S UNIVER Anno XI - N. 7 LUGLIO 1999 Sped. in abb. postale - Art. 2 comma 20/C - Legge 662/96 Autorizzazione Direzione Provinciale E.P.I. - Filiale di Catania Periodico Mensile dell’INPAL per i Siciliani nel Mondo TAXE PERÇUE TASSA RISCOSSA ICILIA Direzione, redazione e Amministrazione: Ufficio Zona INPAL - 95031 Adrano - Piazza Mercato, 72 - Tel. (095) 7692946 - Fax (095) 7602814-7253840 - E-Mail [email protected] AMMINISTRATIVE, MANOVRA, D’ALEMA: IL POLO AVANZA “FACCIO COSE DI SINISTRA” Su 66 province 46 sono andate al centrosinistra e 20 al Polo (le giunte uscenti erano 55 del centrosinistra, sette del centrodestra e quattro della Lega Nord). Su 28 comuni capoluogo di provincia 19 sono andati al centrosinistra e nove al Polo (i sindaci uscenti erano 24 del centrosinistra e quattro del Polo). Questo è il quadro definitvo, fatto di grandi batoste e qualche sorpresa per il centrosinistra, al termine dei ballottaggi che si sono tenuti domenica 27 giugno in molte città d’Italia per il rinnovo di amministrazioni comunali e provinciali. Comune di Bologna e Provincia di Milano: basterebbero queste due conquiste (storica la prima, ma non meno importante la seconda) a far definire trionfale per il Polo questa tornata elettorale. Ma saranno ricordati anche come un record il tasso di astensionismo e le numerose vittorie ottenute “al fotofinish”. Nel complesso che la vittoria del centrodestra assume un carattere imponente. Nelle 32 province dove si è votato per il ballottaggio, ben 16 sfide sono state vinte dal Polo: un risultato clamoroso se si pensa che in partenza 25 erano del centrosinistra, quattro della Lega e solo tre del centrodestra. E come se non bastasse, anche nei 10 comuni capoluogo di provincia il Polo conquista ben quattro sindaci, pur partendo da zero. Entrando nel dettaglio, tra i dati più interessanti c’è sicuramente la discreta tenuta dell’accordo Polo-Lega in Piemonte. Nelle sue otto province ben cinque presidenti passano al centrodestra, anche se il centrosinistra si può consolare con la conferma di Mercedes Bresso nel capoluogo Torino. Resistono a PoloLega, invece, i tre comuni capoluoghi di provincia, Biella Verbania e Vercelli. Ma il Polo ottiene importanti vittorie anche in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto: passano al Polo le province di Udine, Pordenone, Bergamo, Brescia, Verona e comuni come Arezzo (dal dopoguerra sempre governata dalla sinistra) e Padova. In questo quadro sono poche le soddisfazioni per il centrosinistra, e tutte inattese. In Puglia il Polo perde a sorpresa tre elezioni. Iniziamo dalle suppletive per Camera e Senato a Lecce: nel capoluogo salentino domenica scorsa si è votato per sostituire alla Camera l’onorevole di An Adriana Poli Bortone, che come sindaco della città ha dovuto rinunciare all’incarico in Parlamento. AL suo posto la cittadinanza leccese ha eletto un onorevole del centro-sinistra, Cosimo Casilli, del Ppi. Al Senato invece bisognava eleggere il sostituto di Antonio Lisi, sempre di An, che è morto alcuni mesi fa. E anche in questo caso la scelta è caduta su un candidato della maggioranza, il magistrato Alberto Maritati, Ds, ex procuratore nazionale antimafia. Altro smacco al Polo nelle provinciali di Bari, dove un “figlio d’arte” come Vernola è riuscito a battere un “pezzo da novanta” come Antonio Matarrese, sostenuto da tutto il Polo. Per quanto riguarda, poi, il comportamento degli elettori di Rifondazione Comunista, va segnalato che su tre province dove si era raggiunto un apparentamento con il candidato del centrosinistra, in due (Rieti e Venezia) l’accordo è stato vincente, mentre a Chieti non è bastato. Resta infine il “capitolo” Sardegna, dove il Polo ha vinto per l’assegnazione dei 16 seggi in Consiglio regionale: con il 53,5% dei voti ne ha infatti conquistati 9 lasciando gli altri 7 alla Coalizione Autonomista di centro sinistra. V.C. Papa: Salvare la natura, sfida per l’uomo del 2000 “Ogni volta che ho la possibilità di recarmi in montagna e di contemplare questi paesaggi, ringrazio Dio per la maestosa bellezza del creato”, che “invita a riflettere sul ruolo dell’uomo nel cosmo”. Così Paolo Giovanni II, all’Angelus recitato a Les Combes (Val d’Aosta. Chiamato a “coltivare e custodire il giardino del mondo”, l’essere umano è responsabile dell’ambiente, per il presente e per le generazioni future. L’auspicio è che l’umanità del 2000 possa “trovare le vie di uno sviluppo armonico e sostenibile”. Il Papa ha anche ricordato le vittime delle valanghe e i morti nell’incidente del tunnel del Monte Bianco. Sì, la manovra di autunno potrebbe arrivare a 17.000 miliardi: lo ha dichiarato da Buenos Aires, dove si è recato in visita alla fine di giugno, il premier Massimo D’Alema che però precisa: “sarebbe una cosa volta ad avere risorse da investire nel finanziamento delle nuove leggi che caratterizzano la Stato sociale, come la riforma dell’assistenza, ora legge sugli anziani”. È, ad un giornalista del Clarin che gli chiede un commento sulla più famosa battuta di Nanni Moretti degli ultimi anni, lui risponde: “sono convinto di fare cose di sinistra”. Con il tono della voce sottolinea quel “fare”, per poi aggiungere: “il problema di quella espressione è la differenza fra il dire e il fare, non la sinistra. Io cerco di fare cose di sinistra, e in l’Italia c’era molto l’abitudine di dire cose di sinistra, senza mai fare nulla”. D’Alema lo ripete: “Non c’è nessun braccio di ferro”, anzi, “io sono qui, i leader sindacali sono ad Helsinki. C’è come una rappresentazione teatrale di un presunto scontro che non esiste. Mancano persino i protagonisti sulla scena”. Segue un messaggio tranquillizzante: “Stiamo predisponendo il documento di programmazione economica e finanziaria, che, come è noto, non è la manovra. Questa ci sarà in autunno, come sempre, come prevede la normativa vigente”. Come dire che al momento si tratta solo di tracciare le linee generali. Si tratta di “valutare le necessità” che sono “quelle note, e che non dipendono da noi, ma dal patto di stabilità e dalla necessità di rispettarlo”. Proprio per rispettare il patto di stabilità, però, “si potrebbe pensare di accrescere la manovra per avere più risorse da investire” per il lavoro. “Credo che su questa base si possa discutere con il sindacato”, prosegue il presidente del Consiglio, “anzi, si che cerca di riconquistare in Argentina la Casa Rosada adesso che Menem lascia la presidenza della Repubblica. “È una coalizione che fa esplicitamente riferimento all’esperienza italiana del centrosinistra, che evoca l’Ulivo, che tenta di dare forme stabili ad una alleanza di forze di diverse ispirazione culturale”. Anche l’Ulivo nasce “come convergenza di ispirazioni diverse in una coalizione stabile di centrosinistra”. A questo punto “i problemi interni alla coalizione sono normali problemi tra partiti, come anche qui in Argentina, dove alcuni mesi fa i rapporti erano tempestosi”. Ma “è normale che ci siano dei momenti di difficoltà”. Questo non vuol d i r e , però, che Il Presidente del Consiglio Massimo D’Alema. l’Ulivo non sia “il modo per combinare nelle società avanzate sibile manovra su cui la maggioranza può il valore della solidarietà con la crescita e la tenere e i sindacati essere d’accordo. Il premodernizzazione”. Tentativo che D’Alema mier ha anche una parola per gli alleati di rivendica per il Dpef. I suoi contenuti, conGoverno. clude, “non mi paiono misure di destra”. Prende spunto da Alianza Democratica, la coalizione delle forze anti-giustizialiste U.S. deve discutere con i sindacati. Avremo anche il tempo di vedere insieme quali sono le misure” necessarie. Fermo restando che “si tratta di misure previste per il prossimo autunno, e non le dobbiamo prendere ora”. Lavoro, riforma dello Stato sociale, diminuzione della pressione fiscale sui redditi medio-bassi: D’Alema insiste su questi tre punti. È una pos- Mario Monti Commissario Europeo Mario Monti è stato riconfermato commissario europeo. Il presidente del Consiglio Massimo D’Alema ed il presidente designato della Commissione Europea Romano Prodi hanno concordato di indicare il suo nome quale membro italiano della nuova Commissione Ue, l’organo esecutivo dell’Unione europea. Il Consiglio dei ministri ha condiviso la designazione. Di fronte ai giornalisti che lo sollecitavano sui poteri forti che rappresenterebbe secondo le accuse di Emma Bonino, commissario uscente e responsabile dell’aiuto umanitario, Monti - già commissario europeo responsabile del mercato interno - ha affermato di non sentirsi di rappresentare nessuno. Ha spiegato che egli rappresenta da sempre un solo potere forte, “quello di attrazione esercitato da Bruxelles sull’Italia, e che ha consentito al nostro Paese di entrare nell’euro, nel cuore dell’Europa. Cercherò d’insistere in questa direzione”. Emma Bonino ha accolto la designazione di Monti con sarcasmo. “Si ripete, mi sembra - ha commentato l’esponente radicale - quanto ormai sta accadendo in un modo sempre meno o forse replicato troppo inescludendo comprensibiche quella di le, dall’eleMonti sia zione del una nomina Presidente partitocratidella Reca. “Monti è pubblica alle una persoelezioni enalità indiuropee a pendente questa deciche non sione perfetappartiene a tamente in nessun partilinea con gli to” ha afferinteressi del mato D’Aleregime partima, per il tocratico itaquale non liano”. “Imc’è stata magino, nessuna quindi - ha “esclusione concluso Bopolitica” di nino - di Emma Bonidover fare le no alla quamie felicitale, ha ricorzioni, auguri dato, ha e complianche chiementi a sto di far parRomano Mario Monti te del suo Prodi, Massirieletto alla Commissione UE. Governo. mo D’Alema, D’Alema ha Silvio Berluquindi aggiunto: “In nome della lotsconi, Gianni Agnelli e al trio Cofta alla partitocrazia si pretendeva ferati, Larizza, D’Antoni. Complidi escludere una persona, la cui menti”. unica colpa era quella di non esseAccuse alle quali il presidente re sostenuta e sponsorizzata da del Consiglio ha prontamente alcun partito. La scelta è caduta su Monti in considerazione della squadra che si viene delineando. Questa scelta potrà consentire a Prodi (la decisione spetta a lui) di attribuire all’Italia un portafoglio significativo ed importante di politica economica. È stata quindi una valutazione funzionale”. Nel mondo politico commenti generalmente positivi per la riconferma di Monti, qualche rammarico, invece per l’esclusione della Bonino che, nel caso dei verdi, dei radicali e dei “riformatori” si è estrinsecato in dure critiche a D’Alema e Prodi. Il presidente del gruppo di F.I. al Senato, La Loggia, ha espresso “soddisfazione” per la scelta di Monti e “rammarico” per l’esclusione della Bonino che “D’Alema, probabilmente, avrebbe avuto la possibilità di riconfermare se non avesse già “dovuto” scegliere Prodi”. La Bonino, comunque - ha sottolineato l’eurodeputato di F.I. Antonio Tajani - “entra a Strasburgo a pieno titolo e con notevole successo e prestigio personale che le permetterà un proficuo lavoro”. “Compiacimento” per la riconferma di Monti anche da parte della Lega. S.E. 2 LUGLIO 1999 UNIVERSO SICILIA Bassolino lascia il Ministero del Lavoro, subentra Salvi Le voci erano fondate. Antonio Bassolino torna a fare il sindaco di Napoli a tempo pieno e il dicastero del Lavoro e della Previdenza sociale passa a Cesare Salvi, capogruppo al senato Ds. Inoltre Antonio Meccanico è stato nominato ministro delle Riforme. Il 21 giugno il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha ricevuto al Quirinale, il presidente del Consiglio Massimo D’Alema e, su proposta del premier, ha firmato il decreto di accettazione delle dimissioni di Bassolino nominando