‫בס"ד‬
Foglio periodico bimestrale edito da
La Shmitta
Per più di mille e novecento anni gli Ebrei
hanno agognato di tornare nella Terra
d’Israele. Nel corso dei secoli uno dei pungc
goli più forti è stato il desiderio di osservare
ancora le mitzvot hatluyot ba’aretz (le leggi
relative all’agricoltura), i comandamenti
che possono essere osservati solo in Terra
d’Israele. Con l’aiuto di Hashem alcuni tra
noi, nella scorsa generazione, hanno potc
tuto realizzare parte di questa bimillenaria
speranza che ci ha posto di fronte a nuove
sfide.
Senza alcun dubbio una delle mitzvot più
impegnative di tutti i tempi è l’osservanza
della shmitta, l’anno sabbatico, in cui la Terra
d’Israele riposa. Il Midrash, che ben conosce
la difficoltà di osservare questa complessa
mitzva chiama “angelo” chi sia in grado di
rispettarne i precetti.
Le leggi che disciplinano la shmitta si possc
sono dividere in tre grandi gruppi: le leggi
relative alla lavorazione della terra, leggi
riguardo i prodotti della terra e leggi per il
consumo dei frutti cresciuti durante l’anno
della shmitta (pairot sheviit).
n.
6
Tishrei 5768 - Ottobre 2007
Lo Schach
La Tora’, parlando della festa di Sukkot dice “Chag HaSukkot Taaseh
Lecha B’Aspecha Migornecha U’Miyikvecha.” (…………..)“La Festa
delle Capanne celebrerai (in autunno) quando raccoglierai il grano
e vendemmierai”. Questo versetto, insegnano i nostri Saggi, ha ancc
che un significato nascosto: le sukkot, le capanne sotto cui stiamo
durante questi giorni di festa, dovrebbero essere fatte utilizzando
come materiale gli steli del grano ed i rami della vite che residuano
dopo il raccolto.
I nostri Maestri, tuttavia, insegnano che le prescrizioni relative allo
schach consentono anche l’uso di altri materiali simili ai rami della
vite ed agli steli del grano, pesolet,
goren v’yekev, che non siano più
uniti al suolo e che non possono
più diventare impuri, tame.
Stecche di legno non lavorato, fogc
glie di granturco e rami di palma ne
sono esempi.
Molti materiali, tuttavia, non sono
conformi a tali dettami. La pelle,
per esempio, non è prodotta dal
terreno, così pure il cemento ed il
metallo e pertanto questi ed altri
materiali non possono essere utilc
lizzati. Si aggiunga inoltre che tuttc
ti gli alimenti non possono essere
utilizzati per realizzare lo schach e,
in particolare, si presti attenzione
al fatto che si deve scartare anche
quei involucri del granturco che contengano solo qualche chicco.
Anche gli oggetti lavorati dal legno che, come un vaso, presentino
delle cavità o degli spazi interni non possono essere usati perché
potrebbero diventare tame. I vasi di legno inoltre, anche qualora
siano frantumati e resi inadeguati al precedente uso, rimangono
inutilizzabili.
Tuttavia, anche se bastoni di legno cavo non sono utilizzabili, le
canne di bambù, che pure sono vuote al loro interno, sono adegc
guate perché lo sono naturalmente e non artificialmente. Per lo
stesso criterio bastoni di legno pieno, privi di lavorazioni, possonc
no essere utilizzati, proprio come è lecito usare travi
non venga sollevata e rimessa sulla sukka con l’intenzione
specifica di utilizzarla per lo schach.
I nostri Maestri insegnano anche come l’uso di materialc
le che abbia un odore non piacevole sia, preferibilmente,
da evitare, mentre l’uso di materiale che abbia un odore
decisamente sgradevole sia proibito.Lo schach deve rimanc
nere fresco per tutta la festa e le frasche che abbiano foglie
destinate a seccarsi prima della fine di Sukkot o tralci che
appassiscano pur mantenendo foglie fresche non possonc
no essere utilizzati.
di legno anche leggermente
imperfette. In ogni caso, per
lunga tradizione, si preferisce
non usarne.
