fotografia delle
varie realtà locali, ma richiedono collabo-
72
raziom, interventi e consulenza nello spe­
cifico della fotografia storica veneta: dal
numero e dalla tipologie delle richieste è
evidente un diffuso bisogno di formazione,
di supporto d'intervento operativo in ambi­
to conservativo, catalografico, archivistico.
Inevitabile che gran parte di queste richieste
siano purtroppo destinate a non trovare
quelle risposte che una struttura provincia­
le, per suoi evidenti limiti amministrativi­
territoriali-funzionali, non può dare e che
possono provenire solo da una struttura
sovra-provinciale.
Italo Zannier nel numero 6/1 999 di " Foto­
storica " , rifacendosi ad un suo progetto da­
tato 28 settembre 1 9 8 9 , che non ebbe
peraltro fortuna, auspicava la nascita nel
Veneto di un Centro Regionale di Ricerca,
Archiviazione e Studio della Fotografia Ve­
neta, una proposta, scrive, "tutt'ora sostan­
zia lmente valida e con pochi ritocchi
potrebbe essere presa in considerazione per
un grande centro veneto sulla fotografia,
magari a Treviso, ampliando l'Archivio Sto­
rico Fotografico della Provincia. Staremo a
vedere. "
Nel proporre questo Centro, Zannier s i rifà
agli esempi di analoghi organismi già da
tempo operanti in particolare all'estero:
"dovrebbe essere strutturato attorno ad un
polo di specifica valenza regionale (riguardo
l'immagine fotografica della regione Ve­
neto) dando priorità alla ricerca, la ripro­
duzione, lo studio, la catalogazione, l'archi­
viazione, la diffusione di tutto il patrimonio
fotografico (iconografico più in generale)
collegato all'area veneta, prendendo in
considerazione non soltanto il materiale
storico (perlopiù disperso nei musei e nelle
collezioni estere) ma anche quello attual­
mente prodotto, che a sua volta è destinato
a divenire " storico " . Dovrebbe impegnarsi
in una ricerca e in uno studio storico­
filologico su autori e opere, inserendole nel
contesto culturale della disciplina della
fotografia, dei suoi studi e delle sue ideo­
logie; pertanto si rende necessaria l'organiz­
zazione di una attività didattica, con brevi
cicli di lezioni e workshop, tenuti da
Il fotografo di Mogliano Veneto Gaetano Ortolan
anni '30
Fondo Istituto Astori, Mogliano
studiosi e fotografi di levatura interna­
ziona le " .
I l progetto d i Zannier pone una
particolare attenzione alla formazione nel
campo del restauro e conservazione della
fotografia storica, sul cui tema pro­
vengono un numero sempre maggiore di
richieste da istituzioni, biblioteche ed
archivi ( vedasi ad es. nel s ito della Re­
gione Veneto le pagine dedicate alla foto­
grafia storica e si apprezzerà il gran
numero di istituzioni pubbliche verrete
nelle quali sono presenti archivi di foto­
grafia storica ) che si trovano a dover
"gestire" un patrimonio fotografico senza
i l necessario b agaglio scientifico ed a
volte senza neppure le nozioni di base per
farlo, com'è purtroppo accaduto in una
realtà
dove,
per
l ' intervento
di
sistemazione di un fondo fotografico, si è
provveduto ad incollare saldamente con il
nastro adesivo gli originali fotografici alle
pagine dei rispettivi al bum, annotando
con l a biro l a didasca l i a d i rito
73
direttamente sul bordo delle stampe in
questione.
La " visione" del Prof. Italo Zannier, do­
cente di Storia della Fotografia all 'Uni­
versità di Venezia, precursore e autorità
indiscussa nella materia in ambito ita­
liano, si conclude con una dettagliata
analisi della dimensione progettuale
tecnico-organizzativa dell'ipotetica strut­
tura. I l suo è un progetto di oltre 1 1 anni
fa : sarebbe auspicabile che non rimanesse
solo un progetto.
IL RITRATTO DI ADA NEGRI
IN UNA FOTOGRAFIA
DI G. B. GANZINI
Questo bel ritratto di Ada Negri, una delle
glorie della letteratura italiana, risale al
1 9 10, ed è opera del fotografo milanese
Giovan Battista Ganzini (Studio Ganzini, via
Dante 1 2, Milano).
Il ritratto, (gelatina ai sali d'argento, viraggio
seppia; l'immagine ha cm 1 1 di diametro ed
è montata su supporto di cm 23 x cm 30,5)
ritrovato a Venezia da un collezionista, tra
innumerevoli altre straordinarie immagini
prodotte dallo studio Ganzini fin dagli esordi
della sua attività, reca la firma autografa
della poetessa.
Con tutta probabilità essa ne fece dono al
fotografo all'atto della esecuzione del ritrat­
to, essendo pervenuta all'attuale proprietario
in un contesto omogeneo di materiali
fotografici appartenuti direttamente alla
famiglia del fotografo.
Ada Negri (1 870-1 945}, nata da una famiglia
povera, può essere considerata la prima
scrittrice italiana proveniente dalla classe ope­
raia. Suo padre, Giuseppe, era un manovale e
sua madre, Vittoria Cornalba, una tessitrice.
Ada passò gran parte della sua infanzia, nella
loggia da portiera dove lavorava la nonna,
osservando il continuo passaggio delle
persone, che descrisse poi nel suo romanzo
autobiografico, Stella mattutina (1 9 1 2).