allo stesso tempo Cesare Salvi a succedergli ed ha inoltre nominato Maccanico alla nuova carica. Con la nomina di un giurista come Salvi il governo intende far ripartire l’occupazione. Eredita la non facile poltrona del Dicastero di Via Flavia. Di recente ha sostenuto la necessità di dare vita ad “un asse Italia-Francia che si ponga come obiettivo la revisione dei criteri interpretativi del patto di stabilità. Non si può parlare solo di moneta unica e di banchieri centrali e non tener conto della congiuntura economica. Serve all’Italia e serve al socialismo europeo”. Ed è stato anche netto sulla spinosa questione previdenziale: “Ci sono delle ingiustizie nel sistema previdenziale ? Eliminiamole, ma i risparmi ottenuti devono servire a finanziare il welfare”. E ieri, alla direzione Ds, ha sostenuto la necessità di avviare una “fase due” del governo, mirata sulle politiche del lavoro e dell’economia, come scelta vitale per il socialismo europeo. Cesare Salvi, 51 anni compiuti il 9 giugno scorso, laureato in A ra n c i a Ro s s a di Sicilia Un prodotto ineguagliabile sulle mense di tutta Europa Il disciplinare di produzione dell’Arancia Rossa di Sicilia ha classificato all’art. 3 le aree geografiche protette per ottenere un prodotto di ineguagliabile qualità capace di onorare le mense di tutto il mondo. L’art. 3 del disciplinare recita cosi: “ La zona di produzione del’”Arancia Rossa di Sicilia” comprende il territorio idoneo della Sicilia Orientale per la coltivazione dell’Arancia ed e così individuato: Provincia di Catania - Territorio delimitato in apposita cartografia 1:25.000 dei seguenti Comuni: Catania, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Caltagirone, Castel di Iudica, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarone, Militello Val di Catania, Mineo, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Palagonia, Paternò, Ramacca, Santa Maria di Licodia, e Scordia. Provincia di Siracusa - Territorio delimitato in apposita cartografia 1:25.000 dei seguenti comuni: Lentini, Francofonte, Carlentini, Buccheri, Melilli, Augusta, Priolo, Siracusa, Floridia, Solarino, Sortino. Provincia di Enna - Territorio delimitato in apposita cartografia 1:25.000 dei comuni: Centuripe, Regalbuto, Catenanuova. re a c n a m e t a f n No ense m e r t s o v e l l a d a l’Arancia Ross di Sicilia. i Un prodotto dalità qu ineguagliabile Cesare Salvi, nuovo Ministro del Lavoro. Giurisprudenza, professore universitario di diritto civile, leccese, risiede a Roma, coniugato (la moglie Maria si occupa di biblioteche), ha due figlie, Giuliana di 11anni e Clementina di 7. Appassionato di ciclismo, ama passeggiare per Roma con la sua bicicletta. U.S. Palermo: un rudere che diventa Palazzo delle esposizioni L’ottocentesco Palazzo Ziino, che per parecchi anni ha versato in condizioni di estremo abbandono, cambia look per diventare “palazzo intelligente”: ospiterà una gipsoteca (raccolta di gessi), una sala espositiva e, soprattutto, la mediateca più innovativa del Sud Italia. Restaurato dall’Amministrazione comunale, Palazzo Ziino ha aperto i battenti al pubblico in luglio: quattro piani che ospitano una nuova sede espositiva per mostre temporanee, la collezio- ne di settanta gessi appena restaurati della Galleria d’arte moderna, una mediateca e diversi servizi, tra cui un ristorante e un fast food. L’inaugurazione, in 21 luglio, ospitava la mostra dei Quattro, ovvero Renato Guttuso, Lia Pasqualino Noto, Giovanni Barbera e Nino Franchina. Punto di forza, la Mediateca: trenta postazioni, alcune fruibili dai portatori di handicap, da cui interagire con il patrimonio archivistico e librario italiano. Un progetto all’avan- guardia che cercherà di diffondere al massimo anche il patrimonio culturale della città. È una delle poche volte a Palermo in cui si trovano sulla stessa linea pubblico e privato: un raggruppamento temporaneo di imprese, tra cui Ingegneria per La Cultura e Marsilio, ha in gestione i servizi di Palazzo Ziino. Prevista anche la creazione di nuovi posti di lavoro: due cooperative giovanili si occupano della Mediateca, mentre altri giovani verranno chiamati a ISTAT: LA POPOLAZIONE ITALIANA CRESCE SOLO GRAZIE Inquinamento, AGLI IMMIGRATI allarme elettrosmog Palermo - Il decreto interministeriale per la tutela della salute umana dai rischi dell’esposizione ai campi elettromagnetici troverà in Sicilia puntuale applicazione attraverso un provvedimento che la Regione adotterà in tempi brevi. Infatti, è stata insediata una commissione di studio, nominata con decreto del presidente della Regione, che è chiamata a definire le iniziative in questa delicata materia. Il decreto interministeriale prevede che le Regioni “disciplinino l’installazione e la modifica degli impianti di radiocomunicazione per garantire il rispetto dei limiti e dei valori previsti, il raggiungimento di eventuali obiettivi di qualità, nonché le attività di controllo e vigilanza in accordo con la normativa vigente”. Questa stabilisce inoltre che nelle zone abitative o sedi di attività lavorativa per lavoratori non professionalmente esposti o nelle zone comunque accessibili alla popolazione ove superati i limiti, con lo stesso decreto, “devono essere attuate azioni di risanamento a carico dei titolari degli impianti”. I. Ambiente L’Italia non ha risolto i suoi problemi di natalità : nascono sempre troppo pochi bambini, ma la popolazione cresce comunque grazie all’arrivo degli immigrati : secondo l’Istat, infatti, nel ‘98 il saldo tra i nati vivi e i morti è risultato negativo per 44.068 unità: ciò vuol dire che il nostro tasso di natalità resta uno dei più bassi al mondo. C’è da dire però che se l’Italia si conferma un paese a due velocità, non è il Sud, una volta tanto, ad essere il fanalino di coda: nel Mezzogiorno, infatti, soprattutto in Campania, nascono più bambini che al Nord ma l’incremento non è tale da bilanciare la media nazionale. Il settentrione recupera però questo ‘gap’ registrando un numero maggiore di immigrati. Rispetto al ‘97, nel ‘98 la popolazione italiana è aumentata complessivamente di 49.261 persone (+0,9%). Complessivamente ora siamo più di 57 milioni (57.612.615). La “cicogna” lavora senza dubbio più in Campania (il tasso di natalità è al 12%) e nelle altre regioni meridionali (il tasso medio è del 10%) mentre è sicu- ramente più “svogliata” al Nord, soprattutto in Liguria (6,8%) preferendo invece il Trentino Alto Adige (11,1%) e Trento (10,4%) e Bolzano (11,9%). Complessivamente, il numero dei bambini nati nel ‘98 (532.843) è diminuito del 13,3 ogni mille abitanti mentre quello dei decessi (576.911) è aumentato del 21,7 per mille. Il saldo del movimento naturale è risultato quindi negativo per 44.068 unità. Se non ci fosse stato un consistente flusso immigratorio, aumentato dell’1,6 ogni mille abitanti, la popolazione italiana sarebbe diminuita dello 0,8, il doppio rispetto al ‘97 (-0,4). Una consistente differenza segna il Sud e le isole dal resto del Paese: il saldo tra i neonati e i decessi è positivo rispettivamente di 30.937 (+2,7 ogni mille abitanti) e 6.273 (+1,6) contro quello negativo del Nord Ovest (-30.832 e cioè del -2,1), del Nord Est (-20.985, del -2) e del Centro (-22.310). Se il saldo migratorio (93.329 unità) nel suo complesso è risultato positivo, esso è dovuto ad un numero di persone iscritte all’anagrafe superiore a quello del Sud. Nel dettaglio, vi sono più persone iscritte che quelle cancellate nel Nord Est (il saldo è di 61.686 per un tasso di incremento del 3,3), nel Nord Est (57.429 con un tasso del +4,8) e nel Centro (44.556 con un tasso del 5). Al Sud invece il saldo è negativo per 47.227 (-1,7) e per 23.065 (-0,7) nelle isole. Complessivamente sfioriamo ormai la quota di 58 milioni (57.612.615 unità): le femmine risultano vincenti almeno per numero rappresentando il 51,5% del totale mentre i maschi rappresentano una quota inferiore, e cioè del 48,5%. La popolazione è più numerosa al Nord (44,5%) rispetto al Centro (19,2%) e al Sud (36,3%). Un’ultima differenza: nei Comuni capoluogo diminuisce il numero dei residenti (-54.677 in totale, con un tasso negativo del 3,1 per mille), dovuto alla somma del saldo naturale (39.101 unità) e del saldo migratorio (15.576) entrambi negativi. Nei restanti comuni dove risiede il 69,8% del totale, si registra invece un aumento di 103.938 persone, dovuto ad un saldo naturale negativo di 4.967 unità e ad PALERMO, PER I GIOVANI UN’OPPORTUNITÀ DALL’EUROPA Nonostante il luogo comune secondo il quale in Italia lavora soltanto chi possiede gli “amici giusti”, la preparazione e la professionalità restano sempre due carte vincenti. In Sicilia per esempio, stanno per entrare in azione trentacinque “cervelloni” che, al termine di un corso post-laurea in “progettazione comunitaria”, diventeranno un punto di riferimento per la Pubblica Amministrazione e le imprese nell’accesso ai fondi dell’Unione (18.600 miliardi disponibili per la Sicilia in Agenda 2000). Sembra infatti che i paesi della fascia mediterranea siano quelli con maggiori difficoltà nello sfruttare pienamente le risorse economiche comunitarie, quelli che han- no maggior bisogno di personale adeguatamente qualificato per dipanare la matassa infinita dei dubbi. Il corso - promosso dal Dipartimento di Storia e progetto nell’Architettura, dell’Università di Palermo - è stato concepito proprio per fornire a questi paesi un valido aiuto pratico. Sono previste 800 ore di lezione, più altrettante di laboratorio. Possono partecipare laureati provenienti dalle facoltà di architettura, giurisprudenza, economia e commercio, ingegneria, scienze bancarie, politiche e statistiche. “Abbiamo la necessità di uscire dalla fase pionieristica della progettazione per entrare in quella della strutturazione” afferma il responsabile del progetto, Salvatore Messina. La risposta del resto è stata del tutto favorevole. Più di duecento giovani dottori hanno già aderito all’iniziativa inoltrando domanda di ammissione. Per molti si tratta infatti di un’ottima opportunità, sia per dare una continuità al lavoro svolto durante gli anni di studio, sia per acquisire una specializzazione che potrebbe diventare preziosa occasione di lavoro per il futuro. Per tutti l’occupazione resta un punto dolente, una realtà dura e competitiva che subito spegne le illusioni e gli entusiasmi universitari. M. Taormina UNIVERSO SICILIA LUGLIO 1999 AGRIGENTO, SIGNORA DELLA MAGNA GRECIA Per centinaia di anni fu una città dimenticata, abitata soltanto da pastori e contadini. E così, fino al XVIII secolo, la città di Agrigento condivise le meravigliose colonne dei suoi templi greci soltanto con le capre in cerca dei pochi ciuffi d’erba sopravvissuti alla calura. Ben lontana dal tempo in cui Pindaro cantava pieno di ammirazione Akragas (il nome greco di Agrigento), “la più bella città dei mortali”. La riscoperta del luogo è opera dei primi visitatori europei che arrivarono qui nel Settecento, per trovarsi di fronte un’inaspettata quanto immensa ricchezza artistica e archeologica. Fra questi ci furono anche viaggiatori illustri, come quel Goethe che visitò Agrigento nella primavera del 1787, descrivendo poi il fascino della Valle dei Templi nel suo libro “Viaggio in Italia”. E le bellezze che colpirono lo scrittore tedesco più di due secoli fa, si offrono ancora oggi con lo stesso profilo agli occhi dei visitatori. I templi, come allora si allineano sulla cresta di una collina e sono il simbolo più evidente di una città un tempo fra le più potenti del mondo. Fu nel V secolo che Akragas, fondata nel 528 a.C. da coloni di Gela, raggiunse il massimo splendore. A quell’epoca risale la costruzione delle maggior