Lo Schach
continua da pagina 1
I materiali utilizzati per lo schach devono conservare il
loro stato originale e non devono subire processi di lavorc
razione. Il legno, per esempio, è utilizzabile, ma non lo è la
carta. Il lino, come pianta, si può usare, ma, come tessuto,
no e lo stesso vale per il cotone.
Il lino è problematico anche perché, secondo Rashi, se
le fibre del lino sono intrecciate fino a formare un tessuto
diventano pasul min HaTora’, inadeguate secondo la Tora’
come ogni altro materiale frutto di tessitura.
Le frasche di un albero non sono utilizzabili se sono ancc
cora connesse alla pianta. Se la frasca era connessa ad una
pianta mentre copriva la sukka ed è stata tagliata successc
sivamente, rimane comunque inutilizzabile fino a quando
I. La lavorazione della terra
– Cosa è proibito?
Le leggi relative a questo aspetto
sono molto complesse e non sono
di significativa rilevanza per chi non
possiede terra in Israele, pertanto
una trattazione sommaria risulta pienc
namente adeguata. In generale ogni
attività volta a rendere la terra più
produttiva, a prepararla a produrre un
raccolto o per migliorare la vegetazionc
ne è proibito. Non è quindi consentito
arare la terra, piantare sementi o arbc
busti o anche potare gli alberi.
Parimenti è proibito irrigare, fertilizzc
zare, sarchiare e svolgere altri lavori
tipici. Se lo scopo, tuttavia, è di protc
teggere ciò che è gia cresciuto o se
gli alberi corrono il rischio di morire,
alcune attività sono permesse. Comc
munque, poiché le norme sono molto
complesse è opportuno che si consultc
ti un’autorità competente in materia,
un posek.
Anche la casa, in Israele, presentano
Il materiale (adeguato) che s’intende utilizzare deve esserc
re messo a copertura della sukka con la specifica intenzionc
ne di essere utilizzato come schach. Ad esempio non è utilc
lizzabile il materiale che sia stato messo in cima alla sukkah
con l’intento di farlo essiccare e che successivamente si sia
deciso di adibire a schach. A tal riguardo l’halachà proibisce
di utilizzare delle fascine quando v’è il rischio che possano
essiccarsi anche quando l’intenzione sia esclusivamente di
utilizzarle come schach. Il divieto, tuttavia, si applica alle
fascine che siano composte da almeno 25 stecchi e che
siano legate al centro o alle estremità.
Quanto possono, al massimo, essere ampie delle tavole
per poter essere usate come schach? Non è permesso usarc
re tavole che superino una larghezza di 4 tefachim (29,96
cm ca.). In ogni caso è tradizione non utilizzare pannelli di
legno lavorato per uso edilizio.
Il criterio per accertare l’idoneità di un materiale come
schach è, dunque, triplice: il materiale deve provenire dal
terreno, non essere più connesso al terreno e non più soggc
i loro problemi ed è pertanto opportc
tuno consultare un posek per capire
come rispettare le disposizioni relativc
ve alla shmitta.
II. I prodotti del settimo
anno - Pairot Sheviit
Per chiarire quali siano le verdure
ed i frutti che sono permessi e quali
quelli proibiti è necc
cessario definire a
quali prodotti ci si rifc
ferisce, quando sono
maturati, dove sono
stati coltivati e chi è
il proprietario della
terra.
Quali prodotti? La
shmitta essenzialmc
mente concerne tre
categorie di prodottc
ti: 1) i vegetali, come,
ad esempio, pomodori, lattuga e carotc
te; 2) i legumi (kitniyot) ed i cereali, ad
esempio, lenticchie, frumento e aracc
chidi; 3) frutti
arborei come i
datteri, i fichi e le melagrane.
La Shm
continua da p
Prodotti quando? Ci sono
scaglioni temporali diversi a seconda
dei diversi tipi di prodotto.