Ada Negri potè studiare grazie ai sacrifici
della madre, fino ad ottenere un diploma di
insegnante elementare. Insegnò, quindi, a
partire dal 1 8 8 8, nella scuola elementare
Motta Visconti, di Pavia. In questo periodo
pubblicò le sue prime poesie, raccolte nel
volume Fatalità (1 892). Dopo il grande suc­
cesso di questo libro, Ada Negri acquistò
74
una certa fama, e le venne attribuito il titolo
di "professoressa ", necessario per poter inse­
gnare nei licei.
Nel 1 896, si sposò con Federico Garlanda, da
cui, nel 1 904, ebbe Bianca, sua unica figlia.
Pochi anni dopo i due si separarono, ed Ada,
con l'inizio della Prima Guerra Mondiale, si
spostò in Svizzera. Successivamente, ebbe una
relazione tormentata con un altro uomo,
esperienza descritta dalla scrittrice nel suo
libro di poesie, Il libro di Mara (1 9 1 9). Un
volume scritto con inusuale franchezza, per la
società italiana del tempo, fortemente
cattolica e conservatrice.
Nel 1 894, vinse il premio Mi/li per la poesia,
e, nel 1 93 1 , il premio Mussolini per la
carriera. Nella sua seconda collezione di
poesie, Tempeste, uscita nel 1 895, affrontò
temi sociali rivoluzionari espressi con un
linguaggio molto moderato.
Dopo le orazioni patriottiche tenute dalla
scrittrice, raccolte, nel 1 91 8 in Orazioni, Ada
Negri pubblicò Maternità (1 904) e Dal
profondo (1 9 1 0), due opere spiccatamente
introspettive. A seguito di questo petiodo di
malinconia, uscì Esilio (1 9 1 4) e, nel 1 91 7,
una raccolta di quattordici racconti, Le
solitaire, in cui la scrittrice raccontò la sua
modesta visione del mondo, in qualità di
ragazza venuta dalla campagna.
Nel 1 9 1 9, uscì Il libro di Mara, a cui fece
seguito I canti dell'isola (1 924). Uscirono
inoltre, Vespertina (1930), un libro di poesie,
Finestre alte (1 923) e Le strade (1 926),
entrambi libri di mcconti, poi Di giorno in
giorno, che contiene una raccolta di
meditazioni sulle opere della scrittrice, ed
Erba sul sagrato (1 939). L'ultima opera co­
nosciuta di Ada negti fu Oltre, uscito
postumo, in cui l'auttice propose una sua
agiografia di santa Caterina da Siena. Nel
1 940,
Ada Negri divenne membro
dell'Accademia Italiana, morì nel 1 945.
Il pergolato di glicini
Solaria,
il vento del sud scrolla e devasta il tuo
pergolato di glicini.
N e piombano a terra i corimbi, chicchi
violetti di grandine,
pesanti d'un peso di morte.
Così a te traboccan dagli occhi,
nell'ora del torbido amore, le lacrime;
ma non si raccoglie il pianto d'amore,
non si raccolgono i fiori caduti del
glicine .
Ada Negri
75
LA DONNA IN RITRATTO
In questa carrellata di immagini
proponiamo una serie di ritratti,
aventi per soggetto la donna in vari contesti,
provenienti da diversi Fondi Fotografici del
FAST, o da collezioni private.
Le famiglie Gurnieri e Piazza
a passeggio sulle mura di Treviso
fine '800
Fondo G. Fini
Ritratto di donna
foro G. Ferretto Treviso
anni '20
Coli. Bressan
76
Il fotografo Giulio Marino con la moglie
anni '30
Coli. Resi Marino
Ritratto di donne
primo '900
Coli. Resi Marino
Giulio Marino
Ritratto di Maria Marino
con le amiche
anni Venti
positivo gelatina a sviluppo
foro Giulio Marino
coli. Resi Marino
77
Donna in posa
anni '3 0-'40
Collezione Scarpis
Donne in posa
primo '900
Fondo Valmareno
78
Amazzone
primo '900
Col i . Vinciguerra
79
Donna in posa
primo '900
Collezione Vinciguerra
Donne in posa sulla spiaggia
anni '30-'40
Coli. Vinciguerra
DUE VEDUTE DI RIESE PIO X
di Giuseppe Vanzella
Queste immagini fotografiche sono state
usate per illustrare un opuscolo edito a
Venezia dal titolo A sua Eminenza Re­
verendissima il Signor Cardinale Giuseppe
Sarto Patriarca di Venezia i professori del
Seminario offrono, col quale gli insegnanti
del seminario veneziano accolsero il neo
cardinale Giuseppe Sarto, futuro Papa Pio
X, nel solenne ingresso al Patriarcato il 24
novembre del 1 894. L'opuscolo contiene,
oltre ad una introduzione di esultanza per la
nomina del cardinale trevigiano alla
cattedra veneziana, alcune inedite operette
poetiche del suo collega e compaesano
Jacopo Monico ( 1 778 - 1 8 5 8 ) , letterato
illustre.
Canto gli ozii beati, e la tranquilla
Stanza ospita!, che nel suo sen mi presta
La dolce natia Resica villa,
Quando tinto di mosto, e colla testa
Coronata di pampini e di grappi,
Fa l'autunno brillar spumanti nappi . . . .
Con questo primo sonetto di una poesia
intitolata Riese ]acopo Monico inizia a
raccontare del paesaggio, del lavoro, della
storia del proprio paese d'origine, adagiato
nella campagna trevigiana, dove gli abitanti
erano dediti ad una serena e faticosa esi­
stenza consacrata all'agricoltura.
Molto tempo è passato e molta acqua è
scorsa sotto i ponti gettati sul Musone e tale
idilliaca visione della vita di campagna non
può non scontrarsi con la stressante routine
quotidiana dei nostri giorni. Nello stesso
tempo voler rincorrere il sentimento di un
ritorno all'Arcadia mai fu più fuori luogo.