parte dei templi, tra i quali spicca per integrità il Tempio della Concordia. Dell’antica città invece è rimasto ben poco. L’unica possibilità di avere un’idea dell’assetto originario di Agrigento si può dedurre visitando il Museo archeologico e Le Stoai, un originale museo-teatro dove la storia della città rivive in uno spettacolo multimediale. Comunque la città moderna non è certo da meno. Il centro storico si presenta come un reticolo di vicoli e piazzette di impianto medievale. Qui si trovano piccoli gioielli come l’Abbazia di Santo Spirito, nota non La valle dei Templi di Agrigento. solo come uno dei più belli monumenti siciliani, ma anche come il luogo in cui è possibile gustare gli squisiti dolcetti delle monache di clausura. Al di là degli itinerari turistici classici, la provincia di Agrigento offre numerose occasioni da non mancare. Verso l’interno si ritrovano gli assolati paesaggi che ispirarono Sciascia e Pirandello, o ancora scenari mozzafiato ben visibili dall’alto dei mille metri di Caltabellotta e un singolare fenomeno del terreno che nella riserva della maccalube “ribolle” a causa di piccoli vulcani che si formano e si distruggono incessantemente per l’emergere in superficie di gas che trascina con sé acqua e fango (la zona, in territorio di Aragona, è affidata alla gestione di Legambiente). Uno scenario assai singolare è ancora quello di Sciacca, dove appaiono una moltitudine di teste e figure bizzarre scolpite nelle rocce e negli alberi del Castello incantato, originale eredità di uno scultore del paese, Filippo Bentivegna, che trasformò il proprio giardino in una esposizione unica. Senza contare che la costa della provincia è splendida e si può esplorarla tutta con un veliero d’epoca che parte da Sciacca. A. Salomone Istituto Nazionale per l’Assistenza dei Lavoratori I.N.P.A.L. Una struttura sempre pronta a dare risposte concrete ai problemi degli emigrati Gli emigrati, le loro famiglie e quanti volessero indirizzare messaggi, notizie e chiedere informazioni particolari su problemi specifici, possono scrivere a “Universo Sicilia” - Ufficio di redazione - Piazza Mercato, 72, 95031 Adrano, oppure telefonare al numero 095/7692946. AGRIGENTO Sede provinciale - Via Erodoto 9 - Tel. 0922-26449 CALTANISSETTA Sede provinciale - Via Cavour 29 - Tel. 0934-26482 CATANIA Sede provinciale - Piazza S. Maria di Gesù 3 - Tel. 095-310750 ADRANO (CT) Ufficio zona - Piazza Mercato 72 - Tel. 095-7692946 ENNA Sede provinciale - Via Roma 196 - Tel. 0935-25340 PATTI (ME)Sede provinciale - Via Verdi 7 - Tel. 0941-21346 PALERMOSede provinciale - Via Dante 130 - Tel. 091-583887 RAGUSASede provinciale - Via Mario Leggio 155 - Tel. 0932-623605 SIRACUSA Sede provinciale - Largo Empedocle 9 - Tel. 0931-24631 TRAPANI Sede provinciale - Via Buscaino 5 - Tel 0923-24100 PRESIDENZA REGIONALE I.N.P.A.L. Palermo Via Dante 130 - Tel. 091-325353 3 Le tele di G. Guzzardi a Mestre (Venezia) Non sono poche le pitture di G. Guzzardi, le quali si conservano in Italia e all’estero in “Collezioni private”, oppure si possono osservare esposte in Galleria d’arte. In tal senso si conservano nell’archivio storico, artistico e letterario del castello Normanno preziose monografie e citazioni giornalistiche del tempo, in cui l’artista, durante il suo soggiorno fiorentino, ma anche negli anni in cui rientrava in Adrano, eseguì pitture su commissioni di enti pubblici, oppure di collezionisti, specialmente a seguito delle sue mostre personali, o collettive. L’Archivio storico, artistico e letterario del Casello Normanno conserva le fotografie a colori di alcune pitture guzzardiane, pervenute nel 1981(accompagnate da una lettera, datata 28 dicembre 1981) grazie alla collaborazione di un mio alunno del liceo classico. Le foto hanno i seguenti soggetti: FANCIULLA SOTTO I PINI, GESU’ CRISTO, IL DOTTOR SANGIORGIO, TURIDDU E CARMINUZZA, IL REVERENDO, FIDO, LA CUGINA. Le tele appartengono alla “Collezione: Gaia e Nicola Tortora”, i coniugi residenti a Mestre - Venezia, la cui abitazione è in Via Frodoletto, al numero civico: 33/8. Di questa collezione sono note all’ambiente adranita due pitture, “Turiddu e Carminuzza” e “Il dottor Sangiorgio”, poiché, provenienti dalla locale “Collezione Sangiorgio -Gualtieri”; si trovano esposte nella Pinacoteca del Castello Normanno due fotografie in bianco- nero, le quali inoltre hanno la firma manoscritta dell’autore. Due pitture (“La CUGINA” e “ILREVERENDO”) appartengono alla serie del (“RITRATTISMO” del Guzzardi, che, come, è documentabile, in Adrano eseguì ritratti di uomini e di donne, quali ad esempio, quelli della “FAMIGLIA MIRAGLIA” (oggi conservarti in casa del dottor Pippo Miraglia); sulla sua acia Angelo La Naia dipinse sulla tela molti ritratti di Adraniti (quattro di essi si trovano esposti nella Pinacoteca del Castello Normanno). Di questa collezione l’olio guzzardiano più significativo, il quale esula dalla produzione tematica, Leonardo da Vinci “Nominato” italiano del millennio Chi è il personaggio vissuto nel secondo millennio che, più di ogni altro, può essere considerato, per l’importanza anche simbolica di ciò che ha fatto, rappresentativo del nostro Paese? Secondo un sondaggio della Doxa non ci sono dubbi : è Leonardo Da Vinci. Il sondaggio ha coinvolto un campione di 1.041 adulti, presentando una lista di 26 nomi illustri della storia italiana, e Leonardo, con il 14,9% di preferenzeè seguito da Alessandro Manzoni (9,5%) e Giuseppe Garibaldi (9,2%). Vengono poi Cristoforo Colombo (8,3%) e Galileo Galilei (8%), quindi San Francesco (7,6%) e Guglielmo Marconi (7,5%). Dante è all’ottavo posto (7,5%), mentre chiudono la lista dei ‘magnifici dieci’ due scienziati, Alessandro Volta (4,3%) ed Enrico Fermi (3%). Sembra dunque confermato - fa notare la Doxa - che quello italiano e’ un ‘’popolo di artisti, eroi, poeti, santi e navigatori’’, anche se il sondaggio rivaluta pure le categorie di scienziati, inventori e pionieri. Dal sondaggio emerge anche lo scarso successo di personalità come Machiavelli, Lorenzo il Magnifico, Giovanni dalle Bande Nere, ovvero nomi che corrispondono troppo a ‘valori simbolici’ percepibili - fa notare la ricerca Doxa - soltanto da storici e intellettuali, ‘’peraltro forse più desiderosi di utilizzarli per farne oggetto di comunicazione, brillante o provocatoria, che convinti della loro validità in assoluto’’ . M.M. Noto: a settembre inizia il restauro della Cattedrale Tre anni fa crollava la cupola della cattedrale di Noto ed ora, finalmente, si parla di ricostruzione. Dopo una gara d’appalto tra imprese, è stato deciso che i lavori avranno inizio a settembre. Il barocco della Val di Noto è uno stile particolare da salvare assolutamente: “L’organizzazione delle facciate, la diversità dei siti: la Sicilia orientale presenta una grande varietà di paesaggi, in un certo senso il barocco si armonizza sul paesaggio, ne riproduce le sue caratteristiche” spiega lo studioso francese Henri Raymond - uno dei massimi esperti mondiali sul barocco. Il suo incontro con la Sicilia orientale è stato del tutto casuale: complice una sua studentessa e un primo viaggio nell’isola. Quindi, il professor Raymond rimase talmente impressionato da quel tufo giallo e friabile da iniziare una ricerca sulla ricostruzione. Oggi conosce bene quella terra, le sue bellezze e le sue brutture, quella singolare arte barocca tumultuosa, sensuale, eloquente, fatta di palpabile sovrabbondanza, che costruisce le sue facciate come un fan - tasioso pasticcere le sue torte. E afferma che Noto ha i tutti requisiti per essere posta sotto la tutela dell’Unesco, “è una città del tutto esemplare sotto l’aspetto del paesaggio barocco”. Tuttavia, per dare un senso ad ogni sito bisogna far lo vivere, e il problema più urgente è fissare delle attività di carattere socio-economico. “Un mio amico che ha scritto un saggio in tedesco sul ba - rocco, ha dovuto acquistare un appartamento in Sicilia” racconta Raymond incredulo. Noto e la sua Valle dunque, hanno bisogno prima di tutto di strutture alberghiere e turistiche e quindi di interventi sui monumenti. V. Italiano consueta e ripetitiva, a causa delle commissioni, cui il pittore adornese spesso ottemperava, è “Gesù Cristo”. Non sono pochi i temi religiosi eseguiti dal Guzzardi, i quali si trovano raffigurati nelle tele chiese di Adrano (Chiesa Madre, Chiesa di S: Chiara) e nella Pinacoteca del Castello Normanno, ma il “Gesù Cristo” di questa collezione ha una sua “personalità” per diversi aspetti. Tutto lo spazio frontalmente è coperto soltanto dal volto divino, caratterizzato da una folta barba, da lunghi baffi e da una folta chioma (elementi che lo circondano come una cornice) di colore densamente oscuro. Probabilmente il Guzzardi ha inteso creare una figura densamente austera, quasi severa; dura è l’espressione del volto, con gli occhi che sembrano apparentemente immobili, ma in realtà scrutano verso l’alto, come se debbano affrontare una misteriosa vicenda. N.B. Dal Rag. Rosario Guzzardi (rappresentante della “Olivetti”), residente a Paternò ho appreso: Gaia Tortora è la signora Gaia Guzzardi, erede diretta assieme al fratello Rosario, dei dipinti del Guzzardi, entrambi figli di Rosario Guzzardi, fratello del pittore. Rosario e Gaia si sono, in armonia, divise le pitture, che per conseguenza, alcune si conservano a Paternò in casa di Rosario, altre a Mestre-Venezia in “CasaTortora”. In Adernò Giuseppe Guzzardi dipinse “certamente” i seguenti oli su tela, che si trovano in “Casa-Tortora” a Venezia: DUE ARAZZI” Promavera-AUTUNNO” (dipinsi per adornare il salone della casa del fratello Rosario), “LA COGNATA GAETANA” (del “Casato Sangiorgio”). Il Guzzardi dipinse nella propria della “RUVOLITA” (campagna in territorio adranita) “FIDO” e LA FANCIULLA SOTTO I PINI” (quest’ultima riproduceva, giovanissima, la Zia Mariannina”; entrambe le pitture risalgano al 1905. Rodolfo, figlio del pittore Guzzardi, è stato un valido pittore negli U.S.A residente a Huston. Saro Franco Canossa, dalla storia ai nostri giorni Fra le reminiscenze scolastiche un episodio storico è rimasto nella memoria di molti grazie ad una singolare mescolanza di realtà e leggenda legata ad un luogo da favola. Il famoso castello di Canossa infatti, ricorda subito i tre giorni di penitenza di Enrico IV - re d’Italia e di Germania e Imperatore del Sacro Romano Impero - che qui ottenne, nel 1077, il perdono del Pontefice ospite nel castello, grazie alla mediazione della contessa Matilde. Dopo alterne vicende nel 1879 il governo lo acquistò dichiarandolo monumento nazionale. Tuttavia oggi, i turisti che vengono qui, oltre che soddisfare la loro curiosità nei riguardi di un memorabile evento, arrivano per visitare l’annesso Museo Nazionale “Naborre Campanini”, che porta il nome dell’archeologo che porseguì gli scavi iniziati nel 1877 dal prof. Chierici insigne archeologo e paleontologo. Le rovine del castello di Canossa, insieme al Museo, sorgono su un’aspra rupe in arenaria bianca a balcone naturale per circa 60 metri a ridosso dell’abitato di Canossa, tra il torrente Crostolo ed il fiume Enza, con ampia vista sulle valli sottostanti. L’intera zona è in stato di decadimento e richiede urgenti interventi di consolidamento e restauro. L’operazione, che rientra nell’ambito degli interventi proposti sui castelli matildici, un importante tesoro dell’Emilia Romagna, sarà realizzata con un finanziamento dai fondi del gioco del lotto. “Siamo in possesso del progetto esecutivo - spiega l’architetto Elisabetta Pepe della Soprintendenza dei Beni Ambientali e Architettonici di Bologna -. E’ prevista una spesa di 952 milioni, destinati a due tipologie di intervento: il