Frutti arborei
In un anno di shmitta non si possono
piantare nuovi alberi da frutto a partirc
re da 44 giorni prima di Rosh Hashann
nah . La
frutta
che comc
mincia a
crescere
durante
la
shmn
mitta è
considerc
rata un
prodottc
to della
shmitta
dotato di kedushat sheviit e può essc
sere consumato (la frutta comincia a
crescere dal momento in cui il fiore si
stacca dall’albero).
Lo Schach
getto a diventarc
re tame’. Canne,
paglia e stoppe
intrecciate a formare pannelli non possono essere utilizzc
zate come schach se sono state intrecciate con l’intento di
essere utilizzate come superfici per dormire o per sedersi
o per un’altra specifica destinazione. In ogni caso se questi
pannelli sono stati realizzati appositamente per fungere
da schach il loro uso è lecito.
continua da pagina 2
Stuoie che siano ricavate dal
bambù e che siano tenute insc
sieme da corde o filami sono
utilizzabili? Rav Moshe Feinsc
stein zt”l stabilì che le venezianc
ne fatte di stanghe di legno tenc
nute insieme da fili di tessuto,
che è mekabel tuma, non sono
utilizzabili e anche qualora i
legacci siano rimossi le stecche
rimangono inutilizzabili. Analc
logicamente anche se una stuoia è stata prodotta senza
una specifica destinazione d’uso, deve essere considerata
mekabel tumah e pertanto, in conformità alla halachà non
può essere utilizzata come schach. Stuoie realizzate con filc
lamenti di nylon non sono utilizzabili in quanto, conformemc
mente all’insegnamento di Rashi devono essere consideratc
ti filati. Comunque un unico filo che, non sia intrecciato ad
altri, non rende la stuoia inutilizzabile.Un monofilamento
deve essere posto sopra la sukkah in modo adeguato. Le
stecche di bambù devono essere perpendicolari alle paretc
mitta
agina 1
Vegetali
Le verdure non possono,
dopo Rosh Hashanah, essere piantatc
te per l’intera durata della shmitta. Le
verdure che siano
state piantate primc
ma di Rosh Hashann
nah che cmincianc
no a crescere primc
ma della shmitta
e sono raccolte
durante la shmittn
ta non sono proibc
bite e pertanto
possono essere
mangiate, tuttavc
via le leggi della kedushat shiviit si
applicano anche ad esse. Pertanto, in
termini pratici, se qualcuno ha dei pomc
modori in un orticello, questi possono
essere mangiati solo a condizione che
la pianta abbia cominciato a crescere
nel corso del sesto anno e che siano
state rispettate le norme per il lavoro
della terra previste per il periodo del
shiviit. ti e alle travi su cui poggiano, in altre parole, se è il filo che
regge le stecche la stuoia è stata messa impropriamente.
Inoltre le stuoie o i pannelli non possono essere legati alla
sukkah per non essere asportati dal vento in condizioni
normali (a ruach metzuya) potendosi invece usare, per tenc
nere fermo il tutto, dei bastoni di legno.
Inoltre la stuoia o il pannello possono contenere più di
25 stecche perché non necessitando di essere essiccati
non sono reputati una fascina
(chavila).
I rabbini si sono posti l’interrogc
gativo se lo schach possa esserc
re sostenuto da cose fatte con
materiali non idonei ad essere
schach ed hanno appurato che
non si deve sorreggere lo schacn
ch con nulla che possa diventarc
re tamei (as esempio sbarre di
metallo). E’ comunque permessc
so di fermare il basamento con del materiale che non sia
idoneo ad essere schach e, se lo schach è sostenuto da
bastoni di legno, allora chiodi o corde possono essere utilc
lizzati per rinforzare i bastoni di legno.
Con quanto schach si dovrebbe ricoprire la sukkah? Lo
schach deve essere sufficientemente fitto da far sì che non
ci sia, dentro alla sukkah, più luce che ombra. In ogni caso
la copertura non deve essere così densa da non permetterc
re alla pioggia di cadere dentro la sukkah.