La serenità che ci sembra di leggere in
queste immagini datate, si scontra con la
durezza di un vivere a stretto contatto con
la miseria e le malattie che perseguitavano
la gran parte della popolazione. Ma se l'idea
neoromantica di un ritorno al passato ci
perseguita, facciamo nostra l'affermazione
del linguista Roland Barthes ( in La camera
chiara Torino, Einaudi 1 98]0 ) : "È là che
vorrei vivere " , nella quale egli condensa la
risposta al fascino che circonda una veduta
fotografica antica emotivamente coinvol­
gente. Ma tutto ciò resta un concetto celibe,
che possiamo esprimere solo perché sap­
piamo quanto possa restare Utopia. Perché
(sempre Barthes, opera citata) : " . . . la foto­
grafia è un'allucinazione: immagine folle,
velata di reale" .
D i autore anonimo invece, le due fotografie
all'albumina riproducenti la via che con­
duce alla chiesa dell'agreste paesetto della
campagna trevigiana, una; la casa che diede
i natali a Pio X, l'altra. Le due immagini
non si sono conservate particolarmente
bene, probabilmente a causa del lavaggio
affrettato a cui sono state sottoposte le
stampe, nella loro fase finale. S i può
presumere che l'opuscolo sia stato edito
almeno in 100-150 esemplari, cosa che può
far capire l'interesse alla velocità di esecu­
zione da parte del laboratorio fotografico,
sicuramente di modesto livello. Altre cause
che ci hanno tramandato queste vedute
pallide di toni, possono essere state: la colla,
con la quale le fotografie sono state fissate
alla pagina e la velina di protezione. En­
trambi elementi che potrebbero aver
trasmesso al supporto cartaceo, che fa da
culla al velo di albume contenente i sali
d'argento, alcune sostanze chimiche nocive.
Giuseppe Melchiore Sarto, ricordiamolo,
nacque a Riese il 2 giugno 1 83 5 . Dapprima
chierico presso il Seminario patavino dove
compì gli studi coi massimi risultati (grazie
anche ad una borsa di studio avuta per l'in­
tercessione di Jacopo Monico) , fu ordinato
sacerdote nel duomo di Castelfranco il 1 8
settembre 1 85 8 . Cappellano a Tombolo
(Padova) fino al '67 e arciprete a Salzano
(Venezia) fino al '75, divenne poi cancelliere
della Curia vescovile, direttore spirituale nel
seminario e Canonico della cattedrale a
Treviso fino al 1 8 84, anno nel quale fu
proclamato vescovo di Mantova. Fatto
80
cardinale nel giugno 1 893, tornò in Veneto
come Patriarca di Venezia all'ottenimento
del " exequatur" (cioè all'ottenimento del
benestare da parte del governo italiano
all'occupazione della diocesi a cui era stato
designato). L'ingresso solenne avvenne, ap­
punto, il 24 novembre '94. Nove anni dopo,
il 4 agosto 1 903 , fu eletto papa dopo un
brevissimo conclave, col nome di Pio X,
successore di Leone XIII al soglio pontificio.
Morì a Roma il 20 agosto 1 9 1 4 .
I n un periodo storico di fermenti sociali e di
difficili problematiche di ordine religioso, fu
una personalità di grande evidenza, fon­
dendo una straordinaria intelligenza ad una
volontà ferma e tenace.
Giuseppe Sarto, nel corso della sua vita, fu
ritratto in parecchie occasioni, coincidenti
con i vari avanzamenti nella carriera eccle­
siastica. Fotografi come il veneziano Dal
Mistro, Alinari di Firenze od i romani Dosio
e Felici, ebbero l'onore di ritrarlo da vesco­
vo e cardinale, prima e da pontefice, poi.
Ma fu il fotografo trevigiano Giovanni Fer­
retto, figlio del più famoso Giuseppe, che
nell'ottobre del 1 904 ebbe l'incarico di
riprendere in Vaticano l'attività giornaliera
del nuovo pontefice. Il reportage fu succes­
sivamente pubblicato in dodici fascicoli,
con un testo di monsignor Angelo Marche­
san e quindi raccolti nel volume " Papa Pio
X nella sua vita e nella sua parola "
( Einsiedeln, Benziger & Co 1 904-5 ) . •
Anonimo
Casa natale di Papa Pio X a Riese Pio X Treviso
fine '800
Anonimo
La via che conduce alla Chiesa di Riese Pio X Treviso
fine '800
81
GIULIO MARINO
FOTOGRAFO VENETO
( 1 8 9 0 - 1 9 62 )
li 22 novembre scorso mi sono laureata in
Conservazione dei beni culturali presso l'Uni­
versità di Udine, con una tesi dal titolo Giulio
Marino fotografo veneto (1 890 - 1 962).
L'idea della tesi su Marino era sorta durante
una visita all'Archivio Fotografico Storico
della Provincia di Treviso. L'Archivio aveva re­
centemente acquisito il fondo del fotografo
Giulio Marino, che non era ancora stato
oggetto di nessuno studio. La proposta di
percorrere la storia della sua vita e della sua
professione attraverso le immagini da lui
impresse, mi sembrava stimolante.
Fin dall'inizio della mia ricerca, Marino si
rivelava una figura molto interessante. Era un
uomo impegnato molto attivamente, non solo
nella sua professione di fotografo, ma anche
nella vita politica locale, alcuni libri di storia ne
ricordano la sua partecipazione alla Resistenza
e al Comitato di Liberazione Nazionale duran­
te la seconda guerra mondiale. Marino fu atti­
vo come fotografo dal 1 9 1 1 al 1 959, con studi
a Vittorio Veneto e nei vicini comuni di
Conegliano e Pieve di Soligo. Si spostava, poi,
spesso a fotografare in altre località del Veneto,
soprattutto nel bellunese e nel cadorino. La
mia tesi è, dunque, introdotta da una breve
storia della fotografia veneta, alla quale
succedono la biografia di Marino e nella parte
centrale dalla descrizione della sua professione.