consolidamento della rupe e la ristrutturazione del Museo. I lavori saranno appaltati tra breve. In generale l’intervento più consistente riguarda la manutenzione. La sede del Museo infatti, è nata come una casetta rurale di nessun valore costruita su una rupe, proprio sopra il castello. I primi lavori risalgono ormai a venti anni fa. Naturalmente il mueso va completamente riorganizzato anche per quanto riguarda l’allestimento museale. Su scala più ampia si tratta di valorizzare un sistema di castelli dell’Emilia che appartengono al fondo Matildico, di cui Canossa è forse il più noto ma certo non il solo”. LIBRI IN VETRINA di NINO TOMASELLO è stata pubblicata la novella “Mastro Giuseppe” di cui riportiamo la parte conclusiva della prefazione curata dallo storico del diritto, prof Salvo Randazzo: “Nell’incedere della novella di Mastro Giuseppe c’è l’autore, la sensibilità umana, la vocazione didattica, l’impegno sociale e politico (ah!, quella Banca di Mutuo soccorso!), il legame viscerale alla storia del quotidiano, alle parole antiche, ai gesti simbolici e rituali del popolo etneo, l’intollerabile consapevolezza (quasi rassegnata) dell’esitenza della cappa plumbea della prepotenza e della delinquenza sulla città operosa, l’attenzione quotidiana per un “microcosmo etico” rintracciato in un affresco gozzaniano di sentimenti e stati d’animo fra “mastri”, “briganti” e “parrini”. Salvo Randazzo 4 LUGLIO 1999 UNIVERSO SICILIA D’Alema agli italiani di Buenos Aires: ” alle prossime elezioni politiche voterete anche voi” Il presidente del Consiglio Massimo D’Alema ha promesso agli italiani di Argentina di continuare a “stimolare la ricerca di una soluzione ragionevole” al problema del voto degli italiani all’estero, nella speranza che questo diritto possa essere esercitato già con le prossime elezioni politiche. Incontrando circa mille rappresentanti della comunità di Buenos Aires nel teatro Coliseo della capitale argentina, il presidente del Consiglio ha affermato che “la questione è stata affrontata per molto tempo in modo generoso, ma inefficace”. L’errore stava nell’impostazione del metodo, perché la questione del voto agli italiani all’estero è una questione “non solo di diritto soggettivo”, ma “ha a che fare con i problemi della rappresentanza e del funzionamento del sistema politico”. Per anni ed anni si è discusso per arrivare a tracciare degli enormi collegi elettorali, senza preoccuparsi delle conseguenze che una legge del genere avrebbe avuto per i Paesi di residenza di quanti erano chiamati a votare, né di come i rappresentanti di questi avrebbero potuto influenzare il funzionamento del sistema politico italiano. Adesso invece “è stata imboccata la strada giusta, quella della riforma costituzionale”, perché solo inserendo il problema nella legge fondamentale si è sicuri di fare una buona legge che non turbi l’armonia dell’intero sistema. Certo, “sono ancora aperti punti di non piccola importanza”, ha aggiunto il presidente del Consiglio facendo riferimento, tra l’altro, alla decisione sul numero finale dei deputati eletti nei collegi esteri: “restano questioni complesse come quelle del numero”. Nonostante questo “ho la ragionevole convinzione che questo ritardo si colmerà, ed io continuerò a stimolare la ricerca di una soluzione ragionevole”. Di fronte a D’Alema i rappresentanti della comunità di Buenos Aires hanno anche sollevato il problema della assistenza previdenziale per gli emigrati che versano in condizioni di indigenza. A Buenos Aires, ha ricordato il presidente del Comites Luigi Pallaro, sono circa 950. “Non sono un grande numero”, ha voluto sottolineare Pallaro, “bisogna studiare i metodi per venire loro incontro, senza fare a nessuno l’elemosina”. Ma sicuramente occorre porsi il problema, e “pensare anche a quanti è andata male nella vita”. D’accordo anche il vicepresidente del Cgie, Antonio Macrì: “appare irrealistico chiedere più fondi, ma noi chiediamo se non altro di mantenere i livelli esistenti” ha detto. D’Alema ha ricordato di essere stato a visitare poche ore prima Raul Alfonsin, l’ex presidente argentino rimasto ferito in un incidente stradale, nell’ospedale italiano di Buenos Aires. Si tratta di una struttura alla quale ogni anno il ministero degli Esteri italiano versa un milione di dollari per la assistenza degli italiani in difficili condizioni economiche. Ma D’Alema non ha neanche nascosto le difficoltà in cui versano anche le casse dello Stato: “viviamo in un periodo di vacche magre, perché abbiamo molti debiti e qualche spreco del passato”. Inoltre bisogna cambiare la filosofia della spesa sociale: “questa deve indirizzarsi non a chi con il tempo ha conquistato qualche privilegio, ma a chi ha effettivamente bisogno”. A. Torrisi SOFIA LOREN ORA SI DÀ ALLA CUCINA Con il grido “Robertooo!” e le lacrime di gioia ha emozionato tutti, quando per la notte degli Oscar ha letto, dopo un attimo di esitazione (“perché non avevo gli occhiali”), il nome del vincitore della statuetta per il miglior film straniero, l’attore e regista toscano, Roberto Benigni. Ed ha emozionato tutti, anche se in modo diverso, quando una aritmia parossistica l’ha spaventata durante un volo (lei che ha paura dell’aereo...!) da Los Angeles a New York. Anche in quell’occasione, tutto il mondo era vicino alla signora del cinema italiano, adottata dall’America e residente in Svizzera. Anche se da tempo non appare in film importanti, a parte il “Prêtà-porter” di Altman dove recita insieme a Marcello Mastroianni, “il miglior partner di set”, Sofia Scicolone, in arte Sofia (o Sophia) Loren, resta l’attrice italiana più amata nel mondo tanto che il pre- sidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, è stato il primo a mandarle un biglietto di auguri in ospedale la scorsa estate, quando il cuore, come detto prima, le ha fatto uno “scherzetto”. Nata a Roma il 20 settembre 1934 ma cresciuta a Napoli in condizioni di miseria, Sofia Loren porta con orgoglio i suoi 64 anni, che madre Natura (ma forse non solo lei) le ha permesso di portare con tanta eleganza e giustificata alterigia. Diventata una delle star più famose del cinema del dopoguerra, esordisce nel mondo dello spettacolo a 14 anni come modella. Poi il cinema, con il produttore Carlo Ponti, che diventerà suo marito e dal quale ha avuto due figli, (Carlo ed Edorado) con il quale raggiunge molti successi. Nel 1962 vince l’Oscar come Migliore Attrice per “La Ciociara” di De Sica (produttore Ponti). La vita della Loren, sempre Sofia Loren. lontana dai riflettori, si divide tra Lugano, dove vive in una lussuosa villa e gli Stati Uniti, che sono ormai diventati la sua seconda patria. A.C. Il Giubileo Ieri ed oggi Alla vigilia del grande Giubileo del 2.000 i rintocchi delle campane di San Pietro saranno avviati dallo stesso Pontefice. Ad essi risponderanno le campane dei campanili di tutto il mondo, in uno scampanio universale. L’eco di questi rintocchi, simbolo dell’armonia e della fede della Chiesa, dovrà risuonare ben oltre il 2.000. L’uso di questo strumento risale alla cultura assira, anche se la realizzazione dei primi bronzi sonanti appartiene alle popolazioni dell’Armenia. Solo in tempi relativamente recenti le campane sono state assunte dalla Chiesa per il richiamo dei fedeli alla messa o alle funzioni religiose. Come lo scampanio di bronzi sonanti non è un’invenzione della Chiesa, così non è un’invenzione della Chiesa cattolica il Giubileo. Associazione Siciliana Produttori Vitivinicoli Tale parola trae origine dall’antico termine ebraico jobel, il corno di montone con il cui suono si inaugurava presso gli Ebrei l’anno della remissione dei debiti e della liberazione degli schiavi, celebrazione che ricorreva ogni 50 anni come prescritto dal Levitico, il rituale del Leviti che dettava norme e leggi per i sacerdoti e per tutto il popolo di Israele. Il testo ufficiale fu pubblicato nel primo mese del secondo anno dall’uscita dall’Egitto. Al capitolo 25 recita: “Conterai sette settimane di anni, sette volte sette cioè quarantanove anni, e nel settimo mese, il dieci del mese, farai suonare la tromba per tutto il tuo paese; e santificherai l’anno cinquantesimo e annunzierai la remissione a tutti gli abitanti del tuo paese: è il giubileo. Ciascuno ritornerà nella sua famiglia: è il giubileo, l’anno cinquantesimo. Nell’anno del giubileo ciascuno ritornerà nei suoi possessi”. Al giubileo, quindi, la terra venduta per necessità tornava agli antichi padroni, così le case esistenti nelle città levitiche se vendute potevano essere riscattate, come anche se un ebreo diveniva schiavo di uno straniero dimorante in Palestina poteva essere riscattato dai più vicini parenti o da se stesso. Tutto questo avveniva in un contesto sociale e culturale del tutto diverso dal nostro, in una società che riconosceva unico capo supremo e legislatore il Dio de padri, di Abramo, di Isacco, di Giacobbe: una Teocrazia assoluta. Allora il Giubileo era un evento puramente sociale, una prospettiva di liberazione materiale, un riconoscimento pubblico della sovranità divina. Oggi il Giubileo è un evento spirituale, un periodo di grazia per i credenti legato alla concessione di indulgenze per la remissione dei peccati, ma anche una prospettiva di maggiore fraternità fra il genere umano. Fu papa Bonifacio VIII che istituì il Giubileo canonico con la Bolla del 22 febbraio 1300, riprendendo l’usanza attestata dallo Antico Testamento, mutandone l’attuazione per le mutate condizioni sociali e culturali. A partire dal 1475 fu detto anche Anno Santo. Inizialmente proposto ad ogni cento anni, successivamente ridotto a 50 anni da papa Clemente VI e ridotto ancora da Urbano VI che lo portò a 33 anni a ricordo degli anni di Cristo. La ricorrenza venticinquennale fu fissata nel 1475 per opera di Sisto IV. I Giubilei nel corso della storia del Cristianesimo sono stati 111, dei quali 25 ordinari e ben 86 straordinari. Oggi non ci sarà restituzione di terre o di case, né una liberazione della schiavitù. Vuole essere un’occasione per rinsaldare sempre più la fedeltà all’insegnamento di Cristo, per poter dare un risposta alle eterne domande dell’uomo sul senso dell’esistente. Un’occasione pre riconoscere la responsabilità di quanti hanno portato e portano il nome di cristiano per le sconfitte, le sofferenze, le follie e le deviazioni. Un ‘occasione per far riconoscere la cultura della solidarietà e della cooperazione internazionale, trovandosi il genere umano di fronte a forme di schiavitù nuove. Sarà anche un grande affare economico questo primo Giubileo dell’era telematica per il grande flusso turistico. Ben venga anche questo, purché alla fine non resti solo questo. Nunzio Nasca Piazza S. Maria di Gesù n. 3 - 95124 - CATANIA La viticoltura siciliana ha da sempre assunto una importanza non secondaria nell’intera economia isolana. Le migliaia di aziende vitivinicole hanno bisogno una puntuale e competente assistenza per conseguire risultati in termini di qualità e tipicità dei prodotti. L’Associazione dei produttori vitivinicoli con i suoi punti di riferimento organizzativo è a disposizione dei produttori per una utile assistenza a favore dei produttori. Per ricevere utili informazioni potete scrivere a A.S.Pro.Viti. Piazza S. Maria di Gesù - 95124 CATANIA. TURISMO, VOGLIA DI SICILIA Sono sempre più numerosi i turisti che scelgono la Sicilia per soggiorni ogni volta più lunghi. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio turistico della regione, l’incremento delle presenze riguarda sia gli italiani che gli stranieri, con una percentuale rispettivamente del 7,24 e dell’8, 78. L’assessore al turismo Domenico Rotella ha voluto sottolineare l’importanza dell’afflusso di turisti dall’estero “perché ciò significa fonte di reddito in valuta pregiata e di lavoro per l’Isola”. Stando ai dati dell’Osservatorio nel periodo compreso fra il gennaio e l’aprile di quest’anno, le presenze italiane sono state 1 milione e 155 mila. Quelle straniere 744 mila, ovvero 60 mila in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Complessivamente si tratta di 1 milione e 899 mila turisti, 138 mila presenze in più. A. Russano UNIVERSO SICILIA LUGLIO 1999 5 GIOCO, UN “VIZIO” CALCIO: PER 13 MILIONI LA PRIMA DONNA-ALLENATRICE IN C1 DI ITALIANI Schiavi dei vizi: se il sesso non fa più “trend” e il fumo è in calo, in Italia ci sono 13 milioni di giocatori abituali e 150 mila di questi sono a livello patologico, distinguibili, cioè, dal normale giocatore, per la quantità di gioco che cresce sempre più con il tempo. Proprio a Torino, dove nei giorni scorsi è venuta alla luce, da un’inchiesta della magistratura, la vicenda di un rappresentante di commercio che ha venduto un rene per 80 milioni per saldare i debiti di gioco, si è parlato nel corso di un convegno, delle implicazioni sociali, culturali e psichiatriche del gioco d’azzardo patologico. Il giocatore patologico, ha sostenuto lo storico Giuseppe Imbucci, è riconoscibile almeno per due connotazioni di carattere oggettivo: le somme giocate, che sono crescenti e solitamente superiori alla reale disponibilità ed il tempo dedicato al gioco ed al pensiero di giocare e difficilmente il giocatore patologico esce dal circolò, finendo preda di usurai e delinquenza. Per Imbucci, il gioco d’azzardo è “un suicidio vicario”. Quanto al fatto poi che oggi si gioca di più in generale, questo è legato, secondo Imbucci, alla mancanza di prospettive, di certezze, di credibilità. “Il gioco ha funzione di ammortizzatore delle crisi sociali ed ogni volta che c’è crisi - ha affermato lo storico - c’è aumento di giocò. Il gioco fa abbassare, inoltre, la tenuta etica del Paese, infatti, “dove c’è più gioco, c’è maggiore astensionismo politico”. Di un altro aspetto del gioco ha parlato l’amministratore delegato della “Lottomatica Italia Servizi”, Piero Alberti, che ha sottolineato quanto questo sia diventato “un’attività economica e di investimento di tutto rispetto”. L’insieme dei giochi a scommessa (dal Lotto, alle lotterie, dal totocalcio al totogol, dal totip all’Enalotto) ha totalizzato nel 98, un valore complessivo di giocate pari ad oltre 26 mila miliardi di lire. Nel quinquennio 95-98, le giocate hanno presentato un chiaro trend di crescita, con un tasso record di 22.7% tra il 97 e lo scorso anno. Alberti ha, tra l’altro, evidenziato che “Lottomatica” presta particolare attenzione ad una corretta diffusione del gioco del Lotto che è rivolta “alla riduzione del gioco clandestino, senza indurre quei fenomeni e quei meccnaismi ripetitivi che possono comportare stati di dipendenza dal gioco nei soggetti a rischio”. A.R. SI DISCUTE DEL VOTO AGLI IMMIGRATI Mentre si discute di voto italiano all’estero, si è aperto anche il confronto sul voto straniero in Italia. “Oggi il clima per mettere in calendario la discussione sul disegno di legge costituzionale presentato dal Governo è favorevole” ha dichiarato il ministro per la Solidarietà sociale, Livia Turco, aprendo le speranze di una partecipazione e rappresentanza politica degli immigrati durante il convegno internazionale svoltosi a Roma il 21 giugno sul tema “Rappresentanza politica degli immigrati”. Il ministro ha dichiarato che la sua è una convinzione personale, ed ha portato a sostegno di essa due considerazioni: “il diritto di voto agli italiani all’estero e la riapertura della stagione delle riforme. Decidano comunque - ha detto Livia Turco - i gruppi e le Commissioni parlamentari. Il Governo ha fatto quel che poteva fare presentando il ddl costituzionale dopo aver approvato la legge che dovrebbe essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in questi giorni. Sul diritto di voto, al Governo non si può chiedere di più, tanto più che non può interferire nella dinamica parlamentare”. Prossima, per Livia Turco, anche la costituzione dei Consigli territoriali locali prevista dalla nuova legge. Al centro del confronto con le altre realtà europee, la rela- zione del presidente della Commissione per le Politiche dell’integrazione degli immigrati presso il Dipartimento per gli Affari Sociali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovanna Zincone, che ha tenuto a sottolineare come “il voto amministrativo, insieme con una più facile acquisizione della cittadinanza, costituiscono uno strumento cruciale per la necessaria manutenzione e il doveroso restauro delle nostre democrazie di fronte al cambiamento”. “Esso - ha proseguito Giovanna Zincone - si inserisce in una gestione riformista della globalizzazione. Non si capiscono, infatti, le conseguenze politiche dell’immigrazione se non si individuano le riforme necessarie, se non si legge l’immigrazione come un tassello, come un elemento della globalizzazione”. Giovanna Zincone, ha inoltre sottolineato che in Italia non esiste una ostilità reale nei confronti degli immigrati, “anche la Lega Nord oggi mostra segni di buon senso”, ma che “c’è l’esigenza di combattere delinquenza e clandestinità” e quindi ha sollecitato un passo in avanti: “l’orologio delle nostre istituzioni rischia di girare a ritroso e di riportarci nel XIX secolo, quando lo Stato protoliberale non indirizzava i processi economici ed ai lavoratori poveri non era concesso votare”. V.C. Luciano Gaucci, vulcanico presidente del Perugia e della Viterbese, si trova spesso al centro di circostanze che lo portano a far parlare di sè. Stavolta però la novità introdotta dal buon Luciano è di quelle destinate a restare nella storia. Una sua squadra, la Viterbese, promossa quest’anno in C1 avrà un tecnico donna, una innovazione assoluta nel panorama calcistico professionistico italiano. Carolina Morace, una delle più grandi calciatrici italiane di ogni tempo, la prescelta. Dopo la partenza di Beruatto, il tecnico che ha portato la squadra alla conquista della serie C1 e dopo le ventilate ipotesi di Mandorlini - allenatore della Triestina - e di Acori, è arrivato colpo di scena con l’investitura di Carolina Morace, già in procinto di allenare nell’universo calcistico maschile come coach della Vis Aurelia, squadra della promozione regionale laziale. Carolina Morace è nata a Venezia il 5 febbraio del 1964 ed ha cominciato a giocare a calcio da bambina, con il fratello e la sorella. A 11 anni il primo tesseramento, nel Cà Bianca di Venezia, a 13 il passaggio al Belluno, in serie B, squadra con la quale ottiene la promozione e con la quale fa il suo esordio in serie A nel 1978. A 14 anni debutta in Nazionale, contro la Jugoslavia, dove gioca 150 partite segnando, tra l’altro, quattro gol a Wembley contro l’Inghilterra nel ‘90. Nella sua carriera, finita il 7 giugno del ‘98 con l’ennesimo titolo, ha vinto 12 scudetti con 8 squadre diverse e 4 volte la Coppa Italia, segnando 554 gol. Per soli tre voti Carolina Morace non è diventata, nel 1998, la calciatrice del secolo. L’ha preceduta Heidi Mohr. Laureata in giurisprudenza, Carolina ha allenato anche la Lazio femminile. Numerose ovviamente le reazioni al grande “evento”. Innanzitutto la stessa Morace: “Sono molto contenta, ora avrò maggiori responsabilità, allenare in C/1 non è la stessa cosa che allenare in promozione, ma, in fondo, il calcio è sempre lo stesso”. La Morace ha firmato un contratto biennale ma non ha voluto dire quanto percepirà a stagione. L’ex centravanti della nazionale italiana ha il patentino di allenatore di terza categoria, Carolina Morace. che non le consente di allenare in C/1. Proprio per questo sta frequentando un corso al centro tecnico di Coverciano al termine del quale, il 23 e il 24 luglio dovrà sostenere gli esami per ottenere il patentino di seconda categoria. Il promotore dell’operazione, Luciano Gaucci, non ha dubbi sulla riuscita della Morace nel campo calcistico maschile: “Le donne ormai fanno i capi di stato, non capisco lo stupore per questa notizia”. E poi aggiunge sicuro: “ un giorno Carolina Morace arriverà in serie A. “Come Bucchi, Giunti, Materazzi e Castellini - ha detto Gaucci intervistato da Radio Capital tutti calciatori che ho fatto crescere io. Quando ho acquistato Nakata mi davano del pazzo, ora mi dicono che sono fortunato. Ma si tratta solo di competenza, e sulla Morace sono pronto a scommettere che la serie C e’ solo il primo gradino, lei può arrivare in A’’. Forse cercherà di arrivarci con la Viterbese? “Di sicuro noi nella prossima stagione - ha risposto Gaucci - cercheremo di conquistare la serie B. Poi si vedrà”. Alle domande su un eventuale fallimento dell’allenatrice Gaucci replica deciso: “Tutti possiamo fallire, uomini e donne. Se Carolina fallisse non sarebbe un dramma. Ma io sono tranquillo: ha personalità, cultura, competenza. Vincerò anche questa scommessa”. In bocca al lupo, Carolina! A. Russano Orlando: ”eguale attenzione al voto dei Siciliani” “Esprimo il mio più sincero apprezzamento per il voto espresso dalla Camera dei deputati, in ordine alla proposta costituzionale che consentirà ai cittadini italiani residenti all’estero di esercitare il diritto di voto”. Così il sindaco di Palermo e presidente dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni d’Italia) Sicilia, Leoluca Orlando, promotore di una petizione lanciata insieme con Padre Loreto De Paolis del Pontificio Consiglio per le migrazioni, il giornale scalabriniano “Comunità” e l’ufficio migrazione del Seres, per la soluzione di questo annoso problema, ha manifestato, con una lettera inviata al Presidente della Leoluca Orlando. Camera dei deputati, Luciano Violante, la propria gioia per il voto della Camera. “Eguale attenzione - conclude Orlando nella missiva - ho chiesto, per coerenza, per i siciliani residenti all’estero in ordine all’esercizio di voto per il rinnovo del Parlamento siciliano (la Sicilia infatti è una regione a Statuto autonomo)”. A. Romano Associazione Regionalle Sicilgrano - Catania 95124 - CATANIA Piazza S. Maria di Gesù n. 3 Uffici zonali sono aperti a: — Maniace — Bronte — Grammichele — Raddusa — Castel di Iudica — San Cono Tutte le sedi di cui sopra sono ubicate presso le sedi comunali dell’A.I.C. Per una puntuale assistenza tecnica in grado di garantire uno sviluppo adeguato alle nuove tecniche di produzione rivolgetevi all Associazione Regionale Sicilgrano. 