Le verdure che, spontaneamente,
cominciano a crescere durante lo shevn
viit prendono il nome di s’fichin e non
possono essere mangiate in nessun
caso. Tale proibizc
zione di origine
rabbinica è stata
istituita per dissc
suadere personc
ne disoneste dal
piantare verdurc
re per asserire
poi la spontanc
neità della loro
crescita. niyot), e cereali
Legumi
(kitnn
Generalmente questi prodotti segc
guono le stesse prescrizioni dei vegetc
tali, a parte il fatto che i legumi ed i
cereali piantati prima di Rosh Hashann
nah possono essere mangiati solo se,
prima di tale data, hanno raggiunto
almeno un terzo del loro sviluppo.
Chi possiede la terra? Tra i poskim
vi è contrasto relativamente allo statn
tus dei prodotti provenienti dalla
terra, in Israele, di un non ebreo. La
regola a Gerusalemme è di non consc
siderarli prodotti del settimo anno;
diversamente a Bnei Brak li si ritiene
sheviit.
La vendita della terra (heter mechirn
ra)
Le modalità relative alla circolazione
della proprietà terriera furono stabilc
lite nel 1887 da alcuni illustri rabbini
tra cui rav Yitzchok Elchanan Spector.
Coloro che proposero il heter affermc
mavano che la situazione nella Terra
d’Israele era così precaria che non lavc
vorare la terra per un anno avrebbe
messo a rischio l’esistenza dell’interc
ro insediamento ebraico. Il dibattito
attorno al heter fu molto intenso ed
acceso e alcuni notevoli rabbini si
opposero come, tra gli altri, il Netziv,
rav Naftoli Zvi Yehuda Berlin di Volozc
zin. Il cuore della controversia ruotava
attorno al divieto posto dalla Tora di
La Shmitta
alienare a qualsiasi non ebreo
anche una minima porzione
della Terra d’Israele. Alcuni ritc
tenevano che la proibizione di vendere la terra fosse ancc
cora più gravosa di quella di non lavorarla. Da allora alcuni
rabbini vendettero la terra ad ogni shmitta. Rav Avraham
Yitzchok Kook istituzionalizzò tale prassi, anche se chiarì
che vi si doveva ricorrre solo in situazioni di gravissime avvc
versità. Sin dal suo insediamento Il Rabbinato d’Israele ha
venduto la terra ad ogni shmitta. In ogni caso ci sono moltc
ti Gedolim che verificano se la situazione giustifica la vendc
dita e se la vendita è effettiva. Inoltre c’è un altro grosso
problema: i prodotti che sono venduti nei negozi israeliani
durante il periodo della shmitta vengono principalmente
da kib­butzim non religiosi e moshavim che non sono assc
solutamente disposti a vendere le loro terre. Anche quandc
do le leggi della shmitta sono rispettate, tuttavia, la frutta
della shmitta può essere mangiata solo conformemente a
certe restrizioni.. continua da pagina 3
Dove è stato coltivato il prodotto? La normativa relc
lativa alla shmitta si applica solo a quanto prodotto nei
confini di Eretz Yisroel che coincidono con l’area che gli
Ebrei occupavano nel periodo del Secondo Tempio e che
non corrispondono agli attuali confini dello Stato d’Israelc
le. Quali siano questi confini è materia di accesa discussc
sione: alcuni sostengono che ogni cosa a sud di Ashkelon
sia fuori dai confini, altri estendono il limite ben dentro
il Negev sino ad Eilat. A nord ci si pone il problema delle
alture del Golan.
III. Le leggi pratiche sui prodotti del sheviit
Ci sono molte norme relative ai prodotti del sheviit:
• La proibizione rabbinica di mangiare s’fichin. La proibc
bizione si applica solo ai vegetali, legumi e cereali
che hanno cominciato a crescere durante l’anno di
sheviit. Il divieto non si applica alla frutta arborea e
ai prodotti coltivati in un terreno non appartenente
ad un ebreo.