Grazie all'analisi di alcuni ritratti dell'album di
famiglia, sono riuscita a dare un'idea delle sale
di posa dei suoi studi fotografici, con
particolare attenzione al loro arredamento. Si
veda per esempio nel ritratto di Maria, moglie
di Giulio mentre finge di rimproverare la
primogenita Resi, il bel fondale che riproduce
un giardino all'ingles: è opera del pittore di
scenari veneziano Marzio Moro, autore per
altro di molti altri fondali che compaiono nei
ritratti realizzati da Marino. Si veda anche
quello che riproduce un viale immerso in un
parco boscoso che fa da sfondo ideale alla
bambina con cerchio e bastoncino.
Le immagini realizzate da Marino in genere
molto ritoccate, sono in perfetta sintonia con il
gusto fotografico che domina gli atelier di
provincia della prima metà del Novecento. Si
veda per esempio il ritratto di Giacomo Lu­
cheschi. La figura del conte risulta elegante­
mente slanciata da quel ritocco su positivo che
annerisce e fa scomparire parte del panciotto
bianco.
Molto ritoccate e a volte realizzate anche gra­
zie al fotomontaggio, sono anche molte carto­
line di cui Marino è editore. I soggetti privi­
legiati di queste cartoline sono il paesaggio
urbano e rurale del veneto nord orientale, in
particolare di Vittorio Veneto e alcuni scorci di
natura dal gusto pittorico.
Fotografie realizzate da Marino venivano
anche pubblicate sulla stampa illustrata locale.
"Il Gazzettino Illustrato" tra il 1 922 e 1 939
pubblicava più di 200 immagini che riportano
in didascalia Marino come autore. Si tratta di
immagini significative di cronaca locale come
calamità, visite dei reali o più semplicemente
ritratti di gruppo, come la numerosa famiglia
di Revine' ritratta nel borgo rurale nel 1 924, o
ritratti di singoli, come il ritratto del podista
Vittorio Polentes.
I positivi di alcune delle immagini pubblicate
sono contenuti nel fondo Marino conservato
all'Archivio Fotografico Storico della Provincia
di Treviso. Il soggetto privilegiato in questo
fondo è il paesaggio urbano di Vittorio Veneto,
e alcuni momenti di vita cittadina. La data di
esecuzione di questi positivi si può far risalire,
nella maggior parte dei casi, agli anni tra le due
guerre in pieno clima fascista, a cui rimandano
le manifestazioni, l'abbigliamento e gli oggetti.
Si veda per esempio l'immagine intitolata Il
Veglione delle Camicie Nere al Verdi' datata
1925, dove tra l'altro la figura in primo piano
tiene l'inequivocabile simbolo del regime
fascista, il fascio di verghe con la scure. Lo
stesso che troviamo ai lati del corpo centrale
del municipio di Vittorio Veneto, allestito per i
festeggiamenti per il Decennale della Vittoria'
alla presenza di Sua Maestà il re che
nell'immagine si trova all'immediata sinistra
del seggiolone che aveva funzione di trono.
La divisa dei giovani balilla compare invece nel
82
ritratto di un gruppo formatosi occasio­
nalmente intorno alla fontana di piazza Borro'.
Ma il clima militaresco fascista si manifesta
compiutamente nei festeggiamenti per il Ven­
tennale della Vittoria tenutisi· a Vittorio Veneto
il 2 novembre 1 938, che la foto' eseguita da
Marino ci documenta con una inquadratura
della piazza del municipio con la sfilata
militare.
L'attività del fotografo durata più di qua­
rant'anni ha prodotto una quantità significati­
va e diversificata di immagini, dai più diffusi
ritratti di singoli o di gruppo, alle cartoline di
genere e di paesaggio, alla documentazione di
eventi pubblici o naturali, destinata ai giornali
locali. Si tratta di una produzione importante
della quale solo una piccola parte è conservata
all'Archivio Fotografico Storico della Provincia
di Treviso, o in alcune raccolte private, ma per
lo più andata dispersa.
Un archivio della memoria, di fatti e cambia­
menti che hanno caratterizzato il Novecento.
Un secolo, quello appena trascorso, denso di
avvenimenti che hanno cambiato il paesaggio
ma anche le persone e le loro abitudini.
Tali immagini, con la loro forza evocativa, ci
restituiscono un vivido ricordo della recente
storia locale e ci danno l'opportunità di
ricostruire parte dell'attività di un fotografo
della prima metà del Novecento, ancora tanto
legata all'intervento manuale e oggi del tutto
rivoluzionata.
L'ultima parte della tesi affronta anche pro­
blematiche tecniche, descrivendo il proce­
dimento della gelatina ai sali d'argento, che è
quello utilizzato dal nostro fotografo, e la
tecnica del ritocco.
In appendice, alcune immagini appartenenti a
questo fondo vengono catalogate con scheda
" F " , secondo la strutturazione dei dati
adottata dall'Istituto Centrale per il Catalogo e
la Documentazione che fa capo al Ministero
per i Beni e le Attività Culturali.
NOTE
1 F.A.S.T.,
' F.A.S.T.,
3 F.A.S.T.,
4 F.A.S.T.,
5 F.A.S.T.,
Fondo
Fondo
Fondo
Fondo
Fondo
Marino album 32B, foto n°73.