6 LUGLIO 1999 UNIVERSO SICILIA A RUOTA LIBERA di Pasqualino Sangiorgio LA FELICITA’ SI CHIAMA AUTOCERTIFICAZIONE Ho trovato sotto l cellofan di una rivista che sono solito acquistare, e così sarà capitato a centinaia di migliaia di altri cittadini, un delizioso opuscolo inviato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri intitolato è arrivato l’autocertificato, con il sottotitolo semplifica le cose, migliora la vita. C’è la presentazione del ministro per la Funzione Pubblica che si chiama Angelo Piazza e che mi farebbe grande piacere conoscere come persona sicuramente simpatica che ha avuto un’idea, e l’ha fatta approvare, semplicemente formidabile: una valanga di certificati che angustiano la vita, che guastano le giornate, che tormentano il cittadino , che sono autentica causa di infelicità, fanno perdere tempo, costano un mucchio di quattrini, somme intollerabili per i più deboli, scompariranno o lo dovrebbero già essere. BASTA UNA DICHIARAZIONE Sotto la propria responsabilità e con giuste sanzioni per il falso, e con l’ovvio diritto dell’amministrazione di controllare la veridicità, chiunque è esentato dal presentare documenti rilasciati dalla pubblica amministrazione, è sufficiente attestarlo da parte dell’interessato. Scompariranno certificati di nascita, di esistenza in vita, di residenza, stato di famiglia, stato civile; il meraviglioso opuscolo del ministro continua con una elencazione di decine di voci che faranno la felicità di tanti infelici sottratti al giogo umiliante e mortificante di saltare a destra e a manca, di bussare a tante porte, di fare file di tornarsene a casa disperati e delusi, per ricominciare da capo. Un idea semplice, facile facile, che non ci voleva niente a pensarla prima e che senza esagerazione possiamo considerare rivoluzionaria e liberatoria. SE PERDIAMO LA PATENTE Questo benemerito ministro Piazza ne ha pensato un’altra sempre a sollievo dell’umanità sofferente: ha presentato un provvedimento per venire in aiuto di chi smarrisce la patente di guida o gli viene rubata o si deteriora. Oggi, se ci capita un simile accidente, bisogna fare una lunga penosa e costosa fila: recarsi alla polizia e farne denunzia, poi mettersi in fila alla motorizzazione, se va bene, per almeno tre o quattro volte, infine fare un versamento per il bollo; lo stesso dicasi per il libretto di circolazione. Con un nuovo regolamento basterà andare alla polizia una volta sola con una foto e tornare a casa: il nuovo documento arriverà per posta, contrassegno. In questo paradiso o mondo dei sogni che si avvicina c’è un ma: il regolamento per entrare in vigore dovrà superare 23 passaggi burocratici nel presumibile tempo di sette mesi. Ci vorrebbe un regolamento che modifichi la procedura per il regolamento. BENZINA: OLTRE LE 2000 LIRE Speravamo di arrivare al duemila, di affacciarci al terzo millennio, senza vedere il prezzo della benzina aldilà delle due mila lire; siamo amaramente delusi, mandiamo un’accorato messaggio ai signori che custodiscono gli scrigni del petrolio mondiale e faremo di tutto per non farci fregare: cammineremo ancora di più a piedi, faremo meno uscite, più passeggiate lasceremo per quanto ci sarà consentito la macchina in garage, mandando un pensiero accorato a quei poveretti che usano l’autoveicolo per lavoro e un altro, non di invidia, a quei bravi signori che si possono permettere macchinoni che magari fanno tre chilometri con un litro di benzina. Trapani: Miracoli, tra fede Un politico in erba e superstizione Se la partecipazione dei cittadini al voto è in calo, ci sono stupefacenti casi in cui parlare di controtendenza” è riduttivo: come quello di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, dove da un anno e mezzo accade di vedere nell’aula del consiglio comunale un viso giovane, poco più che da bambino, frequentatore così assiduo dell’arena politica locale da battere qualunque giornalista. Ha cominciato seguendo il padre, consigliere comunale, ma presto si è appassionato tanto non perdere neanche una seduta, tirando, in alcuni casi, fino all’alba. Pietro Gianquinto, quattordicenne castellammarese, non manca mai, “rinunciando spesso - ammette - a una partita a calcio con gli amici o a qualche film in tv”. Ordinario studente alle scuole superiori durante la mattina, appena può Pietro veste i panni dell’osservatore e non nasconde di nutrire una “profonda passione per la politica”. Una passione che ha finito per diventare vocazione, tant’è che non fa mistero di sognare, un giorno, di “potersi trovare al posto di papà”. Da spettatore attento si dice “molto deluso da questa classe politica” e riconosce di sentirsi politicamente vicino al centro, anche se, a chi gli chiede quale ruolo gli piacerebbe svolgere in seno al Consiglio comunale, risponde deciso: “l’opposizione”. C. Montalto Specialità tipiche regionali in pericolo Per gli inguaribili golosi delle specialità tipiche regionali, la politica economica dell’Unione potrebbe giocare un brutto tiro. Sembra infatti che alcune leccornie italiane, potrebbero finire tra breve per diventare fuorilegge. Si tratta di delizie come il pallone di Gravina o le mortadelline di Campotosto, il lardo di Colonnata e la ricotta salata di Norcia, che rischiano di essere bandite con l’entrata in vigore delle norme Ue sulla produzione e la qualità igienica degli alimenti. Per scongiurare questa minaccia al “made in Italy” gastronomico, Legambiente e Slow Food, insieme a Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Cna hanno presentato un appello in cui sollecitano le Regioni a indicare l’elenco dei prodotti tipici e richiedere al più presto le deroghe alle norme igienico-sanitarie necessarie al loro processo di lavorazione, conservazione e stagionatura. “Io sono il primo firmatario dell’appel- lo - ha detto il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro perché se l’attenzione al consumatore è indispensabile, è importante anche evitare un eccesso di regole che rischiano di uccidere la tradizione, i fiori all’ occhiello della nostra cultura, in nome di una standardizzazione che annulla i sapori particolari”. Per avere un’idea del problema basti pensare al lardo di Colonnata, che stagiona in vasche di marmo, ovvero un materiale non indicato tra quelli in cui è permesso far stagionare i salumi. “Questo lardo è sano, è buono e se lo si fa stagionare in un altro modo diventa un’altra cosa” replicano le associazioni. “In tempi di polli alla diossina, vini al metanolo e mucche pazze - ha poi osservato Carlo Petrini, presidente di Slow Food - è ancora più urgente la necessità di salvaguardare e valorizzare una ricchezza di sapori e tradizioni unica, tutelandola da leggi pensate soltanto per la produzione industriale ed incapaci di difendere i piccoli produttori”. “Le produzioni tipiche - ha sot- Dalle lacrimazioni mariane alle ampolle che conservano inalterato il sangue dei santi, dalle traslazioni dei corpi di martiri all’impronta del volto di Cristo. Il complesso e affascinante campo della miracolistica religiosa, identificato nelle sue varie tipologie, forme ed espressioni viene affrontato da un antropologo culturale, studioso del sacro, Stefano Rizzitelli in un libro dato alle stampe in questi giorni, “I segreti del sacro” (ed. Newton Compton). Il libro delinea un percorso analitico in cui si intrecciano antropologia, scienza, religione ufficiale e devozione popolare, l’autore non mette però in contrapposizione la visione fideista con quella razionale ma ricerca piuttosto una sintesi conoscitiva delle diverse esperienze. Si affrontano così i grandi capitoli della storia della fenomenologia cristiana come la Sacra Sindone, il sangue di San Gennaro, le piaghe sulle mani e sul costato di Padre Pio, l’Ostia santa di Lanciano. Ma si affrontano anche i tanti miracoli e misteri che costellano il nostro paese dalle Alpi alla Sicilia e sono oggetto spesso di un culto fideistico fortemente radicato nel tempo. Fenomeni che la tradizione religiosa considera miracolosi, che la scienza tenta di analizzare e che l’opinione popolare interpreta come eventi inspiegabili degni di nota, di attenzione, spesso di vera e propria adorazione. Il pregio del libro di Rizzitelli, che ha studiato a fondo i fenomeni popolari legati alle reliquie del cristianesimo, risiede nel fatto che non si propone come un itinerario soltanto religioso o soltanto scientifico, che non pretende di dare risposte ma che desidera soprattutto far riflettere sulla profonda necessità di sacro insita nella natura umana, su quella “potenza della sacralità” che sottende tanto le manifesazioni di devozione personale, quanto quelle collettive. E dati i tempi che si vivono, il proliferare di fenomeni parareligiosi legati alla fine del millennio ed alle celebrazioni del Giubileo che hanno preoccupato e preoccupano le massime gerarchie cattoliche, un invito alla riflessione ed all’analisi in questo territorio viene quanto mai attuale ed utile. Può essere intuitivo a questo proposito riflettere su quanto scrive l’autore su S. Giuseppe da Copertino: “Era il 4 ottobre del 1630, giorno della festa di San Francesco, quando una forza sconosciuta staccò Fra Giuseppe dal pavimento e lo portò più alto del pulpito, al di sopra di un agitato mare di teste e di un tumulto di voci. I suoi occhi rimasero aperti senza vedere, perse l’udito e tutto il corpo diventò rigido e insensibile. A nulla servì percuoterlo, pungergli le mani o i piedi. Soltanto la voce del superiore ebbe il potere di svegliarlo dall’estasi. Tanti aneddoti riguardano la vita di questo santo un po’ reietto e un po’ osannato, considerato dai pontefici il “santo delle estasi e dei voli” o il “santo dei mistici voli”. Come San Giuseppe da Copertino hanno levitato Santa Teresa d’Altavilla, San Francesco d’Assisi, San Filippo Neri, Veronica Giuliani, ma anche la rozza, volgare e bugiarda maga napoletana Eusapia Paladino, oggetto di perenne osservazione scientifca da parte del mondo positivista di fine Ottocento, e quell’uomo di mondo, scozzese e burlone, che fu D.D. Home”. Insomma per chi abbia voglia di studiare più che di giudicare, c’è abbondanza di materia. V. Sicali tolineato Ermete Realacci, presidente di Legambiente - sono tra le nostre principali ricchezze e questo modello di agricoltura è l’unico in grado di fronteggiare con successo la competizione globale e va difeso contro i rischi di una crescente omologazione”. Il ministero per le Politiche agricole ha predisposto uno schema di decreto per l’ individuazione dei prodotti tradizionali, che permetterà alle Regioni di accedere ale deroghe sull’ igiene degli alimenti. Il provvedimento potrà andare alla prossima Conferenza Stato-Regioni. P. Trovato SICILIA A RISCHIO SAHARA Le bellezze naturali che hanno reso famoso il nostro paese come il giardino d’Europa, non sono affatto immuni dai rischi ambientali, primo fra tutti quello della desertificazione. Una minaccia che riguarda, in particolare, le isole e le coste del sud. Per la prima volta infatti, in Italia si parla di “effetto Sahara”, a proposito di Sicilia e Sardegna, isole Pelagie (Lampedusa, Linosa e Lampione), Pantelleria, Egadi, Ustica e parte delle coste di Puglia, Calabria e Basilicata, per un totale di 5 regioni e 13 province su un territorio di 16.100 chilometri quadrati, pari al 5,35% dell’Italia. La mappa nazionale del rischio deserto è stata presentata ieri in occasione della quinta giornata mondiale della lotta alla desertificazione che verrà celebrata oggi a livello internazionale. “Questa carta delle aree sensibili alla desertificazione - ha detto il sottosegretario all’ambiente Valerio Calzolaio - dimostra che l’Italia non è esente dalla minaccia e che il rischio si concentra soprattutto sulle coste e sulle isole. Ad arginarlo dovrà essere una delibera che il Cipe dovrebbe approvare ad ottobre - nella quale si indica un piano di azione scandito in tempi certi e provvedimenti mirati”. La regione dove più alto è il rischio di terre “aride e desolate” è la Sicilia con la propensione al deserto del 36,6% del suo territorio e di 5 province (Siracusa, Enna, Ragusa, Trapani e Agrigento). Segue la Puglia con il 18,9% (che comprende anche una zona non costiera, l’ interno del Gargano) e la Sardegna con il 10,8%. “Per mettere a punto questa carta del rischio, che ora dovrà essere sottoposta alla verifica delle regioni - ha detto Calzolaio - si è tenuto conto di soli 4 indicatori e non di tutti i temi che chiamano in causa attività antropiche di rilievo e che potrebbero far scoprire il rischio deserto anche in altre aree a nord del paese”. I quattro indicatori sono il degrado del suolo, il clima, l’uso del suolo, la pressione antropica. Per evitare che si arrivi anche in Italia al “punto di non ritorno’’ sulla via del deserto, quel punto in cui il terreno non si può più rigenerare e quindi coltivare produttivamente, Calzolaio