Il blogger BYOBLU ha così efficaciemente descritto il metodo cinque stelle:
“Per come la vedo io, il Movimento Cinque Stelle è un metodo, non un prodotto.
Siamo abituati a venditori di pentole che si presentano con una serie di casseruole fatte e finite
e cercano di spillarti soldi.
Subito dopo averle comprate, ti rendi conto che ti hanno fregato.
Il rappresentante del Movimento Cinque Stelle ideale, invece, suona alla porta con un tablet
in mano, ti mostra come collegarti a tutti quelli che, come te, hanno bisogno di una pentola,
poi a tutti i costruttori di pentole, poi ai fornitori di materiali e poi ti insegna a cercare tutti insieme
la soluzione giusta.
Quando avete finito, vi arriva la pentola a casa, ma l’avrete costruita da soli, come piace a voi.
Se non si parte da questi fondamentali, da ripetere fino alla nausea, ci sarà sempre gente che
vuole andare a votare come si va al supermercato e gente che si ostina a chiedere a un
cacciavite di costruirsi il mobile da solo.
Dietro al Movimento Cinque Stelle, invece, c’è una visione: moltiplicare le potenzialità della rete
per farsi rotelle e ingranaggi di un meccanismo globale, il cui funzionamento emerge
dall’interazione di ogni più piccola puleggia con l’altra e dove ogni singola rotellina ha un’anima.
Questo è il sogno. Questo significa dire che “ognuno vale uno”: una politica senza personalismi
nata per dire basta ai singoli che hanno sempre una risposta per tutto ma che rappresentano
solo se stessi, con il risultato che le loro risposte valgono zero, che è meno di uno.
E quindi – loro sì – sono pura demagogia e populismo.
Un eletto del Movimento Cinque Stelle siede su una poltrona ma non conta niente e non decide
niente: si limita a chiedere al Movimento qual è la sua posizione e attende.
Il Movimento usa la rete, consulta le intelligenze al suo interno e formula la sua proposta.
L’eletto esegue. Dunque che senso ha chiedere a un consigliere regionale del Movimento
Cinque Stelle cosa pensa del problema della ristrutturazione del debito, della riforma del lavoro
o della superfettazione della noosfera?
Quando anche rispondesse, lo farebbe a titolo personale. Ma allora, compreso questo, quando?
Mi verrebbe da rispondere mai, perché se sposi un metodo scegli qualcosa di cui non puoi
essere semplice spettatore: se osservi il Movimento Cinque Stelle, lo cambi. Come Heisenberg.
Ma certo, quando e se si presenteranno alle politiche, significherà che avranno un programma
adeguato, frutto del contributo di tutti, e che avranno selezionato i candidati idonei a comunicarlo.
Fino a quel momento, chiedere a una porta di aprirsi e varcarla senza avere atteso il suo
collegamento con il corridoio successivo è come fare un salto nel vuoto.
Chi ha visto Cube sa di cosa parlo. Bisogna prima attendere che la rete si configuri.
Nel frattempo c’è da spiegare il metodo.
Oppure, visto che il Movimento Cinque Stelle è candidato alle amministrative,
c’è da parlare di programmi locali, di soluzioni per il territorio.
Tutto il resto è come tentare di avviare un eseguibile che sta ancora compilando: se la barretta
di caricamento non è ancora arrivata al 100%, è inutile pigiare ripetutamente sul tasto enter.“
Per avere ulteriori chiarimenti
e per partecipare al rinnovamento evolutivo di Nepi
vieni a trovarci nel Meetup 5 Stelle per Nepi
http://www.meetup.com/beppegrillo-669/
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