Marino album 32C, foto n° 1 4 1 .
Marino album 32B, foto n ° 6 8 .
Marino album 3 2 B , foto no 9 9 .
Mazzorri scatola 13, foto n°4 5 1 5 .
Giulio Marino
Ritratto di Giacomo Lucheschi
anni Venti ca.
positivo gelatina a sviluppo
coli. Maurizio Lucheschi
Giulio Mari?w
Ritratto della famiglia Marino
1 900 ca.
positivo gelatina a sviluppo
col i . Resi Marino
83
Giulio Mari�to
Ritratto di Maria con la figlia Resi
1 9 1 5 ca.
positivo gelatina a sviluppo
coli . Resi Marino
Giulio Marino
n corso di un fiume
anni Trenta-Quaranta
positivo gelatina a sviluppo
coli. Renato Zanette
Giulio Marino
Mercato in piazza Flaminio a Vittorio Veneto
anni Venti
positivo gelatina a sviluppo
coli. Maurizio Lucheschi
84
Giulio Marino
Ritratto di Resi Marino
1 9 1 9 ca.
positivo gelatina a sviluppo
coli. Resi Marino
Giulio Marino
Ritratto di Vittorio Polentes
1 924
positivo gelatina a sviluppo
coli. Resi Marino
Il veglione delle Camicie Nere al teatro Verdi
anni 1 925
Fondo Marino
85
Veduta del fiume Meschio e
della stradina di San Giuseppe
anni 1 9 1 1- 40
Fondo Marino
Vittorio Veneto, Gruppo di donne
davanti all'ingresso della villa
dell'arch. Lapasini
anni '20
Fondo Marino
86
I KO NA P H OTO GALLE RY
N e w Yo r k Ve n i c e J o i n t C o l l e c t i o n
....
I KCNJ� I'I·ICTC GJ�I.I.I51�..,
d i Ziva Kra u s
30123 V E N EZ I A - Dorsod u ro 48
Te l . 041 5 2 0042 8 , 041 5205854
-
fax 041 52 05854
e-ma i l : m a i l @ i konave nez i a .com
www. i ko n ave n ezi a . co m
Berenice Abbott
Magnetiom with key
1930
Vittorio Veneto
La vettura scoperta detta la Bagnarola,
serviva la tratta Venezia-Cortina,
di fronte al Caffè Unione
anni 1930 - 40
Fondo Marino
88
Vittorio Veneto,
Società operaia di S. Andrea durante un pranzo all'aperto
nei pressi della chiesa di S. Andrea
anni 1 92 0 - 1 940
Fondo Marino
Vittorio Veneto - Fais,
Donna con il bigo! ritratta di fronte ad una casa rurale
anni '30
Fondo Marino
89
li fotografo Ettore Bragaggia
UNA IMPORTANTE DONAZIONE
ARRICCHISCE IL F.A.S.T. :
IL FONDO
ETTORE BRAGAGGIA
Quella di Bragaggia è stata una vita dedicata
alla fotografia: nel 1 939 entra nello studio
fotografico Paggiaro e vi rimane fino all'aprile
1 944. Vi ritorna nel 1 945 dopo una sua parte­
cipazione nelle formazioni partigiane.
Non potendo migliorare nello studio Paggiaro
la sua professionalità, emigra in Argentina nel
1 949.
Si sposa per procura nel 1 95 1 . Lavora per
diversi anni assieme al fotografo inglese Fred S.
Shiffer, grande ritrattista e membro della Reale
Fotografia di Londra e dell'Istituto Fotografico
Britannico di Buenos Aires (Argentina).
Vi rimane alcuni anni, per poi entrare in col­
laborazione con un altro fotografo. Però la
nostalgia per la sua Treviso non lo lascia e
nell'aprile del 1 954 ritorna, per aprire lo studio
in Via Bianchetti, assieme alla moglie.
Il suo sogno è di proporre il ritratto, l'aspetto
della professione che l'aveva colpito mag­
giormente nel suo soggiorno in Argentina.
Ma l'attività ritrattistica non era sufficiente per
poter vivere e perciò incominciò, a parte il
lavoro di studio, ad eseguire fototessere, foto di
comunioni, di matrimoni ecc.; inizia anche a
lavorare per l'industria, attività che fu più
redditizia e di maggiore successo.
Nel frattempo, si dedica alla formazione di
una Associazione di fotografi in ambito Comu­
nale, Provinciale e Regionale.
Fu per molti anni Consigliere deli'E.C.A. (Ente
Comunale Assistenza) e Consigliere Comunale
della Città di Treviso. Le sue foto continuano
ad essere pubblicate nella rubrica giornalistica
"Treviso da promuovere e da bocciare", anche
dopo aver cessato l'attività nel dicembre 2000.
Al termine dell'attività Ettore Bragaggia ha
gentilmente messo a disposizione del!'Archivio
Fotografico Storico della Provincia di Treviso il
suo archivio fotografico e parte dell'attrezza­
tura storica del suo studio.
Il suo fondo fotografico attende ora un
riordino ed uno studio dettagliato.