ha indicato una serie di azioni preventive. Tra queste la protezione del suolo (riforestazione e prevenzione dagli incendi); la gestione sostenibile delle risorse idriche (piani di tutela delle acque, risparmio dell’acqua e suoi usi multipli, mitigazione della siccità); riduzione dell’impatto delle attività produttive soprattutto agricole (produzioni che mantengono la fertilità, controllo del turismo costiero ecc); riequilibrio del territorio (bonifiche, ricostruzione paesaggio ecc). Il problema del “deserto italiano” ( mappa del rischio e piano di azione) verrà portato dall’Italia alla terza conferenza Onu sulla desertificazione nel novembre prossimo. A.C. Associazione Siciliana Produttori Olivicoli È l’Associazione capace di assicurare la necessaria assistenza per una: — corretta coltivazione olivicola; — buona conoscenza delle tecniche di produzione dell’olio; — professionalità per la conservazione dell’olio prodotto; — migliore resa nella commercializzazione dei prodotti olivicoli. Per tutto questo l’ASPO conta una capillare rete di uffici sempre a disposizione dei produttori. Per informazioni rivolgersi all’ASPO - Piazza Mercato 72 - 95031 ADRANO UNIVERSO SICILIA LUGLIO 1999 COLLEGA CARO, QUANTO DISORDINE.... Se c’è un motivo per litigare con i colleghi questo è il disordine negli spazi comuni: lo dichiarano senza incertezze l’80% dei lavoratori intervistati sui principali motivi di disagio tra colleghi sul posto di lavoro. Al disordine segue a ruota l’invasione sulle proprie scrivanie di oggetti e fascicoli (79%), il fumo di sigaretta, le telefonate ad alta voce e l’occupazione troppo prolungata di fax, fotocopiatrici e linee telefoniche. Ad essere più infastiditi dal caos e dalle “invasioni di campo” sono più frequentemente coloro che hanno un più elevato titolo di studio ed il personale più anziano (ultra60enni, rispettivamente il 72 e il 90%). (Il “fumo di sigaretta” è indicato dal 62% degli intervistati mentre il 55% afferma di provare fastidio per i “profumi intensi” e ancora il 54% è disturbato dalla creazione di correnti d’aria. Sono più infastiditi dal fumo di sigaretta i non-fumatori o gli ex fumatori (l’87% e il 74% rispettivamente); le donne (66%), i 3039enni (69%), i laureati (74%), i residenti al nord-est (70%). I profumi intensi danno più fastidio agli ultra60enni (72%) e le correnti d’a- ria alle donne (64%). Quanto ai rumori, le telefonate ad alta voce danno fastidio al 65% degli intervistati, mentre la maggioranza relativa (56%) non è più di tanto infastidita dai “vocii nei corridoi e negli uffici”. I più suscettibili al chiasso sono gli ultra 60enni, chi ha un basso grado d’istruzione e chi risiede nel centro Italia. V. Altomano Mestieri perduti: Export in crescita Trapani richiede per i prodotti “Fochini” tipici siciliani TRAPANI - Non è un mestiere diffuso quello del “fochino” e tuttavia resta indispensabile per un particolare settore produttivo. A saperlo sono in pochi, ma le aziende estrattive che operano soprattutto fra Trapani, Valdderice e Custonaci sempre con maggiore difficoltà riescono a trovare sul mercato del lavoro gli operai addetti alla preparazione e all’uso di mine per l’attività estrattiva. Un lavoro quello del “fochino” altamente specializzato ed estremamente pericoloso. Per svolgerlo occorre uno speciale “patentino”, rilasciato dopo un apposito corso che abilita alla preparazione e all’uso di mine e fornisce adeguate conoscenze per l’organizzazione delle misure di sicurezza nelle imprese. In risposta a questa esigenza del mercato è stato sottoscritto un accordo fra la provincia regionale di Trapani e quella di Massa Carrara proprio per la formazione professionale dei “fochini”. Il primo corso di “fochino” a cui potranno partecipare una ventina di giovani trapanesi, si terrà in Toscana dopo l’estate e successivamente, acquisita la necessaria esperienza, analoghi corsi saranno effettuati direttamente a Trapani. Secondo quanto afferma il presidente della Provincia Giulia Adamo “si tratta di un accordo significativo che permetterà di formare maestranze qualificate con competenze tecnico - specialistiche”. G. Barbera Cresce l’esportazione made in Italy e questa volta a fare la parte dei protagonisti sono i prodotti tipici siciliani. O meglio i prodotti artigianali, quelli che ricordano i sapori autentici della cucina casalinga. Sughi come quelli della nonna persino nella versione marinara al nero di seppia e alla pescatora, antipasti in olio rigorosamente extra-vergine d’oliva, delicate confetture, pomodorini di Pachino secchi, patè di carciofi, melanzane, funghi e tutta una gamma di leccornie come la “suppizzata” (un salame di tonno e pepe) o il “musciame” (un prosciutto fatto con il filetto di tonno essiccato) hanno invaso le tavole di tutto il mondo. Secondo il presidente regionale della Con- fartigianato, Nicola Schillaci, “i prodotti siciliani si sono avvantaggiati della nuova cultura del mangiar sano”. Da qui l’invito rivolto alle aziende a “mantenere il carattere artigianale, perché garantisce la giusta attenzione alla qualità del prodotto”. Ed è proprio la qualità a risultare vincente: la dieta mediterranea contro il cibo-spazzatura. In questi giorni, la Confartigianato costituisce il Co. Si.Ar., un nuovo consorzio per l’attribuzione del marchio “garanzia Sicilia” a tutte le aziende dell’agro-alimentare che meritino attenzione per la qualità dei prodotti. Un autentico marchio d.o.c. in grado di garantire la provenienza siciliana. N. AIC 7 Le rimesse dei nostri emigrati per la prima volta in negativo Il dato era troppo evidente per passare inosservato: la Caritas di Roma ha elaborato i dati forniti dall’Ufficio Italiano Cambi nel 1998, secondo cui per la prima volta, le rimesse degli immigrati soggiornanti in Italia hanno superato quelle fatte pervenire dagli emigrati italiani. Ne è emerso uno studio intitolato “Le rimesse e lo sviluppo del processo di integrazione”, in cui i dati forniti dall’UIC vengono confrontati con quelli sugli stranieri residenti a livello provinciale e regionale, e si prendono in esame i paesi destinatari dei flussi monetari e le cause del loro aumento. Dalla ricerca si evince che nel 1998, sono stati inviati all’estero oltre 760 miliardi, 225 in più rispetto alle rimesse fatte pervenire dagli emigrati italiani. A questo si deve inoltre aggiungere l’aumento delle rimesse pro-capite, passate da 456.186 a 608.713 lire. La condizione degli immigrati presenti in Italia, si sottolinea nello studio, è diversa da quella che caratterizza da tempo gli emigrati italiani. Basti pensare infatti che tra gli stranieri coniugati che risiedono nel nostro Paese, meno di uno su quattro è riuscito a farsi raggiungere dai propri figli. Le rimesse spedite dall’Italia nel 1998, quindi, sono un dato tutt’altro che trascurabile in quanto oltre che a costituire un importante fattore di sviluppo per i Paesi di destinazione sono anche lo specchio di un fenomeno che tende sempre più ad assumere caratteri di stabilità. In particolare, l’area contientale che nel 1998 ha ricevuto il maggior flusso di rimesse è stata l’Asia, dove sono confluiti più di 309 miliardi di lire (40,7% del totale) di cui ben 268 nelle Filippine. Segue l’Europa con oltre 229 miliardi (30,2%) di cui più di 152 giungono a paesi dell’Unione Europea. Per importo pro-capite al primo posto vengono gli immigrati dell’Estremo Oriente con quasi 2 milioni e mezzo di lire, mentre fanalino di coda sono gli africani con circa 150 mila lire annue. Sul fronte della distribuzione regionale e provinciale, lo studio infine evidenzia che il Lazio, pur avendo registrato meno permessi di soggiorno della Lombardia (241.243 rispetto a 270.943), ha inviato rimesse per oltre 207 miliardi di lire, rispetto ai 125 e mezzo della Lombardia. Dato sorprendente se si pensa che l’area milanese-lombarda ha dimostrato in questi anni una maggiore capacità d’inserimento dei lavoratori stranieri. Un’altra regione da cui sono state inviate rimesse per un importo superiore ai 100 miliardi di lire è la Toscana, l’unica che supera il tetto del milione di lire pro-capite. V. Sciacca SICILIA DI NUOVO TERRA D’EMIGRAZIONE La Sicilia è di nuovo terra d’emigrazione: lo conferma l’Istat nel bilancio sui movimenti demografici registrati nel ‘98 nei comuni italiani. La popolazione residente nell’Isola, nel ‘98, è infatti diminuita di 9.833 unità nonostante il saldo positivo tra nuovi nati e decessi (+ 7.413 unità pari a 1,5 per 1.000 abitanti). A controbilanciare quest’ultimo dato, infatti, sono le cancellazioni (per spostamento in altro comune o all’estero) dagli uffici anagrafe dei 390 comuni siciliani, che, nel ‘98, sono state 111.744. Mentre nel resto d’Italia la crescita della popolazione è sostenuta dall’immigrazione (con un saldo negativo tra natalità e mortalità), nell’isola gli abitanti dimunuiscono per il fenomeno esattamente opposto. Tra le province solo Ragusa registra una crescita della popolazione (+ 1.5 per mille) mentre la diminuzione più sensibile si è avuta ad Enna (-4,6 per cento). Quanto alla natalità, è invece Caltanissetta la provincia con un tasso più elevato (11,9 per 1.000) mentre Messina è quella dove sono nati meno bambini (8, 9) e ci sono stati più decessi (10,5 per mille). Come dato generale, i residenti in Sicilia a fine ‘98 sono risultati 5.098.234, il 51,4 % dei quali donne. I nati vivi sono stati 55.313 e i decessi 47.900. Nonostante una leggera flessione della natalità rispetto al ‘97 (0,5 punti contro 0,1 del resto d’Italia) la Sicilia si conferma insomma come serbatoio di giovani leve per un paese che vede invece più marcata la tendenza all’invecchiamento della popolazione. Vittorio Urbani Associazione Siciliana Produttori Lattiero Caseari e Zootecnici rere lala ququalalitita.a. ne te ot ne r te pe ot a r nz pe te a pe nz m te LLaa cocompe oo ii mmerercacatiti eueuroropepei.i. an st ui an nq st co ui i nq an co li i ci an si li II foform rmagaggigi sici L’aumentato consumo di prodotti LattieroCaseari si inserisce nella logica della ricerca messa in atto, dalle organizzazioni dei produttori di cui l’Associazione Siciliana Produttori Lattiero Caseari e Zootecnici costituisce un riferimento importante nella assistenza tecnica ai produttori costantemente impegnati nell’ottenimento di prodotti di qualità. Rivolgetevi all’Associazione Siciliana Produttori Lattiero Caseari e Zootecnici ed avrete le notizie desiderate scrivendo presso A.I.C. Federazione di Catania - Piazza S.Maria di Gesù n.3. 