• I prodotti del sheviit devono essere consumati con le
modalità ordinarie e, pertanto, ciò che si usa mangiarc
re crudo deve essere mangiato crudo, ciò che si usa
mangiare cotto deve essere mangiato cotto e che solc
litamente non è spremuto non può essere spremuto
e frutti che mangiano le persone non possono essere
dati agli animali.
• I prodotti dello sheviit devono essere trattati come
hefker (cose di nessuno) e non possono essere nasc
scoste e sottratte alle persone. A rigore gli ingressi ai
campi dovrebbero essere lasciati aperti affinché ciasc
scuno possa liberamente coglierne. Comunque, poicc
ché, non tutti sanno cogliere la frutta senza rovinare
gli alberi i proprietari del fondo possono raccoglierli
loro per chi li chieda. I frutti sottoposti ad un Otzar
Beit Din non devono essere presi senza il suo consc
senso.
• I prodotti dello sheviit non possono essere venduti
coi modi usuali, dunque, non possono essere venduti
in negozi ordinari a scopo di profitto. Inoltre il denaro
usato per comprare qualsiasi prodotto dello sheviit
diventa santificato come anche tutto quello che con
esso è comprato e deve essere trattato secondo alcc
cune specifiche leggi relative ai prodotti dello sheviit.
Per questo motivo è stato organizzato un preciso sisc
stema di distribuzione conforme alla shmitta amminisc
strato dai Beit Din di ogni città usualmente noti come
Otzar Beit Din. E’ permesso, dall’ Otzar Beit Din, di far
pagare un prezzo idoneo a coprire i costi di magazzc
zino, di raccolta e di quelle lavorazioni permesse, ma
non della frutta stessa. • Tutte le autorità concordano che sia vietato distruggc
gere i prodotti dello sheviit fintanto che risultino idonc
nei al consumo. Gli avanzi dovrebbero essere messi in
un contenitore e gettati solo quando ormai immangc
giabili. I cibi cotti solo dopo essere stati lasciati non
refrigerati per un’intera notte ed essere andati a male.
Allo stesso modo un etrog cresciuto durante la shmittn
ta deve essere gettato in questa maniera dopo essere
stato usato per Sukkot.
• In condizioni normali i prodotti dello sheviit non devc
vono essere esportati ed è per tale ragione che i prodc
dotti freschi israeliani ed i lavorati a base di prodotti
freschi devono riportare chiaramente la dicitura shmn
mitta-free. Molte autorità comunque permettono di
esportare etrogim per Sukkot. • Alla fine della stagione ciascuno deve rimuovere dai
propri terreni tutti i prodotti dello sheviit per ogni
tipo di frutta o vegetale. Tale dovere prende il nome
di biur. E’ d’uso, alla fine della stagione, portare tutti
i prodotti in strada , di fronte a tre persone e dichiarc
rali proprietà di nessuno. Poi anche chi li ha portati
può riappropriarsene. La data precisa per il biur varc
ria da shmitta a shmitta e per i diversi tipi di prodotti
e quindi in Israele sono pubblicate delle tabelle che
permettono di sapere con precisione il momento del
biur di ogni prodotto.
• Infine, alcuni considerano una mitzva mangiare prodc
dotti dello sheviit, ma la maggioranza delle autorità
non è d’accordo.
Redazione: Viale Regina Giovanna, 11
20129 Milano
Tel. 02 29 41 41 70 - Fax 02 29 41 41 73
Redattore: Rav Levi Y. Hazan - [email protected]
Ha collaborato: Daniel Faden
Grafica: Enrico Segré - www.studio-segre.it
Impaginazione: Menachem Lazar
Organizzazione Giovanile Chabad Lubavitch
Un progetto del Merkos L’Inyonei Chinuch
Questo opuscolo non sostituisce il Rav e
serve soltanto per approfondire la Halachà.
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