Un ritratto eseguito da Ettore Bragaggia
anni '60
90
LIBRERIE DOVE SI PUÒ ACQUISTARE "FOTOSTORICA"
Libreria La Bassanese
Via J. da Ponte, 4 1 , 3606 1 Bassano del
Grappa (VI)
Libreria Ghetti Barbato
Via Mazzini, 2 1 , 3 7 1 2 1 Verona
Libreria Einaudi
Via Coroneo, 8, 34 1 3 3 Trieste
Libreria Minerva
Via S. Nicolò, 20, 34 1 2 1 Trieste
Libreria Antonini
Via Mazzini, 1 6, 34 1 70 Gorizia
Libreria Rinascita
Corso Porta Borsari, 32, 37 1 2 1 Verona
Libreria Tarantola
Via Vittorio Veneto, 20, 3 3 1 00 Udine
Libreria Cortina
Via A. Mario, 1 0 , 37 1 2 1 Verona
Libreria Moderna Udinese
Via Cavour, 1 3 , 3 3 1 00 Udine
Libreria Goldoni
Calle dei Fabbri, 4742/43, 30 1 24 Venezia
Libreria Friuli
Via dei Rizzani, 1 /3 , 3 3 1 00 Udine
Libreria Feltrinelli
Via Ugo Foscolo, 1 /3 , Milano
Libreria Rinascita
Via G. Verdi, 48, 34074 Monfalcone (GO)
Libreria Feltrinelli
Corso Buenos Aires, 20, Milano
Libreria Tarantola
Via Roma, 27/A, 3 2 1 00 Belluno
Libreria Feltrinelli
Via Manzoni, 1 2, Milano
Libreria Sovilla
Corso Italia, 1 1 8 , 3 2043 Cortina d'Ampezzo (BL)
Libreria Feltrinelli
Via Mazzini, 20, Brescia
Libreria Pilotto
Via Tezze, 1 8 , 32032 Feltre (BL)
Libreria Leggere
Via Don L. Palazzolo, 2 1 , Bergamo
Libreria Minerva
Piazza XX Settembre, 22/A, 3 3 1 70 Pordenone
Libreria Feltrinelli
Via Cerretani, 30, Firenze
Libreria Al Segno
Via del Forno, 2, 3 3 1 70 Pordenone
Libreria Marzocco
Via Martelli, 6, Firenze
Libreria Canova
Via Calmaggiore, 3 1 , 3 1 1 00 Treviso
Libreria Feltrinelli
Via B anchi di Sopra, 64/66, Pisa
Libreria Marton
Corso del Popolo, 40, 3 1 1 00 Treviso
Libreria Feltrinelli
Piazza Ravegnana, l , Bologna
Libreria Canova
Via Cavour, 6/B , 3 1 0 1 5 Conegliano (TV)
Libreria Feltrinelli
Via B attisti, 1 7 , Modena
Libreria Quartiere Latino
Via 1 1 Febbraio, 34, 3 1 0 1 5 Conegliano (TV)
Libreria Fiaccadori
Via Al Duomo, 8, Parma
Libreria Mondadori
Piazza Insunezione, 3, 35 1 3 9 Padova
Libreria Feltrinelli
Via XX Settembre, 23 3/r, Genova
Libreria Feltrinelli
Via S. Francesco, 7, 3 5 1 2 1 Padova
Libreria Feltrinelli
Piazza Castello, 1 7 , Torino
Libreria Pangea
Via S. Martino e Solferino, 1 06, 3 5 1 4 1 Padova
Libreria Feltrinelli
Via V. Emanuele Orlando, 75, Roma
Libreria Draghi
Via Cavour, 1 7/ 1 9, 35 1 3 9 Padova
Libreria Montecitorio
Piazza Montecitorio, 59, Roma
Libreria Galla 1880
Corso Palladio, 1 1 , 3 6 1 00 Vicenza
Libreria Feltrinelli
Via S. Tommaso d' Acquino, 70, Napoli
Libreria Palazzo Roberti
Via J. da Ponte, 34, 3606 1 Bassano del Grappa (VI)
Libreria Guida A
Via Port' Alba, 20/22, Napoli
Libreria II Manifesto
Via Tomacelli, Roma
Cierre Distribuzione Editoriale
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tel. 045/85 8 1 820 fax 045/8589609 - www.cierrenet.it - E mail: distribuzione @ cienenet.it
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SVE - Tel . e Fax 0423 .870207 - Indirizzo e-mail: fotostorica @ libero . it - http: \\www.fotostorica.it
Sir Humphry Davy,
inventore della
fotografia
Un pioniere della
fotografia nel Veneto
C. Cerato
Luigi Barzini inviato
speciale
Archeologia della
fotografia
Giuseppe Bruno,
fotografo veneziano
del Veneto
Le autocromie di
Nino Springolo
Sociologia, un grande
tema nella storia
della fotografia
Il Teleautografo
DOSSIER
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Struggenti bellezze
con testi di l. Zannier,
G. Comisso, C. Corso
L'emigrazione
trevigiana e veneta
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Interventi di Wowe e
Fabrica
Interventi di Fabrica
e di F. Vaccari
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Fotografia futurista
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CERTIFICATO DI ABBONAMENTO
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FOTOSTORICA a partire dal prossimo numero secondo la formula
scelta. L'importo dell'abbonamento di L. 95.000 verrà versato:
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a mezzo assegno bancario/circolare allegato
D
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C/C 1 85 05 1 - ABI 5 728 - CAB 12000
Data
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•
,
(
)
l
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Cognome
Città
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TREVISO
Via
CAP
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Nome
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Pro v.
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Volpago del
Montello
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commerciali, campioni gratuiti, omaggi e inviti a manifestazioni anche da parre di selezionare aziende.
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VENEZIA
8
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1 O Febbraio 2 002
Stazione Marittima
Direzione:
Flaminio Gualdoni
Mostre ed eventi collaterali:
Filippo Maggia
Walter Guadagnini
Con i l patrocino d i :
Ministero E-er i Beni
e le Attlvlta Culturali
Regione del Veneto
Provincia di Venezia
Comune di Venezia
Fondazione Italiana
per la Fotografia
è un'iniziativa d i :
Veneziafiere s.r.l.