8 LUGLIO 1999 UNIVERSO SICILIA A TORINO LE OLIMPIADI DEL 2006 Emozione indescrivibile nel capoluogo piemontese per l’assegnazione dei giochi olimpici invernali del 2006. Dopo un’aspra lotta è stata vinta la concorrenza di Sion, città della Svizzera i cui delegati hanno ammainato delusi le loro bandiere. Un coro di reazioni, a cominciare dal cittadino più illustre della città piemontese, Gianni Agnelli, che nelle settimane precedenti all’assegnazione aveva lavorato molto con il fratello Umberto in tale direzione. “Torino Olimpica è un grande motivo di orgoglio”. Questo il primo commento del presidente onorario della Fiat. “Lo è per me in particolare - sottolinea l’Avvocato - come torinese, come sportivo e come grande appassionato della montagna”. “E’ anche una grande sfida - prosegue Agnelli - perché ora si dovrà lavorare con impegno per preparare bene e seriamente tutto ciò che è necessario per accogliere con successo l’avvenimento. Ma, soprattutto, è una grande opportunità per far conoscere e valorizzare ancor di più nel mondo le bellezze della città, delle sue montagne e di tutta la regione. Un bravo va poi - conclude l’Avvocato - ai promotori della candidatura. Ora ci auguriamo che si possa essere altrettanto bravi nella gestione dell’evento così come lo si è stati nell’ottenerne l’assegnazione”. Dal cittadino più famoso ad uno degli sportivi mitici di Torino, quel Livio Berruti che ricordiamo nell’atletica leggera campione olimpico a Roma nel 1960 nei 200 con l’abbattimento del primato del mondo. “Le Olimpiadi invernali sono una iniezione di adrenalina utile per una città troppo tranquilla e troppo posata”.”Le Olimpiadi - ha aggiunto saranno lo strumento per rivedere l’antica vocazione del capoluogo piemontese. Una città che da metalmeccanica sta riscoprendo di essere degna del grande turismo visto il patrimonio culturale e artistico che possiede”. Berruti giudica positivamente gli impianti che saranno realizzati, anche se quello del trampolino “nasce già morto in quanto purtroppo sarà una struttura utile per quella manifestazione, poi difficilmente avrà un grande utilizzo. In ogni caso le Olimpiadi saranno utili per il completamento dei grandi impianti agonisti della zona”. Di estrema scontatezza il fatto che, su un evento di portata storica come questo, non poteva di certo mancare il commento del presidente del Coni Gianni Petrucci: “Riportare dopo tantissimi anni le Olimpiadi in Italia è un segno di grande capacità, una soddisfazione per il Coni e per lo sport italiano, la prima grande soddisfazione, al di là dei risultati sportivi, in questo anno particolare”. Petrucci ha poi aggiunto: “E’ un risultato molto importante di cui il Coni va fiero e i cui BUGIE? SI’, SE LA MOGLIE E’ TROPPO DURA I mariti italiani mentono per non deludere le aspettative delle consorti o per mantenere il “quieto vivere” in famiglia: lo rivela un’indagine condotta su 500 mariti in età fra i 30 e i 55 anni: il 52% dice sì alle bugie ‘’per salvaguardare un equilibrio di coppia ed evitare scenate’’, e il 43% ‘’perché la moglie ti rinfaccia spesso nel tempo ammissioni di errore’’. Inoltre, secondo gli intervistati, ‘’dire la verità spesso provoca inutili tensioni che si ripercuotono a letto’’ (37%); qualche ‘’piccola bugia aiuta a vivere meglio’’ (34%). Le bugie più usate riguardano la sfera del sesso. Il 50% dice di mentire sull’apprezzamento fisico per le altre donne, il 47% sulle sue fantasie erotiche più spinte. Ma le altre, ed è un po’ una sorpresa, hanno a che fare col bisogno di non apparire perdenti, deboli o incerti. Prima di tutto sul lavoro: il 43% non ama confessare alla moglie ‘’sconfitte o umiliazioni sul lavoro’’. Il 37% non rivela mai la sua voglia ‘’di giocare, tornare bambino’’ (‘’mi aggredirebbe, giudicandomi immaturo’’), e il 34% non parla dei propri stati depressivi (lei non tollera che io abbia momenti di debolezza’’). Il 29% non confessa le proprie paure davanti a film horror o di violenza (‘’lei direbbe: ‘sei peggio di un gay’’’), e il 25% evita di confessare qualsiasi paura. ‘’Il processo di indurimento femminile, dovuto all’emancipazione, non ha consentito all’uomo di sviluppare in armonia una propria emotività con la complicità della partner, generando una paurosa incomunicabilità - commentano gli psicologi - E di questo sono responsabili le donne’’. Infatti i mariti le accusano: ‘’narcisiste e incentrate su di se’’ (55%); ‘’troppo impegnate a far carriera’’ (48%); ‘’sono diventate troppo simili a noi uomini’’ (38%); ‘’non danno al sesso la dovuta importanza’’ (34%); ‘’si pongono su tutto in competizione con noi mariti ingenerando insicurezze in noi’’ (32%). E allora il 39% non si tirerebbe indietro di fronte a una evasione erotica, sognando soprattutto (29%) una donna stile Maria Teresa Ruta, ‘’femmina e materna al tempo stesso’’. Solo l’11% cerca una donna ‘’aggressiva e colta’’, alla Lilly Gruber. Piace tanto invece la bomba sexy, tipo Carmen Di Pietro (28%): ideale, commenta la psicologa Anna Ullo, ‘’per dimenticare certe mogli troppo impegnative’’. Scop-Tach artefici sono stati oltre al comitato promotore, i 4 membri Cio italiani. Mi complimento con il comitato di Torino 2006 perché ha avuto un’ organizzazione straordinaria in tutte le mosse”. Petrucci ha poi rivelato di aver ricevuto i complimenti del presidente del consiglio Massimo D’Alema, con il quale si è collegato telefonicamente a Colonia. Infine complimenti da donna a donna fra il Ministro per i beni e le attività culturali vigilante sullo sport e la responsabile del comitato promotore della candidatura Evelina Christillin. “Mi fa veramente piacere - ha detto la Melandri - che questo brillante risultato abbia il volto di una donna; Evelina Christillin ha saputo guidare la missione di Torino olimpica con grande tenacia e sportività e vincere candidature di città altrettanto prestigiose ed altrettanto meritevoli”. Scop-Tach L’ITALIANO NELLE SCUOLE TEDESCHE ROMA - Il Comites di Francoforte interviene nella dibattuta questione dell’insegnamento della lingua madre nelle scuole dell’Assia, insegnamento che il nuovo governo regionale intende abolire. In un incontro promosso sabato 19 giugno a Dreieich, presente il Console Generale min. Mazzotta ed il direttore didattico dr. Negriolli, é stato costituito un Comitato con questi compiti: coordinare le numerose iniziative di protesta in atto in tutta la regione; prendere contatto con le altre organizzazioni degli stranieri o tedesche per operare insieme; incontrare i responsabili politici del Land per sostenere le ragioni di un miglioramento e non dell’abolizione del sistema attuale; elaborare un progetto alternativo da presentare alle autoritá scolastiche; preparare un comunicato stampa da diffondere nei media tedeschi in modo da informare l’opinione pubblica sul disagio della collettività ita- liana. Il Comitato si è riunito mercoledì 23 giugno a Francoforte per dare seguito concreto alle indicazioni emerse nell’incontro. Resta infatti poco tempo: agli inizi di luglio il Parlamento di Wiesbaden sarà chiamato a votare, in terza e definitiva lettura, la cancellazione del paragrafo 3 dell’articolo 8 dell’Hessischen Schulgesetz, il paragrafo che dà fondamento giuridico e rende obbligatorio l’insegnamento della lingua materna nel sistema scolastico della regione. Se la proposta della coalizione Cdu-Fdp passerà, come tutto fa prevedere, con l’inizio del nuovo anno scolastico per gli alunni italiani diventerà facoltativa l’iscrizione alle lezioni di lingua e cultura italiana. E’ solo un primo passo - hanno rilevato diversi interventi - per far scendere l’interesse per questo insegnamento e costringerlo a scomparire nel giro di pochi anni. Ovidio Loreto Vacanze in un vero castello medioevale Quando la vacanza diventa un momento esclusivo per abbandonarsi ai piaceri e alle comodità, si va alla ricerca di posti che possano soddisfare la voglia di sentirsi coccolati e un po’ “speciali”. A pochi passi da Pescara, per esempio, arroccato nella parte alta di Loreto Aprutino, si trova il Castello di Chiola, ovvero una caratteristica struttura medievale trasformata in un accogliente hotel a cinque stelle adatto ai “palati più esigenti”. A produrre un simile risultato hanno contribuito la comunità europea e la Soprintendenza per i Beni Ambientali, Artistici e Storici dell’Abruzzo. Dell’albergo ospitato nel Castello infatti, si ha notizia din dal IX secolo. Fu una residenza feudale e fra le sue mura vissero diverse dinastie di nobili: Normanni, Angioini, d’Avalos e ancora fino ai Caracciolo di Melissano. L’edificio è stato più volte rimaneggiato nel tempo, fino alla ristrutturazione più grande eseguita nel IXI secolo che lo trasformò in dimora signorile, con frantoio, della famiglia Chiola. Possiede cinque saloni di diverse dimensioni (da 20 a 130 posti) utilizzati per convegni. Le camere, tinteggiate con sfumature pastello che richiamano la gamma dei colori delle mura esterne in mattoncino, hanno soffitti a volta e alcuni letti a baldacchino. Le finestre offrono suggestivi panorami che spaziano a 360 gradi dal mare alle cime imponenti della Maiella e del Gran Sasso. Uno scenario da ammirare, nei mesi estivi, dai bordi della piscina ricavata su un ampio bastione-terrazzo. Il salone di rappresentanza è impreziosito da un grande pannello murale commissionato dai Chiola al pittore Tommaso Cascella (1890-1968), che raffigura la caratteristica processione in onore del patrono. Infine, non poteva mancare la sala ristorante, “Il Celliere”, realizzato nei locali con la struttura originaria con il soffitto a volte. Qui si possono assaporare piatti tradizionali abruzzesi e una raffinata cucina di pesce del SULLA RISERVATEZZA DEI DATI PERSONALI Ai sensi della legge n. 675/96 il trattamento dei dati relativi ai destinatari della presente pubblicazione sono utilizzati al solo fine della spedizione in abbonamento postale di Universo Sicilia. Ai sensi dell’art. 13 della stessa legge i destinatari possono richiedere l’aggiornamento o la rettifica dei dati, salvo il diritto per motivi legittimi di opporsi a tale utilizzo dandone comunicazione. La redazione UNIVERSO SICILIA Direttore responsabile:Vincenzo Castiglione Vice Direttore: Nunzio Nasca Hanno collaborato: Anna Costanzo - Saro Franco - Nunzio Nasca Salvo Randazzo - Antonio Roamno - Angelo Russano Antonio Salomone - Pasqualino Sangiorgio Alfredo Torrisi Chiuso in redazione il 20 luglio1999 Amministratore: Piero Trovato ABBONAMENTO ANNUALE A “UNIVERSO SICILIA” — per l’Italia L. 20.000 — per l’Europa L. 25.000 — per le Americhe e l’Australia L. 30.000 Quote benemerite di sostegno alla pubblicazione: — sottoscrittore Onorario L. 200.000 — sottoscrittore Benemerito L. 150.000 — sottoscrittore Sostenitore L. 100.000 Per le inserzioni di ricorrenze ed annunci basta contattare la redazione telefonando allo 095/7692946 o inviando un fax al 095/310750. “Universo Sicilia” periodicamente raggiunge un numero ragguardevole di nostri conterranei e concittadini residenti nei cinque continenti. In atto viene spedito in: Australia, Argentina, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda, Ungheria, Brasile, Stati Uniti, Luxembourg, Venezuela. UN’AUTO ITALIANA NEL DESERTO AUSTRALIANO ROMA - Velocità massima 100 chilometri orari, quella media 75-80 chilometri, peso 150 chilogrammi, più 90 chilogrammi di batterie, costo 100 milioni di lire: sono i dati salienti della prima autovettura italiana alimenta- ta ad energia solare da competizione, che dal 17 al 25 ottobre prossimi si cimenterà, con altre autovetture dello stesso tipo (di cui 9 europee), nell’attraversata del deserto australiano. L’autovettura, che ha tre ruote, è stata realizzata a Montesilvano (Pescara) nelle officine Odoardi, da un team di tecnici e ingegneri, tutti molto giovani, con il contributo dell’Eni (per i pannelli solari), della Mgm (per il motore), della Fiamm (per gli accumulatori) e della Michelin (per le gomme). Per il modello, che assomiglia molto ad un deltaplano, la prima uscita ufficiale ci sarà il 7 agosto prossimo in Giappone. Federico Alì Le inserzioni riportate nelle pagine di questo periodico costituiscono servizio senza corrispettivo ai sensi dell’art. 3, primo comma, del D.P.R. 26/10/72 n. 633. Il modo giusto per sostenere ”UNIVERSO SICILIA” Abbonarsi! Associato al FUSIE Federazione Unitaria della Stampa Italiani all’estero Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana Stampa: Tipo-Lito Placido Dell’Erba 95033 Biancavilla (CT) - Via Imperia, 15 - Tel. 095.985167 - Fax 095.985414 Segreteria editoriale: 95124 Catania - Piazza S. Maria di Gesù, 3 Tel. 095.311547 - Fax 095.310750 Abbonamento e sottoscrizioni volontarie di sostegno: Versamento C.C.P. N. 14577951 intestato a ”Universo Sicilia” - Adrano - Tel. 095.769.29.46 Iscrizione al N° 748 del registro stampa del Tribunale di Catania del 28/3/1989