San Polo Z 1 z o
30 1 2 5 Venezia
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Aw Reg n . 4 dei!' : · IO ì /0 l
Si ringrazia:
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ASSOCIAZIONE VENEZIANA ALBERGATORI
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ESTETICHE
LA FOTOGRAFIA TRA LE ALTRE
ARTI
È stata data alla stampa nel febbraio 2001 ,
dall'Assessorato alla Cultura del Comune di
Padova-Centro Nazionale di Fotografia,
un'originale pubblicazione, Estetiche. La
fotografia tra le altre arti, dedicata alla
fotografia e curata dal Coordinatore del Cen­
tro Enrico Gusella.
Il volume nasce da un ciclo di incontri Estetiche. Altri percorsi del contemporaneo svoltisi lo scorso anno nell'ex Fornace Carotta,
e che ha visto studiosi di varie discipline
(sociologia, semiologia, iconografia, entomolo­
gia) provenienti da varie Università italiane
(Bologna, Milano, Padova, Torino, Venezia),
discutere attorno ai temi della fotografia e delle
arti che condizionano la stessa tecnica fotogra­
fica.
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L a fotografia tra le a ltre a rti
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F o t o g r a f i a
I rapporti con il graffitismo, il territorio, la
città, il cinema, il video, le installazioni e la
letteratura, sono alcuni degli aspetti trattati
nell'interessante volume, il secondo dei
Quaderni del Centro Nazionale di Fotografia ­
serie saggi - che viene presentato nel corso del
ciclo di incontri dal titolo La realtà fotografica
in Italia. Istituzioni, fondazioni e galterie a
confronto.
La complessità della fotografia e il suo
sviluppo nel corso degli ultimi decenni
contraddistinguono gli interventi raccolti nel
volume e testimoniano la ricchezza e il
dinamismo della fotografia e delle arti visive
contemporanee che, in una condizione
sinergica, concorrono a rendere quest'arte
sempre più affascinante e coinvolgente.
Scrive Gusella nell'introduzione: "È così che
scorrendo i capitoli di Estetiche, si delinea una
realtà fotografica assai più complessa di
quanto si possa pensare. Dai primordi, dai
primi dagherrotipi ad oggi con l'avvento del
digitale e delle nuove tecnologie, la fotografia
ha assunto una configurazione e una
fisionomia del tutto singolare. Dal 1 859 (come
non ricordare le famose polemiche di
Baudelaire al Salon di Parigi) al XXI secolo lo
sviluppo della fotografia, ma anche il suo ruolo
tra le altre arti, ha assunto caratteri e linee di
grande novità e di notevole importanza
nell'assetto degli statuti dell'arte contem­
poranea. Basti pensare all'opera di Andres
Serrano, i cui lavori si caratterizzano attraverso
la tensione tra L'immediatezza fotografica e la
stilizzazione teatralmente barocca di temi quali
la religione, il corpo, il sesso e la morte, oppure
alle città anonime di Thomas Struth sino alle
fotografie polaroid di Vanessa Beecroft, nelle
quali sono immortalate donne e ragazze che
richiamano tanto il mitico personaggio
televisivo Pippi Calzelunghe quanto le
composizioni più fredde e maestose di Helinut
Newton. Come si vede, la fotografia, quindi,
non è più solo uno specchio della realtà, la
lettura o la rappresentazione della percezione
estetica dell'uomo ma è, soprattutto, la costru­
zione formale di un testo visivo, la necessità di
una semiosi "altra" della realtà e dell'espres­
sione artistica degli individui.
94
UNA NUOVA EDIZIONE DELLO
" STORICO " VOLUME SULLE
VILLE VENETE DI GIUSEPPE
MAZZOTTI
Si è svolta a Treviso, a Palazzo dei
Trecento, i l giorno 1 7 maggio 2000 1 la
presentazione d e l volume G iuseppe
Mazzo tti - Ville Ven e te, edito dalla
Canova Editrice di Treviso, promosso
dall'Istituto Regionale per le Ville Verrete
e in collaborazione con la Provincia di
Treviso - Foto Archivio Storico Trevigia­
no. Alla conferenza che ha visto ampia
partecipazione di p u b b lico, erano pre­
senti l ' A sses sore a l l a Cultura della
provincia di Treviso Marzio Favero, il
Commissario Straordinario dell'Istituto
Regionale per le Ville Verrete Luciano
Z e r b i n a t i , l o scrittore e giornalista
Antonio Ci botto, l ' architetto Andrej
Pereswet Soltan, l ' architetto e storico
d e l l ' a rte
Gherardo
degli
Azzoni
Avogadro, il Direttore del F.A . S . T - Foto
Archivio Storico Trevigiano Adriano
Favaro, i l Presidente della Edizioni
Canova Danilo Gasparini.
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VILLE VENETE
FOTOGRAFI & FOTOGRAFIA
Di Fausto Raschiatore
Si è conclusa la 6 a edizione dell'Interna­
zionale di Fotografia organizzata dal
Gruppo Fotografico di Pieve di Soligo.
Inaugurata il 5 maggio 200 1 , nelle sale di
Villa Brandolini ( Centro Culturale F.
Fabbri ), in una cornice paesaggistica di
particolare bellezza naturalistica, alla
presenza di un folto pubblico e del sindaco
di Pieve di Soligo, Giustino Moro,
l'Internazionale di Fotografia di Solighetto
(Treviso) è ormai un punto di riferimento
per la fotografia italiana ed è una delle
manifestazioni più accreditate tra le tante
organizzate
annualmente
a
livello
nazionale. È un piacere, ha detto il primo
cittadino il giorno dell'apertura, vedere
rinnovarsi l 'annuale appuntamento con
l'Internazionale di Fotografia, un evento
culturale che, anno dopo anno, continua ad
ampliare gli orizzonti della propria attività,
rinnovandosi e consolidandosi.
Una manifestazione ben organizzata, è stato
rilevato da più parti, che oltre ad una serie
di appuntamenti programmati nell'arco di
due settimane, ha presentato 15 mostre
personali ( Claudio Argentiera, Giorgio
Bacciocchi, Gianni Catellani, Mariateresa
Crisigiovanni, Danilo Donadoni, Guido
Giannini, Virgilio Giuricin, Luigina
Gottardo, Diego Landi, Isabel Lima,
Renato
Luparia,
Luigi
Martinengo,
Giovanni Mereghetti, Andrea Razzoli e
Paolo Tomiello) e una collettiva, allestita in
collaborazione con il Museo Ken Damy di
Brescia dal titolo Elogio alla Bellezza, con
opere di autori di fama internazionale
( qualche nome: Lucien Clergue, Mario
Giacomelli, Robert Mapplerthorne, Helmut
Newtori, Jean Saudek, Ferdinando Scianna).
Il tutto integrato da 3 immagini dei 5 autori
segnalati nella scorsa edizione del
" Portfolio in Villa" ( Lisa Ferro, Maria
Letizia Gabriele, Piero Giantin, Francesca
Iseppato, Massimo Stefanutti) e da una
collettiva degli aderenti al Gruppo
organizzatore sul tema " Mare " .
S i è tenuto i l concorso " Ragazza
Photogenika" , aperto a tutti, fotografi e
modelle, condotto da Maurizio Galimberti
e la sua Polaroid, che ha ottenuto un grande
successo; un workshop sulla fotografia
digitale curata da Michele Maso e uno sul
nudo
gestito
da
Adolfo
Brunicci;
organizzate
diaproiezioni
( Gruppo
Culturale Fatue) e multivisioni ( Ivano
Bolondi) . A chiusura della manifestazione,
infine, la quarta edizione del " Portfolio in
Villa" (gli esperti chiamati: Cinzia Busi
Thompson, Guido Cecere, Mario Cresci,
Charles-Henri Favrod, Nino Migliori,
Fausto
Rasch iatore
coordinatore,
e
Marcello Ricci).
Al portfolio primo classificato e all'opera
fotografica dell'autore che lo ha presentato
sarà dedicata una monografia (fotolibro) di
64 pagine, formato chiuso cm 2 2x 2 2 in
brossura, stampata in bicromia, curata da
Fausto Raschiatore, di concerto con i
componenti la Commissione di esperti. I tre
vincitori avranno la possibilità di esporre, in
una loro mostra personale, le foto del
portfolio premiato, alla 7 a edizione
dell'Internazionale di Fotografia. Inoltre,
una selezione delle immagini dei primi tre
portfolio classificati verrà esposta alle
successive manifestazioni fotografiche di
Toscana Photo Festival (luglio 200 1 ) e alla
Galleria Fiaf di Torino (primo trimestre
200 2 ) .
A Patrizia Riviera i l primo premio, mentre il
secondo e i l terzo sono stati assegnai
rispettivamente ad Adriano Boscata e a
Maria
Letizia
Gabriele.
Queste le
motivazioni: "Il movimento, le figure e i
luoghi ci trascinano lungo un percorso
onirico che porta attraverso la ricerca del sé
alla scoperta di un mondo parallelo
fortemente autoreferenziale. Le immagini
nel loro complesso sono intrise di una forte
carica emotiva" ( Patrizia Riviera); "Non è
facile mettere assieme un reportage di
particolare attualità con colore, tifo, urla e
violenza e allo stesso tempo mantenere il
controllo dell'immagine. Ci sembra che
95
l'autore ci sia riuscito (Adriano Boscata);
"Si fondono, nel lavoro presentato, capacità
espressiva e uso dei materiali in un contesto
iconografico di buona qualità espressiva e
di ottima narratività linguistica" (Maria
Letizia Gabriele) .
L a Commissione d i esperti ha attribuito
inoltre, ex aequo, il premio " Il Giovane
Autore" a Francesca Grilli e Sonia Tedeschi,
ha segnalato gli autori Silvio Canini,
Annalisa Ceolin, Walter D 'Ottavi, Stefano
Ghesini e Andrea Razzoli, ed ha, infine,
ritenuto di attribuire a Sergio Carlesso il
" Premio speciale" per una sene di
fotografie
nelle
quali
è
stato
particolarmente
a p prezza to
"l 'uso
sperimentale del mezzo fotografico " .
Gli autori segnalati, unitamente a Francesca
Grilli, Sonia Tedeschi e Sergio Carlesso,
avranno
la
possibilità
di
esporre
singolarmente alla prossima edizione
dell'Internazionale di Fotografia che si terrà
a Solighetto, tre loro immagini, scelte tra
quelle che compongono il portfolio
presentato.
Disseminati sotto gli alberi del Parco di
Villa Brandolini, i tavoli di Busi Thompson,
Cecere,
Cresci,
Favrod,
Migliori,
Raschiatore e Ricci, erano accerchiati dagli
appassionati. Il livello qualitativo e
l'apporto creativo dei partecipanti erano
mediamente elevati e certamente l'ascolto
delle discussioni in atto e la partecipazione
ad esse, che erano del resto aperte e
stimolanti, hanno costituito un'esperienza
molto interessante. Una formula, quella del
" Portfolio " , che permette un autentico
confronto con il panorama nazionale e,
talvolta, internazionale; sicché ciascun
fotografo torna a casa con qualcosa in più,
con una maggior consapevolezza delle
proprie risorse e dei propri limiti.
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Fotostorica n. 13/14 - 2001 - Fast